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Storia della letteratura italiana/Teatro del Seicento
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{{Storia della letteratura italiana|sezione=3}}
Il teatro rappresenta una delle massime espressioni della cultura barocca: viene rinnovato l'apparato scenico, i costumi diventano più vari e sfarzosi, e nelle opere vengono privilegiati l'originalità e l'invenzione. La Spagna del ''Siglo de oro'' (1492-1650) produce classici destinati a diventare modelli per il teatro di tutta Europa, mentre il teatro francese del Seicento conosce una grande fioritura grazie ad autori del calibro di Racine, Corneille e Molière. In Italia il teatro colto cinquecentesco lascia il posto alla commedia dell'arte e alle compagnie itineranti di attori professionisti, che rimarranno in auge per quasi due secoli. Si afferma inoltre in tutta Europa il teatro "all'italiana", con il quale si diffonde non solo un nuovo modello di edificio teatrale ma anche un nuovo modo di intendere il teatro. Altro fenomeno particolarmente importante è l'opera, che nasce in Italia alla fine del XVI secolo e nel corso del Seicento raggiunge le principali corti europee.
== La diffusione del teatro "all'italiana" ==
[[File:Teatro olimpico, cavea 02.JPG|thumb|left|La "cavea" del Teatro Olimpico di Vicenza, progettato da Andrea Palladio (1580)]]
Il teatro cosiddetto "all'italiana", che si sviluppa nel corso del Cinquecento, risponde a un'idea precisa di cosa sia il teatro: un luogo per la contemplazione, in cui eroi e personaggi immaginari prendono corpo sulla scena. È questa una concezione che i rinascimentali avevano derivato dallo studio dei classici, in particolare Aristotele, e che influenza la struttura dei nuovi edifici che vengono costruiti per ospitare gli spettacoli, struttura che a sua volta è ripresa dal ''De architectura'' di Vitruvio.<ref name="Schino44">{{cita libro | autore=Mirella Schino | titolo=Profilo del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=1995 | p=44 }}</ref>
L'esempio migliore è forse il Teatro Olimpico di Vicenza (1580) disegnato da Andrea Palladio. La struttura si rifà esplicitamente ai modelli greci: la platea è semicircolare e a gradinate, la scena è fissa e sulla copertura è dipinto un cielo stellato.<ref>{{cita libro | autore=Mirella Schino | titolo=Profilo del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=1995 | p=51 }}</ref> Sono qui osservabili gli elementi che saranno caratteristici del teatro all'italiana: la struttura ha una copertura a sala, e gli spazi per il pubblico sono chiaramente separati da quelli riservati agli attori. Il palcoscenico è rialzato, ha un pavimento inclinato ed è abbastanza grande da ospitare quinte, fondali e macchine sceniche; viene inoltre separato dalla platea grazie al sipario e a un arco che lo incornicia. La sala ha invece una forma semicircolare ed è costruita secondo un modulo a palchetti.<ref name="Schino44" />
Il teatro diventa un luogo centrale nella vita delle città. Ospita i grandi balli e i suoi spazi vengono usati come salotto dalla nobiltà, che lì si incontra, discute e si diverte nel corso di vere e proprie feste. Il melodramma si afferma come lo spettacolo per eccellenza, ma vengono rappresentate anche tragedie, balletti e feste teatrali. Inoltre, in quanto luogo di contemplazione, al teatro viene richiesta la capacità di meravigliare: è un luogo di illusioni e metamorfosi, in cui gli attori, a seconda dei casi, diventano dèi, eroi, figure mitiche.<ref>{{cita libro | autore=Mirella Schino | titolo=Profilo del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=1995 | pp=44-45 }}</ref>
Tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo il teatro all'italiana viene esportato in Francia, dove viene perfezionato. Presto si diffonde anche in Austria, in Germania e nell'Europa settentrionale e orientale. Arriverà anche in Spagna e Inghilterra, come alternativa colta alle radicate tradizioni teatrali locali. Architetti e scenografi italiani vengono chiamati a lavorare nelle principali corti europee, mentre molti artisti arrivano in Italia per imparare l'arte del teatro.<ref>{{cita libro | autore=Mirella Schino | titolo=Profilo del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=1995 | p=47 }}</ref>
== Il teatro nell'Europa del Seicento ==
[[File:Molière - Nicolas Mignard (1658).jpg|thumb|left|Molière ritratto da Nicolas Mignard come Giulio Cesare. Olio su tela, 1656, Musée Carnavalet, Parigi]]
Per quanto riguarda la produzione drammatica europea, in Francia nasce e si consolida il '''teatro classico''' basato sul rispetto delle tre unità aristoteliche. La grandiosa opera tragica di '''Pierre Corneille''' delinea un gusto teatrale francese e apre le porte al ''Grand Siècle'',<ref>{{treccani|pierre-corneille|Corneille, Pierre}}</ref> ben rappresentato dalla commedia di '''Molière''', di costume ma soprattutto di carattere, frutto di un'acuta osservazione e rappresentazione della natura umana e dell'esistenza,<ref>{{treccani|jean-baptiste-poquelin-detto-moliere|Molière, Jean-Baptiste Poquelin detto}}</ref> e dalla tragedia alta, umana e tormentata di '''Jean Racine'''.
Non meno significativa è l'impronta lasciata dal teatro secentesco spagnolo, dalla imponente produzione del maestro '''Lope de Vega''', riformatore del teatro spagnolo e codificatore della ''comedia nueva'', che ebbe tra i suoi esponenti successivi Tirso de Molina (con il suo ''L'ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra'') e Pedro Calderón de la Barca, con le sue vette poetiche immerse nella realtà, nel sogno e nella finzione.
In Italia il teatro dei professionisti, cioè i comici della commedia dell'arte, soppianta il teatro erudito rinascimentale. Nel Cinquecento e nel Seicento la commedia italiana diventa il modello comico più influente in Europa. La sua influenza si fa sentire dalla Spagna alla Russia e molti personaggi teatrali derivano direttamente dalle maschere della commedia dell'arte: Punch nasce come versione inglese di Pulcinella (per poi trasformarsi radicalmente),<ref>{{treccani|punch_res-743466f7-e1dc-11df-9ef0-d5ce3506d72e|Punch}}</ref> Pierrot è inizialmente una versione francese di Pedrolino che poi assume un'identità propria.<ref>{{treccani|pierrot|Pierrot}}</ref>
In Inghilterra il teatro elisabettiano, che aveva avuto tra i suoi massimi autori William Shakespeare e Ben Jonson (creatore della commedia),<ref>{{treccani|ben-jonson|Jonson, Ben}}</ref> declina e durante l'età della Restaurazione evolve riprendendo i modelli francesi, e in particolare Corneille, Racine e i modelli classici filtrati attraverso la cultura francese. Nasce così l<nowiki>'</nowiki>''heroic tragedy'',<ref>{{cita web | url=https://www.britannica.com/art/heroic-play | titolo=heroic play | accesso=15 febbraio 2026 }}</ref> che adotta un nuovo sistema metrico, l<nowiki>'</nowiki>''heroic couplet'' (distico eroico).
== Il teatro secentesco in Italia ==
=== La tragedia ===
La tragedia secentesca italiana ha ricevuto per anni scarsa considerazione, finché non è stata rivalutata nel Novecento da [[../Benedetto Croce|Benedetto Croce]]. È una produzione magniloquente, secondo il gusto barocco, che dà voce alle inquietudini dei tempi, con il suo senso tragico della vita e il ritorno a Dio come unico rifugio dagli orrori del mondo. Sempre a Croce si deve la riscoperta di quello che è considerato il massimo tragediografo dell'epoca, l'astigiano '''[[../Federico Della Valle|Federico Della Valle]]'''. Tra gli altri autori si deve ricordare '''Carlo de' Dottori''' (Padova, 9 ottobre 1618 – Padova, 23 luglio 1686) con il suo ''Aristodemo'' (1657), una tragedia basata su modelli greci classici e sul rispetto delle unità aristoteliche, in cui affronta tematiche tipicamente barocche come la caducità delle cose terrene o l'incostanza della fortuna.<ref>{{cita libro | autore=Alberto Asor Rosa | titolo= Storia europea della letteratura italiana | editore=Einaudi | città=Torino | anno=2009 | vol=II. ''Dalla decadenza al Risorgimento'' | pp=68-71 }}</ref>
=== La commedia ===
In età barocca il teatro erudito rinascimentale conosce un'involuzione. Alla corte medicea di Firenze, in particolare, si sviluppa un tipo di commedia che unisce la letterarietà e l'erudizione dei testi con toni popolareschi. Tra i maggiori rappresentanti di questo teatro c'è '''Michelangelo Buonarroti''' (Firenze, 1568 – Firenze, 11 gennaio 1646), detto "il Giovane" per distinguerlo dal prozio, il celebre pittore e scultore rinascimentale. Intellettuale cortigiano e accademico della Crusca, Buonarroti riprende il realismo letterario della tradizione toscana, risalente a [[../Luigi Pulci|Pulci]] e in generale all'[[../La corte di Lorenzo il Magnifico|epoca di Lorenzo il Magnifico]], affrontando la realtà con un misto di ironia e tono scherzoso. Ne è un esempio ''La fiera'' (1619), una commedia urbana composta da cinque giornate, divise a loro volta in cinque atti, che mette in scena una serie momenti tratti dalla vita quotidiana, ambientati durante una fiera.<ref>{{cita libro | autore=Alberto Asor Rosa | titolo= Storia europea della letteratura italiana | editore=Einaudi | città=Torino | anno=2009 | vol=II. ''Dalla decadenza al Risorgimento'' | p=64 }}</ref>
Alla crisi della commedia colta corrisponde il successo della '''[[../Commedia dell'arte|commedia dell'arte]]'''. È un teatro basato sull'improvvisazione brillante, in cui lo spettacolo non si basa su un testo ma su un canovaccio, che permette agli attori grande libertà. In questo tipo di teatro diventa quindi centrale l'attore, mentre declina il ruolo dell'autore.<ref>{{cita libro | autore=Alberto Asor Rosa | titolo= Storia europea della letteratura italiana | editore=Einaudi | città=Torino | anno=2009 | vol=II. ''Dalla decadenza al Risorgimento'' | p=65 }}</ref>
=== Il dramma pastorale ===
Durante il Seicento prosegue la fortuna del dramma pastorale (detto anche favola pastorale), che aveva conosciuto particolare fortuna alla corte ferrarese della fine del Cinquecento, e che aveva avuto le sue massime espressioni nell<nowiki>'</nowiki>''Aminta'' (1580) di [[../Torquato Tasso|Tasso]] e nel ''Pastor fido'' (1589) di [[../Battista Guarini|Guarini]]. Come scrive Asor Rosa, è importante sottolineare
{{quote|la persistenza e dunque la profondità del mito pastorale in una società gerarchicamente ordinata e sostanzialmente immobile come quella italiana cinque-settecentesca.<ref>{{cita libro | autore=Alberto Asor Rosa | titolo= Storia europea della letteratura italiana | editore=Einaudi | città=Torino | anno=2009 | vol=II. ''Dalla decadenza al Risorgimento'' | p=66 }}</ref>}}
Un mito che si può far risalire all<nowiki>'</nowiki>''Orfeo'' (1479-1480) di [[../Poliziano|Poliziano]] e all<nowiki>'</nowiki>''Arcadia'' (1480) di [[../Jacopo Sannazaro|Sannazaro]], che attraversa il Cinquecento e il Seicento con la favola pastorale e che arriva fino al Settecento e all'[[../Accademia dell'Arcadia|Accademia dell'Arcadia]].
Massimo rappresentante di questa linea nella letteratura italiana barocca è '''Guidubaldo Bonarelli della Rovere''' (Pesaro, 25 dicembre 1563 – Fano, 8 gennaio 1608). La sua opera più importante è la ''Filli di Sciro'', che venne recitata per la prima volta presso l'Accademia degli Intrepidi nel 1605 e pubblicata due anni più tardi, sempre a cura della medesima Accademia. Il dramma ha una trama estremamente complessa e aggrovigliata, che ruota attorno all'amore tra la fanciulla Filli e il giovane Tirsi, entrambi nativi dell'isola di Sciro. Dopo essere stati rapiti dai Traci e separati, i due tornano in patria sotto falso nome, ma mentre Filli conserva i suoi sentimenti per l'amato, Tirsi si innamora della ninfa Celia, a cui ha salvato la vita con l'aiuto del cacciatore Aminta. Dopo varie peripezie, alla fine Filli e Tirsi si riconciliano e possono sposarsi, così come Aminta e Celia.
La ''Filli'' riprende fedelmente i modelli di Tasso e Guarini, e segue il gusto barocco per quanto riguarda la ricerca del sorprendente e dell'artificioso. La materia pastorale viene qui trattata con grazia ed eleganza: ciò che conta non è la narrazione, ma piuttosto l'armonia e la raffinatezza dei versi e della composizione. In seguito Bonarelli, per rispondere alle critiche giunte alla ''Filli di Sciro'', pronuncia nel 1606 di fronte agli Intrepidi i ''Discorsi del sig. conte Guidubaldo Bonarelli, accademico intrepido, in difesa del doppio amore della sua Celia'', che saranno pubblicati postumi nel 1612.<ref>{{cita libro | autore=Alberto Asor Rosa | titolo= Storia europea della letteratura italiana | editore=Einaudi | città=Torino | anno=2009 | vol=II. ''Dalla decadenza al Risorgimento'' | p=67-68 }}</ref>
== Nascita e diffusione dell'opera italiana ==
[[File:Jacopo Peri - L’Euridice - title page of the libretto - Florence 1600.png|thumb|Frontespizio del libretto dell<nowiki>'</nowiki>''Euridice'' (1600), musicata da Iacopo Peri su libretto di Ottavio Rinuccini]]
Quando si parla di opera italiana (o melodramma) si intende un preciso genere teatrale, che viene intonato dall'inizio alla fine. Questo la distingue da generi simili, come lo ''Singspiel'' tedesco o l<nowiki>'</nowiki>''opéra comique'' francese.<ref>{{cita libro | autore=Anna Laura Bellina | titolo=L'opera italiana in breve | curatore=Franco Perrelli | opera=Storia europea del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=2016 | p=210 }}</ref> Ogni melodramma è il risultato del lavoro di un poeta, che si occupa del '''libretto''', cioè dei testi, e di un compositore, che scrive la musica; a questi si aggiungono altre figure, come l'impresario, gli orchestrali, i costumisti e la compagnia cantante.
Il libretto è strutturato in '''recitativi''' ("recitar cantando") e '''arie'''. I primi sono destinati alle parti dialogate dell'opera, e sono composti in endecasillabi e settenari con rima libera o senza rima. Le arie sono invece parti liriche e si compongono di strofe brevi e variamente rimate. Durante il periodo di maggiore fortuna di questo genere, nel [[../Librettisti|Settecento]] e nell'[[../Melodramma romantico|Ottocento]], la bravura e l'impegno di musicisti e cantanti era dedicata in particolare a queste ultime.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 2003 | Einaudi | Torino | p=474 }}</ref>
=== Le origini ===
Nella tradizione letteraria italiana era largamente diffusa la mescolanza tra settenari e endecasillabi, sciolti o liberamente rimati. Questa commistione, per esempio, ha avuto particolare importanza nello sviluppo dei testi per il canto polifonico. Nel teatro italiano si possono inoltre individuare molti generi che presentano alcune delle caratteristiche che saranno tipiche dell'opera: tra questi ha una particolare importanza il già ricordato dramma pastorale.<ref>{{cita libro | autore=Anna Laura Bellina | titolo=L'opera italiana in breve | curatore=Franco Perrelli | opera=Storia europea del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=2016 | pp=210-211 }}</ref>
Nel 1574 al Palazzo Ducale di Venezia viene eseguita in onore di Enrico III di Valois una ''Tragedia''. Nella prefazione il poeta '''Cornelio Frangipane''' (Tarcento, 16 novembre 1553 – Venezia, 30 maggio 1643) ci informa che il titolo si deve allo stile elevato con cui l'opera è stata scritta. Pare inoltre che, a imitazione delle tragedie greche, fosse intonata dall'inizio alla fine, sulle musiche di Claudio Merulo (oggi perdute). Tra il 1595 e il 1605 le rappresentazioni teatrali diventano un appuntamento regolare nella Repubblica di Venezia. Sono per lo più favole pastorali a tema marittimo, che vengono impreziosite con parti musicali accompagnate da un liuto. Si tratta comunque di testi dal tono leggero, che mirano al diletto del pubblico. Ben diverso è l<nowiki>'</nowiki>''Edipo tiranno'' messo in scena nel 1585 a Vicenza per inaugurare il teatro degli Olimpici, che riprende esplicitamente elementi dalla tragedia classica, a cominciare dal coro tebano che alla fine di ogni atto commenta le azioni dei personaggi, intonando canti a cappella.<ref>{{cita libro | autore=Anna Laura Bellina | titolo=L'opera italiana in breve | curatore=Franco Perrelli | opera=Storia europea del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=2016 | pp=211-212 }}</ref>
Un momento decisivo si ha però nella Firenze di fine Cinquecento, quando '''Giovanni Bardi''' (Firenze, 5 febbraio 1534 – Firenze, settembre 1612), insieme ai teorici Girolamo Mei e Vincenzo Galilei (padre di [[../Galileo Galilei|Galileo]]), al poeta Ottavio Rinuccini e ai musicisti Iacopo Peri e Giulio Caccini, dà vita a una "camerata", cioè un cenacolo culturale in cui si discute di musica, poesia e scienza. A loro si devono due opere in musica: la ''Dafne'' (1598), di cui si è perduta la partitura, e l<nowiki>'</nowiki>''Euridice'' (1600), che invece è la prima opera a essere giunta nella sua completezza ai nostri giorni. Quest'ultima, musicata da Peri su libretto di Rinuccini, viene composta e messa in scena per le nozze di Maria de' Medici ed Enrico IV di Borbone Navarra. È una favola pastorale composta da un prologo e cinque scene, ciascuna delle quali si chiude con canti polifonici del coro. Dal punto di vista metrico, presenta una distinzione tra versi sciolti e strofe che prelude alla dualità tra recitativo e aria che caratterizzerà l'opera italiana.<ref>{{cita libro | autore=Anna Laura Bellina | titolo=L'opera italiana in breve | curatore=Franco Perrelli | opera=Storia europea del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=2016 | p=213 }}</ref>
=== L'affermazione dell'opera nel Seicento ===
[[File:Bernardo Strozzi - Claudio Monteverdi (c.1630).jpg|thumb|left|Claudio Monteverdi ritratto da Bernardo Strozzi. 1640, Gallerie dall'Accademia, Venezia]]
All'inizio del Seicento il genere dell'opera trova terreno fertile a Mantova presso la corte dei Gonzaga, dove viene messo in scena l<nowiki>'</nowiki>''Orfeo'' (1607) di '''Claudio Monteverdi''' (Cremona, 9 maggio 1567 – Venezia, 29 novembre 1643) su testo di '''Alessandro Striggio''' (Mantova, 1573 circa – Venezia, 8 giugno 1630). Di quest'opera, che risente dell'influenza dell<nowiki>'</nowiki>''Euridice'', possediamo anche la partitura a stampa, in cui si nota l'accento posto da Monteverdi sull'apparato strumentale. Sempre a Mantova vengono portate in scena, nel 1608, la ''Dafne'' (di Rinuccini e Marco da Gagliano) e l<nowiki>'</nowiki>''Arianna'' (ancora Rinuccini e Monteverdi).<ref>{{cita libro | autore=Anna Laura Bellina | titolo=L'opera italiana in breve | curatore=Franco Perrelli | opera=Storia europea del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=2016 | p=214 }}</ref>
Nei primi decenni del Seicento l'opera si diffonde in tutta la penisola. Pochi però sono i melodrammi che, messi in scena tra il 1600 e il 1637, hanno i caratteri del dramma, sul modello dell<nowiki>'</nowiki>''Euridice'' e dell<nowiki>'</nowiki>''Orfeo''. Conoscono invece successo forme come il torneo, la giostra, la mascherata e la veglia. In questa fase le ''pièce'' erano allestite da cardinali, principi o aristocratici, che raccolgono attorno a sé un pubblico scelto.
La situazione muta profondamente a partire dal 1637, quando a Venezia apre il primo teatro musicale a pagamento. La prima opera allestita è l<nowiki>'</nowiki>''Andromeda'' di Benedetto Ferrari (libretto) e Francesco Mannelli (musica). È un'importante novità: da questo momento può andare a teatro chiunque si possa permettere di acquistare un biglietto e disponga di un abito adatto. Pur rimanendo escluse le fasce meno abbienti della popolazione, il pubblico si amplia e cambia il rapporto tra operatori teatrali e destinatari. Chi allestisce gli spettacoli è ora costretto a seguire i gusti degli spettatori, i quali possono scegliere liberamente quale genere di spettacolo andare a vedere. Nell'arco di pochi mesi si moltiplicano nella città lagunare le sale destinate all'opera, sintomo di un crescente interesse da parte della popolazione.<ref>{{cita libro | autore=Anna Laura Bellina | titolo=L'opera italiana in breve | curatore=Franco Perrelli | opera=Storia europea del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=2016 | pp=217-218 }}</ref>
Gli aristocratici che governano la Serenissima si affrettano a costruire nuovi teatri sui loro terreni, dandone poi la gestione a un impresario. Questo fin dall'inizio deve disporre di un capitale adeguato per pagare tutte le maestranze necessarie all'allestimento dello spettacolo. Anzitutto si assume un poeta per comporre il libretto. Il testo viene poi passato a un editore, che si occuperà della pubblicazione delle copie da dare agli spettatori, e a un compositore, che oltre a scrivere la musica dovrà curare le prove, dirigere le recite e suonare l'accompagnamento al cembalo. Il compositore può quindi avere un impiego fisso e scrivere opere che vengono pagate a parcella, così come fa Monteverdi dopo essere stato assunto a San Marco nel 1613. Non esistendo ancora la tutela del diritto d'autore, la proprietà dell'opera non è di chi l'ha scritta ma di chi l'ha commissionata e pagata.<ref>{{cita libro | autore=Anna Laura Bellina | titolo=L'opera italiana in breve | curatore=Franco Perrelli | opera=Storia europea del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=2016 | pp=218-219 }}</ref>
Gli ultimi a essere ingaggiati sono i membri della compagnia vocale. I cantanti diventano rapidamente i beniamini del pubblico, mettendo in ombra orchestrali, librettisti e compositori. Il primo uomo dell'opera deve essere dotato di grande estensione vocale e spiccate capacità di interprete, tali da attirare a teatro stuoli di ammiratori, che corrono a pagare il biglietto per assistere ai suoi virtuosismi. Anche le prime donne godono di successi pari ai colleghi maschi, potendo spostarsi da un teatro all'altro. Spesso inoltre si ricorre ai castrati, già impiegati nella musica sacra (all'epoca era infatti proibito alle donne esibirsi in chiesa).
Da Venezia il teatro a pagamento si diffonde in tutta la penisola e poi raggiunge le corti europee. Nel 1669 il librettista '''Nicolò Minato''' (Bergamo, 1627 circa – Vienna, 28 febbraio 1698), già attivo a Venezia alla metà del secolo, si stabilisce a Vienna su invito di Leopoldo I d'Asburgo, che aveva deciso di mantenere fisso alla sua corte un poeta italiano.<ref>{{cita libro | autore=Anna Laura Bellina | titolo=L'opera italiana in breve | curatore=Franco Perrelli | opera=Storia europea del teatro italiano | editore=Carocci | città=Roma | anno=2016 | pp=220-221 }}</ref> Inizia così una duratura tradizione di librettisti italiani alle dirette dipendenze dell'imperatore d'Austria, che nel Settecento porterà alla nascita di alcuni dei maggiori capolavori della musica europea.
== Note ==
<references />
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[[Categoria:Storia della letteratura italiana|Teatro nel Seicento]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova
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* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Torreglia|Torreglia]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Trebaseleghe|Trebaseleghe]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Tribano|Tribano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Vescovana|Vescovana]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Vighizzolo d'Este|Vighizzolo d'Este]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Vigonza|Vigonza]]
{{Avanzamento|25%|18 gennaio 2015}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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2026-07-01T17:02:43Z
~2026-37567-95
54536
499640
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche della provincia di Padova raggruppate per comune:
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Padova|Padova]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Abano Terme|Abano Terme]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Albignasego|Albignasego]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Anguillara Veneta|Anguillara Veneta]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Arquà Petrarca|Arquà Petrarca]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Arre|Arre]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Arzergrande|Arzergrande]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Bagnoli di Sopra|Bagnoli di Sopra]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Baone|Baone]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Barbona|Barbona]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Bovolenta|Bovolenta]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Brugine|Brugine]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Campodarsego|Campodarsego]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Camposampiero|Camposampiero]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Campodoro|Campodoro]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Candiana|Candiana]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Carceri|Carceri]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Cartura|Cartura]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Casale di Scodosia|Casale di Scodosia]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Casalserugo|Casalserugo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Cervarese S Croce|Cervarese S. Croce]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Codevigo|Codevigo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Conselve|Conselve]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Este|Este]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Galzignano Terme|Galzignano Terme]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Gazzo Padovano|Gazzo Padovano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Granze|Granze]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Legnaro|Legnaro]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Loreggia|Loreggia]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Monselice|Monselice]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Montagnana|Montagnana]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Ospedaletto Euganeo|Ospedaletto Euganeo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Pernumia|Pernumia]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Piove di Sacco|Piove di Sacco]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Ponso|Ponso]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Pontelongo|Pontelongo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Ponte San Nicolò|Ponte San Nicolò]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Pozzonovo|Pozzonovo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Rubano|Rubano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/San Giorgio delle Pertiche|San Giorgio delle Pertiche]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/San Martino di Lupari|San Martino di Lupari]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/San Pietro Viminario|San Pietro Viminario]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Sant'Angelo di Piove di Sacco|Sant'Angelo di Piove di Sacco]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Sant'Elena|Sant'Elena]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Saonara|Saonara]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Solesino|Solesino]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Teolo|Teolo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Terrassa Padovana|Terrassa Padovana]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Torreglia|Torreglia]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Trebaseleghe|Trebaseleghe]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Tribano|Tribano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Vescovana|Vescovana]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Vighizzolo d'Este|Vighizzolo d'Este]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Vigonza|Vigonza]]
{{Avanzamento|25%|18 gennaio 2015}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Sardegna/Provincia di Sassari
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2026-07-02T11:56:04Z
VoceUmana7
51633
499652
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche della [[w:Provincia di Sassari|provincia di Sassari]] raggruppate per comune:
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Sardegna/Provincia di Sassari/Sassari|Sassari]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Sardegna/Provincia di Sassari/Alghero|Alghero]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Sardegna/Provincia di Sassari/Castelsardo|Castelsardo]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Sardegna/Provincia di Sassari/Ozieri|Ozieri]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Sardegna/Provincia di Sassari/Tempio Pausania|Tempio Pausania]]
{{Avanzamento|25%|2 luglio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Treviso/Maserada sul Piave/Maserada sul Piave - Chiesa di San Giorgio
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499642
497334
2026-07-01T20:28:49Z
Tom il padernellese
46110
/* Collegamenti esterni */
499642
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 390'')
* '''Anno:''' 1927<ref>organo inaugurato il 9 aprile 1928 da Giandomenico Faccin.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' sì (2001, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta-concava di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata<ref>all'interno della casse lignea del 1750 del precedente organo Callido.</ref>
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno 2 file || 2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Concerto viole || 8'
|-
|Salicionale || 4'
|-
|Cornetto || 2.2/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.mascioni-organs.com/databnuovi/390.pdf|titolo=Maserada - Parrocchiale - Op. 390 - Anno 1927|editore=mascioni-organs.com|accesso=18 luglio 2015|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160307135823/http://www.mascioni-organs.com/databnuovi/390.pdf}}
* {{cita web|url=http://www.maserada.com/organo.htm|autore=Alessandro Facchin|titolo=Notizie storiche dell'organo della chiesa di Maserada sul Piave|editore=maserada.com|accesso=18 luglio 2015}}
{{Avanzamento|100%|18 luglio 2015}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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499642
2026-07-01T20:29:49Z
Tom il padernellese
46110
/* Collegamenti esterni */
499643
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Mascioni (''Opus 390'')
* '''Anno:''' 1927<ref>organo inaugurato il 9 aprile 1928 da Giandomenico Faccin.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' sì (2001, restauro conservativo)
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' pneumatica
* '''Consolle:''' a finestra, al centro della parte anteriore della cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 58 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' dritta-concava di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata<ref>all'interno della casse lignea del 1750 del precedente organo Callido.</ref>
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| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Dolce || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Ripieno 2 file || 2'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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----
|-
|Bordone || 8'
|-
|Viola || 8'
|-
|Concerto viole || 8'
|-
|Salicionale || 4'
|-
|Cornetto || 2.2/3'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
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| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=http://www.mascioni-organs.com/databnuovi/390.pdf|titolo=Maserada - Parrocchiale - Op. 390 - Anno 1927|editore=mascioni-organs.com|accesso=18 luglio 2015|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160307135823/http://www.mascioni-organs.com/databnuovi/390.pdf}}
* {{cita web|url=http://www.maserada.com/organo.htm|autore=Alessandro Facchin|titolo=Notizie storiche dell'organo della chiesa di Maserada sul Piave|editore=maserada.com|accesso=18 luglio 2015|urlmorto=no}}
{{Avanzamento|100%|18 luglio 2015}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Legnaro/Legnaro - Chiesa di San Biagio
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~2026-37567-95
54536
Inserimento data di costruzione
499650
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
*'''Costruttore:''' Michelotto
*'''Anno:''' 1975
*'''Restauri/modifiche:''' Michelotto (2019, restauro e ampliamento)
*'''Registri:''' 31
*'''Canne:''' ?
*'''Trasmissione:''' elettrica
*'''Consolle:''' indipendente, a pavimento in navata
*'''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
*'''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
*'''Collocazione:''' in corpo unico, in abside
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Flauto maggiore || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Terza || 3.1/5'
|-
|Duo decima || 2.2/3'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Pieno III/IV || 2'
|-
|Cornetto || II
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Principale || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Nazardo in XII || 1.1/3'
|-
|Ottavino || 1'
|-
|Cimbalo II/III || 1'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabasso || 16'
|-
|Basso || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flautone || 16'
|-
|Flauto || 8'
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span>
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Biagio (Legnaro)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Biagio a Legnaro}}
{{Avanzamento|100%|6 maggio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Candiana/Candiana - Duomo di San Michele Arcangelo
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499651
496930
2026-07-02T11:04:39Z
~2026-37567-95
54536
Correzione registro pedale
499651
wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Malvestio
* '''Anno:''' 1936 <ref>reimpiegando il materiale fonico di un precedente organo di scuola veneta settecentesca, già modificato dagli stessi Malvestio nel 1886.</ref>
* '''Restauri/modifiche:''' Giovanni Pugina (1930), Pizzo e Brasson (2004), Paccagnella (2021)
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' 687
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'')
* '''Pedaliera:''' Parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' a pavimento dietro l'altare maggiore
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Manuale'''
----
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Decima quinta || 2'
|-
|Ripieno I° || 2 file
|-
|Ripieno II° || 2 file
|-
|Dulciana|| 8'
|-
|Voce umana || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Contrabbassi || 16'
|-
|Violoncello || 8'
|-
|}
|}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|w=Chiesa di San Michele Arcangelo (Candiana)|preposizione=sulla|etichetta=Chiesa di San Michele Arcangelo a Candiana}}
{{Avanzamento|100%|2 luglio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Progetto:WikiDonne/Tirocinio Roma Tre 2026
100
58871
499644
499130
2026-07-02T05:10:49Z
Camelia.boban
25520
/* Partecipanti */ Ritirata
499644
wikitext
text/x-wiki
[[File:Roma Tre nuovo logo.png|thumb|300px|destra]] [[File:WDG - Locandina tirocinio Roma Tre 2026.png|thumb|300px]]
Dal 12 gennaio al 29 maggio 2026, [[:m:WikiDonne|WikiDonne]] in collaborazione con l'[[w:Università degli Studi Roma Tre|Università degli Studi Roma Tre]], svolge il tirocinio curriculare online sulla '''[[Storia del femminismo italiano]]''' in Wikibooks e '''[[:w:Progetto:Coordinamento/Università/UNIROMA3/LM/Storia del femminismo italiano 2026|Wikipedia]]'''.
{{cassetto
|titolo = <span style="color:white">Dettaglio tirocinio</span>
|colore = #C75C5C
|testo =
===Info===
* '''Titolo'': '''Tirocinio WikiDonne: Piattaforme wiki per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!'' Tirocinio esterno con l'attribuzione di 6/8 CFU, per un totale di 150/200 ore indirizzato alle studentesse e studenti delle lauree magistrali in ''Informazione, Editoria e Giornalismo (LM19)'' e ''E-Learning e media education (LM93)'' dell'Università di Roma Tre.
* '''Durata''': Dal 12 gennaio al 29 maggio 2026.
* '''Progetti wiki''': Il corso su Wikibooks fa parte del tirocinio curriculare '''[https://drive.google.com/file/d/1SqDD4hIqOxfti2hCJJC30BQ1b28iwp5o/view?usp=drive_link Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!]''', che coinvolge anche altri progetti Wikimedia (Wikipedia, Commons, Wikidata). Il tirocinio si svolgerà in concomittanza su [[:w:Progetto:Coordinamento/Università/UNIROMA3/LM/Storia del femminismo italiano 2026|'''Wikipedia''']] e Wikibooks, dove è prevista l'integrazione della voce in Wikipedia con il wikibook contenente le biografie delle esponenti di spicco del feminismo in Italia.
===Scopo===
Scrittura su Wikipedia e altre piattaforme Wikimedia, come strumento di didattica aperta, cultura inclusiva e mezzo per ridurre il divario di genere.
* Sviluppare competenze nella ricerca e scrittura collaborativa su piattaforme wiki.
* Promuovere la consapevolezza delle questioni di genere e della rappresentazione delle donne nella storia e nella cultura.
* Favorire l'uso di strumenti digitali, licenze libere e risorse educative aperte.
===Competenze acquisite===
* Competenze nelle piattaforme wiki: Apprendere come utilizzare e contribuire a piattaforme come Wikipedia, Wikibooks, Commons, Wikidata, e altre piattaforme Wikimedia.
* Ricerca e raccolta dati: Diventare abili nella ricerca e nella raccolta di informazioni da fonti affidabili, sviluppando competenze analitiche e critiche.
* Scrittura e redazione: Migliorare le abilità di scrittura e redazione, imparando a creare contenuti chiari, concisi e ben strutturati.
* Collaborazione e lavoro di squadra: Avere l'opportunità di lavorare in team, migliorando le capacità di comunicazione e collaborazione.
* Educazione aperta: Capire i principi dell'educazione aperta e come applicarli nella creazione e condivisione di conoscenza.
* Cultura inclusiva: Acquisire una maggiore consapevolezza e sensibilità verso temi di inclusività e rappresentazione di genere.
* Gestione del progetto: Imparare a gestire progetti, organizzare attività, e rispettare scadenze.
* Competenze digitali: Migliorare le competenze digitali, imparando a utilizzare vari strumenti e tecnologie.
===Programma===
Programma di tirocinio - 200 ore. Orario: dal lunedì alla domenica, ore 9:00-20:30, impegno: 10 ore/settimanali.
'''Struttura del tirocinio''':
'''1. Introduzione (10 ore)'''. Settimana 12-18 gennaio 2026 (Camelia).
* Orientamento e presentazione dei progetti collaborativi Wikimedia e di WikiDonne (1 ora).
* Sessioni introduttive su questioni di genere e rappresentazione nei progetti Wikimedia (1 ora).
* Comprendere e utilizzare le licenze aperte (3 ore).
* Formazione sul funzionamento di Wikipedia, Wikibooks, Commons e Wikidata (5 ore).
'''2. Ricerca e raccolta dati (20 ore)'''. Settimana 19-25 gennaio e 26 gennaio-1 febbraio 2026 (Loretta).
* Identificazione di temi e biografie di donne rilevanti (3 ore).
* Raccolta di fonti e materiale bibliografico (4 ore).
* Collaborazione con tutor e supervisori per la valutazione delle fonti (3 ore).
* PArtecipazione all'edit-a-thon [[w:it:Progetto:WikiDonne/Donna, vita, libertà|Donne, vita, libertà]] (traduzione e pubblicazione voce scelta)
'''3. Scrittura e revisione (100 ore)'''
* Applicazione delle linee guida di scrittura collaborativa: struttura voce, formattazione, template ecc. (10 ore).
* Redazione di voci biografiche su Wikipedia e Wikibooks (70 ore).
* Revisione e miglioramento delle voci create, con feedback dei supervisori (20 ore).
'''4. Progetti speciali (40 ore)'''
* Partecipazione a campagne e contest correlati (Wiki Loves Folklore, Donne in STEM, BBC 100 Women, Art + Feminism, Donne e cambiamento climatico ecc.) e alle pagine di discussione comunitarie (5 ore)
* Creazione di contenuti multimediali (foto, video, ecc.) per arricchire le voci (15 ore).
* Creazione di materiale di comunicazione (newsletter, articoli sul blog, post sui social media ecc.) per fare conoscere il lavoro fatto (15 ore).
* Collaborazione con altri affiliati Wikimedia (progetti multilingue) (5 ore).
'''5. Formazione e workshop (20 ore)'''
* Partecipazione a workshop su tool Wikimedia, strumenti digitali e metodologie educative aperte (10 ore).
* Incontri con ospiti su temi specifici di interesse (es. diritti delle donne, educazione inclusiva) (10 ore).
'''6. Valutazione e conclusione (10 ore)'''
* Presentazione del lavoro svolto e discussione dei risultati raggiunti (4 ore).
* Valutazione del tirocinio da parte dei supervisori e dei partecipanti (3 ore).
* Riflessione finale e suggerimenti per progetti futuri (3 ore).
}}
==Docenti e tutor==
* [[Utente:Camelia.boban|Camelia]]
* [[Utente:LorManLor|LorManLor]]
==Partecipanti==
Le studentesse sono pregate di [[Aiuto:Come registrarsi|registrare individualmente un account]] e di aggiungere la propria firma usando '''solo''' la wikisintassi prevista ([[Aiuto:Firma]]) qui sotto.
# [[Utente:Ma2nuela2|Ma2nuela2]] ([[Discussioni utente:Ma2nuela2|disc.]]) 19:23, 2 feb 2026 (CET) - [[Utente:Ma2nuela2/sandbox|sandbox]]
# [[Utente:Carmenn23|Carmenn23]] ([[Discussioni utente:Carmenn23|disc.]]) 19:26, 2 feb 2026 (CET) - [[Utente:Carmenn23/Sandbox|sandbox]]
# [[Utente:Tisha2405|Tisha2405]] ([[Discussioni utente:Tisha2405|disc.]]) 19:30, 2 feb 2026 (CET) - [[Utente:Tisha2405/Sandbox|sandbox]]
# [[Utente:Wikmatteo|Wikmatteo]] ([[Discussioni utente:Wikmatteo|disc.]]) 19:31, 2 feb 2026 (CET) - [[Utente:Wikmatteo/Sandbox|sandbox]]
# [[Utente:Alice2103|Alice2103]] ([[Discussioni utente:Alice2103|disc.]]) 19:00, 12 feb 2026 (CET) - [[Utente:Alice2103/Sandbox|sandbox]]
; secondo gruppo
#[[Utente:MelyWiki01|MelyWiki01]] ([[Discussioni utente:MelyWiki01|disc.]]) 14:18, 05 giu 2026 (CET) - [[Utente:MelyWiki01/Sandbox|sandbox]]
#[[Utente:WikiOhana|WikiOhana]] ([[Discussioni utente:WikiOhana|disc.]]) 14:29, 05 giu 2026 (CET) - [[Utente:WikiOhana/Sandbox|sandbox]]
<s>#[[Utente:Rebi27|Rebi27]] ([[Discussioni utente:Rebi27|disc.]]) 19:26, 07 giu 2026 (CET) - [[Utente:Rebi27/Sandbox|sandbox]]</s>
==Wikibook da scrivere==
* [[Storia del femminismo italiano]] vol.2
* {{Vedi anche|Progetto:WikiDonne/Tirocinio Roma Tre 2026/Struttura wikibook}}
=== Divisione del lavoro ===
* ...
===Esempio template testo tratto da Wikipedia===
<code><nowiki>{{spostamento|1=https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Anna_Kuliscioff&oldid=143886689}}</nowiki></code>
{{spostamento|1=https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Anna_Kuliscioff&oldid=143886689}}
==Dashboard==
[https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/UNIROMA3/WDG_-_Tirocinio_curriculare_2026 Metriche], tool Dashboard.
==Risorse==
* [[:w:Progetto:WikiDonne/Aiuto]] (pagina di aiuto WikiDonne)
* [[:File:Registrarsi, creare la pagina utente WD 2022.pdf|Registrarsi, creare la pagina utente]]
* [[:File:WDG - WikiDonne. Tradurre voci con Content Translator.pdf|Tradurre voci con Content Translator]]
* [[Aiuto:Come registrarsi]] (come registrare un account)
* [[Aiuto:Firma]] (come, dove e quando firmare)
* [[:w:Wikipedia:Copyright]] (approfondimenti sul Copyright e sul Diritto d'autore)
* [[Aiuto:Wikificare]] e [[Aiuto:Manuale di stile]] (linee guida formatazione wiki e manuale di stile)
* [[:w:Wikipedia:VisualEditor/Manuale]] (l'uso di Visual Editor)
* [[Wikipedia:Uso delle fonti]] (come utilizzare le fonti)
* [[:w:Aiuto:Copyright immagini/Percorso guidato/6]] (percorso guidato su come utilizzare l'immagine da Wikipedia in altra lingua)
* [[:w:Aiuto:Carica un file]] (percorso guidato sul caricamento di un file)
==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}}
==Ospiti (video YouTube)==
* ...
==Riconoscimenti==
[[File:WDG - Premiazione OEGlobal 2025.png|miniatura|destra|300px|Premiazione OE Global 2025]]
* Il "Tirocinio WikiDonne: Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!" vince l'Open Education Award 2025 nella categoria ''How We Share: Open practices'' (Diversità, Equità e Inclusione)<ref>[https://awards.oeglobal.org/awards/2025/open-practices/wikidonne/ WikiDonne - a Wikimedia User Group. Wikidonne (Italy)] Recognized for Diversity, Equity, and Inclusion, ''awards.oeglobal.org''</ref>
==Altri progetti==
* [[n:''Tirocinio WikiDonne: Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!'' vincitore agli Open Education Awards 2025|''Tirocinio WikiDonne: Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!'' vincitore agli Open Education Awards 2025]] su WikiNews
==Note==
<references/>
==Collegamenti esterni==
* [http://digiteca.bsmc.it/# Digiteca], Biblioteca di storia moderna e contemporanea, Roma
* [https://www.casainternazionaledelledonne.org/associazioni/archivia/ Archivia], Casa Internazionale delle Donne, Roma
* [https://www.viella.it/riviste/testata/6 Genesis], rivista della Società Italiana delle Storiche
** [https://www.viella.it/rivista/9791254698952 Genesis. XXIII / 1, 2024. Sguardi femministi sulla storiografia], Genesis, 2024
** [https://www.viella.it/rivista/9791254693193 Genesis. XXI / 2, 2022. Disuguaglianze. Il valore delle donne], Genesis, 2022
* [https://cloud.sbn.it/opac2/IEI/02/ricercaSemplice Polo IEI], Biblioteca di storia moderna e contemporanea
* [https://acnpsearch.unibo.it/# ACNP], Catalogo italiano dei periodici, UNIBO
* [https://opac.sbn.it/home OPAC SBN], Catalogo collettivo delle biblioteche del Servizio Bibliotecario Nazionale
* [https://manus.iccu.sbn.it/web/manus Manus Online (MOL)], database ICCU
* [https://www.novecento.org/notiziario/risorse-tematiche-per-la-didattica-anche-a-distanza-6417/#genere Soria di genere], Novecento
[[Categoria:WikiDonne]]
2q30n115b448k81cbrx3sindgyo5rce
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2026-07-02T05:11:53Z
Camelia.boban
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/* Partecipanti */ Elenco
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Roma Tre nuovo logo.png|thumb|300px|destra]] [[File:WDG - Locandina tirocinio Roma Tre 2026.png|thumb|300px]]
Dal 12 gennaio al 29 maggio 2026, [[:m:WikiDonne|WikiDonne]] in collaborazione con l'[[w:Università degli Studi Roma Tre|Università degli Studi Roma Tre]], svolge il tirocinio curriculare online sulla '''[[Storia del femminismo italiano]]''' in Wikibooks e '''[[:w:Progetto:Coordinamento/Università/UNIROMA3/LM/Storia del femminismo italiano 2026|Wikipedia]]'''.
{{cassetto
|titolo = <span style="color:white">Dettaglio tirocinio</span>
|colore = #C75C5C
|testo =
===Info===
* '''Titolo'': '''Tirocinio WikiDonne: Piattaforme wiki per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!'' Tirocinio esterno con l'attribuzione di 6/8 CFU, per un totale di 150/200 ore indirizzato alle studentesse e studenti delle lauree magistrali in ''Informazione, Editoria e Giornalismo (LM19)'' e ''E-Learning e media education (LM93)'' dell'Università di Roma Tre.
* '''Durata''': Dal 12 gennaio al 29 maggio 2026.
* '''Progetti wiki''': Il corso su Wikibooks fa parte del tirocinio curriculare '''[https://drive.google.com/file/d/1SqDD4hIqOxfti2hCJJC30BQ1b28iwp5o/view?usp=drive_link Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!]''', che coinvolge anche altri progetti Wikimedia (Wikipedia, Commons, Wikidata). Il tirocinio si svolgerà in concomittanza su [[:w:Progetto:Coordinamento/Università/UNIROMA3/LM/Storia del femminismo italiano 2026|'''Wikipedia''']] e Wikibooks, dove è prevista l'integrazione della voce in Wikipedia con il wikibook contenente le biografie delle esponenti di spicco del feminismo in Italia.
===Scopo===
Scrittura su Wikipedia e altre piattaforme Wikimedia, come strumento di didattica aperta, cultura inclusiva e mezzo per ridurre il divario di genere.
* Sviluppare competenze nella ricerca e scrittura collaborativa su piattaforme wiki.
* Promuovere la consapevolezza delle questioni di genere e della rappresentazione delle donne nella storia e nella cultura.
* Favorire l'uso di strumenti digitali, licenze libere e risorse educative aperte.
===Competenze acquisite===
* Competenze nelle piattaforme wiki: Apprendere come utilizzare e contribuire a piattaforme come Wikipedia, Wikibooks, Commons, Wikidata, e altre piattaforme Wikimedia.
* Ricerca e raccolta dati: Diventare abili nella ricerca e nella raccolta di informazioni da fonti affidabili, sviluppando competenze analitiche e critiche.
* Scrittura e redazione: Migliorare le abilità di scrittura e redazione, imparando a creare contenuti chiari, concisi e ben strutturati.
* Collaborazione e lavoro di squadra: Avere l'opportunità di lavorare in team, migliorando le capacità di comunicazione e collaborazione.
* Educazione aperta: Capire i principi dell'educazione aperta e come applicarli nella creazione e condivisione di conoscenza.
* Cultura inclusiva: Acquisire una maggiore consapevolezza e sensibilità verso temi di inclusività e rappresentazione di genere.
* Gestione del progetto: Imparare a gestire progetti, organizzare attività, e rispettare scadenze.
* Competenze digitali: Migliorare le competenze digitali, imparando a utilizzare vari strumenti e tecnologie.
===Programma===
Programma di tirocinio - 200 ore. Orario: dal lunedì alla domenica, ore 9:00-20:30, impegno: 10 ore/settimanali.
'''Struttura del tirocinio''':
'''1. Introduzione (10 ore)'''. Settimana 12-18 gennaio 2026 (Camelia).
* Orientamento e presentazione dei progetti collaborativi Wikimedia e di WikiDonne (1 ora).
* Sessioni introduttive su questioni di genere e rappresentazione nei progetti Wikimedia (1 ora).
* Comprendere e utilizzare le licenze aperte (3 ore).
* Formazione sul funzionamento di Wikipedia, Wikibooks, Commons e Wikidata (5 ore).
'''2. Ricerca e raccolta dati (20 ore)'''. Settimana 19-25 gennaio e 26 gennaio-1 febbraio 2026 (Loretta).
* Identificazione di temi e biografie di donne rilevanti (3 ore).
* Raccolta di fonti e materiale bibliografico (4 ore).
* Collaborazione con tutor e supervisori per la valutazione delle fonti (3 ore).
* PArtecipazione all'edit-a-thon [[w:it:Progetto:WikiDonne/Donna, vita, libertà|Donne, vita, libertà]] (traduzione e pubblicazione voce scelta)
'''3. Scrittura e revisione (100 ore)'''
* Applicazione delle linee guida di scrittura collaborativa: struttura voce, formattazione, template ecc. (10 ore).
* Redazione di voci biografiche su Wikipedia e Wikibooks (70 ore).
* Revisione e miglioramento delle voci create, con feedback dei supervisori (20 ore).
'''4. Progetti speciali (40 ore)'''
* Partecipazione a campagne e contest correlati (Wiki Loves Folklore, Donne in STEM, BBC 100 Women, Art + Feminism, Donne e cambiamento climatico ecc.) e alle pagine di discussione comunitarie (5 ore)
* Creazione di contenuti multimediali (foto, video, ecc.) per arricchire le voci (15 ore).
* Creazione di materiale di comunicazione (newsletter, articoli sul blog, post sui social media ecc.) per fare conoscere il lavoro fatto (15 ore).
* Collaborazione con altri affiliati Wikimedia (progetti multilingue) (5 ore).
'''5. Formazione e workshop (20 ore)'''
* Partecipazione a workshop su tool Wikimedia, strumenti digitali e metodologie educative aperte (10 ore).
* Incontri con ospiti su temi specifici di interesse (es. diritti delle donne, educazione inclusiva) (10 ore).
'''6. Valutazione e conclusione (10 ore)'''
* Presentazione del lavoro svolto e discussione dei risultati raggiunti (4 ore).
* Valutazione del tirocinio da parte dei supervisori e dei partecipanti (3 ore).
* Riflessione finale e suggerimenti per progetti futuri (3 ore).
}}
==Docenti e tutor==
* [[Utente:Camelia.boban|Camelia]]
* [[Utente:LorManLor|LorManLor]]
==Partecipanti==
Le studentesse sono pregate di [[Aiuto:Come registrarsi|registrare individualmente un account]] e di aggiungere la propria firma usando '''solo''' la wikisintassi prevista ([[Aiuto:Firma]]) qui sotto.
# [[Utente:Ma2nuela2|Ma2nuela2]] ([[Discussioni utente:Ma2nuela2|disc.]]) 19:23, 2 feb 2026 (CET) - [[Utente:Ma2nuela2/sandbox|sandbox]]
# [[Utente:Carmenn23|Carmenn23]] ([[Discussioni utente:Carmenn23|disc.]]) 19:26, 2 feb 2026 (CET) - [[Utente:Carmenn23/Sandbox|sandbox]]
# [[Utente:Tisha2405|Tisha2405]] ([[Discussioni utente:Tisha2405|disc.]]) 19:30, 2 feb 2026 (CET) - [[Utente:Tisha2405/Sandbox|sandbox]]
# [[Utente:Wikmatteo|Wikmatteo]] ([[Discussioni utente:Wikmatteo|disc.]]) 19:31, 2 feb 2026 (CET) - [[Utente:Wikmatteo/Sandbox|sandbox]]
# [[Utente:Alice2103|Alice2103]] ([[Discussioni utente:Alice2103|disc.]]) 19:00, 12 feb 2026 (CET) - [[Utente:Alice2103/Sandbox|sandbox]]
; secondo gruppo
#[[Utente:MelyWiki01|MelyWiki01]] ([[Discussioni utente:MelyWiki01|disc.]]) 14:18, 05 giu 2026 (CET) - [[Utente:MelyWiki01/Sandbox|sandbox]]
#[[Utente:WikiOhana|WikiOhana]] ([[Discussioni utente:WikiOhana|disc.]]) 14:29, 05 giu 2026 (CET) - [[Utente:WikiOhana/Sandbox|sandbox]]
#<s>[[Utente:Rebi27|Rebi27]] ([[Discussioni utente:Rebi27|disc.]]) 19:26, 07 giu 2026 (CET) - [[Utente:Rebi27/Sandbox|sandbox]]</s>
==Wikibook da scrivere==
* [[Storia del femminismo italiano]] vol.2
* {{Vedi anche|Progetto:WikiDonne/Tirocinio Roma Tre 2026/Struttura wikibook}}
=== Divisione del lavoro ===
* ...
===Esempio template testo tratto da Wikipedia===
<code><nowiki>{{spostamento|1=https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Anna_Kuliscioff&oldid=143886689}}</nowiki></code>
{{spostamento|1=https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Anna_Kuliscioff&oldid=143886689}}
==Dashboard==
[https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/UNIROMA3/WDG_-_Tirocinio_curriculare_2026 Metriche], tool Dashboard.
==Risorse==
* [[:w:Progetto:WikiDonne/Aiuto]] (pagina di aiuto WikiDonne)
* [[:File:Registrarsi, creare la pagina utente WD 2022.pdf|Registrarsi, creare la pagina utente]]
* [[:File:WDG - WikiDonne. Tradurre voci con Content Translator.pdf|Tradurre voci con Content Translator]]
* [[Aiuto:Come registrarsi]] (come registrare un account)
* [[Aiuto:Firma]] (come, dove e quando firmare)
* [[:w:Wikipedia:Copyright]] (approfondimenti sul Copyright e sul Diritto d'autore)
* [[Aiuto:Wikificare]] e [[Aiuto:Manuale di stile]] (linee guida formatazione wiki e manuale di stile)
* [[:w:Wikipedia:VisualEditor/Manuale]] (l'uso di Visual Editor)
* [[Wikipedia:Uso delle fonti]] (come utilizzare le fonti)
* [[:w:Aiuto:Copyright immagini/Percorso guidato/6]] (percorso guidato su come utilizzare l'immagine da Wikipedia in altra lingua)
* [[:w:Aiuto:Carica un file]] (percorso guidato sul caricamento di un file)
==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}}
==Ospiti (video YouTube)==
* ...
==Riconoscimenti==
[[File:WDG - Premiazione OEGlobal 2025.png|miniatura|destra|300px|Premiazione OE Global 2025]]
* Il "Tirocinio WikiDonne: Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!" vince l'Open Education Award 2025 nella categoria ''How We Share: Open practices'' (Diversità, Equità e Inclusione)<ref>[https://awards.oeglobal.org/awards/2025/open-practices/wikidonne/ WikiDonne - a Wikimedia User Group. Wikidonne (Italy)] Recognized for Diversity, Equity, and Inclusion, ''awards.oeglobal.org''</ref>
==Altri progetti==
* [[n:''Tirocinio WikiDonne: Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!'' vincitore agli Open Education Awards 2025|''Tirocinio WikiDonne: Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!'' vincitore agli Open Education Awards 2025]] su WikiNews
==Note==
<references/>
==Collegamenti esterni==
* [http://digiteca.bsmc.it/# Digiteca], Biblioteca di storia moderna e contemporanea, Roma
* [https://www.casainternazionaledelledonne.org/associazioni/archivia/ Archivia], Casa Internazionale delle Donne, Roma
* [https://www.viella.it/riviste/testata/6 Genesis], rivista della Società Italiana delle Storiche
** [https://www.viella.it/rivista/9791254698952 Genesis. XXIII / 1, 2024. Sguardi femministi sulla storiografia], Genesis, 2024
** [https://www.viella.it/rivista/9791254693193 Genesis. XXI / 2, 2022. Disuguaglianze. Il valore delle donne], Genesis, 2022
* [https://cloud.sbn.it/opac2/IEI/02/ricercaSemplice Polo IEI], Biblioteca di storia moderna e contemporanea
* [https://acnpsearch.unibo.it/# ACNP], Catalogo italiano dei periodici, UNIBO
* [https://opac.sbn.it/home OPAC SBN], Catalogo collettivo delle biblioteche del Servizio Bibliotecario Nazionale
* [https://manus.iccu.sbn.it/web/manus Manus Online (MOL)], database ICCU
* [https://www.novecento.org/notiziario/risorse-tematiche-per-la-didattica-anche-a-distanza-6417/#genere Soria di genere], Novecento
[[Categoria:WikiDonne]]
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/* Wikibook da scrivere */ Link
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text/x-wiki
[[File:Roma Tre nuovo logo.png|thumb|300px|destra]] [[File:WDG - Locandina tirocinio Roma Tre 2026.png|thumb|300px]]
Dal 12 gennaio al 29 maggio 2026, [[:m:WikiDonne|WikiDonne]] in collaborazione con l'[[w:Università degli Studi Roma Tre|Università degli Studi Roma Tre]], svolge il tirocinio curriculare online sulla '''[[Storia del femminismo italiano]]''' in Wikibooks e '''[[:w:Progetto:Coordinamento/Università/UNIROMA3/LM/Storia del femminismo italiano 2026|Wikipedia]]'''.
{{cassetto
|titolo = <span style="color:white">Dettaglio tirocinio</span>
|colore = #C75C5C
|testo =
===Info===
* '''Titolo'': '''Tirocinio WikiDonne: Piattaforme wiki per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!'' Tirocinio esterno con l'attribuzione di 6/8 CFU, per un totale di 150/200 ore indirizzato alle studentesse e studenti delle lauree magistrali in ''Informazione, Editoria e Giornalismo (LM19)'' e ''E-Learning e media education (LM93)'' dell'Università di Roma Tre.
* '''Durata''': Dal 12 gennaio al 29 maggio 2026.
* '''Progetti wiki''': Il corso su Wikibooks fa parte del tirocinio curriculare '''[https://drive.google.com/file/d/1SqDD4hIqOxfti2hCJJC30BQ1b28iwp5o/view?usp=drive_link Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!]''', che coinvolge anche altri progetti Wikimedia (Wikipedia, Commons, Wikidata). Il tirocinio si svolgerà in concomittanza su [[:w:Progetto:Coordinamento/Università/UNIROMA3/LM/Storia del femminismo italiano 2026|'''Wikipedia''']] e Wikibooks, dove è prevista l'integrazione della voce in Wikipedia con il wikibook contenente le biografie delle esponenti di spicco del feminismo in Italia.
===Scopo===
Scrittura su Wikipedia e altre piattaforme Wikimedia, come strumento di didattica aperta, cultura inclusiva e mezzo per ridurre il divario di genere.
* Sviluppare competenze nella ricerca e scrittura collaborativa su piattaforme wiki.
* Promuovere la consapevolezza delle questioni di genere e della rappresentazione delle donne nella storia e nella cultura.
* Favorire l'uso di strumenti digitali, licenze libere e risorse educative aperte.
===Competenze acquisite===
* Competenze nelle piattaforme wiki: Apprendere come utilizzare e contribuire a piattaforme come Wikipedia, Wikibooks, Commons, Wikidata, e altre piattaforme Wikimedia.
* Ricerca e raccolta dati: Diventare abili nella ricerca e nella raccolta di informazioni da fonti affidabili, sviluppando competenze analitiche e critiche.
* Scrittura e redazione: Migliorare le abilità di scrittura e redazione, imparando a creare contenuti chiari, concisi e ben strutturati.
* Collaborazione e lavoro di squadra: Avere l'opportunità di lavorare in team, migliorando le capacità di comunicazione e collaborazione.
* Educazione aperta: Capire i principi dell'educazione aperta e come applicarli nella creazione e condivisione di conoscenza.
* Cultura inclusiva: Acquisire una maggiore consapevolezza e sensibilità verso temi di inclusività e rappresentazione di genere.
* Gestione del progetto: Imparare a gestire progetti, organizzare attività, e rispettare scadenze.
* Competenze digitali: Migliorare le competenze digitali, imparando a utilizzare vari strumenti e tecnologie.
===Programma===
Programma di tirocinio - 200 ore. Orario: dal lunedì alla domenica, ore 9:00-20:30, impegno: 10 ore/settimanali.
'''Struttura del tirocinio''':
'''1. Introduzione (10 ore)'''. Settimana 12-18 gennaio 2026 (Camelia).
* Orientamento e presentazione dei progetti collaborativi Wikimedia e di WikiDonne (1 ora).
* Sessioni introduttive su questioni di genere e rappresentazione nei progetti Wikimedia (1 ora).
* Comprendere e utilizzare le licenze aperte (3 ore).
* Formazione sul funzionamento di Wikipedia, Wikibooks, Commons e Wikidata (5 ore).
'''2. Ricerca e raccolta dati (20 ore)'''. Settimana 19-25 gennaio e 26 gennaio-1 febbraio 2026 (Loretta).
* Identificazione di temi e biografie di donne rilevanti (3 ore).
* Raccolta di fonti e materiale bibliografico (4 ore).
* Collaborazione con tutor e supervisori per la valutazione delle fonti (3 ore).
* PArtecipazione all'edit-a-thon [[w:it:Progetto:WikiDonne/Donna, vita, libertà|Donne, vita, libertà]] (traduzione e pubblicazione voce scelta)
'''3. Scrittura e revisione (100 ore)'''
* Applicazione delle linee guida di scrittura collaborativa: struttura voce, formattazione, template ecc. (10 ore).
* Redazione di voci biografiche su Wikipedia e Wikibooks (70 ore).
* Revisione e miglioramento delle voci create, con feedback dei supervisori (20 ore).
'''4. Progetti speciali (40 ore)'''
* Partecipazione a campagne e contest correlati (Wiki Loves Folklore, Donne in STEM, BBC 100 Women, Art + Feminism, Donne e cambiamento climatico ecc.) e alle pagine di discussione comunitarie (5 ore)
* Creazione di contenuti multimediali (foto, video, ecc.) per arricchire le voci (15 ore).
* Creazione di materiale di comunicazione (newsletter, articoli sul blog, post sui social media ecc.) per fare conoscere il lavoro fatto (15 ore).
* Collaborazione con altri affiliati Wikimedia (progetti multilingue) (5 ore).
'''5. Formazione e workshop (20 ore)'''
* Partecipazione a workshop su tool Wikimedia, strumenti digitali e metodologie educative aperte (10 ore).
* Incontri con ospiti su temi specifici di interesse (es. diritti delle donne, educazione inclusiva) (10 ore).
'''6. Valutazione e conclusione (10 ore)'''
* Presentazione del lavoro svolto e discussione dei risultati raggiunti (4 ore).
* Valutazione del tirocinio da parte dei supervisori e dei partecipanti (3 ore).
* Riflessione finale e suggerimenti per progetti futuri (3 ore).
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==Docenti e tutor==
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==Partecipanti==
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==Wikibook da scrivere==
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=== Divisione del lavoro ===
* ...
===Esempio template testo tratto da Wikipedia===
<code><nowiki>{{spostamento|1=https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Anna_Kuliscioff&oldid=143886689}}</nowiki></code>
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==Dashboard==
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==Bibliografia==
* {{Cita libro|autore=Elisa Bellè|titolo=L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo|anno=2021|editore=Rosenberg & Sellier|città=Torino|ISBN=9788878859234}}
* {{Cita libro|curatore=Teresa Bertilotti|curatore2=Anna Scattigno|titolo=Il femminismo degli anni Settanta|anno=2005|editore=Viella|città=Roma|ISBN=978-88-8334-172-4}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Bono, Sandra Kemp|titolo=Italian Feminist Thought. A Reader|anno=1991|editore=Basil Blackwell|città=Oxford|lingua=en|ISBN=0-631-17115-0}}
* {{Cita libro|autore=Maud Anne Bracke|traduttore=Enrica Capussotti|titolo=La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia : 1968-1989|anno=2019|editore=Edizioni di storia e letteratura|città=Roma|ISBN=978-88-93592-02-4}}
* {{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980)|anno=2012|editore=Carocci|città=Roma|ISBN=978-88-430-6512-7}}
* {{Cita pubblicazione|anno=1987|titolo=Il movimento femminista negli anni settanta|rivista=Memoria|numero=19-20|url=https://bibliotecadelledonne.women.it/fascicolo/memoria-rivista-di-storia-delle-donne-n-19-20-1987/}}
* {{Cita libro|curatore=Aida Ribero|curatore2=Ferdinanda Vigliani|titolo=100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta|anno=1998|editore=Tufani|città=Ferrara|ISBN=978-88-86780-20-9}}
* {{Cita libro|curatore=Rosalba Spagnoletti|titolo=I Movimenti femministi in Italia|anno=1977|editore=Savelli|città=Roma}}
* {{Cita libro|curatore=Paola Stelliferi|curatore2=Stefania Voli|titolo=Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|ISBN=9791254692349}}
==Ospiti (video YouTube)==
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==Riconoscimenti==
[[File:WDG - Premiazione OEGlobal 2025.png|miniatura|destra|300px|Premiazione OE Global 2025]]
* Il "Tirocinio WikiDonne: Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!" vince l'Open Education Award 2025 nella categoria ''How We Share: Open practices'' (Diversità, Equità e Inclusione)<ref>[https://awards.oeglobal.org/awards/2025/open-practices/wikidonne/ WikiDonne - a Wikimedia User Group. Wikidonne (Italy)] Recognized for Diversity, Equity, and Inclusion, ''awards.oeglobal.org''</ref>
==Altri progetti==
* [[n:''Tirocinio WikiDonne: Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!'' vincitore agli Open Education Awards 2025|''Tirocinio WikiDonne: Piattaforme Wikimedia per un'educazione aperta e una cultura inclusiva!'' vincitore agli Open Education Awards 2025]] su WikiNews
==Note==
<references/>
==Collegamenti esterni==
* [http://digiteca.bsmc.it/# Digiteca], Biblioteca di storia moderna e contemporanea, Roma
* [https://www.casainternazionaledelledonne.org/associazioni/archivia/ Archivia], Casa Internazionale delle Donne, Roma
* [https://www.viella.it/riviste/testata/6 Genesis], rivista della Società Italiana delle Storiche
** [https://www.viella.it/rivista/9791254698952 Genesis. XXIII / 1, 2024. Sguardi femministi sulla storiografia], Genesis, 2024
** [https://www.viella.it/rivista/9791254693193 Genesis. XXI / 2, 2022. Disuguaglianze. Il valore delle donne], Genesis, 2022
* [https://cloud.sbn.it/opac2/IEI/02/ricercaSemplice Polo IEI], Biblioteca di storia moderna e contemporanea
* [https://acnpsearch.unibo.it/# ACNP], Catalogo italiano dei periodici, UNIBO
* [https://opac.sbn.it/home OPAC SBN], Catalogo collettivo delle biblioteche del Servizio Bibliotecario Nazionale
* [https://manus.iccu.sbn.it/web/manus Manus Online (MOL)], database ICCU
* [https://www.novecento.org/notiziario/risorse-tematiche-per-la-didattica-anche-a-distanza-6417/#genere Soria di genere], Novecento
[[Categoria:WikiDonne]]
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wikitext
text/x-wiki
'''3. Pluralità dei femminismi'''
3.1 Formazione (1965–1973)
3.2 Espansione e confronto pubblico (1974–1976)
3.3 Ridefinizioni (1977–1980)
'''4. Spazi, infrastrutture, saperi'''
4.1 Consultori autogestiti e self-help
4.2 Le 150 ore delle donne
4.3 Case delle donne
4.4 Editoria femminista
4.5 Arte e cinema
'''5. Trasformazioni tra anni Settanta e Ottanta'''
5.1 Nuove configurazioni
5.2 Femminismo e politiche delle donne
'''6. Interpretazioni storiografiche'''
6.1 Questioni di metodo. Memoria e storia
6.2 Periodizzazioni
6.3 Questione territoriale
6.4 "Doppia militanza" e rapporti con la sinistra
extraparlamentare
6.5 Dimensione transnazionale
6.6 Questioni aperte, prospettive di ricerca
'''Appendici'''
Cronologia essenziale
Glossario
Documenti fondamentali (estratti)
Bibliografia
Sitografia e archivi digitali
== Cap. 4 - Spazi, infrastrutture, saperi ==
Accanto alle pratiche di mobilitazione e di elaborazione teorica, negli anni settanta il femminismo italiano diede vita a una pluralità di spazi, iniziative e strumenti culturali.
Consultori autogestiti, corsi delle 150 ore, case delle donne, librerie, attività editoriali, produzioni artistiche e cinematografiche costituirono alcune delle principali infrastrutture materiali e simboliche attraverso cui il movimento diede forma a pratiche di socialità, cura, formazione e trasmissione culturale. Nati spesso dall'esperienza dei gruppi di autocoscienza, questi spazi contribuirono a estendere l'elaborazione femminista oltre i confini dei collettivi militanti, favorendo la costruzione di reti sociali e culturali autonome.<ref>{{Cita|Lussana|p. 19}}</ref>
==4.1 Consultori autogestiti e self-help==
===4.1.1 Nascita e diffusione===
I consultori autogestiti rappresentarono uno dei principali luoghi attraverso cui le elaborazioni teoriche del neofemminismo si tradussero in pratiche collettive e in forme di intervento sociale. Essi sorsero in modo spontaneo e frammentato, senza rispondere a un piano comune preordinato, per iniziativa di singoli collettivi operanti in autonomia.
Nati dall'incontro tra la rivendicazione dell'autodeterminazione sul corpo e la necessità di rispondere a bisogni materiali immediati, costituirono spazi nei quali la riflessione politica, la pratica sanitaria e la produzione di saperi alternativi si intrecciarono strettamente.
Il contesto in cui tali esperienze si svilupparono fu caratterizzato dall'emergere di un nuovo dibattito pubblico sui temi della [[w:Contraccezione|contraccezione]] e dell'[[w:Aborto|aborto]], favorito anche da alcuni rilevanti interventi legislativi e giurisprudenziali. Nel 1971 la [[w:Corte_costituzionale_(Italia)|Corte costituzionale]] dichiarò l'illegittimità dell'articolo 553 del [[w:Codice_penale_(Italia)|codice penale]] nella parte relativa al divieto di propaganda anticoncezionale, rimuovendo un ostacolo giuridico alla diffusione di informazioni sulla [[w:Contraccezione|contraccezione]].<ref>{{Cita|Barone|p. 124}}</ref><ref>{{Cita pubblicazione|autore=Maud Anne Bracke|anno=2022|titolo=Family planning, the pill, and reproductive agency in Italy, 1945–1971: From ‘conscious procreation’ to ‘a new fundamental right’?|rivista=European Review of History: Revue européenne d'histoire|volume=29|numero=1|lingua=en}}</ref> Nello stesso anno il Movimento di Liberazione della Donna, di orientamento libertario e federato al [[w:Partito_Radicale_(Italia)|Partito Radicale]], annunciò la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare per la depenalizzazione dell'aborto, contribuendo a collocare la questione al centro del dibattito politico del decennio.<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Anastasia|cognome=Barone|titolo=«Facevamo un consultorio, ma era un progetto politico»|p=125}}</ref>
Nel giugno 1973 il processo celebratosi a Padova contro [[w:Gigliola_Pierobon|Gigliola Pierobon]] rappresentò il primo grande evento giudiziario e mediatico in Italia che contribuì a rompere il silenzio sull'aborto clandestino, trasformando un reato penale privato in un caso politico di rilevanza nazionale, grazie a una mobilitazione di massa da parte del movimento femminista.<ref>{{Cita libro|autore=Anna Rita Calabrò, Laura Grasso|titolo=Dal movimento femminista al femminismo diffuso. Storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80|anno=1985|editore=Franco Angeli|città=Milano|ISBN=978-88-204-4530-0}}</ref>
È in questo quadro che, tra la fine del 1973 e l'inizio del 1974, si costituirono a Roma le prime esperienze di autogestione nell'ambito della salute femminile: il consultorio di San Lorenzo, sorto da un gruppo dedicato ad aborto e contraccezione interno al Movimento femminista romano di via Pompeo Magno animato da Simonetta Tosi, e il Gruppo Femminista per la Salute della Donna, orientato invece prevalentemente alla pratica del self-help e alla ricerca.<ref>{{Cita|Barone|pp. 126-129}}</ref><ref>{{Cita|Tozzi 1984}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://roma.repubblica.it/cronaca/2025/06/18/news/san_lorenzo_consultorio_via_dei_frentani_simonetta_tosi-424678188/|titolo=San Lorenzo, il consultorio di via dei Frentani dedicato a Simonetta Tosi|accesso=30 giugno 2026|data=18 giugno 2025}}</ref> Nel corso del 1974 e del 1975 esperienze analoghe sorsero in numerose città, tra cui Torino, Padova, Milano e Trento, e in seguito anche a Bergamo e Pinerolo.<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Luciana|cognome=Percovich|anno=1987|titolo=Corpo a corpo|rivista=Memoria|numero=19-20|p=195}}</ref>
La rapida diffusione dei consultori autogestiti fu favorita sia dalla carenza di servizi dedicati alla salute e alla sessualità femminile, sia dalla volontà di sperimentare pratiche alternative rispetto ai modelli medici e assistenziali tradizionali, in una fase in cui l'aborto era ancora illegale, e vietata, fino al 1976, la vendita di contraccettivi nelle farmacie, nonostante l'avvenuta abrogazione da parte della Corte Costituzionale dell'art. 553.<ref>{{Cita web|url=https://www.aied.it/la-storia/|titolo=La nostra storia|accesso=30 giugno 1976}}</ref>
I consultori si trovarono così a negoziare costantemente la propria natura: pur rifiutando l'idea di ridursi ad ambulatori alternativi, oscillarono spesso tra l'erogazione di un "servizio" volto a colmare le carenze dell'assistenza sanitaria e la ricerca di relazioni politiche radicalmente nuove.<ref>{{Cita|Barone|pp. 120-121}}</ref><ref>{{Cita|Tosi 1987A|p. 156}}</ref>
===4.1.2 Internazionalizzazione, self-help e aborto autogestito===
I consultori autogestiti e i gruppi per la salute della donna sorsero in un contesto di intensi scambi internazionali, in particolare con i movimenti femministi francesi e statunitensi, da cui derivò gran parte delle pratiche concrete adottate in Italia. Già nel 1971 il neonato Movimento di Liberazione della Donna aveva organizzato una conferenza dedicata alle cliniche autogestite dalle donne negli Stati Uniti.<ref>{{Cita|Barone|p. 123}}</ref>
Un momento particolarmente significativo avvenne nel 1973, quando Carol Downer e Debra Law, esponenti del Los Angeles Women's Health Center, in un incontro pubblico a Roma presso il [[w:Teatro_Eliseo|Teatro Eliseo]], mostrarono alla platea la tecnica dell'autovisita: l'utilizzo combinato di uno ''speculum'' di plastica, uno specchio e una pila permetteva di osservare autonomamente le pareti vaginali e il collo dell'utero, suscitando forte impressione e venendo percepita da molte partecipanti come un'esperienza di riappropriazione del proprio corpo.<ref name=":0">{{Cita|Tozzi 1987A|p. 158}}</ref>
La diffusione di questa cultura fu accelerata nel 1974 dalla pubblicazione della traduzione italiana del testo collettivo statunitense ''Noi e il nostro corpo'' (''Our Bodies, Ourselves''), che divenne uno dei principali strumenti di diffusione delle conoscenze sulla salute femminile all'interno del movimento.<ref name=":0" /><ref>Stefania Voli, Storia di una traduzione, in Zapruder. Rivista di storia della conflittualità sociale, n. 13, Odradek Edizioni, maggio-agosto 2007.</ref>
L'autovisita, la discussione sul ciclo mestruale, sulla contraccezione, sulla sessualità e sul piacere femminile permisero di scardinare la tradizionale gerarchia tra l'esperto e l'utente. Secondo la critica femminista, le donne non dovevano essere considerate pazienti passive, ma partecipanti attive di un processo di apprendimento e di produzione condivisa del sapere.
La cooperazione transnazionale si rivelò decisiva anche sul piano operativo dell'aborto autogestito, introdotto per rispondere alla piaga degli aborti clandestini. Grazie ai rapporti con le attiviste francesi del MLAC (''Mouvement pour la liberté de l'avortement et de la contraception''), i collettivi italiani appresero e diffusero il metodo Karman.<ref>{{Cita|Tozzi 1987A|p. 161}}</ref> Questa tecnica di aspirazione risultava molto meno invasiva del tradizionale raschiamento e, richiedendo una strumentazione semplice, era praticabile anche da personale non medico, rappresentando una fondamentale innovazione politica e pratica per i gruppi che gestivano le interruzioni di gravidanza.<ref>{{Cita|Barone|p. 124}}</ref>
===4.1.3 Critica del sapere medico e delle istituzioni===
Nei consultori autogestiti la salute femminile veniva reinterpretata come questione politica e non esclusivamente medica. Le pratiche di ''self-help'' si fondavano sull'idea di una riappropriazione dal basso della gestione della salute e dei saperi sul corpo, tradizionalmente monopolizzati e privatizzati dalla medicina specialistica patriarcale.
L'esperienza dei consultori si accompagnò a una critica radicale dell'autorità medica e della pretesa neutralità dei saperi scientifici. In particolare, la ginecologia e la psichiatria vennero interpretate come ambiti nei quali si erano storicamente esercitate forme di controllo sociale e sessuo-politico sui corpi femminili.<ref name=":0" />
Tale critica si inserisce in un più ampio clima di contestazione delle istituzioni sanitarie e assistenziali che caratterizzò l'Italia degli anni Settanta: in quegli stessi anni si svilupparono le lotte per la salute nei luoghi di lavoro legate all'esperienza di Medicina Democratica e di [[w:Giulio Maccacaro|Giulio Maccacaro]], e il movimento di deistituzionalizzazione psichiatrica, ispirato all'opera di [[w:Franco Basaglia|Franco Basaglia]], rimise in discussione l'autorità medica come dispositivo di controllo sociale.<ref>{{Cita|Barone|p. 123}}</ref> Le esperienze femministe condivisero con questi movimenti la rivendicazione di una riappropriazione dal basso della gestione della salute e la ridefinizione del concetto stesso di salute in chiave sociale, e non meramente clinica.
La medicalizzazione della gravidanza, del parto e della sessualità femminile veniva così riletta come una forma di espropriazione del sapere e dell'autonomia delle donne.
===4.1.4 Istituzionalizzazione, conflitti e trasformazioni===
I consultori autogestiti furono spesso luoghi di incontro tra donne provenienti da esperienze politiche differenti: collettivi femministi, gruppi della sinistra extraparlamentare, ambienti radicali e associazioni impegnate sui temi della contraccezione e della salute sessuale. Questa pluralità di provenienze favorì la costruzione di reti di collaborazione, ma produsse anche tensioni riguardo al rapporto con le istituzioni.<ref>{{Cita|Barone|p. 121}}</ref><ref>{{Cita|Lussana 1997|pp. 562-563}}</ref><ref>{{Cita|Tozzi 1987A|pp. 155-156}}</ref>
Rispetto alle pratiche sviluppate nei piccoli gruppi di autocoscienza, i consultori implicavano un rapporto più diretto con il territorio, con donne esterne al movimento e, progressivamente, con le istituzioni, rendendo particolarmente visibile il problema del rapporto tra autonomia femminista e intervento sociale.<ref>{{Cita|Percovich|p. 15}}</ref>
L'approvazione della legge n. 405 del 1975, che istituì i consultori familiari pubblici, pose concretamente il problema dell'istituzionalizzazione delle pratiche femministe.<ref>{{Cita|Barone|pp. 121-122}}</ref> Se alcune militanti scelsero di operare all'interno delle nuove strutture pubbliche per influenzarne l'organizzazione, altre considerarono l'autonomia dei consultori autogestiti una condizione irrinunciabile della pratica politica femminista.<ref>{{Cita|Lussana 1997|pp. 563-564}}</ref>
Il dibattito sui consultori pubblici investì il movimento di una tensione interna mai del tutto risolta, riassumibile nella contrapposizione tra «lavorare con le donne» e «lavorare per le donne»<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Luciana|cognome=Percovich|titolo=Corpo a corpo|p=195}}</ref>: da un lato i gruppi che, come a Torino e a Padova, scelsero di assumere una funzione di servizio sociale e richiesero il riconoscimento e il finanziamento pubblico; dall'altro le esperienze, come il Gruppo Femminista per la Salute della Donna di Roma o il Centro per una Medicina delle Donne di Milano, che si ritrassero da tale prospettiva, temendo che farsi carico della gestione di un servizio comportasse la rinuncia alla ricerca e all'autonomia politica originarie. La proposta del CRAC (Coordinamento romano aborto e contraccezione) di richiedere il finanziamento pubblico ai consultori autogestiti, motivata dal principio secondo cui «autogestione non significa autofinanziamento», fu duramente contestata da un gruppo di femministe milanesi, che vi scorsero il rischio di una collaborazione con le stesse istituzioni mediche da cui ci si voleva emancipare.<ref>{{Cita|Barone|p. 132}}</ref>
Il consultorio della Bovisa, a Milano, scelse infine di chiudere proprio in seguito all'istituzione dei consultori pubblici, ritenendo che la propria esperienza, nata come laboratorio di ricerca e non come servizio continuativo, non potesse né autogestirsi indefinitamente né istituzionalizzarsi senza tradire la propria natura<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Luciana|cognome=Percovich|titolo=Corpo a corpo|pp=198-199}}</ref>.
Un conflitto analogo, ma con esiti diversi, riguardò il rapporto tra i collettivi femministi e l'Unione Donne Italiane (UDI), che a Roma sostenne invece una concezione di «gestione sociale» del servizio, fondata sulla delega allo Stato della responsabilità collettiva sulla salute delle donne, contrapposta all'autogestione rivendicata dai gruppi femministi.<ref>{{Cita|Barone|p. 132}}</ref>
Negli anni successivi, mentre molte esperienze autogestite si esaurivano, nuove forme di organizzazione e di produzione culturale - case delle donne, librerie, centri di documentazione - avrebbero raccolto parte della loro eredità.<ref>{{Cita|Lussana|p. 19}}</ref>
== 4.2 Le 150 ore delle donne ==
I consultori autogestiti non furono l'unico spazio in cui le elaborazioni femministe si tradussero in pratiche organizzate. Le 150 ore delle donne rappresentarono un caso in cui una conquista sindacale venne trasformata in luogo di formazione femminista.
=== Dal diritto allo studio ai corsi per donne ===
Le 150 ore furono istituite nel 1973 come diritto allo studio per i lavoratori metalmeccanici. Con l'apertura progressiva ad altre categorie, tra il 1974 e il 1975 furono istituiti corsi specificamente indirizzati alle donne (lavoratrici, casalinghe, disoccupate), tenuti da femministe e docenti universitarie. I contenuti riguardavano salute femminile, sessualità, lavoro domestico, condizione delle donne.
L'iniziativa nacque dall'incontro tra il femminismo sindacale, in particolare i Coordinamenti donne FLM (Federazione Lavoratori Metalmeccanici), e i gruppi del femminismo militante. Tra i promotori figurarono collettivi sindacali femminili e collettivi di quartiere come il gruppo di via Gabbro a Milano e il Collettivo Aurelio-Cavalleggeri a Roma.
L'esperienza si radicò nelle aree a forte industrializzazione: Torino con corsi sulla salute e medicina, Milano come fulcro della riflessione teorica, Reggio Emilia e Bologna con forte partecipazione delle lavoratrici, le province venete di Venezia, Padova e Treviso tra il 1975 e il 1976, Roma come centro per la nascita di istituzioni educative autonome. La partecipazione fu significativa, con molte donne che trovavano nei corsi occasioni di formazione altrimenti inaccessibili e spazi di socializzazione (Lussana, 2012; Bellè, 2021).
=== Metodo e women studies popolari ===
I corsi integrarono elaborazione teorica e raccolta di storie individuali, sviluppando un metodo che partiva dai vissuti delle partecipanti. Si realizzò un incontro tra ricercatrici, accademiche e donne con diversi livelli di scolarizzazione, definito "women studies popolari".
Questo approccio mise in luce una questione diversa rispetto ai corsi per operai. Nei corsi maschili si affrontava la divisione tra lavoro manuale e intellettuale all'interno della classe. Nei corsi femminili emergeva che i saperi disciplinari erano costruiti su prospettive e linguaggi maschili, ponendo alle donne il problema dell'accesso a saperi pensati a partire da un soggetto diverso da loro.
=== Eredità istituzionale ===
Le 150 ore rappresentarono un punto di incontro tra femministe e donne che non avevano partecipato al movimento, portando il femminismo a operaie, casalinghe, impiegate (Lussana, 2012; Bracke, 2019).
Dall'esperienza dei corsi nacquero istituzioni autonome. Nel 1979 venne fondata a Roma l'Università delle donne "Virginia Woolf", a Milano la Libera Università delle Donne. Queste istituzioni proposero una ricerca che considerasse la dimensione di genere nelle discipline e nella relazione pedagogica (Lussana, 2012; Stelliferi, 2022).
La fase di massima espansione dei corsi per sole donne basati sull'autocoscienza si collocò tra il 1975 e i primi anni Ottanta. Questa forma specifica si trasformò o esaurì entro la metà degli anni Ottanta, mentre le istituzioni generate dall'esperienza continuarono la loro attività.
== 4.3 Case delle donne ==
A partire dalla seconda metà degli anni Settanta comparvero le prime Case delle donne, destinate a diventare uno dei simboli più duraturi del femminismo italiano. Questi spazi rispondevano a molteplici esigenze: luoghi di incontro, sedi per assemblee e attività culturali, ma anche servizi concreti per donne in difficoltà, spazi di accoglienza e centri di iniziativa politica.
La loro importanza risiede soprattutto nella capacità di stabilizzare una presenza femminista nello spazio urbano. Se i gruppi di autocoscienza avevano operato prevalentemente nella dimensione domestica o privata, le Case delle donne segnavano il passaggio a una visibilità pubblica autonoma, radicata nel territorio.
== 4.4 Editoria femminista ==
Negli anni Settanta l'editoria femminista italiana si afferma come dimensione costitutiva dell'azione politica. Produrre testi, riviste, opuscoli e libri non è un'attività separata dalla militanza: la scrittura e la circolazione dei materiali sono il modo in cui il movimento elabora pratiche, costruisce linguaggi comuni e rende visibile ciò che era rimasto confinato nella sfera privata - sessualità, maternità, lavoro domestico, violenza. Questa produzione si caratterizza fin dall'inizio per il rifiuto dei circuiti editoriali tradizionali, percepiti come parte delle stesse strutture di potere che il movimento contesta.
Le prime esperienze sono autogestite e sperimentali, fondate sul lavoro volontario: manifesti, ciclostilati, opuscoli prodotti dai collettivi e diffusi attraverso reti informali. La prima casa editrice femminista in senso proprio, Scritti di Rivolta Femminile, nasce a Roma nel 1970, fondata da Carla Accardi e Carla Lonzi, tra le fondatrici del collettivo Rivolta Femminile. La collana dei "Libretti verdi" si distingue per la sobrietà grafica e la radicalità teorica: Lonzi rifiuta consapevolmente recensioni, promozione e mediazioni commerciali, ritenendo che snaturino le istanze femministe. Il suo ''Sputiamo su Hegel'' (1974) diventerà uno dei testi fondativi del femminismo della differenza, con circolazione internazionale.
Nel 1972 nascono A Roma Edizioni delle donne, affini all'esperienza francese di Éditions des femmes, con un catalogo che include testi teorici e traduzioni di autrici allora poco note in Italia come Kristeva, Wittig e Duras. Nello stesso anno a Milano il gruppo Anabasi pubblica la prima antologia del femminismo internazionale, ''Donne è bello.''
Nel 1975 nasce a Milano La Tartaruga, fondata da Laura Lepetit, destinata a diventare una delle realtà più durature dell'editoria femminista italiana.
Sul versante periodico, la proliferazione è straordinaria e riflette la pluralità interna al movimento. Tra le esperienze di maggiore rilievo e durata: ''Effe'' (1973-1982), primo mensile femminista di attualità e cultura a diffusione nazionale, nato a Roma con la collaborazione di giornaliste, studiose e scrittrici; ''Sottosopra'' (Milano, 1973), rivista di movimento che diventerà uno dei luoghi teorici centrali del femminismo della differenza; ''DWF – Donna Woman Femme'' (Roma, 1975), trimestrale attento alla ricerca storica e alla traduzione di testi internazionali. Accanto a queste, decine di testate di breve durata legate ai collettivi locali documentano orientamenti differenti, dal marxismo femminista al lesbismo, dalla riflessione sulla differenza sessuale alle lotte per il salario al lavoro domestico.
L'insieme di queste esperienze - case editrici, riviste - costituisce un'infrastruttura culturale autonoma che il movimento costruisce parallelamente alle strutture istituzionali e spesso in opposizione ad esse. È in questo spazio che si elabora non solo la teoria femminista, ma anche la sua forma: una forma che rifiuta la neutralità del sapere accademico e rivendica la soggettività come punto di partenza epistemologico.
== 4.5 Arte e cinema ==
== Note ==
<references/>
== Bibliografia ==
* {{Cita libro|autore=Anastasia Barone|titolo=«Facevamo un consultorio, ma era un progetto politico».
I consultori a Roma prima e dopo la legge 405/1975|anno=2023|editore=Viella|città=Roma|pp=119-148|ISBN=9791254692349|opera=Anni di rivolta. Nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta|curatore=Paola Stelliferi, Stefania Voli|cid=Barone}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Alfero Boschiero, Nadia Olivieri|anno=2022|titolo=Il corpo mi corrisponde|rivista=Venetica|numero=1}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Vicky Franzinetti|anno=1987|titolo=In senso dell'autogestione|rivista=Memoria|numero=19-20|pp=181-187|cid=Franzinetti}}
* {{Cita libro|autore=Fiamma Lussana|titolo=Le donne e la modernizzazione: il neofemminismo degli anni settanta|anno=1997|editore=Einaudi|città=Torino|pp=471-565|ISBN=88-06-13571-6|opera=Storia dell'Italia repubblicana, vol.III, t.2|cid=Lussana 1997}}
* {{Cita libro|autore=Luciana Percovich|titolo=La coscienza nel corpo. Donne, salute e medicina negli anni Settanta|anno=2005|editore=Franco Angeli|città=Milano|cid=Percovich}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Silvia Tozzi|anno=1984|titolo=Il movimento delle donne, la salute, la scienza. L'esperienza di Simonetta Tosi|rivista=Memoria|numero=11-12|cid=Tozzi 1984}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Silvia Tozzi|anno=1987|titolo=Molecolare, creativa, materiale:
la vicenda dei gruppi per la salute|rivista=Memoria|numero=19-20|pp=153-180|cid=Tozzi 1987A}}
* {{Cita pubblicazione|autore=Silvia Tozzi|anno=1987|titolo=Alla radice del "self-help". Gruppo femminista per la salute della donna
(G.F.S.D.)|rivista=Memoria|numero=19-20|pp=202-205|cid=Tozzi 2}}<br />
== Introduzione ==
Il femminismo degli anni Settanta costituisce uno dei passaggi più incisivi della storia politica e culturale dell’Italia contemporanea. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, una fitta rete di collettivi e gruppi diffusi sull’intero territorio nazionale mise in discussione i ruoli di genere, le relazioni tra i sessi e le stesse categorie attraverso cui venivano definiti la politica, i linguaggi, le forme del sapere e le soggettività.
La novità del neofemminismo non risiede unicamente nelle rivendicazioni avanzate, ma nelle pratiche attraverso cui esse furono elaborate: l’autocoscienza, la politicizzazione dell’esperienza personale, la centralità del corpo e della sessualità come luoghi di produzione di sapere e di conflitto. L’esperienza femminile non venne più subordinata a cornici interpretative esterne - di partito, di classe o di tradizione ideologica - ma assunta come punto di partenza per una rielaborazione teorica autonoma, capace di ridefinire il confine tra privato e pubblico, vita e politica, e di interrogare i nessi tra potere, sapere e corporeità.
Il femminismo di questo periodo si presenta come un insieme articolato di esperienze differenziate, radicate in contesti territoriali, culturali e politici diversi, con orientamenti teorici e strategie non omogenei. Tale pluralità - visibile nel diverso rapporto con la sinistra, i movimenti e le istituzioni, nell’alternativa tra separatismo e doppia militanza, nelle letture della subordinazione femminile in termini di classe o di differenza sessuale, nelle modalità di intervento pubblico - costituisce un tratto strutturale del movimento. La storiografia ha posto questo nodo al centro della riflessione, interrogandosi sull’uso dei termini “femminismo” e “femminismi”: se il singolare consente di cogliere la forza storica di un processo collettivo accomunato dalla critica alle gerarchie di genere, il plurale rende conto della molteplicità delle culture politiche e dei linguaggi che lo attraversarono (Guerra 2005).
La trasformazione che si produce alla fine del decennio non coincide con una cesura netta. Piuttosto, la crisi della forma-movimento apre una fase di riorganizzazione e ridefinizione: negli anni ottanta molte pratiche e molte elaborazioni proseguono in forme differenti, attraverso luoghi culturali, reti associative e iniziative di produzione che consolidano un femminismo meno centrato sulla mobilitazione di massa, ma capace di incidere in modo duraturo nel tessuto sociale (Guerra 2005). La categoria di “eredità” permette di leggere questo passaggio senza ridurlo a una narrazione di declino.
Questo volume adotta una prospettiva che intreccia ricostruzione storica e riflessione storiografica, assumendo come oggetto non soltanto gli eventi e le organizzazioni, ma le pratiche, i linguaggi e i luoghi di produzione del sapere femminista.
Dopo una sezione dedicata alle genealogie - il rapporto con il ’68, con la tradizione emancipazionista e con le reti transnazionali - il percorso analizza le pratiche fondative, la pluralità delle esperienze, i rapporti con movimenti, partiti e istituzioni, nonché gli spazi materiali e simbolici attraverso cui il femminismo costruì nuove forme di socialità e di cultura. Una parte conclusiva è dedicata alle trasformazioni degli anni ottanta e alle principali interpretazioni storiografiche del neofemminismo, affrontando le questioni di periodizzazione, di metodo e di memoria che ancora attraversano il dibattito.
Il volume assume le pratiche, i luoghi e i linguaggi come chiavi di lettura attraverso cui osservare l’intreccio tra dimensione politica, sociale e culturale del femminismo italiano degli anni Settanta, un'intersezione nella quale maggiormente si coglie la portata trasformativa del movimento.
Introduzione Parte II
Il femminismo degli anni Settanta si caratterizza per la centralità attribuita alle pratiche - come il separatismo e l’autocoscienza – che non rappresentano semplicemente forme organizzative, ma luoghi di elaborazione politica e di produzione di sapere.
La condivisione delle esperienze individuali consente di mettere in discussione l’apparente naturalità dei ruoli di genere e di individuare i meccanismi sociali e culturali che regolano i rapporti tra uomini e donne. In questo senso, le pratiche non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono a ridefinirla; la politica non è intesa soltanto come intervento nello spazio pubblico, ma come processo che prende avvio dall’esperienza vissuta e dalle relazioni tra donne.
All’interno di questo processo si afferma il principio secondo cui “il personale è politico”, che consente di collegare le esperienze quotidiane alle strutture sociali più ampie. Attraverso questa prospettiva, ambiti tradizionalmente considerati privati – come la sessualità, la maternità e la vita familiare – diventano oggetto di analisi e intervento politico.
È in questo quadro che il corpo emerge come un nodo centrale della riflessione femminista. Non si tratta di un ambito già definito, ma di un terreno che prende forma progressivamente attraverso le pratiche del movimento. Le esperienze legate alla sessualità, alla riproduzione e alla salute vengono condivise, confrontate e reinterpretate, dando luogo a una nuova consapevolezza che mette in discussione i modelli culturali dominanti; elaborazione teorica e sperimentazione pratica non costituiscono ambiti separati, ma dimensioni intrecciate di un medesimo percorso di politicizzazione.
Le pratiche del movimento non furono adottate in modo uniforme né assunsero significati univoci, ma costituirono un repertorio condiviso, rielaborato in forme differenti nei diversi contesti. Tale pluralità rinvia alla coesistenza di differenti modi di intendere la liberazione delle donne e al rifiuto di modelli organizzativi gerarchici e di una definizione univoca delle priorità. Tuttavia, essa condivise alcuni elementi fondamentali: la messa in discussione della distinzione tra sfera privata e sfera pubblica, la conseguente ridefinizione del politico e delle forme della soggettività femminile.
Le sezioni che seguono analizzano, da diverse prospettive, le principali pratiche e i nodi concettuali attraverso cui il femminismo degli anni Settanta ha ridefinito il rapporto tra esperienza, conoscenza e azione politica.
PARTE 3
"le radici del femminismo radicale italiano affondino al di fuori del contesto universitario, dei partiti e dei movimenti sociali, e si congiungano con l’azione di donne non più giovanissime alla fine degli anni Sessanta e senza pregresse, strutturate esperienze politiche." (tesi stelliferi)
32 Il primo collettivo neofemminista italiano, Demau (Demistificazione Autoritarismo; Demistificazione
[dell] autoritarismo), precede in realtà (1966) la rivolta studentesca e operaia della fine degli anni '60. - Strazzeri, p. 6
== Cronologia principale ==
=== 1965-1982 ===
{| class="wikitable sortable"
! Anno
! Gruppi che nascono
! Gruppi che si sciolgono
! Eventi
! Convegni / Incontri
! Manifestazioni
! Produzione culturale
|-
| 1965/66
| Demau
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| 1967
|
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|-
| 1968
|
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| Contestazione studentesca
|
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|-
| 1969
| Cerchio spezzato (Trento);
MLD legato al Partito Radicale
|
| Autunno caldo
|
|
|
|-
| 1970
| Rivolta femminile
Anabasi
Le Nemesiache
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|Approvazione della legge sul Divorzio (L. 898/1970)
|
|
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|-
| 1971
| Lotta Femminista (PD)
|
|La Corte Costituzionale depenalizza la diffusione e l'uso degli anticoncezionali.
Approvazione della legge a tutela delle lavoratrici madri (L. 1204/1971 - diritto di astenersi dal lavoro 2 mesi prima, 3 dopo il parto) e della L.1044/1971 che introduce il piano quinquennale per l'istituzione di asili nido comunali con il concorso dello Stato
| Milano – Convegno presso l’Umanitaria
|
| Esce ''Quarto mondo'', pubblicata a Roma dal Fronte Italiano di Liberazione Femminile (FILF)
|-
| 1972
| Cherubini;
Lotta Femminista (MI)
|
|
| Bologna – Convegno di varie città;
Rouen – Convegno organizzato da Psychoanalyse et Politique;
Vandea – Convegno europeo organizzato dal MLF
|
| Nascono a Roma Edizioni delle donne; Anabasi pubblica l'antologia ''Donne è bello'' ; esce ''Compagna'', rivista di orientamento marxista. Nasce a Roma il Collettivo Femminista Comunista di Via Pomponazzi
|-
| 1973
| Collettivo San Gottardo; Gruppo Analisi; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3
| Demau
| Si forma il CISA; Processo a Gigliola Pierobon (Padova)
| Varigotti – incontro tra Cherubini, alcune donne del Veneto e le francesi di Psychanalyse et Politique
|
| Esce a Roma ''Effe'' , primo mensile femminista di attualità e cultura autogestito a diffusione nazionale; a Bologna ''La voce delle donne comuniste'' e ''Donna proletaria;'' a Milano ''MezzoCielo''
|-
| 1974
| Collettivo di via Albenga; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Mondadori; Ticinese
| Lotta Femminista
| Referendum abrogativo della legge sul divorzio
| 1° Convegno Nazionale a Pinarella di Cervia
|
| Esce ''Sputiamo su Hegel'' di Carla Lonzi; nasce l'editrice romana Dalla parte delle bambine; esce ''Sottosopra''
|-
| 1975
| Libreria delle donne di Milano
|
| Vengono istituiti i consultori familiari (L. 405/1975)
Blocco in Senato della proposta di legge sull’aborto
|
|
| Laura Lepetit fonda la casa editrice La Tartaruga; esce ''DWF – Donna Woman Femme''
|-
| 1975
| Corsi monografici 150 ore;
| Anabasi; Cherubini (trasferimento in Col di Lana); San Gottardo
| Elezioni amministrative
| Carloforte – Vacanze femministe; Milano – Convegno “Sessualità, maternità, procreazione, aborto”; Milano – Umanitaria “Donne e politica”; San Vincenzo (LI) – Pratica dell’inconscio; 2° Convegno nazionale a Pinarella di Cervia
| Roma – Manifestazione nazionale del 6 dicembre
|
|-
| 1976
| Corso 150 ore Affori; Gruppo Donne e Immagine; Gruppo Donne via dell’Orso; Gruppo donne Palazzo di Giustizia; Gruppo n.4 Col di Lana
| Gruppo Analisi; Gruppo di Pratica dell’Inconscio; Gruppo Femminista per una medicina delle donne; Rivolta 3
| Elezioni politiche; Formazione della Consulta femminista; Legge nazionale sui consultori
| Milano – Convegno “Donne e lavoro”; Paestum – 3° e ultimo convegno nazionale
| Milano – Entrata “dimostrativa” nel Duomo (gennaio)
| Nasce a Roma la rivista ''Limenetimena;'' esce ''Differenze'', rivista dei Collettivi femministi romani
|-
| 1977
| Collettivo della Borletti; Gruppo donne via Lanzone; Gruppo Scrittura
|
| Approvazione legge sulla Parità di Lavoro (L. 903/1977)
Movimento del 1977
| Milano – Convegno sulla violenza (Sala Provincia)
|
| Nasce la Libreria delle donne di Bologna Librellula
|-
| 1978
| Gruppo Madri del Leoncavallo; Gruppo Scrittura 1; Gruppo Scrittura 2; Gruppo Scrittura 3
|
| Approvazione legge sull'aborto (194/1978)
Rapimento Moro
|
|
| Esce ''Quotidiano donna,'' settimanale di politica, attualità e cultura ; apre a Cagliari la Libreria gestita dalla coperativa La tarantola
|-
| 1979
| 150 ore sul Cinema; Redazione di Grattacielo; Redazione milanese di Quotidiano Donne
| Collettivo Mondadori; Coordinamento via dell’Orso; Gruppo Donne e Immagine; Mancinelli
| “Caso 7 aprile”
| Milano – Umanitaria, proposta di legge contro la violenza sessuale
|
| Apre a Firenze la Libreria delle donne
|-
| 1980
| Centro Donne Ticinese; Collettivo studentesse liceo Berchet; Collettivo studentesse Università Statale; Cooperativa Gervasia Broxson; Gruppo di psicologia e attività creative; Gruppo Eos; Ristorante Cicip-Ciciap; Ticinese (nuovo)
| Col di Lana; Collettivo Borletti
|
|
| Milano – Manifestazione contro abrogazione legge aborto
|
|-
| 1981
| Gruppo Phoenix
| Grattacielo; Gruppo donne Palazzo di Giustizia
| Referendum abrogativo legge aborto
| Firenze – 2° Convegno contro il referendum; Milano – 1° Convegno contro il referendum 194; Roma – Convegno nazionale donne lesbiche; Torino – Convegno internazionale donne lesbiche
|
|
|-
| 1982
|
| Gruppo n.4; Redazione milanese di Quotidiano Donna
|
|
|
|
|}
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Progetti GLAM della Biblioteca Centrale "Guglielmo Marconi" del CNR/Dal sapere alla pratica: tirocinio e formazione universitaria nella collaborazione tra Sapienza e Biblioteca Centrale
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text/x-wiki
{{Progetti GLAM della Biblioteca Centrale "Guglielmo Marconi" del CNR}}
'''Stefania Anna Mero'''
Ringrazio innanzitutto la professoressa Sara Santorsa, mia tutor durante il tirocinio curricolare del corso di laurea magistrale in Archivistica e Biblioteconomia (Sapienza Università di Roma), svolto presso la Biblioteca Centrale “Guglielmo Marconi” del CNR di Roma, per avermi offerto questa preziosa opportunità formativa.
Un sentito ringraziamento va inoltre, alle dott.sse Maria Adelaide Ranchino, Giorgia Migliorelli ed Emanuela Cilione per la collaborazione e il supporto costante. Infine, al dottor Giovanni De Simone, Responsabile dell’Unità Pianificazione, programmazione e Biblioteca Centrale del CNR, per aver reso possibile questo percorso.
Tutto nasce dall’esperienza di tirocinio correlato al percorso universitario, per arrivare ad ottenere, una piccola parte di una grandissima opportunità, la partecipazione ne “''I progetti GLAM della Biblioteca Centrale''”.
Partendo dal principio, l’obiettivo principale del suddetto di tirocinio, era quello di acquisire una formazione di tipo teorico-pratico su quello che è il funzionamento di una biblioteca scientifica di ricerca, tramite lo svolgimento di attività di catalogazione, digitalizzazione del patrimonio, gestione dei metadati e valorizzazione delle risorse in open access.
Attraverso l’introduzione ai progetti di digitalizzazione e open knowledge promossi dalla struttura del CNR, si è giunti a quello che è il punto importante, ovvero il progetto GLAM realizzato dalla Biblioteca Centrale in collaborazione con Wikimedia Italia.
Un’opportunità estremamente utile per l'acquisizione di competenze base in materia di metadatazione, normalizzazione dei dati e utilizzo delle piattaforme Wikimedia.
In particolare, il mio contributo personale al progetto, vissuto come esperienza costruttiva, del tutto soddisfacente, ha riguardato il lavoro su: “''Atlas of isoseismal maps of Italian Earthquakes''”, compreso il “''Catalogo dei terremoti italiani dall’anno 1000 al 1980”'', strettamente collegato all’Atlante e fondamentale per la contestualizzazione storica e scientifica degli eventi sismici rappresentati.
Tutto parte dalla ricerca, selezione e digitalizzazione del materiale, in particolare delle carte geografiche tematiche prodotte dal CNR, con conseguente attività di scannerizzazione di alcune delle mappe isosismiche tramite l’utilizzo di apparecchiatura specifica: gli scanner planetari METIS Gamma e METIS Alpha, per procedere con operazioni di caricamento delle immagini digitali e dei relativi metadati su Wikimedia Commons.
Tra le principali attività: l’inserimento e la normalizzazione dei dati principali, la metadatazione e la geolocalizzazione, con inserimento delle coordinate degli epicentri (lat/long).
Il tutto ha permesso un lavoro che accrescesse approfonditamente le capacità di lavorare in codice.
Ulteriore attività ha previsto la creazione di categorie che rimandavano ai singoli eventi sismici, eventualmente ricollegabili ad altre voci presenti su Wikipedia.
Inoltre, il lavoro ha riguardato anche la carta ''Structural Model of Italy, scale 1:500,000 – Consiglio Nazionale delle Ricerche – Progetto Finalizzato Geodinamica – Modello Strutturale Tridimensionale''''',''' oggetto di attività di analisi e metadatazione, con particolare attenzione all’inserimento dei dati identificativi e descrittivi necessari alla sua corretta valorizzazione su Wikimedia Commons, in continuità con il lavoro già svolto sulle carte tematiche del CNR e sull’''Atlas of isoseismal maps of Italian Earthquakes.''
'''Gaia Paone'''
Il presente contributo nasce da una riflessione sull’inclusività nei processi di accesso alla conoscenza, mediati dal ruolo delle tecnologie digitali. Tale riflessione ha preso forma grazie all’esperienza maturata durante il mio tirocinio curricolare presso la Biblioteca Centrale “Guglielmo Marconi” del CNR di Roma e al mio percorso di studi, inizialmente orientato agli Studi storico-artistici e successivamente approfondito attraverso il corso magistrale in Archivistica e Biblioteconomia, svolti presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza.
A mio avviso, rivestono particolare rilevanza la metadatazione e la diffusione di contenuti multimediali in Lingua dei Segni Italiana (LIS) sulla piattaforma Wikimedia Commons, inseriti nella categoria ''Media from CNR ISTC'': la loro valorizzazione rappresenta uno strumento concreto di inclusione, accessibilità e partecipazione alla conoscenza libera, volta anche alla riduzione delle barriere comunicative. A tale proposito, la LIS è stata formalmente riconosciuta come lingua naturale della comunità sorda con l’articolo 34-ter del Decreto-Legge 41/2021 (“Decreto Sostegni”), convertito nella Legge n. 69 del 21 maggio 2021. Passaggio che ha sancito non solo il riconoscimento linguistico della LIS, ma anche il suo valore culturale e identitario per la comunità sorda. Il tema della digitalizzazione dei beni culturali è spesso oggetto di dibattito: da un lato la tecnologia offre straordinarie opportunità di conservazione, diffusione e quindi fruizione, dall’altro solleva il timore di un allontanamento dall’esperienza dell’originale. Nel caso della LIS, tuttavia, il rapporto tra originale e digitale assume una prospettiva diversa. Nonostante l’elaborazione di un sistema di scrittura delle lingue dei segni, il SignWriting, il video non si configura come una semplice riproduzione, al contrario rappresenta il mezzo più fedele per documentarle e trasmetterle: le lingue dei segni vivono nel movimento delle mani, nelle espressioni facciali, nella postura e nell’uso dello spazio. In questa prospettiva, i progetti GLAM-Wikimedia assumono un ruolo centrale nella costruzione di ambienti culturali aperti, capaci di documentare e diffondere anche contenuti che contribuiscano a conoscere e riconoscere la pluralità delle forme di comunicazione, promuovendo al contempo il diritto universale all’accesso alla cultura aperta.
'''Aurora Pardu'''
Buongiorno sono Aurora Pardu e sto frequentando il corso di laurea magistrale in Archivistica e Biblioteconomia presso l’Università della Sapienza, dopo una formazione triennale in lettere moderne presso l’Università degli studi Roma Tre. A partire da fine marzo ho iniziato l’esperienza di tirocinio curriculare presso la Biblioteca Centrale del CNR, dove ho avuto la possibilità di approfondire non solo conoscenze biblioteconomiche (catalogazione, conservazione, informatrion retrieval, document delivery) ma soprattutto di approcciarmi all’universo di Wikimedia Commons. Il mio percorso è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la Biblioteca del Conservatorio Santa Cecilia che ha avviato con la Biblioteca Centrale il progetto di digitalizzazione di spartiti e partiture provenienti dal fondo “diritti d’autore”, questi ultimi giunti in Biblioteca grazie alla legge del deposito legale. Storicamente, infatti, l’idea era quella di rendere il Conservatorio di Santa Cecilia una istituzione al pari della biblioteca Nazionale Centrale di Roma o di Firenze per quanto riguarda la materia musicale in Italia. Anche se sappiamo che questo proposito è andato alla deriva, ora grazie al progetto Glam di Wikimedia Commons sarà possibile rendere fruibili a livello mondiale materiali del diciannovesimo secolo, provvisti tutti di metadati e categorie che li che renderanno più accessibili, reperibili e scansioni apprezzabili di alta qualità. Al momento sono già stati rese disponibili online, nella categoria di “Media from Conservatorio Santa Cecilia” più di trenta partiture, che hanno ricevuto più di ottomila click provenienti da tutto il mondo, e tale progetto è appena iniziato.
Questo è solo il primo passo, poiché le iniziative legate al Conservatorio continueranno con il Fondo Silvestri, le raccolte del fondo governativo dei libretti e più di 30.000 opere di balletto e libretti d’opera. Sono davvero lieta di poter partecipare a questo progetto a livello internazionale, specialmente tramite una piattaforma aperta e collaborativa. Infine sono grata diffondere conoscenze e patrimonio culturale italiano, che rischia di rimanere sopito in scatole che rischiano di esser dimenticate e non apprezzate adeguatamente. Grazie ancora.
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Utente:Davide2025
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Davide2025
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'''Benvenuto sulla pagina utente di ''Davide2025''!'''
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Saonara
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Nuova pagina: == Capoluogo == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Saonara/Saonara - Chiesa di San Martino|Chiesa di San Martino]] [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Saonara]]
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== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Saonara/Saonara - Chiesa di San Martino|Chiesa di San Martino]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Saonara/Saonara - Chiesa di San Martino
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Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} *'''Costruttore:''' Anonimo veneto *'''Anno:''' 17?? *'''Restauri/modifiche:''' ?? (18??, modifiche), Leorin (1999?, restauro ed ampliamento) *'''Registri:''' 28 *'''Canne:''' ? *'''Trasmissione:''' elettrica <ref>è ancora conservata la consolle meccanica a finestra dotata di un manuale e pedaliera con ottava scavezza che comanda i registri del Grand'organo (eccetto la Tromba e più una Cornetta soprani), essa si trova tuttavia in...
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
*'''Costruttore:''' Anonimo veneto
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*'''Restauri/modifiche:''' ?? (18??, modifiche), Leorin (1999?, restauro ed ampliamento)
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*'''Trasmissione:''' elettrica <ref>è ancora conservata la consolle meccanica a finestra dotata di un manuale e pedaliera con ottava scavezza che comanda i registri del Grand'organo (eccetto la Tromba e più una Cornetta soprani), essa si trova tuttavia in uno stato di scarsa efficienza</ref>
*'''Consolle:''' mobile al lato sinistro della navata
*'''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
*'''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
*'''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno 4 file ||
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Viola da Gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4' <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Flauto || 4' <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Nazardo || 2'2/3 <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Decimaquinta || 2' <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Ottavina || 2' <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Terza || 1.3/5' <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Ripieno 3 file ||
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Cello|| 8'
|-
|Principale || 8' <ref>registro in trasmissione</ref>
|-
|Bordone || 8' <ref>registro in trasmissione</ref>
|-
|Ottava || 4' <ref>registro in trasmissione</ref>
|-
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> <ref>registro in trasmissione</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span> <ref>registro in derivazione</ref>
|}
|}
{{Avanzamento|80%|02 luglio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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~2026-37567-95
54536
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wikitext
text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
*'''Costruttore:''' Anonimo veneto
*'''Anno:''' 17??
*'''Restauri/modifiche:''' ?? (18??, modifiche), Leorin (1999?, restauro ed ampliamento), Leorin (2024, pulitura)
*'''Registri:''' 28
*'''Canne:''' ?
*'''Trasmissione:''' elettrica <ref>è ancora conservata la consolle meccanica a finestra dotata di un manuale e pedaliera con ottava scavezza che comanda i registri del Grand'organo (eccetto la Tromba e più una Cornetta soprani), essa si trova tuttavia in uno stato di scarsa efficienza.</ref>
*'''Consolle:''' mobile al lato sinistro della navata
*'''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
*'''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
*'''Collocazione:''' in cantoria in controfacciata
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Ottava || 4'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Flauto in XII || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ripieno 4 file ||
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span>
|-
|Voce umana || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Principale || 8'
|-
|Viola da Gamba || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Ottava || 4' <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Flauto || 4' <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Nazardo || 2'2/3 <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Decimaquinta || 2' <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Ottavina || 2' <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Terza || 1.3/5' <ref>registro in prolungamento</ref>
|-
|Ripieno 3 file ||
|-
|Voce celeste || 8'
|-
|Tremolo
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Pedale'''
----
|-
|Subbasso || 16'
|-
|Cello|| 8'
|-
|Principale || 8' <ref>registro in trasmissione</ref>
|-
|Bordone || 8' <ref>registro in trasmissione</ref>
|-
|Ottava || 4' <ref>registro in trasmissione</ref>
|-
|-
|<span style="color:#8b0000;">Tromba</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> <ref>registro in trasmissione</ref>
|-
|<span style="color:#8b0000;">Clarone</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span> <ref>registro in derivazione</ref>
|}
|}
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Sardegna/Provincia di Sassari/Castelsardo
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Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} Disposizioni foniche del comune di [[w:Castelsardo|Castelsardo]] raggruppate per edificio. == Capoluogo == * [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Sardegna/Provincia di Sassari/Castelsardo/Castelsardo - Concattedrale di Sant'Antonio Abate|Concattedrale di Sant'Antonio Abate]] {{Avanzamento|25%|21 gennaio 2015}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
Disposizioni foniche del comune di [[w:Castelsardo|Castelsardo]] raggruppate per edificio.
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Sardegna/Provincia di Sassari/Castelsardo/Castelsardo - Concattedrale di Sant'Antonio Abate|Concattedrale di Sant'Antonio Abate]]
{{Avanzamento|25%|21 gennaio 2015}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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