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Pasquale.Carelli
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text/x-wiki
{{sandbox}}<!-- Scrivi SOTTO questa riga senza cancellarla. Grazie. -->
{{capitolo
|Libro=Fisica classica
|NomeLibro=Fisica classica
|CapitoloPrecedente=Campi elettromagnetici nei dielettrici
|NomePaginaCapitoloPrecedente=Fisica_classica/Campi_elettromagnetici_nei_dielettrici
|CapitoloSuccessivo=Spettro delle onde elettromagnetiche
|NomePaginaCapitoloSuccessivo=Fisica classica/Spettro_delle_onde_elettromagnetiche
}}
{{fisica classica}}
= Campi elettromagnetici nei conduttori =
La propagazione delle onde elettromagnetiche nei conduttori presenta caratteristiche profondamente diverse rispetto ai dielettrici. Mentre nei dielettrici il campo elettrico agisce su dipoli legati, che possono oscillare attorno alla loro posizione di equilibrio, nei conduttori il campo interagisce con elettroni liberi, capaci di muoversi attraverso il reticolo e di generare correnti che dissipano energia. Questa distinzione microscopica è alla base di tutti i fenomeni che caratterizzano i metalli: attenuazione rapida delle onde, riflessione quasi totale, profondità di penetrazione ridotta e comportamento ideale del conduttore perfetto.
Per comprendere questi fenomeni è necessario partire dal modello microscopico del moto degli elettroni liberi, che conduce alla legge di Ohm e alla definizione della [[w:Conduttività_elettrica|conducibilità]] <math>\sigma</math>. Quando il campo elettrico varia nel tempo, la risposta del conduttore diventa complessa: la conducibilità dipende dalla frequenza e si introduce una [[w:Permittività_elettrica|permittività]] complessa <math>\epsilon(\omega)</math>, che determina un [[w:Indice_di_rifrazione|indice di rifrazione]] complesso <math>\tilde n</math>. Questo indice descrive simultaneamente la propagazione e l’attenuazione dell’onda nel metallo.
L’onda elettromagnetica che penetra in un conduttore viene rapidamente attenuata con un coefficiente <math>\alpha</math> che definisce la profondità di penetrazione <math>\delta</math>. Nei metalli buoni, <math>\delta</math> è estremamente piccola e l’onda ''vive'' solo negli strati superficiali: questo fenomeno, noto come [[w:Effetto_pelle|effetto pelle]], è cruciale per le applicazioni ad alta frequenza. La forte attenuazione interna implica che l’onda riflessa dalla superficie del conduttore ha ampiezza quasi uguale a quella incidente, e nel limite ideale del conduttore perfetto il campo elettrico tangenziale sulla superficie si annulla.
Il capitolo sviluppa questi concetti in modo progressivo: dal modello microscopico degli elettroni liberi alla [[w:Legge_di_Ohm|legge di Ohm]], dalla permittività complessa alla propagazione attenuata, dalla profondità di penetrazione alla riflessione e alle condizioni al contorno del conduttore perfetto. Questo percorso permette di comprendere come la struttura microscopica dei conduttori determini il loro comportamento elettromagnetico e prepara alla trattazione delle guide d’onda, delle cavità risonanti e delle applicazioni tecnologiche basate sui metalli.
== Modello microscopico del conduttore ==
Un conduttore è un materiale in cui alcuni elettroni non sono legati agli atomi ma possono muoversi liberamente all’interno del reticolo. Questi elettroni liberi costituiscono il cosiddetto gas elettronico, responsabile della conducibilità elettrica. A differenza dei dielettrici, dove le cariche sono vincolate e possono solo oscillare attorno alla loro posizione di equilibrio, nei conduttori gli elettroni possono acquisire una velocità media sotto l’azione di un campo elettrico.
Consideriamo un elettrone di massa <math>m</math> e carica <math>-e</math> immerso nel reticolo. L’elettrone subisce sia la forza del campo elettrico esterno <math>\vec E</math> che gli urti con gli ioni del reticolo, che producono un effetto di smorzamento.
Un modello semplice, ma efficace, è l’equazione del moto con termine di smorzamento proporzionale alla velocità:
:<math>m\dot{\vec v} + m\gamma \vec v = -e\vec E</math>
dove <math>\gamma</math> è la frequenza di collisione media, legata al tempo di rilassamento:
:<math>\tau = \frac{1}{\gamma}</math>
In regime stazionario (<math>\dot{\vec v}=0</math>) si ottiene una velocità media:
:<math>\vec v = -\frac{e}{m\gamma}\vec E = -\frac{e\tau}{m}\vec E</math>
La densità di corrente è:
:<math>\vec J = -Ne\vec v</math>
dove <math>N</math> è la densità di elettroni liberi. Sostituendo l’espressione della velocità nella espressione della densità di corrente:
:<math>\vec J = \left(\frac{Ne^2\tau}{m}\right)\vec E</math>
Quindi il valore della conducibilità elettrica è:
:<math>\sigma = \frac{Ne^2\tau}{m}</math>
come conseguenza della legge di Ohm microscopica:
:<math>\vec J = \sigma \vec E</math>
Questo modello, noto come [[w:Modello_di_Drude|modello di Drude]], descrive in modo semplice la risposta dei conduttori a campi elettrici lenti. Mostra che la conducibilità dipende dalla densità degli elettroni liberi, dalla loro carica, dalla massa e dal tempo medio tra due collisioni.
Quando il campo elettrico varia nel tempo, l’equazione del moto deve essere risolta dinamicamente. Per un campo armonico:
:<math>\vec E = \vec E_0 e^{j\omega t}</math>
la soluzione per la velocità è:
:<math>\vec v = -\frac{e}{m(\gamma - j\omega)}\vec E</math>
e la densità di corrente diventa:
:<math>\vec J = \sigma(\omega)\vec E</math>
con una conducibilità complessa:
:<math>\sigma(\omega)=\frac{Ne^2}{m(\gamma - j\omega)}</math>
La conducibilità complessa permette di introdurre la permittività complessa del conduttore, che sarà trattata nella sezione successiva. Essa determina la profondità di penetrazione dell’onda elettromagnetica, l’attenuazione e il comportamento dei metalli alle diverse frequenze.
== Note ==
<references/>
[[Categoria:Fisica classica]]
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Pasquale.Carelli
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{{sandbox}}<!-- Scrivi SOTTO questa riga senza cancellarla. Grazie. -->
{{capitolo
|Libro=Fisica classica
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}}
{{fisica classica}}
= Campi elettromagnetici nei conduttori =
La propagazione delle onde elettromagnetiche nei conduttori presenta caratteristiche profondamente diverse rispetto ai dielettrici. Mentre nei dielettrici il campo elettrico agisce su dipoli legati, che possono oscillare attorno alla loro posizione di equilibrio, nei conduttori il campo interagisce con elettroni liberi, capaci di muoversi attraverso il reticolo e di generare correnti che dissipano energia. Questa distinzione microscopica è alla base di tutti i fenomeni che caratterizzano i metalli: attenuazione rapida delle onde, riflessione quasi totale, profondità di penetrazione ridotta e comportamento ideale del conduttore perfetto.
Per comprendere questi fenomeni è necessario partire dal modello microscopico del moto degli elettroni liberi, che conduce alla legge di Ohm e alla definizione della [[w:Conduttività_elettrica|conducibilità]] <math>\sigma</math>. Quando il campo elettrico varia nel tempo, la risposta del conduttore diventa complessa: la conducibilità dipende dalla frequenza e si introduce una [[w:Permittività_elettrica|permittività]] complessa <math>\epsilon(\omega)</math>, che determina un [[w:Indice_di_rifrazione|indice di rifrazione]] complesso <math>\tilde n</math>. Questo indice descrive simultaneamente la propagazione e l’attenuazione dell’onda nel metallo.
L’onda elettromagnetica che penetra in un conduttore viene rapidamente attenuata con un coefficiente <math>\alpha</math> che definisce la profondità di penetrazione <math>\delta</math>. Nei metalli buoni, <math>\delta</math> è estremamente piccola e l’onda ''vive'' solo negli strati superficiali: questo fenomeno, noto come [[w:Effetto_pelle|effetto pelle]], è cruciale per le applicazioni ad alta frequenza. La forte attenuazione interna implica che l’onda riflessa dalla superficie del conduttore ha ampiezza quasi uguale a quella incidente, e nel limite ideale del conduttore perfetto il campo elettrico tangenziale sulla superficie si annulla.
Il capitolo sviluppa questi concetti in modo progressivo: dal modello microscopico degli elettroni liberi alla [[w:Legge_di_Ohm|legge di Ohm]], dalla permittività complessa alla propagazione attenuata, dalla profondità di penetrazione alla riflessione e alle condizioni al contorno del conduttore perfetto. Questo percorso permette di comprendere come la struttura microscopica dei conduttori determini il loro comportamento elettromagnetico e prepara alla trattazione delle guide d’onda, delle cavità risonanti e delle applicazioni tecnologiche basate sui metalli.
== Modello microscopico del conduttore ==
Un conduttore è un materiale in cui alcuni elettroni non sono legati agli atomi ma possono muoversi liberamente all’interno del reticolo. Questi elettroni liberi costituiscono il cosiddetto gas elettronico, responsabile della conducibilità elettrica. A differenza dei dielettrici, dove le cariche sono vincolate e possono solo oscillare attorno alla loro posizione di equilibrio, nei conduttori gli elettroni possono acquisire una velocità media sotto l’azione di un campo elettrico.
Consideriamo un elettrone di massa <math>m</math> e carica <math>-e</math> immerso nel reticolo. L’elettrone subisce sia la forza del campo elettrico esterno <math>\vec E</math> che gli urti con gli ioni del reticolo, che producono un effetto di smorzamento.
Un modello semplice, ma efficace, è l’equazione del moto con termine di smorzamento proporzionale alla velocità:
:<math>m\dot{\vec v} + m\gamma \vec v = -e\vec E</math>
dove <math>\gamma</math> è la frequenza di collisione media, legata al tempo di rilassamento:
:<math>\tau = \frac{1}{\gamma}</math>
In regime stazionario (<math>\dot{\vec v}=0</math>) si ottiene una velocità media:
:<math>\vec v = -\frac{e}{m\gamma}\vec E = -\frac{e\tau}{m}\vec E</math>
La densità di corrente è:
:<math>\vec J = -Ne\vec v</math>
dove <math>N</math> è la densità di elettroni liberi. Sostituendo l’espressione della velocità nella espressione della densità di corrente:
:<math>\vec J = \left(\frac{Ne^2\tau}{m}\right)\vec E</math>
Quindi il valore della conducibilità elettrica è:
:<math>\sigma = \frac{Ne^2\tau}{m}</math>
come conseguenza della legge di Ohm microscopica:
:<math>\vec J = \sigma \vec E</math>
Questo modello, noto come [[w:Modello_di_Drude|modello di Drude]], descrive in modo semplice la risposta dei conduttori a campi elettrici lenti. Mostra che la conducibilità dipende dalla densità degli elettroni liberi, dalla loro carica, dalla massa e dal tempo medio tra due collisioni.
Quando il campo elettrico varia nel tempo, l’equazione del moto deve essere risolta dinamicamente. Per un campo armonico:
:<math>\vec E = \vec E_0 e^{j\omega t}</math>
la soluzione per la velocità è:
:<math>\vec v = -\frac{e}{m(\gamma - j\omega)}\vec E</math>
e la densità di corrente diventa:
:<math>\vec J = \sigma(\omega)\vec E</math>
con una conducibilità complessa:
:<math>\sigma(\omega)=\frac{Ne^2}{m(\gamma - j\omega)}</math>
La conducibilità complessa permette di introdurre la permittività complessa del conduttore, che sarà trattata nella sezione successiva. Essa determina la profondità di penetrazione dell’onda elettromagnetica, l’attenuazione e il comportamento dei metalli alle diverse frequenze.
== Permittività complessa nei conduttori ==
Nei conduttori la risposta del materiale a un campo elettrico non è dovuta alla deformazione di dipoli legati (come nei dielettrici), ma al moto degli elettroni liberi. Questo moto genera una densità di corrente <math>\vec J</math> che contribuisce alla risposta del mezzo e modifica la permittività effettiva.
Partiamo dalla relazione microscopica ottenuta nella sezione precedente. Per un campo armonico:
:<math>\vec E = \vec E_0 e^{j\omega t}</math>
la densità di corrente è:
:<math>\vec J = \sigma(\omega)\vec E</math>
con una conducibilità complessa:
:<math>\sigma(\omega)=\frac{Ne^2}{m(\gamma - j\omega)}</math>
Nelle equazioni di Maxwell la corrente di conduzione compare nel termine:
:<math>\vec J = \sigma(\omega)\vec E</math>
mentre la corrente di spostamento è:
:<math>\vec J_d = j\omega\epsilon_0\vec E</math>
La risposta totale del mezzo è quindi descritta da una permittività complessa <math>\epsilon(\omega)</math> tale che:
:<math>\vec J + \vec J_d = j\omega\epsilon(\omega)\vec E</math>
Sostituendo <math>\vec J = \sigma(\omega)\vec E</math> si ottiene:
:<math>j\omega\epsilon(\omega)\vec E = \sigma(\omega)\vec E + j\omega\epsilon_0\vec E</math>
da cui:
:<math>\epsilon(\omega)=\epsilon_0\left(1+\frac{\sigma(\omega)}{j\omega\epsilon_0}\right)</math>
Sostituendo l’espressione di <math>\sigma(\omega)</math>:
:<math>\epsilon(\omega)=\epsilon_0\left(1 - \frac{Ne^2}{m\epsilon_0}\frac{1}{\omega(\omega + j\gamma)}\right)</math>
Si introduce la frequenza di plasma:
:<math>\omega_p^2=\frac{Ne^2}{m\epsilon_0}</math>
e la permittività complessa assume la forma compatta:
:<math>\epsilon(\omega)=\epsilon_0\left(1 - \frac{\omega_p^2}{\omega(\omega + j\gamma)}\right)</math>
Questa espressione è fondamentale per comprendere il comportamento dei conduttori:
* a basse frequenze (<math>\omega \ll \gamma</math>) il termine dissipativo domina e il campo penetra poco nel metallo;
* a frequenze intermedie la permittività ha una parte immaginaria grande → forte assorbimento;
* a frequenze molto alte (<math>\omega \gg \omega_p</math>) il metallo diventa trasparente, perché gli elettroni non riescono più a seguire il campo.
La permittività complessa permette di definire un indice di rifrazione complesso:
:<math>\tilde n = n - j\kappa = \sqrt{\frac{\epsilon(\omega)}{\epsilon_0}}</math>
che descrive contemporaneamente sia la propagazione (<math>n</math>) che l’attenuazione (<math>\kappa</math>) dell’onda nel conduttore.
Questi risultati sono alla base della descrizione dell’onda elettromagnetica nei metalli, della profondità di penetrazione (''skin depth'') e della riflessione quasi totale dei conduttori alle frequenze inferiori alla frequenza di plasma.
== Equazioni di Maxwell nel conduttore ==
Per descrivere i campi elettromagnetici nei conduttori è necessario inserire esplicitamente la corrente di conduzione nelle equazioni di Maxwell. In un mezzo lineare, omogeneo e isotropo, con permeabilità <math>\mu</math>, permittività <math>\epsilon</math> e conducibilità <math>\sigma</math>, le equazioni assumono la forma:
* Legge di Gauss per il campo elettrico <math>\nabla\cdot\vec D = \rho</math> con <math>\vec D = \epsilon\vec E</math>.
* Legge di Gauss per il campo magnetico <math>\nabla\cdot\vec B = 0</math> con <math>\vec B = \mu\vec H</math>.
* Legge di Faraday <math>\nabla\times\vec E = -\frac{\partial\vec B}{\partial t}</math>
* Legge di Ampère–Maxwell <math>\nabla\times\vec H = \vec J + \frac{\partial\vec D}{\partial t}</math>
Nel conduttore la densità di corrente è:
:<math>\vec J = \sigma\vec E</math>
e la corrente totale è la somma di conduzione e spostamento:
:<math>\vec J_{\text{tot}} = \sigma\vec E + \frac{\partial\vec D}{\partial t} =\sigma\vec E + \epsilon\frac{\partial\vec E}{\partial t}</math>
===Equazione d’onda con termine dissipativo===
Combinando le equazioni di Maxwell si ottiene l’equazione d’onda per il campo elettrico in un conduttore:
:<math>\nabla^2\vec E - \mu\epsilon\frac{\partial^2\vec E}{\partial t^2}-\mu\sigma\frac{\partial\vec E}{\partial t} = 0</math>
Rispetto al caso dei dielettrici (dove <math>\sigma=0</math>), compare un termine di smorzamento:
:<math>\mu\sigma\frac{\partial\vec E}{\partial t}</math>
che descrive la dissipazione di energia dovuta alle correnti di conduzione. Un’equazione analoga vale per il campo magnetico:
:<math>\nabla^2\vec H - \mu\epsilon\frac{\partial^2\vec H}{\partial t^2}-\mu\sigma\frac{\partial\vec H}{\partial t} = 0</math>
===Interpretazione fisica===
* Il termine <math>\mu\epsilon\frac{\partial^2\vec E}{\partial t^2}</math> descrive la propagazione dell’onda, come nei dielettrici.
* Il termine <math>\mu\sigma\frac{\partial\vec E}{\partial t}</math> introduce una dissipazione che attenua l’onda nel tempo e nello spazio.
* La presenza di <math>\sigma</math> fa sì che l’onda non si propaghi liberamente nel conduttore, ma venga rapidamente attenuata con profondità di penetrazione <math>\delta</math>.
Nel dominio armonico, sostituendo <math>\vec E(\vec r,t)=\vec E(\vec r)e^{j\omega t}</math>, l’equazione d’onda diventa:
:<math>\nabla^2\vec E + k^2\vec E = 0</math>
con:
:<math>k^2 = \omega^2\mu\epsilon + j\omega\mu\sigma</math>
che mostra come la conducibilità modifichi il numero d’onda rendendolo complesso e introduca attenuazione nella propagazione.
Questa forma è il punto di partenza per la descrizione dell’onda attenuata nel conduttore, della skin depth e della riflessione alla superficie dei metalli.
== Note ==
<references/>
[[Categoria:Fisica classica]]
{{Avanzamento|100%}}
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Fisica classica/Onde elettromagnetiche
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2026-07-11T07:26:06Z
Pasquale.Carelli
528
/* Rappresentazione complessa */ j al posto di i
499806
wikitext
text/x-wiki
{{capitolo
|Libro=Fisica classica
|NomeLibro=Fisica classica
|CapitoloPrecedente=Linea di trasmissione
|NomePaginaCapitoloPrecedente=Fisica_classica/Linea_di_trasmissione
|CapitoloSuccessivo=Il vettore di Poynting
|NomePaginaCapitoloSuccessivo=Fisica_classica/Il_vettore_di_Poynting
}}
{{fisica classica}}
Nei capitoli precedenti abbiamo incontrato diversi tipi di onde: le onde sonore, che si propagano come compressioni e rarefazioni in un mezzo materiale; le onde del mare, in cui l’acqua oscilla attorno alla posizione di equilibrio; la corda vibrante, in cui la tensione del mezzo fornisce la forza di richiamo; e le onde sulle linee di trasmissione, descritte da variazioni accoppiate di tensione e corrente. In tutti questi casi l’onda consiste in una perturbazione che si propaga, mentre le particelle del mezzo oscillano localmente senza trasporto netto di materia.
Le onde elettromagnetiche rappresentano un passo ulteriore: sono onde che non richiedono alcun mezzo materiale. Ciò che oscilla non è un corpo, né un fluido, né una grandezza elettrica legata a un conduttore, ma il campo elettrico e il campo magnetico stessi. La loro esistenza emerge direttamente dalle [[Fisica_classica/Equazioni_di_Maxwell|equazioni di Maxwell]] ed è una delle scoperte più profonde della fisica dell’Ottocento.
[[w:James_Clerk_Maxwell|Maxwell]] comprese che un campo elettrico variabile nel tempo genera un campo magnetico (legge di Ampère‑Maxwell), e che un campo magnetico variabile genera a sua volta un campo elettrico (legge di Faraday).
Questi due processi formano un accoppiamento dinamico:
* variazioni di <math>\mathbf{E}</math> producono <math>\mathbf{B}</math>,
* variazioni di <math>\mathbf{B}</math> producono <math>\mathbf{E}</math>.
Da questo meccanismo nasce la possibilità di una perturbazione che si rigenera mentre avanza nello spazio: un’onda elettromagnetica. In questo capitolo le grandezze vettoriali sono indicate con il grassetto.
A differenza delle onde meccaniche, che richiedono un mezzo materiale in cui le particelle oscillano attorno alla loro posizione di equilibrio, le onde elettromagnetiche non hanno bisogno di alcun mezzo: sono oscillazioni auto‑sostenute del campo elettrico e magnetico nel vuoto. In entrambi i casi non vi è trasporto netto di materia, ma solo propagazione di una perturbazione.
==Dalle equazioni di Maxwell all'equazione delle onde==
Nel vuoto, le equazioni di Maxwell assumono la forma:
:<math>\nabla \cdot \mathbf{E} = 0, \qquad \nabla \cdot \mathbf{B} = 0,</math>
:<math>\nabla \times \mathbf{E} = -\,\frac{\partial \mathbf{B}}{\partial t}, \qquad
\nabla \times \mathbf{B} = \mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial \mathbf{E}}{\partial t}.
</math>
Vogliamo mostrare che i campi <math>\mathbf{E}</math> e <math>\mathbf{B}</math> soddisfano un’equazione d’onda del tipo:
:<math>
\nabla^2 \mathbf{E} = \frac{1}{c^2}\frac{\partial^2 \mathbf{E}}{\partial t^2},
\qquad
\nabla^2 \mathbf{B} = \frac{1}{c^2}\frac{\partial^2 \mathbf{B}}{\partial t^2},
</math>
dove <math>c = \frac{1}{\sqrt{\mu_0 \varepsilon_0}}</math>.
===Equazione delle onde per il campo elettrico===
Consideriamo il rotore del rotore di <math>\mathbf{E}</math>:
:<math>\nabla \times (\nabla \times \mathbf{E})</math>
Usiamo l’identità vettoriale:
:<math>\nabla \times (\nabla \times \mathbf{E})= \nabla(\nabla \cdot \mathbf{E}) - \nabla^2 \mathbf{E}
</math>
Nel vuoto vale <math>\nabla \cdot \mathbf{E}=0</math>, quindi:
:<math>\nabla \times (\nabla \times \mathbf{E})= -\,\nabla^2 \mathbf{E}</math>
D’altra parte, dalle equazioni di Maxwell:
:<math>\nabla \times \mathbf{E} = -\,\frac{\partial \mathbf{B}}{\partial t}</math>
Prendiamo il rotore di entrambi i membri:
:<math>\nabla \times (\nabla \times \mathbf{E})= \nabla \times \left(-\,\frac{\partial \mathbf{B}}{\partial t}\right)= -\,\frac{\partial}{\partial t}(\nabla \times \mathbf{B})</math>
Ora sostituiamo <math>\nabla \times \mathbf{B}</math> dalla quarta equazione di Maxwell:
:<math>\nabla \times \mathbf{B} = \mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial \mathbf{E}}{\partial t}</math>
Otteniamo:
:<math>-\,\frac{\partial}{\partial t}(\nabla \times \mathbf{B})= -\,\frac{\partial}{\partial t}
\left(\mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial \mathbf{E}}{\partial t}\right)= -\,\mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial^2 \mathbf{E}}{\partial t^2}</math>
Ma abbiamo anche:
:<math>\nabla \times (\nabla \times \mathbf{E}) = -\,\nabla^2 \mathbf{E}</math>
Eguagliando le due espressioni:
:<math>-\,\nabla^2 \mathbf{E}= -\,\mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial^2 \mathbf{E}}{\partial t^2}.</math>
Eliminando il segno meno:
:<math>\nabla^2 \mathbf{E}= \mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial^2 \mathbf{E}}{\partial t^2}</math>
Definendo:
:<math>c^2 = \frac{1}{\mu_0 \varepsilon_0}</math>
si ottiene:
:<math>\nabla^2 \mathbf{E}= \frac{1}{c^2}\frac{\partial^2 \mathbf{E}}{\partial t^2}</math>
che è l’equazione delle onde per il campo elettrico.
===Equazione delle onde per il campo magnetico===
La dimostrazione per <math>\mathbf{B}</math> è del tutto analoga.
Partiamo dall’identità vettoriale:
:<math>\nabla \times (\nabla \times \mathbf{B})= \nabla(\nabla \cdot \mathbf{B}) - \nabla^2 \mathbf{B}</math>
Sempre <math>\nabla \cdot \mathbf{B}=0</math>, quindi:
:<math>\nabla \times (\nabla \times \mathbf{B})= -\,\nabla^2 \mathbf{B}</math>
Dalle equazioni di Maxwell:
:<math>\nabla \times \mathbf{B} = \mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial \mathbf{E}}{\partial t}</math>
Prendiamo il rotore di entrambi i membri:
:<math>\nabla \times (\nabla \times \mathbf{B})= \nabla \times \left(\mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial \mathbf{E}}{\partial t}\right)= \mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial}{\partial t}(\nabla \times \mathbf{E}).</math>
Ora sostituiamo <math>\nabla \times \mathbf{E}</math> dalla terza equazione di Maxwell:
:<math>\nabla \times \mathbf{E} = -\,\frac{\partial \mathbf{B}}{\partial t}</math>
Otteniamo:
:<math>\mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial}{\partial t}(\nabla \times \mathbf{E})= \mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial}{\partial t}\left(-\,\frac{\partial \mathbf{B}}{\partial t}\right)
= -\,\mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial^2 \mathbf{B}}{\partial t^2}.
</math>
Ma abbiamo anche:
:<math>\nabla \times (\nabla \times \mathbf{B})= -\,\nabla^2 \mathbf{B}</math>
Eguagliando:
:<math>-\,\nabla^2 \mathbf{B}= -\,\mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial^2 \mathbf{B}}{\partial t^2}</math>
da cui:
:<math>\nabla^2 \mathbf{B}= \mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial^2 \mathbf{B}}{\partial t^2}= \frac{1}{c^2}\frac{\partial^2 \mathbf{B}}{\partial t^2}</math>
Questo mostra che le equazioni di Maxwell nel vuoto implicano l’esistenza di onde elettromagnetiche che si propagano con velocità <math>c</math>, identificabile con la velocità della luce.
==Onda piana elettromagnetica nel vuoto==
Consideriamo una soluzione d’onda piana delle equazioni d’onda per i campi elettrico e magnetico nel vuoto. Supponiamo che l’onda si propaghi lungo l’asse <math>x</math>.
===Ipotesi di propagazione e forma d’onda===
Assumiamo che i campi dipendano solo da <math>x</math> e da <math>t</math>:
:<math>\mathbf{E} = \mathbf{E}(x,t), \qquad \mathbf{B} = \mathbf{B}(x,t)</math>
Una soluzione d’onda piana armonica può essere scritta come:
:<math>\mathbf{E}(x,t) = \mathbf{E}_0 \cos(kx - \omega t + \varphi_E)</math>
:<math>\mathbf{B}(x,t) = \mathbf{B}_0 \cos(kx - \omega t + \varphi_B)</math>
dove <math>k</math> è il numero d’onda, <math>\omega</math> la pulsazione, <math>\mathbf{E}_0</math> e <math>\mathbf{B}_0</math> sono vettori costanti (ampiezze), e <math>\varphi_E</math>, <math>\varphi_B</math> sono fasi iniziali.
Per una onda piana nel vuoto, le equazioni di Maxwell impongono che:
* la direzione di propagazione sia lungo <math>\hat{\mathbf{x}}</math> (deriva dall'ipotesi iniziale),
* i campi siano trasversali, cioè ortogonali alla direzione di propagazione.
{{Cassetto|
titolo=Dimostrazione trasversalità del campo elettromagnetico|
testo=
Assumiamo che i campi dipendano solo da <math>x</math> e dal tempo <math>t</math>:
:<math>\mathbf{E} = \mathbf{E}(x,t), \qquad \mathbf{B} = \mathbf{B}(x,t)</math>
Scriviamo esplicitamente le componenti:
:<math>\mathbf{E}(x,t) = E_x(x,t)\,\hat{\mathbf{x}} + E_y(x,t)\,\hat{\mathbf{y}} + E_z(x,t)\,\hat{\mathbf{z}}
</math>
:<math>\mathbf{B}(x,t) = B_x(x,t)\,\hat{\mathbf{x}} + B_y(x,t)\,\hat{\mathbf{y}} + B_z(x,t)\,\hat{\mathbf{z}}.
</math>
Nel vuoto valgono le equazioni di Maxwell:
:<math>\nabla \cdot \mathbf{E} = 0, \qquad \nabla \cdot \mathbf{B} = 0</math>
:<math>\nabla \times \mathbf{E} = -\,\frac{\partial \mathbf{B}}{\partial t} \qquad
\nabla \times \mathbf{B} = \mu_0 \varepsilon_0\,\frac{\partial \mathbf{E}}{\partial t}</math>
Calcoliamo la divergenza di <math>\mathbf{E}</math>. Poiché i campi dipendono solo da <math>x</math>:
:<math>\nabla \cdot \mathbf{E}= \frac{\partial E_x}{\partial x}</math>
dato che <math>E_y</math> ed <math>E_z</math> non dipendono da <math>y</math> e <math>z</math>.
La condizione <math>\nabla \cdot \mathbf{E} = 0</math> implica quindi:
:<math>\frac{\partial E_x}{\partial x} = 0</math>
Questo significa che <math>E_x</math> è indipendente da <math>x</math>. Se vogliamo descrivere un’onda piana che si propaga lungo <math>x</math>, la dipendenza spaziale deve essere del tipo <math>\cos(kx - \omega t)</math> o <math>\sin(kx - \omega t)</math>. Una componente costante <math>E_x</math> non rappresenta un’onda, ma un campo uniforme.
Per una soluzione d’onda piana pura, imponiamo quindi:
:<math>E_x(x,t) = 0</math>
I campi sono quindi trasversali: non hanno componente lungo <math>\hat{\mathbf{x}}</math>.
Lo stesso ragionamento vale per <math>\mathbf{B}</math>:
:<math>\nabla \cdot \mathbf{B}= \frac{\partial B_x}{\partial x} = 0\quad \Rightarrow \quad B_x(x,t) \text{ costante}</math>
Anche qui, una componente costante non rappresenta un’onda. Per una soluzione d’onda piana nel vuoto si pone:
:<math>B_x(x,t) = 0</math>
Abbiamo quindi mostrato che, per un’onda piana che dipende solo da <math>x</math> e <math>t</math>, le componenti lungo la direzione di propagazione devono essere nulle:
:<math>\mathbf{E}(x,t) = E_y(x,t)\,\hat{\mathbf{y}} + E_z(x,t)\,\hat{\mathbf{z}}</math>
:<math>\mathbf{B}(x,t) = B_y(x,t)\,\hat{\mathbf{y}} + B_z(x,t)\,\hat{\mathbf{z}}.</math>
La condizione <math>\nabla \cdot \mathbf{E} = 0</math> nel vuoto esprime l’assenza di cariche elettriche: non ci sono sorgenti o pozzi del campo elettrico. Per un’onda piana che si propaga lungo <math>x</math>, questo vincolo elimina la possibilità di una componente longitudinale variabile nel tempo. Rimane solo la parte trasversale, che oscilla ortogonalmente alla direzione di propagazione.
Questo dimostra che le onde elettromagnetiche piane nel vuoto sono intrinsecamente trasversali: i campi oscillano solo nelle direzioni ortogonali alla direzione di propagazione.
}}
Possiamo quindi scegliere, ad esempio:
:<math>\mathbf{E}(x,t) = E_0 \cos(kx - \omega t)\,\hat{\mathbf{y}}</math>
:<math>\mathbf{B}(x,t) = B_0 \cos(kx - \omega t)\,\hat{\mathbf{z}}.</math>
In questa configurazione, l’onda si propaga lungo <math>x</math>, il campo elettrico è diretto lungo <math>y</math>, il campo magnetico lungo <math>z</math>, e i tre vettori sono mutuamente ortogonali.
===Equazione d’onda e relazione dispersione===
L’equazione d’onda per <math>\mathbf{E}</math> nel vuoto è:
:<math>\nabla^2 \mathbf{E} = \frac{1}{c^2}\frac{\partial^2 \mathbf{E}}{\partial t^2}</math>
Nel caso in cui <math>\mathbf{E}</math> dipenda solo da <math>x</math> e <math>t</math>, il [[w:Laplaciano_vettoriale|laplaciano]] si riduce a:
:<math>\nabla^2 \mathbf{E} = \frac{\partial^2 \mathbf{E}}{\partial x^2}.</math>
Per la componente lungo <math>\hat{\mathbf{y}}</math>:
:<math>E_y(x,t) = E_0 \cos(kx - \omega t)</math>
si ha:
:<math>\frac{\partial^2 E_y}{\partial x^2}= -k^2 E_0 \cos(kx - \omega t)</math>
:<math>\frac{\partial^2 E_y}{\partial t^2}= -\omega^2 E_0 \cos(kx - \omega t)</math>
Inserendo nell’equazione d’onda:
:<math>-k^2 E_0 \cos(kx - \omega t)= \frac{1}{c^2}\left[-\omega^2 E_0 \cos(kx - \omega t)\right]</math>
da cui:
:<math>k^2 = \frac{\omega^2}{c^2}</math>
Questa è la relazione di dispersione per l’onda piana nel vuoto. In termini di lunghezza d’onda <math>\lambda</math> e frequenza <math>\nu</math>:
:<math>k = \frac{2\pi}{\lambda}, \qquad \omega = 2\pi \nu</math>
e la relazione <math>\omega = c k</math> implica:
:<math>c = \lambda \nu</math>
Lo stesso ragionamento vale per <math>\mathbf{B}</math>, che soddisfa la stessa equazione d’onda.
===Relazione tra <math>E_0</math> e <math>B_0</math>===
Le equazioni di Maxwell impongono inoltre:
:<math>\nabla \cdot \mathbf{E} = 0, \qquad \nabla \cdot \mathbf{B} = 0</math>
Per l’onda piana scelta:
:<math>\mathbf{E}(x,t) = E_0 \cos(kx - \omega t)\,\hat{\mathbf{y}}</math>
si ha:
:<math>\nabla \cdot \mathbf{E}= \frac{\partial E_y}{\partial y} = 0</math>
poiché <math>E_y</math> non dipende da <math>y</math>. Analogamente per <math>\mathbf{B}</math>. Questo conferma che i campi sono trasversali: non hanno componenti lungo la direzione di propagazione.
Usando la [[Fisica_classica/Induzione_e_legge_di_Faraday|legge di Faraday]]:
:<math>\nabla \times \mathbf{E} = -\,\frac{\partial \mathbf{B}}{\partial t}</math>
per l'onda piana considerata si ottiene la relazione tra le ampiezze. Il rotore di <math>\mathbf{E}</math> è:
:<math>\nabla \times \mathbf{E}= \left(\frac{\partial E_y}{\partial x}\right)\hat{\mathbf{z}}
= -k E_0 \sin(kx - \omega t)\,\hat{\mathbf{z}}</math>
La derivata temporale di <math>\mathbf{B}</math> è:
:<math>\frac{\partial \mathbf{B}}{\partial t}= -\omega B_0 \sin(kx - \omega t)\,\hat{\mathbf{z}}</math>
La legge di Faraday richiede:
:<math>\nabla \times \mathbf{E}= -\,\frac{\partial \mathbf{B}}{\partial t}\quad \Rightarrow \quad
-k E_0 \sin(kx - \omega t)= -\left[-\omega B_0 \sin(kx - \omega t)\right]</math>
cioè:
:<math>-k E_0 = \omega B_0</math>
Usando la relazione <math>\omega = c k</math>, si ottiene:
:<math>E_0 = c\,B_0</math>
Questa è una proprietà fondamentale dell’onda elettromagnetica piana nel vuoto: l’ampiezza del campo elettrico è pari alla velocità di propagazione <math>c</math> moltiplicata per l’ampiezza del campo magnetico.
==Polarizzazione delle onde elettromagnetiche==
Una volta stabilito che, nel vuoto, un’onda elettromagnetica piana è trasversale, cioè i campi <math>\mathbf{E}</math> e <math>\mathbf{B}</math> oscillano in direzioni perpendicolari alla direzione di propagazione, rimane da descrivere come avviene questa oscillazione.
La direzione in cui oscilla il campo elettrico definisce la polarizzazione dell’onda.
Consideriamo un’onda che si propaga lungo l’asse <math>x</math>. Allora il campo elettrico ha solo componenti trasversali:
:<math>\mathbf{E}(x,t) = E_y(x,t)\,\hat{\mathbf{y}} + E_z(x,t)\,\hat{\mathbf{z}}</math>
La forma temporale e spaziale dell’oscillazione determina il tipo di polarizzazione.
===Polarizzazione lineare===
[[File:Electromagneticwave3D.gif|thumb|left|Le onde elettromagnetiche possono essere immaginate come onde trasversali auto-propaganti di campi elettrici e magnetici. Questa animazione 3D mostra un'onda piana a polarizzazione lineare che si propaga da sinistra a destra. I campi elettrico e magnetico in un'onda di questo tipo sono in fase tra loro, raggiungendo minimi e massimi contemporaneamente.]]
Si ha polarizzazione lineare quando il campo elettrico oscilla sempre lungo una stessa direzione fissa nel piano trasversale.
Per esempio:
:<math>\mathbf{E}(x,t) = E_0 \cos(kx - \omega t)\,\hat{\mathbf{y}}</math>
In questo caso il vettore <math>\mathbf{E}</math> rimane sempre parallelo a <math>\hat{\mathbf{y}}</math>
Analogamente si può avere polarizzazione lineare lungo una qualunque direzione del piano <math>yz</math>,
In generale:
:<math>\mathbf{E}(x,t) =\left(E_{0y}\,\hat{\mathbf{y}} + E_{0z}\,\hat{\mathbf{z}}\right)\cos(kx - \omega t)
</math>
con <math>E_{0y}</math> e <math>E_{0z}</math> costanti, rappresenta una polarizzazione lineare lungo la direzione del vettore costante <math>\mathbf{E}_0</math>.
===Polarizzazione circolare===
[[File:Circular.Polarization.Circularly.Polarized.Light Left.Hand.Animation.305x190.255Colors.gif|Circular.Polarization.Circularly.Polarized.Light Left.Hand.Animation.305x190.255Colors|thumb|right|Rappresentazione del vettore campo elettrico per un'onda elettromagnetica polarizzata circolarmente]]
Si ha polarizzazione circolare quando le componenti trasversali del campo elettrico hanno la stessa ampiezza, ma sono sfasate di <math>\pi/2</math>
Esempio:
:<math>E_y(x,t) = E_0 \cos(kx - \omega t)</math>
:<math>E_z(x,t) = E_0 \sin(kx - \omega t)</math>
In questo caso, per un punto fissato nello spazio, il vettore <math>\mathbf{E}</math> ruota con velocità angolare <math>\omega</math> descrivendo una circonferenza nel piano <math>yz</math>.
La rotazione può essere destrorsa o sinistrorsa a seconda del segno dello sfasamento.
===Polarizzazione ellittica===
La polarizzazione ellittica è il caso più generale: le componenti trasversali hanno ampiezze diverse e/o uno sfasamento arbitrario.
Esempio:
:<math>E_y(x,t) = E_{0y} \cos(kx - \omega t)</math>
:<math>E_z(x,t) = E_{0z} \cos(kx - \omega t + \delta)</math>
Per un punto fissato nello spazio, il vettore <math>\mathbf{E}</math> descrive un’ellisse nel piano trasversale.
La polarizzazione lineare e quella circolare sono casi particolari della polarizzazione ellittica:
* lineare: <math>\delta=0\quad o \quad \pi</math>
* circolare: <math>E_{0y}=E_{0z}</math> e <math>\delta=\pm \pi/2</math>
===Rappresentazione complessa===
È spesso utile rappresentare l’onda tramite fasori:
:<math>\mathbf{E}(x,t) = \Re\left\{\mathbf{E}_0\, e^{j(kx - \omega t)}\right\}</math>
dove <math>\mathbf{E}_0</math> è un vettore complesso che contiene ampiezze e fasi delle componenti trasversali.
La forma di <math>\mathbf{E}_0</math> determina immediatamente il tipo di polarizzazione.
==Struttura vettoriale dell’onda elettromagnetica piana==
Una volta ricavate l’equazione d’onda, la soluzione piana e la trasversalità dei campi, è utile riassumere la struttura vettoriale dell’onda elettromagnetica nel vuoto.
Questa struttura emerge direttamente dalle equazioni di Maxwell e descrive in modo compatto le relazioni geometriche tra i campi.
Per un’onda piana che si propaga con vettore d’onda <math>\mathbf{k}</math>, i campi elettrico e magnetico soddisfano:
:<math>\mathbf{k} \cdot \mathbf{E} = 0, \qquad\mathbf{k} \cdot \mathbf{B} = 0</math>
Queste relazioni, già ottenute dalla condizione di divergenza nulla, riassumono la trasversalità:
i campi oscillano in direzioni perpendicolari alla direzione di propagazione.
Inoltre, dalle equazioni di Maxwell segue che:
:<math>\mathbf{E} \cdot \mathbf{B} = 0</math>
I tre vettori <math>\mathbf{E}</math>, <math>\mathbf{B}</math> e <math>\mathbf{k}</math> sono quindi mutuamente ortogonali.
Dalla forma piana delle equazioni di Maxwell si ottiene la relazione compatta:
:<math>\mathbf{B} = \frac{1}{\omega}\,\mathbf{k} \times \mathbf{E}.</math>
Questa espressione riassume in un’unica formula:
* l’ortogonalità tra <math>\mathbf{E}</math> e <math>\mathbf{B}</math>,
* la direzione di <math>\mathbf{B}</math> come prodotto vettoriale,
* la fase comune dei due campi,
* la relazione tra ampiezze (già dimostrata):
:<math>B_0 = \frac{E_0}{c}</math>
La direzione di propagazione dell’onda è determinata dal prodotto vettoriale:
:<math>\mathbf{k} \propto \mathbf{E} \times \mathbf{B}.</math>
Questa relazione è puramente geometrica, qui serve solo a mostrare che la terna (<math>\mathbf{E}</math>,<math>\mathbf{B}</math>,<math>\mathbf{k}</math>) è una terna destrorsa.
==Onde elettromagnetiche sferiche==
Quando la sorgente elettromagnetica è localizzata in una regione di spazio molto piccola rispetto alla distanza dal punto di osservazione, la soluzione dell’equazione delle onde assume forma sferica.
In questo caso, l’onda si propaga radialmente e le superfici a fase costante sono sfere concentriche.
Nel vuoto, il campo elettrico soddisfa l’equazione:
:<math>\nabla^2 \mathbf{E} - \frac{1}{c^2}\frac{\partial^2 \mathbf{E}}{\partial t^2} = 0 </math>
Una soluzione a simmetria sferica dipende solo dalla distanza <math>r</math> dalla sorgente:
:<math>\mathbf{E}(\mathbf{r},t) = \mathbf{\hat{r}}\, E(r,t)</math>
{{Cassetto|
titolo=Dimostrazione della soluzione a simmetria sferica del campo elettromagnetico|
testo=
Nel vuoto, il campo elettrico soddisfa l’equazione:
:<math>\nabla^2 \mathbf{E} - \frac{1}{c^2}\frac{\partial^2 \mathbf{E}}{\partial t^2} = 0</math>
Consideriamo una soluzione a simmetria sferica, in cui il campo dipende solo dalla distanza <math>r</math> dalla sorgente.
Per semplicità, supponiamo che il campo sia radialmente diretto:
:<math>\mathbf{E}(\mathbf{r},t) = \hat{\mathbf{r}}\, E(r,t)</math>
dove <math>E(r,t)</math> è una funzione scalare.
In questo caso, il Laplaciano del campo si riduce al Laplaciano della funzione scalare <math>E(r,t)</math> in coordinate sferiche.
Per una funzione che dipende solo da <math>r</math>, il Laplaciano è:
:<math>\nabla^2 E(r,t) = \frac{1}{r^2}\frac{\partial}{\partial r}\left( r^2 \frac{\partial E}{\partial r} \right)</math>
Sostituendo nell’equazione d’onda si ottiene:
:<math>\frac{1}{r^2}\frac{\partial}{\partial r}\left( r^2 \frac{\partial E}{\partial r} \right)-
\frac{1}{c^2}\frac{\partial^2 E}{\partial t^2} = 0</math>
Ora introduciamo la funzione:
:<math>u(r,t) = r\,E(r,t)</math>
Calcoliamo le derivate rispetto a <math>r</math>:
:<math>\frac{\partial u}{\partial r} = E + r\,\frac{\partial E}{\partial r}</math>
:<math>\frac{\partial^2 u}{\partial r^2}= \frac{\partial E}{\partial r}+\frac{\partial}{\partial r}
\left( r\,\frac{\partial E}{\partial r} \right)= \frac{\partial E}{\partial r}+\frac{\partial E}{\partial r}+
r\,\frac{\partial^2 E}{\partial r^2}= 2\,\frac{\partial E}{\partial r}+r\,\frac{\partial^2 E}{\partial r^2}</math>
D’altra parte:
:<math>\frac{\partial}{\partial r}\left( r^2 \frac{\partial E}{\partial r} \right)= 2r\,\frac{\partial E}{\partial r}+r^2\frac{\partial^2 E}{\partial r^2}</math>
Confrontando le due espressioni, si vede che:
:<math>\frac{\partial^2 u}{\partial r^2}= \frac{1}{r}\,\frac{\partial}{\partial r}
\left( r^2 \frac{\partial E}{\partial r} \right)</math>
Quindi:
:<math>\frac{1}{r^2}\frac{\partial}{\partial r}\left( r^2 \frac{\partial E}{\partial r} \right)
= \frac{1}{r}\,\frac{\partial^2 u}{\partial r^2}</math>
Sostituendo nell’equazione d’onda:
:<math>\frac{1}{r}\,\frac{\partial^2 u}{\partial r^2}-\frac{1}{c^2}\frac{\partial^2 E}{\partial t^2} = 0</math>
Ma <math>E = u/r</math>, quindi:
:<math>\frac{\partial^2 E}{\partial t^2}= \frac{1}{r}\,\frac{\partial^2 u}{\partial t^2}</math>
L’equazione diventa:
:<math>\frac{1}{r}\,\frac{\partial^2 u}{\partial r^2}-\frac{1}{c^2}\frac{1}{r}\frac{\partial^2 u}{\partial t^2} = 0</math>
Moltiplicando per <math>r</math>:
:<math>\frac{\partial^2 u}{\partial r^2}-\frac{1}{c^2}\frac{\partial^2 u}{\partial t^2} = 0</math>
cioè:
:<math>\frac{\partial^2}{\partial r^2}(rE)-\frac{1}{c^2}\frac{\partial^2}{\partial t^2}(rE) = 0 .
</math>
Questa è una equazione d’onda unidimensionale per la funzione <math>u(r,t)=rE(r,t)</math>, lungo la coordinata radiale <math>r</math>.
}}
Sostituendo nell’equazione d’onda si ottiene l’equazione radiale:
:<math>\frac{\partial^2}{\partial r^2}(rE) - \frac{1}{c^2}\frac{\partial^2}{\partial t^2}(rE) = 0</math>
La quantità <math>u(r,t)=rE(r,t)</math> soddisfa quindi una normale equazione d’onda 1D.
La soluzione generale è:
:<math>E(r,t) = \frac{1}{r}\, f(r - ct) + \frac{1}{r}\, g(r + ct)</math>
Per un’onda uscente (nessuna sorgente all’infinito), vi è una sola soluzione che ha senso fisico:
:<math>E(r,t) = \frac{1}{r}\ f(r - ct)</math>
Per una sorgente che oscilla sinusoidalmente a frequenza <math>\omega</math>, la soluzione assume la forma:
:<math>E(r,t) = \frac{E_0}{r}\, \cos(kr - \omega t)</math>
dove <math>k=\omega/c</math>.
Il campo magnetico associato è perpendicolare a <math>\mathbf{E}</math> e alla direzione radiale:
:<math>B(r,t) = \frac{E_0}{c\,r}\, \cos(kr - \omega t) </math>
===Caratteristiche delle onde sferiche===
* Decadimento come 1/r: L’ampiezza diminuisce con la distanza perché l’energia si distribuisce su superfici sferiche di area <math>4\pi r^2</math>.
* Fronti d’onda sferici: La fase <math>kr - \omega t = \text{costante}</math> descrive sfere concentriche.
* Campo trasversale: Anche nel caso sferico, <math>\mathbf{E}</math> e <math>\mathbf{B}</math> restano perpendicolari tra loro e alla direzione di propagazione.
* Regione di campo lontano (''far field''): A distanze molto grandi dalla sorgente, l’onda sferica si approssima localmente a un’onda piana.
==[[w:Spettro_elettromagnetico|Spettro elettromagnetico]]==
[[File:EM Spectrum Properties it.svg|1000px|center]]
Le onde elettromagnetiche possono avere frequenze e lunghezze d’onda estremamente diverse tra loro.
L’insieme di tutte le possibili frequenze costituisce lo spettro elettromagnetico.
Poiché nel vuoto vale la relazione:
:<math>c = \lambda\, \nu</math>
una frequenza più alta corrisponde a una lunghezza d’onda più corta, e viceversa.
Lo spettro elettromagnetico è continuo: non esistono “salti” tra una regione e l’altra. Le suddivisioni che seguono sono convenzionali e basate su modalità di produzione, rivelazione e applicazioni.
===Onde radio (RF)===
[[File:Dipole xmting antenna animation 4 408x318x150ms.gif|thumb|upright=1.2|Diagramma animato di una antenna a dipolo che irradia onde radio]]
Le onde radio comprendono le frequenze più basse dello spettro e sono generate da correnti elettriche oscillanti in antenne di grandi dimensioni. La loro lunghezza d’onda molto elevata permette di coprire grandi distanze e di diffrangere attorno agli ostacoli, rendendole ideali per comunicazioni terrestri e marittime. Sono utilizzate in radiofonia, televisione, telecomunicazioni, radiolocalizzazione e radioastronomia. La loro produzione e rivelazione è relativamente semplice, motivo per cui sono state le prime onde elettromagnetiche sfruttate tecnologicamente.
===[[w:Microonde|Microonde]]===
Le microonde hanno lunghezze d’onda comprese tra decine di centimetri e pochi millimetri. Per le grandi potenze si impiegano sorgenti a vuoto come i [[w:Magnetron|magnetron]], robusti ed efficienti, utilizzati nei radar e nei forni a microonde; per le basse potenze si usano invece oscillatori a stato solido, più compatti e stabili. Le microonde sono fondamentali nelle comunicazioni satellitari, nei collegamenti punto‑punto, nei sistemi radar e in molte applicazioni industriali e scientifiche. La loro interazione selettiva con l’acqua le rende utili per il riscaldamento dielettrico.
===[[w:Infrarosso|Infrarosso]] (IR)===
[[File:Ir girl.png|thumb|left|Una immagine all'infrarosso con [[w:Falsi_colori|falsi colori]] di due persone dovuta alla emissione della temperatura corporea]]
Le radiazioni infrarosse sono emesse da qualunque corpo caldo: la sorgente più comune è infatti la radiazione termica, che cresce con la temperatura secondo la [[w:Legge_di_Planck|legge di Planck]]. Anche le transizioni vibrazionali delle molecole producono infrarosso, motivo per cui questa regione dello spettro è fondamentale in spettroscopia. Gli infrarossi trovano impiego nella termografia, nelle telecomunicazioni in fibra ottica, nei telecomandi e nell’astronomia IR, che permette di osservare oggetti freddi o oscurati dalla polvere interstellare. Pur invisibili, sono tra le radiazioni più presenti nella vita quotidiana.
===[[w:Spettro_visibile|Luce visibile]]===
La luce visibile è la stretta porzione dello spettro percepita dall’occhio umano, compresa tra circa 400 e 700 nm. È prodotta principalmente da transizioni elettroniche negli atomi e nelle molecole, come avviene nelle lampade, nei LED e nelle stelle. La luce visibile è fondamentale per l’osservazione del mondo naturale e per la maggior parte delle tecnologie ottiche: lenti, microscopi, telescopi, fibre ottiche e strumenti di misura. Nonostante rappresenti una piccola parte dello spettro, è quella più studiata nella storia della fisica.
===[[w:Ultravioletto|Ultravioletto]]===
[[File:GALEX-NGC247.jpg|thumb|right|Immagine all'ultravioletto della galassia NGC247]]
La radiazione ultravioletta ha lunghezze d’onda più corte del visibile ed è prodotta da transizioni elettroniche ad alta energia, scariche elettriche e sorgenti termiche molto calde. L’UV è in grado di ionizzare alcune molecole e di rompere legami chimici, motivo per cui è utilizzato nella sterilizzazione e nella disinfezione. Nell’atmosfera terrestre viene in gran parte assorbito dallo strato di [[w:Ozono|ozono]], proteggendo gli organismi viventi. In laboratorio e in astronomia l’UV è uno strumento prezioso per studiare materiali e plasmi ad alta energia.
===[[w:Raggi_X|Raggi X]]===
I raggi X sono generati principalmente dal frenamento di elettroni ad alta energia (''[[w:Bremsstrahlung|bremsstrahlung]]'') o da transizioni elettroniche profonde negli atomi. La loro capacità di attraversare materiali opachi li rende indispensabili nella diagnostica medica, nella tomografia computerizzata e nella cristallografia a raggi X, che permette di determinare la struttura dei cristalli e delle molecole complesse. In astronomia, i raggi X rivelano fenomeni estremi come buchi neri, stelle di neutroni e gas ad altissima temperatura.
===[[w:Raggi_gamma|Raggi gamma]]===
I raggi gamma sono le radiazioni più energetiche dello spettro e sono prodotti da processi nucleari, decadimenti radioattivi e fenomeni astrofisici estremi come supernovae e lampi gamma. La loro elevata energia permette di penetrare profondamente nella materia, rendendoli utili nella medicina nucleare, nella radioterapia e nella sterilizzazione di materiali. In astrofisica forniscono informazioni uniche sugli eventi più violenti dell’universo. La loro rivelazione richiede strumenti altamente specializzati.
[[Categoria:Fisica classica]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano
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Disposizioni foniche della città metropolitana di Milano raggruppate per comune:
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Milano|Milano]]
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Abbiategrasso|Abbiategrasso]]
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Filosofia dell'informatica/Storia dell'ipertesto
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{{Filosofia dell'informatica}}
==Il concetto di ipertesto==
In apertura del suo libro dedicato alla storia culturale dell'informatica, Paola Castellucci ha notato che la tecnologia rischia di essere percepita come un fenomeno astorico e anonimo. La storia della formulazione del concetto di ipertesto e della sua realizzazione tecnica più riuscita, il Web, è anche la storia dell’incrocio fra le parole e le cose, fra la cultura umanistica e la cultura scientifica. Ma è anche la storia di un uomo, Ted Nelson, che ha contribuito in modo significativo a definire l’identità disciplinare dell’informatica, che dovrebbe essere colta come pensiero produttivo.
Il concetto di '''ipertesto''' è tra i più rappresentativi della nostra contemporaneità. Nel 1979 Jean-François Lyotard vedeva nelle banche dati l’espressione dell’enciclopedismo postmoderno. Iper è uno dei prefissi che (assieme a multi-, inter-, sovra-, trans-) hanno introdotto un motivo di complessità: ipertesto si definisce come visione plurale, poetica dei punti di vista e del frammento, ambisce non alla percezione sequenziale ma a salti.
Ogni giorno milioni di persone si collegano alla Rete digitando un indirizzo preceduto dalla sigla http (Hyper Text Transfer Protocol) e raggiungono siti le cui pagine sono scritte in html (Hyper Text Markup Language). Google e Wikipedia sono ipertesto. Il Web è ipertesto, ma la parola esisteva già prima. Il Web, la cosa tecnologica apparentemente anonima, ha dato visibilità al concetto: occorre passare dall’uso del Web alla consapevolezza circa l’uso del Web come prodotto storico e culturale.
Ted Nelson conia il termine ipertesto nel 1965. Il neologismo conquista tardi lo status di lemma. Inizialmente i dizionari privilegiano l’uso del termine nel contesto della critica letteraria, più tardi si assiste ad un’inversione di rapporti gerarchici, per cui l’oggetto ha sostituito il concetto, l’applicazione l’astrazione, la cosa la parola, l’esempio di successo la premessa teorica. Nel 1965 viene coniata la parola ipertesto. Tra i predecessori del concetto di ipertesto Nelson cita [[w:Marshall McLuhan|Marshall McLuhan]], [[w:Norbert Wiener|Norbert Wiener]], [[w:Claude Shannon|Claude Shannon]], ma indica soprattutto due nomi: Vannevar Bush, ingegnere elettronico, professore al MIT, consigliere di Roosevelt, ideatore del progetto Memex e autore nel 1945 del celebre articolo ''As we may think'' (''Come possiamo pensare'') e Joseph Licklider, psicologo, professore al Mit, direttore del progetto informatico dell’agenzia governativa Arpa (Advanced Research Projects Agency, nata nel 1958), preposta allo sviluppo di tecnologie innovative, che nel 1969 portò alla realizzazione di [[w:Arpanet|Arpanet]], prima ossatura di Internet.
==Vannevar Bush e il progetto Memex==
Licklider dedica il suo libro Libraries of the Future a Vannevar Bush (1890-1974), che nell'estate del 1945 aveva pubblicato su “Atlantic Monthly” l’articolo ''As we may think'' che, nella parte conclusiva, espone il progetto di una macchina per la gestione della conoscenza, il [[w:Memex|Memex]] e nel quale egli invita a ripensare radicalmente la modalità di trattamento dei documenti, superando la rigidità delle categorie di classificazione e catalogazione. Lo stesso Nelson concepirà l’ipertesto come un sistema che fa esplodere le categorie. In realtà il Memex, sia come macchina che come innovazione, fu un prodotto da collocarsi nel contesto tecnologico degli Anni Trenta.
Gli scritti di Bush sul Memex rappresentano la volontà di proporre una macchina reale, "sia come un corpo di saggi che esplorano le potenziali utilità e l'applicazione di nuove specie di macchine che gestiscono l'informazione e rappresentano la conoscenza"<ref>J. Nice - P. Kahn, ''Una macchina per la mente: il Memex di Vannevar Bush'' in ''Da Memex a Hypertext'', Franco Muzzio, Roma 1992, 3.</ref>.
[[File:Vannevar Bush portrait.jpg|thumb|left|Vannevar Bush]]
Il progetto Memex rappresenta una possibile risposta al problema della rigidità delle categorie - per cui i documenti, una volta archiviati, si possono ritrovare solo in un punto di un determinato percorso logico e non in altri - attraverso il concetto di “percorsi associativi”, il nucleo fondante dell’ipertestualità. “La mente umana opera per associazioni […] La selezione per associazione, piuttosto che per indicizzazione, potrebbe forse essere meccanizzata” (Vannevar Bush). Il Memex è inteso come una “macchina della mente” - per localizzare e rappresentare la conoscenza - e imposta il recupero dell’informazione non basandosi su sistemi di classificazione, ma piuttosto mimando il processo associativo, saltando rapidamente da un’idea a un’altra, da un documento all’altro. Una volta accettata l’innovativa impostazione concettuale (una macchina che prende a modello la mente umana e non un catalogo o un indice), allora e solo allora si sarebbe poi tentato di creare i link in modo automatico. La descrizione del Memex "proviene dalla stessa metodologia che Bush usò per progettare altre sue opere, come il Selettore rapido: combinare tecnologie di basso livello entro un'unica macchina che funzioni ad alto livello [...] Bush predisse che gli utenti si sarebbero essi stessi adattati alle limitazioni delle abilità linguistiche della macchina, suggerendo persino che il linguaggio umano avrebbe dovuto cambiare per adattarsi meglio alla meccanizzazione"<ref>''Ivi'', 7-8.</ref>.
Per tentare di mimare la mente umana non erano ancora a disposizione gli strumenti adeguati, i computer, per cui Bush ripiegò su quello che al momento era disponibile: i microfilm: "negli anni Trenta molti credevano che il microfilm avrebbe potuto rendere l'informazione universalmente accessibile e in questo modo scatenare una rivoluzione intellettuale. Bush, come i suoi contemporanei, esplorava le possibilità inerenti ai microfilm nei suoi scritti e nei suoi laboratori al MIT"<ref>''Ivi'', 12.</ref>.Nella scrivania di legno un juke-box di microfilm azionabile con leve e bottoni, mentre sul piano tre schermi permettono la visione contemporanea e a salti di più microfilm, il percorso associativo. Il Memex è quindi un ibrido: una macchina costruita avvalendosi di vecchie tecnologie ma pensando a scenari del futuro. Tre schermi, quante sono le dimensioni minime per tracciare uno spazio: l’informazione ipertestuale è una rappresentazione spaziale, multilineare. Il Memex implica pertanto l’esperienza dello spazio in cui si estende la memoria e la conoscenza: l’ipertesto è un intreccio tridimensionale di soggetti e oggetti. Il Memex (''memory extension''), si basa sulla connessione tra due elementi e prevede anche la possibilità di registrare i percorsi di lettura. Così il microfilm prometteva la miniaturizzazione, fedeltà completa di riproduzione, accesso più libero ai materiali rari e originali, e conseguentemente trasportabilità.
Il Memex svincola il testo dal supporto cartaceo, così come farà poi l’ipertesto. Con Bush il pensiero si squaderna, la lettura si articola nelle componenti atomiche delle unità informative: ogni lettura è una rilegatura. La qualità innovativa del Memex non risiede dunque nell’aspetto tecnologico ma nell’impostazione concettuale: esso è ipotizzato per una fruizione diretta da parte di chi ha necessità di recuperare informazioni, senza l’ausilio di intermediatori esperti. Bush, che aveva già intuito il problema del sovraccarico informativo (information overload), sa che per fronteggiare l’impatto della crescente massa di pubblicazioni scientifiche occorrono strumenti per gestire automaticamente l’archiviazione e la distribuzione delle informazioni. Nel 1945 il microfilm stava già perdendo il primato in quanto tecnologia innovativa a favore del computer: dal punto di vista tecnologico Memex è obsoleto già al momento della pubblicazione.In tutte le versioni del saggio sopra citato sul Memex, "Bush comincia la sua descrizione della macchina con una critica di come l'informazione era correttamente organizzata in biblioteche [...] La ricerca scientifica coinvolge l'intero processo con cui l'uomo trae profitto dal suo patrimonio di conoscenza acquisita"<ref>''Ivi'', 17.</ref>. Si comprese, così, che il Memex prendeva il suo nome perché doveva supportare ed estendere i poteri della memoria e dell'associazione umana. Con esso il nostro autore pensava e progettava in termini di analogie tra cervello e macchina. Quest'ultima doveva essere usata per migliorare quelle parti dei processi biologici imperfetti.
Vannevar Bush inserisce il Memex all’interno del canone dei grandi nomi della scienza: cita le macchine progettate da Leibniz, da Babbage, rimaste irrealizzate proprio come il Memex. Eppure costoro avevano intuito il futuro, “come si poteva pensare” in modo assolutamente innovativo. Il Memex esiste solo nella rappresentazione narrativa, ma tale narrazione è necessaria per indicare nella gestione dell’informazione il futuro campo d’azione degli ingegneri elettronici e degli scienziati prestati all’impegno bellico sottolineando che tale unità dovrà continuare anche in tempo di pace per promuovendo lo sviluppo tecnologico. ''As we may think'': il "may" introduce una situazione condizionale, è un futuro narrativo, non è il presente del ragionamento pragmatico di John Dewey, autore di “Come pensiamo”, né il futuro semplice che userà Ted Nelson, autore di “Come penseremo”. Bush, che pochi giorni dopo la pubblicazione dell’articolo assiste nel deserto del New Mexico all’esperimento conclusivo del progetto Manhattan (l’inizio dell’era atomica) sa che la guerra sta per finire e che occorre immaginare un futuro.
Futuro all'interno del quale, nel suo articolo, immagina delle "logiche,se non inevitabili, conclusioni" dell'avanzamento tecnologico che caratterizzò i suoi anni. Ripercorrendo velocemente la storia della costruzione dei primi calcolatori di Leibniz (1673) e Babbage, i quali dovettero affrontare sia difficoltà tecniche che economiche, arriva ad immaginare un futuro in cui gli arnesi tecnologici siano a portata di mano e di facile utilizzo grazie anche alla loro capacità di ricreare informazioni attraverso delle associazioni che imiteranno il pensiero umano. Inoltre, tali piste resteranno così patrimonio dell’umanità dando vita ad enciclopedie di concezione radicalmente nuova, dotate di una trama di percorsi associative che le attraversano.
La storia della bomba finisce per intrecciarsi con la storia del Memex. L’articolo di Bush infervora il soldato [[w:Douglas Engelbart|Douglas Engelbart]], futuro pioniere di Internet. La prospettiva rivolta al futuro post-bellico sarà il motivo del grande successo dell’articolo di Bush che, terminata la guerra (e lanciata la bomba), viene ripubblicato su “Life” allo scopo di difendere l’operato e la figura dello scienziato americano: l’idea principale del Memex, simbolo di americanità non è solo scientifica, ma anche politica. Nel 1967 Bush pubblica una nuova versione del progetto, Memex rivisitato, dove accenna, con poca convinzione, alle macchine digitali. Il Memex resta la descrizione di una macchina per costruire un discorso teorico, un consenso, rispetto agli usi della scienza e della tecnica.
==Joseph Licklider==
Joseph Licklider (1915-1990) diventa responsabile del progetto informatico dell’agenzia Arpa in seguito alla pubblicazione dell’articolo ''Man-Computer Symbiosis'' nel 1960, nel quale innesta biologia e psicologia nel contesto tecnologico. Per Licklider non vi è frattura tra i due mondi: la relazione fra natura e tecnologia, fra uomo e computer diverrà naturale e non va posta in termini di protesi. È l’insegnamento della cibernetica di Norbert Wiener (1894-1964): le macchine per un uso umano dell’essere umano.
[[File:J. C. R. Licklider.jpg|thumb|left|Joseph Carl Robnett Licklider]]
È questo il concetto chiave della cibernetica di Wiener: non solo gli esseri umani non devono subire la condizione degradante di essere ridotti a macchine, ma le macchine stesse devono essere concepite in modo totalmente nuovo, capaci cioè di autoregolarsi, di autogovernarsi. La cibernetica, fondata nel 1948 da Wiener, è la scienza che studia le macchine di nuova generazione, dotate di feedback, e dunque capaci di autoregolarsi (es. il salvavita o il meccanismo di chiusura delle porte degli ascensori).
L’interpretazione politica, democratica, innovativa del rapporto fra uomini e macchine degli studi di Wiener fu sposata da Licklider, in antitesi alla “informatica del dominio”, nata prevalentemente in contesto militare e legata alla costruzione della bomba (progetto Manhattan). Licklider allude inoltre alla nuova branca della conoscenza dell’intelligenza artificiale, e precisa che il computer allevierà l’uomo da faticosi processi routinari, liberando le forze da impiegare nei processi creativi.
L’uomo, alleviato dalla fatica, troverà nelle macchine di nuova generazione, le macchine simbiotiche, un aiuto ulteriore, per compiere non azioni materiali ma operazioni intellettuali. Si apre la possibilità di utilizzare la macchina per comunicare (la principale qualità umana) e non solo per calcolare. La simbiosi uomo-computer viene presentata come un’evoluzione a medio termine. In effetti, solo alla fine degli anni ‘80 la grande simbiosi realizzata grazie a Licklider, Arpanet, poi Internet, si trasformerà in senso ipertestuale, multimediale e di massa: il Web.
Licklider estende l’area di interesse delle sue ricerche dallo studio, con le macchine, del cervello umano allo studio delle macchine intese come cervelli umani e, successivamente, dei computer come cervelli fra loro in connessione. Licklider denomina Intergalactic Computer Network il progetto di una potente rete di computer remoti e difformi fra loro in connessione che colleghi tutti i computer del mondo, fino a formare quella che poi verrà definita intelligenza condivisa o collettiva. Intorno a Licklider, al quale John F. Kennedy affidò il compito istituzionale di trasformare l’identità del computer, si crea la prima comunità scientifica di giovani informatici, tra cui Ted Nelson, che non considerano il computer come uno strumento di potere ma di comunicazione diretta, senza intermediari.
===La biblioteca elettronica===
Negli anni trascorsi all’Arpa (1962-1964), Licklider si dedica anche a definire le possibilità di sviluppo delle biblioteche alla luce delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie informatiche. L’esito di tale ricerca è il libro pubblicato nel 1965 Libraries of the Future: il progetto per un nuovo modello di biblioteca elettronica viene denominato Symbiont. La prima parte del libro s’intitola Interazione uomo-conoscenza registrata, la seconda parte Esplorazioni circa l’uso dei computer in biblioteca e funzioni procognitive, ad annunciare forti convergenze tra i nuovi saperi dell’area umanistica e i nuovi saperi dell’area scientifica attorno a termini come conoscenza, informazione.
Licklider delinea l’imminente evoluzione dell’information retrieval, con la costituzione delle banche dati. Le parole biblioteca, archivio, libro, documento, con l’aggiunta dell’aggettivo “elettronico”, mutano l’originaria accezione e finiscono per indicare il “recupero di informazioni registrate su computer”, ossia “banche dati”. L’affermarsi della nuova disciplina della teoria dell’informazione fa sì che non si parli di libri ma di “informazione in forma registrata e organizzata”.
==Ted Nelson==
Alla nascita della Rete contribuiscono sia strategie militari che ricerche universitarie. Nel 1958 gli USA fondano l'agenzia spaziale Nasa e l'agenzia Arpa, sotto l'egida del Pentagono ma preposta allo sviluppo di tecnologie innovative sia per scopi bellici che civili. Il Computer, inventato sul finire della Seconda guerra mondiale, viene presentato al mondo come nuovo simbolo della potenza statunitense. Proprio nei laboratori di Los Alamos dove è stata realizzata la bomba atomica, la ricerca scientifica e tecnologica si è convertita all'impiego civile e sviluppa uno dei maggiori centri di ricerca nel campo dei computer: la bomba e il computer rappresentano complessi e contigui sistemi di potere. Gli apocalittici vedono nel computer uno strumento distopico, figlio della Guerra fredda e portatore di mali futuri. La storia della Rete può essere interpretata in chiave di progresso/minaccia, libertà/controllo.
[[File:Ted Nelson cropped.jpg|thumb|left|Ted Nelson]]
La scelta di [[w:Ted Nelson|Ted Nelson]] sarà esplicita: il computer come spazio di libertà. Nelson studia ad Harvard negli anni '60, mentre nasce la nuova epistemologia: McLuhan e gli strutturalisti (Foucault, Lévi-Strauss, Barthes) non sono i diretti ispiratori del concetto di ipertesto ma anch'essi sono alla ricerca di una nuova testualità. Lo strutturalismo considera l'opera presa in esame (testo, dipinto, film) come un insieme organico scomponibile in elementi e unità, il cui valore funzionale è determinato dall'insieme dei rapporti fra ogni singolo livello dell'opera e tutti gli altri.
Il corso di Computer Science seguito dall'umanista Nelson è un corso di computer, non di informatica, termine importato dalla Francia solo nel 1962. Se per vent'anni Computer Science era stata considerata un'applicazione all'interno della fisica, dell'ingegneria elettronica, della matematica, la disciplina dell'informazione inizia proprio negli anni '60 a lottare per assumere un'identità autonoma, basata sul concetto di informazione. Il corso seguito da Nelson prevedeva esercitazioni pensate per studenti di formazione umanistica. Il computer cominciava ad assumere una connotazione non esclusivamente legata al concetto di calcolo, ma piuttosto a quello di elaborazione delle informazioni. Innestando un corso tecnico, spurio, nel consueto percorso curricolare umanistico, Nelson non solo si avvicina a nuove competenze, ma apprende un diverso modo di pensare, ossia il metodo scientifico-tecnico. Nelson concepisce l'idea di ipertesto proprio seguendo il corso di computer science a Harvard.
Le esercitazioni di linguistica computazionale fanno comprendere a Nelson che il computer apre la strada a nuove metodologie, anche in riferimento a discipline tradizionali. Il nucleo embrionale dell'idea di ipertestualità sta nell'accento posto sulla necessità di utilizzare il computer per scrivere e non per fare calcoli. Nelson ha in mente un'idea dinamica della testualità, intesa come processo che segue fasi di continue rielaborazioni (varianti, opera aperta). Il progetto di Nelson ebbe il giudizio “incompleto”. Nelson volse in positivo il giudizio e cercò di dimostrare il suo teorema di incompletezza: l'ipertesto, ossia un nuovo modo di concepire la testualità in quanto spazio tendente a infinito.
===''A File Structure for the Complex, the Changing, and the Indeterminate''===
La prima dimostrazione pubblica avvenne nel 1965 presentando, da non professore di informatica, una relazione dal titolo [[w:Una struttura di archivio per l'insieme, per il cambiamento e per l'indeterminato|Una struttura di archivio per l'insieme, per il cambiamento e per l'indeterminato]] (''A File Structure for the Complex, the Changing, and the Indeterminate'') alla conferenza dell'Association for Computing Machinery: è l'esordio della parola ipertesto. L'Acm, tuttora la prima associazione nel settore informatico, accetta la relazione di un “intellettuale dilettante”: è la prova che la Computer Science non è più solo scienza delle macchine, ma anche scienza dell'informazione. Il progetto di Nelson riguarda un nuovo modo di strutturare i file in un sistema informatico. I file dovranno essere modificabili e dovrà essere mantenuta memoria di tutte le versioni che potranno così essere confrontate (“changing”).
L'informazione potrà essere ricercata anche saltando da un riferimento all'altro, seguendo cioè dei legami, link (“complex”). Il sistema dovrà mimare le caratteristiche del pensiero e non porre limiti alla possibilità di estendere, modificare e collegare le informazioni: sarà pertanto tendente all'infinito (“indeterminate”). L'ipertesto è pertanto concepito, quattro anni prima della prima connessione fra computer remoti, solo nella dimensione online, ossia in uno spazio potenzialmente infinito, non su carta.
====Un nuovo progetto filosofico====
Uno degli otto capitoli della relazione è intitolato ''Philosophy'' e racchiude la filosofia del progetto, oltre alla prima ricorrenza della parola ipertesto. Il termine filosofia entra in un contesto tecnologico: non basta una nuova macchina, serve piuttosto un progetto filosofico. Nelson vuole spiegare “le implicazioni filosofiche del progetto nel mondo in rapida trasformazione”. Nelson si prefigge un obiettivo classico della speculazione filosofica: studiare “i profondi cambiamenti strutturali nella formulazione delle idee”.
La relazione di Nelson si presenta dunque come indagine sulle (nuove) leggi del pensiero, aspira ad essere un piccolo e moderno saggio sull'intelletto umano. Nelson non utilizza dunque il termine filosofia in senso metaforico ma letterale: si avvale cioè delle competenze disciplinari di formazione come chiave di comprensione per il nuovo mondo informatico, inserisce il computer nelle speculazioni filosofiche che hanno indagato il processo del pensiero, assorbe linee interpretative della filosofia del Novecento.
Nel progetto di Nelson non è richiesto alle macchine di svolgere compiti di computing, anzi viene proposto un nuovo concetto di machinery: “il computer per la gestione di file personali e come supporto alla creatività”. Nelson non si avvale della tradizione catalografica e bibliografica, bensì della tradizione filosofica, scientifica, utopica: punta infatti a realizzare un sistema, una macchina, in grado di riprodurre la complessità, la velocità e l'imprevedibilità del ragionamento umano, con la sua capacità di istituire analogie, operare secondo collegamenti.
====Un nuovo paradigma testuale====
Nel 1965 Nelson definisce dunque con chiarezza cosa debba intendersi per ipertesto: un nuovo modo di intendere la gestione della conoscenza registrata, tramite un sistema informatico, in cui la ricerca di informazioni possa avvenire seguendo percorsi associativi retti da link. L’ipertesto non è un sistema rigido, bensì un universo di relazioni, modificabile e continuamente in espansione, come una lavagna infinita, uno strumento liquido per rappresentare la scrittura intesa come processo dinamico. L’ipertesto non è dunque solo un nuovo oggetto tecnologico, ma rappresenta anche una riflessione sull’atto stesso di scrivere. È una rivoluzione rispetto alle classiche banche dati, in cui l’ordine sequenziale dei file è l’unico principio ordinativo, evidenziato dal numero progressivo attribuito a ciascun record: non erano previsti legami laterali, reticolari, tra i record. Un paradigma radicalmente nuovo mette in discussione quello consolidato della testualità su carta. Nelson ipotizza il tramonto dell’era della testualità su carta e annuncia l'avvento di una nuova testualità su computer, ipertestuale e online: “la parola ipertesto sta a significare un corpus di materiali testuali o iconici interconnessi in modo così complesso da non renderne conveniente la rappresentazione su carta. Il sistema potrà estendersi indefinitamente, includendo un numero sempre maggiore di documenti scritti appartenenti al patrimonio mondiale”. Nelson accetta la struttura concettuale (i percorsi associativi), registra l’obsolescenza delle scelte progettuali (tecnologie analogiche, elettromeccaniche), lascia cadere il discorso politico portato avanti da Bush.
===''As we will think''===
Nel 1972 Nelson presenta la relazione ''Come penseremo'', in cui attacca il settore delle banche-dati e l’intera tradizione del recupero di informazione tramite classificazioni, indici, liste di autorità, cataloghi, tutte modalità generate dal sistema della stampa, laddove il computer deve essere funzionale a un nuovo tipo di gestione e recupero dei documenti, e perfino a un nuovo tipo di documento: l’information retrieval ha frainteso il pensiero di Bush, che respingeva l’indicizzazione a favore dell’interconnessione dei documenti. Secondo Nelson l’ipertesto “dovrebbe diventare la forma di pubblicazione del futuro” e non dovrebbe proprio prevedere la stampa. “Con la memorizzazione su computer non è necessario imporre nessuna sequenza al materiale (…) Possiamo chiamare ipertesti queste strutture complesse non sequenziali”. Il nuovo paradigma del documento ipertestuale gestito da computer in rete va ben oltre la biblioteca elettronica e le banche dati online, che restano una collezione di documenti tradizionali.
La paradossalità che Nelson identifica all’interno dell’idea del Memex di Bush, è principalmente che il Memex avrebbe dovuto avere una console: in particolare Bush parla di una scrivania dotata di diversi ausili (dalle leve ai diversi display ad una piastra per la duplicazione fotografica) dove le attività di collegamento-salto erano necessarie, ma non il punto focale dell’idea. Bush fondamentalmente col suo progetto non aveva modificato troppo il paradigma testuale della conoscenza, infatti sul display l’utente del Memex avrebbe visto scorrere il proprio “percorso principale” al quale è connesso un “percorso laterale” (ossia una forma di diramazione) e un “percorso a salti” (ossia un sottoinsieme del percorso principale). In tal modo la struttura generale non si discosta troppo da quella di una mappa concettuale e non si avvicina al paradigma della struttura di maggiore apertura dell’ipertesto. “Nei percorsi di Bush” scrive Ted Nelson “ l’utente non ha nessuna scelta da fare mentre scorre la sequenza di informazioni, tranne nei punti in cui due percorsi si incrociano. […] Invece il creatore di ipertesti può lasciare all’utente varie opzioni di salto o diramazione. Queste opzioni possono portare l’utente a leggere ulteriormente lo stesso materiale in qualsiasi modello. Gli unici vincoli posti all’autore sono l’utilità, la chiarezza e l’abilità.”
Dal punto di vista concettuale, Nelson recepisce l’indicizzazione analogica di Bush e sostituisce i “percorsi associativi” con “una rete di diffusione di documenti in forma digitale full-text, e nuovi tipi di documenti, o ipertesti”. Dal punto di vista tecnologico, Nelson recepisce dal gruppo di Licklider (dalle ricerche sulla rete e sui personal computer) il lessico relativo ai nuovi oggetti: hardware, periferiche, puntatore, tecnologie di rete. Il fulcro del discorso sull'ipertestualità ruota intorno all'idea di Rete. Nel 1968 Licklider aveva pubblicato un articolo, ''The Computer as a Communication Device'', in cui racconta la sua partecipazione all'esperimento condotto da Douglas Engelbart, suo stretto collaboratore, di connessione di una rete di terminali a un computer remoto. L'esperimento dimostrava la possibilità di collegare computer remoti e difformi: la Rete è la rappresentazione di “come penseremo”.
===''Computer Lib/Dream Machine''===
Nel 1974 Nelson pubblica in proprio un libro che consolida l'interpretazione libertaria e alternativa dell'informatica: ''Computer Lib/Dream Machine''. Lib sta per liberation e per library. Il progetto è idealista: la liberazione dell'individuo attraverso un profondo ripensamento dei mezzi di comunicazione e del computer (computer liberation). Ma il progetto è anche pragmatico: prevede lo sviluppo di una biblioteca computerizzata (Licklider). La Dream Machine è il computer personale. Il libro invitava il lettore a condividere alcuni valori (autonomia, uguaglianza, libertà) ancor prima di apprendere delle nozioni tecniche. Il libro vuole promuovere un messaggio: tutti dovrebbero saper usare il computer, in modo nuovo, rivoluzionario, ipertestuale. “I temi fondamentali trattati NON sono TECNICI. Capire il computer vuol dire avere CONSAPEVOLEZZA di come agiscono i media. Non si tratta di una conoscenza tecnica”. Il sottotitolo recita: “Nuove libertà attraverso lo schermo del computer – Una mozione di minoranza”. Uno dei temi forti del libro è il progetto illuminista di contrasto alle nuove forme di analfabetismo: “Perché dovrebbero interessarci i computer? Perché viviamo nei media come i pesci nell'acqua”. Poiché i media – e nello specifico i computer – sono l'elemento vitale dell'uomo contemporaneo, conoscere le nuove tecnologie significa affrancarsi, lottare per la propria libertà e autonomia. Tecnologia è una parola politica, indica un rapporto di forza fra potere e sapere.
===''Literary Machines 90.1''===
Nel 1981 Nelson pubblica ''Literary Machines 90.1'', la storia dell'attesa che si realizzi il progetto ipertestuale, il [[w:Progetto Xanadu|progetto Xanadu]]. Tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 sono accadute diverse cose: la diffusione del PC, i primi sistemi di interfaccia grafica, il grande successo del supporto ottico (Cd-Rom), la commercializzazione dei primi software per la creazione di ipertesti (Hypercard, Toolbook), che per Nelson rappresentano l'ennesima resa alla tradizione cartacea (la fruizione in modalità locale è un falso idolo, l'ipertesto ha bisogno della Rete). Tuttavia Hypercard, anche se privo della dimensione indeterminata della Rete (il Web e l'Html ne decreteranno il ritiro dal commercio), è stato il principale tramite per il successo del concetto di ipertesto. Il Cd-Rom ha contribuito a far prendere familiarità all'utente rispetto a concetti basilari dell'ipertestualità: la fruizione sullo schermo, la multimedialità, l'interattività. Appare come la nuova panacea, come il microfilm negli anni '30. Anche gli umanisti familiarizzano con le macchine.
''Literary Machines 90.1'' è un'opera ipertestuale: contiene un Capitolo Zero, diversi Capitoli Uno, un Capitolo Due, diversi Capitoli Tre, Quattro e Cinque: quasi quaranta titoli per un reticolato ipertestuale di possibili, differenti approcci alla questione. Il libro descrive da un punto di vista informatico e da un punto di vista di teoria letteraria il sistema ipertestuale denominato progetto Xanadu. Xanadu era il nome della famosa dimora di Kubla Khan descritta da Marco Polo, ma anche di Citizen Kane, il protagonista di ''Quarto potere'' di Orson Welles. Nelson pensa al computer come a una tecnologia della liberazione e all'ipertesto come affrancamento del testo dalla prigionia del libro. Il suo sogno riguarda la creazione di uno sterminato documento formato da tutti i documenti esistenti al mondo, che lui definisce [[w:Docuverso|docuverso]], nel quale tutto il mondo coincide con lo spazio per la scrittura. Secondo Nelson l'ipertesto non è ancora stato costruito: i prodotti disponibili non sono che pallide approssimazioni poiché l'unica dimensione possibile per l'ipertesto è la Rete.
== Riferimenti bibliografici ==
* V. Bush, ''[http://www.theatlantic.com/doc/194507/bush As We May Think]'', The Atlantic Monthly, July 1945.
* T. H. Nelson, ''[http://portal.acm.org/citation.cfm?id=806036 A File Structure for The Complex, The Changing and the Indeterminate.]'' In: ''Proceedings of ACM 20th National Conference''; 1965; Aug. 24-26; Cleveland, OH; Pagine 84-100. ([http://www.cs.brown.edu/courses/cs196-9/p84-nelson.pdf pdf])
* T. H. Nelson, ''As we will think'', Proceedings of Online 72 Conference, Brunel University, Uxbridge, England, 1973. Ristampato in: ''From Memex to Hypertext : Vannevar Bush and the Mind’s Machine'', eds. J. Nyce - P. Kahn, p. 245 ss. Academic Press, Boston (MA), 1991.
* ''Da Memex a Hypertext'', a cura di J. Nyce e P. Kahn, Academic Press, Boston (MA), 1991; tr. it. ed. Franco Muzzio, 1992.
* P. Castellucci, ''Dall'ipertesto al web. Storia culturale dell'informatica'', Roma-Bari, 2009.
== Note ==
[[Categoria:Filosofia dell'informatica|Storia dell'ipertesto]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Barbarano-Mossano
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Filippo Bidese
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{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Barbarano-Mossano/Barbarano Vicentino - Chiesa di Santa Maria Assunta|Barbarano Vicentino - Chiesa di Santa Maria Assunta]]
== Frazioni ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Barbarano-Mossano/Ponte di Barbarano - Chiesa del Sacro Cuore di Gesù|Ponte di Barbarano - Chiesa del Sacro Cuore di Gesù]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Barbarano-Mossano]]
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Filippo Bidese
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{{disposizioni foniche di organi a canne}}
== Capoluogo ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Barbarano-Mossano/Barbarano Vicentino - Chiesa di Santa Maria Assunta|Chiesa di Santa Maria Assunta]]
== Frazioni ==
* [[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Barbarano-Mossano/Ponte di Barbarano - Chiesa del Sacro Cuore di Gesù|Ponte di Barbarano - Chiesa del Sacro Cuore di Gesù]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Barbarano-Mossano]]
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{{Software libero a scuola}}
Ambiente di scrittura collaborativa con sintassi Markdown.
[[File:Codimd.png|miniatura|sinistra|La schermata dell'editor HedgeDoc]]
Si può raggiungere dal [https://demo.hedgedoc.org/ sito ufficiale]
Il ministero dell'istruzione francese, in occasione dell'emergenza COVID-19 nel 2020, ha predisposto una serie di servizi<ref>[https://projet.apps.education.fr/ Il portale del ministero francese] con gli strumenti per il lavoro a distanza</ref> per la didattica a distanza a disposizione dei docenti della scuola pubblica. Tra gli strumenti messi a disposizione è presente un'istanza di CodiMD<ref>[https://github.com/hackmdio/codimd Il repository di CodiMD]</ref>
Un particolarità di questo strumento è la possibilità di permettere la visualizzazione del contenuto come un sito web, con la possibilità di articolare il contenuto attraverso l'utilizzo di titoli di diverso livello, di aggiungere immagini, formule, tabelle, grafici e link ad altre risorse presenti nel web.
Uno di questi è '''HedgeDoc''': un servizio di scrittura collaborativa che utilizza il linguaggio Markdown
Esistono diverse istanze di HedgeDoc gestite da associazioni e disponibili liberamente, qui un primo elenco non esaustivo:
* [https://demo.hedgedoc.org/ Istanza di demo di Hedgedoc] gestito dal team di sviluppo del software
* [https://pad.faire-ecole.org/ Faire Ecole] istanza messa a disposizione dall'associazione Faire Ecole, un'associazione che è nata nel 2020 in occasione dell'emergenza Covid-19.
* [https://pad.lescommuns.org/ Les Communs] a cura dell'associazione [https://lescommuns.org Les Communs]
== Note ==
<references />
[[Categoria:Software libero a scuola|HedgeDoc]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Liguria/Provincia di Imperia/Diano Castello/Diano Castello - Chiesa Collegiata di San Nicolò di Bari
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Matteo Aresca 05
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Collegiata Diano Castello.jpg|center|500px|Prospetto dell'organo Lingiardi]]
* '''Costruttore:''' Giovanni Battista Lingiardi di Pavia (PV) (''Opus 73'')
* '''Anno:''' 1844
* '''Restauri/modifiche:''' sì
* '''Registri:''' 29
* '''Canne:''' 1200 circa
* '''Trasmissione:''' meccanica
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''La<sup>5</sup>'') con prima ottava scavezza
* '''Pedaliera:''' a leggio di 19 tasti (''Do<sup>1</sup>''-''Re#<sup>2</sup>'') costantemente unita al manuale, gli ultimi 3 tasti azionanti accessori
* '''Collocazione:''' in corpo unico, su cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' ''Terza mano'' a manetta, ''Tirapieno'' a pedalone, ''Combinazione libera alla lombarda'' a pedalone
{| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;"
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Grand'Organo ''Concerto'''''
----
|-
|Corni dolci || 16' Soprani
|-
|Ottavino || 2' Soprani
|-
|Voce umana || 8' Soprani
|-
|Flauto || 8' (Soprani?)
|-
|Viola || 4' Bassi
|-
|Clarone || 4’ Bassi
|-
|Trombe || 8’ Soprani
|-
|Fagotto || 8' Bassi
|-
|Corno inglese || 16' Soprani
|-
|Flauto in VIII || 4'
|-
|Cornetto primo || 4’ Soprani
|-
|Cornetto secondo || 2’ Soprani
|-
|Bombarde || 16’ <small>(al Pedale)</small>
|-
|Timpani || <small>(al Pedale)</small>
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan=2 | '''Grand'Organo ''Ripieno'''''
----
|-
|Contrabassi alla tastiera || 16' Bassi
|-
|Principale || 16' Soprani
|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
|Ottava || 4' Bassi
|-
|Ottava || 4' Soprani
|-
|Duodecima || 2.2/3'
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Decimanona || 1.1/3'
|-
|Vigesimaseconda duplicata || 1'
|-
|Vigesimasesta e nona || 2/3'
|-
|Vigesimasesta e nona || 2/3'
|-
|Trigesimaterza e sesta || 1/3'
|-
|Contrabassi || 16' <small>(al Pedale)</small>
|-
|Campanelli
|-
|}
|}
== Note ==
<references/>
== Bibliografia ==
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.portativo.it/organiliguri/|titolo=Inventario degli organi liguri|accesso=23 ottobre 2023}}
{{Avanzamento|100%|24 aprile 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Vicenza/Barbarano-Mossano/Barbarano Vicentino - Chiesa di Santa Maria Assunta
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Nuova pagina: [[File:Organo della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Barbarano Mossano.jpg|miniatura|479x479px]] * '''Costruttore:''' Gastone Leorin * '''Anno:''' ? * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 20 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettrica * '''Consolle:''' fissa, in cantoria, rivolta verso la cassa * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Co...
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text/x-wiki
[[File:Organo della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Barbarano Mossano.jpg|miniatura|479x479px]]
* '''Costruttore:''' Gastone Leorin
* '''Anno:''' ?
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' fissa, in cantoria, rivolta verso la cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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|Bordone
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|Flauto
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|Principalino
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|Unda maris
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|Oboe
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|Tremolo
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|Contrabasso
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|Basso
|8'
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|Violoncello
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|-
|Tromba
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|-
|Clarone
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== Altri progetti ==
* [[w:Pagina_principale|Wikipedia]] contiene una voce sulla [[w:Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Barbarano_Vicentino)|'''chiesa di Santa Maria Assunta di Barbarano''']]
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[[File:Organo della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Barbarano Mossano.jpg|miniatura|479x479px]]
* '''Costruttore:''' Gastone Leorin
* '''Anno:''' ?
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' fissa, in cantoria, rivolta verso la cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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|
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|-
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|8'
|-
|Dulciana
|8'
|-
|Ottava
|4'
|-
|Flauto in XII
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|-
|Decima quinta
|2'
|-
|Ripieno
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|Tromba
|8'
|}
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{|
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|Bordone
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|Flauto a cuspide
|4'
|-
|Flauto
|4'
|-
|Principalino
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|Unda maris
|8'
|-
|Oboe
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|-
|Tremolo
|}
|
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|-
|Contrabasso
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|-
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|-
|Violoncello
|8'
|-
|Trombone
|16'
|-
|Tromba
|8'
|-
|Clarone
|4'
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|}
== Altri progetti ==
* [[w:Pagina_principale|Wikipedia]] contiene una voce sulla [[w:Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Barbarano_Vicentino)|'''chiesa di Santa Maria Assunta di Barbarano''']]
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text/x-wiki
[[File:Organo della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Barbarano Mossano.jpg|miniatura|479x479px]]
* '''Costruttore:''' Gastone Leorin
* '''Anno:''' ?
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 21
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' fissa, in cantoria, rivolta verso la cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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|-
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== Altri progetti ==
* [[w:Pagina_principale|Wikipedia]] contiene una voce sulla [[w:Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Barbarano_Vicentino)|'''chiesa di Santa Maria Assunta di Barbarano''']]
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{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Barbarano Mossano.jpg|miniatura|479x479px]]
* '''Costruttore:''' Gastone Leorin
* '''Anno:''' ?
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* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
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== Altri progetti ==
* [[w:Pagina_principale|Wikipedia]] contiene una voce sulla [[w:Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Barbarano_Vicentino)|'''chiesa di Santa Maria Assunta di Barbarano''']]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Barbarano Vicentino - Chiesa di Santa Maria Assunta]]
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{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Barbarano Mossano.jpg|miniatura|479x479px|center]]
* '''Costruttore:''' Gastone Leorin
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* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
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== Altri progetti ==
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Barbarano Vicentino - Chiesa di Santa Maria Assunta]]
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Hippias
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text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Barbarano Mossano.jpg|miniatura|479x479px|center]]
* '''Costruttore:''' Gastone Leorin
* '''Anno:''' ?
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* '''Registri:''' 21
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* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
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== Altri progetti ==
* [[w:Pagina_principale|Wikipedia]] contiene una voce sulla [[w:Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Barbarano_Vicentino)|'''chiesa di Santa Maria Assunta di Barbarano''']]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Barbarano Vicentino - Chiesa di Santa Maria Assunta]]
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Filippo Bidese
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{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Barbarano Mossano.jpg|miniatura|479x479px|center]]
* '''Costruttore:''' Gastone Leorin
* '''Anno:''' ?
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* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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|Bordone
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|Tremolo
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|
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|Contrabasso
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|Basso
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|Tromba
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|}
== Altri progetti ==
* [[w:Pagina_principale|Wikipedia]] contiene una voce sulla [[w:Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Barbarano_Vicentino)|'''chiesa di Santa Maria Assunta di Barbarano''']]
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Filippo Bidese
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text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Barbarano Mossano.jpg|miniatura|479x479px|center]]
* '''Costruttore:''' Gastone Leorin
* '''Anno:''' ?
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' fissa, in cantoria, rivolta verso la cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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|Principale
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|Contrabasso
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== Altri progetti ==
* [[w:Pagina_principale|Wikipedia]] contiene una voce sulla [[w:Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Barbarano_Vicentino)|'''chiesa di Santa Maria Assunta di Barbarano''']]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Barbarano Vicentino - Chiesa di Santa Maria Assunta]]
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Filippo Bidese
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text/x-wiki
{{disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Barbarano Mossano.jpg|miniatura|479x479px|center]]
* '''Costruttore:''' Gastone Leorin
* '''Anno:''' ?
* '''Restauri/modifiche:''' sì
* '''Registri:''' 20
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettrica
* '''Consolle:''' fissa, in cantoria, rivolta verso la cassa
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata
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|Contrabasso
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|Violoncello
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|Trombone
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|Tromba
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|Clarone
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|}
== Altri progetti ==
* [[w:Pagina_principale|Wikipedia]] contiene una voce sulla [[w:Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Barbarano_Vicentino)|'''chiesa di Santa Maria Assunta di Barbarano''']]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Barbarano Vicentino - Chiesa di Santa Maria Assunta]]
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Discussioni utente:Filippo Bidese
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2026-07-10T16:50:38Z
Hippias
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Benvenuto/a su Wikibooks!
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text/x-wiki
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Liguria/Provincia di Imperia/Imperia/Caramagna - Chiesa di San Bartolomeo
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Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} [[File:_.jpg|center|375px|_]] * '''Costruttore:''' Luigi Berutti * '''Anno:''' 1927 * '''Restauri/modifiche:''' ? * '''Registri:''' 12 * '''Canne:''' 700 circa * '''Trasmissione:''' mista * '''Consolle:''' a finestra * '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''/''Do<sup>3</sup>'') * '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'') * '''...
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:_.jpg|center|375px|_]]
* '''Costruttore:''' Luigi Berutti
* '''Anno:''' 1927
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' 700 circa
* '''Trasmissione:''' mista
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* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''/''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria in controfacciata
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:_.jpg|center|375px|_]]
* '''Costruttore:''' Luigi Berutti
* '''Anno:''' 1927
* '''Restauri/modifiche:''' ?
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* '''Trasmissione:''' mista
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* '''Collocazione:''' su cantoria in controfacciata
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:_.jpg|center|375px|_]]
* '''Costruttore:''' Luigi Berutti
* '''Anno:''' 1927
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' 700 circa
* '''Trasmissione:''' mista
* '''Consolle:''' a finestra
* '''Tastiere:''' 1 di 56 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>5</sup>'', divisione Bassi/Soprani ''Si<sup>2</sup>''/''Do<sup>3</sup>'')
* '''Pedaliera:''' parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
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[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Caramagna Ligure.jpg|center|375px|Prospetto dell'organo Berutti]]
* '''Costruttore:''' Luigi Berutti
* '''Anno:''' 1927
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|-
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|-
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{{Avanzamento|75%|10 luglio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
[[File:Organo Caramagna Ligure.jpg|center|300px|Prospetto dell'organo Berutti]]
* '''Costruttore:''' Luigi Berutti
* '''Anno:''' 1927
* '''Restauri/modifiche:''' ?
* '''Registri:''' 12
* '''Canne:''' 700 circa
* '''Trasmissione:''' mista
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* '''Pedaliera:''' concavo-parallela di 27 note (''Do<sup>1</sup>''-''Re<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' su cantoria in controfacciata
* '''Accessori:''' Espressione, Superottava, Unione tasto-pedale
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|-
|Principale || 8' Bassi
|-
|Principale || 8' Soprani
|-
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|-
|Tremolo ||
|-
|}
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|Subbasso || 16'
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{{Avanzamento|100%|10 luglio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Sesto San Giovanni
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Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} *[[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Sesto San Giovanni/Sesto San Giovanni - Basilica di Santo Stefano|Chiesa di Santo Stefano]] [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Sesto San Giovanni]]
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
*[[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Sesto San Giovanni/Sesto San Giovanni - Basilica di Santo Stefano|Chiesa di Santo Stefano]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Sesto San Giovanni]]
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
*[[Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Sesto San Giovanni/Sesto San Giovanni - Basilica di Santo Stefano|Basilica di Santo Stefano]]
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne|Sesto San Giovanni]]
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Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Lombardia/Città metropolitana di Milano/Sesto San Giovanni/Sesto San Giovanni - Basilica di Santo Stefano
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Nuova pagina: {{Disposizioni foniche di organi a canne}} * '''Costruttore:''' Balbiani Vegezzi Bossi * '''Anno:''' seconda metà del XX secolo * '''Restauri/modifiche:''' sì (?, aggiunta combinatore elettronico) * '''Registri:''' 22 * '''Canne:''' ? * '''Trasmissione:''' elettropneumatica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento di fianco al presbiterio * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>...
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text/x-wiki
{{Disposizioni foniche di organi a canne}}
* '''Costruttore:''' Balbiani Vegezzi Bossi
* '''Anno:''' seconda metà del XX secolo
* '''Restauri/modifiche:''' sì (?, aggiunta combinatore elettronico)
* '''Registri:''' 22
* '''Canne:''' ?
* '''Trasmissione:''' elettropneumatica
* '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento di fianco al presbiterio
* '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'')
* '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'')
* '''Collocazione:''' in corpo unico pensile nell'abside
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| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" | '''I - ''Grand'Organo'''''
----
|-
|Vibratore
|-
|Ripieno
|-
|Decimaquinta || 2'
|-
|Ottava ||4'
|-
|Principale || 16'
|-
|Principale || 8'
|-
|Unda maris || 8'
|-
|Dulciana || 8'
|-
|Bordone || 8'
|-
|Tromba || 8'
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" | '''II - ''Espressivo'''''
----
|-
|Oboe || 8'
|-
|Flauto || 8'
|-
|Gamba || 8'
|-
|Concerto viole || 8'
|-
|Eufonio || 8'
|-
|Flauto || 4'
|-
|Nazardo || 2.2/3'
|-
|Silvestre || 2'
|-
|Terza || 1.3/5'
|-
|Cornetto ||
|-
|Vibratore
|-
|}
| style="vertical-align:top" |
{| border="0"
| colspan="2" | '''Pedale'''
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|Subbasso || 16'
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|Contrabasso || 16'
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|Bordone || 8'
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|Basso || 8'
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{{Avanzamento|100%|11 luglio 2026}}
[[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]]
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