Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.46.0-wmf.24 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Amicizia 0 75 1411709 1411136 2026-04-26T16:48:19Z Udiki 86035 Annullo la mia ultima aggiunta per i motivi spiegati [[Speciale:Diff/1411708|qui]] 1411709 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Raffaello autoritratto con un amico.jpg|thumb|upright=1.2|''Autoritratto con l'amico Giovanbattista Branconio dell'Aquila'' ([[Raffaello Sanzio|Raffaello]], 1519)]] Citazioni sull''''amicizia'''. ==Citazioni== *Accorri lentamente ai pranzi degli amici, velocemente alle loro sventure. ([[Chilone]]) *''Amici separati | per sempre – oche selvagge – | perse tra le nuvole'' ([[Matsuo Bashō]]) *Amici si nasce, non si diventa. ([[Henry Adams]]) *Amicizia è uguaglianza. ([[Pitagora]]) *Amico è con chi puoi stare in silenzio. ([[Camillo Sbarbaro]]) *Amico è parola usuale, ma raro è un amico fedele. ([[Fedro]]) *''Amor con l'età fervida | convien che si dilegue; | ma l'amistà ne segue | fino a l'estremo dì. || Le belle, ch'or s'involano | schife da noi lontano, | verranci | allor pian piano | lor brindisi ad offrir. || E noi compagni amabili | che far con esse allora? | Seco un bicchiere ancora | bevere, e poi morir.'' ([[Giuseppe Parini]]) *Anche quando gli affetti non sono fortemente stimolati da qualità superiori, i compagni della nostra infanzia possiedono un potere sulla nostra mente, che difficilmente qualunque amico acquisito più tardi nella vita potrà ottenere. Essi conoscono le nostre inclinazioni primordiali che, per quanto in seguito possono giudicare le nostre azioni giungendo a conclusioni giuste sull'onestà dei nostri moventi. ([[Victor Frankenstein]], ''[[Frankenstein o il moderno Prometeo]]'') *Bisogna conservare gli amici qualunque essi siano, perché non si pensi che abbiamo avuto amici cattivi o abbiamo rinunziato ai buoni. ([[Bione di Boristene]]) *Bisogna credere all'amicizia abbastanza per avere delle dolci illusioni, ma mai abbandonarsi abbastanza pienamente da essere sorpresi di aver abbracciato solo una nuvola. ([[Gabriel Sénac de Meilhan]]) *Bisogna mangiare insieme molti moggi di sale, perché il dovere dell'amicizia sia compiuto. ([[Marco Tullio Cicerone]]) *Bisogna scegliere chi decidi di amare. (''[[Rhetorica ad Herennium]]'') *C'è chi scambia l'amicizia per compassione e non vuole accettare aiuto per paura di passare per debole. ([[Erica Jong]]) *C'è un criterio quasi infallibile per stabilire se un altro ti è veramente amico: il modo in cui riporta giudizi ostili o scortesi sulla tua persona. Questi ragguagli sono, per lo più, superflui, pretesti per lasciar trapelare la malevolenza senza assumerne la responsabilità, anzi in nome del bene. ([[Theodor W. Adorno]]) *Caro George, ricorda che nessun uomo è un fallito se ha degli amici. (''[[La vita è meravigliosa]]'') *''Certo che meno d'un fratello non è | chi t'è compagno e conosce sapienza.'' ([[Alcinoo]]: ''[[Odissea]]'') *''Che cos'è avvenuto dei miei amici | che tanto mi erano vicini | e tanto amavo? | Credo che sono troppo sparsi; | Non furono ben curati, | e sono andati. |'' [...] ''Sono amici che il vento si porta, | e c'era vento di fronte alla mia porta, | li portò via'' ([[Rutebeuf]]) *''Chi amico ti chiama – è beato. | Felice colei che ogni giorno | ti parla ti tocca | ti dorme a lato''. ([[Fernanda Romagnoli]]) *Chi è amico ama per sempre. ([[Jean de Meung]]) *– Chi è solo desidera amici. Ma deve cercare molto per trovarli. È difficile incontrare, trovare...<br>– Altre persone sole. (''[[L'anima e il volto]]'') *Chi ha un vero amico può dire di avere due anime. ([[Arturo Graf]]) *Chi trascura di educare il proprio figlio all'amicizia, lo perderà non appena avrà finito di essere bambino. ([[Charles Péguy]]) *Ci affratellammo della saldissima tra le amicizie, che è quella santificata dall'unità d'un intento buono. ([[Giuseppe Mazzini]]) *Ci rendiamo conto degli amici quando abbiamo la sensazione di perderli. E poi è bellissimo ritrovarli. ([[Ilaria Occhini]]) *Come può esserci qualcuno che la odi tanto da farle del male se non ha amici? (''[[Inside Man (serie televisiva)|Inside Man]]'') *Comuni sono i beni degli amici. ([[Pitagora]]) *Con quel tipo di amici funziona così, non c'è bisogno di sentirli spesso per sapere che ci sono, e non c'è bisogno di sentirli spesso quando stanno lontano, perché a parlarci e basta non c'è sostanza. ([[Marco Malvaldi]]) *Conquistarsi amici è come dare denaro a interesse e seminare in terreno irriguo. ([[Mateo Alemán]]) *Considero un danno minore perdere tutti i propri averi che perdere un amico fedele. ([[Martin Lutero]]) *Contrariamente alla convinzione generale, non credo che gli amici siano necessariamente le persone che ti piacciono di più, sono semplicemente le persone che sono arrivate lì per prime. ([[Peter Ustinov]]) *Credere che l'amicizia esista è come credere che i mobili abbiano un'anima. ([[Marcel Proust]]) *Credo che l'amicizia sia qualcosa che vada al di là delle parole o della logica: non ha bisogno di alcun requisito, sarebbe ridicolo. (''[[La forma della voce - A Silent Voice]]'') *Dall'amicizia non si deve mai eliminare la fiducia né per scherzo né seriamente, perché non è facile mantenere ancora salda un'eventuale amicizia, una volta che sia subentrata la menzogna nei comportamenti di coloro che pretendono di essere amici. Non si deve misconoscere un'amicizia per un infortunio o altra difficoltà che può capitare nella vita, al contrario può essere giustificato motivo di rinunzia a un amico e a un'amicizia unicamente la malvagità grande e incorreggibile. ([[Giamblico]]) *Datemi un amico e vi solleverò il mondo. ([[Ramón Gómez de la Serna]]) *Dell'amico è comune il nome, ma rara la fedeltà. ([[Fedro]]) *Di coloro che non avrai assalito, potrai farti degli amici sinceri. L'amicizia più salda infatti è quella fra eguali ed eguali appaiono quelli che non hanno fatto il confronto delle proprie forze. ([[Quinto Curzio Rufo]]) *Di tutte le codardie che rendono possibili i rapporti tra gli esseri umani, la più delicata resta comunque l'[[amicizia]]. La sincerità totale è compatibile solo con il monastero o l'assassinio. ([[Emil Cioran]]) *Dopo che ci si prende a schiaffi per dieci anni o si diventa amici o ci si ammazza. ([[Fabrizio De André]]) *È molto più semplice essere amici. (''[[Amami se hai coraggio]]'') *È nel carattere di pochi uomini onorare senza invidia un amico che ha fatto fortuna. ([[Eschilo]]) *È saggio applicare l'olio di una raffinata gentilezza ai meccanismi dell'amicizia. ([[Colette]]) *È un fatto che all'uomo fa piacere vedersi davanti umiliato anche il suo migliore amico; è proprio sull'[[umiliazione]] che si fonda in gran parte l'amicizia, e questa è una vecchia verità, ben nota a tutte le persone intelligenti. ([[Fëdor Dostoevskij]]) *Era solito anche dire {{NDR|[[Diogene di Sinope]]}} che bisogna tendere le mani agli amici con le dita aperte e non contratte. ([[Diogene Laerzio]]) *Fatevi una sola amica, ma sceglietela con cura. ([[Muriel Barbery]]) *Gli amici col tempo, con la fortuna, con le passioni alle volte e con gli errori diminuiscono, se ne vanno, cessano. ([[Publio Cornelio Tacito]]) *Gli amici dei miei amici sono amici loro. ([[Alfredo Accatino]]) *Gli amici del tempo presente sono come i meloni: bisogna assaggiarne cinquanta prima di trovarne uno buono. ([[Claude Mermet]]) *Gli amici sono coloro coi quali parli schietto e osceno, ti vesti come tutti i giorni, e che non ti impongono dei seccatori supplementari ([[Arrigo Cajumi]]) *Gli amici ti conosceranno meglio nel primo minuto dell'incontro di quanto gli estranei possano conoscerti in mille anni. ([[Richard Bach]]) *Gli amici ti deludono, la gente normale no. (''[[Bianca (film)|Bianca]]'') *''Ha cuor villano, e libertà non merta | chi l'amico lasciò nella catena''. ([[Vincenzo Monti]]) *''Ha qualche volta | I suoi segreti l'amistà''. ([[Vincenzo Monti]]) *Ho passato, contro la mia intenzione, l'inverno a [[Roma]], molto dolcemente, vi assicuro, senza fuoco, senza freddo, senza noia (lontanissimo dall'annoiarmi), e grazie a Dio senza amici. Sì, signora, ho presso in uggia l'amicizia come la medicina, e il tutto per esperienza. Non sono però né più pessimista né più misantropo; al contrario, voglio vivere come tutti; ma non d'amicizia, per favore; Signori, niente amici; non sono più stupido. ([[Paul-Louis Courier]]) *Il prezzo dell'amicizia è la totale rinunzia a noi stessi; non potrà bastare una minor cortesia, una più comune attenzione o offerta a comprarla. ([[Henry David Thoreau]]) *I miei amici mi sono cari quando sono solo; quando sto con loro, come sono lontani! ([[Antonio Machado y Ruiz]]) *I miei amici sono capaci anche da soli di comportarsi con giustizia, senza bisogno che gli scriva io. ([[Agesilao II]]) *I vecchi amici sono i migliori. Re Giacomo era solito chiedere le sue [[scarpa (calzatura)|scarpe]] vecchie: erano le più comode per i suoi piedi. ([[John Selden]]) *I veri amici si portano nel cuore, perciò se mi vuoi bene io resterò sempre con te. Quando sarai triste, canta una canzone di quelle che abbiamo cantato insieme e saremo vicini ovunque ci troviamo. (''[[Sette punti neri]]'') *I veri amici sono rari perché la domanda è minima. ([[Marie von Ebner-Eschenbach]]) *Il mio obiettivo è l'amicizia con il mondo intero, e io posso conciliare il massimo amore con la più severa opposizione all'ingiustizia. ([[Mahatma Gandhi]]) *Il nostro malcostume ci porta a chiedere all'amicizia, o anche a un semplice sorriso di cortesia, non già il vero ma un nostro immediato vantaggio. ([[Natalia Ginzburg]]) *Il più dolce e perfetto frutto della vita umana consiste nella amicizia e società scambievole. ([[Salvator Rosa]]) *Il solo mezzo per avere amici è di gettare tutto dalla finestra, di non chiudere nulla e di non sapere mai dove si andrà a letto. Mi direte che ci sono poche persone tanto pazze da prendere questa risoluzione. Che non si lamentino dunque se non hanno amici: non ne vogliono. ([[Joseph Joubert]]) *Il vero amico non sa far nulla che ad intera soddisfazione dell'amico, e crede mal fatto tutto ciò che a qualcun altro sembrerebbe meglio fatto in diversa guisa. Il vero amico è ammirabile negli affari, ne' quali interesse o gloria impedisce l'interamente spiegarsi. Facilissimo è il fargli vedere e capire ciò che non si vuole né mostrargli, né dirgli, ed a cagione di quella riserva non si offende, né s'impiega con meno calore di quello con cui si sarebbe impiegato, se l'amico con lui si fosse affatto spiegato, affidandosi alla di lui discrezione. Il vero amico in somma non può essere contento di sé medesimo che tanto quanto rende soddisfatto colui per il qual opera, non avendo altro interesse in ciò che fa, se non il solo dell'amico per cui s'impegna.<br>Il falso amico, all'opposto, è sempre mal soddisfatto della maniera con cui è impiegato; abbonda di tacite riflessioni; si forma sempre qualche interesse personale nell'affare che gli viene appoggiato; ed ha sempre qualche segreta mira che non ardirebbe confessare. Quando fa d'uopo penetrare il senso sostanziale della cosa, l'eseguisce ''ad verbum'', e, quando non conviene staccarsi in modo alcuno dalla parola, va ghiribizzando raffinamenti. Egli ha sempre o mal letto, o mal inteso, e con lui nessuno si è mai abbastanza spiegato. ([[Giacomo Casanova]]) *Il vero amico si rivela nelle situazioni difficili. ([[Quinto Ennio]]) *Il vincolo più sacro della società è l'amicizia. ([[Mary Wollstonecraft]]) *Ingegnatevi avere degli amici, perché sono buoni in tempi, luoghi e casi che tu non penseresti. ([[Francesco Guicciardini]]) *Io non ho mai avuto un amico, e ritengo anzi che quest'idea sia una sciocchezza. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''L'adolescente'') *L'amicizia con gli uomini? È come spremere sangue da una rapa. (''[[La regola del gioco (film 1939)|La regola del gioco]]'') *L'amicizia dà l'idea del duraturo, l'amore quella dell'eterno e l'egoismo è quello che sopravvive all'uno e all'altro. ([[Henri de Régnier]]) *L'amicizia di alcuni uomini è più funesta e dannosa del loro odio o della loro avversione. ([[Mariano José Pereira da Fonseca]]) *L'amicizia di cui parlo io esiste, la preservo come uno scrigno segreto, ha un prezzo molto alto: dà molto in cambio di molto, implica il coraggio di mettersi in gioco e di sapersi specchiare nelle aspettative altrui. ([[Filippo Facci]]) *''L'amicizia dice tutto in faccia e non ha paura di far male per fare bene.'' ([[Povia]]) *L'amicizia è Amore senza le sue ali. ([[George Gordon Byron]]) *L'amicizia è anche una vergine timida e gelosa. ([[Frédéric Ozanam]]) *L'amicizia è il massimo alimento della [[felicità]] umana. ([[Prospero Viani]]) *L'amicizia è prima di tutto certezza, ed è questo che la differenzia dall'amore. È anche rispetto, e accettazione totale di un altro essere. ([[Marguerite Yourcenar]]) *L'amicizia è un sentimento privato: ma fondato sulla condivisione di interessi, passioni, attività materiali e intellettuali pubbliche. Dove passerà allora la linea di divisione fra singolo e società, vita degli individui e vita della polis, sfera privata e sfera pubblica. ([[Ida Dominijanni]]) *L'amicizia è una cosa bellissima, come i cristalli dei fiocchi di neve. A volte, come la neve, si scioglie, ma ne resta sempre un bel ricordo! (''[[PokéPark Wii: La grande avventura di Pikachu]]'') *L'amicizia è una cosa strana: non si può stabilire da che cosa nasce, ma quando c'è la si sente. ([[Nancy Hartwell]]) *L'amicizia è una forma di amore impregnata, intessuta di eticità. ([[Francesco Alberoni]]) *L'amicizia è una sola mente in due corpi. ([[Mencio]]) *L'amicizia è una trovata di Dio per farsi perdonare l'istituto della famiglia. ([[Jay McInerney]]) *L'amicizia [...] ha il suo rifugio non nei nervi, non nel sangue, ma nel cervello e nella coscienza. ([[Ivan Aleksandrovič Gončarov]]) *L'amicizia nasce dalle occasioni della vita, spesso dal destino, ma per diventare sentimento irrinunciabile necessita poi di grandi emozioni condivise, non di mediocrità affettiva. ([[Paolo Crepet]]) *L'amicizia non nasce sempre dall'uguaglianza: anche dalla diversità, dal contrasto, dalla contrapposizione tra sensibilità e vocazioni diverse. (''[[Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce]]'') *L'amicizia mi è molto cara. Nella vera amicizia si coglie un barlume dell'Amico Supremo. ([[Paramahansa Yogananda]]) *L'amicizia non è altro che un nome. ([[Napoleone Bonaparte]]) *L'amicizia non si trova più, o se vuoi chiamarla con questo nome, devi sapere ch'è fatta a uso di quelle fibbie o fermagli che servono ad allacciare mentre bisogna, e finito il bisogno si slacciano, e spesse volte si levano via. Così le amicizie d'oggidì. Fatte che sieno, quand'occorre s'allacciano e stringono: finita l'occorrenza, alle volte si slacciano ma si lasciano in essere, tanto che volendo si possano riallacciare; altre volte si levano via del tutto, e ciascuno resta libero e sciolto come per l'addietro. ([[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'') *L'amicizia può solo esistere fra persone che hanno interessi e punti di vista simili. Uomini e donne, per una convenzione sociale, sono nati con diversi interessi e punti di vista. ([[August Strindberg]]) *L'amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce. ([[Francesco Bacone]]) *L'amico sicuro si riconosce nell'incerta fortuna. ([[Quinto Ennio]]) *''L'amistà fra tiranni è malsicura | E le fiere talor sbranan le fiere.'' ([[Vincenzo Monti]]) *L'amore generò il mondo, l'amicizia lo rigenererà. ([[Friedrich Hölderlin]]) *L'opposizione è vera amicizia. ([[William Blake]]) *''L'uccello ha il nido | il ragno la tela | l'uomo l'amicizia.'' ([[William Blake]]) *L'unica ricompensa della [[virtù]] è la virtù, l'unico modo di avere un amico è esserlo. ([[Ralph Waldo Emerson]]) *L'uomo che è uscito dalla camera qualche momento fa è un mio carissimo amico. Perché lo conosco ormai da tanto tempo? Be', ci sono tante persone che conosco da un bel pezzo e ad alcune non farei nemmeno pulire il culo del mio cane. Altre mi sono del tutto indifferenti, non contano per me. Ma Larry per me conta molto e la ragione è... che posso fidarmi. Io so che posso fidarmi. È onesto. (''[[The Big Kahuna]]'') *La morte degli amici dovrebbe ispirarci come la loro vita. Se essi sono abbastanza grandi e ricchi lasceranno a chi li piange la consolazione prima delle spese dei propri funerali. ([[Henry David Thoreau]]) *La vera amicizia è una pianta che cresce lentamente e deve passare attraverso i traumi delle avversità perché la si possa chiamare tale. ([[George Washington]]) *Le amicizie devono essere immortali, e mortali le inimicizie. ([[Tito Livio]], attribuita a [[Quinto Cecilio Metello]]) *Le amicizie di un uomo, come il testamento, sono infirmate non solo dal suo matrimonio, ma anche da quello dei suoi amici. ([[Samuel Butler]]) *Le amicizie estive si sciolgono come la neve d'estate, invece quelle invernali restano per sempre. ([[George R.R. Martin]]) *Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano. ([[Alberto Moravia]]) *Lo certo amico si manifesta alla dubbiosa cosa. ([[Bartolomeo da San Concordio]]) *Ma questo sentimento, l'amicizia, è molto più fine e complicato dell'amore. È il più forte dei sentimenti umani... è veramente disinteressato. Le donne non lo conoscono. ([[Sándor Márai]]) *Marcello, io posso soltanto esserti amico e quindi mi è impossibile consigliarti. (''[[La dolce vita]]'') *Meno amici ci servono più ne abbiamo. ([[Robert Lembke]]) *– Mi piace sentir amare qualcuno dal primo giorno, mica dopo sei anni. Non mi pare che sia [[amore]], piuttosto amicizia.<br />– Non mi pare che sia diverso. Dopotutto amore e amicizia sono la stessa cosa.<br />– No, non sono affatto amica delle persone che amo. Amare mi rende cattiva.<br />– Ah sì? A me no. Non credo in un amore senza amicizia.<br />– Può darsi, ma per me l'amicizia viene dopo.<br />– Be', prima o dopo poco importa. Ma c'è una cosa bellissima nell'amicizia che vorrei ritrovare nell'amore: il rispetto della libertà altrui. Non c'è quest'idea di possesso. (''[[Il ginocchio di Claire]]'') *Mi piacciono gli amici come la musica: quando sono in vena. ([[Charlie Chaplin]]) *Molti, pensando di aver messo su casa, scoprono di non aver fatto che aprire una taverna per i propri amici. ([[Norman Douglas]]) *Molti amici sono come i parenti, finiscono per essere inutili. (''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'') *Nella prosperità i nostri amici conoscono noi. Nell'avversità noi conosciamo i nostri amici. ([[John Churton Collins]]) *Nell'avversità dei nostri migliori amici, troviamo sempre qualcosa che non ci dispiace. ([[François de La Rochefoucauld]]) *Nessuno ha un [[amore]] più grande di questo: dare la vita per i propri amici. (''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') *Niente è più amichevole di un amico in difficoltà. ([[Tito Maccio Plauto]]) *Niente – non una conversazione, non una stretta di mano e neppure un abbraccio – fonda un'amicizia con tanta forza come [[cibo|mangiare]] insieme. ([[Jonathan Safran Foer]]) *Non accettate l'amicizia di chi vi è moralmente inferiore. ([[Confucio]]) *Non dee l'uomo, per maggiore amico, dimenticare li servigi ricevuti dal minore. ([[Dante Alighieri]]) *Non disonorare il sacro nome d'amico, dandolo ad uomo di niuna o poca virtù. ([[Silvio Pellico]]) *Non è facile che uomini da poco sconfitti e umiliati si trasformino in amici sinceri. ([[David Anthony Durham]]) *Non ho tanti amici che io possa confondermi nel loro numero, e dimenticare il migliore. ([[Charles Dickens]]) *Non può essere conosciuto nessuno se non per amicizia. ([[Sant'Agostino d'Ippona]]) *Non saprei come possa resistere senza la lealtà. ([[Emilio Colombo]]) *Non volerti sforzare ad avere amici. È meglio non averne alcuno che doversi pentire d'averli scelti con precipitazione. Ma quando uno n'hai trovato, onoralo di elevata amicizia. ([[Silvio Pellico]]) *Per trovare un amico, bisogna chiudere un occhio; e, per non perderlo, tutti e due. ([[Norman Douglas]]) *Perché due uomini siano a lungo o sempre profondamente amici, bisogna che il Destino li tenga continuamente pronti ad agire l'uno per l'altro, senza mai permetterglielo. ([[Xavier Forneret]]) *Perdurando un'amicizia, anche in circostanze avverse, si riesce sempre a ritrovarsi. (''[[Code Geass: Lelouch of the Rebellion]]'') *Possiamo non trovarci mai senza un amico nella necessità, e senza una bottiglia da offrirgli! ([[Charles Dickens]]) *Quando dico niente amicizia, capite benissimo cosa voglio dire. Parlo al genere umano, di cui ho da lamentarmi; parlo tra me e me, come il servo di [[Molière]]. Un antico diceva: ''Miei amici, non vi sono più amici''. S'ingannava? se da allora tale genia è riapparsa? Spetta a voi, signora, illuminarci su questo punto. Se ve ne sono amici, grazie a voi. ([[Paul-Louis Courier]]) *Quando incontri un amico, dimentica le tue disgrazie. ([[Appio Claudio Cieco]]) *Quando riceviamo qualche favore dai nostri amici, subito pensiamo che in virtù dell'amicizia essi son pur tenuti a ciò, ma non pensiamo affatto che non sono punto tenuti ad esserci amici. ([[Luc de Clapiers de Vauvenargues]]) *Quando un amico ce la fa, un piccolo qualcosa muore dentro di me. ([[Gore Vidal]]) *Quando un'amica diventa troppo costosa non resta che sposarla. ([[Peter Sellers]]) *Quante persone ci vengono a trovare senza annunciarsi? Questo è un buon criterio per giudicare l'amicizia. E quante ci direbbero quali sono i nostri difetti? A quante facciamo regali inaspettati? Con chi possiamo rimanere in silenzio? ([[Cyril Connolly]]) *''Quanti amici ho io? Contateli | acqua e pietre, pini e bambù, | e la [[luna]] che sorge sui monti d'oriente | è pure mia amica e benvenuta. | Che bisogno c'è, io dico, | d'aver più di cinque amici?'' ([[Yun Sŏndo]]) *Quanto all'amicizia, ohibò, alla larga. Anche qui, ho dato assai più di quel che non abbia ricevuto, e ho presso delle belle, piene, copiose cantonate, sprecando tempo, voce, consigli, e appoggi per gente di cui non mi servirei neppure, oggi, come direbbe [[Rabelais]], ''pour me torcher le cul''. ([[Arrigo Cajumi]]) *Quel che rende indissolubile le amicizie e ne raddoppia l'incanto è un sentimento che manca all'amore: la sicurezza. ([[Honoré de Balzac]]) *Quello che ci piace negli amici è la considerazione che hanno di noi. ([[Tristan Bernard]]) *Quello che conta tra amici non è ciò che si dice, ma quello che non occorre dire. ([[Albert Camus]]) *Reprendi l'amico tuo in segreto e [[lode|laldalo]] in paleso. ([[Leonardo da Vinci]]) *Sai cos'è l'amico? Un uomo che ti conosce a fondo e nonostante ciò ti vuole bene. (''[[Profumo di donna]]'') *Sbaglia chi cerca un amico nell'atrio e lo mette alla prova nel banchetto. ([[Lucio Anneo Seneca]]) *Se avessi avuto altri amici, o non li avessi avuti affatto, sarei diventato un grande narratore, prima della caduta del [[fascismo]]; e dopo lo sarei rimasto. Ma è più probabile che che se non avessi avuto gli amici che ho avuto, io non avrei mai scritto un racconto o un quasi racconto. Molto più bello, più intelligente, più ricco e più aristocratico degli amici che ho avuto, mi sono trovato davanti alla barriera terribile e armata dei loro difetti, vizi e capricci: gelosia, narcisismo e sfrenata (ma sorda) ambizione. ([[Antonio Delfini]]) *Se dovessi scegliere tra il tradire il mio paese e tradire il mio amico, spero di avere il fegato di tradire il mio paese. ([[Edward Morgan Forster]]) *Se dovessi spiegare cos'è un amico, questo direi. Un amico è quella persona per cui anche se è cambiato tutto non è cambiato nulla. ([[Concita De Gregorio]]) *Se dovessimo costruire l'amicizia su solide fondamenta, dovremmo voler bene agli amici per amor loro e non per amor nostro. ([[Charlotte Brontë]]) *Se vôi l'[[ammirazione]] de l'amichi nun faje capì mai quello che dichi. ([[Trilussa]]) *Si conosce l'oro nel fuoco e gli amici nelle avversità. ([[Isocrate]]) *Si devono cercare gli amici come si cercano i buoni [[libri]]. Ché il successo non è che siano parecchi né che incuriosiscano molto; ma che siano pochi, buoni e ben conosciuti. ([[Mateo Alemán]]) *Si possono avere mille amici, ma si deve [[amore|amare]] una sola persona. ([[Vladimir Vladimirovič Nabokov]]) *Si riconosce dai fatti e non dalle chiacchiere chi è davvero un amico. ([[Tito Livio]], attribuita ad [[Tito Quinzio Flaminino]]) *Si riconosce la capacità di giudizio di un uomo dalla scelta degli amici. ([[Jean Puget de la Serre]]) *Silenzio d'amico è delitto di traditore. ([[Niccolò Tommaseo]]) *''Sogno di abbracciare un amico vero, | che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro.'' ([[Lucio Battisti]]) *Solo l'uomo solitario conosce appieno la gioia dell'amicizia. ([[Willa Cather]]) *Spesso in amico cerchiamo niente più che un orecchio. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Stasera hai fatto la cosa giusta. Non intendo trafficando in droga e portandoti una pistola. Ti spezzerei le gambe per questo, ma sarei un totale ipocrita e non cambierebbe niente. Ma per quello che hai fatto per Pat. Devi fare tutto per i tuoi [[amicizia|amici]]. Se serve, dai la vita per loro. (''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]'') *''Tengo vicini amici e persone care | perché senza radici l'albero cade.'' ([[Marracash]]) *Tre sono le caratteristiche di un amico: impedire ciò che è dannoso, incitare al bene, non abbandonare nella mala sorte. ([[Aśvaghoṣa]]) *Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità. ([[Madre Teresa di Calcutta]]) *{{NDR|Alla domanda: «Che cosa è un amico?»}} Un altro me stesso. ([[Zenone di Cizio]]) *Un'amicizia che può terminare non è mai stata sincera. ([[San Girolamo]]) *Un amico al [[potere]] è un amico perso. ([[Henry Adams]]) *Un amico è (oserei dire) una passione spirituale. ([[Marie-Dominique Philippe]]) *Un amico è una persona con la quale io posso essere sincero. Davanti a lui io posso pensare a voce alta. ([[Ralph Waldo Emerson]]) *Un amico non si affida mai al [[sogno]] di un altro, non accetta costrizioni da nessuno. Persegue da solo lo scopo della propria vita, e se qualcuno disonorasse il suo sogno, per difenderlo combatterebbe dedicandovisi anima e corpo… anche se quel qualcuno fossi io. Per me è un amico è così… penso che sia "un uomo uguale a me". ([[Berserk]]) *Un amico serve quando hai torto. Quando hai ragione non ti serve a niente. (''[[Un mercoledì da leoni]]'') *Un amico vero ha il potere di penetrare la scorza del nostro cuore e permanere con la definitività di una conquista che non ci verrà più tolta. Non occorrono accorgimenti astuti o strategie particolari. Il legame si costruisce poco alla volta, come un puzzle che, tassello dopo tassello, viene completato con la costanza di chi agisce senza la frenesia di ottenere un risultato immediato. ([[Mina (cantante)|Mina]]) *Un rapporto d'amicizia che sia fra uomini o fra donne, è sempre un rapporto d'[[amore]]. E in una [[carezza]], in un [[abbraccio]], in una stretta di mano a volte c'è più sensualità che nel vero e proprio atto d'amore. ([[Dacia Maraini]]) *Un uomo può considerare proprio amico uno con cui ha giocato nella sabbia, che gli è legato da un favore, che ha lo stesso carattere e gli stessi vizi, un compagno di studi, uno che conosca di lui segreti e debolezze o di cui conosca segreti e debolezze, un fratello di latte o uno insieme al quale sia cresciuto. (''[[Kāma Sūtra]]'') *''Un vero amico si vede nel bisogno | Un amico che sanguina è meglio | La mia amica ha confessato di aver passato l'esame | E non ci separeremo mai.'' ([[Placebo (gruppo musicale)|Placebo]]) *Un vincolo personale, un'amicizia individuale si trovano ''soltanto'' negli animali con un'aggressione intra-specifica altamente sviluppata, anzi, questo vincolo è tanto più saldo quanto più aggressiva è la rispettiva specie animale. ([[Konrad Lorenz]]) *Una nuova conoscenza è un esperimento, un nuovo amico è un rischio. ([[Ezra Pound]]) *V'è poca amicizia nel [[mondo]], e ancor meno fra eguali. ([[Francesco Bacone]]) *Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. (''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') *Volere e non volere le stesse cose, questa è la vera amicizia. ([[Gaio Sallustio Crispo]]) ===[[Aelredo di Rievaulx]]=== *All'amico si deve dire la verità; senza di essa il nome di amicizia non vale più nulla. *L'amicizia è la migliore scala alla perfezione. *La fonte e la sorgente dell'amicizia è l'amore: infatti ci può essere amore senza amicizia, ma non amicizia senza amore. *Quaggiù non c'è nulla di più santo da desiderare, nulla di più utile da cercare, nulla più difficile da trovare, niente più dolce da provare, niente più fruttuoso da conservare dell'amicizia. ===[[Aristotele]]=== *Cos'è un amico? Una singola anima che vive in due corpi. *La sfortuna rivela quelli che non sono effettivamente amici, ma che lo sono stati solo per interesse: il tempo rileva entrambi. *[[Platone]] è mio amico, ma la verità è ancora più mia amica. *Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se avesse tutti gli altri beni. ===[[Dario Baldan Bembo]]=== *''L'amico è qualcosa che più ce n'è meglio è, | è un silenzio che vuol diventare musica.'' *''L'amico è | uno che ha molta gelosia di te | per ogni tua pazzia, | ne fa una malattia | tanto che a volte ti vien voglia di mandarlo via.'' *''L'amico sa | il gusto amaro della verità, | ma sa nasconderla | e per difenderti, | un vero amico è anche un bugiardo.'' ===[[Ambrose Bierce]]=== *Amicizia (''s.f.''). una nave abbastanza grande per portare due persone quando si naviga in buone acque, ma riservata a una sola quando le acque si fanno difficili. *Mendicità (''s.f.''). La condizione di chi ha fatto affidamento sulla solidarietà degli amici. *Quando il tuo amico ti tiene ambo le mani nelle sue, sei al sicuro, perché puoi tenerle d'occhio entrambe. ===''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]''=== *Chi non cerca amici è nemico di se stesso. *Conserviamo i nostri amici: non dimenticarli è un obbligo sacro, trattenerli nella mente non ci nuoce mai! *Io credo che l'amico debba affrontare per l'amico qualsiasi pericolo; egli dev'essere pronto a dare il suo cuore pel cuore del vicino: l'amicizia dirige il cammino, e l'amore è ponte per questo scambio. *Se bisogna provare con atti la devozione a un amico, bisogna trovare per lui un rimedio, fosse anche a prezzo di una sventura. ===[[Emily Dickinson]]=== *Grazie a Dio un mondo c'è, e gli amici che amiamo dimorano in eterno in una casa lassù. Temo di essere incoerente, ma pensare ai miei amici mi dà una tale delizia che dimentico il tempo e il senso comune e così via. *I miei amici sono il mio "patrimonio". Mi perdoni quindi l'avidità con cui ne faccio incetta! Si dice che quelli che un giorno erano poveri, guardano all'oro con un punto di vista diverso. Non so come succede. Dio non è diffidente come noi, altrimenti non ci darebbe amici, per paura che ci si dimentichi di lui! *''La Natura assegna il Sole – | Questa – è Astronomia – | la Natura non può decretare un Amico – | Questa – è Astrologia.'' ===[[Epicuro]]=== *Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l'acquisto dell'amicizia. *Dimostriamo compatimento per le sofferenze degli amici non con le lamentazioni, ma prendendoci cura di loro. *La medesima persuasione che ci incoraggiò a credere che nessun male è eterno o lungamente duraturo ci fa anche ritenere che la sicurezza più grande che si attui nelle cose finite è quella dell'amicizia. *L'amicizia percorre danzando la terra, recando a noi tutti l'appello di aprire gli occhi sulla felicità. *L'uomo d'animo sincero vive soprattutto nella saggezza e nell'amicizia, l'una bene mortale, l'altra bene immortale. *Non abbiamo tanto bisogno dell'aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto. *Non chi cerca sempre l'assistenza degli amici dev'essere considerato un amico, né chi non se ne approfitta mai. L'uno fa mercato del bene per averne il contraccambio, l'altro recide la speranza del bene per l'avvenire. *Non è da stimare né chi s'abbandona con facilità all'amicizia né chi vi esita. È necessario correre rischi per amore dell'amicizia. *Ogni amicizia è per se stessa desiderabile, ma il suo motivo principale deriva dai vantaggi che l'amicizia porta con sé. ===[[Roberto Gervaso]]=== *Gli amici, come gli amori, non si cercano: si trovano. *L'amicizia è rara perché è scomoda. *Niente allevia le nostre [[sofferenza|sofferenze]] come quelle dei nostri amici. *Non è vero che un amico si vede nel momento del bisogno, un amico si vede sempre. ===[[Kahlil Gibran]]=== *Amico mio, tu e io rimarremo estranei alla vita, e l'uno all'altro, e ognuno a se stesso, fino al giorno in cui tu parlerai ed io ti ascolterò, ritenendo che la tua voce sia la mia voce: e quando starò ritto dinanzi a te pensando di star ritto dinanzi ad uno specchio. *E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia, poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora. *Il vostro amico è i vostri [[bisogni]] esauditi. *L'amicizia con l'ignorante è cosa non meno sciocca che il ragionare con un ubriaco. *L'amicizia è sempre una dolce responsabilità, ma non è mai un'opportunità. *Più si dona, più diminuiscono gli amici. *Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore della morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. *Quando vi separate dall'amico, non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna appare più chiara dalla pianura. ===[[Baltasar Gracián]]=== *Degli amici bisogna farsi dei maestri, unendo l'utile dell'apprendere con il piacere del conversare. *I doveri dell'amicizia ammettono una sola eccezione: quella di non confidare all'amico i propri difetti, che, se fosse possibile, non dovrebbero esser confidati neppure a se stessi. *Non c'è deserto peggiore che una vita senza amici: l'amicizia moltiplica i beni e ripartisce i mali. *Pochi sono gli amici di un uomo in sé, e molti quelli della sua buona sorte. ===[[Alphonse Karr]]=== *L'amicizia di due [[donna|donne]] comincia o finisce per essere un complotto contro una terza. *L'amicizia fra due persone di sesso diverso o non è nulla o è amore. *L'amicizia si tratta per [[posta]] meglio che l'amore. *Troppi amici, non abbastanza amicizia. *Tutti vogliono avere un amico, nessuno si occupa d'essere un amico. ===[[Jean de La Bruyère]]=== *È più facile vedere un amore estremo che un'amicizia perfetta. *In amicizia non si può andare lontano se non si è disposti a perdonarsi scambievolmente i piccoli difetti. *Nella pura amicizia c'è un [[piacere]] che non possono provare quanti sono nati mediocri. ===[[Jules Renard]]=== *Amici. Ci si vede troppo, ci si vede meno, non ci si vede più. *Certi amici diffidano di noi come se credessero che noi si conosca il fondo della loro anima. *In certi amici non c'è di piacevole che la loro verginità. Quando ci si è sposati con loro, le cose non vanno più bene. *La nostra amicizia non poteva più andare avanti: ci eravamo troppo riversati l'uno nell'altro. ===[[Matteo Ricci]]=== *Il figlio devoto eredita le amicizie del padre come ne riceve le proprietà. *Il mio amico non è altro che la metà di me stesso; anzi, un altro me stesso. Perciò devo considerare l'amico come me stesso. *Prima di contrarre amicizia, bisogna osservare; dopo averla contratta, bisogna fidarsi. *Quando nell'amicizia il piacere prevale sulla virtù, non si può restare amici per lungo tempo. *Quando tutto procede tranquillamente e non ci sono contrarietà, è difficile distinguere i veri dai falsi amici; ma, quando le avversità sopraggiungono, si dimostra l'amicizia. Infatti, nel momento dell'urgenza i veri amici si avvicinano sempre più, mentre i falsi si allontanano sempre più. *Ragion d'essere dell'amicizia sono il bisogno reciproco e il mutuo aiuto. *Un vecchio amico è un buon amico: non dobbiamo abbandonarlo. Chi senza motivo lascia un vecchio amico per uno nuovo, dopo poco se ne pentirà. ===[[Arthur Schopenhauer]]=== *Chi è amico di tutti non è amico di nessuno. *Gli ''amici di casa'' sono d'ordinario ben chiamati con questo nome, perché sono più attaccati alla casa che al padrone di essa; costoro somigliano ai gatti piuttosto che ai cani. *Sono rari gli amici nel bisogno? Al contrario! Appena si è fatto amicizia con un uomo, ecco che questi è tosto in bisogno e che vi chiede a prestito denaro. ===[[Luis Sepúlveda]]=== *Fra amici bisogna dire sempre la verità. *Gli amici non si ingannano mai e poi mai. *Gli amici si danno man forte, si insegnano tante cose, condividono i successi e gli errori. *I veri amici condividono i sogni e le speranze. *Un amico si prende sempre cura della libertà dell'altro. ===[[Clive Staples Lewis]]=== *Chi non riesce a concepire l'amicizia come un affetto reale, ma la considera soltanto un travestimento, o una rielaborazione, dell'eros, fa nascere in noi il sospetto che non abbia mai avuto un amico. *Il marchio della perfetta amicizia non è il fatto di essere pronti a prestare aiuto nel momento del bisogno, ma il fatto che, una volta dato questo aiuto, nulla cambia. *L'amicizia è il meno geloso degli affetti. *L'amicizia è – ma non in senso peggiorativo – il meno naturale degli affetti, il meno istintivo, organico, biologico, gregario e indispensabile. *Unica tra tutti gli affetti, essa sembra innalzare l'uomo al livello degli dèi, o degli angeli. ===[[Ovidio]]=== *Amicizia è solo una parola, ma fedeltà è una parola vana. *Finché sarai felice, conterai molti amici, ma se i tempi si fanno più grigi, sarai solo. *Quel santo e venerabile nome dell'amicizia. ===''[[Siracide]]''=== *''Non abbandonare un vecchio amico, | perché quello recente non è uguale a lui. | Vino nuovo, amico nuovo; | quando sarà invecchiato, lo berrai con piacere.'' *''Un amico fedele è un balsamo di vita, | lo troveranno quanti temono il Signore.'' *''Un amico fedele è una protezione potente, | chi lo trova, trova un tesoro.'' :Chi trova un amico trova un tesoro. ===[[Robert Louis Stevenson]]=== *È proprio dell'uomo modesto accettare il cerchio delle amicizie, così come sono, dalle mani della sorte. *Quando si perde un vecchio amico, Master Richard, non c'è consolazione migliore che esserne l'erede. *{{NDR|Gli amici}} sono lo scopo e la vera ricompensa della vita perché ci aiutano a essere degni di noi stessi; e proprio quando siamo soli, li sentiamo più vicini. ===[[Simone Weil]]=== *Impara a respingere l'amicizia. O meglio, il sogno dell'amicizia. Desiderare l'amicizia è un grave errore. L'amicizia deve essere una gioia gratuita come quelle che danno l'arte, o la vita. Bisogna rifiutarla per essere degni di riceverla: essa partecipa della natura della [[grazia divina|grazia]]. *L'amicizia è guardare da lontano e senza accostarsi. *L'amicizia non la si cerca, non la si sogna, non la si desidera; la si esercita (è una virtù). ===[[Oscar Wilde]]=== *Chiunque può simpatizzare col dolore di un amico, ma solo chi ha un animo nobile riesce a simpatizzare col successo di un amico. *Fra [[Uomo (genere)|uomo]] e [[donna]] non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia. *Un amico è qualcuno che ti conosce molto bene e, nonostante questo, continua a frequentarti. ==Proverbi== *Amico di tutti, amico di nessuno. ([[Proverbi latini|latino]]) *Amicu de 'u bon tiempu, se muta cu ru vientu. ([[Proverbi calabresi|calabrese]]) *Carciari, malatia e necessitati sparpagnanu li cori di l'amici. ([[Proverbi calabresi|calabrese]]) *Cu' cunfida 'u cori all'amici, metti 'a pruuli 'nto luci.<ref>«Riporre fiducia negli amici è pericoloso come il mettere polvere da sparo nelle braci.»</ref> ([[Proverbi aliminusani|aliminusano]]) *Cu' havi amici è francu di guai. <ref>«Chi ha amici è affrancato dai problemi.»</ref> ([[Proverbi aliminusani|aliminusano]]) *Dove sono le ricchezze, lì sono anche gli amici. ([[Proverbi latini|latino]]) *I piccoli [[Dono|regali]] conservano le grandi amicizie. ([[Proverbi francesi|francese]]) *In due posti conoscerete il vero amico: quando sarete a letto ammalati o quando sarete in [[prigione]]. ([[Proverbi cinesi|cinese]]) *Un amico è una cosa da avere. ([[Proverbi giapponesi|giapponese]]) *Vali cchiuni n'amicu 'nchiazza ca centu ducati 'nta la buggia. ([[Proverbi calabresi|calabrese]]) ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *A chi sorride la fortuna non mancano mai amici. *Ad un buon amico molto si perdona. *Amici del buon tempo guai a chi n'ha. *Amici del buon vino non abbi per vicino. *Amici di profferta assai si trova, che stanno sempre con la bocca aperta; quando si viene all'atto della prova, borsa serrata, amici non si trova. *Amici di starnuti il più che tu ne cavi è che Dio t'aiuti. *Amici molti avrai finché ricco sarai. *Amicizia riconciliata è una piaga mal saldata. *Amico di borsa, di mensa e di ventura, niente vale e poco dura. *Anche con gli amici si devono misurare le parole. *Bisogna troncare ogni amicizia con gli amici che la rompono senza motivo. *Cattivo è quell'amico che copre con le ali e morde col becco. *Chi ha bravo [[cuoco]] e amici sempre invita, se non ha buona entrata, ha buona uscita. *Chi non onora l'amico non è degno di lui. *Chi tollera i vizi dell'amico, se li appropria. *Chi trova un amico trova un tesoro. *Chi visita nelle nozze e non nelle infermità, non è amico in verità. *Chi vuol conservare un amico, osservi queste tre cose: l'onori in presenza, lo lodi in assenza, e l'aiuti nei bisogni. *Chi vuole avere buoni amici, ne abbia pochi. *Con gli amici bisogna chiudere un occhio. *Con l'amico mangia e bevi ma non far contratti. *Da un amico riconciliato e da una corrente d'aria guardatene. *Dell'amico non bisogna abusare. *È meglio imbattersi, che cercarsi apposta. *È meglio un amico che dieci parenti. *Elogia l'amico in pubblico e criticalo in privato. *Finché la botte non è vuota, finché i boccali sono pieni, finché gira il girarrosto, finché dura il mangiare e il bere, finché fuma la cucina, finché la tavola è imbandita e finché la borsa è piena, dura l'amicizia del mondo. *Fra amici il rispetto e la civiltà debbono essere reciproci. *Giova un amico all'uomo disgraziato, più che cento parenti e io l'ho provato. *Gli amici devono essere come i soldi: non falsi. *Gli amici di questo mondo non sono amici se non in quanto la nostra amicizia può essere loro vantaggiosa. *Gli amici durano finché non perdi la chiave della cantina. *Gli amici si scelgono e i parenti sono come sono. *Gli amici sono come le corde dei violini, non bisogna tirarli troppo. *Guardati dall'abbandonare un amico vecchio per uno nuovo. *I difetti degli amici si devono conoscere, ma non palesare. *I migliori amici sono quelli che a vicenda si spronano al bene. *Il migliore degli amici è quello che ci ammonisce dei nostri difetti. *L'aiuto del vero amico non giunge tirato dai [[bue|buoi]]. *L'amicizia oltraggiata è perduta per sempre. *L'amico più fedele è quello che ci mette sulla via migliore. *L'amico più fedele è quello che ci rimette sulla buona strada. *L'onore dell'amico ti dev'essere più caro del tuo. *Molti sono amici come la volpe alle galline, od il gatto al lardo. *Nella prosperità amici a iosa; nell'avversità dov'è un amico? *Non bisogna offendere Dio per far piacere all'amico. *Non è degno di piacere all'amico, chi non osa spiacergli. *Non è mio amico quello che risparmia il suo e mangia il mio. *Non è vero amico di te, chi si mostra troppo amico del tuo. *Non più pietanze, non più amici. *Ogni simile ama il suo simile. *Pari con pari bene sta e dura. *Per farsi un amico basta un bicchiere di vino, per conservarlo, non basta una [[botte]]. *Per un buon amico bisogna andar nel fuoco. *Quando un amico chiede non v'è domani. *Quello è tuo amico che si getta in mare per non lasciarti affogare. *Ricco, nobile e dotto come sei, io non ti voglio fra gli amici miei. *Rinnego quell'amico che mangia il mio con me e il suo da sé solo. *Se cessa il fuoco nella cucina, gli amici spariscono come il fumo di essa. *Se dai mal volentieri all'amico, perdi l'amico e il dono. *Se lasci far torto all'amico tuo, non sei amico. *Si può vivere senza fratelli ma non senza amici. *Sol di parole amico non vale un fico. *Tra amici non si fa violenza. *Un amico è come un altro noi stesso. *Un amico ne porta un altro. *Un buon amico non offende mai. *Una delle leggi dell'amicizia è di non essere importuna. *[[Visita]] l'amico tuo, ma di rado; che per le troppe visite si perde. ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *Al bisogno si conosce l'amico. *Ama l'amico tuo col vezzo e col vizio suo. *Amici da starnuti, il più che tu ne cavi è un ''Dio t'aiuti''. *Amici di buon giorno, son da mettere in forno. *Amici di profferta assai si trova. *Amici, oro, e vin vecchio son buoni per tutto. *Amicizia da bagno, dura pochi dì. *Amicizia di grand'uomo e vin di fiasco, la mattina l'è bono e a sera è guasto. *Amicizia riconciliata è una piaga mal saldata. *Amico certo, si conosce nell'incerto. *Amico di tutti e di nessuno, è tutt'uno. *Amico di ventura, molto briga e poco dura. *Amico e vino vogliono esser vecchi. *Amico vecchio e casa nuova. *Buona amistà è un altro parentà. *Calamità scuopre amistà. *Casa di terra, caval d'erba, amico di bocca, non vagliono il piede d'una mosca. *Chi è diverso nell'oprare, non può molto amico stare. *Chi è misero o mendico, provi tutti e poi l'amico. *Chi manca a un sol amico, molti ne perde. *Chi non ha amico o germano, non ha forza in braccio né in mano. *Chi offende l'amico, non la risparmia al fratello. *Chi sta fermo in casi avversi, buon amico può tenersi. *Chi vuole amici assai, ne provi pochi. *Cogli amici non bisogna andar co' se in capo. *Con ognun fa patto, coll'amico fanne quattro. *È bene aver degli amici per tutto. *È male amico chi a sé è nemico. *Esempi e beneficj fanno gli amici. *Gli amici e gli avvisi aiutano fare le faccende. *Gli amici hanno la borsa legata con un filo di ragnatelo. *Gli amici son buoni in ogni piazza. *Grande amicizia genera grand'odio. *L'amicizia si dee sdrucire, non istracciare. *L'amicizie devono essere immortali, e le inimicizie mortali. *L'amicizie si fanno in prigione. *L'amico accenna e non balestra. *L'amico dev'essere come il denaro. *L'amico non è conosciuto finché non è perduto. *L'oro s'afina al fuoco e l'amico nelle sventure. *La musica ne' dissimili, e l'amicizia ne' simili. *Né amico rinconciliato, né pietanza due volte cucinata. *Ne' pericoli si vede chi d'amico ha vera fede. *Non c'è migliore specchio dell'amico vecchio. *Non si fa mantello per un'acqua sola. *Più vale il cuore che il sangue. *Prima di scegliere l'amico bisogna averci mangiato sale sett'anni. *Val più un amico che cento parenti. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Amico e nemico]] *[[Amico immaginario]] *[[Falsa amicizia]] *[[Migliore amico]] *[[Nemico]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|wikt|preposizione=sull'}} [[Categoria:Relazioni]] nvo8mdsq2kkroyf8l32w30dlmccfuge Vita 0 1587 1411759 1408162 2026-04-27T06:57:28Z Spinoziano 2297 +1 1411759 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Allegory of Life (Christies).jpg|thumb|upright=1.4|''Allegoria della vita'' (G. Cagnacci, XVII sec.)]] Citazioni sulla '''vita'''. ==Citazioni== *A rifletterci bene, il tipo del «provvisorio» è la vita. ([[Sof'ja Petrovna Sojmonova]]) *A un certo punto della tua vita o hai ciò che vuoi o i motivi per cui non l'hai. ([[Andy Roddick]]) *'''A vita è 'nu muorzo ca nisciuno te fa dà | 'ncoppa a chello ca tene''. ([[Pino Daniele]]) *Abbiamo imparato a condurre un'esistenza, ma non una vita; abbiamo aggiunto anni alla vita, non vita agli anni. ([[Bob Moorehead]]) *Adesso più che mai sono convinto che la vita di un uomo abbia senso soltanto se vissuta in tutto quello che si ha dentro. Perché è lì, nella mente e nel sentimento, dunque nel principio vitale proprio dell'uomo, che vanno creati, e vissuti, i vari spazi. ([[Walter Bonatti]]) *''Ahimè, ahi vita! domande come queste mi perseguono, | d'infiniti cortei d'infedeli, città gremite di stolti, | io che sempre rimprovero me stesso, (perché chi più stolto di me, chi di me più infedele?) | d'occhi che invano anelano la luce, scopi meschini, lotta rinnovata ognora, | dagli infelici risultati di tutto, le sordide folle anfananti, che in giro mi vedo, | degli anni inutili e vacui degli altri, e io che m'intreccio con gli altri, | la domanda, ahimè, che così triste mi persegue, – Che v'è di buono in tutto questo, o Vita, ahimè? | RISPOSTA | Che tu sei qui – che esistono la vita e l'individuo, | che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuirvi con un tuo verso.'' ([[Walt Whitman]]) *Al termine del viaggio un uomo che muore deve dire alla vita: «È solo questo? Se avessi saputo!» ([[Xavier Forneret]]) *Alla fine, la vita è esattamente quello che temevate che fosse – una gara di popolarità. ([[Adam Davidson]]) *Ama la vita e darai lode a Dio. La nostra prima liturgia è la lode per la vita. ([[Ermes Ronchi]]) *''Anche la vita è un istante soltanto, | soltanto un dissolversi | di noi stessi in tutti gli altri, | come offertici in dono. || Solo uno sposalizio che dal basso | irrompe dentro le finestre, | solo una canzone, solo un sogno, | solo un colombo azzurrognolo.'' ([[Boris Pasternak]]) *Anche le vite che ci sembrano insignificanti nascondono una profondità senza fine. [...] Persino quelli che vivono negli angoli più remoti di un pianeta possono avere a cuore centinaia di persone, quando non si tratta dell'intera galassia. ([[Obi-Wan Kenobi]], [[John Jackson Miller]]) *Anche se l'interezza di questa vita non fosse altro che sogno e il mondo fisico un fantasma, io definirei questo sogno e questo fantasma abbastanza veri se, usando bene la ragione, non ne fossimo mai ingannati. ([[Gottfried Wilhelm von Leibniz]]) *''Benché dia ben poca luce, | un lucignolo che sfrigola | è immensamente più luminoso | delle tenebre assolute. | Perché la vita, | in qualunque condizione, | è più importante dell'oblio''. ([[Arthur Hailey]]) *Bisogna vivere come si pensa, se no, prima o poi, si finisce col pensare come si è vissuto. ([[Paul Bourget]]) *C'è chi vive tutta una vita in un minuto. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'') *C'è un'estasi che caratterizza il culmine della vita e oltre la quale la vita non può innalzarsi. E il paradosso di vivere è tale che questa estasi arriva quando si è sommamente vivi e viene come un totale oblio dell'essere vivi. Questa estasi, questo dimenticarsi di vivere, viene all'artista fuori di sé colto da una vampata di passione; viene durante la battaglia campale al soldato pazzo di guerra quando rifiuta la tregua. ([[Jack London]]) *C'è un valore misterioso di una vita caduta a terra, anche se non è dato di conoscere i tempi del germoglio. ([[Andrea Riccardi]]) *Capii che cosa è la vita; fino allora non l'avevo vista così triste, ma ora mi apparve in tutta la sua realtà, vidi che era soltanto sofferenza e separazione continua. Piansi amaramente, perché non comprendevo ancora la gioia del sacrificio, ero debole, così debole che considero una grande grazia aver potuto sopportare una prova la quale pareva molto al disopra delle mie forze! ([[Teresa di Lisieux]]) *Cerca di pensare che la vita è una scatola di biscotti. [...] Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no. Quando cominci a prendere subito tutti quelli buoni, poi rimangono solo quelli che non ti piacciono. È quello che penso sempre io nei momenti di crisi. Meglio che mi tolgo questi cattivi di mezzo, poi tutto andrà bene. Perciò la vita è una scatola di biscotti. ([[Haruki Murakami]]) *Chi ama davvero la vita Maestà, non può permettersi la ricerca dell'impossibile, ma deve giocarla con infinita prudenza. (''[[Ludwig]]'') *''Chi ben condusse sua vita | male sopporterà sua morte.'' ([[Fabrizio De André]]) *Chi disse che la vita è una [[guerra]], e che la vita è una lotta, affermò un paradosso, o se disse il vero, lo disse nel senso di constatare un fatto, ma non già di approvarlo e chiamar [[piacere]] il [[dolore]] e dolore il piacere. ([[Nicola Santamaria]]) *Chi non stima la vita, non la merita. ([[Leonardo da Vinci]]) *Ci sarà pace quando la vita dell'uomo sarà rispettata, accolta, amata sempre, dal concepimento alla morte, sempre con il medesimo amore, e in ogni parte del mondo. ([[Ernesto Olivero]]) *Ci sono persone che passano la vita a sognare e altre invece che si perdono in attività frenetiche, ma lentamente e inesorabilmente la vita ci sfugge tra le dita, qualunque cosa facciamo. (''[[Gertrud]]'') *Ciascuno deve condurre una vita che sa che piace a [[Dio]], anche se è disprezzata e poco considerata. Essere servo, cameriera, padre, madre, sono tutti modi di vita fondati e santificati dalla parola di Dio, e che piacciono a Dio. ([[Martin Lutero]]) *Ciascuno di noi ha il diritto di pensare che la vita è una lunga strada, dove si può e si deve tentare, sbagliare e riprovarci ancora. ([[Paolo Crepet]]) *Ciò che ferma il movimento della vita è l'attaccamento a sé. ([[Jean Cardonnel]]) *Ciò che umanizza la vita e può riscattarla dalla peggiore delle offese che essa subisce, cioè l'asservimento o eteronomia, è proprio l'assunzione della sua responsabilità. ([[Pietro Barcellona]]) *Colui che vive lottando contro la stessa vita agonizza. ([[Miguel de Unamuno]]) *Come ho detto tante volte, la storia umana, tra salvezza e perdizione, è ambigua. Non sappiamo neppure se siamo noi i padroni del nostro destino. ([[Norberto Bobbio]]) *''Contessa, che è mai la vita? | è l'ombra d'un sogno fuggente''. ([[Giosuè Carducci]]) *Cos'è la {{sic|V}}ita? È una piuma, è il seme dell'erba, spinto qua e là, che a volte si moltiplica e muore nell'atto, a volte viene portato via nei cieli. Ma se il seme è buono e pesante potrà forse fare un po' di strada nella direzione che vuole. ([[H. Rider Haggard]]) *Cos'è la vita se non un sistema dove cane mangia cane? È un sistema in sintonia con la vita. Ed è per questo che funziona. ([[Philip Roth]]) *Così è la vita, così siamo noi. E se nella nostra vita non ci fosse dolore non sarebbe meglio, sarebbe peggio: perché allora non ci sarebbe la felicità né la speranza... ecco. (''[[Stalker (film 1979)|Stalker]]'') *Credo che in ogni vita ci siano periodi in cui un uomo esiste realmente, e altri in cui egli non è che un agglomerato di responsabilità, di fatiche e, per le teste deboli, di vanità. ([[Marguerite Yourcenar]]) *Credo di essere attaccato alla vita perché sto vivendo; ma in realtà non potrebbe darsi che io languisca di quel desiderio perché sono già morto? ([[Shôhei Ôoka]]) *Dalla vita non puoi aspettarti nulla, se non che è difficile. (''[[La grande Gilly Hopkins]]'') *Dev'essere una ben misera vita quella che permette d'ignorare la [[paura]]. ([[Aldo Leopold]]) *''Dintorno ad un pensier sempre s'aggira | La vita stanca, e fral, che a forza io porto; | E quanto indi le vien pace, e conforto, | Tanto ella in mezzo il duol vive, e respira''. ([[Berardino Rota]]) *Dobbiamo lavorare perché ogni persona abbia le opportunità per vivere una vita piena di dignità, in ogni fase della vita. Non si può pensare che la vita non sia vita o chiederle di morire prima di essere vissuta. ([[Ernesto Olivero]]) *Dopo ogni crisi, la vita riserva sempre nuove sorprese. Sono convinto che il meglio, nonostante tutto, ci stia sempre davanti. A qualsiasi età. ([[Mario Canciani]]) *Due compiti per iniziare la vita: restringere il tuo cerchio sempre più e controllare continuamente se tu stesso non ti trovi nascosto da qualche parte al di fuori del tuo cerchio. ([[Franz Kafka]]) *E chi per la [[conquista]] combatteva, ora si batte per la vita. ([[George Gordon Byron]]) *È con il cuore che voglio dire a tutti una cosa: la vita è meravigliosa. E gli incidenti di percorso sono come la neve, arriva, copre tutto, ma poi basta un raggio di sole o un po’ di pioggia per ripulire la terra e si può tornare a camminare felici. ([[Tonino Guerra]]) *È così bello vivere, e la vita è così dolce che non può essere cattiva! ([[Émile Zola]]) *E in definitiva la vita degli uomini nient'altro è che un gioco della pazzia. ([[Erasmo da Rotterdam]]) *È la qualità della vita che conta, il modo in cui viviamo, non per quanto tempo. (''[[I sopravvissuti]]'') *È la vita a costituire l'unica realtà e il vero mistero. La vita è molto di più che semplice materia chimica, che nelle sue fluttuazioni assume quelle forme elevate che ci sono note. La vita persiste, passando come un filo di fuoco attraverso tutte le forme prese dalla materia. ([[Jack London]]) *''E la vita è così forte | che attraversa i muri per farsi vedere. | La vita è così vera | che sembra impossibile doverla lasciare. | La vita è così grande | che quando sarai sul punto di morire, | pianterai un [[ulivo]] | convinto ancora di vederlo fiorire''. ([[Roberto Vecchioni]]) *E se la vita fu bene, perché mai ci vien tolta? — E se la vita fu male, perché mai n'è stata concessa? ([[Francesco Domenico Guerrazzi]]) *«È un viaggio inutile come tutti i viaggi della vita e come la vita stessa,» si diceva, «ma bisogna farlo per illudersi, per credere a qualcosa, altrimenti è finita.» ([[Guido Cavani]]) *Ecco quindi cos'è la vita: un esperimento in cui, per la gran parte, io non mi sono ancora lanciato. ([[Henry David Thoreau]]) *''Era questo la vita: un sorso amaro.'' ([[Umberto Saba]]) *Essa è come una sostanza amara o scipita, che viene offerta all'uomo in quantità molto più grandi di quanto egli sia in grado di contenere, così grandi, che lo rendono svigorito e sempre sul punto di rimaner soffocato. È come trovarsi solo in un immenso [[fienile]], tanto immenso da non poter vederne i confini, nel quale, incessantemente, venga trasportato fieno da dieci coppie di cavalli in pieno galoppo... finché, alla fine, si muore. ([[Frans Eemil Sillanpää]]) *Essere testimoni soprattutto per chi conserva rabbia nei confronti della società che vede ostile. A lui il testimone deve infondere speranza facendo comprendere che la vita vale se è donata. ([[Pino Puglisi]]) *Essere veramente vivi è essere trasformati dal di dentro, essere aperti alla forza dell'amore di Dio. ([[Papa Benedetto XVI]]) *Gli pareva di essere al margine di una soglia oltre la quale lo attendeva un mistero. Qualcosa lo attirava con la promessa che si sarebbe riaperto per lui... il libro della vita? Sì, forse era la vita che lo chiamava oltre quel passo. ([[Laura Mancinelli]]) *Godetevi la vita, è tutto ciò che abbiamo. ([[Morrissey]]) *Ho una vita interessante, ma devo scrivere perché se non scrivo in una certa misura non posso godermi il resto della mia vita. ([[Ernest Hemingway]]) *Il bello della vita è che ogni periodo ti mette di fronte a delle ripartenze, a delle nuove avventure e a una reinvenzione di quello che si è fatto in precedenza. ([[Maurizio Nichetti]]) *Il fumo uccide. Ma la vita mica scherza. ([[Alfredo Accatino]]) *Il meccanismo, il segreto semplicissimo dell'esistenza è togliere per vedere, per avere una visione, per cui l'[[essenziale]] è produrre la vita e campare con le cose necessarie a quella funzione. E solo quelle. La vita è come scolpire, bisogna togliere. ([[Mauro Corona]])) *Il miglior modo per comprendere la vita è di paragonarla a un gioco. ([[L. Ron Hubbard]]) *Il più grande compilatore di storie sensazionali è la vita. Ma è sempre vera la vita? La vita è la stessa come sempre è stata, indifferente alle gioie e ai dolori dell'uomo, muta, impenetrabile come la Sfinge. ([[Axel Munthe]]) *Il valore della vita è nel dono di sé ai fratelli. ([[Giorgio La Pira]]) *Insomma, come è questa faccenda? Siamo noi a farci la nostra vita, o è la vita a disfarci? ([[Quino]]) *Io credo che la vita (e non l'ho detto io ma lo condivido) è per il 20% da quello che ti succede, ma per l'80% dal modo in cui tu reagisci a quello che ti succede. ([[Gianluca Vialli]]) *– Io credo che la vita è troppo lunga, e tu la rendi ancora più lunga.<br />– La vita è troppo lunga? Porca troia... quanto sei sfiduciato, non ho mai sentito nessuno dire una merda del genere. Tutti quanti dicono che vorrebbero allungarsela la vita. (''[[Solo due ore]]'') *Io da medico ragiono esattamente così: la vita è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche se si presenta inerme e indifesa. ([[Enzo Jannacci]]) *Io dico che la vita è una merda, poi arriva mia madre che dice che la vita è bellissima perché ti dà sempre la possibilità di un riscatto. E ha ragione lei. ([[Levante (cantante)|Levante]]) *L'arte del vivere assomiglia piuttosto a quella della lotta che a quella della danza, in quanto si mantiene pronta e salda contro i casi imprevisti. ([[Marco Aurelio]]) *L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque. ([[Enzo Jannacci]]) *L'importanza della tua vita non è quale la vedi e la senti tu, ma quale la vede e la sente l'altro. Questo dell'altro infatti è il giudizio obbiettivo, spassionato, svincolato dalla visuale interessata soggettiva. – Sei insegnante? Hai un metro eccellente per giudicare il valore della tua vita e della vita umana in generale. Il tuo studente che sorriderà con soddisfazione perché la tua morte gli procurerà un giorno di vacanza, e che ventiquattr'ore dopo se n'è già dimenticato: questa è la veduta dell'Altro, la veduta obbiettiva, dunque veramente la valutazione esatta di che cosa sia e che cosa conti la tua vita. ([[Giuseppe Rensi]]) *L'intera vita è impiegata ad occuparsi degli altri. Ne passiamo una metà ad amarli, l'altra metà a dirne male. ([[Joseph Joubert]]) *L'ipotesi della vita che perennemente progredisce e si amplifica è certamente un concetto che lusinga l'amor proprio dell'uomo moderno; ma io sono solito esser molto cauto verso tutto ciò che lusinga me stesso. ([[Shôhei Ôoka]]) *L'unica vita viva è nel passato e nel futuro... il [[presente]] è un interludio... uno strano interludio in cui chiamiamo il passato e il futuro a testimoniare che siamo vivi! [...] Sì, la nostra vita è soltanto uno strano, buio interludio nell'elettrico spettacolo di Dio padre. ([[Eugene Gladstone O'Neill]]) *L'uomo non posside la vita, la riceve. E nel momento in cui cessa di trasmettere vita, in quel preciso momento la vita in lui si dissecca. La vita si alimenta di vita donata. ([[Ermes Ronchi]]) *La biologia [...] era una scienza unica perché non poteva definire la sua materia di studio. Nessuno, infatti, sapeva che definizione dare della vita. Nessuno, in realtà, sapeva cosa fosse. Le definizioni di una volta – un organismo che mostrava ingestione, escrezione, metabolismo, riproduzione, eccetera – non valevano più. Era sempre possibile trovare delle eccezioni. ([[Michael Crichton]]) *La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita. Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti. I suoi drammi. Le sue distrazioni. Le sue storie risolte. I suoi casini ripuliti. Perché, che cosa mai le rimarrebbe? Solamente il grande spaventoso inconoscibile. ([[Chuck Palahniuk]]) *La natura è vita e la vita è natura. Io amo la natura. Io so cos'è la natura. Io capisco la natura perché la sento. E la natura sente me. ([[Vaclav Fomič Nižinskij]]) *La nostra vita è un'opera d'arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l'arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili (almeno nel momento in cui ce le poniamo) da contrastare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano (almeno nel momento in cui li scegliamo) ben oltre la nostra portata, e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare (almeno per quanto si è visto fino allora) ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare. Dobbiamo tentare l'impossibile. ([[Zygmunt Bauman]]) *La nostra vita non è un sogno, ma deve diventarlo, e forse lo diverrà. ([[Heinrich Heine]]) *La nostra vita umana non è così importante come la nostra vita astrale. ([[Paul Scheerbart]]) *La singola vita di un essere umano è non meno preziosa di tutte le altre vite messe insieme. (''[[Una vita (Barnard)|Una vita]]'') *La sua vita oscilla quindi come un pendolo, di qua e di là, tra il dolore e la noia, che sono in realtà i suoi veri elementi costitutivi. ([[Arthur Schopenhauer]]) *La [[temperanza]] ed il [[coraggio]], [[virtù]] senza le quali la vita è solo un vergognoso delirio. ([[Simone Weil]]) *La verità è che la vita di ognuno - se lui la ricorda bene, e ricorda i particolari, i dettagli, la gente che ha incontrato - la vita di chiunque diventa interessante, favolosa. ([[Giulio Questi]]) *La verità è questa: la vita è una serie di disastri ferroviari con brevissime pause felici stile pubblicità. (''[[Deadpool (film)|Deadpool]]'') *La visione scientifica dell'esistenza è poetica fino quasi a risultare trascendentale. Siamo incredibilmente fortunati ad avere avuto il privilegio di vivere per alcuni decenni su questa terra, prima di morire per sempre. E noi che viviamo oggi siamo ancora più fortunati, perché possiamo comprendere, apprezzare e godere l'universo come nessuna delle generazioni precedenti ha potuto fare. Abbiamo il beneficio di secoli di scoperte e progressi scientifici alle spalle. Aristotele sarebbe sbalordito da ciò che uno scolaretto qualsiasi potrebbe insegnargli oggi. Ecco cosa dà significato alla vita. Ed il fatto che questa vita abbia un limite, e sia l'unica vita che abbiamo, ci rende ancora più determinati ad alzarci ogni mattina e cercare di partecipare al meraviglioso ciclo della natura. ([[Richard Dawkins]]) *La vita a trent'anni è un dono; a sessanta è una difesa; a settanta una conquista. ([[Alfredo Binda]]) *La vita bene spesa lunga è. ([[Leonardo da Vinci]]) *La vita ci è stata data per una creatività. Il [[tempo]] è come il tessuto su cui occorre disegnare una creazione. ([[Luigi Giussani]]) *La vita, come un commento di un'altra cosa che non raggiungiamo, e sta lì, alla portata del salto che non facciamo. ([[Julio Cortázar]]) *La vita con te è stata un sogno- e quando dico un sogno, intendo colombi e gigli, e velluto, e quel roseo "V" nel mezzo e il modo che avevi di arricciare la lingua nel pronunciare quella lunga languida 'l. La nostra vita insieme era fatta di allitterazioni, e quando penso a tutte le piccole cose che morranno, ora che non possiamo più condividerle, mi sembra d'essere morto anch'io. E forse lo siamo. ([[Vladimir Vladimirovič Nabokov]]) *La vita consiste nell'adattarsi all'[[incoerenza]]. ([[Adolfo Bioy Casares]]) *La vita d'una persona consiste in un insieme d'avvenimenti di cui l'ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l'insieme, non perché conti di più dei precedenti ma perché inclusi in una vita gli avvenimenti si dispongono in un ordine che non è cronologico, ma risponde a un'architettura interna. ([[Italo Calvino]]) *La vita degli uomini è cosa miserevole, come vento di tempesta l'attraversa l'incontenibile [[avidità]] di guadagno: oh, se contro di essa si fossero uniti tutti i medici per curare un male che è più grave della follia perché viene benedetto, mentre è una malattia e produce del male. ([[Ippocrate]]) *La vita dell'uomo è un filo di seta sospeso in un gioco di rasoi. ([[Emilio Cecchi]]) *La vita di ogni uomo è una ricerca spietata e solitaria. ([[John Dos Passos]]) *La vita di un uomo è un cerchio, dall'infanzia all'infanzia. ([[Nicholas Evans]]) *La vita diventa un veleno se non crediamo in essa, quando non è che un mezzo per saziare la vanità, l'ambizione, l'invidia. E si comincia ad avere nausea... ([[Sándor Márai]]) *La vita è affascinante, mio caro, tutto dipende dalla lente attraverso la quale la si guarda. ([[Alexandre Dumas (figlio)|Alexandre Dumas, figlio]]) *La vita è avvenire e passato. La vita non è mai presente. Il presente non è mai. ([[Antonio Delfini]]) *La vita è bella. È bella perché non conosciamo altro di meglio. ([[Marcello Marchesi]]) *La vita è bella finché fai bene il tuo lavoro. (''[[Fury (film 2012)|Fury]]'') *La vita è breve ma viene resa più lunga dal ricordo che di noi lasciamo. Infatti il prestigio, che ci viene dal denaro e dalla prestanza fisica scorre come un fiume ed è fragile come un fuscello. La rettitudine, invece, risplende eternamente. ([[Gaio Sallustio Crispo]]) *La vita è ciò che gli ultimi di noi fanno provare alla maggior parte di noi, che gli ultimi sono la maggioranza. ([[Willard Van Orman Quine]]) *La vita è come il pane: col trascorrere del tempo diventa più dura, ma quanto meno ne resta tanto più la si apprezza. ([[Indro Montanelli]]) *La vita è come il surf, quando finisci nella zona d'impatto, bisogna rialzarsi, perché non si sa mai cosa c'è dietro alla prossima onda e, se hai fede, tutto è possibile. ([[Soul Surfer (film)|''Soul Surfer'']]) *La vita è come l'acqua, deve correre, guai se si ferma, baca. ([[Aldo Palazzeschi]]) *La vita è come l'acqua impetuosa di un torrente, che sgorga dalla roccia, s'infrange su di essa, scivola dagli angusti argini, travolge tutto ciò che trova, e si placa, morendo, nello stagno della valle. Vita, impeto e morte. Ma tutto è inutile, se quello stagno non è la pace e l'amore della casa di Dio. (''[[Antonio, guerriero di Dio]]'') *La vita è come la ginnastica artistica: quello che conta di più, è essere elastici. ([[Claudia Pandolfi]]) *La vita è come la scala di un [[pollaio]]: corta e piena di merda. (''[[Brivido caldo]]'') *La vita è come la tua prima partita di scacchi. Quando inizi a capire come funziona hai già perso. ([[Carlos Ruiz Zafón]]) *''La vita è come prendere un treno affollato d'estate: | tocca dividere l'aria con piccoli stronzi e vecchie sudate.'' ([[Willie Peyote]]) *La vita è come suonare il pianoforte in pubblico e imparare a padroneggiare lo strumento lì per lì. ([[Edward Bulwer-Lytton]]) *La vita è come una cipolla: più la sfogli e più ti viene da piangere (''[[I cammelli]]'') *La vita è come una partita a [[baseball]]: devi sfruttare tutte le occasioni e non perdere mai di vista la palla. (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]'') *La vita è come una scatola di cioccolatini. Assaporiamola prima che scada. ([[Luca Ward]]) *La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita. (''[[Forrest Gump]]'') *La vita è come uno [[specchio]]: ti sorride se la guardi sorridendo. ([[Jim Morrison]]) *La vita è così: è fatta di grandi botte che uno deve metabolizzare con altre botte. ([[Duccio Patanè]], ''[[Boris (terza stagione)|Boris]]'') *La vita è [[dolore]] e la gioia dell'[[amore]] è un anestetico. ([[Cesare Pavese]]) *La vita è eternamente tesa ad un futuro migliore; ma la sua configurazione non potrà mai dominarsi: un'ansia eterna di sicurezza, che mai, tuttavia, sarà raggiunta. ([[Eduard Spranger]]) *La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo? (''[[Totò, Peppino e... la dolce vita]]'') *La vita è fatta di marmo e di fango. ([[Nathaniel Hawthorne]]) *La vita è fatta di sofferenza. Non c'è modo per evitarla. Questa è la verità. Quel che è importante è come affrontiamo la sofferenza, come affrontiamo la verità. (''[[Vikings]]'') *La vita è il bene più prezioso dell'uomo. Finché non si sia risolto definitivamente il problema di mantenere in vita l'umanità, tutte le altre questioni, come quella di sapere sotto quale regime vivano i popoli, il capitalista o il socialista, diviene privo di significato. ([[Võ Nguyên Giáp]]) *La vita è il prezzo che paghiamo perché il nostro essere possa esistere. ([[Pär Fabian Lagerkvist]]) *La vita è in generale così triste che la terra sarebbe presto spopolata dal suicidio, se la speranza non trattenesse i coraggiosi, come la paura ferma i vili. ([[Pierre-Marc-Gaston de Lévis]]) *''La vita è l'anello stretto che ci tiene prigionieri, | il cerchio invisibile che mai oltrepassiamo, | la vita è la felicità prossima che ci sfugge, | e mille passi che non ci decidiamo a fare. | La vita è disprezzarsi | stando immobili sul fondo di una sorgente | e sapere che il sole splende di sopra | e uccelli dorati attraversano l'aria | e giorni sfrecciano veloci. | La vita è un breve cenno d'addio per poi andare a casa a dormire... | La vita è essere a se stessi degli estranei, | e una nuova maschera per chiunque altro arrivi. | La vita è maltrattare la propria fortuna | e respingere l'unico momento, | la vita è credersi deboli e non osare.'' ([[Edith Södergran]]) *La vita è l'espressione di una capacità creativa che l'uomo intende e modella a somiglianza di sé, del suo essere, del suo sentimento, del suo pensare, del suo modo di agire. ([[Florence Montgomery]]) *''La vita e la bici hanno lo stesso principio, | devi continuare a muoverti per stare in equilibrio.'' ([[J-Ax]]) *La vita è la cosa più preziosa che l'uomo possiede. Gli viene data una sola volta, e bisogna viverla in modo da non dover rimpiangere amaramente gli anni trascorsi senza uno scopo, in modo da non dover provare vergogna di un passato vile e meschino; e in modo da poter dire, morendo: ho dedicato tutta la mia esistenza e tutte le mie forze a ciò che di più bello esiste al mondo, la lotta per la liberazione dell'umanità. ([[Nikolaj Ostrovskij]]) *La vita è la farsa che dobbiamo recitare tutti. ([[Arthur Rimbaud]]) *La vita è misura, assidua misura sul ritmo della morte che incalza, della vita che sopraggiunge, dell'ombra che fugge il sole. Ogni volo altissimo non è che il punto sommo di una parabola. ([[Antonio Beltramelli]]) *La vita è molto fragile e non si sa quanto possa durare. Secondo me è importante far pace con Dio, finché se ne ha la possibilità. ([[Chuck Norris]]) *La vita è mostruosa, infinita, illogica, improvvisa e straziante; l'[[opera d'arte]], al confronto, è nitida, finita, conchiusa in sé, razionale, corriva e slombata. ([[Robert Louis Stevenson]]) *La vita è musicale, si sa. Sui suoi temi fondamentali, sulle sue ''frasi'' più intense, non ama indugiare. ([[Giorgio Bassani]]) *''La vita è per me stesso, per viverla a modo mio.'' ([[Metallica]]) *La vita è piena di ironie, è meglio godersi ora ciò che si ha, senza preoccuparsi di un domani ipotetico. ([[Isabel Allende]]) *La vita è proprio strana. Ti mette in mano carte che puoi leggere solo dopo averle giocate o solo dopo che altri le giocano per te. (''[[Una vita (Barnard)|Una vita]]'') *La vita è qualcosa di inafferrabile che trascende i singoli organi materiali, dell'essere animato, e che non può essere misurata materialmente, e tanto meno creata: è un mistero della natura, su cui è giusto che la scienza indaghi, ma di cui la scienza non è padrona. Quando la scienza pretende di creare o manipolare la vita, si fa essa stessa filosofia e religione, scivolando nello "scientismo". ([[Sandro Magister]]) *''La vita è quello che ti accade | mentre sei occupato a fare altri progetti.'' ([[John Lennon]]) *La vita è questa cosa, la cosa in cui si sta, in cui non si può non continuare a stare anche quando teoricamente la vita finisce. ([[Giovanni Raboni]]) *''La vita è riprovevole | poiché fa la gioia del colpevole | ed io che la volevo incantevole, | come pioggia cado dalle nuvole.'' ([[Caparezza]]) *''La vita è scordarsi sempre, | delle cose di sempre.'' ([[Calcutta (cantante)|Calcutta]]) *La vita è simile ad una panegiria: come infatti alcuni partecipano a questa per lottare, altri per commerciare, altri ancora – e sono i migliori – per assistervi, così nella vita alcuni nascono schiavi della gloria e cacciatori di guadagno, altri [[filosofia|filosofi]] avidi della verità. (attribuita a [[Pitagora]]) *La vita è solo un'interminabile replica di uno spettacolo che non avrà mai luogo. (''[[Il favoloso mondo di Amélie]]'') *''La vita è soltanto un vuoto da rendere, ma non berla è da stupidi''. ([[Clan Destino]]) *La vita è troppo breve per darsi davvero da fare. ([[Tim Kreider]]) *La vita è tutta una stupidaggine, sempre, perché non conclude mai e non può concludere. ([[Luigi Pirandello]]) *La vita è un commercio giusto, in cui tutte le partite si pareggiano col tempo. Presto o tardi bisogna pagare per tutto ciò che si prende dalla vita. Per certe cose si può pagare in anticipo, per altre si deve pagare al momento della consegna e per altre più tardi, alla presentazione del conto. ([[Inayat Khan]]) *La vita è un contrasto di forze contrastanti. ([[Lucio Battisti]]) *La vita è un dovere che siamo tenuti ad adempiere, certo un dovere gravoso e complesso, per il quale a volte è necessario sopportare dei sacrifici. ([[Sándor Márai]]) *La vita è un gioco e va giocata sapendo che si può perdere. Ma che senso ha non giocarla? ([[Michel Platini]]) *La vita è un grande romanziere divenuto folle. Le sue opere complete: i delitti, le passioni, i sogni. ([[Julien Green]]) *La vita è un labirinto dove, prima ancora di aver imparato a camminare, prendiamo la svolta sbagliata. ([[Cyril Connolly]]) *''La vita è un lampo, una favola, una menzogna, | il soffio d'un bambino, un dipinto sull'acqua, | il sogno di chi veglia, e ancor l'ombra d'un sogno, | che di vapori vani il cervello gli annebbia.'' ([[Pierre Matthieu]]) *La vita è un libro che ci viene dato in prestito. E in genere lo rivogliono indietro proprio quando stiamo per capire la trama. ([[Giancarlo Magalli]]) *La vita è un male incurabile. ([[Abraham Cowley]]) *La vita è un miracolo che può fiorire ovunque, anche dove sembra che la luce del giorno non sia mai arrivata. ([[Candido Cannavò]]) *La vita è un rosario di miserie che il filosofo sgrana ridendo. ([[Alexandre Dumas (padre)|Alessandro Dumas, padre]]) *La vita è un sogno. La vita non è quella che viviamo, ma è quella che sogniamo. ([[Franco Corelli]]) *''La vita è un uragano che ci strappa le vele, | un'autostrada in fiamme con curve di miele, | è una tempesta, è un tuffo dentro a un cerchio di fuoco, | la vita è un gioco, la vita è un gioco.'' ([[Negrita]]) *La vita è un viaggio. E se viaggi in prima è meglio. ([[Guido Nicheli]]) *La vita è un viaggio verso la fiducia in se stessi. ([[Erica Jong]]) *La vita è una cella un po' fuori dell'ordinario, più uno è povero più si restringono i metri quadrati a sua disposizione. ([[Vasco Pratolini]]) *La vita è una danza nel cratere di un vulcano: erutterà, ma non sappiamo quando. ([[Yukio Mishima]]) *La vita è una e una sola nelle sue varie forme, come il mare con tutte le sue onde che si avvicendano resta sempre uno e uno solo. Là dove la durata è garantita, c'è un prezzo da pagare. Il calice è costoso, il vino è gratuito. ([[Ernst Jünger]]) *La vita è una festa malinconica. (''[[Il merlo maschio]]'') *La vita è una infinita serie di possibilità. La stasi arriva solo con la morte. (''[[Wolverine (fumetto)|Wolverine]]'') *La vita è una maratona e non si vince una maratona senza mettersi i cerotti per le vesciche [...] (''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'') *La vita è una partita, no? È fatta di karma, fortuna e fisica. (''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'') *La vita è una sostanza malleabile, soffice, cedevole, che può essere plasmata in qualunque forma. ([[Luigi Barzini junior]]) *La vita è una vicenda comica e non vi è nulla di più divertente dell'amore che vive nel tempo. ([[Mario Puzo]]) *La vita era una tragedia, e noi nella migliore delle ipotesi potevamo trasformarla in una commedia. ([[Thomas Bernhard]]) *La vita fisica, per cui ha inizio la vicenda umana nel mondo, non esaurisce certamente in sé tutto il valore della persona ne rappresenta il bene supremo dell'uomo che è chiamato all'eternità. (''[[Donum vitae]]'') *''La vita fugge e non s'arresta un'ora''. ([[Francesco Petrarca]]) *La vita giunge sempre a una brutta fine. ([[Marcel Aymé]]) *[La vita] ha bisogno della forma e, in quanto forma, ha bisogno più della forma. Alla vita è intrinseca questa contraddizione, di poter venir fuori soltanto in forme e tuttavia di non poter restare entro tali forme, ma di poter oltrepassare e rompere ogni forma che ha prodotta. ([[Georg Simmel]]) *La vita intelligente su un pianeta diventa tale quando, per la prima volta, elabora una ragione della propria esistenza. ([[Richard Dawkins]]) *La vita invece è seria; e ce lo insegna la somma immensa di studi, di spese, di fatiche, di ordinamenti, di tentativi, di rischi, di sacrifici, che una impresa colossale, come quella spaziale, ha reclamati. Criticare, contestare è facile; non così costruire. ([[Papa Paolo VI]]) *La vita la si può fissare solo sui cuori e sulle pietre; il resto se ne va come le lunghe file di tronchi alla deriva sulle acque invernali. ([[Léon Degrelle]]) *La vita nasconde dei misteri dietro le semplici apparenze. ([[Alicia Giménez-Bartlett]]) *La vita non deve essere un romanzo impostoci, bensì un romanzo fatto da noi. ([[Novalis]]) *La vita non è altro che una comunione di solitudini. ([[Corrado Alvaro]]) *La vita non è dolce, non è di morbido velluto – ma raspa la schiena come la striglia il cavallo, fino a che l'uomo non caccia il proprio sangue. ([[Władysław Reymont]]) *La vita non è fatta di ciò che ottieni, ma di quello che puoi diventare. È un viaggio, figliolo, non un evento. (''[[Non mollare mai]]'') *La vita non è già destinata ad essere un peso per molti, e una festa per alcuni, ma per tutti un impiego, del quale ognuno renderà conto. ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'') *La vita non è giusta. È solo più decente della morte, tutto qui. ([[William Goldman]]) *La vita non è né lunga né corta. Ha delle lungaggini. ([[Jules Renard]]) *La vita non è novità, ma rinnovamento. Innovare, se non è continuare, significa uccidere: il male e la morte sono i soli inizi assoluti permessi all'uomo. ([[Gustave Thibon]]) *La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. ([[Gabriel García Márquez]]) *La vita non è solo il filo di un traguardo. ([[Carl Lewis]]) *La vita non è tua ma di tutti; non si ferma in te solo ma va pellegrina nel tempo echeggiando di cervello in cervello, si trasmette moltiplicata negli organi, e si fa eterna rivelandosi nell'ideale ch'è la forma più vera della vita stessa. In quell'ideale che ti pare un sogno tu ripensi te stessa, ti comprendi, ti esalti, t'infuturi. ([[Gaetano Trezza]]) *La vita non è un filo diritto, ci sono curve, alti e bassi, cose più interessanti e cose meno, basta solo sorridere alla vita e amare la gente più che si può. ([[Kylie Minogue]]) *La vita non è un gioco. È sopravvivenza. ([[Mike Tyson]]) *La vita non ha senso e non ha senso nemmeno chiederselo. La domanda sul senso della vita è in effetti un'estensione indebita della domanda sul senso di questa o quella azione alla vita in toto. Ciò non toglie che uno non possa dare un suo senso, individuale e personale, alla vita, ma ne deve essere consapevole. Un mio aforisma dice: "Non posso fare a meno di pormi certe domande, ma debbo resistere alla tentazione di darvi una risposta. Tanto sarebbe priva di ogni fondamento". ([[Edoardo Boncinelli]]) *''La vita non sarà mai veramente una cosa tua finché a qualcuno la regalerai''. ([[Clan Destino]]) *La vita nostra è come un bel tesoro, | che spender non si deve in cosa vile, | né risparmiar ne l'onorate imprese; | perché una bella e gloriosa morte | illustra tutta la passata vita. ([[Gian Giorgio Trissino]]) *''La vita, ov'arde breve ora un piccolo | fuoco che presto mutasi in cenere; | che vana, che nulla vapora, | ma un fumo esalando, che odora.'' ([[Giovanni Pascoli]]) *La vita passa e noi la lasciamo passare come l'acqua del fiume, e solo quando manca ci accorgiamo che manca. ([[Grazia Deledda]]) *La vita porta a tutto, a condizione di uscirne. ([[Jules Renard]]) *La vita, prolungata dai progressi delle "scienze umane", comincia ad essere vissuta come psicologicamente "eterna". ([[Sabino Acquaviva]]) *La vita psichica dell'[[uomo]] ricorda per il suo sviluppo e per la sua struttura, la struttura della corteccia terrestre; essa cioè è formata di strati sovrapposti l'uno sull'altro. ([[Sergei Hessen]]) *La vita, pur troppo, non è che agitazione; agitazione alterna e perpetua, simile al pendolo d'un oriuolo: arrestato il pendolo, le ruote non si muovono più; spente le passioni, e le loro illusioni, non vi è più corda; le ore dell'uomo non progrediscono più, e l'assoluta tranquillità di ogni ente mortale comincia col silenzio, con l'oscurità, e si compie con l'eterna dissoluzione. ([[Ugo Foscolo]]) *La vita si gioca in un colpo solo, il resto è attesa. (''[[Il giocatore - Rounders]]'') *''La vita si stiracchia | nell'utero cosmico.'' ([[Riccardo Mannerini]]) *La vita sta nei concetti come un bambino cresciuto negli abiti troppo corti. Un'unica ora di vita è fatta di migliaia di inesplicabili impulsi dei nervi, dei muscoli, del cervello, e un'unica, grossa, vuota parola pretende di esprimerli tutti. ([[Joseph Roth]]) *La vita ti richiede sempre una forma di messa in scena, di finzione, di ipocrisia. Se sei sincero, spaventi. ([[Gabriele Muccino]]) *La vita umana è breve, ma io vorrei vivere sempre. ([[Yukio Mishima]]) *La vita umana è come una lunga strada che si deve percorrere portando un carico pesante: non bisogna affrettarsi. ([[Tokugawa Ieyasu]]) *La vita umana non è altro che una goccia di rugiada, il balenare di un fulmine. ([[Ryūnosuke Akutagawa]]) *La vita umana, propriamente parlando, non può esser detta lunga né corta, perocché, in sostanza, è la scala su cui misuriamo tutte le altre lunghezze di tempo. ([[Arthur Schopenhauer]]) *La vita umana si riduce tutta a errori e rinunzie. Finché siamo giovani gli errori son più numerosi delle rinunzie; nella vecchiaia aumentano le rinunzie ma non per questo diminuiscono gli errori. ([[Giovanni Papini]]) *''La Vita? Un gioco affatto | degno di vituperio, | se si mantenga intatto | un qualche desiderio.'' ([[Guido Gozzano]]) *La vita, una volta che è data, non la si può togliere. Chi non la desidera, non la dia. Tanto più che dando una vita non è che si faccia, da un punto di vista non-cristiano, un grosso regalo. Perché la vita è più sofferenza che gioia: a maggior ragione, quindi, non bisogna stroncarla. Semmai, bisogna cercare di aiutarla. ([[Giorgio Caproni]]) *La vita separa gli amici di gioventù come la scure spacca il tronco. Un pezzo di qua, uno di là. L'uno diventa fuoco, l'altro sostegno di un mobile zoppo. Altri chissà cosa, chissà dove. ([[Mauro Corona]]) *Le cose più belle della vita sono al di là del denaro. Il loro prezzo è agonia, sudore, devozione. E il prezzo richiesto per la più preziosa di tutte le cose della vita è la vita stessa, costo ultimo per un valore assoluto. ([[Robert Heinlein]]) *Le letture e l'esperienza di vita non sono due universi ma uno. Ogni esperienza di vita per essere interpretata chiama certe letture e si fonde con esse. Che i libri nascano sempre da altri libri è una verità solo apparentemente in contraddizione con l'altra: che i libri nascano dalla vita pratica e dai rapporti tra gli uomini. ([[Italo Calvino]]) *Le prime pagine del libro della vita contengono racconti deliziosi, profezie e presagi di felicità senza fine, ma le pagine di mezzo ne preparano al disinganno, le ultime alla rassegnazione; e spesso si butta il libro, e non si vive che delle memorie di ciò che si lesse. ([[Igino Ugo Tarchetti]]) *– Lei parla del fatto che la vita non funziona mai.<br />– Ah sì... e dovevi leggere un libro per capirlo? (''[[Scoprendo Forrester]]'') *"Life is a mountain, not a beach", la vita è una montagna... non una spiaggia. ([[Kay Rush]]) *Lo scrivere non salva la vita, anche se permette a qualche suo istante di sopravvivere nelle parole, perché la vita non può riconoscere e ritrovare in esse la propria verità immediata, inesprimibile e fuggitiva. ([[Claudio Magris]]) *Ma che significa la vita di un solo uomo, se è in gioco la felicità di milioni di persone? (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]'') *Ma la vita è il nemico, anzi, vi dirò di più, la vita è uno stato mentale. ([[Richard Benson]]) *Ma nella vita non c'è niente, né titoli né cartelli né segnali, niente che indichi "attenzioni pericolo", "smontamenti frequenti" o "delusione imminente". Nella vita siamo soli con i nostri vestiti, peggio per noi se sono strappati. ([[Delphine de Vigan ]]) *''Ma non ci si può vendicare | di quell'orco mostruoso che è la Vita. | Tu entri nella stanza – cioè nasci; | e poi devi vivere – logorarti l'anima, | ecco!'' ([[Edgar Lee Masters]]) *Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita. ([[Rita Levi Montalcini]]) *Mi sembra che la vita consista nell'abituarsi alle cose che detestiamo, più che nell'inseguire quelle che ci piacciono. ([[Marco Presta]]) *Mi sembrava di non aver mai toccato l'apice. Se mi voltavo indietro, mi sembrava di non aver avuto nemmeno una vita. Un po' di vicissitudini. Progressi e regressi. Ma niente di piú. Non avevo fatto niente, prodotto niente. Avevo amato qualcuno, ed ero stato amato. Ma non mi restava niente. Il paesaggio era stranamente piatto. Mi sembrava di muovermi all'interno di un videogame. Come {{sic|[[Pac-Man|Pac-man]]}}, avanzavo mangiando i puntini che componevano il labirinto. Senza [[scopo]]. Ma con la [[certezza]], prima o poi, di morire. ([[Haruki Murakami]]) *''Miser chi crede | (E pur chi non lo crede?) i [[Giorno|giorni]] suoi | Menar lieti, e tranquilli. È questa vita | Tutta un inganno; e trapassar si suole | Sperando il bene, e sostenendo il male''. ([[Scipione Maffei]]) *Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella "zona grigia" in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, [...] bisogna coltivare [...] il coraggio di ribellarsi. ([[Rita Levi-Montalcini]]) *Nella vita ci sono attimi, istanti, frazioni di secondo in cui un "no" può diventare un "sì". Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io. ([[Fabio Volo]]) *Nella vita di un uomo prima o poi arriva un giorno in cui, per andare dove deve andare, se non ci sono porte né finestre, gli tocca sfondare la parete. ([[Bernard Malamud]]) *Nella vita le cose capitano a casaccio, e così devono capitare in un romanzo; esse non conducono ad alcuna crisi risolutiva – che è un oltraggio alla legge delle probabilità – continuano ad accadere e basta. ([[William Somerset Maugham]]) *Nella vita niente è sicuro finché non accade. ([[George Weah]]) *Nella vita reale invece non conosco le conseguenze di un'azione. Penso che la vita si ramifichi come la chioma di un albero, mentre una storia concepita per il cinema va nella direzione opposta, ovvero dalla chioma confluisce in unico punto rappresentato dalle radici. A volte penso che noi scriviamo storie anche per un bisogno di essere consolati dal fatto di non avere un controllo totale sulla nostra vita. ([[Jaco Van Dormael]]) *Nella vita tutto è carne o soldi, come se le due cose non potessero esistere contemporaneamente. Sarebbe come essere vivi e morti allo stesso tempo. Non si può. Bisogna scegliere. ([[Chuck Palahniuk]]) *Nessun mortale trascorrerà mai<br>vita incolume da pene. ([[Eschilo]]) *Nessuno può colpire duro come fa la vita. (''[[Rocky Balboa (film)|Rocky Balboa]]'') *Nessuno vive perché lo vuole. Ma una volta che vive lo deve volere. ([[Ernst Bloch]]) *''Niente da aspettare | niente da temere | niente chiedere – e tutto dare | non andare | ma permanere. | Non c'è premio – non c'è posa. | La vita tutta una dura cosa.'' ([[Carlo Michelstaedter]]) *Niente più del [[dolore]] fa crescere e insegna a gustare ogni attimo di quel dono grandioso che è la vita. ([[Laura Tangorra]]) *Noi vogliamo rendere e magnificare la vita odierna, incessantemente e tumultuosamente trasformata dalla scienza vittoriosa. (''[[Manifesti futuristi]]'') *Noi non [[Vivere|viviamo]] inutilmente. I frutti della nostra vita, come noi li accogliamo nei pensieri elaboriamo, vengono annessi nel cosmo. ([[Rudolf Steiner]]) *Non c'è individuo più stolido di colui che consuma la maggior parte della vita a guadagnarsela. ([[Henry David Thoreau]]) *Non è lecito dunque disprezzare la vita corporale dell'uomo. (''[[Gaudium et Spes]]'') *Non è possibile ucciderla, la vita. Ritorna. ([[Paul Wühr]]) *Non esiste una vita normale, Wyatt. Esiste la vita, e si deve viverla. Vivi la vita fino in fondo, vivila ogni secondo, vivi per me, Wyatt. (''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'') *Non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai vivo. ([[Elbert Hubbard]]) *Non va dimenticato che ogni azione educativa – anche quella più giusta e amorevole – non può mai pretendere di salvare la vita dei propri figli dall'incontro con il reale senza senso dell'esistenza, dalla sua contingenza illimitata, dalla sua ingovernabilità assoluta. Cosa vuol dire? Vuol dire che possiamo arare il campo, gettarvi la semente più buona, riparare i primi germogli dalle asperità del tempo cattivo, curarne le malattie, non fare mancare il giusto apporto di luce e acqua, ma tutto questo, e altro ancora che potremmo fare, non potrà mai assicurarci la qualità del risultato che otterremo. Possiamo contribuire a preparare un campo fertile, ma nulla ci garantirà dell'effettiva realizzazione di questa fertilità. La vita è esposta senza protezione al rischio irreparabile della contingenza. ([[Massimo Recalcati]]) *Ogni atto della vita non è che un lento processo di unificazione. ([[Piero Martinetti]]) *Ogni vita attua un suo disegno iniziale fino al suo rigoroso compimento. ([[Donatella Bisutti]]) *Ogniqualvolta decidiamo di intraprendere o di cambiare genere di vita, dobbiamo tenere innanzi agli occhi soprattutto questo: di non seguire la via che ci apparirà più splendida, ma quella che sarà più adatta a noi, confidando non su una vana passione, ma sulla guida della natura. ([[Francesco Petrarca]]) *Oh la vita potrebbe essere molto interessante, solo che si sapesse e si capisse qualcosa di più. ([[Sigmund Freud]]) *Osservò la scena e pensò alla vita – e come regolarmente gli succedeva quando pensava alla vita, diventò malinconico. Una tristezza dolce discese in lui. Sentì quanto era vano lottare contro la sorte – era questa la saggezza che i secoli gli avevano tramandato. ([[James Joyce]]) *Pensaci per un momento: se la vita fosse davvero sicura, sarebbe già morta. Una vita totalmente sicura non può essere viva, perché è andata perduta l'avventura stessa. Se sei protetto da tutti i pericoli, sei morto. L'essenza della vita è l'avventura, il pericolo, l'insicurezza. È coinvolta la morte. ([[Osho Rajneesh]]) *Per me, il successo nella vita significa sopravvivenza. Credo che una lunga vita sia la ricompensa della natura per coloro che ne hanno afferrato il segreto. Non desidero morire giovane o pazzo. Il vero disegno dell'esistenza si può studiare meglio in una lunga vita, come quella di Goethe – una vita governata dalla ragione e interrotta a tratti da scoppi emotivi, rotture, passioni, follie. In gioventù la vita della ragione non è di per sé sufficiente; più tardi la vita delle emozioni, salvo brevi periodi, diventa insopportabile. ([[Cyril Connolly]]) *Per godere la vita si deve essere disposti a farne, in una certa misura, parte. ([[L. Ron Hubbard]]) *Per ognuno la vita ha un proprio significato. Bisogna accettarla per quello che è e magari capire che al giro di boa, a 50 anni, non c'è più quella sterminata prateria che avevamo davanti a 30 anni, muovendoci come cavalli bradi. ([[Riccardo Rossi (attore)|Riccardo Rossi]]) *Per quanto si possa fare, non ci prenderemo mai gioco della Vita più di quanto essa si prenda gioco di noi. ([[Xavier Forneret]]) *Per quel che riguarda la vita di tutti i giorni, diamo libero corso ai nostri sentimenti di simpatia o di antipatia a ogni momento. ([[Pëtr Alekseevič Kropotkin]]) *Per scrivere la storia della propria vita, bisogna prima aver vissuto; perciò non scrivo la mia. ([[Alfred de Musset]]) *Per tutti la vita è come un ritorno a casa: commessi viaggiatori, segretari, minatori, agricoltori, mangiatori di spade, per tutti... tutti i cuori irrequieti del mondo cercano tutti la strada di casa. (''[[Patch Adams (film)|Patch Adams]]'') *Per un sacco di gente la vita è solo un lungo calcio tirato nell'uretra. (''[[BoJack Horseman]]'') *Perché cos'è la vita se non un misto agrodolce di tristezza, stupore, speranza e gioia? (''[[Quando chiama il cuore]]'') *Perché la vita sia realmente feconda, deve esserlo contemporaneamente nell'intelligenza, nel sentimento e nella volontà. Per un istante di questa vita, l'unica degna di questo nome, molti darebbero interi anni di esistenza vegetativa. senza di essa, si è vecchi prima del tempo, si è impotenti, si è come le piante che si disseccano senza essere mai fiorite. ([[Pëtr Alekseevič Kropotkin]]) *Perché, senza che vi fosse la necessità di spiegarselo a chiare lettere e senza che ciò causasse alcun senso di autocompiacimento, egli sapeva che la sua vita già possedeva un innato [[equilibrio]], quel tipo di [[armonia]] a inseguire la quale altri sembravano passare la maggior parte della loro esistenza. Non gli veniva in mente che quel dono potesse essere qualcosa di speciale. Si sentiva semplicemente parte di un disegno, di un'unione di elementi animati e inanimati, cui lo collegavano sia lo [[spirito]] che la carne. ([[Nicholas Evans]]) *''Pietra ch'è nel Mar morto e non affonda, | la vita! Cosa grave che galleggia, | e va e va dove la porta l'onda!'' ([[Giovanni Pascoli]]) *Più facile imparare a truccarsi bene che cambiarsi la vita. ([[Rieko Matsuura]]) *Porsi davanti la vita come un oggetto da studiare, è assurdo, perché la vita, posta davanti così, perde per forza ogni consistenza reale e diventa un'astrazione vuota di senso e di valore. E com'è più possibile spiegarsela? L'avete uccisa. Potete, tutt'al più, farne l'anatomia.<br>La vita non si spiega; si vive.<br>La ragione è nella vita; non può esserne fuori. E la vita non bisogna porsela davanti, ma sentirsela dentro, e viverla. ([[Luigi Pirandello]]) *''Pure, ''se'' in precedenza | questa vita ce la fossimo mai immaginata, | quale folle, ineffabile, stravagante, | mirabile nonsense ci sarebbe sembrata!'' ([[Vladimir Nabokov]]) *Qualche volta la vita fa sì che una famiglia soffra mentre altre rimangono indenni. Non è logico, non non è onesto, ma succede. ([[Arthur Hailey]]) *Qualche volta sono schiacciato sotto il peso di tutte le vite che non sto vivendo. ([[Jonathan Safran Foer]]) *Qualsiasi [[idea]] per riuscire deve fare [[Sacrificio|sacrifici]]; dalla lotta della vita non si esce mai immacolati. ([[Ernest Renan]]) *Quand'anche tu avessi da vivere tremila anni moltiplicati per diecimila, nondimeno ricorda che nessuno perde una vita altra da quella che vive, né vive altra vita da quella che perde. ([[Marco Aurelio]]) *Quando la nube dell'ignoranza si dissipa, si manifesta l'infinito dei cieli e per la prima volta noi scorgiamo la vera natura dello stesso essere. Allora noi conosciamo il significato della vita, comprendiamo che essa non è un cieco tendere, né un mero dispiegamento di forze brute; pur non conoscendone esattamente lo scopo ultimo, sentiamo in essa qualcosa che ci rende infinitamente felici di viverla, che ci fa restare contenti in ogni sviluppo di essa di là da ogni problema e da ogni dubbio pessimistico. ([[Daisetsu Teitarō Suzuki]]) *Quando la vita diventa un dialogo d'amore, quando trionfa su tutte quelle forze cieche che fanno di noi semplicemente un pezzo di universo, questa vita allora diventa eterna. ([[Maurice Zundel]]) *Quando la vita in ogni sua forma viene considerata divina, tutti possono spiccare il volo. ([[Michael Jackson]]) *''Quando la vita si distrae cadono gli uomini.'' ([[Francesco Gabbani]]) *Quando non hai una tua storia da vivere, diventi parte di quella di qualcun altro. (''[[Castlevania (serie animata)|Castlevania]]'') *Quando si è molto giovani capita di non sapere bene chi si è e che cosa si vuole dalla vita. Indubbiamente però noi tutti disponiamo di un misterioso filo conduttore che prima o poi finirà per farci scegliere ciò che per indole è già latente in noi, e servirà a costruire la nostra personalità. ([[Walter Bonatti]]) *Quanta strada faremo nella vita dipende dalla nostra tenerezza con i giovani, dalla nostra compassione per i vecchi, dalla nostra simpatia per chi lotta, e dalla nostra tolleranza per i deboli e per i forti, perché un giorno saremo stati tutto questo. ([[George Washington Carver]]) *Questa barocca stravaganza che, su questo pianeta, chiamiamo vita. ([[Richard Dawkins]]) *Questa in fondo è la razionalità più grande: sapere che la vita è ben di più di tutti i nostri conti, di ogni nostra ragionevole previsione. ([[Eugenio Borgna]]) *Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'') *''Questa è la vita! l'ebete | Vita che c'innamora, | Lenta che pare un secolo, | Breve che pare un'ora; | Un oscillare eterno | Fra [[paradiso]] e [[inferno]] | Che non s'accheta più''. ([[Arrigo Boito]]) *Questa massa di avvenimenti che formano la vita assomiglia a un pallone aerostatico che non è possibile dirigere e che ti porta sempre dove non vuoi andare. ([[Xavier de Maistre]]) *Questa vita è misera perché orientata verso valori falsi: i soldi, gli onori, il potere, le ricchezze, la proprietà, la reputazione. È la vita infangata dai vizi della società dei consumi: il bramare, il comprare, il possedere, il consumare, il sostituire. È anche una vita falsa nel rapporto con gli altri: una vita ridotta alla superficie, alle apparenze, alla mondanità, ai salotti, alle chiacchiere. ([[Michel Onfray]]) *Questo scontento, quest'uggia, e il mare stesso che stremato si getta per le rive come un naufrago: ogni vita è naufragio se non ne afferriamo il senso. Oltre la storia naturale la storia umana, oltre la storia umana la storia cosmica. ([[Fabio Tombari]]) *Ritengo che non vi è vita e [[azione]] possibile se non si ha fiducia nella durata e nella possibile validità dei nostri atti. ([[Ugo Fasolo]]) *Sapere che un attimo di vita carico di fede, anche se privo di ogni azione, di ogni espressione visibile, possiede una forza di valorizzazione, una potenza vitale che tutte le nostre povere azioni umane non potrebbero sostituire. ([[Madeleine Delbrêl]]) *Sappiate intanto che ad ogni vita sta dietro la morte, che ad ogni connubio sta dietro la separazione! Non è senza feccia il liquor della vita, e anche il raso ha le sue strie. ([[Saˁdi]]) *''Sarebbe meglio guadagnarsi da vivere | Ma la mia vita, ce l'ho, io, la mia vita | Non ho bisogno di guadagnarla | Non è un problema per niente | La sola cosa che rimane | E tutto il resto, i problemi | Ma essi sono tutti già posti | Essi si sono tutti interrogati | Sui minimi argomenti | Allora a me cosa resta .'' ([[Boris Vian]]) *Scrutata a fondo, ogni vita è impossibile, è un ballerino sulla corda tesa. ([[Sergio Solmi]]) *Se disporre della vita umana fosse una prerogativa peculiare dell'Onnipotente, allora per gli uomini sarebbe ugualmente criminoso salvare o preservare la vita. Se cerco di scansare un sasso che mi cade sulla testa, disturbo il corso della natura, prolungando la mia vita oltre il periodo che, in base alle leggi generali della materia e del moto, le era assegnato. Se la mia vita non fosse del tutto mia, sarebbe delittuoso sia porla in pericolo sia disporne! ([[David Hume]]) *Se è vero che la vita non ignora il desiderio e la sregolatezza, è altrettanto vero che chiede l'[[amore]]. Ma in amore alle parole devono corrispondere i fatti, e i fatti non sempre sono i comportamenti sessuali. ([[Caterina Varzi]]) *Se la vita fosse fatta soltanto di sogni e di fervori chiunque purché dotato d'un po' di fantasia potrebbe campare beato e contento... ([[Giuseppe Berto]]) *Se la vita scorre troppo facilmente, ci si rammolisce. ([[Tenzin Gyatso]]) *Se manca qualcosa alla tua vita è perché non hai guardato abbastanza in alto. ([[Raoul Follereau]]) *Secondo me la vita è uno sport individuale, ognuno corre per sé, puoi sforzarti di non fare del male agli altri (uno sforzo che qualche volta mi sono evitato), ma non devi mai illuderti di partecipare a un gioco di squadra. ([[Marco Presta]]) *''S'i' fosse [[morte]], andarei da mio padre; | s'i' fosse vita fuggirei da lui: | similmente faria da mia madre''. ([[Cecco Angiolieri]]) *Si accorsero allora che solo la vita simile alla vita di chi ci circonda, la vita che si immerge nella vita senza lasciar segno, è vera vita, che la felicità isolata non è felicita. [...] Era questo ciò che amareggiava più di ogni altra cosa. Scrisse: «Felicità è vera soltanto se condivisa». ([[Jon Krakauer]]) *Si dànno, in questo affare strano e confuso che chiamiamo vita, circostanze e occasioni bizzarre nelle quali si prende tutto l'universo come un gran tiro birbone, anche se non se ne capisce che vagamente il senso, e si ha più che il sospetto che tutto quanto il tiro sia stato giocato soltanto alle proprie spalle. Tuttavia, niente serve a scoraggiarci, per niente sembra valga la pena di metterci a litigare. Si buttan giù tutti i fatti, tutti i culti, e le credenze, e le opinioni, tutte le asperità visibili e invisibili, per nocchiute che siano; come uno [[struzzo]] dallo stomaco possente trangugia pallottole e pietre focaie. E in quanto alle difficoltà e alle angustie di poco conto: prospettive d'improvvisa rovina, pericolo di rimetterci la vita o un braccio, tutte queste cose, e perfino la morte, sembrano non più che bottarelle date bene e con le migliori intenzioni, allegre gomitate impartite da quel vecchio invisibile e inspiegabile d'un giocherellone. ([[Herman Melville]]) *Si può ritenere che la meraviglia della vita sia sempre a disposizione di ognuno in tutta la sua pienezza, anche se essa rimane nascosta, profonda, invisibile, decisamente lontana. Tuttavia c'è, e non è né ostile e né ribelle. Se la si chiama con la parola giusta, con il suo giusto nome, essa arriva. Questa è l'essenza dell'incantesimo, che non crea, bensì chiama. ([[Franz Kafka]]) *Si vive una sola volta e quest'unica volta si vive nel provvisorio, nella vana attesa del giorno in cui dovrebbe cominciare la vera vita. Così passa l'esistenza. ([[Ignazio Silone]]) *Siamo tutti rassegnati alla morte; è alla vita che non arriviamo a rassegnarci. ([[Graham Greene]]) *''Sii felice per un attimo: questa è la vita.'' ([[Omar Khayyam]]) *Solo la vita potrà rispondere alle domande poste dalla vita. ([[Dag Hammarskjöld]]) *Sono diventato abbastanza saggio da riconoscere che alla mia età non ci si domanda che cosa fare della propria vita. Un rebus del quale non si verrebbe mai a capo. Perché il problema è cosa la vita ha fatto di noi. ([[Bruno Morchio]]) *Sono i paesi [[Ateismo|atei]] o [[Filosofia|filosofi]] che fanno pagar cara la vita umana a quelli che la turbano, ed hanno ragione, poiché essi non credono che alla materia, presentemente! ([[Honoré de Balzac]]) *– Sopravvivere non è importante. Vivere lo è. Noi vogliamo vivere.<br>– La vita finisce sempre per trovare la sua strada. (''[[Automata (film)|Automata]]'') *Suppongo che la vita, e più tardi la mente, si siano sviluppate o siano apparse in un universo che fino a quel punto ne era privo. La vita, o la materia vivente, in qualche modo emerse dalla materia inanimata; e non sembra del tutto impossibile che un giorno sapremo come ciò sia avvenuto. ([[Karl Popper]]) *Tre miliardi io li spendo per far la bella vita e non per far la guerra. [...] Mah, comprerei una casa, in campagna... con una piscina. Vengo a casa da lavorare, con la mia ragazza andiamo in piscina. E stiamo lì. Fino alle sette. Poi veniamo in casa, facciamo la doccia assieme, ci laviamo assieme. Cioè, lei mi lava a me, io la lavo a lei. Dopo mangiamo, guardiamo la tele, e andiamo a letto. E a letto facciamo l’amore. (''[[D'amore si vive]]'') *''{{NDR|Ad [[Achille Torelli]]}} Tu che ritrai la vita e al ver non menti, | figgi lo sguardo e mira | la gran palude che il gran puzzo spira; | e vedrai che la vita è pei viventi | un'antica commedia a tutti ingrata | e per quaranta secoli fischiata.'' ([[Raffaele Petra]]) *Tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte, finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico. ([[Erasmo da Rotterdam]]) *Tutte le cose della vita che sono esistite un tempo tendono a ricrearsi. ([[Marcel Proust]]) *Tutti dovrebbero potere vivere la loro vita come la vogliono fin tanto che nessun altro viene ferito o limitato nella sua vita. ([[Conchita Wurst]]) *Tutti muoiono, non tutti però vivono veramente. (''[[Braveheart - Cuore impavido]]'') *Tutto ciò che esalta la vita, ne accresce al tempo stesso l'assurdità. ([[Albert Camus]]) *Un giorno è come un'intera vita. Si comincia col fare una cosa e si finisce col farne un'altra, si esce per fare una certa commissione e non la si fa... E alla fine dei nostri giorni, l'intera vita risulta essere stata all'insegna del caso, del tutto fortuita. Una vita intera ha la forma di un solo giorno. ([[Michael Crichton]]) *Una meravigliosa occasione fugace da acciuffare al volo tuffandosi dentro in allegra libertà. ([[Dario Fo]]) *Una ragazza delle medie una volta mi scrisse: perché sui giornali si parla solo delle cose che succedono e mai della vita? Anche la vita succede. ([[Luca Goldoni]]) *Una vita che non dia luogo a commedie e personaggi è inconcepibile. Perfino un idiota ha la sua civetteria, e anche un santo che non va fra la gente, dalla [[gente]] viene cercato. ([[Elias Canetti]]) *Una vita è felice non quando mancano, ma quando si conoscono le difficoltà. ([[Helen Keller]]) *Una vita incommoda, disagevole, penosa, abbrevia e distrugge il principio vitale dell'[[esistenza]]. ([[Baldassarre Poli]]) *Una vita interamente felice, dal primo all'ultimo giorno, è una vita assurda; il dolore è necessario, è buono, è santo. ([[Luciano Zuccoli]]) *Una vita pensata è sempre una vita creduta. ([[Gaspare Barbiellini Amidei]]) *Una vita tutta dolcezza sarebbe insulsa; il sale è amaro, se preso da solo, ma quando è gustato nella pietanza, dà sapore alla carne. Le difficoltà sono il sale della vita. ([[Robert Baden-Powell]]) *Vi sono momenti nella vita che basterebbero a pagare, a compensare i tormenti d'un'eternità. ([[Massimo d'Azeglio]]) *Vi sono momenti nella vita in cui si ha la necessità di tirare le somme, di fare un inventario di se stessi, nel bene e nel male. Esistono circostanze in cui si vuole controllare se le proprie aspirazioni sono sempre uguali o in che misura sono cambiate. Perché l'esame possa giovare deve essere generale e impietoso, una valutazione difficile, che è a metà strada tra la cieca simpatia che si ha di se stessi e il disprezzo, tra la presunzione di essere utile a qualcuno e il timore sottile e doloroso di non esserlo. ([[Walter Bonatti]]) *''Vita che non osai chiedere e fu, | mite, incredula d'essere sgorgata | dal sasso impenetrabile del tempo, | sorpresa, poi sicura della terra, | tu vita ininterrotta nelle fibre | vibranti, tese al vento della notte...'' ([[Mario Luzi]]) *''Vita.''<br />''Corruzione che s'adorna di [[illusione|illusioni]].'' ([[Giuseppe Ungaretti]]) *''Vivere è un dono che ci ha dato il Cielo''. ([[Franco Battiato]]) *''Vivere mill'anni e governar la terra | Vil servitù mi sembrerebbe, e morte, | Al par di riscaldarmi a sì bel sole, | Tal ch'io devoto vo' pregando il cielo | Che a gli occhi miei conceda un simil giorno, | Ma tanto ben non spero in questa vita.'' ([[Angelo di Costanzo]]) *''Voglio che tu viva la tua vita proprio come se ne avessi una.'' ([[Caparezza]]) *Voglio soltanto raccontare delle cose, alcune divertenti, altre malinconiche, proprio come è la vita. La vita, che breve navigazione di cabotaggio! ([[Jorge Amado]]) *Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un'ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche Tu abbia un'ala soltanto; l'altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza di me: per questo mi hai dato la vita, perché io fossi tuo compagno di volo. Insegnami, allora, a librarmi con Te, perché vivere non è trascinare la vita, non è strappare la vita, non è rosicchiare la vita. Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all'ebrezza del vento; vivere è assaporare l'avventura della libertà; vivere è stendere l'ala, l'unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te. ([[Antonio Bello]]) *Voi conoscete il mio cuore, ma non la storia della mia vita. Quale campo da esplorare, quello di un'intera vita! ([[Klemens von Metternich]]) *Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c'è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio. Ce la farò, vero? ([[Alessandro Baricco]]) *Volevo dirvi due parole sulla vita. Perché una vita non analizzata è semplicemente una vita che non vale la pena di vivere. (''[[Una canzone per Bobby Long]]'') *Vuoi la pace? L'hai, ma con la morte. Vuoi la «vita» (cioè l'agitazione e la passionalità vitale)? L'hai, ma con l'irrequietezza, la fluttuazione continua tra mancanza e sazietà, tra contento e malcontento, tra gioia e dolore: l'hai, cioè, col tormento. La pace è la morte. La vita è il tormento. ([[Giuseppe Rensi]]) ===[[Hans Urs von Balthasar]]=== *La vita rende infinitamente felici in ogni istante, ma dice infinitamente di più di quanto possa esprimere e perciò richiede infinite nuove parole. *Ogni vera fecondità della vita procede dalla irrevocabilità. *Voi vedete la morte, sentite la discesa verso la fine; ma la morte stessa è una vita, forse la vita più viva di tutte, è la profondità della mia vita che si abbuia, e la fine è essa stessa il principio, e la discesa è essa stessa lo slancio dell'ascesa. ===[[Muriel Barbery]]=== *Come scorre la vita dunque? Giorno dopo giorno ci sforziamo con risolutezza di fare la nostra parte in questa commedia fantasma. *Forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono. *Fuori il mondo ruggisce o si addormenta, scoppiano le guerre, gli uomini vivono e muoiono, alcune nazioni periscono, altre, che verranno presto inghiottite, sorgono, e in tutto questo rumore e questo furore, in queste esplosioni e risacche, mentre il mondo avanza, si infiamma, si strazia e rinasce, si agita la vita umana. *Forse in fondo la vita umana è così: molta disperazione, ma con qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. È come se le [[Nota (musica)|note musicali]] creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai. *Nel nostro universo la vita umana è vissuta così: occorre ricostruire continuamente la propria identità di adulti, un fragilissimo assemblaggio sbilenco ed effimero che maschera la disperazione e racconta a sé stesso, davanti allo specchio, la menzogna alla quale abbiamo bisogno di credere. ===[[Romano Battaglia]]=== *La vita è fatta di grandi sogni e di piccole speranze. *La vita è lunga se abbiamo la capacità di vedere lontano. *La vita non è breve, la rendiamo noi breve, con la nostra incapacità di vedere lontano. ===[[Gesualdo Bufalino]]=== *Colma di troppi ricordi, rimorsi, libri, viste, visioni, ormai la mia vita è una valigia che non si chiude. Qualcuno mi dà una mano? *Comunque vada la nostra partita con la vita finirà zero a zero. *La vita non mi ha licenziato; m'ha solo messo in cassa integrazione. ===[[Charles Bukowski]]=== *Anche un pochino di vita ti è cara, quando sei alla fine della vita. *Francamente, ero orripilato dalla vita, da ciò che un uomo era costretto a fare semplicemente per mangiare, dormire e procurarsi i vestiti per coprirsi. *La vita non è che un mucchio di guai. *Non so gli altri, ma io al mattino quando mi chino per allacciarmi le scarpe penso: Cristo Onnipotente, e ora? La vita mi fotte, non ce la intendiamo. Devo prenderla a piccole dosi, non tutta assieme. *Tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha tempo di viverla. ===[[Aldo Busi]]=== *La fortuna è un attimo, la vita è tutto il resto. *La vita non sta in un album di nozze. *La vita messa alle strette è speculare alla Letteratura in tutta libertà. *La vita è un orifizio che si contrae senza sosta di cui ognuno di noi è solo una pieghetta del Grande Ano dell'universo dotata a sua volta di orifizi che si contraggono finché dura. *Ma la vita è così: ammassata e secca, piena di avvenimenti sterili e ripetuti e sempre uguali e di cui si perde memoria. Spremi, e verrà fuori un pulviscolo di frustrazioni standard e un odore di fenolo, un polverizzarsi di garze faraoniche. ===[[Samuel Butler]]=== *Durante tutta la nostra vita, ogni giorno, ogni ora, siamo sempre impegnati in questo processo di accomodare la nostra personalità mutata o immutata agli elementi mutati o immutati dell'ambiente. La vita infatti non consiste in altro se non in questo processo di accomodamento: quando non lo copiamo bene siamo stupidi, quando non lo compiamo affatto pazzi, quando lo sospendiamo temporaneamente addormentati, quando vi rinunziamo del tutto morti. In una vita quieta, priva di eventi, i cambiamenti interni ed esterni sono così insignificanti che il processo di fusione e messa a fuoco non costa quasi sforzo alcuno; in altre vite si deve compiere un grande sforzo ma si giunge anche a brillanti risultati; infine in altre un grande sforzo non viene seguito che da risultati insignificanti. Una vita sarà più o meno riuscita a seconda che la facoltà di accomodamento è uguale o inferiore allo sforzo richiesto per fondere ed accordare cambiamento interno ed esterno. *La vita, affermava, non risiede in organi corporei, ma nella facoltà di usarli, e nell'uso che ne facciamo: cioè nell'opera che essi compiono. Come l'elemento essenziale di una fabbrica non è né l'edificio in cui si lavora, né gli strumenti con cui si lavora, ma la potenza di volontà del padrone, e i beni che egli produce; così la vera vita consiste nella sua volontà e nelle sua opera, non nel suo corpo. «Coloro che identificano la vita dell'uomo con quella del corpo» diceva «fanno lo stesso errore di chi scambia gli attrezzi del falegname per il falegname stesso». *La vita è come la musica: deve essere composta a orecchio, seguendo l'istinto e le sensazioni, non le regole. *La vita è come suonare un assolo di violino in pubblico e imparare a suonare lo strumento mentre si suona. *La vita è l'arte di trarre conclusioni sufficienti da premesse insufficienti. *La vita è la distribuzione di un errore – o di errori. *La vita è un insieme di onde che, giunte al culmine, muoiono frangendosi in un milione di frammenti ognuno dei quali è comunque riassorbito immediatamente nel mare della vita e contribuisce a formare una [[generazione]] successiva, che avanza con moto ondoso finché essa pure s'infrange. *La vita è un lungo processo attraverso il quale si raggiunge la stanchezza. *La vita non è una corsa all'asino, dove ognuno corre sull'asino del vicino ed è l'ultimo arrivato quello che vince. ===[[Emil Cioran]]=== *Chi potrebbe sopportare la vita, se fosse reale? Sogno, essa è mescolanza di terrore e di incantamento alla quale si cede. *L'apparizione della vita? Una follia passeggera, un tiro mancino, una fantasia degli elementi, un ghiribizzo della materia. I soli che abbiano qualche ragione di mugugnare sono gli esseri individuali, vittime pietose di un capriccio. *La bestialità della vita mi ha calpestato e schiacciato, mi ha tagliato le ali in pieno volo e derubato di tutte le gioie cui avevo diritto. *La vita è soltanto una piroetta nel vuoto. *La vita è stupenda nel senso in cui è stupendo l'atto sessuale: durante, non dopo. Appena ci si mette al di fuori della vita e la si guarda dall'esterno tutto crolla, tutto sembra inganno, come dopo l'amplesso. Ogni piacere è stupendo e irreale, ed è così per ogni atto di vita. ===[[Luciano De Crescenzo]]=== *Bisognerebbe sempre ricominciare da capo, avere una seconda vita, come chi ha un secondo lavoro. *La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere, i giorni uguali invece non contano. *Molti studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla. ===[[Emily Dickinson]]=== *Emergere da un Abisso, e rientrarci – questa è la Vita, non è vero, Cara? *''L'Estate è più corta di qualsiasi cosa – | la Vita è più corta dell'Estate – | settant'anni si spendono in fretta | come un singolo Dollaro.'' *La vita è intensa e veloce – Si affronta senza Rotte ma a Ondate designate. *''Tra la forma della Vita e la Vita | la differenza è la stessa | di un Liquore fra le Labbra | e un liquore nella Bottiglia | l'ultimo – eccellente da conservare – | ma per l'estatico bisogno | lo stappato è superiore – | lo so perché ho provato.'' ===[[Fëdor Dostoevskij]]=== *Com'è bella la vita, quando fai qualche cosa di buono e di giusto! (''[[I fratelli Karamazov]]'') *Il segreto dell'esistenza umana non sta solo nel vivere, ma in ciò per cui si vive. Senza sapere con certezza per che cosa vive, l'uomo non accetterà di vivere e si sopprimerà pur di non restare sulla Terra. (''I fratelli Karamazov'') *La vita è bella, e bisogna fare in modo che chiunque possa affermarlo sulla terra. *Nonostante tutte le perdite e le privazioni che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita e, davvero, è come se tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita [...] e non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; ed anche, forse, della realtà. *Potete star sicuri che Colombo era felice non nel momento in cui scoprì l'America, bensì quando era in viaggio per scoprirla; potete star sicuri che il momento della sua massima felicità fu forse quando, proprio tre giorni prima della scoperta del Nuovo Mondo, l'equipaggio disperato si ribellò, e per poco non lo costrinse a volgere indietro, verso l'Europa, la prua del vascello! L'importante non era quel Nuovo Mondo, che magari poteva anche inabissarsi. Colombo infatti morì senza quasi averlo visto, e in pratica senza sapere che cosa aveva scoperto. L'importante sta nella vita, soltanto nella vita, nel processo della sua scoperta, in questo processo continuo e ininterrotto, e non nella scoperta stessa! (''[[L'idiota]]'') ===[[Albert Einstein]]=== *Considero altresì che la vita semplice faccia bene a tutti, fisicamente e mentalmente. *La vita dell'individuo ha senso fintanto che aiuta nel rendere più nobile e più bella la vita di ogni cosa vivente. La vita è sacra – vale a dire che è il supremo valore, cui sono subordinati tutti gli altri valori. Il considerare come sacra la vita sopra-individuale porta con sé un rispetto per tutto ciò che è spirituale – una particolare caratteristica della tradizione ebraica. *Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere. *Una vita che miri principalmente a soddisfare i desideri personali conduce prima o poi a un'amara delusione. ===[[Carlo Maria Franzero]]=== *Colui il quale ha sentito il soffio della [[Morte]] alitare presso il suo volto, guarda la Vita con occhi diversi. *È la vita che ci governa: noi non possiamo che subirla. *La vita è l'insieme di infinite somme psicologiche che valgono diversamente da persona a persona, da momento a momento a seconda delle sensazioni che rappresentano. *La vita non è che una proiezione degli istinti bruti. L'[[anima]] mia posta sul limite dell'esistenza comprese che è più prossimo alla perfezione umana un malfattore che un ipocrita. *La vita non si muta come un scenario per nessun fatto esteriore, neppure durante o dopo una rivoluzione. *Nel bisogno stesso di superiorità estetica della vita, nel senso stesso di nausea per la vita vi è la rinascita dell'[[anima]]. *Se la nostra vita potesse svolgersi spiritualmente libera, senza commisurarsi mai ad un'altra, il nostro [[cuore]] sarebbe la [[felicità]]. ===[[Fausto Gianfranceschi]]=== *Forse la vita non è altro che un rituale per tenere a bada la paura. *La vita è una complicazione burocratica. *La vita è una malattia da cui non si guarisce. Chi lo comprende ringrazia e si dedica a pensieri ulteriori. *La vita vive a nostre spese, e noi viviamo a spese della vita. Chi ci guadagna e chi ci rimette? ===[[Papa Giovanni Paolo II]]=== *L'uomo è chiamato a una pienezza di vita che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio. L'altezza di questa vocazione soprannaturale rivela la grandezza e la preziosità della vita umana anche nella sua fase temporale. *La vita umana sulla terra è un pellegrinaggio. Noi tutti siamo consapevoli di essere di passaggio nel mondo. *Non "lasciatevi vivere", ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico e personale capolavoro! ===[[Nicolás Gómez Dávila]]=== *Ogni vita è un esperimento fallito. *Per meschina e povera che sia, ogni vita possiede istanti degni di eternità. *Vive la sua vita solo chi la osserva, la pensa e la dice: gli altri, è la vita che li vive. ===[[Massimo Gramellini]]=== *Mi sono sempre immaginato la vita come una partita a carte. Quelle che ho ricevuto all'inizio non le ho scelte io. Ma tutto ciò che succede durante la partita dipende da me: saranno le carte che scarto a determinare il valore, fortunato o sfortunato, di quelle che pescherò dal mazzo. Sarà il mio tipo di gioco, non il caso, a decidere il destino della partita. *Perché spesso non è la vita ad essere troppo pesante. Siamo noi a pensarci troppo deboli per reggerla. *Stare in ascolto della vita altrui è un buon alibi per non affrontare mai la propria. ===[[Francesco Guccini]]=== *''Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa | e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa, | l'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, | il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami... vita.'' *''E percorriamo strade non più usate | figurando chi un giorno ci passava | e scrutiamo le case abbandonate | chiedendoci che vite le abitava, | perché la nostra è sufficiente appena, | ne mescoliamo inconsciamente il senso; | siamo gli attori ingenui sulla scena | di un palcoscenico misterioso e immenso.'' (anche [[Adriano Celentano]]) *''Io ascolto e non capisco e tutto attorno mi stupisce | la vita, com'è fatta e come uno la gestisce | e i mille modi e i tempi, poi le possibilità, | le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessità.'' *''La vita che buffa cosa, ma se lo dici nessuno ride.'' ===[[Etty Hillesum]]=== *Devo avere il coraggio di vivere la vita con la "carica di significato" che essa pretende, senza per questo considerarmi pesante, o sentimentale, o innaturale. *La vita si svolge interiormente e lo scenario esteriore ha sempre meno importanza. *Una volta che si comincia a camminare con Dio, si continua semplicemente a camminare e la vita diventa un'unica, lunga passeggiata. ===''[[Io e Annie]]''=== *Io sono molto pessimista nella vita. Devi saperlo, se noi staremo insieme. Sai io... io sento che la vita è divisa in orribile e in miserrimo. Sono come due categorie, sai. L'orribile sarebbe... per esempio un caso limite sarebbe quando uno è cieco, storpio... Io non so come si faccia a vivere così. È un mistero per me, sai? E il miserrimo sono tutti gli altri. Ecco allora, allora devi ringraziare Iddio se sei miserrimo perché sei fortunato... ad essere nato miserrimo. *Sapete come si cerchi di arrivare alla [[perfezione]] almeno nell'[[arte]], perché, è talmente difficile nella vita. *Vecchia storiella. Due vecchiette sono ricoverate nel solito pensionato per anziani e una di loro dice: "Ragazza mia, il mangiare qua dentro fa veramente pena", e l'altra: "Sì, è uno schifo, ma poi che porzioni piccole!". Be', essenzialmente è così che io guardo alla vita: piena di solitudine, di miseria, di sofferenza, di infelicità e disgraziatamente dura troppo poco. ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *Andateci piano col drammatizzare la vita! E se si trovassero attori migliori per i vostri ruoli? *La vita costringe l'uomo a molte azioni spontanee. *La vita finisce nel momento in cui non comincia. *La vita porta via troppo tempo agli uomini. *Nella propria vita l'uomo non recita che un modesto episodio. ===[[Giacomo Leopardi]]=== *''Amaro e noia | la vita, altro mai nulla.'' *Io era oltremodo annoiato della vita, sull'orlo della vasca del mio giardino, e guardando l'acqua e curvandomici sopra con un certo fremito, pensava: s'io mi gittassi qui dentro, immediatamente venuto a galla, mi arrampicherei sopra quest'orlo, e sforzandomi di uscir fuori dopo aver temuto assai di perdere questa vita, ritornato illeso, proverei qualche istante di contento per essermi salvato, e di affetto a questa vita che ora tanto disprezzo, e che allora mi parrebbe più pregevole. La tradizione intorno al salto di Leucade poteva avere per fondamento un'osservazione simile a questa. *La vita è felice, anzi felicissima. Ora ho cambiata opinione. Ma quando scrissi cotesto libro, [...], tutt'altro mi sarei aspettato, fuorché sentirmi volgere in dubbio le osservazioni ch'io faceva [...], parendomi che la coscienza d'ogni lettore dovesse rendere prontissima testimonianza a ciascuna di esse. [...] anzi mi credetti che le mie voci lamentevoli, per essere i mali comuni, sarebbero ripetute in cuore da ognuno che le ascoltasse. E sentendo poi negarmi [...] il tutto, e dire che la vita non è infelice, e che se a me pareva tale, doveva essere effetto d'infermità, o d'altra miseria mia particolare, da prima rimasi attonito, sbalordito, [...] e per più giorni credetti di trovarmi in un altro mondo; poi, tornato in me stesso, mi sdegnai un poco; poi risi, e dissi: [...] Gli uomini universalmente, volendo vivere, conviene che credano la vita bella e pregevole; e tale la credono; e si adirano contro chi pensa altrimenti. Perché in sostanza il genere umano crede sempre, non il vero, ma quello che è, o pare che sia, più a proposito suo. [...] Io per me, [...] rido del genere umano innamorato della vita; e giudico assai poco virile il voler lasciarsi ingannare e deludere come sciocchi, ed oltre ai mali che si soffrono, essere quasi lo scherno della natura e del destino. [...] Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera. (''[[Operette morali]]'') *Mortali, destatevi. Non siete ancora liberi dalla vita. (''[[Operette morali]]'') *''Perché reggere in vita | chi poi di quella consolar convenga? | Se la vita è sventura, | perché da noi si dura?'' *''Pregio non ha, non ha ragion la vita | se non per lui, per lui ch'all'uomo è tutto.'' *Se tu vuoi, prolungando la vita, giovare agli uomini veramente; trova un'arte per la quale sieno moltiplicate di numero e di gagliardia le sensazioni e le azioni loro. Nel qual modo, accrescerai propriamente la vita umana, ed empiendo quegli smisurati intervalli di tempo, nei quali il nostro essere è piuttosto durare che vivere, ti potrai dar vanto di prolungarla. (''[[Operette morali]]'') ===[[Konrad Lorenz]]=== *La più meravigliosa prestazione del vivente, e al tempo stesso quella che più richiede una spiegazione, consiste nel fatto che esso si sviluppa, in apparente contraddizione con le leggi della probabilità, da ciò che è più probabile a ciò che lo è meno, da ciò che è più semplice a ciò che è più complesso, da sistemi dotati di un'armonia inferiore a sistemi dotati di un'armonia superiore. Eppure tutto ciò avviene senza che siano trasgredite le onnipresenti leggi della fisica: e anche il [[secondo principio della termodinamica]] non viene mai violato dal vivente. Tutti i processi vitali vengono mantenuti dal gradiente di energia che si diffonde o, come dicono i fisici, che si ''dissipa'' nello spazio cosmico. La vita «divora [[entropia]] negativa», come ha detto una volta, con drasticità, un mio amico viennese. *La vita cerca [[Problema|problemi]] e l'offerta di problemi è significativa per il successo; una mancanza di problemi può provocare una stagnazione. *La vita è un processo che cerca conoscenza. «Vivere è imparare». ===[[Rosario Magrì]]=== *Se la vita e la morte sono l'espressione più perfetta dell'ingiustizia, chi può obbligarci alla giustizia? *Se un uomo riesce a spremere dalla propria vita un succo di bellezza o di sapienza è già un privilegiato. Qualunque sia la sua sorte. *M'arrendo alla vita senza sperare nella sua misericordia. ===[[Alessandro Mannarino]]=== *''La cosa più sfortunata e | pericolosa che m'è capitata nella vita è la | vita, che una vorta che nasci, giri, conosci, | intrallazzi, ma dalla vita vivo nunne esci... | uno solo ce l'ha fatta, ma era raccomannato. | Io invece nun c'ho nessuno che me spigne.'' *''La vita è la più grande ubriacatura | mentre stai bevendo intorno a te tutto gira | e incontri un sacco di gente | ma quando passerà non ti ricorderai più niente, | ma non avere paura, qualcun altro si ricorderà di te.'' *''Vivere la vita è una cosa veramente grossa, | c'è tutto il mondo tra la culla e la fossa, | sei partito da un piccolo porto | dove la sete era tanta e il fiasco era corto.'' ===[[Friedrich Nietzsche]]=== *La vita consiste in rari momenti singoli di altissimo significato e in innumerevoli intervalli in cui nel miglior caso ci si aggirano intorno le ombre di quei momenti. L'amore, la primavera, ogni bella melodia, la montagna, la luna, il mare – tutto parla una sola volta veramente al cuore: seppure giunge mai a parlare. Giacché molti uomini non hanno affatto quei momenti e sono essi stessi intervalli e pause nella sinfonia della vita reale. *No. La vita non mi ha disilluso! Di anno in anno la trovo invece più vera, più desiderabile e più misteriosa – da quel giorno in cui venne a me il grande liberatore, quel pensiero cioè che la vita potrebbe essere un esperimento di chi è volto alla conoscenza – e non un dovere, non una fatalità, non una frode! E la conoscenza stessa: può anche essere per altri qualcosa di diverso, per esempio un giaciglio di riposo o il percorso verso un giaciglio di riposo, oppure uno svago o un oziare; ma per me essa è un universo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici hanno la loro arena. "''La vita come mezzo della conoscenza''": con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma perfino ''gioiosamente vivere e gioiosamente ridere!'' E chi saprebbe ridere e vivere bene, senza intendersi prima di guerra e di vittoria? *Non è forse la vita cento volte troppo breve per annoiarvisi? ===[[Fernando Pessoa]]=== *Che cos'è la vita dell'umanità se non una evoluzione religiosa senza influenza sulla vita quotidiana? *La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo. *La vita è un gomitolo che qualcuno ha aggrovigliato. Essa ha un senso se è srotolata e disposta in linea retta, o ben arrotolata. Ma, così com'è, è un problema senza nucleo, un avvolgersi senza un dove attorno a cui avvolgersi. ===[[Vasco Rossi]]=== *La vita non è una commedia che puoi provarla prima. La devi vivere improvvisando. *''Perché la vita è un brivido che vola via | è tutto un equilibrio sopra la follia...'' *Prendere la vita sul serio sarebbe logico se essa non fosse un inganno. E che sia un inganno lo si capisce subito. *''Sembra che sia così | questa vita moderna | lasciatemelo dire | è una vera indecenza | che si debba nascere | per morire | avendo una coscienza | per capire.'' ===[[Bertrand Russell]]=== *In ogni schema ordinato tendente a comporre il modello della vita umana è necessario introdurre una certa dose di anarchia. *La fede in una vita futura non nasce da argomenti razionali, bensì da emozioni. Fra queste, la più importante è la paura della morte, istintiva e biologicamente utile. Se davvero credessimo nella vita futura, il pensiero della morte non ci spaventerebbe affatto. *Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti. ===[[José Saramago]]=== *Com'è fragile la vita, se la si abbandona. *La vita, qualunque vita, crea i suoi legami, diversi dall'una all'altra, stabilisce un'inerzia che le è intrinseca, incomprensibile per chi dall'esterno osserva criticamente secondo leggi proprie, a loro volta inaccessibili alla comprensione dell'osservato, insomma, accontentiamoci di quel poco che saremo capaci di capire della vita degli altri, loro ci ringraziano e magari ci ricompensano. *In fondo la vita non è molto di più dello starsene sdraiati, convalescenti d'una infermità antica, incurabile e recidivante, con intervalli che chiamiamo salute, un nome glielo dovevamo dare, vista la differenza che c'è fra i due stati. ===[[Charles M. Schulz]]=== *La vita è come una bicicletta con dieci rapporti... Tutti noi abbiamo rotelline che non usiamo mai! *La vita è come una granatina, bisogna saperla sorbire. *La vita è più facile se si teme soltanto un giorno alla volta. ===[[Albert Schweitzer]]=== *La vita in se stessa è sacrosanta. *Nostro dovere è prendere parte alla vita e averne cura. Il rispetto reverenziale per tutte le forme di vita rappresenta il comandamento più importante nella sua forma più elementare. *Ogni qualvolta la mia vita dà in qualche modo se stessa per la vita altrui, la mia volontà di vivere limitata s'identifica con la volontà di vivere illimitata nella quale tutte le vite sono una cosa unica. Ho con me una bevanda che mi impedisce di morire di sete nel deserto della vita. *Più guardiamo nel profondo della [[natura]], più ci accorgiamo che è piena di vita e più constatiamo che tutta la vita è un mistero e che noi siamo uniti a ogni vita che esiste nella natura. ===''[[Shāh-Nāmeh]]''=== *''È nostra vita fulgido tesoro | Al suo principio, e duol senza misura | Al termin suo; dopo il dolor, ne resta | Da questo luogo miserando e breve | Eterna disparita.'' *''Illusion fallace | È questa vita, e il male e il ben ch'è in essa, | Non dura appo ad alcun.'' *''Oh! vita trista de' mortali! Un alito | D'aura sei tu, se' inganno e frode, e l'uomo | Non s'allieta per te che ha fior di senno!'' ===[[William Shakespeare]]=== *''Consumati, consumati, corta candela! | La vita è un'ombra che cammina, un povero attore | che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco | e poi non se ne sa più niente. È un racconto | narrato da un idiota, pieno di suoni e furore, | significante niente.'' *La trama della vita è un tessuto misto, bene e male mescolati insieme. *''Signori, il tempo della vita è breve. | Ma quand'anche la vita, | cavalcando la sfera del quadrante, | giungesse al suo traguardo dopo un'ora, | anche quel breve corso | sarebbe esageratamente lungo, | se trascorso in un'esistenza vile. | Se vivremo, vivremo per calcare | i nostri piedi sui corpi di re; | se morremo, morire sarà bello | trascinando alla morte anche dei principi.'' ===[[Adrienne von Speyr]]=== *Amavo la vita, come amavo le persone, come un assoluto dono di Dio. *La vita attiva, che deve essere vissuta in Dio, esige che si raggiunga Dio più rapidamente, più sicuramente e più spesso, per rimanere fedeli alla propria scelta. *Presupponevo sempre che ogni vita ha come tale un senso in Dio; ma ogni vita ha anche ricevuto d'altra parte un senso speciale e personale, che bisognava conoscere per adempierlo. ===[[Italo Svevo]]=== *La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai, il [[futuro]], rende la vita più semplice, ma anche tanto priva di senso. *La vita attuale è inquinata alle radici. *La vita non è né brutta né bella, ma è originale! *La vita somiglia un poco alla [[malattia]] come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale. Non sopporta cure. Sarebbe come voler turare i buchi che abbiamo nel corpo credendoli delle ferite. Morremmo strangolati non appena curati. ===[[Susanna Tamaro]]=== *Il gioco dell'oca, te lo ricordi? La vita procede pressappoco allo stesso modo. Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle o non viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino. *La vita non è un belvedere panoramico ma un cammino, e questo cammino presenta spesso dei punti in salita. Davanti all'improvviso inerpicarsi del sentiero si possono fare due cose, come nelle gite. Si può dire: non ce la faccio più e tornare indietro; oppure ci si riposa un po' e si va avanti. *La vita non è una corsa ma un tiro al bersaglio: non è il risparmio del tempo che conta, bensì la capacità di trovare un centro. ===[[Lev Tolstoj]]=== *[[Dio]] respira per mezzo delle nostre vite. [...] Ogni vita è una manifestazione di Dio. *Esaminai la vita di enormi masse di [[uomo|uomini]], sia di quelli passati sia di quelli contemporanei. E di uomini che avevano capito il senso della vita, che avevano saputo vivere e morire io ne vedevo non due, tre, dieci, bensì centinaia, migliaia, milioni. [...] Ed io fui preso da amore per quegli uomini. Quanto più penetravo nella loro vita di uomini viventi e nella vita degli uomini che erano già morti, dei quali leggevo o sentivo raccontare, tanto più io li amavo, e tanto più mi diventava facile vivere. *La vita è così bella, lieve e breve, ma la sua rappresentazione è sempre brutta, pesante e lunga. *La vita è indistruttibile, al di là del tempo e dello spazio. *La vita è l'anelito al [[bene]]. L'anelito al bene è la vita. (''[[Della vita]]'') *La vita è stata data agli uomini per la loro [[felicità]], loro devono solo viverla al modo giusto. Se la gente si amasse, invece di odiarsi a vicenda, la vita sarebbe una continua felicità per tutti. [...] C'è un solo modo per far sì che la vita divenga più felice ed è che le singole persone divengano più [[bontà|buone]]. *Quanto più il manifestarsi di Dio nell'uomo (la vita) si unisce alle manifestazioni (alle vite) di altri esseri, tanto più egli esiste. L'unione di questa sua vita con le vite di altri esseri si attua mediante l'[[amore]]. *Vivere una vita buona significa dare agli altri più di ciò che prendiamo loro. ===[[Oscar Wilde]]=== *L'anima nasce vecchia ma ringiovanisce: questo fa della vita una commedia. Il corpo nasce giovane ma invecchia: questo fa della vita una tragedia. *La vita è semplicemente un ''mauvais quart d'heure'' {{NDR|brutto quarto d'ora}} composto di attimi squisiti. *La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita. *Nella vita non esistono cose piccole o grandi. Tutte le cose possiedono pari valore e pari misura. *Tutto si dovrebbe ardir di sperare. La vita stessa è una grande speranza. ==Proverbi== *A vita iè comu a scala do puddaru... iè cutta e china 'i medda!<ref>La vita è come la scala del pollaio... è corta e piena di escrementi!</ref> ([[proverbi siciliani|Siciliano]]) ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *Al vivo si nega una tavola, al morto si dà un'intera cassa. *Anche la vita più felice termina con la morte. *Ben nato è qualcosa, ben educato più, ben maritato assai, ben morto tutto. *Ben parlare appartiene a pochi, ma il ben vivere conviene a tutti. *Bene vive chi vive come vorrebbe in morte esser vissuto. *Bisogna scoprire di non essere per poter morire da vivi. *Bisogna vivere e lasciar vivere. *Chi ben vive, ben muore. *Chi disprezza la vita, non teme la morte. *Chi fa buona vita, fa buona morte. *Chi giustamente vive, non muore mai. *Chi insidia la vita altrui, mette in pericolo la propria. *Chi mal vive mal muore. *Chi mal vive, sta sempre in timore. *Chi pensa di vivere sempre, vive male. *Chi vive secondo natura, non sarà mai povero; secondo l'opinione, non sarà mai ricco. *Chi vive sobrio, risparmia il medico. *Chi vive trova per tutto il suo pane; e chi muore trova per tutto una fossa. *Chi vuol goder della vita, non abbia paura della morte. *Chi vuol vivere in pace; vede, ascolta e tace. *Dimmi la vita che fai, e ti dirò la morte che farai. *Il morire è naturale così come il vivere. *In mezzo alla vita siam circondati dalla morte. *La morte ci deve trovar vivi. *La vita consiste di momenti. *La vita dell'uomo dipende da tre bene: intendere bene, volere bene, fare bene. *La vita dell'uomo è un continuo morire. *La vita dell'uomo è un mare quasi sempre in burrasca. *La vita dell'uomo su questa terra altro non è che una continua guerra. *La vita dell'uomo, per quanto lunga è sempre breve. *La vita è breve e soffrir bisogna. *La vita è come l'ombra: quando è più bella svanisce. *La vita è come la scaletta di un pollaio: corta e piena di merda. *La vita è comme 'na cipolla: più la sfoglj più te fa piagne!<ref>Traduzione: «La vita è come una cipolla: più si allunga e più ti fa piangere!»</ref> ([[proverbi marchigiani|marchigiano]]) *La vita è corta: pensa a far bene, giorno e notte. *La vita è già mezzo trascorsa anziché si sappia che cosa sia. *La vita è simile alla luna: ora piena e ora scema. *La vita è un banchetto: sul più bello bisogna alzarsi da tavola. *La vita è un punto. *La vita è un sogno. *Meglio soccorso ai vivi che incenso ai morti. *Meglio vivere bene che vivere a lungo. *Mentre l'erba cresce, il cavallo muore. *Non potrà mai godere un giorno, chi teme di dover morir domani. *Non si può avere la carne senz'osso. *Non tutti i mesi ne hanno trentuno. *Oggi sano, domani malato, e doman l'altro morto. *Ogni anima nata Dio vuol che campi. *Ogni casa ha solaio, cesso, fogna e acquaio. *Ogni erba diventa fieno. *Ogni giorno ha la sua sera, ogni rosa la sua spina, ed ogni gioia il suo dolore. *Ogni legno ha il suo tarlo, ed ogni farina la sua crusca. *Ogni monte ha la sua valle. *Parole inutili, passi perduti e pensieri oziosi accorciano la vita. *Passa il tempo la morte viene, guai a chi non ha fatto bene. *Per menare vita pura, convien ordine e misura. *Per vivere sicuro, pensa al futuro. *Più dolce è la vita, più amara è la morte. *Più penserai che devi morire, meglio vivrai. *Poco fiele fa amaro molto [[miele]]. *Quando comincia la vita, nasce la morte. *Quando credi di avere una cosa, l'hai perduta. *Quando Dio ci dà la farina, il diavolo ci toglie il sacco. *Quando non si può vivere, è tempo di morire. *Rideva tutta la gente a te intorno, e tu piangevi nel natal tuo giorno; vivi sì che morir possa ridente, piangendo intorno a te tutta la gente. *Se la vita è dura, tale è per natura. *Se ti piace viver sano, vesti caldo e mangia piano. *Si vive per imparare, e s'impara per vivere. *Tre cose fanno torbida la vita: rancore, liti e amore. *Tre modi ci sono di vivere: vivere, vivacchiare e stentare. *Vita futura, sia la tua cura. *Vita passata, va migliorata. *Vita presente, abbila in mente. *Vita privata, vita beata. *Viver bene non è facile, ma è presto fatta una cattiva morte. ====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]==== *'A vita è comme 'a scala do vallenaro: è corta e chiena 'e merda. *'A vita è 'n'affacciata 'e fenesta. *'A vita è 'n'arapute i cosce e na nzerrate i casce! ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *Chi vive ben predica. *Chi vuol vivere e star bene, pigli il mondo come viene. *Grave cura non ti punga, e sarà tua vita lunga. *Poca brigata, vita beata. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== {{div col}} *[[Esistenza]] *[[Mortalità]] *[[Morte]] *[[Longevità]] *[[Senso della vita]] *[[Sopravvivenza]] *[[Vita e morte]] *[[Vivere]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|wikt|commons_preposizione=sulla}} [[Categoria:Processi biologici]] sx1b25c0bhcbkusslpm0cjcqwvzdcly Template:SelezioneNuove 10 4465 1411666 1411650 2026-04-26T12:20:59Z Spinoziano 2297 + 1411666 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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(''Senior'', da ''Dal fondo delle campagne'') *{{NDR|Su ''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''}} Ancora [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], e Fabrizi non solo attore, ma anche sceneggiatore e regista in questo film. È dunque un Fabrizi illimitato che nessuno questa volta guida, imbriglia o tiene a freno.<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1952/la-famiglia-passaguai-fa-fortuna/rassegnastampa/82046/ La famiglia Passaguai fa fortuna - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *''[[Ascoli Piceno|Ascoli]] millenaria – | l'antefatto impera | nelle pietre, nell'aria, | ma non grava | sulla respirazione | italica, picena | della radiosissima giornata, | svaria, | cocca di bandiera, | la sua cima di memoria – | fino al vento della sera. | Ascoli, ti arse la storia, | forte un tempo, | guerriera... | Lo scampanio della sua <ref>Variante a questo verso e al successivo: ''Cresce | lo scampanio | {{sic|Della}} sua domenica di sole''.</ref>| domenica di sole | riempie così bene | lo spazio, dissolve | così bene vincoli e catene | tra tempo e tempo | l'essere che è stato | ed è e ora squilla.''<ref>''Domenica ascolana''. Citato in ''[http://www.ilquotidiano.it/articoli/2007/10/25/78812/domenica-ascolana-il-prezioso-omaggio-di-mario-luzi-alla-citta-di-ascoli "Domenica Ascolana": il prezioso omaggio di Mario Luzi alla città di Ascoli]'', '' il Quotidiano.it della provincia di Ascoli Piceno'', 25 ottobre 2007.</ref> *Bisogna fargliela conoscere, proporgliela, fargliela leggere, ai giovani, la [[poesia]]. Bisogna creare occasioni di scoperta e di novità. Non si può dire che, soprattutto in questi ultimi anni, non lo si faccia. Ma l'esito è comunque incerto. (da ''Offrire versi con simpatia'') *[[Carlo Mattioli]] è un pittore di grandi finezze, di delibate succosità cromatiche e luministiche; il suo tocco arriva sulla tela intriso di dense e svarianti sostanze che non coincidono in tutto e per tutto con la sola materia o, se mai, con una materia non solo usata ma anche pensata.<br>Nondimeno Mattioli è un artista elementare, assorbito dalla osservazione delle forme e degli episodi della natura fino a un certo purissimo grado di immedesimazione sensuale e mentale non mai però fino al punto di comprimere la sua propria misura contemplativa, da farle torto.<br>Per quella sua elementarità, unita alla rara delizia del suo dipingere (è dei pochi pittori ad averne custodito il gusto) per quel suo affisamento contemplativo a Mattioli è accaduto di cimentarsi in prove che avrebbero dissuaso chiunque, e a ragione: infatti a nessun altro sarebbe stato possibile non soccombere alla ovvietà dell'assunto e alla pedanteria da erborista o da minerologo di certe suites da lui puntigliosamente allineate. Suites dedicate a cespi, pietre, rovi; più recentemente ai cieli.<ref>Da ''Luzi critico d'arte'', a cura di Nicola Micieli, LoGisma, Firenze, 1997, p. 76.</ref> *''Che mi riserva rivederti, amore, | quale viaggio t'hanno dato i venti?'' (da ''Amanti'', in ''Onore del vero'', Neri Pozza) *Cristina Campo credeva che la perfezione esistesse e, come altri che l'hanno creduto, non sapeva che farsene della perfettibilità. Era là e solo là che bisognava puntare, e non contentarsi di niente di meno.<ref>Citato in Cristina De Stefano, ''Belinda e il mostro. {{small|Vita segreta di Cristina Campo}}'', Adelphi, Milano, 2002, pp. 107-108. ISBN 88-459-1678-2</ref> *[[Cristina Campo|Cristina]] riponeva nella memoria come in uno scrigno le gemme delle sue letture: erano pietre preziose che altri non vedevano o non sapevano apprezzare. La sua scrittura nasce nel riflesso di quei tesori; ma nasce energicamente, anzi impavidamente. La sua forza intellettuale trasformava quella ricchezza a lungo custodita in una lama al servizio dei suoi argomenti, in uno stile tagliente dai barbagli ora d'acciaio, ora iridescenti. Forza e fragilità del resto in lei si fondevano mirabilmente.<ref>Citato ''Belinda e il mostro.'', pp. 46-47.</ref> *{{NDR|[[Carlo Bo]]}} Diceva di non aver concluso niente, di aver accumulato soltanto libri. (citato in ''Corriere della sera'', 29 settembre 2001) <ref>Citato in ''Belinda e il mostro'', pp. 46-47.</ref> *''È incredibile ch'io ti cerchi in questo | o in altro luogo della terra dove | è molto se possiamo riconoscerci. | Ma è ancora un'età, la mia, | che s'aspetta dagli altri | quello che è in noi oppure non esiste''. (''Aprile-amore'', da ''Primizie del deserto'') *''Forse, infranto il mistero, nel chiarore | del mio [[ricordo]] un'[[ombra]] apparirai, | un nonnulla vestito di [[dolore]]. | Tu, non diversa, tu come non mai ''[...]'' '' <ref>Da ''Alla madre'', ''Brindisi'', citato in ''La porta del cielo'', p. 11.</ref> *[[Fabrizio De André]] è uno chansonnier, e lo è nel senso più vero: il senso in cui la poesia, il testo letterario e la musica convivono necessariamente. (dall'intervista di Paolo Di Paolo, ''Offrire versi con simpatia'', ''ItaliaLibri'', Milano, 11 dicembre 2002) *Il [[Palio di Siena|Palio]] è il Palio. Nessuna interpretazione sociologica, storica, antropologica, potrebbe spiegarlo. Sublimazione e dannazione insieme del fato in ogni singolo senese e nella sua cittadinanza. Rogo furente della senesità, in ogni caso impareggiabile conferma di essa. (1998, dal [http://www.comune.siena.it/main.asp?id=943 sito del comune di Siena]) *''Il [[vento]] sparso luccica tra i fiumi | della pianura, il monte ride raro | illuminandosi, escono barlumi | dall'acqua, quale messaggio più chiaro? È tempo di levarsi su, di vivere | puramente''. (''Diana, risveglio'', da ''Un brindisi'') *In ''Pietà della notte'' hai trovato un tono così giusto di discorso che tutte le tue qualità di percezione e di pensiero si integrano e si snodano con profonda naturalezza. E una bella conquista e dovrebbe fare impressione anche in mezzo al bailamme sperimentalista: Me lo auguro per te e per tutti, caro [[Marino Piazzolla|Piazzolla]]. E mentre io tornerò spesso a riaprire il tuo libro, ricordati del tuo Mario Luzi.<ref>Citato in ''Frammenti'', ''La Fiera Letteraria'', 14 agosto 1960; disponibile su ''[http://www.fondazionemarinopiazzolla.it/Frammenti.php fondazionemarinopiazzolla.it]''</ref> *''[[Ombra]], non più che un'ombra è la mia vita | per le strade che ingombra il mio ricordo impassibile''. (''Maturità'', da ''Avvento notturno'') *''L'[[amore]] aiuta a vivere, a durare, | l'amore annulla e dà principio. E quando | chi soffre o langue spera, se anche spera, | che un soccorso s'annunci da lontano, | è in lui, un soffio basta a suscitarlo''. (''Aprile-amore'', da ''Primizie del deserto'') *La [[parola]] che il poeta usa è una parola che in genere è richiamata alla sua integrità e alla sua pienezza di significato: è potenziata al punto da esplicare quella creatività e provocarla in altri. Quanto è difficile preservare alla parola questa potenza creatrice, potenza che è in rapporto, dicevo, con il versetto giovanneo: "in principio era il [[Verbo (cristianesimo)|Verbo]]". La potenza che è stata messa nell'uomo deriva direttamente dal divino: quanto è difficile preservare quella energia, quella forza della parola che la racchiude, quando è appunto al più alto grado di purezza e innocenza. Tutto nella pratica della vita, nella storia, tende a corromperla la parola, a destituirla di senso, a renderla convenzionale, non più spirito, ma lettera.<ref>Da ''Naturalezza del poeta'', 1995, citato in ''La porta del cielo'', p. 62.</ref> *Non è vero che tutti coloro che obbediscono a un solenne richiamo del loro nume – qualunque sia – presumano di essere degni e di trovarsi tra gli eletti. (citato in ''Poesia'', anno XIV, maggio 2001, n. 150, Crocetti Editore) *''Questa felicità, questa felicità, questa felicità promessa o data n'è dolore, dolore senza causa o la causa se esiste è questo brivido che sommuove il molteplice nell'unico come il liquido scosso nella sfera''. (''Questa felicità'') *Si ripensa all'adolescenza, quando si avevano grandi velleità e si pensava che il mondo era nostro: ma potevamo acciuffare poco, perché troppo giovani. (dall'intervista di Sebastiano Grasso, ''Mario Luzi. I versi, la pittura, gli amori. E quel duello mancato'', ''Corriere della sera'', 10 ottobre 2004, p. 29) *''Scendi anche tu, rimani prigioniera | nella sfera angosciosa di Parmenide | immota sotto gli [[Occhio|occhi]] della moira, | nel recinto di febbre dove il nascere | è spento e del perire non è traccia.'' <ref>Citato in ''La porta del cielo'', p. 23.</ref> *''Udire [[Voce|voci]] trapassate insidia | il giusto, lusinga il troppo debole, | il troppo umano dell'[[amore]]. Solo | la [[parola]] all'unisono di vivi | e morti, la vivente comunione | di [[tempo]] e [[eternità]] vale a recidere | il duro filamento d'elegia. | È arduo. Tutto l'altro è troppo ottuso.'' <ref>Da ''Il duro filamento'', citato in ''La porta del cielo'', p. 15.</ref> *''[[Vita]] che non osai chiedere e fu, | mite, incredula d'essere sgorgata | dal sasso impenetrabile del tempo, | sorpresa, poi sicura della terra, | tu vita ininterrotta nelle fibre | vibranti, tese al vento della notte...'' (''Monologo'')<ref>Citato in ''[http://www.culturaesvago.com/mario-luzi/ Cultura e svago]''.</ref> ==''La porta del cielo''== ===[[Incipit]]=== VERDINO. Voglio cominciare da alcuni tuoi versi: in ''Per il battesimo dei nostri frammenti'', ci sono due sezioni «[[Madre]] e [[figlio]]», in cui rievochi il tuo rapporto con tua madre. Sono [[Poesia|poesie]] degli anni '80 e tua madre era morta da oltre 20 anni (nel 1959); in queste poesie non ne intendi fare una commemorazione, ma piuttosto cerchi di ritrovare il senso e l'evento di quella relazione madre-figlio per te tanto importante. ===Citazioni=== *La [[Luce e oscurità|luce]] ha il suo risalto proprio perché c'è la tenebra. [[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni]] dice che l'uomo ha preferito la tenebra, ma bisogna vedere se anche la tenebra a sua volta non abbia una luce. C'è la luce nera, perché tutto nel nostro linguaggio è metaforicamente diviso tra luce e tenebra. Forse anche nella tenebra c'è l'opera di Dio, rimane comunque un mistero. Abbiamo probabilmente troppo schematizzato. [...] Abbiamo forse depotenziato il messaggio della notte, la madre notte di [[Novalis]]. (pp. 34-35) *Ai tempi di [[Gesù|Cristo]] le moltitudini convivevano la stessa sorte, mentre noi oggi non conviviamo la nostra, la subiamo ciascuno per conto proprio. È un sintomo visibile tra i più drammatici del nostro tempo. Una specie di profeta che deve parlare alle moltitudini parla per TV, per immagine televisiva, trovando ciascuno chiuso nella sua cellula.<br>Anche l'''[[Incarnazione (cristianesimo)|incarnazione]]'' come sarebbe oggi? L'incarnazione fu così perché l'uomo era visibile e legato in una comunità che ne condivideva le pene; l'uomo era circoscritto nella sua fisicità, nel suo corpo che ebbe così importanza e valorizzazione nell'eucaristia. E oggi dove si incarnerebbe il divino? forse in ''Internet''. (p. 43) *Prima c'erano i libelli, le opere prezzolate, ma già questo era meno suscettibile di inquinamento, perché un libello si presentava come tale, come un atto di ostilità e già questo lo connotava e identificava. Oggi l'attacco e la calunnia vivono tra il detto e il non detto, in un corrotto terreno intermedio, in cui imperano i mezzi di comunicazione, che sono fabbrica di parole e sono la negazione della parola come espressione. (pp. 63-64) *Il silenzio è parte integrante della lingua, anche dal punto di vista originario: il nostro linguaggio è scandito dal linguaggio del mondo, che è il silenzio: il linguaggio dell'universo è il silenzio, quello dell'uomo la parola: si integrano e questo si verifica nei particolari: all'interno di una poesia i silenzi che ci sono tra le parole non sono meno importanti delle parole, la pausa, il ritmo. Ciò che presuppone il silenzio, è parte integrante del linguaggio poetico. (pp. 64-65) *Io vedo la preghiera come un ritorno della parola a chi l'ha creata, al Verbo. (p. 76) *{{NDR|Sulla reale [[Ricerca del Gesù storico|esistenza storica di Cristo]]}} Tutto il succo della spiritualità cristiana è qui: un piccolo episodio trascurabile quantitativamente e politicamente è così grande invece. Un seme deve esserci stato: ci sono stati dubbi e continueranno a esserci, e anche questo è bello, che ci sia questa imprendibilità, congiunta alla inevitabilità della questione. Questo è per me molto bello: il divino può essere lì e a portata di mano, ma non lo puoi circoscrivere. (p. 68) *[[Maria]] è centrale nel sentimento di fede; se dalla teologale cura si entra nella percettibilità umana della fede, si incontra Maria. È inevitabile. Maria è al meglio quello che il cristianesimo ha fatto sentire di creaturale. Maria è la prima porta. (p. 90) *{{NDR|Sull'[[apparizione di Gesù sulla via di Emmaus]]}} Il viandante che non si fa riconoscere e si dissimula, ma che però inquieta lo stesso... È bellissimo, ma penso che qualunque trattazione lo sciupi. È troppo indicibile: la cena ha avuto poi figurazioni pittoriche, e noi la vediamo nella nostra mente, ma ancor più suggestivo è il cammino sul tramonto. È l'episodio postumo che mi tocca di più del Cristo che entra in casa degli apostoli, lì non vi è il divino indicibile del compagno di viaggio di Emmaus. Il divino che non ravvisi, però avverti. (p. 94) *In realtà [[XX secolo|questo]] è stato un secolo fortemente religioso, nel bene e nel male. È sulle rovine di una eredità illuminista che si verifica questo aut aut che [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]] aveva già previsto e che poi si è verificato; nelle parole di [[Martin Heidegger|Heidegger]]<ref>Ormai solo un Dio ci può salvare. {{cfr}} ''La porta del cielo'', p. 99.</ref> io trovo l'epilogo di tutto questo. Il sogno di onnipotenza fatto senza allegria né vanagloria, ma fatto per disperazione e perché sembrava che una elargizione di grazia fosse impensabile. Poi questo sogno si è infranto, Heidegger è il più autorizzato a usare queste parole e credo proprio che sia il suo apoftegma che dobbiamo vivere. [...] Quello che manca tuttora è l'umiltà. Senza l'umiltà anche la resa o l'ammissione di Heidegger può diventare una sfida e una specie di boomerang. (pp. 100-101) *[[Paolo di Tarso|Paolo]] è tanto fariseo e tanto romano da sentire la sostanza paradossale della fede. Così egli inaugura il sentimento tutto moderno dello scandalo della fede. Non è impossibile cogliere una specie di ''libido'' nell'uso di arditezze concettuali teologiche che più offendano l'incredulità de presunti sapienti. È, credo, il primo a far sentire la fede come sublime non-senso. (p. 160) *{{NDR|Su Paolo di Tarso}} È tanto vertiginoso il capovolgimento del criterio di giustificazione «per la fede in Cristo» («per mezzo suo abbiamo ottenuto con la fede l'accesso alla grazia in cui ci troviamo e il vanto della speranza dalla gloria di Dio...» vedi ''Romani'') che deve essere del tutto cambiato il meccanismo del ragionare e del perorare. Premessa e conseguenza, causa ed effetto mutano il loro tradizionale rapporto: spesso la spiegazione non è altro che la riconferma della inoppugnabilità dell'assunto. Che bisogno ha di argomentare e di esprimersi come uno dell'Areopago colui che ne vuole abbattere la falsa sapienza e dunque anche i suoi metodi? D'altra parte il discorso paolino non è contestativo ma travolgente e soverchiativo per sovrabbondanza di certezza e di asseverazione: per cui fonda il suo potere e la sua saldezza su altri sostegni formali, così come sono altri e cioè non filosofici ma profetici gli sviluppi sostanziali. Niente di meno poteva accadere a colui che aveva messo al centro del disegno provvidenziale e dunque della storia umana e cosmica la resurrezione di Cristo. Lo scandalo degli scandali, e cioè lo ''choc'' che viene come supremo dopo la catena degli altri a cui la «mente» dei Gentili viene sottoposta, è proprio questo. (pp. 161-162) *{{NDR|Paolo di Tarso}} Uomo venuto da una crisi planetaria riacquista la sua statura conveniente nello svolgimento che arrecano appunto crisi planetarie, alla fine e all'origine ancora indistinte delle epoche. (p. 163) ==Citazioni su Mario Luzi== *''Ascolto Mario Luzi | e mi addentro in un ordine | contrario alla miseria tenebrosa | con cui l'uomo in questi anni | ha permesso all'anima sua di vagare smarrita | senza posa fra goulags | e supermercati. | Vorrei dirgli ciò che questo fugace | incontro rappresenta per me | quale segnale di conferma | di una speranza che avevamo | creduto irrimediabilmente perduta | nella mischia della nuova orda | che senza ira né pietà ci trascina | piena delle sue ragioni. | Niente riesco a dire e muto | mi chino di fronte alle parole sue parche | accarezzate dal virgiliano sole.'' ([[Álvaro Mutis]]) *Avevo per Mario Luzi tanta amicizia e altrettanta ammirazione. Era per me uno dei più bei volti d'Italia. La poesia Europea ha subito una grande perdita. Ma ci resta la sua opera. ([[Yves Bonnefoy]]) *Della poesia di Luzi amo soprattutto la capacità di sollevare la quotidianità su un piano di assolutezza che ne preserva sia la verità umana sia la sostanza metafisica. E poi la capacità di sperimentare stili e linguaggi anche diversi conservando intatta la riconoscibilità della voce. Voglio dire che ho amato soprattutto ''Quaderno gotico'' e ''Primizie del deserto'', ma anche ''Nel Magma''. E infine l'ereditare la lezione dei [[Simbolismo (movimento)|simbolisti]], di [[Stéphane Mallarmé|Mallarmé]], [[Rimbaud]], [[Rilke]], e insieme quella di [[Dante]], [[Leopardi]]. Condivido poi l'idea che la poesia debba essere sostenuta dal pensiero. Un lascito importante del poeta sul piano umano: la pietas, unita a lucidità intellettuale, nei confronti di chi gli è stato vicino. E poi l'orrore per la guerra. ([[Maria Clelia Cardona]]) *Dopo la fase ermetica, da cui non si è mai distaccato in modo radicale, Mario Luzi, intorno agli anni Sessanta, ha sviluppato una sua lirica, in modo originale, incentrata sulla poesia religiosa, metafisica. La sua poesia si è così assestata perché letteralmente meno chiusa. ([[Edoardo Sanguineti]]) *In Luzi ci sono stati tanti poeti: il lirico notturno, il diarista e pellegrino purgatoriale. Il poeta narrativo e drammaturgo in 'sermo merus' di ''Nel magma'', un testo di profonda rifondazione della poesia italiana, lo scriba poematico e a frammenti ed epifanie dell'ultimo ventennio. ([[Stefano Verdino]]) *Luzi è stato probabilmente l'ultimo poeta che ha vissuto naturalmente la lingua italiana. Dopo è stato difficile se non impossibile, e non è un caso che i quattro più importanti poeti viventi della successiva generazione abbiano piuttosto preferito o una nozione gergale della lingua, come [[Andrea Zanzotto|Zanzotto]] e [[Edoardo Sanguineti|Sanguineti]], o una pratica ironica e minimalista, come [[Giovanni Giudici|Giudici]] ed [[Luciano Erba|Erba]]. ([[Stefano Verdino]]) *Mario Luzi, nella sua parabola esistenziale e poetica, ha confermato un'assoluta fedeltà a se stesso, anche in quella religiosità diffusa che per lui è sempre stata una vicinanza al cattolicesimo. ([[Andrea Zanzotto]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Mario Luzi, ''La porta del cielo. {{small|Conversazioni sul cristianesimo}}'', a cura di Stefano Verdino, Fabbri Editori, R.C.S., I Classici dello Spirito, Milano, 1998. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Crediti|http://www.italialibri.net|Italialibri}} {{DEFAULTSORT:Luzi, Mario}} [[Categoria:Poeti italiani]] hv42hedovqbb7n3sj8h8bi4nje64tit Russell Crowe 0 8218 1411762 1381740 2026-04-27T07:00:42Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411762 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Russell Crowe 2012.jpg|thumb|Russell Crowe nel 2012]] {{Premio|Oscar|'''''[[Il gladiatore]]''''' *Miglior attore (2001)}} '''Russell Crowe''' (1964 – vivente), attore neozelandese naturalizzato australiano. ==Citazioni di Russell Crowe== *{{NDR|Su ''[[L'esorcista del papa]]''}} La morale del film è che per sconfiggere i peccati degli altri bisogna innanzitutto perdonare se stessi per i propri errori. È la cosa più difficile.<ref>Dall'intervista ''[https://www.ilmessaggero.it/persone/russell_crowe_film_esorcista_padre_amorth_chi_e_storia_vaticano_esorcismo_news_oggi-7346237.html Russell Crowe è Padre Amorth, l'esorcista del Papa: «Ho combattuto contro il diavolo». Ma il Vaticano prende le distanze]'', ''ilmessaggero.it'', 16 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Su ''[[Noah (film 2014)|Noah]]''}} Sono passati migliaia di anni e la storia di [[Noè]] è ancora viva dentro ognuno di noi. È un uomo che da solo deve fronteggiare un'enorme responsabilità. Anche se a nessuno di noi è richiesto un impegno così grande, oggi siamo un po' tutti Noè, testimoni consapevoli di un mondo che sta morendo. Come lui dobbiamo iniziare a muoverci, a fare del nostro meglio partendo dal basso, rispettando ad esempio la natura che ci circonda. E poi, questo film è una bellissima storia familiare, in cui giovani e meno giovani possono rispecchiarsi.<ref>Dall'intervista ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2014/04/04/news/russell_crowe_noah-81870681/ Russell Crowe è "Noah": "Siamo testimoni di un mondo che sta morendo"]'', ''repubblica.it'', 3 aprile 2014.</ref> {{Intestazione|''Il secolo XIX'', a cura di Marta Valier, 8 maggio 2005}} *Tutta la parte creativa della mia vita è stata rovinata dalla celebrità. Prima ero un osservatore, un contemplatore, una di quelle persone che scivolano via nelle situazioni, che vi entrano e vi escono, osservando tutto quello che c'è da vedere, cercando di capire. Ma questo modo di vivere mi è stato portato via dal [[successo]]. Dopo aver vinto l'Oscar sono stato sbalzato in un'altra dimensione, in uno spazio differente. Ora quel vecchio spazio segreto non mi appartiene più e non c'è modo di tornare indietro. *C'è comunque un modo di camminare per strada senza essere riconosciuti, e non parlo di artifici come baffi e naso finti. Basta cambiare l'energia, non fare di tutto per non essere notati. Però, comunque, non sarà mai la stessa cosa. Ho perso la mia qualifica di osservatore per ottenere in cambio quella di "osservato". Ma c'è comunque un vantaggio: avere accesso a menti migliori e a progetti più interessanti. *Dal [[teatro]] inglese ho imparato che un attore deve amare il suo ruolo, ma soprattutto deve amare il mestiere dell'attore. Se ti innamori troppo del tuo personaggio poi rischi di dimenticare alcune cose. Se devi interpretare [[Adolf Hitler]] e ti innamori di lui poi rischi di farlo diventare meno malvagio, no? Bisogna amare il mestiere di attore e mantenere un certo livello di obiettività in quello che stai facendo. {{Intestazione|''l'Unità'', a cura di Francesca Gentile, 7 agosto 2005}} *Quando sei lontano dalla tua famiglia e sei stanco, stressato per il lavoro, ti può capitare di cedere ai nervi. *Essere padre è fantastico, ha cambiato la mia vita. Ogni giorno, da quando è nato mio figlio ho una cinquantina di occasioni in più per sorridere. Qualche volta mi chiedo come ho fatto prima a sopravvivere senza mia moglie e mio figlio. ==Citazioni su Russell Crowe== *{{NDR|Sul ruolo di Russell Crowe in ''[[Noah (film 2014)|Noah]]''}} Fantastico. Penso che nessun altro potesse interpretare questo ruolo. C'era bisogno di un attore che che fosse fisicamente credibile come costruttore di qualcosa grande come un'arca, e lui era qualcuno che poteva essere un guerriero e avere un'emotività complicata. Per me è credibile; ha fatto qualcosa che era davvero difficile. ([[Emma Watson]]) *Russell Crowe è un altro simbolo dell'abbandono. Dal ''[[Il gladiatore|Gladiatore]]'' a ''[[The Nice Guys]]'' c'è un abisso. ([[Ennio Fantastichini]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[L.A. Confidential]]'' (1997) *''[[Insider - Dietro la verità]]'' (1999) *''[[Il gladiatore]]'' (2000) *''[[Rapimento e riscatto]]'' (2000) *''[[A Beautiful Mind]]'' (2001) *''[[Master and Commander - Sfida ai confini del mare]]'' (2004) *''[[Cinderella Man - Una ragione per lottare]]'' (2005) *''[[Un'ottima annata]]'' (2006) *''[[Quel treno per Yuma (film 2007)|Quel treno per Yuma]]'' (2007) *''[[American Gangster]]'' (2007) *''[[Nessuna verità]]'' (2008) *''[[State of Play]]'' (2009) *''[[Robin Hood (film 2010)|Robin Hood]]'' (2010) *''[[The Next Three Days]]'' (2010) *''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013) *''[[Storia d'inverno]]'' (2014) *''[[Noah (film 2014)|Noah]]'' (2014) *''[[The Nice Guys]]'' (2016) *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) *''[[L'esorcista del papa]]'' (2023) {{div col end}} == Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Crowe, Russell}} [[Categoria:Attori australiani]] [[Categoria:Attori neozelandesi]] j0uqczywhg1rpkd9nw0okpdzzutujya Harry Potter e il calice di fuoco 0 13581 1411677 1411643 2026-04-26T12:43:09Z Udiki 86035 Annullate le modifiche di [[Special:Contributions/~2026-25523-43|~2026-25523-43]] ([[User talk:~2026-25523-43|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1364649 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Harry Potter e il calice di fuoco |immagine = |titolooriginale = Harry Potter and the Goblet of Fire |paese= Gran Bretagna |anno = 2005 |genere = Avventura, fantastico |regista = [[Mike Newell]] |soggetto = [[J. K. Rowling]] |sceneggiatore = [[Steven Kloves]] |attori= *[[Daniel Radcliffe]]: [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]] *[[Rupert Grint]]: Ronald (Ron) Weasley *[[Emma Watson]]: Hermione Granger *[[Tom Felton]]: Draco Malfoy *[[Jason Isaacs]]: Lucius Malfoy *[[Jamie Waylett]]: Vincent Tiger *[[Joshua Herdman]]: Gregory Goyle *[[Mark Williams]]: Arthur Weasley *[[Bonnie Wright]]: Ginny Weasley *[[James Phelps]]: Fred Weasley *[[Oliver Phelps]]: George Weasley *[[Matthew Lewis]]: Neville Paciock *[[Shefali Chowdhury]]: Calì Patil *[[Afshan Azad]]: Padma Patil *[[Robert Pattinson]]: Cedric Diggory *[[Stanislav Ianevski]]: Viktor Krum *[[Clémence Poésy]]: Fleur Delacour *[[Katie Leung]]: Cho Chang *[[Michael Gambon]]: Prof. Albus Silente *[[Maggie Smith]]: Prof.ssa Minerva McGranitt *[[Alan Rickman]]: Prof. Severus Piton *[[Warwick Davis]]: Filius Vitious *[[Robbie Coltrane]]: Rubeus Hagrid *[[David Bradley]]: Argus Gazza *[[Frances de la Tour]]: Olympe Maxime *[[Predrag Bjelac]]: Igor Karkaroff *[[Tolga Safer]]: Aiutante di Igor Karkaroff *[[Jeff Rawle]]: Amos Diggory *[[Gary Oldman]]: Sirius Black *[[Timothy Spall]]: Peter Minus *[[Ralph Fiennes]]: Lord Voldemort *[[Robert Hardy]]: Cornelius Caramell *[[Brendan Gleeson]]: Alastor "Malocchio" Moody *[[Roger Lloyd-Pack]]: Barty Crouch *[[David Tennant]]: Barty Crouch Jr. *[[Shirley Henderson]]: Mirtilla Malcontenta *[[Adrian Rawlins]]: James Potter *[[Geraldine Somerville]]: Lily Potter *[[Miranda Richardson]]: Rita Skeeter *[[Eric Sykes]]: Frank Bryce |doppiatoriitaliani = *[[Alessio Puccio]]: Harry Potter *[[Giulio Renzi Ricci]]: Ron Weasley *[[Letizia Ciampa]]: Hermione Granger *[[Flavio Aquilone]]: Draco Malfoy *[[Massimo Lodolo]]: Lucius Malfoy *[[Mino Caprio]]: Arthur Weasley *[[Erica Necci]]: Ginny Weasley *[[Lorenzo De Angelis]]: Fred e George Weasley *[[Gabriele Patriarca]]: Neville Paciock *[[David Chevalier]]: Cedric Diggory *[[Jun Ichikawa]]: Cho Chang *[[Gianni Musy]]: Albus Silente *[[Paola Mannoni]]: Minerva McGranitt *[[Francesco Vairano]]: Severus Piton *[[Francesco Pannofino]]: Rubeus Hagrid *[[Anne Marie Sanchez]]: Olympe Maxime *[[Greg Snegoff]]: Igor Karkaroff *[[Vittorio Congia]]: Amos Diggory *[[Massimo Venturiello]]: Sirius Black *[[Roberto Stocchi]]: Peter Minus *[[Massimo Popolizio]]: Lord Voldemort *[[Sandro Pellegrini]]: Cornelius Caramell *[[Paolo Buglioni]]: Alastor Moody *[[Carlo Reali]]: Barty Crouch *[[Riccardo Niseem Onorato]]: Barty Crouch Jr. *[[Ilaria Stagni]]: Mirtilla Malcontenta *[[Gaetano Varcasia]]: James Potter *[[Michela Alborghetti]]: Lily Potter *[[Alessandra Korompay]]: Rita Skeeter *[[Carlo Baccarini]]: Frank Bryce }} '''''Harry Potter e il calice di fuoco''''', film inglese del 2005 con [[Daniel Radcliffe]], [[Rupert Grint]] e [[Emma Watson]], regia di [[Mike Newell]]. ==Frasi== {{cronologico}} *[[Imprecazioni dai film|Per la barba di Merlino]]! Tu devi essere Harry Potter! ('''Amos Diggory''') *Adoro la magia! ('''Harry Potter''') {{NDR|Ammirando le dimensioni interne come quelle di un appartamento di quella che da fuori sembrava una normalissima tenda canadese}} *{{NDR|Al figlio Draco che si vantava per l'invito in tribuna da parte di Caramell}} Non vantarti, Draco! Con questa gente non ce n'è bisogno. ('''Lucius Malfoy''') *Hogwarts è stata scelta per ospitare un evento leggendario: il Torneo Tremaghi. Ora, per quelli di voi che non lo sanno, il Torneo Tremaghi chiama a raccolta tre scuole per una serie di competizioni di magia. Da ogni scuola, un solo studente viene scelto per gareggiare. Voglio essere chiaro, chi è scelto se la vedrà da solo, e fidatevi se vi dico che queste gare non sono per i deboli di cuore. ('''Albus Silente''') *Eterna gloria, ecco ciò che attende lo studente che vincerà il Torneo Tremaghi! Ma per guadagnarsela questo studente dovrà superare tre prove, tre prove estremamente pericolose invero. ('''Albus Silente''') *{{NDR|Parlando di Alastor Moody}} Molte celle di Azkaban sono piene grazie a lui, ma di questi tempi è più svitato di un tappo! ('''Ron Weasley''') *Il calice di fuoco! Chiunque desideri proporsi per il Torneo deve solo scrivere il suo nome su un pezzo di pergamena e gettarlo nelle fiamme prima di giovedì sera a quest'ora. Non fatelo con tanta leggerezza: il prescelto non può tornare indietro! E da questo momento il ''Torneo Tremaghi'' è iniziato! ('''Albus Silente''') *Alastor Moody. Ex Auror, scontento del Ministero, e nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure. Sono qui perché me l'ha chiesto Silente. Fine della storia, addio, ciao. Ci sono domande? ('''Alastor Moody''') *Schiere di streghe e di maghi hanno affermato di aver eseguito gli ordini di Voi-Sapete-Chi perché? Sotto l'influenza della maledizione ''Imperius''! Ma qui sta il punto: come li scoviamo i bugiardi?! ('''Alastor Moody''') *{{NDR|Riferendosi a Harry}} Avada Kedavra! {{NDR|il ragno su cui ha scagliato la maledizione crolla subito morto}} L'anatema che uccide. Si sa che una sola persona è sopravvissuta ad esso... ed è in questa stanza. ('''Alastor Moody''') *{{NDR|Rivolto a Harry, dopo aver litigato}} Mi hai rotto! ('''Ron Weasley''') *Che quartetto carismatico! Salve, io sono Rita Skeeter. Scrivo per la Gazzetta del Profeta. Ma di certo lo sapete già, no? Siete voi che noi non conosciamo. Siete la notizia succulenta. Quali vezzi si celano dietro queste guanciotte rosee? Quali misteri nascondono i muscoli? Il coraggio giace sotto questi ricci? In breve, com'è che un campione nasce? "Io, Me stessa e Me" vuole saperlo, per non parlare dei miei lettori accaniti. Dunque, chi se la sente di confidarsi? Mh? ('''Rita Skeeter''') *{{NDR|A Harry}} Non so chi ha messo il tuo nome in quel calice, Harry, ma chiunque sia stato non è tuo amico. Le persone muoiono in questo torneo! ('''Sirius Black''') *{{NDR|Parlando dei draghi}} Sono creature incomprese da tutti... Però devo ammettere che quello Spinato è un magnifico cattivone! ('''Hagrid''') *{{NDR|Quando Harry lo prende da parte per spiegargli della prima prova}} Fai schifo, Potter! Potter, fai pena! Potter puzza! ('''Amici di Cedric Diggory''') *Questi rappresentano quattro draghi in carne e ossa, a ognuno dei quali è stato dato un uovo d'oro da proteggere. Il vostro obiettivo è semplice: raccogliere l'uovo. Dovete fare questo perché ogni uovo contiene un indizio senza il quale non potete sperare di passare alla prova successiva. ('''Barty Crouch''') *''Accio Firebolt''! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Harry Potter''') *Il Ballo del Ceppo è una tradizione del Torneo Tremaghi sin da quando ha avuto inizio. La sera della vigilia di Natale noi e i nostri ospiti ci riuniremo nella Sala Grande per una serata di ben educate frivolezze. Come rappresentanti della scuola che ospita mi aspetto che ciascuno, ripeto, ciascuno di voi parta col piede giusto. E intendo in senso letterale perché nel Ballo del Ceppo... innanzitutto e soprattutto... si danza. {{NDR|Gli studenti farfugliano tra di loro}} Silenzio! La casa di Godric Grifondoro ha meritato il rispetto del mondo dei maghi per quasi dieci secoli. Non vi permetterò in una sola serata di imbrattare questo nome comportandovi come una balbettante bambocciona banda di babbuini! ('''Prof McGranitt''') *{{NDR|Parlando a Harry del suo rapporto con Krum}} Noi non parliamo mai del torneo. Anzi, non parliamo affatto... Viktor è più un tipo fisico... Voglio dire che non è particolarmente loquace! Per lo più mi guarda studiare... Un po' irritante in effetti! ('''Hermione Granger''') *{{NDR|Dopo che Harry si è tuffato nel lago prima di aver inghiottito l'Algabranchia fornitagli da Neville per respirare sott'acqua e non è ancora riapparso}} Oh mio Dio! Ho ucciso Harry Potter! ('''Neville Paciock''') *Visto che il signor Potter sarebbe arrivato primo se non fosse stato per la sua determinazione nel salvare non solo il signor Weasley ma anche gli altri ostaggi, abbiamo convenuto di premiarlo col secondo posto! {{NDR|Hermione e Ron si congratulano increduli}} Per l'eccezionale fibra morale! ('''Albus Silente''') *{{NDR|Al ministro della magia Caramell}} Un vero [[leadership|capo]] fa quello che è giusto al di là di cosa pensano gli altri. ('''Albus Silente''') *{{NDR|Harry ha appena utilizzato il pensatoio di Silente}} La [[curiosità]] non è peccato, Harry, ma dovresti esercitare cautela. ('''Albus Silente''') *{{NDR|Alla platea}} Stamattina presto il professor Moody ha posto la coppa Tremaghi nel cuore del labirinto, solo lui ne conosce l'esatta posizione. Siccome il signor Diggory e il signor Potter sono alla pari al primo posto, entreranno per primi nel labirinto, seguiti dal signor Krum e dalla signorina Delacour. La prima persona che toccherà la coppa sarà il vincitore! Ho raccomandato al personale di pattugliare il perimetro, qualora un concorrente volesse ritirarsi dalla prova, lui o lei sparerà scintille rosse a raffica con la [[bacchetta magica|bacchetta]]. ('''Albus Silente''') *{{NDR|Piano, ai quattro campioni}} Nel labirinto non troverete draghi o creature degli abissi, invece affronterete qualcosa di molto più impegnativo. Vedete, le persone cambiano nel labirinto... Oh, trovate la coppa se potete, ma siate molto cauti, potreste perdere voi stessi lungo la strada. ('''Albus Silente''') *{{NDR|Parlando del cimitero in cui sono sepolti i Riddle}} Qui ci sono già stato... In un sogno. ('''Harry Potter''') *{{NDR|Per resuscitare Lord Voldemort}} Osso del padre... donato senza consenso. Carne del servo... sacrificata con consenso... e sangue del nemico... prelevato con la forza. Il Signore Oscuro sorgerà di nuovo. ('''Codaliscia''') *{{NDR|Ai suoi seguaci}} Benvenuti, amici miei! Tredici anni sono passati, eppure eccovi qui davanti a me, come se fosse soltanto ieri. Mi confesso davvero deluso grandemente. Non uno di voi ha tentato di trovarmi! ('''Lord Voldemort''') *{{NDR|A Lord Voldemort}} Vi assicuro, mio signore, io non ho mai rinunciato alla vecchia via. Il viso che sono stato obbligato a presentare ogni giorno dopo la vostra assenza... Oh, quello è la mia vera maschera... ('''Lucius Malfoy''') *{{NDR|Rivolto a Harry}} Ti presenterei agli altri, ma dicono che tu sei famoso quasi quanto me, di questi tempi: il Ragazzo Che È Sopravvissuto. Quante bugie hanno alimentato la tua leggenda, Harry! Rivelerò quello che accadde veramente quella notte di tredici anni fa, divulgherò come effettivamente ho perso i miei poteri. È stato l'amore... Vedi, quando la cara dolce Lily Potter diede la vita per il suo unico figlio, fornì la massima protezione. Io non potevo toccarlo, era magia antica, Una cosa che avrei dovuto prevedere. Ma non importa, non importa. Le cose sono cambiate! Io posso toccarti, adesso! ('''Lord Voldemort''') *''Crucio''! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Lord Voldemort''') *Io ti ucciderò, Harry Potter. Io ti distruggerò. Dopo stanotte nessuno metterà più in dubbio i miei poteri. Dopo stanotte, se parleranno di te, parleranno solo di come tu hai supplicato di morire e di come io, da signore misericordioso, ti ho favorito. ('''Lord Voldemort''') *Non voltarmi le spalle Harry Potter, voglio che tu mi guardi quando ti ucciderò, voglio vedere la luce lasciare i tuoi occhi! ('''Lord Voldemort''') *''Avada Kedavra''! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Lord Voldemort''') *{{NDR|Ai suoi seguaci, mentre combatteva contro Harry}} Non intervenite! Io lo devo finire! Lui è mio!! ('''Lord Voldemort''') *{{NDR|A Harry, riferendosi alla ferita sul suo braccio}} Ti mostro il mio marchio, se tu mi mostri il tuo! ('''Barty Crouch Jr.''') *{{NDR|Durante l'[[Elegie funebri dai film|elogio funebre]] a Cedric Diggory}} Oggi prendiamo atto di una perdita davvero atroce. Cedric Diggory era, come sapete tutti, un eccezionale lavoratore, infinitamente equanime, e, cosa più importante, un fedele... fedele amico. Per tanto ritengo che abbiate il diritto di sapere esattamente com'è morto. Vedete, Cedric Diggory è stato assassinato... da Lord Voldemort! Il Ministero della Magia non desidera che io ve lo dica, ma per me non farlo sarebbe un insulto alla sua memoria! Ora, il dolore che proviamo per questa terribile perdita mi rammenta... ''ci'' rammenta che, nonostante proveniamo da luoghi diversi e parliamo lingue diverse, i nostri cuori battono all'unisono. Alla luce dei recenti avvenimenti i legami di amicizia che abbiamo stretto quest'anno saranno più importanti che mai. Ricordatevi questo e Cedric Diggory non sarà morto invano. Ricordatevi questo e noi onoreremo un ragazzo che è stato gentile, onesto, coraggioso e sincero fino alla fine. ('''Albus Silente''') *{{NDR|A Harry, parlando dei letti a baldacchino del dormitorio}} Non ho mai amato queste tende. Detti loro fuoco il mio quarto anno... per caso, naturalmente! ('''Albus Silente''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Ron Weasley''' {{NDR|Parlando di Krum}}: Non c'è nessuno come Krum.<br/>'''Fred Weasley''': Krum?<br/>'''George Weasley''': Krum?<br/>'''Ron Weasley''': È come un uccello... il modo in cui cavalca il vento! È più di un atleta... è un artista!<br/>'''Ginny Weasley''': Per me ne sei innamorato, Ron!<br/>'''Ron Weasley''': Ah, sta' zitta, tu!<br/>'''Harry, Fred e George''' {{NDR|Cantando, prendendo in giro Ron}}: Viktor ti amo... credi a me... se non ci sei il mio cuore batte solo per te! *{{NDR|Harry e Ron davanti al calice di fuoco}}<br/>'''Ron Weasley''': Eterna gloria... Sarebbe magnifico, no? Fra tre anni, quando avremo l'età per essere scelti.<br/>'''Harry Potter''': Già, meglio tu che io! *{{NDR|Fred e George vogliono tentare di mettere i loro nomi nel calice grazie a una pozione invecchiante, in quanto non è permesso ai minori di 17 anni}}<br/>'''Hermione Granger''': Un genio come Silente non può farsi imbrogliare da un trucco patetico, scemo, balordo come la pozione invecchiante!<br/>'''Fred Weasley''': Per questo è così geniale!<br/>'''George Weasley''': Perché è patetico, scemo e balordo! *{{NDR|Ron è offeso e geloso perché il nome di Harry è finito nel calice, ma non gli crede quando ha detto di non averlo messo}}<br/>'''Harry Potter''': Non sono stato io a chiedere questo, Ron. Capito? Ti comporti da stupido.<br/>'''Ron Weasley''': Sì, è quello che sono: Ron Weasley, cioè l'amico stupido di Potter. *'''Rita Skeeter''': Un ragazzo di appena dodici... {{NDR|si riferisce agli anni di Harry}}<br/>'''Harry Potter''': Ne ho quattordici, scusi!<br/>'''Rita Skeeter''': Che sta per competere contro tre studenti, non solo di gran lunga più emotivamente maturi di quanto tu sia, ma maestri in incantesimi che tu non effettueresti neanche nei tuoi sogni più vivaci... Agitato?!<br/>'''Harry Potter''': Io... io non so, in realtà non ci ho pensato.<br/>'''Rita Skeeter''': {{NDR|nota che Harry ha lo sguardo rivolto verso la sua penna magica}} Ignora la penna. Certo tu non sei un ragazzo di dodici anni qualunque.<br/>'''Harry Potter''': {{NDR|seccato}} Quattordici.<br/>'''Rita Skeeter''': La tua storia è leggenda. Credi sia stato il trauma del tuo passato a renderti così incline a iscriverti a un torneo tanto pericoloso.<br/>'''Harry Potter''': No, io non mi sono iscritto. <br/>'''Rita Skeeter''': Certo che no. Tutti amano i ribelli, Harry {{NDR|rivolgendosi alla sua penna}} Cancella l'ultima frase. {{NDR|la penna magica di Rita cancella la frase più in basso}} Parlando dei tuoi genitori se fossero vivi, cosa credi proverebbero? Orgoglio o ansietà? Perché il tuo atteggiamento dimostra almeno un patologico bisogno di attenzioni, o peggio, uno psicotico desiderio di morte. <br/>'''Harry Potter''': {{NDR|nota ciò che ha scritto Rita}} Ehi! Non mi luccicano gli occhi per i fantasmi del mio passato! *'''Ron Weasley''' {{NDR|Ron arriva nella sala di ritrovo di Grifondoro dal dormitorio mentre Harry parla con Sirius attraverso il camino}}: Con chi stai parlando?<br/>'''Harry''': Cosa?! Chi dice che parlo con qualcuno?<br/>'''Ron''': Ho sentito delle voci.<br/>'''Harry''': Forse ti immagini le cose. Non sarebbe la prima volta.<br/>'''Ron Weasley''': Ti starai solo preparando per la prossima intervista magari! *'''Hermione Granger''': {{NDR|a causa del loro litigio in precedenza, Harry e Ron non si rivolgono la parola, e Hermione è costretta a consegnare i loro messaggi l'uno all'altro. In quel momento, ne sta consegnando uno da parte di Ron a Harry, che è presso il lago con Neville}} Ronald vorrebbe che io ti dicessi che Seamus gli ha detto che a Dean è stato detto da Calì che Hagrid ti sta cercando.<br/> '''Harry Potter''': {{NDR|confuso, non riuscendo a capire che intendeva dire Hermione}} Davvero? Beh... Cosa?<br/>'''Hermione Granger''': Cosa gli devo dire? {{NDR|a Ron, che le sussurra qualcosa, poi si rivolge di nuovo a Harry}} A Dean è stato detto da Calì che... ti prego, non chiedermi di ripeterlo... Hagrid ti sta cercando.<br/> '''Harry Potter''': Puoi dire a Ronald...{{NDR|viene interrotto da Hermione}}<br/>'''Hermione Granger'''{{NDR|con rabbia}}: Non sono il tuo gufo! *'''Draco Malfoy''': Perché così teso, Potter? Mio padre e io abbiamo scommesso, sai? Per me non duri più di dieci minuti in questo torneo. Lui non è d'accordo. Secondo lui neanche cinque!<br/>'''Harry Potter''': Non m'importa un accidente di quello che pensa tuo padre, Malfoy. Lui è vile e crudele, e tu sei patetico!<br/>'''Draco Malfoy''': Patetico?! {{NDR|sta per tirargli un incantesimo alle spalle ma Moody lo ferma}}<br/>'''Alastor Moody''': Eh no, figliolo! {{NDR|trasforma Draco in un furetto}} Ti insegno io a non fare incantesimi a chi è di spalle! Schifoso, codardo, lurido bacchettatore alle spalle... <br/>'''Minerva McGranitt''': Professor Moody! Ma cosa sta facendo?<br/>'''Alastor Moody''': Insegno. <br/>'''Minerva McGranitt''': Quello è... quello è uno studente?<br/>'''Alastor Moody''': Tecnicamente è un furetto! {{NDR|prende Draco trasformato in furetto e lo infila nei pantaloni di Tiger}}<br/>'''Gregory Goyle''': Non ti muovere! Non ti muovere!<br/>{{NDR|allorché la McGranitt lo fa tornare in forma umana una volta uscito via}}<br/>'''Draco Malfoy''' {{NDR|tornato in forma umana}}: Mio padre lo verrà a sapere!<br/>'''Alastor Moody''': È una minaccia?!<br/>'''Minerva McGranitt''': Professor Moody!<br/>'''Alastor Moody''': È una minaccia?!<br/>'''Minerva McGranitt''': Professore!<br/>'''Alastor Moody''': Potrei raccontare storie su tuo padre che farebbero arricciare perfino i tuoi capelli unti...!<br/>'''Minerva McGranitt''': Alastor!<br/>'''Alastor Moody''': E non finisce qui!<br/>'''Minerva McGranitt''': Alastor, noi ''mai'' usiamo la Trasfigurazione per punire qualcuno. Sicuramente Silente gliel'avrà detto!<br/>'''Alastor Moody''': Me l'avrà accennato...<br/>'''Minerva McGranitt''': Allora farà bene a ricordarselo. {{NDR|agli studenti che guardavano la scena}} Via! {{NDR|si allontana e Moody le fa una smorfia}} *{{NDR|All'estrazione dei draghi per la prima prova}}<br/>'''Barty Crouch''': Rimane solo...<br/>'''Harry Potter''': Lo Spinato...<br/>'''Barty Crouch''': Cosa, ragazzo?!<br/>'''Harry Potter''': Niente... {{NDR|dicendo quelle parole Harry avrebbe lasciato capire che sapeva a cosa andava incontro}} *{{NDR|A Harry, dopo il superamento della prima prova}}<br/>'''Fred Weasley''': Non potevi perdere la vita!<br/>'''George Weasley''': Una gamba forse...<br/>'''Fred Weasley''': O un braccio...<br/>'''George Weasley''': Ma rimetterci tutto il pacchetto...<br/>'''Fred e George''': ...mai!<br/>'''Seamus Finnegan''': Zitti! Forza, Harry! Qual è l'indizio?<br/>'''Harry Potter''': Chi vuole che lo apra? {{NDR|si riferisce all'uovo d'oro che ha preso nella prima prova, e tutti nella sala di ritrovo di Grifondoro esultano}} Volete che lo apra? {{NDR|tutti esultano di nuovo e Harry apre l'uovo. Dall'uovo esce un fortissimo stridio che costringe tutti, anche le persone nei quadri, a tapparsi le orecchie, e Harry lo richiude}}<br/>'''Ron Weasley''': Miseriaccia, che cos'era?! *'''Ron Weasley''': Tu non sei tanto sbarellato da mettere il tuo nome nel calice di fuoco.<br/>'''Harry Potter''': Ci sei arrivato! Ci hai messo un po'!<br/>'''Ron Weasley''': Non ero l'unico a pensarlo, lo dicevano tutti alle tue spalle.<br/>'''Harry Potter''' {{NDR|si guarda intorno}}: Splendido, mi fa sentire molto meglio.<br/>'''Ron Weasley''': Almeno ti ho avvertito dei draghi.<br/>'''Harry Potter''': Hagrid mi ha avvertito dei draghi!<br/>'''Ron Weasley''': No no no, io! Non ti ricordi più?! Ho detto a Hermione di dire a te che Seamus mi aveva detto che Calì aveva detto a Dean che Hagrid ti cercava. Seamus non mi ha mai detto niente, perciò è da me che è partita la cosa! Pensavo che così passava tutto, una volta che avresti capito.<br/>'''Harry Potter''': Chi... Chi avrebbe mai potuto capirlo?! È una cosa da matti!<br/>'''Ron Weasley''': Già, lo è, vero?! Dovevo essere parecchio sconvolto.<br/>'''Hermione Granger''': Uomini... *{{NDR|Ron è costretto a ballare con la prof. McGranitt come dimostrazione}}<br/>'''Harry Potter''': Non glielo farete dimenticare mai, eh?<br/>'''Fred e George''': Mai! *'''Ron Weasley''': Accidenti, Harry, tu uccidi i draghi, se non trovi tu una ragazza allora chi?!<br/>'''Harry Potter''': In questo momento uscirei con un drago! *'''Ron Weasley''': Miseriaccia... Miseriaccia! Oh, miseriaccia... {{NDR|Ron sta cercando con difficoltà di mettersi il suo orrendo abito da cerimonia per il Ballo del Ceppo, e in quel momento arriva Harry, vestito in un abito decisamente più elegante e presentabile}} Quello cos'è? Quello cos'è?!<br/> '''Harry Potter''': Il mio abito da cerimonia.<br/> '''Ron''': Ma quello è adatto! Nessun merletto, nessuno colletto equivoco...<br/> '''Harry Potter''': Beh, credo che il tuo sia più tradizionale.<br/> '''Ron Weasley''': Tradizionale?! Questo è antico! Sembro la mia prozia Tessie! {{NDR|si annusa l'ascella}} Puzzo come la mia prozia Tessie...{{NDR|si guarda allo specchio assieme a Harry, imbarazzato}} Ammazzami, Harry... *{{NDR|Calì e la sorella si annoiano in disparte: i loro cavalieri, Ron e Harry, si piangono addosso sconsolati}}<br/>'''Studente''': Posso avere il tuo braccio?<br/>'''Calì''': Braccio... gamba... Sono tua! *'''Ron Weasley''': {{NDR|parlando di Krum}} Ti sta usando...<br/>'''Hermione Granger''': Come osi! E poi so badare a me stessa.<br/>'''Ron Weasley''': Ne dubito. È troppo vecchio!<br/>'''Hermione Granger''': Che cosa?! Che cosa?! È questo che pensi?<br/>'''Ron Weasley''': Sì, è questo che penso...<br/>'''Hermione Granger''': Allora sai qual è la soluzione, non è vero?!<br/>'''Ron Weasley''': Sentiamo...<br/>'''Hermione Granger''' {{NDR|piange}}: La prossima volta che c'è un ballo raccogli il coraggio e invitami prima che lo faccia qualcun altro! E non come ultima risorsa!<br/>'''Ron Weasley''' {{NDR|titubante}}: Be', questo... questo, insomma, non c'entra un tubo... Harry. <br/> '''Hermione Granger''' {{NDR|si volta verso di lui}}: Dove sei stato? {{NDR|Harry sta per rispondere ma Hermione lo ferma}} Non importa, a letto tutti e due! <br/> '''Ron Weasley''' {{NDR|a bassa voce rivolto a Harry, mentre salgono le scale}}: Fanno paura, quando crescono...<br/>'''Hermione Granger''' {{NDR|di nuovo sull'orlo delle lacrime}}: Ron, hai rovinato tutto! *{{NDR|Fred e George offrono scommesse sulla seconda gara}}<br/>'''Fred''': Tre giovanotti...<br/>'''George''': Una dama...<br/>'''Fred''': Vanno sotto in quattro...<br/>'''George''': Ma tornano su in quattro?! <br/>'''Ginny''': Non siate così maligni! *{{NDR|Harry salva Cedric da una delle radici magiche del labirinto}}<br/>'''Cedric''': Sai, per un momento ho pensato che avresti lasciato che mi prendesse.<br/>'''Harry''': Per un momento l'ho pensato. *'''Cedric Diggory''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Chi sei?! Che cosa vuoi?!<br/>'''Voldemort''': Uccidi l'altro! <br/>'''Codaliscia''': Avada Kedavra! {{NDR|uccide Cedric}} <br/>'''Harry''': No! Cedric! *'''Alastor Moody''': C'erano altri? Nel cimitero, c'erano altri?<br/>'''Harry''': Be'... Io... Io non... credo d'aver detto niente su un cimitero, professore! *'''Albus Silente''': Inviate un gufo ad Azkaban, scopriranno che gli manca un prigioniero.<br/>'''Barty Crouch Jr''': Là mi riaccoglieranno come un eroe!<br/>'''Albus Silente''': Forse. Io non ho mai avuto molto tempo per gli eroi. *'''Harry Potter''': Professore, quando ero al cimitero c'è stato un momento in cui la bacchetta di Voldemort e la mia sono entrate in contatto.<br/>'''Silente''': ''Prior Incantatio''... hai visto i tuoi genitori quella notte, vero? Sono riapparsi. {{NDR|Harry fa cenno di sì}} Nessun incantesimo risveglia i morti, confido che tu lo sappia. Momenti bui e difficili ci attendono. Presto dovremo affrontare la scelta tra ciò che è giusto e ciò che è facile. Ma ricorda questo: qui hai degli amici, non sei solo. *'''Ron Weasley''': Credete che avremo mai un anno tranquillo ad Hogwarts?!<br/>'''Hermione Granger''': No!<br/>'''Harry Potter''': No...<br/>'''Ron''': Già neanch'io... Ah be', cos'è la vita senza draghi! ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Harry Potter e il calice di fuoco''|w=Harry Potter e il calice di fuoco (film)|commons=Harry Potter and the Goblet of Fire (film)}} {{Harry Potter}} [[Categoria:Film d'avventura]] [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Harry Potter]] 0i5h95mynlgyy1e5513ufxixwm6dwz8 Sergio Marchionne 0 15607 1411725 1369805 2026-04-26T19:10:41Z Danyele 19198 /* Citazioni su Sergio Marchionne */ +1 1411725 wikitext text/x-wiki [[File:Sergio Marchionne.jpg|thumb|right|Sergio Marchionne nel 2007]] '''Sergio Marchionne''' (1952 – 2018), dirigente d'azienda italiano naturalizzato canadese. ==Citazioni di Sergio Marchionne== {{cronologico}} *[...] il costo del lavoro rappresenta il 7-8 per cento e dunque è inutile picchiare su chi sta alla linea di montaggio pensando di risolvere i problemi. Se avessi tagliato metà dei dipendenti, a parità di volumi, non avrei riportato Fiat Auto al pareggio. Quando si perdono 3 milioni di euro al giorno, come succedeva fino a due anni fa, e uno pensa che sia colpa degli operai vuol dire che ha saltato qualche ponte sulla sua strada. Questi sono metodi che forse possono andar bene nel sistema anglosassone, ma che da noi non funzionano.<ref>Dall'intervista di Salvatore Tropea ''[http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/economia/fiat-8/intervista-marchionne/intervista-marchionne.html "Abbiamo risanato la Fiat senza Stato e senza stranieri"]'', ''repubblica.it'', 21 settembre 2006.</ref> *Concentrarsi su se stessi è una così piccola ambizione.<ref>Dalla lectio magistralis per il conferimento della laurea ad honorem in Ingegneria gestionale, Politecnico di Torino, 27 maggio 2008.</ref> *[[Juventus Football Club|Juventus]] e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno.<ref>Dalla presentazione dell'accordo di sponsorizzazione tra Juventus e Jeep, 6 aprile 2012; citato in ''[https://web.archive.org/web/20120410043613/http://www.juventus.com/juve/it/news/orgogliosi%20di%20questo%20accordo «Orgogliosi di questo accordo»]'', ''juventus.com''.</ref> *Entrambi, Juventus e Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano.<ref>Dalla presentazione dell'accordo di sponsorizzazione tra Juventus e Jeep, 6 aprile 2012; citato in ''[https://web.archive.org/web/20120410205541/http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/449364/ "Jeep-Juve, matrimonio da 35 milioni"]'', ''lastampa.it'', 7 aprile 2012.</ref> *La Lancia non ha storia né in Europa né negli Usa, non ha nessun valore sul mercato internazionale. Abbiamo provato in tutti i modi, ma non c'è speranza, la Lancia avrà una contrazione di produzione e resterà nel mercato italiano. Mi spiace ma in tempo di crisi bisogna fare delle scelte [...] Senza investire miliardi non riusciamo a darle credibilità che le restituisca sopravvivenza.<ref name="napoletano">Dall'intervista di Roberto Napoletano in occasione del Festival dell'Economia di Trento, 2 giugno 2014; citato in ''[https://www.quattroruote.it/news/industria/2014/06/02/marchionne_a_trento_lancia_senza_valore_all_estero_restera_in_italia_.html Marchionne a Trento "Lancia senza valore all'estero, resterà in Italia"]'', ''quattroruote.it''.</ref> *{{NDR|Sulla rivalità con i tedeschi}} La loro concorrenza sta diventando spietata, anche se alla Fiat ora tutto questo non importa più poiché il nostro gruppo non dipende più dall'Europa. Pensate a tutti i modelli Bmw e pensate anche che tra cinque anni {{NDR|nel 2019}} ci sarà una sorella Alfa che li batterà.<ref name="napoletano"/> {{Int|''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/09_Settembre/23/intervento_marchionne_mercato_welfare.shtml «Una società liberale che vuole durare deve difendere chi è colpito dal cambiamento»]''|Dall'intervento al convegno de ''L'industria'', 22 settembre 2007; citato in ''corriere.it'', 23 settembre 2007.}} *Alcuni economisti sono convinti che il sistema europeo – per migliorare produttività, efficienza e profitti – debba convergere verso il modello americano. Non credo che questo tipo di convergenza sia possibile nel medio termine, ma non credo neppure sia auspicabile. *Qualche ragione c'è se gli investimenti esteri sono ancora così bassi. E queste ragioni si chiamano [[burocrazia]], servizi, infrastrutture, tasse e costi di gestione. Dalla mia esperienza personale, ho visto che i vincoli burocratici alla fine proteggono aziende inefficienti, aziende che non hanno prospettive di sviluppo e nella maggior parte dei casi scaricano i costi sui clienti. *Tutti questi ragionamenti valgono a maggior ragione per il Sud Italia, dove è prioritario colmare il gap nei confronti del resto del Paese. Ma la prospettiva con cui ci si deve muovere non può essere quella assistenziale. La cultura dell'assistenzialismo produce dipendenza e spegne lo spirito di iniziativa e il senso di responsabilità. {{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/03/marchionne-italia-vergognosa.html Marchionne: l'Italia è vergognosa]''|Dall'intervento alla Federazione dei Cavalieri, Firenze; citato in Massimo Vanni, ''la Repubblica'', 3 ottobre 2010.}} *Il Paese ha perso il senso istituzionale, la bussola è partita, qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti. È difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in [[Italia]]. È vergognoso. *In questo clima di incertezza, aspettare la crescita senza fare nulla appare come un atto di fede. *In [[Europa]] si sta esternalizzando il [[welfare]] a carico delle aziende. Guardate il conto dell'Inps e chi sta pagando veramente la Cig. *Investiamo 20 miliardi di euro e prendiamo anche gli schiaffi. E invece stiamo cercando di trasformare una rete produttiva che oggi non può reggere, perché non è facile mantenere qui una fabbrica. *Le logiche economiche e finanziarie ci spingerebbero verso altri paesi che offrono condizioni più vantaggiose e maggiori certezze. Ma credo che la Fiat abbia il dovere di guardare prima di tutto all'[[Italia]], per quello che ha sempre rappresentato e per quello che significa ancora oggi per il Paese. ===Citazioni non datate=== *Il vero problema dei manager è che più piramidi crei e peggio gestisci l'azienda. Se avessi tre vice sotto di me starei tutto il giorno a rompergli le scatole chiedendogli cosa stanno facendo. Più stretto è il controllo e peggio funziona l’azienda. È per questo che io ho 70 o 80 persone con le quali lavoro direttamente e così rompo loro le scatole in maniera più distribuita.<ref>Citato in Diego Catalano, ''[https://www.funoanalisitecnica.com/2023/08/red-bull-newey-orizzontale.html Red Bull: il segreto è "l'orizzontalità" di Newey]'', ''funoanalisitecnica.com'', 21 agosto 2023.</ref> ==Citazioni su Sergio Marchionne== *Alcuni intellettuali e politici hanno etichettato Marchionne come "cattivo manager", che investe poco e punta solo ad abbattere il costo del lavoro. C'è del vero in queste accuse, ma bisogna rendersi conto che esse sono superficiali. In un certo senso potremmo considerarle simmetriche all'affrettato elogio del "capitalista buono" che gli veniva rivolto non moltissimo tempo fa. La verità è che Marchionne non è né buono né cattivo: egli è solo una equazione, è una mera funzione del meccanismo di riproduzione del capitale. Finché a un manager viene concesso, questi minaccerà sempre di effettuare investimenti lì dove le opportunità di sfruttamento del lavoro e i relativi profitti sono maggiori. ([[Emiliano Brancaccio]]) *Devo a Marchionne tantissimo, ebbe il coraggio di dare fiducia ad un giovane di 37 anni, lanciandomi nel mondo dell'alta dirigenza. Assegnarmi la responsabilità del marchio Fiat e della 500 fu una sua scommessa; da lì dipendeva tanto del futuro della Fiat. Non dimenticherò mai la notte, a Torino, in cui avvenne la presentazione della vettura, camminavamo per la strada, la gente ci salutava, batteva le mani a Marchionne, era felice, la Fiat era ripartita. ([[Luca de Meo]]) *Di una levatura incredibile, estremamente esigente e duro, ma con una profondità che veniva dai suoi studi di filosofia. Aveva il dono della sintesi. ([[Flavio Manzoni]]) *È stato un uomo eccezionale, ma di finanza e non di prodotto. Ha salvato la Fiat, bisogna rendere onore al suo temperamento. ([[Giorgetto Giugiaro]]) *Grazie a Marchionne ho imparato moltissimo. Ma è stata altrettanto dura. Sono stato uno dei manager a lui più vicini e un amico. [...] Lui ci teneva che apprezzassi la sua grappa, ma a me non piaceva. Una notte glielo confessai. Il giorno dopo, per dispetto, mi fece arrivare a casa cento bottiglie della migliore grappa Berta. [...] era una persona meravigliosa ma non facile. Aveva il fare e lo stile del pater familias. Era molto premuroso, ma dovevi sempre sorprenderlo. Quando si abituava a te iniziava ad allontanarti. Io ero condannato a stupirlo sempre. ([[Olivier François]]) *Il suo unico valore era il business, il mercato, la [[Capitalismo|globalizzazione capitalistica]]. Dopo essersi appropriato di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico ha trasferito la sede legale e fiscale all'estero, lasciando in Italia stabilimenti vuoti. ([[Marco Rizzo]]) *Il vero problema della Fiat non sono i lavoratori, l'Italia o la crisi (che sicuramente esiste): il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo Amministratore Delegato. ([[Diego Della Valle]]) *{{NDR|Il}} mago Otelma delle 4 ruote, che non fa una macchina, mentre gli imprenditori si misurano dai loro prodotti. ([[Diego Della Valle]]) *È un talento assoluto, bravissimo sul piano operativo. Ma ama essere in charge. Per un sottoposto è difficilissimo avere a che fare con un uomo così forte, e con tutto quel carisma. ([[Bernie Ecclestone]]) *L'esempio che Sergio ci da è il coraggio, il coraggio di non avere paura, ma al contrario affrontare le avversità. E se i problemi, come spesso, in qualunque organizzazione sono legati alle persone, credere nell’abilità e nella capacità delle persone di fare grandi cose è indubbiamente quello che lui ha fatto, in numerose occasioni. ([[John Elkann]]) *{{NDR|Sulle dichiarazioni di Sergio Marchionne sulla scarsa attrattività dell'Italia}} Marchionne mi sembra che ieri abbia dimostrato di essere un po' più canadese che italiano, visto che è italo-canadese. [...] Ha detto una cosa che sarebbe normale se detta da uno che non è un top manager italiano, ma è un po' paradossale che lo dica l'amministratore delegato della Fiat perché, se è ancora un grande colosso, è stato perché c'è stato il contribuente italiano a garantirlo. ([[Gianfranco Fini]]) *Marchionne non nasce dal nulla, Marchionne nasce da decenni nel corso dei quali diritti, legalità e magistratura sono stati oggetto di un attacco violento. Chi parla della [[FIOM]] come di un sindacato aggressivo sbaglia obiettivo: l'aggressività e la violenza sono dall'altra parte. ([[Stefano Rodotà]]) *Marchionne non va demonizzato. [...] Anche se la Fiat ha ricevuto ingenti contributi dallo Stato ha cento ragioni, come quando parla di perdita della competitività in [[Italia]] o degli stranieri che non investono nel nostro Paese. Dice cose sacrosante, non riesco a dargli torto. Bisogna rendersi conto della realtà, altrimenti la Fiat chiude le saracinesche delle fabbriche e va in [[Serbia]]. ([[Pier Ferdinando Casini]]) *Rimbalzano le parole dei comunicati e le frasi sulle condizioni ancora peggiorate, lui che "non potrà riprendere l'attività lavorativa", i ringraziamenti, il commiato inevitabile ormai: tutti frammenti che dall'Italia precipitano fin quassù {{NDR|Ospedale Universitario di Zurigo}}, dove erano partite. Scorrono insieme alle immagini dell'ultima uscita pubblica di Sergio Marchionne, il 26 giugno, lui un po' gonfio che respira a fatica mentre consegna la nuova Jeep alla sua amata [[Arma dei Carabinieri]]. Un altro segno del destino. Così dice addio il figlio del maresciallo maggiore Concezio, in fondo siamo figli per sempre, e insieme dice ciao papà. ([[Maurizio Crosetti]]) *Sia negli Usa che in Europa, è toccato a un professionista multidimensionale, che però non era un ''car guy'' – ma un avvocato, certificatore di aziende, ottimizzatore finanziario, riassicuratore per le imprese – salvare due marchi storici che erano falliti. ([[Oscar Giannino]]) ===[[Alberto Sabbatini]]=== *A Torino Marchionne arrivò praticamente da sconosciuto nel 2004. Era appena morto Umberto Agnelli e la famiglia aveva estromesso brutalmente l'ad Giuseppe Morchio, che aveva avuto l'ardore di chiedere, direttamente al funerale di Umberto, di entrare come socio nell'azienda. Ma chi mettere al suo posto? Montezemolo fu scelto presidente, ma a chi affidare il gravoso compito della gestione quotidiana dell'azienda che deve sorbirsi l'amministratore delegato? Qualcuno si ricordò che Umberto Agnelli, prima di morire, aveva parlato benissimo di un tal Sergio Marchionne, esperto di economia, italiano di Chieti emigrato in Canada e ora cittadino svizzero che dirigeva una piccola compagnia finanziaria satellite del gruppo, la Sgs. Marchionne fu convocato e assunse l'incarico. All'epoca indossava ancora giacca e cravatta. La Fiat a quell'epoca aveva un indebitamento di qualcosa come otto miliardi di euro. Era alle soglie del fallimento. In cassa c'erano soldi per pochi mesi di stipendio delle maestranze. Marchionne all'inizio non diresse direttamente il settore dell'auto, ma l'intero gruppo industriale. C'erano altri manager alla guida di Fiat, Alfa e Lancia. Un ingegnere austriaco e uno tedesco ex BMW. Bastò un anno e mezzo a Marchionne per capire che non facevano al caso suo. [...] quei manager-tecnici erano lenti e troppo esitanti a prendere decisioni per riuscire a rivoluzionare. Erano abituati con calma, alla tedesca, a sperimentare ben bene prima di costruire. Marchionne gli fece capire che non c'era tempo. Mancavano i soldi per sopravvivere così a lungo se non si costruivano in fretta nuove auto da vendere per fare cassa. Li mandò via e assunse in prima persona l'incarico di amministratore delegato di Fiat Auto, Alfa e Lancia. Un finanziere alle prese con la meccanica. Cosa ci avrebbe capito? Qui è uscita fuori la grande dote di Marchionne [...]: saper individuare quelli bravi e sottostimati. E valorizzare il loro coraggio di osare. Così ha dato un impulso formidabile all'azienda e il primo anno nacque la nuova Punto, l'anno dopo la 500. Due boom. Con i soldi guadagnati la Fiat poté risollevare le finanze e investire sul futuro. *Si fa torto a qualcuno dicendo che Sergio Marchionne è stato il più grande manager italiano del dopoguerra? Manager, non imprenditore, capiamoci bene. Marchionne non ha posseduto società, ma le ha gestite, le ha fatte funzionare e ne ha decuplicato il valore ricavando profitti miliardari ai proprietari ma garantendo anche il lavoro a centinaia di migliaia di dipendenti. Basta questo a renderlo il più grande. È l'uomo che nel bene e nel male ha salvato la Fiat, rilanciato la Ferrari e cambiato profondamente la stessa società italiana. Sia a livello industriale che sociale. Non solo Marchionne ha trasformato un'azienda privata italiana in un gruppo industriale globale con radici sparse fra l'Europa e gli Stati Uniti, ma ha anche cambiato le regole del gioco fra impresa e lavoratori. Ha introdotto il concetto di flessibilità cancellando abitudini di accordi sindacali consolidati e uscendo persino da Confindustria per agire più liberamente. Soprattutto, cosa cui non tutti gli rendono sufficiente merito, ha salvato la Fiat dal fallimento. Senza di lui centomila dipendenti non avrebbero più avuto un lavoro dopo il 2004. Quando gli sono state affidate le redini della Fiat, nel 2004, la società era in profonda crisi e capitalizzava poco più di 5 miliardi di euro. Era tecnicamente fallita. Non aveva i soldi per pagare i propri debiti e gli stipendi nei mesi successivi. In quattordici anni Marchionne l'ha portata a un valore complessivo di oltre 65 miliardi facendola diventare la settima industria automobilistica del mondo, scorporando e quotando in borsa la Ferrari che prima era parte del gruppo Fiat mentre poi, da sola, ha capitalizzato quasi 25 miliardi. Marchionne insomma ha creato valore per le aziende che guidava e ha creato lavoro per i dipendenti Fiat salvando l'azienda dal fallimento. Questo merito nessuno, nemmeno il più acerrimo dei suoi nemici come i sindacalisti della Fiom che l'hanno spesso combattuto, potrà mai toglierglielo. *Tre sono stati i grandi meriti di Marchionne che col senno di poi hanno salvato la Fiat dal fallimento. Primo e meno conosciuto, ma basilare per il futuro, è la rinegoziazione del famoso "convertendo" con la General Motors. Nel 2005 Marchionne è riuscito a farsi pagare dagli americani un miliardo e mezzo di euro per svincolarli da un impegno firmato cinque anni prima che non volevano più rispettare. Quei soldi, versati nelle casse torinesi, hanno ridato ossigeno ai conti Fiat. Con quel denaro Marchionne si è pagato lo sviluppo dei nuovi modelli Panda, Punto e 500 prodotti fra il 2006 e il 2007 che hanno portato altri capitali freschi. La terza grande impresa è stata l'aver acquistato nel 2009 la quasi fallita Chrysler a costi ridottissimi grazie alla mediazione di Obama e del governo Usa. Cosa che gli ha portato in dote anche la Jeep che è diventata la vera fabbrica di soldi del gruppo FCA [...]. La Ferrari è un successo a parte. Il suo fiore all'occhiello. La sua passione recente. Che gli piaceva così tanto da tenere sempre sott'occhio, durante le conferenze stampa ai saloni dell'auto invernali, un telefonino dove riceveva gli aggiornamento in tempo reale dei crono durante i test invernali. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marchionne, Sergio}} [[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]] c44trjw83uk5upzwjfn84x0j0subomd Erminio Macario 0 20709 1411670 1332321 2026-04-26T12:34:49Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411670 wikitext text/x-wiki [[File:Erminio macario chiromante.jpg|thumb|Erminio Macario]] '''Erminio Macario''' (1902 – 1980), attore italiano. ==Citazioni di Erminio Macario== *{{NDR|[[Mina (cantante)|Mina]]}} Ha una voce infuriata. Urla, urla la sua smania di vivere. È un'acrobata. Le note si rincorrono sul filo per poi aggrapparsi al trapezio e buttarsi giù, senza rete. È un'anima lunga di Cremona. Un torrone con gli acuti, capisci? Si fa chiamare Baby Gate. Vorrei averla con me. Adesso mi tocca un tenorino alla Claudio Villa, dalla gola smilza, che canta all'antica italiana. I ragazzi lo beccano, "torna in chiesa", gli dicono, "sembri un chierico".<ref>Citato in Sandro Bolchi, ''Fellini, un amore per Mina'', ''La Stampa'', 5 febbraio 1995.</ref> ==Citazioni su Erminio Macario== *Io facevo da contrasto al suo genere, rappresentavo la figura eterea accanto al grande mimo. ([[Wanda Osiris]]) *Lavorare con lui era una cosa piacevole. Nonostante la sua notorietà, genialità e grandezza, non faceva mai pesare nulla ai suoi compagni più giovani. Era una persona squisita e riservata. Da lui si imparava molto, non perché insegnasse, ma perché era talmente bravo che se qualcuno aveva un po' di talento, non poteva non apprendere. ([[Isa Barzizza]]) *{{NDR|A proprosito di ''[[Imputato, alzatevi!]]''}} Possiamo dire di avere ora un nuovo attore cinematografico. [...] In certi momenti egli somiglia a [[Larry Semon|Ridolini]] o si atteggia a [[Charlie Chaplin|Chaplin]], ma sono momenti fuggitivi, per il resto egli è Macario e resta Macario. ([[Francesco Callari]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Imputato, alzatevi!]]'' (1939) *''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]'' (1939) *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) *''[[La cambiale]]'' (1959) *''[[Lo smemorato di Collegno]]'' (1962) *''[[Totò di notte n. 1]]'' (1962) *''[[Totò contro i quattro]]'' (1963) *''[[Il monaco di Monza]]'' (1963) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Macario, Erminio}} [[Categoria:Attori italiani]] b8veuauzfxkrxn0cw3o3yjjzh7lmnkh Aldo Fabrizi 0 27668 1411669 1411328 2026-04-26T12:33:44Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411669 wikitext text/x-wiki [[File:Fabrizi Campo de' fiori.png|thumb|upright=1.2|Aldo Fabrizi in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'' (1943)]] '''Aldo Fabrizi''', all'anagrafe '''Aldo Fabbrizi''' (1905 – 1990), attore, regista e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Aldo Fabrizi== *Armeno se fusse sentito sona' er campanello... la porta... er telefono... citofono... quarche madonna! Oddio!!! Ch'ho detto!!!<ref>Citato in Massimo Fabrizi, ''Aldo Fabrizi, mio padre'', Gremese Editore, 2006.</ref> *In [[cinema]] possono lavorare anche gli sprovveduti. Si girano migliaia di metri di pellicola per trarne una sequenza possibile, poi alla dizione ci pensano i doppiatori. Il cinema sovente è mistificazione.<ref>Citato in Franco Piccinini, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,6/articleid,1549_02_1965_0056A_0020_23537388/ Fabrizi "gli spaghetti sono la mia droga"]'', ''La Stampa'', 8 marzo 1965.</ref> *{{NDR|[[Epitaffi|Epitaffio]]}} ''Tolto da questo mondo | troppo al dente''.<ref>Da un suo sonetto. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> ==Citazioni su Aldo Fabrizi== *Aldo Fabrizi, un uomo e un attore meraviglioso, vergognosamente meno considerato di quanto non avrebbe meritato. ([[Giovanna Ralli]]) *È una vecchia osservazione che gli attori di [[Varietà (spettacolo)|varietà]] riescono meglio nel cinema che i loro colleghi della prosa. È chiaro il perché. Meno legati a una illustre tradizione oratoria, più spontanei, più "mimi" (anche [[Charlie Chaplin|Chaplin]] viene dal varietà) i [[Erminio Macario|Macario]], i [[Totò]], i Fabrizi non sentono alcuna soggezione dalla macchina da presa. Aldo Fabrizi ha fatto con il film ''[[Avanti c'è posto...|Avanti c'è posto]]'' un ottimo ingresso nel cinema. Se gli taglieranno sempre parti come questa, se si accontenterà di parti non da protagonista (l'esempio di [[Virgilio Riento|Riento]] è, nella stessa pellicola, parlante), se si modererà un poco, Fabrizi è sicuro di una popolarità solida e continua. ([[Pietro Bianchi (critico cinematografico)|Pietro Bianchi]]) *Ero diventata romana al tempo di ''[[Rugantino (commedia musicale)|Rugantino]]''. Aldo Fabrizi mi insegnava i tempi più lenti, indolenti del vivere e recitare. ([[Ornella Vanoni]]) *L'unico vero amico che ho avuto è stato Aldo Fabrizi. Ma anche lui non era molto amato dai colleghi perché diceva sempre quello che pensava e non scendeva mai a compromessi. ([[Carlo Delle Piane]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Maddalena... zero in condotta]]'' (1940) – doppiatore *''[[Avanti c'è posto...]]'' (1942) – attore, sceneggiatore *''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'' (1943) – attore, sceneggiatore *''[[L'ultima carrozzella]]'' (1943) – attore, sceneggiatore *''[[Roma città aperta]]'' (1945) – attore *''[[Tombolo, paradiso nero]]'' (1947) – attore *''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]'' (1949) – attore *''[[Benvenuto reverendo!]]'' (1950) – attore, regista, sceneggiatore, produttore *''[[Francesco, giullare di Dio]]'' (1950) – attore *''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950) – attore *''[[Vita da cani]]'' (1950) – attore, sceneggiatore *''[[Guardie e ladri]]'' (1951) – attore, sceneggiatore *''[[La famiglia Passaguai]]'' (1951) – attore, regista, sceneggiatore, produttore *''[[Signori, in carrozza!]]'' (1951) – attore, sceneggiatore *''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1]]'' (1952) – attore *''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952) – attore, sceneggiatore *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) – attore, regista, sceneggiatore, produttore *''[[Siamo tutti inquilini]]'' (1953) – attore *''[[Hanno rubato un tram]]'' (1954) – attore, regista, sceneggiatore *''[[Questa è la vita]]'' (1954) – attore, regista, sceneggiatore *''[[I due compari]]'' (1955) – attore, sceneggiatore *''[[Ferdinando I, re di Napoli]]'' (1959) – attore *''[[I tartassati]]'' (1959) – attore, sceneggiatore *''[[Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi]]'' (1960) – attore *''[[Gerarchi si muore]]'' (1961) – attore *''[[Totò contro i quattro]]'' (1963) – attore *''[[La Tosca]]'' (1973) – attore *''[[C'eravamo tanto amati]]'' (1974) – attore {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Elena Fabrizi]] – sorella ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fabrizi, Aldo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Comici italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] 0i3956uydk4te8ii4bn1kxjw9i4uzem Operette morali 0 27846 1411708 1411135 2026-04-26T16:46:03Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1411135|1411135]] di [[Special:Contributions/Udiki|Udiki]] ([[User talk:Udiki|discussione]]) qui Leopardi cita indirettamente Orazio: [[s:Pagina:Satire_(Orazio).djvu/22|"Chi l’amico lontan morde ecc."]] Manca l'originalità 1411708 wikitext text/x-wiki [[File:Leopardi Operette Morali Napoli 1835.jpg|thumb|Frontespizio dell'edizione Starita pubblicata a Napoli nel 1835]] {{Torna a|Giacomo Leopardi}} Le '''''Operette morali''''', raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, scritte tra il 1824 ed il 1832 da [[Giacomo Leopardi]]. ==''Storia del genere umano''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Storia del genere umano|Storia del genere umano]]}} ===[[Incipit]]=== Narrasi che tutti gli uomini che da principio popolarono la terra, fossero creati per ogni dove a un medesimo tempo, e tutti bambini, e fossero nutricati dalle api, dalle capre e dalle colombe nel modo che i poeti favoleggiarono dell'educazione di Giove. E che la terra fosse molto più piccola che ora non è, quasi tutti i paesi piani, il cielo senza stelle, non fosse creato il mare, e apparisse nel mondo molto minore varietà e magnificenza che oggi non vi si scuopre. Ma nondimeno gli uomini compiacendosi insaziabilmente di riguardare e di considerare il cielo e la terra, maravigliandosene sopra modo e riputando l'uno e l'altra bellissimi e, non che vasti, ma infiniti, così di grandezza come di maestà e di leggiadria; pascendosi oltre a ciò di lietissime speranze, e traendo da ciascun sentimento della loro vita incredibili diletti, crescevano con molto contento, e con poco meno che opinione di felicità. ===Citazioni=== *Ben gli parve conveniente di propagare i termini del creato, e di maggiormente adornarlo e distinguerlo: e preso questo consiglio, ringrandì la terra d'ogn'intorno, e v'infuse il [[mare]], acciocché, interponendosi ai luoghi abitati, diversificasse la sembianza delle cose, e impedisse che i confini loro non potessero facilmente essere conosciuti dagli uomini, interrompendo i cammini, ed anche rappresentando agli occhi una viva similitudine dell'immensità. *Creò similmente il popolo de' [[Sogno|sogni]], e commise loro che ingannando sotto più forme il pensiero degli uomini, figurassero loro quella pienezza di non intelligibile felicità, che egli non vedeva modo a ridurre in atto, e quelle immagini perplesse e indeterminate, delle quali esso medesimo, se bene avrebbe voluto farlo, e gli uomini lo sospiravano ardentemente, non poteva produrre alcun esempio reale. *S'ingannano a ogni modo coloro i quali stimano essere nata primieramente l'infelicità umana dall'iniquità e dalle cose commesse contro agli Dei; ma per lo contrario non d'altronde ebbe principio la [[malvagità]] degli uomini che dalle loro calamità. *Quando {{NDR|Amore}} viene in sulla terra, sceglie i cuori più teneri e più gentili delle persone più generose e magnanime; e quivi siede per breve spazio; diffondendovi sì pellegrina e mirabile soavità, ed empiendoli di affetti sì nobili, e di tanta virtù e fortezza, che eglino allora provano, cosa al tutto nuova nel genere umano, piuttosto verità che rassomiglianza di beatitudine. Rarissimamente congiunge due cuori insieme, abbracciando l'uno e l'altro a un medesimo tempo, e inducendo scambievole ardore e desiderio in ambedue; benché pregatone con grandissima instanza da tutti coloro che egli occupa: ma Giove non gli consente di compiacerli, trattone alcuni pochi; perché la felicità che nasce da tale beneficio, è di troppo breve intervallo superata dalla divina. A ogni modo, l'essere pieni del suo nume vince per sé qualunque più fortunata condizione fosse in alcun uomo ai migliori tempi. ===Citazioni sulla ''Storia del genere umano''=== *La ''Storia del genere umano'' è una serie di fatti corrispondente a una serie di proposizioni filosofiche, illustrate da ragionamenti cavati dalla natura umana. Si legge tutta d'un fiato, e va letta studiosamente da quanti vogliono impossessarsi di questa filosofia. L'autore condensa in poche pagine tutte le sue idee sugli uomini, in un tono asciutto, come cosa che non lo riguardi. Prosa classica, se mai vi fu, perfettissima di proprietà, d'ordine, di congegno, e anche d'insensibilità: sembra fattura di un essere solo cervello , estraneo al consorzio umano. ([[Francesco De Sanctis]]) *Questa pare una favola ed è una storia; si appoggia con ironico {{sic|sussieguo}} a testimonianze favolose, e mescola la storia e la favola con gran disinvoltura: svago che può permettersi una mente salda e convinta nei suoi concetti eterni ed immutabili. C'è l'aridezza del racconto, e c'è la potente immagine poetica. Gli uomini ti destano a principio un sorriso compiacente quando li vedi bambini e si nutrono di miele, ma ben presto ti turbano collo spettacolo della loro irrequietezza e delle vane agitazioni, finché rimani all'ultimo vinto e accasciato solo l'Amore ti lascia un senso indefinito di desiderio e di tristezza. Giove è addirittura grottesco. Egli è potente e grandioso, eppur si affanna e suda e si adira, ma non può contentare questo popolo di bambini. Al disopra degli uomini e di Giove vi è un arcano, il fato. ([[Nicola Zingarelli]]) ==''Dialogo d'Ercole e di Atlante''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo d'Ercole e di Atlante|Dialogo d'Ercole e di Atlante]]}} *Crederò che oggi tutti gli uomini sieno giusti perché il mondo è caduto e niuno s'è mosso. ('''Ercole''') ==''Dialogo della Moda e della Morte''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo della Moda e della Morte|Dialogo della Moda e della Morte]]}} *'''Moda''': Io sono la [[Moda]], tua sorella.<br>'''Morte''': Mia sorella?<br>'''Moda''': Sì: non ti ricordi che tutte e due siamo nate dalla [[Caducità]]?<br>'''Morte''': Che m'ho a ricordare io che sono nemica capitale della memoria. *Primieramente io che annullo o stravolgo per lo continuo tutte le altre usanze, non ho mai lasciato smettere in nessun luogo la pratica di morire, e per questo vedi che ella dura universalmente insino a oggi dal principio del mondo. ('''Moda''') *[...] la [[vita e morte|vita]] stessa, così per rispetto del corpo come dell'animo, e più morta che viva; tanto che questo secolo si può dire con verità che sia proprio il secolo della [[vita e morte|Morte]]: [...]. ('''Moda''') ==''Proposta di premi fatta dall'Accademia dei Sillografi''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Proposta di premi fatta dall'Accademia dei Sillografi|Proposta di premi fatta dall'Accademia dei Sillografi]]}} ===[[Incipit]]=== L'Accademia dei Sillografi attendendo di continuo, secondo il suo principale instituto, a procurare con ogni suo sforzo l'utilità comune, e stimando niuna cosa essere più conforme a questo proposito che aiutare e promuovere gli andamenti e le inclinazioni :''Del fortunato secolo in cui siamo'', come dice un poeta illustre; ha tolto a considerare diligentemente le qualità e l'indole del nostro tempo, e dopo lungo e maturo esame si è risoluta di poterlo chiamare l'età delle macchine, non solo perché gli uomini di oggidì procedono e vivono forse più meccanicamente di tutti i passati, ma eziandio per rispetto al grandissimo numero delle macchine inventate di fresco ed accomodate o che si vanno tutto giorno trovando ed accomodando a tanti e così vari esercizi, che oramai non gli uomini ma le macchine, si può dire, trattano le cose umane e fanno le opere della vita. ===Citazioni=== *[...] disperando la miglior parte dei filosofi di potersi mai curare i difetti del genere umano, i quali, come si crede, sono assai maggiori e in più numero che le virtù; e tenendosi per certo che sia piuttosto possibile di rifarlo del tutto in una nuova stampa, o di sostituire in suo luogo un altro, che di emendarlo; perciò l'Accademia dei Sillografi reputa essere espedientissimo che gli uomini si rimuovano dai negozi della vita il più che si possa, e che a poco a poco dieno luogo, sottentrando le macchine in loro scambio. ==''Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo|Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo]]}} *Perché, mancati gli uomini, la fortuna si ha cavato via la benda, e messosi gli occhiali e appiccato la ruota a un arpione, se ne sta colle braccia in croce a sedere, guardando le cose del mondo senza più mettervi le mani; non si trova più regni né imperi che vadano gonfiando e scoppiando come le bolle, perché sono tutti sfumati; non si fanno guerre, e tutti gli anni si assomigliano l'uno all'altro come uovo a uovo. ('''Folletto''') *'''Gnomo''' {{NDR|riferito alla fine degli uomini}}: Ma come sono andati a mancare quei monelli?<br>'''Folletto''': Parte guerreggiando tra loro, parte navigando, parte mangiandosi l'un l'altro, parte ammazzandosi non pochi di propria mano, parte infracidando nell'ozio, parte stillandosi il cervello sui libri, parte gozzovigliando, e disordinando in mille cose; in fine studiando tutte le vie di far contro la propria natura e di capitar male. *Che maraviglia? quando non solamente si persuadevano che le cose del mondo non avessero altro uffizio che di stare al servigio loro, ma facevano conto che tutte insieme, allato al genere umano, fossero una bagattella. E però le loro proprie vicende le chiamavano rivoluzioni del mondo, e le storie delle loro genti, storie del mondo: benché si potevano numerare, anche dentro ai termini della terra, forse tante altre specie, non dico di creature, ma solamente di animali, quanti capi d'uomini vivi: i quali animali, che erano fatti espressamente per coloro uso, non si accorgevano però mai che il mondo si rivoltasse. ('''Folletto''') ==''Dialogo di Malambruno e di Farfarello''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Malambruno e di Farfarello|Dialogo di Malambruno e di Farfarello]]}} *Dunque, amandoti necessariamente del maggiore amore che tu sei capace, necessariamente desideri il più che puoi la [[felicità e infelicità|felicità]] propria; e non potendo mai di gran lunga essere soddisfatto di questo tuo desiderio, che è sommo, resta che tu non possi fuggire per nessun verso di non essere [[felicità e infelicità|infelice]]. ('''Farfarello''') *[...] perché negli uomini e negli altri viventi la privazione della felicità, quantunque senza dolore e senza sciagura alcuna, e anche nel tempo di quelli che voi chiamate piaceri, importa infelicità espressa. ('''Farfarello''') *[...] la privazione dell'infelicità è semplicemente meglio dell'infelicità. ('''Farfarello''') ==''Dialogo della Natura e di un'Anima''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo della Natura e di un'Anima|Dialogo della Natura e di un'Anima]]}} ===[[Incipit]]=== Va, figliuola mia prediletta, che tale sarai tenuta e chiamata per lungo ordine di secoli. Vivi, e sii grande e [[Infelicità|infelice]]. ('''Natura''') ===Citazioni=== *[...] tutti gli uomini per necessità nascono e vivono infelici. ('''Natura''') *[...] l'eccellenza delle anime importa maggiore intensione della loro vita; la qual cosa importa maggior sentimento dell'infelicità propria; che è come se io dicessi maggiore infelicità. Similmente la maggior vita degli animi inchiude maggiore efficacia di amor proprio, dovunque esso s'inclini, e sotto qualunque volto si manifesti: la qual maggioranza di amor proprio importa maggior desiderio di beatitudine, e però maggiore scontento e affanno di esserne privi, e maggior dolore delle avversità che sopravvengono. ('''Natura''') *I meno atti o meno usati a ponderare e considerare seco medesimi, sono i più pronti al risolversi, e nell'operare i più efficaci. ('''Natura''') *Figliuola mia; tutte le anime degli uomini, come io ti diceva, sono assegnate in preda all'infelicità, senza mia colpa. Ma nell'universale miseria della condizione umana, e nell'infinita vanità di ogni suo diletto e vantaggio, la gloria è giudicata dalla miglior parte degli uomini il maggior bene che sia concesso ai mortali, e il più degno oggetto che questi possano proporre alle cure e alle azioni loro. Onde, non per odio, ma per vera e speciale benevolenza che ti avea posta, io deliberai di prestarti al conseguimento di questo fine tutti i sussidi che erano in mio potere. ('''Natura''') ==''Dialogo della Terra e della Luna''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo della Terra e della Luna|Dialogo della Terra e della Luna]]}} *Perdona, monna Terra, [...]. Ma in vero che tu mi riesci peggio che vanerella a pensare che tutte le cose di qualunque parte del mondo sieno conformi alle tue; come se la natura non avesse avuto altra intenzione che di copiarti puntualmente da per tutto. ('''Luna''') *Ma io mi dimenticava una cosa che importa più d'ogni altra. Io vorrei sapere se veramente, secondo che scrive l'[[Ludovico Ariosto|Ariosto]], tutto quello che ciascun uomo va perdendo; come a dire la gioventù, la bellezza, la sanità, le fatiche e spese che si mettono nei buoni studi per essere onorati dagli altri, nell'indirizzare i fanciulli ai buoni costumi, nel fare o promuovere le instituzioni utili; tutto sale e si raguna costà: di modo che vi si trovano tutte le cose umane; fuori della pazzia, che non si parte dagli uomini. In caso che questo sia vero, io fo conto che tu debba essere così piena, che non ti avanzi più luogo; specialmente che, negli ultimi tempi, gli uomini hanno perduto moltissime cose (verbigrazia l'amor patrio, la virtù, la magnanimità, la rettitudine), non già solo in parte, e l'uno o l'altro di loro, come per l'addietro, ma tutti e interamente. E certo che se elle non sono costì, non credo si possano trovare in altro luogo. ('''Terra''') *[...] il [[male]] è cosa comune a tutti i pianeti dell'universo, o almeno di questo mondo solare, come la rotondità [...]. ('''Luna''') ==''La scommessa di Prometeo''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/La scommessa di Prometeo|La scommessa di Prometeo]]}} ===[[Incipit]]=== L'anno ottocento trentatremila dugento settantacinque del regno di Giove, il collegio delle Muse diede fuora in istampa, e fece appiccare nei luoghi pubblici della cittá e dei borghi d'Ipernèfelo, diverse cedole, nelle quali invitava tutti gli dèi maggiori e minori, e gli altri abitanti della detta cittá, che recentemente o in antico avessero fatto qualche lodevole invenzione, a proporla, o effettualmente o in figura o per iscritto, ad alcuni giudici deputati da esso collegio. ===Citazioni=== *[...] se l'uomo barbaro mostra di essere inferiore per molti capi a qualunque altro animale; se la civiltà, che è l'opposto della barbarie, non è posseduta né anche oggi se non da una piccola parte del genere umano; se oltre di ciò, questa parte non è potuta altrimenti pervenire al presente stato civile, se non dopo una quantità innumerabile di secoli, e per beneficio massimamente del caso, piuttosto che di alcun'altra cagione; all'ultimo, se il detto stato civile non è per anche perfetto; considera un poco se forse la tua sentenza circa il genere umano fosse più vera acconciandola in questa forma: cioè dicendo che esso è veramente sommo tra i generi, come tu pensi; ma sommo nell'imperfezione, piuttosto che nella perfezione; quantunque gli uomini nel parlare e nel giudicare, scambino continuamente l'una coll'altra; argomentando da certi cotali presupposti che si hanno fatto essi, e tengonli per verità palpabili. ('''Momo''') *'''Prometeo''': Ma, dimmi, non aveva nessun amico o parente, a cui potesse raccomandare questi fanciullini, in cambio d'ammazzarli?<br/>'''Famiglio''': Sì aveva; e tra gli altri, uno che gli era molto intrinseco, al quale ha raccomandato il suo cane. ===Citazioni su ''La scommessa di Prometeo''=== *I personaggi vivi e veri, alcuni in luce piena, altri presentati di scorcio, come i selvaggi e i magistrati inglesi; le descrizioni varie ed efficaci; le scene animate e nuove; le divinità ritratte con tal colorito eroicomico da vincere quanto di più bello sia stato scritto in tal genere. E con tutta la digressione incalzante di Momo, che finalmente parla sul serio e a lungo, questa ''scommessa'' non perde nulla del vivace e del drammatico che possiede. Prometeo è il generoso sconfitto dal disinganno; Momo è lo scettico che trionfa; e con lui trionfa il Leopardi, ma noi sentiamo che in lui c'era pur stata la fede di Prometeo. ([[Nicola Zingarelli]]) ==''Dialogo di un fisico e di un metafisico''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di un fisico e di un metafisico|Dialogo di un fisico e di un metafisico]]}} *Dico che l'uomo non desidera e non ama se non la felicità propria. Però non ama la vita, se non in quanto la reputa instrumento o subbietto di essa felicità. In modo che propriamente viene ad amare questa e non quella, ancorché spessissimo attribuisca all'una l'amore che porta all'altra. Vero è che questo inganno e quello dei colori sono tutti e due naturali. Ma che l'amore della vita negli uomini non sia naturale, o vogliamo dire non sia necessario, vedi che moltissimi ai tempi antichi elessero di morire potendo vivere, e moltissimi ai tempi nostri desiderano la morte in diversi casi, e alcuni si uccidono di propria mano. Cose che non potrebbero essere se l'amore della vita per se medesimo fosse natura dell'uomo. ('''Metafisico''') *[...] se tu vuoi, prolungando la [[vita]], giovare agli uomini veramente; trova un'arte per la quale sieno moltiplicate di numero e di gagliardia le sensazioni e le azioni loro. Nel qual modo, accrescerai propriamente la vita umana, ed empiendo quegli smisurati intervalli di tempo, nei quali il nostro essere è piuttosto durare che vivere, ti potrai dar vanto di prolungarla. ('''Metafisico''') ===[[Explicit]]=== Ma in fine, la vita debb'esser viva, cioè vera vita; o la morte la supera incomparabilmente di pregio. ('''Metafisico''') ===Citazioni sul ''Dialogo di un fisico e di un metafisico''=== *Interesse drammatico non desta veramente questo dialogo. Son due scienziati che parlano, anzi disserta sempre un filosofo. Ma noi abbiamo veramente un modello di prosa filosofica elegante, ricca e precisa insieme, che costituisce il miglior pregio del componimento. ([[Nicola Zingarelli]]) ==''Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare|Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare]]}} *In vero, io direi che l'uso del mondo, e l'esercizio de' patimenti, sogliono come profondare e sopire dentro a ciascuno di noi quel primo uomo che egli era: il quale di tratto in tratto si desta per poco spazio, ma tanto più di rado quanto è il progresso degli anni; sempre più poi si ritira verso il nostro intimo, e ricade in maggior sonno di prima; finché durando ancora la nostra vita, esso muore. ('''Tasso''') *'''Genio''': Quale delle due cose stimi che sia più dolce: vedere la [[donna]] amata, o pensarne?<br>'''Tasso''': Non so. Certo che quando mi era presente, ella mi pareva una donna; lontana, mi pareva e mi pare una dea.<br>'''Genio''': Coteste dee sono così benigne, che quando alcuno vi si accosta, in un tratto ripiegano la loro divinità, si spiccano i raggi d'attorno, e se li pongono in tasca, per non abbagliare il mortale che si fa innanzi. *Sappi che dal [[Sogno e realtà|vero]] al [[Sogno e realtà|sognato]], non corre altra differenza, se non che questo può qualche volta essere molto più bello e più dolce, che quello non può mai. ('''Genio''') *Nessuno lo conosce per pratica, ma solo per ispeculazione: perché il [[piacere]] è un subbietto speculativo, e non reale; un desiderio, non un fatto; un sentimento che l'uomo concepisce col pensiero, e non prova; o per dir meglio, un concetto, e non un sentimento. Non vi accorgete voi che nel tempo stesso di qualunque vostro diletto, ancorché desiderato infinitamente, e procacciato con fatiche e molestie indicibili; non potendovi contentare il goder che fate in ciascuno di quei momenti, state sempre aspettando un goder maggiore e più vero, nel quale consista in somma quel tal piacere; e andate quasi riportandovi di continuo agl'istanti futuri di quel medesimo diletto? Il quale finisce sempre innanzi al giunger dell'istante che vi soddisfaccia; e non vi lascia altro bene che la speranza cieca di goder meglio e più veramente in altra occasione, e il conforto di fingere e narrare a voi medesimi di aver goduto, con raccontarlo anche agli altri, non per sola ambizione, ma per aiutarvi al persuaderlo che vorreste pur fare a voi stessi. Però chiunque consente di vivere, nol fa in sostanza ad altro effetto né con altra utilità che di sognare; cioè credere di avere a godere, o di aver goduto; cose ambedue false e fantastiche. ('''Genio''') *[...] narrami tu se in alcun istante della tua vita, ti ricordi aver detto con piena sincerità ed opinione: io godo. Ben tutto giorno dicesti e dici sinceramente: io godrò; e parecchie volte, ma con sincerità minore: ho goduto. Di modo che il piacere è sempre o passato o futuro, e non mai presente.<ref>{{cfr}} ''[[Giacomo Leopardi#Zibaldone|Zibaldone]]'', 3550, 29 settembre 1823, Festa di San Michele Arcangelo: «[...] il piacere è sempre o passato o futuro, non mai presente [...]».</ref> ('''Genio''') *A me pare che la [[noia]] sia della natura dell'aria: la quale riempie tutti gli spazi interposti alle altre cose materiali, e tutti i vani contenuti in ciascuna di loro; e donde un corpo si parte, e altro non gli sottentra, quivi ella succede immediatamente. Così tutti gl'intervalli della vita umana frapposti ai piaceri e ai dispiaceri, sono occupati dalla noia. ('''Tasso''') *Veramente per la noia non credo si debba intendere altro che il desiderio puro della felicità; non soddisfatto dal piacere, e non offeso apertamente dal dispiacere. Il qual desiderio, come dicevamo poco innanzi, non è mai soddisfatto; e il piacere propriamente non si trova. Sicché la vita umana, per modo di dire, è composta e intessuta, parte di dolore, parte di noia; dall'una delle quali passioni non ha riposo se non cadendo nell'altra. ('''Genio''') *[...] l'[[uomo]], [...] chiarito e disamorato delle cose umane per l'esperienza; a poco a poco assuefacendosi di nuovo a mirarle da lungi, donde elle paiono molto più belle e più degne che da vicino, si dimentica della loro vanità e miseria; torna a formarsi e quasi crearsi il mondo a suo modo; [...] e desiderare la vita; delle cui speranze, [...], si va nutrendo e dilettando, come egli soleva à suoi primi anni [...]. ('''Genio''') *[...] la [[solitudine]] fa quasi l'ufficio della gioventù; o certo ringiovanisce l'animo, ravvalora e rimette in opera l'immaginazione [...]. ('''Genio''') *[...] tra sognare e fantasticare, andrai consumando la vita; non con altra utilità che di consumarla; che questo è l'unico frutto che al mondo se ne può avere, e l'unico intento che voi vi dovete proporre ogni mattina in sullo svegliarvi. Spessissimo ve la conviene strascinare co' denti: beato quel dì che potete o trarvela dietro colle mani, o portarla in sul dosso. ('''Genio''') ===[[Explicit]]=== '''Tasso''': Addio. Ma senti. La tua conversazione mi riconforta pure assai. Non che ella interrompa la mia tristezza: ma questa per la più parte del tempo è come una notte oscurissima, senza luna né stelle; mentre son teco, somiglia al bruno dei crepuscoli, piuttosto grato che molesto. Acciò da ora innanzi io ti possa chiamare o trovare quando mi bisogni, dimmi dove sei solito di abitare.<br>'''Genio''': Ancora non l'hai conosciuto? In qualche liquore generoso. ===Citazioni sul ''Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare''=== *Né altri che sé stesso è il suo Tasso, nel quale riflette pensieri e sentimenti proprii, com'è; che l'amore rinnova l'anima, che la solitudine ravvalora l'immaginazione, che il piacere è più nell'immaginazione che nella realtà, che la vita è noia; cose dette già da lui in verso, e qui ricomparse, come gli avviene in altri Dialoghi. Ma qual bisogno era di sciogliere in prosa quello che aveva così felicemente condensato in verso? Veggo un Leopardi rifritto; mi manca Torquato Tasso. ([[Francesco De Sanctis]]) *Nel rispetto artistico, il dialogo è dei più felici che il Leopardi abbia scritti; il Tasso vi appare in una specie di follia ragionante; ma quella follia è il suo dolore. Quell'interlocutore ha una esistenza così tenue, che pare proprio uno spirito che ragioni nel suo spirito, un'idea che incalza, che agita il suo cervello e lo trasporta di cosa in cosa, e quando gli ha mostrata la nullità del tutto, lo lascia con un tal quale conforto di averla saputa trovare. ([[Nicola Zingarelli]]) ==''Dialogo della Natura e di un Islandese''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo della Natura e di un Islandese|Dialogo della Natura e di un Islandese]]}} ===[[Incipit]]=== Un Islandese, che era corso per la maggior parte del mondo, e soggiornato in diversissime terre; andando una volta per l'interiore dell'Affrica, e passando sotto la linea equinoziale in un luogo non mai prima penetrato da uomo alcuno, ebbe un caso simile a quello che intervenne a Vasco di Gama nel passare il Capo di Buona speranza; quando il medesimo Capo, guardiano dei mari australi, gli si fece incontro, sotto forma di gigante, per distorlo dal tentare quelle nuove acque. Vide da lontano un busto grandissimo; che da principio immaginò dovere essere di pietra, e a somiglianza degli ermi colossali veduti da lui, molti anni prima, nell'isola di Pasqua. Ma fattosi più da vicino, trovò che era una forma smisurata di donna seduta in terra, col busto ritto, appoggiato il dosso e il gomito a una montagna; e non finta ma viva; di volto mezzo tra bello e terribile, di occhi e di capelli nerissimi; la quale guardavalo fissamente; e stata così un buono spazio senza parlare, all'ultimo gli disse.<br> '''Natura''': Chi sei? che cerchi in questi luoghi dove la tua specie era incognita? ===Citazioni=== *[...] egli è vano a pensare, se tu vivi tra gli uomini, di potere, non offendendo alcuno, fuggire che gli altri non ti offendano; e cedendo sempre spontaneamente, e contentandosi del menomo in ogni cosa, ottenere che ti sia lasciato un qualsivoglia luogo, e che questo menomo non ti sia contrastato. ('''Islandese''') *[...] tu {{NDR|[[Natura]]}} sei nemica scoperta degli uomini, e degli altri animali, e di tutte le opere tue; che ora c'insidii ora ci minacci ora ci assalti ora ci pungi ora ci percuoti ora ci laceri, e sempre o ci offendi o ci perseguiti; e che, per costume e per instituto, sei carnefice della tua propria famiglia, de' tuoi figliuoli e, per dir così, del tuo sangue e delle tue viscere. ('''Islandese''') *Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? Ora sappi che [...] ho l'intenzione a tutt'altro che alla felicità degli uomini o all'infelicità. Quando io vi offendo in qualunque modo [...] io non me n'avveggo, [...]; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E [...] se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei. ('''Natura''') *[...] la vita di quest'universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra sé di maniera, che ciascheduna serve continuamente all'altra, ed alla conservazione del mondo; il quale sempre che cessasse o l'una o l'altra di loro, verrebbe parimente in dissoluzione. ('''Natura''') *[...] a chi piace o a chi giova cotesta vita infelicissima dell'universo, conservata con danno e con morte di tutte le cose che lo compongono? ('''Islandese''') ===[[Explicit]]=== Mentre stavano in questi e simili ragionamenti è fama che sopraggiungessero due leoni, così rifiniti e maceri dall'inedia, che appena ebbero forza di mangiarsi quell'Islandese; come fecero; e presone un poco di ristoro, si tennero in vita per quel giorno. Ma sono alcuni che negano questo caso, e narrano che un fierissimo vento, levatosi mentre che l'Islandese parlava, lo stese a terra, e sopra gli edificò un superbissimo mausoleo di sabbia: sotto il quale colui diseccato perfettamente, e divenuto una bella mummia, fu poi ritrovato da certi viaggiatori, e collocato nel museo di non so quale città di Europa. ===Citazioni sul ''Dialogo della Natura e di un Islandese''=== *E in questo dialogo noi abbiamo l'invettiva più potente e più eloquente che mai le {{NDR|alla Natura}} sia stata lanciata contro. La minutezza dei particolari, la calma dell'enumerazione e delle chiose, l'incalzare sempre più forte, come una vera tempesta, la rappresentazione delle forze ostili della natura come animate e intente all'assalto, dall'uragano spaventoso, dai grandi fiumi, ai rettili e agl'insetti volanti, accendono di sdegno: e fra tanti assalti e tanta furia, il povero islandese che fugge, si schermisce, cede, si nasconde, e va, va, va per ghiacci e per ardori, per foreste e per mari; e il gran busto della Natura, nel gran deserto, placida, appoggiata il dosso e il gomito a una montagna, di volto mezzo tra bello e terribile, di occhi e di capelli nerissimi; sono di un effetto così grandioso, epico e drammatico, da ricordare Omero e Sofocle, Pallade Atena e Edipo. Il terribile gigante Adamastoro che ha il capo tra i nembi, la bocca cavernosa, e vieta a Vasco de Gama il passaggio, è meno formidabile di questa Natura che il Leopardi ha scolpita con mezzi tanto semplici. ([[Nicola Zingarelli]]) ==''Il Parini, ovvero Della Gloria''== ===[[Incipit]]=== [[Giuseppe Parini]] fu alla nostra memoria uno dei pochissimi Italiani che all'eccellenza nelle lettere congiunsero la profondità dei pensieri, e molta notizia ed uso della filosofia presente: cose oramai sì necessarie alle lettere amene, che non si comprenderebbe come queste se ne potessero scompagnare, se di ciò non si vedessero in Italia infiniti esempi. Fu eziandio, come è noto, di singolare innocenza, pietà verso gl'infelici e verso la patria, fede verso gli amici, nobiltà d'animo, e costanza contro le avversità della natura e della fortuna, che travagliarono tutta la sua vita misera ed umile, finché la morte lo trasse dall'oscurità. Ebbe parecchi discepoli: ai quali insegnava prima a conoscere gli uomini e le cose loro, e quindi a dilettarli coll'eloquenza e colla poesia. ===Citazioni=== *E veramente, se il soggetto principale delle lettere è la vita umana, il primo intento della filosofia l'ordinare le nostre azioni; non è dubbio che l'operare è tanto più degno e più nobile del meditare e dello scrivere, quanto è più nobile il fine che il mezzo, e quanto le cose e i soggetti importano più che le parole e i ragionamenti. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo primo|cap. I]]) *[...] considera quanta sia nelle scritture la forza dello [[Stile (scrittura)|stile]]; dalle cui virtù principalmente, e dalla cui perfezione, dipende la perpetuità delle opere che cadono in qualunque modo nel genere delle lettere amene. E spessissimo occorre che se tu spogli del suo stile una scrittura famosa, di cui ti pensavi che quasi tutto il pregio stesse nelle sentenze, tu la riduci in istato che ella ti par cosa di niuna stima. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo secondo|cap. II]]) *Vedi che la moltitudine dei [[lettore|lettori]], non solo nei secoli di giudizio falso e corrotto, ma in quelli ancora di sane e ben temperate lettere, è molto più dilettata dalle bellezze grosse e patenti, che dalle delicate e riposte; più dall'ardire che dalla verecondia; spesso eziandio dall'apparente più che dal sostanziale; e per l'ordinario più dal mediocre che dall'ottimo. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo secondo|cap. II]]) *Chiunque poi vive in [[Metropoli|città grande]], per molto che egli sia da natura caldo e svegliato di cuore e d'immaginativa, io non so (eccetto se, ad esempio tuo, non trapassa in solitudine il più del tempo) come possa mai ricevere dalle bellezze o della natura o delle lettere, alcun sentimento tenero o generoso, alcun'immagine sublime o leggiadra. Perciocché poche cose sono tanto contrarie a quello stato dell'animo che ci fa capaci di tali diletti, quanto la conversazione di questi uomini, lo strepito di questi luoghi, lo spettacolo della magnificenza vana, della leggerezza delle menti, della falsità perpetua, delle cure misere, e dell'ozio più misero, che vi regnano. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo quarto|cap. IV]]) *[...] niuna [[verità]] nuova [...] fu mai potuta [...] introdurre e stabilire nel mondo subitamente; ma solo in corso di tempo, mediante la consuetudine e l'esempio: assuefacendosi gli uomini al credere come ad ogni altra cosa; anzi credendo generalmente per assuefazione, non per certezza di prove concepita nell'animo. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo ottavo|cap. VIII]]) *Se bene il [[progresso]] del sapere umano, come il cadere dei gravi, acquista di momento in momento, maggiore celerità; nondimeno egli è molto difficile ad avvenire che una medesima generazione d'uomini muti sentenza, o conosca gli errori propri, in guisa, che ella creda oggi il contrario di quel che credette in altro tempo. Bensì prepara tali mezzi alla susseguente, che questa poi conosce e crede in molte cose il contrario di quella. Ma come niuno sente il perpetuo moto che ci trasporta in giro insieme colla terra, così l'universale degli uomini non si avvede del continuo procedere che fanno le sue conoscenze, né dell'assiduo variare de' suoi giudizi. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo ottavo|cap. VIII]]) *Non potendo godere [...] alcun beneficio della tua [[gloria]], la maggiore utilità che ne ritrarrai, sarà di rivolgerla nell'animo e di compiacertene teco stesso nel silenzio della tua solitudine, [...] e fartene fondamento a nuove speranze. [...] La gloria degli scrittori, [...] riesce più grata da lungi che da vicino, ma non è mai, si può dire, presente a chi la possiede [...]. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo decimo|cap. X]]) *Quelli che sono desiderosi di gloria, ottenutala pure in vita, si pascono principalmente di quella che sperano possedere dopo la morte, nel modo stesso che niuno è così felice oggi, che disprezzando la vana felicità presente, non si conforti col pensiero di quella parimente vana, che egli si promette nell'avvenire. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo decimo|cap. X]]) *Qualsivoglia [[consuetudine]], quantunque corrotta e pessima, difficilmente si discerne dalla natura. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo undicesimo|cap. XI]]) ===Citazioni su ''Il Parini, ovvero Della Gloria''=== *Il ''Parini'' è una lezione, più che un dialogo. E un concetto che si va svolgendo in linea dritta senza deviazioni, ne opposizioni, tutto tirando dalla sua propria sostanza. ([[Francesco De Sanctis]]) *Insomma è il Leopardi che parla con sé stesso; però non vi è opposizione, ma pieno accordo, e colui che parla sviluppa ordinatamente il concetto dell'autore. Non vi è neanche movimento, come pur si trova negli altri dialoghi, ma è tutta una prosa didascalica, piena di distinzioni, talvolta monotona, sempre fredda. Ma la precisione, l'eleganza, la nobiltà della frase e del periodo, la connessione salda e rigorosa, l'organismo dei concetti e l'esplicazione disciplinata delle loro note, raggiungono il fastigio della perfezione. E in questa freddezza e minutezza, in questo studio calmo e apparente, che dopo una lunga esercitazione finisce sempre con una proposizione desolante, si sente uno spirito che vive e si agita, si vede uno che si stringe e si comprime il cuore, ma questo batte fortemente, che ha gli occhi asciutti, ma mostran le tracce delle lagrime già sparse: all'ultimo questa calma è veramente straziante, quando si paragonano le elette doti dell'ingegno e del cuore alle infermità dello storpio e del mutilato, e si annunzia la rassegnazione forzata al fato: è un ribelle che sotto il giogo non potendo meditar la vendetta, sta, e considera punto per punto tutta la sua miseria. ([[Nicola Zingarelli]]) ==''Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie|Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie]]}} *''Sola nel mondo eterna, a cui si volve | ogni creata cosa, | in te, [[morte]], si posa | nostra ignuda natura; | lieta no, ma sicura | dall'antico dolor.'' *Sappi che il morire, come l'addormentarsi, non si fa in un solo istante, ma per gradi. Vero è che questi gradi sono più o meno, e maggiori o minori, secondo la varietà delle cause e dei generi della morte. Nell'ultimo di tali istanti la morte non reca né dolore né piacere alcuno, come né anche il sonno. Negli altri precedenti non può generare dolore perché il dolore è cosa viva, e i sensi dell'uomo in quel tempo, cioè cominciata che è la morte, sono moribondi, che è quanto dire estremamente attenuati di forze. Può bene esser causa di piacere: perché il piacere non sempre è cosa viva; anzi forse la maggior parte dei diletti umani consistono in qualche sorta di languidezza. Di modo che i sensi dell'uomo sono capaci di piacere anche presso all'estinguersi; atteso che spessissime volte la stessa languidezza è piacere; massime quando vi libera da patimento; poiché ben sai che la cessazione di qualunque dolore o disagio, è piacere per sé medesima, sicché il [[languore]] della morte debbe esser più grato secondo che libera l'uomo da maggior patimento. ('''Morto''') *Finché non fui morto, non mi persuasi mai di non avere a scampare di quel pericolo; e se non altro, fino all'ultimo punto che ebbi facoltà di pensare, sperai che mi avanzasse di vita un'ora o due: come stimo che succeda a molti, quando muoiono. ('''Morto''') ===Citazioni su ''Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie''=== *Una delle fantasie più allegre di Giacomo Leopardi è il suo ''Ruysch'', con tutto che vi si tratti di morte e di morti. Quella dolcezza del morire, che espresse con sentimento voluttuoso di ''Amore e Morte'', è il concetto intorno al quale si svolge questo dialogo. I morti testimoniano contro il pregiudizio volgare che la morte sia dolore ; anzi è, come essi mostrano con l'esperienza propria e col ragionamento, piuttosto piacere che altro, quel piacere che consiste in qualche sorta di languidezza. Il canto dei morti riflette quella beltà severa e intellettuale, che troviamo in certi antichi inni teologici filosofici, una beltà che è tutta nelle cose e dicesi sapienza, e non dà luogo a immaginazione, né a sentimento. Così erano i dettati de' sette Sapienti; e così sono questi dettati de' morti. ([[Francesco De Sanctis]]) ==''Detti memorabili di Filippo Ottonieri''== *[...] i [[Libro|libri]] per necessità sono come quelle persone che stando cogli altri, parlano sempre esse, e non ascoltano mai. Per tanto è di bisogno che il libro dica molto buone e belle cose, e dicale molto bene; acciocché dai lettori gli sia perdonato quel parlar sempre. Altrimenti è forza che così venga in odio qualunque libro, come ogni parlatore insaziabile. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo primo|cap. I]]) *[...] i fanciulli trovano il tutto anche nel niente, gli uomini il niente nel tutto. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]]) *Diceva altresì che ognuno di noi, da che viene al mondo, è come uno che si corica in un letto duro e disagiato: dove subito posto, sentendosi stare incomodamente, comincia a rivolgersi sull'uno e sull'altro fianco, e mutar luogo e giacitura a ogni poco; e dura così tutta la notte, sempre sperando di poter prendere alla fine un poco di sonno, e alcune volte credendo essere in punto di addormentarsi; finché venuta l'ora, senza essersi mai riposato, si leva.<ref>{{Cfr}} [[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'', [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]: «L'uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova sur un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s'è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima.»</ref> ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]]) *Non credeva che si potesse né contare tutte le miserie degli uomini, né deplorarne una sola bastantemente. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]]) *È grande stoltezza confessare che il nostro corpo è soggetto alle cose che non sono in facoltà nostra, e contuttociò negare che l'animo, il quale dipende dal corpo quasi in tutto, soggiaccia necessariamente a cosa alcuna fuori che a noi medesimi. E conchiudeva, che l'uomo tutto intero, e sempre, e irrepugnabilmente, è in potestà della fortuna. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]]) *[...] essendo {{NDR|gli uomini}} sempre infelici, che meraviglia è che non sieno mai contenti? ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]]) *Dimandato a che nascano gli uomini, rispose per ischerzo: a conoscere quanto sia più spediente il non esser nato. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]]) *Dolendosi uno di non so qual travaglio, e dicendo: se potessi liberarmi da questo, tutti gli altri che ho, mi sarebbero leggerissimi a sopportare; rispose: anzi allora ti sarebbero gravi, ora ti sono leggeri. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo terzo|cap. III]]) *Dicendo un altro: se questo dolore fosse durato più, non sarebbe stato sopportabile; rispose: anzi, per l'assuefazione, l'avresti sopportato meglio. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo terzo|cap. III]]) *[...] stimava che [...] una grandissima parte delle azioni e dei portamenti degli uomini che si attribuiscono a qualche pessima qualità morale, non sieno veramente altro che inconsiderati. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo terzo|cap. III]]) *[...] talora gli uomini irresoluti sono perseverantissimi nei loro propositi, non ostante qualunque difficoltà; e questo per la stessa loro irresolutezza; atteso che a lasciare la deliberazione fatta, converrebbe si risolvessero un'altra volta. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quarto|cap. IV]]) *Le persone assuefatte a comunicare di continuo cogli altri i propri pensieri e sentimenti, esclamano, anco essendo sole, se una mosca le morde, o che si versi loro un vaso, o fugga loro di mano. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quarto|cap. IV]]) *Oggi non è cosa alcuna che faccia [[vergogna]] appresso agli uomini usati e sperimentati nel mondo, salvo che il vergognarsi; né di cosa alcuna questi sì fatti uomini si vergognano, fuorché di questa, se a caso qualche volta v'incorrono. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quinto|cap. V]]) *[...] le più delle cose delle quali si [[risata|ride]] ordinariamente, sono tutt'altro che ridicole in effetto; e di moltissime si ride per questa cagione stessa, che elle non sono degne di riso o in parte alcuna o tanto che basti. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quinto|cap. V]]) *Diciamo e udiamo dire a ogni tratto: ''i buoni antichi, i nostri buoni antenati; e uomo fatto all'antica'', volendo dire uomo dabbene e da potersene fidare. Ciascuna generazione crede dall'una parte, che i passati fossero migliori dei presenti; dall'altra parte, che i popoli migliorino allontanandosi dal loro primo stato ogni giorno più; verso il quale se eglino retrocedessero, che allora senza dubbio alcuno peggiorerebbero. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quinto|cap. V]]) *Certamente il [[verità|vero]] non è bello. Nondimeno anche il vero può spesse volte porgere qualche diletto: e se nelle cose umane il bello è da preporre al vero, questo, dove manchi il bello, è da preferire ad ogni altra cosa. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quinto|cap. V]]) *Costretto da non so quale necessità una volta, a chiedere danari in prestanza a uno, il quale scusandosi di non potergliene dare, concluse affermando, che se fosse stato ricco, non avrebbe avuto maggior pensiero che delle occorrenze degli amici; esso replicò: mi rincrescerebbe assai che tu stessi in pensiero per causa nostra. Prego Dio che non ti faccia mai ricco. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo settimo|cap. VII]]) *Da giovane, avendo composto alcuni versi, e adoperatovi certe [[Arcaismo|voci antiche]]; dicendogli una signora attempata, alla quale, richiesto da essa, li recitava, non li sapere intendere, perché quelle voci al tempo suo non correvano; rispose: anzi mi credeva che corressero; perché sono molto antiche. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo settimo|cap. VII]]) *Di un avaro ricchissimo, al quale era stato fatto un furto di pochi danari, disse, che si era portato avaramente ancora coi ladri. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo settimo|cap. VII]]) *{{NDR|[[Epitaffi dai libri|Epitaffio]]}} OSSA DI FILIPPO OTTONIERI<br>NATO ALLE OPERE VIRTUOSE<br>E ALLA GLORIA<br>VISSUTO OZIOSO E DISUTILE<br>E MORTO SENZA FAMA<br>NON IGNARO DELLA NATURA<br>NÉ DELLA FORTUNA SUA<br>([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo settimo|cap. VII]]) ===Citazioni sui ''Detti memorabili di Filippo Ottonieri''=== *Le maggiori difficoltà a render bella e interessante la materia filosofica, l'autore deve averle trovate nell'Ottonieri; e le ha superate mirabilmente: il filosofo è messo continuamente in relazione con gli uomini; cava dalla vita pratica, da fatti, e osservazioni altrui l'opportunità dei suoi ragionamenti, usa una forma leggiadra ed ironica; per cui non ti riesce mai pesante; alterna il lungo ragionamento coi motti e con le brevi sentenze: senza dire che comincia con una stupenda rappresentazione del Socrate antico, nella quale vediamo come nascere e formarsi per forza degli avvenimenti dall'uomo il filosofo. ([[Nicola Zingarelli]]) ==''Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez|Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez]]}} *[...] veggiamo che molte conclusioni cavate da ottimi discorsi, non reggono all'esperienza; e questo interviene più che mai, quando elle appartengono a cose intorno alle quali si ha pochissimo lume. ('''Colombo''') *Credesi comunemente che gli uomini di mare e di guerra, essendo a ogni poco in pericolo di morire, facciano meno stima della vita propria, che non fanno gli altri della loro. Io per lo stesso rispetto giudico che la vita si abbia da molto poche persone in tanto amore e pregio come da' navigatori e soldati. Quanti beni che, avendoli, non si curano, anzi quante cose che non hanno pur nome di beni, paiono carissime e preziosissime ai [[Marinaio|naviganti]], solo per esserne privi! Chi pose mai nel numero dei beni umani l'avere un poco di terra che ti sostenga? Niuno, eccetto i navigatori [...]. ('''Colombo''') *Scrivono gli antichi, [...] che gli amanti infelici, gittandosi dal sasso di Santa Maura (che allora si diceva di Leucade) giù nella marina, e scampandone; restavano, per grazia di Apollo, liberi dalla passione amorosa. Io [...] so bene che, usciti di quel pericolo, avranno per un poco di tempo, [...] avuta cara la vita che prima avevano in odio; o pure avuta più cara e più pregiata che innanzi. Ciascuna navigazione e, per giudizio mio, quasi un salto dalla rupe di Leucade [...]. ('''Colombo''') ===Citazioni sul ''Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez''=== *Il ''Dialogo di Colombo e Gutierrez'', appartiene certamente alla zona alta delle Operette di cui è uno dei dialoghi più belli e originali, anzitutto per la sua capacità di creare un'intera situazione poetica. Ovviamente non bisogna avvicinarsi a questo dialogo con esigenze romantiche e realistiche alla De Sanctis, ma è anche vero però che la situazione anche paesaggistica di questa operetta è molto di più di una semplice «cornice immaginosa», come è stato detto dal [[Giovanni Getto|Getto]], troppo teso, come sempre, a distinzioni e rilievi «estetici». ([[Walter Binni]]) ==''Elogio degli uccelli''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Elogio degli uccelli|Elogio degli uccelli]]}} *{{NDR|Gli [[uccello|uccelli]]}} sentono giocondità e letizia più che alcuno altro [[animale]]. Si veggono gli altri animali comunemente seri e gravi; e molti di loro anche paiono malinconici: rade volte fanno segni di gioia, e questi piccoli e brevi; nella più parte dei loro godimenti e diletti, non fanno festa, né significazione alcuna di allegrezza; delle campagne verdi, delle vedute aperte e leggiadre, dei soli splendidi, delle arie cristalline e dolci, se anco sono dilettati, non ne sogliono dare indizio di fuori: eccetto che delle [[lepre|lepri]] si dice che la notte, ai tempi della [[luna]], e massime della luna piena, saltano e giuocano insieme, compiacendosi di quel chiaro [...]. *[...] una grandissima parte di quello che noi chiamiamo naturale, non è; anzi è piuttosto artificiale: come a dire, i campi lavorati, gli alberi e le altre piante educate e disposte in ordine, i fiumi stretti infra certi termini e indirizzati a certo corso, e cose simili, non hanno quello stato né quella sembianza che avrebbero naturalmente. In modo che la vista di ogni paese abitato da qualunque generazione di uomini civili, eziandio non considerando le città, e gli altri luoghi dove gli uomini si riducono a stare insieme; è cosa artificiata, e diversa molto da quella che sarebbe in natura. *[...] il [[Risata|riso]] è specie di pazzia non durabile, o pure di vaneggiamento e delirio. *E crederei che la prima occasione e la prima causa di ridere, fosse stata agli uomini la {{sic|ubbriachezza}}; altro effetto proprio e particolare al genere umano. ===Citazioni sull'''Elogio degli uccelli''=== *Chi legge l'''Elogio degli uccelli'', e vede ivi rappresentata quella loro vita felice, può credere che sia ispirazione del buon umore. Non è difficile immaginare lo scrittore in una di quelle sue passeggiate solitarie pei colli, dove la bella natura gli rischiarasse la faccia, eccitando la sua immaginativa. Ma chi ben guarda, vede che anche questo è opera chiusa di biblioteca. In quell'elogio è rinchiusa una satira dell'uomo; non che vi sia espressa, sia l'intenzione; ma il sentimento dell'infelicità umana, presente nello spirito, intorbida l'umore, e non rende facile una rappresentazione schietta e immediata. ([[Francesco De Sanctis]]) ==''Cantico del gallo silvestre''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Cantico del gallo silvestre|Cantico del gallo silvestre]]}} ===[[Incipit]]=== Affermano alcuni maestri e scrittori ebrei, che tra il cielo e la terra, o vogliamo dire mezzo nell'uno e mezzo nell'altra, vive un certo gallo salvatico; il quale sta in sulla terra coi piedi, e tocca colla cresta e col becco il cielo. ===Citazioni=== *Su, mortali, [[Risveglio|destatevi]]. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero.<br>Ciascuno in questo tempo raccoglie e ricorre coll'animo tutti i pensieri della sua vita presente; richiama alla memoria i disegni, gli studi e i negozi; si propone i diletti e gli affanni che gli sieno per intervenire nello spazio del giorno nuovo. E ciascuno in questo tempo è più desideroso che mai, di ritrovar pure nella sua mente aspettative gioconde, e pensieri dolci. Ma pochi sono soddisfatti di questo desiderio: a tutti il risvegliarsi è danno. Il misero non è prima desto, che egli ritorna nelle mani dell'infelicità sua. Dolcissima cosa è quel sonno, a conciliare il quale concorse o letizia o speranza. L'una e l'altra insino alla vigilia del dì seguente, conservasi intera e salva; ma in questa, o manca o declina. *Mortali, destatevi. Non siete ancora liberi dalla vita. Verrà tempo, che niuna forza di fuori, niuno intrinseco movimento, vi riscoterà dalla quiete del sonno; ma in quella sempre e insaziabilmente riposerete. Per ora non vi è concessa la morte: solo di tratto in tratto vi è consentita per qualche spazio di tempo una somiglianza di quella. Perocché la vita non si potrebbe conservare se ella non fosse interrotta frequentemente. Troppo lungo difetto di questo sonno breve e caduco, è male per sé mortifero, e cagione di sonno eterno. Tal cosa è la vita, che a portarla, fa di bisogno ad ora ad ora, deponendola, ripigliare un poco di lena, e ristorarsi con un gusto e quasi una particella di morte. *Certo l'ultima causa dell'essere non è la [[felicità]]; perocché niuna cosa è felice. *La sera è comparabile alla vecchiaia; per lo contrario, il principio del mattino somiglia alla giovanezza: questo per lo più racconsolato e confidente; la sera trista, scoraggiata e inchinevole a sperar male. *Il [[Giovinezza|fior degli anni]], se bene è il meglio della vita, è cosa pur misera. Non per tanto, anche questo povero bene manca in sì piccolo tempo, che quando il vivente a più segni si avvede della declinazione del proprio essere, appena ne ha sperimentato la perfezione, né potuto sentire e conoscere pienamente le sue proprie forze, che già scemano. In qualunque genere di creature mortali, la massima parte del vivere è un appassire. ===[[Explicit]]=== Ma siccome i mortali, se bene in sul primo tempo di ciascun giorno racquistano alcuna parte di giovanezza, pure invecchiano tutto dì, e finalmente si estinguono; così l'universo, benché nel principio degli anni ringiovanisca, nondimeno continuamente invecchia. Tempo verrà, che esso universo, e la natura medesima, [[Fine del mondo|sarà spenta]]. E nel modo che di grandissimi regni ed imperi umani, e loro maravigliosi moti, che furono famosissimi in altre età, non resta oggi segno né fama alcuna; parimente del mondo intero, e delle infinite vicende e calamità delle cose create, non rimarrà pure un vestigio; ma un silenzio nudo, e una quiete altissima, empieranno lo spazio immenso. Così questo arcano mirabile e spaventoso dell'esistenza universale, innanzi di essere dichiarato né inteso, si dileguerà e perderassi. ===Citazioni sul ''Cantico del gallo silvestre''=== *Qui non vi è più satira o scherno, non più dissimulazione; il proprio dolore erompe e risuona altamente in una splendida imprecazione alla vita, alla veglia, al sole, all'universo. È una lirica nuova, senza legami di accenti e di metri: ma si sentono gli uni e gli altri, come un'espressione spontanea del cuore, non ricercati, non fatti apposta, ma così, come compagni indivisibili di ogni voce del cuore e della immaginazione. Qui si sente il contrasto atroce tra il sentimento della vita e della bellezza, l'ardore del desiderio, e la coscienza della propria infelicità: è una grande e nobile coscienza, che si sente tutto un mondo, e a questo attribuisce il dolore suo proprio. ([[Nicola Zingarelli]]) ==''Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco''== *Le cose materiali, siccome elle periscono tutte ed hanno fine, così tutte ebbero incominciamento. (''[[s:Operette morali/Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco/Della origine del mondo|Della origine del mondo]]'') *Per tanto i diversi modi di essere della materia, i quali si veggono in quelle che noi chiamiamo creature materiali, sono caduchi e passeggeri; ma niun segno di caducità né di mortalità si scuopre nella materia universalmente, e però niun segno che ella sia cominciata, né che ad essere le bisognasse o pur le bisogni alcuna causa o forza fuori di sé. (''[[s:Operette morali/Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco/Della origine del mondo|Della origine del mondo]]'') *[...] il moto circolare delle sfere mondane, il quale è principalissima parte dei presenti ordini naturali, e quasi principio e fonte della conservazione di questo universo, sarà causa altresì della distruzione di esso universo e dei detti ordini. (''[[s:Operette morali/Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco/Della fine del mondo|Della fine del mondo]]'') ==''Dialogo di Timandro e di Eleandro''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Timandro e di Eleandro|Dialogo di Timandro e di Eleandro]]}} *[...] io fo poca stima di quella [[poesia]] che letta e meditata, non lascia al lettore nell'animo un tal sentimento nobile, che per mezz'ora, gl'impedisca di ammettere un pensier vile, e di fare un'azione indegna. ('''Eleandro''') *[...] chiunque si persuade, con far dispiacere o danno a chicchessia, far comodo o piacere a se proprio; s'induce ad offendere; non per far male ad altri (che questo non è propriamente il fine di nessun atto o pensiero possibile), ma per far bene a sé; il qual desiderio è naturale, e non merita odio. ('''Eleandro''') *[...] tengo pure per fermo che il ridere dei nostri [[mali]] sia l'unico profitto che se ne possa cavare, e l'unico rimedio che vi si trovi. ('''Eleandro''') *Io non ignoro che l'ultima conclusione che si ricava dalla [[filosofia]] vera e perfetta, si è, che non bisogna filosofare. Dal che s'inferisce che la filosofia, primieramente è inutile, perché a questo effetto di non filosofare, non fa di bisogno esser filosofo; secondariamente è dannosissima, perché quella ultima conclusione non vi s'impara se non alle proprie spese, e imparata che sia, non si può mettere in opera; non essendo in arbitrio degli uomini dimenticare le verità conosciute, e deponendosi più facilmente qualunque altro abito che quello di filosofare. In somma la filosofia, sperando e promettendo a principio di medicare i nostri mali, in ultimo si riduce a desiderare invano di rimediare a se stessa. ('''Eleandro''') ==''Il Copernico''== *Che importa cotesto a me? che, sono io la balia del genere umano? [...] e che mi debbo io curare [...] di creature invisibili, lontani da me i milioni delle miglia, [...] che non possono reggere al freddo, senza la luce mia? E poi, se debbo servir da stufa, [...] è ragionevole che, volendo la famiglia umana scaldarsi, [...] venga esse intorno al focolare, e non che il focolare vada dintorno alla casa. ('''Sole''': [[s:Operette morali/Il Copernico/Scena prima|scena I]]) *[...] io non trovo nessuna ragione di anteporre alla vita oziosa e agiata la vita attiva; la quale non ti potria dar frutto che pagasse il travaglio, anzi solamente il pensiero (non essendoci al mondo un frutto che vaglia due soldi); perciò sono deliberato di lasciare le fatiche e i disagi agli altri, e io per la parte mia vivere in casa quieto e senza faccende. ('''Sole''': [[s:Operette morali/Il Copernico/Scena prima|scena I]]) *[...] la Terra si è creduta sempre di essere imperatrice del mondo [...] l'uomo [...] se ben fosse un vestito di cenci e che non avesse un cantuccio di pan duro da rodere, si è tenuto per certo di essere uno [...] imperatore dell'universo; un imperatore del sole, dei pianeti, di tutte le stelle visibili e non visibili; e causa finale delle stelle, dei pianeti, di vostra signoria illustrissima, e di tutte le cose. ('''Copernico''': [[s:Operette morali/Il Copernico/Scena quarta|scena IV]]) ===Citazioni su ''Il Copernico''=== *Anche più dilettevole riesce il ''Copernico'', dove con brio è rappresentato il sistema copernicano con le sue conseguenze. Motivo comico è la superbia dell'uomo che si credeva imperatore dell'universo, e si trova parte minima e quasi impercettibile di quello. Il qual motivo si sviluppa naturalmente nel discorso, con una certa bonarietà allegra. Il dialogo è nato in un buon momento, quando lo scrittore se lo godeva seco stesso, con l'anima netta di ogni fede e di ogni amarezza. L'originalità non è nelle cose, ma nella invenzione non priva di umore, che è quel prendere in gioco non solo l'errore, ma la verità, non solo l'ignoranza, ma la scienza con quella noncuranza scettica generata dal sentimento della unità universale. La forma è spigliata e veloce, intarsiata di motti felici. Il comico non si sviluppa sino al riso; pur ti mantiene la faccia serena e contenta, come di chi si sente in un buon momento della vita, in uno stato di benessere. ([[Francesco De Sanctis]]) *La rappresentazione dell'immensità dell'universo coi suoi mondi immensi, cosa difficilissima perché tanto maggiore del piccolo orizzonte che siamo avvezzi a guardare, è di una potenza, sto per dire, dantesca; essa procede a grado a grado allargandosi sempre più, nella stessa ragione che la terra si impicciolisce, si contrae, si nasconde, e l'uomo diventa impercettibile agli stessi occhi nostri. ([[Nicola Zingarelli]]) ==''Dialogo di Plotino e di Porfirio''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Plotino e di Porfirio|Dialogo di Plotino e di Porfirio]]}} *[...] nessuna cosa è più ragionevole che la [[noia]]. I piaceri sono tutti vani. Il dolore stesso, parlo di quel dell'animo, per lo più è vano: perché se tu guardi alla causa ed alla materia, a considerarla bene, ella è di poca realtà o di nessuna. Il simile dico del timore; il simile della speranza. Solo la noia, la qual nasce sempre dalla vanità delle cose, non è mai vanità, non inganno; mai non è fondata in sul falso. E si può dire che, essendo tutto l'altro vano, alla noia riducasi, e in lei consista, quanto la vita degli uomini ha di sostanzievole e di reale. ('''Porfirio''') *[...] la natura ci destinò per medicina di tutti i mali la [[morte]] [...]. ('''Porfirio''') *[...] l'[[suicidio|uccidersi di propria mano]] senza necessità, è contro natura. Anzi, per dir meglio, e l'atto più contrario a natura, che si possa commettere. Perché tutto l'ordine delle cose saria sovvertito, se quelle si distruggessero da se stesse. ('''Plotino''') *A ogni modo queste cose non mi persuadono che l'uccidersi da sé stesso non sia contro natura: perché il senso nostro porta troppo manifesta contrarietà e abborrimento alla morte: e noi veggiamo che le bestie; le quali (quando non sieno forzate dagli uomini o sviate) operano in ogni cosa naturalmente; non solo non vengono mai a questo atto, ma eziandio per quanto che sieno tribolate e misere, se ne dimostrano alienissime. E in fine non si trova, se non fra gli uomini soli qualcuno che lo commette: e non mica fra quelle genti che hanno un modo di vivere naturale; che di queste non si troverà niuno che non lo abbomini, se pur ne avrà notizia o immaginazione alcuna; ma solo fra queste nostre alterate e corrotte, che non vivono secondo natura. ('''Plotino''') *Così questo atto dell'uccidersi, il quale ci libera dalla infelicità recataci dalla corruzione, perché sia contrario alla natura, non seguita che sia biasimevole: bisognando a mali non naturali, rimedio non naturale. ('''Porfirio''') *Non era naturale all'uomo da principio il procacciarsi la morte volontariamente: ma né anco era naturale il desiderarla. Oggi e questa cosa e quella sono naturali; cioè conformi alla nostra natura nuova: la quale, tendendo essa ancora e movendosi necessariamente come l'antica, verso ciò che apparisce essere il nostro meglio; fa che noi molte volte desideriamo e cerchiamo quello che veramente è il maggior bene dell'uomo, cioè la morte. ('''Porfirio''') ===[[Explicit]]=== Viviamo, Porfirio mio, e confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostra specie. Si bene attendiamo a tenerci compagnia l'un l'altro; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scambievolmente; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita. La quale senza alcun fallo sarà breve. E quando la morte verrà, allora non ci dorremo: e anche in quell'ultimo tempo gli amici e i compagni ci conforteranno: e ci rallegrerà il pensiero che, poi che saremo spenti, essi molte volte ci ricorderanno, e ci ameranno ancora. ('''Plotino''') ===Citazioni sul ''Dialogo di Plotino e di Porfirio''=== *Questo dialogo, frutto degli anni più maturi del Leopardi, è di principalissima importanza; perché l'uomo vi appare candidamente, come il Rousseau nelle ''Confessioni''. I pregi dello stile sono grandissimi in questa prosa calma e soave, improntata a tenerezza e mestizia, dotta, nobile, la quale cela nella sua semplicità un lungo e fierissimo dramma. ([[Nicola Zingarelli]]) ==''Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere|Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere]]}} ===[[Incipit]]=== Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? ('''Venditore''') ===Citazioni=== *'''Passeggere''': Oh che vita vorreste voi dunque?<br/>'''Venditore''': Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti. *[...] si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. ('''Passeggere''') ==''Dialogo di Tristano e di un amico''== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Tristano e di un amico|Dialogo di Tristano e di un amico]]}} *Il genere umano, che ha creduto e crederà tante scempiataggini, non crederà mai né di non saper nulla, né di non essere nulla, né di non aver nulla a sperare. ('''Tristano''') *La [[vita]] è felice, anzi felicissima. Ora ho cambiata opinione. Ma quando scrissi cotesto libro, [...], tutt'altro mi sarei aspettato, fuorché sentirmi volgere in dubbio le osservazioni ch'io faceva [...], parendomi che la coscienza d'ogni lettore dovesse rendere prontissima testimonianza a ciascuna di esse. [...] anzi mi credetti che le mie voci lamentevoli, per essere i mali comuni, sarebbero ripetute in cuore da ognuno che le ascoltasse. E sentendo poi negarmi [...] il tutto, e dire che la vita non è infelice, e che se a me pareva tale, doveva essere effetto d'infermità, o d'altra miseria mia particolare, da prima rimasi attonito, sbalordito, [...] e per più giorni credetti di trovarmi in un altro mondo; poi, tornato in me stesso, mi sdegnai un poco; poi risi, e dissi: [...] Gli uomini universalmente, volendo vivere, conviene che credano la vita bella e pregevole; e tale la credono; e si adirano contro chi pensa altrimenti. Perché in sostanza il genere umano crede sempre, non il vero, ma quello che è, o pare che sia, più a proposito suo. [...] Io per me, [...] rido del genere umano innamorato della vita; e giudico assai poco virile il voler lasciarsi ingannare e deludere come sciocchi, ed oltre ai mali che si soffrono, essere quasi lo scherno della natura e del destino. [...] Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera. ('''Tristano''') *E il [[corpo]] è l'uomo; perché (lasciando tutto il resto) la magnanimità, il coraggio, le passioni, la potenza di fare, la potenza di godere, tutto ciò che fa nobile e viva la vita, dipende dal vigore del corpo, e senza quello non ha luogo. ('''Tristano''') *Le [[conoscenza|cognizioni]] non sono come le ricchezze, che si dividono e si adunano, e sempre fanno la stessa somma. Dove tutti sanno poco, e' si sa poco; perché la scienza va dietro alla scienza, e non si sparpaglia. ('''Tristano''') *Tutte le [[Transizione|transizioni]] conviene che sieno fatte adagio; perché se si fanno a un tratto, di là a brevissimo tempo si torna indietro, per poi rifarle a grado a grado. Così è accaduto sempre. La ragione è, che la natura non va a salti, e che forzando la natura, non si fanno effetti che durino. Ovvero, per dir meglio, quelle tali transizioni precipitose sono transizioni apparenti, ma non reali. ('''Tristano''') *Troppo sono maturo alla morte, troppo mi pare assurdo e incredibile di dovere [...] durare ancora quaranta o cinquant'anni, quanti mi sono minacciati dalla natura. Al solo pensiero di questa cosa io rabbrividisco. [...] Oggi non invidio più né stolti né savi, né grandi né piccoli, né deboli né potenti. Invidio i morti, e solamente con loro mi cambierei. ('''Tristano''') *Se mi fosse proposta da un lato la fortuna e la fama di Cesare o di Alessandro netta da ogni macchia, dall'altro di morir oggi, e che dovessi scegliere, io direi, morir oggi, e non vorrei tempo a risolvermi. ('''Tristano''') ===Citazioni su ''Dialogo di Tristano e di un amico''=== *Il ''Tristano'' ha la solennità di un testamento. Qui la prosa ha calore e pienezza e rigoglio, o corre svelta e libera, con andatura quasi moderna. Ci si sente il fiato del secolo, un ambiente vivo. Il frizzo è amaro, il sarcasmo è pungente. L'ira è eloquente; tutto viene da passione vera. L'ultima pagina sembra una variazione dell'ultima strofa in ''[[Giacomo Leopardi#XXVII – Amore e Morte|Amore e Morte]]'', una melodia che si continua. ([[Francesco De Sanctis]]) ==Appendice alle ''Operette morali''== ===''Comparazione delle sentenze di Bruto Minore e di Teofrasto vicini a morte''=== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Comparazione delle sentenze di Bruto Minore e di Teofrasto vicini a morte|Comparazione delle sentenze di Bruto Minore e di Teofrasto vicini a morte]]}} *[...] gloria e virtù, non veramente oggi, ma fra gli antichi sonavano appresso a poco il medesimo. *I quali antichi quando erano travagliati dalle sventure, se ne dolevano in modo come se per queste sole fossero privi della felicità: la quale essi stimavano possibilissima a conseguire, anzi propria dell'uomo, se non quanto la fortuna gliela vietasse. *Certo è che [[Teofrasto]], amando gli studi e la gloria sopra ogni cosa, ed essendo maestro o vogliamo dire capo di scuola, e di scuola frequentatissima, conobbe e dichiarò formalmente l'inutilità de' sudori umani, e così degl'instituti suoi propri come degli altrui; la poca proporzione che passa tra la virtù e la felicità della vita; e quanto prevaglia la fortuna al valore in quello che spetta alla medesima felicità così degli altri come anche de' sapienti. ===''Dialogo di un lettore di umanità e di Sallustio''=== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di un lettore di umanità e di Sallustio|Dialogo di un lettore di umanità e di Sallustio]]}} *La prima cosa che tu nomini è la ricchezza, la quale dice Teognide che si dee cercare al caldo e al freddo, per terra e per acqua, balzando a un bisogno giù dalle rocce, scagliandosi in mare, e non perdonando a pericolo né a fatica che torni a proposito. La seconda è l'[[onore]], dei quale una gran parte degli uomini fa capitale, ma non tanto, che non lo venda a buon mercato. La terza è la [[gloria]], che piacerebbe a molti, se la potessero acquistare senza fatica e senza scomodo; ma non potendo, ciascuno si contenta di lasciarla stare. La quarta è la libertà, della quale non si ha da far conto. L'ultima è la patria, e questa non si troverebbe più al mondo, se non fosse nel vocabolario. ('''Lettore''') ===''Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello''=== *[...] è vero o non è vero che la virtù è il patrimonio dei coglioni: che il giovane per bennato, e beneducato che sia, pur ch'abbia un tantino d'ingegno, è obbligato poco dopo entrato nel mondo, (se vuol far qualche cosa, e vivere) a rinunziare quella virtù ch'avea pur sempre amata: che questo accade sempre e inevitabilissimamente: che anche gli uomini più da bene, sinceramente parlando, si vergognerebbero se non si credessero capaci d'altri pensieri e d'altra regola d'azioni se non di quella che s'erano proposti in gioventù, e ch'è pur quella sola che si impara ordinariamente dai libri? (''[[s:Operette morali/Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello/Per la novella Senofonte e Machiavello|Per la novella Senofonte e Machiavello]]'') *L'altro errore in cui cadono gli scrittori, si è che se anche talvolta hanno qualche precetto o sentimento vero, lo dicono col linguaggio dell'arte falsa, cioè della morale. (''[[s:Operette morali/Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello/Per la novella Senofonte e Machiavello|Per la novella Senofonte e Machiavello]]'') *E dove gli altri filosofi senza odiar gli uomini quanto Me, cercano pure di nuocer loro effettivamente co' loro precetti, io effettivamente giovai, giovo, e gioverò sempre a chiunque voglia e sappia praticare i miei. Così che il Misantropo ch'io era, feci un'opera più utile agli uomini (chi voglia ben considerare) di quante mai n'abbia prodotte la più squisita filantropia, o qualunque altra qualità umana, come io mi rimetto all'esperienza di chiunque saprà mettere, o avrà mai saputo mettere in opera l'istruzione ricevuta dal mio libro. (''[[s:Operette morali/Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello/Per la novella Senofonte e Machiavello|Per la novella Senofonte e Machiavello]]'') ===''Dialogo: ...filosofo greco, Murco senatore romano, popolo romano, congiurati''=== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo: ...filosofo greco, Murco senatore romano, popolo romano, congiurati|Dialogo: ...filosofo greco, Murco senatore romano, popolo romano, congiurati]]}} *La gente piange quando il tiranno sta male, e ride quando è morto. ('''Filosofo''') *Questo non è il secolo della virtù ma della verità. La virtù non solamente non si esercita più col fatto (levati pochi sciocchi), ma neanche si dimostra colle parole, perché nessuno ci crederebbe. ('''Murco''') *La [[filosofia]] non è altro che la scienza della viltà d'animo e di corpo, del badare a se stesso, procacciare i propri comodi in qualunque maniera, non curarsi degli altri, e burlarsi della virtù e di altre tali larve e immaginazione degli uomini. La natura è gagliarda magnanima focosa, inquieta come un ragazzaccio; ma la ragione è pigra come una tartaruga, e codarda come una lepre. ('''Filosofo''') ===''Dialogo tra due bestie, p. e. un cavallo e un toro''=== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo tra due bestie, p. e. un cavallo e un toro|Dialogo tra due bestie, p. e. un cavallo e un toro]]}} *[La [[uomo|razza umana]]] Non viveva già naturalmente, e come tutti gli altri, ma in mille modi loro propri. E perciò avevano questa particolarità curiosa che non potevano mai esser contenti né felici, cosa maravigliosa per le bestie che non hanno mai pensato ad essere scontenti della loro sorte. ('''Cavallo''') *In somma questo Dialogo deve contenere un colpo d'occhio in grande filosofico e satirico sopra la razza umana considerata in natura, e come una delle razze animali, rendutasi curiosa per alcune singolarità, insinuare la felicità destinataci dalla natura in questo mondo come a tutti gli altri esseri, perduta da noi per esserci allontanati dalla natura, discorrere con quella maraviglia che dev'essere in chiunque si trovi nello stato naturale delle nostre passioni, dell'ambizione, del danaro, della guerra, del suicidio, delle stampe, della tirannia, della previdenza, delle scelleraggini, ecc. ecc. ('''Cavallo''') ===''Dialogo di un cavallo e un bue''=== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di un cavallo e un bue|Dialogo di un cavallo e un bue]]}} *Era una sorta di bestie da quattro zampe come siamo noi altri, ma stavano ritti e camminavano con due sole come fanno gli uccelli e con le altre due s'aiutavano a strapazzare la gente. ('''Cavallo''') *La buassaggine è il miglior dono che la natura faccia ad un animale, e chi non è bue non fa fortuna in questo mondo. ('''Bue''') *Gli uomini credevano che il sole e la luna nascessero e tramontassero per loro e fossero fatti per loro, benché dicessero che il sole era infinite volte più grande non solo degli uomini ma di tutti i paesi di quaggiù, e lo stesso delle [[stella|stelle]], e tuttavia credevano che queste fossero come tanti moccoli da lanterna infilzati lassù per far lume alle signorie loro. ('''Cavallo''') ===''Dialogo: Galantuomo e Mondo''=== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo: Galantuomo e Mondo|Dialogo: Galantuomo e Mondo]]}} *Di tutto, eziandio che con gravissime ed estreme minacce vietato, si può al mondo non pagar pena alcuna. De' tradimenti, delle usurpazioni, degl'inganni, delle avarizie, oppressioni, crudeltà, ingiustizie, torti, oltraggi, omicidi, tirannia ec. ec. bene spesso non si paga pena; spessissimo ancora se n'ha premio, o certo utilità. Ma inesorabilmente punita, e a nulla utile e sempre dannosa, e tale che mai non ischiva il suo castigo, mai non resta senza pena, è la dabbenaggine (coglioneria) e l'esser [[galantuomo]], ch'altrettanto è a dire. *Senti quello che farai per l'avanti. Stringerai conoscenza e amicizia con una buona quantità di letterati, non importa che sieno veri o falsi: basta che abbiano un certo nome. Qualunque te ne capiti, sia pur meschinissimo, non lo trascurare, e fattelo subito amico, perché il gran chiasso non lo può fare altro che la moltitudine delle persone. Loderai pubblicamente le opere loro a oggetto ch'essi ti rendano il contraccambio: e di questo non aver dubbio, perché la repubblica letteraria è più giusta assai di tutte le altre repubbliche o reggimenti della terra, e non si governa a un dipresso con altre leggi che di retribuzione. ('''Mondo''') *Non ci dev'essere un uomo diverso da un altro, ma tutti debbon essere come tante uova, in maniera che tu non possa distinguere questo da quello. ('''Mondo''') *L'ignorante e il fanciullo non s'annoia, perché pieno d'illusioni, ma il savio conoscendo la verità d'ogni cosa, non si pasce d'altro che di noia. ('''Mondo''') *L'[[amicizia]] non si trova più, o se vuoi chiamarla con questo nome, devi sapere ch'è fatta a uso di quelle fibbie o fermagli che servono ad allacciare mentre bisogna, e finito il bisogno si slacciano, e spesse volte si levano via. Così le amicizie d'oggidì. Fatte che sieno, quand'occorre s'allacciano e stringono: finita l'occorrenza, alle volte si slacciano ma si lasciano in essere, tanto che volendo si possano riallacciare; altre volte si levano via del tutto, e ciascuno resta libero e sciolto come per l'addietro. ('''Mondo''') *'''Mondo''': Io voglio che tu mi dica una cosa da galantuomo per l'ultima volta. A che ti ha giovato o giova agli uomini la virtù?<br>'''[[Galantuomo]]''': A non cavare un ragno da un buco. A fare che tutti vi mettano i piedi sulla pancia, e vi ridano sul viso e dietro le spalle. A essere infamato, vituperato, ingiuriato, perseguitato, schiaffeggiato, sputacchiato anche dalla feccia più schifosa, e dalla marmaglia più codarda che si possa immaginare. *[...] quelli che non hanno mai sperimentato il vivere onesto, non possono avere nella scelleraggine quella forza ch'ha un povero disgraziato, il quale avendo fatto sempre bene agli uomini, e seguita la virtù sin dalla nascita, e amatala di tutto cuore, e trovatala sempre inutilissima e sempre dannosissima, alla fine si getta rabbiosamente nel vizio, con animo di vendicarsi degli uomini, della virtù e di se stesso. E vedendo che se avesse voluto far bene agli uomini, tutti avrebbero congiurato a schiacciarlo, si determina di prevenirgli, e di schiacciargli esso in quanto possa. ('''[[Galantuomo]]''') ===''Frammento sul suicidio''=== {{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Frammento sul suicidio|Frammento sul suicidio]]}} *Tutto il piano della natura intorno alla vita umana si aggira sopra la gran legge di distrazione, illusione e dimenticanza. Quanto più questa legge è svigorita tanto più il mondo va in perdizione. ==Citazioni sulle ''Operette morali''== *Appena si comincia a leggere le ''Operette'', si è subito in un aldilà delle parole, al di là di tutto quanto è storico e databile. Il punto di partenza è già collocato dove crolla la storia monumentale, nell'irreparabile assoluto, e allora succede che le parole possono anche sprecarsi con leggerezza. All'opposto d'una prosa romanzesca che deve essere costruttiva, nelle ''Operette'' c'è una tendenza dissipatoria, cioè di sfogo e di spreco. Ogni sfogo è uno spreco. Questo non ha niente a che fare con una supposta libertà delle parole; perché, al contrario, qui c'è un pensiero dei limiti, come pensiero dell'infelicità e sapere della morte; ma proprio perché è un pensiero dell'infelicità, tende a sfogarsi in un gioco che è tanto più liberatorio quanto più è futile, inutile, gratuito. ([[Gianni Celati]]) *La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. ([[Luigi Russo]]) *La scommessa delle ''Operette'' è proprio quella di suscitare un effetto morale alla maniera della grande letteratura antica; in tutto questo c'è molto di paradossale, perché per Leopardi la stagione della grande letteratura antica è definitivamente tramontata insieme ai valori morali che caratterizzavano quella civiltà: ma tutte le ''Operette'' non sono forse costruite sul filo del paradosso? ([[Raoul Bruni]]) *Le ''Operette morali'' del Leopardi – si sa che il Manzoni le indicava come il modello più perfetto della prosa italiana moderna. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) *Le <span style="letter-spacing:1px">Operette morali</span> e i <span style="letter-spacing:1px">Pensieri</span> sono di quelle scritture che "гоdono a scorza a scorza", come Dante direbbe, il cuore e il cervello dal quale escono. ([[Giosuè Carducci]]) *Le ''Operette Morali''! Ma che mi vai dicendo? Basta legger questo libretto tutto agghindato e prezioso, per capire come non si sia ancora scoperta la vera, viva, novella prosa, italiana! Quando si sarà detto che le Operette Morali esprimono, in lingua pura, qualche idea ingegnosa, non si avrà più il diritto di aggiunger parola. Si tratta, insomma, di buoni articoli di giornale, che noi leggiamo con gusto, ai nostri tempi, perché sono la novità dell'anno; ma chi mai riaprirà queste pagine tra cinquant'anni? O per caso tu credi che con qualche dialoghetto si conquisti l'immortalità? ([[Leo Ferrero]]) *Parrà strano, ma nell'ormai smisurata bibliografia critica leopardiana non si trova ancora una spiegazione adeguata e convincente delle ragioni che indussero Leopardi ad intitolare il suo capolavoro prosastico ''Operette morali''. Mi riferisco specialmente a quell'aggettivo «morali», così chiaramente esibito nel titolo, che, come la lettera di un celebre racconto di [[Edgar Allan Poe|Poe]], è stato finora eluso o comunque non sufficientemente chiarito nel suo particolare significato, perfino negli studi più specifici e approfonditi sulle ''Operette''. ([[Raoul Bruni]]) ===[[Walter Binni]]=== *Le ''Operette'' non nasceranno solo sulla via del ridicolo separato dal ragionamento filosofico, allo stesso modo che, abbandonando la via della lirica e soprattutto della lirica eloquente, Leopardi non mancherà di riportare anche dentro le ''Operette morali'' immaginazione e affetto. *Le ''Operette'' non possono essere giudicate prescindendo dal fatto che la stessa forza della prosa poetica leopardiana deriva dalla profondità delle posizioni che Leopardi vi esprime e che gli stessi caratteri dello stile sono tutt'altro che indifferenti al movimento interno, problematico che è alla base di ciascuna operetta: i due fatti sono assolutamente inscindibili, inseparabili. *Qualche volta si è assunto questo giudizio come chiarificativo della natura e della stessa intenzione del Leopardi nello scrivere le ''Operette morali'', che sarebbero appunto un libro di sogni poetici, d'invenzioni di capricci malinconici. In realtà il giudizio è tutto funzionale a ciò che il Leopardi svolge in quella operetta e in cui gli preme soprattutto di rispondere – scartando provvisoriamente ogni giustificazione –: pensate pure come volete, siate felici come vi pare, la mia esperienza, quello {che più m'importa, mi dice che sono infelice.<br>Ma questa pur definizione delle ''Operette Morali'' (che indubbiamente sottolinea quel tanto di « sogno poetico », e a volte anche di capriccio malinconico, che è presente in alcune operette le quali hanno anche, si noti, toni, impostazione e taglio tra di loro non tutti meccanicamente coerenti, né sono riportabili in maniera assoluta a una totale unità) risulterebbe parziale se venisse applicata senz'altro alle ''Operette'' nella loro profonda radice di volontà, di verità e di diagnosi filosofica e potrebbe contribuire a sviare l'attenzione del lettore dall'intenzione leopardiana di esprimere poeticamente nelle Operette posizioni di valore filosofico. ===[[Benedetto Croce]]=== *Certe volte, nel leggere i dialoghi delle ''Operette morali'' si presentano con insistenza al ricordo (e non sono io che ho provato pel primo questa impressione, perché vedo ora che la provò anche il Pascoli) certi altri ''Dialoghetti'', vergati dalla penna reazionaria del conte Monaldo, e si sente la somiglianza non solo nella comune predilezione letteraria per quel genere accademico, per quelle tanto abusate imitazioni da Luciano, per quei «ragguagli di Parnaso», ma anche nello spirito angusto, retrivo, reazionario, nell'antipatia pel nuovo e vivente. *E quelle, tra le ''Operette morali'', così intonate riuscirono di necessità frigidissime: vani sforzi di offrire rappresentazioni comiche (che non lo spirito polemico e il malumore ma solo lietezza e serena fantasia possono generare); personaggi, che sono meri nomi; dialoghi, che sono monologhi ; prosa lavoratissima ma estrinseca, e che tiene sovente qualcosa del vaniloquio accademico. *Per ritrovare, sotto il rispetto artistico, il Leopardi schietto e sano bisogna dunque cercarlo, non dove egli polemizza, ironizza e satireggia, e ride male, ma dove si esprime serio e commosso ; e questo è il Leopardi migliore delle stesse ''Operette'' quello, per es., di alcune pagine del dialogo di Timandro ed Eleandro, che tanto si avvicinano al tono delle più belle lettere dell'''Epistolario''. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giacomo Leopardi, ''[[s:Operette morali|Operette morali]]'', a cura di Walter Binni e Enrico Ghidetti; in ''Tutte le opere'', vol. I, Sansoni editore, Firenze, 1969. ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante le|preposizione=sulle|w2=Appendice alle Operette morali|w2_etichetta=Appendice alle ''Operette morali''|w2_preposizione=riguardante l'}} {{vetrina|30|dicembre|2019|opere letterarie}} [[Categoria:Letteratura italiana]] [[Categoria:Opere letterarie]] i6p87bf4u0szq35wj392he47koemc55 Paolo Maldini 0 30852 1411736 1400973 2026-04-26T19:44:25Z ~2026-25507-18 106962 /* Citazioni di Paolo Maldini */ 1411736 wikitext text/x-wiki [[File:PaoloMaldini.jpg|thumb|Paolo Maldini (2008)]] '''Paolo Maldini''' (1968 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Paolo Maldini== *{{NDR|Su un possibile ruolo dirigenziale nel Milan}} Berlusconi aveva parlato chiaro e anche Barbara aveva fatto il mio nome. La realtà è che non mi è stato proposto nulla. In questi anni mi hanno chiesto di tornare prima Leonardo, poi Allegri e infine qualche mio ex compagno. Ma ho sempre trovato una porta chiusa in società [...] Semplice, il Milan non ha voglia di riprendermi.<ref>Citato in ''[http://www.liberoquotidiano.it/news/914082/Maldini-Il-Milan-non-mi-vuole-Colpa-di-Galliani-Non-so.html Maldini: "Il Milan non mi vuole. Colpa di Galliani? Non so..."]'', ''liberoquotidiano.it'', 19 gennaio 2012.</ref> *Il campione con la testa pensante crea dei problemi. L'annuncio di Agnelli sulla fine del rapporto con Del Piero mi ha fatto male: non stava a lui dirlo. Che senso ha una cosa del genere? Avrebbe dovuto parlarne Alessandro nel momento in cui si fosse sentito pronto.<ref>Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=78756 Gazzetta - Maldini duro sull'annuncio di Del Piero e sul campionato...]'', ''tuttojuve.com'', 19 gennaio 2012.</ref> *La contestazione della Curva il giorno dell'addio? È stato un momento non facile e anche inaspettato, c'erano settantamila spettatori ma ricordiamo solo quella piccola frangia di tifosi. Sono una persona pensante, ho detto le cose come stavano. Con il tempo ho capito che quello è stato un successo perché ha marcato una linea ancora più grossa tra me e quel tipo di calcio, non penso che quello sia il futuro dello sport.<ref>Citato in Alessandra Gozzini, ''Maldini incorona De Sciglio: «È il mio erede»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 28 novembre 2014, p.14.</ref> *La [[Juventus Football Club|Juve]] è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente. [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro...<ref>Da ''Camoranesi-Maldini: "Ci giochiamo tutto"'', ''gazzetta.it'', 10 aprile 2008; [https://web.archive.org/web/20091113091751/https://www.magliarossonera.it/ulltimadiavoleria/JuvMil0708.html citato] in ''magliarossonera.it''.</ref> *[[Nils Liedholm]] mi fece esordire in Serie A a 16 anni, prima di farmi entrare nel secondo tempo di Udinese-Milan mi disse: Malda, dove vuoi giocare? Destra o sinistra? Ricordati che il calcio è un gioco, vai in campo e divertiti. Quelle furono le parole perfette da dire ad un sedicenne spaventato che stava per debuttare tra i professionisti, quelle parole mi hanno accompagnato per tutta la mia carriera.<ref>Citato in Donato Bulfon, ''[https://www.pianetamilan.it/news-milan/ultime-notizie/maldini-su-liedholm-mi-ha-fatto-esordire-in-serie-a-auguri-maestro/ Maldini su Liedholm: “Mi ha fatto esordire in Serie A, auguri Maestro”]'', ''pianetamilan.it'', 8 ottobre 2017.</ref> *{{NDR|Sui procuratori dei calciatori}} Non sempre fanno il bene del proprio assistito. Gestiscono purtroppo in toto un ragazzo che invece dovrebbe prendere coscienza. Non bisogna parlare tramite il proprio agente.<ref name=tuttosport>Citato in Stefano Scacchi, ''Maldini: «Serve tempo ma non ci sono idee»'', ''Tuttosport'', 14 maggio 2015, p. 13.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2004-2005]]}} Per tre mesi ho passato notti insonni ripensando a quella sconfitta. Nell'intervallo c'era un casino bestiale nello spogliatoio. Tutti urlavano per la tensione. Allora Ancelotti ci disse di stare tutti zitti per cinque minuti.<ref name=tuttosport/> *Tutte le lettere della parola [[Milan]] sono comprese nel mio cognome.<ref>Da un'intervista a ''SportWeek'', La Gazzetta dello Sport, 7 dicembre 2019; citato in Salvatore Trovato, ''[https://www.milannews.it/le-interviste/maldini-tutte-le-lettere-della-parola-milan-sono-comprese-nel-mio-cognome-354326 Maldini: "Tutte le lettere della parola Milan sono comprese nel mio cognome"]'', ''milannews.it''.</ref> {{Int|''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/12/29/news/paolo_maldini-49604993/ Maldini, l'esilio di una bandiera: "Che amarezza il Milan senza magia"]''|Intervista di Enrico Currò, ''repubblica.it'', 29 dicembre 2012.}} * Parliamo del Milan, perché io ho avuto la fortuna di partecipare a 25 anni splendidi. Beh, quando sono arrivato, io ho trovato già una grande base per costruire una grande squadra: grandi calciatori e grandi persone. Berlusconi è arrivato e ci ha insegnato a pensare in grande. Certo, con gli investimenti, perché comprava i migliori. Ma lui ci ha messo la mentalità nuova, soprattutto: Sacchi e l'idea che il club dovesse diventare un modello per il tipo di gioco, per le vittorie. Insomma, si è creato veramente qualcosa di magico, grazie alla personalità di chi già c'era e di chi è arrivato. * {{NDR|'Poi?'}} Poi, a poco a poco, questo si è perso e il Milan si è trasformato, da squadra magica, in una squadra assolutamente normale. E sa perché? Perché – a differenza di tanti grandi club europei con un passato simile, tipo Real, Barcellona e Bayern, dove chi ha scritto la storia della squadra è andato a lavorare lì per trasmettere ai giovani quello che aveva imparato – nel Milan la società stessa ha smesso di trasmettere quel messaggio, al di là degli investimenti. All'interno del Milan attuale non c'è nessuno, tra quelli che ne hanno fatto la storia, ad avere un ruolo non marginale. * {{NDR|'Qual è oggi il suo sentimento verso il Milan?'}} Mi capita di ripensare al passato. Eravamo coscienti del nostro ruolo. I giocatori facevano i giocatori, i dirigenti i dirigenti. Ognuno si prendeva le proprie responsabilità, senza ingerenze. C'era talmente tanta conoscenza della materia calcio a livello globale... Solo uno stupido non assorbe nozioni dal lavoro che fa e noi eravamo proprio una squadra * {{NDR|'La sensazione comune è che Galliani non la voglia?'}} Può darsi. È il dirigente che ha vinto di più ed è anche legittimo che faccia le sue scelte e si scelga i collaboratori in cui crede. Ma vorrei sfatare la diceria che io sarei uno della famiglia. Non è vero: non mi vogliono così spasmodicamente. * Noi siamo il paese del turismo, ma ce lo siamo dimenticati. Dopo Italia '90 siamo tornati indietro: non abbiamo sfruttato l'occasione. Siamo vecchi. * Alla cerimonia della Hall of Fame ho incontrato Albertini, che fa il vicepresidente federale. Con Tommasi, presidente dell'Aic, è l'unica faccia nuova del calcio negli ultimi 25 anni. Ho grande rispetto per chi è lì da 30 anni ed è una persona perbene. Ma un [[trentacinquenne]] vede le cose diversamente da un settantenne. Il calcio, come tutte le cose al mondo, cambia. * {{NDR|La rivoluzione del Barça farà la storia, come quelle dell'Ajax di Michels e del Milan di Sacchi?}} Sicuramente. È un piacere vedere giocare il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]]. È una squadra di calciatori educati, con grandissime doti tecniche. E poi è l'elogio della democrazia del calcio. A parte un paio, il Barça è composto di giocatori di 1,65 o giù di lì, che però non fanno vedere il pallone agli avversari. * {{NDR|[[Lionel Messi|Messi]] vale Maradona?}} È della stessa categoria. Gioca sempre, con un rendimento sempre altissimo, è giovane e farà ancora in tempo a vincere con l'Argentina, come Maradona. Per me è sicuramente più forte di [[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano Ronaldo]], tanto più che io sono abituato a vedere anche l'uomo, non solo il calciatore: Messi, per come si comporta in campo, è un esempio per i ragazzi. * Il record del Milan, quello delle 56 partite senza sconfitte, vale di più, perché arrivò nel periodo delle cosiddette sette sorelle: il Parma vinceva la Coppa Uefa, la Lazio la Coppa delle coppe e in Europa tutte le italiane arrivavano fino in fondo. Ora la Juve vince a mani basse ed è l'unica che può fare qualcosa anche in Champions. * {{NDR|La grande scuola difensiva italiana si sta esaurendo?}} Non è solo un problema dell'Italia. Nelle giovanili c'è poca specializzazione nel ruolo. Nel mondo, ormai, solo Thiago Silva è l'unico che può cambiare una partita. Probabilmente imparare a correre dietro l'avversario è molto più duro che attaccare e meno gratificante. * Ho incontrato di recente Boniperti e mi ha confermato che la Juve mi voleva. Al Chelsea mi chiamò Vialli nel '96. Però preferii restare al Milan, per venire fuori da un'annata disastrosa. È stata una scelta giusta. Poi, per l'Arsenal mi chiamò una persona, facendomi un'offerta economica, e ci fu anche una richiesta di Ferguson per il Manchester United e forse un'altra del Real Madrid. La verità è che molto spesso queste richieste coincidevano con annate storte: sarebbe stato probabilmente più semplice accettare. Ma noi del nucleo storico ci prendevamo le nostre responsabilità, preferivamo rimanere e riscattarci sul campo, mettendoci la faccia. * {{NDR|Da ex capitano: non è che il Milan perda l'identità, cambiando in media un capitano ogni tre partite?}} Colpa degli infortuni e del cambiamento traumatico della squadra l'estate scorsa. Tutto questo dà il senso appunto del grosso cambiamento in atto. Ricordo quando ereditai la fascia da Franco Baresi. Capello chiese chi fosse il nuovo capitano. Anche altri, come Billy Costacurta, ne avevano diritto. Decidemmo nello spogliatoio e io non ebbi problemi a prendermi la responsabilità. * Non ho saltato un minuto, tra Mondiali ed Europei, e soprattutto nel Milan ho giocato più di chiunque altro. Ma a inorgoglirmi è l'indipendenza intellettuale, che mi gusto appieno ormai da una quindicina d'anni. Io non sono assolutamente una persona perfetta, ho fatto le mie esperienze, positive e negative. Ho osservato molto e ho cercato i sbagliare il meno possibile. La mia indipendenza, adesso, non la baratterei proprio con nulla. ==Citazioni su Paolo Maldini== *Avrei voluto giocare con [[Alessandro Nesta|Nesta]] e Maldini. Sono gli esempi che mi hanno insegnato come ci si possa divertire anche nel difendere. ([[Medhi Benatia]]) *Ci avevo già giocato insieme in Nazionale, poi sono andato al Milan. È il più forte difensore in assoluto per qualità fisica e mentale. Sbagliava anche lui, pochissimo, ma quando sbagliava non lo intaccava per niente. Sempre sul pezzo, parlava poco. Il migliore del calcio mondiale. Mi ha insegnato la mentalità. Io venivo da Roma con il capello stirato, sandali e bermuda, lui mi ha insegnato come si stava al Milan. Aveva una forza... A 40 anni andava ancora come un treno. È stato il più forte, l’unica persona che quando incontro mi mette in imbarazzo. Perché? Non lo so. Imbarazzo nel senso che è diverso dagli altri. ([[Alessandro Nesta]]) *{{NDR|Nel 2006, sul calcio moderno}} Come negli altri sport, non c'è più l'attaccamento alla maglia. I ragazzi a 22 anni sono miliardari. Alle prime difficoltà nel club se ne vanno. Esistono ancora eccezioni, che diventano eroi. In Italia, Paolo Maldini è un esempio straordinario. ([[Yannick Noah]]) *Da bambina ero milanista... [sorride, ''ndr''] il mio esempio come uomo e come capitano è sempre stato Paolo Maldini. ([[Valentina Cernoia]]) *È dotato di tutti quei valori che fanno di uno sportivo una leggenda. La modestia, indubbiamente, è una delle caratteristiche che contraddistingue la sua identità. La sua professionalità e la sua lealtà gli hanno permesso di ritirarsi dopo 648 partite in serie A e 138 in Nazionale. (''Marca''<ref>Citato in ''[http://sport.repubblica.it/news/sport/calcio-milan-a-paolo-maldini-premio-marca-leyenda-a-carriera/3734757 Calcio, Milan: a Paolo Maldini premio "Marca Leyenda" a carriera]'', ''repubblica.it'', 17 novembre 2009.</ref>) *È l'unico giocatore a cui non ho dato una multa per ritardo. Non tanto perché è tirchio... ([[Carlo Ancelotti]]) *Il difensore più completo, tecnica da fantasista e senso del gioco. ([[Mario Sconcerti]]) *In 23 anni di carriera non si è mai allontanato da un senso della morale, del dovere, della fedeltà e dell'etica che ne fanno una delle icone del calcio. (''L'Équipe''<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20070525055652/http://www.skylife.it/html/skylife/sport/articolo/Speciale_Milan_Liverpool/22-05-2007-Equipe-incorona-Maldini.html "Pallone d'Oro? Lo merita Kaká"]'', ''skylife.it'', 22 maggio 2007</ref>) *Paolo Maldini, mio mito assoluto, l'uomo che faceva sembrare tutto facile. Nessun difensore ha mai avuto uno stile naturale come lui. ([[John Terry]]) *Paolo Maldini non è stato soltanto un calciatore immenso; ha le due qualità che ammiro di più in un uomo, lealtà e coraggio. ([[Gianluigi Buffon]]) *Per essere grandi campioni bisogna essere coerenti, anche fuori dal campo e non basta il talento. Uno che non salta mai l'allenamento, che arriva sempre puntuale, che fa il suo lavoro e che rispetta ogni regola. Per questo Maldini è stato il più forte al mondo, perché era sempre sul pezzo. ([[Gennaro Gattuso]]) *Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e soprattutto a Maldini, un esempio per tutti. So che ha avuto qualche problema nel giorno dell'addio, ma sappia che ha l'ammirazione di tutta l'Europa, da venticinque anni. ([[Josep Guardiola]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Cesare Maldini]] – padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Maldini, Paolo}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] szztqyp59atzf286rxx445np3bvh5ke 1411737 1411736 2026-04-26T19:45:33Z ~2026-25507-18 106962 /* Citazioni di Paolo Maldini */ 1411737 wikitext text/x-wiki [[File:PaoloMaldini.jpg|thumb|Paolo Maldini (2008)]] '''Paolo Maldini''' (1968 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Paolo Maldini== *{{NDR|Su un possibile ruolo dirigenziale nel Milan}} Berlusconi aveva parlato chiaro e anche Barbara aveva fatto il mio nome. La realtà è che non mi è stato proposto nulla. In questi anni mi hanno chiesto di tornare prima Leonardo, poi Allegri e infine qualche mio ex compagno. Ma ho sempre trovato una porta chiusa in società [...] Semplice, il Milan non ha voglia di riprendermi.<ref>Citato in ''[http://www.liberoquotidiano.it/news/914082/Maldini-Il-Milan-non-mi-vuole-Colpa-di-Galliani-Non-so.html Maldini: "Il Milan non mi vuole. Colpa di Galliani? Non so..."]'', ''liberoquotidiano.it'', 19 gennaio 2012.</ref> *Il campione con la testa pensante crea dei problemi. L'annuncio di Agnelli sulla fine del rapporto con Del Piero mi ha fatto male: non stava a lui dirlo. Che senso ha una cosa del genere? Avrebbe dovuto parlarne Alessandro nel momento in cui si fosse sentito pronto.<ref>Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=78756 Gazzetta - Maldini duro sull'annuncio di Del Piero e sul campionato...]'', ''tuttojuve.com'', 19 gennaio 2012.</ref> *La contestazione della Curva il giorno dell'addio? È stato un momento non facile e anche inaspettato, c'erano settantamila spettatori ma ricordiamo solo quella piccola frangia di tifosi. Sono una persona pensante, ho detto le cose come stavano. Con il tempo ho capito che quello è stato un successo perché ha marcato una linea ancora più grossa tra me e quel tipo di calcio, non penso che quello sia il futuro dello sport.<ref>Citato in Alessandra Gozzini, ''Maldini incorona De Sciglio: «È il mio erede»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 28 novembre 2014, p.14.</ref> *La [[Juventus Football Club|Juve]] è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente. [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro...<ref>Da ''Camoranesi-Maldini: "Ci giochiamo tutto"'', ''gazzetta.it'', 10 aprile 2008; [https://web.archive.org/web/20091113091751/https://www.magliarossonera.it/ulltimadiavoleria/JuvMil0708.html citato] in ''magliarossonera.it''.</ref> *[[Nils Liedholm]] mi fece esordire in Serie A a 16 anni, prima di farmi entrare nel secondo tempo di Udinese-Milan mi disse: Malda, dove vuoi giocare? Destra o sinistra? Ricordati che il calcio è un gioco, vai in campo e divertiti. Quelle furono le parole perfette da dire ad un sedicenne spaventato che stava per debuttare tra i professionisti, quelle parole mi hanno accompagnato per tutta la mia carriera.<ref>Citato in Donato Bulfon, ''[https://www.pianetamilan.it/news-milan/ultime-notizie/maldini-su-liedholm-mi-ha-fatto-esordire-in-serie-a-auguri-maestro/ Maldini su Liedholm: “Mi ha fatto esordire in Serie A, auguri Maestro”]'', ''pianetamilan.it'', 8 ottobre 2017.</ref> *{{NDR|Sui procuratori dei calciatori}} Non sempre fanno il bene del proprio assistito. Gestiscono purtroppo in toto un ragazzo che invece dovrebbe prendere coscienza. Non bisogna parlare tramite il proprio agente.<ref name=tuttosport>Citato in Stefano Scacchi, ''Maldini: «Serve tempo ma non ci sono idee»'', ''Tuttosport'', 14 maggio 2015, p. 13.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2004-2005]]}} Per tre mesi ho passato notti insonni ripensando a quella sconfitta. Nell'intervallo c'era un casino bestiale nello spogliatoio. Tutti urlavano per la tensione. Allora Ancelotti ci disse di stare tutti zitti per cinque minuti.<ref name=tuttosport/> *Tutte le lettere della parola [[Milan]] sono comprese nel mio cognome.<ref>Da un'intervista a ''SportWeek'', La Gazzetta dello Sport, 7 dicembre 2019; citato in Salvatore Trovato, ''[https://www.milannews.it/le-interviste/maldini-tutte-le-lettere-della-parola-milan-sono-comprese-nel-mio-cognome-354326 Maldini: "Tutte le lettere della parola Milan sono comprese nel mio cognome"]'', ''milannews.it''.</ref> {{Int|''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/12/29/news/paolo_maldini-49604993/ Maldini, l'esilio di una bandiera: "Che amarezza il Milan senza magia"]''|Intervista di Enrico Currò, ''repubblica.it'', 29 dicembre 2012.}} * Parliamo del Milan, perché io ho avuto la fortuna di partecipare a 25 anni splendidi. Beh, quando sono arrivato, io ho trovato già una grande base per costruire una grande squadra: grandi calciatori e grandi persone. Berlusconi è arrivato e ci ha insegnato a pensare in grande. Certo, con gli investimenti, perché comprava i migliori. Ma lui ci ha messo la mentalità nuova, soprattutto: Sacchi e l'idea che il club dovesse diventare un modello per il tipo di gioco, per le vittorie. Insomma, si è creato veramente qualcosa di magico, grazie alla personalità di chi già c'era e di chi è arrivato. * {{NDR|'Poi?'}} Poi, a poco a poco, questo si è perso e il Milan si è trasformato, da squadra magica, in una squadra assolutamente normale. E sa perché? Perché – a differenza di tanti grandi club europei con un passato simile, tipo Real, Barcellona e Bayern, dove chi ha scritto la storia della squadra è andato a lavorare lì per trasmettere ai giovani quello che aveva imparato – nel Milan la società stessa ha smesso di trasmettere quel messaggio, al di là degli investimenti. All'interno del Milan attuale non c'è nessuno, tra quelli che ne hanno fatto la storia, ad avere un ruolo non marginale. * {{NDR|'Qual è oggi il suo sentimento verso il Milan?'}} Mi capita di ripensare al passato. Eravamo coscienti del nostro ruolo. I giocatori facevano i giocatori, i dirigenti i dirigenti. Ognuno si prendeva le proprie responsabilità, senza ingerenze. C'era talmente tanta conoscenza della materia calcio a livello globale... Solo uno stupido non assorbe nozioni dal lavoro che fa e noi eravamo proprio una squadra * {{NDR|'La sensazione comune è che Galliani non la voglia?'}} Può darsi. È il dirigente che ha vinto di più ed è anche legittimo che faccia le sue scelte e si scelga i collaboratori in cui crede. Ma vorrei sfatare la diceria che io sarei uno della famiglia. Non è vero: non mi vogliono così spasmodicamente. * Noi siamo il paese del turismo, ma ce lo siamo dimenticati. Dopo Italia '90 siamo tornati indietro: non abbiamo sfruttato l'occasione. Siamo vecchi. * Alla cerimonia della Hall of Fame ho incontrato Albertini, che fa il vicepresidente federale. Con Tommasi, presidente dell'Aic, è l'unica faccia nuova del calcio negli ultimi 25 anni. Ho grande rispetto per chi è lì da 30 anni ed è una persona perbene. Ma un [[trentacinquenne]] vede le cose diversamente da un settantenne. Il calcio, come tutte le cose al mondo, cambia. * {{NDR|La rivoluzione del Barça farà la storia, come quelle dell'Ajax di Michels e del Milan di Sacchi?}} Sicuramente. È un piacere vedere giocare il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]]. È una squadra di calciatori educati, con grandissime doti tecniche. E poi è l'elogio della democrazia del calcio. A parte un paio, il Barça è composto di giocatori di 1,65 o giù di lì, che però non fanno vedere il pallone agli avversari. * {{NDR|[[Lionel Messi|Messi]] vale Maradona?}} È della stessa categoria. Gioca sempre, con un rendimento sempre altissimo, è giovane e farà ancora in tempo a vincere con l'Argentina, come Maradona. Per me è sicuramente più forte di [[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano Ronaldo]], tanto più che io sono abituato a vedere anche l'uomo, non solo il calciatore: Messi, per come si comporta in campo, è un esempio per i ragazzi. * Il record del Milan, quello delle 58 partite senza sconfitte, vale di più, perché arrivò nel periodo delle cosiddette sette sorelle: il Parma vinceva la Coppa Uefa, la Lazio la Coppa delle coppe e in Europa tutte le italiane arrivavano fino in fondo. Ora la Juve vince a mani basse ed è l'unica che può fare qualcosa anche in Champions. * {{NDR|La grande scuola difensiva italiana si sta esaurendo?}} Non è solo un problema dell'Italia. Nelle giovanili c'è poca specializzazione nel ruolo. Nel mondo, ormai, solo Thiago Silva è l'unico che può cambiare una partita. Probabilmente imparare a correre dietro l'avversario è molto più duro che attaccare e meno gratificante. * Ho incontrato di recente Boniperti e mi ha confermato che la Juve mi voleva. Al Chelsea mi chiamò Vialli nel '96. Però preferii restare al Milan, per venire fuori da un'annata disastrosa. È stata una scelta giusta. Poi, per l'Arsenal mi chiamò una persona, facendomi un'offerta economica, e ci fu anche una richiesta di Ferguson per il Manchester United e forse un'altra del Real Madrid. La verità è che molto spesso queste richieste coincidevano con annate storte: sarebbe stato probabilmente più semplice accettare. Ma noi del nucleo storico ci prendevamo le nostre responsabilità, preferivamo rimanere e riscattarci sul campo, mettendoci la faccia. * {{NDR|Da ex capitano: non è che il Milan perda l'identità, cambiando in media un capitano ogni tre partite?}} Colpa degli infortuni e del cambiamento traumatico della squadra l'estate scorsa. Tutto questo dà il senso appunto del grosso cambiamento in atto. Ricordo quando ereditai la fascia da Franco Baresi. Capello chiese chi fosse il nuovo capitano. Anche altri, come Billy Costacurta, ne avevano diritto. Decidemmo nello spogliatoio e io non ebbi problemi a prendermi la responsabilità. * Non ho saltato un minuto, tra Mondiali ed Europei, e soprattutto nel Milan ho giocato più di chiunque altro. Ma a inorgoglirmi è l'indipendenza intellettuale, che mi gusto appieno ormai da una quindicina d'anni. Io non sono assolutamente una persona perfetta, ho fatto le mie esperienze, positive e negative. Ho osservato molto e ho cercato i sbagliare il meno possibile. La mia indipendenza, adesso, non la baratterei proprio con nulla. ==Citazioni su Paolo Maldini== *Avrei voluto giocare con [[Alessandro Nesta|Nesta]] e Maldini. Sono gli esempi che mi hanno insegnato come ci si possa divertire anche nel difendere. ([[Medhi Benatia]]) *Ci avevo già giocato insieme in Nazionale, poi sono andato al Milan. È il più forte difensore in assoluto per qualità fisica e mentale. Sbagliava anche lui, pochissimo, ma quando sbagliava non lo intaccava per niente. Sempre sul pezzo, parlava poco. Il migliore del calcio mondiale. Mi ha insegnato la mentalità. Io venivo da Roma con il capello stirato, sandali e bermuda, lui mi ha insegnato come si stava al Milan. Aveva una forza... A 40 anni andava ancora come un treno. È stato il più forte, l’unica persona che quando incontro mi mette in imbarazzo. Perché? Non lo so. Imbarazzo nel senso che è diverso dagli altri. ([[Alessandro Nesta]]) *{{NDR|Nel 2006, sul calcio moderno}} Come negli altri sport, non c'è più l'attaccamento alla maglia. I ragazzi a 22 anni sono miliardari. Alle prime difficoltà nel club se ne vanno. Esistono ancora eccezioni, che diventano eroi. In Italia, Paolo Maldini è un esempio straordinario. ([[Yannick Noah]]) *Da bambina ero milanista... [sorride, ''ndr''] il mio esempio come uomo e come capitano è sempre stato Paolo Maldini. ([[Valentina Cernoia]]) *È dotato di tutti quei valori che fanno di uno sportivo una leggenda. La modestia, indubbiamente, è una delle caratteristiche che contraddistingue la sua identità. La sua professionalità e la sua lealtà gli hanno permesso di ritirarsi dopo 648 partite in serie A e 138 in Nazionale. (''Marca''<ref>Citato in ''[http://sport.repubblica.it/news/sport/calcio-milan-a-paolo-maldini-premio-marca-leyenda-a-carriera/3734757 Calcio, Milan: a Paolo Maldini premio "Marca Leyenda" a carriera]'', ''repubblica.it'', 17 novembre 2009.</ref>) *È l'unico giocatore a cui non ho dato una multa per ritardo. Non tanto perché è tirchio... ([[Carlo Ancelotti]]) *Il difensore più completo, tecnica da fantasista e senso del gioco. ([[Mario Sconcerti]]) *In 23 anni di carriera non si è mai allontanato da un senso della morale, del dovere, della fedeltà e dell'etica che ne fanno una delle icone del calcio. (''L'Équipe''<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20070525055652/http://www.skylife.it/html/skylife/sport/articolo/Speciale_Milan_Liverpool/22-05-2007-Equipe-incorona-Maldini.html "Pallone d'Oro? Lo merita Kaká"]'', ''skylife.it'', 22 maggio 2007</ref>) *Paolo Maldini, mio mito assoluto, l'uomo che faceva sembrare tutto facile. Nessun difensore ha mai avuto uno stile naturale come lui. ([[John Terry]]) *Paolo Maldini non è stato soltanto un calciatore immenso; ha le due qualità che ammiro di più in un uomo, lealtà e coraggio. ([[Gianluigi Buffon]]) *Per essere grandi campioni bisogna essere coerenti, anche fuori dal campo e non basta il talento. Uno che non salta mai l'allenamento, che arriva sempre puntuale, che fa il suo lavoro e che rispetta ogni regola. Per questo Maldini è stato il più forte al mondo, perché era sempre sul pezzo. ([[Gennaro Gattuso]]) *Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e soprattutto a Maldini, un esempio per tutti. So che ha avuto qualche problema nel giorno dell'addio, ma sappia che ha l'ammirazione di tutta l'Europa, da venticinque anni. ([[Josep Guardiola]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Cesare Maldini]] – padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Maldini, Paolo}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] b17k3c2ap3yngavwkat1d855biw8j4w 1411738 1411737 2026-04-26T19:56:28Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1411737|1411737]] di [[Special:Contributions/~2026-25507-18|~2026-25507-18]] ([[User talk:~2026-25507-18|discussione]]) per [[WQ:TF]]. Al massimo si può inserire una nota e citare una fonte valida a supporto 1411738 wikitext text/x-wiki [[File:PaoloMaldini.jpg|thumb|Paolo Maldini (2008)]] '''Paolo Maldini''' (1968 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Paolo Maldini== *{{NDR|Su un possibile ruolo dirigenziale nel Milan}} Berlusconi aveva parlato chiaro e anche Barbara aveva fatto il mio nome. La realtà è che non mi è stato proposto nulla. In questi anni mi hanno chiesto di tornare prima Leonardo, poi Allegri e infine qualche mio ex compagno. Ma ho sempre trovato una porta chiusa in società [...] Semplice, il Milan non ha voglia di riprendermi.<ref>Citato in ''[http://www.liberoquotidiano.it/news/914082/Maldini-Il-Milan-non-mi-vuole-Colpa-di-Galliani-Non-so.html Maldini: "Il Milan non mi vuole. Colpa di Galliani? Non so..."]'', ''liberoquotidiano.it'', 19 gennaio 2012.</ref> *Il campione con la testa pensante crea dei problemi. L'annuncio di Agnelli sulla fine del rapporto con Del Piero mi ha fatto male: non stava a lui dirlo. Che senso ha una cosa del genere? Avrebbe dovuto parlarne Alessandro nel momento in cui si fosse sentito pronto.<ref>Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=78756 Gazzetta - Maldini duro sull'annuncio di Del Piero e sul campionato...]'', ''tuttojuve.com'', 19 gennaio 2012.</ref> *La contestazione della Curva il giorno dell'addio? È stato un momento non facile e anche inaspettato, c'erano settantamila spettatori ma ricordiamo solo quella piccola frangia di tifosi. Sono una persona pensante, ho detto le cose come stavano. Con il tempo ho capito che quello è stato un successo perché ha marcato una linea ancora più grossa tra me e quel tipo di calcio, non penso che quello sia il futuro dello sport.<ref>Citato in Alessandra Gozzini, ''Maldini incorona De Sciglio: «È il mio erede»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 28 novembre 2014, p.14.</ref> *La [[Juventus Football Club|Juve]] è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente. [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro...<ref>Da ''Camoranesi-Maldini: "Ci giochiamo tutto"'', ''gazzetta.it'', 10 aprile 2008; [https://web.archive.org/web/20091113091751/https://www.magliarossonera.it/ulltimadiavoleria/JuvMil0708.html citato] in ''magliarossonera.it''.</ref> *[[Nils Liedholm]] mi fece esordire in Serie A a 16 anni, prima di farmi entrare nel secondo tempo di Udinese-Milan mi disse: Malda, dove vuoi giocare? Destra o sinistra? Ricordati che il calcio è un gioco, vai in campo e divertiti. Quelle furono le parole perfette da dire ad un sedicenne spaventato che stava per debuttare tra i professionisti, quelle parole mi hanno accompagnato per tutta la mia carriera.<ref>Citato in Donato Bulfon, ''[https://www.pianetamilan.it/news-milan/ultime-notizie/maldini-su-liedholm-mi-ha-fatto-esordire-in-serie-a-auguri-maestro/ Maldini su Liedholm: “Mi ha fatto esordire in Serie A, auguri Maestro”]'', ''pianetamilan.it'', 8 ottobre 2017.</ref> *{{NDR|Sui procuratori dei calciatori}} Non sempre fanno il bene del proprio assistito. Gestiscono purtroppo in toto un ragazzo che invece dovrebbe prendere coscienza. Non bisogna parlare tramite il proprio agente.<ref name=tuttosport>Citato in Stefano Scacchi, ''Maldini: «Serve tempo ma non ci sono idee»'', ''Tuttosport'', 14 maggio 2015, p. 13.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2004-2005]]}} Per tre mesi ho passato notti insonni ripensando a quella sconfitta. Nell'intervallo c'era un casino bestiale nello spogliatoio. Tutti urlavano per la tensione. Allora Ancelotti ci disse di stare tutti zitti per cinque minuti.<ref name=tuttosport/> *Tutte le lettere della parola [[Milan]] sono comprese nel mio cognome.<ref>Da un'intervista a ''SportWeek'', La Gazzetta dello Sport, 7 dicembre 2019; citato in Salvatore Trovato, ''[https://www.milannews.it/le-interviste/maldini-tutte-le-lettere-della-parola-milan-sono-comprese-nel-mio-cognome-354326 Maldini: "Tutte le lettere della parola Milan sono comprese nel mio cognome"]'', ''milannews.it''.</ref> {{Int|''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/12/29/news/paolo_maldini-49604993/ Maldini, l'esilio di una bandiera: "Che amarezza il Milan senza magia"]''|Intervista di Enrico Currò, ''repubblica.it'', 29 dicembre 2012.}} * Parliamo del Milan, perché io ho avuto la fortuna di partecipare a 25 anni splendidi. Beh, quando sono arrivato, io ho trovato già una grande base per costruire una grande squadra: grandi calciatori e grandi persone. Berlusconi è arrivato e ci ha insegnato a pensare in grande. Certo, con gli investimenti, perché comprava i migliori. Ma lui ci ha messo la mentalità nuova, soprattutto: Sacchi e l'idea che il club dovesse diventare un modello per il tipo di gioco, per le vittorie. Insomma, si è creato veramente qualcosa di magico, grazie alla personalità di chi già c'era e di chi è arrivato. * {{NDR|'Poi?'}} Poi, a poco a poco, questo si è perso e il Milan si è trasformato, da squadra magica, in una squadra assolutamente normale. E sa perché? Perché – a differenza di tanti grandi club europei con un passato simile, tipo Real, Barcellona e Bayern, dove chi ha scritto la storia della squadra è andato a lavorare lì per trasmettere ai giovani quello che aveva imparato – nel Milan la società stessa ha smesso di trasmettere quel messaggio, al di là degli investimenti. All'interno del Milan attuale non c'è nessuno, tra quelli che ne hanno fatto la storia, ad avere un ruolo non marginale. * {{NDR|'Qual è oggi il suo sentimento verso il Milan?'}} Mi capita di ripensare al passato. Eravamo coscienti del nostro ruolo. I giocatori facevano i giocatori, i dirigenti i dirigenti. Ognuno si prendeva le proprie responsabilità, senza ingerenze. C'era talmente tanta conoscenza della materia calcio a livello globale... Solo uno stupido non assorbe nozioni dal lavoro che fa e noi eravamo proprio una squadra * {{NDR|'La sensazione comune è che Galliani non la voglia?'}} Può darsi. È il dirigente che ha vinto di più ed è anche legittimo che faccia le sue scelte e si scelga i collaboratori in cui crede. Ma vorrei sfatare la diceria che io sarei uno della famiglia. Non è vero: non mi vogliono così spasmodicamente. * Noi siamo il paese del turismo, ma ce lo siamo dimenticati. Dopo Italia '90 siamo tornati indietro: non abbiamo sfruttato l'occasione. Siamo vecchi. * Alla cerimonia della Hall of Fame ho incontrato Albertini, che fa il vicepresidente federale. Con Tommasi, presidente dell'Aic, è l'unica faccia nuova del calcio negli ultimi 25 anni. Ho grande rispetto per chi è lì da 30 anni ed è una persona perbene. Ma un [[trentacinquenne]] vede le cose diversamente da un settantenne. Il calcio, come tutte le cose al mondo, cambia. * {{NDR|La rivoluzione del Barça farà la storia, come quelle dell'Ajax di Michels e del Milan di Sacchi?}} Sicuramente. È un piacere vedere giocare il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]]. È una squadra di calciatori educati, con grandissime doti tecniche. E poi è l'elogio della democrazia del calcio. A parte un paio, il Barça è composto di giocatori di 1,65 o giù di lì, che però non fanno vedere il pallone agli avversari. * {{NDR|[[Lionel Messi|Messi]] vale Maradona?}} È della stessa categoria. Gioca sempre, con un rendimento sempre altissimo, è giovane e farà ancora in tempo a vincere con l'Argentina, come Maradona. Per me è sicuramente più forte di [[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano Ronaldo]], tanto più che io sono abituato a vedere anche l'uomo, non solo il calciatore: Messi, per come si comporta in campo, è un esempio per i ragazzi. * Il record del Milan, quello delle 56 partite senza sconfitte, vale di più, perché arrivò nel periodo delle cosiddette sette sorelle: il Parma vinceva la Coppa Uefa, la Lazio la Coppa delle coppe e in Europa tutte le italiane arrivavano fino in fondo. Ora la Juve vince a mani basse ed è l'unica che può fare qualcosa anche in Champions. * {{NDR|La grande scuola difensiva italiana si sta esaurendo?}} Non è solo un problema dell'Italia. Nelle giovanili c'è poca specializzazione nel ruolo. Nel mondo, ormai, solo Thiago Silva è l'unico che può cambiare una partita. Probabilmente imparare a correre dietro l'avversario è molto più duro che attaccare e meno gratificante. * Ho incontrato di recente Boniperti e mi ha confermato che la Juve mi voleva. Al Chelsea mi chiamò Vialli nel '96. Però preferii restare al Milan, per venire fuori da un'annata disastrosa. È stata una scelta giusta. Poi, per l'Arsenal mi chiamò una persona, facendomi un'offerta economica, e ci fu anche una richiesta di Ferguson per il Manchester United e forse un'altra del Real Madrid. La verità è che molto spesso queste richieste coincidevano con annate storte: sarebbe stato probabilmente più semplice accettare. Ma noi del nucleo storico ci prendevamo le nostre responsabilità, preferivamo rimanere e riscattarci sul campo, mettendoci la faccia. * {{NDR|Da ex capitano: non è che il Milan perda l'identità, cambiando in media un capitano ogni tre partite?}} Colpa degli infortuni e del cambiamento traumatico della squadra l'estate scorsa. Tutto questo dà il senso appunto del grosso cambiamento in atto. Ricordo quando ereditai la fascia da Franco Baresi. Capello chiese chi fosse il nuovo capitano. Anche altri, come Billy Costacurta, ne avevano diritto. Decidemmo nello spogliatoio e io non ebbi problemi a prendermi la responsabilità. * Non ho saltato un minuto, tra Mondiali ed Europei, e soprattutto nel Milan ho giocato più di chiunque altro. Ma a inorgoglirmi è l'indipendenza intellettuale, che mi gusto appieno ormai da una quindicina d'anni. Io non sono assolutamente una persona perfetta, ho fatto le mie esperienze, positive e negative. Ho osservato molto e ho cercato i sbagliare il meno possibile. La mia indipendenza, adesso, non la baratterei proprio con nulla. ==Citazioni su Paolo Maldini== *Avrei voluto giocare con [[Alessandro Nesta|Nesta]] e Maldini. Sono gli esempi che mi hanno insegnato come ci si possa divertire anche nel difendere. ([[Medhi Benatia]]) *Ci avevo già giocato insieme in Nazionale, poi sono andato al Milan. È il più forte difensore in assoluto per qualità fisica e mentale. Sbagliava anche lui, pochissimo, ma quando sbagliava non lo intaccava per niente. Sempre sul pezzo, parlava poco. Il migliore del calcio mondiale. Mi ha insegnato la mentalità. Io venivo da Roma con il capello stirato, sandali e bermuda, lui mi ha insegnato come si stava al Milan. Aveva una forza... A 40 anni andava ancora come un treno. È stato il più forte, l’unica persona che quando incontro mi mette in imbarazzo. Perché? Non lo so. Imbarazzo nel senso che è diverso dagli altri. ([[Alessandro Nesta]]) *{{NDR|Nel 2006, sul calcio moderno}} Come negli altri sport, non c'è più l'attaccamento alla maglia. I ragazzi a 22 anni sono miliardari. Alle prime difficoltà nel club se ne vanno. Esistono ancora eccezioni, che diventano eroi. In Italia, Paolo Maldini è un esempio straordinario. ([[Yannick Noah]]) *Da bambina ero milanista... [sorride, ''ndr''] il mio esempio come uomo e come capitano è sempre stato Paolo Maldini. ([[Valentina Cernoia]]) *È dotato di tutti quei valori che fanno di uno sportivo una leggenda. La modestia, indubbiamente, è una delle caratteristiche che contraddistingue la sua identità. La sua professionalità e la sua lealtà gli hanno permesso di ritirarsi dopo 648 partite in serie A e 138 in Nazionale. (''Marca''<ref>Citato in ''[http://sport.repubblica.it/news/sport/calcio-milan-a-paolo-maldini-premio-marca-leyenda-a-carriera/3734757 Calcio, Milan: a Paolo Maldini premio "Marca Leyenda" a carriera]'', ''repubblica.it'', 17 novembre 2009.</ref>) *È l'unico giocatore a cui non ho dato una multa per ritardo. Non tanto perché è tirchio... ([[Carlo Ancelotti]]) *Il difensore più completo, tecnica da fantasista e senso del gioco. ([[Mario Sconcerti]]) *In 23 anni di carriera non si è mai allontanato da un senso della morale, del dovere, della fedeltà e dell'etica che ne fanno una delle icone del calcio. (''L'Équipe''<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20070525055652/http://www.skylife.it/html/skylife/sport/articolo/Speciale_Milan_Liverpool/22-05-2007-Equipe-incorona-Maldini.html "Pallone d'Oro? Lo merita Kaká"]'', ''skylife.it'', 22 maggio 2007</ref>) *Paolo Maldini, mio mito assoluto, l'uomo che faceva sembrare tutto facile. Nessun difensore ha mai avuto uno stile naturale come lui. ([[John Terry]]) *Paolo Maldini non è stato soltanto un calciatore immenso; ha le due qualità che ammiro di più in un uomo, lealtà e coraggio. ([[Gianluigi Buffon]]) *Per essere grandi campioni bisogna essere coerenti, anche fuori dal campo e non basta il talento. Uno che non salta mai l'allenamento, che arriva sempre puntuale, che fa il suo lavoro e che rispetta ogni regola. Per questo Maldini è stato il più forte al mondo, perché era sempre sul pezzo. ([[Gennaro Gattuso]]) *Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e soprattutto a Maldini, un esempio per tutti. So che ha avuto qualche problema nel giorno dell'addio, ma sappia che ha l'ammirazione di tutta l'Europa, da venticinque anni. ([[Josep Guardiola]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Cesare Maldini]] – padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Maldini, Paolo}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] szztqyp59atzf286rxx445np3bvh5ke Papa Pio II 0 50653 1411712 1348972 2026-04-26T17:02:19Z Gaux 18878 /* Citazioni su Papa Pio II */ Fabio Bargagli Petrucci 1411712 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Pintoricchio 014.jpg|thumb|Papa Pio II ritratto dal Pinturicchio]] '''Pio II''', al secolo '''Enea Silvio Bartolomeo Piccolomini''' (1405 – 1464), papa della Chiesa cattolica, scrittore e drammaturgo italiano. ==Citazioni di Papa Pio II== *E tu, [[Mantova]], sarai esaltata. Così a Dio piacque; e i voleri divini non posson restare incompiuti. [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] mantovano cantò Enea troiano; Enea senese dette ricchezza alla patria di Virgilio. :''Et tu, Mantua, exaltaberis. Ita Deo placitum, nec falli numina possunt. Virgilius mantuanus Aeneam troianum cecinit; Aeneas senensis Virgilii patriam ditavit.''<ref>Da ''Commentarii'', II, 2. Citato in Rodolfo Signorini, ''[http://lnx.societapalazzoducalemantova.it/2010/pdf/2014/marzo2014-pag5.pdf "La più bella camera del mondo" I]'', La Reggia, Anno XXIII, N. 1 (87), marzo 2014, p. 5.</ref>) *{{NDR|Vedendo il castello dall'alto di Monte Cavo}} [[Marino]] che è stata la villa dei Marii, castello della famiglia Colonna.<ref>Da ''Commentarii''.</ref> :''Marinum quod Marianum villam, Columnensium familiae oppidum.''. *{{NDR|[[Jan Hus]]}} Potente la lingua, più pura la vita. :''Lingua potens, et mundioris vitae opinione clarus.''<ref>Da ''Istoria boemica''; citato in [[Francesco Fiorentino]], ''Il rinascimento filosofico nel Quattrocento'', p. 8.</ref> *Nessun ferro più della [[spada]] è adatto a scavare oro.<ref>Da ''I commentari''; citato in ''Frasi celebri della letteratura italiana'', Vallardi, Milano, 1994, p. 280. ISBN 88-11-93614-4</ref> *Non è cosa ridicola, che tu voglia il papa povero, e i tuoi arcivescovi di [[Magonza]], di [[Colonia]] e di [[Treviri]] nuotanti nella ricchezza?<ref>Da una lettera a [[Martino Mayer]]; citato in [[Francesco Fiorentino]], ''Il rinascimento filosofico nel Quattrocento'', p. 26.</ref> *Quanto da più lungo tempo son privo del soavissimo cielo di [[Ausonia]], tanto più desidero vedere il suolo natio, ed ivi vivere, ed ivi morire.<ref>Da una lettera a [[Giuliano Cesarini|Cesarini]]; citato in [[Francesco Fiorentino]], ''Il rinascimento filosofico nel Quattrocento'', p. 38.</ref> *Quando vedi una donna, pensa che sia un demonio, che sia una sorta d'inferno.<ref>Citato in [[Karlheinz Deschner]], ''La croce nella Chiesa'', Massari ed., Bolsena, 2000.</ref> ==''Criside''== *''Avete mai visto, per un boccone, litigare tra loro i polli in gabbia | ai quali avete già deciso di tirare domani il collo? | Così gli uomini litigano tra di loro per il potere, | e nemmeno sanno per quanto tempo potranno conservarlo''. (IV)<ref>Trad. E. Barelli. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *'''Archimede''': Piccola cosa è il [[piacere]] nel corso della vita umana: lunghissimi invece i fastidi. (Scena 13) *'''Archimede''': Al [[Piacere e dolore|piacere]] si accompagna sempre il [[Piacere e dolore|dolore]]. E com'è delle cose di questo mondo, nulla ci è dato di eterno. (Scena 13) *'''Archimede''': È sciocco angustiarsi per dei crucci inutili. Lo vedi, quelle ubriaconcelle, come tracannano? Loro sì che han giudizio! Anch'io preferisco aver giudizio con loro, che comportarmi da sciocco insieme a quegli amici. Come son fortunato! Credevo di andare a letto con una sola, invece ci andrò con tre! (Scena 13) *'''Cantara''': Chi sta in guardia per non farsi imbrogliare, stenta a guardarsi anche quando fa buona guardia; spesso infatti chi si guarda finisce in trappola proprio quando crede d'aver fatto buona guardia. (Scena 14) *'''Cantara''': Ai [[Povertà|poveri]] è proibito fare all'amore! (Scena 14) ==''Descrizione di Genova, del marzo 1432''== *{{NDR|Su [[Genova]]}} Desidererei che tu fossi ora con me: potresti infatti ammirare una città, di cui non c'è uguale in tutto il mondo. È posta su di una collina, che sovrastano monti assai impervi a nord, mentre a sud è bagnata dal mare. Qui il porto si incurva ad arco e, perché la furia del mare non danneggi le navi, lo protegge un molo che si dice sarebbe costato poco di più se fosse fatto d'argento: tanta è infatti lì la profondità del mare. (p. 113) *Lì non c'è nessuna casa alta e bella che per il decoro e per l'eleganza non possa convenire a re o a principi: tutte sono regalmente maestose ed assai elevate e distano poco le une dalle altre [...] (p. 113) *[...] i [[genovesi]] sono uomini onesti, di alta statura, di portamento maestoso, ma sembrano e sono superbi; sono molto ingegnosi, non inferiori a nessuno per magnanimità, temprati alle fatiche, alle veglie ed alla fame. È incredibile a dirsi quali imprese compiano sul mare, a quali pericoli si oppongano, quali avversità affrontino [...] (p. 113) *{{NDR|Sui [[genovesi]]}} [...] se in una battaglia navale vuoi servirti dei loro consigli o delle loro forze, da loro dipende ogni vittoria sul mare: sarai vincitore, quando lo vogliono; quando non sono d'accordo, non ti rimane alcuna speranza di vittoria: infatti comandano sul mare e sono per tutti temibili. (pp. 113-115) *{{NDR|Sui [[genovesi]]}} Poco amanti del sapere, studiano la grammatica limitatamente al necessario e stimano poco gli altri studi: quando sentono odore di commercio, si fanno tutti avanti. (p. 115) *È cosa strana il fatto che, mentre tutti sono attratti dalle mogli altrui ed intrecciano con queste relazioni, non sospettano nulla di disonesto nelle proprie, per cui in questa città grande è la libertà delle donne; perciò se qualcuno chiama [[Genova]] paradiso delle donne, cadrebbe meno in errore che chiamandola diversamente, se non luogo piacevolissimo, nel quale gli abitanti non mancano di alcun genere di piacere e di ogni tipo di donna: perciò Genova è il paradiso di ogni delizia, dove nulla manca ai piaceri femminili. (p. 115) *{{NDR|Sulle [[donne genovesi]]}} Senti dunque i loro costumi, su cui è molto più facile iniziare che finire: sono formose, le nostre però più delicate; si ammirano perché sono alte e di carnagione non troppo chiara; vestono abiti suntuosi ornati d'oro, d'argento e di pietre preziose: le loro dita sono gravate da smeraldi e da diamanti, quanti ne produce l'India e la Persia; per il lusso non risparmiano nessuna spesa. Non fanno nulla in casa, non amano né l'ago, né la conocchia: infatti ciascuna casa possiede molte serve che si dedicano alla conocchia ed alla cucina. [...] In verità ripensando attentamente a questa città, mi convinco sempre più che, se Venere vivesse in questi tempi, non abiterebbe più Cipro, il monte di Citera o il bosco Idalio, ma si stabilirebbe a Genova. Questo è infatti, mi pare, il suo tempio. (p. 115) *{{NDR|Su [[Genova]]}} [...] ogni lode sarebbe inferiore ai meriti di questa città perché, se tu volessi esaminare attentamente la sua grandezza e la sua gloria, ti basti questo argomento che, nonostante i Veneziani abbiano impiegato oltre novecento anni nel moltiplicare le loro ricchezze e nel costruire edifici e i Genovesi abbiano, per così dire, occupato quasi lo stesso tempo a dissipare le loro ricchezze ed a distruggere i loro edifici, tuttavia Genova è molto più nobile di Venezia, se vogliamo prendere in considerazione il decoro degli uomini e della città: ma non voglio farmi giudice di danaro. (p. 117) ==[[Incipit]] di ''Storia di due amanti''== Mi chiedi una cosa sconveniente alla mia età e ancor più disdicevole alla tua. Non s'addice infatti a me quasi quadragenario di scrivere, e a te quinquagenario di leggere, una storia d'amore. Sono cose che vanno bene per anime giovani, ed esigono un cuore tenero!<ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref> ==Citazioni su Papa Pio II== *''De Capra et Albergo''. ([[Malachia di Armagh]]) :Dalla capra e dall'albergo<ref>Per approfondimenti vedi la voce [[w:Profezia di Malachia|Profezia di Malachia]] su Wikipedia.</ref>. *Il [[Nicola Cusano|Cusano]] ed il Piccolomini sono due uomini che, diversi d'ingegno, e d'inclinazioni, si rassomigliano in ciò, che hanno inaugurata quella corrente, in virtù di cui il pensiero tedesco e l'italiano sono venuti in reciproca comunicazione. Per mezzo del Cusano fluiva in [[Italia]] la speculazione germanica; e per mezzo del Piccolomini rifluiva in [[Germania]] l'[[Umanesimo]]. ([[Francesco Fiorentino]]) *L'educazione dell'intelletto solevano allora i tedeschi fornire nelle Università italiane; non perché in [[Germania]] ne mancassero, avendo [[Heidelberg]] una Università fin dal 1300, [[Vienna]] dal 1348, [[Colonia]] dal 1388, [[Erfurt]] dal 1392, e recentemente [[Lipsia]] dal 1409: ma in [[Italia]] allora erano più in fiore. Enea Silvio narra che un tal Ceanese, monaco francescano, dopo studiato in [[Padova]], era andato a perfezionarsi a [[Vienna]]: ma udito ch'ebbe quei maestri, salì la cattedra, ed, invece di apprendere, si mise ad insegnare. ([[Francesco Fiorentino]]) *Nunzio in Austria, Boemia, Ungheria, Moravia e Germania. Da [[Papa Callisto III|Callisto III]] fatto Cardinale nel 1456, fu nel 1458 eletto Papa col nome di Pio II. A 53 anni aveva percorsa tutta la via lunga che dall'umile piazzetta di [[Corsignano]] mena al Soglio Pontificio e non aveva dimenticato il suo castello natale. Anzi egli stesso dichiarò di voler dare «''al luogo ove aveva sortito i natali un segno della sua affezione che fosse gradito a Dio e degno degli encomi degli uomini''» e nel febbraio del 1458 (stile senese) passando da Corsignano per recarsi alla Dieta di Mantova ebbe l'idea, romanamente grandiosa, di trasformare l'umile castello in una nuova città, sovrapponendo chiese e palazzi ai tuguri e alle torri.<br>Uomo del [[rinascimento]], dalle lunghe vedute, libero dalla piaga del campanilismo che non spegneva in lui l'affetto per Corsignano e per Siena, cercò in [[Siena]] stessa l'architetto che avesse potuto seguire il suo sogno di bellezza, ma non vi trovò altro che pittori tradizionalisti, orafi, miniatori, scultori, e a costoro affidò bensì gli abbellimenti degli edifici nuovi, ma soltanto nella culla del rinascimento e in un cenacolo di umanisti, a [[Firenze]], scelse [[Bernardo Rossellino|Bernardo Gamberelli, cioè il Rossellino]], a interprete ed esecutore della sua volontà che non ammetteva né ostacoli né ritardi. E il Rossellino ebbe a costruire una città! ([[Fabio Bargagli Petrucci]]) *Pio II (1458 – 1464), prima di esser papa, fu Enea Silvio Piccolomini, personaggio dell'Umanesimo gaudente, e dobbiamo immaginarlo con un gruppo di amici, dedito a bagordi, cene, banchetti e gozzoviglie, che lo portarono a lapidare in poco tempo 200.000 fiorini, una somma pari a 10 milioni di euro di oggi. Di quella golosità, e lussuria, al papa resta solo la voglia insaziabile di cacio pecorino, che peraltro si fa arrivare a Roma direttamente dai suoi pastori nel Senese. E lo gusta ovviamente con fave, noci e pere, innaffiato dal vino Chianti. ([[Claudio Rendina]]) *Quel che è certo è che, tenendo conto delle tappe della carriera di Enea (carriera umana, prima ancora che politica ed ecclesiastica), tenendo conto della vastità straordinaria dei suoi orizzonti e delle sue esperienze, si può arrivare ad avere una visione più piena e profonda anche della tutt'altro che pacifica e tranquilla sintesi finale, la sintesi degli anni di pontificato. Insomma: bisogna rassegnarsi a respingere l'invito rivolto dal Piccolomini nell'atto di ascendere al papato. Per capire bene Pio non bisogna mai dimenticarsi di Enea. ([[Remo Ceserani]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Enea Silvio Piccolomini, ''Criside'', ''Chrysis'', da ''L'Umanesimo'', ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965. *Enea Silvio Piccolomini, ''Descrizione di Genova, del marzo 1432'', estratto da ''Der Briefwechsel des Eneas Silvius Piccolomini'', a cura di R. Wolkan, ''Fontes rerum austriacarum'', LXI, 1909, lett. 6, pp. 7-10; citato in Giovanna Petti Balbi, ''Genova medievale vista dai contemporanei'', Sagep Editrice, Genova, 1978, pp. 112-119 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Template:Papi}} {{DEFAULTSORT:Pio 02, Papa}} [[Categoria:Drammaturghi italiani]] [[Categoria:Papi]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 4hyyn9qngs4181jju22cc7h26puuh8t Design 0 64646 1411727 1407152 2026-04-26T19:12:55Z Danyele 19198 /* Flavio Manzoni */ +1 1411727 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Design art work.jpg|thumb|Design]] {{indicedx}} Citazioni sul '''design''' ('''progettazione''') e i '''designer''' ('''progettisti'''). ==Citazioni== *A mio parere, un grande designer è composto per il 99% da sudore e per l'1% da talento! Ciò significa che è necessaria molta disciplina, anche quando si ha la sensazione di aver sbattuto contro il muro o di aver raggiunto il limite. ([[Miguel Galluzzi]]) *{{NDR|Rispondendo alla domanda se disegnare oggetti sia un modo per vincere la paura}} Assolutamente. L'arte è un modo per vincere la paura... Un modo di tentare di finir dentro nell'ignoto, di fermarlo questo ignoto in qualche maniera. ([[Ettore Sottsass]]) *Con quello che creiamo possiamo, anzi dobbiamo, influenzare e indirizzare nuove tendenze di design. In ogni caso, il designer crea soprattutto seguendo l'istinto. Perché il design è tutto meno che razionalità. ([[Pierre Terblanche]]) *Il design grafico è comunicazione; un design di successo trasmette un messaggio al pubblico che le parole da sole non sono in grado di comunicare. Il design è in grado di evocare atmosfere ed emozioni, creare umori e sollecitare risposte. ([[Dave Shea]]) *Il design non riguarda solo l'aspetto del prodotto, o l'effetto che fa tenerlo in mano. Il design è come funziona. ([[Steve Jobs]]) *La definizione di design è semplice: disegnare, dare estetica ad un prodotto riproducibile nel tempo con costi corretti e che dia benefici all'azienda. Il gioco del designer diventa dunque per lo più una dura lotta con gli immensi vincoli strutturali ed economici, riducendo all'osso quella parte di puro gioco di fantasia che tutti si immaginano. ([[Walter de Silva]]) *Noi designer non siamo artisti... il nostro lavoro è di fare soldi per conto della Società. La parte più dura del nostro lavoro è che sappiamo che possiamo fare cose molto più avanzate di quelle che facciamo, ma la gente non ce ne dà l'opportunità. Io credo che potremmo e dovremmo essere molto più coraggiosi. ([[Pierre Terblanche]]) *Per me il design è [[disciplina]] e [[filosofia]]. La sintesi di questi elementi, in particolare nella progettazione di qualcosa che poi si inserirà nel mondo e nella [[società]] influendo sulla vita degli uomini, non può che essere di natura etica. ([[Walter de Silva]]) *Se non siete curiosi, lasciate perdere. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi. ([[Achille Castiglioni]]) *Spesso capita che si acquisisca una sorta di familiarità con oggetti e servizi. O che si radichi l'abitudine a compiere determinati gesti. Ci sono occasioni, tuttavia, in cui è bello cambiare. E, quando si cambia, è quasi sempre per colpa di un designer. ([[Roberto Giolito]]) *Un designer dovrebbe sapere che gli oggetti possono diventare lo strumento di un rito esistenziale. ([[Ettore Sottsass]]) *Uso l'espressione post-design perché penso che oggi siamo ben oltre l’espressione form follows function, la forma che deriva dalla funzione, comandamento del Movimento Moderno, quando negli Venti e Trenta il design prendeva forma e il Bauhaus diceva basta alla licenziosa dittatura degli stili. ([[Mario Bellini]]) ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== *Il design non cambia da un campo a un altro, devi sempre creare qualcosa che facilita la vita, la rende più semplice. Il design è logico perché è funzionale [...]. Non bisogna disegnare per stupire. *Il design richiede umiltà e precisione, per certi versi è un po' come fare il manovale. Non è facile trovare questo approccio in chi magari si è laureato in architettura, ha seguito dei corsi di design e si trova a immaginare un prodotto industriale complesso come l'automobile. Fare il designer in modo logico, cioè con cognizione di causa, costa fatica. Il design, del resto, non è soltanto stile, anche se il mondo della comunicazione oggi pone l'accento soprattutto su questo aspetto e chiede prodotti emozionanti. Il rischio, per chi non ha una cultura adeguata, è di disegnare dei prodotti brutti. *Il design svolge una insostituibile funzione di mediazione tra l'uomo e gli oggetti e i servizi che fanno parte del quotidiano: la creatività "applicata" per il designer assolve il bisogno di partire dall'esistente per trasformarlo mediante interventi capaci di procurare un beneficio sostanziale e non soltanto una valenza estetica. *Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato. *La mia estetica ha sempre tenuto conto delle tecnologie. Tutto quello che è solo design svincolato dal resto cozza contro esigenze pratiche e non può avere successo. ===[[Flavio Manzoni]]=== *Credo che un design durevole e desiderabile nel tempo debba intanto basare la sua ricerca sull'innovazione tecnica e tecnologica. Allo stesso tempo deve possedere delle caratteristiche intrinseche di bellezza. È quindi necessario partire da un principio fondamentale di progettazione: quello dell'armonia. Quello di un designer non è mai solo un lavoro di stile; alla base di ogni nostro nuovo progetto c'è lo studio delle proporzioni, dell'equilibrio e dell'armonia dei volumi e delle forme. *Il design comincia sempre dalla consapevolezza del prodotto. *Il design è un metalinguaggio e ritengo importante un approccio al design che rifletta ogni intenzione e ogni scelta in modo chiaro e comprensibile, senza retorica o over-styling. Le citazioni sono belle quando sono discrete e non inficiano la modernità dell'oggetto. *Il rischio più importante che un designer deve correre è quello di avere il coraggio di osare. Bisogna saper prefigurare il futuro, anticipare quella che è la naturale evoluzione di un marchio. Ciò vuol dire anche gettare il cuore oltre l'ostacolo, credere nell'ispirazione, nelle intuizioni, saper riconoscere quelle più interessanti ed originali e portare avanti il progetto con determinazione, con la consapevolezza che si tratta della scelta giusta. *Il vero design non è la somma del passato, ma la capacità di generare qualcosa che ancora non c'è. *La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. ==Voci correlate== *[[Bauhaus]] *[[Progetto]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=design|w_preposizione=riguardante la|w_etichetta=progettazione|wikt|preposizione=sul}} [[Categoria:Architettura]] [[Categoria:Attività]] [[Categoria:Ingegneria]] 00v3k357h37gpeg0f3a62x3bgfee4s3 1411728 1411727 2026-04-26T19:17:41Z Danyele 19198 /* Flavio Manzoni */ +1 1411728 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Design art work.jpg|thumb|Design]] {{indicedx}} Citazioni sul '''design''' ('''progettazione''') e i '''designer''' ('''progettisti'''). ==Citazioni== *A mio parere, un grande designer è composto per il 99% da sudore e per l'1% da talento! Ciò significa che è necessaria molta disciplina, anche quando si ha la sensazione di aver sbattuto contro il muro o di aver raggiunto il limite. ([[Miguel Galluzzi]]) *{{NDR|Rispondendo alla domanda se disegnare oggetti sia un modo per vincere la paura}} Assolutamente. L'arte è un modo per vincere la paura... Un modo di tentare di finir dentro nell'ignoto, di fermarlo questo ignoto in qualche maniera. ([[Ettore Sottsass]]) *Con quello che creiamo possiamo, anzi dobbiamo, influenzare e indirizzare nuove tendenze di design. In ogni caso, il designer crea soprattutto seguendo l'istinto. Perché il design è tutto meno che razionalità. ([[Pierre Terblanche]]) *Il design grafico è comunicazione; un design di successo trasmette un messaggio al pubblico che le parole da sole non sono in grado di comunicare. Il design è in grado di evocare atmosfere ed emozioni, creare umori e sollecitare risposte. ([[Dave Shea]]) *Il design non riguarda solo l'aspetto del prodotto, o l'effetto che fa tenerlo in mano. Il design è come funziona. ([[Steve Jobs]]) *La definizione di design è semplice: disegnare, dare estetica ad un prodotto riproducibile nel tempo con costi corretti e che dia benefici all'azienda. Il gioco del designer diventa dunque per lo più una dura lotta con gli immensi vincoli strutturali ed economici, riducendo all'osso quella parte di puro gioco di fantasia che tutti si immaginano. ([[Walter de Silva]]) *Noi designer non siamo artisti... il nostro lavoro è di fare soldi per conto della Società. La parte più dura del nostro lavoro è che sappiamo che possiamo fare cose molto più avanzate di quelle che facciamo, ma la gente non ce ne dà l'opportunità. Io credo che potremmo e dovremmo essere molto più coraggiosi. ([[Pierre Terblanche]]) *Per me il design è [[disciplina]] e [[filosofia]]. La sintesi di questi elementi, in particolare nella progettazione di qualcosa che poi si inserirà nel mondo e nella [[società]] influendo sulla vita degli uomini, non può che essere di natura etica. ([[Walter de Silva]]) *Se non siete curiosi, lasciate perdere. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi. ([[Achille Castiglioni]]) *Spesso capita che si acquisisca una sorta di familiarità con oggetti e servizi. O che si radichi l'abitudine a compiere determinati gesti. Ci sono occasioni, tuttavia, in cui è bello cambiare. E, quando si cambia, è quasi sempre per colpa di un designer. ([[Roberto Giolito]]) *Un designer dovrebbe sapere che gli oggetti possono diventare lo strumento di un rito esistenziale. ([[Ettore Sottsass]]) *Uso l'espressione post-design perché penso che oggi siamo ben oltre l’espressione form follows function, la forma che deriva dalla funzione, comandamento del Movimento Moderno, quando negli Venti e Trenta il design prendeva forma e il Bauhaus diceva basta alla licenziosa dittatura degli stili. ([[Mario Bellini]]) ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== *Il design non cambia da un campo a un altro, devi sempre creare qualcosa che facilita la vita, la rende più semplice. Il design è logico perché è funzionale [...]. Non bisogna disegnare per stupire. *Il design richiede umiltà e precisione, per certi versi è un po' come fare il manovale. Non è facile trovare questo approccio in chi magari si è laureato in architettura, ha seguito dei corsi di design e si trova a immaginare un prodotto industriale complesso come l'automobile. Fare il designer in modo logico, cioè con cognizione di causa, costa fatica. Il design, del resto, non è soltanto stile, anche se il mondo della comunicazione oggi pone l'accento soprattutto su questo aspetto e chiede prodotti emozionanti. Il rischio, per chi non ha una cultura adeguata, è di disegnare dei prodotti brutti. *Il design svolge una insostituibile funzione di mediazione tra l'uomo e gli oggetti e i servizi che fanno parte del quotidiano: la creatività "applicata" per il designer assolve il bisogno di partire dall'esistente per trasformarlo mediante interventi capaci di procurare un beneficio sostanziale e non soltanto una valenza estetica. *Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato. *La mia estetica ha sempre tenuto conto delle tecnologie. Tutto quello che è solo design svincolato dal resto cozza contro esigenze pratiche e non può avere successo. ===[[Flavio Manzoni]]=== *Credo che un design durevole e desiderabile nel tempo debba intanto basare la sua ricerca sull'innovazione tecnica e tecnologica. Allo stesso tempo deve possedere delle caratteristiche intrinseche di bellezza. È quindi necessario partire da un principio fondamentale di progettazione: quello dell'armonia. Quello di un designer non è mai solo un lavoro di stile; alla base di ogni nostro nuovo progetto c'è lo studio delle proporzioni, dell'equilibrio e dell'armonia dei volumi e delle forme. *Il design comincia sempre dalla consapevolezza del prodotto. *Il design è un metalinguaggio e ritengo importante un approccio al design che rifletta ogni intenzione e ogni scelta in modo chiaro e comprensibile, senza retorica o over-styling. Le citazioni sono belle quando sono discrete e non inficiano la modernità dell'oggetto. *Il rischio più importante che un designer deve correre è quello di avere il coraggio di osare. Bisogna saper prefigurare il futuro, anticipare quella che è la naturale evoluzione di un marchio. Ciò vuol dire anche gettare il cuore oltre l'ostacolo, credere nell'ispirazione, nelle intuizioni, saper riconoscere quelle più interessanti ed originali e portare avanti il progetto con determinazione, con la consapevolezza che si tratta della scelta giusta. *Il vero design non è la somma del passato, ma la capacità di generare qualcosa che ancora non c'è. *La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. *Per un designer, la capacità di guardare oltre gli schemi è quasi un dovere. ==Voci correlate== *[[Bauhaus]] *[[Progetto]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=design|w_preposizione=riguardante la|w_etichetta=progettazione|wikt|preposizione=sul}} [[Categoria:Architettura]] [[Categoria:Attività]] [[Categoria:Ingegneria]] 5duc0dsyq6jv6s2djntiw9a81euw4ni Potenza (Italia) 0 76905 1411783 1315261 2026-04-27T09:58:17Z Lucapizeta 106966 la citazione di Veronesi non ha riscontro nelle fonti 1411783 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Panorama Potenza.jpg|miniatura|Potenza]] Citazioni su '''Potenza'''. *Città illustre per possanza, molto estesa e popolata, abbondante di viti e d'alberi e di campi coltivati. ([[Idrisi]]) *Davanti a me si ergeva il piccolo capoluogo della Basilicata, come una fortezza a difesa degli abitanti di questa gola, e gli ultimi raggi del sole calante facevano risplendere nel modo più netto i contorni delle montagne. ([[Karl Wilhelm Schnars]]) *Dopo la caduta di Altamura, Sciarpa soggiogò i bravi abitanti di Avigliano, Potenza, Muro, Picerno, Santo Fele, Tito ec. ec. i quali si erano uniti per la difesa comune [...] Ma anche cedendo al vincitore conservarono tanto di quell'ascendente che il valore dà sul numero, che fecero una capitolazione onorevole [...] Ben poche nazioni possono gloriarsi di simili esempj di valore. ([[Vincenzo Cuoco]]) *È fatiscente, non ha trama. Il centro è carino, il Teatro la salva, la rianima, però è una città faticosa. Io ci vengo volentieri, e ci rimarrei se mi fidanzassi, ma architettonicamente non mi piace... e poi è fredda, ci sono salite e discese. ([[Alessandro Haber]]) *La città, messa tutta per lungo sopra un monte, è circondata da un vallo profondo più di cento metri che la ferrovia percorre per due terzi, quanto basta cioè per vedere la città dal rovescio e dal dritto; da settentrione nel suo aspetto più antico e più ripido, più rustico e più grigio, e da mezzogiorno col suo viso nuovo, con le sue case fiammanti distese a leggero semicerchio che cominciano a venire incontro alla valle [...] mi sono subito trovato così bene e sentito così di casa andando su e giù pel corso di Potenza, denominata Strada Pretoria, che, non bastandomi l’animo di fare il forastiero, i primi due giorni non ho voluto conoscere altro della città. Ero come uno che avesse trovato finalmente la scarpa per il suo piede, dall’albergo mi sono trovato a passeggiare con gli altri potentini come se non avessi fatto altro in vita mia [...] la Pretoria è lunghissima e il più bello è che non si può avere una idea della sua lunghezza altro che passeggiandola tutta, perché pure andando a dritta, non è propriamente rettilinea, ma ha quel vago lieve spostamento di facciate e di cantoni che in qualunque punto tu ti guardi avanti e indietro hai la vista sempre chiusa, sei preso dentro il corso, ma quanto piacevolmente! ([[Antonio Baldini]]) *I potentini sono gente antica, a lungo rimasta isolata in una terra meridionale e interna. Non sono affatto sorpreso che risultino i più sereni d'Italia. Ogni volta che da Roma torno a Potenza, e lo faccio spesso, avverto subito, fortissima, la differenza. È gente che conserva una grande onestà di carattere. Io li amo per il pudore dei loro sentimenti, profondi, ma espressi con discrezione, senza effusioni. ([[Pasquale Festa Campanile]]) *Vi si giunge da plaghe nude, e d'un tratto si vede sorgere una fungaia di alti caseggiati moderni. Potenza cresce a vista d'occhio, presa dalla febbre edilizia. Questo rivestimento di caseggiati [...] circonda il vecchio nucleo della cittadina borbonica, la quale però è tutt'altro che morta. Appena vi si penetra la si ritrova, con la via principale stretta, e con le viuzze disposte in modo da tagliare il vento; Potenza infatti è città di mezza montagna, d'aria fine e ventosa. Le strade ampie e moderne sono in periferia. La parte interna ha la sua grazia, e alcune belle chiese, come la cattedrale, San Francesco, San Michele Arcangelo. ([[Guido Piovene]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Comuni della Basilicata|Potenza]] f9yblt5g0vwubov1sykquzhn6qucwkl 1411788 1411783 2026-04-27T11:38:56Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica [[Special:Diff/1411783|1411783]] di [[Special:Contributions/Lucapizeta|Lucapizeta]] ([[User talk:Lucapizeta|discussione]]) la fonte, come per le altre citazioni, è nella voce dell'autore 1411788 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Panorama Potenza.jpg|miniatura|Potenza]] Citazioni su '''Potenza'''. *Città illustre per possanza, molto estesa e popolata, abbondante di viti e d'alberi e di campi coltivati. ([[Idrisi]]) *Davanti a me si ergeva il piccolo capoluogo della Basilicata, come una fortezza a difesa degli abitanti di questa gola, e gli ultimi raggi del sole calante facevano risplendere nel modo più netto i contorni delle montagne. ([[Karl Wilhelm Schnars]]) *Dopo la caduta di Altamura, Sciarpa soggiogò i bravi abitanti di Avigliano, Potenza, Muro, Picerno, Santo Fele, Tito ec. ec. i quali si erano uniti per la difesa comune [...] Ma anche cedendo al vincitore conservarono tanto di quell'ascendente che il valore dà sul numero, che fecero una capitolazione onorevole [...] Ben poche nazioni possono gloriarsi di simili esempj di valore. ([[Vincenzo Cuoco]]) *È fatiscente, non ha trama. Il centro è carino, il Teatro la salva, la rianima, però è una città faticosa. Io ci vengo volentieri, e ci rimarrei se mi fidanzassi, ma architettonicamente non mi piace... e poi è fredda, ci sono salite e discese. ([[Alessandro Haber]]) *La città, messa tutta per lungo sopra un monte, è circondata da un vallo profondo più di cento metri che la ferrovia percorre per due terzi, quanto basta cioè per vedere la città dal rovescio e dal dritto; da settentrione nel suo aspetto più antico e più ripido, più rustico e più grigio, e da mezzogiorno col suo viso nuovo, con le sue case fiammanti distese a leggero semicerchio che cominciano a venire incontro alla valle [...] mi sono subito trovato così bene e sentito così di casa andando su e giù pel corso di Potenza, denominata Strada Pretoria, che, non bastandomi l’animo di fare il forastiero, i primi due giorni non ho voluto conoscere altro della città. Ero come uno che avesse trovato finalmente la scarpa per il suo piede, dall’albergo mi sono trovato a passeggiare con gli altri potentini come se non avessi fatto altro in vita mia [...] la Pretoria è lunghissima e il più bello è che non si può avere una idea della sua lunghezza altro che passeggiandola tutta, perché pure andando a dritta, non è propriamente rettilinea, ma ha quel vago lieve spostamento di facciate e di cantoni che in qualunque punto tu ti guardi avanti e indietro hai la vista sempre chiusa, sei preso dentro il corso, ma quanto piacevolmente! ([[Antonio Baldini]]) *I potentini sono gente antica, a lungo rimasta isolata in una terra meridionale e interna. Non sono affatto sorpreso che risultino i più sereni d'Italia. Ogni volta che da Roma torno a Potenza, e lo faccio spesso, avverto subito, fortissima, la differenza. È gente che conserva una grande onestà di carattere. Io li amo per il pudore dei loro sentimenti, profondi, ma espressi con discrezione, senza effusioni. ([[Pasquale Festa Campanile]]) *Potenza è la città più brutta d'Italia, quasi come Foggia, forse peggio. ([[Giovanni Veronesi]]) *Vi si giunge da plaghe nude, e d'un tratto si vede sorgere una fungaia di alti caseggiati moderni. Potenza cresce a vista d'occhio, presa dalla febbre edilizia. Questo rivestimento di caseggiati [...] circonda il vecchio nucleo della cittadina borbonica, la quale però è tutt'altro che morta. Appena vi si penetra la si ritrova, con la via principale stretta, e con le viuzze disposte in modo da tagliare il vento; Potenza infatti è città di mezza montagna, d'aria fine e ventosa. Le strade ampie e moderne sono in periferia. La parte interna ha la sua grazia, e alcune belle chiese, come la cattedrale, San Francesco, San Michele Arcangelo. ([[Guido Piovene]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Comuni della Basilicata|Potenza]] j6g3e6t86fohsds8nelsbkrcq0rblxz Imperfezione 0 82173 1411757 1373887 2026-04-27T06:56:07Z Spinoziano 2297 typo, +1 1411757 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sull''''imperfezione'''. *Chi ha approfondito la propria e altrui umanità, sa che la vera dignità dell'uomo è nel suo essere imperfetto, nel sentire inadeguati i mezzi ai fini superiori che la mente prospetta e vorrebbe raggiungere. ([[Remo Cantoni]]) *{{NDR|Le imperfezioni degli altri}} ci aiutano anche a non attenderci da loro una qualche felicità, pienezza o compimento che in realtà possiamo trovare in Dio soltanto. ([[Jacques Philippe]]) *Fa parte delle imperfezioni e delle rinunce della vita umana il fatto che la nostra [[infanzia]] debba diventarci estranea e cadere nell'oblio, come un tesoro sfuggito a mani che giocavano, e precipitato in un pozzo profondo. ([[Hermann Hesse]]) *Il fatto che l'attività svolta in modo così imperfetto sia stata e sia tuttora per me fonte inesauribile di gioia, mi fa ritenere che l'imperfezione nell'eseguire il compito che ci siamo prefissi o ci è stato assegnato, sia più consona alla natura umana così imperfetta che non la perfezione. ([[Rita Levi-Montalcini]]) *Imperfettamente conosciamo e imperfettamente amiamo. ([[Tommaso d'Aquino]]) *La saga del [[Nerve growth factor|NGF]] prospettata con la dovuta umiltà come paradigmatica del decorso a tappe successive delle ricerche scientifiche ha seguito un percorso tortuoso non programmato e imperfetto. Come tale avvalora il concetto che l'imperfezione e non la perfezione sono alla base dell'operato umano. ([[Rita Levi-Montalcini]]) *Oh! come è necessaria l’imperfezione per essere perfetti! ([[Giovanni Pascoli]]) *Quindi la "perfezione" e l'"imperfezione" sono, in realtà, soltanto modi del pensare: vale a dire, nozioni che noi ci costruiamo col confrontare fra di loro individui della medesima specie o del medesimo genere: e per questa ragione ho detto più sopra (P. II, Def. 6) che coi termini realtà e perfezione io intendo la medesima cosa. ([[Baruch Spinoza]], ''[[Ethica]]'') *Vivendo ti accorgerai che l'amicizia e l'amore nascono solo quando si perdonano le imperfezioni. (''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'') ==Voci correlate== *[[Perfezione]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|etichetta=imperfezione}} [[Categoria:Qualità individuali]] ljhsp9ojg8gana0gja6f6bmrkfpqekh Il Morandini 0 86658 1411664 1411308 2026-04-26T12:15:40Z Spinoziano 2297 /* F */ 1411664 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127) *È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] mtp00ytygomwtvf98kd6bruskzolvj6 1411679 1411664 2026-04-26T13:25:08Z Spinoziano 2297 /* F */ 1411679 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127) *È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] nik9momx8kuz5xh6i8jwm3xq5j456j5 Giovanna Ralli 0 104095 1411675 1400073 2026-04-26T12:37:15Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411675 wikitext text/x-wiki [[File:La monaca di Monza (1962) Giovanna Ralli.jpg|thumb|upright=1.2|Giovanna Ralli nel film ''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]'' (1962)]] '''Giovanna Ralli''' (1935 – vivente), attrice italiana. ==Citazioni di Giovanna Ralli== *[[Aldo Fabrizi]], un uomo e un attore meraviglioso, vergognosamente meno considerato di quanto non avrebbe meritato.<ref name=eff/> *A volte mancavano i ruoli, altre la voglia. Il cinema mi piaceva, anche più del teatro e della tv, ma recitare in fondo non ha mai rappresentato la mia priorità. Di lavorare tanto per lavorare, non mi è mai importato nulla.<ref name=eff>Citato in ''Cinema da combattimento – Giovanna Ralli fa 80 e scodella incantevoli memorie su Fabrizi, Mastroianni, Marisa Merlini, Flajano, Furio Scarpelli, ecc.'', ''lanazione.it'', 3 Novembre 2014.</ref> *Con [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] eravamo proprio amici. Io e Marcello abbiamo diviso la scena in quattro film. E qui ai Parioli, nello stesso quartiere in cui abito, ho recitato con lui in "[[Verso sera]]" di [[Francesca Archibugi]]. Lavorare con Mastroianni mi faceva felice perché incontrare uno più bravo di me, mi stimolava a rendere di più.<ref name=eff/> *Io sono molto riservata e timida. Preferisco starmene sola piuttosto che in mezzo alla gente. Anche coi colleghi del cinema non ho molti rapporti. Mi piace stare con loro solo quando interpreto un film, ma una volta finito il lavoro, ognuno per conto proprio.<ref name="cct"/> *Ogni volta che parlo o leggo di eutanasia mi incazzo. Ma perché in Italia non ci deve essere libertà di scelta? Perché, se uno è stanco di vivere, non può scegliere di farla finita? Quello che hai fatto hai fatto, ma la vita è tua.<ref name=eff/> *Papà faceva il fornaio e anche se era un uomo dolce, aveva il brutto vizio di andare a Capannelle a giocarsi tutto alle corse ippiche. "Ho perso solo per una testa di cavallo" amava dire e vederlo sperperare anche il poco che avevamo era terribile. Quando il suo negozio andò per aria e fallì, un fallimento onesto, pagando i debiti fino all'ultima lira, gli rimasero solo un po' di pecorelle di zucchero. Quanto ci andammo avanti con quelle pecorelle. A colazione, a pranzo, a cena.<ref name=eff/> *{{NDR|[[Roberto Rossellini]]}} Capiva molto più le donne che gli uomini, forse perché era un po' sempre innamorato di qualcuna.<ref name="cct">Citato in Lamberto Antonelli, ''Intervista con Giovanna Ralli che è tornata sulla cresta dell'onda'', ''La Stampa'', 8 gennaio 1981, p. 23.</ref> ==Filmografia== {{div col}} *''[[La famiglia Passaguai]]'' (1951) *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) *''[[Un eroe dei nostri tempi]]'' (1955) *''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) *''[[Era notte a Roma]]'' (1960) *''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]'' (1962) *''[[C'eravamo tanto amati]]'' (1974) *''[[Di che segno sei?]]'' (1975) *''[[Arrivano i bersaglieri]]'' (1980) *''[[Manolesta]]'' (1981) *''[[Verso sera]]'' (1991) *''[[Ho sposato uno sbirro]]'' (2008-2010) *''[[Immaturi]]'' (2011) {{div col end}} ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ralli, Giovanna}} [[Categoria:Attori italiani]] 5fuhqedjt9ms7injdw7as9rgu1n6two Intelligenza artificiale 0 106948 1411726 1395188 2026-04-26T19:12:18Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1411726 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:HAL9000.svg|thumb|L'occhio di [[HAL 9000|HAL]], l'intelligenza artificiale di ''[[2001: Odissea nello spazio|Odissea nello spazio]]'']] Citazioni sull{{'}}'''intelligenza artificiale''' ('''IA'''). ==Citazioni== *Arriverà il punto in cui non sarà più necessario alcun lavoro: puoi avere un lavoro se lo desideri, per soddisfazione personale. Ma l'intelligenza artificiale farà tutto. É sia un bene sia un male, una delle sfide del futuro sarà come trovare un significato nella vita. ([[Elon Musk]]) *Bender, a me non interessa se sei ricco. Ti amo per la tua intelligenza artificiale e il simulatore di sincerità. (''[[Futurama (prima stagione)|Futurama]]'') *Eravamo abituati a un progresso che aveva come obiettivo ottimizzare le capacità umane, e oggi ci confrontiamo con un progresso che rischia di sostituire le capacità umane. E se in passato questa sostituzione si concentrava sul lavoro fisico, così che gli uomini potessero concentrarsi sui lavori di concetto e di organizzazione, oggi è l’intelletto che rischia di essere soppiantato, con conseguenze che potrebbero essere devastanti, particolarmente nel mercato del lavoro. Sempre più persone non saranno necessarie, in un mondo sempre più dominato dall’ineguaglianza, dalla concentrazione di potere e di ricchezza nelle mani di pochi. ([[Giorgia Meloni]]) *E come le macchine ci permettono di aumentare la nostra capacità manuale, così l’Ai ci consente di aumentare quella intellettuale. Ma ci sono comunque dei pericoli. Per fare un esempio: oggi l’Ai rappresenta un cambiamento epocale paragonabile a quello della stampa, che ebbe un impatto enorme quando venne introdotta, ma la stampa è regolata da decine e decine di leggi. Immaginate cosa succederebbe se eliminassimo le norme sul diritto d’autore, o sulla responsabilità dei giornalisti. Anche l’Ai ha assolutamente bisogno di essere regolata. Le persone che vedono una foto hanno il diritto di sapere se è vera o artificiale per non perdere la certezza, che attualmente abbiamo, di dire che un fatto è realmente avvenuto. I cambiamenti devono essere controllati e regolati, altrimenti tendono a portare al disastro. ([[Giorgio Parisi]]) *– Grande fu la meraviglia per la nostra magnificenza, mentre davamo alla luce IA.<br />– IA... vuol dire "intelligenza artificiale".<br />– La cui sinistra coscienza produsse una nuova generazione di macchine. (''[[Matrix]]'') *Ho cambiato idea sul rapporto tra il cervello umano e i modelli di intelligenza artificiale. Pensavo che questi modelli lavorassero come il cervello. Invece sono in grado di sapere migliaia di volte quello che sanno gli umani. ([[Geoffrey Hinton]]) *{{NDR|Ci sono due modi sostanzialmente diversi di guardare agli sviluppi dell'Intelligenza artificiale}} Il primo è la corsa senza fine verso l’intelligenza artificiale generale e poi la superintelligenza, in cui le macchine superano gli esseri umani in quasi tutte le attività. Se questa visione può suscitare timori di un dominio delle macchine, la minaccia principale, in questo scenario, proviene in realtà dal potere incontrollato di chi sviluppa e gestisce questi sistemi. Un simile futuro aggraverebbe enormemente le disuguaglianze e, privandoci della nostra capacità di azione, ridurrebbe e svuoterebbe il significato stesso dell’essere umano. ([[Daron Acemoğlu]]) *L'AI ci aiuta a raccogliere istantaneamente informazioni che già esistono. Ma il nostro sguardo è proiettato al futuro, per immaginare quello che non c'è. ([[Flavio Manzoni]]) *L'Intelligenza Artificiale si era arenata... e onestamente è ancora arenata. Non era flessibile né piacevole nell'interazione, le persone mostravano rabbia verso i loro stupidi computer. E ho pensato se sono intelligenti, devono poter leggere in nostri segnali. È stato l'inizio dell'Affective compunting. [...] Oggi si è arenata nel senso che le persone che ci lavorano dimenticano quant'è importante il contesto: ci sono stati progressi nell'insegnare all'AI a riconoscere le espressioni facciali ma interpretarle e capirle nel contesto è davvero difficile. ([[Rosalind Picard]]) *La cosa che bisogna ricordare sull'IA è che l'IA crea ciò che vedi attingendo al suo vasto archivio di ciò che già conosce. Ma non è una persona a fare un film. È l'IA che fa un film. Quindi la cosa che si perde è l'umanità e l'apporto delle persone creative, quelle che in realtà fanno funzionare davvero le cose. L'IA è brillante, visivamente sembra perfettamente convincente. Puoi realizzare un intero film completamente con l'IA, senza location reali, senza attori veri, e far credere alla gente che sia tutto reale. Ma non avrà l'intenzione che avrebbe se fosse stato realizzato da una persona con un punto di vista. La cosa che manca all'IA è proprio questo: un punto di vista. È completamente piatta. Ti dà solo una risposta su ciò che dovrebbe essere, ma non ti dà personalità. Si perde la personalità. Temo che l'IA prenderà il sopravvento, perché non solo farà perdere molti posti di lavoro, ma produrrà anche molti prodotti impersonali. ([[Joe Dante]]) *La mia è stata la generazione che ha dovuto imparare come usare il [[computer]] per studiare o lavorare, la prossima sarà la generazione che dovrà imparare a usare l'AI. Perché l'AI è il nuovo computer. ([[Jen-Hsun Huang]]) *La mia più grande paura è che il campo dell'AI possa fare davvero del male al mondo. Se questa tecnologia prende la direzione sbagliata, diventa veramente sbagliata. ([[Sam Altman]]) *La [[passione]] non è un sentimento lineare, non potrà mai essere rappresentata da un algoritmo, né da nessun programma di intelligenza artificiale. ([[Paolo Crepet]]) *La razza umana ha volontariamente abbracciato tutte le sue altre invenzioni fino ad ora. Macchine a vapore, elettricità, internet, cyborg... Forse arriverà il giorno in cui parlare con le IA sarà considerato perfettamente normale. (''[[Metal Gear Rising: Revengeance]]'') *La [[stupidità]] reale batte l'intelligenza artificiale tutte le volte. ([[Terry Pratchett]]) *Mi aspetto che l’intelligenza artificiale sia capace di persuasione sovrumana ben prima di essere sovrumana in termini di intelligenza generale. ([[Sam Altman]]) *Nemmeno la forma più evoluta di intelligenza artificiale potrà mai sostituire l'uomo. Perché nell'essere umano esiste qualcosa di irriducibile al sapere delle macchine: la coscienza di sé, il libero arbitrio, il dubbio, i sentimenti. ([[Federico Faggin]]) *Presto potremo lavorare solo 3 giorni la settimana, il resto lo faranno robot e intelligenza artificiale. ([[Bill Gates]]) *Riteniamo che i modelli di intelligenza artificiale, che supereranno le capacità attualmente presenti nei modelli esistenti più avanzati, abbiano il potenziale per apportare benefici a tutta l'umanità. Ma comportano anche rischi sempre più gravi. Dobbiamo assicurarci di disporre della comprensione e delle infrastrutture necessarie per la sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale altamente capaci. ([[Sam Altman]]) *Sapete che l'intero concetto dell'intelligenza artificiale è binario? Capite l'ironia? [...] Il linguaggio dei computer sta tutto in due valori. Uno e zero. Uno. Zero. Uno. Zero. All'infinito. Due valori che possono significare qualsiasi cosa. La summa della conoscenza umana, ridotta a un due. Uno e zero. Le due facce di una stessa moneta. Due possibilità, che conducono ad un'infinità di possibilità. (''[[Batman: Knightfall]]'') *– Se possiamo creare una macchina che fa algebra avanzata, perché non possiamo crearne una che pensa come un uomo? [...] Credo che la creazione di un essere intelligente con le proprie mani sia uno dei sogni più antichi dell'umanità.<br />– Allora l'IA è un prodotto dei sogni della gente.<br />– Non solo l'IA. La civiltà stessa fa parte di un processo nel quale l'umanità dà forma ai propri sogni. Ma non tutti i sogni sono piacevoli. C'è chi ha espresso paure sulla "intelligenza non umana". (''[[Metal Gear Solid: Peace Walker]]'') *– Semi-immortale, sei un'intelligenza artificiale?<br />– No, non sono una AI. Il mio nome in codice è Progetto 2501. Io sono una forma di vita che si è aggregata ed è nata nell'oceano delle informazioni. (''[[Ghost in the Shell (film 1995)|Ghost in the Shell]]'') *– Sempre più sistemi d'IA si stanno specializzando nel processare informazioni in massa, senza intelligenza, pensiero o emozioni umane. Una macchina che non ha una propria individualità, ma che si comporta come un collettivo, esibendo le qualità di una società.<br />– Come un alveare?<br />– Sì. Aggrega i dati raccolti dagli individui e determina come agirebbe un gruppo, proprio come le api che viaggiano fra l'alveare e i fiori. La chiave per raggiungere questo sarà la creazione di una rete di IA. [...] se il tuo obiettivo è controllare la società, questo è il miglior modello da usare. Ti consente di filtrare i dati e disseminare solo ciò che vuoi disseminare. (''[[Metal Gear Solid: Peace Walker]]'') ===[[Ernesto Assante]]=== {{cronologico}} *C'è, nelle IA evolute con le quali abbiamo cominciato ad avere a che fare, un elemento 'magico' che ci affascina e ci atterrisce, quello riferito alla capacità delle macchine di 'prendere decisioni' per proprio conto, e c'è un elemento 'pratico' che ci crea apprensione, quello della sostituzione degli esseri umani in una serie di compiti e lavori che fino ad ora abbiamo svolto. [...] le IA fanno quello che noi gli consentiamo di fare, niente di più e niente di meno, tutto quello che decidiamo di delegare alle macchine viene e verrà deciso da noi. Tutto quello che accetteremo che facciano sarà una nostra scelta. E così se il mio datore di lavoro deciderà che io possa essere sostituito da IA, sarà una scelta umana a decidere del mio futuro professionale. Quindi quello con cui me la devo prendere, se essere sostituito da una IA non mi va bene, non è l'intelligenza artificiale, ma il padrone. Padron che in alcuni casi, storicamente parlando, ha avuto ragione, come quando ha permesso la nascita delle grandi industrie, creando lavoro e sviluppo, come quando ha deciso, al di sopra delle nostre teste, di sviluppare i motori per le automobili, o di creare i televisori [...]. In altri casi lo sviluppo tecnologico è stato 'guidato' da nostre scelte, non da quelle dei padroni: noi abbiamo deciso di non comprare più CD, distruggendo l'intera industria discografica, quando sono arrivati gli MP3, perché i 'padroni della musica' avrebbero preferito di gran lunga continuare a venderci i dischi. E noi abbiamo deciso di non comprare più giornali, gli editori li stamperebbero a milioni con gioia ancora oggi, mentre noi attualmente preferiamo leggere le notizie sui cellulari o in generale via Internet. Noi, esseri umani, non le macchine. *Se i dati che l'IA raccoglie, con il mio consenso, non verranno usati bene, non sarà perché la macchina ha deciso di usarli a suo piacimento, ma perché il gestore di quei dati, un uomo in carne e ossa, avrà deciso come, quando, quanto e perché usarli. L'elemento 'magico' crea nella nostra percezione una distorsione, dunque, perché tende a farci pensare che quello che accade di negativo nella rivoluzione tecnologica che sta avvenendo sia 'colpa' delle tecnologie stesse. Basta guardare bene e ci accorgeremmo che di 'magico' e 'misterioso' non c'è granché, e che ogni elemento negativo della rivoluzione digitale è figlio di qualcuno, di qualche scelta, di desideri, brame, necessità, sogni, ingordigia, semplicemente umane. *Le IA non sono oggettivamente negative. Facebook non è 'cattivo' di per se, così come non lo sono i social in generale, l'uso che se ne fa può essere, invece, terribilmente negativo. Ma anche le pistole hanno lo stesso impatto nella nostra vita: se usate dalla polizia sono uno strumento del bene, se usate da un camorrista sono l'esatto contrario. Dico banalità, è ovvio, ma sono quelle che possono permetterci di capire meglio la situazione attuale e ragionare per il futuro. ===[[Geoffrey Hinton]]=== *Anche se fissassimo delle regole, questi sistemi potrebbero impararle e superarle. Queste intelligenze artificiali non hanno obiettivi di evoluzione prestabiliti, ma prima o poi li potranno creare, se perdiamo il controllo. *Ho cambiato idea sul rapporto tra il cervello umano e i modelli di intelligenza artificiale. Pensavo che questi modelli lavorassero come il cervello. Invece sono in grado di sapere migliaia di volte quello che sanno gli umani. *Sono in grado di fare dei ragionamenti. Possono essere in grado di manipolare le persone, avendo imparato tutta la conoscenza del mondo. ===[[Theodore Kaczynski]]=== *Per prima cosa lasciateci ipotizzare il successo degli scienziati del computer nello sviluppare macchine intelligenti in grado di fare tutto meglio degli esseri umani. In questo caso, probabilmente, il lavoro sarà compiuto da estesi e ben organizzati sistemi di macchine e non sarà più necessario alcuno sforzo da parte dell'uomo. Due sarebbero le possibilità: permettere alle macchine di procedere autonomamente senza sorveglianza umana, conservare il controllo umano sulle macchine. *Nel momento in cui la società e i problemi da affrontare diventassero sempre più complessi, e le macchine sempre più intelligenti, la gente permetterà sempre più a queste ultime di prendere decisioni al suo posto semplicemente perché le decisioni prese dalle macchine porterebbero a migliori risultati rispetto a quelle prese dagli uomini. Alla fine potrebbe essere raggiunta una fase in cui le decisioni necessarie per far sì che il sistema continui saranno così complesse che gli esseri umani saranno incapaci di prenderle intelligentemente. In questa fase le macchine avranno il controllo effettivo. La gente non sarà capace nemmeno di spegnere le macchine perché saranno cosi dipendenti da esse che spegnerle equivarrebbe al suicidio. *Dall'altro lato, è possibile che il controllo umano sulle macchine possa essere conservato. In questo caso l'uomo comune può avere un controllo su alcune macchine private di sua proprietà, come l'automobile e il personal computer, ma il controllo su sistemi più grandi sarà nelle mani di una élite molto ristretta, cosi come è oggi, ma con due differenze. A causa del miglioramento delle tecniche l'élite avrà un maggiore controllo sulle masse; e poiché il lavoro umano non sarà più necessario le masse saranno superflue, un peso inutile nel sistema. Se i membri di questa élite sono spietati, possono semplicemente decidere di sterminare la massa dell'umanità. Se invece sono umani possono usare la propaganda o altre tecniche psicologiche o biologiche per ridurre l'indice di natalità fino a che la massa dell'umanità si estingua lasciando il mondo a loro. ===[[Jeanette Winterson]]=== *Riguardo l’Ia si fa un gran parlare con un’accezione negativa, come di qualcosa che porterà il mondo alla rovina, noi ad abitare in una distopia. Per carità, tutto è possibile, ma credo che informarsi, nel miglior modo possibile, sia un dovere di ciascuno. *Penso che gli unici [[Artista|artisti]] a scomparire, nel caso in cui l’Ia sia effettivamente destinata a sostituire qualcuno, saranno gli scarsi e basta. E che male c’è, in questo? *Al momento è certamente uno strumento molto, sul serio molto intelligente, ma incapace di pensare per i fatti suoi – al momento. Sembra non avere una coscienza, non aver intuito sé stesso, e questa è oggi la differenza più grande tra Ia e noi. ==Voci correlate== *[[Affective computing]] *[[Computer]] *[[Intelligenza]] *[[Intelligenza artificiale generativa]] *[[Test di Turing]] *[[Uncanny valley]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sull'}} [[Categoria:Intelligenza artificiale| ]] [[Categoria:Temi tipici della fantascienza]] byk3ht1kxalbkemlgbuji9x31kc6en4 Domanda e risposta 0 111930 1411760 1392814 2026-04-27T06:59:03Z Spinoziano 2297 +1 1411760 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} {{indicedx}} Citazioni su '''domanda e risposta'''. ==Citazioni== *A volte l'insistenza di una domanda può soffocarne la risposta. (''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'') *Alcune domande nascono solo dopo le risposte. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Anche una domanda sbagliata può ottenere una risposta giusta. ([[Alessandro Morandotti]]) *Chissà perché quando uno non vuol rispondere ripete sempre la domanda. (''[[L'ultima conquista]]'') *Ci sono milioni di domande e solo un paio di risposte decenti nella vita. (''[[Joni (film)|Joni]]'') *[[Gesù|Cristo]] è la risposta alle domande umane in quanto anzitutto le giudica. ([[Hansjürgen Verweyen]]) *D'una risposta che non si può formulare non può formularsi neppure la domanda. ''L'enigma'' non v'è. Se una domanda può porsi, ''può'' pure aver risposta. ([[Ludwig Wittgenstein]]) *È errore tanto domandare quando si conosce già la risposta, che rispondere quando la s'ignora. ([[Fernando de Rojas]]) *È facile fare domande difficili. Difficile è dare risposte facili. ([[Alessandro Morandotti]]) *E quando mi chiedono "Perché un reverendo risponde a una domanda ponendo un'altra domanda?" Io rispondo sempre "Perché non dovrei farlo?" (''[[La famiglia omicidi]]'') *Essere all'altezza di una risposta è molto più difficile che essere all'altezza di una domanda. ([[Simone Moro]]) *Il Signore nasconde il suo volto agli uomini, ma possiamo trovarlo se lo cerchiamo. Alla fine, non importa quante domande abbiamo, perché lui è la nostra unica risposta. (''[[Maria Maddalena (film 2000)|Maria Maddalena]]'') *Il vero uomo è fatto di domande, il vero Dio dovrebbe essere fatto di risposte. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *[[Intervista|Interviste]]: saprò mai dare risposte valorose a domande stupide? ([[Gesualdo Bufalino]]) *''L'[[amore]] è la risposta | in un mare di domande.'' (''[[A Week Away]]'') *L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il [[sesso]] può suggerire delle ottime domande. ([[Woody Allen]]) *La domanda è già un inizio di [[preghiera]] quando è disposta a far propria la risposta di Dio. ([[Adrienne von Speyr]]) *[[Lamento|Lamentarsi]] significa far domande e aspettare la risposta. Le domande però, che non rispondono a se stesse nel nascere, non trovano mai risposta. ([[Franz Kafka]]) *Le domande indiscrete sono le sole alle quali val la pena di rispondere. ([[Roberto Gervaso]]) *Le risposte più belle arrivano da delle non domande, così la persona è più predisposta a essere sincera e a raccontarsi. ([[Gianluca Gazzoli]]) *Le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti. Le domande invece sono il vero motore dell'attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano. ([[Piero Angela]]) *Lo [[scienziato]] non è l'uomo che fornisce le vere risposte; è quello che pone le vere domande. ([[Claude Lévi-Strauss]]) *Ma ''ogni'' domanda alla quale si possa dare una risposta ragionevole è lecita. ([[Konrad Lorenz]]) *Ma vi sono risposte che non avrei la forza di ascoltare e perciò evito di porre le domande. ([[Simone de Beauvoir]]) *Noi sentiamo che, anche una volta che tutte le ''possibili'' domande [[scienza|scientifiche]] hanno avuto una risposta, i nostri problemi vitali non sono ancora neppur toccati. ([[Ludwig Wittgenstein]]) *Non è bene né dimenticare le domande che la [[filosofia]] pone né persuaderci di aver trovato incontrovertibili risposte. ([[Bertrand Russell]]) *Non esistono domande sciocche, ma solo risposte non pertinenti. ([[Carlo Maria Martini]]) *Non hanno ancora capito che le migliori risposte si danno quando non ci sono domande. (''[[Corto Maltese]]'') *– Non mi è mai capitato di fare tante domande e di sapere così poco.<br>– Succede, quando si chiede troppo. (''[[L'uomo della legge]]'') *Non rispondo a domande di cui non conosco la risposta. (''[[NCIS - Unità anticrimine (prima stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'') *Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande. ([[Naguib Mahfouz]]) *Preferisco farmi domande che darmi risposte. ([[Roberto Gervaso]]) *Prima di domandare, pensa alla risposta. ([[Proverbi toscani|proverbio toscano]]) *Può un mortale fare domande che Dio trova senza risposta? Facilissimo, direi. Ogni domanda senza senso non ha risposta. ([[C. S. Lewis]]) *Solo la [[vita]] potrà rispondere alle domande poste dalla vita. ([[Dag Hammarskjöld]]) *Solo un testa di cazzo ha una risposta per ogni domanda e una sporta di consigli. ([[Charles Bukowski]]) *Sto ancora cercando delle risposte, ma non ricordo più a quali domande. (''[[Clean (film 2021)|Clean]]'') *Tu hai bisogno di domande, non di risposte, come la caverna ha bisogno della montagna. ([[A. C. H. Smith]]) *''Tu mi rivolgi anche domande e io ti ascolto, | e ti rispondo che non posso risponderti, che le risposte devi trovarle tu.'' ([[Walt Whitman]]) *Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre. ([[Jostein Gaarder]]) ===[[José Saramago]]=== *Capita spesso che non facciamo le domande perché non saremmo ancora pronti per udire le risposte, o semplicemente perché ne avremmo paura. E quando troviamo il coraggio di formularle, non è raro che non ci rispondano. *Certe domande si fanno soltanto per rendere più esplicita l'assenza di risposta. *Fintanto che taciamo le domande, manteniamo l'illusione di poter venire a sapere le risposte. *Né tu puoi farmi tutte le domande, né io posso darti tutte le risposte. *Tutto nel mondo sta dando risposte, quel che tarda è il tempo delle domande. ===[[Oscar Wilde]]=== *Agli [[esame|esami]] gli sciocchi fanno le domande a cui i saggi non sanno rispondere. *Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte, talvolta, lo sono. *Solo le buone domande meritano buone risposte. ==[[Proverbi italiani]]== *Domandare è lecito, rispondere è [[cortesia]]. *È una bella risposta quella che si attaglia ad ogni domanda. *Il domandare è senno, il rispondere è obbligo. *Non ogni lettera va alla posta, non ogni domanda vuole risposta. *Prima di domandare, pensa alla risposta. ==Voci correlate== *[[Domanda]] *[[Risposta]] [[Categoria:Confronti]] ojxcqr3hlr813v3xv7ul9cim44t2iwz Luca Ward 0 120937 1411765 1387202 2026-04-27T07:02:16Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1411765 wikitext text/x-wiki [[File:Luca Ward al Giffoni Film Festival 2010.jpg|thumb|Luca Ward nel 2010]] '''Luca Ward''' (1960 – vivente), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano ==Citazioni di Luca Ward== {{cronologico}} *Nel cartone animato la fantasia è tutto. È ovvio che la colonna sonora di un film, quindi di un cartone animato, diventa importante con le sue voci, perché la caratterizzazione di un personaggio poi rimane nel tempo proprio grazie alla fantasia che c'ha messo quell'attore, quell'attrice per realizzarla.<ref name= Tocci>Dall'intervista di Silvia Tocci, ''Lorenzo Nicolini'', 8 maggio 2010. [https://www.youtube.com/watch?v=DQ-2vHnWqcY Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *[...] la lobby dei doppiatori non esiste, è il mercato che decide. Quanto incasserebbe un film [[Sottotitolo|sottotitolato]] e non doppiato? Lo vediamo quando alcune sale fanno il tentativo: non c'è paragone. Tra l'altro il [[doppiaggio]] ha un costo per la grande distribuzione: è evidente che se lo fanno è perché così incassano di più. In Italia già leggiamo pochi libri, figurati se ci mettiamo a "leggere" un film.<ref name=corriere>Citato in ''[http://www.corriere.it/spettacoli/16_marzo_20/doppiatori-sotto-accusa-doppiaggio-8f4e6924-ee0a-11e5-9277-b3acd54d3652.shtml Doppiatori italiani sotto accusa, la replica a Cassel: «Non siamo una lobby»]'', ''Corriere.it'', 19 marzo 2016.</ref> *È il nostro destino: di doppiaggio se ne parla quando è fatto male.<ref name=corriere/> *Il [[Karma]] è dire buone parole, pensare buoni pensieri, fare buone azioni. Si riceve ciò che si è dato.<ref>Da un [https://www.facebook.com/LucaWard/posts/10156806018815068 post] sulla pagina ufficiale, ''Facebook.com'', 13 aprile 2016.</ref> *Un tempo sia il doppiaggio che la [[recitazione]] erano discipline che venivano studiate molto e la voce aveva un ruolo importante, infatti veniva "lavorata", "elaborata", perché non c'era solo bisogno di fisicità, ma forte era la necessità di una vocalità; a testimonianza di questo basta risentire i grandi sceneggiati di una volta in cui gli attori erano tutti dotati vocalmente, a differenza di oggi, periodo in cui talvolta non capisci nemmeno quello che dicono. Per me è sempre stato fondamentale il lavoro sulla voce, sia nel doppiaggio, per assecondare la mimica dell'attore, sia nella recitazione, e lo è tuttora.<ref>Da un [https://www.facebook.com/LucaWard/posts/10156852123310068 post] sulla pagina ufficiale, ''Facebook.com'', 26 aprile 2016.</ref> *La [[vita]] è come una scatola di cioccolatini. Assaporiamola prima che scada.<ref>{{cfr}} ''[[Forrest Gump]]'': «La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita!»</ref><ref>Da un [https://www.facebook.com/LucaWard/posts/10156856678295068 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 27 aprile 2016.</ref> *Ai tempi miei i ragazzi non annavano dietro [[Pokémon Go|pokemon go]] ma dietro le pischelle.<ref>Da un [https://www.facebook.com/LucaWard/posts/10157128819810068 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 7 luglio 2016.</ref> *Il doppiaggio fatto bene è quello di cui il pubblico non si accorge. Il doppiaggio fatto bene è quello approntato dai professionisti, non dai talent della tv.<ref>Da un ''[https://www.facebook.com/LucaWard/posts/10158224175415068 post]'' sulla pagina ufficiale, ''Facebook.com'', 12 febbraio 2017.</ref> *In Italia il doppiaggio è molto scaduto. Ha subito una caduta a livello qualitativo, non intendo nei film, ma nelle serie televisive. Le grandi produzioni cinematografiche spendono molti soldi e molto tempo per la cura del prodotto, come ad esempio Disney, Warner, Universal, Fox. Invece il prodotto televisivo viene fatto in tempi ristretti. Tengo a precisare che il mestiere di doppiatore è un mestiere artigianale, non industriale. Per fare un esempio pratico sarebbe come chiedere ad un calzolaio di fare un paio di scarpe su misura di grande pregio in pochissimo tempo. Ebbene quelle scarpe, sicuramente ti faranno male e non calzeranno a pennello, perché non è stato dato il tempo necessario perché si realizzasse un’opera di pregio.<ref>Da un ''[https://www.facebook.com/LucaWard/posts/10161374997840068 post]'' sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 23 gennaio 2018.</ref> {{Int|Dall'intervista di Daniele Campanari, ''[http://www.radiospeaker.it/blog/radiospeaker-intervista-luca-ward.html Luca Ward: "C'è bisogno di giovani"]'', ''Radiospeaker.it'', 12 gennaio 2017}} *Radio e doppiaggio sono due cose complementari. Pensa ai radiodrammi della Rai, tutto è cominciato da lì, lo speaker di turno recitava la sua parte stando al microfono. Si trattava proprio di recitazione, di attori che si ritrovavano in radio. *A differenza del doppiaggio, in radio ho la possibilità di far emergere me stesso, la mia recitazione e non quella dell'attore che ha già fatto la sua parte comparendo sullo schermo. Nel doppiaggio devo dare atto ai movimenti dell'attore, alle sue emozioni, continuando a dare il senso che già è stato dato durante la recitazione. Tutto questo non c'è in radio. *Il doppiaggio avrebbe bisogno di nuove voci, non è concepibile sentire sempre le solite quando vanno in onda le seguitissime serie tv. La gente si stufa di ascoltare gli stessi doppiatori e finisce per vedere il film in lingua originale. Per carità, non dico che i mostri sacri dell'arte debbano smettere di doppiare. Ma se tornassi indietro, se avessi ancora la possibilità di dirigere i turni di doppiaggio formerei almeno cento nuove voci all'anno. C'è bisogno dei giovani. ==Note== <references/> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[Elisa di Rivombrosa]]'' (2003 – 2005) *''[[7 km da Gerusalemme]]'' (2007) *''[[Sotto il sole di Riccione]]'' (2020) ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'' (1942) *''[[C'era una volta in America]]'' (1984) *''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]'' (1984) *''[[A trenta secondi dalla fine]]'' (1985) *''[[Good Morning Babilonia]]'' (1987) *''[[Amici, complici, amanti]]'' (1988) *''[[Harry ti presento Sally]]'' (1989) *''[[Karate Kid III - La sfida finale]]'' (1989) *''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]'' (1989) *''[[Darkman]]'' (1990) *''[[Le età di Lulù]]'' (1990) *''[[Robin Hood - Principe dei ladri]]'' (1991) *''[[Il corvo - The Crow]]'' (1994) *''[[Le ali della libertà]]'' (1994) *''[[Miracolo nella 34ª strada]]'' (1994) *''[[Pulp Fiction]]'' (1994) *''[[The River Wild - Il fiume della paura]]'' (1994) *''[[Die Hard - Duri a morire]]'' (1995) *''[[French Kiss]]'' (1995) *''[[GoldenEye (film 1995)|GoldenEye]]'' (1995) *''[[Money Train]]'' (1995) *''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995) *''[[Ritorno dal nulla]]'' (1995) *''[[Daylight - Trappola nel tunnel]]'' (1996) *''[[Moll Flanders (film)|Moll Flanders]]'' (1996) *''[[Sleepers]]'' (1996) *''[[The Fan - Il mito]]'' (1996) *''[[Anna Karenina (film 1997)|Anna Karenina]]'' (1997) *''[[Cop Land]]'' (1997) *''[[Dante's Peak - La furia della montagna]]'' (1997) *''[[Il domani non muore mai]]'' (1997) *''[[Jackie Brown]]'' (1997) *''[[L.A. Confidential (film)|L.A. Confidential]]'' (1997) *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[Echi mortali]]'' (1999) *''[[Il mondo non basta]]'' (1999) *''[[Gioco a due]]'' (1999) *''[[Blu profondo]]'' (1999) *''[[Il 13º guerriero]]'' (1999) *''[[Matrix]]'' (1999) *''[[Ogni maledetta domenica]]'' (1999) *''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]'' (1999) *''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]'' (2000) *''[[Rapimento e riscatto]]'' (2000) *''[[Traffic]]'' (2000) *''[[Io, me & Irene]]'' (2000) *''[[Unbreakable - Il predestinato]]'' (2000) *''[[Il gladiatore]]'' (2000) *''[[Wonder Boys]]'' (2000) *''[[Human Nature]]'' (2001) *''[[Il sarto di Panama]]'' (2001) *''[[Sweet November - Dolce novembre]]'' (2001) *''[[Don't Say a Word]]'' (2001) *''[[Il diario di Bridget Jones (film)|Il diario di Bridget Jones]]'' (2001) *''[[The Body]]'' (2001) *''[[Il pianeta del tesoro]]'' (2002) *''[[About a Boy - Un ragazzo]]'' (2002) *''[[La morte può attendere]]'' (2002) *''[[Liberty Stands Still]]'' (2002) *''[[Carmen (film 2003)|Carmen]]'' (2003) *''[[Mystic River]]'' (2003) *''[[Matrix Revolutions]]'' (2003) *''[[Matrix Reloaded]]'' (2003) *''[[La leggenda degli uomini straordinari]]'' (2003) *''[[After the Sunset]]'' (2004) *''[[Laws of Attraction - Matrimonio in appello]]'' (2004) *''[[Sideways - In viaggio con Jack]]'' (2004) *''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'' (2004) *''[[Che pasticcio, Bridget Jones!]]'' (2004) *''[[Cinderella Man - Una ragione per lottare]]'' (2005) *''[[Constantine (film)|Constantine]]'' (2005) *''[[Dreamer - La strada per la vittoria]]'' (2005) *''[[A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare]]'' (2006) *''[[La gang del bosco]]'' (2006) *''[[Marie Antoinette]]'' (2006) *''[[Smokin' Aces]]'' (2006) *''[[Un'ottima annata]]'' (2006) *''[[Cleaner]]'' (2007) *''[[Die Hard - Vivere o morire]]'' (2007) *''[[Hostel: Part II]]'' (2007) *''[[Quel treno per Yuma (film 2007)|Quel treno per Yuma]]'' (2007) *''[[Scrivimi una canzone]]'' (2007) *''[[21]]'' (2008) *''[[Ultimatum alla Terra (film 2008)|Ultimatum alla Terra]]'' (2008) *''[[3ciento - Chi l'ha duro... la vince]]'' (2008) *''[[Nessuna verità]]'' (2008) *''[[La principessa e il ranocchio]]'' (2009) *''[[A Christmas Carol]]'' (2009) *''[[The Code]]'' (2009) *''[[Planet 51]]'' (2009) *''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009) *''[[Giustizia privata]]'' (2009) *''[[L'acchiappadenti]]'' (2010) *''[[Resident Evil: Afterlife]]'' (2010) *''[[The Company Men]]'' (2010) *''[[I mercenari - 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La storia vera di Abby Johnson]]'' (2019) *''[[Il sacro male]]'' (2021) *''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'' (2021) *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) *''[[L'esorcista del papa]]'' (2023) *''[[Heretic (film)|Heretic]]'' (2024) {{div col end}} ====Serie animate==== *''[[Excel Saga]]'' (1999) ====Serie televisive==== {{div col|strette}} *''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]'' (1990-2010) *''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997) *''[[San Paolo (miniserie televisiva)|San Paolo]]'' (2000) *''[[The O.C.]]'' (2003-2007) *''[[Prison Break]]'' (2005) *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005-2007) *''[[Moonlight]]'' (2007) *''[[L'onore e il rispetto]]'' (2012-2015) *''[[Daredevil (serie televisiva)|Daredevil]]'' (2015) *''[[Snowpiercer (serie televisiva)|Snowpiercer]]'' (2020-2022) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Alessandro Campaiola]], nipote *[[Carlo Romano]], nonno *[[Andrea Ward]], fratello *[[Monica Ward]], sorella ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ward, Luca}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] opb9f7dy50dneu2f9j7fp33evuw0wb0 RZA 0 130170 1411764 1329149 2026-04-27T07:01:48Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411764 wikitext text/x-wiki [[Immagine:RZA_speaking_at_the_2018_San_Diego_Comic_Con_International_(cropped).jpg|thumb|RZA nel 2018]] '''RZA''', nome d'arte di '''Robert Diggs''' (1969 – vivente), rapper, polistrumentista, produttore discografico, attore e regista statunitense, leader del collettivo hip hop Wu-Tang Clan. ==Citazioni di RZA== *La regola più importante è solo pensare a me stesso al 100%, preparandomi a ciò che dovrò affrontare e assicurandomi che io raggiunga sempre i miei obiettivi. Prima fissi il tuo obiettivo, giusto? Capisci cos’è, lo immagini e poi ti prepari. Se il mio obiettivo è semplicemente quello di scalare un albero, studierò un libro di tree-climbing, capirò quali strumenti e quali attrezzature dovrò procurarmi. Dovrò capire che salire potrebbe essere facile. Ma come sarà la discesa?<ref name=Intervista>Dall'intervista di Jason Newman, ''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/rza-il-wu-tang-clan-la-fede-e-la-violenza/458612/ RZA: il Wu-Tang Clan, la fede e la violenza]'', ''rollingstone.it'', 19 maggio 2019.</ref> *Quando pensi a un domani migliore, pensi al [[veganismo]] nel mondo. :''When you think about a better tomorrow, you think about veganism in the world.''<ref>{{en}} Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=-T8l9a89efk&t=1s RZA Sees Being Vegan as 'A Better Tomorrow']'', pubblicato da PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) su ''Youtube.com'', 24 novembre 2014.</ref> *[[Quincy Jones]] disse a ODB: "Quando piove, bagnati". Nei primi giorni in cui avevo successo pioveva, ma non stavo prestando attenzione a tutto ciò che stava succedendo. Ma in questo momento della mia vita sto cercando di bagnarmi responsabilmente. Mi lascio coinvolgere dai momenti che mi sto godendo invece di guardare dentro me stesso, stare nella mia stanza, andare al lavoro, scrivere, lavorare di più. Non capivo che c’era una certa gioia da assorbire nella situazione che stavo vivendo. Ecco, la pioggia è quella gioia.<ref name=Intervista/> ==Note== <references/> ==Filmografia== *''[[American Gangster]]'' (2007) – attore *''[[Funny People]]'' (2009) – attore *''[[The Next Three Days]]'' (2010) – attore *''[[G.I. Joe - La vendetta]]'' (2013) – attore *''[[Clean (film 2021)|Clean]]'' (2021) – attore *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) – attore ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Polistrumentisti statunitensi]] [[Categoria:Produttori discografici statunitensi]] [[Categoria:Rapper statunitensi]] [[Categoria:Registi statunitensi]] hcmdgatsiccy0lbcdgdgbnhqcbaxz99 Mississippi (fiume) 0 139194 1411685 1411648 2026-04-26T14:24:32Z Udiki 86035 1411685 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Efmo View from Fire Point.jpg|thumb|Veduta del fiume Mississippi]] Citazioni sul fiume '''Mississippi'''. *– Dio... vorrei tanto sapere una cosa... una cosa che darebbe pienezza e significato alla mia vita... perché mi hai creato?<br />– Mi sono sbagliato.<br />– Hai altre domande?<br />– Quanto è lungo il Mississippi? (''[[Rat-Man]]'') *''Ho visto il Mississippi | come un mare | andare all'inferno | e un angelo tuffarsi | per non tornare.'' ([[Zucchero Fornaciari]]) *Il sistema orografico di questo grande paese {{NDR|gli Stati Uniti}} si riduce a due catene di media altezza, tra le quali scorre il superbo Mississippi, che gli americani chiamerebbero "il re dei fiumi", se ammettessero una regalità qualsiasi. ([[Jules Verne]]) *Non è che un fiumiciattolo in confronto alle [[Rio delle Amazzoni|Amazzoni]]. (''[[Il mostro della laguna nera]]'') *Quante vicende si svolsero in ogni epoca sul maestoso Mississippi, padre dei fiumi! (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Fiumi degli Stati Uniti d'America]] q1hbyxj7pplru965pgy7wcakz3t3ayx Discussioni utente:Capstan62 3 139445 1411691 884574 2026-04-26T15:29:59Z Capstan62 58487 /* wiki Giulio Schmidt */ nuova sezione 1411691 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:55, 20 nov 2017 (CET)}} == wiki Giulio Schmidt == Buon giorno Homer. avevo contribuito anni fa al completamento della wiki dell’on. Giulio Schmidt che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente per ragioni professionali. Vedo che la pagina è segnalata come avente problemi di formattazione e completezza delle fonti. Sarei felice di contribuire a eliminare queste “imperfezioni” ma vorrei sapere meglio dove agire. Grazie [[Utente:Capstan62|Capstan62]] ([[Discussioni utente:Capstan62|scrivimi]]) 17:29, 26 apr 2026 (CEST) ivbmn9x35ze4jw85skvyub6tn9xyjmj Ave Ninchi 0 141438 1411671 1388360 2026-04-26T12:35:20Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411671 wikitext text/x-wiki [[File:Ave Ninchi -1950 cropped.png|miniatura|Ave Ninchi in ''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)]] '''Ave Maria Ninchi''' (1914 – 1997), attrice e conduttrice televisiva italiana. ==Citazioni di Ave Ninchi== *Nella vita sono stata molto felice, ho avuto grandi soddisfazioni, una lunga, lunghissima carriera che mi ha riempito di gioie. Però ho due rimpianti: non aver mai avuto un nipote e non essere diventata una grande ballerina classica per poter danzare Giselle.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/11/12/addio-ave-ninchi-signora-del-sorriso.html Addio Ave Ninchi signora del sorriso]'', ''la Repubblica'', 12 novembre 1997.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,20/articleid,0996_01_1986_0230_0030_13735416/ Il Cervino conquista Ave Ninchi]''|Intervista di Luigi Castellarin, ''La Stampa'', 1° ottobre 1986.}} *La [[pubblicità]] è una fatica massacrante, che non dà affatto gioia. *Qui l'aria è fina, i luoghi belli, tranquilli e silenziosi: ci si sente rigenerati. Non immaginavo che la [[Valle d'Aosta]] fosse così bella. *Sono una nonna con migliaia di nipoti in tutta l'Italia: bambini e bambine mi scrivono per dirmi che mi vogliono bene. ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]'' (1946) *''[[Roma città libera]]'' (1946) *''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'' (1947) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[Totò cerca moglie]]'' (1950) *''[[Guardie e ladri]]'' (1951) *''[[La famiglia Passaguai]]'' (1951) *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) *''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]'' (1952) *''[[Totò e le donne]]'' (1952) *''[[Totò cerca pace]]'' (1954) *''[[La storia di una monaca]]'' (1959) *''[[Le tardone]]'' (1964) *''[[Amarcord]]'' (1973) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ninchi, Ave}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] qjquyiubsimfaqniiv8chq1sc061g3n Carlo Delle Piane 0 142498 1411674 1388363 2026-04-26T12:36:51Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411674 wikitext text/x-wiki [[File:DELLEPIANE163100395.jpg|thumb|Carlo Delle Piane (1995)]] '''Carlo Delle Piane''' (1936 – 2019), attore italiano. ==Citazioni di Carlo Delle Piane== {{cronologico}} *Io amo molto i ruoli più impegnativi, più complessi. Mi piace poi esplorare il personaggio che interpreto. Conoscerlo a fondo, cerco di immedesimarmi.<ref name="Gramola">Dall'intervista di Gianfranco Gramola, ''[http://www.intervisteromane.net/Interviste%20pronte%201/carlo_delle_piane.htm Dai film con Totò a quelli con Pupi Avati]'', ''intervisteromane.net'', 19 settembre 2002.</ref> *[[Totò]] era un grande uomo riservato, forse poteva dare l'idea di una persona triste, molto riservata, mai presuntuosa.<ref name="Gramola"/> *Da sempre ho vissuto il cinema in modo istintivo, animalesco. Giocavo a calcio e quando toccava a me dicevo le mie battute intonate. Era un modo di fare cinema diverso, più genuino. Quasi un gioco.<ref name=intervista>Da ''[https://www.taxidrivers.it/533/interviste/intervista-a-carlo-delle-piane.html Intervista a Carlo Delle Piane]'', ''taxidrivers.it'', 24 gennaio 2015.</ref> *Molti approfittavano della mia faccia strana, particolare. Ma non ho mai sofferto di questo.<ref name=intervista/> {{Int|''[http://cavevisioni.it/delle-piane-solo-sul-set-le-mie-fobie-spariscono/ "Solo sul set le mie fobie spariscono"]''|Da un'intervista a ''La Verità''; citato in ''cavevisioni.it'', 28 gennaio 2017.}} *Non entro nelle sale. Ma credo di non perdermi molto. Amo troppo il cinema per intristirmi con le solite commediole. Forse sono diventato troppo esigente e soprattutto il cinema italiano, così provinciale, mi appare di una semplicità disarmante. *{{NDR|Sul cinema straniero}} Mi piace quello di [[Clint Eastwood]], le sue regie così asciutte e personali. Penso a ''[[Million Dollar Baby]]'' e a ''[[Gran Torino]]''. Non era facile prevederlo cineasta quando lo si vedeva nei panni di un cowboy. Mi piace anche [[Martin Scorsese]]. Andando indietro amo molto [[John Ford]] e [[Orson Welles]]: le nuove tecniche della regia e del montaggio sono nate con ''[[Quarto Potere]]'' e ''[[L'infernale Quinlan]]''. E poi [[Billy Wilder]], il più grande di tutti nelle commedie. *[[Marlon Brando]] è stato il vero innovatore, libero di inventare e aggiungere i suoi tic. La recitazione moderna è nata con lui, prima erano tutti così misurati. Senza Marlon Brando non ci sarebbe stato [[Robert De Niro]]. *Non amo molto il cinema di [[Sergio Leone]]. Lo trovo un po’ ricercato, troppi primi piani. *{{NDR|Sulla politica italiana}} Ne sono totalmente disgustato: vedo solo ipocrisie, false promesse per accaparrarsi i voti, sempre più politici indagati. {{Int|''[https://www.avvenire.it/agora/pagine/delle-piane-pupi-avati-intervista "In 70 anni di carriera Pupi Avati il regalo più bello"]''|Intervista di Fulvio Fulvi, ''avvenire.it'', 12 ottobre 2017.}} *Frequentavo le medie al Pio XI di Roma e gli assistenti del regista [[Duilio Coletti]] cercavano tra gli alunni i ragazzi da far recitare nel film ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''. Feci un provino e mi scelsero per interpretare Garoffi. *Dicevo tra me e me le battute ma non mi rendevo conto di quello che facevo, non capivo l'importanza del mestiere che stavo invece imparando. Era un gioco. *[[Buster Keaton]]. Lo studiavo, volevo essere come lui. Ho sempre ammirato la sua essenzialità, l'asciuttezza della recitazione. *Non sono stato sempre apprezzato da colleghi e registi per quello che valevo realmente. L'unico vero amico che ho avuto è stato [[Aldo Fabrizi]]. Ma anche lui non era molto amato dai colleghi perché diceva sempre quello che pensava e non scendeva mai a compromessi. *Grande professionista, [[Alberto Sordi|Sordi]]. Ci siamo rispettati a vicenda. Era divertente lavorare con lui. Ma non siamo mai diventati amici. *{{NDR|Riferendosi a [[Pupi Avati]]}} C'è sempre stato un grande rispetto tra me e il maestro: lui ha capito che io potevo dare molto al cinema e mi lasciava abbastanza libero di inventare i personaggi che lui aveva delineato. ==Citazioni su Carlo Delle Piane== *{{NDR|Sull'assegnazione al premio alla carriera al Festival Cinevasioni}} Carlo Delle Piane è stato il filo rosso di tutto il cinema italiano dal dopoguerra ad oggi [...] è una persona di una sensibilità estrema che merita il premio che oggi gli viene riconosciuto, ne avrebbe meritati molti di più, ma soprattutto avrebbe meritato quell’attenzione da parte dei miei colleghi che non ha ricevuto. Questo è un mio grandissimo rammarico perché ad esempio in America o in Francia avrebbe ottenuto più considerazione. ([[Pupi Avati]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'' (1948) *''[[Guardie e ladri]]'' (1951) *''[[La famiglia Passaguai]]'' (1951) *''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951) *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) *''[[Un ladro in paradiso]]'' (1952) *''[[Un americano a Roma]]'' (1954) *''[[Il monaco di Monza]]'' (1963) *''[[Totò e Cleopatra]]'' (1963) *''[[Teresa la ladra]]'' (1973) *''[[Una gita scolastica]]'' (1983) *''[[Regalo di Natale]]'' (1986) *''[[I cavalieri che fecero l'impresa]]'' (2001) *''[[La rivincita di Natale]]'' (2004) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Delle Piane, Carlo}} [[Categoria:Attori italiani]] hr9nufv2nzjrth3yfe4nnd2ri0ze9e6 Marisa Merlini 0 144060 1411673 1256602 2026-04-26T12:36:25Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411673 wikitext text/x-wiki [[File:Io, mammeta e tu (1958) Marisa Merlini (cropped).png|miniatura|Marisa Merlini nel film ''[[Io, mammeta e tu]]'' (1958)]] '''Marisa Merlini''' (1923 — 2008), attrice italiana. ==Citazioni di Marisa Merlini== *L'uomo è tignoso quando non riesce a conquista' quella che vole.<ref name= Miniucchi>Dall'intervista di Daniela Miniucchi, ''ilabrieti'', 24 settembre 2009. [https://www.youtube.com/watch?v=IwizG3MhlXo Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *La poesia è pazzia. Chi arriva a farti una poesia perché è pazzo d'amore. C'è alcuno ancora, ma valla a cerca', valla a trovare.<ref name= Miniucchi/> *Quando devono spendere, se spendono è perché gli piaci.<ref name= Miniucchi/> ==Citazioni su Marisa Merlini== *Amava il mio cinema e mi chiedeva da tempo di lavorare insieme, ed è stato bellissimo. Con la sua straordinaria esperienza che ha attraversato quasi un secolo di cinema, sapeva stare sul set con una competenza ed un rispetto dei ruoli che oggi purtroppo sembrano quasi anacronistici. ([[Pupi Avati]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{Div col}} *''[[Stasera niente di nuovo]]'' (1942) *''[[Roma città libera]]'' (1946) *''[[L'imperatore di Capri]]'' (1949) *''[[Signori, in carrozza!]]'' (1951) *''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1]]'' (1952) *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) *''[[Anna perdonami]]'' (1953) *''[[Ti ho sempre amato!]]'' (1953) *''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]'' (1955) *''[[Destinazione Piovarolo]]'' (1955) *''[[Io, mammeta e tu]]'' (1958) *''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958) *''[[Il vigile]]'' (1960) *''[[Il giudizio universale]]'' (1961) *''[[I mostri]]'' (1963) *''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)]]'' (1970) *''[[Oh, Serafina!]]'' (1976) *''[[L'onorevole con l'amante sotto il letto]]'' (1981) *''[[Gian Burrasca (film 1982)|Gian Burrasca]]'' (1982) *''[[Il tifoso, l'arbitro e il calciatore]]'' (1982) *''[[Teste di cocco]]'' (2000) {{Div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Merlini, Marisa}} [[Categoria:Attori italiani]] pl3m8y8iv3ex92qlgrhnzawagaiprl1 Template:Lingue/Dati 10 148341 1411741 1411625 2026-04-26T21:58:18Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1411741 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65429 |lingua2 = it |voci2 = 54974 |lingua3 = pl |voci3 = 31730 |lingua4 = ru |voci4 = 17885 |lingua5 = cs |voci5 = 15451 |lingua6 = et |voci6 = 13692 |lingua7 = uk |voci7 = 12210 |lingua8 = pt |voci8 = 12058 }} bf98lcvzc73x6ksb5plot9y9bu6pmh1 Liam Hemsworth 0 163550 1411763 1075170 2026-04-27T07:01:13Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411763 wikitext text/x-wiki [[File:Liam Hemsworth June 2016.jpg|miniatura|Liam Hemsworth nel 2016]] '''Liam Hemsworth''' (1990 – vivente), attore australiano. ==Citazioni di Liam Hemsworth== *A volte le persone hanno bisogno di seguire la loro strada e di fare esperienze solitarie, ma poi le situazioni cambiano, le persone stesse cambiano.<ref name=Siri>Dall'intervista di Simona Siri ''[https://www.vanityfair.it/people/mondo/16/05/31/liam-hemsworth-miley-cyrus-insieme-matrimonio-intervista-vanity-fair-cover-gossip Liam Hemsworth: «Il bello della seconda volta»]'', ''VanityFair.it'', 31 maggio 2016.</ref> *Leggere la delusione sul volto di chi ti ha dato fiducia è la lezione più cocente che ci sia.<ref name=Siri /> *{{NDR|Sulla sua scelta [[Veganismo|vegana]]}} Sto bene fisicamente e mentalmente. Mi piace. Sento come se abbia avuto un effetto domino sul resto della mia vita.<ref>Citato in ''[https://www.panorama.it/societa/people/liam-hemsworth-e-il-vegano-piu-sexy-del-mondo/ Liam Hemsworth è il vegano più sexy del mondo]'', ''panorama.it'', 8 luglio 2016.</ref> ==Note== <references/> ==Filmografia== *''[[Hunger Games (film)|Hunger Games]]'' (2012) *''[[Hunger Games: La ragazza di fuoco]]'' (2013) *''[[Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1]]'' (2014) *''[[Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2]]'' (2015) *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) ==Voci correlate== *[[Chris Hemsworth]], fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Hemsworth, Liam}} [[Categoria:Attori australiani]] myxonwbuy7w8muemaz3re54eqvly7rk Gianfranco Miranda 0 167493 1411768 1345163 2026-04-27T07:03:22Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1411768 wikitext text/x-wiki '''Gianfranco Miranda''' (1976 – vivente), doppiatore italiano. ==Citazioni di Gianfranco Miranda== *Doppiare personaggi reali è più "semplice", detto in modo un po' improprio, nel senso che hanno sfumature molto più visibili per come recitano, più sono esperti più è facile seguirli; cosa che è più difficile su prodotti come i cartoni animati, dove bisogna imparare a cogliere sfumature diverse.<ref name=Bosso>Dall'intervista di Giuseppe Bosso, ''[https://www.telegiornaliste.com/interviste/2018/intervista-gianfranco_miranda.htm Gianfranco Miranda, meraviglioso doppiare Mazinga]'', ''Telegiornaliste.com'', 24 gennaio 2018.</ref> *Il mio percorso è stato abbastanza semplice, nel senso che ho utilizzato il metodo più "classico": sono venuto a Roma, ho iniziato a seguire in vari studi di doppiaggio, e piano piano ascoltando gli attori professionisti e studiando recitazione con il mio insegnante [[Antonio Sanna]], è iniziata una carriera che si è un po' evoluta da sola, un po' tramite eventi fortuiti, anche grazie a persone che mi hanno dato fiducia nel tempo. Non si è sviluppato così presto, sono venuto a Roma nel maggio del 1999 e ho cominciato a lavorare in modo continuativo dopo tre-quattro anni circa.<ref name=Bosso/> *Lui {{NDR|[[Sandro Acerbo]]}} è uno dei direttori che ho seguito di più, ho passato molto tempo in sala con lui ad ascoltare ma devo molto anche ad Antonio Sanna, il mio maestro, che mi ha insegnato tutto quello che so; hanno avuto fiducia e stima in me.<ref name=Bosso/> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[I predatori dell'Arca perduta]]'' (1981) *''[[Troy]]'' (2004) *''[[Ben-Hur (film 2016)|Ben-Hur]]'' (2006) *''[[Flags of Our Fathers]]'' (2006) *''[[The Fast and the Furious: Tokyo Drift]]'' (2006) *''[[Resident Evil: Extinction]]'' (2007) *''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008) *''[[Twilight (film)|Twilight]]'' (2008) *''[[G.I. Joe - La nascita dei Cobra]]'' (2009) *''[[Star Trek (film 2009)|Star Trek]]'' (2009) *''[[Letters to Juliet]]'' (2010) *''[[Saw 3D - Il capitolo finale]]'' (2010) *''[[Albert Nobbs]]'' (2011) *''[[Cappuccetto rosso sangue]]'' (2011) *''[[Drive]]'' (2011) *''[[Il pescatore di sogni]]'' (2011) *''[[Il rito (film 2011)|Il rito]]'' (2011) *''[[Jane Eyre (film 2011)|Jane Eyre]]'' (2011) *''[[J. Edgar]]'' (2011) *''[[La cosa (film 2011)|La cosa]]'' (2011) *''[[Battleship]]'' (2012) *''[[Biancaneve (film 2012)|Biancaneve]]'' (2012) *''[[Flight (film 2012)|Flight]]'' (2012) *''[[Jimmy Bobo - Bullet to the Head]]'' (2012) *''[[La frode]]'' (2012) *''[[Lawless]]'' (2012) *''[[Magic Mike]]'' (2012) *''[[Zero Dark Thirty]]'' (2012) *''[[12 anni schiavo]]'' (2013) *''[[After Earth]]'' (2013) *''[[Gangster Squad]]'' (2013) *''[[G.I. Joe - La vendetta]]‎'' (2013) *''[[Il grande Gatsby (film 2013)|Il grande Gatsby]]'' (2013) *''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013) *''[[Jobs]]‎'' (2013) *''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013) *''[[The Host (film 2013)|The Host]]'' (2013) *''[[Divergent]]'' (2014) *''[[Dracula Untold]]'' (2014) *''[[Le regole del caos]]'' (2014) *''[[RoboCop (film 2014)|RoboCop]]'' (2014) *''[[Suite francese (film)|Suite francese]]'' (2014) *''[[The Imitation Game]]'' (2014) *''[[Carol (film)|Carol]]'' (2015) *''[[La grande scommessa]]‎'' (2015) *''[[Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto]]'' (2015) *''[[Operazione U.N.C.L.E.]]‎'' (2015) *''[[The Divergent Series: Insurgent]]'' (2015) *''[[Youth - La giovinezza]]‎'' (2015) *''[[Batman v Superman: Dawn of Justice]]‎'' (2016) *''[[Hell or High Water]]'' (2016) *''[[La battaglia di Hacksaw Ridge]]'' (2016) *''[[La corrispondenza]]'' (2016) *''[[Miracoli dal cielo]]'' (2016) *''[[Money Monster - L'altra faccia del denaro]]'' (2016) *''[[Silence (film 2016)|Silence]]'' (2016) *''[[Star Trek Beyond]]'' (2016) *''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016) *''[[Blade Runner 2049]]'' (2017) *''[[Ghost in the Shell (film 2017)|Ghost in the Shell]]'' (2017) *''[[Justice League (film)|Justice League]]'' (2017) *''[[Kong: Skull Island]]'' (2017) *''[[Mistero a Crooked House]]'' (2017) *''[[War Machine (film)|War Machine]]'' (2017) *''[[Domenica (film 2018)|Domenica]]'' (2018) *''[[Hold the Dark]]'' (2018) *''[[Mission: Impossible - Fallout]]'' (2018) *''[[Samson - La vera storia di Sansone]]'' (2018) *''[[Una canzone per mio padre]]'' (2018) *''[[It - Capitolo due]]'' (2019) *''[[Piccole donne (film 2019)|Piccole donne]]'' (2019) *''[[Storia di un matrimonio]]'' (2019) *''[[Enola Holmes]]'' (2020) *''[[Tenet]]'' (2020) *''[[Black Widow]]'' (2021) *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) *''[[Barbie (film)|Barbie]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col|strette}} *''[[Kiki - Consegne a domicilio]]'' (1989) *''[[Pioggia di ricordi]]'' (1991) *''[[Ratatouille]]'' (2007) *''[[L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva]]'' (2012) *''[[LEGO Batman - Il film]]'' (2017) {{div col end}} ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[CSI: Miami]]'' (2002-2012) *''[[The Good Wife]]'' (2009-2016) *''[[Hannibal (serie televisiva)|Hannibal]]'' (2013-2015) *''[[Gotham (serie televisiva)|Gotham]]'' (2014-2019) *''[[The Flash (serie televisiva)|The Flash]]'' (2014-2023) *''[[Saints & Strangers]]'' (2015) *''[[The Last Man on Earth (serie televisiva)|The Last Man on Earth]]'' (2015-2018) *''[[American Crime Story]]'' (2016-in corso) *''[[Shades of Blue]]'' (2016-2018) *''[[Westworld - Dove tutto è concesso]]'' (2016-2022) *''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017-2024) *''[[The Witcher (serie televisiva)|The Witcher]]'' (2019-in corso) *''[[Messiah (serie televisiva 2020)|Messiah]]'' (2020) *''[[Squid Game]]'' (2021-in corso) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Miranda, Gianfranco}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] s17p8pvdsawu1ctbipzoh0iae70pcf0 Francesco Pezzulli 0 168819 1411770 1382968 2026-04-27T07:04:42Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1411770 wikitext text/x-wiki '''Francesco Pezzulli''' (1973 – vivente), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Francesco Pezzulli== *Di Caprio {{NDR|[[Leonardo DiCaprio]]}} è un attore che fa ogni volta un ruolo diverso, quindi mette molto in difficoltà il direttore {{NDR|di doppiaggio}}, perché deve fare uno sforzo d'immaginazione per riuscire a capire se il doppiatore può al pari dell'attore originale calarsi nella parte. Insomma per adesso mi sembra che ci sono riuscito abbastanza bene e quindi molte volte vengo confermato. <ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 30 novembre 2011. [https://www.youtube.com/watch?v=63eMsan4A1M Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Esiste comunque una sfumatura sottile che poi è quella di cercare non solo di doppiare, quindi di fare una copia il più possibile simile all'originale, ma anche di metterci qualcosa di personale e questo inevitabilmente avviene perché uno, attraverso quello che ha vissuto, dà qualcosa attraverso il microfono nella voce all'intenzione dell'attore.<ref name= Razza /> *{{NDR|Quando ha incontrato [[Leonardo DiCaprio]]}} Quando uno doppia un attore, cerca più che altro di carpire i piccoli significati che un attore comunica con gli occhi, con determinate situazioni, in determinati contesti con degli sguardi, delle movenze, e quindi diciamo che dopo venti film l'ho studiato un minimo. Quando stava per fare qualcosa, mi sembrava quasi di capire dove volesse andare e quando parlava, mi veniva voglia di doppiarci sopra. [...] Volevo andare in sync.<ref name= Razza /> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[La febbre del sabato sera]]'' (1977) *''[[I Goonies]]'' (1985) *''[[Stand by Me - Ricordo di un'estate]]'' (1986) *''[[Voglia di ricominciare]]'' (1993) *''[[Il prezzo di Hollywood]]'' (1994) *''[[Ritorno dal nulla]]'' (1995) *''[[Seven]]'' (1995) *''[[Romeo + Giulietta di William Shakespeare]]'' (1996) *''[[Sleepers]]'' (1996) *''[[Batman & Robin]]‎'' (1997) *''[[L.A. Confidential (film)|L.A. Confidential]]'' (1997) *''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'' (1997) *''[[Celebrity]]'' (1998) *''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999) *''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]'' (2000) *''[[Scary Movie]]'' (2000) *''[[The Beach]]'' (2000) *''[[Codice: Swordfish]]'' (2001) *''[[Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood!]]'' (2001) *''[[Gangs of New York]]'' (2002) *''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002) *''[[Prova a prendermi]]'' (2002) *''[[Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni]]'' (2002) *''[[We Were Soldiers - Fino all'ultimo uomo]]'' (2002) *''[[Good Bye, Lenin!]]'' (2003) *''[[La leggenda degli uomini straordinari]]'' (2003) *''[[The Dreamers - I sognatori]]'' (2003) *''[[X-Men 2]]'' (2003) *''[[Alexander (film)|Alexander]]'' (2004) *''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'' (2004) *''[[The Aviator]]'' (2004) *''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'' (2005) *''[[Blood Diamond - Diamanti di sangue]]'' (2006) *''[[Lonely Hearts]]'' (2006) *''[[Rocky Balboa (film)|Rocky Balboa]]'' (2006) *''[[Slevin - Patto criminale]]'' (2006) *''[[The Departed - Il bene e il male]]'' (2006) *''[[The Grudge 2]]'' (2006) *''[[Tristano & Isotta]]'' (2006) *''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006) *''[[Cleaner]]'' (2007) *''[[Die Hard - Vivere o morire]]'' (2007) *''[[Frost/Nixon - Il duello]]'' (2008) *''[[Milk]]'' (2008) *''[[Nessuna verità]]'' (2008) *''[[Sfida senza regole]]'' (2008) *''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008) *''[[Agora (film)|Agora]]'' (2009) *''[[Avatar (film 2009)|Avatar]]'' (2009) *''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009) *''[[La scomparsa di Alice Creed]]'' (2009) *''[[The Code]]'' (2009) *''[[Amore & altri rimedi]]'' (2010) *''[[Dear John]]'' (2010) *''[[Inception]]'' (2010) *''[[Shutter Island]]'' (2010) *''[[Tre all'improvviso]]'' (2010) *''[[Unstoppable - Fuori controllo]]'' (2010) *''[[Captain America - Il primo Vendicatore]]'' (2011) *''[[Immortals]]'' (2011) *''[[Jane Eyre (film 2011)|Jane Eyre]]'' (2011) *''[[J. Edgar]]'' (2011) *''[[The Lincoln Lawyer]]'' (2011) *''[[Django Unchained]]'' (2012) *''[[La fredda luce del giorno]]'' (2012) *''[[Il grande Gatsby (film 2013)|Il grande Gatsby]]'' (2013) *''[[Rush (film 2013)|Rush]]'' (2013) *''[[L'evocazione - The Conjuring]]'' (2013) *''[[The Wolf of Wall Street]]'' (2013) *''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'' (2014) *''[[Un ragionevole dubbio]]'' (2014) *''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014) *''[[Il sapore del successo]]'' (2015) *''[[La grande scommessa]]'' (2015) *''[[Revenant - Redivivo]]'' (2015) *''[[Joy (film)|Joy]]'' (2015) *''[[Captain America: Civil War]]'' (2016) *''[[John Wick - Capitolo 2]]'' (2017) *''[[Creed II]]'' (2018) *''[[C'era una volta a... 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Ho cercato di “rubare” da loro il più possibile e di farmi spiegare quando non capivo. È stata una pratica sul campo in televisione e in teatro e di conseguenza anche al doppiaggio, perché per fare i doppiatori bisogna prima di tutto essere degli attori.<ref name=Sgambelluri>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri e Marco Bonardelli, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/07/264124.shtml Intervista esclusiva a Rodolfo Bianchi]'', ''GuideSuperEva.it'', luglio 2006.</ref> *Ogni film ha un suo percorso interpretativo e se lo fai con passione, e soprattutto se sei riuscito ad avvicinarti abbastanza all'interpretazione dell'attore, se sei riuscito a rendere quelle emozioni, sono tutte cose che ti rimangono dentro e che ricordi con piacere, come i film che ho diretto. Ci sono dei film che ho diretto che ricorderò con piacere per tutta la vita, tipo ''[[Il pranzo di Babette]]'', ''[[L'odio]]'', i film di [[Nikita Sergeevič Michalkov|Mikhalkov]], ''[[Il postino|Il Postino]]'' con [[Massimo Troisi]], ''[[City of God|City Of God]]'', ''[[Central do Brasìl]]''. Sono film che ti danno emozioni per motivi diversi. Ne ho fatti davvero tanti, per cui qualcuno me lo dimentico. Magari un giorno mi si apre una finestra nel cervello e mi ricordo una cosa che mi emoziona ancora.<ref name=Sgambelluri /> *Tutta la prassi è questa: se uno è un attore e poi si avvicina al doppiaggio ne acquisisce la parte tecnica con facilità, perché ha gli strumenti dell'attore e sa come respirare e quali sono i tempi della recitazione e questo è stato un passaggio naturale per me. Ho avuto la fortuna di lavorare con tutti i vecchi grandi doppiatori che hanno fatto la storia del cinema, e in teatro e in televisione con grandi attori. Per me è stato sempre un imparare continuo e imparo ancora oggi che ho 50 anni, perché si impara sempre; in questo mestiere non ci si ferma mai, sia quando si fanno le fiction che i doppiaggi. Sono prove diverse in cui ti misuri con attori e personaggi diversi.<ref name=Sgambelluri /> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Batman (film 1966)|Batman]]'' (1966) *''[[I predatori dell'Arca perduta]]'' (1981) *''[[In compagnia dei lupi]]'' (1984) *''[[Nikita (film)|Nikita]]'' (1990) *''[[Robin Hood - Principe dei ladri]]'' (1991) *''[[1492 - La conquista del paradiso]]'' (1992) *''[[Alien3]]'' (1992) *''[[Il cattivo tenente]]'' (1992) *''[[Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre]]'' (1993) *''[[Speed (film 1994)|Speed]]'' (1994) *''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' (1995) *''[[Smoke]]'' (1995) *''[[Independence Day]]'' (1996) *''[[Reazione a catena]]'' (1996) *''[[Riccardo III - Un uomo, un re]]'' (1996) *''[[The Rock]]'' (1996) *''[[Fuori in 60 secondi]]'' (2000) *''[[Io, me & Irene]]'' (2000) *''[[Non ho sonno]]'' (2001) *''[[Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie]]'' (2001) *''[[Al vertice della tensione]]'' (2002) *''[[Asterix & Obelix - Missione Cleopatra]]'' (2002) *''[[La macchia umana]]'' (2003) *''[[Hotel Rwanda]]'' (2004) *''[[Identità violate]]'' (2004) *''[[King Arthur]]'' (2004) *''[[La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler]]'' (2004) *''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'' (2004) *''[[A History of Violence]]'' (2005) *''[[Guida galattica per autostoppisti]]'' (2005) *''[[The Cutter - Il trafficante di diamanti]]'' (2005) *''[[Déjà Vu - Corsa contro il tempo]]'' (2006) *''[[Eragon]]'' (2006) *''[[I figli degli uomini]]'' (2006) *''[[Il labirinto del fauno]]'' (2006) *''[[Inland Empire - L'impero della mente]]'' (2006) *''[[Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma]]'' (2006) *''[[Superman Returns]]'' (2006) *''[[Ti va di pagare? - Priceless]]'' (2006) *''[[Cleaner]]'' (2007) *''[[Gone Baby Gone]]'' (2007) *''[[Into the Wild - Nelle terre selvagge]]'' (2007) *''[[Nella valle di Elah]]'' (2007) *''[[Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo]]'' (2007) *''[[Sguardo nel vuoto]]'' (2007) *''[[Operazione Valchiria (film)|Operazione Valchiria]]'' (2008) *''[[Traitor - Sospetto tradimento]]'' (2008) *''[[Agora (film)|Agora]]'' (2009) *''[[La rivolta delle ex]]'' (2009) *''[[L'occhio del ciclone - In the Electric Mist]]'' (2009) *''[[Ricatto d'amore]]'' (2009) *''[[Una notte al museo 2 - La fuga]]'' (2009) *''[[Dylan Dog - Il film]]'' (2010) *''[[Il Grinta (film 2010)|Il Grinta]]'' (2010) *''[[La versione di Barney (film)|La versione di Barney]]'' (2010) *''[[Red (film 2010)|Red]]'' (2010 *''[[The Company Men]]'' (2010) *''[[The Town]]'' (2010) *''[[Tron: Legacy]]'' (2010) *''[[Albert Nobbs]]'' (2011) *''[[Cappuccetto rosso sangue]]'' (2011) *''[[Il rito (film 2011)|Il rito]]'' (2011) *''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011) *''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011) *''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) *''[[La migliore offerta]]'' (2013) *''[[Nymphomaniac]]'' (2013) *''[[Pain & Gain - Muscoli e denaro]]'' (2013) *''[[John Wick]]'' (2014) *''[[Suite francese (film)|Suite francese]]'' (2014) *''[[The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro]]'' (2014) *''[[Ant-Man (film)|Ant-Man]]'' (2015) *''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015) *''[[Borg McEnroe]]'' (2017) *''[[John Wick - Capitolo 2]]'' (2017) *''[[Justice League (film)|Justice League]]'' (2017) *''[[Ant-Man and the Wasp]]'' (2018) *''[[Maria Maddalena (film 2018)|Maria Maddalena ]]'' (2018) *''[[John Wick 3 - Parabellum]]'' (2019) *''[[The Irishman]]'' (2019) *''[[Dune (film 2021)|Dune]]'' (2021) *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) *''[[Ant-Man and the Wasp: Quantumania]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col|strette}} *''[[Lupin III]]'' (1978) *''[[Lupin III: Il castello di Cagliostro]]'' (1979) *''[[Aladdin e il re dei ladri]]'' (1996) *''[[Il libro della giungla 2]]'' (2003) *''[[Cars - Motori ruggenti]]'' (2006) *''[[Planet 51]]'' (2009) *''[[Cars 2]]'' (2011) *''[[Cars 3]]'' (2017) {{div col end}} ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]'' (1990-2010) *''[[Madre Teresa (miniserie televisiva)|Madre Teresa]]'' (2003) *''[[Lost]]'' (2004-2010) *''[[Prison Break]]'' (2005-2009) *''[[Dexter]]'' (2006-2013) *''[[Shark - Giustizia a tutti i costi]]'' (2006-2008) *''[[In Treatment]]'' (2008-2010) *''[[Il Trono di Spade]]'' (2011-2019) *''[[Gotham (serie televisiva)|Gotham]]'' (2014-2019) *''[[Westworld - Dove tutto è concesso]]'' (2016-2022) *''[[Il problema dei 3 corpi]]'' (2024) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bianchi, Rodolfo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] mb48mtjiwv1e8nihar4z5o44bs86j3n Andrea Mete 0 171513 1411766 1381574 2026-04-27T07:02:43Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1411766 wikitext text/x-wiki '''Andrea Mete''' (1985 - vivente), doppiatore italiano. ==Citazioni di Andrea Mete== *Amo ancora di più rispetto agli anni passati che tu possa scegliere {{NDR|la lingua audio}} tra l'italiano [...] e l'inglese. Così: A. puoi sentirlo in tutte e due lingue, B. puoi vedere com'è stato fatto quel lavoro. Se è stato fatto un buon lavoro o no. E C. ouoi scegliere, insomma: la scelta, secondo me, è sempre la cosa più importante.<ref name= Simonetti>Dall'intervista di Patrizia Simonetti, ''VOCI.fm'', 17 aprile 2020. [https://www.youtube.com/watch?time_continue=815&v=l8iT_nwkboc&feature=emb_title Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Le persone tante volte vedono delle scene al cinema e dicono: "Sì, vabbè mo' è questo non è possibile". È chiaro che non è possibile, è un film. È proprio per quello è una magia. [...] È come quando i bambini che giocano e dicono: facciamo che io sono Superman e tu sei Spider-Man.[...] Il doppiaggio è uguale. Facciamo finta che quell'attore stia parlando in italiano. Facciamo finta che quell'attore cinese stia ... è un accordo che si fa in silenzio emotivo tra il pubblico, secondo me, e l'attore che stai doppiando, il doppiatore. Insomma, è una magia generale.<ref name= Simonetti /> *Nel cartone animato il doppiaggio ha anche una valenza superiore nel senso che sai quando doppio un attore che ha già fatto un lavoro e tu sei maggiormente al servizio di quell'attore, ti puoi poco allontanare e, secondo me, ti devi allontanare poco da quello che è stato già fatto. Nell'animazione veramente puoi dare molto di più. Ti puoi esprimere. Conta veramente moltissimo l'animazione nel doppiaggio.<ref name= Simonetti /> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' (1995) *''[[Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie]]'' (2001) *''[[A History of Violence]]'' (2005) *''[[Jarhead]]'' (2005) *''[[Melissa P. (film)|Melissa P.]]'' (2005) *''[[Bobby]]'' (2006) *''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2006) *''[[The Fast and the Furious: Tokyo Drift]]'' (2006) *''[[Disturbia]]'' (2007) *''[[Paranormal Activity]]'' (2007) *''[[Resident Evil: Extinction]]'' (2007) *''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008) *''[[L'onda (film 2008)|L'onda]]'' (2008) *''[[RocknRolla]]'' (2008) *''[[The Millionaire]]'' (2008) *''[[A Dangerous Man - Solo contro tutti]]'' (2009) *''[[Blindato]]'' (2009) *''[[G.I. Joe - La nascita dei Cobra]]'' (2009) *''[[Il maledetto United]]'' (2009) *''[[X-Men le origini - Wolverine]]'' (2009) *''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010) *''[[Inception]]'' (2010) *''[[La versione di Barney (film)|La versione di Barney]]'' (2010) *''[[Saw 3D - Il capitolo finale]]'' (2010) *''[[Scott Pilgrim vs. the World]]'' (2010) *''[[Tron: Legacy]]'' (2010) *''[[Cappuccetto rosso sangue]]'' (2011) *''[[In Time]]'' (2011) *''[[Thor (film)|Thor]]'' (2011) *''[[Battleship]]'' (2012) *''[[Di nuovo in gioco]]'' (2012) *''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) *''[[Dracula 3D]]'' (2012) *''[[Lawless]]'' (2012) *''[[Le belve (film 2012)|Le belve]]'' (2012) *''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2]]'' (2012) *''[[American Hustle - L'apparenza inganna]]'' (2013) *''[[Corpi da reato]]'' (2013) *''[[Don Jon]]'' (2013) *''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]'' (2013) *''[[Gangster Squad]]'' (2013) *''[[Giovani ribelli - Kill Your Darlings]]'' (2013) *''[[Hunger Games: La ragazza di fuoco]]'' (2013) *''[[Parkland (film)|Parkland]]'' (2013) *''[[Shadowhunters - 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2017) *''[[Prison Break]]'' (2005 - 2009) *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007) *''[[Skins]]'' (2007 - 2013) *''[[La vita segreta di una teenager americana]]'' (2008 - 2013) *''[[True Blood]]'' (2008-2014) *''[[Being Human]]'' (2009 - 2013) *''[[Glee]]'' (2009 - 2015) *''[[Misfits]]'' (2009 - 2013) *''[[The Good Wife]]'' (2009 - 2016) *''[[The Walking Dead (serie televisiva)|The Walking Dead]]'' (2010 - in corso) *''[[Arrow (serie televisiva)|Arrow]]'' (2012 - in corso) *''[[Peaky Blinders]]'' (2013 - in corso) *''[[The Fall - Caccia al serial killer]]'' (2013 - 2016) *''[[Penny Dreadful]]'' (2014 - 2016) *''[[Saints & Strangers]]'' (2015) *''[[Poldark (serie televisiva 2015)|Poldark]]'' (2015 - 2019) *''[[Quantico (serie televisiva)|Quantico]]'' (2015 - in corso) *''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017 - in corso) *''[[Altered Carbon (serie televisiva)|Altered Carbon]]'' (2018 - 2020) *''[[Insatiable (serie televisiva)|Insatiable]]'' (2018 - 2019) *''[[The Mandalorian]]'' (2019 - in corso) *''[[Snowpiercer (serie televisiva)|Snowpiercer]]'' (2020 - in corso) *''[[The Book of Boba Fett]]'' (2021 - 2022) *''[[Adolescence (miniserie televisiva)|Adolescence]]'' (2025) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Stefanella Marrama]], madre *[[Marco Mete]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mete, Andrea}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] giggh3gsofnew9ha83qqwnm7chs83nq Alessandro Budroni 0 172744 1411769 1382988 2026-04-27T07:04:23Z Spinoziano 2297 /* Doppiaggio */ 1411769 wikitext text/x-wiki '''Alessandro Budroni''' (1972 – vivente), doppiatore italiano. ==Citazioni di Alessandro Budroni== *Ci vogliono anni per affinare la tecnica. Non crediate di arrivare e di essere subito convocati per doppiare un protagonista. Si parte dai brusii, poi, se si hanno le capacità si passa ai piccoli ruoli e così via. Non cercate di bruciare le tappe. La fretta non è mai amica di nessuno.<ref name=D’Angelo>Dall'intervista di Daniela D’Angelo, ''[https://www.telegiornaliste.com/interviste/2017/intervista-valeria_vidali_alessandro_budroni.htm L’emozione ha due voci: Alessandro Budroni e Valeria Vidali]'', ''Telegiornaliste.com'', 20 dicembre 2017.</ref> *Quello che è più importante è restituire al pubblico lo spirito del personaggio, la sua "anima", le sue sfaccettature emotive.<ref name=D’Angelo/> *Tra i compiti di un attore c'è anche quello di scegliere il modo di parlare del proprio personaggio, quindi io cerco di rispettare al massimo le sue scelte, cercando di avvicinarmi il più possibile al suo timbro e alla sua pasta vocale. Mia moglie {{NDR|[[Valeria Vidali]]}} dice che sono un "maledetto camaleonte". Spero che sia un complimento.<ref name=D’Angelo/> *Inutile dire che Stranger Things ce l’ho nel cuore. La prima stagione si svolge nel 1983, i ragazzini dichiarano di avere undici anni, quindi, sono nati nel 1972. Io sono nato nel 1971, capite bene che mi rivedo in quell’epoca. Oltre Stranger Things, sono molto affezionato al mondo di Harry Potter e aver interpretato Oliver Masucci in Animali fantastici – I segreti di Silente mi ha emozionato. Quando in sala di doppiaggio parte la musica della saga a me vengono i brividi. Ho un bel ricordo del doppiaggio di [[Adolf Hitler]] in Jojo Rabbit, di Oleg in 2 Broke Gilrs dove mi sono divertito come un pazzo. .<ref name=Santopaolo>Dall'intervista di Antonello Santopaolo, ''[https://videogiochitalia.it/intervista-alessandro-budroni-doppiatore-jim-hopper-stranger-things-higgs-death-stranding/ INTERVISTA AD ALESSANDRO BUDRONI, VOCE DI JIM HOPPER IN STRANGER THINGS E HIGGS IN DEATH STRANDING]'' Videogiochitalia.it, 23 gennaio 2024</ref> *Doppiare Higgs è stato bellissimo. Mi spiace ammetterlo ma non sono un videogiocatore, non sono un gamer. Anzi, sono un boomer (NdR ironizza). Ve l’avranno già spiegato mille volte, quando si doppiano i videogiochi raramente si vedono dei filmati, solitamente doppiamo su un’onda sonora. Sentiamo in cuffia quello che ha fatto l’ attore originale e dobbiamo recitare entro quel tempo. Visto queste modalità di doppiaggio i videogiochi non mi coinvolgono così tanto. Discorso a parte va fatto per Death Stranding perché ho avuto la fortuna di poter doppiare direttamente dei video, tradotti benissimo e adattati meglio. <ref name=Santopaolo/> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Amabili resti (film)|Amabili resti]]'' (2009) *''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009) *''[[Salt]]'' (2010) *''[[Scott Pilgrim vs. the World]]'' (2010) *''[[The Experiment (film 2010)|The Experiment]]'' (2010) *''[[Knockout - Resa dei conti]]'' (2011) *''[[Mission: Impossible - Protocollo fantasma]]'' (2011) *''[[Professione assassino (film 2011)|Professione assassino]]'' (2011) *''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012) *''[[Prometheus (film)|Prometheus]]'' (2012) *''[[I sogni segreti di Walter Mitty]]'' (2013) *''[[Jobs]]'' (2013) *''[[300 - L'alba di un impero]]'' (2014) *''[[Godzilla (film 2014)|Godzilla]]'' (2014) *''[[Storie pazzesche]]'' (2014) *''[[The Equalizer - Il vendicatore]]'' (2014) *''[[Il ponte delle spie]]'' (2015) *''[[Joy (film)|Joy]]'' (2015) *''[[Deadpool (film)|Deadpool]]'' (2016) *''[[Mademoiselle (film 2016)|Mademoiselle]]'' (2016) *''[[Silence (film 2016)|Silence]]'' (2016) *''[[Suicide Squad (film 2016)|Suicide Squad]]'' (2016) *''[[I segreti di Wind River]]'' (2017) *''[[Logan - The Wolverine]]'' (2017) *''[[Domenica (film 2018)|Domenica]]'' (2018) *''[[Il silenzio della città bianca]]'' (2019) *''[[The Irishman]]'' (2019) *''[[Notizie dal mondo]]'' (2020) *''[[Rurouni Kenshin: The Beginning]]'' (2021) *''[[Crimes of the Future (film 2022)|Crimes of the Future]]'' (2022) *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) *''[[The Killer (film 2023)|The Killer]]'' (2023) *''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[Cattivissimo me]]'' (2010) *''[[Frozen - Il regno di ghiaccio]]'' (2013) *''[[Frozen II - Il segreto di Arendelle]]'' (2019) ===Serie animate=== *''[[Tokyo Ghoul:re]]'' (2018) ===Serie televisive=== *''[[2 Broke Girls]]'' (2011-2017) *''[[La regina degli scacchi (miniserie televisiva)|La regina degli scacchi]]'' (2020) ==Voci correlate== *[[Valeria Vidali]], moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Budroni, Alessandro}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] o8op7irrhtwr432krw09gajecsji0cw Emiliano Coltorti 0 173198 1411773 1384637 2026-04-27T07:06:18Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1411773 wikitext text/x-wiki '''Emiliano Coltorti''' (1974 – vivente), attore e doppiatore italiano. {{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=hH68ED41N0Y&t=1333s Live chat con Emiliano Coltorti]''|2=Dall'intervista a ''twittamibeautiful.it'', 14 aprile 2020; video disponibile su ''youtube.com'', 15 aprile 2020.|h=2}} *Ci sono ritornato dopo essere... questa la racconto sempre ma è vero, l'accenno e basta, di essere stato scelto da [[Roman Polański|Polański]] per fare [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] nell'''[[Amadeus]]'', che è stato un sogno, al teatro, a venticinque anni... eh sì, è stata veramente una botta di culo pazzesca e da lì ho deciso di continuare a fare teatro. *Per me il teatro rimane proprio il primo amore, rimane casa, rimane, rimane sicurezza nel mettersi in discussione. *Sono una persona dal carattere schivo, sono abbastanza abitudinario, sono geloso dei miei spazi. Se devo fare un red carpet mi sento malissimo. Devo fare training autogeno anni prima. Vorrei morire. Non so mai dire quando mi trovo in situazioni in cui non ho il personaggio che mi difende, mettiamola così. Quando non posso mettermi dietro il personaggio, ma devo essere io, Emiliano che deve are qualcosa per il pubblico... lì non mi prende bene. E quindi mi sono costruito una carriera, per assurdo, nella quale ho usato le ... i colpi di fortuna che ho avuto. Le cose che mi sono successe, che sono tante belle, però per arrivare a crearmi una dimensione nella quale mi si conosce, ma non troppo. ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Human Traffic]]'' (1999) *''[[Scary Movie]]'' (2000) *''[[U-571]]'' (2000) *''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'' (2001) *''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002) *''[[Il club degli imperatori]]'' (2002) *''[[L'ultima estate - Ricordi di un'amicizia]]'' (2002) *''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'' (2002) *''[[Lost in Translation - L'amore tradotto]]'' (2003) *''[[Ong-bak: Nato per combattere]]'' (2003) *''[[Una ragazza e il suo sogno]]'' (2003) *''[[Un tocco di zenzero]]'' (2003) *''[[X-Men 2]]'' (2003) *''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'' (2004) *''[[Hellboy (film)|Hellboy]]'' (2004) *''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'' (2004) *''[[Stay - Nel labirinto della mente]]'' (2005) *''[[Affrontando i giganti]]'' (2006) *''[[Babel (film)|Babel]]'' (2006) *''[[Baciati dalla sfortuna]]'' (2006) *''[[Chiamata da uno sconosciuto]]'' (2006) *''[[Clerks II]]'' (2006) *''[[Eragon]]'' (2006) *''[[Flags of Our Fathers]]'' (2006) *''[[Mission: Impossible III]]'' (2006) *''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006) *''[[Profumo - Storia di un assassino]]'' (2006) *''[[Stay Alive]]'' (2006) *''[[14 anni vergine]]'' (2007) *''[[Hotel Chevalier]]'' (2007) *''[[Il petroliere]]'' (2007) *''[[Il treno per il Darjeeling]]'' (2007) *''[[Perfect Stranger (film)|Perfect Stranger]]'' (2007) *''[[Sguardo nel vuoto]]'' (2007) *''[[Blindness - Cecità]]'' (2008) *''[[Certamente, forse]]'' (2008) *''[[Cloverfield]]'' (2008) *''[[Come un uragano (film)|Come un uragano]]'' (2008) *''[[Step Up 2 - La strada per il successo]]'' (2008) *''[[Superhero - Il più dotato fra i supereroi]]'' (2008) *''[[Le cronache di Narnia: il principe Caspian]]'' (2008) *''[[Assassin's Creed: Lineage]]'' (2009) *''[[Basta che funzioni]]'' (2009) *''[[Bride Wars - La mia miglior nemica]]'' (2009) *''[[Cella 211]]'' (2009) *''[[Crank: High Voltage]]'' (2009) *''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009) *''[[Il Grinta (film 2010)|Il Grinta]]'' (2010) *''[[Il gusto dell'amore]]'' (2010) *''[[Scott Pilgrim vs. the World]]'' (2010) *''[[The Experiment (film 2010)|The Experiment]]'' (2010) *''[[Tron: Legacy]]'' (2010) *''[[Le cronache di Narnia: il viaggio del veliero]]'' (2008) *''[[Anonymous]]'' (2011) *''[[Captain America - Il primo Vendicatore]]'' (2011) *''[[Catch .44]]'' (2011) *''[[Cowboys & Aliens (film)|Cowboys & Aliens]]'' (2011) *''[[Il mio angolo di paradiso]]'' (2011) *''[[La mia vita è uno zoo]]'' (2011) *''[[Margin Call]]'' (2011) *''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012) *''[[Cloud Atlas]]'' (2012) *''[[Freelancers]]'' (2012) *''[[Looper]]'' (2012) *''[[The Words]]'' (2012) *''[[Zero Dark Thirty]]'' (2012) *''[[12 anni schiavo]]'' (2013) *''[[Dallas Buyers Club]]'' (2013) *''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]'' (2013) *''[[Prisoners (film 2013)|Prisoners]]'' (2013) *''[[Saving Mr. Banks]]'' (2013) *''[[Wolverine - L'immortale]]'' (2013) *''[[Big Eyes]]'' (2014) *''[[Captain America: The Winter Soldier]]'' (2014) *''[[Godzilla (film 2014)|Godzilla]]'' (2014) *''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014) *''[[The Judge (film 2014)|The Judge]]'' (2014) *''[[Carol (film)|Carol]]'' (2015) *''[[Irrational Man]]'' (2015) *''[[La grande scommessa]]'' (2015) *''[[The Hateful Eight]]'' (2015) *''[[Captain America: Civil War]]'' (2016) *''[[Risorto]]'' (2016) *''[[Rogue One: A Star Wars Story]]'' (2016) *''[[Blade Runner 2049]]'' (2017) *''[[It (film 2017)|It]]'' (2017) *''[[La truffa dei Logan]]'' (2017) *''[[Okja]]'' (2017) *''[[22 luglio (film)|22 luglio]]'' (2018) *''[[Avengers: Infinity War]]'' (2018) *''[[La diseducazione di Cameron Post]]'' (2018) *''[[It - Capitolo due]]'' (2019) *''[[Midsommar - Il villaggio dei dannati]]'' (2019) *''[[The Gentlemen]]'' (2019) *''[[365 giorni]]'' (2020) *''[[Il processo ai Chicago 7]]'' (2020) *''[[Il silenzio della palude]]'' (2020) *''[[Le strade del male]]'' (2020) *''[[Fino all'ultimo indizio]]'' (2021) *''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'' (2021) *''[[Nope]]'' (2022) *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) *''[[Foglie al vento]]'' (2023) *''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'' (2024) *''[[Spaceman (film 2024)|Spaceman]]'' (2024) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[La città incantata]]'' (2001) *''[[Il pianeta del tesoro]]'' (2002) *''[[Si alza il vento]]'' (2013) *''[[Coco]]'' (2017) *''[[Spider-Man: Across the Spider-Verse]]'' (2023) ===Serie animate=== *''[[Soul Eater]]'' (2008) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Smallville]]'' (2001 - 2011) *''[[The O.C.]]'' (2003 - 2007) *''[[Bones]]'' (2005 - 2017) *''[[Criminal Minds]]'' (2005 - 2020) *''[[Numb3rs]]'' (2005 - 2010) *''[[The Big Bang Theory]]'' (2007 - 2019) *''[[Romanzo criminale - La serie]]'' (2008 - 2010) *''[[The Vampire Diaries]]'' (2009 - 2017) *''[[Downton Abbey]]'' (2010 - 2015) *''[[Nikita (serie televisiva 2010)|Nikita]]'' (2010 - 2013) *''[[Hart of Dixie]]'' (2011 - 2015) *''[[Shameless]]'' (2011 - 2021) *''[[The Killing (serie televisiva 2011)|The Killing]]'' (2011 - 2014) *''[[Saving Hope]]'' (2012 - 2017) *''[[Orange Is the New Black]]'' (2013 - 2019) *''[[Francesco (miniserie televisiva 2014)|Francesco]]'' (2014) *''[[Agents of S.H.I.E.L.D.]]'' (2014 - in corso) *''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014 - in corso) *''[[Chicago Med]]'' (2015 - in corso) *''[[Quantico (serie televisiva)|Quantico]]'' (2015 - 2018) *''[[Poldark (serie televisiva 2015)|Poldark]]'' (2015 - 2019) *''[[I Medici]]'' (2016 - 2019) *''[[Legends of Tomorrow]]'' (2016 - 2022) *''[[The Chosen (serie televisiva)|The Chosen]]'' (2017 - in corso) *''[[Altered Carbon (serie televisiva)|Altered Carbon]]'' (2018 - 2020) *''[[The Falcon and the Winter Soldier]]'' (2021) *''[[One Piece (serie televisiva)|One Piece]]'' (2023) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Ennio Coltorti]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Coltorti, Emiliano}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] i50pc92xo68pvswm00v4woco127hwj6 Franco Mannella 0 173199 1411771 1387959 2026-04-27T07:05:06Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1411771 wikitext text/x-wiki '''Franco Mannella''' (1963 – vivente), doppiatore e regista teatrale italiano. == Citazioni di Franco Mannella == *La molla che secondo me fa scattare la decisione di un attore, di un artista buttarsi in un determinato campo, per quanto mi riguarda, è stata l'esigenza di comunicare […] che un artista trova in parte perché forse non è capace di comunicare... ha meno capacità di comunicare normalmente nella vita o forse anche perché il comunicare tutti i giorni non gli basta e ha bisogno di qualcosa in più. E quel qualcosa in più arriva dal teatro. Per me arriva dal teatro e dalle altre forme di comunicazione.<ref name=GoodAcademy>Dall'intervista ''GoodAcademy'', 16 agosto 2014. [https://www.youtube.com/watch?time_continue=108&v=6iIfrIDl-jI&feature=emb_logo Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Non esiste talento senza tecnica e tecnica senza talento. Un talento formidabile se non coltiva il proprio talento, rimane un talento improvvisato che affida il suo destino al caso.<ref name=GoodAcademy/> *Per i giovani che incominciano, che vogliono fare questo mestiere, ritengo che sia importante acquisire una buona tecnica, cioè la tecnica dell'attore che consiste banalmente nel conoscere il proprio corpo e la propria voce. Vocalità che ovviamente è l'espressione del corpo, cioè delle tensioni che l'attore riesce a gestire nel proprio corpo, metterle al servizio di quello che poi farà: in uno spettacolo teatrale, nel cinema, nel doppiaggio, cioè l'attore deve studiare tanto e approfondire la materia corpo e mente e per fare questo ci vuole tempo.<ref name=GoodAcademy/> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[I predatori dell'Arca perduta]]'' (1981) *''[[Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre]]'' (1993) *''[[The Prison]]'' (1994) *''[[Amistad]]'' (1997) *''[[Baise moi - Scopami]]'' (2000) *''[[Io, me & Irene]]'' (2000) *''[[Le vie della violenza]]'' (2000) *''[[Mission to Mars]]'' (2000) *''[[Scream 3]]'' (2000) *''[[Zoolander]]'' (2001) *''[[Johnny English]]'' (2003) *''[[Kill Bill vol. 1]]'' (2003) *''[[La maledizione della prima luna]]'' (2003) *''[[Matrimonio impossibile]]'' (2003) *''[[Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà]]'' (2003) *''[[La donna perfetta]]'' (2004) *''[[Master and Commander - Sfida ai confini del mare]]'' (2004) *''[[Melinda e Melinda]]'' (2004) *''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'' (2004) *''[[Starsky & Hutch (film)|Starsky & Hutch]]'' (2004) *''[[The Aviator]]'' (2004) *''[[Cinderella Man - Una ragione per lottare]]'' (2005) *''[[Constantine (film)|Constantine]]'' (2005) *''[[Four Brothers - Quattro fratelli]]'' (2005) *''[[Guida galattica per autostoppisti]]'' (2005) *''[[La guerra dei mondi (film 2005)|La guerra dei mondi]]'' (2005) *''[[Le crociate - Kingdom of Heaven]]'' (2005) *''[[Loverboy]]'' (2005) *''[[V per Vendetta]]'' (2005) *''[[Air Buddies - Cuccioli alla riscossa]]'' (2006) *''[[Bella (film)|Bella]]'' (2006) *''[[I figli degli uomini]]'' (2006) *''[[Il labirinto del fauno]]'' (2006) *''[[Inside Man]]'' (2006) *''[[L'amore non va in vacanza]]'' (2006) *''[[L'imbroglio - The Hoax]]'' (2006) *''[[Scary Movie 4]]'' (2006) *''[[The Sentinel - Il traditore al tuo fianco]]'' (2006) *''[[Una voce nella notte]]'' (2006) *''[[Viaggio in India]]'' (2006) *''[[American Gangster]]'' (2007) *''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]'' (2007) *''[[L'amore ai tempi del colera]]'' (2007) *''[[Rush Hour 3 - Missione Parigi]]'' (2007) *''[[Stardust (film)|Stardust]]'' (2007) *''[[In amore niente regole]]'' (2008) *''[[Io & Marley]]'' (2008) *''[[Notte brava a Las Vegas]]'' (2008) *''[[The Hurt Locker]]'' (2008) *''[[Twilight (film)|Twilight]]'' (2008) *''[[Un matrimonio all'inglese]]'' (2008) *''[[Le cronache di Narnia: il principe Caspian]]'' (2008) *''[[(500) giorni insieme]]'' (2009) *''[[Brüno]]'' (2009) *''[[Fratelli in erba]]'' (2009) *''[[La papessa (film)|La papessa]]'' (2009) *''[[Motherhood - Il bello di essere mamma]]'' (2009) *''[[Splice]]'' (2009) *''[[Ricatto d'amore]]'' (2009) *''[[A Serious Man]]'' (2009) *''[[State of Play]]'' (2009) *''[[Una notte al museo 2 - La fuga]]'' (2009) *''[[Adèle e l'enigma del faraone]]'' (2010) *''[[Ballata dell'odio e dell'amore]]'' (2010) *''[[Cani & gatti - La vendetta di Kitty]]'' (2010) *''[[Come lo sai]]'' (2010) *''[[Diario di una schiappa (film)|Diario di una schiappa]]'' (2010) *''[[L'immortale (film 2010)|L'immortale]]'' (2010) *''[[Scontro tra titani]]'' (2010) *''[[Super - 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La battaglia delle cinque armate]]'' (2014) *''[[Lo sciacallo - Nightcrawler]]'' (2014) *''[[Magic in the Moonlight]]'' (2014) *''[[Million Dollar Arm]]'' (2014) *''[[The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro]]'' (2014) *''[[Il racconto dei racconti - Tale of Tales]]'' (2015) *''[[La grande scommessa]]'' (2015) *''[[Suffragette (film)|Suffragette]]'' (2015) *''[[The Hateful Eight]]'' (2015) *''[[La battaglia di Hacksaw Ridge]]'' (2016) *''[[The Conjuring - Il caso Enfield]]'' (2016) *''[[Borg McEnroe]]'' (2017) *''[[Ghost in the Shell (film 2017)|Ghost in the Shell]]'' (2017) *''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water]]'' (2017) *''[[Tre manifesti a Ebbing, Missouri]]'' (2017) *''[[Billionaire Boys Club (film 2018)|Billionaire Boys Club]]'' (2018) *''[[Domenica (film 2018)|Domenica]]'' (2018) *''[[Doppio sospetto]]'' (2018) *''[[Maria Maddalena (film 2018)|Maria Maddalena]]'' (2018) *''[[Gemini Man (film)|Gemini Man]]'' (2019) *''[[The Gentlemen]]'' (2019) *''[[Enola Holmes]]'' (2020) *''[[Mank]]'' (2020) *''[[Sto pensando di finirla qui]]'' (2020) *''[[Being the Ricardos]]'' (2021) *''[[Infinite (film)|Infinite]]'' (2021) *''[[Spider-Man: No Way Home]]'' (2021) *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) *''[[Oppenheimer (film)|Oppenheimer]]'' (2023) *''[[Conclave (film)|Conclave]]'' (2024) *''[[The Substance]]'' (2024) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col|strette}} *''[[I sospiri del mio cuore]]'' (1995) *''[[A Bug's Life - 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2012) *''[[Modern Family]]'' (2009-2020) *''[[Spartacus (serie televisiva)|Spartacus]]'' (2010 - 2013) *''[[Spartacus - Gli dei dell'arena]]'' (2011) *''[[Better Call Saul]]'' (2015 - in corso) *''[[Chernobyl (miniserie televisiva)|Chernobyl]]'' (2019) *''[[Good Omens (miniserie televisiva)|Good Omens]]'' (2019) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mannella, Franco}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] [[Categoria:Registi teatrali italiani]] 2i12x6w2f6bfh9rcibo4gev85kpjm45 Massimo Bitossi 0 173743 1411767 1381576 2026-04-27T07:03:05Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1411767 wikitext text/x-wiki '''Massimo Bitossi''', (1972 – vivente), doppiatore italiano. ==Citazioni di Massimo Bitossi== *È un lavoro sempre più bistrattato ultimamente, però. […] Nascono sempre più questi puristi del: "Ah, no. Io soltanto l'edizione originale." Ma andassero a… Il discorso è questo. Il doppiaggio alla fine è edizione. Edizione.<ref name=Gattuso /> *{{NDR|Alla domanda su che lavoro fa}} La voce. La voce. Solo la voce. Il doppiatore.<ref name= Gattuso>Dall'intervista di Giovanna Gattuso, ''The GG CarTune Show'', 9 settembre 2016. [https://www.youtube.com/watch?v=ZeDxAFje_zk Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Per me il doppiaggio è stata proprio una scelta. Io volevo fare il doppiaggio. Mi piaceva l'idea di fare doppiaggio. I miei sforzi sono stati sempre tesi a entrare in una sala di doppiaggio e mettermi davanti al microfono. Era la cosa che volevo fare. […] Fissato per il doppiaggio. Malato per il doppiaggio.<ref name= Marcaccini>Intervista realizzata nel 2008 da Nicola F. Marcaccini per il sito Calliopea, ''Enciclopediadeldoppiaggio'', 14 maggio 2011. [https://www.youtube.com/watch?v=Y_KFRxrTizA Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' (1995) *''[[Fahrenheit 9/11]]'' (2004) *''[[King Arthur]]'' (2004) *''[[The Bourne Supremacy]]'' (2004) *''[[Crash - Contatto fisico]]'' (2005) *''[[I segreti di Brokeback Mountain]]'' (2005) *''[[L'imbroglio - The Hoax]]'' (2006) *''[[Amabili resti (film)|Amabili resti]]'' (2009) *''[[Bright Star]]'' (2009) *''[[I Love Radio Rock]]'' (2009) *''[[Il maledetto United]]'' (2009) *''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009) *''[[X-Men le origini - Wolverine]]'' (2009) *''[[Cani & gatti - La vendetta di Kitty]]'' (2010) *''[[Robin Hood (film 2010)|Robin Hood]]'' (2010) *''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012) *''[[Il lato positivo - Silver Linings Playbook]]'' (2012) *''[[Jack Reacher - La prova decisiva]]'' (2012) *''[[Jimmy Bobo - Bullet to the Head]]'' (2012) *''[[Ruby Sparks]]'' (2012) *''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2]]'' (2012) *''[[Gangster Squad]]'' (2013) *''[[Jobs]]'' (2013) *''[[American Sniper]]'' (2014) *''[[Divergent]]'' (2014) *''[[The Equalizer - Il vendicatore]]'' (2014) *''[[Transformers 4 - L'era dell'estinzione]]'' (2014) *''[[Vizio di forma (film)|Vizio di forma]]'' (2014) *''[[The Divergent Series: Insurgent]]'' (2015) *''[[Autobiografia di un finto assassino]]'' (2016) *''[[God's Not Dead 2]]'' (2016) *''[[The Bad Batch]]'' (2016) *''[[Bright (film)|Bright]]'' (2017) *''[[La fratellanza (film 2017)|La fratellanza]]'' (2017) *''[[La truffa dei Logan]]'' (2017) *''[[War Machine (film)|War Machine]]'' (2017) *''[[The Equalizer 2 - Senza perdono]]'' (2018) *''[[Mowgli - Il figlio della giungla]]'' (2018) *''[[Operation Finale]]'' (2018) *''[[Shark - Il primo squalo]]'' (2018) *''[[Slender Man (film)|Slender Man]]'' (2018) *''[[Diamanti grezzi]]'' (2019) *''[[Dolemite Is My Name]]'' (2019) *''[[It - Capitolo due]]'' (2019) *''[[La Llorona - Le lacrime del male]]'' (2019) *''[[Parasite]]'' (2019) *''[[Black Widow]]'' (2021) *''[[Don't Look Up]]'' (2021) *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) *''[[Barbie (film)|Barbie]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[La ricompensa del gatto]]'' (2002) *''[[Madagascar 3 - Ricercati in Europa]]'' (2012) *''[[Angry Birds - Il film]]'' (2016) *''[[Frozen II - Il segreto di Arendelle]]'' (2019) ===Serie animate=== *''[[Code Geass: Lelouch of the Rebellion]]'' (2006) *''[[BoJack Horseman]]'' (2014 - 2020) *''[[DuckTales (serie animata 2017)|DuckTales]]'' (2017 - in corso) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994 - 2009) *''[[Dr. House - Medical Division]]'' (2004 - in corso) *''[[Grey's Anatomy]]'' (2005 - in corso) *''[[Tutti odiano Chris]]'' (2005 - 2009) *''[[In Treatment]]'' (2008 - 2010) *''[[NCIS: Los Angeles]]'' (2009 - in corso) *''[[Fairly Legal]]'' (2011 - 2012) *''[[Saving Hope]]'' (2012 - in corso) *''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014 - in corso) *''[[True Detective]]'' (2014 - in corso) *''[[Lucifer (serie televisiva)|Lucifer]]'' (2016 - in corso) *''[[Dietland]]'' (2018) *''[[Peacemaker (serie televisiva)|Peacemaker]]'' (2022) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bitossi, Massimo}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] 3u3z6ydj6kvxp37gifzywd6fnc33whi Rio delle Amazzoni 0 175126 1411681 1411647 2026-04-26T13:36:48Z Mariomassone 17056 1411681 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sul '''Rio delle Amazzoni'''. *''Rio delle Amazzoni, | capitale delle sillabe dell'acqua, | padre patriarca, tu sei | la segreta eternità | delle fecondazioni, | fiumi ti cadono addosso come uccelli, | ti coprono pistilli color d'incendio, | i grandi tronchi morti ti riempiono di profumo, | la luna non ti può vegliare o misurare. | Sei tutto carico di verde sperma | come un albero nuziale, sei argentato | dalla selvaggia primavera, | sei tutto tinto di rosso dai legni, | azzurro tra la luna delle pietre, | vestito di ferruginosi fiumi, | e lento come un giro di pianeta.'' ([[Pablo Neruda]]) ==''[[Il mostro della laguna nera]]''== *– E io credevo il [[Mississippi (fiume)|Mississippi]] unico al mondo!<br>– Non è che un fiumicciattolo in confronto alle Amazzoni. *– Questo posto è rimasto com'era cento milioni di anni fa durante il periodo Devoniano.<br>– Era quasi il principio del mondo.<br>– Esatto. Anche gli animali sono rimasti immutati dal periodo Devoniano. Il formichiere è gigante e ha la forza di un orso, il millepiedi è lungo trenta centimetri, il ratto poi è grosso come un montone.<br>– È quasi incredibile!<br>– Ah, ma è vero.<br>– E non dimenticate il pesce siluro. Arriva a tre metri di lunghezza ed è feroce come sono feroci tutti gli esseri della giungla. *Vi sono molte strane leggende sul Rio delle Amazzoni. Io con le mie orecchie ho sentito la leggenda dell'uomo pesce. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Fiumi]] ghpxgf6ky69p8w1u0ykmij4ovvk3b0v 1411684 1411681 2026-04-26T14:23:08Z Udiki 86035 1411684 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sul '''Rio delle Amazzoni'''. *''Rio delle Amazzoni, | capitale delle sillabe dell'acqua, | padre patriarca, tu sei | la segreta eternità | delle fecondazioni, | fiumi ti cadono addosso come uccelli, | ti coprono pistilli color d'incendio, | i grandi tronchi morti ti riempiono di profumo, | la luna non ti può vegliare o misurare. | Sei tutto carico di verde sperma | come un albero nuziale, sei argentato | dalla selvaggia primavera, | sei tutto tinto di rosso dai legni, | azzurro tra la luna delle pietre, | vestito di ferruginosi fiumi, | e lento come un giro di pianeta.'' ([[Pablo Neruda]]) ==''[[Il mostro della laguna nera]]''== *– E io credevo il [[Mississippi (fiume)|Mississippi]] unico al mondo!<br />– Non è che un fiumiciattolo in confronto alle Amazzoni. *– Questo posto è rimasto com'era cento milioni di anni fa durante il periodo Devoniano.<br />– Era quasi il principio del mondo.<br />– Esatto. Anche gli animali sono rimasti immutati dal periodo Devoniano. Il formichiere è gigante e ha la forza di un orso, il millepiedi è lungo trenta centimetri, il ratto poi è grosso come un montone.<br />– È quasi incredibile!<br />– Ah, ma è vero.<br />– E non dimenticate il pesce siluro. Arriva a tre metri di lunghezza ed è feroce come sono feroci tutti gli esseri della giungla. *Vi sono molte strane leggende sul Rio delle Amazzoni. Io con le mie orecchie ho sentito la leggenda dell'uomo pesce. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Fiumi]] ss4zmadtyzbzox96ppjvy83fksilpb0 Andrea Lavagnino 0 176733 1411772 1396170 2026-04-27T07:05:37Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1411772 wikitext text/x-wiki '''Andrea Lavagnino''' (1970 – vivente), doppiatore e attore italiano. ==Citazioni di Andrea Lavagnino== *I piccoli ruoli sono le cose che ti insegnano di più, perché è molto più difficile, non avendo una struttura di un personaggio, non avendo un bagaglio culturale che ti può dare un direttore rispetto a quel ruolo che devi affrontare, ti dice delle cose. Dire un "Ciao", dire un "Arrivederci", dire un "Buongiorno, mi dia le valigie" è difficile, perché è fuori dal contesto. È molto più complicato che avere un ruolo.<ref name= Cigliano /> *Presto tutta questa storia qui {{NDR|Covid-19}}, andrà nella dimenticanza o comunque nella dimenticanza nel senso che ce la dobbiamo ricordare ma ce la dobbiamo un po' scrollare di dosso.<ref name= Cigliano>Dall'intervista di Alessio Cigliano, ''Radio Cigliano'', 20 ottobre 2020. [https://www.youtube.com/watch?v=4wqfB6KVTaI&t=1201s Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Quando è nato {{NDR|il doppiaggio}} c'erano attori di teatro che facevano questo lavoro, insomma. Quindi erano attori che tu riconoscevi dalla voce, ma li avevi già visti in qualche modo in televisione o in teatro e quindi sapevi chi erano. Oggi è un po' tutto diverso, perché nel doppiaggio il talento, essendo un mestiere secondo me ancora molto meritocratico, può arrivare chiunque. Tu non sai chi sia.<ref name= Cigliano /> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Pusher - L'inizio]]'' (1996) *''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000) *''[[Bobby Z - Il signore della droga]]'' (2007) *''[[Resident Evil: Extinction]]'' (2007) *''[[Transsiberian]]'' (2008) *''[[Angeli e demoni]]'' (2009) *''[[Personal Effects]]'' (2009) *''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009) *''[[5 giorni fuori]]'' (2010) *''[[Resident Evil: Afterlife]]'' (2010) *''[[Django Unchained]]'' (2012) *''[[Il lato positivo - Silver Linings Playbook]]'' (2012) *''[[Men in Black 3]]'' (2012) *''[[The Expatriate - In fuga dal nemico]]'' (2012) *''[[Underworld - Il risveglio]]'' (2012) *''[[A proposito di Davis]]'' (2013) *''[[Come ti spaccio la famiglia]]'' (2013) *''[[Corpi da reato]]'' (2013) *''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]'' (2013) *''[[La fine del mondo (film 2013)|La fine del mondo]]'' (2013) *''[[Pain & Gain - Muscoli e denaro]]'' (2013) *''[[The Host (film 2013)|The Host]]'' (2013) *''[[The Wolf of Wall Street]]'' (2013) *''[[Tutto può cambiare]]'' (2013) *''[[Affari di famiglia (film 2014)|Affari di famiglia]]'' (2014) *''[[Fury (film 2014)|Fury]]'' (2014) *''[[Liberaci dal male (film 2014)|Liberaci dal male]]'' (2014) *''[[Storie pazzesche]]'' (2014) *''[[Transformers 4 - L'era dell'estinzione]]'' (2014) *''[[Mission: Impossible - Rogue Nation]]'' (2015) *''[[Spectre (film)|Spectre]]'' (2015) *''[[The Hateful Eight]]'' (2015) *''[[The Witch (film 2015)|The Witch]]'' (2015) *''[[Codice 999]]'' (2016) *''[[Free State of Jones]]'' (2016) *''[[Lady Macbeth (film)|Lady Macbeth]]'' (2016) *''[[Sully (film)|Sully]]'' (2016) *''[[1922 (film 2017)|1922]]'' (2017) *''[[Ghost in the Shell (film 2017)|Ghost in the Shell]]'' (2017) *''[[John Wick - Capitolo 2]]'' (2017) *''[[King Arthur - Il potere della spada]]'' (2017) *''[[Mistero a Crooked House]]'' (2017) *''[[Rosso Istanbul]]'' (2017) *''[[A Star Is Born (film 2018)|A Star Is Born]]'' (2018) *''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2018) *''[[Mission: Impossible - Fallout]]'' (2018) *''[[Ready Player One (film)|Ready Player One]]'' (2018) *''[[Soldado]]'' (2018) *''[[Cats (film 2019)|Cats]]'' (2019) *''[[C'era una volta a... Hollywood]]'' (2019) *''[[Il re (film)|Il re]]'' (2019) *''[[Rocketman (film 2019)|Rocketman]]'' (2019) *''[[What Men Want]]'' (2019) *''[[The Midnight Sky]]'' (2020) *''[[Being the Ricardos]]'' (2021) *''[[Dune (film 2021)|Dune]]'' (2021) *''[[The Conjuring - Per ordine del diavolo]]'' (2021) *''[[Amsterdam (film 2022)|Amsterdam]]'' (2022) *''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022) *''[[Guardiani della Galassia Vol. 3]]'' (2023) *''[[I Cavalieri dello zodiaco (film)|I Cavalieri dello zodiaco]]'' (2023) *''[[Conclave (film)|Conclave]]'' (2024) *''[[Immaculate - La prescelta]]'' (2024) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[La ricompensa del gatto]]'' (2002) ===Serie animate=== *''[[BoJack Horseman]]'' (2014-2020) *''[[Star Wars Rebels]]'' (2014-2018) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Flor - Speciale come te]]'' (2004-2005) *''[[Heroes]]'' (2006-2010) *''[[Psych]]'' (2006-2014) *''[[Castle - Detective tra le righe]]'' (2009-2016) *''[[Spartacus (serie televisiva)|Spartacus]]'' (2010-2013) *''[[Spartacus - Gli dei dell'arena]]'' (2011) *''[[Saving Hope]]'' (2012-2017) *''[[Gotham (serie televisiva)|Gotham]]'' (2014-2019) *''[[Quando chiama il cuore]]'' (2014-in corso) *''[[Wayward Pines]]'' (2015) *''[[American Crime Story]]'' (2016-2021) *''[[La casa di carta]]'' (2017-2021) *''[[Tribes and Empires: Storm of Prophecy]]'' (2017-2018) *''[[Altered Carbon (serie televisiva)|Altered Carbon]]'' (2018-2020) *''[[Hawkeye (serie televisiva)|Hawkeye]]'' (2021) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lavagnino, Andrea}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 0rx1r7hdv90ll5xf3cux3sg5ki8lzq2 Ana Mena 0 184980 1411689 1368370 2026-04-26T14:45:43Z ~2026-25533-57 106960 1411689 wikitext text/x-wiki [[File:Ana Mena en Acto commemorativo del 28F en el Teatro Maestranza. 01 (cropped).jpg|thumb|upright=1.2|Ana Mena nel 2026]] '''Ana Mena Rojas''' (1997 – vivente), cantautrice, attrice e modella spagnola. ==Citazioni di Ana Mena== {{cronologico}} *Sono sempre stata una bambina che voleva cantare e poi è capitata la recitazione, ma la musica mi è sempre stata accanto. Se dovessi fare altro morirei di depressione.<ref>Dall'intervista ''[https://www.cosmopolitan.com/it/star/a38911262/ana-mena-si-racconta-prima-di-sanremo-prendiamoci-cura-di-noi/ Ana Mena si racconta prima di Sanremo: «Prendiamoci cura di noi»]'', ''cosmopolitan.com'', 28 gennaio 2022.</ref> {{Int|''[https://www.lavocegrossa.com/2019/09/la-voce-grossa-diana-menaintervistaio-e.html La Voce Grossa di... Ana Mena (intervista): «Io e Fred De Palma? Siamo ottimi amici e ci piace fare musica insieme» ]''|Nicola Ricchitelli, ''lavocegrossa.com'', agosto 2020.}} *{{NDR|Sulla collaborazione con [[Fred De Palma]]}} Fred era alla ricerca di una ragazza per condividere il suo "D'estate non vale". Non sapevo nulla dell'italiano, ma mi è sempre sembrato un linguaggio molto sensuale ed ero davvero entusiasta di questa nuova sfida. Ho registrato una nota vocale di [[WhatsApp]] con il ritornello di "DENV" - "D'estate non vale" e mi è piaciuto molto. La settimana seguente abbiamo registrato la canzone in studio un paio d'ore prima di prendere un volo per il Messico. Quando ci siamo incontrati siamo diventati super amici e oggi posso dire che siamo come fratelli, lo ammiro come artista e lo amo moltissimo come persona. Siamo ottimi amici e ci piace fare musica insieme. *Ho molte influenze. Mi piace il reggaeton, il [[R&B]], il [[flamenco]] e il [[rap]] tra gli altri. Ho 22 anni e sono giovane. Sono all'età di scoprire e correre rischi. Spero di continuare a crescere e che le persone mi permettano di continuare a fare musica per molti anni. *La musica è la mia vita da quando ero bambina. Mia madre ha cantato il flamenco e ho sempre ammirato tutta la musica. Lavoro da quando avevo 9 anni. Ho partecipato a tutti i concorsi nella mia regione e in seguito ho realizzato film e serie come attrice. Ho fatto la mia musica per 3 o 4 anni e certamente non potevo fare nient'altro. *La recitazione è un'altra delle mie passioni. Musica e recitazione vanno di pari passo. Quando canti una canzone, devi dire cosa stai dicendo. Ora sono molto concentrato sul continuare a fare musica ma ho voglia di interpretare di nuovo un personaggio. {{Int|''La straniera di Sanremo''|Intervista di Barbara Visentin, ''Corriere della Sera'', 21 dicembre 2021, p. 45.}} *{{NDR|«Guardava [[Festival di Sanremo|Sanremo]] in Spagna?»}} L'ho seguito molto da adolescente. Papà mi faceva sentire tante canzoni italiane: è il motivo per cui ho maturato questa attrazione per la musica e la cultura italiana. [...] Tanti classici, mi viene in mente "Canzone per te" di [[Sergio Endrigo]] o "Non succederà più" [inizia a cantarla, ''ndr'']. E sono un paio d'anni che cerco di essere in gara con una canzone mia. [...] Sanremo è un sogno anche per il legame con mio padre. Ci è stato per la prima volta con me quando [[Amadeus (conduttore televisivo)|Amadeus]] ci ha presentati alla finale dei giovani. Ogni volta che mi giravo lo vedevo che cercava di parlare con tutti in italiano. Era molto grato. *{{NDR|«[...] quando ha iniziato a cantare?»}} Da piccolissima, avevo 8 anni. Ho imparato il flamenco da mia mamma che lo cantava in casa, mi presentavo a tutti i concorsi nei paesi in Andalusia. Poi a 11 anni ho avuto la prima parte in tv come attrice. Ho fatto film e serie, ma la musica era sempre presente. *{{NDR|«Ha recitato [...] in "[[La pelle che abito]]" di Almodóvar: com'è andata?»}} Avevo 13 anni e per il casting dovevo cantare una canzone in portoghese, che non parlo. L'ho registrata a modo mio e poi sono stata chiamata per un colloquio con lui, nel suo ufficio. Entro e stava pranzando, mi chiede se gli posso cantare un pezzo del brano a cappella e io, nervosissima davanti a un mio idolo, ne faccio un pezzettino. Lui risponde: "Ok va bene, ma non crescere di più in altezza perché ci servi così". *{{NDR|«L'Italia com'è arrivata?»}} A 17-18 anni, quando ho pubblicato il primo singolo in Spagna, il pensiero era l'Italia. Ero attratta dalla lingua, simile allo spagnolo, ma sensuale. Poi c'è stata l'opportunità di lavorare con Fred De Palma, al tempo sapevo dire solo "grazie" e "ciao": è stato un successo che non mi aspettavo e forse nemmeno lui. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mena, Ana}} [[Categoria:Attori spagnoli]] [[Categoria:Cantautori spagnoli]] [[Categoria:Modelli spagnoli]] 2c8gatw6a0r7jjk5mbpabdfayjkqp5w 1411690 1411689 2026-04-26T14:54:11Z Udiki 86035 Nell'altra immagine faceva una smorfia 1411690 wikitext text/x-wiki [[File:Premios Goya 2020 - Ana Mena (cropped).jpg|miniatura|Ana Mena nel 2020]] '''Ana Mena Rojas''' (1997 – vivente), cantautrice, attrice e modella spagnola. ==Citazioni di Ana Mena== {{cronologico}} *Sono sempre stata una bambina che voleva cantare e poi è capitata la recitazione, ma la musica mi è sempre stata accanto. Se dovessi fare altro morirei di depressione.<ref>Dall'intervista ''[https://www.cosmopolitan.com/it/star/a38911262/ana-mena-si-racconta-prima-di-sanremo-prendiamoci-cura-di-noi/ Ana Mena si racconta prima di Sanremo: «Prendiamoci cura di noi»]'', ''cosmopolitan.com'', 28 gennaio 2022.</ref> {{Int|''[https://www.lavocegrossa.com/2019/09/la-voce-grossa-diana-menaintervistaio-e.html La Voce Grossa di... Ana Mena (intervista): «Io e Fred De Palma? Siamo ottimi amici e ci piace fare musica insieme» ]''|Nicola Ricchitelli, ''lavocegrossa.com'', agosto 2020.}} *{{NDR|Sulla collaborazione con [[Fred De Palma]]}} Fred era alla ricerca di una ragazza per condividere il suo "D'estate non vale". Non sapevo nulla dell'italiano, ma mi è sempre sembrato un linguaggio molto sensuale ed ero davvero entusiasta di questa nuova sfida. Ho registrato una nota vocale di WhatsApp con il ritornello di "DENV" - "D'estate non vale" e mi è piaciuto molto. La settimana seguente abbiamo registrato la canzone in studio un paio d'ore prima di prendere un volo per il Messico. Quando ci siamo incontrati siamo diventati super amici e oggi posso dire che siamo come fratelli, lo ammiro come artista e lo amo moltissimo come persona. Siamo ottimi amici e ci piace fare musica insieme. *Ho molte influenze. Mi piace il reggaeton, il [[R&B]], il [[flamenco]] e il [[rap]] tra gli altri. Ho 22 anni e sono giovane. Sono all'età di scoprire e correre rischi. Spero di continuare a crescere e che le persone mi permettano di continuare a fare musica per molti anni. *La musica è la mia vita da quando ero bambina. Mia madre ha cantato il flamenco e ho sempre ammirato tutta la musica. Lavoro da quando avevo 9 anni. Ho partecipato a tutti i concorsi nella mia regione e in seguito ho realizzato film e serie come attrice. Ho fatto la mia musica per 3 o 4 anni e certamente non potevo fare nient'altro. *La recitazione è un'altra delle mie passioni. Musica e recitazione vanno di pari passo. Quando canti una canzone, devi dire cosa stai dicendo. Ora sono molto concentrato sul continuare a fare musica ma ho voglia di interpretare di nuovo un personaggio. {{Int|''La straniera di Sanremo''|Intervista di Barbara Visentin, ''Corriere della Sera'', 21 dicembre 2021, p. 45.}} *{{NDR|«Guardava [[Festival di Sanremo|Sanremo]] in Spagna?»}} L'ho seguito molto da adolescente. Papà mi faceva sentire tante canzoni italiane: è il motivo per cui ho maturato questa attrazione per la musica e la cultura italiana. [...] Tanti classici, mi viene in mente "Canzone per te" di [[Sergio Endrigo]] o "Non succederà più" [inizia a cantarla, ''ndr'']. E sono un paio d'anni che cerco di essere in gara con una canzone mia. [...] Sanremo è un sogno anche per il legame con mio padre. Ci è stato per la prima volta con me quando [[Amadeus (conduttore televisivo)|Amadeus]] ci ha presentati alla finale dei giovani. Ogni volta che mi giravo lo vedevo che cercava di parlare con tutti in italiano. Era molto grato. *{{NDR|«[...] quando ha iniziato a cantare?»}} Da piccolissima, avevo 8 anni. Ho imparato il flamenco da mia mamma che lo cantava in casa, mi presentavo a tutti i concorsi nei paesi in Andalusia. Poi a 11 anni ho avuto la prima parte in tv come attrice. Ho fatto film e serie, ma la musica era sempre presente. *{{NDR|«Ha recitato [...] in "[[La pelle che abito]]" di Almodóvar: com'è andata?»}} Avevo 13 anni e per il casting dovevo cantare una canzone in portoghese, che non parlo. L'ho registrata a modo mio e poi sono stata chiamata per un colloquio con lui, nel suo ufficio. Entro e stava pranzando, mi chiede se gli posso cantare un pezzo del brano a cappella e io, nervosissima davanti a un mio idolo, ne faccio un pezzettino. Lui risponde: "Ok va bene, ma non crescere di più in altezza perché ci servi così". *{{NDR|«L'Italia com'è arrivata?»}} A 17-18 anni, quando ho pubblicato il primo singolo in Spagna, il pensiero era l'Italia. Ero attratta dalla lingua, simile allo spagnolo, ma sensuale. Poi c'è stata l'opportunità di lavorare con Fred De Palma, al tempo sapevo dire solo "grazie" e "ciao": è stato un successo che non mi aspettavo e forse nemmeno lui. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mena, Ana}} [[Categoria:Attori spagnoli]] [[Categoria:Cantautori spagnoli]] [[Categoria:Modelli spagnoli]] 5bhqjb43gljgqfz6zickss6x18bno95 Pietro De Vico 0 187426 1411676 1388365 2026-04-26T12:37:41Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411676 wikitext text/x-wiki [[File:Portrait of Pietro De Vico - Augusto De Luca photographer.jpg|thumb|Pietro De Vico nel 1995]] '''Pietro De Vico''' (1911 – 1999), attore italiano. ==Citazioni di Pietro De Vico== *Di [[Totò]] la prima cosa da ricordare è la bontà e la signorilità. Nessun attore è mai stato come lui, che rimaneva in piedi e cedeva la sua poltrona alle comparse. Ogni tanto arrivava un attore anziano che lui conosceva e allora Mario Castellani diceva: "Totò c'è coso fuori che dice se potesse fare 'na posa, magari". Siccome non c'era la possibilità, il film era già cominciato, lui metteva le mani in tasca, gli dava dei soldi e gli diceva "Non dire però che te li ho dati io, dì che te li ha dati la produzione".<ref name=Totò>Dalla testimonianza ''[http://www.antoniodecurtis.com/ricordi/devico.htm Pietro De Vico e Totò]'', ''antoniodecurtis.com''.</ref> *Essere spalla di Totò era difficile. Bisognava stare attenti alla pause, perché lui alle volte faceva della pause e tu non sapevi dove andava a parare. Lui ha sempre lavorato con degli attori, ha preso sempre attori di teatro, perché l'attore di teatro bene o male, male io bene gli altri, si arrangiavano, capivano tutte le pause. Anche a noi spalle era concesso improvvisare. Quella piccola scenetta che ho fatto in ''[[Totò diabolicus]]'', io stavo a casa, mi mandarono a chiamare "Vieni, vieni che ti vuole Totò". Io vado alla Titanus e c'era già la scena che era pronta e mi dice "Mettiti il camice" e io "Ma che devo dire?". "Non ti preoccupare, rispondi a quello che dico io", mi dice Totò. E quella scena sul tavolo operatorio, che non abbiamo provato, venne talmente bene che il regista ad un certo punto diede lo stop, perché l'operatore talmente che rideva faceva muovere la telecamera e non era più possibile continuare. Io spesso sogno la notte Totò e lo sogno normale che sta vicino a me e mi dice "Che facciamo adesso?". "Le solite cose", rispondo io.<ref name=Totò/> *Totò era molto affezionato a me, mi voleva bene. Per tante parti, come quella del ''[[Il giudizio universale|Giudizio universale]]'', mi faceva chiamare lui, oppure faceva chiamare mia moglie, che spesso ha fatto la moglie di Totò nei suoi film. "Chiamatemi la [[Anna Campori|Campori]]", diceva sempre. Per questo film c'erano tanti attori noti e logicamente chiamarono anche Totò. Gli fecero leggere il cast, ma c'era qualcosa che a lui non andava e da gran signore che era incominciò a dire che non si sentiva bene e disse "Sentite volete un consiglio, prendetevi a De Vico perché lui va bene" e [[Vittorio De Sica|De Sica]] mi mandò a chiamare.<ref name=Totò/> ==Citazioni su Pietro De Vico== *{{NDR|In riferimento a ''[[Giovanna, la nonna del Corsaro Nero]]'', commedia musicale della Rai per ragazzi del 1961}} Nicolino, forse il personaggio più strepitoso di questa saga della [[TV dei ragazzi]], è interpretato da Pietro De Vico. ([[Aldo Grasso]]) ==Note== <references /> == Filmografia == {{div col}} *''[[Totò sceicco]]'' (1950) *''[[La famiglia Passaguai]]'' (1951) *''[[Signori, in carrozza!]]'' (1951) *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) *''[[Chi si ferma è perduto]]'' (1960) *''[[Totòtruffa 62]]'' (1961) *''[[Il giudizio universale]]'' (1961) *''[[Giovanna, la nonna del Corsaro Nero]]'' (1961-1966) *''[[Totò diabolicus]]'' (1962) *''[[Che fine ha fatto Totò Baby?]]'' (1964) *''[[Brancaleone alle Crociate]]'' (1970) *''[[La messa è finita]]'' (1985) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Anna Campori]], moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Vico, Pietro}} [[Categoria:Attori italiani]] bald3foblr09294ralrehvdnhvpfeqg Ewa Aulin 0 187745 1411750 1175379 2026-04-26T23:24:58Z Danyele 19198 immagine di qualità migliore 1411750 wikitext text/x-wiki [[File:Ewa Aulin - Death Laid an Egg (1968).jpg|thumb|Ewa Aulin nel 1968]] '''Ewa Brigitta Aulin''' (1950 – vivente), attrice e cantante svedese. ==Citazioni di Ewa Aulin== *Vent'anni fa io ho trovato nel romano una persona disponibile sempre allegra, come posso dire, un bellissimo popolo, poi piano piano è cambiato, com'è cambiata Roma. Ora è più arrabbiato, più nervoso, più polemico.<ref>Dall'intervista di Gianfranco Gramola, ''[http://www.intervisteromane.net/interviste%20pronte%202/eva_aulin.htm Ewa Aulin]'', ''intervisteromane.net'', 31 gennaio 1999.</ref> ==Filmografia== *''[[Questa specie d'amore]]'' (1971) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Aulin, Ewa}} [[Categoria:Attori svedesi]] [[Categoria:Cantanti svedesi]] duiqsbsoxvzmievn6xkvurpn9zjlln0 1411751 1411750 2026-04-26T23:39:56Z Danyele 19198 typo 1411751 wikitext text/x-wiki [[File:Ewa Aulin - Death Laid an Egg (1968).jpg|thumb|Ewa Aulin nel 1968]] '''Ewa Brigitte Aulin''' (1950 – vivente), attrice e cantante svedese. ==Citazioni di Ewa Aulin== *Vent'anni fa io ho trovato nel romano una persona disponibile sempre allegra, come posso dire, un bellissimo popolo, poi piano piano è cambiato, com'è cambiata Roma. Ora è più arrabbiato, più nervoso, più polemico.<ref>Dall'intervista di Gianfranco Gramola, ''[http://www.intervisteromane.net/interviste%20pronte%202/eva_aulin.htm Ewa Aulin]'', ''intervisteromane.net'', 31 gennaio 1999.</ref> ==Filmografia== *''[[Questa specie d'amore]]'' (1971) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Aulin, Ewa}} [[Categoria:Attori svedesi]] [[Categoria:Cantanti svedesi]] nk4i1vcbgieluwyfhxq3zqn2fcc9qze Joseph Wu 0 189433 1411753 1323322 2026-04-27T05:08:43Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Minister_Jaushieh_Joseph_Wu.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Krd|Krd]] perché No permission since 19 April 2026. 1411753 wikitext text/x-wiki '''Joseph Wu''' (1952 – vivente), politico taiwanese. ==Citazioni di Joseph Wu == *La [[Cina]] ha incarcerato milioni di [[uiguri]] in campi d’internamento nei quali è diffusa la pratica del lavoro forzato e sono molti i casi documentati di sterilizzazione forzata delle detenute. La libertà religiosa è duramente soppressa in [[Tibet]] dove le comunità locali hanno dovuto forzatamente rinunciare al proprio stile di vita. La legge sulla sicurezza nazionale di [[Hong Kong]] ha cancellato lo stato di diritto incarcerando migliaia di attivisti, esponenti politici democratici e giornalisti. Il regime di [[Xi-Jinping]] ha ignorato le critiche della comunità internazionale e sta continuando a perseguire un progetto totalitario antitetico ai valori universalmente riconosciuti di [[libertà]] e [[democrazia]].<ref name=minaccia>Dall'intervista di Gianni Vernetti, ''Joseph Wu “La Cina minaccia il mondo libero e Taiwan è la frontiera”'', ''la Repubblica'', 17 dicembre 2021, pag. 19.</ref> *[[Taiwan]] rispetta i [[diritti umani]], la [[libertà]] e lo [[stato di diritto]] ed è la prova vivente che un sistema democratico possa coesistere con la cultura e le tradizioni cinesi. Credo che se la Cina si avvierà verso la strada delle riforme democratiche, il popolo cinese non potrà che trarne grande beneficio.<ref name=minaccia/> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Wu, Joseph}} [[Categoria:Politici taiwanesi]] mxe8jnwlxzcmglr4i6jsi0bbzbrvbs9 Helmut Marko 0 192742 1411749 1394141 2026-04-26T22:53:38Z Danyele 19198 /* Citazioni di Helmut Marko */ +wikilink 1411749 wikitext text/x-wiki [[File:Marko, Helmut 1970 (sw).jpg|thumb|Helmut Marko (1970)]] '''Helmut Marko''' (1943 – vivente), dirigente sportivo ed ex pilota automobilistico austriaco. ==Citazioni di Helmut Marko== *{{NDR|Sulla [[Red Bull RB20]]}} All'inizio della stagione, avevamo una vettura equilibrata [...]. Era in grado di affrontare tutte le piste e tutte le condizioni. Poi abbiamo preso una strada sbagliata. L'auto è diventata una stronza che solo [[Max Verstappen|Max]] riesce a domare. Hanno reso la macchina sempre più imprevedibile. È diventato sempre più difficile regolarla e bilanciarla. [...] siamo a volte veloci e a volte lenti a seconda delle condizioni. A volte anche nella stessa gara [...]<ref>Da un'intervista ad ''Auto Motor und Sport''; citato in Tobia Elia, ''[https://f1ingenerale.com/f1/interviste/nonostante-la-salda-leadership-in-entrambi-i-campionati-helmut-marko-si-e-detto-scontento-della-direzione-di-sviluppo-intrapresa-dalla-rb20/ F1 {{!}} I malumori di Marko: "La RB20 è una stronza che solo Verstappen riesce a domare"]'', ''f1ingenerale.com'', 20 agosto 2024.</ref> *{{NDR|Su Max Verstappen}} Ha molti punti di forza, ma in particolare il fatto che non ha bisogno di riscaldarsi. Scende in pista e va forte, anche sul bagnato o su un circuito nuovo [...]. L'altra sua qualità è l'aggressività. Se c'è anche la minima possibilità di sorpasso non la spreca e poi ha un velocità naturale che è semplicemente incredibile. Sul giro secco mi ricorda Senna. Va oltre i limiti dell'auto. Assomiglia molto ad Ayrton, l'unico dei grandi con cui posso paragonarlo.<ref>Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in ''[https://f1ingenerale.com/f1-marko-verstappen-mi-ricorda-senna/ F1 {{!}} Marko: "Verstappen mi ricorda Senna"]'', ''f1ingenerale.com'', 20 dicembre 2021.</ref> *Le auto di [[Formula E]] sono come delle Formula 3 con una batteria di 400 Kg. Sono molto lente. Sembrano attraenti solo perché corrono su queste strade strette e tortuose dei circuiti cittadini. Proprio il fatto di correre nei centri delle città è il suo grande vantaggio, un super strumento di marketing. Chiedete alla vostra ragazza se preferisce andare a Spa o a New York. È il concetto di base della Formula E, andare incontro alla gente.<ref>Da un'intervista a ''motorsport.com''; citato in Roberto Speranza, ''[https://www.autoblog.it/post/965311/formula-e-helmut-marko-red-bull-non-interessa Formula E: Helmut Marko, "Alla Red Bull siamo puristi, non c'interessa"]'', ''autoblog.it'', 21 gennaio 2019.</ref> *{{NDR|Sulle [[Vettura di Formula 1|vetture di Formula 1]]}} [...] le vetture di adesso non hanno niente a che vedere con quelle che guidavamo noi. Tanto per iniziare le attuali F1 non hanno neanche il pedale della frizione! E quel pedale, te lo posso assicurare, nelle auto da corsa era davvero duro. Negli anni '70 non c'erano aiuti alla guida, non c'era comfort. Il cambio non era al volante e dovevi spesso guidare con una mano sulla leva e l'altra sul volante. Le vetture erano molto più esigenti dal punto di vista del fisico del pilota. Inoltre la sicurezza era decisamente inferiore. [...] diciamo che adesso è più facile portare al limite le vetture. Una volta dovevi prima pensare a rimanere in pista, poi iniziavi a pensare come battere i tuoi avversari.<ref>Da Giuseppe Lucera, ''[https://www.f1world.it/formula-1-intervista-esclusiva-a-helmut-marko-kvyat-non-ha-retto-la-pressione-lavoreremo-per-migliorare-la-f1/ Formula 1, intervista esclusiva a Helmut Marko «Kvyat non ha retto la pressione. Lavoreremo per migliorare la F1»]'', ''f1world.it'', 9 maggio 2016.</ref> *{{NDR|Sul [[campionato mondiale di Formula 1 2024]]}} Nel corso della stagione ci sono state diverse gare in cui la RB20 non è stata la macchina più veloce, ma Max ha vinto comunque. [...] ha sempre estratto il massimo dalla macchina. Non ha avuto un singolo incidente [...] e, nella fase in cui siamo stati il quarto team più veloce, ha gestito tutto in maniera egregia, riuscendo a stabilizzare la sua leadership. Max è riuscito a mascherare i problemi della macchina grazie alle sue capacità di guida. Come ho detto, in un certo periodo della stagione siamo stati inferiori a McLaren, Ferrari e Mercedes, e Max ha sempre ottenuto il massimo. [...] Dopo Monza ci siamo compattati e abbiamo dato tutto per vincere questo titolo. Ora Max ha 27 anni, ha sviluppato un carattere incredibile per la sua età. E ha anche una posizione di leadership: ha rimesso assieme il team nel momento opportuno e lo ha portato al successo. Senza Verstappen, Red Bull non sarebbe stato un team vincente. E questo è piuttosto chiaro.<ref>Da una dichiarazione al termine del Gran Premio di Las Vegas 2024; citato in Giacomo Rauli, ''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-marko-max-ha-coperto-i-difetti-della-rb20-senza-di-lui-non-avremmo-vinto/10676130/ F1 {{!}} Marko: "Max ha coperto i difetti della RB20. Senza di lui non avremmo vinto"]'', ''motorsport.com'', 24 novembre 2024.</ref> {{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/parliamone-con/marko-sitting-bull-f1-red-bull-ferrari-merzario-le-mans-targa-florio-rindt-593916.html Marko sitting Bull]''|Intervista di Roberto Boccafogli, ''formulapassion.it'', 20 novembre 2021.}} *{{NDR|Su [[Jochen Rindt]]}} Era un personaggio eccezionale. Velocissimo, soprattutto nei curvoni vertiginosi di allora, quando chicane non ce n'erano. E sapeva di esserlo; ma soprattutto la sua missione era molto chiara: andava al massimo sempre e dovunque. La strategia gli interessava poco: voleva vincere per distacco, per coraggio. [...] conquistò il Mondiale '70. Non tutti sanno però che aveva deciso di ritirarsi alla fine di quella stagione: non aveva fiducia in [[Colin Chapman]], le cui monoposto erano velocissime ma poco affidabili, persino pericolose. [...] Voleva conoscere altri mondi, gli piaceva la ribalta. Con i primi soldi [...] aveva cambiato modo di vivere. Fu il primo fra i piloti del paddock a presentarsi con una Jaguar; posava per i fotografi vestito di una lunga pelliccia, insieme alla moglie Nina, stupenda. [...] Anche il suo naso storto era diventato un segno di fascino [...]. [[Gran Premio d'Italia 1970|Morì]] così, improvvisamente. [...] Rimasi shoccato. Tutta l'Austria lo fu: a parte qualche sciatore, il nostro Paese non aveva mai avuto una star di quella grandezza. E l'effetto dura ancora oggi: sulla sua tomba [...] vengono portati continuamente fiori freschi, biglietti, pensieri. Del resto in quegli anni l'automobile per i giovani era tutto: era la prima libertà, la prima indipendenza. E Rindt era l'eroe del volante, quindi di tutta una generazione. *[...] su [[Ferdinand Piëch|Piech]] c'è un [...] aneddoto straordinario, e si riferisce alla [[24 Ore di Daytona]]. Avevamo problemi alle ruote: i pneumatici si muovevano sul cerchio. A un certo punto, mentre guidavamo, si sentiva un "cik, cik, cik", e sul banking andavamo a 300 all'ora! Insomma, persi il controllo e finii contro il muretto esterno, e in quel secondo scarso prima dell'impatto tutta la vita mi passò davanti agli occhi. Quando capii che ero vivo, balzai fuori dalla macchina e mi precipitai ai box dove trovai Piech che mi urlò in faccia "Doktor Marko! Lo sa che questa è una 24 Ore?!? Se non si è fatto male, il suo primo compito è riportare la macchina al garage: possiamo ripararla, e la gara è ancora lunga". E oggi mi pare quasi incredibile, ma non provai neanche a ribattere. Mi feci portare all'interno del punto dell'incidente, attraversai la pista mentre passavano tutti e tornai al volante. E il motore si accese! Ma la Porsche era talmente danneggiata che non riuscimmo a spostarla da lì se non con il carro attrezzi. *{{NDR|Sull'incidente al [[Gran Premio di Francia 1972]] che gli costò la perdita dell'occhio sinistro e la fine della carriera agonistica}} Ricordo una curva in discesa: davanti avevo la March di Ronnie Peterson, quando sentii un gran colpo in faccia e immediatamente un dolore terribile. Ma sapevo di avere tante monoposto alle spalle, alzai la mano per segnalare che avevo problemi e riuscì ad accostare sulla destra. I soccorsi a quei tempi erano un po' così. Mi caricarono sul sedile posteriore di una vettura piccola e all'ospedale del circuito provarono a disinfettare l'occhio. C'era sangue dappertutto, e quel dolore terribile. Capii subito che era un problema serio. Venni portato a un ospedale non lontano, ma lì non potevano assicurarmi le cure giuste. Andammo a un altro ospedale, ma il chirurgo era a un barbecue e arrivò soltanto alle otto di sera. Io ero ferito da poco dopo le due. Alla fine venni operato in Francia, ma non prima del giorno successivo. L'occhio era già perduto. Pazienza: ho vissuto un'altra vita, e ne sono contento. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marko, Helmut}} [[Categoria:Dirigenti sportivi austriaci]] [[Categoria:Piloti di Formula 1 austriaci]] lfyazztv2bgoop701rbhwku62i766kn Alberto Sabbatini 0 195133 1411743 1405526 2026-04-26T22:23:47Z Danyele 19198 /* Citazioni tratte da articoli */ +2 1411743 wikitext text/x-wiki '''Alberto Sabbatini''' (1958 – vivente), giornalista italiano. ==Citazioni di Alberto Sabbatini== {{cronologico}} *{{NDR|«[...] quale la sua visione sul rapporto tra mezzi tradizionali, quelli cartacei e la televisione, nella coesistenza con web, webmagazine e socialnetwork?»}} Io sono un produttore e fruitore di tutti questi mezzi. La passione per la tecnologia mi ha spinto a seguire il web sin dal 1995, epoca in cui non era frequente avere una connessione a Internet. Sono stato uno dei primi abbonati a Twitter avendolo scoperto quasi per caso negli Stati Uniti, e rendendomi conto immediatamente delle sue grandi potenzialità, più quale strumento di lavoro che mezzo di informazione. Ritengo di essere stato tra i primi a comprendere l'importanza dei social: all'epoca in cui Bruno Senna debuttò con la HRT a metà stagione, lo annunciò su Twitter, anticipando la notizia che nessuna agenzia ancora conosceva. In quella occasione ho compreso la velocità con la quale liinformazione rendeva immediatamente vecchi e superati i canali tradizionali della comunicazione, annullando in parte la rete di informatori credibili e autorevoli che il giornalista si crea per poter svolgere il proprio lavoro. Tra tutti i media, tradizionali e quelli nuovi, il circolo virtuoso della notizia dovrebbe seguire un percorso in cui prima appare sui social in 140 battute, poi sul web in un articolo di venti o trenta righe senza fornire troppi dettagli e infine sul giornale di carta con gli approfondimenti e tutti i dettagli del caso. In questo modo ogni mezzo di informazione gode della propria esclusività evitando sovrapposizioni. È il giornalista il vero detentore della notizia e non possiamo pensare che i giornali tradizionali siano finiti con l'avvento del web o minacciati dai social. Ogni "mezzo" deve essere un ingranaggio diverso nel complesso meccanismo dell'informazione e tra loro devono convivere in una ideale complementarietà.<ref>Dall'intervista di Antonio Azzano, ''[https://www.formulapassion.it/opinioni/archivio/alberto-sabbatini-tra-formula-1-giornali-e-nuovi-media Alberto Sabbatini tra Formula 1, giornali e nuovi media]'', ''formulapassion.it'', 18 gennaio 2016.</ref> *{{NDR|Su [[Gilles Villeneuve]]}} Un pilota dal talento smisurato, che a quei tempi riusciva ancora ad imporre la bravura del pilota sul mezzo, anche quando quest'ultima non era particolarmente competitivo. La sua morte è stata una tragedia che ha paralizzato il mondo dello sport. Ancora oggi, nelle classifiche dei 10 piloti più forti della storia della Formula 1, Villeneuve è sempre presente nonostante abbia vinto soltanto 6 GP. Questo significa che la vittoria non è preponderante rispetto al messaggio di velocità e di spettacolarità che trasmette il pilota.<ref>Dall'intervento a ''[https://www.facebook.com/LiveGP.it/videos/132814835331405/ Circus! - Puntata 331 {{!}} Ospite Alberto Sabbatini e Gian Carlo Minardi]'', LiveGP.it, ''facebook.com'', 18 gennaio 2021; citato in Carlo Luciani, ''[https://www.livegp.it/alberto-sabbatini-ospite-a-circus-villeneuve-simbolo-di-velocita-e-spettacolarita/ Alberto Sabbatini ospite a 'Circus!': "Villeneuve simbolo di velocità e spettacolarità"]'', ''livegp.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari SF-23]]}} [...] la macchina di quest'anno è sbagliata. In qualche modo non funziona bene o è talmente critica che riescono ad ottenere pochi risultati, ci sono riusciti solo in qualifica. [...] Questa è la macchina fatta dall'equipe diretta da Mattia Binotto e che Vasseur ha ereditato. [...] non si può dire che sia la macchina dell'altro. Gli ingegneri che l'anno prodotta sono ancora li [...]. Tutto ciò è stato un tentativo di migliorare la macchina dello scorso anno, che era molto efficiente nella prima parte di stagione, con qualche punto debole. Questo tentativo ha sortito l'effetto opposto, ossia avere prestazioni peggiori. Quindi non sanno da che parte uscirne, secondo me. [...] Durante i test invernali una persona abbastanza vicina alla Ferrari, che sapeva cose interne, mi aveva detto che la scuderia aveva sbagliato le sospensioni anteriori. Per questo motivo non riescono a far lavorare le gomme al livello meccanico, di geometria di sospensioni. Aveva messo in un angolo questa informazione, ma alla fine il problema delle gomme che non girano, Leclerc lamentava grande sottosterzo, è causato dalle sospensioni. Tutte questi aggiornamenti aerodinamici, non servono a nulla se i braccetti delle sospensioni, non fanno poggiare a terra correttamente le ruote anteriori.<ref>Da un intervento al podcast ''Pit Talk''; citato in Gabriele Bovio, ''[https://www.f1sport.it/2023/05/f1-sabbatini-la-vettura-della-ferrari-e-sbagliata/ F1 {{!}} Sabbatini: "La vettura della Ferrari è sbagliata"]'', ''f1sport.it'', 10 maggio 2023.</ref> ==Citazioni tratte da articoli== *[Le] statistiche dimostrano quanto la [[Formula E|Formula elettrica]] sia molto più imprevedibile e assai meno scontata della Formula 1. Ad ogni corsa i rapporti di forza sul campo tra le varie squadre cambiano ed è estremamente difficile pronosticare la vittoria. Questo dipende da almeno tre motivi. Primo: l'elevatissimo livello tecnico e agonistico dei piloti. [...] ci sono [...] ex piloti di F1, [...] campioni del mondo Prototipi, [...] Turismo [e] DTM (Turismo tedesco), [...] vincitori della 24 Ore di Le Mans e diversi piloti che hanno corso e raccolto successi nella GP2 (la categoria di contorno alla F1) o nelle gare per vetture GT. Non sono piloti abituati ad accontentarsi. Secondo aspetto: la Formula E è una categoria monotipo. Significa che le vetture di base sono tutte uguali tra loro; differiscono soltanto in pochi componenti, fra cui la personalizzazione del motore elettrico e la gestione di funzionamento di quest'ultimo. Perciò sono tutte estremamente competitive e non c'è in Formula E quella abnorme differenza di prestazioni fra primo e ultimo in griglia cui ci ha abituato la Formula 1. Terzo aspetto che accentua l'imprevedibilità della categoria: il fatto che si corra su circuiti cittadini, stretti e delimitati da muretti e barriere, dove difficoltà ed imprevisti sono più frequenti. Spesso un incidente o una collisione tra i piloti in testa alla gara ha condizionato il risultato.<ref>Da ''[https://motori.ilmattino.it/motorsport/formula_e_roma-4427562.html Formula E, oggi sull'asfalto dell'Eur scendono in pista per il secondo anno i bolidi elettrici]'', ''motori.ilmattino.it'', 13 aprile 2019.</ref> *{{NDR|Su [[Kimi Räikkönen]]}} [...] nell'estate 2000, il finlandese guidò per la prima volta una F1. Iniziò proprio in Toscana la sua carriera di pilota professionista. All'epoca Kimi era un ragazzino 21enne che aveva corso fino a quel momento soltanto con la Formula Renault. D'improvviso fu catapultato nel grande mondo della F1. [...] Il test fu organizzato dal titolare della Sauber di allora, Peter Sauber, che era in cerca di giovani talenti da valorizzare. E Raikkonen stupì subito tutti quanti. [...] Quel giorno del 2000 al Mugello la Sauber non era sola in pista: i test erano stati organizzati dalla Ferrari che era scesa in pista con Schumacher per sviluppare la F2000. Siccome la Sauber era motorizzata Ferrari era stata invitata anche lei a svolgere collaudi. Per cui a un certo punto il debuttante Raikkonen si trovò a precedere sulle curve del tracciato proprio Schumacher che rimase impressionato dalla velocità dimostrata da quel giovane esordiente. Tanto che al rientro al box chiese ai suoi tecnici chi fosse quel ragazzino con la Sauber che andava così veloce. Da quel giorno la carriera di Kimi è decollata in F1.<ref>Da ''[https://motori.ilmattino.it/motorsport/raikkonen_e_quel_debutto_di_20_anni_fa_che_impressiono_pure_schumacher_a_41_anni_mi_diverto_ancora_tanto-5456349.html Raikkonen e quel debutto di 20 anni fa che impressionò pure Schumacher: «A 41 anni mi diverto ancora tanto»]'', ''motori.ilmattino.it'', 11 settembre 2020.</ref> *Daytona. La località degli Stati Uniti che ospita la mitica [[24 Ore di Daytona|24 Ore della Florida]]. Daytona, dove la Ferrari il 6 febbraio 1967 rifilò il più grande smacco della storia dell'automobilismo alla americana Ford. Vincendo a casa loro quell'estenuante corsa con una tripletta e umiliando il colosso americano con un arrivo in parata sotto la bandiera a scacchi che fece scalpore.<ref name="Daytona">Da ''[https://motori.leggo.it/anteprime/daytona_sp3_la_ferrari_fuoriserie_torna_il_mitico_modello_in_onore_dei_successi_degli_anni_sessanta_solo_599_esemplari-6339991.html Daytona Sp3, la Ferrari fuoriserie. Torna il mitico modello in onore dei successi degli anni Sessanta. Solo 599 esemplari]'', ''motori.leggo.it'', 30 dicembre 2021.</ref> *La [...] [[Ferrari Daytona SP3]] ha colpito nel segno. Gli inglesi, quando l'hanno vista per la prima volta, hanno reagito con un'esclamazione che non lascia dubbi: ''speechless''. Senza parole. La Daytona non è la banale riedizione moderna di un'auto del passato. È un'auto moderna e tecnologicamente avanzatissima, ma con una serie di soluzioni stilistiche che prendono spunto dalle leggendarie Ferrari da corsa Sport Prototipo degli anni Sessanta. [...] La Daytona SP3 non è un'operazione vintage. Tutt'altro.<ref name="Daytona"/> {{Int|''[https://medium.com/@sabbatini/due-o-tre-cose-sul-debutto-di-schumacher-in-f1-25-anni-fa-d1c8bf931c4e Due o tre cose sul debutto di Schumacher in F1 25 anni fa]''|''medium.com'', 25 agosto 2016.|h=4}} {{NDR|Sul [[Gran Premio del Belgio 1991]]}} *Il debutto di Schumacher in F1 non era pianificato in quell'agosto 1991. All'epoca Michael era pilota junior Mercedes nel mondiale gruppo C [...]. Era veloce ma non si era fatto notare particolarmente in un campionato che valorizzava gli equipaggi e i team, ma non i singoli piloti. [...] Schumi ottenne l'occasione della vita [...] quasi per caso. Successe che uno dei due piloti della Jordan, [...] Bertrand Gachot, [...] si fece arrestare per una bravata. Dopo una litigata con un tassista a Londra spruzzò un liquido urticante [...] all'uomo e il giudice [...], inflessibile, non multò soltanto il pilota [...] ma lo condannò ad alcuni giorni di carcere. Che gli fecero saltare il GP del Belgio [...]. Così Eddie Jordan si mise in caccia di un secondo pilota [...] e [...] Willy Weber, [...] manager di Schumi, propose il suo [...]. Il proprietario del team irlandese [...] chiese 300mila dollari per far salire il giovane [...] sulla sua F1 a Spa. Soldi che tirò fuori [...] la Mercedes [...]. Quando Jordan chiese a Weber [...] se il suo pilota conoscesse la pista di Spa, lui gli rispose: "Certamente". Sottolineando che era praticamente il suo circuito di casa in quanto il giovane tedesco viveva a Kerpen [...], che distava solo poche decine di km da lì. [...] Ma il furbo manager non aggiunse che Schumi conosceva il circuito soltanto da... spettatore. Non ci aveva mai corso. *[...] a Spa il debutto di Schumacher [...] ha del clamoroso. Inizia con l'11º tempo in prova il venerdì. Poi al sabato stabilisce il settimo tempo in qualifica [...], mettendosi alle spalle molti piloti esperti [...] e soprattutto il suo compagno di squadra in Jordan: [...] Andrea De Cesaris. [...] Poi Schumi segna addirittura il quarto tempo assoluto nel warm up della domenica mattina. Si prefigura [...] una gara da urlo per il giovane tedesco. Ma [...] dopo un gran partenza in cui Schumacher guadagna subito due posizioni [...], il tedesco si ritira quasi subito. Dopo due km la sua Jordan si ferma sul rettifilo del Kemmel con la frizione rotta. Probabilmente Schumi l'aveva sollecitata troppo in partenza sfrizionando in quello scatto superbo. I giri veloci in prova del tedesco, su una pista che da sempre è considerata l'università della F1, accendono l'interesse dello scaltro Flavio Briatore, manager della Benetton, che [...] alla vigilia della gara successiva di Monza mette sotto contratto Schumacher spiazzando Eddie Jordan che [...] aveva [...] fatto firmare a Schumi [...] soltanto una lettera d'intenti. Che nello spregiudicato mondo della F1 aveva il valore della carta straccia. [...] Da lì [...] la carriera di Schumacher decolla [...] *[...] la storia di Schumacher sarebbe potuta andare diversamente se in quel [...] GP [...] non si fosse rotto il motore dell'altra Jordan. [...]. A vincere [...] fu Ayrton Senna, cosa che non faceva notizia perché in quel 1991 vinceva ovunque. Ma fino a tre giri dalla fine, [...] al secondo posto [...] era salita proprio l'altra Jordan, quella di [...] De Cesaris. Che ruppe il motore [...] perdendo un podio sicuro. La Jordan del 1991, nonostante un [...] V8 Ford versione "clienti" [...], in alcune circostanze risultava [...] velocissima. Aveva un'aerodinamica [...] che sviluppava grande deportanza. Qualità che sulle piste con curve veloci – proprio come Spa – faceva una gran differenza. [...] Proprio queste doti permisero a De Cesaris, dopo una qualifica deludente, di superare in corsa [...] dieci piloti [...] e insidiare [...] Senna in testa, che accusava problemi al cambio della sua McLaren. [...] come sarebbe cambiata la storia [...] se il motore della Jordan quel giorno non si fosse rotto [...]? [...] proviamo per gioco a riscrivere il finale della corsa [...]. Il motore Ford [...] resiste e il pilota romano sale sul podio. Il suo exploit a quel punto ridimensiona [...] quello del compagno di squadra Schumacher. Perché molti cominciano a pensare che le [...] prestazioni del tedesco [...] non siano soltanto merito del suo talento [...], ma anche di una monoposto che si sposa alla perfezione con quel circuito. Così Briatore non si fa impressionare e [...] Schumacher [...] finisce la stagione con la Jordan. E resta pure nel 1992 con il team irlandese che però sostituisce (per soldi) il motore Ford con il V12 Yamaha. Propulsore che [...] si rivela scadente, per cui pilota e team [...] non cavano un ragno dal buco. E [...] la carriera di Schumi ne esce compromessa. ===''Auto''=== {{cronologico}} *Era il 21 luglio [...] quando in una afosa mattinata fu presentata la [[Ferrari F40]]. La prima vera supercar dell'era moderna. Un'auto importantissima per quello che ha significato. Prima di tutto fu la prima Ferrari celebrativa: la volle Enzo Ferrari in persona per omaggiare i quarant'anni dalla fondazione dell'azienda, nata nel 1947. Ma [...] è anche l'ultima vera Ferrari nata sotto la direzione e la volontà del grande costruttore di Maranello, che sarebbe morto un anno dopo [...]. La F40 è un'automobile figlia ancora dei quei tempi in cui le auto sportive erano dure e pure. [...] fu anche la macchina che inaugurò la moda delle supercar a prezzi mozzafiato. D'altronde eravamo nei lussuriosi anni '80, e la F40 costruita in tiratura limitata (mille esemplari previsti diventati poi 1311), era ambita da tanti nuovi ricchi. Talmente esclusiva che, venduta in origine da Maranello a 374 milioni di lire dell'epoca, nelle aste andò facilmente sopra il miliardo. Ferrari usava la F40 persino come benefit/cambio merce per pagare lo stipendio ai suoi piloti di F1 dell'epoca (Mansell, Prost) ed abbassare l'importo dovuto in contanti.<ref name="F40">Da ''[https://www.auto.it/news/prove/2017/07/21-957858/ferrari_f40_compie_30_anni_la_nostra_prova_in_pista Ferrari F40: la nostra prova in pista 30 anni dopo]'', ''auto.it'', 21 luglio 2017.</ref> *Negli Anni '80 in Formula Uno dominava il motore turbo e la Ferrari era all'avanguardia nello sviluppo dei propulsori sovralimentati. Così fu deciso che la supercar pensata per celebrare i 40 anni del Cavallino doveva sfoggiare quella tecnologia [...]. La F40 fu il frutto dell'evoluzione estrema di un modello precedente, la 288 GTO, la prima berlinetta turbo di Maranello. [...] Nicola Materazzi, il responsabile tecnico del progetto [...] ricorse alla tecnologia più avanzata che Maranello potesse offrire. Soltanto per il telaio si optò per una tecnologia tradizionale: il classico traliccio in tubi, di tradizione Ferrari. [...] Si ricorse invece a vetroresina e kevlar [...] per realizzare porte e cofani [...]. Seguendo alla lettera la regola numero uno delle corse: ogni chilo di troppo è dannoso perché penalizza le prestazioni. Per questo motivo l'interno [...] è molto spartano: i sedili erano due gusci ricoperti di stoffa rossa, cruscotto ridotto al necessario, niente autoradio, persino i vetri furono sacrificati per finestrini di plastica con feritoia scorrevole come sulle auto da corsa. Unica concessione al comfort: l'aria condizionata perché il motore appena dietro l'abitacolo con gli enormi scambiatori di calore del turbo sovrastanti, scaldava più di una stufa. Per l'aerodinamica [...] l'ing. Materazzi prese ad esempio le forme dei prototipi [[gruppo B]], le GT da corsa dell'epoca. Il muso divenne quasi a cuneo con i fari incastonati all'interno, ampio labbro deportante anteriore, un'enorme ala posteriore fissa per tenere giù il retrotreno perché la potenza era spaventosa per l'epoca. Il motore V8 2 litri turbo della GTO fu portato a 3 litri, mantenendo le bancate a 90° e si ottennero la bellezza di 478 cavalli. Al confronto con le hypercar di oggi da mille cavalli sembrano ben poca cosa, ma quei 478 cavalli erano peggio di altrettanti muli: scalciavano nella schiena come pazzi se non sapevi dosare il gas. E nel 1987 non c'erano software che addolcissero l'erogazione della coppia per rendere più "guidabile" un motore scorbutico come il turbo che soffriva di ritardi alla risposta. [...] Michele Alboreto [...] raccontò di come, durante un collaudo stradale, semplicemente sgasando da fermo al semaforo, avesse praticamente ustionato un ciclista dietro di lui per via della sfiammata in rilascio dallo scarico del turbo!<ref name="F40"/> *{{NDR|Sul [[Lamborghini V12]]}} Il segno distintivo del Toro. Il motore che fa parte della storia del marchio fin da quando comparve sulla prima 350 GT del 1963. Da allora il V12 [...] è sempre rimasto il simbolo e l'anima dell'universo Lamborghini. Il tipo di motore più propenso a raggiungere elevatissimi regimi di rotazione e quindi la massima potenza.<ref>Da ''[https://www.auto.it/news/speciali/approfondimenti/2020/10/16-3482051/lamborghini_verso_il_futuro Reggiani in esclusiva: "Lamborghini verso il futuro con Sián Roadster ed Essenza SCV12"]'', ''auto.it'', 16 ottobre 2020.</ref> *[[Circuito di Montlhéry|Monthlery]] è una pista old style, rimasta tuttora com'era quando nacque [...] nei primi anni Venti del XX secolo. Un circuito che come si usava al tempo, è contraddistinto da un ovale con curve soprelevate (fino a 52 gradi di pendenza!) [...] e poi da un lungo tratto stradale velocissimo di parecchi chilometri con rettilinei ondulati, curvoni velocissimi e un tratto misto fatto di curve e controcurve in discesa e salita. A Monthlery le auto da Gran Premio (all'epoca non esisteva la F1) corsero soprattutto prima della II Guerra Mondiale e le Alfa Romeo P2 e P3 vinsero spesso e furono protagoniste di epici duelli contro le francesi Bugatti.<ref>Da ''[https://www.auto.it/news/anteprime/primo-test/2023/07/20-6535376/alfa_romeo_giulia_e_stelvio_quadrifoglio_potenza_e_agilita_ Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio, potenza e agilità]'', ''auto.it'', 20 luglio 2023.</ref> *Tutto cominciò [...] nell'autunno del 1963. Quando Ferdinand Alexander Porsche, detto "Butzi", il creativo della famiglia, disegnò un nuovo rivoluzionario modello di Porsche. La [[Porsche 904|904 GTS]]. Una compatta coupé due posti a motore centrale progettata per le corse ma anche per circolare su strada. Un'auto che, grazie all'eccezionale rapporto peso/potenza, trionfò nelle corse sui circuiti stradali più impegnativi e guidati, come la Targa Florio. Si deve a quell'auto [...] la sigla GTS che Porsche usa ancora oggi su alcuni dei propri modelli [...]<ref name="Porsche">Da ''[https://www.auto.it/news/prove/strumentali/2023/09/10-6645706/porsche_718_cayman_gts_la_prova_al_balocco Porsche 718 Cayman GTS, la prova al Balocco]'', ''auto.it'', 4 settembre 2023.</ref> *La [[Porsche Cayman|Cayman]] [...] è stata a lungo considerata una Porsche più accessibile per chi non poteva permettersi una 911. Offriva agli appassionati sempre un motore boxer 6 cilindri ma di cilindrata ridotta e un feeling di guida sportivo simile alla 911. Ma nel 2016, quando andava di moda il downsizing, Porsche compì un azzardo che le costò caro: introdusse sulla nuova generazione Cayman (e Boxster) un motore quattro cilindri di minor cilindrata (2 e 2,5 litri) al posto del tradizionale sei cilindri. Nonostante avesse aggiunto il turbo per recuperare i cavalli persi, i tedeschi furono sommersi da critiche. Vedere su una Porsche un propulsore di soli quattro cilindri era una delusione per gli appassionati.<ref name="Porsche"/> *C'era una volta la [[Renault 5 Turbo]] [...]. Qualcuno se la ricorderà bene, perché aveva un motore posteriore che occupava mezzo abitacolo e sfoggiava una carreggiata posteriore larghissima. Era il risultato di un ardito trapianto fatto dai francesi: la tecnologia della sovralimentazione (che a Renault in quegli anni fruttò il primo successo [[Renault in Formula 1|in F1]]) applicata all'utilitaria più simbolica del marchio francese: la [[Renault 5|R5]]. Una combinazione esplosiva, un vero "mostro" di cattiveria, tanto che [...] divenne presto un'auto da corsa per i circuiti e finì anche per trionfare al Rally Monte Carlo del 1981. Poi silenziosamente uscì di scena, almeno dal mondo agonistico, bruciata dal fatto che era l'unica gruppo B da rally a trazione posteriore quando ormai gli avversari stavano imponendo nei rally la trazione integrale.<ref>Da ''[https://www.auto.it/news/anteprime/2025/03/17-8010632/renault_5_turbo_3e_la_piccola_elettrica_diventa_una_sportiva_da_recordo Renault 5 Turbo 3E, la piccola elettrica diventa una sportiva da record]'', ''auto.it'', 17 marzo 2025.</ref> {{Int|''[https://www.auto.it/news/primi-test/2017/06/14-901466/ferrari_812_superfast_di_nome_e_di_fatto Ferrari 812 Superfast: di nome e di fatto]''|''auto.it'', 14 giugno 2017.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Ferrari 812 Superfast]]}} *Superfast di nome e di fatto. "Superfast" vuol dire superveloce e questa Ferrari V12 a motore anteriore, veloce lo è davvero. Ha ottocento cavalli, tocca i 340 km orari di velocità massima e lo zero-cento lo divora in meno di tre secondi. È la nuova berlinetta del Cavallino a motore anteriore [...] ed è la Ferrari stradale di serie a motore anteriore più potente mai costruita a Maranello. Nessun'altra Ferrari, a parte poche esclusive supercar come LaFerrari e la FXX-K, hanno mai raggiunto prima un simile picco di potenza che solo quattro anni fa faticava ad essere avvicinato anche dalle Formula Uno a motore aspirato V8. *La Ferrari 812 Superfast si chiama così per evidenziare le caratteristiche del motore: 8 per gli ottocento cavalli, 12 per il numero dei cilindri. E riprende il nome di un'altra celebre berlinetta del cavallino, la 500 Superfast del 1964. Costruita però in pochissimi esemplari. Anche lei a motore anteriore, [...] quella Superfast aveva la metà esatta dei cavalli di quest'ultima: quattrocento contro ottocento. Ma sicuramente metteva più in crisi i suoi piloti a causa di una telaio ancora artigianale. La Superfast, invece, adotta una geometria di telaio-sospensione e sistemi di controllo e gestione della potenza talmente efficaci che permettono praticamente a chiunque non soltanto di poterla guidare in scioltezza, ma anche di andarci piuttosto forte. E questo, vista la tipologia del mezzo, è il vero fiore all'occhiello della Superfast, molto più della potenza pura. *[...] la 812 Superfast non è un modello completamente nuovo: è l'evoluzione di una Ferrari precedente, la F12 del 2012, anche lei berlinetta a motore anteriore con 740 cavalli alla ruota. Ma la Ferrari, per tenere alta la propria tradizione di performance, quando apporta un restyling a un modello, non si limita a ridisegnarne le forme: interviene pesantemente anche sulla tecnologia sotto il cofano per migliorarlo drasticamente. Ecco perché Maranello, tenendo fermi soltanto alcuni aspetti fondamentali come il motore 12 cilindri a V e lo schema a motore anteriore, ha deciso di cambiare quasi tutto il resto. Nome compreso. Per questo motivo la 812 Superfast si può considerare a tutti gli effetti un modello nuovo [...] *I circuiti servono proprio per provare le condizioni più estreme. E a [[Circuito di Fiorano|Fiorano]] c'è una velocissima esse sinistra-destra che fu aggiunta al tracciato originale nei primi Anni '80. L'aveva voluta espressamente Gilles Villeneuve tanti anni fa per valutare meglio l'aderenza in curva delle Ferrari F1 126 C2 con effetto suolo delle F1 dell'epoca. {{Int|''[https://www.auto.it/news/speciali/approfondimenti/2023/05/26-6396703/lamborghini_test_esclusivo_per_i_60_anni_del_toro Lamborghini, test esclusivo per i 60 anni del Toro]''|''auto.it'', 26 maggio 2023.|h=4}} *Lamborghini fin dal 1963 si distinse per l'adozione di un [[Lamborghini V12|motore 12 cilindri]] che fino ad allora pochi potevano vantare. E che venne progettato dall'ingegner Giotto Bizzarrini, un motorista eclettico e geniale cui Ferruccio Lamborghini affidò l'incarico di motorizzare al meglio le proprie Lambo. [...] Ferruccio [...] ingaggiò il motorista toscano autore della famosa Ferrari GTO perché voleva un V12 potente per non avere sulle proprie auto nulla di meno rispetto alle Ferrari. Bizzarrini costruì per lui un 12 cilindri a V di 60 grandi talmente potente, ben concepito e moderno che questo propulsore, con pochi aggiornamenti, ha vissuto fino al 2011. Quasi cinquant'anni. *{{NDR|Sulla [[Lamborghini 350/400 GT]]}} [...] una elegante coupé che Ferruccio ha voluto costruire all'inizio della sua carriera da industriale dell'automobile proprio per sfidare Enzo Ferrari. È una elegante granturismo 2+2 posti, unica Lambo a motore anteriore della storia passata del marchio. [...] Gli interni in pelle pregiata, il grande volante di legno come si usava all'epoca e le precarie cinture di sicurezza che non si avvolgono come quelle moderne ma sono davvero d'impiccio, fanno tornare indietro col pensiero, durante la guida, a un'epoca ruggente dell'automobilismo d'altri tempi. Quando la macchina non andava semplicemente guidata, ma condotta di forza o talvolta assecondata. *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} È stata la prima vera supercar dell'industria automobilistica. [...] Il comfort non esiste, e semmai ce ne fosse ancora un pizzico, sarebbe comunque vanificato dal rombo del motore 12 cilindri Lamborghini che [...] trasmette sonorità e vibrazioni incredibili attraverso la paratia che separa il vano motore posteriore e l'abitacolo. La Miura fu un progetto audace creato dall'ingegner Dallara di una supercar stradale con caratteristiche da corsa che prevedeva il motore V12 4 litri da quasi 400 cavalli in posizione trasversale. Questo ha spinto Dallara a costruire una vettura corta e larga ed a passo estremamente ridotto, quindi molto agile nelle curve lente ma da controllare con perizia sul veloce. *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Countach]]}} [...] una delle poche Lambo che non ha il nome di un toro. La Countach venne disegnata da Marcello Gandini, un geniale designer che aveva già realizzato la Miura cinque anni prima e fu un'auto di rottura a livello stilistico: tanto era rotonda e morbida nelle forme la Miura, quanto appuntita e spigolosa la Countach. Gandini per le forme di questa Lambo si è adeguato alla moda stilistica del decennio che prevedeva forme squadrate e linee spezzate. La Countach ha un profilo a cuneo che era davvero avveniristico per l'epoca e quando fu mostrata aveva lasciato di stucco tutti gli appassionati. Inoltre sfoggia per la prima volta quelle porte a forbice che si aprono verso l'alto che da allora sono diventate un simbolo del marchio Lamborghini. {{Int|''[https://www.auto.it/news/anteprime/2023/08/30-6628957/alfa_romeo_33_stradale_rinascita_di_un_icona Alfa Romeo 33 Stradale, rinascita di un'icona]''|''auto.it'', 30 agosto 2023.|h=4}} {{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 33 Stradale (2023)]]}} *La 33 moderna s'ispira fortemente alla 33 di 56 anni fa: carrozzeria coupé ribassata, design sinuoso, porte che si aprono a rotazione laterale, motore posteriore, due posti secchi, essenzialità e connotazioni racing fuori e dentro e sopratutto un'orgia di potenza. Cambia soltanto il powertrain perché la 33 di 56 anni fa montava un V8 due litri (da 230 cavalli) mentre l'attuale 33 prevede in posizione posteriore un inedito 6 cilindri a V tre litri biturbo da 620 cavalli. Ma la notizia più clamorosa è che il cliente della 33 potrà averla, a richiesta, anche in versione full electric, con un powertrain da 750 cavalli. Anche se dubitiamo che i fan del biscione per una supercar così particolare rinuncino al fascino dei pistoni e del tipico sound rabbioso di un motore termico. *I designer Alfa hanno cercato di riproporre in chiave moderna tutti gli stilemi tipici di quella gloriosa 33. A partire dalla forma, arrotondata e sinuosa come quella dell'antenata. La somiglianza si è estesa anche alle proporzioni. Cioè il rapporto fra il passo rispetto alla lunghezza totale, il diametro delle ruote rispetto allialtezza della vettura [...]. Unica differenza: lo scudetto Alfa incastonato sul muso non è più in alluminio, come sull'auto di 56 anni fa, ma in fibra di carbonio. *Il termine "elitra" fa riferimento al movimento delle ali di certi insetti, come i coleotteri e le coccinelle, che ruotano le proprie ali orizzontalmente verso l'esterno senza sollevarle in alto. nel caso dell'Alfa 33 le porte sono incernierate sul montante e si aprono spalancandosi completamente verso l'avanti. Quindi non si tratta di un movimento a farfalla (come le Lambo) né ad ali di gabbiano (come le Mercedes storiche) ma a elitra, girando verso di 90 gradi verso la parte anteriore. In questo modo l'accesso all'abitacolo diventa ancora più agevole rispetto a porte tradizionali. *L'ultimo omaggio al numero 33 si trova a livello di prestazioni: la nuova Alfa 33 dichiara uno scatto da fermo sullo 0-100 in meno di 3 secondi e una velocità massima di 333 km orari! Per fortuna la simbiosi col numero 3 termina qui e l'auto non costa 3 milioni di euro... {{Int|''[https://www.auto.it/news/anteprime/2024/02/14-7023282/nuova_lancia_ypsilon_il_grande_ritorno Nuova Lancia Ypsilon, il grande ritorno]''|''auto.it'', 14 febbraio 2024.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Lancia Ypsilon (2024)]]}} *Elegante nel design, stilosa nei materiali impiegati per gli interni, classica nei richiami stilistici alla tradizione Lancia a partire dalla coda ispirata a quella della mitica sportiva da rally, la Stratos. *L'uso di lettere greche per indicare un modello fa parte della storia e della tradizione [[Lancia (azienda)|Lancia]]. È un vezzo nato pochi anni dopo la fondazione della casa, nel 1906. Addirittura una delle prime Lancia si chiamava "Alfa" proprio perché questa era la prima lettera dell'alfabeto greco. Poi nel modello successivo la denominazione fu abbandonata per non creare confusione con le omonime Alfa Romeo. E si iniziò col nome Beta, cui negli anni seguirono Gamma, Delta, Theta, Epsilon, Lamba e così via. *Il rischio, essendo costruita sulla piattaforma e-CMP ed avendo lo stesso powertrain elettrico, come le altre utilitarie del gruppo Stellantis (Peugeot 208, Jeep Avenger, Fiat 600) era che sembrasse un clone delle "cugine". Invece i designer Lancia sono riusciti a realizzare un'utilitaria cittadina davvero originale con una forte personalità esclusiva. Non è un Suv come la Jeep Avenger, ma nemmeno una classica utilitaria due volumi come la Peugeot 208. È qualcosa di inedito. Ha una propria forte personalità. *Lancia ha messo nel design tanti dettagli stilistici delle vecchie gloriose Lancia del passato interpretandoli però in chiave moderna. Uno di questi è il "calice" che caratterizza la calandra. Sulla Ypsilon viene riproposto mediante tre barre di luci a led sul muso, due orizzontali ed una corta verticale che rendono proprio l'idea di un calice stilizzato. {{Int|''[https://www.auto.it/news/attualita/2024/05/10-7217220/seat_leon_2024_a_tutto_millecinque_tsi_mild_ed_ehybrid?infinite Paolo Pininfarina, il nome e il simbolo eterno del design e dell'automobile]''|''auto.it'', 9 aprile 2024.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} *La Pininfarina è da sempre il simbolo stesso del design automobilistico. Dicevi Pininfarina e pensavi a una bella, elegante fascinosa automobile. Incarnava l'essenza perfetta della bellezza sotto forma di carrozzeria. Pininfarina era nell'immaginario collettivo il simbolo di un'automobile di design come la Rolex poteva esserlo degli orologi di lusso ed Armani della moda. Nomi che simboleggiano un'intera categoria merceologica. *Pochi ricordano che il nome Pininfarina in realtà non è originale, ma è la crasi di nome e cognome, anzi di soprannome e cognome del fondatore. Colui che ha dato vita all'azienda, nei primi anni del Novecento, era il geniale Pinin Farina. Il vero genio creativo del carrozziere automobilistico per antonomasia. Nato all'anagrafe come Battista Farina, ma da tutti chiamato con il nomignolo di Pinin. Che in piemontese corrisponde all'italiano "Pino", diminutivo di Giuseppe che era il padre di Battista Farina. Nome e cognome. *Negli anni la Pininfarina ha prodotto centinaia di vetture. Auto che erano il simbolo stesso di eleganza per le proprie forme dalle forme elegante, sinuose e che ha sempre indissolubilmente legato il proprio nome alla Ferrari perché a un certo punto della vita della sua azienda Enzo volle che a carrozzare le sue Ferrari da quel momento in poi fosse soltanto la Pininfarina. Così nacquero capolavori come la Ferrari 365 GTB Daytona, la Ferrari 308, la Testarossa, la F40 e la Enzo. {{Int|''[https://www.auto.it/news/attualita/2024/04/15-7150592/alfa_romeo_milano_diventa_junior_contrordine_ci_siamo_sbagliati Alfa Romeo Milano diventa Junior: contrordine, ci siamo sbagliati]''|''auto.it'', 15 aprile 2024.|h=4}} {{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Junior]]}} *Contrordine, ci siamo sbagliati! L'improvviso cambio di nome della nuova compatta sportiva Alfa Romeo da "Milano" a "Junior" ha del clamoroso. E farà discutere non poco. Non era mai successo nella storia dell'automotive che un'auto cambiasse improvvisamente nome appena dopo il lancio. Nell'imminenza sì, ma a presentazione già avvenuta mai. Mercoledi sera 10 aprile l'auto era stata lanciata in pompa magna con il nome Milano, con una frizzante world premiere proprio nella capitale lombarda. Appena cinque giorni dopo i vertici Alfa [...] hanno deciso di cancellare quel nome che aveva suscitato tante polemiche e ribattezzarla "Junior". Come la mitica Giulia GT Sprint del 1966 con motore 1.3 litri il cui nomignolo ne sottolineava proprio la cilindrata inferiore rispetto alla sorella maggiore 1600. *Il motivo del cambio di nome lo sappiamo [...]: spezzare la tensione politica che si era creata con le dichiarazioni del ministro del made in Italy, Adolfo Urso, che aveva più o meno apertamente accusato l'Alfa Milano di "illegalità". [...] La tesi [...] era che battezzando la piccola Alfa Romeo col nome della città lombarda, si faceva credere alla gente che fosse un'auto costruita in Italia quando invece è assemblata in Polonia. Un'accusa grave. Ma anche una forzatura esagerata. Perché se [...] si fosse andati verso un contenzioso legale, Alfa Romeo avrebbe vinto a mani basse un'eventuale causa. Perché Urso ha preso a pretesto una legge, quella dell'Italian Sounding, che è stata creata [...] per tutelare la falsificazione dei prodotti italiani con nomi storpiati che per assonanza richiamano l'italianità quando sotto non c'è niente di italiano. Ma che è esagerato abbinare alla faccenda Alfa Milano. Quella legge è stata scritta per salvaguardare i prodotti italiani dal fake, dalle imitazioni [...]. Ma l'Alfa Romeo Milano non è come il parmesan: è veramente italiana. È un'auto pensata, disegnata e progettata in Italia. Da stilisti italiani e ingegneri del nostro Paese. Sviluppata e messa a punto da esperti tecnici italiani sulla pista di Balocco [...]. E soprattutto porta sul cofano un Marchio italiano che appartiene a un'azienda di proprietà almeno per metà di azionisti italiani. Insomma, caro Ministro, la Milano non è proprio la stessa cosa del parmesan cheese proveniente dai Paesi dell'est. *[...] Alfa Romeo ci guadagna di sicuro tanta pubblicità extra e un nome bellissimo per la sua piccola compatta sportiva. Junior era la seconda scelta nella rosa dei nomi dopo Milano, ma le era stato preferito l'altro perché evocava le origini lombarde di Alfa. Invece non c'è dubbio che Junior sia un nome azzeccatissimo: perfetto come simbologia, tradizione e significato per un'Alfa sportiva di piccole dimensioni. *Solo una volta, nella storia dell'industria automobilistica, c'era stato un [...] clamoroso cambio di nome al momento del lancio del nuovo modello o poco prima. [...] Quando la [[Fiat Panda (2003)|Fiat Panda del 2003]] la cui nuova generazione avrebbe dovuto chiamarsi "Gingo" per segnare una netta rottura col passato, fu all'ultimo istante ribattezzata Panda perché Gingo somigliava troppo a Twingo (Renault). Successe talmente nell'imminenza del debutto che non ci fu il tempo di cambiare il merchandising che era stato preparato per la nuova utilitaria. Addirittura su certe borse di tela create per la Panda/Gingo, si intravvedeva ancora chiaramente in trasparenza sotto al nuovo nome Panda il vecchio nome Gingo che non si era riusciti a cancellare. In quel 2003 la vicenda creò scalpore e sembrava che potesse finire in tragedia commerciale; invece la nuova Panda incontrò il successo clamoroso che ben conosciamo. {{Int|''[https://www.auto.it/news/anteprime/2024/05/03-7196137/ferrari_12cilindri_emozioni_v12_di_maranello Ferrari 12Cilindri, emozioni V12 di Maranello]''|''auto.it'', 3 maggio 2024.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Ferrari 12Cilindri]]}} *Il nome – senza altre sigle astruse – è un chiaro omaggio al suo propulsore e identifica già chiaramente quella che è l'essenza di questa vettura: il motore 12 cilindri a V aspirato. Il segno distintivo del Cavallino. Proprio con una auto spinta da un motore V12 in posizione anteriore (anche se di cilindrata molto più ridotta) la Ferrari ha iniziato nel 1947 la propria storia leggendaria di costruttore di automobili sportive più famoso del mondo. *[...] la tradizione delle berlinette con motore V12 in posizione anteriore risale agli albori della storia del [[Ferrari|Cavallino]]. Quando, per dirla con le parole dello stesso Enzo Ferrari, il carro trainava i buoi, non lo spingeva. Un riferimento al collocamento del motore in vettura che il Drake prediligeva davanti come da tradizione. Ci fu una parentesi attorno agli anni Ottanta in cui la Ferrari spostò il 12 cilindri dietro sulle proprie berlinette. Gli esempi più eclatanti furono la 512 BB e la 512 Testarossa. Venne fatto per dare una connotazione più sportiva alle berlinette. Ma nel 1996, con il lancio della [[Ferrari 550 Maranello|550 Maranello]], il V12 tornò ad essere collocato davanti. Anche se questa scelta pose ai progettisti non pochi problemi di ingombri. Per quale motivo si tornò al passato, al motore anteriore, schema che sembrava superato dai tempi per le sportive? Perché il propulsore 12 cilindri, inserito nel vano anteriore liberava molto spazio in coda permettendo di creare sia un abitacolo più spazioso e confortevole per gli occupanti, sia un ampio vano di carico dietro i sedili per valigie ed oggetti. Queste scelte tecniche hanno permesso alla Ferrari pian piano di trasformare la coupé V12 a motore anteriore da berlinetta in granturismo. Cioè un'auto meno estrema e scomoda da guidare e più orientata al turismo veloce, ai lunghi viaggi. *Lo stile della vettura è cambiato drasticamente. Rappresenta un taglio netto col passato. Un nuovo linguaggio stilistico. Il design [...] vede l'abbandono del codice stilistico tracciato dai precedenti modelli, F12 e 812 (ma anche la 599). Le GT V12 di prima avevano tutte forme muscolose e design tondeggiante con grandi fari "ad occhio" sul muso e una calandra aggressiva. La 12Cilindri invece è completamente diversa. Sia nel muso che nella coda. Il frontale è un chiaro omaggio stilistico alla leggendaria "Daytona" di fine anni Sessanta, il soprannome con cui era conosciuta la berlinetta 365 GTB4. È simile alla Daytona il lungo cofano che scende verso il muso, caratterizzato da una fascia orizzontale di colore scuro che, specie nelle tinte di carrozzeria chiare, spicca nettamente e dà alla 12Cilindri una fisionomia ben precisa. [...] Ma a parte la somiglianza con la Daytona, spiccano nel frontale l'assenza della tradizionale grande "bocca" a griglia delle Ferrari GT degli anni scorsi, e la mancanza degli "occhi", cioé di quei vistosi fari che identificano una fisionomia umana sul muso. Sostituiti da fari led sottili e lineari. Anche in coda sono scomparsi i tradizionali gruppi ottici rotondi (singolo o doppio) che hanno sempre identificato le GT e sono stati rimpiazzati da due sottili fari orizzontali, stile coupé Roma per intendersi. *[...] per la prima volta la Ferrari lancia contemporaneamente sia la versione coupé che la spider della berlinetta. Questo è il motivo che ne spiega il lancio a Miami, in occasione del GP di Formula Uno più fashion del campionato. Perché il pubblico Usa e specialmente quello della Florida, che ama viaggiare a cielo aperto sui grandi boulevard a bordo mare è il più appassionato acquirente nel mondo di vetture spider. [...] A Maranello contano di vendere in assoluto più modelli spider che coupé. {{Int|''[https://www.auto.it/news/anteprime/2024/06/14-7302758/alpine_a290_la_prima_elettrica_sportiva Alpine A290, la prima elettrica sportiva]''|''auto.it'', 14 giugno 2024.|h=4}} *Mai Alpine aveva costruito un'auto così piccola con la [[Alpine A290|A290]] e mai Alpine aveva realizzato una vettura full electric. Due traguardi raggiunti in una volta sola. *Il marchio [[Alpine-Renault|Alpine]], per chi mastica un po' di storia automobilistica, è nato nel 1955 per opera di Jean Rédéle. E ha sempre costruito auto spiccatamente sportive. Il nome stesso Alpine si ispirava alle montagne e alle sue strade tortuose che le Alpine promettevano a chi l'avrebbe guidata di saper interpretare quelle curve al meglio. Un'auto agile per correre forte fra curve in salita e discesa. Il misto e le curve erano il suo regno, tanto che le Alpine si sono imposte per anni nei rally combattendo contro la Lancia Fulvia prima e la Stratos dopo. *Alpine per imporsi nelle gare e sulle strade ha sempre fatto della leggerezza e dell'agilità, piuttosto che della potenza bruta, il proprio credo. Alpine era un po' la Lotus di Francia. *{{NDR|Sull'Alpine A290}} [...] se vi chiedete l'origine del nome, qui le cose si fanno difficili. Le Alpine sono sempre state identificate da una sigla che seguiva la lettera A (che sta per Alpine). Ma tante volte la sequenza di numeri non aveva una spiegazione precisa [...]. Adesso almeno in A290 c'è una logica: 2 indica le dimensioni dell'auto: ovvero il segmento della categoria che per le vetture quattro metri in Europa è definito con il numero 2 [...]; il numero 90 invece è una coppia di cifre che nel gergo Alpine definisce qualcosa di fashion, di modaiolo. A290 quindi è un'auto del segmento B di tendenza stilistica alla moda [...]. Logico sì ma facile no! ===''Autologia.net''=== {{cronologico}} *[...] una Formula 1 che ha fatto epoca: la [[Ferrari 312 B|Ferrari 312B]] del 1970, la monoposto con cui Maranello ha aperto una nuova era tecnica nella F1 dopo anni di ombre, introducendo la prima generazione di quel motore 12 cilindri boxer che ha restituito negli Anni '70 alla Ferrari la supremazia tecnologica e avrebbe portato a Maranello tre titoli mondiali in dieci anni con Lauda e Scheckter. [...] scolpitevi nelle orecchie il rombo indimenticabile di quel 12 cilindri, erroneamente passato alla storia come boxer (mentre tecnicamente parlando era un V12 a 180 gradi). In una F1 dominata dal sibilo anonimo dei turbo ibridi, quel rombo vero e maschio del 12 cilindri [...] fa davvero vibrare il cuore.<ref>Da ''[https://autologia.net/ferrari-312b-la-monoposto-cambiato-la-storia-della-f1-nei-cinema-solo-3-giorni/ Ferrari 312B, la monoposto che ha cambiato la storia della F1: nei cinema solo per 3 giorni]'', ''autologia.net'', 11 ottobre 2017.</ref> *Le Castellet [...] è per me un ricordo speciale. L'unico circuito dove posso vantarmi di aver guidato i mezzi da corsa più veloci che ci siano: addirittura una F1 e una moto 500 GP! Era il 1989 e fu un'esperienza da brividi. [...] Oddio, la F1 non è che fosse proprio la più estrema. Era una vecchia Merzario del 1977 o giù di lì [...]. La moto invece era una moderna [[Yamaha YZR 500|Yamaha 500 YZR]] due tempi del 1989, quella del team Gauloises che guidava Christian Sarron nel motomondiale. [...] fu un test organizzato per i giornalisti. Quei pochi giri con la Yamaha 500 al Castellet furono l'esperienza più spaventosa della mia vita, tanto [...] era scorbutica in accelerazione. Mi ricordo quanto fosse brutale quando si apriva il gas al punto che rischiai due o tre volte di farmi sbalzare di sella. Anche se andavo pianino... La guida delle moto [...] era diversa: i piloti non piegavano a sessanta gradi come Marquez [...]. Pensate che Sarron, il pilota di quella Yamaha 500, non toccava nemmeno il ginocchio per terra tanto guidava aderente al serbatoio! Riguardando le foto, però mi accorsi [...] che ero dritto come un fuso in curva e dissi al fotografo che poteva avvisarmi così mi sarei spostato di più in sella per "apparire" almeno un po' più impegnato.<ref name="Castellet">Da ''[https://autologia.net/anchio-correvo-le-castellet/ Quando anch'io correvo a Le Castellet...]'', ''autologia.net'', 24 giugno 2018.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari 156-85]]}} Era quella Ferrari col turbo potentissimo con cui Alboreto [...] aveva sfiorato il titolo mondiale. Una F1 di quelle ancora col turbo che entrava di colpo scaricando tutta la potenza all'improvviso. Difficile da guidare per i piloti veri dell'epoca [...]<ref name="Castellet"/> {{Int|''[https://autologia.net/analisi-critica-della-formula-test/ Analisi critica della Formula E, il test]''|''autologia.net'', 13 aprile 2019.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Formula E]]}} La cosa che mi ha impressionato di più non è l'accelerazione, ma la velocità nel più assoluto silenzio. [...] Si sente solo il fruscio dell'aria contro il casco. Si va forte senza sentire rumore. Strano, no? Io per esempio non mi accorgevo di andare forte. Non avevo punti di riferimento e mancava il rumore a darmi la controprova della velocità. È una sensazione strana. Ripensandoci, ho messo a fuoco una spiegazione. Da che mondo è mondo, il nostro cervello è abituato a generare la sensazione della velocità abbinando i due sensi più importanti: vista e udito. Su un'auto da corsa o su una sportiva molto potente noi vediamo l'orizzonte scorrere sempre più in fretta e sentiamo il rombo del motore aumentare sempre di più. Poi magari aggiungeteci le vibrazioni che genera il motore e le forze fisiche che si trasmettono al corpo tramite le cinture che si stringono quando accelerate, e il gioco è fatto. Dall'insieme delle sensazioni dei due sensi fondamentali – vista e udito (se si aggiunge anche il tatto, cioé le vibrazioni, tanto meglio) il nostro cervello ricava la percezione che stiamo andando più veloci. Ma se manca l'apporto di uno di questi sensi – nella fattispecie l'udito – il nostro cervello si disorienta. Non capisce più che sensazioni trasmettere al corpo. È quello che ho sperimentato al volante della Formula E. Non mi rendevo conto che stavo andando sempre più veloce in rettifilo perché non sentivo il rombo del motore. Quando manca uno dei sensi, le tue sensazioni sono limitate [...] *[...] ricorderò sempre i brividi che mi trasmise l'[[Audi R15 TDI|Audi R15]] di Le Mans, un turbodiesel V10 da 5,7 litri che aveva quasi mille newtonmetri di coppia. Quando affondavi il gas le cinture ti sfondavano il petto e con le dita dovevi aggrapparti al volante per non perdere la presa, tanto era brutale l'accelerazione di quella barchetta. *[...] mi ha entusiasmato la cattiveria della [[Lamborghini Huracán|Lambo Huracan SuperTrofeo]], che aveva un rombo talmente deflagrante, grazie al suo motore V10, che ti faceva vibrare ogni poro della pelle. Trasmetteva potenza e brutalità da ogni parte. *{{NDR|Sulla Formula E}} È scattante, frena forte grazie a pinze e dischi in carbonio, permette di staccare sotto le curve ed è pure abbastanza rapida nell'inserimento. Ma le manca il sound per sembrare "cattiva". C'è poco da fare. Ai giovani piacerà pure, ma a me un'auto da corsa priva di un vero rombo non eccita. È come ascoltare musica rock in sottofondo a volume bassissimo. Quindi una delusione? Assolutamente no. Soltanto che è un'auto diversa. Le emozioni, il piacere della guida vengono da qualcos'altro che la pura guida. *{{NDR|Sull'[[Halo (automobilismo)|Halo]]}} Sulla bruttezza non si discute. Ma in nome della sicurezza tutto è lecito. ===''Autosprint''=== {{cronologico}} *{{NDR|Sulla [[Lamborghini]]}} Fu fondata nel 1963 dal mitico Ferruccio Lamborghini, che scelse come simbolo il marchio del Toro ufficialmente perché era il suo segno zodiacale. Ma c'è anche un po' di malizia nella scelta di quel simbolo voluto da Ferruccio [...] a emblema delle sue auto, perché il toro è l'unico animale che con la sua potenza poteva aver la meglio, in un eventuale duello, sul cavallo (rampante). Il riferimento agli storici rivali di Maranello è ovvio. Da allora tutte le "Lambo" adottano nomi di tori, dalla leggendaria Miura, alla Gallardo, fino alla [...] Aventador.<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/mondo-racing/2013/04/02-201649/lamborghini_gallardo_lp570-4_toro_ancor_pi_scatenato Lamborghini Gallardo LP570-4: Toro ancor più scatenato]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 2 aprile 2013.</ref> *Per via del fisico minuto, la [[Maria Teresa de Filippis|de Filippis]] era soprannominata "pilotino" nell'ambiente delle corse. Faceva scalpore vedere questa donna minuta domare e gestire in corsa la più pesante, grossa e potente F1 dell'epoca, la Maserati 250 F a motore anteriore quando già cominciavano a comparire le piccole e agili F1 inglesi a motore posteriore. Ma al volante si meritò più volte i complimenti di Fangio che però sosteneva che prendesse troppi rischi alla guida.<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2016/01/09-211032/morta_maria_teresa_de_filippis_prima_pilotessa_f1 Morta Maria Teresa de Filippis, prima pilotessa F1]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 9 gennaio 2016.</ref> *Si può perdere il mondiale per una banale [[Candela di accensione|candela]] che per la propria auto costerà sì e no dieci euro? Si che si può. Però dire che è un pezzo "stupido" [...] è sbagliato: la candela [...] è un oggetto che viene avvitato nella testata del motore (ce n'è una per ogni cilindro) ed è quella che genera la scintilla nella camera di scoppio. È la candela che fa incendiare la benzina che spinge su e giù il pistone. Senza candela quindi non c'è motore a scoppio. Senza candele non si generano i cavalli. Se una candela fa cilecca, quel cilindro non eroga potenza e il motore funziona a intermittenza. Parafrasando la nota pubblicità del liquore Martini, si potrebbe dire: "no candela, no power".<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/nel-mirino/2017/10/08-1097676/formula_1_giappone_ferrari_le_non_banali_coincidenze_che_costano_un_mondiale/1 Formula 1 Giappone, Ferrari: le non banali coincidenze che costano un Mondiale]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 8 ottobre 2017.</ref> *[...] quel suo aspetto un po' spavaldo e sbruffone potrà far storcere il naso a quelli che amano l'understatement. Come dà talvolta fastidio quella sua mania di piangersi addosso esageratamente quando le cose appena non vanno come lui vorrebbe. Un'abitudine esagerata a vedere tutto nero e immaginare complotti contro di lui ovunque. Ma quando [[Lewis Hamilton]] guida come sa fare lui, bisogna lasciarlo stare. E limitarsi ad ammirarlo, rispettarlo e applaudirlo.<ref name="Hockenheim">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/nel-mirino/2018/07/24-1619267/non_svilite_la_vittoria_di_hamilton Non svilite la vittoria di Hamilton]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 24 luglio 2018.</ref> *[...] non si può onestamente svilire la corsa di Hamilton. Che ad [[Gran Premio di Germania 2018|Hockenheim]] ha compiuto un'impresa formidabile. Non è vero che [...] ha vinto solo grazie alla pioggia e allo sbaglio di Vettel; il suo successo se l'è costruito nel primo stint di gara, quello che alcuni hanno giudicato "anonimo". Quando ha ridotto il gap dalla testa della corsa mettendosi nella condizione [...] per sfruttare un [...] imprevisto. Che puntualmente è arrivato. Facile, dirà qualcuno, rimontare con una Mercedes. Ma qui per rimonta non si intende [...] passare da 14º a settimi [...]. Per "rimonta" intendo invece aver ridotto il distacco dai primi, che guidano una Ferrari o una Mercedes come lui e che viaggiano in aria pulita potendo impostare passo e strategia ideale. Mentre Hamilton doveva barcamenarsi nel traffico e cercare di non surriscaldare gomme e motore in aria "sporca". [...] Per molti sarebbe stata corsa compromessa e addio. Invece Lewis ha tenuto duro e avendo conservato una buona efficienza delle mescole soft, ha potuto cominciare [...] a rosicchiare tempo a Vettel mettendo le basi per il suo recupero. [...] La vera dote di un pilota bravo [...] è [...] quella di [...] sapere "andare incontro alla corsa". Che significa [...] quello che ha fatto lui: trovare il giusto ritmo per ridurre [...] i distacchi e farsi trovare nella posizione ideale per riaprire la gara in caso di imprevisti. In genere Hamilton non è bravo a fare queste cose: deve essere guidato [...] dal muretto. Stavolta ha fatto di testa sua [...] ed ha agito benissimo. Il suo capolavoro [...] sono stati i giri finali con le gomme ultrasoft a pista asciutta oppure umida. Lì la sua progressione è stata fantastica [...]. Undici secondi recuperati in otto giri. [...] È stato quel suo ritmo velocissimo sul bagnato che ha indotto Vettel a rischiare un po' di più [...]. Ma se non fosse piovuto come sarebbe finita? [...] Sarebbe stato in ogni caso un facile 2º posto. Altro che colpo di culo grazie alla pioggia. Vittoria o podio, quella di Hamilton è stata comunque una rimonta da antologia [...] per la perfezione con cui è stata condotta. Da qui a bollarla come "fortunosa" o poco brillante, ce ne passa.<ref name="Hockenheim"/> *{{NDR|Su [[Alessandro Alunni Bravi]]}} [...] non si è fatto mancare nulla in carriera. [...] conosce bene il motorsport dove è entrato [...] come giornalista. [...] poi ha deciso di mettere a frutto gli studi in legge e ha saltato il fosso passando dall'altra parte. Dal raccontare le gesta di team e piloti a fare consulenza legale a team e piloti che dovevano stipulare contratti. Una scelta che lo ha portato pian piano ad entrare nella stanza dei bottoni. A capire come funzionano le cose nel complicato mondo del motorsport. Che [...] visti gli interessi commerciali sempre più coinvolgenti, ha più bisogno di avvocati e di legali che di meccanici e ingegneri. Alunni Bravi però è partito da una posizione di vantaggio: lui nelle corse non si si è trovato paracadutato per caso, come tanti manager di altri settori piombati un bel giorno in F.1 senza saperne nulla. Lui la passione per le corse l'ha sempre avuta fin quando era stato colpito da bambino dalla febbre Villeneuve. Nella vita gli è mancato soltanto di fare il pilota [...]. La vita nei circuiti e negli uffici dei team lo ha temprato ed oggi [...] è il prototipo del team principal 2.0, il manager del futuro, quello che per far funzionare una squadra F.1 non deve saperne soltanto di pistoni e sospensioni ma soprattutto di relazioni, questioni legali e diritti commerciali.<ref>Da ''Autosprint'', dicembre 2023; citato in ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2023/12/07-6912147/esclusiva_alunni_bravi_in_f1_arriver_un_vero_e_propri_ribaltone Esclusiva Alunni Bravi: "In F1 arriverà un vero e proprio ribaltone"]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 6 dicembre 2023.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20150627010556/http://autosprint.corrieredellosport.it/2014/10/06/ricordo-de-cesaris-vita-sempre-limite/19470/ Il ricordo di De Cesaris, una vita sempre al limite]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 6 ottobre 2014.|h=4}} {{NDR|Su [[Andrea De Cesaris]]}} *I suoi tanti incidenti nelle formule minori in Inghilterra gli valsero il soprannome di "De Crasheris", un po' come [[James Hunt]] che era chiamato "Hunt the shunt" (lo schianto). Solo che Hunt era inglese e quel vizietto di andare sempre al limite e rompere spesso la macchina gli veniva perdonato e faceva un po' glamour, Andrea invece era italiano e nel panorama anglosassone sempre un po' ipocrita verso gli stranieri, lo stesso vizietto diventava una macchia per l'immagine agonistica. *Era il pilota e lo sportivo più eclettico che avessi mai visto. L'importante che come denominatore comune vi fosse la velocità. Su due ruote, quattro o nella planata di una tavola da surf. Aveva una predisposizione naturale per la guida, un piede pesante incredibile e un coraggio (forse temerarietà) da vendere. Avesse fatto il pilota F1 all'epoca di Fangio e Ascari avrebbe vinto tanto, ma forse non sarebbe sopravvissuto a quella F1. *Ha guidato un po' di tutto, ma sempre macchine di mezza classifica anche quando erano scuderie prestigiose [...]. Finiva nelle squadre "giuste" sempre al momento sbagliato, ma non per sua cattiva scelta. Era un duro, uno tosto, s'era fatto una grande esperienza [...]; i team lo sapevano e ricorrevano a De Cesaris e alla sua capacità di portare al limite anche macchine non competitive quando c'era da tirar su una squadra dalle retrovie per mettersi in luce. Un po' come quegli allenatori alla [[Carlo Mazzone|Carletto Mazzone]] chiamati a riportare su dalla Serie B ex squadre blasonate ma a cui non viene mai affidata una squadra da scudetto. {{Int|''[https://auto.sabbatini.news/quei-3-grandi-meriti-di-marchionne/ Quei 3 grandi meriti di Marchionne]''|Da ''Autosprint'', 24 luglio 2018; citato in ''auto.sabbatini.news''.|h=4}} {{NDR|Su [[Sergio Marchionne]]}} *Si fa torto a qualcuno dicendo che Sergio Marchionne è stato il più grande manager italiano del dopoguerra? Manager, non imprenditore, capiamoci bene. Marchionne non ha posseduto società, ma le ha gestite, le ha fatte funzionare e ne ha decuplicato il valore ricavando profitti miliardari ai proprietari ma garantendo anche il lavoro a centinaia di migliaia di dipendenti. Basta questo a renderlo il più grande. È l'uomo che nel bene e nel male ha salvato la Fiat, rilanciato la Ferrari e cambiato profondamente la stessa società italiana. Sia a livello industriale che sociale. Non solo Marchionne ha trasformato un'azienda privata italiana in un gruppo industriale globale con radici sparse fra l'Europa e gli Stati Uniti, ma ha anche cambiato le regole del gioco fra impresa e lavoratori. Ha introdotto il concetto di flessibilità cancellando abitudini di accordi sindacali consolidati e uscendo persino da Confindustria per agire più liberamente. Soprattutto, cosa cui non tutti gli rendono sufficiente merito, ha salvato la Fiat dal fallimento. Senza di lui centomila dipendenti non avrebbero più avuto un lavoro dopo il 2004. Quando gli sono state affidate le redini della Fiat, nel 2004, la società era in profonda crisi e capitalizzava poco più di 5 miliardi di euro. Era tecnicamente fallita. Non aveva i soldi per pagare i propri debiti e gli stipendi nei mesi successivi. In quattordici anni Marchionne l'ha portata a un valore complessivo di oltre 65 miliardi facendola diventare la settima industria automobilistica del mondo, scorporando e quotando in borsa la Ferrari che prima era parte del gruppo Fiat mentre poi, da sola, ha capitalizzato quasi 25 miliardi. Marchionne insomma ha creato valore per le aziende che guidava e ha creato lavoro per i dipendenti Fiat salvando l'azienda dal fallimento. Questo merito nessuno, nemmeno il più acerrimo dei suoi nemici come i sindacalisti della Fiom che l'hanno spesso combattuto, potrà mai toglierglielo. *A Torino Marchionne arrivò praticamente da sconosciuto nel 2004. Era appena morto Umberto Agnelli e la famiglia aveva estromesso brutalmente l'ad Giuseppe Morchio, che aveva avuto l'ardore di chiedere, direttamente al funerale di Umberto, di entrare come socio nell'azienda. Ma chi mettere al suo posto? Montezemolo fu scelto presidente, ma a chi affidare il gravoso compito della gestione quotidiana dell'azienda che deve sorbirsi l'amministratore delegato? Qualcuno si ricordò che Umberto Agnelli, prima di morire, aveva parlato benissimo di un tal Sergio Marchionne, esperto di economia, italiano di Chieti emigrato in Canada e ora cittadino svizzero che dirigeva una piccola compagnia finanziaria satellite del gruppo, la Sgs. Marchionne fu convocato e assunse l'incarico. All'epoca indossava ancora giacca e cravatta. La Fiat a quell'epoca aveva un indebitamento di qualcosa come otto miliardi di euro. Era alle soglie del fallimento. In cassa c'erano soldi per pochi mesi di stipendio delle maestranze. Marchionne all'inizio non diresse direttamente il settore dell'auto, ma l'intero gruppo industriale. C'erano altri manager alla guida di Fiat, Alfa e Lancia. Un ingegnere austriaco e uno tedesco ex BMW. Bastò un anno e mezzo a Marchionne per capire che non facevano al caso suo. [...] quei manager-tecnici erano lenti e troppo esitanti a prendere decisioni per riuscire a rivoluzionare. Erano abituati con calma, alla tedesca, a sperimentare ben bene prima di costruire. Marchionne gli fece capire che non c'era tempo. Mancavano i soldi per sopravvivere così a lungo se non si costruivano in fretta nuove auto da vendere per fare cassa. Li mandò via e assunse in prima persona l'incarico di amministratore delegato di Fiat Auto, Alfa e Lancia. Un finanziere alle prese con la meccanica. Cosa ci avrebbe capito? Qui è uscita fuori la grande dote di Marchionne [...]: saper individuare quelli bravi e sottostimati. E valorizzare il loro coraggio di osare. Così ha dato un impulso formidabile all'azienda e il primo anno nacque la nuova Punto, l'anno dopo la 500. Due boom. Con i soldi guadagnati la Fiat poté risollevare le finanze e investire sul futuro. *Tre sono stati i grandi meriti di Marchionne che col senno di poi hanno salvato la Fiat dal fallimento. Primo e meno conosciuto, ma basilare per il futuro, è la rinegoziazione del famoso "convertendo" con la General Motors. Nel 2005 Marchionne è riuscito a farsi pagare dagli americani un miliardo e mezzo di euro per svincolarli da un impegno firmato cinque anni prima che non volevano più rispettare. Quei soldi, versati nelle casse torinesi, hanno ridato ossigeno ai conti Fiat. Con quel denaro Marchionne si è pagato lo sviluppo dei nuovi modelli Panda, Punto e 500 prodotti fra il 2006 e il 2007 che hanno portato altri capitali freschi. La terza grande impresa è stata l'aver acquistato nel 2009 la quasi fallita Chrysler a costi ridottissimi grazie alla mediazione di Obama e del governo Usa. Cosa che gli ha portato in dote anche la Jeep che è diventata la vera fabbrica di soldi del gruppo FCA [...]. La Ferrari è un successo a parte. Il suo fiore all'occhiello. La sua passione recente. Che gli piaceva così tanto da tenere sempre sott'occhio, durante le conferenze stampa ai saloni dell'auto invernali, un telefonino dove riceveva gli aggiornamento in tempo reale dei crono durante i test invernali. {{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/nel-mirino/2018/10/01-1732261/giochi_di_squadra_e_ipocrisie Giochi di squadra e ipocrisie]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 1º ottobre 2018.|h=4}} *Ma diciamoci la verità senza fare i falsi ingenui: non trovate davvero ipocrita lamentarvi del [[Giochi di squadra|gioco di squadra]] in F1? [...] Inutile fare le verginelle. L'amara verità è che i grandi team hanno sempre dato team orders. Tutti quanti. Perché quando l'interesse è alto, non si guarda in faccia a nessuno. Nemmeno al rispetto per gli uomini della propria stessa squadra. Tutti si scandalizzano e giocano a fare i puri, però quando viene utile il gioco di squadra lo fanno eccome. [...] Per un motivo semplicissimo: perché chi comanda sono i team, non i piloti che da questi sono stipendiati. Il titolo mondiale Piloti dà prestigio al corridore. Ma è il mondiale Costruttori che riversa denaro nelle casse della squadra. Perché il particolare meccanismo del Patto della Concordia, che regola gli accordi commercial-sportivi della F1, prevede che i punti iridati e la posizione di classifica valgano milioni e milioni di euro. Vincere il titolo Costruttori o arrivare secondi può fare una differenza anche di decine di milioni di euro. E nessuna squadra rinuncia a quei soldi perché è determinante per il bilancio finanziario. Quindi siccome sono le squadre che stipendiano i piloti, è anche logico e giusto che il team chieda ai suoi piloti di anteporre gli interessi della squadra a quelli personali. *[...] la prima squadra a dare un plateale team order in F1 fu [...] la Ferrari. Nel lontano 1956. Al [[Gran Premio d'Argentina 1956|GP d'Argentina di quell'anno]], Juan Manuel Fangio con la Lancia-Ferrari dovette ritirarsi. E il team del Cavallino cosa fece? Costrinse l'altro pilota della squadra, Luigi Musso, a fermarsi ai box; lo fece scendere dall'auto per far salire al suo posto Fangio; il quale così vinse la corsa e quei punti preziosi gli servirono per laurearsi campione del mondo. Incredibile no? Ma all'epoca era permesso che un pilota del team sostituisse un altro in corsa sulla stessa macchina perché nei primi anni della F1 era un'eredità del regolamento delle gare sport dov'è la macchina a vincere, non l'uomo che la guida. Poi questa stortura fu vietata perché in F1 era giusto fosse il pilota il protagonista principale e non più l'auto. Ma pensate se quella libertà esistesse ancora oggi, cosa succederebbe? Meglio non pensarci. *La madre di tutti i giochi di squadra [...] fu l'ordine perentorio di Todt a Barrichello al [[Gran Premio d'Austria 2002|GP Austria 2002]] di rallentare all'ultimo giro per far vincere Schumacher. Fu clamoroso e indecente perché portò davanti agli occhi di tutti in modo sfacciato quella che fino a quel tempo era sempre stata una pratica nascosta. Far rallentare il pilota da sacrificare con qualche scusa concordata e un linguaggio in codice ma senza mai scoprire il gesto. Invece Todt lo rese palese al mondo dicendolo via radio in chiaro, e lo ascoltarono le orecchie di milioni di spettatori perché ebbe la sfortuna che all'epoca il cameraman della F1 fosse al muretto Ferrari per inquadrarlo da vicino in quel momento topico. Così il microfono della telecamera, all'insaputa del team principal ferrarista, registrò e diffuse in mondovisione le parole con cui Todt prima supplicava, poi ordinava a Barrichello di rallentare. La plateale violazione di un codice etico in modo così lampante fece impazzire di rabbia il presidente della Fia Mosley perché dimostrò al mondo che quello sport di eroi che sembrava puro agli occhi della gente la F1 perché i suoi protagonisti rischiavano la vita per vincere, si poteva manipolare per interesse come una qualsiasi partita di calcio. Così Mosley, non potendo penalizzare la Ferrari per lo scambio di posizioni – era permesso dalle regole – ma volendoli comunque punire per il cattivo esempio sportivo in qualche modo, comminò al Cavallino una multa salatissima esemplare. Un milione di dollari per l'infrazione della cerimonia di premiazione. Una punizione che fece scalpore sia per l'entità della cifra che per il pretesto con cui fu data. Un po' come quando lo stato americano, non potendo incarcerare Al Capone per omicidio perchè non trovava le prove, non trovò altro modo che metterlo in manette per evasione fiscale... *Chiunque in F1 si lamenta o fa la verginella accusando scandalizzato gli altri di aver praticato giochi di squadra o dato team order, probabilmente ha compiuto pure lui il "misfatto". Volete un altro esempio? Jacques Villeneuve. [...] Pochi sanno che anche lui fu costretto a farlo. Addirittura proprio nel [[Gran Premio d'Europa 1997|GP Europa 1997]] – quello famoso di Jerez del fallo di Schumacher – che sancì la vittoria del mondiale di Jacques. Villeneuve, dopo che Schumi era finito fuori gara nel tentativo di speronarlo, aveva il titolo iridato in tasca. Ed era primo. Poteva chiudere in bellezza l'impresa vincendo anche la gara. Invece rallentò e fece passare le McLaren-Mercedes di Hakkinen e Coulthard che ottennero vittoria e doppietta. Un caso? No, perché mesi dopo si scoprì che via radio l'ingegnere di pista di Villeneuve in Williams, Jock Clear [...] lo aveva supplicato in corsa di lasciar passare Hakkinen dicendogli: "Devi farlo Jacques! Ricordi? Ne avevamo parlato prima della corsa se andava in un certo modo...". Evidentemente la Williams aveva stretto un'alleanza con la McLaren per la gara in chiave anti-Ferrari per aumentare le proprie probabilità di successo. E la contropartita evidentemente era di lasciargli la vittoria del GP. Se Villeneuve avesse conquistato il titolo, avrebbero dovuto lasciar trionfare la McLaren-Mercedes. In realtà la McLaren in gara non aiutò più di tanto Jacques perché fu Schumacher a danneggiarsi da solo con quella scorrettezza. Ma tanto bastò al team per ricordare al suo pilota di onorare il patto stretto prima del via. ===''Il Messaggero''=== {{cronologico}} *Come ve l'immaginate da guidare una Ferrari? Rabbiosa, brutale, estrema? Difficile da portare al limite? Beh, la nuova [[Ferrari 296 GTB]] non è niente di tutto questo. Non genera ansia da prestazione quando si schiaccia il piede sul gas ma al contrario è facile, tremendamente facile da guidare forte e ispira rapidamente confidenza. È un'auto che il pilota "sente" subito in mano. Con la quale chi possiede un minimo di esperienza di guida sportiva riesce presto a compiere manovre spettacolari con grande naturalezza: derapate, sovrasterzi di potenza e controsterzi. Un'auto che ti dona il vero piacere di guida. Quello che gli inglesi, con un termine molto esplicito, definiscono "fun to drive". Divertimento puro al volante. Un'auto dalla quale dopo mezz'ora al volante scendi con un sorriso euforico stampato sul viso.<ref>Da ''[https://motori.ilmessaggero.it/prove/ferrari_296_gtb_al_volante_dell_ibrida_di_maranello_la_supercar_con_il_v6_da_330_km_h_e_facile_ed_emozionante-6546172.html Ferrari 296 GTB, al volante dell'ibrida di Maranello. La supercar con il V6 Phev da 330 km/h è "facile" ed emozionante]'', ''motori.ilmessaggero.it'', 7 marzo 2022.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari SF90 Stradale]]}} È la Ferrari stradale più potente mai costruita. Sviluppa mille cavalli tondi tondi, poco meno di una F1 moderna. E come le F1 anche questa berlinetta Ferrari possiede tecnologia ibrida. Con la differenza che in questo caso non ha un solo motore elettrico come le monoposto dei Gran Premi, ma addirittura tre: uno dietro al motore V8 e due sulle ruote anteriori. Il nome SF90 è un omaggio alla storia sportiva del Cavallino perché fa riferimento ai 90 anni dalla nascita della Scuderia Ferrari, e cioè non la fabbrica di auto che conosciamo oggi (che venne costruita soltanto nel dopoguerra) ma la squadra corse cui Enzo Ferrari diede vita nel 1929 e che gareggiava con vetture Alfa Romeo. Questa Ferrari SF90 stradale è stata mostrata al mondo per la prima volta nel 2019, esattamente a 90 anni fa dalla nascita della Scuderia. Da qui il nome SF90. La Ferrari SF90 Stradale è un mostro da mille cavalli e prestazioni mozzafiato. [...] Una vera hypercar perché discende, nella linea genealogica di Maranello, da vetture esclusive come la F40, la F50, la Enzo e LaFerrari. Con due differenze: primo ha un motore 8 cilindri turbo ibrido e non un 12 cilindri come la maggior parte delle antenate; secondo non è costruita in serie limitata come quelle supercar del passato, ma non c'è un limite numerico agli esemplari che verranno costruiti. Soltanto un limite... economico che farà selezione fra i clienti [...]<ref>Da ''[https://motori.ilmessaggero.it/prove/ferrari_al_volante_della_sf90_assetto_fiorano_mille_cavalli_di_emozioni_elettrificate-6019864.html Ferrari, al volante della SF90 Assetto Fiorano: mille cavalli di emozioni elettrificate]'', ''motori.ilmessaggero.it'', 13 giugno 2021.</ref> *{{NDR|Sulla [[Fiat Grande Panda]]}} Non più una piccola utilitaria da città [...] ma un'auto più globale e versatile. Sfiorerà i quattro metri di lunghezza [...]. Grazie alle dimensioni maggiorate e all'abitabilità interna, proverbiale asso nella manica di Fiat, la Grande Panda si candida a diventare la prima auto da famiglia [...] e non più la seconda macchina per l'utilizzo squisitamente cittadino.<ref name="Panda">Da ''[https://motori.ilmessaggero.it/il_risveglio_dell_europa/fiat_versatilita_potere_stile_attraente_rilancio_grazie_modelli_linea_dna_inizia_grande_panda-8507055.html Fiat, versatilità al potere ed uno stile attraente. Pronto il rilancio grazie a modelli in linea con il suo Dna. Inizia la Grande Panda]'', ''motori.ilmessaggero.it'', 29 novembre 2024.</ref> *La storia della [[Fiat Panda|Panda]] è fatta di corsi e ricorsi storici. Ognuna di esse ha segnato un'epoca; la prima versione, quella del 1980 di Giugiaro, era una macchinetta versatile ed economicissima pensata per costare poco, con lamiere stampate diritte che ne determinavano il profilo squadrato. Poi venne la generazione successiva, del 2003, che si distingueva per una design più elegante, con forme morbide e sinuose e passò alla storia perché fu la prima Panda costruita in Polonia. Quella del 2012 invece era un profondo restyling della precedente, ma fu importante dal punto di vista simbolico perché rappresentò il ritorno della produzione della Panda in Italia, nella fabbrica di Pomigliano d'Arco. La quarta generazione [...] vede un ritorno alle forme squadrate della prima Panda ed abbonda [...] di richiami stilistici al passato [...]<ref name="Panda"/> *{{NDR|Sulla [[Renault 4]]}} [...] era nata per motorizzare la Francia contadina dell'epoca; era l'auto da campagna e da città, da lavoro ma anche per caricare la famiglia nei week end. Aveva le dimensioni di una utilitaria ma la capacità di carico di una monovolume e, per chi si ricorda, anche una stranissima leva del cambio orizzontale così inconsueta da manovrare.<ref>Da ''[https://motori.ilmessaggero.it/la_legge_del_mercato/r5_e_r4_coppia_vincente_le_e_tech_di_renault_ispirate_alla_tradizione-8740055.html R5 e R4, coppia vincente: le E-Tech di Renault ispirate alla tradizione]'', ''motori.ilmessaggero.it'', 28 marzo 2025.</ref> ===''Italiaracing''=== {{cronologico}} *{{NDR|Su [[Sebastian Vettel]]}} Per me è [...] un grande pilota. Forse non è al pari di Lewis Hamilton, Ayrton Senna, Michael Schumacher e nemmeno di Niki Lauda, ma uno che a 17 anni al debutto nelle FP1 di un Gran Premio è stato il più veloce di tutti, uno che ha vinto sotto la pioggia con la Toro Rosso (nemmeno super-Verstappen c'è riuscito!), uno che ha conquistato quattro titoli mondiali, non è un sopravvalutato. Se lo fosse stato, avrebbe vinto qualche corsa soltanto con la Red Bull, come ha fatto Mark Webber, non 34 GP e 4 titoli iridati senza mai sbagliare un colpo. [...] Di certo, Vettel è un po' debole mentalmente: eccezionale pilota quando tutto fila liscio, si fa sommergere dalle difficoltà quando le cose girano male. [...] Certo non è un duro, uno spregiudicato e temprato per prendersi l'onere del team sulle spalle e superare le difficoltà [...]<ref name="Vettel">Da ''[https://www.italiaracing.net/Il-commento-di-Alberto-Sabbatini-Vettel-Ferrari-perche-e-meglio-lasciarsi-ora/241504/1 Il commento di Alberto Sabbatini: Vettel-Ferrari, perché è meglio lasciarsi ora]'', ''italiaracing.net'', 11 agosto 2020.</ref> *[[Alain Prost]] [...] nell'ottobre 1991 fu licenziato dalla Ferrari per averla definita «un camion». Io quella vicenda l'ho vissuta in prima persona perché la famosa domanda a Prost che generò la risposta del "camion" gliela posi proprio io. A [[Gran Premio del Giappone 1991|Suzuka]] [...], al termine di una gara infelice dove il francese [...] giunse soltanto quarto staccato di un minuto e mezzo dal vincitore. [...] Alain in quell'occasione non aveva intenzione di offendere la Ferrari. Voleva semplicemente spiegare perché la [[Ferrari 643 F1|macchina]] si guidava male. Lui disse a me e agli altri giornalisti: «Andavo piano perché l'auto era difficile da guidare: lo sterzo era troppo pesante». Gli risposi: Spiegati meglio Alain: Che intendi dire con "pesante"? E lui aprendo le braccia come per afferrare un grande volante immaginario, mi disse: «Hai presente il volante di un camiòn? Era duro da sterzare come un camiòn!» Pronunciato alla francese, con l'accento sulla "o". Dietro di me però, c'era un giornalista dell'Ansa che [...] frettolosamente vergò sul taccuino le seguenti parole: "Prost: la Ferrari è un camion". Così l'articolo dell'Ansa partì con destinazione tutti i giornali italiani dando alla Ferrari, che non ne poteva più di Prost, un assist formidabile per licenziarlo in tronco [...]. Vi garantisco però, che le parole di Prost in quel momento non volevano essere offensive o di dileggio. Ma esplicative. Però, erano sei mesi che fra Prost e la squadra si trascinavano incomprensioni e accuse. Il francese aveva fatto saltare l'ingaggio di Senna per gelosia, poi con il suo atteggiamento aveva spaccato l'armonia della squadra. [...] Qualche giorno dopo, si venne a sapere che la Ferrari di Prost a fine gara aveva un tirante dello sterzo danneggiato. Per quello era diventata così pesante da guidare. Come un camion.<ref name="Vettel" /> *Quando {{NDR|Lewis Hamilton}} ha trionfato a [[Gran Premio di Gran Bretagna 2020|Silverstone]] su tre ruote, ha compiuto un capolavoro. Certo, non equiparabile per rischiosità a Nuvolari che correva la Mille Miglia a fari spenti nella notte per prendere di sorpresa gli avversari oppure tagliava il traguardo con il volante staccato, girando lo sterzo con una chiave inglese. Ma quelle sono avventure epiche di corse d'altri tempi. Per la F1 contemporanea così precisa e scientifica, l'impresa di Hamilton – compiere un giro su tre ruote gestendo la gomma che si stava sbriciolando e tagliare il traguardo – è comunque qualcosa di memorabile.<ref name="Hamilton">Da ''[https://www.italiaracing.net/Il-commento-di-Alberto-Sabbatini-Perche-e-ingiusto-criticare-Hamilton/242049/1 Il commento di Alberto Sabbatini. Perché è ingiusto criticare Hamilton]'', ''italiaracing.net'', 14 ottobre 2020.</ref> *Di [[Lewis Hamilton|Hamilton]] si può dire tutto. Criticare le sue treccine, i tatuaggi, la sua passione per ostentare abiti sgargianti e di cattivo gusto oppure discutere il modo in cui usa la propria popolarità planetaria per risvegliare l'attenzione su certe battaglie politiche e sociali scomode [...]. Ma politica a parte, non si può negare che Hamilton abbia un talento immenso e si meriti le vittorie ed i record che ha raccolto. Quello che fa grande Hamilton [...] sono [...] soprattutto quei quattro gran premi vinti da esordiente assoluto. Nel 2007. Quando aveva come compagno di squadra un mostro sacro e bi-campione del mondo come Fernando Alonso, eppure lui si permise di batterlo. Non solo: lo fece andare talmente fuori di senno per come riusciva ad essere più veloce di lui che Fernando, per riuscire a tenere testa a Lewis, ricorse a tutto il suo repertorio di scorrettezze. [...] La grandezza di un pilota, da che mondo è mondo, la fa il confronto col compagno di squadra. Perché lì si corre con la stessa macchina, non ci sono storie. La sfida è alla pari. E Hamilton i suoi compagni di team a pari macchina li ha triturati quasi tutti. A partire da Alonso nel 2007.<ref name="Hamilton"/> *Ayrton in quel [[Campionato mondiale di Formula 1 1993|1993]] aveva il coltello dalla parte del manico [...]. La Honda aveva abbandonato la F1 e Dennis, per tenerselo stretto, gli aveva avventatamente promesso a metà '92 un motore competitivo per l'anno successivo, facendogli perdere altre opportunità di cambiare squadra (Ferrari e Williams). Poi, Dennis non riuscì a trovare sul mercato un motore vincente: provò prima con il V12 Lamborghini, poi con i Ford HB ufficiali [...]. Intanto Senna, per fargli pressione, si mise a usare armi psicologiche e mediatiche. Svolse un test con la [...] Indycar [...] per fargli credere che stava valutando alternative alla F1. Dennis temette di aver perso il suo pilota. Finché Senna, resosi conto di non avere alternativa al correre nel 1993 con una McLaren priva di un motore competitivo, per placare il proprio orgoglio ferito chiese e pretese un contratto gara per gara chiedendo il famoso milione di dollari a gara. [...] Ma Senna poté permettersi quel braccio di ferro perché la McLaren non aveva alternative. Si sentiva il miglior pilota sulla piazza e riteneva una grave mortificazione professionale dover guidare una monoposto con un motore Ford "clienti" uguale a quello che qualsiasi altro team poteva acquistare sul mercato e che regalava 60/70 cavalli agli avversari. [...] Il paradosso è che quel "capriccio" caricò a mille la voglia agonistica di Senna, che in quell'inizio del 1993 disputò alcune delle sue gare più belle: correndo "a gettone" vinse tre delle prime sei gare [...] e conquistò anche quella memorabile vittoria sul bagnato a Donington entrata nella storia per quel formidabile primo giro con cinque sorpassi. Il milione di dollari a gara di Dennis sono stati certamente ben spesi.<ref>Da ''[https://www.italiaracing.net/Il-commento-di-Alberto-Sabbatini-Hamilton-come-Senna-1993-rinnovera-il-contratto-Mercedes-race-by-race/242814/1 Il commento di Alberto Sabbatini. Hamilton, come Senna 1993, rinnoverà il contratto Mercedes race by race?]'', ''italiaracing.net'', 6 febbraio 2021.</ref> *Da che mondo è mondo, a noi della corse piace la velocità pura, non i tatticismi e le strategie. OK, vogliamo i duelli e i sorpassi, ma allo stesso modo guardiamo con ansia e desiderio la sfida per la [[Pole position|pole]], il giro a vita persa, quello dove per un minuto e mezzo osi l'inosabile e metti a rischio anche la tua incolumità perché spremi la macchina al massimo cercando di superare il limite tuo e dell'auto. Ad ogni costo. [...] Pensateci un po': tutti noi ammiriamo e ci ricordiamo le imprese di [[Ayrton Senna|Senna]] più per la sua ossessione della pole position che per le vittorie in corsa. Vi ricordate [...] quando Ayrton parlava con fervore mistico di come sentiva di aver raggiunto la perfezione nel giro di qualifica a [[Gran Premio di Monaco 1988|Montecarlo 1988]] dove era sempre più veloce, sempre più veloce, fino a sentirsi in un'altra dimensione e perdere il senso della realtà terrena? Il giro veloce è sinonimo di F1 perché restituisce al pilota la possibilità, usando coraggio e talento, di essere più bravo dell'avversario nonostante una macchina inferiore. Per un giro, se hai le palle, puoi riuscirci. Per una gara intera [...] no di certo perché subentrano il degrado gomma, la finestra di temperature di esercizio, il DRS e tutte quelle puttanate lì con cui abbiamo imparato a convivere. [...] E pensare che negli anni Ottanta e Novanta in F1 c'erano team e Costruttori che, consci di essere tagliati fuori per inferiorità dalla vittoria della domenica, puntavano tutto su assetti estremi e supermotori per strappare la pole al sabato e garantirsi così visibilità, audience e titoli sui giornali dell'indomani che giustificassero il proprio investimento economico in F1.<ref>Da ''[https://www.italiaracing.net/Il-commento-di-Alberto-Sabbatini-La-gara-sprint-Un-flop-figlio--della-mentalita-americana-e-la-pole/243953/1 Il commento di Alberto Sabbatini. La gara sprint? Un flop figlio della mentalità americana e la pole...]'', ''italiaracing.net'', 18 luglio 2021.</ref> ===''Quotidiano di Puglia''=== *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Sián]]}} «Guerda bèn ec Siàn!!». Il grido si è levato da un gruppetto di "umarel" bolognesi quando hanno visto passare rombando per le strade della città il prototipo di una mostruosa Lamborghini camuffata dalle linee aggressive. Quelle parole, incomprensibili per chi non è nato sotto le Due Torri, in dialetto bolognese significano più o meno: «guarda un po' che razza di fulmine!». Qualcuno in Lamborghini deve averli sentiti e trovato azzeccata l'espressione. Talmente azzeccata che "Siàn" cioé la parola che in dialetto bolognese identifica il fulmine, è diventato il nome ufficiale della nuova supercar del Toro.<ref>Da ''[https://motori.quotidianodipuglia.it/anteprime/lamborghini_emozioni_sian_il_toro_scatenato_dopo_la_coupe_arriva_la_roadster_della_hypercar_di_sant_agata-5370882.html Lamborghini, emozioni Sìan: il Toro scatenato, Dopo la coupé arriva la roadster della hypercar di Sant'Agata]'', ''motori.quotidianodipuglia.it'', 21 gennaio 2021.</ref> {{Int|''[https://motori.quotidianodipuglia.it/motorsport/innovazione_cuore_renault_casa_francese_prima_a_credere_monoposto_elettriche-3665467.html L'innovazione cuore Renault. La casa francese è stata la prima a credere nelle monoposto elettriche]''|''motori.quotidianodipuglia.it'', 5 maggio 2018.|h=4}} *Probabilmente non esiste un altro marchio automobilistico che abbia preso parte alle corse in modo così trasversale e totale come ha fatto la [[Renault]], innovando in ogni campo del motorsport in cui si è cimentato. Direttamente o attraverso i brand che gli appartenevano, Renault ha corso e vinto dappertutto: dalla F1 alla 24 Ore di Le Mans, dal Mondiale Rally alle gare Turismo, dalla Parigi-Dakar fino alla Formula E elettrica, di cui Renault è stata la prima dominatrice [...] La grande forza di Renault è stata però anche l'impegno nelle categorie minori del motorsport: è stata Renault ad inventare le corse monomarca per allevare giovani piloti e far correre a costi ridotti intere generazioni di ragazzi per scoprire campioni. [...] Tanti campioni sono usciti da lì: uno per tutti Kimi Raikkonen. *Renault è stata la prima casa automobilistica a sviluppare e portare alla vittoria in F1 un motore turbocompresso. Un fatto epocale che ha aperto un nuovo capitolo tecnologico nella storia della F1. La tecnologia del turbo fino agli anni '70 sembrava troppo complicata ed acerba. Tanto che la prima Renault F1 turbo del 1976 venne soprannominata la "teiera" perché dopo alcuni minuti di gara cominciava a fumare vistosamente, presagio della rottura del motore che arrivava immancabilmente poco dopo. Renault insistette caparbiamente finché il 1 luglio 1979 il francese Jabouille, vinse finalmente a Digione con la Renault turbo il [[Gran Premio di Francia 1979|GP di Francia]]. La prima storica affermazione di un motore sovralimentato in F1. Ma quell'episodio così importante fu offuscato da un'altra vicenda: il leggendario duello Villeneuve-Arnoux a ruotate per conquistare la seconda posizione. Un gesto sportivo che conquistò le prime pagine dei giornali per settimane e fece passare in secondo piano l'impresa tecnica della Renault. *[...] Renault più volte ha sfiorato il titolo mondiale {{NDR|[[Renault in Formula 1|in Formula 1]]}} senza mai vincerlo, battuta alternativamente da Williams, Brabham, Ferrari e McLaren. La svolta di successo l'ottenne quando decise di abbandonare i telai e diventare semplicemente fornitore di motori per le squadre F1. L'eccellente tecnologia dei suoi V10 aspirati ha permesso alla Williams, alla Benetton e alla Red Bull di trionfare ripetutamente [...]. Ma soltanto nel 2005 e 2006 è arrivata finalmente quella vittoria inseguita per decenni con una F1 tutta Renault, telaio e motore. A guidarla c'era Fernando Alonso. ==''Sabbatini.news – blog''== {{cronologico}} *La [[Ferrari SF1000]] [...] non vale più del settimo/ottavo posto [...] dietro Mercedes, Red Bull e McLaren. Se la gioca con Racing Point e Renault. E se le cose girano male, sta dietro anche a quelle [...]. I motivi li sappiamo [...]: eccessivo drag (cioè resistenza all'avanzamento) ma soprattutto un motore fiacco che eroga almeno 40 cavalli in meno dei rivali e soffre in velocità massima dove accusa distacchi di almeno 10 km orari. Che sia colpa del motore non c'è dubbio visto che tutte le monoposto motorizzate Ferrari (comprese Haas e Alfa Romeo) hanno peggiorato le prestazioni sul giro in qualifica rispetto all'anno scorso. [...] Cos'hanno in comune queste tre auto? [...] il motore 065! Quello costruito dopo l'accordo [...] Fia-Ferrari di cui non sono mai stati svelati i dettagli. Non ci vuole un genio per desumere che la federazione, sotto l'onda delle polemiche degli avversari su come la Ferrari interpretasse il sistema di flusso del carburante, per evitare imbarazzi abbia chiesto a Maranello di rinunciare alle proprie tecnologie esclusive nel propulsore 2020. Di qui il calo di performance. Come diceva Andreotti, a pensare male ci si azzecca.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/mi-ricredo-leclerc-e-fortissimo/ Mi ricredo: Leclerc è fortissimo!]'', ''auto.sabbatini.news'', 6 luglio 2020.</ref> *La F1 non è il calcio, dove basta cambiare allenatore per cambiare sistema di lavoro e risultati da una settimana all'altra. Nel mondo del pallone l'allenatore è una figura-chiave perché detta schemi, metodi di gioco e ritmi di allenamento. Ma è anche una sorta di motivatore psicologico della mente dei suoi atleti. Un ruolo determinante ai fini del risultato. Cambiando allenatore si sostituiscono sia gli schemi di gioco che la motivazione dei giocatori. Gli effetti si vedono in fretta. Non ci vogliono anni ma poche settimane. La F1 non funziona così. La F1 è fatta di tecnologia e progettazione, due compiti richiedono tempi lunghi; i telai si cominciano a progettare nove mesi prima che la macchina scenda in pista. Si inizia a disegnarla a giugno/luglio per farla correre a marzo dell'anno dopo. Per fare un motore nuovo servono poi mesi e mesi. In una squadra F1 sono coinvolte mille persone che vanno gestite, fatte collaborare fra di loro e soprattutto conosciute a fondo per saperne sfruttare le qualità e le competenze specifiche di ciascuno. Ai piloti poi non serve un mental coach ma un motore con un sacco di cavalli. E un buon telaio. Cambiare "l'allenatore", cioé il team principal, sarebbe ora soltanto un gran casino [...]. Significherebbe ricominciare da zero, perdendo almeno tre anni di riorganizzazione tra impostazione e progetti. Perché il nuovo arrivato [...] dovrebbe prima imparare a capire come funzionano le cose nell'azienda [...]. Poi conoscere i tecnici, capire il metodo di lavoro per decidere se funziona o no e se è il caso di impostarne un altro. Un ribaltone gerarchico, insomma, secondo me allungherebbe i tempi, quindi peggiorerebbe le cose invece di migliorarle. Provocherebbe il caos a tempi brevi, non la riscossa. Ci vorrebbero anni per far ripartire il lavoro secondo un nuovo metodo. [...] E poi c'è un problema non da poco: [...] Un team principal non è mica come l'allenatore di calcio; non è una figura che si trova così facilmente sulla piazza. Servono competenze politiche, gestionali, finanziarie, tecniche. E cultura sportiva automobilistica. Difficile trovare il giusto candidato in fretta [...]. La gente adatta si conta sulle dita di una mano.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/ferrari-perche-non-serve-il-ribaltone/ Ferrari, perché non serve il "ribaltone"]'', ''auto.sabbatini.news'', 20 novembre 2020.</ref> *La storia della F1 è piena di fallimenti in cui i team principal non sono riusciti a gestire due galletti nel pollaio. A partire da Ron Dennis ai tempi di Senna e Prost, poi Frank Williams con Mansell e Piquet, a Ron Dennis fase 2 con Hamilton e Alonso nel 2007, fino ad Arrivabene con Raikkonen e Vettel. Pure Toto Wolff ha faticato a far coesistere Hamilton e Rosberg. Perché i piloti possono essere amici finché vogliono ma quando abbassano la visiera il compagno diventa il primo nemico. [...] Comunque alla fine dei conti tutto ruota attorno alla macchina: se [...] sarà [...] competitiva, tutto andrà per il meglio. [...] A quel punto ci si scorda dei problemi. Perché è sempre meglio avere due fuoriclasse al volante piuttosto che un campione e un buon secondo pilota.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/hamilton-ferrari-perche-ci-credo/ Hamilton-Ferrari: perché può funzionare]'', ''auto.sabbatini.news'', 1º febbraio 2024.</ref> ===2017=== *Cambiano i tempi e la Ferrari di inizio anni '90 è un'azienda in transizione. Le berlinette GT faticano a vendersi e Maranello è di fronte alla necessità di rinnovare completamente la linea di modelli. In più la Federazione ha appena deciso di cambiare il regolamento in F1 e limitare il frazionamento dei motori a 10 cilindri, perciò la Ferrari si trova costretta a buttare alle ortiche i suoi eccezionali V12 usati negli ultimi anni in F1. [...] parliamo dei primi anni '90, quando in una stagione di F1 si costruivano anche cento motori [...] fra propulsori da qualifica, da test e da gara. Così anche la Ferrari si trova a dover ottimizzare i costi per far tornare i conti. In questo scenario Montezemolo e Piero Ferrari hanno un'idea geniale. Costruire una supercar in tiratura limitata (solo 349 esemplari) fortemente imparentata con la tecnologia Formula Uno, da vendere a prezzo stratosferico (850 milioni di lire) a pochi, fortunati e ricchi clienti nel mondo. Una vera F1 a ruote coperte in cui riutilizzare sapientemente i basamenti dei tanti motori V12 ex Formula Uno e molta tecnologia delle monoposto per riconquistare quell'immagine di supremazia tecnologica che si stava appannando. [...] i tempi (ed i bilanci) stringevano e la Ferrari non poteva permettersi di aspettare il 1997 per giungere alla data esatta del mezzo secolo. Per cui la [[Ferrari F50|F50]] – il nome celebrava il cinquantenario della fondazione dell'azienda – fu realizzata in anticipo di due anni sulla scadenza dell'anniversario: nella primavera del 1995. Ma perché il parallelo d'immagine con la F1 funzionasse, il legame con le soluzioni tecniche dei gran premi doveva essere totale. Ecco perché la F50 resta ancora oggi l'auto stradale più fortemente imparentata dal punto di vista tecnico e strutturale con una Formula Uno. Una vera monoposto vestita. Telaio formato da una monoscocca in carbonio a cui veniva imbullonato il motore V12 che aveva funzione portante per trasmissione e retrotreno. Sospensioni anteriori push-rod montate direttamente sul telaio e ammortizzatori collocati orizzontalmente. Mozzi ruota racing con un singolo dado centrale. Tutto come su una F1. E poi il motore, direttamente derivato dal V12 a 65° usato nella mondiale F1 1990/91. [...] Che la F50 sia una vera derivata da una F1 lo comprendo subito seduto a bordo [...]: il rumore nell'abitacolo è assordante!<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/ferrari-f50-una-vera-f1-vestita/ Ferrari F50, una vera F1 "vestita"]'', ''auto.sabbatini.news'', 2 aprile 2017.</ref> *{{NDR|Sul [[Quadrifoglio Alfa Romeo]]}} A volere il quadrifoglio su un’auto da corsa fu un pilota dei primi Anni Venti: Ugo Sivocci. Faceva parte dello squadrone Alfa Romeo ed era amico fraterno di Enzo Ferrari, anzi fu proprio Sivocci a introdurre il più giovane Ferrari al mondo delle competizioni. Sivocci era un pilota temerario, ma molto sfortunato. Più volte aveva subìto guai meccanici che gli avevano precluso la vittoria. Nel maggio 1923 lo squadrone Alfa Romeo che contava su quattro piloti di punta, i famosi "moschettieri" e cioè Antonio Ascari, Enzo Ferrari, Giuseppe Campari e Ugo Sivocci si stava preparando per la Targa Florio. Una delle corse più impegnative dell'epoca. Sivocci, che da bravo casertano era forse anche superstizioso, alla vigilia della gara fece dipingere sulla sua Alfa Romeo RL un quadrifoglio verde iscritto in un quadrato bianco. Forse perché gli portasse fortuna in gara oppure semplicemente per distinguersi fra le quattro rosse Alfa. Incredibilmente, il simbolo fece valere il suo potere: in gara Sivocci era secondo, ma davanti a lui Ascari, che aveva tagliato il traguardo prima, fu penalizzato per una irregolarità. Così Sivocci si aggiudicò la sua prima corsa, la Targa Florio. Grazie al benefico influsso del quadrifoglio. Purtroppo quattro mesi dopo, il potere del quadrifoglio fece sentire ancora una volta il proprio effetto. Ma nella sua forma più tragica. Durante le prove del GP d'Europa a Monza, nel settembre di quello stesso 1923, Sivocci uscì di pista alla curva del Vialone [...] e perse la vita nell'impatto contro un albero. Solo dopo l'incidente ci si accorse che quel giorno sulla carrozzeria dell'Alfa mancava il simbolo del quadrifoglio. Un tragico scherzo del destino: per la fretta di approntare la nuova Alfa P1 per le prove, non c'era stato il tempo di dipingerlo. [...] Dopo l'incidente l'Alfa Romeo, per ricordare il suo sfortunato pilota, ha dipinto il quadrifoglio verde sulla carrozzeria di tutte le Alfa Romeo da corsa e anche su quelle stradali più sportive. Ma con una differenza: il simbolo verde era iscritto non più in un quadrato a quattro punte, ma in un triangolo per ricordare che una delle "punte" dello squadrone Alfa non c'era più.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/vettel-e-la-leggenda-del-quadrifoglio-alfa-romeo/ Vettel e la leggenda del quadrifoglio Alfa]'', ''auto.sabbatini.news'', 5 aprile 2017.</ref> *È stata la prima supercar ibrida del Cavallino. Ed anche l'ultima nata sotto la gestione Montezemolo, che le ha dato quel curioso nome: [[Ferrari LaFerrari|LaFerrari]]. Articolo attaccato al nome. Per sottolineare undici anni di evoluzione tecnologica dalla Enzo del 2002 a LaFerrari del 2013 bastano pochi numeri. 20 km/h in più di velocità alla staccata del breve rettifilo di Fiorano – 265 km/h contro 245 – e 30 metri guadagnati in frenata nella decelerazione da 200 km/h a zero. Alla fine del giro fanno 5 secondi in meno sul cronometro rispetto alla Enzo: 1'20" contro 1'24"9. È la magia dell'ibrido, la grande innovazione tecnologica adottata da Maranello con LaFerrari. Eppure questi numeri se anche spiegano quale mostro di potenza e tenuta di strada sia LaFerrari, non rendono l'idea di che auto fantastica sia questa supercar ibrida. Vi aspettate un mostro ruvido e indomabile, invece è una coupé docilissima. Facile da guidare e gestire sia a bassa che ad alta velocità. Si lascia condurre con la maneggevolezza di un'utilitaria e l'elasticità di un diesel. Ma quando schiacciate il gas, i 963 cavalli del motore termico più il kers vi portano nell'iperspazio. Nel senso che cambiano tutti i riferimenti fisici: i rettifili si accorciano, la pista si stringe, le curve diventano all'improvviso di raggio più corto. LaFerrari divora la strada davanti a voi. Ma il bello è che "ci sta". Anzi, è talmente facile andarci forte che ci si illude di essere più bravi al volante di quanto siate realmente perché tutto riesce semplice. Persino se staccate i controlli elettronici. Questa apparente facilità di guida è la vera differenza rispetto alla Enzo [...]<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/laferrari-quasi-1000-cv-ma-sorprendentemente-docile/ LaFerrari, quasi 1000 cv ma sorprendentemente docile]'', ''auto.sabbatini.news'', 20 aprile 2017.</ref> *[[24 Ore di Le Mans|Le Mans]] è la gara più bella del mondo. Ma anche la più rischiosa, esaltante e nello stesso tempo crudele. Almeno per i piloti. [...] Purtroppo a Le Mans bisogna prevedere tutto quanto. E non basta perché l'imprevisto è sempre in agguato. E la corsa alla miniaturizzazione, all'alleggerimento può essere vitale per andare più forte ma ti espone sempre a possibili rischi. [...] alla fine ha ragione quel pilota che un giorno aveva detto: "Non sei tu – pilota o squadra – che vinci a Le Mans, ma è Le Mans che decide di sceglierti come vincitore".<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/le-mans-non-si-conquista-ti-sceglie-lei/ Le Mans non si conquista: ti sceglie lei]'', ''auto.sabbatini.news'', 18 giugno 2017.</ref> {{Int|''[https://auto.sabbatini.news/enzo-la-ferrari-che-doveva-chiamarsi-f60/ Enzo, la Ferrari che doveva chiamarsi F60]''|''auto.sabbatini.news'', 2 aprile 2017.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Ferrari Enzo]]}} *Quando nel 2002 esce la nuova supercar celebrativa della storia del Cavallino, la Ferrari sta vivendo un momento d'oro. È all'apice del successo commerciale e sportivo in F1 dove ormai sta vincendo da tre anni di seguito con Michael Schumacher sia il mondiale Piloti che quello Costruttori. Sarebbe il momento perfetto per celebrare questo stato di grazia con una supercar che rappresenti finalmente la sintesi di tutta la sofisticata tecnologia elettronica sviluppata per la F1: traction control, differenziale elettronico, cambio elettroattuato. Ma siccome siamo nel 2002, a metà tra cinquanta e sessanta anni di vita del Cavallino, quella che avrebbe dovuto chiamarsi F60 per celebrare una ricorrenza ancora da venire, deve abbandonare la tradizione della ricorrenza a cifra tonda. Montezemolo decide così di battezzare questa supercar col nome di Enzo Ferrari. Il massimo omaggio alla figura del fondatore scomparso 14 anni prima. *Un'idea vincente introdotta sull'auto che per tutti diventerà semplicemente la "Enzo" è quella di rafforzare l'interfaccia uomo-macchina sfruttando l'esperienza e l'insegnamento di Schumacher. Il tedesco è il pilota che ha cambiato la F1 moderna convincendo i tecnici a spostare sul volante della monoposto, a portata di dita, tutte le finissime regolazioni di set up dei parametri di gestione del motore, del differenziale, del cambio e dell'assetto. Così la Ferrari crea per la sua nuova supercar il primo volante "attivo", nel senso che incorpora sei pulsanti per modificare la mappatura di gestione motore, per attivare o disattivare il controllo di trazione, inserire la retromarcia e persino comandare gli indicatori di direzione. È l'antesignano di quello che diventerà due anni dopo sulla F430 il famoso "manettino", termine dialettale modenese coniato dai meccanici del reparto corse F1 che indica il pomello sul volante dove verranno raggruppate tutte queste funzioni di gestione elettronica. E di quelli che saranno i volanti di tutte le Ferrari dieci anni dopo, dalla 458 in poi. *Nel design della Enzo c'è una forte ispirazione F1, sia nella forma delle prese d'aria che nel musetto col puntale rialzato per far passare aria sotto la scocca: una soluzione chiaramente derivata dai musi rialzati delle F1 di quel decennio e che serve a Maranello per generare effetto suolo dall'aria convogliata sotto la scocca piuttosto che da quella sopra la carrozzeria. Infatti la Enzo non ha alettoni: solo un piccolo spoiler attivo ma in velocità, a 300 km/h, riesce a generare fino a 775 kg di spinta. Dove la Ferrari rinuncia al legame diretto con la F1 invece è nel motore: nei GP si usano da tempo motori 10 cilindri mentre la Ferrari per la Enzo resta invece fedele al tradizionale 12 cilindri a V aspirato, ma di maggior cilindrata rispetto alla F50: 6 litri tondi tondi. Ma nonostante l'elevata cilindrata, il V12 arriva a girare a ben 7800 giri/minuto, regime al quale eroga la bellezza di 660 cavalli. ===2018=== *[...] sapete che l'idea di portare le qualifiche {{NDR|di [[Formula 1]]}} alle ore 14 del sabato è farina del sacco proprio della Rai? Fino agli anni '80 le qualifiche F1 si svolgevano alle 13, non alle 14. Poi un bel giorno qualcuno da viale Mazzini, in fase di rinnovo del contratto tv, convinse Bernie {{NDR|Ecclestone}} a spostare l'inizio delle prove del sabato alle 14 spiegandogli che in Italia (ma anche in altri paesi europei) i ragazzi alle 13 erano ancora a scuola e la F1 si stava perdendo l'audience dei giovanissimi. Bernie scaltramente capì che era una buona idea e l'applicò subito. [[Bernie Ecclestone|Ecclestone]] aveva questo pregio: la rapidità nel cambiare idea se capiva che lo status quo non funzionava bene. Da bravo mercante, sapeva come dar valore al proprio show per monetizzarlo meglio.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/rimpiangeremo-la-f1-di-ecclestone/ Rimpiangeremo la F1 di Ecclestone?]'', ''auto.sabbatini.news'', 29 gennaio 2018.</ref> *{{NDR|Su [[Lewis Hamilton]]}} [...] non ha il senso della corsa. È il suo punto debole più grave. Lewis possiede una velocità pura ineguagliabile sul giro secco e sul passo gara. Però non ha la visione della corsa. Non si rende conto di quel che succede attorno a lui in pista. E sopratutto davanti a lui. È capace di pestare sul gas, ma spesso deve farsi "guidare" dai box sul ritmo di gara e sulle tattiche perché è incerto sulle decisioni da prendere. Gli manca quella dote unica e speciale, per un pilota, di "leggere la corsa", di capire cosa sta succedendo in gara davanti e dietro di te, elaborare in fretta con la mente una strategia di corsa a medio termine in funzione di come si sta sviluppando il GP e seguirla con determinazione per ottenere il massimo risultato possibile. Quella dote che gli addetti ai lavori, nel gergo delle corse, definiscono la capacità di fare in modo che la gara "ti venga incontro". Che per un pilota vuol dire mettersi nelle condizioni ideali per prevedere l'evoluzione degli eventi e trarne vantaggio. [...] A Hamilton manca proprio questo.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/errori-terribili-e-punti-pesanti/ Errori terribili e punti pesanti]'', ''auto.sabbatini.news'', 3 luglio 2018.</ref> {{Int|''[https://auto.sabbatini.news/quel-mistero-delle-strisce-colorate-del-castellet/ Quel mistero delle strisce colorate del circuito Castellet]''|''auto.sabbatini.news'', 23 giugno 2018.|h=4}} {{NDR|Sul [[circuito Paul Ricard]]}} *Fu voluto nel 1972 dall'industriale francese Paul Ricard. Costui era un produttore di liquori e aperitivi all'anice – la famosa "anisette" Ricard che in Francia è diffusissima – appassionato di corse. Era una pista caratterizzata da un lunghissimo rettifilo, quello del Mistral (nome del vento che soffia su quell'altopiano francese). Per anni il circuito del Castellet è stato uno dei pilastri del motorsport internazionale sia per auto che moto anche perché con le sue ampie vie di fuga era all'avanguardia della sicurezza nei primi anni Settanta [...]. La pista [...] era lunga oltre 6 km e aveva un disegno molto particolare: un lunghissimo rettilineo, quello del Mistral, di circa 2 km, seguito poi da una parte mista di curve e controcurve molte davvero impegnative. Leggendaria era la piega a destra di Signes alla fine del rettifilo del Mistral, dove le monoposto arrivavano a circa 300 km/h. Negli anni delle F1 turbo la curva si faceva parzializzando il gas, mentre verso la fine degli anni '80 grazie alla migliore deportanza delle monoposto, alcuni piloti – i più audaci – riuscivano ad affrontarla praticamente in pieno a 300 km/h! Era uno spettacolo! *Per un giornalista come me, all'epoca, il Gp di Francia era una gara da non perdere. Perché era il luogo ideale per andare a vedere in pista come guidavano i piloti e capire le differenze fra loro [...]. C'era un appuntamento rituale del venerdi al GP di Francia: la famosa "tribuna degli esperti". Non una vera tribunetta ma uno spiazzo all'interno di Signes, più o meno all'altezza del cartello dei 100 metri dalla curva, dove si ritrovavano ex piloti opinionisti come Jackie Stewart e Lauda, team manager come Dennis, Williams, e i giornalisti più curiosi per vedere dal vivo chi faceva la curva in pieno e chi alzava il piede perché non se la sentiva. Più che il rumore, ci si basava sull'osservazione del retrotreno della F1. Si guardavano gli scarichi. Se fiammeggiavano da sotto il fondo, vuol dire che il pilota aveva alzato il piede perché in rilascio le F1 dell'epoca sputavano fiamme dallo scarico. Non ci si poteva sbagliare. Signes al Castellet ed Eau Rouge a Spa erano i due punti privilegiati fra le piste di F1 per capire chi aveva fegato e chi toglieva il gas nel punto più difficile. *Negli anni Duemila la missione di questo circuito cambiò: uscì dal giro delle corse e fu acquistato da Bernie Ecclestone che ne volle fare una pista di collaudi. [...] furono soppresse tutte le tribune (tanto chi va a vedere i test?) e soprattutto tutte le vie di fughe in ghiaia vennero sostituite da ampi spazi in asfalto. Fu la prima pista [...] ad adottare il criterio di asfaltare l'esterno delle curve, criterio che oggi è comune a tanti circuiti. Il motivo? Semplice: per non interrompere i collaudi e non danneggiare le macchine. Essendo una pista di test, si voleva fare in modo che i piloti perdessero meno tempo possibile in caso di errori di guida. Con l'asfalto ai lati, chi usciva di pista poteva ripartire in fretta e proseguire i collaudi ottimizzando i tempi di lavoro invece di finire in ghiaia, rovinare la macchina e perdere ore per il trasporto e la riparazione ai box. In più vennero aggiunte le famose strisce colorate, quelle che oggi fanno discutere e confondono le idee. Non fu un vezzo cromatico ma una necessità: avendo asfalto ai lati, si posero fasce di asfalto più o meno ruvido ad aderenza differenziata per frenare meglio le macchine in caso di uscita di pista o di testa-coda. Le varie zone ad aderenza differenziata venivano identificate da strisce rosse oppure blu. Le seconde più ruvide delle prime. Oggi il Castellet, visto dall'alto, possiede ancora le sue belle righe rosse bianche e blu che lo fanno assomigliare al contenuto di un dentifricio. ===2019=== *Credeteci. È nata una stella. O meglio, si è affermata e si è fatta notare. Perché chi segue le corse con attenzione [[Charles Leclerc]] lo aveva già scoperto un paio di anni fa quando aveva cominciato a vincere a ripetizione nelle categorie minori. [...] Ma prima ancora che la sua velocità, la grande dote di Charles Leclerc è la freddezza. L'autocontrollo. Che gli permette di dominare le emozioni. Questo monegasco dagli occhi azzurri nasconde dietro un'aspetto timido un carattere davvero ferreo. Due anni fa alla vigilia della gara di Baku, in Azerbaijan, morì il padre cui era legatissimo. Pianse al funerale, si asciugò le lacrime e due giorni dopo era in pista a fare la pole con la F2 e vincere la corsa senza farsi condizionare dall'emotività del momento e da uno stato d'animo che avrebbe prostrato chiunque. Per questo non deve stupire il modo in cui ha combattuto, superato e tenuto a bada il suo "capitano" Vettel [...]. Impressionante.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/leclerc-e-nata-una-stella-parliamone/ Leclerc: è nata una stella? Parliamone]'', ''auto.sabbatini.news'', 1º aprile 2019.</ref> *Un ingegnere cosa desidera? Un corridore veloce ma preciso, metodico, rigoroso. Capace di compiere cento giri sempre con uno scarto minimo di tempo, capace di passare sempre sulla medesima traiettoria. Di non lasciare niente al caso. Uno talmente bravo da non commettere sbavature e in grado perciò di annullare il margine d'errore umano e permettere così all'ingegnere di capire come si comporta la macchina, cosa funziona e cosa no. Una specie di computer in carne ed ossa. Una telemetria umana che era preziosissima quando le F1 erano più artigianali e non c'erano sensori a leggere le informazioni ma bisognava affidarsi al feeling del pilota per capire cosa andava e cosa invece non funzionava. Ecco, [[Niki Lauda|Lauda]] era questo. In un'epoca in cui le Formula Uno erano imprecise e incostanti, Lauda era la sicurezza. La certezza che il pilota stesse usando la macchina al massimo del suo potenziale e quindi, quando non ce n'era più, si sapeva che bisognava mettere le mani sul mezzo meccanico. E non sull'uomo.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/forghieri-racconta-lauda/ Forghieri racconta Lauda]'', ''auto.sabbatini.news'', 21 maggio 2019.</ref> *È la prima Ferrari ibrida plug-in della storia del Cavallino. Ha una potenza spropositata, di mille cavalli tondi tondi, e si chiama come la monoposto F1: [[Ferrari SF90 Stradale|SF90 Stradale]]. Inoltre può percorrere fino a 25 km in modalità soltanto elettrica, nel silenzio più assoluto. Bastano questi pochi elementi chiave a far capire di che pasta sia fatta la nuova supercar Ferrari, erede di tutte le ipersportive più estreme del Cavallino [...]. Per la sua nuova HyperCar il Cavallino ha coniato uno slogan ambizioso [...]. ''"Dare to immagine"'', che si potrebbe tradurre con ''"osare oltre l'immaginazione"''. E veramente nel progetto della nuova SF90 Stradale la Ferrari è andata al di là dell'immaginabile. Basti raccontare le specifiche davvero esclusive di quest'auto. A parte la novità della propulsione elettrica, c'è moltissimo di inedito da scoprire sotto il cofano di questa ipercar del Cavallino: dal design, all'eccellente compromesso raggiunto tra potenza, peso e guidabilità, fino al nuovo abitacolo che prevede una rivoluzionaria interfaccia di comando fra volante e cruscotto che cambia drasticamente il feeling di guida del pilota a bordo. [...] un design avveniristico, caratterizzato da un abitacolo avanzato (per far posto dietro i sedili alle batterie del motore elettrico) e un frontale veramente aggressivo con fari a led sottilissimi. Il vero capolavoro però è il retrotreno dove la Ferrari SF90 Stradale rinuncia per la prima volta al caratteristico singolo faro tondo per adottare due doppie luci quadrate con angoli arrotondati. Originalissima, e anche molto diversa dalle Ferrari del passato, la coda, dal centro della quale escono vistosissimi, a metà altezza, i due tubi di scarico. Quasi a ricordare che, benché si tratti di una Ferrari ibrida plug-in, il motore termico riveste ancora un ruolo fondamentale per una Ferrari.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/ferrari-sf90-stradale-la-prima-ibrida-plug-in/ Ferrari SF90 Stradale, prima ibrida plug-in]'', ''auto.sabbatini.news'', 31 maggio 2019.</ref> *Pensate che strano: un giorno potrete dire ai vostri nipoti che il 23 giugno 2019, sotto un'afa terribile, avete avuto il privilegio di assistere in Tv al più brutto Gran Premio della storia della F1. Quello [[Gran Premio di Francia 2019|di Francia]] al Castellet. A definirlo così è stato un giornalista britannico del quotidiano ''The Telegraph''. E lo dice nonostante abbia vinto un inglese. Pensate un po' a che punto siamo arrivati. [...] Gli elementi negativi ci sono tutti: un andamento monotono e triste, con i piloti di vertice tutti staccati fra loro. I primi sei arrivati al traguardo piazzati così com'erano partiti [...]. Mai un duello ravvicinato in testa alla gara. Solo una lunga processione di macchine a 230 km/h di media. Una pallosissima passeggiata delle due Mercedes inutilmente inseguite dalla Ferrari e dalla Red Bull. Nessuno che avesse lo slancio o la capacità di attaccare quello davanti. Persino Hamilton si è sentito in imbarazzo nelle interviste del post gara quando ha spiegato che per lui, contrariamente a quanto sembrasse da fuori, non è stata una passeggiata. Ha detto che aveva fatto fatica a guidare perché era assillato da piccoli problemi che dall'esterno non si colgono ma non lo lasciavano tranquillo: il sedile fissato male, la gestione delle gomme problematica e così via. E ha concluso quasi scusandosi e facendo vedere la propria testa: vedete come sono sudato? Ha detto. Pensate che se fosse stata una passeggiata sarei così accaldato e pieno di sudore in fronte? Poi però con i giornalisti inglesi, a quattr'occhi, ha ammesso: ''"Se dite che questa F1 è noiosa, vi capisco in pieno"''.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/il-gp-f1-piu-brutto-della-storia-parliamone/ Il GP F1 più brutto della storia? Riflessioni]'', ''auto.sabbatini.news'', 24 giugno 2019.</ref> *Penalità sì o penalità no? Come decidere qual è il sottile confine tra una sanzione e nessun provvedimento? [...] La mia linea di pensiero è: lasciate i piloti liberi di correre. Basta con questa ossessione del controllo assoluto da parte di steward, commissari e giudici che vogliono ergersi loro a protagonisti del risultato invece dei piloti. Basta con queste classifiche che vengono congelate dopo la corsa e ufficializzate ore dopo. Basta con questa abitudine presa pari pari dal calcio di voler analizzare e rivedere alla moviola spezzoni di guida con la presunzione di valutare al ralenty gesti che i piloti compiono d'istinto in frazioni di secondo. E basta anche con questa abitudine di voler giudicare la posizione al millimetro dell'ala anteriore di una monoposto rispetto alla ruota posteriore del rivale per determinare chi dei due è davanti e ha diritto di traiettoria. Torniamo alla vecchia usanza: finché l'avversario non ti affianca del tutto, puoi chiuderlo. Oltre no. Tanto a quel punto bastano le leggi fisiche: se chiudi quando lui è già dentro, ci rimetti tu per primo. La linea-guida futura dovrebbe essere: i sorpassi o le difese di traiettoria non si devono calcolare al microscopio: si fanno e basta. [...] Perciò se dovessi immaginare un nuovo regolamento che codifichi le regole d'ingaggio nelle corse, l'ideale linea di demarcazione e di giudizio dovrebbe essere una sola: c'è stata scorrettezza volontaria oppure no? Se sì, deve scattare la penalizzazione. Anche severa. Se invece si tratta di naturale agonismo, allora si lasci correre. [...] Da che mondo è mondo, le corse sono sempre state così. È soltanto l'inflessibilità federale degli ultimi tempi e il sapiente gioco del piagnisteo via radio da parte di chi è stato superato che ha portato nella gente la convinzione che intimidire l'avversario, chiuderlo in frenata oppure affiancarlo e spingerlo all'esterno sia un reato. Non è così. Riportiamo un po' di sano agonismo e rude combattività nelle corse. E le polemiche lasciamole al calcio e ai vari bar sport.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/alla-f1-servono-nuove-regole-eccole/ Alla F1 servono nuove regole: eccole]'', ''auto.sabbatini.news'', 2 luglio 2019.</ref> *[...] non compio un azzardo a dire che Hamilton secondo me è uno dei cinque piloti più forti della storia della F1. Come Fangio era il campione degli Anni Cinquanta, Jim Clark quello degli anni Sessanta, Lauda il dominatore degli Anni '70, Senna degli anni Novanta e Schumacher il Re dei primi anni Duemila. Tutti loro in un modo o nell'altro hanno segnato una decade. Hamilton è il Re di quest'ultima. Se ci facciamo caso, di tutti quei leggendari campioni, Hamilton possiede un pezzetto delle rispettive qualità. Ha la dedizione di Lauda, la velocità di Senna, la determinazione di Schumacher, la longevità agonistica di Fangio. E poi il metro della bravura di un campione te lo dà il confronto interno a pari macchina. Uno può avere anche la migliore monoposto del mondiale, ma ce l'ha anche il suo compagno di squadra. E se uno macina regolarmente i colleghi di team, come ha fatto Hamilton negli anni con Alonso, Button, Rosberg e adesso Bottas, qualcosa vorrà dire no?<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/quanto-vale-hamilton-nella-storia-f1/ Quanto vale Hamilton nella storia F1]'', ''auto.sabbatini.news'', 15 novembre 2019.</ref> ===2021=== *Michele {{NDR|[[Michele Alboreto|Alboreto]]}} era l'impersonificazione perfetta del pilota-gentiluomo. L'ultimo gentleman driver di un'epoca che non c'è più da tempo. Quella categoria di corridori che mettevano l'educazione, la signorilità e la disponibilità verso colleghi ed addetti ai lavori sopra ad ogni altra caratteristica caratteriale. Michele era di origini semplici, ma non si è mai montato la testa diventando uno sportivo di fama mondiale. Denaro e popolarità non lo hanno cambiato, come invece è capitato a tanti altri personaggi dello sport o dello spettacolo che si sono montati la testa. Alboreto no: ha sempre mantenuto quel carattere schietto e semplice degli inizi. Ha vissuto con discrezione e umiltà il suo ruolo di pilota. Proprio lui che è stato per cinque anni pilota Ferrari in F1 e quindi completamente al centro dell'attenzione; eppure è riuscito a non far mai parlare di sé per gli eccessi o per le polemiche, quanto per il suo stile e per l'altruismo del proprio comportamento. Nadia, sua moglie, e le due figlie Alice e Noemi possono essere fiere di aver avuto un marito e un padre che ha dato lezione di stile e di comportamento a tutto il mondo della F1.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/alboreto-ventanni-dopo/ Alboreto, vent'anni dopo]'', ''auto.sabbatini.news'', 23 aprile 2021.</ref> *[...] a differenza di tanti altri piloti Elio {{NDR|[[Elio De Angelis|De Angelis]]}} era un signore nel vero senso della parola. Educato, colto, elegante, di buona famiglia, mai un gesto fuori dalle righe. Tranne uno: una ruotata molto aggressiva che nel '78 diede a Gaillard a Montecarlo alla curva del Loews per superarlo e andare a vincere la gara di Monaco F3. Ma lo assolvo: era più veloce del francese e in palio c'era la più importante gara del mondo di F3 davanti agli occhi dell'intera F1. Elio aveva gusti raffinati e sobri: amava suonare il pianoforte, e quando i piloti a Kyalami nel 1982 scioperarono clamorosamente chiudendosi in albergo per due giorni, Elio per far passare il tempo suonò al piano musica per tutti i suoi colleghi. Ve lo vedete un pilota con le mani sporche di grasso e abituato a stringere con forza un volante, far scorrere delicatamente quelle stesse dita sulla tastiera di un pianoforte? Ecco, Elio de Angelis era un po' una mosca bianca fra gli altri piloti F1 di quell'epoca rude. Era un signore, certo, ma in pista era anche dannatamente veloce.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/quel-calembour-per-ricordare-de-angelis/ Quel calembour per ricordare De Angelis]'', ''auto.sabbatini.news'', 16 maggio 2021.</ref> *Hamilton divide sempre gli appassionati. [...] Hamilton accusato di avere sempre "culo" nelle gare, Hamilton che non si merita i successi che raccoglie, Hamilton che deve ancora dimostrare di essere un campione perché corre con la Mercedes che è sempre vincente. Hamilton che viene messo in discussione ogni volta che compie un qualsiasi gesto. Beh, mi viene da dire una cosa: basta con questi moralisti da tastiera accecati dal tifo oppure dal livore che non sanno "leggere le corse" e le imprese dei piloti in modo obiettivo. [...] anche Hamilton, quando è sotto pressione, può commettere errori e sbagliare. È vero. Ma da lì a mettere in discussione la sua grandezza di pilota ce ne passa. [...] Un errore grave (di guida o di concentrazione) nel corso di una stagione ci può stare. Capita anche ai campioni. [...] Perché Hamilton viene crocifisso quando sbaglia e nello stesso tempo irriso e insultato quando invece riesce ad approfittare di un problema altrui? [...] Io non credo alla teoria del "culo" di Hamilton. Credo che Hamilton susciti gelosie ed invidie perché vince troppo (e non guida una Ferrari), perciò tutti sono pronti sempre a metterlo sulla graticola. Ma non si può non riconoscerne la grandezza ed il talento. O continuare a sostenere che deve ancora dimostrare di meritarsi i suoi successi. È altresì vero che i grandi campioni spesso sono più fortunati di altri. O per meglio dire: se non hai anche un pizzico di fortuna non diventerai mai un grande campione [...]. Io invece credo che i grandi campioni siano più opportunisti degli altri. Ne senso che sono più bravi a sfruttare gli imprevisti a loro vantaggio. Perché sanno mettersi prima nella condizione più favorevole per approfittarne. È un'attitudine, non un caso. [...] Ecco, Hamilton [...] non molla mai. Pronto ad approfittare di ogni imprevisto. [...] È culo? No, è capacità di essere riuscito a mettersi nelle condizioni ideali per sfruttare un imprevisto.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/a-proposito-del-culo-di-hamilton/ A proposito del "culo" di Hamilton]'', ''auto.sabbatini.news'', 7 giugno 2021.</ref> *Ci sono state tre epoche ben precise nella storia di [[Frank Williams]]: gli inizi, con la vita stentata nelle corse fatta di espedienti e sotterfugi per sbarcare il lunario, da fine anni Sessanta a metà anni Settanta; poi quella dei primi successi grazie ai soldi raccolti presso gli sponsor arabi, periodo che è andato dal 1977 fino al 1986, anno del suo incidente in auto. E infine il terzo periodo, il più glorioso ma triste: in cui ha raccolto successo e guadagnato tanto denaro in F1 ma che lo ha anche reso tetraplegico. Oggi tutti ricordano l'ultimo Frank Williams, il manager che nonostante fosse immobilizzato su una sedia a rotelle, riusciva a guidare la sua squadra con piglio forte e determinato. Un'epoca di trionfi serrati, con 5 mondiali Piloti vinti in appena dieci anni, da Piquet a Jacques Villeneuve. Ma anche di tragedie come la morte di Ayrton Senna a Imola a causa di un guasto tecnico di cui la squadra porterà sempre dentro di sé il rimorso. Ma il primo Frank Williams, quello che si barcamenava per riuscire a schierare in pista le sue monoposto prendendo pezzi di ricambio a prestito da amici e rivali, e che viveva alla giornata utilizzando una cabina telefonica stradale come collegamento per i contatti di lavoro perché non aveva nemmeno i soldi per affittare una sede, pochi lo conoscono. [...] Entrò nel mondo delle corse nel 1966, quando fondò la sua prima scuderia per far correre auto di F3 e F2, poi nel 1969 approdò finalmente alla F1. Che allora era ben diversa dal mondo scintillante di oggi. È in quegli anni che imparò bene la lingua italiana, perché fra il 1965 e il 1970 Frank Williams veniva spesso in Italia portando di nascosto pezzi di ricambio per auto da corsa inglesi per rivenderle a tutti i piloti italiani che gareggiavano con le piccole formule e che non riuscivano ad acquistare oltre Manica i ricambi di cui avevano bisogno. A furia di contrattare e scambiare soldi in cambio di ingranaggi, cambi, freni e frizioni, Williams riusciva a mettere insieme quei quattro soldi per sbarcare il lunario e pagarsi l'attività del suo team. Imparò sul campo l'arte della trattativa d'affari, del business e del mercanteggiamento. Che si rivelò molto utile quando un decennio dopo ebbe a che fare con i munifici sponsor dei paesi arabi che però, come tutti gli abitanti di quei luoghi, amano mercanteggiare quando si tratta di fare business. Tale era la sua frequentazione dell'Italia che nel giro delle corse lo chiamavano, o si faceva chiamare, Franco Guglielmi. La traduzione esatta del suo nome in italiano.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/frank-williams-la-storia-segreta-dei-suoi-inizi/ Frank Williams e la F1, la storia segreta]'', ''auto.sabbatini.news'', 30 novembre 2021.</ref> *[...] devo dire che in tanti anni da inviato di F1, dove ho visto correre dal vero e battagliare piloti come Senna, Prost, Mansell, Schumacher – e sentire pure a volte le loro giustificazioni per certi azzardi – io uno scorretto nella guida come [[Max Verstappen|Verstappen]] non l'avevo mai visto prima. Ogni volta che va dritto in staccata per un sorpasso insiste per spostare l'avversario e tenersi la posizione. È sempre al di là delle righe. Quelle metaforiche, ma anche quelle bianche che delimitano la pista. Verstappen è un pilota fantastico, lo riconosco. E lo ammiro. Uno col piede di Senna e la grinta di Mansell. Un campione di talento. È bravo bravo bravo. Ma per me è troppo scorretto. È come uno che grida sempre per avere ragione. Lui non duella e basta; lui aggredisce e spintona l'avversario. Tira delle staccate impossibili per resistere al rivale, va fuoripista e quando rientra ostruisce l'avversario pensando di avere il diritto di restare lì davanti. Nel duello con Verstappen è sempre "l'altro", è sempre il suo avversario del momento che deve preoccuparsi di evitare il contatto e l'incidente. Lui non ci pensa: si butta dentro e sta al suo avversario del momento evitare la collisione. Non si guida così. Anche se sei il più bravo del mondo! [...] Lui non desiste mai. Questo sentimento è bello in un pilota, ma fino a un certo punto. Quando la manovra va male, con la staccata finisci lungo oppure l'altro ti mette le ruote dentro, devi imparare a mollare. Fa parte del gioco delle corse. Invece Verstappen non desiste anche quando la partita è persa. E questo comportamento ne fa un irresponsabile in tante occasioni.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/verstappen-ma-quanto-sei-scorretto/ Verstappen ma quanto sei scorretto?]'', ''auto.sabbatini.news'', 6 dicembre 2021.</ref> ===2022=== *{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-75]]}} È una Ferrari a "tolleranza zero" quella del 2022. A tolleranza zero perché nelle sue forme si intravedono soluzioni tecniche davvero estreme, senza margini di compromesso. [...] La Ferrari "coraggiosa", l'ha definita il team principal {{NDR|Mattia Binotto}}. Coraggiosi sono stati soprattutto i progettisti che nel disegnare le forme di questa SF-75 hanno seguito una strada tecnica differente dagli avversari. [...] Una macchina di F1 è composta da tre componenti principali: aerodinamica, motore e sospensioni. Tutti e tre devono interagire bene tra loro per ottenere la massima prestazione. Però su questa SF-75 il Cavallino ha fatto una scelta ben precisa: ha privilegiato ad ogni costo l'aerodinamica. [...] A questa necessità è stato subordinato tutto il progetto. [...] Questo concetto spiega probabilmente anche certe scelte esteriori. Muso e pance sono gli aspetti in cui la Ferrari SF-75 si distingue di più e sono ben differenti dalle soluzioni adottate dalle altre monoposto [...]. La Ferrari è l'unica con il muso allungato e appuntito e una delle poche [...] con le pance lunghe, mentre tutti gli altri hanno seguito la strada del muso piatto e arrotondato e delle pance larghe ma corte per rastremare il più possibile la carrozzeria attorno al cofano motore. [...] Saranno state scelte tecniche azzeccate quelle della Ferrari? [...] Di certo il look della Rossa 2022 è veramente mozzafiato. Per merito anche della nuova tinta: un rosso più acceso [...]. In passato era la Philip Morris, storico sponsor della Ferrari, che voleva a tutti i costi un rosso dalle sfumature "aranciate", quasi fluo, sulla monoposto per motivi televisivi. Adesso che lo sponsor di tabacchi non c'è più, si è tornati al tradizionale rosso più carico, con le appendici alari non più bianche o color carrozzeria, ma in nero carbonio. Un look rosso-nero che riporta alla mente la Ferrari 640 dell'epoca di Mansell e Prost. Sublime nei suoi colori e nel suo minimalismo. Grazie ai nuovi colori e a quel muso lungo e affilato, la SF-75 appare davvero aggressiva e pronta a divorare gli avversari.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/ferrari-sf-75-i-segreti-della-f1-2022/ Ferrari SF-75, i segreti della F1 2022]'', ''auto.sabbatini.news'', 21 marzo 2022.</ref> *Che cosa ha reso grande [[Gilles Villeneuve|Villeneuve]] che pure non era un tipo affabile ed empatico, ma al contrario timido e scontroso? Il suo stile di guida spettacolare [...]. E poi il suo talento. La sua grinta. Le imprese impossibili che ha compiuto al volante della Ferrari. Villeneuve era la personificazione del Pilota con la P maiuscola. Tutto coraggio e temerarietà. Il cavaliere del Rischio per antonomasia. Un Nuvolari moderno. Rispecchiava quello che noi tutti, forse in privato sogniamo di essere: un supereroe con il mantello e i superpoteri capace di imprese impossibili. Vincere con un sorpasso mozzafiato all'ultimo giro oppure combattere e non arrendersi mai, cercare di portare la macchina al traguardo anche se a pezzi e senza ruote. Come Nuvolari divenne famoso per aver vinto una Mille Miglia superando Varzi a fari spenti nella notte per sorprenderlo in scia, così Villeneuve esaltò le folle concludendo un GP in Canada sotto la pioggia con l'alettone anteriore divelto, piegato davanti al casco che gli faceva da schermo e gli impediva di vedere la strada. Guidò sulla pista di Montreal a memoria, e per trovare il punto di inserimento in curva guardava di lato le tracce lasciate sul bagnato dalle gomme delle altre F1. Non sono tanto le vittorie che hanno esaltato la leggenda di Gilles, quanto le sue imprese al limite del disperato. [...] Ai tifosi Villeneuve piaceva perché era spettacolare, capace di imprese impossibili ed era il principale motivo per cui valeva la pena pagare il prezzo del biglietto di un Gran Premio. A Enzo Ferrari Gilles piaceva perché era uno che non si risparmiava: portava al limite le sue automobili e maciullava la meccanica stimolando i suoi progettisti a costruire auto sempre migliori e più solide. Solo a una certa F1 un po' altezzosa, le imprese esagerate di Gilles facevano storcere il naso. Alcuni piloti lo reputavano un pericolo pubblico perché guidava sempre al limite; diversi giornalisti e opinionisti lo snobbavano perché il suo atteggiamento spavaldo ed emotivo era così lontano dal freddo e razionale comportamento di Niki Lauda che aveva introdotto in F1 il concetto del pilota-computer, insensibile alle emozioni e portato a dosare al minimo i rischi. Gilles era l'esatto contrario.<ref>Da ''[https://auto.sabbatini.news/villeneuve-40-anni-senza-gilles/ Villeneuve: 40 anni senza Gilles]'', ''auto.sabbatini.news'', 8 maggio 2022.</ref> {{Int|''[https://auto.sabbatini.news/ferrari-purosangue-non-suv-ma-supersportiva/ Ferrari è Purosangue ma non è un SUV]''|''auto.sabbatini.news'', 13 settembre 2022.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Ferrari Purosangue]]}} *Per carità, non chiamatela SUV! [...] La Ferrari Purosangue è un'auto diversa dalla tradizione del Cavallino. [...] Massiccia e imponente come una sport utility, ma non morbida di assetto e votata al rollìo nella guida come tutti i SUV. Il Purosangue si picca di essere simile per carattere e comportamento dinamico alle Ferrari biposto più cattive. D'altronde il nome Purosangue sta a sottolineare proprio questo: pur se possiede dimensioni extralarge [...] nelle sue vene scorre lo stesso sangue e lo stesso carattere selvaggio di tutte le sportscar del Cavallino. *Ci sono state altre auto del Cavallino in passato in grado di ospitare quattro passeggeri [...], ma in realtà – secondo una definizione cara al fondatore – le (poche) Ferrari con sedili posteriori erano chiamate 2+. Una definizione di comodo per sottolineare che si trattava di vetture effettivamente perfette per chi sedeva davanti, ma con l'aggiunta di due striminziti sedili posteriori. Perché secondo Enzo Ferrari aggiungere due posti veri alle sue auto avrebbe stravolto la personalità del veicolo. Avrebbe provocato l'allungamento del passo, l'aumento il peso e questo avrebbe limitato perciò sia le prestazioni che il piacere di guida. Ora i tempi sono cambiati e la tecnologia moderna ha permesso di compensare pesi extra e dimensioni extralarge. Per cui il Purosangue è la prima Ferrari in grado di offrire quattro posti veri belli comodi, senza sacrificare la performance. *Sul Purosangue ci sono, un po' nascoste in verità dalla linea coupé, anche due porte posteriori per far salire più comodamente a bordo i passeggeri dei sedili dietro. Già in questo aspetto il Purosangue stabilisce un record: è la prima Ferrari della storia a quattro porte. {{Int|''[https://auto.sabbatini.news/addio-forghieri-il-piu-grande-degli-ing-f1/ Addio Forghieri, il più grande degli ing. F1]''|''auto.sabbatini.news'', 3 novembre 2022.|h=4}} *[[Mauro Forghieri]] era davvero il numero uno fra gli ingegneri e progettisti di auto da corsa. Non perché le sue Ferrari avessero vinto più titoli mondiali; questo no. Se contiamo rigidamente i campionati vinti, Adrian Newey fra Williams, McLaren e Red Bull per esempio ne ha conquistati almeno una decina, e anche Patrick Head e John Barnard possono vantarsi di aver raccolto altrettanti mondiali F1 e per di più in un periodo più breve. Ma Forghieri resta nella storia delle corse motorsport una eccellenza vera. Perché era un progettista vero. Completo. Il più eclettico. L’unico capace di disegnare una intera F1: dal telaio, al motore all'aerodinamica fino pure al cambio! Tutti gli altri sono specialisti. Tecnici fantastici ma specializzati in un solo aspetto della monoposto. Telaisti, oppure aerodinamici o ancora motoristi. Forghieri invece sapeva fare tutto della macchina. Sapeva progettarla e costruirla dalla prima all'ultima vite. Questa è stata la sua vera grandezza. Un genio. E questa dote eclettica purtroppo è anche quella che l'ha paradossalmente allontanato dal mondo della F1 quando ancora poteva dare tanto. Perché si era diffusa a un certo punto la mania della specializzazione spinta: si riteneva fosse più importante – per costruire la macchina – che una squadra avesse tanti specialisti di settore e non un'unica grande figura completa. Ma al di là del tecnico puro, di Forghieri mi ricordo la grandezza della sua figura umana. Era un signore. Nel vero senso della parola. Un uomo affabile e di cultura, prima che un ingegnere. Aveva una spiccata e innata curiosità per ogni vicenda umana. Era una mente aperta, non blindata dentro argomenti settoriali delle corse. In tre parole potrei definirlo un pozzo di cultura e di conoscenza. E poi sapeva disegnare benissimo. E questo non è scontato neanche per un progettista. *La [[Ferrari 330 P4|Ferrari P4]] del 1967, l'auto che non riuscì a sconfiggere la Ford a Le Mans ma entrò nella storia per l'arrivo in parata alla 24 ore di Daytona. Uno schiaffo in casa propria che gli americani ancora si ricordano. Un prototipo V12 con motore 4,4 litri che doveva rivaleggiare con le Ford Mark IV di cilindrata quasi doppia. Un'auto dalle linee sinuose ed eleganti che vinse meno di quanto fosse bella ma che molti oggi considerano la Ferrari da corsa più bella della storia. *Bella non era, perché era tozza, squadrata ed apparentemente ben poco aerodinamica. Ma la [[Ferrari 312 T4|312 T4]] era l'esempio perfetto del motto coniato da Enzo Ferrari, che sosteneva che qualsiasi auto che vince diventa bella. ===2023=== {{Int|''[https://auto.sabbatini.news/f1-e-wec-lalternativa-esiste-eccome/ F1 e WEC? L'alternativa esiste eccome!]''|''auto.sabbatini.news'', 20 aprile 2023.|h=4}} *[...] Endurance e F1 sono sì due mondi diversi, diversamente spettacolari, ma non è vero che la prima sia automaticamente peggiore. [...] ho visto (da casa) tutta la 6 ore di Portimao ma devo dire che mi ha annoiato meno di lunghe fasi dell'ultimo GP a Melbourne. Che si è vivacizzato soltanto quando hanno esposto le bandiere rosse, raggruppato le macchine e dato nuove ripartenze. D'altronde ci sarà un motivo per cui Liberty Media lotta per cambiare la formula e imporre gare brevi al posto del lungo GP da 300 km? Proprio perché si è resa conto che altrimenti il GP senza imprevisti dopo pochi giri diventa noioso. Ma che vuol dire noia? Che è uno spettacolo sufficientemente vivace da tenere attaccati alla tv i "nuovi tifosi", quelli arrivati alla F1 da TikTok e dai social, quelli che hanno la soglia d'attenzione che non supera il minuto che dura un reel su Instagram? Beh grazie di quegli "appassionati" le corse ne farebbero davvero a meno perché sono come la classica bolla della new economy: prima o poi si sgonfierà. *[...] l'[[Endurance (automobilismo)|Endurance]] è una categoria per palati più raffinati. Per i veri appassionati di corse automobilistiche. Per quei Piloti con la P maiuscola che [...] abbiamo imparato ad apprezzare negli anni che andavamo sui circuiti a vedere le sfide Senna-Mansell-Prost-Piquet. L'Endurance è come una complessa partita a scacchi dove sposti le tue pedine poco alla volta e comprendi soltanto alla fine lo schema di come si è sviluppata la partita e capisci se può darti la vittoria o la sconfitta. La F1 invece è uno sport che vuole consumato tutto e subito a suon di finti sorpassi col Drs e colpi proibiti. Altrimenti diventa una lunga penosa processione. Vieni a Le Mans una volta e ti renderai conto della differenza. *Io dico che spettacolo non è necessariamente il duello ravvicinato. Sennò dovremmo dire che la F1 è nettamente meno spettacolare delle gare di kart, del motocross, della MotoGP e di tutte quelle categorie dove i duelli sono davvero ruota a ruota perché c'è più equilibrio di piloti e mezzi meccanici. A volte si fa l'errore di valutare come "spettacolo" il pit stop delle F1 con diciotto uomini che ruotano freneticamente attorno alla monoposto per cambiare le gomme e farla ripartire in 2 secondi e mezzo mentre nel WEC tutta l'operazione sembra dannatamente lenta e ci vuole un minuto e mezzo per completarla. Ma è un modo diverso di intendere le gare. Più a misura d'uomo. Nel WEC sono soltanto in due a cambiare le gomme, girano attorno alla macchina di qua e di là e lavorano freneticamente pure loro. Semplicemente le regole sono scritte diversamente per apprezzare anche il gesto del singolo, non di una equipe numerosa. *[...] la F1 e Netflix hanno reso celebri tutti, persino Albon e Stroll che altrimenti non si filerebbe nessuno. {{Int|''[https://auto.sabbatini.news/il-trionfo-ferrari-e-la-mia-le-mans/ Il trionfo Ferrari e la mia Le Mans]''|''auto.sabbatini.news'', 12 giugno 2023.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[24 Ore di Le Mans 2023]]}} Torno da Le Mans dopo una sfacchinata durata 96 ore nelle quali ho dormito probabilmente soltanto una decina di ore in quattro giorni. Ma con la consapevolezza di aver assistito a un momento davvero storico. La prima vittoria Ferrari nei Prototipi a cinquant'anni dall'ultima apparizione in gara sulla Sarthe. La strepitosa pole position di Fuoco con la 499P a 50 anni da quella analoga di Merzario-Pace con la 312P. L'incredibile successo di Calado, Pier Guidi e Giovinazzi, sognato, atteso e realizzato dopo una girandola di emozioni in gara fatta di gioie, ansie, paure, timori e sollievo finale. La Ferrari non vinceva a Le Mans dal 1965 ma soprattutto due italiani con un'auto italiana ci hanno trionfato soltanto una volta: nel 1963 quando Bandini e Scarfiotti portarono al successo la Ferrari 250P. Basta questo per parlare di impresa leggendaria? Sì, basta eccome. *Per vincere a [[24 Ore di Le Mans|Le Mans]] non basta andare più forte di tutti [...]. Ma bisogna soprattutto andare forte tenendosi lontani dai guai. Sperare che non accadano problemi, imprevisti oppure avarie. Guadagnare mezzo secondo al giro sul tuo avversario durante uno stint di un'ora, che fa un totale di appena sette secondi, non serve a niente se poi ne perdi quindici di colpo andando dritto in una curva per eccesso di foga. O un minuto ai box se s'inceppa qualcosa al pit stop. [...] le macchine più lente sono un ostacolo imprevedibile e può capitare di farsi danneggiare nel doppiarle perché non ti vedono, ti chiudono e non ti danno strada, oppure frenano quando meno te l'aspetti e non riesci ad evitarle. [...] Perché a Le Mans la chiave è [...] non farsi doppiare dal leader. Se perdi uno, due o persino tre minuti dal leader di gara c'è sempre il margine per recuperare. Perché alla prima safety car che esce per incidente il plotone viene raggruppato e il distacco si azzera. A Le Mans capita spesso. Anzi, siccome la pista è lunga, ce ne sono addirittura tre di safety car [...]. L'importante però è non farsi doppiare. Perché se perdi il giro sul leader poi non lo recuperi più, a meno che il tuo avversario non subisca un grave imprevisto che lo attardi. [...] La 24 Ore di Le Mans si vince anche stando fermi meno possibile ai box. Il segreto è tenersi lontano da guai e imprevisti che ti costringano a lunghe riparazioni. [...] Quello che allunga il tempo di arresto ai box è il cambio gomme, che mediamente richiede una dozzina di secondi in più rispetto al semplice rifornimento. Perciò ogni team fa la propria strategia: allungare gli stint con le stesse gomme fa risparmiare tempo di sosta, ma se poi lo pneumatico si degrada nei giri successivi perché troppo consumato si perde ancora più tempo in pista che a cambiare le gomme. Per cui ogni squadra deve risolvere questa difficile equazione e capire quanti stint fare con ogni treno di gomme. *[...] realmente Le Mans è la corsa più bella del mondo. Non c'è Montecarlo o Monza F1 che tenga, Le Mans è qualcosa di speciale perché coinvolge il pubblico in forma attiva. Andare a Le Mans è una festa per l'appassionato di motorsport perché non devi stare ore intere in tribuna a spaccarsi la testa sotto il sole per tenersi stretto il posto in modo da poter vedere passare solo un'ora e mezza le monoposto come accade in F1. A Le Mans puoi andartene ovunque con il biglietto circolare, oziare nei negozietti che vendono magliette, modellini e gadget senza timore di sprecare tempo perché la gara è sempre lì che va avanti e ti romba nelle orecchie. Rifarti gli occhi nei negozi di libri e memorabilia. E poi soprattutto puoi vedere le auto da vicino in azione. Con il semplice biglietto d'ingresso. Certo, in tribuna stai seduto comodo e asciutto quando piove (e un po' di pioggia te la becchi ogni anno!). Ma ti puoi anche vedere la gara da bordo pista. Anzi, è il circuito dove puoi stare pià vicino alle auto in azione. Puoi andare attaccato alla reti alla esse Ford, quelle che immettono sul traguardo. Quasi a ridosso dei fotografi a bordo pista. È un'emozione farlo, sopratutto di notte quando il fascio dei fari penetra il buio. Oppure puoi andare con le navette per il pubblico lungo la pista a vederti le macchine in azione nelle curve più leggendarie. Mulsanne, Indianapolis, le esse del ponte Dunlop. C'è il tempo di girare la pista e fare tutto perché anche se il circuito è lungo ben 13,6 km la gara è infinita. Nessuno ti corre dietro e non corri il rischio come in F1 che la sessione finisca e tu rimani a bocca asciutta senza aver visto passare il tuo idolo o la macchina del cuore. Se hai il fisico e per un volte rinunci alle ore di sonno, la notte di le Mans è uno spettacolo unico per il vero appassionato. Il più bello al mondo del motorsport. Perché fonde l'emozione delle festa di paese, con bancarelle, divertimenti e giostre, con quella dell'odore della benzina e il rombo del motore. ==''X/Twitter – profilo ufficiale''== *Il progresso tecnologico spesso fa a botte con lo spettacolo. Nelle corse tra i due scelgo lo spettacolo.<ref>Da un [https://twitter.com/sabbatini/status/447402666801766401 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 22 marzo 2014.</ref> *Kimi {{NDR|[[Kimi Räikkönen|Räikkönen]]}} a volte fa arrabbiare per quanto sia taciturno. Ma quando parla sa essere educato, preciso, non cerca mai polemica né scuse e riconosce gli errori. E ti fa anche capire senza mezzi termini se gli fai una domanda cretina.<ref>Da un [https://twitter.com/sabbatini/status/1015976711937298433 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 8 luglio 2018.</ref> *Non sopporto dei social questa tendenza a insultare i piloti che sono antipatici o avversari. Se fossi un pilota mi piacerebbe radunare i critici più faziosi dicendo loro: "Li ci sono macchina, tuta e casco: fatemi vedere voi cosa fate. Ma se non ci riuscite, zitti per sempre".<ref>Da un [https://twitter.com/sabbatini/status/1015679031797276672 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 luglio 2018.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio del Giappone 2022]]}} Per carità, titolo di Verstappen strameritato. Però pare proprio che FIA abbia fatto di tutto per farlo vincere a Verstappen proprio a Suzuka: era tutto pronto per la celebrazione, le scritte Honda sulla RB, il trono da Re pronto per Verstappen nel retropodio, i 5" di penalità dati {{NDR|a Leclerc}} prima del podio...<ref>Da un [https://twitter.com/sabbatini/status/1579030344573267968 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 9 ottobre 2022.</ref> *{{NDR|Sull'[[AC75]]}} [...] trovo che queste barche-F1, affascinanti dal punto di vista tecnologico, sviliscano l'aspetto umano, annullino il gesto atletico tipico della vela. Non si possono vedere su una barca timonieri seduti come in F1.<ref>Da un [https://x.com/sabbatini/status/1836787160428507534 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 19 settembre 2024.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sabbatini, Alberto}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] 4e03csw7rzjhfwvs2zaneajaxuqurqx Renato Venturelli 0 196291 1411758 1367910 2026-04-27T06:57:10Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Renato Venturelli */ 1411758 wikitext text/x-wiki '''Renato Venturelli''' (1954 – vivente), critico cinematografico italiano. ==Citazioni di Renato Venturelli== {{cronologico}} *{{NDR|Su [[Paul Muni]]}} Il suo periodo di maggiore celebrità risale agli anni Trenta, quando era considerato uno dei massimi attori hollywoodiani; ma se all'epoca divenne famoso per una serie di prestigiose produzioni in costume [...] lo si ricorda soprattutto per grandi drammi criminali [...]. Nonostante la sua riconosciuta bravura, però, M. divenne solo in parte una star vera e propria. Il motivo principale sta forse nel fatto che non creò un suo personaggio riconoscibile, rifiutando di farsi imprigionare in una formula, ma preferì calarsi in ruoli sempre diversi. Inoltre, la sua concezione d'attore rimase legata a un'accentuata teatralità, che prevedeva lunghe prove davanti allo specchio, una capillare immedesimazione nel personaggio e un gusto personale per make-up particolarmente elaborati. La possibilità di scegliere e di condizionare la lavorazione dei film finì poi per accentuare la sua meticolosità e l'estrema selettività delle scelte.<ref>Da ''[https://www.treccani.it/enciclopedia/paul-muni_(Enciclopedia-del-Cinema)/ MUNI, Paul]'', in ''Enciclopedia del cinema'', Istituto della Enciclopedia italiana, Roma, 2004.</ref> *Ricordate il [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]? Era uno scienziato che nella grigia Inghilterra degli anni '50 andava a caccia di extraterrestri, scoprendo ad ogni angolo della vecchia Albione invasioni aliene, catastrofi imminenti e minacce all'intero genere umano. A lui era intitolato il film che diede il via al periodo d'oro della fantascienza inglese, e fu proprio lui a rilanciare nel 1955 una piccola compagnia in crisi (la [[Hammer Film Productions|Hammer]]), facendone il nuovo punto di riferimento, grazie anche ai famosi horror di [[Peter Cushing]] & [[Christopher Lee]].<ref>Da [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/04/03/invasioni-aliene-nell-antica-albione-con-tappa.html ''Invasioni aliene nell' antica Albione con tappa a Bergamo''], ''la Repubblica'', 3 aprile 2005.</ref> *{{NDR|Su ''[[Pranzo di Ferragosto]]''}} [...] il pregio del film sta nell'evitare i tempi collaudati e forzatamente brillanti della commedia d'impianto teatrale, per puntare invece su un più fresco e disadorno effetto realtà, sulle interpreti non professioniste, sui dialoghi quasi improvvisati, sui tempi morti che qua e là costellano la narrazione. Il risultato è una sorta di novella: molto concisa (75'), con un finale frettoloso da cortometraggio, ma anche con una giustezza di tocco capace di accattivarsi le simpatie del pubblico.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/14/visti-per-voi.html Visti per voi]'', ''la Repubblica'', 14 agosto 2009, p. 16.</ref> *{{NDR|Su ''[[Sciarada (film)|Sciarada]]''}} E il film è interessante anche per il mix di generi tipico dell'epoca, quando il gioco vorticoso di maschere, di inganni e di false identità si snoda ai confini tra due generi sotto questo punto di vista analoghi, come la spy-story e la commedia sofisticata. Con gran finale alla Comedie Française e almeno un paio di gag famose: prima il ballo con l'arancia di Cary Grant, poi Coburn che minaccia la Hepburn lanciandole addosso fiammiferi accesi.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/02/visti-per-voi.html Visti per voi]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2011, p. 20.</ref> *"[[Blue Valentine (film)|Blue Valentine]]" ricicla la solita storia d'amore, lo scorrere inesorabile del tempo, le sue conseguenze sulle persone, e lo fa pure con tutti i tic del cinema indipendente americano da festival. Ma riesce ad avere una sua intensità emotiva e alcuni momenti originali, come l'estremo tentativo di stare insieme una notte in una grottesca camera di motel in stile fantascientifico.<br>Nonostante il marchio da Sundance, insomma, Cianfrance è un regista da seguire, con una bella capacità di valorizzare gli attori: e qui, accanto a un Gosling prima sfacciato poi triste e stempiato, c'è una Michelle Williams ("Marilyn") subito candidata all'Oscar per il ruolo.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/04/28/visti-per-voi.html Visti per voi]'', ''la Repubblica'', 28 aprile 2013, p. 18.</ref> *{{NDR|Su ''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]''}} Il taglio del racconto è in effetti piuttosto tradizionale, così come il modo in cui viene affrontato il tema razziale, ma il meccanismo funziona ancor oggi in maniera esemplare: a cominciare dall'interpretazione sanguigna del poliziotto locale (uno strepitoso Rod Steiger) e da una sceneggiatura basata su una serie di efficaci scontri verbali con Sidney Poitier, simbolo dello spirito liberal, egualitario e antirazzista di un'America kennediana che aveva appena incarnato anche in "[[Indovina chi viene a cena?]]".<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/05/15/visti-per-voi.html Visti per voi]'', ''la Repubblica'', 15 maggio 2013, p. 18.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il capitale umano]]''}} Il risultato è pienamente riuscito: ottimi attori, racconto implacabile nonostante qualche giochino temporale, scene memorabili, magari col critico che blatera di morte del teatro e il leghista che vuole cori di paese. Solo un po' di morale scontata nel ritratto dell'Italia di oggi, all'ombra del pessimismo consolatorio. Ma con scambi di battute già cult: "Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto" accusa lei, "Abbiamo vinto..." ribatte lui.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/01/12/visti-per-voi.html Visti per voi]'', ''la Repubblica'', 12 gennaio 2014, p. 20.</ref> *{{NDR|Su ''[[The Equalizer 2 - Senza perdono]]''}} Al di là del carisma di Denzel Washington in un ruolo schiettamente action, ma venato di malinconie interiori, il sequel ha un punto di forza nella regia di Antoine Fuqua: che avrà anche uno stile da ex-pubblicitario ma riesce quasi sempre a imprimere un taglio visivo e narrativo molto più coerente rispetto ad altri prodotti analoghi, con tanto di finale apocalittico post-western in una cittadina costiera sconvolta da un uragano. Il limite sta invece nelle convenzioni fumettistiche del personaggio, nel suo risolversi sul piano di un'astratta evidenza grafica, dove lo spessore umano rimane artificioso: ma se sopportate qualche eccesso di moralismo, è un action decorosissimo ambientato in un mondo ormai allo sbando.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/09/23/visti-per-voiGenova20.html Visti per voi]'', ''la Repubblica'', 23 settembre 2018, p. 20.</ref> *{{NDR|Su ''[[L'appartamento]]''}} Il film è famoso per la sua rappresentazione della solitudine e dell'isolamento dell'individuo nella società di massa, ma ancor più per i perfidi meccanismi attraverso cui il potere insinua la corruzione all'interno delle persone: e Billy Wilder mescola abilmente i toni brillanti a quelli drammatici, con un lieto fine che lascia intatta l'amarezza del racconto alleggerendolo però dai rischi di patetismi e moralismi. Con tanti momenti famosi: dall'uso della racchetta da tennis come scolapasta, allo specchietto rotto che permette a Lemmon di scoprire la verità e riflette simbolicamente l'immagine infranta di Shirley MacLaine.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/12/10/visti-per-voiGenova16.html Visti per voi]'', ''la Repubblica'', 10 dicembre 2018, p. 16.</ref> *{{NDR|Su ''[[L'esorcismo di Hannah Grace]]''}} Come spesso accade, la parte migliore del film è quella iniziale, giocata sul suspense della solitudine, del buio, della minaccia latente, di un'angoscia che ossessiona la protagonista e potrebbe essere la semplice proiezione dei suoi tormenti interiori: situazione già abbondantemente esplorata in horror che vanno da "Nightwatch" al recente (e niente male) "Autopsy", ma che per un po' riesce a funzionare anche in questo caso. Alla lunga, però, si resta nell'ambito di uno scontato prodotto convenzionale: con situazioni di repertorio e prevedibili jumpscare.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2019/02/04/visti-per-voiGenova16.html Visti per voi]'', ''la Repubblica'', 4 febbraio 2019, p. 16.</ref> *Ispirato alla solita storia vera, "[[Il corriere - The Mule|The Mule]]" è un film di meravigliosa leggerezza e di apparente semplicità, dove Eastwood tocca tutti i suoi temi, parla dell'individualismo e della famiglia, degli affetti e dell'amore per l'avventura, della vecchiaia e della morte. E ci parla del tempo, "l'unica cosa che non si può comprare": un tempo che il personaggio usa a modo suo, prendendosi pause e digressioni che fanno impazzire i narcotrafficanti, proprio come Eastwood regista ama prendersi i suoi tempi nel raccontare le storie. Con qualche tocco perfidamente scorretto, ovviamente.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2019/02/09/visti-per-voiGenova22.html Visti per voi]'', ''la Repubblica'', 9 febbraio 2019, p. 22.</ref> {{Int|1=Da ''[https://web.archive.org/web/20190818214052/https://www.fanta-festival.it/wp-content/uploads/2014/05/13-Fanta-JACK-ARNOLD.pdf Jack Arnold]''|2=''fanta-festival.it'', 13 maggio 2014.}} *Tra gli autori della fantascienza anni '50, che rinnovò la tradizione del cinema fantastico e dell'horror, il nome che si impone con più evidenza è quello di [[Jack Arnold]]. Il motivo di questo rilievo non sta tanto nell'aver diretto i capolavori assoluti del decennio [...], quanto nell'aver realizzato un corpus di film compatto per stile e notevole nel suo insieme per quantità e qualità. Gli otto film fantastici realizzati fra il 1953 e il 1959 testimoniano cioè un autore riconoscibile, oltre a scandire tappe fondamentali per la mitologia del cinema fantastico, dalla ''[[Il mostro della laguna nera|Creatura della Laguna Nera]]'' (unico esempio degli anni '50 ad essere entrato nel pantheon dei mostri classici) alla gigantesca tarantola, dalla metafora esistenziale di ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo|Radiazioni B/X]]'' agli scenari desertici in cui l'uomo si trova improvvisamente di fronte ai limiti delle proprie conoscenze razionali. *[...] i film di Arnold erano sì B-movies, ma con budget superiori al mezzo milione di dollari, il che permetteva una cura superiore alla media "B" nella loro preparazione e realizzazione. *Fin da ''Destinazione... Terra'', i paesaggi di Arnold si dimostrano fortemente psicologici, con gli scenari desertici e pietrosi che ritroveremo anche in ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'', ''[[I figli dello spazio]]'' e ''[[La meteora infernale]]''. Quasi tutti i suoi film di fantascienza sono ambientati in località ai confini con territori inesplorati, sconosciuti o comunque estranei alla civiltà: e questa posizione di frontiera, ai limiti dell'ignoto, dove la scienza è inutile o addirittura pericolosa e non sussiste più la protezione della civiltà razionale, è un correlativo della posizione psicologica dei protagonisti, improvvisamente costretti ad uscire dalle proprie certezze. E lo stesso conflitto di ''Radiazioni B/X'', dove manca il paesaggio di confine tipico di Amold, ma solo perché questa stessa nozione viene portata all'interno della quotidianità, e la tradizionale contrapposizione casa/grotta di altri suoi film (''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'', ''I figli dello spazio'', in parte ''Il mostro della laguna nera'') viene tutta risolta all'interno della casa, con una progressiva emarginazione ed espulsione simbolica del suo protagonista. *Anche nel [[Il mostro della laguna nera|Mostro della Laguna Nera]] troviamo alcune caratteristiche presenti nel primo film di Arnold {{NDR|Destinazione... Terra!}}. Il mostro non è una creatura meccanicamente aggressiva da eliminare, perché in nessun film di Arnold esiste l'odio verso il mostro, visto spesso con ammirazione come sublimazione intellettiva e morale dell'uomo (gli alieni) o con pietà e partecipazione quando rappresenta la parte più istintiva e naturale dell'umanità. E semmai interessante notare come, anche in questo caso, la reazione umana viene scatenata quando l'estraneo cerca di impadronirsi della donna (alcuni critici hanno preso da qui lo spunto per discutere la questione della sessualità proibita nei mostri). Inoltre, l'ambientazione è ancora una volta posta ai confini della civiltà, in uno scenario inesplorato e sconosciuto, dove l'uomo giunge armato del suo sapere scientifico ma è costretto a fare i conti con l'ignoto. E, ancora una volta, al tema centrale della diversità e dell'estraneità si affianca quello della VISIONE: visione del mostro da parte degli uomini, ma soprattutto visione degli uomini da parte del mostro. La sequenza più celebre del film riguarda appunto la creatura che osserva la ragazza della spedizione mentre nuota, con un'opposizione tra il buio degli abissi e la luce della superficie dell'acqua che Arnold dice di aver esplicitamente ricercato, ed un clima di magica sospensione determinata ancora una volta dall'uso della donna come apparizione (in ''Destinazione...terra'' era la fidanzata-aliena). ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Venturelli, Renato}} [[Categoria:Critici cinematografici italiani]] aasklxm8zfnekcryctssigqb7rl415d Flavio Manzoni 0 197001 1411731 1411606 2026-04-26T19:26:29Z Danyele 19198 +wikilink 1411731 wikitext text/x-wiki [[File:Ferrari, Paris Motor Show 2018, Paris (1Y7A0867) (cropped).jpg|thumb|Flavio Manzoni (2018)]] '''Flavio Manzoni''' (1965 – vivente), designer italiano. ==Citazioni di Flavio Manzoni== {{cronologico}} *Il [[design]] è un meta-linguaggio e ritengo importante un approccio al design che rifletta ogni intenzione e ogni scelta in modo chiaro e comprensibile, senza retorica o over-styling. Le citazioni sono belle quando sono discrete e non inficiano la modernità dell'oggetto.<ref>Da Sergio Chierici, ''[https://web.archive.org/web/20121122152412/http://www.virtualcar.it/?p=6103 Virtual Car intervista Flavio Manzoni, Director Creative Design del Gruppo Volkswagen]'', ''virtualcar.it'', 26 ottobre 2007.</ref> *Il design comincia sempre dalla consapevolezza del prodotto.<ref>Dall'intervista di Roberto Iasoni, ''[https://www.corriere.it/motori/anteprime/16_febbraio_15/ferrari-gtc4lusso-intervista-flavio-manzoni-9d73cd44-d336-11e5-9081-3e79e8e2f15c.shtml Ferrari GTC4Lusso, parola al designer: «Mai una Rossa a guida autonoma»]'', ''corriere.it'', 15 febbraio 2016.</ref> *La passione me l'ha trasmessa mio padre Giacomo – un disegnatore fantastico, una mano straordinaria – insieme a quelle per l'arte, l'architettura, la pittura, il disegno industriale. Io, semplicemente lo emulavo. Una... "malattia" di famiglia, estesa anche ai miei fratelli. Disegnavo tutto, qualsiasi cosa vedessi era fonte di ispirazione e, per quanto riguarda l'automobile, soprattutto le [[dream car]] dei carrozzieri: la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]], la Lancia Stratos Zero, la Maserati Boomerang di Giugiaro. Non saprei spiegare il perchè di questa pulsione, ogni tanto me lo chiedo anch'io! So solo che disegnavo tanto, ritagliavo e raccoglievo album con disegni e ispirazioni. Una lampada, l'ultima calcolatrice Olivetti di quei tempi, ad esempio, potevano diventare l'oggetto dell'ispirazione stessa. A volte, la mattina appena sveglio, disegnavo ciò che avevo sognato o immaginato la notte prima.<ref name="Di Santillo">Da Pasquale Di Santillo, ''[https://www.auto.it/news/edicola/2019/04/27-2095040/ferrari_come_nasce_un_capolavoro_intervista_a_flavio_manzoni Ferrari, come nasce un capolavoro: intervista a Flavio Manzoni]'', ''auto.it'', 27 aprile 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]], «[...] come nasce un macchina: testa, matita, computer?»}} Diciamo tutto insieme. Partire dal foglio bianco come molti pensano, in realtà significa poco o nulla. All'inizio si è sempre un po' visionari, per carità, perchè non si può dimenticare il fascino della dimensione del sogno. Ma, allo stesso tempo, bisogna essere anche un po' pragmatici perché se poi quel sogno rimane solo un sogno... La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. Qualsiasi progetto [...] parte da obiettivi precisi, che siano performance, peso, efficienza aerodinamica, consumi...<ref name="Di Santillo"/> *Dietro alla nascita della [[Ferrari Purosangue]] c'è un lavoro [...] complesso che [...] ha richiesto [...] un lungo periodo di sviluppo, parliamo di quasi cinque anni. Questo lasso di tempo è stato necessario proprio per mettere a punto un'architettura nuova, dedicata a un concetto di automobile che non esisteva. Perché è difficile inserire questa macchina all'interno di certe categorie o tipologie. È un oggetto che [...] doveva riunire tutta una serie di funzionalità: alcune di esse vanno al di là di quelle di una Ferrari normale come l'abbiamo vista finora. Mi riferisco, in particolar modo, alla grande abitabilità [...] ma anche alla versatilità di quella che, a tutti gli effetti, è la prima Ferrari che puoi usare veramente dappertutto e con chi vuoi.<ref>Dall'intervista diLorenzo Baroni, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/15-03-2023/ferrari-purosangue-come-e-nata-parla-flavio-manzoni-il-designer-che-l-ha-progettata.shtml Purosangue, Manzoni: "Versatile e sportiva, è la Ferrari per tutti i giorni"]'', ''gazzetta.it'', 15 marzo 2023.</ref> {{Int|''[https://www.auto.it/news/hi-tech/2015/06/26-26369/da_auto_alla_ferrari_flavio_manzoni Da Auto alla Ferrari, Flavio Manzoni]''|Intervista di Leonardo Iannacci, ''auto.it'', 26 giugno 2015.}} *{{NDR|Sugli inizi}} Mi cercò Mario Simoni, all'epoca responsabile della rubrica che ''Auto'' aveva ideato per prefigurare automobili future. In pratica mi venne chiesto di anticipare ogni mese, con uno o più disegni, un modello che sarebbe uscito di lì a poco sul mercato. Mi disse, Simoni: ti faremo avere foto-spia scattate a prototipi ancora camuffati e ti forniremo le altre informazioni. Tu immaginerai il resto... Toccavo il cielo con un dito. Iniziavo, tornando a casa in treno, a immaginare quell'auto ancora ignota nella sua forma definitiva. Utilizzavo varie tecniche di disegno, dall'acrilico all'aerografo. Ma partivo sempre dal foglio bianco, utilizzando la matita. Una volta completato il rendering che mi era stato richiesto, lo portavo in redazione. Sul primo numero venne pubblicata l'anticipazione di una Jaguar XJ. Poi mi sono scatenato disegnando bozzetti di Audi, Mercedes, Fiat, VW... Ho lavorato per voi fino al 1992, quando mi sono laureato. Quelli di ''Auto'' stati anni importanti e divertenti, anche perché in testa avevo un'idea fissa: studiavo architettura ma il desiderio era quello fare la tesi in Disegno Industriale con soggetto, ovviamente, un'auto. Era un sogno che avevo fin da bambino. *{{NDR|Sulla [[Lancia Fulvia Concept]]}} Quella concept resta un grande rimpianto: difficoltà interne in Lancia impedirono il passaggio dalla concept al modello stradale. Ma se guardate ancora oggi il prototipo potete scorgere grandi segnali di modernità. La mia idea era quella di rispettare le forme iconiche di quella coupé, mito degli anni '60 e '70, ma con un metalinguaggio delle forme di grande attualità. Non sarebbe stata un'operazione di remake della storica Fulvia Coupé, tra l'altro io non amo la tendenza del retrò-design per un'automobile... *Le persone mi chiedono spesso cosa significhi lavorare per la [[Ferrari]] e la risposta è netta: quando realizziamo un'automobile che ha il Cavallino Rampante sulla carrozzeria ne siamo particolarmente orgogliosi perché qui si lavora con un preciso obiettivo: raggiungere l'eccellenza assoluta. Sentiamo il dovere etico di non tradire la nostra storia. [...] la filosofia che si respira qui a Maranello impone sempre di pensare al futuro, non al passato: non possiamo esimerci dal creare auto che non siano null'altro che dei capolavori. Abbiamo la necessità di spostare continuamente in avanti quel limite. Di fare sempre meglio. Non dobbiamo accontentarci mai. È una sfida costante verso se stessi e il mondo. Per uno come me che, da bambino, immaginava automobili e guardava fuori dalla finestra, sognando cosa avrebbe fatto da grande, è una sensazione impagabile. {{Int|''[https://www.iconmagazine.it/design/intervista-flavio-manzoni-ferrari/ Intervista a Flavio Manzoni, Head of Design Ferrari]''|Paolo Briscese, ''iconmagazine.it'', 26 gennaio 2022.}} *Quando si parla del [[Made in Italy]] non si può prescindere dalle origini del concetto e dalla sua evoluzione. La chiave del successo del Made in Italy o della "linea italiana" sta in un approccio differenziato e pluralistico, che non ha nulla a che fare con uno "stile", come invece è avvenuto per esempio nel caso dell'"International Style" del funzionalismo o dello Styling americano degli anni '30. Più che uno "stile" nel senso comune del termine, quello italiano rappresenta qualcosa di più profondo: si tratta di un "approccio culturale al progetto", che continua ad essere vivo ancora oggi e a stupire per la grande varietà di produzione lasciata in eredità dai grandi designer visionari del passato, e che caratterizza tutt'oggi i migliori prodotti del design contemporaneo. *Il rischio più importante che un designer deve correre è quello di avere il coraggio di osare. Bisogna saper prefigurare il futuro, anticipare quella che è la naturale evoluzione di un marchio. Ciò vuol dire anche gettare il cuore oltre l'ostacolo, credere nell'ispirazione, nelle intuizioni, saper riconoscere quelle più interessanti ed originali e portare avanti il progetto con determinazione, con la consapevolezza che si tratta della scelta giusta. *{{NDR|Sulla [[Ferrari Daytona SP3]]}} Ci siamo lasciati ispirare dal concetto di "Sport Prototipi", quel concetto che ha reso celebre la Ferrari, grazie alle vittorie in pista [...]. Si tratta di forme che stupiscono tuttora per questo magnifico connubio tra performance e bellezza estetica. Abbiamo quindi dato vita ad una interpretazione del tema, disegnando una Sport Prototipi moderna, sofisticata, dalle forme molto scultoree. Ben lontani dall’eseguire un'operazione di "re-design" su uno specifico modello del passato, ci siamo lasciati ispirare dall'ideale di bellezza espresso da vetture [...] pensate per gareggiare in pista, ma caratterizzate da un denominatore comune: una bellezza prorompente, talmente spettacolare da renderle immortali. Con quest'idea [...] abbiamo realizzato la Daytona SP3, un'auto dalla forma monolitica, pura, organica [...] *Per quanto riguarda il mio gusto, la mia sensibilità, trovo che le vetture degli anni '60 abbiano rappresentato degli archetipi di stile impareggiabili. Sono vetture dalle forme sensuali, di una bellezza quasi romantica, ma anche prorompente, molto morbida; vetture che hanno trovato nella semplicità e nella plasticità delle forme la loro cifra stilistica principale. Un altro periodo che mi ha molto affascinato è quello degli anni '70, che ha visto la nascita delle cosiddette "[[Dream car|Dream Car]]". Queste macchine, che traggono ispirazione dalla fantascienza, più utopie che auto vere e proprie, prefiguravano il futuro. Molte di esse erano ispirate all'aerospace, durante la cosiddetta "Space Age". [...] sembrano delle astronavi, oggetti fortemente ispirati anche al product design dell'epoca. *Credo che un design durevole e desiderabile nel tempo debba intanto basare la sua ricerca sull'innovazione tecnica e tecnologica. Allo stesso tempo deve possedere delle caratteristiche intrinseche di bellezza. È quindi necessario partire da un principio fondamentale di progettazione: quello dell'armonia. Quello di un designer non è mai solo un lavoro di stile; alla base di ogni nostro nuovo progetto c'è lo studio delle proporzioni, dell'equilibrio e dell'armonia dei volumi e delle forme. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/24_marzo_23/flavio-manzoni-intervista-ae8b0498-d969-11ee-8821-7991a0cc0deb.shtml Flavio Manzoni: «Ho l'auto di Magnum P.I. Faccio scegliere le Ferrari a Keanu Reeves e Hugh Grant»]''|Intervista di Elvira Serra, ''corriere.it'', 23 marzo 2024.}} *{{NDR|Sulla [[Ferrari 330 P4]]}} [...] è sorprendente come una macchina progettata per vincere in pista avesse questa bellezza così sensuale. *La [[Ferrari Daytona SP3|Daytona SP3]] è nata come un'opera d'arte, deve poter stare bene anche in un salotto. *C'erano le [[dream car]]: la Stratos Zero di Bertone, la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]] di Pininfarina, la Maserati Boomerang di Giugiaro, l'Alfa Romeo Carabo di Gandini. Tutte straordinarie, ancora modernissime. *{{NDR|Su [[Sergio Marchionne]]}} Di una levatura incredibile, estremamente esigente e duro, ma con una profondità che veniva dai suoi studi di filosofia. Aveva il dono della sintesi. *L'[[Intelligenza artificiale|AI]] ci aiuta a raccogliere istantaneamente informazioni che già esistono. Ma il nostro sguardo è proiettato al futuro, per immaginare quello che non c'è. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/auto/auto-news/ferrari-12cilindri-intervista-flavio-manzoni Ferrari, com'è nata la 12Cilindri]''|Intervista di Gianluca Sepe, ''formulapassion.it'', 30 luglio 2024.}} {{NDR|Sulla [[Ferrari 12Cilindri]]}} *Le V12 Ferrari hanno un'architettura, delle proporzioni che sono abbastanza classiche se vogliamo, motore anteriore, cofano lungo, la cabina tutta spostata indietro con questo effetto fastback, tendono ad essere più classicheggianti con queste volumetrie. Abbiamo invece voluto osare darle un'impronta molto moderna, radicalmente nuova, giocandoci anche delle tematiche molto particolari come quelle per esempio del posteriore e del frontale che chiaramente si ispirano all'aerodinamica ma anche all'aeronautica. Il tema delta wing [...] si ispira chiaramente anche un po' alla fantascienza. Questo visor anteriore, questo effetto di black screen dall'aspetto avvolgente è un omaggio alla 365 GTB4, che però era talmente originale e già allora ispirato al mondo space age, che si prestava molto a questo tipo di estetica, cioè un'estetica dove non c'è più un effetto espressivo, fari come occhi, bocca e così via, ma tutto integrato, maggiore coerenza dei volumi e incisività delle forme. *L'elemento più innovativo che è anche forse meno familiare e quindi che richiede un po' di abitudine, è il tema del posteriore. Perché non solo ci ha permesso di creare questa simbiosi tra forma e funzione, da notare, i flap sono anche loro trasparenti e sono in continuità perfetta con il lunotto, ma anche di creare questo effetto di flying bridge molto moderno, futuristico, che è un'ulteriore declinazione di un tema classico di Ferrari, un concetto che troviamo in tanti Ferrari della storia. *Gli interni sono stati pensati con [...] un approccio molto moderno e minimalista, il concetto fondamentale dell'interno è la plancia a doppio cockpit. Quindi abbiamo ricreato sul lato passeggero una situazione molto simile a quella del driver, questo permette un coinvolgimento del passeggero che diventa quasi un copilota, ma sempre con un'estetica molto moderna e pura nello stesso tempo. A farla da padrona è un po' questo insieme di black screen che da spenti danno una certa pulizia [...]. Il look dell'interno è veramente un bel connubio tra eleganza e sportività. *[[Ferrari]] dà un'opportunità incredibile di sperimentare, ogni nuova vettura, ogni nuovo progetto è un'opportunità di fare qualcosa di diverso, anche perché come sempre la forma segue la funzione, anche se con quel pizzico di creatività e quell'approccio artistico che è tipico di Ferrari e quindi vuol dire che ogni oggetto ha una sua identità. La forma deve riflettere un po' lo spirito del progetto stesso [...] *Questa macchina credo dimostri di essere un bel trade union tra passato e futuro, il fatto di avere innestato un elemento che chiaramente si ispira al passato e in particolar modo a una certa fase di Ferrari non vuol dire aver dato un tocco nostalgico all'oggetto. È chiaro che tutti quelli che conoscono la 365 Daytona l'associano, ma il mondo dei giovani magari la percepisce in un modo un po' diverso, però credo che questo tipo di tributo non tolga assolutamente l'effetto di grande modernità dell'insieme. {{Int|''[https://www.lastampa.it/economia/2025/11/13/news/ferrari_futuro_manzoni_colloquio-15393566/ Manzoni: "Design sempre più omologato. In Ferrari il progetto è visione. L'Ai non immagina il futuro"]'|Intervista di Leonardo Di Paco, ''lastampa.it'', 13 novembre 2025.}} *Il vero [[design]] non è la somma del passato, ma la capacità di generare qualcosa che ancora non c'è. *{{NDR|Sulle [[dream car]]}} Quelle vetture nascevano con uno scopo preciso: ricerca e sperimentazione delle forme del futuro. Per un designer, la capacità di guardare oltre gli schemi è quasi un dovere. *{{NDR|Sulla [[Ferrari Vision Gran Turismo]]}} È un oggetto particolare, perché unisce soluzioni aerodinamiche d'avanguardia, come un canale che attraversa la vettura creando un flusso innovativo, a un linguaggio formale sorprendente: linee precise, quasi cartesiane, che si intrecciano con superfici organiche. È un equilibrio tra rigore e fluidità che la rende unica, quasi una scultura dinamica. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Manzoni, Flavio}} [[Categoria:Designer italiani]] p5wj7u4t9dpw8meoh1bl7pgbi9opd1a 1411733 1411731 2026-04-26T19:28:25Z Danyele 19198 /* Citazioni di Flavio Manzoni */ +wikilink 1411733 wikitext text/x-wiki [[File:Ferrari, Paris Motor Show 2018, Paris (1Y7A0867) (cropped).jpg|thumb|Flavio Manzoni (2018)]] '''Flavio Manzoni''' (1965 – vivente), designer italiano. ==Citazioni di Flavio Manzoni== {{cronologico}} *Il [[design]] è un meta-linguaggio e ritengo importante un approccio al design che rifletta ogni intenzione e ogni scelta in modo chiaro e comprensibile, senza retorica o over-styling. Le citazioni sono belle quando sono discrete e non inficiano la modernità dell'oggetto.<ref>Da Sergio Chierici, ''[https://web.archive.org/web/20121122152412/http://www.virtualcar.it/?p=6103 Virtual Car intervista Flavio Manzoni, Director Creative Design del Gruppo Volkswagen]'', ''virtualcar.it'', 26 ottobre 2007.</ref> *Il design comincia sempre dalla consapevolezza del prodotto.<ref>Dall'intervista di Roberto Iasoni, ''[https://www.corriere.it/motori/anteprime/16_febbraio_15/ferrari-gtc4lusso-intervista-flavio-manzoni-9d73cd44-d336-11e5-9081-3e79e8e2f15c.shtml Ferrari GTC4Lusso, parola al designer: «Mai una Rossa a guida autonoma»]'', ''corriere.it'', 15 febbraio 2016.</ref> *La passione me l'ha trasmessa mio padre Giacomo – un disegnatore fantastico, una mano straordinaria – insieme a quelle per l'arte, l'architettura, la pittura, il disegno industriale. Io, semplicemente lo emulavo. Una... "malattia" di famiglia, estesa anche ai miei fratelli. Disegnavo tutto, qualsiasi cosa vedessi era fonte di ispirazione e, per quanto riguarda l'automobile, soprattutto le [[dream car]] dei carrozzieri: la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]], la Lancia Stratos Zero, la Maserati Boomerang di Giugiaro. Non saprei spiegare il perchè di questa pulsione, ogni tanto me lo chiedo anch'io! So solo che disegnavo tanto, ritagliavo e raccoglievo album con disegni e ispirazioni. Una lampada, l'ultima calcolatrice Olivetti di quei tempi, ad esempio, potevano diventare l'oggetto dell'ispirazione stessa. A volte, la mattina appena sveglio, disegnavo ciò che avevo sognato o immaginato la notte prima.<ref name="Di Santillo">Da Pasquale Di Santillo, ''[https://www.auto.it/news/edicola/2019/04/27-2095040/ferrari_come_nasce_un_capolavoro_intervista_a_flavio_manzoni Ferrari, come nasce un capolavoro: intervista a Flavio Manzoni]'', ''auto.it'', 27 aprile 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]], «[...] come nasce un macchina: testa, matita, computer?»}} Diciamo tutto insieme. Partire dal foglio bianco come molti pensano, in realtà significa poco o nulla. All'inizio si è sempre un po' visionari, per carità, perchè non si può dimenticare il fascino della dimensione del sogno. Ma, allo stesso tempo, bisogna essere anche un po' pragmatici perché se poi quel sogno rimane solo un sogno... La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. Qualsiasi progetto [...] parte da obiettivi precisi, che siano performance, peso, efficienza aerodinamica, consumi...<ref name="Di Santillo"/> *Dietro alla nascita della [[Ferrari Purosangue]] c'è un lavoro [...] complesso che [...] ha richiesto [...] un lungo periodo di sviluppo, parliamo di quasi cinque anni. Questo lasso di tempo è stato necessario proprio per mettere a punto un'architettura nuova, dedicata a un concetto di automobile che non esisteva. Perché è difficile inserire questa macchina all'interno di certe categorie o tipologie. È un oggetto che [...] doveva riunire tutta una serie di funzionalità: alcune di esse vanno al di là di quelle di una Ferrari normale come l'abbiamo vista finora. Mi riferisco, in particolar modo, alla grande abitabilità [...] ma anche alla versatilità di quella che, a tutti gli effetti, è la prima Ferrari che puoi usare veramente dappertutto e con chi vuoi.<ref>Dall'intervista diLorenzo Baroni, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/15-03-2023/ferrari-purosangue-come-e-nata-parla-flavio-manzoni-il-designer-che-l-ha-progettata.shtml Purosangue, Manzoni: "Versatile e sportiva, è la Ferrari per tutti i giorni"]'', ''gazzetta.it'', 15 marzo 2023.</ref> {{Int|''[https://www.auto.it/news/hi-tech/2015/06/26-26369/da_auto_alla_ferrari_flavio_manzoni Da Auto alla Ferrari, Flavio Manzoni]''|Intervista di Leonardo Iannacci, ''auto.it'', 26 giugno 2015.}} *{{NDR|Sugli inizi}} Mi cercò Mario Simoni, all'epoca responsabile della rubrica che ''Auto'' aveva ideato per prefigurare automobili future. In pratica mi venne chiesto di anticipare ogni mese, con uno o più disegni, un modello che sarebbe uscito di lì a poco sul mercato. Mi disse, Simoni: ti faremo avere foto-spia scattate a prototipi ancora camuffati e ti forniremo le altre informazioni. Tu immaginerai il resto... Toccavo il cielo con un dito. Iniziavo, tornando a casa in treno, a immaginare quell'auto ancora ignota nella sua forma definitiva. Utilizzavo varie tecniche di disegno, dall'acrilico all'aerografo. Ma partivo sempre dal foglio bianco, utilizzando la matita. Una volta completato il rendering che mi era stato richiesto, lo portavo in redazione. Sul primo numero venne pubblicata l'anticipazione di una Jaguar XJ. Poi mi sono scatenato disegnando bozzetti di Audi, Mercedes, Fiat, VW... Ho lavorato per voi fino al 1992, quando mi sono laureato. Quelli di ''Auto'' stati anni importanti e divertenti, anche perché in testa avevo un'idea fissa: studiavo architettura ma il desiderio era quello fare la tesi in Disegno Industriale con soggetto, ovviamente, un'auto. Era un sogno che avevo fin da bambino. *{{NDR|Sulla [[Lancia Fulvia Concept]]}} Quella concept resta un grande rimpianto: difficoltà interne in Lancia impedirono il passaggio dalla concept al modello stradale. Ma se guardate ancora oggi il prototipo potete scorgere grandi segnali di modernità. La mia idea era quella di rispettare le forme iconiche di quella coupé, mito degli anni '60 e '70, ma con un metalinguaggio delle forme di grande attualità. Non sarebbe stata un'operazione di remake della storica Fulvia Coupé, tra l'altro io non amo la tendenza del retrò-design per un'automobile... *Le persone mi chiedono spesso cosa significhi lavorare per la [[Ferrari]] e la risposta è netta: quando realizziamo un'automobile che ha il Cavallino Rampante sulla carrozzeria ne siamo particolarmente orgogliosi perché qui si lavora con un preciso obiettivo: raggiungere l'eccellenza assoluta. Sentiamo il dovere etico di non tradire la nostra storia. [...] la filosofia che si respira qui a Maranello impone sempre di pensare al futuro, non al passato: non possiamo esimerci dal creare auto che non siano null'altro che dei capolavori. Abbiamo la necessità di spostare continuamente in avanti quel limite. Di fare sempre meglio. Non dobbiamo accontentarci mai. È una sfida costante verso se stessi e il mondo. Per uno come me che, da bambino, immaginava automobili e guardava fuori dalla finestra, sognando cosa avrebbe fatto da grande, è una sensazione impagabile. {{Int|''[https://www.iconmagazine.it/design/intervista-flavio-manzoni-ferrari/ Intervista a Flavio Manzoni, Head of Design Ferrari]''|Paolo Briscese, ''iconmagazine.it'', 26 gennaio 2022.}} *Quando si parla del [[Made in Italy]] non si può prescindere dalle origini del concetto e dalla sua evoluzione. La chiave del successo del Made in Italy o della "linea italiana" sta in un approccio differenziato e pluralistico, che non ha nulla a che fare con uno "stile", come invece è avvenuto per esempio nel caso dell'"International Style" del funzionalismo o dello Styling americano degli anni '30. Più che uno "stile" nel senso comune del termine, quello italiano rappresenta qualcosa di più profondo: si tratta di un "approccio culturale al progetto", che continua ad essere vivo ancora oggi e a stupire per la grande varietà di produzione lasciata in eredità dai grandi designer visionari del passato, e che caratterizza tutt'oggi i migliori prodotti del design contemporaneo. *Il rischio più importante che un designer deve correre è quello di avere il coraggio di osare. Bisogna saper prefigurare il futuro, anticipare quella che è la naturale evoluzione di un marchio. Ciò vuol dire anche gettare il cuore oltre l'ostacolo, credere nell'ispirazione, nelle intuizioni, saper riconoscere quelle più interessanti ed originali e portare avanti il progetto con determinazione, con la consapevolezza che si tratta della scelta giusta. *{{NDR|Sulla [[Ferrari Daytona SP3]]}} Ci siamo lasciati ispirare dal concetto di "Sport Prototipi", quel concetto che ha reso celebre la Ferrari, grazie alle vittorie in pista [...]. Si tratta di forme che stupiscono tuttora per questo magnifico connubio tra performance e bellezza estetica. Abbiamo quindi dato vita ad una interpretazione del tema, disegnando una Sport Prototipi moderna, sofisticata, dalle forme molto scultoree. Ben lontani dall’eseguire un'operazione di "re-design" su uno specifico modello del passato, ci siamo lasciati ispirare dall'ideale di bellezza espresso da vetture [...] pensate per gareggiare in pista, ma caratterizzate da un denominatore comune: una bellezza prorompente, talmente spettacolare da renderle immortali. Con quest'idea [...] abbiamo realizzato la Daytona SP3, un'auto dalla forma monolitica, pura, organica [...] *Per quanto riguarda il mio gusto, la mia sensibilità, trovo che le vetture degli anni '60 abbiano rappresentato degli archetipi di stile impareggiabili. Sono vetture dalle forme sensuali, di una bellezza quasi romantica, ma anche prorompente, molto morbida; vetture che hanno trovato nella semplicità e nella plasticità delle forme la loro cifra stilistica principale. Un altro periodo che mi ha molto affascinato è quello degli anni '70, che ha visto la nascita delle cosiddette "[[Dream car|Dream Car]]". Queste macchine, che traggono ispirazione dalla fantascienza, più utopie che auto vere e proprie, prefiguravano il futuro. Molte di esse erano ispirate all'aerospace, durante la cosiddetta "[[Era spaziale|Space Age]]". [...] sembrano delle astronavi, oggetti fortemente ispirati anche al product design dell'epoca. *Credo che un design durevole e desiderabile nel tempo debba intanto basare la sua ricerca sull'innovazione tecnica e tecnologica. Allo stesso tempo deve possedere delle caratteristiche intrinseche di bellezza. È quindi necessario partire da un principio fondamentale di progettazione: quello dell'armonia. Quello di un designer non è mai solo un lavoro di stile; alla base di ogni nostro nuovo progetto c'è lo studio delle proporzioni, dell'equilibrio e dell'armonia dei volumi e delle forme. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/24_marzo_23/flavio-manzoni-intervista-ae8b0498-d969-11ee-8821-7991a0cc0deb.shtml Flavio Manzoni: «Ho l'auto di Magnum P.I. Faccio scegliere le Ferrari a Keanu Reeves e Hugh Grant»]''|Intervista di Elvira Serra, ''corriere.it'', 23 marzo 2024.}} *{{NDR|Sulla [[Ferrari 330 P4]]}} [...] è sorprendente come una macchina progettata per vincere in pista avesse questa bellezza così sensuale. *La [[Ferrari Daytona SP3|Daytona SP3]] è nata come un'opera d'arte, deve poter stare bene anche in un salotto. *C'erano le [[dream car]]: la Stratos Zero di Bertone, la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]] di Pininfarina, la Maserati Boomerang di Giugiaro, l'Alfa Romeo Carabo di Gandini. Tutte straordinarie, ancora modernissime. *{{NDR|Su [[Sergio Marchionne]]}} Di una levatura incredibile, estremamente esigente e duro, ma con una profondità che veniva dai suoi studi di filosofia. Aveva il dono della sintesi. *L'[[Intelligenza artificiale|AI]] ci aiuta a raccogliere istantaneamente informazioni che già esistono. Ma il nostro sguardo è proiettato al futuro, per immaginare quello che non c'è. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/auto/auto-news/ferrari-12cilindri-intervista-flavio-manzoni Ferrari, com'è nata la 12Cilindri]''|Intervista di Gianluca Sepe, ''formulapassion.it'', 30 luglio 2024.}} {{NDR|Sulla [[Ferrari 12Cilindri]]}} *Le V12 Ferrari hanno un'architettura, delle proporzioni che sono abbastanza classiche se vogliamo, motore anteriore, cofano lungo, la cabina tutta spostata indietro con questo effetto fastback, tendono ad essere più classicheggianti con queste volumetrie. Abbiamo invece voluto osare darle un'impronta molto moderna, radicalmente nuova, giocandoci anche delle tematiche molto particolari come quelle per esempio del posteriore e del frontale che chiaramente si ispirano all'aerodinamica ma anche all'aeronautica. Il tema delta wing [...] si ispira chiaramente anche un po' alla fantascienza. Questo visor anteriore, questo effetto di black screen dall'aspetto avvolgente è un omaggio alla 365 GTB4, che però era talmente originale e già allora ispirato al mondo space age, che si prestava molto a questo tipo di estetica, cioè un'estetica dove non c'è più un effetto espressivo, fari come occhi, bocca e così via, ma tutto integrato, maggiore coerenza dei volumi e incisività delle forme. *L'elemento più innovativo che è anche forse meno familiare e quindi che richiede un po' di abitudine, è il tema del posteriore. Perché non solo ci ha permesso di creare questa simbiosi tra forma e funzione, da notare, i flap sono anche loro trasparenti e sono in continuità perfetta con il lunotto, ma anche di creare questo effetto di flying bridge molto moderno, futuristico, che è un'ulteriore declinazione di un tema classico di Ferrari, un concetto che troviamo in tanti Ferrari della storia. *Gli interni sono stati pensati con [...] un approccio molto moderno e minimalista, il concetto fondamentale dell'interno è la plancia a doppio cockpit. Quindi abbiamo ricreato sul lato passeggero una situazione molto simile a quella del driver, questo permette un coinvolgimento del passeggero che diventa quasi un copilota, ma sempre con un'estetica molto moderna e pura nello stesso tempo. A farla da padrona è un po' questo insieme di black screen che da spenti danno una certa pulizia [...]. Il look dell'interno è veramente un bel connubio tra eleganza e sportività. *[[Ferrari]] dà un'opportunità incredibile di sperimentare, ogni nuova vettura, ogni nuovo progetto è un'opportunità di fare qualcosa di diverso, anche perché come sempre la forma segue la funzione, anche se con quel pizzico di creatività e quell'approccio artistico che è tipico di Ferrari e quindi vuol dire che ogni oggetto ha una sua identità. La forma deve riflettere un po' lo spirito del progetto stesso [...] *Questa macchina credo dimostri di essere un bel trade union tra passato e futuro, il fatto di avere innestato un elemento che chiaramente si ispira al passato e in particolar modo a una certa fase di Ferrari non vuol dire aver dato un tocco nostalgico all'oggetto. È chiaro che tutti quelli che conoscono la 365 Daytona l'associano, ma il mondo dei giovani magari la percepisce in un modo un po' diverso, però credo che questo tipo di tributo non tolga assolutamente l'effetto di grande modernità dell'insieme. {{Int|''[https://www.lastampa.it/economia/2025/11/13/news/ferrari_futuro_manzoni_colloquio-15393566/ Manzoni: "Design sempre più omologato. In Ferrari il progetto è visione. L'Ai non immagina il futuro"]'|Intervista di Leonardo Di Paco, ''lastampa.it'', 13 novembre 2025.}} *Il vero [[design]] non è la somma del passato, ma la capacità di generare qualcosa che ancora non c'è. *{{NDR|Sulle [[dream car]]}} Quelle vetture nascevano con uno scopo preciso: ricerca e sperimentazione delle forme del futuro. Per un designer, la capacità di guardare oltre gli schemi è quasi un dovere. *{{NDR|Sulla [[Ferrari Vision Gran Turismo]]}} È un oggetto particolare, perché unisce soluzioni aerodinamiche d'avanguardia, come un canale che attraversa la vettura creando un flusso innovativo, a un linguaggio formale sorprendente: linee precise, quasi cartesiane, che si intrecciano con superfici organiche. È un equilibrio tra rigore e fluidità che la rende unica, quasi una scultura dinamica. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Manzoni, Flavio}} [[Categoria:Designer italiani]] m1zadi4tjumr0vlmi0zu6bu4dg2ppu6 1411742 1411733 2026-04-26T22:06:56Z Danyele 19198 /* Citazioni di Flavio Manzoni */ +1 1411742 wikitext text/x-wiki [[File:Ferrari, Paris Motor Show 2018, Paris (1Y7A0867) (cropped).jpg|thumb|Flavio Manzoni (2018)]] '''Flavio Manzoni''' (1965 – vivente), designer italiano. ==Citazioni di Flavio Manzoni== {{cronologico}} *Il [[design]] è un meta-linguaggio e ritengo importante un approccio al design che rifletta ogni intenzione e ogni scelta in modo chiaro e comprensibile, senza retorica o over-styling. Le citazioni sono belle quando sono discrete e non inficiano la modernità dell'oggetto.<ref>Da Sergio Chierici, ''[https://web.archive.org/web/20121122152412/http://www.virtualcar.it/?p=6103 Virtual Car intervista Flavio Manzoni, Director Creative Design del Gruppo Volkswagen]'', ''virtualcar.it'', 26 ottobre 2007.</ref> *Il design comincia sempre dalla consapevolezza del prodotto.<ref>Dall'intervista di Roberto Iasoni, ''[https://www.corriere.it/motori/anteprime/16_febbraio_15/ferrari-gtc4lusso-intervista-flavio-manzoni-9d73cd44-d336-11e5-9081-3e79e8e2f15c.shtml Ferrari GTC4Lusso, parola al designer: «Mai una Rossa a guida autonoma»]'', ''corriere.it'', 15 febbraio 2016.</ref> *La passione me l'ha trasmessa mio padre Giacomo – un disegnatore fantastico, una mano straordinaria – insieme a quelle per l'arte, l'architettura, la pittura, il disegno industriale. Io, semplicemente lo emulavo. Una... "malattia" di famiglia, estesa anche ai miei fratelli. Disegnavo tutto, qualsiasi cosa vedessi era fonte di ispirazione e, per quanto riguarda l'automobile, soprattutto le [[dream car]] dei carrozzieri: la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]], la Lancia Stratos Zero, la Maserati Boomerang di Giugiaro. Non saprei spiegare il perchè di questa pulsione, ogni tanto me lo chiedo anch'io! So solo che disegnavo tanto, ritagliavo e raccoglievo album con disegni e ispirazioni. Una lampada, l'ultima calcolatrice Olivetti di quei tempi, ad esempio, potevano diventare l'oggetto dell'ispirazione stessa. A volte, la mattina appena sveglio, disegnavo ciò che avevo sognato o immaginato la notte prima.<ref name="Di Santillo">Da Pasquale Di Santillo, ''[https://www.auto.it/news/edicola/2019/04/27-2095040/ferrari_come_nasce_un_capolavoro_intervista_a_flavio_manzoni Ferrari, come nasce un capolavoro: intervista a Flavio Manzoni]'', ''auto.it'', 27 aprile 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]], «[...] come nasce un macchina: testa, matita, computer?»}} Diciamo tutto insieme. Partire dal foglio bianco come molti pensano, in realtà significa poco o nulla. All'inizio si è sempre un po' visionari, per carità, perchè non si può dimenticare il fascino della dimensione del sogno. Ma, allo stesso tempo, bisogna essere anche un po' pragmatici perché se poi quel sogno rimane solo un sogno... La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. Qualsiasi progetto [...] parte da obiettivi precisi, che siano performance, peso, efficienza aerodinamica, consumi...<ref name="Di Santillo"/> *Ho [...] voluto realizzare un'auto proiettata dal futuro che fosse però immediatamente identificabile come una Ferrari. La [[Ferrari Daytona SP3|Daytona]] è un'auto moderna ispirata dal passato.<ref>Citato in [[Alberto Sabbatini]], ''[https://motori.leggo.it/anteprime/daytona_sp3_la_ferrari_fuoriserie_torna_il_mitico_modello_in_onore_dei_successi_degli_anni_sessanta_solo_599_esemplari-6339991.html Daytona Sp3, la Ferrari fuoriserie. Torna il mitico modello in onore dei successi degli anni Sessanta. Solo 599 esemplari]'', ''motori.leggo.it'', 30 dicembre 2021.</ref> *Dietro alla nascita della [[Ferrari Purosangue]] c'è un lavoro [...] complesso che [...] ha richiesto [...] un lungo periodo di sviluppo, parliamo di quasi cinque anni. Questo lasso di tempo è stato necessario proprio per mettere a punto un'architettura nuova, dedicata a un concetto di automobile che non esisteva. Perché è difficile inserire questa macchina all'interno di certe categorie o tipologie. È un oggetto che [...] doveva riunire tutta una serie di funzionalità: alcune di esse vanno al di là di quelle di una Ferrari normale come l'abbiamo vista finora. Mi riferisco, in particolar modo, alla grande abitabilità [...] ma anche alla versatilità di quella che, a tutti gli effetti, è la prima Ferrari che puoi usare veramente dappertutto e con chi vuoi.<ref>Dall'intervista diLorenzo Baroni, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/15-03-2023/ferrari-purosangue-come-e-nata-parla-flavio-manzoni-il-designer-che-l-ha-progettata.shtml Purosangue, Manzoni: "Versatile e sportiva, è la Ferrari per tutti i giorni"]'', ''gazzetta.it'', 15 marzo 2023.</ref> {{Int|''[https://www.auto.it/news/hi-tech/2015/06/26-26369/da_auto_alla_ferrari_flavio_manzoni Da Auto alla Ferrari, Flavio Manzoni]''|Intervista di Leonardo Iannacci, ''auto.it'', 26 giugno 2015.}} *{{NDR|Sugli inizi}} Mi cercò Mario Simoni, all'epoca responsabile della rubrica che ''Auto'' aveva ideato per prefigurare automobili future. In pratica mi venne chiesto di anticipare ogni mese, con uno o più disegni, un modello che sarebbe uscito di lì a poco sul mercato. Mi disse, Simoni: ti faremo avere foto-spia scattate a prototipi ancora camuffati e ti forniremo le altre informazioni. Tu immaginerai il resto... Toccavo il cielo con un dito. Iniziavo, tornando a casa in treno, a immaginare quell'auto ancora ignota nella sua forma definitiva. Utilizzavo varie tecniche di disegno, dall'acrilico all'aerografo. Ma partivo sempre dal foglio bianco, utilizzando la matita. Una volta completato il rendering che mi era stato richiesto, lo portavo in redazione. Sul primo numero venne pubblicata l'anticipazione di una Jaguar XJ. Poi mi sono scatenato disegnando bozzetti di Audi, Mercedes, Fiat, VW... Ho lavorato per voi fino al 1992, quando mi sono laureato. Quelli di ''Auto'' stati anni importanti e divertenti, anche perché in testa avevo un'idea fissa: studiavo architettura ma il desiderio era quello fare la tesi in Disegno Industriale con soggetto, ovviamente, un'auto. Era un sogno che avevo fin da bambino. *{{NDR|Sulla [[Lancia Fulvia Concept]]}} Quella concept resta un grande rimpianto: difficoltà interne in Lancia impedirono il passaggio dalla concept al modello stradale. Ma se guardate ancora oggi il prototipo potete scorgere grandi segnali di modernità. La mia idea era quella di rispettare le forme iconiche di quella coupé, mito degli anni '60 e '70, ma con un metalinguaggio delle forme di grande attualità. Non sarebbe stata un'operazione di remake della storica Fulvia Coupé, tra l'altro io non amo la tendenza del retrò-design per un'automobile... *Le persone mi chiedono spesso cosa significhi lavorare per la [[Ferrari]] e la risposta è netta: quando realizziamo un'automobile che ha il Cavallino Rampante sulla carrozzeria ne siamo particolarmente orgogliosi perché qui si lavora con un preciso obiettivo: raggiungere l'eccellenza assoluta. Sentiamo il dovere etico di non tradire la nostra storia. [...] la filosofia che si respira qui a Maranello impone sempre di pensare al futuro, non al passato: non possiamo esimerci dal creare auto che non siano null'altro che dei capolavori. Abbiamo la necessità di spostare continuamente in avanti quel limite. Di fare sempre meglio. Non dobbiamo accontentarci mai. È una sfida costante verso se stessi e il mondo. Per uno come me che, da bambino, immaginava automobili e guardava fuori dalla finestra, sognando cosa avrebbe fatto da grande, è una sensazione impagabile. {{Int|''[https://www.iconmagazine.it/design/intervista-flavio-manzoni-ferrari/ Intervista a Flavio Manzoni, Head of Design Ferrari]''|Paolo Briscese, ''iconmagazine.it'', 26 gennaio 2022.}} *Quando si parla del [[Made in Italy]] non si può prescindere dalle origini del concetto e dalla sua evoluzione. La chiave del successo del Made in Italy o della "linea italiana" sta in un approccio differenziato e pluralistico, che non ha nulla a che fare con uno "stile", come invece è avvenuto per esempio nel caso dell'"International Style" del funzionalismo o dello Styling americano degli anni '30. Più che uno "stile" nel senso comune del termine, quello italiano rappresenta qualcosa di più profondo: si tratta di un "approccio culturale al progetto", che continua ad essere vivo ancora oggi e a stupire per la grande varietà di produzione lasciata in eredità dai grandi designer visionari del passato, e che caratterizza tutt'oggi i migliori prodotti del design contemporaneo. *Il rischio più importante che un designer deve correre è quello di avere il coraggio di osare. Bisogna saper prefigurare il futuro, anticipare quella che è la naturale evoluzione di un marchio. Ciò vuol dire anche gettare il cuore oltre l'ostacolo, credere nell'ispirazione, nelle intuizioni, saper riconoscere quelle più interessanti ed originali e portare avanti il progetto con determinazione, con la consapevolezza che si tratta della scelta giusta. *{{NDR|Sulla [[Ferrari Daytona SP3]]}} Ci siamo lasciati ispirare dal concetto di "Sport Prototipi", quel concetto che ha reso celebre la Ferrari, grazie alle vittorie in pista [...]. Si tratta di forme che stupiscono tuttora per questo magnifico connubio tra performance e bellezza estetica. Abbiamo quindi dato vita ad una interpretazione del tema, disegnando una Sport Prototipi moderna, sofisticata, dalle forme molto scultoree. Ben lontani dall’eseguire un'operazione di "re-design" su uno specifico modello del passato, ci siamo lasciati ispirare dall'ideale di bellezza espresso da vetture [...] pensate per gareggiare in pista, ma caratterizzate da un denominatore comune: una bellezza prorompente, talmente spettacolare da renderle immortali. Con quest'idea [...] abbiamo realizzato la Daytona SP3, un'auto dalla forma monolitica, pura, organica [...] *Per quanto riguarda il mio gusto, la mia sensibilità, trovo che le vetture degli anni '60 abbiano rappresentato degli archetipi di stile impareggiabili. Sono vetture dalle forme sensuali, di una bellezza quasi romantica, ma anche prorompente, molto morbida; vetture che hanno trovato nella semplicità e nella plasticità delle forme la loro cifra stilistica principale. Un altro periodo che mi ha molto affascinato è quello degli anni '70, che ha visto la nascita delle cosiddette "[[Dream car|Dream Car]]". Queste macchine, che traggono ispirazione dalla fantascienza, più utopie che auto vere e proprie, prefiguravano il futuro. Molte di esse erano ispirate all'aerospace, durante la cosiddetta "[[Era spaziale|Space Age]]". [...] sembrano delle astronavi, oggetti fortemente ispirati anche al product design dell'epoca. *Credo che un design durevole e desiderabile nel tempo debba intanto basare la sua ricerca sull'innovazione tecnica e tecnologica. Allo stesso tempo deve possedere delle caratteristiche intrinseche di bellezza. È quindi necessario partire da un principio fondamentale di progettazione: quello dell'armonia. Quello di un designer non è mai solo un lavoro di stile; alla base di ogni nostro nuovo progetto c'è lo studio delle proporzioni, dell'equilibrio e dell'armonia dei volumi e delle forme. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/24_marzo_23/flavio-manzoni-intervista-ae8b0498-d969-11ee-8821-7991a0cc0deb.shtml Flavio Manzoni: «Ho l'auto di Magnum P.I. Faccio scegliere le Ferrari a Keanu Reeves e Hugh Grant»]''|Intervista di Elvira Serra, ''corriere.it'', 23 marzo 2024.}} *{{NDR|Sulla [[Ferrari 330 P4]]}} [...] è sorprendente come una macchina progettata per vincere in pista avesse questa bellezza così sensuale. *La [[Ferrari Daytona SP3|Daytona SP3]] è nata come un'opera d'arte, deve poter stare bene anche in un salotto. *C'erano le [[dream car]]: la Stratos Zero di Bertone, la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]] di Pininfarina, la Maserati Boomerang di Giugiaro, l'Alfa Romeo Carabo di Gandini. Tutte straordinarie, ancora modernissime. *{{NDR|Su [[Sergio Marchionne]]}} Di una levatura incredibile, estremamente esigente e duro, ma con una profondità che veniva dai suoi studi di filosofia. Aveva il dono della sintesi. *L'[[Intelligenza artificiale|AI]] ci aiuta a raccogliere istantaneamente informazioni che già esistono. Ma il nostro sguardo è proiettato al futuro, per immaginare quello che non c'è. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/auto/auto-news/ferrari-12cilindri-intervista-flavio-manzoni Ferrari, com'è nata la 12Cilindri]''|Intervista di Gianluca Sepe, ''formulapassion.it'', 30 luglio 2024.}} {{NDR|Sulla [[Ferrari 12Cilindri]]}} *Le V12 Ferrari hanno un'architettura, delle proporzioni che sono abbastanza classiche se vogliamo, motore anteriore, cofano lungo, la cabina tutta spostata indietro con questo effetto fastback, tendono ad essere più classicheggianti con queste volumetrie. Abbiamo invece voluto osare darle un'impronta molto moderna, radicalmente nuova, giocandoci anche delle tematiche molto particolari come quelle per esempio del posteriore e del frontale che chiaramente si ispirano all'aerodinamica ma anche all'aeronautica. Il tema delta wing [...] si ispira chiaramente anche un po' alla fantascienza. Questo visor anteriore, questo effetto di black screen dall'aspetto avvolgente è un omaggio alla 365 GTB4, che però era talmente originale e già allora ispirato al mondo space age, che si prestava molto a questo tipo di estetica, cioè un'estetica dove non c'è più un effetto espressivo, fari come occhi, bocca e così via, ma tutto integrato, maggiore coerenza dei volumi e incisività delle forme. *L'elemento più innovativo che è anche forse meno familiare e quindi che richiede un po' di abitudine, è il tema del posteriore. Perché non solo ci ha permesso di creare questa simbiosi tra forma e funzione, da notare, i flap sono anche loro trasparenti e sono in continuità perfetta con il lunotto, ma anche di creare questo effetto di flying bridge molto moderno, futuristico, che è un'ulteriore declinazione di un tema classico di Ferrari, un concetto che troviamo in tanti Ferrari della storia. *Gli interni sono stati pensati con [...] un approccio molto moderno e minimalista, il concetto fondamentale dell'interno è la plancia a doppio cockpit. Quindi abbiamo ricreato sul lato passeggero una situazione molto simile a quella del driver, questo permette un coinvolgimento del passeggero che diventa quasi un copilota, ma sempre con un'estetica molto moderna e pura nello stesso tempo. A farla da padrona è un po' questo insieme di black screen che da spenti danno una certa pulizia [...]. Il look dell'interno è veramente un bel connubio tra eleganza e sportività. *[[Ferrari]] dà un'opportunità incredibile di sperimentare, ogni nuova vettura, ogni nuovo progetto è un'opportunità di fare qualcosa di diverso, anche perché come sempre la forma segue la funzione, anche se con quel pizzico di creatività e quell'approccio artistico che è tipico di Ferrari e quindi vuol dire che ogni oggetto ha una sua identità. La forma deve riflettere un po' lo spirito del progetto stesso [...] *Questa macchina credo dimostri di essere un bel trade union tra passato e futuro, il fatto di avere innestato un elemento che chiaramente si ispira al passato e in particolar modo a una certa fase di Ferrari non vuol dire aver dato un tocco nostalgico all'oggetto. È chiaro che tutti quelli che conoscono la 365 Daytona l'associano, ma il mondo dei giovani magari la percepisce in un modo un po' diverso, però credo che questo tipo di tributo non tolga assolutamente l'effetto di grande modernità dell'insieme. {{Int|''[https://www.lastampa.it/economia/2025/11/13/news/ferrari_futuro_manzoni_colloquio-15393566/ Manzoni: "Design sempre più omologato. In Ferrari il progetto è visione. L'Ai non immagina il futuro"]'|Intervista di Leonardo Di Paco, ''lastampa.it'', 13 novembre 2025.}} *Il vero [[design]] non è la somma del passato, ma la capacità di generare qualcosa che ancora non c'è. *{{NDR|Sulle [[dream car]]}} Quelle vetture nascevano con uno scopo preciso: ricerca e sperimentazione delle forme del futuro. Per un designer, la capacità di guardare oltre gli schemi è quasi un dovere. *{{NDR|Sulla [[Ferrari Vision Gran Turismo]]}} È un oggetto particolare, perché unisce soluzioni aerodinamiche d'avanguardia, come un canale che attraversa la vettura creando un flusso innovativo, a un linguaggio formale sorprendente: linee precise, quasi cartesiane, che si intrecciano con superfici organiche. È un equilibrio tra rigore e fluidità che la rende unica, quasi una scultura dinamica. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Manzoni, Flavio}} [[Categoria:Designer italiani]] 3ur4uay7wulh45skq6bbc2mqeecaoh4 24 Ore di Le Mans 0 197873 1411746 1409604 2026-04-26T22:44:02Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1411746 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:24 Hours of Le Mans logo (since 2014).svg|thumb|Logo]] Citazioni sulla '''24 Ore di Le Mans'''. ==Citazioni== *A Le Mans la fatica è più mentale che fisica perché la pista è molto lunga, rettilinea e hai tempo per respirare. Però c'è tanto traffico, situazioni che cambiano velocemente e poi è molto vasta e quindi può piovere in alcune zone e non in altre. Quando è così il pilota non sa esattamente quanto e dove ha piovuto e diventa difficile capire come gestirsi, è la cosa più difficile. Spa ad esempio è più pericolosa e più buia, Le Mans è più chiara durante la notte. Fisicamente è comunque impegnativa e dobbiamo idratarci spesso, sia durante la gara che durante le soste. ([[Alessandro Pier Guidi]]) *All'inizio pensavo fosse una competizione per piloti molto esperti e a fine carriera ma non ho impiegato molto a rendermi conto che si trattava di una corsa davvero unica nel suo genere, praticamente una gara sprint che dura 24 ore e nella quale bisogna spingere al massimo dall'inizio alla fine. ([[Rinaldo Capello]]) *Andare a Le Mans è sempre diverso, prima bisogna preparare una serie di cose, poi si va in pista, ma ci sono anche le attività coi media, gli ospiti, la parata e via dicendo. È una settimana lunga, ma credo che Le Mans mostri che tipo di gara è proprio per tutte queste cose, non solo per i concorrenti presenti, ma anche per i tantissimi fan che vengono a sostenere piloti e team, numeri incredibili. ([[Nicklas Nielsen]]) *{{NDR|«Cosa vuol dire correre a Le Mans?»}} È magnifico perché ci sono i vecchi cordoli, l'asfalto singolare e curve da brivido. La velocità che raggiungiamo qui non la tocchi altrove. [...] Qui vivi la storia e la passione dei tifosi. Ieri mattina alle 9, in centro, mi hanno fermato e sono rimasto un'ora a fare autografi. Ed era lunedì. ([[Marco Bonanomi]]) *È una gara che ti distrugge, ma mentalmente, non fisicamente. La pista non è impegnativa fisicamente, perché ci sono tanti rettilinei, ma mentalmente ti uccide, perché non dormi e devi essere sempre concentrato. C'è sempre traffico, quindi la tua mente non ha mai riposo. Alla fine hai bisogno di un riposo totale di 3-4 giorni, anche se [...] è stata una delle sensazioni più belle della mia vita. ([[Antonio Giovinazzi]]) *La 24 Ore conta vincerla, il secondo o terzo posto ti rimane pure di trasverso. Un pizzico di fortuna ci vuole sempre [...]. Non ho mai amato [...] correre qui perché l'ho sempre ritenuta una gara inutilmente pericolosa. Poi salivi in macchina e non ci pensavi, ma sentivo un forte rischio. Era una gara che non si poteva saltare se eri un pilota di vertice del Mondiale prototipi e avvertivo il pericolo. Allo stesso tempo adoravo correre su questa pista. Le Mans mi regalava soddisfazioni enormi, specialmente di notte. Adoravo correre nel buio. È un rapporto di amore e odio il mio. ([[Mauro Baldi]]) *LA CORSA. Sì. La più bella del mondo. [...] Centinaia di migliaia di tifosi per ogni giorno di racing weekend [...], le Case più belle e forti del mondo, gli investimenti più ingenti, le storie più belle. ([[Mario Donnini]]) *La cosa che mi sbalordì più di tutte è la passione che trovi in circuito. Vedi persone che rimangono lì 24 ore sugli spalti a guardarti. La passione che vedi a Le Mans secondo me la trovi veramente in pochissimi eventi motoristici: è uno di quegli eventi dove vedi solo tanti appassionati che sono lì soprattutto per guardare la gara perché hanno l'amore per questo sport. Tutto questo ti carica ancora di più. ([[Antonio Giovinazzi]]) *{{NDR|«Se dovessi spiegare a chi non ha mai guidato a Le Mans cosa significhi correre la 24 ore, cosa riterresti più impressionante?»}} La velocità. Normalmente un pilota dopo un giro si abitua. Qua invece passi tanto tempo oltre i 320 km/h e affronti numerose curve ad alta velocità. Bisogna essere davvero precisi e questo porta con sé una grande emozione. Il primo giro dopo la partenza inoltre, quando volgi lo sguardo ai lati, a bordo pista vedi 300.000 persone: è un'emozione pazzesca. I giri alla sera e all'alba poi sono i miei preferiti. ([[Gustavo Menezes]]) *Le Mans è Le Mans, 24 Ore di intrigo e di passione. ([[Leo Turrini]]) *Le Mans è un ottimo modo per parlare di noi, ma anche uno strumento tecnologico. ([[Linda Jackson]]) *Le Mans, ovviamente, è la gara che tutti vogliono vincere. È di gran lunga la gara più importante del calendario ed è molto più difficile di qualsiasi altra gara. È quella in cui la competizione è più agguerrita, con una griglia di partenza più ampia. Ed il fatto che duri 24 ore fa sì che, come si usa dire, Le Mans sceglie il suo vincitore. ([[Philip Hanson]]) *Nel 1949, il giorno della impresa di Chinetti, ero troppo piccolo per ricordare. Ma ho memoria della mia infanzia, le orecchie attaccate alla radio, la tv non c'era o non trasmetteva niente. Le Mans era una gara che per mio padre significava tantissimo. ([[Piero Ferrari]]) *Nelle corse di durata il vero mondiale è Le Mans. La maratona della Sarthe non solo da sola vale un titolo, ma la verità è che conta molto più dell'iride, perché secca, rifulgente prestigio, capricciosa, imprevedibile e ben più probante e priva d'appello di qualsiasi sfida o cimento a tappe. ([[Mario Donnini]]) *Quando guidi la notte a Le Mans sei in una condizione molto particolare. Ci si sente soli ma anche più tranquilli in questa fase. La temperatura esterna è bassa e nell'abitacolo è molto fresco. La stessa cosa la avverto da parte dei tecnici al muretto box. Di giorno sono tutti molto agitati ma la sera sono rilassati anche loro. Insomma fare i turni di guida di notte mi piace molto anche perchè si tratta sempre di un momento chiave perché quando si esce dalla fase notturna si ha chiaro chi è in condizioni per vincere e come potrebbe essere la classifica finale in gara. Dunque quello che si ottiene durante la notte è un elemento chiave per la vittoria finale. ([[Frédéric Makowiecki]]) ===[[Alberto Sabbatini]]=== *Le Mans è la gara più bella del mondo. Ma anche la più rischiosa, esaltante e nello stesso tempo crudele. Almeno per i piloti. [...] Purtroppo a Le Mans bisogna prevedere tutto quanto. E non basta perché l'imprevisto è sempre in agguato. E la corsa alla miniaturizzazione, all'alleggerimento può essere vitale per andare più forte ma ti espone sempre a possibili rischi. [...] alla fine ha ragione quel pilota che un giorno aveva detto: "Non sei tu – pilota o squadra – che vinci a Le Mans, ma è Le Mans che decide di sceglierti come vincitore". *Per vincere a Le Mans non basta andare più forte di tutti [...]. Ma bisogna soprattutto andare forte tenendosi lontani dai guai. Sperare che non accadano problemi, imprevisti oppure avarie. Guadagnare mezzo secondo al giro sul tuo avversario durante uno stint di un'ora, che fa un totale di appena sette secondi, non serve a niente se poi ne perdi quindici di colpo andando dritto in una curva per eccesso di foga. O un minuto ai box se s'inceppa qualcosa al pit stop. [...] le macchine più lente sono un ostacolo imprevedibile e può capitare di farsi danneggiare nel doppiarle perché non ti vedono, ti chiudono e non ti danno strada, oppure frenano quando meno te l'aspetti e non riesci ad evitarle. [...] Perché a Le Mans la chiave è [...] non farsi doppiare dal leader. Se perdi uno, due o persino tre minuti dal leader di gara c'è sempre il margine per recuperare. Perché alla prima safety car che esce per incidente il plotone viene raggruppato e il distacco si azzera. A Le Mans capita spesso. Anzi, siccome la pista è lunga, ce ne sono addirittura tre di safety car [...]. L'importante però è non farsi doppiare. Perché se perdi il giro sul leader poi non lo recuperi più, a meno che il tuo avversario non subisca un grave imprevisto che lo attardi. [...] La 24 Ore di Le Mans si vince anche stando fermi meno possibile ai box. Il segreto è tenersi lontano da guai e imprevisti che ti costringano a lunghe riparazioni. [...] Quello che allunga il tempo di arresto ai box è il cambio gomme, che mediamente richiede una dozzina di secondi in più rispetto al semplice rifornimento. Perciò ogni team fa la propria strategia: allungare gli stint con le stesse gomme fa risparmiare tempo di sosta, ma se poi lo pneumatico si degrada nei giri successivi perché troppo consumato si perde ancora più tempo in pista che a cambiare le gomme. Per cui ogni squadra deve risolvere questa difficile equazione e capire quanti stint fare con ogni treno di gomme. *Realmente Le Mans è la corsa più bella del mondo. Non c'è Montecarlo o Monza F1 che tenga, Le Mans è qualcosa di speciale perché coinvolge il pubblico in forma attiva. Andare a Le Mans è una festa per l'appassionato di motorsport perché non devi stare ore intere in tribuna a spaccarsi la testa sotto il sole per tenersi stretto il posto in modo da poter vedere passare solo un'ora e mezza le monoposto come accade in F1. A Le Mans puoi andartene ovunque con il biglietto circolare, oziare nei negozietti che vendono magliette, modellini e gadget senza timore di sprecare tempo perché la gara è sempre lì che va avanti e ti romba nelle orecchie. Rifarti gli occhi nei negozi di libri e memorabilia. E poi soprattutto puoi vedere le auto da vicino in azione. Con il semplice biglietto d'ingresso. Certo, in tribuna stai seduto comodo e asciutto quando piove (e un po' di pioggia te la becchi ogni anno!). Ma ti puoi anche vedere la gara da bordo pista. Anzi, è il circuito dove puoi stare pià vicino alle auto in azione. Puoi andare attaccato alla reti alla esse Ford, quelle che immettono sul traguardo. Quasi a ridosso dei fotografi a bordo pista. È un'emozione farlo, sopratutto di notte quando il fascio dei fari penetra il buio. Oppure puoi andare con le navette per il pubblico lungo la pista a vederti le macchine in azione nelle curve più leggendarie. Mulsanne, Indianapolis, le esse del ponte Dunlop. C'è il tempo di girare la pista e fare tutto perché anche se il circuito è lungo ben 13,6 km la gara è infinita. Nessuno ti corre dietro e non corri il rischio come in F1 che la sessione finisca e tu rimani a bocca asciutta senza aver visto passare il tuo idolo o la macchina del cuore. Se hai il fisico e per un volte rinunci alle ore di sonno, la notte di le Mans è uno spettacolo unico per il vero appassionato. Il più bello al mondo del motorsport. Perché fonde l'emozione delle festa di paese, con bancarelle, divertimenti e giostre, con quella dell'odore della benzina e il rombo del motore. ==Voci correlate== *[[24 Ore di Daytona]] *[[Circuit des 24 Heures du Mans]] *[[Endurance (automobilismo)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:24 Ore di Le Mans]] 7e4wte4q9thxnkdoinkno70cq14i7os Virgilio Riento 0 201260 1411672 1411032 2026-04-26T12:35:48Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1411672 wikitext text/x-wiki [[File:Virgilio Riento-1939.png|thumb|Virgilio Riento nel film ''[[I grandi magazzini]]'' (1939)]] '''Virgilio Riento d'Armiento''' (1889 – 1959), attore italiano. ==Citazioni su Virgilio Riento== *A differenza di molti altri comici del teatro leggero, Riento ha una carriera nel cinema di tutto rispetto e molto lunga con caratterizzazioni molto apprezzate da critica e pubblico. Timoroso, sapido, a volte balbuziente, ironico, burbero, brontolone, Virgilio Riento è forse il vero caratterista del cinema italiano, cui produttori e registi fanno sempre ricorso per le creazioni di figurine assai personali: indimenticabili i suoi duetti con [[Tina Pica]] o i suoi pretuncoli, bidelli logorroici o contadini imbranati. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'') *Per un ventennio circa le sue apparizioni sul grande schermo si fanno sempre più frequenti: partecipa a film di grande successo commerciale, prodotti per lo più per un pubblico dal palato semplice e dal gusto facile, certamente non intellettuale o snob. [...] Ha una volta sola l'opportunità di essere protagonista, impersonando un poliziotto dilettante, farfuglione e confusionario, nella commedia ''[[C'è un fantasma nel castello]]'' (1942), diretto con arguzia da [[Giorgio Simonelli|Giorgio C. Simonelli]]. In questo film Riento si diverte, centrando il bersaglio, a mettere in caricatura poliziotti e investigatori come sono descritti da romanzieri del genere "giallo". (''[[100 caratteristi del cinema italiano]]'') *Recita sempre in un'infinità di commediole comico-brillanti, alcune saporitamente realizzate, altre assai modestamente e di scarso contenuto. Con delle eccezioni, ovviamente, per alcuni personaggi, quali il sergente dell'esercito personale del capitalista in ''[[Miracolo a Milano]]'' (1950) di [[Vittorio De Sica]], un film in cui brillano di luce propria i caratteristi più prestigiosi del cinema italiano. [...] Ed è ancora [[Dino Risi|Risi]] che offre a Riento buone opportunità in film manifesto della imperante commedia all'italiana dove, seppure in piccoli ruoli, il comico concede tutta la sua vena di grande interprete [...]. Sono gli ultimi sprazzi di uno dei più personali e amati caratteristi di un periodo indimenticabile del cinema italiano, un cinema ancora senza fronzoli, senza forzature, senza manierismi. Un cinema nazionale per tutti. (''[[100 caratteristi del cinema italiano]]'') ==Filmografia== {{div col}} *''[[Il signor Max]]'' (1937) *''[[L'ha fatto una signora]]'' (1938) *''[[I grandi magazzini]]'' (1939) *''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'' (1940) *''[[Teresa Venerdì]]'' (1941) *''[[4 passi fra le nuvole]]'' (1942) *''[[Avanti c'è posto...]]'' (1942) *''[[Se io fossi onesto]]'' (1942) *''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]'' (1943) *''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945) *''[[Abbasso la ricchezza!]]'' (1946) *''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949) *''[[Donne e briganti]]'' (1950) *''[[La paura fa 90]]'' (1951) *''[[Miracolo a Milano]]'' (1951) *''[[Una bruna indiavolata!]]'' (1951) *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) *''[[Menzogna (film)|Menzogna]]'' (1952) *''[[Totò a colori]]'' (1952) *''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1954) *''[[Cantate con noi]]'' (1955) *''[[Il segno di Venere]]'' (1955) *''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Riento, Virgilio}} [[Categoria:Attori italiani]] 7i70til89whjwk95qo0kxsbq39gk5qo Endurance (automobilismo) 0 201272 1411748 1398955 2026-04-26T22:50:56Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +2 1411748 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Bathurst 12 Hour Race, 2011.jpg|thumb|upright=1.5|La 12 Ore di Bathurst del 2011, esempio di gara endurance che si protrae fino alle ore notturne]] Citazioni sull{{'}}'''endurance'''. ==Citazioni== *A un certo punto, salendo di livello, l'endurance e le corse monoposto tendono a separarsi. [...] Ma credo che ci sia qualcosa in più nelle corse e nelle gare endurance. C'è la famosa Le Mans che tutti vogliono correre e di cui tutti nel motorsport hanno sentito parlare. E poi ci sono tutti questi diversi requisiti che caratterizzano un pilota nelle gare endurance. Hai la capacità di essere efficiente nel traffico, la capacità di collaborare con i compagni di squadra, tutte cose che in realtà non hai nelle corse monoposto. Quindi questo aggiunge un terzo e un quarto livello a ciò che serve per essere un pilota completo, e da questo punto di vista, per me è sempre stato molto più interessante. ([[Philip Hanson]]) *All'inizio non sapevo granché di endurance [...]. Le sorprese maggiori? Il fatto che le gare siano molto lunghe, da 6 a 24 ore, ma richiedono massima concentrazione dal primo all'ultimo giro. Oggi le corse di durata assomigliano a prove "sprint" perché se non ti esprimi al 100% in ogni frangente perdi la possibilità di vincere. ([[Miguel Molina (pilota automobilistico)|Miguel Molina]]) *{{NDR|«Come hai trovato la guida nelle ore notturne?»}} Con la GT è stata una delle cose più difficili, perché ricordo che guardavo più dietro che avanti: controlli gli specchietti e vedi tantissime luci, ma non sai quanta distanza ci sia dalla macchina che ti precede e da quella che ti è dietro. [...] sicuramente gli stint notturni sono quelli più difficili. Non si è abituati a correre a quell'ora e senza luce, quindi con meno riferimenti. Ricordo però anche che sono stati gli stint che mi sono piaciuti di più, forse perché è diverso da quello che un pilota fa di solito. Ci si ritrova in una situazione nuova e affascinante. ([[Antonio Giovinazzi]]) *{{NDR|«Cosa diresti al pubblico estraneo per invogliarlo a seguire le corse di durata?»}} Direi loro di guardare una gara endurance, perché accadono tante cose. È vero che è più lunga, ma proprio per questo può succedere di tutto e c'è molta più azione. Ci sono i pit-stop, le strategie, le Safety-Car e comunque tante cose che possono cambiare le sorti della corsa. ([[Miguel Molina (pilota automobilistico)|Miguel Molina]]) *{{NDR|Nel 2023}} Ho dedicato mezza domenica al Mondiale Endurance [...] allo scopo di capire se e in che termini questo ritorno alle gare di durata, così affascinanti per noi, nati nel secolo scorso, potrebbe davvero offrire una alternativa alla F1. Beh, mica tanto, a essere onesti. Ho visto una Toyota vincente con un giro di vantaggio sulla Ferrari; ho visto una quantità di macchine diverse per forme e prestazioni, in circolo sulla stessa pista; ho cercato di star dietro alle classifiche di classe immaginando gli sforzi immani di spettatori che non per forza debbano studiare ore prima di sedersi in tribuna o davanti alla tv, alle prese con una ricetta confusa e soporifera. [...] Il fatto è che il format F1, con le sue tempistiche e il suo tasso agonistico, al netto di ogni critica possibile, ha ormai definito una consuetudine motoristica connessa alla velocità dominante che caratterizza la nostra cultura. Il fatto di confrontarci con una modalità diversa sarebbe interessante e persino utile (la lentezza, la riflessione valgono una gamma articolata di elogi, sempre) ma se penso all'Endurance, non ci siamo. Manca agonismo, mancano i protagonisti [...] e le diverse categorie generano un caos permanente non supportato da una comunicazione adeguata. [...] Il tutto per una entità di tempo francamente insostenibile. Quale disciplina oggi chiede tempistiche simili a chi guarda? Una corsa ciclistica forse, vista dal via e basata comunque su altri ingredienti. Il baseball? Mah. [...] Forse siamo solo all'inizio di un ritorno all'alta qualità. Ma il sospetto di avere di fronte un esperimento anacronistico, così come viene concepito ora, è fortissimo. [...] No, credo serva qualche ritocco. Qualche hypercar in più, qualche campione più amato e noto, tempi e regole fasate su una modernità indispensabile. Insomma, un bel po' di pepe. L'intera avanguardia del motorismo vira verso le gare Sprint. Un eccesso? Forse ma qui siamo agli antipodi. La passione non passa dalla confusione e, soprattutto, dalla noia. ([[Giorgio Terruzzi]]) *L'Endurance è una categoria per palati più raffinati. Per i veri appassionati di corse automobilistiche. Per quei Piloti con la P maiuscola [...]. L'Endurance è come una complessa partita a scacchi dove sposti le tue pedine poco alla volta e comprendi soltanto alla fine lo schema di come si è sviluppata la partita e capisci se può darti la vittoria o la sconfitta. ([[Alberto Sabbatini]]) *L'endurance non è solo velocità, ma anche strategia, gestione, pazienza. Alla mia prima Le Mans rimasi sveglio per 40 ore, mi sentivo ansioso e nervoso, ma a lungo andare la stanchezza ebbe un effetto negativo sulla mia prestazione. Mi servì come lezione. Imparai che una 24 Ore è una maratona lunghissima nella quale, oltre a non fare errori, devi trovare il tempo per riposare. Dopo due stint di guida torno nel motorhome, metto via smartphone e tablet, spengo la luce e provo a dormire. ([[James Calado]]) *L'endurance per me è sinonimo di motorsport. [...] Ho capito il valore di condividere la vettura con altri compagni, il significato del lavoro in gruppo, il senso della squadra. ([[Antonio Fuoco]]) *La preparazione di una 24 Ore dura un anno intero. È una gara che dura un giorno, ma ci si lavora dodici mesi. ([[Marco Bonanomi]]) *Le gare sprint danno un po' più di soddisfazione a livello individuale, perché il risultato dipende interamente da me, ma la sensazione che provo dopo una bella endurance è impareggiabile, è tutto più intenso. Io sono una persona a cui piace condividere le cose, quindi poter costruire la vittoria con un compagno di squadra e con un team è il massimo. Mi sto innamorando sempre di più delle gare lunghe, anche perché posso stare tanto in macchina e martellare giro dopo giro. ([[Vicky Piria]]) *{{NDR|«La velocità non è l'unica caratteristica richiesta a un pilota di endurance...»}} Non si può mai perdere la concentrazione: pur viaggiando a 300 km/h occorre anche rimanere in costante contatto radio con l'ingegnere di gara, che monitora tutti i parametri di funzionamento della vettura. Se è tutto in ordine, evito di parlare via radio. In caso contrario, occorre regolare il comportamento della vettura tramite tasti e interruttori sul volante. [...] Bisogna sempre mantenere la calma negli inevitabili momenti difficili, non bisogna lasciarsi prendere dal nervosismo quando si finisce nel traffico. ([[Marco Bonanomi]]) *Quando sei un giovane pilota è normale provare ad andare in Formula 1 ma penso che nel campionato Hypercar il livello della competizione, delle vetture, della tecnologia impiegata non siamo poi così lontani dalla Formula 1. Dal punto di vista della guida per un ragazzo abituato a correre con le monoposto [...] a volte è anche più divertente il WEC perché puoi spingere di più. Si pensa che l'Endurance sia una categoria in cui conta soprattutto la gestione della vettura, ma non è [...] vero. Dipende soprattutto dal degrado pneumatici che una determinata pista richiede di saper gestire. Se pensiamo però a Le Mans, dove il degrado è molto basso [...], noi piloti spingiamo a tutto gas dal primo giro fino alla fine. ([[Alessandro Pier Guidi]]) *Quando sono arrivato nel mondo Endurance, ho capito che le gare non si vincono alla prima ora. Bisogna essere aggressivi, ma allo stesso tempo intelligenti. Se non prendi un rischio e non cogli il momento, rischi di rimanere dietro a una macchina, uccidendo le gomme e perdendo tanto tempo. D'altra parte non puoi fare il kamikaze è distruggere la tua gara. È sempre una questione di equilibrio. Bisogna essere pronti a cogliere ogni opportunità, ma sempre con un po' di margine. Io arrivo dalle monoposto, dove basta un contatto per ritirarsi e qui è ancora più importante perché la gara è ancora lunga. Va tutto bilanciato. ([[Robert Švarcman]]) *{{NDR|«Preferisci guidare a ruote coperte o scoperte?»}} Sono due cose diverse, non si possono davvero paragonare formula ed endurance. Le formula sono qualcosa di speciale. L'endurance è diverso nel modo in cui siedi in macchina, condividi la vettura con i tuoi compagni e c'è più lavoro di squadra. Sono cose completamente diverse. Guidare entrambe le macchine è fantastico, ma a livello aerodinamico non c'è molta differenza. ([[Sophia Flörsch]]) *Una gara di 6, 8 o perfino 24 ore [...] ti permette anche di rilassarti più a lungo, perché comunque hai più tempo. Il bello di queste gare è che se ti succede qualcosa [...] comunque non ti fa perdere la concentrazione, perché sai benissimo che hai ancora 4-5 ore e tutto può succedere fino all'ultimo. È una cosa diversa che però mi piace onestamente, perché non ti fa perdere mai la speranza. [...] È anche bello magari condividere le sensazioni negative e positive con gli altri due piloti: sai che non sei mai da solo a gestire i momenti belli e brutti, ma hai altri due compagni. Questo ti fa vivere gli episodi in modo diverso. La gestione delle emozioni è completamente diversa rispetto a quando sei da solo. ([[Antonio Giovinazzi]]) ===[[Nyck de Vries]]=== *Le endurance, generalmente, ti portano ad utilizzare un'ottica basata sul lungo periodo, quindi il modo in cui calcoli i rischi è diverso. *Penso sia ovvio che questo sia uno sport di squadra, indipendentemente dal fatto che guidi la tua macchina da solo o meno. In questo campionato, in cui devi condividere l'auto con dei compagni, è ancora più importante collaborare come una squadra per trovare il miglior compromesso fra tutti noi. [...] Sicuramente siamo qui nell'interesse della macchina e della squadra, quindi non c'è ego. *Una delle cose che ho imparato di più correndo in endurance è che a un certo punto devi portarla a casa. La macchina non è mai perfetta, perché è compromessa per tre piloti, cambia continuamente nel corso degli stint, che sono molto lunghi e dove c'è anche traffico. Ad essere compromesso per tutti i membri dell'equipaggio non è solo il sedile, ma anche l'assetto. Niente è perfetto ed in quanto perfezionista è qualcosa che ho sempre faticato ad accettare in monoposto. Quell'esperienza mi ha aiutato a dare priorità alle cose veramente importanti per andare forte. ===[[Lilou Wadoux]]=== *{{NDR|«Le corse endurance hanno una lunga tradizione e un fascino del tutto particolare. Si condivide la vettura con i compagni, si lavora come una squadra: qual è l'alchimia per ottenere dei risultati?»}} Bisogna fare dei compromessi, lavorare come un gruppo e avere un forte spirito di squadra: questi sono aspetti essenziali per sentirsi a proprio agio con la vettura e con i compagni. *Bisogna trovare un compromesso tra tre piloti e il team. Mi piace molto, perché condividere la macchina con un pilota ti aiuta ad assorbire i suoi feedback, per trovare il miglior assetto per la gara. È fantastico, perché per me è importante condividere tutte le informazioni e trovare il miglior equilibrio tra i piloti per correre al meglio. È uno degli aspetti chiave dell'Endurance. *{{NDR|«Ma qual è la sfida più complessa del mondo delle corse di durata?»}} Durante le gare dobbiamo gestire le gomme, la benzina, e il traffico. È molto importante anche essere costanti, e allenati dal punto di vista fisico, soprattutto per le gare più calde, in cui la fatica nell'abitacolo si fa sentire. Bisogna poi mantenere la concentrazione molto alta, in particolare per la gestione del traffico. Se si sta in macchina per due ore, non bisogna mai abbassare la guardia. ==Voci correlate== *[[24 Ore di Daytona]] *[[24 Ore di Le Mans]] *[[Gruppo C]] *[[Le Mans Prototype]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Competizioni sportive]] rgzrndbl1okh3rxtd8abwt9y2id2vae Ferrari 330 P4 0 201800 1411724 1394403 2026-04-26T19:09:53Z Danyele 19198 +1 1411724 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari 330 P4 1967.jpg|thumb|Ferrari 330 P4 (1967)]] Citazioni sulla '''Ferrari 330 P4'''. *È sorprendente come una macchina progettata per vincere in pista avesse questa bellezza così sensuale. ([[Flavio Manzoni]]) *La Ferrari P4 del 1967, l'auto che non riuscì a sconfiggere la Ford a Le Mans ma entrò nella storia per l'arrivo in parata alla 24 ore di Daytona. Uno schiaffo in casa propria che gli americani ancora si ricordano. Un prototipo V12 con motore 4,4 litri che doveva rivaleggiare con le Ford Mark IV di cilindrata quasi doppia. Un'auto dalle linee sinuose ed eleganti che vinse meno di quanto fosse bella ma che molti oggi considerano la Ferrari da corsa più bella della storia. ([[Alberto Sabbatini]]) ==Voci correlate== *[[Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] jthlln7lv7dn71xuk6vp7nkadg191e7 Federico Dimarco 0 205739 1411784 1293047 2026-04-27T10:29:20Z ~2026-25459-68 106967 Immagine 1411784 wikitext text/x-wiki [[File:Norway Italy - June 2025 A 26 (cropped).jpg|miniatura|Federico Dimarco (2025)]] '''Federico Dimarco''' (1997 – vivente), calciatore italiano. {{Int|''[https://www.rivistaundici.com/2023/07/12/intervista-federico-dimarco/ Federico Dimarco, l'esterno del futuro]''|Dall'intervista di Francesco Paolo Giordano, ''Undici'' nº 50, maggio-giugno 2023; citato in ''rivistaundici.com'', 12 luglio 2023.|h=2}} *Quando giochi sempre, fai partite importanti, acquisisci fiducia e consapevolezza nei tuoi mezzi. Per me è stata una svolta, a livello mentale, a livello di prestazioni. *Non mi sento un giocatore unico, ma lavoro per esserlo. *Il mio ruolo è cambiato molto negli ultimi tempi. Prima i terzini erano visti come giocatori che si occupavano prevalentemente della fase difensiva, poi, soprattutto con il primo Guardiola a Barcellona, si sono diffusi i terzini di spinta, che accompagnano l'azione, oppure vengono a giocare dentro il campo. O magari vedi braccetti di una difesa a tre che giocano da mezzali... il modo di giocare è cambiato completamente. *Ci sono degli aspetti per cui i campionati esteri, probabilmente, sono migliori di quello [[Campionato italiano di calcio|italiano]]. I ritmi, per esempio. Quelli della Premier sono molto simili a quelli della Champions, ed è qualcosa che avverti tantissimo da giocatore. Ma alla fine si tratta di realtà diverse, con caratteristiche diverse, e non avrebbe senso portare qualcosa di un campionato come la Premier qui in Italia. *Quando non sono in ritiro, voglio godermi il tempo con la mia famiglia. La prima cosa a cui penso, quando mi sveglio la mattina, è come stanno i miei figli. E poi... cosa dovrò fare in allenamento. Ma cerco di vivere serenamente la mia professione... a parte quando c'è il derby. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dimarco, Federico}} [[Categoria:Calciatori italiani]] dentq5kzxhxfscrdyf292tcw66rpydb Ferrari Purosangue 0 210093 1411722 1317136 2026-04-26T18:57:50Z Danyele 19198 +1 / fix di stile 1411722 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari Purosangue DSC 7007.jpg|thumb|Ferrari Purosangue (2022)]] Citazioni sulla '''Ferrari Purosangue'''. ==Citazioni== *Dietro alla nascita della Ferrari Purosangue c'è un lavoro [...] complesso che [...] ha richiesto [...] un lungo periodo di sviluppo, parliamo di quasi cinque anni. Questo lasso di tempo è stato necessario proprio per mettere a punto un'architettura nuova, dedicata a un concetto di automobile che non esisteva. Perché è difficile inserire questa macchina all'interno di certe categorie o tipologie. È un oggetto che [...] doveva riunire tutta una serie di funzionalità: alcune di esse vanno al di là di quelle di una Ferrari normale come l'abbiamo vista finora. Mi riferisco, in particolar modo, alla grande abitabilità [...] ma anche alla versatilità di quella che, a tutti gli effetti, è la prima Ferrari che puoi usare veramente dappertutto e con chi vuoi. ([[Flavio Manzoni]]) ===[[Alberto Sabbatini]]=== {{cronologico}} *Per carità, non chiamatela SUV! [...] La Ferrari Purosangue è un'auto diversa dalla tradizione del Cavallino. [...] Massiccia e imponente come una sport utility, ma non morbida di assetto e votata al rollìo nella guida come tutti i SUV. Il Purosangue si picca di essere simile per carattere e comportamento dinamico alle Ferrari biposto più cattive. D'altronde il nome Purosangue sta a sottolineare proprio questo: pur se possiede dimensioni extralarge [...] nelle sue vene scorre lo stesso sangue e lo stesso carattere selvaggio di tutte le sportscar del Cavallino. *Ci sono state altre auto del Cavallino in passato in grado di ospitare quattro passeggeri [...], ma in realtà – secondo una definizione cara al fondatore – le (poche) Ferrari con sedili posteriori erano chiamate 2+. Una definizione di comodo per sottolineare che si trattava di vetture effettivamente perfette per chi sedeva davanti, ma con l'aggiunta di due striminziti sedili posteriori. Perché secondo Enzo Ferrari aggiungere due posti veri alle sue auto avrebbe stravolto la personalità del veicolo. Avrebbe provocato l'allungamento del passo, l'aumento il peso e questo avrebbe limitato perciò sia le prestazioni che il piacere di guida. Ora i tempi sono cambiati e la tecnologia moderna ha permesso di compensare pesi extra e dimensioni extralarge. Per cui il Purosangue è la prima Ferrari in grado di offrire quattro posti veri belli comodi, senza sacrificare la performance. *Sul Purosangue ci sono, un po' nascoste in verità dalla linea coupé, anche due porte posteriori per far salire più comodamente a bordo i passeggeri dei sedili dietro. Già in questo aspetto il Purosangue stabilisce un record: è la prima Ferrari della storia a quattro porte. ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Sport Utility Vehicle]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] 2tlw60ksc5saewv1vo8uphztxxa42mp Il mostro della laguna nera 0 210833 1411678 1411622 2026-04-26T13:06:05Z Udiki 86035 1411678 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Il mostro della laguna nera |titoloalfabetico = Mostro della laguna nera, Il |titolooriginale = Creature from the Black Lagoon |immagine = Creature from the Black Lagoon poster.jpg |didascalia=Locandina realizzata da [[Reynold Brown]] |linguaoriginale = inglese |paese = Stati Uniti d'America |anno = 1954 |genere = horror / fantascienza |regista = [[Jack Arnold]] |soggetto = [[Maurice Zimm]] |sceneggiatore = [[Harry Essex]], [[Arthur A. Ross]] |produttore = [[William Alland]] |attori = *[[Richard Carlson]]: David Reed *[[Julie Adams]]: Kay Lawrence *[[Richard Denning]]: Mark Williams *[[Antonio Moreno]]: Carl Maia *[[Nestor Paiva]]: Lucas *[[Whit Bissell]]: dottor Thompson *[[Bernie Gozier]]: Zee *[[Henry A. Escalante]]: Chico |doppiatori italiani = *[[Pino Locchi]]: David Reed *[[Renata Marini]]: Kay Lawrence *[[Nino Pavese]]: Mark Williams *[[Manlio Busoni]]: Carl Maia *[[Luigi Pavese]]: Lucas *[[Gino Baghetti]]: dottor Thompson *[[Vittorio Cramer]]: voce narrante }} '''''Il mostro della laguna nera''''', film statunitense del 1954, regia di [[Jack Arnold]]. {{tagline|Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda!}} ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} ''Nel principio, Dio creò il cielo e la terra, e la terra era informe e vuota''.<br />Questo è il pianeta Terra appena nato e che andò raffreddandosi via via da una temperatura di seimila gradi a una di poche centinaia in cinque miliardi di anni. Il calore, irradiandosi nell'atmosfera, formò le nubi e la pioggia cadde sulla crosta indurita per secoli e secoli. I mari irrequieti crebbero, ma trovarono dei limiti e furono racchiusi. Ed ecco che nei loro caldi recessi comincia il miracolo della vita. In varietà innumerevoli appaiono esseri viventi che mutano e raggiungono la terra ferma, lasciando una prova del loro passaggio, della loro lotta per l'esistenza, della loro estinzione. Sono queste tracce di vita, ancora visibili dopo quindici milioni di anni, nell'alto corso del Rio delle Amazzoni, che l'uomo tenta affannosamente di decifrare. ('''Voce narrante''') ==Frasi== {{cronologico}} *Secondo il mio parere, lo [[scienziato]] ha non solo bisogno di intuito, ma anche di fede. ('''Kay Lawrence''') *I miei uomini la chiamano la laguna nera. È un paradiso, soltanto dicono che nessuno è mai tornato per descriverlo. ('''Lucas''') *Vi sono molte strane leggende sul [[Rio delle Amazzoni]]. Io con le mie orecchie ho sentito la leggenda dell'uomo pesce. ('''Lucas''') *Ho l'idea che questo mostro rammenti il passato e ogni cosa, e non voglio che ci piombi addosso mentre dormiamo. ('''David Reed''') *{{NDR|Sul [[rotenone]]}} Basta un solo sorso di acqua avvelenata e ''puf'', i pesci paralizzati salgono a galla come se fossero sbronzi. ('''Lucas''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Carl Maia''': Non direi che tu abbia molto l'aspetto di un ittiologo.<br />'''Kay Lawrence''': Secondo il comune punto di vista, avresti dovuto avere una rispettabile barba. *'''Carl Maia''': Ho trovato questo in un sedimento calcare che risale almeno al periodo Devoniano. Spero che voi esperti in paleontologia marina possiate riconoscerlo.<br />'''David Reed''': Non ho mai visto nulla di simile.<br />'''Kay Lawrence''': Osserva la membrana tra le dita, David.<br />'''David Reed''': Già...<br />'''Carl Maia''': Forse ne sapremo di più quando trovo il resto dello scheletro.<br />'''David Reed''': Quanto ci terrei a poter venire con voi!<br />'''Kay Lawrence''': Ci terrei anch'io!<br />'''Carl Maia''': E il vostro principale? Credete che possa interessarlo?<br />'''David Reed''': Williams? Mah, se può averne della pubblicità, ci si butta a capofitto.<br />'''Kay Lawrence''': Beh, devi ammettere che la pubblicità sprona i filantropi, e senza fondi non si fanno ricerche.<br />'''David Reed''': È vero, e se non fosse per Williams che riesce a scovare i quattrini non saremmo qui ora. *'''Mark Williams''': Non potrebbe essere la mano di un uomo dell'era glaciale?<br />'''Dott. Thompson''': Io ritengo più facile che sia appartenuto a un anfibio, Mark, che passava più tempo in acqua che in terra.<br />'''Kay Lawrence''': Allora come spiegate la struttura delle dita? Sono d'animale terrestre. Voi che ne dite, Dottor Matos?<br />'''Dott. Matos''': Di questo si può essere certi: che si trattava di un animale molto forte. *'''David Reed''': Più tempo passa e più si apprezza il valore delle ricerche marine. Per esempio, guardate qui. Questo pesce dipnoi, l'anello di congiunzione tra pesce e anfibio. In quanti migliaia di modi la natura ha cercato di trasferire la vita dal mare sulla terra ferma? Qui ha fallito. Questa specie non è mutata in milioni di anni. Invece qui, qui abbiamo la chiave di un enigma. Un giorno navi spaziali ci porteranno su altri pianeti. Come potrà l'uomo sopravvivere su quei pianeti? La loro atmosfera sarà diversa, la pressione diversa. Con uno studio su queste e altre specie, scopriremo le leggi dell'evoluzione della vita e del suo adattamento all'ambiente. E allora, forse, potremo insegnare agli uomini come adattarsi ai nuovi mondi del futuro.<br />'''Mark Williams''': Bel discorso David, ma io vedo anche il lato pratico. Vi sembrerò più un uomo d'affari che di scienza, ma rammentatevi che occorrono fondi per mantenere un istituto. Una scoperta di reale importanza può esserci anche di grande aiuto finanziario. *'''Kay Lawrence''': E io credevo il Mississippi unico al mondo!<br />'''David Reed''': Non è che un fiumiciattolo in confronto alle Amazzoni. Questo posto è rimasto com'era cento milioni di anni fa durante il periodo Devoniano.<br />'''Kay Lawrence''': Era quasi il principio del mondo.<br />'''David Reed''': Esatto. Anche gli animali sono rimasti immutati dal periodo Devoniano. Il formichiere è gigante e ha la forza di un orso, il millepiedi è lungo trenta centimetri, il ratto poi è grosso come un montone.<br />'''Kay Lawrence''': È quasi incredibile!<br />'''David Reed''': Ah, ma è vero.<br />'''Lucas''': E non dimenticate il pesce siluro. Arriva a tre metri di lunghezza ed è feroce come sono feroci tutti gli esseri della giungla. *'''Lucas''': Non ho mai visto pescare i sassi. A chi servono?<br />'''Carl Maia''': Li uso io. Per me sono preziosi. Li faccio a pezzi ed essi mi parlano. *'''Kay Lawrence''': Qualunque specie di animale sia, se lo lasciate in pace non vi molesterà.<br />'''Mark Williams''': Può darsi, ma se v'ingannate questo fucile correggerà qualsiasi errore.<br />'''David Reed''': Mark, vogliamo prendere fotografie scientifiche, non trofei! Questo essere vivo nel suo ambiente naturale è di gran valore per noi.<br />'''Mark Williams''': E a che scopo fotografarlo se non si può prendere?<br />'''David Reed''': Non è un discorso da scienziato, ma da appassionato di caccia grossa! *'''Mark Williams''': Non saprei come definirlo.<br />'''David Reed''': Sembra incredibile, ma aveva un che di umano.<br />'''Mark Williams''': E di sicuro se è ciò che credo che sia, è la più grande scoperta che in questo campo si sia fatta. *'''Lucas''': Molti anni fa, mi raccontarono una leggenda del fiume. Una vecchia indigena mi disse di un uomo che vive sott'acqua. Ma era un po' stramba. "Scimmia matta" era chiamata da tutti.<br />'''Dott. Thompson''': L'ignoto sembra sempre poco degno di fede, ma come leggende certe cose si accettano e si lasciano correre. Ma come si può credere che esista qualcosa simile a un essere umano che viva sott'acqua?<br />'''Mark Williams''': Beh, ma questo non è una leggenda. Lo vedrete ora voi stessi!<br />'''Kay Lawrence''': C'è il precedente del kamongo, risparmiato alla scienza fino a pochi anni orsono. Era un animale vissuto nel periodo Devoniano.<br />'''Carl Maia''': È interessante notare che il fossile da me trovato è dello stesso periodo.<br />'''Kay Lawrence''': Il kamongo è un pesce che respira l'aria.<br />'''Dott. Thompson''': E questo che prova?<br />'''Kay Lawrence''': Nulla, ma è un fatto che il kamongo che ha polmoni esiste ancora e vive qui in Amazzonia, e non è mutato in milioni di anni.<br />'''Dott. Thompson''': Ma questo non prova la possibilità di un uomo pesce.<br />'''Carl Maia''': Se l'evoluzione di quella specie subì un arresto milioni di anni fa, e la specie sopravvive, non lo potrebbe anche un'altra? *'''Mark Williams''': Non ci prenderanno sul serio quando lo racconteremo. Chi può credere a una storia simile? Che si stia qui aspettando che qualche mostro ci appaia? Dobbiamo catturarlo in ogni modo.<br />'''David Reed''': Perché non ci debbono credere?<br />'''Mark Williams''': Perché noi ci occupiamo di cose note, di nozioni man mano accumulate.<br />'''David Reed''': Si è appena iniziato lo studio dell'acqua e dei suoi segreti, e appena sfiorato i misteri degli spazi astrali. Noi non escludiamo l'ipotesi che possa esistere qualche forma di vita su un altro pianeta. Allora perché escludere una forma di vita diversa in un mondo che già ci risulta essere abitato da milioni di creature viventi? *'''Mark Williams''': Pare quasi che abbiate pietà di lui. Eppure avrebbe potuto uccidere anche te, Kay.<br />'''Kay Lawrence''': Ma non l'ha fatto... ==Citazioni su ''Il mostro della laguna nera''== *– A lei non è piaciuto questo film? A me sì. Ma mi è dispiaciuto tanto per il mostro alla fine.<br />– Come dispiaciuto? Cosa voleva? Che la sposasse?!<br />– Faceva paura a guardarlo, però in fondo non era cattivo. Forse cercava solo un po' d'affetto, non so, di sentirsi amato e desiderato, coccolato.<br />– È un punto di vista molto interessante... (''[[Quando la moglie è in vacanza]]'') *Il grosso successo commerciale di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' convince Arnold a restare nel filone fantascientifico ma, pur restando fedele al procedimento del 3-D, cambia del tutto tema, tentando una variazione sull'argomento dei «mostri». Nasce così quel ''The Creature from the Black Lagoon'' (''Il mostro della Laguna Nera'', 1953) che, insieme a ''[[L'esperimento del dottor K.|L'esperimento del dottor K]]'' di Kurt Neumann e al giapponese ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' di [[Ishirō Honda|Honda]], può ritenersi uno dei pochi «mostri» moderni che si sia conquistato una fama imperitura al fianco di Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, la Mummia e l'Uomo Invisibile. ([[Luigi Cozzi]]) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il Mereghetti]]'') *Primo di una trilogia molto acclamata, introduce nel pantheon dei "mostri sacri" dell'horror una nuova figura caratterizzata dall'abbinamento di eros e horror mutuato direttamente da ''King Kong'', ma adattato con originalità. (''[[Dizionario dei film horror]]'') *Sono arrivato alla conclusione negli ultimi dieci anni che non sono un fan de ''Il mostro della laguna'', ma sono un chierico, sono un evangelista. Sento davvero un legame con questa creatura. Non sono il tipo di fan che tiene le figurine nella scatola. C'è qualcosa di complesso nella sua immagine che lo rende molto intimo per me. Avevo sei anni quando ho visto Julie Adams che nuotava con la creatura sotto di lei e mi sono sentito travolto dall'arte, ho sentito letteralmente la sindrome di Stendhal. Ero un bambino e sono stato travolto da delle emozioni che non conoscevo. Sapevo cosa era l'amore, l'amore in senso romantico, e credevo che il film sarebbe finito con loro che stavano insieme e così non è stato. Il film quindi per me è diventato un film che parla di un'invasione. Questa creatura stava nuotando nel suo habitat, nel suo fiume e quest'uomo arriva e la cattura! Una cosa così ingiusta. Quel mostro è stato con me per anni, da bambino poi ho continuato a disegnarlo tutti i giorni. Lui e il fantasma dell’Opera, li disegnavo sempre. Poi è diventata quasi un'immagine da balletto sincronizzato, come un musical che è rimasto nella mia testa, e me la sono portata dietro tutta la vita, fino a quando nel 2012 ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water|La forma dell'acqua]]''. ([[Guillermo del Toro]]) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[il Morandini]]'') *Va [...] notato come questo mostro di Arnold non rappresenti rozzamente il Male, come le creature di tanti altri film del genere. Oltre a essere dotato di una precisa personalità, infatti, questo ''Gill Man'' ha dei sentimenti grezzi ed elementari ma non alieni: è un semplice o, meglio, un primitivo, e risulta indubbiamente più simpatico dei vari personaggi maschili della pellicola, tanto che alla fine il pubblico tende a provare pietà, se non addirittura simpatia, per lui, e si augura vivamente che non muoia. ([[Luigi Cozzi]]) ===[[Jack Arnold]]=== *Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia... *Quel ragazzo {{NDR|[[Ricou Browning]]}} era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale. *Volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico. ===Frasi promozionali=== *Il ritrovamento, dopo milioni di anni, di un essere primitivo che si credeva estinto sulla Terra!<ref>[https://littlenemo.it/wp-content/uploads/2020/09/20.-Mostro-laguna-484x1024.jpg Sulla locandina in lingua italiana], ''littlenemo.it''.</ref> *Secoli di passione rinchiusi nel suo cuore selvaggio! :''Centuries of passion pent up in his savage heart!''<ref>[https://www.photowall.com/it/creature-from-the-black-lagoon-ii-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''photowall.com''.</ref> *Un mostro artigliato da un'era perduta colpisce dagli abissi proibiti dell'Amazzonia! :''Clawing monster from a lost age strikes from the Amazon's forbidden depths!''<ref>[https://www.cineblog.it/galleria/il-mostro-della-laguna-nera-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''cineblog.it''.</ref> *Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda! :''Terrifying monster of the ages raging with pent-up passions! ... with every man his mortal enemy... and a woman's beauty his prey!''<ref>[https://www.etsy.com/listing/968217162/creature-from-black-lagoon-3-movie?lang_mismatch=1 Sulla locandina in lingua inglese], ''etsy.com''.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror fantascientifici]] 6smwiwrgw6mb3qmmkhpvqde4vnp3go1 1411761 1411678 2026-04-27T06:59:05Z Mariomassone 17056 /* Citazioni su Il mostro della laguna nera */ 1411761 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Il mostro della laguna nera |titoloalfabetico = Mostro della laguna nera, Il |titolooriginale = Creature from the Black Lagoon |immagine = Creature from the Black Lagoon poster.jpg |didascalia=Locandina realizzata da [[Reynold Brown]] |linguaoriginale = inglese |paese = Stati Uniti d'America |anno = 1954 |genere = horror / fantascienza |regista = [[Jack Arnold]] |soggetto = [[Maurice Zimm]] |sceneggiatore = [[Harry Essex]], [[Arthur A. Ross]] |produttore = [[William Alland]] |attori = *[[Richard Carlson]]: David Reed *[[Julie Adams]]: Kay Lawrence *[[Richard Denning]]: Mark Williams *[[Antonio Moreno]]: Carl Maia *[[Nestor Paiva]]: Lucas *[[Whit Bissell]]: dottor Thompson *[[Bernie Gozier]]: Zee *[[Henry A. 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Ed ecco che nei loro caldi recessi comincia il miracolo della vita. In varietà innumerevoli appaiono esseri viventi che mutano e raggiungono la terra ferma, lasciando una prova del loro passaggio, della loro lotta per l'esistenza, della loro estinzione. Sono queste tracce di vita, ancora visibili dopo quindici milioni di anni, nell'alto corso del Rio delle Amazzoni, che l'uomo tenta affannosamente di decifrare. ('''Voce narrante''') ==Frasi== {{cronologico}} *Secondo il mio parere, lo [[scienziato]] ha non solo bisogno di intuito, ma anche di fede. ('''Kay Lawrence''') *I miei uomini la chiamano la laguna nera. È un paradiso, soltanto dicono che nessuno è mai tornato per descriverlo. ('''Lucas''') *Vi sono molte strane leggende sul [[Rio delle Amazzoni]]. Io con le mie orecchie ho sentito la leggenda dell'uomo pesce. ('''Lucas''') *Ho l'idea che questo mostro rammenti il passato e ogni cosa, e non voglio che ci piombi addosso mentre dormiamo. ('''David Reed''') *{{NDR|Sul [[rotenone]]}} Basta un solo sorso di acqua avvelenata e ''puf'', i pesci paralizzati salgono a galla come se fossero sbronzi. ('''Lucas''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Carl Maia''': Non direi che tu abbia molto l'aspetto di un ittiologo.<br />'''Kay Lawrence''': Secondo il comune punto di vista, avresti dovuto avere una rispettabile barba. *'''Carl Maia''': Ho trovato questo in un sedimento calcare che risale almeno al periodo Devoniano. Spero che voi esperti in paleontologia marina possiate riconoscerlo.<br />'''David Reed''': Non ho mai visto nulla di simile.<br />'''Kay Lawrence''': Osserva la membrana tra le dita, David.<br />'''David Reed''': Già...<br />'''Carl Maia''': Forse ne sapremo di più quando trovo il resto dello scheletro.<br />'''David Reed''': Quanto ci terrei a poter venire con voi!<br />'''Kay Lawrence''': Ci terrei anch'io!<br />'''Carl Maia''': E il vostro principale? Credete che possa interessarlo?<br />'''David Reed''': Williams? Mah, se può averne della pubblicità, ci si butta a capofitto.<br />'''Kay Lawrence''': Beh, devi ammettere che la pubblicità sprona i filantropi, e senza fondi non si fanno ricerche.<br />'''David Reed''': È vero, e se non fosse per Williams che riesce a scovare i quattrini non saremmo qui ora. *'''Mark Williams''': Non potrebbe essere la mano di un uomo dell'era glaciale?<br />'''Dott. Thompson''': Io ritengo più facile che sia appartenuto a un anfibio, Mark, che passava più tempo in acqua che in terra.<br />'''Kay Lawrence''': Allora come spiegate la struttura delle dita? Sono d'animale terrestre. Voi che ne dite, Dottor Matos?<br />'''Dott. Matos''': Di questo si può essere certi: che si trattava di un animale molto forte. *'''David Reed''': Più tempo passa e più si apprezza il valore delle ricerche marine. Per esempio, guardate qui. Questo pesce dipnoi, l'anello di congiunzione tra pesce e anfibio. In quanti migliaia di modi la natura ha cercato di trasferire la vita dal mare sulla terra ferma? Qui ha fallito. Questa specie non è mutata in milioni di anni. Invece qui, qui abbiamo la chiave di un enigma. Un giorno navi spaziali ci porteranno su altri pianeti. Come potrà l'uomo sopravvivere su quei pianeti? La loro atmosfera sarà diversa, la pressione diversa. Con uno studio su queste e altre specie, scopriremo le leggi dell'evoluzione della vita e del suo adattamento all'ambiente. E allora, forse, potremo insegnare agli uomini come adattarsi ai nuovi mondi del futuro.<br />'''Mark Williams''': Bel discorso David, ma io vedo anche il lato pratico. Vi sembrerò più un uomo d'affari che di scienza, ma rammentatevi che occorrono fondi per mantenere un istituto. Una scoperta di reale importanza può esserci anche di grande aiuto finanziario. *'''Kay Lawrence''': E io credevo il Mississippi unico al mondo!<br />'''David Reed''': Non è che un fiumiciattolo in confronto alle Amazzoni. Questo posto è rimasto com'era cento milioni di anni fa durante il periodo Devoniano.<br />'''Kay Lawrence''': Era quasi il principio del mondo.<br />'''David Reed''': Esatto. Anche gli animali sono rimasti immutati dal periodo Devoniano. Il formichiere è gigante e ha la forza di un orso, il millepiedi è lungo trenta centimetri, il ratto poi è grosso come un montone.<br />'''Kay Lawrence''': È quasi incredibile!<br />'''David Reed''': Ah, ma è vero.<br />'''Lucas''': E non dimenticate il pesce siluro. Arriva a tre metri di lunghezza ed è feroce come sono feroci tutti gli esseri della giungla. *'''Lucas''': Non ho mai visto pescare i sassi. A chi servono?<br />'''Carl Maia''': Li uso io. Per me sono preziosi. Li faccio a pezzi ed essi mi parlano. *'''Kay Lawrence''': Qualunque specie di animale sia, se lo lasciate in pace non vi molesterà.<br />'''Mark Williams''': Può darsi, ma se v'ingannate questo fucile correggerà qualsiasi errore.<br />'''David Reed''': Mark, vogliamo prendere fotografie scientifiche, non trofei! Questo essere vivo nel suo ambiente naturale è di gran valore per noi.<br />'''Mark Williams''': E a che scopo fotografarlo se non si può prendere?<br />'''David Reed''': Non è un discorso da scienziato, ma da appassionato di caccia grossa! *'''Mark Williams''': Non saprei come definirlo.<br />'''David Reed''': Sembra incredibile, ma aveva un che di umano.<br />'''Mark Williams''': E di sicuro se è ciò che credo che sia, è la più grande scoperta che in questo campo si sia fatta. *'''Lucas''': Molti anni fa, mi raccontarono una leggenda del fiume. Una vecchia indigena mi disse di un uomo che vive sott'acqua. Ma era un po' stramba. "Scimmia matta" era chiamata da tutti.<br />'''Dott. Thompson''': L'ignoto sembra sempre poco degno di fede, ma come leggende certe cose si accettano e si lasciano correre. Ma come si può credere che esista qualcosa simile a un essere umano che viva sott'acqua?<br />'''Mark Williams''': Beh, ma questo non è una leggenda. Lo vedrete ora voi stessi!<br />'''Kay Lawrence''': C'è il precedente del kamongo, risparmiato alla scienza fino a pochi anni orsono. Era un animale vissuto nel periodo Devoniano.<br />'''Carl Maia''': È interessante notare che il fossile da me trovato è dello stesso periodo.<br />'''Kay Lawrence''': Il kamongo è un pesce che respira l'aria.<br />'''Dott. Thompson''': E questo che prova?<br />'''Kay Lawrence''': Nulla, ma è un fatto che il kamongo che ha polmoni esiste ancora e vive qui in Amazzonia, e non è mutato in milioni di anni.<br />'''Dott. Thompson''': Ma questo non prova la possibilità di un uomo pesce.<br />'''Carl Maia''': Se l'evoluzione di quella specie subì un arresto milioni di anni fa, e la specie sopravvive, non lo potrebbe anche un'altra? *'''Mark Williams''': Non ci prenderanno sul serio quando lo racconteremo. Chi può credere a una storia simile? Che si stia qui aspettando che qualche mostro ci appaia? Dobbiamo catturarlo in ogni modo.<br />'''David Reed''': Perché non ci debbono credere?<br />'''Mark Williams''': Perché noi ci occupiamo di cose note, di nozioni man mano accumulate.<br />'''David Reed''': Si è appena iniziato lo studio dell'acqua e dei suoi segreti, e appena sfiorato i misteri degli spazi astrali. Noi non escludiamo l'ipotesi che possa esistere qualche forma di vita su un altro pianeta. Allora perché escludere una forma di vita diversa in un mondo che già ci risulta essere abitato da milioni di creature viventi? *'''Mark Williams''': Pare quasi che abbiate pietà di lui. Eppure avrebbe potuto uccidere anche te, Kay.<br />'''Kay Lawrence''': Ma non l'ha fatto... ==Citazioni su ''Il mostro della laguna nera''== *– A lei non è piaciuto questo film? A me sì. Ma mi è dispiaciuto tanto per il mostro alla fine.<br />– Come dispiaciuto? Cosa voleva? Che la sposasse?!<br />– Faceva paura a guardarlo, però in fondo non era cattivo. Forse cercava solo un po' d'affetto, non so, di sentirsi amato e desiderato, coccolato.<br />– È un punto di vista molto interessante... (''[[Quando la moglie è in vacanza]]'') *Anche nel Mostro della Laguna Nera troviamo alcune caratteristiche presenti nel primo film di Arnold {{NDR|[[Destinazione... Terra!]]}}. Il mostro non è una creatura meccanicamente aggressiva da eliminare, perché in nessun film di Arnold esiste l'odio verso il mostro, visto spesso con ammirazione come sublimazione intellettiva e morale dell'uomo (gli alieni) o con pietà e partecipazione quando rappresenta la parte più istintiva e naturale dell'umanità. E semmai interessante notare come, anche in questo caso, la reazione umana viene scatenata quando l'estraneo cerca di impadronirsi della donna (alcuni critici hanno preso da qui lo spunto per discutere la questione della sessualità proibita nei mostri). Inoltre, l'ambientazione è ancora una volta posta ai confini della civiltà, in uno scenario inesplorato e sconosciuto, dove l'uomo giunge armato del suo sapere scientifico ma è costretto a fare i conti con l'ignoto. E, ancora una volta, al tema centrale della diversità e dell'estraneità si affianca quello della VISIONE: visione del mostro da parte degli uomini, ma soprattutto visione degli uomini da parte del mostro. La sequenza più celebre del film riguarda appunto la creatura che osserva la ragazza della spedizione mentre nuota, con un'opposizione tra il buio degli abissi e la luce della superficie dell'acqua che Arnold dice di aver esplicitamente ricercato, ed un clima di magica sospensione determinata ancora una volta dall'uso della donna come apparizione (in ''Destinazione...terra'' era la fidanzata-aliena). ([[Renato Venturelli]]) *Il grosso successo commerciale di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' convince Arnold a restare nel filone fantascientifico ma, pur restando fedele al procedimento del 3-D, cambia del tutto tema, tentando una variazione sull'argomento dei «mostri». Nasce così quel ''The Creature from the Black Lagoon'' (''Il mostro della Laguna Nera'', 1953) che, insieme a ''[[L'esperimento del dottor K.|L'esperimento del dottor K]]'' di Kurt Neumann e al giapponese ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' di [[Ishirō Honda|Honda]], può ritenersi uno dei pochi «mostri» moderni che si sia conquistato una fama imperitura al fianco di Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, la Mummia e l'Uomo Invisibile. ([[Luigi Cozzi]]) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il Mereghetti]]'') *Primo di una trilogia molto acclamata, introduce nel pantheon dei "mostri sacri" dell'horror una nuova figura caratterizzata dall'abbinamento di eros e horror mutuato direttamente da ''King Kong'', ma adattato con originalità. (''[[Dizionario dei film horror]]'') *Sono arrivato alla conclusione negli ultimi dieci anni che non sono un fan de ''Il mostro della laguna'', ma sono un chierico, sono un evangelista. Sento davvero un legame con questa creatura. Non sono il tipo di fan che tiene le figurine nella scatola. C'è qualcosa di complesso nella sua immagine che lo rende molto intimo per me. Avevo sei anni quando ho visto Julie Adams che nuotava con la creatura sotto di lei e mi sono sentito travolto dall'arte, ho sentito letteralmente la sindrome di Stendhal. Ero un bambino e sono stato travolto da delle emozioni che non conoscevo. Sapevo cosa era l'amore, l'amore in senso romantico, e credevo che il film sarebbe finito con loro che stavano insieme e così non è stato. Il film quindi per me è diventato un film che parla di un'invasione. Questa creatura stava nuotando nel suo habitat, nel suo fiume e quest'uomo arriva e la cattura! Una cosa così ingiusta. Quel mostro è stato con me per anni, da bambino poi ho continuato a disegnarlo tutti i giorni. Lui e il fantasma dell’Opera, li disegnavo sempre. Poi è diventata quasi un'immagine da balletto sincronizzato, come un musical che è rimasto nella mia testa, e me la sono portata dietro tutta la vita, fino a quando nel 2012 ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water|La forma dell'acqua]]''. ([[Guillermo del Toro]]) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[il Morandini]]'') *Va [...] notato come questo mostro di Arnold non rappresenti rozzamente il Male, come le creature di tanti altri film del genere. Oltre a essere dotato di una precisa personalità, infatti, questo ''Gill Man'' ha dei sentimenti grezzi ed elementari ma non alieni: è un semplice o, meglio, un primitivo, e risulta indubbiamente più simpatico dei vari personaggi maschili della pellicola, tanto che alla fine il pubblico tende a provare pietà, se non addirittura simpatia, per lui, e si augura vivamente che non muoia. ([[Luigi Cozzi]]) ===[[Jack Arnold]]=== *Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia... *Quel ragazzo {{NDR|[[Ricou Browning]]}} era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale. *Volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico. ===Frasi promozionali=== *Il ritrovamento, dopo milioni di anni, di un essere primitivo che si credeva estinto sulla Terra!<ref>[https://littlenemo.it/wp-content/uploads/2020/09/20.-Mostro-laguna-484x1024.jpg Sulla locandina in lingua italiana], ''littlenemo.it''.</ref> *Secoli di passione rinchiusi nel suo cuore selvaggio! :''Centuries of passion pent up in his savage heart!''<ref>[https://www.photowall.com/it/creature-from-the-black-lagoon-ii-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''photowall.com''.</ref> *Un mostro artigliato da un'era perduta colpisce dagli abissi proibiti dell'Amazzonia! :''Clawing monster from a lost age strikes from the Amazon's forbidden depths!''<ref>[https://www.cineblog.it/galleria/il-mostro-della-laguna-nera-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''cineblog.it''.</ref> *Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda! :''Terrifying monster of the ages raging with pent-up passions! ... with every man his mortal enemy... and a woman's beauty his prey!''<ref>[https://www.etsy.com/listing/968217162/creature-from-black-lagoon-3-movie?lang_mismatch=1 Sulla locandina in lingua inglese], ''etsy.com''.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror fantascientifici]] jouipjyqnpq1wg9yp4i8qal7o1vosp0 Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1411780 1411551 2026-04-27T08:20:20Z Spinoziano 2297 1411780 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''170''' voci create e '''35''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. 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<small>2026-03-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Riccardo_Bacchelli&diff=1408645&oldid=1372502 +2] #[[Brenno Bertoni]] - <small>2026-04-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Brenno_Bertoni&diff=prev&oldid=1409068 +1] #[[Giorgio Bocca]] - <small>2026-04-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Bocca&diff=1410651&oldid=1405095 +16] {{ColBreak}} ===Tematiche=== ====Create==== #[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small> #[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - 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<small>2025-06-30</small> #[[Mergoscia]] - <small>2025-08-22</small> #[[Monte Verità]] - <small>2025-08-22</small> #[[Spruga]] - <small>2025-08-23</small> #[[Casa Serodine]] - <small>2025-08-23</small> #[[Chiesa della Santissima Trinità dei Monti]] - <small>2025-08-24</small> #[[Casa Rusca]] - <small>2025-08-24</small> #[[Castello Visconteo (Locarno)]] - <small>2025-08-24</small> #[[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea]] - <small>2025-08-30</small> #[[Sant'Abbondio (Gambarogno)]] - <small>2025-08-30</small> #[[Indemini]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Tamaro]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Gradiccioli]] - <small>2025-08-30</small> #[[Dirinella]] - <small>2025-08-30</small> #[[Stazione di Bellinzona]] - <small>2025-08-30</small> #[[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)]] - <small>2025-09-03</small> #[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)]] - <small>2025-09-04</small> #[[Chiesa di San Quirico (Minusio)]] - <small>2025-09-06</small> #[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana]] - <small>2025-09-13</small> #[[Intragna (Centovalli)]] - <small>2025-09-22</small> #[[Valle Onsernone]] - <small>2025-09-22</small> #[[Auressio]] - <small>2025-09-22</small> #[[Monte Limidario]] - <small>2025-09-23</small> #[[Golino (Centovalli)]] - <small>2025-09-24</small> #[[Isola di Sant'Apollinare]] - <small>2025-10-02</small> #[[Cima di Medeglia]] - <small>2025-10-08</small> #[[Monte Ceneri]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gambarogno]] - <small>2025-10-09</small> #[[Magadino]] - <small>2025-10-09</small> #[[Canobbio]] - <small>2025-10-09</small> #[[Paradiso (Svizzera)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Val Fedoz]] - <small>2025-10-20</small> #[[San Carlo (Cevio)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Poschiavo]] - <small>2025-10-27</small> #[[Casaccia (Bregaglia)]] - <small>2025-10-31</small> #[[Campo (Svizzera)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Niva (Campo)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Linescio]] - <small>2025-11-06</small> #[[Rovana]] - <small>2025-11-06</small> #[[Cerentino]] - <small>2025-11-06</small> #[[Boschetto (Cevio)]] - <small>2025-11-06</small> #[[Monastero di Santa Maria Assunta (Bellinzona)]] - <small>2025-11-12</small> #[[Gordevio]] - <small>2025-11-24</small> #[[Brusio]] - <small>2025-12-01</small> #[[San Romerio]] - <small>2025-12-03</small> #[[Arbedo-Castione]] - <small>2025-12-10</small> #[[Bellinzona]] - <small>2025-12-10</small> #[[Lumino]] - <small>2025-12-11</small> #[[Passo San Lucio]] - <small>2025-12-15</small> #[[Sementina]] - <small>2025-12-17</small> #[[Camorino]] - <small>2025-12-17</small> #[[Balerna]] - <small>2025-12-17</small> #[[Chiasso]] - <small>2026-01-09</small> #[[Distretto di Locarno]] - <small>2026-03-25</small> #[[Bavona]] - <small>2026-03-25</small> #[[Berzona]] - <small>2026-03-26</small> #[[La Baronata]] - <small>2026-03-28</small> #[[Passo di Cristallina]] - <small>2026-03-30</small> #[[Bolle di Magadino]] - <small>2026-03-31</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Sacro Monte di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Isole di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Centovalli (valle)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Cardada]] - <small>2026-04-02</small> #[[Minusio]] - <small>2026-04-03</small> #[[Rasa (Svizzera)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Vogorno]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verzasca (fiume)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Corippo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verdasio]] - <small>2026-04-04</small> #[[Losone]] - <small>2026-04-04</small> #[[Bignasco]] - <small>2026-04-05</small> #[[Sornico]] - <small>2026-04-11</small> #[[Diga di Contra]] - <small>2026-04-11</small> #[[Passo di Bosco]] - <small>2026-04-14</small> #[[Bosco Gurin]] - <small>2026-04-14</small> #[[Museum Walserhaus]] - <small>2026-04-14</small> #[[Val d'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Repubblica partigiana dell'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Santa Maria Maggiore (Italia)]] - <small>2026-04-15</small> #[[Villadossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Battaglia di Gravellona Toce]] - <small>2026-04-15</small> #[[Muralto]] - <small>2026-04-17</small> #[[Melezzo Orientale]] - <small>2026-04-18</small> #[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small> #[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Piano di Magadino]] - <small>2026-04-25</small> *[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)]] - <small>2026-04-27</small> ====Ampliate==== #[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-04-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1411544&oldid=1331744 +11] #[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-04-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1411550&oldid=1190536 +3] #[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2] #[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2] {{EndMultiCol}} jirx2ixc5z4mvfgn23o4yz2yx9wwsb8 1411781 1411780 2026-04-27T08:20:50Z Spinoziano 2297 1411781 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''170''' voci create e '''35''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. Corinna Bille]] - <small>2025-11-06</small> #[[Arnold Büchli]] - <small>2025-11-12</small> #[[Virgilio Chiesa]] - <small>2025-11-21</small> #[[Georg Leonhardi]] - <small>2025-12-01</small> #[[Felice Filippini]] - <small>2025-12-10</small> #[[Hans Rudolf Schinz]] - <small>2026-01-09</small> #[[Giovanni Bianconi (poeta)]] - <small>2026-04-11</small> ====Ampliate==== #[[William Carlos Williams]] - <small>2025-05-29</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Carlos_Williams&diff=1377660&oldid=1263203 +1] #[[Antonio Caccianiga]] - <small>2025-05-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Antonio_Caccianiga&diff=prev&oldid=1377817 +1] #[[Erich Mühsam]] - <small>2025-06-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Erich_M%C3%BChsam&diff=1378318&oldid=783695 +1] #[[Enrico Filippini]] - <small>2025-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Enrico_Filippini&diff=1387265&oldid=1190828 +3] #[[Maria Savi-Lopez]] - <small>2025-06-07</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Maria_Savi-Lopez&diff=prev&oldid=1378869 +1] #[[Samuel Butler]] - <small>2025-06-10/09-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Samuel_Butler&diff=1387546&oldid=1350767 +8] #[[Giovanni Battista Angioletti]] - <small>2025-06-13/2026-03-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giovanni_Battista_Angioletti&diff=1408293&oldid=1279447 +4] #[[Patricia Highsmith]] - <small>2025-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Patricia_Highsmith&diff=prev&oldid=1380386 +4] #[[Filippo Sacchi]] - <small>2025-06-20/11-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Filippo_Sacchi&diff=1394050&oldid=1321732 +4] #[[Giosuè Carducci]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giosu%C3%A8_Carducci&diff=1380830&oldid=1378905 +1] #[[Dario Fo]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dario_Fo&diff=prev&oldid=1380859 +2] #[[Joseph Victor Widmann]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Joseph_Victor_Widmann&diff=1381194&oldid=1353343 +1] #[[Ernest Hemingway]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ernest_Hemingway&diff=prev&oldid=1381195 +1] #[[Luigi Pirandello]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luigi_Pirandello&diff=prev&oldid=1386708 +1] #[[Friedrich Glauser]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Friedrich_Glauser&diff=prev&oldid=1386711 +1] #[[Eugenio Montale]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Eugenio_Montale&diff=prev&oldid=1386712 +1] #[[Max Frisch]] - <small>2025-08-23/09-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Max_Frisch&diff=1389740&oldid=1309202 +3] #[[Piero Chiara]] - <small>2025-08-23/2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Piero_Chiara&diff=1399972&oldid=1343130 +7] #[[Günter Grass]] - <small>2025-10-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=G%C3%BCnter_Grass&diff=1390762&oldid=1353436 +1] #[[Paolo Buzzi]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Paolo_Buzzi&diff=1391714&oldid=1255270 +1] #[[Giuseppe Antonio Borgese]] - <small>2025-10-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giuseppe_Antonio_Borgese&diff=1392429&oldid=1372072 +1] #[[Giorgio Scerbanenco]] - <small>2025-10-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Scerbanenco&diff=1393195&oldid=1325784 +1] #[[Emilio Comba]] - <small>2025-10-31</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Emilio_Comba&diff=1393527&oldid=1092758 +2] #[[Mario Soldati]] - <small>2025-12-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Mario_Soldati&diff=prev&oldid=1396275 +1] #[[Delio Tessa]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Delio_Tessa&diff=1399964&oldid=1267375 +4] #[[David Herbert Lawrence]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=David_Herbert_Lawrence&diff=1399970&oldid=1253939 +1] #[[Alberto Arbasino]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alberto_Arbasino&diff=1399976&oldid=1383380 +1] #[[Anonimo]] - <small>2026-03-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Anonimo&diff=1408413&oldid=1343155 +1] #[[Riccardo Bacchelli]] - <small>2026-03-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Riccardo_Bacchelli&diff=1408645&oldid=1372502 +2] #[[Brenno Bertoni]] - <small>2026-04-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Brenno_Bertoni&diff=prev&oldid=1409068 +1] #[[Giorgio Bocca]] - <small>2026-04-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Bocca&diff=1410651&oldid=1405095 +16] {{ColBreak}} ===Tematiche=== ====Create==== #[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small> #[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> #[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small> #[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small> #[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small> #[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small> #[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small> #[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Canton Ticino]] - <small>2025-06-20</small> #[[Terre di Pedemonte]] - <small>2025-06-20</small> #[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small> #[[Passo del Bernina]] - <small>2025-06-23</small> #[[Monte Generoso]] - <small>2025-06-23</small> #[[Brissago]] - <small>2025-06-23</small> #[[Arcegno]] - <small>2025-06-24</small> #[[Brione Verzasca]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo di Redorta]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo del San Bernardino]] - 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Sicché il paese, fattosi da semplice e rude nella sua grigia pietra, a poco a poco languido di casette e villette un tempo floreali e oggi funzionali, si è lasciato vincere, ha sistemato a giardinetti leziosi le sue piazze e le sue spiagge, si è con civetteria specchiato in questo placidissimo golfo del [[Lago Maggiore|Lago maggiore]], così come una ragazza di campagna, a furia di sentirsi ripetere che è bella ma che potrebbe piacere di più se si truccasse, si decide alla fine per il bistro e per il belletto. ([[Giovanni Battista Angioletti]]) *Borgata ormai imbastardita di germanesimo, di promiscue nudità e di esotiche fogge, quell'Ascona che non è ormai più ticinese, che ostenta le sue insegne e le sue mode di dubbio gusto e contamina la sua terra e il suo lago con la plutocratica prepotenza dell'ebraismo internazionale? ([[Guido Calgari]]) *E com'è bello questo paesaggio! In lontananza gli alti gioghi montani verde scuri, dolcemente ondulati, qua e là altipiani in lento declivio, talora interrotti da vulcanici coni terminanti a punta. E dove il lago curva ad angolo e diventa più profondo verso l'Italia, di fronte allo sguardo, a chiudere l'accerchiamento, si erge un'altra parete enormemente silenziosa. Ma a nord, oltre [[Locarno]], si allungano i denti luccicanti di neve alla sommità delle Alpi colossali; in magnifico contrasto con la quieta catena montuosa ad est, ovest e sud. ([[Erich Mühsam]]) *​Il Sabato Santo, di buon'ora, vado in piazza – essa è ancora tutta invasa dalla solenne quiete mattinale – una fine nebbiolina si leva dal lago di serico azzurro – si alza leggermente e confonde insieme l'acqua e la montagna.<br>Quanto è più bello ora che nella "stagione", quando le automobili s'inseguono velocissime sulla lunga piazza verso il Lido! Davanti al Municipio si alza un grande mucchio di legna e intorno stanno frotte di ragazzi. Tutti hanno secchi o secchielli e sono armati di palette e di uncini pel fuoco.<br>"Cosa succede?", domando a Gino, il portalettere, che fa il suo giro mattutino. "Signor Emilio, si vergogni! M'ha detto ancora ieri che viene da vent'anni ad Ascona – e non sa nemmeno cosa sia il Fuoco Santo!". ([[Emil Balmer]]) *''Il solipsismo non è il tuo forte, come si dice. | Se fosse vero saresti qui, insabbiato | in questa Capri nordica dove il rombo | dei motoscafi impedisce il sonno | fino alla primalba. Sono passati i tempi | di [[Monte Verità]], dei suoi nudisti, | dei kulturali jerofanti alquanto | ambivalenti o peggio. Eppure, inorridisci, | non so che sia, ma qui qualcosa regge.'' ([[Eugenio Montale]]) *Intanto, tra le piccole arie e le prime sventagliate delle brezze di terra ci eravamo portati al punto doganale, passato il quale si cominciò a volare nel vento verso le luci di Ascona.<br>La ''Tinca'' passò tra le isole di [[Brissago]] e la costa, sgusciò nell'ombra delle montagne, poi intaccò un vasto specchio d'acqua inargentato dalla luna appena sorta dietro il Gambarogno. Prima di mezzanotte entrava in silenzio nel piccolo porto di Ascona. ([[Piero Chiara]]) *Ma quanto è piacevole nell'insieme questo villaggio d'Ascona! Così sciorinato fra la riva e i dossi verdi e, dietro, le montagne a riparo... Capisco che ti sia rimasto impresso casa per casa... Lo lascio discorrere e guardare il paesaggio, mentre la barca procede verso Locarno al ritmo lento dei remi, così in ritardo su quello della mia impazienza. ([[Elena Bonzanigo]]) *Riesco a strapparle la gerla e a recarmela in ispalla io. Riesco a farle dire che sta ad Ascona, in una casetta bianca con la porta verde, in mezzo alla piazza. Me ne vado carico della sua soma, ma pur leggero come una piuma, felice, fatto quasi di dolce aria e di gioia. Mezz'ora dopo, con la mia gerla sulle spalle, entro timidamente nella lunga piazza di Ascona. A destra, l'una a fianco dell'altra, splendono estatiche al sole le case bianche, verdi, rosse, gialle, celesti. A sinistra, oltre un filare di platani dorati, si culla lento lento, con tutti i suoi sogni negli occhi il lago. ([[Giuseppe Zoppi]]) *"Sì, allora Ascona era ancora la Bella addormentata nel bosco. Non c'era una buona strada lungo il lago – la ferrovia di Luino non esisteva ancora – tutto il commercio si svolgeva sul lago! La nostra piazza era una spiaggia romantica, senza passeggiata moderna e senza imbarcadero!"<br>"Ma dove approdavano i battelli?"<br>"Ebbene, dovevano gettare l'ancora un po' lontano dalla riva! La gente e le merci trasportate con barche – era un bel traffico! Paglia, farina, formaggi, stoffe e molte altre merci si scaricavano qui". ([[Emil Balmer]]) ===[[Piero Bianconi]]=== *Che vi sia un incanto segreto, qualcosa di magico nell'aria di Ascona; che vi operi una forza magnetica, la quale attrae persone singolari, estrose, più o meno ossessionate di problemi spirituali o spiritici, è fuori di dubbio. Non altrimenti si potrebbe spiegare lo sviluppo e la rapida rinomanza acquistata da questo borgo che sessant'anni fa era, si può dire, ignoto, dopo un passato illustre sonnecchiava tranquillo sulla sponda del lago. *La Piazza di Ascona [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. *Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. ===[[Giovanni Bonalumi]]=== *Allora ho riavviato il motore e sono andato ad Ascona.<br>Dei dieci e più tra caffé e ristoranti che danno sulla piazza, solo tre o quattro erano aperti. Anche qui, teste curve sul tappetino della scopa, coppie d'anziani, immobili di là dai vetri, dinanzi a una scacchiera.<br>I platani del lungolago, nudi, rapati, avevano un'aria più disperata del solito. [[Auguste Rodin|Rodin]]: ho pensato. Le braccia lunghe, nodose, sempre un po' contorte di certe sue statue​. *Basta pensare al paese: il più bello del mondo. E appunto perché così incantevole, tale da togliere a chicchessia la voglia di lavorare. (Beh, questa era una riflessione di comodo. L'ammetteva: non sua. Ma siccome l'aveva sorpresa sulla bocca d'uno scrittore che non era certo un pinco pallino, un germanico acquartierato ad Ascona, non gli dispiaceva fermarcisi sopra).<br>Un paese in cui la vita d'ogni giorno ti può pesare addosso in modo assurdo. *Poi, un giorno, inaspettatamente, proprio lui, Marc, mi fa: «Ti andrebbe una scappata ad Ascona?»<br>Eccoci quindi sul terrazzo d'un caffè dinanzi al lago. Era di settembre, le prime ore del pomeriggio, un cielo terso, d'un azzurro come al mare. In quel ritrovo, disse Marc, spesso capitavano, ma solo verso sera, pittori, scrittori, alcuni dei quali d'un indubbio prestigio: svizzero-tedeschi, germanici, qualche italiano, anche.<br>Gente rifluita nel borgo, per le più disperate ragioni: in fuga dal proprio paese, per motivi d'ordine politico, razziale; oppure anche solo perché attiratavi dall'incanto per tanti aspetti già mediterraneo del luogo. ==Voci correlate== *[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)|Chiesa della Madonna della Fontana]] *[[Lago Maggiore]] *[[Monte Verità]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] jyaovh17d54ya904ftyi1vm0dxnv4on Ferrari 512 S Pininfarina Modulo 0 219619 1411730 1380644 2026-04-26T19:23:11Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1411730 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari Modulo front-right Museo Ferrari.jpg|thumb|upright=1.5|Ferrari 512 S Pininfarina Modulo (1970)]] Citazioni sulla '''Ferrari 512 S Pininfarina Modulo'''. ==Citazioni== *L'arte del trovarobe è quella di adattare oggetti di uso comune per risolvere problemi in modo rapido, con ciò che si trova. Un trovarobe come me conosceva tutti gli ambienti di Torino come cortili, artigiani e rigattieri e dunque sapevo dove trovare le cose più impensate, era la mia specialità. Si è rivelato poi un approccio che mi ha salvato in numerose situazioni, mi è stato parecchio prezioso nella mia carriera. Ad esempio, è così che ho risolto il problema delle sfere nella strumentazione della Ferrari Modulo: ho fatto un calco di una palla da bowling! ([[Paolo Martin]]) ===[[Giosuè Boetto Cohen]]=== *Bisogna [...] dare credito ai ricordi di [[Paolo Martin|Martin]], quando dice che il primo schizzo della Modulo apparve per caso, in un angolo del suo tecnigrafo alla [[Pininfarina]], giocando con la matita. [...] Lo scarabocchio, nei mesi che seguirono, crebbe. Divenne una serie di disegni in scala 1:10, ancora grezzi, ma in cui la navicella a forma di freccia, simmetrica e priva di ruote, cominciava ad assomigliare a qualcosa di stradale. [...] Anche nei figurini il concept lasciava interdetti. Il desiderio di farne qualcosa per uno dei prossimi Saloni era forte, ma si scontrava con la tradizione del marchio, fatta di eleganza e proporzioni. La più grande firma della carrozzeria mondiale voleva affascinare il suo pubblico, non sconcertarlo. *Nell'estate del '68 il giovane Paolo non andò in ferie. Si fece comprare invece otto metri cubi di polistirolo dall'officina, due batterie d'automobile e una serie di seghetti termici da traforo. Si costruì anche una gigantesca raspa per arrotondare le forme del suo giocattolo. E in pantaloncini corti, zoccoli e in compagnia saltuaria del custode della fabbrica, che lo guardava divertito, si mise a scolpire. In tre settimane la maquette in scala 1:1 era pronta, impreziosita da profili e parti dipinte. Vista in tre dimensioni faceva ancor più paura. [...] come tutte le opere d'arte usciva, e di molto, dall'universo delle cose consuete. *Renzo Carli, che più di [[Sergio Pininfarina|Pininfarina]] era intrigato [...] dalla modernità tremenda della Modulo, aveva [...] bussato nientemeno che alla porta di [[Gio Ponti]] [...] invitandolo a venire a giudicare un oggetto che aveva portato aria di tempesta. Il grande architetto [...], giunto di fronte al "mucchio di polistirolo" non aveva avuto dubbi. La Modulo doveva nascere. [...] L'unica critica [...] fu per i grandi fori rotondi che interrompevano la superficie del cofano motore. "Il tondo è fermo nello spazio – sentenziò il maestro – mentre questa creatura punta in avanti. Farei anche quelli a forma di freccia". Non è dato sapere con quale spirito il giovane Martin, che aveva fatto la scuola media ed aveva imparato tutto da solo, trovò l'animo per contraddirlo. [...] non c'è dubbio che delle aperture lanceolate suggerite da Ponti sarebbero risultate corrette, ma più prevedibili. Mentre la semplicità della lamiera forata e della forma elementare, così rara su un'automobile, oggi ancor più di ieri, è bella perché sorprendente. Proprio come il genio estetico che distingue da sempre lo stile italiano. ==Voci correlate== *[[Dream car]] *[[Ferrari]] *[[Pininfarina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] quhnuxmxkpqesn2sd0or214fvoc7cdz Discussioni utente:FaviFake 3 219889 1411752 1382295 2026-04-27T03:59:17Z FaviFake 103389 Pagina svuotata 1411752 wikitext text/x-wiki phoiac9h4m842xq45sp7s6u21eteeq1 La famiglia Passaguai 0 220779 1411668 1388380 2026-04-26T12:30:57Z Spinoziano 2297 piccole sistemazioni 1411668 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=La famiglia Passaguai |titoloalfabetico=Famiglia Passaguai |immagine=La famiglia Passaguai (1951) P. De Filippo, A. Fabrizi e A. Ninchi.png |didascalia=[[Peppino De Filippo]], [[Aldo Fabrizi]] e [[Ave Ninchi]] nel film |paese=Italia |anno=1951 |genere=commedia |regista=[[Aldo Fabrizi]] |soggetto=[[Anton Germano Rossi]] |sceneggiatore=Aldo Fabrizi, [[Mario Amendola]], [[Ruggero Maccari]] |produttore=Aldo Fabrizi |attori= *[[Aldo Fabrizi]]: Giuseppe Passaguai *[[Ave Ninchi]]: Margherita Passaguai *[[Peppino De Filippo]]: ragionier Mazza *[[Giovanna Ralli]]: Marcella Passaguai *[[Carlo Delle Piane]]: Gino Passaguai *[[Luigi Pavese]]: Alberto *[[Nyta Dover]]: Marisa *[[Enrico Luzi]]: Seccatore *[[Tino Scotti]]: commendator Villetti *[[Giovanni Grasso (1888-1963)|Giovanni Grasso]]: venditore di cocomeri *[[Pietro De Vico]]: fidanzato di Marcella *[[Jole Silvani]]: Jole *[[Gina Mascetti]]: cassiera al bar dello stabilimento *[[Giancarlo Zarfati]]: Gnappetta Passaguai *[[Maria Donati]] *[[Amalia Pellegrini]] }} '''''La famiglia Passaguai''''', film italiano del 1951 con [[Aldo Fabrizi]], [[Ave Ninchi]] e [[Peppino De Filippo]], regia di Aldo Fabrizi. ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Questa è la vecchia [[Roma]], grande, eterna, solenne, augusta, storica, gloriosa. Ecco poi l'altra Roma, la moderna, quartieri alti, gente facoltosa. Il nostro racconto ci conduce in questa palazzina, ove figura la sede di una ditta che produce tre aperitivi estratti da verdura. "Sedar", si fa col sedano. Si nota e si capisce subito che diavolo. "Carotillo" si estrae dalla carota e invece il "Cavol" si fa col cavolo. ==Frasi== *La cosa alla quale io tengo più di tutti è la moralità. Tutti lo sanno. Io sono venuto dalla città madre, culla e fucina di ogni industria moderna. [[Milano]], provincia di Sesto San Giovanni, e sappiate che è di lassù che io sono sceso per effettuare la presa di Roma, presa industriale naturalmente, di questa Roma romantica sì, ma dove nessuno fa un bel nagòt. ('''Villetti''') *Ma ditemi un po', che io forse ho proprio la faccia del contribuente che quando paga le tasse denuncia il suo vero reddito? ('''Villetti''') ==Voci correlate== *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] t73k18gzd6fd6xxz4tym48qpx2x32xm 1411680 1411668 2026-04-26T13:36:29Z Spinoziano 2297 sistemo incipit, + citazione su 1411680 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=La famiglia Passaguai |titoloalfabetico=Famiglia Passaguai |immagine=La famiglia Passaguai (1951) P. De Filippo, A. Fabrizi e A. Ninchi.png |didascalia=[[Peppino De Filippo]], [[Aldo Fabrizi]] e [[Ave Ninchi]] nel film |paese=Italia |anno=1951 |genere=commedia |regista=[[Aldo Fabrizi]] |soggetto=[[Anton Germano Rossi]] |sceneggiatore=Aldo Fabrizi, [[Mario Amendola]], [[Ruggero Maccari]] |produttore=Aldo Fabrizi |attori= *[[Aldo Fabrizi]]: Giuseppe Passaguai *[[Ave Ninchi]]: Margherita Passaguai *[[Peppino De Filippo]]: ragionier Mazza *[[Giovanna Ralli]]: Marcella Passaguai *[[Carlo Delle Piane]]: Gino Passaguai *[[Luigi Pavese]]: Alberto *[[Nyta Dover]]: Marisa *[[Enrico Luzi]]: Seccatore *[[Tino Scotti]]: commendator Villetti *[[Giovanni Grasso (1888-1963)|Giovanni Grasso]]: venditore di cocomeri *[[Pietro De Vico]]: fidanzato di Marcella *[[Jole Silvani]]: Jole *[[Gina Mascetti]]: cassiera al bar dello stabilimento *[[Giancarlo Zarfati]]: Gnappetta Passaguai *[[Maria Donati]] *[[Amalia Pellegrini]] }} '''''La famiglia Passaguai''''', film italiano del 1951 con [[Aldo Fabrizi]], [[Ave Ninchi]] e [[Peppino De Filippo]], regia di Aldo Fabrizi. ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Questa è la vecchia [[Roma]], grande, eterna, solenne, augusta, storica, gloriosa. Ecco poi l'altra Roma, la moderna, quartieri alti, gente facoltosa. Ed il nostro racconto ci conduce in questa palazzina, ove figura la sede d'una ditta che produce tre aperitivi estratti da verdura. "Sedar", si fa col sedano; si nota e si capisce subito, che diavolo. "Carotillo" si estrae dalla carota e invece il "Cavolet" si fa con il cavolo. ('''voce narrante''') ==Frasi== *La cosa alla quale io tengo più di tutti è la moralità. Tutti lo sanno. Io sono venuto dalla città madre, culla e fucina di ogni industria moderna. [[Milano]], provincia di Sesto San Giovanni, e sappiate che è di lassù che io sono sceso per effettuare la presa di Roma, presa industriale naturalmente, di questa Roma romantica sì, ma dove nessuno fa un bel nagòt. ('''Villetti''') *Ma ditemi un po', che io forse ho proprio la faccia del contribuente che quando paga le tasse denuncia il suo vero reddito? ('''Villetti''') ==Citazioni su ''La famiglia Passaguai''== *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[il Morandini]]'') ==Voci correlate== *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] n0nebrt6rm0lv1qcr30wfd19upmo485 Siro Borrani 0 221041 1411776 1389966 2026-04-27T08:09:24Z Spinoziano 2297 amplio 1411776 wikitext text/x-wiki '''Siro Borrani ''' (1860 – 1932), storico della Chiesa svizzero. ==''Il Ticino sacro''== *A venti minuti di cammino dal borgo di [[Ascona]] ed a cavalieri di [[Losone]], in un luogo ermo e solitario, all'ombra di alberi secolari levasi un bello e religiosissimo tempio.<br>Nel 1428 su quel poggio delizioso non si trovava che una selva selvaggia, e fra le annose querce una inosservata cappella dedicata a [[Maria]]. (p. 210) *La solennità principale si celebra alla [[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)|Madonna della Fontana]] li 15 agosto. Quando la giornata è propizia, come lo è quasi sempre in tale stagione, il concorso dei fedeli da' vicini e lontani paesi è considerevole assai, e Ascona si riversa tutta quanta in quell'ameno luogo, lasciando deserte le sue contrade.<br>La strada che vi conduce è facile e bella: i fianchi di lei due lunghi filari di giovani piante, i cui rami frondosi inchinansi dolcemente ad incontrarsi, quasi intrecciando un pergolo delizioso all'aprico cammino. Alle nove tutti si avviano alla Madonna, la fontana dell'acqua miracolosa vien tosto assediata di gente devota, e tosto incominciano le lodi e le preci a Maria potentissimo presidio delle genti cristiane.<br>Celebrasi la Messa colla pompa maggiore, e un oratore straordinario parla alla folla dei pregi incomparabili della gran Madre di Dio. Nel pomeriggio il concorso è ancora più grande; e dopo le sacre funzioni la gente si riversa e formicola sui poggi e sui pratelli adiacenti: il ricco si associa col popolano, il cittadino col forastiero, e, tutti intenti a merendare sulla medesima tavola erbosa, ricordano quella soave fratellanza che tutti associa in un solo affetto i figli di Gesù Cristo. Deh assorga ognuno a intendere e vagheggiare così sublime ideale, siccome la Vergine in quel di memorando venìa assunta alla contemplazione ed al godimento de' Cieli! (pp. 215-216) *A quasi metà della via che da [[Golino (Centovalli)|Golino]] conduce ad [[Intragna (Centovalli)|Intragna]], e precisamente sulla salita della bellissima collina sulla quale si asside il principal gruppo di case di questo popoloso paese, s'incontra una chiesuola mezzo nascosta da castagneti foltissimi.<br>Quella chiesetta, benché non abbia una storia propriamente detta, pure è degna di speciale rimarco vuoi per le tradizioni che la riguardano, vuoi per la divozione popolare certo singolarissima.<br>Prima del secolo XVII ivi non era che un semplice tabernacolo con un grazioso affresco della Vergine santissima assisa sul trono in atto di nutrire il bambinello Gesù. Sulle pareti laterali della cappelluccia erano le figure di [[San Rocco|s. Rocco]] e di [[Antonio abate|s. Antonio abate]]. (p. 245) *​A un'ora di salita sulla montagna di Comino o della Segna, che levasi sopra di quello, cioè a 1176 metri sul livello del mare e in cima ad una prateria estesissima seminata di cascinali, sorge un oratorio, la cui modestia dà particolare risalto alla divozione specialissima ond'è circondato. Vi si venera un'{{sic|imagine}} di Maria, assisa, col bamboletto Gesù sulle braccia; un discreto affresco del 1600 circa, che verso l'anno 1835 venne ritratto con una {{sic|imagine}} a fomento della pietà popolare. (p. 311) ==Bibliografia== *Siro Borrani, ''[https://books.google.it/books?id=vUhxqiWZ610C&pg=PA1 Il Ticino sacro: memorie religiose della Svizzera italiana]'', Tipografia e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano, 1896. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=de}} {{DEFAULTSORT:Borrani, Siro}} [[Categoria:Storici delle religioni svizzeri]] dt9r6vdxnyifurkp1usib6r2wu32b2h 1411777 1411776 2026-04-27T08:15:38Z Spinoziano 2297 /* Il Ticino sacro */ 1411777 wikitext text/x-wiki '''Siro Borrani ''' (1860 – 1932), storico della Chiesa svizzero. ==''Il Ticino sacro''== *A venti minuti di cammino dal borgo di [[Ascona]] ed a cavalieri di [[Losone]], in un luogo ermo e solitario, all'ombra di alberi secolari levasi un bello e religiosissimo tempio.<br>Nel 1428 su quel poggio delizioso non si trovava che una selva selvaggia, e fra le annose querce una inosservata cappella dedicata a [[Maria]]. (p. 210) *La solennità principale si celebra alla [[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)|Madonna della Fontana]] li 15 agosto. Quando la giornata è propizia, come lo è quasi sempre in tale stagione, il concorso dei fedeli da' vicini e lontani paesi è considerevole assai, e Ascona si riversa tutta quanta in quell'ameno luogo, lasciando deserte le sue contrade.<br>La strada che vi conduce è facile e bella: i fianchi di lei due lunghi filari di giovani piante, i cui rami frondosi inchinansi dolcemente ad incontrarsi, quasi intrecciando un pergolo delizioso all'aprico cammino. Alle nove tutti si avviano alla Madonna, la fontana dell'acqua miracolosa vien tosto assediata di gente devota, e tosto incominciano le lodi e le preci a Maria potentissimo presidio delle genti cristiane.<br>Celebrasi la Messa colla pompa maggiore, e un oratore straordinario parla alla folla dei pregi incomparabili della gran Madre di Dio. Nel pomeriggio il concorso è ancora più grande; e dopo le sacre funzioni la gente si riversa e formicola sui poggi e sui pratelli adiacenti: il ricco si associa col popolano, il cittadino col forastiero, e, tutti intenti a merendare sulla medesima tavola erbosa, ricordano quella soave fratellanza che tutti associa in un solo affetto i figli di Gesù Cristo. Deh assorga ognuno a intendere e vagheggiare così sublime ideale, siccome la Vergine in quel dì memorando venìa assunta alla contemplazione ed al godimento de' Cieli! (pp. 215-216) *A quasi metà della via che da [[Golino (Centovalli)|Golino]] conduce ad [[Intragna (Centovalli)|Intragna]], e precisamente sulla salita della bellissima collina sulla quale si asside il principal gruppo di case di questo popoloso paese, s'incontra una chiesuola mezzo nascosta da castagneti foltissimi.<br>Quella chiesetta, benché non abbia una storia propriamente detta, pure è degna di speciale rimarco vuoi per le tradizioni che la riguardano, vuoi per la divozione popolare certo singolarissima.<br>Prima del secolo XVII ivi non era che un semplice tabernacolo con un grazioso affresco della Vergine santissima assisa sul trono in atto di nutrire il bambinello Gesù. Sulle pareti laterali della cappelluccia erano le figure di [[San Rocco|s. Rocco]] e di [[Antonio abate|s. Antonio abate]]. (p. 245) *​A un'ora di salita sulla montagna di Comino o della Segna, che levasi sopra di quello, cioè a 1176 metri sul livello del mare e in cima ad una prateria estesissima seminata di cascinali, sorge un oratorio, la cui modestia dà particolare risalto alla divozione specialissima ond'è circondato. Vi si venera un'{{sic|imagine}} di Maria, assisa, col bamboletto Gesù sulle braccia; un discreto affresco del 1600 circa, che verso l'anno 1835 venne ritratto con una {{sic|imagine}} a fomento della pietà popolare. (p. 311) ==Bibliografia== *Siro Borrani, ''[https://books.google.it/books?id=vUhxqiWZ610C&pg=PA1 Il Ticino sacro: memorie religiose della Svizzera italiana]'', Tipografia e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano, 1896. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=de}} {{DEFAULTSORT:Borrani, Siro}} [[Categoria:Storici delle religioni svizzeri]] 3qr437jzam6b9wcxwxfgmb9ws87brdp Jack Arnold 0 224433 1411787 1411570 2026-04-27T10:55:12Z Mariomassone 17056 /* Citazioni su Jack Arnold */ 1411787 wikitext text/x-wiki [[File:Director Jack Arnold (cropped 2).jpg|thumb|Jack Arnold nel 1954]] '''Jack Arnold''' (1916 – 1992), regista cinematografico statunitense. ==Citazioni di Jack Arnold== {{Int|Da ''A colloquio con Jack Arnold''|Intervista di [[Luigi Cozzi]], in ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987, pp. 152-164. ISBN 88-347-0018-X.}} *{{NDR|Su ''[[Destinazione... Terra!]]''}} Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico intitolato ''The Meteor'' (La meteora). I dirigenti lo ritennero particolarmente adatto a venire trasformato in un film in 3-D. Allora il 3-D era appena saltato fuori e la Warner aveva da poco distribuito con grande successo ''La maschera di cera'' con Vincent Price, una pellicola messa su di gran fretta al solo scopo di lanciare oggetti verso lo spettatore per sfruttare il procedimento tridimensionale. Ecco perché la Universal decise di fare quel film. Me ne affidarono la regia e la pellicola che ne uscì ottenne un notevole successo. Di conseguenza, da quel momento diventai un regista specializzato in film di fantascienza, almeno secondo la Universal. *Io adoro la [[Fantascienza|science fiction]]. Ne sono sempre stato un fervente appassionato. Già da bambino acquistavo tutte le riviste che si trovavano in edicola. Ne andavo matto. Quando mi hanno proposto di girare ''Destinazione... Terra'' ne sono rimasto deliziato, perché ero ancora un grande appassionato del genere. E più sono riuscito a farne di quei film, più ne sono rimasto contento e felice, anche perché allora nessuno si permetteva di discutere quello che facevo. In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano. *Ritengo che l'unico modo per fare accettare al pubblico una storia impossibile sia quello di coinvolgerlo direttamente immergendolo in un'atmosfera particolare... creando una specie di suggestione o, come dicono oggi i ragazzi, delle vibrazioni: insomma bisogna impedire allo spettatore di riflettere e di pensare, immergendolo di peso in quello che si sta raccontando. *{{NDR|Su [[Clifford Stine]]}} Abbiamo lavorato insieme con grande soddisfazione reciproca. Certo, nel fare quei film, abbiamo dovuto dare fronte a una quantità di problemi incredibile, folle. Per esempio, in ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo|Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo]]'', a parte il problema di rimpicciolire a poco a poco il protagonista fino a farlo diventare tanto piccolo da poter lottare alla pari col ragno della sua cantina, abbiamo dovuto risolvere il problema di come fare apparire enormi delle semplici gocce d'acqua, quelle che cadono dal calorifero difettoso. [...] Per risolvere questo problema, abbiamo tentato di tutto. Stavamo girando nel più grande teatro di posa della Universal, e pertanto provammo persino a costruire una specie di piccolo acquedotto che facesse cadere di tanto in tanto delle masse d'acqua sull'attore, solo che, mentre cadeva, l'acqua si spandeva all'intorno e l'effetto finale non era certo quello che ci serviva. Quando tutto sembrava perduto, io mi ricordai che da ragazzo una volta avevo trovato una scatoletta di preservativi e, non sapendo di che cosa si trattasse, li avevo riempiti d'acqua fino a gonfiarli e poi m'ero messo a lanciarli, proprio come se si trattasse di terribili bombe a spruzzo. Li lanciavo dalla finestra addosso alla gente che passava di sotto, e mi ricordo che avevo notato che mentre cadevano sembravano quasi delle gigantesche gocce d'acqua. Così feci subito acquistare dei preservativi dal trovarobe della Universal, ordinai che venissero riempiti d'acqua e incaricai alcuni macchinisti di lanciarli addosso all'attore dall'alto del teatro, mentre noi riprendevamo la scena. Le gigantesche gocce che nel film vedete cadere sull'attore sono infatti dei preservativi rigonfi d'acqua. [...] Ma l'aneddoto più divertente si è verificato alla fine delle riprese, quando l'ufficio contabilità della produzione mi ha convocato per avere una spiegazione su una voce nell'elenco spese di cui loro non riuscivano a capacitarsi. Chiesi di che cosa si trattava, e loro mi risposero che non afferravano il perché di tutti quei soldi spesi per l'acquisto di oltre cento preservativi. Io risposi che dovevano capirci, era stato un film terribilmente duro e difficile, e così avevamo festeggato la conclusione delle riprese con una grande festa... *{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Sono stato costretto a riprendere prima il ragno sulla sua ragnatela, poi a farlo scendere più e camminare lungo il bordo della finestra, e infine a trafiggerlo con uno spillone, che secondo il copione gli era stato lanciato contro da Grant Williams. Abbiamo dovuto fare un mucchio di tentativi prima di riuscire a girare quella scena. È tremendamente difficile fare il regista quando l'attore è... un ragno. Alla fine siamo riusciti a farli fare quello che volevamo sospingendolo in avanti con dei getti d'aria... *Quando sceglievo il cast dei miei film di fantascienza, ho sempre cercato di prendere degli attori che fossero anche delle persone intelligenti, che avessero una buona dose di immaginazione, di mestiere e di esperienza. In maniera che, se io spiegavo quello che doveva succedere in una data inquadratura nella quale solo in seguito avremmo aggiunto gli effetti speciali, loro fossero in grado di immaginarsela per bene tutta da soli e recitare quindi senza problemi. *A mio parere, se devo essere sincero, lo [[Chroma key|schermo blu]] rivela sempre i suoi limiti e sa di fasullo... se poi non si fa estrema attenzione, intorno agli attori si nota sempre una specie di alonatura verde o azzurrina. È difficilissimo riuscire ad adoperare questo sistema nella maniera giusta. *{{NDR|Su [[Grant Williams (attore)|Grant Williams]]}} Non è mai riuscito a conquistare il pubblico. Il suo tipo non era in voga negli Anni Cinquanta. Grant era biondo e aveva gli occhi azzurri, un po' troppo bello per fare il caratterista, ma al tempo stesso lontanissimo dal genere di eroi che andava allora a Hollywood, il fusto alla Robert Taylor o alla Rock Hudson. Ha recitato in un mucchio di ruoli, senza mai trovare la sua parte. *{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Era il più difficile da farsi perché nessuno aveva mai realizzato in precedenza una cosa del genere. [...] Quando in ''Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo'' una comunissima cantina diventa una specie di inferno popolato da incredibili mostri, io volevo che tutti gli spettatori si rendessero esattamente conto che anche le loro cantine contengono in potenza i medesimi orrori... che anche la cosa più familiare e comune può diventare all'improvviso orrenda e mostruosa se si verificano certe circostanze. [[File:Still from the Creature from the Black Lagoon (15666911261) (cropped).jpg|thumb|Il ''Gill-Man'' de ''[[Il mostro della laguna nera]]'']] *{{NDR|Su ''[[Il mostro della laguna nera]]''}} Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia... *[...] volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico. *{{NDR|Su [[Ricou Browning]]}} Quel ragazzo era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale. *{{NDR|Su ''[[La vendetta del mostro]]''}} Il primo film aveva avuto [...] così tanto successo che la Universal aveva insistito perché realizzassimo a tutti i costi un seguito. Così noi immaginammo una nuova storia in cui l'Uomo Pesce viene catturato ed esposto al pubblico nella vasca di un acquario della Florida. Quando mi recai a scegliere i posti dove girare il film, i proprietari di quell'acquario mi mostrarono un incredibile vasca piena di [[Squalo|squali]], di barracuda, di murene, e perfino un polipo. Tutti quei pesci venivano nutriti da degli uomini che si immergevano nella vasca e gli mettevano letteralmente il cibo in bocca. Io guardai con occhi sbarrati e chiesi subito se era possibile isolare con una rete quei pesci dall'altra parte della vasca, dividendola in pratica in due, per mettere il «mio» mostro nella metà sgombra, e girare lì le scene. Spiegai però che non solo avrei dovuto fare immergere il mostro in quella vasca, ma anche l'attore e l'attrice principale.<br>Precisai che se i miei due protagonisti avessere visto tutti quei pesci pericolosi, si sarebbero assolutamente rifiutai di immergersi, e quindi mi racomandai che la rete fosse ben spessa e nascondesse del tutto gli animali. Mi risposero che avrebbero fatto come volevo io. Ma quando ritornai con la troupe pronto a girare, scoprii che non avevano sistemato nessuna rete. Dov'è la rete? chiesi io. E loro mi risposero che non serviva... che quei pescioni terribili non avrebbero dato nessun fastidio agli attori... perché erano troppo ben nutriti e pasciuti per avere ancora fame. A questo punto mi trovavo nei guai. Come sarei riuscito a convincere gli attori a immergersi là dentro? Ora, in quel film, io avevo un operatore alla macchina completamente matto, del tutto folle. Mi disse che si sarebbe immerso lui e che io avrei dovuto fargli compagnia, in modo da dimostrare agli attori che là sotto non c'era davvero alcun pericolo. Tanto parlò che riuscì a convincermi e così mi infilai un respiratore e mi buttai in acqua. Chiusi gli occhi e pregai. Quando li riaprii, davanti a me c'era proprio uno squalo enorme, con la bocca spalancata, e mi stava guardando fisso. Ed era si e no a un metro di distanza. Non sapevo più cosa fare. Non sapevo se dovevo restarmene assolutamente immobile o se invece dovevo mettermi ad agitarmi come un pazzo... così finii per chiudere di nuovo gli occhi, riprendendo a pregare. Mi sembrò la cosa migliore che potessi fare. Poi quel mostro marino mi si avvicinò e mi si sfregò contro la pelle... era come sentirsi accarezzare dalla carta vetrata. Allora di scatto mi lanciai verso la superficie e, quando riemersi, illeso, vidi i due attori che mi guardavano dal bordo della piscina. Ripresi subito il controllo, abbozzai un grande sorriso e li invitai a raggiungermi... fingendo che non ci fosse nulla di cui avere paura! Ma la cosa più straordinaria è che il terzo giorno di riprese, mentre inizialmente scendevano tutti con notevole riluttanza nella vasca, ci eravamo invece tanto abituati alla compagnia di quegli incredibili pesci che li prendevamo addirittura a pacche sul dorso o sulla pancia per farli scostare mentre giravamo la scena. L'unico animale che procurò dei fastidi fu una tartaruga. Per misteriose ragioni, questa grande tartaruga marina si innamorò del costume del mostro, lo trovò di suo gusto e prese a staccargli le squame a morsi mangiandole. Per riuscire a impedirgli di fare a pezzi quel preziossissimo e indispensabile strumento di scena, siamo stati costretti a tenere sempre sott'acqua un uomo messo lì apposta per tenere lontana la tartaruga dal nostro mostro. *Ecco dove sta la differenza tra i film che abbiamo fatto noi e qulli che sono venuti dopo... come quelli prodotti dall'American International o dai giapponesi. Gli autori di quelle pellicole si sono preoccupati soltanto di sfruttare il momento favorevole del mercato, senza sforzarsi di creare veramente qualcosa. Ma noi avevamo a disposizione dei mezzi che loro non hanno mai avuto. Certo, non avevamo i soldi che davano, per esempio, a un film con Lana Turner, ma si trattava pur sempre dei budget più che notevoli e decisamente superiori a quelli concessi di solito ai film di serie B. *{{NDR|''[[Tarantola (film)|Tarantola]]''}} Spingevamo avanti e indietro su quei set in miniatura il ragno con i getti d'aria finché non riuscivamo ad ottenere l'inquadratura che ci occorreva. Mi spiego: se volevo veder spuntare dalla cima della montagna prima le zampe dell'insetto, poi le mandibole, e quindi il resto, non facevamo altro che spingere il ragno avanti e indietro con i getti d'aria riprendendo in continuazione la scena finché, dopo una decina di tentativi, riuscivo a ottenere l'azione che volevo. Il ragno veniva sempre ripreso con alle spalle un fondale di velluto nero, in maniera che non impressionasse tutta la pellicola, così che poi potevano sovrapporlo senza problemi alle scene girate con gli attori. ==Citazioni su Jack Arnold== ===[[Luigi Cozzi]]=== {{cronologico}} *Clamorosamente, incredibilmente sottovalutato per anni e anni, il regista americano Jack Arnold viene oggi, finalmente riscoperto e riqualificato nella sua giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema fantastico (cioè di fantascienza e «gotico») abbia avuto nel decennio tra il 1950 e il 1960. *Arnold ha realizzato una serie di film che possono ritenersi ciascuno la «parola definitiva» nei rispettivi generi di appartenenza, da la ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'' (il più geniale «film di mostri») a ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' (il più coraggioso film sugli alieni), da ''[[La vendetta del mostro|La vendetta del mostro della Laguna Nera]]'' (il più poetico film dell'orrore) a ''[[Il ruggito del topo]]'' (il più divertente e pungente esempio di fantapolitica). *Il cinema fantascientifico di Arnold è famoso per la sua «atmosfera» e la straordinaria quantità di significati, di risvolti e di simboli che contiene. Con i suoi film Arnold è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all'universo, giostrando in continuazione sull'argomento dal quale è sempre apparso affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria migliore essenza umana intrapresa dall'uomo comune del nostro tempo. *Soltanto adesso sulla scia della riscoperta e della rivalutazione di quell'incredibile «eta dell'oro» che è stata la fantascienza cinematografica degli Anni Cinquanta, anche l'opera di Arnold è stata finalmente inquadrata nella giusta luce e così oggi sulla figura di questo straordinario regista (che ha avuto persino il coraggio di abbandonare il campo nel momento di massimo successo) fioriscono addirittura intere leggende e i suoi film sono ricordati con delirante entusiasmo degli appassionati. E mai, devo ripeterlo, queste sue opere deludono, anche quando il regista è costretto a muoversi entro i confini e i luoghi comuni dei «generi» di moda durante gli Anni Cinquanta. ===[[Renato Venturelli]]=== {{cronologico}} *Tra gli autori della fantascienza anni '50, che rinnovò la tradizione del cinema fantastico e dell'horror, il nome che si impone con più evidenza è quello di Jack Arnold. Il motivo di questo rilievo non sta tanto nell'aver diretto i capolavori assoluti del decennio [...], quanto nell'aver realizzato un corpus di film compatto per stile e notevole nel suo insieme per quantità e qualità. Gli otto film fantastici realizzati fra il 1953 e il 1959 testimoniano cioè un autore riconoscibile, oltre a scandire tappe fondamentali per la mitologia del cinema fantastico, dalla ''[[Il mostro della laguna nera|Creatura della Laguna Nera]]'' (unico esempio degli anni '50 ad essere entrato nel pantheon dei mostri classici) alla gigantesca tarantola, dalla metafora esistenziale di ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo|Radiazioni B/X]]'' agli scenari desertici in cui l'uomo si trova improvvisamente di fronte ai limiti delle proprie conoscenze razionali. *I film di Arnold erano sì B-movies, ma con budget superiori al mezzo milione di dollari, il che permetteva una cura superiore alla media "B" nella loro preparazione e realizzazione. *Fin da ''Destinazione... Terra'', i paesaggi di Arnold si dimostrano fortemente psicologici, con gli scenari desertici e pietrosi che ritroveremo anche in ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'', ''[[I figli dello spazio]]'' e ''[[La meteora infernale]]''. Quasi tutti i suoi film di fantascienza sono ambientati in località ai confini con territori inesplorati, sconosciuti o comunque estranei alla civiltà: e questa posizione di frontiera, ai limiti dell'ignoto, dove la scienza è inutile o addirittura pericolosa e non sussiste più la protezione della civiltà razionale, è un correlativo della posizione psicologica dei protagonisti, improvvisamente costretti ad uscire dalle proprie certezze. E lo stesso conflitto di ''Radiazioni B/X'', dove manca il paesaggio di confine tipico di Amold, ma solo perché questa stessa nozione viene portata all'interno della quotidianità, e la tradizionale contrapposizione casa/grotta di altri suoi film (''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'', ''I figli dello spazio'', in parte ''Il mostro della laguna nera'') viene tutta risolta all'interno della casa, con una progressiva emarginazione ed espulsione simbolica del suo protagonista. ==Filmografia== *''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953) *''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954) *''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955), non accreditato *''[[La meteora infernale]]'' (1957) == Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arnold, Jack}} [[Categoria:Registi statunitensi]] jyp9k20ycq9xa15m57sqpw7p4635og1 Discussioni utente:FerArizaTeam 3 224467 1411686 1411662 2026-04-26T14:27:35Z Udiki 86035 Protetto "[[Discussioni utente:FerArizaTeam]]": Pagina o sottopagina di utente bloccato infinito ([Modifica=Consentito solo agli amministratori] (infinito) [Spostamento=Consentito solo agli amministratori] (infinito)) 1411662 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 13:00, 26 apr 2026 (CEST)}} tf1x0mzeo0rpw9k9txd37389wbf4yr5 1411687 1411686 2026-04-26T14:28:45Z Udiki 86035 {{BloccoInfinito}} 1411687 wikitext text/x-wiki {{BloccoInfinito}} srbno9ftql8popjznuzq5im482rovtu La famiglia Passaguai fa fortuna 0 224468 1411665 2026-04-26T12:20:32Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = La famiglia Passaguai fa fortuna |titolo alfabetico = Famiglia Passaguai fa fortuna |immagine = La famiglia Passaguai fa fortuna (1952) Aldo Fabrizi e Ave Ninchi.png |didascalia = [[Aldo Fabrizi]] e [[Ave Ninchi]] nel film |genere = commedia |regista = [[Aldo Fabrizi]] |soggetto = [[Anton Germano Rossi]] |sceneggiatore = Aldo Fabrizi, [[Mario Amendola]], [[Ruggero Maccari]] |produttore = Aldo Fabrizi |attori = *[[Aldo Fabrizi]]: Peppe Passaguai..." 1411665 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = La famiglia Passaguai fa fortuna |titolo alfabetico = Famiglia Passaguai fa fortuna |immagine = La famiglia Passaguai fa fortuna (1952) Aldo Fabrizi e Ave Ninchi.png |didascalia = [[Aldo Fabrizi]] e [[Ave Ninchi]] nel film |genere = commedia |regista = [[Aldo Fabrizi]] |soggetto = [[Anton Germano Rossi]] |sceneggiatore = Aldo Fabrizi, [[Mario Amendola]], [[Ruggero Maccari]] |produttore = Aldo Fabrizi |attori = *[[Aldo Fabrizi]]: Peppe Passaguai *[[Erminio Macario]]: Giocondo Diotallevi *[[Ave Ninchi]]: Margherita Passaguai *[[Luigi Pavese]]: cavalier Girdini *[[Virgilio Riento]]: Cosimo Pelacoccie *[[Marisa Merlini]]: contessa *[[Carlo Delle Piane]]: Pecorino *[[Carlo Rizzo]]: ingegner Salomone *[[Giovanna Ralli]]: Marcella *[[Giancarlo Zarfati]]: Gnappetta *[[Alfredo Rizzo]]: giornalista *[[Lia Reiner]]: Vera *[[Giulio Calì]]: rigattiere *[[Nino Pavese]]: incaricato della compravendita *[[Paolo Ferrara (attore)|Paolo Ferrara]]: guardia notturna *[[Pietro De Vico]]: autista *[[Pasquale De Filippo]]: portiere }} '''''La famiglia Passaguai fa fortuna''''', film italiano del 1950 con [[Aldo Fabrizi]] ed [[Erminio Macario]], regia di Aldo Fabrizi. ==Frasi== *Se uno dice che se la passa male, nessuno lo guarda più in faccia: bisogna di' che uno se la passa bene, perché ricordati che i soldi chiamano i soldi! ('''Margherita''') ==Citazioni su ''La famiglia Passaguai fa fortuna''== *[[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[il Morandini]]'') *Ancora Fabrizi, e Fabrizi non solo attore, ma anche sceneggiatore e regista in questo film. È dunque un Fabrizi illimitato che nessuno questa volta guida, imbriglia o tiene a freno. ([[Mario Luzi]]) ==Voci correlate== *''[[La famiglia Passaguai]]'' (1951) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] ot5cqunl5bw2x2mxfvpezrvwy8mb8dz 1411667 1411665 2026-04-26T12:22:45Z Spinoziano 2297 1411667 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = La famiglia Passaguai fa fortuna |titolo alfabetico = Famiglia Passaguai fa fortuna |immagine = La famiglia Passaguai fa fortuna (1952) Aldo Fabrizi e Ave Ninchi.png |didascalia = [[Aldo Fabrizi]] e [[Ave Ninchi]] nel film |genere = commedia |regista = [[Aldo Fabrizi]] |soggetto = [[Anton Germano Rossi]] |sceneggiatore = Aldo Fabrizi, [[Mario Amendola]], [[Ruggero Maccari]] |produttore = Aldo Fabrizi |attori = *[[Aldo Fabrizi]]: Peppe Passaguai *[[Erminio Macario]]: Giocondo Diotallevi *[[Ave Ninchi]]: Margherita Passaguai *[[Luigi Pavese]]: cavalier Girdini *[[Virgilio Riento]]: Cosimo Pelacoccie *[[Marisa Merlini]]: contessa *[[Carlo Delle Piane]]: Pecorino *[[Carlo Rizzo]]: ingegner Salomone *[[Giovanna Ralli]]: Marcella *[[Giancarlo Zarfati]]: Gnappetta *[[Alfredo Rizzo]]: giornalista *[[Lia Reiner]]: Vera *[[Giulio Calì]]: rigattiere *[[Nino Pavese]]: incaricato della compravendita *[[Paolo Ferrara (attore)|Paolo Ferrara]]: guardia notturna *[[Pietro De Vico]]: autista *[[Pasquale De Filippo]]: portiere }} '''''La famiglia Passaguai fa fortuna''''', film italiano del 1952 con [[Aldo Fabrizi]] ed [[Erminio Macario]], regia di Aldo Fabrizi. ==Frasi== *Se uno dice che se la passa male, nessuno lo guarda più in faccia: bisogna di' che uno se la passa bene, perché ricordati che i soldi chiamano i soldi! ('''Margherita''') ==Citazioni su ''La famiglia Passaguai fa fortuna''== *[[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[il Morandini]]'') *Ancora Fabrizi, e Fabrizi non solo attore, ma anche sceneggiatore e regista in questo film. È dunque un Fabrizi illimitato che nessuno questa volta guida, imbriglia o tiene a freno. ([[Mario Luzi]]) ==Voci correlate== *''[[La famiglia Passaguai]]'' (1951) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] 2mwhqrzhbq3xueg4b34u9lxk2i27u5f Discussioni utente:Piero meta 3 224469 1411682 2026-04-26T14:00:21Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411682 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:00, 26 apr 2026 (CEST)}} 8ua0w8pr37ow9bxkz7k9ocdyab2tm35 1411692 1411682 2026-04-26T15:45:40Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411692 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:45, 26 apr 2026 (CEST)}} 3j2mvjir8gwhl2jcmxkr1536fnnobj6 Discussioni utente:Rickyverywiki 3 224470 1411683 2026-04-26T14:15:36Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411683 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:15, 26 apr 2026 (CEST)}} 37k0o0aaq8y29e7f6kia4rp6i0vzwr6 Utente:FerArizaTeam 2 224471 1411688 2026-04-26T14:29:10Z Udiki 86035 {{BloccoInfinito}} 1411688 wikitext text/x-wiki {{BloccoInfinito}} srbno9ftql8popjznuzq5im482rovtu Fabio Bargagli Petrucci 0 224472 1411693 2026-04-26T15:50:53Z Gaux 18878 Fabio Bargagli Petrucci 1411693 wikitext text/x-wiki '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da Siena e Asciano vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il Monteamiata e affrettarsi verso la Maremma. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<ref>Da ''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese'', p. 30.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 07cty7zmxs5fmzvr2aal6wfetziu512 1411694 1411693 2026-04-26T15:52:55Z Gaux 18878 immagine 1411694 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da Siena e Asciano vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il Monteamiata e affrettarsi verso la Maremma. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<ref>Da ''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese'', p. 30.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] b3cbhwbqryk7k53hs0jsvc6fcbu8517 1411695 1411694 2026-04-26T15:54:48Z Gaux 18878 wlink 1411695 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<ref>Da ''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese'', p. 30.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] k2xxeuos7qmvox9c60mgivofpsgfhku 1411696 1411695 2026-04-26T15:58:20Z Gaux 18878 riferimenti bibliografici 1411696 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono63berg/page/n8/mode/1up Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese]'', Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1911, p. 30.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 4z82c8qwll8pf2pxcw430sq2uau7ltn 1411697 1411696 2026-04-26T15:59:17Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci */ bibliografia 1411697 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono63berg/page/n8/mode/1up Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1911, p. 30.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] ipt80rvhtnmx4epbiwme7stbgy67ahn 1411701 1411697 2026-04-26T16:12:52Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci */ ampliamento citazione 1411701 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<br>Mille pensieri e mille visioni occupano la mente di chi, inforcando un cavallo e seguendo i viottoli scoscesi o guadando un torrente o aprendosi la via attraverso i carpini o i tamerici, vaga tutt'intorno con gli occhi, in cerca di una vita spenta per sempre fissandosi su quei castelli e su quelle torri che sembrano scheletri di eroi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono63berg/page/n8/mode/1up Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1911, p. 30.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 0oih4okbkjmdbpsm6gm8kdzfh0syl39 1411703 1411701 2026-04-26T16:16:56Z Gaux 18878 fascino della Val d'Orcia 1411703 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<br>Mille pensieri e mille visioni occupano la mente di chi, inforcando un cavallo e seguendo i viottoli scoscesi o guadando un torrente o aprendosi la via attraverso i carpini o i tamerici, vaga tutt'intorno con gli occhi, in cerca di una vita spenta per sempre fissandosi su quei castelli e su quelle torri che sembrano scheletri di eroi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono63berg/page/n8/mode/1up Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1911, p. 30.</ref> *Mai, come in Val d'Orcia, ho sentito il fascino caratteristico della campagna senese quale trovasi espresso mirabilmente e fedelmente da [[Ambrogio Lorenzetti]] nell'affresco della Sala della Pace.<ref>Da ''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese'', cit., p. 32.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 0buqmnjf7i4r4d7qapcqn9idgznlksn 1411705 1411703 2026-04-26T16:40:03Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci */ Pio II 1411705 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<br>Mille pensieri e mille visioni occupano la mente di chi, inforcando un cavallo e seguendo i viottoli scoscesi o guadando un torrente o aprendosi la via attraverso i carpini o i tamerici, vaga tutt'intorno con gli occhi, in cerca di una vita spenta per sempre fissandosi su quei castelli e su quelle torri che sembrano scheletri di eroi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono63berg/page/n8/mode/1up Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1911, p. 30.</ref> *Mai, come in Val d'Orcia, ho sentito il fascino caratteristico della campagna senese quale trovasi espresso mirabilmente e fedelmente da [[Ambrogio Lorenzetti]] nell'affresco della Sala della Pace.<ref>Da ''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese'', cit., p. 32.</ref> *Nunzio in Austria, Boemia, Ungheria, Moravia e Germania. Da Callisto III fatto Cardinale nel 1456, fu nel 1458 eletto Papa col nome di [[Papa Pio II|Pio II]]. A 53 anni aveva percorsa tutta la via lunga che dall'umile piazzetta di Corsignano mena al Soglio Pontificio e non aveva dimenticato il suo castello natale. Anzi egli stesso dichiarò di voler dare «''al luogo ove aveva sortito i natali un segno della sua affezione che fosse gradito a Dio e degno degli encomi degli uomini''» e nel febbraio del 1458 (stile senese) passando da Corsignano per recarsi alla Dieta di Mantova ebbe l'idea, romanamente grandiosa, di trasformare l'umile castello in una nuova città, sovrapponendo chiese e palazzi ai tuguri e alle torri.<br>Uomo del rinascimento, dalle lunghe vedute, libero dalla piaga del campanilismo che non spegneva in lui l'affetto per Corsignano e per Siena, cercò in Siena stessa l'architetto che avesse potuto seguire il suo sogno di bellezza, ma non vi trovò altro che pittori tradizionalisti, orafi, miniatori, scultori, e a costoro affidò bensì gli abbellimenti degli edifici nuovi, ma soltanto nella culla del rinascimento e in un cenacolo di umanisti, a Firenze, scelse Bernardo Gamberelli, cioè il Rossellino, a interprete ed esecutore della sua volontà che non ammetteva né ostacoli né ritardi. E il Rossellino ebbe a costruire una città! (<ref>Da ''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese'', cit., pp. 60-62) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 9lvhicu2mxyzakuoy4y93yro1jjuokm 1411706 1411705 2026-04-26T16:40:45Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci */ correggo 1411706 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<br>Mille pensieri e mille visioni occupano la mente di chi, inforcando un cavallo e seguendo i viottoli scoscesi o guadando un torrente o aprendosi la via attraverso i carpini o i tamerici, vaga tutt'intorno con gli occhi, in cerca di una vita spenta per sempre fissandosi su quei castelli e su quelle torri che sembrano scheletri di eroi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono63berg/page/n8/mode/1up Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1911, p. 30.</ref> *Mai, come in Val d'Orcia, ho sentito il fascino caratteristico della campagna senese quale trovasi espresso mirabilmente e fedelmente da [[Ambrogio Lorenzetti]] nell'affresco della Sala della Pace.<ref>Da ''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese'', cit., p. 32.</ref> *Nunzio in Austria, Boemia, Ungheria, Moravia e Germania. Da Callisto III fatto Cardinale nel 1456, fu nel 1458 eletto Papa col nome di [[Papa Pio II|Pio II]]. A 53 anni aveva percorsa tutta la via lunga che dall'umile piazzetta di Corsignano mena al Soglio Pontificio e non aveva dimenticato il suo castello natale. Anzi egli stesso dichiarò di voler dare «''al luogo ove aveva sortito i natali un segno della sua affezione che fosse gradito a Dio e degno degli encomi degli uomini''» e nel febbraio del 1458 (stile senese) passando da Corsignano per recarsi alla Dieta di Mantova ebbe l'idea, romanamente grandiosa, di trasformare l'umile castello in una nuova città, sovrapponendo chiese e palazzi ai tuguri e alle torri.<br>Uomo del rinascimento, dalle lunghe vedute, libero dalla piaga del campanilismo che non spegneva in lui l'affetto per Corsignano e per Siena, cercò in Siena stessa l'architetto che avesse potuto seguire il suo sogno di bellezza, ma non vi trovò altro che pittori tradizionalisti, orafi, miniatori, scultori, e a costoro affidò bensì gli abbellimenti degli edifici nuovi, ma soltanto nella culla del rinascimento e in un cenacolo di umanisti, a Firenze, scelse Bernardo Gamberelli, cioè il Rossellino, a interprete ed esecutore della sua volontà che non ammetteva né ostacoli né ritardi. E il Rossellino ebbe a costruire una città!<ref>Da ''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese'', cit., pp. 60-62.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] llpzvxrtg5tk5z13cli3masito9spj0 1411707 1411706 2026-04-26T16:45:33Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci */ wlink 1411707 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==Citazioni di Fabio Bargagli Petrucci== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<br>Mille pensieri e mille visioni occupano la mente di chi, inforcando un cavallo e seguendo i viottoli scoscesi o guadando un torrente o aprendosi la via attraverso i carpini o i tamerici, vaga tutt'intorno con gli occhi, in cerca di una vita spenta per sempre fissandosi su quei castelli e su quelle torri che sembrano scheletri di eroi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono63berg/page/n8/mode/1up Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1911, p. 30.</ref> *Mai, come in Val d'Orcia, ho sentito il fascino caratteristico della campagna senese quale trovasi espresso mirabilmente e fedelmente da [[Ambrogio Lorenzetti]] nell'affresco della Sala della Pace.<ref>Da ''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese'', cit., p. 32.</ref> *Nunzio in Austria, Boemia, Ungheria, Moravia e Germania. Da [[Papa Callisto III|Callisto III]] fatto Cardinale nel 1456, fu nel 1458 eletto Papa col nome di [[Papa Pio II|Pio II]]. A 53 anni aveva percorsa tutta la via lunga che dall'umile piazzetta di [[Corsignano]] mena al Soglio Pontificio e non aveva dimenticato il suo castello natale. Anzi egli stesso dichiarò di voler dare «''al luogo ove aveva sortito i natali un segno della sua affezione che fosse gradito a Dio e degno degli encomi degli uomini''» e nel febbraio del 1458 (stile senese) passando da Corsignano per recarsi alla Dieta di Mantova ebbe l'idea, romanamente grandiosa, di trasformare l'umile castello in una nuova città, sovrapponendo chiese e palazzi ai tuguri e alle torri.<br>Uomo del [[rinascimento]], dalle lunghe vedute, libero dalla piaga del campanilismo che non spegneva in lui l'affetto per Corsignano e per Siena, cercò in [[Siena]] stessa l'architetto che avesse potuto seguire il suo sogno di bellezza, ma non vi trovò altro che pittori tradizionalisti, orafi, miniatori, scultori, e a costoro affidò bensì gli abbellimenti degli edifici nuovi, ma soltanto nella culla del rinascimento e in un cenacolo di umanisti, a [[Firenze]], scelse [[Bernardo Rossellino|Bernardo Gamberelli, cioè il Rossellino]], a interprete ed esecutore della sua volontà che non ammetteva né ostacoli né ritardi. E il Rossellino ebbe a costruire una città!<ref>Da ''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese'', cit., pp. 60-62.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] qthab2njinctd1vd7c9174m0j7xfzou 1411710 1411707 2026-04-26T16:48:47Z Gaux 18878 sistemo e tolgo stub 1411710 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico, politico e nobile italiano. ==''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese''== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<br>Mille pensieri e mille visioni occupano la mente di chi, inforcando un cavallo e seguendo i viottoli scoscesi o guadando un torrente o aprendosi la via attraverso i carpini o i tamerici, vaga tutt'intorno con gli occhi, in cerca di una vita spenta per sempre fissandosi su quei castelli e su quelle torri che sembrano scheletri di eroi. (p. 30) *Mai, come in Val d'Orcia, ho sentito il fascino caratteristico della campagna senese quale trovasi espresso mirabilmente e fedelmente da [[Ambrogio Lorenzetti]] nell'affresco della Sala della Pace. (p. 32) *Nunzio in Austria, Boemia, Ungheria, Moravia e Germania. Da [[Papa Callisto III|Callisto III]] fatto Cardinale nel 1456, fu nel 1458 eletto Papa col nome di [[Papa Pio II|Pio II]]. A 53 anni aveva percorsa tutta la via lunga che dall'umile piazzetta di [[Corsignano]] mena al Soglio Pontificio e non aveva dimenticato il suo castello natale. Anzi egli stesso dichiarò di voler dare «''al luogo ove aveva sortito i natali un segno della sua affezione che fosse gradito a Dio e degno degli encomi degli uomini''» e nel febbraio del 1458 (stile senese) passando da Corsignano per recarsi alla Dieta di Mantova ebbe l'idea, romanamente grandiosa, di trasformare l'umile castello in una nuova città, sovrapponendo chiese e palazzi ai tuguri e alle torri.<br>Uomo del [[rinascimento]], dalle lunghe vedute, libero dalla piaga del campanilismo che non spegneva in lui l'affetto per Corsignano e per Siena, cercò in [[Siena]] stessa l'architetto che avesse potuto seguire il suo sogno di bellezza, ma non vi trovò altro che pittori tradizionalisti, orafi, miniatori, scultori, e a costoro affidò bensì gli abbellimenti degli edifici nuovi, ma soltanto nella culla del rinascimento e in un cenacolo di umanisti, a [[Firenze]], scelse [[Bernardo Rossellino|Bernardo Gamberelli, cioè il Rossellino]], a interprete ed esecutore della sua volontà che non ammetteva né ostacoli né ritardi. E il Rossellino ebbe a costruire una città! (pp. 60-62) ==Bibliografia== *Fabio Bargagli Petrucci, ''[https://archive.org/details/collezionedimono63berg/page/n8/mode/1up Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1911. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] tm2rvnszc7zr5ummyqf7im7l5a3g5cs 1411714 1411710 2026-04-26T17:10:14Z Gaux 18878 storico dell'arte (mi sembra più appropriato) 1411714 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Bargagli Petrucci.jpg|thumb|Fabio Bargagli Petrucci]] '''Fabio Bargagli Petrucci''' (1875 – 1939), storico dell'arte, politico e nobile italiano. ==''Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese''== *Chi attraversa la [[Val d'Orcia]] in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<br>Mille pensieri e mille visioni occupano la mente di chi, inforcando un cavallo e seguendo i viottoli scoscesi o guadando un torrente o aprendosi la via attraverso i carpini o i tamerici, vaga tutt'intorno con gli occhi, in cerca di una vita spenta per sempre fissandosi su quei castelli e su quelle torri che sembrano scheletri di eroi. (p. 30) *Mai, come in Val d'Orcia, ho sentito il fascino caratteristico della campagna senese quale trovasi espresso mirabilmente e fedelmente da [[Ambrogio Lorenzetti]] nell'affresco della Sala della Pace. (p. 32) *Nunzio in Austria, Boemia, Ungheria, Moravia e Germania. Da [[Papa Callisto III|Callisto III]] fatto Cardinale nel 1456, fu nel 1458 eletto Papa col nome di [[Papa Pio II|Pio II]]. A 53 anni aveva percorsa tutta la via lunga che dall'umile piazzetta di [[Corsignano]] mena al Soglio Pontificio e non aveva dimenticato il suo castello natale. Anzi egli stesso dichiarò di voler dare «''al luogo ove aveva sortito i natali un segno della sua affezione che fosse gradito a Dio e degno degli encomi degli uomini''» e nel febbraio del 1458 (stile senese) passando da Corsignano per recarsi alla Dieta di Mantova ebbe l'idea, romanamente grandiosa, di trasformare l'umile castello in una nuova città, sovrapponendo chiese e palazzi ai tuguri e alle torri.<br>Uomo del [[rinascimento]], dalle lunghe vedute, libero dalla piaga del campanilismo che non spegneva in lui l'affetto per Corsignano e per Siena, cercò in [[Siena]] stessa l'architetto che avesse potuto seguire il suo sogno di bellezza, ma non vi trovò altro che pittori tradizionalisti, orafi, miniatori, scultori, e a costoro affidò bensì gli abbellimenti degli edifici nuovi, ma soltanto nella culla del rinascimento e in un cenacolo di umanisti, a [[Firenze]], scelse [[Bernardo Rossellino|Bernardo Gamberelli, cioè il Rossellino]], a interprete ed esecutore della sua volontà che non ammetteva né ostacoli né ritardi. E il Rossellino ebbe a costruire una città! (pp. 60-62) ==Bibliografia== *Fabio Bargagli Petrucci, ''[https://archive.org/details/collezionedimono63berg/page/n8/mode/1up Pienza, Montalcino e la Val d'Orcia Senese]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1911. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bargagli Petrucci, Fabio}} [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici dell'arte italiani]] 626o23w1oobv6kpeslqwvpe6h3acpoy Val d'Orcia 0 224473 1411698 2026-04-26T16:04:32Z Gaux 18878 Val d'Orcia: voce tematica 1411698 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sulla '''Val d'Orcia'''. *Chi attraversa la Val d'Orcia in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante. ([[Fabio Bargagli Petrucci]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Toscana]] s08je5uca7rloh1veyerg5epcgpidez 1411699 1411698 2026-04-26T16:09:48Z Gaux 18878 immagine 1411699 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Val D Orcia Sunrise (151505625).jpeg|thumb|Panorama della Val d'Orcia]] Citazioni sulla '''Val d'Orcia'''. *Chi attraversa la Val d'Orcia in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante. ([[Fabio Bargagli Petrucci]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Toscana]] rvj9z333nhvgadxv4rzw0450km67drf 1411702 1411699 2026-04-26T16:13:32Z Gaux 18878 ampliamento 1411702 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Val D Orcia Sunrise (151505625).jpeg|thumb|Panorama della Val d'Orcia]] Citazioni sulla '''Val d'Orcia'''. *Chi attraversa la Val d'Orcia in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<br>Mille pensieri e mille visioni occupano la mente di chi, inforcando un cavallo e seguendo i viottoli scoscesi o guadando un torrente o aprendosi la via attraverso i carpini o i tamerici, vaga tutt'intorno con gli occhi, in cerca di una vita spenta per sempre fissandosi su quei castelli e su quelle torri che sembrano scheletri di eroi. ([[Fabio Bargagli Petrucci]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Toscana]] 6i9dsa7hp6m6a5hdv591a7eg16cugon 1411704 1411702 2026-04-26T16:17:56Z Gaux 18878 Fabio Bargagli Petrucci 1411704 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Val D Orcia Sunrise (151505625).jpeg|thumb|Panorama della Val d'Orcia]] Citazioni sulla '''Val d'Orcia'''. *Chi attraversa la Val d'Orcia in automobile paventa un'ora di solitudine immensa, di squallore e di tristezza; nulla vede, nessuna bella emozione prova chi la osserva dall'unica via rotabile longitudinale o dalla ferrovia che da [[Siena]] e [[Asciano]] vi si affaccia brevemente per nascondersi dietro il [[Monte Amiata|{{sic|Monteamiata}}]] e affrettarsi verso la [[Maremma]]. La Val d' Orcia si manifesta in tutta la sua melanconica e grandiosa, severità a chi la percorre come un cavaliere errante.<br>Mille pensieri e mille visioni occupano la mente di chi, inforcando un cavallo e seguendo i viottoli scoscesi o guadando un torrente o aprendosi la via attraverso i carpini o i tamerici, vaga tutt'intorno con gli occhi, in cerca di una vita spenta per sempre fissandosi su quei castelli e su quelle torri che sembrano scheletri di eroi. ([[Fabio Bargagli Petrucci]]) *Mai, come in Val d'Orcia, ho sentito il fascino caratteristico della campagna senese quale trovasi espresso mirabilmente e fedelmente da [[Ambrogio Lorenzetti]] nell'affresco della Sala della Pace. ([[Fabio Bargagli Petrucci]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Toscana]] otc8oja6iiwn92bcj7h1queb7avjb9z Discussioni utente:Slappy54 3 224474 1411700 2026-04-26T16:10:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411700 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 18:10, 26 apr 2026 (CEST)}} q1ztsrfnoiio3vrugt9rz5nherdcnba Discussioni utente:Gianluca.baldassarre 3 224475 1411713 2026-04-26T17:05:07Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411713 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:05, 26 apr 2026 (CEST)}} p2tk0zur039uote06hx7ic5v6v8bl4z Discussioni utente:Landstraßer 3 224476 1411715 2026-04-26T17:30:43Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411715 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:30, 26 apr 2026 (CEST)}} 1zw2goow484ruuu4raeb6plypvxetti Discussioni utente:ISphogo 3 224477 1411716 2026-04-26T17:40:02Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411716 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:40, 26 apr 2026 (CEST)}} 48pvmqyxgp2ddh1wuk8v958lq0ak6fd Discussioni utente:Wilhelm1887 3 224478 1411717 2026-04-26T17:55:14Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411717 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:55, 26 apr 2026 (CEST)}} 4vxysrqnbtvnzqoi4hnk2rf4ny2yb23 Discussioni utente:M.Bitton 3 224479 1411718 2026-04-26T18:00:56Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411718 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:00, 26 apr 2026 (CEST)}} 63zewbw216oxsxjaxt52cvvywx4rhh9 Discussioni utente:RAFAELE L.B 3 224480 1411719 2026-04-26T18:15:09Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411719 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:15, 26 apr 2026 (CEST)}} myfvkl4rujxtk4mddmbkycparstxcx2 Discussioni utente:FulvioDD 3 224481 1411720 2026-04-26T18:20:04Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411720 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:20, 26 apr 2026 (CEST)}} psh8q612hiyan5wfyq7yoawc4pjnejy Discussioni utente:Ducchetto 3 224482 1411721 2026-04-26T18:25:03Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411721 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:25, 26 apr 2026 (CEST)}} 8y7re8cxmsjkpvp1q0alyqqoj6w5t7p Ferrari Daytona SP3 0 224483 1411723 2026-04-26T19:07:40Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{Voce tematica}} [[File:Ferrari Daytona SP3 front side at CF 2022 (cropped).jpg|thumb|Ferrari Daytona SP3 (2021)]] Citazioni sulla '''Ferrari Daytona SP3'''. *Ci siamo lasciati ispirare dal concetto di "Sport Prototipi", quel concetto che ha reso celebre la Ferrari, grazie alle vittorie in pista [...]. Si tratta di forme che stupiscono tuttora per questo magnifico connubio tra performance e bellezza estetica. Abbiamo quindi dato vita ad una interpretazione del tema, di..." 1411723 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari Daytona SP3 front side at CF 2022 (cropped).jpg|thumb|Ferrari Daytona SP3 (2021)]] Citazioni sulla '''Ferrari Daytona SP3'''. *Ci siamo lasciati ispirare dal concetto di "Sport Prototipi", quel concetto che ha reso celebre la Ferrari, grazie alle vittorie in pista [...]. Si tratta di forme che stupiscono tuttora per questo magnifico connubio tra performance e bellezza estetica. Abbiamo quindi dato vita ad una interpretazione del tema, disegnando una Sport Prototipi moderna, sofisticata, dalle forme molto scultoree. Ben lontani dall’eseguire un'operazione di "re-design" su uno specifico modello del passato, ci siamo lasciati ispirare dall'ideale di bellezza espresso da vetture [...] pensate per gareggiare in pista, ma caratterizzate da un denominatore comune: una bellezza prorompente, talmente spettacolare da renderle immortali. Con quest'idea [...] abbiamo realizzato la Daytona SP3, un'auto dalla forma monolitica, pura, organica. ([[Flavio Manzoni]]) *La Daytona SP3 è nata come un'opera d'arte, deve poter stare bene anche in un salotto. ([[Flavio Manzoni]]) ==Voci correlate== *[[Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] cn3v2ulgoe7j79wync2c0l4phaurit1 1411744 1411723 2026-04-26T22:29:21Z Danyele 19198 de-stub 1411744 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari Daytona SP3 front side at CF 2022 (cropped).jpg|thumb|upright=1.2|Ferrari Daytona SP3 (2021)]] Citazioni sulla '''Ferrari Daytona SP3'''. ==Citazioni== *La [...] Ferrari Daytona SP3 ha colpito nel segno. Gli inglesi, quando l'hanno vista per la prima volta, hanno reagito con un'esclamazione che non lascia dubbi: ''speechless''. Senza parole. La Daytona non è la banale riedizione moderna di un'auto del passato. È un'auto moderna e tecnologicamente avanzatissima, ma con una serie di soluzioni stilistiche che prendono spunto dalle leggendarie Ferrari da corsa Sport Prototipo degli anni Sessanta. [...] La Daytona SP3 non è un'operazione vintage. Tutt'altro. ([[Alberto Sabbatini]]) ===[[Flavio Manzoni]]=== *Ci siamo lasciati ispirare dal concetto di "Sport Prototipi", quel concetto che ha reso celebre la Ferrari, grazie alle vittorie in pista [...]. Si tratta di forme che stupiscono tuttora per questo magnifico connubio tra performance e bellezza estetica. Abbiamo quindi dato vita ad una interpretazione del tema, disegnando una Sport Prototipi moderna, sofisticata, dalle forme molto scultoree. Ben lontani dall’eseguire un'operazione di "re-design" su uno specifico modello del passato, ci siamo lasciati ispirare dall'ideale di bellezza espresso da vetture [...] pensate per gareggiare in pista, ma caratterizzate da un denominatore comune: una bellezza prorompente, talmente spettacolare da renderle immortali. Con quest'idea [...] abbiamo realizzato la Daytona SP3, un'auto dalla forma monolitica, pura, organica. *Ho [...] voluto realizzare un'auto proiettata dal futuro che fosse però immediatamente identificabile come una Ferrari. La Daytona è un'auto moderna ispirata dal passato. *La Daytona SP3 è nata come un'opera d'arte, deve poter stare bene anche in un salotto. ==Voci correlate== *[[Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] crhtwb6uoaa49gaurlt4ltn2dx6y99f Dream car 0 224484 1411729 2026-04-26T19:21:18Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Alfa Romeo Carabo01 (cropped).jpg|thumb|L'Alfa Romeo 33 Bertone Carabo del 1968, una delle più celebri ''dream car'' di tutti i tempi]] Citazioni sulle '''''dream car'''''. *C'erano le dream car: la Stratos Zero di Bertone, la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]] di Pininfarina, la Maserati Boomerang di Giugiaro, l'Alfa Romeo Carabo di Gandini. Tutte straordinarie, ancora modernissime. ([[Flavio Manzoni]]) *Quelle vetture nasceva..." 1411729 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Alfa Romeo Carabo01 (cropped).jpg|thumb|L'Alfa Romeo 33 Bertone Carabo del 1968, una delle più celebri ''dream car'' di tutti i tempi]] Citazioni sulle '''''dream car'''''. *C'erano le dream car: la Stratos Zero di Bertone, la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]] di Pininfarina, la Maserati Boomerang di Giugiaro, l'Alfa Romeo Carabo di Gandini. Tutte straordinarie, ancora modernissime. ([[Flavio Manzoni]]) *Quelle vetture nascevano con uno scopo preciso: ricerca e sperimentazione delle forme del futuro. Per un designer, la capacità di guardare oltre gli schemi è quasi un dovere. ([[Flavio Manzoni]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante le|preposizione=sulle}} {{S}} [[Categoria:Tipi di automobili]] cc7gfj1qovmposrn8hk7epf2k8o9zga 1411732 1411729 2026-04-26T19:27:55Z Danyele 19198 de-stub 1411732 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Alfa Romeo Carabo01 (cropped).jpg|thumb|L'Alfa Romeo 33 Bertone Carabo del 1968, una delle più celebri ''dream car'' di tutti i tempi]] Citazioni sulle '''''dream car'''''. ===[[Flavio Manzoni]]=== *C'erano le dream car: la Stratos Zero di Bertone, la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]] di Pininfarina, la Maserati Boomerang di Giugiaro, l'Alfa Romeo Carabo di Gandini. Tutte straordinarie, ancora modernissime. *Quelle vetture nascevano con uno scopo preciso: ricerca e sperimentazione delle forme del futuro. Per un designer, la capacità di guardare oltre gli schemi è quasi un dovere. * Un altro periodo che mi ha molto affascinato è quello degli anni '70, che ha visto la nascita delle cosiddette "Dream Car". Queste macchine, che traggono ispirazione dalla fantascienza, più utopie che auto vere e proprie, prefiguravano il futuro. Molte di esse erano ispirate all'aerospace, durante la cosiddetta "[[Era spaziale|Space Age]]". [...] sembrano delle astronavi, oggetti fortemente ispirati anche al product design dell'epoca. ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante le|preposizione=sulle}} [[Categoria:Tipi di automobili]] icxghvmva9u883zkfbj5r0s0qwo52n2 Ferrari Vision Gran Turismo 0 224485 1411734 2026-04-26T19:31:29Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{Voce tematica}} [[File:Ferrari Vision Gran Turismo 01.jpg|thumb|Ferrari Vision Gran Turismo (2022)]] Citazioni sulla '''Ferrari Vision Gran Turismo'''. *È un oggetto particolare, perché unisce soluzioni aerodinamiche d'avanguardia, come un canale che attraversa la vettura creando un flusso innovativo, a un linguaggio formale sorprendente: linee precise, quasi cartesiane, che si intrecciano con superfici organiche. È un equilibrio tra rigore e fluidità che la rende..." 1411734 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari Vision Gran Turismo 01.jpg|thumb|Ferrari Vision Gran Turismo (2022)]] Citazioni sulla '''Ferrari Vision Gran Turismo'''. *È un oggetto particolare, perché unisce soluzioni aerodinamiche d'avanguardia, come un canale che attraversa la vettura creando un flusso innovativo, a un linguaggio formale sorprendente: linee precise, quasi cartesiane, che si intrecciano con superfici organiche. È un equilibrio tra rigore e fluidità che la rende unica, quasi una scultura dinamica. ([[Flavio Manzoni]]) ==Voci correlate== *[[Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Ferrari Vision Gran Turismo|w_site=fr|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 59fs44x5ypzytqpsn08h90p5r34ia4s Discussioni utente:Jellyfish2009 3 224486 1411739 2026-04-26T21:10:13Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411739 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:10, 26 apr 2026 (CEST)}} 07tgk7gg32hby61wku19fprpudvyxmt Discussioni utente:Adonais111 3 224487 1411740 2026-04-26T21:30:21Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411740 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:30, 26 apr 2026 (CEST)}} eui3gn3edxutsfizo8rmfst4pl9e978 24 Ore di Daytona 0 224488 1411747 2026-04-26T22:48:56Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:2018 24 Hours of Daytona - Racing.jpg|thumb|La partenza della 56ª edizione della 24 Ore di Daytona, 27 gennaio 2018]] Citazioni sulla '''24 Ore di Daytona'''. *Daytona. La località degli Stati Uniti che ospita la mitica 24 Ore della Florida. Daytona, dove la Ferrari il 6 febbraio 1967 rifilò il più grande smacco della storia dell'automobilismo alla americana Ford. Vincendo a casa loro quell'estenuante corsa con una tripletta e umiliando il c..." 1411747 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:2018 24 Hours of Daytona - Racing.jpg|thumb|La partenza della 56ª edizione della 24 Ore di Daytona, 27 gennaio 2018]] Citazioni sulla '''24 Ore di Daytona'''. *Daytona. La località degli Stati Uniti che ospita la mitica 24 Ore della Florida. Daytona, dove la Ferrari il 6 febbraio 1967 rifilò il più grande smacco della storia dell'automobilismo alla americana Ford. Vincendo a casa loro quell'estenuante corsa con una tripletta e umiliando il colosso americano con un arrivo in parata sotto la bandiera a scacchi che fece scalpore. ([[Alberto Sabbatini]]) ==Voci correlate== *[[24 Ore di Le Mans]] *[[Endurance (automobilismo)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Competizioni sportive]] [[Categoria:Sport negli Stati Uniti d'America]] 65sf9ruh60y16rjtbsk11j698a58p8v Discussioni utente:Не совсем хорват 3 224489 1411754 2026-04-27T06:00:20Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411754 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:00, 27 apr 2026 (CEST)}} axkqoa0ivlri6yqvr4306hvvsdphju7 Poker Face (film) 0 224490 1411755 2026-04-27T06:55:08Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Poker Face |genere = thriller |regista = [[Russell Crowe]] |soggetto = Stephen M. Coates |sceneggiatore = Russell Crowe |attori = *[[Russell Crowe]]: Jake Foley *[[Liam Hemsworth]]: Michael Nankervis *[[RZA]]: Andrew Johnson *[[Aden Young]]: Alex Harris *[[Steve Bastoni]]: Paul Muccino *[[Daniel MacPherson]]: Sam McIntyre *[[Brooke Satchwell]]: Nicole Foley *[[Paul Tassone]]: Victor *[[Matt Nable]]: Billy *[[Benedict Hardie]]: Styx *Molly Gra..." 1411755 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Poker Face |genere = thriller |regista = [[Russell Crowe]] |soggetto = Stephen M. Coates |sceneggiatore = Russell Crowe |attori = *[[Russell Crowe]]: Jake Foley *[[Liam Hemsworth]]: Michael Nankervis *[[RZA]]: Andrew Johnson *[[Aden Young]]: Alex Harris *[[Steve Bastoni]]: Paul Muccino *[[Daniel MacPherson]]: Sam McIntyre *[[Brooke Satchwell]]: Nicole Foley *[[Paul Tassone]]: Victor *[[Matt Nable]]: Billy *[[Benedict Hardie]]: Styx *[[Molly Grace]]: Rebecca Foley *[[Elsa Pataky]]: Penelope *[[Jack Thompson]]: sciamano *[[Jacqueline McKenzie]]: dottoressa |doppiatori italiani = *[[Luca Ward]]: Jake Foley *[[Andrea Mete]]: Michael Nankervis *[[Massimo Bitossi]]: Andrew Johnson *[[Gianfranco Miranda]]: Alex Harris *[[Alessandro Budroni]]: Paul Muccino *[[Francesco Pezzulli]]: Sam McIntyre *[[Franco Mannella]]: Victor *[[Andrea Lavagnino]]: Billy *[[Emiliano Coltorti]]: Styx *[[Rodolfo Bianchi]]: sciamano }} '''''Poker Face''''', film australiano-statunitense del 2022 con [[Russell Crowe]], regia di Russell Crowe. ==Frasi== {{cronologico}} *Le [[Risposta|risposte]] non hanno sempre la forma che ci aspettiamo. A volte l'insistenza di una [[Domanda e risposta|domanda]] può soffocarne la risposta. ('''Sciamano''') *La [[vita]] è una partita, no? È fatta di karma, fortuna e fisica. ('''Jake''') ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} I tuoi zii delinquenti sono lontani dall'essere perfetti, ma vivendo ti accorgerai che l'amicizia e l'amore nascono solo quando si perdonano le [[Imperfezione|imperfezioni]]. Ascoltali sempre: dai loro percorsi di vita puoi imparare molto. Ma Drew ascoltalo più degli altri. Rispettatevi sempre. Evitate di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: siate il tipo di persone che anche di fronte ad un trionfo o ad un eventuale disastro sono sempre in grado di riempire il bicchiere. ('''Jake''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film thriller]] 5vc9bpgsjsun6ugc2jzn4k8ia0034vx Discussioni utente:Aszx5000 3 224491 1411775 2026-04-27T08:00:08Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411775 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:00, 27 apr 2026 (CEST)}} 438l7yr17xvo8nuvtrgmda36hhlti7k Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona) 0 224492 1411778 2026-04-27T08:16:20Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:03 Chiesa della Madonna della Fontana, Ascona.JPG|thumb|Chiesa della Madonna della Fontana]] Citazioni sulla '''chiesa della Madonna della Fontana''' ad [[Ascona]]. *La solennità principale si celebra alla Madonna della Fontana li 15 agosto. 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Alle nove tutti si avviano alla Madonna, la fontana dell'acqua miracolosa vien tosto assediata di gente devota, e tosto incominciano le lodi e le preci a Maria potentissimo presidio delle genti cristiane.<br>Celebrasi la Messa colla pompa maggiore, e un oratore straordinario parla alla folla dei pregi incomparabili della gran Madre di Dio. Nel pomeriggio il concorso è ancora più grande; e dopo le sacre funzioni la gente si riversa e formicola sui poggi e sui pratelli adiacenti: il ricco si associa col popolano, il cittadino col forastiero, e, tutti intenti a merendare sulla medesima tavola erbosa, ricordano quella soave fratellanza che tutti associa in un solo affetto i figli di Gesù Cristo. ([[Siro Borrani]]) ==Voci correlate== *[[Monte Verità]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Architetture religiose della Svizzera]] 5wl8z12op6f9vclua6wjzeslmbgeyn3 1411782 1411778 2026-04-27T08:27:10Z Spinoziano 2297 1411782 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:03 Chiesa della Madonna della Fontana, Ascona.JPG|thumb|Chiesa della Madonna della Fontana]] Citazioni sulla '''chiesa della Madonna della Fontana''' ad [[Ascona]]. *A venti minuti di cammino dal borgo di Ascona ed a cavalieri di Losone, in un luogo ermo e solitario, all'ombra di alberi secolari levasi un bello e religiosissimo tempio.<br>Nel 1428 su quel poggio delizioso non si trovava che una selva selvaggia, e fra le annose querce una inosservata cappella dedicata a Maria. ([[Siro Borrani]]) *La solennità principale si celebra alla Madonna della Fontana li 15 agosto. Quando la giornata è propizia, come lo è quasi sempre in tale stagione, il concorso dei fedeli da' vicini e lontani paesi è considerevole assai, e Ascona si riversa tutta quanta in quell'ameno luogo, lasciando deserte le sue contrade.<br>La strada che vi conduce è facile e bella: i fianchi di lei due lunghi filari di giovani piante, i cui rami frondosi inchinansi dolcemente ad incontrarsi, quasi intrecciando un pergolo delizioso all'aprico cammino. Alle nove tutti si avviano alla Madonna, la fontana dell'acqua miracolosa vien tosto assediata di gente devota, e tosto incominciano le lodi e le preci a Maria potentissimo presidio delle genti cristiane.<br>Celebrasi la Messa colla pompa maggiore, e un oratore straordinario parla alla folla dei pregi incomparabili della gran Madre di Dio. Nel pomeriggio il concorso è ancora più grande; e dopo le sacre funzioni la gente si riversa e formicola sui poggi e sui pratelli adiacenti: il ricco si associa col popolano, il cittadino col forastiero, e, tutti intenti a merendare sulla medesima tavola erbosa, ricordano quella soave fratellanza che tutti associa in un solo affetto i figli di Gesù Cristo. ([[Siro Borrani]]) ==Voci correlate== *[[Monte Verità]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Architetture religiose della Svizzera]] mxovjs0cr1g5cmntzk923yski1rb07q Discussioni utente:Cbagnoli 3 224493 1411785 2026-04-27T10:30:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411785 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:30, 27 apr 2026 (CEST)}} tbxqxn4jxafz2qwu6clqn7lmm7uqdi3 Discussioni utente:Mauro Morra 3 224494 1411786 2026-04-27T10:35:00Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411786 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:35, 27 apr 2026 (CEST)}} oxci9f6l6krnr7ujj7adiz9ai66nw7r