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Pasquale.Carelli
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{{capitolo
|Libro=Fisica classica
|NomeLibro=Fisica classica
|CapitoloPrecedente=Il vettore di Poynting
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|CapitoloSuccessivo=Campi elettromagnetici nei conduttori
|NomePaginaCapitoloSuccessivo=Fisica classica/Campi_elettromagnetici_nei_conduttori
}}
{{fisica classica}}
=Campi elettromagnetici nei dielettrici=
Quando un’onda elettromagnetica entra in un dielettrico, il campo elettrico oscillante interagisce con le cariche legate del materiale. Questa interazione modifica la propagazione rispetto al vuoto e introduce fenomeni come rallentamento, dispersione e assorbimento.
Nel vuoto il campo elettromagnetico si propaga con velocità costante <math>c</math> e senza interazioni con la materia. In un dielettrico, invece, il campo elettrico induce una polarizzazione <math>\mathbf{P}</math>:
:<math>\vec{P} = \varepsilon_0 \chi_e \vec{E}</math>
che genera un campo aggiuntivo. Il campo totale nel mezzo è quindi diverso da quello nel vuoto, e la propagazione è descritta da parametri macroscopici: <math>\varepsilon = \varepsilon_0 \varepsilon_r</math>,
<math>\mu = \mu_0 \mu_r</math>.
Nel vuoto la velocità di fase è:
:<math>v_0 = c</math>.
Nel dielettrico diventa:
:<math>v = \frac{c}{\sqrt{\varepsilon_r \mu_r}}</math>.
La ragione fisica è che la polarizzazione non segue istantaneamente il campo elettrico: le cariche legate devono accelerare, invertire direzione, oscillare. Questo introduce un ritardo nella risposta del materiale e rallenta la propagazione dell’onda.
La polarizzazione del materiale dipende dalla frequenza dell’onda.
Di conseguenza anche la [[w:Permittività_elettrica|permittività]]<ref> Viene anche comunemente chiamata costante dielettrica.</ref> diventa funzione della frequenza:
:<math>\varepsilon = \varepsilon(\omega)</math>.
L’indice di rifrazione è quindi:
:<math>n(\omega) = \sqrt{\varepsilon(\omega)\,\mu(\omega)}</math>.
Se <math>n</math> dipende da <math>\omega</math>, allora la velocità di fase:
:<math>v(\omega) = \frac{c}{n(\omega)}</math>
non è costante → nasce la dispersione: frequenze diverse viaggiano con velocità diverse.
==Modello fisico==
Se si riscrivono le equazioni di Maxwell in presenza di un mezzo lineare, isotropo, omogeneo, non dispersivo, privo di cariche libere e di correnti di conduzione, caratterizzato da permeabilità <math>\mu</math> e permittività <math>\varepsilon</math> costanti; si arriva anche nei dielettrici, cioè i materiali isolanti, ad una equazione delle onde:
:<math> \nabla^2\vec E-\mu\varepsilon \frac{\partial^2\vec E}{\partial t^2}=0 </math>
La differenza con il vuoto è che la [[w:Velocità_di_fase|velocità di fase]] della luce ha un valore inferiore a quello del vuoto:
:<math>v=\frac{1}{\sqrt{\mu\varepsilon}}</math>
In realtà:
:<math>\varepsilon=\varepsilon_r\varepsilon_0</math>
e quindi:
:<math>v=\frac1{\sqrt{\mu_0\mu_r\varepsilon_0\varepsilon_r}}</math>
Essendo nella maggior parte dei mezzi non magnetici:
:<math>\mu_r\simeq1</math>
allora
:<math>v=\frac{c}{\sqrt{\varepsilon_r}}</math>
da qui definendo:
:<math>n=\sqrt{\varepsilon_r}</math>
Si ha che:
:<math>v=\frac cn\ </math>
Dove <math>n=\sqrt{\varepsilon_r}</math> è chiamato indice di rifrazione. Nei comuni mezzi dielettrici lineari e trasparenti l'indice di rifrazione è generalmente maggiore di uno; esistono tuttavia mezzi particolari (ad esempio [[w:Plasma_(fisica)|plasmi]] e [[w:Metamateriale|metamateriali]]) nei quali questa proprietà non è verificata.
Quando la frequenza dell’onda è molto più piccola della frequenza naturale degli elettroni legati (<math>\omega \ll \omega_0</math>), le cariche riescono a seguire senza ritardo il campo elettrico.
L’equazione dell’oscillatore:
:<math>m\ddot{x} + \gamma \dot{x} + kx = qE(t)</math>
si riduce a una risposta quasi statica:
:<math>x(t) \approx \frac{q}{k} E(t)</math>
La polarizzazione è quindi istantanea:
:<math>\vec{P}(t) \approx \varepsilon_0 \chi_e\, \vec{E}(t)</math>
e la [[w:Permittività_elettrica|permittività]] può essere considerata costante <math>\rightarrow</math> assenza di dispersione.
Quindi finché le onde elettromagnetiche hanno frequenze basse ( minori di qualche centinaio di MHz) <math>n\ </math> è semplicemente
:<math>n=\sqrt{\epsilon_r \mu_r}\ </math>
Dove <math>\epsilon_r </math> è la [[w:Costante_dielettrica|costante dielettrica]] relativa e
<math>\mu_r\ </math> è la [[w:Permeabilit%C3%A0_magnetica|permeabilità magnetica]] relativa, che nella maggior parte delle sostanze è prossima all'unità. Quindi se consideriamo, ad esempio, l'acqua, deionizzata cioè senza elettroliti in soluzione, la quale ha una costante dielettrica relativa pari a 80, la velocità della luce per quanto riguarda le basse frequenze è circa 1/9 di quella nel vuoto.
==Lunghezza d'onda==
Se definiamo <math>\lambda_o\ </math> la lunghezza d'onda nel vuoto. Immaginiamo di avere una onda elettromagnetica che dal vuoto, in cui vale:
:<math>\lambda_o \nu=c\ </math>
passa ad un mezzo dielettrico, la relazione che lega lunghezza d'onda e frequenza propria di tutte le onde vale anche in presenza di dielettrico continua a valere:
:<math>\lambda \nu=c'=\frac cn\ </math>
di conseguenza:
:<math>\lambda =\frac {\lambda_o}n\ </math>
quindi in genere nei mezzi la lunghezza d'onda diminuisce
== Modello atomico==
Fino a questo punto la permittività <math>\varepsilon</math> è stata considerata una proprietà macroscopica del materiale. È però interessante comprenderne l'origine a partire dal comportamento degli atomi e delle molecole.
L'equazione microscopica che descrive l'azione del campo elettrico sui dipoli elementari di cui è fatta la materia è simile a quella di un [[w:Oscillatore_forzato#Moto_armonico_forzato_con_termine_di_smorzamento|oscillatore armonico forzato con un termine di smorzamento]]. Tale sistema ammette una frequenza di risonanza, al crescere della frequenza, fino a quando il materiale ha un assorbimento ''κ'',
''n'' tende a crescere. In corrispondenza della frequenza di risonanza dove ''κ''
è massimo ''n'' può diventare inferiore all'unità. In pratica si ha che ad esempio l'acqua alle frequenze ottiche ha un indice di rifrazione di appena 1.33 (invece di 9 come ci si aspetterebbe
dal fatto che <math>n=\sqrt{\varepsilon_r}\ </math> essendo nell'acqua <math>\varepsilon_r=80\ </math>).
Alle frequenze ottiche i dipoli permanenti orientabili della molecola d'acqua (responsabili dell'alto valore di <math>\varepsilon_r</math> in statica) non riescono a seguire l'inversione rapida del campo elettrico, lasciando attivo solo il contributo della polarizzabilità elettronica degli atomi.
Un semplice modello a livello atomico rende conto di cosa avviene. Il modello atomico non serve per dimostrare Maxwell, ma per interpretare il valore di <math>\varepsilon_r</math>.
Prima osserviamo il fenomeno dal punto di vista dell'elettrostatica, cioè consideriamo un [[w:atomo|atomo]], immaginato come una sfera. In assenza di campo elettrico il centro delle cariche positive: [[w:nucleo|nucleo]] coincide con il centro delle cariche negative (la distribuzione degli [[w:elettrone|elettroni]]). Se applichiamo un campo elettrico esterno <math>\vec E\ </math> avrò che l'atomo si deformerà (molto debolmente)
in quanto il campo elettrico esercita una azione eguale ed opposta sul nucleo e sugli elettroni: la deformazione <math>\vec \delta\ </math> sarà proporzionale al campo elettrico applicato con una costante di proporzionalità <math>\alpha\ </math> dipendente dall'atomo considerato, in maniera tale che:
:<math>\alpha \vec \delta =e \vec E\ </math>
Dove <math>e\ </math> è la [[w:Carica_elementare|carica elementare]]. Conoscendo la massa dell'elettrone (essendo il nucleo migliaia di volte più massivo rimane praticamente immobile):
:<math>\omega_o^2=\frac {\alpha}m\ </math>
Cosicché la deformazione dovuta all'elettrone vale:
:<math>\vec \delta =\frac {e}{m\omega_o^2}\vec E\ </math>
Quindi si ha che viene indotto un momento di dipolo pari a:
:<math>\vec p=e\vec \delta =\frac {(e)^2}{m\omega_o^2}\vec E</math>
Se quindi la densità di elettroni per unità di volume vale <math>N\ </math> (non si usa il simbolo n per non fare confusione con l'indice di rifrazione):
:<math>\vec P=N\frac {(e)^2}{m\omega_o^2}\vec E\ </math>
Essendo anche:
:<math>\vec P=\epsilon_o(\epsilon_r-1)\vec E\ </math>
si ha che:
:<math>\epsilon_r=1+N\frac {(e)^2}{\epsilon_o m\omega_o^2}\ </math>
Tanto maggiormente gli atomi sono deformabili tanto maggiore sarà la costante dielettrica relativa, invece al tendere di <math>N\ </math> a zero la costante dielettrica relativa tende ad 1.
Nella dinamica consideriamo un campo elettrico è variabile nel tempo che localmente ha una espressione del tipo:
:<math>E= E_o e^{j\omega t}\ </math>
Notare come per semplicità si sia considerato un caso unidimensionale, per cui si è omesso il simbolo di vettore. L'equazione della dinamica è:
:<math>m\ddot \delta+ m\gamma \dot \delta +m\omega_o^2 \delta =eE_o e^{j\omega t}\ </math>
Tiene conto sia del termine di richiamo elastico (<math>m\omega_o^2 \delta\ </math> considerato prima), ma viene aggiunto un termine di dissipazione viscosa (<math>m\gamma \dot \delta\ </math> ) con <math>\gamma\ </math> che tiene conto delle perdite nel dielettrico.
L'equazione è formalmente eguale a quella di un [[w:Oscillatore_forzato#Moto_armonico_forzato_con_termine_di_smorzamento|oscillatore armonico forzato con un termine di smorzamento]] Se la soluzione per <math>\delta\ </math> è del tipo:
:<math>\delta =\delta_oe^{j\omega t}\ </math>
che sostituita nell'equazione della dinamica si traduce in una equazione per <math>\delta_o\ </math>:
:<math>-m\omega^2 \delta_o+ j\omega m\gamma \delta_o +m\omega_o^2 \delta_o =eE_o \ </math>
da cui:
:<math>\delta_o=\frac {eE_o}{m(\omega_o^2-\omega^2+j\omega \gamma )}</math>
Ripetendo il ragionamento precedente, [[w:Mutatis_mutandis|mutatis mutandis]], si ha che:
:<math>\vec P=N\frac {(e)^2}{m(\omega_o^2-\omega^2+j\omega \gamma)}\vec E\ </math>
Il modello mostra quindi che la permittività del materiale non è una costante fondamentale, ma deriva dalla risposta collettiva degli atomi o delle molecole al campo elettromagnetico.
La costante dielettrica relativa è complessa e la sua espressione è:
:<math>\epsilon_r=1+N\frac {(e)^2}{\epsilon_o m(\omega_o^2-\omega^2+j\omega \gamma)}\ </math>
[[Immagine:Refractive_index_vs_f.png|300px|left]]
[[Immagine:Extinction_coefficient%2C_onde_em.png|300px|right]]
Di conseguenza anche l'indice di rifrazione è complesso e vale:
:<math>\tilde{n}=\frac 1{\sqrt{\epsilon_r}}=n-j\kappa\ </math>
Con
:<math>n=1+\frac {N(e)^2(\omega_o^2-\omega^2)}{\epsilon_o m[(\omega_o^2-\omega^2)^2+\omega^2 \gamma^2)]}
\ </math>
:<math>\kappa=\frac {N(e)^2\gamma \omega}{2\epsilon_o m[(\omega_o^2-\omega^2)^2+\omega^2 \gamma^2)]}</math>
Il loro comportamento è mostrato nelle figure appena sopra. Lontano dalla risonanza <math>n</math> cresce al crescere della frequenza, mentre nella regione di forte assorbimento (<math>\kappa</math> massimo) si ha l'inversione della pendenza.
La rappresentazione esponenziale rende meglio conto del significato di <math>n\ </math> e <math>\kappa\ </math>. Nella rappresentazione esponenziale possiamo scrivere una onda piana monodimensionale propagantesi sull'asse delle <math>x </math>
:<math>\vec E=\vec E_oe^{j\omega (t-x/v)}\ </math>
Ora se al posto di v sostituiamo <math>c/\tilde{n}\ </math>
:<math>\vec E=\vec E_oe^{j\omega [t-(n-j\kappa)x/c]}=\vec E_oe^{-\omega \kappa x/c} e^{j\omega (t-nx/c)}\ </math>
[[Image:Atmosfaerisk spredning.png|600px|thumb|left|La trasmissione delle onde elettromagnetiche nell'atmosfera a lunghezze d'onda nel vicino infrarosso]]
Il termine <math>\omega \kappa /c\ </math> detto coefficiente di assorbimento ha le dimensioni di una lunghezza alla -1. Tanto maggiore è il suo valore più rapidamente si estingue l'ampiezza dell'onda attraversando il mezzo.
La figura mostra l'opacità dell'[[w:Atmosfera_terrestre|atmosfera]] nel vicino [[w:Radiazione_infrarossa|infrarosso]] (lunghezze d'onda tra 14 microns e 700 nm).
L'opacità è una misura del coefficiente di assorbimento.
Alcune molecole presenti nell'atmosfera hanno caratteristiche frequenze di risonanza indicate sull'asse delle ascisse.
==Dispersione ==
Il modello microscopico appena ricavato mostra che la permittività del materiale non è una costante, ma una funzione complessa della frequenza:
:<math>\epsilon_r(\omega)=1+N\frac{e^2}{\epsilon_0 m(\omega_0^2-\omega^2+j\omega\gamma)}</math>
Di conseguenza anche l’indice di rifrazione è complesso e dipendente dalla frequenza:
:<math>\tilde n(\omega)=n(\omega)-j\kappa(\omega)=\frac{1}{\sqrt{\epsilon_r(\omega)}}</math>
varia con <math>\omega</math>. Ne consegue che onde elettromagnetiche di frequenza diversa si propagano con velocità di fase diversa e subiscono un assorbimento differente.
Lontano dalla risonanza il termine elastico domina e <math>n(\omega)</math> cresce con la frequenza (dispersione normale). In prossimità della risonanza il termine dissipativo diventa rilevante, <math>\kappa(\omega)</math> presenta un massimo e la pendenza di <math>n(\omega)</math> si inverte (dispersione anomala).
La dispersione è quindi la manifestazione macroscopica della risposta ritardata e selettiva dei dipoli elementari: il mezzo non reagisce allo stesso modo a tutte le frequenze, e questo fa sì che un’onda composta da molte componenti spettrali si deformi durante la propagazione.
==[[w:Velocità_di_fase|Velocità di fase]] e [[w:Velocità_di_gruppo|velocità di gruppo]]==
Per semplicità consideriamo onde piane che si propagano lungo l’asse delle <math>x</math>.
Si definisce velocità di fase:
:<math>v_f=\frac{\omega}{k}</math>
ed è la velocità con cui si muovono i picchi e gli avvallamenti dell’onda monocromatica.
Si definisce velocità di gruppo:
:<math>v_g=\frac{\partial\omega}{\partial k}</math>
ed è la velocità con cui si muove l’inviluppo di un pacchetto d’onda, cioè la velocità con cui viaggia l’informazione o l’energia.
Consideriamo un [[w:pacchetto_d'onda|pacchetto d'onda]], cioè una sovrapposizione di onde piane con pesi <math>A(k)</math>:
:<math>E(x,t)=\int_{-\infty}^{\infty} dk\, A(k)\, e^{j(kx-\omega t)}</math>
La funzione <math>A(k)</math> determina la forma dell’inviluppo.
L’inviluppo si muove con la velocità di gruppo, mentre la fase interna si muove con la velocità di fase.
[[Image:Wave packet.svg|thumb|linea piena: un pacchetto d'onda. Linea tratteggiata: l'inviluppo di un pacchetto d'onda fotografato ad un certo istante di tempo. L'inviluppo si muove con la velocità di gruppo .]]
[[Image:Wave opposite-group-phase-velocity.gif|thumb|right|Viene mostrata un pacchetto d'onda con la velocità di fase che va in direzione opposta a quella di gruppo. La velocità di gruppo, l'inviluppo si muove verso destra, mentre la velocità di fase è negativa (i picchi e gli avvallamenti) si muovono verso sinistra]]
La funzione <math>\omega(k)</math> che lega pulsazione e numero d’onda è detta [[w:Relazione_di_dispersione|relazione di dispersione]].
Se il mezzo non è dispersivo, la relazione è lineare:
:<math>\omega=c'k</math>
In questo caso:
:<math>v_f=v_g=c'</math>
e un’onda di qualsiasi forma si propaga senza deformarsi.
Se il mezzo è dispersivo, anche una relazione semplice come:
:<math>\omega=c'k+\text{cost}</math>
fa sì che:
:<math>v_f\neq v_g</math>
I picchi si muovono con <math>v_f</math>, l’inviluppo con <math>v_g</math> come si vede nelle figure a fianco.
Consideriamo ora un pacchetto d’onda centrato attorno a <math>k_0</math> e alla pulsazione <math>\omega_0</math>, con uno spettro stretto.
In un intervallo ristretto la relazione di dispersione può essere approssimata linearmente:
:<math>\omega(k)\approx\omega_0+(k-k_0)\left(\frac{d\omega}{dk}\right)_{k_0}
=\omega_0+(k-k_0)v_g</math>
Sostituendo questa approssimazione nell’espressione del pacchetto:
:<math>E(x,t)=e^{j(k_0 x-\omega_0 t)}\int_{-\infty}^{\infty} dk\, A(k)\, e^{j(k-k_0)(x-v_g t)}</math>
Questa espressione contiene due fattori distinti:
1. Termine di fase:
:<math>e^{j(k_0 x-\omega_0 t)}</math>
Descrive l’oscillazione interna del pacchetto: i picchi si muovono con la velocità di fase.
:<math>v_f=\omega_0/k_0</math>.
2. Termine di inviluppo
:<math>\int dk\, A(k)\, e^{j(k-k_0)(x-v_g t)}</math>
Dipende solo dalla combinazione <math>(x-v_g t)</math> e quindi si muove con la velocità di grupp
In conclusione la velocità di fase riguarda la struttura oscillatoria interna dell’onda, mentre la velocità di gruppo riguarda l’inviluppo e quindi il trasporto di informazione ed energia. In un mezzo dispersivo, <math>v_f</math> e <math>v_g</math> non coincidono, e un pacchetto d’onda si deforma durante la propagazione.
==Passaggio da un mezzo ad un altro==
[[Immagine:Fresnel.svg|right|Un'onda elettromagnetica che colpisce l'interfaccia tra due mezzi si divide in due: una parte viene riflessa e una parte viene rifratta.]]
Quando un’onda piana monocromatica passa da un mezzo con indice di rifrazione <math>n_1</math> a un secondo mezzo con indice <math>n_2</math>, essa genera in generale due onde: una riflessa e una rifratta.
La figura mostra un’onda incidente '''PO''' che raggiunge l’interfaccia nel punto '''O'''. Una parte dell’energia viene riflessa lungo '''OQ''', mentre la parte trasmessa si propaga nel secondo mezzo lungo '''OS'''.
Gli angoli che l’onda incidente, riflessa e rifratta formano con la normale all’interfaccia sono indicati rispettivamente con <math>\theta_i</math>, <math>\theta_r</math> e <math>\theta_t</math>.
Le condizioni al contorno delle equazioni di Maxwell determinano l’ampiezza dei campi riflessi e trasmessi, e portano ai coefficienti di Fresnel, diversi per le polarizzazioni <math>S</math> (perpendicolare) e <math>P</math> (parallela).
=== Riflessione ===
[[Image:Fermat_riflessione.png|thumb|left|300px|Riflessione da una superficie: gli angoli <math>\theta_1</math> e <math>\theta_2</math> corrispondono a <math>\theta_i</math> e <math>\theta_r</math>.]]
Per una superficie piana, la riflessione obbedisce alla legge:
:<math>\theta_i=\theta_r</math>
La continuità delle componenti tangenziali dei campi <math>\vec{E}</math> e <math>\vec{B}</math> porta alle espressioni dei coefficienti di riflessione per le due polarizzazioni fondamentali.
=== Legge di Snell ===
[[File:Snells law.svg|thumb|upright=1.4|right|La rifrazione della luce all'interfaccia tra due mezzi con indice di rifrazione diverso.]]
La continuità della fase del campo elettrico lungo l’interfaccia porta alla relazione:
:<math>n_1\sin\theta_1=n_2\sin\theta_2</math>
che determina l’angolo di rifrazione <math>\theta_2</math> quando un raggio incide con angolo <math>\theta_1</math>.
La legge di Snell rimane valida anche quando <math>n</math> è complesso: in tal caso <math>\theta_2</math> diventa complesso e la componente trasmessa è attenuata nel mezzo.
Quando un raggio passa da un mezzo con indice di rifrazione maggiore <math>n_1</math> a uno con indice minore <math>n_2</math>, la legge di Snell:
:<math>n_1\sin\theta_1=n_2\sin\theta_2</math>
impone che la componente trasmessa esista solo se:
:<math>\sin\theta_2\le 1</math>
Da questa condizione si ricava l’angolo critico:
:<math>\sin\theta_c=\frac{n_2}{n_1}</math>
Per angoli di incidenza <math>\theta_1>\theta_c</math> la soluzione della legge di Snell non è più reale:
<math>\theta_2</math> diventa complesso.
Questo non significa che l’onda ''sparisca'', ma che nel secondo mezzo la componente trasmessa non è più propagativa: diventa una onda evanescente, la cui ampiezza decresce esponenzialmente con la distanza dalla superficie.
=== Coefficienti di Fresnel ===
I campi elettrici delle tre onde coinvolte possono essere scritti come:
* onda incidente: <math>E_{\mathrm{i}}</math>
* onda riflessa: <math>E_{\mathrm{r}}</math>
* onda trasmessa: <math>E_{\mathrm{t}}</math>
I coefficienti:
:<math>R=\frac{E_{\mathrm{r}}}{E_{\mathrm{i}}}</math>
:<math>T=\frac{E_{\mathrm{t}}}{E_{\mathrm{i}}}</math>
misurano la frazione dell’ampiezza riflessa e trasmessa.
Applicando le condizioni al contorno si ottengono i coefficienti di Fresnel:
====Polarizzazione <math>S</math> (campo elettrico ⟂ al piano di incidenza)====
* Riflessione:
:<math>R_S=\frac{n_1\cos\theta_1-n_2\cos\theta_2}{n_1\cos\theta_1+n_2\cos\theta_2}</math>
* Trasmissione:
:<math>T_S=\frac{2n_1\cos\theta_1}{n_1\cos\theta_1+n_2\cos\theta_2}</math>
====Polarizzazione <math>P</math> (campo elettrico nel piano di incidenza)====
:<math>R_P=\frac{n_2\cos\theta_1-n_1\cos\theta_2}{n_2\cos\theta_1+n_1\cos\theta_2}</math>
:<math>T_P=\frac{2n_1\cos\theta_1}{n_2\cos\theta_1+n_1\cos\theta_2}</math>
Se <math>n</math> è complesso, anche <math>R</math> e <math>T</math> lo diventano: la parte immaginaria descrive l’assorbimento nel mezzo.
=== Angolo di Brewster ===
[[Immagine:fresnel2.png|thumb|800px|Angolo di Brewster e angolo critico]]
Per la polarizzazione <math>P</math> esiste un angolo per cui il coefficiente di riflessione si annulla:
:<math>R_P=0</math>
Da questa condizione si ricava l’angolo di Brewster:
:<math>\tan\theta_B=\frac{n_2}{n_1}</math>
A tale angolo l’onda riflessa è completamente polarizzata.
=== Incidenza normale ===
Per <math>\theta_1=0</math> non vi è distinzione tra polarizzazione <math>S</math> e <math>P</math>.
Le formule si semplificano:
* Riflessione:
:<math>R=\frac{n_1-n_2}{n_1+n_2}</math>
* Trasmissione:
:<math>T=\frac{2n_1}{n_1+n_2}</math>
In questo caso l’onda riflessa si propaga nella stessa direzione dell’onda incidente, e l’interfaccia si comporta come una semplice discontinuità di impedenza ottica.
===Legge di Snell===
[[File:Snells law.svg|thumb|upright=1.4|right|La rifrazione della luce all'interfaccia tra due mezzi con [[indice di rifrazione]] diverso.]]
La continuità della fase del campo elettrico lungo la superficie di separazione porta alla relazione:
:<math>n_1 \sin\theta_1 = n_2 \sin\theta_2,</math>
che determina l’angolo di rifrazione <math>\theta_2</math> quando un raggio incide con angolo <math>\theta_1</math>.
La legge di Snell è valida anche quando <math>n</math> è complesso: in tal caso l’angolo di rifrazione diventa complesso e la componente trasmessa è attenuata nel mezzo.
Quando il raggio passa da un mezzo più denso otticamente a uno meno denso (<math>n_1 > n_2</math>), esiste un angolo di incidenza limite, detto '''angolo critico''' <math>\theta_c</math>, oltre il quale non si ha più rifrazione ma '''riflessione totale interna'''. Esso è dato da:
:<math>\sin\theta_c = \frac{n_2}{n_1},</math>
e per <math>\theta_1 > \theta_c</math> la soluzione della legge di Snell non è più reale e la componente trasmessa diventa evanescente, mentre tutta l’energia resta confinata nel mezzo con indice di rifrazione <math>n_1</math>.
====Coefficienti di Fresnel====
Quando un’onda elettromagnetica incide su un’interfaccia dielettrica, i campi elettrici nelle tre onde coinvolte — incidente, riflessa e trasmessa — possono essere scritti come:
* onda incidente: <math>E_{\mathrm{i}}</math>
* onda riflessa: <math>E_{\mathrm{r}}</math>
* onda trasmessa: <math>E_{\mathrm{t}}</math>
Il coefficiente di riflessione <math> R = \frac{E_{\mathrm{r}}}{E_{\mathrm{i}}}
</math> misura la frazione dell’ampiezza del campo elettrico che viene riflessa dall’interfaccia.
Il coefficiente di trasmissione <math>T = \frac{E_{\mathrm{t}}}{E_{\mathrm{i}}}</math> misura la frazione dell’ampiezza del campo elettrico che attraversa l’interfaccia e si propaga nel secondo mezzo.
Applicando le condizioni al contorno dei campi elettrico e magnetico si ottengono i coefficienti di riflessione e trasmissione per le due polarizzazioni fondamentali:
* polarizzazione <math>S</math> (campo elettrico perpendicolare al piano di incidenza);
* polarizzazione <math>P</math> (campo elettrico nel piano di incidenza).
Si ha per la polarizzazione <math>S</math>:
coefficiente di riflessione:
:<math>R_S = \frac{n_1 \cos\theta_1 - n_2 \cos\theta_2}{n_1 \cos\theta_1 + n_2 \cos\theta_2}</math>
coefficiente di trasmissione:
:<math>T_S = \frac{2 n_1 \cos\theta_1}{n_1 \cos\theta_1 + n_2 \cos\theta_2}</math>
Per la polarizzazione <math>P</math>:
:<math>R_P =\frac{\,n_2 \cos\theta_1 - n_1 \cos\theta_2\,}{\,n_2 \cos\theta_1 + n_1 \cos\theta_2\,}</math>
:<math>T_P =\frac{\,2 n_1 \cos\theta_1\,}{\,n_2 \cos\theta_1 + n_1 \cos\theta_2\,}</math>
Se <math>n</math> è complesso, anche <math>r</math> e <math>t</math> lo diventano, e la parte immaginaria descrive l’assorbimento nel mezzo.
====Angolo di Brewster====
[[Immagine:fresnel2.png|thumb|800px|Angolo di Brewster e angolo critico]]
Per la polarizzazione <math>P</math> esiste un angolo di incidenza per cui il coefficiente di riflessione si annulla:
:<math>R_P = 0</math>
Da questa condizione si ricava l’angolo di Brewster:
:<math>\tan\theta_B = \frac{n_2}{n_1}</math>
A tale angolo l’onda riflessa è completamente polarizzata.
====Incidenza normale====
Nel caso particolare in cui l’onda incide perpendicolarmente all’interfaccia (<math>\theta_1 = 0</math>), non vi è distinzione tra polarizzazione <math>S</math> e <math>P</math>. Le formule si semplificano:
Coefficiente di riflessione:
:<math>R =\frac{\,n_1 - n_2\,}{\,n_1 + n_2\,}</math>
Coefficiente di trasmissione:
:<math>T =\frac{\,2 n_1\,}{\,n_1 + n_2\,}</math>
In questo caso l’onda riflessa si propaga nella stessa direzione dell’onda incidente, e l’interfaccia si comporta come una semplice discontinuità di impedenza ottica.
==Conclusione==
La propagazione delle onde elettromagnetiche nei dielettrici è determinata dall’interazione tra il campo elettrico e le cariche legate del materiale. Questa interazione induce una polarizzazione <math>\vec{P}</math> che modifica la velocità di fase, la lunghezza d’onda e, alle alte frequenze, introduce dispersione e assorbimento. L’indice di rifrazione <math>n</math>, reale o complesso, riassume in modo compatto queste proprietà macroscopiche del mezzo.
Il modello microscopico basato su dipoli legati spiega la dipendenza della permittività <math>\varepsilon(\omega)</math> dalla frequenza e la presenza di una regione di risonanza in cui l’assorbimento cresce e la velocità dell’onda diminuisce. La distinzione tra velocità di fase e velocità di gruppo chiarisce come si propagano rispettivamente la fase dell’onda e l’informazione, e mostra come un pacchetto d’onda si deformi in un mezzo dispersivo.
Quando l’onda incontra un’interfaccia tra due dielettrici, le condizioni al contorno delle equazioni di Maxwell determinano riflessione e rifrazione. La legge di Snell stabilisce la direzione del raggio trasmesso, mentre i coefficienti di Fresnel descrivono l’ampiezza dei campi riflessi e trasmessi per le polarizzazioni <math>S</math> e <math>P</math>. Fenomeni come l’angolo critico, l’onda evanescente e l’angolo di Brewster emergono naturalmente da queste condizioni e mostrano come la struttura microscopica del mezzo influenzi la propagazione anche a livello geometrico.
In sintesi, la descrizione della propagazione nei dielettrici combina aspetti macroscopici (indice di rifrazione, dispersione, assorbimento) e microscopici (dipoli legati, risonanza), fornendo il quadro fisico necessario per comprendere il comportamento delle onde elettromagnetiche nei materiali e per introdurre la trattazione dell’[[Fisica_classica/Leggi_dell%27ottica_geometrica|ottica geometrica]].
== Note ==
<references/>
[[Categoria:Fisica classica]]
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Pasquale.Carelli
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{{fisica classica}}
=Campi elettromagnetici nei dielettrici=
Quando un’onda elettromagnetica entra in un dielettrico, il campo elettrico oscillante interagisce con le cariche legate del materiale. Questa interazione modifica la propagazione rispetto al vuoto e introduce fenomeni come rallentamento, dispersione e assorbimento.
Nel vuoto il campo elettromagnetico si propaga con velocità costante <math>c</math> e senza interazioni con la materia. In un dielettrico, invece, il campo elettrico induce una polarizzazione <math>\mathbf{P}</math>:
:<math>\vec{P} = \varepsilon_0 \chi_e \vec{E}</math>
che genera un campo aggiuntivo. Il campo totale nel mezzo è quindi diverso da quello nel vuoto, e la propagazione è descritta da parametri macroscopici: <math>\varepsilon = \varepsilon_0 \varepsilon_r</math>,
<math>\mu = \mu_0 \mu_r</math>.
Nel vuoto la velocità di fase è:
:<math>v_0 = c</math>.
Nel dielettrico diventa:
:<math>v = \frac{c}{\sqrt{\varepsilon_r \mu_r}}</math>.
La ragione fisica è che la polarizzazione non segue istantaneamente il campo elettrico: le cariche legate devono accelerare, invertire direzione, oscillare. Questo introduce un ritardo nella risposta del materiale e rallenta la propagazione dell’onda.
La polarizzazione del materiale dipende dalla frequenza dell’onda.
Di conseguenza anche la [[w:Permittività_elettrica|permittività]]<ref> Viene anche comunemente chiamata costante dielettrica.</ref> diventa funzione della frequenza:
:<math>\varepsilon = \varepsilon(\omega)</math>.
L’indice di rifrazione è quindi:
:<math>n(\omega) = \sqrt{\varepsilon(\omega)\,\mu(\omega)}</math>.
Se <math>n</math> dipende da <math>\omega</math>, allora la velocità di fase:
:<math>v(\omega) = \frac{c}{n(\omega)}</math>
non è costante → nasce la dispersione: frequenze diverse viaggiano con velocità diverse.
==Modello fisico==
Se si riscrivono le equazioni di Maxwell in presenza di un mezzo lineare, isotropo, omogeneo, non dispersivo, privo di cariche libere e di correnti di conduzione, caratterizzato da permeabilità <math>\mu</math> e permittività <math>\varepsilon</math> costanti; si arriva anche nei dielettrici, cioè i materiali isolanti, ad una equazione delle onde:
:<math> \nabla^2\vec E-\mu\varepsilon \frac{\partial^2\vec E}{\partial t^2}=0 </math>
La differenza con il vuoto è che la [[w:Velocità_di_fase|velocità di fase]] della luce ha un valore inferiore a quello del vuoto:
:<math>v=\frac{1}{\sqrt{\mu\varepsilon}}</math>
In realtà:
:<math>\varepsilon=\varepsilon_r\varepsilon_0</math>
e quindi:
:<math>v=\frac1{\sqrt{\mu_0\mu_r\varepsilon_0\varepsilon_r}}</math>
Essendo nella maggior parte dei mezzi non magnetici:
:<math>\mu_r\simeq1</math>
allora
:<math>v=\frac{c}{\sqrt{\varepsilon_r}}</math>
da qui definendo:
:<math>n=\sqrt{\varepsilon_r}</math>
Si ha che:
:<math>v=\frac cn\ </math>
Dove <math>n=\sqrt{\varepsilon_r}</math> è chiamato indice di rifrazione. Nei comuni mezzi dielettrici lineari e trasparenti l'indice di rifrazione è generalmente maggiore di uno; esistono tuttavia mezzi particolari (ad esempio [[w:Plasma_(fisica)|plasmi]] e [[w:Metamateriale|metamateriali]]) nei quali questa proprietà non è verificata.
Quando la frequenza dell’onda è molto più piccola della frequenza naturale degli elettroni legati (<math>\omega \ll \omega_0</math>), le cariche riescono a seguire senza ritardo il campo elettrico.
L’equazione dell’oscillatore:
:<math>m\ddot{x} + \gamma \dot{x} + kx = qE(t)</math>
si riduce a una risposta quasi statica:
:<math>x(t) \approx \frac{q}{k} E(t)</math>
La polarizzazione è quindi istantanea:
:<math>\vec{P}(t) \approx \varepsilon_0 \chi_e\, \vec{E}(t)</math>
e la [[w:Permittività_elettrica|permittività]] può essere considerata costante <math>\rightarrow</math> assenza di dispersione.
Quindi finché le onde elettromagnetiche hanno frequenze basse ( minori di qualche centinaio di MHz) <math>n\ </math> è semplicemente
:<math>n=\sqrt{\epsilon_r \mu_r}\ </math>
Dove <math>\epsilon_r </math> è la [[w:Costante_dielettrica|costante dielettrica]] relativa e
<math>\mu_r\ </math> è la [[w:Permeabilit%C3%A0_magnetica|permeabilità magnetica]] relativa, che nella maggior parte delle sostanze è prossima all'unità. Quindi se consideriamo, ad esempio, l'acqua, deionizzata cioè senza elettroliti in soluzione, la quale ha una costante dielettrica relativa pari a 80, la velocità della luce per quanto riguarda le basse frequenze è circa 1/9 di quella nel vuoto.
==Lunghezza d'onda==
Se definiamo <math>\lambda_o\ </math> la lunghezza d'onda nel vuoto. Immaginiamo di avere una onda elettromagnetica che dal vuoto, in cui vale:
:<math>\lambda_o \nu=c\ </math>
passa ad un mezzo dielettrico, la relazione che lega lunghezza d'onda e frequenza propria di tutte le onde vale anche in presenza di dielettrico continua a valere:
:<math>\lambda \nu=c'=\frac cn\ </math>
di conseguenza:
:<math>\lambda =\frac {\lambda_o}n\ </math>
quindi in genere nei mezzi la lunghezza d'onda diminuisce
== Modello atomico==
Fino a questo punto la permittività <math>\varepsilon</math> è stata considerata una proprietà macroscopica del materiale. È però interessante comprenderne l'origine a partire dal comportamento degli atomi e delle molecole.
L'equazione microscopica che descrive l'azione del campo elettrico sui dipoli elementari di cui è fatta la materia è simile a quella di un [[w:Oscillatore_forzato#Moto_armonico_forzato_con_termine_di_smorzamento|oscillatore armonico forzato con un termine di smorzamento]]. Tale sistema ammette una frequenza di risonanza, al crescere della frequenza, fino a quando il materiale ha un assorbimento ''κ'',
''n'' tende a crescere. In corrispondenza della frequenza di risonanza dove ''κ''
è massimo ''n'' può diventare inferiore all'unità. In pratica si ha che ad esempio l'acqua alle frequenze ottiche ha un indice di rifrazione di appena 1.33 (invece di 9 come ci si aspetterebbe
dal fatto che <math>n=\sqrt{\varepsilon_r}\ </math> essendo nell'acqua <math>\varepsilon_r=80\ </math>).
Alle frequenze ottiche i dipoli permanenti orientabili della molecola d'acqua (responsabili dell'alto valore di <math>\varepsilon_r</math> in statica) non riescono a seguire l'inversione rapida del campo elettrico, lasciando attivo solo il contributo della polarizzabilità elettronica degli atomi.
Un semplice modello a livello atomico rende conto di cosa avviene. Il modello atomico non serve per dimostrare Maxwell, ma per interpretare il valore di <math>\varepsilon_r</math>.
Prima osserviamo il fenomeno dal punto di vista dell'elettrostatica, cioè consideriamo un [[w:atomo|atomo]], immaginato come una sfera. In assenza di campo elettrico il centro delle cariche positive: [[w:nucleo|nucleo]] coincide con il centro delle cariche negative (la distribuzione degli [[w:elettrone|elettroni]]). Se applichiamo un campo elettrico esterno <math>\vec E\ </math> avrò che l'atomo si deformerà (molto debolmente)
in quanto il campo elettrico esercita una azione eguale ed opposta sul nucleo e sugli elettroni: la deformazione <math>\vec \delta\ </math> sarà proporzionale al campo elettrico applicato con una costante di proporzionalità <math>\alpha\ </math> dipendente dall'atomo considerato, in maniera tale che:
:<math>\alpha \vec \delta =e \vec E\ </math>
Dove <math>e\ </math> è la [[w:Carica_elementare|carica elementare]]. Conoscendo la massa dell'elettrone (essendo il nucleo migliaia di volte più massivo rimane praticamente immobile):
:<math>\omega_o^2=\frac {\alpha}m\ </math>
Cosicché la deformazione dovuta all'elettrone vale:
:<math>\vec \delta =\frac {e}{m\omega_o^2}\vec E\ </math>
Quindi si ha che viene indotto un momento di dipolo pari a:
:<math>\vec p=e\vec \delta =\frac {(e)^2}{m\omega_o^2}\vec E</math>
Se quindi la densità di elettroni per unità di volume vale <math>N\ </math> (non si usa il simbolo n per non fare confusione con l'indice di rifrazione):
:<math>\vec P=N\frac {(e)^2}{m\omega_o^2}\vec E\ </math>
Essendo anche:
:<math>\vec P=\epsilon_o(\epsilon_r-1)\vec E\ </math>
si ha che:
:<math>\epsilon_r=1+N\frac {(e)^2}{\epsilon_o m\omega_o^2}\ </math>
Tanto maggiormente gli atomi sono deformabili tanto maggiore sarà la costante dielettrica relativa, invece al tendere di <math>N\ </math> a zero la costante dielettrica relativa tende ad 1.
Nella dinamica consideriamo un campo elettrico è variabile nel tempo che localmente ha una espressione del tipo:
:<math>E= E_o e^{j\omega t}\ </math>
Notare come per semplicità si sia considerato un caso unidimensionale, per cui si è omesso il simbolo di vettore. L'equazione della dinamica è:
:<math>m\ddot \delta+ m\gamma \dot \delta +m\omega_o^2 \delta =eE_o e^{j\omega t}\ </math>
Tiene conto sia del termine di richiamo elastico (<math>m\omega_o^2 \delta\ </math> considerato prima), ma viene aggiunto un termine di dissipazione viscosa (<math>m\gamma \dot \delta\ </math> ) con <math>\gamma\ </math> che tiene conto delle perdite nel dielettrico.
L'equazione è formalmente eguale a quella di un [[w:Oscillatore_forzato#Moto_armonico_forzato_con_termine_di_smorzamento|oscillatore armonico forzato con un termine di smorzamento]] Se la soluzione per <math>\delta\ </math> è del tipo:
:<math>\delta =\delta_oe^{j\omega t}\ </math>
che sostituita nell'equazione della dinamica si traduce in una equazione per <math>\delta_o\ </math>:
:<math>-m\omega^2 \delta_o+ j\omega m\gamma \delta_o +m\omega_o^2 \delta_o =eE_o \ </math>
da cui:
:<math>\delta_o=\frac {eE_o}{m(\omega_o^2-\omega^2+j\omega \gamma )}</math>
Ripetendo il ragionamento precedente, [[w:Mutatis_mutandis|mutatis mutandis]], si ha che:
:<math>\vec P=N\frac {(e)^2}{m(\omega_o^2-\omega^2+j\omega \gamma)}\vec E\ </math>
Il modello mostra quindi che la permittività del materiale non è una costante fondamentale, ma deriva dalla risposta collettiva degli atomi o delle molecole al campo elettromagnetico.
La costante dielettrica relativa è complessa e la sua espressione è:
:<math>\epsilon_r=1+N\frac {(e)^2}{\epsilon_o m(\omega_o^2-\omega^2+j\omega \gamma)}\ </math>
[[Immagine:Refractive_index_vs_f.png|300px|left]]
[[Immagine:Extinction_coefficient%2C_onde_em.png|300px|right]]
Di conseguenza anche l'indice di rifrazione è complesso e vale:
:<math>\tilde{n}=\frac 1{\sqrt{\epsilon_r}}=n-j\kappa\ </math>
Con
:<math>n=1+\frac {N(e)^2(\omega_o^2-\omega^2)}{\epsilon_o m[(\omega_o^2-\omega^2)^2+\omega^2 \gamma^2)]}
\ </math>
:<math>\kappa=\frac {N(e)^2\gamma \omega}{2\epsilon_o m[(\omega_o^2-\omega^2)^2+\omega^2 \gamma^2)]}</math>
Il loro comportamento è mostrato nelle figure appena sopra. Lontano dalla risonanza <math>n</math> cresce al crescere della frequenza, mentre nella regione di forte assorbimento (<math>\kappa</math> massimo) si ha l'inversione della pendenza.
La rappresentazione esponenziale rende meglio conto del significato di <math>n\ </math> e <math>\kappa\ </math>. Nella rappresentazione esponenziale possiamo scrivere una onda piana monodimensionale propagantesi sull'asse delle <math>x </math>
:<math>\vec E=\vec E_oe^{j\omega (t-x/v)}\ </math>
Ora se al posto di v sostituiamo <math>c/\tilde{n}\ </math>
:<math>\vec E=\vec E_oe^{j\omega [t-(n-j\kappa)x/c]}=\vec E_oe^{-\omega \kappa x/c} e^{j\omega (t-nx/c)}\ </math>
[[Image:Atmosfaerisk spredning.png|600px|thumb|left|La trasmissione delle onde elettromagnetiche nell'atmosfera a lunghezze d'onda nel vicino infrarosso]]
Il termine <math>\omega \kappa /c\ </math> detto coefficiente di assorbimento ha le dimensioni di una lunghezza alla -1. Tanto maggiore è il suo valore più rapidamente si estingue l'ampiezza dell'onda attraversando il mezzo.
La figura mostra l'opacità dell'[[w:Atmosfera_terrestre|atmosfera]] nel vicino [[w:Radiazione_infrarossa|infrarosso]] (lunghezze d'onda tra 14 microns e 700 nm).
L'opacità è una misura del coefficiente di assorbimento.
Alcune molecole presenti nell'atmosfera hanno caratteristiche frequenze di risonanza indicate sull'asse delle ascisse.
==Dispersione ==
Il modello microscopico appena ricavato mostra che la permittività del materiale non è una costante, ma una funzione complessa della frequenza:
:<math>\epsilon_r(\omega)=1+N\frac{e^2}{\epsilon_0 m(\omega_0^2-\omega^2+j\omega\gamma)}</math>
Di conseguenza anche l’indice di rifrazione è complesso e dipendente dalla frequenza:
:<math>\tilde n(\omega)=n(\omega)-j\kappa(\omega)=\frac{1}{\sqrt{\epsilon_r(\omega)}}</math>
varia con <math>\omega</math>. Ne consegue che onde elettromagnetiche di frequenza diversa si propagano con velocità di fase diversa e subiscono un assorbimento differente.
Lontano dalla risonanza il termine elastico domina e <math>n(\omega)</math> cresce con la frequenza (dispersione normale). In prossimità della risonanza il termine dissipativo diventa rilevante, <math>\kappa(\omega)</math> presenta un massimo e la pendenza di <math>n(\omega)</math> si inverte (dispersione anomala).
La dispersione è quindi la manifestazione macroscopica della risposta ritardata e selettiva dei dipoli elementari: il mezzo non reagisce allo stesso modo a tutte le frequenze, e questo fa sì che un’onda composta da molte componenti spettrali si deformi durante la propagazione.
==[[w:Velocità_di_fase|Velocità di fase]] e [[w:Velocità_di_gruppo|velocità di gruppo]]==
Per semplicità consideriamo onde piane che si propagano lungo l’asse delle <math>x</math>.
Si definisce velocità di fase:
:<math>v_f=\frac{\omega}{k}</math>
ed è la velocità con cui si muovono i picchi e gli avvallamenti dell’onda monocromatica.
Si definisce velocità di gruppo:
:<math>v_g=\frac{\partial\omega}{\partial k}</math>
ed è la velocità con cui si muove l’inviluppo di un pacchetto d’onda, cioè la velocità con cui viaggia l’informazione o l’energia.
Consideriamo un [[w:pacchetto_d'onda|pacchetto d'onda]], cioè una sovrapposizione di onde piane con pesi <math>A(k)</math>:
:<math>E(x,t)=\int_{-\infty}^{\infty} dk\, A(k)\, e^{j(kx-\omega t)}</math>
La funzione <math>A(k)</math> determina la forma dell’inviluppo.
L’inviluppo si muove con la velocità di gruppo, mentre la fase interna si muove con la velocità di fase.
[[Image:Wave packet.svg|thumb|linea piena: un pacchetto d'onda. Linea tratteggiata: l'inviluppo di un pacchetto d'onda fotografato ad un certo istante di tempo. L'inviluppo si muove con la velocità di gruppo .]]
[[Image:Wave opposite-group-phase-velocity.gif|thumb|right|Viene mostrata un pacchetto d'onda con la velocità di fase che va in direzione opposta a quella di gruppo. La velocità di gruppo, l'inviluppo si muove verso destra, mentre la velocità di fase è negativa (i picchi e gli avvallamenti) si muovono verso sinistra]]
La funzione <math>\omega(k)</math> che lega pulsazione e numero d’onda è detta [[w:Relazione_di_dispersione|relazione di dispersione]].
Se il mezzo non è dispersivo, la relazione è lineare:
:<math>\omega=c'k</math>
In questo caso:
:<math>v_f=v_g=c'</math>
e un’onda di qualsiasi forma si propaga senza deformarsi.
Se il mezzo è dispersivo, anche una relazione semplice come:
:<math>\omega=c'k+\text{cost}</math>
fa sì che:
:<math>v_f\neq v_g</math>
I picchi si muovono con <math>v_f</math>, l’inviluppo con <math>v_g</math> come si vede nelle figure a fianco.
Consideriamo ora un pacchetto d’onda centrato attorno a <math>k_0</math> e alla pulsazione <math>\omega_0</math>, con uno spettro stretto.
In un intervallo ristretto la relazione di dispersione può essere approssimata linearmente:
:<math>\omega(k)\approx\omega_0+(k-k_0)\left(\frac{d\omega}{dk}\right)_{k_0}
=\omega_0+(k-k_0)v_g</math>
Sostituendo questa approssimazione nell’espressione del pacchetto:
:<math>E(x,t)=e^{j(k_0 x-\omega_0 t)}\int_{-\infty}^{\infty} dk\, A(k)\, e^{j(k-k_0)(x-v_g t)}</math>
Questa espressione contiene due fattori distinti:
1. Termine di fase:
:<math>e^{j(k_0 x-\omega_0 t)}</math>
Descrive l’oscillazione interna del pacchetto: i picchi si muovono con la velocità di fase.
:<math>v_f=\omega_0/k_0</math>.
2. Termine di inviluppo
:<math>\int dk\, A(k)\, e^{j(k-k_0)(x-v_g t)}</math>
Dipende solo dalla combinazione <math>(x-v_g t)</math> e quindi si muove con la velocità di grupp
In conclusione la velocità di fase riguarda la struttura oscillatoria interna dell’onda, mentre la velocità di gruppo riguarda l’inviluppo e quindi il trasporto di informazione ed energia. In un mezzo dispersivo, <math>v_f</math> e <math>v_g</math> non coincidono, e un pacchetto d’onda si deforma durante la propagazione.
==Passaggio da un mezzo ad un altro==
[[Immagine:Fresnel.svg|right|Un'onda elettromagnetica che colpisce l'interfaccia tra due mezzi si divide in due: una parte viene riflessa e una parte viene rifratta.]]
Quando un’onda piana monocromatica passa da un mezzo con indice di rifrazione <math>n_1</math> a un secondo mezzo con indice <math>n_2</math>, essa genera in generale due onde: una riflessa e una rifratta.
La figura mostra un’onda incidente '''PO''' che raggiunge l’interfaccia nel punto '''O'''. Una parte dell’energia viene riflessa lungo '''OQ''', mentre la parte trasmessa si propaga nel secondo mezzo lungo '''OS'''.
Gli angoli che l’onda incidente, riflessa e rifratta formano con la normale all’interfaccia sono indicati rispettivamente con <math>\theta_i</math>, <math>\theta_r</math> e <math>\theta_t</math>.
Le condizioni al contorno delle equazioni di Maxwell determinano l’ampiezza dei campi riflessi e trasmessi, e portano ai coefficienti di Fresnel, diversi per le polarizzazioni <math>S</math> (perpendicolare) e <math>P</math> (parallela).
=== Riflessione ===
[[Image:Fermat_riflessione.png|thumb|left|300px|Riflessione da una superficie: gli angoli <math>\theta_1</math> e <math>\theta_2</math> corrispondono a <math>\theta_i</math> e <math>\theta_r</math>.]]
Per una superficie piana, la riflessione obbedisce alla legge:
:<math>\theta_i=\theta_r</math>
La continuità delle componenti tangenziali dei campi <math>\vec{E}</math> e <math>\vec{B}</math> porta alle espressioni dei coefficienti di riflessione per le due polarizzazioni fondamentali.
=== Legge di Snell ===
[[File:Snells law.svg|thumb|upright=1.4|right|La rifrazione della luce all'interfaccia tra due mezzi con indice di rifrazione diverso.]]
La continuità della fase del campo elettrico lungo l’interfaccia porta alla relazione:
:<math>n_1\sin\theta_1=n_2\sin\theta_2</math>
che determina l’angolo di rifrazione <math>\theta_2</math> quando un raggio incide con angolo <math>\theta_1</math>.
La legge di Snell rimane valida anche quando <math>n</math> è complesso: in tal caso <math>\theta_2</math> diventa complesso e la componente trasmessa è attenuata nel mezzo.
Quando un raggio passa da un mezzo con indice di rifrazione maggiore <math>n_1</math> a uno con indice minore <math>n_2</math>, la legge di Snell:
:<math>n_1\sin\theta_1=n_2\sin\theta_2</math>
impone che la componente trasmessa esista solo se:
:<math>\sin\theta_2\le 1</math>
Da questa condizione si ricava l’angolo critico:
:<math>\sin\theta_c=\frac{n_2}{n_1}</math>
Per angoli di incidenza <math>\theta_1>\theta_c</math> la soluzione della legge di Snell non è più reale:
<math>\theta_2</math> diventa complesso.
Questo non significa che l’onda ''sparisca'', ma che nel secondo mezzo la componente trasmessa non è più propagativa: diventa una onda evanescente, la cui ampiezza decresce esponenzialmente con la distanza dalla superficie.
=== Coefficienti di Fresnel ===
I campi elettrici delle tre onde coinvolte possono essere scritti come:
* onda incidente: <math>E_{\mathrm{i}}</math>
* onda riflessa: <math>E_{\mathrm{r}}</math>
* onda trasmessa: <math>E_{\mathrm{t}}</math>
I coefficienti:
:<math>R=\frac{E_{\mathrm{r}}}{E_{\mathrm{i}}}</math>
:<math>T=\frac{E_{\mathrm{t}}}{E_{\mathrm{i}}}</math>
misurano la frazione dell’ampiezza riflessa e trasmessa.
Applicando le condizioni al contorno si ottengono i coefficienti di Fresnel (<math>\theta_1</math> è l'angolo di incidenza, mentre <math>\theta_2</math> è l'angolo dell’onda trasmessa):
====Polarizzazione <math>S</math> (campo elettrico ⟂ al piano di incidenza)====
* Riflessione:
:<math>R_S=\frac{n_1\cos\theta_1-n_2\cos\theta_2}{n_1\cos\theta_1+n_2\cos\theta_2}</math>
* Trasmissione:
:<math>T_S=\frac{2n_1\cos\theta_1}{n_1\cos\theta_1+n_2\cos\theta_2}</math>
====Polarizzazione <math>P</math> (campo elettrico nel piano di incidenza)====
:<math>R_P=\frac{n_2\cos\theta_1-n_1\cos\theta_2}{n_2\cos\theta_1+n_1\cos\theta_2}</math>
:<math>T_P=\frac{2n_1\cos\theta_1}{n_2\cos\theta_1+n_1\cos\theta_2}</math>
[[Immagine:fresnel2.png|thumb|800px|Angolo di Brewster e angolo critico]]
Se <math>n</math> è complesso, anche <math>R</math> e <math>T</math> lo diventano: la parte immaginaria descrive l’assorbimento nel mezzo.
=== Angolo di Brewster ===
Per la polarizzazione <math>P</math> esiste un angolo per cui il coefficiente di riflessione si annulla:
:<math>R_P=0</math>
Da questa condizione si ricava l’angolo di Brewster:
:<math>\tan\theta_B=\frac{n_2}{n_1}</math>
A tale angolo l’onda riflessa è completamente polarizzata.
{{Cassetto|
titolo=Dimostrazione dell'angolo di Brewster|
testo=
Partiamo dal coefficiente di riflessione per la polarizzazione P:
:<math>R_P=\frac{\,n_2\cos\theta_1 - n_1\cos\theta_2\,}{\,n_2\cos\theta_1 + n_1\cos\theta_2\,}</math>
L’angolo di Brewster è definito dalla condizione:
:<math>R_P = 0</math>
Perché una frazione sia zero, il numeratore deve essere zero cioè:
:<math>n_2\cos\theta_1 = n_1\cos\theta_2\ \text{(1)}</math>
Ora usiamo la legge di Snell:
:<math>n_1\sin\theta_1 = n_2\sin\theta_2\ \text{(2)}</math>
Dividiamo membro a membro le equazioni (1) e (2):
:<math>\frac{n_2\cos\theta_1}{n_1\sin\theta_1}=\frac{n_1\cos\theta_2}{n_2\sin\theta_2}</math>
Quindi:
:<math>\frac{n_2}{n_1}\cot\theta_1=\frac{n_1}{n_2}\cot\theta_2\ \text{(3)}</math>
Dalla (2):
:<math>\sin\theta_2 = \frac{n_1}{n_2}\sin\theta_1</math>
e quindi:
:<math>\cot\theta_2 = \frac{\cos\theta_2}{\sin\theta_2}</math>
Sostituendo nella (3) e semplificando, si ottiene:
:<math>\tan\theta_1 = \frac{n_2}{n_1}</math>
Questo è l’angolo di Brewster:
:<math>\tan\theta_B=\frac{n_2}{n_1}</math>
}}
=== Incidenza normale ===
Per <math>\theta_1=0</math> non vi è distinzione tra polarizzazione <math>S</math> e <math>P</math>.
Le formule si semplificano:
* Riflessione:
:<math>R=\frac{n_1-n_2}{n_1+n_2}</math>
* Trasmissione:
:<math>T=\frac{2n_1}{n_1+n_2}</math>
In questo caso l’onda riflessa si propaga nella stessa direzione dell’onda incidente, e l’interfaccia si comporta come una semplice discontinuità di impedenza ottica.
==Conclusione==
La propagazione delle onde elettromagnetiche nei dielettrici è determinata dall’interazione tra il campo elettrico e le cariche legate del materiale. Questa interazione induce una polarizzazione <math>\vec{P}</math> che modifica la velocità di fase, la lunghezza d’onda e, alle alte frequenze, introduce dispersione e assorbimento. L’indice di rifrazione <math>n</math>, reale o complesso, riassume in modo compatto queste proprietà macroscopiche del mezzo.
Il modello microscopico basato su dipoli legati spiega la dipendenza della permittività <math>\varepsilon(\omega)</math> dalla frequenza e la presenza di una regione di risonanza in cui l’assorbimento cresce e la velocità dell’onda diminuisce. La distinzione tra velocità di fase e velocità di gruppo chiarisce come si propagano rispettivamente la fase dell’onda e l’informazione, e mostra come un pacchetto d’onda si deformi in un mezzo dispersivo.
Quando l’onda incontra un’interfaccia tra due dielettrici, le condizioni al contorno delle equazioni di Maxwell determinano riflessione e rifrazione. La legge di Snell stabilisce la direzione del raggio trasmesso, mentre i coefficienti di Fresnel descrivono l’ampiezza dei campi riflessi e trasmessi per le polarizzazioni <math>S</math> e <math>P</math>. Fenomeni come l’angolo critico, l’onda evanescente e l’angolo di Brewster emergono naturalmente da queste condizioni e mostrano come la struttura microscopica del mezzo influenzi la propagazione anche a livello geometrico.
In sintesi, la descrizione della propagazione nei dielettrici combina aspetti macroscopici (indice di rifrazione, dispersione, assorbimento) e microscopici (dipoli legati, risonanza), fornendo il quadro fisico necessario per comprendere il comportamento delle onde elettromagnetiche nei materiali e per introdurre la trattazione dell’[[Fisica_classica/Leggi_dell%27ottica_geometrica|ottica geometrica]].
== Note ==
<references/>
[[Categoria:Fisica classica]]
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Disposizioni foniche di organi a canne
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7952
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Le disposizioni foniche attualmente presenti in questo libro sono '''5052'''.
== Per il lettore ==
Ciascun organo a canne è uno strumento a sé, con una propria dignità indissolubilmente legata alla sua unicità. Non troveremo mai un organo uguale ad un altro, neppure nei rarissimi casi di strumenti costruiti in serie: avranno sempre qualcosa che li distinguerà fra di loro.
Come poter, dunque, descrivere uno strumento unico, in maniera tale che, senza suonarlo o ascoltarlo, sia possibile capire come è fatto? Grazie alla sua disposizione fonica: essa è l'elenco dei registri che compongono lo strumento, riportati in base alla loro appartenenza alle varie "divisioni" (manuale/i ed eventualmente pedale). Pertanto si tratta di un elemento fondamentale, l'unica vera grande ed esaustiva descrizione dello strumento, dal momento che un organo si differenzia da un altro fondamentalmente per i registri che ha.
Questo wikilibro si prefigge il compito di racchiudere al suo interno le disposizioni foniche di organi del presente e del passato, raggruppate in base alla loro collocazione all'interno di edifici che, per sviluppi culturali ed esigenze liturgiche, sono per la maggior parte destinati al culto.
La presente opera si rivolge, dunque, non solo allo studioso di organaria ed organologia, ma anche al curioso che vuol sapere come è fatto l'organo della chiesa tot, all'appassionato, all'organista che ha l'esigenza di conoscere le caratteristiche di un tal organo, a chiunque, in poche parole, sia interessato all'argomento.
== Per il contributore ==
Chiunque voglia contribuire all'edificazione del presente wikilibro, è il benvenuto, ed è pregato di seguire, per amor di uniformità, lo schema che può vedere nelle pagine già presenti.
Sono tuttavia doverose alcune raccomandazioni tecniche.
Una volta inserite una o più disposizioni foniche, il contributore è pregato di aggiornare il numero all'inizio di questa pagina.
=== Dei titoli ===
I titoli delle singole pagine seguono sempre questo schema:
Stato/Regione (o altra divisione amministrativa analoga)/Provincia (o altra divisione amministrativa analoga)/Comune/Località (che può essere anche il comune stesso, comunque si ripete) - Edificio
Ad esempio:
Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano/Milano - Cattedrale di Santa Maria Nascente
Nei nomi delle chiese, si scrive solo: ''Chiesa di...'', oppure ''Santuario di...'', oppure ''Basilica di...'', ''Cattedrale di...'' o ''Cattedrale metropolitana di...'', non ''Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana Santuario Protoecclesia di...''. Sono altresì bandite le abbreviazioni (come ad esempio ''S.'' al posto di ''Santo/Santa/Sacro'').
Se in un edificio ci sono più organi, vanno tutti nella stessa pagina. Le singole pagine non sono per organo, ma per edificio.
=== Delle tabelle riassuntive ===
Le tabelle riassuntive a inizio pagina, seguono questo schema:
* '''Costruttore:''' [nome e] cognome del costruttore/ditta costruttrice con, in caso, tra parentesi e in corsivo, il numero d'opera
* '''Anno:''' anno di costruzione (in caso, in nota, data dell'inaugurazione)
* '''Restauri/modifiche:''' elenco: nome di chi ha fatto il restauro e, tra parentesi, anno e tipologia di intervento
* '''Registri:''' numero dei registri (in caso di registri spezzati, ciascuno vale 1 e non 1/2)
* '''Canne:''' numero di canne
* '''Trasmissione:''' meccanica/pneumatico-tubolare/elettrica/elettronica/ecc. nel caso di mista, si scrive mista e poi si specifica tra parentesi
* '''Consolle:''' tipologia della consolle (a finestra, mobile/fissa indipendente, appoggiata, rivolta, ecc.) e posizione (al centro del coro, al centro della parete anteriore della cassa, su apposita cantoria, ecc.)
* '''Tastiere:''' n° di tastiere e di note ed estensione tra parentesi
* '''Pedaliera:''' tipologia di pedaliera (a leggio, dritta, concava, concavo-radiale), n° di note ed estensione tra parentesi
* '''Collocazione:''' n° dei corpi, posizione dei corpi.
Esempio:
* '''Costruttore:''' Pinco Pallino (''Opus 100'')
* '''Anno:''' 2019-2020
* '''Restauri/modifiche:''' Tizio Caio (2102, restauro conservativo), Sempronio (2156, modifiche e ampliamento)
* '''Registri:''' 36
* '''Canne:''' 3.562
* '''Trasmissione:''' mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettronica per i registri)
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 3 di 56 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>5</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in due corpi contrapposti, sulla cantoria in controfacciata
Nel caso di ottave scavezze:
* '''Tastiera:''' 1 di 50 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Fa<small>5</small>'', Bassi/Soprani ''Do#<small>3</small>''/''Re<small>3</small>'')
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note con prima ottava scavezza (''Do<small>1</small>''-''Sol#<small>2</small>''), priva di registri propri e costantemente unita al manuale
Non sono ammesse abbreviazioni, come ad esempio i nomi degli organari.
=== Delle disposizioni foniche ===
* I nomi delle divisioni vengono scritti nel seguente modo: '''I - ''Grand'Organo'''''; quello del pedale così: '''Pedale''';
* il nome della seconda o terza tastiera si riporta semplicemente, dopo il numero ordinale romano, come '''''Espressivo''''' e non come Recitativo, essendo un'impropria italianizzazione del francese ''Récit'';
* nel caso di aggettivi dopo il nome del manuale, essi sono riportati con la prima lettera minuscola (ad esempio: '''VI - ''Organo antico aperto''''');
* qualora i registri, sulla consolle, siano raggruppati per Concerto e Ripieno (ad esempio come avviene per la maggior parte degli organi ottocenteschi italiani), si segua questo schema ([[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Toscana/Provincia di Siena/Montalcino/Montisi - Chiesa delle Sante Flora e Lucilla|qui un esempio]]) e, nel caso di più manuali, si premetta sempre il numero e il nome (ad esempio: '''I - Organo eco ''Concerto''''');
* all'interno di ogni divisione vi sono due colonne, divise da doppia stanghetta verticale (<code><nowiki>||</nowiki></code>), che rispettivamente, da sinistra a destra, sono: 1) nome del registro con eventualmente indicato il numero di file, 2) altezza del registro in piedi con eventualmente specificata l'appartenenza ai soli Bassi o ai soli Soprani (esempio: <code><nowiki>Ripieno 5 file || 2' Soprani</nowiki></code>);
* tutti i nomi registri sono scritti con la prima lettera maiuscola, mentre le parole seguenti devono iniziare con la minuscola (ad esempio: ''Ripieno acuto 5 file'' e '''non''' ''Ripieno Acuto 5 File''), ad eccezione delle disposizioni in tedesco o nelle lingue che richiedono la maiuscola anche per tutti i sostantivi - nel caso non sia possibile reperire l'altezza in piedi delle mutazioni composte, si sposta il numero di file nel campo dell'altezza in piedi (esempio: <code><nowiki>Ripieno || 5 file</nowiki></code>);
* le mutazioni sono scritte con il numero intero separato da quello frazionario tramite un punto, così: ''5.1/3<nowiki>'</nowiki>''; qualora l'altezza sia solo frazionaria, si omette lo ''0.'' iniziale, così: ''1/4<nowiki>'</nowiki>'' e '''non''' ''0.1/4<nowiki>'</nowiki>'';
* nel caso di mutazioni composte, l'altezza in piedi è riportata solo relativamente alla prima fila, ad eccezione di quelle a due file (per non occupare troppo spazio) - qualora le altezze delle file successive presentino delle anomalie, si inseriscono in nota.
* i registri ad ancia sono scritti in rosso quando sono riportati così sulla consolle;
* non si inserisce il numero ordinale davanti a ciascun registro;
* non si riportano le unioni e gli accoppiamenti, né gli annullatori;
* il Tremolo si riporta all'interno di ciascuna divisione;
* gli accessori (ad esempio: Uccelliera, Zampogna ecc.) si riportano nel seguente modo prima della disposizione fonica: '''Accessori''': ''Uccelliera''; ''Zampogna'';
* non sono ammesse abbreviazioni.
Quindi, in poche parole, questa disposizione '''non''' va bene (mettiamo che sulla consolle i registri ad ancia siano scritti '''in nero'''):
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno Acuto 3 File || 0.1/2'
|-
|Flauto a Camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 File || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' bassi</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8' soprani</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di Gamba || 8'
|-
|Flauto a Cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.1/3'
|-
|Pienino 3 File || 1'-0.2/3'-0.1/2'
|-
|Voce Celeste 2 File || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Armonica</span> ||<span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba Bassa</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
|}
Questa, invece, va bene:
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|XIX || 1.1/3'
|-
|XXII || 1'
|-
|Ripieno acuto 3 file || 1/2'
|-
|Flauto a camino || 8'
|-
|Sesquialtera 2 file || 2.2/3'-1.3/5'
|-
|Tromba || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola di gamba || 8'
|-
|Flauto a cuspide || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Decimino || 1.3/5'
|-
|Pienino 3 file || 1'
|-
|Voce celeste 2 file || 8'
|-
|Tromba armonica || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Tromba bassa || 8'
|-
|}
|}
== Libri correlati ==
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche della [[w:Provincia di Cremona|provincia di Cremona]] raggruppate per comune:
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Annicco|Annicco]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Casalmaggiore|Casalmaggiore]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Casalsigone|Casalsigone]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Castelleone|Castelleone]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Castelverde|Castelverde]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Crema|Crema]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Derovere|Derovere]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Grumello Cremonese|Grumello Cremonese]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Gussola|Gussola]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Izano|Izano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Madignano|Madignano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Moscazzano|Moscazzano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Paderno Ponchielli|Paderno Ponchielli]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Pandino|Pandino]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Pizzighettone|Pizzighettone]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Robecco d'Oglio|Robecco d'Oglio]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Scannabue|Scannabue]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Soncino|Soncino]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/Soresina|Soresina]]
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Cremona]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche della [[w:Provincia di Como|Como]] raggruppate per comune:
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Albese con Cassano|Albese con Cassano]]
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Alzate Brianza|Alzate Brianza]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Appiano Gentile|Appiano Gentile]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Arosio|Arosio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Bellagio|Bellagio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Binago|Binago]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Blessagno|Blessagno]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Blevio|Blevio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Bregnano|Bregnano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Brunate|Brunate]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Cantù|Cantù]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Capiago Intimiano|Capiago Intimiano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Carate Urio|Carate Urio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Carimate|Carimate]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Carugo|Carugo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Casnate con Bernate|Casnate con Bernate]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Cermenate|Cermenate]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Cernobbio|Cernobbio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Colverde|Colverde]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Cucciago|Cucciago]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Faggeto Lario|Faggeto Lario]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Figino Serenza|Figino Serenza]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Grandate|Grandate]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Guanzate|Guanzate]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Grandate|Grandate]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Griante|Griante]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Inverigo|Inverigo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Lomazzo|Lomazzo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Lurate Caccivio|Lurate Caccivio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Mariano Comense|Mariano Comense]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Maslianico|Maslianico]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Menaggio|Menaggio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Olgiate Comasco|Olgiate Comasco]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Orsenigo|Orsenigo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Rovellasca|Rovellasca]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Solbiate con Cagno|Solbiate con Cagno]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Tremezzina|Tremezzina]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Turate|Turate]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Valmorea|Valmorea]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Veniano|Veniano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Villa Guardia|Villa Guardia]]
{{Avanzamento|40%|24 ottobre 2023}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna
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/* Basiliche */
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche del comune di [[w:Bologna|Bologna]] raggruppate per edificio.
__NOTOC__
== Capoluogo ==
=== Luoghi di culto ===
==== Basiliche ====
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Basilica di Sant'Antonio di Padova|Basilica di Sant'Antonio di Padova]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano|Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Basilica di San Domenico|Basilica di San Domenico]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Basilica di San Francesco|Basilica di San Francesco]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Basilica di Santa Maria dei Servi|Basilica di Santa Maria dei Servi]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Basilica di San Martino Maggiore|Basilica di San Martino Maggiore]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Basilica di San Petronio|Basilica di San Petronio]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Basilica di Santo Stefano|Basilica di Santo Stefano]]
==== Chiese ====
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Cattedrale metropolitana di San Pietro|Cattedrale metropolitana di San Pietro]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Santuario della Santissima Annunziata|Chiesa della Santissima Annunziata]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa della Santissima Trinità|Chiesa della Santissima Trinità]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di Sant'Antonio di Savena|Chiesa di Sant'Antonio di Savena]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa del Sacro Cuore di Gesù|Chiesa del Sacro Cuore di Gesù]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di San Cristoforo|Chiesa di San Cristoforo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa dei Santi Francesco Saverio e Mamolo|Chiesa dei Santi Francesco Saverio e Mamolo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di San Giovanni Bosco|Chiesa di San Giovanni Bosco]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di San Giovanni in Monte|Chiesa di San Giovanni in Monte]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di Sant'Isaia|Chiesa di Sant'Isaia]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di Santa Maria Goretti|Chiesa di Santa Maria Goretti]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di San Paolo di Ravone|Chiesa di San Paolo di Ravone]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di San Procolo|Chiesa di San Procolo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di Santa Rita|Chiesa di Santa Rita]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di San Ruffillo|Chiesa di San Ruffillo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa di San Severino|Chiesa di San Severino]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Chiesa Evangelica Metodista|Chiesa Evangelica Metodista]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Santuario della Beata Vergine di San Luca|Santuario della Beata Vergine di San Luca]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Santuario di Santa Maria della Vita|Santuario di Santa Maria della Vita]]
=== Istituti ===
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Accademia Filarmonica|Accademia Filarmonica]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Conservatorio Giovan Battista Martini|Conservatorio Giovanni Battista Martini]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Reale Collegio di Spagna|Reale Collegio di Spagna]]
== Frazioni ==
{{Avanzamento|75%|27 febbraio 2015}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Vicenza/Vicenza - Chiesa di San Paolo
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wikitext
text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' [[w:Mascioni|Mascioni]] (op. 1116)
* '''Anno:''' 1992 (op. 1116)
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 31
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' Fissa, al centro della parete anteriore della cassa.
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<small>1</small>''-''Do<small>6</small>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<small>1</small>''-''Sol<small>3</small>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a sinistra.
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Quattro di ripieno || IV
|-
|Flauto || 8' Bassi
|-
|Flauto || 8' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4' Bassi
|-
|Flauto in VIII || 4' Soprani
|-
|Flauto in XII || 2.2/3' Soprani
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Tromba b.</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span> <ref>en chamade.</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Tromba s.</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span> <ref>en chamade.</ref>
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II''- Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Tre di ripieno || III
|-
|Sesquialtera || II
|-
|Flauto tappato || 8'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Flauto in XV || 2'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Violoncello</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|Voce umana s. || 8'
|-
|Tremolo
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Principale tappato || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Quintadecima || 4'
|-
|Tre di ripieno || III
|-
|Bordone || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000; cursor:nohelp;">4'</span>
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Avanzamento|100%|10 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Vicenza/Vicenza - Chiesa di San Marco
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497614
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~2026-37642-01
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/* */
499618
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Di San Marco.jpg|400px]] [[File:Consolle organo di San Marco.jpg|210px
]]
* '''Costruttore:''' Annibale Pugina e Figli
* '''Anno:''' 1900
* '''Restauri/modifiche:''' Alfredo Piccinelli, restauro (1973), Diego Bonato, restauro ed ampliamento (2009)<ref name=":1">Progetto esecutivo e composizione fonica elaborati con Don Virginio Sanson e Francesco Finotti.
</ref>.
* '''Registri:''' 37
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettronica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel lato sinistro dell’abside
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico sulla cantoria retrostante l'altare
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="10" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
| Principale || 16'
|-
| Principale || 8'
|-
| Principale II || 8'
|-
| Flauto || 8'
|-
| Dulciana || 5.1/3'
|-
| Ottava || 4'
|-
| Flauto traverso || 4'
|-
| Decima seconda || 2.2/3'
|-
| Decimaquinta || 2’
|-
| Sesquialtera || II
|-
| Ripieno || IV
|-
| <span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">Tromba</span> || <span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">16'</span><ref name=":2">Prima ottava appartenente al Fagotto 16’ del Positivo Espressivo, prolungata dalla Tromba 8’ </ref>
|-
|<span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">Tromba</span> || <span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo Espressivo'''''
----
|-
| Principale inglese || 8'
|-
| Flauto armonico || 8'
|-
| Bordone || 8'
|-
| Voce celeste || II <ref name=":3">Dal Do2 </ref>
|-
| Ottava || 4'
|-
| Flauto conico || 4'
|-
| Nazardo || 2.2/3'
|-
| Terza || 1.3/5'
|-
| Larigot || 1.1/3'
|-
| Ripienino || II
|-
|<span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">Fagotto</span> || <span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">16'</span><ref name=":4">Prolungato dall’Oboe 8’</ref>
|-
|<span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">Oboe</span> || <span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">8'</span>
|-
|<span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">Shalmey</span> || <span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">4'</span><ref name=":4">Prolungato dall’Oboe 8’</ref>
|-
| Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
| Contrabbasso || 16'
|-
| Subbasso || 16'
|-
| Violone || 16'
|-
| Gran quinta || 10.2/3'<ref name=":5">Derivata dal Subbasso 16’</ref>
|-
| Basso || 8'
|-
| Bordone || 8’
|-
| Violoncello || 8’
|-
| Corale || 4'
|-
| Tiorba || II<ref name=":6">Derivata dal Bordone 8’</ref>
|-
|<span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">Tromba bassa</span> || <span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">16'</span><ref name=":7">Prolungata dalla Tromba 8’ del Grand’Organo</ref>
|-
|<span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">Baryton</span> || <span style="color:#B20000; cursor:nohelp;">4'</span><ref name=":8">Derivato dalla Tromba 8’ del Grand’Organo</ref>
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Marco in San Girolamo|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Marco in San Girolamo}}
{{Avanzamento|100%|10 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Cavazzale/Cavazzale - Chiesa Parrocchiale di San Matteo Apostolo
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497663
2026-07-01T00:00:34Z
~2026-37642-01
54533
/* */
499620
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Chiesa di Cavazzale.jpg|300px]][[File:Chiesa Parrocchiale di Cavazzale.jpg|300px]]
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 660'')
* '''Anno:''' 1951
* '''Restauri/modifiche:''' No(?)
* '''Registri:''' 18
* '''Canne:''' ??
* '''Trasmissione:''' elettro-pneumatica
* '''Consolle:''' mobile a pavimento nel presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' In un corpo unico, nella parete destra del presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto Traverso || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decima Quinta || 2'
|-
|Ripieno || 4 file
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Diapason || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola da Gamba || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Silvestre || 2'
|-
|Coro Viole || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Cromorno</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Coperto || 8'
|-
|}
|}
{{Avanzamento|100%|11 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Liguria/Città metropolitana di Genova/Genova/Genova - Basilica di Santa Maria Immacolata
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Genova Basilica di Santa Maria Immacolata Interno Navata Ovest Organo.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' George William Trice<ref>su progetto di Pier Costantino Remondini.</ref>
* '''Anno:''' 1885-1890<ref>inaugurato con tre concerti: il primo di Giovan Battista Polleri il 21 aprile 1890; il secondo di Alexandre Guilmant il 22 aprile 1890; il terzo di Filippo Capocci il 23 aprile 1890.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Balbiani (1929, rifacimento), Balbiani (1983-1987, restauro), Dell’Orto & Lanzini (2025, restauro, ampliamento e nuova consolle)
* '''Registri:''' 58
* '''Canne:''' 4500 circa
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente, a pavimento nell'abside
* '''Tastiere:''' 4 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in quattro corpi (''Positivo espressivo'' con la relativa sezione del ''Pedale'' sulla cantoria alla destra del presbiterio; ''Grand'Organo'' e ''Pedale'' sulla cantoria in controfacciata; ''Espressivo'' con la relativa sezione del ''Pedale'' sulla cantoria alla sinistra del presbiterio; ''Solo espressivo'' sul matroneo di sinistra)
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo espressivo'''''
----
|-
|Bordone||16'
|-
|Eufonio||8'
|-
|Viola||8'
|-
|Salicionale||8'
|-
|Quintante||8'
|-
|Flauto||4'
|-
|Ottavino||2'
|-
|Cornetto
|3 file 2.2/3'
|-
|Voce umana||8'
|-
|Clarino||8'
|-
|Arpa celeste
|
|-
|Tremolo
|
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale||16'
|-
|Principale||8'
|-
|Corno di camoscio||8'
|-
|Dulciana||8'
|-
|Flauto traverso
|8’
|-
|Bordone||8'
|-
|Ottava
|4'
|-
|Flauto a camino||4'
|-
|Nazardo||2.2/3'
|-
|Decimaquinta||2'
|-
|Ripieno||9 file 2'
|-
|Corno inglese||16'
|-
|Tromba||8'
|-
|Tromba||4'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Quintante||16'
|-
|Principale||8'
|-
|Gamba||8'
|-
|Armonica||8'
|-
|Flauto in legno||8'
|-
|Ottava||4'
|-
|Bordoncino||4'
|-
|Pieno||7 file 2'
|-
|Oboe||8'
|-
|Tremolo
|-
|Coro viole|| 3 file 8'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''IV - ''Solo espressivo'''''
----
|-
|Controgamba||16'
|-
|Eolina||8'
|-
|Viola||8'
|-
|Fugara||4'
|-
|Flauto||4'
|-
|Piccolo||2'
|-
|Pieno etereo||5 file 2'
|-
|Tromba armonica||8'
|-
|Voce corale||8'
|-
|Tremolo
|
|-
|Concerto viole||7 file 8'
|-
|Campane
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso||32'
|-
|Gran quinta||10.2/3'
|-
|Contrabbasso||16'
|-
|Violone||16'
|-
|Bordone
|16’
|-
|Subbasso
|16’
|-
|Ottava||8'
|-
|Cello||8'
|-
|Basso
|8’
|-
|Dolce
|8’
|-
|Controbombarda||32’
|-
|Bombarda
|16’
|-
|Tromba
|8’
|}
|}
;Disposizione fonica originaria
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo aperto'''''
----
|-
|Gamba || 8'
|-
|Flauto chiuso || 8'
|-
|Flauto armonico || 4'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Tuba mirabilis || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Corale espressivo'''''
----
|-
|Gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto d'orchestra || 4'
|-
|Piccolo armonico || 2'
|-
|Clarinetto || 8'
|-
|Oboe || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale I || 8'
|-
|Principale II || 8'
|-
|Ottava I || 4'
|-
|Ottava II || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Pieno || 5 file
|-
|Pieno || 3 file
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Controboe || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Tromba || 4'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Corale aperto'''''
----
|-
|Controgamba || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Pieno || 2 file
|-
|Tromba || 8'
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale al ''Corale'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Violoncello || 8'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Pieno || 3 file
|-
|Flicorno || 8'
|-
|Tromba || 4'
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale all<nowiki>'</nowiki>''Espressivo'''''
----
|-
|Principale aperto || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Bordone dolce || 8'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 32'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Violone || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Duodecima || 5.1/3'
|-
|Decimaquinta || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Fagotto || 16'
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Basilica di Santa Maria Immacolata|preposizione=sulla|etichetta=basilica di Santa Maria Immacolata a Genova}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.amiciorganogenova.org/org_immacolata.php|titolo=Basilica dell'Immacolata|sito=amiciorganogenova.org|accesso=8 gennaio 2021}}
* {{cita web|url=http://www.organcompendium.info/organi/italia49.html|titolo=L'Organo Balbiani 1928 (ex Trice 1890) della Basilica dell'Immacolata di Genova. (Approfondimento storico-tecnico)|autore=Federico Borsari|sito=organcompendium.info|accesso=8 gennaio 2021}}
* {{cita web|url=http://organday.altervista.org/immacolata-concezione.html|titolo=Genova - Immacolata Concezione|sito=organday.altervista.org|accesso=8 gennaio 2021}}
* {{cita web|url=http://orgbase.nl/scripts/ogb.exe?database=ob2&%250=2057791&LGE=EN&LIJST=lang|titolo=Genova, Italia (Genova) - Basilica di Santa Maria Immacolata Concezione|sito=orgbase.nl|lingua=de, en, fr, nl|accesso=8 gennaio 2021}}
{{Avanzamento|100%|8 gennaio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Genova Basilica di Santa Maria Immacolata Interno Navata Ovest Organo.jpg|400px|centro]]
* '''Costruttore:''' George William Trice<ref>su progetto di Pier Costantino Remondini.</ref>
* '''Anno:''' 1885-1890<ref>inaugurato con tre concerti: il primo di Giovan Battista Polleri il 21 aprile 1890; il secondo di Alexandre Guilmant il 22 aprile 1890; il terzo di Filippo Capocci il 23 aprile 1890.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Balbiani (1929, rifacimento), Balbiani (1983-1987, restauro), Dell’Orto & Lanzini (2025, restauro, ampliamento e nuova consolle)
* '''Registri:''' 58
* '''Canne:''' 4500 circa
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' indipendente, a pavimento nell'abside
* '''Tastiere:''' 4 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 30 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in quattro corpi (''Positivo espressivo'' con la relativa sezione del ''Pedale'' sulla cantoria alla destra del presbiterio; ''Grand'Organo'' e ''Pedale'' sulla cantoria in controfacciata; ''Espressivo'' con la relativa sezione del ''Pedale'' sulla cantoria alla sinistra del presbiterio; ''Solo espressivo'' sul matroneo di sinistra)
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Salicionale || 8'
|-
|Quintante || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Cornetto 3 file || 2.2/3'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Clarino || 8'
|-
|Arpa celeste
|
|-
|Tremolo
|
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Corno di camoscio || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Flauto traverso || 8’
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto a camino || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno 9 file || 2'
|-
|Corno inglese || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Tromba || 4'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Quintante || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Armonica || 8'
|-
|Flauto in legno || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Bordoncino || 4'
|-
|Pieno 7 file || 2'
|-
|Oboe || 8'
|-
|Tremolo
|-
|Coro viole 3 file || 8'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''IV - ''Solo espressivo'''''
----
|-
|Controgamba || 16'
|-
|Eolina || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Fugara || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Piccolo || 2'
|-
|Pieno etereo 5 file || 2'
|-
|Tuba mirabilis || 8'
|-
|Voce corale || 8'
|-
|Tremolo
|
|-
|Concerto viole 7 file || 8'
|-
|Campane
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 32'
|-
|Gran quinta || 10.2/3'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Violone || 16'
|-
|Bordone || 16’
|-
|Subbasso || 16’
|-
|Ottava || 8'
|-
|Cello || 8'
|-
|Basso || 8’
|-
|Dolce || 8’
|-
|Controbombarda || 32’
|-
|Bombarda || 16’
|-
|Tromba || 8’
|}
|}
;Disposizione fonica originaria
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Positivo aperto'''''
----
|-
|Gamba || 8'
|-
|Flauto chiuso || 8'
|-
|Flauto armonico || 4'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Tuba mirabilis || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Corale espressivo'''''
----
|-
|Gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto d'orchestra || 4'
|-
|Piccolo armonico || 2'
|-
|Clarinetto || 8'
|-
|Oboe || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale I || 8'
|-
|Principale II || 8'
|-
|Ottava I || 4'
|-
|Ottava II || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Pieno || 5 file
|-
|Pieno || 3 file
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Controboe || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Tromba || 4'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Corale aperto'''''
----
|-
|Controgamba || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Quintadecima || 2'
|-
|Pieno || 2 file
|-
|Tromba || 8'
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale al ''Corale'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Violoncello || 8'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''III - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 16'
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Pieno || 3 file
|-
|Flicorno || 8'
|-
|Tromba || 4'
|}
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale all<nowiki>'</nowiki>''Espressivo'''''
----
|-
|Principale aperto || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Bordone dolce || 8'
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 32'
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Bordone || 16'
|-
|Violone || 16'
|-
|Ottava || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Duodecima || 5.1/3'
|-
|Decimaquinta || 4'
|-
|Trombone || 16'
|-
|Fagotto || 16'
|}
|}
== Note ==
<references/>
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Altri progetti ==
{{ip|w=Basilica di Santa Maria Immacolata|preposizione=sulla|etichetta=basilica di Santa Maria Immacolata a Genova}}
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.amiciorganogenova.org/org_immacolata.php|titolo=Basilica dell'Immacolata|sito=amiciorganogenova.org|accesso=8 gennaio 2021}}
* {{cita web|url=http://www.organcompendium.info/organi/italia49.html|titolo=L'Organo Balbiani 1928 (ex Trice 1890) della Basilica dell'Immacolata di Genova. (Approfondimento storico-tecnico)|autore=Federico Borsari|sito=organcompendium.info|accesso=8 gennaio 2021}}
* {{cita web|url=http://organday.altervista.org/immacolata-concezione.html|titolo=Genova - Immacolata Concezione|sito=organday.altervista.org|accesso=8 gennaio 2021}}
* {{cita web|url=http://orgbase.nl/scripts/ogb.exe?database=ob2&%250=2057791&LGE=EN&LIJST=lang|titolo=Genova, Italia (Genova) - Basilica di Santa Maria Immacolata Concezione|sito=orgbase.nl|lingua=de, en, fr, nl|accesso=8 gennaio 2021}}
{{Avanzamento|100%|8 gennaio 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/San Bassano
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Hippias
18281
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche del comune di [[w:San Bassano|San Bassano]] raggruppate per edificio.
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Cremona/San Bassano/Chiesa di San Bassiano|Chiesa di San Bassiano]]
{{Avanzamento|75%|29 marzo 2021}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|San Bassano]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Montecchio Maggiore/Montecchio Maggiore - Duomo di Santa Maria e San Vitale
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/* */
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Montecchiomagg sanvitale prospetto presbiterio.jpg|250px]][[File:Sanvitale_montecchiomaggiore_consolle.jpg|430px]]
* '''Costruttore:''' Romano Zordan
* '''Anno:''' 1894
* '''Restauri/modifiche:''' Romano Zordan (1909), Zarantonello (1954), Diego Bonato (1988), Silvio Micheli (2021)
* '''Registri:''' 46
* '''Canne:''' 2439
* '''Trasmissione:''' elettronica
* '''Consolle:''' indipendente in presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico in presbiterio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand’Organo'''''
----
|-
|Principale ||| 16’
|-
|Principale forte ||| 8’
|-
|Principale dolce ||| 8’
|-
|Flauto a cuspide ||| 8’
|-
|Bordone ||| 8’
|-
|Gamba ||| 8’
|-
|Salicionale ||| 8’
|-
|Ottava ||| 4’
|-
|Flauto a camino ||| 4’
|-
|Duodecima ||| 2.2/3’
|-
|Quintadecima ||| 2’
|-
|Flagioletto ||| 2’
|-
|XVII ||| 1.3/5’
|-
|Ripieno ||| 4 File
|-
|Tromba ||| 8’
|-
|Cromorno ||| 8’<ref name=":0">Predisposto </ref>
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Positivo espressivo'''''
----
|-
|Principale ||| 8’
|-
|Bordone ||| 8’
|-
|Viola ||| 8’
|-
|Oboe ||| 8’
|-
|Ottava ||| 4’
|-
|Flauto conico ||| 4’
|-
|Fugara ||| 4’
|-
|Flauto in XII ||| 2.2/3’
|-
|Quintadecima ||| 2’
|-
|Flauto in XVII ||| 1.3/5’
|-
|XIX ||| 1.1/3’
|-
|Pienino ||| 3 File
|-
|Voce celeste ||| 8’
|-
|Fagotto ||| 16’
|-
|Tromba armonica ||| 8’
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso ||| 32’ <ref name=":1">Prolungato dal Subbasso 16’</ref>
|-
|Contrabbasso ||| 16’
|-
|Subbasso ||| 16’
|-
|Ottava ||| 8’
|-
|Bordone ||| 8’ <ref name=":1">Prolungato dal Subbasso 16’</ref>
|-
|Violoncello ||| 8’
|-
|Quintadecima ||| 4’
|-
|Bordoncino ||| 4’ <ref name=":1">Prolungato dal Subbasso 16’</ref>
|-
|Corno di notte ||| 2’ <ref name=":1">Prolungato dal Subbasso 16’</ref>
|-
|Cornetto grave ||| 2 File <ref name=":2">Non funzionante</ref>
|-
|Bombarda ||| 16’
|-
|Tromba ||| 8’ <ref name=":3">Prolungato dalla Bombarda 16’</ref>
|-
|Clarone ||| 4’ <ref name=":3">Prolungato dalla Bombarda 16’</ref>
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di Santa Maria e San Vitale|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di Santa Maria e San Vitale}}
{{Avanzamento|100%|11 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Utente:LorManLor/Sandbox
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499605
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LorManLor
24993
499611
wikitext
text/x-wiki
'''3. Pluralità dei femminismi'''
3.1 Formazione (1965–1973)
3.2 Espansione e confronto pubblico (1974–1976)
3.3 Ridefinizioni (1977–1980)
'''4. Spazi, infrastrutture, saperi'''
4.1 Consultori autogestiti e self-help
4.2 Le 150 ore delle donne
4.3 Case delle donne
4.4 Editoria femminista
4.5 Arte e cinema
'''5. Trasformazioni tra anni Settanta e Ottanta'''
5.1 Nuove configurazioni
5.2 Femminismo e politiche delle donne
'''6. Interpretazioni storiografiche'''
6.1 Questioni di metodo. Memoria e storia
6.2 Periodizzazioni
6.3 Questione territoriale
6.4 "Doppia militanza" e rapporti con la sinistra
extraparlamentare
6.5 Dimensione transnazionale
6.6 Questioni aperte, prospettive di ricerca
'''Appendici'''
Cronologia essenziale
Glossario
Documenti fondamentali (estratti)
Bibliografia
Sitografia e archivi digitali
== Cap. 4 - Spazi, infrastrutture, saperi ==
Accanto alle pratiche di mobilitazione e di elaborazione teorica, negli anni settanta il femminismo italiano diede vita a una pluralità di spazi, iniziative e strumenti culturali.
Consultori autogestiti, corsi delle 150 ore, case delle donne, librerie, attività editoriali, produzioni artistiche e cinematografiche costituirono alcune delle principali infrastrutture materiali e simboliche attraverso cui il movimento diede forma a pratiche di socialità, cura, formazione e trasmissione culturale. Nati spesso dall'esperienza dei gruppi di autocoscienza, questi spazi contribuirono a estendere l'elaborazione femminista oltre i confini dei collettivi militanti, favorendo la costruzione di reti sociali e culturali autonome.<ref>{{Cita|Lussana|p. 19}}</ref>
==4.1 Consultori autogestiti e self-help==
===4.1.1 Nascita e diffusione===
I consultori autogestiti rappresentarono uno dei principali luoghi attraverso cui le elaborazioni teoriche del neofemminismo si tradussero in pratiche collettive e in forme di intervento sociale. Essi sorsero in modo spontaneo e frammentato, senza rispondere a un piano comune preordinato, per iniziativa di singoli collettivi operanti in autonomia.
Nati dall'incontro tra la rivendicazione dell'autodeterminazione sul corpo e la necessità di rispondere a bisogni materiali immediati, costituirono spazi nei quali la riflessione politica, la pratica sanitaria e la produzione di saperi alternativi si intrecciarono strettamente.
Il contesto in cui tali esperienze si svilupparono fu caratterizzato dall'emergere di un nuovo dibattito pubblico sui temi della [[w:Contraccezione|contraccezione]] e dell'[[w:Aborto|aborto]], favorito anche da alcuni rilevanti interventi legislativi e giurisprudenziali. Nel 1971 la [[w:Corte_costituzionale_(Italia)|Corte costituzionale]] dichiarò l'illegittimità dell'articolo 553 del [[w:Codice_penale_(Italia)|codice penale]] nella parte relativa al divieto di propaganda anticoncezionale, rimuovendo un ostacolo giuridico alla diffusione di informazioni sulla [[w:Contraccezione|contraccezione]].<ref>{{Cita|Barone|p. 124}}</ref><ref>{{Cita pubblicazione|autore=Maud Anne Bracke|anno=2022|titolo=Family planning, the pill, and reproductive agency in Italy, 1945–1971: From ‘conscious procreation’ to ‘a new fundamental right’?|rivista=European Review of History: Revue européenne d'histoire|volume=29|numero=1|lingua=en}}</ref> Nello stesso anno il Movimento di Liberazione della Donna, di orientamento libertario e federato al [[w:Partito_Radicale_(Italia)|Partito Radicale]], annunciò la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare per la depenalizzazione dell'aborto, contribuendo a collocare la questione al centro del dibattito politico del decennio.<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Anastasia|cognome=Barone|titolo=«Facevamo un consultorio, ma era un progetto politico»|p=125}}</ref>
È in questo quadro che, tra la fine del 1973 e l'inizio del 1974, si costituirono a Roma le prime esperienze di autogestione nell'ambito della salute femminile: il consultorio di San Lorenzo, sorto da un gruppo dedicato ad aborto e contraccezione interno al Movimento femminista romano di via Pompeo Magno animato da Simonetta Tosi, e il Gruppo Femminista per la Salute della Donna, orientato invece prevalentemente alla pratica del self-help e alla ricerca.<ref>{{Cita|Barone|pp. 126-129}}</ref><ref>{{Cita|Tozzi 1984}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://roma.repubblica.it/cronaca/2025/06/18/news/san_lorenzo_consultorio_via_dei_frentani_simonetta_tosi-424678188/|titolo=San Lorenzo, il consultorio di via dei Frentani dedicato a Simonetta Tosi|accesso=30 giugno 2026|data=18 giugno 2025}}</ref> Nel corso del 1974 e del 1975 esperienze analoghe sorsero in numerose città, tra cui Torino, Padova, Milano e Trento, e in seguito anche a Bergamo e Pinerolo.<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Luciana|cognome=Percovich|anno=1987|titolo=Corpo a corpo|rivista=Memoria|numero=19-20|p=195}}</ref>
La rapida diffusione dei consultori autogestiti fu favorita sia dalla carenza di servizi dedicati alla salute e alla sessualità femminile, sia dalla volontà di sperimentare pratiche alternative rispetto ai modelli medici e assistenziali tradizionali, in una fase in cui l'aborto era ancora illegale, e vietata, fino al 1976, la vendita di contraccettivi nelle farmacie, nonostante l'avvenuta abrogazione da parte della Corte Costituzionale dell'art. 553.<ref>{{Cita web|url=https://www.aied.it/la-storia/|titolo=La nostra storia|accesso=30 giugno 1976}}</ref>
I consultori si trovarono così a negoziare costantemente la propria natura: pur rifiutando l'idea di ridursi ad ambulatori alternativi, oscillarono spesso tra l'erogazione di un "servizio" volto a colmare le carenze dell'assistenza sanitaria e la ricerca di relazioni politiche radicalmente nuove.<ref>{{Cita|Barone|pp. 120-121}}</ref><ref>{{Cita|Tosi 1987A|p. 156}}</ref>
===4.1.2 Internazionalizzazione, self-help e produzione di saperi===
I consultori autogestiti e i gruppi per la salute della donna sorsero in un contesto di intensi scambi internazionali, in particolare con i movimenti femministi francesi e statunitensi, da cui derivò gran parte delle pratiche concrete adottate in Italia. Già nel 1971 il neonato Movimento di Liberazione della Donna aveva organizzato una conferenza dedicata alle cliniche autogestite dalle donne negli Stati Uniti.<ref>{{Cita|Barone|p. 123}}</ref>
Un momento particolarmente significativo avvenne nel 1973, quando Carol Downer e Debra Law, esponenti del Los Angeles Women's Health Center, in un incontro pubblico a Roma presso il [[w:Teatro_Eliseo|Teatro Eliseo]], mostrarono alla platea la tecnica dell'autovisita: l'utilizzo combinato di uno ''speculum'' di plastica, uno specchio e una pila permetteva di osservare autonomamente le pareti vaginali e il collo dell'utero, destando meraviglia e un profondo senso di riappropriazione identitaria tra le presenti.<ref name=":0">{{Cita|Tozzi 1987A|p. 158}}</ref>
La diffusione di questa cultura fu accelerata nel 1974 dalla pubblicazione della traduzione italiana del testo collettivo statunitense ''Noi e il nostro corpo'' (''Our Bodies, Ourselves''), che divenne un immediato caso editoriale e uno strumento fondamentale per la socializzazione di informazioni mediche in un linguaggio accessibile.<ref name=":0" />
L'autovisita, la discussione sul ciclo mestruale, sulla contraccezione, sulla sessualità e sul piacere femminile permisero di scardinare la tradizionale gerarchia tra l'esperto e l'utente. Le frequentatrici dei consultori non erano pazienti passive e patologizzate, ma partecipanti attive di un processo di apprendimento e di socializzazione di competenze.
La cooperazione transnazionale si rivelò decisiva anche sul piano operativo dell'aborto autogestito, introdotto per rispondere alla piaga degli aborti clandestini. Grazie ai rapporti con le attiviste francesi del MLAC (''Mouvement pour la liberté de l'avortement et de la contraception''), i collettivi italiani appresero e diffusero il metodo Karman. Questa tecnica di aspirazione risultava molto meno invasiva del tradizionale raschiamento e, richiedendo una strumentazione semplice, era praticabile anche da personale non medico o "non privilegiato", rappresentando una fondamentale innovazione politica e pratica per i gruppi che gestivano le interruzioni di gravidanza.
===4.1.3 Critica del sapere medico e delle istituzioni===
Nei consultori autogestiti la salute femminile veniva reinterpretata come questione politica e non esclusivamente medica. Le pratiche di ''self-help'' (autoaiuto) si fondavano sull'idea di una riappropriazione dal basso della gestione della salute e dei saperi sul corpo, tradizionalmente monopolizzati e privatizzati dalla medicina specialistica patriarcale.
L'esperienza dei consultori si accompagnò a una critica radicale dell'autorità medica e della pretesa neutralità dei saperi scientifici. In particolare, la ginecologia e la psichiatria vennero interpretate come ambiti nei quali si erano storicamente esercitate forme di controllo sociale e sessuo-politico sui corpi femminili.<ref name=":0" />
Questa critica si inseriva in un più ampio clima di contestazione delle istituzioni disciplinari che caratterizzò gli anni Settanta e presentava elementi di contatto con esperienze contemporanee quali il movimento antipsichiatrico e le pratiche promosse da <nowiki>[[w:Franco Basaglia|Franco Basaglia]]</nowiki>.<ref>{{Cita|Barone|p. 123}}</ref> La medicalizzazione della gravidanza, del parto e della sessualità femminile veniva così riletta come una forma di espropriazione del sapere e dell'autonomia delle donne.<ref>...</ref>
===4.1.4 Istituzionalizzazione, conflitti e trasformazioni===
I consultori autogestiti furono spesso luoghi di incontro tra donne provenienti da esperienze politiche differenti: collettivi femministi, gruppi della sinistra extraparlamentare, ambienti radicali e associazioni impegnate sui temi della contraccezione e della salute sessuale. Questa pluralità di provenienze favorì la costruzione di reti di collaborazione, ma produsse anche tensioni riguardo al rapporto con le istituzioni.<ref>{{Cita|Barone|p. 121}}</ref><ref>{{Cita|Lussana 1997|pp. 562-563}}</ref><ref>{{Cita|Tozzi 1987A|pp. 155-156}}</ref>
Rispetto alle pratiche sviluppate nei piccoli gruppi di autocoscienza, i consultori implicavano un rapporto più diretto con il territorio, con donne esterne al movimento e, progressivamente, con le istituzioni, rendendo particolarmente visibile il problema del rapporto tra autonomia femminista e intervento sociale.<ref>{{Cita|Percovich|p. 15}}</ref>
L'approvazione della legge n. 405 del 1975, che istituì i consultori familiari pubblici, pose concretamente il problema dell'istituzionalizzazione delle pratiche femministe.<ref>{{Cita|Barone|pp. 121-122}}</ref> Se alcune militanti scelsero di operare all'interno delle nuove strutture pubbliche per influenzarne l'organizzazione, altre considerarono l'autonomia dei consultori autogestiti una condizione irrinunciabile della pratica politica femminista.<ref>{{Cita|Lussana 1997|pp. 563-564}}</ref>
Negli anni successivi, mentre molte esperienze autogestite si esaurivano, nuove forme di organizzazione e di produzione culturale - case delle donne, librerie, centri di documentazione - avrebbero raccolto parte della loro eredità.<ref>{{Cita|Lussana|p. 19}}</ref>
== Note ==
== Bibliografia ==
* {{Cita libro|autore=Anastasia Barone|titolo=«Facevamo un consultorio, ma era un progetto politico».
I consultori a Roma prima e dopo la legge 405/1975|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|pp=119-148|ISBN=9791254692349|opera=Anni di rivolta. Nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|curatore=Paola Stelliferi, Stefania Voli|cid=Barone}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Alfero Boschiero, Nadia Olivieri|anno=2022|titolo=Il corpo mi corrisponde|rivista=Venetica|numero=1}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Vicky Franzinetti|anno=1987|titolo=In senso dell'autogestione|rivista=Memoria|numero=19-20|pp=181-187|cid=Franzinetti}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|città=Torino|pp=471-565|ISBN=88-06-13571-6|opera=Storia dell'Italia repubblicana, vol.III, t.2|cid=Lussana 1997}}
* {{Cita libro|autore=Luciana Percovich|titolo=La coscienza nel corpo. Donne, salute e medicina negli anni Settanta|anno=2005|editore=Franco Angeli|città=Milano|cid=Percovich}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Silvia Tozzi|anno=1984|titolo=Il movimento delle donne, la salute, la scienza. L'esperienza di Simonetta Tosi|rivista=Memoria|numero=11-12|cid=Tozzi 1984}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Silvia Tozzi|anno=1987|titolo=Molecolare, creativa, materiale:
la vicenda dei gruppi per la salute|rivista=Memoria|numero=19-20|pp=153-180|cid=Tozzi 1987A}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Silvia Tozzi|anno=1987|titolo=Alla radice del "self-help". Gruppo femminista per la salute della donna
(G.F.S.D.)|rivista=Memoria|numero=19-20|pp=202-205|cid=Tozzi 2}}<br />
== Introduzione ==
Il femminismo degli anni Settanta costituisce uno dei passaggi più incisivi della storia politica e culturale dell’Italia contemporanea. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, una fitta rete di collettivi e gruppi diffusi sull’intero territorio nazionale mise in discussione i ruoli di genere, le relazioni tra i sessi e le stesse categorie attraverso cui venivano definiti la politica, i linguaggi, le forme del sapere e le soggettività.
La novità del neofemminismo non risiede unicamente nelle rivendicazioni avanzate, ma nelle pratiche attraverso cui esse furono elaborate: l’autocoscienza, la politicizzazione dell’esperienza personale, la centralità del corpo e della sessualità come luoghi di produzione di sapere e di conflitto. L’esperienza femminile non venne più subordinata a cornici interpretative esterne - di partito, di classe o di tradizione ideologica - ma assunta come punto di partenza per una rielaborazione teorica autonoma, capace di ridefinire il confine tra privato e pubblico, vita e politica, e di interrogare i nessi tra potere, sapere e corporeità.
Il femminismo di questo periodo si presenta come un insieme articolato di esperienze differenziate, radicate in contesti territoriali, culturali e politici diversi, con orientamenti teorici e strategie non omogenei. Tale pluralità - visibile nel diverso rapporto con la sinistra, i movimenti e le istituzioni, nell’alternativa tra separatismo e doppia militanza, nelle letture della subordinazione femminile in termini di classe o di differenza sessuale, nelle modalità di intervento pubblico - costituisce un tratto strutturale del movimento. La storiografia ha posto questo nodo al centro della riflessione, interrogandosi sull’uso dei termini “femminismo” e “femminismi”: se il singolare consente di cogliere la forza storica di un processo collettivo accomunato dalla critica alle gerarchie di genere, il plurale rende conto della molteplicità delle culture politiche e dei linguaggi che lo attraversarono (Guerra 2005).
La trasformazione che si produce alla fine del decennio non coincide con una cesura netta. Piuttosto, la crisi della forma-movimento apre una fase di riorganizzazione e ridefinizione: negli anni ottanta molte pratiche e molte elaborazioni proseguono in forme differenti, attraverso luoghi culturali, reti associative e iniziative di produzione che consolidano un femminismo meno centrato sulla mobilitazione di massa, ma capace di incidere in modo duraturo nel tessuto sociale (Guerra 2005). La categoria di “eredità” permette di leggere questo passaggio senza ridurlo a una narrazione di declino.
Questo volume adotta una prospettiva che intreccia ricostruzione storica e riflessione storiografica, assumendo come oggetto non soltanto gli eventi e le organizzazioni, ma le pratiche, i linguaggi e i luoghi di produzione del sapere femminista.
Dopo una sezione dedicata alle genealogie - il rapporto con il ’68, con la tradizione emancipazionista e con le reti transnazionali - il percorso analizza le pratiche fondative, la pluralità delle esperienze, i rapporti con movimenti, partiti e istituzioni, nonché gli spazi materiali e simbolici attraverso cui il femminismo costruì nuove forme di socialità e di cultura. Una parte conclusiva è dedicata alle trasformazioni degli anni ottanta e alle principali interpretazioni storiografiche del neofemminismo, affrontando le questioni di periodizzazione, di metodo e di memoria che ancora attraversano il dibattito.
Il volume assume le pratiche, i luoghi e i linguaggi come chiavi di lettura attraverso cui osservare l’intreccio tra dimensione politica, sociale e culturale del femminismo italiano degli anni Settanta, un'intersezione nella quale maggiormente si coglie la portata trasformativa del movimento.
Introduzione Parte II
Il femminismo degli anni Settanta si caratterizza per la centralità attribuita alle pratiche - come il separatismo e l’autocoscienza – che non rappresentano semplicemente forme organizzative, ma luoghi di elaborazione politica e di produzione di sapere.
La condivisione delle esperienze individuali consente di mettere in discussione l’apparente naturalità dei ruoli di genere e di individuare i meccanismi sociali e culturali che regolano i rapporti tra uomini e donne. In questo senso, le pratiche non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono a ridefinirla; la politica non è intesa soltanto come intervento nello spazio pubblico, ma come processo che prende avvio dall’esperienza vissuta e dalle relazioni tra donne.
All’interno di questo processo si afferma il principio secondo cui “il personale è politico”, che consente di collegare le esperienze quotidiane alle strutture sociali più ampie. Attraverso questa prospettiva, ambiti tradizionalmente considerati privati – come la sessualità, la maternità e la vita familiare – diventano oggetto di analisi e intervento politico.
È in questo quadro che il corpo emerge come un nodo centrale della riflessione femminista. Non si tratta di un ambito già definito, ma di un terreno che prende forma progressivamente attraverso le pratiche del movimento. Le esperienze legate alla sessualità, alla riproduzione e alla salute vengono condivise, confrontate e reinterpretate, dando luogo a una nuova consapevolezza che mette in discussione i modelli culturali dominanti; elaborazione teorica e sperimentazione pratica non costituiscono ambiti separati, ma dimensioni intrecciate di un medesimo percorso di politicizzazione.
Le pratiche del movimento non furono adottate in modo uniforme né assunsero significati univoci, ma costituirono un repertorio condiviso, rielaborato in forme differenti nei diversi contesti. Tale pluralità rinvia alla coesistenza di differenti modi di intendere la liberazione delle donne e al rifiuto di modelli organizzativi gerarchici e di una definizione univoca delle priorità. Tuttavia, essa condivise alcuni elementi fondamentali: la messa in discussione della distinzione tra sfera privata e sfera pubblica, la conseguente ridefinizione del politico e delle forme della soggettività femminile.
Le sezioni che seguono analizzano, da diverse prospettive, le principali pratiche e i nodi concettuali attraverso cui il femminismo degli anni Settanta ha ridefinito il rapporto tra esperienza, conoscenza e azione politica.
PARTE 3
"le radici del femminismo radicale italiano affondino al di fuori del contesto universitario, dei partiti e dei movimenti sociali, e si congiungano con l’azione di donne non più giovanissime alla fine degli anni Sessanta e senza pregresse, strutturate esperienze politiche." (tesi stelliferi)
32 Il primo collettivo neofemminista italiano, Demau (Demistificazione Autoritarismo; Demistificazione
[dell] autoritarismo), precede in realtà (1966) la rivolta studentesca e operaia della fine degli anni '60. - Strazzeri, p. 6
== Cronologia principale ==
=== 1965-1982 ===
{| class="wikitable sortable"
! Anno
! Gruppi che nascono
! Gruppi che si sciolgono
! Eventi
! Convegni / Incontri
! Manifestazioni
! Produzione culturale
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| 1965/66
| Demau
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| 1967
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| 1968
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| Contestazione studentesca
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| 1969
| Cerchio spezzato (Trento);
MLD legato al Partito Radicale
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| Autunno caldo
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| 1970
| Rivolta femminile
Anabasi
Le Nemesiache
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|Approvazione della legge sul Divorzio (L. 898/1970)
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| 1971
| Lotta Femminista (PD)
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|La Corte Costituzionale depenalizza la diffusione e l'uso degli anticoncezionali.
Approvazione della legge a tutela delle lavoratrici madri (L. 1204/1971 - diritto di astenersi dal lavoro 2 mesi prima, 3 dopo il parto) e della L.1044/1971 che introduce il piano quinquennale per l'istituzione di asili nido comunali con il concorso dello Stato
| Milano – Convegno presso l’Umanitaria
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| Esce ''Quarto mondo'', pubblicata a Roma dal Fronte Italiano di Liberazione Femminile (FILF)
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| 1972
| Cherubini;
Lotta Femminista (MI)
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| Bologna – Convegno di varie città;
Rouen – Convegno organizzato da Psychoanalyse et Politique;
Vandea – Convegno europeo organizzato dal MLF
|
| Nascono a Roma Edizioni delle donne; Anabasi pubblica l'antologia ''Donne è bello'' ; esce ''Compagna'', rivista di orientamento marxista. Nasce a Roma il Collettivo Femminista Comunista di Via Pomponazzi
|-
| 1973
| Collettivo San Gottardo; Gruppo Analisi; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3
| Demau
| Si forma il CISA; Processo a Gigliola Pierobon (Padova)
| Varigotti – incontro tra Cherubini, alcune donne del Veneto e le francesi di Psychanalyse et Politique
|
| Esce a Roma ''Effe'' , primo mensile femminista di attualità e cultura autogestito a diffusione nazionale; a Bologna ''La voce delle donne comuniste'' e ''Donna proletaria;'' a Milano ''MezzoCielo''
|-
| 1974
| Collettivo di via Albenga; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Mondadori; Ticinese
| Lotta Femminista
| Referendum abrogativo della legge sul divorzio
| 1° Convegno Nazionale a Pinarella di Cervia
|
| Esce ''Sputiamo su Hegel'' di Carla Lonzi; nasce l'editrice romana Dalla parte delle bambine; esce ''Sottosopra''
|-
| 1975
| Libreria delle donne di Milano
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| Vengono istituiti i consultori familiari (L. 405/1975)
Blocco in Senato della proposta di legge sull’aborto
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| Laura Lepetit fonda la casa editrice La Tartaruga; esce ''DWF – Donna Woman Femme''
|-
| 1975
| Corsi monografici 150 ore;
| Anabasi; Cherubini (trasferimento in Col di Lana); San Gottardo
| Elezioni amministrative
| Carloforte – Vacanze femministe; Milano – Convegno “Sessualità, maternità, procreazione, aborto”; Milano – Umanitaria “Donne e politica”; San Vincenzo (LI) – Pratica dell’inconscio; 2° Convegno nazionale a Pinarella di Cervia
| Roma – Manifestazione nazionale del 6 dicembre
|
|-
| 1976
| Corso 150 ore Affori; Gruppo Donne e Immagine; Gruppo Donne via dell’Orso; Gruppo donne Palazzo di Giustizia; Gruppo n.4 Col di Lana
| Gruppo Analisi; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3
| Elezioni politiche; Formazione della Consulta femminista; Legge nazionale sui consultori
| Milano – Convegno “Donne e lavoro”; Paestum – 3° e ultimo convegno nazionale
| Milano – Entrata “dimostrativa” nel Duomo (gennaio)
| Nasce a Roma la rivista ''Limenetimena;'' esce ''Differenze'', rivista dei Collettivi femministi romani
|-
| 1977
| Collettivo della Borletti; Gruppo donne via Lanzone; Gruppo Scrittura
|
| Approvazione legge sulla Parità di Lavoro (L. 903/1977)
Movimento del 1977
| Milano – Convegno sulla violenza (Sala Provincia)
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| Nasce la Libreria delle donne di Bologna Librellula
|-
| 1978
| Gruppo Madri del Leoncavallo; Gruppo Scrittura 1; Gruppo Scrittura 2; Gruppo Scrittura 3
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| Approvazione legge sull'aborto (194/1978)
Rapimento Moro
|
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| Esce ''Quotidiano donna,'' settimanale di politica, attualità e cultura ; apre a Cagliari la Libreria gestita dalla coperativa La tarantola
|-
| 1979
| 150 ore sul Cinema; Redazione di Grattacielo; Redazione milanese di Quotidiano Donne
| Collettivo Mondadori; Coordinamento via dell’Orso; Gruppo Donne e Immagine; Mancinelli
| “Caso 7 aprile”
| Milano – Umanitaria, proposta di legge contro la violenza sessuale
|
| Apre a Firenze la Libreria delle donne
|-
| 1980
| Centro Donne Ticinese; Collettivo studentesse liceo Berchet; Collettivo studentesse Università Statale; Cooperativa Gervasia Broxson; Gruppo di psicologia e attività creative; Gruppo Eos; Ristorante Cicip-Ciciap; Ticinese (nuovo)
| Col di Lana; Collettivo Borletti
|
|
| Milano – Manifestazione contro abrogazione legge aborto
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|-
| 1981
| Gruppo Phoenix
| Grattacielo; Gruppo donne Palazzo di Giustizia
| Referendum abrogativo legge aborto
| Firenze – 2° Convegno contro il referendum; Milano – 1° Convegno contro il referendum 194; Roma – Convegno nazionale donne lesbiche; Torino – Convegno internazionale donne lesbiche
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|-
| 1982
|
| Gruppo n.4; Redazione milanese di Quotidiano Donna
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|}
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2026-06-30T16:12:30Z
LorManLor
24993
499612
wikitext
text/x-wiki
'''3. Pluralità dei femminismi'''
3.1 Formazione (1965–1973)
3.2 Espansione e confronto pubblico (1974–1976)
3.3 Ridefinizioni (1977–1980)
'''4. Spazi, infrastrutture, saperi'''
4.1 Consultori autogestiti e self-help
4.2 Le 150 ore delle donne
4.3 Case delle donne
4.4 Editoria femminista
4.5 Arte e cinema
'''5. Trasformazioni tra anni Settanta e Ottanta'''
5.1 Nuove configurazioni
5.2 Femminismo e politiche delle donne
'''6. Interpretazioni storiografiche'''
6.1 Questioni di metodo. Memoria e storia
6.2 Periodizzazioni
6.3 Questione territoriale
6.4 "Doppia militanza" e rapporti con la sinistra
extraparlamentare
6.5 Dimensione transnazionale
6.6 Questioni aperte, prospettive di ricerca
'''Appendici'''
Cronologia essenziale
Glossario
Documenti fondamentali (estratti)
Bibliografia
Sitografia e archivi digitali
== Cap. 4 - Spazi, infrastrutture, saperi ==
Accanto alle pratiche di mobilitazione e di elaborazione teorica, negli anni settanta il femminismo italiano diede vita a una pluralità di spazi, iniziative e strumenti culturali.
Consultori autogestiti, corsi delle 150 ore, case delle donne, librerie, attività editoriali, produzioni artistiche e cinematografiche costituirono alcune delle principali infrastrutture materiali e simboliche attraverso cui il movimento diede forma a pratiche di socialità, cura, formazione e trasmissione culturale. Nati spesso dall'esperienza dei gruppi di autocoscienza, questi spazi contribuirono a estendere l'elaborazione femminista oltre i confini dei collettivi militanti, favorendo la costruzione di reti sociali e culturali autonome.<ref>{{Cita|Lussana|p. 19}}</ref>
==4.1 Consultori autogestiti e self-help==
===4.1.1 Nascita e diffusione===
I consultori autogestiti rappresentarono uno dei principali luoghi attraverso cui le elaborazioni teoriche del neofemminismo si tradussero in pratiche collettive e in forme di intervento sociale. Essi sorsero in modo spontaneo e frammentato, senza rispondere a un piano comune preordinato, per iniziativa di singoli collettivi operanti in autonomia.
Nati dall'incontro tra la rivendicazione dell'autodeterminazione sul corpo e la necessità di rispondere a bisogni materiali immediati, costituirono spazi nei quali la riflessione politica, la pratica sanitaria e la produzione di saperi alternativi si intrecciarono strettamente.
Il contesto in cui tali esperienze si svilupparono fu caratterizzato dall'emergere di un nuovo dibattito pubblico sui temi della [[w:Contraccezione|contraccezione]] e dell'[[w:Aborto|aborto]], favorito anche da alcuni rilevanti interventi legislativi e giurisprudenziali. Nel 1971 la [[w:Corte_costituzionale_(Italia)|Corte costituzionale]] dichiarò l'illegittimità dell'articolo 553 del [[w:Codice_penale_(Italia)|codice penale]] nella parte relativa al divieto di propaganda anticoncezionale, rimuovendo un ostacolo giuridico alla diffusione di informazioni sulla [[w:Contraccezione|contraccezione]].<ref>{{Cita|Barone|p. 124}}</ref><ref>{{Cita pubblicazione|autore=Maud Anne Bracke|anno=2022|titolo=Family planning, the pill, and reproductive agency in Italy, 1945–1971: From ‘conscious procreation’ to ‘a new fundamental right’?|rivista=European Review of History: Revue européenne d'histoire|volume=29|numero=1|lingua=en}}</ref> Nello stesso anno il Movimento di Liberazione della Donna, di orientamento libertario e federato al [[w:Partito_Radicale_(Italia)|Partito Radicale]], annunciò la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare per la depenalizzazione dell'aborto, contribuendo a collocare la questione al centro del dibattito politico del decennio.<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Anastasia|cognome=Barone|titolo=«Facevamo un consultorio, ma era un progetto politico»|p=125}}</ref>
Nel giugno 1973 il processo celebratosi a Padova contro Gigliola Pierobon rappresentò il primo grande evento giudiziario e mediatico in Italia che contribuì a rompere il silenzio sull'aborto clandestino, trasformando un reato penale privato in un caso politico di rilevanza nazionale, grazie a una mobilitazione di massa da parte del movimento femminista.
È in questo quadro che, tra la fine del 1973 e l'inizio del 1974, si costituirono a Roma le prime esperienze di autogestione nell'ambito della salute femminile: il consultorio di San Lorenzo, sorto da un gruppo dedicato ad aborto e contraccezione interno al Movimento femminista romano di via Pompeo Magno animato da Simonetta Tosi, e il Gruppo Femminista per la Salute della Donna, orientato invece prevalentemente alla pratica del self-help e alla ricerca.<ref>{{Cita|Barone|pp. 126-129}}</ref><ref>{{Cita|Tozzi 1984}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://roma.repubblica.it/cronaca/2025/06/18/news/san_lorenzo_consultorio_via_dei_frentani_simonetta_tosi-424678188/|titolo=San Lorenzo, il consultorio di via dei Frentani dedicato a Simonetta Tosi|accesso=30 giugno 2026|data=18 giugno 2025}}</ref> Nel corso del 1974 e del 1975 esperienze analoghe sorsero in numerose città, tra cui Torino, Padova, Milano e Trento, e in seguito anche a Bergamo e Pinerolo.<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Luciana|cognome=Percovich|anno=1987|titolo=Corpo a corpo|rivista=Memoria|numero=19-20|p=195}}</ref>
La rapida diffusione dei consultori autogestiti fu favorita sia dalla carenza di servizi dedicati alla salute e alla sessualità femminile, sia dalla volontà di sperimentare pratiche alternative rispetto ai modelli medici e assistenziali tradizionali, in una fase in cui l'aborto era ancora illegale, e vietata, fino al 1976, la vendita di contraccettivi nelle farmacie, nonostante l'avvenuta abrogazione da parte della Corte Costituzionale dell'art. 553.<ref>{{Cita web|url=https://www.aied.it/la-storia/|titolo=La nostra storia|accesso=30 giugno 1976}}</ref>
I consultori si trovarono così a negoziare costantemente la propria natura: pur rifiutando l'idea di ridursi ad ambulatori alternativi, oscillarono spesso tra l'erogazione di un "servizio" volto a colmare le carenze dell'assistenza sanitaria e la ricerca di relazioni politiche radicalmente nuove.<ref>{{Cita|Barone|pp. 120-121}}</ref><ref>{{Cita|Tosi 1987A|p. 156}}</ref>
===4.1.2 Internazionalizzazione, self-help e aborto autogestito===
I consultori autogestiti e i gruppi per la salute della donna sorsero in un contesto di intensi scambi internazionali, in particolare con i movimenti femministi francesi e statunitensi, da cui derivò gran parte delle pratiche concrete adottate in Italia. Già nel 1971 il neonato Movimento di Liberazione della Donna aveva organizzato una conferenza dedicata alle cliniche autogestite dalle donne negli Stati Uniti.<ref>{{Cita|Barone|p. 123}}</ref>
Un momento particolarmente significativo avvenne nel 1973, quando Carol Downer e Debra Law, esponenti del Los Angeles Women's Health Center, in un incontro pubblico a Roma presso il [[w:Teatro_Eliseo|Teatro Eliseo]], mostrarono alla platea la tecnica dell'autovisita: l'utilizzo combinato di uno ''speculum'' di plastica, uno specchio e una pila permetteva di osservare autonomamente le pareti vaginali e il collo dell'utero, suscitando forte impressione e venendo percepita da molte partecipanti come un'esperienza di riappropriazione del proprio corpo.<ref name=":0">{{Cita|Tozzi 1987A|p. 158}}</ref>
La diffusione di questa cultura fu accelerata nel 1974 dalla pubblicazione della traduzione italiana del testo collettivo statunitense ''Noi e il nostro corpo'' (''Our Bodies, Ourselves''), che divenne uno dei principali strumenti di diffusione delle conoscenze sulla salute femminile all'interno del movimento.<ref name=":0" /><ref>Stefania Voli, Storia di una traduzione, in Zapruder. Rivista di storia della conflittualità sociale, n. 13, Odradek Edizioni, maggio-agosto 2007.</ref>
L'autovisita, la discussione sul ciclo mestruale, sulla contraccezione, sulla sessualità e sul piacere femminile permisero di scardinare la tradizionale gerarchia tra l'esperto e l'utente. Secondo la critica femminista, le donne non dovevano essere considerate pazienti passive, ma partecipanti attive di un processo di apprendimento e di produzione condivisa del sapere.
La cooperazione transnazionale si rivelò decisiva anche sul piano operativo dell'aborto autogestito, introdotto per rispondere alla piaga degli aborti clandestini. Grazie ai rapporti con le attiviste francesi del MLAC (''Mouvement pour la liberté de l'avortement et de la contraception''), i collettivi italiani appresero e diffusero il metodo Karman.<ref>{{Cita|Tozzi 1987A|p. 161}}</ref> Questa tecnica di aspirazione risultava molto meno invasiva del tradizionale raschiamento e, richiedendo una strumentazione semplice, era praticabile anche da personale non medico, rappresentando una fondamentale innovazione politica e pratica per i gruppi che gestivano le interruzioni di gravidanza.<ref>{{Cita|Barone|p. 124}}</ref>
===4.1.3 Critica del sapere medico e delle istituzioni===
Nei consultori autogestiti la salute femminile veniva reinterpretata come questione politica e non esclusivamente medica. Le pratiche di ''self-help'' si fondavano sull'idea di una riappropriazione dal basso della gestione della salute e dei saperi sul corpo, tradizionalmente monopolizzati e privatizzati dalla medicina specialistica patriarcale.
L'esperienza dei consultori si accompagnò a una critica radicale dell'autorità medica e della pretesa neutralità dei saperi scientifici. In particolare, la ginecologia e la psichiatria vennero interpretate come ambiti nei quali si erano storicamente esercitate forme di controllo sociale e sessuo-politico sui corpi femminili.<ref name=":0" />
Tale critica si inserisce in un più ampio clima di contestazione delle istituzioni sanitarie e assistenziali che caratterizzò l'Italia degli anni Settanta: in quegli stessi anni si svilupparono le lotte per la salute nei luoghi di lavoro legate all'esperienza di Medicina Democratica e di [[w:Giulio Maccacaro|Giulio Maccacaro]], e il movimento di deistituzionalizzazione psichiatrica, ispirato all'opera di [[w:Franco Basaglia|Franco Basaglia]], rimise in discussione l'autorità medica come dispositivo di controllo sociale.<ref>{{Cita|Barone|p. 123}}</ref> Le esperienze femministe condivisero con questi movimenti la rivendicazione di una riappropriazione dal basso della gestione della salute e la ridefinizione del concetto stesso di salute in chiave sociale, e non meramente clinica.
La medicalizzazione della gravidanza, del parto e della sessualità femminile veniva così riletta come una forma di espropriazione del sapere e dell'autonomia delle donne.
===4.1.4 Istituzionalizzazione, conflitti e trasformazioni===
I consultori autogestiti furono spesso luoghi di incontro tra donne provenienti da esperienze politiche differenti: collettivi femministi, gruppi della sinistra extraparlamentare, ambienti radicali e associazioni impegnate sui temi della contraccezione e della salute sessuale. Questa pluralità di provenienze favorì la costruzione di reti di collaborazione, ma produsse anche tensioni riguardo al rapporto con le istituzioni.<ref>{{Cita|Barone|p. 121}}</ref><ref>{{Cita|Lussana 1997|pp. 562-563}}</ref><ref>{{Cita|Tozzi 1987A|pp. 155-156}}</ref>
Rispetto alle pratiche sviluppate nei piccoli gruppi di autocoscienza, i consultori implicavano un rapporto più diretto con il territorio, con donne esterne al movimento e, progressivamente, con le istituzioni, rendendo particolarmente visibile il problema del rapporto tra autonomia femminista e intervento sociale.<ref>{{Cita|Percovich|p. 15}}</ref>
L'approvazione della legge n. 405 del 1975, che istituì i consultori familiari pubblici, pose concretamente il problema dell'istituzionalizzazione delle pratiche femministe.<ref>{{Cita|Barone|pp. 121-122}}</ref> Se alcune militanti scelsero di operare all'interno delle nuove strutture pubbliche per influenzarne l'organizzazione, altre considerarono l'autonomia dei consultori autogestiti una condizione irrinunciabile della pratica politica femminista.<ref>{{Cita|Lussana 1997|pp. 563-564}}</ref>
Il dibattito sui consultori pubblici investì il movimento di una tensione interna mai del tutto risolta, riassumibile nella contrapposizione tra «lavorare con le donne» e «lavorare per le donne»<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Luciana|cognome=Percovich|titolo=Corpo a corpo|p=195}}</ref>: da un lato i gruppi che, come a Torino e a Padova, scelsero di assumere una funzione di servizio sociale e richiesero il riconoscimento e il finanziamento pubblico; dall'altro le esperienze, come il Gruppo Femminista per la Salute della Donna di Roma o il Centro per una Medicina delle Donne di Milano, che si ritrassero da tale prospettiva, temendo che farsi carico della gestione di un servizio comportasse la rinuncia alla ricerca e all'autonomia politica originarie. La proposta del CRAC (Coordinamento romano aborto e contraccezione) di richiedere il finanziamento pubblico ai consultori autogestiti, motivata dal principio secondo cui «autogestione non significa autofinanziamento», fu duramente contestata da un gruppo di femministe milanesi, che vi scorsero il rischio di una collaborazione con le stesse istituzioni mediche da cui ci si voleva emancipare.<ref>{{Cita|Barone|p. 132}}</ref>
Il consultorio della Bovisa, a Milano, scelse infine di chiudere proprio in seguito all'istituzione dei consultori pubblici, ritenendo che la propria esperienza, nata come laboratorio di ricerca e non come servizio continuativo, non potesse né autogestirsi indefinitamente né istituzionalizzarsi senza tradire la propria natura<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Luciana|cognome=Percovich|titolo=Corpo a corpo|pp=198-199}}</ref>.
Un conflitto analogo, ma con esiti diversi, riguardò il rapporto tra i collettivi femministi e l'Unione Donne Italiane (UDI), che a Roma sostenne invece una concezione di «gestione sociale» del servizio, fondata sulla delega allo Stato della responsabilità collettiva sulla salute delle donne, contrapposta all'autogestione rivendicata dai gruppi femministi.<ref>{{Cita|Barone|p. 132}}</ref>
Negli anni successivi, mentre molte esperienze autogestite si esaurivano, nuove forme di organizzazione e di produzione culturale - case delle donne, librerie, centri di documentazione - avrebbero raccolto parte della loro eredità.<ref>{{Cita|Lussana|p. 19}}</ref>
== Note ==
<references/>
== Bibliografia ==
* {{Cita libro|autore=Anastasia Barone|titolo=«Facevamo un consultorio, ma era un progetto politico».
I consultori a Roma prima e dopo la legge 405/1975|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|pp=119-148|ISBN=9791254692349|opera=Anni di rivolta. Nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|curatore=Paola Stelliferi, Stefania Voli|cid=Barone}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Alfero Boschiero, Nadia Olivieri|anno=2022|titolo=Il corpo mi corrisponde|rivista=Venetica|numero=1}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Vicky Franzinetti|anno=1987|titolo=In senso dell'autogestione|rivista=Memoria|numero=19-20|pp=181-187|cid=Franzinetti}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|città=Torino|pp=471-565|ISBN=88-06-13571-6|opera=Storia dell'Italia repubblicana, vol.III, t.2|cid=Lussana 1997}}
* {{Cita libro|autore=Luciana Percovich|titolo=La coscienza nel corpo. Donne, salute e medicina negli anni Settanta|anno=2005|editore=Franco Angeli|città=Milano|cid=Percovich}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Silvia Tozzi|anno=1984|titolo=Il movimento delle donne, la salute, la scienza. L'esperienza di Simonetta Tosi|rivista=Memoria|numero=11-12|cid=Tozzi 1984}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Silvia Tozzi|anno=1987|titolo=Molecolare, creativa, materiale:
la vicenda dei gruppi per la salute|rivista=Memoria|numero=19-20|pp=153-180|cid=Tozzi 1987A}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Silvia Tozzi|anno=1987|titolo=Alla radice del "self-help". Gruppo femminista per la salute della donna
(G.F.S.D.)|rivista=Memoria|numero=19-20|pp=202-205|cid=Tozzi 2}}<br />
== Introduzione ==
Il femminismo degli anni Settanta costituisce uno dei passaggi più incisivi della storia politica e culturale dell’Italia contemporanea. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, una fitta rete di collettivi e gruppi diffusi sull’intero territorio nazionale mise in discussione i ruoli di genere, le relazioni tra i sessi e le stesse categorie attraverso cui venivano definiti la politica, i linguaggi, le forme del sapere e le soggettività.
La novità del neofemminismo non risiede unicamente nelle rivendicazioni avanzate, ma nelle pratiche attraverso cui esse furono elaborate: l’autocoscienza, la politicizzazione dell’esperienza personale, la centralità del corpo e della sessualità come luoghi di produzione di sapere e di conflitto. L’esperienza femminile non venne più subordinata a cornici interpretative esterne - di partito, di classe o di tradizione ideologica - ma assunta come punto di partenza per una rielaborazione teorica autonoma, capace di ridefinire il confine tra privato e pubblico, vita e politica, e di interrogare i nessi tra potere, sapere e corporeità.
Il femminismo di questo periodo si presenta come un insieme articolato di esperienze differenziate, radicate in contesti territoriali, culturali e politici diversi, con orientamenti teorici e strategie non omogenei. Tale pluralità - visibile nel diverso rapporto con la sinistra, i movimenti e le istituzioni, nell’alternativa tra separatismo e doppia militanza, nelle letture della subordinazione femminile in termini di classe o di differenza sessuale, nelle modalità di intervento pubblico - costituisce un tratto strutturale del movimento. La storiografia ha posto questo nodo al centro della riflessione, interrogandosi sull’uso dei termini “femminismo” e “femminismi”: se il singolare consente di cogliere la forza storica di un processo collettivo accomunato dalla critica alle gerarchie di genere, il plurale rende conto della molteplicità delle culture politiche e dei linguaggi che lo attraversarono (Guerra 2005).
La trasformazione che si produce alla fine del decennio non coincide con una cesura netta. Piuttosto, la crisi della forma-movimento apre una fase di riorganizzazione e ridefinizione: negli anni ottanta molte pratiche e molte elaborazioni proseguono in forme differenti, attraverso luoghi culturali, reti associative e iniziative di produzione che consolidano un femminismo meno centrato sulla mobilitazione di massa, ma capace di incidere in modo duraturo nel tessuto sociale (Guerra 2005). La categoria di “eredità” permette di leggere questo passaggio senza ridurlo a una narrazione di declino.
Questo volume adotta una prospettiva che intreccia ricostruzione storica e riflessione storiografica, assumendo come oggetto non soltanto gli eventi e le organizzazioni, ma le pratiche, i linguaggi e i luoghi di produzione del sapere femminista.
Dopo una sezione dedicata alle genealogie - il rapporto con il ’68, con la tradizione emancipazionista e con le reti transnazionali - il percorso analizza le pratiche fondative, la pluralità delle esperienze, i rapporti con movimenti, partiti e istituzioni, nonché gli spazi materiali e simbolici attraverso cui il femminismo costruì nuove forme di socialità e di cultura. Una parte conclusiva è dedicata alle trasformazioni degli anni ottanta e alle principali interpretazioni storiografiche del neofemminismo, affrontando le questioni di periodizzazione, di metodo e di memoria che ancora attraversano il dibattito.
Il volume assume le pratiche, i luoghi e i linguaggi come chiavi di lettura attraverso cui osservare l’intreccio tra dimensione politica, sociale e culturale del femminismo italiano degli anni Settanta, un'intersezione nella quale maggiormente si coglie la portata trasformativa del movimento.
Introduzione Parte II
Il femminismo degli anni Settanta si caratterizza per la centralità attribuita alle pratiche - come il separatismo e l’autocoscienza – che non rappresentano semplicemente forme organizzative, ma luoghi di elaborazione politica e di produzione di sapere.
La condivisione delle esperienze individuali consente di mettere in discussione l’apparente naturalità dei ruoli di genere e di individuare i meccanismi sociali e culturali che regolano i rapporti tra uomini e donne. In questo senso, le pratiche non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono a ridefinirla; la politica non è intesa soltanto come intervento nello spazio pubblico, ma come processo che prende avvio dall’esperienza vissuta e dalle relazioni tra donne.
All’interno di questo processo si afferma il principio secondo cui “il personale è politico”, che consente di collegare le esperienze quotidiane alle strutture sociali più ampie. Attraverso questa prospettiva, ambiti tradizionalmente considerati privati – come la sessualità, la maternità e la vita familiare – diventano oggetto di analisi e intervento politico.
È in questo quadro che il corpo emerge come un nodo centrale della riflessione femminista. Non si tratta di un ambito già definito, ma di un terreno che prende forma progressivamente attraverso le pratiche del movimento. Le esperienze legate alla sessualità, alla riproduzione e alla salute vengono condivise, confrontate e reinterpretate, dando luogo a una nuova consapevolezza che mette in discussione i modelli culturali dominanti; elaborazione teorica e sperimentazione pratica non costituiscono ambiti separati, ma dimensioni intrecciate di un medesimo percorso di politicizzazione.
Le pratiche del movimento non furono adottate in modo uniforme né assunsero significati univoci, ma costituirono un repertorio condiviso, rielaborato in forme differenti nei diversi contesti. Tale pluralità rinvia alla coesistenza di differenti modi di intendere la liberazione delle donne e al rifiuto di modelli organizzativi gerarchici e di una definizione univoca delle priorità. Tuttavia, essa condivise alcuni elementi fondamentali: la messa in discussione della distinzione tra sfera privata e sfera pubblica, la conseguente ridefinizione del politico e delle forme della soggettività femminile.
Le sezioni che seguono analizzano, da diverse prospettive, le principali pratiche e i nodi concettuali attraverso cui il femminismo degli anni Settanta ha ridefinito il rapporto tra esperienza, conoscenza e azione politica.
PARTE 3
"le radici del femminismo radicale italiano affondino al di fuori del contesto universitario, dei partiti e dei movimenti sociali, e si congiungano con l’azione di donne non più giovanissime alla fine degli anni Sessanta e senza pregresse, strutturate esperienze politiche." (tesi stelliferi)
32 Il primo collettivo neofemminista italiano, Demau (Demistificazione Autoritarismo; Demistificazione
[dell] autoritarismo), precede in realtà (1966) la rivolta studentesca e operaia della fine degli anni '60. - Strazzeri, p. 6
== Cronologia principale ==
=== 1965-1982 ===
{| class="wikitable sortable"
! Anno
! Gruppi che nascono
! Gruppi che si sciolgono
! Eventi
! Convegni / Incontri
! Manifestazioni
! Produzione culturale
|-
| 1965/66
| Demau
|
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|
|
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|-
| 1967
|
|
|
|
|
|
|-
| 1968
|
|
| Contestazione studentesca
|
|
|
|-
| 1969
| Cerchio spezzato (Trento);
MLD legato al Partito Radicale
|
| Autunno caldo
|
|
|
|-
| 1970
| Rivolta femminile
Anabasi
Le Nemesiache
|
|Approvazione della legge sul Divorzio (L. 898/1970)
|
|
|
|-
| 1971
| Lotta Femminista (PD)
|
|La Corte Costituzionale depenalizza la diffusione e l'uso degli anticoncezionali.
Approvazione della legge a tutela delle lavoratrici madri (L. 1204/1971 - diritto di astenersi dal lavoro 2 mesi prima, 3 dopo il parto) e della L.1044/1971 che introduce il piano quinquennale per l'istituzione di asili nido comunali con il concorso dello Stato
| Milano – Convegno presso l’Umanitaria
|
| Esce ''Quarto mondo'', pubblicata a Roma dal Fronte Italiano di Liberazione Femminile (FILF)
|-
| 1972
| Cherubini;
Lotta Femminista (MI)
|
|
| Bologna – Convegno di varie città;
Rouen – Convegno organizzato da Psychoanalyse et Politique;
Vandea – Convegno europeo organizzato dal MLF
|
| Nascono a Roma Edizioni delle donne; Anabasi pubblica l'antologia ''Donne è bello'' ; esce ''Compagna'', rivista di orientamento marxista. Nasce a Roma il Collettivo Femminista Comunista di Via Pomponazzi
|-
| 1973
| Collettivo San Gottardo; Gruppo Analisi; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3
| Demau
| Si forma il CISA; Processo a Gigliola Pierobon (Padova)
| Varigotti – incontro tra Cherubini, alcune donne del Veneto e le francesi di Psychanalyse et Politique
|
| Esce a Roma ''Effe'' , primo mensile femminista di attualità e cultura autogestito a diffusione nazionale; a Bologna ''La voce delle donne comuniste'' e ''Donna proletaria;'' a Milano ''MezzoCielo''
|-
| 1974
| Collettivo di via Albenga; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Mondadori; Ticinese
| Lotta Femminista
| Referendum abrogativo della legge sul divorzio
| 1° Convegno Nazionale a Pinarella di Cervia
|
| Esce ''Sputiamo su Hegel'' di Carla Lonzi; nasce l'editrice romana Dalla parte delle bambine; esce ''Sottosopra''
|-
| 1975
| Libreria delle donne di Milano
|
| Vengono istituiti i consultori familiari (L. 405/1975)
Blocco in Senato della proposta di legge sull’aborto
|
|
| Laura Lepetit fonda la casa editrice La Tartaruga; esce ''DWF – Donna Woman Femme''
|-
| 1975
| Corsi monografici 150 ore;
| Anabasi; Cherubini (trasferimento in Col di Lana); San Gottardo
| Elezioni amministrative
| Carloforte – Vacanze femministe; Milano – Convegno “Sessualità, maternità, procreazione, aborto”; Milano – Umanitaria “Donne e politica”; San Vincenzo (LI) – Pratica dell’inconscio; 2° Convegno nazionale a Pinarella di Cervia
| Roma – Manifestazione nazionale del 6 dicembre
|
|-
| 1976
| Corso 150 ore Affori; Gruppo Donne e Immagine; Gruppo Donne via dell’Orso; Gruppo donne Palazzo di Giustizia; Gruppo n.4 Col di Lana
| Gruppo Analisi; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3
| Elezioni politiche; Formazione della Consulta femminista; Legge nazionale sui consultori
| Milano – Convegno “Donne e lavoro”; Paestum – 3° e ultimo convegno nazionale
| Milano – Entrata “dimostrativa” nel Duomo (gennaio)
| Nasce a Roma la rivista ''Limenetimena;'' esce ''Differenze'', rivista dei Collettivi femministi romani
|-
| 1977
| Collettivo della Borletti; Gruppo donne via Lanzone; Gruppo Scrittura
|
| Approvazione legge sulla Parità di Lavoro (L. 903/1977)
Movimento del 1977
| Milano – Convegno sulla violenza (Sala Provincia)
|
| Nasce la Libreria delle donne di Bologna Librellula
|-
| 1978
| Gruppo Madri del Leoncavallo; Gruppo Scrittura 1; Gruppo Scrittura 2; Gruppo Scrittura 3
|
| Approvazione legge sull'aborto (194/1978)
Rapimento Moro
|
|
| Esce ''Quotidiano donna,'' settimanale di politica, attualità e cultura ; apre a Cagliari la Libreria gestita dalla coperativa La tarantola
|-
| 1979
| 150 ore sul Cinema; Redazione di Grattacielo; Redazione milanese di Quotidiano Donne
| Collettivo Mondadori; Coordinamento via dell’Orso; Gruppo Donne e Immagine; Mancinelli
| “Caso 7 aprile”
| Milano – Umanitaria, proposta di legge contro la violenza sessuale
|
| Apre a Firenze la Libreria delle donne
|-
| 1980
| Centro Donne Ticinese; Collettivo studentesse liceo Berchet; Collettivo studentesse Università Statale; Cooperativa Gervasia Broxson; Gruppo di psicologia e attività creative; Gruppo Eos; Ristorante Cicip-Ciciap; Ticinese (nuovo)
| Col di Lana; Collettivo Borletti
|
|
| Milano – Manifestazione contro abrogazione legge aborto
|
|-
| 1981
| Gruppo Phoenix
| Grattacielo; Gruppo donne Palazzo di Giustizia
| Referendum abrogativo legge aborto
| Firenze – 2° Convegno contro il referendum; Milano – 1° Convegno contro il referendum 194; Roma – Convegno nazionale donne lesbiche; Torino – Convegno internazionale donne lesbiche
|
|
|-
| 1982
|
| Gruppo n.4; Redazione milanese di Quotidiano Donna
|
|
|
|
|}
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Progetto:WikiDonne/Tirocinio Roma Tre 2026/Prima bozza wikibook
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2026-06-30T15:11:05Z
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+ copertina
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wikitext
text/x-wiki
[[File:WDG_-_Copertina_wikibook_Storia_del_femminismo_italiano_vol._2.svg|thumb|300px|Copertina vol. 2]]
=Prima bozza=
==Capitolo 1==
{{vedi anche|Progetto:WikiDonne/Tirocinio Roma Tre 2026/Prima bozza wikibook/Cap.1}}
==Capitolo 2==
{{vedi anche|Progetto:WikiDonne/Tirocinio Roma Tre 2026/Prima bozza wikibook/Cap.2}}
[[Categoria:WikiDonne]]
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Robotica unplugged/Sassocar
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Hippias
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orfana
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wikitext
text/x-wiki
{{orfana}}
{{Robotica unplugged}}
{{Tempi e materiali|
Materiali=* Un bicchiere di carta grande;
* 4 tappi di bottiglia;
* 1 interruttore;
* 1 sasso come alettone frontale;
* 1 batteria da 9 V;
* 1 motorino elettrico;
* 4 oggetti sferici per le ruote
* materiale per decorare l'automobile (occhi mobili, matite, luccichini)
|Strumenti=
* Colla a caldo;
* Nastro isolante
|Tempo=45}}
'''Sassocar''' è ...
== Materiale ==
Per costruire Sassocar è necessario avere a disposizione il materiale elencato in precedenza.
=== Stima dei costi ===
== Accessori ==
== Principio di funzionamento ==
== Risultato finale ==
{{Avanzamento|25%|17 aprile 2026}}
[[Categoria:Robotica unplugged|Sassocar]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Lomazzo
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Hippias
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non più orfana
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche del comune di [[w:Lomazzo|Lomazzo]] raggruppate per edificio.
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Lomazzo/Lomazzo - Chiesa di San Vito|Chiesa di San Vito]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Lomazzo]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Monza e della Brianza/Carate Brianza/Carate Brianza - Chiesa dei Santi Ambrogio e Simpliciano
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2026-06-30T16:50:35Z
Organocarrera
54530
Modifica di alcuni dettagli e aggiunta di particolari
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Carrera
* '''Anno:''' 1856
* '''Restauri/modifiche:''' 1882 (Cesare Bernasconi)<ref>a seguito dei lavori di ampliamento della cantoria</ref>, 1949 (Ondei Felice, riforma), 1983/1984 (Mascioni, restauro filologico), 2023 (manutenzione straordinaria, Mascioni)
* '''Registri:''' 39
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 24 note (''Do<sup>1</sup>''-''MSi<sup>2</sup>'')<ref>12 note reali</ref>
* '''Accessori:''' Terzamano, Combinazione libera, Tiraripieno, Timballone, tiratutti (per strumenti a corda)
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto'''''
----
|-
|Fagotto ||Bassi
|-
|Trombe ||Soprani
|-
|Fagotto di concerto
|-
|Corno Inglese ||Soprani
|-
|Clarone ||Bassi
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|Clarino ||Soprani
|-
|Bombardino ||Soprani
|-
|Flauto traverso
|-
|Flauto terzetto
|-
|Ottavino ||Soprani
|-
|Violone ||Bassi
|-
|Viola ||di 16' Soprani
|-
|Viola ||Bassi
|-
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|-
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|-
|Violetta II ||Soprani
|-
|Violino ||Soprani
|-
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|-
|Campanelli<ref>Sebbene sia presente il comando i campanelli non sono mai stati reintegrati dopo la rimozione da parte di O. Felice, così come anche il "tamburo a mazza con piatti" presente nella disposizione originaria</ref>
|-
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----
|-
|Principale ||16' Bassi
|-
|Principale ||16' Soprani
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|-
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|-
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|-
|Quintadecima|| Bassi
|-
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|-
|XIX e XXII
|-
|Quattro di ripieno
|-
|Quattro di ripieno
|-
|Contrabbassi
|-
|Rinforzi Contrabbassi
|-
|Bassi d’Armonia
|-
|Unione tasto-pedale
|-
|Bombarde
|-
|Timpani
|-
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== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
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{{Avanzamento|100%|17 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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499614
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2026-06-30T17:29:22Z
Organocarrera
54530
revisione generale e aggiunta della disposizione fonica del restauro/modifiche del 1949
499614
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Carrera
* '''Anno:''' 1856
* '''Restauri/modifiche:''' 1882 (Cesare Bernasconi)<ref>a seguito dei lavori di ampliamento della cantoria</ref>, 1949 (Ondei Felice, riforma), 1983/1984 (Mascioni, restauro filologico), 2023 (manutenzione straordinaria, Mascioni)
* '''Registri:''' 39 (a manetta a destra dell'organista disposti in doppia fila)
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 24 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'')<ref>12 note reali</ref>
* '''Accessori:''' Terzamano, Combinazione libera, Tiraripieno, Timballone, tiratutti (per strumenti a corda)
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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|Principale ||16' Bassi
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|-
|XIX e XXII
|-
|Quattro di ripieno
|-
|Quattro di ripieno
|-
|Contrabbassi
|-
|Rinforzi Contrabbassi
|-
|Bassi d’Armonia
|-
|Unione tasto-pedale
|-
|Bombarde
|-
|Timpani
|-
|}
|}
Si riporta di seguito la disposizione fonica dell'organo a seguito del pesante intervento di riforma attuato da Ondei Felice.
Questo intervento comportò anche la ricostruzione della consolle con comandi a pomello disposti orizzontalmente sopra la tastiera e il rifacimento della pedaliera che divenne a raggera con 27 pedali (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'' con ritornello al ''Do<sup>2</sup>'')
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|-
|Contrabbasso 16' (ai pedali)
|-
|Bassi Armonici 8' (ai pedali)
|-
|Principale 16'
|-
|Principale 8'
|-
|Principale Dolce 8'
|-
|Ottava 4'
|-
|Duodecima
|-
|Quintadecima
|-
|Flauto 8'
|-
|Flauto 4'
|-
|Flautino in Selva 2' (dal ''Do<sup>3</sup>'')
|-
|Gamba 8'
|-
|Dulciana 8' (dal ''Do<sup>3</sup>'')
|-
|Unda Maris 8' (dal ''Do<sup>3</sup>'')
|-
|Viola 4'
|-
|Tromba 8'
|-
|Clarone 8' (dal ''Do<sup>3</sup>'')
|-
|Corno Inglese 16' (dal ''Do<sup>3</sup>'')
|-
|}
* '''Pedaletti ad incastro:''' 1. Unione tasto-Pedale, 2. Terza Mano, 3. Ance, 4. Viole, 5. Piano, 6. Mezzoforte, 7. Ripieno Acuto, 8. Ripieno Grave, 9. Vibrante
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
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{{Avanzamento|100%|17 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Organocarrera
54530
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Carrera
* '''Anno:''' 1856
* '''Restauri/modifiche:''' 1882 (Cesare Bernasconi)<ref>a seguito dei lavori di ampliamento della cantoria</ref>, 1949 (Ondei Felice, riforma), 1983/1984 (Mascioni, restauro filologico), 2023 (manutenzione straordinaria, Mascioni)
* '''Registri:''' 39 (a manetta a destra dell'organista disposti in doppia fila)
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Tastiere:''' 1 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta di 24 note (''Do<sup>1</sup>''-''Si<sup>2</sup>'')<ref>12 note reali</ref>
* '''Accessori:''' Terzamano, Combinazione libera, Tiraripieno, Timballone, tiratutti (per strumenti a corda)
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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|Fagotto ||Bassi
|-
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|Clarino ||Soprani
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|Bombardino ||Soprani
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|Flauto traverso
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|Flauto terzetto
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|Ottavino ||Soprani
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|Violone ||Bassi
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|Viola ||di 16' Soprani
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|Viola ||Bassi
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|Viola dolce ||Bassi
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|Violetta I ||Soprani
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|Violetta II ||Soprani
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|Violino ||Soprani
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|Terzamano
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|Campanelli<ref>Sebbene sia presente il comando i campanelli non sono mai stati reintegrati dopo la rimozione da parte di O. Felice, così come anche il "tamburo a mazza con piatti" presente nella disposizione originaria dei Carrera</ref>
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| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
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|Principale ||16' Bassi
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|Principale ||16' Soprani
|-
|Principale ||8' Bassi
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|Principale ||8' Soprani
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|Principale II ||8' Bassi
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|Principale II ||8' Soprani
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|Ottava ||Bassi
|-
|Ottava ||Soprani
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|Duodecima ||Bassi
|-
|Quintadecima|| Bassi
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|Duodecima e Quintadecima ||Soprani
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|XIX e XXII
|-
|Quattro di ripieno
|-
|Quattro di ripieno
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|Contrabbassi
|-
|Rinforzi Contrabbassi
|-
|Bassi d’Armonia
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|Unione tasto-pedale
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|Bombarde
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|Timpani
|-
|}
|}
Si riporta di seguito la disposizione fonica dell'organo a seguito del pesante intervento di riforma attuato da Ondei Felice.
Questo intervento comportò anche la ricostruzione della consolle con comandi a pomello disposti orizzontalmente sopra la tastiera e il rifacimento della pedaliera che divenne a raggera con 27 pedali (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'' con ritornello al ''Do<sup>2</sup>'')
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
|-
|Contrabbasso 16' (ai pedali)
|-
|Bassi Armonici 8' (ai pedali)
|-
|Principale 16'
|-
|Principale 8'
|-
|Principale Dolce 8'
|-
|Ottava 4'
|-
|Duodecima
|-
|Quintadecima
|-
|Flauto 8'
|-
|Flauto 4'
|-
|Flautino in Selva 2' (dal ''Do<sup>3</sup>'')
|-
|Gamba 8'
|-
|Dulciana 8' (dal ''Do<sup>3</sup>'')
|-
|Unda Maris 8' (dal ''Do<sup>3</sup>'')
|-
|Viola 4'
|-
|Tromba 8'
|-
|Clarone 8' (dal ''Do<sup>3</sup>'')
|-
|Corno Inglese 16' (dal ''Do<sup>3</sup>'')
|-
|}
* '''Pedaletti ad incastro:''' 1. Unione tasto-Pedale, 2. Terza Mano, 3. Ance, 4. Viole, 5. Piano, 6. Mezzoforte, 7. Ripieno Acuto, 8. Ripieno Grave, 9. Vibrante
== Note ==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa Prepositurale dei Santi Ambrogio e Simpliciano|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa Prepositurale dei Santi Ambrogio e Simpliciano}}
{{Avanzamento|100%|17 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
|}
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Maslianico
0
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499635
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2026-07-01T09:34:03Z
Hippias
18281
rimossa [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a cannee]]; aggiunta [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] usando [[Aiuto:Accessori/HotCat|HotCat]]
499635
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche del comune di [[w:Maslianico|Maslianico]] raggruppate per edificio.
==Capoluogo==
*[[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Como/Maslianico/Maslianico - Chiesa dei Santi Giovanni e Ambrogio|Chiesa dei Santi Giovanni e Ambrogio]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Maslianico]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Mediglia
0
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499629
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2026-07-01T09:05:10Z
Hippias
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+indice +cat
499629
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
{{...}}
== Frazioni ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Mediglia/Bustighera - Chiesa di Santa Maria Assunta|Bustighera - Chiesa di Santa Maria Assunta]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Mediglia/Triginto - Chiesa di Santo Stefano protomartire|Triginto - Chiesa di Santo Stefano protomartire]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Mediglia]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Mediglia/Triginto - Chiesa di Santo Stefano protomartire
0
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18281
aggiunta [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] usando [[Aiuto:Accessori/HotCat|HotCat]]
499626
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Fratelli Chiesa
* '''Anno:''' 1796
* '''Restauri/modifiche:''' Dell'Orto & Lanzini (2026, restauro e ripristino delle caratteristiche originarie)
* '''Registri:''' 26
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parete anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 1 di 50 note (''Do<sup>1</sup>''- ''Fa<sup>5</sup>'', divisione bassi/soprani ''Do#<sup>3</sup>''- ''Re<sup>3</sup>'') con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 18 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>2</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Concerto'''''
----
|-
|Terzamano
|-
|Violoncello || 8' Bassi
|-
|Flutta || 8' Soprani
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Tromba || 8' Soprani
|-
|Corno Inglese || 16' Soprani
|-
|Cornetto I (VIII - XII) || 4' Soprani
|-
|Cornetto II (XV - XVII) || 2' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Clarone || 4' Bassi
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Timpani
|-
|Tromboni || 16' al pedale
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Ripieno'''''
----
|-
|Principale I || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Principale II || 8' Bassi
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda || 1'
|-
|Vigesimasesta || 2/3'
|-
|Vigesimanona || 1/2'
|-
|Trigesimaterza || 1/3'
|-
|Contrabbassi e rinforzi || 16'+8' <sup>(al Pedale)</sup>
|-
|}
|}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Triginto - Chiesa di Santo Stefano protomartire]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Legnano/Legnano - Basilica di San Magno
0
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499625
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Hippias
18281
aggiunta [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] usando [[Aiuto:Accessori/HotCat|HotCat]]
499625
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Gian Giacomo Antegnati
* '''Anno:''' 1542
* '''Restauri/modifiche:''' Girolamo Carrera (1814, restauro e ampliamento), Giorgio Maroni (1920, restauro e ampliamento), Mascioni (2025, restauro e ampliamento)
* '''Registri:''' 30
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' 2, dalle medesime caratteristiche; una sulla cantoria, rivolta verso la navata, l'altra a pavimento, a destra della navata
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Quinta Decima || 2'
|-
|Ripieno grave 4 file || 1.1/3'
|-
|Ripieno acuto 4 file || 1/3'
|-
|Clarinetto || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola da gamba || 8'
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Flauto ottaviante || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Flautino || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Fisarmonica || 8'
|-
|Oboe || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Corno || 4'
|-
|Bombarda || 16'
|-
|Tromba || 8'
|-
|Clarone || 4'
|-
|}
|}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Legnano - Basilica di San Magno]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Pavia/Marzano
0
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Hippias
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+indice +cat
499628
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Pavia/Marzano/Marzano - Chiesa di San Michele arcangelo|Chiesa di San Michele arcangelo]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Marzano]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Provincia di Pavia/Marzano/Marzano - Chiesa di San Michele arcangelo
0
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2026-07-01T09:04:10Z
Hippias
18281
+indice +cat
499627
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
== Organo Aletti ==
{{...}}
== Organo Borghi ==
* '''Costruttore:''' Borghi
* '''Anno:''' XX° secolo
* '''Restauri/modifiche:''' no
* '''Registri:''' 16
* '''Canne:'''
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' a pavimento, nell'ultima cappella laterale di sinistra
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, nell'abside, alle spalle dell'altare maggiore
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV || 2'
|-
|Ripieno 3 file || 1'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Ottavino || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XV - XIX || 2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Bordone || 8'
|-
|}
|}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Marzano - Chiesa di San Michele arcangelo]]
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Software libero a scuola/Minetest/Luanti a scuola
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Mattruffoni
17392
/* */
499606
wikitext
text/x-wiki
Usare Luanti/Minetest per giocare a conoscere il territorio e, volendo, progettarne gli sviluppi futuri.
== Il Progetto: La scuola come laboratorio di pianificazione territoriale ==
Questo manuale nasce con l'obiettivo di guidare docenti e studenti nell'utilizzo di '''Luanti''' (precedentemente noto come ''Minetest'') come strumento didattico, integrando la tecnologia, la geografia (GIS), la matematica e l'educazione civica.
Il cuore del progetto si articola su tre pilastri fondamentali:
* '''Esplorare e Osservare (La Georeferenziazione):''' Creare un mondo digitale che sia il facsimile esatto del proprio territorio reale. Attraverso l'importazione di dati geografici e altimetrici reali, gli studenti possono muoversi in scala 1:1 in un ambiente virtuale familiare, imparando a leggere la morfologia della propria terra da una prospettiva inedita e immersiva.
* '''Progettare ed Eseguire (La Ricostruzione):''' Permettere agli studenti di ricostruire l'ambiente, i monumenti e i complessi urbani. Questo processo stimola lo sviluppo di competenze geometriche, di calcolo spaziale e di problem-solving strutturale, costringendo il ragazzo a passare dall'osservazione della realtà alla sua astrazione e successiva esecuzione tridimensionale a blocchi.
* '''Partecipare (La Cittadinanza Attiva):''' Dare ai ragazzi la possibilità di utilizzare il server condiviso come un laboratorio democratico per la pianificazione urbana e infrastrutturale collettiva. Gli studenti non si limitano a replicare il presente o il passato, ma possono proporre modifiche, nuove infrastrutture e varianti urbanistiche, imparando il valore del dibattito, della negoziazione e della progettazione comunitaria del bene comune.
Attraverso questo percorso, il mondo voxel di Luanti smette di essere un semplice videogioco e diventa un vero e proprio '''gemello digitale didattico''', un ponte tra la scuola e il territorio in grado di formare cittadini consapevoli e tecnicamente preparati.
== Flusso di lavoro: Dati GIS, Modellazione 3D e Iniezione in Luanti ==
Questo capitolo documenta passo dopo passo la pipeline tecnologica utilizzata per trasformare i dati geografici e altimetrici reali della Val di Ledro in un mondo 3D interamente calpestabile all'interno del server Luanti (Minetest).
=== Fase 1: Acquisizione dei dati geografici e modellazione in Blender ===
==== 1. Selezione dell'Area di Interesse (OSM) ====
Il progetto ha inizio con la delimitazione della zona geografica. Utilizzando il software di modellazione 3D '''Blender''' combinato con l'add-on '''Blender-GIS''', è stato possibile connettersi direttamente ai server cartografici globali. Tramite l'interfaccia di georeferenziazione, è stato ritagliato il perimetro esatto della Val di Ledro attingendo alla cartografia vettoriale di '''OpenStreetMap (OSM)'''. Questa operazione fissa le coordinate di base (Latitudine/Longitudine) nel sistema di riferimento del progetto.
==== 2. Generazione del Rilievo Altimetrico (SRTM) ====
Una volta ottenuta la mappa bidimensionale, si è passati alla terza dimensione applicando i dati altimetrici reali. Sfruttando la funzione di importazione DEM (Digital Elevation Model) di Blender-GIS, sono stati scaricati i dati '''SRTM (Shuttle Radar Topography Mission)''' forniti dalla NASA. Il plugin ha proiettato questi dati vettoriali sulla mesh piana di Blender, deformandola e generando un modello tridimensionale fedele del rilievo montuoso e della morfologia della valle.
==== 3. Download dei Volumi degli Edifici ====
Per integrare l'elemento antropico, è stato effettuato un download mirato direttamente dal portale ufficiale [https://www.openstreetmap.org openstreetmap.org]. È stato esportato un file con estensione <code>.osm</code>, contenente tutti i metadati e le impronte planimetriche degli edifici (i "volumi" e i poligoni delle case) registrati all'interno della medesima area geografica della valle.
==== 4. Posizionamento e Georeferenziazione delle Case ====
Il file <code>.osm</code> grezzo è stato importato all'interno della scena di Blender, sempre tramite l'ausilio di Blender-GIS. Il plugin, riconoscendo la corrispondenza delle coordinate geografiche condivise, ha posizionato automaticamente e matematicamente i volumi geometrici degli edifici sopra il rilievo 3D precedentemente generato, incollando le fondamenta delle case alle rispettive quote del terreno.
==== 5. Esportazione della Mesh del Terreno ====
Isolando la sola mesh geometrica del terreno (il rilievo montuoso), si è proceduto all'esportazione del modello in un formato di interscambio testuale standard. Il file risultante è stato salvato con il nome di <code>LedroRilievo.obj</code>, contenente l'elenco puro dei vertici tridimensionali del terreno.
==== 6. Esportazione della Mesh degli Edifici ====
Eseguendo la medesima procedura di isolamento, sono stati selezionati esclusivamente i poligoni e i volumi associati alle strutture architettoniche. L'esportazione ha generato il secondo file geometrico sorgente, denominato <code>LedroCase.obj</code>.
=== Fase 2: Parsing, Ottimizzazione e Struttura Server ===
=== Il problema tecnologico ===
I metodi tradizionali di scrittura dei nodi in Luanti via API standard (come `minetest.set_node`) mostrano forti limiti quando si gestiscono milioni di coordinate geometriche:
# '''Timeout UDP e Disconnessioni:''' L'elaborazione lineare di file massivi blocca il thread principale del server, causando il congelamento della rete e l'espulsione dei client.
# '''Errore Map::getNodeMetadata (Block not found):''' In ambienti a mappa vuota (es. mapgen `singlenode`), il server fallisce l'accesso ai metadati di blocchi non ancora inizializzati sul database del mondo (`map.sqlite`), generando migliaia di warning e fallendo la scrittura.
# '''Saturazione RAM in Blender:''' L'uso di modificatori come il ''Remesh'' su mesh territoriali molto estese (es. 20x12 km) satura la memoria volatile del sistema operativo, causando il crash del software di modellazione.
=== Architettura della Soluzione ===
La pipeline definitiva si divide in due fasi staccate: un'ottimizzazione matematica dei dati in locale tramite Python e un'iniezione asincrona a basso livello nel server Luanti tramite Lua.
==== Fase 1: Estrazione e Interpolazione dei Dati (Python) ====
Invece di sovraccaricare il motore di gioco o Blender, si utilizza uno script Python esterno sfruttando la libreria '''SciPy''' e l'algoritmo `NearestNDInterpolator` (o `LinearNDInterpolator`).
Lo script esegue le seguenti operazioni:
# Legge i vertici geometrici (`v X Y Z`) dal file `.obj` originale.
# Rileva i confini geografici assoluti della mappa.
# Inizializza un interpolatore spaziale e proietta i dati su una griglia fitta bidimensionale regolare (Heightmap) con un passo stabilito (es. ogni 2 metri).
# Tappa matematicamente i "buchi di cielo" presenti nella mesh rada, assegnando a ogni coordinata vuota l'altezza corretta calcolata sui punti vicini.
# Genera un file di testo ordinato (`ledro_terreno_dati.txt`) in formato `X,Y,Z`.
==== 7. Conversione e Densificazione dei Dati (Python e SciPy) ====
I file <code>.obj</code> nativi presentano una struttura a nuvola di punti (Point Cloud) rada e non ordinata. Con il supporto di '''Gemini''', sono stati sviluppati gli script Python per elaborare i dati:
* <code>estrai_griglia.py</code>: Questo script utilizza la libreria scientifica '''SciPy''' (in particolare l'algoritmo <code>NearestNDInterpolator</code>) per analizzare i 66.481 vertici originali distribuiti su un'area di circa 20x12 km. Python proietta questi punti su una griglia fitta bidimensionale regolare (Heightmap) con un passo costante (es. ogni 2 metri), interpolando matematicamente le altezze nei punti vuoti per "tappare i buchi di cielo" e generando un file coordinato e continuo chiamato <code>ledro_terreno_dati.txt</code> in formato <code>X,Y,Z</code>.<syntaxhighlight lang="python">
import os
import numpy as np
from scipy.interpolate import NearestNDInterpolator
FILE_OBJ = "LedroRilievo.obj"
FILE_OUTPUT = "ledro_terreno_dati.txt"
PASSO = 2 # Un punto ogni 2 metri
print("1. Lettura di tutti i vertici dal file OBJ...")
punti_validi = []
with open(FILE_OBJ, "r") as f:
for line in f:
if line.startswith("v "):
parti = line.split()
if len(parti) >= 4:
try:
punti_validi.append((float(parti[1]), float(parti[2]), float(parti[3])))
except ValueError:
continue
if not punti_validi:
print("ERRORE: Nessun vertice trovato nel file OBJ!")
exit()
# Coordinate separate
x_arr = np.array([p[0] for p in punti_validi])
y_arr = np.array([p[1] for p in punti_validi])
z_arr = np.array([p[2] for p in punti_validi])
min_x, max_x = int(np.min(x_arr)), int(np.max(x_arr))
min_z, max_z = int(np.min(z_arr)), int(np.max(z_arr))
print(f"Confini rilevati -> X: [{min_x} a {max_x}], Z: [{min_z} a {max_z}]")
print("2. Inizializzazione interpolatore geometrico (SciPy)...")
# Creiamo l'interpolatore basato sui punti noti dell'OBJ
interp = NearestNDInterpolator(list(zip(x_arr, z_arr)), y_arr)
print("3. Generazione griglia fitta continua e scrittura...")
# Generiamo gli intervalli regolari basati sul PASSO scelto
intervallo_x = np.arange(round(min_x / PASSO) * PASSO, round(max_x / PASSO) * PASSO + PASSO, PASSO)
intervallo_z = np.arange(round(min_z / PASSO) * PASSO, round(max_z / PASSO) * PASSO + PASSO, PASSO)
punti_totali_scritti = 0
with open(FILE_OUTPUT, "w") as out:
for gx in intervallo_x:
# Calcoliamo l'altezza per l'intera colonna Z in un colpo solo (velocissimo)
gz_array = np.array(list(intervallo_z))
gx_array = np.full_like(gz_array, gx)
# SciPy calcola le altezze interpolate istantaneamente per tutta la riga
altezze_interpolate = interp(gx_array, gz_array)
for i, gz in enumerate(intervallo_z):
gy = round(altezze_interpolate[i])
out.write(f"{gx},{gy},{gz}\n")
punti_totali_scritti += 1
print(f"Operazione completata! Generata griglia solida continua con {punti_totali_scritti} punti complessivi.")
</syntaxhighlight>
* <code>ledro_convertitore_case.py</code>: Estrae le posizioni degli edifici associandole ai rispettivi blocchi di costruzione, generando il file ordinato <code>ledro_case_dati.txt</code><syntaxhighlight lang="python">
import numpy as np
import trimesh
import os
from math import ceil
# ==========================================
# CONFIGURAZIONE COSTANTI
# ==========================================
FILE_OBJ_TERRENO = "LedroRilievo.obj"
FILE_OBJ_CASE = "LedroCase.obj"
NOME_FILE_USCITA = "ledro_case_dati.txt"
# Scala 1.0 per corrispondenza esatta con il terreno a passo 1 metro
FAUTORE_SCALA = 1.0
START_Y = 30
def converti_case_streaming(terreno_input, case_input, file_output):
if not os.path.exists(case_input) or not os.path.exists(terreno_input):
print("Errore: Uno dei file OBJ non esiste nella cartella attuale!")
return
# 1. Calcolo del centro del terreno per l'allineamento perfetto degli assi
print(f"Lettura terreno per allineamento assi: {terreno_input}...")
scena_t = trimesh.load(terreno_input, force='mesh')
mesh_t = trimesh.util.concatenate([g for g in scena_t.geometry.values()]) if isinstance(scena_t, trimesh.Scene) else scena_t
bounds_t = mesh_t.bounds
min_x_t, _, min_z_t = bounds_t[0]
max_x_t, _, max_z_t = bounds_t[1]
centro_x = int((max_x_t - min_x_t) / 2)
centro_z = int((max_z_t - min_z_t) / 2)
# 2. Caricamento e pulizia della mesh degli edifici
print(f"Caricamento edifici da {case_input}...")
scena_c = trimesh.load(case_input, force='mesh')
if isinstance(scena_c, trimesh.Scene):
mesh_unica_case = trimesh.util.concatenate([g for g in scena_c.geometry.values()])
else:
mesh_unica_case = scena_c
print("Pulizia della mesh e fusione dei vertici adiacenti...")
# Valida e salda insieme i poligoni staccati della stessa struttura
mesh_unica_case.process(validate=True)
print("Separazione degli edifici in componenti connesse...")
edifici_grezzi = mesh_unica_case.split(only_watertight=False)
# Filtriamo le bricioline geometriche inferiori a 2mq
edifici = [edf for edf in edifici_grezzi if edf.area > 2.0]
print(f"Trovati {len(edifici)} edifici reali stabili. Generazione geometrie cave...")
# Rimuoviamo il vecchio file se presente
if os.path.exists(file_output):
os.remove(file_output)
# 3. Ciclo di generazione geometrica delle case cave (SOLO SOLIDI)
edifici_scritti = 0
with open(file_output, "w") as f:
for i, edf in enumerate(edifici):
b = edf.bounds
min_x, min_y, min_z = b[0]
max_x, max_y, max_z = b[1]
dim_x = int(ceil(max_x - min_x))
dim_y = int(ceil(max_y - min_y))
dim_z = int(ceil(max_z - min_z))
# FILTRO DI SICUREZZA ANTI-LOOP (ARTEFATTI GIS):
# Se un "edificio" supera le dimensioni di un enorme isolato, è un errore di mesh dell'OBJ.
# Lo saltiamo per evitare che i cicli for successivi congelino la CPU.
if dim_x > 60 or dim_z > 60 or dim_y > 40:
continue
# APPLICAZIONE REGOLE PUNTO 4: Vincoli minimi (5x6x5)
larghezza_x = max(5, dim_x)
lunghezza_z = max(6, dim_z)
altezza_y = max(5, dim_y)
# Calcolo coordinate assolute centrate rispetto al terreno
start_x = int(min_x - min_x_t - centro_x)
start_z = int(min_z - min_z_t - centro_z)
start_y = int(min_y + START_Y)
edifici_scritti += 1
# Rendering dei soli nodi fisici perimetrali
for dx in range(larghezza_x):
for dz in range(lunghezza_z):
for dy in range(altezza_y):
abs_x = start_x + dx
abs_z = start_z + dz
abs_y = start_y + dy
is_muro = (dx == 0 or dx == larghezza_x - 1 or dz == 0 or dz == lunghezza_z - 1)
is_pavimento = (dy == 0)
is_tetto = (dy == altezza_y - 1)
if is_pavimento:
blocco = "default:wood"
elif is_tetto:
blocco = "default:brick"
elif is_muro:
blocco = "default:stone"
else:
# Salta l'aria interna! Risparmia lo spazio su disco
continue
f.write(f"{abs_x},{abs_y},{abs_z},{blocco}\n")
if (i + 1) % 100 == 0 or (i + 1) == len(edifici):
print(f"Progressione: {i + 1}/{len(edifici)} nodi mesh analizzati... ({edifici_scritti} edifici reali scritti)")
print(f"Fatto! File delle case salvato con successo in {file_output}. Scritti {edifici_scritti} edifici.")
# ==========================================
# PUNTO DI INGRESSO DELLO SCRIPT
# ==========================================
if __name__ == "__main__":
converti_case_streaming(FILE_OBJ_TERRENO, FILE_OBJ_CASE, NOME_FILE_USCITA)
</syntaxhighlight>
==== 8. Configurazione dell'Ambiente Virtuale Docker ====
Per ospitare l'infrastruttura di simulazione in modo isolato e replicabile, è stato configurato un container '''Docker''' gestito tramite '''Docker Compose'''. Sulla base di un file <code>docker-compose.yml</code> strutturato ad hoc, la cartella di lavoro del server Luanti/Minetest è stata mappata in locale sul PC dell'utente (tramite i Docker Volumes) per permettere la modifica in tempo reale dei file di gioco. All'interno della configurazione, il mondo è stato battezzato <code>ledro3d</code> e l'utente <code>mattruffoni</code> è stato designato come amministratore di sistema con massimi privilegi energetici.<syntaxhighlight lang="dockerfile">
services:
luanti_engine:
image: lscr.io/linuxserver/luanti:latest
container_name: local_luanti_engine
environment:
- PUID=1000
- PGID=1000
- TZ=Europe/Rome
# FORZATURA: Diciamo a Luanti esattamente quale file .conf leggere dentro il container
- CLI_ARGS=--worldname ledro3d --config /config/.minetest/minetest.conf --terminal
volumes:
- ./server_data:/config/.minetest
ports:
- 30000:30000/udp
restart: unless-stopped
</syntaxhighlight>
==== 9. Accessibilità del Server di Gioco ====
Una volta avviato lo stack di Docker tramite terminale (<code>docker compose up -d</code>), il container ha esposto i servizi di rete dedicati. Il server Luanti/Minetest è diventato operativo e raggiungibile in locale dall'indirizzo di loopback '''<code>localhost:30000</code>''', pronto ad accettare le connessioni da parte del client di gioco per l'esplorazione virtuale.
=== Fase 3: Sviluppo della Mod e Generazione del Mondo ===
====Creazione mod '''importatore'''====
Nella cartella ''.../minetest-server/server_data/worlds/ledro3d/worldmods/importatore'' si crea la mod importatore inserendoci il file init.lua, mod.conf e i due file di testo ledro_terreno_dati.txt e ledro_case_dati.txt creati in precedenza.
==== 10. Sviluppo della Mod Lua Asincrona "Importatore" ====
L'iniezione di milioni di nodi all'interno del database del mondo (<code>map.sqlite</code>) presenta forti criticità prestazionali (rischio di timeout UDP e crash per memoria satura). Per ovviare a questo problema, è stata sviluppata una mod personalizzata in linguaggio Lua denominata '''<code>importatore</code>'''. La mod implementa due soluzioni architetturali cruciali:
# '''Il VoxelManip Engine (LVM):''' Invece di posizionare un singolo cubo alla volta, la mod alloca grandi porzioni di mappa direttamente nella memoria volatile del server, scrive i blocchi di erba superficiale (<code>default:dirt_with_grass</code>) e le fondamenta sottostanti (<code>default:stone</code>), e forza la scrittura in blocco sul database, azzerando i warning di blocchi non trovati.
# '''Gestione tramite Co-routine Lua:''' La lettura dei file <code>.txt</code> è inserita in un ciclo asincrono controllato da co-routine. Tramite l'istruzione <code>coroutine.yield()</code>, la mod rilascia il controllo alla CPU del PC host ogni 100 nodi processati, permettendo al server di rimanere fluido, gestire i pacchetti di rete e consentire il movimento del giocatore durante la crescita progressiva della valle.
==== Fase 2: Iniezione Asincrona nella Mappa (Luanti Mod) ====
La mod Luanti (scritta in `init.lua`) riceve il file a griglia regolare e applica due strategie fondamentali per garantire stabilità e performance:
* '''Uso del VoxelManip (LVM):''' Invece di scrivere un blocco alla volta, la mod alloca un'area di memoria temporanea (`minetest.get_voxel_manip()`), manipola l'array dei nodi inserendo la superficie erbosa (`default:dirt_with_grass`) e lo zoccolo di roccia sottostante (`default:stone`), e infine forza la scrittura dell'intero blocco direttamente sul database (`vm:write_to_map()`). Questo bypassa i controlli dei metadati azzerando il warning ''Block not found''.
* '''Gestione Asincrona via Co-routine:''' Il ciclo di lettura del file viene inserito in una co-routine Lua (`coroutine.create`). Tramite l'istruzione `coroutine.yield()`, la mod rilascia il controllo alla CPU ogni 100 nodi processati, permettendo al server Luanti di gestire i pacchetti di rete, l'orario del mondo e il login dei giocatori senza lag.
==== Codice init.lua della mod importatore====
<syntaxhighlight lang="lua">
-- ========================================================
-- 1. PRIVILEGI AUTOMATICI PER MATTRUFFONI (CON SETTIME)
-- ========================================================
minetest.register_on_joinplayer(function(player)
local name = player:get_player_name()
if name == "mattruffoni" then
minetest.after(0.5, function()
local p = minetest.get_player_by_name(name)
if p then
local privs = minetest.get_player_privs(name)
privs.privs = true
privs.fly = true
privs.fast = true
privs.teleport = true
privs.interact = true
privs.shout = true
privs.settime = true -- Aggiunto privilegio per impostare l'ora
privs.time = true -- Aggiunto privilegio per gestire il tempo
minetest.set_player_privs(name, privs)
minetest.chat_send_player(name, "Benvenuto Prof! Privilegi completi (incluso settime) attivati.")
end
end)
end
end)
-- ========================================================
-- 2. PIPELINE DI IMPORTAZIONE A GRIGLIA ORDINATA (LVM)
-- ========================================================
local function avvia_importazione_superficie()
local percorso_terreno = minetest.get_modpath("importatore") .. "/ledro_terreno_dati.txt"
local percorso_case = minetest.get_modpath("importatore") .. "/ledro_case_dati.txt"
local thread = coroutine.create(function()
-- A. TERRENO (Morfologia a celle raccordate)
local file_t = io.open(percorso_terreno, "r")
if file_t then
minetest.log("action", "[Importatore] Scrittura griglia terreno georeferenziato...")
local count = 0
for line in file_t:lines() do
local x, y, z = line:match("([^,]+),([^,]+),([^,]+)")
if x and y and z then
local tx, ty, tz = tonumber(x), tonumber(y), tonumber(z)
-- Raggio 2 crea una piastra 5x5 attorno a ogni punto.
-- Avendo ordinato il file a passo 2, le piastre si fondono perfettamente.
local raggio = 2
-- Allochiamo l'area minima per il manipolatore di voxel
local p_min = {x = tx - raggio, y = ty - 15, z = tz - raggio}
local p_max = {x = tx + raggio, y = ty, z = tz + raggio}
local vm = minetest.get_voxel_manip()
local emin, emax = vm:read_from_map(p_min, p_max)
local data = vm:get_data()
local va = VoxelArea:new{MinEdge = emin, MaxEdge = emax}
local c_grass = minetest.get_content_id("default:dirt_with_grass")
local c_stone = minetest.get_content_id("default:stone")
-- Disegniamo la piastra locale
for dx = -raggio, raggio do
for dz = -raggio, raggio do
local px = tx + dx
local pz = tz + dz
-- Blocco d'erba superficiale
local vi_g = va:index(px, ty, pz)
data[vi_g] = c_grass
-- Zoccolo di pietra sottostante (15 blocchi per saldare i dislivelli)
for dy = 1, 15 do
local vi_s = va:index(px, ty - dy, pz)
data[vi_s] = c_stone
end
end
end
-- Scrittura forzata nel database senza controlli intermedi
vm:set_data(data)
vm:write_to_map()
count = count + 1
-- Rilasciamo la CPU ogni 100 punti della griglia per mantenere stabile il server
if count % 100 == 0 then
minetest.log("action", "[Importatore] Punti griglia terreno consolidati: " .. count)
coroutine.yield()
end
end
end
file_t:close()
end
-- B. CASE (Puntuali sopra il terreno)
local file_c = io.open(percorso_case, "r")
if file_c then
minetest.log("action", "[Importatore] Iniezione volumi edifici...")
local count = 0
for line in file_c:lines() do
local x, y, z, blockname = line:match("([^,]+),([^,]+),([^,]+),([^,]+)")
if x and y and z and blockname then
local pos = {x = tonumber(x), y = tonumber(y), z = tonumber(z)}
blockname = blockname:gsub("%s+", "")
local vm = minetest.get_voxel_manip()
vm:read_from_map(pos, pos)
minetest.set_node(pos, {name = blockname})
count = count + 1
if count % 2000 == 0 then
minetest.log("action", "[Importatore] Blocchi edificio inseriti: " .. count)
coroutine.yield()
end
end
end
file_c:close()
end
minetest.log("action", "[Importatore] PIPELINE COMPLETATA CON SUCCESSO!")
minetest.chat_send_all("[Importatore] PIPELINE COMPLETATA! La Val di Ledro a griglia è pronta.")
end)
local function esegui_passo()
if coroutine.status(thread) ~= "dead" then
coroutine.resume(thread)
minetest.after(0.02, esegui_passo)
end
end
esegui_passo()
end
-- ========================================================
-- 3. ATTIVAZIONE EVENTO AL LOGIN DI MATTRUFFONI
-- ========================================================
local attivato = false
minetest.register_on_joinplayer(function(player)
if player:get_player_name() == "mattruffoni" and not attivato then
attivato = true
minetest.after(3.0, function()
minetest.chat_send_all("[Importatore] Avvio rigenerazione morfologica a griglia fitta...")
avvia_importazione_superficie()
end)
end
end)
</syntaxhighlight>
=====Codice mod.conf=====
<syntaxhighlight lang="lua">
name = importatore
description = Importatore geometrico per la Val di Ledro
</syntaxhighlight>
=== Risultati e Sviluppi Pedagogici ===
L'applicazione di questo flusso permette di generare manti continui di milioni di blocchi mantenendo il server Docker estremamente leggero. Questo ambiente offre uno scenario di apprendimento eccezionale per la didattica laboratoriale (Matematica e Scienze), permettendo agli studenti di esplorare modelli in scala 1:1 del proprio territorio, comprendere l'interazione tra coordinate cartesiane e dati GIS, e interagire con elementi di programmazione e gestione server.
=== Note ===
Ovviamente tutto è stato sviluppato con AI, nello specifico Gemini.
=== Bibliografia ===
=== Collegamenti esterni ===
boh704jej2vb4a0llh3h4alqluska0f
499607
499606
2026-06-30T13:38:13Z
Mattruffoni
17392
/* Il Progetto: La scuola come laboratorio di pianificazione territoriale */
499607
wikitext
text/x-wiki
Usare Luanti/Minetest per giocare a conoscere il territorio e, volendo, progettarne gli sviluppi futuri.
== Il Progetto: La scuola come laboratorio di pianificazione territoriale ==
Questo manuale nasce con l'obiettivo di guidare docenti e studenti nell'utilizzo di '''Luanti''' (precedentemente noto come ''Minetest'') come strumento didattico, integrando la tecnologia, la geografia (GIS), la matematica e l'educazione civica.
Il cuore del progetto si articola su tre pilastri fondamentali:
* '''Esplorare e Osservare (La Georeferenziazione):''' Creare un mondo digitale che sia il facsimile esatto del proprio territorio reale. Attraverso l'importazione di dati geografici e altimetrici reali, gli studenti possono muoversi in scala 1:1 in un ambiente virtuale familiare, imparando a leggere la morfologia della propria terra da una prospettiva inedita e immersiva.
* '''Progettare ed Eseguire (La Ricostruzione):''' Permettere agli studenti di ricostruire l'ambiente, i monumenti e i complessi urbani. Questo processo stimola lo sviluppo di competenze geometriche, di calcolo spaziale e di problem-solving strutturale, costringendo il ragazzo a passare dall'osservazione della realtà alla sua astrazione e successiva esecuzione tridimensionale a blocchi.
* '''Partecipare (La Cittadinanza Attiva):''' Dare ai ragazzi la possibilità di utilizzare il server condiviso come un laboratorio democratico per la pianificazione urbana e infrastrutturale collettiva. Gli studenti non si limitano a replicare il presente o il passato, ma possono proporre modifiche, nuove infrastrutture e varianti urbanistiche, imparando il valore del dibattito, della negoziazione e della progettazione comunitaria del bene comune.
Attraverso questo percorso, il mondo voxel di Luanti smette di essere un semplice videogioco e diventa un vero e proprio '''gemello digitale didattico''', un ponte tra la scuola e il territorio in grado di formare cittadini consapevoli e tecnicamente preparati.
== Il Valore del Software Libero e l'Accessibilità ==
L'adozione di software libero come Luanti elimina alla radice l'ostacolo delle licenze commerciali e dei costi per le scuole e le famiglie. Questa libertà tecnologica si traduce in una straordinaria agilità operativa: permette di configurare, personalizzare e pubblicare online un server scolastico in modo immediato. Per gli studenti, l'accesso a questo "gemello digitale" del territorio diventa sicuro e inclusivo: chiunque, da qualsiasi dispositivo a casa o a scuola, può connettersi liberamente e partecipare al progetto collettivo, con l'unico requisito di inserire il proprio nome utente e password personalizzati.
== Flusso di lavoro: Dati GIS, Modellazione 3D e Iniezione in Luanti ==
Questo capitolo documenta passo dopo passo la pipeline tecnologica utilizzata per trasformare i dati geografici e altimetrici reali della Val di Ledro in un mondo 3D interamente calpestabile all'interno del server Luanti (Minetest).
=== Fase 1: Acquisizione dei dati geografici e modellazione in Blender ===
==== 1. Selezione dell'Area di Interesse (OSM) ====
Il progetto ha inizio con la delimitazione della zona geografica. Utilizzando il software di modellazione 3D '''Blender''' combinato con l'add-on '''Blender-GIS''', è stato possibile connettersi direttamente ai server cartografici globali. Tramite l'interfaccia di georeferenziazione, è stato ritagliato il perimetro esatto della Val di Ledro attingendo alla cartografia vettoriale di '''OpenStreetMap (OSM)'''. Questa operazione fissa le coordinate di base (Latitudine/Longitudine) nel sistema di riferimento del progetto.
==== 2. Generazione del Rilievo Altimetrico (SRTM) ====
Una volta ottenuta la mappa bidimensionale, si è passati alla terza dimensione applicando i dati altimetrici reali. Sfruttando la funzione di importazione DEM (Digital Elevation Model) di Blender-GIS, sono stati scaricati i dati '''SRTM (Shuttle Radar Topography Mission)''' forniti dalla NASA. Il plugin ha proiettato questi dati vettoriali sulla mesh piana di Blender, deformandola e generando un modello tridimensionale fedele del rilievo montuoso e della morfologia della valle.
==== 3. Download dei Volumi degli Edifici ====
Per integrare l'elemento antropico, è stato effettuato un download mirato direttamente dal portale ufficiale [https://www.openstreetmap.org openstreetmap.org]. È stato esportato un file con estensione <code>.osm</code>, contenente tutti i metadati e le impronte planimetriche degli edifici (i "volumi" e i poligoni delle case) registrati all'interno della medesima area geografica della valle.
==== 4. Posizionamento e Georeferenziazione delle Case ====
Il file <code>.osm</code> grezzo è stato importato all'interno della scena di Blender, sempre tramite l'ausilio di Blender-GIS. Il plugin, riconoscendo la corrispondenza delle coordinate geografiche condivise, ha posizionato automaticamente e matematicamente i volumi geometrici degli edifici sopra il rilievo 3D precedentemente generato, incollando le fondamenta delle case alle rispettive quote del terreno.
==== 5. Esportazione della Mesh del Terreno ====
Isolando la sola mesh geometrica del terreno (il rilievo montuoso), si è proceduto all'esportazione del modello in un formato di interscambio testuale standard. Il file risultante è stato salvato con il nome di <code>LedroRilievo.obj</code>, contenente l'elenco puro dei vertici tridimensionali del terreno.
==== 6. Esportazione della Mesh degli Edifici ====
Eseguendo la medesima procedura di isolamento, sono stati selezionati esclusivamente i poligoni e i volumi associati alle strutture architettoniche. L'esportazione ha generato il secondo file geometrico sorgente, denominato <code>LedroCase.obj</code>.
=== Fase 2: Parsing, Ottimizzazione e Struttura Server ===
=== Il problema tecnologico ===
I metodi tradizionali di scrittura dei nodi in Luanti via API standard (come `minetest.set_node`) mostrano forti limiti quando si gestiscono milioni di coordinate geometriche:
# '''Timeout UDP e Disconnessioni:''' L'elaborazione lineare di file massivi blocca il thread principale del server, causando il congelamento della rete e l'espulsione dei client.
# '''Errore Map::getNodeMetadata (Block not found):''' In ambienti a mappa vuota (es. mapgen `singlenode`), il server fallisce l'accesso ai metadati di blocchi non ancora inizializzati sul database del mondo (`map.sqlite`), generando migliaia di warning e fallendo la scrittura.
# '''Saturazione RAM in Blender:''' L'uso di modificatori come il ''Remesh'' su mesh territoriali molto estese (es. 20x12 km) satura la memoria volatile del sistema operativo, causando il crash del software di modellazione.
=== Architettura della Soluzione ===
La pipeline definitiva si divide in due fasi staccate: un'ottimizzazione matematica dei dati in locale tramite Python e un'iniezione asincrona a basso livello nel server Luanti tramite Lua.
==== Fase 1: Estrazione e Interpolazione dei Dati (Python) ====
Invece di sovraccaricare il motore di gioco o Blender, si utilizza uno script Python esterno sfruttando la libreria '''SciPy''' e l'algoritmo `NearestNDInterpolator` (o `LinearNDInterpolator`).
Lo script esegue le seguenti operazioni:
# Legge i vertici geometrici (`v X Y Z`) dal file `.obj` originale.
# Rileva i confini geografici assoluti della mappa.
# Inizializza un interpolatore spaziale e proietta i dati su una griglia fitta bidimensionale regolare (Heightmap) con un passo stabilito (es. ogni 2 metri).
# Tappa matematicamente i "buchi di cielo" presenti nella mesh rada, assegnando a ogni coordinata vuota l'altezza corretta calcolata sui punti vicini.
# Genera un file di testo ordinato (`ledro_terreno_dati.txt`) in formato `X,Y,Z`.
==== 7. Conversione e Densificazione dei Dati (Python e SciPy) ====
I file <code>.obj</code> nativi presentano una struttura a nuvola di punti (Point Cloud) rada e non ordinata. Con il supporto di '''Gemini''', sono stati sviluppati gli script Python per elaborare i dati:
* <code>estrai_griglia.py</code>: Questo script utilizza la libreria scientifica '''SciPy''' (in particolare l'algoritmo <code>NearestNDInterpolator</code>) per analizzare i 66.481 vertici originali distribuiti su un'area di circa 20x12 km. Python proietta questi punti su una griglia fitta bidimensionale regolare (Heightmap) con un passo costante (es. ogni 2 metri), interpolando matematicamente le altezze nei punti vuoti per "tappare i buchi di cielo" e generando un file coordinato e continuo chiamato <code>ledro_terreno_dati.txt</code> in formato <code>X,Y,Z</code>.<syntaxhighlight lang="python">
import os
import numpy as np
from scipy.interpolate import NearestNDInterpolator
FILE_OBJ = "LedroRilievo.obj"
FILE_OUTPUT = "ledro_terreno_dati.txt"
PASSO = 2 # Un punto ogni 2 metri
print("1. Lettura di tutti i vertici dal file OBJ...")
punti_validi = []
with open(FILE_OBJ, "r") as f:
for line in f:
if line.startswith("v "):
parti = line.split()
if len(parti) >= 4:
try:
punti_validi.append((float(parti[1]), float(parti[2]), float(parti[3])))
except ValueError:
continue
if not punti_validi:
print("ERRORE: Nessun vertice trovato nel file OBJ!")
exit()
# Coordinate separate
x_arr = np.array([p[0] for p in punti_validi])
y_arr = np.array([p[1] for p in punti_validi])
z_arr = np.array([p[2] for p in punti_validi])
min_x, max_x = int(np.min(x_arr)), int(np.max(x_arr))
min_z, max_z = int(np.min(z_arr)), int(np.max(z_arr))
print(f"Confini rilevati -> X: [{min_x} a {max_x}], Z: [{min_z} a {max_z}]")
print("2. Inizializzazione interpolatore geometrico (SciPy)...")
# Creiamo l'interpolatore basato sui punti noti dell'OBJ
interp = NearestNDInterpolator(list(zip(x_arr, z_arr)), y_arr)
print("3. Generazione griglia fitta continua e scrittura...")
# Generiamo gli intervalli regolari basati sul PASSO scelto
intervallo_x = np.arange(round(min_x / PASSO) * PASSO, round(max_x / PASSO) * PASSO + PASSO, PASSO)
intervallo_z = np.arange(round(min_z / PASSO) * PASSO, round(max_z / PASSO) * PASSO + PASSO, PASSO)
punti_totali_scritti = 0
with open(FILE_OUTPUT, "w") as out:
for gx in intervallo_x:
# Calcoliamo l'altezza per l'intera colonna Z in un colpo solo (velocissimo)
gz_array = np.array(list(intervallo_z))
gx_array = np.full_like(gz_array, gx)
# SciPy calcola le altezze interpolate istantaneamente per tutta la riga
altezze_interpolate = interp(gx_array, gz_array)
for i, gz in enumerate(intervallo_z):
gy = round(altezze_interpolate[i])
out.write(f"{gx},{gy},{gz}\n")
punti_totali_scritti += 1
print(f"Operazione completata! Generata griglia solida continua con {punti_totali_scritti} punti complessivi.")
</syntaxhighlight>
* <code>ledro_convertitore_case.py</code>: Estrae le posizioni degli edifici associandole ai rispettivi blocchi di costruzione, generando il file ordinato <code>ledro_case_dati.txt</code><syntaxhighlight lang="python">
import numpy as np
import trimesh
import os
from math import ceil
# ==========================================
# CONFIGURAZIONE COSTANTI
# ==========================================
FILE_OBJ_TERRENO = "LedroRilievo.obj"
FILE_OBJ_CASE = "LedroCase.obj"
NOME_FILE_USCITA = "ledro_case_dati.txt"
# Scala 1.0 per corrispondenza esatta con il terreno a passo 1 metro
FAUTORE_SCALA = 1.0
START_Y = 30
def converti_case_streaming(terreno_input, case_input, file_output):
if not os.path.exists(case_input) or not os.path.exists(terreno_input):
print("Errore: Uno dei file OBJ non esiste nella cartella attuale!")
return
# 1. Calcolo del centro del terreno per l'allineamento perfetto degli assi
print(f"Lettura terreno per allineamento assi: {terreno_input}...")
scena_t = trimesh.load(terreno_input, force='mesh')
mesh_t = trimesh.util.concatenate([g for g in scena_t.geometry.values()]) if isinstance(scena_t, trimesh.Scene) else scena_t
bounds_t = mesh_t.bounds
min_x_t, _, min_z_t = bounds_t[0]
max_x_t, _, max_z_t = bounds_t[1]
centro_x = int((max_x_t - min_x_t) / 2)
centro_z = int((max_z_t - min_z_t) / 2)
# 2. Caricamento e pulizia della mesh degli edifici
print(f"Caricamento edifici da {case_input}...")
scena_c = trimesh.load(case_input, force='mesh')
if isinstance(scena_c, trimesh.Scene):
mesh_unica_case = trimesh.util.concatenate([g for g in scena_c.geometry.values()])
else:
mesh_unica_case = scena_c
print("Pulizia della mesh e fusione dei vertici adiacenti...")
# Valida e salda insieme i poligoni staccati della stessa struttura
mesh_unica_case.process(validate=True)
print("Separazione degli edifici in componenti connesse...")
edifici_grezzi = mesh_unica_case.split(only_watertight=False)
# Filtriamo le bricioline geometriche inferiori a 2mq
edifici = [edf for edf in edifici_grezzi if edf.area > 2.0]
print(f"Trovati {len(edifici)} edifici reali stabili. Generazione geometrie cave...")
# Rimuoviamo il vecchio file se presente
if os.path.exists(file_output):
os.remove(file_output)
# 3. Ciclo di generazione geometrica delle case cave (SOLO SOLIDI)
edifici_scritti = 0
with open(file_output, "w") as f:
for i, edf in enumerate(edifici):
b = edf.bounds
min_x, min_y, min_z = b[0]
max_x, max_y, max_z = b[1]
dim_x = int(ceil(max_x - min_x))
dim_y = int(ceil(max_y - min_y))
dim_z = int(ceil(max_z - min_z))
# FILTRO DI SICUREZZA ANTI-LOOP (ARTEFATTI GIS):
# Se un "edificio" supera le dimensioni di un enorme isolato, è un errore di mesh dell'OBJ.
# Lo saltiamo per evitare che i cicli for successivi congelino la CPU.
if dim_x > 60 or dim_z > 60 or dim_y > 40:
continue
# APPLICAZIONE REGOLE PUNTO 4: Vincoli minimi (5x6x5)
larghezza_x = max(5, dim_x)
lunghezza_z = max(6, dim_z)
altezza_y = max(5, dim_y)
# Calcolo coordinate assolute centrate rispetto al terreno
start_x = int(min_x - min_x_t - centro_x)
start_z = int(min_z - min_z_t - centro_z)
start_y = int(min_y + START_Y)
edifici_scritti += 1
# Rendering dei soli nodi fisici perimetrali
for dx in range(larghezza_x):
for dz in range(lunghezza_z):
for dy in range(altezza_y):
abs_x = start_x + dx
abs_z = start_z + dz
abs_y = start_y + dy
is_muro = (dx == 0 or dx == larghezza_x - 1 or dz == 0 or dz == lunghezza_z - 1)
is_pavimento = (dy == 0)
is_tetto = (dy == altezza_y - 1)
if is_pavimento:
blocco = "default:wood"
elif is_tetto:
blocco = "default:brick"
elif is_muro:
blocco = "default:stone"
else:
# Salta l'aria interna! Risparmia lo spazio su disco
continue
f.write(f"{abs_x},{abs_y},{abs_z},{blocco}\n")
if (i + 1) % 100 == 0 or (i + 1) == len(edifici):
print(f"Progressione: {i + 1}/{len(edifici)} nodi mesh analizzati... ({edifici_scritti} edifici reali scritti)")
print(f"Fatto! File delle case salvato con successo in {file_output}. Scritti {edifici_scritti} edifici.")
# ==========================================
# PUNTO DI INGRESSO DELLO SCRIPT
# ==========================================
if __name__ == "__main__":
converti_case_streaming(FILE_OBJ_TERRENO, FILE_OBJ_CASE, NOME_FILE_USCITA)
</syntaxhighlight>
==== 8. Configurazione dell'Ambiente Virtuale Docker ====
Per ospitare l'infrastruttura di simulazione in modo isolato e replicabile, è stato configurato un container '''Docker''' gestito tramite '''Docker Compose'''. Sulla base di un file <code>docker-compose.yml</code> strutturato ad hoc, la cartella di lavoro del server Luanti/Minetest è stata mappata in locale sul PC dell'utente (tramite i Docker Volumes) per permettere la modifica in tempo reale dei file di gioco. All'interno della configurazione, il mondo è stato battezzato <code>ledro3d</code> e l'utente <code>mattruffoni</code> è stato designato come amministratore di sistema con massimi privilegi energetici.<syntaxhighlight lang="dockerfile">
services:
luanti_engine:
image: lscr.io/linuxserver/luanti:latest
container_name: local_luanti_engine
environment:
- PUID=1000
- PGID=1000
- TZ=Europe/Rome
# FORZATURA: Diciamo a Luanti esattamente quale file .conf leggere dentro il container
- CLI_ARGS=--worldname ledro3d --config /config/.minetest/minetest.conf --terminal
volumes:
- ./server_data:/config/.minetest
ports:
- 30000:30000/udp
restart: unless-stopped
</syntaxhighlight>
==== 9. Accessibilità del Server di Gioco ====
Una volta avviato lo stack di Docker tramite terminale (<code>docker compose up -d</code>), il container ha esposto i servizi di rete dedicati. Il server Luanti/Minetest è diventato operativo e raggiungibile in locale dall'indirizzo di loopback '''<code>localhost:30000</code>''', pronto ad accettare le connessioni da parte del client di gioco per l'esplorazione virtuale.
=== Fase 3: Sviluppo della Mod e Generazione del Mondo ===
====Creazione mod '''importatore'''====
Nella cartella ''.../minetest-server/server_data/worlds/ledro3d/worldmods/importatore'' si crea la mod importatore inserendoci il file init.lua, mod.conf e i due file di testo ledro_terreno_dati.txt e ledro_case_dati.txt creati in precedenza.
==== 10. Sviluppo della Mod Lua Asincrona "Importatore" ====
L'iniezione di milioni di nodi all'interno del database del mondo (<code>map.sqlite</code>) presenta forti criticità prestazionali (rischio di timeout UDP e crash per memoria satura). Per ovviare a questo problema, è stata sviluppata una mod personalizzata in linguaggio Lua denominata '''<code>importatore</code>'''. La mod implementa due soluzioni architetturali cruciali:
# '''Il VoxelManip Engine (LVM):''' Invece di posizionare un singolo cubo alla volta, la mod alloca grandi porzioni di mappa direttamente nella memoria volatile del server, scrive i blocchi di erba superficiale (<code>default:dirt_with_grass</code>) e le fondamenta sottostanti (<code>default:stone</code>), e forza la scrittura in blocco sul database, azzerando i warning di blocchi non trovati.
# '''Gestione tramite Co-routine Lua:''' La lettura dei file <code>.txt</code> è inserita in un ciclo asincrono controllato da co-routine. Tramite l'istruzione <code>coroutine.yield()</code>, la mod rilascia il controllo alla CPU del PC host ogni 100 nodi processati, permettendo al server di rimanere fluido, gestire i pacchetti di rete e consentire il movimento del giocatore durante la crescita progressiva della valle.
==== Fase 2: Iniezione Asincrona nella Mappa (Luanti Mod) ====
La mod Luanti (scritta in `init.lua`) riceve il file a griglia regolare e applica due strategie fondamentali per garantire stabilità e performance:
* '''Uso del VoxelManip (LVM):''' Invece di scrivere un blocco alla volta, la mod alloca un'area di memoria temporanea (`minetest.get_voxel_manip()`), manipola l'array dei nodi inserendo la superficie erbosa (`default:dirt_with_grass`) e lo zoccolo di roccia sottostante (`default:stone`), e infine forza la scrittura dell'intero blocco direttamente sul database (`vm:write_to_map()`). Questo bypassa i controlli dei metadati azzerando il warning ''Block not found''.
* '''Gestione Asincrona via Co-routine:''' Il ciclo di lettura del file viene inserito in una co-routine Lua (`coroutine.create`). Tramite l'istruzione `coroutine.yield()`, la mod rilascia il controllo alla CPU ogni 100 nodi processati, permettendo al server Luanti di gestire i pacchetti di rete, l'orario del mondo e il login dei giocatori senza lag.
==== Codice init.lua della mod importatore====
<syntaxhighlight lang="lua">
-- ========================================================
-- 1. PRIVILEGI AUTOMATICI PER MATTRUFFONI (CON SETTIME)
-- ========================================================
minetest.register_on_joinplayer(function(player)
local name = player:get_player_name()
if name == "mattruffoni" then
minetest.after(0.5, function()
local p = minetest.get_player_by_name(name)
if p then
local privs = minetest.get_player_privs(name)
privs.privs = true
privs.fly = true
privs.fast = true
privs.teleport = true
privs.interact = true
privs.shout = true
privs.settime = true -- Aggiunto privilegio per impostare l'ora
privs.time = true -- Aggiunto privilegio per gestire il tempo
minetest.set_player_privs(name, privs)
minetest.chat_send_player(name, "Benvenuto Prof! Privilegi completi (incluso settime) attivati.")
end
end)
end
end)
-- ========================================================
-- 2. PIPELINE DI IMPORTAZIONE A GRIGLIA ORDINATA (LVM)
-- ========================================================
local function avvia_importazione_superficie()
local percorso_terreno = minetest.get_modpath("importatore") .. "/ledro_terreno_dati.txt"
local percorso_case = minetest.get_modpath("importatore") .. "/ledro_case_dati.txt"
local thread = coroutine.create(function()
-- A. TERRENO (Morfologia a celle raccordate)
local file_t = io.open(percorso_terreno, "r")
if file_t then
minetest.log("action", "[Importatore] Scrittura griglia terreno georeferenziato...")
local count = 0
for line in file_t:lines() do
local x, y, z = line:match("([^,]+),([^,]+),([^,]+)")
if x and y and z then
local tx, ty, tz = tonumber(x), tonumber(y), tonumber(z)
-- Raggio 2 crea una piastra 5x5 attorno a ogni punto.
-- Avendo ordinato il file a passo 2, le piastre si fondono perfettamente.
local raggio = 2
-- Allochiamo l'area minima per il manipolatore di voxel
local p_min = {x = tx - raggio, y = ty - 15, z = tz - raggio}
local p_max = {x = tx + raggio, y = ty, z = tz + raggio}
local vm = minetest.get_voxel_manip()
local emin, emax = vm:read_from_map(p_min, p_max)
local data = vm:get_data()
local va = VoxelArea:new{MinEdge = emin, MaxEdge = emax}
local c_grass = minetest.get_content_id("default:dirt_with_grass")
local c_stone = minetest.get_content_id("default:stone")
-- Disegniamo la piastra locale
for dx = -raggio, raggio do
for dz = -raggio, raggio do
local px = tx + dx
local pz = tz + dz
-- Blocco d'erba superficiale
local vi_g = va:index(px, ty, pz)
data[vi_g] = c_grass
-- Zoccolo di pietra sottostante (15 blocchi per saldare i dislivelli)
for dy = 1, 15 do
local vi_s = va:index(px, ty - dy, pz)
data[vi_s] = c_stone
end
end
end
-- Scrittura forzata nel database senza controlli intermedi
vm:set_data(data)
vm:write_to_map()
count = count + 1
-- Rilasciamo la CPU ogni 100 punti della griglia per mantenere stabile il server
if count % 100 == 0 then
minetest.log("action", "[Importatore] Punti griglia terreno consolidati: " .. count)
coroutine.yield()
end
end
end
file_t:close()
end
-- B. CASE (Puntuali sopra il terreno)
local file_c = io.open(percorso_case, "r")
if file_c then
minetest.log("action", "[Importatore] Iniezione volumi edifici...")
local count = 0
for line in file_c:lines() do
local x, y, z, blockname = line:match("([^,]+),([^,]+),([^,]+),([^,]+)")
if x and y and z and blockname then
local pos = {x = tonumber(x), y = tonumber(y), z = tonumber(z)}
blockname = blockname:gsub("%s+", "")
local vm = minetest.get_voxel_manip()
vm:read_from_map(pos, pos)
minetest.set_node(pos, {name = blockname})
count = count + 1
if count % 2000 == 0 then
minetest.log("action", "[Importatore] Blocchi edificio inseriti: " .. count)
coroutine.yield()
end
end
end
file_c:close()
end
minetest.log("action", "[Importatore] PIPELINE COMPLETATA CON SUCCESSO!")
minetest.chat_send_all("[Importatore] PIPELINE COMPLETATA! La Val di Ledro a griglia è pronta.")
end)
local function esegui_passo()
if coroutine.status(thread) ~= "dead" then
coroutine.resume(thread)
minetest.after(0.02, esegui_passo)
end
end
esegui_passo()
end
-- ========================================================
-- 3. ATTIVAZIONE EVENTO AL LOGIN DI MATTRUFFONI
-- ========================================================
local attivato = false
minetest.register_on_joinplayer(function(player)
if player:get_player_name() == "mattruffoni" and not attivato then
attivato = true
minetest.after(3.0, function()
minetest.chat_send_all("[Importatore] Avvio rigenerazione morfologica a griglia fitta...")
avvia_importazione_superficie()
end)
end
end)
</syntaxhighlight>
=====Codice mod.conf=====
<syntaxhighlight lang="lua">
name = importatore
description = Importatore geometrico per la Val di Ledro
</syntaxhighlight>
=== Risultati e Sviluppi Pedagogici ===
L'applicazione di questo flusso permette di generare manti continui di milioni di blocchi mantenendo il server Docker estremamente leggero. Questo ambiente offre uno scenario di apprendimento eccezionale per la didattica laboratoriale (Matematica e Scienze), permettendo agli studenti di esplorare modelli in scala 1:1 del proprio territorio, comprendere l'interazione tra coordinate cartesiane e dati GIS, e interagire con elementi di programmazione e gestione server.
=== Note ===
Ovviamente tutto è stato sviluppato con AI, nello specifico Gemini.
=== Bibliografia ===
=== Collegamenti esterni ===
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Emilia-Romagna/Città metropolitana di Bologna/Bologna/Bologna - Basilica di San Francesco
0
60671
499623
2026-07-01T08:48:17Z
Pufui PcPifpef
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Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} {{doppia immagine|center|Bologna, basilica di San Francesco - Organo a canne.jpg|239|Bologna, basilica di San Francesco - Consolle dell'organo a canne.jpg|250|}} * '''Costruttore:''' Balbiani Vegezzi-Bossi * '''Anno:''' anni 1950 * '''Restauri/modifiche:''' Michelotto (ultimo quarto del XX secolo, modifiche) * '''Registri:''' 30 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'...
499623
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
{{doppia immagine|center|Bologna, basilica di San Francesco - Organo a canne.jpg|239|Bologna, basilica di San Francesco - Consolle dell'organo a canne.jpg|250|}}
* '''Costruttore:''' Balbiani Vegezzi-Bossi
* '''Anno:''' anni 1950
* '''Restauri/modifiche:''' Michelotto (ultimo quarto del XX secolo, modifiche)
* '''Registri:''' 30
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nell'abside
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, a pavimento nella terza cappella di destra del deambulatorio
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|XII || 2.2/3'
|-
|XV || 2'
|-
|Ripieno || 6 file
|-
|Flauto || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola gamba || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Ottavina || 2'
|-
|Piccolo || 1'
|-
|Ripieno || 5 file
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Larigot || 1.1/3'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbasso || 16'
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Chiarina</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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