Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.1 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Gaffe famose 0 939 1412900 1403651 2026-05-08T07:52:49Z SirPsych0 33615 +1 1412900 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[Immagine:Bush National Address 13SEP07.jpg|thumb|upright=1.4|«Ma come fa quella donna a dire che io sono dislessico, se non l'ho mai intervistata?» ([[George W. Bush]])]] Raccolta di '''[[gaffe]] famose'''. ==Letteratura== *{{NDR|Scambiando il [[Vittoriano]] per il Parlamento}} Dicono che assomiglia a una torta nuziale, ma io continuo ad amare la sede del Parlamento di Roma. ([[Dan Brown]]) ==Musica== *{{NDR|Riferendosi al [[Festival di Sanremo 2021]]}} Alcuni giovani non li conoscevo, non mi dispiacerebbe fare un duetto con Madame, con Ermal Metal e i Naziskin {{NDR|i [[Måneskin]]}}. ([[Orietta Berti]]) *{{NDR|Nel settembre 1997}} [[Andrea Bocelli|Bocelli]] è ormai il numero uno al mondo e da settimane guida le classifiche di vendita inglesi, mentre da noi in testa alla hit parade c'è un gruppo chiamato ''[[Consorzio Suonatori Indipendenti#Tabula Rasa Elettrificata|Tabula Rasa Elettrificata]]''<ref>In realtà questo è il nome di un album del '97 dei [[Consorzio Suonatori Indipendenti|C.S.I.]]</ref> che nessuno, neanche i ragazzi di [[Macao (programma televisivo)|Macao]], conoscono! ([[Gianni Boncompagni]]) *{{NDR|Alla radio negli anni Cinquanta}} Ed ora, gentili ascoltatori, trasmettiamo, di [[Richard Wagner]], la Cacata delle Walchirie. ([[Corrado Mantoni]]) *{{NDR|Rivolta a [[Colapesce Dimartino]] nel 2023}} Ho visto che nel vostro album c'è un duetto pazzesco con Ivan Graziani: com'è stato lavorare con lui? ([[Francesca Michielin]]) ==Politica== *{{NDR|Alla domanda «Quando è stata in Inghilterra ma non a Londra?»}} A [[Londra]] molto spesso: ultimamente sono stata a [[Dublino]] e in [[Scozia]]. ([[Giorgia Meloni]]) *All'epoca avevo 18 anni e ricordo quella foto drammatica del presidente Sergio Mattarella che prendeva in braccio il fratello assassinato dalle Brigate Rosse e lo tirava fuori dalla macchina. ([[Giuseppe Valditara]]) *Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. ([[Mariastella Gelmini]]) *Andate a votare, il 7 maggio. Queste elezioni sono decisive per la carriera... per il paese! ([[David Cameron]]) *{{NDR|Durante un comizio a Bari}} Avremmo riempito anche il San Paolo.<ref>Il Bari gioca le partite casalinghe allo stadio San Nicola.</ref> ([[Antonio Tajani]]) *Come diceva [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], a forza di ripetere una roba diventa vera. Se i tuoi avversari ripetono all'infinito alcune storie, magari molti ci credono.<ref>L'espressione ripresa da Farinetti non venne pronunciata da Goethe, ma dal gerarca nazista [[Joseph Göbbels]], {{cfr}}: «Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.»</ref> ([[Oscar Farinetti]]) *Durante la mia permanenza al Congresso, ho preso l'iniziativa ed ho dato il via alla creazione di [[Internet]]. ([[Al Gore]]) *È giusto che gli atleti che corrono e danno spettacolo si lascino proseguere. ([[Renzo Bossi]]) *Guardate l'[[Inghilterra]], questa piccola isola dell'[[Africa]] occidentale. ([[Mahmud Ahmadinejad]]) *In Italia paghiamo un grande ritardo: le donne hanno guadagnato il diritto di voto soltanto nel 1960, fino al 1919 erano sottoposte ad autorizzazione maritale, il delitto d'onore è stato abolito nel 1980, la riforma del diritto di famiglia è del 1970.<ref>Le donne in Italia votano dal 1946, il delitto d'onore è stato abolito nel 1981 mentre nel 1975 fu riformato il diritto di famiglia.</ref> ([[Mara Carfagna]]) *Io come presidente della Repubblica sono il garante della coesione nazionale. ([[Giuseppe Conte]]) *L'Eni è oggi un pezzo fondamentale della nostra politica energetica, della nostra politica estera, della nostra politica di intelligence. Cosa vuol dire intelligence? I servizi, i servizi segreti. ([[Matteo Renzi]]) *[[Liliana Segre]] porta sulla pelle i segni dell'orrore del [[nazismo]] o del [[comunismo]].<ref>Liliana Segre è stata liberata ad Auschwitz dall'[[Armata rossa]].</ref> ([[Matteo Salvini]]) *Ma come fa quella donna<ref>Una giornalista che lo aveva definito "dislessico" in un articolo del ''New Yorker''.</ref> a dire che io sono dislessico, se non l'ho mai intervistata? ([[George W. Bush]]) *Mica si muore perché non si ha accesso all'assistenza sanitaria. ([[Raúl Labrador]]) *Nel Polo volano polpette avvelenate sotterranee. ([[Romano Prodi]]) *Non bucheremo lo schermo, voglio bucare il cervello. ([[Romano Prodi]]) *Non giustifichiamo tutto, altrimenti mi verrebbe da pensare che un giorno si potrebbe anche dire che le stragi naziste, i morti in [[Siberia]], i regimi violenti come quello di [[Augusto Pinochet|Pino Chet]]<ref>La Paglini scrive Pino Chet al posto di Pinochet.</ref>, o i colonnelli in [[Argentina]] o [[Pol Pot]] in [[Cambogia]] furono voluti da vittime di un sistema politico deviato e di un'infanzia sfortunata e infelice. ([[Sara Paglini]]) *Penso che il [[Matrimonio fra persone dello stesso sesso|matrimonio gay]] debba essere solo tra un uomo e una donna. ([[Arnold Schwarzenegger]]) *Per fortuna quest'anno la siccità ha colpito alcune zone del Sud e la Sicilia in particolare. ([[Francesco Lollobrigida]]) *Quanto belli<ref>Salvini risponde così alla domanda di [[Enrico Mentana|Mentana]]: «Il tema dei ministeri a Roma può costituire il ''casus belli''?», confondendo l'espressione "''casus belli''" ("motivo di guerra, di scontro") con l'aggettivo "belli", riferito ai ministeri.</ref>, quanto grandi, quanto splendenti siano i ministeri a Roma onestamente mi interessa molto poco... ([[Matteo Salvini]]) *Questa sera a Milano qualcuno ha cantato Bella Ciao. Dopo l'Inno di Mameli intonato a gran voce da tutti. Nulla contro Bella Ciao ma forse bisognava intonare l'inno USA. Sono gli americani che hanno liberato gli ebrei dai campi di concentramento. ([[Stefano Parisi]]) *Sapete quante delle merci italiane, quanti degli imprenditori italiani utilizzano con il trasporto principalmente ancora su gomma il tunnel del Brennero, e oggi dobbiamo purtroppo subire limitazioni settoriali da parte delle autorità del Tirolo che danneggiano fortemente l'economia italiana. ([[Danilo Toninelli]]) *Sarò breve e circonciso. ([[Davide Tripiedi]]) *Siamo l'unico Paese al mondo che sta facendo tre tunnel, tre opere strepitose per il collegamento con l'Europa: il [[Galleria di base del San Gottardo|Gottardo]]<ref>In realtà la Galleria di base del San Gottardo si trova interamente in territorio svizzero ed è stata finanziata al 100% dal governo elvetico.</ref> che si inaugura il primo giugno con la Svizzera, il Brennero che abbiamo sbloccato noi e ci collega all'Austria, la Torino-Lione con la Francia. Stiamo investendo 28 miliardi di euro, ovviamente cofinanziati, per collegarci con l'Europa. ([[Matteo Renzi]]) [[Immagine:Silvio Berlusconi (CS 5).jpg|thumb|«Ed [[Enea]] diede luogo a una dinastia da cui nacquero [[Romolo]] e Remolo.» ([[Silvio Berlusconi]])]] *''Simul stabunt aut simul cadunt.''<ref>Rivolto a [[Ciriaco De Mita]], durante il dibattito sulla fiducia al Governo. La frase latina fu espressa in modo errato da Martelli. Il [http://legislature.camera.it/_dati/leg10/lavori/stenografici/sed0118/sed0118.pdf resoconto stenografico] della seduta riporta tuttavia la citazione latina nella versione corretta (''[[w:simul stabunt vel simul cadent|simul stabunt vel simul cadent]]'', ovvero: insieme staranno, insieme cadranno); la terza persona plurale del futuro del verbo "cado" infatti è "cadent" e non "cadunt". Secondo [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/07/07/quando-politici-si-rifugiano-nel-latino.060quando.html alcuni], Martelli fu subito ripreso in aula da [[Alessandro Natta]] (ma non vi è traccia nei resoconti ufficiali). [[Bettino Craxi]] ripeté l'errore al Tg2 alcuni giorni dopo; la frase venne ripresa con lo stesso errore verbale dai media con ampia risonanza nelle settimane successive. Il 18 maggio 1988 la citazione fu oggetto di un'ironica [http://legislature.camera.it/_dati/leg10/lavori/stenografici/sed0129/sed0129.pdf interrogazione parlamentare] in cui i deputati Ciafardini, Soave, Nicolini e Testa chiesero al Ministro della pubblica istruzione se fosse "opportuno emanare una circolare a tutte le scuole dell'ordine classico per rassicurare gli studenti che la lingua latina, seppur morta, non è cambiata".</ref> ([[Claudio Martelli]]) *{{NDR|All'inaugurazione del centro canottieri australiani di Varese}} Un ponte tra Varese e l'Australia, quindi sarà possibile trovare tanti canadesi in giro per la città. ([[Renzo Bossi]]) *{{NDR|Intervistato a Radio Immagina, la web radio del Partito Democratico}} Ora dobbiamo concentrarci sul rilancio del PCI. ([[Nicola Zingaretti]]) ===[[Silvio Berlusconi]]=== *Ed [[Enea]] diede luogo a una dinastia da cui nacquero [[Romolo]] e Remolo. *''I give you the salutation of my president of the Republic.'' *{{NDR|Nel 2000}} Io sarò felicissimo di conoscere papà Cervi a cui va tutta la mia ammirazione.<ref>Il padre dei Fratelli Cervi, [[Alcide Cervi]], era morto trenta anni prima, nel 1970. {{Cfr}} [[w:Fratelli Cervi|voce su Wikipedia]].</ref> *Sono in assoluto il maggiore perseguitato dalla magistratura di tutte le epoche, di tutta la storia degli uomini, in tutto il mondo, perché ho subito più di duemilacinquecento udienze e ho la fortuna, avendo lavorato bene nel passato, avendo messo da parte un patrimonio importante, di avere potuto spendere più di duecento milioni di euro per consulenti e giudici. La persecuzione naturalmente... Ehm, avvocati. ===[[Joe Biden]]=== *{{NDR|Gaffe, riferendosi alla vicepresidente statunitense [[Kamala Harris]]}} Non avrei scelto Trump come vicepresidente se non pensassi che è qualificata per essere vicepresidente. *{{NDR|Presentando il presidente ucraino [[Volodymyr Zelens'kyj]]}} Ora il presidente dell'Ucraina che ha molto coraggio e determinazione: signore e signori, il presidente Putin. *Sono orgoglioso di essere la prima vicepresidente nera. ===[[Luigi Di Maio]]=== *Ho ascoltato con molta attenzione il discorso del presidente [[Xi Jinping| Ping]] [...] *Il referendum di ottobre, novembre o dicembre (ci facciano sapere la data, quando gli farà comodo) lui stesso lo sta facendo diventare un voto su questo personaggio {{NDR|[[Matteo Renzi]]}} che ha occupato con arroganza la cosa pubblica, come ai tempi di [[Augusto Pinochet|Pinochet]] in [[Venezuela]]. E sappiamo come è finita. * La prima cosa che voglio ribadire con forza è che l'Italia e il Governo italiano considerano la Francia un Paese amico e il suo Popolo, con la sua tradizione democratica millenaria, un punto di riferimento nelle conquiste dei diritti civili e sociali a livello mondiale. *L'Italia ha importato dalla [[Romania]] il 40% dei loro criminali. Mentre la Romania sta importando dall'Italia le nostre imprese e i nostri capitali.<ref>Di Maio ha mal interpretato alcune parole del Procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita, che aveva dichiarato: «Qualche tempo fa – qualche anno, ma la situazione non è cambiata – il ministro rumeno, degli Interni se non sbaglio, ci comunicò che di tutti i mandati di cattura europei che riguardavano cittadini rumeni il 40% proveniva dall'Italia. Quindi questo significa che quattro rumeni su dieci che avevano deciso di andare a delinquere avevano scelto il nostro paese come luogo nel quale andare a delinquere.»</ref> *Perché l'acqua è quello per cui noi siamo costituiti... di cui noi siamo costituiti per il... per oltre il 90%. ===[[Filippo di Edimburgo]]=== *La gente pensa che ci sia un rigido sistema di classi sociali qui, ma è successo più volte che il duca abbia sposato la ballerina. Alcuni hanno sposato delle americane. *{{NDR|A una signora in sedia a rotelle}} Lo sa che adesso esistono anche i cani per gli anoressici? *Mi piacerebbe molto andare in Russia, sebbene questi bastardi abbiano ammazzato metà della mia famiglia. *Se ha quattro gambe, ma non è una sedia, se ha due ali, ma non è un aereo e se nuota, ma non è un sottomarino, allora i Cantonesi lo mangeranno. *{{NDR|Sulla figlia Anna}} Se non produce gas intestinali o non mangia fieno, allora a lei non interessa. *{{NDR|Visitando un museo di arte primitiva etiope}} Sembrano proprio il tipo di cose che mia figlia porterebbe a casa dalle sue lezioni di arte. *{{NDR|Al leader degli aborigeni australiani}} Vi tirate ancora le lance l'un l'altro? ===[[Gennaro Sangiuliano]]=== *Colombo va davanti alla Santa Inquisizione e spiega il suo progetto. Colombo, sapete che non ipotizzava di scoprire un nuovo continente, ma Colombo voleva raggiungere le Indie circumnavigando la Terra, sulla base delle teorie di Galileo Galilei. *{{NDR|Durante la premiazione dei libri finalisti al [[Premio Strega]]}} Ho ascoltato le storie che sono, come dire, espresse in questi libri che sono finalisti questa sera, sono tutte storie che ti prendono, che ti fanno riflettere, ecco, proverò a leggerli. *{{NDR|In vista delle celebrazioni per i 2500 anni di fondazione della città partenopea}} Il consiglio dei ministri vara il comitato per celebrare 2 secoli e mezzo di Napoli. *Quando uno pensa a Londra gli viene in mente Times Square. ===[[Donald Trump]]=== *Ho lasciato il Texas, la Florida e la Louisiana e sono andato a Puerto Rico dove ho incontrato il presidente delle Isole Vergini.<ref>Le Isole Vergini sono parte degli Stati Uniti, mentre Trump voleva riferirsi al Governatore delle Isole, Kenneth Mapp.</ref> *Il sistema sanitario del Nambia sta diventando sempre più autosufficiente. *Qualcosa di molto importante e rivoluzionario per la società può scaturire dall'epidemia di ebola e sarebbe un'idea molto buona: niente più strette di mano!<ref>L'ebola si trasmette attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei infetti.</ref> *{{NDR|A Gerusalemme, non rendendosi conto che Israele è nel Medio Oriente}} Siamo appena tornati dal Medio Oriente. Siamo appena tornati dall'Arabia Saudita. *{{NDR|Confondendo l'Islanda con la Groenlandia}} Sto aiutando l'Europa, sto aiutando la NATO e io, fino a pochi giorni fa, quando gli ho parlato dell'Islanda, mi amavano. Mi chiamavano papà, giusto? ==Religione== *Partecipare a questa udienza generale assume per me un significato particolare, anche perché si tiene poco dopo l'incontro di Papa Francesco con una delegazione di cristiani Yazidi.<ref>Lo Yazidismo è una fede religiosa preislamica.</ref> ([[Debora Serracchiani]]) *Se ognuno di noi non accumula ricchezze soltanto per sé, ma le mette al servizio degli altri, in questo cazzo... In questo caso la provvidenza di [[Dio]] si rende visibile in questo gesto di solidarietà. ([[Papa Francesco]]) ==Spettacolo== *Adesso andiamo a vedere un summit. Un sommario, un summit. È la stessa cosa no? ([[Alba Parietti]]) *{{NDR|Spiegando in un programma sportivo la sua passione per il calcio}} Io non posso vivere senza cazzo. ([[Antonella Clerici]]) *Quei tre mi ricordano Caino e Babele.<ref>Riferendosi alla Triade Giraudo-Moggi-Bettega.</ref> ([[Lapo Elkann]]) *Salvare le nostre ragazze e catturare [[Boko Haram|B.Haram]] dev'essere il primo proposito di ogni essere umano.<ref>La Borromeo parla di Boko Haram come se fosse un singolo terrorista e non un'organizzazione.</ref> ([[Beatrice Borromeo]]) *Vedo un sorriso come nemmeno [[Giotto]] seppe fare alla [[Gioconda]]. ([[Maria Teresa Ruta]]) *Voglio salutare l'Istituto dei ciechi di Milano, so che mi stanno guardando. ([[Barbara d'Urso]]) ===[[Mike Bongiorno]]=== *Ahi ahi ahi, signora Longari: mi è caduta sull'uccello. (erroneamente attribuita<ref>Il conduttore si sarebbe rivolto con questa frase alla signora Giuliana Longari, concorrente del quiz televisivo ''Rischiatutto'', che stava rispondendo a domande sulla storia romana. Sebbene molti ricordino il dialogo in questione, la circostanza è sempre stata smentita dagli interessati e non sono mai state rinvenute registrazioni della frase citata.</ref>) *Ma chi sarà questo signor Paoli Vi del quale non ho mai sentito parlare?<ref>Leggendo il nome di [[Papa Paolo VI]].</ref> *No, sono un sub normale.<ref>Rispondendo a «Mike, so che lei è un sub eccezionale».</ref> *Pio ics.<ref>Leggendo il nome di [[Papa Pio X]].</ref> ==Sport== *Forse lei è abituato a parlare con i suoi connazionali. Faccio un esempio: un noto pilota finlandese di Formula Uno, mi sembra che si chiami Rikkionen. ([[Gianluca Buonanno]]) *Il ponte dei Frati Neri noto anche per la cronaca italiana, è il ponte sotto il quale fu trovato il cadavere di [[Licio Gelli]].<ref>Durante la telecronaca della [[maratona]] femminile alle Olimpiadi di Londra 2012, Bragagna confonde Licio Gelli, l'ex Maestro venerabile della loggia massonica P2, ancora vivo all'epoca, con [[Roberto Calvi]], il finanziere e presidente del Banco Ambrosiano. Infatti nel giugno 1982 nei pressi del ponte dei Frati Neri, fu rinvenuto proprio il corpo senza vita del finanziere e la sua fine è ancora oggi avvolta nel mistero.</ref> ([[Franco Bragagna]]) ===Calcio=== [[Immagine:Nando Martellini 1975.JPG|thumb|«Si giocheranno due quarti d'ora di 15 minuti ciascuno.» (attribuita a [[Nando Martellini]])]] *Accardi era claudicante a un labbro. ([[Giuseppe Marchioro]]) *Alla mia squadra manca ancora quel quiz per vincere. (attribuita a [[Carlo Parola]]) *Attenti a non travasare quello che vi ho detto. (attribuita a [[Pietro Anastasi]]) *Bisogna credere nella forza delle idee e soprattutto portarle avanti con i piedi. ([[Nicola Calathopoulos]]) *Boškov è sul filo del trapezio. ([[Maurizio Mosca]]) *C'è qualche mano che vola in direzione del proprio avversario. ([[Enzo Foglianese]]) *C'è spazio per la penetrazione di Penev. ([[Sandro Piccinini]]) *Ci sono froci in nazionale?<ref>In risposta alle affermazioni del giornalista [[Alessandro Cecchi Paone]], {{cfr}} «Nella nazionale di Prandelli ci sono sicuramente due omosessuali, un bisessuale e tre metrosexual. Il resto sono sani etero sessuali, simpaticamente e normalmente rozzi.»</ref> Se penso quello che dico sai che cosa viene fuori... ([[Antonio Cassano]]) *Ci sta che l'assistente l'abbia vista fuori, ma vedendo anche la reazione dei calciatori della Roma... Tutti con le teste basse, non è che ci sono alze. ([[Antonio Conte]]) *Come tutte le squadre africane, la qualità migliore della Giamaica è la forma fisica. ([[Edinson Cavani]]) *[[Mario Corso|Corso]] e [[Giancarlo De Sisti|De Sisti]] hanno fatto la sua partita. (attribuita a [[Ferruccio Valcareggi]]) *{{NDR|Riferito alla squalifica di Asprilla del Parma}} Credo che la defezione burocratica del negretto ci agevoli. ([[Giuseppe Marchioro]]) *Dallo stadio Partenio, Napoli-Juventus!<ref>Il Partenio è lo stadio dell'Avellino, mentre il Napoli disputa le partite casalinghe allo stadio San Paolo.</ref> ([[Fabio Caressa]]) *{{NDR|Nel 2007}} Do al Torino il bentornato in serie A.<ref>In quell'occasione era stata promossa la Juventus e non il Torino, che militava già in Serie A.</ref> ([[Claudio Ranieri]]) *È sceso in campo un Genoa molto accorto: 4 uomini in linea dietro, 4 uomini in linea davanti e solo [[Carlos Alberto Aguilera|Aguilera]] in attacco. ([[Pier Paolo Cattozzi]]) *È crollato un tecnico, qui accanto a noi. Siamo in una postazione di sacrificio. ([[Ennio Vitanza]]) *È stato un avversario molto ostico ma anche agnostico. ([[Arrigo Sacchi]]) *Ferri ha riportato – lo diciamo per tranquillizzare i famigliari – la frattura della mandibola. ([[Enzo Foglianese]]) *Frittata viola nella sorpresa dell'uovo di Pasqua anticipata a Firenze contestazione muta e sonora oltre che iconica. ([[Marcello Giannini]]) *Giochiamo in Provenza, ma non so in Provenza di cosa. ([[Edmeo Lugaresi]]) *Gli altri cercavano le palle lunghe, noi giocavamo con le palle a terra. ([[Nevio Scala]]) *Ho parlato di Batman che odia la kriptonite. Era, mi hanno detto, Nembo Kit. ([[Carlo Pellegatti]]) *I russi sono forti come cavalieri, io lo so perché di cavalli me ne intendo. ([[Salvatore Bagni]]) *Il campionato è finito, ma gli esami non finiscono mai. Come diceva [[Totò]]. ([[Giampiero Galeazzi]]) *Il ct [[Azeglio Vicini|Vicini]] è caduto dal balcone di casa: cose che succedono. ([[Gianfranco De Laurentiis]]) *Il giocatore a terra non è [[Pierluigi Casiraghi|Casiraghi]], come avevo detto: forse è Eranio. Però, sai: Casiraghi, Eranio... siamo lì. ([[Ezio Luzzi]]) *Incrocio le dite. ([[Aldo Biscardi]]) *Io gliel'ho detto a [[Massimo Moratti|Moratti]], caccia via quel filippino... {{NDR|[[Erick Thohir]]}} che l'ha preso a fa'... ([[Massimo Ferrero]]) *Io sono interista da quando l'Inter comprò il trio degli olandesi<ref>I tre olandesi a cui classicamente si fa riferimento sono [[Marco van Basten]], [[Frank Rijkaard]] e [[Ruud Gullit]] e giocarono nel Milan, non nell'Inter.</ref> e poi con l'arrivo di Ronaldo. ([[Erick Thohir]]) *La domanda la domando al sindaco di Verona. ([[Gianni Minà]]) *La manovra... trova i giallorossi in maglia quasi tutta bianca. ([[Marcello Giannini]]) *La politica non deve finire come se fosse un derby perenne, come se fossimo sempre a Inter-Milan, Lazio-Roma o Torino-Sampdoria. ([[Francesco Pionati]]) *Ma si sa: quando il lupo non arriva all'uva dice che è amara... ([[Antonio Conte]]) *[[Marcello Lippi|Lippi]] è un allenatore eccezionale che non esce mai dal macinato. ([[Franco Scoglio]]) *{{NDR|Nel 2016}} Non sono felice di come vadano le cose attualmente. In Italia non si vince la Champions da quando il Milan non la conquistò contro il Liverpool nel 2007.<ref>In realtà, nel 2010, l'Inter aveva vinto la sua terza Champions League della storia, battendo il Bayern Monaco 2-0.</ref> ([[Gianluigi Buffon]]) *Oggi è una giornata dove potevamo avere i denti, a un certo punto son caduti e abbiamo azzannato il pane. ([[Giuseppe Sannino]]) *{{NDR|Durante Chievo-Milan}} Paolo Maldini ha subìto un colpo alla testa... meglio così. ([[Salvatore Bagni]]) *{{NDR|A [[Parigi]] chiedendo un limone al cameriere}} Per favore vorrei del citroen. (attribuita a [[Pietro Anastasi]]) *Per il settore tecnico c'è l'allenatore. Fiat lux, faccia lui. Altrimenti sine qua non, siamo qui noi. ([[Renato Dall'Ara]]) *Quando ci sono i capovolti di fronte. ([[Ivano Bonetti]]) *Quando giocavo con la Roma e con la Lazio, conobbi Marco Mezzaroma.<ref>In carriera Mancini non ha mai giocato con la Roma.</ref> ([[Roberto Mancini]]) *Qui al Processo le polemiche fioccano come nespole. ([[Aldo Biscardi]]) *Se tutti stessero al gioco simpaticamente, sdrammatizzamente come Tacconi, il calcio sarebbe perfetto. ([[Maurizio Mosca]]) *Se sapevo che rimanesse, avrei detto rimane. ([[Francesco Totti]]) *Si giocheranno due quarti d'ora di 15 minuti ciascuno. (attribuita a [[Nando Martellini]]) *Siamo tutti uomini umani. ([[Edmeo Lugaresi]]) *Skuhravy, al volo, attraversa tutto lo specchio della porta. ([[Giorgio Bubba]]) *Sono completamente d'accordo a metà con il mister. ([[Luigi Garzya]]) *Sono completamente d'accordo con il mister, ma a metà. ([[Stefano Eranio]]) *{{NDR|Durante la presentazione al Manchester City}} Sono contento di aver firmato per il Chelsea... ([[Robinho]]) *Sono particolarmente orgoglioso di aver assunto la presidenza dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] dopo la dipartita di [[Angelo Moratti|Moratti]]. (attribuita a [[Ivanoe Fraizzoli]]) *{{NDR|Nel 2016}} Speriamo di qualificarci per i sedicesimi di Champions League.<ref>Fino all'edizione 2023-2024, la fase dei sedicesimi di finale si svolgeva solamente in Europa League, mentre in Champions League, una volta superata la fase a gironi, si accedeva direttamente agli ottavi di finale.</ref> ([[Claudio Ranieri]]) *{{NDR|Nel 2011}} Spero che il [[Bologna Football Club 1909|Bologna]] vada in A. ([[Virginio Merola]]) *Trapattoni non si discute: è il migliore allenatore d'Europa e, forse forse, anche d'Italia. ([[Mauro Bellugi]]) *Tutti gli appassionati di sport per l'inizio di Sessantesimo Minuto. ([[Lilli Gruber]]) *Undici gambe abbiamo noi, undici gambe hanno loro. ([[Oronzo Pugliese]]) ====[[Alessandro Altobelli]]==== *{{NDR|Nel ritiro dei mondiali Spagna '82 un giornalista spagnolo gli chiese: "''Tu eres casado?''" ("''Sei sposato?''")}} Certo che sono gasato: il Mondiale ti carica tantissimo. *{{NDR|Prima di una partita di beneficenza}} È veramente un onore fare qualcosa per questi bambini baciati in fronte dalla sfortuna. *Le esperienze bisogna vissurle... *Per la mia carriera devo ringraziare i miei genitori, ma in particolare mia madre e mio padre. *Questa Inter è come un carro armato a vele spiegate. *Purtroppo nella mia vita ho un solo cruccio: mi mancavano cinque anni per diventare geometra. ====[[Enrico Ameri]]==== *Fino a questo momento, dobbiamo dirlo... e non sappiamo se dirlo ma ve lo diciamo perché ormai ve lo abbiamo già detto... *Il risultato è apparso luminoso... sul tabellone luminoso. *L'arbitro fa cenno a una panchina di mettersi a sedere. *La palla è controllata da un altro controllore del pallone. *Mareggini si è tuffato mandando il palo molto vicino a Massaro. *Pari ribatte una ribattuta. *Qualche volta i nervi sono affiorati sul terreno di gioco. *Siamo giunti al quarantaduesimo minuto di recupero. *Sino a questo momento i due portieri non sono stati impegnati in parate rivelanti. *Sono finiti dopo 47 minuti di gioco i primi 45 minuti di gioco. *[[Rudi Völler|Voeller]] vola verso la linea centrale del quanto. ====[[Osvaldo Bagnoli]]==== *Che se loro aspetta che io li accendi... *L'Inter se avrebbe perso non meritava di perdere. *Probabilmente se l'avrei vinto... se l'avevo vinto io, probabilmente cercavo di sopportare quello che avevo perso. ====[[Franco Causio]]==== *A [[Cesena]] vorrei una camera con vista sul mare. (attribuita) *Il piede continua a farmi male, andrò dal pediatra. (attribuita) *Ma come ha fatto a sbagliare? Gli ho fatto un cross che era una pennellata! Sembrava un quadro di [[Luigi Pirandello|Pirandello]]! ====[[Riccardo Ferri]]==== *A livello europeo e mondiale trovare un terzino sinistro con ambedue i piedi è difficilissimo. *Mi sono girato su se stesso. (attribuita) *Voi giornalisti fermentate la violenza. (attribuita) ====[[Giovanni Invernizzi]]==== *I miei giocatori, di cui io sono il mister... (attribuita) *Non vorrei che tutti questi anagrammi clinici avessero confuso la squadra. (attribuita) *Ringrazio il pubblico di Firenze per la sua meravigliosa capienza. (attribuita) ====[[Angelo Massimino]]==== *A questo mondo c'è chi può e chi non può. Io può. (attribuita) *Al Catania manca amalgama? Ditemi dove gioca che lo compro. *{{NDR|Assaggiando il salmone}} Buono questo [[prosciutto]]. Peccato sappia di pesce. (attribuita) *I nostri tifosi ci seguono ovunque, in treno, in macchina, in nave, perfino con dei voli charleston. (attribuita) *Sto partendo per un Paese che non vi posso svelare per comprare due campioni brasiliani. ====[[Orfeo Pianelli]]==== *Se i tifosi continuano a protestare, parto per una destinazione innocua, non ho certo il dono dell'ambiguità. (attribuita) *Spero che tutti voi facciate il suo dovere. (attribuita) *Voi calciatori mi fate venire il pâté d'animo. (attribuita) ====[[Bruno Pizzul]]==== *E mister Trap prende appunti sul suo tacchino. *Ed ecco il fischio finale, che sanziona la vittoria per 2-0 dell'Italia sull'Ecuador. *L'[[arbitro]] manda i giocatori al riposo definitivo. ====[[Salvatore Schillaci]]==== *Certo, non ho un fisico da bronzo di Rialto. *È un gol che dedico in particolare a tutti. *Il [[Calcio (sport)|calcio]] si gioca con le palle a terra. *Sono contento di avere un carattere molto... molto eccezionale. ====[[Stefano Tacconi]]==== *Ho comprato un ruvido da restaurare. (attribuita) *Ho visto una mostra interessante. Quadri stranissimi dello spagnolo Calì e di un certo De Chierico. (attribuita) *I tifosi saranno sempre nei miei cuori. *Tutti dicono vedi [[Napoli]] e poi mori. Ma questo paese, Mori, dove si trova esattamente? (attribuita) ====[[Giovanni Trapattoni]]==== [[Immagine:Giovanni Trapattoni.jpg|thumb|«Non mettiamo il carro davanti ai buoi, ma lasciamo i buoi dietro al carro.» ([[Giovanni Trapattoni]])]] *[[Fabio Calcaterra|Calcaterra]] era un timido, ho dovuto violentarlo in ogni allenamento perché non prendeva l'iniziativa. *C'è maggior carne al fuoco al nostro arco, anche se l'arco lancia le frecce. *Forse per un rigore magari meno sbagliato sarebbe stato incensato invece che incensurato. *Ho voluto vedere cosa c'era dentro le viscere di questa truppa. *I maghi non esistono, quelli li bruciavano nelle piazze nel '300. *La nostra è una situazione di classifica non dico tranquilla. Ma sicuramente tranquilla. *Noi non compriamo uno qualunque per fare qualunquismo. (attribuita) *Non mettiamo il carro davanti ai buoi, ma lasciamo i buoi dietro al carro. *Quando sento parlare di immagine, penso immediatamente a certi bei limoni che poi, al momento dell'apertura, sono completamente senza sugo. *Sia chiaro però che questo discorso resta circonciso tra noi. (attribuita) *Guardando i risultati, posso dire che siamo sullo stesso pianerottolo delle altre. ====[[Walter Zenga]]==== *Guardiamoci le spalle e rimbocchiamoci le mani. (attribuita) *I miei giocatori sono mentalizzati per vincere lo scudetto. *Sì, questa è una delle storie più belle della pagina dell'Inter. *"Speriamo" è un aggettivo che non voglio utilizzare parlando del rientro di [[Ronaldo]]. ===Ciclismo=== *Adesso sono un po' raffredolito. (attribuita a [[Franco Chioccioli]]) *In salita ho lottato più meglio degli scalatori. ([[Claudio Chiappucci]]) *Il commissario tecnico ha canonizzato a dovere i suoi corridori. ([[Marco Civoli]]) *Non ho niente da demeritarmi. ([[Claudio Chiappucci]]) *Per certi giornalisti sono un po' un capo espiatorio. ([[Claudio Chiappucci]]) *Riuscire a portare la maglia rosa a Milano è stato una cosa molto bellissima. ([[Franco Chioccioli]]) ===Tennis=== *[[Björn Borg|Borg]] ha fatto un rovescio che sembrava una bomba al Nepal. ([[Giampiero Galeazzi]]) *Il [[tie-break|tiebreak]] è come una roulotte! ([[Giampiero Galeazzi]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Gaffe]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|etichetta=gaffe|w=gaffe|w_preposizione=sulle}} [[Categoria:Fraseologia]] [[Categoria:Raccolte]] 13b2hda9y1xq7xnwbd4bdvkwsv18bip Thomas Edison 0 1774 1412882 1320173 2026-05-07T22:05:42Z Kairahbyte 103392 aggiunta citazione 1412882 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Thomas Edison.jpg|thumb|Thomas Edison nel 1915]] '''Thomas Alva Edison''' (1847 – 1931), inventore e imprenditore statunitense. ==Citazioni di Thomas Alva Edison== Non mi scoraggio, perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti <ref> Citato in Anthony Robbins, ''Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, economico'', traduzione di Tilde Riva e Nicoletta Rosati, Bompiani, 2020, p.46, ISBN 9788845294945 </ref> *Chiunque controlli il [[cinema]], controlla il mezzo più potente di penetrazione delle masse!<ref>Citato in [[Bruno Amatucci]], ''Cinema – Il sogno continua'', Agiscuola, Perugia, 1989.</ref> *È assurdo dire che il nostro paese può emettere $ 30.000.000 in titoli ma non $ 30.000.000 in moneta. Entrambe sono promesse di pagamento; ma una promessa ingrassa l'usuraio, l'altra invece aiuta la collettività. :''It is absurd to say our country can issue $30,000,000 in bonds and not $30,000,000 in currency. Both are promises to pay; but one promise fattens the usurers, and the other helps people.''<ref>Da un commento alla politica monetaria di [[Henry Ford]] citato nell'articolo ''[http://select.nytimes.com/gst/abstract.html?res=F30E11F63B5A1B7A93C4A91789D95F458285F9 "Ford sees wealth in Muscle Shoals"]'', ''New York Times'', 6 dicembre 1921, p. 6.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Entro 15 anni {{NDR|ovvero nel 1925}} verrà venduta per i veicoli elettrici più energia elettrica che per l'illuminazione. :''In 15 years, more electricity will be sold for electric vehicles than for light''.<ref>{{en}} Citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 249. ISBN 0-679-77806-3</ref> *Il [[genio]] è per l'1% ispirazione e per il 99% sudore. :''Genius is one percent inspiration, ninety-nine percent perspiration.''<ref>Dichiarazione orale del 1903 circa; riportata sull'''Harpers Monthly'', settembre 1932.</ref> *Il valore di un'[[idea]] sta nel metterla in pratica.<ref>Citato in ''Focus'', n. 117, p. 183.</ref> *Inquietudine è scontento – e il malcontento è la prima necessità del progresso. Mostratemi un uomo completamente [[soddisfazione|soddisfatto]]: vi mostrerò un fallimento.<ref>Da Thomas A. Edison e Dagobert D. Runes, ''The Diary and Sundry Observations of Thomas Alva Edison'', 1948, p. 110.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} La mania della [[radio]]... si estinguerà presto. : ''The radio craze... will die out in time''<ref>Affermazione del 1922; citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 228. ISBN 0-679-77806-3</ref> *Renderemo l'elettricità tanto economica che solamente i ricchi useranno le candele.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della fisica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2021, p. 149. ISBN 9788858029589</ref> ===Attribuite=== *Non ho fallito. Ho solo provato 10.000 metodi che non hanno funzionato. :''I have not failed. I've just found 10,000 ways that won't work''.<ref>Citata in [J. L.] Elkhorne, ''Edison — The Fabulous Drone'', in "73", [http://www.arimi.it/wp-content/73/03_March_1967.pdf Vol. XLVI, No. 3], marzo 1967, p. 52.</ref> ==Citazioni su Thomas Alva Edison== *Se Edison deve cercare un ago in un pagliaio procede con la diligenza dell'ape nell'esaminare paglia per paglia fino a quando trova l'oggetto della sua ricerca. Ero testimone dispiaciuto di tale comportamento, sapendo che un po' di teoria e di calcoli avrebbero evitato il novanta per cento del suo lavoro. ([[Nikola Tesla]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Edison, Thomas Alva}} [[Categoria:Imprenditori statunitensi]] [[Categoria:Inventori statunitensi]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] eemnwi9iuxci0q9om126gbw62awcwui Benjamin Disraeli 0 2801 1412881 1335398 2026-05-07T22:00:32Z Kairahbyte 103392 /* Citazioni di Benjamin Disraeli */ 1412881 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Disraeli.jpg|thumb|Benjamin Disraeli]] '''Benjamin Disraeli, I conte di Beaconsfield''' (1804 – 1881), uomo politico britannico. ==Citazioni di Benjamin Disraeli== *L'uomo coerente crede nel proprio destino, l'uomo instabile nel caso <ref> Citato in Anthony Robbins, '' Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, economico'', traduzione di Tilde Riva e Nicoletta Rosati, Bompiani, 2020, p.15, ISBN 9788845294945 </ref> *Chi può negare che [[Gesù di Nazareth]], il Figlio del Dio Altissimo venuto nella carne, sia l'etero vanto del popolo giudaico?!<ref>Citato in Nicola Martella, ''Offensiva intorno a Gesù'', vol II, Punto a croce 2000.</ref> *È molto più facile essere critici che essere corretti. :''This shows how much easier it is to be critical than to be correct''.<ref>Dal discorso alla House of Commons, 24 gennaio 1860.</ref> *[La sanità pubblica è] il fondamento su cui riposano la felicità del popolo e la potenza dello Stato.<ref>Citato da Aldo Cucchi nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg01/lavori/stenografici/sed0437/sed0437.pdf Seduta pomeridiana del 4 aprile 1950] della Camera dei Deputati.</ref> *Il giovine che non guarda in alto guarda al basso, e lo spirito che non ispazia è destinato forse a strisciare. Colui che ha una norma nobile di vivere e di pensare si comporterà meglio per certo di colui che non ne ha alcuna.<ref>Citato in [[Samuel Smiles]], ''Chi si aiuta Dio l'aiuta'', traduzione di Cesare Donati, E. Treves editore, Milano, 1871<sup>6</sup>, pp. 316-317.</ref> *Il mio concetto di persona piacevole è quello di una persona che è d'accordo con me. :''"My idea of an agreeable person," said Hugo Bohun, "is a person who agrees with me"''.<ref>Da ''Lothair'', 1870, cap. 35.</ref> *Il mondo è governato da tutt'altri personaggi che neppure immaginano coloro il cui occhio non giunge dietro le quinte.<ref>Citato in Curzio Nitoglia, ''Per padre il diavolo: un'introduzione al problema ebraico secondo la tradizione cattolica'', Barbarossa, 2002, p. 208.</ref> *[Il Poor Law Amendment Act del 1834] annuncia al mondo che in Inghilterra la povertà è un crimine.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 91. ISBN 9788858029596</ref> *Il segreto del [[successo]] risiede nella costanza con cui si persegue uno scopo. :''The secret of success is constancy to purpose''.<ref>Dal discorso al banchetto della National Union of Conservative and Constitutional Associations, Crystal Palace, Londra, 24 giugno 1872, citato in "Mr. Disraeli at Sydenham", The Times, 25 June 1872, p. 8.</ref> *Il [[successo]] è figlio dell'[[audacia]]. :''Success is the child of audacity''.<ref>Da ''The Rise of Iskander'', 1833, cap. 4.</ref> *In realtà noi siamo una nazione di bottegai.<ref>Da ''The Young Duke'', I; citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, ''Il libro dei mille savi'', Hoepli, Milano, 2022. ISBN 978-88-203-3911-1</ref> *L'arte di [[citare]] esige in pratica più abilità di quanta si possa credere da chi in una citazione non vede altro che un estratto.<ref>Da ''Curiosities of Literature''; citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, ''Il libro dei mille savi'', § 1197, Hoepli, Milano, 1927, p. 144.</ref> *L'assassinio non ha mai cambiato la [[storia]] del [[mondo]]. :''Assassination has never changed the history of the world''.<ref>Dal discorso alla House of Commons dopo l'omicidio di [[Abramo Lincoln]], 1 maggio 1865.</ref> *L'[[uomo]] è una scimmia, oppure un angelo. Ora io sono dalla parte degli angeli. :''Is man an ape or an angel? Now, I am on the side of the angels!''<ref>Dal discorso all'Oxford Diocesan Conference, 25 novembre 1864.</ref> *La [[delusione]] della maturità segue l'illusione della gioventù.<ref>Citato in ''Focus'' n. 67, p. 169.</ref> *La determinatezza non è il linguaggio della [[politica]]. :''Finality, Sir, is not the language of politics''.<ref>Dal discorso alla House of Commons, 28 febbraio 1859.</ref> *La [[disperazione]] è la conclusione degli stolti. :''Despair is the conclusion of fools''.<ref>Da ''The Wondrous Tale of Alroy'', 10, 17.</ref> *La giovinezza è uno sproposito; la virilità, una lotta; la vecchiaia, un rimpianto.<ref>Da ''Coningsby'', III, 1; citato ne ''Il libro dei mille savi'', n. 7165.</ref> *La [[pazienza]] è l'ingrediente necessario per la genialità. :''Patience is a necessary ingredient of genius''.<ref>Da ''Contarini Fleming'', 1832, 4, 5.</ref> *Le piccole cose turbano le piccole anime.<ref>Da ''Sybil''.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *Lo [[studio]] è la [[distrazione]] di una [[mente]] osservatrice. :''Amusement to an observing mind is study''.<ref>Da ''Contarini Fleming'', 1832, 1, 23.</ref> *Non rifiuto mai; contraddico. E qualche volta dimentico. :''I never deny; I never contradict; I sometimes forget''.<ref>Citato in William Flavelle Monypenny e George Earle Buckle, ''The life of Benjamin Disraeli, Rarl of Beaconsfield'', Vol. 6 (1920), p. 463, ed in Henry W. Lucy, ''Memories of Eight Parliaments'', 1908, p. 66.</ref> *Ogni donna, e nessun uomo, dovrebbe [[matrimonio|sposarsi]].<ref>Da ''Lotario'', 30. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013. ISBN 9788858654644</ref> *Quel che è delitto fra la moltitudine è soltanto un vizio fra i pochi.<ref>Da ''Tancred, or the New Crusade'', 1847.</ref> *Se non sei molto abile, devi essere conciliante. :''If you are not very clever, you should be conciliatory''.<ref>Da ''Endymion'', 1880, cap. 85.</ref> *Tutto è razza e non c'è altra verità.<ref>1847, vol. I, p. 169; citato in Losurdo 2005, p. 267.</ref> *Un'università dovrebbe essere un luogo di luce, di [[libertà]] e di [[studio]]. :''A University should be a place of light, of liberty, and of learning''.<ref>Dal discorso alla House of Commons, 11 marzo 1873.</ref> *Un [[governo]] conservatore è ipocrisia organizzata.<ref>Dal discorso alla Camera dei Comuni del 17 marzo 1845.</ref> *Un politico usa i dati come un ubriaco il lampione: non per la luce ma per il sostegno.<ref>Citato in ''La settimana enigmistica'', n. 4102, pag. 12</ref> *Un precedente consacra un principio. :''A precedent embalms a principle''.<ref>Dal discorso alla House of Commons, 22 febbraio 1848.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]], sul [[canale di Suez]], il 26 marzo 1858<ref>Percy Hetherington Fitzgerald, ''The Great Canal at Suez'', Tinsley Brothers, 1878, vol. I, p. 105.</ref>}} Un tentativo inutile, assolutamente impossibile da realizzare.<ref>Citato in Alfredo Accatino, ''Imbecilli'', Salani, 2011, n. 42.</ref> *Uno scrittore che parla dei suoi libri è insopportabile quasi come una madre che parla dei suoi figli.<ref>Da ''Discorso a un banchetto'', Glasgow, 19 novembre 1873.</ref><ref name=e /> ===Attribuite=== *Ci sono tre tipi di [[bugie]]: le [[bugie]], le dannate [[bugie]] e le statistiche. :''There are three kinds of lies: Lies, Damn Lies, and Statistics''. ::Attribuita a Disraeli da Mark Twain in ''Chapters from My Autobiography — XX'', North American Review No. DCXVIII (5 luglio 1907). L'attribuzione è considerata inaffidabile, e l'origine è incerta (una delle prime pubblicazioni conosciute contenente questa frase è di Leonard H. Courtney). *La franchezza è la gemma più splendente della [[critica]]. :''Candour is the brightest gem of criticism''. ::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Si tratta di una citazione del padre, Isaac D'Israeli, tratta da ''The Curiosities of Literature'', in "Literary Journals". *Quando ho voglia di leggere un [[romanzo]], ne scrivo uno.<ref name="e" /> ==''Henrietta Temple''== *Ciò che ci attendiamo non capita quasi mai; generalmente capita ciò che meno ci aspettiamo. :''What we anticipate seldom occurs; what we least expected generally happens''. (2, 4) *È il [[tempo]] il grande medico. :''Time is the great physician''. (6, 9) *La [[magia]] del primo [[amore]] è la nostra [[ignoranza]] nel credere che possa durare per sempre. :''The magic of first love is our ignorance that it can ever end''. (4, 1) ==''Vivian Grey''== *C'è [[moderazione]] persino nell'eccesso. :''There is moderation even in excess''. (VI, 1) *Come tutti i grandi [[viaggiatori]] ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto. *L'[[uomo]] non è la creatura delle circostanze. Le circostanze sono le creature dell'[[uomo]]. :''Man is not the creature of circumstances, circumstances are the creatures of men''. (VI, 7) *Le delusioni dell'età matura seguono le illusioni della [[gioventù]]. :''The disappointment of manhood succeeds to the delusion of youth''. (VIII, 4) *Odio le definizioni. :''I hate definitions''. (II, 6) *Un [[uomo]] [[coerenza|coerente]] crede nel [[destino]], un [[uomo]] capriccioso nel caso.<ref name="e" /> ==Citazioni su Benjamin Disraeli== *Come oratore [...] la sua prima comparsa alla Camera fu un fiasco compiuto. Quantunque foggiate in istile pretensioso e sublime, le sue sentenze furono accolte da ilarità generale; ma egli pose fine al suo dire con un detto che divenne una profezia. Prostrato sotto le risa ond'era stata accolta la sua manierata eloquenza esclamò: «Ho cominciato a più riprese molte cose e non sono riuscito in alcuna; io mi taccio ora, ma verrà tempo che mi porgerete ascolto.» E il tempo venne; e l'attenzione e il favore che Disraeli seppe procacciarsi da ultimo col suo dire nella prima assemblea politica del mondo sono una prova luminosa di quel che possono la risolutezza e l'{{sic|energìa}}. ([[Samuel Smiles]]) *Fra i personaggi, che hanno figurato in prima linea nella Storia del secolo passato, Disraeli è uno dei più interessanti. ''Homo novus'' in tutta l'estensione del termine; figlio d'un ebreo convertito, di origine italiana; privo di relazioni influenti e senza grande fortuna; mal visto da una buona parte del parlamento e disprezzato dall'altra; di carattere scettico e mancante di convinzioni forti e sincere; posatore eccentrico e vanitoso, egli possedeva molti degli attributi, che creano gli spostati. Ma era perseverante ed audace, indifferente ai colpi d'una avversa fortuna ed ampiamente dotato di quella lunga pazienza, che un motto francese dà come definizione del genio. Si aggiungano a tali caratteristiche un'intelligenza viva e versatile, una illimitata fiducia in sé stesso, una smodata ambizione e un meraviglioso senso d'opportunità. ([[Daniele Varè]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Benjamin Disraeli, ''Tancred; or, The New Crusade'', 2 voll., Tauchnitz, Leipzig, 1847. *Domenico Losurdo, ''Controstoria del liberalismo'', Laterza, 2005. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Disraeli, Benjamin}} [[Categoria:Primi ministri del Regno Unito]] q5uasnjxmx2929a2lqz80znuj9kxcii 1412884 1412881 2026-05-07T22:13:58Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1412881|1412881]] di [[Special:Contributions/Kairahbyte|Kairahbyte]] ([[User talk:Kairahbyte|discussione]]) c'è già, cfr. [[#Vivian Grey]] 1412884 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Disraeli.jpg|thumb|Benjamin Disraeli]] '''Benjamin Disraeli, I conte di Beaconsfield''' (1804 – 1881), uomo politico britannico. ==Citazioni di Benjamin Disraeli== *Chi può negare che [[Gesù di Nazareth]], il Figlio del Dio Altissimo venuto nella carne, sia l'etero vanto del popolo giudaico?!<ref>Citato in Nicola Martella, ''Offensiva intorno a Gesù'', vol II, Punto a croce 2000.</ref> *È molto più facile essere critici che essere corretti. :''This shows how much easier it is to be critical than to be correct''.<ref>Dal discorso alla House of Commons, 24 gennaio 1860.</ref> *[La sanità pubblica è] il fondamento su cui riposano la felicità del popolo e la potenza dello Stato.<ref>Citato da Aldo Cucchi nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg01/lavori/stenografici/sed0437/sed0437.pdf Seduta pomeridiana del 4 aprile 1950] della Camera dei Deputati.</ref> *Il giovine che non guarda in alto guarda al basso, e lo spirito che non ispazia è destinato forse a strisciare. Colui che ha una norma nobile di vivere e di pensare si comporterà meglio per certo di colui che non ne ha alcuna.<ref>Citato in [[Samuel Smiles]], ''Chi si aiuta Dio l'aiuta'', traduzione di Cesare Donati, E. Treves editore, Milano, 1871<sup>6</sup>, pp. 316-317.</ref> *Il mio concetto di persona piacevole è quello di una persona che è d'accordo con me. :''"My idea of an agreeable person," said Hugo Bohun, "is a person who agrees with me"''.<ref>Da ''Lothair'', 1870, cap. 35.</ref> *Il mondo è governato da tutt'altri personaggi che neppure immaginano coloro il cui occhio non giunge dietro le quinte.<ref>Citato in Curzio Nitoglia, ''Per padre il diavolo: un'introduzione al problema ebraico secondo la tradizione cattolica'', Barbarossa, 2002, p. 208.</ref> *[Il Poor Law Amendment Act del 1834] annuncia al mondo che in Inghilterra la povertà è un crimine.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 91. ISBN 9788858029596</ref> *Il segreto del [[successo]] risiede nella costanza con cui si persegue uno scopo. :''The secret of success is constancy to purpose''.<ref>Dal discorso al banchetto della National Union of Conservative and Constitutional Associations, Crystal Palace, Londra, 24 giugno 1872, citato in "Mr. Disraeli at Sydenham", The Times, 25 June 1872, p. 8.</ref> *Il [[successo]] è figlio dell'[[audacia]]. :''Success is the child of audacity''.<ref>Da ''The Rise of Iskander'', 1833, cap. 4.</ref> *In realtà noi siamo una nazione di bottegai.<ref>Da ''The Young Duke'', I; citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, ''Il libro dei mille savi'', Hoepli, Milano, 2022. ISBN 978-88-203-3911-1</ref> *L'arte di [[citare]] esige in pratica più abilità di quanta si possa credere da chi in una citazione non vede altro che un estratto.<ref>Da ''Curiosities of Literature''; citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, ''Il libro dei mille savi'', § 1197, Hoepli, Milano, 1927, p. 144.</ref> *L'assassinio non ha mai cambiato la [[storia]] del [[mondo]]. :''Assassination has never changed the history of the world''.<ref>Dal discorso alla House of Commons dopo l'omicidio di [[Abramo Lincoln]], 1 maggio 1865.</ref> *L'[[uomo]] è una scimmia, oppure un angelo. Ora io sono dalla parte degli angeli. :''Is man an ape or an angel? Now, I am on the side of the angels!''<ref>Dal discorso all'Oxford Diocesan Conference, 25 novembre 1864.</ref> *La [[delusione]] della maturità segue l'illusione della gioventù.<ref>Citato in ''Focus'' n. 67, p. 169.</ref> *La determinatezza non è il linguaggio della [[politica]]. :''Finality, Sir, is not the language of politics''.<ref>Dal discorso alla House of Commons, 28 febbraio 1859.</ref> *La [[disperazione]] è la conclusione degli stolti. :''Despair is the conclusion of fools''.<ref>Da ''The Wondrous Tale of Alroy'', 10, 17.</ref> *La giovinezza è uno sproposito; la virilità, una lotta; la vecchiaia, un rimpianto.<ref>Da ''Coningsby'', III, 1; citato ne ''Il libro dei mille savi'', n. 7165.</ref> *La [[pazienza]] è l'ingrediente necessario per la genialità. :''Patience is a necessary ingredient of genius''.<ref>Da ''Contarini Fleming'', 1832, 4, 5.</ref> *Le piccole cose turbano le piccole anime.<ref>Da ''Sybil''.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *Lo [[studio]] è la [[distrazione]] di una [[mente]] osservatrice. :''Amusement to an observing mind is study''.<ref>Da ''Contarini Fleming'', 1832, 1, 23.</ref> *Non rifiuto mai; contraddico. E qualche volta dimentico. :''I never deny; I never contradict; I sometimes forget''.<ref>Citato in William Flavelle Monypenny e George Earle Buckle, ''The life of Benjamin Disraeli, Rarl of Beaconsfield'', Vol. 6 (1920), p. 463, ed in Henry W. Lucy, ''Memories of Eight Parliaments'', 1908, p. 66.</ref> *Ogni donna, e nessun uomo, dovrebbe [[matrimonio|sposarsi]].<ref>Da ''Lotario'', 30. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013. ISBN 9788858654644</ref> *Quel che è delitto fra la moltitudine è soltanto un vizio fra i pochi.<ref>Da ''Tancred, or the New Crusade'', 1847.</ref> *Se non sei molto abile, devi essere conciliante. :''If you are not very clever, you should be conciliatory''.<ref>Da ''Endymion'', 1880, cap. 85.</ref> *Tutto è razza e non c'è altra verità.<ref>1847, vol. I, p. 169; citato in Losurdo 2005, p. 267.</ref> *Un'università dovrebbe essere un luogo di luce, di [[libertà]] e di [[studio]]. :''A University should be a place of light, of liberty, and of learning''.<ref>Dal discorso alla House of Commons, 11 marzo 1873.</ref> *Un [[governo]] conservatore è ipocrisia organizzata.<ref>Dal discorso alla Camera dei Comuni del 17 marzo 1845.</ref> *Un politico usa i dati come un ubriaco il lampione: non per la luce ma per il sostegno.<ref>Citato in ''La settimana enigmistica'', n. 4102, pag. 12</ref> *Un precedente consacra un principio. :''A precedent embalms a principle''.<ref>Dal discorso alla House of Commons, 22 febbraio 1848.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]], sul [[canale di Suez]], il 26 marzo 1858<ref>Percy Hetherington Fitzgerald, ''The Great Canal at Suez'', Tinsley Brothers, 1878, vol. I, p. 105.</ref>}} Un tentativo inutile, assolutamente impossibile da realizzare.<ref>Citato in Alfredo Accatino, ''Imbecilli'', Salani, 2011, n. 42.</ref> *Uno scrittore che parla dei suoi libri è insopportabile quasi come una madre che parla dei suoi figli.<ref>Da ''Discorso a un banchetto'', Glasgow, 19 novembre 1873.</ref><ref name=e /> ===Attribuite=== *Ci sono tre tipi di [[bugie]]: le [[bugie]], le dannate [[bugie]] e le statistiche. :''There are three kinds of lies: Lies, Damn Lies, and Statistics''. ::Attribuita a Disraeli da Mark Twain in ''Chapters from My Autobiography — XX'', North American Review No. DCXVIII (5 luglio 1907). L'attribuzione è considerata inaffidabile, e l'origine è incerta (una delle prime pubblicazioni conosciute contenente questa frase è di Leonard H. Courtney). *La franchezza è la gemma più splendente della [[critica]]. :''Candour is the brightest gem of criticism''. ::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Si tratta di una citazione del padre, Isaac D'Israeli, tratta da ''The Curiosities of Literature'', in "Literary Journals". *Quando ho voglia di leggere un [[romanzo]], ne scrivo uno.<ref name="e" /> ==''Henrietta Temple''== *Ciò che ci attendiamo non capita quasi mai; generalmente capita ciò che meno ci aspettiamo. :''What we anticipate seldom occurs; what we least expected generally happens''. (2, 4) *È il [[tempo]] il grande medico. :''Time is the great physician''. (6, 9) *La [[magia]] del primo [[amore]] è la nostra [[ignoranza]] nel credere che possa durare per sempre. :''The magic of first love is our ignorance that it can ever end''. (4, 1) ==''Vivian Grey''== *C'è [[moderazione]] persino nell'eccesso. :''There is moderation even in excess''. (VI, 1) *Come tutti i grandi [[viaggiatori]] ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto. *L'[[uomo]] non è la creatura delle circostanze. Le circostanze sono le creature dell'[[uomo]]. :''Man is not the creature of circumstances, circumstances are the creatures of men''. (VI, 7) *Le delusioni dell'età matura seguono le illusioni della [[gioventù]]. :''The disappointment of manhood succeeds to the delusion of youth''. (VIII, 4) *Odio le definizioni. :''I hate definitions''. (II, 6) *Un [[uomo]] [[coerenza|coerente]] crede nel [[destino]], un [[uomo]] capriccioso nel caso.<ref name="e" /> ==Citazioni su Benjamin Disraeli== *Come oratore [...] la sua prima comparsa alla Camera fu un fiasco compiuto. Quantunque foggiate in istile pretensioso e sublime, le sue sentenze furono accolte da ilarità generale; ma egli pose fine al suo dire con un detto che divenne una profezia. Prostrato sotto le risa ond'era stata accolta la sua manierata eloquenza esclamò: «Ho cominciato a più riprese molte cose e non sono riuscito in alcuna; io mi taccio ora, ma verrà tempo che mi porgerete ascolto.» E il tempo venne; e l'attenzione e il favore che Disraeli seppe procacciarsi da ultimo col suo dire nella prima assemblea politica del mondo sono una prova luminosa di quel che possono la risolutezza e l'{{sic|energìa}}. ([[Samuel Smiles]]) *Fra i personaggi, che hanno figurato in prima linea nella Storia del secolo passato, Disraeli è uno dei più interessanti. ''Homo novus'' in tutta l'estensione del termine; figlio d'un ebreo convertito, di origine italiana; privo di relazioni influenti e senza grande fortuna; mal visto da una buona parte del parlamento e disprezzato dall'altra; di carattere scettico e mancante di convinzioni forti e sincere; posatore eccentrico e vanitoso, egli possedeva molti degli attributi, che creano gli spostati. Ma era perseverante ed audace, indifferente ai colpi d'una avversa fortuna ed ampiamente dotato di quella lunga pazienza, che un motto francese dà come definizione del genio. Si aggiungano a tali caratteristiche un'intelligenza viva e versatile, una illimitata fiducia in sé stesso, una smodata ambizione e un meraviglioso senso d'opportunità. ([[Daniele Varè]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Benjamin Disraeli, ''Tancred; or, The New Crusade'', 2 voll., Tauchnitz, Leipzig, 1847. *Domenico Losurdo, ''Controstoria del liberalismo'', Laterza, 2005. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Disraeli, Benjamin}} [[Categoria:Primi ministri del Regno Unito]] lvzku20h7kmlyfi9787gmodtkvjh1qk Boris Pasternak 0 2835 1412876 1407953 2026-05-07T21:41:01Z Kairahbyte 103392 /* Citazioni di Boris Pasternak */ 1412876 wikitext text/x-wiki [[File:Boris Pasternak in youth.jpg|thumb|Boris Pasternak durante la giovinezza (1908)]] {{Premio|Nobel|la letteratura '''(1958)''' '''Premio rifiutato'''}} '''Boris Leonidovič Pasternak''' (1890 – 1960), poeta e scrittore russo. ==Citazioni di Boris Pasternak== *L'uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere <ref> Da ''Dottor Zivago'', 1957 </ref> *Alla fine del secolo [[Mosca (Russia)|Mosca]] conservava ancora la sua vecchia fisionomia di angolo remoto, tanto pittoresco da sembrare favoloso, con le caratteristiche leggendarie di una terza [[Roma]] e di una capitale dell'epoca eroica, nella magnificenza delle sue stupende, innumerevoli chiese.<ref>Da ''Autobiografia'', traduzione di Sergio d'Angelo, Feltrinelli, Milano, 1990, p. 21. ISBN 88-07-05078-1</ref> *Anche se con [[Majakovskij]] ci davamo del lei e con [[Esenin]] del tu, i nostri incontri furono ancora più rari. Si potrebbero contare sulla punta delle dita, ed andavano immancabilmente a finir male. O ci giuravamo eterna fedeltà inondandoci di lacrime a vicenda, o ci picchiavamo di santa ragione e dovevano dividerci.<ref name=Esenin1>Citato in Elvira Watala, Wiktor Woroszylski, ''Vita di Sergej Esenin'', traduzione dal polacco di Vera Petrella, Vallecchi Editore Firenze, 1980.</ref> *Bisogna essere di un'irrimediabile nullità per sostenere un solo ruolo nella vita, per occupare un solo ruolo nella vita, per occupare un solo e medesimo posto nella società, per significare sempre la stessa cosa.<ref>Citato in ''Focus'' n. 95, p. 154.</ref> *Dai tempi di Kol'cov la terra russa non aveva più prodotto nulla di più genuino, di più naturale, di più rispondente e nativo di [[Sergej Esenin]], gratificando così la sua epoca con rara naturalezza e senza gravare il dono con gli interessi del populismo... Esenin era un vivo frammento pulsante di quell'arte che, con [[Puskin]], noi definiamo il più alto principio mozartiano, l'elemento mozartiano.<ref name=Esenin>Citato in Sergej Aleksandrovic Esenin, ''Russia e altre poesie'', Baldini Castoldi Dalai, 2007.</ref> *Esenin considerò la sua vita come una favola... Anche le sue poesie le scrisse come fiabe, ora disponendo le parole come un solitario, ora vergandole col sangue del suo cuore. La sua cosa più valida è l'immagine della natura in cui nacque, boschiva, russo-centrale, di Rjazan', resa con la stessa abbagliante freschezza con cui gli si era rivelata nell'infanzia.<ref name=Esenin1></ref> *{{NDR|Riferito a [[Lev Tolstoj]] sul letto di morte}} In un angolo non giaceva una montagna, ma un vecchietto raggrinzito, uno di quei vecchi creati da Tolstoj, da lui descritti e fatti conoscere a decine nelle sue pagine. Tutt'intorno crescevano giovani abeti. Il sole al tramonto segnava la camera con quattro fasci di luce obliqui...<ref>Citato come didascalia a una illustrazione fuori testo in [[Tat'jana Tolstaja|Tatiana Tolstoj]], ''Anni con mio padre'', traduzione di Roberto Rebora, Garzanti, Milano, 1978.</ref> *L'arte senza rischio e sacrificio interiore è impensabile.<ref>Citato in [[Vittorio Strada]], introduzione a Boris Pasternak, ''Opere narrative'', Mondadori, Milano, 1994, p. LXV.</ref> *Le correnti contemporanee hanno immaginato l'[[arte]] come una fontana, mentre essa è una spugna. Hanno deciso che l'arte deve zampillare, mentre essa deve succhiare e lasciarsi impregnare. Hanno ritenuto che l'arte si possa scomporre in metodi di rappresentazione, mentre essa è formata dagli organi di percezione. Deve essere sempre tra gli spettatori, e guardare ogni cosa in maniera sempre più pura, sempre più recettiva, sempre più fedele.<ref>Da ''Alcune posizioni'', ne ''La reazione di Wassermann. Saggi e materiali sull'arte'', a cura di Cesare G. De Michelis, Marsilio, Venezia, 1970, p. 50.</ref> *''Non dormire, non dormire, artista | al sonno non ti abbandonare | Sei ostaggio dell'eternità | prigioniero del tempo''.<ref>Da ''Notte'', in ''Poesie'', traduzione di B. Carnevali, Roma, 1978, p. 231; citato in Aldo Cazzago, ''«I vostri occhi esperti di lacrime»'', ''Communio'', n. 134, marzo-aprile 1994, p. 87.</ref> *Quanto coraggio ci vuole per [[recitazione|recitare]] nei secoli, come recitano i burroni, come recita il fiume.<ref>Citato in [[Enzo Biagi]], ''In Russia''.</ref> ==''Il dottor Živago''== ===[[Incipit]]=== Andavano e sempre camminando cantavano ''eterna memoria''<ref>Nella liturgia ortodossa queste parole sono cantate al termine del rito funebre all'interno della chiesa, prima che il corpo venga portato fuori, e sono poi ripetute lungo la via verso il cimitero, intervallate da altri canti funebri (2017).</ref>, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto.<br/>I passanti facevano largo al corteo, contavano le corone, si segnavano. I curiosi, mescolandosi alla fila, chiedevano: "Chi è il morto?" La risposta era: "Živago." "Ah! allora si capisce." "Ma non lui. La moglie." "È lo stesso. [[Dio]] l'abbia in gloria. Gran bel funerale." ===Citazioni=== *Era un'asciutta giornata di gelo del principio di novembre, con un cielo calmo, d'un grigio plumbeo: radi fiocchi di neve, da poterli contare, volteggiavano a lungo ed evasivamente prima di toccare il suolo e d'annidarsi poi, polvere grigia e lanuginosa, nelle buche della strada. (parte I, ''Una ragazza di un'altra cerchia'', 8) *"I ragazzi sparano," pensò Lara. E non si riferiva solo a Nika e a Patulja, ma a tutta la città che sparava. "Bravi ragazzi, onesti," pensò. "Sono bravi. Per questo sparano." (parte I, ''Una ragazza di un'altra cerchia'', 18) *"Che posso dirvi," rispose Jura. Si mosse irrequieto sulla seggiola, si alzò, fece alcuni passi e sedette di nuovo. "Prima di tutto, domani vi sentirete meglio, ci sono i sintomi, son pronto a farmi tagliare la testa. E poi: la morte, la coscienza, la fede nella resurrezione... Volete sapere la mia opinione di naturalista? Non sarebbe meglio un'altra volta? No? Subito? Bene, come volete. Solo che è una cosa difficile, così, di punto in bianco." E le improvvisò una lezione vera e propria, meravigliato egli stesso che gli riuscisse.<br />"La resurrezione. Nella forma più volgare in cui se ne parla, a consolazione dei deboli, mi è estranea. E anche le parole di Cristo sui vivi e sui morti io le ho intese sempre in altro modo. Dove mettereste questi immensi eserciti arruolati in tutti i millenni? Non basterebbe l'universo, e la divinità, il bene e il raziocinio dovrebbero cedere il posto. In quell'avida calca animalesca sarebbero schiacciati.<br />"Ma, nel tempo, sempre la medesima vita, incommensurabilmente identica, riempie l'universo, a ogni ora si rinnova in innumerevoli combinazioni e trasformazioni. Ecco, voi vi preoccupate se risorgerete o meno, mentre siete già risorta, senza accorgervene, quando siete nata.<br />"Sentirete dolore? Sente forse il tessuto la propria dissoluzione? Cioè, in altre parole, che sarà della vostra coscienza? Ma che cos'è la coscienza? Vediamo. Desiderare coscientemente di dormire è insonnia garantita, tentare coscientemente di avvertire il lavorio della propria [[digestione]] è esattamente voler perturbare la sua innervazione. La coscienza è un veleno, un mezzo di autoavvelenamento per il soggetto che la applica su se stesso. La coscienza è luce, proiettata al di fuori, che illumina la strada davanti a noi, perché non si inciampi. La coscienza sono i fari accesi davanti a una locomotiva che corre. Rivolgete la loro luce all'interno e succederà una catastrofe.<br />"Dunque, che sarà della vostra coscienza? Della vostra. La vostra. Ma voi, che cosa siete? Qui sta il punto. Guardiamo meglio. In che modo avete memoria di voi stessa, di quale parte del vostro organismo siete cosciente? Dei vostri reni, del fegato, dei vasi sanguigni? No, per quanto ricordiate, di voi vi siete sempre accorta in una estrinsecazione, in un atto, nelle opere delle vostre mani, in famiglia, fra gli altri. E, ora, state bene attenta. L'uomo negli altri uomini, ecco che cos'è l'anima dell'uomo. Ecco che cosa siete voi, ecco di che cosa ha respirato, si è nutrita, si è abbeverata per tutta la vita la vostra coscienza. Della vostra anima, della vostra immortalità, della vostra vita negli altri. E allora? Negli altri siete vissuta, negli altri resterete. Che differenza fa per voi se poi ciò si chiamerà memoria? Sarete ancora voi, entrata a far parte del futuro.<br />"Un'ultima cosa. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. La morte non esiste. La morte non riguarda noi. Ecco, voi avete parlato di talento, questa è un'altra cosa, una cosa nostra, scoperta da noi. E il talento, nella sua nozione più alta e più lata, è il dono della vita.<br />"Non vi sarà morte, dice [[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni Evangelista]]:<ref>''Apocalisse'', 21, 4. Uno dei primi titoli del romanzo, risalente al 1946, era stato proprio ''Non ci sarà la morte'' e l'epigrafe avrebbe dovuto consistere nelle parole prese dall'''Apocalisse'' di Giovanni. (2017)</ref> guardate come è semplice la sua argomentazione. Non vi sarà morte, perché il passato è ormai trascorso. Quasi come dire: non vi sarà morte, perché questo è già stato visto, è vecchio e ha stancato, e ora occorre qualcosa di nuovo e il nuovo è la vita eterna."<br />Parlando Jura passeggiava per la stanza. "Dormite," disse accostandosi al letto e ponendo le mani sulla testa dell'inferma. Passò qualche minuto e Anna Ivànovna cominciò ad assopirsi.<br />Silenziosamente Jura uscì dalla stanza e disse alla Egòrovna di richiamare l'infermiera. "Che diavolo," pensò, "sto diventando una specie di ciarlatano. Mi metto pure a fare scongiuri, a curare la gente imponendo le mani." (parte I, ''L'albero di Natale dagli Sventickij'', 3) *Oh, come alle volte, dalla mediocrità autoesaltatrice, dall'incessante vaniloquio degli uomini si vorrebbe fuggire nell'apparente silenzio della natura, nel muto carcere di un lungo tenace lavoro, nell'ineffabilità d'un sonno profondo, d'una vera musica, d'un tacito contatto dei sentimenti, col cuore ammutolito dalla sua pienezza! (parte I, ''L'addio al passato'', 5) *Si accorsero allora che solo la vita simile alla vita di chi ci circonda, la vita che si immerge nella vita senza lasciar segno, è vera vita, che la felicità isolata non è felicità, tanto che un'anitra e l'alcol, se unici nella città, non sembrano più nemmeno anitra e alcol. Era questo che amareggiava più di ogni altra cosa. (parte I, ''L'accampamento di Mosca'', 4) *La [[politica]] non mi dice nulla. Non mi piacciono gli uomini indifferenti alla verità. (parte II, ''L'arrivo'', 4) *È bene quando una persona contraddice le nostre [[Aspettativa|aspettative]], quando è diversa dall'immagine che ce ne siamo fatta. Appartenere a un tipo significa la fine dell'uomo, la sua condanna. Se non si sa invece come catalogarlo, se non è 'caratteristico', allora possiede già la metà dei requisiti desiderabili, è libero da se stesso, con un granello in sé di assoluto. (parte II, ''Varýkino'', 13) *L'uomo nasce per [[vivere]], non per prepararsi alla vita. (parte II, ''Varýkino'', 13) *Si convinse che l'arte è sempre al servizio della bellezza e la bellezza è la felicità di dominare la forma, che la forma è il presupposto organico dell'esistenza; e che, per esistere, ogni cosa vivente deve possedere la forma, e che, di conseguenza, tutta l'arte, non esclusa quella tragica, è il racconto della felicità di esistere. (parte II, ''Varýkino'', 14) *Sognò un oscuro mattino d'inverno, in una popolata via di Mosca, ancora illuminata (a quanto pareva, era prima della rivoluzione), con la precoce animazione mattutina, lo scampanellare dei primi tram, la luce dei lampioni notturni che segnavano di strisce gialle la neve grigia dei primi albori sul selciato. [...]<br />Da un'estremità all'altra dell'appartamento si muoveva in faccende, frettolosa e silenziosa, Lara, con una vestaglia da mattina infilata alla meglio, e lui le andava dietro infastidendola tutto il tempo con spiegazioni insulse e fuori luogo. Lara non aveva un minuto da dedicargli, e gli rispondeva, senza fermarsi, solo volgendo la testa dalla sua parte con sguardi affabilmente perplessi e innocenti scoppi della sua inconfondibile risata argentina, uniche forme di intimità ormai rimaste tra loro. Così lontana, così fredda e attraente era colei cui aveva dato tutto, posposto tutto e al cui confronto tutto gli era parso trascurabile e senza valore! (parte II, ''Di fronte alla casa con le statute'', 8) *Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita. (parte II, ''Di fronte alla casa con le statute'', 12) *In molti versetti<ref>''Stichiry'', versetti cantati al termine dei salmi serali e mattutini (2017).</ref> la [[maternità]] immacolata di [[Maria]] viene paragonata al [[passaggio del Mar Rosso]] da parte degli Ebrei. Per esempio, nel versetto: 'Nel Mar Morto è stata tracciata una volta l'immagine della Vergine Sposa'<ref>Citazione imprecisa dal ''Theotokion'', il cantico alla Vergine contenente anche un insegnamento dogmatico sul Cristo. (2017)</ref>. (parte II, ''Di fronte alla casa con le statute'', 17) *Vivere significa sempre tendere in avanti, verso l'alto, verso la [[perfezione]], e raggiungerla. (parte II, ''Conclusione'', 7) ===[[Explicit]]=== Agli amici ormai invecchiati, seduti presso la finestra, pareva che quella libertà dell'anima fosse giunta, che proprio quella sera il futuro si fosse tangibilmente calato in quelle vie, là sotto, che loro stessi fossero entrati nel futuro e ivi si trovassero d'ora in poi. Una gioiosa, commossa sicurezza per quella sacra città e per tutta la terra, per i personaggi di questa storia giunti fino a quella sera e per i loro figli, li penetrò e li afferrò con una sommessa musica di felicità, che si effondeva lontano, tutt'attorno. Il piccolo quaderno tra le loro mani sembrava sapesse tutto questo e desse ai loro sentimenti un sostegno e una conferma. ===Citazioni su ''Il dottor Živago''=== *La condanna di Boris Leonidovič, della quale hanno avuto gran parte le invidie, le gelosie, i risentimenti dei pennivendoli zelanti che già spinsero [[Majakovskij]] al suicidio, è anche la condanna di tutta la sua generazione. Nell'opera di Pasternak, l'epoca è certamente resa meglio e con più intensità che nelle odi trionfali di tanti poeti che il tempo spazzerà inesorabilmente.<ref>da ''Il caso Pasternak'', 2 novembre 1958, Giangiacomo Feltrinelli Editore.</ref> ([[Angelo Maria Ripellino]]) *La nota più sorprendente del ''Dottor Zivago'' di Boris Pasternak è il suo arcaismo, arcaismo sia dell'idea sia dello stile, In occidente, il romanzo è stato accolto come esempio della recente rivolta russa contro lo [[stalin]]ismo e come la più completa espressione letteraria di quella rivolta. Ma ''Il dottor Zivago'' è tutto meno che questo, lontano com'è dalla [[Russia]] degli anni cinquanta e dalle esperienze, dalle difficoltà, dagli esami di coscienza dell'attuale generazione sovietica. ([[Isaac Deutscher]]) ==''Il salvacondotto''== *L'arte è realistica come l'attività, e simbolica come il fatto. *I nostri più innocui «buon giorno» e «arrivederci» non avrebbero senso alcuno, se il tempo non fosse pervaso dall'unità delle vicende della vita, cioè dall'interazione dell'ipnosi dell'esistenza. *{{NDR|Riferito a [[Vladimir Vladimirovič Majakovskij|Majakovskij]]}} Sin dall'infanzia egli fu guastato dal futuro, che dominò abbastanza preso e, in apparenza, senza gran difficoltà. ==''Poesie''== *''Ma l'ordine degli atti è già fissato, | e irrimediabile è il viaggio, sino in fondo. | Sono solo, tutto affonda nel farisaismo. | Vivere una vita non è attraversare un campo.'' (da ''Amleto'') *''Passeranno gli anni, ti [[matrimonio|sposerai]], | dimenticherai i disordini. | Essere [[donna]] è un gran passo, | fare impazzire è un'eroica impresa. || Pure, io, di fronte al prodigio di mani di donna, | del dorso e delle spalle e del collo, | con la devozione d'un servo | tutta la mia vita benedico. || Ma per quanto la notte m'incateni | con anelli d'angoscia, | più forte al mondo è la spinta a fuggire | e la passione invita alle rotture.'' (da ''Dichiarazione'') *''Succede il [[silenzio]], | ma come prima si soffoca, | e nel cielo come prima | i lampi frugano e frugano.'' (da ''Estate in città'') *''Anche la [[vita]] è un istante soltanto, | soltanto un dissolversi | di noi stessi in tutti gli altri, | come offertici in dono. || Solo uno sposalizio che dal basso | irrompe dentro le finestre, | solo una canzone, solo un sogno, | solo un [[piccione|colombo]] azzurrognolo.'' (da ''Lo sposalizio'') *''Una [[candela]] bruciava sul tavolo, | una candela bruciava''. (da ''Notte d'inverno'') {{NDR|Borís Leonídovic Pasternàk, ''Poesie'', in ''Il dottor Živago'', traduzione di Pietro Zveteremich, traduzione delle poesie di Mario Socrate, Feltrinelli, 2005. ISBN 88-07-83015-9}} ==Citazioni su Boris Pasternak== *Credo sia morto contento perché, almeno fuori, hanno pubblicato ''Il dottor Zivago'', e perché pensava di avere ragione. ([[Il'ja Grigor'evič Ėrenburg]]) *Lui era lì davanti alla mia scrivania l'uomo più generoso del mondo, cui fu dato di parlare a nome delle nuvole, delle stelle e del vento, che trovò parole eterne per la passione dell'uomo e la debolezza della donna. ([[Olga Ivinskaya]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Boris Pasternak, ''Il dottor Živago'', traduzione di Pietro Zveteremich e Mario Socrate, revisione di Mario Socrate, Maria Olsoufieva e Pietro Zveteremich, Feltrinelli, Milano, 2018. ISBN 9788858823521 *Boris Pasternak, ''Il dottor Živago'', traduzione di Serena Prina, Feltrinelli, Milano, 2017. ISBN 9788858831793 (edizione usata solo per le note al testo) *Boris Pasternak, ''Il salvacondotto'', Passigli, Firenze, 1998. ISBN 8836805094 ==Filmografia== *''[[Il dottor Živago]]'' (1965) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il dottor Živago||(1957)}} {{DEFAULTSORT:Pasternak, Boris}} [[Categoria:Poeti russi]] [[Categoria:Scrittori russi]] 16525hbyti80htb554c28nrjhsbjtsd 1412877 1412876 2026-05-07T21:46:22Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1412876|1412876]] di [[Special:Contributions/Kairahbyte|Kairahbyte]] ([[User talk:Kairahbyte|discussione]]) c'è già: "L'uomo nasce per vivere, non per prepararsi alla vita." Comunque per legge, come scritto in basso dopo aver cliccato sul pulsante "Modifica", bisognava citare una fonte completa, cioè comprensiva di editore e traduttore, e per le nostre convenzioni anche di anno 1412877 wikitext text/x-wiki [[File:Boris Pasternak in youth.jpg|thumb|Boris Pasternak durante la giovinezza (1908)]] {{Premio|Nobel|la letteratura '''(1958)''' '''Premio rifiutato'''}} '''Boris Leonidovič Pasternak''' (1890 – 1960), poeta e scrittore russo. ==Citazioni di Boris Pasternak== *Alla fine del secolo [[Mosca (Russia)|Mosca]] conservava ancora la sua vecchia fisionomia di angolo remoto, tanto pittoresco da sembrare favoloso, con le caratteristiche leggendarie di una terza [[Roma]] e di una capitale dell'epoca eroica, nella magnificenza delle sue stupende, innumerevoli chiese.<ref>Da ''Autobiografia'', traduzione di Sergio d'Angelo, Feltrinelli, Milano, 1990, p. 21. ISBN 88-07-05078-1</ref> *Anche se con [[Majakovskij]] ci davamo del lei e con [[Esenin]] del tu, i nostri incontri furono ancora più rari. Si potrebbero contare sulla punta delle dita, ed andavano immancabilmente a finir male. O ci giuravamo eterna fedeltà inondandoci di lacrime a vicenda, o ci picchiavamo di santa ragione e dovevano dividerci.<ref name=Esenin1>Citato in Elvira Watala, Wiktor Woroszylski, ''Vita di Sergej Esenin'', traduzione dal polacco di Vera Petrella, Vallecchi Editore Firenze, 1980.</ref> *Bisogna essere di un'irrimediabile nullità per sostenere un solo ruolo nella vita, per occupare un solo ruolo nella vita, per occupare un solo e medesimo posto nella società, per significare sempre la stessa cosa.<ref>Citato in ''Focus'' n. 95, p. 154.</ref> *Dai tempi di Kol'cov la terra russa non aveva più prodotto nulla di più genuino, di più naturale, di più rispondente e nativo di [[Sergej Esenin]], gratificando così la sua epoca con rara naturalezza e senza gravare il dono con gli interessi del populismo... Esenin era un vivo frammento pulsante di quell'arte che, con [[Puskin]], noi definiamo il più alto principio mozartiano, l'elemento mozartiano.<ref name=Esenin>Citato in Sergej Aleksandrovic Esenin, ''Russia e altre poesie'', Baldini Castoldi Dalai, 2007.</ref> *Esenin considerò la sua vita come una favola... Anche le sue poesie le scrisse come fiabe, ora disponendo le parole come un solitario, ora vergandole col sangue del suo cuore. La sua cosa più valida è l'immagine della natura in cui nacque, boschiva, russo-centrale, di Rjazan', resa con la stessa abbagliante freschezza con cui gli si era rivelata nell'infanzia.<ref name=Esenin1></ref> *{{NDR|Riferito a [[Lev Tolstoj]] sul letto di morte}} In un angolo non giaceva una montagna, ma un vecchietto raggrinzito, uno di quei vecchi creati da Tolstoj, da lui descritti e fatti conoscere a decine nelle sue pagine. Tutt'intorno crescevano giovani abeti. Il sole al tramonto segnava la camera con quattro fasci di luce obliqui...<ref>Citato come didascalia a una illustrazione fuori testo in [[Tat'jana Tolstaja|Tatiana Tolstoj]], ''Anni con mio padre'', traduzione di Roberto Rebora, Garzanti, Milano, 1978.</ref> *L'arte senza rischio e sacrificio interiore è impensabile.<ref>Citato in [[Vittorio Strada]], introduzione a Boris Pasternak, ''Opere narrative'', Mondadori, Milano, 1994, p. LXV.</ref> *Le correnti contemporanee hanno immaginato l'[[arte]] come una fontana, mentre essa è una spugna. Hanno deciso che l'arte deve zampillare, mentre essa deve succhiare e lasciarsi impregnare. Hanno ritenuto che l'arte si possa scomporre in metodi di rappresentazione, mentre essa è formata dagli organi di percezione. Deve essere sempre tra gli spettatori, e guardare ogni cosa in maniera sempre più pura, sempre più recettiva, sempre più fedele.<ref>Da ''Alcune posizioni'', ne ''La reazione di Wassermann. Saggi e materiali sull'arte'', a cura di Cesare G. De Michelis, Marsilio, Venezia, 1970, p. 50.</ref> *''Non dormire, non dormire, artista | al sonno non ti abbandonare | Sei ostaggio dell'eternità | prigioniero del tempo''.<ref>Da ''Notte'', in ''Poesie'', traduzione di B. Carnevali, Roma, 1978, p. 231; citato in Aldo Cazzago, ''«I vostri occhi esperti di lacrime»'', ''Communio'', n. 134, marzo-aprile 1994, p. 87.</ref> *Quanto coraggio ci vuole per [[recitazione|recitare]] nei secoli, come recitano i burroni, come recita il fiume.<ref>Citato in [[Enzo Biagi]], ''In Russia''.</ref> ==''Il dottor Živago''== ===[[Incipit]]=== Andavano e sempre camminando cantavano ''eterna memoria''<ref>Nella liturgia ortodossa queste parole sono cantate al termine del rito funebre all'interno della chiesa, prima che il corpo venga portato fuori, e sono poi ripetute lungo la via verso il cimitero, intervallate da altri canti funebri (2017).</ref>, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto.<br/>I passanti facevano largo al corteo, contavano le corone, si segnavano. I curiosi, mescolandosi alla fila, chiedevano: "Chi è il morto?" La risposta era: "Živago." "Ah! allora si capisce." "Ma non lui. La moglie." "È lo stesso. [[Dio]] l'abbia in gloria. Gran bel funerale." ===Citazioni=== *Era un'asciutta giornata di gelo del principio di novembre, con un cielo calmo, d'un grigio plumbeo: radi fiocchi di neve, da poterli contare, volteggiavano a lungo ed evasivamente prima di toccare il suolo e d'annidarsi poi, polvere grigia e lanuginosa, nelle buche della strada. (parte I, ''Una ragazza di un'altra cerchia'', 8) *"I ragazzi sparano," pensò Lara. E non si riferiva solo a Nika e a Patulja, ma a tutta la città che sparava. "Bravi ragazzi, onesti," pensò. "Sono bravi. Per questo sparano." (parte I, ''Una ragazza di un'altra cerchia'', 18) *"Che posso dirvi," rispose Jura. Si mosse irrequieto sulla seggiola, si alzò, fece alcuni passi e sedette di nuovo. "Prima di tutto, domani vi sentirete meglio, ci sono i sintomi, son pronto a farmi tagliare la testa. E poi: la morte, la coscienza, la fede nella resurrezione... Volete sapere la mia opinione di naturalista? Non sarebbe meglio un'altra volta? No? Subito? Bene, come volete. Solo che è una cosa difficile, così, di punto in bianco." E le improvvisò una lezione vera e propria, meravigliato egli stesso che gli riuscisse.<br />"La resurrezione. Nella forma più volgare in cui se ne parla, a consolazione dei deboli, mi è estranea. E anche le parole di Cristo sui vivi e sui morti io le ho intese sempre in altro modo. Dove mettereste questi immensi eserciti arruolati in tutti i millenni? Non basterebbe l'universo, e la divinità, il bene e il raziocinio dovrebbero cedere il posto. In quell'avida calca animalesca sarebbero schiacciati.<br />"Ma, nel tempo, sempre la medesima vita, incommensurabilmente identica, riempie l'universo, a ogni ora si rinnova in innumerevoli combinazioni e trasformazioni. Ecco, voi vi preoccupate se risorgerete o meno, mentre siete già risorta, senza accorgervene, quando siete nata.<br />"Sentirete dolore? Sente forse il tessuto la propria dissoluzione? Cioè, in altre parole, che sarà della vostra coscienza? Ma che cos'è la coscienza? Vediamo. Desiderare coscientemente di dormire è insonnia garantita, tentare coscientemente di avvertire il lavorio della propria [[digestione]] è esattamente voler perturbare la sua innervazione. La coscienza è un veleno, un mezzo di autoavvelenamento per il soggetto che la applica su se stesso. La coscienza è luce, proiettata al di fuori, che illumina la strada davanti a noi, perché non si inciampi. La coscienza sono i fari accesi davanti a una locomotiva che corre. Rivolgete la loro luce all'interno e succederà una catastrofe.<br />"Dunque, che sarà della vostra coscienza? Della vostra. La vostra. Ma voi, che cosa siete? Qui sta il punto. Guardiamo meglio. In che modo avete memoria di voi stessa, di quale parte del vostro organismo siete cosciente? Dei vostri reni, del fegato, dei vasi sanguigni? No, per quanto ricordiate, di voi vi siete sempre accorta in una estrinsecazione, in un atto, nelle opere delle vostre mani, in famiglia, fra gli altri. E, ora, state bene attenta. L'uomo negli altri uomini, ecco che cos'è l'anima dell'uomo. Ecco che cosa siete voi, ecco di che cosa ha respirato, si è nutrita, si è abbeverata per tutta la vita la vostra coscienza. Della vostra anima, della vostra immortalità, della vostra vita negli altri. E allora? Negli altri siete vissuta, negli altri resterete. Che differenza fa per voi se poi ciò si chiamerà memoria? Sarete ancora voi, entrata a far parte del futuro.<br />"Un'ultima cosa. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. La morte non esiste. La morte non riguarda noi. Ecco, voi avete parlato di talento, questa è un'altra cosa, una cosa nostra, scoperta da noi. E il talento, nella sua nozione più alta e più lata, è il dono della vita.<br />"Non vi sarà morte, dice [[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni Evangelista]]:<ref>''Apocalisse'', 21, 4. Uno dei primi titoli del romanzo, risalente al 1946, era stato proprio ''Non ci sarà la morte'' e l'epigrafe avrebbe dovuto consistere nelle parole prese dall'''Apocalisse'' di Giovanni. (2017)</ref> guardate come è semplice la sua argomentazione. Non vi sarà morte, perché il passato è ormai trascorso. Quasi come dire: non vi sarà morte, perché questo è già stato visto, è vecchio e ha stancato, e ora occorre qualcosa di nuovo e il nuovo è la vita eterna."<br />Parlando Jura passeggiava per la stanza. "Dormite," disse accostandosi al letto e ponendo le mani sulla testa dell'inferma. Passò qualche minuto e Anna Ivànovna cominciò ad assopirsi.<br />Silenziosamente Jura uscì dalla stanza e disse alla Egòrovna di richiamare l'infermiera. "Che diavolo," pensò, "sto diventando una specie di ciarlatano. Mi metto pure a fare scongiuri, a curare la gente imponendo le mani." (parte I, ''L'albero di Natale dagli Sventickij'', 3) *Oh, come alle volte, dalla mediocrità autoesaltatrice, dall'incessante vaniloquio degli uomini si vorrebbe fuggire nell'apparente silenzio della natura, nel muto carcere di un lungo tenace lavoro, nell'ineffabilità d'un sonno profondo, d'una vera musica, d'un tacito contatto dei sentimenti, col cuore ammutolito dalla sua pienezza! (parte I, ''L'addio al passato'', 5) *Si accorsero allora che solo la vita simile alla vita di chi ci circonda, la vita che si immerge nella vita senza lasciar segno, è vera vita, che la felicità isolata non è felicità, tanto che un'anitra e l'alcol, se unici nella città, non sembrano più nemmeno anitra e alcol. Era questo che amareggiava più di ogni altra cosa. (parte I, ''L'accampamento di Mosca'', 4) *La [[politica]] non mi dice nulla. Non mi piacciono gli uomini indifferenti alla verità. (parte II, ''L'arrivo'', 4) *È bene quando una persona contraddice le nostre [[Aspettativa|aspettative]], quando è diversa dall'immagine che ce ne siamo fatta. Appartenere a un tipo significa la fine dell'uomo, la sua condanna. Se non si sa invece come catalogarlo, se non è 'caratteristico', allora possiede già la metà dei requisiti desiderabili, è libero da se stesso, con un granello in sé di assoluto. (parte II, ''Varýkino'', 13) *L'uomo nasce per [[vivere]], non per prepararsi alla vita. (parte II, ''Varýkino'', 13) *Si convinse che l'arte è sempre al servizio della bellezza e la bellezza è la felicità di dominare la forma, che la forma è il presupposto organico dell'esistenza; e che, per esistere, ogni cosa vivente deve possedere la forma, e che, di conseguenza, tutta l'arte, non esclusa quella tragica, è il racconto della felicità di esistere. (parte II, ''Varýkino'', 14) *Sognò un oscuro mattino d'inverno, in una popolata via di Mosca, ancora illuminata (a quanto pareva, era prima della rivoluzione), con la precoce animazione mattutina, lo scampanellare dei primi tram, la luce dei lampioni notturni che segnavano di strisce gialle la neve grigia dei primi albori sul selciato. [...]<br />Da un'estremità all'altra dell'appartamento si muoveva in faccende, frettolosa e silenziosa, Lara, con una vestaglia da mattina infilata alla meglio, e lui le andava dietro infastidendola tutto il tempo con spiegazioni insulse e fuori luogo. Lara non aveva un minuto da dedicargli, e gli rispondeva, senza fermarsi, solo volgendo la testa dalla sua parte con sguardi affabilmente perplessi e innocenti scoppi della sua inconfondibile risata argentina, uniche forme di intimità ormai rimaste tra loro. Così lontana, così fredda e attraente era colei cui aveva dato tutto, posposto tutto e al cui confronto tutto gli era parso trascurabile e senza valore! (parte II, ''Di fronte alla casa con le statute'', 8) *Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita. (parte II, ''Di fronte alla casa con le statute'', 12) *In molti versetti<ref>''Stichiry'', versetti cantati al termine dei salmi serali e mattutini (2017).</ref> la [[maternità]] immacolata di [[Maria]] viene paragonata al [[passaggio del Mar Rosso]] da parte degli Ebrei. Per esempio, nel versetto: 'Nel Mar Morto è stata tracciata una volta l'immagine della Vergine Sposa'<ref>Citazione imprecisa dal ''Theotokion'', il cantico alla Vergine contenente anche un insegnamento dogmatico sul Cristo. (2017)</ref>. (parte II, ''Di fronte alla casa con le statute'', 17) *Vivere significa sempre tendere in avanti, verso l'alto, verso la [[perfezione]], e raggiungerla. (parte II, ''Conclusione'', 7) ===[[Explicit]]=== Agli amici ormai invecchiati, seduti presso la finestra, pareva che quella libertà dell'anima fosse giunta, che proprio quella sera il futuro si fosse tangibilmente calato in quelle vie, là sotto, che loro stessi fossero entrati nel futuro e ivi si trovassero d'ora in poi. Una gioiosa, commossa sicurezza per quella sacra città e per tutta la terra, per i personaggi di questa storia giunti fino a quella sera e per i loro figli, li penetrò e li afferrò con una sommessa musica di felicità, che si effondeva lontano, tutt'attorno. Il piccolo quaderno tra le loro mani sembrava sapesse tutto questo e desse ai loro sentimenti un sostegno e una conferma. ===Citazioni su ''Il dottor Živago''=== *La condanna di Boris Leonidovič, della quale hanno avuto gran parte le invidie, le gelosie, i risentimenti dei pennivendoli zelanti che già spinsero [[Majakovskij]] al suicidio, è anche la condanna di tutta la sua generazione. Nell'opera di Pasternak, l'epoca è certamente resa meglio e con più intensità che nelle odi trionfali di tanti poeti che il tempo spazzerà inesorabilmente.<ref>da ''Il caso Pasternak'', 2 novembre 1958, Giangiacomo Feltrinelli Editore.</ref> ([[Angelo Maria Ripellino]]) *La nota più sorprendente del ''Dottor Zivago'' di Boris Pasternak è il suo arcaismo, arcaismo sia dell'idea sia dello stile, In occidente, il romanzo è stato accolto come esempio della recente rivolta russa contro lo [[stalin]]ismo e come la più completa espressione letteraria di quella rivolta. Ma ''Il dottor Zivago'' è tutto meno che questo, lontano com'è dalla [[Russia]] degli anni cinquanta e dalle esperienze, dalle difficoltà, dagli esami di coscienza dell'attuale generazione sovietica. ([[Isaac Deutscher]]) ==''Il salvacondotto''== *L'arte è realistica come l'attività, e simbolica come il fatto. *I nostri più innocui «buon giorno» e «arrivederci» non avrebbero senso alcuno, se il tempo non fosse pervaso dall'unità delle vicende della vita, cioè dall'interazione dell'ipnosi dell'esistenza. *{{NDR|Riferito a [[Vladimir Vladimirovič Majakovskij|Majakovskij]]}} Sin dall'infanzia egli fu guastato dal futuro, che dominò abbastanza preso e, in apparenza, senza gran difficoltà. ==''Poesie''== *''Ma l'ordine degli atti è già fissato, | e irrimediabile è il viaggio, sino in fondo. | Sono solo, tutto affonda nel farisaismo. | Vivere una vita non è attraversare un campo.'' (da ''Amleto'') *''Passeranno gli anni, ti [[matrimonio|sposerai]], | dimenticherai i disordini. | Essere [[donna]] è un gran passo, | fare impazzire è un'eroica impresa. || Pure, io, di fronte al prodigio di mani di donna, | del dorso e delle spalle e del collo, | con la devozione d'un servo | tutta la mia vita benedico. || Ma per quanto la notte m'incateni | con anelli d'angoscia, | più forte al mondo è la spinta a fuggire | e la passione invita alle rotture.'' (da ''Dichiarazione'') *''Succede il [[silenzio]], | ma come prima si soffoca, | e nel cielo come prima | i lampi frugano e frugano.'' (da ''Estate in città'') *''Anche la [[vita]] è un istante soltanto, | soltanto un dissolversi | di noi stessi in tutti gli altri, | come offertici in dono. || Solo uno sposalizio che dal basso | irrompe dentro le finestre, | solo una canzone, solo un sogno, | solo un [[piccione|colombo]] azzurrognolo.'' (da ''Lo sposalizio'') *''Una [[candela]] bruciava sul tavolo, | una candela bruciava''. (da ''Notte d'inverno'') {{NDR|Borís Leonídovic Pasternàk, ''Poesie'', in ''Il dottor Živago'', traduzione di Pietro Zveteremich, traduzione delle poesie di Mario Socrate, Feltrinelli, 2005. ISBN 88-07-83015-9}} ==Citazioni su Boris Pasternak== *Credo sia morto contento perché, almeno fuori, hanno pubblicato ''Il dottor Zivago'', e perché pensava di avere ragione. ([[Il'ja Grigor'evič Ėrenburg]]) *Lui era lì davanti alla mia scrivania l'uomo più generoso del mondo, cui fu dato di parlare a nome delle nuvole, delle stelle e del vento, che trovò parole eterne per la passione dell'uomo e la debolezza della donna. ([[Olga Ivinskaya]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Boris Pasternak, ''Il dottor Živago'', traduzione di Pietro Zveteremich e Mario Socrate, revisione di Mario Socrate, Maria Olsoufieva e Pietro Zveteremich, Feltrinelli, Milano, 2018. ISBN 9788858823521 *Boris Pasternak, ''Il dottor Živago'', traduzione di Serena Prina, Feltrinelli, Milano, 2017. ISBN 9788858831793 (edizione usata solo per le note al testo) *Boris Pasternak, ''Il salvacondotto'', Passigli, Firenze, 1998. ISBN 8836805094 ==Filmografia== *''[[Il dottor Živago]]'' (1965) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il dottor Živago||(1957)}} {{DEFAULTSORT:Pasternak, Boris}} [[Categoria:Poeti russi]] [[Categoria:Scrittori russi]] lufybqxj83jp5ah2h5n9de2hyf7xia6 Template:SelezioneNuove 10 4465 1412856 1412771 2026-05-07T15:35:29Z IppolitoN 23099 1412856 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Ma la legge è una macchina infernale che può distruggere chi l'ha costruita e anche chi la fa funzionare.<ref>Da ''Una storia italiana: il caso Leone'', Sperling & Kupfer Editori, 1985.</ref> *In [[Luino]] vi è qualcosa di inesprimibile e di spirituale che non può andare vestito di parole. È qualche cosa di più che la tinta locale. È quel mistero di attrazione che fa innamorare di un luogo senza che ci si possa dar ragione del motivo.<ref>Citato in ''[http://www.varesenews.it/2017/02/al-caffe-di-piero-chiara-dove-sboccia-lorgoglio-luinese/595729/ Al caffè di Piero Chiara dove sboccia l'orgoglio luinese]'', ''Varesenews.it'', 16 febbraio 2017.</ref> *[[Ispra]]. Reattore atomico. Nel quieto paesaggio del basso Lago Maggiore bolle una grande pentola circondata da uffici e laboratori che si stendono per grande raggio. Un palo bianco e rosso si alza nel cielo a vertiginosa altezza. L'[[Centro comune di ricerca|Euratom]] ha qui uno dei suoi centri di ricerche nucleari e una popolazione di tecnici che si è mescolata agli abitanti del Varesotto portandovi un ritmo di vita europea e un brivido di avventura scientifica.<ref>Da ''Le Prealpi varesine'', con fotografie di Cesare Colombo, LEA, 1964.</ref> *​La casa natale di [[Giuseppe Zoppi]] è a metà della valle e in mezzo al paese di Broglio. Si apre sul brolo verde ombreggiato della vite, ha da un lato la strada della valle e dall'altro il sentiero che sale agli alpi. Le due strade di Giuseppe Zoppi: quella, sassosa ed erta, per la quale salì bambino incontro ai suoi miti e alle sue fantasie, e quella per la quale discese più tardi, recando con sé il dono poetico dell'infanzia.<ref>Da ''In viaggio'', a cura di Francesca Boldrini ed Egea Roncoroni, Nino Aragno editore, Torino, 2019, p. 16. ISBN 978-88-8419-970-6</ref> *{{NDR|Su [[Giacomo Casanova]]}} Non è uno stile da letterato sedentario e misantropo, è uno stile da esaltatore della vita, che con la sua irrequietezza sembra prevedere l'europeo futuro. Nella letteratura italiana mancava allora non solo un buon romanzo in prosa, ma ancora l'idea di uno stile così veloce e denso di avvenimenti. L'azione si fonde al dialogo, il quale diventa azione interiore.<ref>Citato in Giacomo Casanova, ''Storia della mia vita'', a cura di Piero Chiara e Federico Roncoroni, Arnoldo Mondadori, I Meridiani, 1999, introduzione.</ref> *Passato il [[Monte Ceneri|Ceneri]] il treno è in discesa su [[Lugano]]. Beviamo il paesaggio che è simile e così vicino a quello della mia infanzia. Si percorrono le falde del [[Monte Tamaro]] e del Lema, si fila lungo acque fredde che vanno per greti aridi tra la rada boscaglia denudata. Ai paeselli rivive la terra, suona lenta la campana delle stazioni e appaiono le facciate bianche delle chiese.<ref>Da ''Diario svizzero (1944-1945) e altri scritti sull'internamento'', 2006; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> *Passato il valico, non m'inoltro di molto: svolto subito a sinistra nella prima casa, osteria e bottega che conosco da un pezzo. Mi siedo al camino anche se è spento e prendo un lungo caffè. Dalla finestra guardo la boscaglia che ho traversato, un mattino, per correre in salvo oltre questo confine. E se mi spingo, fuori l'osteria, fino al primo svolto di strada, ritrovo i passi d'allora, gli stessi muri, gli alberi a cui chiedevo di nascondermi; vedo, più lontane, le case del villaggio che scelsi come prima meta e il campanile della chiesa dove ho sostato.<ref>Da ''Racconti'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 2007, p. 1618. ISBN 978-88-04-56241-2</ref> *Per le strade di [[Chiasso]], mentre passavamo afferrati come naufraghi alle attrezzature del camion in corsa, gli svizzeri ci salutavano quasi tristemente, come si saluta chi va ad un triste incarico [...]. Il passaggio della frontiera fu rapidissimo. Eravamo già in Italia: guardavamo intorno per cercarla l'Italia, e l'avevamo già trovata, insensibilmente, in qualche casa, in un ragazzo, nel gesto d'una donna, nella voce d'un carrettiere che s'avviava. Certo l'Italia era questa; non potevamo aspettarci di più [...].<ref>Da ''Piero Chiara: 1986-2006'', Francesco Nastro Editore, Germignaga, 2006, p. 119.</ref> *Quanta gente entra in Svizzera da Chiasso in automobile o in treno e aspetta a guardarsi in giro quando appare il lago, o quando vi è in mezzo, dal ponte di Melide. Pare la Svizzera cominci a questo aprirsi dei monti, appena spunta Lugano nel semicerchio del golfo e l'occhio già fugge verso Gandria, ai picchi e alle rive del ''Piccolo mondo antico'', oggi due volte antico.<ref>Da ''Helvetia, salve!'', Edizioni Casagrande, Bellinzona, 1994 [1981], p. 82. ISBN 88-7713-097-0</ref> *[[Vittorio Sereni|Sereni]] è stato sepolto a [[Luino]], suo e mio dolce luogo nativo: una giornata di quelle nelle quali può culminare la vita di un poeta. Il nostro paese gli aveva preparato uno scenario di lago azzurro, di nubi argentate, di nevi bianchissime sui monti, chiuso in un cristallo di gelo.<ref>Citato in ''[http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=1330&Tabella=Articolo Vittorio Sereni: il lago e Luino, il paese natale]'', ''Larecherche.it'', 19 febbraio 2015.</ref> ==''Gli anni e i giorni''== *Ho seguito una stretta carraia serpeggiante tra massi e ruscelli, tutta disseminata di cappelle votive, fino al paese di [[Foroglio|{{sic|Fonoglio}}]] che non era segnato sulla carta. Di fianco al paese, da uno strapiombo di roccia, scende una cascata. C'è l'"Osteria della cascata", la cassetta della posta color giallo-cromo sulla strada, una fontana e le case col tetto di pietra. (p. 155) *La strada sale ancora, sempre stretta, segnata sempre da cappelle votive e di massi erratici, affiancata da qualche banco di sabbia abbandonato dalle piene. Arriva un altro paese: è [[San Carlo (Cevio)|San Carlo]]. C'è un "Albergo Basòdino" una chiesetta col suo campanile e poche case. L'albergo è chiuso, le case disabitate. Nessuna presenza umana anima San Carlo. La strada prosegue e dopo un chilometro si divide, a un bivio. Tanto il tronco di sinistra che quello di destra finiscono dopo un chilometro. Quello di sinistra, presso una costruzione cupa, senza finestre, che è una specie di bunker a protezione di un sotterraneo dove convergono le acque di invisibili condotte forzate. Si sente al di là dei portoni di ferro e delle griglie il rombo delle masse liquide che precipitano. Il tronco di destra finisce in un piazzale irto di trasformatori sul quale arriva un binario che poi scompare dietro un portone di ferro. Da questi impianti salgono a un colle invalicabile i cavi di una funivia e una linea dell'alta tensione che vanno da una roccia all'altra, fino alle prime gronde ghiacciate dietro le quali discendono.​​<br>Torno a San Carlo e siedo vicino alla fontana, l'unica cosa viva nel paese deserto; e mi accorgo, con sorpresa, che a un muretto è appoggiata una bicicletta. Un vivente c'è nel paese. (pp. 155-156) *Mi dice che il Basòdino è verso sinistra, dopo il canalone che indica col braccio teso; che la funivia è privata, delle imprese elettriche, che le linee dell'alta tensione scavalcano le creste e scendono nel Vallese, che a destra c'è la Valle di Bedretto.<br>Siamo circondati da un giro di pareti a picco e di irti monti ai quali è ancora aggrappato il ghiaccio luccicante. I pascoli più alti sono cosparsi di un velo di neve fresca. Il postino mi indica due chiazze candide sotto una cresta.<br>«Lassù – dice – sotto la neve, ci sono due bei praticelli. Ci andavo, molti anni fa, a caccia di camosci. Ma ora sono ingrassato».​​ (pp. 157-158) *Mi parla poi della processione che fanno ogni anno da [[Bignasco]] a San Carlo e che una volta partiva addirittura da [[Cevio]]. Dice che la gente della valle è molto devota, come si vede dalle tante cappelle votive e dalle chiese con le figure della morte affrescate sui mur​i. (p. 158) *​Più tardi scendo anch'io e mi fermo a [[Sonlerto]]. Il paese è abitato da gente di Bignasco che è qui da un mese con gli animali. Le abitazioni sembrano case di nani, ordinatissime, pulite, legate l'una con l'altra da loggette, da passaggi coperti, con piccoli orti intorno. C'è anche una chiesetta minuscola con un confessionale di legno chiaro e quattro panche. Dalle stalle giungono i belati infantili dei capretti nati un mese fa. Sonlerto vive. Vivrà fino alla metà di dicembre, quando i suoi abitanti, con la loro suppellettile innanzi, scenderanno come tutti gli anni a far Natale a Bignasco e a svernare nel più comodo paese di fondovalle. Locarno, pochi chilometri più in basso, appartiene a un altro mondo.​​ (pp. 159-160) ==''Il balordo''== ===[[Incipit]]=== Negli archivi scolastici o in quelli della polizia, si potrebbe trovare un suo fascicolo personale e una cartella atti personale intestata al suo nome, rovistando tra le carte di quegli anni prima del 1930 o a cavallo del decennio, sui quali si è stesa ormai una luna ombra. Anni che avevano, a ben ricordarli, una loro fisionomia della quale facevano parte un improvvisato rigore morale, che nei confronti delle persone incaricate di pubbliche funzioni si traduceva in rapporti, note informative e inchieste, destinate a ingrassare i fascicoli personali custoditi nelle varie amministrazioni, e in taluni casi a prendere posto nei casellari delle questure.<br> Una ricerca che tirasse alla luce le carte di quegli anni, alle quali bisognerebbe aggiungere una raccolta di verbali e di note sottratti da un segretario comunale andato a riposo e non più potuto rintracciare, servirebbe a stabilire precedenti, date precise e nomi esatti, ma non darebbe maggior fondamento alla presente storia, né potrebbe aggiungere elementi alla figura del protagonista, che qui viene presentato a partire dai tempi dell'ignominia proprio perché a tanti anni dalla sua morte, si sappia su quali equivoci e su quante miserie sia riuscito senza alcuna industria ad erigersi per poi finire in altre miserie e in nuovi equivoci. ===Citazioni=== *L'albero, al quale si riferivano antiche leggende, veniva chiamato il Buon Cazzone, e la denominazione era tanto antica e radicata negli altavillesi che nessuno, nemmeno i parroci, poterono mai trovarvi rimedio. Si può dire che erano tali l'imponenza, la fama e la serietà dell'albero, che si era perso il significato del nome, il quale fini con lo scomparire dagli usi comuni ingiuriosi e scherzevoli, per rimanere, senza sospetto di equivoco, come unico appellativo della grande pianta.<br>Man mano che la gente del paese usciva quella mattina dalle case e vedeva il Bordigoni seduto sotto il Buon Cazzone, si rendeva conto che finalmente era arrivato l'uomo che poteva stargli a pari. Vicino al suo tronco il corpo del Bordigoni non sfigurava, anzi prendeva proporzione e stabiliva un rapporto intermedio tra gli uomini di taglia normale e quel colosso della natura che aveva lasciato le foreste, dove non gli sarebbe mai riuscito un simile sviluppo, per venire tra la gente a godere di un'ammirazione e di un'autorità che avevano finito col trasformarsi in affetto. Tanto che mai vi era stato infisso un chiodo, neppure per i festoni della processione durante la festa dell'Addolorata; e una volta che un merciaio ambulante stava piantandovi un gancio, scoppiò una mezza sommossa e l'imprudente venne cacciato dal paese. (Oscar Mondadori 1972, pp. 81-82) ==''Il cappotto di astrakan''== ===[[Incipit]]=== Verso la fine d'[[aprile]] del millenovecentocinquanta, non avendo trovato dalle mie parti e non pensando di trovare neppure in altri luoghi vicini, o per dir meglio in [[Italia]], il terreno favorevole alla nuova vita che durante la guerra mi ero proposta per il caso che fossi scampato, pensai di portarmi a [[Parigi]], senza programmi di alcun genere e solo per viverci qualche mese. Chissà, mi dicevo, che non abbia a cogliervi il bandolo di un avvìo e magari a trovarvi la mia [[fortuna]].<br>Andare a Parigi era a quell'epoca, ed è stato sempre, come a darsi un mestiere, a una professione o a un corso di studi. in quella gran città voleva dire imparare, capire il mondo, fiutare il [[vento]]. L'avervi passato qualche anno e magari soltanto qualche mese, poteva dare [[gloria]] per tutta la vita anche a un tipo qualunque, solo che avesse saputo raccontare le sue gesta, immancabili, perché nessuno poteva vivere a Parigi senza capitare dentro casi e vicende degne di venir raccontate. ===Citazioni=== *Quando una donna chiede a un [[uomo]] che cosa pensa, vuol dire che di quell'uomo le sta a [[cuore]] anche il meglio, cioè i [[sentimento|sentimenti]] e magari anche le [[idea|idee]]. (p. 83) *Su quel lungofiume vennero a tormentarmi, come gamberetti lessi che qualcuno volesse mettermi in bocca, i versi della [[poesia]] di Maurice:<br>''Le soste, i lenti passi, le [[parola|parole]]...<br>e mentre l'incanto d'altro tempo vola<br>sull'ala stanca del giorno...''<br>L'ala del giorno pareva stanca anche a me e il cadere della domenica sul fiume mi immalinconì improvvisamente. (p. 107) ==''Il piatto piange''== ===[[Incipit]]=== Si [[gioco d'azzardo|giocava d'azzardo]] in quegli anni, come si era sempre giocato, con accanimento e [[passione]]; perché non c'era, né c'era mai stato a [[Luino]] altro modo per poter sfogare senza [[pericolo]] l'[[avidità]] di danaro, il dispetto verso gli altri e, per i giovani, l'esuberanza dell'età e la voglia di [[vivere]]. ===Citazioni=== *Chi governa il piacere, al piacere deve saper rinunciare. (p. 65) *Mai giocare [...] con gente che non si conosce o in bische clandestine. Quasi sempre c'è il [[baro]]. (p. 80) ===[[Explicit]]=== Si riprese a vivere senza sapere di vivere. Né il gioco né la guerra ci erano serviti a qualche cosa. Tutto era passato su di noi, da una primavera all'altra, senza lasciarci un segno di salvezza o di speranza.<br />Di tutti quei giocatori, di tutta quella gioventù, non ci fu nessuno, tranne i morti, a cui riuscisse il sogno di evadere dal paese, di andarne fuori in ogni senso eppure di non perderlo, come non si può perdere la memoria dei primi anni di vita. I più lontani, quelli annidati in fondo alle Americhe o nel cuore dell'Etiopia, al pari di quelli che sono vicini, a Milano o in altri luoghi conosciuti, sentono di non essersi liberati da una specie di peso o di intoppo che la vita del paese ha lasciato in loro.<br />Non si sa se questo sia un bene o un male. Si sa soltanto che è un velo oltre il quale potrebbe aprirsi la vera vita, se si potesse capire com'è la vera vita.<br />Un poeta o un pittore che nascesse qui inosservato e prima di legarsi all'ambiente volasse via, forse troverebbe la strada della liberazione.<br />Ci sarà qualcuno che l'ha trovata, come Bernardino che dipingendo in tanti luoghi diversi ha sempre ricomposto questo paesaggio, mescolandolo ad altre cose del mondo. Ci sarà certamente stato fra di noi, senza che ce ne accorgessimo, qualcuno a cui è riuscito di evadere in un modo che a nessun altro è mai stato possibile.<br />Lo aspettiamo di ritorno, un giorno o l'altro, perché ci racconti la sua storia. ==''Il pretore di Cuvio''== ===[[Incipit]]=== Il dottor Augusto Vanghetta, pretore in sottordine con quasi quindici anni di carriera alle spalle, arrivò a Cuvio, dov'era stato destinato in qualità di titolare, nel pomeriggio del 26 ottobre 1930.<br>Negli uffici della sua nuova sede, ricavati al piano nobile d'un palazzo secentesco, non trovò il predecessore, partito il giorno prima, ma soltanto un vecchio cancelliere, che dopo avergli fatto visitare la sala delle udienze, l'archivio, la stanza dei corpi di reato e i locali dell'ufficiale giudiziario, lo lasciò solo in un ampio salone sulla cui porta era fissata una targa di smalto con scritto: ''Gabinetto del Pretore''. ===Citazioni=== *Alto poco più d'un metro e mezzo, curvo e quasi gobbo, già grasso e occhialuto a vent'anni, e simile a un coleottero o a uno scarabeo stercorario per la sua tendenza a cacciarsi nel sudicio, {{NDR|il Vanghetta}} infilava anditi, scale e corridoi, sempre indaffarato a visitar femmine, presso le quali spesso si fermava a mangiare anche se aveva pranzato in altro posto, bevendo, dove ne trovava, Barbera o Barbacarlo, pur senza ripudiare il latte del quale era ghiotto come un vitello. (cap. 2; pp. 25-26) *La signora Memeo era, o gli era parsa, senza ossa. Tutta carne, per un prodigio di natura, di diversa consistenza a seconda delle parti e qualche volta con morbidezze che variavano tra fianchi e ventre o tra coscia e polpaccio: una scala così ampia di valori, che solo un esecutore della forza di Vanghetta poteva far vibrare in tutta la sua estensione. (cap. 6; pp. 51-52) ==''La spartizione''== ===[[Incipit]]=== Da dove era venuto con quella faccia severa, con quell'aspetto composto e a prima vista distinto? Da qualche importante città, da una famiglia di rango, da una lunga abitudine alla riservatezza?<br>Solo dopo qualche mese si seppe che veniva, in seguito a trasferimento d'ufficio, dal capoluogo della provincia; ma che era di Cantévria, un paesucolo della Valcuvia, a pochi chilometri da Luino. ===Citazioni=== *Tanto il bello quanto il brutto, pensava {{NDR|Mansueto Tettamanzi}}, sono frutto di un uguale sforzo creativo e sono qualità raggiunte. E non è che sia facile ottenere una cosa veramente brutta: è difficile come ottenerne una bella. La valutazione dei risultati è una pura questione di gusto. A chi piace una forma, a chi un'altra. (cap. 4; p. 34) *"Amore, Amore!" voleva gridare {{NDR|Tarsilla Tettamanzi}}. Invece esclamò: «Gran Dio, come sto bene!» e alzandosi si batté le mani sulla pancia. Si sentiva totalmente addominale, come se il cuore e il cervello le fossero scesi nel ventre. Le due sorelle alzarono gli occhi e la guardarono meravigliate. Poi continuarono a pelare castagne lesse senza più badarle, seguendo ciascuna i suoi pensieri. Anche Teresa nel portar via i piatti guardò Tarsilla con insistenza. Teresa che l'aveva vista nascere, forse aveva capito o stava per capire. Ma possibile che le sorelle non si accorgessero di nulla? Tarsilla se lo chiedeva quasi ad alta voce. Una cosa simile non avrebbe dovuto irradiare un fluido, un alone di calore, se non di luce? (cap. 14; p. 110) *La luna era sorta alle spalle del paese e sul lungolago la luce dei lampioni impallidiva e ingialliva sotto la cascata d'argento che scendeva dai colli alla riva e che l'acqua inghiottiva a pochi metri dalla spiaggia. Solo quelli dell'altra sponda potevano vedere la luna di là delle acque e il suo lungo riflesso sulla superficie del lago. La gente del borgo passeggiava sui terrapieni nel fresco alito della montiva che veniva dal retroterra, tra le case e le piante, e assaporava la notte. (cap. 19; p. 142) *Al risveglio {{NDR|Camilla Tettamanzi}} trovò che le mani del cognato stavano lasciando il suo petto dove non avevano trovato proprio nulla, come del resto era previsto. Si potrebbe dire, conoscendo Emerenziano, che egli aveva temuto di trovarvi qualche cosa, e che fu contento di quello sterno arido, di quella bruttezza senza rimedio, uguale e pur diversa dalla bruttezza di Fortunata e di Tarsilia. (cap. 19; p. 144) *Quando Mansueto Tettamanzi aveva optato per il brutto e si era applicato alla deformazione dei frutti del suo orto, forse sapeva che la mostruosità ha il suo fascino. E fu certo per questa ragione che vide crescere una più laida dell'altra le sue figlie senza il minimo disappunto. Eredi della sensibilità paterna, le tre sorelle custodirono tranquillamente la loro bruttezza quasi sapessero che sarebbe arrivato un giorno o l'altro l'intenditore. (cap. 19; p. 144) *Il giorno che a pranzo, quando non si era ancora pronunciato, {{NDR|Emerenziano Paronzini}} mise insieme i tre spicchi sani di tre mele marce, involontariamente pensò di riunire le parti buone delle tre sorelle, cioè i capelli di Fortunata, le gambe di Tarsilla, e le mani di Camilla, ma solo per contrapposizione; perché il buono per lui era nel marcio delle tre mele, nel sapore dolce amaro di quei tre scarti immarroniti che aveva contemplato nel piatto mentre masticava gli spicchi bianchi come un mangime qualsiasi. (cap. 19; p. 145) ===[[Explicit]]=== Il contadino di Cantévria che aveva fatto la guerra, che aveva lottato sanguinante nei gorghi del Piave riuscendo a salvezza per approdare al tavolo di un ufficio del Bollo e Demanio, aveva fatto altra strada. Era diventato, come un santo, oggetto di culto devoto sugli altari privati di tre donne. Di lui parlava un intero paese, e il suo nome sarebbe rimasto come un simbolo dei risultati che si possono ottenere con la costanza e col silenzio, con la buona tempra e con lo stomaco forte, quando non si nasce che a Cantévria e si ha per campo d'azione un piccolo mondo chiuso in un tempo senza storia. ==''La stanza del vescovo''== ===[[Incipit]]=== Nel tardo pomeriggio di un giorno d'estate del 1946 arrivavo, al timone di una grossa barca a vela, nel porto di Oggebbio sul Lago Maggiore. L'''inverna'', il vento che nella buona stagione si alza ogni giorno dalla pianura lombarda e risale il lago per tutta la sua lunghezza, mi aveva sospinto, tra le dodici e le diciotto, non più in su di quel piccolo abitato lacustre, dove decisi di pernottare. {{NDR|Piero Chiara, ''La stanza del vescovo'', Arnoldo Mondadori Editore, 1979.}} ===Citazioni=== *Il Vescovo era un prozio di mia moglie, monsignor Alemanno Berlusconi, morto nel ventotto, che fino a vent'anni fa passava l'estate in questa villa. Il padre di mia moglie gli aveva fatto addobbare la stanza migliore in modo degno d'un prelato che era Nunzio Apostolico in varie parti del mondo e faceva parte della Congregazione dei Riti. (1989, p. 37) *Intanto, tra le piccole arie e le prime sventagliate delle brezze di terra ci eravamo portati al punto doganale, passato il quale si cominciò a volare nel vento verso le luci di [[Ascona]].<br>La ''Tinca'' passò tra le isole di Brissago e la costa, sgusciò nell'ombra delle montagne, poi intaccò un vasto specchio d'acqua inargentato dalla luna appena sorta dietro il Gambarogno. Prima di mezzanotte entrava in silenzio nel piccolo porto di Ascona. (2013, p. 31) *Il sole non si era ancora alzato, ma un bagliore rossiccio annunciava, dietro [[Luino]], una lucida mattina di vento, di quelle che sembrano chiudere l'estate, dopo il Ferragosto, quando il lago, come una donna che cambi abito, perde i suoi colori tenui e leggeri per vestirsi di azzurro intenso e qualche volta di scuro turchino, se al mattino lo spazza la ''tramontana'' e lo ripettina al pomeriggio l'''inverna''. (1989, p. 86) *Filosofi, antropologhi, sociologhi e non inquisitori debbono essere i magistrati! Pensi che il [[Cesare Lombroso|Lombroso]] al quale ho sempre guardato come a un maestro, studiando il cranio del brigante Villella aveva scoperto che al posto della cresta occipitale il fuorilegge aveva una fossetta, come il gorilla e lo scimpanzé. Ecco quindi il fatalismo biologico! L'uomo fa il bene o il male a seconda di come è costituito. (1989, p. 132) == ''Vedrò Singapore?''== ===[[Incipit]]=== La data del 23 novembre, più che scritta è scavata dentro la mia mente con segni non meno indelebili di quelli che in seguito e per tutta la vita vi incise, a giusti intervalli, il dolore. Data memorabile, perché segnò l'inizio di un corso di eventi dai quali dovevo emergere a distanza di un anno, ma restandone segnato per sempre.<br>Quel giorno, partito avanti l'alba per Pontebba, nell'alta [[Carnia]], avevo cambiato treno a [[Udine]] e fatto sosta a [[Gorizia]]: due città che vedevo per la prima volta e delle quali sapevo soltanto quel poco che era legato alla guerra 1915-1918, combattuta una quindicina d'anni prima in quei luoghi e subito entrata nei libri di scuola. ===Citazioni=== *Entrai in quel locale e presto mi rasserenai completamente, perché le donne che volteggiavano davanti alla panca imbottita sulla quale mi ero seduto avevano tutte un volto solo: quello del loro mestiere o della loro sorte. *Era una ragazza monumentale, di ventidue anni, che era stata fotografata in costume friulano per una serie di cartoline colorate messe in circolazione al fine di propagandare i tesori e i pregi della regione. Nella cartolina dov'era ritratta la Olga, appariva infatti in evidenza quella che era ritenuta ''la dote del Friul'', la quale secondo un detto popolare consisteva in ''panse, tette e cul'', non avendo altro quella splendida terra, almeno allora, da esportare o da presentare al mondo. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''I giovedì della signora Giulia''=== Il dottor Corrado Sciancalepre arrivò nel suo ufficio verso mezzogiorno. Era in Pretura a deporre come testimone in un processo di furto col quale si concludeva una paziente operazione che l'anno prima l'aveva occupato a lungo. Partito da un debole indizio, era riuscito a scoprire gli autori del furto e a recuperare la refurtiva. ===''Il mio paese''=== Quando ero in collegio dai preti al De Filippi di Arona e frequentavo la seconda ginnasiale, il professore d'italiano, don Franceschi, dava un tema per settimana: «Come passerai le vacanze», «Scrivi una lettera allo zio augurandogli il buon onomastico», «Racconta quale è stato il primo dispiacere che hai dato alla mamma»...<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===''L'abuso del vivere''=== Pietro alza il capo dal tavolo dove sta leggendo. Fuori piove. Quante volte ha visto piovere da una finestra, sulle piante, sui tetti, sulle campagne, perfino sulle spiagge del mare dalle finestre degli alberghi. E in quanti posti del mondo, a quante diverse età della sua vita: sempre con un velo di malinconia dentro il quale si nascondeva un segreto compiacimento.<br> {{NDR|Da ''40 storie negli elzeviri del «Corriere»'', citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===''L'uovo al cianuro e altre storie''=== Verso le undici del mattino, dopo aver vagato per le camerate in cerca degli ultimi compagni da salutare, andai senza fretta nel corridoio della direzione a leggere i risultati degli scrutini.<br>Il voto più alto che avevo riportato era un cinque. Figuravo rimandato da una fila di tre e di quattro all'anno dopo, come se di classi non ne avessi già ripetute un paio e potessi invecchiare in quel collegio, dove i miei mi mantenevano a fatica. <!--(Sulle onde del Lago Maggiore)--> ===''Le avventure di Pierino''=== Il [[desiderio]] più forte che Pierino allevava nel cuore fin da quando a sei anni aveva cominciato la scuola, era di aver [[libertà]] il [[mercoledì]] e di poter passare la giornata godendo lo spettacolo del mercato che si teneva in quel giorno al suo paese. La direzione scolastica aveva stabilito la vacanza settimanale al mercoledì, invece che al giovedì come in tutta [[Italia]], forse più per comodo degli insegnanti che degli scolari. ===''Le corna del diavolo''=== Nella nostra piccola città, allora ancora più piccola di oggi ma tanto più gradevole e umana, al [[tempo]] in cui cominciavo a viverci per un numero imprecisabile ma ormai stragrande di anni, cioè intorno al 1936, viveva già il commendatore Adamo Chiappini, un tenore in ritiro che i competenti di [[opera lirica]] ricordavano come una promessa, in parte mantenuta, del bel canto italiano. ===''Una spina nel cuore''=== Un [[mattino]] di [[primavera]] del 1933, dopo essermi fermato alcuni giorni a [[Venezia]] e a Milano nel viaggio di ritorno da certe strane località oltre Isonzo dov'ero stato per quasi un anno, rimisi piede al mio paese. A Venezia, dove pensavo di non tornare più per il resto dei miei giorni tanto mi lasciavo volentieri alle spalle quei luoghi, avevo passato quasi una settimana, deciso a vedere tutta la città una volta per sempre. A [[Milano]] invece ero rimasto quarantott'ore, il tempo per portare a termine una ricerca alla quale attribuivo una certa importanza nei miei futuri destini. Se avessi rintracciato la contessa Bettina Nazzari di Costapiana, madre del conte Pier Cesare, mio principale quando lavoravo come fotografo a Milano, avrei potuto avere l'indirizzo del di lei figlio, finito in miseria e fallito anche come fotografo, al punto di trovarsi costretto ad andarsene in [[Brasile]] o in [[Argentina]] per sfuggire ai creditori. ==Citazioni su Piero Chiara== *Fu un bellissimo incontro, era una persona interessante, estremamente gradevole parlare con lui. ([[Milena Vukotic]]) *La leggibilità è una dote piuttosto rara fra i nostri narratori, intenti più a lanciar messaggi, patrocinare avanguardie, inseguir mode che render digeribile la loro prosa.<br>Piero Chiara è un'eccezione. Scrive come parla, e parla come scrive. Il suo stile può anche non piacere, ma non resta sullo stomaco. I suoi libri, una volta aperti, non si chiudono più, cioè si chiudono solo alla fine. Le sue storie, pur se circoscritte al microcosmo luinese e varesino, son piene di plasma, umori, colpi di scena.<br>L'autore dice che son tutte vere. Forse mente, forse qualcosa è inventata, ma non importa. Ciò che importa è che divertano chi legge, come certamente hanno divertito chi le ha scritte. Se poi qualche produttore e regista ne fa un film tanto meglio. ([[Roberto Gervaso]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Piero Chiara, ''[https://books.google.it/books?id=oNsN28nZ-GoC Gli anni e i giorni]'', Edizioni Studio Tesi, Pordenone, 1988. ISBN 88-7692-191-3 *Piero Chiara, ''I giovedì della signora Giulia'', Oscar Mondadori, 1974. *Piero Chiara, ''Il balordo'', Arnoldo Mondadori Editore, 1967. *Piero Chiara, ''Il cappotto di astrakan'', Arnoldo Mondadori Editore, 1978. *Piero Chiara, ''Il piatto piange'', Arnoldo Mondadori Editore, 1962. *Piero Chiara, ''Il pretore di Cuvio'' Arnoldo Mondadori Editore, 1973. *Piero Chiara, ''L'uovo al cianuro e altre storie'', Arnoldo Mondadori Editore, 1969. *Piero Chiara, ''La spartizione'', Gli Oscar, Arnoldo Mondadori Editore, 1973. *Piero Chiara, ''La stanza del vescovo'', Arnoldo Mondadori Editore, 1979. *Piero Chiara, ''La stanza del vescovo'', Mondadori-De Agostini, 1989. *Piero Chiara, ''[https://books.google.it/books?id=iTzQAQAAQBAJ La stanza del vescovo]'', Oscar Mondadori, 2013. ISBN 9788852043376 *Piero Chiara, ''Le avventure di Pierino'', Arnoldo Mondadori Editore, 1980. *Piero Chiara, ''Le corna del diavolo'', Arnoldo Mondadori Editore, 1980. *Piero Chiara, ''Le Prealpi varesine'', fotografie di Cesare Colombo, LEA, Roma, 1964. *Piero Chiara, ''Una spina nel cuore'', Arnoldo Mondadori Editore, 1979. *Piero Chiara, ''Vedrò Singapore?'', Oscar Mondadori, 1983. ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il piatto piange (romanzo)|''Il piatto piange''|1962}} {{Pedia|La spartizione|''La spartizione''|1964}} {{Pedia|Il balordo (romanzo)|''Il balordo''|1967}} {{Pedia|I giovedì della signora Giulia|''I giovedì della signora Giulia''|1970}} {{Pedia|Il pretore di Cuvio|''Il pretore di Cuvio''|1973}} {{Pedia|La stanza del vescovo|''La stanza del vescovo''|1976}} {{Pedia|Il cappotto di astrakan (romanzo)|''Il cappotto di astrakan''|1978}} {{Pedia|Vedrò Singapore?|''Vedrò Singapore?''|1981}} {{DEFAULTSORT:Chiara, Piero}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 5yggax81pqzf3n8ynby2l9c9s23c9kd Orison Swett Marden 0 19754 1412878 633976 2026-05-07T21:53:02Z Kairahbyte 103392 aggiunta citazione e sezione note 1412878 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Orison Swett Marden - Project Gutenberg eText 21291.jpg|thumb|right|Orison Swett Marden]] '''Orison Swett Marden''' (1850 – 1924), scrittore statunitense. *Sveglia il gigante che c’è in te. Nel profondo dell’uomo albergano sopiti poteri, poteri che lo stupirebbero e che egli non ha mai sognato di possedere; forze che rivoluzionerebbero la sua vita, se destate e messe in azione! <ref> Da ''Ogni uomo è un Re'', 1906 </ref> *Una volta la [[Regina Vittoria]] chiese a un pianista di sonare per lei e per i suoi figli. La Regina era solita congedare gli artisti con qualche parola di ringraziamento o con un dono, ma quel pianista le era piaciuto in modo particolare. Lo pregò di suonare l'inno nazionale del suo Paese a cui apparteneva e, alle prime note, la Regina si alzò e rimase in piedi sino alla fine. Il vecchio pianista se ne andò con la gioia nel cuore. «M'ha regalato una spilla di brillanti» disse «ma l'aver reso onore all'inno nazionale del mio Paese è stato per me più prezioso dei brillanti.» (da ''Good Manners: A Passport to Success''; citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', febbraio 1964) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Orison Swett Marden|w_site=en}} [[Categoria:Scrittori statunitensi|Marden, Orison Swett]] ck04zdaikj7eu220jx5k9z8izp3n5pe 1412879 1412878 2026-05-07T21:57:05Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1412878|1412878]] di [[Special:Contributions/Kairahbyte|Kairahbyte]] ([[User talk:Kairahbyte|discussione]]) per la ragione spiegata [[speciale:diff/1412877|qui]] pochi minuti fa. Basta, grazie 1412879 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Orison Swett Marden - Project Gutenberg eText 21291.jpg|thumb|right|Orison Swett Marden]] '''Orison Swett Marden''' (1850 – 1924), scrittore statunitense. *Una volta la [[Regina Vittoria]] chiese a un pianista di sonare per lei e per i suoi figli. La Regina era solita congedare gli artisti con qualche parola di ringraziamento o con un dono, ma quel pianista le era piaciuto in modo particolare. Lo pregò di suonare l'inno nazionale del suo Paese a cui apparteneva e, alle prime note, la Regina si alzò e rimase in piedi sino alla fine. Il vecchio pianista se ne andò con la gioia nel cuore. «M'ha regalato una spilla di brillanti» disse «ma l'aver reso onore all'inno nazionale del mio Paese è stato per me più prezioso dei brillanti.» (da ''Good Manners: A Passport to Success''; citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', febbraio 1964) ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Orison Swett Marden|w_site=en}} [[Categoria:Scrittori statunitensi|Marden, Orison Swett]] 6jqhn2drtheemewqykmrd6tgowwbht2 Francesco Chiesa 0 20353 1412901 1395198 2026-05-08T08:06:54Z Spinoziano 2297 +2 1412901 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Chiesa.jpg|miniatura|Francesco Chiesa]] '''Francesco Chiesa''' (1871 – 1973), scrittore e insegnante svizzero. ==Citazioni di Francesco Chiesa== *{{NDR|Guardando dal campanile della [[Chiesa di San Quirico (Minusio)|chiesa di San Quirico]]}} Da una parte, in un lontano oriente, il gran [[Monte Camoghè|Camoghè]], tutto d'un rosa tenero, come se quel colosso avesse l'anima ingenua sognante di una verginella. Dalla parte opposta, il [[Monte Limidario|Ghiridone]], con quella sua terribile merlatura di picchi, e tutto, bastioni muraglie, costrutto in un pensiero di guerra: ma con che pietra d'incantesimo, quel giorno! Un lapislàzzoli formicolante di minùzzoli d'oro. E l'immensa pervinca ambrata del lago riempiva del suo stupore il vasto intervallo tra quel rosa e quel celeste; velava di consolazione la ombrosa faccia nordica del [[Monte Tamaro|Tàmaro]]; mentre, di contra, il [[Monte Brè|Brè]], trasognato nel tiepido sole, lasciava fluire di china in china quel suo gran manto di velluto fulvo e il richiamo bianco delle ville e dei villaggi...<ref>Da ''L'acqua della Verzasca'' (1934), in [[Giuseppe Zoppi]] (a cura di), ''Novella fronda: antologia di prose e poesie moderne per le scuole medie inferiori della Svizzera italiana (1945-1946)'', Istituto editoriale ticinese, Bellinzona, 1963, p. 71.</ref> *{{NDR|Sulla [[Chiesa di San Michele (Centovalli)|chiesa di San Michele]]}} Un poco in disparte, aggruppate sopra un'onda della terra, la chiesa, la canonica, il camposanto. Il parroco [...]. Ci mostra gli affreschi medievali della sua chiesa, i sontuosi arredi degli altari e della sacristia: broccati, velluti, pizzi, candelieri e lampade d'argento sbalzato, un raro cuoio dipinto, qualche ostensorio di grande aspetto. [...] da secoli l'emigrazione del paese, costantemente rivolta verso Livorno, Pisa e Firenze, e tuttavia legata al paese natale, vi mandava di tanto in tanto quei ricchi doni. [...] volevano che, nella remota chiesa del loro battesimo, risplendesse qualche luce dei duomi toscani.<ref>Da ''Svizzera italiana'', Nemi editore, Firenze, 1931, pp. 55-58.</ref> ==''Villadorna''== ===[[Incipit]]=== – Ma che razza di personaggi mi tiri in ballo? di'. E l'avvocato Rigola e il pretore Della Santa e la Delegazione tutoria... A non sapere, si direbbe che questo povero paesanaccio di Villadorna abbia offerto un ben gramo pranzo di Pasqua al suo signor fratello Ippolito. ===Citazioni=== *La [[generosità]], caro amico, (non ci hai mai pensato?...) può recarle in dono tutti i tesori della terra: tutti, fuorché il diritto di pretendere un fuscello di più... Le concede l'oceano intiero e le nega la gocciola d'acqua ch'ella chiedesse in più. È una gran signora, la generosità, che le si dà per amore, per distrazione, per capriccio; ma povero lei se s'illude di poterla incatenare con un matrimonio in regola. È la grande amante di alcuni fortunati e la sposa di nessuno. (pp. 157-158) *Mulini a vento possono parer giganti in armi così a colui che ama e cerca la guerra, come a colui che la odia a morte. (p. 176) ==''Tempo di marzo''== ===[[Incipit]]=== L'anno delle disgrazie (tristemente famoso nelle cronache della mia famiglia) cominciò così. Una mattina in sul principio di maggio, stavamo seduti, il babbo, la mamma ed io, sotto il portico di casa; i piccini giocavano tranquillamente nel cortile. La mamma sceglieva e componeva in forma di mazzo le foglie di [[gelso]] da tritare per i bachi da seta, che cominciavano a nascere. Il babbo, nell'attesa della posta che gli portasse il giornale nuovo, cercava nel giornale del giorno prima qualche cosa che avesse ancora un sapore. Io seduto alla tavola, attendevo a sciogliere un quesito d'aritmetica. ===Citazioni=== *La felicità in questo mondo non consiste nell'aver molte ricchezze o molti onori; [...]. (p. 51) *Un contadino o un artigiano quando è contento del suo stato è felice al pari d'un re [...]. (p. 51) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Chiesa, ''Tempo di marzo'', A. Mondadori, Milano, 1937. *Francesco Chiesa, ''Villadorna'', A. Mondadori, Milano, 1929. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Chiesa, Francesco}} [[Categoria:Insegnanti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] 5cdhjj12v0focu3bv2fadlv6syfub15 1412913 1412901 2026-05-08T08:46:44Z Spinoziano 2297 wlink 1412913 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Chiesa.jpg|miniatura|Francesco Chiesa]] '''Francesco Chiesa''' (1871 – 1973), scrittore e insegnante svizzero. ==Citazioni di Francesco Chiesa== *{{NDR|Guardando dal campanile della [[Chiesa di San Quirico (Minusio)|chiesa di San Quirico]]}} Da una parte, in un lontano oriente, il gran [[Monte Camoghè|Camoghè]], tutto d'un rosa tenero, come se quel colosso avesse l'anima ingenua sognante di una verginella. Dalla parte opposta, il [[Monte Limidario|Ghiridone]], con quella sua terribile merlatura di picchi, e tutto, bastioni muraglie, costrutto in un pensiero di guerra: ma con che pietra d'incantesimo, quel giorno! Un lapislàzzoli formicolante di minùzzoli d'oro. E l'immensa pervinca ambrata del [[Lago Maggiore|lago]] riempiva del suo stupore il vasto intervallo tra quel rosa e quel celeste; velava di consolazione la ombrosa faccia nordica del [[Monte Tamaro|Tàmaro]]; mentre, di contra, il [[Monte Brè|Brè]], trasognato nel tiepido sole, lasciava fluire di china in china quel suo gran manto di velluto fulvo e il richiamo bianco delle ville e dei villaggi...<ref>Da ''L'acqua della Verzasca'' (1934), in [[Giuseppe Zoppi]] (a cura di), ''Novella fronda: antologia di prose e poesie moderne per le scuole medie inferiori della Svizzera italiana (1945-1946)'', Istituto editoriale ticinese, Bellinzona, 1963, p. 71.</ref> *{{NDR|Sulla [[Chiesa di San Michele (Centovalli)|chiesa di San Michele]]}} Un poco in disparte, aggruppate sopra un'onda della terra, la chiesa, la canonica, il camposanto. Il parroco [...]. Ci mostra gli affreschi medievali della sua chiesa, i sontuosi arredi degli altari e della sacristia: broccati, velluti, pizzi, candelieri e lampade d'argento sbalzato, un raro cuoio dipinto, qualche ostensorio di grande aspetto. [...] da secoli l'emigrazione del paese, costantemente rivolta verso Livorno, Pisa e Firenze, e tuttavia legata al paese natale, vi mandava di tanto in tanto quei ricchi doni. [...] volevano che, nella remota chiesa del loro battesimo, risplendesse qualche luce dei duomi toscani.<ref>Da ''Svizzera italiana'', Nemi editore, Firenze, 1931, pp. 55-58.</ref> ==''Villadorna''== ===[[Incipit]]=== – Ma che razza di personaggi mi tiri in ballo? di'. E l'avvocato Rigola e il pretore Della Santa e la Delegazione tutoria... A non sapere, si direbbe che questo povero paesanaccio di Villadorna abbia offerto un ben gramo pranzo di Pasqua al suo signor fratello Ippolito. ===Citazioni=== *La [[generosità]], caro amico, (non ci hai mai pensato?...) può recarle in dono tutti i tesori della terra: tutti, fuorché il diritto di pretendere un fuscello di più... Le concede l'oceano intiero e le nega la gocciola d'acqua ch'ella chiedesse in più. È una gran signora, la generosità, che le si dà per amore, per distrazione, per capriccio; ma povero lei se s'illude di poterla incatenare con un matrimonio in regola. È la grande amante di alcuni fortunati e la sposa di nessuno. (pp. 157-158) *Mulini a vento possono parer giganti in armi così a colui che ama e cerca la guerra, come a colui che la odia a morte. (p. 176) ==''Tempo di marzo''== ===[[Incipit]]=== L'anno delle disgrazie (tristemente famoso nelle cronache della mia famiglia) cominciò così. Una mattina in sul principio di maggio, stavamo seduti, il babbo, la mamma ed io, sotto il portico di casa; i piccini giocavano tranquillamente nel cortile. La mamma sceglieva e componeva in forma di mazzo le foglie di [[gelso]] da tritare per i bachi da seta, che cominciavano a nascere. Il babbo, nell'attesa della posta che gli portasse il giornale nuovo, cercava nel giornale del giorno prima qualche cosa che avesse ancora un sapore. Io seduto alla tavola, attendevo a sciogliere un quesito d'aritmetica. ===Citazioni=== *La felicità in questo mondo non consiste nell'aver molte ricchezze o molti onori; [...]. (p. 51) *Un contadino o un artigiano quando è contento del suo stato è felice al pari d'un re [...]. (p. 51) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Chiesa, ''Tempo di marzo'', A. Mondadori, Milano, 1937. *Francesco Chiesa, ''Villadorna'', A. Mondadori, Milano, 1929. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Chiesa, Francesco}} [[Categoria:Insegnanti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] een0abkpjoqalsdqwmc5l0q256zqprt Utente:Urhixidur 2 33985 1412836 1412796 2026-05-07T12:32:05Z Urhixidur 7401 Dungeon Universalis -- 1412836 wikitext text/x-wiki {{Pagina utente}} {{#babel:fr-N|en-5|it-0}} <table cellspacing="0" cellpadding="0" class="mw-babel-wrapper"> <tr> <td> {{Userbox|info-c=#EEE|id-c=#ADA|id=art-tsolyáni-1|info=Màsuntsólukoi trashóm chidóm tla tsolyáni.}} </td> </tr> </table> ==Interwiki== [http://www.angelfire.com/pq/Urhixidur/index.html pagina personale (inglese)] ---- * [[:incubator:User:Urhixidur|'''Incubator''']] * [[:mw:User:Urhixidur|'''MediaWiki''']] * [[:meta:User:Urhixidur|'''Meta''']] * [http://www.omegawiki.org/User:Urhixidur '''Omegawiki'''] * '''Wikibooks''' : [[:b:en:User:Urhixidur|English]] &middot; [[:b:fr:Utilisateur:Urhixidur|Français]] &middot; [[:b:it:Utente:Urhixidur|Italiano]] &middot; 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[https://ikariam.fandom.com/fr/wiki/Utilisateur:Polytherion Français] ** [https://cthulhuwars.fandom.com/wiki/User:Polytherion Cthulhu Wars Strategy Wikia (English)] <!-- * http://wikinfo.org/w/index.php/User:Urhixidur, then http://wwtrade.org/m/index.php/User:Urhixidur and http://wikinfo.org/w/English/index.php/User:Urhixidur, then http://wwtrade.org/English/index.php/User:Urhixidur, then http://wwtrade.org/wikinfo/index.php/User:Urhixidur Wikinfo --> ---- [[en:User:Urhixidur]] [[fr:Utilisateur:Urhixidur]] s0o3dfn5prtqaxxi83mmlpolaqdmv8s Mauro Forghieri 0 34628 1412872 1410796 2026-05-07T18:04:28Z Danyele 19198 /* Citazioni di Mauro Forghieri */ semplificazioni 1412872 wikitext text/x-wiki [[File:Mauro Forghieri Mugello 1991 (headshot).jpg|thumb|Mauro Forghieri nel 1991]] '''Mauro Forghieri''' (1935 – 2022), ingegnere automobilistico italiano. ==Citazioni di Mauro Forghieri== {{cronologico}} *Per vedere le [[McLaren MP4/4|McLaren]] rompere qualche cosa, ci vorrebbe un'altra monoposto che riuscisse a costringerle ad andare al limite. Finché ciò non si verificherà, rassegnamoci pure ad assistere a noiosissime processioni delle vetture biancorosse.<ref name="Detroit">Da ''I guai Ferrari sono di telaio'', ''Autosprint'' nº 25, 21-27 giugno 1988, p. 32.</ref> *Per vincere a [[Circuito di Detroit|Detroit]] ci vuole un telaio perfetto, con le sospensioni che sono costrette a svolgere un lavoro incredibile a causa delle asperità del fondo stradale. [...] Indubbiamente la pista [...] è criticabile per molti aspetti: vedere un asfalto che si sgretola dopo dieci giri non è certamente una bella cosa. C'è però anche da dire che è una delle poche piste dove la monoposto viene impegnata nella sua totalità [...]<ref name="Detroit"/> *{{NDR|Su [[Gilles Villeneuve]]}} Lui voleva correre. Correva sempre. Gli dava piacere fisico farlo. Ovunque, comunque... Lo ricordo dopo le qualifiche di Anderstorp '78. Eravamo in macchina io e lui. Per arrivare all'albergo dovevamo attraversare un bosco di betulle e lui inscenò una sorta di prova speciale di un [[rally]]: sempre in controsterzo a 180 km/h; io avevo una fifa boia mentre lui sorrideva.<ref>Dall'intervista di [[Mario Donnini]], ''Autosprint'' nº 19, 2007.</ref> *[[Enzo Ferrari|Ferrari]] era un uomo di intuito. Mi ha creato e, a differenza di quanto accaduto con altri, non mi ha distrutto. Un uomo eccezionale, aggrappato alla concretezza della nostra terra. Abbiamo avuto discussioni accese. Lui urlava e io più di lui, ma alla fine ci si intendeva. Lui dava ai suoi collaboratori la massima libertà, spronando sull'innovazione. Noi due simili? No. Io sono un tecnico che ragiona sulla base di dati, lui lo faceva sulle sensazioni, peraltro spesso azzeccate.<ref>Citato in Pino Allievi, ''[https://www.gazzetta.it/Formula-1/12-01-2015/f1-forghieri-ferrari-100462350856.shtml Forghieri, il genio non va mai in pensione]'', ''gazzetta.it'', 12 gennaio 2015.</ref> *A volte ho invidiato [[Colin Chapman]], perché genio lo è stato davvero. Però va anche detto che molte delle soluzioni Lotus a lui attribuite in realtà le avevano pensate altri. E qui era la sua forza: sapeva acquisire le buone idee.<ref>Dall'intervista ad ''Autosprint'' nº 3, 2015; citato in ''Forghieri ottanta voglia di stupire'', ''Autosprint Gold Collection'' nº 10, dicembre 2020, p. 14.</ref> *{{NDR|Sulla vittoria della Ferrari alla [[24 Ore di Le Mans 1965]]}} Per fortuna vincemmo con la 275 Le Mans della scuderia Nart di Chinetti, guidata da Grégory e Rindt. Ma le nostre vetture ebbero problemi con i dischi freno che si crepavano. Però avevamo visto che si trattava di pezzi di serie, montati anche sulle berlinette 275 GTB. Ce n'erano parecchie nei parcheggi. Così mandammo i meccanici a smontarli per piazzarli sulle vetture da corsa. Lasciammo un biglietto sui parabrezza, chiedendo scusa e che li avremmo restituiti. I clienti furono grandiosi, non dissero nulla, anzi ci ringraziarono.<ref>Dall'intervista di Cristiano Chiavegato, ''[https://motori.ilmattino.it/motorsport/le_mans_forghieri_ferrari-1087882.html Forghieri, l'ultimo degli ingegneri "totali": «Che avventura il trionfo Ferrari nel 1965»]'', ''ilmattino.it'', 12 giugno 2015.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari 312 T4]]}} Dopo almeno due anni di assoluti divieti il Commendatore {{NDR|Enzo Ferrari}} ci aveva dato il permesso di costruire una monoposto con le minigonne. Evidentemente Ferrari aveva rinunciato a combattere una guerra politica contro gli inglesi, pur sapendo che la Federazione aveva tollerato delle vetture che erano illegali. [...] Quando la definirono brutta ci rimasi male, perché la T4 era il frutto di un grosso lavoro in galleria del vento da parte di Poncini: noi sapevamo di non avere tutta l'esperienza degli inglesi in fatto di minigonne e quindi abbiamo estremizzato dei concetti nella parte superiore della macchina. [...] Però la nostra down force non era pari a quella di Williams e Ligier, pagavamo qualcosa agli inglesi perché ci mancava l'esperienza sulle minigonne. All'epoca si disse che i problemi erano dovuti al motore piatto che non favoriva lo sfogo dei tunnel Venturi: non era vero niente, avevamo raggiunto degli ottimi risultati anche con il boxer. [...] gli inglesi avevano trovato un sistema affinché le minigonne restassero sempre sigillate al terreno, mentre noi sulle piste veloci e con dei sobbalzi come Brands Hatch ci trovavamo in difficoltà perché la bandella restava alzata sulle gibbosità e perdevamo molto carico all'improvviso.<ref>Citato in Franco Nugnes, ''[https://it.motorsport.com/f1/news/ferrari-312-t4-sono-passati-40-anni-dal-mondiale-di-scheckter-e-villeneuve/4325775/ Ferrari 312 T4: sono passati 40 anni dal mondiale di Scheckter e Villeneuve]'', ''motorsport.com'', 18 gennaio 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari 312 B]]}} Tanto per cominciare, smettiamola di chiamarlo Boxer, perché era un propulsore piatto di 180 gradi. La sigla era 312 B non per richiamare la parola Boxer, ma solo perché era la monoposto che seguiva la 312. [...] Avevamo 450 cavalli a 12 mila giri al minuto, mentre gli inglesi giravano a 10 mila giri! [...] Le forme della 312 B sono un po' particolari perché questa monoposto l'avevo pensata perché fosse la prima Ferrari a quattro ruote motrici. Doveva avere un giunto idraulico centrale progressivo che era stato studiato in collaborazione con il Centro Ricerche Fiat di Orbassano e che doveva essere in grado di ripartire la coppia sui due assi al variare del comportamento della monoposto: sull'anteriore quando si manifestava del sovrasterzo e viceversa quando c'era del sottosterzo. [...] Mi bloccò il Commendatore, le trazioni integrali furono vietate per regolamento e sono sicuro che Ferrari ci mise lo zampino nel far prendere la decisione alla Federazione. Insomma avevo trovato il... nemico in casa.<ref>Citato in Franco Nugnes e [[Giorgio Piola]], ''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-ferrari-312b-forghieri-laveva-pensata-a-trazione-integrale/4654828/ Ferrari 312B: Forghieri l'aveva pensata a trazione integrale]'', ''motorsport.com'', 17 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Frank Williams]]}} [...] era nato per essere un combattente, ed è combattendo che si è guadagnato il rispetto di tutta la F1. Era un uomo puro, dedicato anima e corpo a quel mestiere, al mestiere delle corse.<ref>Dall'intervista di Andrea Fanì, ''[https://www.gazzetta.it/Formula-1/03-12-2021/frank-williams-forghieri-un-puro-nato-lottare-f1-430257437286.shtml Williams, il ricordo di Forghieri: "Un puro nato per lottare in F1"]'', ''gazzetta.it'', 3 dicembre 2021.</ref> *Non posso dimenticare la fase di sviluppo della [[Ferrari 312 T|312 T]], in un'epoca [...] in cui ci potevamo permettere [...] trasferte invernali per sostenere test privati con il bel tempo, prima dell'avvio del campionato [...]. Proprio sul tracciato di Kyalami riuscimmo a mettere [...] a punto la 312 T la vigilia di Natale del 1974 [...] realizzando sul posto con mezzi di fortuna un nuovo serbatoio dell'olio, perché quello portato in Sud Africa evidenziava [...] problemi nelle curve e controcurve veloci. Tante volte nella mia carriera mentre disegnavo motori, telai o sospensioni, mi convincevo di realizzare un capolavoro, quando poi il responso della pista confermava l'entità della mia "cazzata". Venne dunque in nostro soccorso un bidone di latta abbandonato nel box che, con i dovuti adattamenti, si rivelò un serbatoio di gran lunga migliore rispetto a quello per il quale avevo passato notti insonni. Una volta montato sulla monoposto – con ottimi risultati in pista – adottammo tutte le precauzioni affinché non venisse fotografato, in quanto i test della Ferrari erano seguiti [...] in qualsiasi parte del mondo andassimo a provare. Prima di lasciare Kyalami [...] avevo telefonato a Enzo Ferrari – una notizia che valeva per lui un regalo di Natale – informandolo che avevamo risolto il problema con successo [...]. Quando arrivammo a Maranello, il "Vecchio" ci stava aspettando perplesso ma curioso di vedere la nuova realizzazione: "Ma cos'è questa roba qui?", esclamò incredulo [...] nel vedere un [...] contenitore in alluminio della Coca Cola, modificato e adattato all'uso per una [...] Formula 1. Quello fu il vero motivo per cui non volevamo venisse fotografata. La Ferrari salvata nell'onore da un bidone di Coca Cola.<ref>Da [[Mauro Coppini]] (a cura di), ''Machina.0 – "Mauro Forghieri Deus Ex Machina"'', FormulaPassion, gennaio 2019, ISBN 9788894414912; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/pillole-f1-forghieri-e-il-natale-in-ferrari-enzo-coca-cola-598589.html Pillole F1 / Forghieri e il Natale in Ferrari]'', ''formulapassion.it'', 24 dicembre 2021.</ref> *{{NDR|Su [[Chris Amon]]}} Chris è il più bravo tester e sviluppatore cha ho mai avuto in squadra. Numero uno. Anche migliore di {{sic|Nicky}} Lauda.<ref>Da ''Autosprint Gold Collection'' nº 11, gennaio 2021, p. 72; citato in Mario Donnini, ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/cuore-da-corsa/2020/04/01-2888382/formula_1_amon_af101_brutta_e_impossibile/ Formula 1: Amon Af101, brutta e impossibile]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 1º aprile 2020.</ref> *Le Lotus del 1977 e dell'anno successivo furono monoposto fantastiche, esploravano l'effetto suolo garantito dalle minigonne con grandi risultati. Però Chapman non aveva messo a fuoco un dettaglio fondamentale, come molti di noi avremmo capito da lì in poi e cioè che l'elemento davvero fondamentale per ottenere il massimo della deportanza era l'alettone posteriore. [...] Non appena iniziammo a cimentarci con l'effetto suolo, apparve via via sempre più chiaro che un alettone posteriore a sbalzo costituiva un fattore di grande rilievo. Io l'avevo capito già con la Ferrari T4 del 1979, che con il suo fondo e con le minigonne di depressione ne provocava tanta. E furono in tanti a sottostimarne l'aspetto aerodinamico: sostenevano che la nostra forza erano i cavalli regalati dal 12 cilindri, ma non era vero. Da tempo ormai tutti noi progettisti eravamo alla ricerca della massima depressione e quel fondo e quel retrotreno, quegli scarichi, diedero un apporto molto importante.<ref>Da ''Machina.3 – "70X1, Formula 1 1950-2020"'', FormulaPassion, 2021; citato in Carlo Platella, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/cambio-trasversale-manifesto-mauro-forghieri Cambio trasversale: il manifesto di Mauro Forghieri]'', ''formulapassion.it'', 13 gennaio 2023.</ref> *Fino al 1973, più o meno, in Ferrari sulle corse facevo tutto io. Ovviamente il Vecchio mi copriva le spalle, ma Enzo non veniva alle gare. Quindi il sottoscritto si occupava della tecnica, dei piloti, dei regolamenti, dei rapporti con la stampa, ogni cosa. [...] Non funzionava, ero oppresso dalle incombenze e quando Ferrari mi disse che aveva trovato un giovane per sgravarmi da certi compiti, beh, mi rese felice. {{NDR|«Il giovane era [[Luca Cordero di Montezemolo|Montezemolo]]»}} Lui. Uno di Luca può dire quello che vuole, ma sul lavoro era perfetto. Dopo il suo arrivo come diesse, allora si diceva così, io ho potuto dedicarmi alla macchina, alla tecnologia, agli sviluppi. {{NDR|«E (ri)nacque il mito»}} Eh, gli anni di Lauda, di Gilles, di Jody sono stati formidabili.<ref name="Turrini">Da una conversazione inedita con [[Leo Turrini]]; pubblicata postuma in ''[https://www.quotidiano.net/blog/turrini/lultima-intervista-con-forghieri-5.7861 L'ultima intervista con Forghieri]'', ''quotidiano.net'', 13 gennaio 2023.</ref> *Di tutti quelli che hanno lavorato con me in Formula Uno, decisamente Niki {{NDR|[[Niki Lauda|Lauda]]}} è stato il migliore, il più completo.<ref name="Turrini"/> {{Int|''[https://www.automoto.it/news/mauro-forghieri-ferrari-f1-e-non-solo-prima-parte.html Mauro Forghieri, Ferrari F1 e non solo (prima parte)]''|Intervista di Claudio Pavanello, ''automoto.it'', 3 maggio 2013.}} *La mia ambizione era lavorare nel settore aereonautico, ed in particolare avevo contatti con la Northrop. Entrai in [[Ferrari]] nel 1959 grazie alla collaborazione che mio papà aveva con il Commendatore ([[Enzo Ferrari]], ''nda''), ma lo consideravo un lavoro a termine; allora c'era come direttore tecnico Carlo Chiti e personaggi del calibro di Vittorio Jano, il mitico progettista dei motori [[Alfa Romeo]] da corsa degli anni Venti e Trenta, [[Gian Paolo Dallara]], Giotto Bizzarrini e lo sfortunato Giancarlo Bussi [...]. Nel 1961 un gruppo di otto dirigenti, tra cui Chiti, decise di lasciare l'azienda in aperta polemica con Enzo Ferrari per fondare la ATS (Automobili Turismo e Sport), una nuova Casa automobilistica che si illudeva di poter sfidare la Ferrari stessa. Enzo Ferrari mi chiamò nel suo ufficio e a sorpresa mi comunicò, in dialetto modenese come s'usava parlare tra di noi, che aveva intenzione di nominarmi responsabile tecnico; avevo 27 anni e mai mi sarei immaginato una proposta simile. Ferrari intuì il mio spavento e disse "non preoccuparti, tu fai il tuo lavoro, al resto ci penso io". Devo dire che fu di parola, perché in quasi tre decenni mi sostenne sempre. *Ho conosciuto tanti industriali che vivevano intensamente l'azienda, ma per Ferrari la sua fabbrica era veramente tutto, e pretendeva dai più stretti collaboratori una dedizione assoluta. [...] Non esistevano sabati, domeniche, ferie o vigilie di Natale. Una volta che andai in vacanza per qualche giorno a Portofino senza comunicarglielo mandò la Polizia Stradale a rintracciarmi. *A un Gran Premio del 1981 Enzo Ferrari mi telefonò dicendo che avrebbe mandato un motore sperimentale da montare sulla vettura di [[Gilles Villeneuve|Villeneuve]] la domenica mattina. Mi incaricò di dire a Gilles che l'importante era testarlo in gara, per saggiarne la resistenza: era schierato tipo in quinta fila, e gli ripetei più volte il concetto: "Gilles, siamo indietro, non ci interessa il risultato, porta il propulsore fino al termine che dobbiamo capire come va!". Lui mi rispose certo Mauro, sicuramente, capisco. Al verde superò subito le due monoposto davanti a lui, sfiorandole miracolosamente, e poi cercò un impossibile varco tra quelle successive, decollò sopra le ruote di un avversario e fini contro i tabelloni della prima curva. Questo è un aneddoto che ricordo spesso e che ben esprime il carattere del canadese. [...] Gilles considerava ogni gara per se stessa. Lui aveva il piacere fisico della velocità, ed era in questo una vera forza della natura, capace di regalarci vittorie impossibili. *Se devo proprio fare il nome di un pilota cui sono particolarmente legato tra i tanti, direi [[Mario Andretti]], per il suo [[carisma]], la sua affidabilità e la sua dedizione alla [[Ferrari]]. Secondo me è stato l'ultimo rappresentante di una generazione di piloti che correva indifferentemente su qualsiasi vettura: [[Formula 1]], Indy, Sport Prototipi, Can Am. Quando, in quel terribile 1982 {{NDR|dopo la morte di Gilles Villeneuve e l'incidente di Didier Pironi}} ci trovammo alla vigilia di Monza senza un pilota, la decisione fu spontanea: "Chiamiamo Mario!" Lui prese il primo aereo dall'America, arrivò con la sua serena professionalità, salì sulla 126C2 e fece subito la pole position, tra il tripudio generale. [[File:1965-07-30 Surtees u. Forghieri.JPG|thumb|[[John Surtees]] e Forghieri al Nürburgring nel 1965]] {{Int|''[https://www.automoto.it/news/mauro-forghieri-la-ferrari-f1-e-non-solo-seconda-parte.html Mauro Forghieri, la Ferrari, F1 e non solo (seconda parte)]''|Intervista di Claudio Pavanello, ''automoto.it'', 17 maggio 2013.}} *Alla Ferrari si era molto restii a valorizzare le nostre innovazioni, creando l'impressione che fossimo meno creativi e tecnologici degli inglesi. Questo non corrisponde a verità, e vorrei citare alcuni esempi. Gli alettoni in Formula 1 li introducemmo noi, mentre i team inglesi contribuirono solo ad esasperarli, molto spesso mettendo a rischio la sicurezza dei loro piloti. Utilizzammo anche la prima ala regolabile elettricamente dal pilota. L'iniezione indiretta la introducemmo già nel 1964, facendo girare il motore a 11.000 giri. Il cambio trasversale in Formula 1 fu applicato da noi, così come il semiautomatico, che provammo a Fiorano con Gilles già nel 1980. Questi alcuni esempi macroscopici, ma sono molte le novità che Ferrari introdusse negli anni. *[...] pur ammirandone le ardite soluzioni tecniche, non ero un sostenitore della filosofia costruttiva di Colin Chapman, perché le sue monoposto erano troppo esili, troppo sacrificate sull'altare della leggerezza. Mi ricordo che rimasi stupito in particolare dai sottilissimi alberi dei freni a disco della macchina di Rindt [morto a Monza nel 1970 e campione del mondo lo stesso anno, ''nda'']: feci due calcoli matematici e mi convinsi che le possibilità di cedimento in gara erano elevate. Da questo punto di vista devo dire che non ho mai progettato una vettura che non ritenessi sicura, e anche Enzo Ferrari mi invitava a cercare la massima leggerezza possibile solo sulle parti non strutturali. Poi magari si imbufaliva perché avevamo rotto un motore superleggero, ma non mi chiese mai alcun compromesso sulla sicurezza. *Nel 1983 a lottare per il mondiale eravamo noi, la Renault e la Brabham BMW, team di proprietà di Ecclestone. Non riuscivamo a capire come a un certo punto il quattro cilindri BMW, un propulsore di concezione antiquata, potesse essere diventato più potente dei nostri moderni sei cilindri. Scoprimmo che, in sordina, Ecclestone aveva fatto cambiare il regolamento tecnico eliminando la parola "commerciale" dietro al termine "benzina". Quella benzina che andava utilizzata dalle Formula 1. A Monza, dove la Brabham vinse, la macchina venne verificata e si accertò che usava un carburante pesante realizzato da una azienda chimica con un numero di ottani superiore al consentito. La situazione era molto delicata e si tenne una riunione tanto tardiva quanto segretissima a Maranello con il Presidente della Federazione Jean Marie Balestre, Bernie Ecclestone (che era anche leader della Federazione Costruttori di Formula 1), Enzo Ferrari e un rappresentante della Renault. Alla fine venne deciso di lasciare le cose così come stavano e Piquet vinse il titolo con due punti su Prost e dieci sul nostro Arnoux. Chiaramente per noi che avevamo combattuto duramente in pista, questa soluzione fu molto traumatica da digerire, e ancora di più per la Renault che era a caccia del primo titolo. Questo aneddoto per dire che Ecclestone era un gran furbone, ma gli va dato atto di avere fatto crescere e diventare ricca la Formula 1, grazie anche al fatto che era magistrale nel trattare con Enzo Ferrari. Se guardo chi comanda oggi la Formula 1 vedo tanti ex impiegati Brabham, il che la dice lunga sul suo grande potere. *{{NDR|Sulle [[Vettura di Formula 1|vetture di Formula 1]] degli anni Duemiladieci}} Se pitturiamo tutte le vetture odierne di bianco sarebbe molto difficile distinguerle una dall'altra, questo perché si è compresso troppo il regolamento in fatto di aereodinamica. Non per cadere nei rimpianti, ma ai miei tempi ogni vettura era molto diversa dall'altra, con soluzioni tecniche assai differenti, oltre al fatto che ogni team aveva dei progettisti carismatici che anche per orgoglio personale mai avrebbero copiato un rivale. {{Int|''[https://auto.sabbatini.news/forghieri-racconta-lauda/ Forghieri racconta Lauda]''|Intervista di [[Alberto Sabbatini]], ''auto.sabbatini.news'', 21 maggio 2019.}} *{{NDR|Su [[Niki Lauda]]}} Era perfetto. Il tipo di pilota che ho sempre sognato di avere in squadra. Un uomo preciso, meticoloso, velocissimo, determinato, con una sensibilità innata nella guida. Ma anche un lavoratore indefesso. *{{NDR|[[Gilles Villeneuve|Gilles]]}} Villeneuve era un asso della guida. Ma umanamente parlando era un puro, un ingenuo. E come pilota non aveva il senso del limite e della misura. Tornava al box con la macchina demolita, senza ruote e cambio e chiedeva: si può riparare? Posso continuare? *Quando è arrivato a Maranello, a 23 anni nell'inverno del 1973, Lauda era tecnicamente "ignorante". Sapeva dire soltanto: "c'è sottosterzo" o "c'è sovrasterzo". E io gli dicevo: Niki, non basta. Devi essere più preciso e più specifico. Lauda è cambiato durante quel lungo inverno fra il 1973 e il 1974. Lavoravamo tutto il giorno in pista, con lui e Regazzoni a Fiorano, guidando e facendo sviluppo e messa a punto della monoposto dalle 9 del mattino fino alle otto di sera. Tante volte Niki guidava col buio pesto. A quel tempo a Fiorano c'era un sistema di 29 fotocellule sul circuito che rilevavano i tempi intermedi fra ogni curva. Un antesignano della moderna telemetria. Con gli occhi di oggi era un sistema rudimentale, ma permetteva di capire se uno guidava bene o male, se sbagliava una curva e dove. Mentre Regazzoni, finito di guidare prendeva e se ne andava, Lauda alla fine dei test si faceva dare quella lunga stampata di tempi intermedi e passava ore ad analizzarla per capire dove migliorarsi. Per questo è diventato bravo come pilota. *{{NDR|Sul [[Gran Premio del Giappone 1976]]}} Lauda arrivò alla gara decisiva al Fuji, in Giappone, in grande tensione. Il giorno della corsa c'era un diluvio, la pista era quasi impraticabile, gli avversari avevano capito la debolezza psicologica di Niki in quel frangente e lo spiazzarono. Prima decisero di non correre, poi all'ultimo istante presero il via perché i loro team manager li minacciarono altrimenti di non pagare loro l'ingaggio. Niki rimase sconcertato perché ormai era entrato nell'ordine di idee che non si sarebbe corso. Poi salì in machina e partì lo stesso, ma dopo un giro si ritirò perché non riteneva ci fossero le condizioni per guidare. Pensava che anche gli altri facessero lo stesso e invece loro andarono avanti. E perse il mondiale. Io resto sempre dell'idea che ci fu un mezzo complotto fra tutto l'entourage inglese per fregare Niki e la Ferrari che erano invisi ai britannici approfittando della sua debolezza psicologica di quei giorni. Guarda caso Hunt, che aveva fatto una pessima gara quel giorno guidando male nelle retrovie, proprio negli ultimi quattro giri superò quattro macchine e riuscì così ad assicurarsi in extremis i punti indispensabili per vincere il titolo. Ho sempre avuto il sospetto che quei sorpassi gli furono agevolati perché a molti team faceva più comodo che a vincere fosse lui e non Lauda e la Ferrari. [...] Quando Niki si ritirò, io mi rendevo conto del suo stato d'animo, della delusione e della sensazione di vuoto che provava per come era stato l'epilogo della corsa. Perciò, per proteggerlo, gli proposi di raccontare una scusa. Gli dissi: Niki, diciamo che c'è stata una infiltrazione d'acqua dovuta alla pioggia e che perciò la centralina non faceva funzionare bene il motore e che ti sei fermato per quello. Ma lui mi guardò e rispose: No, diciamo la verità. È giusto che ci metta io la faccia. Perché sono io che sono venuto meno al mio impegno di pilota. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/machina/machina-3-secondo-mauro-forghieri-70-anni-f1-alfaromeo-hamilton Machina.3 secondo Mauro Forghieri]''|Da ''Machina.3 – "70X1, Formula 1 1950-2020"'', FormulaPassion, 2021; citato in ''formulapassion.it'', 19 dicembre 2020.}} *La denominazione Formula 1 venne adottata nel 1948. Circa dieci anni dopo entravo in Ferrari. Ero poco più che un ragazzo fresco di laurea in ingegneria, considerato un "imparatore" in quanto dovevo ancora conoscere tutto del lavoro che mi aspettava. Però avevo già chiara l'idea – che nel tempo si è sempre più rafforzata in definitivo convincimento – sul ruolo avuto dall'[[Alfa Romeo (automobilismo)|Alfa Romeo nel mondo delle competizioni]]. Autentiche opere d'arte di ingegneria meccanica, sono state automobili che hanno marchiato l'inizio della storia che ha generato lo sviluppo delle corse fino alla Formula 1. Le prime gare nate tra fine '800 e inizio '900, nel 1906 vengono chiamate Gran Premi. Dal '20 Formula Grand Prix: prima vittoria assoluta del Campionato Costruttori dell'Alfa Romeo nel 1925 e Campionato Internazionale Piloti nel 1931 e nel '32 con "Nivola", Tazio Nuvolari. Ritengo di poter affermare che senza i presupposti segnati dall'Alfa Romeo, oggi probabilmente non esisterebbe il campionato mondiale della massima espressione motoristica così come lo conosciamo. *I colori italiani occupavano incontrastati la scena nelle gare dei primi anni '50: Alfa Romeo, Ferrari e Maserati. Maserati mi pare fosse la marca più diffusa sui circuiti perché la sua produzione era finalizzata principalmente per la vendita ai piloti, in quanto vettura "facile da capire". Ferrari regalò a Juan Manuel Fangio il Mondiale 1956 con una automobile avveniristica per quell'epoca, la [[Lancia D50|D50]], ricevuta dalla Lancia, costruttore che l'aveva ideata con il geniale Vittorio Jano e messa in pista con Alberto Ascari. Lancia avrebbe potuto rappresentare un perfetto completamento della nostra forza automobilistica sulle piste di tutto il mondo, ma la morte del pilota lombardo segnò la fine dell'impegno della Casa torinese in Formula 1 e al contempo il successo della stessa vettura con il marchio della Scuderia Ferrari. Curiosa la storia intrecciatasi tra Ferrari e Lancia quasi trent'anni dopo, quando ho progettato un motore Ferrari appositamente per la Lancia Stratos da un'idea di Cesare Fiorio. *Nel decennio che prende avvio nel '60, Giampaolo Dallara mi aveva appena raggiunto al reparto tecnico di Maranello dove stavamo vivendo il passaggio del motore da anteriore a quello [[Motore posteriore|posteriore]]. Una bestemmia per Enzo Ferrari, convinto che i buoi dovessero stare davanti per tirare il carro e non dietro. Erano stati gli appassionati inglesi ad introdurre il motore di motociclette alle spalle del pilota sulle vetturette con le quali disputavano gare di club, collegando l'assale delle ruote posteriori con una catena. *Sulle vicende della Formula 1 è stato scritto molto, ragione per cui non è il caso di ripetere vicende note ampiamente documentate, bensì [...] trovo importante sottolineare come dalla fine degli anni '70 fino alla scomparsa di Ayrton Senna, quello sia stato il tempo che considero "Periodo aureo". La Formula 1 di allora aveva tutto: innovazioni tecnologiche epocali logiche e utili, un seguito di spettatori sempre più folto, personaggi che animavano quel mondo identificati come gli eroi che insieme alle squadre appartenevano alla gente che li poteva "toccare" per cui erano gli amati "cavalieri del rischio", appassionati che capivano lo svolgimento delle gare. Mai come allora i team sono stati così numerosi. La Formula 1 proprio in quel decennio ha seminato il virus contagioso della popolarità per le generazioni più giovani, garantendo uno squarcio di futuro a questo sport. {{Int|''[https://www.gazzetta.it/Formula-1/10-03-2021/formula-1-forghieri-ferrari-intervista-4001341879545_amp.shtml Forghieri punta sulla Ferrari: "So che dopo un anno nero arriva l'ora della riscossa"]''|Intervista di Andrea Cremonesi, ''gazzetta.it'', 9 marzo 2021.}} *Si può fare economia senza bloccare le idee. Ai miei tempi c'era più libertà, si rischiava molto di più in termini tecnici, oggi i progettisti sono assai condizionati dall'aspetto economico. *{{NDR|«[...] lei inventò gli alettoni o quantomeno lì applicò alla F.1»}} Si e ho fatto male perché l'aerodinamica che ne è scaturita ha rovinato un po' tutta la F.1. *{{NDR|«Che cosa le chiedeva il Commendatore [Enzo Ferrari] quando si accingeva a progettare la macchina per l'anno successivo?»}} Da persona estremamente intelligente e furba, se ne guardava bene dall'esprimersi. Per farci sorridere delle volte mi diceva "fa na machina c'venz", fai una macchina vincente. Si rendeva conto che era difficile da un anno all'altro interpretare lo sviluppo perché è sempre stato un processo molto rapido. Ci si copiava a vicenda con facilità. In quel periodo sono stati compiuti progressi tecnologici e ingegneristici di tutto rispetto grazie al fatto che c'era l'ansia di vincere. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Sulla [[Ferrari 348]]}} Il peggior progetto dei primi 40 anni della Ferrari.<ref>Citato in [[Nicola Materazzi]], ''[https://www.driveexperience.it/nicola-materazzi-scrivo-qualche-precisazione-sulle-recenti-interviste-con-davide-cironi/ Vi scrivo qualche precisazione sulle mie interviste con Davide Cironi]'', ''driveexperience.it''.</ref> *{{NDR|Su [[Niki Lauda]]}} Se gli davi una monoposto in grado di vincere, Niki vinceva. Non c'è molto altro da dire.<ref>Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/opinioni/roberto-boccafogli/charles-leclerc-ferrari-lauda-f175-sainz-redbull-mercedes-613024.html Charles Leclauda]'', ''formulapassion.it'', 12 aprile 2022.</ref> ==Citazioni su Mauro Forghieri== *Abbiamo fatto un po' di strada insieme e anche un po' di pista. Devo dire che tra tutti quelli che ho conosciuto dell'ambiente, piloti, progettisti, giornalisti, era forse quello di maggior carisma. Effettivamente è stato un grande innovatore. Da buon inventore e genio italiano spaziava in tutto lo scibile della tecnica. Era ammirevole come riuscisse ad intuire quanto fosse importante l'aerodinamica. Riusciva a progettare i motori, aveva capito l'importanza del turbo e aveva compreso addirittura che il mondo delle corse stava cambiando. In effetti, lo spostamento del motore dall'anteriore della macchina alla parte posteriore non veniva accettata dal [[Enzo Ferrari|grande Vecchio]]. Quando lui me lo raccontava col sorriso, mi raccontava che il Vecchio gli aveva detto: "Mi scusi ingegnere, ma che cosa mi dice? Un motore dietro? Ma li ha mai visti lei i buoi che spingono il carro?". L'aveva accettata così come era, un'idea folgorante, perché faceva parte del buon senso, ma non se la sentiva di andargli addosso dicendogli che sbagliava tutto. Infatti, si è arrivati a mettere il motore dietro soltanto dopo un anno, perché Ferrari non si era convinto, così come non si era convinto del turbo. Forghieri lo diceva con grazia e dolcezza, soprattutto riuscendo a dire che il Vecchio apparteneva a un altro tempo, ma che aveva avuto grandi meriti nel riuscire a sviluppare il mito del Cavallino. Perciò lo assecondava in tante cose e lo guardava con tenerezza. Questo mi faceva divertire, perché faceva parte del suo carattere. Sul lavoro lo chiamavano Furia, perché aveva degli scatti improvvisi e voleva che le cose venissero fatte in un certo modo. Era perfezionista, però era di animo dolce, gentile, disposto a voler bene alla gente e le assecondava, soprattutto il vecchio Ferrari. [...] Tante volte non veniva nemmeno capito dal punto di vista tecnico da quelli che gli stavano intorno. Questo perché vedeva lontano e nessuno riusciva a seguirlo. ([[Ezio Zermiani]]) *Era prima di tutto un amico e poi è stato un grande del Novecento, quello che ha vinto più titoli negli anni Sessanta, Settanta, Ottanta fino agli anni Novanta. Era un un grande tecnico, ma anche un grande personaggio come uomo e soprattutto come amico. [...] Era l'ultimo dei grandi che costruiva tutto, dal telaio al motore: era il babbo del dodici cilindri. È un personaggio di un'altra epoca che oggi non esiste più. ([[Gian Carlo Minardi]]) *Forghieri era impegnato nel progetto Lambo. [...] Durante un Gran Premio dissi in diretta che il motore della Lambo – vedendo la classica fumata bianca uscire dai condotti di scarico – si era rotto. Forghieri, ferito nell'orgoglio di progettista, mi riprese dicendomi "Come ti permetti di dire che il motore ha ceduto?". In quel momento mi sono sentita una ragazzina schiacciata dalla sua autorevolezza, dai suoi saperi e soprattutto dalla sua fama. [...] ho avuto prova di quale fosse il peso esercitato dai personaggi che dominavano la scena della Formula 1 di allora. ([[Maria Leitner]]) *Ha fatto tutto di corsa [...]. Mauro Forghieri è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare. ([[Carlo Cavicchi]]) *Ha la delicatezza psicologica di una vipera. ([[Niki Lauda]]) *Il più bravo di tutti. Un genio allo stato puro. Okay, c’era Chapman, ma Colin di motore capiva poco. Invece Mauro sapeva fare tutto. Telai, assetti, propulsori. Anzi, più fu coinvolto nei motori, più la Ferrari divenne competitiva. Forghieri tra i tecnici era quello che Clark rappresentava tra i piloti. ([[Chris Amon]]) *La Formula 1 è cambiata radicalmente. [...] Il progresso tecnico ha rivoluzionato il modo di costruire la macchina. Le componenti della vettura vengono progettate attraverso un processo integrato tra specialisti diversi. [...] In una condizione come questa non penso che Forghieri avrebbe un ruolo [...]. Lui era il ''deus ex machina'', inventando e progettando tutto, dal motore al telaio, dalle sospensioni al cambio per spaziare, tra i primi a farlo, nell'aerodinamica. Oggi ognuna di queste componenti è studiata e realizzata da team di ingegneri votati a trovare la più avanzata soluzione possibile. Forghieri, estremizzando, "romperebbe" il team, non perché inadatto, ma per la velocissima evoluzione imposta dalla ricerca specialistica. Forghieri è il testimone di una genialità e di un'esperienza umana unica e irripetibile. ([[Maria Leitner]]) *La vita insieme a lui è semplicemente troppo difficile. ([[Niki Lauda]]) *Mauro Forghieri era davvero il numero uno fra gli ingegneri e progettisti di auto da corsa. Non perché le sue Ferrari avessero vinto più titoli mondiali; questo no. Se contiamo rigidamente i campionati vinti, Adrian Newey fra Williams, McLaren e Red Bull per esempio ne ha conquistati almeno una decina, e anche Patrick Head e John Barnard possono vantarsi di aver raccolto altrettanti mondiali F1 e per di più in un periodo più breve. Ma Forghieri resta nella storia delle corse motorsport una eccellenza vera. Perché era un progettista vero. Completo. Il più eclettico. L’unico capace di disegnare una intera F1: dal telaio, al motore all'aerodinamica fino pure al cambio! Tutti gli altri sono specialisti. Tecnici fantastici ma specializzati in un solo aspetto della monoposto. Telaisti, oppure aerodinamici o ancora motoristi. Forghieri invece sapeva fare tutto della macchina. Sapeva progettarla e costruirla dalla prima all'ultima vite. Questa è stata la sua vera grandezza. Un genio. E questa dote eclettica purtroppo è anche quella che l'ha paradossalmente allontanato dal mondo della F1 quando ancora poteva dare tanto. Perché si era diffusa a un certo punto la mania della specializzazione spinta: si riteneva fosse più importante – per costruire la macchina – che una squadra avesse tanti specialisti di settore e non un'unica grande figura completa. Ma al di là del tecnico puro, di Forghieri mi ricordo la grandezza della sua figura umana. Era un signore. Nel vero senso della parola. Un uomo affabile e di cultura, prima che un ingegnere. Aveva una spiccata e innata curiosità per ogni vicenda umana. Era una mente aperta, non blindata dentro argomenti settoriali delle corse. In tre parole potrei definirlo un pozzo di cultura e di conoscenza. E poi sapeva disegnare benissimo. E questo non è scontato neanche per un progettista. ([[Alberto Sabbatini]]) *Non fate alla memoria di Mauro Forghieri il torto di ricordarlo "soltanto" per le grandi imprese della Ferrari. [...] No. Mauro Forghieri [...] è stato ben più di un formidabile ingegnere da corsa [...]. A ben vedere, "Furia", come lo chiamavano i meccanici ai box per certi scatti d'ira, ha rappresentato l'Italia migliore del Novecento. Non sto esagerando: era una Italia in cui l'ascensore sociale funzionava ancora e il merito [...] un obiettivo da tutti condiviso. Figlio di Reclus, operaio della primissima Ferrari, capo partigiano nei giorni crudeli della Guerra Civile (nella sua fabbrica Ferrari gli permetteva di confezionare i chiodi che facevano saltare le gomme dei camion nazisti), Mauro si era laureato in ingegneria trasformando la passione di famiglia per la meccanica in cultura tecnologica. E siccome era bravo, nel 1962 il Drake gli aveva messo in mano, a lui non ancora ventisettenne!, l'intero reparto corse del Cavallino. Provate ad immaginare una cosa del genere nel Bel Paese di oggi. Trovatemi una azienda tricolore famosa nel mondo (la Ferrari già allora tale era) pronta [...] ad affidarsi ad un Under 30. Semplicemente perché è bravo [...]. Ecco, Forghieri ha incarnato tutto questo. È stato un volto dell'Italia del Boom, quello sano e non malato alla radice. ([[Leo Turrini]]) *Quando sono entrato in azienda, nel 1965, condividevo l'ufficio con il Cavalier Giberti, il primo dipendente della Ferrari, e Mauro Forghieri, che era stato assunto qualche anno prima, era nell’ufficio accanto. Ci separavano dieci anni di età e un vetro. Di fatto ci vedevamo tutto il giorno tutti i giorni. Forghieri metteva energia e passione in ogni sua attività. Aveva un carattere sanguigno e ricordo che in più di una di quelle interminabili riunioni di Gestione Sportiva, che iniziavano alla sera e finivano di notte, mi sono trovato a fare da mediatore tra lui e mio padre. Ma so anche che mio padre apprezzava in lui l'instancabile voglia di fare, sapeva che dietro un suo eventuale errore c'era sempre e solo il tentativo di fare di più e meglio, di guardare avanti. È un pezzo della nostra storia che se ne va, un uomo che ha dato molto alla Ferrari e al mondo delle corse in assoluto. ([[Piero Ferrari]]) *Un uomo della Ghirlandina, un cosmopolita attaccato visceralmente alle radici, un ingegnere ammirato in ogni continente che però, alla fine della fiera, invocava il diritto di esprimersi in dialetto. Ah, Mauro! Quanti viaggi, quanti convegni, quante serate. Il popolo dell'automobilismo pendeva dalle sue labbra e lui non se la tirava mai, aveva in mente le origini, Modena, la nebbia di una volta, il tortellino e lo zampone. Possedeva una cultura straordinaria, aveva conosciuto capi di stato e rockstar, ma mi diceva "Cat vegna un cancher" se lo riportava a casa tardi dalla sua amatissima Betta, nel verde di Magreta. Nella casa dove si è spento nel sonno, perché, benedetto lui, è stato sempre in anticipo sui tempi, si trattasse di inventare un alettone o di realizzare un dodici cilindri dotato di cambio trasversale. ([[Leo Turrini]]) *Una delle figure più straordinarie nella nostra storia. Nominato a capo del team a 27 anni, con le sue intuizioni geniali è stato uno degli ultimi ingegneri totali del mondo dell'automobilismo. Mi è capitato di incontrarlo in varie occasioni e ogni volta è stata un'emozione speciale: il suo carisma è rimasto intatto nel tempo. Le sue idee rivoluzionarie, insieme al carattere acceso e alla capacità di essere un grande motivatore, gli hanno permesso di scrivere alcune delle pagine più significative della storia della Ferrari e alimentare come pochi altri il mito del Cavallino Rampante ([[Mattia Binotto]]) ===[[Gian Paolo Dallara]]=== *È consuetudine associare il nome di Forghieri alla Formula 1, ma Mauro ha progettato vetture che sono state protagoniste in tutti i settori della competizione: dai Campionati Europei della Montagna, alle grandi gare di durata, alla Formula 2, e alle gare Gran Turismo da competizione. La versione finale della Ferrari GTO è frutto del suo lavoro. Forghieri ideava tutta la vettura, dal motore al cambio e al telaio. E di motori ne ha inventati tanti: 8 cilindri a 90°, 12 cilindri da 60 a 180 gradi, 6 cilindri e 12 cilindri sovralimentati. È senza alcun dubbio il progettista più prolifico, più versatile e più vittorioso della storia dell'automobilismo da competizione italiana. *Era bravo, sì, ma a fare tutto: era questa la differenza. *Mi ricordo quando ha fatto il primo cambio trasversale, con l'obiettivo di ridurre il momento di inerzia della vettura e di dare anche maggiore libertà aerodinamica al posteriore. Ho pensato: "Questa volta Mauro ci è rimasto dentro, chi glielo fa fare, c'è anche una maggiore coppia conica e si perde qualcosa in prestazioni". In molti avevano un'opinione simile alla mia. Dopo quattro anni, però, tutte le vetture avevano un cambio trasversale come per primo aveva fatto lui. È stata una delle tante incredibili innovazioni che ha sviluppato Mauro. ===[[Mario Donnini]]=== *Maturo già quando era giovanissimo, fresco, freschissimo nel momento in cui l'anagrafe avrebbe potuto farlo vecchio. Lui è stato sempre lui, altroché. Il più rinascimentale dei geni ingegneristici della F.1, perché sapeva e sapeva fare tutto. Telaio, aerodinamica, motore, e che motori, sospensioni, viti, rondelle e prigionieri. Tutto. Come Pico della Mirandola. Dal foglio bianco alla macchina finita, passando per gestione in pista, sviluppo, tattiche, rapporto coi piloti e, ovviamente, litigate con Enzo Ferrari. *Se la F.1 ha una effe davanti, bloccata da un punto, l'unica spiegazione possibile è che quella effe, nel cuore di noi tutti, vuol dire Forghieri. *Una volta, anni fa, ci dovevamo vedere per un'intervista e Mauro Forghieri mi dette appuntamento fuori dal casello di Modena Nord. All'ora convenuta pagai il pedaggio, vidi alzarsi la sbarra e sulla destra cercai l'ingegnere, che già era lì ad aspettarmi. Tirai giù il vetro e lui venne a parlarmi, appoggiandosi al montante della macchina. ''"Allora, tutto bene? Come è andata? Traffico?"''. Lo guardai e il cuore mi mancò un colpo. Ero al volante e lui chino a parlarmi, con quelle domande. Poco importa avessi una Skoda da 200mila chilometri e non una Ferrari 330 P4. Era la sua postura a mandarmi in orbita. Sai quando ti si apre un universo in due secondi? Col cuore a mille stavo pensando in diretta: ''"Forghieri chino a farmi domande mentre lo guardo dall'abitacolo. È una cosa sacrale, la porta del paradiso, vedere un uomo che per decenni è stato in questa posizione con i più grandi piloti del mondo facendoli vincere, è un'immagine laicamente messianica, il senso della passione di noi tutti. Il simbolo del cuore per le corse, delle emozioni più belle, di Clay, Niki, Gilles e Jody. Questo non è solo un genio, un vincente, un uomo piacevole, l'effige fosforica della Ferrari primordiale e verace e il testimone privilegiato e decisivo del suo tempo... No, Mauro Forghieri è anche molto di più, per tutti noi malati di corse, specie di una certa Ferrari di una certa epoca. È la romantica password della nostra passione, il custode di un paradiso nostalgicamente perduto, che quando vuole tira fuori le chiavi e ci riaccompagna amabilmente dentro. Tra i nostri sogni belli che furono realtà. Quest'uomo è magico, ora come allora. È magico e lo sarà per sempre, perché ha il potere di far viaggiare le anime nostre solo evocando un ricordo, un nome, una sigla di macchina. È uno degli uomini più importanti delle nostre vite di appassionati e di sicuro il più evocativo, il più caldo, il più vero".'' ''"Be', alora?'' – Con una elle sola, all'emiliana, mi disse lui –: ''che hai, lacrimi?"''. Ma no, ingegnere, sarà l'allergia. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Forghieri, Mauro}} [[Categoria:Ingegneri italiani]] qfgii83jlsuffjxs7nb3b71c1l5wpbm Emilia Ferretti Viola 0 45201 1412840 1283637 2026-05-07T14:00:00Z Gaux 18878 Joseph Spencer Kennard: citazioni su 1412840 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Emilia Ferretti Viola''', nota con il nome d'arte '''Emma''' (1844 – 1929), scrittrice italiana, ==[[Incipit]] di ''Una fra tante''== Barberina aveva sedici anni quando venne in X, una delle principali città d'Italia, per entrar al servizio di una famiglia d'agiati commercianti.<br> Era fresca e robusta, timida come una signorina appena uscita di convento, ignorante come le pecore e le capre che aveva portato a pascere per tanti anni nei monti ove era nata.<br> Essa esciva dalle valli solitarie delle sue montagne, come l'educanda esce dalle mura del chiostro: ingenua, vergognosa, maravigliandosi di tutto e di tutti. Anch'essa, come l'educanda, era stata rinchiusa in un breve spazio di terra segregato dal resto del mondo; anch'essa era stata abituata ai lunghi silenzi, alle placide e dolci contemplazioni, e alla monotona disciplina del lavoro. ==Citazioni su Emilia Ferretti Viola== *Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Bibliografia== *Emma, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-e/emma-alias-emilia-ferretti-viola/una-fra-tante/ Una fra tante]'', Lucarini, [1988]. ISBN 8870332764 ==Altri progetti== {{interprogetto|w}} {{stub}} [[Categoria:Scrittori italiani|Ferretti Viola, Emilia]] elk3d2277cstbsjy75w167v7dvxwvcw 1412845 1412840 2026-05-07T14:26:13Z Gaux 18878 parametro non necessario 1412845 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Emilia Ferretti Viola''', nota con il nome d'arte '''Emma''' (1844 – 1929), scrittrice italiana, ==[[Incipit]] di ''Una fra tante''== Barberina aveva sedici anni quando venne in X, una delle principali città d'Italia, per entrar al servizio di una famiglia d'agiati commercianti.<br> Era fresca e robusta, timida come una signorina appena uscita di convento, ignorante come le pecore e le capre che aveva portato a pascere per tanti anni nei monti ove era nata.<br> Essa esciva dalle valli solitarie delle sue montagne, come l'educanda esce dalle mura del chiostro: ingenua, vergognosa, maravigliandosi di tutto e di tutti. Anch'essa, come l'educanda, era stata rinchiusa in un breve spazio di terra segregato dal resto del mondo; anch'essa era stata abituata ai lunghi silenzi, alle placide e dolci contemplazioni, e alla monotona disciplina del lavoro. ==Citazioni su Emilia Ferretti Viola== *Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Bibliografia== *Emma, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-e/emma-alias-emilia-ferretti-viola/una-fra-tante/ Una fra tante]'', Lucarini, [1988]. 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Anch'essa, come l'educanda, era stata rinchiusa in un breve spazio di terra segregato dal resto del mondo; anch'essa era stata abituata ai lunghi silenzi, alle placide e dolci contemplazioni, e alla monotona disciplina del lavoro. ===Explicit=== Nei secoli scorsi, il pensiero della famiglia umana emigrava desioso e impaziente verso le regioni ignote e lontane dell'idealismo. Era un'emigrazione incessante, favorita e incoraggiata sempre, che dalla terra muoveva verso il cielo.<br>Ma quante e quante di quelle carovane speranzose e credenti, sono ritornate in patria, quante ne tornano ogni giorno! E se quelle carovane avessero forma o sembianza di cosa viva, si vedrebbero percorrere lo spazio e reduci da altri mondi tornare alla terra come legioni di fantasime. E di quelle fantasime è piena l'atmosfera della nostra vita intellettuale.<br>Scienza ed arte, tutto rimpatria; e alle lontane speranze succedono i fecondi tentativi per far migliore il presente; e i sogni di perfezioni vaganti fra le nebbie delle astrazioni, diventano audaci tentativi per perfezionare la realtà.<br>Il nostro Dio non è più lontano, inarrivabile, è qui con noi nella natura, negli uomini e nelle cose, è nelle speranze e nelle fatiche d'oggi, è nell'abnegazione con la quale si lavora per far più felici quelli che verranno domani.<br>Così, anche alla piaga sociale, dalla quale ebbe origine tutta la mia storia, si sentirà forse un giorno la necessità di porre rimedio, e un alto sentimento umanitario troverà finalmente modo di riparare ad una condizione di cose tanto intollerabile quanto vergognosa. ==Citazioni su Emilia Ferretti Viola== *Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Bibliografia== *Emma, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-e/emma-alias-emilia-ferretti-viola/una-fra-tante/ Una fra tante]'', Lucarini, [1988]. 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Anch'essa, come l'educanda, era stata rinchiusa in un breve spazio di terra segregato dal resto del mondo; anch'essa era stata abituata ai lunghi silenzi, alle placide e dolci contemplazioni, e alla monotona disciplina del lavoro. ===[[Explicit]]=== Nei secoli scorsi, il pensiero della famiglia umana emigrava desioso e impaziente verso le regioni ignote e lontane dell'idealismo. Era un'emigrazione incessante, favorita e incoraggiata sempre, che dalla terra muoveva verso il cielo.<br>Ma quante e quante di quelle carovane speranzose e credenti, sono ritornate in patria, quante ne tornano ogni giorno! E se quelle carovane avessero forma o sembianza di cosa viva, si vedrebbero percorrere lo spazio e reduci da altri mondi tornare alla terra come legioni di fantasime. E di quelle fantasime è piena l'atmosfera della nostra vita intellettuale.<br>Scienza ed arte, tutto rimpatria; e alle lontane speranze succedono i fecondi tentativi per far migliore il presente; e i sogni di perfezioni vaganti fra le nebbie delle astrazioni, diventano audaci tentativi per perfezionare la realtà.<br>Il nostro Dio non è più lontano, inarrivabile, è qui con noi nella natura, negli uomini e nelle cose, è nelle speranze e nelle fatiche d'oggi, è nell'abnegazione con la quale si lavora per far più felici quelli che verranno domani.<br>Così, anche alla piaga sociale, dalla quale ebbe origine tutta la mia storia, si sentirà forse un giorno la necessità di porre rimedio, e un alto sentimento umanitario troverà finalmente modo di riparare ad una condizione di cose tanto intollerabile quanto vergognosa. ==Citazioni su Emilia Ferretti Viola== *Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Bibliografia== *Emma, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-e/emma-alias-emilia-ferretti-viola/una-fra-tante/ Una fra tante]'', Lucarini, [1988]. 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Anch'essa, come l'educanda, era stata rinchiusa in un breve spazio di terra segregato dal resto del mondo; anch'essa era stata abituata ai lunghi silenzi, alle placide e dolci contemplazioni, e alla monotona disciplina del lavoro. ===[[Explicit]]=== Nei secoli scorsi, il pensiero della famiglia umana emigrava desioso e impaziente verso le regioni ignote e lontane dell'idealismo. Era un'emigrazione incessante, favorita e incoraggiata sempre, che dalla terra muoveva verso il cielo.<br>Ma quante e quante di quelle carovane speranzose e credenti, sono ritornate in patria, quante ne tornano ogni giorno! E se quelle carovane avessero forma o sembianza di cosa viva, si vedrebbero percorrere lo spazio e reduci da altri mondi tornare alla terra come legioni di fantasime. E di quelle fantasime è piena l'atmosfera della nostra vita intellettuale.<br>Scienza ed arte, tutto rimpatria; e alle lontane speranze succedono i fecondi tentativi per far migliore il presente; e i sogni di perfezioni vaganti fra le nebbie delle astrazioni, diventano audaci tentativi per perfezionare la realtà.<br>Il nostro Dio non è più lontano, inarrivabile, è qui con noi nella natura, negli uomini e nelle cose, è nelle speranze e nelle fatiche d'oggi, è nell'abnegazione con la quale si lavora per far più felici quelli che verranno domani.<br>Così, anche alla piaga sociale, dalla quale ebbe origine tutta la mia storia, si sentirà forse un giorno la necessità di porre rimedio, e un alto sentimento umanitario troverà finalmente modo di riparare ad una condizione di cose tanto intollerabile quanto vergognosa. ===Citazioni su ''Una fra tante''=== *Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Bibliografia== *Emma, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-e/emma-alias-emilia-ferretti-viola/una-fra-tante/ Una fra tante]'', Lucarini, [1988]. 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Anch'essa, come l'educanda, era stata rinchiusa in un breve spazio di terra segregato dal resto del mondo; anch'essa era stata abituata ai lunghi silenzi, alle placide e dolci contemplazioni, e alla monotona disciplina del lavoro. ===[[Explicit]]=== Nei secoli scorsi, il pensiero della famiglia umana emigrava desioso e impaziente verso le regioni ignote e lontane dell'idealismo. Era un'emigrazione incessante, favorita e incoraggiata sempre, che dalla terra muoveva verso il cielo.<br>Ma quante e quante di quelle carovane speranzose e credenti, sono ritornate in patria, quante ne tornano ogni giorno! E se quelle carovane avessero forma o sembianza di cosa viva, si vedrebbero percorrere lo spazio e reduci da altri mondi tornare alla terra come legioni di fantasime. E di quelle fantasime è piena l'atmosfera della nostra vita intellettuale.<br>Scienza ed arte, tutto rimpatria; e alle lontane speranze succedono i fecondi tentativi per far migliore il presente; e i sogni di perfezioni vaganti fra le nebbie delle astrazioni, diventano audaci tentativi per perfezionare la realtà.<br>Il nostro Dio non è più lontano, inarrivabile, è qui con noi nella natura, negli uomini e nelle cose, è nelle speranze e nelle fatiche d'oggi, è nell'abnegazione con la quale si lavora per far più felici quelli che verranno domani.<br>Così, anche alla piaga sociale, dalla quale ebbe origine tutta la mia storia, si sentirà forse un giorno la necessità di porre rimedio, e un alto sentimento umanitario troverà finalmente modo di riparare ad una condizione di cose tanto intollerabile quanto vergognosa. ===Citazioni su ''Una fra tante''=== *Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Bibliografia== *Emma, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-e/emma-alias-emilia-ferretti-viola/una-fra-tante/ Una fra tante]'', Lucarini, [1988]. ISBN 8870332764 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferretti Viola, Emilia}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 853n3qouumr66qdet2e0phtt64cea7z 1412851 1412850 2026-05-07T14:40:28Z Gaux 18878 typo 1412851 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Emilia Ferretti Viola''', nota con il nome d'arte '''Emma''' (1844 – 1929), scrittrice italiana. ==''Una fra tante''== ===[[Incipit]]=== Barberina aveva sedici anni quando venne in X, una delle principali città d'Italia, per entrar al servizio di una famiglia d'agiati commercianti.<br> Era fresca e robusta, timida come una signorina appena uscita di convento, ignorante come le pecore e le capre che aveva portato a pascere per tanti anni nei monti ove era nata.<br> Essa esciva dalle valli solitarie delle sue montagne, come l'educanda esce dalle mura del chiostro: ingenua, vergognosa, maravigliandosi di tutto e di tutti. Anch'essa, come l'educanda, era stata rinchiusa in un breve spazio di terra segregato dal resto del mondo; anch'essa era stata abituata ai lunghi silenzi, alle placide e dolci contemplazioni, e alla monotona disciplina del lavoro. ===[[Explicit]]=== Nei secoli scorsi, il pensiero della famiglia umana emigrava desioso e impaziente verso le regioni ignote e lontane dell'idealismo. Era un'emigrazione incessante, favorita e incoraggiata sempre, che dalla terra muoveva verso il cielo.<br>Ma quante e quante di quelle carovane speranzose e credenti, sono ritornate in patria, quante ne tornano ogni giorno! E se quelle carovane avessero forma o sembianza di cosa viva, si vedrebbero percorrere lo spazio e reduci da altri mondi tornare alla terra come legioni di fantasime. E di quelle fantasime è piena l'atmosfera della nostra vita intellettuale.<br>Scienza ed arte, tutto rimpatria; e alle lontane speranze succedono i fecondi tentativi per far migliore il presente; e i sogni di perfezioni vaganti fra le nebbie delle astrazioni, diventano audaci tentativi per perfezionare la realtà.<br>Il nostro Dio non è più lontano, inarrivabile, è qui con noi nella natura, negli uomini e nelle cose, è nelle speranze e nelle fatiche d'oggi, è nell'abnegazione con la quale si lavora per far più felici quelli che verranno domani.<br>Così, anche alla piaga sociale, dalla quale ebbe origine tutta la mia storia, si sentirà forse un giorno la necessità di porre rimedio, e un alto sentimento umanitario troverà finalmente modo di riparare ad una condizione di cose tanto intollerabile quanto vergognosa. ===Citazioni su ''Una fra tante''=== *Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Bibliografia== *Emma, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-e/emma-alias-emilia-ferretti-viola/una-fra-tante/ Una fra tante]'', Lucarini, [1988]. ISBN 8870332764 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferretti Viola, Emilia}} [[Categoria:Scrittori italiani]] bdnkspwmjcdsei99uus4miacdu17bmn 1412852 1412851 2026-05-07T14:42:47Z Gaux 18878 typo 1412852 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Emilia Ferretti Viola''', nota con il nome d'arte di '''Emma''' (1844 – 1929), scrittrice italiana. ==''Una fra tante''== ===[[Incipit]]=== Barberina aveva sedici anni quando venne in X, una delle principali città d'Italia, per entrar al servizio di una famiglia d'agiati commercianti.<br> Era fresca e robusta, timida come una signorina appena uscita di convento, ignorante come le pecore e le capre che aveva portato a pascere per tanti anni nei monti ove era nata.<br> Essa esciva dalle valli solitarie delle sue montagne, come l'educanda esce dalle mura del chiostro: ingenua, vergognosa, maravigliandosi di tutto e di tutti. Anch'essa, come l'educanda, era stata rinchiusa in un breve spazio di terra segregato dal resto del mondo; anch'essa era stata abituata ai lunghi silenzi, alle placide e dolci contemplazioni, e alla monotona disciplina del lavoro. ===[[Explicit]]=== Nei secoli scorsi, il pensiero della famiglia umana emigrava desioso e impaziente verso le regioni ignote e lontane dell'idealismo. Era un'emigrazione incessante, favorita e incoraggiata sempre, che dalla terra muoveva verso il cielo.<br>Ma quante e quante di quelle carovane speranzose e credenti, sono ritornate in patria, quante ne tornano ogni giorno! E se quelle carovane avessero forma o sembianza di cosa viva, si vedrebbero percorrere lo spazio e reduci da altri mondi tornare alla terra come legioni di fantasime. E di quelle fantasime è piena l'atmosfera della nostra vita intellettuale.<br>Scienza ed arte, tutto rimpatria; e alle lontane speranze succedono i fecondi tentativi per far migliore il presente; e i sogni di perfezioni vaganti fra le nebbie delle astrazioni, diventano audaci tentativi per perfezionare la realtà.<br>Il nostro Dio non è più lontano, inarrivabile, è qui con noi nella natura, negli uomini e nelle cose, è nelle speranze e nelle fatiche d'oggi, è nell'abnegazione con la quale si lavora per far più felici quelli che verranno domani.<br>Così, anche alla piaga sociale, dalla quale ebbe origine tutta la mia storia, si sentirà forse un giorno la necessità di porre rimedio, e un alto sentimento umanitario troverà finalmente modo di riparare ad una condizione di cose tanto intollerabile quanto vergognosa. ===Citazioni su ''Una fra tante''=== *Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Bibliografia== *Emma, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-e/emma-alias-emilia-ferretti-viola/una-fra-tante/ Una fra tante]'', Lucarini, [1988]. ISBN 8870332764 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferretti Viola, Emilia}} [[Categoria:Scrittori italiani]] kb4plfaumwf1fi67o09uo86mhichdo7 Arturo Issel 0 45882 1412916 1283630 2026-05-08T10:44:55Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1412916 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine: Arturo Issel.jpg|thumb|Arturo Issel]] '''Arturo Issel''' (1842 – 1922), scienziato, geologo, paleontologo e malacologo italiano. ==''La Liguria e i suoi abitanti nei tempi primordiali''== *Se si faccia astrazione dai tempi più remoti, le cui tenebre son poco meno che impenetrabili all'analisi scientifica, la più antica terra emersa di cui si possa argomentar l'esistenza nel perimetro della [[Liguria]] attuale risale all'èra paleozoica o precisamente al declinare di quel periodo detto carbonifero dalla copia dì litantrace acclusa nei terreni che vi si riferiscono. (p. 7) *La selva del paesaggio carbonifero era una congerie di grandi felci che levavano tronchi alti e nudi, terminati da ciuffi di fronde sempre verdi, rigide e minute. Non alberi maestosi dall’ampio fogliame che ogni anno appassisce e cade per poi rinascere, non fiori dalle tinte smaglianti, non frutti saporosi. (p. 8) *Col volgere dei tempi, si formano depositi marini precipuamente dolomitici, bene spesso fossiliferi, i quali si convertono talvolta in un bel marmo con vene ed anastomosi ferruginose, nel celebrato portoro, uno dei vanti del delizioso golfo descritto da Persio (pp. 10-11) *Durante i primordi del periodo seguente (cretaceo), la Liguria fu verosimilmente mare, come quasi tutta Europa, e nelle sue acque allignò una fauna distinta dalle precedenti, ricca di peculiari cefalopodi a conchiglie concamerate ecc. (p. 12) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Fra le nebbie del passato''=== Nel fitto di una densa foresta una famiglia di selvaggi nudi ed inermi fugge atterrita dinanzi alla bufera che imperversa colla massima violenza: le nubi occultano la luce del giorno, il vento sibila, schiantando le piante e travolgendo virgulti e fogliame, guizzano vivide saette con tuoni fragorosi e cade una pioggia diluviale, mista di grandine. I miseri cercano rifugio nel cavo di una rupe, ma ecco d'un tratto comparire una iena famelica, che fiuta la preda. Uno di loro, stimolato dalla paura, raccoglie una selce per farsene un'arme, e, per meglio conseguire l'intento, la rende tagliente scheggiandola con altra pietra. Munito di questa difesa, egli affronta la belva, la ferisce e la mette in fuga. ===''Le isole e le scogliere madreporiche''=== Or sono quarant'anni [[Charles Darwin|Carlo Darwin]] preludeva ai memorabili lavori che dovevano levar la sua fama a tanta altezza compiendo il giro del mondo a bordo della nave britannica ''Beagle'', sotto gli ordini del capitano Fitz-Roi.<br> In questo viaggio l'attenzione del dotto naturalista si portava principalmente sulle forme e sulla distribuzione delle isole e delle scogliere madreporiche di cui sono sparsi i mari equatoriali e tropicali, argomento di grande interesse pel geografo quanto pel geologo, intorno al quale si possedevano allora nozioni scarse ed imperfette e correvano strane ipotesi affatto destituite di fondamento scientifico. ===''Le oscillazioni lente del suolo''=== Nel prezioso manoscritto arabo che s'intitola ''Le meraviglie della natura'', Mohammed Kazvini, scrittore persiano, che fioriva nel settimo secolo dell'egira (1300), pone in bocca ad un personaggio allegorico di nome Kidhz il seguente racconto:<br> Attraversando un giorno una città assai antica e popolosissima, domandai ad uno dei suoi abitanti da quanto tempo fosse fondata. È invero una potente città, mi rispose, ma non saprei dire a qual epoca risalga la sua fondazione, e su questo punto i miei antenati non erano meno ignoranti di me. ==Bibliografia== *Arturo Issel, ''[https://archive.org/details/GE0036GenXIXMiscA211 La Liguria e i suoi abitanti nei tempi primordiali]'', Tipografia Marittima Editrice, Genova, 1885. *Arturo Issel, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-i/arturo-issel/fra-le-nebbie-del-passato/ Fra le nebbie del passato. Caccie, battaglie e amori degli antichi liguri]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920. *Arturo Issel, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-i/arturo-issel/le-isole-e-le-scogliere-madreporiche/ Le isole e le scogliere madreporiche]'', Estratto da "Nuova Antologia" anno XIII, seconda serie, Volume XII, Fascicolo XXIII – 1 dicembre 1878 – pag. 500-508, Tipografia del Senato, Roma, Firenze, 1878. *Arturo Issel, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-i/arturo-issel/le-oscillazioni-lente-del-suolo/ Le oscillazioni lente del suolo]'', Estratto da "Nuova Antologia" anno XVIII, seconda serie, Volume XLI, Fascicolo XX – 15 ottobre 1883 – pag. 646-666, Direzione della nuova antologia, Roma, 1883. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Issel, Arturo}} [[Categoria:Geologi italiani]] [[Categoria:Paleontologi italiani]] [[Categoria:Scienziati italiani]] lsmxm9jd0ekc9r5zc79j8n26qk7kzwl 1412921 1412916 2026-05-08T11:15:50Z Marcella Medici (BEIC) 84396 /* La Liguria e i suoi abitanti nei tempi primordiali */ 1412921 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine: Arturo Issel.jpg|thumb|Arturo Issel]] '''Arturo Issel''' (1842 – 1922), scienziato, geologo, paleontologo e malacologo italiano. ==''La Liguria e i suoi abitanti nei tempi primordiali''== *Se si faccia astrazione dai tempi più remoti, le cui tenebre son poco meno che impenetrabili all'analisi scientifica, la più antica terra emersa di cui si possa argomentar l'esistenza nel perimetro della [[Liguria]] attuale risale all'èra paleozoica o precisamente al declinare di quel periodo detto carbonifero dalla copia dì litantrace acclusa nei terreni che vi si riferiscono. (p. 7) *La selva del paesaggio carbonifero era una congerie di grandi felci che levavano tronchi alti e nudi, terminati da ciuffi di fronde sempre verdi, rigide e minute. Non alberi maestosi dall’ampio fogliame che ogni anno appassisce e cade per poi rinascere, non fiori dalle tinte smaglianti, non frutti saporosi. Non risuonava nella boscaglia la voce dei più nobili animali, dei mammiferi e degli uccelli. </br> Il tipo più elevato della serie zoologica era, in quel tempo, un anfibio che calcava silente il suolo pantanoso, lasciandovi non di rado le sue orme impresse. Intanto, le acque marine accoglievano rettili nuotatori, selaci, ganoidi, conchiferi e coralli più o meno diversi dagli attuali, e gli ultimi superstiti della numerosa schiera dei trilobiti, omai prossimi alla completa estinzione. (p. 8) *Col volgere dei tempi, si formano depositi marini precipuamente dolomitici, bene spesso fossiliferi, i quali si convertono talvolta in un bel marmo con vene ed anastomosi ferruginose, nel celebrato portoro, uno dei vanti del delizioso golfo descritto da Persio (pp. 10-11) *Durante i primordi del periodo seguente (cretaceo), la Liguria fu verosimilmente mare, come quasi tutta Europa, e nelle sue acque allignò una fauna distinta dalle precedenti, ricca di peculiari cefalopodi a conchiglie concamerate ecc. (p. 12) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Fra le nebbie del passato''=== Nel fitto di una densa foresta una famiglia di selvaggi nudi ed inermi fugge atterrita dinanzi alla bufera che imperversa colla massima violenza: le nubi occultano la luce del giorno, il vento sibila, schiantando le piante e travolgendo virgulti e fogliame, guizzano vivide saette con tuoni fragorosi e cade una pioggia diluviale, mista di grandine. I miseri cercano rifugio nel cavo di una rupe, ma ecco d'un tratto comparire una iena famelica, che fiuta la preda. Uno di loro, stimolato dalla paura, raccoglie una selce per farsene un'arme, e, per meglio conseguire l'intento, la rende tagliente scheggiandola con altra pietra. Munito di questa difesa, egli affronta la belva, la ferisce e la mette in fuga. ===''Le isole e le scogliere madreporiche''=== Or sono quarant'anni [[Charles Darwin|Carlo Darwin]] preludeva ai memorabili lavori che dovevano levar la sua fama a tanta altezza compiendo il giro del mondo a bordo della nave britannica ''Beagle'', sotto gli ordini del capitano Fitz-Roi.<br> In questo viaggio l'attenzione del dotto naturalista si portava principalmente sulle forme e sulla distribuzione delle isole e delle scogliere madreporiche di cui sono sparsi i mari equatoriali e tropicali, argomento di grande interesse pel geografo quanto pel geologo, intorno al quale si possedevano allora nozioni scarse ed imperfette e correvano strane ipotesi affatto destituite di fondamento scientifico. ===''Le oscillazioni lente del suolo''=== Nel prezioso manoscritto arabo che s'intitola ''Le meraviglie della natura'', Mohammed Kazvini, scrittore persiano, che fioriva nel settimo secolo dell'egira (1300), pone in bocca ad un personaggio allegorico di nome Kidhz il seguente racconto:<br> Attraversando un giorno una città assai antica e popolosissima, domandai ad uno dei suoi abitanti da quanto tempo fosse fondata. È invero una potente città, mi rispose, ma non saprei dire a qual epoca risalga la sua fondazione, e su questo punto i miei antenati non erano meno ignoranti di me. ==Bibliografia== *Arturo Issel, ''[https://archive.org/details/GE0036GenXIXMiscA211 La Liguria e i suoi abitanti nei tempi primordiali]'', Tipografia Marittima Editrice, Genova, 1885. *Arturo Issel, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-i/arturo-issel/fra-le-nebbie-del-passato/ Fra le nebbie del passato. Caccie, battaglie e amori degli antichi liguri]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920. *Arturo Issel, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-i/arturo-issel/le-isole-e-le-scogliere-madreporiche/ Le isole e le scogliere madreporiche]'', Estratto da "Nuova Antologia" anno XIII, seconda serie, Volume XII, Fascicolo XXIII – 1 dicembre 1878 – pag. 500-508, Tipografia del Senato, Roma, Firenze, 1878. *Arturo Issel, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-i/arturo-issel/le-oscillazioni-lente-del-suolo/ Le oscillazioni lente del suolo]'', Estratto da "Nuova Antologia" anno XVIII, seconda serie, Volume XLI, Fascicolo XX – 15 ottobre 1883 – pag. 646-666, Direzione della nuova antologia, Roma, 1883. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Issel, Arturo}} [[Categoria:Geologi italiani]] [[Categoria:Paleontologi italiani]] [[Categoria:Scienziati italiani]] 5okul36uqiiz1pxr6jrk4gnaas5ptz9 1412923 1412921 2026-05-08T11:29:05Z Spinoziano (BEIC) 86405 piccole sistemazioni 1412923 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Arturo Issel.jpg|thumb|Arturo Issel]] '''Arturo Issel''' (1842 – 1922), geologo, paleontologo e malacologo italiano. ==''La Liguria e i suoi abitanti nei tempi primordiali''== *Se si faccia astrazione dai tempi più remoti, le cui tenebre son poco meno che impenetrabili all'analisi scientifica, la più antica terra emersa di cui si possa argomentar l'esistenza nel perimetro della [[Liguria]] attuale risale all'èra paleozoica o precisamente al declinare di quel periodo detto carbonifero dalla copia di litantrace acclusa nei terreni che vi si riferiscono. (pp. 6-7) *La selva del paesaggio [[carbonifero]] era una congerie di grandi felci che levavano tronchi alti e nudi, terminati da ciuffi di fronde sempre verdi, rigide e minute. Non alberi maestosi dall'ampio fogliame che ogni anno appassisce e cade per poi rinascere, non fiori dalle tinte smaglianti, non frutti saporosi. Non risuonava nella boscaglia la voce dei più nobili animali, dei mammiferi e degli uccelli. </br> Il tipo più elevato della serie zoologica era, in quel tempo, un anfibio che calcava silente il suolo pantanoso, lasciandovi non di rado le sue orme impresse. Intanto, le acque marine accoglievano rettili nuotatori, selaci, ganoidi, conchiferi e coralli più o meno diversi dagli attuali, e gli ultimi superstiti della numerosa schiera dei trilobiti, omai prossimi alla completa estinzione. (p. 8) *Col volgere dei tempi, si formano depositi marini precipuamente dolomitici, bene spesso fossiliferi, i quali si convertono talvolta in un bel marmo con vene ed anastomosi ferruginose, nel celebrato portoro, uno dei vanti del delizioso golfo descritto da [[Aulo Persio Flacco|Persio]]. (pp. 10-11) *Durante i primordi del periodo seguente (cretaceo), la Liguria fu verosimilmente mare, come quasi tutta Europa, e nelle sue acque allignò una fauna distinta dalle precedenti, ricca di peculiari cefalopodi a conchiglie concamerate ecc. (p. 12) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Fra le nebbie del passato''=== Nel fitto di una densa foresta una famiglia di selvaggi nudi ed inermi fugge atterrita dinanzi alla bufera che imperversa colla massima violenza: le nubi occultano la luce del giorno, il vento sibila, schiantando le piante e travolgendo virgulti e fogliame, guizzano vivide saette con tuoni fragorosi e cade una pioggia diluviale, mista di grandine. I miseri cercano rifugio nel cavo di una rupe, ma ecco d'un tratto comparire una iena famelica, che fiuta la preda. Uno di loro, stimolato dalla paura, raccoglie una selce per farsene un'arme, e, per meglio conseguire l'intento, la rende tagliente scheggiandola con altra pietra. Munito di questa difesa, egli affronta la belva, la ferisce e la mette in fuga. ===''Le isole e le scogliere madreporiche''=== Or sono quarant'anni [[Charles Darwin|Carlo Darwin]] preludeva ai memorabili lavori che dovevano levar la sua fama a tanta altezza compiendo il giro del mondo a bordo della nave britannica ''Beagle'', sotto gli ordini del capitano Fitz-Roi.<br> In questo viaggio l'attenzione del dotto naturalista si portava principalmente sulle forme e sulla distribuzione delle isole e delle scogliere madreporiche di cui sono sparsi i mari equatoriali e tropicali, argomento di grande interesse pel geografo quanto pel geologo, intorno al quale si possedevano allora nozioni scarse ed imperfette e correvano strane ipotesi affatto destituite di fondamento scientifico. ===''Le oscillazioni lente del suolo''=== Nel prezioso manoscritto arabo che s'intitola ''Le meraviglie della natura'', Mohammed Kazvini, scrittore persiano, che fioriva nel settimo secolo dell'egira (1300), pone in bocca ad un personaggio allegorico di nome Kidhz il seguente racconto:<br> Attraversando un giorno una città assai antica e popolosissima, domandai ad uno dei suoi abitanti da quanto tempo fosse fondata. È invero una potente città, mi rispose, ma non saprei dire a qual epoca risalga la sua fondazione, e su questo punto i miei antenati non erano meno ignoranti di me. ==Bibliografia== *Arturo Issel, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-i/arturo-issel/fra-le-nebbie-del-passato/ Fra le nebbie del passato. Caccie, battaglie e amori degli antichi liguri]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920. *Arturo Issel, ''[https://archive.org/details/GE0036GenXIXMiscA211 La Liguria e i suoi abitanti nei tempi primordiali]'', Tipografia Marittima Editrice, Genova, 1885. *Arturo Issel, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-i/arturo-issel/le-isole-e-le-scogliere-madreporiche/ Le isole e le scogliere madreporiche]'', Estratto da "Nuova Antologia" anno XIII, seconda serie, Volume XII, Fascicolo XXIII – 1 dicembre 1878 – pag. 500-508, Tipografia del Senato, Roma, Firenze, 1878. *Arturo Issel, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-i/arturo-issel/le-oscillazioni-lente-del-suolo/ Le oscillazioni lente del suolo]'', Estratto da "Nuova Antologia" anno XVIII, seconda serie, Volume XLI, Fascicolo XX – 15 ottobre 1883 – pag. 646-666, Direzione della nuova antologia, Roma, 1883. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Issel, Arturo}} [[Categoria:Geologi italiani]] [[Categoria:Paleontologi italiani]] [[Categoria:Zoologi italiani]] lv81u45kikotg9p8i9esg7uathdf2fi Wikiquote:Bar 4 56359 1412838 1412226 2026-05-07T12:57:55Z Dario Crespi (WMIT) 89142 /* Attivazione sportello counseling di Wikimedia Italia */ nuova sezione 1412838 wikitext text/x-wiki {| class="noprint" width="100%" cellpadding="0" cellspacing="0" style="-moz-border-radius:.5em; border-radius:.5em; padding:0.5em; background-color:#FFFAF0; border:2px solid #FF9000;" |- |{{Bar}} |} '''Aggiornato''': {{#time:j F Y, H:i|{{REVISIONTIMESTAMP}} }} '''Utente''': {{REVISIONUSER}} __TOC__ __NEWSECTIONLINK__ == Ordine cronologico e intestazioni == Buongiorno a tutti,<br> da un po' di tempo si è creata un'incongruenza e vorrei cercare di risolverla attraverso una soluzione univoca, che stia bene alla maggioranza.<br> Prendendo come esempio [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Francesca_Piccinini&oldid=1358493 questa voce], può accadere che utilizzando il [[Template:Int]], l'uso contestuale del [[Template:Cronologico]] possa portare a incongruenze: l'intervista del 2010 inserita in un template int potrà essere riportata visivamente dopo una del 2021 (non inserita nel template int), contraddicendo pertanto l'ordine cronologico.<br> Fermo restando che facendo un'adeguata selezione, le interviste da cui poter estrapolare più di tre citazioni si ridurrebbero notevolmente, le possibilità che mi vengono in mente sono: #lasciare le cose come sono e fregarsene della evidente contraddizione (evidentemente non l'opzione che personalmente prediligerei); #creare un nuovo template int che possa apparire "rientrato" così da interporsi '''tra''' le altre citazioni, ma non so se graficamente possa essere la soluzione più adeguata; #rendere semplicemente i due template mutuamente esclusivi e prediligere a quel punto l'ordine alfabetico per il resto delle citazioni; #raggruppare le citazioni con int e quelle senza int in due sezioni/sottosezioni diverse. Per favore vi pregherei di esprimere la vostra preferenze o alternativamente di fornire una nuova soluzione possibile. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:31, 6 gen 2025 (CET) ::Come scrivevo [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Danyele&diff=prev&oldid=1359505 qua], mi sembra che che negli ultimi anni sia diventata consuetudine usare il {{tl|cronologico}} senza problemi anche in presenza di sottosezioni: in tal caso il template indica non solo che le citazioni della sezione principale sono in ordine cronologico ma che anche le sottosezioni seguono un loro ordine cronologico. Può non essere la soluzione più ideale al mondo come coerenza ma credo che abbia una sua logica e un suo ordine e che rispetto alle alternative proposte sia la meno problematica. Ciò non significa che debba essere una soluzione obbligatoria, ma certamente non la vieterei, anche perché ormai si è molto diffusa, usata da alcuni degli utenti più attivi come Danyele e Mariomassone; è presente anche in [[Jawaharlal Nehru]] che è entrata in vetrina nel 2021, quindi si tratta di una prassi ben consolidata nel tempo. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:09, 6 gen 2025 (CET) :::In [[Francesca Piccinini]] ho fatto una prova per semplificare il problema e al contempo eliminare la contraddizione. Ditemi se il testo del [[template:cronologico2]] va bene eventualmente o se lo cambiereste. Mi riferisco soprattutto a {{ping|Spinoziano}} e {{ping|Danyele}}, ma anche a chiunque altro voglia intervenire.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:36, 9 gen 2025 (CET) ::::Può andar bene ma non starei a sostituirlo ovunque, per me anche col vecchio {{tl|cronologico}} si capisce (magari è una mia questione di abitudine) qual è il senso dell'indicazione anche in presenza di sottosezioni, inoltre la doppia frase del {{tl|cronologico2}} risulta un po' lunga (pur essendo già la più breve possibile) così da rischiare di frenare un po' la lettura; insomma al momento li terrei entrambi, non cercherei una sostituzione immediata ma renderei possibile a chi lo desidera utilizzare anche quello che hai creato tu.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:50, 9 gen 2025 (CET) :::::Ci sarebbe un'altra soluzione, presente in parte nella voce di [[Indro Montanelli]]: inserire la dicitura "cronologico" nella sottosezione come testo nascosto, cioè <code><nowiki><!--cronologico--></nowiki></code>. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:04, 9 gen 2025 (CET) ::::::Sì, talvolta l'ho usato anch'io: in alcune sottosezioni o anche in voci brevi può essere utile per snellire ciò che sta davanti alle citazioni dando comunque un'indicazione utile a chi apre la voce in modifica.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:56, 9 gen 2025 (CET) {{rientro}} ''Tutto cambi perché nulla cambi'', mi verrebbe da dire... reputo il [[Template:Cronologico2]] fastidiosamente pedante e verboso, dato che né più né meno si limita a segnalare quel che già fa, con molta più semplicità, il template classico: l'ordine cornologico di citazioni e sottosezioni. Non vedo chissà quale cambiamento, cosa che invece dovrebbe motivare la (eventuale) nuova prassi '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 01:00, 10 gen 2025 (CET) :Che {{tl|Cronologico2}} sia un po' "barocco" potrebbe anche essere, ma è una proposta costruttiva per cercare di risolvere una questione che è fondata. La verità è che il problema non si porrebbe neppure se si facesse a meno di sottosezioni e ci si limitasse a inserire le citazioni con la fonte in nota, cioè l'alternativa già prevista in [[Aiuto:Fonti#Interviste]]. Se si volesse dare comunque una parvenza di raggruppamento, basterebbe staccarle così: :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref>Fonte 1.</ref></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref name="fonte2">Fonte 2.</ref></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref name="fonte2"/></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref name="fonte2"/></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref>Fonte 3.</ref></code> :;Note :<references /> :Aggiungo che la necessità di avere almeno tre citazioni per formare la benedetta sottosezione spinge a inserire una terza citazione purchessia quando se ne vorrebbero mettere magari solo due veramente significative, la stessa forzatura in cui si incappa per sfuggire all'abbozzo di cui ho parlato sopra. Se si adottasse il layout di cui parlo, sarei favorevole a staccare anche gruppi di sole due citazioni. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:32, 11 gen 2025 (CET) ::Che si possa fare a meno di sottosezioni e limitarsi a inserire le citazioni con la fonte in nota anche quando ci sono tre o più citazioni tratte da una stessa fonte, fa bene {{ping|Udiki}} a ricordare che è una possibilità e che l'uso dell'{{tl|Int}} non è obbligatorio, dipende anche dal tipo di soggetto e dal tipo di cose che dice; il fatto di aggiungere una riga vuota in realtà non cambia molto a livello visivo, difatti spesso non mi accorgo di alcuni utenti che mettono una riga vuota fra ogni citazione se non quando apro in modifica, ma forse qui sopra si suggeriva un tecnicismo più complesso che non ho ben compreso. Il dubbio che il problema possa essere a monte, nell'uso eccessivo del template, e che per questo {{ping|Nemo_bis}} non fosse poi così diabolico a osteggiare il template Intervista2, appunto per il fatto che esso spinge a inserire citazioni non significative, non è infondato. Ma ormai ha preso piede, e certamente in molte voci è utile davvero; quello possiamo fare è tenerci più opzioni.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:38, 13 gen 2025 (CET) :::Chiarisco: non una riga vuota, che non dà in effetti nessun risultato, ma due. Fa' la prova tu stesso, così ti rendi conto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:47, 13 gen 2025 (CET) ::::Ah sì, facendo la prova mi sembra che crea uno spazio ancora più grosso di quello che appare nel tuo esempio, non so, a me questa cosa di aggiungere spazio non sembra risolutiva, come ho scritto poc'anzi resta possibile metterle di seguito anche senza aggiungere spazi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:58, 13 gen 2025 (CET) :::::Sì, infatti. Lo dicevo per chi magari proprio ci teneva a mantenere una parvenza di raggruppamento, casomai un monolite di testo apparisse brutto. Io non ci tengo molto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:01, 13 gen 2025 (CET) :::Sono contento di essere stato assolto dalle accuse di diavoleria! :::Non ho particolari opinioni sulle varie proposte, penso anch'io che i vari stili possano convivere. Nell'esempio di [[Francesca Piccinini]], se si volesse evitare un nuovo template, mi sembra che non farebbe una grandissima differenza aggiungere altre 5 sezioni per le 7 citazioni al momento non raggruppate, o viceversa portare le 14 citazioni alla sezione principale e usare le note invece dell'{{tl|int}}. Il {{tl|cronologico}} era forse più ovvio nell'era in cui fu creato, perché spesso le fonti erano in linea e quindi nell'esempio sarebbe subito stato evidente che le citazioni dopo le prime due sono del 2015 e successivi. I limiti sul sottosezionamento non sono un dogma ma solo una convenzione per evitare l'eterna inflazione dell'uso di {{tl|int}}, che in alcuni casi può essere problematico (per esempio interviste ai politici dove il titolista si è inventato qualcosa che nell'intervista nemmeno c'è). [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 20:51, 13 gen 2025 (CET) ::::Capisco che il nuovo template sia un po' pesante, ma tra la pesantezza e l'errore direi che la prima è di gran lunga preferibile. ::::La soluzione proposta da {{ping|Udiki}} del <nowiki><!--cronologico--></nowiki> mi sembra ottima e più leggera eventualmente. ::::Quando poi lo stesso Udiki dice che il template int non è obbligatorio dice una sacrosanta verità, in particolare il passaggio "la necessità di avere almeno tre citazioni per formare la benedetta sottosezione spinge a inserire una terza citazione purchessia quando se ne vorrebbero mettere magari solo due veramente significative" è la sintesi del problema. La voce della Piccinini ne è un esempio clamoroso, essendo ricolma di citazioni al limite della significatività (nonostante abbia rimosso le peggiori in tal senso) e probabilmente il template int non ha aiutato. ::::Tirando le somme scarterei il mio template troppo pesante e terrei le due soluzioni di Udiki, ma sarei per '''non''' tollerare quella attualmente utilizzata, fermo restando che una selezione più accurata risolverebbe gran parte dei problemi.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:48, 20 gen 2025 (CET) == Scorpori per voci tematiche == Segnalo [[Discussioni aiuto:Scorporo#Scorpori nelle tematiche]] per chiunque fosse interessato. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 09:40, 20 gen 2025 (CET) == Testate giornalistiche con autori anonimi == Se ''sistematicamente'' una testata giornalistica non inserisce per scelta editoriale i nomi degli autori degli articoli, che si può fare? Le citazioni non possono essere inserite nelle voci dei rispettivi autori, in tale situazione. Si può creare una voce sulla testata giornalistica e metterle lì? Ovviamente si parla di testate giornalistiche enciclopediche. È il caso p.es. di ''[[n+1]]'' (vedi [[w:n+1 (rivista italiana)|voce su Wikipedia]]), dove parrebbe che l'omissione sia sistematica; ed è anche il caso di ''The Economist'', per il quale si veda [[w:en:The_Economist#Tone_and_voice]]. Diverso è il caso di omissioni non sistematiche, pratica ricorrente generalmente in caso di giornalisti alle prime armi e quindi certo non enciclopedici. L'alternativa è inserire le citazioni nella pagina "[[Anonimo]]" oppure proibirle perché l'enciclopedicità non è accertabile, facendo eccezioni solo per articoli magari citati anche in altre fonti autorevoli. Io sarei incline a citare solo articoli riportati in fonti secondarie e a metterli nella pagina della rivista. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:10, 20 gen 2025 (CET) :Ed è anche il caso storico del "Time" magazine e altre testate americane. Si deve trattare di giornali enciclopedici. Unico dubbio è se la paternità dell'opera è ascrivibile alla redazione oppure al direttore della rivista. Sono favorevole a riportarle purchè siano abbastanza significative e riportino una fonte verificabile. Tra l'altro nel caso di ''n+1'' all'epoca la pagina era stata rivista da Quaro ex amministratore e Nemo quindi a meno che non abbiate cambiato qualcosa si dovrebbe poterle citare. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 03:13, 21 gen 2025 (CET) ::Il fatto è che l'enciclopedicità della testata non implica quella dell'autore, perché non basta scrivere p.es. sul ''Corriere della sera'' per essere enciclopedici, ma [[w:Aiuto:Criteri_di_enciclopedicità/Biografie|occorre]] "aver pubblicato in varie occasioni articoli sulla prima pagina e/o dirigere un quotidiano o un periodico di rilevanza nazionale (anche on-line)". Penso che Quaro e Nemo non si siano posti il problema ma abbiano procrastinato. Vediamo che dicono gli altri. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:43, 21 gen 2025 (CET) :::Se le citazioni sono davvero significative e rilevanti (il criterio della fonte secondaria può essere un'ottima idea in tal senso) e i riferimenti bibliografici sono puntuali, secondo me si può creare senza problemi la voce di una testata e inserire le citazioni "anonime" magari con un bel template che specifica che vanno aggiunte solo quelle. Mi sembra un discorso vagamente simile a quanto già fatto in altri ambiti, tipo ''[[Crozza nel Paese delle Meraviglie]]''.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:22, 22 gen 2025 (CET) ::::D'accordo sulla creazione di una testata solo qualora ci fossero citazioni davvero significative,--[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 11:23, 22 gen 2025 (CET) == Save the date: itWikiCon 2025 si terrà dal 7 al 9 novembre 2025 a Catania == [[File:Logo ItWikiCon 2025 Catania SVG.svg|right|300px]] Il team di organizzazione dell’'''[[:meta:ItWikiCon/2025|itWikiCon 2025]]''' è felicissimo di annunciarvi che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre.''' Non vediamo l’ora di accogliervi nella città etnea per tre giorni di incontri, discussioni e laboratori che copriranno vari temi legati a Wikipedia e agli altri progetti. La sede del convegno, [https://www.isola.catania.it/ Isola Catania], si trova nel centro storico della città, vicinissima a tanti palazzi storici, a [[:w:it:via Etnea|via Etnea]] con tutti i suoi servizi disponibili e al [[:w:it:Pescheria di Catania|famoso mercato del pesce]]. La città è raggiungibile in aereo, ma anche in treno dalla costa tirrenica e in pullman. Oltre al convegno, abbiamo previsto una settimana intera di attività per scoprire Catania e la Sicilia orientale. Le proposte di attività saranno aggiunte e migliorate nei prossimi mesi [[:meta:ItWikiCon/2025/Programma|sulla pagina dell’evento]]. Quindi segnate le date nel vostro calendario, in modo di essere liberi di prendere il tempo per esplorare Catania e i suoi dintorni! Nelle prossime settimane, vi comunicheremo le tappe importanti dell’organizzazione dell’evento: costruzione collaborativa del programma, borse di partecipazione e commissioni di volontari per supportare il team organizzativo. Aggiungeremo nuove informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2025|pagina Meta dell’evento]], che vi invitiamo a seguire. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2025|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, il team organizzativo itWikiCon 2025: [[Utente:GiovanniPen|GiovanniPen]], [[Utente:Auregann|Auregann]], [[Utente:Sannita|Sannita]] 15:39, 29 gen 2025 (CET) == Una citazione sulle Epigrafi == Ciao a tutti, nella nuova voce [[Margherita Guarducci]], nella prima citazione, c'è un frase sulle epigrafi (non è possibile coltivare con profitto gli studi storici...) che vorrei inserire nella [[Epigrafi|voce corrispondente]]. Questa voce, attualmente, è una "Raccolta di" epigrafi; pensavo di aggiungere, quindi, una seconda sezione, titolandola "Citazioni sulle" epigrafi. È corretto? Altre soluzioni? Grazie. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:17, 2 feb 2025 (CET) :È corretto, vedi [[Ultime parole#Citazioni sulle ultime parole]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:43, 2 feb 2025 (CET) ::OK. Grazie. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 19:08, 2 feb 2025 (CET) == Wikimania 2025: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia == [[File:Wikimania logo.svg|right|100px]] Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:wmania:2025:Wikimania|Wikimania 2025]]''', che si terrà a Nairobi, Kenya, dal 6 al 9 agosto.<br/>Vengono messe a disposizione 6 borse da 1.500 euro ciascuna. Può essere inviata richiesta di borsa '''entro il 5 marzo 2025'''. Tutte le richieste saranno poi valutate da una commissione appositamente costituita e gli esiti verranno pubblicati entro il 20 marzo 2025.<br/>Il bando completo si trova sul wiki di Wikimedia Italia: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2025|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2025]], dove è presente il link al form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare!<br/>Per qualsiasi dubbio non esitate a chiedere qui sotto (pingandomi) o a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi] direttamente. Buona giornata. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 10:56, 5 feb 2025 (CET) == Wikimedia Italia: apertura sportello per progetti dei volontari 2025 == Ciao, siamo lieti di annunciarvi che è aperto lo '''sportello per progetti dei volontari 2025''' di Wikimedia Italia. Il bando ha lo scopo di finanziare i progetti dei volontari attivi nei progetti Wikimedia e OpenStreetMap, che siano legati agli scopi statutari di Wikimedia Italia. La dotazione dello sportello per l'anno 2025 è di 45.000 euro. Se avete delle proposte potete inviarle entro il: 28 febbraio (prima tranche), 30 aprile (seconda tranche) e 30 giugno (terza tranche). Dopo ogni deadline la commissione avrà 3 settimane per valutare i progetti, il supporto dei quali può variare dai 1.000 ai 10.000 EUR. Trovate tutti i dettagli e il template per presentare le proposte su Meta: '''[[:meta:Wikimedia Italia/Sportello per progetti dei volontari/2025|Wikimedia Italia/Sportello per progetti dei volontari/2025]]'''. Rimaniamo a disposizione per qualsiasi domanda. --[[Utente:Anisa Kuci (WMIT)|Anisa Kuci (WMIT)]] e [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:13, 7 feb 2025 (CET) == Christoph Martin Wieland == Ho inserito una citazione (sezione Citazioni su) nella voce [[Christoph Martin Wieland]]. Leggendo la voce, prima di togliere lo stub, ho notato l'incongruenza (tale mi pare) con la specifica sezione della prima frase ("Devo andare a Mannheim perché una volta nella vita voglio saziarmi di musica...). È forse una frase di Wieland inserita per errore nella sezione sbagliata? Dovrebbe essere corretta in tal senso? --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 16:58, 28 mar 2025 (CET) :@[[Utente:Gaux|Gaux]] {{fatto}} È così né può essere diversamente considerati vari elementi. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 28 mar 2025 (CET) ::Ok! Grazie [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 06:48, 29 mar 2025 (CET) == formattazione di un testo "spaziato" == Ciao a tutti, esiste una tag per formattare una parte di testo con spaziatura orizzontale doppia, per intenderci come questa: e s e m p i o.<br>In alternativa posso evidenziare il testo con spaziatura doppia utilizzando il corsivo o il sottolineato? Grazie. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 18:02, 5 apr 2025 (CEST) :Una specie di tag esiste e viene utilizzato su Wikisource dal [[s:Template:Spaziato]] ma non capisco bene come riprodurlo senza template, magari possiamo importare il template. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:53, 6 apr 2025 (CEST) ::@[[Utente:Gaux|Gaux]] <code><nowiki><span style="letter-spacing:5px">esempio</span></nowiki></code><br />Al posto di "5" metti quello che ti pare meglio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:17, 6 apr 2025 (CEST) :::Grazie mille. Funziona perfettamente. vedi [[Ernst Troeltsch]], sezione: Incipit di ''Le dottrine sociali delle Chiese e dei gruppi cristiani''. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:52, 6 apr 2025 (CEST) ::::Grazie, ovviamente, anche a @[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:56, 6 apr 2025 (CEST) == Richiesta == Buongiorno, ho una domanda che vorrei porre agli amministratori di Wikiquote e che a quanto ho letto può essere posta qui: qual è il posto giusto (se c'è) per segnalare un comportamento che si ritiene scorretto e chiedere pareri a quel riguardo? [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 19:55, 10 apr 2025 (CEST) :Che comportamento e di chi? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 10 apr 2025 (CEST) Il suo signor Udiki. Attenderò la risposta alla mia domanda, che se come immagino non mi verrà fornita da lei mi verrà fornita da altri utenti, poi domani chiederò il parere degli altri amministratori nella pagina indicata. Per ora le auguro buonanotte. [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 20:10, 10 apr 2025 (CEST) :Tu hai sempre ottenuto da me tutte le risposte alle tue poco sensate domande, quindi non hai ragione di dubitare che io risponda. Ma andiamo per ordine: prima di effettuare una segnalazione è obbligatorio chiedere chiarimenti, ma tu non lo hai fatto nonostante ti sia stato domandato da me poco sopra con espresso riferimento alla condotta di cui ti lagni e che tuttora resta un arcano; inoltre non sono ammesse segnalazioni improprie e non pertinenti; per tutto questo si veda [[w:Wikipedia:Utenti_problematici#Raccomandazioni]]. Ti ricordo anche che sei autore di una guerra di modifiche che consta di due annullamenti da parte tua di ripristini effettuati da due distinti amministratori e che un terzo amministratore ha ritenuto giusti. Mi sembrano tornati i tempi di Micheledisaveriosp... [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:27, 10 apr 2025 (CEST) Buongiorno, non conoscendo ancora la pagina adatta dove scrivere lo chiedo agli amministratori che prima sono stati così gentili da occuparsi della mia richiesta di correzione, {{ping|Superchilum|Spinoziano}}: dove posso chiedere se determinati comportamenti sono conformi alle regole o meno? Non voglio segnalare un utente come "problematico", non voglio trovare una soluzione a qualche "conflitto": voglio capire se su Wikiquote comportarsi in un certo modo è consentito oppure no. Se lo chiedo è perché già suppongo che non lo sia e vorrei averne conferma, ma potrei benissimo sbagliarmi del tutto e se così fosse vorrei saperlo in modo da cambiare la mia opinione. Forse questa stessa pagina va bene per la mia domanda? [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 13:59, 11 apr 2025 (CEST) :Non puoi eludere il confronto con la persona che accusi, non si capisce ancora a che titolo. Se hai qualcosa da dire, dilla e abbi il coraggio di assumerti tutte le tue responsabilità fino in fondo e con tutte le conseguenze del caso; sennò vedi di smetterla perché la tua condotta è confusionaria, petulante e inconcludente già da un pezzo, né questa è una chat per darsi buon tempo. Le persone che cerchi maldestramente di coinvolgere non sono nate ieri e non prestano il fianco ad anonimi (forse neanche tanto tali) seminatori di zizzania. Ti ricordo che se stato tu, tra l'altro, a buttarla sul sarcastico e sul personale sin dal tuo primo commento, che peraltro seguiva due annullamenti di azioni compiute da amministratori e senza neppure uno straccio di motivazione nel campo oggetto della modifica... L'unica cosa sensata che puoi ancora fare è togliere il disturbo, tanto più che sulla questione di merito hai già avuto ripetutamente tutte le spiegazioni del caso. Il problematico qui sei tu e continuando su questa strada, che è sbagliata, non puoi ottenere nulla se non aggravare la mala parata. La cosa più probabile è che sarà tutto tristemente seppellito nell'indifferenza generale. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:52, 11 apr 2025 (CEST) ::Su Wikiquote non esistono gli equivalenti né di [[:w:Wikipedia:Richieste di pareri]] né di [[:w:Wikipedia:Risoluzione dei conflitti]]. Probabilmente non c'è mai stata la necessità, è sempre bastata [[Wikiquote:Utenti problematici]], ma se la comunità lo ritiene necessario io sarei favorevole a una pagina tipo [[Wikiquote:Richieste di pareri]] per avere feedback senza aprire vere problematicità. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:58, 14 apr 2025 (CEST) :::Lo si fa già informalmente, perché la community è piccola. Anche la pagina sui problematici non è stata quasi mai usata e nella metà dei casi si tratta di abusi di pagina di servizio opera di gente di passaggio giustamente cazziata, si veda [[Wikiquote:Utenti_problematici/Archivio#Doppia_Di|questo]] o [[Wikiquote:Utenti_problematici/Udiki|questo]] (nell'ultimo esempio, per la verità, il proponente stesso si è reso conto dell'insensatezza). Questo stesso thread rientra in questa ipotesi, una trollata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:12, 15 apr 2025 (CEST) La ringrazio per la sua risposta. Per me sarebbe solamente un miglioramento l'aggiungere una pagina di questo tipo visto che manca, questo però è soltanto il parere di un singolo utente. In ogni caso, se fosse possibile li scriverei anche qui i comportamenti che vorrei sapere se sono conformi alle regole di Wikiquote o meno, così vedo se poterli assumerli a mia volta senza rischi o se essi sono deprecabili a prescindere da quale utente li assuma. [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 07:59, 16 apr 2025 (CEST) :Comincia a esaminare i tuoi. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:00, 16 apr 2025 (CEST) == Wikidata and Sister Projects: An online community event == ''(Apologies for posting in English)'' Hello everyone, I am excited to share news of an upcoming online event called '''[[d:Event:Wikidata_and_Sister_Projects|Wikidata and Sister Projects]]''' celebrating the different ways Wikidata can be used to support or enhance with another Wikimedia project. The event takes place over 4 days between '''May 29 - June 1st, 2025'''. We would like to invite speakers to present at this community event, to hear success stories, challenges, showcase tools or projects you may be working on, where Wikidata has been involved in Wikipedia, Commons, WikiSource and all other WM projects. If you are interested in attending, please [[d:Special:RegisterForEvent/1291|register here]]. If you would like to speak at the event, please fill out this Session Proposal template on the [[d:Event_talk:Wikidata_and_Sister_Projects|event talk page]], where you can also ask any questions you may have. I hope to see you at the event, in the audience or as a speaker, - [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 11:18, 11 apr 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Danny Benjafield (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Danny_Benjafield_(WMDE)/MassMessage_Send_List&oldid=28525705 --> == Formattazione contesto citazioni == Salve,<br>mentre stavo riformattando le citazioni sulla voce di [[Volodymyr Zelens'kyj]] per essere coerente con le proposte sovrastanti ("Ordine cronologico e intestazioni"), ho notato questa forma di contestualizzazione delle fonti: *Citazione (intervistatore, luogo, data ecc.)<nowiki><ref></ref></nowiki> Mi è venuto in mente di dare alla parte in parentesi una propria riga, così: *Citazione :(intervistatore, luogo, data ecc.)<nowiki><ref></ref></nowiki> Personalmente lo trovo migliore per ragioni estetiche. Voi che ne dite? [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:23, 22 apr 2025 (CEST) :Bisognerebbe semplicemente mettere tutto in nota, correggendo anche altri elementi. Esempio pratico:<br/><code>(Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019)<nowiki><ref>Da ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', traduzione di ''Eastjourney.net'', 21 maggio 2019</ref></nowiki></code><br/>dovrebbe diventare<br/><code><nowiki><ref>Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019; tradotto in ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', ''eastjourney.net'', 21 maggio 2019.</ref></nowiki></code><br/>"Tradotto in" si usa quando un testo è tradotto integralmente in una fonte secondaria; se invece c'è solo una parte, allora va bene "citato in". Se hai dubbi od obiezioni, chiedi. Comunque aspettiamo il parere di altri. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:14, 22 apr 2025 (CEST) ::Diciamo che bisogna scegliere uno stile univoco. La fonte primaria o viene indicata sempre tra parentesi o sempre in nota, non si può fare un "fritto misto" come in quella voce. ::Piccolo consiglio: la fonte primaria non si indica come "Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022" ma "'''Da''' ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022"; va detto che i libri mal si sposano con l'ordine cronologico per loro stessa natura, quindi la migliore soluzione sarebbe quella di creare una sezione apposita dedicata al libro a patto di avere almeno tre citazioni significative; ::Se si opta per la fonte primaria tra parentesi e fonte secondaria in nota (soluzione poco usata comunque) l'attuale convenzione dovrebbe essere (se non vado errato, nel caso correggetemi pure, purtroppo in [[Aiuto:Fonti]] non trovo riscontro) con il da/dal in minuscolo e la nota prima della parentesi chiusa; ::Tirando le somme, a me la soluzione della fonte primaria tra parentesi e della secondaria in nota non è mai particolarmente piaciuta (e mi risulta essere poco usata), tuttaviae è contemplata dalle linee guida. La soluzione qui proposta in generale non trova grande campo di applicazione e sinceramente non incontra il mio gusto estetico.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:47, 23 apr 2025 (CEST) :::@[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] Citare una fonte tra parentesi sembra essere un modo obsoleto, tipico degli inizi di Wikiquote in italiano; col passare del tempo si sono utilizzate sempre più le note.<br/>Non c'è una necessità di spezzare la fonte in due e citare quella primaria tra parentesi e quella secondaria in nota: [[Aiuto:Fonti#Libri altrui]], per esempio, le mette assieme separandole con il punto e virgola, così come nell'esempio che io ho fatto.<br/>A proposito: nel post precedente ho raccomandato di usare, nell'esempio che ho fatto e logicamente in altri casi simili, la formula "tradotto in" invece di "citato in": è corretta e necessaria? Le linee guida non dicono niente, però io l'ho vista in altre pagine. Avete deciso di usarla dopo qualche discussione in passato senza aggiornare poi le linee guida? Il criterio che io ho menzionato riguardo alle modalità di utilizzo di "tradotto in" è una mia ricostruzione; se è sbagliata, correggetemi. Peraltro vedo che in giro c'è anche "riportato in". Però, almeno nella pagina di Zelensky, potrebbe bastare il classico "citato in". [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:34, 23 apr 2025 (CEST) ::::{{rientro}} {{ping|Udiki}} Sì, sì, ripeto è una soluzione praticamente desueta, utilizzata già raramente prima, praticamente mai negli ultimi anni. <br>Il "citato in" è omnicomprensivo e di gran lunga la forma più utilizzata (e indicata nelle pagine di aiuto). "Tradotto in" e "riportato in" sono forme minori su cui c'è abbastanza tolleranza, ma tenderei a privilegiare "citato in" per uniformità.<br>In questo caso può andare la forma "tradotto in", ma nel caso in cui fosse noto il nome del traduttore la forma migliore sarebbe sicuramente "<code><nowiki><ref>Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019; citato in ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', traduzione di Pinco Pallino, ''eastjourney.net'', 21 maggio 2019.</ref></nowiki></code>".--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:50, 23 apr 2025 (CEST) == WikiOscar 2025 == Ciao! Anche quest'anno nei '''[https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2025 Wikioscar]''' che si tengono su Wikipedia in lingua italiana è presente un [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2025#Wikicitazionista premio] per l'utente che non usa mai parole proprie. Potete votare il vostro utente preferito dal 1° al 7 maggio! [[Utente:Atlante|Atlante]] ([[Discussioni utente:Atlante|scrivimi]]) 22:22, 30 apr 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: dal 7 al 9 novembre 2025 a Catania: prossimi passi == Ciao a tutti, come forse già sapete, la '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia, si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Per una panoramica generale, vi rimandiamo alla '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma|sezione Programma]]''', che aggiorneremo regolarmente nei prossimi mesi e nella quale trovate già la '''scheda delle attività''', nonché alla [[m:ItWikiCon/2025/Informazioni|sezione Informazioni]]. In attesa dell’apertura ufficiale della fase di proposte prevista per il prossimo 3 giugno, la commissione Programma vorrebbe sondare i desideri delle comunità italofone in merito ai temi da trattare alla conferenza: quali sono gli argomenti più importanti da coprire, secondo voi? Che discussioni dobbiamo avere durante l’itWikiCon? '''Potete aggiungere dei temi o commentare quelli proposti dagli altri [[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte/Temi|sulla pagina Temi]] da ora fino a inizio giugno'''. Infine, per chi ha la necessità di richiedere una borsa di partecipazione per coprire le spese di viaggio e alloggio, '''la fase di richieste di borse sarà aperta dal 17 giugno fino al 27 luglio'''. Si svolge un po’ prima rispetto alle ultime edizioni, per permettervi di organizzare il vostro viaggio a Catania nelle condizioni migliori, quindi segnatevi queste date per non perdervi la fase di richieste! Aggiungeremo regolarmente nuove informazioni sulla pagina Meta dell’evento, che vi invitiamo a seguire. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e la commissione Programma, --[[Utente:Mastrocom|Mastrocom]] ([[Discussioni utente:Mastrocom|scrivimi]]) 11:22, 5 mag 2025 (CEST) == Changes to the way some users are granted the right to see temporary account IP addresses == Hello! This is the [[mediawikiwiki:Special:MyLanguage/Trust_and_Safety_Product|Trust and Safety Product]] team. We would like to share that we have decided to change the requirements for access to temporary account IP addresses. '''The impact on your community will be minimal'''. We are planning on implementing the change in the week of May 26 ([[phab:T393358|T393358]] + [[phab:T393360|T393360]] + [[phab:T390942|T390942]]). I will keep you updated about the details. We are only changing the rules for users who do not have extended rights (e.g. admins, bureaucrats, checkusers – [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Wikimedia_Access_to_Temporary_Account_IP_Addresses_Policy#requirements-for-access|see the policy for more examples]]) but their account is a minimum of 6 months old, and who have made a minimum of 300 edits on this wiki. They will lose access to IP addresses ([[phab:T393360|T393360]]), and to have it back, '''they will need to apply for the right. Admins or stewards will decide whether to grant it''' ([[phab:T390942|T390942]]). This will entail human manual work, but this method will be safer than if we continued to grant the rights automatically. We want to emphasize that fewer than five users who don't have extended rights have ever revealed a temporary account's IP addresses on your wiki. We made this decision based on what we heard from you, piloting wikis, particularly Romanian Wikipedians. We also consulted on options with Stewards, and had discussions on Meta-Wiki and about 20 Wikipedias with large communities. When we deploy temporary accounts to more wikis, we will evaluate the impact and may adjust our approach again. In addition, we'd like you to know that requirements for access to the [[mediawikiwiki:Special:MyLanguage/Trust_and_Safety_Product/IP_Info|IP Info]] feature will be identical with the ones for access to the temporary accounts' IP addresses (a user will either have full information or none). '''The rationale for the change''' We chose the current numerical thresholds and automatic granting before deploying temporary accounts on any wiki. However, it’s become clear to us that these requirements are quite low and it is still too easy for bad-faith actors to gain access to temporary account IP addresses. We want temporary accounts to meaningfully improve editor privacy, so we need to be more restrictive. Our goal is to more consistently limit IP address access to only those who need it. '''How will this work''' * When a user without extended rights needs to view temporary account IP addresses, they will need to file a request for being added to the "Temporary account IP viewers" group. They will file the request to admins (the local communities will be able to decide what that process will be) or stewards (for wikis without local admins). * The software will require that the user has at least 300 edits and the account since at least 6 months. Admins and stewards will not be able to grant temporary account IP access to accounts that do not meet that criteria. This is a minimum, and we encourage you to enforce higher thresholds. * The user reviewing the request will check if the user applying for the right meets requirements and that they have provided a valid justification. The right itself will be granted through Special:UserRights. * Users who grant requests for the right will also handle removal of the right. We would also like to clarify some details. For your convenience, we will also document some of it in [[mediawikiwiki:Trust_and_Safety_Product/Temporary_Accounts/FAQ|the project FAQ]]. {{Cassetto|Titolo=Access to IP addresses|overskriftsstil=background-color:#eee;|2 = * '''Separation of the new right''' (checkuser-temporary-account) out to a new group ([[metawiki:Meta:Temporary_account_IP_viewer|Temporary account IP viewers]]), as opposed to technically attaching it to any [[Special:ListGroupRights|existing group]] (like patroller). We have decided to do this for a few reasons: ** '''Having access to IP addresses carries risk'''. This right is similar to checkuser. IP addresses are considered personally identifiable information (a kind of [[:w:Dati personali|personal data]]). Outside actors who want to access IP addresses will now need to interact with users who have this right. Users with this right should be aware of this, and alert to the possibility of suspicious access requests. ** '''Good practices for privacy protection'''. Giving access to users who are trusted but do not need access to carry on their work is not in line with good practices for processing personal data. ** '''Removal of right'''. Access to IPs will be [[phab:T325658|logged]] ([https://it.wikiquote.org/wiki/Special:Log?type=checkuser-temporary-account example]). If any misuse of this right is detected, it can be taken away separately from any other permissions the user may hold. It would be difficult and sometimes also unreasonable to remove the rights unrelated to access to IP addresses. ** You may grant the new right to all users belonging to a certain existing group individually. These users must meet the criteria for Temporary account IP viewers, though. ** For clarity – all this does not affect administrators, bureaucrats, checkusers, stewards, and other groups mentioned in the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Access_to_temporary_account_IP_addresses|global policy]]. * '''Activity requirement'''. With regards to users who would need to be granted access manually, the policy says that they "must edit or take a logged action to the local project at least once within a 365-day period". This requirement is not changing. }} {{Cassetto|Titolo=Process of granting the right|overskriftsstil=background-color:#eee;|2 = * '''Formality of granting the right'''. There is no need for discussions or votes like Request for Adminship. It does suffice if a single admin makes a decision using their own judgement. * '''Additional requirements for the users applying for the right'''. ** You have autonomy over the process for granting the right. You can adopt thresholds higher than 300 edits, or disallow the "non-admin+" users to have the right. The granting process can be as basic or elaborate as you deem appropriate. ** Which criteria admins should take when deciding whether to grant the right – how to tell whether a user needs access to IP addresses? There are no mandatory requirements beyond a minimum of 300 edits and a 6 month old account. You may introduce additional criteria related to trust to the user (such as no prior blocks or copyright violations) or experience in patrolling activities. * '''Additional burden on administrators'''. We understand the toil of having to grant and remove an additional right. This is indeed a downside. We think that it will only have to be a one-time effort to grant this right to a larger number of people. We are curious if you can find ways to limit this burden. }} '''Next steps on your side we would like to suggest''' * We are encouraging you to consider '''adopting a policy''' on granting and removing the right, if you think you need to add anything to the global policy. * We are encouraging you to '''start granting the right'''. Considering our data (up to a few non-functionaries have ever revealed temporary account IP addresses here), we believe you don't need to rush or spend a lot of time preparing for this before the change comes into force, though. * We would like to show you what level of wiki-bureaucracy seems sufficient from our point of view. [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?oldid=28667152 In the sandbox], we have created a draft of what a page with requests for the flag could look like. Of course the final content of the page will depend on your community. We do not want to imply that we are instructing you on this matter. Let us know if you have any questions. Thank you! [[metawiki:User:NKohli_(WMF)|NKohli (WMF)]] and [[Utente:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[Discussioni utente:SGrabarczuk (WMF)|scrivimi]]) 04:32, 16 mag 2025 (CEST) == Trascrizione dialoghi fumetti == Attualmente sto riscrivendo ''[[Ken il guerriero]]'', e ho notato che nel manga ci sono alcuni dialoghi in cui un personaggio ha due nuvolette per accomodare una frase particolarmente lunga. Vedi un esempio [https://199xhokutonoken.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/10/il-padre-di-hyoh-e-kenshiro.jpg?w=584 qui]. Se volessi essere fedele al testo, lo trascriverei così: *Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... ...hanno vissuto per amore di una donna. Credo di non essere l'unico a trovare questa forma esteticamente sgradevole. Dato che i limiti di spazio delle nuvole non sono un problema qui, non si potrebbe semplicemente scartare i sei puntini? I risultati possibili sarebbero così: *Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre hanno vissuto per amore di una donna. Si potrebbe anche aggiungere una virgola: *Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre''',''' hanno vissuto per amore di una donna. Scusatemi in anticipo se questo è un tema già discusso. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:38, 20 mag 2025 (CEST) :Opterei per :*Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... hanno vissuto per amore di una donna. :Cioè i puntini è giusto riportarli per fedeltà e perché servono a reggere la frase (tu stesso affermi che sennò sei tentato di sostituirli con una virgola) ma ripeterli è ridondante, bastano tre e non sei. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:52, 21 mag 2025 (CEST) ::Concordo che in questo caso "spezzare" i puntini di sospensione sia sensato quando si abbiano balloon distinti, ma non particolarmente quando si deve riportare la citazione in un testo. Appoggio la proposta di Spinoziano, mantenere i puntini ma solo i canonici tre. D'altra parte, se hanno spezzato la frase in balloon diverse, vuol dire che nel testo c'era una pausa, ben riproducibile con i puntini. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:01, 21 mag 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: fase di proposte per il programma aperta fino al 15 luglio == Ciao a tutti, dichiariamo ufficialmente aperta la raccolta di proposte di sessioni per '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Il programma dell’evento è costruito dal basso grazie a presentazioni, discussioni e laboratori proposti dalla comunità e selezionati dalla commissione Programma. La fase di proposte è ora aperta '''fino al 15 luglio incluso'''. Seguendo le istruzioni '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte|sulla pagina Proposte]]''' potete presentare una o più proposte di sessioni, talk o workshop che vi piacerebbe tenere durante l’evento. L'itWikiCon è lo spazio di incontro dal vivo delle comunità dei vari progetti Wikimedia in italiano e nelle lingue regionali. Vi invitiamo a proporre sessioni che aiutano a rafforzare il senso di comunità e la voglia di contribuire ai progetti, ma anche a identificare dei problemi e individuare delle soluzioni. Daremo la priorità alle sessioni in cui tutti i partecipanti sono parte attiva, come ad esempio discussioni e laboratori. Se cercate ispirazione, alcune '''richieste di temi''' sono state fatte sulla [[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte/Temi|relativa pagina]], a cui potete liberamente attingere per elaborare una proposta. Inoltre, per chi non se la sente di tenere una sessione, ma vorrebbe che durante la conferenza si parlasse di un argomento che gli sta a cuore, è possibile continuare ad aggiungere delle richieste di temi fino al 15 luglio. La selezione delle proposte avverrà durante l’estate e i relatori saranno confermati a fine agosto. Nel frattempo, la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Borse|richieste di borse di partecipazione]] sarà aperta dal 17 giugno al 27 luglio''', quindi se considerate di proporre una sessione per il programma, ma avete bisogno di supporto economico per raggiungere Catania, vi invitiamo a farne richiesta entro le scadenze previste. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e la commissione Programma,[[Utente:Mastrocom|Mastrocom]] ([[Discussioni utente:Mastrocom|scrivimi]]) 11:50, 3 giu 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: fase di richiesta di borse aperta fino al 27 luglio == Ciao a tutti, '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Come ogni anno, gli organizzatori del convegno propongono un sistema di borse di partecipazione per rimborsare le spese di viaggio e alloggio di alcuni partecipanti, grazie al supporto economico di Wikimedia Italia e Wikimedia CH. Potete consultare il regolamento e le condizioni '''[[m:ItWikiCon/2025/Borse|sulla pagina dedicata alle borse]]''', e fare una richiesta di borsa tramite il form entro il 27 luglio. Dopo questa data, non sarà più possibile richiedere sostegno economico. I richiedenti riceveranno una risposta entro fine agosto. Le borse di quest'anno sono intitolate alla memoria di '''[[:it:Utente:Burgundo|Giovanni Augulino, in arte Burgundo]]''', utente e amministratore di Catania con all'attivo più di 196mila modifiche su Wikipedia, passato a miglior vita il 17 settembre 2022. Vi ricordiamo inoltre che la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte|proposte per il programma]]''' è aperta contemporaneamente e fino al 15 luglio. Non esitare a proporre una sessione, talk o workshop per il convegno entro questa scadenza. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info@itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e la commissione Borse, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 08:46, 17 giu 2025 (CEST) == Nomi animali == Ciao, ma su wikiquote, non è la norma usare i nomi volgari per gli animali piuttosto che quelli scientifici? Lo chiedo dopo aver visto questi spostamenti fatti su tre recenti voci create da me su certi serpenti europei: [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Coronella_austriaca&diff=prev&oldid=1380502 ], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Zamenis_longissimus&diff=prev&oldid=1380498 ], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Hierophis_viridiflavus&diff=prev&oldid=1380494 ]. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 07:58, 21 giu 2025 (CEST) :Sì, è così. {{ping|Danyele}}, ripristino a com'era prima.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:38, 21 giu 2025 (CEST) ::Se è così, perché nello spostamento dei namespace è prevista l'opzione "allineamento a Wikipedia"...? E dove posso consultare questa ''norma''? '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 18:03, 21 giu 2025 (CEST) :::Ci sarà stata una discussione da qualche parte; anche Dread dice la stessa cosa [[Wikiquote:Bar/Archivio_2020-06--12#Disambiguazioni|qui]], alla fine; e poi la consuetudine è chiara, basta vedere le voci. È una deroga alla regola. Anche i nomi di piante seguono lo stesso criterio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:33, 21 giu 2025 (CEST) ::::Allinearsi a Wikipedia ha senso in molti casi per praticità, ma per quanto riguarda i nomi di animali non siamo tenuti a seguire lo stesso rigore scientifico, perché le citazioni sono sempre sul delfino, sul cane, sulla mosca, non sulle specie in particolare :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:42, 23 giu 2025 (CEST) == Richiesta di pareri sul caso di un utente bloccato == Segnalo [[Discussioni_Wikiquote:Utenti_problematici#Richiesta_di_pareri_sul_caso_di_un_utente_bloccato|richiesta di pareri sul caso di un utente bloccato]], aperta ai commenti di tutti, per valutare se aprire una procedura o mantenere il blocco. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:39, 24 giu 2025 (CEST) == Partecipa al sondaggio sulla strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia == Ciao, Wikimedia Italia sta avviando un percorso per definire la nuova strategia 2026–2030. Vogliamo costruire un piano condiviso, attento alle esperienze e ai bisogni delle nostre comunità: è per questo che '''abbiamo bisogno anche del vostro contributo'''. Vi invitiamo a compilare un '''breve questionario''' (circa 10 minuti), che tocca temi centrali per il futuro dell’associazione: priorità strategiche, progetti, comunicazione, raccolta fondi e molto altro. Link al sondaggio: https://survey.wikimedia.it/index.php/246216?lang=it '''Per favore, inviateci le vostre risposte entro il 20 luglio 2025''': dopo questa data il sondaggio verrà chiuso. Nei prossimi mesi, lavoreremo per trasformare le opinioni raccolte tramite il sondaggio in '''obiettivi concreti e sostenibili'''. Vi ringraziamo per il tempo che vorrete dedicare a questo questionario e per il vostro importante contributo nella definizione della nuova strategia. Per qualsiasi domanda, potete scrivere a '''info@wikimedia.it'''. Un cordiale saluto, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 12:12, 2 lug 2025 (CEST) == Strumento per auto-compilazione Template:Film == Buongiorno. Trovo un po' - personalmente - scomodo dover compilare i campi del [[Template:Film]] quando occorre aprire una nuova voce inerente a un film. Sapete per caso se esiste uno strumento che renda automatica o semi-automatica la procedura? --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 13:50, 3 lug 2025 (CEST) :Basta che copincolli la tabella del template film da Wikipedia, dalla voce del film che vuoi creare su Wikiquote. La tabella funziona uguale solo che qui usiamo meno campi e alcuni vengono presi da Wikidata, inoltre non abbiamo ancora allineato il primo parametro "titolo" che su Wikipedia è stato messo al posto di "titolo italiano" e quindi su Wikiquote bisogna usare ancora "titolo italiano" (o non metterlo, così lo prende da Wikidata).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:13, 3 lug 2025 (CEST) ::Ah! In effetti non ci avevo pensato! Anzi, mi ero messo a scrivere uno script per tale funzionalità. Oramai l'ho fatto, è disponibile [https://hub-paws.wmcloud.org/user/Wiccio/lab/tree/wikidata-scripts/template-film-wquote.ipynb qua] se può tornarvi più utile del copia-incolla. --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 15:31, 3 lug 2025 (CEST) :::Grazie ma non serve, è già semplicissimo: se copincolli la tabella da Wikipedia ci metti un attimo.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:37, 3 lug 2025 (CEST) == Confronti di politici == Mi è venuto in mente che, data l'abbondanza di citazioni che paragonano Silvio Berlusconi e Vladimir Putin, non si potrebbe fare una voce a parte dedicata? L'unico dubbio, oltre il fatto che non è stato finora scritta una pagina di confronti sui politici, è se renderlo una voce tematica o no, considerando quante volte i due hanno parlato di l'uno dell'altro. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 08:11, 7 lug 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: proposte programma entro il 15 luglio, richieste borse entro il 27 luglio == Ciao a tutti, qui un promemoria per le prossime scadenze della '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''' che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre''': * la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte|proposte di sessioni per il programma]] è aperta fino a martedì 15 luglio'''. Fino ad allora, potete ancora supportare o dare feedback [[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte#Supporta_le_tue_proposte_preferite|alle proposte già presentate]]; * la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Borse|richiesta di una borsa]]''' (rimborso del viaggio e alloggio, gratuità della quota di partecipazione) è aperta fino a '''domenica 27 luglio'''. A latere, trovate dei suggerimenti per prenotare il vostro viaggio e alloggio sulla pagina [[m:ItWikiCon/2025/Informazioni|Informazioni]]). Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e le commissioni Programma e Borse, --[[Utente:Mastrocom|Mastrocom]] ([[Discussioni utente:Mastrocom|scrivimi]]) 13:08, 7 lug 2025 (CEST) == Filmografia in voci di persone == Buondì. Mi sono imbattuto in alcune voci riguardanti figure del mondo cinematografico e mi è sorto qualche dubbio sulla gestione della filmografia. Ho notato che in alcune voci vengono riepilogati i titoli presenti in WQ con un semplice elenco ordinato per anno (vedasi [[Renato Pozzetto]], mentre in altre voci vi sono sottosezioni per ruolo (vedasi [[Giovanni Veronesi]]) ma sono svariati i casi in cui una persona ricopre una molteplicità di ruoli per lo stesso film e pertanto risulterebbe ridondante inserire lo stesso titolo in più sottosezioni. In altre voci ancora, i ruoli vengono inseriti a fianco del titolo (vedasi [[Carlo Mazzacurati]]). Dunque vi chiedo: esiste una prassi per l’impostazione della sezione Filmografia? --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 10:25, 18 lug 2025 (CEST) :La prassi corretta, quando una persona ricopre spesso ruoli diversi nella filmografia, è quella di indicarli a fianco del titolo, come in [[Carlo Mazzacurati]], vedi come esempio anche [[Alberto Sordi]]. Questo nel caso che hai citato, quando appunto una persona ricopre una molteplicità di ruoli per lo stesso film e pertanto risulterebbe ridondante inserire lo stesso titolo in più sottosezioni. Se invece è presente in film diversi ma con ruoli sempre distinti, specie come attore oppure doppiatore, è corretta la doppia sottosezione, esempio [[Lauro Gazzolo]]. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:05, 18 lug 2025 (CEST) == Fumagalli: full circle. Esultiamo! == Cari amici, ''Chi l'ha detto?'' di Giuseppe Fumagalli è stato riletto! ripassando la cronologia *[[Wikiquote:Bar/Archivio_2009-01-02-03-04-05#Magari_lo_sapevate_già...|aprile 2009]]: segnalo il volume su IA ma l'autore era ancora sotto copyright *[[s:Speciale:LinkPermanente/1029072|gennaio 2012]]: Nemo bis inaugura l'indice da trascrivere *[[Wikiquote:Bar/Archivio_2022-06--12#Milestone_biprogetto:_Fumagalli|giugno 2022]]: il volume è completamente trascritto *e [[s:speciale:LinkPermanente/3552917|ieri, 7 agosto 2025]], il volume è completamente riletto. Questo è appunto un lavoro monumentale tra i due progetti che si conclude, che prova che il tempo è sempre dalla nostra parte e che mette a disposizione un enorme numero di citazioni dotati di fonte accurata. Ogni citazione è racchiusa in un template che fornisce un'ancora da utilizzare qui: ora resta da creare un template che da qui colleghi direttametne alla pagina giusta. Ci lavoro... '''[[:s:it:utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[:s:it:Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 11:42, 7 ago 2025 (CEST) :{{ping|OrbiliusMagister}} Grazie per la bella notizia e, come scrivi, il rapporto tra Wikiquote e Wikisource resta sempre reciprocamente proficuo! Per linkare a una pagina specifica di Wikisource in realtà basta fare come ad esempio in [[Bernabò Visconti]], cioè mettere un interlink alla pagina di Wikisource (in quel caso <nowiki>[[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/504|p. 472]]</nowiki>) e il gioco è fatto: è già stato fatto così in numerose voci di Wikiquote che citano il ''Chi l'ha detto?'' -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:30, 7 ago 2025 (CEST) ::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Mi felicito assai. Siccome "ogni citazione è racchiusa in un template che fornisce un'ancora", effettivamente il collegamento interwiki potrebbe essere più preciso che non quello alla sola pagina di cui parla Spinoziano. Qui abbiamo già {{tl|Source}}, che funziona in combinazione con {{[[s:Template:§|§]]}} di Wikisource, ma appunto bisogna prendersi la briga di inserire l'àncora su Wikisource. Potrebbe {{tl|Source}}, magari aggiornato, funzionare anche con il template che avete utilizzato per il ''Chi l'ha detto?'', cioè {{[[s:Template:Cld|Cld]]}}? O si potrebbe richiamare {{[[s:Template:Cld|Cld]]}} con un semplice collegamento interwiki così come già permette {{[[s:Template:§|§]]}} di Wikisource? Un esempio dell'ultima cosa che ho detto è [[s:Convivio/Trattato quarto#Conviensi adunque essere prudente]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:10, 7 ago 2025 (CEST) :::L'ancora non è richiesta nel senso che il [[s:template:Cld|template:Cld]] ha già inserito un'ancora con il numero della citazione: si tratta di capire come richiamarla da qui senza usare sessantacinque parametri di capitolo/pagina/ecc. che renderebbero la semplice citazione di pagina usata ed esemplificata qui sopra conveniente. Io punterei a un template "Cld" qui su Quote che con un semplice <nowiki>{{Cld|14}}</nowiki> porti a [[:s:Chi_l'ha_detto?/Parte_prima/1#c14]] '''[[:s:it:utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[:s:it:Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 17:01, 7 ago 2025 (CEST) ::::<code><nowiki>{{Source|Chi l'ha detto?/Parte prima/1|c14|parte I, § 1, n. 14}}</nowiki></code> genera {{Source|Chi_l'ha_detto?/Parte_prima/1|c14|parte I, § 1, n. 14}}, il che è in linea con quello che si è sempre fatto qui. Secondo me non serve un template ''ad hoc''. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:19, 7 ago 2025 (CEST) :::::Se porta a [[:s:Chi_l'ha_detto?/Parte_prima/1#c14]] però non si vede direttamente la fonte primaria, cioè la scansione della pagina, mentre nell'esempio che ho citato uno vede la scansione della pagina con la trascrizione a fianco e può anche controllare che la trascrizione sia corretta (difatti, anche se le pagine sono già rilette, qualche refuso può esser rimasto; ad esempio mentre ieri controllavo l'esempio citato mi è capitato di [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Chi_l%27ha_detto.djvu/504&diff=prev&oldid=3553018 correggerne] uno proprio perché avevo di fronte la singola pagina trascritta).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:46, 8 ago 2025 (CEST) ::::::Quel template si è sempre usato in quel modo, anche le istruzioni mostrano quella sintassi.<br/>Comunque hai ragione e si può fare così: <code><nowiki>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', {{Source|Pagina:Chi l'ha detto.djvu/39|c14|n. 14}}.</nowiki></code>, che genera "Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', {{Source|Pagina:Chi l'ha detto.djvu/39|c14|n. 14}}."<br/>Se non si vuole usare il template, ma il collegamento interwiki classico, allora si può scrivere <code><nowiki>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/39#c14|n. 14]].</nowiki></code>; l'output è ovviamente identico.<br/>Faccio anche notare che la numerazione delle frasi si mantiene progressiva dall'inizio all fine del libro, cioè non ricomincia da capo per ogni parte o capitolo, che quindi non serve indicare come invece avevo fatto nell'esempio precedente. Per lo stesso motivo non serve indicare neppure il numero di pagina, anzi il numero di ciascuna frase consente da solo di localizzarla con maggior precisione, considerando che ogni pagina contiene più frasi.<br/>Non è necessario neanche specificare il nome dell'editore né il luogo né la data di pubblicazione dell'opera, perché vale il semplice rinvio a Wikisource in base a quanto detto in [[Aiuto:Fonti#Bibliografia]].<br/>Non potrebbe essere più semplice, chiaro ed efficace. Dico tutto questo per il futuro. Comunque la maggior parte delle citazioni, onore al merito, è già stata importata dall'ottimo AnjaQantina. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:41, 8 ago 2025 (CEST) :::::::Credo che quanto indicato in [[Aiuto:Fonti#Bibliografia]] sia applicabile solo a casi di opere arcinote come la ''[[Divina Commedia]]'' o magari andrebbe rivisto quanto ivi scritto, perché Wikisource in quanto tale non è una fonte: è una piattaforma che riporta la fonte; quindi su Wikiquote editore, città e anno, in un caso come il ''Chi l'ha detto?'' ci vogliono e non costa nulla indicarli, difatti AnjaQantina li indicava. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:47, 9 ago 2025 (CEST) ::::::::Allora sarà da rivedere la linea guida, perché pare che dica non tanto che Wikisource è una fonte paragonabile a un'edizione di una casa editrice, ma che i dati bibliografici possono essere visti lì e che perciò non c'è bisogno di metterli pure qui, probabilmente sulla base di un'integrazione dei due progetti. Anche nel caso della ''Divina Commedia'' non ci sarebbe stato da accogliere la cosa ''de plano'', perché pur essendo arcinota ci sono diverse edizioni di maggiore e minore pregio, con contributi filologici ecc. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:41, 9 ago 2025 (CEST) :::::::::Sì, idealmente anche la voce ''[[Divina Commedia]]'' dovrebbe avere una bibliografia, oltrettutto nel caso della versione presente su Wikisource e utilizzata su Wikiquote si tratta di un'edizione con versione cartacea a fronte non presente, e che non è possibile rileggere, che è in quello stato dal 2008, quindi non proprio il massimo secondo gli standard attuali, né per Wikisource né per Wikiquote. La linea guida che hai citato è stata [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Aiuto:Fonti&diff=next&oldid=246414 inserita] da Nemo nel 2009, c'era stata [[Discussioni aiuto:Interwiki|questa discusssione]]; ora comunque siamo più attenti in entrambi i progetti alla precisione e verificabilità delle fonti. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:55, 9 ago 2025 (CEST) == Slogan femminista? == Non ricordo chi disse per la prima volta una frase del tipo "la donna poteva essere solo madre, moglie, figlia e p-ttana".--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 13:42, 1 set 2025 (CEST) :@[[Utente:Carnby|Carnby]] Definirlo "femminista" non pare proprio il caso! Qualche altro ragguaglio? È stato usato in Italia o all'estero? È associabile a qualche periodo storico? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:11, 1 set 2025 (CEST) ::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ovviamente era polemico, si riferiva la fatto che la donna doveva essere un individuo indipendente e non in relazione ai bisogni dell'uomo; però non ho altri ragguagli.--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 08:53, 2 set 2025 (CEST) == SheSaid 2025 == Dal 1º settembre al 31 dicembre, torna la campagna [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]. --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:56, 6 set 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: programma pubblicato e iscrizioni aperte fino al 12 ottobre == Ciao a tutti, ci stiamo avvicinando a '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Siamo lieti di presentarvi il '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma#Programma_del_convegno_in_vista_tabellare|programma del convegno]]''', costruito a partire dalle proposte della comunità selezionate dalla commissione programma. Durante i tre giorni del convegno, potrete partecipare a presentazioni e discussioni su vari argomenti legati ai progetti Wikimedia, ai processi comunitari e alle sfide delle comunità per il futuro. Ma l’itWikiCon di Catania è più di un convegno: prima e dopo l’evento organizzeremo '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma#Panoramica_della_settimana_dell'itWikiCon_2025|una serie di visite guidate e altre attività]]''' per scoprire la Sicilia orientale insieme. Vi invitiamo a pianificare il vostro viaggio tenendo in considerazione queste attività (che saranno a carico dei partecipanti). Consigliamo di essere celeri nel prenotare gli alloggi e i mezzi di trasporto, poiché Catania è una destinazione ad alta stagione turistica anche a novembre. Troverete dei consigli su come raggiungere Catania e dove alloggiare [[m:ItWikiCon/2025/Informazioni|sulla pagina Informazioni]]. La fase di iscrizione all’evento è '''aperta fino a domenica 12 ottobre a mezzanotte'''. Potete prenotare il vostro posto per il convegno compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2025/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 20€ vi permette di sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per validare la vostra iscrizione. Per qualsiasi domanda o suggerimento non esitate a scrivere un messaggio sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2025|pagina di discussione dell’evento]] o a contattarci a info@itwikicon.org. A presto, Per il team organizzatore itWikiCon 2025, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 09:30, 9 set 2025 (CEST) == SheSaid 2025 == Carissimi, vi ricordo che da ottobre inizia tradizionalmente (siamo al sesto anno) l'iniziativa SheSaid. È possibile, per chi vuole, iscriversi in [[Wikiquote:SheSaid 2025#Partecipanti]] e creare o ampliare voci dedicate a donne. Quest'anno in realtà era possibile iniziare dal 1° settembre, ma per chi non avesse sfruttato tale opzione siete ancora in tempo a partecipare secondo i tempi degli ultimi due anni (fino al 31 dicembre). Pingo a tale riguardo i maggiori partecipanti alle ultime due edizioni che non sono ancora iscritti, nel caso vi trovassero piacere anche quest'anno: {{ping|Danyele|Ibisco|Emmepici}} {{ping|GryffindorD|IppolitoN|Dispe}} {{ping|Superchilum|Pierpao}}. Un caro saluto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:12, 30 set 2025 (CEST) == Strategia Wikimedia Italia 2026-2030: è online la versione in consultazione == Ciao a tutte e a tutti,<br/> condividiamo in '''[[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030/Versione in consultazione|questa pagina su Meta]]''' una '''versione in consultazione della Strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia''', frutto dell’integrazione tra i risultati del sondaggio e dei 12 incontri di gruppo svolti. Invitiamo tutta la comunità a leggere il documento e a '''contribuire in [[:meta:Talk:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030/Versione in consultazione|pagina di discussione]] con osservazioni e suggerimenti''' entro le ore 23:59 di domenica 26 ottobre 2025. Grazie a tutte e a tutti per il contributo! --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 17:41, 14 ott 2025 (CEST) == Obiezioni alla rimozione di due candidati al Consiglio Direttivo della WMF alle elezioni del 2025 == Ciao. [[m:Objections to the 2025 WMF Board election removals/Comunità italiana|Qui]] trovate una lettera aperta contro la decisione di WMF di rimuovere dalle elezioni del Board per il 2025 due dei sei candidati: Ravan e Lane. La pagina è una traduzione delle due pagine di obiezioni presenti in quel momento: quella della [[m:Objections to the 2025 WMF Board election removals/Arab Community|comunità araba]] e della [[m:Objections to the 2025 WMF Board election removals/Comunidad hispanohablante|comunità spagnola]]. Se siete d'accordo con le preoccupazioni espresse, potete firmarla. Grazie. [[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 22:59, 14 ott 2025 (CEST) == Filmografia in pagine biografiche == Vorrei chiedere il vostro parere in merito all’eventuale inserimento in filmografia di titoli “ispirati” o “tratti” o con “videoarchivi”. P.e., stando a Wikidata, [[John Lennon]] risulterebbe nei film [[Forrest Gump]] (1994) e [[Steve Jobs (film)|Steve Jobs]] (2015); non ho ricordi lucidi a riguardo di tali titoli, li ho visti troppi anni addietro, ma se la memoria non m’inganna in Forrest Gump dovrebbero aver usato filmati d’archivio nei quali compare John Lennon. Allo stesso modo, sempre stando a Wikidata, [[Charlie Chaplin]] risulta in [[Zelig (film)|Zelig]] come ''archive footage''. Come gestire tali casistiche nelle filmografie?<br /> Altro caso: su Wikidata ne [[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]] (1979) risulta che [[Molière]] ne sia lo sceneggiatore; al di là del fatto che non è stato inserito con l'etichetta sbagliata su Wikidata, ha senso per voi inserire il titolo nella filmografia del drammaturgo?<br /> Inoltre, è corretto utilizzare le nomenclature ruoli destinate al cinema anche per il teatro? P.e., in [[Victor Hugo]] è sensato inserire una sezione Filmografia con [[Lucrezia Borgia (opera)|Lucrezia Borgia]] nel ruolo di sceneggiatore? Grazie per l'attenzione. --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 14:05, 12 nov 2025 (CET) :Ciao, rispondo per punti: 1) i filmati d'archivio non si mettono nelle filmografie, del resto Lennon non compare fra gli attori nel template {{tl|film}} che è presente nelle voci di quei film, idem per Chaplin, mentre è buona norma che le sezioni "Filmografia" nelle voci degli attori rispecchino il contento delle tabelle dei film a cui linkano; le tabelle in ogni caso le incolliamo da Wikipedia dove andrebbero inseriti solo i ruoli principali e accreditati. 2) I campi genere, regista, soggetto e sceneggiatore è buona norma incollarli da Wikipedia insieme agli attori, perché su Wikidata a volte ci sono pasticci dovuti a dati importati. "Molière" per quel film è corretto nel campo soggetto ed è corretto che sia presente in [[Molière#Filmografia]]; cioè sì: è corretto inserire nella voce di un drammaturgo o scrittore i film tratti dalle sue opere, il lettore capisce che in quel caso "filmografia" indica appunto film tratti da sue opere. 3) [[Lucrezia Borgia (opera)]] è riportata in Hugo nella sezione [[Victor Hugo#Voci correlate]]: è corretto così com'è, in quanto in quella sezione si può mettere ogni genere di altre voci correlate, come ad esempio opere correlate che non sono filmiche (quella è un'opera tearale quindi non può stare in Filmografia, né sono previste sezioni ad hoc per il teatro).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:10, 12 nov 2025 (CET) == Se qualcuno di voi è vicino a Milano... == Salve, volevo chiedervi una cosa un po' particolare. Da tempo, per capire quando scadono i loro diritti d'autore, sto cercando l'anno di morte di tre traduttori: 1) Annie Lami, (nome da nubile Annie Gillot) moglie di Adriano Lami (di quest'ultimo so che era nato il 29 novembre 1892 a Firenze e che viveva Via Castelmorrone 5 a Milano nel 1940). Lei è stata traduttrice di James Joyce, Thomas Mann, Jack London, Hall Radclyffe e altri. 2) Bice Giachetti-Sorteni, moglie del compositore Enrico Giachetti (quest'ultimo nato a Firenze il 28 agosto 1890 e morto a Milano il 08 giugno 1954). Traduttrice di Thomas Mann. 3) Guido Vitali, nato a Milano l'11 settembre 1881, preside del liceo Parini di Milano fino al 1936 o 1937 e vivente fino agli anni '60 circa. Traduttore di testi di Virgilio, Omero, Ovidio e Plauto. Per le prime due autrici ho contattato anche i servizi demografici di Firenze dove erano nati i loro mariti e i servizi demografici mi hanno detto che se non si hanno più informazioni sulla nascita e residenza delle persone di cui si cerca l'anno di morte allora si trova poco. Al massimo possono cercare gli atti di nascita dei mariti ma le informazioni trovate non sono molto utili per arrivare alle date di morte delle mogli. La cosa migliore sarebbe chiedere ai servizi demografici di Milano, però io li ho contattati via mail e mi hanno risposto che per queste richieste c'è un "muro burocratico" ovvero l'unico modo di chiedere informazioni di questo tipo a loro è andare di persona a Milano al loro sportello. Qualcuno di voi per favore potrebbe gentilmente andare a fare questa commissione a Milano? Grazie [[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] ([[Discussioni utente:Myron Aub|scrivimi]]) 08:33, 15 dic 2025 (CET) :Su Wikiquote riportiamo soltanto corte citazioni, quindi non serve che i brani citati siano in pubblico dominio: il problema riguarda Wikisource se vuoi riportare là testi completi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:50, 15 dic 2025 (CET) :@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Carissimo, circa prof. Vitali avevo investigato anch'io (vedi [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:151.64.157.167&oldid=130222337 qui] e [[w:Discussioni_utente:Udiki#Prof._Guido_Vitali|qui]]), ma purtroppo non è andata bene. Forse le informazioni che avevo raccolto potrebbero esserti di qualche aiuto per nuove ricerche, magari si può chiedere al liceo Parini di cui fu a lungo preside di un certo rilievo (fino alle leggi razziali che ne determinarono l'espulsione, benché fosse fascistissimo). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 15 dic 2025 (CET) ::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ciao, chi si rivede! :-) Grazie lo stesso, può essere un'idea chiedere al Parini, anche se non so quanto può aiutare (spesso neanche le case editrici hanno notizie di autori che hanno pubblicato per loro un secolo fa). Per la cronaca, ho creato la seguente pagina di Wikisource [https://it.wikisource.org/wiki/Utente:Myron_Aub/Autori_con_date] dove ho trascritto varie date anagrafiche su vari autori poco conosciuti, soprattutto traduttori. Non so se ad altri possono interessare queste ricerche... [[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] ([[Discussioni utente:Myron Aub|scrivimi]]) 22:14, 15 dic 2025 (CET) :::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Il Parini non è un liceo qualsiasi, ma un liceo con una storia importante di una metropoli: scommetto un caffè che ne tengano debitamente conto. Magari c'è da spiegare le nobili motivazioni della richiesta per sollecitare un po' chi di dovere. A me quelle cose anagrafiche interessano per gli stessi tuoi motivi, come sai; se ti pare utile credo che le informazioni si possano inserire su [[d:Wikidata:Main Page|Wikidata]] in modo da condividerle, ma chiedi a chi ne sa di più. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:30, 15 dic 2025 (CET) ::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ho scritto una mail al Parini motivando adeguatamente la mia richiesta, vediamo se mi rispondono. Può essere un'idea anche collaborare a mettere quei dati anagrafici su wikidata, anche se a volte citare le fonti è difficile, bisognerebbe che in certi casi io scrivessi "informazione ricavata dai servizi demografici del Comune di..." o addirittura "informazione ricavata dall'erede". Intanto ti segnalo, come forse avrai già visto, che ho ricominciato da tempo a caricare scansioni su Internet Archive, vedi se qualche testo è interessante da citare su Wikiquote... [[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] ([[Discussioni utente:Myron Aub|scrivimi]]) 17:22, 16 dic 2025 (CET) == Istituzione gruppi di lavoro di Wikimedia Italia == Ciao, vi scrivo per comunicare che Wikimedia Italia è pronta a lanciare i suoi nuovi gruppi di lavoro! I gruppi sono rivolti a soci e volontari, anche esterni all’associazione, e nascono con l’obiettivo di creare uno spazio strutturato di confronto e coordinamento, favorendo partecipazione, formazione e condivisione di idee e informazioni.<br/> Questo nuovo modello sostituisce il precedente sistema basato sulle commissioni, con l’intento di rendere più aperta la partecipazione e di stimolare una discussione più ampia e inclusiva sui temi di interesse dell’associazione, anche alla luce di quanto emerso nel percorso di elaborazione della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026–2030]], per rispondere maggiormente alle necessità e agli interessi della comunità.<br/> Una descrizione dettagliata dei nuovi gruppi di lavoro è disponibile su Meta, alla pagina [[:meta:Wikimedia Italia/Gruppi di lavoro]]. Sono stati istituiti i primi cinque gruppi di lavoro: * Wiki Loves Monuments * GLAM * Scuole e università * Comunicazione e advocacy * OpenStreetMap Puoi segnalare la tua partecipazione ai gruppi di lavoro inserendo il tuo nome o nickname direttamente nella pagina di ogni singolo gruppo.<br/> Resto a disposizione per qualsiasi domanda. Grazie e a presto. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:23, 16 dic 2025 (CET) == Wikimedia Hackathon e Wikimania 2026: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia == Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:mw:Wikimedia Hackathon 2026|Wikimedia Hackathon 2026]] e [[:wmania:2026:Wikimania|Wikimania 2026]]'''. * Per Wikimedia Hackathon, che si terrà a Milano dal 1º al 3 maggio, vengono messe a disposizione 6 borse da 350 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro venerdì 6 febbraio 2026'''. * Per Wikimania, che si terrà a Parigi dal 21 al 25 luglio, vengono messe a disposizione 13 borse da 800 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro domenica 1º marzo 2026'''. Tutte le richieste pervenute saranno poi valutate da due commissioni appositamente costituite e gli esiti verranno comunicati entro l'11 febbraio per il Wikimedia Hackathon ed entro il 25 marzo per Wikimania. I bandi completi si trovano sul wiki di Wikimedia Italia: * Wikimedia Hackathon: [[:wmit:Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026|Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026]] * Wikimania: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026]] All'interno dei bandi si trovano i link ai form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare! Per qualsiasi dubbio, non esitate a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi]. Buona giornata, --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 09:53, 28 gen 2026 (CET) == Sondaggio su microgrant e sportello volontari di Wikimedia Italia == Ciao. Nel corso degli ultimi anni [[:it:w:Wikipedia:Wikimedia Italia|Wikimedia Italia]] ha introdotto alcuni strumenti a sostegno delle attività promosse dai volontari dei progetti Wikimedia e OpenStreetMap. In particolare, dal 2017 con il programma '''microgrant''' finanzia progetti fino a 1000 euro, mentre dal 2021 è attivo lo '''sportello volontari''', che finanzia progetti per importi superiori. Vorremmo capire meglio quanto questi strumenti siano conosciuti e come siano percepiti, oltre a individuare possibili miglioramenti per rispondere sempre di più alle esigenze della comunità. Per questo ti chiediamo di dedicarci qualche minuto compilando un breve sondaggio: il tuo punto di vista per noi è davvero prezioso. Le risposte ci aiuteranno a individuare cosa funziona, cosa può essere migliorato e in che modo Wikimedia Italia può offrire un supporto più efficace. Il sondaggio è disponibile a questo link: https://survey.wikimedia.it/index.php/754139 Ti chiediamo per favore di rispondere entro le ore 23.59 di domenica 15 febbraio. Ti ringrazio e rimango a tua disposizione per qualsiasi informazione, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 16:42, 9 feb 2026 (CET) == Citazione con fonte errata == Ciao a tutti, da qualche giorno sto incrementando la voce [[Antonio Beltramelli]], prima con citazioni tratte da ''Da Comacchio ad Argenta'', oggi da ''Il Gargano''. Prima del mio intervento, in Beltramelli, era già presente una citazione (Carichi di legname arrivavano e venivano lavorati ...) con fonte ''Il Gargano'', p. 117, 1907, lo stesso testo che sto utilizzando. Ho voluto controllarne l'esattezza, ma nell'opera del Beltramelli, disponibile in [https://archive.org/details/collezionedimono29berg/page/n8/mode/1up Internet Archive], questa frase non esiste! Né nella pagina indicata, né altrove. Cosa fare? cancellarla, mantenerla eliminando la fonte, o altro? Grazie dei suggerimenti. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:49, 18 feb 2026 (CET) :@[[Utente:Gaux|Gaux]] La citazione è da considerare senza fonte. Siccome è vecchia, può essere spostata in discussione in una sezione "Senza fonte" in cima alla quale porre il template {{tl|Sfid}}. Se la citazione fosse stata aggiunta di fresco, sarebbe stata invece da annullare direttamente. Ovviamente andrà tolta dalla voce tematica in cui è inserita. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:17, 18 feb 2026 (CET) ::Grazie! Tutto chiaro. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 07:42, 19 feb 2026 (CET) == Nuova voce Paul-Henri Spaak == Buongiorno a tutti, ho appena messo on line la voce Paul-Henri Spaak ma è il mio primo lavoro su Wikiquote e come tale gradire moltissimo i vostri consigli. Sto leggendo un libro con i suoi discorsi e dunque penso che aggiungerò altre citazioni. Nel mondo francofono è spesso citato sono dunque rimasta sorpresa di non aver trovato nulla su wikiquote.Ho letto naturalmente il "Modello di voce" e ho un'esperienza su wikipedia e commons di quasi 14 anni ma qui sono una novellina e non vorrei fare pasticci. Un grazie in anticipo per i vostri commenti.--[[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 19:43, 18 feb 2026 (CET) :@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Ciao, ho sistemato alcune cose. Ho cambiato la foto, perché in quella di prima non si capiva granché. Ho segnalato la voce come [[Aiuto:Abbozzo|abbozzo]], perché tale è con meno di tre citazioni. Ho corretto il modo in cui era citata la fonte, soprattutto inserendo la dicitura "da" per indicare la fonte primaria (il discorso) e "citato in" per [[Aiuto:Fonti#Libri altrui|quella secondaria]] (il libro in cui il discorso è citato). Siccome il libro è in francese, presumo che la traduzione in italiano sia tua; in questo caso devi inserire anche l'originale in francese come spiegato in '''[[WQ:TT]]'''; ricordo però che le traduzioni automatiche (quelle fatte dall'intelligenza artificiale) non sono ammesse e sono motivo di [[Wikiquote:Cancellazioni immediate|cancellazione immediata della voce]] o delle singole citazioni viziate. Se ci sono tre citazioni tratte da una stessa opera, allora si può creare una sezione relativa a quell'opera; sennò vanno nella sezione generica "Citazioni di Paul-Henri Spaak" che ho provveduto a creare. Quando crei una voce, ricordati di collegarla al relativo elemento su Wikidata (l'ho fatto io, dovrebbe esserti arrivata una notifica). Hai fatto benissimo a creare la voce e a mettere per ora solo una citazione anziché fare modifiche a raffica, perché è naturale che all'inizio ci siano alcune cose da rivedere. Il resto, se necessario, si vedrà dopo. Se serve qualcosa, chiedi pure. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:13, 18 feb 2026 (CET) ::Grazie mille, sei stato veramente gentile. La traduzione è mia perché sono bilingue. Metterò l'originale in corsivo domani come indicato dal regolamento. Probabilmente le citazioni verranno dallo stesso libro che sto leggendo, devo finirlo rapidamente perché la biblioteca ne ha una sola copia e mi hanno chiesto di renderlo il prima possibile. Come faccio a creare una sezione per le citazioni trovate in quel libro? Ho trovato anche online i suoi due libri e vedrò se ci sono delle citazioni famose anche lì (suppongo di sì). Quando hai tempo, senza non ti dà fastidio butta un occhio, giusto per non lasciare del lavoro sporco on line. Buona serat [[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 20:29, 18 feb 2026 (CET) :::@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Siccome il libro non è della persona a cui la pagina si riferisce (Spaak), bensì un'altra (Smets), la cosa un po' più ''probabile'' è che non sia necessario inserire le citazioni in una sezione dedicata specificamente all'opera, ma nella sezione "Citazioni di Paul-Henri Spaak" così come vedi già adesso. Magari il libro di Smets potrà essere menzionato in una sezione "Bibliografia" e richiamato in nota in forma abbreviata, cioè "Citato in Smets, p. 34.", senza dover precisare ogni volta il titolo, l'editore e l'anno, che saranno comunque presenti in bibliografia. Continuerò a seguire la voce. ''À la prochaine'', [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 18 feb 2026 (CET) == Voci su singole canzoni == Ho visto che di recente {{ping|Dispe}} ha creato due voci tematiche dedicate a singoli brani musicali, nella fattispecie ''[[Nel blu dipinto di blu]]'' e ''[[Per sempre sì]]''. Mi sembra che sia una novità assoluta, fino a ora avevamo più che altro voci su [[:Categoria:Composizioni musicali|composizioni di musica classica]], mentre le citazioni sulle singole canzoni le ho sempre viste nelle citazioni sugli album da cui sono tratte, nelle voci degli autori ([[Fabrizio_De_André#Citazioni_su_Volume_I|esempio 1]], [[The_Beatles#Citazioni_su_Rubber_Soul|esempio 2]], [[Red_Hot_Chili_Peppers#Citazioni_su_Californication|esempio 3]]). Personalmente manterrei questa impostazione e propenderei per soluzioni alternative solo quando le dimensioni lo richiedono per veri e propri scorpori. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:22, 8 mar 2026 (CET) :Concordo, ma per una voce singola direi che ne servirebbero davvero tante sulla canzone in questione, anche perché se cominciassimo a creare pagine sui singoli brani avremmo migliaia di voci nuove a non finire. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 21:54, 8 mar 2026 (CET) ::Mi chiedevo anch'io se non fosse il caso di mettere le citazioni in questione nella pagina del cantante, specificatamente nella sezione dedicata all'album. ''Nel blu dipinto di blu'' è una canzone così iconica che meriterebbe una voce a sé; ma con tutto quello che è stato detto su di essa, a me il buon senso dice di crearla innanzitutto con un corredo minimo di citazioni autorevoli, cosa che al momento non si vede. È vero che questo progetto è perpetuamente ''in fieri'', ma è vero anche che gli abbozzi andrebbero evitati quando, come in questo caso, dovrebbe essere abbastanza possibile. ''Per sempre sì'' ha vinto Sanremo, ma è una cosa ancora troppo recente e al momento disponiamo più che altro di polemiche giornalistiche di rilevanza storica quanto meno incerta. Quindi, più in generale, io non creerei voci di tal fatta, se non in casi eccezionali e sempre che le si possa dotare sin da subito di una certa struttura. È un po' lo stesso discorso che già facciamo a proposito dei libri. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:04, 10 mar 2026 (CET) :::{{ping|Dispe}} se non hai nulla in contrario procederei a cancellare le due voci e spostare le citazioni in [[Domenico Modugno]] e [[Sal Da Vinci]].--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:38, 13 mar 2026 (CET) ::::Concordo con voi. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:44, 14 mar 2026 (CET) == Attivazione sportello di supporto legale di Wikimedia Italia == Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio che Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]]. Si tratta di uno '''sportello di supporto legale gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un avvocato in merito a questioni che riguardano la loro attività su Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia.<br/> Questo sportello si articola in due parti: * un documento con "risposte a domande frequenti" che affronta alcune casistiche di carattere generale più ricorrenti (e che potrà essere aggiornata e ampliata in futuro); * la possibilità di richiedere una consulenza legale con un avvocato per chiarimenti sui contenuti del documento o per questioni non trattate nelle FAQ. Trovate tutte le informazioni relative allo sportello di supporto legale in questa pagina su Wikipedia in italiano: '''[[w:it:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale]]'''. Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo di pingarmi) o tramite [[Special:EmailUser/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 17:19, 11 mar 2026 (CET) == qualificatore in vista o nascosto == Ciao a tutti, quando citate un autore che ha un qualificatore, lo citate scrivendolo in forma compatta con pipe o in forma estesa senza? Esempio: [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]] o [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]]. In Pedia si usa la notazione compatta, in Quote? Grazie per l'info. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:20, 27 mar 2026 (CET) :Che io sappia si usa la notazione compatta anche qui. Io comunque la preferisco. Non si vede per quale motivo usare quella estesa, tanto il collegamento interno risolve le ambiguità. Incidentalmente ti segnalo che basta scrivere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|]]</nowiki></code> (nota il separatore dopo il nome della pagina!) per ottenere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]]</nowiki></code>, perché il software completa la parte mancante in automatico nel momento in cui salvi la modifica; ma forse lo sapevi già. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:35, 27 mar 2026 (CET) ::Grazie per la risposta. Anch'io, come vecchio ''pediano'', preferisco la forma compatta, il mio dubbio è nato osservando la lista delle Voci nuove, ove ho notato prevalentemente l'utilizzo della forma estesa. La tua segnalazione sul riempimento automatico non la conoscevo! doppio Grazie! [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 18:29, 27 mar 2026 (CET) :::Direi ampiamente preferibile notazione compatta, questo in generale. Per le "voci nuove" potrebbe valere un discorso a parte, ma comunque se vogliamo uniformarci anche lì, nulla in contrario.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:13, 27 mar 2026 (CET) ::::Per le "Nuove voci" ci si è uniformati a usare la forma estesa e senza corsivi dopo [[Discussioni template:SelezioneNuove#Disambiguante]]. Anche in [[Incipit]] ed [[Explicit]] mi sembra meglio la forma estesa, trattandosi di liste, dove pure non vengono usati i corsivi. Ma fatto salvo per queste liste, in tutte le voci di Wikiquote (specie le tematiche) è invece norma usare la forma compatta.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:10, 28 mar 2026 (CET) == Eliminare link a libri cancellati da Wikibooks == Ciao! Scusate, scrivo qui perché non ho trovato il corrispettivo di [[w:Wikipedia:Bot/Richieste]] – nel caso abbia sbagliato, perdonatemi e spostate pure la discussione :)<br/>Vi scrivo perché su Wikibooks è emerso un colossale caso di violazione di copyright e sono stati cancellati 128 wikilibri ([[b:Wikibooks:Sospette violazioni di copyright/Archivio/Marzo 2026|qui i dettagli]]). Ho visto però che qui su Wikiquote erano stati inseriti manualmente dei link a questi libri all'interno del [[Template:Interprogetto]]. Questi link ora rimandano a pagine che non esistono più. È possibile far passare un bot per eliminarli? Se vi serve una lista, fatemi sapere di cosa avete bisogno e dove posso mettervela. Grazie! &mdash; [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 17:22, 4 apr 2026 (CEST) :Grazie per la segnalazione, purtroppo al momento su Wikiquote abbiamo scarsa o nulla manovalanza sul comparto tecnico e bot, ma essendo solo 128 il controllo volendo si può fare a mano; avere qualche link nell'interprogetto che punta a pagine non esistenti comunque non è un gran problema, più grave sarebbe se fossero rimasti link funzionanti illegali.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:26, 5 apr 2026 (CEST) ::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Se volete, ho un bot che uso su Wikibooks per le operazioni ripetitive ([[b:Speciale:Contributi/Gian BOT]]). Se può servire, fatemi sapere. -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:03, 6 apr 2026 (CEST) :::@[[Utente:Hippias|Hippias]] Ho cancellato tutti i collegamenti verso Wikibooks aggiunti dallo stesso account responsabile della violazione del copyright. Per caso c'è dell'altro? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:45, 6 apr 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, allora è a posto. Grazie! -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:47, 6 apr 2026 (CEST) == Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! == Gli organizzatori sono entusiasti di invitarvi '''all’itWikiCon 2026 che si terrà a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]])'''! È la prima volta che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà nella Svizzera italiana. Dal '''6 all’8 novembre 2026''' insieme a voi trasformeremo Vezia in un vivace punto d’incontro all’insegna della conoscenza libera, della condivisione e della comunità. La sede del convegno, [https://csvn.ch/ Il Centro Studi Villa Negroni], una struttura nota per aver ospitato persone di spicco della cultura italiana si trova molto vicino a Lugano. Non vediamo l'ora di condividere questo luogo con voi e di partecipare a workshop, discussioni e presentazioni stimolanti. L'organizzazione sta procedendo e nel corso delle prossime settimane, vi terremo aggiornati sui principali sviluppi, inclusi la creazione collaborativa del programma e il bando per le borse di partecipazione. Nelle prossime settimane saranno pubblicate ulteriori informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2026|pagina principale dell’evento]]. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:30, 7 apr 2026 (CEST) == WikiOscar 2026 == Ciao! Anche quest'anno nei '''[https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026 Wikioscar]''' che si tengono su Wikipedia in lingua italiana è presente un [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026#Wikicitazionista premio] per l'utente che non usa mai parole proprie. Potete votare il vostro utente preferito dal 1° al 7 maggio! [[Utente:Atlante|Atlante]] ([[Discussioni utente:Atlante|scrivimi]]) 10:41, 1 mag 2026 (CEST) == Attivazione sportello counseling di Wikimedia Italia == Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio di Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]]. Si tratta di uno '''sportello di counseling gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un counselor professionista per affrontare difficoltà relazionali, situazioni di tensione o conflitti legati all’attività sui progetti Wikimedia.<br/> Questo sportello offre uno spazio sicuro di ascolto e confronto e prevede percorsi individuali gratuiti fino a un massimo di 5 colloqui online per persona. Trovate tutte le informazioni relative allo sportello counseling in questa pagina: '''[[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Sportello counseling]]'''. Ne approfitto per ricordarvi che è sempre attivo anche lo [[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|sportello di supporto legale gratuito]]. Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo cortesemente di pingarmi) o tramite [[Speciale:InviaEmail/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:57, 7 mag 2026 (CEST) cyaetbho21i0qvnzshdca8d6ecrak77 Giorgio Nisini 0 60798 1412885 1409051 2026-05-07T23:20:29Z Danyele 19198 /* Incipit di La città di Adamo */ +wikilink 1412885 wikitext text/x-wiki [[File:Giorgio Nisini 2008.jpg|thumb|Giorgio Nisini]] '''Giorgio Nisini''' (1974 – vivente), scrittore e saggista italiano. ==''Robert De Niro''== * A rendere la figura [di Robert De Niro] ancora più incisiva concorre, nella versione italiana del film, anche la voce scavata e ruvida di Ferruccio Amendola, che per anni, prima della sua morte avvenuta proprio dopo la lavorazione di ''Men of Honor'', è stato il doppiatore ufficiale dell'attore del Greenwich. (pag. 111) ==[[Incipit]] di ''La città di Adamo''== Una sera di ottobre mia moglie Ludovica rientrò a casa con un piccolo televisore verde. Non era un televisore qualsiasi, ma un vecchio [[Brionvega]] portatile che da qualche tempo era tornato di moda tra gli amanti del vintage elettronico. Un Brionvega Algol, mi disse mentre l'aiutavo a scaricarlo dalla macchina, uno di quei prodotti che avevano fatto la storia dell'industrial design e che fin dal loro primo apparire erano diventati oggetto di culto. Quando lo tirammo fuori dalla confezione mi accorsi che era troppo nuovo per essere davvero un pezzo di modernariato: la finitura esterna era eccessivamente gommosa, la superficie della scocca levigata e senza graffi. Anche la linea aveva qualcosa di sospetto, perché mi sembrò più snella e aerodinamica di quanto mi ricordavo che fosse nell'originale. E infatti non si trattava dell'originale, quello progettato negli anni Sessanta da [[Marco Zanuso]] e Richard Sapper, ma di una nuova versione che era stata proposta sul mercato in edizione limitata. ==Bibliografia== *Giorgio Nisini, ''La città di Adamo'', Fazi Editore, 2011. <small>ISBN 9788864111414</small> *Giorgio Nisini, ''Robert De Niro'', Gremese Editore, 2004. <small>ISBN 9788884403421</small> ([http://books.google.it/books?id=C7gl7ZSNd0UC&pg=PA111&dq=ferruccio+amendola&hl=it&sa=X&ei=W39nT4X7Jc-WOue-5ZwI&ved=0CMYBEOgBMBk#v=onepage&q=ferruccio%20amendola&f=false Anteprima su Google Libri]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|La città di Adamo}} {{Pedia|La demolizione del Mammut}} {{stub}} [[Categoria:Saggisti italiani|Nisini, Giorgio]] [[Categoria:Scrittori italiani|Nisini, Giorgio]] f7y58cp6pluwy76kyfsv4ztme0eteod Evaristo Beccalossi 0 62917 1412874 1412835 2026-05-07T20:27:39Z Udiki 86035 1412874 wikitext text/x-wiki [[File:Evaristo Beccalossi (2016).jpg|thumb|upright=0.75|Evaristo Beccalossi]] '''Evaristo Beccalossi''' (1956 – 2026), calciatore italiano. ==Citazioni di Evaristo Beccalossi== *È meglio giocare con una [[sedia]] che con [[Hansi Müller]], perché con la sedia quando gli tiri la palla addosso ti torna indietro.<ref>Citato in ''Le più belle barzellette sull'Inter'', Sonzogno, 2004, p. 113. ISBN 88-454-1202-4</ref> *La maglia nerazzurra la ricordo di un peso incredibile. La gente dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] mi ha sempre amato e lo fa ancora, ma arrivare a giocare nell'Inter dopo i fenomeni che c'erano stati mi faceva paura. Era incredibile, passare da Brescia alla grande città, Milano, per giocare con l'Inter: passare da Suarez, Corso, [[Sandro Mazzola|Mazzola]] a Beccalossi, emozioni impressionanti.<ref>Citato in ''[http://www.fcinternews.it/?action=read&idnotizia=27934 Beccalossi: "Gli interisti mi amano, quella maglia..."]'', ''fcinternews.it'', 21 settembre 2010.</ref> ==Citazioni su Evaristo Beccalossi== *Io non posso dimenticare una partita che era Inter-Slovan Bratislava. Io l'ho vista, chi l'ha vista sa di cosa sto parlando. A un certo punto l'arbitro diede un calcio di rigore all'Inter. Per chi s'intende di calcio, ma anche per chi non se ne intende, è facile capire la difficoltà per un giocatore, nella semifinale di Coppa Uefa, di tirare un calcio di rigore. Lui guardò tutto lo stadio negli occhi e disse: "Lo tiro io..." e io pensai con tutto lo stadio: questi sono gli uomini veri. Prese la palla e la mise sul dischetto del calcio di rigore. Lo fece con la sicurezza dell'uomo che non avrebbe mai e poi mai sbagliato. E sbagliò. E io pensai: per me resta un uomo. Ma quando cinque minuti dopo, e chi ha visto quella partita sa che non mento, ridiedero un calcio di rigore all'Inter, per chi s'intende di calcio, ma a questo punto anche per chi non se ne intende, è facile capire la difficoltà per un giocatore che ha appena sbagliato un calcio di rigore, di riassumersi la responsabilità di ritirarlo. Lui guardò tutto lo stadio negli occhi. E tutto lo stadio fece: "No, puttana Eva...". "Lo tiro io" E mise la palla sul dischetto del calcio di rigore con la sicurezza dell'uomo che non avrebbe risbagliato. E risbagliò. E io pensai: per me resta sempre un uomo. Un po' sfigato ma pur sempre un uomo. ([[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Beccalossi, Evaristo}} [[Categoria:Calciatori italiani]] 7a58m7yws9ebg8u5u6zfbzuupjutrqa Piero Ferrari 0 90290 1412859 1412821 2026-05-07T16:35:10Z Danyele 19198 /* Citazioni di Piero Ferrari */ semplificazione 1412859 wikitext text/x-wiki [[File:2012-03-10 Museo Enzo Ferrari Modena, Piero Ferrari (headshot).png|thumb|Piero Ferrari nel 2012]] '''Piero Ferrari''', nato '''Piero Lardi''' e già '''Piero Lardi Ferrari''' (1945 – vivente), imprenditore e dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Piero Ferrari== {{cronologico}} *{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Negli anni del fascismo aveva conquistato la celebrità con la sua Scuderia. Faceva correre le macchine dell'Alfa Romeo, per capirci. Ma da tempo era pronto per mettersi in proprio, per trasformarsi in imprenditore. [...] E [...] qui c'è un passaggio che io ho sempre trovato illuminante, a proposito della personalità di papà. Lui era del 1898, aveva alle spalle due guerre e stava per compiere cinquant'anni. [...] nel 1947, un uomo di mezzo secolo era quasi considerato un vecchio, l'età media della popolazione superava sì e no le sessanta primavere, insomma ci voleva un bel coraggio a buttarsi in un'attività nuova, con tutti i rischi del caso. [...] Ho saputo che tanti amici gli diedero del matto. Ma chi glielo faceva fare? Di soldi ne aveva e non sarebbe stato un problema, per lui, godersi la vita senza esporsi al pericolo del fallimento. Invece, a cinquant'anni, in quel contesto là, è ripartito da zero. Per questo [...] quando oggi leggo della crisi di molti quarantenni, della paura di invecchiare e cose così, be', penso a papà come a una terapia.<ref>Da ''Mio padre Enzo. Dialoghi su un grande italiano del Novecento'', con [[Leo Turrini]], Correggio, Wingsbert, 2014. ISBN 978-88-98689-24-8; citato in ''[https://www.formulapassion.it/mondo/f1-piero-ferrari-mio-padre-enzo-di-leo-turrini F1 {{!}} Piero Ferrari "Mio padre Enzo" di Leo Turrini]'', ''formulapassion.it'', 27 novembre 2014.</ref> *Da adulto ho pensato che forse la mia nascita, a guerra appena finita, a maggio del 1945, ha incoraggiato mio padre Enzo e mia madre Lina a credere di più nella ripartenza dell'Italia.<ref name="Turrini">Dall'intervista di [[Leo Turrini]], ''[https://www.quotidiano.net/blog/turrini/i-75-anni-di-piero-un-ferrari-vero-5.6358 I 75 anni di Piero, un Ferrari vero]'', ''quotidiano.net'', 22 maggio 2020.</ref> *{{NDR|«Piero, è stato difficile convivere con l'ombra di un genitore così prestigioso e così ingombrante?»}} Non più di tanto. Vede, io ho capito in fretta che non dovevo pretendere di confrontarmi con la sua immagine, era una sfida impossibile, persa in partenza. Quindi ho seguito una mia strada, senza ascoltare chi avrebbe voluto insegnarmi chi fosse Enzo Ferrari. {{NDR|«E per lei chi è stato, Enzo Ferrari?»}} Il papà che quando ero piccolino al sabato mi comprava l'ultimo numero di Topolino e poi mi leggeva ad alta voce le storie di Paperino. Era Enzo Ferrari il Mito per tutti, giustamente. Ma per me era papà.<ref name="Turrini/> *Quando sono entrato in azienda, nel 1965, condividevo l'ufficio con il Cavalier Giberti, il primo dipendente della Ferrari, e [[Mauro Forghieri]], che era stato assunto qualche anno prima, era nell'ufficio accanto. Ci separavano dieci anni di età e un vetro. Di fatto ci vedevamo tutto il giorno tutti i giorni. Forghieri metteva energia e passione in ogni sua attività. Aveva un carattere sanguigno e ricordo che in più di una di quelle interminabili riunioni di Gestione Sportiva, che iniziavano alla sera e finivano di notte, mi sono trovato a fare da mediatore tra lui e mio padre. Ma so anche che mio padre apprezzava in lui l'instancabile voglia di fare, sapeva che dietro un suo eventuale errore c'era sempre e solo il tentativo di fare di più e meglio, di guardare avanti. È un pezzo della nostra storia che se ne va, un uomo che ha dato molto alla Ferrari e al mondo delle corse in assoluto.<ref>Citato in ''[https://www.ferrari.com/it-IT/magazine/articles/farewell-to-mauro-forghieri Addio a Mauro Forghieri]'', ''ferrari.com'', 2 novembre 2022.</ref> *Mio padre non diceva niente, approvava: "Tu fai, se va bene ti dico bravo". Lui però era così, voleva che la gente fosse libera di dimostrare di avere ragione e che le loro idee fossero giuste. Se però erano sbagliate, non la faceva passare liscia. Non è che non approvasse in partenza, nessuno avrebbe potuto recriminare che Ferrari non lasciasse libertà di esprimere le loro idee, perché mio padre lasciava fare.<ref>Citato in Carlo Platella, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/cambio-trasversale-manifesto-mauro-forghieri Cambio trasversale: il manifesto di Mauro Forghieri ]'', ''formulapassion.it'', 13 gennaio 2023.</ref> *Mio padre e [[Sōichirō Honda|Soichiro Honda]] si sono sempre ammirati da lontano. Non si incontrarono mai, ma erano uniti da una fortissima stima reciproca. Papà ad esempio aveva una venerazione per una 125 costruita dal suo collega nipponico, era una motocicletta spinta da un propulsore cinque cilindri, una rarità. Credo che lui e Soichiro condividessero il gusto per l'innovazione, la sfida in nome del progresso tecnologico. Del resto la Ferrari nasce nel 1947, la Honda nel 1948. Gemelli diversi...<ref>Dall'intervista di [[Leo Turrini]], ''[https://www.quotidiano.net/blog/turrini/piero-ferrari-suo-padre-e-soichiro-honda-5.8428 Piero Ferrari, suo padre e Soichiro Honda]'', ''quotidiano.net'', 3 aprile 2024.</ref> *Nel 1949, il giorno della impresa di Chinetti, ero troppo piccolo per ricordare. Ma ho memoria della mia infanzia, le orecchie attaccate alla radio, la tv non c'era o non trasmetteva niente. [[24 Ore di Le Mans|Le Mans]] era una gara che per mio padre significava tantissimo.<ref>Dall'intervista di [[Leo Turrini]], ''[https://www.quotidiano.net/blog/turrini/adesso-piero-ferrari-sogna-indy-500-5.8551 Adesso Piero Ferrari sogna Indy 500]'', ''quotidiano.net'', 17 giugno 2024.</ref> {{Int|''[http://www.gazzetta.it/Sport-Motori/Formula1/14-08-2013/enzo-ferrari-svelato-figlio-piero-mio-papa-amerebbe-mondo-internet-20963578317.shtml Enzo Ferrari svelato dal figlio Piero, "Mio papà amerebbe il mondo di internet"]''|Intervista di Pino Allievi, ''gazzetta.it'', 14 agosto 2013.}} *Mio padre ha lasciato in noi che gli eravamo vicini e nel dna dell'azienda la volontà di guardare avanti, di cambiare giorno dopo giorno. Era una persona che non s'interessava mai al passato, se non per evitare errori fatti e cancellare esperienze negative. {{NDR|riferito a Enzo Ferrari}} *Quando morì fu immancabile trovarsi, parlare. Fusaro, il presidente, fu bravo a non volere subito grandi cambiamenti. Essendo papà uno che decideva tutto, fu necessario rimettere a punto il processo decisionale. Senza panico né paura. Ma la sua mancanza si fece ovviamente sentire, da quel momento fu tutto diverso. Dopo il dolore, prevalse una potente voglia di ripartire. Mio padre era spesso in fabbrica anche la domenica, a guardare i gran premi. A volte si vinceva, a volte si perdeva. Ma il lunedì mattina era un altro giorno, bisognava guardare avanti, voltar pagina. Continuammo a fare così... {{NDR|riferito a Enzo Ferrari}} *Aveva abitudini e manie alle quali non è mai venuto meno. Come l'odio per gli ascensori. E per gli aerei. Diceva: «Non ho paura di volare, ho paura di non tornare a volare». Da qualunque parte andasse, doveva sempre rientrare a dormire nel suo letto. Non lasciava mai Maranello, lì si sentiva il re. Erano gli altri che venivano a trovarlo e a riverirlo. {{NDR|riferito a Enzo Ferrari}} *Ho avuto un grande papà, terribilmente esigente, duro ma anche tenero. Nel carattere conservo tanti punti in comune, soprattutto quando mi arrabbio. Ma ciò che lo differenziava da tutti era il carisma, quel fascino misterioso che lo elevava sempre rispetto agli altri. Una sensazione che ho sentito solo al cospetto di [[Papa Giovanni Paolo II]]. Gente che ti fa sentire piccolo. {{NDR|riferito a Enzo Ferrari}} {{Int|''Le mie 10 Ferrari''|[[Alberto Sabbatini]], ''Autosprint'' nº 1-2, 3-16 gennaio 2017, pp. 32-41.}} *È stata un'automobile mitica perché ha ottenuto tanti successi nelle gare di durata [...]. Però la [[Ferrari 330 P4|Ferrari P4]] entrò nella leggenda per l'arrivo in parata alla [[24 Ore di Daytona]], proprio a casa degli americani, che ha ispirato tanti gesti analoghi negli anni successivi. [...] La P4 era incredibilmente bella a dispetto delle assurde regole della federazione che fummo costretti a rispettare per omologarla come Prototipo: basti pensare che nel costruirla dovevamo tenere conto dello spazio per alloggiare due valigie (!) come voleva la normativa dell'epoca perché considerava le Sport derivazioni da vetture GranTurismo. Perciò dietro alle ruote posteriori avevamo ricavato un vano a quello scopo. *Non fu una monoposto particolarmente vincente [...]. Ma considero la [[Ferrari 312 F1|312]] del 1968 simbolica per la storia agonistica Ferrari perché su quella introducemmo per la prima volta un elemento tecnico che poi avrebbe contraddistinto la F.1 moderna: l'alettone. Sfoggiammo questa novità [...] nella gara di [[Circuito di Spa-Francorchamps|Spa-Francorchamps]]. Ce lo copiò subito la Brabham, poi tutti gli altri. Ci avevamo lavorato in gran segreto durante l'estate, ispirati dalla Chaparral che l'aveva montato l'anno prima sulla vettura Prototipo ma a lungo ci eravamo chiesti se avrebbe avuto utilità in F.1. [...] alettone a parte, ricordo il design molto filante grazie anche agli scarichi [...] del motore: i famosi "spaghetti". Una novità che avevamo introdotto per rastremare le fiancate. A quell'epoca i serbatoi benzina passavano lateralmente lungo tutta la fiancata. [...] Per non allargare troppo la vettura e non far passare gli scarichi a contatto col serbatoio, escogitammo la soluzione di far uscire gli scarichi al centro delle bancate del V12. *{{NDR|Sulla [[Ferrari 312 PB]]}} Ufficialmente non si chiamò mai PB ma tutti la definivamo in quel modo dove la B stava a simboleggiare l'impiego del motore boxer 3 litri derivato da quello di Formula Uno. Non era altro che una F.1 "vestita", per la categoria Sport Prototipi. Costruimmo un'auto molto compatta, dal passo cortissimo, tirata all'estremo. Il progetto era quello di realizzare un'auto molto leggera che fosse in grado con un motore di minor cilindrata [...] di eguagliare per agilità e dinamica di guida le prestazioni delle grosse Sport 5 litri dell'epoca. [...] Purtroppo ebbe vita breve: fu introdotta nel 1971, perfezionata nell'anno successivo in cui ottenne la maggior parte dei successi e abbandonata dopo il 1973 quando la Ferrari chiuse il programma Sport. *{{NDR|Sulla [[Ferrari 312 T]]}} Una Ferrari simbolica sia a livello sportivo per i successi conseguiti, che a livello tecnico per l'importanza delle novità che la caratterizzavano. [...] rappresentò una vera svolta perché questo progetto introdusse il cambio trasversale. Fu un'idea di Forghieri e con questa soluzione tecnica cercò con successo di non avere più il peso dell'intero blocco del cambio a sbalzo dopo le ruote posteriori, ma entro l’asse delle ruote per ottimizzare il baricentro. La sigla T del nome simboleggiava proprio la parola Traversale. [...] Il progetto funzionò perfettamente e la T fu subito vincente. *La Ferrari più vincente degli Anni '80 è stata la C2 del 1982, ma io ricordo con maggior piacere [[Ferrari 126 CK|la prima 126 turbo]] [...] del 1981, perché vinse il [[Gran Premio di Monaco|Gran Premio di Montecarlo]] con [[Gilles Villeneuve]]. Quella prima vittoria di una F.1 a motore turbo su un circuito stradale [...] angusto come quello del Principato, la considero una svolta epocale [...]. Quella 126 C non sarà stata la Ferrari più bella dell'epoca, né la più tecnologica, ma ha dimostrato qualcosa di importante. In quel Gran Premio [...] Gilles partiva in prima fila, mentre la [[Renault in Formula 1|Renault]], che correva con un turbo anche lei, scattava dall'ultima [...]. A riprova di quanto avessimo lavorato bene noi per adattare e rendere competitivo un motore sovralimentato su quelle curve così strette. [...] Poi arrivò anche la vittoria [...] al Jarama, a dimostrare definitivamente la superiorità in accelerazione e in potenza del motore turbo nei confronti dell'aspirato: Villeneuve quando era in testa, riusciva ad accelerare con una tale superiorità che nessun'altra monoposto riusciva a tenergli dietro né a prendergli la scia per attaccarlo in staccata. Da quel momento la F.1 ha preso la strada del turbo. *{{NDR|Sulla [[Ferrari 640 F1]]}} La prima Ferrari F.1 di [[John Barnard]] era talmente strana che si era subito presa il soprannome di "papera" per via di quel curioso musetto piatto. È una delle Ferrari F.1 più significative perché rappresentava il ritorno al motore aspirato V12 [...]. Ma soprattutto perché è stata la prima F.1 della storia con cambio semiautomatico al volante. [...] Una soluzione tecnica che all'inizio ebbe tantissimi problemi di affidabilità, ma che ha cambiato per sempre la tecnologia della Formula Uno. Contrariamente a quanto si pensi, non fu un'idea originale di Barnard. Già dieci anni prima [...] avevamo provato una soluzione del genere, a livello sperimentale. Un cambio a bottoni sulle razze del volante che Villeneuve collaudò a [[Circuito di Fiorano|Fiorano]] [...]. Ma l'elettronica dell'epoca non permetteva grandi velocità operative [...]. Quando Barnard venne a lavorare con noi anni dopo, trovò quel progetto in un cassetto e decise di adottarlo sulla F.1 che stava disegnando [...]. Ma lui non era attirato dall'idea di velocizzare la cambiata o di permettere al pilota di avere sempre le due mani sul volante; a lui interessava il cambio al volante per motivi aerodinamici: così avrebbe tolto dal cockpit la leva del cambio e realizzato un abitacolo più stretto che ostacolasse meno il flusso dell'aria che scorreva lungo la vettura fino all'alettone. *{{NDR|Sulla [[Ferrari 333 SP]]}} Fu una vettura Sport costruita per le gare americane del campionato Imsa; non ha mai corso con i colori ufficiali Ferrari né fu mai direttamente schierata in gara dalla Scuderia, ma è stata realizzata esclusivamente per i nostri clienti da corsa. Ma la 333SP era tremendamente competitiva, tanto che ha permesso a un gentleman come Giampiero Moretti di vincere la 24 Ore di Daytona e tante altre corse di durata. Tutto nacque proprio su volontà di Moretti e mia: lui ci propose di costruire una Ferrari per il nuovo regolamento americano [...]. Così dopo tanti anni di lontananza dal mondo delle Sport decidemmo di costruire una Ferrari Sport soltanto per piloti privati [...]; impiegammo il motore V12 derivato dalla supercar stradale [[Ferrari F50|F50]] – che a sua volta proveniva dal propulsore F1 degli anni precedenti, con cilindrata portata a 4 litri. [...] era un'auto facile da guidare e facile da gestire, fatta apposta per le esigenze di piloti e team non professionisti. Infatti vinse facilmente molte gare in Usa. *{{NDR|Sulla [[Ferrari F2004]]}} [...] è stata una monoposto micidiale. Aveva una superiorità incredibile sulle concorrenti. Un'arma letale per i rivali. [...] Aveva un equilibrio perfetto e trovò uno [[Michael Schumacher|Schumacher]] nel punto più alto della sua carriera. [...] Fu anche la F.1 che raggiunse l'apice delle prestazioni nel decennio; era una macchina velocissima perché quelle F.1 avevano ancora un carico aerodinamico elevatissimo che la federazione negli anni successivi ridusse drasticamente. I propulsori dell'epoca erano i più evoluti 3 litri V10 della storia della F.1 tanto che poco dopo, per limitare le potenze che superavano i 900 cavalli, furono ridotti di cilindrata e depotenziati. {{Int|''[https://www.quotidiano.net/blog/turrini/piero-ferrari-80-fra-hamilton-e-schumi-5.8815 Piero Ferrari 80, fra Hamilton e Schumi]''|Intervista di [[Leo Turrini]], ''quotidiano.net'', 16 gennaio 2025.}} *Nel 1978 mio padre aveva deciso di mandare [[Gilles Villeneuve|Villeneuve]] a fare esperienza in un altro team, stava incappando in troppi incidenti. Dovevo essere io a dare a Gilles la notizia, ma Reutemann, l'argentino, lo stesso giorno fece sapere che ci lasciava. Papà mi rintracciò al volo, tramite il suo segretario Gozzi, perché a quel punto dovevo invece comunicare al canadese che lo avremmo tenuto. Sa, a volte le leggende nascono quasi per caso! *Era il giugno del 1988. Congresso diocesano con Messa al [[circuito di Fiorano]]. Decine di migliaia di fedeli. [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]] doveva fare un giro di pista con l'auto del Vaticano, la cosiddetta Papamobile, per inciso una Toyota. Ma il Pontefice disse: non ci sarebbe una Ferrari scoperta? Scovammo per fortuna una Mondial in garage, c'era appena un litro di benzina nel serbatoio, guidai andando pianissimo e per fortuna non restammo a piedi! *[...] dentro c'è tutto quel sentimento che io chiamo italianità e modenesità. Vede, la [[Ferrari]] vende le sue vetture in tutto il mondo, ma facciamo tutto qui, a Maranello, sul territorio. Tagliare queste radici è impossibile. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Enzo Ferrari]] – padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrari, Piero}} [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] [[Categoria:Imprenditori italiani]] p5acxdt7fpeaormz0r5m0zycdw5zd5a Oliver Wendell Holmes 0 97573 1412883 1185189 2026-05-07T22:10:26Z Kairahbyte 103392 aggiunta citazione 1412883 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=il giurista, di lui figlio|titolo=[[Oliver Wendell Holmes (giurista)]]}} [[Immagine:Oliver Wendell Holmes Sr daguerreotype.jpeg|thumb|Oliver Wendell Holmes nel 1853]] '''Oliver Wendell Holmes, Sr.''' (1809 – 1894), medico, insegnante e scrittore statunitense. ==Citazioni di Oliver Wendell Holmes== *La vita è come dipingere un quadro, non come fare una somma <ref> Citato in Anthony Robbins, ''Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, economico'', traduzione di Tilde Riva e Nicoletta Rosati, Bompiani, 2020, p.296, ISBN 9788845294945</ref> *Credo fermamente che se tutti i [[farmaco|medicinali]], come sono utilizzati adesso, potessero essere risucchiati in fondo al mare, sarebbe tanto meglio per il genere umano e tanto peggio per i pesci.<ref>Citato in Andrew Weil e Winifred Rosen, ''Dal cioccolato alla morfina. Tutto quello che dovete sapere sulle sostanze che alterano la mente'', traduzione di Fabio Bernabei, Arcana, Roma, 2007, p. 175.</ref> *La malattia, nota come febbre puerperale, è così contagiosa che di frequente viene diffusa tra le pazienti da medici e infermiere.<ref>Da ''The Contagiousness of Puerperal Fever'', 1843. Citato in AA.VV., ''Il libro della medicina'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 119. ISBN 9788858036730</ref> *Se tutte le medicine della farmacopea venissero buttare in mare, sarebbe meglio per il genere umano, sebbene un po' meno per i pesci.<ref>{{cita web|url=http://naturalhygienesociety.org/past2.html|titolo=Natural Hygiene history - 2|accesso=5-03-2011|lingua=en}}</ref> *Talvolta essere un giovane di settant'anni è molto più promettente che essere un vecchio di quaranta. :''To be seventy years young is sometimes far more cheerful and hopeful than to be forty years old''.<ref>Da ''On the Seventieth Birthday of Julia Ward Howe (May 27, 1899)''; citato in ''Bartlett's Familiar Quotations'', X edizione, 1919.</ref> ==''The Autocrat of the Breakfast Table''== *Il [[Peccato (religione)|peccato]] possiede molti utensili, ma la menzogna è il manico che si adatta a tutti. (VI)<ref name=e /> *Niente è così comune come il desiderio di essere eccezionale. (12)<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *Quante persone vivono con una reputazione che avrebbero voluto avere! :''How many people live on the reputation of the reputation they might have made!'' (III) *Trovo che la cosa importante nel mondo è non tanto dove stiamo, quanto in che direzione stiamo andando. (IV)<ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *Un [[pensiero]] è spesso originale anche se lo hai espresso un centinaio di volte. (I)<ref>''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013. ISBN 9788858654644</ref> ==''The Professor at the Breakfast Table''== *Il rumore di un [[bacio]] non è forte come quello di un cannone, ma la sua eco dura molto più a lungo. :''The sound of a kiss is not so loud as that of a cannon, but its echo lasts a deal longer''. (XI) *L'[[intuizione]] di un istante talvolta vale una vita di esperienza. :''A moment's insight is sometimes worth a life's experience''. (X) *La [[verità]] è resistente. Non scoppia come una bolla di sapone appena la tocchi. No, anche se la prendi a calci tutto il giorno, la sera sarà tonda e piena. :''Truth is tough. It will not break, like a bubble, at a touch; nay, you may kick it about all day, like a football, and it will be round and full at evening''. (V) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Oliver Wendell Holmes (giurista)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|s=en:Author:Oliver Wendell Holmes, Sr.|s_lingua=inglese}} {{DEFAULTSORT:Holmes, Olivier}} [[Categoria:Medici statunitensi]] [[Categoria:Scrittori statunitensi]] gpx9k6blpe7qkkw8qetg2orqexayr7s Cirillo I 0 107863 1412919 1335449 2026-05-08T11:07:29Z Mariomassone 17056 /* Citazioni su Cirillo I */ 1412919 wikitext text/x-wiki [[File:Patriarch Kirill I of Moscow 03.jpg|thumb|Cirillo I nel 2009.]] '''Cirillo I''' al secolo '''Vladimir Michajlovič Gundjaev''' (1946 – vivente), arcivescovo ortodosso russo. ==Citazioni di Cirillo I== *{{NDR|A proposito della controversa esibizione delle [[Pussy Riot]] nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca}} Il [[Diavolo]] ci ha irrisi. [...] Non abbiamo futuro se permettiamo che ci si prenda gioco di grandi luoghi sacri, e se alcuni vedono queste prese in giro come una sorta di valore, come un'espressione di protesta politica, come un'azione accettabile o uno scherzo innocuo. :''Devil has laughed at all of us. [...] We have no future if we allow mocking in front of great shrines, and if some see such mocking as some sort of valour, as an expression of political protest, as an acceptable action or a harmless joke.'' (durante la liturgia nella Chiesa della Deposizione della Veste a Mosca, 21 marzo 2012<ref>{{en}} Citato in ''[http://rt.com/art-and-culture/pussy-riot-clash-patriarch-567/ Pussy Riot reply to Patriarch]'', ''Russia Today'', 27 marzo-5 luglio 2012.</ref>) *Quando abbiamo visto le reliquie di San Nicola a [[San Pietroburgo]], ho detto che né la Chiesa né la diplomazia secolare possono fare tanto per lo sviluppo delle relazioni tra il mondo cattolico e ortodosso, come ha fatto San Nicola. Abbiamo assistito alla tradizione viva del primo millennio. Il santuario comune dell'Est e dell'Ovest non è un santuario archeologico, ma un santuario vivo che attrae migliaia e migliaia di persone. Un evento assolutamente unico che è entrato nella storia dei rapporti tra le nostre Chiese come una pagina luminosa. Questa è una conseguenza veramente spirituale dell'incontro a [[L'Avana]]. (durante la visita apostolica del card. [[Pietro Parolin]] in Russia, 23 agosto 2017<ref>Citato in [https://www.toscanaoggi.it/Vita-Chiesa/Russia-Patriarca-Kirill-a-card.-Parolin-iniziata-nuova-fase-nelle-nostre-relazioni ''Russia: Patriarca Kirill a card. Parolin, «iniziata nuova fase nelle nostre relazioni»''], ''Toscana Oggi.it'', 23 agosto 2017.</ref>) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]].}} Stiamo parlando di qualcosa che va oltre le convinzioni politiche. Parliamo della salvezza umana. Ci troviamo in una guerra che ha assunto un significato metafisico. Le [[Gay pride|parate dei gay]] dimostrano che il peccato è una variabile del comportamento umano. Questa guerra è contro chi sostiene i [[gay]], come il mondo occidentale, e ha cercato di distruggere il Donbass solo perché questa terra oppone un fondamentale rifiuto dei cosiddetti valori offerti da chi rivendica il potere mondiale.<ref>Citato in Marco Imarisio, ''Il patriarca benedice «la guerra anti gay» Il capo della Chiesa ortodossa di Mosca giustifica l’attacco all'Ucraina: una lotta contro la promozione di modelli di vita contrari alla tradizione cristiana'', ''Corriere della Sera'', 8 marzo 2022, pag. 15.</ref> *Non rimarrà traccia degli scismatici perché stanno eseguendo gli ordini del diavolo, erodendo l'Ortodossia nelle terre di Kiev.<ref name="diavolo">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2023/01/08/il-patriarca-russo-kirill-spera-che-scisma-in-ucraina-finisca_d9da479f-de5b-47c8-9776-6eb28e66a1a2.html Il patriarca russo Kirill spera che scisma in Ucraina finisca]'', ''Ansa.it'', 8 gennaio 2023.</ref> *{{NDR|Sul governo Zelens'kyj}} L'attuale governo non regnerà e governerà in Ucraina.<ref name="diavolo"/> *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Guerra santa.<ref>Citato da ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2024/03/31/il-patriarca-kirill-in-ucraina-e-una-guerra-santa_93ab4b17-b849-4c4b-9dca-afcb8336eb3d.html Il patriarca Kirill, 'in Ucraina è una guerra santa']'', ''ansa.it'', 31 marzo 2024.</ref> ==Citazioni su Cirillo I== *Come la Russia ha invaso l'Ucraina, così il Patriarcato di Mosca del Patriarca Kirill ha invaso la Chiesa Ortodossa in Africa, causando divisioni e conflitti, con innumerevoli vittime non solo nel corpo ma anche nell’anima, mettendo in pericolo la salvezza dei fedeli. (''[[Dichiarazione di Volo]]'') *Dall'intronizzazione del Patriarca Kirill nel 2009, le figure di spicco del Patriarcato di Mosca, così come i portavoce dello Stato russo, hanno continuamente attinto {{NDR|ai principi del ''[[Russkij mir]]''}} per vanificare le basi teologiche dell'unità ortodossa. (''[[Dichiarazione di Volo]]'') *Ho parlato con Kirill 40 minuti via zoom. I primi venti con una carta in mano mi ha letto tutte le giustificazioni alla [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra]]. Ho ascoltato e gli ho detto: di questo non capisco nulla. Fratello, non non siamo chierici di Stato, non possiamo utilizzare il linguaggio della politica, ma quello di Gesù. Siamo pastori dello stesso santo popolo di Dio. Per questo dobbiamo cercare vie di pace, far cessare il fuoco delle armi. Il Patriarca non può trasformarsi nel chierichetto di [[Vladimir Putin|Putin]]. ([[Papa Francesco]]) *''Il patriarca Gundjay<ref>Il termine è una storpiatura di "Gundyayev", il suo cognome.</ref> crede in [[Putin]]. | Sarebbe meglio se questa carogna credesse in Dio.'' ([[Pussy Riot]]) *Il patriarca Kirill è un decerebrato, lui sì che un malato di mente. È un personaggio avido e rovinato da una ideologia confusa di patriarcato, religione cristiana e comunismo. Mi fa orrore la propaganda russa che arriva in questi giorni. Il patriarca e alcuni preti dovrebbero diffondere il messaggio di amore di Cristo e invece giustificano la guerra. Se Cristo dovesse scendere dalla croce li prenderebbe a schiaffi. ([[Nicolai Lilin]]) *Il patriarca Kirill, persona di grande cultura, con la spiritualità cristiana ha poco a che fare, tant'è vero che nel giro di pochi anni dalla nomina cominciò a comportarsi pubblicamente come uno degli oligarchi della cerchia del presidente, spesso mostrando con piacere ai giornalisti i suoi lussuosi orologi e lasciandosi fotografare mentre scorrazza in mare sulla sua barca di lusso. Comunque, i rapporti tra lui e Putin negli ultimi anni sono peggiorati, in parte perché appunto Kirill non si comporta come un "papa russo" e in parte perché i suoi appetiti sono aumentati eccessivamente, e le sue continue richieste di ogni genere al governo hanno talmente infastidito i "piani alti" che persino uno dei più fidati uomini di Putin, Dmitrij Medvedev, quando era ancora premier, proibì ai propri collaboratori di rispondere alle sue telefonate. ([[Nicolai Lilin]]) *Kirill è sia un propagandista del Cremlino, uno degli oligarchi, sia un funzionario de facto. L’Occidente impone sanzioni a tutte queste categorie di persone per influenzare e contrastare la politica aggressiva del Cremlino. Kirill è identico a tutti i propagandisti, oligarchi e funzionari già sanzionati, l’unica differenza è il vestito: lui indossa abiti religiosi. Sostiene la [[guerra]], approva pubblicamente le azioni di [[Vladimir Putin|Putin]], dà benedizioni alle truppe russe per uccidere in [[Ucraina]]. ([[Epifanio I]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Religiosi russi]] k782q6g27tfk3p0jibvkcrpxd6aw3ov Lugano 0 136908 1412911 1391715 2026-05-08T08:40:45Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1412911 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Lugano-innevata.jpg|miniatura|upright=1.2|Lugano innevata]] Citazioni su '''Lugano'''. *''Addio, Lugano magnifica | di larghe casamatte ospitali! | Tu rechi nei lussi acuti | dei cancelli, delle finestre e dei tetti albergatori | la prima chiara leggenda cordiale a chi passa: | — Avanti! Viaggiando | si gode e si paga! — | Oh getta i marenghi piccoli | e prenditi l'oro del sole!'' ([[Paolo Buzzi]]) *''Gente de Lûgan: facce da mandillä, | qui che du luassu preferiscian l'ä.''<ref>«''Gente di Lugano: facce da tagliaborse, | quelli che della spigola preferiscon l'ala''».</ref> ([[Fabrizio De André]]) *''Num semm propi da Lugan! | Tègnom tutt ol mond in man! | E, sa ghè d'i altar paes, | a semm num che ga fà i spes. | Semm chì num! | Femm tutt num! | Ga n'è minga come num!''<ref>«''Noi siamo proprio di Lugano! | Teniamo tutto il mondo in mano! | E, se ci sono da altri paesi, | siamo noi a gestire gli affari. | Siamo qui noi! | Facciamo tutto noi! | Non ce n'è mica come noi!».</ref> ([[Giovanni Anastasi (giornalista)|Giovanni Anastasi]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana|Castagnola]] *[[Lago di Lugano]] *[[Monte Brè]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Città della Svizzera]] 9803w34dixvvpkduoslpn4p075t82yg Template:Lingue/Dati 10 148341 1412880 1412810 2026-05-07T21:58:17Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1412880 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65555 |lingua2 = it |voci2 = 55053 |lingua3 = pl |voci3 = 31737 |lingua4 = ru |voci4 = 17893 |lingua5 = cs |voci5 = 15484 |lingua6 = et |voci6 = 13691 |lingua7 = uk |voci7 = 12225 |lingua8 = pt |voci8 = 12060 }} f5qut092s2pvzx134z6mlv02nwc33p7 Pierpaolo Capovilla 0 149319 1412854 946774 2026-05-07T15:13:39Z IppolitoN 23099 /* Citazioni di Pierpaolo Capovilla */ 1412854 wikitext text/x-wiki [[File:Pierpaolo capovilla con gli odm.jpg|miniatura|Pierpaolo Capovilla]] '''Pierpaolo Capovilla''' (1968 – vivente), cantautore, bassista e attore italiano. == Citazioni di Pierpaolo Capovilla == * Credo che la [[musica]] debba fare il suo dovere: parlare chiaramente al cuore dei giovani e invitarli a non aver paura, e a lottare per una società più uguale e più giusta.<ref name=intervista>Citato in ''[http://www.senzatregua.it/4858-2 «Pestare i piedi ai potenti? Se potessi li azzopperei». Intervista a Pierpaolo Capovilla]'', ''Senzatregua.it''; 10 agosto 2018.</ref> *Eravamo poveri. Ho vissuto la mia fanciullezza in una casa senza neppure l'acqua corrente, mio padre tornava a casa sfinito da un lavoro così duro da non essere in grado di lavarsi da solo, e mia madre lo aiutava a farsi il bagno. Ci penso spesso ancora, e mi si spezza il cuore.<ref name=intervista/> * Gli [[Artista|artisti]], soprattutto nella canzone popolare e nella musica leggera, si auto-censurano. Ne sono consapevoli, ma hanno tutti - quasi tutti - una paura fottuta di pestare i piedi al potente di turno. Ma ci sono delle eccezioni, ed io credo di rappresentarne una. Non ho paura di pestare i piedi a nessuno, anzi, se potessi ne azzopperei qualcuno.<ref name=intervista/> * Il verso [[Vladimir Vladimirovič Majakovskij|majakovskijano]] è così "inattuale" da essere quanto di più contemporaneo potesse affacciarsi, salvifico come un miracolo, alla mia coscienza.<ref name=intervista/> * [[Vladimir Vladimirovič Majakovskij|Majakovskij]] mi ha cambiato la vita. È accaduto qualche anno fa. Stavo scivolando in uno stato di frustrazione culturale e politica, un sentimento di impotenza generalizzato e inesorabile. Stavo perdendo la fiducia in me stesso e nella società in cui resiste la mia esistenza. Riscoprire in età adulta la poesia di Majakovskij mi ha trattenuto dal finire nel putrido stagno della “fine della storia”. Mi ha fatto ritornare un voglia imperiosa di dire e fare qualcosa di utile per me, per te, per il nostro consorzio umano.<ref name=intervista/> * Sono le logiche di [[mercato]] che impongono una sorta di censura e imprigionano l'[[Arte|attività artistica]] e la rendono sovrastrutturale.<ref name=intervista/> {{Int|1=''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2025/11/17/news/pierpaolo_capovilla_le_citta_di_pianura_intervista_sono_io_quel_balordo_tra_bar_nebbia_e_vite_sospese-424986043/?ref=RI_d_a_embed Pierpaolo Capovilla e “Le città di pianura”: “Sono io quel balordo tra bar, nebbia e vite sospese”]''|2=Dall'intervista di Luca Valtorta, ''repubblica.it'', 18 novembre 2025.}} * Io Francesco {{NDR|[[Francesco Sossai|Sossai]]}} non lo conoscevo. Mi ha contattato lui e mi ha chiesto se volevo partecipare a un film {{NDR|''[[Le città di pianura]]''}} con una parte seria. Quindi l’ho invitato a pranzo, ho cucinato io, cozze al pomodoro e peperoncino e spaghetti alle vongole. Ci siamo fatti una gran mangiata e una gran bevuta, alla fine delle quali mi porge questa sceneggiatura e dice: “Leggi e poi mi dai una risposta. Entro una settimana”. Quando ho visto che il personaggio che dovevo interpretare, Doriano, era quel tipo lì, un alcolista, un balordo, uno sconfitto, ho detto: “Beh, non sarà mica difficile interpretare questo qua: sono io!”. Gli ho detto di sì senza se e senza ma. * Da vecchio arnese marxista arrugginito che sono, considero la stragrande maggioranza del mainstream che c’è nella musica italiana, e in particolar modo la musica fatta con l’algoritmo, dei veri nemici del popolo. E lo dico in maniera molto ideologica perché non l’ascolto. * Se c’è un furto che ci fa il Capitale, ci insegna il maestro, [[Karl Marx]], è che ci impedisce di cooperare indirizzandoci verso un “tutti contro tutti” e quindi alla competizione. Invece questo film {{NDR|''[[Le città di pianura]]''}} è stato in grado anche di creare un’atmosfera diversa, dagli autisti dei camion fino al regista. E spero di avere anch’io contribuito. Ho pensato: “Se questo è il cinema, lo voglio fare ancora!”. Solo che mi hanno detto che non è praticamente mai così. * Un tempo si sognava la [[rivoluzione]]. Oggi vogliamo fare la rivoluzione? No, non vogliamo fare la rivoluzione. Vogliamo [[diritti]]. Nella [[lotta di classe]] e nella [[democrazia liberale]] fioriscono i diritti. Ed è questo che è venuto meno nella testa della gente. Non si lotta più nemmeno per i propri sacrosanti diritti. Quindi, per rispondere alla sua domanda su cosa parla ''[[Le città di pianura]]'': ''Le città di pianura'' racconta quello che siamo diventati. == Note == <references /> == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Capovilla, Pierpaolo}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Bassisti italiani]] [[Categoria:Attori italiani]] s41cs6wiycvp0hzqjox2grg8d145rr5 Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1412922 1412831 2026-05-08T11:17:06Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1412922 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''874 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Giovanni Biagio Amico‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small> #[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small> #[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small> #[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small> #[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small> #[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small> #[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small> #[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small> #[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small> #[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small> #[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Averani]] - 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<small>2023-06-23</small> #[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small> #[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small> #[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small> #[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small> #[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small> #[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small> #[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small> #[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small> #[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small> #[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small> #[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small> #[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small> #[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small> #[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small> #[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small> #[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small> #[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small> #[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small> #[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small> #[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small> #[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small> #[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small> #[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small> #[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small> #[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small> #[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small> #[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small> #[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small> #[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small> #[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small> #[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small> #[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small> #[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small> #[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small> #[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small> #[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small> #[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - 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Proprio sul tracciato di Kyalami riuscimmo a mettere [...] a punto la 312 T la vigilia di Natale del 1974 [...] realizzando sul posto con mezzi di fortuna un nuovo serbatoio dell'olio, perché quello portato in Sud Africa evidenziava [...] problemi nelle curve e controcurve veloci. Tante volte nella mia carriera mentre disegnavo motori, telai o sospensioni, mi convincevo di realizzare un capolavoro, quando poi il responso della pista confermava l'entità della mia "cazzata". Venne dunque in nostro soccorso un bidone di latta abbandonato nel box che, con i dovuti adattamenti, si rivelò un serbatoio di gran lunga migliore rispetto a quello per il quale avevo passato notti insonni. Una volta montato sulla monoposto – con ottimi risultati in pista – adottammo tutte le precauzioni affinché non venisse fotografato, in quanto i test della Ferrari erano seguiti [...] in qualsiasi parte del mondo andassimo a provare. Prima di lasciare Kyalami [...] avevo telefonato a [[Enzo Ferrari]] – una notizia che valeva per lui un regalo di Natale – informandolo che avevamo risolto il problema con successo [...]. Quando arrivammo a Maranello, il "Vecchio" ci stava aspettando perplesso ma curioso di vedere la nuova realizzazione: "Ma cos'è questa roba qui?", esclamò incredulo [...] nel vedere un [...] contenitore in alluminio della [[Coca-Cola|Coca Cola]], modificato e adattato all'uso per una [...] Formula 1. Quello fu il vero motivo per cui non volevamo venisse fotografata. La Ferrari salvata nell'onore da un bidone di Coca Cola. ([[Mauro Forghieri]]) *Una Ferrari simbolica sia a livello sportivo per i successi conseguiti, che a livello tecnico per l'importanza delle novità che la caratterizzavano. [...] rappresentò una vera svolta perché questo progetto introdusse il cambio trasversale. Fu un'idea di Forghieri e con questa soluzione tecnica cercò con successo di non avere più il peso dell'intero blocco del cambio a sbalzo dopo le ruote posteriori, ma entro l'asse delle ruote per ottimizzare il baricentro. La sigla T del nome simboleggiava proprio la parola Traversale. [...] Il progetto funzionò perfettamente e la T fu subito vincente. ([[Piero Ferrari]]) ==Voci correlate== *[[Niki Lauda]] *[[Clay Regazzoni]] *[[Scuderia Ferrari]] *[[Vettura di Formula 1]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 4sn9ycinsnlvosryx7nimmafqb8xse5 Nicolai Lilin 0 192320 1412917 1412527 2026-05-08T11:05:30Z Mariomassone 17056 /* 2022 */ 1412917 wikitext text/x-wiki [[File:Nicolai Lilin.jpg|thumb|Lilin nel 2011]] '''Nicolai Lilin''' (1980 – vivente), pseudonimo di '''Nicolai Verjbitkii''', scrittore italiano di origine moldava. ==Citazioni di Nicolai Lilin== ===2009=== *Non capisco il motivo {{NDR|di rifiutare un invito a presentare ''Educazione siberiana'' in CasaPound Italia}}. Rifiutare e negare alla gente partecipazione alla manifestazione culturale [...] è come negare a un umano soccorso medico, perché lui politicamente non è corretto. Un simile comportamento è contro la mia etica e la mia morale.<ref group="fonte" name="casapound">Citato in ''[https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=27767 Nicolai Lilin a CasaPound]'', ''ariannaeditrice.it'', 11 settembre 2009.</ref> *Ho amici di destra e sinistra [...]. Mi trovo bene con loro, perché non li vedo come dichiarati politicamente, ma come persone, come gente che pensa e condivide alcune idee con me. Ricordo anche che è impossibile essere tutti uguali, io da bambino ho vissuto l'alba dell'impero che cercava di far diventare tutti uguali. E vi posso dire in tutta sincerità che l'unica cosa che faceva diventare tutti uguali nell'Urss era solo il colore del sangue con il quale hanno sporcato la coscienza sociale.<ref group="fonte" name="casapound"/> *Cazzo, te lo dico io, amico mio [...]. Tutti quei maledetti soldi provengono dagli ebrei ricchi, cazzo. Te lo dico, cazzo, questa è un fottuto complotto. E la [[seconda guerra mondiale]] è stata iniziata dai ricchi, fottuti ebrei, non lo sapevi? Te lo dico esattamente, quelle puttane non hanno risparmiato la loro tribù, e solo per diventare ancora più ricche! [...] Hai sentito parlare di questo club Bilderberg, eh? Porca miseria, il mio amico mi ha spiegato tutto di loro. Amico mio, conosci forse [[Licio Gelli|Licio, cazzo, Gelli]], [[P2]]? Non lo conosci? [...] Quando sono arrivato, ero un ignorante, ma lui mi ha aperto gli occhi. :''Я, друг, тебе точно, нах, говорю'' [...]. ''Все, бля, деньги, нах, у богатых жидов. Я тебе говорю, нах, это, бля, заговор. И Вторую мировую богатые, бля, жиды развязали, ты не знал? Точно говорю, они, суки, своего племени не пожалели, только чтоб еще богаче стать!'' [...] ''Ты вот слыхал про такой Бильдербергский клуб, а? Во-во. Мне друг мой пиздато все про них объяснил. Друг мой, знаешь, может, Личо, бля, Джелли, пи-два, ты не в курсе?'' [...] ''Я, когда приехал, был на этот счет дурак дураком, но он мне глаза-то приоткрыл.''<ref group="fonte">Citato in [[Aleksandr Garros]], ''[https://snob.ru/selected/entry/7841/ Непереводимая игра слов]'', ''Snob.ru'', 20 ottobre 2009.</ref> {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/saviano-siberia/saviano-siberia/saviano-siberia.html Il ragazzo guerriero della mafia siberiana]''|Intervista di Roberto Saviano, ''La Repubblica'', 3 aprile 2009.|h=4}} *Volevo raccontare storie che rischiavano di perdersi, che conoscono in pochi, e renderle storie di molti. Le storie della mia gente, distrutta dal capitalismo di oggi, gente che aveva regole sacre, che viveva con dei valori. *Mio nonno in tutta la sua vita non ha mai portato soldi addosso, li tenevano in posti lontani dai luoghi della vita. I soldi sono sempre stati considerati sporchi. *Quando ero piccolo e uscii dalla Moldavia con mia madre, alla dogana un ufficiale vide che ero nato in Transnistria e, seppure fossi un bambino, mi fissò negli occhi e disse, "Delinquente!!!". Bastava venire da lì. *Mi hanno insegnato a dire la verità sempre. Spesso i poliziotti russi quando arrestavano degli Urka li riprendevano mentre li interrogavano. Quando dicevano sei un criminale loro dovevano rispondere si, se rispondevano no era una condanna a morte tra tutti gli Urka. Un Urka non mente mai. *Sono un criminale onesto [...]. Nelle mie zone tutti chiedono il pizzo, per qualsiasi cosa bisogna pagare. È lecito aspettarsi una richiesta di tangente per documenti, viaggi, permessi, per tutto ciò che nel mondo occidentale, in un mondo che si dice civile, dovrebbe essere dovuto. *In Russia e in Moldavia tutto è corruzione, politica, burocrazia, tanta prostituzione, racket, droga. Paesi marci. Mio nonno diceva spesso: credo che non esista né inferno né paradiso, semplicemente se ti comporti male rinasci in Russia. *Una volta mio nonno mi ha raccontato che fu arrestato un pedofilo, uno di quelli a cui piacevano molto le bambine piccole e anche i bambini. Gli Urka quando fu arrestato lo trattarono con rispetto. Andarono da lui, gli diedero una corda fatta con le lenzuola e gli dissero: "Hai cinque ore per impiccarti, se non lo fai ognuno di noi prenderà un pezzo di te e lo strapperà". *Raccontare i tatuaggi è disonesto. I tatuaggi sono un linguaggio muto, ci si tatua proprio per evitare di parlare. Solo un siberiano può capire. Chi racconta uccide la tradizione, e rischia di essere ucciso. *Il film di Cronenberg {{NDR|''[[La promessa dell'assassino]]''}} è tutta una farsa. Il tatuaggio siberiano è morto con i siberiani. È una menzogna, dal film sembra quasi che tutti gli affiliati russi si tatuino, ma non è così. Quei tatuaggi li hanno solo alcuni, come per esempio Seme Nero. *Io ho ucciso Roberto, ho ucciso un bel po' di persone. Ma non sento dolore, o meglio sento che ero costretto a farlo, ero un militare in Cecenia, e dovevo sparare. Ho ucciso e ho sentito la morte tante volte vicina a me. Ma anche su questo la mia gente mi ha insegnato a capire la morte, a conoscerla e a non sentirla come qualcosa di strano. Qui nessuno vuole morire. Io se voglio la vita so che devo volere anche la morte. {{Int|Da ''[https://cafebabel.com/it/article/leducazione-siberiana-di-nicolai-lilin-5ae00581f723b35a145dea97/ L'educazione siberiana di Nicolai Lilin]''|Intervista di Giacomo Rosso, ''Cafebabel.com'', 7 luglio 2009.|h=4}} *[...] la comunità siberiana in cui sono cresciuto proveniva da una molto più antica che aveva già sviluppato un sistema di autocontrollo e che si opponeva a qualsiasi forma di potere. Non soltanto al socialismo, si opposero al regime dello Zar e alla sua schiavitù. [...] Alla fine degli anni Ottanta già sapevo che la comunità stava morendo. Quando ho iniziato a scrivere mi sono reso conto che la tradizione li ha aiutati a sopravvivere, ma non ha potuto salvarli. *Non esiste più nessuna comunità {{NDR|siberiana}}. Sono io, mio fratello, e forse qualcun altro. Il problema è che anche in Siberia non è rimasto niente. Il nucleo di questa comunità è stato deportato in Transnistria e lì non è sopravvissuto. La comunità che descrivo nel libro era composta da 40 famiglie. Si può dire che la tradizione è stata un appoggio, ma in certe situazioni è impossibile per una comunità sradicata sopravvivere. *L'unica cosa certa sulla [[Russia]] è che sarà sempre immersa nel caos. È normale. Questo è il suo stato storico. In Russia non esiste, e non ci sarà mai, un governo democratico. Solo una dittatura può riuscire a gestire un territorio simile e tutte le popolazioni che lo abitano. *Veramente ora mi considero italiano a tutti gli effetti. Ho la cittadinanza italiana, sarebbe sbagliato e scorretto definirmi russo. Anche se ultimamente ho ricevuto parecchi attacchi da parte dei miei ex concittadini russi. *Ho molti amici bulgari e conosco la situazione bulgara abbastanza bene. Fa piacere vedere come l'Ue dia la possibilità di svilupparsi negli anni futuri. Ho parlato con i giovani bulgari, e la loro mentalità è diversa dai giovani russi. Loro non pensano soltanto a guadagnare il più possibile, ma a contribuire alla società e allo sviluppo della democrazia perché viaggiano, vedono il mondo e l'Europa occidentale. Loro vedono cosa significano i diritti per i giovani, che cosa significa Erasmus e vedono come le persone possono tranquillamente integrarsi in altri paesi e studiare e lavorare. {{Int|Da ''[https://canali.kataweb.it/ilmiolibro-articoli-e-recensioni/2009/07/13/nicolai-lilin-il-linguaggio-del-corpo/?h&#610 Nicolai Lilin, il linguaggio del corpo]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Ilmiolibro.it'', 13 luglio 2009.|h=4}} *Io volevo solo raccontare in un romanzo la Russia di mia madre, che ha lavorato tanto e alla fine è dovuta fuggire da casa, in Italia [...]. E il mondo di mio padre, che è vivo per miracolo e non ha più niente. Una delle tante vittime dello sporco gioco di potere che si è svolto in Transnistria. Oggi sta ad Atene, fa mille lavori, il macellaio o il cameriere, è un uomo solo, che ha lasciato alle sue spalle un intero mondo perduto. *C'è chi dice che sono balle, che è tutto inventato, che in Transnistria non è mai stato deportato nessun siberiano. A me non interessa. Io non sono uno storico, non ho fatto ricerche d'archivio. Ho scritto un romanzo, con quello che ho visto e che so. Gli urca non furono deportati? La mia bisnonna, che a 23 anni rimase sola con sette figlioli, ricordava che li avevano portati via tutti insieme col treno fino alla frontiera. Furono costretti ad attraversare il fiume e fu detto loro : "Le armi sono pronte, chi torna indietro è morto". A casa lo raccontava sempre. Ma fuori aveva paura. Quando io ero piccolo, lavorava in ospedale, faceva l'infermiera. E si faceva passare per ebrea, per non dire chi era. Questa è la nostra storia. *Non ho filtrato il ricordo attraverso il mio spirito critico di oggi. Ho voluto riprodurre la realtà così come è arrivata a me, attraverso la mia percezione di bambino, prima, e di ragazzo di sedici, diciotto anni, poi. Piccole storie di uomini e donne che non si trovano nelle enciclopedie. Mia madre, leggendo il libro, ogni tanto diceva: "Nicolai, ma guarda che qui hai sbagliato, la cosa non era esattamente così...". Io la bloccavo subito : "Mamma, io la ricordo come l'ho scritta". {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/16/lilin-vita-blindata-faccio-il-tatuatore-in.html Lilin, vita blindata Faccio il tatuatore in clandestinità]''|Intervista di Maurizio Crosetti, ''La Repubblica'', 16 dicembre 2009.|h=4}} *Io scrivo della resistenza del popolo siberiano deportato e quasi sterminato dai comunisti. Sono apolitico, racconto solo quello che ho visto e vissuto, ma qualcuno che ancora sogna il comunismo nero mi preferirebbe morto. E se fossi rimasto al paese, già lo sarei. Ecco perché io, mia moglie e mia figlia di quattro anni dormiamo con il kalashnikov accanto al cuscino. *Il tatuatore, da noi, è una specie di sacerdote e conosce la vita di tutti, i segreti, le cose più profonde. *I Carabinieri sono molto preoccupati, e la mia famiglia di più. Su Facebook mi hanno scritto cose tremende, alcune assurde - un tizio che assicura di avere pagato sicari della mafia russa per eliminarmi - altre più credibili. *Uso le bacchette, come si fa in Siberia. La tradizione è fondamentale, tatuare è un rito. *La storia di un uomo si legge in senso circolare, cominciando dalle mani, come un antico geroglifico. La pelle parla. E non si deve mai chiedere a voce cosa c' è scritto, in Siberia è ritenuta un' offesa grave. Solo chi conosce il nostro alfabeto può saperlo, e sempre meno persone sono in grado di farlo perché anche da noi la tradizione si sta perdendo, tutto è minacciato dal consumismo, i ragazzi si rimbambiscono di videogiochi che invece andrebbero vietati per legge. *Mai studiato {{NDR|l'italiano}}, l'ho imparato a contatto con la gente, leggendo libri per bambini e guardando i cartoni animati. Ma ora riesco persino ad affrontare Dante. {{Int|Da ''[https://lespresso.it/c/idee/2009/12/28/il-coltello-e-la-penna/15875 Il coltello e la penna]''|''Lespresso.it'', 29 dicembre 2009.|h=4}} *Sono nato in Transnistria, un posto lontano dalla Siberia, la terra che da bambino ho imparato ad amare più di ogni cosa, perché mi insegnavano che quella era la mia vera Patria. Il fatto di avere un sentimento profondo per qualcosa che non ho mai visto mi ha spinto a creare un mondo tutto mio, nel quale la Siberia era il paese dei sogni. Un immenso tappeto dei boschi selvaggi e ricchi, fiumi larghi e potenti, uomini puri e giusti, che vivono nell'armonia con la natura, seguendo le antiche regole donate loro da Dio in persona. Quando all'età di dieci anni ho fatto il primo viaggio in Siberia, accompagnato da mio zio Vitalii, ho scoperto che creare mondi immaginari basati sui racconti degli adulti non rende felici. Il "magnifico bosco siberiano" era pieno di moscerini che ci mangiavano vivi, gli spazi erano talmente vasti che per raggiungere la casetta del fratello maggiore di mio nonno dovevamo attraversare quasi mille chilometri, muovendoci a nord della stazione più vicina della Transiberiana. I fiumi erano belli, ma l'acqua era gelida e faceva paura per come correva veloce. Abbiamo incontrato tanti cacciatori locali, la vera gente del posto, che si rivolgevano a noi da cinquanta metri di distanza, urlando poche frasi: non gli piaceva avvicinarsi di più agli sconosciuti, avevano un'idea dello spazio privato molto dilatata e questo loro spazio era troppo grande per me. Alla fine, quando siamo arrivati alla casa del nonno (noi in Russia chiamiamo tutti i vecchi della famiglia "nonni"), quello ci ha salutati e non ci ha nemmeno invitato ad entrare. Ci sono volute due notti - che abbiamo trascorso in una specie di magazzino della legna - perché si decidesse a farci entrare in casa sua. In quel momento ho capito che ogni essere umano, con ogni nuova esperienza della vita, è sempre costretto a cambiare qualcosa dentro se stesso. Abbandonare certe idee, rifiutare qualche piacere, imparare nuove cose, insomma, cercare di essere attivo e pronto per realizzarsi nella nuova realtà. Partendo dalla mia infanzia, dal mio viaggio in Siberia, ho dovuto adattarmi a tante situazioni diverse e, mio malgrado, spesso estreme. *Mi muovevo per l'Europa, fermandomi in luoghi dei quali avevo solo sentito vaghi racconti, e scoprivo che erano abitati da persone come me, gente semplice con le loro tradizioni e abitudini. Ho incontrato gente buona, persone oneste e semplici, ma ho avuto a che fare anche con la malvagità, con uomini distrutti dentro. In Olanda quando non sapevo dove dormire sono stato accolto da un gruppo di studenti; in Danimarca ho vissuto con due lesbiche, imparando a disegnare ritratti da una di loro; in Germania mi sono fidanzato con una nazista, una ragazza bellissima, che era fiera di essere nipote di un ufficiale delle SS e dalla quale sono dovuto scappare dopo qualche mese di convivenza. In Inghilterra la sera del mio arrivo sono finito in mezzo a una rissa: ne ho prese ma ne ho anche date. A un certo punto nella mischia è sbucato un coltello e io l'ho usato. Ma ho capito che dovevo andarmene immediatamente, per non sfidare il destino era meglio lasciare il regno della pioggia e degli hooligans. In Irlanda sono finito prima a Derry, poi più al nord, in un borgo dove c'erano solo un pub, uno spaccio, due magazzini di pesce e l'oceano freddo e agitato. Mi sono fidanzato con una ragazza del posto, e presto ho scoperto che nella sua famiglia c'era un'antica tradizione di resistenza al regime inglese: due cugini uccisi nel Bloody Sunday, un fratello maggiore morto in un carcere britannico perché era terrorista e ogni tanto sparava contro i militari nei posti di blocco; padre e madre con un passato turbolento nell'Ira, e nelle serate al pub mi ha insegnato a cantare "The rifles of the Ira". *Quando i miei amici mi hanno consigliato di cominciare a scrivere, ho preso quel suggerimento con impegno. Mi sono detto: "Se non avrò una fortuna, almeno mi divertirò". Così, per puro divertimento ho scritto "L'educazione siberiana". Per ricordare le cose passate, per rivivere momenti della mia infanzia, che io, nonostante la mia giovane età, spesso vedo molto lontana. Così oggi spesso sento che mi chiamano "lo scrittore". E sorrido, perché penso che nel gergo criminale russo si chiama così chi è molto abile con il coltello. Sorrido perché ormai sono lontano da quegli anni, da quel mondo, dal carcere e dalla guerra. Sorrido perché ho il mio impegno di scrivere per raccontare la vita che cambia attraverso mille storie. Qualche volta scrivo con la rabbia, altre addolcito dall'amore, qualche volta sono ipnotizzato dalla calma, un'altra agitato dal caos. Ma il risultato finale sono le parole che trasmettono a tante persone i miei sentimenti, ciò che vivo e i ricordi di quello che sono stato. ===2010=== {{Int|Da ''[https://ilmiolibro.kataweb.it/articolo/news/1065/nicolai-lilinla-guerra-di-un-cecchinocome-nessuno-ve-la-racconta/ Nicolai Lilin. La guerra di un cecchino come nessuno ve la racconta]''|Intervista di [[Fiammetta Cucurnia]], ''ilmiolibro.kataweb.it'', 23 aprile 2010.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]''}} Ho cambiato nomi, riferimenti ai battaglioni e ai luoghi, ma in quelle pagine c'è solo ciò che ho vissuto. Ho scritto quello che più mi ha colpito, concentrandolo nel racconto. E mi hanno colpito cose molto brutte. *Io, quando sono arrivato a un tot di vittime, mi sono fermato: non voglio più sapere quanti obiettivi colpiti ho sulla coscienza. Non voglio che questa cosa mi domini, e diventi un azzardo. Sapevo di essere un professionista, magari non geniale, comunque di buon livello. Ma non uccidevo per collezionare vittime. Volevo fare bene il mio lavoro. Proteggevo al meglio la vita mia e dei miei compagni. E ne avevo in cambio il loro rispetto. *Non stiamo parlando di sniper, quelli che in Bosnia colpivano i civili, nelle case, in città. Io non l'ho mai fatto. Non mi è nemmeno mai capitato: io andavo in prima linea e cercavo di eliminare il nemico che stava per ucciderci. *Per noi i nemici erano tutti arabi. Il che non significa che lo fossero davvero. Magari erano afgani, o cinesi, o del Baltico. O, forse, ceceni. C'era un reparto della marina che chiamava i nemici ''Teletubbies''. E lo scriveva perfino nei rapporti. Il fatto è che nella prima guerra, i ceceni si battevano per l'indipendenza. Nella seconda guerra le cose erano diverse. Caos. Nessuno pensava più al motivo per cui ci trovavamo lì. C'erano perfino formazioni militari composte da soli ceceni che combattevano dalla nostra parte, il famoso battaglione Est, usato contro il terrorismo. E poi, i mercenari. Di tutti i tipi, arabi, cinesi, somali, dall'Europa dell'Est. Quando c'è una guerra, questa gente, seguendo propri canali ormai rodati, si raduna. Alcuni, come gli afgani, erano ignoranti. Altri, erano superpreparati e superarmati, come gli arabi. Professionisti capaci, con formazione militare di stampo americano. Parlare con i prigionieri era proibito, ma qualche volta mi è capitato... *Il capitano Nosov veniva dall'Afghanistan, da troppi anni aveva conosciuto solo guerra. Io lo ringrazierò sempre, perché gli devo la vita. Ma non era più un civile. E tollerava come naturali tutte le violenze della guerra, anche quelle del nemico. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100609092737/http://www.nicolaililin.com/?p&#61201 La pace è una bugia che vogliamo sentirci dire]''|Intervista di Francesca Fradelloni, ''nicolaililin.com'', 10 maggio 2010.|h=4}} *[[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]] è un caso. La Russia non è mai andata contro corrente. È un Paese degradato, invivibile, antidemocratico. E la colpa non è di Putin. La responsabilità è di noi russi. Non siamo abituati a vivere liberi, siamo contenti se c'è chi decide per noi, non ci curiamo della corruzione dei potenti perché se potessimo faremmo lo stesso. I russi proteggono questa oligarchia organizzata. *Non sono un pacifista, non credo nella pace, non esiste. Se ti guardi intorno vedi solo conflitti e ingiustizie. Non parlatemi di pace, ho raccolto pezzi di ragazzi da terra, non parlate di pace al palestinese a cui hanno fatto saltare la casa con i suoi figli dentro o alla donna afgana. Dopo la seconda guerra siamo entrati a far parte di una battaglia continua e globale. La parola pace è uno straccio. *È criminale uno Stato che non è capace di difendere i cittadini. Siamo criminali noi cittadini quando sosteniamo un sistema che non tutela più i più deboli. {{Int|Da ''[https://storiedikatia.blogspot.com/2010/06/nicolai-lilin-una-scrittura-al-di-la.html Nicolai Lilin, al di là del bene e del male]''|Intervista di Katia Ippaso, ''storiedikatia.blogspot.com'', 4 giugno 2010.|h=4}} *Quando mio zio è andato in galera, sono andato a casa sua che era piena di libri. In realtà cercavo libri di storia, invece ho incontrato i romanzi di Bulgakov. In una notte ho letto Il maestro e Margherita... avevo dieci anni. Ecco, da allora ogni anno rileggo ritualmente tutte le opere di Bulgakov. Da quattro anni le rileggo in italiano. È un modo per conoscere le sfumature e il pensiero che c'è dietro la lingua italiana. Sono anche un appassionato di Dante Alighieri. Quando ho mal di testa, metto su un disco d'opera lirica (in genere il Don Giovanni o Il barbiere di Siviglia) poi smonto le armi e mi metto sulla poltrona a leggere Dante. *Io rispetto solo le persone oneste. Se poi queste persone sono etero, gay, donne, uomini, fascisti, comunisti, non importa. La cosa che conta è che abbiano rispetto di se stessi e degli altri. *Io non credo che esistano il bene e il male: sono stati inventati per spaventare la gente. Come esseri umani abbiamo tutti i sentimenti dentro di noi e scegliamo ogni volta la possibilità del bene e del male. Anche il nazista più efferato magari prima di compiere un'atrocità ha accarezzato un bambino o fatto l'amore. *Non avrei mai pensato di arrivare in Italia, anche perché nella mia fantasia l'Italia era un paese d'arte e bellezza, ed io che ero sporco e ignorante non avrei mai potuto viverci... Ci sono arrivato nel 2003, per raggiungere mia madre che, come tutte le madri russe (e come ogni madre meridionale) si era inventata una malattia solo per vedermi. A quel punto ho capito che questa sarebbe stata la mia terra. Ho costruito la mia casa mattone per mattone. Mi sono sposato. Ho fatto una figlia. Sono cittadino italiano. Se scoppia una guerra, andò a morire per questo paese. È l'unico posto in cui mi sento a casa. Credo che l'Italia e gli italiani mi abbiano dato quello che non mi aveva mai dato nessuno finora, nemmeno la mia famiglia. *Ho un editor che lavora sulla correzione grammaticale. Vede, io racconto le storie come se la raccontassi ad un mio caro amico. Le scrivo senza fermarmi, senza rispettare le strutture sintattiche e grammaticali (non ho mai frequentato non solo la scuola, ma neanche la scuola Holden, che fra l'altro continua a snobbarmi). Quando ho finito di scrivere la storia che ho in mente, non rileggo neanche una pagina e spedisco tutto in casa editrice. *Io vivo una vita abbastanza tranquilla rispetto a molte altre, ma ho il sostegno dell'esercito e dei carabinieri. Giro con la mia pistola . E a casa ho delle armi. Ma non è vero, come hanno scritto, che dormo con la pistola. Io dormo con mia figlia. Preferisco comunque non approfondire la questione. *{{NDR|«Scatenando un certo clamore (silenzioso), lei è andato di recente a fare una visita a Casa Pound. Che impressione ne ha ricavato?»}} Sono stato molto criticato per questo mio gesto, sia dal mio editore che da mia moglie... Io cerco sempre di capire l'altro. Mi considero apolitico (semplicemente perché in quanto scrittore non reputo di dovermi occupare di politica), ma naturalmente ho le mie idee sull'Italia e la politica. Non riesco a capire perché qualcuno mi abbia dato del fascista. Sono andato dieci volte in centri sociali, nove volte erano centri sociali di sinistra e nessuno ha detto niente. L'ultima volta sono andato a Casa Pound e la cosa è stata giudicata scandalosa... Ho ascoltato i loro discorsi e mi è sembrato che esprimessero bisogni simili a quelli di tanti ragazzi di sinistra. {{Int|Da ''[https://www.dn.pt/arquivo/diario-de-noticias/o-adeus-as-armas-de-nicolai-lilin-escritor.html O adeus às armas de Nicolai Lilin escritor]''|Intervista di ''dn.pt'', 22 giugno 2010.|h=4}} *Non mi piace che la gente sia troppo gentile, non ci credo. :''Não gosto de demasiada bondade nas pessoas, não acredito nisso.'' *La storia di mio nonno e di questi uomini e donne espulsi dalla loro terra non è una storia finita, è una lezione di vita che mi accompagna. Il passato non è qualcosa da buttare via, è lì che troviamo l'essenza di ciò che siamo oggi. :''A história do meu avô e destes homens e mulheres expulsos da sua terra não é uma história acabada, é uma lição de vida, que permanece em mim. O passado não é uma coisa para deitar fora, é lá que vamos buscar o essencial do que somos hoje.'' *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (romanzo)|Educazione siberiana]]''}} È la mia storia, non ho inventato niente, non so inventare. Il mio libro ha avuto successo, ma questo non fa di me uno scrittore. :''É a minha história, não inventei nada, não sei inventar. O meu livro teve sucesso, mas isso não faz de mim um escritor.'' {{Int|Da ''[https://www.publico.pt/2010/06/23/culturaipsilon/noticia/o-sobrevivente-da-gomorra-siberiana-259651 O sobrevivente da Gomorra siberiana]''|Intervista di Raquel Ribeiro, ''publico.pt'', 23 giugno 2010.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (romanzo)|Educazione siberiana]]''}} È un romanzo basato su eventi reali, sulle mie esperienze personali e su quelle degli amici. Né è un libro di attualità o sulla mafia. Non denuncio nulla, uso semplicemente i miei ricordi per raccontare agli amici, in modo ironico o persino molto violento, com'è stato crescere in questa situazione. :''É um romance baseado em factos reais, nas minhas experiências pessoais e nas experiências de amigos. Também não é um livro sobre a actualidade, ou sobre a máfia. Não denuncio nada, apenas uso as minhas memórias para contar aos meus amigos, de maneira irónica ou até mesmo muito violenta, como foi crescer nesta situação.'' *Gli Urca non rispettano il denaro né i potenti; combattono solo per la libertà. Sono estremamente violenti. La violenza è nel loro sangue. Provenivano da una comunità di cacciatori in Siberia e per loro uccidere una persona è come fumare una sigaretta. Ma non ucciderebbero mai qualcuno senza una vera ragione. Lo capisco quando parlo con loro. Questi codici morali erano molto importanti perché riflettevano i loro valori: rispettavano solo le persone, non i potenti; rispettavano solo la libertà. Non commettevano mai un crimine contro una singola persona, ma contro lo Stato. E non diranno mai di commettere crimini, ma di essere resistenza politica. Queste persone cercavano di sopravvivere lottando contro il comunismo, commettendo crimini contro il sistema. Rapinando banche, ad esempio, perché nell'Unione Sovietica le banche erano di proprietà dello Stato. :''Os Urcas não respeitam o dinheiro nem os poderosos, lutam apenas pela liberdade. São de uma violência extrema. A violência têm-na no sangue. Vinham de uma comunidade de caçadores da Sibéria e, para eles, matar uma pessoa é como fumar um cigarro. Mas nunca matariam alguém sem que tivessem um verdadeiro motivo. Percebo-o quando falo com eles. Estes códigos morais eram muito importantes porque reflectem os seus valores: respeitam apenas as pessoas, não os poderosos, respeitam apenas a liberdade. Nunca cometem um crime contra uma pessoa só, mas contra o Estado. E nunca dirão que cometem crimes, mas que fazem resistência política. Estas pessoas tentavam sobreviver lutando contra o comunismo, cometendo crimes contra o sistema. Roubando bancos, por exemplo, porque na União Soviética os bancos eram propriedade do Estado.'' *Il sogno americano ha distrutto tutto. E, in fondo, è una bugia: non è possibile costruire il sogno americano in Russia. La gente dice: il capitalismo sta finalmente arrivando. Ma non è vero, perché non viviamo in un sistema democratico, il capitalismo ha bisogno di una base democratica per essere equo. Qui non c'è capitalismo, c'è un nuovo feudalesimo, come volete chiamarlo. È un feudalesimo con nuove tecnologie. :''O sonho americano destruiu tudo. E, no fundo, é uma mentira: não é possível construir o sonho americano na Rússia. As pessoas dizem: finalmente vem o capitalismo. Mas não é verdade, porque não vivemos num sistema democrático, o capitalismo precisa de uma base democrática para ser justo. Aqui não há capitalismo, há um novo feudalismo, como lhe quiser chamar. É um feudalismo com novas tecnologias.'' *{{NDR|Sulla [[guerra di Transnistria]]}} Mi resi conto subito che nel mio Paese la guerra era stata organizzata per creare opportunità per le forze russe di entrare e controllare il Paese, perché non volevano perdere il controllo del territorio. I veri nemici non erano i moldavi, ma i russi, perché avevano organizzato questa guerra e avevano preso il controllo del territorio. :''Rapidamente percebi que, no meu país, a guerra era organizada para criar possibilidades de as forças russas entrarem e controlarem o país, porque não queriam perder o controlo do território. Os verdadeiros inimigos não eram os moldavos, mas os russos porque eles organizaram esta guerra e vieram controlar a terra.'' *Non ho mai partecipato ai crimini, né ho fatto parte di una società criminale. :''Nunca participei nos crimes, nem pertenci a uma sociedade criminal.'' {{Int|Da ''[https://ilnichilista.wordpress.com/2010/08/08/lilin-il-vero-nemico-siamo-noi-stessi/ Lilin: "Il vero nemico siamo noi stessi"]''|Intervista di Fabio Chiusi, ''ilnichilista.wordpress.com'', 8 agosto 2010.|h=4}} *In qualche modo ho sconfitto l'odio ideologico contro tutta la comunità islamica che veniva imposta dall'esercito. È così che ho capito che da parte islamica non c'era alcuna ideologia: quelli con cui abbiamo combattuto erano tutti mercenari. Al punto di barattare la possibilità di uscire dalle montagne in cui erano asserragliati in cambio di loro stessi camerati. Per me tradire un camerata russo con cui ho fatto spalla a spalla anni di guerra equivale al suicidio. Per loro invece era normale, perché credevano solo nel denaro. *Io portavo l'uniforme militare anche dopo il congedo per distinguermi dai tanti giovani che volevano vivere il sogno americano, consumare a ogni costo, senza rendersi conto che non significa nulla. Per me portare vestiti civili era sporcarmi il corpo. *Nosov, come mio nonno durante l'infanzia, rimane ancora oggi un riferimento importantissimo, anche se è caduto: era un militare di grandissimo valore, grazie al quale siamo sopravvissuti noi stupidi ragazzi di 18 anni. Per noi rappresentava una saggezza totale. E poi ci ha trasmesso uno spirito di cameratismo unico, indispensabile. [...] Nosov era nostro padre, la nostra famiglia. Lui stesso rifiutava la sua famiglia. *Il carcere, forse perché avevo 12 anni o perché ero ben protetto, l'ho accettato come parte del gioco. Quindi non l'ho patito tanto, anche perché non ho subito abusi. Quello che mi ha spaventato è stato scoprire quanto violento, stupido e brutale può essere un uomo, soprattutto con se stesso – perché per me un adulto che violenta un ragazzino fa innanzitutto un crimine contro la sua stessa anima, si cancella dagli occhi di Dio per sempre. *La guerra per me è stato il primo confronto con la vita reale. È lì che ho iniziato a interessarmi di politica. Prima mi limitavo a fidarmi di mio nonno: «Chi fa politica è maledetto da Dio». Quando poi l'esperienza è finita è stato difficile tornare al punto di partenza, perché ormai ero un'altra persona, vedevo il mondo con occhi diversi. *{{NDR|«Hai ricevuto anche minacce di morte?»}} Sì, ma ricevo anche un grande sostegno dei servizi di sicurezza italiani. E poi non riusciranno a impaurirmi, perché per me è un discorso di dignità, aprire gli occhi ai miei concittadini italiani su ciò che accade nei paesi dell'Est e sulla minaccia che da lì potrebbe provenire per l'Italia. Bisogna essere pronti anche moralmente di fronte a queste situazioni, imparare a non sottovalutarle. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/12/la-guerra-infinita-di-nicolai-lilin.fi_006la.html La guerra infinita di Nicolai Lilin]''|Intervista di Fulvio Paloscia, ''La Repubblica'', 12 agosto 2010.|h=4}} *In guerra mi facevano più impressione i vivi dei morti. [...] La guerra ti fa accettare tutto, si pensa solo a non pensare, a far sopravvivere il corpo senza valutare cosa accadrà domani. La società in cui vivo si comporta nello stesso modo, senza l'attenuante del conflitto. Mi sembrano zombie. Allora meglio morti del tutto, che morti viventi. *Io non vivo la pace, non so cosa sia. Sono sempre in guerra, dietro ogni cosa che mi circonda vedo il tentativo di gente disonesta che vuole sfruttare e sottomettere il prossimo *L'eroismo è un gesto normalissimo che, nella società di oggi, diventa rivendicazione estrema dell'esistere. Sono eroi i lavoratori che cercano di sfamare le loro famiglie senza tutele del governo, il napoletano che non cade negli artigli della camorra ma sceglie la fatica dell'onestà. La donna che cresce un figlio da sola. *Uno stato, la politica non possono imporre una morale. La morale comune non è un sistema stabilito dai potenti, ma nasce dal contributo dato da ogni singolo uomo. Per questo non esiste più. *Il pentimento c'è se uccido una persona investendola con l'auto perché sono ubriaco, i miei genitori mi coprono e io mi sento in colpa. Da cecchino, dovevo assolvere ai miei compiti. Liquidare terroristi internazionali, i mercenari. Era la morte dei civili ad addolorarmi. Ma io non ho mai colpito civili. *Ho paura della pace che oggi abbiamo a condizioni più pesanti della guerra. Sarebbe tutto più facile se ci ammazzassimo tra di noi e ricominciassimo da zero. La nostra pace ci costa molta più vita e risorse di qualsiasi guerra che sia mai stata fatta. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/07/quella-verita-dietro-la-guerra-che-non.html Quella verità dietro la guerra che non si riesce a comprendere]''|''La Repubblica'', 12 agosto 2010.|h=4}} *Trattando il tema della guerra di solito siamo abituati a difendere una delle parti partecipanti. [...] Questa forma di visione della guerra ci porta lontano dalla realtà, ci rende deboli davanti ai numerosi tentativi di strumentalizzazione e ci lascia senza un approccio vero e cosciente con il resto del mondo, con la storia. *Mi ricordo, fin dai tempi dell'Unione Sovietica, la macchina della propaganda comunista, i libri di storia, i film che raccontavano le eroiche imprese dell'Armata Rossa sui fronti della Seconda Guerra Mondiale, lo spirito d'acciaio e la convinzione di essere dalla parte giusta, che apparteneva alla maggior parte dei cittadini lobotomizzati e il confronto con i racconti di mio nonno Nicolai, che la guerra l'aveva fatta a piedi da Stalingrado fino a Berlino, racconti strappati nei momenti di riflessione, condivisi per la necessità di liberare qualche fantasma del passato, pieni di contraddizioni e drammaticità, ma anche di semplici e pure osservazioni di un uomo che aveva vissuto oltre la follia e non aveva più nessun interesse ideologico. Nei racconti di mio nonno i nazisti non apparivano come demoni arrivati dall'inferno, ma come semplici uomini, soldati costretti a combattere per i potenti del loro paese, con i quali spesso si poteva anche fare uno scambio di cibo, e verso i quali si provava un senso di pena, anche se erano dalla parte del nemico. *Quando la guerra in Cecenia era finita, non sono mancate le solite speculazioni e strumentalizzazioni cresciute attorno a quell'evento triste e drammatico, distruggendo le società coinvolte nel conflitto come il cancro che distrugge una vita. Si parlava molto sulle questioni fasulle, inventate per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai veri problemi. Ho visto eroi inventati al momento e i loro avversari, altrettanto frutto di fantasie, mandare avanti un teatrino geopolitico conveniente per molti potenti della situazione. Pochi si sono interessati alla verità, perché non era cosi bella e comoda, non era facile da digerire, non portava profitti. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100906092215/http://www.lemonde.fr/idees/article/2010/09/03/nicolai-lilin-les-russes-ont-un-probleme-avec-la-liberte_1406335_3232.html Nicolaï Lilin : "Les Russes ont un problème avec la liberté"]''|Intervista di Josyane Savigneau, ''Lemonde.fr'', 3 settembre 2010.|h=4}} *{{NDR|«Chi sono gli urca?»}}<br />Non lo so esattamente. Mio nonno mi ha detto che era una nazione, sono nato in Transnistria. Sono cresciuto tra queste persone che furono esiliate durante il periodo stalinista, dalla Siberia alla Transnistria. Ho provato a ricreare tutto questo, ma non so se è tutto vero, perché non sono riuscito a trovare un archivio. "Urca" è quasi un insulto oggi in Russia, significa subito criminale comune, di bassa classe. :''{{NDR|«Qui sont les Urkas ?»}}''<br />''Je ne le sais pas exactement. Mon grand-père me disait que c'était une nation, je suis né en Transnistrie. J'ai grandi parmi ces gens qui ont été exilés pendant la période stalinienne, de Sibérie en Transnistrie. J'ai essayé de recréer tout cela, mais je ne sais pas si tout est vrai, car je n'ai pas trouvé d'archives. "Urkas" est presque une insulte aujourd'hui en Russie, cela signifie immédiatement criminel de droit commun, de bas étage.'' *{{NDR|«Perché hai scritto in italiano, rifiutando la tua lingua madre?»}}<br />[...] ho deciso di scrivere in italiano, perché amo l'Italia, la sua cultura, da ora in poi è il mio Paese. Non credo che avrei potuto spiegare certe cose in russo. In italiano mi sento più libero. Ed è la lingua in cui sogno, quindi sono italiano. :''{{NDR|«Pourquoi avoir écrit en italien ? Par refus de votre langue maternelle ?»}}''<br />[...]''j'ai décidé d'écrire en italien, parce que j'aime l'Italie, sa culture, c'est mon pays désormais. Je crois que je n'aurais pas pu expliquer certaines choses en russe. En italien, je me sens plus libre. Et c'est la langue dans laquelle je rêve, donc je suis italien.'' *Le persone di cui parlo erano anche combattenti della resistenza politica, a loro non piaceva il comunismo e ne hanno pagato il prezzo. Mio nonno è stato ucciso da un agente del KGB, anche uno dei miei zii. Certamente erano delinquenti. Ad esempio, hanno rapinato una banca. Ma mai crimini contro le persone. :''Les gens dont je parle étaient aussi des résistants politiques, ils n'aimaient pas le communisme et ils en ont payé le prix. Mon grand-père a été tué par un agent du KGB, un de mes oncles aussi. Certes, ils ont été délinquants. Par exemple, ils ont braqué une banque. Mais jamais des crimes contre des personnes.'' *Sono stato condannato una volta, a 12 anni, a un anno e mezzo di prigione, ma ci sono rimasto solo nove mesi. Era un centro per minori dai 12 ai 17 anni. Sì, è stato difficile. Ma questa è un'altra cosa banale. A quel tempo, in Transnistria, tutti andavano in prigione. :''J'ai été condamné une fois, à 12 ans, à un an et demi de prison, mais je ne suis resté que neuf mois. C'était un centre pour mineurs âgé de 12 à 17 ans. Oui, c'était dur. Mais voilà encore une chose banale. A cette époque, en Transnistrie, tout le monde allait en prison.'' *Non parlo delle ragazze {{NDR|in ''Educazione siberiana''}} ma non parlo nemmeno della scuola. Ciò non significa che non esistesse, ma non era il mio argomento. E ho scritto ciò che mi è rimasto nella memoria. Non c'erano ragazze, litigavamo tra di noi e pensavamo che se ci fossero state ragazze sarebbe stato ancora peggio, avrebbero seminato discordia. :''Je ne parle pas des filles mais je ne parle pas non plus de l'école. Cela ne signifie pas que tout cela n'existait pas, mais ce n'était pas mon sujet. Et j'ai écrit ce qui était resté dans ma mémoire. Il n'y avait pas de filles, on se battait entre nous et on pensait que s'il y avait des filles, ce serait encore pire, elles sèmeraient la zizanie.'' *{{NDR|«Come vedi la Russia oggi?»}}<br />Come un grande paese. Tuttavia, non credo che il problema principale della Russia fosse il comunismo. Il problema della Russia è la mentalità delle persone, è la Russia stessa. La Russia è sempre stata un Paese problematico, difficile da governare, qualunque sia il governo. La corruzione c'è sempre stata. I russi sono molto egoisti.<br />Anche oggi ci sono schiavi in ​​questo paese. I russi hanno, nella loro mente, un problema con la libertà. La società post-comunista produce gente ricca, come si vede qui in Francia, ma è una percentuale minima. E alcuni sono criminali. Gli uomini d'affari, gli oligarchi, sono una vera preoccupazione in questa nuova società. :''{{NDR|«Comment voyez-vous la Russie aujourd'hui ?»}}''<br />''Comme un grand pays. Toutefois, je ne crois pas que le grand problème de la Russie ait été le communisme. Le problème de la Russie c'est la mentalité des gens, c'est la Russie. La Russie a toujours été un pays à problèmes, difficile à gouverner. Quel que soit le gouvernement. La corruption a toujours été là. Les Russes sont très égoïstes.<br />Encore aujourd'hui, il y a des esclaves dans ce pays. Les Russes ont, dans leur tête, un problème avec la liberté. La société postcommuniste produit des riches, que vous voyez ici, en France, mais c'est un pourcentage minime. Et certains sont des criminels. Les hommes d'affaires, les oligarques, sont un réel souci dans cette nouvelle société.'' {{Int|Da ''[https://www.milanonera.com/interviste-nicolai-lilin/ Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Francesca Colletti, ''Milanonera.com'', 20 settembre 2010.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]''}} Volevo raccontare come ci si sente a vivere una guerra, a fare la guerra, a subirla, a studiarla, a goderla, insomma a provare tutte le emozioni che ogni essere umano prova stando nel bel mezzo di un conflitto armato. Ero molto deluso da come nel nostro mondo viene presentata e raccontata la guerra; a volte attraverso il velo di ideologie, interessi, strumentalizzazioni, e alla fine viene vista dalla gente sempre come qualcosa di grottesco, al di fuori della società umana, un evento che molti credono essere creato e mandato avanti da qualche forza estranea a noi, lontana dalla visione abitudinaria dell'etica e della morale. Invece bisogna capire che la guerra è necessariamente organizzata e fatta da uomini in carne e ossa, umani come tutti gli altri. *Non sono mai stato sulla scena del [[Prima guerra cecena|primo conflitto Ceceno]], ma è stato un conflitto molto contraddittorio, studiato a tavolino da imprenditori, oligarchi e politici corrotti e pieno di intrighi, corruzioni, interessi economici che andavano al di là di quelli politici, territoriali, religiosi o nazionali. Molti militari che ho conosciuto, che avevano partecipato al primo conflitto, lo chiamavano "il teatrino". *{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} Il secondo conflitto è stato un fulmine senza pietà scaricato sul terrorismo islamico internazionale. Siamo entrati ufficialmente in guerra alla fine di agosto nel territorio occupato dalle formazioni terroristiche e l'abbiamo preso sotto controllo totale a dicembre, liberando una difficile regione che si estende tra le montagne del Caucaso. A quel punto gli scontri diretti sono finiti e il nostro lavoro era limitato ad operazioni preventive e di routine di mantenimento dell'ordine e legalità della Federazione Russa sul territorio. *[[Anna Stepanovna Politkovskaja|Politkovskaya]], pace all'anima sua, era una brava giornalista, ma tendeva ad imputare troppe colpe alle persone che non meritano di portare tutto il peso della guerra sulle loro spalle. *I militari sono esseri umani che fanno il loro duro e ingrato lavoro, vivendo situazioni estreme, nelle quali spesso il cervello umano cede, e a quel punto chiunque, anche il più devoto moralista e pacifista, diventa capace di compiere le atrocità più incomprensibili che esistano. *In guerra, nelle situazioni estreme, l'animo umano passa attraverso una sorta di purificazione, impara ad essere vero e semplice, per questo noi veterani abbiamo problemi a convivere con il mondo per il quale abbiamo sacrificato i nostri anni migliori, le nostre forze e molti di noi anche le proprie vite. *Trovo che sarebbe più onesto se gli umani di oggi facessero finta che la guerra non esistesse, la ignorassero completamente, continuando tranquillamente a divertirsi, a godere dei diritti, a studiare e a lavorare, anziché partecipare alle manifestazioni inutili a sostegno della cosiddetta "pace" – termine che ha perso senso oggi, nella situazione attuale in cui si trova il mondo. *Io ho partecipato all'operazione antiterroristica e perciò combattevo contro i terroristi islamici. Per me una persona nel momento esatto in cui diventa terrorista perde ogni possibilità di essere trattato come un essere umano, non ha appartenenze razziali o religiose, lui è un nemico pericoloso e deve essere liquidato fisicamente il più presto possibile. Mio nonno, che ha fatto la seconda guerra mondiale ed era un cacciatore siberiano con una grande esperienza, una volta parlando con me del fatto di uccidere, ha detto: "Se ti capita di uccidere un essere umano, fai attenzione a non diventare dipendente, perché la caccia all'uomo è tra le più belle che esistano". *Non lo nego, ho lavorato nelle agenzie di sicurezza privata per qualche anno, perché a diciotto anni ho imparato fare il mestiere di soldato e non avevo tante alternative nel mondo civile, che una volta tornato dalla guerra mi ha chiuso in faccia tutte le porte. Spesso il lavoro di contractor viene molto malvisto nella società pacifica, per me sono persone che fanno un impegno utile e legale, non mi sento di parlarne male. *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Sì, ho partecipato alla scrittura della sceneggiatura, ma non l'abbiamo ancora finita. Io sono molto tranquillo per il destino del mio film, perché è nelle mani di Gabriele Salvatores e della casa produttrice Cattleya, persone sensibili e cari amici, con i quali abbiamo stabilito un bel modo di lavorare. Credo che sarà un bel film, fedele alla storia originale. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/20/inizio-di-un-periodo-caldo.html È l'inizio di un periodo caldo, il Paese è pronto ad esplodere]''|Intervista di Pietro Del Re, ''La Repubblica'', 20 ottobre 2010.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[attentato al parlamento ceceno del 2010]]}} Non so se quanto accaduto a Grozny sia un vile atto di terrorismo o piuttosto una valorosa operazione della resistenza antirussa [...]. Ma di una cosa sono certo: l'attacco al Parlamento è la prova della disperazione dei ceceni e l'inizio di una nuova fase di caos. *{{NDR|Sulla [[Cecenia]]}} Diciamo che la sfortuna di quella terra è il suo valore geopolitico, quindi economico e strategico, sia per il passaggio degli oleodotti sia perché rappresenta un punto di frattura tra Islam e mondo cristiano. La Cecenia è perciò ambita da tutte le nazioni potenti che la circondano. In primo luogo, dalla Russia. *[...] da generazioni i ceceni nascono in guerra, ricevono un'educazione di guerra e muoiono in guerra. Ciò ha reso quel popolo disabituato al vivere civile e democratico. Oggi, come già otto secoli fa, i ceceni sono governati con metodi disumani, con la guerra e con il terrore. *Chi crede che [[Ramzan Kadyrov|Kadyrov]] abbia raggiunto la pace si sbaglia. I ceceni sono stanchi di essere oppressi dai russi tramite quel fantoccio. Pochi mesi fa, una decina persone imbottite di esplosivo s'è fatta saltare in aria nella casa natale di Kadyrov, per manifestare l'odio contro di lui. Quello che sta accadendo adesso mi ricorda una fase di pre-conflitto. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/21/favoreuna-legge-necessaria.html A favore/Una legge è necessaria]''|''La Repubblica'', 21 ottobre 2010.|h=4}} *{{NDR|Sul [[negazionismo dell'Olocausto]]}} Negare l'esistenza dell'Olocausto è un crimine, così come lo è stato lo stesso sterminio. Chi cerca di nascondere la storia delle vite umane perse nelle barbarie dei regimi totalitari, non fa nient'altro che uccidere per la seconda volta. Non possiamo permettere queste offese contro la storia, contro la memoria, contro la dignità delle persone morte, persone che non potranno mai rispondere, usate come monete di scambio gettate con disprezzo sul bancone della politica. *Con grande tristezza ricordo come in Unione Sovietica si taceva sui crimini che accadevano nei Gulag, dove i boia del comunismo totalitario, proprio come i loro rivali nazisti, eliminavano un'intera classe sociale, politica, culturale ed intellettuale, semplicemente perché non abbracciava le idee del partito. La negazione di ogni crimine contro la libertà di ogni essere umano è nient'altro che la morte della democrazia, l'uccisione del pensiero libero, della cultura. *Negando la Shoah diamo la possibilità a futuri tiranni, speculatori della politica e della propaganda, di avere potere sulla nostra libertà e di privare della speranza del domani le generazioni future. Oggi noi dobbiamo essere forti e decisi, dobbiamo fermare chi impugna le armi dell'infamia e dell'inganno e sostenere la legge contro il negazionismo. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20110821165808/http://www.nicolaililin.com/?p&#61465 Se vuoi la pace comprendi la guerra]''|Intervista di Marco Crosetto per Wu Magazine, ''nicolaililin.com'', novembre 2010.|h=4}} *Mio nonno mi raccontava una storia secondo cui i lupi siberiani a volte cadevano in momenti di pazzia collettiva. Per assenza di cibo o per ingrandimento eccessivo del branco, gli animali cominciavano a uccidere i propri genitori e fratelli. A quel punto arrivava un lupo dagli occhi verdi che, guardando il branco, riusciva a far tornare la ragione. Credo che anche tra gli uomini succeda la stessa cosa, e [[Roberto Saviano|Roberto]] è come il lupo della favola di mio nonno. Ti aiuta a non impazzire, per ragionare sulla direzione giusta della vita. Io rispetto il suo impegno. Però tra me e Saviano esiste una grande differenza: lui denuncia l'attualità, io invece scrivo romanzi basati sulle mie memorie personali. *In Cecenia, mi capitava spesso di dividere l'ultimo pacchetto di razione con i civili in fuga. Per noi era normale. *Non ho commesso atti criminali, non ho ucciso nessuno per capriccio o per interesse personale. Ero un cecchino di un'unità operativa e le azioni che intraprendevo non erano riconducibili alla semplice voglia di sopravvivere. Noi contribuivamo alla protezione della società dal terrorismo islamico. Ti sbagli se pensi che per due anni tra montagne e città occupate da mercenari e terroristi agivamo spinti solo dalla voglia di sopravvivere. Ognuno di noi credeva in quello che faceva. Non è stato semplice, perché sapevamo che la guerra era sporca e piena di contrarietà, che c'erano in ballo interessi economici e comandanti corrotti. Ma allo stesso tempo sapevamo che dietro tutto c'era una società pacifica fatta di persone. *Accusare me e i miei libri di assenza di verità, per il solo fatto che si tratta di romanzi, è assolutamente inutile. Ho scritto una storia usando come base narrativa le mie esperienze, e trovo che sia molto maleducato chiedermi di precisare cosa c'è di vero e cosa no. *[...] molti russi, ucraini, moldavi, rumeni e persone dell'est mi sostengono e mi ringraziano per aver scritto storie che, nei paesi dell'ex bocci sovietico, solitamente non si raccontano. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/11/09/giornalisti-massacrati-nel-silenzio-della-russia.html I giornalisti massacrati nel silenzio della Russia - Il regime colpisce i giornalisti ma i russi guardano altrove]''|''La Repubblica'', 9 novembre 2010.|h=4}} *{{NDR|Su [[Oleg Kašin]]}} A Mosca un altro giornalista è caduto vittima del potere politico corrotto e repressivo, a causa della sua devozione per la giustizia e libertà, per le sue idee moderate e democratiche. Altro sangue, altra rabbia, un'altra giovane vita frantumata, consumata dall'ignoranza e dalla mancanza del coraggio dell'opinione pubblica russa, che purtroppo con sempre maggiore evidenza si trasforma nella folla obbediente ed esaltata davanti agli spettacoli offerti in abbondanza dall'attuale regime politico corrotto e repressivo, che mette in evidenza sempre di più la sua terribile matrice dittatoriale, formata nei tempi della tirannia sovietica. Manca solo che riprendano le esecuzioni sulle piazze, così amate dai cittadini nei tempi passati. *Quando mi è giunta la notizia dell'aggressione che Oleg Kashin ha ha subìto sotto casa, della brutalità e cattiveria con cui è stato assalito, mi sono sentito un'altra volta indignato, offeso, umiliato. Proprio così come mi ero sentito quando, quasi dieci anni fa, nella sua redazione a Mosca è saltato in aria, colpito da un pacco-bomba, il giovane giornalista Dimitri Holodov, che stava conducendo un'inchiesta sulla corruzione del governo. O come quando è stata assassinata nell'ascensore di casa sua Anna Politkovskaja, per le sue indagini che riguardavano la corruzione nell'esercito russo e gli abusi sui civili nell'operazione antiterroristica in Cecenia. *Questa triste e terribile lista di morti nel nome della verità e libertà della parola può continuare ancora a lungo, perché sono molti i casi di giornalisti assassinati, minacciati, perseguitati dal regime condotto dai personaggi che risalgono ai vertici dei servizi segreti dei tempi dell'Urss. In questo delirio di prepotenza e ingiustizia operata dalla politica e dall'amministrazione, che somigliano sempre più ad un'associazione a delinquere, senza onore né regole comportamentali, quello che colpisce di più è la completa assenza della voce del popolo russo, la mancanza di sostegno dell'opinione pubblica per chi ogni giorno affronta il pericolo e rischia la vita per il diritto del popolo di essere informato. ===2011=== {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/01/25/dinamica-strana-dubbi-sulla-pista-caucasica.html Dinamica strana, dubbi sulla pista caucasica]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''La Repubblica'', 25 gennaio 2011.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[attentato terroristico all'aeroporto Domodedovo del 2011]]}} I ceceni hanno gran dimestichezza con gli esplosivi. Quando preparano un ordigno, usano cariche potenti per provocare il più alto numero di vittime possibile. Solo così possono scuotere l'opinione pubblica. È successo a Beslan come al teatro Dubrovka. Non è accaduto invece né a marzo, quando non è stata neppure danneggiata la struttura della metro, né stavolta. Anche se è brutto dirlo visto che ci sono stati comunque oltre 30 morti. *{{NDR|«Se non il terrorismo ceceno, chi ci sarebbe dietro a questi attentati?»}} Terzi che vogliono provocare instabilità in Russia magari fomentando gli stessi esponenti del mondo islamico. [...] Potrebbe trattarsi ad esempio di esponenti dell'oligarchia russa che si trovano all'estero. Terminato il servizio militare, ho lavorato come guardia di sicurezza privata per un oligarca all'opposizione che non faceva mistero di avere rapporti con i terroristi ceceni. *{{NDR|Su Vladimir Putin}} È [...] possibile che dietro agli attentati ci sia lui o persone vicine a lui. {{NDR|«Che interesse avrebbe?»}} Dimostrare all'opinione pubblica che Medvedev è incapace di garantire la sicurezza per ripresentarsi come l'uomo forte. {{Int|Da ''[https://artslife.com/2011/03/01/intervista-a-nicolai-lilin/ Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Dejanira Bada, ''Artslife.com'', 1 marzo 2011.|h=4}} *Sono nato in un paese molto degradato. Quando ero piccolo non avevamo neanche il bagno in casa e dovevamo andare fuori anche a -20. Le persone da noi apprezzavano cose come il gas e la luce, quello era il lusso. Ma non perché la comunità fosse povera, era una decisione degli anziani che influenzava la nostra vita. I nostri vecchi vivevano in un modo scettico, e la povertà veniva portata come una bandiera, una cosa di cui andare fieri. Per esempio ricordo un episodio in cui, a casa della mia famiglia, irruppe la polizia. Iniziarono a rompere tutto e ad un certo punto, spaccando il muro, trovarono dei lingotti d'oro da mezzo chilo, ed erano talmente tanti che mia madre si mise a piangere incredula, perché nostro papà li aveva messi lì dentro senza dire niente. Probabilmente aveva svaligiato un furgone, ma queste cose non si raccontavano in casa. Insomma, potevamo permetterci di stare meglio ma era una scelta apparire così, una sorta di onestà. *Da piccolo passavo tanto tempo con un anziano, un vecchio medico molto educato che è stato in carcere trent'anni durante la dittatura di Stalin soltanto per aver nascosto una famiglia ebrea. Lui mi ha insegnato ad ascoltare l'opera, a leggere poesie e romanzi, ad ascoltare la [[lingua italiana]]. Lui leggeva la Divina Commedia in lingua originale e grazie a lui l'Italia mi è entrata nel cuore, perché l'ho sempre vista come culla della cultura internazionale. *Sono nato in un posto dove c'erano tantissime persone tatuate, ma da piccolo non capivo questa importanza, anche perché la tradizione del tatuaggio siberiano esclude la parola, è una cosa che esiste ma non si spiega il perché e che cosa voglia dire. Da piccolo andavo a sbattere contro mio padre, mio nonno, i miei zii che erano tutti tatuati, ma se chiedevi spiegazioni prendevi le sberle, perché per loro era un'offesa chiedere. Poi ho tentato di entrare in questo mondo chiedendo spiegazioni ai vecchi ai quali facevo piccoli favori. Pensa che ad oggi, quando torno al mio paese, vengo deriso, perché sono tatuato e perché è tutto cambiato. Per loro, oramai, sono un pagliaccio, uno stupido che vive in occidente ma che fa finta di essere ancora legato al passato dei nostri vecchi, coloro che, secondo i giovani d'oggi, ci hanno fatto vivere e vedere la povertà come valore. Insomma, sta arrivando la globalizzazione anche da noi ed è una cosa brutta. Io da piccolo invece ho iniziato a studiare questa tradizione dei tatuaggi ed ho capito che era una cosa molto importante. *A me la politica non interessa, davvero, però non posso sopportare le persone che diventano cattive e che vogliono il potere a tutti i costi, perché solo Dio ha il potere del mondo, un Dio che ognuno può interpretare come vuole, invece noi umani dobbiamo stare al nostro posto, non rompere le palle agli altri e controllare bene quello che abbiamo sotto i piedi. Questa più o meno è la mia idea politica o esistenziale. *Da dove vengo io questo mi hanno insegnato, rimanere sempre degno di me stesso e coerente. Si può anche cambiare idea, magari perché ci si è informati meglio, allora si può cambiare opinione. Anche ammettere i propri sbagli è una questione di dignità. Molte persone invece la dignità non ce l'hanno, oppure è stata levata loro dal consumismo e sostituita con telefoni, auto, cellulari, con beni che li portano a considerare la cosa più importante non tanto la propria vita, quanto la possibilità di consumare all'interno della propria vita. La gente non teme di morire, ma di non poter andare più al cinema! *Una volta mi hanno sparato dritto al cuore – ho ancora una cicatrice orribile anche se avevo il giubbotto antiproiettile – con un fucile AK-47. Mi è andata bene perché il ragazzo che mi ha sparato aveva finito le cartucce, se mi avesse scaricato addosso il caricatore non sarei qui ora. Lì ho visto la fine, sicuro che sarei morto, i miei ultimi pensieri prima di svenire sono stati: "Ok è andata, è finita, pazienza" e mi sono steso contro il muro. Poi però mi sono risvegliato e una volta sveglio mi sono sentito davvero rinato, è stato come nascere per la seconda volta. *Un'altra volta invece, sempre durante la guerra in Cecenia, ci hanno colpito con un lanciagranate ed hanno fatto rovesciare il convoglio in cui mi trovavo. In quel momento stavo dormendo e il colpo è stato talmente violento che due dei nostri autisti sono subito morti. Io invece sono solo diventato sordo dall'orecchio sinistro. Ricordo che quando c'è stata l'esplosione ero in uno stato di dormiveglia in cui ho pensato di nuovo: "Ok, stavolta è finita davvero" e invece no, sono svenuto e sono rinato di nuovo! {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20110806033111/http://www.nicolaililin.com:80/?p&#61772 A Grozny io ho combattuto, c'è ancora dolore nell'anima]''|''Nicolaililin.com'', 30 marzo 2011.|h=4}} *La prima volta che entrai nella città di Grozny era il settembre del 1999. [...] Io a quel tempo ero all'inizio del secondo anno del mio servizio militare obbligatorio che svolgevo nel reparto speciale di ricognizione e sabotaggio presso il Direttorato Principale d'Esplorazione (GRU in russo). La guerra che dovevo combattere era brutta e difficile, come lo è ogni guerra in questo mondo. I terroristi, per giustificare l'impegno di enormi somme di denaro provenienti dai paesi arabi, combattevano senza risparmiarsi, in gioco c'erano troppi soldi, troppi poteri e tutto il mondo del fondamentalismo islamico aveva tante aspettative su di loro per l'interesse strategico nel controllo della regione della Cecenia per le sue risorse naturali e per il passaggio verso il territorio del Caucaso. I terroristi erano ben organizzati e perfettamente preparati sia per la difesa che per azioni di guerra partigiana. Noi gli davamo la caccia tra le montagne e nelle città, in una lotta molto crudele, perché nessuna delle due parti era intenzionata a mollare. *Dopo due anni e tre mesi di servizio sono stato congedato e tornando a casa ho lasciato un paese in fiamme, oltre qualsiasi immaginabile soglia di povertà, senza infrastrutture fondamentali necessarie per l'esistenza di qualsiasi società umana. [...] Tutto questo accadeva per via della totale assenza di impegno da parte dell'amministrazione della Federazione Russa, interessata solamente a soddisfare le proprie ambizioni politiche e territoriali. *Sono contento che il paese a cui mi legano ricordi forti e contraddittori finalmente ha ripreso la sua vita, anche se tra mille difficoltà. Sebbene sia ancora lontano dallo standard di uno stato democratico, voglio pensare che il primo passo verso una vita pacifica e un futuro degno e onesto sia stato fatto. {{Int|Da ''[https://www.gliamantideilibri.it/intervista-a-nicolai-lilin/ A tu per tu con... Nicolai Lilin]''|Intervista di Serena Langini, ''gliamantideilibri.it'', 8 aprile 2011.|h=4}} *La società dove sono nato io aveva tante diverse particolarità; era una società di resistenti politici, quindi persone che colpivano atti illegali per motivi ideologici. Quindi erano diffamati, chiamati criminali dagli altri e in alcuni momenti sono anche stati costretti a comportarsi come tali. Però all'interno esistevano ovviamente le loro regole. Ad esempio, nella mia comunità non si facevano i crimini contro un individuo, non si rubava, non si scippava, non si spacciava la droga, non si gestiva la prostituzione. Tutti i crimini si compivano contro il potere; il che voleva dire che si uccidevano persone al servizio del potere: poliziotti, militari... sovietici. E dall'altra parte eseguivano rapine alle banche e dei furgoni portavalori perché nell'Unione Sovietica tutto questo era proprietà dello Stato, il privato non esisteva nell'Unione Sovietica. Tant'è vero che quando è crollata l'Unione Sovietica, la nostra comunità ha smesso di esistere. *Il concetto di criminale nasce con lo Stato, che può essere uno stato giusto, come il nostro italiano, una democrazia. Però qui la criminalità è diversa, sono degli stronzi, che a volte sono in contatto col nostro governo, sono mafiosi e fanno crimini contro di noi per guadagnare soldi, non hanno un movente ideologico, gli interessano solo i soldi. Questa gente andrebbe eliminata, perché chi commette crimini contro il proprio popolo avendo come movente i soldi non cambierà mai idea. Come con Hitler, o costretti al suicidio o eliminati, perché vogliono solo il potere. *Adesso anche in Russia è pieno di questi tatuaggi. All'inizio del secolo, quando i comunisti hanno avvicinato al loro giro i criminali più "moderni", hanno creato caste, come la più grande, Seme Nero, creata dal kgb. Questi sfruttano i loro tatuaggi, hanno una grande tradizione di cui parlano tutti, i giornalisti americani vanno e li filmano nelle carceri, ma in realtà dietro non c'è nessun significato, lo usano come una divisa militare coi gradi e le medagliette. *Qua in Italia, i nostri 18enni, oltre a spacciare cocaina a Napoli, oltre a fare cazzate in Sicilia, lavorare dai loro genitori e allevare maiali in Piemonte, non sanno fare. Si ammazzano in macchina, fanno casino, sono contro tutto, sono individualisti, consumatori come nessuno in Europa. Consumiamo in modo vergognoso noi. [...] Il problema principale in Italia è che ci sono troppe lobby dei vecchi; in Italia è tutto gestito dai vecchi, anche la cultura, l'arte, il cinema, la tv...e un giovane, anche se bravo e creativo, non entra... *L'educazione militare, di questi tempi, è molto importante, è come un movimento che unisce. Voi immaginate un'unica categoria di persone che al Nord non fanno parte della Lega sono gli Alpini. Perché gli Alpini, quando hanno fatto il militare, erano tutti insieme, hanno imparato il cameratismo, condividevano con ragazzi di Trapani, di Roma, della Puglia, e quindi hanno rispetto e lo sanno che l'unione fa la forza. Invece chi vuole dividere gioca sull'ignoranza delle persone e sulla mancanza di momenti che ci uniscono. *[...] ho visto 5 conflitti, son stato nei servizi privati. Faccio consulenze alla polizia e ai carabinieri. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20111127134323/http://www.nicolaililin.com/?p&#61838 Scritto col sangue]''|Intervista di Raffaele Panizza per ''Panorama'', ''nicolaililin.com'', 18 maggio 2011.|h=4}} *{{NDR|«Alcuni detrattori ritengono inverosimile che lei, cittadino moldavo, sia stato chiamato alla leva dalla Russia.»}}<br />La cosa è semplice: mio nonno era siberiano e io avevo il doppio passaporto. Per molti ragazzi, poi, l'esercito era un'opportunità. A bender, la mia città, c'era un ufficio della 14ma armata. Chi sostiene il contrario dimostra ignoranza. *Avevo un arsenale. Durante la guerra in Cecenia il mio reparto era autorizzato a sequestrare tutte le armi che trovava. Mi ero organizzato con i corrieri e facevo spedire tutto a casa. Al ritorno ho trovato un capitale: fucili svizzeri che valevano più di una Mercedes, cannocchiali militari che gli arabi erano disposti a pagare una fortuna. Dopo ho lavorato per una società di sicurezza privata, finché sono stato chiamato da un'agenzia israeliana. Mi occupavo di logistica: se un cliente doveva attraversare una zona pericolosa dell'Afghanistan, io andavo sul posto e parlavo coi capitribù, spiegando perché era conveniente per loro non ammazzare il mio cliente. Se non si convincevano, li pagavo. Sono stato in tutto il Medio Oriente. *Io mi occupavo del satanismo inconsapevole, di gente che agisce per conto del male senza saperlo. Persone manovrate da adoratori del demonio. Una realtà enorme e sconosciuta, alla quale il Vaticano dedica grande attenzione. *Da piccolo, ogni volta che dimostravo un segno di debolezza, mio padre mi picchiava. *Sono cresciuto in una società dove Cristianesimo e omicidio erano tenuti assieme senza contraddizioni. Mi sento male se dico una bugia, ma per le vite che ho portato via no, sono in pace. È il complesso dei templari: ammazzavano la gente, ma dentro un codice. L'ho fatto anch'io, ma dentro uno scontro di civiltà. {{Int|Da ''[https://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/05/20/PR_47_01.html Nicolai Lilin racconta la sua sporca guerra combattuta in Cecenia]''|Intervista di Alessandro Mezzena Lona, ''Il piccolo'', 20 maggio 2011.|h=4}} *{{NDR|Su ''Il respiro del buio''}} Questa volta ho deciso di comportarmi da vero romanziere: mescolerò alla realtà che ho vissuto più finzione, più letteratura. Così smetteranno di criticarmi. Di dirmi che non posso aver vissuto storie così estreme. *[...] quando sono uscito dall'esercito russo mi sono trovato senza una storia, senza documenti. Ovviamente, sul foglio di congedo non potevano scrivere che in Cecenia facevamo la guerra illegale. Che ci comportavamo come i terroristi. In Russia queste cose non le sanno, non le dice nessuno. Meno che meno i giornalisti. E così mi sono trovato a dovermi inventare un futuro. *{{NDR|«In Italia si è occupato anche dei satanisti?»}} Siccome mi sono sempre occupato di sicurezza, una società privata di volontariato legata al Vaticano mi ha infiltrato per due anni all'interno di alcuni gruppi satanisti. In quell'ambiente ho scoperto un grande traffico pedofilo tra la Russia e l'Europa. Ho fatto denunce contro parecchie persone, ma il problema è che sono molto coperti. [...] Posso dire che ho denunciato l'esistenza di una rete pedofila a Monaco di Baviera. La denuncia non ha mai avuto seguito. Del resto, un film porno con la partecipazione di un minore, girato in poche copie, può costare da 50 a 70 mila euro. Ho scoperto cose davvero schifose.<br />{{NDR|«Perché ne parla solo adesso?»}}<br />Mi sentivo vulnerabile. E poi, speravo di continuare a lavorare in questo ambiente. Ma dopo l'uscita dei due romanzi la mia faccia è davvero troppo riconoscibile. In più, adesso ho una figlia di cinque anni. Però non smetterò mai di raccontare a tutti che i pedofili sono ricchi e potenti. Non solo in Italia: in Belgio ci sono associazioni pro-pedofili che li aiutano a nascondersi. {{Int|Da ''[https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/books/features/when-does-a-soldier-s-memoir-count-as-fact-and-when-as-fiction-2335945.html When does a soldier's "memoir" count as fact, and when as fiction?]''|Intervista di Oliver Bullough su ''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]'', ''independent.co.uk'', 12 agosto 2011.|h=4}} *Questa non è la mia storia. Questa è la storia di un mio compagno che ha combattuto con me [...]. Ho scritto la storia di un compagno che purtroppo è stato ucciso in guerra. Mi ha detto che è andata così e la cosa mi ha interessato. Veniva da una famiglia povera, era un ragazzo di villaggio, e la sua storia mi piaceva molto. :''That is not my story. That is the story of one of my comrades who fought with me'' [...]. ''I wrote the story of a comrade who was sadly killed in the war. He told me that that was how it happened and it interested me. He was from a poor family, a village boy, and I liked his story very much.'' *Quando ho scritto il libro non volevo che fosse considerato storico. Primo perché non potrei scrivere un libro di [[memorie (genere letterario|memorie]], perché non sono importante o qualcosa del genere. Se fossi Mozart o la Regina Elisabetta, potrebbero scrivere un libro di memorie, ma non sono nessuno [...] Non so come chiamarlo. Non è un libro di memorie. È un romanzo basato su eventi realmente accaduti. :''When I wrote the book I did not want it to be considered as historical. First because I could not write a memoir, because I am not important or something. If I was Mozart or Queen Elizabeth, they could write a memoir, but I am no one'' [...]. ''I do not know what to call it. It is not a memoir. It is a novel based on real events.'' *Tutti gli eventi nelle città, beh, personalmente ho combattuto molto poco nelle città, a dire il vero. Per esperienza personale, sono stato molto poco in città. Ero a Groznyj quando è stato ripreso ma ci hanno rimandati via molto presto. :''All the events in towns, well, I personally fought very little in towns, to be honest. From my own experience, I was very little in towns. I was in Grozny when it was taken back but they sent us out again very quickly.'' *Ho usato molte storie per creare alcuni fatti nel mio libro, alcuni racconti di guerra in città. Forse in alcune di queste storie che ho scritto le ho colorate un po', forse ho esagerato, ma questo era appositamente per mostrare l'orrore della guerra urbana. Onestamente per quanto riguarda il fatto dei 13 colonnelli {{NDR|caduti in una battaglia urbana}}, non ricordo. :''I used a lot of stories to create a few facts in my book, a few tales of war in the city. Maybe in some of these stories I wrote I coloured them up a bit, maybe I exaggerated, but this was specially to show the horror of urban war. Honestly as far as the fact about 13 colonels, I do not remember.'' *{{NDR|«Quindi quanto del libro è effettivamente vero?»}} È difficile da dire. Le storie più importanti, in particolare quando scrivo di come si sente una persona in guerra, questa è la mia esperienza. Poi ci sono un sacco di storie di soldati che potrebbero essere, non so, vere o meno perché in guerra non controlli quello che ti dice il tuo compagno. :''{{NDR|«So how much of the book actually is true?»}} It is hard to say. The most important stories, particularly when I write about how a person feels in war, that is my experience. Then there are a lot of stories from soldiers that could be, I don't know, true or otherwise because in a war, you don't check what your comrade tells you.'' {{Int|Da ''[https://ojs.unito.it/index.php/spaziofilosofico/article/view/8694 Nicolai Lilin: Violenza utile?]''|Intervista di Giorgio Cattaneo, ''Spazio filosofico'', vol. I, 3, pp. 305-309, 30 settembre 2011.|h=4}} *Mia figlia ha solo cinque anni e ha già imparato a smontare e rimontare la pistola: gliel'ho insegnato perché penso che potrebbe sempre esserle utile, un giorno. *Non avessi avuto alle mie spalle la "scuola" di Bender probabilmente nel mattatoio del Caucaso non sarei sopravvissuto: se non sei addestrato fin da piccolo al dolore, a dare e ricevere dolore, di fronte a una mattanza come quella cecena il tuo cervello scoppia. Anche il mio ci è andato vicinissimo: ero cecchino, tiratore scelto, e avevo il "privilegio" di guardare negli occhi, col mirino ottico, i nemici a cui avrei sparato. Nei primi mesi li contavo. Quando sono arrivato a cinquanta, ho smesso: per non impazzire. *Stalin mandava in Siberia dissidenti e intere popolazioni, ma Mosca trovò utile sradicare i ribelli siberiani spedendoli nel caldo torrido dell'estremo sud, a due passi da Odessa e dal Mar Nero *A Bender, da piccolo, tra i miei amici ero l'unico a dar retta alle vecchie storie degli anziani [...]. Mi piaceva il mondo di cui parlavano, duro e spietato, ma con un'etica. Mai colpire donne e bambini, mai fare del male a qualcuno senza un valido motivo. E addirittura, venerazione per i disabili: li chiamavano "voluti da Dio", erano considerati medium inconsapevoli, ambasciatori dell'invisibile. *{{NDR|Sulla presenza di immagini religiose sui suoi tatuaggi}} È un retaggio culturale che risale agli Efei, antico popolo pre-russo: volevano avvicinare i pellegrini per derubarli; non disponendo di croci e altri monili religiosi, cominciarono a tatuarseli sulla pelle. *Quando sono tornato a Bender dopo la guerra ci sono rimasto pochissimo [...], perché non c'era quasi più nessuno: tutti morti, o in galera o scappati chissà dove. *A un certo punto per salvarmi sono praticamente scappato: in Siberia, dal fratello di mio nonno. Un vecchio che si era ritirato nella foresta e viveva di caccia sulle rive del fiume Lena perché del mondo non ne voleva più sapere. Immaginavo che solo lui mi avrebbe potuto aiutare a ritrovare un po' di pace,e così è stato. Aveva combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, a Stalingrado. Vedendomi ridotto a uno straccio, mi ha detto: anch'io ero conciato così e allora pensavo che non mi sarei mai più ripreso, invece ho imparato che il tempo pian piano ci guarisce. E poi, ha aggiunto, domandati perché sei sopravvissuto: un motivo c'è sicuramente e un giorno lo scoprirai. *Da piccolo ho lottato, ho ferito coetanei a coltellate. Era "giusto", perché ero stato provocato. Poi ho imparato a tatuare: disegnavo e tatuavo pistole e coltelli, sulla pelle di uomini che avevano ucciso e volevano ricordarlo, a se stessi e agli altri. Ormai anch'io giravo sempre armato, a Bender. Ma tutto questo non è niente, rispetto alla violenza della guerra: ti prendono, ti caricano su un camion e poi ti mandano in prima linea. Per prima cosa ti fanno raccogliere i morti del giorno prima e ti obbligano a pranzare in mezzo ai cadaveri massacrati. Poi tocca a te. Devi prepararti a sparare, a uccidere: per non essere ucciso. E questa, di gran lunga, è la peggiore delle violenze: la costrizione. Devi mettere a tacere la tua voce interiore, altrimenti finisci al manicomio. Diventi una macchina di morte. Dopo due anni di Cecenia, ero conciato così male che, al momento del congedo, un ufficiale mi ha chiesto di restare nelle forze speciali: mi ha detto che, dopo quello che mi era toccato vivere, non sarei mai più riuscito a tornare alla vita di prima, tra le cosiddette persone normali. Bruciato per sempre. Si sbagliava, ma ad uscire da quel tunnel ho impiegato anni. *[...] di guerriglieri ceceni ne abbiamo incontrati davvero pochissimi: era pieno di afghani, sauditi e giordani, mercenari. Di giorno i generali di Eltsin ci mandavano al macello a Grozny, mentre la notte trafficavano con la benzina alle nostre spalle. E molti dei nemici abbattuti erano dotati del migliore armamento russo. Un imbroglio sanguinoso e colossale, per far sparire una montagna di soldi e arricchire gli oligarchi decisi a svendere la Russia agli americani. E noi in prima linea, a farci ammazzare. E a sparare ai "terroristi", mirando alla testa. {{Int|Da ''[https://www.kommersant.ru/doc/1781738 "Мои рассказы такие дерзкие"]''|Intervista di [[Elena Černenko (giornalista)|Elena Černenko]], ''Kommersant.ru'', 3 ottobre 2011.|h=4}} *I miei racconti sono arrivati ​​al direttore dell'associazione letteraria e quando mi ha chiamato alle due del mattino piangeva. Ha detto: le mie storie sono così audaci e lo hanno toccato così tanto che vorrebbe mostrarle a un editore serio. Due settimane dopo ho ricevuto una telefonata dalla più grande casa editrice italiana, Einaudi. :''Мои рассказы попали к директору литературной ассоциации, и когда он позвонил мне в два часа ночи, он плакал. Он сказал: мои рассказы такие дерзкие и они так сильно его затронули, что он хотел бы показать их серьезному издателю. через две недели мне позвонили из самого большого издательства в Италии Einaudi.'' *{{NDR|Sul ruolo di Kuzja in ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Abbiamo considerato due possibili attori per questo ruolo. Il secondo è Anthony Hopkins. Ma penso che Malkovich sia più adatto. Hopkins ha un aspetto e un temperamento più occidentali. E quello di Malkovich è più orientale. E a questo particolare livello mi ricorda di più il nonno Kuzja. :''Мы рассматривали двух возможных актеров на эту роль. Второй — Энтони Хопкинс. Но мне кажется, что Малкович лучше подходит. У Хопкинса более западная внешность и темперамент. А у Малковича — более восточная. И на таком частном уровне он мне больше напоминает дедушку Кузю.'' *{{NDR|«Qui ho tra le mani la versione tedesca del libro, e qui sulla copertina c'è scritto: "Nicolai Lilin, urca siberiano ereditario..."»}} Purtroppo non ho alcuna influenza su come viene presentato il mio libro. In Italia scrivono la stessa cosa in copertina, perché devono in qualche modo vendere questo libro e in qualche modo farmi conoscere alla gente. Ma questa non è un'autobiografia. Anche se questo libro si basa sulla mia esperienza, su ciò che io stesso ho vissuto.<br />Sono cresciuto in una famiglia povera e problematica. Gli anziani si sentirono espulsi dalla Siberia. Quando ero piccolo, pensavo, che razza di sciocco esilierebbe la gente dalla Siberia al sud? :''{{NDR|«Вот у меня в руках немецкая версия книги, и тут на обложке написано: "Николай Лилин, потомственный сибирский урка...»}} К сожалению, я не влияю на то, как представляют мою книгу. В Италии на обложке пишут примерно то же самое, они ведь должны как-то эту книгу продавать и как-то представлять меня людям. Но это не автобиография. Хотя эта книга базируется на моем опыте, на том, что я сам пережил.'' *{{NDR|«Ma come poteva Stalin mandare qualcuno a Bendery negli anni '30, se a quel tempo era territorio rumeno?»}} Non è chiaro cosa ci fosse. Questa parte del libro, che è collegata al reinsediamento... o, diciamo, al "presunto reinsediamento", l'ho scritta o, per meglio dire, ricreata questa storia, utilizzando alcuni ricordi degli anziani. Alcuni furono espulsi, altri fuggirono lì a causa delle persecuzioni dei comunisti. E l'editore ha scritto che questa è un'autobiografia. :''{{NDR|«Но все же, как мог Сталин в 30-е выслать кого-то в Бендеры, если в то время это была румынская территория?»}} Непонятно, что там было. Эту часть книги, которая связана с переселением... или, скажем, с "якобы переселением", я написал или, лучше сказать, воссоздал эту историю, используя некоторые воспоминания стариков. Кого-то выслали, кто-то сам туда бежал от преследования коммунистов. А издатель написал, что это автобиография.'' *{{NDR|«È vero che sei stato in prigione più volte?»}} No, anche questa è una sciocchezza. I traduttori non capiscono cosa siano la detenzione, l'indagine e il processo. Glielo ho spiegato più tardi, ma purtroppo l'hanno già scritto nel libro. Ho avuto un articolo solo una volta, in Transnistria, quando ero minorenne, ho passato nove mesi in prigione. Una volta sono stato indagato in Russia. :''{{NDR|«То, что ты несколько раз в тюрьме сидел, это правда?»}} Нет, это тоже ерунда. Переводчики не понимают, что такое задержание, следствие и суд. Я им потом объяснил, но, к сожалению, они уже это в книжке написали. У меня только один раз была статья, в Приднестровье, по малолетке, я девять месяцев провел в тюрьме. Еще в России один раз был под следствием.'' *In Israele, ho lavorato sotto contratto in un servizio di sicurezza privato. In Occidente, le società di sicurezza private assumono professionisti. Diciamo che un gruppo di specialisti israeliani viene in Afghanistan e, per una certa somma di denaro da parte dell'ONU o del governo americano, effettua una certa operazione militare. L'ho fatto finché la mia gamba destra non è stata strappata da una mina in Iraq. {{NDR|«Oh, quindi sei stato anche in Iraq e Afghanistan?»}} Sì, ma non ne parlo, mica sono scemo. :''В Израиле я работал по контракту в службе частной безопасности. На Западе частные охранные предприятия берут на службу профессионалов. Скажем, в Афганистан приезжает группа израильских специалистов и за определенную сумму денег от ООН или американского правительства совершает определенную военную операцию. Я этим и занимался, пока мне в Ираке миной не разорвало правую ногу. {{NDR|«А, так ты еще в Ираке и Афганистане был?»}} Да, но я об этом не буду рассказывать, я что, дурак, что ли.'' {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20160402192813/http://www.unmercoledidascrittori.it/?p&#61514 Intervista con Nicolai Lilin]''|Intervista di Paolo Ciampi, ''unmercoledidascrittori.it'', 12 ottobre 2011.|h=4}} *[...] noi eravamo i bambini di quarta generazione di immigrati, immigrati non per loro volontà, perché erano stati deportati dalla Siberia alla Transnistria. Siamo cresciuti in un posto che non era casa nostra, un posto ostile che non era la nostra patria, assolutamente. *La Siberia [...] era un paradiso, un posto di cui ci raccontavano da piccoli, dove c'erano boschi enormi. Ogni bambino aveva a casa i nonni che raccontavano di questi boschi e dei fiumi. Ma ci sono tante cose che non quadrano tra la mia Siberia immaginaria e quella reale. Nel mio libro parlo solo di una parte, quella dove viveva lo zio di mio padre, a Nord Ovest della Jacuzia. *Questo nome l'ho scelto proprio per definire la confusione in cui sono cresciuto. L'"educazione siberiana" in realtà è qualcosa che non è mai esistito perché ognuno vedeva le cose a suo modo. I miei vecchi la vedevano al loro modo, io la vivevo in un'altra maniera, poi c'era la gente che vedeva tutto questo da lontano e ci prendeva in giro perché per il resto della città noi eravamo un branco di tradizionalisti ignoranti, e per alcuni versi avevano ragione. *I vecchi che ho conosciuto mi raccontavano che la nostra stirpe derivava da un antico popolo che abitava nel sud della Siberia. A quel tempo c'erano tantissimi popoli nomadi e questi popoli avevano una mentalità molto tribale che molti di noi sentono ancora come propria. Assaltavano tutte le carovane commerciali che passavano non tanto per arricchirsi ma perché a loro dava fastidio il commercio, dava fastidio il denaro. Credevano che ognuno fosse legato alla terra dov'era nato e che dovesse vivere lì, comportarsi onestamente, rispettare gli altri e se stessi, e vivere con quello che gli dà Dio: boschi, fiumi, animali.<br />Si sono scontrati con i primi sistemi governativi; non erano solo anti-comunisti, prima erano stati contro lo zar. Dava loro fastidio qualsiasi sistema politico perché il sistema politico tende a portare il suo diritto, il suo modo di vedere e di gestire le cose e a loro non piaceva perché loro non avevano bisogno di niente. *I nostri nonni, i nostri siberiani dicevano "noi siamo criminali perché il governo ci ha definiti criminali, perché al governo non piace quello che facciamo, però noi siamo diversi da tutti gli altri criminali. Noi non derubiamo la gente per strada, noi non violentiamo le donne; contro le singole persone noi non facciamo niente. Perché la libertà di una persona singola per noi è una cosa sacra. Noi rapiniamo banche perché le banche sono proprietà del governo e ammazziamo i poliziotti, perché loro sono i cani del governo. Ma questo per noi non è un atto criminale, Questo è un dovere di ogni persona libera. Se loro vogliono definirci criminali noi lo accettiamo. Ma aggiungiamo che noi siamo criminali onesti perché abbiamo il nostro codice, il nostro comportamento, la nostra morale". *Avere delle regole è normale, umano. Questa comunità però ne aveva alcune molto estreme, proprio perché era consapevole di essere estremista. Non passava giorni senza che mio nonno mi dicesse che loro erano gente cattiva, che erano degli assassini. A volte mi accarezzava e mi diceva che con quella mano poteva amare me e uccidere un'altra persona. *Quando sono stato congedato dall'esercito mi ricordo che nel primo mese mi spostavo dalla sala alla cucina con il kalashnikov. Ho provato a lasciarlo in cucina e andare in sala ma senza di lui mi sentivo male. Ovviamente è una forma di malattia. *Sono cresciuto con un nonno che aveva una stanza piena di fucili, pistole e altro e all'età di 13 anni andavamo a pesca con le bombe a mano. Questa era la nostra realtà, qua i bambini giocano con il Lego, noi giocavamo con le bombe a mano. *Il tatuaggio tradizionale siberiano è un codice segreto, nato in epoca pre-russa e pre-cristiana. I primi briganti nomadi della foresta, si tatuavano per potersi riconoscere, lungo le grandi strade della Siberia dove assaltavano i convogli provenienti dalla Cina e dall'India. I tatuaggi quindi erano un modo per non farsi assalire da "colleghi", e un modo muto per rendersi fratelli. Quando si diffuse il Cristianesimo, il tatuaggio criminale siberiano adottò i simboli della nuova religione. *La tradizione del tatuaggio è nata proprio per evitare di usare le parole: tra siberiani era ritenuto disonesto parlare. Tutto è legato al concetto di umiltà perché parlare di sé equivale a vantarsi, quindi per raccontare le proprie storie si usavano i tatuaggi, che sono quindi una sorta di alfabeto da decodificare. Non si chiede però a qualcuno di spiegarci cosa vogliono dire i suoi tatuaggi; non si racconta il significato dei tatuaggi. *In Russia ci sono tante società criminali, alcune moderne, altre che hanno una storia di qualche secolo. Seme Nero attualmente è la comunità più grande e più potente nel mondo criminale russo, è stata creata dai comunisti all'inizio del secolo scorso per controllare i detenuti nelle prigioni. Oggi fa parte del sistema di controllo e potere in Russia chiamato 'Santa Trinità'. In esso rientrano elementi del governo corrotto, la parte vecchia dei servizi segreti russi, ex Kgb e criminali che rappresentano Seme Nero. *Nel 2003 mia madre era in Italia e io in Russia. Lei mi fece credere di essere molto malata, così io arrivai di corsa, ma al mio arrivo ho scoperto che invece aveva inventato tutto per farmi venire, solo per vedermi.<br />A quel punto ho capito che questa sarebbe stata la mia terra. Ho costruito la mia casa mattone per mattone. Mi sono sposato. Ho fatto una figlia. Sono cittadino italiano. Se scoppia una guerra, andrò a morire per questo paese. L'Italia è la mia patria, la rispetto e l'adoro. *Ho imparato l'italiano nella strada, vivendo la vita, non sono mai andato ad una scuola di lingua.<br />Ma la mia relazione con la lingua italiana risale già alla mia infanzia. Quando ero piccolo, un medico, amico di famiglia, un rappresentante dell'intellighenzia, mi leggeva Dante in italiano, io non capivo nulla però mi ricordo che mi emozionava. *{{NDR|«La decisione di andare, lo scorso settembre, a presentare il tuo libro a Casa Pound, un centro sociale di estrema destra a Roma, ti ha esposto alle critiche di molti. Perché ci sei andato?»}} Perché mi hanno invitato.<br />Sono stato molto criticato per questo mio gesto, sia dal mio editore che da mia moglie, ma io cerco sempre di capire l'altro. Mi considero apolitico perché in quanto scrittore non reputo di dovermi occupare di politica, ma naturalmente ho le mie idee sull'Italia e la politica. *Non riesco a capire perché qualcuno mi abbia dato del fascista. Sono andato dieci volte in centri sociali, nove volte erano centri sociali di sinistra e nessuno ha detto niente. L'ultima volta sono andato a Casa Pound e la cosa è stata giudicata scandalosa. Ho ascoltato i loro discorsi e mi è sembrato che esprimessero bisogni simili a quelli di tanti ragazzi di sinistra. Ho visto la stessa strumentalizzazione da parte di chi sa come usarli. Ragazzi che non sanno comunicare e si fanno la guerra tra loro quando dovrebbero fare la guerra al consumismo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/dal-quotidiano/reportage/2011/12/12/news/cos_la_generazione_internet_ha_risvegliato_il_popolo_russo-26456891/ Così la Generazione Internet ha risvegliato il popolo russo]''|Sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]], ''repubblica.it'', 12 dicembre 2011.|h=4}} *Negli undici anni del potere totalitario esercitato da Vladimir Putin le recenti notizie che arrivano dalla Russia sono forse le più importanti e positive sia per la vita interna socio-politica del paese, sia per la sua immagine nel quadro internazionale. La reazione immediata del popolo ai brogli elettorali esercitati dal potere corrotto del Cremlino. [...] L'accaduto a Mosca segna un nuovo percorso etico e morale della società post sovietica: finalmente i cittadini si sono indignati e hanno avuto il coraggio e la capacità di organizzarsi e rivendicare il proprio diritto al voto. *In Occidente pochi capiscono fino in fondo che la Russia nel corso di tutta la sua storia ha vissuto in un clima di schiavitù e terrore: prima quello della monarchia, poi quello comunista, poi il recente pseudo-democratico, il risultato è stato sempre lo stesso: generazioni di schiavi, prigionieri, militari contro la propria volontà, tantissimi esuli ed emigranti. Gente costretta a combattere le guerre, trasformata dalla propria classe dirigente in una massa di ladri e bugiardi, e se qualcuno mostrava di essere all'altezza di un ragionamento intellettuale, veniva soppresso, come gli intellettuali anti monarchici impiccati nel 1825 a seguito della Rivolta di Dicembre. E come moltissimi altri intellettuali divenuti prigionieri del Gulag ai tempi di Stalin e perseguitati fino all'ultimo anno di Urss. Persone coraggiose e oneste come Anna Politkovskaya, uccise dai boia del regime putiniano negli anni della loro tirannia. *L'importanza di questo periodo storico è troppo evidente e sulla scena sono apparsi i rappresentanti di una classe di cittadini che prima sembravano invisibili: trentenni che hanno avuto la possibilità di "temprare" le proprie convinzioni politiche negli scenari apocalittici del crollo dell'Urss, paese in cui sono nati e cresciuti, allevati dall'ideologia sovietica che ai loro tempi ormai sembrava rappresentare l'ombra di un impero cadavere. Hanno passato l'adolescenza costretti ad inserirsi in una società corrotta, criminalizzata alla maniera hollywoodiana, hanno conosciuto le guerre civili post sovietiche, e ora hanno raggiunto l'età in cui si tirano le prime somme del proprio vissuto, in cui gli uomini si prendono la responsabilità per qualcosa che supera il limite etico di un singolo individuo. Scoprendo sulla propria pelle l'importanza di un cambiamento, questi nuovi cittadini russi usano una nuova forma d'informazione, sono popolo del web, sono in collegamento tra loro mediante la rete, non si fanno imbrogliare dalla propaganda governativa, usano i canali alternativi per informarsi e non ci mettono molto ad organizzarsi. Loro senza dubbio costituiscono il blocco più forte e importante della massa che ha manifestato la denuncia al sistema governativo, alla corruzione politica, alle ingiustizie e prepotenze dello Stato. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2011/12/12/page_032.pdf L'aria nuova di Mosca]''|Intervista di Marina Mastroluca sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]], ''L'Unità'', 12 dicembre 2011.|h=4}} *Il solo fatto che Putin abbia perso le elezioni - e dico perso tra virgolette, perché ha sempre intorno al 50% - mi riempie di gioia. Perché la Russia è un Paese basato sulla corruzione e sul controllo dei servizi segreti, dove i cittadini sono trattati come schiavi. E ora qualcosa si sta muovendo. *In Russia la gente ha creduto per anni alle favole che sentiva raccontare. Ha creduto al pericolo del terrorismo, ha creduto che i ceceni fossero criminali e che questo piccolo uomo fosse in grado da solo di garantire sicurezza, salvare le città, mantenere l'ordine. Putin in realtà non è che il risultato di un compromesso tra servizi segreti e oligarchi, per evitare una guerra civile e spartirsi quello che c'era da spartire. *È un piccolo uomo, uno che ha sempre bisogno di dimostrare il contrario e per questo si fa fotografare con le tigri, o a torso nudo o con un fucile da cecchino. Non è nemmeno il meglio che possano esprimere i servizi segreti, è semmai un loro fallimento. *{{NDR|Le proteste}} vogliono dire che il popolo russo ha ripreso coscienza, le persone non hanno più paura perché sono disperate. Attenzione però a dire che Putin è l'obiettivo, perché non è così. È il sistema di potere nel suo insieme: i russi hanno capito che vivono in un Paese corrotto e vogliono seguire invece una via democratica. *Quello che temo è un ritorno del terrorismo. Putin ha in mano la parte peggiore dei servizi segreti, la più corrotta, l'[[Fsb]], che è stato il vero braccio armato degli oligarchi. Ci ricordiamo tutti come Putin è arrivato al potere, con le [[Bombe nei palazzi in Russia|bombe nei condomini delle città russe]]. Sono loro i veri terroristi. Temo quindi nuovi attentati. Poi si darà la colpa ad altri, forse si farà una nuova guerra. Non in Cecenia, stavolta magari in Inguscezia o Daghestan. *Questo non è un movimento pilotato dagli Usa. Il nastro {{NDR|bianco}} è solo un modo per riconoscersi, come facevo anch'io con i miei compagni durante le operazioni di combattimento in guerra, per evitare il fuoco amico. ===2012=== *Vi porterò nel luogo in cui ogni assurdità fa tendenza: Absurdistan, come si potrebbe ribattezzare la Russia post sovietica dove povertà e ricchezza convivono in un modo isterico, senza badare all'etica.<br />Qui i cittadini nati e cresciuti in un paese chiuso al mondo e bombardati dalla propaganda totalitaria, sono stati travolti dall'onda del consumismo occidentale. Il crollo dell'impero sovietico ha generato molta povertà, ha tolto quella stabilità sociale della quale nel bene e nel male i cittadini disponevano, e trasformato la Russia in un grande bazar in cui si poteva comprare e vendere di tutto, spesso senza badare alle leggi. Su questo sfondo crescevano parallelamente nuove realtà, i cosiddetti "[[Nuovi russi]]", gente arricchita grazie a qualche affare illegale, spesso figli della vecchia dirigenza politica. Si sa che l'accumulo di denaro non si accompagna necessariamente con l'educazione e la cultura necessaria per inserirsi nell'alta società.<ref group="fonte" name="granbazar">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/i-nuovi-incredibili-russi-che-abitano-in-un-gran-bazar/262/ I nuovi, incredibili, russi che abitano in un gran bazar]'', ''xl.repubblica.it'', 3 marzo 2012.</ref> *{{NDR|Sui [[nuovi russi]]}} Nonostante le disperate rincorse alla barca più lunga, gli acquisti di squadre sportive, i fidanzamenti con star del cinema questi personaggi non sono riusciti a cancellare lo stampo "Made in URSS" che gli è rimasto inciso sulla fronte per sempre, identificandoli come una massa rozza di barbari.<ref group="fonte" name="granbazar"/> *Subito dopo il crollo dell'URSS la crisi e l'inflazione hanno colpito il Paese, mettendo in ginocchio le sue infrastrutture. Tra i più umiliati ci sono gli esponenti dell'esercito. La leggendaria Armata Rossa si è trasformata in un'enorme organizzazione a delinquere. Gli ufficiali si dedicano a traffico di armi e droga, estorsioni e sequestri di persona. Molti vendono sul mercato illegale anche carri armati, cannoni e missili.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/nella-russia-disastrata-i-bombardieri-vanno-a-pesca/267/ Nella Russia disastrata i bombardieri vanno a pesca]'', ''xl.repubblica.it'', 3 aprile 2012.</ref> *Nei giorni successivi al crollo del muro che divideva Berlino, i cittadini dell'Urss, con impazienza e un vago senso di agitazione, si impegnarono ad affrontare le prime ondate di democrazia e libertà che arrivavano dall'Occidente capitalista sotto forma di film porno in VHS, giornali pubblicitari in cui venivano messi in bella mostra i prodotti dei grandi supermercati simbolo dell'abbondanza di cui godevano i paesi della NATO e talk show della tv americana anni Settanta tradotti in russo e trasmessi in loop giorno e notte sui canali locali, come una sorta di corso accelerato per chi volesse comprendere il senso della cultura dei Paesi che solo qualche anno prima i sovietici minacciavano con l'apocalisse nucleare.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/armata-rossa-e-popolo-uniti-in-nome-della-lotta-no-della-soap/283/ Armata rossa e popolo, uniti in nome della lotta? No, della soap]'', ''xl.repubblica.it'', 3 maggio 2012.</ref> *Nella nostra città c'erano quattro persone che possedevano quest'auto . Uno di questi era il capo della polizia, corrotto fino al midollo, per i soldi sarebbe stato capace di liberare Jack lo Squartatore o di incarcerare Cenerentola. Il secondo era il colonnello della base militare, che aveva un traffico di armi con l'Ovest molto ben avviato. Poi c'era il "padrino" del mondo criminale, che aveva fatto fuori una buona parte dei concorrenti per il monopolio nel traffico di droga. L'ultimo ma non meno illustre possessore della Bmw 750 era il presidente dell'associazione culturale ebraica, che commerciava in oro nero e diamanti.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/lo-status-symbol-non-serve-che-funzioni-basta-lapparenza/292/ Lo status symbol? Non serve che funzioni. Basta l'apparenza]'', ''xl.repubblica.it'', 3 giugno 2012.</ref> *Nella lontana Yakuzia, la regione più vasta della Siberia centrale, abitano diverse tribù che principalmente si occupano della caccia e dell'allevamento delle renne. Queste tribù hanno mantenuto le loro usanze pagane e credono negli spiriti. Prima di entrare nell'acqua del fiume, prima di accendere il fuoco, prima di partire per un lungo viaggio oppure prima di cacciare un animale, si rivolgono allo spirito più indicato per la situazione: anche in quei posti gli umani sembrano essere dipendenti da una sorta di burocrazia.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/quando-i-sex-pistols-diventarono-sciamani-della-siberia-profonda/329/ Quando i Sex Pistols diventarono sciamani della Siberia profonda]'', ''xl.repubblica.it'', 3 ottobre 2012.</ref> *Nei lontani anni Novanta, subito dopo il crollo del regime sovietico, i cittadini di quell'enorme Paese hanno finalmente la possibilità di respirare una boccata d'aria al gusto di libertà e democrazia. Nessuno dà troppo peso a qualche deviazione estremista dei detentori del potere, che in alcune regioni si esprime con guerre civili e veri e propri genocidi. Con l'arrivo della tv via cavo, la maggioranza del Paese è impegnata a seguire i serial televisivi messicani di giorno e i programmi per adulti dopo le undici di sera, che per lo più sono riproduzioni dei film pornografici tedeschi risalenti agli anni dell'attività della Rote Armee Fraktion. La disoccupazione cresce a dismisura, le poche ma concrete sicurezze del sistema sociale sovietico spariscono come un terreno fantasma sotto i piedi dei lavoratori, ma la gente è troppo abbagliata dalle possibilità del consumismo.<ref group="fonte" name="venezia">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/quanto-e-bella-venezia-somiglia-tanto-a-san-pietroburgo/396/ Quanto è bella Venezia: somiglia tanto a San Pietroburgo...]'', ''xl.repubblica.it'', 3 novembre 2012.</ref> *La classifica delle fissazioni neocapitalistiche dei russi in quel periodo è composta da cinque cose che ogni cittadino ritiene indispensabili per poter raggiungere la serenità personale: 1. Un'automobile straniera, grossa, con l'autoradio estraibile e i vetri elettrici, preferibilmente Mercedes (alcuni sognano anche solo l'autoradio da portare in giro come se avessero appena parcheggiato). 2. Un televisore con videoproiettore incorporato, preferibilmente di marca giapponese. 3. Una catena d'oro massiccio da portare sopra gli abiti (i più ricchi ed eleganti aggiungono anche una croce d'oro da cinque chili che penzola fino a toccare l'ombelico). 4. Un paio di scarpe Adidas. 5. Un viaggio turistico in Occidente, per poter dimostrare a quei pivelli capitalisti tutta la grandezza dell'animo russo (questo accade ad esempio quando davanti alla Cappella Sistina vi capita di sentire un turista russo che dice con orgoglio alla moglie «Ma guarda che miseria, la Piazza Rossa è cento volte più grande!»).<br />L'ultimo dei desideri nella lista dei russi è forse quello meno importante, ma di certo il più difficile da realizzare. Anche se la "Cortina di ferro" sovietica è crollata, i russi continuano ad avere molte difficoltà per ottenere i visti turistici per i Paesi occidentali.<ref group="fonte" name="venezia"/> *All'inizio degli anni Novanta, dopo il crollo della cortina di ferro che divideva l'URSS dal resto del mondo, la società sovietica, con una serie di manovre politiche ed economiche, intraprendeva la strada del libero mercato. Il popolo russo, temprato da quasi un secolo di dittatura comunista, accoglieva questa novità con entusiasmo, studiando con passione maniacale i valori della società occidentale attraverso i film hollywoodiani e i prodotti dell'industria pornografica. La diretta conseguenza fu che tutti cominciarono a parlare uno slang stranissimo: era un miscuglio di espressioni da gangster dei tempi della Grande Depressione, giocatori di borsa e kolossal americani.<ref group="fonte" name="università">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/devi-andare-in-carcere-prima-passa-dalluniversita/406/ Devi andare in carcere? Prima passa dall'università...]'', ''xl.repubblica.it'', 3 dicembre 2012.</ref> *Erano gli anni in cui alla domanda "Cosa vuoi fare da grande?" i bambini rispondevano "L'uomo d'affari" o "L'autorità criminale". La criminalità diventò parte integrante della società. Ogni casalinga sapeva tutto su ciò che accadeva nel mondo criminale locale. Il programma più popolare si chiamava La Russia Criminale, una sorta di notiziario del mondo dei fuorilegge, con interviste ai delinquenti, foto e video dei loro scontri e scene di vita dal carcere. Quest'ultima era di estremo interesse negli anni Novanta: con l'avvento del libero mercato le carceri cominciarono a popolarsi di uomini d'affari, poco avvezzi alla vita dei delinquenti comuni, ma costretti a condividere con loro gli spazi stretti e a sottostare alle regole di quello spietato mondo.<ref group="fonte" name="università"/> {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2012/03/03/page_033.pdf «Qui ci vorrebbe un Gramsci russo»]''|Intervista di Marina Mastroluca sulle [[elezioni presidenziali in Russia del 2012]], ''L'Unità'', 3 marzo 2012.|h=4}} *Non credo in un grande cambiamento. È impensabile che un apparato corrotto come è quello attuale lasci uno spazio aperto ad una politica diversa. Sarà solo peggio. *Il popolo russo è povero, messo in ginocchio da un potere corrotto che finge la democrazia, ma pratica la dittatura. E quella post-sovietica è una dittatura neo-capitalista. I russi hanno paura della loro ombra: sceglieranno l'uomo forte, che garantisce sicurezza. Visto quante allusioni sessuali nella campagna elettorale? L'idea è che il popolo-mucca segua il leader-toro. *{{NDR|Sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]]}} Le proteste sono state grandi. Ma ho visto, tra tanta gente per bene, anche chi non avrei voluto vedere. Gruppi neonazisti, ultrà sportivi, organizzazioni estremistiche di sinistra. E anche personaggi pubblici alla Nemtsov o persino Kassianov, ex premier di Putin, che hanno sfruttato le proteste ma che non hanno lo spessore per promuovere un vero cambiamento. *Il sistema dei brogli è talmente forte che anche chi lo gestisce non potrà più fermarlo. Le sole elezioni vere in Russia ci sono state con Gorbaciov, l'unica persona che potrebbe ancora cambiare la Russia. *Ci servirebbe un Gramsci russo. E invece le nuove generazioni sono state rovinate dalla cultura hollywoodiana, cresciute con i film in cui i russi erano sempre i cattivi. Abbiamo interiorizzato una mancanza di dignità. {{Int|Da ''[https://www.barbadillo.it/803-nicolai-lilin-la-russia-oltre-il-paradigma-democratico-e-occidentalista/ Nicolai Lilin, la Russia oltre il "paradigma democratico" e occidentalista]''|Intervista di Antonio Rapisarda, ''Barbadillo.it'', 30 maggio 2012.|h=4}} *{{NDR|Sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]]}} Io l'ho detto e scritto più volte, che tutto in Russia rimane così com'è. Nonostante la stampa, il giornalismo internazionale cerchino di accendere i riflettori, più di quello che meritano, sulle manifestazioni di dissenso. Sono state poche, e quasi tutte insignificanti. Perché San Pietroburgo e Mosca, che sono le città dove si manifesta di più il sentimento critico a Putin, non rappresentano di certo la Russia. È vero, sono città importanti, ma non danno il senso del grosso del paese. *Gli anni del comunismo non hanno fatto per nulla bene: la socializzazione forzata non ha funzionato. Ha trasformato il popolo in un branco di ladri e bugiardi. *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} A me lui non piace. Non fosse altro perché ha lavorato per il Kgb, che ritengo la più importante tra le organizzazioni a delinquere. E quindi avere una persona del genere in un paese che rappresenta la sesta parte del mondo a me non suscita nessun tipo di entusiasmo. Però, dall'altro lato, sono consapevole, facendo poche approfondite analisi, che lui è l'unica persona, l'unico politico che può oggi condurre il paese. *{{NDR|Sulla [[corruzione in Russia]]}} Sono abituati alla corruzione. Ecco, come facciamo a spiegare che la corruzione è un male a una popolazione abituata a pagare l'infermiere di un ospedale per avere una prestazione? Lì sono abituati a pagare per gli attestati scolastici del proprio figlio, per farlo entrare all'università, oppure per non fargli fare il servizio militare: che è uno dei fondamenti di un paese civile, sviluppa nei cittadini il senso di appartenenza al proprio paese. Ecco, quando i cittadini di una nazione pagano per "non contribuire" al servizio di un paese è il massimo: io a persone del genere toglierei il passaporto, toglierei i diritti. *La cosa che mi stupisce oggi [...] è vedere come – rispettivamente – sia cresciuto il neonazismo e una forma di nostalgia del comunismo in un paese che ha subito l'invasione nazista e la dittatura comunista. Insomma, è un paese caotico, con grandi problemi, che non ha ancora imparato a gestire *Speravo nei giovani. Sono un interessante terreno politico da coltivare. Anche perché molti di questi sono persone che hanno visto i prodotti del comunismo, ma anche l'incapacità dei vecchi sistemi di inserire le regole del capitalismo e della globalizzazione. Queste persone sono consapevoli che c'è un'alternativa: ma – è questo il loro problema – nessuno di loro ha la possibilità di un sviluppare un discorso con l'attuale classe dirigente in modo così da arrivare a un accordo, a una tregua. Anche se a noi non piacciono queste espressioni perché sembrano l'anticamera di un complotto, di un segreto, in Russia le persone devono fare questo: cercare un interlocutore e definire il futuro. Anche perché Putin non potrà fare lo zar della Russia per sempre. *Io, per fortuna, non ho mai lottato contro l'imperialismo. Però sono cresciuto con la base educativa, con le suggestioni culturali, di persone che l'hanno affrontato. Mio nonno era anticomunista e nella mia famiglia ci sono stati anche dei martiri che hanno combattuto contro l'imperialismo sovietico. *Noi non possiamo trattare tutti con la categoria che rappresenta noi stessi. A me, ad esempio, il modello americano non piace: mangiano male, non sono ben formati. L'unica cosa positiva che hanno? La libertà di possedere le armi. Solo che non la sanno utilizzare e si ammazzano come cani. *In Irlanda fino a qualche tempo non si poteva portare nemmeno un coltello con la punta. Una legge, questa, che proveniva direttamente dall'imperialismo britannico. Ma che cosa hanno da insegnare i britannici? I loro giovani sono quasi tutti alcolizzati, non sanno come sfogarsi, hanno aperto le porte al terrorismo islamico, sono coinvolti in tutte le guerre. E che fanno? Intervengono con leggi razziste arrivando a vietare anche i coltelli da cucina. {{Int|Da ''[https://www.panorama.it/cultura/nicolai-lilin-una-dose-di-saggezza-siberiana-per-guardare-la-crisi Nicolai Lilin, una dose di saggezza siberiana per guardare la crisi]''|Intervista di Tommaso della Longa, ''Panorama.it'', 19 giugno 2012.|h=4}} *Io so che non si possono mettere a paragone periodi storici così diversi, ma quello che vedo oggi in Italia mi ricorda drammaticamente la falsità e il declino dell'Unione sovietica. *Hanno visto nella Russia una facile preda: nel popolo c'era una sorta di inquietudine creata ad arte, i russi sono andati da questi Savonarola di turno come Eltsin, magari pagati da qualcuno all'esterno del Paese, e la gente si accorgeva improvvisamente di vivere male. Da lì il passo verso la distruzione è stata breve. *La classe politica è la proiezione di quello che gli permettiamo di fare. Io sono preoccupato perché ho già vissuto sulla mia pelle momenti molto simili a quello che viviamo oggi ed è finita molto male. Ero nelle strade della mia città a raccogliere munizioni dai corpi dei morti. Non lo dimenticherò mai e non voglio che succeda più una cosa del genere. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20130202124053/http://www.nicolaililin.com/?p&#611272 La legge bavaglio in Russia]''|''nicolaililin.com'', 14 luglio 2012.|h=4}} *Il 10 luglio 2012, la "Duma", il parlamento russo, ha approvato la legge sull'informazione, che tra le altre funzionalità dovrebbe dare semaforo verde agli specialisti degli "organi competenti" per bloccare i siti internet che non corrispondono agli standard della censura statale. Il cavallo di battaglia del Cremlino è l'improvvisa voglia dei politici russi di combattere contro la pedofilia (con la quale molti di loro hanno guadagnato patrimoni cominciando dal lontano 1991, quando per via delle tangenti ricevute hanno abbassato da 16 fino a 12 l'età in cui il cittadino russo veniva considerato responsabile per la propria vita sessuale, dando così il via alla corsa di produzione di materiali di carattere pedofilo venduti in occidente). *[...] ricordiamo che la rete era l'ultimo mezzo in cui si poteva comunicare liberamente e reperire informazioni senza essere condizionati, in quanto tutte le agenzie d'informazione che agiscono in Russia sono pilotate da diverse forze politiche e per questo non possono essere considerate affidabili, quindi il pluralismo giornalistico in Russia non è mai esistito [...]. *{{NDR|Su [[Arkadij Babčenko]]}} È attivista delle manifestazioni anti-regime, combattente per la Russia nei due conflitti Ceceni, uno dei pochi uomini onesti nonché tra i migliori giornalisti di guerra mai esistito in Russia, e per via della sua estrema trasparenza ha deciso di lasciare il suo lavoro in uno dei quotidiani "oppositori" di punta (quello per cui scriveva la defunta e celeberrima Politkovskaya) per passare all'informazione sul web, motivando questa scelta con il fatto che anche nell'ambito di opposizione il giornalismo non è trasparente. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/30/tatuaggi-siberiani.html Tatuaggi Siberiani]''|Intervista di Fulvio Paloscia, ''repubblica.it'', 30 novembre 2012.|h=4}} *{{NDR|Su ''Storie sulla pelle''}} Qui il tatuaggio è la metafora dell' evoluzione del mondo moderno che ha condizionato le azioni degli umani privandole della loro unicità. Da carta di identità attraverso una complessa simbologia che può essere interpretata solo da eletti, è diventato un' espressione consumistica. Il problema è che abbiamo accettato questa trasformazione come la conseguenza di passaggi culturali inevitabili *Ogni persona che tatuo diventa come un familiare, perché nella tradizione del mio popolo il tatuaggio è un codice di comunicazione privata in cui riconoscersi totalmente. *In realtà la mia storia è un inganno. Uso il mio vissuto come un pretesto per costruire un universo umano. Anzi, credo proprio che la particolarità della mia scrittura sia quella di osservare la vita e raccontarla senza prendere posizioni. Come faceva mio nonno nelle sue narrazioni, e sulla cui oralità ho modellato la mia scrittura semplice e diretta ===2013=== *Quando nel 1987 [[Disastro di Černobyl'|esplose la centrale nucleare a Chernobyl]], tutta l'Unione Sovietica per diversi giorni rimase ignara dell'accaduto. Come spesso accadeva sotto il regime comunista, le autorità cercavano di nascondere gli avvenimenti che ritenevano a rischio di ribellione da parte dei cittadini. Nel frattempo la tragedia registrava risvolti sempre più terribili. Le notizie arrivavano attraverso il passaparola, abbastanza confuse e arricchite dalla fantasia popolare. Alcuni dicevano che la stazione nucleare era stata attaccata da un missile atomico della NATO e che eravamo entrati in fase di guerra aperta contro l'Occidente capitalista. Altri raccontavano invece che ad esplodere erano stati i magazzini in cui erano custoditi gli ordigni nucleari e che le autorità avevano inventato la storia della centrale per nascondere la verità dal resto del mondo. Poi c'erano quelli che sostenevano che l'esplosione della centrale era stata provocata dagli extraterrestri.<ref group="fonte" name="chernobyl">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/la-strega-cattiva-che-vendeva-le-squisite-mele-di-chernobyl/435/ La strega cattiva che vendeva le squisite mele di Chernobyl]'', ''xl.repubblica.it'', 3 febbraio 2013.</ref> *Proprio in quei tempi al mercato della nostra città era apparso un banchetto molto particolare. Lo gestiva una vecchia che somigliava al personaggio delle fiabe russe Baba Yaga, una specie di vecchia strega, malconcia e ripugnante, che vive nel bosco, pratica il cannibalismo e cerca sempre di combinare qualche guaio alla gente. Questa donna vendeva le mele al mercato, sopra questi frutti apparentemente belli e profumati, spiccava un cartello: "Eccellenti mele provenienti da Chernobyl". La gente che passava indietreggiava dallo spavento e scappava via a gambe levate, come se avesse incontrato l'ombra del diavolo. Ma la vecchietta non sembrava affatto dispiaciuta, al contrario, la sua faccia ricoperta di rughe si allargava in un mistico e cattivo ghigno, evidenziando la fila di denti d'oro.<br />Dopo qualche giorno una notizia legata al caso delle mele di Chernobyl scosse la città: la vecchia fu arrestata dalla polizia con l'accusa di favoreggiamento e incitazione all'omicidio, perché tra i suoi clienti c'erano persone che volevano fare i conti con famigliari, vicini, debitori o amanti rifiutati, sperando di realizzare la propria vendetta avvelenandoli con le mele radioattive. Nell'articolo c'era un virgolettato, una frase che aveva detto la venditrice di veleno al giudice: «Io non mi reputo colpevole, perché avvertivo le persone della provenienza delle mele, non ho avvelenato nessuno per mio volere. Se i miei clienti davano le mele da mangiare a qualcuno non è affare mio, una volta pesata e venduta, la merce non mi appartiene più». Per qualche settimana nella nostra città ci fu l'incubo delle mele radioattive.<ref group="fonte" name="chernobyl"/> *La Russia ha fatto un altro salto indietro: la legge antigay. Ora manca quella razziale e Putin potrà farsi crescere i baffi da Hitler.<ref group="fonte">Da un [https://web.archive.org/web/20130703102337/https://twitter.com/nicolai_lilin Tweet] del 2 luglio 2013.</ref> {{Int|Da ''[https://www.panorama.it/lifestyle/nicolai-lilin-paranoie-format Nicolai Lilin: "Le mie paranoie, un format di successo]''|Intervista di Raffaele Panizza, ''panorama.it'', 19 gennaio 2013.|h=4}} *Io possiedo due licenze per il porto d'armi e alcuni fucili, e da frequentatore del poligono m'è capitato di dovere disarmare gente inetta: ricordo un tizio cui s'era inceppata la pistola e tentava di sbloccarla rivolgendola verso di me, col colpo in canna. *Avevo una fidanzata in Texas, il cui padre possedeva 30 fucili d'assalto. Sa dove li teneva? In giardino, nella casetta degli attrezzi. Qualsiasi pazzo avrebbe potuto prenderli e uccidere. Ecco perché succedono le stragi. *Nel 2003, in Afghanistan, ho arrestato un terrorista islamico con 8 chili di esplosivo nello zaino. *{{NDR|«Il suo ricordo più terribile di quegli anni?»}} In Iraq, dove agivano contractor assoldati da un colosso americano delle costruzioni, specializzato in impianti petroliferi. Erano nazisti, con le svastiche appiccicate alle uniformi. Scendevano in città e sparavano ai civili, falciandoli con la mitragliatrice. *{{NDR|«Le capita ancora di vivere paranoie da vita militare?»}} Sempre. Per scendere o salire dall'auto uso modalità operative. Camminando per strada scruto i tetti, in cerca di canne di fucile. Gli psicologi, purtroppo, non sono riusciti a guarirmi. *{{NDR|«Le è mai capitato di spaventarsi e assalire qualcuno?»}} È successo dopo l'uscita di ''Educazione siberiana''. M'ero appena comprato una casa in campagna e mi stavo rilassando sul divano, quando vedo due tizi avvicinarsi alla porta e infilare le chiavi nella serratura. Mi alzo, prendo la pistola e spingo forte la porta, facendoli cadere a terra. Chi siete? Dove sono le armi? Urlo, puntandogli l'arma in faccia. Erano due agenti di Tecnocasa convinti che la villa fosse ancora vuota. {{Int|Da ''[https://www.oggi.it/people/vip-e-star/2013/01/25/nicolai-lilin-perche-ho-detto-si-a-salvatores/ Nicolai Lilin: «Perché ho detto sì a Salvatores»]''|Intervista di ''oggi.it'', 25 gennaio 2013.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} All'inizio ero scettico e non credevo possibile ridurre il libro in un film. Certo che il libro fosse appetibile per il cinema se ne accorsero molto presto, già un mese prima che uscisse nelle librerie. Da quel momento ho ricevuto otto proposte da parte di altrettanti registi, ma a tutte ho detto di no, trattavo il mio libro come qualcosa di inviolabile, di sacrale. Con il tempo ho cambiato prospettiva e quando si è fatto avanti Salvatores ho accettato. Apprezzo il suo stile asciutto, la capacità di raccontare storie semplici e umane, senza per forza eccedere in virtuosismi inutili o trovate fini a se stesse. *{{NDR|Su [[Gabriele Salvatores]]}} È stato uno dei pochi a capire che il libro non è basato su una banale storia di criminali, ma al centro c'è la scomparsa di un vecchio mondo, sotto l'onda impetuosa e distruttiva di un nuovo mondo. Il resto sono solo circostanze, avvenimenti, che fanno da sostegno alla storia. I lettori del libro ci si ritroveranno molto. *Ho avuto modo di apprezzare il lavoro della scenografa Rita Ribassini, che ha lavorato duramente con una squadra di professionisti che hanno messo l'anima in questo progetto. Il risultato è stato davvero incredibile. E per essere precisi, non è stata ricostruita la Transnistria, ma è stato costruito una specie di non-luogo funzionale al racconto, anche se poi al suo interno ci sono parecchie immagini che rimandano a quel tempo. *Vivo talmente dentro il mio mondo chiuso che a volte mi sembra di non essere connesso alla realtà che mi circonda. {{Int|Da ''[https://www.huffingtonpost.it/2013/02/02/intervista-a-nicolai-lilin-ho-vissuto-il-male-delleducazione-siberiana-e-nella-costituzione-italiana-ho-trovato-il-bene-_n_2606526.html Intervista a Nicolai Lilin: "Ho vissuto il male dell'educazione siberiana e nella Costituzione italiana ho trovato il bene"]''|Intervista di Luca Ferrari, ''huffingtonpost.it'', 9 febbraio 2013.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Lega Nord]]}} Secondo me da queste persone, attraverso il sistema legale, deve essere ritirata la cittadinanza italiana per tutta la vita. *Per la bandiera italiana, per la questione italiana, per i miei cittadini italiani, io ammazzerò chiunque e farò la guerra fino alla vittoria o fino alla morte. *Io ho preso la pistola nella mia mano quando avevo cinque anni. *{{NDR|«Sei d'accordo al matrimonio tra due persone dello stesso sesso?»}} Certo. Secondo me dovevamo andare verso questa direzione già tanto tempo fa. Cittadino è un'entità che lavora e contribuisce e crede nei valori. Se un omosessuale, una persona che crede nella bandiera italiana, crede nei valori di questo paese, crede nella Costituzione e contribuisce, è mio fratello e ha il diritto di fare tutto quello che hanno il diritto di fare tutti i cittadini di questo paese. *{{NDR|«Tra Monti, Bersani, Ingroia, Grillo e Berlusconi, chi secondo te potrebbe governare al meglio questo paese?»}} Io politicamente non sostengo nessuna di queste persone. [...] Non mi da fiducia nessuno. [...] Io sogno per l'Italia un uomo onesto, intellettuale e un grande conoscitore del proprio popolo. Mi piacerebbe avere una persona simile a quello che era in Unione Sovietica Gorbačëv. Io vorrei un leader politico come lui oggi in Italia, ma non c'è. *Io il signor [[Gérard Depardieu|Depardieu]] lo rispetto molto per le sue esibizioni artistiche e per quello che lui ha fatto per cinematografo, però quello che lui adesso ha fatto, operazione che lui ha fatto con la Russia, è un operazione infame, perché è impossibile che una persona oggi nel 2013 sfrutta un paese dittatoriale dove milioni di persone vivono sottomessi da un potere militare, dove in Cecenia gente continua a morire ogni giorno ammazzati dalle forze di polizia corrotti, trafficanti, criminali, assassini dove il capo del paese è un ex agente della KGB e che ha le mani sporche di sangue fino ai gomiti che si chiama Putin ovviamente, lo sappiamo tutti chi è, e noi adesso abbiamo questo qua, questo pagliaccio Depardieu che vuole far vedere a tutto il mondo che la Russia è un paese giusto. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Transnistria/Educazione-siberiana-in-uscita-il-film-130358 Educazione siberiana, in uscita il film]''|Intervista di Bernardo Venturi, ''balcanicaucaso.org'', 11 febbraio 2013.|h=4}} *{{NDR|Su [[Michail Gorbačëv]]}} Lui è stato il migliore, ma molti russi non l'hanno capito. *In Transnistria ho ancora una piccola parte della famiglia, sono rimasti solo due anziani. La parte attiva della mia famiglia è migrata in diverse parti del mondo. Io, mia madre e mio fratello siamo qua, mio padre ha avuto tre attentati in Transnistria ed è scappato in Grecia; un'altra parte della famiglia è vicino a Mosca. Con il regime della Transnistria non ho mai avuto buone relazioni. Ho fatto una serie di attività di monitoraggio su traffici e corruzione della polizia e non mi vogliono più. *Il regime {{NDR|transnistriano}} è corrotto e autoritario, non potrà mai cambiare davvero ed essere democratico finché ci sarà la presenza della XIV Armata, l'esercito di occupazione russo. *Sono arrivato in Cecenia nel 1998, un anno prima dell'inizio della seconda guerra cecena. In quel periodo il nostro rapporto con la popolazione cecena era molto buono. Ci vedevano come un limite al terrorismo e alla presenza dell'estremismo jihadista. Poi con la guerra è tutto cambiato. I russi hanno usato metodi assurdi, come rastrellamenti e bombardamenti. Chiunque in quel periodo aveva un'arma in casa e questo non voleva dire che fosse un terrorista. Bombardare le montagne poi è strategicamente inutile. Chi, bombardando e per uccidere un terrorista, uccide 120 civili è lui stesso un terrorista. Se fossi stato ceceno in quegli anni sarei salito anch'io in montagna per combattere. *Oggi mi impegno su alcune cose, come la lotta alla pedofilia... ci sono dei traffici internazionali, anche dalla Russia, molto preoccupanti. Però è molto diverso dalla guerra. Oggi non combatterei mai una guerra offensiva. Se vivessi durante la seconda guerra mondiale, non sosterrei l'espansionismo fascista, andrei sulle montagne a combattere con i partigiani. *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Ho rifiutato varie proposte, alcune da Hollywood, per esempio da Scorsese, prima di accettare di lavorare con Cattleya. Ho deciso di lavorare con loro perché mi volevano coinvolgere nella realizzazione del film, ritenevano la mia presenza sul set indispensabile. Ho chiesto di lavorare con Salvatores perché lo ritengo il migliore. Gabriele ha accettato, gli è piaciuto moltissimo il libro. *Il consumismo post-sovietico era una cosa impressionante. Ha cambiato anche la criminalità, togliendoci l'etica, rendendola più feroce e spietata. I modelli occidentali si sono mostrati come inganni e questo ha portato disillusione e violenza. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/02/28/lilin-salvatores.html Lilin & Salvatores]''|''repubblica.it'', 28 febbraio 2013.|h=4}} *Secondo me il successo di Educazione siberiana è legato al fatto che l'ho scritto senza prendere le parti di nessuno, ma semplicemente utilizzando la voce di un ragazzo. Questo raccontare una realtà attraverso i sentimenti, senza tecnicismi, ha aiutato le persone a sentirla sulla propria pelle. E per me questa è una cosa davvero rivoluzionaria. Nella comunicazione letteraria è importante stare dalla parte dei sentimenti e non da quella dei meccanismi, altrimenti diventi scrittore politico. E quando in mezzo c'è la politica sporchi tutto. Io per esempio sono stato sempre colpito da giovane dagli autori di fantascienza americani degli anni Cinquanta, da Asimova Bradbury, perché è attraverso queste letture non dichiaratamente politiche - allora vietate nel mio Paese - che ho scoperto cosa accadeva nel mondo, a cominciare dalla guerra nel Vietnam. Grazie a questi libri, che in Russia si chiamavano "stracci", ed erano vietati, capimmo che il capitalismo non era tutto cattivo e che, di là dalla Cortina di ferro, c'erano persone che condividevano i nostri stessi valori. Su questo ho costruito la mia comunicazione letteraria. Poi, se c'è qualcuno che vede qualcosa di politico in quello che scrivo ben venga, ma il mio primo obiettivo è comunicare. Se vogliamo dire che ogni comunicazione è politica va bene, ma io non voglio assolutamente essere politico. E in questo momento sono anche apartitico. *Il film {{NDR|''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} comunque finisce con il personaggio che lascia la Transnistria e spiega alla madre la sua voglia di cambiamento, cosa che a mia madre io non sono mai riuscito a spiegare. Ma questo perché veramente conservo un bambino dentro di me, che non mi abbandona. Il film è stato costruito usando il libro come base, ma la linea narrativa è completamente diversa. Ha una sua vita, e chi ha letto il libro riconoscerà molti personaggi, molte situazioni ma inseriti in una storia parallela e indipendente. Certo, quando mi è stato consegnata la prima stesura del soggetto, mi sono sentito smarrito. Per me, digiuno di cinema, è stata una sorta di sindrome delle prime nozze, quando la sposina non si toglieva i vestiti perché si vergognava di fronte al marito sconosciuto. Io mi sono spaventato non per il contenuto, ma perché mi sono reso conto della grandezza di quanto mi stava accadendo *Io ero uno dei pochi che, parlando russo, potevo comunicare con loro, e a un certo punto mi avvicinano questi due personaggi, dall' aspetto chiaramente delinquenziale, e mi chiedono "Sei tu che hai scritto il libro? Grazie a te ci hanno trasferito in un albergo bellissimo dove ci danno anche la colazione la mattina. Speriamo duri tanto". {{Int|Da ''[https://archivio.teatrostabiletorino.it/archivi/media/collectiveaccess/images/3/6/9/8951_ca_object_representations_media_36917_original.pdf Nicolai Lilin. Leggetemi come Asimov, scoprirete un altro mondo]''|Intervista di Michele Segreto, ''teatrostabiletorino.it'', marzo-aprile 2013.|h=4}} *In gioventù ho letto molti romanzi su mondi lontani, inventati e fantascientifici e, forse perché si costruivano su ambientazioni palesemente inesistenti, mi risultava semplice capire le metafore a cui alludevano. Il mio consiglio quindi è di leggere i miei romanzi come leggereste Asimov, per andare oltre la superficialità e capire il significato che volevo trasmettere quando li ho scritti. *Facevo parte di un'associazione culturale piemontese e scrivevo i miei racconti su un blog letto da una piccola nicchia di pubblico, e molte persone con cui lavoravo si complimentavano con me per le storie di cui parlavo e il tipo di narrazione. Ma se non fosse stato per un amico, che mi chiese se poteva far leggere i miei racconti a un editore, tutto sarebbe rimasto circoscritto al mio piccolo ambiente. Successivamente mi è giunta una telefonata del capo del settore della narrativa di Einaudi che mi faceva presente che per la casa editrice i miei testi avevano un grande interesse letterario. Così ho cominciato a scrivere per l'editoria. [...] Einaudi infatti aveva attuato una strategia particolare, spedendo cinquemila bozze rilegate del mio romanzo in giro per il mondo prima della pubblicazione. Per questo già un mese prima dell'uscita del libro alcune persone lo avevano letto e ne parlavano. Il caso più noto è stato quello di Roberto Saviano, che mi intervistò per La "Repubblica". Questa operazione mi portò quasi subito otto proposte cinematografiche. Pur sentendomi lusingato da tutte queste attenzioni, ero in una fase in cui non avevo nemmeno certezze su come sarebbe stata accolta la pubblicazione dalla critica e le rifiutai tutte, per il mio impulso a rimanere con i piedi per terra. Si può dire che avevo seguito il proverbio russo "è meglio avere poco, ma in pugno". *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Riflettendoci su, avevo capito che i miei timori erano legati soprattutto alle tematiche trattate nel libro, che sono facilmente fraintendibili senza una giusta chiave di lettura. Questa mia sensazione si è poi rivelata spesso veritiera, dato che molti hanno estrapolato di me solo l'immagine di un ex criminale siberiano capace di uccidere. Finché c'era il rischio di questo fraintendimento nulla poteva smuovermi dal blocco e per questo motivo sono arrivato a rifiutare anche le offerte delle grandi industrie cinematografiche statunitensi. Nemmeno l'interessamento di un grande regista come Martin Scorsese è riuscito a smuovermi, nonostante fossi personalmente certo che i suoi film sono sempre dei capolavori. Superai l'impasse con la decisione che avrei accettato di trasporre il libro su pellicola solo con chi sarebbe stato disposto a coinvolgermi direttamente nella messa in opera. Ho espresso la mia richiesta direttamente alla casa editrice, che si è occupata di contattare le industrie cinematografiche. Cattleya, oltre ad assicurarmi la collaborazione sinergica nel film, mi ha dato la possibilità di scegliere il regista con cui mi sentivo più in sintonia. Da lì è nata la mia proposta di coinvolgere Gabriele Salvatores. *{{NDR|Su [[Gabriele Salvatores]]}} Grazie alla formazione di Salvatores negli ambienti di sinistra e le sue dirette esperienze nei paesi dell'Est, lui ha capito esattamente la prospettiva degli antieroi che si trovano nel passaggio tra due sistemi, tra la distruzione dei valori passati e l'assenza di appigli per costruire il futuro. Con lui è stato più semplice lavorare in sintonia, mentre molti altri registi continuavano a vedere Educazione Siberiana solo come una violenta epopea sulla mafia criminale russa, confondendo le circostanze in cui i racconti avvenivano con l'anima della storia. *{{NDR|Su [[John Malkovich]]}} Quando si lavora con una persona come lui si capisce cosa vuol dire essere un attore professionista. La sua serietà, la curiosità e il coinvolgimento per le storie che deve interpretare danno il vero valore aggiunto alla scena. *Lo spettacolo teatrale è un'altra avventura in cui sono stato catapultato per caso, coinvolto da persone a cui era molto piaciuto il mio romanzo. Ho scritto la drammaturgia direttamente con il regista e anche in questo caso abbiamo creato una storia parallela ispirata alle situazioni del libro. Come nel film poi, ho partecipato attivamente sia nella ricostruzione degli elementi e delle armi che menziono in Educazione Siberiana, sia nei costumi e nei movimenti più adatti alle scene. Questa esperienza mi ha insegnato una tipologia narrativa ancora differente sia dal film che dal libro. {{Int|Da ''[https://inchiostroindelebile.wordpress.com/2013/03/07/nicolai-lilin-educazione-e-tatuaggi/ Nicolai Lilin: educazione e tatuaggi]''|Intervista di Sara Bauducco, ''inchiostroindelebile.wordpress.com'', 7 marzo 2013.|h=4}} *In quest'ultimo libro ho usato il tatuaggio come filo conduttore per creare una serie di racconti e parlare di alcuni personaggi. In ogni caso ''Storie sulla pelle'' può esser letto anche da chi non ha letto ''Educazione siberiana'', è un libro più letterario, costruito e ricercato. *Anche se l'uomo si è evoluto continua a voler rappresentare ciò che vive perché l'immagine dia l'illusione che il momento resti eterno. Ma anche le icone che sembrano vivere più a lungo possono distruggersi domani perché nulla è eterno. Questa volontà di fregare la morte mi ha incuriosito molto fin da piccolo. Sacro e profano si fondono, molti criminali – intendo per il modo di pensare – hanno cercato di avvicinarsi a quello che è l'eterno. Per me, che conosco le leggi della fisica quantistica, l'eterno è l'assoluto; per mio nonno l'assoluto era Dio creatore e lui chiedeva a persone che facevano icone di rappresentarlo. *Stavo scrivendo 6 progetti poi ho capito che era troppo, così ho indicato ognuno su un bigliettino e ho tirato a sorte per sapere quale continuare: ora mi sto concentrando su quello. Sono un narratore e i temi non mi mancano. Non ho mai scritto un libro di cui non sono soddisfatto. Per me un libro è una storia conclusa, che rileggo sempre prima di consegnare al mio editore. Solo il primo libro non l'ho riletto ma perché ce l'avevo dentro. Poi, quando lo consegno passo ad altro. {{Int|Da ''[https://www.panorama.it/cultura/nicolai-lilin-educazione-siberiana-intervista Nicolai Lilin: "Educazione Siberiana ha il pathos universale di una tragedia greca"]''|Intervista di Michele De Feudis, ''panorama.it'', 13 marzo 2013.|h=4}} *La definizione di "criminale onesto" è un ossimoro, incarna la visione del mondo di un cittadino orgoglioso, che non accetta le malversazioni dai prepotenti nascosti sotto le vesti legalitarie dello Stato o con la maschera dei politici corrotti. *La comunità che ho descritto non esiste più. I vecchi Urka sono morti, i giovani sono stati ammansiti dal sogno occidentale, dalle mollezze di costumi estranei alla loro cultura. *{{NDR|Sulla Russia}} È un paese difficile da governare perché sterminato territorialmente. E c'è un netto distacco tra intellettuali e popolo. *{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} È un estremista. Ha fondato un movimento fascio-comunista, il partito nazionalbolscevico. Le sue idee sono pazzesche e purtroppo molti intellettuali lo seguono. {{Int|Da ''[https://www.targatocn.it/2013/04/05/sommario/agricoltura/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/lilin-autore-di-educazione-siberiana-si-rivela-a-targatocn-litalia-un-paese-di-compromessi-c.html Lilin, autore di "Educazione siberiana", si rivela a TargatoCn: "L'Italia? Un paese di compromessi che ha perso il contatto con la realtà"]''|Intervista di Nicolò Bo, ''targatocn.it'', 5 aprile 2013.|h=4}} *La mia esperienza in Italia è molto semplice: sono arrivato in qualità di extracomunitario come tanti altri per ricongiungermi a mia madre e poi sono dovuto rimanere. Il mio trasferimento in Italia non è stato programmato. *Se qualcuno vuole pensare che dietro a chi ha scritto il libro {{NDR|''Educazione siberiana''}} ci sia un ghostwriter, che lo pensi pure. A me importa, piuttosto, che costui abbia comprato il libro. *[...] io pago le tasse, mentre vedo, invece, che ci sono molti italiani che si sottraggono a questo dovere. Non riesco proprio a concepirlo: se la società decide che per il suo bene sono necessari determinati sacrifici, bisogna farli, tutti insieme. *{{NDR|«Perché la scelta della Lituania (con molti attori lituani!) per rappresentare la sua Transnistria [in ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]'']?»}} Primo, perché ci è stato vietato di girare in Transnistria, essendo un paese molto chiuso e compromesso. Hanno letteralmente paura dell'Occidente. È un paese dove regna l'illegalità. Ho provato a mettermi in contatto con il Ministero della Cultura, ma da lì non si degnano nemmeno di risponderti. È come chiedere di fare un film in Venezuela o Cuba. La Lituania è invece un paese europeo che alletta per le abbondanti sovvenzioni e poi, da una parte è ancora riconoscibile lo stampo sovietico, dall'altra è già nel cuore dell'Europa. Comunque è la produzione che ha deciso, io non avevo voce in capitolo. Le voci per cui "Nicolai Lilin ha vietato di girare in Russia" sono fantasie dei giornalisti per creare un fantomatico scoop. *L'Italia è un paese di compromessi. Tutti si mettono d'accordo con tutti e tutto apparentemente va bene. Ma in realtà ci sono tantissimi problemi. Ci riteniamo democratici e poi creiamo campi di concentramento in Sicilia, dove stipiamo ragazzi africani e li facciamo morire come topi. Come li consideriamo, quindi? Umani? Criceti? Come dobbiamo trattarli? Poi abbiamo la politica, da mani nei capelli: da una parte mummie, dall'altra il circo bulgaro, senza nessuna coerenza. Serve qualcuno che veda chiaro e che racconti le cose come stanno realmente. Gli italiani hanno perso il contatto con la realtà. Pensano di vivere nei film di Hollywood: case da sogno, attori bellissimi. Non è questa la vera faccia della quotidianità. Andate a vedere le situazioni ai margini. Non è tutto Sanremo, qui. Purtroppo l'italiano medio non ha voglia di aprire gli occhi davanti a questi problemi macroscopici. La colpa sarà in parte anche dei politici, ma principalmente è degli elettori. {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/interni/adesso-i-tatuaggi-ve-li-disegno-sulle-magliette-925509.html "Adesso i tatuaggi ve li disegno sulle magliette"]''|Intervista di Daniela Fedi, ''ilgiornale.it'', 10 giugno 2013.|h=4}} *In generale penso che nella moda ci sia tantissimo spazio per le storie e la fantasia. In quella italiana, poi, c'è più ricerca e rigore che in qualsiasi altra. Non è la prima volta che mi chiedono di realizzare qualcosa nel settore, ma stavolta ho capito di poter fare di più. Ho preparato tre storie universali valide sia per le donne che per gli uomini: l'amore, il viaggio, l'opposizione a tutte le dittature. Ciascuno le interpreterà a modo suo traducendo i simboli come meglio crede, ma tutti noi viviamo queste situazioni: siamo uniti dai nostri destini diversi. Quel che ci rende umani, una grande specie dominante, è proprio l'essere uguali nella diversità. *{{NDR|«Qualcuno dirà che l'ha fatto per soldi, non pensa?»}} Si accomodino, non è la prima e non sarà l'ultima volta che mi attiro delle critiche. Sono stati molto coraggiosi i titolari di Happiness perché fare questo progetto è come fare una dichiarazione pubblica di libertà mentale. *Il mio Paese è governato da militari e questo genera sempre intolleranza e squilibrio. È la cosa che temo di più perché in Cecenia e in molte altre situazioni della mia vita ho visto a cosa può portare la mancanza di equilibrio, un orrore senza fine. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/06/18/larte-del-tatuaggio-sul-tessuto-per-le.html L'arte del tatuaggio sul tessuto per le mie grandi storie universali]''|''repubblica.it'', 18 giugno 2013.|h=4}} *Quando realizzo un tatuaggio per una persona reale, non ho la possibilità di usare la fantasia, devo rimanere fedele alle storie della vita di ogni singolo individuo e questo mi spinge a cercare supporti alternativi, che permettano l'uso dell'immaginazione. *Ho scelto tre concetti che personalmente trovo profondamente intimi per ogni singolo umano, ma allo stesso tempo presenti in ognuno di noi. Uno è l'amore: siamo tutti innamorati di qualcuno o di qualcosa, siamo animati dalla passione e questo trasforma la nostra realtà quotidiana, modula la nostra vita.<br />Un altro concetto è il viaggio, siamo tutti sempre alla ricerca di qualcosa, spinti dalla curiosità, viaggiamo dentro noi stessi, esplorando attraverso la nostra natura quella dell'universo, ci misuriamo con il mondo. Il terzo concetto è la resistenza a tutte le forme di dittatura, prima di tutto all'ignoranza e all'intolleranza che ci circondano, su questi pilasti si basano tutte le forme di estremismi e di dittature che esistono. Quest'ultimo è il tema che mi interessa di più, in particolare in questo momento di cambiamenti globali, in cui l'importanza dell'integrità umana e l'apertura mentale di ogni individuo coinvolto nel percorso della storia universale rappresenta un elemento indispensabile del meccanismo esistenziale. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/11/lilin-si-da-tv-cinema-dopo-mankind.html Lilin si dà a tv e cinema. Dopo Mankind farò un film]''|''repubblica.it'', 11 luglio 2013.|h=4}} *Rulli e Petraglia sono stati per me due maestri: mi hanno introdotto alla magia e ai meccanismi del cinema. Sarei arrogante se dicessi che so già scrivere una sceneggiatura, ma sto lavorando in gruppo su alcuni progetti, per fine anno spero che maturi l' ossatura di un film. *{{NDR|Su ''Mankind''}} Per non fare i soliti "lanci" nel vuoto, spesso adottati in tv, la rete mi ha chiesto di approfondire alcuni temi legati all' attualità. Il documentario è spezzato da alcuni interventi, ci riferiamo a situazioni che viviamo oggi. Non ci sono veri e propri ospiti, ma nella puntata in cui parliamo dell' evoluzione delle armi, diamo la parola a un esperto di addestramento militare. Forse Mankind risente di un' impostazione americana, dove c' è il mito delle armi (tutti le tengono in casa), mentre in Italia l' approccio è diverso. *{{NDR|Su ''Mankind''}} Si parte dalla nascita dell'uomo. Si vede come sia riuscito a progredire, passando dalla caccia all' agricoltura. Si pone grande attenzione allo sviluppo economico, al commercio e alla geopolitica. Si parla delle rivoluzioni, ma non delle guerre mondiali, già abbondantemente trattate. Più che sulle ideologie e i capi di Stato ci si sofferma su persone comuni che hanno fatto grandi scoperte che si sono battute per i diritti umani. {{Int|Da ''[https://www.stefanoguerriniarchivio.it/nicolai-lilin-e-la-sua-capsule-collection-di-t-shirt-per-happiness-la-mia-intervista-allautore-di-educazione-siberiana/ Nicolai Lilin e la sua Capsule Collection di T-shirt per Happiness. La mia intervista all'autore di "Educazione siberiana"]''|Intervista di Stefano Guerrini, ''stefanoguerriniarchivio.it'', 31 luglio 2013.|h=4}} *Da tempo il mondo della moda mi proponeva collaborazioni, ma fino ad oggi nessuna mi aveva convinto. Poi un giorno è arrivata la proposta di Yuri Scarpellini, fondatore di Happiness, con cui ci siamo intesi da subito poiché era sinceramente affascinato dall'idea del significato celato nei simboli e nei tatuaggi della mia tradizione. Non mi ha mai chiesto il significato dei disegni, così come vuole l'etica della mia tradizione, e mi ha lasciato totalmente libero di sviluppare il progetto come volevo. *Ho pensato ai giovani. Ho modo di dialogare spesso con loro, anche tramite i social network. Mi sembrano una generazione intelligente, curiosa, attenta e combattiva e ho voluto raccontarli attraverso questi disegni. *Come sa io ho un passato da militare, dove la moda non esiste perché tutto è uniformato. I capi di abbigliamento che prediligo sono quelli pratici, ma da quando vivo in Italia ho avuto modo di avvicinarmi al mondo della moda e di apprezzare lo stile classico degli abiti da uomo. Recentemente ho anche vissuto un'esperienza televisiva con lunghe prove abiti a cui non mi ero mai sottoposto. Poi, beh, nel mio guardaroba personale l'accessorio di punta rimane sempre la fondina. {{Int|Da ''[https://www.metropolitano.it/la-pelle-che-parla/ La pelle che parla]''|Intervista di ''metropolitano.it'', 10 settembre 2013.|h=4}} *La cultura criminale siberiana era già in decadenza quando ero bambino: era una mentalità chiusa, legata regole rigide che però portavano anche una serie di valori positivi come la correttezza, il rispetto dei deboli, delle autorità (criminali, ovviamente), la religione, la discrezione e l'educazione. Dall'altro lato, vi era l'odio profondo contro la polizia, contro il regime comunista e contro i diversi. Erano soprattutto i nostri anziani a tramandare le nostre leggi e i nostri costumi, mentre già la generazione di mio padre se ne stava allontanando. *La cultura di mio nonno si è estinta perché era imperfetta, estremamente rigida anche nei confronti di sé stessa. Era un mondo in cui l'intolleranza era portata all'estremo, quasi alla superstizione: basti pensare che mio nonno era terrorizzato dai gay, perché era credeva che l'omosessualità potesse essere trasmessa attraverso lo sguardo. *Cresciuti sotto il regime, i nostri anziani vivevano per sopravvivere. Con la fine del comunismo però è finita anche la cultura criminale siberiana: i valori dei nostri nonni non potevano vincere contro il consumismo moderno. *Il nostro tatuaggio non è mai stato geloso: anche al tempo dei nostri vecchi, nessuna regola proibiva di dare i nostri segni a chi non era siberiano, a patto che ad eseguire il tatuaggio fosse un kol'sik. Ad ogni modo, le antiche regole sono quasi dimenticate e non c'è nessuno che le faccia rispettare. Con il mio lavoro cerco di far sopravvivere la nostra arte alla dispersione della nostra cultura. *{{NDR|«È vero che hai ricevuto delle minacce, a seguito della pubblicazione dei tuoi romanzi?»}} Sì, ma non da parte di Seme Nero: magari non gli starò simpatico per quello che ho scritto nei miei romanzi, ma di fatto non hanno motivo di odiarmi al punto da farmi del male. Non sono uno di loro e non ho mai fatto finta di esserlo. Piuttosto, ho avuto problemi con alcuni mitomani italiani, nostalgici della vecchia Unione Sovietica, che mi hanno minacciato per la mia condanna del regime comunista. {{Int|Da ''[https://www.today.it/cronaca/nicolai-lilin-negozio-tatuaggi-solesino-padova.html Educazione siberiana sulla pelle: Nicolai Lilin e il "marchiaturificio"]''|Intervista di François Turatto, ''today.it'', 9 ottobre 2013.|h=4}} *[...] io sono molto legato al Veneto, mi sento anche un po' Veneto in quanto ho gli stessi modi. Una somiglianza di etica e di morale. Provengo da un posto molto povero, dove la gente si rimboccava le maniche e lavorava sodo e aveva la mentalità molto simile ai veneti, quindi mi trovo molto bene qua. *Quello che vogliamo fare nel nostro laboratorio non è ripristinare la cultura siberiana – che si è quasi estinta – ma è influenzare la tendenza dei tatuaggi moderni con le regole del tatuaggio antico. Portare un po' di senso e di significato in una cultura moderna che ormai è troppo estetica. *[...] il tatuatore non è importante perché tatua fisicamente il corpo, ma perché conosce e interpreta i simboli. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/10/15/gang-latinos-tatuaggi-codici.html Gang - Latinos - Tatuaggi , codici e omicidi così gli affiliati scalano il potere]''|''repubblica.it'', 15 ottobre 2013.|h=4}} *Otto anni fa mi sono trovato coinvolto in un progetto di monitoraggio delle sette sataniche a Torino. Uno dei miei incarichi era quello di analizzare i graffiti della città. Nei pressi della prefettura mi sono imbattuto in una serie di scritte con l'acronimo "Ms13", accompagnate da disegni di mani che facevano il segno delle corna. Ipotizzando un collegamento col tema del satanismo ho approfondito attraverso i miei contatti. Mi rispose un agente dell' Fbi che aveva passato più di dieci anni sotto copertura nelle gang di Los Angeles, con: «Complimenti, la Mara Salvatrucha è arrivata anche da voi». *Quando si parla di Ms13 bisogna essere consapevoli che rappresentano il corpo armato dei trafficanti messicani e che oltre a commettere omicidi e atti di violenza per conto dei boss della "Eme", la loro funzionalità è quella di "colonizzatori" di nuovi territori, che i criminali messicani invadono con lo spaccio di droga. *La gang Ms13 ha un rigido codice di comportamento, una gestione gerarchica, un sofisticato sistema di riconoscimento e una serie di linguaggi nascosti che spaziano tra tatuaggi, capi di abbigliamento, uso del linguaggio dei gesti, modi di tagliare i capelli, sagomare le sopracciglia, creare cicatrici di forme particolari in punti visibili del corpo. Ogni iniziato ha dei tatuaggi specifici, come i tre punti che rappresentano le tappe della vita di un mara: l' ospedale in cui si nasce, il carcere in cui si finisce e il cimitero in cui si va dopo la morte. Altri tatuaggi tipici sono le lettere MS in carattere gotico abbinate al numero 13. *La progressiva crescita in Italia delle gang di Ms13 è un segnale preoccupante. Può significare che stiano testando il nostro territorio per conto della criminalità messicana. Una volta inseriti nell' ambiente criminale locale e stabiliti sul territorio, potrebbero essere potenziati da chi è esperto nel traffico e dalle cellule violente dei killer. Il passo successivo è quello di organizzare il traffico diretto di armi e droga senza rendere conto alle comunità criminali locali. Questo è il modo in cui hanno agito durante la loro migrazione sul territorio degli Stati Uniti. Per una città come Milano, dove il traffico di stupefacenti è controllato dalle famiglie di origine calabrese, questo può significare una guerra tra fazioni criminali. Guerra che, come tutte le guerre, non porterà niente di buono né a coloro che la faranno né a coloro che saranno costretti a subirla. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/10/30/lilin-passeggiando-tra-maestri-russi-ora-serve.html Lilin, passeggiando tra i maestri russi Ora serve una rivoluzione delle idee]''|Intervista di Fulvio Paloscia, ''repubblica.it'', 30 ottobre 2013.|h=4}} *[...] sono rammaricato per come stanno andando le cose con Putin, le sue leggi omofobe, la censura, la pedofilia come sistema criminale per guadagnare denaro. La corruzione di stampo occidentale ha preso il sopravvento, per questo Berlusconi e Putin sono così amici, e si somigliano pure: ambedue oggetto di plastiche facciali per sembrare sempre giovani, ma solo Satana non invecchia mai. Sono demoni. *Non ho più fegato per vivere in un Paese così, dove l'unica soluzione ormai è il suicidio. Non amo essere sottomesso ad un Re. Sia Putin o Berlusconi. *Ci vuole una nuova rivoluzione. Non armata, ma delle idee. Un risveglio degli intellettuali che ribalti tutto attraverso la cultura. {{Int|Da ''[http://www.corrierespettacolo.it/educazione-siberiana-intervista-a-nicolai-lilin/ "Educazione siberiana": intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Mariagiovanna Grifi, ''Corrierespettacolo.it'', 16 novembre 2013.|h=4}} *{{NDR|Su ''Educazione siberiana''}} Io ho scritto un romanzo, non un saggio storico, anche se ho fatto riferimento a un momento epocale della storia. Non è facile, e neanche opportuno, cercare di distinguere la realtà dal romanzo. Chi cerca di esaltare o di negare la verità del mio libro è comunque un "maleducato". Sta a me scrittore affermare se quello che ho scritto è fondato sull'esperienza vissuta o meno. *In Italia tutto deve essere uguale a qualcosa di più grande e importante, è la legge del conformismo: nel mondo consumistico vendere idee diverse è difficile, c'è bisogno di fondarle su un sottosuolo di base uguale ad altri. *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Ho avuto molte proposte, anche più importanti di Salvatores, e magari avrei potuto guadagnare più soldi, ma avrebbero sicuramente stravolto il mio libro, lo avrebbero trasformato in uno ''splatter'' pieno di sangue e criminali russi. Ho preferito una persona sensibile, con cui poter lavorare anche di persona (fondamentale il fatto che Salvatores era a Milano, vicino a me). {{Int|Da ''[https://www.cafeboheme.cz/nicolai-lilin-tra-linchiostro-della-penna-e-quello-dei-tatuaggi/ Nicolai Lilin, tra l'inchiostro della penna e quello dei tatuaggi]''|Intervista di Mauro Ruggiero, ''Cafeboheme.cz'', 18 dicembre 2013.|h=4}} *Ho visto che in Italia la guerra viene considerata o come una cosa completamente da condannare, ma da condannare in modo generico, anche molto ipocrita, perché si condanna una cosa che non si conosce, oppure, dall'altra parte, molti la considerano invece un show, un divertimento, grazie ai film dove quando si uccide si ride, si scherza, oppure ai videogiochi dove dalla mattina alla sera ci si ammazza. Tra l'altro videogiochi molto realistici, che fanno paura... Si fa tutto questo, però, senza il dolore vero, senza vedere cosa accade dopo, perché quando nel videogioco si spara, il nemico cade a terra poi scompare, ma nella vita poi vedi anche la gente che arriva, la madre che piange... Per questo volevo raccontare la guerra così com'è veramente, per condividere questa esperienza con le persone che non conosco. *Non voglio certo difenderlo, sarei l'ultima persona a poter difendere il regime in Unione Sovietica, sarei un ipocrita, visto che nella mia famiglia sono morte 17 persone per mano dei sovietici... Però quando succedeva questo casino, quando è arrivata questa libertà e c'erano manifestazioni, carrarmati in piazza, gente... Io vedevo mio nonno che era triste e preoccupato. Allora io andai da lui e gli dissi: "Nonno, tu che li hai odiati per tutta la vita i comunisti, adesso che stanno crollando, che è questione di settimane e saranno finiti, come mai non sei contento?" E lui mi ha detto: "Nicolai io sono triste per te e per le generazioni che verranno dopo, perché non si distrugge una casa prima di averne costruita un'altra nuova". Diceva che anche se loro erano i nostri nemici e se noi non eravamo d'accordo con loro politicamente, non era giusto distruggere quello che avevano creato, il sistema sociale che loro hanno creato, senza avere almeno un'alternativa o un'ipotesi di alternativa. E io lì ho capito che comunque vada le regole servono, anche se a volte non ci piacciono. *È molto difficile per me parlare della Russia in termini analitici perché è il mio paese. È come se a te chiedessero se tua mamma è buona o cattiva... Nessuno risponderebbe che sua mamma è cattiva, assolutamente, anzi, risponderebbe che sua mamma è la migliore di tutte. Io adoro questo paese. Ovviamente sono molto preoccupato per le situazioni che ha vissuto in passato e che ancora dovrà vivere perché, come hai detto tu, la Russia è un paese enorme. Quando noi diciamo che la Russia è grande non lo diciamo tanto per dirlo, la Russia è veramente un paese grande: né Hitler né Napoleone sono riusciti a conquistarla e si sono resi conto di questa grandezza. Ci sono una serie di situazioni che questo paese sta attraversando oggi, a cui dobbiamo unire la sua complessità storica... Penso ad esempio alla corruzione, anche se questa non è solo una specificità russa, sulla corruzione italiana, ad esempio, si potrebbero scrivere saggi; è una cosa che colpisce a livello globale tutte le nazioni. *La Russia è un paese che, secondo me, potrebbe funzionare molto bene se la classe media, intellettuale, la borghesia che c'è -poca ma c'è- troverà un equilibrato accordo ed una unione con il popolo. Altrimenti ci saranno sempre questi sbalzi che poi portano a disastri com' è stata la Rivoluzione di Ottobre che è stata la rivoluzione del popolo e però poi il popolo ha sterminato tutte le altre persone. La borghesia russa, quella che si è salvata, lo ha fatto grazie agli ebrei che hanno organizzato le navi per l'America per quelli che sono riusciti a scappare. Poi ci sono stati questi 70 anni di oblio totale; generazioni di umani che hanno sofferto e soffriranno ancora. Perciò io credo che la Russia debba necessariamente trovare un equilibrio sociale. *[...] io sono apolitico totalmente. Mi è capitato spesso, anche per un'azione che feci, quando tempo fa andai a presentare un libro a Casa Pound a Roma – al tempo non sapevo neanche bene cosa fosse Casa Pound- di essere considerato di destra. Ma io andai lì perché ci andarono anche altri intellettuali, anche di sinistra, c'era un ex brigatista... Però si vede che loro hanno un po' manipolato la mia partecipazione e quindi in rete per un po' di tempo mi davano del fascista, che per me è una cosa stranissima. Io ho origini ebraiche e quindi non posso proprio essere di destra, anche perché avevo una bisnonna ebrea che è stata nei campi. Anche se volessi essere un nazista non potrei per la memoria di mia nonna a cui volevo tantissimo bene. Mi piacciono le idee del tradizionalismo, ma non di quello estremo. Mi piacciono le regole, ma non regole per le quali una persona debba per forza morire. Se le regole devono essere intese come quelle applicate nel Terzo Reich, allora meglio nessuna regola. Non scherziamo! *Io sono nato nel 1980, avevo 7 anni quando nel 1987 cominciarono i primi turbamenti di pre-caduta sovietica, erano tempi a dir poco violenti, soprattutto dove io sono nato, un posto molto problematico. Arrivò l'eroina, cominciarono i primi tossicodipendenti, interi quartieri di periferia cadevano nella tossicodipendenza, vedevi questi zombie camminare per strada, io poi all'epoca ero un ragazzo e, come del resto anche adesso, mi piaceva farmi trasportare dalla fantasia e lasciarmi impressionare dalle cose, leggevo molti libri di fantascienza e quando vedevo questi tossici pensavo che fossero veramente degli zombie, dei morti viventi. Molti dei miei amici, dopo la caduta del comunismo, hanno iniziato ad avvicinarsi a nove dieci anni a quelli che spacciavano la droga, portavano loro i messaggi, allora quelli in cambio gli davano qualcosa, gli facevano sniffare l'eroina... È la morte questa! *Ricordo che con i miei amici andavamo in discoteca, ma non per ballare. Ci andavamo per picchiare quelli che ballavano. Eravamo ignoranti, tutti indottrinati con queste regole di strada secondo cui chi va in discoteca e balla è un bastardo, finocchio, omosessuale. C'era questo odio insensato nei confronti degli omosessuali che io ancora oggi non riesco a capire, però c'era, ed era terribile. Poi, stranamente, veri omosessuali in quel posto lì non ce n'erano neanche, non li abbiamo mai visti, li inventavamo! Era una cosa veramente allucinante, eravamo una generazione turbata. Noi andavamo in discoteca per picchiare quelli che ballavano, il nostro divertimento era aspettare chi si divertiva, aspettavamo lì sotto un muro quattro ore, fino all'una di notte la gente che ballava e ci riempivamo di odio ascoltando quella musica... Poi in realtà tutti avremmo voluto andare dentro a ballare, però nessuno voleva ammetterlo, altrimenti sarebbe stato considerato "ricchione". Io volevo ballare... si vede che ero un "ricchione"... che ne so! Quando poi all'una di notte la gente usciva, in pochi minuti gli saltavamo addosso, li picchiavamo e poi scappavamo a casa ridendo, e questo era il nostro metodo di liberazione: correre all'una di notte per strada, tirando le pietre e sperando che gli sbirri non ci prendessero. Poi, ad un certo punto, io ho iniziato a tirare fuori le regole che avevo imparato dai vecchi, e ho capito che stavamo facendo delle cose non giuste e fui allontanato da alcuni miei amici perché mi dicevano che ero come un vecchio che gli stava rovinando il "bellissimo divertimento!". *Io ho un fratello più piccolo, che è musulmano, è diventato musulmano, si è convertito un anno e mezzo fa, ha sposato una ragazza del Dagestan, quindi io in famiglia ho una ragazza imparentata con i ceceni, ma la religione quando è vera e sincera è un bene perché è un aiuto in più, ma quando diventa uno strumento trasforma gli uomini e li distruggi, per questo io credo servano equilibrio, ma soprattutto serva intelligenza personale. *Sono stato sposato una volta con un'italiana, adesso convivo con un'altra che sta aspettando un'altra bambina e quindi diventerò per la seconda volta papà. Sono veramente per le italiane, soprattutto le donne meridionali, le donne del Sud, così passionali, gelose... Hanno un carattere particolarissimo, profondo, che deriva credo dalle donne romane, da come erano le donne nell'antica Roma. *Per me è molto importante vivere in una società che non abbia nel suo passato dei buchi neri, e invece in Italia ci son ancora troppi buchi neri: la strage di Piazza Fontana, Ustica.... Tutto questo genera classi politiche che continuano ad avere una necessità di nascondere e che quindi, per quanto possano essere onesti questi politici, per quanto appaiano buoni, quando arrivano poi lì continuano a comportarsi come i loro predecessori. Da italiano io voto perché devo dare il mio voto, so che votare è una necessità, il cittadino deve votare così come il soldato deve combattere, perché se non combatti allora ti ammazzano, un cittadino deve esprimerne il proprio voto e perciò non è giusto quando qualcuno dice che non bisogna votare e che è meglio stare a casa, però io voto piangendo, te lo giuro! Mi vengono veramente le lacrime, io so che andando a votare sto andando a divorare il futuro dei miei figli perché non ho una persona che mi rappresenti veramente, perché tutti loro, i politici, comunque sono dei ladri, bugiardi, speculatori, qualcuno di più qualcuno meno, qualcuno più simpatico qualche altro più antipatico, qualcuno tende di più ai fascisti qualche altro ai comunisti, comunque sono tutti bugiardi e questa è una parte dell'Italia che mi turba. *Guarda: a quelli che dicono che gli italiani sono razzisti io gli spaccherei la faccia, gli farei ingoiare i denti a forza di botte! Io sono arrivato in Italia ed ero un perfetto nessuno. Ero un extracomunitario come tanti. Sono riuscito a realizzarmi, a scrivere i libri solo perché la gente non è indifferente, perché la gente ha comprato il libro, ha detto: "Ma chi è quello lì? Andiamo a leggere... Ma guarda che storia interessante!" Nessuno mi ha mai detto:" Schifoso negro, ebreo, comunista, russo..." Io ho incontrato sempre gente buona che mi ha aiutato. In Italia non ho mai trovato nessuno che mi rinfacciasse qualcosa. Certo, ci sono delle pecore nere... Ma guarda a Lampedusa cosa succede: la gente aiuta i rifugiati, è commovente. Vorrei davvero vedere se gli austriaci o i tedeschi sarebbero in grado di accogliere così, in quel modo. A Lampedusa la gente, nonostante la carenza di strutture si porta questi rifugiati a casa, gli dà da mangiare, li riscalda. Questa è l'umanità vera. Io sono felice per questo di far parte di questo popolo, gli italiani. È per questo che non sono andato via. Se fosse invece solo per la situazione politica sarei già emigrato. *La Russia è un paese dove la gente è buona, infatti somigliamo molto agli italiani, è per questo che mi sono trovato bene qui. In Russia non ti lasciano solo, senza un piatto caldo. I russi per natura sono molto ospitali, l'ospite è sacro. *In assoluto il mio autore preferito, di cui rileggo sempre tutti i suoi libri ogni anno, come un rito, una ritualità spirituale, è Bulgakov. Poi: Turgenev, Čechov, Tolstoj che per me sta vicino a Dio e a Dante. Mi piace immaginarli tutti e tre lì insieme da qualche parte. Secondo me Dio è stato un po' Dante e un po' Tolstoj. Li ha illuminati da lassù e ne ha fatto un po' la presenza divina sulla terra. Un po' come Buddha, Krishna... E poi tra i poeti mi piacciono Esenin, Mandel'štam, Blok e tanti, tanti altri. ===2014=== *A 18 anni sono stato richiamato sotto le armi. Come tiratore scelto nelle forze speciali. Ho fatto due anni di guerra in Cecenia. È stata una guerra con 200mila morti, anche se le autorità la chiamavano operazione antiterrorismo [...]. Lì ho scoperto per la prima volta il marcio su cui si reggeva tutto quel mondo. Ufficiali corrotti dai miliziani islamici per mandare in perlustrazione soldatini di leva da rapire e scambiare con altri prigionieri o per chiedere il riscatto alle famiglie. Miliziani wahabiti che di giorno ci sparavano addosso e la notte scendevano dalle montagne per segnalarci con le torce elettriche la posizione dei loro compagni. Li chiamavamo "infami" e non passava notte senza vederne qualcuno. Agenti del Fsb (ex Kgb) che vendevano la loro squadra al nemico per macchinazioni chiare solo a loro. A me è successo due volte.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.magzine.it/nicolai-lilin-il-caucaso-e-la-terra-dei-serpenti/ Nicolai Lilin, il Caucaso è la terra dei serpenti]'', ''magzine.it'', 28 maggio 2014.</ref> *La guerra in Cecenia è stata brutta, ma necessaria. Dopo la fine del governo di Boris El'cin, la Cecenia è diventata un buco nero nel Caucaso. Molti interessi oscuri, guidati dall'avidità, si sono incrociati lì. Banchieri occidentali, compagnie petrolifere private, gruppi terroristici, criminali e altri si sono radunati attorno ad essa. La Cecenia è strategicamente importante, perché chiunque la controlli, insieme al Caucaso, controlla le ricchezze del Mar Caspio, gas e petrolio. Con le guerre nel Caucaso, condotte dai servizi segreti occidentali, soprattutto americani, su richiesta delle compagnie petrolifere occidentali, si voleva negare ai russi l'accesso a questa sponda del Mar Caspio. :''Vojna v Čečeniji je bila slaba, vendar nujna. Po koncu vladavine Borisa Jelcina je Čečenija postala črna luknja na Kavkazu. Tam se je križalo mnogo temačnih interesov, ki jih je poganjal pohlep. Nad njo so se zgrnili zahodni bankirji, zasebne naftne družbe, teroristične skupine, kriminalci in drugi. Čečenija je strateško pomebna, saj tisti, ki jo obvladuje skupaj s Kavkazom, nadzoruje bogastva Kaspijskega morja, plin in nafto. Z vojnami na Kavkazu, ki so jih po naročilu zahodnih naftnih družb izvedle zahodne, predvsem ameriške tajne službe, so hoteli Rusom onemogočiti dostop do te strani Kaspijskega morja.''<ref group="fonte">Citato in ''[https://old.delo.si/kultura/knjizevni-listi/nikolaj-lilin-ne-vem-koliko-tetovaz-imam-in-koliko-ljudi-sem-ubil.html Nikolaj Lilin: Ne vem, koliko tetovaž imam in koliko ljudi sem ubil]'', ''Old.delo.si'', 16 giugno 2014.</ref> *Il nuovo "democratico" governo ucraino sta preparando dei campi di concentramento in cui intende rinchiudere tutti i cittadini del Sud-Est che verranno individuati come terroristi. Spaventa la modalità di selezione di tali criminali, poiché secondo le affermazioni rilasciate alla stampa dal ministro della difesa ucraino Michail Koval, gli abitanti del Donbass saranno "raccolti" in questi "campi di filtraggio" dove, dopo aver separato le donne, gli uomini e i bambini, alcuni "specialisti" dell'esercito ucraino decideranno chi di loro è un terrorista e chi no. Non si parla però di processo. Le basi legali e i metodi con cui intendono operare i militari in queste strutture fanno venire in mente i tristemente famosi campi di sterminio nazisti o i GULAG sovietici.<ref group="fonte">Da ''[https://web.archive.org/web/20140716082839/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/06/29/ucraina-campi-di-concentramento-finanziati-dallue/ Ucraina: campi di concentramento finanziati dall'UE]'', ''Espresso.repubblica.it'', 29 giugno 2014.</ref> {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/02/25/il-giusto-il-ribelle.html Il giusto & il ribelle]''|''La Repubblica'', 25 febbraio 2014.|h=4}} *[[Roberto Saviano|Roberto]] è stato tra i più entusiasti sostenitori del mio romanzo, molte cose che ho raggiunto nella vita le devo a lui, mi ha aperto tante porte, dal giornalismo al teatro. *Giuseppe lesse il libro su suo suggerimento, e mi chiese i diritti. Accettai, a patto di creare insieme una storia nuova, indipendente dal romanzo, ma che ne rispettasse i valori. Soprattutto il rapporto tra giovani e anziani. Oggi la società se ne disfa, li mette in casa di riposo, invece la condivisione delle loro esperienze è il dono più importante che un giovane può avere. Io sono cresciuto con gli anziani del mio villaggio, e quello che mi spaventa di più per le mie due figlie, Elena e Ada, appena nata, è che oggi mancano i maestri, buoni o cattivi che siano. I ragazzi sono lasciati soli. *A scuola ci preparavano a un mondo sovietico, a casa trovavamo il consumismo e il capitalismo post- sovietico, marcio e corrotto. Una giungla che ha spazzato via le leggi dei nostri nonni, i "criminali onesti". *Quando sono arrivato in Italia ero molto ingenuo, non conoscevo le dinamiche del mondo letterario. Diedi l'esclusiva del romanzo a Saviano perché fu il primo a interessarsene, si scatenarono invidie e ripicche. Un noto giornalista, che non nominerò, commissionò a una collega russa un articolo per screditarmi, e tutti a citarlo, senza verificare. Sa perché adesso le polemiche sono finite? Marco Deambrogio, lo scrittore viaggiatore, è andato in Transnistria dai miei nonni, e lo ha raccontato in un suo libro. Tutto qui. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/03/24/quella-scheggia-di-terra-orfana-dellurss-dove.html Quella scheggia di terra orfana dell'Urss dove si compravano le atomiche sottocosto]''|''La Repubblica'', 24 marzo 2014.|h=4}} *Molti russi di nazionalità si sono ritrovati cittadini di nuovi paesi appena formati, separati con nuova frontiera da quella che da sempre consideravano la loro patria. In alcuni casi i cittadini di nazionalità russa si sono rifiutati di aderire alla vita politico-sociale dei nuovi Stati, proclamando l'indipendenza e rimanendo fedeli al potere e alla struttura statale di Mosca. La Transnistria rientra tra questi Stati. *{{NDR|Sulla [[Transnistria]]}} Questo paese da anni è un buco nero di operazioni illecite. Proprio in Transnistria dopo la guerra di separazione dalla Moldavia nel 1992 si è creato uno dei più grandi mercati di armi di tutta l'ex Urss, e non si tratta solo di qualche pistola come abbiamo visto in una delle allegre inchieste delle Iene di qualche anno fa. In quel piccolo lembo di terra chiunque può comprare armi di distruzione di massa spendendo somme ridicole. *La culla del traffico delle armi è la 14ma armata russa, stanzia- ta in Transnistria dall'epoca sovietica, quando era destinata ad essere il magazzino e la fabbrica di armi per un'ipotetica guerra contro l'Occidente. Ma la guerra non c'è stata e le armi si sono accumulate nei numerosi magazzini se non addirittura a cielo aperto. L'Unione Sovietica è morta in decadenza, nella regione è scoppiata una sanguinosa guerra civile e quell'enorme potenziale bellico è finito nelle mani dei militari russi, sottopagati e con poche prospettive per il futuro. *Il riconoscimento da parte della Russia dell'indipendenza della Transnistria o anche la sua unione con la Moldova porterebbe ad una pace che i suoi cittadini aspettano da anni. Ma entrambe le opzioni sono compromesse. La colpa è dei potenti personaggi politici che si trovano in costante contatto con il mondo illegale. L'indipendenza della Transnistria l'immediata applicazione di leggi che non possono andare in conflitto con quelle internazionali, significa la possibilità di aprirsi al mondo, di avviare le relazioni con altri paesi. Questo spaventa solo chi opera contro la legge, contro la trasparenza e l'apertura tra i paesi, chi guadagna armando i poteri oscuri, chi fa affari con il terrorismo. {{Int|Da ''[https://old.delo.si/zgodbe/sobotnapriloga/ne-netim-vojn-ne-hodim-po-svetu-in-ubijam-ljudi-po-ulicah.html Ne netim vojn, ne hodim po svetu in ubijam ljudi po ulicah]''|Intervista di Patricija Maličev, ''Old.delo.si'', 27 giugno 2014.|h=4}} *{{NDR|«Perché hai deciso di raccontare la tua storia in forma letteraria?»}}<br />È successo per caso. Una sera eravamo a Torino con degli amici con cui organizzavamo spettacoli teatrali, mostre e altri eventi culturali. Ero giovane e stupido, quindi ho speso la maggior parte dei soldi che avevo risparmiato per finanziare questi eventi. Sai per cosa sono conosciuto a Torino? Per essere l'idiota a cui l'ex sindaco {{NDR|Sergio}} Chiamparino deve 140.000 euro di fondi che mi aveva promesso per il mio investimento, che era molto più grande... Mi è chiaro che non li vedrò mai. :''{{NDR|«Zakaj ste se odločili, da boste svojo zgodbo povedali v literarizirani obliki?»}}<br />Zgodilo se je po naključju. Nekega večera smo v Torinu sedeli s prijatelji, s katerimi smo sicer organizirali gledališke predstave, razstave in druge kulturne prireditve. Bil sem mlad in neumen, zato sem večino privarčevanega denarja zapravil za financiranje teh dogodkov. Veste, po čem me poznajo v Torinu? Po tem, da sem tisti kreten, kateremu je nekdanji župan {{NDR|Sergio}} Chiamparino dolžan 140.000 evrov sredstev, ki mi jih je obljubil za moj vložek, ki je bil veliko večji ... Jasno mi je, da jih nikdar ne bom videl.'' *Dopo una delle nostre prime, ero seduto con un amico, un drammaturgo, avevamo già bevuto molto, ci raccontavamo cose che avevamo vissuto, e poi Giorgio si è chinato e mi ha detto: quello che mi hai appena detto, dovrei scriverlo. Non l'ho preso sul serio. Ma la mattina dopo mi ha chiamato al telefono e mi ha detto che faceva sul serio nel suggerirmi di scrivere dei racconti e che li avrebbe pubblicati sul suo blog letterario. E così una domenica, quando ero libero, all'epoca lavoravo in uno dei servizi di sicurezza di Torino, mi sono seduto davvero al computer e ho scritto velocemente due racconti. Glieli ho mandati.<br />Mi ha chiamato di notte e mi ha detto che non li avrebbe pubblicati sul blog. Certo, ho risposto, perché sapevo che non sarebbero serviti a niente. No, no, ha detto, vorrei mostrarli a uno degli editor che conosco... E così glieli ho dati, gli ho detto che non volevo più averci niente a che fare. I miei amici mi facevano spesso scherzi. Una volta mi hanno rubato di nascosto il quaderno, che avevo sempre con me, su cui annotavo i miei pensieri e questo li ha innervositi, e l'hanno incollato così forte che non sono più riuscito ad aprirlo. Ecco perché non ho preso sul serio Giorgio e le sue fantasticherie sul successo dei miei racconti... Ho pensato: mi fregheranno di nuovo, ora qualcuno mi chiamerà, presentandosi come rappresentante di una grande casa editrice e dicendomi che i miei racconti saranno un bestseller. [...] Una settimana dopo, squilla il telefono e una donna dall'altra parte si presenta come editor della casa editrice Einaudi, responsabile del dipartimento narrativa, e si chiama Dalia Oggero... Ho iniziato a sudare freddo. Un attimo dopo, mi ha detto che avrebbero voluto incontrarmi in casa editrice e firmare un contratto per me per scrivere un libro che sarebbe stato pubblicato da loro... [...] Sono andata nel loro ufficio e ho firmato un contratto con loro per dieci anni. :''Po eni od naših premier sva sedela s prijateljem, dramaturgom, precej sva že spila, pripovedujeva si stvari, ki sva jih doživela, nakar se Giorgio nagne k meni in mi reče: to, kar si mi pravkar povedal, bi moral zapisati. Nisem ga jemal resno. Zjutraj pa me pokliče po telefonu in mi pove, da je s predlogom resno mislil, naj napišem nekaj kratkih zgodb, on pa jih bo objavil na svojem literarnem blogu. In tako sem neke nedelje, ko sem bil prost, takrat sem delal v eni od torinskih varnostnih služb, res sedel za računalnik in na hitro spisal dve zgodbi. Poslal sem mu jih.<br />Ponoči me je poklical in mi povedal, da jih ne bo objavil na blogu. Seveda, sem odvrnil, saj sem vedel, da ne bodo kaj prida. Ne, ne, mi je rekel, rad bi jih pokazal kateremu od knjižnih urednikov, ki jih poznam ... In tako sem mu jih podaril, rekel sem, da nočem z njimi imeti nič več. Prijatelji so se namreč velikokrat pošalili z menoj. Nekoč so mi zvezek, imel sem ga vedno pri sebi, vanj sem zapisoval misli in to jim je šlo na živce, na skrivaj sunili in ga tako zlepili, da ga nikoli več nisem mogel odpreti. Zato nisem jemal resno Giorgia in njegove sanjarije o uspehu mojih kratkih zgodb ... Mislil sem si, spet mi jo bodo zagodli, zdaj me bo poklical nekdo, ki se bo predstavil kot predstavnik velike založbe in rekel, da bodo moje zgodbe uspešnica.'' [...] ''Čez teden dni zazvoni telefon in na drugi strani se ženska predstavi, da je urednica na založbi Einaudi, da je vodja oddelka za leposlovje in da ji je ime Dalia Oggero ... Oblil me je mrzel pot. V naslednji minuti mi je rekla, da bi se radi na založbi srečali z menoj in podpisali pogodbo, da napišem knjigo, ki bi izšla pri njih ...'' [...] ''Oglasil sem se v njihovi pisarni in podpisal pogodbo z njimi za deset let.'' *{{NDR|«Si ricorda il volto del primo uomo che hai ucciso?»}}<br />No, ma ricordo il volto dell'uomo a cui ho trafitto il fegato... Vendeva droga ai minorenni del nostro quartiere a Bender, e chi non voleva comprarla la raccoglieva. Così un giorno, poiché mi opponevo a qualcuno che voleva dargli dei soldi - e questo miserabile ha cercato di rompermi una bottiglia di champagne in testa, la bottiglia non si è rotta, ma il cranio non era più lo stesso - l'ho inseguito con un coltello. Lo hanno portato via in ambulanza e spero che sia morto tra il dolore. [...] Fui arrestato per tentato omicidio e condannato a cinque anni in un centro di detenzione minorile. La prigione era come la descrivo nel libro, ci mettevano lì come animali. Eravamo 150 in una stanza di settanta metri quadrati, dormivamo su letti a castello a quattro piani, c'erano insetti ovunque. Se volevi usare il bagno, dovevi registrarti il giorno prima. Ogni attività era controllata da diversi clan e bande. Credo di aver visto cose più crudeli e bestiali in quella prigione di quante ne avrei viste in seguito sui campi di battaglia da soldato professionista. Questi ragazzi, il più grande dei quali aveva sedici anni, hanno fatto cose terribili. C'è molto romanticismo nei miei libri, ma le informazioni e gli eventi di quella prigione sono reali, vissuti. :''{{NDR|«Se spomnite obraza prvega človeka, ki ste ga ubili?»}}<br />Ne, spomnim pa se obraza človeka, ki sem mu zaril nož globoko in jetra ... Poi naši četrti in Benderju je mladoletnim otrokom prodajal drogo, tisti, ki je niso hoteli kupiti, so jo skupili. Quindi sem nekega dne, ker sem se upiral nekomu, da bi mu dal denar - ta bednik pa je skušal razbiti steklenico šampanjca na moji glavi, steklenica ni hotela počiti, z lobanjo pa je bilo drugače -, šel nadenj z nožem. Odpeljali so ga z rešilcem in upam, da je umrl v bolečinah.'' [...] ''Zaradi poskusa uboja sem bil aretiran in obsojen na pet let zapora za mladoletnike. V zaporu je bilo tako, kot opisujem v knjigi, vanj so nas odlagali kot zveri. V sobi, ki je merila sedemdeset kvadratnih metrov, nas je bivalo 150, spali smo na pogradih s štirimi nadstropji, povsod so bile žuželke. Če si hotel na stranišče, si se moral prijaviti dan poprej. Vsako dejavnost so nadzorovali različni klani in bande. Mislim, da sem v tem zaporu videl bolj krute in zverinske stvari, kot sem jih kasneje, kot profesionalni vojak, doživel na bojiščih. Ti dečki in fantje, najstarejši so imeli šestnajst let, so počenjali grozovite stvari. V mojih knjigah je precej romanesknega, a podatki in dogodki iz tega zapora so resnični, doživeti.'' *Un giorno, i miei amici andarono al ruscello a fumare, avevo undici anni. Mi unii a loro. Fumai mezza sigaretta e la testa cominciò a girare. Non in modo spiacevole. Ah, mi dissi, è per questo che i ragazzi fumano...<br />Tornai a casa al tramonto e mio padre, che ovviamente non aveva mai fumato, mi sentì subito. Mi mise 25 rubli in mano e mi mandò a prendere un pacchetto di sigarette Temp. Quando tornai a casa, mi fece sedere al tavolo, mi diede del tossicodipendente e mi costrinse a fumare sigarette, una alla volta. Ogni volta che dicevo di no, mi schiaffeggiava. Rispettavo molto mio padre, un po' meno i suoi principi educativi. Quel giorno mangiai tre pacchetti di sigarette. Naturalmente, tra una cosa e l'altra barai, vomitai qualcosa sotto il tavolo. Gli chiesi se potevo bere un bicchiere d'acqua. Fu allora che mi colpì come un adulto colpisce un adulto. Sbattei contro un muro e mi sdraiai sul pavimento. Quando ripresi i sensi, c'erano uomini in bianco tutt'intorno a me, non riuscivo a muovere la testa, mi faceva male tutto, ero stordito...<br />Sapete cosa successe? Spararono contro i vicini, arrivarono la polizia e i paramedici e mia zia li trascinò a casa nostra, dicendo che il bambino era svenuto. Mi lavarono lo stomaco sei volte, che era pieno di questo tabacco, ma l'avvelenamento fu così grave che rimasi lì sdraiato e dormii per una settimana. Per i successivi anni, se qualcuno fumava nelle mie immediate vicinanze, iniziavo subito a vomitare. Per molto tempo non riuscii nemmeno a sentire il sapore dell'alcol. Fu così che conobbi la "droga". :''Nekega dne so se moji prijatelji spustili k potoku, da bi kadili, imel sem enajst let. Pridružil sem se jim. Pokadil sem pol cigarete in začelo se mi je vrteti v glavi. Ne na neprijeten način. Aha, sem si rekel, zato fantje kadijo ...<br />Ob mraku sem se vrnil domov in oče, ki ni nikoli kadil, me je seveda takoj zavohal. V roke mi je potisnil 25 rubljev in me poslal po šteko cigaret Temp. Ko sem prišel domov, me je posedel za mizo, me ozmerjal z mamilašem in me silil, naj pojem cigarete, eno po eno. Vsakokrat, ko sem rekel, da ne, me je oklofutal. Očeta sem zelo spoštoval, njegove principe vzgoje malce manj. Tistega dne sem pojedel tri zavojčke cigaret. Seveda sem vmes sleparil, nekaj bljuval pod mizo. Vprašal sem ga, ali smem popiti kozarec vode. Takrat me je tako udaril, kot udari odrasel moški odraslega moškega. Odletel sem v zid in obležal na tleh. Ko sem prišel k sebi, so bili okrog mene možje v belem, nisem mogel premikati glave, vse me je bolelo, vrtelo se mi je ...<br />Veste, kaj se je zgodilo – pri sosedovih so se streljali, prišli so policija in reševalci, pa jih je moja teta zvlekla še k nam, češ da se je otrok onesvestil. Šestkrat so mi izpirali želodec, ki je bil poln tega tobaka, toda zastrupitev je bila tako huda, da sem teden dni samo ležal in spal. Naslednjih nekaj let sem, če je kdo kadil v moji neposredni bližini, takoj začel bruhati. Tudi alkohola dolgo po tistem nisem mogel poskusiti. Takšne so moje izkušnje z »drogami«.'' *Come cecchino, i miei compagni erano molto protettivi nei miei confronti. Ero il loro asso nella manica. Durante le operazioni, quando di solito c'era un caos pazzesco durante il fuoco aperto, potevo individuare il cecchino avversario da una posizione nascosta ed eliminarlo. Li proteggevo e loro sapevano apprezzarlo. Ecco perché, al ritorno dalla campagna, ero l'unico soldato che poteva appisolarsi all'interno del veicolo. E i prigionieri erano con me. Diedi loro qualcosa da bere, presi loro una sigaretta. Poi si aprirono con me, come si apre una persona di fronte a un improvviso colpo di fortuna. Mi raccontarono delle loro vite, delle loro famiglie povere, di come fossero stati promessi loro grandi profitti se si fossero arruolati nell'esercito, qualunque fosse la loro situazione. Molti di loro, ragazzini, furono semplicemente venduti dalle loro famiglie ai terroristi... :''Kot ostrostrelca so me soborci zelo čuvali. Bil sem njihov adut. Med operacijami, ko navadno med odprtim ognjem vlada nori kaos, sem lahko s skritega položaja odkril nasprotnega ostrostrelca in ga odstranil. Ščitil sem jih in znali so to ceniti. Zato sem bil ob povratkih z akcije edini vojak, ki je lahko v notranjosti vozila zadremal. In ob meni ujetniki. Dajal sem jim piti, jim priskrbel kakšno cigareto. Takrat so se mi odprli, kot se človek odpre pri nenadnem zasuku usode. Pripovedovali so mi o svojem življenju, revnih družinah, o tem, kako so jim, če se pridružijo vojski, kakršnikoli že v njihovem primeru, obljubljali mastne zaslužke.­ Mnoge med njimi, mlade fante, so družine enostavno prodale teroristom ...'' *Fin da piccolo, la mia vita è stata legata alla caccia, andavo nella foresta con mio nonno a cacciare, sapevo maneggiare armi da fuoco più semplici già all'età di quattro anni. Per la mia famiglia allargata, le armi erano solo un mezzo di sopravvivenza. In Siberia, dove sono cresciuti i miei antenati, usare un'arma significava sopravvivere, sparare agli animali per procurarsi il cibo. Rispetto la natura, la morte, ciò che la natura ci offre. :''Od majhnega je bilo moje življenje povezano z lovom, z dedkom sem hodil v gozd na lov, z enostavnejšim strelnim orožjem sem znal ravnati že pri štirih letih. Za mojo širšo družino je bilo orožje samo sredstvo, da so lahko preživeli. V Sibiriji, kjer so odraščali moji predniki, je uporaba orožja pomenila preživetje, z njim so streljali živali za hrano. Spoštujem naravo, smrt, to, kar nam daje narava.'' *No, non giro il mondo con un'arma. Solo in Italia, e ho un porto d'armi. Non sono Rambo. Nell'ultimo mese, io e la mia famiglia abbiamo ricevuto diverse minacce di morte, presumiamo da estremisti ucraini residenti in Italia, quindi la polizia italiana è venuta in mio aiuto. Sono probabilmente uno dei pochi ex criminali protetti dalla polizia. Per quanto riguarda l'Ucraina, l'Occidente è completamente disinformato, la CIA e l'FBI pagano molto bene le agenzie di stampa... :''Ne, ne hodim z orožjem po svetu. Samo v Italiji in za to imam dovoljenje. Nisem Rambo. V zadnjem mesecu smo jaz in moja družina dejansko prejeli nekaj groženj s smrtjo, domnevamo, da s strani ukrajinskih skrajnežev, ki živijo v Italiji, zato mi je na pomoč priskočila italijanska policija. Verjetno sem eden redkih nekdanjih kriminalcev, ki ga ščiti policija. Kar se tiče Ukrajine, je Zahod popolnoma neobveščen, Cia in FBI zelo dobro plačujeta tiskovnim agencijam ...'' *Nel libro "Educazione siberiana", descrivo gli ultimi sussulti degli Urca siberiani, che furono esiliati dalla Siberia in Transnistria dal regime dopo la Prima Guerra Mondiale. Quindi sono la terza generazione che non è cresciuta in Siberia - e oggi Urka è praticamente scomparsa. :''V knjigi Sibirska vzgoja opisujem še zadnje vzdihljaje sibirskih Urk, ki jih je režim po prvi svetovni vojni pregnal iz Sibirije v Pridnestrje. Jaz sem torej že tretja generacija, ki ni odrasla v Sibiriji – in danes Urk tako rekoč ni več.'' *Come mi sono ritrovato nell'esercito russo? La legge russa stabilisce che chiunque abbia parenti stretti nati in Russia può richiedere la cittadinanza russa. È così che ho ottenuto un passaporto russo, lo volevo perché ci vedevo il mio futuro. Ma a quel tempo non pensavo che avrei dovuto anche svolgere il servizio militare obbligatorio. E ho iniziato a svolgerlo proprio quando è scoppiata la guerra in Cecenia. :''Kako sem se znašel v ruski vojski? V Rusiji velja zakon, da lahko za rusko državljanstvo zaprosi vsak, čigar ožji sorodniki so se rodili v Rusiji. Tako sem dobil ruski potni list, želel sem si ga, ker sem v njej videl svojo prihodnost. A takrat nisem razmišljal, da bom moral odslužiti tudi obvezno vojaščino. In služiti sem jo začel ravno v času, ko je izbruhnila vojna v Čečeniji.'' *Dovresti sapere qualcosa di noi russi. Portiamo la guerra dentro di noi. Non perché siamo costantemente in guerra, ma perché altri ci hanno sempre imposto la guerra... :''Nekaj morate vedeti o nas, Rusih. Mi nosimo vojno v sebi. Ne zato, da bi se neprenehoma vojskovali, ampak zato, ker so nam vedno drugi vsiljevali vojno ...'' *So cosa è stato presentato al mondo durante la guerra in Cecenia, ovvero che i russi stanno uccidendo i ceceni. Sono favole che solo il mondo occidentale può capire. Ma la verità deve essere detta, e lo farò: 250.000 persone innocenti sono morte nelle operazioni militari antiterrorismo in Cecenia. È certamente uno dei capitoli più drammatici e tragici della storia russa. La colpa ricade su coloro che sostengono e finanziano il terrorismo internazionale, su coloro che hanno inventato Al Qaeda, e non sui russi, ma sugli americani. :''Vem, kaj je bilo servirano svetu ob vojni v Čečeniji, da Rusi pobijajo Čečene. To so pravljice, ki jih lahko razume samo zahodni svet. A treba je povedati resnico, jo pač bom: v vojaških protiterorističnih operacijah v Čečeniji je umrlo 250.000 nedolžnih ljudi. Gotovo gre za enega najbolj dramatičnih in tragičnih poglavij ruske zgodovine. Krivdo za to nosijo tisti, ki podpirajo, financirajo mednarodni terorizem, tisti, ki so si izmislili Al Kaido, in to niso bili Rusi, temveč Američani.'' *Noi russi siamo colpevoli di una cosa: di aver avuto un tempo un idiota come Boris El'cin come presidente, che ha creato una sorta di buco nero geopolitico in cui infuriavano le guerre. Il suo successore, Vladimir Putin, di cui posso solo dire che è un eccellente ufficiale e soldato del KGB, conosce solo un tipo di strategia, ed è quella militare. Facendo marciare l'esercito russo in Cecenia, voleva proteggere la popolazione. Ma ovunque e ogni volta che l'esercito marcia, ci sono morti. Morti innocenti. :''Rusi smo krivi ene sami stvari: da smo v nekem obdobju imeli za predsednika idiota, kot je Boris Jelcin, ki je ustvaril nekakšno črno geopolitično luknjo, v kateri so plamtele vojne. Njegov naslednik, Vladimir Putin, o katerem lahko rečem samo to, da je izvrsten kagebejevec in vojak, pozna samo eno vrsto strategije, to je vojaško. Z vkorakanjem ruske vojske v Čečenijo je hotel zaščititi prebivalce. Toda kjerkoli in kadarkoli vkoraka vojska, so mrtvi. Nedolžni mrtvi.'' *Ho vissuto cinque guerre nella mia vita, prima la guerra civile in Moldavia, quando la regione della Transnistria si è separata, seguita da Cecenia, Gaza, Afghanistan e Iraq. Da ragazzo, ho aiutato mio padre a bruciare i carri armati moldavi. Il resto l'ha letto nei miei libri. :''V življenju sem doživel pet vojn, najprej državljansko vojno v Moldaviji, ko se je odcepila pokrajina Pridnestrje, sledile so Čečenija, Gaza, Afganistan in Irak. Še kot deček sem pomagal očetu zažigati moldavske vojaške tanke. Ostalo ste tako prebrali v mojih knjigah.'' *Non ho mai fatto parte dei servizi segreti, anche se un tempo, nella mia arroganza giovanile, avrei potuto anche desiderarlo. Lavoravo nel fango e non ai vertici della gerarchia militare o di polizia. Mi nascondevo in montagna, di solito eravamo in sette in un gruppo, ora ti racconto della Cecenia, fingendo di essere uno dei terroristi islamici e dando loro la caccia. Tutto qui. L'ho fatto per due anni e tre mesi. Raccoglievo informazioni e le passavo ai miei superiori. Non sono mai stato una spia.<br />{{NDR|«Ma in seguito sei stato un informatore per uno dei servizi segreti israeliani...»}}<br />Sì, ma lì era diverso... I servizi segreti americani funzionano in modo diverso da quelli russi, hanno metodologie e meccanismi diversi. Anche la messa in scena delle operazioni è strutturata in modo diverso. In Russia, operano ancora secondo gli stessi principi della Guerra Fredda... :''Nikoli nisem bil del tajnih služb, čeprav sem si nekoč v mladostniški aroganci tega morda celo želel. Jaz sem deloval v blatu in ne pri vrhovih vojaške ali policijske hierarhične lestvice. Skrival sem se po gorovjih, v skupini nas je bilo navadno sedem, zdaj vam govorim o Čečeniji, se pretvarjal, da sem eden od islamskih teroristov in jih lovil. To je bilo to. To sem počel dve leti in tri mesece. Zbiral sem informacije in jih posredoval nadrejenim. Nikoli nisem bil vohun.'' *{{NDR|«Mi hai detto che aiuti gli esperti del Vaticano, insieme al Nucleo di Intervento Speciale dei Carabinieri (GIS), a "dare la caccia" ai satanisti in tutta Italia. Come funziona?»}}<br />Tramite amici che ho nella polizia, anche loro in questo reparto speciale, sono stato chiamato anni fa, per via della mia conoscenza e della mia esperienza in fatto di tatuaggi, per vedere se potevo aiutarli a leggere i tatuaggi trovati sul corpo di un uomo trovato morto in un'auto non lontano da dove si era svolto un enorme rave party la sera prima, nella periferia di Torino... Ho accettato la sfida. L'uomo morto per overdose aveva il corpo dipinto con antichi motivi egizi. Conoscevo bene il loro simbolismo. Spiriti maligni. Aveva un braccialetto con simboli satanici al polso.<br />{{NDR|«Cosa hai fatto allora?»}}<br />Abbiamo iniziato a indagare sulla questione. All'inizio non si sapeva nulla degli organizzatori, ma in qualche modo ho scoperto che un DJ della zona di Gorizia suonava. L'ho rintracciato e sono andato a trovarlo. Un bravo ragazzo. Mi ha detto che alcune persone lo avevano chiamato mesi prima, chiedendogli di suonare e pagandolo un sacco di soldi. Chi non avrebbe accettato? Allo stesso tempo, gli avevano dato l'attrezzatura musicale più moderna. Gli ho chiesto che genere di musica suonasse e mi ha mostrato i CD, niente di speciale. Musica dance. Gli ho chiesto se pensava che ci fosse qualcosa di insolito in questo evento, e ha detto di no.<br />Poi si è ricordato che verso le tre del mattino un uomo si era avvicinato a lui e gli aveva chiesto se poteva suonare un CD di quindici minuti. E lo aveva fatto. E l'uomo non è mai tornato a prenderlo. Il DJ lo aveva quando sono andato a trovarlo a casa sua, nascosto tra gli altri CD. L'ho portato alla polizia e gli esperti hanno scoperto che conteneva messaggi satanici molto forti registrati durante la musica... Il DJ mi ha anche detto che il pubblico ha recepito bene la musica e l'ha ballata. Più tardi, quando abbiamo ristretto il cerchio e siamo arrivati agli organizzatori, abbiamo scoperto che volevano onorare, "invitare" con questo evento il capo supremo di una setta satanica che vive in Svizzera. Questo organizzatore ha detto che il potere dell'energia spirituale dei membri della loro setta raggiunge centinaia di chilometri di distanza, e l'energia fisica del corpo umano durante il ballo può essere percepita a quattro chilometri di distanza. In breve, l'uomo in macchina non voleva sottomettersi agli spiriti maligni evocati dalla collana che ha ricevuto al suo ingresso alla festa. E si è suicidato in agonia. :''{{NDR|«Povedali ste mi, da vatikanskim strokovnjakom skupaj s posebno enoto za intervencije italijanskih karabinjerjev (GIS) pomagate »loviti« sataniste po Italiji. Kako to gre?»}}<br />Prek prijateljev, ki jih imam pri policiji, tudi v tej posebni enoti, so me, zaradi mojega znanja in zgodovine tetovaž, pred leti poklicali, ali bi jim lahko pomagal prebrati tetovaže, ki so jih našli na telesu moškega, ki so ga našli mrtvega v avtomobilu nedaleč stran, kjer se je noč poprej odvijal ogromen rave party, v torinskem predmestju ... Sprejel sem izziv. Moški, ki je umrl za posledicami prevelikega odmerka droge, je imel telo porisano s staroegipčanskimi motivi. Dobro sem poznal njihovo simboliko. Zli duhovi. Okoli zapestja je imel zapestnico s satanističnimi simboli.<br />{{NDR|«Kaj ste storili potem?»}}<br />Stvar smo začeli raziskovati. O organizatorjih sprva ni bilo ne duha ne sluha, nekako pa sem izvedel, da je glasbo vrtel didžej iz okolice Gorice. Izbrskal sem ga in obiskal. Prijeten fant. Povedal mi je, da so ga pred meseci poklicali neki ljudje, ga prosili, če bi vrtel glasbo, in mu mastno plačali. Kdo ne bi sprejel. Obenem so mu dali na voljo najmodernejšo glasbeno opremo. Spraševal sem ga, kakšno glasbo je predvajal, pa mi je pokazal cedeje, nič posebnega. Plesna glasba. Vrtal sem vanj, ali se mu je zdelo na tem dogodku karkoli nenavadnega, pa je odvrnil, da ne.<br />Potem se je spomnil, da je nekje okrog tretje ure zjutraj do njega pristopil moški in ga prosil, če lahko zavrti petnajstminutni cede. In ga je. In moški se nikoli ni vrnil ponj. Didžej ga je imel, ko sem ga obiskal na njegovem domu, spravljenega med ostalimi cedeji. Odnesel sem ga na policijo in poznavalci so ugotovili, da so bila na njem med glasbo posneta zelo močna satanistična sporočila ... Didžej mi je še rekel, da je občinstvo to glasbo dobro sprejelo in so plesali nanjo. Kasneje, ko smo skrčili krog, prišli do organizatorjev, smo ugotovili, da so hoteli s tem dogodkom počastiti, »priklicati« vrhovnega vodjo satanistične sekte, ki živi v Švici. Ta organizator je povedal, da moč duhovne energije pripadnikov njihove sekte sega na stotine kilometrov daleč, fizično energijo človeškega telesa med plesom pa je mogoče čutiti štiri kilometre daleč. Skratka, moški v avtu se ni hotel podrediti zlim duhovom, katere je invocirala verižica, ki jo je dobil ob vstopu na zabavo. In od muke je storil samomor.'' {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20150705122420/http://www.nicolaililin.it/it/maidan-lultimo-golpe-degli-usa-in-fallimento/ Maidan, «l'ultimo golpe degli Usa in fallimento»]''|Intervista di Giovanni Mari, ''Il Secolo XIX'', 28 giugno 2014.|h=4}} *{{NDR|Sul [[conflitto russo-ucraino]]}} È un conflitto tra potenze mondiali. Il primo esercito in campo, invisibile, è quello degli Stati Uniti. Una potenza in fase di fallimento che si sta muovendo da anni su decine di fronti per mascherare e per cercare di placare la sua inesorabile crisi economica. Ovviamente, quella americana non è una guerra militare, ma del tutto politica. Il problema, per loro, è che non ne potranno più uscire vincitori. *Dico ciò che so e ciò che so è sicuro. Io sono stato coinvolto in cinque guerre, in prima linea, nonostante abbia appena 34 anni. Quando voi ragazzi occidentali ancora vi dilettavate con qualche ragazza sui sedili posteriori di un'auto io ero già in Cecenia a uccidere i terroristi. *La storia degli Stati Uniti è stata la storia di una serie di interventi e di aggressioni militari, diretti o indiretti, guerre vere o fasulle. Tutto per favorire gli interessi privati di gruppi economici privati. Un tipico stile anglosassone, per altro, non hanno inventato nulla. Conquistano territori, intervengono nei fatti altrui, solo per accaparrarsi soldi, alleati, affari. *Ogni volta che sento qualcuno che parla di rivoluzione, di primavere, di riscatti... io lo metterei in carcere. Cosa c'è di più legale e onesto di un governo legittimo in un mondo assediato dalle multinazionali globali? Non avete visto come sono finite le primavere arabe e le operazioni per la libertà in Iraq? Gli americani stanno perdendo ovunque, i popoli stanno rialzando la testa. *{{NDR|«Chi c'era dietro quelle barricate?»}} C'erano delle falangi ben organizzate, addestrate in due campi in Polonia, in un campo in Ungheria e un altro in Germania. Sostenuti dall'esercito di Kiev post-golpe, che ha bombardato i civili, dato fuoco a villaggi. Tutto per seguire il disegno degli Usa di rompere il nascente asse tra la Russia e l'Europa, tra il popolo russo e il popolo europeo. *Subito dopo il crollo del Muro, gruppi fuori controllo, organizzati da spie americane lo hanno abbattuto e hanno insediato il fantoccio Eltsin, che ha smantellato lo Stato per regalarlo ai nuovi oligarchi complici del sistema occidentale. E non potevano fare altro, gli americani, visto che già era chiaro l'imminente crollo del dollaro. Da quel momento hanno avuto paura dell'asse russo-europeo, hanno cominciato a temere la Cina. E si sono attrezzati per muovere le loro solite guerre invisibili. Pensate se questo vasto continente dall'Europa alla Russia al Kazakistan all'India alla Cina si potesse unire. Pensate l'Italia che boom potrebbe avere, venderemmo la nostra moda, i nostri prodotti, i nostri libri. Potremmo fare a meno degli americani e gli americani non possono sopportarlo. Così hanno cominciato brutali operazioni, le stesse che oggi, però, non sono più in grado di gestire. Stanno perdendo ovunque, anche qui. *Lo sviluppo è qui, la Russia sta crescendo e l'Europa ha tutto l'interesse a fare un patto con loro, liberandosi dal giogo delle multinazionali private americane. Io parlo da cittadino italiano, da patriota italiano. La nostra economia, quella vera, non ha bisogno di questo sistema ormai al fallimento. Deve liberarsi dalla morsa americana e di Bruxelles. {{Int|Da ''[https://www.casadelsole.org/file/Intervista_Nicolai_Lilin_anteprima_Raccontami_N_60.pdf Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di ''Casadelsole.org'', luglio 2014.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Transnistria]]}} Oggi è un protettorato russo la cui indipendenza non sarà mai riconosciuta. Non saprei dire se questo sia giusto o no. Ufficialmente dovrebbe far parte della Moldavia però il problema è che oggi ci sono molte persone in ambito russo soprattutto politico interessate a mantenere il potere su queste terre. *In Occidente il tatuatore è un signore che sta in un negozio e realizza tatuaggi per le persone che desiderano averne sulla pelle. Io non faccio questo tipo di attività. Per me il tatuaggio è una cosa ben diversa. Per i miei antenati essere un tatuatore era paragonabile ad essere un sacerdote, un prete; quindi tutta un'altra cosa. Io continuo a svolgere la mia attività in forma privata senza mischiare la mia arte e la mia tradizione con quello che è il tatuaggio moderno. *[...] sono cresciuto in un posto dove c'erano parecchie persone con diverse forme di disabilità, anche se da noi la parola disabile non è ben vista, perché si crede che le persone che qui in Occidente vengono definite disabili, abbiamo alcune abilità che noi non abbiamo. Quindi le consideriamo persone scelte da Dio per portare dentro i loro corpi il concentrato del loro spirito che gli permette di essere più vicine a Dio. E questa forma di convivenza con queste persone ovviamente cambiava l'approccio con quello che era il loro stato fisico o mentale. Per cui cerco di non usare la parola disabile proprio perché credo profondamente che in realtà siamo più disabili noi rispetto a quello che portano dentro questi umani. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220053846/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/04/estremismo-inutile/#more-80 L'estremismo ucraino di casa nostra]''|''Espresso.repubblica.it'', 4 luglio 2014.|h=4}} *Ho cercato un filo logico tra i messaggi pieni di odio, di ignoranza geopolitica, di ottusa propaganda, di violenza e di guerra. È stato inquietante prendere consapevolezza che dietro quelle parole xenofobe e violente non ci sono soltanto ucraini manipolati e accecati dalla propaganda razzista, ma soprattutto cittadini italiani, gente nata e cresciuta in un Paese che non vede la guerra da quasi settant'anni. Il Paese la cui Costituzione ripudia la guerra come metodo politico. *Ho trovato diversi messaggi di richieste di aiuti finanziari da parte delle organizzazioni paramilitari di estremisti ucraini e anche alcune foto di documenti che confermavano la spedizione dei soldi dall'Italia all'Ucraina, con tanto di lettere di ringraziamento da parte delle "centurie", bande armate che da mesi tengono nel terrore l'Ucraina. Ho trovato dei video nei quali i giornalisti russi sono ripresi mentre i razzisti ucraini li torturano e massacrano. Sono commentati con frasi di odio e violenza. In uno dei messaggi c'è una fotocomposizione con due giornalisti russi e l'invito ad agire contro di loro. Non posso credere che questo livello di odio e di assurda esaltazione di estremismo sia possibile oggi in Italia. *Ormai mi sto abituando al fatto che gli unici argomenti con cui operano gli estremisti ucraini e i loro sostenitori sono le offese, le diffamazioni e le minacce. Evidentemente il violento golpe che ha distrutto l'Ucraina e al quale hanno partecipato diversi concittadini italiani ha contagiato con una febbre di onnipotenza le menti di molte persone. Però qui in Italia non abbiamo bisogno di rivolte che getterebbero il paese in una guerra fratricida. Non abbiamo bisogno di altri pretesti per seminare odio, intolleranza, xenofobia e razzismo. Abbiamo bisogno di pace e di ripresa economica, di uomini onesti nella politica e nell'economia. Per questo trovo che l'attività di una banda di esaltati estremisti ucraini qui in Italia sia semplicemente fuori luogo. E completamente inutile. {{Int|Da ''[https://www.barbadillo.it/25746-intervista-nicolai-lilin-ucraina-tradizione-comunita/ L'intervista. Nicolai Lilin: "In Ucraina c'è stato un golpe. Ripartire da tradizione e comunità"]''|Intervista di Mario De Fazio sulla [[rivoluzione ucraina del 2014]], ''Barbadillo.it'', 5 luglio 2014.|h=4}} *Ciò che dico viene sostenuto da larga parte della sesta parte del mondo, la Russia. Cose che vengono taciute dai nostri media occidentali, in gran parte corrotti e strumentalizzati. In Ucraina è avvenuto un colpo di Stato, illegale, violento, organizzato da forze esterne. Non rappresenta assolutamente la volontà del popolo ucraino. Se tutto il popolo fosse stato d'accordo non ci sarebbe stata la secessione della Crimea e la guerra civile che c'è adesso. *Non dubito che tanti ragazzi di [[Maidan]] volevano il bene della loro patria. Ma sono stati strumentalizzati: Lenin chiamava persone del genere "utili idioti". Possono avere tutte i buoni propositi che vogliono ma ammazzano persone civili e partecipano a uno scempio sulla propria terra. Combattono cittadini della loro stessa terra ed è la cosa peggiore che c'è. Un uomo, un guerriero, deve difendere la propria terra dagli esterni, loro si sono messi insieme a gente venuta da fuori, da Washington, per insegnare i nuovi valori, e si sono fatti strumentalizzare e uccidono i loro fratelli, gente che crede nello stesso Dio. Lavorando, in questo modo, per chi crede in McDonald's e Shell. *L'Ucraina aveva già la possibilità di essere indipendente, con Janukovyc. È vero che era costretto ad accettare alcune posizioni russe, e bisogna dire che era un oligarca. Ma rispecchiava bene il popolo ucraino. Ciò che è avvenuto adesso, la rivoluzioni populista, è dovuto al lavoro di agenzie esterne, che hanno strumentalizzato il populismo creando una guerra. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141219205756/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/05/simboli-nazisti-ufficializzati-in-ucraina-a-livello-statale/#more-108 Simboli nazisti ufficializzati in Ucraina a livello statale]''|''Espresso.repubblica.it'', 5 luglio 2014.|h=4}} *Gli uomini del potere di Kiev [...] si abbandonano di gusto alla nostalgia per i tempi in cui i loro antenati "patrioti" e "difensori dell'integrità nazionale" collaboravano con Hitler, sterminando centinaia di migliaia di civili ebrei, ucraini, russi, polacchi, bielorussi. La propaganda del nazismo è diventata l'apoteosi del nuovo regime portato al potere con il golpe di Maidan. *Lo stemma del battaglione Azov riporta fedelmente un simbolo germanico che si chiama Wosfsangel, che sarebbe "dente di lupo". Questo simbolo ha le origine runiche ed era adottato da numerose unità militari della Germania nazista. E nonostante i crimini compiuti dal nazismo condannato da tutta l'umanità, nessuno qui da noi, nell'Europa moderna, si scandalizza se nell'Ucraina golpista vengono usati i simboli nazisti, prima dai delinquenti violenti di Maidan e poi un'unità dell'esercito regolare. Qual è la prossima tappa? Lo sterminio dei propri cittadini che non acconsentono al potere del golpe, la censura, gli assassini dei giornalisti? O, scusate, che distratto, sta già accadendo! Persino il nostro connazionale, il giornalista Andrea Rochelli e il suo collega russo sono stati barbaramente uccisi dai nazisti dell'esercito di Kiev. E nessuno qui ha dato spazio a questa tragedia, nessuno ha raccontato la storia di Andrea, nessuno ha parlato della sua famiglia, nessuno ha condiviso con la sua nazione il momento dell'addio, dei suoi funerali. Che vergogna... *Giocando con l'ideologia nazista gli ucraini e i loro sostenitori europei e americani non si rendono contro che stanno giocando con il fuoco. Contagiati dalla febbre della nostalgia, i politici e molti cittadini ucraini dimenticano che si tratta di un sentimento molto pericoloso, che a volte può fare dei brutti scherzi, può portare verso le situazioni che si ritorcono contro. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220053836/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/09/quando-la-democrazia-si-sposa-con-il-nazismo/#more-125 Quando la democrazia si sposa con il nazismo]''|''Espresso.repubblica.it'', 9 luglio 2014.|h=4}} *Oggi a Milano ho incontrato un amico. Ci siamo fermati a chiacchierare del più e del meno e tra i vari argomenti siamo finiti a parlare di ciò che accade in Ucraina. Essendo omosessuale il mio amico mi ha detto di essere contento del golpe di Stato, perché secondo lui ora con il nuovo governo nel Paese ci sarà più libertà per gli omosessuali e in generale per l'individuo, valore che da sempre costituisce il cavallo di battaglia del mondo occidentale. [...] Parlando con lui ho capito il motivo per cui gran parte dei politici europei spiegano all'opinione pubblica dei nostri paesi perché approvano il colpo di stato in Ucraina avvenuto lo scorso inverno. Si tratta dello stesso motivo per cui dopo la Seconda Guerra Mondiale la società occidentale ha giustificato ogni passo compiuto verso l'espansionismo militare ed economico, ovvero, la necessità di portare democrazia e libertà in quei paesi che, secondo la visione degli occidentali, soffrono per la mancanza di questi diritti fondamentali. Ovviamente la democrazia è solo un pretesto. *{{NDR|Su [[Petro Oleksijovyč Porošenko]]}} Al posto del presidente oligarca è arrivato un oligarca peggiore, di cui si sa che negli anni della sua carriera politica spiava per conto degli americani. *[...] per spiegare al mio amico che la condizione di vita degli omosessuali ucraini non è migliorata, ma probabilmente peggiorata con l'arrivo al potere dei neonazisti, gli ho mostrato un video di qualche giorno fa, in cui una di queste bande di neonazisti ucraini assalta un night club di Kiev, gestito e frequentato prevalentemente da omosessuali. Alcuni sono stati feriti, bruciati con una serie di ordigni esplosivi fatti in casa e lanciati all'interno del locale dai "portatori della democrazia" ucraini. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220053909/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/18/limpero-delle-balle/#more-137 L'Impero delle Balle]''|''Espresso.repubblica.it'', 18 luglio 2014.|h=4}} *Accusare qualcuno di abbattere un Boeing a colpi di fionda è possibile: oggi tutto lo è nell'Ucraina "democratica" e "libera" nata dopo Maidan. Per farlo, basta seguire gli interessi delle lobby americane controllate dall'intelligence statunitense. Se gli Stati Uniti sono riusciti a rifilare al mondo intero, cittadini americani compresi, le storielle delle Torri Gemelle abbattute dagli arabi e del Pentagono colpito da un aereo di linea – che avrebbe lasciato un buco di soli cinque metri -, perché i nazisti ucraini non possono attribuire l'abbattimento di un Boeing ai minatori e ai contadini del Donbas in rivolta contro il governo golpista di Kiev? *[...] diverse agenzie di stampa occidentali hanno divulgato alla velocità della luce un'informazione approssimativa, non verificata e hanno accusato prontamente dell'abbattimento del velivolo quei ribelli filorussi che tentano solo di difendere la popolazione civile del Donbas dall'aggressione del governo anticostituzionale di Kiev. Trovo vergognosa la reazione di molti giornalisti occidentali che ormai senza alcuna etica professionale fabbricano "notizie" a suon di frusta dei loro padroni, tutti azionisti privati. *La responsabilità dell'abbattimento di un aereo di linea che viaggia a 10.000 metri non può essere attribuita a qualcuno sulla base di una fantomatica registrazione vocale apparsa in rete, una registrazione che perfino un adolescente alla tastiera sarebbe capace di fabbricare. *[...] non escludo che dell'abbattimento siano colpevoli proprio gli uomini di Kiev, visto che in questo momento sono spalleggiati dalle stesse strutture che hanno organizzato il disastro datato 11 settembre. Allora raccontavano a tutto il mondo favole sui terroristi arabi, speculavano sulle immagini delle torri che crollavano giù con dinamiche che assomigliavano a quelle di una demolizione controllata: quelle teorie che non si reggevano in piedi già allora sono state smentite poi dai migliori specialisti del settore. *Oggi gli esperti di bugie e complotti che siedono in poltrona a Washington fanno di tutto per dipingere la Russia come un mostro, fanno di tutto per scatenare una guerra terribile tra Ucraina e Russia, e questo non solo per fare soldi, ma anche per spaccare l'asse nascente dell'economia euroasiatica. Gli Stati Uniti, con un tale debito pubblico, non possono far altro per salvare la pelle e cercare di mantenere il loro dominio economico e militare sull'Europa. La politica fallimentare americana, che minaccia di cancellare tradizioni e radici di molte nazioni, che priva miliardi di persone della loro identità trasformandole in schiavi indifesi del neo feudalesimo, sta diffondendo nel mondo, sotto bandiera a stelle e strisce, un devastante neoliberismo a suon di bombe. *Per evitare altre morti e spegnere il fuoco di questa guerra civile, l'Ucraina deve smettere di esistere come Stato. Il governo, le forze dell'ordine e l'esercito che si sono macchiati di crimini contro l'umanità devono essere arrestati e processati in quanto responsabili. La NATO dovrebbe essere sciolta immediatamente, visto che il blocco dei paesi del Patto di Varsavia non esiste da più di due decenni. Servirebbe un intervento militare dell'ONU per disarmare le due parti coinvolte in questa guerra. I criminali nazisti di Kiev, i loro collaboratori e consiglieri di Washington dovrebbero essere portati davanti al tribunale internazionale dell'Aja ed essere giudicati con tutta la severità che la legge consente. Solo così e solo allora da quel paese martoriato cominceranno ad arrivare notizie vere, coerenti: solo allora il mondo potrà respirare liberamente. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220054039/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/23/chi-ha-abbattuto-laereo-malese/#more-143 Chi ha abbattuto l'aereo malese?]''|''Espresso.repubblica.it'', 23 luglio 2014.|h=4}} *Secondo le informazioni ormai pubbliche e autorevolmente affermate, l'aereo può essere stato colpito sia dagli ucraini che da ribelli filo-russi. *[...] è possibile che il missile sia stato scagliato contro un aereo militare ucraino, molto più piccolo: un jet che ha usato il Boeing come una sorta di scudo – come fa intendere Mosca – o che più semplicemente si trovava in zona senza essersi accorto di volare sulla rotta percorsa dagli aerei di linea. *[...] se la degenerazione del conflitto civile diventasse il pretesto per un intervento americano, con o senza il cappello della Nato, rischieremmo di vedere trasformare un territorio nel cuore dell'Europa in uno scempio bellico senza più speranza di pace, come è già accaduto in Iraq, Libia e Afghanistan. {{Int|Da ''[https://www.criticaletteraria.org/2014/07/nicolai-lilin-einaudi-incontro.html #Scrittori in Ascolto - Con Nicolai Lilin]''|Intervista con Marco Caneschi, ''Criticaletteraria.org'', 26 luglio 2014.|h=4}} *Non sono stato in prima linea in Cecenia ma oltre la linea, andavo a caccia dei terroristi internazionali. Avevo 18 anni, in questo modo ho trascorso i due successivi, non capivo molto della vita ma ho dovuto imparare in fretta, soprattutto quello che è la geopolitica. Ero in Caucaso, questa terra dai paesaggi imponenti, i miti antichi, i luoghi magici. Ma sai qual è la sua più grande bellezza? I popoli che lo abitano, popoli fieri, dalle tradizioni consolidate. E io ero lì per difendere un popolo fratello: i ceceni. Sono un popolo degno, con un forte nucleo educativo e uno spiccato senso di comunità. Nei villaggi vivono come 300 anni fa, in un'unica grande famiglia ed è per questo che i guerrafondai americani non hanno vinto: perché si sono scontrati con questa tenacia e orgoglio. *{{NDR|«La guerra non era tra russi e ceceni?»}}<br />No di certo, la guerra è stata causata dall'America che ha cercato di arrivare a dominare il mar Caspio, questa riserva energetica straordinaria, punto geografico nevralgico per controllare tutte le repubbliche ex sovietiche e l'Iran, dove corrono i viadotti che trasportano petrolio e gas. Per farlo, sapevano benissimo quale era lo strumento migliore: destabilizzare Cecenia e Daghestan. La guerra in Cecenia è partita sulla base di questo presupposto geopolitico, il tentativo degli Stati Uniti si tenere sotto scacco la repubblica islamica dell'Iran e sottrarre alla Russia i suoi territori storici. Le forze in campo allora erano i russi, compresi i ceceni, e i terroristi infiltrati dalla Cia grazie a uno Stato svendutosi agli americani: la Georgia. *Mio fratello si è convertito all'islam ma rimane mio fratello, la soluzione di tutto quanto sarebbe vedere la diversità come un valore. Lui adesso rispetta il ramadan e io con lui ho seguito nell'ultimo ramadan i precetti di questa ricorrenza per tre giorni. [...]. il mondo islamico non è una bestia pronta a sbranarci come i vostri giornalisti occidentali dipingono, aumentando la tensione e divenendone così responsabili. *[...] la sinistra è diventata succube di questo sistema capitalistico. Gli unici diritti che ritiene di difendere sono quelli astratti, ad esempio degli omosessuali. Va benissimo, io ho amici omosessuali e dentro casa propria ognuno fa ciò che vuole ma prima, a un omosessuale così come a chiunque, devi garantire i diritti sociali, le cure, un'anzianità serena con la pensione adeguata. Lo scontro è ancora tra capitalismo e socialismo. *Un potere costituzionale in Ucraina è stato abbattuto con un colpo di mano di neonazisti addestrati in campi speciali dagli americani. Adesso i neonazisti possono agire indisturbati e seminare il terrore bruciando vive le persone e assaltando i centri ebraici che ancora esistono in quella terra. Questo non lo leggete da nessuna parte, se non forse nei miei interventi sull'Espresso o sulla mia pagina facebook. E non provate a nominare Putin sull'Ucraina che non c'entra nulla. *[...] ogni paese dovrebbe essere fiero di avere un presidente come Putin, uno che fa gli interesse della sua patria. *È un bene che Italia e Russia siano alleate. In Russia non esiste paese al mondo amato come l'Italia, i giovani russi vogliono venire in Italia attratti dalla sua bellezza. Ecco su quali basi dovrebbe crescere questa alleanza: in una scambio proficuo tra bellezza, di cui voi siete i primi produttori al mondo, e materie prime. Io stesso sono cittadino italiano ormai, mi dovete sopportare, scrivo i miei libri in italiano e sono cresciuto con due miti, guarda caso Antonio Gramsci e Niccolò Paganini. {{Int|Da ''[https://www.sulromanzo.it/blog/intervista-a-nicolai-lilin-il-serpente-di-dio-e-il-potere-della-lettura-e-della-diversita Intervista a Nicolai Lilin: "Il serpente di Dio" e il potere della lettura e della diversità]''|Intervista di Matteo Bolzonella, ''Sulromanzo.it'', 4 agosto 2014.|h=4}} *{{NDR|Su ''Il serpente di Dio''}} Il romanzo nasce qui in Italia, meno di un anno fa: è una sorta di mia reazione alla situazione geopolitica che si sta vivendo. Vivo con dolore il fatto che oggi le diversità vengano sfruttate da diverse fazioni politiche o geopolitiche come delle armi per manipolare le società. Quella diversità che dovrebbe essere la nostra ricchezza, una delle poche cose che aiuta a conoscere veramente il mondo e a rispecchiarsi in esso, oggi viene riproposta spesso, anche da parte dei mass media, come un elemento di cui dobbiamo avere per forza paura e che dobbiamo fronteggiare con molta attenzione, quasi con sospetto: "Se uno è diverso da me, è uno di cui io non devo e non posso fidarmi"; ecco, questo non va bene. Io sono nato in [[Unione Sovietica]] e ho il ricordo di un Paese bellissimo, con 183 etnie che vivevano in pace e armonia, senza mai aver avuto sospetti di questo tipo. In modo particolare non sentivamo questa inevitabile divisione tra mondo islamico e mondo cristiano che oggi viviamo, di cui mi dispiace molto. Il mio fratello minore, Dimitri, si è convertito all'Islam e si è sposato con una bellissima ragazza di Daghestan, paese russo con una maggioranza di etnie di religione musulmana. La mia famiglia vive con molta serenità questa situazione ma spesso dall'esterno, anche da alcuni miei amici, questa differenza è stata vista male: tantissimi vedono la scelta di mio fratello come una cosa molto estrema. Il mio romanzo si basa sul valore della diversità nella religione: i protagonisti sono due ragazzi, uno cristiano e uno musulmano che, nonostante la differenza culturale e religiosa, riescono a sviluppare un rapporto fraterno, come viene suggerito dalla loro stessa comunità, quella caucasica. E il [[Caucaso]] è storicamente luogo di una convivenza tra comunità non solo pacifica, ma anche fraterna. *In Russia una cosa che mi ha aiutato moltissimo e che forma la base della mia espressione narrativa è la narrazione orale, su cui si è formata la cultura siberiana nella quale io sono cresciuto. Mio nonno mi raccontava tantissime fiabe e questo per me è stato fondamentale. D'altra parte ho avuto anche un'educazione sovietica: nelle scuole russe si leggeva molto, moltissimo, tanti classici, russi e stranieri e questo mi ha aiutato ovviamente a elaborare una forma espressiva tutta mia ma che si basa sui libri che ho letto. *{{NDR|Su [[Gabriele Salvatores]]}} Io amo quest'uomo, a mio avviso è uno dei più importanti e talentuosi registi italiani che hanno fatto la storia del cinema italiano. *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Il film è sicuramente bellissimo ma già dall'inizio si capisce di trovarsi davanti a una storia parallela: non è un tentativo di ripetere il libro sullo schermo, ma ricrearne la storia prendendone spunto. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220054041/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/08/12/quando-il-male-sorride/#more-162 Quando il male sorride]''|''Espresso.repubblica.it'', 12 agosto 2014.|h=4}} *{{NDR|Sulla seconda guerra cecena}} [...] a quei tempi {{NDR|i ceceni possedevano}} apparecchiature di rilevamento molto efficaci fornite dall'esercito americano, fornite tramite i loro alleati georgiani che alimentavano il terrorismo wahhabita in Caucaso. *Una volta, nel corso di una missione particolarmente dura, la squadra della quale io facevo parte non e'riuscita a ritornare al punto di evacuazione per il tempo stabilito e per questo abbiamo dovuto fare ritorno alla base a piedi. Ci abbiamo messo due giorni per aggirare vari gruppi dei wahhabiti, eravamo nel bel mezzo di un territorio controllato da loro. All'arrivo ci siamo seduti tutti insieme con il nostro comandante e con il nostro maresciallo, bevendo zuppa calda, abbiamo raccontato nei particolari la nostra avventura. Alla fine il nostro vice capo gruppo, un giovane sergente maggiore, si è lamentato di come le circostanze operative diventassero sempre più difficili, di come i wahhabiti si accorgessero della nostra presenza sempre più spesso, della loro accuratezza negli spostamenti, di come avessero imparato ad evitare le nostre trappole. Leonid Vladimirovich aveva risposto con una frase che io non dimenticherò mai: "Quando la guerra si fa dura e vi pare sentire la risata del diavolo, dovete rispondergli con una risata più forte". *La guerra che il governo golpista Ucraino compie contro il proprio popolo non ha alcun senso e tutte le sue vittime sono sulla coscienza di quegli oligarchi criminali ed estremisti, che con l'aiuto di USA e UE, si sono improvvisati politici dopo aver rovesciato un governo legittimo, facendo sprofondare il Paese in un conflitto sanguinario, la cui fine, ho paura, non vedremo molto presto. Tutti sono vittime dell'attuale amministrazione che illegalmente occupa incarichi governativi in Ucraina ed agisce in maniera anticostituzionale. I civili innocenti massacrati nel corso dei bombardamenti ad opera dell'esercito ucraino o durante le rappresaglie degli squadristi neonazisti, armati e pagati da oligarchi corrotti, i ribelli che difendono la popolazione del Sud-Est ucraino, i sostenitori estremisti di Kiev giustiziati nelle azioni di rappresaglia improvvisate da ribelli, i soldati dell'esercito regolare ucraino, i volontari esaltati della guardia nazionale, i neonazisti dei vari "battaglioni" che di militare non hanno niente e somigliano a bande di criminali strutturate attorno a uomini di potere corrotti: tutto questo graverà sulla coscienza di chi alimenta politiche espansionistiche e su quella di chi si offre come servo al padrone e che opera con metodi da grilletto facile. *Sono passati circa tre mesi da quando l'esercito regolare ucraino ha cominciato a compiere massacri quotidiani contro i civili del Donbass utilizzando aviazione e artiglieria. In questo modo il governo golpista di Kiev sperava terrorizzare la popolazione e placare la resistenza di chi rimaneva fedele alla Costituzione e alla Legalità, stuprate e dissacrate dopo il colpo di stato armato avvenuto per mano delle falangi estremiste a Maidan. La resistenza non ha mollato. Allora i "democratici" di Kiev, incitati dai "consulenti" della NATO, sono passati all'utilizzo di armi ancora più terrificanti: fosforo bianco, proiettili dalle testate termobariche, missili non guidati Grad, bombe a grappolo. Questo aumento della brutalità bellica ha incrementato il numero di vittime soprattutto ed esclusivamente tra i civili. Ma la popolazione del Donbass, martoriata e terrorizzata, non smette di sostenere i suoi ribelli. *L'abbattimento dell'aereo malese è stato una manna dal cielo per il governo golpista. Ma non sono riusciti a sfruttare adeguatamente nemmeno questo drammatico episodio, perché non hanno il totale controllo del paese, perché la loro propaganda è debole e inefficiente, in quanto sfrutta un bacino di pubblico in gran parte poco preparato e malinformato, e opera con materiali considerati incoerenti, che vengono divulgati con dei modi persistenti e violenti per qualsiasi persona normale di cultura media. Incolpare la Russia dell'abbattimento dell'aereo è stato un fallimento totale. Non è servito a capire chi ha abbattuto realmente quell'aereo, ma soprattutto ha insospettito tutto il mondo. Non sono serviti nemmeno gli interventi dei politici statunitensi e del presidente Obama che strillava come un indemoniato incolpando i russi, con prove che avrebbe potuto fabbricare qualsiasi ragazzino abile con Photoshop. Per ora i russi sono stati gli unici a fornire le prove che riguardano quella tragedia e gli Stati Uniti si sono chiusi in un imbarazzante silenzio. Quindi nemmeno l'abbattimento del Boeing malese è riuscito a risanare la situazione dei golpisti e giustificare a livello internazionale l'intervento della NATO, che non vede l'ora di invadere l'Ucraina e alimentare un lungo conflitto contro la Russia. Questo dovrebbe distruggere per sempre la prospettiva della creazione di un asse economico euro-asiatico, una degna e logica alternativa al dominio statunitense, che sprofonda sempre di più nella crisi e costringe gli europei ad allontanarsi dai diritti civili, come quelli per la casa, per il lavoro, per la sanità. *Il fascino della propaganda dell'Impero di fast-food è molto forte. Molti ucraini hanno perso la testa abbagliati dalle promesse americane, pensando che li aspetti una vita come quella delle serie TV statunitensi. Non gli importa che gli USA non sono certo un esempio di paradiso sociale: cinquanta milioni di americani non hanno diritto alla sanità, senza parlare degli analfabeti, della criminalità e del sistema giudiziario che diventa un modo per togliere dalla circolazione quella classe di cittadini che non rientra nello schema di vita degli ultra liberisti. L'esaltazione degli ucraini per il sistema americano mi appare come la metafora di uno schiavo che scappa da un padrone e si nasconde nella casa dell'altro, motivando il suo gesto con il fatto che il vecchio padrone lo picchiava con un bastone di legno e quello nuovo lo farà con un bastone d'oro. Proprio per questo gli ucraini pro golpisti si spingono verso crimini sempre peggiori contro i propri concittadini che non condividono la loro visione socio-politica. *Sono d'accordo con la volontà di un popolo di auto determinarsi e liberarsi dalle influenze geo-politiche non desiderate e se la stragrande maggioranza degli ucraini veramente non vuole più avere a che fare con Russia, comprendo e approvo tale decisione. Ma come fanno a non accorgersi che in questa situazione il loro sentimento anti russo è stato manipolato e sfruttato da un potere altrettanto corrotto, che distrugge il loro paese trasformandolo in una pedina, in un campo di battaglia? Stanno strappando legami storici, stravolgendo l'identità nazionale, riportano in vita dall'abisso dei secoli mostri che si erano macchiati dei crimini peggiori. Non capisco come possano ancora quegli ignoranti sostenitori del colpo di Stato di Maidan esaltare la morte delle donne e dei bambini della loro stessa nazione, commentando con dei motti pieni di insulti il presidente di un altro paese. È come se un mio vicino che mi odia, e non può fare niente di concreto contro di me, passasse il suo tempo a massacrare di botte i suoi figli e sua moglie sotto le finestre di casa mia, urlando per tutta la via che io sono un mostro, un violento, aggressore e dittatore. {{Int|Da ''[https://messaggeroveneto.gelocal.it/tempo-libero/2014/09/02/news/nicolai-lilin-la-casta-fa-politica-criminale-1.9858294 Nicolai Lilin: «La casta? Fa politica criminale»]''|Intervista di ''messaggeroveneto.gelocal.it'', 2 settembre 2014.|h=4}} *Siamo romanzieri, non teniamo diari. E quando ci accusano d'inventarci stralci di esistenze, straparlano. È un paradosso. Avremo o no la licenza di fantasticare? *Guardi, avendo dato l'esclusiva dell'uscita a Roberto Saviano e a ''Repubblica'', un altro quotidiano nazionale, ''La Stampa'', si è vendicato inventandosi un pezzo vergognoso pieno di falsità. Un riuscitissimo esperimento di disinformazione. Un blogger sconosciuto, ed ecco il secondo caso, per farsi un po' di nome in giro usò la stessa tattica. Terza corsa su ''Il Fatto'', che tra l'altro mi offrì una collaborazione dopo aver pubblicato le solite allucinazioni. Per quanto mi riguarda è un giornaletto scolastico. Mia madre mi chiamò offrendosi addirittura di rilasciare un'intervista per confermare con foto e prove quanto raccontai nel libro. Le dissi di lasciar perdere. La faccia io ce l'ho messa. Anche al ''Chiambretti Night''. Facile incontrare invidie e russofobi, mica tanto strano. Il razzismo proprio dei liberisti di sinistra, cresciuto nella Gran Bretagna coloniale, è una piaga diffusa. Se la coscienza è pulita vai avanti e non ti curi *{{NDR|Sull'Italia}} Un Paese in difficoltà. E disgregato, seppure unito soltanto 150 anni fa. La politica ha un atteggiamento criminale. Non soltanto ruba a man bassa, ma non si preoccupa minimamente di guarire 'sta terra malandata. A far lievitare i danni ci si mette pure l'atteggiamento filo-americano. Fuori gli States con le loro basi e i loro missili e su le maniche per lavorare seriamente. *Impariamo dalla Russia, un groviglio di svariate declinazioni di cristianesimo, islamismo, buddhismo, paganesimo, persino. Eppure, nessun contrasto violento; si è stabilizzato un sentimento di pacifica convivenza, ognuno nel rispetto dell'altro. {{Int|Da ''[https://www.giornalelavoce.it/news/dai-comuni/93332/ivrea-nicolai-lilin-educazione-siberiana-alla-festa-dell-unita-una-militante-pd-lo-attacca.html IVREA. Nicolai Lilin ("Educazione siberiana") alla Festa dell'Unità. Una militante Pd lo attacca]''|Intervento durante la Festa dell'Unità, ''giornalelavoce.it'', 22 settembre 2014.|h=4}} *[...] l'Ucraina è Russia, e non a caso la prima capitale dell'Unione Sovietica fu proprio Kiev. *[...] voi non sapete niente, voi votate e basta. L'Ucraina è solo una pedina, anche insignificante, dell'America, la quale teme che l'Europa si giri verso la Russia, canale anche verso la Cina, paesi in espansione. *Sono cresciuto in Unione Sovietica. Eravamo poveri, ma non avevamo i pidocchi a scuola. Qui ho mandato mia figlia, purtroppo, in una scuola statale, e per tre mesi mi ha portato i pidocchi. Questa è la vostra democrazia. La vostra democrazia è mettere gli anziani negli ospizi. La democrazia schiavizza. Voi dovete ascoltare i vostri anziani (tranne Napolitano), la loro saggezza. Il Nazionalismo vero, come diceva mio nonno che era siberiano, significa amare il proprio paese, e rispettare gli altri. *A 12 anni ho vissuto la guerra civile. Nell'89 sono iniziate le tensioni. Si diceva che fossero causate dal Nazionalismo moldavo. Poi si è scoperto che era gente rumena, mercenari. Voi non avete ancora imparato. Perché quello che fa Renzi con Obama (fare sanzioni, bombardamenti di cui nessuno parla, pagare neonazisti per uccidere gente che non viene messa in tv come il giornalista americano) è un atto criminale. Voi votate dei criminali. {{Int|Da ''[https://www.gqitalia.it/news/2014/12/11/lilin-e-la-disinformazione-te-lo-spiego-io-cosa-succede-in-ucraina Lilin e la disinformazione: "Te lo spiego io cosa succede in Ucraina"]''|Intervista di Angelo Pannofino, ''gqitalia.it'', 11 dicembre 2014.|h=4}} *I giornali italiani dicono che l'esercito russo ha invaso l'Ucraina, ma dove? Non c'è un solo soldato con la divisa dell'esercito russo. Dalla Russia sono sicuramente arrivati dei volontari, ma ci mancherebbe: noi russi andiamo ad aiutare i nostri fratelli in qualunque parte del mondo, ma lo facciamo da privati. Da privati. *Putin ha un pessima reputazione perché gli italiani hanno sempre avuto della Russia una visione creata da persone che sostengono il blocco atlantista. *[...] quando parliamo di disinformazione la [[Anna Stepanovna Politkovskaja|Politkovskaja]] è un esempio perfetto: lei è diventata una sorta di martire della libertà che gli occidentali spingono di brutto. Spesso qui leggo una frase stupida: "Putin ha ucciso la Politkovskaja". Punto. Come si fa a essere credibili se si scrivono cose del genere? Putin non ha ucciso nessuno. E il KGB non ha ucciso nessuno. Anche perché non esiste più il KGB ma altre strutture, come l'FSB, che è solo un'ala dell'ex KGB, quella politica: considera che solo l'FSB conta tre milioni e cinquecentomila agenti effettivi. Sai cosa vuol dire una cifra del genere? Vuol dire che non c'è niente che possa fermarli, né la CIA né il Mossad. Come si fa a pensare che una struttura così possa mandare due agenti a sparare in pancia alla Politkovskaja mentre sale a casa sua con i sacchi della spesa? Neanche i criminali ormai fanno cose del genere in Russia: hanno più gusto e più pietà *{{NDR|«[...] qual è la tua idea sull'omicidio della Politkovskaja?»}} Non è un'idea, è un fatto documentato: ci sono due delinquenti wahabiti (perché in Caucaso tutto viene dal wahhabismo), terroristi pagati dagli americani, che lo hanno fatto perché lei indagava sul legame tra alcuni militari russi e alcune fazioni wahabite. Il problema principale della Politkovskaja è che lei è comparsa sulla scena mediatica grazie al signor Berezovsky, che l'ha fatta diventare la "sua" giornalista: in poche parole l'ha comprata. [...] è questo il problema della Politkovskaja: i suoi legami con Berezovsky. La sua visione era molto facile: la guerra cecena? La colpa è dei russi. Ma io l'ho fatta la guerra in Cecenia, e non è affatto così. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/12/28/traduco-confessioni-in-una-lingua-misteriosa32.html Traduco confessioni in una lingua misteriosa]''|''La Repubblica'', 28 dicembre 2014.|h=4}} *Ho a mia disposizione una vasta gamma di simboli, paragonabile a una sorta di alfabeto. Ogni simbolo, così come ogni lettera dell'alfabeto, non ha nessun significato singolarmente, ma può assumerne diversi a seconda di come viene inserito nel disegno completo e posizionato rispetto agli altri simboli e anche a seconda della parte del corpo in cui viene tatuato, proprio come le lettere dell'alfabeto, che compongono parole diverse a seconda dell'ordine in cui sono disposte, parole che poi diventano frasi, che a loro volta si trasformano in storie. La parte più importante nel processo è quella legata al passaggio dell'informazione dalla persona che intende tatuarsi al tatuatore. Si crea qualcosa che sta a metà tra una confessione sacra e una complicità quasi intima. *Spesso le storie che mi affidano sono così personali e profonde che mi rendo conto di essere l'unico a conoscerle, molti non raccontano le loro esperienze più estreme nemmeno ai propri cari. In alcuni casi le persone fanno fatica persino a trasformare le proprie memorie in parole, ci mettono molto a dare forma linguistica alle proprie paure, agli incubi del passato. *Iniettare l'inchiostro sotto la pelle è un processo che richiede una certa abilità e conoscenza della materia, ma io la vedo come una semplice conclusione di qualcosa di molto più profondo, faticoso ed emozionante. Per questo, mentre tatuo una storia provo già nostalgia per quei simboli, per i particolari di quella vita che ho conosciuto e interpretato nel tatuaggio che vado eseguendo, e dentro di me sento il bisogno di affrontare nuovi segreti. ===2015=== {{Int|Da ''[https://lespresso.it/c/archivio/2015/1/5/nicolai-lilin-non-cediamo-alla-tentazione-della-vendetta/41887 Nicolai Lilin: "Non cediamo alla tentazione della vendetta"]''|''Lespresso.it'', 5 gennaio 2015.|h=4}} *[...] il 1989 è stato segnato da due eventi che hanno condizionato la mia esistenza: la nascita del mio adorato fratello Dimitri e l'entrata nella mia collezione di un pezzo importantissimo, una Luger P08 prodotta nel lontano 1917. Nelle strade del mio quartiere, tra i ragazzini giravano molte armi da fuoco, soprattutto modelli storici tirati fuori dai nascondigli dei nonni: venivano barattate in cambio di colombi, cuccioli di cane o qualche piccolo oggetto di gioielleria sottratto ai genitori. A nove anni possedevo una discreta collezione di pistole. Avevo due rivoltelle tipo Nagant, di cui una rarissima di produzione svedese dalle munizioni introvabili; una Mauser C96 - quella che usa Corto Maltese nei fumetti di Hugo Pratt - che non funzionava per qualche guasto meccanico mai scoperto; diverse Tokarev, una delle quali recuperata sul terreno di una battaglia della seconda guerra mondiale e semicorrosa dalla ruggine. C'era pure una Walther P38 tedesca, con il nome del militare che l'aveva usata durante il conflitto inciso sul carrello. *Di giorno portavo la pistola ovunque: a scuola e persino al fiume, il luogo dei nostri giochi. La sera, prima di andare a dormire, la smontavo e pulivo con cura, accarezzando la struttura metallica con il panno bagnato d'olio. Con quella Luger riuscivo a sparare molto preciso. Era facile da controllare, un vantaggio perché io ero più piccolo e più magro dei miei amici e quindi faticavo a colpire i bersagli con le altre pistole. Ora invece era tutto cambiato: staccavo il collo delle bottiglie a dieci metri di distanza. Anche i ragazzi più grandi avevano notato la mia abilità, alcuni autorevoli delinquentelli del quartiere si erano complimentati e ciò rappresentava una sorta di promozione nella gerarchia della strada. Credevo di essere diventato qualcuno grazie a quel pezzo di ferro. Non mi rendevo conto che gli amici mi consideravano insopportabile, perché sembravo ubriaco di onnipotenza e facevo di tutto per provocare il destino. E il destino non si è fatto attendere. *Ero da poco tornato da scuola e sono andato nel fondo del giardino per tirare due colpi con la mia Luger. Tra uno sparo e l'altro sono stato distratto dalla sarabanda che proveniva dal cortile. Era un misto tra il lamento di un bambino, il ruggito di un leone, il bramito di orso e il ringhio del cane. Un verso incredibilmente lungo e potente, tanto da apparire irreale. Sono corso verso casa e mi sono trovato davanti una scena incredibile: tutto era coperto di piume, con brandelli di cuscini che volavano in aria e in mezzo a questa nuvola bianca c'era Buyan che stava sbranando l'ultimo pezzo di stoffa. Ho guardato quel cane e dentro di me si è scatenata l'ira. Anche lui mi ha fissato, come per studiarmi, poi è scattato. Senza rendermene conto ho puntato la Luger e premuto il grilletto. L'animale nello stesso istante si è accasciato, come se un essere invisibile gli avesse inferto una botta sul capo. Mi sono avvicinato al corpo ancora caldo, sentivo le ginocchia tremare. Ho osservato immobile quello che avevo provocato, poi ho messo la sicura alla Luger, ma non ho fatto in tempo a infilarla in tasca perché è apparso mio nonno Boris. Teneva tra le mani uno dei giovani colombi che addestrava. Mi ha fissato con disapprovazione: «Perché hai sparato a quell'animale?» {{Int|Da ''[https://www.vita.it/nicolai-lilin-islam-la-convivenza-si-impara-sul-caucaso/ Nicolai Lilin: «Islam? La convivenza si impara sul Caucaso»]''|Intervista di Elena Bagalà, ''vita.it'', 16 gennaio 2015.|h=4}} *{{NDR|Sul [[Caucaso]]}} Sono zone in cui la vita ha altri ritmi rispetto alla società moderna come noi la intendiamo, la gente è ancora molto legata alla natura e porta avanti gli antichi valori che gli sono stati tramandati [...]. La comunità cristiana consegna un oggetto, affinché venga custodito, alla comunità musulmana e viceversa. È uno scambio di oggetti tra comunità, un sigillo che celebra il patto di lealtà che al giorno d'oggi è ancora ritenuto estremamente importante. *{{NDR|Su ''Il serpente di Dio''}} Un elemento fondamentale nel mio libro, non a caso, è il grande sentimento di amicizia che lega i due protagonisti, due ragazzi, uno cristiano e l'altro musulmano. *La società moderna è affetta da due grandi mali, l'individualismo e la massificazione, sono due derive che rendono l'uomo un possibile schiavo di ideologie false, ci fanno credere che per sopravvivere l'unica via sia quella tracciata dall'odio e dall'intolleranza quando invece l'uomo, mosso dalla curiosità, scopre che esiste anche la via della conoscenza, la base su cui poi si instaurano le relazioni tra le persone. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20151015022849/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/16/la-chiesa-dellodio/ La chiesa dell'odio]''|''Espresso.repubblica.it'', 16 gennaio 2015.|h=4}} *Oggi, seguendo i media ucraini si percepisce un'atmosfera simile a quella che dominava la società cristiana cattolica ai tempi delle crociate. C'è un obiettivo universale, prostrato, non definito, che viene imposto alle masse come una missione sacra che ogni patriota e uomo onesto è obbligato a compiere. Ovviamente questo obiettivo è la guerra che in questo caso dimostra una chiara declinazione masochista, perché anche se nella propaganda si parla sempre di guerra contro la Russia, in realtà la si fa contro il proprio popolo nel Donbass. *A Firenze e a Prato, nelle chiese ucraine i parroci hanno organizzato una colletta per acquistare una termocamera che permette di individuare, in condizioni di bassa visibilità, soprattutto di notte, gli obiettivi vivi che emanano il calore corporeo. Sul volantino distribuito in chiesa è disegnata la scena del videogioco di guerra che si chiama "Battelfield", si nota un soldato in fiamme che avanza con uno sguardo severo, accompagnato da un carro armato. Questi sono i valori cristiani dei neo nazisti ucraini: la violenza, la guerra, la distruzione. I parroci e la comunità ucraina in Italia non hanno dato nessuna spiegazione, non hanno espresso le loro scuse agli italiani e ai credenti che hanno chiesto spiegazioni per un comportamento così offensivo nei confronti di chiunque reputi la religione un rifugio per lo spirito e non una piattaforma di guerra. *Se le autorità italiane, se i nostri politici, se l'opinione pubblica nazionale continuano con il loro tacito consenso al dilagare della propaganda dell'odio e del neo nazismo ucraino qui in Italia, non mi sorprende che un giorno questo odio si realizzerà con delle azioni violente. Azioni di cui non ne abbiamo nessun bisogno qui in Italia, specialmente dopo quel sangue che abbiamo visto scorrere a Parigi. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20150918164302/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/02/03/laltra-faccia-della-democrazia-ucraina-il-terrorismo-ceceno-made-in-usa/ L'altra faccia della democrazia ucraina: il terrorismo Ceceno made in USA]''|''Espresso.repubblica.it'', 3 febbraio 2015.|h=4}} *Per favi capire meglio chi era Isa Munaev, ricordo solo che era ricercato in Russia per aver commesso crimini contro l'umanità durante la guerra in Cecenia. Aveva trovato rifugio in Europa, così come altri membri di Al-Qaeda, protetti e mantenuti dalle strutture non governative al soldo di oligarchi ultra-liberisti come George Soros. *Quando nei miei libri dedicati alla guerra in Cecenia spiegavo che gli Stati Uniti hanno creato il terrorismo islamico nel Caucaso per destabilizzare la Russia, alcuni esponenti della politica atlantista "democraticamente" mi avevano accusato di, per dirla in modo pacato, non essere credibile. Oggi, a distanza di pochi anni dall'uscita del mio libro "[[Caduta libera (romanzo)|Caduta Libera]]" che parla della guerra in Cecenia, tutti noi assistiamo ad una guerra molto simile, che si svolge nel cuore dell'Europa. Di nuovo di fronte a noi si apre uno spettacolo osceno: la morte, la disperazione, il dolore e tanta, tantissima rabbia. *I neonazisti di vari paesi europei, i terroristi wahhabiti ceceni che si trovano da anni in esilio in Occidente, gli Stati Uniti d'America con il premio Nobel per la pace in testa e tra gli altri anche il nostro premier Renzi con il suo fedele PD (loro governano l'Italia, sono quindi responsabili di aver mandato in Ucraina i veicoli da guerra con i quali i terroristi atlantisti ammazzeranno sempre più civili) conducono il genocidio del popolo ucraino, cercando di coinvolgere la Russia nella guerra e con questo salvare dall'inevitabile crollo l'ormai da decenni marcia e speculativa economia statunitense. Tutto come è avvenuto in Cecenia: una parte del popolo per mezzo di propaganda e i soldi rivolta contro i propri fratelli, con provocazioni e terrorismo scatena una guerra feroce e dietro a questo terribile conflitto si stanno svolgendo le trattative commerciali tra le più significative sul pianeta. {{Int|Da ''[https://genova.repubblica.it/cronaca/2015/12/04/news/lilin_-128800198/ Lilin, il Terribile: "E' il momento di fermarsi a casa. E ammettere la guerra"]''|Intervista di Matteo Macor, ''repubblica.it'', 4 dicembre 2015.|h=4}} *{{NDR|«[Un tappeto di boschi selvaggi] è un'autobiografia, un diario, un libro fotografico?»}} Non so, è tante cose. Me lo chiedevano da tanto tempo, ma nasce comunque da una mia esigenza. Mi piaceva l'idea di lasciare qualcosa ai miei figli, qualche particolare punto di vista sulle loro origini, storie che potranno leggere per scoprire come vivevano e chi erano i loro antenati. [...] Non lo chiamerei autobiografia, però: non è del genere, mancano tante storie. È come se avesse raccolto alcune facce del caleidoscopio della mia vita. Un modo di vedere quello che sono, i miei punti di vista. [...] L'abbiamo fatto in tre, quattro, insieme agli editor dell'ufficio della casa editrice. Io ci ho messo la mia vita, le mie foto, la mia famiglia, loro la professionalità, le idee, mi hanno aiutato a dare la forma giusta alla cosa. Fare un loro del genere è molto più difficile che fare un libro di pura narrazione. *Per me sparare è come tornare a quando ero bambino, tornare alla mia infanzia, dentro quel guscio sicuro che ha un bambino quando sta nel suo ambiente familiare. E lo stesso vale per i tatuaggi: è una specie di ritorno alle origini. Sono cresciuto in un ambiente in cui tutti avevano tatuaggi, io all'inizio mi sentivo anche un po' in difetto. Sono queste le cose che mi hanno formato per come sono oggi. *Quando io mi guardo attorno, e osservo il mondo moderno, il caro vecchio Occidente, la sensazione è che non sappia minimamente in che situazione si trova. Da anni vive in guerra, anni. E noi ce ne accorgiamo solo perché le stragi arrivano nel cuore d'Europa, a Parigi. Eppure sono anni che i nostri politici la travestono da missioni di pace, inventano nomi nuovi e intanto bombardano e uccidono. Questo avviene quando le persone non vogliono aprire gli occhi, cercano una pace che non c'è e accettano di vivere in una situazione come la nostra, inesistente, surreale. Più che la guerra, a me spaventano le persone che non hanno capito di essere nel pieno del conflitto. Mi fanno sentire sempre meno sicuro. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20240523143217/https://www.paesesera.toscana.it/17144-2/ Un cuore siberiano, intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Barbara Caputo, ''paesesera.toscana.it'', 19 dicembre 2015.|h=4}} *Prima di essere operativo nell'esercito russo, abbiamo eseguito una serie di passaggi, allenandoci nelle montagne, e imparando a comportarci come i terroristi ceceni. Abbiamo anche compiuto la pulizia dei luoghi di attentati terroristici. Ho capito poi che era utile a comprendere che queste persone non erano umane ed era facile annientarle. Quando ho assistito al mio primo attentato a un asilo, uno degli ordigni per fortuna non è esploso. Mi hanno portato la testa di un terrorista, tutta bianca e con gli occhi neri. Ho capito il pericolo delle idee che può trasformare un giovane in questo. Ho visto anche persone che impazzivano davanti ai miei occhi, come un padre a cui hanno spiegato che la moglie e il bambino erano stati ammazzati. Gran parte dei quadri Isis sono reduci ceceni. Considerando i fatti tristi accaduti a Parigi non ho dormito la notte. Quello che mi ha stupito è che non una tra tutto queste persone abbia resistito sparando. Io non riesco a vivere come un bersaglio mobile. L'unica cosa che mi può salvare è una pistola allacciata a una cintura. *Il primo ricordo forte che ho di mia nonna è che nella borsa portava una Luger P08. Era un calibro difficile da trovare. Mia nonna era gobba, ebrea. Mio nonno era cristiano ortodosso e non voleva che diventassi ebreo. La nonna era finita nel campo di sterminio e 13-14 anni, le avevano sterminato la famiglie. Era finita in un reparto in cui le ragazze erano usate come donne di piacere, e un tedesco la vestiva da bambola e le diceva di non muoversi. Mia nonna sapeva accontentarlo e lui ha cominciato a fidarsi di lei e a farla uscire dal campo. Ma lei seguendo le istruzioni che le aveva dato un uomo lo ha colpito con un punteruolo e ucciso. È stata ritrovata da un polacco, è stata sua amante per un certo periodo e poi ha ucciso anche lui. In seguito ha incontrato mio nonno, che era un delinquente, in un lager sovietico. Mia nonna rubava al mercato, per lei era una sorta di vendetta delle ingiustizie della vita. Era critica verso il sionismo ma mandava terreno fertile nei kibbutz. ===2016=== {{Int|Da ''[https://www.mangialibri.com/interviste/intervista-nicolai-lilin Intervista di Nicolai Lilin]''|Intervista di Alessandra Farinola, ''Mangialibri.com'', 2016.|h=4}} *Io con le bambine ho un rapporto abbastanza diretto e credo che ai bambini non bisogna raccontare le bugie. In qualche modo cerco sempre di raccontare la verità, la realtà, quando è necessario magari la abbellisco con qualche giro di parole, soprattutto per aiutarle a crearsi da subito una opinione vera su quello che è il mondo, sulle loro radici. Quando racconto di mio nonno, il loro bisnonno, uso termini abbastanza semplici, spiego che si tratta di persone che erano banditi, criminali, che agivano contro la legalità. Poi cerco di spiegare anche le condizioni, le circostanze politiche e sociali. Perché spesso una persona diventa un criminale non per cattiveria ma perché cerca di difendere la propria libertà, la propria visone della politica, della società, dell'economia, cerca di difendere la propria famiglia. Nelle varie dittature che susseguirono nella storia della Russia molti russi son dovuti diventare fuorilegge per resistere. Le bambine sanno benissimo che il loro bisnonno era un criminale, e che anche il loro nonno, mio padre, che è ancora vivo e ogni tanto ci viene a trovare, è stato in carcere, lo sanno che anche lui ha un passato. Anche io quando parlo della guerra racconto in modo diretto che cosa è la guerra e cerco di spiegare perché il loro papà è stato in guerra. Cerco di essere più onesto possibile perché ho visto con la mia esperienza, osservando il mondo e le persone, che ai bambini non bisogna raccontare cose che li portano troppo lontani dalla realtà. *Ho smesso di tatuarmi perché non c'è nessun tatuatore che io conosca qui in Occidente che avrebbe potuto farlo. Per me. La possibilità e la capacità di eseguire tecnicamente un tatuaggio nella visione del tatuaggio siberiano, nella nostra visione, è la parte meno significativa perché saper tatuare fisicamente, saper incidere sulla pelle è una cosa tecnica che non ha molta rilevanza. La cosa più importante è saper interpretare i simboli, creare la narrazione simbolica, quindi conoscere molto bene la tradizione siberiana legata ai simboli, saper trasmettere le parole e saperle trasformare in immagini che codificano la vita delle persone, nell'informazione che in qualche modo ha a che fare con la vita di qualcuno. Purtroppo in questi anni i vecchi sono morti, quelli dai quali ancora si poteva andare a tatuarsi abitano in Russia. I giovani sono sempre meno interessati a seguire la tradizione dei vecchi perché la tradizione è anche una disciplina e quindi durante il periodo di studi, quando un giovane apprendista impara quello che il vecchio maestro deve trasmettere, uno deve anche seguire una serie di regole legate alla disciplina e non tanti giovani sono disposti a farlo. Per questo quelli che conoscono come me la tradizione sono pochissimi. *Del significato dei simboli non si parla perché la tradizione nostra è chiusa a chi non è stato abilitato dai maestri. Proprio perché il segreto dei simboli viene conservato per evitare che le persone non addette all'interpretazione del tatuaggio siberiano si impossessino del significato. *In Siberia abbiamo una delle mummie tatuate più antiche trovate al mondo. Si chiama Principessa di Altai o Ukoka, una giovane donna di circa ventisei anni, non una vera principessa ma apparteneva ad una famiglia nobile, ad un grande clan siberiano. È stata trovata nella sua tomba perfettamente conservata. Ha addosso tatuaggi molto importanti e risale a circa 3000 anni fa. Gli studiosi dibattono ancora sulla datazione precisa, di fatto è un importante simbolo dell'antichità della nostra tradizione che poi si è evoluta, arricchita, si è adattata in certo modo ai cambiamenti storici, ai domini di diversi sistemi politici, alle dittature, diventando addirittura quasi fuorilegge, anche se spesso è condivisa non solo da fuorilegge. *Le cose più importanti le apprendiamo durante i primi tre anni di vita, ormai lo dicono tutti gli studi, ma anche mio nonno e mia nonna, senza essere studiosi ma semplici cacciatori e contadini siberiani, dicevano che l'uomo diventa quello che è durante i primi tre anni e per questo era importante raccontare le fiabe ai bambini anche se sembrano non capire, perché nelle fiabe ci sono le basi, gli insegnamenti che poi formano una persona. *Io sono rimasto per una serie di motivi, uno dei quali familiare. In Italia da molti anni c'era mia madre che era stata costretta a fuggire dal nostro Paese perché era sposata con un uomo, mio padre, al quale il nuovo regime dava la caccia. Perché ai tempi in cui arrivarono i trafficanti di droga e i rappresentanti della nuova criminalità che ha preso il potere con l'arrivo del consumismo, l'apertura delle frontiere e il crollo dell'Unione Sovietica, mio padre era tra quelli rimasti fedeli alle vecchie regole sociali anche dei fuorilegge, era uno di quelli che non accettarono la criminalità e gli affari criminali che erano concentrati sull'arricchimento di una sola persona, quindi droga, sequestro di persona, crimini che nel nuovo mondo erano diventati modi semplici per guadagnare soldi in fretta. Ha combattuto diverse volte contro queste cose, contro i trafficanti di droga, io stesso ho fatto parte di quella generazione di giovani che sono rimasti accanto ai vecchi. *La prima persona che ho ucciso era un trentenne zingaro che spacciava eroina nel mio quartiere. Io avevo quattordici anni, ho cercato di contrastarlo e fargli lasciare il quartiere ma lui mi ha picchiato. Allora sono andato da mio nonno e gli ho raccontato tutto; lui mi ha caricato un revolver, me lo ha dato e mi ha detto di sparargli alle ginocchia. Il primo colpo l'ho sparato alle ginocchia ma il secondo è andato male e gli ho preso il fegato e lui è morto. Era una guerra e mio padre faceva cose ben peggiori. Faceva parte di quelli che facevano rappresaglie, ha subito tre attentati pesantissimi, in uno c'ero anch'io in macchina quando ci hanno sparato addosso. Una vera e propria guerra. Poi mio padre è dovuto andar via dal paese perché la guerra è stata persa, la corruzione e il potere dei trafficanti e della droga ha vinto. Infatti si è unito alla polizia, alla politica, al potere corrotto e il nostro paese è stato occupato da questa gente. Mia madre trovandosi in questa situazione, sposata ad un uomo che per anni si è opposto a questo sistema, è dovuta fuggire perché troppo spesso venivano poliziotti corrotti per le perquisizioni, a minacciarci per sapere dove mio padre si nascondeva, dove erano i suoi soldi. Io stesso più volte sono stato portato nel bosco, mi hanno puntato una pistola alla testa per cercare di avere informazioni. Poi sono andato via anch'io e ho fatto le mie esperienze. Alla fine degli anni '90 il paese era una festa di avvoltoi, io sono andato via a combattere nell'esercito e il pericolo della guerra cecena mi ha salvato da quel pericolo. Quando son tornato dalla guerra ho cercato di ricostruirmi una vita. Sono venuto a trovare mia madre in Italia e mi sono accorto che lei aveva bisogno di riformare la famiglia. Le donne russe sono così e in questo sono molto simili agli italiani, hanno un legame tradizionale. Sono rimasto accanto a lei ma se non mi fosse piaciuta l'Italia non sarei rimasto. *Quando vivevo in Siberia c'erano i lupi che sono straordinari, mio nonno era cacciatore e mi ha insegnato tanto su di loro. Sono organizzati in branco in modo da proteggere i più piccoli e i vecchi. I primi che sono il futuro, che procureranno cibo agli anziani, e gli altri perché lo hanno meritato e trasmettono esperienze, per esempio insegnano a combattere e a cacciare ai più giovani. *Scrivo romanzi, non ho l'arroganza di scrivere una autobiografia perché non sono nessuno, non sono un grande che ha cambiato il mondo e che ha meritato di diffondere le sue esperienze. Io scrivo romanzi che restano tali. Per essere onesto con i miei lettori nelle interviste e negli incontri con loro spiego che quello che scrivo non è frutto di fantasia ma di esperienza vissute. Lo faccio per far capire soprattutto che non sono un genio perché per scrivere un romanzo come Educazione siberiana e inventarsi un mondo come quello che racconto dovrei esserlo e aver vinto almeno un Pulitzer! Queste accuse sono nate in una sola occasione, all'epoca di quel romanzo. Una tale giornalista [[Anna Zafesova]] de "La Stampa" ha scritto un articolo nel quale diceva che era stata in Transnistria e non ha trovato né la mafia siberiana né il mio quartiere, quello di cui parlo. Ma ha trovato qualcuno che mi conosce e le ha detto che tutto quello che avevo detto non era vero, addirittura che io ero un poliziotto. L'allerta me l'ha data mia madre che aveva letto l'articolo e mi ha avvisato. Io allora ho scritto un articolo in risposta nel quale ho spiegato cose sul mio conto, ho ribadito che il mio quartiere esiste. Probabilmente lei ha scritto un articolo senza uscire di casa, magari mettendosi in contatto con qualcuno o facendo qualche googlata. [...] Lei ha scritto un articolo per screditarmi ma c'era anche un motivo di invidia editoriale. Quando sono uscito con Educazione siberiana per Einaudi l'esclusiva era stata data a "la Repubblica". Allora a "La Stampa" c'era tale [[Cesare Martinetti]] che credeva di essere un grande esperto di Russia perché ci aveva vissuto a lungo come inviato, lui è rimasto male che l'esclusiva fosse andata ad un rivale. Mi ha anche fatto una intervista a sorpresa, era una chiacchierata e non mi aveva detto che l'avrebbe pubblicata, scrivendo anche cose non corrette e mettendo anche a rischio l'esclusiva stabilita. Il libro però ha venduto moltissimo e lui non era soddisfatto della piccola vendetta così ha incaricato la sua giornalista e amica di scrivere l'articolo. Pensavano di danneggiare me e il mio libro ma io ho continuato ad avere successo, perché non possono impedire a me di scrivere e ai miei lettori di apprezzare i miei libri. {{Int|Da ''[https://www.linkiesta.it/2016/03/nicolai-lilin-ogni-religione-e-una-burocrazia-che-uccide-la-virtu/ Nicolai Lilin: "Ogni religione è una burocrazia che uccide la virtù"]''|Intervista di Dario Ronzoni, ''Linkiesta.it'', 26 marzo 2016.|h=4}} *{{NDR|«Capiamoci subito. Lei è credente?»}} Sì. Nel senso che non sono religioso, ma credente. La religione è un sistema creato sulla fede, una burocrazia, un ufficio. La fede ha a che vedere con lo spirito, che è in ogni uomo, una forza interiore, un mistero che agisce sempre, che trova e dà spiegazione a tutto. *L'ateismo è una religione. Affermare di non credere a niente è come dire di credere a qualcosa. In questo, sono un gruppo, una setta. Il problema è quando non c'è la fede: perché i riti, il culto, la religione non contano granché se manca la speranza, cioè la consapevolezza che esiste qualcosa che collega l'uomo a un mistero più grande. *Quando ero in Cecenia per il servizio militare obbligatorio mi capitava di sentire spesso bisogno di ritrovarmi, di raccogliermi tra me e me. Avevo bisogno di un luogo sacro dove pregare, e allora, una volta, una moschea. Era mezza distrutta. Quando entrai, arrivò il funzionario. Mi scusai, non sono musulmano, ma lui sorrise. Meglio uno che ha vera fede che migliaia di musulmani che vengono per senso del dovere, rispose. Chi ha fede si riconosce. Dovrebbe essere così. {{Int|Da ''[https://www.rsi.ch/news/mondo/cronaca/Lilin-Transnistria-un-non-luogo-398197.html Lilin: "Transnistria, un non luogo"]''|Intervista di Joe Pieracci, ''Rsi.ch'', 26 luglio 2016.|h=4}} *In questi giorni sono sommerso di richieste da parte dei quotidiani italiani, mi chiedono di scrivere sulla [[Transnistria]]; ma per me è molto difficile rispondere. [...] Io sono scappato, oggi sono un occidentale. E preferisco non prendere posizione *Non è vero che la Russia minaccia la Transnistria perché, questo paese, esiste grazie alla presenza delle truppe della Federazione russa... dai tempi dell'Unione sovietica non se ne sono mai andati. [...] Semmai, ad essere minacciate, sono la Moldavia o l'Ucraina occidentale. *{{NDR|La [[Transnistria]]}} è una regione trasformata da alcuni generali russi in un non luogo, dove poter trafficare e guadagnare. *Mi auguro che questa splendida terra non finisca travolta da una sanguinosa guerra fratricida, ma ho paura che i russi facciano lo sbaglio di mettere sotto assedio militare l'intera Ucraina. E a quel punto la Transnistria sparirà. Sarà un'altra Beirut. *Siamo tutti fratelli in quella zona e io non saprei come sparare ad un moldavo perché gli voglio bene: è mio fratello. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/08/17/tattoo-al-sole-uno-spot-sulla-pelle30.html Tattoo al sole uno spot sulla pelle]''|''repubblica.it'', 26 luglio 2016.|h=4}} *Ogni estate italiani e turisti mettono in mostra i propri corpi, inconsapevolmente tessendo un complicato e a volte assurdo ornamento socio-culturale direttamente sulle spiagge. Molto spesso è come trasformarsi in una pagina di Facebook, cercando di impressionare con colori e disegni. La pelle dell'uomo moderno non comunica con un senso logico. E più la discesa nella spirale di questo consumismo delle immagini diventa violenta, più caos trasmettono i corpi. *Cinquemila anni fa i miei antenati siberiani per raccontare il destino di una persona usavano un complicato codice simbolico che infondeva nei tatuaggi l'esperienza vissuta. Gli antichi egizi mescolavano inchiostro e polvere d'oro per tracciare sui corpi dei nobili i segni del potere divino che avrebbero dovuto proteggere loro nel regno dei morti. Vichinghi e altri popoli nordeuropei sfoggiavano incisioni complesse che contenevano più informazioni di un codice a barre. Allora regnava la logica, seppur primordiale; oggi domina l'estetica. Meno abbiamo da dire, meno cultura rappresentiamo, più diventiamo neutri e omogenizzati, più cerchiamo di rappresentarci attraverso marchi prevedibili, vuoti ma quasi sempre giganteschi. È un'epoca delle cose macro, dove la grandezza spesso determina la qualità. La macchina più grossa, la barca più lunga, il tatuaggio più ampio e possibilmente colorato nel modo più chiassoso: il ricercato simbolismo della scienza araldica si è così trasformato in una brutta imitazione della iconografia pubblicitaria. *Solo Bob Marley sembra resistere alle stagioni e alle generazioni. Invece mi imbatto sempre più spesso nei tatuaggi che chiamo "pavonici": disegni enormi, più o meno tribali, che a volte si sviluppano su intere parti del corpo. Sono ornamenti, che non comunicano nulla, ma vogliono solo impressionare gli spettatori: sono spot. Ci sono quelli giapponesi, utilizzati senza avere la minima idea dei significati originali. Geishe accanto al Buddha, demoni che cercano di azzannare capre sacre. Ma si tratta di peccati veniali. {{Int|Da ''[https://www.periscopionline.it/in-esclusiva-quattro-chiacchiere-con-nicolai-lilin-autore-di-educazione-siberiana-oggi-il-male-si-chiama-consumismo-103924.html Intervista a Nicolai Lilin. L'autore di "Educazione siberiana": "Oggi il male si chiama consumismo"]''|Intervista di Liliana Cerqueni, ''Periscopionline.it'', 26 settembre 2016.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Siberia]]}} È un Paese molto grande e c'è tutto. È conosciuto purtroppo in Occidente attraverso "I Racconti di Kolyma" di Verlam Tichonovič Šalamov e "Arcipelago Gulag" di Aleksandr Solženicyn, però è una terra molto ricca di tradizioni dure, un grande territorio dove si incontrano Oriente e Occidente e quindi questo ci dà una capacità di prospettiva molto ampia. In Siberia c'è tutto, soprattutto una natura che domina l'uomo. A tutto ciò sono legate le tradizioni sciamaniche e anche la visione della vita dei siberiani stessi. *L'Italia oggi è un Paese multiculturale e trovo che la cosa bella sia l'apertura delle persone e la semplicità con cui la gente ti viene incontro. Penso che la mia esperienza letteraria ne sia un esempio in questo senso, perché la curiosità degli italiani nei confronti di un russo che racconta storie legate a ciò che è accaduto in Unione Sovietica e alle tradizioni ancestrali che stanno nelle radici di quel Paese è stato possibile solo perché le persone sono aperte alla curiosità nei confronti di questi temi. La curiosità è un atteggiamento molto positivo perché permette agli individui di scoprire il mondo, di viaggiare anche semplicemente con la fantasia, con la mente. *Nel nostro mondo moderno, quello che stiamo vivendo è il fenomeno della globalizzazione e quindi spesso le antiche tradizioni, gli antichi modi di vivere il mondo e di misurarsi con esso come era per i nostri antenati stanno sbiadendo o scomparendo. Questo è un male e la colpa sta nella forza che la globalizzazione esercita sulle nostre vite, sta soprattutto nel consumismo. *Nel mio ultimo libro {{NDR|''Spy story love story''}} ho voluto raccontare gli anni Novanta in Russia, il crollo dell'Unione Sovietica e quello che è successo dopo di esso. Ho voluto raccontare questa realtà attraverso le storie umane, storie semplici; ho voluto esplorare storie diverse, entrare nelle dinamiche umane più profonde per poterle rappresentare meglio. Ci sono anche gli aspetti sentimentali che forse i miei lettori non si attendevano, ma hanno reagito bene, stanno accogliendo molto bene anche questo libro. ===2017=== *Un'altro nostro concittadino massacrato dai terroristi islamici, amici della Boldrini, sostenuti dalla sinistra Italiana. (da un Tweet del 19 agosto 2017)<ref group="fonte">Citato in ''[https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/21-agosto-2017/sono-amici-boldrini-tweet-nicolai-lilin-scatena-social-2401933157187.shtml «Colpa degli amici della Boldrini». Il tweet di Lilin scatena i social]'', ''corriere.it'', 21 agosto 2017.</ref> {{Int|Dalla prefazione di ''Putinfobia''|[[Giulietto Chiesa]], Casale Monferrato, Piemme, 2016, pp. 8-12, ISBN 978-88-566-5453-0|h=4}} *All'epoca dell'URSS tutta questa moltitudine di culture, religioni, idee, abitudini e colori conviveva fianco a fianco senza particolari problemi. Non c'erano frontiere, confini fisici, mentali o geografici che ci dividessero, l'unione era siglata anche all'interno delle famiglie. La mia famiglia è un classico esempio della cellula sociale transnistriana. Ci sono russi provenienti da diverse parti, tra cui siberiani, quelli della Russia centrale e anche un bisnonno katzap. Polacchi, tedeschi, ebrei, moldavi, un bisnonno generale nell'esercito cosacco e un altro mercante cinese (probabilmente il motivo per cui mio fratello minore Dimitri ha gli occhi a mandorla come un cinese). *La politica dell'Occidente, che con tutte le forze cercava di frantumare il multiculturalismo ereditato dal regime sovietico per poter manovrare meglio le piccole regioni staccate dal grande polo legato al Cremlino, da subito ha sfruttato la propaganda russofoba come l'elemento principale su cui poter costruire i nazionalismi locali. Così, da un giorno all'altro, alcuni dei nostri vicini moldavi hanno cominciato a odiarci. *Tutte le malefatte del regime sovietico, tutte le sue eredità negative, i democratici e i nazionalisti moldavi le attribuivano apertamente alla razza russa e a tutti i non moldavi che "occupavano" la loro terra. In alcune zone della Moldavia vennero oscurati i canali radio e televisivi russi, i principali giornali del Paese gareggiavano nel delirio nazionalista, gli intellettuali si abbandonavano alle vergognose performance xenofobiche, le masse di persone affamate e confuse, ex cittadini sovietici che avevano perso tutto con il crollo dell'URSS, si radunavano nelle piazze, abbindolati dalla propaganda nazionalista che indicava la via per sfogare la loro rabbia: odiare i russi. *Io, un dodicenne, ero per strada con i miei amici, a girare con le nostre biciclette, con i kalashnikov appesi al collo, a schivare i colpi dei cecchini, raccogliendo le munizioni dai cadaveri, sfilando loro le armi e altro materiale che poteva servire ai vivi per combattere. Cercavamo di aiutare i nostri padri a resistere contro gli invasori. La mia vicina Tania, una ragazza ventunenne che era al settimo mese di gravidanza, è stata uccisa nel cortile di casa sua, colpita da un'altra ragazza, una venticinquenne cecchina mercenaria proveniente dall'Estonia, che fu catturata da alcuni nostri miliziani e gettata dal tetto del palazzo dove aveva organizzato la sua posizione di tiro. *Attualmente la propaganda della fobia ha subito una notevole evoluzione. Per poter odiare russi, serbi, siriani, iracheni, cristiani o musulmani non serve più essere soltanto le vittime del disagio sociale, l'eredità di qualche regime demolito. Le nuove carte da giocare sono legate al conflitto dell'identità, ai contrasti dei valori, all'interpretazione sempre più astratta del concetto della democrazia. Oggi non sono importanti soltanto le piazze. Per sentirsi addosso il brivido della giustizia universale, per strizzare nella mano la propria verità preconfezionata basta essere collegati a internet, basta seguire i principali canali d'informazione, basta avere un cellulare intelligente con delle giuste applicazioni e la vostra opinione sarà presa con cura e trasformata in una pesante e spietata palla di metallo con cui gli interessati potranno demolire le strutture che gli impediscono di modulare il mondo a loro piacimento. È il mondo dei politici corrotti, degli oligarchi della sporca finanza, degli avventurieri della democrazia di distruzione di massa, delle lobby delle armi, dei farmaci, delle costruzioni, dell'energia. {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/mondo/attentato-san-pietroburgo-versione-nicolai-lilin-1382542.html San Pietroburgo, Lilin: "Il perbenismo occidentale crea immagini false dell'islamismo"]''|Intervista di Elena Barlozzari, ''Ilgiornale.it'', 4 aprile 2017.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[attentato di San Pietroburgo del 2017]]}} [...] è stato confermato che si tratta di una pista collegata allo Stato islamico. Bisogna tenere presente che, dalla Federazione Russa, numerosi foreign fighter sono partiti per combattere tra le file dell'organizzazione guidata da al Baghdadi. Questi personaggi, quando fanno ritorno ai propri paesi d'origine, continuano a portare avanti la jihad. Ma la Russia è un paese pronto ad affrontare queste realtà con cui, ormai, si confronta da più di 20 anni. *I servizi russi lavorano molto bene. Non mi riferisco solo al campo del monitoraggio, ma anche e soprattutto all'attività di infiltrazione. Grazie alla loro natura multinazionale, infatti, gli agenti riescono a smantellare le cellule islamiste dal di dentro. *Basta con la solita marchetta al perbenismo occidentale che vuole creare un'immagine falsa del terrorismo islamico. Non esistono lupi solitari, le persone sono sempre collegate a livello ideologico, fanno riferimento a dei modelli precisi e sono motivate dalla comunità di riferimento. *La strategia della tensione è un metodo usato nei paesi con una forte connotazione democratica. La Russia contemporanea, invece, è un paese autoritario, imperiale, non ha nessun bisogno di usare il terrorismo. Escludo questa pista anche perché, attualmente, i sondaggi dicono chiaramente che l'81% dei russi si fida di Putin e le proteste degli ultimi giorni, a differenza della raffigurazione fatta dalla stampa occidentale, hanno in realtà coinvolto ben pochi manifestanti. A Mosca, ad esempio, su 15milioni di abitanti effettivi più qualche milione di abitanti illegali, sono scese in piazza qualche centinaia di persone. *Di sicuro, però, l'attività di Navalny è ben vista dai terroristi del Califfato caucasico che hanno sempre garantito una sorta di "immunità" a chi affronta Putin in piazza. {{Int|Da ''[https://www.linkiesta.it/2017/05/nicolai-lilin-e-in-mezzo-allinferno-che-ho-imparato-lonesta-oggi-nient/ Nicolai Lilin: "È in mezzo all'Inferno che ho imparato l'onestà, oggi niente viene preso sul serio"]''|Intervista di Grazia Sambruna, ''Linkiesta.it'', 18 maggio 2017.|h=4}} *Dopo aver vissuto tutto questo, potrei dire che la cosa più negativa che possa esistere per un essere umano sia l'assenza di libertà, l'inconsapevole tortura di condurre un'esistenza basata sullo schiavismo o su ideologie schiaviste. Dal punto di vista etico, culturale ed economico non ne siamo certo privi nella nostra società attuale. Pensa ai giovani, oggi, schiavi di sostanze, videogiochi o delle realtà estremiste. Fa tutto parte dello stesso vuoto. *A 12 anni sono entrato in un carcere minorile di massima sicurezza. {{NDR|«Cosa avevi fatto?»}} Tentato omicidio. Una banale rissa per strada. Ai tempi giravamo sempre con armi da taglio ed è andata a finire che ho accoltellato una persona. {{NDR|«Chi era?»}} Un tossico molto più grande di me che voleva far pagare il pizzo a me e ai miei amici per aver attraversato il parco dove lui si bucava. Noi non avevamo intenzione di dargli dei soldi per questo. Lui ha cominciato a picchiarci con la bottiglia di champagne che aveva in mano. Sai, le bottiglie si spaccano solo nei film. Nella vita reale è il tuo cranio che si rompe, non il vetro. Dopo una serie di bottigliate in testa l'ho accoltellato, dovevo difendermi. *Facevo parte del corpo antiterrorismo presso i servizi segreti, la GRU. Ho fatto due anni e tre mesi di guerra cecena. *La prima volta che mi hanno sparato ero nel mio quartiere. Avevo quasi 15 anni. [...] In Transistria, dove abitavo con la mia famiglia, dopo la guerra civile era iniziata una specie di lotta per il potere tra criminali. Mio padre si era guadagnato un ruolo in quell'ambiente perché lui rapinava le banche. Era specializzato in furgoni portavalori. Aveva un'etica, però: non si mischiava con il narcotraffico e non uccideva persone durante le rapine. Lui e i suoi erano contro i nuovi criminali, collusi con stato e polizia, quelli che avevano portato la droga da noi. Per questo motivo ha subito tre attentati, a uno ho assistito anche io ed è stato lì che mi hanno sparato per la prima volta. A quel punto, per evitare ulteriori minacce alla famiglia, mio padre si è rifugiato in Grecia, mia madre in Italia. Io sono rimasto coi miei nonni. *Credo che la Blue Whale sia una di quelle storture che possono sciaguratamente nascere nei grandi Paesi come la Russia o gli Stati Uniti. In generale, si tratta di un fenomeno legato alla mancanza di cultura. Non è una frase fatta o una risposta semplicistica: questi ragazzi hanno un buco nero dentro e non sanno come riempirlo. *La vita di strada ti inquadra, ti insegna come stare al mondo in modo onesto. Anche perché se non sei onesto, ti fanno a pezzi. Oggi sembra che nulla venga preso sul serio, i ragazzi bestemmiano e insultano le propri madri per scherzo, come fossero cose divertenti. Lo stesso bullismo è un'altra brutta espressione dei nostri tempi. *Nel nostro Paese era praticamente impossibile essere bulli. C'era un pezzo di merda che ha indotto un ragazzo a suicidarsi perché si pensava fosse gay e probabilmente lo era. Con un mio amico abbiamo aspettato questo tizio sotto casa, di sera. Gli ho rotto gambe e braccia a bastonate. Da noi potevi provare a fare il bullo, certo. Solo che non duravi tanto. *Attualmente ne vige {{NDR|una legge in Russia}} che vieta la diffusione e la propaganda di materiali pornografici, sia di natura etero che omosessuale, ai minori di 14 anni. All'estero questa legge viene spesso travisata, la stampa tende a prendere i casi singoli per mostrare una situazione piuttosto lontana dalla realtà. *Immaginare un gay pride in Russia non è possibile, ora come ora. C'è un terribile retaggio storico che è durato settant'anni, come ti dicevo, basato sul rifiuto e sulla paura. Verrà il tempo, di certo la Russia ha bisogno di compiere il proprio ciclo evolutivo ma non è questo il momento. Sarà un processo lungo, magari anche un secolo, ma di certo non può e non deve essere forzato. Semplicemente perché sarebbe controproducente. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/07/16/fiabe-e-tatuaggi-larte-di-scrivere-per-nicolai-lilin-e-psicanalisiBari10.html Fiabe e tatuaggi l'arte di scrivere per Nicolai Lilin "È psicanalisi"]''|Intervista di Antonella Gaeta, ''repubblica.it'', 16 luglio 2017.|h=4}} *A otto anni mi sono tatuato da solo, un primo esperimento su me stesso come fanno tanti. [...] Non posso svelarlo, è sulle gambe comunque. Dopo questa prima volta ho cominciato a frequentare un vecchio tatuatore. Per i primi anni non ti insegnano a tatuare ma a stare al mondo, ti osservano e non ti passano la tradizione se non sei degno di portarla con onore, è una selezione naturale. [...] Avevo vent'anni l'ultima volta che mi sono tatuato, ora ne ho 37, da 17 anni non lo faccio più. *Nel '92 abbiamo avuto la guerra civile per l'indipendenza della Transnistria, ci ripenso come a un momento divertente: avevo 12 anni e per la prima volta potevo imbracciare un'arma, gli adulti ci usavano come baby intelligence, ci trattavano da grandi, quindi rivivo tutto come un'avventura. *Ho tanti clienti psicologi che mi dicono che quello che faccio lo faceva Freud, solo che lui non tatuava. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2017/07/27/news/nicolai_lilin_ora_vi_educhero_io_con_i_tatuaggi_siberiani_-171306178/ Nicolai Lilin: "Ora vi educo con i tatuaggi siberiani"]''|Intervista di Giulia Santerini, ''repubblica.it'', 27 luglio 2017.|h=4}} *Questo serpente al braccio è il demonio che devo domare ogni giorno. Me l'ha tatuato a forza il mio maestro quando avevo 14 anni. Avevo accoltellato un ragazzo alle spalle. Lui è rimasto paralizzato tutta la vita, a me è restato il demone tatuato con la bacchetta, quasi in rilievo, per farmi più male. Una macchia che mi ricorda il più grosso errore della mia vita. *Cos'è un criminale? Uno che va contro la giustizia? Ma quale giustizia? I partigiani e chi ha lottato contro i regimi comunisti non erano dei fuorilegge? Per gli Urca anche Gesù era un criminale onesto, a loro piace quando il vangelo dice che era venuto per portare la spada. Era un rivoluzionario. *Ogni vita può essere interessante. Per me un operaio che viene sfruttato da un padrone e vuole più libertà e giustizia è un criminale onesto. *Se un tatuaggio non ha un senso per te è ovvio che col tempo può stufare, diventare pesante. E lo cancelli: è un'offesa a Dio. *Vedi molti calciatori con la tartaruga maori al braccio. Ma è un simbolo di fertilità femminile! [...] Non li tatuerò mai. È inaccettabile che ci siano 22 miliardari in campo pagati per giocare a calcio mentre altri fanno la fame. Da noi era un gioco per bambini in piazza. *[...] a Sparta avevano il culto del corpo, utilizzavano una tunica speciale per evitare le cicatrici dopo gli scontri col coltello, figurati se si sarebbero mai fatti tatuare *C'è chi si tatua la lacrima e non sa che è nata a Marsiglia, dove gli uomini erano così poveri che facevano prostituire le loro donne per sfamare i bambini. E le piangevano. In Sud America poi la lacrima è usata per gli assassini. Ma cosa c'entrano queste storie con ragazzi di una società benestante?! *{{NDR|Un'allievo}} Aveva addosso la frase di Escobar "O argento o piombo". Io vengo dalla delinquenza di strada e ho fatto il carcere, ma chi vende droga lo combattevamo, sapevamo che ci voleva schiavi della sua schifezza. Il primo uomo che ho ammazzato con la pistola è stato uno spacciatore zingaro. Che senso ha che uno studente si tatui quella roba?! {{Int|Da ''[http://www.futurodaunavita.sm/intervista-nicolai-lilin/ Spie, tatuaggi, armi e poesia – Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Angela Venturini, ''Futurodaunavita.sm'', 2 agosto 2017.|h=4}} *Nella nostra cultura della [[caccia]] è così: si uccide solo per poter mangiare. Si uccide ma la bestia va rispettata, non la uccidi per divertimento ma perché sai che lei ti da la vita. È molto diverso da quello che oggi è la caccia... andavano più uomini insieme, ammazzavano un animale, poi dicevano la preghiera e la lavoravano al momento, ne lasciavano una parte al bosco e una parte se la portavano addosso perché una delle regole regole più importanti è che non bisogna cacciare più di quello che puoi portare addosso. Se uccidi un [[alce]] ma sei da solo sei una persona stupida: non riuscirai a portare a casa niente e la mangeranno i [[Lupo|lupi]] e questo creerà uno squilibrio nel bosco, perché un lupo che mangia un alce ammazzata da te non uccide poi un animale malato e quindi si rovina l'ambiente naturale. Questa era la nostra educazione. *Ricordo il momento in cui mio nonno regalandomi il [[coltello]] mi disse: "L'armatura rende un uomo cavaliere del re, ma il semplice coltello rende un uomo cavaliere del popolo." Mi emozionò molto perché sentii di appartenere ad un mondo di persone degne, che avevano un loro codice, non come i delinquenti comuni, quelli che facevano male alla gente semplice, derubando i poveri pari a sé stessi. *Quella siberiana è una delle tradizioni più antiche al mondo: la più antica mummia tatuata mai ritrovata ce l'abbiamo noi, ha cinquemila anni, si chiama Principessa Ukok e ha addosso simboli molto complessi che parlano di una cultura già molto antica e molto ricca. Poi questa tradizione si è evoluta. Anche Gengis Khan, che proveniva da dal nord della Mongolia che in realtà era la Siberia, aveva addosso il simbolo del suo clan, il pesce, e questo ci fa capire come il tatuaggio fosse un segno di riconoscimento essenziale, una specie di carta d'identità, che poi piano piano si è trasformato in un linguaggio capace di nascondere tutto quello che riguarda la persona, sia il vissuto che gli aspetti più intimi. *Dell'utilizzo di mine provenienti da San Marino sono venuto a conoscenza proprio mentre combattevo in Cecenia, tramite un nostro ufficiale di collegamento dei servizi russi, che come altre persone legate al reparto analitico aveva molte informazioni. Negli anni successivi ho approfondito la questione ed scoperto da ex agenti dei servizi italiani che aziende di San Marino facevano da intermediari nella vendita, quindi non le producevano direttamente. *Ogni popolo ha una propria concezione dell'[[amore]]. Voi italiani e sammarinesi siete bellissimi, avete una visione dell'amore molto romantica e legata alla passione. Noi in Russia abbiamo una visione un po' diversa, più drammatica: la nostra storia d'amore non deve per forza andare bene e lo vediamo anche nei nostri grandi classici come Dostoevskij, Tolstoj ecc . Da noi l'amore è soprattutto quel sentimento che arriva da Dio, è un dono che l'uomo riceve in un certo particolare momento della propria vita e gli può fare bene o gli può fare male. *L'ultima volta ci sono stato nel 2009. L'Ho trovata cambiata e quel che ho visto non mi è piaciuto. Amo il mio paese, amo le mie persone, i vicini, gli amici, anche gli sconosciuti ma credo che l'arrivo della globalizzazione non ci abbia fatto bene... ne abbiamo preso solo il peggio, forse perché eravamo un po' ingenui e forse perché un po' ci conveniva. E non posso non criticare il fatto che dopo 15 anni il mio paese è governato ancora da una persona che proviene dall'ambito militare. Ho un grande rispetto per Putin però si poteva cercare uno sbocco diverso, ma ho capito che culturalmente non siamo ancora pronti. *[...] qui in Italia ho ricevuto minacce da integralisti islamici che mi hanno messo anche una bomba – fatta male, ma comunque una bomba – sotto la macchina, a Torino, e quindi fino a poco tempo fa giravo armato. Stava diventando una sorta di malattia psicologica da cui adesso cerco di liberarmi. {{Int|Da ''[https://giocopulito.it/russia-esclusa-dalle-olimpiadi-nicolai-lilin-uno-schiaffo-alla-democrazia-vendetta-dei-potenti/ Russia esclusa dalle Olimpiadi, Nicolai Lilin: "Uno schiaffo alla Democrazia, una vendetta dei potenti"]''|Intervista di ''giocopulito.it'', 11 dicembre 2017.|h=4}} *{{NDR|Sull'esclusione della Russia nei [[XXIII Giochi olimpici invernali]]}} La Russia corrisponde a un sesto delle terre emerse, è stata messa in atto un'azione castrante nei confronti delle Olimpiadi perché i giochi olimpici senza la Russia saranno una barzelletta. Ma ancora di più saranno uno schiaffo alla democrazia, al pluralismo e all'unità di tutti i popoli che si ritrovano nello spirito olimpico. *Questo è un pretesto per far apparire la Russia, davanti a tutto il mondo civile, come un Paese canaglia, risvegliando i fantasmi della Guerra fredda. È un modo per umiliare la Russia e i suoi cittadini. Tra l'altro non capisco ancora su quali prove reali di basi questa fandonia. A me sembra una presa di posizione, le argomentazioni mi sembrano deboli e non abbiamo ancora visto prove incontrovertibili. *Il mondo occidentale dimostra che non vuole la Russia come partner ma vuole la Russia come schiava. *{{NDR|«E chi sarebbe, secondo te, il grande burattinaio?»}} È molto semplice, sai. [...] Parliamo di oligarchi veri e propri. Il campione di questo club di oligarchi è Soros che organizza rivoluzioni e spinge progetti globali. In Italia l'abbiamo accolto con tutti gli onori ma forse sarebbe stato meglio trattarlo come un criminale quale è. Ecco persone come lui sicuramente hanno agganci con il CIO e hanno tutti gli strumenti per manipolare queste persone. *Io da parte mia, così come altri intellettuali e amici, sono disgustato da questa operazione di russofobia e boicotterò i giochi. Io non le guarderò e non le farò guardare ai miei figli. *La Russia, grazie a Dio, non è più l'Unione sovietica e quindi non impone a nessuno comportamenti contrari alla propria volontà. *[...] in Italia non c'è un Governo indipendente, l'Italia è un Paese politicamente e militarmente occupato da "terroristi" della moneta unica, del pensiero unico e del globalismo. ===2018=== {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2018/02/13/news/nicolai_lilin-188735406/ "Il marchio ribelle" di Nicolai Lilin: "Le nuove generazioni di criminali senza regole"]''|Intervista di Luca Valtorta, ''Repubblica.it'', 13 febbraio 2018.|h=4}} *{{NDR|Su [[John Malkovich]] in ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Ho lavorato con lui. L'ho tatuato... per finta. Io sul set ho diretto anche tutto il lavoro di riproduzione dei tatuaggi. Volevo fossero il più credibili possibile per cui per ogni personaggio ne ho creato di originali: circa trecento. Tutti i giorni in cui John recitava ci svegliavamo alle cinque del mattino perché bisognava mettere in atto il processo di riportare sul suo corpo i finti tatuaggi con una pellicola particolare che veniva applicata e poi lavorata. Così abbiamo parlato molto: lui mi chiedeva di mio nonno per cercare di entrare nel ruolo. *{{NDR|Su John Malkovich in ''Educazione siberiana''}} Lui odia il trucco e non vuole essere truccato ma nel film il nonno a un certo punto doveva apparire molto invecchiato e tutti erano preoccupati e si chiedevano come avrebbe fatto. Lui a un certo punto si ammalò: aveva la febbre altissima. Quel giorno si fece portare sul set dal suo manager che doveva sostenerlo perché non riusciva a camminare, andò da Gabriele e disse: 'Mi volevi vecchio, sono diventato vecchio: gira! Sembrava avere trent'anni di più!'". *[[Roberto Saviano|Roberto]] si occupa di una realtà molto concreta e contemporanea, infatti è costretto ad andare in giro con la scorta. Io di un mondo che non c'è più: quello dei vecchi criminali che avevano una loro etica. *[...] il mio libro sulla Cecenia {{NDR|''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]''}} è molto più romanzato rispetto agli altri per il semplice motivo che non volevo che si potessero scoprire i nomi dei reparti, dei soldati con cui combattevo: alcuni dei miei commilitoni sono ancora oggi in servizio. In Russia su queste cose non si scherza e io non vorrei far loro qualche torto: abbiamo firmato tutti le dichiarazioni di non divulgazione dei particolari delle azioni in cui ci siamo trovati. Non è che abbia paura di essere avvelenato col plutonio, non sono così importante e non ho grandi segreti da rivelare, voglio però essere coerente. *Io sono rimasto colpito molto negativamente dalla guerra. L'avevo già vista in Transnitria. Una prova che ha preceduto tutti gli altri conflitti di quella regione, orchestrata per mandare via i russi che abitavano lì da sei generazioni. E non era l'esercito moldavo che ci attaccava ma mercenari assassini reclutati da tutte le parti del mondo. Poi sono andato con l'esercito russo in Cecenia. Me ne sono andato perché ho sentito dentro di me il male: paura, morte, sangue, sporco per due anni. *Sarò ingenuo ma consideravo il lavoro dell'agenzia di sicurezza un modo per emendarmi dalla guerra. Un lavoro di mediazione: devi trovare il leader di un gruppo armato locale, convincerlo che bisogna sedersi al tavolo delle trattative o negoziare la liberazione di un ostaggio. Dopo l'Iraq però queste agenzie sono diventate incontrollabili e hanno fatto un danno peggiore di quanto facesse l'esercito: vedi Blackwater e altre agenzie che si sono comportate in maniera vergognosa. Io in Israele ho fatto tre contratti e non ho visto niente di brutto, gli israeliani cercavano sempre di portare la situazione verso una soluzione pacifica, la forza veniva usata solo come ultima istanza. *Un effettivo americano vicino a me è saltato su una mina e una scheggia mi ha colpito alla gamba destra. Devo ringraziare l'efficienza israeliana perché se mi avessero operato gli americani probabilmente non avrei più la gamba: hanno personale medico eccezionale. *[...] mi sembra che l'accoglienza non valga per tutti: sulla Russia per esempio, spesso e volentieri c'è chiusura totale. Però la signora Laura Boldrini ha incontrato in veste istituzionale un individuo che si chiama Andrij Parubij che è stato il capo dell'SNPU, l'organizzazione paramilitare neonazista più potente d'Ucraina e poi presidente del Parlamento. Non si tratta di neonazisti come quelli che conosciamo noi in Europa, estremisti pericolosi sì ma in maniera limitata: fanno scaramucce con i Centri Sociali, con gli immigrati, cose così. Qui stiamo parlando di un'organizzazione di persone armate fino ai denti che programma uno sterminio sistematico di quelli che considerano nemici politici. *Quando è avvenuto l'attentato in Spagna dell'Isis ho ribattuto a un tweet di [[Laura Boldrini]] che ritenevo ipocrita perché l'Isis è alleato con questi neonazisti ucraini: c'è un battaglione dell'Isis composto da terroristi ceceni che dal 2015 si è spostato dalla Siria in Ucraina ed è integrato nell'esercito ucraino che opera nel Donbass insieme a battaglioni neonazisti finanziati dagli oligarchi: succedono cose terribili lì di cui non parla nessuno qui. Hanno appena trovato una nuova fossa comune... Un mio carissimo amico scrittore che si chiamava Oles Buzina, assieme ad Arkadij Babchenko, un giornalista di Novaya Gazeta che ha anche collaborato con Anna Politkovskaja autore di Memorie di un soldato, già nel 2010 mi raccontavano di questa rinascita del neonazismo. Adesso Oles è stato ucciso dai neonazisti. Per questo mi sono arrabbiato con Laura Boldrini. Le ho anche scritto tre lettere a cui non ha mai risposto. *Io vorrei un politico che fosse un umanista o comunque chiunque ma non un militare perché il militare è estrema ratio. Però molti russi hanno paura di tornare negli anni Novanta e la presenza di una figura forte come Putin è un'ancora di salvezza. E io li capisco. Hanno paura dell'arrivo di un intellettuale come Mikhail Gorbaciov che per loro è colui che ha lasciato distruggere il paese. Anche se io invece penso che lui sia stato uno dei nostri più grandi leader. La sua unica colpa è stata di essere un visionario della politica mentre la gente voleva tutto in fretta e non l'ha più supportato. *[[Ėduard Limonov|Limonov]] per me è un personaggio che rappresenta il caos del crollo dell'Unione Sovietica: è autocelebrativo e contraddittorio. Ha creato questa cosa dei nazionalbolscevichi: io non li posso vedere. Recluta estremisti che cercano la soluzione facile a problemi difficili dando la colpa di tutto a una categoria, gli omosessuali, gli immigrati, gli ebrei. [...] Dai suoi si fa chiamare "duce", "vost". Ho anche due amici che lo seguono: dei veri imbecilli. Punta sul nazionalismo russo: è il peggior conservatorismo tinto da un patriottismo che neanche loro riescono a spiegare. {{Int|Da ''[https://www.labottegadihamlin.it/2018/12/29/intervista-a-nicolai-lilin/ Un siberiano a Milano: intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Steve Fortunato, ''Labottegadihamlin.it'', 29 dicembre 2018.|h=4}} *Ho capito che la guerra è un fallimento. È il simbolo del fallimento umano. Terminato il servizio militare ho sentito il bisogno di tornare in Siberia, alla vita povera. *La presenza divina agisce attraverso tante forme e mezzi diversi, anche attraverso persone che commettono delle atrocità. Dio nei suoi scenari investe anche sui mostri. *[[Multiculturalismo]] significa rispettare il nostro prossimo senza chiedersi perché. *Sono convinto che se ci fosse l'[[anarchia]] totale le persone sarebbero organizzate meglio di quanto lo siano in uno Stato. *Vengo da una famiglia di criminali e lo spirito di contrabbandiere mi appartiene per formazione mentale. E in letteratura questa propensione trova uno sbocco naturale e si realizza facilmente. *Sicuramente quanto ho vissuto in guerra mi ha reso più consapevole verso i meccanismi che regolano il mondo, meno ingenuo, meno idealista, più anarchico. *Ho partecipato alla [[Guerra di Transnistria|guerra nel '92]] che mi ha cambiato, mi ha fatto sentire adulto, con nuove responsabilità ma al tempo stesso è stata una liberazione. *Ancora oggi sono rimasto quello che guarda dritto negli occhi gli altri. La gente rimane imbarazzata, ma per me parlare senza guardare negli occhi le persone significa mancanza di rispetto. *Mantengo l'impostazione classica russa nel descrivere approfonditamente scene e particolari che costituiscono i pilastri della letteratura russa. Una impostazione che è attuale ed è presente anche tuttora, addirittura nelle comunicazioni private quotidiane. Le e-mail che mi mandano miei amici russi, sono lunghissime, ricche di particolari, sono dei veri e propri racconti, delle piccole storie. È un modo di raccontare di chi vive in un paese di grandi dimensioni e grandi distanze, dove governa la nostalgia per non poter vedere più spesso persone lontane. La [[lingua italiana]] mi ha insegnato ad approfondire concetti che in russo sono decori linguistici, senza importanza. Mi ha dato modo di inserire elementi espressivi, dando una forma di ossimori. *Gli individui si ricoprono il corpo di disegni senza conoscerne il significato. Tra i calciatori c'è la moda di farsi tatuare la Tartaruga [[Māori|Maori]], senza sapere che si portano addosso il simbolo della fertilità femminile che veniva tatuato sul corpo delle ragazze Maori alla prima mestruazione. A questo proposito mi viene in mente un proverbio siberiano che dice "Quando il cervello non pensa il corpo soffre". ===2019=== {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/cronache/i-fondi-russi-lega-lilin-russofobia-atto-1725870.html I fondi russi per la Lega, Lilin: "Russofobia in atto"]''|Intervista di ''Adnkronos'', citato in ''Ilgiornale.it'', 13 luglio 2019.|h=4}} *{{NDR|Sui presunti fondi russi alla Lega}} Mi sembra che non ci sia nulla di sostanzioso, nessun fondamento serio. L'ennesimo scandalo costruito ad arte da politica e media. *La sinistra accusa la Lega di prendere i soldi da Mosca, e quando era il Partito Comunista ad incassare? *{{NDR|Su [[Gianluca Savoini]]}} Una persona corretta [...], aperta, di ampie vedute politiche ed interessato a rafforzare il dialogo tra Italia-Russia. Ho partecipato ad eventi culturali con lui e abbiamo solo parlato di cultura, niente politica. *Per me è sempre doloroso leggere notizie in cui i russi escono dipinti come il male [...]: prima lo eravamo perché comunisti, oggi perché competitor nello scenario geopolitico: c'è una russofobia in atto. Viviamo come gli ebrei nella Germania nazista prima che scoppiasse un vero e proprio odio razziale. Viviamo l'inizio di questo odio. Ed è veramente triste. {{Int|Da ''[https://themillennial.it/news/nicolai-lilin-intervista/ Intervista fiume a Nicolai Lilin: dal Russiagate a Licio Gelli al carabiniere ucciso a Roma]''|Intervista di Ray Banhoff, ''Themillennial.it'', 31 luglio 2019.|h=4}} *Salvini è solo l'ennesimo politico. Io sono uno scrittore, un uomo di cultura, apro ponti. La politica invece apre casini. Mio nonno viveva in una parte di foresta talmente selvaggia che dovevi possedere un branco di cani, almeno 35, per sopravvivere ai lupi. A quindici anni mi azzardai a parlargli di politica e mi disse: Nicolai, i politici sono come questi cani, dipendono tutti da un bastone.. il mio! *{{NDR|Su [[Licio Gelli]]}} Lui aveva letto ''Educazione siberiana'' e ha voluto incontrarmi. Io, da scrittore, tendo la mano a ogni mio lettore. Lui è stato un tipo che di sicuro ha combinato dei grossi casini, ma le chiacchierate che mi ha concesso mi hanno spalancato un mondo. [...] mi ha raccontato ad esempio di quando tornava dagli Usa con dei voli privati carichi di dollari in contanti per combattere il comunismo e li dava alla Democrazia Cristiana. *{{NDR|Su [[Russiagate]]}} Io ci sono andato, a cercarli, gli hacker che avrebbero influenzato le elezioni americane, sono stato nelle aziende citate negli articoli e non ho trovato un bel niente. Non c'è nessun hacker russo a mio avviso. Chi sta dietro queste storie credo sia semplicemente poco informato. *Io [[Gianluca Savoini|Savoini]] lo conosco, lo descrivano come un orco nero e quando ho letto mi son chiesto: ma è lo stesso Savoini che conosco io? Mi pare tutto esagerato. *Uccidere con il coltello è molto più semplice di quello che si pensa. Sono cresciuto in strada, ho visto gente morire per il coltello quando avevo solo 11 anni. So quello che dico. *Ho ucciso delle persone e oggi ti dico chiaramente che se dovessi scegliere tra farmi derubare o sparare, mi farei derubare. Se proprio la vita dei miei figli fosse in pericolo prendo un coltello da cucina e sgozzo il malcapitato. Non farei nemmeno in tempo a prendere le pistole dalle casseforti. Qui siamo mica negli USA dove danno il porto d'armi a chiunque e la gente tiene le armi a cazzo. Ho mezza famiglia laggiù e ti assicuro che nel sud ho visto armi semi automatiche tenute a fianco degli attrezzi da giardino. Chiunque può rompere un lucchettino del genere e fare una strage. *{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Cazzo, è il primo presidente che va in Korea! Ma ti rendi conto che passo diplomatico enorme? E tutti a trattarlo come uno scemo. Lui lo sa che il mondo è cambiato e che il dollaro non è più quello di una volta. Ora ci sono i cinesi e tutto è più complesso. *L'idea sulla Cina me la sono fatta a un meeting, c'era la presentazione di un tè cinese, tutto molto minimale, nel loro stile. C'erano degli inglesi. Quando qualcuno osò chiedere al cinese qualcosa sulla sua azienda, lui rispose: la nostra azienda ha migliaia di anni. E fu il silenzio. Si cagarono tutti sotto. Sono un popolo antichissimo: questo dà loro una statura enorme. *Mia figlia è venuta da me preoccupata per la faccenda della Russia chiedendomi: papà ma siamo cattivi noi Russi? Come quando si parlava di Igor il Russo, che poi non era russo e non si chiamava Igor, ma è stato descritto così. Vige ancora l'immaginario da guerra fredda del russo con la mascella quadrata che beve e ammazza tutti. {{Int|Da ''[https://www.teleambiente.it/incendisiberia_nicolai_lilin_non_ancora_finita/ Incendi in Siberia, Nicolai Lilin: "Non è ancora finita"]''|Intervista di Gianluca Vergine sugli [[incendi in Siberia del 2019]], ''Labottegadihamlin.it'', 17 settembre 2019.|h=4}} *Il problema principale è appunto il disboscamento selvaggio irregolare e spesso anche illegale delle zone boschive. A questo si aggiunge anche il cambiamento climatico che non aiuta, come i venti irregolari e il clima molto secco. C'è stata poca acqua, poche piogge in questo mese; si è arrivati così alla tragedia, alla catastrofe ambientale delle dimensioni che abbiamo visto quest'estate. *Nella più grande regione della Siberia, quella di Krasnoyarsk, che tra l'altro è la stessa regione da cui proviene la mia famiglia, abbiamo un personaggio come Alexander Uss. Quest'uomo è diventato famoso in Russia per la sua frase "spegnere il fuoco nelle foreste è inutile così come inutile lottare contro la neve d'inverno" aggiungendo inoltre che spegnere il fuoco nelle foreste è "economicamente sconveniente". Questa seconda frase è ancora più criminale e pericolosa. *Cosa fanno queste persone: loro arrivano d'inverno, tagliano gli alberi, li puliscono sul posto con grandi macchinari mobili capaci di separare il tronco dai rami direttamente in loco; poi verso primavera, ai primi di maggio, danno fuoco a tutto, lasciando che la zona bruci. Tutto questo per coprire le tracce, in modo da poter dire in seguito che la foresta non è stata disboscata ma bruciata. *Io stesso ho pubblicato dei video con orsi e volpi che fermano le macchine lungo le strade chiedendo cibo agli autisti: è una cosa veramente allucinante, bisogna non avere un cuore per non commuoversi davanti a queste immagini. Ecco, il governatore Uss e persone simili a lui delle amministrazioni locali siberiane hanno deciso di risolvere questo problema sterminando questi animali, con squadre apposite di cacciatori. *La foresta della Siberia è andata in fumo per via di speculazioni esagerate e criminali, speculazioni sul bosco e sulla natura, create dall'uomo ma dovute al sistema consumistico in cui viviamo. Quando noi andiamo a comprare un mobile che costa 90 centesimi siamo contenti dell'esistenza di un negozio del genere che ci fa risparmiare dei soldi, ma dobbiamo capire che noi in questa maniera stiamo sostenendo questo sistema consumistico, che stiamo distruggendo il nostro pianeta. *Dobbiamo scegliere cosa è più importante: consumare ora o sopravvivere e regalare ai nostri figli un futuro migliore? *Fino a quando ci sarà il consumismo l'Africa sarà messa a fuoco dalle compagnie private, dalle multinazionali, l'Amazzonia e la Siberia saranno devastate da chi taglia i boschi illegalmente e noi ci avvicineremo sempre di più all'Apocalisse. ===2020=== {{Int|Da ''[https://www.writerofficina.com/NicolaiLilin.asp Nicolai Lilin, L'Autore di Educazione Siberiana]''|Intervista di Abel Wakaam, ''Writerofficina.com'', 2020.|h=4}} *Mio nonno ha passato complessivamente nelle carceri quarantacinque anni, l'ultima sua condanna la stava scontando quando sono nato negli anni ottanta del secolo scorso. *La storia d'amore che si vede nel film {{NDR|''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} non c'era nel libro ed è stata totalmente inventata dagli sceneggiatori per dare alla pellicola una dinamicità più spinta rispetto a quella del libro, che era difficile da adattare alla necessità visive. Nella vita reale non c'era quindi mai stato nessun amore romantico. Però la ragazza che nel film si chiama Ksenia esisteva veramente, era una ragazzina autistica alla quale tutti noi, ragazzi del quartiere, volevamo bene e la trattavamo come se fosse la nostra sorellina. Alla fine è stata violentata da alcuni estranei, subendo traumi psichici e fisici che la portarono verso la morte. Nel libro ho descritto questa storia in modo abbastanza fedele alla realtà, mentre nel film è stata modificata per poterla adattare al linguaggio cinematografico. *In fondo {{NDR|gli urca}} erano i seguaci delle idee di Cristo, anche se, essendo improntate sulla violenza, non erano così allineate con i Suoi insegnamenti. Erano gli ortodossi della criminalità e, così facendo, fermavano il progresso; per questo sono scomparsi. *{{NDR|«Se potessi cambiare qualcosa nella tua adolescenza, cosa cambieresti?»}} Io non cambierei niente, perché non sarei diventato quello che sono oggi. {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/mondo/intervista-lilin-putin-1896673.html Nicolai Lilin: "Ecco perché i russi vogliono uno zar"]''|Intervista di Matteo Carnieletto, ''Ilgiornale.it'', 16 ottobre 2020.|h=4}} *Ancora oggi, [[Grigorij Efimovič Rasputin|Rasputin]] viene considerato la parte sincera - nera, ma allo stesso tempo più vicina a Dio - della Russia. È l'anima contradditoria e ambigua dello spirito russo: di umili origini, riuscì ad entrare nel palazzo dello zar. Senza dubbio era ambiguo. Ma era un vero russo. *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Da giovane, e anche nei primi anni della sua presidenza, parlava spesso di portare in Russia il modello di democrazia occidentale. Un progetto che ha presto accantonato perché, da vero russo, ha sentito quella corda intima che c'è nella nostra cultura: la richiesta di autoritarismo. [...] Abbiamo ereditato dai bizantini l'idea che siamo la terza Roma e che non ce ne sarà una quarta. Il popolo vuole lo zar e Putin lo ha capito. *I servizi segreti, nel suo percorso politico, non sono stati decisivi, ma indispensabili. Putin non è stato scelto da Sobčak perché era del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]], ma perché era uno del Kgb con certe peculiarità. Aveva un'incredibile capacità nel creare contatti. *Putin parla con gli [[Oligarchi russi|oligarchi]] e non può fare altrimenti. In Russia, si può arrivare al potere solo in due modi: ottenendo l'appoggio delle famiglie degli oligarchi oppure facendo come i comunisti, massacrando, giustamente o ingiustamente, milioni di persone. *È come se gli oligarchi avessero preso in affitto il Paese: a loro non interessa la politica estera o interna della Russia. A loro interessano solamente gli affari. *Alcuni ritengono che Putin voglia ricostruire l'Unione sovietica, ma non è così. Lui non è un sognatore come Gorbačëv (che infatti si è fatto abbindolare da tutti). Putin non è un sognatore, è molto freddo e logico. La sua visione geopolitica si rifà soprattutto agli interessi del sistema economico che lui mantiene e dal quale è mantenuto. *Putin ha sbagliato nel condurre una politica interna che ha allontanato la Russia dal binario della democrazia del modello occidentale. Ha scelto la via dell'impero e abbiamo visto com'è finita. Da una parte c'è una setta di ortodossi che l'ha proclamato santo e dipinge icone con la faccia di Putin. Credono infatti che sia stato mandato dal cielo per combattere l'Anticristo. Dall'altra ci sono quelli che dicono che ha rovinato tutto. Io non credo a nessuno dei due. Io ritengo che all'epoca in cui Putin è diventato presidente si dovesse prendere una decisione. Era un momento difficile però lui l'ha fatto. *Putin è una cartuccia sparata, non cambierà più. L'unico modo per la Russia di salvarsi, se lui davvero la ama, è quello di cominciare a preparare qualche sostituto, più giovane e più energico. E, soprattutto, meno legato agli oligarchi. *Solženitsyn è molto criticato dai sostenitori di Putin perché vedono in lui un traditore della patria che lavorava per gli americani. In Russia, infatti, molti negano ancora il sistema gulag. Per me però è facile parlare dei gulag perché mio nonno li ha vissuti e mi ha raccontato com'era vivere lì dentro. *Solženitsyn è una figura emblematica, facile sia da appoggiare sia da odiare. Ha poche sfumature perché scriveva cose concrete. Reali. Chi sostiene il regime comunista lo odia, chi invece ama la democrazia lo rispetta. {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/cultura/coronavirus-nicolai-lilin-cos-hanno-generato-terrore-nel-1896674.html#google_vignette Coronavirus, Nicolai Lilin: "Così hanno generato il terrore nel popolo"]''|Intervista di Andrea Indini, ''Ilgiornale.it'', 19 ottobre 2020.|h=4}} *Diversi anni fa, a margine di una trasmissione di Michele Santoro durante la quale si parlava dell'acquisto degli F35, un politico di sinistra mi aveva confidato che aveva promosso la riduzione dei fondi al sistema sanitario perché lo reputava obsoleto, inutile e dannoso. Si era addirittura vantato di aver tolto al sistema sanitario nazionale una grande quantità di soldi. Oggi paghiamo gli effetti di una politica del genere. *L'emergenza è stata gestita in modo sbagliato soprattutto dal punto di vista etico. Non ricordo altre situazioni in cui il terrore sia stato diffuso in modo così ampio. In tv vediamo politici esprimersi in modo sguaiato contro gli stessi cittadini che li mantengono. In una democrazia non dovrebbero pronunciare parole che generano panico e che offendono. In una situazione del genere come fai ad osservare la normalità di certi processi? È impossibile: tutto diventa selvaggio, tutto è permesso. È normale chiudere le persone nelle case ed è normale fare le multe. Un governo serio avrebbe piuttosto azzerato le tasse. No, loro fanno le multe... e tutto questo è giocare sul terrore. *Quando ho fatto il servizio militare nelle squadre di sabotaggio e catturavo i terroristi islamici, adottavamo una pratica di preparazione agli interrogatori che mi ha sempre turbato. [...] Prima di tutto gli toglievamo i pantaloni e le mutande. Poi con le sue calze faceva una sorta di tappo che gli infilavamo in bocca. [...] All'inizio non riuscivo a capirne il senso. Poi lo ho chiesto al nostro capitano. [...] Mi ha spiegato che questa pratica era stato studiata da alcuni psicologi e che serviva a privare il prigioniero della propria dignità e, quindi, azzerarlo. Così, quando lo portavamo davanti a chi lo avrebbe interrogato, il terrorista si metteva subito a parlare. Non bisognava più far tanta fatica a cavargli fuori le informazioni. ===2021=== {{Int|Da ''[https://mowmag.com/culture/nicolai-lilin-putin-un-dittatore-ma-ce-ne-sono-in-tutti-i-paesi Nicolai Lilin: "Putin? Un dittatore, ma ce ne sono in tutti i Paesi"]''|Intervista di Marco Ciotola, ''Mowmag.com'', 25 gennaio 2021.|h=4}} *{{NDR|«[...] se dovessi rispondere alla domanda secca: [Putin] è un dittatore o no, cosa diresti?»}} Sicuramente lo è secondo il concetto di dittatura all'interno della visione della politica moderna. Ma noi oggi viviamo, in tutti i Paesi, dei sistemi dittatoriali. In Italia viviamo una dittatura; adesso abbiamo un sistema politico apparentemente democratico, ma in realtà siamo sotto la dittatura di sistemi economici e finanziari, che sono sistemi molto complessi. Io credo che da nessuna parte, nel mondo civile, la società incida sulle decisioni politiche dei propri Paesi. Le masse sono tagliate fuori, ora governano le oligarchie, in alcuni Paesi mascherate meglio in altri meno, in alcuni Paesi con un'organizzazione migliore, in altri peggiore; in ogni caso, la politica umana si è esaurita. Dopo una serie di giri e di conquiste sociali nel passato, alla fine siamo tornati tutti alle dittature: quindi sì, Putin fa parte della politica moderna, e come tutti i politici moderni è un dittatore. *Navalny ha cominciato la sua carriera attaccando duramente la corruzione del sistema amministrativo russo, cosa che sa fare molto bene. Ma mentre all'inizio non si poneva come un politico, raggiunto un certo successo ha cominciato a tirar fuori il discorso elezioni. Per me resta comunque un blogger, una voce libera, che attacca duramente la corruzione. Ma a livello politico lo vedo molto debole, e soprattutto vedo possibilità che sia una pedina manovrata da qualcuno che noi non vediamo, e questo rappresenta l'aspetto più preoccupante. Perché in Russia – dove c'è già un leader circondato da oligarchie nascoste nell'ombra, che sfruttano il Paese da tantissimi anni, portano via i soldi, hanno rovinato l'ambiente e fatto enormi danni – noi sappiamo che l'arrivo di un altro modello simile non conviene. Quindi di Navalny non sono per niente entusiasta come politico, non lo metto affatto sul piedistallo come fanno molti altri. Ma, soprattutto, di Navalny ricordo le prime apparizioni politiche nell'ambito del neonazismo, e questa è un elemento che non potrò mai dimenticare e che mi distanzia molto da lui. *{{NDR|Sull'avvelenamento di Naval'nyj}} Ma guarda, in tutta sincerità ti dico che la Russia è un Paese dove la vita umana vale purtroppo molto poco, quindi uccidere un avversario non è complicato e lo si fa a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, a partire dalle liti familiari. Capita molto più spesso che altrove che, alla morte dei genitori, uno degli eredi assoldi un killer per uccidere i suoi fratelli... *Io non credo nel giornalismo occidentale: in Occidente c'è una grave crisi del giornalismo, perché molti giornalisti sono venduti o persone che lavorano solo per i soldi. Giornalisti onesti in Italia ne abbiamo pochissimi, gli altri o non hanno la possibilità di dire quello che pensano o agiscono sulla base di un accordo, un "patto con il diavolo", e diffondono notizie false. *Secondo me dobbiamo sviluppare una nuova forma di gestione della società, diversa dalla politica di oggi. È per questo che io... come dire... credo alla fantascienza: sono utopista, anarchico, ma di certo non mi affido a questi orticelli, a questi fortini che finiscono sempre per incularsi tra loro. *Ma sai che il nostro Paese, tra i più ricchi di risorse naturali al mondo, è tra i più poveri a livello sociale? L'unica bella città è Mosca, tutto il resto della Russia fa schifo; il 40% delle case non ha ancora l'acqua calda, i bagni sono fuori casa. Riusciamo a capire cosa vuol dire andare in un bagno all'esterno a dicembre, con meno 20 o meno 30 gradi? Se tu vedi come oggi vivono i villaggi siberiani, tipo uno di quelli da cui proviene la mia famiglia, capirai che è come si viveva in Italia nell'800. È questa la verità; e noi abbiamo un leader che si permette di dichiarare pubblicamente che sta lavorando alla conquista di Marte... ma chi cazzo se ne frega di Marte?! Fai vivere bene la gente in Siberia, costruisci nuove case, smettila di mandare gas in Europa e concedilo ai tuoi cittadini... {{Int|Da ''[https://ilmanifesto.it/educazione-siberiana-e-socialista-2 Educazione siberiana e socialista]''|Intervista di Fabrizio Rostelli, ''ilmanifesto.it'', 13 aprile 2021.|h=4}} *L'Unione Sovietica fu unificata attraverso il sacrificio ed il sangue, sono morti milioni di persone. Mio nonno, anche se era anticomunista, diceva sempre che la più grande impresa compiuta dai comunisti fu quella di aver unito l'Unione Sovietica e che bisognava tenerla unita perché era il nostro Paese. Era bello stare tutti insieme, avere una valuta, una costituzione, potersi muovere liberamente...perché un ragazzino che nasceva in un villaggio di montagna del Daghestan ma voleva diventare un ingegnere aeronautico, poteva andare a Mosca, il governo gli dava questa possibilità e lui poteva diventare un ingegnere, magari un nuovo Mikojan. Quando tutto crollò, la Transnistria divenne quel pezzo che tutti vogliono, il profitto era talmente grande che faceva gola a tutti. In questo modo, nel 1992, la guerra arrivò da noi. *Se leggi Wikipedia sembra che i moldavi tentarono di riannettere la Transnistria che nel frattempo si era proclamata indipendente. È una mezza verità. I moldavi prima di tutto non volevano uscire dall'Unione Sovietica, uscirono perché alcuni politici corrotti, pagati dagli oligarchi occidentali, sfasciarono l'URSS. Da noi arrivò un esercito di mercenari a pagamento provenienti da tutto il mondo: ungheresi, tedeschi, gente dei Paesi baltici. Se la guerra durò solo due mesi è proprio perché la gran parte del popolo moldavo era contraria e non voleva invaderci. Il numero più grande di vittime ci fu durante i primi giorni, quando la gente fu semplicemente massacrata mentre, spaventata, cercava di tornare a casa. La prima resistenza, quella più consistente, fu popolare. Noi ragazzini percorrevamo le strade con le biciclette e raccoglievamo munizioni, toglievamo ai morti le armi e altre cose utili. Seguivamo i movimenti dei mezzi militari e li comunicavamo ai grandi. Capitava anche di sparare con il kalashnikov in conflitti a fuoco. In quel periodo la gente del mio palazzo abitava a casa mia perché avevamo l'acqua del pozzo e diverse scorte di cibi in scatola. Negli appartamenti non c'era luce, né gas, staccarono anche l'acqua in tutta la città perché i mercenari avevano cercato di avvelenarla. C'erano poi diversi anziani che avevano bisogno di medicine; nel nostro cortile avevamo un piccolo lagher di rifugiati. *In Cecenia ho fatto fuori un po' di persone che avevano passaporti americani. *La mia era una famiglia criminale, mio nonno rapinava le banche e mio padre i furgoni blindati ed entrambi hanno avuto una discreta esperienza carceraria. In guerra mio nonno era stato un cecchino, come quasi tutti i cacciatori siberiani; era nello stesso convoglio che aveva portato il grande Vasilij Zajcev a Stalingrado. *{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} Un giorno riuscimmo ad uccidere un cecchino nemico molto abile; utilizzava un fucile austriaco fatto a mano e cartucce svizzere. Quando mi misi a calcolare quanti soldi costava un operatore del genere, capii che servivano 100mila euro solo di armi e munizioni. Capisci che il terrorismo islamico non è un movimento rivoluzionario che si basa sulla fede, è una mafia. Le grandi famiglie saudite pagarono e crearono dei gruppi terroristici chiamandoli con il proprio nome, per vantarsi di fronte ai loro simili sostenendo di aver fatto qualcosa di importante per l'Islam nel mondo. Questi mercenari guadagnavano per loro l'onore, come ai tempi delle crociate. *{{NDR|«Hai letto dei neonazisti che hanno manifestato contro Poroschenko?»}} Sì ma queste sono operazioni che si pagano, lo fa anche Putin in Russia. Pagano le manifestazioni degli oppositori per pulirsi la faccia di fronte all'Occidente, come per dire: i nazisti sono contro di me, quindi io non sono nazista. *Sono un internazionalista e voglio abbattere i confini, non capisco per quale motivo il continente euroasiatico non debba essere unito. Questo muro lo vuole chi considera l'Europa come suddita e consumatrice dei propri prodotti, cioè gli Stati Uniti. Se la Lega agisce da ariete per abbattere questa barriera sono disposto a votarla. Una volta che non c'è più il muro, posso soffermarmi a guardare tutte le questioni etiche. Che altro posso fare? *Di giorno ci raccontavano quanto era grande il nostro Paese e di sera guardavi i film e ti rendevi conto di far parte di un popolo di antieroi perché quel simpatico Rambo ammazzava i tuoi connazionali, tutti ubriachi e con i denti storti. La mia generazione è stata decimata da questa bomba culturale. {{Int|Da ''[https://mowmag.com/sport/lilin-educazione-siberiana-tra-calcio-e-politica-grazie-allo-sheriff-il-mondo-ha-conosciuto-la-transnistria Ma cos'è lo Sheriff e che storia ha? Lo scrittore Nicolai Lilin racconta questa strana terra (e squadra) moldava]''|Intervista di Filippo Ciapini, ''Mowmag.com'', 19 ottobre 2021.|h=4}} *Siamo un paese che vive sotto un pesante embargo da molto tempo, la comunità internazionale fa finta di non vederci e ci tratta come pericolosi terroristi. *Non rientriamo nel programma geopolitico degli Stati Uniti. La Transnistria non è voluta da loro e veniamo trattati come gli ultimi. Noi siamo indipendenti, abbiamo una frontiera fisica, c'è l'esercito, ci sono le strutture, il governo, il popolo, hanno la loro moneta e pagano le tasse. È una cosa oscena perché poi sento la gente dire che dobbiamo aiutare gli africani e chi per loro... *L'occidente ha un'ideologia profondamente marcia e ipocrita. Opera con doppi standard. Perché l'africano sì e altri no? Peraltro questi ultimi non chiedono nessun tipo di aiuto, vogliono soltanto essere indipendenti. Mia figlia non può visitare la Transnistria e le nostre origini perché dobbiamo ottenere mille permessi nemmeno fossimo in guerra. *La Transnistria è in Europa, è molto prima della Russia, confina con la Romania che fa parte dell'Unione Europea. Questa è la tragedia. Adesso finalmente si inizia a parlare senza termini dispregiativi. Poi sento di dire che il governo laggiù è corrotto, dove non lo è? Parliamoci chiaro, i politici di oggi sono dei pezzi di merda. Il popolo non è cattivo, la cultura esiste. *C'è stata una feroce guerra con i moldavi dove, pur perdendola, hanno massacrato due intere città. Intervenne la 14esima armata russa che separò le fazioni e fece il garante di pace e tuttora lo è. Quando nel 1992 la Transnistria è rimasta tagliata fuori da tutto hanno dovuto ricreare un paese da zero. La Sheriff erano tutti rappresentanti di forza (esercito, kgb e militari) e come modello hanno fatto una simbiosi simile a quello cinese, dove c'è un partito che controlla il mercato libero. Era un holding che agiva sugli interessi della Nazione. Quando dicono "ahhh ma questi sono dei mafiosi" è totalmente sbagliato. Questi sono al potere perché all'epoca non c'era nessuna alternativa. Questo era un paese in fiamme e anno dopo anno hanno costruito il loro impero, le strutture, hanno ridato la vita a una situazione drammatica. *Il popolo moldavo sono fratelli, ho un sacco di amici, amo i poeti e la letteratura, l'arte. Noi abbiamo molti punti in comune che ci legano e quei pochi che ci hanno visti separati nel 1992 non meritano di esistere. *Vorrei solo che un giorno la Transnistria torni a unirsi alla Moldavia, rimanendo un paese con le proprie regole. *I moldavi sani di mente capiscono che la Transnistria è un entità legata anche alla loro cultura. *{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Italia]]}} Sono di un pensiero abbastanza rispettoso nei confronti del vaccino, nella mia famiglia qualcuno se lo è fatto, però io non sono per l'obbligo. Se una persona non si sente di iniettarsi qualcosa che non è ancora stato sperimentato, ha diritto a non farlo. *{{NDR|Sul [[Green Pass]]}} Ovviamente totalmente contrario. Non ha niente a che fare con la gestione della malattia. È un modo velato di imporre i limiti dei cittadini sfruttando l'emergenza. Noi sappiamo che anche le persone vaccinate possono ammalarsi e trasmettere il Covid. Hanno diviso la società in due parti e hanno limitato la mia vita da cittadino. Se mi sono vaccinato posso andare alla Scala altrimenti no. Non va bene, anche se ho il Green Pass posso infettare le altre persone. Questo è un dato di fatto, è una vergogna dei politici che stanno giocando su queste cose. Siamo di fronte a un cambiamento del rapporto sociale. È una cazzata. {{Int|Da ''[https://mowmag.com/lifestyle/nicolai-lilin-il-colore-dei-tatuaggi-era-il-nero-della-fuliggine-fuoco-sottopelle-ora-l-estetica-conta-piu-del-senso Nicolai Lilin: "Il colore dei tatuaggi era il nero della fuliggine, fuoco sottopelle. Ora l'estetica conta più del senso"]''|Intervista di Cosimo Curatola, ''Mowmag.com'', 18 dicembre 2021.|h=4}} *Il [[tatuaggio]] moderno è commerciale, non c'entra niente con quello che faccio io. Io faccio un rituale sciamanico, il tatuaggio è nato dal fatto che gli uomini primitivi cercavano di inserire sottopelle i residui del fuoco, ovvero la fuliggine, perché credevano che il fuoco conservasse un potere magico. All'epoca il fuoco era il massimo della tecnologia, una rappresentazione divina. La fuliggine si trasformava in inchiostro e veniva messo sottopelle, a volte dove una persona aveva qualche dolore. I tatuaggi erano anche curativi. *Io detesto le ''tattoo convention'' e tutte queste situazioni in cui il tatuaggio diventa merce. Per me è rituale, religione, un rito ancestrale molto importante. Chi viene a tatuarsi da me viene per questo. E sa che nessun altro può farlo così. *La brutalità dei nostri tempi, la pochezza dei nostri tempi, è che l'estetica ha preso il sopravvento sul senso. Tanta gente si ricopre di cose belle esteticamente ma non saprà mai spiegarne il significato. *Tanti tatuatori che fanno bianco e nero usano il colore bianco per la gamma dei grigi. Io sono molto rigido su questo, utilizzo solo nero. Quando ho bisogno di diluire ed avere una scala di grigi scelgo l'acqua di rose che è quella più adatta, anche se la verità è che si potrebbe fare con un'acqua qualunque. Basta evitare quella del rubinetto perché può contenere calcare e non va bene durante la guarigione. *Io tatuo tutti purché mi raccontino le loro storie. Io tatuo chi è disposto ad aprirsi con me, mi racconti la tua storia e io in base alla storia creo un disegno. Funziona così. *Io in realtà non la voglio neanche la tomba. Mi piace sapere che ci sono persone che vengono sepolte sotto un albero, vorrei una roba del genere. Poi magari i nipoti si arrampicheranno sull'albero, ci pisceranno sopra e si ricorderanno del nonno. ===2022=== {{Int|Da ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/02/24/nicolai-lilin-la-colpa-e-di-tutti-biden-un-guerrafondaio_00a31605-e6c0-4983-8d86-7c7990e6ca0f.html Nicolai Lilin, la colpa è di tutti, Biden un guerrafondaio]''|Intervista di Mauretta Capuano sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Ansa.it'', 25 febbraio 2022.|h=4}} *La colpa è di tutti, degli Stati Uniti d'America, di Biden in primis che è un guerrafondaio, una persona veramente sgradevole, un politico poco lungimirante e provocatorio. *Spero che non duri a lungo, ma da come si muove l'esercito russo, hanno già circondato l'Ucraina, i punti nevralgici vengono presi abbastanza in fretta, dovrebbe essere così. Per fortuna non trovano la resistenza perché per la gran parte degli ucraini combattere per questo governo e politicanti non è importante. I militari si arrendono in massa, i civili stanno nelle case e aspettano la fine. *Noi dobbiamo liberarci dall'influenza statunitense. L'America deve capire che la sua egemonia è finita. Adesso c'è il dragone cinese, i russi e la vecchia Europa deve essere lasciata in pace. {{Int|Da ''[https://www.teleambiente.it/nicolai_lilin_russia_ucraina_intervista/ Guerra in Ucraina, Nicolai Lilin: "Putin sbaglia, ma l'Occidente deve cambiare visione"]''|Intervista di Enrico Chillè sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Teleambiente.it'', 4 marzo 2022.|h=4}} *L'Occidente ha la colpa di interpretare il mondo con una superiorità ingiustificata, noi occidentali ci crediamo superiori e ci rapportiamo agli altri in modo errato. Poi usiamo i doppi standard: siamo capaci di manifestare vicinanza ai bambini colpiti in un Paese e ignoriamo altri bambini colpiti dalla guerra in un altro Paese, solo perché lì la guerra la facciamo noi o i nostri partner. *Quando parliamo di Putin, dobbiamo essere chiari: è un dittatore autoritario che da oltre 20 anni è al potere, è lontano dall'ideale politico occidentale. Per lui, e per chi lo sostiene, un cambio di presidenza ogni quattro anni è un segno di debolezza politica. *Voglio ricordare un mio caro amico, intellettuale ucraino: Oles Buzina, grande antropologo e patriota, una persona libera che non era d'accordo con alcuni meccanismi poco democratici che vide dopo il 2014. I neonazisti, vicini a Poroshenko, gli hanno sparato in testa sulla porta di casa. E ci sono battaglioni neonazisti che sono stati integrati nell'esercito ucraino come se niente fosse, hanno ancora le mostrine delle divisioni delle SS. *I russi temono l'Occidente, hanno visto cosa ha fatto in Iraq, in Afghanistan, in Siria e nel Nord Africa e sanno che gli Stati Uniti sono il Paese che ha bombardato più Paesi al mondo dalla Seconda guerra mondiale a oggi. Purtroppo, questa differenza di posizioni viene sfruttata dalla politica, che gioca sui contrasti ideologici e sulla paura. *La Russia è uno dei Paesi più corrotti al mondo ed è sotto gli occhi di tutti. Il flusso di denaro dalla Russia ha fatto comodo a lungo all'Occidente, ora le sanzioni hanno stravolto il mercato tra l'Europa e la Russia. La situazione attuale fa comodo soprattutto agli Stati Uniti, che stanno realizzando il loro progetto di mantenere l'egemonia economica e militare in Europa. Per loro la Russia è un pericolo, non è un partner e lo vorrebbero come un vassallo. George Bush Sr. ed Helmut Kohl dettavano la linea a Gorbaciov, loro vorrebbero tornare a quella epoca. Vladimir Putin invece non vuole essere un vassallo e questo a loro non va bene. Anche qui, se pensiamo che gli oligarchi possano rovesciare Putin, sbagliamo la nostra visione: da occidentali, pensiamo erroneamente che la Russia sia un Paese europeo. La simbologia è tutto, l'aquila bicefala rappresenta la natura della Russia, che da un lato guarda all'Occidente e dall'altro guarda all'Asia. *Per come la vedo io, l'Italia dovrebbe allontanarsi dalla Nato e sviluppare una autonomia energetica investendo nell'eolico e nel fotovoltaico, per fortuna vento e sole qui non mancano. Poi dovremo anche ripensare la nostra tendenza al consumo sfrenato. Se non compreremo più il gas russo, ci sarà un contraccolpo per Mosca, ma ci sono già Paesi come la Cina che lo stanno facendo al posto nostro. {{Int|Da ''[https://themillennial.it/news/opinioni/intervista-nicolai-lilin-guerra-russia-ucraina/ Putin, Russia, Ucraina e russofobia. Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Giacomo Zamboni sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Themillennial.it'', 6 marzo 2022.|h=4}} *Il conflitto attuale ha il suo inizio dai massacri che l'esercito ucraino con l'aiuto delle milizie nazionalistiche ha compiuto verso le popolazioni filorusse delle regioni del Donbass, territori industriali, dove c'è da sempre una forte identità del movimento operaio. Secondo l'Osce questi eventi hanno provocato tra i 14mila e 16mila morti. La Russia si è sentita isolata e minacciata, nel colpevole silenzio dell'Occidente, fino ad arrivare al tragico momento attuale. *In [[Siberia]] ancora oggi ci sono persone che vivono senza gas nelle case. È una società più brutale, primitiva, sono quindi molto più influenzabili dalla propaganda. I discorsi di Putin hanno un linguaggio diretto alle persone delle periferie, usa spesso lo slang di strada e il gergo criminale. Sono riferimenti culturali che vengono dall'infanzia vissuta nell'allora Lenigrado in mezzo alla criminalità giovanile. La sua vera forza deriva dalla Russia profonda. *Nella comunità russa italiana c'è forte preoccupazione, paura di esser licenziati perché russi, paura per i bambini che vengono discriminati, paura per le proprie attività lavorative perché boicottate. Vi sembra normale che mia figlia tornata a casa da scuola mi chieda preoccupata se è vero che "noi russi siamo cattivi?". Mia figlia non sa neanche chi sia Putin. *I miei pensieri sono tutti per i civili che stanno soffrendo per una guerra crudele; se mi chiedi però di fare una valutazione geopolitica non posso non notare che è da qualche anno che il mondo va sempre di più verso oriente, verso la Cina. Gli Stati Uniti non hanno più l'egemonia di un tempo, credo sia poco saggio forzare la mano con la Russia di Putin. Siamo a un cambio totale della politica mondiale, l'Ucraina è purtroppo una moneta di scambio. {{Int|Da ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/putin-pazzo-e-estremamente-lucido-questa-e-la-tragedia-276152 Guerra in Ucraina«Putin pazzo? È estremamente lucido, questa è la tragedia»]''|Intervista di Michele Montanari sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Cdt.ch'', 14 marzo 2022.|h=4}} *Putin è complicato. È un ex funzionario del KGB e già solo questo ci spinge a pensare subito alla Guerra Fredda. Facciamo fatica a capire la sua mentalità e i suoi obiettivi. Non riusciamo assolutamente a decifrare il suo linguaggio: i russi usano molte parole quando parlano e ricorrono a metafore complesse. Putin le usa di frequente per rivolgersi anche alla popolazione che vive nelle zone periferiche del Paese. Gli analisti occidentali non riescono a dargli una collocazione. Per quanto riguarda una sua presunta pazzia, la storia ci insegna che liquidare qualsiasi problematica geopolitica incolpando di follia, di pazzia o di ferocia un solo personaggio, di solito è una tattica di chi vuole scaricare le proprie responsabilità. Così è stato per Hitler, che tutta l'Europa all'unisono ha dichiarato pazzo e violento, quando in realtà è stato sostenuto da molti, anche da enormi gruppi bancari e industriali. Se leggiamo la storia a livello puramente scolastico, scopriamo che Hitler era semplicemente un folle. Queste sono banalità. Putin non è pazzo, la tragedia sta nel fatto che è estremamente lucido. È un politico che ha i propri interessi e non li nasconde. Se noi avessimo guardato con attenzione a quello che stava succedendo ad Est, e se avessimo avuto la capacità di interpretare ciò che avveniva, avremmo potuto evitare questa guerra. È giusto incolpare Putin, ma è altrettanto giusto accettare le nostre responsabilità. *Sono sempre più convinto che Mosca non voglia conquistare l'Ucraina. Dal punto di vista strategico questa è una guerra stranissima. Io ho visto l'esercito russo in Cecenia e me lo ricordo bene, so di cosa sto parlando. Certo, è un esercito che ha una serie di problematiche, come la sua composizione, in cui emerge un enorme distacco tra gli alti ufficiali e i soldati. Inoltre c'è molta corruzione nelle forze armate. Però sono passate più di due settimane e ancora, ad esempio, non abbiamo visto un vero e proprio "carpet bombing", la strategia usata dagli americani per radere al suolo l'Iraq. Un bombardamento a tappeto di questo tipo avrebbe fatto decine di migliaia di morti in pochi giorni. I russi stanno facendo proprio il contrario e credo che se avessero voluto conquistare l'Ucraina, sarebbero arrivati alla frontiera con la Polonia in meno di una settimana. *Stiamo parlando della Russia. Lì il prezzo della vita umana, soprattutto dei soldati, non viene considerato da nessuno. Suona brutale, ma è così: la Russia è abituata a perdere i militari. È una forma di sacrificio che fa parte dello spirito nazionale. Questa è un'altra cosa che noi occidentali non potremo mai capire. *Il presidente ucraino a livello politico è una nullità e Putin questo lo sa bene. Sa che il presidente ucraino non deciderà niente: lui è un attore, non un politico come Putin. È questa la realtà sciagurata dell'Ucraina. *Zelensky fa una propaganda molto pericolosa, perché sta dicendo a molti giovani di combattere, di armarsi e persino di affrontare i carri armati con le molotov. Sì, in questo c'è un grande patriottismo, ma ci sono anche tanti uomini che moriranno. Io non direi mai a mio figlio di andare a combattere, in nessuna situazione. E non lo direi neanche ad un estraneo, perché ho vissuta la guerra e so che non c'è niente di peggio. Se dovessi trovarmi in queste condizioni, farei di tutto per arrivare ad una conclusione con il dialogo. Quando hai un aggressore del genere, è chiaro che la resistenza sarà soltanto un bagno di sangue. Il presidente ucraino sta trascinando tutto l'Occidente in questo massacro. Perché dovremmo sostenere una persona del genere, che inneggia alla guerra attraverso l'uso dei social media? *Il patriarca Kirill è un decerebrato, lui sì che un malato di mente. È un personaggio avido e rovinato da una ideologia confusa di patriarcato, religione cristiana e comunismo. Mi fa orrore la propaganda russa che arriva in questi giorni. Il patriarca e alcuni preti dovrebbero diffondere il messaggio di amore di Cristo e invece giustificano la guerra. Se Cristo dovesse scendere dalla croce li prenderebbe a schiaffi. *I russi che vivono in Occidente sono in gran parte persone fuggite perché non volevano avere niente a che fare con il regime di Mosca. Qua io non conosco sostenitori di Putin, anzi, quelli che lo apprezzano sono più gli italiani. [...] "Vogliamo Putin, è meglio dei nostri politici". Ognuno è libero di pensare quello che vuole, però io vorrei che prima di parlare, la gente capisse chi è veramente Putin. I russi sono fuggiti da quel modo di pensare e incolparli per ciò che avviene in Ucraina è un'idiozia totale. {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/politica/reclute-spedite-guerra-cieca-me-2021052.html Lilin: "Reclute spedite in guerra alla cieca, come me"]''|Intervista di Matteo Sacchi sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Ilgiornale.it'', 26 marzo 2022.|h=4}} *Questo conflitto è anche un modo di addestrare a prezzo di altissime perdite un gran numero di personale. Alla fine hanno fatto così anche con la Cecenia. Mandano i giovani con una percentuale di soldati esperti che gli insegnino il mestiere... Spietato ma funzionale. *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Il modello a cui si rifà è un modello imperiale, messianico, il suo modello è [[Alessandro III di Russia|Alessandro III]]. Forse all'inizio ha pensato di avvicinarsi alle democrazie occidentali, non certo a un vero Stato liberale, ma si muoveva in quel senso. Poi ha prevalso l'idea di tornare all'Impero, si è trasformato quasi in un personaggio shakespeariano *Sono moltissimi quelli che non la penseranno come Putin. E i più dovranno pernsarlo in silenzio. Ma non si può pensare che Putin cada per una rivoluzione, i russi hanno già provato le rivoluzioni e temono più di tutto il caos. Se ci sarà un cambiamento partirà all'interno del sistema. *{{NDR|Sugli [[oligarchi russi]]}} Non sono come i capitalisti occidentali, Non sono come [[Elon Musk]] che è per molti versi un oligarca ma deve i soldi a se stesso. Putin li usa come portafogli per mettere dei soldi. Il portafoglio si rompe? Tu lo cambi. {{Int|Da ''[https://www.lavocedinewyork.com/arts/libri/2022/03/28/parla-lo-scrittore-russo-nicolai-lilin-autore-di-putin-lultimo-zar/ Parla lo scrittore russo Nicolai Lilin, autore di "Putin, l'ultimo zar"]''|Intervista di Federica Sabiu, ''Lavocedinewyork.com'', 28 marzo 2022.|h=4}} *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} In lui c'è stato un cambiamento incline anche verso il male, il potere non ha migliorato quest'uomo, sicuramente lo ha danneggiato dal punto di vista umano. *Diciamo che sono diventato in maniera accidentale uno scrittore, anche se non avevo, a dire il vero, l'ambizione di fare questo lavoro. *{{NDR|«Quali autori ti hanno formato maggiormente?»}} Sono figlio della letteratura russa, quindi comincerei con Tolstòj, Tolstoyevski, Pasternak ecc. , sono gli autori che per me sono stati illuminanti, quelli che hanno formato il mio modo di pensare, il mio modo di esprimermi, in qualche modo hanno influenzato anche la mia scrittura. *A me personalmente non piacciono i premi letterari perché non si può definire un libro meglio dell'altro, tutti i libri sono diversi in quanto sono i prodotti delle idee e delle espressioni di persone differenti e non si può dire che una persona si esprima meglio dell'altra. *Sicuramente lo scrittore che mi ha formato come narratore e Nikolaj Gogol, il grande scrittore russo che ha creato il vero romanzo russo, la novella russa.<br />Lui per me è stato fondamentale perché ha plasmato la mia espressione umana e letteraria, il suo libro più bello a mio avviso si intitola "le anime morte". *Noi in [[Siberia]] abbiamo una delle più antiche tradizioni di tatuaggi al mondo dove in poche parole il tatuaggio è un modo codificato di raccontare l'esperienza di vita di una persona, una specie di curriculum che le viene scritto sulla pelle. {{Int|Da ''[https://www.ilbullone.org/2022/04/22/nicolai-lilin-educazione-alla-guerra-in-ucraina/ Nicolai Lilin educazione alla guerra in Ucraina]''|Intervista di Paolo Massimo Guerzoni, ''Ilbullone'', 22 aprile 2022.|h=4}} *Quando qualcuno ci dice che dobbiamo odiare una persona in base alla sua appartenenza, è solo perché è interessato a sfruttare, manipolare una situazione e poi dopo ci distruggerà. *Fin dall'asilo la propaganda ti inculca l'idea che un uomo deve servire la propria patria, e così inizi inconsciamente a identificarti come un difensore del Paese. Esiste anche una festività, il 23 febbraio, in cui questo ruolo viene celebrato. A scuola studiavamo un manuale per imparare le tecniche militari. Allo stesso modo, già in addestramento non credevo a quello che ci raccontavano. Conosco bene l'Islam, mio fratello è musulmano, ma loro strumentalizzavano il racconto, per portarci a odiare, a giustificare la guerra. *{{NDR|Su [[Gino Strada]]}} Lui era contro la guerra, perché l'ha vissuta. E anche io sono così. *Il problema è che ci sono persone che pensano ancora che la guerra risolva le cose. La guerra è una cattiva madre. Ci sono persone che ci guadagnano con la guerra. Ho vissuto 5 conflitti e posso dire che le guerre finiscono tutte con un accordo. Per evitare i massacri usiamo la diplomazia, non le armi! *Siamo in guerra ora, ma questo va avanti da anni. Perché non abbiamo iniziato a muoverci prima a livello diplomatico? Perché ci vuole volontà e la capacità di applicare potere su scala internazionale. La tragedia dell'Europa è che non abbiamo politici forti, né indipendenza. Non parlo solo della dipendenza energetica dalla Russia, ma anche culturale, dall'egemonia statunitense. Siamo tra incudine e martello. {{Int|Da ''[https://archive.org/details/Piccolo_2022-09-17/page/30/mode/2up?q#61nicolai+lilin Nicolai Lilin: «Vi dico io chi è Vladimir Putin male necessario dei russi»]''|Intervista di Gabriele Giuga, ''Il piccolo'', 17 settembre 2022.|h=4}} *{{NDR|Su [[Omar Monestier]]}} Ci legava un rapporto fraterno [...] era una persona che condivideva con me le intimità della sua vita, in base alle quali io creavo i suoi tatuaggi. *Era chiaro a tutti gli analisti che la Nato, spingendo sull'Ucraina sia con finanziamenti che con ideologie e armi avrebbe provocato un'aggressione militare della Russia con l'obiettivo di Stati Uniti e Gran Bretagna di dividere l'Ucraina dalla Russia, esercitare la propria egemonia militare e finanziaria in Europa, con l'unico risultato però, di spingere la Russia verso la Cina, un grandissimo errore. *[...] i russi seguono l'idea di un revanscismo russo, e in molti sono spaventati dal pericolo di ritornare al crollo dell'immoralità della Russia di Yeltsin degli anni '90. Quindi per loro Putin è sì un male, ma necessario. *Se [...] al posto di Putin andasse quel folle di Medvedev, non avrebbe scrupoli a radere al suolo l'intera Ucraina, o a usare l'atomica. *I ceceni [...] hanno dei conti in sospeso con gli ucraini che risalgono alla prima guerra cecena del 1991. Soprattutto con l'organizzazione Una-Unso, gruppo di nazionalisti nazisti ucraini, integrati nel sistema di governo ucraino, glorificati per le loro crudeltà, stupri, torture come se fossero eroi. I ceceni di Kadyrov hanno sete di vendetta per quei crimini. Lo stesso Kadyrov ha perso per mano degli ucraini il padre e molti parenti e tra i ceceni vige la legge del clan, quando qualcuno muore si giura vendetta fino alla 13esima generazione. {{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/nicolai-lilin-l-ucraina-un-paese-nazista-peggio-della-russa-ne-ho-parlato-dopo-una-fake-news-di-saviano Nicolai Lilin: "L'Ucraina? Un Paese nazista peggio della Russia. Ne ho parlato dopo una fake news di Saviano"]''|Intervista di Riccardo Canaletti, ''Mowmag.com'', 24 novembre 2022.|h=4}} *Sai qual è il problema del nostro mainstream? Così come nella mentalità nazista – perché in Ucraina ci sono i nazisti, è questo il problema – se tu non la pensi come loro automaticamente accetti il punto di vista dei loro rivali. E i rivali dei nazisti sono sempre stati i russi. Quindi chi sostiene il nazismo, come alcuni giornalisti o il PD, foraggiandolo in Ucraina, poi diffonde russofobia. *Io non sono filorusso, io sono russo. Sono russo etnicamente. Come cazzo fai a dare del filorusso a un russo? Questi sono degli imbecilli totali, capisci? Anche accusando le persone non sono coerenti. Come fa un russo a essere filorusso? È chiaro. Uno può essere filoputiniano magari, questo è un altro discorso, ma non filorusso. *Io ho sempre aiutato le persone. Ho cominciato a casa mia già nel 2014, quando per la prima volta sono andato in Donbass. Avrei dato una mano a chiunque fosse arrivato, ma non è un motivo di vanto. Per me è una cosa normalissima e io non ne parlo mai. Queste persone vengono da diverse situazioni, aiuto sia quelli che vengono dal Donbass che quelli che vengono dall'Ucraina occidentale, indipendentemente dalle idee politiche. *L'Occidente è la culla dei fottuti colonialisti anglosassoni, degli speculatori e banchieri, dei guerrafondai. Ormai il mondo non crede più alle balle della democrazia occidentale. Il mondo intero è contro l'Occidente ormai. *{{NDR|Su [[Adriano Sofri]]}} Guarda, è un segno del fallimento della cultura di un Paese quando un terrorista fa il processo a uno scrittore. Poi Sofri saprà tutto delle vicende dei suoi anni di attivismo in Italia, ma cosa vuole saperne di Ucraina? [...] Io sono sicuro che una persona come quel Sofri non può avere alcuna certezza, perché quella persona dubito fortemente sia mai stata in Ucraina. *Per quanto autoritario possa essere, il regime di Putin è meno peggio di quello ucraino, è una certezza storiografica. Nella Russia di Putin gli oppositori non vengono bruciati vivi nelle case dei sindacati. In Russia in un anno non uccidono 75 persone tra oppositori e giornalisti, come avvenuto nel 2014 in Ucraina. In Russia non sono vietati i partiti politici. Persino Navalny comunque esiste, anche se poi va in galera, il suo partito, come altri, c'è. In Russia non c'è questa tendenza a massacrare interi gruppi. *[...] Boris Nemtsov è stato ucciso con un colpo di pistola perché amava andare a donne. Era un malato di figa e ha avuto la sfortuna di andare a letto con la moglie giovane e bella di un uomo d'affari georgiano molto legato alla criminalità organizzata di Mosca. Fai uno più uno e capisci che è strano siano stati i servizi segreti. *Il Commedy Club, KVN, che sarebbe il "club dei goliardi studenti", è da dove viene Zelensky, e lì sanno tutti che l'attuale presidente è un ragazzo che adora la cocaina. È stato messo lì perché facilmente ricattabile, tutto qui. *[...] i polacchi hanno creato l'identità ucraina. Sono state due le fasi che hanno trasformato i territori diversi in un unico Paese. La base era il popolo malorosso, ma era un modo di chiamare diverse minoranze che abitavano la zona. I polacchi hanno trasformato la visione identitaria di questi malorossi convincendoli di essere più vicini ai valori austroungarici che non a quelli russi. Che in parte era anche vero, perché era un popolo complesso che abitava ai confini dell'Impero e subiva molte pressioni. L'identitarismo ucraino è nato da questo impegno degli intellettuali polacchi per creare degli alleati in quei territori. Questa è stata la prima fase, che non si è conclusa bene per i polacchi, visto che già nella Seconda Guerra Mondiale gli ucraini massacravano i polacchi. Ovviamente, direi. Se crei un mostro, prima o poi il mostro ti uccide. È la base della cultura umana. *Prima di questa data {{NDR|1917}} nel lessico non esisteva l'Ucraina come concetto geopolitico. Questo concetto è stato introdotto e sviluppato da Lenin, Stalin e Kaganovič, tre personaggi che unirono dei territori presi dall'Impero austroungarico come la Galicja, la Polonia, e la Bucovina dalla Romania (devi sapere che c'è una parte di popolazione che abita in Ucraina che in realtà è rumena; quando la Romania dice di voler riprendere quei territori, ha ragione). L'obiettivo comunista era di inglobare nell'Unione dei territori il più possibile in modo unitario. L'Ucraina è stato un progetto sovietico e per questo motivo, quando è crollata l'URSS, la prima cosa che è successa è stata la totale crisi identitaria. Il Paese si è spaccato tra tutti i popoli diversi, tra i nazisti e nazionalisti, gli ucraini russofoni, gli ucraini della zona vicina alla Romania, quelli che stavano vicino ai confini con la Polonia che si son sentiti sempre più polacchi che non ucraini. ===2023=== La figuraccia più esplicita rimane quella della "lesbica da combattimento" messa dagli anglosassoni al posto del presidente moldavo, la odiosissima [[Maia Sandu]], colei che governa uno dei più poveri paesi d'Europa avendo la cittadinanza statunitense e possedendo la villa sull'oceano a California, dove si reca ogni fine settimana con uno jet privato per passare il tempo con la sua fidanzata. Questa figura costruita "ad hoc" per portare la Moldova nella guerra contro la Russia, trasformando il paese nel cimitero, seguendo il modello ucraino, non ha permesso al Primo Ministro ungherese Viktor Orban di baciarle la mano durante il vertice di Chisinau.<br />Insomma, una figura politica senza alcun valore e una persona priva di educazione di base. Uno schifo.<ref group="fonte">Da ''[https://t.me/nicolaililin/5834 Telegram]'', 5 giugno 2023.</ref> {{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/lo-scrittore-lilin-la-guerra-in-ucraina-finira-quando-lo-decideranno-gli-stati-uniti Lo scrittore Lilin: "La guerra in Ucraina finirà quando lo decideranno gli Stati Uniti"]''|Intervista di Alessio Mannino, ''mowmag.com'', 22 febbraio 2023.|h=4}} *L'Occidente, soprattutto quello anglosassone, ha avuto ed ha una propulsione politica violenta e predatoria nei confronti del resto del mondo: colonizzare, imporre le proprie regole, fomentare rivoluzioni, spodestare leader sgraditi. In Russia invece l'impulso politico fondamentale è all'autosufficienza, non essere dipendenti da nessuno, ed essere in grado di difendere la propria indipendenza. *Per noi, giustamente, l'Ucraina è un Paese come gli altri. Per i russi, invece, è una parte della Russia. L'Ucraina è diventata Ucraina grazie ai comunisti che nel 1917, con Lenin, Stalin e Kaganovic, in quattro e quattr'otto hanno creato questa entità prima inesistente, mettendo insieme diverse regioni dell'Impero Russo, chiamandola così e promuovendo un'identità ucraina perché a loro serviva come una vetrina per il mondo, soprattutto occidentale. Volevano dimostrare, in particolare Lenin, grande teorico della rivoluzione internazionale, che per convincere i compagni degli altri Paesi ad appoggiare e unirsi all'Unione Sovietica, bisognava creare realtà nazionali attorno alla Russia. Il messaggio era: avete visto? Sono Stati indipendenti ma sono con noi, perché sono comunisti. È questo il senso storico dell'esistenza dell'Ucraina. Da quando però non c'è più il comunismo e non c'è più l'Urss, i russi si chiedono: e mo' quando ce la riportiamo a casa? *Putin è sicuramente un conservatore. Ma un conservatore non liberale, anzi anti-liberale. Ciò che rappresenta il movimento liberale, o neo-liberale, è respinto dalla gran parte dei russi, e non piace neanche a molti qui in Europa. Quando parla di degenerazione e crisi spirituale europea parla di fenomeni dei quali l'apice è, per stare all'Italia, il Festival di Sanremo, o in generale ai meccanismi di potere che hanno perso il legame con la vita reale del popolo. Per questo il grave problema occidentale è la totale assenza di identità. Noi non abbiamo più crisi d'identità, quella l'abbiamo già passata. Noi un'identità non ce l'abbiamo proprio, ci siamo trasformati in stomaci ambulanti. Siamo solo dei consumatori, e ci meritiamo politici come la nostra premier che, dopo essersi insediata da soli pochi mesi, si permette di definire "propaganda" le parole di un leader di Stato che è al potere da più di vent'anni. *La Meloni ha tradito completamente i suoi elettori. Lei inizialmente sosteneva Putin, poi è arrivata al potere e ha dovuto fare una giravolta a 360 gradi, e direi anche a 90 gradi di fronte all'America, e così ora abbiamo una che svolge il suo incarico negli interessi dei poteri forti. {{Int|Da ''[https://www.liberoquotidiano.it/news/piulibero/35733494/nicolai-lilin-attentato-prilepin-patriota-no-chi-davvero.amp Nicolai Lilin, attentato a Prilepin: "Patriota? No, chi è davvero"]''|''liberoquotidiano.it'', 9 maggio 2023.|h=4}} *[...] molti cittadini russi, specie quelli da sempre saldamente schierati con la politica di Putin, vedono in [[Zachar Prilepin|Prilepin]] l’ennesimo pseudo intellettuale e opportunista che abilmente sfrutta le tematiche populiste. *Negli anni di carriera da giornalista, scrittore e politico, Prilepin ha dimostrato la sua natura camaleontica, spostandosi da un lato all’altro delle forze politiche con l’arroganza di chi pretende di assumere il ruolo del nuovo grande filosofo della Patria, un’altro Dostoevskij per intenderci. Militando prima tra le fila del partito “Nazional-bolscevico” di estremisti rosso-bruni di Eduard Limonov (noto al pubblico occidentale come il protagonista del bellissimo romanzo di Carrère), esperienza per la quale è stato definito dall’ex capo dei difensori del Donbass Igor “Strelkov” Girkin «un clown al servizio dei pederasti», è passato verso una linea politica attuale talmente neutra che la sua sostanza, tradotta nel linguaggio volgare, può essere paragonata soltanto a un profilattico. *Prilepin è parte di quella melma, perla quale il nazionalismo sostituisce la coscienza, nella quale si sono conficcate le schegge impazzite, generate dall’esplosione dell’Urss (come lo stesso Limonov). {{Int|Da ''[https://www.2duerighe.com/duetti/155374-ucraina-russia-intervista-nicola-lilin.html L'Ucraina al microscopio: intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Lorenzo Bruno e Damiano Rossi, ''2duerighe.com'', 22 maggio 2023.|h=4}} *L'identità ucraina in quanto tale si è affermata solo nel momento in cui la Polonia [...] è arrivato alla propria conclusione per colpa delle tensioni interne. [...] In quel momento, per volontà dei polacchi che cercavano di instaurare dei presupposti per contrastare la Russia, è stato avviato un forte processo ideologico in un'area nuova che era russofona, slava, con l'obiettivo di essere più occidentali dei russi. E lì che nasce, in una situazione totalmente lontana dalle dinamiche odierne, quella che era l'identità ucraina, perché prima nasce l'identità culturale, poi l'identità geopolitica. *La nascita dell'Ucraina come entità geopolitica, cioè un Paese con i propri confini risale invece al 1917 ed è totalmente attribuibile ai bolscevichi. I grandi creatori dell'Ucraina sono stati Lenin, Kaganovič e Stalin, poi dopo i bolscevichi in Ucraina. Serviva per i loro interessi, per la loro visione anti-imperiale russa, mentre a Stalin per le sue mire geopolitiche perché a ognuno che costruisce grande impero servono sempre territori molto vasti di frontiera. Un territorio di frontiera ti permette una serie di manovre strategiche sia nel caso di una politica aggressiva che offensiva. Quindi l'Ucraina serviva a Stalin. *La classe dirigente ucraina era talmente potente che con la morte di Stalin, gran parte della storia sovietica è stata guidata, dominata da leader provenienti dal partito comunista ucraino.<br />Il primo russo che è arrivato al potere, dopo questi lunghi decenni del dominio della classe dirigente ucraina è stato Andropov, lui tra l'altro è arrivato cercando di riparare enormi danni che hanno causato questi regimi corrotti dei rappresentanti del Partito comunista ucraino. Prima Kruscev e dopo Breznev il cui regime ha addirittura fatto l'invasione dell'Afghanistan. E quindi Andropov fu il primo russo che arrivato al potere cercò di risolvere la situazione poi non è riuscito perché alla fine ormai tutto era un disastro. *Uno dei motori della identità ucraina è quella di contrapporsi a Mosca e spesso odiare Mosca. Questo processo ha inoltre comportato l'aggiunta a questo nucleo territoriale occidentale della Malorussia che potremmo definire il corpo centrale dell'Ucraina, una terra popolata dei cosacchi di Zaporižžja che prima hanno stretto rapporti con i russi e lo zar poi hanno strizzato l'occhio ai polacchi. Infine c'è stata la conquista turca e il potere ottomano. *Il problema dell'Ucraina è stata la creazione di un grande Paese composto da realtà differenti però costretti tutti ad assumere un unico volto, un'unica identità e questo è stato un grande sbaglio. Il partito comunista ha attuato questa politica in quanto avevano un enorme Paese composto da realtà composite e dunque avevano necessità di sostenere una visione unitaria e meno articolata etnicamente. *Doveva essere gestita in modo tale da poter rispettare la differenza dei cittadini, rispettare i loro diritti all'interno di un'unica Costituzione. L'Ucraina poteva essere veramente, tranquillamente la Svizzera dell'Est Europa. Potevano vivere solo grazie alla gestione dei rapporti tra grandi imperi; invece, è mancata la lungimiranza della politica ucraina. *Quelli che sono arrivati nel 91' a governare l'Ucraina erano in realtà membri del partito comunista ucraino, questa è la grande presa in giro. L'Ucraina credeva di essersi liberata dell'Unione Sovietica, ma se guardate nomi e cognomi della classe dirigente dell'Ucraina del 1991, sono gli stessi del partito comunista. *L'unica cosa per ora chiara è che la guerra è lunga e sarà lunga perché così come vengono adesso attuate le strategie militari si capisce che questa non è una guerra per una vittoria veloce. Non è la blitzkrieg del quale stavamo parlando prima. Questa è una tipica guerra dove il territorio viene sfruttato da entrambi i paesi come un territorio di scontro per misurare la capacità produttiva, la capacità economica dei rispettivi Paesi, delle rispettive strutture. Quindi stanno misurando la capacità delle alleanze, chi degli alleati rimane con chi e chi dimostrerà più debolezze. La Russia è sempre più vicina alla Cina. Recentemente hanno dichiarato che con la Russia hanno firmato persino accordi militari per eventuali rifornimenti di armi. *Per quanto la sua posizione sembra abbastanza libera, noi sappiamo che Wagner è la parte illegale e clandestina dei servizi segreti militari russi. La storia del gruppo Wagner. Chi sono stati i suoi fondatori, come loro agiscono, il loro rapporto con il governo russo, i loro interessi, il loro modo di operare, ma soprattutto gli elementi principali, la loro provenienza, tutto indica il fatto che questa unità privata militare fa parte della struttura clandestina dei servizi. *In Russia non c'è oligarchia. In Russia ci sono uomini vergognosamente ricchi ai quali l'unica autorità del Paese che Vladimir Putin permette di gestire sono alcuni settori ed affari. *In Russia gli oligarchi non ci sono, in Russia gli oligarchi sono stati ammazzati fisicamente oppure costretti attraverso torture, prigioni e altri metodi poco democratici da Vladimir Putin e dal suo potere ad abbandonare il territorio di quel paese. In Russia, ad esempio, c'era l'oligarca [[Boris Abramovič Berezovskij|Berezovsky]], che ha organizzato la prima guerra cecena che ha portato il terrorismo nel Caucaso, che gestiva traffico di droga, traffico di esseri umani, che gestiva un enorme patrimonio speculativo in Russia. Lui voleva diventare presidente. Questa era la sua ambizione. Lui lo scriveva nei suoi diari. Lui pensava nel 2002 diventare presidente russo. Però poi è arrivato questo giovane del KGB, Putin, che nessuno conosceva e lo ha fatto fuori. *Quando hanno trovato il corpo di Berezovsky a Londra, sul suo cadavere c'erano i segni di due corde e la gente ancora oggi si domanda come ci si può impiccare per ben due volte. È chiaro che lo avevano impiccato i servizi segreti e nemmeno la MI6, i servizi inglesi sono riusciti a proteggerlo. Per questo motivo gli oligarchi in Russia non ci sono. In Russia c'è un regime autoritario. {{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/lilin-su-gaza-e-palestina-israele-vincera-contro-hamas-ma-perdera-la-guerra-col-mondo-arabo-e-ha-lasciato-che-gli-attentati-accadessero-come-l-11-settembre Lilin su Gaza e Palestina: "Israele vincerà contro Hamas, ma perderà la guerra col mondo arabo. E ha lasciato che gli attentati accadessero, come l'11 settembre"]''|Intervista di Roberto Vivaldelli, ''mowmag.com'', 11 ottobre 2023.|h=4}} *Il 7 ottobre in Israele è una sorta di 11 settembre. *{{NDR|Sugli [[attentati dell'11 settembre 2001]]}} Ciò che io ho notato all'epoca di strano è che negli Usa era emersa una voluta mancata di connessioni tra i servizi di sicurezza del Paese, proprio in quel momento. Possiamo ipotizzare che fu fatto di proposito per mettere in atto il Patriot Act e inaugurare la Guerra al Terrore, oppure possiamo pensare a una negligenza. Possiamo fare più ipotesi, ma è chiaro ed evidente che sono mancate le connessioni tra i servizi del Paese. Negli Stati Uniti qualcuno ha voluto questo, ne sono convinto. *Un servizio così efficiente come Mossad, che è uno dei servizi con più connessioni a livello mondiale, che ha occhi e orecchie ovunque, non avrebbe preso sul serio le comunicazioni ufficiali da parte dei colleghi egiziani? Suvvia. Ma secondo voi non hanno fatto almeno un approfondimento? Secondo me sono balle. Quando gli egiziani hanno comunicato la possibilità di un imminente attacco di Hamas, questa comunicazione è stata "bloccata" da qualcuno. *A mio avviso c'è stato lo zampino di qualcuno, molto legato alle oligarchie anglosassoni, che in questo momento sono disperate, e hanno bisogno per forza di accendere una serie di focolai a livello internazionale. *Adesso loro vinceranno la guerra, distruggeranno Hamas e riprenderanno quei territori. Ma a lungo andare sarà una sconfitta per Israele e il mondo vedrà la brutalità degli israeliani, e non solo quella dei palestinesi. Arriverà il momento nel quale Israele avrà un confronto diretto con il mondo arabo. È già così, perché sul confine con il Libano si spara. Ma se tutti i Paesi circostanti inizieranno ad avere un atteggiamento di ostilità, per Israele sarà la fine e non supererà il 2030. ===2024=== *A quanto pare nella nostra società occidentale non si può più nemmeno nominare i gay senza il loro consenso e approvazione, che sono diventati una specie di ubermensch intoccabili e superiori ai comuni mortali.<ref group="fonte" name="insta.22.01.2024">''[https://www.instagram.com/nicolaililin/p/C2aadY8L2Ax/?img_index=1 Instagram.com]'', 22 gennaio 2024.</ref> *I rappresentanti del movimento LGBT qui in Occidente predicano la pace, la libertà, la tolleranza, l'inclusività e il multiculturalismo, tutti i valori che personalmente sostengo, apprezzo e rispetto. Ma allo stesso tempo sempre i membri del movimento LGBT occidentale sostengono il nazismo in Ucraina, sostengono la NATO, un'organizzazione criminale e guerrafondaia, hanno formato un intero battaglione dei nazisti gay che combattano in Ucraina, si chiamano "Unicorn", hanno persino una toppa da riconoscimento e usano i colori della bandiera simbolo LGBT.<ref group="fonte" name="insta.22.01.2024"/> *{{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} Una cosa molto strana è che [...] le ambasciate statunitense e britannica l'otto marzo hanno condiviso un avvertimento ai loro cittadini che si trovavano in Russia, dicendo di non frequentare luoghi pubblici per probabile pericolo di terrorismo. Quindi ora si parla di un probabile coinvolgimento della Cia, di oligarchia anglosassone e per questo attentato terroristico si dice che è molto probabile che dietro ci siano le solite forze che cercano di mettere in difficoltà la Russia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://mowmag.com/attualita/attentato-a-mosca-lilin-rivela-isis-c-entra-la-cia-e-dice-chi-sono-i-veri-nemici-della-russia Attentato a Mosca, Lilin rivela: "Isis? C'entra la Cia...". E dice chi sono i veri nemici della Russia]'', ''mowmag.com'', 23 marzo 2024.</ref> *Io non voglio augurare assolutamente nessun male, io spero che queste persone {{NDR|Stefania Battistini e Simone Traini}} vivranno per la vita fino alla vecchiaia. Spero che questa gente potrà anche riflettere sugli errori che sono stati fatti, però io so benissimo come funziona in Russia, so benissimo chi sono i russi e come loro agiscono quando si arrabbiano, quando vengono colpiti, diciamo, nel cuore loro, reagiscono abbastanza duramente. E quindi, il mio sincero augurio a questi giornalisti italiani che hanno fatto questo lavoro di propaganda filo nazista è di stare molto attenti, stare molto attenti. Non accettate il tè dalla gente sconosciuta. Fate attenzione al bar. Fate attenzione dove mangiate. Fate attenzione alle nuove amicizie, perché può darsi che contro di voi stanno già lavorando gli agenti operativi del GRU, che sono i servizi segreti militari, e se loro veramente hanno preso un incarico, state certi che in un anno, due anni, tre anni, cinque anni, comunque vi troveranno e vi faranno a pezzi.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.open.online/2024/08/18/nicolai-lilin-giornalisti-rai-battistini-traini-polonio-te-video/ L'avvertimento di Nicolai Lilin ai giornalisti Rai Battistini e Traini: «Vi siete scavati la fossa da soli». E cita il polonio nel tè]'', ''open.online'', 18 agosto 2024.</ref> {{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/lilin-navalny-nazista-xenofobo-l-intervista-a-putin-di-carlson-ha-cambiato-il-mondo-e-la-guerra-in-ucraina-non-finira-finche-la-russia-e-lo-scrittore-ne-ha-anche-per-renzi-di-maio-biden-e-berlusconi Lilin: "Navalny? Nazista xenofobo. L'intervista a Putin di Carlson? Ha cambiato il mondo.]''|Intervista di Diana Mihaylova, ''mowmag.com'', 16 febbraio 2024.|h=4}} *{{NDR|«Accidenti, quindi tu consideri il crollo dell'Occidente come un dato certo?»}} Sì, al 100%. Ormai sta già avvenendo, solo che ci stiamo abituando e quindi trasformiamo in normalità quelli che sono in realtà gravi segnali di collasso. Io vivo nel mondo arabo ora. *Il giornalismo e la stampa italiana [...] sono tutti delle puttane del regime, mi spiace ma è così. [...] quando parliamo dei giornali italiani, parliamo di carta straccia. Un lavoro intellettuale in Italia non esiste più, non esiste più coerenza. Quando leggi qualcosa sulla stampa italiana, questa non può essere credibile, punto e basta. E chi in Italia, fra gli analisti e i giornalisti, dice che Tucker Carlson è uno burattino del Cremlino, è un idiota totale. *Tu sai qual è il motivo per il quale l'Occidente odia Putin? [...] L'Occidente è un sistema oligarchico, un potere dei pochi. [...] L'oligarchia è quando una persona estremamente ricca usa i suoi soldi per modificare la politica in base ai propri interessi fino a creare la degenerazione di uno Stato: questo è l'Occidente di oggi. Oggi il governo italiano, quello francese, quello tedesco – Orban è l'unico che si salva – e tutto il resto dei Paesi d'Europa sono zerbini degli oligarchi e fanno solo gli interessi delle élite, che trasformano le masse in consumatori, in una nuova forma più grave del capitalismo. Invece Putin è la rappresentazione più pura di un sistema autoritario, ma è una persona che arriva al potere sostenuto dalla maggioranza assoluta dei cittadini: dall'87%. Non esiste un altro Paese con una percentuale simile. *Io lavoro con le notizie, sul mio canale Telegram privato; quindi, ho della gente che mi paga per essere informata. Se la gente paga per avere delle notizie coerenti, vuol dire che molti cittadini non sono d'accordo con quello che i media italiani raccontano e non c'è da sorprendersi, perché la stampa italiana racconta un sacco di balle; continua a farlo. La stampa russa è sempre basata su una linea propagandistica. Non dobbiamo pensare che in Italia sono propagandisti e in Russia raccontino tutta la verità. Anche lì c'è propaganda, ma c'è una differenza: i giornalisti russi non si allontanano dalla verità oggettiva, quello che invece gli occidentali hanno iniziato a fare un bel po' di tempo fa. *[...] questa guerra ha già ricevuto un sacco di armi, un sacco di aiuti commerciali, ma comunque, l'Occidente non vincerà mai, perché la Russia ha infinite risorse. Ciò che sta facendo l'Occidente in Ucraina è solo prolungare un'agonia perché su di essa, dal punto di vista economico e geopolitico, un piccolo ristretto gruppo di persone in Occidente, guadagna un sacco di soldi. *Quando vediamo le manifestazioni in Russia, sono tutte cavolate. Io sono andato a verificare personalmente e tutti questi movimenti antiputiniani è sono fuffa creata dall'Occidente. {{NDR|«Quindi secondo te nella popolazione non è presente alcun malcontento?»}} Ma quale malcontento, sono contentissimi! La maggioranza dei russi è contenta e anzi, vogliono sostenere di più questa politica. Quando parliamo di manifestazioni dei russi che non vogliono fare la guerra, sono tutte balle. I russi vogliono fare la guerra e vogliono sconfiggere il nazismo. *L'Occidente ha trasformato Alexei Navalny nell'ennesimo simbolo di libertà, come fosse un "Santo protettore" dei valori democratici, schiacciato da Vladimir Putin; ma per me Navalny rimane sempre quello che era sin dagli inizi della sua carriera: un nazista, xenofobo e genio della comunicazione, che per anni ha lavorato per gli oligarchi russi. Per me lui non era un politico, ma un prodotto mediatico in grado di offrirsi al miglior offerente. *[...] si è mai visto la Russia fare guerre coloniali o per allargare il proprio territorio? [...] I russi non vogliono invadere nessuno. L'unica cosa per cui sono capaci di fare la guerra è per assicurare la sicurezza sui propri confini. Per questo motivo Putin ha mosso l'esercito in Ucraina, perché dal 1998 in Ucraina si svolgono attività militari della NATO che minacciano i confini della Russia. È un'idiozia dire che Putin vuole invadere Polonia e Paesi Baltici. Putin vuole stare tranquillo, non vuole avere la pistola puntata in faccia dalla NATO. *Berlusconi non era uno statista, era un uomo d'affari. In effetti in Russia era molto rispettato perché lui rappresentava gli interessi non degli Stati Uniti d'America, ma i suoi interessi personali. *[...] la guerra non sarà breve, sarà lunga, ma la vittoria sarà della Russia per un semplice motivo: siamo nel pieno del cambiamento dell'ordine mondiale. L'Occidente non potrà più estendere il proprio dominio e la propria supremazia su una parte del mondo. *L'Occidente ha una bellezza, un enorme bagaglio culturale, una grandissima potenzialità, però deve liberarsi dall'egemonia anglosassone. {{Int|Da ''[https://www.huffingtonpost.it/dossier/elezioni-europee-2024/2024/05/02/news/putin_ha_le_sue_ragioni_gli_oligarchi_filoatlantisti_sostengono_il_nazismo_ucraino_cronache_dal_mondo_di_nicolai_lilin_-15783478/ "Putin ha le sue ragioni, gli oligarchi filoatlantisti sostengono il nazismo ucraino". Cronache dal mondo di Nicolai Lilin, candidato di Santoro]''|Intervista di Alfonso Raimo, ''huffingtonpost.it'', 2 maggio 2024.|h=4}} *Il mio unico impegno è bloccare ogni tipo di sostegno alla guerra. Non ho altro interessi politici. Non sono mai stato interessato seriamente a nessun tipo di programma politico. Anche se durante la mia vita sono stato avvicinato da tanti partiti. Qualcuno è arrivato a offrirmi anche dei soldi. *I miei valori sono di sinistra, ma non come si definisce in Italia la sinistra. Non sono uno che si rispecchia in una ideologia all'interno del sistema italiano. So bene che in Italia qualcuno dice che io sia fascista, perché citano qualche frase decontestualizzata, o qualche mia vecchia posizione. Ma la verità è che io sono il prodotto del sistema sovietico, nel bene e nel male. *Secondo me Putin è il crocevia di due spinte epocali: il regime sovietico nella sua fase esaltata e in dissoluzione e l'occidente corrotto e capitalista. Dopo di che Putin ha le sue ragioni. *{{NDR|«La principale ragione addotta da Putin è l'espansione della Nato oltre le zone tradizionali di influenza.»}} Ed ha ragione. È la realtà oggettiva di quello che ha vissuto l'ex Urss dopo il suo crollo. Ho incontrato 4 volte Gorbacev e posso testimoniare che era un suo grande cruccio. Lui diceva: "So di essere odiato dai russi e di essere amato dagli occidentali", perché non era riuscito a garantire che la Nato allungasse le sue mire. Era mortificato, si sentiva responsabile. *A dire il vero da parte russa hanno dato segnali di disponibilità a negoziare, siamo noi occidentali che non abbiamo voluto coglierli. [...] Perché noi europei seguiamo la linea guerrafondaia degli oligarchi anglosassoni, filoatlantisti. Sono fanatici della guerra, gente che se ne frega della vita delle altre persone e sostenitori del nazismo. *I massacri li ho visti io coi miei occhi. I nazisti ucraini sono sostenuti dall'occidente, anche dai nostri rappresentanti politici, dal Pd, e dalla destra. Non ha importanza il potere politico. Sono sottomessi agli interessi degli oligarchi anglosassoni. *{{NDR|Su [[Volodymyr Zelens'kyj]]}} Nonostante il fatto che sia di famiglia ebraica, e che il nonno abbia servito nell'esercito sovietico, sostiene il nazismo per soldi, per motivi economici. *{{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} È stato l'Isis in collaborazione con i nazisti ucraini. [...] Ma la regia è della Cia. *È il bello del Pd: sostengono i nazisti in Ucraina, ma danno a me del fascista perché sono andato a Casapound. *Boldrini mi ha denunciato. Io la accusai di aver ricevuto a Montecitorio [[Andrij Parubij|Andri Parubi]]. E lo rifarei. Quando avevo 12 anni, Andri Parubi entrò nella mia città a Bender in Transnistria, a capo di alcune bande naziste che uccisero tra gli altri mio zio e la mia cuginetta Tatiana. Negli anni successivi Parubi fondò anche un'organizzazione che si chiamava Partito nazionalsocialista ucraino. A Boldrini ho semplicemente detto che è ipocrita inneggiare all'Anpi, al 25 aprile e al primo maggio, se poi ospiti Andri Paurbi. Ma lei invece di rispondere alle mie lettere per chiarirci in un incontro, mi ha denunciato. {{Int|Da ''[https://www.ticinolive.ch/2024/06/11/nicolai-lilin-le-favole-fuorilegge-educare-popoli-rialzare-la-testa/ Russia, Europa, Politica, Cultura: Nicolai Lilin e L'Educazione dei Fuorilegge]''|Intervista di Chantal Fantuzzi, ''ticinolive.ch'', 11 giugno 2024.|h=4}} *I giovani della destra italiana [...] hanno compiuto uno sviluppo positivo, sono stati in grado di capire il senso dei macchinari di potere di propugnare l'uscita dell'Italia dall'UE e l'indipendenza dell'Italia stessa e, a differenza dei giovani della sinistra, non sono vittime di una vuota retorica. Sono stati capaci di vedere gli effetti negativi della globalizzazione. Molti di loro hanno compreso l'azione invasiva della NATO e auspicano l'uscita dell'Italia dalla NATO stessa, comprendendone il danno che questa sta apportando ai paesi poveri. *Xenia {{NDR|in ''Educazione siberiana''}} è un personaggio reale al 95%, per la quale mi sono ispirato a una persona che ho realmente conosciuto, dalla quale ero molto affascinato e alla quale ero legato sin dall'infanzia. Come tutte le persone prive di stabilità mentale, lei era pura. *La Russia è una demente splendida. Bella, aperta, sincera, ma incapace di realizzare la propria partecipazione a un mondo moderno, è fuori da qualsiasi contesto in cui possa esistere, poiché nessun contesto sarebbe compatibile con la lealtà e l'onestà della Russia stessa. ===2025=== *L'Occidente ha pagato una tizia bielorussa che si chiama [[Svjatlana Cichanoŭskaja|Tikhanovskaya]] per usarla come oppositrice in Bielorussia. Lei anni fa è stata mandata via dal Paese e da quell'ora vive in Germania, dove ha creato un governo bielorusso in esilio, un gruppo dei fantocci pagati da Soros che non hanno alcun legame con il popolo bielorusso e con il Paese, che vivono in Germania, vano in giro per il mondo occidentale presentandosi come il governo bielorusso in esilio e fanno il solito teatrino da finti dissidenti che amano così tanto i liberali occidentali e vari democratici lobotomizzati.<br />Adesso Tikhanovskaya ha creato una nuova provocazione che le serve anche per portare qualche soldo in tasca: ha dichiarato il rilascio per chi desidera del "Passaporto della Nuova Bielorussia", un documento che non vale da nessuna parte e non serve a niente, ma che costa 97 euro.<ref group="fonte">[https://www.instagram.com/nicolaililin/p/DE0CJbvMPtL/ ''Instagram.com''], 14 gennaio 2025</ref> *{{NDR|Su uno sketch<ref>''La copertina di Luca e Paolo del 25/02/2025'', [https://youtu.be/6wE4W3BrD1k?si=14GnM4Os8wl0R3F7&t=120 video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> di [[Luca e Paolo]]}} Io non guardo la tv italiana. Io ho lavorato nella tv italiana, per questo non la guardo. Io questo porcile schifoso veramente lo brucerei col lanciafiamme. [...] Vincenzo mi ha mandato uno spezzone di questi due, non so come chiamarli, che non fanno né ridere né piangere. Sono dei personaggi patetici. Luca e Paolo si chiamano questi due ignoranti. Hanno preso in giro quello che ha fatto Vincenzo, la raccolta firme, tra l'altro in maniera molto limitante e stupida. Ripeto, io comprendo tutto, scherzi, satira, è bellissimo, io spesso prendo in giro anche sui miei social, soprattutto i potenti di questo mondo, ma quando io vedo due annoiati, inutili, dal punto di vista intellettuale limitanti personaggi, strapagati, estremamente pagati rispetto all'impegno che loro realmente fanno, questi personaggi deridono una persona che riporta le informazioni reali della guerra. Io quando vedo queste cose non so, mi è venuta la voglia di sfondare il cranio a uno e all'altro. Io lo dico onestamente, sono una persona che è nata per strada, ho vissuto per strada, ho fatto le visse, quindi ancora oggi, anche se ho promesso a mia mamma di non ammazzare più nessuno, comunque ancora oggi ho del sangue che mi va in testa quando vedo certe cose, dico "Cristo Santo lo troverei davanti, gli sfonderei il cranio e gli farei ingoiare i denti a questo qua". Proprio perché è proprio la mancanza di dignità, sapete cosa vuol dire? Persone indegne, persone che affrontano delle questioni in maniera qualunquista. Questo è il male della nostra Italia. Il male dell'Italia è che abbiamo poche persone come Vincenzo e Andrea e abbiamo troppi nulla facenti, profumatamente pagati come quei due idioti nei quali avevo appena parlato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.open.online/2025/03/11/filorusso-nicolai-lilin-contro-comici-luca-paolo-sfonderei-cranio-farei-ingoiare-denti-video/ Il filorusso Nicolai Lilin contro i comici Luca e Paolo: «Gli sfonderei il cranio e gli farei ingoiare i denti»]'', ''open.online'', 11 marzo 2025.</ref> *I nazisti sono sempre stati i luridi servi dei ricchi sionisti. Nel passato massacravano gli ebrei in Europa perché i sionisti avevano bisogno di spostare le masse degli ebrei in Palestina, per creare lo stato sionista. Hitler ha fatto un grande servizio ai sionisti, massacrando qualche milione degli ebrei nei campi di sterminio: ha terrorizzato le masse ebree che si sono spostate in Palestina (l'unica ad accogliere gli ebrei fuggiti dall'Europa nazista, persino gli USA hanno rifiutato di accoglierli), e ha fornito ai sionisti la carta vincente di vittimismo, che loro usano abilmente sempre e ovunque. Anche oggi i nazisti moderni, quei degenerati che si riconoscono con i valori dell'UE, fanno il lavoro sporco per i criminali sionisti, massacrando i sostenitori dei palestinesi. Alla faccia di libertà d'espressione. Se fosse accaduto in Russia, tutti i media occidentali avrebbero già sputato schiuma di rabbia, denunciando le brutalità del regime russo. Però quando a massacrare i cittadini sono i degenerati dell'UE, tutto va bene, questo rientra nei parametri della "democrazia".<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/reel/DLvUaIqsWw3/ Instagram.com]'', 5 luglio 2025</ref> *L'Ucraina é stata creata dagli austroungarici e dai polacchi, sostenuta con i soldi dei francesi e britannici, per essere un arma degli occidentali contro la Russia. L'Ucraina non ha alcuna idea nazionale, nessuna storia assestante, nessuna indipendente prospettiva geopolitica. É una cloaca terroristica creata per disturbare la Russia.<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/reel/DNX86XOsvHN/ Instagram.com]'', 16 agosto 2025</ref> *{{NDR|Su [[Volodymyr Zelens'kyj]]}} È curioso ascoltare come un discendente dei ladri, assassini, pedofili, pederasti e stupratori delle capre, che da tre mila anni rompono le scatole al mondo intero con la storia di come il buon Dio ha innalzato loro al di sopra di tutti i popoli della Terra, sta blaterando sull'identità europea. Ed è veramente allucinante che il governo italiano butta i nostri soldi nelle tasche di questo subumano e dei suoi simili. Sovranisti un paio di palle.<ref group="fonte">''[https://www.threads.com/@nicolaililin/post/DOf7CjkCXpJ Threads.com]'', 12 settembre 2025</ref> ===2026=== *{{NDR|Sull'[[uccisione di Renée Good]]}} I nazisti yankee ammazzano una scrittrice a pistolettate in faccia. Sono curioso, i nostri pseudo intellettuali, che criticano la Russia in ogni occasione con o senza motivo, criticheranno gli USA per questo omicidio?<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/reel/DTQVdVHjI4_/ Instagram.com]'', 8 gennaio 2026</ref> *In Germania, durante il Ramadan, McDonald's ha rimosso le immagini di cibo dai suoi cartelloni pubblicitari. [...] Tutto è corretto, visto che l'Europa Occidentale è ormai dominata dall'Islam, è giusto rispettare le regole del Ramadan.<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/p/DVNl9GGDLyO/ Instagram.com]'', 26 febbraio 2026</ref> ==''Educazione siberiana''== {{Vedi anche|Educazione siberiana (romanzo)}} ==''Caduta libera''== {{Vedi anche|Caduta libera (romanzo)}} ==''Putin – L'ultimo zar''== ===Incipit=== Sta accadendo per davvero: la guerra è tornata prepotentemente e insopportabilmente vicino a noi. Dentro l'Europa? Appena fuori dall'Europa, sotto il naso di un paese che sogna gli antichi fasti? È proprio questo uno dei motivi del contendere. Stavolta, la guerra, non è più un'idea da salotto. Non una possibilità, o una minaccia velata; è una realtà che entra nelle nostre case, nelle immagini strazianti che arrivano: missili che colpiscono palazzi in cui vivono uomini, donne e bambini. Sparatorie in strada, esplosioni nelle città, abitanti che al suono delle sirene si riversano, come formiche impazzite, nelle cantine, nei rifugi improvvisati, nelle fermate della metropolitana, nei vagoni fermi. Centinaia di morti, non solo tra i soldati, sangue sulle strade, code ai confini con la Polonia per grandi esodi di massa. Professionisti, operai, universitari che corrono ad arruolarsi per difendere il loro paese. File di carri armati, file di molotov pronte, file di trincee fisiche e immaginarie, file di persone davanti ai negozi, file di volontari pronti a dare il sangue per i feriti. Poi il coprifuoco e il silenzio totale. Il silenzio della paura. Il rumore della guerra. La guerra della Russia di Putin contro l'Ucraina di Zelenskij. ===Citazioni=== *Putin è un serpente, è un meditativo, non si fida delle persone, prende le sue decisioni da solo. Prende le informazioni che gli servono da chi gli è attorno. Ma ultimamente, a causa del sistema obsoleto della burocrazia che gli è vicina, l'informazione viene filtrata in modo ambiguo. (p. 6) *{{NDR|Sulla [[guerra del Donbass]]}} Da otto anni non si affrontano le questioni di fondo della vita delle persone oppresse nel Donbass (circa 14.000 morti), che sono a maggioranza russa. L'Occidente si comporta in maniera ipocrita, mostrando le immagini dei civili morti per l'attacco russo all'Ucraina. Negli anni precedenti, però, è stato miope e inattivo nella guerra nel Donbass. (p. 8) *Le mancanze del governo ucraino appaiono evidenti. Dopo l'indipendenza non c'è stato un rinnovamento della classe politica. La nomenklatura ha cambiato semplicemente abito. È passata dal comunismo a uno status di neo-oligarchia che ha approfittato delle ricchezze ucraine senza preoccuparsi del benessere del paese. (p. 9) *''Con il suo nome, in Russia, è designato uno dei più lunghi e dinamici periodi della storia contemporanea. Putin è santificato da milioni che vedono in lui il messia sceso in Terra con il compito di portare rimedio ai mali del mondo, mentre altri milioni lo detestano e lo temono come se fosse un tizzone d'inferno. Di certo, è stato il primo uomo politico dopo Stalin a meritare, presso il popolo russo, la nomea di "zar". E quando ti chiamano in questo modo nel paese più vasto del mondo, dove l'intera dinastia regnante è stata affogata nel sangue e che per settant'anni è stato poi dominato dalla rigida dottrina comunista bolscevica, questa semplice parola di tre lettere assume una tale dimensione mastodontica, che solo a pensarla viene un capogiro.'' (p. 15) *In quasi tutti i suoi discorsi pubblici, parlando ai russi con quella sua aria familiare, con quel suo lessico intriso del gergo di strada che arriva dritto al cuore di ogni cittadino, Putin espone infaticabilmente la propria visione della democrazia; oppure, da abile oratore, dipinge per i propri interlocutori magnifiche visioni di quella forma di democrazia alla quale, secondo lui, si ispira la Russia moderna nel proprio percorso storico. Ciò che conta per Putin è chiamarla sempre e comunque "democrazia": che poi nei fatti si tratti di una sua versione piuttosto autoritaria... be', non è detto che questo dispiaccia ai suoi cittadini. (p. 19) *Ovviamente, nell'[[Unione Sovietica|URSS]] non esistevano ufficialmente i ceti sociali, perché il comunismo non ne riconosceva soltanto uno: il proletariato. Ma nella realtà quotidiana le cose andavano diversamente: qualcuno stava meglio degli altri, i più ricchi cercavano la compagnia dei propri simili, frequentavano i locali più cari e raffinati, si potevano permettere anche una certa apertura culturale, mentre i lavoratori semplici, quelli che sgobbavano nelle fabbriche per uno stipendio medio, vivevano nel loro mondo. Nonostante l'ideologia, insomma, anche durante il periodo sovietico il reddito era uno dei criteri che definivano la posizione dell'individuo nella società. Tuttavia, se non altro, lo stato cercava di organizzare la vita dei cittadini in modo da evitare la formazione di ghetti, perciò era normale che nello stesso stabile abitassero il direttore della fabbrica e i suoi lavoratori. (pp. 21-22) *Putin non è una persona finita per caso ai vertici della politica, non è un miracolo da [[Boris Nikolaevič El'cin|Eltzin]], da [[Boris Abramovič Berezovskij|Berezovskij]] o da altri oligarchi. È arrivato alla sua posizione facendosi strada con i denti, i pugni e i gomiti, passando sulle teste e calpestando senza pietà gli avversari sconfitti, rispettando negli altri la forza e la lealtà, disprezzando la debolezza e il tradimento, come può fare solo chi ha imparato egregiamente gli insegnamenti che offre la strada. (p. 46) *Ma se le discipline di lotta tradizionali, e specialmente le arti marziali provenienti dall'Oriente, si fondano su una solida integrazione tra l'aspetto comportamentale, la filosofia, l'etica e la morale, il [[sambo]] sotto questi aspetti era decisamente carente e non poteva nemmeno rifarsi a qualche nobile tradizione, a radici affondate in qualche cultura millenaria e che rimandassero a correnti religiose, artistiche, letterarie o filosofiche. Si trattava di uno sport bello e molto efficace, certo, ma gli mancava quell'elemento ancestrale e romantico che tanta presa ha sui giovani e sui loro animi sensibili e affamati di scoperte. Diciamo che praticando il sambo i ragazzi potevano acquisire una preparazione atletica e un orientamento che risultavano preziosi a chi poi (o contemporaneamente) si dedicava a un'arte più ricercata come appunto il [[judo]]. (p. 54) *Bisogna sapere che all'epoca di Eltzin, uomo debole fisicamente quanto moralmente, per ottenere una concessione di vendita di una fabbrica statale, o il permesso di aprire una nuova miniera sul territorio nazionale o di svendere sottobanco le centinaia di migliaia di tonnellate di petrolio, metalli preziosi e altre ricchezze accumulate dall'URSS nel corso di decenni, era sufficiente presentarsi armati di racchetta da tennis a uno dei suoi appuntamenti sportivi e lasciarsi sconfiggere da quel lento e scoordinato individuo che per qualche motivo credeva di essere un tennista talentuoso. Tra gli oligarchi circolava la battuta secondo cui, per avere successo negli affari in Russia, la cosa più difficile era perdere a tennis con "l'alcolizzato", come era soprannominato (da tutto il paese!) il presidente. (p. 55) *Mentre circa il settanta per cento delle abitazioni era carente di acqua potabile, i sovietici si concentravano sulla conquista dello spazio e inviavano la più grande nave rompighiaccio al mondo a propulsione nucleare a esplorare l'Artico. Nella zona degli Urali e in quella dell'immensa Siberia non esistevano strade decenti, ma enormi quantità di denaro pubblico venivano spese in ricerche e tecnologiche finalizzate allo sbarco sulla Luna. Il novantacinque per cento del budget del paese era destinato all'industria bellica, tecnologie nucleari comprese. Tutte le grandi opere, a cominciare dalle grandi autostrade che tra enormi difficoltà verso la metà degli anni Settanta collegarono decentemente le regioni di quell'enorme territorio, per finire con le centrali idroelettriche, termoelettriche e nucleari, furono realizzate in larga misura grazie all'impiego di forza lavoro gratuita: quella dei militari, degli studenti volontari e dei detenuti nelle strutture di rieducazione. (pp. 59-60) *{{NDR|Sulla [[dissoluzione dell'Unione Sovietica]]}} Improvvisamente la componente ideologica era svanita, come se non fosse mai esistita, e le masse si trovarono non solo senza leader capaci di indicare una strada e garantire i più basilari diritti sociali, ma anche, e d'improvviso, senza l'intero sistema che per tutti aveva rappresentato l'unico modello di vita possibile. La corsa al modello occidentale, interpretato, copiato e applicato con frenesia senza comprenderne la complessità, come se si trattasse semplicemente di cambiare il colore alle pareti di casa, creò i presupposti per una crisi tale da far pesare le sue conseguenze negative ancora oggi, a distanza di trent'anni. Il senso d'idiozia che scosse il paese socialista si racchiude benissimo nella metafora che circolava tra le masse, una sorta di perfetto slogan del suicidio collettivo in atto: «L'acqua della fontanella sovietica è gratuita e di tutti, però la Coca-Cola ha lo zucchero e le bollicine». (pp. 91-92) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} In quei giorni, le emittenti televisive e radiofoniche smisero di dare notizie. Tutti i canali trasmettevano solo programmi culturali: in tv mandavano in loop il balletto, in radio si ascoltavano opere e musica classica. «Ha vinto Chaikovskij!» scherzava la gente... (p. 103) *{{NDR|Sulla [[guerra di Transnistria]]}} La guerra civile nella mia [[Transnistria]], nel 1992, fu il primo conflitto armato su scala militare, il cui obiettivo era una vera e propria pulizia etnica ai danni dei russi, di chi culturalmente apparteneva al mondo russo e di tutti coloro che erano rimasti fedeli alle idee del mondo sovietico. Anch'io vidi montare quell'odio. I miei ricordi d'infanzia sono quelli di una scuola (e di una comunità) multietnica; noi bambini non avremmo mai chiesto a un nostro compagno: «Di che razza sei?». Non ci passava proprio per la mente. Anzi: avere amici di altre etnie, tanto più se di altre religioni, era un valore aggiunto, perché alle tue feste comandate si aggiungevano le loro, e quindi c'erano più occasioni per fare baldoria. Per i ragazzi era divertente. Poi cominciarono i pregiudizi antirussi e in Moldavia prese piede un partito nazionalista, ben sovvenzionato dall'Occidente. Volevano entrare nella NATO, pensavano che con l'aiuto degli Stati Uniti il paese sarebbe diventato una specie di paradiso fiscale: fantasie del genere. Ma soprattutto tanti moldavi, giustamente stanchi della vita condotta negli ultimi anni sotto il regime sovietico, davano la colpa delle loro miserie ai russi. Successe la stessa cosa in diverse piccole repubbliche e regioni etniche (Cecenia, Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Ossezia, Armenia...): l'odio nei confronti del "sistema" si trasformò in nazionalismo, sfogo naturale per coloro che così potevano dare una spiegazione al disastro che stavano attraversando. (pp. 121-122) *{{NDR|Sul [[disastro di Černobyl']]}} Il popolo sovietico per generazioni ha sgobbato disperatamente, vivendo la sua misera vita escluso dal resto del mondo, mentre il Comitato centrale destinava quote enormi del bilancio alle spese militari. La retorica comunista spiegava ai cittadini che dovevano stringere i denti, lavorare sodo e resistere nelle difficoltà perché avevamo bisogno di costruire sistemi sofisticati per difenderci dai missili statunitensi ed evitare l'apocalisse nucleare sul nostro territorio, ma alla fine l'apocalisse l'ha causata un gruppo di imbecilli altolocati. (p. 124) *Eltzin era arrivato al potere sull'onda dell'euforia che accompagnava il crollo dell'URSS, e i cittadini si attendevano da lui il benessere e la miracolosa trasformazione della società in qualcosa di simile al modello occidentale. Ma il brusco crollo dell'economia aveva spazzato via quella classe media sovietica che nonostante tutto conduceva una vita relativamente agiata, e trasformato la maggior parte dei cittadini in miserabili, esposti alle minacce del nuovo mondo, privi delle sicurezze sociali alle quali l'URSS li aveva abituati, indifesi di fronte alle speculazioni delle nuove élite politiche ed economiche che razziavano il paese. Il contrasto tra la miseria delle masse e l'osceno arricchimento degli oligarchi che si comportavano come feudatari medievali, abbassò drasticamente la popolarità del presidente Eltzin, dei suoi programmi politici e del suo concetto di democrazia. Il popolo voleva un cambiamento, e in varie parti del paese pericolose tendenze estremiste mandavano segnali preoccupanti. (pp. 134-135) *{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} A differenza della [[prima guerra cecena]] di pochi anni precedente, poco popolare e spesso duramente criticata dai russi, il secondo conflitto godette di un grande consenso. La lotta contro il terrorismo fu, lo si può dire con certezza, il primo progetto a livello nazionale a dare a Putin un'incredibile popolarità, trasformandolo in un idolo di fronte alla schiacciante maggioranza degli elettori. (p. 141) *Putin non era un grande riformatore, non lo è mai stato. Sfruttò con abilità quel che nel paese era già stato fatto prima di lui, creando però una nuova (e, dal punto di vista politico, curiosa e contraddittoria) simbiosi tra il capitalismo, l'economia liberale d'ispirazione occidentale, e l'impronta autoritaria dello "stato forte". I mali del paese, dunque, migrarono semplicemente nel nuovo secolo: in primis l'oligarchia con le sue ovvie conseguenze quali la corruzione, il cinismo delle élite finanziarie che distruggevano la morale (e il morale del popolo), l'assenza di libertà primarie come quella di parola, schiacciata sotto il peso dei mass media soggiogati alle regole del mercato. Certo, non si può incolpare Putin per non aver cambiato il sistema: sarebbe come pretendere che una persona cambi lo sgabello sul quale sta in piedi, con le mani legate e la corda al collo. Putin, per quanto autoritario e forte possa apparire, è pur sempre legato a un certo tipo di economia che non potrà mai rivoluzionare, perché ciò metterebbe in difficoltà lui e il potere che rappresenta. (p. 161) *Un'altra grave mancanza è che Putin non ha mai davvero provato a risolvere il problema della [[Corruzione in Russia|corruzione]]. Durante il primo periodo della sua presidenza era ovvio che le priorità fossero diverse: bisognava sconfiggere il terrorismo in Cecenia, impostare il lavoro del governo per realizzare i programmi di politica interna ed estera, affrontare i problemi ereditati dal precedente governo, che in meno di dieci anni aveva sepolto il paese. Però, con il passare degli anni, mentre i problemi interni venivano risolti e sembrava che nulla più impedisse al presidente di iniziare un programma di lotta contro i politici e gli amministratori corrotti, Putin aveva sempre qualcosa di più importante da fare. Forse le ragioni di questa "distrazione" sono nascoste nel suo passato, o forse il presidente teme di svegliare un vespaio pericoloso persino per lui. (p. 164) *La corruzione, indubbiamente, sarà tra i fattori principali con cui gli storici futuri descriveranno il periodo del "[[putinismo]]". I nostri discendenti ci ricorderanno come una società soggiogata da una lobby di oligarchi e governata da politici in simbiosi con la finanza corrotta. La cosa più preoccupante è che ormai tutto ciò viene percepito come normale. (p. 166) *La [[prima guerra cecena]] fu una dura prova, e la dimostrazione che la macchina bellica del grande paese non era in grado di risolvere nemmeno una situazione locale. Una struttura ingombrante, mal organizzata, con enormi problemi logistici e corrotta fino al midollo: così si presentava l'esercito russo in quei primi anni Novanta. (p. 168) *La [[Chiesa ortodossa russa]] ha una lunga storia di rapporti con lo stato repressivo sovietico, tanto che i rappresentanti di altre Chiese ortodosse la considerano una deviazione infamante. (p. 172) *Il patriarca [[Cirillo I|Kirill]], persona di grande cultura, con la spiritualità cristiana ha poco a che fare, tant'è vero che nel giro di pochi anni dalla nomina cominciò a comportarsi pubblicamente come uno degli oligarchi della cerchia del presidente, spesso mostrando con piacere ai giornalisti i suoi lussuosi orologi e lasciandosi fotografare mentre scorrazza in mare sulla sua barca di lusso. Comunque, i rapporti tra lui e Putin negli ultimi anni sono peggiorati, in parte perché appunto Kirill non si comporta come un "papa russo" e in parte perché i suoi appetiti sono aumentati eccessivamente, e le sue continue richieste di ogni genere al governo hanno talmente infastidito i "piani alti" che persino uno dei più fidati uomini di Putin, Dmitrij Medvedev, quando era ancora premier, proibì ai propri collaboratori di rispondere alle sue telefonate. (p. 173) *L'unica cosa importante che le élite al governo in Russia sembrano non capire è che non si può proporre per due decenni lo stesso identico programma solo perché questo, vent'anni fa, era popolare. Sembra che il tempo non scorra, all'interno delle prestigiose mura del Cremlino: le persone che lavorano in quel luogo sembrano non cambiare, non evolvere, non accorgersi che il paese che governano (così come il resto del mondo) è mutato radicalmente. Le masse sono stanche dei rendiconti in stile nordcoreano che arrivano dalle faraoniche riunioni del partito Russia Unita, non ne possono più dei notiziari impostati sulla linea editoriale "lui, sempre lui". La gente non riesce a capire perché di nuovo, come durante gli anni dell'URSS, si debba vivere sotto la costante pressione ideologica che insegna che il resto del mondo è nemico, che tutti ci odiano perché siamo il paese più ricco e più bello al mondo – stranamente, però, pur esportando gas a migliaia di chilometri di distanza, abbiamo ancora il settanta per cento delle case e delle infrastrutture in Siberia (patria di quel gas) che si scaldano con la legna. (p. 179) *Amata da tutto il paese, negli ultimi anni [[Valentina Tereškova|Tereshkova]] si è avvicinata al partito di Putin, Russia Unita, con il quale è stata eletta a deputato. In realtà, la sua attività è pari a zero: è solo una delle figure storiche dell'URSS "acquistate" dal potere per essere impiegate nella propaganda. Prima del suo discorso alla Duma, l'unica volta in cui l'ex cosmonauta si era esposta pubblicamente fu all'inaugurazione di un ponte nei pressi della città di Yaroslavl', peraltro crollato miseramente dopo pochi mesi. (p. 183) *Il fatto è che, a differenza degli oppositori del passato, come [[Boris Nemcov|Boris Nemtzov]], che aveva tutte le doti del politico, [[Aleksej Naval'nyj|Aleksey Navalny]] è invece un uomo lontano dalla politica seriamente strutturata e non è in grado di rappresentare un modello alternativo al governo in carica. È senz'altro un bravo comunicatore, che abilmente sfrutta la rete e denuncia coraggiosamente alcuni scandalosi casi di corruzione all'interno dell'apparato governativo. A volte riesce a stuzzicare qualche pezzo grosso, suscitandone l'ira, ma il suo lessico politico è costruito in gran parte su concetti fondamentalmente populisti, riduttivi dal punto di vista intellettuale, limitati soprattutto per quello che riguarda le implicazioni relative agli aspetti amministrativi. La sua visione è poi totalmente carente di linee guida nella politica estera, nemmeno un accenno. E la politica estera, per un paese come la Russia, specialmente nell'attuale situazione geopolitica, è di importanza vitale, per non dire assoluta. (p. 195) ===Explicit=== ''Siamo entrati nel nuovo secolo ancora troppo giovani, ma già con un enorme bagaglio di esperienze alle spalle. L'inizio della presidenza di Vladimir Putin per molti di noi ha coinciso con il momento in cui dovevamo decidere cosa fare della nostra vita. La sua figura e la sua retorica politica per molti di noi rappresentavano l'unico reale modello di comportamento politico, l'unica speranza per un futuro migliore. Negli anni abbiamo imparato a rispettarlo, abbiamo cercato di capirlo e soprattutto abbiamo creduto ciecamente nella sua visione del futuro, nella sua voglia di migliorare la vita della nostra patria.<br />Però. Però sono passati vent'anni, oggi siamo quarantenni, abbiamo famiglie, viviamo le nostre quotidianità spesso banali, a volte complicate, e la linea politica di Putin rimane sempre la stessa, immutabile, disperatamente stagnante mentre il mondo attorno cambia drasticamente, ogni giorno sempre di più.<br />E a volte, quando guardo i notiziari della tv russa, mentre la conduttrice con voce angelica racconta dell'ennesimo missile nucleare che abbiamo costruito, ancora una volta più potente e più distruttivo di quelli degli altri paesi, ennesima dimostrazione della nostra supremazia, i miei occhi leggono il testo del messaggio che scorre nella striscia in basso sullo schermo: dice che un bambino in qualche regione sperduta della nostra grande patria sta morendo di una terribile malattia che la nostra medicina non è in grado di affrontare, quindi viene richiesto un aiuto, un sms, per portare quel bambino negli Stati Uniti, oppure in Germania, dove potrà essere curato. E allora sento qualcosa rompersi dentro di me, come se in quel momento, e ogni volta, prendessi coscienza di appartenere a una generazione di persone usate, derise e tradite dai rappresentanti del potere che governa la loro patria.'' ==Citazioni su Nicolai Lilin== *Abbiamo pensato a lungo se denunciarlo o meno. Ma in realtà la cosa che più mi ha fatto impressione di quella storia è che nessun politico ha mostrato solidarietà nei nostri confronti, né in pubblico né in privato. Come se perfino in quel momento ci volesse chissà quale forza o coraggio. L'episodio ci ha spinto anche a interrogarci sul nostro lavoro, perché non capisci bene. Ma quando stai così sulle balle, credo voglia dire che hai fatto quello che andava fatto. ([[Luca Bizzarri]]) *Cosa hanno in comune [[Cecilia Parodi|Parodi]] e Lilin? Hanno scritto libri [...], hanno dimestichezza e conoscenza del peso delle parole, hanno usato espressioni con gratuita cattiveria e irreparabile serietà.<br />A prima vista, Parodi e Lilin sono aggressivi e turpiloquenti ma non sembrano appartenere alla schiera degli squadristi da tastiera, dei persecutori anonimi [...]. Gli insulti rappresentano un fenomeno deplorevole e maleodorante, ma sono convinto che i peggiori siano proprio quelli di coloro che si credono «scrittori»: intrisi di odio nutrito dalla loro immaginazione e dal loro ego, vengono scelti con insospettabile volgarità e pronunciati con cognizione di causa. ([[Aldo Grasso]]) *Di errori Nicolai Lilin ne ha collezionato parecchi. Nel 2014 aveva pubblicato un lungo articolo che partiva dalla fotografia di una bandiera ucraina con a fianco una bandiera nazista. In breve tempo si scoprì che quell'immagine era un frame di un film. Sempre nel 2014 lo scrittore era convinto di avere trovato una confessione eccezionale: un pilota ucraino avrebbe dichiarato di avere sparato sul Boeing della Malaysia Airlines abbattuto sull'Ucraina. Solo che la fonte di Lilin era un articolo di un giornale satirico. Nelle ultime settimane Lilin ha scritto molto anche sulla vedova dell'oppositore di Putin, Navalny, lasciando intendere una vedovanza "allegra" sulla linea della propaganda di Putin. ([[Giulio Cavalli]]) *Gli scrittori russi contemporanei sono periferici rispetto all'interesse del lettore occidentale. A dire il vero, è la Russia a essere percepita come una noiosa periferia, anche se molto estesa. Emblematico è il fenomeno dello scrittore Nikolaj Lilin, le cui opere sono accolte trionfalmente in Occidente. Ma la Cecenia e le galere siberiane che racconta mi ricordano le avventure del [[barone di Münchhausen]], capace di mirabolanti frottole: ma tutti, o quasi tutti, gli credono. [...] Ma siamo impazziti? La Russia sarà pure un Paese selvaggio, ma da noi è impossibile immaginare il romanzo di uno scrittore contemporaneo tedesco che racconti di come, nei boschi presso Berlino, si nasconda un reparto di ex SS, che insieme ai figli e ai nipoti, sulle note di Wagner e battendo il tamburo, rapinano i treni in transito. Ed è altrettanto impossibile immaginare che i lettori russi ci caschino e gli editori scrivano in copertina: «Ecco i figli del lupo della steppa, è più forte del Faust di Goethe». Oppure proviamo a immaginare che in Russia arrivi uno scrittore francese di 22 anni e cominci a raccontare di essere stato tiratore scelto in Algeria o guastatore in Iraq, dove è riuscito a catturare uno dei figli di Saddam, e adesso scrive un libro in cui i commandos francesi mangiano rane e compiono prodezze straordinarie. E che gli pubblichino le sue storie dicendo «Finalmente un autore degno di Dumas e di Saint-Exupéry». ([[Zachar Prilepin]]) *Il mio obiettivo non era smascherare un abile personaggio che ha capito molto rapidamente cosa chiedeva il pubblico, ma parlare di noi. Del nostro establishment culturale e mediatico, della superficialità e dell'ignoranza, che rendono anche l'intelligenzia facile preda di fake news (termine all'epoca ancora sconosciuto). ([[Anna Zafesova]]) *Le parole di Nicolai Lilin in cui nella pratica si trova a minacciare di nostri i nostri giornalisti, tra l'altro con modi e toni mafiosi, sono a dir poco vergognose. [...] Ma vergognoso è anche il fatto che questo personaggio sia stato invitato per anni in importanti salotti televisivi a parlare della guerra russa in Ucraina, e che abbia avuto così tanto spazio per inquinare il dibattito pubblico nel nostro Paese. ([[Federica Onori]]) *Lilin [...] non è solo uno scrittore. Nicolai Lilin, infatti, è candidato alle Europee 2024 nella lista Pace Terra Dignità di Michele Santoro. Forse questo è il danno più grave: prestare il fianco con falsità a chi da tempo si sforza di tratteggiare come macchiettistici coloro che credono nella pace come obiettivo politico. Così Lilin alla fine riesce a essere il migliore alleato di coloro che Santoro vorrebbe (politicamente) combattere. ([[Giulio Cavalli]]) ===[[Paolo Bianchi]]=== *Come dire: la mafia è una schifezza, ma se è siberiana e te la racconta un muscoloso e scaltro giovanotto tatuato, è un po' meno schifezza.<br />E poi dicono che il crimine non paga. *«Io non parlo più in russo con nessuno, a parte mia madre e i miei amici intimi», dichiara Lilin, come a voler prendere le distanze da una parte delle sue radici. «Noi combattevamo contro il comunismo e i suoi residui, e contro una polizia corrotta, in uno stato marcio e corrotto». Quel «noi» si riferisce alla sua comunità, dominata da leggi tutte proprie, ancestrali degni di uno studio etnologico, se non altro perché di studi etnico-geografici sulla Transnistria non ce ne sono. *Se dobbiamo credere a Nicolai, abbiamo di fronte, in lui, un pluriomicida e una belva assetata di sangue, però, per virtù antropologica e per provenienza etnica, «onesta» e perciò buona e degna di vendere molte copie del suo libro. *Se ho dato dello "sbudellatore" a Lilin è solo perché, avendo letto il suo libro, venduto come autobiografico, ci ho trovato delle scene in cui lui accoltella con violenza i suoi avversari. Se non è vero, allora il libro non è autobiografico. Tertium non datur. [...] dovrebbe forse comportarsi in modo meno strafottente. In una democrazia, alla quale lui evidentemente non è abituato, si accetta civilmente il contraddittorio. *Se Nico avesse commesso tutto quello che racconta, sarebbe un soggetto ad alta pericolosità sociale, invece oggi è un cittadino italiano, vive a Cuneo ed esercita l'inquietante professione di tatuatore. Ma guai a dubitare della sua parola. *Venendo al dunque, cioè alle critiche che gli abbiamo sommessamente rivolto, il tatuatore siberiano (che però è cresciuto a tremila chilometri dalla Siberia) si è reso conto che la sua credibilità di delinquente rischiava d'indebolirsi e ha assunto quello che nelle intenzioni forse voleva essere un atteggiamento da criminale incallito, ma che è sembrato più lo scatto di nervi di un teppistello colto sul fatto. ===[[Sandrone Dazieri]]=== {{cronologico}} *Nicolai Lilin è scappato dall'Italia perché, dice lui, accusato di essere una spia di Putin. Considerando le balle che ha raccontato da quando è arrivato in Italia, probabilmente non è vero niente, a parte la fuga. Se sei una spia, non ti ritirano il passaporto, ti portano via. Ma chissà. *Lilin lo conobbi anni fa dopo la pubblicazione di ''Educazione Siberiana'', mi raccontò di essere amico di [[Licio Gelli]] e di andare in giro armato perché aveva tanti nemici. Il libro era molto interessante, ma conteneva una serie di balle evidenti sia sulla storia della Russia, sia sulla sua vita. Metà della mia famiglia è russa e quindi ho fonti dirette, ma ero stupefatto che tutti gli credessero. Poco dopo scrisse un pezzo per l'Espresso, dove spiegava di essere un ex cecchino e di aver ricevuto offerte da gruppi mercenari di alto livello per andare a combattere da qualche parte. Era talmente una vaccata che mi aspettavo gli tirassero le uova. No. Il mondo della cultura cominciò ad acclamarlo con un eroe, un pensatore, un filosofo. Guardate con chi faceva dibattiti, chi lo presentava, chi lo incensava. Era come vivere in un mondo parallelo dove, soprattutto, chi lo amava di più era la sinistra. Partecipava a dibattiti sulla democrazia, sulla guerra, sul mondo intero, faceva mostre di tatuaggi "siberiani" con le sponsorizzazioni istituzionali. Ogni volta che parlavo di lui venivo accusato di spargere merda su "uno più famoso di te" oppure di essermi fatto abbindolare da amici e parenti russi, che evidentemente ce l'avevano con uno che diceva la verità sul regime putiniano. *Con il tempo i suoi libri cominciarono a vendere meno e divenne un propagandista delle peggior balle pro Putin. Pensavo che qualcuno che gli aveva dato lustro e visibilità avrebbe fatto autocritica. Invece no. Persone di sinistra che conoscevo molto bene decisero di candidarsi con lui perché "pacifista" e ancora una volta mi sembrò assurdo. Come una puntata di ''Black Mirror''. Ma come era possibile che si alleassero con uno che pubblicava fotomontaggi con il presidente ucraino che tirava cocaina, in cui scriveva che la moglie di Navalny si divertiva con gli amanti mentre lui moriva? Che insultava gli omosessuali nascosti nell'esercito ucraino? Non lo so, non riesco a capirlo nemmeno ora. Va bè, la storia non è finita, visto che sono di oggi le sue velate minacce al polonio per i giornalisti che parlano male dello Zar. Spero solo che, adesso che è latitante, non se ne faccia un martire del libero pensiero. E spero anche chi lo incensava adesso non lo insulti. Eh no, certe cose vanno fatte quando è difficile, non quando conviene. Ma siamo in Italia. Chi la spara più grossa vince sempre. ===[[Aleksandr Garros]]=== *Giovane, con la testa rasata da skinhead e la barba elegante da festaiolo di Montparnasse, con occhi acuti e vispi, abbondantemente ricoperto di tatuaggi (alle sue dita ci sono tatuaggi di precedenti penali assortiti che basterebbero per tutti gli scagnozzi del [[Aslan Usojan|Nonno Hassan]]), sul suo collo c'è un libro aperto sullo sfondo di una croce con lo slogan "Non aver paura, non chiedere, non credere". [...] E poi una svolta sconcertante nella giungla delle teorie del complotto, nel cuore del dietro le quinte del mondo: a [[Licio Gelli]], il leggendario capo della loggia massonica P-2, di cui è presumibilmente amico, al Gruppo Bilderberg, in cui c'è tutto il male del mondo e allo stesso tempo tutti i suoi colpi di scena irreali in ogni senso della biografia. *Innanzitutto so tutto quello che gli è successo, o meglio, quello che non gli è successo. Perché bisogna essere un vero somaro siberiano per non riconoscere subito questo tipo: Chlestakov,<ref name=chlestakov/> Chlestakov-upgrade. *Intercetta qualsiasi gruppo di celebrità come un missile terra-aria che segue una traccia termica. È pervasivo ed efficace, come un Terminator liquido. [...] Non capisco molto degli ultimi modelli di Chlestakov,<ref name=chlestakov>In riferimento al protagonista de ''[[Nikolaj Vasil'evič Gogol'#L'ispettore generale|L'ispettore generale]]'' di [[Nikolaj Vasil'evič Gogol']].</ref> ma lo so: dicono sempre ciò di cui il pubblico ha bisogno. Sono camaleonti ideali: non assumono il colore del loro ambiente, ma la forma delle paure e dei sogni segreti... *La biografia di Lilin contiene il quadruplo degli eventi che dovrebbe contenere. Da bambino toglieva i giubbotti antiproiettile ai moldavi uccisi in Transnistria. Si è offerto volontario per partecipare alla seconda guerra cecena. Andò in carcere per la prima volta a tredici anni. Viene dalla Siberia, e tutti i suoi antenati maschi erano ragazzacci, al confronto dei quali Al Capone era un boy scout, e la Camorra e Cosa Nostra dovrebbero, dice lui, succhiarglielo senza chinarsi. *Mi piacerebbe leggere il suo libro di racconti autobiografici, ma è un peccato che esista solo in italiano. È un personaggio meraviglioso e familiare. Lui, ovviamente, è Chlestakov,<ref name=chlestakov/> Chlestakov-upgrade, un figlio della nuova Russia - con i suoi tempi duri, con la sua guerra e il suo carcere, con il suo amico Licio Gelli e con le minacce degli islamisti, a causa delle quali, si scopre, non gira per l'Italia disarmato. *Un'affascinante menzogna che risale al [[Falso Dmitrij]] e ai figli del [[Pëtr Petrovič Šmidt|tenente Schmidt]], che erano disponibili a raccontare agli editori e ai critici europei sulla Russia tutto ciò che era piccante, scioccante e terribilmente eccitante, tutto ciò che segretamente desideravano, ma che non osavano sperare. ===[[Antti Rautiainen]]=== *È facile intuire perché Nicolai abbia deciso di scrivere sulla cultura criminale underground russa. Lavorando come tatuatore, è impossibile non imbattersi nell'epica reputazione che la cultura carceraria russa e i tatuaggi ad essa essenzialmente correlati hanno acquisito nel mondo dei tatuaggi, ad esempio grazie al documentario cult ''The Mark of Cain''. *I libri di Lilin non sono stati tradotti in russo, e gli abitanti dell'ex Unione Sovietica ne traggono per lo più una bella risata. Ma i russi stessi vengono nutriti quotidianamente con la stessa assurda zuppa sulla cultura carceraria, e su tutto ciò che costituisce il mito della russità in Occidente, e ne ingoiano gran parte da soli. *Lo stesso Lilin-Veržbitskij non è nemmeno una persona molto interessante: le fiabe sono state presentate come biografie molto prima che venissero scritte delle vere e proprie biografie, quindi non c'è motivo di arrabbiarsi ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Nicolai Lilin, ''Caduta libera'', Einaudi, 2010. ISBN 978-88-06-20788-5 *Nicolai Lilin, ''Educazione siberiana'', Einaudi, 2009. ISBN 978-88-06-20256-9 *Nicolai Lilin, ''Putin – L'ultimo zar. {{small|Da San Pietroburgo all'Ucraina}}'', Piemme, 2022. ISBN 978-88-5544-733-1 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lilin, Nicolai}} [[Categoria:Scrittori italiani]] n10858rnpfp12xietiu9lvhrl3mrz1i 1412918 1412917 2026-05-08T11:05:54Z Mariomassone 17056 /* 2022 */ 1412918 wikitext text/x-wiki [[File:Nicolai Lilin.jpg|thumb|Lilin nel 2011]] '''Nicolai Lilin''' (1980 – vivente), pseudonimo di '''Nicolai Verjbitkii''', scrittore italiano di origine moldava. ==Citazioni di Nicolai Lilin== ===2009=== *Non capisco il motivo {{NDR|di rifiutare un invito a presentare ''Educazione siberiana'' in CasaPound Italia}}. Rifiutare e negare alla gente partecipazione alla manifestazione culturale [...] è come negare a un umano soccorso medico, perché lui politicamente non è corretto. Un simile comportamento è contro la mia etica e la mia morale.<ref group="fonte" name="casapound">Citato in ''[https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=27767 Nicolai Lilin a CasaPound]'', ''ariannaeditrice.it'', 11 settembre 2009.</ref> *Ho amici di destra e sinistra [...]. Mi trovo bene con loro, perché non li vedo come dichiarati politicamente, ma come persone, come gente che pensa e condivide alcune idee con me. Ricordo anche che è impossibile essere tutti uguali, io da bambino ho vissuto l'alba dell'impero che cercava di far diventare tutti uguali. E vi posso dire in tutta sincerità che l'unica cosa che faceva diventare tutti uguali nell'Urss era solo il colore del sangue con il quale hanno sporcato la coscienza sociale.<ref group="fonte" name="casapound"/> *Cazzo, te lo dico io, amico mio [...]. Tutti quei maledetti soldi provengono dagli ebrei ricchi, cazzo. Te lo dico, cazzo, questa è un fottuto complotto. E la [[seconda guerra mondiale]] è stata iniziata dai ricchi, fottuti ebrei, non lo sapevi? Te lo dico esattamente, quelle puttane non hanno risparmiato la loro tribù, e solo per diventare ancora più ricche! [...] Hai sentito parlare di questo club Bilderberg, eh? Porca miseria, il mio amico mi ha spiegato tutto di loro. Amico mio, conosci forse [[Licio Gelli|Licio, cazzo, Gelli]], [[P2]]? Non lo conosci? [...] Quando sono arrivato, ero un ignorante, ma lui mi ha aperto gli occhi. :''Я, друг, тебе точно, нах, говорю'' [...]. ''Все, бля, деньги, нах, у богатых жидов. Я тебе говорю, нах, это, бля, заговор. И Вторую мировую богатые, бля, жиды развязали, ты не знал? Точно говорю, они, суки, своего племени не пожалели, только чтоб еще богаче стать!'' [...] ''Ты вот слыхал про такой Бильдербергский клуб, а? Во-во. Мне друг мой пиздато все про них объяснил. Друг мой, знаешь, может, Личо, бля, Джелли, пи-два, ты не в курсе?'' [...] ''Я, когда приехал, был на этот счет дурак дураком, но он мне глаза-то приоткрыл.''<ref group="fonte">Citato in [[Aleksandr Garros]], ''[https://snob.ru/selected/entry/7841/ Непереводимая игра слов]'', ''Snob.ru'', 20 ottobre 2009.</ref> {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/saviano-siberia/saviano-siberia/saviano-siberia.html Il ragazzo guerriero della mafia siberiana]''|Intervista di Roberto Saviano, ''La Repubblica'', 3 aprile 2009.|h=4}} *Volevo raccontare storie che rischiavano di perdersi, che conoscono in pochi, e renderle storie di molti. Le storie della mia gente, distrutta dal capitalismo di oggi, gente che aveva regole sacre, che viveva con dei valori. *Mio nonno in tutta la sua vita non ha mai portato soldi addosso, li tenevano in posti lontani dai luoghi della vita. I soldi sono sempre stati considerati sporchi. *Quando ero piccolo e uscii dalla Moldavia con mia madre, alla dogana un ufficiale vide che ero nato in Transnistria e, seppure fossi un bambino, mi fissò negli occhi e disse, "Delinquente!!!". Bastava venire da lì. *Mi hanno insegnato a dire la verità sempre. Spesso i poliziotti russi quando arrestavano degli Urka li riprendevano mentre li interrogavano. Quando dicevano sei un criminale loro dovevano rispondere si, se rispondevano no era una condanna a morte tra tutti gli Urka. Un Urka non mente mai. *Sono un criminale onesto [...]. Nelle mie zone tutti chiedono il pizzo, per qualsiasi cosa bisogna pagare. È lecito aspettarsi una richiesta di tangente per documenti, viaggi, permessi, per tutto ciò che nel mondo occidentale, in un mondo che si dice civile, dovrebbe essere dovuto. *In Russia e in Moldavia tutto è corruzione, politica, burocrazia, tanta prostituzione, racket, droga. Paesi marci. Mio nonno diceva spesso: credo che non esista né inferno né paradiso, semplicemente se ti comporti male rinasci in Russia. *Una volta mio nonno mi ha raccontato che fu arrestato un pedofilo, uno di quelli a cui piacevano molto le bambine piccole e anche i bambini. Gli Urka quando fu arrestato lo trattarono con rispetto. Andarono da lui, gli diedero una corda fatta con le lenzuola e gli dissero: "Hai cinque ore per impiccarti, se non lo fai ognuno di noi prenderà un pezzo di te e lo strapperà". *Raccontare i tatuaggi è disonesto. I tatuaggi sono un linguaggio muto, ci si tatua proprio per evitare di parlare. Solo un siberiano può capire. Chi racconta uccide la tradizione, e rischia di essere ucciso. *Il film di Cronenberg {{NDR|''[[La promessa dell'assassino]]''}} è tutta una farsa. Il tatuaggio siberiano è morto con i siberiani. È una menzogna, dal film sembra quasi che tutti gli affiliati russi si tatuino, ma non è così. Quei tatuaggi li hanno solo alcuni, come per esempio Seme Nero. *Io ho ucciso Roberto, ho ucciso un bel po' di persone. Ma non sento dolore, o meglio sento che ero costretto a farlo, ero un militare in Cecenia, e dovevo sparare. Ho ucciso e ho sentito la morte tante volte vicina a me. Ma anche su questo la mia gente mi ha insegnato a capire la morte, a conoscerla e a non sentirla come qualcosa di strano. Qui nessuno vuole morire. Io se voglio la vita so che devo volere anche la morte. {{Int|Da ''[https://cafebabel.com/it/article/leducazione-siberiana-di-nicolai-lilin-5ae00581f723b35a145dea97/ L'educazione siberiana di Nicolai Lilin]''|Intervista di Giacomo Rosso, ''Cafebabel.com'', 7 luglio 2009.|h=4}} *[...] la comunità siberiana in cui sono cresciuto proveniva da una molto più antica che aveva già sviluppato un sistema di autocontrollo e che si opponeva a qualsiasi forma di potere. Non soltanto al socialismo, si opposero al regime dello Zar e alla sua schiavitù. [...] Alla fine degli anni Ottanta già sapevo che la comunità stava morendo. Quando ho iniziato a scrivere mi sono reso conto che la tradizione li ha aiutati a sopravvivere, ma non ha potuto salvarli. *Non esiste più nessuna comunità {{NDR|siberiana}}. Sono io, mio fratello, e forse qualcun altro. Il problema è che anche in Siberia non è rimasto niente. Il nucleo di questa comunità è stato deportato in Transnistria e lì non è sopravvissuto. La comunità che descrivo nel libro era composta da 40 famiglie. Si può dire che la tradizione è stata un appoggio, ma in certe situazioni è impossibile per una comunità sradicata sopravvivere. *L'unica cosa certa sulla [[Russia]] è che sarà sempre immersa nel caos. È normale. Questo è il suo stato storico. In Russia non esiste, e non ci sarà mai, un governo democratico. Solo una dittatura può riuscire a gestire un territorio simile e tutte le popolazioni che lo abitano. *Veramente ora mi considero italiano a tutti gli effetti. Ho la cittadinanza italiana, sarebbe sbagliato e scorretto definirmi russo. Anche se ultimamente ho ricevuto parecchi attacchi da parte dei miei ex concittadini russi. *Ho molti amici bulgari e conosco la situazione bulgara abbastanza bene. Fa piacere vedere come l'Ue dia la possibilità di svilupparsi negli anni futuri. Ho parlato con i giovani bulgari, e la loro mentalità è diversa dai giovani russi. Loro non pensano soltanto a guadagnare il più possibile, ma a contribuire alla società e allo sviluppo della democrazia perché viaggiano, vedono il mondo e l'Europa occidentale. Loro vedono cosa significano i diritti per i giovani, che cosa significa Erasmus e vedono come le persone possono tranquillamente integrarsi in altri paesi e studiare e lavorare. {{Int|Da ''[https://canali.kataweb.it/ilmiolibro-articoli-e-recensioni/2009/07/13/nicolai-lilin-il-linguaggio-del-corpo/?h&#610 Nicolai Lilin, il linguaggio del corpo]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Ilmiolibro.it'', 13 luglio 2009.|h=4}} *Io volevo solo raccontare in un romanzo la Russia di mia madre, che ha lavorato tanto e alla fine è dovuta fuggire da casa, in Italia [...]. E il mondo di mio padre, che è vivo per miracolo e non ha più niente. Una delle tante vittime dello sporco gioco di potere che si è svolto in Transnistria. Oggi sta ad Atene, fa mille lavori, il macellaio o il cameriere, è un uomo solo, che ha lasciato alle sue spalle un intero mondo perduto. *C'è chi dice che sono balle, che è tutto inventato, che in Transnistria non è mai stato deportato nessun siberiano. A me non interessa. Io non sono uno storico, non ho fatto ricerche d'archivio. Ho scritto un romanzo, con quello che ho visto e che so. Gli urca non furono deportati? La mia bisnonna, che a 23 anni rimase sola con sette figlioli, ricordava che li avevano portati via tutti insieme col treno fino alla frontiera. Furono costretti ad attraversare il fiume e fu detto loro : "Le armi sono pronte, chi torna indietro è morto". A casa lo raccontava sempre. Ma fuori aveva paura. Quando io ero piccolo, lavorava in ospedale, faceva l'infermiera. E si faceva passare per ebrea, per non dire chi era. Questa è la nostra storia. *Non ho filtrato il ricordo attraverso il mio spirito critico di oggi. Ho voluto riprodurre la realtà così come è arrivata a me, attraverso la mia percezione di bambino, prima, e di ragazzo di sedici, diciotto anni, poi. Piccole storie di uomini e donne che non si trovano nelle enciclopedie. Mia madre, leggendo il libro, ogni tanto diceva: "Nicolai, ma guarda che qui hai sbagliato, la cosa non era esattamente così...". Io la bloccavo subito : "Mamma, io la ricordo come l'ho scritta". {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/16/lilin-vita-blindata-faccio-il-tatuatore-in.html Lilin, vita blindata Faccio il tatuatore in clandestinità]''|Intervista di Maurizio Crosetti, ''La Repubblica'', 16 dicembre 2009.|h=4}} *Io scrivo della resistenza del popolo siberiano deportato e quasi sterminato dai comunisti. Sono apolitico, racconto solo quello che ho visto e vissuto, ma qualcuno che ancora sogna il comunismo nero mi preferirebbe morto. E se fossi rimasto al paese, già lo sarei. Ecco perché io, mia moglie e mia figlia di quattro anni dormiamo con il kalashnikov accanto al cuscino. *Il tatuatore, da noi, è una specie di sacerdote e conosce la vita di tutti, i segreti, le cose più profonde. *I Carabinieri sono molto preoccupati, e la mia famiglia di più. Su Facebook mi hanno scritto cose tremende, alcune assurde - un tizio che assicura di avere pagato sicari della mafia russa per eliminarmi - altre più credibili. *Uso le bacchette, come si fa in Siberia. La tradizione è fondamentale, tatuare è un rito. *La storia di un uomo si legge in senso circolare, cominciando dalle mani, come un antico geroglifico. La pelle parla. E non si deve mai chiedere a voce cosa c' è scritto, in Siberia è ritenuta un' offesa grave. Solo chi conosce il nostro alfabeto può saperlo, e sempre meno persone sono in grado di farlo perché anche da noi la tradizione si sta perdendo, tutto è minacciato dal consumismo, i ragazzi si rimbambiscono di videogiochi che invece andrebbero vietati per legge. *Mai studiato {{NDR|l'italiano}}, l'ho imparato a contatto con la gente, leggendo libri per bambini e guardando i cartoni animati. Ma ora riesco persino ad affrontare Dante. {{Int|Da ''[https://lespresso.it/c/idee/2009/12/28/il-coltello-e-la-penna/15875 Il coltello e la penna]''|''Lespresso.it'', 29 dicembre 2009.|h=4}} *Sono nato in Transnistria, un posto lontano dalla Siberia, la terra che da bambino ho imparato ad amare più di ogni cosa, perché mi insegnavano che quella era la mia vera Patria. Il fatto di avere un sentimento profondo per qualcosa che non ho mai visto mi ha spinto a creare un mondo tutto mio, nel quale la Siberia era il paese dei sogni. Un immenso tappeto dei boschi selvaggi e ricchi, fiumi larghi e potenti, uomini puri e giusti, che vivono nell'armonia con la natura, seguendo le antiche regole donate loro da Dio in persona. Quando all'età di dieci anni ho fatto il primo viaggio in Siberia, accompagnato da mio zio Vitalii, ho scoperto che creare mondi immaginari basati sui racconti degli adulti non rende felici. Il "magnifico bosco siberiano" era pieno di moscerini che ci mangiavano vivi, gli spazi erano talmente vasti che per raggiungere la casetta del fratello maggiore di mio nonno dovevamo attraversare quasi mille chilometri, muovendoci a nord della stazione più vicina della Transiberiana. I fiumi erano belli, ma l'acqua era gelida e faceva paura per come correva veloce. Abbiamo incontrato tanti cacciatori locali, la vera gente del posto, che si rivolgevano a noi da cinquanta metri di distanza, urlando poche frasi: non gli piaceva avvicinarsi di più agli sconosciuti, avevano un'idea dello spazio privato molto dilatata e questo loro spazio era troppo grande per me. Alla fine, quando siamo arrivati alla casa del nonno (noi in Russia chiamiamo tutti i vecchi della famiglia "nonni"), quello ci ha salutati e non ci ha nemmeno invitato ad entrare. Ci sono volute due notti - che abbiamo trascorso in una specie di magazzino della legna - perché si decidesse a farci entrare in casa sua. In quel momento ho capito che ogni essere umano, con ogni nuova esperienza della vita, è sempre costretto a cambiare qualcosa dentro se stesso. Abbandonare certe idee, rifiutare qualche piacere, imparare nuove cose, insomma, cercare di essere attivo e pronto per realizzarsi nella nuova realtà. Partendo dalla mia infanzia, dal mio viaggio in Siberia, ho dovuto adattarmi a tante situazioni diverse e, mio malgrado, spesso estreme. *Mi muovevo per l'Europa, fermandomi in luoghi dei quali avevo solo sentito vaghi racconti, e scoprivo che erano abitati da persone come me, gente semplice con le loro tradizioni e abitudini. Ho incontrato gente buona, persone oneste e semplici, ma ho avuto a che fare anche con la malvagità, con uomini distrutti dentro. In Olanda quando non sapevo dove dormire sono stato accolto da un gruppo di studenti; in Danimarca ho vissuto con due lesbiche, imparando a disegnare ritratti da una di loro; in Germania mi sono fidanzato con una nazista, una ragazza bellissima, che era fiera di essere nipote di un ufficiale delle SS e dalla quale sono dovuto scappare dopo qualche mese di convivenza. In Inghilterra la sera del mio arrivo sono finito in mezzo a una rissa: ne ho prese ma ne ho anche date. A un certo punto nella mischia è sbucato un coltello e io l'ho usato. Ma ho capito che dovevo andarmene immediatamente, per non sfidare il destino era meglio lasciare il regno della pioggia e degli hooligans. In Irlanda sono finito prima a Derry, poi più al nord, in un borgo dove c'erano solo un pub, uno spaccio, due magazzini di pesce e l'oceano freddo e agitato. Mi sono fidanzato con una ragazza del posto, e presto ho scoperto che nella sua famiglia c'era un'antica tradizione di resistenza al regime inglese: due cugini uccisi nel Bloody Sunday, un fratello maggiore morto in un carcere britannico perché era terrorista e ogni tanto sparava contro i militari nei posti di blocco; padre e madre con un passato turbolento nell'Ira, e nelle serate al pub mi ha insegnato a cantare "The rifles of the Ira". *Quando i miei amici mi hanno consigliato di cominciare a scrivere, ho preso quel suggerimento con impegno. Mi sono detto: "Se non avrò una fortuna, almeno mi divertirò". Così, per puro divertimento ho scritto "L'educazione siberiana". Per ricordare le cose passate, per rivivere momenti della mia infanzia, che io, nonostante la mia giovane età, spesso vedo molto lontana. Così oggi spesso sento che mi chiamano "lo scrittore". E sorrido, perché penso che nel gergo criminale russo si chiama così chi è molto abile con il coltello. Sorrido perché ormai sono lontano da quegli anni, da quel mondo, dal carcere e dalla guerra. Sorrido perché ho il mio impegno di scrivere per raccontare la vita che cambia attraverso mille storie. Qualche volta scrivo con la rabbia, altre addolcito dall'amore, qualche volta sono ipnotizzato dalla calma, un'altra agitato dal caos. Ma il risultato finale sono le parole che trasmettono a tante persone i miei sentimenti, ciò che vivo e i ricordi di quello che sono stato. ===2010=== {{Int|Da ''[https://ilmiolibro.kataweb.it/articolo/news/1065/nicolai-lilinla-guerra-di-un-cecchinocome-nessuno-ve-la-racconta/ Nicolai Lilin. La guerra di un cecchino come nessuno ve la racconta]''|Intervista di [[Fiammetta Cucurnia]], ''ilmiolibro.kataweb.it'', 23 aprile 2010.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]''}} Ho cambiato nomi, riferimenti ai battaglioni e ai luoghi, ma in quelle pagine c'è solo ciò che ho vissuto. Ho scritto quello che più mi ha colpito, concentrandolo nel racconto. E mi hanno colpito cose molto brutte. *Io, quando sono arrivato a un tot di vittime, mi sono fermato: non voglio più sapere quanti obiettivi colpiti ho sulla coscienza. Non voglio che questa cosa mi domini, e diventi un azzardo. Sapevo di essere un professionista, magari non geniale, comunque di buon livello. Ma non uccidevo per collezionare vittime. Volevo fare bene il mio lavoro. Proteggevo al meglio la vita mia e dei miei compagni. E ne avevo in cambio il loro rispetto. *Non stiamo parlando di sniper, quelli che in Bosnia colpivano i civili, nelle case, in città. Io non l'ho mai fatto. Non mi è nemmeno mai capitato: io andavo in prima linea e cercavo di eliminare il nemico che stava per ucciderci. *Per noi i nemici erano tutti arabi. Il che non significa che lo fossero davvero. Magari erano afgani, o cinesi, o del Baltico. O, forse, ceceni. C'era un reparto della marina che chiamava i nemici ''Teletubbies''. E lo scriveva perfino nei rapporti. Il fatto è che nella prima guerra, i ceceni si battevano per l'indipendenza. Nella seconda guerra le cose erano diverse. Caos. Nessuno pensava più al motivo per cui ci trovavamo lì. C'erano perfino formazioni militari composte da soli ceceni che combattevano dalla nostra parte, il famoso battaglione Est, usato contro il terrorismo. E poi, i mercenari. Di tutti i tipi, arabi, cinesi, somali, dall'Europa dell'Est. Quando c'è una guerra, questa gente, seguendo propri canali ormai rodati, si raduna. Alcuni, come gli afgani, erano ignoranti. Altri, erano superpreparati e superarmati, come gli arabi. Professionisti capaci, con formazione militare di stampo americano. Parlare con i prigionieri era proibito, ma qualche volta mi è capitato... *Il capitano Nosov veniva dall'Afghanistan, da troppi anni aveva conosciuto solo guerra. Io lo ringrazierò sempre, perché gli devo la vita. Ma non era più un civile. E tollerava come naturali tutte le violenze della guerra, anche quelle del nemico. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100609092737/http://www.nicolaililin.com/?p&#61201 La pace è una bugia che vogliamo sentirci dire]''|Intervista di Francesca Fradelloni, ''nicolaililin.com'', 10 maggio 2010.|h=4}} *[[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]] è un caso. La Russia non è mai andata contro corrente. È un Paese degradato, invivibile, antidemocratico. E la colpa non è di Putin. La responsabilità è di noi russi. Non siamo abituati a vivere liberi, siamo contenti se c'è chi decide per noi, non ci curiamo della corruzione dei potenti perché se potessimo faremmo lo stesso. I russi proteggono questa oligarchia organizzata. *Non sono un pacifista, non credo nella pace, non esiste. Se ti guardi intorno vedi solo conflitti e ingiustizie. Non parlatemi di pace, ho raccolto pezzi di ragazzi da terra, non parlate di pace al palestinese a cui hanno fatto saltare la casa con i suoi figli dentro o alla donna afgana. Dopo la seconda guerra siamo entrati a far parte di una battaglia continua e globale. La parola pace è uno straccio. *È criminale uno Stato che non è capace di difendere i cittadini. Siamo criminali noi cittadini quando sosteniamo un sistema che non tutela più i più deboli. {{Int|Da ''[https://storiedikatia.blogspot.com/2010/06/nicolai-lilin-una-scrittura-al-di-la.html Nicolai Lilin, al di là del bene e del male]''|Intervista di Katia Ippaso, ''storiedikatia.blogspot.com'', 4 giugno 2010.|h=4}} *Quando mio zio è andato in galera, sono andato a casa sua che era piena di libri. In realtà cercavo libri di storia, invece ho incontrato i romanzi di Bulgakov. In una notte ho letto Il maestro e Margherita... avevo dieci anni. Ecco, da allora ogni anno rileggo ritualmente tutte le opere di Bulgakov. Da quattro anni le rileggo in italiano. È un modo per conoscere le sfumature e il pensiero che c'è dietro la lingua italiana. Sono anche un appassionato di Dante Alighieri. Quando ho mal di testa, metto su un disco d'opera lirica (in genere il Don Giovanni o Il barbiere di Siviglia) poi smonto le armi e mi metto sulla poltrona a leggere Dante. *Io rispetto solo le persone oneste. Se poi queste persone sono etero, gay, donne, uomini, fascisti, comunisti, non importa. La cosa che conta è che abbiano rispetto di se stessi e degli altri. *Io non credo che esistano il bene e il male: sono stati inventati per spaventare la gente. Come esseri umani abbiamo tutti i sentimenti dentro di noi e scegliamo ogni volta la possibilità del bene e del male. Anche il nazista più efferato magari prima di compiere un'atrocità ha accarezzato un bambino o fatto l'amore. *Non avrei mai pensato di arrivare in Italia, anche perché nella mia fantasia l'Italia era un paese d'arte e bellezza, ed io che ero sporco e ignorante non avrei mai potuto viverci... Ci sono arrivato nel 2003, per raggiungere mia madre che, come tutte le madri russe (e come ogni madre meridionale) si era inventata una malattia solo per vedermi. A quel punto ho capito che questa sarebbe stata la mia terra. Ho costruito la mia casa mattone per mattone. Mi sono sposato. Ho fatto una figlia. Sono cittadino italiano. Se scoppia una guerra, andò a morire per questo paese. È l'unico posto in cui mi sento a casa. Credo che l'Italia e gli italiani mi abbiano dato quello che non mi aveva mai dato nessuno finora, nemmeno la mia famiglia. *Ho un editor che lavora sulla correzione grammaticale. Vede, io racconto le storie come se la raccontassi ad un mio caro amico. Le scrivo senza fermarmi, senza rispettare le strutture sintattiche e grammaticali (non ho mai frequentato non solo la scuola, ma neanche la scuola Holden, che fra l'altro continua a snobbarmi). Quando ho finito di scrivere la storia che ho in mente, non rileggo neanche una pagina e spedisco tutto in casa editrice. *Io vivo una vita abbastanza tranquilla rispetto a molte altre, ma ho il sostegno dell'esercito e dei carabinieri. Giro con la mia pistola . E a casa ho delle armi. Ma non è vero, come hanno scritto, che dormo con la pistola. Io dormo con mia figlia. Preferisco comunque non approfondire la questione. *{{NDR|«Scatenando un certo clamore (silenzioso), lei è andato di recente a fare una visita a Casa Pound. Che impressione ne ha ricavato?»}} Sono stato molto criticato per questo mio gesto, sia dal mio editore che da mia moglie... Io cerco sempre di capire l'altro. Mi considero apolitico (semplicemente perché in quanto scrittore non reputo di dovermi occupare di politica), ma naturalmente ho le mie idee sull'Italia e la politica. Non riesco a capire perché qualcuno mi abbia dato del fascista. Sono andato dieci volte in centri sociali, nove volte erano centri sociali di sinistra e nessuno ha detto niente. L'ultima volta sono andato a Casa Pound e la cosa è stata giudicata scandalosa... Ho ascoltato i loro discorsi e mi è sembrato che esprimessero bisogni simili a quelli di tanti ragazzi di sinistra. {{Int|Da ''[https://www.dn.pt/arquivo/diario-de-noticias/o-adeus-as-armas-de-nicolai-lilin-escritor.html O adeus às armas de Nicolai Lilin escritor]''|Intervista di ''dn.pt'', 22 giugno 2010.|h=4}} *Non mi piace che la gente sia troppo gentile, non ci credo. :''Não gosto de demasiada bondade nas pessoas, não acredito nisso.'' *La storia di mio nonno e di questi uomini e donne espulsi dalla loro terra non è una storia finita, è una lezione di vita che mi accompagna. Il passato non è qualcosa da buttare via, è lì che troviamo l'essenza di ciò che siamo oggi. :''A história do meu avô e destes homens e mulheres expulsos da sua terra não é uma história acabada, é uma lição de vida, que permanece em mim. O passado não é uma coisa para deitar fora, é lá que vamos buscar o essencial do que somos hoje.'' *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (romanzo)|Educazione siberiana]]''}} È la mia storia, non ho inventato niente, non so inventare. Il mio libro ha avuto successo, ma questo non fa di me uno scrittore. :''É a minha história, não inventei nada, não sei inventar. O meu livro teve sucesso, mas isso não faz de mim um escritor.'' {{Int|Da ''[https://www.publico.pt/2010/06/23/culturaipsilon/noticia/o-sobrevivente-da-gomorra-siberiana-259651 O sobrevivente da Gomorra siberiana]''|Intervista di Raquel Ribeiro, ''publico.pt'', 23 giugno 2010.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (romanzo)|Educazione siberiana]]''}} È un romanzo basato su eventi reali, sulle mie esperienze personali e su quelle degli amici. Né è un libro di attualità o sulla mafia. Non denuncio nulla, uso semplicemente i miei ricordi per raccontare agli amici, in modo ironico o persino molto violento, com'è stato crescere in questa situazione. :''É um romance baseado em factos reais, nas minhas experiências pessoais e nas experiências de amigos. Também não é um livro sobre a actualidade, ou sobre a máfia. Não denuncio nada, apenas uso as minhas memórias para contar aos meus amigos, de maneira irónica ou até mesmo muito violenta, como foi crescer nesta situação.'' *Gli Urca non rispettano il denaro né i potenti; combattono solo per la libertà. Sono estremamente violenti. La violenza è nel loro sangue. Provenivano da una comunità di cacciatori in Siberia e per loro uccidere una persona è come fumare una sigaretta. Ma non ucciderebbero mai qualcuno senza una vera ragione. Lo capisco quando parlo con loro. Questi codici morali erano molto importanti perché riflettevano i loro valori: rispettavano solo le persone, non i potenti; rispettavano solo la libertà. Non commettevano mai un crimine contro una singola persona, ma contro lo Stato. E non diranno mai di commettere crimini, ma di essere resistenza politica. Queste persone cercavano di sopravvivere lottando contro il comunismo, commettendo crimini contro il sistema. Rapinando banche, ad esempio, perché nell'Unione Sovietica le banche erano di proprietà dello Stato. :''Os Urcas não respeitam o dinheiro nem os poderosos, lutam apenas pela liberdade. São de uma violência extrema. A violência têm-na no sangue. Vinham de uma comunidade de caçadores da Sibéria e, para eles, matar uma pessoa é como fumar um cigarro. Mas nunca matariam alguém sem que tivessem um verdadeiro motivo. Percebo-o quando falo com eles. Estes códigos morais eram muito importantes porque reflectem os seus valores: respeitam apenas as pessoas, não os poderosos, respeitam apenas a liberdade. Nunca cometem um crime contra uma pessoa só, mas contra o Estado. E nunca dirão que cometem crimes, mas que fazem resistência política. Estas pessoas tentavam sobreviver lutando contra o comunismo, cometendo crimes contra o sistema. Roubando bancos, por exemplo, porque na União Soviética os bancos eram propriedade do Estado.'' *Il sogno americano ha distrutto tutto. E, in fondo, è una bugia: non è possibile costruire il sogno americano in Russia. La gente dice: il capitalismo sta finalmente arrivando. Ma non è vero, perché non viviamo in un sistema democratico, il capitalismo ha bisogno di una base democratica per essere equo. Qui non c'è capitalismo, c'è un nuovo feudalesimo, come volete chiamarlo. È un feudalesimo con nuove tecnologie. :''O sonho americano destruiu tudo. E, no fundo, é uma mentira: não é possível construir o sonho americano na Rússia. As pessoas dizem: finalmente vem o capitalismo. Mas não é verdade, porque não vivemos num sistema democrático, o capitalismo precisa de uma base democrática para ser justo. Aqui não há capitalismo, há um novo feudalismo, como lhe quiser chamar. É um feudalismo com novas tecnologias.'' *{{NDR|Sulla [[guerra di Transnistria]]}} Mi resi conto subito che nel mio Paese la guerra era stata organizzata per creare opportunità per le forze russe di entrare e controllare il Paese, perché non volevano perdere il controllo del territorio. I veri nemici non erano i moldavi, ma i russi, perché avevano organizzato questa guerra e avevano preso il controllo del territorio. :''Rapidamente percebi que, no meu país, a guerra era organizada para criar possibilidades de as forças russas entrarem e controlarem o país, porque não queriam perder o controlo do território. Os verdadeiros inimigos não eram os moldavos, mas os russos porque eles organizaram esta guerra e vieram controlar a terra.'' *Non ho mai partecipato ai crimini, né ho fatto parte di una società criminale. :''Nunca participei nos crimes, nem pertenci a uma sociedade criminal.'' {{Int|Da ''[https://ilnichilista.wordpress.com/2010/08/08/lilin-il-vero-nemico-siamo-noi-stessi/ Lilin: "Il vero nemico siamo noi stessi"]''|Intervista di Fabio Chiusi, ''ilnichilista.wordpress.com'', 8 agosto 2010.|h=4}} *In qualche modo ho sconfitto l'odio ideologico contro tutta la comunità islamica che veniva imposta dall'esercito. È così che ho capito che da parte islamica non c'era alcuna ideologia: quelli con cui abbiamo combattuto erano tutti mercenari. Al punto di barattare la possibilità di uscire dalle montagne in cui erano asserragliati in cambio di loro stessi camerati. Per me tradire un camerata russo con cui ho fatto spalla a spalla anni di guerra equivale al suicidio. Per loro invece era normale, perché credevano solo nel denaro. *Io portavo l'uniforme militare anche dopo il congedo per distinguermi dai tanti giovani che volevano vivere il sogno americano, consumare a ogni costo, senza rendersi conto che non significa nulla. Per me portare vestiti civili era sporcarmi il corpo. *Nosov, come mio nonno durante l'infanzia, rimane ancora oggi un riferimento importantissimo, anche se è caduto: era un militare di grandissimo valore, grazie al quale siamo sopravvissuti noi stupidi ragazzi di 18 anni. Per noi rappresentava una saggezza totale. E poi ci ha trasmesso uno spirito di cameratismo unico, indispensabile. [...] Nosov era nostro padre, la nostra famiglia. Lui stesso rifiutava la sua famiglia. *Il carcere, forse perché avevo 12 anni o perché ero ben protetto, l'ho accettato come parte del gioco. Quindi non l'ho patito tanto, anche perché non ho subito abusi. Quello che mi ha spaventato è stato scoprire quanto violento, stupido e brutale può essere un uomo, soprattutto con se stesso – perché per me un adulto che violenta un ragazzino fa innanzitutto un crimine contro la sua stessa anima, si cancella dagli occhi di Dio per sempre. *La guerra per me è stato il primo confronto con la vita reale. È lì che ho iniziato a interessarmi di politica. Prima mi limitavo a fidarmi di mio nonno: «Chi fa politica è maledetto da Dio». Quando poi l'esperienza è finita è stato difficile tornare al punto di partenza, perché ormai ero un'altra persona, vedevo il mondo con occhi diversi. *{{NDR|«Hai ricevuto anche minacce di morte?»}} Sì, ma ricevo anche un grande sostegno dei servizi di sicurezza italiani. E poi non riusciranno a impaurirmi, perché per me è un discorso di dignità, aprire gli occhi ai miei concittadini italiani su ciò che accade nei paesi dell'Est e sulla minaccia che da lì potrebbe provenire per l'Italia. Bisogna essere pronti anche moralmente di fronte a queste situazioni, imparare a non sottovalutarle. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/12/la-guerra-infinita-di-nicolai-lilin.fi_006la.html La guerra infinita di Nicolai Lilin]''|Intervista di Fulvio Paloscia, ''La Repubblica'', 12 agosto 2010.|h=4}} *In guerra mi facevano più impressione i vivi dei morti. [...] La guerra ti fa accettare tutto, si pensa solo a non pensare, a far sopravvivere il corpo senza valutare cosa accadrà domani. La società in cui vivo si comporta nello stesso modo, senza l'attenuante del conflitto. Mi sembrano zombie. Allora meglio morti del tutto, che morti viventi. *Io non vivo la pace, non so cosa sia. Sono sempre in guerra, dietro ogni cosa che mi circonda vedo il tentativo di gente disonesta che vuole sfruttare e sottomettere il prossimo *L'eroismo è un gesto normalissimo che, nella società di oggi, diventa rivendicazione estrema dell'esistere. Sono eroi i lavoratori che cercano di sfamare le loro famiglie senza tutele del governo, il napoletano che non cade negli artigli della camorra ma sceglie la fatica dell'onestà. La donna che cresce un figlio da sola. *Uno stato, la politica non possono imporre una morale. La morale comune non è un sistema stabilito dai potenti, ma nasce dal contributo dato da ogni singolo uomo. Per questo non esiste più. *Il pentimento c'è se uccido una persona investendola con l'auto perché sono ubriaco, i miei genitori mi coprono e io mi sento in colpa. Da cecchino, dovevo assolvere ai miei compiti. Liquidare terroristi internazionali, i mercenari. Era la morte dei civili ad addolorarmi. Ma io non ho mai colpito civili. *Ho paura della pace che oggi abbiamo a condizioni più pesanti della guerra. Sarebbe tutto più facile se ci ammazzassimo tra di noi e ricominciassimo da zero. La nostra pace ci costa molta più vita e risorse di qualsiasi guerra che sia mai stata fatta. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/07/quella-verita-dietro-la-guerra-che-non.html Quella verità dietro la guerra che non si riesce a comprendere]''|''La Repubblica'', 12 agosto 2010.|h=4}} *Trattando il tema della guerra di solito siamo abituati a difendere una delle parti partecipanti. [...] Questa forma di visione della guerra ci porta lontano dalla realtà, ci rende deboli davanti ai numerosi tentativi di strumentalizzazione e ci lascia senza un approccio vero e cosciente con il resto del mondo, con la storia. *Mi ricordo, fin dai tempi dell'Unione Sovietica, la macchina della propaganda comunista, i libri di storia, i film che raccontavano le eroiche imprese dell'Armata Rossa sui fronti della Seconda Guerra Mondiale, lo spirito d'acciaio e la convinzione di essere dalla parte giusta, che apparteneva alla maggior parte dei cittadini lobotomizzati e il confronto con i racconti di mio nonno Nicolai, che la guerra l'aveva fatta a piedi da Stalingrado fino a Berlino, racconti strappati nei momenti di riflessione, condivisi per la necessità di liberare qualche fantasma del passato, pieni di contraddizioni e drammaticità, ma anche di semplici e pure osservazioni di un uomo che aveva vissuto oltre la follia e non aveva più nessun interesse ideologico. Nei racconti di mio nonno i nazisti non apparivano come demoni arrivati dall'inferno, ma come semplici uomini, soldati costretti a combattere per i potenti del loro paese, con i quali spesso si poteva anche fare uno scambio di cibo, e verso i quali si provava un senso di pena, anche se erano dalla parte del nemico. *Quando la guerra in Cecenia era finita, non sono mancate le solite speculazioni e strumentalizzazioni cresciute attorno a quell'evento triste e drammatico, distruggendo le società coinvolte nel conflitto come il cancro che distrugge una vita. Si parlava molto sulle questioni fasulle, inventate per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai veri problemi. Ho visto eroi inventati al momento e i loro avversari, altrettanto frutto di fantasie, mandare avanti un teatrino geopolitico conveniente per molti potenti della situazione. Pochi si sono interessati alla verità, perché non era cosi bella e comoda, non era facile da digerire, non portava profitti. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100906092215/http://www.lemonde.fr/idees/article/2010/09/03/nicolai-lilin-les-russes-ont-un-probleme-avec-la-liberte_1406335_3232.html Nicolaï Lilin : "Les Russes ont un problème avec la liberté"]''|Intervista di Josyane Savigneau, ''Lemonde.fr'', 3 settembre 2010.|h=4}} *{{NDR|«Chi sono gli urca?»}}<br />Non lo so esattamente. Mio nonno mi ha detto che era una nazione, sono nato in Transnistria. Sono cresciuto tra queste persone che furono esiliate durante il periodo stalinista, dalla Siberia alla Transnistria. Ho provato a ricreare tutto questo, ma non so se è tutto vero, perché non sono riuscito a trovare un archivio. "Urca" è quasi un insulto oggi in Russia, significa subito criminale comune, di bassa classe. :''{{NDR|«Qui sont les Urkas ?»}}''<br />''Je ne le sais pas exactement. Mon grand-père me disait que c'était une nation, je suis né en Transnistrie. J'ai grandi parmi ces gens qui ont été exilés pendant la période stalinienne, de Sibérie en Transnistrie. J'ai essayé de recréer tout cela, mais je ne sais pas si tout est vrai, car je n'ai pas trouvé d'archives. "Urkas" est presque une insulte aujourd'hui en Russie, cela signifie immédiatement criminel de droit commun, de bas étage.'' *{{NDR|«Perché hai scritto in italiano, rifiutando la tua lingua madre?»}}<br />[...] ho deciso di scrivere in italiano, perché amo l'Italia, la sua cultura, da ora in poi è il mio Paese. Non credo che avrei potuto spiegare certe cose in russo. In italiano mi sento più libero. Ed è la lingua in cui sogno, quindi sono italiano. :''{{NDR|«Pourquoi avoir écrit en italien ? Par refus de votre langue maternelle ?»}}''<br />[...]''j'ai décidé d'écrire en italien, parce que j'aime l'Italie, sa culture, c'est mon pays désormais. Je crois que je n'aurais pas pu expliquer certaines choses en russe. En italien, je me sens plus libre. Et c'est la langue dans laquelle je rêve, donc je suis italien.'' *Le persone di cui parlo erano anche combattenti della resistenza politica, a loro non piaceva il comunismo e ne hanno pagato il prezzo. Mio nonno è stato ucciso da un agente del KGB, anche uno dei miei zii. Certamente erano delinquenti. Ad esempio, hanno rapinato una banca. Ma mai crimini contro le persone. :''Les gens dont je parle étaient aussi des résistants politiques, ils n'aimaient pas le communisme et ils en ont payé le prix. Mon grand-père a été tué par un agent du KGB, un de mes oncles aussi. Certes, ils ont été délinquants. Par exemple, ils ont braqué une banque. Mais jamais des crimes contre des personnes.'' *Sono stato condannato una volta, a 12 anni, a un anno e mezzo di prigione, ma ci sono rimasto solo nove mesi. Era un centro per minori dai 12 ai 17 anni. Sì, è stato difficile. Ma questa è un'altra cosa banale. A quel tempo, in Transnistria, tutti andavano in prigione. :''J'ai été condamné une fois, à 12 ans, à un an et demi de prison, mais je ne suis resté que neuf mois. C'était un centre pour mineurs âgé de 12 à 17 ans. Oui, c'était dur. Mais voilà encore une chose banale. A cette époque, en Transnistrie, tout le monde allait en prison.'' *Non parlo delle ragazze {{NDR|in ''Educazione siberiana''}} ma non parlo nemmeno della scuola. Ciò non significa che non esistesse, ma non era il mio argomento. E ho scritto ciò che mi è rimasto nella memoria. Non c'erano ragazze, litigavamo tra di noi e pensavamo che se ci fossero state ragazze sarebbe stato ancora peggio, avrebbero seminato discordia. :''Je ne parle pas des filles mais je ne parle pas non plus de l'école. Cela ne signifie pas que tout cela n'existait pas, mais ce n'était pas mon sujet. Et j'ai écrit ce qui était resté dans ma mémoire. Il n'y avait pas de filles, on se battait entre nous et on pensait que s'il y avait des filles, ce serait encore pire, elles sèmeraient la zizanie.'' *{{NDR|«Come vedi la Russia oggi?»}}<br />Come un grande paese. Tuttavia, non credo che il problema principale della Russia fosse il comunismo. Il problema della Russia è la mentalità delle persone, è la Russia stessa. La Russia è sempre stata un Paese problematico, difficile da governare, qualunque sia il governo. La corruzione c'è sempre stata. I russi sono molto egoisti.<br />Anche oggi ci sono schiavi in ​​questo paese. I russi hanno, nella loro mente, un problema con la libertà. La società post-comunista produce gente ricca, come si vede qui in Francia, ma è una percentuale minima. E alcuni sono criminali. Gli uomini d'affari, gli oligarchi, sono una vera preoccupazione in questa nuova società. :''{{NDR|«Comment voyez-vous la Russie aujourd'hui ?»}}''<br />''Comme un grand pays. Toutefois, je ne crois pas que le grand problème de la Russie ait été le communisme. Le problème de la Russie c'est la mentalité des gens, c'est la Russie. La Russie a toujours été un pays à problèmes, difficile à gouverner. Quel que soit le gouvernement. La corruption a toujours été là. Les Russes sont très égoïstes.<br />Encore aujourd'hui, il y a des esclaves dans ce pays. Les Russes ont, dans leur tête, un problème avec la liberté. La société postcommuniste produit des riches, que vous voyez ici, en France, mais c'est un pourcentage minime. Et certains sont des criminels. Les hommes d'affaires, les oligarques, sont un réel souci dans cette nouvelle société.'' {{Int|Da ''[https://www.milanonera.com/interviste-nicolai-lilin/ Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Francesca Colletti, ''Milanonera.com'', 20 settembre 2010.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]''}} Volevo raccontare come ci si sente a vivere una guerra, a fare la guerra, a subirla, a studiarla, a goderla, insomma a provare tutte le emozioni che ogni essere umano prova stando nel bel mezzo di un conflitto armato. Ero molto deluso da come nel nostro mondo viene presentata e raccontata la guerra; a volte attraverso il velo di ideologie, interessi, strumentalizzazioni, e alla fine viene vista dalla gente sempre come qualcosa di grottesco, al di fuori della società umana, un evento che molti credono essere creato e mandato avanti da qualche forza estranea a noi, lontana dalla visione abitudinaria dell'etica e della morale. Invece bisogna capire che la guerra è necessariamente organizzata e fatta da uomini in carne e ossa, umani come tutti gli altri. *Non sono mai stato sulla scena del [[Prima guerra cecena|primo conflitto Ceceno]], ma è stato un conflitto molto contraddittorio, studiato a tavolino da imprenditori, oligarchi e politici corrotti e pieno di intrighi, corruzioni, interessi economici che andavano al di là di quelli politici, territoriali, religiosi o nazionali. Molti militari che ho conosciuto, che avevano partecipato al primo conflitto, lo chiamavano "il teatrino". *{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} Il secondo conflitto è stato un fulmine senza pietà scaricato sul terrorismo islamico internazionale. Siamo entrati ufficialmente in guerra alla fine di agosto nel territorio occupato dalle formazioni terroristiche e l'abbiamo preso sotto controllo totale a dicembre, liberando una difficile regione che si estende tra le montagne del Caucaso. A quel punto gli scontri diretti sono finiti e il nostro lavoro era limitato ad operazioni preventive e di routine di mantenimento dell'ordine e legalità della Federazione Russa sul territorio. *[[Anna Stepanovna Politkovskaja|Politkovskaya]], pace all'anima sua, era una brava giornalista, ma tendeva ad imputare troppe colpe alle persone che non meritano di portare tutto il peso della guerra sulle loro spalle. *I militari sono esseri umani che fanno il loro duro e ingrato lavoro, vivendo situazioni estreme, nelle quali spesso il cervello umano cede, e a quel punto chiunque, anche il più devoto moralista e pacifista, diventa capace di compiere le atrocità più incomprensibili che esistano. *In guerra, nelle situazioni estreme, l'animo umano passa attraverso una sorta di purificazione, impara ad essere vero e semplice, per questo noi veterani abbiamo problemi a convivere con il mondo per il quale abbiamo sacrificato i nostri anni migliori, le nostre forze e molti di noi anche le proprie vite. *Trovo che sarebbe più onesto se gli umani di oggi facessero finta che la guerra non esistesse, la ignorassero completamente, continuando tranquillamente a divertirsi, a godere dei diritti, a studiare e a lavorare, anziché partecipare alle manifestazioni inutili a sostegno della cosiddetta "pace" – termine che ha perso senso oggi, nella situazione attuale in cui si trova il mondo. *Io ho partecipato all'operazione antiterroristica e perciò combattevo contro i terroristi islamici. Per me una persona nel momento esatto in cui diventa terrorista perde ogni possibilità di essere trattato come un essere umano, non ha appartenenze razziali o religiose, lui è un nemico pericoloso e deve essere liquidato fisicamente il più presto possibile. Mio nonno, che ha fatto la seconda guerra mondiale ed era un cacciatore siberiano con una grande esperienza, una volta parlando con me del fatto di uccidere, ha detto: "Se ti capita di uccidere un essere umano, fai attenzione a non diventare dipendente, perché la caccia all'uomo è tra le più belle che esistano". *Non lo nego, ho lavorato nelle agenzie di sicurezza privata per qualche anno, perché a diciotto anni ho imparato fare il mestiere di soldato e non avevo tante alternative nel mondo civile, che una volta tornato dalla guerra mi ha chiuso in faccia tutte le porte. Spesso il lavoro di contractor viene molto malvisto nella società pacifica, per me sono persone che fanno un impegno utile e legale, non mi sento di parlarne male. *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Sì, ho partecipato alla scrittura della sceneggiatura, ma non l'abbiamo ancora finita. Io sono molto tranquillo per il destino del mio film, perché è nelle mani di Gabriele Salvatores e della casa produttrice Cattleya, persone sensibili e cari amici, con i quali abbiamo stabilito un bel modo di lavorare. Credo che sarà un bel film, fedele alla storia originale. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/20/inizio-di-un-periodo-caldo.html È l'inizio di un periodo caldo, il Paese è pronto ad esplodere]''|Intervista di Pietro Del Re, ''La Repubblica'', 20 ottobre 2010.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[attentato al parlamento ceceno del 2010]]}} Non so se quanto accaduto a Grozny sia un vile atto di terrorismo o piuttosto una valorosa operazione della resistenza antirussa [...]. Ma di una cosa sono certo: l'attacco al Parlamento è la prova della disperazione dei ceceni e l'inizio di una nuova fase di caos. *{{NDR|Sulla [[Cecenia]]}} Diciamo che la sfortuna di quella terra è il suo valore geopolitico, quindi economico e strategico, sia per il passaggio degli oleodotti sia perché rappresenta un punto di frattura tra Islam e mondo cristiano. La Cecenia è perciò ambita da tutte le nazioni potenti che la circondano. In primo luogo, dalla Russia. *[...] da generazioni i ceceni nascono in guerra, ricevono un'educazione di guerra e muoiono in guerra. Ciò ha reso quel popolo disabituato al vivere civile e democratico. Oggi, come già otto secoli fa, i ceceni sono governati con metodi disumani, con la guerra e con il terrore. *Chi crede che [[Ramzan Kadyrov|Kadyrov]] abbia raggiunto la pace si sbaglia. I ceceni sono stanchi di essere oppressi dai russi tramite quel fantoccio. Pochi mesi fa, una decina persone imbottite di esplosivo s'è fatta saltare in aria nella casa natale di Kadyrov, per manifestare l'odio contro di lui. Quello che sta accadendo adesso mi ricorda una fase di pre-conflitto. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/21/favoreuna-legge-necessaria.html A favore/Una legge è necessaria]''|''La Repubblica'', 21 ottobre 2010.|h=4}} *{{NDR|Sul [[negazionismo dell'Olocausto]]}} Negare l'esistenza dell'Olocausto è un crimine, così come lo è stato lo stesso sterminio. Chi cerca di nascondere la storia delle vite umane perse nelle barbarie dei regimi totalitari, non fa nient'altro che uccidere per la seconda volta. Non possiamo permettere queste offese contro la storia, contro la memoria, contro la dignità delle persone morte, persone che non potranno mai rispondere, usate come monete di scambio gettate con disprezzo sul bancone della politica. *Con grande tristezza ricordo come in Unione Sovietica si taceva sui crimini che accadevano nei Gulag, dove i boia del comunismo totalitario, proprio come i loro rivali nazisti, eliminavano un'intera classe sociale, politica, culturale ed intellettuale, semplicemente perché non abbracciava le idee del partito. La negazione di ogni crimine contro la libertà di ogni essere umano è nient'altro che la morte della democrazia, l'uccisione del pensiero libero, della cultura. *Negando la Shoah diamo la possibilità a futuri tiranni, speculatori della politica e della propaganda, di avere potere sulla nostra libertà e di privare della speranza del domani le generazioni future. Oggi noi dobbiamo essere forti e decisi, dobbiamo fermare chi impugna le armi dell'infamia e dell'inganno e sostenere la legge contro il negazionismo. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20110821165808/http://www.nicolaililin.com/?p&#61465 Se vuoi la pace comprendi la guerra]''|Intervista di Marco Crosetto per Wu Magazine, ''nicolaililin.com'', novembre 2010.|h=4}} *Mio nonno mi raccontava una storia secondo cui i lupi siberiani a volte cadevano in momenti di pazzia collettiva. Per assenza di cibo o per ingrandimento eccessivo del branco, gli animali cominciavano a uccidere i propri genitori e fratelli. A quel punto arrivava un lupo dagli occhi verdi che, guardando il branco, riusciva a far tornare la ragione. Credo che anche tra gli uomini succeda la stessa cosa, e [[Roberto Saviano|Roberto]] è come il lupo della favola di mio nonno. Ti aiuta a non impazzire, per ragionare sulla direzione giusta della vita. Io rispetto il suo impegno. Però tra me e Saviano esiste una grande differenza: lui denuncia l'attualità, io invece scrivo romanzi basati sulle mie memorie personali. *In Cecenia, mi capitava spesso di dividere l'ultimo pacchetto di razione con i civili in fuga. Per noi era normale. *Non ho commesso atti criminali, non ho ucciso nessuno per capriccio o per interesse personale. Ero un cecchino di un'unità operativa e le azioni che intraprendevo non erano riconducibili alla semplice voglia di sopravvivere. Noi contribuivamo alla protezione della società dal terrorismo islamico. Ti sbagli se pensi che per due anni tra montagne e città occupate da mercenari e terroristi agivamo spinti solo dalla voglia di sopravvivere. Ognuno di noi credeva in quello che faceva. Non è stato semplice, perché sapevamo che la guerra era sporca e piena di contrarietà, che c'erano in ballo interessi economici e comandanti corrotti. Ma allo stesso tempo sapevamo che dietro tutto c'era una società pacifica fatta di persone. *Accusare me e i miei libri di assenza di verità, per il solo fatto che si tratta di romanzi, è assolutamente inutile. Ho scritto una storia usando come base narrativa le mie esperienze, e trovo che sia molto maleducato chiedermi di precisare cosa c'è di vero e cosa no. *[...] molti russi, ucraini, moldavi, rumeni e persone dell'est mi sostengono e mi ringraziano per aver scritto storie che, nei paesi dell'ex bocci sovietico, solitamente non si raccontano. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/11/09/giornalisti-massacrati-nel-silenzio-della-russia.html I giornalisti massacrati nel silenzio della Russia - Il regime colpisce i giornalisti ma i russi guardano altrove]''|''La Repubblica'', 9 novembre 2010.|h=4}} *{{NDR|Su [[Oleg Kašin]]}} A Mosca un altro giornalista è caduto vittima del potere politico corrotto e repressivo, a causa della sua devozione per la giustizia e libertà, per le sue idee moderate e democratiche. Altro sangue, altra rabbia, un'altra giovane vita frantumata, consumata dall'ignoranza e dalla mancanza del coraggio dell'opinione pubblica russa, che purtroppo con sempre maggiore evidenza si trasforma nella folla obbediente ed esaltata davanti agli spettacoli offerti in abbondanza dall'attuale regime politico corrotto e repressivo, che mette in evidenza sempre di più la sua terribile matrice dittatoriale, formata nei tempi della tirannia sovietica. Manca solo che riprendano le esecuzioni sulle piazze, così amate dai cittadini nei tempi passati. *Quando mi è giunta la notizia dell'aggressione che Oleg Kashin ha ha subìto sotto casa, della brutalità e cattiveria con cui è stato assalito, mi sono sentito un'altra volta indignato, offeso, umiliato. Proprio così come mi ero sentito quando, quasi dieci anni fa, nella sua redazione a Mosca è saltato in aria, colpito da un pacco-bomba, il giovane giornalista Dimitri Holodov, che stava conducendo un'inchiesta sulla corruzione del governo. O come quando è stata assassinata nell'ascensore di casa sua Anna Politkovskaja, per le sue indagini che riguardavano la corruzione nell'esercito russo e gli abusi sui civili nell'operazione antiterroristica in Cecenia. *Questa triste e terribile lista di morti nel nome della verità e libertà della parola può continuare ancora a lungo, perché sono molti i casi di giornalisti assassinati, minacciati, perseguitati dal regime condotto dai personaggi che risalgono ai vertici dei servizi segreti dei tempi dell'Urss. In questo delirio di prepotenza e ingiustizia operata dalla politica e dall'amministrazione, che somigliano sempre più ad un'associazione a delinquere, senza onore né regole comportamentali, quello che colpisce di più è la completa assenza della voce del popolo russo, la mancanza di sostegno dell'opinione pubblica per chi ogni giorno affronta il pericolo e rischia la vita per il diritto del popolo di essere informato. ===2011=== {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/01/25/dinamica-strana-dubbi-sulla-pista-caucasica.html Dinamica strana, dubbi sulla pista caucasica]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''La Repubblica'', 25 gennaio 2011.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[attentato terroristico all'aeroporto Domodedovo del 2011]]}} I ceceni hanno gran dimestichezza con gli esplosivi. Quando preparano un ordigno, usano cariche potenti per provocare il più alto numero di vittime possibile. Solo così possono scuotere l'opinione pubblica. È successo a Beslan come al teatro Dubrovka. Non è accaduto invece né a marzo, quando non è stata neppure danneggiata la struttura della metro, né stavolta. Anche se è brutto dirlo visto che ci sono stati comunque oltre 30 morti. *{{NDR|«Se non il terrorismo ceceno, chi ci sarebbe dietro a questi attentati?»}} Terzi che vogliono provocare instabilità in Russia magari fomentando gli stessi esponenti del mondo islamico. [...] Potrebbe trattarsi ad esempio di esponenti dell'oligarchia russa che si trovano all'estero. Terminato il servizio militare, ho lavorato come guardia di sicurezza privata per un oligarca all'opposizione che non faceva mistero di avere rapporti con i terroristi ceceni. *{{NDR|Su Vladimir Putin}} È [...] possibile che dietro agli attentati ci sia lui o persone vicine a lui. {{NDR|«Che interesse avrebbe?»}} Dimostrare all'opinione pubblica che Medvedev è incapace di garantire la sicurezza per ripresentarsi come l'uomo forte. {{Int|Da ''[https://artslife.com/2011/03/01/intervista-a-nicolai-lilin/ Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Dejanira Bada, ''Artslife.com'', 1 marzo 2011.|h=4}} *Sono nato in un paese molto degradato. Quando ero piccolo non avevamo neanche il bagno in casa e dovevamo andare fuori anche a -20. Le persone da noi apprezzavano cose come il gas e la luce, quello era il lusso. Ma non perché la comunità fosse povera, era una decisione degli anziani che influenzava la nostra vita. I nostri vecchi vivevano in un modo scettico, e la povertà veniva portata come una bandiera, una cosa di cui andare fieri. Per esempio ricordo un episodio in cui, a casa della mia famiglia, irruppe la polizia. Iniziarono a rompere tutto e ad un certo punto, spaccando il muro, trovarono dei lingotti d'oro da mezzo chilo, ed erano talmente tanti che mia madre si mise a piangere incredula, perché nostro papà li aveva messi lì dentro senza dire niente. Probabilmente aveva svaligiato un furgone, ma queste cose non si raccontavano in casa. Insomma, potevamo permetterci di stare meglio ma era una scelta apparire così, una sorta di onestà. *Da piccolo passavo tanto tempo con un anziano, un vecchio medico molto educato che è stato in carcere trent'anni durante la dittatura di Stalin soltanto per aver nascosto una famiglia ebrea. Lui mi ha insegnato ad ascoltare l'opera, a leggere poesie e romanzi, ad ascoltare la [[lingua italiana]]. Lui leggeva la Divina Commedia in lingua originale e grazie a lui l'Italia mi è entrata nel cuore, perché l'ho sempre vista come culla della cultura internazionale. *Sono nato in un posto dove c'erano tantissime persone tatuate, ma da piccolo non capivo questa importanza, anche perché la tradizione del tatuaggio siberiano esclude la parola, è una cosa che esiste ma non si spiega il perché e che cosa voglia dire. Da piccolo andavo a sbattere contro mio padre, mio nonno, i miei zii che erano tutti tatuati, ma se chiedevi spiegazioni prendevi le sberle, perché per loro era un'offesa chiedere. Poi ho tentato di entrare in questo mondo chiedendo spiegazioni ai vecchi ai quali facevo piccoli favori. Pensa che ad oggi, quando torno al mio paese, vengo deriso, perché sono tatuato e perché è tutto cambiato. Per loro, oramai, sono un pagliaccio, uno stupido che vive in occidente ma che fa finta di essere ancora legato al passato dei nostri vecchi, coloro che, secondo i giovani d'oggi, ci hanno fatto vivere e vedere la povertà come valore. Insomma, sta arrivando la globalizzazione anche da noi ed è una cosa brutta. Io da piccolo invece ho iniziato a studiare questa tradizione dei tatuaggi ed ho capito che era una cosa molto importante. *A me la politica non interessa, davvero, però non posso sopportare le persone che diventano cattive e che vogliono il potere a tutti i costi, perché solo Dio ha il potere del mondo, un Dio che ognuno può interpretare come vuole, invece noi umani dobbiamo stare al nostro posto, non rompere le palle agli altri e controllare bene quello che abbiamo sotto i piedi. Questa più o meno è la mia idea politica o esistenziale. *Da dove vengo io questo mi hanno insegnato, rimanere sempre degno di me stesso e coerente. Si può anche cambiare idea, magari perché ci si è informati meglio, allora si può cambiare opinione. Anche ammettere i propri sbagli è una questione di dignità. Molte persone invece la dignità non ce l'hanno, oppure è stata levata loro dal consumismo e sostituita con telefoni, auto, cellulari, con beni che li portano a considerare la cosa più importante non tanto la propria vita, quanto la possibilità di consumare all'interno della propria vita. La gente non teme di morire, ma di non poter andare più al cinema! *Una volta mi hanno sparato dritto al cuore – ho ancora una cicatrice orribile anche se avevo il giubbotto antiproiettile – con un fucile AK-47. Mi è andata bene perché il ragazzo che mi ha sparato aveva finito le cartucce, se mi avesse scaricato addosso il caricatore non sarei qui ora. Lì ho visto la fine, sicuro che sarei morto, i miei ultimi pensieri prima di svenire sono stati: "Ok è andata, è finita, pazienza" e mi sono steso contro il muro. Poi però mi sono risvegliato e una volta sveglio mi sono sentito davvero rinato, è stato come nascere per la seconda volta. *Un'altra volta invece, sempre durante la guerra in Cecenia, ci hanno colpito con un lanciagranate ed hanno fatto rovesciare il convoglio in cui mi trovavo. In quel momento stavo dormendo e il colpo è stato talmente violento che due dei nostri autisti sono subito morti. Io invece sono solo diventato sordo dall'orecchio sinistro. Ricordo che quando c'è stata l'esplosione ero in uno stato di dormiveglia in cui ho pensato di nuovo: "Ok, stavolta è finita davvero" e invece no, sono svenuto e sono rinato di nuovo! {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20110806033111/http://www.nicolaililin.com:80/?p&#61772 A Grozny io ho combattuto, c'è ancora dolore nell'anima]''|''Nicolaililin.com'', 30 marzo 2011.|h=4}} *La prima volta che entrai nella città di Grozny era il settembre del 1999. [...] Io a quel tempo ero all'inizio del secondo anno del mio servizio militare obbligatorio che svolgevo nel reparto speciale di ricognizione e sabotaggio presso il Direttorato Principale d'Esplorazione (GRU in russo). La guerra che dovevo combattere era brutta e difficile, come lo è ogni guerra in questo mondo. I terroristi, per giustificare l'impegno di enormi somme di denaro provenienti dai paesi arabi, combattevano senza risparmiarsi, in gioco c'erano troppi soldi, troppi poteri e tutto il mondo del fondamentalismo islamico aveva tante aspettative su di loro per l'interesse strategico nel controllo della regione della Cecenia per le sue risorse naturali e per il passaggio verso il territorio del Caucaso. I terroristi erano ben organizzati e perfettamente preparati sia per la difesa che per azioni di guerra partigiana. Noi gli davamo la caccia tra le montagne e nelle città, in una lotta molto crudele, perché nessuna delle due parti era intenzionata a mollare. *Dopo due anni e tre mesi di servizio sono stato congedato e tornando a casa ho lasciato un paese in fiamme, oltre qualsiasi immaginabile soglia di povertà, senza infrastrutture fondamentali necessarie per l'esistenza di qualsiasi società umana. [...] Tutto questo accadeva per via della totale assenza di impegno da parte dell'amministrazione della Federazione Russa, interessata solamente a soddisfare le proprie ambizioni politiche e territoriali. *Sono contento che il paese a cui mi legano ricordi forti e contraddittori finalmente ha ripreso la sua vita, anche se tra mille difficoltà. Sebbene sia ancora lontano dallo standard di uno stato democratico, voglio pensare che il primo passo verso una vita pacifica e un futuro degno e onesto sia stato fatto. {{Int|Da ''[https://www.gliamantideilibri.it/intervista-a-nicolai-lilin/ A tu per tu con... Nicolai Lilin]''|Intervista di Serena Langini, ''gliamantideilibri.it'', 8 aprile 2011.|h=4}} *La società dove sono nato io aveva tante diverse particolarità; era una società di resistenti politici, quindi persone che colpivano atti illegali per motivi ideologici. Quindi erano diffamati, chiamati criminali dagli altri e in alcuni momenti sono anche stati costretti a comportarsi come tali. Però all'interno esistevano ovviamente le loro regole. Ad esempio, nella mia comunità non si facevano i crimini contro un individuo, non si rubava, non si scippava, non si spacciava la droga, non si gestiva la prostituzione. Tutti i crimini si compivano contro il potere; il che voleva dire che si uccidevano persone al servizio del potere: poliziotti, militari... sovietici. E dall'altra parte eseguivano rapine alle banche e dei furgoni portavalori perché nell'Unione Sovietica tutto questo era proprietà dello Stato, il privato non esisteva nell'Unione Sovietica. Tant'è vero che quando è crollata l'Unione Sovietica, la nostra comunità ha smesso di esistere. *Il concetto di criminale nasce con lo Stato, che può essere uno stato giusto, come il nostro italiano, una democrazia. Però qui la criminalità è diversa, sono degli stronzi, che a volte sono in contatto col nostro governo, sono mafiosi e fanno crimini contro di noi per guadagnare soldi, non hanno un movente ideologico, gli interessano solo i soldi. Questa gente andrebbe eliminata, perché chi commette crimini contro il proprio popolo avendo come movente i soldi non cambierà mai idea. Come con Hitler, o costretti al suicidio o eliminati, perché vogliono solo il potere. *Adesso anche in Russia è pieno di questi tatuaggi. All'inizio del secolo, quando i comunisti hanno avvicinato al loro giro i criminali più "moderni", hanno creato caste, come la più grande, Seme Nero, creata dal kgb. Questi sfruttano i loro tatuaggi, hanno una grande tradizione di cui parlano tutti, i giornalisti americani vanno e li filmano nelle carceri, ma in realtà dietro non c'è nessun significato, lo usano come una divisa militare coi gradi e le medagliette. *Qua in Italia, i nostri 18enni, oltre a spacciare cocaina a Napoli, oltre a fare cazzate in Sicilia, lavorare dai loro genitori e allevare maiali in Piemonte, non sanno fare. Si ammazzano in macchina, fanno casino, sono contro tutto, sono individualisti, consumatori come nessuno in Europa. Consumiamo in modo vergognoso noi. [...] Il problema principale in Italia è che ci sono troppe lobby dei vecchi; in Italia è tutto gestito dai vecchi, anche la cultura, l'arte, il cinema, la tv...e un giovane, anche se bravo e creativo, non entra... *L'educazione militare, di questi tempi, è molto importante, è come un movimento che unisce. Voi immaginate un'unica categoria di persone che al Nord non fanno parte della Lega sono gli Alpini. Perché gli Alpini, quando hanno fatto il militare, erano tutti insieme, hanno imparato il cameratismo, condividevano con ragazzi di Trapani, di Roma, della Puglia, e quindi hanno rispetto e lo sanno che l'unione fa la forza. Invece chi vuole dividere gioca sull'ignoranza delle persone e sulla mancanza di momenti che ci uniscono. *[...] ho visto 5 conflitti, son stato nei servizi privati. Faccio consulenze alla polizia e ai carabinieri. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20111127134323/http://www.nicolaililin.com/?p&#61838 Scritto col sangue]''|Intervista di Raffaele Panizza per ''Panorama'', ''nicolaililin.com'', 18 maggio 2011.|h=4}} *{{NDR|«Alcuni detrattori ritengono inverosimile che lei, cittadino moldavo, sia stato chiamato alla leva dalla Russia.»}}<br />La cosa è semplice: mio nonno era siberiano e io avevo il doppio passaporto. Per molti ragazzi, poi, l'esercito era un'opportunità. A bender, la mia città, c'era un ufficio della 14ma armata. Chi sostiene il contrario dimostra ignoranza. *Avevo un arsenale. Durante la guerra in Cecenia il mio reparto era autorizzato a sequestrare tutte le armi che trovava. Mi ero organizzato con i corrieri e facevo spedire tutto a casa. Al ritorno ho trovato un capitale: fucili svizzeri che valevano più di una Mercedes, cannocchiali militari che gli arabi erano disposti a pagare una fortuna. Dopo ho lavorato per una società di sicurezza privata, finché sono stato chiamato da un'agenzia israeliana. Mi occupavo di logistica: se un cliente doveva attraversare una zona pericolosa dell'Afghanistan, io andavo sul posto e parlavo coi capitribù, spiegando perché era conveniente per loro non ammazzare il mio cliente. Se non si convincevano, li pagavo. Sono stato in tutto il Medio Oriente. *Io mi occupavo del satanismo inconsapevole, di gente che agisce per conto del male senza saperlo. Persone manovrate da adoratori del demonio. Una realtà enorme e sconosciuta, alla quale il Vaticano dedica grande attenzione. *Da piccolo, ogni volta che dimostravo un segno di debolezza, mio padre mi picchiava. *Sono cresciuto in una società dove Cristianesimo e omicidio erano tenuti assieme senza contraddizioni. Mi sento male se dico una bugia, ma per le vite che ho portato via no, sono in pace. È il complesso dei templari: ammazzavano la gente, ma dentro un codice. L'ho fatto anch'io, ma dentro uno scontro di civiltà. {{Int|Da ''[https://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/05/20/PR_47_01.html Nicolai Lilin racconta la sua sporca guerra combattuta in Cecenia]''|Intervista di Alessandro Mezzena Lona, ''Il piccolo'', 20 maggio 2011.|h=4}} *{{NDR|Su ''Il respiro del buio''}} Questa volta ho deciso di comportarmi da vero romanziere: mescolerò alla realtà che ho vissuto più finzione, più letteratura. Così smetteranno di criticarmi. Di dirmi che non posso aver vissuto storie così estreme. *[...] quando sono uscito dall'esercito russo mi sono trovato senza una storia, senza documenti. Ovviamente, sul foglio di congedo non potevano scrivere che in Cecenia facevamo la guerra illegale. Che ci comportavamo come i terroristi. In Russia queste cose non le sanno, non le dice nessuno. Meno che meno i giornalisti. E così mi sono trovato a dovermi inventare un futuro. *{{NDR|«In Italia si è occupato anche dei satanisti?»}} Siccome mi sono sempre occupato di sicurezza, una società privata di volontariato legata al Vaticano mi ha infiltrato per due anni all'interno di alcuni gruppi satanisti. In quell'ambiente ho scoperto un grande traffico pedofilo tra la Russia e l'Europa. Ho fatto denunce contro parecchie persone, ma il problema è che sono molto coperti. [...] Posso dire che ho denunciato l'esistenza di una rete pedofila a Monaco di Baviera. La denuncia non ha mai avuto seguito. Del resto, un film porno con la partecipazione di un minore, girato in poche copie, può costare da 50 a 70 mila euro. Ho scoperto cose davvero schifose.<br />{{NDR|«Perché ne parla solo adesso?»}}<br />Mi sentivo vulnerabile. E poi, speravo di continuare a lavorare in questo ambiente. Ma dopo l'uscita dei due romanzi la mia faccia è davvero troppo riconoscibile. In più, adesso ho una figlia di cinque anni. Però non smetterò mai di raccontare a tutti che i pedofili sono ricchi e potenti. Non solo in Italia: in Belgio ci sono associazioni pro-pedofili che li aiutano a nascondersi. {{Int|Da ''[https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/books/features/when-does-a-soldier-s-memoir-count-as-fact-and-when-as-fiction-2335945.html When does a soldier's "memoir" count as fact, and when as fiction?]''|Intervista di Oliver Bullough su ''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]'', ''independent.co.uk'', 12 agosto 2011.|h=4}} *Questa non è la mia storia. Questa è la storia di un mio compagno che ha combattuto con me [...]. Ho scritto la storia di un compagno che purtroppo è stato ucciso in guerra. Mi ha detto che è andata così e la cosa mi ha interessato. Veniva da una famiglia povera, era un ragazzo di villaggio, e la sua storia mi piaceva molto. :''That is not my story. That is the story of one of my comrades who fought with me'' [...]. ''I wrote the story of a comrade who was sadly killed in the war. He told me that that was how it happened and it interested me. He was from a poor family, a village boy, and I liked his story very much.'' *Quando ho scritto il libro non volevo che fosse considerato storico. Primo perché non potrei scrivere un libro di [[memorie (genere letterario|memorie]], perché non sono importante o qualcosa del genere. Se fossi Mozart o la Regina Elisabetta, potrebbero scrivere un libro di memorie, ma non sono nessuno [...] Non so come chiamarlo. Non è un libro di memorie. È un romanzo basato su eventi realmente accaduti. :''When I wrote the book I did not want it to be considered as historical. First because I could not write a memoir, because I am not important or something. If I was Mozart or Queen Elizabeth, they could write a memoir, but I am no one'' [...]. ''I do not know what to call it. It is not a memoir. It is a novel based on real events.'' *Tutti gli eventi nelle città, beh, personalmente ho combattuto molto poco nelle città, a dire il vero. Per esperienza personale, sono stato molto poco in città. Ero a Groznyj quando è stato ripreso ma ci hanno rimandati via molto presto. :''All the events in towns, well, I personally fought very little in towns, to be honest. From my own experience, I was very little in towns. I was in Grozny when it was taken back but they sent us out again very quickly.'' *Ho usato molte storie per creare alcuni fatti nel mio libro, alcuni racconti di guerra in città. Forse in alcune di queste storie che ho scritto le ho colorate un po', forse ho esagerato, ma questo era appositamente per mostrare l'orrore della guerra urbana. Onestamente per quanto riguarda il fatto dei 13 colonnelli {{NDR|caduti in una battaglia urbana}}, non ricordo. :''I used a lot of stories to create a few facts in my book, a few tales of war in the city. Maybe in some of these stories I wrote I coloured them up a bit, maybe I exaggerated, but this was specially to show the horror of urban war. Honestly as far as the fact about 13 colonels, I do not remember.'' *{{NDR|«Quindi quanto del libro è effettivamente vero?»}} È difficile da dire. Le storie più importanti, in particolare quando scrivo di come si sente una persona in guerra, questa è la mia esperienza. Poi ci sono un sacco di storie di soldati che potrebbero essere, non so, vere o meno perché in guerra non controlli quello che ti dice il tuo compagno. :''{{NDR|«So how much of the book actually is true?»}} It is hard to say. The most important stories, particularly when I write about how a person feels in war, that is my experience. Then there are a lot of stories from soldiers that could be, I don't know, true or otherwise because in a war, you don't check what your comrade tells you.'' {{Int|Da ''[https://ojs.unito.it/index.php/spaziofilosofico/article/view/8694 Nicolai Lilin: Violenza utile?]''|Intervista di Giorgio Cattaneo, ''Spazio filosofico'', vol. I, 3, pp. 305-309, 30 settembre 2011.|h=4}} *Mia figlia ha solo cinque anni e ha già imparato a smontare e rimontare la pistola: gliel'ho insegnato perché penso che potrebbe sempre esserle utile, un giorno. *Non avessi avuto alle mie spalle la "scuola" di Bender probabilmente nel mattatoio del Caucaso non sarei sopravvissuto: se non sei addestrato fin da piccolo al dolore, a dare e ricevere dolore, di fronte a una mattanza come quella cecena il tuo cervello scoppia. Anche il mio ci è andato vicinissimo: ero cecchino, tiratore scelto, e avevo il "privilegio" di guardare negli occhi, col mirino ottico, i nemici a cui avrei sparato. Nei primi mesi li contavo. Quando sono arrivato a cinquanta, ho smesso: per non impazzire. *Stalin mandava in Siberia dissidenti e intere popolazioni, ma Mosca trovò utile sradicare i ribelli siberiani spedendoli nel caldo torrido dell'estremo sud, a due passi da Odessa e dal Mar Nero *A Bender, da piccolo, tra i miei amici ero l'unico a dar retta alle vecchie storie degli anziani [...]. Mi piaceva il mondo di cui parlavano, duro e spietato, ma con un'etica. Mai colpire donne e bambini, mai fare del male a qualcuno senza un valido motivo. E addirittura, venerazione per i disabili: li chiamavano "voluti da Dio", erano considerati medium inconsapevoli, ambasciatori dell'invisibile. *{{NDR|Sulla presenza di immagini religiose sui suoi tatuaggi}} È un retaggio culturale che risale agli Efei, antico popolo pre-russo: volevano avvicinare i pellegrini per derubarli; non disponendo di croci e altri monili religiosi, cominciarono a tatuarseli sulla pelle. *Quando sono tornato a Bender dopo la guerra ci sono rimasto pochissimo [...], perché non c'era quasi più nessuno: tutti morti, o in galera o scappati chissà dove. *A un certo punto per salvarmi sono praticamente scappato: in Siberia, dal fratello di mio nonno. Un vecchio che si era ritirato nella foresta e viveva di caccia sulle rive del fiume Lena perché del mondo non ne voleva più sapere. Immaginavo che solo lui mi avrebbe potuto aiutare a ritrovare un po' di pace,e così è stato. Aveva combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, a Stalingrado. Vedendomi ridotto a uno straccio, mi ha detto: anch'io ero conciato così e allora pensavo che non mi sarei mai più ripreso, invece ho imparato che il tempo pian piano ci guarisce. E poi, ha aggiunto, domandati perché sei sopravvissuto: un motivo c'è sicuramente e un giorno lo scoprirai. *Da piccolo ho lottato, ho ferito coetanei a coltellate. Era "giusto", perché ero stato provocato. Poi ho imparato a tatuare: disegnavo e tatuavo pistole e coltelli, sulla pelle di uomini che avevano ucciso e volevano ricordarlo, a se stessi e agli altri. Ormai anch'io giravo sempre armato, a Bender. Ma tutto questo non è niente, rispetto alla violenza della guerra: ti prendono, ti caricano su un camion e poi ti mandano in prima linea. Per prima cosa ti fanno raccogliere i morti del giorno prima e ti obbligano a pranzare in mezzo ai cadaveri massacrati. Poi tocca a te. Devi prepararti a sparare, a uccidere: per non essere ucciso. E questa, di gran lunga, è la peggiore delle violenze: la costrizione. Devi mettere a tacere la tua voce interiore, altrimenti finisci al manicomio. Diventi una macchina di morte. Dopo due anni di Cecenia, ero conciato così male che, al momento del congedo, un ufficiale mi ha chiesto di restare nelle forze speciali: mi ha detto che, dopo quello che mi era toccato vivere, non sarei mai più riuscito a tornare alla vita di prima, tra le cosiddette persone normali. Bruciato per sempre. Si sbagliava, ma ad uscire da quel tunnel ho impiegato anni. *[...] di guerriglieri ceceni ne abbiamo incontrati davvero pochissimi: era pieno di afghani, sauditi e giordani, mercenari. Di giorno i generali di Eltsin ci mandavano al macello a Grozny, mentre la notte trafficavano con la benzina alle nostre spalle. E molti dei nemici abbattuti erano dotati del migliore armamento russo. Un imbroglio sanguinoso e colossale, per far sparire una montagna di soldi e arricchire gli oligarchi decisi a svendere la Russia agli americani. E noi in prima linea, a farci ammazzare. E a sparare ai "terroristi", mirando alla testa. {{Int|Da ''[https://www.kommersant.ru/doc/1781738 "Мои рассказы такие дерзкие"]''|Intervista di [[Elena Černenko (giornalista)|Elena Černenko]], ''Kommersant.ru'', 3 ottobre 2011.|h=4}} *I miei racconti sono arrivati ​​al direttore dell'associazione letteraria e quando mi ha chiamato alle due del mattino piangeva. Ha detto: le mie storie sono così audaci e lo hanno toccato così tanto che vorrebbe mostrarle a un editore serio. Due settimane dopo ho ricevuto una telefonata dalla più grande casa editrice italiana, Einaudi. :''Мои рассказы попали к директору литературной ассоциации, и когда он позвонил мне в два часа ночи, он плакал. Он сказал: мои рассказы такие дерзкие и они так сильно его затронули, что он хотел бы показать их серьезному издателю. через две недели мне позвонили из самого большого издательства в Италии Einaudi.'' *{{NDR|Sul ruolo di Kuzja in ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Abbiamo considerato due possibili attori per questo ruolo. Il secondo è Anthony Hopkins. Ma penso che Malkovich sia più adatto. Hopkins ha un aspetto e un temperamento più occidentali. E quello di Malkovich è più orientale. E a questo particolare livello mi ricorda di più il nonno Kuzja. :''Мы рассматривали двух возможных актеров на эту роль. Второй — Энтони Хопкинс. Но мне кажется, что Малкович лучше подходит. У Хопкинса более западная внешность и темперамент. А у Малковича — более восточная. И на таком частном уровне он мне больше напоминает дедушку Кузю.'' *{{NDR|«Qui ho tra le mani la versione tedesca del libro, e qui sulla copertina c'è scritto: "Nicolai Lilin, urca siberiano ereditario..."»}} Purtroppo non ho alcuna influenza su come viene presentato il mio libro. In Italia scrivono la stessa cosa in copertina, perché devono in qualche modo vendere questo libro e in qualche modo farmi conoscere alla gente. Ma questa non è un'autobiografia. Anche se questo libro si basa sulla mia esperienza, su ciò che io stesso ho vissuto.<br />Sono cresciuto in una famiglia povera e problematica. Gli anziani si sentirono espulsi dalla Siberia. Quando ero piccolo, pensavo, che razza di sciocco esilierebbe la gente dalla Siberia al sud? :''{{NDR|«Вот у меня в руках немецкая версия книги, и тут на обложке написано: "Николай Лилин, потомственный сибирский урка...»}} К сожалению, я не влияю на то, как представляют мою книгу. В Италии на обложке пишут примерно то же самое, они ведь должны как-то эту книгу продавать и как-то представлять меня людям. Но это не автобиография. Хотя эта книга базируется на моем опыте, на том, что я сам пережил.'' *{{NDR|«Ma come poteva Stalin mandare qualcuno a Bendery negli anni '30, se a quel tempo era territorio rumeno?»}} Non è chiaro cosa ci fosse. Questa parte del libro, che è collegata al reinsediamento... o, diciamo, al "presunto reinsediamento", l'ho scritta o, per meglio dire, ricreata questa storia, utilizzando alcuni ricordi degli anziani. Alcuni furono espulsi, altri fuggirono lì a causa delle persecuzioni dei comunisti. E l'editore ha scritto che questa è un'autobiografia. :''{{NDR|«Но все же, как мог Сталин в 30-е выслать кого-то в Бендеры, если в то время это была румынская территория?»}} Непонятно, что там было. Эту часть книги, которая связана с переселением... или, скажем, с "якобы переселением", я написал или, лучше сказать, воссоздал эту историю, используя некоторые воспоминания стариков. Кого-то выслали, кто-то сам туда бежал от преследования коммунистов. А издатель написал, что это автобиография.'' *{{NDR|«È vero che sei stato in prigione più volte?»}} No, anche questa è una sciocchezza. I traduttori non capiscono cosa siano la detenzione, l'indagine e il processo. Glielo ho spiegato più tardi, ma purtroppo l'hanno già scritto nel libro. Ho avuto un articolo solo una volta, in Transnistria, quando ero minorenne, ho passato nove mesi in prigione. Una volta sono stato indagato in Russia. :''{{NDR|«То, что ты несколько раз в тюрьме сидел, это правда?»}} Нет, это тоже ерунда. Переводчики не понимают, что такое задержание, следствие и суд. Я им потом объяснил, но, к сожалению, они уже это в книжке написали. У меня только один раз была статья, в Приднестровье, по малолетке, я девять месяцев провел в тюрьме. Еще в России один раз был под следствием.'' *In Israele, ho lavorato sotto contratto in un servizio di sicurezza privato. In Occidente, le società di sicurezza private assumono professionisti. Diciamo che un gruppo di specialisti israeliani viene in Afghanistan e, per una certa somma di denaro da parte dell'ONU o del governo americano, effettua una certa operazione militare. L'ho fatto finché la mia gamba destra non è stata strappata da una mina in Iraq. {{NDR|«Oh, quindi sei stato anche in Iraq e Afghanistan?»}} Sì, ma non ne parlo, mica sono scemo. :''В Израиле я работал по контракту в службе частной безопасности. На Западе частные охранные предприятия берут на службу профессионалов. Скажем, в Афганистан приезжает группа израильских специалистов и за определенную сумму денег от ООН или американского правительства совершает определенную военную операцию. Я этим и занимался, пока мне в Ираке миной не разорвало правую ногу. {{NDR|«А, так ты еще в Ираке и Афганистане был?»}} Да, но я об этом не буду рассказывать, я что, дурак, что ли.'' {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20160402192813/http://www.unmercoledidascrittori.it/?p&#61514 Intervista con Nicolai Lilin]''|Intervista di Paolo Ciampi, ''unmercoledidascrittori.it'', 12 ottobre 2011.|h=4}} *[...] noi eravamo i bambini di quarta generazione di immigrati, immigrati non per loro volontà, perché erano stati deportati dalla Siberia alla Transnistria. Siamo cresciuti in un posto che non era casa nostra, un posto ostile che non era la nostra patria, assolutamente. *La Siberia [...] era un paradiso, un posto di cui ci raccontavano da piccoli, dove c'erano boschi enormi. Ogni bambino aveva a casa i nonni che raccontavano di questi boschi e dei fiumi. Ma ci sono tante cose che non quadrano tra la mia Siberia immaginaria e quella reale. Nel mio libro parlo solo di una parte, quella dove viveva lo zio di mio padre, a Nord Ovest della Jacuzia. *Questo nome l'ho scelto proprio per definire la confusione in cui sono cresciuto. L'"educazione siberiana" in realtà è qualcosa che non è mai esistito perché ognuno vedeva le cose a suo modo. I miei vecchi la vedevano al loro modo, io la vivevo in un'altra maniera, poi c'era la gente che vedeva tutto questo da lontano e ci prendeva in giro perché per il resto della città noi eravamo un branco di tradizionalisti ignoranti, e per alcuni versi avevano ragione. *I vecchi che ho conosciuto mi raccontavano che la nostra stirpe derivava da un antico popolo che abitava nel sud della Siberia. A quel tempo c'erano tantissimi popoli nomadi e questi popoli avevano una mentalità molto tribale che molti di noi sentono ancora come propria. Assaltavano tutte le carovane commerciali che passavano non tanto per arricchirsi ma perché a loro dava fastidio il commercio, dava fastidio il denaro. Credevano che ognuno fosse legato alla terra dov'era nato e che dovesse vivere lì, comportarsi onestamente, rispettare gli altri e se stessi, e vivere con quello che gli dà Dio: boschi, fiumi, animali.<br />Si sono scontrati con i primi sistemi governativi; non erano solo anti-comunisti, prima erano stati contro lo zar. Dava loro fastidio qualsiasi sistema politico perché il sistema politico tende a portare il suo diritto, il suo modo di vedere e di gestire le cose e a loro non piaceva perché loro non avevano bisogno di niente. *I nostri nonni, i nostri siberiani dicevano "noi siamo criminali perché il governo ci ha definiti criminali, perché al governo non piace quello che facciamo, però noi siamo diversi da tutti gli altri criminali. Noi non derubiamo la gente per strada, noi non violentiamo le donne; contro le singole persone noi non facciamo niente. Perché la libertà di una persona singola per noi è una cosa sacra. Noi rapiniamo banche perché le banche sono proprietà del governo e ammazziamo i poliziotti, perché loro sono i cani del governo. Ma questo per noi non è un atto criminale, Questo è un dovere di ogni persona libera. Se loro vogliono definirci criminali noi lo accettiamo. Ma aggiungiamo che noi siamo criminali onesti perché abbiamo il nostro codice, il nostro comportamento, la nostra morale". *Avere delle regole è normale, umano. Questa comunità però ne aveva alcune molto estreme, proprio perché era consapevole di essere estremista. Non passava giorni senza che mio nonno mi dicesse che loro erano gente cattiva, che erano degli assassini. A volte mi accarezzava e mi diceva che con quella mano poteva amare me e uccidere un'altra persona. *Quando sono stato congedato dall'esercito mi ricordo che nel primo mese mi spostavo dalla sala alla cucina con il kalashnikov. Ho provato a lasciarlo in cucina e andare in sala ma senza di lui mi sentivo male. Ovviamente è una forma di malattia. *Sono cresciuto con un nonno che aveva una stanza piena di fucili, pistole e altro e all'età di 13 anni andavamo a pesca con le bombe a mano. Questa era la nostra realtà, qua i bambini giocano con il Lego, noi giocavamo con le bombe a mano. *Il tatuaggio tradizionale siberiano è un codice segreto, nato in epoca pre-russa e pre-cristiana. I primi briganti nomadi della foresta, si tatuavano per potersi riconoscere, lungo le grandi strade della Siberia dove assaltavano i convogli provenienti dalla Cina e dall'India. I tatuaggi quindi erano un modo per non farsi assalire da "colleghi", e un modo muto per rendersi fratelli. Quando si diffuse il Cristianesimo, il tatuaggio criminale siberiano adottò i simboli della nuova religione. *La tradizione del tatuaggio è nata proprio per evitare di usare le parole: tra siberiani era ritenuto disonesto parlare. Tutto è legato al concetto di umiltà perché parlare di sé equivale a vantarsi, quindi per raccontare le proprie storie si usavano i tatuaggi, che sono quindi una sorta di alfabeto da decodificare. Non si chiede però a qualcuno di spiegarci cosa vogliono dire i suoi tatuaggi; non si racconta il significato dei tatuaggi. *In Russia ci sono tante società criminali, alcune moderne, altre che hanno una storia di qualche secolo. Seme Nero attualmente è la comunità più grande e più potente nel mondo criminale russo, è stata creata dai comunisti all'inizio del secolo scorso per controllare i detenuti nelle prigioni. Oggi fa parte del sistema di controllo e potere in Russia chiamato 'Santa Trinità'. In esso rientrano elementi del governo corrotto, la parte vecchia dei servizi segreti russi, ex Kgb e criminali che rappresentano Seme Nero. *Nel 2003 mia madre era in Italia e io in Russia. Lei mi fece credere di essere molto malata, così io arrivai di corsa, ma al mio arrivo ho scoperto che invece aveva inventato tutto per farmi venire, solo per vedermi.<br />A quel punto ho capito che questa sarebbe stata la mia terra. Ho costruito la mia casa mattone per mattone. Mi sono sposato. Ho fatto una figlia. Sono cittadino italiano. Se scoppia una guerra, andrò a morire per questo paese. L'Italia è la mia patria, la rispetto e l'adoro. *Ho imparato l'italiano nella strada, vivendo la vita, non sono mai andato ad una scuola di lingua.<br />Ma la mia relazione con la lingua italiana risale già alla mia infanzia. Quando ero piccolo, un medico, amico di famiglia, un rappresentante dell'intellighenzia, mi leggeva Dante in italiano, io non capivo nulla però mi ricordo che mi emozionava. *{{NDR|«La decisione di andare, lo scorso settembre, a presentare il tuo libro a Casa Pound, un centro sociale di estrema destra a Roma, ti ha esposto alle critiche di molti. Perché ci sei andato?»}} Perché mi hanno invitato.<br />Sono stato molto criticato per questo mio gesto, sia dal mio editore che da mia moglie, ma io cerco sempre di capire l'altro. Mi considero apolitico perché in quanto scrittore non reputo di dovermi occupare di politica, ma naturalmente ho le mie idee sull'Italia e la politica. *Non riesco a capire perché qualcuno mi abbia dato del fascista. Sono andato dieci volte in centri sociali, nove volte erano centri sociali di sinistra e nessuno ha detto niente. L'ultima volta sono andato a Casa Pound e la cosa è stata giudicata scandalosa. Ho ascoltato i loro discorsi e mi è sembrato che esprimessero bisogni simili a quelli di tanti ragazzi di sinistra. Ho visto la stessa strumentalizzazione da parte di chi sa come usarli. Ragazzi che non sanno comunicare e si fanno la guerra tra loro quando dovrebbero fare la guerra al consumismo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/dal-quotidiano/reportage/2011/12/12/news/cos_la_generazione_internet_ha_risvegliato_il_popolo_russo-26456891/ Così la Generazione Internet ha risvegliato il popolo russo]''|Sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]], ''repubblica.it'', 12 dicembre 2011.|h=4}} *Negli undici anni del potere totalitario esercitato da Vladimir Putin le recenti notizie che arrivano dalla Russia sono forse le più importanti e positive sia per la vita interna socio-politica del paese, sia per la sua immagine nel quadro internazionale. La reazione immediata del popolo ai brogli elettorali esercitati dal potere corrotto del Cremlino. [...] L'accaduto a Mosca segna un nuovo percorso etico e morale della società post sovietica: finalmente i cittadini si sono indignati e hanno avuto il coraggio e la capacità di organizzarsi e rivendicare il proprio diritto al voto. *In Occidente pochi capiscono fino in fondo che la Russia nel corso di tutta la sua storia ha vissuto in un clima di schiavitù e terrore: prima quello della monarchia, poi quello comunista, poi il recente pseudo-democratico, il risultato è stato sempre lo stesso: generazioni di schiavi, prigionieri, militari contro la propria volontà, tantissimi esuli ed emigranti. Gente costretta a combattere le guerre, trasformata dalla propria classe dirigente in una massa di ladri e bugiardi, e se qualcuno mostrava di essere all'altezza di un ragionamento intellettuale, veniva soppresso, come gli intellettuali anti monarchici impiccati nel 1825 a seguito della Rivolta di Dicembre. E come moltissimi altri intellettuali divenuti prigionieri del Gulag ai tempi di Stalin e perseguitati fino all'ultimo anno di Urss. Persone coraggiose e oneste come Anna Politkovskaya, uccise dai boia del regime putiniano negli anni della loro tirannia. *L'importanza di questo periodo storico è troppo evidente e sulla scena sono apparsi i rappresentanti di una classe di cittadini che prima sembravano invisibili: trentenni che hanno avuto la possibilità di "temprare" le proprie convinzioni politiche negli scenari apocalittici del crollo dell'Urss, paese in cui sono nati e cresciuti, allevati dall'ideologia sovietica che ai loro tempi ormai sembrava rappresentare l'ombra di un impero cadavere. Hanno passato l'adolescenza costretti ad inserirsi in una società corrotta, criminalizzata alla maniera hollywoodiana, hanno conosciuto le guerre civili post sovietiche, e ora hanno raggiunto l'età in cui si tirano le prime somme del proprio vissuto, in cui gli uomini si prendono la responsabilità per qualcosa che supera il limite etico di un singolo individuo. Scoprendo sulla propria pelle l'importanza di un cambiamento, questi nuovi cittadini russi usano una nuova forma d'informazione, sono popolo del web, sono in collegamento tra loro mediante la rete, non si fanno imbrogliare dalla propaganda governativa, usano i canali alternativi per informarsi e non ci mettono molto ad organizzarsi. Loro senza dubbio costituiscono il blocco più forte e importante della massa che ha manifestato la denuncia al sistema governativo, alla corruzione politica, alle ingiustizie e prepotenze dello Stato. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2011/12/12/page_032.pdf L'aria nuova di Mosca]''|Intervista di Marina Mastroluca sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]], ''L'Unità'', 12 dicembre 2011.|h=4}} *Il solo fatto che Putin abbia perso le elezioni - e dico perso tra virgolette, perché ha sempre intorno al 50% - mi riempie di gioia. Perché la Russia è un Paese basato sulla corruzione e sul controllo dei servizi segreti, dove i cittadini sono trattati come schiavi. E ora qualcosa si sta muovendo. *In Russia la gente ha creduto per anni alle favole che sentiva raccontare. Ha creduto al pericolo del terrorismo, ha creduto che i ceceni fossero criminali e che questo piccolo uomo fosse in grado da solo di garantire sicurezza, salvare le città, mantenere l'ordine. Putin in realtà non è che il risultato di un compromesso tra servizi segreti e oligarchi, per evitare una guerra civile e spartirsi quello che c'era da spartire. *È un piccolo uomo, uno che ha sempre bisogno di dimostrare il contrario e per questo si fa fotografare con le tigri, o a torso nudo o con un fucile da cecchino. Non è nemmeno il meglio che possano esprimere i servizi segreti, è semmai un loro fallimento. *{{NDR|Le proteste}} vogliono dire che il popolo russo ha ripreso coscienza, le persone non hanno più paura perché sono disperate. Attenzione però a dire che Putin è l'obiettivo, perché non è così. È il sistema di potere nel suo insieme: i russi hanno capito che vivono in un Paese corrotto e vogliono seguire invece una via democratica. *Quello che temo è un ritorno del terrorismo. Putin ha in mano la parte peggiore dei servizi segreti, la più corrotta, l'[[Fsb]], che è stato il vero braccio armato degli oligarchi. Ci ricordiamo tutti come Putin è arrivato al potere, con le [[Bombe nei palazzi in Russia|bombe nei condomini delle città russe]]. Sono loro i veri terroristi. Temo quindi nuovi attentati. Poi si darà la colpa ad altri, forse si farà una nuova guerra. Non in Cecenia, stavolta magari in Inguscezia o Daghestan. *Questo non è un movimento pilotato dagli Usa. Il nastro {{NDR|bianco}} è solo un modo per riconoscersi, come facevo anch'io con i miei compagni durante le operazioni di combattimento in guerra, per evitare il fuoco amico. ===2012=== *Vi porterò nel luogo in cui ogni assurdità fa tendenza: Absurdistan, come si potrebbe ribattezzare la Russia post sovietica dove povertà e ricchezza convivono in un modo isterico, senza badare all'etica.<br />Qui i cittadini nati e cresciuti in un paese chiuso al mondo e bombardati dalla propaganda totalitaria, sono stati travolti dall'onda del consumismo occidentale. Il crollo dell'impero sovietico ha generato molta povertà, ha tolto quella stabilità sociale della quale nel bene e nel male i cittadini disponevano, e trasformato la Russia in un grande bazar in cui si poteva comprare e vendere di tutto, spesso senza badare alle leggi. Su questo sfondo crescevano parallelamente nuove realtà, i cosiddetti "[[Nuovi russi]]", gente arricchita grazie a qualche affare illegale, spesso figli della vecchia dirigenza politica. Si sa che l'accumulo di denaro non si accompagna necessariamente con l'educazione e la cultura necessaria per inserirsi nell'alta società.<ref group="fonte" name="granbazar">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/i-nuovi-incredibili-russi-che-abitano-in-un-gran-bazar/262/ I nuovi, incredibili, russi che abitano in un gran bazar]'', ''xl.repubblica.it'', 3 marzo 2012.</ref> *{{NDR|Sui [[nuovi russi]]}} Nonostante le disperate rincorse alla barca più lunga, gli acquisti di squadre sportive, i fidanzamenti con star del cinema questi personaggi non sono riusciti a cancellare lo stampo "Made in URSS" che gli è rimasto inciso sulla fronte per sempre, identificandoli come una massa rozza di barbari.<ref group="fonte" name="granbazar"/> *Subito dopo il crollo dell'URSS la crisi e l'inflazione hanno colpito il Paese, mettendo in ginocchio le sue infrastrutture. Tra i più umiliati ci sono gli esponenti dell'esercito. La leggendaria Armata Rossa si è trasformata in un'enorme organizzazione a delinquere. Gli ufficiali si dedicano a traffico di armi e droga, estorsioni e sequestri di persona. Molti vendono sul mercato illegale anche carri armati, cannoni e missili.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/nella-russia-disastrata-i-bombardieri-vanno-a-pesca/267/ Nella Russia disastrata i bombardieri vanno a pesca]'', ''xl.repubblica.it'', 3 aprile 2012.</ref> *Nei giorni successivi al crollo del muro che divideva Berlino, i cittadini dell'Urss, con impazienza e un vago senso di agitazione, si impegnarono ad affrontare le prime ondate di democrazia e libertà che arrivavano dall'Occidente capitalista sotto forma di film porno in VHS, giornali pubblicitari in cui venivano messi in bella mostra i prodotti dei grandi supermercati simbolo dell'abbondanza di cui godevano i paesi della NATO e talk show della tv americana anni Settanta tradotti in russo e trasmessi in loop giorno e notte sui canali locali, come una sorta di corso accelerato per chi volesse comprendere il senso della cultura dei Paesi che solo qualche anno prima i sovietici minacciavano con l'apocalisse nucleare.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/armata-rossa-e-popolo-uniti-in-nome-della-lotta-no-della-soap/283/ Armata rossa e popolo, uniti in nome della lotta? No, della soap]'', ''xl.repubblica.it'', 3 maggio 2012.</ref> *Nella nostra città c'erano quattro persone che possedevano quest'auto . Uno di questi era il capo della polizia, corrotto fino al midollo, per i soldi sarebbe stato capace di liberare Jack lo Squartatore o di incarcerare Cenerentola. Il secondo era il colonnello della base militare, che aveva un traffico di armi con l'Ovest molto ben avviato. Poi c'era il "padrino" del mondo criminale, che aveva fatto fuori una buona parte dei concorrenti per il monopolio nel traffico di droga. L'ultimo ma non meno illustre possessore della Bmw 750 era il presidente dell'associazione culturale ebraica, che commerciava in oro nero e diamanti.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/lo-status-symbol-non-serve-che-funzioni-basta-lapparenza/292/ Lo status symbol? Non serve che funzioni. Basta l'apparenza]'', ''xl.repubblica.it'', 3 giugno 2012.</ref> *Nella lontana Yakuzia, la regione più vasta della Siberia centrale, abitano diverse tribù che principalmente si occupano della caccia e dell'allevamento delle renne. Queste tribù hanno mantenuto le loro usanze pagane e credono negli spiriti. Prima di entrare nell'acqua del fiume, prima di accendere il fuoco, prima di partire per un lungo viaggio oppure prima di cacciare un animale, si rivolgono allo spirito più indicato per la situazione: anche in quei posti gli umani sembrano essere dipendenti da una sorta di burocrazia.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/quando-i-sex-pistols-diventarono-sciamani-della-siberia-profonda/329/ Quando i Sex Pistols diventarono sciamani della Siberia profonda]'', ''xl.repubblica.it'', 3 ottobre 2012.</ref> *Nei lontani anni Novanta, subito dopo il crollo del regime sovietico, i cittadini di quell'enorme Paese hanno finalmente la possibilità di respirare una boccata d'aria al gusto di libertà e democrazia. Nessuno dà troppo peso a qualche deviazione estremista dei detentori del potere, che in alcune regioni si esprime con guerre civili e veri e propri genocidi. Con l'arrivo della tv via cavo, la maggioranza del Paese è impegnata a seguire i serial televisivi messicani di giorno e i programmi per adulti dopo le undici di sera, che per lo più sono riproduzioni dei film pornografici tedeschi risalenti agli anni dell'attività della Rote Armee Fraktion. La disoccupazione cresce a dismisura, le poche ma concrete sicurezze del sistema sociale sovietico spariscono come un terreno fantasma sotto i piedi dei lavoratori, ma la gente è troppo abbagliata dalle possibilità del consumismo.<ref group="fonte" name="venezia">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/quanto-e-bella-venezia-somiglia-tanto-a-san-pietroburgo/396/ Quanto è bella Venezia: somiglia tanto a San Pietroburgo...]'', ''xl.repubblica.it'', 3 novembre 2012.</ref> *La classifica delle fissazioni neocapitalistiche dei russi in quel periodo è composta da cinque cose che ogni cittadino ritiene indispensabili per poter raggiungere la serenità personale: 1. Un'automobile straniera, grossa, con l'autoradio estraibile e i vetri elettrici, preferibilmente Mercedes (alcuni sognano anche solo l'autoradio da portare in giro come se avessero appena parcheggiato). 2. Un televisore con videoproiettore incorporato, preferibilmente di marca giapponese. 3. Una catena d'oro massiccio da portare sopra gli abiti (i più ricchi ed eleganti aggiungono anche una croce d'oro da cinque chili che penzola fino a toccare l'ombelico). 4. Un paio di scarpe Adidas. 5. Un viaggio turistico in Occidente, per poter dimostrare a quei pivelli capitalisti tutta la grandezza dell'animo russo (questo accade ad esempio quando davanti alla Cappella Sistina vi capita di sentire un turista russo che dice con orgoglio alla moglie «Ma guarda che miseria, la Piazza Rossa è cento volte più grande!»).<br />L'ultimo dei desideri nella lista dei russi è forse quello meno importante, ma di certo il più difficile da realizzare. Anche se la "Cortina di ferro" sovietica è crollata, i russi continuano ad avere molte difficoltà per ottenere i visti turistici per i Paesi occidentali.<ref group="fonte" name="venezia"/> *All'inizio degli anni Novanta, dopo il crollo della cortina di ferro che divideva l'URSS dal resto del mondo, la società sovietica, con una serie di manovre politiche ed economiche, intraprendeva la strada del libero mercato. Il popolo russo, temprato da quasi un secolo di dittatura comunista, accoglieva questa novità con entusiasmo, studiando con passione maniacale i valori della società occidentale attraverso i film hollywoodiani e i prodotti dell'industria pornografica. La diretta conseguenza fu che tutti cominciarono a parlare uno slang stranissimo: era un miscuglio di espressioni da gangster dei tempi della Grande Depressione, giocatori di borsa e kolossal americani.<ref group="fonte" name="università">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/devi-andare-in-carcere-prima-passa-dalluniversita/406/ Devi andare in carcere? Prima passa dall'università...]'', ''xl.repubblica.it'', 3 dicembre 2012.</ref> *Erano gli anni in cui alla domanda "Cosa vuoi fare da grande?" i bambini rispondevano "L'uomo d'affari" o "L'autorità criminale". La criminalità diventò parte integrante della società. Ogni casalinga sapeva tutto su ciò che accadeva nel mondo criminale locale. Il programma più popolare si chiamava La Russia Criminale, una sorta di notiziario del mondo dei fuorilegge, con interviste ai delinquenti, foto e video dei loro scontri e scene di vita dal carcere. Quest'ultima era di estremo interesse negli anni Novanta: con l'avvento del libero mercato le carceri cominciarono a popolarsi di uomini d'affari, poco avvezzi alla vita dei delinquenti comuni, ma costretti a condividere con loro gli spazi stretti e a sottostare alle regole di quello spietato mondo.<ref group="fonte" name="università"/> {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2012/03/03/page_033.pdf «Qui ci vorrebbe un Gramsci russo»]''|Intervista di Marina Mastroluca sulle [[elezioni presidenziali in Russia del 2012]], ''L'Unità'', 3 marzo 2012.|h=4}} *Non credo in un grande cambiamento. È impensabile che un apparato corrotto come è quello attuale lasci uno spazio aperto ad una politica diversa. Sarà solo peggio. *Il popolo russo è povero, messo in ginocchio da un potere corrotto che finge la democrazia, ma pratica la dittatura. E quella post-sovietica è una dittatura neo-capitalista. I russi hanno paura della loro ombra: sceglieranno l'uomo forte, che garantisce sicurezza. Visto quante allusioni sessuali nella campagna elettorale? L'idea è che il popolo-mucca segua il leader-toro. *{{NDR|Sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]]}} Le proteste sono state grandi. Ma ho visto, tra tanta gente per bene, anche chi non avrei voluto vedere. Gruppi neonazisti, ultrà sportivi, organizzazioni estremistiche di sinistra. E anche personaggi pubblici alla Nemtsov o persino Kassianov, ex premier di Putin, che hanno sfruttato le proteste ma che non hanno lo spessore per promuovere un vero cambiamento. *Il sistema dei brogli è talmente forte che anche chi lo gestisce non potrà più fermarlo. Le sole elezioni vere in Russia ci sono state con Gorbaciov, l'unica persona che potrebbe ancora cambiare la Russia. *Ci servirebbe un Gramsci russo. E invece le nuove generazioni sono state rovinate dalla cultura hollywoodiana, cresciute con i film in cui i russi erano sempre i cattivi. Abbiamo interiorizzato una mancanza di dignità. {{Int|Da ''[https://www.barbadillo.it/803-nicolai-lilin-la-russia-oltre-il-paradigma-democratico-e-occidentalista/ Nicolai Lilin, la Russia oltre il "paradigma democratico" e occidentalista]''|Intervista di Antonio Rapisarda, ''Barbadillo.it'', 30 maggio 2012.|h=4}} *{{NDR|Sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]]}} Io l'ho detto e scritto più volte, che tutto in Russia rimane così com'è. Nonostante la stampa, il giornalismo internazionale cerchino di accendere i riflettori, più di quello che meritano, sulle manifestazioni di dissenso. Sono state poche, e quasi tutte insignificanti. Perché San Pietroburgo e Mosca, che sono le città dove si manifesta di più il sentimento critico a Putin, non rappresentano di certo la Russia. È vero, sono città importanti, ma non danno il senso del grosso del paese. *Gli anni del comunismo non hanno fatto per nulla bene: la socializzazione forzata non ha funzionato. Ha trasformato il popolo in un branco di ladri e bugiardi. *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} A me lui non piace. Non fosse altro perché ha lavorato per il Kgb, che ritengo la più importante tra le organizzazioni a delinquere. E quindi avere una persona del genere in un paese che rappresenta la sesta parte del mondo a me non suscita nessun tipo di entusiasmo. Però, dall'altro lato, sono consapevole, facendo poche approfondite analisi, che lui è l'unica persona, l'unico politico che può oggi condurre il paese. *{{NDR|Sulla [[corruzione in Russia]]}} Sono abituati alla corruzione. Ecco, come facciamo a spiegare che la corruzione è un male a una popolazione abituata a pagare l'infermiere di un ospedale per avere una prestazione? Lì sono abituati a pagare per gli attestati scolastici del proprio figlio, per farlo entrare all'università, oppure per non fargli fare il servizio militare: che è uno dei fondamenti di un paese civile, sviluppa nei cittadini il senso di appartenenza al proprio paese. Ecco, quando i cittadini di una nazione pagano per "non contribuire" al servizio di un paese è il massimo: io a persone del genere toglierei il passaporto, toglierei i diritti. *La cosa che mi stupisce oggi [...] è vedere come – rispettivamente – sia cresciuto il neonazismo e una forma di nostalgia del comunismo in un paese che ha subito l'invasione nazista e la dittatura comunista. Insomma, è un paese caotico, con grandi problemi, che non ha ancora imparato a gestire *Speravo nei giovani. Sono un interessante terreno politico da coltivare. Anche perché molti di questi sono persone che hanno visto i prodotti del comunismo, ma anche l'incapacità dei vecchi sistemi di inserire le regole del capitalismo e della globalizzazione. Queste persone sono consapevoli che c'è un'alternativa: ma – è questo il loro problema – nessuno di loro ha la possibilità di un sviluppare un discorso con l'attuale classe dirigente in modo così da arrivare a un accordo, a una tregua. Anche se a noi non piacciono queste espressioni perché sembrano l'anticamera di un complotto, di un segreto, in Russia le persone devono fare questo: cercare un interlocutore e definire il futuro. Anche perché Putin non potrà fare lo zar della Russia per sempre. *Io, per fortuna, non ho mai lottato contro l'imperialismo. Però sono cresciuto con la base educativa, con le suggestioni culturali, di persone che l'hanno affrontato. Mio nonno era anticomunista e nella mia famiglia ci sono stati anche dei martiri che hanno combattuto contro l'imperialismo sovietico. *Noi non possiamo trattare tutti con la categoria che rappresenta noi stessi. A me, ad esempio, il modello americano non piace: mangiano male, non sono ben formati. L'unica cosa positiva che hanno? La libertà di possedere le armi. Solo che non la sanno utilizzare e si ammazzano come cani. *In Irlanda fino a qualche tempo non si poteva portare nemmeno un coltello con la punta. Una legge, questa, che proveniva direttamente dall'imperialismo britannico. Ma che cosa hanno da insegnare i britannici? I loro giovani sono quasi tutti alcolizzati, non sanno come sfogarsi, hanno aperto le porte al terrorismo islamico, sono coinvolti in tutte le guerre. E che fanno? Intervengono con leggi razziste arrivando a vietare anche i coltelli da cucina. {{Int|Da ''[https://www.panorama.it/cultura/nicolai-lilin-una-dose-di-saggezza-siberiana-per-guardare-la-crisi Nicolai Lilin, una dose di saggezza siberiana per guardare la crisi]''|Intervista di Tommaso della Longa, ''Panorama.it'', 19 giugno 2012.|h=4}} *Io so che non si possono mettere a paragone periodi storici così diversi, ma quello che vedo oggi in Italia mi ricorda drammaticamente la falsità e il declino dell'Unione sovietica. *Hanno visto nella Russia una facile preda: nel popolo c'era una sorta di inquietudine creata ad arte, i russi sono andati da questi Savonarola di turno come Eltsin, magari pagati da qualcuno all'esterno del Paese, e la gente si accorgeva improvvisamente di vivere male. Da lì il passo verso la distruzione è stata breve. *La classe politica è la proiezione di quello che gli permettiamo di fare. Io sono preoccupato perché ho già vissuto sulla mia pelle momenti molto simili a quello che viviamo oggi ed è finita molto male. Ero nelle strade della mia città a raccogliere munizioni dai corpi dei morti. Non lo dimenticherò mai e non voglio che succeda più una cosa del genere. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20130202124053/http://www.nicolaililin.com/?p&#611272 La legge bavaglio in Russia]''|''nicolaililin.com'', 14 luglio 2012.|h=4}} *Il 10 luglio 2012, la "Duma", il parlamento russo, ha approvato la legge sull'informazione, che tra le altre funzionalità dovrebbe dare semaforo verde agli specialisti degli "organi competenti" per bloccare i siti internet che non corrispondono agli standard della censura statale. Il cavallo di battaglia del Cremlino è l'improvvisa voglia dei politici russi di combattere contro la pedofilia (con la quale molti di loro hanno guadagnato patrimoni cominciando dal lontano 1991, quando per via delle tangenti ricevute hanno abbassato da 16 fino a 12 l'età in cui il cittadino russo veniva considerato responsabile per la propria vita sessuale, dando così il via alla corsa di produzione di materiali di carattere pedofilo venduti in occidente). *[...] ricordiamo che la rete era l'ultimo mezzo in cui si poteva comunicare liberamente e reperire informazioni senza essere condizionati, in quanto tutte le agenzie d'informazione che agiscono in Russia sono pilotate da diverse forze politiche e per questo non possono essere considerate affidabili, quindi il pluralismo giornalistico in Russia non è mai esistito [...]. *{{NDR|Su [[Arkadij Babčenko]]}} È attivista delle manifestazioni anti-regime, combattente per la Russia nei due conflitti Ceceni, uno dei pochi uomini onesti nonché tra i migliori giornalisti di guerra mai esistito in Russia, e per via della sua estrema trasparenza ha deciso di lasciare il suo lavoro in uno dei quotidiani "oppositori" di punta (quello per cui scriveva la defunta e celeberrima Politkovskaya) per passare all'informazione sul web, motivando questa scelta con il fatto che anche nell'ambito di opposizione il giornalismo non è trasparente. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/30/tatuaggi-siberiani.html Tatuaggi Siberiani]''|Intervista di Fulvio Paloscia, ''repubblica.it'', 30 novembre 2012.|h=4}} *{{NDR|Su ''Storie sulla pelle''}} Qui il tatuaggio è la metafora dell' evoluzione del mondo moderno che ha condizionato le azioni degli umani privandole della loro unicità. Da carta di identità attraverso una complessa simbologia che può essere interpretata solo da eletti, è diventato un' espressione consumistica. Il problema è che abbiamo accettato questa trasformazione come la conseguenza di passaggi culturali inevitabili *Ogni persona che tatuo diventa come un familiare, perché nella tradizione del mio popolo il tatuaggio è un codice di comunicazione privata in cui riconoscersi totalmente. *In realtà la mia storia è un inganno. Uso il mio vissuto come un pretesto per costruire un universo umano. Anzi, credo proprio che la particolarità della mia scrittura sia quella di osservare la vita e raccontarla senza prendere posizioni. Come faceva mio nonno nelle sue narrazioni, e sulla cui oralità ho modellato la mia scrittura semplice e diretta ===2013=== *Quando nel 1987 [[Disastro di Černobyl'|esplose la centrale nucleare a Chernobyl]], tutta l'Unione Sovietica per diversi giorni rimase ignara dell'accaduto. Come spesso accadeva sotto il regime comunista, le autorità cercavano di nascondere gli avvenimenti che ritenevano a rischio di ribellione da parte dei cittadini. Nel frattempo la tragedia registrava risvolti sempre più terribili. Le notizie arrivavano attraverso il passaparola, abbastanza confuse e arricchite dalla fantasia popolare. Alcuni dicevano che la stazione nucleare era stata attaccata da un missile atomico della NATO e che eravamo entrati in fase di guerra aperta contro l'Occidente capitalista. Altri raccontavano invece che ad esplodere erano stati i magazzini in cui erano custoditi gli ordigni nucleari e che le autorità avevano inventato la storia della centrale per nascondere la verità dal resto del mondo. Poi c'erano quelli che sostenevano che l'esplosione della centrale era stata provocata dagli extraterrestri.<ref group="fonte" name="chernobyl">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/la-strega-cattiva-che-vendeva-le-squisite-mele-di-chernobyl/435/ La strega cattiva che vendeva le squisite mele di Chernobyl]'', ''xl.repubblica.it'', 3 febbraio 2013.</ref> *Proprio in quei tempi al mercato della nostra città era apparso un banchetto molto particolare. Lo gestiva una vecchia che somigliava al personaggio delle fiabe russe Baba Yaga, una specie di vecchia strega, malconcia e ripugnante, che vive nel bosco, pratica il cannibalismo e cerca sempre di combinare qualche guaio alla gente. Questa donna vendeva le mele al mercato, sopra questi frutti apparentemente belli e profumati, spiccava un cartello: "Eccellenti mele provenienti da Chernobyl". La gente che passava indietreggiava dallo spavento e scappava via a gambe levate, come se avesse incontrato l'ombra del diavolo. Ma la vecchietta non sembrava affatto dispiaciuta, al contrario, la sua faccia ricoperta di rughe si allargava in un mistico e cattivo ghigno, evidenziando la fila di denti d'oro.<br />Dopo qualche giorno una notizia legata al caso delle mele di Chernobyl scosse la città: la vecchia fu arrestata dalla polizia con l'accusa di favoreggiamento e incitazione all'omicidio, perché tra i suoi clienti c'erano persone che volevano fare i conti con famigliari, vicini, debitori o amanti rifiutati, sperando di realizzare la propria vendetta avvelenandoli con le mele radioattive. Nell'articolo c'era un virgolettato, una frase che aveva detto la venditrice di veleno al giudice: «Io non mi reputo colpevole, perché avvertivo le persone della provenienza delle mele, non ho avvelenato nessuno per mio volere. Se i miei clienti davano le mele da mangiare a qualcuno non è affare mio, una volta pesata e venduta, la merce non mi appartiene più». Per qualche settimana nella nostra città ci fu l'incubo delle mele radioattive.<ref group="fonte" name="chernobyl"/> *La Russia ha fatto un altro salto indietro: la legge antigay. Ora manca quella razziale e Putin potrà farsi crescere i baffi da Hitler.<ref group="fonte">Da un [https://web.archive.org/web/20130703102337/https://twitter.com/nicolai_lilin Tweet] del 2 luglio 2013.</ref> {{Int|Da ''[https://www.panorama.it/lifestyle/nicolai-lilin-paranoie-format Nicolai Lilin: "Le mie paranoie, un format di successo]''|Intervista di Raffaele Panizza, ''panorama.it'', 19 gennaio 2013.|h=4}} *Io possiedo due licenze per il porto d'armi e alcuni fucili, e da frequentatore del poligono m'è capitato di dovere disarmare gente inetta: ricordo un tizio cui s'era inceppata la pistola e tentava di sbloccarla rivolgendola verso di me, col colpo in canna. *Avevo una fidanzata in Texas, il cui padre possedeva 30 fucili d'assalto. Sa dove li teneva? In giardino, nella casetta degli attrezzi. Qualsiasi pazzo avrebbe potuto prenderli e uccidere. Ecco perché succedono le stragi. *Nel 2003, in Afghanistan, ho arrestato un terrorista islamico con 8 chili di esplosivo nello zaino. *{{NDR|«Il suo ricordo più terribile di quegli anni?»}} In Iraq, dove agivano contractor assoldati da un colosso americano delle costruzioni, specializzato in impianti petroliferi. Erano nazisti, con le svastiche appiccicate alle uniformi. Scendevano in città e sparavano ai civili, falciandoli con la mitragliatrice. *{{NDR|«Le capita ancora di vivere paranoie da vita militare?»}} Sempre. Per scendere o salire dall'auto uso modalità operative. Camminando per strada scruto i tetti, in cerca di canne di fucile. Gli psicologi, purtroppo, non sono riusciti a guarirmi. *{{NDR|«Le è mai capitato di spaventarsi e assalire qualcuno?»}} È successo dopo l'uscita di ''Educazione siberiana''. M'ero appena comprato una casa in campagna e mi stavo rilassando sul divano, quando vedo due tizi avvicinarsi alla porta e infilare le chiavi nella serratura. Mi alzo, prendo la pistola e spingo forte la porta, facendoli cadere a terra. Chi siete? Dove sono le armi? Urlo, puntandogli l'arma in faccia. Erano due agenti di Tecnocasa convinti che la villa fosse ancora vuota. {{Int|Da ''[https://www.oggi.it/people/vip-e-star/2013/01/25/nicolai-lilin-perche-ho-detto-si-a-salvatores/ Nicolai Lilin: «Perché ho detto sì a Salvatores»]''|Intervista di ''oggi.it'', 25 gennaio 2013.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} All'inizio ero scettico e non credevo possibile ridurre il libro in un film. Certo che il libro fosse appetibile per il cinema se ne accorsero molto presto, già un mese prima che uscisse nelle librerie. Da quel momento ho ricevuto otto proposte da parte di altrettanti registi, ma a tutte ho detto di no, trattavo il mio libro come qualcosa di inviolabile, di sacrale. Con il tempo ho cambiato prospettiva e quando si è fatto avanti Salvatores ho accettato. Apprezzo il suo stile asciutto, la capacità di raccontare storie semplici e umane, senza per forza eccedere in virtuosismi inutili o trovate fini a se stesse. *{{NDR|Su [[Gabriele Salvatores]]}} È stato uno dei pochi a capire che il libro non è basato su una banale storia di criminali, ma al centro c'è la scomparsa di un vecchio mondo, sotto l'onda impetuosa e distruttiva di un nuovo mondo. Il resto sono solo circostanze, avvenimenti, che fanno da sostegno alla storia. I lettori del libro ci si ritroveranno molto. *Ho avuto modo di apprezzare il lavoro della scenografa Rita Ribassini, che ha lavorato duramente con una squadra di professionisti che hanno messo l'anima in questo progetto. Il risultato è stato davvero incredibile. E per essere precisi, non è stata ricostruita la Transnistria, ma è stato costruito una specie di non-luogo funzionale al racconto, anche se poi al suo interno ci sono parecchie immagini che rimandano a quel tempo. *Vivo talmente dentro il mio mondo chiuso che a volte mi sembra di non essere connesso alla realtà che mi circonda. {{Int|Da ''[https://www.huffingtonpost.it/2013/02/02/intervista-a-nicolai-lilin-ho-vissuto-il-male-delleducazione-siberiana-e-nella-costituzione-italiana-ho-trovato-il-bene-_n_2606526.html Intervista a Nicolai Lilin: "Ho vissuto il male dell'educazione siberiana e nella Costituzione italiana ho trovato il bene"]''|Intervista di Luca Ferrari, ''huffingtonpost.it'', 9 febbraio 2013.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Lega Nord]]}} Secondo me da queste persone, attraverso il sistema legale, deve essere ritirata la cittadinanza italiana per tutta la vita. *Per la bandiera italiana, per la questione italiana, per i miei cittadini italiani, io ammazzerò chiunque e farò la guerra fino alla vittoria o fino alla morte. *Io ho preso la pistola nella mia mano quando avevo cinque anni. *{{NDR|«Sei d'accordo al matrimonio tra due persone dello stesso sesso?»}} Certo. Secondo me dovevamo andare verso questa direzione già tanto tempo fa. Cittadino è un'entità che lavora e contribuisce e crede nei valori. Se un omosessuale, una persona che crede nella bandiera italiana, crede nei valori di questo paese, crede nella Costituzione e contribuisce, è mio fratello e ha il diritto di fare tutto quello che hanno il diritto di fare tutti i cittadini di questo paese. *{{NDR|«Tra Monti, Bersani, Ingroia, Grillo e Berlusconi, chi secondo te potrebbe governare al meglio questo paese?»}} Io politicamente non sostengo nessuna di queste persone. [...] Non mi da fiducia nessuno. [...] Io sogno per l'Italia un uomo onesto, intellettuale e un grande conoscitore del proprio popolo. Mi piacerebbe avere una persona simile a quello che era in Unione Sovietica Gorbačëv. Io vorrei un leader politico come lui oggi in Italia, ma non c'è. *Io il signor [[Gérard Depardieu|Depardieu]] lo rispetto molto per le sue esibizioni artistiche e per quello che lui ha fatto per cinematografo, però quello che lui adesso ha fatto, operazione che lui ha fatto con la Russia, è un operazione infame, perché è impossibile che una persona oggi nel 2013 sfrutta un paese dittatoriale dove milioni di persone vivono sottomessi da un potere militare, dove in Cecenia gente continua a morire ogni giorno ammazzati dalle forze di polizia corrotti, trafficanti, criminali, assassini dove il capo del paese è un ex agente della KGB e che ha le mani sporche di sangue fino ai gomiti che si chiama Putin ovviamente, lo sappiamo tutti chi è, e noi adesso abbiamo questo qua, questo pagliaccio Depardieu che vuole far vedere a tutto il mondo che la Russia è un paese giusto. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Transnistria/Educazione-siberiana-in-uscita-il-film-130358 Educazione siberiana, in uscita il film]''|Intervista di Bernardo Venturi, ''balcanicaucaso.org'', 11 febbraio 2013.|h=4}} *{{NDR|Su [[Michail Gorbačëv]]}} Lui è stato il migliore, ma molti russi non l'hanno capito. *In Transnistria ho ancora una piccola parte della famiglia, sono rimasti solo due anziani. La parte attiva della mia famiglia è migrata in diverse parti del mondo. Io, mia madre e mio fratello siamo qua, mio padre ha avuto tre attentati in Transnistria ed è scappato in Grecia; un'altra parte della famiglia è vicino a Mosca. Con il regime della Transnistria non ho mai avuto buone relazioni. Ho fatto una serie di attività di monitoraggio su traffici e corruzione della polizia e non mi vogliono più. *Il regime {{NDR|transnistriano}} è corrotto e autoritario, non potrà mai cambiare davvero ed essere democratico finché ci sarà la presenza della XIV Armata, l'esercito di occupazione russo. *Sono arrivato in Cecenia nel 1998, un anno prima dell'inizio della seconda guerra cecena. In quel periodo il nostro rapporto con la popolazione cecena era molto buono. Ci vedevano come un limite al terrorismo e alla presenza dell'estremismo jihadista. Poi con la guerra è tutto cambiato. I russi hanno usato metodi assurdi, come rastrellamenti e bombardamenti. Chiunque in quel periodo aveva un'arma in casa e questo non voleva dire che fosse un terrorista. Bombardare le montagne poi è strategicamente inutile. Chi, bombardando e per uccidere un terrorista, uccide 120 civili è lui stesso un terrorista. Se fossi stato ceceno in quegli anni sarei salito anch'io in montagna per combattere. *Oggi mi impegno su alcune cose, come la lotta alla pedofilia... ci sono dei traffici internazionali, anche dalla Russia, molto preoccupanti. Però è molto diverso dalla guerra. Oggi non combatterei mai una guerra offensiva. Se vivessi durante la seconda guerra mondiale, non sosterrei l'espansionismo fascista, andrei sulle montagne a combattere con i partigiani. *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Ho rifiutato varie proposte, alcune da Hollywood, per esempio da Scorsese, prima di accettare di lavorare con Cattleya. Ho deciso di lavorare con loro perché mi volevano coinvolgere nella realizzazione del film, ritenevano la mia presenza sul set indispensabile. Ho chiesto di lavorare con Salvatores perché lo ritengo il migliore. Gabriele ha accettato, gli è piaciuto moltissimo il libro. *Il consumismo post-sovietico era una cosa impressionante. Ha cambiato anche la criminalità, togliendoci l'etica, rendendola più feroce e spietata. I modelli occidentali si sono mostrati come inganni e questo ha portato disillusione e violenza. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/02/28/lilin-salvatores.html Lilin & Salvatores]''|''repubblica.it'', 28 febbraio 2013.|h=4}} *Secondo me il successo di Educazione siberiana è legato al fatto che l'ho scritto senza prendere le parti di nessuno, ma semplicemente utilizzando la voce di un ragazzo. Questo raccontare una realtà attraverso i sentimenti, senza tecnicismi, ha aiutato le persone a sentirla sulla propria pelle. E per me questa è una cosa davvero rivoluzionaria. Nella comunicazione letteraria è importante stare dalla parte dei sentimenti e non da quella dei meccanismi, altrimenti diventi scrittore politico. E quando in mezzo c'è la politica sporchi tutto. Io per esempio sono stato sempre colpito da giovane dagli autori di fantascienza americani degli anni Cinquanta, da Asimova Bradbury, perché è attraverso queste letture non dichiaratamente politiche - allora vietate nel mio Paese - che ho scoperto cosa accadeva nel mondo, a cominciare dalla guerra nel Vietnam. Grazie a questi libri, che in Russia si chiamavano "stracci", ed erano vietati, capimmo che il capitalismo non era tutto cattivo e che, di là dalla Cortina di ferro, c'erano persone che condividevano i nostri stessi valori. Su questo ho costruito la mia comunicazione letteraria. Poi, se c'è qualcuno che vede qualcosa di politico in quello che scrivo ben venga, ma il mio primo obiettivo è comunicare. Se vogliamo dire che ogni comunicazione è politica va bene, ma io non voglio assolutamente essere politico. E in questo momento sono anche apartitico. *Il film {{NDR|''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} comunque finisce con il personaggio che lascia la Transnistria e spiega alla madre la sua voglia di cambiamento, cosa che a mia madre io non sono mai riuscito a spiegare. Ma questo perché veramente conservo un bambino dentro di me, che non mi abbandona. Il film è stato costruito usando il libro come base, ma la linea narrativa è completamente diversa. Ha una sua vita, e chi ha letto il libro riconoscerà molti personaggi, molte situazioni ma inseriti in una storia parallela e indipendente. Certo, quando mi è stato consegnata la prima stesura del soggetto, mi sono sentito smarrito. Per me, digiuno di cinema, è stata una sorta di sindrome delle prime nozze, quando la sposina non si toglieva i vestiti perché si vergognava di fronte al marito sconosciuto. Io mi sono spaventato non per il contenuto, ma perché mi sono reso conto della grandezza di quanto mi stava accadendo *Io ero uno dei pochi che, parlando russo, potevo comunicare con loro, e a un certo punto mi avvicinano questi due personaggi, dall' aspetto chiaramente delinquenziale, e mi chiedono "Sei tu che hai scritto il libro? Grazie a te ci hanno trasferito in un albergo bellissimo dove ci danno anche la colazione la mattina. Speriamo duri tanto". {{Int|Da ''[https://archivio.teatrostabiletorino.it/archivi/media/collectiveaccess/images/3/6/9/8951_ca_object_representations_media_36917_original.pdf Nicolai Lilin. Leggetemi come Asimov, scoprirete un altro mondo]''|Intervista di Michele Segreto, ''teatrostabiletorino.it'', marzo-aprile 2013.|h=4}} *In gioventù ho letto molti romanzi su mondi lontani, inventati e fantascientifici e, forse perché si costruivano su ambientazioni palesemente inesistenti, mi risultava semplice capire le metafore a cui alludevano. Il mio consiglio quindi è di leggere i miei romanzi come leggereste Asimov, per andare oltre la superficialità e capire il significato che volevo trasmettere quando li ho scritti. *Facevo parte di un'associazione culturale piemontese e scrivevo i miei racconti su un blog letto da una piccola nicchia di pubblico, e molte persone con cui lavoravo si complimentavano con me per le storie di cui parlavo e il tipo di narrazione. Ma se non fosse stato per un amico, che mi chiese se poteva far leggere i miei racconti a un editore, tutto sarebbe rimasto circoscritto al mio piccolo ambiente. Successivamente mi è giunta una telefonata del capo del settore della narrativa di Einaudi che mi faceva presente che per la casa editrice i miei testi avevano un grande interesse letterario. Così ho cominciato a scrivere per l'editoria. [...] Einaudi infatti aveva attuato una strategia particolare, spedendo cinquemila bozze rilegate del mio romanzo in giro per il mondo prima della pubblicazione. Per questo già un mese prima dell'uscita del libro alcune persone lo avevano letto e ne parlavano. Il caso più noto è stato quello di Roberto Saviano, che mi intervistò per La "Repubblica". Questa operazione mi portò quasi subito otto proposte cinematografiche. Pur sentendomi lusingato da tutte queste attenzioni, ero in una fase in cui non avevo nemmeno certezze su come sarebbe stata accolta la pubblicazione dalla critica e le rifiutai tutte, per il mio impulso a rimanere con i piedi per terra. Si può dire che avevo seguito il proverbio russo "è meglio avere poco, ma in pugno". *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Riflettendoci su, avevo capito che i miei timori erano legati soprattutto alle tematiche trattate nel libro, che sono facilmente fraintendibili senza una giusta chiave di lettura. Questa mia sensazione si è poi rivelata spesso veritiera, dato che molti hanno estrapolato di me solo l'immagine di un ex criminale siberiano capace di uccidere. Finché c'era il rischio di questo fraintendimento nulla poteva smuovermi dal blocco e per questo motivo sono arrivato a rifiutare anche le offerte delle grandi industrie cinematografiche statunitensi. Nemmeno l'interessamento di un grande regista come Martin Scorsese è riuscito a smuovermi, nonostante fossi personalmente certo che i suoi film sono sempre dei capolavori. Superai l'impasse con la decisione che avrei accettato di trasporre il libro su pellicola solo con chi sarebbe stato disposto a coinvolgermi direttamente nella messa in opera. Ho espresso la mia richiesta direttamente alla casa editrice, che si è occupata di contattare le industrie cinematografiche. Cattleya, oltre ad assicurarmi la collaborazione sinergica nel film, mi ha dato la possibilità di scegliere il regista con cui mi sentivo più in sintonia. Da lì è nata la mia proposta di coinvolgere Gabriele Salvatores. *{{NDR|Su [[Gabriele Salvatores]]}} Grazie alla formazione di Salvatores negli ambienti di sinistra e le sue dirette esperienze nei paesi dell'Est, lui ha capito esattamente la prospettiva degli antieroi che si trovano nel passaggio tra due sistemi, tra la distruzione dei valori passati e l'assenza di appigli per costruire il futuro. Con lui è stato più semplice lavorare in sintonia, mentre molti altri registi continuavano a vedere Educazione Siberiana solo come una violenta epopea sulla mafia criminale russa, confondendo le circostanze in cui i racconti avvenivano con l'anima della storia. *{{NDR|Su [[John Malkovich]]}} Quando si lavora con una persona come lui si capisce cosa vuol dire essere un attore professionista. La sua serietà, la curiosità e il coinvolgimento per le storie che deve interpretare danno il vero valore aggiunto alla scena. *Lo spettacolo teatrale è un'altra avventura in cui sono stato catapultato per caso, coinvolto da persone a cui era molto piaciuto il mio romanzo. Ho scritto la drammaturgia direttamente con il regista e anche in questo caso abbiamo creato una storia parallela ispirata alle situazioni del libro. Come nel film poi, ho partecipato attivamente sia nella ricostruzione degli elementi e delle armi che menziono in Educazione Siberiana, sia nei costumi e nei movimenti più adatti alle scene. Questa esperienza mi ha insegnato una tipologia narrativa ancora differente sia dal film che dal libro. {{Int|Da ''[https://inchiostroindelebile.wordpress.com/2013/03/07/nicolai-lilin-educazione-e-tatuaggi/ Nicolai Lilin: educazione e tatuaggi]''|Intervista di Sara Bauducco, ''inchiostroindelebile.wordpress.com'', 7 marzo 2013.|h=4}} *In quest'ultimo libro ho usato il tatuaggio come filo conduttore per creare una serie di racconti e parlare di alcuni personaggi. In ogni caso ''Storie sulla pelle'' può esser letto anche da chi non ha letto ''Educazione siberiana'', è un libro più letterario, costruito e ricercato. *Anche se l'uomo si è evoluto continua a voler rappresentare ciò che vive perché l'immagine dia l'illusione che il momento resti eterno. Ma anche le icone che sembrano vivere più a lungo possono distruggersi domani perché nulla è eterno. Questa volontà di fregare la morte mi ha incuriosito molto fin da piccolo. Sacro e profano si fondono, molti criminali – intendo per il modo di pensare – hanno cercato di avvicinarsi a quello che è l'eterno. Per me, che conosco le leggi della fisica quantistica, l'eterno è l'assoluto; per mio nonno l'assoluto era Dio creatore e lui chiedeva a persone che facevano icone di rappresentarlo. *Stavo scrivendo 6 progetti poi ho capito che era troppo, così ho indicato ognuno su un bigliettino e ho tirato a sorte per sapere quale continuare: ora mi sto concentrando su quello. Sono un narratore e i temi non mi mancano. Non ho mai scritto un libro di cui non sono soddisfatto. Per me un libro è una storia conclusa, che rileggo sempre prima di consegnare al mio editore. Solo il primo libro non l'ho riletto ma perché ce l'avevo dentro. Poi, quando lo consegno passo ad altro. {{Int|Da ''[https://www.panorama.it/cultura/nicolai-lilin-educazione-siberiana-intervista Nicolai Lilin: "Educazione Siberiana ha il pathos universale di una tragedia greca"]''|Intervista di Michele De Feudis, ''panorama.it'', 13 marzo 2013.|h=4}} *La definizione di "criminale onesto" è un ossimoro, incarna la visione del mondo di un cittadino orgoglioso, che non accetta le malversazioni dai prepotenti nascosti sotto le vesti legalitarie dello Stato o con la maschera dei politici corrotti. *La comunità che ho descritto non esiste più. I vecchi Urka sono morti, i giovani sono stati ammansiti dal sogno occidentale, dalle mollezze di costumi estranei alla loro cultura. *{{NDR|Sulla Russia}} È un paese difficile da governare perché sterminato territorialmente. E c'è un netto distacco tra intellettuali e popolo. *{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} È un estremista. Ha fondato un movimento fascio-comunista, il partito nazionalbolscevico. Le sue idee sono pazzesche e purtroppo molti intellettuali lo seguono. {{Int|Da ''[https://www.targatocn.it/2013/04/05/sommario/agricoltura/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/lilin-autore-di-educazione-siberiana-si-rivela-a-targatocn-litalia-un-paese-di-compromessi-c.html Lilin, autore di "Educazione siberiana", si rivela a TargatoCn: "L'Italia? Un paese di compromessi che ha perso il contatto con la realtà"]''|Intervista di Nicolò Bo, ''targatocn.it'', 5 aprile 2013.|h=4}} *La mia esperienza in Italia è molto semplice: sono arrivato in qualità di extracomunitario come tanti altri per ricongiungermi a mia madre e poi sono dovuto rimanere. Il mio trasferimento in Italia non è stato programmato. *Se qualcuno vuole pensare che dietro a chi ha scritto il libro {{NDR|''Educazione siberiana''}} ci sia un ghostwriter, che lo pensi pure. A me importa, piuttosto, che costui abbia comprato il libro. *[...] io pago le tasse, mentre vedo, invece, che ci sono molti italiani che si sottraggono a questo dovere. Non riesco proprio a concepirlo: se la società decide che per il suo bene sono necessari determinati sacrifici, bisogna farli, tutti insieme. *{{NDR|«Perché la scelta della Lituania (con molti attori lituani!) per rappresentare la sua Transnistria [in ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]'']?»}} Primo, perché ci è stato vietato di girare in Transnistria, essendo un paese molto chiuso e compromesso. Hanno letteralmente paura dell'Occidente. È un paese dove regna l'illegalità. Ho provato a mettermi in contatto con il Ministero della Cultura, ma da lì non si degnano nemmeno di risponderti. È come chiedere di fare un film in Venezuela o Cuba. La Lituania è invece un paese europeo che alletta per le abbondanti sovvenzioni e poi, da una parte è ancora riconoscibile lo stampo sovietico, dall'altra è già nel cuore dell'Europa. Comunque è la produzione che ha deciso, io non avevo voce in capitolo. Le voci per cui "Nicolai Lilin ha vietato di girare in Russia" sono fantasie dei giornalisti per creare un fantomatico scoop. *L'Italia è un paese di compromessi. Tutti si mettono d'accordo con tutti e tutto apparentemente va bene. Ma in realtà ci sono tantissimi problemi. Ci riteniamo democratici e poi creiamo campi di concentramento in Sicilia, dove stipiamo ragazzi africani e li facciamo morire come topi. Come li consideriamo, quindi? Umani? Criceti? Come dobbiamo trattarli? Poi abbiamo la politica, da mani nei capelli: da una parte mummie, dall'altra il circo bulgaro, senza nessuna coerenza. Serve qualcuno che veda chiaro e che racconti le cose come stanno realmente. Gli italiani hanno perso il contatto con la realtà. Pensano di vivere nei film di Hollywood: case da sogno, attori bellissimi. Non è questa la vera faccia della quotidianità. Andate a vedere le situazioni ai margini. Non è tutto Sanremo, qui. Purtroppo l'italiano medio non ha voglia di aprire gli occhi davanti a questi problemi macroscopici. La colpa sarà in parte anche dei politici, ma principalmente è degli elettori. {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/interni/adesso-i-tatuaggi-ve-li-disegno-sulle-magliette-925509.html "Adesso i tatuaggi ve li disegno sulle magliette"]''|Intervista di Daniela Fedi, ''ilgiornale.it'', 10 giugno 2013.|h=4}} *In generale penso che nella moda ci sia tantissimo spazio per le storie e la fantasia. In quella italiana, poi, c'è più ricerca e rigore che in qualsiasi altra. Non è la prima volta che mi chiedono di realizzare qualcosa nel settore, ma stavolta ho capito di poter fare di più. Ho preparato tre storie universali valide sia per le donne che per gli uomini: l'amore, il viaggio, l'opposizione a tutte le dittature. Ciascuno le interpreterà a modo suo traducendo i simboli come meglio crede, ma tutti noi viviamo queste situazioni: siamo uniti dai nostri destini diversi. Quel che ci rende umani, una grande specie dominante, è proprio l'essere uguali nella diversità. *{{NDR|«Qualcuno dirà che l'ha fatto per soldi, non pensa?»}} Si accomodino, non è la prima e non sarà l'ultima volta che mi attiro delle critiche. Sono stati molto coraggiosi i titolari di Happiness perché fare questo progetto è come fare una dichiarazione pubblica di libertà mentale. *Il mio Paese è governato da militari e questo genera sempre intolleranza e squilibrio. È la cosa che temo di più perché in Cecenia e in molte altre situazioni della mia vita ho visto a cosa può portare la mancanza di equilibrio, un orrore senza fine. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/06/18/larte-del-tatuaggio-sul-tessuto-per-le.html L'arte del tatuaggio sul tessuto per le mie grandi storie universali]''|''repubblica.it'', 18 giugno 2013.|h=4}} *Quando realizzo un tatuaggio per una persona reale, non ho la possibilità di usare la fantasia, devo rimanere fedele alle storie della vita di ogni singolo individuo e questo mi spinge a cercare supporti alternativi, che permettano l'uso dell'immaginazione. *Ho scelto tre concetti che personalmente trovo profondamente intimi per ogni singolo umano, ma allo stesso tempo presenti in ognuno di noi. Uno è l'amore: siamo tutti innamorati di qualcuno o di qualcosa, siamo animati dalla passione e questo trasforma la nostra realtà quotidiana, modula la nostra vita.<br />Un altro concetto è il viaggio, siamo tutti sempre alla ricerca di qualcosa, spinti dalla curiosità, viaggiamo dentro noi stessi, esplorando attraverso la nostra natura quella dell'universo, ci misuriamo con il mondo. Il terzo concetto è la resistenza a tutte le forme di dittatura, prima di tutto all'ignoranza e all'intolleranza che ci circondano, su questi pilasti si basano tutte le forme di estremismi e di dittature che esistono. Quest'ultimo è il tema che mi interessa di più, in particolare in questo momento di cambiamenti globali, in cui l'importanza dell'integrità umana e l'apertura mentale di ogni individuo coinvolto nel percorso della storia universale rappresenta un elemento indispensabile del meccanismo esistenziale. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/11/lilin-si-da-tv-cinema-dopo-mankind.html Lilin si dà a tv e cinema. Dopo Mankind farò un film]''|''repubblica.it'', 11 luglio 2013.|h=4}} *Rulli e Petraglia sono stati per me due maestri: mi hanno introdotto alla magia e ai meccanismi del cinema. Sarei arrogante se dicessi che so già scrivere una sceneggiatura, ma sto lavorando in gruppo su alcuni progetti, per fine anno spero che maturi l' ossatura di un film. *{{NDR|Su ''Mankind''}} Per non fare i soliti "lanci" nel vuoto, spesso adottati in tv, la rete mi ha chiesto di approfondire alcuni temi legati all' attualità. Il documentario è spezzato da alcuni interventi, ci riferiamo a situazioni che viviamo oggi. Non ci sono veri e propri ospiti, ma nella puntata in cui parliamo dell' evoluzione delle armi, diamo la parola a un esperto di addestramento militare. Forse Mankind risente di un' impostazione americana, dove c' è il mito delle armi (tutti le tengono in casa), mentre in Italia l' approccio è diverso. *{{NDR|Su ''Mankind''}} Si parte dalla nascita dell'uomo. Si vede come sia riuscito a progredire, passando dalla caccia all' agricoltura. Si pone grande attenzione allo sviluppo economico, al commercio e alla geopolitica. Si parla delle rivoluzioni, ma non delle guerre mondiali, già abbondantemente trattate. Più che sulle ideologie e i capi di Stato ci si sofferma su persone comuni che hanno fatto grandi scoperte che si sono battute per i diritti umani. {{Int|Da ''[https://www.stefanoguerriniarchivio.it/nicolai-lilin-e-la-sua-capsule-collection-di-t-shirt-per-happiness-la-mia-intervista-allautore-di-educazione-siberiana/ Nicolai Lilin e la sua Capsule Collection di T-shirt per Happiness. La mia intervista all'autore di "Educazione siberiana"]''|Intervista di Stefano Guerrini, ''stefanoguerriniarchivio.it'', 31 luglio 2013.|h=4}} *Da tempo il mondo della moda mi proponeva collaborazioni, ma fino ad oggi nessuna mi aveva convinto. Poi un giorno è arrivata la proposta di Yuri Scarpellini, fondatore di Happiness, con cui ci siamo intesi da subito poiché era sinceramente affascinato dall'idea del significato celato nei simboli e nei tatuaggi della mia tradizione. Non mi ha mai chiesto il significato dei disegni, così come vuole l'etica della mia tradizione, e mi ha lasciato totalmente libero di sviluppare il progetto come volevo. *Ho pensato ai giovani. Ho modo di dialogare spesso con loro, anche tramite i social network. Mi sembrano una generazione intelligente, curiosa, attenta e combattiva e ho voluto raccontarli attraverso questi disegni. *Come sa io ho un passato da militare, dove la moda non esiste perché tutto è uniformato. I capi di abbigliamento che prediligo sono quelli pratici, ma da quando vivo in Italia ho avuto modo di avvicinarmi al mondo della moda e di apprezzare lo stile classico degli abiti da uomo. Recentemente ho anche vissuto un'esperienza televisiva con lunghe prove abiti a cui non mi ero mai sottoposto. Poi, beh, nel mio guardaroba personale l'accessorio di punta rimane sempre la fondina. {{Int|Da ''[https://www.metropolitano.it/la-pelle-che-parla/ La pelle che parla]''|Intervista di ''metropolitano.it'', 10 settembre 2013.|h=4}} *La cultura criminale siberiana era già in decadenza quando ero bambino: era una mentalità chiusa, legata regole rigide che però portavano anche una serie di valori positivi come la correttezza, il rispetto dei deboli, delle autorità (criminali, ovviamente), la religione, la discrezione e l'educazione. Dall'altro lato, vi era l'odio profondo contro la polizia, contro il regime comunista e contro i diversi. Erano soprattutto i nostri anziani a tramandare le nostre leggi e i nostri costumi, mentre già la generazione di mio padre se ne stava allontanando. *La cultura di mio nonno si è estinta perché era imperfetta, estremamente rigida anche nei confronti di sé stessa. Era un mondo in cui l'intolleranza era portata all'estremo, quasi alla superstizione: basti pensare che mio nonno era terrorizzato dai gay, perché era credeva che l'omosessualità potesse essere trasmessa attraverso lo sguardo. *Cresciuti sotto il regime, i nostri anziani vivevano per sopravvivere. Con la fine del comunismo però è finita anche la cultura criminale siberiana: i valori dei nostri nonni non potevano vincere contro il consumismo moderno. *Il nostro tatuaggio non è mai stato geloso: anche al tempo dei nostri vecchi, nessuna regola proibiva di dare i nostri segni a chi non era siberiano, a patto che ad eseguire il tatuaggio fosse un kol'sik. Ad ogni modo, le antiche regole sono quasi dimenticate e non c'è nessuno che le faccia rispettare. Con il mio lavoro cerco di far sopravvivere la nostra arte alla dispersione della nostra cultura. *{{NDR|«È vero che hai ricevuto delle minacce, a seguito della pubblicazione dei tuoi romanzi?»}} Sì, ma non da parte di Seme Nero: magari non gli starò simpatico per quello che ho scritto nei miei romanzi, ma di fatto non hanno motivo di odiarmi al punto da farmi del male. Non sono uno di loro e non ho mai fatto finta di esserlo. Piuttosto, ho avuto problemi con alcuni mitomani italiani, nostalgici della vecchia Unione Sovietica, che mi hanno minacciato per la mia condanna del regime comunista. {{Int|Da ''[https://www.today.it/cronaca/nicolai-lilin-negozio-tatuaggi-solesino-padova.html Educazione siberiana sulla pelle: Nicolai Lilin e il "marchiaturificio"]''|Intervista di François Turatto, ''today.it'', 9 ottobre 2013.|h=4}} *[...] io sono molto legato al Veneto, mi sento anche un po' Veneto in quanto ho gli stessi modi. Una somiglianza di etica e di morale. Provengo da un posto molto povero, dove la gente si rimboccava le maniche e lavorava sodo e aveva la mentalità molto simile ai veneti, quindi mi trovo molto bene qua. *Quello che vogliamo fare nel nostro laboratorio non è ripristinare la cultura siberiana – che si è quasi estinta – ma è influenzare la tendenza dei tatuaggi moderni con le regole del tatuaggio antico. Portare un po' di senso e di significato in una cultura moderna che ormai è troppo estetica. *[...] il tatuatore non è importante perché tatua fisicamente il corpo, ma perché conosce e interpreta i simboli. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/10/15/gang-latinos-tatuaggi-codici.html Gang - Latinos - Tatuaggi , codici e omicidi così gli affiliati scalano il potere]''|''repubblica.it'', 15 ottobre 2013.|h=4}} *Otto anni fa mi sono trovato coinvolto in un progetto di monitoraggio delle sette sataniche a Torino. Uno dei miei incarichi era quello di analizzare i graffiti della città. Nei pressi della prefettura mi sono imbattuto in una serie di scritte con l'acronimo "Ms13", accompagnate da disegni di mani che facevano il segno delle corna. Ipotizzando un collegamento col tema del satanismo ho approfondito attraverso i miei contatti. Mi rispose un agente dell' Fbi che aveva passato più di dieci anni sotto copertura nelle gang di Los Angeles, con: «Complimenti, la Mara Salvatrucha è arrivata anche da voi». *Quando si parla di Ms13 bisogna essere consapevoli che rappresentano il corpo armato dei trafficanti messicani e che oltre a commettere omicidi e atti di violenza per conto dei boss della "Eme", la loro funzionalità è quella di "colonizzatori" di nuovi territori, che i criminali messicani invadono con lo spaccio di droga. *La gang Ms13 ha un rigido codice di comportamento, una gestione gerarchica, un sofisticato sistema di riconoscimento e una serie di linguaggi nascosti che spaziano tra tatuaggi, capi di abbigliamento, uso del linguaggio dei gesti, modi di tagliare i capelli, sagomare le sopracciglia, creare cicatrici di forme particolari in punti visibili del corpo. Ogni iniziato ha dei tatuaggi specifici, come i tre punti che rappresentano le tappe della vita di un mara: l' ospedale in cui si nasce, il carcere in cui si finisce e il cimitero in cui si va dopo la morte. Altri tatuaggi tipici sono le lettere MS in carattere gotico abbinate al numero 13. *La progressiva crescita in Italia delle gang di Ms13 è un segnale preoccupante. Può significare che stiano testando il nostro territorio per conto della criminalità messicana. Una volta inseriti nell' ambiente criminale locale e stabiliti sul territorio, potrebbero essere potenziati da chi è esperto nel traffico e dalle cellule violente dei killer. Il passo successivo è quello di organizzare il traffico diretto di armi e droga senza rendere conto alle comunità criminali locali. Questo è il modo in cui hanno agito durante la loro migrazione sul territorio degli Stati Uniti. Per una città come Milano, dove il traffico di stupefacenti è controllato dalle famiglie di origine calabrese, questo può significare una guerra tra fazioni criminali. Guerra che, come tutte le guerre, non porterà niente di buono né a coloro che la faranno né a coloro che saranno costretti a subirla. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/10/30/lilin-passeggiando-tra-maestri-russi-ora-serve.html Lilin, passeggiando tra i maestri russi Ora serve una rivoluzione delle idee]''|Intervista di Fulvio Paloscia, ''repubblica.it'', 30 ottobre 2013.|h=4}} *[...] sono rammaricato per come stanno andando le cose con Putin, le sue leggi omofobe, la censura, la pedofilia come sistema criminale per guadagnare denaro. La corruzione di stampo occidentale ha preso il sopravvento, per questo Berlusconi e Putin sono così amici, e si somigliano pure: ambedue oggetto di plastiche facciali per sembrare sempre giovani, ma solo Satana non invecchia mai. Sono demoni. *Non ho più fegato per vivere in un Paese così, dove l'unica soluzione ormai è il suicidio. Non amo essere sottomesso ad un Re. Sia Putin o Berlusconi. *Ci vuole una nuova rivoluzione. Non armata, ma delle idee. Un risveglio degli intellettuali che ribalti tutto attraverso la cultura. {{Int|Da ''[http://www.corrierespettacolo.it/educazione-siberiana-intervista-a-nicolai-lilin/ "Educazione siberiana": intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Mariagiovanna Grifi, ''Corrierespettacolo.it'', 16 novembre 2013.|h=4}} *{{NDR|Su ''Educazione siberiana''}} Io ho scritto un romanzo, non un saggio storico, anche se ho fatto riferimento a un momento epocale della storia. Non è facile, e neanche opportuno, cercare di distinguere la realtà dal romanzo. Chi cerca di esaltare o di negare la verità del mio libro è comunque un "maleducato". Sta a me scrittore affermare se quello che ho scritto è fondato sull'esperienza vissuta o meno. *In Italia tutto deve essere uguale a qualcosa di più grande e importante, è la legge del conformismo: nel mondo consumistico vendere idee diverse è difficile, c'è bisogno di fondarle su un sottosuolo di base uguale ad altri. *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Ho avuto molte proposte, anche più importanti di Salvatores, e magari avrei potuto guadagnare più soldi, ma avrebbero sicuramente stravolto il mio libro, lo avrebbero trasformato in uno ''splatter'' pieno di sangue e criminali russi. Ho preferito una persona sensibile, con cui poter lavorare anche di persona (fondamentale il fatto che Salvatores era a Milano, vicino a me). {{Int|Da ''[https://www.cafeboheme.cz/nicolai-lilin-tra-linchiostro-della-penna-e-quello-dei-tatuaggi/ Nicolai Lilin, tra l'inchiostro della penna e quello dei tatuaggi]''|Intervista di Mauro Ruggiero, ''Cafeboheme.cz'', 18 dicembre 2013.|h=4}} *Ho visto che in Italia la guerra viene considerata o come una cosa completamente da condannare, ma da condannare in modo generico, anche molto ipocrita, perché si condanna una cosa che non si conosce, oppure, dall'altra parte, molti la considerano invece un show, un divertimento, grazie ai film dove quando si uccide si ride, si scherza, oppure ai videogiochi dove dalla mattina alla sera ci si ammazza. Tra l'altro videogiochi molto realistici, che fanno paura... Si fa tutto questo, però, senza il dolore vero, senza vedere cosa accade dopo, perché quando nel videogioco si spara, il nemico cade a terra poi scompare, ma nella vita poi vedi anche la gente che arriva, la madre che piange... Per questo volevo raccontare la guerra così com'è veramente, per condividere questa esperienza con le persone che non conosco. *Non voglio certo difenderlo, sarei l'ultima persona a poter difendere il regime in Unione Sovietica, sarei un ipocrita, visto che nella mia famiglia sono morte 17 persone per mano dei sovietici... Però quando succedeva questo casino, quando è arrivata questa libertà e c'erano manifestazioni, carrarmati in piazza, gente... Io vedevo mio nonno che era triste e preoccupato. Allora io andai da lui e gli dissi: "Nonno, tu che li hai odiati per tutta la vita i comunisti, adesso che stanno crollando, che è questione di settimane e saranno finiti, come mai non sei contento?" E lui mi ha detto: "Nicolai io sono triste per te e per le generazioni che verranno dopo, perché non si distrugge una casa prima di averne costruita un'altra nuova". Diceva che anche se loro erano i nostri nemici e se noi non eravamo d'accordo con loro politicamente, non era giusto distruggere quello che avevano creato, il sistema sociale che loro hanno creato, senza avere almeno un'alternativa o un'ipotesi di alternativa. E io lì ho capito che comunque vada le regole servono, anche se a volte non ci piacciono. *È molto difficile per me parlare della Russia in termini analitici perché è il mio paese. È come se a te chiedessero se tua mamma è buona o cattiva... Nessuno risponderebbe che sua mamma è cattiva, assolutamente, anzi, risponderebbe che sua mamma è la migliore di tutte. Io adoro questo paese. Ovviamente sono molto preoccupato per le situazioni che ha vissuto in passato e che ancora dovrà vivere perché, come hai detto tu, la Russia è un paese enorme. Quando noi diciamo che la Russia è grande non lo diciamo tanto per dirlo, la Russia è veramente un paese grande: né Hitler né Napoleone sono riusciti a conquistarla e si sono resi conto di questa grandezza. Ci sono una serie di situazioni che questo paese sta attraversando oggi, a cui dobbiamo unire la sua complessità storica... Penso ad esempio alla corruzione, anche se questa non è solo una specificità russa, sulla corruzione italiana, ad esempio, si potrebbero scrivere saggi; è una cosa che colpisce a livello globale tutte le nazioni. *La Russia è un paese che, secondo me, potrebbe funzionare molto bene se la classe media, intellettuale, la borghesia che c'è -poca ma c'è- troverà un equilibrato accordo ed una unione con il popolo. Altrimenti ci saranno sempre questi sbalzi che poi portano a disastri com' è stata la Rivoluzione di Ottobre che è stata la rivoluzione del popolo e però poi il popolo ha sterminato tutte le altre persone. La borghesia russa, quella che si è salvata, lo ha fatto grazie agli ebrei che hanno organizzato le navi per l'America per quelli che sono riusciti a scappare. Poi ci sono stati questi 70 anni di oblio totale; generazioni di umani che hanno sofferto e soffriranno ancora. Perciò io credo che la Russia debba necessariamente trovare un equilibrio sociale. *[...] io sono apolitico totalmente. Mi è capitato spesso, anche per un'azione che feci, quando tempo fa andai a presentare un libro a Casa Pound a Roma – al tempo non sapevo neanche bene cosa fosse Casa Pound- di essere considerato di destra. Ma io andai lì perché ci andarono anche altri intellettuali, anche di sinistra, c'era un ex brigatista... Però si vede che loro hanno un po' manipolato la mia partecipazione e quindi in rete per un po' di tempo mi davano del fascista, che per me è una cosa stranissima. Io ho origini ebraiche e quindi non posso proprio essere di destra, anche perché avevo una bisnonna ebrea che è stata nei campi. Anche se volessi essere un nazista non potrei per la memoria di mia nonna a cui volevo tantissimo bene. Mi piacciono le idee del tradizionalismo, ma non di quello estremo. Mi piacciono le regole, ma non regole per le quali una persona debba per forza morire. Se le regole devono essere intese come quelle applicate nel Terzo Reich, allora meglio nessuna regola. Non scherziamo! *Io sono nato nel 1980, avevo 7 anni quando nel 1987 cominciarono i primi turbamenti di pre-caduta sovietica, erano tempi a dir poco violenti, soprattutto dove io sono nato, un posto molto problematico. Arrivò l'eroina, cominciarono i primi tossicodipendenti, interi quartieri di periferia cadevano nella tossicodipendenza, vedevi questi zombie camminare per strada, io poi all'epoca ero un ragazzo e, come del resto anche adesso, mi piaceva farmi trasportare dalla fantasia e lasciarmi impressionare dalle cose, leggevo molti libri di fantascienza e quando vedevo questi tossici pensavo che fossero veramente degli zombie, dei morti viventi. Molti dei miei amici, dopo la caduta del comunismo, hanno iniziato ad avvicinarsi a nove dieci anni a quelli che spacciavano la droga, portavano loro i messaggi, allora quelli in cambio gli davano qualcosa, gli facevano sniffare l'eroina... È la morte questa! *Ricordo che con i miei amici andavamo in discoteca, ma non per ballare. Ci andavamo per picchiare quelli che ballavano. Eravamo ignoranti, tutti indottrinati con queste regole di strada secondo cui chi va in discoteca e balla è un bastardo, finocchio, omosessuale. C'era questo odio insensato nei confronti degli omosessuali che io ancora oggi non riesco a capire, però c'era, ed era terribile. Poi, stranamente, veri omosessuali in quel posto lì non ce n'erano neanche, non li abbiamo mai visti, li inventavamo! Era una cosa veramente allucinante, eravamo una generazione turbata. Noi andavamo in discoteca per picchiare quelli che ballavano, il nostro divertimento era aspettare chi si divertiva, aspettavamo lì sotto un muro quattro ore, fino all'una di notte la gente che ballava e ci riempivamo di odio ascoltando quella musica... Poi in realtà tutti avremmo voluto andare dentro a ballare, però nessuno voleva ammetterlo, altrimenti sarebbe stato considerato "ricchione". Io volevo ballare... si vede che ero un "ricchione"... che ne so! Quando poi all'una di notte la gente usciva, in pochi minuti gli saltavamo addosso, li picchiavamo e poi scappavamo a casa ridendo, e questo era il nostro metodo di liberazione: correre all'una di notte per strada, tirando le pietre e sperando che gli sbirri non ci prendessero. Poi, ad un certo punto, io ho iniziato a tirare fuori le regole che avevo imparato dai vecchi, e ho capito che stavamo facendo delle cose non giuste e fui allontanato da alcuni miei amici perché mi dicevano che ero come un vecchio che gli stava rovinando il "bellissimo divertimento!". *Io ho un fratello più piccolo, che è musulmano, è diventato musulmano, si è convertito un anno e mezzo fa, ha sposato una ragazza del Dagestan, quindi io in famiglia ho una ragazza imparentata con i ceceni, ma la religione quando è vera e sincera è un bene perché è un aiuto in più, ma quando diventa uno strumento trasforma gli uomini e li distruggi, per questo io credo servano equilibrio, ma soprattutto serva intelligenza personale. *Sono stato sposato una volta con un'italiana, adesso convivo con un'altra che sta aspettando un'altra bambina e quindi diventerò per la seconda volta papà. Sono veramente per le italiane, soprattutto le donne meridionali, le donne del Sud, così passionali, gelose... Hanno un carattere particolarissimo, profondo, che deriva credo dalle donne romane, da come erano le donne nell'antica Roma. *Per me è molto importante vivere in una società che non abbia nel suo passato dei buchi neri, e invece in Italia ci son ancora troppi buchi neri: la strage di Piazza Fontana, Ustica.... Tutto questo genera classi politiche che continuano ad avere una necessità di nascondere e che quindi, per quanto possano essere onesti questi politici, per quanto appaiano buoni, quando arrivano poi lì continuano a comportarsi come i loro predecessori. Da italiano io voto perché devo dare il mio voto, so che votare è una necessità, il cittadino deve votare così come il soldato deve combattere, perché se non combatti allora ti ammazzano, un cittadino deve esprimerne il proprio voto e perciò non è giusto quando qualcuno dice che non bisogna votare e che è meglio stare a casa, però io voto piangendo, te lo giuro! Mi vengono veramente le lacrime, io so che andando a votare sto andando a divorare il futuro dei miei figli perché non ho una persona che mi rappresenti veramente, perché tutti loro, i politici, comunque sono dei ladri, bugiardi, speculatori, qualcuno di più qualcuno meno, qualcuno più simpatico qualche altro più antipatico, qualcuno tende di più ai fascisti qualche altro ai comunisti, comunque sono tutti bugiardi e questa è una parte dell'Italia che mi turba. *Guarda: a quelli che dicono che gli italiani sono razzisti io gli spaccherei la faccia, gli farei ingoiare i denti a forza di botte! Io sono arrivato in Italia ed ero un perfetto nessuno. Ero un extracomunitario come tanti. Sono riuscito a realizzarmi, a scrivere i libri solo perché la gente non è indifferente, perché la gente ha comprato il libro, ha detto: "Ma chi è quello lì? Andiamo a leggere... Ma guarda che storia interessante!" Nessuno mi ha mai detto:" Schifoso negro, ebreo, comunista, russo..." Io ho incontrato sempre gente buona che mi ha aiutato. In Italia non ho mai trovato nessuno che mi rinfacciasse qualcosa. Certo, ci sono delle pecore nere... Ma guarda a Lampedusa cosa succede: la gente aiuta i rifugiati, è commovente. Vorrei davvero vedere se gli austriaci o i tedeschi sarebbero in grado di accogliere così, in quel modo. A Lampedusa la gente, nonostante la carenza di strutture si porta questi rifugiati a casa, gli dà da mangiare, li riscalda. Questa è l'umanità vera. Io sono felice per questo di far parte di questo popolo, gli italiani. È per questo che non sono andato via. Se fosse invece solo per la situazione politica sarei già emigrato. *La Russia è un paese dove la gente è buona, infatti somigliamo molto agli italiani, è per questo che mi sono trovato bene qui. In Russia non ti lasciano solo, senza un piatto caldo. I russi per natura sono molto ospitali, l'ospite è sacro. *In assoluto il mio autore preferito, di cui rileggo sempre tutti i suoi libri ogni anno, come un rito, una ritualità spirituale, è Bulgakov. Poi: Turgenev, Čechov, Tolstoj che per me sta vicino a Dio e a Dante. Mi piace immaginarli tutti e tre lì insieme da qualche parte. Secondo me Dio è stato un po' Dante e un po' Tolstoj. Li ha illuminati da lassù e ne ha fatto un po' la presenza divina sulla terra. Un po' come Buddha, Krishna... E poi tra i poeti mi piacciono Esenin, Mandel'štam, Blok e tanti, tanti altri. ===2014=== *A 18 anni sono stato richiamato sotto le armi. Come tiratore scelto nelle forze speciali. Ho fatto due anni di guerra in Cecenia. È stata una guerra con 200mila morti, anche se le autorità la chiamavano operazione antiterrorismo [...]. Lì ho scoperto per la prima volta il marcio su cui si reggeva tutto quel mondo. Ufficiali corrotti dai miliziani islamici per mandare in perlustrazione soldatini di leva da rapire e scambiare con altri prigionieri o per chiedere il riscatto alle famiglie. Miliziani wahabiti che di giorno ci sparavano addosso e la notte scendevano dalle montagne per segnalarci con le torce elettriche la posizione dei loro compagni. Li chiamavamo "infami" e non passava notte senza vederne qualcuno. Agenti del Fsb (ex Kgb) che vendevano la loro squadra al nemico per macchinazioni chiare solo a loro. A me è successo due volte.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.magzine.it/nicolai-lilin-il-caucaso-e-la-terra-dei-serpenti/ Nicolai Lilin, il Caucaso è la terra dei serpenti]'', ''magzine.it'', 28 maggio 2014.</ref> *La guerra in Cecenia è stata brutta, ma necessaria. Dopo la fine del governo di Boris El'cin, la Cecenia è diventata un buco nero nel Caucaso. Molti interessi oscuri, guidati dall'avidità, si sono incrociati lì. Banchieri occidentali, compagnie petrolifere private, gruppi terroristici, criminali e altri si sono radunati attorno ad essa. La Cecenia è strategicamente importante, perché chiunque la controlli, insieme al Caucaso, controlla le ricchezze del Mar Caspio, gas e petrolio. Con le guerre nel Caucaso, condotte dai servizi segreti occidentali, soprattutto americani, su richiesta delle compagnie petrolifere occidentali, si voleva negare ai russi l'accesso a questa sponda del Mar Caspio. :''Vojna v Čečeniji je bila slaba, vendar nujna. Po koncu vladavine Borisa Jelcina je Čečenija postala črna luknja na Kavkazu. Tam se je križalo mnogo temačnih interesov, ki jih je poganjal pohlep. Nad njo so se zgrnili zahodni bankirji, zasebne naftne družbe, teroristične skupine, kriminalci in drugi. Čečenija je strateško pomebna, saj tisti, ki jo obvladuje skupaj s Kavkazom, nadzoruje bogastva Kaspijskega morja, plin in nafto. Z vojnami na Kavkazu, ki so jih po naročilu zahodnih naftnih družb izvedle zahodne, predvsem ameriške tajne službe, so hoteli Rusom onemogočiti dostop do te strani Kaspijskega morja.''<ref group="fonte">Citato in ''[https://old.delo.si/kultura/knjizevni-listi/nikolaj-lilin-ne-vem-koliko-tetovaz-imam-in-koliko-ljudi-sem-ubil.html Nikolaj Lilin: Ne vem, koliko tetovaž imam in koliko ljudi sem ubil]'', ''Old.delo.si'', 16 giugno 2014.</ref> *Il nuovo "democratico" governo ucraino sta preparando dei campi di concentramento in cui intende rinchiudere tutti i cittadini del Sud-Est che verranno individuati come terroristi. Spaventa la modalità di selezione di tali criminali, poiché secondo le affermazioni rilasciate alla stampa dal ministro della difesa ucraino Michail Koval, gli abitanti del Donbass saranno "raccolti" in questi "campi di filtraggio" dove, dopo aver separato le donne, gli uomini e i bambini, alcuni "specialisti" dell'esercito ucraino decideranno chi di loro è un terrorista e chi no. Non si parla però di processo. Le basi legali e i metodi con cui intendono operare i militari in queste strutture fanno venire in mente i tristemente famosi campi di sterminio nazisti o i GULAG sovietici.<ref group="fonte">Da ''[https://web.archive.org/web/20140716082839/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/06/29/ucraina-campi-di-concentramento-finanziati-dallue/ Ucraina: campi di concentramento finanziati dall'UE]'', ''Espresso.repubblica.it'', 29 giugno 2014.</ref> {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/02/25/il-giusto-il-ribelle.html Il giusto & il ribelle]''|''La Repubblica'', 25 febbraio 2014.|h=4}} *[[Roberto Saviano|Roberto]] è stato tra i più entusiasti sostenitori del mio romanzo, molte cose che ho raggiunto nella vita le devo a lui, mi ha aperto tante porte, dal giornalismo al teatro. *Giuseppe lesse il libro su suo suggerimento, e mi chiese i diritti. Accettai, a patto di creare insieme una storia nuova, indipendente dal romanzo, ma che ne rispettasse i valori. Soprattutto il rapporto tra giovani e anziani. Oggi la società se ne disfa, li mette in casa di riposo, invece la condivisione delle loro esperienze è il dono più importante che un giovane può avere. Io sono cresciuto con gli anziani del mio villaggio, e quello che mi spaventa di più per le mie due figlie, Elena e Ada, appena nata, è che oggi mancano i maestri, buoni o cattivi che siano. I ragazzi sono lasciati soli. *A scuola ci preparavano a un mondo sovietico, a casa trovavamo il consumismo e il capitalismo post- sovietico, marcio e corrotto. Una giungla che ha spazzato via le leggi dei nostri nonni, i "criminali onesti". *Quando sono arrivato in Italia ero molto ingenuo, non conoscevo le dinamiche del mondo letterario. Diedi l'esclusiva del romanzo a Saviano perché fu il primo a interessarsene, si scatenarono invidie e ripicche. Un noto giornalista, che non nominerò, commissionò a una collega russa un articolo per screditarmi, e tutti a citarlo, senza verificare. Sa perché adesso le polemiche sono finite? Marco Deambrogio, lo scrittore viaggiatore, è andato in Transnistria dai miei nonni, e lo ha raccontato in un suo libro. Tutto qui. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/03/24/quella-scheggia-di-terra-orfana-dellurss-dove.html Quella scheggia di terra orfana dell'Urss dove si compravano le atomiche sottocosto]''|''La Repubblica'', 24 marzo 2014.|h=4}} *Molti russi di nazionalità si sono ritrovati cittadini di nuovi paesi appena formati, separati con nuova frontiera da quella che da sempre consideravano la loro patria. In alcuni casi i cittadini di nazionalità russa si sono rifiutati di aderire alla vita politico-sociale dei nuovi Stati, proclamando l'indipendenza e rimanendo fedeli al potere e alla struttura statale di Mosca. La Transnistria rientra tra questi Stati. *{{NDR|Sulla [[Transnistria]]}} Questo paese da anni è un buco nero di operazioni illecite. Proprio in Transnistria dopo la guerra di separazione dalla Moldavia nel 1992 si è creato uno dei più grandi mercati di armi di tutta l'ex Urss, e non si tratta solo di qualche pistola come abbiamo visto in una delle allegre inchieste delle Iene di qualche anno fa. In quel piccolo lembo di terra chiunque può comprare armi di distruzione di massa spendendo somme ridicole. *La culla del traffico delle armi è la 14ma armata russa, stanzia- ta in Transnistria dall'epoca sovietica, quando era destinata ad essere il magazzino e la fabbrica di armi per un'ipotetica guerra contro l'Occidente. Ma la guerra non c'è stata e le armi si sono accumulate nei numerosi magazzini se non addirittura a cielo aperto. L'Unione Sovietica è morta in decadenza, nella regione è scoppiata una sanguinosa guerra civile e quell'enorme potenziale bellico è finito nelle mani dei militari russi, sottopagati e con poche prospettive per il futuro. *Il riconoscimento da parte della Russia dell'indipendenza della Transnistria o anche la sua unione con la Moldova porterebbe ad una pace che i suoi cittadini aspettano da anni. Ma entrambe le opzioni sono compromesse. La colpa è dei potenti personaggi politici che si trovano in costante contatto con il mondo illegale. L'indipendenza della Transnistria l'immediata applicazione di leggi che non possono andare in conflitto con quelle internazionali, significa la possibilità di aprirsi al mondo, di avviare le relazioni con altri paesi. Questo spaventa solo chi opera contro la legge, contro la trasparenza e l'apertura tra i paesi, chi guadagna armando i poteri oscuri, chi fa affari con il terrorismo. {{Int|Da ''[https://old.delo.si/zgodbe/sobotnapriloga/ne-netim-vojn-ne-hodim-po-svetu-in-ubijam-ljudi-po-ulicah.html Ne netim vojn, ne hodim po svetu in ubijam ljudi po ulicah]''|Intervista di Patricija Maličev, ''Old.delo.si'', 27 giugno 2014.|h=4}} *{{NDR|«Perché hai deciso di raccontare la tua storia in forma letteraria?»}}<br />È successo per caso. Una sera eravamo a Torino con degli amici con cui organizzavamo spettacoli teatrali, mostre e altri eventi culturali. Ero giovane e stupido, quindi ho speso la maggior parte dei soldi che avevo risparmiato per finanziare questi eventi. Sai per cosa sono conosciuto a Torino? Per essere l'idiota a cui l'ex sindaco {{NDR|Sergio}} Chiamparino deve 140.000 euro di fondi che mi aveva promesso per il mio investimento, che era molto più grande... Mi è chiaro che non li vedrò mai. :''{{NDR|«Zakaj ste se odločili, da boste svojo zgodbo povedali v literarizirani obliki?»}}<br />Zgodilo se je po naključju. Nekega večera smo v Torinu sedeli s prijatelji, s katerimi smo sicer organizirali gledališke predstave, razstave in druge kulturne prireditve. Bil sem mlad in neumen, zato sem večino privarčevanega denarja zapravil za financiranje teh dogodkov. Veste, po čem me poznajo v Torinu? Po tem, da sem tisti kreten, kateremu je nekdanji župan {{NDR|Sergio}} Chiamparino dolžan 140.000 evrov sredstev, ki mi jih je obljubil za moj vložek, ki je bil veliko večji ... Jasno mi je, da jih nikdar ne bom videl.'' *Dopo una delle nostre prime, ero seduto con un amico, un drammaturgo, avevamo già bevuto molto, ci raccontavamo cose che avevamo vissuto, e poi Giorgio si è chinato e mi ha detto: quello che mi hai appena detto, dovrei scriverlo. Non l'ho preso sul serio. Ma la mattina dopo mi ha chiamato al telefono e mi ha detto che faceva sul serio nel suggerirmi di scrivere dei racconti e che li avrebbe pubblicati sul suo blog letterario. E così una domenica, quando ero libero, all'epoca lavoravo in uno dei servizi di sicurezza di Torino, mi sono seduto davvero al computer e ho scritto velocemente due racconti. Glieli ho mandati.<br />Mi ha chiamato di notte e mi ha detto che non li avrebbe pubblicati sul blog. Certo, ho risposto, perché sapevo che non sarebbero serviti a niente. No, no, ha detto, vorrei mostrarli a uno degli editor che conosco... E così glieli ho dati, gli ho detto che non volevo più averci niente a che fare. I miei amici mi facevano spesso scherzi. Una volta mi hanno rubato di nascosto il quaderno, che avevo sempre con me, su cui annotavo i miei pensieri e questo li ha innervositi, e l'hanno incollato così forte che non sono più riuscito ad aprirlo. Ecco perché non ho preso sul serio Giorgio e le sue fantasticherie sul successo dei miei racconti... Ho pensato: mi fregheranno di nuovo, ora qualcuno mi chiamerà, presentandosi come rappresentante di una grande casa editrice e dicendomi che i miei racconti saranno un bestseller. [...] Una settimana dopo, squilla il telefono e una donna dall'altra parte si presenta come editor della casa editrice Einaudi, responsabile del dipartimento narrativa, e si chiama Dalia Oggero... Ho iniziato a sudare freddo. Un attimo dopo, mi ha detto che avrebbero voluto incontrarmi in casa editrice e firmare un contratto per me per scrivere un libro che sarebbe stato pubblicato da loro... [...] Sono andata nel loro ufficio e ho firmato un contratto con loro per dieci anni. :''Po eni od naših premier sva sedela s prijateljem, dramaturgom, precej sva že spila, pripovedujeva si stvari, ki sva jih doživela, nakar se Giorgio nagne k meni in mi reče: to, kar si mi pravkar povedal, bi moral zapisati. Nisem ga jemal resno. Zjutraj pa me pokliče po telefonu in mi pove, da je s predlogom resno mislil, naj napišem nekaj kratkih zgodb, on pa jih bo objavil na svojem literarnem blogu. In tako sem neke nedelje, ko sem bil prost, takrat sem delal v eni od torinskih varnostnih služb, res sedel za računalnik in na hitro spisal dve zgodbi. Poslal sem mu jih.<br />Ponoči me je poklical in mi povedal, da jih ne bo objavil na blogu. Seveda, sem odvrnil, saj sem vedel, da ne bodo kaj prida. Ne, ne, mi je rekel, rad bi jih pokazal kateremu od knjižnih urednikov, ki jih poznam ... In tako sem mu jih podaril, rekel sem, da nočem z njimi imeti nič več. Prijatelji so se namreč velikokrat pošalili z menoj. Nekoč so mi zvezek, imel sem ga vedno pri sebi, vanj sem zapisoval misli in to jim je šlo na živce, na skrivaj sunili in ga tako zlepili, da ga nikoli več nisem mogel odpreti. Zato nisem jemal resno Giorgia in njegove sanjarije o uspehu mojih kratkih zgodb ... Mislil sem si, spet mi jo bodo zagodli, zdaj me bo poklical nekdo, ki se bo predstavil kot predstavnik velike založbe in rekel, da bodo moje zgodbe uspešnica.'' [...] ''Čez teden dni zazvoni telefon in na drugi strani se ženska predstavi, da je urednica na založbi Einaudi, da je vodja oddelka za leposlovje in da ji je ime Dalia Oggero ... Oblil me je mrzel pot. V naslednji minuti mi je rekla, da bi se radi na založbi srečali z menoj in podpisali pogodbo, da napišem knjigo, ki bi izšla pri njih ...'' [...] ''Oglasil sem se v njihovi pisarni in podpisal pogodbo z njimi za deset let.'' *{{NDR|«Si ricorda il volto del primo uomo che hai ucciso?»}}<br />No, ma ricordo il volto dell'uomo a cui ho trafitto il fegato... Vendeva droga ai minorenni del nostro quartiere a Bender, e chi non voleva comprarla la raccoglieva. Così un giorno, poiché mi opponevo a qualcuno che voleva dargli dei soldi - e questo miserabile ha cercato di rompermi una bottiglia di champagne in testa, la bottiglia non si è rotta, ma il cranio non era più lo stesso - l'ho inseguito con un coltello. Lo hanno portato via in ambulanza e spero che sia morto tra il dolore. [...] Fui arrestato per tentato omicidio e condannato a cinque anni in un centro di detenzione minorile. La prigione era come la descrivo nel libro, ci mettevano lì come animali. Eravamo 150 in una stanza di settanta metri quadrati, dormivamo su letti a castello a quattro piani, c'erano insetti ovunque. Se volevi usare il bagno, dovevi registrarti il giorno prima. Ogni attività era controllata da diversi clan e bande. Credo di aver visto cose più crudeli e bestiali in quella prigione di quante ne avrei viste in seguito sui campi di battaglia da soldato professionista. Questi ragazzi, il più grande dei quali aveva sedici anni, hanno fatto cose terribili. C'è molto romanticismo nei miei libri, ma le informazioni e gli eventi di quella prigione sono reali, vissuti. :''{{NDR|«Se spomnite obraza prvega človeka, ki ste ga ubili?»}}<br />Ne, spomnim pa se obraza človeka, ki sem mu zaril nož globoko in jetra ... Poi naši četrti in Benderju je mladoletnim otrokom prodajal drogo, tisti, ki je niso hoteli kupiti, so jo skupili. Quindi sem nekega dne, ker sem se upiral nekomu, da bi mu dal denar - ta bednik pa je skušal razbiti steklenico šampanjca na moji glavi, steklenica ni hotela počiti, z lobanjo pa je bilo drugače -, šel nadenj z nožem. Odpeljali so ga z rešilcem in upam, da je umrl v bolečinah.'' [...] ''Zaradi poskusa uboja sem bil aretiran in obsojen na pet let zapora za mladoletnike. V zaporu je bilo tako, kot opisujem v knjigi, vanj so nas odlagali kot zveri. V sobi, ki je merila sedemdeset kvadratnih metrov, nas je bivalo 150, spali smo na pogradih s štirimi nadstropji, povsod so bile žuželke. Če si hotel na stranišče, si se moral prijaviti dan poprej. Vsako dejavnost so nadzorovali različni klani in bande. Mislim, da sem v tem zaporu videl bolj krute in zverinske stvari, kot sem jih kasneje, kot profesionalni vojak, doživel na bojiščih. Ti dečki in fantje, najstarejši so imeli šestnajst let, so počenjali grozovite stvari. V mojih knjigah je precej romanesknega, a podatki in dogodki iz tega zapora so resnični, doživeti.'' *Un giorno, i miei amici andarono al ruscello a fumare, avevo undici anni. Mi unii a loro. Fumai mezza sigaretta e la testa cominciò a girare. Non in modo spiacevole. Ah, mi dissi, è per questo che i ragazzi fumano...<br />Tornai a casa al tramonto e mio padre, che ovviamente non aveva mai fumato, mi sentì subito. Mi mise 25 rubli in mano e mi mandò a prendere un pacchetto di sigarette Temp. Quando tornai a casa, mi fece sedere al tavolo, mi diede del tossicodipendente e mi costrinse a fumare sigarette, una alla volta. Ogni volta che dicevo di no, mi schiaffeggiava. Rispettavo molto mio padre, un po' meno i suoi principi educativi. Quel giorno mangiai tre pacchetti di sigarette. Naturalmente, tra una cosa e l'altra barai, vomitai qualcosa sotto il tavolo. Gli chiesi se potevo bere un bicchiere d'acqua. Fu allora che mi colpì come un adulto colpisce un adulto. Sbattei contro un muro e mi sdraiai sul pavimento. Quando ripresi i sensi, c'erano uomini in bianco tutt'intorno a me, non riuscivo a muovere la testa, mi faceva male tutto, ero stordito...<br />Sapete cosa successe? Spararono contro i vicini, arrivarono la polizia e i paramedici e mia zia li trascinò a casa nostra, dicendo che il bambino era svenuto. Mi lavarono lo stomaco sei volte, che era pieno di questo tabacco, ma l'avvelenamento fu così grave che rimasi lì sdraiato e dormii per una settimana. Per i successivi anni, se qualcuno fumava nelle mie immediate vicinanze, iniziavo subito a vomitare. Per molto tempo non riuscii nemmeno a sentire il sapore dell'alcol. Fu così che conobbi la "droga". :''Nekega dne so se moji prijatelji spustili k potoku, da bi kadili, imel sem enajst let. Pridružil sem se jim. Pokadil sem pol cigarete in začelo se mi je vrteti v glavi. Ne na neprijeten način. Aha, sem si rekel, zato fantje kadijo ...<br />Ob mraku sem se vrnil domov in oče, ki ni nikoli kadil, me je seveda takoj zavohal. V roke mi je potisnil 25 rubljev in me poslal po šteko cigaret Temp. Ko sem prišel domov, me je posedel za mizo, me ozmerjal z mamilašem in me silil, naj pojem cigarete, eno po eno. Vsakokrat, ko sem rekel, da ne, me je oklofutal. Očeta sem zelo spoštoval, njegove principe vzgoje malce manj. Tistega dne sem pojedel tri zavojčke cigaret. Seveda sem vmes sleparil, nekaj bljuval pod mizo. Vprašal sem ga, ali smem popiti kozarec vode. Takrat me je tako udaril, kot udari odrasel moški odraslega moškega. Odletel sem v zid in obležal na tleh. Ko sem prišel k sebi, so bili okrog mene možje v belem, nisem mogel premikati glave, vse me je bolelo, vrtelo se mi je ...<br />Veste, kaj se je zgodilo – pri sosedovih so se streljali, prišli so policija in reševalci, pa jih je moja teta zvlekla še k nam, češ da se je otrok onesvestil. Šestkrat so mi izpirali želodec, ki je bil poln tega tobaka, toda zastrupitev je bila tako huda, da sem teden dni samo ležal in spal. Naslednjih nekaj let sem, če je kdo kadil v moji neposredni bližini, takoj začel bruhati. Tudi alkohola dolgo po tistem nisem mogel poskusiti. Takšne so moje izkušnje z »drogami«.'' *Come cecchino, i miei compagni erano molto protettivi nei miei confronti. Ero il loro asso nella manica. Durante le operazioni, quando di solito c'era un caos pazzesco durante il fuoco aperto, potevo individuare il cecchino avversario da una posizione nascosta ed eliminarlo. Li proteggevo e loro sapevano apprezzarlo. Ecco perché, al ritorno dalla campagna, ero l'unico soldato che poteva appisolarsi all'interno del veicolo. E i prigionieri erano con me. Diedi loro qualcosa da bere, presi loro una sigaretta. Poi si aprirono con me, come si apre una persona di fronte a un improvviso colpo di fortuna. Mi raccontarono delle loro vite, delle loro famiglie povere, di come fossero stati promessi loro grandi profitti se si fossero arruolati nell'esercito, qualunque fosse la loro situazione. Molti di loro, ragazzini, furono semplicemente venduti dalle loro famiglie ai terroristi... :''Kot ostrostrelca so me soborci zelo čuvali. Bil sem njihov adut. Med operacijami, ko navadno med odprtim ognjem vlada nori kaos, sem lahko s skritega položaja odkril nasprotnega ostrostrelca in ga odstranil. Ščitil sem jih in znali so to ceniti. Zato sem bil ob povratkih z akcije edini vojak, ki je lahko v notranjosti vozila zadremal. In ob meni ujetniki. Dajal sem jim piti, jim priskrbel kakšno cigareto. Takrat so se mi odprli, kot se človek odpre pri nenadnem zasuku usode. Pripovedovali so mi o svojem življenju, revnih družinah, o tem, kako so jim, če se pridružijo vojski, kakršnikoli že v njihovem primeru, obljubljali mastne zaslužke.­ Mnoge med njimi, mlade fante, so družine enostavno prodale teroristom ...'' *Fin da piccolo, la mia vita è stata legata alla caccia, andavo nella foresta con mio nonno a cacciare, sapevo maneggiare armi da fuoco più semplici già all'età di quattro anni. Per la mia famiglia allargata, le armi erano solo un mezzo di sopravvivenza. In Siberia, dove sono cresciuti i miei antenati, usare un'arma significava sopravvivere, sparare agli animali per procurarsi il cibo. Rispetto la natura, la morte, ciò che la natura ci offre. :''Od majhnega je bilo moje življenje povezano z lovom, z dedkom sem hodil v gozd na lov, z enostavnejšim strelnim orožjem sem znal ravnati že pri štirih letih. Za mojo širšo družino je bilo orožje samo sredstvo, da so lahko preživeli. V Sibiriji, kjer so odraščali moji predniki, je uporaba orožja pomenila preživetje, z njim so streljali živali za hrano. Spoštujem naravo, smrt, to, kar nam daje narava.'' *No, non giro il mondo con un'arma. Solo in Italia, e ho un porto d'armi. Non sono Rambo. Nell'ultimo mese, io e la mia famiglia abbiamo ricevuto diverse minacce di morte, presumiamo da estremisti ucraini residenti in Italia, quindi la polizia italiana è venuta in mio aiuto. Sono probabilmente uno dei pochi ex criminali protetti dalla polizia. Per quanto riguarda l'Ucraina, l'Occidente è completamente disinformato, la CIA e l'FBI pagano molto bene le agenzie di stampa... :''Ne, ne hodim z orožjem po svetu. Samo v Italiji in za to imam dovoljenje. Nisem Rambo. V zadnjem mesecu smo jaz in moja družina dejansko prejeli nekaj groženj s smrtjo, domnevamo, da s strani ukrajinskih skrajnežev, ki živijo v Italiji, zato mi je na pomoč priskočila italijanska policija. Verjetno sem eden redkih nekdanjih kriminalcev, ki ga ščiti policija. Kar se tiče Ukrajine, je Zahod popolnoma neobveščen, Cia in FBI zelo dobro plačujeta tiskovnim agencijam ...'' *Nel libro "Educazione siberiana", descrivo gli ultimi sussulti degli Urca siberiani, che furono esiliati dalla Siberia in Transnistria dal regime dopo la Prima Guerra Mondiale. Quindi sono la terza generazione che non è cresciuta in Siberia - e oggi Urka è praticamente scomparsa. :''V knjigi Sibirska vzgoja opisujem še zadnje vzdihljaje sibirskih Urk, ki jih je režim po prvi svetovni vojni pregnal iz Sibirije v Pridnestrje. Jaz sem torej že tretja generacija, ki ni odrasla v Sibiriji – in danes Urk tako rekoč ni več.'' *Come mi sono ritrovato nell'esercito russo? La legge russa stabilisce che chiunque abbia parenti stretti nati in Russia può richiedere la cittadinanza russa. È così che ho ottenuto un passaporto russo, lo volevo perché ci vedevo il mio futuro. Ma a quel tempo non pensavo che avrei dovuto anche svolgere il servizio militare obbligatorio. E ho iniziato a svolgerlo proprio quando è scoppiata la guerra in Cecenia. :''Kako sem se znašel v ruski vojski? V Rusiji velja zakon, da lahko za rusko državljanstvo zaprosi vsak, čigar ožji sorodniki so se rodili v Rusiji. Tako sem dobil ruski potni list, želel sem si ga, ker sem v njej videl svojo prihodnost. A takrat nisem razmišljal, da bom moral odslužiti tudi obvezno vojaščino. In služiti sem jo začel ravno v času, ko je izbruhnila vojna v Čečeniji.'' *Dovresti sapere qualcosa di noi russi. Portiamo la guerra dentro di noi. Non perché siamo costantemente in guerra, ma perché altri ci hanno sempre imposto la guerra... :''Nekaj morate vedeti o nas, Rusih. Mi nosimo vojno v sebi. Ne zato, da bi se neprenehoma vojskovali, ampak zato, ker so nam vedno drugi vsiljevali vojno ...'' *So cosa è stato presentato al mondo durante la guerra in Cecenia, ovvero che i russi stanno uccidendo i ceceni. Sono favole che solo il mondo occidentale può capire. Ma la verità deve essere detta, e lo farò: 250.000 persone innocenti sono morte nelle operazioni militari antiterrorismo in Cecenia. È certamente uno dei capitoli più drammatici e tragici della storia russa. La colpa ricade su coloro che sostengono e finanziano il terrorismo internazionale, su coloro che hanno inventato Al Qaeda, e non sui russi, ma sugli americani. :''Vem, kaj je bilo servirano svetu ob vojni v Čečeniji, da Rusi pobijajo Čečene. To so pravljice, ki jih lahko razume samo zahodni svet. A treba je povedati resnico, jo pač bom: v vojaških protiterorističnih operacijah v Čečeniji je umrlo 250.000 nedolžnih ljudi. Gotovo gre za enega najbolj dramatičnih in tragičnih poglavij ruske zgodovine. Krivdo za to nosijo tisti, ki podpirajo, financirajo mednarodni terorizem, tisti, ki so si izmislili Al Kaido, in to niso bili Rusi, temveč Američani.'' *Noi russi siamo colpevoli di una cosa: di aver avuto un tempo un idiota come Boris El'cin come presidente, che ha creato una sorta di buco nero geopolitico in cui infuriavano le guerre. Il suo successore, Vladimir Putin, di cui posso solo dire che è un eccellente ufficiale e soldato del KGB, conosce solo un tipo di strategia, ed è quella militare. Facendo marciare l'esercito russo in Cecenia, voleva proteggere la popolazione. Ma ovunque e ogni volta che l'esercito marcia, ci sono morti. Morti innocenti. :''Rusi smo krivi ene sami stvari: da smo v nekem obdobju imeli za predsednika idiota, kot je Boris Jelcin, ki je ustvaril nekakšno črno geopolitično luknjo, v kateri so plamtele vojne. Njegov naslednik, Vladimir Putin, o katerem lahko rečem samo to, da je izvrsten kagebejevec in vojak, pozna samo eno vrsto strategije, to je vojaško. Z vkorakanjem ruske vojske v Čečenijo je hotel zaščititi prebivalce. Toda kjerkoli in kadarkoli vkoraka vojska, so mrtvi. Nedolžni mrtvi.'' *Ho vissuto cinque guerre nella mia vita, prima la guerra civile in Moldavia, quando la regione della Transnistria si è separata, seguita da Cecenia, Gaza, Afghanistan e Iraq. Da ragazzo, ho aiutato mio padre a bruciare i carri armati moldavi. Il resto l'ha letto nei miei libri. :''V življenju sem doživel pet vojn, najprej državljansko vojno v Moldaviji, ko se je odcepila pokrajina Pridnestrje, sledile so Čečenija, Gaza, Afganistan in Irak. Še kot deček sem pomagal očetu zažigati moldavske vojaške tanke. Ostalo ste tako prebrali v mojih knjigah.'' *Non ho mai fatto parte dei servizi segreti, anche se un tempo, nella mia arroganza giovanile, avrei potuto anche desiderarlo. Lavoravo nel fango e non ai vertici della gerarchia militare o di polizia. Mi nascondevo in montagna, di solito eravamo in sette in un gruppo, ora ti racconto della Cecenia, fingendo di essere uno dei terroristi islamici e dando loro la caccia. Tutto qui. L'ho fatto per due anni e tre mesi. Raccoglievo informazioni e le passavo ai miei superiori. Non sono mai stato una spia.<br />{{NDR|«Ma in seguito sei stato un informatore per uno dei servizi segreti israeliani...»}}<br />Sì, ma lì era diverso... I servizi segreti americani funzionano in modo diverso da quelli russi, hanno metodologie e meccanismi diversi. Anche la messa in scena delle operazioni è strutturata in modo diverso. In Russia, operano ancora secondo gli stessi principi della Guerra Fredda... :''Nikoli nisem bil del tajnih služb, čeprav sem si nekoč v mladostniški aroganci tega morda celo želel. Jaz sem deloval v blatu in ne pri vrhovih vojaške ali policijske hierarhične lestvice. Skrival sem se po gorovjih, v skupini nas je bilo navadno sedem, zdaj vam govorim o Čečeniji, se pretvarjal, da sem eden od islamskih teroristov in jih lovil. To je bilo to. To sem počel dve leti in tri mesece. Zbiral sem informacije in jih posredoval nadrejenim. Nikoli nisem bil vohun.'' *{{NDR|«Mi hai detto che aiuti gli esperti del Vaticano, insieme al Nucleo di Intervento Speciale dei Carabinieri (GIS), a "dare la caccia" ai satanisti in tutta Italia. Come funziona?»}}<br />Tramite amici che ho nella polizia, anche loro in questo reparto speciale, sono stato chiamato anni fa, per via della mia conoscenza e della mia esperienza in fatto di tatuaggi, per vedere se potevo aiutarli a leggere i tatuaggi trovati sul corpo di un uomo trovato morto in un'auto non lontano da dove si era svolto un enorme rave party la sera prima, nella periferia di Torino... Ho accettato la sfida. L'uomo morto per overdose aveva il corpo dipinto con antichi motivi egizi. Conoscevo bene il loro simbolismo. Spiriti maligni. Aveva un braccialetto con simboli satanici al polso.<br />{{NDR|«Cosa hai fatto allora?»}}<br />Abbiamo iniziato a indagare sulla questione. All'inizio non si sapeva nulla degli organizzatori, ma in qualche modo ho scoperto che un DJ della zona di Gorizia suonava. L'ho rintracciato e sono andato a trovarlo. Un bravo ragazzo. Mi ha detto che alcune persone lo avevano chiamato mesi prima, chiedendogli di suonare e pagandolo un sacco di soldi. Chi non avrebbe accettato? Allo stesso tempo, gli avevano dato l'attrezzatura musicale più moderna. Gli ho chiesto che genere di musica suonasse e mi ha mostrato i CD, niente di speciale. Musica dance. Gli ho chiesto se pensava che ci fosse qualcosa di insolito in questo evento, e ha detto di no.<br />Poi si è ricordato che verso le tre del mattino un uomo si era avvicinato a lui e gli aveva chiesto se poteva suonare un CD di quindici minuti. E lo aveva fatto. E l'uomo non è mai tornato a prenderlo. Il DJ lo aveva quando sono andato a trovarlo a casa sua, nascosto tra gli altri CD. L'ho portato alla polizia e gli esperti hanno scoperto che conteneva messaggi satanici molto forti registrati durante la musica... Il DJ mi ha anche detto che il pubblico ha recepito bene la musica e l'ha ballata. Più tardi, quando abbiamo ristretto il cerchio e siamo arrivati agli organizzatori, abbiamo scoperto che volevano onorare, "invitare" con questo evento il capo supremo di una setta satanica che vive in Svizzera. Questo organizzatore ha detto che il potere dell'energia spirituale dei membri della loro setta raggiunge centinaia di chilometri di distanza, e l'energia fisica del corpo umano durante il ballo può essere percepita a quattro chilometri di distanza. In breve, l'uomo in macchina non voleva sottomettersi agli spiriti maligni evocati dalla collana che ha ricevuto al suo ingresso alla festa. E si è suicidato in agonia. :''{{NDR|«Povedali ste mi, da vatikanskim strokovnjakom skupaj s posebno enoto za intervencije italijanskih karabinjerjev (GIS) pomagate »loviti« sataniste po Italiji. Kako to gre?»}}<br />Prek prijateljev, ki jih imam pri policiji, tudi v tej posebni enoti, so me, zaradi mojega znanja in zgodovine tetovaž, pred leti poklicali, ali bi jim lahko pomagal prebrati tetovaže, ki so jih našli na telesu moškega, ki so ga našli mrtvega v avtomobilu nedaleč stran, kjer se je noč poprej odvijal ogromen rave party, v torinskem predmestju ... Sprejel sem izziv. Moški, ki je umrl za posledicami prevelikega odmerka droge, je imel telo porisano s staroegipčanskimi motivi. Dobro sem poznal njihovo simboliko. Zli duhovi. Okoli zapestja je imel zapestnico s satanističnimi simboli.<br />{{NDR|«Kaj ste storili potem?»}}<br />Stvar smo začeli raziskovati. O organizatorjih sprva ni bilo ne duha ne sluha, nekako pa sem izvedel, da je glasbo vrtel didžej iz okolice Gorice. Izbrskal sem ga in obiskal. Prijeten fant. Povedal mi je, da so ga pred meseci poklicali neki ljudje, ga prosili, če bi vrtel glasbo, in mu mastno plačali. Kdo ne bi sprejel. Obenem so mu dali na voljo najmodernejšo glasbeno opremo. Spraševal sem ga, kakšno glasbo je predvajal, pa mi je pokazal cedeje, nič posebnega. Plesna glasba. Vrtal sem vanj, ali se mu je zdelo na tem dogodku karkoli nenavadnega, pa je odvrnil, da ne.<br />Potem se je spomnil, da je nekje okrog tretje ure zjutraj do njega pristopil moški in ga prosil, če lahko zavrti petnajstminutni cede. In ga je. In moški se nikoli ni vrnil ponj. Didžej ga je imel, ko sem ga obiskal na njegovem domu, spravljenega med ostalimi cedeji. Odnesel sem ga na policijo in poznavalci so ugotovili, da so bila na njem med glasbo posneta zelo močna satanistična sporočila ... Didžej mi je še rekel, da je občinstvo to glasbo dobro sprejelo in so plesali nanjo. Kasneje, ko smo skrčili krog, prišli do organizatorjev, smo ugotovili, da so hoteli s tem dogodkom počastiti, »priklicati« vrhovnega vodjo satanistične sekte, ki živi v Švici. Ta organizator je povedal, da moč duhovne energije pripadnikov njihove sekte sega na stotine kilometrov daleč, fizično energijo človeškega telesa med plesom pa je mogoče čutiti štiri kilometre daleč. Skratka, moški v avtu se ni hotel podrediti zlim duhovom, katere je invocirala verižica, ki jo je dobil ob vstopu na zabavo. In od muke je storil samomor.'' {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20150705122420/http://www.nicolaililin.it/it/maidan-lultimo-golpe-degli-usa-in-fallimento/ Maidan, «l'ultimo golpe degli Usa in fallimento»]''|Intervista di Giovanni Mari, ''Il Secolo XIX'', 28 giugno 2014.|h=4}} *{{NDR|Sul [[conflitto russo-ucraino]]}} È un conflitto tra potenze mondiali. Il primo esercito in campo, invisibile, è quello degli Stati Uniti. Una potenza in fase di fallimento che si sta muovendo da anni su decine di fronti per mascherare e per cercare di placare la sua inesorabile crisi economica. Ovviamente, quella americana non è una guerra militare, ma del tutto politica. Il problema, per loro, è che non ne potranno più uscire vincitori. *Dico ciò che so e ciò che so è sicuro. Io sono stato coinvolto in cinque guerre, in prima linea, nonostante abbia appena 34 anni. Quando voi ragazzi occidentali ancora vi dilettavate con qualche ragazza sui sedili posteriori di un'auto io ero già in Cecenia a uccidere i terroristi. *La storia degli Stati Uniti è stata la storia di una serie di interventi e di aggressioni militari, diretti o indiretti, guerre vere o fasulle. Tutto per favorire gli interessi privati di gruppi economici privati. Un tipico stile anglosassone, per altro, non hanno inventato nulla. Conquistano territori, intervengono nei fatti altrui, solo per accaparrarsi soldi, alleati, affari. *Ogni volta che sento qualcuno che parla di rivoluzione, di primavere, di riscatti... io lo metterei in carcere. Cosa c'è di più legale e onesto di un governo legittimo in un mondo assediato dalle multinazionali globali? Non avete visto come sono finite le primavere arabe e le operazioni per la libertà in Iraq? Gli americani stanno perdendo ovunque, i popoli stanno rialzando la testa. *{{NDR|«Chi c'era dietro quelle barricate?»}} C'erano delle falangi ben organizzate, addestrate in due campi in Polonia, in un campo in Ungheria e un altro in Germania. Sostenuti dall'esercito di Kiev post-golpe, che ha bombardato i civili, dato fuoco a villaggi. Tutto per seguire il disegno degli Usa di rompere il nascente asse tra la Russia e l'Europa, tra il popolo russo e il popolo europeo. *Subito dopo il crollo del Muro, gruppi fuori controllo, organizzati da spie americane lo hanno abbattuto e hanno insediato il fantoccio Eltsin, che ha smantellato lo Stato per regalarlo ai nuovi oligarchi complici del sistema occidentale. E non potevano fare altro, gli americani, visto che già era chiaro l'imminente crollo del dollaro. Da quel momento hanno avuto paura dell'asse russo-europeo, hanno cominciato a temere la Cina. E si sono attrezzati per muovere le loro solite guerre invisibili. Pensate se questo vasto continente dall'Europa alla Russia al Kazakistan all'India alla Cina si potesse unire. Pensate l'Italia che boom potrebbe avere, venderemmo la nostra moda, i nostri prodotti, i nostri libri. Potremmo fare a meno degli americani e gli americani non possono sopportarlo. Così hanno cominciato brutali operazioni, le stesse che oggi, però, non sono più in grado di gestire. Stanno perdendo ovunque, anche qui. *Lo sviluppo è qui, la Russia sta crescendo e l'Europa ha tutto l'interesse a fare un patto con loro, liberandosi dal giogo delle multinazionali private americane. Io parlo da cittadino italiano, da patriota italiano. La nostra economia, quella vera, non ha bisogno di questo sistema ormai al fallimento. Deve liberarsi dalla morsa americana e di Bruxelles. {{Int|Da ''[https://www.casadelsole.org/file/Intervista_Nicolai_Lilin_anteprima_Raccontami_N_60.pdf Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di ''Casadelsole.org'', luglio 2014.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Transnistria]]}} Oggi è un protettorato russo la cui indipendenza non sarà mai riconosciuta. Non saprei dire se questo sia giusto o no. Ufficialmente dovrebbe far parte della Moldavia però il problema è che oggi ci sono molte persone in ambito russo soprattutto politico interessate a mantenere il potere su queste terre. *In Occidente il tatuatore è un signore che sta in un negozio e realizza tatuaggi per le persone che desiderano averne sulla pelle. Io non faccio questo tipo di attività. Per me il tatuaggio è una cosa ben diversa. Per i miei antenati essere un tatuatore era paragonabile ad essere un sacerdote, un prete; quindi tutta un'altra cosa. Io continuo a svolgere la mia attività in forma privata senza mischiare la mia arte e la mia tradizione con quello che è il tatuaggio moderno. *[...] sono cresciuto in un posto dove c'erano parecchie persone con diverse forme di disabilità, anche se da noi la parola disabile non è ben vista, perché si crede che le persone che qui in Occidente vengono definite disabili, abbiamo alcune abilità che noi non abbiamo. Quindi le consideriamo persone scelte da Dio per portare dentro i loro corpi il concentrato del loro spirito che gli permette di essere più vicine a Dio. E questa forma di convivenza con queste persone ovviamente cambiava l'approccio con quello che era il loro stato fisico o mentale. Per cui cerco di non usare la parola disabile proprio perché credo profondamente che in realtà siamo più disabili noi rispetto a quello che portano dentro questi umani. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220053846/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/04/estremismo-inutile/#more-80 L'estremismo ucraino di casa nostra]''|''Espresso.repubblica.it'', 4 luglio 2014.|h=4}} *Ho cercato un filo logico tra i messaggi pieni di odio, di ignoranza geopolitica, di ottusa propaganda, di violenza e di guerra. È stato inquietante prendere consapevolezza che dietro quelle parole xenofobe e violente non ci sono soltanto ucraini manipolati e accecati dalla propaganda razzista, ma soprattutto cittadini italiani, gente nata e cresciuta in un Paese che non vede la guerra da quasi settant'anni. Il Paese la cui Costituzione ripudia la guerra come metodo politico. *Ho trovato diversi messaggi di richieste di aiuti finanziari da parte delle organizzazioni paramilitari di estremisti ucraini e anche alcune foto di documenti che confermavano la spedizione dei soldi dall'Italia all'Ucraina, con tanto di lettere di ringraziamento da parte delle "centurie", bande armate che da mesi tengono nel terrore l'Ucraina. Ho trovato dei video nei quali i giornalisti russi sono ripresi mentre i razzisti ucraini li torturano e massacrano. Sono commentati con frasi di odio e violenza. In uno dei messaggi c'è una fotocomposizione con due giornalisti russi e l'invito ad agire contro di loro. Non posso credere che questo livello di odio e di assurda esaltazione di estremismo sia possibile oggi in Italia. *Ormai mi sto abituando al fatto che gli unici argomenti con cui operano gli estremisti ucraini e i loro sostenitori sono le offese, le diffamazioni e le minacce. Evidentemente il violento golpe che ha distrutto l'Ucraina e al quale hanno partecipato diversi concittadini italiani ha contagiato con una febbre di onnipotenza le menti di molte persone. Però qui in Italia non abbiamo bisogno di rivolte che getterebbero il paese in una guerra fratricida. Non abbiamo bisogno di altri pretesti per seminare odio, intolleranza, xenofobia e razzismo. Abbiamo bisogno di pace e di ripresa economica, di uomini onesti nella politica e nell'economia. Per questo trovo che l'attività di una banda di esaltati estremisti ucraini qui in Italia sia semplicemente fuori luogo. E completamente inutile. {{Int|Da ''[https://www.barbadillo.it/25746-intervista-nicolai-lilin-ucraina-tradizione-comunita/ L'intervista. Nicolai Lilin: "In Ucraina c'è stato un golpe. Ripartire da tradizione e comunità"]''|Intervista di Mario De Fazio sulla [[rivoluzione ucraina del 2014]], ''Barbadillo.it'', 5 luglio 2014.|h=4}} *Ciò che dico viene sostenuto da larga parte della sesta parte del mondo, la Russia. Cose che vengono taciute dai nostri media occidentali, in gran parte corrotti e strumentalizzati. In Ucraina è avvenuto un colpo di Stato, illegale, violento, organizzato da forze esterne. Non rappresenta assolutamente la volontà del popolo ucraino. Se tutto il popolo fosse stato d'accordo non ci sarebbe stata la secessione della Crimea e la guerra civile che c'è adesso. *Non dubito che tanti ragazzi di [[Maidan]] volevano il bene della loro patria. Ma sono stati strumentalizzati: Lenin chiamava persone del genere "utili idioti". Possono avere tutte i buoni propositi che vogliono ma ammazzano persone civili e partecipano a uno scempio sulla propria terra. Combattono cittadini della loro stessa terra ed è la cosa peggiore che c'è. Un uomo, un guerriero, deve difendere la propria terra dagli esterni, loro si sono messi insieme a gente venuta da fuori, da Washington, per insegnare i nuovi valori, e si sono fatti strumentalizzare e uccidono i loro fratelli, gente che crede nello stesso Dio. Lavorando, in questo modo, per chi crede in McDonald's e Shell. *L'Ucraina aveva già la possibilità di essere indipendente, con Janukovyc. È vero che era costretto ad accettare alcune posizioni russe, e bisogna dire che era un oligarca. Ma rispecchiava bene il popolo ucraino. Ciò che è avvenuto adesso, la rivoluzioni populista, è dovuto al lavoro di agenzie esterne, che hanno strumentalizzato il populismo creando una guerra. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141219205756/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/05/simboli-nazisti-ufficializzati-in-ucraina-a-livello-statale/#more-108 Simboli nazisti ufficializzati in Ucraina a livello statale]''|''Espresso.repubblica.it'', 5 luglio 2014.|h=4}} *Gli uomini del potere di Kiev [...] si abbandonano di gusto alla nostalgia per i tempi in cui i loro antenati "patrioti" e "difensori dell'integrità nazionale" collaboravano con Hitler, sterminando centinaia di migliaia di civili ebrei, ucraini, russi, polacchi, bielorussi. La propaganda del nazismo è diventata l'apoteosi del nuovo regime portato al potere con il golpe di Maidan. *Lo stemma del battaglione Azov riporta fedelmente un simbolo germanico che si chiama Wosfsangel, che sarebbe "dente di lupo". Questo simbolo ha le origine runiche ed era adottato da numerose unità militari della Germania nazista. E nonostante i crimini compiuti dal nazismo condannato da tutta l'umanità, nessuno qui da noi, nell'Europa moderna, si scandalizza se nell'Ucraina golpista vengono usati i simboli nazisti, prima dai delinquenti violenti di Maidan e poi un'unità dell'esercito regolare. Qual è la prossima tappa? Lo sterminio dei propri cittadini che non acconsentono al potere del golpe, la censura, gli assassini dei giornalisti? O, scusate, che distratto, sta già accadendo! Persino il nostro connazionale, il giornalista Andrea Rochelli e il suo collega russo sono stati barbaramente uccisi dai nazisti dell'esercito di Kiev. E nessuno qui ha dato spazio a questa tragedia, nessuno ha raccontato la storia di Andrea, nessuno ha parlato della sua famiglia, nessuno ha condiviso con la sua nazione il momento dell'addio, dei suoi funerali. Che vergogna... *Giocando con l'ideologia nazista gli ucraini e i loro sostenitori europei e americani non si rendono contro che stanno giocando con il fuoco. Contagiati dalla febbre della nostalgia, i politici e molti cittadini ucraini dimenticano che si tratta di un sentimento molto pericoloso, che a volte può fare dei brutti scherzi, può portare verso le situazioni che si ritorcono contro. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220053836/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/09/quando-la-democrazia-si-sposa-con-il-nazismo/#more-125 Quando la democrazia si sposa con il nazismo]''|''Espresso.repubblica.it'', 9 luglio 2014.|h=4}} *Oggi a Milano ho incontrato un amico. Ci siamo fermati a chiacchierare del più e del meno e tra i vari argomenti siamo finiti a parlare di ciò che accade in Ucraina. Essendo omosessuale il mio amico mi ha detto di essere contento del golpe di Stato, perché secondo lui ora con il nuovo governo nel Paese ci sarà più libertà per gli omosessuali e in generale per l'individuo, valore che da sempre costituisce il cavallo di battaglia del mondo occidentale. [...] Parlando con lui ho capito il motivo per cui gran parte dei politici europei spiegano all'opinione pubblica dei nostri paesi perché approvano il colpo di stato in Ucraina avvenuto lo scorso inverno. Si tratta dello stesso motivo per cui dopo la Seconda Guerra Mondiale la società occidentale ha giustificato ogni passo compiuto verso l'espansionismo militare ed economico, ovvero, la necessità di portare democrazia e libertà in quei paesi che, secondo la visione degli occidentali, soffrono per la mancanza di questi diritti fondamentali. Ovviamente la democrazia è solo un pretesto. *{{NDR|Su [[Petro Oleksijovyč Porošenko]]}} Al posto del presidente oligarca è arrivato un oligarca peggiore, di cui si sa che negli anni della sua carriera politica spiava per conto degli americani. *[...] per spiegare al mio amico che la condizione di vita degli omosessuali ucraini non è migliorata, ma probabilmente peggiorata con l'arrivo al potere dei neonazisti, gli ho mostrato un video di qualche giorno fa, in cui una di queste bande di neonazisti ucraini assalta un night club di Kiev, gestito e frequentato prevalentemente da omosessuali. Alcuni sono stati feriti, bruciati con una serie di ordigni esplosivi fatti in casa e lanciati all'interno del locale dai "portatori della democrazia" ucraini. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220053909/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/18/limpero-delle-balle/#more-137 L'Impero delle Balle]''|''Espresso.repubblica.it'', 18 luglio 2014.|h=4}} *Accusare qualcuno di abbattere un Boeing a colpi di fionda è possibile: oggi tutto lo è nell'Ucraina "democratica" e "libera" nata dopo Maidan. Per farlo, basta seguire gli interessi delle lobby americane controllate dall'intelligence statunitense. Se gli Stati Uniti sono riusciti a rifilare al mondo intero, cittadini americani compresi, le storielle delle Torri Gemelle abbattute dagli arabi e del Pentagono colpito da un aereo di linea – che avrebbe lasciato un buco di soli cinque metri -, perché i nazisti ucraini non possono attribuire l'abbattimento di un Boeing ai minatori e ai contadini del Donbas in rivolta contro il governo golpista di Kiev? *[...] diverse agenzie di stampa occidentali hanno divulgato alla velocità della luce un'informazione approssimativa, non verificata e hanno accusato prontamente dell'abbattimento del velivolo quei ribelli filorussi che tentano solo di difendere la popolazione civile del Donbas dall'aggressione del governo anticostituzionale di Kiev. Trovo vergognosa la reazione di molti giornalisti occidentali che ormai senza alcuna etica professionale fabbricano "notizie" a suon di frusta dei loro padroni, tutti azionisti privati. *La responsabilità dell'abbattimento di un aereo di linea che viaggia a 10.000 metri non può essere attribuita a qualcuno sulla base di una fantomatica registrazione vocale apparsa in rete, una registrazione che perfino un adolescente alla tastiera sarebbe capace di fabbricare. *[...] non escludo che dell'abbattimento siano colpevoli proprio gli uomini di Kiev, visto che in questo momento sono spalleggiati dalle stesse strutture che hanno organizzato il disastro datato 11 settembre. Allora raccontavano a tutto il mondo favole sui terroristi arabi, speculavano sulle immagini delle torri che crollavano giù con dinamiche che assomigliavano a quelle di una demolizione controllata: quelle teorie che non si reggevano in piedi già allora sono state smentite poi dai migliori specialisti del settore. *Oggi gli esperti di bugie e complotti che siedono in poltrona a Washington fanno di tutto per dipingere la Russia come un mostro, fanno di tutto per scatenare una guerra terribile tra Ucraina e Russia, e questo non solo per fare soldi, ma anche per spaccare l'asse nascente dell'economia euroasiatica. Gli Stati Uniti, con un tale debito pubblico, non possono far altro per salvare la pelle e cercare di mantenere il loro dominio economico e militare sull'Europa. La politica fallimentare americana, che minaccia di cancellare tradizioni e radici di molte nazioni, che priva miliardi di persone della loro identità trasformandole in schiavi indifesi del neo feudalesimo, sta diffondendo nel mondo, sotto bandiera a stelle e strisce, un devastante neoliberismo a suon di bombe. *Per evitare altre morti e spegnere il fuoco di questa guerra civile, l'Ucraina deve smettere di esistere come Stato. Il governo, le forze dell'ordine e l'esercito che si sono macchiati di crimini contro l'umanità devono essere arrestati e processati in quanto responsabili. La NATO dovrebbe essere sciolta immediatamente, visto che il blocco dei paesi del Patto di Varsavia non esiste da più di due decenni. Servirebbe un intervento militare dell'ONU per disarmare le due parti coinvolte in questa guerra. I criminali nazisti di Kiev, i loro collaboratori e consiglieri di Washington dovrebbero essere portati davanti al tribunale internazionale dell'Aja ed essere giudicati con tutta la severità che la legge consente. Solo così e solo allora da quel paese martoriato cominceranno ad arrivare notizie vere, coerenti: solo allora il mondo potrà respirare liberamente. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220054039/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/23/chi-ha-abbattuto-laereo-malese/#more-143 Chi ha abbattuto l'aereo malese?]''|''Espresso.repubblica.it'', 23 luglio 2014.|h=4}} *Secondo le informazioni ormai pubbliche e autorevolmente affermate, l'aereo può essere stato colpito sia dagli ucraini che da ribelli filo-russi. *[...] è possibile che il missile sia stato scagliato contro un aereo militare ucraino, molto più piccolo: un jet che ha usato il Boeing come una sorta di scudo – come fa intendere Mosca – o che più semplicemente si trovava in zona senza essersi accorto di volare sulla rotta percorsa dagli aerei di linea. *[...] se la degenerazione del conflitto civile diventasse il pretesto per un intervento americano, con o senza il cappello della Nato, rischieremmo di vedere trasformare un territorio nel cuore dell'Europa in uno scempio bellico senza più speranza di pace, come è già accaduto in Iraq, Libia e Afghanistan. {{Int|Da ''[https://www.criticaletteraria.org/2014/07/nicolai-lilin-einaudi-incontro.html #Scrittori in Ascolto - Con Nicolai Lilin]''|Intervista con Marco Caneschi, ''Criticaletteraria.org'', 26 luglio 2014.|h=4}} *Non sono stato in prima linea in Cecenia ma oltre la linea, andavo a caccia dei terroristi internazionali. Avevo 18 anni, in questo modo ho trascorso i due successivi, non capivo molto della vita ma ho dovuto imparare in fretta, soprattutto quello che è la geopolitica. Ero in Caucaso, questa terra dai paesaggi imponenti, i miti antichi, i luoghi magici. Ma sai qual è la sua più grande bellezza? I popoli che lo abitano, popoli fieri, dalle tradizioni consolidate. E io ero lì per difendere un popolo fratello: i ceceni. Sono un popolo degno, con un forte nucleo educativo e uno spiccato senso di comunità. Nei villaggi vivono come 300 anni fa, in un'unica grande famiglia ed è per questo che i guerrafondai americani non hanno vinto: perché si sono scontrati con questa tenacia e orgoglio. *{{NDR|«La guerra non era tra russi e ceceni?»}}<br />No di certo, la guerra è stata causata dall'America che ha cercato di arrivare a dominare il mar Caspio, questa riserva energetica straordinaria, punto geografico nevralgico per controllare tutte le repubbliche ex sovietiche e l'Iran, dove corrono i viadotti che trasportano petrolio e gas. Per farlo, sapevano benissimo quale era lo strumento migliore: destabilizzare Cecenia e Daghestan. La guerra in Cecenia è partita sulla base di questo presupposto geopolitico, il tentativo degli Stati Uniti si tenere sotto scacco la repubblica islamica dell'Iran e sottrarre alla Russia i suoi territori storici. Le forze in campo allora erano i russi, compresi i ceceni, e i terroristi infiltrati dalla Cia grazie a uno Stato svendutosi agli americani: la Georgia. *Mio fratello si è convertito all'islam ma rimane mio fratello, la soluzione di tutto quanto sarebbe vedere la diversità come un valore. Lui adesso rispetta il ramadan e io con lui ho seguito nell'ultimo ramadan i precetti di questa ricorrenza per tre giorni. [...]. il mondo islamico non è una bestia pronta a sbranarci come i vostri giornalisti occidentali dipingono, aumentando la tensione e divenendone così responsabili. *[...] la sinistra è diventata succube di questo sistema capitalistico. Gli unici diritti che ritiene di difendere sono quelli astratti, ad esempio degli omosessuali. Va benissimo, io ho amici omosessuali e dentro casa propria ognuno fa ciò che vuole ma prima, a un omosessuale così come a chiunque, devi garantire i diritti sociali, le cure, un'anzianità serena con la pensione adeguata. Lo scontro è ancora tra capitalismo e socialismo. *Un potere costituzionale in Ucraina è stato abbattuto con un colpo di mano di neonazisti addestrati in campi speciali dagli americani. Adesso i neonazisti possono agire indisturbati e seminare il terrore bruciando vive le persone e assaltando i centri ebraici che ancora esistono in quella terra. Questo non lo leggete da nessuna parte, se non forse nei miei interventi sull'Espresso o sulla mia pagina facebook. E non provate a nominare Putin sull'Ucraina che non c'entra nulla. *[...] ogni paese dovrebbe essere fiero di avere un presidente come Putin, uno che fa gli interesse della sua patria. *È un bene che Italia e Russia siano alleate. In Russia non esiste paese al mondo amato come l'Italia, i giovani russi vogliono venire in Italia attratti dalla sua bellezza. Ecco su quali basi dovrebbe crescere questa alleanza: in una scambio proficuo tra bellezza, di cui voi siete i primi produttori al mondo, e materie prime. Io stesso sono cittadino italiano ormai, mi dovete sopportare, scrivo i miei libri in italiano e sono cresciuto con due miti, guarda caso Antonio Gramsci e Niccolò Paganini. {{Int|Da ''[https://www.sulromanzo.it/blog/intervista-a-nicolai-lilin-il-serpente-di-dio-e-il-potere-della-lettura-e-della-diversita Intervista a Nicolai Lilin: "Il serpente di Dio" e il potere della lettura e della diversità]''|Intervista di Matteo Bolzonella, ''Sulromanzo.it'', 4 agosto 2014.|h=4}} *{{NDR|Su ''Il serpente di Dio''}} Il romanzo nasce qui in Italia, meno di un anno fa: è una sorta di mia reazione alla situazione geopolitica che si sta vivendo. Vivo con dolore il fatto che oggi le diversità vengano sfruttate da diverse fazioni politiche o geopolitiche come delle armi per manipolare le società. Quella diversità che dovrebbe essere la nostra ricchezza, una delle poche cose che aiuta a conoscere veramente il mondo e a rispecchiarsi in esso, oggi viene riproposta spesso, anche da parte dei mass media, come un elemento di cui dobbiamo avere per forza paura e che dobbiamo fronteggiare con molta attenzione, quasi con sospetto: "Se uno è diverso da me, è uno di cui io non devo e non posso fidarmi"; ecco, questo non va bene. Io sono nato in [[Unione Sovietica]] e ho il ricordo di un Paese bellissimo, con 183 etnie che vivevano in pace e armonia, senza mai aver avuto sospetti di questo tipo. In modo particolare non sentivamo questa inevitabile divisione tra mondo islamico e mondo cristiano che oggi viviamo, di cui mi dispiace molto. Il mio fratello minore, Dimitri, si è convertito all'Islam e si è sposato con una bellissima ragazza di Daghestan, paese russo con una maggioranza di etnie di religione musulmana. La mia famiglia vive con molta serenità questa situazione ma spesso dall'esterno, anche da alcuni miei amici, questa differenza è stata vista male: tantissimi vedono la scelta di mio fratello come una cosa molto estrema. Il mio romanzo si basa sul valore della diversità nella religione: i protagonisti sono due ragazzi, uno cristiano e uno musulmano che, nonostante la differenza culturale e religiosa, riescono a sviluppare un rapporto fraterno, come viene suggerito dalla loro stessa comunità, quella caucasica. E il [[Caucaso]] è storicamente luogo di una convivenza tra comunità non solo pacifica, ma anche fraterna. *In Russia una cosa che mi ha aiutato moltissimo e che forma la base della mia espressione narrativa è la narrazione orale, su cui si è formata la cultura siberiana nella quale io sono cresciuto. Mio nonno mi raccontava tantissime fiabe e questo per me è stato fondamentale. D'altra parte ho avuto anche un'educazione sovietica: nelle scuole russe si leggeva molto, moltissimo, tanti classici, russi e stranieri e questo mi ha aiutato ovviamente a elaborare una forma espressiva tutta mia ma che si basa sui libri che ho letto. *{{NDR|Su [[Gabriele Salvatores]]}} Io amo quest'uomo, a mio avviso è uno dei più importanti e talentuosi registi italiani che hanno fatto la storia del cinema italiano. *{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Il film è sicuramente bellissimo ma già dall'inizio si capisce di trovarsi davanti a una storia parallela: non è un tentativo di ripetere il libro sullo schermo, ma ricrearne la storia prendendone spunto. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220054041/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/08/12/quando-il-male-sorride/#more-162 Quando il male sorride]''|''Espresso.repubblica.it'', 12 agosto 2014.|h=4}} *{{NDR|Sulla seconda guerra cecena}} [...] a quei tempi {{NDR|i ceceni possedevano}} apparecchiature di rilevamento molto efficaci fornite dall'esercito americano, fornite tramite i loro alleati georgiani che alimentavano il terrorismo wahhabita in Caucaso. *Una volta, nel corso di una missione particolarmente dura, la squadra della quale io facevo parte non e'riuscita a ritornare al punto di evacuazione per il tempo stabilito e per questo abbiamo dovuto fare ritorno alla base a piedi. Ci abbiamo messo due giorni per aggirare vari gruppi dei wahhabiti, eravamo nel bel mezzo di un territorio controllato da loro. All'arrivo ci siamo seduti tutti insieme con il nostro comandante e con il nostro maresciallo, bevendo zuppa calda, abbiamo raccontato nei particolari la nostra avventura. Alla fine il nostro vice capo gruppo, un giovane sergente maggiore, si è lamentato di come le circostanze operative diventassero sempre più difficili, di come i wahhabiti si accorgessero della nostra presenza sempre più spesso, della loro accuratezza negli spostamenti, di come avessero imparato ad evitare le nostre trappole. Leonid Vladimirovich aveva risposto con una frase che io non dimenticherò mai: "Quando la guerra si fa dura e vi pare sentire la risata del diavolo, dovete rispondergli con una risata più forte". *La guerra che il governo golpista Ucraino compie contro il proprio popolo non ha alcun senso e tutte le sue vittime sono sulla coscienza di quegli oligarchi criminali ed estremisti, che con l'aiuto di USA e UE, si sono improvvisati politici dopo aver rovesciato un governo legittimo, facendo sprofondare il Paese in un conflitto sanguinario, la cui fine, ho paura, non vedremo molto presto. Tutti sono vittime dell'attuale amministrazione che illegalmente occupa incarichi governativi in Ucraina ed agisce in maniera anticostituzionale. I civili innocenti massacrati nel corso dei bombardamenti ad opera dell'esercito ucraino o durante le rappresaglie degli squadristi neonazisti, armati e pagati da oligarchi corrotti, i ribelli che difendono la popolazione del Sud-Est ucraino, i sostenitori estremisti di Kiev giustiziati nelle azioni di rappresaglia improvvisate da ribelli, i soldati dell'esercito regolare ucraino, i volontari esaltati della guardia nazionale, i neonazisti dei vari "battaglioni" che di militare non hanno niente e somigliano a bande di criminali strutturate attorno a uomini di potere corrotti: tutto questo graverà sulla coscienza di chi alimenta politiche espansionistiche e su quella di chi si offre come servo al padrone e che opera con metodi da grilletto facile. *Sono passati circa tre mesi da quando l'esercito regolare ucraino ha cominciato a compiere massacri quotidiani contro i civili del Donbass utilizzando aviazione e artiglieria. In questo modo il governo golpista di Kiev sperava terrorizzare la popolazione e placare la resistenza di chi rimaneva fedele alla Costituzione e alla Legalità, stuprate e dissacrate dopo il colpo di stato armato avvenuto per mano delle falangi estremiste a Maidan. La resistenza non ha mollato. Allora i "democratici" di Kiev, incitati dai "consulenti" della NATO, sono passati all'utilizzo di armi ancora più terrificanti: fosforo bianco, proiettili dalle testate termobariche, missili non guidati Grad, bombe a grappolo. Questo aumento della brutalità bellica ha incrementato il numero di vittime soprattutto ed esclusivamente tra i civili. Ma la popolazione del Donbass, martoriata e terrorizzata, non smette di sostenere i suoi ribelli. *L'abbattimento dell'aereo malese è stato una manna dal cielo per il governo golpista. Ma non sono riusciti a sfruttare adeguatamente nemmeno questo drammatico episodio, perché non hanno il totale controllo del paese, perché la loro propaganda è debole e inefficiente, in quanto sfrutta un bacino di pubblico in gran parte poco preparato e malinformato, e opera con materiali considerati incoerenti, che vengono divulgati con dei modi persistenti e violenti per qualsiasi persona normale di cultura media. Incolpare la Russia dell'abbattimento dell'aereo è stato un fallimento totale. Non è servito a capire chi ha abbattuto realmente quell'aereo, ma soprattutto ha insospettito tutto il mondo. Non sono serviti nemmeno gli interventi dei politici statunitensi e del presidente Obama che strillava come un indemoniato incolpando i russi, con prove che avrebbe potuto fabbricare qualsiasi ragazzino abile con Photoshop. Per ora i russi sono stati gli unici a fornire le prove che riguardano quella tragedia e gli Stati Uniti si sono chiusi in un imbarazzante silenzio. Quindi nemmeno l'abbattimento del Boeing malese è riuscito a risanare la situazione dei golpisti e giustificare a livello internazionale l'intervento della NATO, che non vede l'ora di invadere l'Ucraina e alimentare un lungo conflitto contro la Russia. Questo dovrebbe distruggere per sempre la prospettiva della creazione di un asse economico euro-asiatico, una degna e logica alternativa al dominio statunitense, che sprofonda sempre di più nella crisi e costringe gli europei ad allontanarsi dai diritti civili, come quelli per la casa, per il lavoro, per la sanità. *Il fascino della propaganda dell'Impero di fast-food è molto forte. Molti ucraini hanno perso la testa abbagliati dalle promesse americane, pensando che li aspetti una vita come quella delle serie TV statunitensi. Non gli importa che gli USA non sono certo un esempio di paradiso sociale: cinquanta milioni di americani non hanno diritto alla sanità, senza parlare degli analfabeti, della criminalità e del sistema giudiziario che diventa un modo per togliere dalla circolazione quella classe di cittadini che non rientra nello schema di vita degli ultra liberisti. L'esaltazione degli ucraini per il sistema americano mi appare come la metafora di uno schiavo che scappa da un padrone e si nasconde nella casa dell'altro, motivando il suo gesto con il fatto che il vecchio padrone lo picchiava con un bastone di legno e quello nuovo lo farà con un bastone d'oro. Proprio per questo gli ucraini pro golpisti si spingono verso crimini sempre peggiori contro i propri concittadini che non condividono la loro visione socio-politica. *Sono d'accordo con la volontà di un popolo di auto determinarsi e liberarsi dalle influenze geo-politiche non desiderate e se la stragrande maggioranza degli ucraini veramente non vuole più avere a che fare con Russia, comprendo e approvo tale decisione. Ma come fanno a non accorgersi che in questa situazione il loro sentimento anti russo è stato manipolato e sfruttato da un potere altrettanto corrotto, che distrugge il loro paese trasformandolo in una pedina, in un campo di battaglia? Stanno strappando legami storici, stravolgendo l'identità nazionale, riportano in vita dall'abisso dei secoli mostri che si erano macchiati dei crimini peggiori. Non capisco come possano ancora quegli ignoranti sostenitori del colpo di Stato di Maidan esaltare la morte delle donne e dei bambini della loro stessa nazione, commentando con dei motti pieni di insulti il presidente di un altro paese. È come se un mio vicino che mi odia, e non può fare niente di concreto contro di me, passasse il suo tempo a massacrare di botte i suoi figli e sua moglie sotto le finestre di casa mia, urlando per tutta la via che io sono un mostro, un violento, aggressore e dittatore. {{Int|Da ''[https://messaggeroveneto.gelocal.it/tempo-libero/2014/09/02/news/nicolai-lilin-la-casta-fa-politica-criminale-1.9858294 Nicolai Lilin: «La casta? Fa politica criminale»]''|Intervista di ''messaggeroveneto.gelocal.it'', 2 settembre 2014.|h=4}} *Siamo romanzieri, non teniamo diari. E quando ci accusano d'inventarci stralci di esistenze, straparlano. È un paradosso. Avremo o no la licenza di fantasticare? *Guardi, avendo dato l'esclusiva dell'uscita a Roberto Saviano e a ''Repubblica'', un altro quotidiano nazionale, ''La Stampa'', si è vendicato inventandosi un pezzo vergognoso pieno di falsità. Un riuscitissimo esperimento di disinformazione. Un blogger sconosciuto, ed ecco il secondo caso, per farsi un po' di nome in giro usò la stessa tattica. Terza corsa su ''Il Fatto'', che tra l'altro mi offrì una collaborazione dopo aver pubblicato le solite allucinazioni. Per quanto mi riguarda è un giornaletto scolastico. Mia madre mi chiamò offrendosi addirittura di rilasciare un'intervista per confermare con foto e prove quanto raccontai nel libro. Le dissi di lasciar perdere. La faccia io ce l'ho messa. Anche al ''Chiambretti Night''. Facile incontrare invidie e russofobi, mica tanto strano. Il razzismo proprio dei liberisti di sinistra, cresciuto nella Gran Bretagna coloniale, è una piaga diffusa. Se la coscienza è pulita vai avanti e non ti curi *{{NDR|Sull'Italia}} Un Paese in difficoltà. E disgregato, seppure unito soltanto 150 anni fa. La politica ha un atteggiamento criminale. Non soltanto ruba a man bassa, ma non si preoccupa minimamente di guarire 'sta terra malandata. A far lievitare i danni ci si mette pure l'atteggiamento filo-americano. Fuori gli States con le loro basi e i loro missili e su le maniche per lavorare seriamente. *Impariamo dalla Russia, un groviglio di svariate declinazioni di cristianesimo, islamismo, buddhismo, paganesimo, persino. Eppure, nessun contrasto violento; si è stabilizzato un sentimento di pacifica convivenza, ognuno nel rispetto dell'altro. {{Int|Da ''[https://www.giornalelavoce.it/news/dai-comuni/93332/ivrea-nicolai-lilin-educazione-siberiana-alla-festa-dell-unita-una-militante-pd-lo-attacca.html IVREA. Nicolai Lilin ("Educazione siberiana") alla Festa dell'Unità. Una militante Pd lo attacca]''|Intervento durante la Festa dell'Unità, ''giornalelavoce.it'', 22 settembre 2014.|h=4}} *[...] l'Ucraina è Russia, e non a caso la prima capitale dell'Unione Sovietica fu proprio Kiev. *[...] voi non sapete niente, voi votate e basta. L'Ucraina è solo una pedina, anche insignificante, dell'America, la quale teme che l'Europa si giri verso la Russia, canale anche verso la Cina, paesi in espansione. *Sono cresciuto in Unione Sovietica. Eravamo poveri, ma non avevamo i pidocchi a scuola. Qui ho mandato mia figlia, purtroppo, in una scuola statale, e per tre mesi mi ha portato i pidocchi. Questa è la vostra democrazia. La vostra democrazia è mettere gli anziani negli ospizi. La democrazia schiavizza. Voi dovete ascoltare i vostri anziani (tranne Napolitano), la loro saggezza. Il Nazionalismo vero, come diceva mio nonno che era siberiano, significa amare il proprio paese, e rispettare gli altri. *A 12 anni ho vissuto la guerra civile. Nell'89 sono iniziate le tensioni. Si diceva che fossero causate dal Nazionalismo moldavo. Poi si è scoperto che era gente rumena, mercenari. Voi non avete ancora imparato. Perché quello che fa Renzi con Obama (fare sanzioni, bombardamenti di cui nessuno parla, pagare neonazisti per uccidere gente che non viene messa in tv come il giornalista americano) è un atto criminale. Voi votate dei criminali. {{Int|Da ''[https://www.gqitalia.it/news/2014/12/11/lilin-e-la-disinformazione-te-lo-spiego-io-cosa-succede-in-ucraina Lilin e la disinformazione: "Te lo spiego io cosa succede in Ucraina"]''|Intervista di Angelo Pannofino, ''gqitalia.it'', 11 dicembre 2014.|h=4}} *I giornali italiani dicono che l'esercito russo ha invaso l'Ucraina, ma dove? Non c'è un solo soldato con la divisa dell'esercito russo. Dalla Russia sono sicuramente arrivati dei volontari, ma ci mancherebbe: noi russi andiamo ad aiutare i nostri fratelli in qualunque parte del mondo, ma lo facciamo da privati. Da privati. *Putin ha un pessima reputazione perché gli italiani hanno sempre avuto della Russia una visione creata da persone che sostengono il blocco atlantista. *[...] quando parliamo di disinformazione la [[Anna Stepanovna Politkovskaja|Politkovskaja]] è un esempio perfetto: lei è diventata una sorta di martire della libertà che gli occidentali spingono di brutto. Spesso qui leggo una frase stupida: "Putin ha ucciso la Politkovskaja". Punto. Come si fa a essere credibili se si scrivono cose del genere? Putin non ha ucciso nessuno. E il KGB non ha ucciso nessuno. Anche perché non esiste più il KGB ma altre strutture, come l'FSB, che è solo un'ala dell'ex KGB, quella politica: considera che solo l'FSB conta tre milioni e cinquecentomila agenti effettivi. Sai cosa vuol dire una cifra del genere? Vuol dire che non c'è niente che possa fermarli, né la CIA né il Mossad. Come si fa a pensare che una struttura così possa mandare due agenti a sparare in pancia alla Politkovskaja mentre sale a casa sua con i sacchi della spesa? Neanche i criminali ormai fanno cose del genere in Russia: hanno più gusto e più pietà *{{NDR|«[...] qual è la tua idea sull'omicidio della Politkovskaja?»}} Non è un'idea, è un fatto documentato: ci sono due delinquenti wahabiti (perché in Caucaso tutto viene dal wahhabismo), terroristi pagati dagli americani, che lo hanno fatto perché lei indagava sul legame tra alcuni militari russi e alcune fazioni wahabite. Il problema principale della Politkovskaja è che lei è comparsa sulla scena mediatica grazie al signor Berezovsky, che l'ha fatta diventare la "sua" giornalista: in poche parole l'ha comprata. [...] è questo il problema della Politkovskaja: i suoi legami con Berezovsky. La sua visione era molto facile: la guerra cecena? La colpa è dei russi. Ma io l'ho fatta la guerra in Cecenia, e non è affatto così. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/12/28/traduco-confessioni-in-una-lingua-misteriosa32.html Traduco confessioni in una lingua misteriosa]''|''La Repubblica'', 28 dicembre 2014.|h=4}} *Ho a mia disposizione una vasta gamma di simboli, paragonabile a una sorta di alfabeto. Ogni simbolo, così come ogni lettera dell'alfabeto, non ha nessun significato singolarmente, ma può assumerne diversi a seconda di come viene inserito nel disegno completo e posizionato rispetto agli altri simboli e anche a seconda della parte del corpo in cui viene tatuato, proprio come le lettere dell'alfabeto, che compongono parole diverse a seconda dell'ordine in cui sono disposte, parole che poi diventano frasi, che a loro volta si trasformano in storie. La parte più importante nel processo è quella legata al passaggio dell'informazione dalla persona che intende tatuarsi al tatuatore. Si crea qualcosa che sta a metà tra una confessione sacra e una complicità quasi intima. *Spesso le storie che mi affidano sono così personali e profonde che mi rendo conto di essere l'unico a conoscerle, molti non raccontano le loro esperienze più estreme nemmeno ai propri cari. In alcuni casi le persone fanno fatica persino a trasformare le proprie memorie in parole, ci mettono molto a dare forma linguistica alle proprie paure, agli incubi del passato. *Iniettare l'inchiostro sotto la pelle è un processo che richiede una certa abilità e conoscenza della materia, ma io la vedo come una semplice conclusione di qualcosa di molto più profondo, faticoso ed emozionante. Per questo, mentre tatuo una storia provo già nostalgia per quei simboli, per i particolari di quella vita che ho conosciuto e interpretato nel tatuaggio che vado eseguendo, e dentro di me sento il bisogno di affrontare nuovi segreti. ===2015=== {{Int|Da ''[https://lespresso.it/c/archivio/2015/1/5/nicolai-lilin-non-cediamo-alla-tentazione-della-vendetta/41887 Nicolai Lilin: "Non cediamo alla tentazione della vendetta"]''|''Lespresso.it'', 5 gennaio 2015.|h=4}} *[...] il 1989 è stato segnato da due eventi che hanno condizionato la mia esistenza: la nascita del mio adorato fratello Dimitri e l'entrata nella mia collezione di un pezzo importantissimo, una Luger P08 prodotta nel lontano 1917. Nelle strade del mio quartiere, tra i ragazzini giravano molte armi da fuoco, soprattutto modelli storici tirati fuori dai nascondigli dei nonni: venivano barattate in cambio di colombi, cuccioli di cane o qualche piccolo oggetto di gioielleria sottratto ai genitori. A nove anni possedevo una discreta collezione di pistole. Avevo due rivoltelle tipo Nagant, di cui una rarissima di produzione svedese dalle munizioni introvabili; una Mauser C96 - quella che usa Corto Maltese nei fumetti di Hugo Pratt - che non funzionava per qualche guasto meccanico mai scoperto; diverse Tokarev, una delle quali recuperata sul terreno di una battaglia della seconda guerra mondiale e semicorrosa dalla ruggine. C'era pure una Walther P38 tedesca, con il nome del militare che l'aveva usata durante il conflitto inciso sul carrello. *Di giorno portavo la pistola ovunque: a scuola e persino al fiume, il luogo dei nostri giochi. La sera, prima di andare a dormire, la smontavo e pulivo con cura, accarezzando la struttura metallica con il panno bagnato d'olio. Con quella Luger riuscivo a sparare molto preciso. Era facile da controllare, un vantaggio perché io ero più piccolo e più magro dei miei amici e quindi faticavo a colpire i bersagli con le altre pistole. Ora invece era tutto cambiato: staccavo il collo delle bottiglie a dieci metri di distanza. Anche i ragazzi più grandi avevano notato la mia abilità, alcuni autorevoli delinquentelli del quartiere si erano complimentati e ciò rappresentava una sorta di promozione nella gerarchia della strada. Credevo di essere diventato qualcuno grazie a quel pezzo di ferro. Non mi rendevo conto che gli amici mi consideravano insopportabile, perché sembravo ubriaco di onnipotenza e facevo di tutto per provocare il destino. E il destino non si è fatto attendere. *Ero da poco tornato da scuola e sono andato nel fondo del giardino per tirare due colpi con la mia Luger. Tra uno sparo e l'altro sono stato distratto dalla sarabanda che proveniva dal cortile. Era un misto tra il lamento di un bambino, il ruggito di un leone, il bramito di orso e il ringhio del cane. Un verso incredibilmente lungo e potente, tanto da apparire irreale. Sono corso verso casa e mi sono trovato davanti una scena incredibile: tutto era coperto di piume, con brandelli di cuscini che volavano in aria e in mezzo a questa nuvola bianca c'era Buyan che stava sbranando l'ultimo pezzo di stoffa. Ho guardato quel cane e dentro di me si è scatenata l'ira. Anche lui mi ha fissato, come per studiarmi, poi è scattato. Senza rendermene conto ho puntato la Luger e premuto il grilletto. L'animale nello stesso istante si è accasciato, come se un essere invisibile gli avesse inferto una botta sul capo. Mi sono avvicinato al corpo ancora caldo, sentivo le ginocchia tremare. Ho osservato immobile quello che avevo provocato, poi ho messo la sicura alla Luger, ma non ho fatto in tempo a infilarla in tasca perché è apparso mio nonno Boris. Teneva tra le mani uno dei giovani colombi che addestrava. Mi ha fissato con disapprovazione: «Perché hai sparato a quell'animale?» {{Int|Da ''[https://www.vita.it/nicolai-lilin-islam-la-convivenza-si-impara-sul-caucaso/ Nicolai Lilin: «Islam? La convivenza si impara sul Caucaso»]''|Intervista di Elena Bagalà, ''vita.it'', 16 gennaio 2015.|h=4}} *{{NDR|Sul [[Caucaso]]}} Sono zone in cui la vita ha altri ritmi rispetto alla società moderna come noi la intendiamo, la gente è ancora molto legata alla natura e porta avanti gli antichi valori che gli sono stati tramandati [...]. La comunità cristiana consegna un oggetto, affinché venga custodito, alla comunità musulmana e viceversa. È uno scambio di oggetti tra comunità, un sigillo che celebra il patto di lealtà che al giorno d'oggi è ancora ritenuto estremamente importante. *{{NDR|Su ''Il serpente di Dio''}} Un elemento fondamentale nel mio libro, non a caso, è il grande sentimento di amicizia che lega i due protagonisti, due ragazzi, uno cristiano e l'altro musulmano. *La società moderna è affetta da due grandi mali, l'individualismo e la massificazione, sono due derive che rendono l'uomo un possibile schiavo di ideologie false, ci fanno credere che per sopravvivere l'unica via sia quella tracciata dall'odio e dall'intolleranza quando invece l'uomo, mosso dalla curiosità, scopre che esiste anche la via della conoscenza, la base su cui poi si instaurano le relazioni tra le persone. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20151015022849/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/16/la-chiesa-dellodio/ La chiesa dell'odio]''|''Espresso.repubblica.it'', 16 gennaio 2015.|h=4}} *Oggi, seguendo i media ucraini si percepisce un'atmosfera simile a quella che dominava la società cristiana cattolica ai tempi delle crociate. C'è un obiettivo universale, prostrato, non definito, che viene imposto alle masse come una missione sacra che ogni patriota e uomo onesto è obbligato a compiere. Ovviamente questo obiettivo è la guerra che in questo caso dimostra una chiara declinazione masochista, perché anche se nella propaganda si parla sempre di guerra contro la Russia, in realtà la si fa contro il proprio popolo nel Donbass. *A Firenze e a Prato, nelle chiese ucraine i parroci hanno organizzato una colletta per acquistare una termocamera che permette di individuare, in condizioni di bassa visibilità, soprattutto di notte, gli obiettivi vivi che emanano il calore corporeo. Sul volantino distribuito in chiesa è disegnata la scena del videogioco di guerra che si chiama "Battelfield", si nota un soldato in fiamme che avanza con uno sguardo severo, accompagnato da un carro armato. Questi sono i valori cristiani dei neo nazisti ucraini: la violenza, la guerra, la distruzione. I parroci e la comunità ucraina in Italia non hanno dato nessuna spiegazione, non hanno espresso le loro scuse agli italiani e ai credenti che hanno chiesto spiegazioni per un comportamento così offensivo nei confronti di chiunque reputi la religione un rifugio per lo spirito e non una piattaforma di guerra. *Se le autorità italiane, se i nostri politici, se l'opinione pubblica nazionale continuano con il loro tacito consenso al dilagare della propaganda dell'odio e del neo nazismo ucraino qui in Italia, non mi sorprende che un giorno questo odio si realizzerà con delle azioni violente. Azioni di cui non ne abbiamo nessun bisogno qui in Italia, specialmente dopo quel sangue che abbiamo visto scorrere a Parigi. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20150918164302/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/02/03/laltra-faccia-della-democrazia-ucraina-il-terrorismo-ceceno-made-in-usa/ L'altra faccia della democrazia ucraina: il terrorismo Ceceno made in USA]''|''Espresso.repubblica.it'', 3 febbraio 2015.|h=4}} *Per favi capire meglio chi era Isa Munaev, ricordo solo che era ricercato in Russia per aver commesso crimini contro l'umanità durante la guerra in Cecenia. Aveva trovato rifugio in Europa, così come altri membri di Al-Qaeda, protetti e mantenuti dalle strutture non governative al soldo di oligarchi ultra-liberisti come George Soros. *Quando nei miei libri dedicati alla guerra in Cecenia spiegavo che gli Stati Uniti hanno creato il terrorismo islamico nel Caucaso per destabilizzare la Russia, alcuni esponenti della politica atlantista "democraticamente" mi avevano accusato di, per dirla in modo pacato, non essere credibile. Oggi, a distanza di pochi anni dall'uscita del mio libro "[[Caduta libera (romanzo)|Caduta Libera]]" che parla della guerra in Cecenia, tutti noi assistiamo ad una guerra molto simile, che si svolge nel cuore dell'Europa. Di nuovo di fronte a noi si apre uno spettacolo osceno: la morte, la disperazione, il dolore e tanta, tantissima rabbia. *I neonazisti di vari paesi europei, i terroristi wahhabiti ceceni che si trovano da anni in esilio in Occidente, gli Stati Uniti d'America con il premio Nobel per la pace in testa e tra gli altri anche il nostro premier Renzi con il suo fedele PD (loro governano l'Italia, sono quindi responsabili di aver mandato in Ucraina i veicoli da guerra con i quali i terroristi atlantisti ammazzeranno sempre più civili) conducono il genocidio del popolo ucraino, cercando di coinvolgere la Russia nella guerra e con questo salvare dall'inevitabile crollo l'ormai da decenni marcia e speculativa economia statunitense. Tutto come è avvenuto in Cecenia: una parte del popolo per mezzo di propaganda e i soldi rivolta contro i propri fratelli, con provocazioni e terrorismo scatena una guerra feroce e dietro a questo terribile conflitto si stanno svolgendo le trattative commerciali tra le più significative sul pianeta. {{Int|Da ''[https://genova.repubblica.it/cronaca/2015/12/04/news/lilin_-128800198/ Lilin, il Terribile: "E' il momento di fermarsi a casa. E ammettere la guerra"]''|Intervista di Matteo Macor, ''repubblica.it'', 4 dicembre 2015.|h=4}} *{{NDR|«[Un tappeto di boschi selvaggi] è un'autobiografia, un diario, un libro fotografico?»}} Non so, è tante cose. Me lo chiedevano da tanto tempo, ma nasce comunque da una mia esigenza. Mi piaceva l'idea di lasciare qualcosa ai miei figli, qualche particolare punto di vista sulle loro origini, storie che potranno leggere per scoprire come vivevano e chi erano i loro antenati. [...] Non lo chiamerei autobiografia, però: non è del genere, mancano tante storie. È come se avesse raccolto alcune facce del caleidoscopio della mia vita. Un modo di vedere quello che sono, i miei punti di vista. [...] L'abbiamo fatto in tre, quattro, insieme agli editor dell'ufficio della casa editrice. Io ci ho messo la mia vita, le mie foto, la mia famiglia, loro la professionalità, le idee, mi hanno aiutato a dare la forma giusta alla cosa. Fare un loro del genere è molto più difficile che fare un libro di pura narrazione. *Per me sparare è come tornare a quando ero bambino, tornare alla mia infanzia, dentro quel guscio sicuro che ha un bambino quando sta nel suo ambiente familiare. E lo stesso vale per i tatuaggi: è una specie di ritorno alle origini. Sono cresciuto in un ambiente in cui tutti avevano tatuaggi, io all'inizio mi sentivo anche un po' in difetto. Sono queste le cose che mi hanno formato per come sono oggi. *Quando io mi guardo attorno, e osservo il mondo moderno, il caro vecchio Occidente, la sensazione è che non sappia minimamente in che situazione si trova. Da anni vive in guerra, anni. E noi ce ne accorgiamo solo perché le stragi arrivano nel cuore d'Europa, a Parigi. Eppure sono anni che i nostri politici la travestono da missioni di pace, inventano nomi nuovi e intanto bombardano e uccidono. Questo avviene quando le persone non vogliono aprire gli occhi, cercano una pace che non c'è e accettano di vivere in una situazione come la nostra, inesistente, surreale. Più che la guerra, a me spaventano le persone che non hanno capito di essere nel pieno del conflitto. Mi fanno sentire sempre meno sicuro. {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20240523143217/https://www.paesesera.toscana.it/17144-2/ Un cuore siberiano, intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Barbara Caputo, ''paesesera.toscana.it'', 19 dicembre 2015.|h=4}} *Prima di essere operativo nell'esercito russo, abbiamo eseguito una serie di passaggi, allenandoci nelle montagne, e imparando a comportarci come i terroristi ceceni. Abbiamo anche compiuto la pulizia dei luoghi di attentati terroristici. Ho capito poi che era utile a comprendere che queste persone non erano umane ed era facile annientarle. Quando ho assistito al mio primo attentato a un asilo, uno degli ordigni per fortuna non è esploso. Mi hanno portato la testa di un terrorista, tutta bianca e con gli occhi neri. Ho capito il pericolo delle idee che può trasformare un giovane in questo. Ho visto anche persone che impazzivano davanti ai miei occhi, come un padre a cui hanno spiegato che la moglie e il bambino erano stati ammazzati. Gran parte dei quadri Isis sono reduci ceceni. Considerando i fatti tristi accaduti a Parigi non ho dormito la notte. Quello che mi ha stupito è che non una tra tutto queste persone abbia resistito sparando. Io non riesco a vivere come un bersaglio mobile. L'unica cosa che mi può salvare è una pistola allacciata a una cintura. *Il primo ricordo forte che ho di mia nonna è che nella borsa portava una Luger P08. Era un calibro difficile da trovare. Mia nonna era gobba, ebrea. Mio nonno era cristiano ortodosso e non voleva che diventassi ebreo. La nonna era finita nel campo di sterminio e 13-14 anni, le avevano sterminato la famiglie. Era finita in un reparto in cui le ragazze erano usate come donne di piacere, e un tedesco la vestiva da bambola e le diceva di non muoversi. Mia nonna sapeva accontentarlo e lui ha cominciato a fidarsi di lei e a farla uscire dal campo. Ma lei seguendo le istruzioni che le aveva dato un uomo lo ha colpito con un punteruolo e ucciso. È stata ritrovata da un polacco, è stata sua amante per un certo periodo e poi ha ucciso anche lui. In seguito ha incontrato mio nonno, che era un delinquente, in un lager sovietico. Mia nonna rubava al mercato, per lei era una sorta di vendetta delle ingiustizie della vita. Era critica verso il sionismo ma mandava terreno fertile nei kibbutz. ===2016=== {{Int|Da ''[https://www.mangialibri.com/interviste/intervista-nicolai-lilin Intervista di Nicolai Lilin]''|Intervista di Alessandra Farinola, ''Mangialibri.com'', 2016.|h=4}} *Io con le bambine ho un rapporto abbastanza diretto e credo che ai bambini non bisogna raccontare le bugie. In qualche modo cerco sempre di raccontare la verità, la realtà, quando è necessario magari la abbellisco con qualche giro di parole, soprattutto per aiutarle a crearsi da subito una opinione vera su quello che è il mondo, sulle loro radici. Quando racconto di mio nonno, il loro bisnonno, uso termini abbastanza semplici, spiego che si tratta di persone che erano banditi, criminali, che agivano contro la legalità. Poi cerco di spiegare anche le condizioni, le circostanze politiche e sociali. Perché spesso una persona diventa un criminale non per cattiveria ma perché cerca di difendere la propria libertà, la propria visone della politica, della società, dell'economia, cerca di difendere la propria famiglia. Nelle varie dittature che susseguirono nella storia della Russia molti russi son dovuti diventare fuorilegge per resistere. Le bambine sanno benissimo che il loro bisnonno era un criminale, e che anche il loro nonno, mio padre, che è ancora vivo e ogni tanto ci viene a trovare, è stato in carcere, lo sanno che anche lui ha un passato. Anche io quando parlo della guerra racconto in modo diretto che cosa è la guerra e cerco di spiegare perché il loro papà è stato in guerra. Cerco di essere più onesto possibile perché ho visto con la mia esperienza, osservando il mondo e le persone, che ai bambini non bisogna raccontare cose che li portano troppo lontani dalla realtà. *Ho smesso di tatuarmi perché non c'è nessun tatuatore che io conosca qui in Occidente che avrebbe potuto farlo. Per me. La possibilità e la capacità di eseguire tecnicamente un tatuaggio nella visione del tatuaggio siberiano, nella nostra visione, è la parte meno significativa perché saper tatuare fisicamente, saper incidere sulla pelle è una cosa tecnica che non ha molta rilevanza. La cosa più importante è saper interpretare i simboli, creare la narrazione simbolica, quindi conoscere molto bene la tradizione siberiana legata ai simboli, saper trasmettere le parole e saperle trasformare in immagini che codificano la vita delle persone, nell'informazione che in qualche modo ha a che fare con la vita di qualcuno. Purtroppo in questi anni i vecchi sono morti, quelli dai quali ancora si poteva andare a tatuarsi abitano in Russia. I giovani sono sempre meno interessati a seguire la tradizione dei vecchi perché la tradizione è anche una disciplina e quindi durante il periodo di studi, quando un giovane apprendista impara quello che il vecchio maestro deve trasmettere, uno deve anche seguire una serie di regole legate alla disciplina e non tanti giovani sono disposti a farlo. Per questo quelli che conoscono come me la tradizione sono pochissimi. *Del significato dei simboli non si parla perché la tradizione nostra è chiusa a chi non è stato abilitato dai maestri. Proprio perché il segreto dei simboli viene conservato per evitare che le persone non addette all'interpretazione del tatuaggio siberiano si impossessino del significato. *In Siberia abbiamo una delle mummie tatuate più antiche trovate al mondo. Si chiama Principessa di Altai o Ukoka, una giovane donna di circa ventisei anni, non una vera principessa ma apparteneva ad una famiglia nobile, ad un grande clan siberiano. È stata trovata nella sua tomba perfettamente conservata. Ha addosso tatuaggi molto importanti e risale a circa 3000 anni fa. Gli studiosi dibattono ancora sulla datazione precisa, di fatto è un importante simbolo dell'antichità della nostra tradizione che poi si è evoluta, arricchita, si è adattata in certo modo ai cambiamenti storici, ai domini di diversi sistemi politici, alle dittature, diventando addirittura quasi fuorilegge, anche se spesso è condivisa non solo da fuorilegge. *Le cose più importanti le apprendiamo durante i primi tre anni di vita, ormai lo dicono tutti gli studi, ma anche mio nonno e mia nonna, senza essere studiosi ma semplici cacciatori e contadini siberiani, dicevano che l'uomo diventa quello che è durante i primi tre anni e per questo era importante raccontare le fiabe ai bambini anche se sembrano non capire, perché nelle fiabe ci sono le basi, gli insegnamenti che poi formano una persona. *Io sono rimasto per una serie di motivi, uno dei quali familiare. In Italia da molti anni c'era mia madre che era stata costretta a fuggire dal nostro Paese perché era sposata con un uomo, mio padre, al quale il nuovo regime dava la caccia. Perché ai tempi in cui arrivarono i trafficanti di droga e i rappresentanti della nuova criminalità che ha preso il potere con l'arrivo del consumismo, l'apertura delle frontiere e il crollo dell'Unione Sovietica, mio padre era tra quelli rimasti fedeli alle vecchie regole sociali anche dei fuorilegge, era uno di quelli che non accettarono la criminalità e gli affari criminali che erano concentrati sull'arricchimento di una sola persona, quindi droga, sequestro di persona, crimini che nel nuovo mondo erano diventati modi semplici per guadagnare soldi in fretta. Ha combattuto diverse volte contro queste cose, contro i trafficanti di droga, io stesso ho fatto parte di quella generazione di giovani che sono rimasti accanto ai vecchi. *La prima persona che ho ucciso era un trentenne zingaro che spacciava eroina nel mio quartiere. Io avevo quattordici anni, ho cercato di contrastarlo e fargli lasciare il quartiere ma lui mi ha picchiato. Allora sono andato da mio nonno e gli ho raccontato tutto; lui mi ha caricato un revolver, me lo ha dato e mi ha detto di sparargli alle ginocchia. Il primo colpo l'ho sparato alle ginocchia ma il secondo è andato male e gli ho preso il fegato e lui è morto. Era una guerra e mio padre faceva cose ben peggiori. Faceva parte di quelli che facevano rappresaglie, ha subito tre attentati pesantissimi, in uno c'ero anch'io in macchina quando ci hanno sparato addosso. Una vera e propria guerra. Poi mio padre è dovuto andar via dal paese perché la guerra è stata persa, la corruzione e il potere dei trafficanti e della droga ha vinto. Infatti si è unito alla polizia, alla politica, al potere corrotto e il nostro paese è stato occupato da questa gente. Mia madre trovandosi in questa situazione, sposata ad un uomo che per anni si è opposto a questo sistema, è dovuta fuggire perché troppo spesso venivano poliziotti corrotti per le perquisizioni, a minacciarci per sapere dove mio padre si nascondeva, dove erano i suoi soldi. Io stesso più volte sono stato portato nel bosco, mi hanno puntato una pistola alla testa per cercare di avere informazioni. Poi sono andato via anch'io e ho fatto le mie esperienze. Alla fine degli anni '90 il paese era una festa di avvoltoi, io sono andato via a combattere nell'esercito e il pericolo della guerra cecena mi ha salvato da quel pericolo. Quando son tornato dalla guerra ho cercato di ricostruirmi una vita. Sono venuto a trovare mia madre in Italia e mi sono accorto che lei aveva bisogno di riformare la famiglia. Le donne russe sono così e in questo sono molto simili agli italiani, hanno un legame tradizionale. Sono rimasto accanto a lei ma se non mi fosse piaciuta l'Italia non sarei rimasto. *Quando vivevo in Siberia c'erano i lupi che sono straordinari, mio nonno era cacciatore e mi ha insegnato tanto su di loro. Sono organizzati in branco in modo da proteggere i più piccoli e i vecchi. I primi che sono il futuro, che procureranno cibo agli anziani, e gli altri perché lo hanno meritato e trasmettono esperienze, per esempio insegnano a combattere e a cacciare ai più giovani. *Scrivo romanzi, non ho l'arroganza di scrivere una autobiografia perché non sono nessuno, non sono un grande che ha cambiato il mondo e che ha meritato di diffondere le sue esperienze. Io scrivo romanzi che restano tali. Per essere onesto con i miei lettori nelle interviste e negli incontri con loro spiego che quello che scrivo non è frutto di fantasia ma di esperienza vissute. Lo faccio per far capire soprattutto che non sono un genio perché per scrivere un romanzo come Educazione siberiana e inventarsi un mondo come quello che racconto dovrei esserlo e aver vinto almeno un Pulitzer! Queste accuse sono nate in una sola occasione, all'epoca di quel romanzo. Una tale giornalista [[Anna Zafesova]] de "La Stampa" ha scritto un articolo nel quale diceva che era stata in Transnistria e non ha trovato né la mafia siberiana né il mio quartiere, quello di cui parlo. Ma ha trovato qualcuno che mi conosce e le ha detto che tutto quello che avevo detto non era vero, addirittura che io ero un poliziotto. L'allerta me l'ha data mia madre che aveva letto l'articolo e mi ha avvisato. Io allora ho scritto un articolo in risposta nel quale ho spiegato cose sul mio conto, ho ribadito che il mio quartiere esiste. Probabilmente lei ha scritto un articolo senza uscire di casa, magari mettendosi in contatto con qualcuno o facendo qualche googlata. [...] Lei ha scritto un articolo per screditarmi ma c'era anche un motivo di invidia editoriale. Quando sono uscito con Educazione siberiana per Einaudi l'esclusiva era stata data a "la Repubblica". Allora a "La Stampa" c'era tale [[Cesare Martinetti]] che credeva di essere un grande esperto di Russia perché ci aveva vissuto a lungo come inviato, lui è rimasto male che l'esclusiva fosse andata ad un rivale. Mi ha anche fatto una intervista a sorpresa, era una chiacchierata e non mi aveva detto che l'avrebbe pubblicata, scrivendo anche cose non corrette e mettendo anche a rischio l'esclusiva stabilita. Il libro però ha venduto moltissimo e lui non era soddisfatto della piccola vendetta così ha incaricato la sua giornalista e amica di scrivere l'articolo. Pensavano di danneggiare me e il mio libro ma io ho continuato ad avere successo, perché non possono impedire a me di scrivere e ai miei lettori di apprezzare i miei libri. {{Int|Da ''[https://www.linkiesta.it/2016/03/nicolai-lilin-ogni-religione-e-una-burocrazia-che-uccide-la-virtu/ Nicolai Lilin: "Ogni religione è una burocrazia che uccide la virtù"]''|Intervista di Dario Ronzoni, ''Linkiesta.it'', 26 marzo 2016.|h=4}} *{{NDR|«Capiamoci subito. Lei è credente?»}} Sì. Nel senso che non sono religioso, ma credente. La religione è un sistema creato sulla fede, una burocrazia, un ufficio. La fede ha a che vedere con lo spirito, che è in ogni uomo, una forza interiore, un mistero che agisce sempre, che trova e dà spiegazione a tutto. *L'ateismo è una religione. Affermare di non credere a niente è come dire di credere a qualcosa. In questo, sono un gruppo, una setta. Il problema è quando non c'è la fede: perché i riti, il culto, la religione non contano granché se manca la speranza, cioè la consapevolezza che esiste qualcosa che collega l'uomo a un mistero più grande. *Quando ero in Cecenia per il servizio militare obbligatorio mi capitava di sentire spesso bisogno di ritrovarmi, di raccogliermi tra me e me. Avevo bisogno di un luogo sacro dove pregare, e allora, una volta, una moschea. Era mezza distrutta. Quando entrai, arrivò il funzionario. Mi scusai, non sono musulmano, ma lui sorrise. Meglio uno che ha vera fede che migliaia di musulmani che vengono per senso del dovere, rispose. Chi ha fede si riconosce. Dovrebbe essere così. {{Int|Da ''[https://www.rsi.ch/news/mondo/cronaca/Lilin-Transnistria-un-non-luogo-398197.html Lilin: "Transnistria, un non luogo"]''|Intervista di Joe Pieracci, ''Rsi.ch'', 26 luglio 2016.|h=4}} *In questi giorni sono sommerso di richieste da parte dei quotidiani italiani, mi chiedono di scrivere sulla [[Transnistria]]; ma per me è molto difficile rispondere. [...] Io sono scappato, oggi sono un occidentale. E preferisco non prendere posizione *Non è vero che la Russia minaccia la Transnistria perché, questo paese, esiste grazie alla presenza delle truppe della Federazione russa... dai tempi dell'Unione sovietica non se ne sono mai andati. [...] Semmai, ad essere minacciate, sono la Moldavia o l'Ucraina occidentale. *{{NDR|La [[Transnistria]]}} è una regione trasformata da alcuni generali russi in un non luogo, dove poter trafficare e guadagnare. *Mi auguro che questa splendida terra non finisca travolta da una sanguinosa guerra fratricida, ma ho paura che i russi facciano lo sbaglio di mettere sotto assedio militare l'intera Ucraina. E a quel punto la Transnistria sparirà. Sarà un'altra Beirut. *Siamo tutti fratelli in quella zona e io non saprei come sparare ad un moldavo perché gli voglio bene: è mio fratello. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/08/17/tattoo-al-sole-uno-spot-sulla-pelle30.html Tattoo al sole uno spot sulla pelle]''|''repubblica.it'', 26 luglio 2016.|h=4}} *Ogni estate italiani e turisti mettono in mostra i propri corpi, inconsapevolmente tessendo un complicato e a volte assurdo ornamento socio-culturale direttamente sulle spiagge. Molto spesso è come trasformarsi in una pagina di Facebook, cercando di impressionare con colori e disegni. La pelle dell'uomo moderno non comunica con un senso logico. E più la discesa nella spirale di questo consumismo delle immagini diventa violenta, più caos trasmettono i corpi. *Cinquemila anni fa i miei antenati siberiani per raccontare il destino di una persona usavano un complicato codice simbolico che infondeva nei tatuaggi l'esperienza vissuta. Gli antichi egizi mescolavano inchiostro e polvere d'oro per tracciare sui corpi dei nobili i segni del potere divino che avrebbero dovuto proteggere loro nel regno dei morti. Vichinghi e altri popoli nordeuropei sfoggiavano incisioni complesse che contenevano più informazioni di un codice a barre. Allora regnava la logica, seppur primordiale; oggi domina l'estetica. Meno abbiamo da dire, meno cultura rappresentiamo, più diventiamo neutri e omogenizzati, più cerchiamo di rappresentarci attraverso marchi prevedibili, vuoti ma quasi sempre giganteschi. È un'epoca delle cose macro, dove la grandezza spesso determina la qualità. La macchina più grossa, la barca più lunga, il tatuaggio più ampio e possibilmente colorato nel modo più chiassoso: il ricercato simbolismo della scienza araldica si è così trasformato in una brutta imitazione della iconografia pubblicitaria. *Solo Bob Marley sembra resistere alle stagioni e alle generazioni. Invece mi imbatto sempre più spesso nei tatuaggi che chiamo "pavonici": disegni enormi, più o meno tribali, che a volte si sviluppano su intere parti del corpo. Sono ornamenti, che non comunicano nulla, ma vogliono solo impressionare gli spettatori: sono spot. Ci sono quelli giapponesi, utilizzati senza avere la minima idea dei significati originali. Geishe accanto al Buddha, demoni che cercano di azzannare capre sacre. Ma si tratta di peccati veniali. {{Int|Da ''[https://www.periscopionline.it/in-esclusiva-quattro-chiacchiere-con-nicolai-lilin-autore-di-educazione-siberiana-oggi-il-male-si-chiama-consumismo-103924.html Intervista a Nicolai Lilin. L'autore di "Educazione siberiana": "Oggi il male si chiama consumismo"]''|Intervista di Liliana Cerqueni, ''Periscopionline.it'', 26 settembre 2016.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Siberia]]}} È un Paese molto grande e c'è tutto. È conosciuto purtroppo in Occidente attraverso "I Racconti di Kolyma" di Verlam Tichonovič Šalamov e "Arcipelago Gulag" di Aleksandr Solženicyn, però è una terra molto ricca di tradizioni dure, un grande territorio dove si incontrano Oriente e Occidente e quindi questo ci dà una capacità di prospettiva molto ampia. In Siberia c'è tutto, soprattutto una natura che domina l'uomo. A tutto ciò sono legate le tradizioni sciamaniche e anche la visione della vita dei siberiani stessi. *L'Italia oggi è un Paese multiculturale e trovo che la cosa bella sia l'apertura delle persone e la semplicità con cui la gente ti viene incontro. Penso che la mia esperienza letteraria ne sia un esempio in questo senso, perché la curiosità degli italiani nei confronti di un russo che racconta storie legate a ciò che è accaduto in Unione Sovietica e alle tradizioni ancestrali che stanno nelle radici di quel Paese è stato possibile solo perché le persone sono aperte alla curiosità nei confronti di questi temi. La curiosità è un atteggiamento molto positivo perché permette agli individui di scoprire il mondo, di viaggiare anche semplicemente con la fantasia, con la mente. *Nel nostro mondo moderno, quello che stiamo vivendo è il fenomeno della globalizzazione e quindi spesso le antiche tradizioni, gli antichi modi di vivere il mondo e di misurarsi con esso come era per i nostri antenati stanno sbiadendo o scomparendo. Questo è un male e la colpa sta nella forza che la globalizzazione esercita sulle nostre vite, sta soprattutto nel consumismo. *Nel mio ultimo libro {{NDR|''Spy story love story''}} ho voluto raccontare gli anni Novanta in Russia, il crollo dell'Unione Sovietica e quello che è successo dopo di esso. Ho voluto raccontare questa realtà attraverso le storie umane, storie semplici; ho voluto esplorare storie diverse, entrare nelle dinamiche umane più profonde per poterle rappresentare meglio. Ci sono anche gli aspetti sentimentali che forse i miei lettori non si attendevano, ma hanno reagito bene, stanno accogliendo molto bene anche questo libro. ===2017=== *Un'altro nostro concittadino massacrato dai terroristi islamici, amici della Boldrini, sostenuti dalla sinistra Italiana. (da un Tweet del 19 agosto 2017)<ref group="fonte">Citato in ''[https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/21-agosto-2017/sono-amici-boldrini-tweet-nicolai-lilin-scatena-social-2401933157187.shtml «Colpa degli amici della Boldrini». Il tweet di Lilin scatena i social]'', ''corriere.it'', 21 agosto 2017.</ref> {{Int|Dalla prefazione di ''Putinfobia''|[[Giulietto Chiesa]], Casale Monferrato, Piemme, 2016, pp. 8-12, ISBN 978-88-566-5453-0|h=4}} *All'epoca dell'URSS tutta questa moltitudine di culture, religioni, idee, abitudini e colori conviveva fianco a fianco senza particolari problemi. Non c'erano frontiere, confini fisici, mentali o geografici che ci dividessero, l'unione era siglata anche all'interno delle famiglie. La mia famiglia è un classico esempio della cellula sociale transnistriana. Ci sono russi provenienti da diverse parti, tra cui siberiani, quelli della Russia centrale e anche un bisnonno katzap. Polacchi, tedeschi, ebrei, moldavi, un bisnonno generale nell'esercito cosacco e un altro mercante cinese (probabilmente il motivo per cui mio fratello minore Dimitri ha gli occhi a mandorla come un cinese). *La politica dell'Occidente, che con tutte le forze cercava di frantumare il multiculturalismo ereditato dal regime sovietico per poter manovrare meglio le piccole regioni staccate dal grande polo legato al Cremlino, da subito ha sfruttato la propaganda russofoba come l'elemento principale su cui poter costruire i nazionalismi locali. Così, da un giorno all'altro, alcuni dei nostri vicini moldavi hanno cominciato a odiarci. *Tutte le malefatte del regime sovietico, tutte le sue eredità negative, i democratici e i nazionalisti moldavi le attribuivano apertamente alla razza russa e a tutti i non moldavi che "occupavano" la loro terra. In alcune zone della Moldavia vennero oscurati i canali radio e televisivi russi, i principali giornali del Paese gareggiavano nel delirio nazionalista, gli intellettuali si abbandonavano alle vergognose performance xenofobiche, le masse di persone affamate e confuse, ex cittadini sovietici che avevano perso tutto con il crollo dell'URSS, si radunavano nelle piazze, abbindolati dalla propaganda nazionalista che indicava la via per sfogare la loro rabbia: odiare i russi. *Io, un dodicenne, ero per strada con i miei amici, a girare con le nostre biciclette, con i kalashnikov appesi al collo, a schivare i colpi dei cecchini, raccogliendo le munizioni dai cadaveri, sfilando loro le armi e altro materiale che poteva servire ai vivi per combattere. Cercavamo di aiutare i nostri padri a resistere contro gli invasori. La mia vicina Tania, una ragazza ventunenne che era al settimo mese di gravidanza, è stata uccisa nel cortile di casa sua, colpita da un'altra ragazza, una venticinquenne cecchina mercenaria proveniente dall'Estonia, che fu catturata da alcuni nostri miliziani e gettata dal tetto del palazzo dove aveva organizzato la sua posizione di tiro. *Attualmente la propaganda della fobia ha subito una notevole evoluzione. Per poter odiare russi, serbi, siriani, iracheni, cristiani o musulmani non serve più essere soltanto le vittime del disagio sociale, l'eredità di qualche regime demolito. Le nuove carte da giocare sono legate al conflitto dell'identità, ai contrasti dei valori, all'interpretazione sempre più astratta del concetto della democrazia. Oggi non sono importanti soltanto le piazze. Per sentirsi addosso il brivido della giustizia universale, per strizzare nella mano la propria verità preconfezionata basta essere collegati a internet, basta seguire i principali canali d'informazione, basta avere un cellulare intelligente con delle giuste applicazioni e la vostra opinione sarà presa con cura e trasformata in una pesante e spietata palla di metallo con cui gli interessati potranno demolire le strutture che gli impediscono di modulare il mondo a loro piacimento. È il mondo dei politici corrotti, degli oligarchi della sporca finanza, degli avventurieri della democrazia di distruzione di massa, delle lobby delle armi, dei farmaci, delle costruzioni, dell'energia. {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/mondo/attentato-san-pietroburgo-versione-nicolai-lilin-1382542.html San Pietroburgo, Lilin: "Il perbenismo occidentale crea immagini false dell'islamismo"]''|Intervista di Elena Barlozzari, ''Ilgiornale.it'', 4 aprile 2017.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[attentato di San Pietroburgo del 2017]]}} [...] è stato confermato che si tratta di una pista collegata allo Stato islamico. Bisogna tenere presente che, dalla Federazione Russa, numerosi foreign fighter sono partiti per combattere tra le file dell'organizzazione guidata da al Baghdadi. Questi personaggi, quando fanno ritorno ai propri paesi d'origine, continuano a portare avanti la jihad. Ma la Russia è un paese pronto ad affrontare queste realtà con cui, ormai, si confronta da più di 20 anni. *I servizi russi lavorano molto bene. Non mi riferisco solo al campo del monitoraggio, ma anche e soprattutto all'attività di infiltrazione. Grazie alla loro natura multinazionale, infatti, gli agenti riescono a smantellare le cellule islamiste dal di dentro. *Basta con la solita marchetta al perbenismo occidentale che vuole creare un'immagine falsa del terrorismo islamico. Non esistono lupi solitari, le persone sono sempre collegate a livello ideologico, fanno riferimento a dei modelli precisi e sono motivate dalla comunità di riferimento. *La strategia della tensione è un metodo usato nei paesi con una forte connotazione democratica. La Russia contemporanea, invece, è un paese autoritario, imperiale, non ha nessun bisogno di usare il terrorismo. Escludo questa pista anche perché, attualmente, i sondaggi dicono chiaramente che l'81% dei russi si fida di Putin e le proteste degli ultimi giorni, a differenza della raffigurazione fatta dalla stampa occidentale, hanno in realtà coinvolto ben pochi manifestanti. A Mosca, ad esempio, su 15milioni di abitanti effettivi più qualche milione di abitanti illegali, sono scese in piazza qualche centinaia di persone. *Di sicuro, però, l'attività di Navalny è ben vista dai terroristi del Califfato caucasico che hanno sempre garantito una sorta di "immunità" a chi affronta Putin in piazza. {{Int|Da ''[https://www.linkiesta.it/2017/05/nicolai-lilin-e-in-mezzo-allinferno-che-ho-imparato-lonesta-oggi-nient/ Nicolai Lilin: "È in mezzo all'Inferno che ho imparato l'onestà, oggi niente viene preso sul serio"]''|Intervista di Grazia Sambruna, ''Linkiesta.it'', 18 maggio 2017.|h=4}} *Dopo aver vissuto tutto questo, potrei dire che la cosa più negativa che possa esistere per un essere umano sia l'assenza di libertà, l'inconsapevole tortura di condurre un'esistenza basata sullo schiavismo o su ideologie schiaviste. Dal punto di vista etico, culturale ed economico non ne siamo certo privi nella nostra società attuale. Pensa ai giovani, oggi, schiavi di sostanze, videogiochi o delle realtà estremiste. Fa tutto parte dello stesso vuoto. *A 12 anni sono entrato in un carcere minorile di massima sicurezza. {{NDR|«Cosa avevi fatto?»}} Tentato omicidio. Una banale rissa per strada. Ai tempi giravamo sempre con armi da taglio ed è andata a finire che ho accoltellato una persona. {{NDR|«Chi era?»}} Un tossico molto più grande di me che voleva far pagare il pizzo a me e ai miei amici per aver attraversato il parco dove lui si bucava. Noi non avevamo intenzione di dargli dei soldi per questo. Lui ha cominciato a picchiarci con la bottiglia di champagne che aveva in mano. Sai, le bottiglie si spaccano solo nei film. Nella vita reale è il tuo cranio che si rompe, non il vetro. Dopo una serie di bottigliate in testa l'ho accoltellato, dovevo difendermi. *Facevo parte del corpo antiterrorismo presso i servizi segreti, la GRU. Ho fatto due anni e tre mesi di guerra cecena. *La prima volta che mi hanno sparato ero nel mio quartiere. Avevo quasi 15 anni. [...] In Transistria, dove abitavo con la mia famiglia, dopo la guerra civile era iniziata una specie di lotta per il potere tra criminali. Mio padre si era guadagnato un ruolo in quell'ambiente perché lui rapinava le banche. Era specializzato in furgoni portavalori. Aveva un'etica, però: non si mischiava con il narcotraffico e non uccideva persone durante le rapine. Lui e i suoi erano contro i nuovi criminali, collusi con stato e polizia, quelli che avevano portato la droga da noi. Per questo motivo ha subito tre attentati, a uno ho assistito anche io ed è stato lì che mi hanno sparato per la prima volta. A quel punto, per evitare ulteriori minacce alla famiglia, mio padre si è rifugiato in Grecia, mia madre in Italia. Io sono rimasto coi miei nonni. *Credo che la Blue Whale sia una di quelle storture che possono sciaguratamente nascere nei grandi Paesi come la Russia o gli Stati Uniti. In generale, si tratta di un fenomeno legato alla mancanza di cultura. Non è una frase fatta o una risposta semplicistica: questi ragazzi hanno un buco nero dentro e non sanno come riempirlo. *La vita di strada ti inquadra, ti insegna come stare al mondo in modo onesto. Anche perché se non sei onesto, ti fanno a pezzi. Oggi sembra che nulla venga preso sul serio, i ragazzi bestemmiano e insultano le propri madri per scherzo, come fossero cose divertenti. Lo stesso bullismo è un'altra brutta espressione dei nostri tempi. *Nel nostro Paese era praticamente impossibile essere bulli. C'era un pezzo di merda che ha indotto un ragazzo a suicidarsi perché si pensava fosse gay e probabilmente lo era. Con un mio amico abbiamo aspettato questo tizio sotto casa, di sera. Gli ho rotto gambe e braccia a bastonate. Da noi potevi provare a fare il bullo, certo. Solo che non duravi tanto. *Attualmente ne vige {{NDR|una legge in Russia}} che vieta la diffusione e la propaganda di materiali pornografici, sia di natura etero che omosessuale, ai minori di 14 anni. All'estero questa legge viene spesso travisata, la stampa tende a prendere i casi singoli per mostrare una situazione piuttosto lontana dalla realtà. *Immaginare un gay pride in Russia non è possibile, ora come ora. C'è un terribile retaggio storico che è durato settant'anni, come ti dicevo, basato sul rifiuto e sulla paura. Verrà il tempo, di certo la Russia ha bisogno di compiere il proprio ciclo evolutivo ma non è questo il momento. Sarà un processo lungo, magari anche un secolo, ma di certo non può e non deve essere forzato. Semplicemente perché sarebbe controproducente. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/07/16/fiabe-e-tatuaggi-larte-di-scrivere-per-nicolai-lilin-e-psicanalisiBari10.html Fiabe e tatuaggi l'arte di scrivere per Nicolai Lilin "È psicanalisi"]''|Intervista di Antonella Gaeta, ''repubblica.it'', 16 luglio 2017.|h=4}} *A otto anni mi sono tatuato da solo, un primo esperimento su me stesso come fanno tanti. [...] Non posso svelarlo, è sulle gambe comunque. Dopo questa prima volta ho cominciato a frequentare un vecchio tatuatore. Per i primi anni non ti insegnano a tatuare ma a stare al mondo, ti osservano e non ti passano la tradizione se non sei degno di portarla con onore, è una selezione naturale. [...] Avevo vent'anni l'ultima volta che mi sono tatuato, ora ne ho 37, da 17 anni non lo faccio più. *Nel '92 abbiamo avuto la guerra civile per l'indipendenza della Transnistria, ci ripenso come a un momento divertente: avevo 12 anni e per la prima volta potevo imbracciare un'arma, gli adulti ci usavano come baby intelligence, ci trattavano da grandi, quindi rivivo tutto come un'avventura. *Ho tanti clienti psicologi che mi dicono che quello che faccio lo faceva Freud, solo che lui non tatuava. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2017/07/27/news/nicolai_lilin_ora_vi_educhero_io_con_i_tatuaggi_siberiani_-171306178/ Nicolai Lilin: "Ora vi educo con i tatuaggi siberiani"]''|Intervista di Giulia Santerini, ''repubblica.it'', 27 luglio 2017.|h=4}} *Questo serpente al braccio è il demonio che devo domare ogni giorno. Me l'ha tatuato a forza il mio maestro quando avevo 14 anni. Avevo accoltellato un ragazzo alle spalle. Lui è rimasto paralizzato tutta la vita, a me è restato il demone tatuato con la bacchetta, quasi in rilievo, per farmi più male. Una macchia che mi ricorda il più grosso errore della mia vita. *Cos'è un criminale? Uno che va contro la giustizia? Ma quale giustizia? I partigiani e chi ha lottato contro i regimi comunisti non erano dei fuorilegge? Per gli Urca anche Gesù era un criminale onesto, a loro piace quando il vangelo dice che era venuto per portare la spada. Era un rivoluzionario. *Ogni vita può essere interessante. Per me un operaio che viene sfruttato da un padrone e vuole più libertà e giustizia è un criminale onesto. *Se un tatuaggio non ha un senso per te è ovvio che col tempo può stufare, diventare pesante. E lo cancelli: è un'offesa a Dio. *Vedi molti calciatori con la tartaruga maori al braccio. Ma è un simbolo di fertilità femminile! [...] Non li tatuerò mai. È inaccettabile che ci siano 22 miliardari in campo pagati per giocare a calcio mentre altri fanno la fame. Da noi era un gioco per bambini in piazza. *[...] a Sparta avevano il culto del corpo, utilizzavano una tunica speciale per evitare le cicatrici dopo gli scontri col coltello, figurati se si sarebbero mai fatti tatuare *C'è chi si tatua la lacrima e non sa che è nata a Marsiglia, dove gli uomini erano così poveri che facevano prostituire le loro donne per sfamare i bambini. E le piangevano. In Sud America poi la lacrima è usata per gli assassini. Ma cosa c'entrano queste storie con ragazzi di una società benestante?! *{{NDR|Un'allievo}} Aveva addosso la frase di Escobar "O argento o piombo". Io vengo dalla delinquenza di strada e ho fatto il carcere, ma chi vende droga lo combattevamo, sapevamo che ci voleva schiavi della sua schifezza. Il primo uomo che ho ammazzato con la pistola è stato uno spacciatore zingaro. Che senso ha che uno studente si tatui quella roba?! {{Int|Da ''[http://www.futurodaunavita.sm/intervista-nicolai-lilin/ Spie, tatuaggi, armi e poesia – Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Angela Venturini, ''Futurodaunavita.sm'', 2 agosto 2017.|h=4}} *Nella nostra cultura della [[caccia]] è così: si uccide solo per poter mangiare. Si uccide ma la bestia va rispettata, non la uccidi per divertimento ma perché sai che lei ti da la vita. È molto diverso da quello che oggi è la caccia... andavano più uomini insieme, ammazzavano un animale, poi dicevano la preghiera e la lavoravano al momento, ne lasciavano una parte al bosco e una parte se la portavano addosso perché una delle regole regole più importanti è che non bisogna cacciare più di quello che puoi portare addosso. Se uccidi un [[alce]] ma sei da solo sei una persona stupida: non riuscirai a portare a casa niente e la mangeranno i [[Lupo|lupi]] e questo creerà uno squilibrio nel bosco, perché un lupo che mangia un alce ammazzata da te non uccide poi un animale malato e quindi si rovina l'ambiente naturale. Questa era la nostra educazione. *Ricordo il momento in cui mio nonno regalandomi il [[coltello]] mi disse: "L'armatura rende un uomo cavaliere del re, ma il semplice coltello rende un uomo cavaliere del popolo." Mi emozionò molto perché sentii di appartenere ad un mondo di persone degne, che avevano un loro codice, non come i delinquenti comuni, quelli che facevano male alla gente semplice, derubando i poveri pari a sé stessi. *Quella siberiana è una delle tradizioni più antiche al mondo: la più antica mummia tatuata mai ritrovata ce l'abbiamo noi, ha cinquemila anni, si chiama Principessa Ukok e ha addosso simboli molto complessi che parlano di una cultura già molto antica e molto ricca. Poi questa tradizione si è evoluta. Anche Gengis Khan, che proveniva da dal nord della Mongolia che in realtà era la Siberia, aveva addosso il simbolo del suo clan, il pesce, e questo ci fa capire come il tatuaggio fosse un segno di riconoscimento essenziale, una specie di carta d'identità, che poi piano piano si è trasformato in un linguaggio capace di nascondere tutto quello che riguarda la persona, sia il vissuto che gli aspetti più intimi. *Dell'utilizzo di mine provenienti da San Marino sono venuto a conoscenza proprio mentre combattevo in Cecenia, tramite un nostro ufficiale di collegamento dei servizi russi, che come altre persone legate al reparto analitico aveva molte informazioni. Negli anni successivi ho approfondito la questione ed scoperto da ex agenti dei servizi italiani che aziende di San Marino facevano da intermediari nella vendita, quindi non le producevano direttamente. *Ogni popolo ha una propria concezione dell'[[amore]]. Voi italiani e sammarinesi siete bellissimi, avete una visione dell'amore molto romantica e legata alla passione. Noi in Russia abbiamo una visione un po' diversa, più drammatica: la nostra storia d'amore non deve per forza andare bene e lo vediamo anche nei nostri grandi classici come Dostoevskij, Tolstoj ecc . Da noi l'amore è soprattutto quel sentimento che arriva da Dio, è un dono che l'uomo riceve in un certo particolare momento della propria vita e gli può fare bene o gli può fare male. *L'ultima volta ci sono stato nel 2009. L'Ho trovata cambiata e quel che ho visto non mi è piaciuto. Amo il mio paese, amo le mie persone, i vicini, gli amici, anche gli sconosciuti ma credo che l'arrivo della globalizzazione non ci abbia fatto bene... ne abbiamo preso solo il peggio, forse perché eravamo un po' ingenui e forse perché un po' ci conveniva. E non posso non criticare il fatto che dopo 15 anni il mio paese è governato ancora da una persona che proviene dall'ambito militare. Ho un grande rispetto per Putin però si poteva cercare uno sbocco diverso, ma ho capito che culturalmente non siamo ancora pronti. *[...] qui in Italia ho ricevuto minacce da integralisti islamici che mi hanno messo anche una bomba – fatta male, ma comunque una bomba – sotto la macchina, a Torino, e quindi fino a poco tempo fa giravo armato. Stava diventando una sorta di malattia psicologica da cui adesso cerco di liberarmi. {{Int|Da ''[https://giocopulito.it/russia-esclusa-dalle-olimpiadi-nicolai-lilin-uno-schiaffo-alla-democrazia-vendetta-dei-potenti/ Russia esclusa dalle Olimpiadi, Nicolai Lilin: "Uno schiaffo alla Democrazia, una vendetta dei potenti"]''|Intervista di ''giocopulito.it'', 11 dicembre 2017.|h=4}} *{{NDR|Sull'esclusione della Russia nei [[XXIII Giochi olimpici invernali]]}} La Russia corrisponde a un sesto delle terre emerse, è stata messa in atto un'azione castrante nei confronti delle Olimpiadi perché i giochi olimpici senza la Russia saranno una barzelletta. Ma ancora di più saranno uno schiaffo alla democrazia, al pluralismo e all'unità di tutti i popoli che si ritrovano nello spirito olimpico. *Questo è un pretesto per far apparire la Russia, davanti a tutto il mondo civile, come un Paese canaglia, risvegliando i fantasmi della Guerra fredda. È un modo per umiliare la Russia e i suoi cittadini. Tra l'altro non capisco ancora su quali prove reali di basi questa fandonia. A me sembra una presa di posizione, le argomentazioni mi sembrano deboli e non abbiamo ancora visto prove incontrovertibili. *Il mondo occidentale dimostra che non vuole la Russia come partner ma vuole la Russia come schiava. *{{NDR|«E chi sarebbe, secondo te, il grande burattinaio?»}} È molto semplice, sai. [...] Parliamo di oligarchi veri e propri. Il campione di questo club di oligarchi è Soros che organizza rivoluzioni e spinge progetti globali. In Italia l'abbiamo accolto con tutti gli onori ma forse sarebbe stato meglio trattarlo come un criminale quale è. Ecco persone come lui sicuramente hanno agganci con il CIO e hanno tutti gli strumenti per manipolare queste persone. *Io da parte mia, così come altri intellettuali e amici, sono disgustato da questa operazione di russofobia e boicotterò i giochi. Io non le guarderò e non le farò guardare ai miei figli. *La Russia, grazie a Dio, non è più l'Unione sovietica e quindi non impone a nessuno comportamenti contrari alla propria volontà. *[...] in Italia non c'è un Governo indipendente, l'Italia è un Paese politicamente e militarmente occupato da "terroristi" della moneta unica, del pensiero unico e del globalismo. ===2018=== {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2018/02/13/news/nicolai_lilin-188735406/ "Il marchio ribelle" di Nicolai Lilin: "Le nuove generazioni di criminali senza regole"]''|Intervista di Luca Valtorta, ''Repubblica.it'', 13 febbraio 2018.|h=4}} *{{NDR|Su [[John Malkovich]] in ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Ho lavorato con lui. L'ho tatuato... per finta. Io sul set ho diretto anche tutto il lavoro di riproduzione dei tatuaggi. Volevo fossero il più credibili possibile per cui per ogni personaggio ne ho creato di originali: circa trecento. Tutti i giorni in cui John recitava ci svegliavamo alle cinque del mattino perché bisognava mettere in atto il processo di riportare sul suo corpo i finti tatuaggi con una pellicola particolare che veniva applicata e poi lavorata. Così abbiamo parlato molto: lui mi chiedeva di mio nonno per cercare di entrare nel ruolo. *{{NDR|Su John Malkovich in ''Educazione siberiana''}} Lui odia il trucco e non vuole essere truccato ma nel film il nonno a un certo punto doveva apparire molto invecchiato e tutti erano preoccupati e si chiedevano come avrebbe fatto. Lui a un certo punto si ammalò: aveva la febbre altissima. Quel giorno si fece portare sul set dal suo manager che doveva sostenerlo perché non riusciva a camminare, andò da Gabriele e disse: 'Mi volevi vecchio, sono diventato vecchio: gira! Sembrava avere trent'anni di più!'". *[[Roberto Saviano|Roberto]] si occupa di una realtà molto concreta e contemporanea, infatti è costretto ad andare in giro con la scorta. Io di un mondo che non c'è più: quello dei vecchi criminali che avevano una loro etica. *[...] il mio libro sulla Cecenia {{NDR|''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]''}} è molto più romanzato rispetto agli altri per il semplice motivo che non volevo che si potessero scoprire i nomi dei reparti, dei soldati con cui combattevo: alcuni dei miei commilitoni sono ancora oggi in servizio. In Russia su queste cose non si scherza e io non vorrei far loro qualche torto: abbiamo firmato tutti le dichiarazioni di non divulgazione dei particolari delle azioni in cui ci siamo trovati. Non è che abbia paura di essere avvelenato col plutonio, non sono così importante e non ho grandi segreti da rivelare, voglio però essere coerente. *Io sono rimasto colpito molto negativamente dalla guerra. L'avevo già vista in Transnitria. Una prova che ha preceduto tutti gli altri conflitti di quella regione, orchestrata per mandare via i russi che abitavano lì da sei generazioni. E non era l'esercito moldavo che ci attaccava ma mercenari assassini reclutati da tutte le parti del mondo. Poi sono andato con l'esercito russo in Cecenia. Me ne sono andato perché ho sentito dentro di me il male: paura, morte, sangue, sporco per due anni. *Sarò ingenuo ma consideravo il lavoro dell'agenzia di sicurezza un modo per emendarmi dalla guerra. Un lavoro di mediazione: devi trovare il leader di un gruppo armato locale, convincerlo che bisogna sedersi al tavolo delle trattative o negoziare la liberazione di un ostaggio. Dopo l'Iraq però queste agenzie sono diventate incontrollabili e hanno fatto un danno peggiore di quanto facesse l'esercito: vedi Blackwater e altre agenzie che si sono comportate in maniera vergognosa. Io in Israele ho fatto tre contratti e non ho visto niente di brutto, gli israeliani cercavano sempre di portare la situazione verso una soluzione pacifica, la forza veniva usata solo come ultima istanza. *Un effettivo americano vicino a me è saltato su una mina e una scheggia mi ha colpito alla gamba destra. Devo ringraziare l'efficienza israeliana perché se mi avessero operato gli americani probabilmente non avrei più la gamba: hanno personale medico eccezionale. *[...] mi sembra che l'accoglienza non valga per tutti: sulla Russia per esempio, spesso e volentieri c'è chiusura totale. Però la signora Laura Boldrini ha incontrato in veste istituzionale un individuo che si chiama Andrij Parubij che è stato il capo dell'SNPU, l'organizzazione paramilitare neonazista più potente d'Ucraina e poi presidente del Parlamento. Non si tratta di neonazisti come quelli che conosciamo noi in Europa, estremisti pericolosi sì ma in maniera limitata: fanno scaramucce con i Centri Sociali, con gli immigrati, cose così. Qui stiamo parlando di un'organizzazione di persone armate fino ai denti che programma uno sterminio sistematico di quelli che considerano nemici politici. *Quando è avvenuto l'attentato in Spagna dell'Isis ho ribattuto a un tweet di [[Laura Boldrini]] che ritenevo ipocrita perché l'Isis è alleato con questi neonazisti ucraini: c'è un battaglione dell'Isis composto da terroristi ceceni che dal 2015 si è spostato dalla Siria in Ucraina ed è integrato nell'esercito ucraino che opera nel Donbass insieme a battaglioni neonazisti finanziati dagli oligarchi: succedono cose terribili lì di cui non parla nessuno qui. Hanno appena trovato una nuova fossa comune... Un mio carissimo amico scrittore che si chiamava Oles Buzina, assieme ad Arkadij Babchenko, un giornalista di Novaya Gazeta che ha anche collaborato con Anna Politkovskaja autore di Memorie di un soldato, già nel 2010 mi raccontavano di questa rinascita del neonazismo. Adesso Oles è stato ucciso dai neonazisti. Per questo mi sono arrabbiato con Laura Boldrini. Le ho anche scritto tre lettere a cui non ha mai risposto. *Io vorrei un politico che fosse un umanista o comunque chiunque ma non un militare perché il militare è estrema ratio. Però molti russi hanno paura di tornare negli anni Novanta e la presenza di una figura forte come Putin è un'ancora di salvezza. E io li capisco. Hanno paura dell'arrivo di un intellettuale come Mikhail Gorbaciov che per loro è colui che ha lasciato distruggere il paese. Anche se io invece penso che lui sia stato uno dei nostri più grandi leader. La sua unica colpa è stata di essere un visionario della politica mentre la gente voleva tutto in fretta e non l'ha più supportato. *[[Ėduard Limonov|Limonov]] per me è un personaggio che rappresenta il caos del crollo dell'Unione Sovietica: è autocelebrativo e contraddittorio. Ha creato questa cosa dei nazionalbolscevichi: io non li posso vedere. Recluta estremisti che cercano la soluzione facile a problemi difficili dando la colpa di tutto a una categoria, gli omosessuali, gli immigrati, gli ebrei. [...] Dai suoi si fa chiamare "duce", "vost". Ho anche due amici che lo seguono: dei veri imbecilli. Punta sul nazionalismo russo: è il peggior conservatorismo tinto da un patriottismo che neanche loro riescono a spiegare. {{Int|Da ''[https://www.labottegadihamlin.it/2018/12/29/intervista-a-nicolai-lilin/ Un siberiano a Milano: intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Steve Fortunato, ''Labottegadihamlin.it'', 29 dicembre 2018.|h=4}} *Ho capito che la guerra è un fallimento. È il simbolo del fallimento umano. Terminato il servizio militare ho sentito il bisogno di tornare in Siberia, alla vita povera. *La presenza divina agisce attraverso tante forme e mezzi diversi, anche attraverso persone che commettono delle atrocità. Dio nei suoi scenari investe anche sui mostri. *[[Multiculturalismo]] significa rispettare il nostro prossimo senza chiedersi perché. *Sono convinto che se ci fosse l'[[anarchia]] totale le persone sarebbero organizzate meglio di quanto lo siano in uno Stato. *Vengo da una famiglia di criminali e lo spirito di contrabbandiere mi appartiene per formazione mentale. E in letteratura questa propensione trova uno sbocco naturale e si realizza facilmente. *Sicuramente quanto ho vissuto in guerra mi ha reso più consapevole verso i meccanismi che regolano il mondo, meno ingenuo, meno idealista, più anarchico. *Ho partecipato alla [[Guerra di Transnistria|guerra nel '92]] che mi ha cambiato, mi ha fatto sentire adulto, con nuove responsabilità ma al tempo stesso è stata una liberazione. *Ancora oggi sono rimasto quello che guarda dritto negli occhi gli altri. La gente rimane imbarazzata, ma per me parlare senza guardare negli occhi le persone significa mancanza di rispetto. *Mantengo l'impostazione classica russa nel descrivere approfonditamente scene e particolari che costituiscono i pilastri della letteratura russa. Una impostazione che è attuale ed è presente anche tuttora, addirittura nelle comunicazioni private quotidiane. Le e-mail che mi mandano miei amici russi, sono lunghissime, ricche di particolari, sono dei veri e propri racconti, delle piccole storie. È un modo di raccontare di chi vive in un paese di grandi dimensioni e grandi distanze, dove governa la nostalgia per non poter vedere più spesso persone lontane. La [[lingua italiana]] mi ha insegnato ad approfondire concetti che in russo sono decori linguistici, senza importanza. Mi ha dato modo di inserire elementi espressivi, dando una forma di ossimori. *Gli individui si ricoprono il corpo di disegni senza conoscerne il significato. Tra i calciatori c'è la moda di farsi tatuare la Tartaruga [[Māori|Maori]], senza sapere che si portano addosso il simbolo della fertilità femminile che veniva tatuato sul corpo delle ragazze Maori alla prima mestruazione. A questo proposito mi viene in mente un proverbio siberiano che dice "Quando il cervello non pensa il corpo soffre". ===2019=== {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/cronache/i-fondi-russi-lega-lilin-russofobia-atto-1725870.html I fondi russi per la Lega, Lilin: "Russofobia in atto"]''|Intervista di ''Adnkronos'', citato in ''Ilgiornale.it'', 13 luglio 2019.|h=4}} *{{NDR|Sui presunti fondi russi alla Lega}} Mi sembra che non ci sia nulla di sostanzioso, nessun fondamento serio. L'ennesimo scandalo costruito ad arte da politica e media. *La sinistra accusa la Lega di prendere i soldi da Mosca, e quando era il Partito Comunista ad incassare? *{{NDR|Su [[Gianluca Savoini]]}} Una persona corretta [...], aperta, di ampie vedute politiche ed interessato a rafforzare il dialogo tra Italia-Russia. Ho partecipato ad eventi culturali con lui e abbiamo solo parlato di cultura, niente politica. *Per me è sempre doloroso leggere notizie in cui i russi escono dipinti come il male [...]: prima lo eravamo perché comunisti, oggi perché competitor nello scenario geopolitico: c'è una russofobia in atto. Viviamo come gli ebrei nella Germania nazista prima che scoppiasse un vero e proprio odio razziale. Viviamo l'inizio di questo odio. Ed è veramente triste. {{Int|Da ''[https://themillennial.it/news/nicolai-lilin-intervista/ Intervista fiume a Nicolai Lilin: dal Russiagate a Licio Gelli al carabiniere ucciso a Roma]''|Intervista di Ray Banhoff, ''Themillennial.it'', 31 luglio 2019.|h=4}} *Salvini è solo l'ennesimo politico. Io sono uno scrittore, un uomo di cultura, apro ponti. La politica invece apre casini. Mio nonno viveva in una parte di foresta talmente selvaggia che dovevi possedere un branco di cani, almeno 35, per sopravvivere ai lupi. A quindici anni mi azzardai a parlargli di politica e mi disse: Nicolai, i politici sono come questi cani, dipendono tutti da un bastone.. il mio! *{{NDR|Su [[Licio Gelli]]}} Lui aveva letto ''Educazione siberiana'' e ha voluto incontrarmi. Io, da scrittore, tendo la mano a ogni mio lettore. Lui è stato un tipo che di sicuro ha combinato dei grossi casini, ma le chiacchierate che mi ha concesso mi hanno spalancato un mondo. [...] mi ha raccontato ad esempio di quando tornava dagli Usa con dei voli privati carichi di dollari in contanti per combattere il comunismo e li dava alla Democrazia Cristiana. *{{NDR|Su [[Russiagate]]}} Io ci sono andato, a cercarli, gli hacker che avrebbero influenzato le elezioni americane, sono stato nelle aziende citate negli articoli e non ho trovato un bel niente. Non c'è nessun hacker russo a mio avviso. Chi sta dietro queste storie credo sia semplicemente poco informato. *Io [[Gianluca Savoini|Savoini]] lo conosco, lo descrivano come un orco nero e quando ho letto mi son chiesto: ma è lo stesso Savoini che conosco io? Mi pare tutto esagerato. *Uccidere con il coltello è molto più semplice di quello che si pensa. Sono cresciuto in strada, ho visto gente morire per il coltello quando avevo solo 11 anni. So quello che dico. *Ho ucciso delle persone e oggi ti dico chiaramente che se dovessi scegliere tra farmi derubare o sparare, mi farei derubare. Se proprio la vita dei miei figli fosse in pericolo prendo un coltello da cucina e sgozzo il malcapitato. Non farei nemmeno in tempo a prendere le pistole dalle casseforti. Qui siamo mica negli USA dove danno il porto d'armi a chiunque e la gente tiene le armi a cazzo. Ho mezza famiglia laggiù e ti assicuro che nel sud ho visto armi semi automatiche tenute a fianco degli attrezzi da giardino. Chiunque può rompere un lucchettino del genere e fare una strage. *{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Cazzo, è il primo presidente che va in Korea! Ma ti rendi conto che passo diplomatico enorme? E tutti a trattarlo come uno scemo. Lui lo sa che il mondo è cambiato e che il dollaro non è più quello di una volta. Ora ci sono i cinesi e tutto è più complesso. *L'idea sulla Cina me la sono fatta a un meeting, c'era la presentazione di un tè cinese, tutto molto minimale, nel loro stile. C'erano degli inglesi. Quando qualcuno osò chiedere al cinese qualcosa sulla sua azienda, lui rispose: la nostra azienda ha migliaia di anni. E fu il silenzio. Si cagarono tutti sotto. Sono un popolo antichissimo: questo dà loro una statura enorme. *Mia figlia è venuta da me preoccupata per la faccenda della Russia chiedendomi: papà ma siamo cattivi noi Russi? Come quando si parlava di Igor il Russo, che poi non era russo e non si chiamava Igor, ma è stato descritto così. Vige ancora l'immaginario da guerra fredda del russo con la mascella quadrata che beve e ammazza tutti. {{Int|Da ''[https://www.teleambiente.it/incendisiberia_nicolai_lilin_non_ancora_finita/ Incendi in Siberia, Nicolai Lilin: "Non è ancora finita"]''|Intervista di Gianluca Vergine sugli [[incendi in Siberia del 2019]], ''Labottegadihamlin.it'', 17 settembre 2019.|h=4}} *Il problema principale è appunto il disboscamento selvaggio irregolare e spesso anche illegale delle zone boschive. A questo si aggiunge anche il cambiamento climatico che non aiuta, come i venti irregolari e il clima molto secco. C'è stata poca acqua, poche piogge in questo mese; si è arrivati così alla tragedia, alla catastrofe ambientale delle dimensioni che abbiamo visto quest'estate. *Nella più grande regione della Siberia, quella di Krasnoyarsk, che tra l'altro è la stessa regione da cui proviene la mia famiglia, abbiamo un personaggio come Alexander Uss. Quest'uomo è diventato famoso in Russia per la sua frase "spegnere il fuoco nelle foreste è inutile così come inutile lottare contro la neve d'inverno" aggiungendo inoltre che spegnere il fuoco nelle foreste è "economicamente sconveniente". Questa seconda frase è ancora più criminale e pericolosa. *Cosa fanno queste persone: loro arrivano d'inverno, tagliano gli alberi, li puliscono sul posto con grandi macchinari mobili capaci di separare il tronco dai rami direttamente in loco; poi verso primavera, ai primi di maggio, danno fuoco a tutto, lasciando che la zona bruci. Tutto questo per coprire le tracce, in modo da poter dire in seguito che la foresta non è stata disboscata ma bruciata. *Io stesso ho pubblicato dei video con orsi e volpi che fermano le macchine lungo le strade chiedendo cibo agli autisti: è una cosa veramente allucinante, bisogna non avere un cuore per non commuoversi davanti a queste immagini. Ecco, il governatore Uss e persone simili a lui delle amministrazioni locali siberiane hanno deciso di risolvere questo problema sterminando questi animali, con squadre apposite di cacciatori. *La foresta della Siberia è andata in fumo per via di speculazioni esagerate e criminali, speculazioni sul bosco e sulla natura, create dall'uomo ma dovute al sistema consumistico in cui viviamo. Quando noi andiamo a comprare un mobile che costa 90 centesimi siamo contenti dell'esistenza di un negozio del genere che ci fa risparmiare dei soldi, ma dobbiamo capire che noi in questa maniera stiamo sostenendo questo sistema consumistico, che stiamo distruggendo il nostro pianeta. *Dobbiamo scegliere cosa è più importante: consumare ora o sopravvivere e regalare ai nostri figli un futuro migliore? *Fino a quando ci sarà il consumismo l'Africa sarà messa a fuoco dalle compagnie private, dalle multinazionali, l'Amazzonia e la Siberia saranno devastate da chi taglia i boschi illegalmente e noi ci avvicineremo sempre di più all'Apocalisse. ===2020=== {{Int|Da ''[https://www.writerofficina.com/NicolaiLilin.asp Nicolai Lilin, L'Autore di Educazione Siberiana]''|Intervista di Abel Wakaam, ''Writerofficina.com'', 2020.|h=4}} *Mio nonno ha passato complessivamente nelle carceri quarantacinque anni, l'ultima sua condanna la stava scontando quando sono nato negli anni ottanta del secolo scorso. *La storia d'amore che si vede nel film {{NDR|''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} non c'era nel libro ed è stata totalmente inventata dagli sceneggiatori per dare alla pellicola una dinamicità più spinta rispetto a quella del libro, che era difficile da adattare alla necessità visive. Nella vita reale non c'era quindi mai stato nessun amore romantico. Però la ragazza che nel film si chiama Ksenia esisteva veramente, era una ragazzina autistica alla quale tutti noi, ragazzi del quartiere, volevamo bene e la trattavamo come se fosse la nostra sorellina. Alla fine è stata violentata da alcuni estranei, subendo traumi psichici e fisici che la portarono verso la morte. Nel libro ho descritto questa storia in modo abbastanza fedele alla realtà, mentre nel film è stata modificata per poterla adattare al linguaggio cinematografico. *In fondo {{NDR|gli urca}} erano i seguaci delle idee di Cristo, anche se, essendo improntate sulla violenza, non erano così allineate con i Suoi insegnamenti. Erano gli ortodossi della criminalità e, così facendo, fermavano il progresso; per questo sono scomparsi. *{{NDR|«Se potessi cambiare qualcosa nella tua adolescenza, cosa cambieresti?»}} Io non cambierei niente, perché non sarei diventato quello che sono oggi. {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/mondo/intervista-lilin-putin-1896673.html Nicolai Lilin: "Ecco perché i russi vogliono uno zar"]''|Intervista di Matteo Carnieletto, ''Ilgiornale.it'', 16 ottobre 2020.|h=4}} *Ancora oggi, [[Grigorij Efimovič Rasputin|Rasputin]] viene considerato la parte sincera - nera, ma allo stesso tempo più vicina a Dio - della Russia. È l'anima contradditoria e ambigua dello spirito russo: di umili origini, riuscì ad entrare nel palazzo dello zar. Senza dubbio era ambiguo. Ma era un vero russo. *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Da giovane, e anche nei primi anni della sua presidenza, parlava spesso di portare in Russia il modello di democrazia occidentale. Un progetto che ha presto accantonato perché, da vero russo, ha sentito quella corda intima che c'è nella nostra cultura: la richiesta di autoritarismo. [...] Abbiamo ereditato dai bizantini l'idea che siamo la terza Roma e che non ce ne sarà una quarta. Il popolo vuole lo zar e Putin lo ha capito. *I servizi segreti, nel suo percorso politico, non sono stati decisivi, ma indispensabili. Putin non è stato scelto da Sobčak perché era del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]], ma perché era uno del Kgb con certe peculiarità. Aveva un'incredibile capacità nel creare contatti. *Putin parla con gli [[Oligarchi russi|oligarchi]] e non può fare altrimenti. In Russia, si può arrivare al potere solo in due modi: ottenendo l'appoggio delle famiglie degli oligarchi oppure facendo come i comunisti, massacrando, giustamente o ingiustamente, milioni di persone. *È come se gli oligarchi avessero preso in affitto il Paese: a loro non interessa la politica estera o interna della Russia. A loro interessano solamente gli affari. *Alcuni ritengono che Putin voglia ricostruire l'Unione sovietica, ma non è così. Lui non è un sognatore come Gorbačëv (che infatti si è fatto abbindolare da tutti). Putin non è un sognatore, è molto freddo e logico. La sua visione geopolitica si rifà soprattutto agli interessi del sistema economico che lui mantiene e dal quale è mantenuto. *Putin ha sbagliato nel condurre una politica interna che ha allontanato la Russia dal binario della democrazia del modello occidentale. Ha scelto la via dell'impero e abbiamo visto com'è finita. Da una parte c'è una setta di ortodossi che l'ha proclamato santo e dipinge icone con la faccia di Putin. Credono infatti che sia stato mandato dal cielo per combattere l'Anticristo. Dall'altra ci sono quelli che dicono che ha rovinato tutto. Io non credo a nessuno dei due. Io ritengo che all'epoca in cui Putin è diventato presidente si dovesse prendere una decisione. Era un momento difficile però lui l'ha fatto. *Putin è una cartuccia sparata, non cambierà più. L'unico modo per la Russia di salvarsi, se lui davvero la ama, è quello di cominciare a preparare qualche sostituto, più giovane e più energico. E, soprattutto, meno legato agli oligarchi. *Solženitsyn è molto criticato dai sostenitori di Putin perché vedono in lui un traditore della patria che lavorava per gli americani. In Russia, infatti, molti negano ancora il sistema gulag. Per me però è facile parlare dei gulag perché mio nonno li ha vissuti e mi ha raccontato com'era vivere lì dentro. *Solženitsyn è una figura emblematica, facile sia da appoggiare sia da odiare. Ha poche sfumature perché scriveva cose concrete. Reali. Chi sostiene il regime comunista lo odia, chi invece ama la democrazia lo rispetta. {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/cultura/coronavirus-nicolai-lilin-cos-hanno-generato-terrore-nel-1896674.html#google_vignette Coronavirus, Nicolai Lilin: "Così hanno generato il terrore nel popolo"]''|Intervista di Andrea Indini, ''Ilgiornale.it'', 19 ottobre 2020.|h=4}} *Diversi anni fa, a margine di una trasmissione di Michele Santoro durante la quale si parlava dell'acquisto degli F35, un politico di sinistra mi aveva confidato che aveva promosso la riduzione dei fondi al sistema sanitario perché lo reputava obsoleto, inutile e dannoso. Si era addirittura vantato di aver tolto al sistema sanitario nazionale una grande quantità di soldi. Oggi paghiamo gli effetti di una politica del genere. *L'emergenza è stata gestita in modo sbagliato soprattutto dal punto di vista etico. Non ricordo altre situazioni in cui il terrore sia stato diffuso in modo così ampio. In tv vediamo politici esprimersi in modo sguaiato contro gli stessi cittadini che li mantengono. In una democrazia non dovrebbero pronunciare parole che generano panico e che offendono. In una situazione del genere come fai ad osservare la normalità di certi processi? È impossibile: tutto diventa selvaggio, tutto è permesso. È normale chiudere le persone nelle case ed è normale fare le multe. Un governo serio avrebbe piuttosto azzerato le tasse. No, loro fanno le multe... e tutto questo è giocare sul terrore. *Quando ho fatto il servizio militare nelle squadre di sabotaggio e catturavo i terroristi islamici, adottavamo una pratica di preparazione agli interrogatori che mi ha sempre turbato. [...] Prima di tutto gli toglievamo i pantaloni e le mutande. Poi con le sue calze faceva una sorta di tappo che gli infilavamo in bocca. [...] All'inizio non riuscivo a capirne il senso. Poi lo ho chiesto al nostro capitano. [...] Mi ha spiegato che questa pratica era stato studiata da alcuni psicologi e che serviva a privare il prigioniero della propria dignità e, quindi, azzerarlo. Così, quando lo portavamo davanti a chi lo avrebbe interrogato, il terrorista si metteva subito a parlare. Non bisognava più far tanta fatica a cavargli fuori le informazioni. ===2021=== {{Int|Da ''[https://mowmag.com/culture/nicolai-lilin-putin-un-dittatore-ma-ce-ne-sono-in-tutti-i-paesi Nicolai Lilin: "Putin? Un dittatore, ma ce ne sono in tutti i Paesi"]''|Intervista di Marco Ciotola, ''Mowmag.com'', 25 gennaio 2021.|h=4}} *{{NDR|«[...] se dovessi rispondere alla domanda secca: [Putin] è un dittatore o no, cosa diresti?»}} Sicuramente lo è secondo il concetto di dittatura all'interno della visione della politica moderna. Ma noi oggi viviamo, in tutti i Paesi, dei sistemi dittatoriali. In Italia viviamo una dittatura; adesso abbiamo un sistema politico apparentemente democratico, ma in realtà siamo sotto la dittatura di sistemi economici e finanziari, che sono sistemi molto complessi. Io credo che da nessuna parte, nel mondo civile, la società incida sulle decisioni politiche dei propri Paesi. Le masse sono tagliate fuori, ora governano le oligarchie, in alcuni Paesi mascherate meglio in altri meno, in alcuni Paesi con un'organizzazione migliore, in altri peggiore; in ogni caso, la politica umana si è esaurita. Dopo una serie di giri e di conquiste sociali nel passato, alla fine siamo tornati tutti alle dittature: quindi sì, Putin fa parte della politica moderna, e come tutti i politici moderni è un dittatore. *Navalny ha cominciato la sua carriera attaccando duramente la corruzione del sistema amministrativo russo, cosa che sa fare molto bene. Ma mentre all'inizio non si poneva come un politico, raggiunto un certo successo ha cominciato a tirar fuori il discorso elezioni. Per me resta comunque un blogger, una voce libera, che attacca duramente la corruzione. Ma a livello politico lo vedo molto debole, e soprattutto vedo possibilità che sia una pedina manovrata da qualcuno che noi non vediamo, e questo rappresenta l'aspetto più preoccupante. Perché in Russia – dove c'è già un leader circondato da oligarchie nascoste nell'ombra, che sfruttano il Paese da tantissimi anni, portano via i soldi, hanno rovinato l'ambiente e fatto enormi danni – noi sappiamo che l'arrivo di un altro modello simile non conviene. Quindi di Navalny non sono per niente entusiasta come politico, non lo metto affatto sul piedistallo come fanno molti altri. Ma, soprattutto, di Navalny ricordo le prime apparizioni politiche nell'ambito del neonazismo, e questa è un elemento che non potrò mai dimenticare e che mi distanzia molto da lui. *{{NDR|Sull'avvelenamento di Naval'nyj}} Ma guarda, in tutta sincerità ti dico che la Russia è un Paese dove la vita umana vale purtroppo molto poco, quindi uccidere un avversario non è complicato e lo si fa a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, a partire dalle liti familiari. Capita molto più spesso che altrove che, alla morte dei genitori, uno degli eredi assoldi un killer per uccidere i suoi fratelli... *Io non credo nel giornalismo occidentale: in Occidente c'è una grave crisi del giornalismo, perché molti giornalisti sono venduti o persone che lavorano solo per i soldi. Giornalisti onesti in Italia ne abbiamo pochissimi, gli altri o non hanno la possibilità di dire quello che pensano o agiscono sulla base di un accordo, un "patto con il diavolo", e diffondono notizie false. *Secondo me dobbiamo sviluppare una nuova forma di gestione della società, diversa dalla politica di oggi. È per questo che io... come dire... credo alla fantascienza: sono utopista, anarchico, ma di certo non mi affido a questi orticelli, a questi fortini che finiscono sempre per incularsi tra loro. *Ma sai che il nostro Paese, tra i più ricchi di risorse naturali al mondo, è tra i più poveri a livello sociale? L'unica bella città è Mosca, tutto il resto della Russia fa schifo; il 40% delle case non ha ancora l'acqua calda, i bagni sono fuori casa. Riusciamo a capire cosa vuol dire andare in un bagno all'esterno a dicembre, con meno 20 o meno 30 gradi? Se tu vedi come oggi vivono i villaggi siberiani, tipo uno di quelli da cui proviene la mia famiglia, capirai che è come si viveva in Italia nell'800. È questa la verità; e noi abbiamo un leader che si permette di dichiarare pubblicamente che sta lavorando alla conquista di Marte... ma chi cazzo se ne frega di Marte?! Fai vivere bene la gente in Siberia, costruisci nuove case, smettila di mandare gas in Europa e concedilo ai tuoi cittadini... {{Int|Da ''[https://ilmanifesto.it/educazione-siberiana-e-socialista-2 Educazione siberiana e socialista]''|Intervista di Fabrizio Rostelli, ''ilmanifesto.it'', 13 aprile 2021.|h=4}} *L'Unione Sovietica fu unificata attraverso il sacrificio ed il sangue, sono morti milioni di persone. Mio nonno, anche se era anticomunista, diceva sempre che la più grande impresa compiuta dai comunisti fu quella di aver unito l'Unione Sovietica e che bisognava tenerla unita perché era il nostro Paese. Era bello stare tutti insieme, avere una valuta, una costituzione, potersi muovere liberamente...perché un ragazzino che nasceva in un villaggio di montagna del Daghestan ma voleva diventare un ingegnere aeronautico, poteva andare a Mosca, il governo gli dava questa possibilità e lui poteva diventare un ingegnere, magari un nuovo Mikojan. Quando tutto crollò, la Transnistria divenne quel pezzo che tutti vogliono, il profitto era talmente grande che faceva gola a tutti. In questo modo, nel 1992, la guerra arrivò da noi. *Se leggi Wikipedia sembra che i moldavi tentarono di riannettere la Transnistria che nel frattempo si era proclamata indipendente. È una mezza verità. I moldavi prima di tutto non volevano uscire dall'Unione Sovietica, uscirono perché alcuni politici corrotti, pagati dagli oligarchi occidentali, sfasciarono l'URSS. Da noi arrivò un esercito di mercenari a pagamento provenienti da tutto il mondo: ungheresi, tedeschi, gente dei Paesi baltici. Se la guerra durò solo due mesi è proprio perché la gran parte del popolo moldavo era contraria e non voleva invaderci. Il numero più grande di vittime ci fu durante i primi giorni, quando la gente fu semplicemente massacrata mentre, spaventata, cercava di tornare a casa. La prima resistenza, quella più consistente, fu popolare. Noi ragazzini percorrevamo le strade con le biciclette e raccoglievamo munizioni, toglievamo ai morti le armi e altre cose utili. Seguivamo i movimenti dei mezzi militari e li comunicavamo ai grandi. Capitava anche di sparare con il kalashnikov in conflitti a fuoco. In quel periodo la gente del mio palazzo abitava a casa mia perché avevamo l'acqua del pozzo e diverse scorte di cibi in scatola. Negli appartamenti non c'era luce, né gas, staccarono anche l'acqua in tutta la città perché i mercenari avevano cercato di avvelenarla. C'erano poi diversi anziani che avevano bisogno di medicine; nel nostro cortile avevamo un piccolo lagher di rifugiati. *In Cecenia ho fatto fuori un po' di persone che avevano passaporti americani. *La mia era una famiglia criminale, mio nonno rapinava le banche e mio padre i furgoni blindati ed entrambi hanno avuto una discreta esperienza carceraria. In guerra mio nonno era stato un cecchino, come quasi tutti i cacciatori siberiani; era nello stesso convoglio che aveva portato il grande Vasilij Zajcev a Stalingrado. *{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} Un giorno riuscimmo ad uccidere un cecchino nemico molto abile; utilizzava un fucile austriaco fatto a mano e cartucce svizzere. Quando mi misi a calcolare quanti soldi costava un operatore del genere, capii che servivano 100mila euro solo di armi e munizioni. Capisci che il terrorismo islamico non è un movimento rivoluzionario che si basa sulla fede, è una mafia. Le grandi famiglie saudite pagarono e crearono dei gruppi terroristici chiamandoli con il proprio nome, per vantarsi di fronte ai loro simili sostenendo di aver fatto qualcosa di importante per l'Islam nel mondo. Questi mercenari guadagnavano per loro l'onore, come ai tempi delle crociate. *{{NDR|«Hai letto dei neonazisti che hanno manifestato contro Poroschenko?»}} Sì ma queste sono operazioni che si pagano, lo fa anche Putin in Russia. Pagano le manifestazioni degli oppositori per pulirsi la faccia di fronte all'Occidente, come per dire: i nazisti sono contro di me, quindi io non sono nazista. *Sono un internazionalista e voglio abbattere i confini, non capisco per quale motivo il continente euroasiatico non debba essere unito. Questo muro lo vuole chi considera l'Europa come suddita e consumatrice dei propri prodotti, cioè gli Stati Uniti. Se la Lega agisce da ariete per abbattere questa barriera sono disposto a votarla. Una volta che non c'è più il muro, posso soffermarmi a guardare tutte le questioni etiche. Che altro posso fare? *Di giorno ci raccontavano quanto era grande il nostro Paese e di sera guardavi i film e ti rendevi conto di far parte di un popolo di antieroi perché quel simpatico Rambo ammazzava i tuoi connazionali, tutti ubriachi e con i denti storti. La mia generazione è stata decimata da questa bomba culturale. {{Int|Da ''[https://mowmag.com/sport/lilin-educazione-siberiana-tra-calcio-e-politica-grazie-allo-sheriff-il-mondo-ha-conosciuto-la-transnistria Ma cos'è lo Sheriff e che storia ha? Lo scrittore Nicolai Lilin racconta questa strana terra (e squadra) moldava]''|Intervista di Filippo Ciapini, ''Mowmag.com'', 19 ottobre 2021.|h=4}} *Siamo un paese che vive sotto un pesante embargo da molto tempo, la comunità internazionale fa finta di non vederci e ci tratta come pericolosi terroristi. *Non rientriamo nel programma geopolitico degli Stati Uniti. La Transnistria non è voluta da loro e veniamo trattati come gli ultimi. Noi siamo indipendenti, abbiamo una frontiera fisica, c'è l'esercito, ci sono le strutture, il governo, il popolo, hanno la loro moneta e pagano le tasse. È una cosa oscena perché poi sento la gente dire che dobbiamo aiutare gli africani e chi per loro... *L'occidente ha un'ideologia profondamente marcia e ipocrita. Opera con doppi standard. Perché l'africano sì e altri no? Peraltro questi ultimi non chiedono nessun tipo di aiuto, vogliono soltanto essere indipendenti. Mia figlia non può visitare la Transnistria e le nostre origini perché dobbiamo ottenere mille permessi nemmeno fossimo in guerra. *La Transnistria è in Europa, è molto prima della Russia, confina con la Romania che fa parte dell'Unione Europea. Questa è la tragedia. Adesso finalmente si inizia a parlare senza termini dispregiativi. Poi sento di dire che il governo laggiù è corrotto, dove non lo è? Parliamoci chiaro, i politici di oggi sono dei pezzi di merda. Il popolo non è cattivo, la cultura esiste. *C'è stata una feroce guerra con i moldavi dove, pur perdendola, hanno massacrato due intere città. Intervenne la 14esima armata russa che separò le fazioni e fece il garante di pace e tuttora lo è. Quando nel 1992 la Transnistria è rimasta tagliata fuori da tutto hanno dovuto ricreare un paese da zero. La Sheriff erano tutti rappresentanti di forza (esercito, kgb e militari) e come modello hanno fatto una simbiosi simile a quello cinese, dove c'è un partito che controlla il mercato libero. Era un holding che agiva sugli interessi della Nazione. Quando dicono "ahhh ma questi sono dei mafiosi" è totalmente sbagliato. Questi sono al potere perché all'epoca non c'era nessuna alternativa. Questo era un paese in fiamme e anno dopo anno hanno costruito il loro impero, le strutture, hanno ridato la vita a una situazione drammatica. *Il popolo moldavo sono fratelli, ho un sacco di amici, amo i poeti e la letteratura, l'arte. Noi abbiamo molti punti in comune che ci legano e quei pochi che ci hanno visti separati nel 1992 non meritano di esistere. *Vorrei solo che un giorno la Transnistria torni a unirsi alla Moldavia, rimanendo un paese con le proprie regole. *I moldavi sani di mente capiscono che la Transnistria è un entità legata anche alla loro cultura. *{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Italia]]}} Sono di un pensiero abbastanza rispettoso nei confronti del vaccino, nella mia famiglia qualcuno se lo è fatto, però io non sono per l'obbligo. Se una persona non si sente di iniettarsi qualcosa che non è ancora stato sperimentato, ha diritto a non farlo. *{{NDR|Sul [[Green Pass]]}} Ovviamente totalmente contrario. Non ha niente a che fare con la gestione della malattia. È un modo velato di imporre i limiti dei cittadini sfruttando l'emergenza. Noi sappiamo che anche le persone vaccinate possono ammalarsi e trasmettere il Covid. Hanno diviso la società in due parti e hanno limitato la mia vita da cittadino. Se mi sono vaccinato posso andare alla Scala altrimenti no. Non va bene, anche se ho il Green Pass posso infettare le altre persone. Questo è un dato di fatto, è una vergogna dei politici che stanno giocando su queste cose. Siamo di fronte a un cambiamento del rapporto sociale. È una cazzata. {{Int|Da ''[https://mowmag.com/lifestyle/nicolai-lilin-il-colore-dei-tatuaggi-era-il-nero-della-fuliggine-fuoco-sottopelle-ora-l-estetica-conta-piu-del-senso Nicolai Lilin: "Il colore dei tatuaggi era il nero della fuliggine, fuoco sottopelle. Ora l'estetica conta più del senso"]''|Intervista di Cosimo Curatola, ''Mowmag.com'', 18 dicembre 2021.|h=4}} *Il [[tatuaggio]] moderno è commerciale, non c'entra niente con quello che faccio io. Io faccio un rituale sciamanico, il tatuaggio è nato dal fatto che gli uomini primitivi cercavano di inserire sottopelle i residui del fuoco, ovvero la fuliggine, perché credevano che il fuoco conservasse un potere magico. All'epoca il fuoco era il massimo della tecnologia, una rappresentazione divina. La fuliggine si trasformava in inchiostro e veniva messo sottopelle, a volte dove una persona aveva qualche dolore. I tatuaggi erano anche curativi. *Io detesto le ''tattoo convention'' e tutte queste situazioni in cui il tatuaggio diventa merce. Per me è rituale, religione, un rito ancestrale molto importante. Chi viene a tatuarsi da me viene per questo. E sa che nessun altro può farlo così. *La brutalità dei nostri tempi, la pochezza dei nostri tempi, è che l'estetica ha preso il sopravvento sul senso. Tanta gente si ricopre di cose belle esteticamente ma non saprà mai spiegarne il significato. *Tanti tatuatori che fanno bianco e nero usano il colore bianco per la gamma dei grigi. Io sono molto rigido su questo, utilizzo solo nero. Quando ho bisogno di diluire ed avere una scala di grigi scelgo l'acqua di rose che è quella più adatta, anche se la verità è che si potrebbe fare con un'acqua qualunque. Basta evitare quella del rubinetto perché può contenere calcare e non va bene durante la guarigione. *Io tatuo tutti purché mi raccontino le loro storie. Io tatuo chi è disposto ad aprirsi con me, mi racconti la tua storia e io in base alla storia creo un disegno. Funziona così. *Io in realtà non la voglio neanche la tomba. Mi piace sapere che ci sono persone che vengono sepolte sotto un albero, vorrei una roba del genere. Poi magari i nipoti si arrampicheranno sull'albero, ci pisceranno sopra e si ricorderanno del nonno. ===2022=== {{Int|Da ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/02/24/nicolai-lilin-la-colpa-e-di-tutti-biden-un-guerrafondaio_00a31605-e6c0-4983-8d86-7c7990e6ca0f.html Nicolai Lilin, la colpa è di tutti, Biden un guerrafondaio]''|Intervista di Mauretta Capuano sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Ansa.it'', 25 febbraio 2022.|h=4}} *La colpa è di tutti, degli Stati Uniti d'America, di Biden in primis che è un guerrafondaio, una persona veramente sgradevole, un politico poco lungimirante e provocatorio. *Spero che non duri a lungo, ma da come si muove l'esercito russo, hanno già circondato l'Ucraina, i punti nevralgici vengono presi abbastanza in fretta, dovrebbe essere così. Per fortuna non trovano la resistenza perché per la gran parte degli ucraini combattere per questo governo e politicanti non è importante. I militari si arrendono in massa, i civili stanno nelle case e aspettano la fine. *Noi dobbiamo liberarci dall'influenza statunitense. L'America deve capire che la sua egemonia è finita. Adesso c'è il dragone cinese, i russi e la vecchia Europa deve essere lasciata in pace. {{Int|Da ''[https://www.teleambiente.it/nicolai_lilin_russia_ucraina_intervista/ Guerra in Ucraina, Nicolai Lilin: "Putin sbaglia, ma l'Occidente deve cambiare visione"]''|Intervista di Enrico Chillè sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Teleambiente.it'', 4 marzo 2022.|h=4}} *L'Occidente ha la colpa di interpretare il mondo con una superiorità ingiustificata, noi occidentali ci crediamo superiori e ci rapportiamo agli altri in modo errato. Poi usiamo i doppi standard: siamo capaci di manifestare vicinanza ai bambini colpiti in un Paese e ignoriamo altri bambini colpiti dalla guerra in un altro Paese, solo perché lì la guerra la facciamo noi o i nostri partner. *Quando parliamo di Putin, dobbiamo essere chiari: è un dittatore autoritario che da oltre 20 anni è al potere, è lontano dall'ideale politico occidentale. Per lui, e per chi lo sostiene, un cambio di presidenza ogni quattro anni è un segno di debolezza politica. *Voglio ricordare un mio caro amico, intellettuale ucraino: Oles Buzina, grande antropologo e patriota, una persona libera che non era d'accordo con alcuni meccanismi poco democratici che vide dopo il 2014. I neonazisti, vicini a Poroshenko, gli hanno sparato in testa sulla porta di casa. E ci sono battaglioni neonazisti che sono stati integrati nell'esercito ucraino come se niente fosse, hanno ancora le mostrine delle divisioni delle SS. *I russi temono l'Occidente, hanno visto cosa ha fatto in Iraq, in Afghanistan, in Siria e nel Nord Africa e sanno che gli Stati Uniti sono il Paese che ha bombardato più Paesi al mondo dalla Seconda guerra mondiale a oggi. Purtroppo, questa differenza di posizioni viene sfruttata dalla politica, che gioca sui contrasti ideologici e sulla paura. *La Russia è uno dei Paesi più corrotti al mondo ed è sotto gli occhi di tutti. Il flusso di denaro dalla Russia ha fatto comodo a lungo all'Occidente, ora le sanzioni hanno stravolto il mercato tra l'Europa e la Russia. La situazione attuale fa comodo soprattutto agli Stati Uniti, che stanno realizzando il loro progetto di mantenere l'egemonia economica e militare in Europa. Per loro la Russia è un pericolo, non è un partner e lo vorrebbero come un vassallo. George Bush Sr. ed Helmut Kohl dettavano la linea a Gorbaciov, loro vorrebbero tornare a quella epoca. Vladimir Putin invece non vuole essere un vassallo e questo a loro non va bene. Anche qui, se pensiamo che gli oligarchi possano rovesciare Putin, sbagliamo la nostra visione: da occidentali, pensiamo erroneamente che la Russia sia un Paese europeo. La simbologia è tutto, l'aquila bicefala rappresenta la natura della Russia, che da un lato guarda all'Occidente e dall'altro guarda all'Asia. *Per come la vedo io, l'Italia dovrebbe allontanarsi dalla Nato e sviluppare una autonomia energetica investendo nell'eolico e nel fotovoltaico, per fortuna vento e sole qui non mancano. Poi dovremo anche ripensare la nostra tendenza al consumo sfrenato. Se non compreremo più il gas russo, ci sarà un contraccolpo per Mosca, ma ci sono già Paesi come la Cina che lo stanno facendo al posto nostro. {{Int|Da ''[https://themillennial.it/news/opinioni/intervista-nicolai-lilin-guerra-russia-ucraina/ Putin, Russia, Ucraina e russofobia. Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Giacomo Zamboni sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Themillennial.it'', 6 marzo 2022.|h=4}} *Il conflitto attuale ha il suo inizio dai massacri che l'esercito ucraino con l'aiuto delle milizie nazionalistiche ha compiuto verso le popolazioni filorusse delle regioni del Donbass, territori industriali, dove c'è da sempre una forte identità del movimento operaio. Secondo l'Osce questi eventi hanno provocato tra i 14mila e 16mila morti. La Russia si è sentita isolata e minacciata, nel colpevole silenzio dell'Occidente, fino ad arrivare al tragico momento attuale. *In [[Siberia]] ancora oggi ci sono persone che vivono senza gas nelle case. È una società più brutale, primitiva, sono quindi molto più influenzabili dalla propaganda. I discorsi di Putin hanno un linguaggio diretto alle persone delle periferie, usa spesso lo slang di strada e il gergo criminale. Sono riferimenti culturali che vengono dall'infanzia vissuta nell'allora Lenigrado in mezzo alla criminalità giovanile. La sua vera forza deriva dalla Russia profonda. *Nella comunità russa italiana c'è forte preoccupazione, paura di esser licenziati perché russi, paura per i bambini che vengono discriminati, paura per le proprie attività lavorative perché boicottate. Vi sembra normale che mia figlia tornata a casa da scuola mi chieda preoccupata se è vero che "noi russi siamo cattivi?". Mia figlia non sa neanche chi sia Putin. *I miei pensieri sono tutti per i civili che stanno soffrendo per una guerra crudele; se mi chiedi però di fare una valutazione geopolitica non posso non notare che è da qualche anno che il mondo va sempre di più verso oriente, verso la Cina. Gli Stati Uniti non hanno più l'egemonia di un tempo, credo sia poco saggio forzare la mano con la Russia di Putin. Siamo a un cambio totale della politica mondiale, l'Ucraina è purtroppo una moneta di scambio. {{Int|Da ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/putin-pazzo-e-estremamente-lucido-questa-e-la-tragedia-276152 Guerra in Ucraina. «Putin pazzo? È estremamente lucido, questa è la tragedia»]''|Intervista di Michele Montanari sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Cdt.ch'', 14 marzo 2022.|h=4}} *Putin è complicato. È un ex funzionario del KGB e già solo questo ci spinge a pensare subito alla Guerra Fredda. Facciamo fatica a capire la sua mentalità e i suoi obiettivi. Non riusciamo assolutamente a decifrare il suo linguaggio: i russi usano molte parole quando parlano e ricorrono a metafore complesse. Putin le usa di frequente per rivolgersi anche alla popolazione che vive nelle zone periferiche del Paese. Gli analisti occidentali non riescono a dargli una collocazione. Per quanto riguarda una sua presunta pazzia, la storia ci insegna che liquidare qualsiasi problematica geopolitica incolpando di follia, di pazzia o di ferocia un solo personaggio, di solito è una tattica di chi vuole scaricare le proprie responsabilità. Così è stato per Hitler, che tutta l'Europa all'unisono ha dichiarato pazzo e violento, quando in realtà è stato sostenuto da molti, anche da enormi gruppi bancari e industriali. Se leggiamo la storia a livello puramente scolastico, scopriamo che Hitler era semplicemente un folle. Queste sono banalità. Putin non è pazzo, la tragedia sta nel fatto che è estremamente lucido. È un politico che ha i propri interessi e non li nasconde. Se noi avessimo guardato con attenzione a quello che stava succedendo ad Est, e se avessimo avuto la capacità di interpretare ciò che avveniva, avremmo potuto evitare questa guerra. È giusto incolpare Putin, ma è altrettanto giusto accettare le nostre responsabilità. *Sono sempre più convinto che Mosca non voglia conquistare l'Ucraina. Dal punto di vista strategico questa è una guerra stranissima. Io ho visto l'esercito russo in Cecenia e me lo ricordo bene, so di cosa sto parlando. Certo, è un esercito che ha una serie di problematiche, come la sua composizione, in cui emerge un enorme distacco tra gli alti ufficiali e i soldati. Inoltre c'è molta corruzione nelle forze armate. Però sono passate più di due settimane e ancora, ad esempio, non abbiamo visto un vero e proprio "carpet bombing", la strategia usata dagli americani per radere al suolo l'Iraq. Un bombardamento a tappeto di questo tipo avrebbe fatto decine di migliaia di morti in pochi giorni. I russi stanno facendo proprio il contrario e credo che se avessero voluto conquistare l'Ucraina, sarebbero arrivati alla frontiera con la Polonia in meno di una settimana. *Stiamo parlando della Russia. Lì il prezzo della vita umana, soprattutto dei soldati, non viene considerato da nessuno. Suona brutale, ma è così: la Russia è abituata a perdere i militari. È una forma di sacrificio che fa parte dello spirito nazionale. Questa è un'altra cosa che noi occidentali non potremo mai capire. *Il presidente ucraino a livello politico è una nullità e Putin questo lo sa bene. Sa che il presidente ucraino non deciderà niente: lui è un attore, non un politico come Putin. È questa la realtà sciagurata dell'Ucraina. *Zelensky fa una propaganda molto pericolosa, perché sta dicendo a molti giovani di combattere, di armarsi e persino di affrontare i carri armati con le molotov. Sì, in questo c'è un grande patriottismo, ma ci sono anche tanti uomini che moriranno. Io non direi mai a mio figlio di andare a combattere, in nessuna situazione. E non lo direi neanche ad un estraneo, perché ho vissuta la guerra e so che non c'è niente di peggio. Se dovessi trovarmi in queste condizioni, farei di tutto per arrivare ad una conclusione con il dialogo. Quando hai un aggressore del genere, è chiaro che la resistenza sarà soltanto un bagno di sangue. Il presidente ucraino sta trascinando tutto l'Occidente in questo massacro. Perché dovremmo sostenere una persona del genere, che inneggia alla guerra attraverso l'uso dei social media? *Il patriarca Kirill è un decerebrato, lui sì che un malato di mente. È un personaggio avido e rovinato da una ideologia confusa di patriarcato, religione cristiana e comunismo. Mi fa orrore la propaganda russa che arriva in questi giorni. Il patriarca e alcuni preti dovrebbero diffondere il messaggio di amore di Cristo e invece giustificano la guerra. Se Cristo dovesse scendere dalla croce li prenderebbe a schiaffi. *I russi che vivono in Occidente sono in gran parte persone fuggite perché non volevano avere niente a che fare con il regime di Mosca. Qua io non conosco sostenitori di Putin, anzi, quelli che lo apprezzano sono più gli italiani. [...] "Vogliamo Putin, è meglio dei nostri politici". Ognuno è libero di pensare quello che vuole, però io vorrei che prima di parlare, la gente capisse chi è veramente Putin. I russi sono fuggiti da quel modo di pensare e incolparli per ciò che avviene in Ucraina è un'idiozia totale. {{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/politica/reclute-spedite-guerra-cieca-me-2021052.html Lilin: "Reclute spedite in guerra alla cieca, come me"]''|Intervista di Matteo Sacchi sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Ilgiornale.it'', 26 marzo 2022.|h=4}} *Questo conflitto è anche un modo di addestrare a prezzo di altissime perdite un gran numero di personale. Alla fine hanno fatto così anche con la Cecenia. Mandano i giovani con una percentuale di soldati esperti che gli insegnino il mestiere... Spietato ma funzionale. *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Il modello a cui si rifà è un modello imperiale, messianico, il suo modello è [[Alessandro III di Russia|Alessandro III]]. Forse all'inizio ha pensato di avvicinarsi alle democrazie occidentali, non certo a un vero Stato liberale, ma si muoveva in quel senso. Poi ha prevalso l'idea di tornare all'Impero, si è trasformato quasi in un personaggio shakespeariano *Sono moltissimi quelli che non la penseranno come Putin. E i più dovranno pernsarlo in silenzio. Ma non si può pensare che Putin cada per una rivoluzione, i russi hanno già provato le rivoluzioni e temono più di tutto il caos. Se ci sarà un cambiamento partirà all'interno del sistema. *{{NDR|Sugli [[oligarchi russi]]}} Non sono come i capitalisti occidentali, Non sono come [[Elon Musk]] che è per molti versi un oligarca ma deve i soldi a se stesso. Putin li usa come portafogli per mettere dei soldi. Il portafoglio si rompe? Tu lo cambi. {{Int|Da ''[https://www.lavocedinewyork.com/arts/libri/2022/03/28/parla-lo-scrittore-russo-nicolai-lilin-autore-di-putin-lultimo-zar/ Parla lo scrittore russo Nicolai Lilin, autore di "Putin, l'ultimo zar"]''|Intervista di Federica Sabiu, ''Lavocedinewyork.com'', 28 marzo 2022.|h=4}} *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} In lui c'è stato un cambiamento incline anche verso il male, il potere non ha migliorato quest'uomo, sicuramente lo ha danneggiato dal punto di vista umano. *Diciamo che sono diventato in maniera accidentale uno scrittore, anche se non avevo, a dire il vero, l'ambizione di fare questo lavoro. *{{NDR|«Quali autori ti hanno formato maggiormente?»}} Sono figlio della letteratura russa, quindi comincerei con Tolstòj, Tolstoyevski, Pasternak ecc. , sono gli autori che per me sono stati illuminanti, quelli che hanno formato il mio modo di pensare, il mio modo di esprimermi, in qualche modo hanno influenzato anche la mia scrittura. *A me personalmente non piacciono i premi letterari perché non si può definire un libro meglio dell'altro, tutti i libri sono diversi in quanto sono i prodotti delle idee e delle espressioni di persone differenti e non si può dire che una persona si esprima meglio dell'altra. *Sicuramente lo scrittore che mi ha formato come narratore e Nikolaj Gogol, il grande scrittore russo che ha creato il vero romanzo russo, la novella russa.<br />Lui per me è stato fondamentale perché ha plasmato la mia espressione umana e letteraria, il suo libro più bello a mio avviso si intitola "le anime morte". *Noi in [[Siberia]] abbiamo una delle più antiche tradizioni di tatuaggi al mondo dove in poche parole il tatuaggio è un modo codificato di raccontare l'esperienza di vita di una persona, una specie di curriculum che le viene scritto sulla pelle. {{Int|Da ''[https://www.ilbullone.org/2022/04/22/nicolai-lilin-educazione-alla-guerra-in-ucraina/ Nicolai Lilin educazione alla guerra in Ucraina]''|Intervista di Paolo Massimo Guerzoni, ''Ilbullone'', 22 aprile 2022.|h=4}} *Quando qualcuno ci dice che dobbiamo odiare una persona in base alla sua appartenenza, è solo perché è interessato a sfruttare, manipolare una situazione e poi dopo ci distruggerà. *Fin dall'asilo la propaganda ti inculca l'idea che un uomo deve servire la propria patria, e così inizi inconsciamente a identificarti come un difensore del Paese. Esiste anche una festività, il 23 febbraio, in cui questo ruolo viene celebrato. A scuola studiavamo un manuale per imparare le tecniche militari. Allo stesso modo, già in addestramento non credevo a quello che ci raccontavano. Conosco bene l'Islam, mio fratello è musulmano, ma loro strumentalizzavano il racconto, per portarci a odiare, a giustificare la guerra. *{{NDR|Su [[Gino Strada]]}} Lui era contro la guerra, perché l'ha vissuta. E anche io sono così. *Il problema è che ci sono persone che pensano ancora che la guerra risolva le cose. La guerra è una cattiva madre. Ci sono persone che ci guadagnano con la guerra. Ho vissuto 5 conflitti e posso dire che le guerre finiscono tutte con un accordo. Per evitare i massacri usiamo la diplomazia, non le armi! *Siamo in guerra ora, ma questo va avanti da anni. Perché non abbiamo iniziato a muoverci prima a livello diplomatico? Perché ci vuole volontà e la capacità di applicare potere su scala internazionale. La tragedia dell'Europa è che non abbiamo politici forti, né indipendenza. Non parlo solo della dipendenza energetica dalla Russia, ma anche culturale, dall'egemonia statunitense. Siamo tra incudine e martello. {{Int|Da ''[https://archive.org/details/Piccolo_2022-09-17/page/30/mode/2up?q#61nicolai+lilin Nicolai Lilin: «Vi dico io chi è Vladimir Putin male necessario dei russi»]''|Intervista di Gabriele Giuga, ''Il piccolo'', 17 settembre 2022.|h=4}} *{{NDR|Su [[Omar Monestier]]}} Ci legava un rapporto fraterno [...] era una persona che condivideva con me le intimità della sua vita, in base alle quali io creavo i suoi tatuaggi. *Era chiaro a tutti gli analisti che la Nato, spingendo sull'Ucraina sia con finanziamenti che con ideologie e armi avrebbe provocato un'aggressione militare della Russia con l'obiettivo di Stati Uniti e Gran Bretagna di dividere l'Ucraina dalla Russia, esercitare la propria egemonia militare e finanziaria in Europa, con l'unico risultato però, di spingere la Russia verso la Cina, un grandissimo errore. *[...] i russi seguono l'idea di un revanscismo russo, e in molti sono spaventati dal pericolo di ritornare al crollo dell'immoralità della Russia di Yeltsin degli anni '90. Quindi per loro Putin è sì un male, ma necessario. *Se [...] al posto di Putin andasse quel folle di Medvedev, non avrebbe scrupoli a radere al suolo l'intera Ucraina, o a usare l'atomica. *I ceceni [...] hanno dei conti in sospeso con gli ucraini che risalgono alla prima guerra cecena del 1991. Soprattutto con l'organizzazione Una-Unso, gruppo di nazionalisti nazisti ucraini, integrati nel sistema di governo ucraino, glorificati per le loro crudeltà, stupri, torture come se fossero eroi. I ceceni di Kadyrov hanno sete di vendetta per quei crimini. Lo stesso Kadyrov ha perso per mano degli ucraini il padre e molti parenti e tra i ceceni vige la legge del clan, quando qualcuno muore si giura vendetta fino alla 13esima generazione. {{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/nicolai-lilin-l-ucraina-un-paese-nazista-peggio-della-russa-ne-ho-parlato-dopo-una-fake-news-di-saviano Nicolai Lilin: "L'Ucraina? Un Paese nazista peggio della Russia. Ne ho parlato dopo una fake news di Saviano"]''|Intervista di Riccardo Canaletti, ''Mowmag.com'', 24 novembre 2022.|h=4}} *Sai qual è il problema del nostro mainstream? Così come nella mentalità nazista – perché in Ucraina ci sono i nazisti, è questo il problema – se tu non la pensi come loro automaticamente accetti il punto di vista dei loro rivali. E i rivali dei nazisti sono sempre stati i russi. Quindi chi sostiene il nazismo, come alcuni giornalisti o il PD, foraggiandolo in Ucraina, poi diffonde russofobia. *Io non sono filorusso, io sono russo. Sono russo etnicamente. Come cazzo fai a dare del filorusso a un russo? Questi sono degli imbecilli totali, capisci? Anche accusando le persone non sono coerenti. Come fa un russo a essere filorusso? È chiaro. Uno può essere filoputiniano magari, questo è un altro discorso, ma non filorusso. *Io ho sempre aiutato le persone. Ho cominciato a casa mia già nel 2014, quando per la prima volta sono andato in Donbass. Avrei dato una mano a chiunque fosse arrivato, ma non è un motivo di vanto. Per me è una cosa normalissima e io non ne parlo mai. Queste persone vengono da diverse situazioni, aiuto sia quelli che vengono dal Donbass che quelli che vengono dall'Ucraina occidentale, indipendentemente dalle idee politiche. *L'Occidente è la culla dei fottuti colonialisti anglosassoni, degli speculatori e banchieri, dei guerrafondai. Ormai il mondo non crede più alle balle della democrazia occidentale. Il mondo intero è contro l'Occidente ormai. *{{NDR|Su [[Adriano Sofri]]}} Guarda, è un segno del fallimento della cultura di un Paese quando un terrorista fa il processo a uno scrittore. Poi Sofri saprà tutto delle vicende dei suoi anni di attivismo in Italia, ma cosa vuole saperne di Ucraina? [...] Io sono sicuro che una persona come quel Sofri non può avere alcuna certezza, perché quella persona dubito fortemente sia mai stata in Ucraina. *Per quanto autoritario possa essere, il regime di Putin è meno peggio di quello ucraino, è una certezza storiografica. Nella Russia di Putin gli oppositori non vengono bruciati vivi nelle case dei sindacati. In Russia in un anno non uccidono 75 persone tra oppositori e giornalisti, come avvenuto nel 2014 in Ucraina. In Russia non sono vietati i partiti politici. Persino Navalny comunque esiste, anche se poi va in galera, il suo partito, come altri, c'è. In Russia non c'è questa tendenza a massacrare interi gruppi. *[...] Boris Nemtsov è stato ucciso con un colpo di pistola perché amava andare a donne. Era un malato di figa e ha avuto la sfortuna di andare a letto con la moglie giovane e bella di un uomo d'affari georgiano molto legato alla criminalità organizzata di Mosca. Fai uno più uno e capisci che è strano siano stati i servizi segreti. *Il Commedy Club, KVN, che sarebbe il "club dei goliardi studenti", è da dove viene Zelensky, e lì sanno tutti che l'attuale presidente è un ragazzo che adora la cocaina. È stato messo lì perché facilmente ricattabile, tutto qui. *[...] i polacchi hanno creato l'identità ucraina. Sono state due le fasi che hanno trasformato i territori diversi in un unico Paese. La base era il popolo malorosso, ma era un modo di chiamare diverse minoranze che abitavano la zona. I polacchi hanno trasformato la visione identitaria di questi malorossi convincendoli di essere più vicini ai valori austroungarici che non a quelli russi. Che in parte era anche vero, perché era un popolo complesso che abitava ai confini dell'Impero e subiva molte pressioni. L'identitarismo ucraino è nato da questo impegno degli intellettuali polacchi per creare degli alleati in quei territori. Questa è stata la prima fase, che non si è conclusa bene per i polacchi, visto che già nella Seconda Guerra Mondiale gli ucraini massacravano i polacchi. Ovviamente, direi. Se crei un mostro, prima o poi il mostro ti uccide. È la base della cultura umana. *Prima di questa data {{NDR|1917}} nel lessico non esisteva l'Ucraina come concetto geopolitico. Questo concetto è stato introdotto e sviluppato da Lenin, Stalin e Kaganovič, tre personaggi che unirono dei territori presi dall'Impero austroungarico come la Galicja, la Polonia, e la Bucovina dalla Romania (devi sapere che c'è una parte di popolazione che abita in Ucraina che in realtà è rumena; quando la Romania dice di voler riprendere quei territori, ha ragione). L'obiettivo comunista era di inglobare nell'Unione dei territori il più possibile in modo unitario. L'Ucraina è stato un progetto sovietico e per questo motivo, quando è crollata l'URSS, la prima cosa che è successa è stata la totale crisi identitaria. Il Paese si è spaccato tra tutti i popoli diversi, tra i nazisti e nazionalisti, gli ucraini russofoni, gli ucraini della zona vicina alla Romania, quelli che stavano vicino ai confini con la Polonia che si son sentiti sempre più polacchi che non ucraini. ===2023=== La figuraccia più esplicita rimane quella della "lesbica da combattimento" messa dagli anglosassoni al posto del presidente moldavo, la odiosissima [[Maia Sandu]], colei che governa uno dei più poveri paesi d'Europa avendo la cittadinanza statunitense e possedendo la villa sull'oceano a California, dove si reca ogni fine settimana con uno jet privato per passare il tempo con la sua fidanzata. Questa figura costruita "ad hoc" per portare la Moldova nella guerra contro la Russia, trasformando il paese nel cimitero, seguendo il modello ucraino, non ha permesso al Primo Ministro ungherese Viktor Orban di baciarle la mano durante il vertice di Chisinau.<br />Insomma, una figura politica senza alcun valore e una persona priva di educazione di base. Uno schifo.<ref group="fonte">Da ''[https://t.me/nicolaililin/5834 Telegram]'', 5 giugno 2023.</ref> {{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/lo-scrittore-lilin-la-guerra-in-ucraina-finira-quando-lo-decideranno-gli-stati-uniti Lo scrittore Lilin: "La guerra in Ucraina finirà quando lo decideranno gli Stati Uniti"]''|Intervista di Alessio Mannino, ''mowmag.com'', 22 febbraio 2023.|h=4}} *L'Occidente, soprattutto quello anglosassone, ha avuto ed ha una propulsione politica violenta e predatoria nei confronti del resto del mondo: colonizzare, imporre le proprie regole, fomentare rivoluzioni, spodestare leader sgraditi. In Russia invece l'impulso politico fondamentale è all'autosufficienza, non essere dipendenti da nessuno, ed essere in grado di difendere la propria indipendenza. *Per noi, giustamente, l'Ucraina è un Paese come gli altri. Per i russi, invece, è una parte della Russia. L'Ucraina è diventata Ucraina grazie ai comunisti che nel 1917, con Lenin, Stalin e Kaganovic, in quattro e quattr'otto hanno creato questa entità prima inesistente, mettendo insieme diverse regioni dell'Impero Russo, chiamandola così e promuovendo un'identità ucraina perché a loro serviva come una vetrina per il mondo, soprattutto occidentale. Volevano dimostrare, in particolare Lenin, grande teorico della rivoluzione internazionale, che per convincere i compagni degli altri Paesi ad appoggiare e unirsi all'Unione Sovietica, bisognava creare realtà nazionali attorno alla Russia. Il messaggio era: avete visto? Sono Stati indipendenti ma sono con noi, perché sono comunisti. È questo il senso storico dell'esistenza dell'Ucraina. Da quando però non c'è più il comunismo e non c'è più l'Urss, i russi si chiedono: e mo' quando ce la riportiamo a casa? *Putin è sicuramente un conservatore. Ma un conservatore non liberale, anzi anti-liberale. Ciò che rappresenta il movimento liberale, o neo-liberale, è respinto dalla gran parte dei russi, e non piace neanche a molti qui in Europa. Quando parla di degenerazione e crisi spirituale europea parla di fenomeni dei quali l'apice è, per stare all'Italia, il Festival di Sanremo, o in generale ai meccanismi di potere che hanno perso il legame con la vita reale del popolo. Per questo il grave problema occidentale è la totale assenza di identità. Noi non abbiamo più crisi d'identità, quella l'abbiamo già passata. Noi un'identità non ce l'abbiamo proprio, ci siamo trasformati in stomaci ambulanti. Siamo solo dei consumatori, e ci meritiamo politici come la nostra premier che, dopo essersi insediata da soli pochi mesi, si permette di definire "propaganda" le parole di un leader di Stato che è al potere da più di vent'anni. *La Meloni ha tradito completamente i suoi elettori. Lei inizialmente sosteneva Putin, poi è arrivata al potere e ha dovuto fare una giravolta a 360 gradi, e direi anche a 90 gradi di fronte all'America, e così ora abbiamo una che svolge il suo incarico negli interessi dei poteri forti. {{Int|Da ''[https://www.liberoquotidiano.it/news/piulibero/35733494/nicolai-lilin-attentato-prilepin-patriota-no-chi-davvero.amp Nicolai Lilin, attentato a Prilepin: "Patriota? No, chi è davvero"]''|''liberoquotidiano.it'', 9 maggio 2023.|h=4}} *[...] molti cittadini russi, specie quelli da sempre saldamente schierati con la politica di Putin, vedono in [[Zachar Prilepin|Prilepin]] l’ennesimo pseudo intellettuale e opportunista che abilmente sfrutta le tematiche populiste. *Negli anni di carriera da giornalista, scrittore e politico, Prilepin ha dimostrato la sua natura camaleontica, spostandosi da un lato all’altro delle forze politiche con l’arroganza di chi pretende di assumere il ruolo del nuovo grande filosofo della Patria, un’altro Dostoevskij per intenderci. Militando prima tra le fila del partito “Nazional-bolscevico” di estremisti rosso-bruni di Eduard Limonov (noto al pubblico occidentale come il protagonista del bellissimo romanzo di Carrère), esperienza per la quale è stato definito dall’ex capo dei difensori del Donbass Igor “Strelkov” Girkin «un clown al servizio dei pederasti», è passato verso una linea politica attuale talmente neutra che la sua sostanza, tradotta nel linguaggio volgare, può essere paragonata soltanto a un profilattico. *Prilepin è parte di quella melma, perla quale il nazionalismo sostituisce la coscienza, nella quale si sono conficcate le schegge impazzite, generate dall’esplosione dell’Urss (come lo stesso Limonov). {{Int|Da ''[https://www.2duerighe.com/duetti/155374-ucraina-russia-intervista-nicola-lilin.html L'Ucraina al microscopio: intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Lorenzo Bruno e Damiano Rossi, ''2duerighe.com'', 22 maggio 2023.|h=4}} *L'identità ucraina in quanto tale si è affermata solo nel momento in cui la Polonia [...] è arrivato alla propria conclusione per colpa delle tensioni interne. [...] In quel momento, per volontà dei polacchi che cercavano di instaurare dei presupposti per contrastare la Russia, è stato avviato un forte processo ideologico in un'area nuova che era russofona, slava, con l'obiettivo di essere più occidentali dei russi. E lì che nasce, in una situazione totalmente lontana dalle dinamiche odierne, quella che era l'identità ucraina, perché prima nasce l'identità culturale, poi l'identità geopolitica. *La nascita dell'Ucraina come entità geopolitica, cioè un Paese con i propri confini risale invece al 1917 ed è totalmente attribuibile ai bolscevichi. I grandi creatori dell'Ucraina sono stati Lenin, Kaganovič e Stalin, poi dopo i bolscevichi in Ucraina. Serviva per i loro interessi, per la loro visione anti-imperiale russa, mentre a Stalin per le sue mire geopolitiche perché a ognuno che costruisce grande impero servono sempre territori molto vasti di frontiera. Un territorio di frontiera ti permette una serie di manovre strategiche sia nel caso di una politica aggressiva che offensiva. Quindi l'Ucraina serviva a Stalin. *La classe dirigente ucraina era talmente potente che con la morte di Stalin, gran parte della storia sovietica è stata guidata, dominata da leader provenienti dal partito comunista ucraino.<br />Il primo russo che è arrivato al potere, dopo questi lunghi decenni del dominio della classe dirigente ucraina è stato Andropov, lui tra l'altro è arrivato cercando di riparare enormi danni che hanno causato questi regimi corrotti dei rappresentanti del Partito comunista ucraino. Prima Kruscev e dopo Breznev il cui regime ha addirittura fatto l'invasione dell'Afghanistan. E quindi Andropov fu il primo russo che arrivato al potere cercò di risolvere la situazione poi non è riuscito perché alla fine ormai tutto era un disastro. *Uno dei motori della identità ucraina è quella di contrapporsi a Mosca e spesso odiare Mosca. Questo processo ha inoltre comportato l'aggiunta a questo nucleo territoriale occidentale della Malorussia che potremmo definire il corpo centrale dell'Ucraina, una terra popolata dei cosacchi di Zaporižžja che prima hanno stretto rapporti con i russi e lo zar poi hanno strizzato l'occhio ai polacchi. Infine c'è stata la conquista turca e il potere ottomano. *Il problema dell'Ucraina è stata la creazione di un grande Paese composto da realtà differenti però costretti tutti ad assumere un unico volto, un'unica identità e questo è stato un grande sbaglio. Il partito comunista ha attuato questa politica in quanto avevano un enorme Paese composto da realtà composite e dunque avevano necessità di sostenere una visione unitaria e meno articolata etnicamente. *Doveva essere gestita in modo tale da poter rispettare la differenza dei cittadini, rispettare i loro diritti all'interno di un'unica Costituzione. L'Ucraina poteva essere veramente, tranquillamente la Svizzera dell'Est Europa. Potevano vivere solo grazie alla gestione dei rapporti tra grandi imperi; invece, è mancata la lungimiranza della politica ucraina. *Quelli che sono arrivati nel 91' a governare l'Ucraina erano in realtà membri del partito comunista ucraino, questa è la grande presa in giro. L'Ucraina credeva di essersi liberata dell'Unione Sovietica, ma se guardate nomi e cognomi della classe dirigente dell'Ucraina del 1991, sono gli stessi del partito comunista. *L'unica cosa per ora chiara è che la guerra è lunga e sarà lunga perché così come vengono adesso attuate le strategie militari si capisce che questa non è una guerra per una vittoria veloce. Non è la blitzkrieg del quale stavamo parlando prima. Questa è una tipica guerra dove il territorio viene sfruttato da entrambi i paesi come un territorio di scontro per misurare la capacità produttiva, la capacità economica dei rispettivi Paesi, delle rispettive strutture. Quindi stanno misurando la capacità delle alleanze, chi degli alleati rimane con chi e chi dimostrerà più debolezze. La Russia è sempre più vicina alla Cina. Recentemente hanno dichiarato che con la Russia hanno firmato persino accordi militari per eventuali rifornimenti di armi. *Per quanto la sua posizione sembra abbastanza libera, noi sappiamo che Wagner è la parte illegale e clandestina dei servizi segreti militari russi. La storia del gruppo Wagner. Chi sono stati i suoi fondatori, come loro agiscono, il loro rapporto con il governo russo, i loro interessi, il loro modo di operare, ma soprattutto gli elementi principali, la loro provenienza, tutto indica il fatto che questa unità privata militare fa parte della struttura clandestina dei servizi. *In Russia non c'è oligarchia. In Russia ci sono uomini vergognosamente ricchi ai quali l'unica autorità del Paese che Vladimir Putin permette di gestire sono alcuni settori ed affari. *In Russia gli oligarchi non ci sono, in Russia gli oligarchi sono stati ammazzati fisicamente oppure costretti attraverso torture, prigioni e altri metodi poco democratici da Vladimir Putin e dal suo potere ad abbandonare il territorio di quel paese. In Russia, ad esempio, c'era l'oligarca [[Boris Abramovič Berezovskij|Berezovsky]], che ha organizzato la prima guerra cecena che ha portato il terrorismo nel Caucaso, che gestiva traffico di droga, traffico di esseri umani, che gestiva un enorme patrimonio speculativo in Russia. Lui voleva diventare presidente. Questa era la sua ambizione. Lui lo scriveva nei suoi diari. Lui pensava nel 2002 diventare presidente russo. Però poi è arrivato questo giovane del KGB, Putin, che nessuno conosceva e lo ha fatto fuori. *Quando hanno trovato il corpo di Berezovsky a Londra, sul suo cadavere c'erano i segni di due corde e la gente ancora oggi si domanda come ci si può impiccare per ben due volte. È chiaro che lo avevano impiccato i servizi segreti e nemmeno la MI6, i servizi inglesi sono riusciti a proteggerlo. Per questo motivo gli oligarchi in Russia non ci sono. In Russia c'è un regime autoritario. {{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/lilin-su-gaza-e-palestina-israele-vincera-contro-hamas-ma-perdera-la-guerra-col-mondo-arabo-e-ha-lasciato-che-gli-attentati-accadessero-come-l-11-settembre Lilin su Gaza e Palestina: "Israele vincerà contro Hamas, ma perderà la guerra col mondo arabo. E ha lasciato che gli attentati accadessero, come l'11 settembre"]''|Intervista di Roberto Vivaldelli, ''mowmag.com'', 11 ottobre 2023.|h=4}} *Il 7 ottobre in Israele è una sorta di 11 settembre. *{{NDR|Sugli [[attentati dell'11 settembre 2001]]}} Ciò che io ho notato all'epoca di strano è che negli Usa era emersa una voluta mancata di connessioni tra i servizi di sicurezza del Paese, proprio in quel momento. Possiamo ipotizzare che fu fatto di proposito per mettere in atto il Patriot Act e inaugurare la Guerra al Terrore, oppure possiamo pensare a una negligenza. Possiamo fare più ipotesi, ma è chiaro ed evidente che sono mancate le connessioni tra i servizi del Paese. Negli Stati Uniti qualcuno ha voluto questo, ne sono convinto. *Un servizio così efficiente come Mossad, che è uno dei servizi con più connessioni a livello mondiale, che ha occhi e orecchie ovunque, non avrebbe preso sul serio le comunicazioni ufficiali da parte dei colleghi egiziani? Suvvia. Ma secondo voi non hanno fatto almeno un approfondimento? Secondo me sono balle. Quando gli egiziani hanno comunicato la possibilità di un imminente attacco di Hamas, questa comunicazione è stata "bloccata" da qualcuno. *A mio avviso c'è stato lo zampino di qualcuno, molto legato alle oligarchie anglosassoni, che in questo momento sono disperate, e hanno bisogno per forza di accendere una serie di focolai a livello internazionale. *Adesso loro vinceranno la guerra, distruggeranno Hamas e riprenderanno quei territori. Ma a lungo andare sarà una sconfitta per Israele e il mondo vedrà la brutalità degli israeliani, e non solo quella dei palestinesi. Arriverà il momento nel quale Israele avrà un confronto diretto con il mondo arabo. È già così, perché sul confine con il Libano si spara. Ma se tutti i Paesi circostanti inizieranno ad avere un atteggiamento di ostilità, per Israele sarà la fine e non supererà il 2030. ===2024=== *A quanto pare nella nostra società occidentale non si può più nemmeno nominare i gay senza il loro consenso e approvazione, che sono diventati una specie di ubermensch intoccabili e superiori ai comuni mortali.<ref group="fonte" name="insta.22.01.2024">''[https://www.instagram.com/nicolaililin/p/C2aadY8L2Ax/?img_index=1 Instagram.com]'', 22 gennaio 2024.</ref> *I rappresentanti del movimento LGBT qui in Occidente predicano la pace, la libertà, la tolleranza, l'inclusività e il multiculturalismo, tutti i valori che personalmente sostengo, apprezzo e rispetto. Ma allo stesso tempo sempre i membri del movimento LGBT occidentale sostengono il nazismo in Ucraina, sostengono la NATO, un'organizzazione criminale e guerrafondaia, hanno formato un intero battaglione dei nazisti gay che combattano in Ucraina, si chiamano "Unicorn", hanno persino una toppa da riconoscimento e usano i colori della bandiera simbolo LGBT.<ref group="fonte" name="insta.22.01.2024"/> *{{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} Una cosa molto strana è che [...] le ambasciate statunitense e britannica l'otto marzo hanno condiviso un avvertimento ai loro cittadini che si trovavano in Russia, dicendo di non frequentare luoghi pubblici per probabile pericolo di terrorismo. Quindi ora si parla di un probabile coinvolgimento della Cia, di oligarchia anglosassone e per questo attentato terroristico si dice che è molto probabile che dietro ci siano le solite forze che cercano di mettere in difficoltà la Russia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://mowmag.com/attualita/attentato-a-mosca-lilin-rivela-isis-c-entra-la-cia-e-dice-chi-sono-i-veri-nemici-della-russia Attentato a Mosca, Lilin rivela: "Isis? C'entra la Cia...". E dice chi sono i veri nemici della Russia]'', ''mowmag.com'', 23 marzo 2024.</ref> *Io non voglio augurare assolutamente nessun male, io spero che queste persone {{NDR|Stefania Battistini e Simone Traini}} vivranno per la vita fino alla vecchiaia. Spero che questa gente potrà anche riflettere sugli errori che sono stati fatti, però io so benissimo come funziona in Russia, so benissimo chi sono i russi e come loro agiscono quando si arrabbiano, quando vengono colpiti, diciamo, nel cuore loro, reagiscono abbastanza duramente. E quindi, il mio sincero augurio a questi giornalisti italiani che hanno fatto questo lavoro di propaganda filo nazista è di stare molto attenti, stare molto attenti. Non accettate il tè dalla gente sconosciuta. Fate attenzione al bar. Fate attenzione dove mangiate. Fate attenzione alle nuove amicizie, perché può darsi che contro di voi stanno già lavorando gli agenti operativi del GRU, che sono i servizi segreti militari, e se loro veramente hanno preso un incarico, state certi che in un anno, due anni, tre anni, cinque anni, comunque vi troveranno e vi faranno a pezzi.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.open.online/2024/08/18/nicolai-lilin-giornalisti-rai-battistini-traini-polonio-te-video/ L'avvertimento di Nicolai Lilin ai giornalisti Rai Battistini e Traini: «Vi siete scavati la fossa da soli». E cita il polonio nel tè]'', ''open.online'', 18 agosto 2024.</ref> {{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/lilin-navalny-nazista-xenofobo-l-intervista-a-putin-di-carlson-ha-cambiato-il-mondo-e-la-guerra-in-ucraina-non-finira-finche-la-russia-e-lo-scrittore-ne-ha-anche-per-renzi-di-maio-biden-e-berlusconi Lilin: "Navalny? Nazista xenofobo. L'intervista a Putin di Carlson? Ha cambiato il mondo.]''|Intervista di Diana Mihaylova, ''mowmag.com'', 16 febbraio 2024.|h=4}} *{{NDR|«Accidenti, quindi tu consideri il crollo dell'Occidente come un dato certo?»}} Sì, al 100%. Ormai sta già avvenendo, solo che ci stiamo abituando e quindi trasformiamo in normalità quelli che sono in realtà gravi segnali di collasso. Io vivo nel mondo arabo ora. *Il giornalismo e la stampa italiana [...] sono tutti delle puttane del regime, mi spiace ma è così. [...] quando parliamo dei giornali italiani, parliamo di carta straccia. Un lavoro intellettuale in Italia non esiste più, non esiste più coerenza. Quando leggi qualcosa sulla stampa italiana, questa non può essere credibile, punto e basta. E chi in Italia, fra gli analisti e i giornalisti, dice che Tucker Carlson è uno burattino del Cremlino, è un idiota totale. *Tu sai qual è il motivo per il quale l'Occidente odia Putin? [...] L'Occidente è un sistema oligarchico, un potere dei pochi. [...] L'oligarchia è quando una persona estremamente ricca usa i suoi soldi per modificare la politica in base ai propri interessi fino a creare la degenerazione di uno Stato: questo è l'Occidente di oggi. Oggi il governo italiano, quello francese, quello tedesco – Orban è l'unico che si salva – e tutto il resto dei Paesi d'Europa sono zerbini degli oligarchi e fanno solo gli interessi delle élite, che trasformano le masse in consumatori, in una nuova forma più grave del capitalismo. Invece Putin è la rappresentazione più pura di un sistema autoritario, ma è una persona che arriva al potere sostenuto dalla maggioranza assoluta dei cittadini: dall'87%. Non esiste un altro Paese con una percentuale simile. *Io lavoro con le notizie, sul mio canale Telegram privato; quindi, ho della gente che mi paga per essere informata. Se la gente paga per avere delle notizie coerenti, vuol dire che molti cittadini non sono d'accordo con quello che i media italiani raccontano e non c'è da sorprendersi, perché la stampa italiana racconta un sacco di balle; continua a farlo. La stampa russa è sempre basata su una linea propagandistica. Non dobbiamo pensare che in Italia sono propagandisti e in Russia raccontino tutta la verità. Anche lì c'è propaganda, ma c'è una differenza: i giornalisti russi non si allontanano dalla verità oggettiva, quello che invece gli occidentali hanno iniziato a fare un bel po' di tempo fa. *[...] questa guerra ha già ricevuto un sacco di armi, un sacco di aiuti commerciali, ma comunque, l'Occidente non vincerà mai, perché la Russia ha infinite risorse. Ciò che sta facendo l'Occidente in Ucraina è solo prolungare un'agonia perché su di essa, dal punto di vista economico e geopolitico, un piccolo ristretto gruppo di persone in Occidente, guadagna un sacco di soldi. *Quando vediamo le manifestazioni in Russia, sono tutte cavolate. Io sono andato a verificare personalmente e tutti questi movimenti antiputiniani è sono fuffa creata dall'Occidente. {{NDR|«Quindi secondo te nella popolazione non è presente alcun malcontento?»}} Ma quale malcontento, sono contentissimi! La maggioranza dei russi è contenta e anzi, vogliono sostenere di più questa politica. Quando parliamo di manifestazioni dei russi che non vogliono fare la guerra, sono tutte balle. I russi vogliono fare la guerra e vogliono sconfiggere il nazismo. *L'Occidente ha trasformato Alexei Navalny nell'ennesimo simbolo di libertà, come fosse un "Santo protettore" dei valori democratici, schiacciato da Vladimir Putin; ma per me Navalny rimane sempre quello che era sin dagli inizi della sua carriera: un nazista, xenofobo e genio della comunicazione, che per anni ha lavorato per gli oligarchi russi. Per me lui non era un politico, ma un prodotto mediatico in grado di offrirsi al miglior offerente. *[...] si è mai visto la Russia fare guerre coloniali o per allargare il proprio territorio? [...] I russi non vogliono invadere nessuno. L'unica cosa per cui sono capaci di fare la guerra è per assicurare la sicurezza sui propri confini. Per questo motivo Putin ha mosso l'esercito in Ucraina, perché dal 1998 in Ucraina si svolgono attività militari della NATO che minacciano i confini della Russia. È un'idiozia dire che Putin vuole invadere Polonia e Paesi Baltici. Putin vuole stare tranquillo, non vuole avere la pistola puntata in faccia dalla NATO. *Berlusconi non era uno statista, era un uomo d'affari. In effetti in Russia era molto rispettato perché lui rappresentava gli interessi non degli Stati Uniti d'America, ma i suoi interessi personali. *[...] la guerra non sarà breve, sarà lunga, ma la vittoria sarà della Russia per un semplice motivo: siamo nel pieno del cambiamento dell'ordine mondiale. L'Occidente non potrà più estendere il proprio dominio e la propria supremazia su una parte del mondo. *L'Occidente ha una bellezza, un enorme bagaglio culturale, una grandissima potenzialità, però deve liberarsi dall'egemonia anglosassone. {{Int|Da ''[https://www.huffingtonpost.it/dossier/elezioni-europee-2024/2024/05/02/news/putin_ha_le_sue_ragioni_gli_oligarchi_filoatlantisti_sostengono_il_nazismo_ucraino_cronache_dal_mondo_di_nicolai_lilin_-15783478/ "Putin ha le sue ragioni, gli oligarchi filoatlantisti sostengono il nazismo ucraino". Cronache dal mondo di Nicolai Lilin, candidato di Santoro]''|Intervista di Alfonso Raimo, ''huffingtonpost.it'', 2 maggio 2024.|h=4}} *Il mio unico impegno è bloccare ogni tipo di sostegno alla guerra. Non ho altro interessi politici. Non sono mai stato interessato seriamente a nessun tipo di programma politico. Anche se durante la mia vita sono stato avvicinato da tanti partiti. Qualcuno è arrivato a offrirmi anche dei soldi. *I miei valori sono di sinistra, ma non come si definisce in Italia la sinistra. Non sono uno che si rispecchia in una ideologia all'interno del sistema italiano. So bene che in Italia qualcuno dice che io sia fascista, perché citano qualche frase decontestualizzata, o qualche mia vecchia posizione. Ma la verità è che io sono il prodotto del sistema sovietico, nel bene e nel male. *Secondo me Putin è il crocevia di due spinte epocali: il regime sovietico nella sua fase esaltata e in dissoluzione e l'occidente corrotto e capitalista. Dopo di che Putin ha le sue ragioni. *{{NDR|«La principale ragione addotta da Putin è l'espansione della Nato oltre le zone tradizionali di influenza.»}} Ed ha ragione. È la realtà oggettiva di quello che ha vissuto l'ex Urss dopo il suo crollo. Ho incontrato 4 volte Gorbacev e posso testimoniare che era un suo grande cruccio. Lui diceva: "So di essere odiato dai russi e di essere amato dagli occidentali", perché non era riuscito a garantire che la Nato allungasse le sue mire. Era mortificato, si sentiva responsabile. *A dire il vero da parte russa hanno dato segnali di disponibilità a negoziare, siamo noi occidentali che non abbiamo voluto coglierli. [...] Perché noi europei seguiamo la linea guerrafondaia degli oligarchi anglosassoni, filoatlantisti. Sono fanatici della guerra, gente che se ne frega della vita delle altre persone e sostenitori del nazismo. *I massacri li ho visti io coi miei occhi. I nazisti ucraini sono sostenuti dall'occidente, anche dai nostri rappresentanti politici, dal Pd, e dalla destra. Non ha importanza il potere politico. Sono sottomessi agli interessi degli oligarchi anglosassoni. *{{NDR|Su [[Volodymyr Zelens'kyj]]}} Nonostante il fatto che sia di famiglia ebraica, e che il nonno abbia servito nell'esercito sovietico, sostiene il nazismo per soldi, per motivi economici. *{{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} È stato l'Isis in collaborazione con i nazisti ucraini. [...] Ma la regia è della Cia. *È il bello del Pd: sostengono i nazisti in Ucraina, ma danno a me del fascista perché sono andato a Casapound. *Boldrini mi ha denunciato. Io la accusai di aver ricevuto a Montecitorio [[Andrij Parubij|Andri Parubi]]. E lo rifarei. Quando avevo 12 anni, Andri Parubi entrò nella mia città a Bender in Transnistria, a capo di alcune bande naziste che uccisero tra gli altri mio zio e la mia cuginetta Tatiana. Negli anni successivi Parubi fondò anche un'organizzazione che si chiamava Partito nazionalsocialista ucraino. A Boldrini ho semplicemente detto che è ipocrita inneggiare all'Anpi, al 25 aprile e al primo maggio, se poi ospiti Andri Paurbi. Ma lei invece di rispondere alle mie lettere per chiarirci in un incontro, mi ha denunciato. {{Int|Da ''[https://www.ticinolive.ch/2024/06/11/nicolai-lilin-le-favole-fuorilegge-educare-popoli-rialzare-la-testa/ Russia, Europa, Politica, Cultura: Nicolai Lilin e L'Educazione dei Fuorilegge]''|Intervista di Chantal Fantuzzi, ''ticinolive.ch'', 11 giugno 2024.|h=4}} *I giovani della destra italiana [...] hanno compiuto uno sviluppo positivo, sono stati in grado di capire il senso dei macchinari di potere di propugnare l'uscita dell'Italia dall'UE e l'indipendenza dell'Italia stessa e, a differenza dei giovani della sinistra, non sono vittime di una vuota retorica. Sono stati capaci di vedere gli effetti negativi della globalizzazione. Molti di loro hanno compreso l'azione invasiva della NATO e auspicano l'uscita dell'Italia dalla NATO stessa, comprendendone il danno che questa sta apportando ai paesi poveri. *Xenia {{NDR|in ''Educazione siberiana''}} è un personaggio reale al 95%, per la quale mi sono ispirato a una persona che ho realmente conosciuto, dalla quale ero molto affascinato e alla quale ero legato sin dall'infanzia. Come tutte le persone prive di stabilità mentale, lei era pura. *La Russia è una demente splendida. Bella, aperta, sincera, ma incapace di realizzare la propria partecipazione a un mondo moderno, è fuori da qualsiasi contesto in cui possa esistere, poiché nessun contesto sarebbe compatibile con la lealtà e l'onestà della Russia stessa. ===2025=== *L'Occidente ha pagato una tizia bielorussa che si chiama [[Svjatlana Cichanoŭskaja|Tikhanovskaya]] per usarla come oppositrice in Bielorussia. Lei anni fa è stata mandata via dal Paese e da quell'ora vive in Germania, dove ha creato un governo bielorusso in esilio, un gruppo dei fantocci pagati da Soros che non hanno alcun legame con il popolo bielorusso e con il Paese, che vivono in Germania, vano in giro per il mondo occidentale presentandosi come il governo bielorusso in esilio e fanno il solito teatrino da finti dissidenti che amano così tanto i liberali occidentali e vari democratici lobotomizzati.<br />Adesso Tikhanovskaya ha creato una nuova provocazione che le serve anche per portare qualche soldo in tasca: ha dichiarato il rilascio per chi desidera del "Passaporto della Nuova Bielorussia", un documento che non vale da nessuna parte e non serve a niente, ma che costa 97 euro.<ref group="fonte">[https://www.instagram.com/nicolaililin/p/DE0CJbvMPtL/ ''Instagram.com''], 14 gennaio 2025</ref> *{{NDR|Su uno sketch<ref>''La copertina di Luca e Paolo del 25/02/2025'', [https://youtu.be/6wE4W3BrD1k?si=14GnM4Os8wl0R3F7&t=120 video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> di [[Luca e Paolo]]}} Io non guardo la tv italiana. Io ho lavorato nella tv italiana, per questo non la guardo. Io questo porcile schifoso veramente lo brucerei col lanciafiamme. [...] Vincenzo mi ha mandato uno spezzone di questi due, non so come chiamarli, che non fanno né ridere né piangere. Sono dei personaggi patetici. Luca e Paolo si chiamano questi due ignoranti. Hanno preso in giro quello che ha fatto Vincenzo, la raccolta firme, tra l'altro in maniera molto limitante e stupida. Ripeto, io comprendo tutto, scherzi, satira, è bellissimo, io spesso prendo in giro anche sui miei social, soprattutto i potenti di questo mondo, ma quando io vedo due annoiati, inutili, dal punto di vista intellettuale limitanti personaggi, strapagati, estremamente pagati rispetto all'impegno che loro realmente fanno, questi personaggi deridono una persona che riporta le informazioni reali della guerra. Io quando vedo queste cose non so, mi è venuta la voglia di sfondare il cranio a uno e all'altro. Io lo dico onestamente, sono una persona che è nata per strada, ho vissuto per strada, ho fatto le visse, quindi ancora oggi, anche se ho promesso a mia mamma di non ammazzare più nessuno, comunque ancora oggi ho del sangue che mi va in testa quando vedo certe cose, dico "Cristo Santo lo troverei davanti, gli sfonderei il cranio e gli farei ingoiare i denti a questo qua". Proprio perché è proprio la mancanza di dignità, sapete cosa vuol dire? Persone indegne, persone che affrontano delle questioni in maniera qualunquista. Questo è il male della nostra Italia. Il male dell'Italia è che abbiamo poche persone come Vincenzo e Andrea e abbiamo troppi nulla facenti, profumatamente pagati come quei due idioti nei quali avevo appena parlato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.open.online/2025/03/11/filorusso-nicolai-lilin-contro-comici-luca-paolo-sfonderei-cranio-farei-ingoiare-denti-video/ Il filorusso Nicolai Lilin contro i comici Luca e Paolo: «Gli sfonderei il cranio e gli farei ingoiare i denti»]'', ''open.online'', 11 marzo 2025.</ref> *I nazisti sono sempre stati i luridi servi dei ricchi sionisti. Nel passato massacravano gli ebrei in Europa perché i sionisti avevano bisogno di spostare le masse degli ebrei in Palestina, per creare lo stato sionista. Hitler ha fatto un grande servizio ai sionisti, massacrando qualche milione degli ebrei nei campi di sterminio: ha terrorizzato le masse ebree che si sono spostate in Palestina (l'unica ad accogliere gli ebrei fuggiti dall'Europa nazista, persino gli USA hanno rifiutato di accoglierli), e ha fornito ai sionisti la carta vincente di vittimismo, che loro usano abilmente sempre e ovunque. Anche oggi i nazisti moderni, quei degenerati che si riconoscono con i valori dell'UE, fanno il lavoro sporco per i criminali sionisti, massacrando i sostenitori dei palestinesi. Alla faccia di libertà d'espressione. Se fosse accaduto in Russia, tutti i media occidentali avrebbero già sputato schiuma di rabbia, denunciando le brutalità del regime russo. Però quando a massacrare i cittadini sono i degenerati dell'UE, tutto va bene, questo rientra nei parametri della "democrazia".<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/reel/DLvUaIqsWw3/ Instagram.com]'', 5 luglio 2025</ref> *L'Ucraina é stata creata dagli austroungarici e dai polacchi, sostenuta con i soldi dei francesi e britannici, per essere un arma degli occidentali contro la Russia. L'Ucraina non ha alcuna idea nazionale, nessuna storia assestante, nessuna indipendente prospettiva geopolitica. É una cloaca terroristica creata per disturbare la Russia.<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/reel/DNX86XOsvHN/ Instagram.com]'', 16 agosto 2025</ref> *{{NDR|Su [[Volodymyr Zelens'kyj]]}} È curioso ascoltare come un discendente dei ladri, assassini, pedofili, pederasti e stupratori delle capre, che da tre mila anni rompono le scatole al mondo intero con la storia di come il buon Dio ha innalzato loro al di sopra di tutti i popoli della Terra, sta blaterando sull'identità europea. Ed è veramente allucinante che il governo italiano butta i nostri soldi nelle tasche di questo subumano e dei suoi simili. Sovranisti un paio di palle.<ref group="fonte">''[https://www.threads.com/@nicolaililin/post/DOf7CjkCXpJ Threads.com]'', 12 settembre 2025</ref> ===2026=== *{{NDR|Sull'[[uccisione di Renée Good]]}} I nazisti yankee ammazzano una scrittrice a pistolettate in faccia. Sono curioso, i nostri pseudo intellettuali, che criticano la Russia in ogni occasione con o senza motivo, criticheranno gli USA per questo omicidio?<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/reel/DTQVdVHjI4_/ Instagram.com]'', 8 gennaio 2026</ref> *In Germania, durante il Ramadan, McDonald's ha rimosso le immagini di cibo dai suoi cartelloni pubblicitari. [...] Tutto è corretto, visto che l'Europa Occidentale è ormai dominata dall'Islam, è giusto rispettare le regole del Ramadan.<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/p/DVNl9GGDLyO/ Instagram.com]'', 26 febbraio 2026</ref> ==''Educazione siberiana''== {{Vedi anche|Educazione siberiana (romanzo)}} ==''Caduta libera''== {{Vedi anche|Caduta libera (romanzo)}} ==''Putin – L'ultimo zar''== ===Incipit=== Sta accadendo per davvero: la guerra è tornata prepotentemente e insopportabilmente vicino a noi. Dentro l'Europa? Appena fuori dall'Europa, sotto il naso di un paese che sogna gli antichi fasti? È proprio questo uno dei motivi del contendere. Stavolta, la guerra, non è più un'idea da salotto. Non una possibilità, o una minaccia velata; è una realtà che entra nelle nostre case, nelle immagini strazianti che arrivano: missili che colpiscono palazzi in cui vivono uomini, donne e bambini. Sparatorie in strada, esplosioni nelle città, abitanti che al suono delle sirene si riversano, come formiche impazzite, nelle cantine, nei rifugi improvvisati, nelle fermate della metropolitana, nei vagoni fermi. Centinaia di morti, non solo tra i soldati, sangue sulle strade, code ai confini con la Polonia per grandi esodi di massa. Professionisti, operai, universitari che corrono ad arruolarsi per difendere il loro paese. File di carri armati, file di molotov pronte, file di trincee fisiche e immaginarie, file di persone davanti ai negozi, file di volontari pronti a dare il sangue per i feriti. Poi il coprifuoco e il silenzio totale. Il silenzio della paura. Il rumore della guerra. La guerra della Russia di Putin contro l'Ucraina di Zelenskij. ===Citazioni=== *Putin è un serpente, è un meditativo, non si fida delle persone, prende le sue decisioni da solo. Prende le informazioni che gli servono da chi gli è attorno. Ma ultimamente, a causa del sistema obsoleto della burocrazia che gli è vicina, l'informazione viene filtrata in modo ambiguo. (p. 6) *{{NDR|Sulla [[guerra del Donbass]]}} Da otto anni non si affrontano le questioni di fondo della vita delle persone oppresse nel Donbass (circa 14.000 morti), che sono a maggioranza russa. L'Occidente si comporta in maniera ipocrita, mostrando le immagini dei civili morti per l'attacco russo all'Ucraina. Negli anni precedenti, però, è stato miope e inattivo nella guerra nel Donbass. (p. 8) *Le mancanze del governo ucraino appaiono evidenti. Dopo l'indipendenza non c'è stato un rinnovamento della classe politica. La nomenklatura ha cambiato semplicemente abito. È passata dal comunismo a uno status di neo-oligarchia che ha approfittato delle ricchezze ucraine senza preoccuparsi del benessere del paese. (p. 9) *''Con il suo nome, in Russia, è designato uno dei più lunghi e dinamici periodi della storia contemporanea. Putin è santificato da milioni che vedono in lui il messia sceso in Terra con il compito di portare rimedio ai mali del mondo, mentre altri milioni lo detestano e lo temono come se fosse un tizzone d'inferno. Di certo, è stato il primo uomo politico dopo Stalin a meritare, presso il popolo russo, la nomea di "zar". E quando ti chiamano in questo modo nel paese più vasto del mondo, dove l'intera dinastia regnante è stata affogata nel sangue e che per settant'anni è stato poi dominato dalla rigida dottrina comunista bolscevica, questa semplice parola di tre lettere assume una tale dimensione mastodontica, che solo a pensarla viene un capogiro.'' (p. 15) *In quasi tutti i suoi discorsi pubblici, parlando ai russi con quella sua aria familiare, con quel suo lessico intriso del gergo di strada che arriva dritto al cuore di ogni cittadino, Putin espone infaticabilmente la propria visione della democrazia; oppure, da abile oratore, dipinge per i propri interlocutori magnifiche visioni di quella forma di democrazia alla quale, secondo lui, si ispira la Russia moderna nel proprio percorso storico. Ciò che conta per Putin è chiamarla sempre e comunque "democrazia": che poi nei fatti si tratti di una sua versione piuttosto autoritaria... be', non è detto che questo dispiaccia ai suoi cittadini. (p. 19) *Ovviamente, nell'[[Unione Sovietica|URSS]] non esistevano ufficialmente i ceti sociali, perché il comunismo non ne riconosceva soltanto uno: il proletariato. Ma nella realtà quotidiana le cose andavano diversamente: qualcuno stava meglio degli altri, i più ricchi cercavano la compagnia dei propri simili, frequentavano i locali più cari e raffinati, si potevano permettere anche una certa apertura culturale, mentre i lavoratori semplici, quelli che sgobbavano nelle fabbriche per uno stipendio medio, vivevano nel loro mondo. Nonostante l'ideologia, insomma, anche durante il periodo sovietico il reddito era uno dei criteri che definivano la posizione dell'individuo nella società. Tuttavia, se non altro, lo stato cercava di organizzare la vita dei cittadini in modo da evitare la formazione di ghetti, perciò era normale che nello stesso stabile abitassero il direttore della fabbrica e i suoi lavoratori. (pp. 21-22) *Putin non è una persona finita per caso ai vertici della politica, non è un miracolo da [[Boris Nikolaevič El'cin|Eltzin]], da [[Boris Abramovič Berezovskij|Berezovskij]] o da altri oligarchi. È arrivato alla sua posizione facendosi strada con i denti, i pugni e i gomiti, passando sulle teste e calpestando senza pietà gli avversari sconfitti, rispettando negli altri la forza e la lealtà, disprezzando la debolezza e il tradimento, come può fare solo chi ha imparato egregiamente gli insegnamenti che offre la strada. (p. 46) *Ma se le discipline di lotta tradizionali, e specialmente le arti marziali provenienti dall'Oriente, si fondano su una solida integrazione tra l'aspetto comportamentale, la filosofia, l'etica e la morale, il [[sambo]] sotto questi aspetti era decisamente carente e non poteva nemmeno rifarsi a qualche nobile tradizione, a radici affondate in qualche cultura millenaria e che rimandassero a correnti religiose, artistiche, letterarie o filosofiche. Si trattava di uno sport bello e molto efficace, certo, ma gli mancava quell'elemento ancestrale e romantico che tanta presa ha sui giovani e sui loro animi sensibili e affamati di scoperte. Diciamo che praticando il sambo i ragazzi potevano acquisire una preparazione atletica e un orientamento che risultavano preziosi a chi poi (o contemporaneamente) si dedicava a un'arte più ricercata come appunto il [[judo]]. (p. 54) *Bisogna sapere che all'epoca di Eltzin, uomo debole fisicamente quanto moralmente, per ottenere una concessione di vendita di una fabbrica statale, o il permesso di aprire una nuova miniera sul territorio nazionale o di svendere sottobanco le centinaia di migliaia di tonnellate di petrolio, metalli preziosi e altre ricchezze accumulate dall'URSS nel corso di decenni, era sufficiente presentarsi armati di racchetta da tennis a uno dei suoi appuntamenti sportivi e lasciarsi sconfiggere da quel lento e scoordinato individuo che per qualche motivo credeva di essere un tennista talentuoso. Tra gli oligarchi circolava la battuta secondo cui, per avere successo negli affari in Russia, la cosa più difficile era perdere a tennis con "l'alcolizzato", come era soprannominato (da tutto il paese!) il presidente. (p. 55) *Mentre circa il settanta per cento delle abitazioni era carente di acqua potabile, i sovietici si concentravano sulla conquista dello spazio e inviavano la più grande nave rompighiaccio al mondo a propulsione nucleare a esplorare l'Artico. Nella zona degli Urali e in quella dell'immensa Siberia non esistevano strade decenti, ma enormi quantità di denaro pubblico venivano spese in ricerche e tecnologiche finalizzate allo sbarco sulla Luna. Il novantacinque per cento del budget del paese era destinato all'industria bellica, tecnologie nucleari comprese. Tutte le grandi opere, a cominciare dalle grandi autostrade che tra enormi difficoltà verso la metà degli anni Settanta collegarono decentemente le regioni di quell'enorme territorio, per finire con le centrali idroelettriche, termoelettriche e nucleari, furono realizzate in larga misura grazie all'impiego di forza lavoro gratuita: quella dei militari, degli studenti volontari e dei detenuti nelle strutture di rieducazione. (pp. 59-60) *{{NDR|Sulla [[dissoluzione dell'Unione Sovietica]]}} Improvvisamente la componente ideologica era svanita, come se non fosse mai esistita, e le masse si trovarono non solo senza leader capaci di indicare una strada e garantire i più basilari diritti sociali, ma anche, e d'improvviso, senza l'intero sistema che per tutti aveva rappresentato l'unico modello di vita possibile. La corsa al modello occidentale, interpretato, copiato e applicato con frenesia senza comprenderne la complessità, come se si trattasse semplicemente di cambiare il colore alle pareti di casa, creò i presupposti per una crisi tale da far pesare le sue conseguenze negative ancora oggi, a distanza di trent'anni. Il senso d'idiozia che scosse il paese socialista si racchiude benissimo nella metafora che circolava tra le masse, una sorta di perfetto slogan del suicidio collettivo in atto: «L'acqua della fontanella sovietica è gratuita e di tutti, però la Coca-Cola ha lo zucchero e le bollicine». (pp. 91-92) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} In quei giorni, le emittenti televisive e radiofoniche smisero di dare notizie. Tutti i canali trasmettevano solo programmi culturali: in tv mandavano in loop il balletto, in radio si ascoltavano opere e musica classica. «Ha vinto Chaikovskij!» scherzava la gente... (p. 103) *{{NDR|Sulla [[guerra di Transnistria]]}} La guerra civile nella mia [[Transnistria]], nel 1992, fu il primo conflitto armato su scala militare, il cui obiettivo era una vera e propria pulizia etnica ai danni dei russi, di chi culturalmente apparteneva al mondo russo e di tutti coloro che erano rimasti fedeli alle idee del mondo sovietico. Anch'io vidi montare quell'odio. I miei ricordi d'infanzia sono quelli di una scuola (e di una comunità) multietnica; noi bambini non avremmo mai chiesto a un nostro compagno: «Di che razza sei?». Non ci passava proprio per la mente. Anzi: avere amici di altre etnie, tanto più se di altre religioni, era un valore aggiunto, perché alle tue feste comandate si aggiungevano le loro, e quindi c'erano più occasioni per fare baldoria. Per i ragazzi era divertente. Poi cominciarono i pregiudizi antirussi e in Moldavia prese piede un partito nazionalista, ben sovvenzionato dall'Occidente. Volevano entrare nella NATO, pensavano che con l'aiuto degli Stati Uniti il paese sarebbe diventato una specie di paradiso fiscale: fantasie del genere. Ma soprattutto tanti moldavi, giustamente stanchi della vita condotta negli ultimi anni sotto il regime sovietico, davano la colpa delle loro miserie ai russi. Successe la stessa cosa in diverse piccole repubbliche e regioni etniche (Cecenia, Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Ossezia, Armenia...): l'odio nei confronti del "sistema" si trasformò in nazionalismo, sfogo naturale per coloro che così potevano dare una spiegazione al disastro che stavano attraversando. (pp. 121-122) *{{NDR|Sul [[disastro di Černobyl']]}} Il popolo sovietico per generazioni ha sgobbato disperatamente, vivendo la sua misera vita escluso dal resto del mondo, mentre il Comitato centrale destinava quote enormi del bilancio alle spese militari. La retorica comunista spiegava ai cittadini che dovevano stringere i denti, lavorare sodo e resistere nelle difficoltà perché avevamo bisogno di costruire sistemi sofisticati per difenderci dai missili statunitensi ed evitare l'apocalisse nucleare sul nostro territorio, ma alla fine l'apocalisse l'ha causata un gruppo di imbecilli altolocati. (p. 124) *Eltzin era arrivato al potere sull'onda dell'euforia che accompagnava il crollo dell'URSS, e i cittadini si attendevano da lui il benessere e la miracolosa trasformazione della società in qualcosa di simile al modello occidentale. Ma il brusco crollo dell'economia aveva spazzato via quella classe media sovietica che nonostante tutto conduceva una vita relativamente agiata, e trasformato la maggior parte dei cittadini in miserabili, esposti alle minacce del nuovo mondo, privi delle sicurezze sociali alle quali l'URSS li aveva abituati, indifesi di fronte alle speculazioni delle nuove élite politiche ed economiche che razziavano il paese. Il contrasto tra la miseria delle masse e l'osceno arricchimento degli oligarchi che si comportavano come feudatari medievali, abbassò drasticamente la popolarità del presidente Eltzin, dei suoi programmi politici e del suo concetto di democrazia. Il popolo voleva un cambiamento, e in varie parti del paese pericolose tendenze estremiste mandavano segnali preoccupanti. (pp. 134-135) *{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} A differenza della [[prima guerra cecena]] di pochi anni precedente, poco popolare e spesso duramente criticata dai russi, il secondo conflitto godette di un grande consenso. La lotta contro il terrorismo fu, lo si può dire con certezza, il primo progetto a livello nazionale a dare a Putin un'incredibile popolarità, trasformandolo in un idolo di fronte alla schiacciante maggioranza degli elettori. (p. 141) *Putin non era un grande riformatore, non lo è mai stato. Sfruttò con abilità quel che nel paese era già stato fatto prima di lui, creando però una nuova (e, dal punto di vista politico, curiosa e contraddittoria) simbiosi tra il capitalismo, l'economia liberale d'ispirazione occidentale, e l'impronta autoritaria dello "stato forte". I mali del paese, dunque, migrarono semplicemente nel nuovo secolo: in primis l'oligarchia con le sue ovvie conseguenze quali la corruzione, il cinismo delle élite finanziarie che distruggevano la morale (e il morale del popolo), l'assenza di libertà primarie come quella di parola, schiacciata sotto il peso dei mass media soggiogati alle regole del mercato. Certo, non si può incolpare Putin per non aver cambiato il sistema: sarebbe come pretendere che una persona cambi lo sgabello sul quale sta in piedi, con le mani legate e la corda al collo. Putin, per quanto autoritario e forte possa apparire, è pur sempre legato a un certo tipo di economia che non potrà mai rivoluzionare, perché ciò metterebbe in difficoltà lui e il potere che rappresenta. (p. 161) *Un'altra grave mancanza è che Putin non ha mai davvero provato a risolvere il problema della [[Corruzione in Russia|corruzione]]. Durante il primo periodo della sua presidenza era ovvio che le priorità fossero diverse: bisognava sconfiggere il terrorismo in Cecenia, impostare il lavoro del governo per realizzare i programmi di politica interna ed estera, affrontare i problemi ereditati dal precedente governo, che in meno di dieci anni aveva sepolto il paese. Però, con il passare degli anni, mentre i problemi interni venivano risolti e sembrava che nulla più impedisse al presidente di iniziare un programma di lotta contro i politici e gli amministratori corrotti, Putin aveva sempre qualcosa di più importante da fare. Forse le ragioni di questa "distrazione" sono nascoste nel suo passato, o forse il presidente teme di svegliare un vespaio pericoloso persino per lui. (p. 164) *La corruzione, indubbiamente, sarà tra i fattori principali con cui gli storici futuri descriveranno il periodo del "[[putinismo]]". I nostri discendenti ci ricorderanno come una società soggiogata da una lobby di oligarchi e governata da politici in simbiosi con la finanza corrotta. La cosa più preoccupante è che ormai tutto ciò viene percepito come normale. (p. 166) *La [[prima guerra cecena]] fu una dura prova, e la dimostrazione che la macchina bellica del grande paese non era in grado di risolvere nemmeno una situazione locale. Una struttura ingombrante, mal organizzata, con enormi problemi logistici e corrotta fino al midollo: così si presentava l'esercito russo in quei primi anni Novanta. (p. 168) *La [[Chiesa ortodossa russa]] ha una lunga storia di rapporti con lo stato repressivo sovietico, tanto che i rappresentanti di altre Chiese ortodosse la considerano una deviazione infamante. (p. 172) *Il patriarca [[Cirillo I|Kirill]], persona di grande cultura, con la spiritualità cristiana ha poco a che fare, tant'è vero che nel giro di pochi anni dalla nomina cominciò a comportarsi pubblicamente come uno degli oligarchi della cerchia del presidente, spesso mostrando con piacere ai giornalisti i suoi lussuosi orologi e lasciandosi fotografare mentre scorrazza in mare sulla sua barca di lusso. Comunque, i rapporti tra lui e Putin negli ultimi anni sono peggiorati, in parte perché appunto Kirill non si comporta come un "papa russo" e in parte perché i suoi appetiti sono aumentati eccessivamente, e le sue continue richieste di ogni genere al governo hanno talmente infastidito i "piani alti" che persino uno dei più fidati uomini di Putin, Dmitrij Medvedev, quando era ancora premier, proibì ai propri collaboratori di rispondere alle sue telefonate. (p. 173) *L'unica cosa importante che le élite al governo in Russia sembrano non capire è che non si può proporre per due decenni lo stesso identico programma solo perché questo, vent'anni fa, era popolare. Sembra che il tempo non scorra, all'interno delle prestigiose mura del Cremlino: le persone che lavorano in quel luogo sembrano non cambiare, non evolvere, non accorgersi che il paese che governano (così come il resto del mondo) è mutato radicalmente. Le masse sono stanche dei rendiconti in stile nordcoreano che arrivano dalle faraoniche riunioni del partito Russia Unita, non ne possono più dei notiziari impostati sulla linea editoriale "lui, sempre lui". La gente non riesce a capire perché di nuovo, come durante gli anni dell'URSS, si debba vivere sotto la costante pressione ideologica che insegna che il resto del mondo è nemico, che tutti ci odiano perché siamo il paese più ricco e più bello al mondo – stranamente, però, pur esportando gas a migliaia di chilometri di distanza, abbiamo ancora il settanta per cento delle case e delle infrastrutture in Siberia (patria di quel gas) che si scaldano con la legna. (p. 179) *Amata da tutto il paese, negli ultimi anni [[Valentina Tereškova|Tereshkova]] si è avvicinata al partito di Putin, Russia Unita, con il quale è stata eletta a deputato. In realtà, la sua attività è pari a zero: è solo una delle figure storiche dell'URSS "acquistate" dal potere per essere impiegate nella propaganda. Prima del suo discorso alla Duma, l'unica volta in cui l'ex cosmonauta si era esposta pubblicamente fu all'inaugurazione di un ponte nei pressi della città di Yaroslavl', peraltro crollato miseramente dopo pochi mesi. (p. 183) *Il fatto è che, a differenza degli oppositori del passato, come [[Boris Nemcov|Boris Nemtzov]], che aveva tutte le doti del politico, [[Aleksej Naval'nyj|Aleksey Navalny]] è invece un uomo lontano dalla politica seriamente strutturata e non è in grado di rappresentare un modello alternativo al governo in carica. È senz'altro un bravo comunicatore, che abilmente sfrutta la rete e denuncia coraggiosamente alcuni scandalosi casi di corruzione all'interno dell'apparato governativo. A volte riesce a stuzzicare qualche pezzo grosso, suscitandone l'ira, ma il suo lessico politico è costruito in gran parte su concetti fondamentalmente populisti, riduttivi dal punto di vista intellettuale, limitati soprattutto per quello che riguarda le implicazioni relative agli aspetti amministrativi. La sua visione è poi totalmente carente di linee guida nella politica estera, nemmeno un accenno. E la politica estera, per un paese come la Russia, specialmente nell'attuale situazione geopolitica, è di importanza vitale, per non dire assoluta. (p. 195) ===Explicit=== ''Siamo entrati nel nuovo secolo ancora troppo giovani, ma già con un enorme bagaglio di esperienze alle spalle. L'inizio della presidenza di Vladimir Putin per molti di noi ha coinciso con il momento in cui dovevamo decidere cosa fare della nostra vita. La sua figura e la sua retorica politica per molti di noi rappresentavano l'unico reale modello di comportamento politico, l'unica speranza per un futuro migliore. Negli anni abbiamo imparato a rispettarlo, abbiamo cercato di capirlo e soprattutto abbiamo creduto ciecamente nella sua visione del futuro, nella sua voglia di migliorare la vita della nostra patria.<br />Però. Però sono passati vent'anni, oggi siamo quarantenni, abbiamo famiglie, viviamo le nostre quotidianità spesso banali, a volte complicate, e la linea politica di Putin rimane sempre la stessa, immutabile, disperatamente stagnante mentre il mondo attorno cambia drasticamente, ogni giorno sempre di più.<br />E a volte, quando guardo i notiziari della tv russa, mentre la conduttrice con voce angelica racconta dell'ennesimo missile nucleare che abbiamo costruito, ancora una volta più potente e più distruttivo di quelli degli altri paesi, ennesima dimostrazione della nostra supremazia, i miei occhi leggono il testo del messaggio che scorre nella striscia in basso sullo schermo: dice che un bambino in qualche regione sperduta della nostra grande patria sta morendo di una terribile malattia che la nostra medicina non è in grado di affrontare, quindi viene richiesto un aiuto, un sms, per portare quel bambino negli Stati Uniti, oppure in Germania, dove potrà essere curato. E allora sento qualcosa rompersi dentro di me, come se in quel momento, e ogni volta, prendessi coscienza di appartenere a una generazione di persone usate, derise e tradite dai rappresentanti del potere che governa la loro patria.'' ==Citazioni su Nicolai Lilin== *Abbiamo pensato a lungo se denunciarlo o meno. Ma in realtà la cosa che più mi ha fatto impressione di quella storia è che nessun politico ha mostrato solidarietà nei nostri confronti, né in pubblico né in privato. Come se perfino in quel momento ci volesse chissà quale forza o coraggio. L'episodio ci ha spinto anche a interrogarci sul nostro lavoro, perché non capisci bene. Ma quando stai così sulle balle, credo voglia dire che hai fatto quello che andava fatto. ([[Luca Bizzarri]]) *Cosa hanno in comune [[Cecilia Parodi|Parodi]] e Lilin? Hanno scritto libri [...], hanno dimestichezza e conoscenza del peso delle parole, hanno usato espressioni con gratuita cattiveria e irreparabile serietà.<br />A prima vista, Parodi e Lilin sono aggressivi e turpiloquenti ma non sembrano appartenere alla schiera degli squadristi da tastiera, dei persecutori anonimi [...]. Gli insulti rappresentano un fenomeno deplorevole e maleodorante, ma sono convinto che i peggiori siano proprio quelli di coloro che si credono «scrittori»: intrisi di odio nutrito dalla loro immaginazione e dal loro ego, vengono scelti con insospettabile volgarità e pronunciati con cognizione di causa. ([[Aldo Grasso]]) *Di errori Nicolai Lilin ne ha collezionato parecchi. Nel 2014 aveva pubblicato un lungo articolo che partiva dalla fotografia di una bandiera ucraina con a fianco una bandiera nazista. In breve tempo si scoprì che quell'immagine era un frame di un film. Sempre nel 2014 lo scrittore era convinto di avere trovato una confessione eccezionale: un pilota ucraino avrebbe dichiarato di avere sparato sul Boeing della Malaysia Airlines abbattuto sull'Ucraina. Solo che la fonte di Lilin era un articolo di un giornale satirico. Nelle ultime settimane Lilin ha scritto molto anche sulla vedova dell'oppositore di Putin, Navalny, lasciando intendere una vedovanza "allegra" sulla linea della propaganda di Putin. ([[Giulio Cavalli]]) *Gli scrittori russi contemporanei sono periferici rispetto all'interesse del lettore occidentale. A dire il vero, è la Russia a essere percepita come una noiosa periferia, anche se molto estesa. Emblematico è il fenomeno dello scrittore Nikolaj Lilin, le cui opere sono accolte trionfalmente in Occidente. Ma la Cecenia e le galere siberiane che racconta mi ricordano le avventure del [[barone di Münchhausen]], capace di mirabolanti frottole: ma tutti, o quasi tutti, gli credono. [...] Ma siamo impazziti? La Russia sarà pure un Paese selvaggio, ma da noi è impossibile immaginare il romanzo di uno scrittore contemporaneo tedesco che racconti di come, nei boschi presso Berlino, si nasconda un reparto di ex SS, che insieme ai figli e ai nipoti, sulle note di Wagner e battendo il tamburo, rapinano i treni in transito. Ed è altrettanto impossibile immaginare che i lettori russi ci caschino e gli editori scrivano in copertina: «Ecco i figli del lupo della steppa, è più forte del Faust di Goethe». Oppure proviamo a immaginare che in Russia arrivi uno scrittore francese di 22 anni e cominci a raccontare di essere stato tiratore scelto in Algeria o guastatore in Iraq, dove è riuscito a catturare uno dei figli di Saddam, e adesso scrive un libro in cui i commandos francesi mangiano rane e compiono prodezze straordinarie. E che gli pubblichino le sue storie dicendo «Finalmente un autore degno di Dumas e di Saint-Exupéry». ([[Zachar Prilepin]]) *Il mio obiettivo non era smascherare un abile personaggio che ha capito molto rapidamente cosa chiedeva il pubblico, ma parlare di noi. Del nostro establishment culturale e mediatico, della superficialità e dell'ignoranza, che rendono anche l'intelligenzia facile preda di fake news (termine all'epoca ancora sconosciuto). ([[Anna Zafesova]]) *Le parole di Nicolai Lilin in cui nella pratica si trova a minacciare di nostri i nostri giornalisti, tra l'altro con modi e toni mafiosi, sono a dir poco vergognose. [...] Ma vergognoso è anche il fatto che questo personaggio sia stato invitato per anni in importanti salotti televisivi a parlare della guerra russa in Ucraina, e che abbia avuto così tanto spazio per inquinare il dibattito pubblico nel nostro Paese. ([[Federica Onori]]) *Lilin [...] non è solo uno scrittore. Nicolai Lilin, infatti, è candidato alle Europee 2024 nella lista Pace Terra Dignità di Michele Santoro. Forse questo è il danno più grave: prestare il fianco con falsità a chi da tempo si sforza di tratteggiare come macchiettistici coloro che credono nella pace come obiettivo politico. Così Lilin alla fine riesce a essere il migliore alleato di coloro che Santoro vorrebbe (politicamente) combattere. ([[Giulio Cavalli]]) ===[[Paolo Bianchi]]=== *Come dire: la mafia è una schifezza, ma se è siberiana e te la racconta un muscoloso e scaltro giovanotto tatuato, è un po' meno schifezza.<br />E poi dicono che il crimine non paga. *«Io non parlo più in russo con nessuno, a parte mia madre e i miei amici intimi», dichiara Lilin, come a voler prendere le distanze da una parte delle sue radici. «Noi combattevamo contro il comunismo e i suoi residui, e contro una polizia corrotta, in uno stato marcio e corrotto». Quel «noi» si riferisce alla sua comunità, dominata da leggi tutte proprie, ancestrali degni di uno studio etnologico, se non altro perché di studi etnico-geografici sulla Transnistria non ce ne sono. *Se dobbiamo credere a Nicolai, abbiamo di fronte, in lui, un pluriomicida e una belva assetata di sangue, però, per virtù antropologica e per provenienza etnica, «onesta» e perciò buona e degna di vendere molte copie del suo libro. *Se ho dato dello "sbudellatore" a Lilin è solo perché, avendo letto il suo libro, venduto come autobiografico, ci ho trovato delle scene in cui lui accoltella con violenza i suoi avversari. Se non è vero, allora il libro non è autobiografico. Tertium non datur. [...] dovrebbe forse comportarsi in modo meno strafottente. In una democrazia, alla quale lui evidentemente non è abituato, si accetta civilmente il contraddittorio. *Se Nico avesse commesso tutto quello che racconta, sarebbe un soggetto ad alta pericolosità sociale, invece oggi è un cittadino italiano, vive a Cuneo ed esercita l'inquietante professione di tatuatore. Ma guai a dubitare della sua parola. *Venendo al dunque, cioè alle critiche che gli abbiamo sommessamente rivolto, il tatuatore siberiano (che però è cresciuto a tremila chilometri dalla Siberia) si è reso conto che la sua credibilità di delinquente rischiava d'indebolirsi e ha assunto quello che nelle intenzioni forse voleva essere un atteggiamento da criminale incallito, ma che è sembrato più lo scatto di nervi di un teppistello colto sul fatto. ===[[Sandrone Dazieri]]=== {{cronologico}} *Nicolai Lilin è scappato dall'Italia perché, dice lui, accusato di essere una spia di Putin. Considerando le balle che ha raccontato da quando è arrivato in Italia, probabilmente non è vero niente, a parte la fuga. Se sei una spia, non ti ritirano il passaporto, ti portano via. Ma chissà. *Lilin lo conobbi anni fa dopo la pubblicazione di ''Educazione Siberiana'', mi raccontò di essere amico di [[Licio Gelli]] e di andare in giro armato perché aveva tanti nemici. Il libro era molto interessante, ma conteneva una serie di balle evidenti sia sulla storia della Russia, sia sulla sua vita. Metà della mia famiglia è russa e quindi ho fonti dirette, ma ero stupefatto che tutti gli credessero. Poco dopo scrisse un pezzo per l'Espresso, dove spiegava di essere un ex cecchino e di aver ricevuto offerte da gruppi mercenari di alto livello per andare a combattere da qualche parte. Era talmente una vaccata che mi aspettavo gli tirassero le uova. No. Il mondo della cultura cominciò ad acclamarlo con un eroe, un pensatore, un filosofo. Guardate con chi faceva dibattiti, chi lo presentava, chi lo incensava. Era come vivere in un mondo parallelo dove, soprattutto, chi lo amava di più era la sinistra. Partecipava a dibattiti sulla democrazia, sulla guerra, sul mondo intero, faceva mostre di tatuaggi "siberiani" con le sponsorizzazioni istituzionali. Ogni volta che parlavo di lui venivo accusato di spargere merda su "uno più famoso di te" oppure di essermi fatto abbindolare da amici e parenti russi, che evidentemente ce l'avevano con uno che diceva la verità sul regime putiniano. *Con il tempo i suoi libri cominciarono a vendere meno e divenne un propagandista delle peggior balle pro Putin. Pensavo che qualcuno che gli aveva dato lustro e visibilità avrebbe fatto autocritica. Invece no. Persone di sinistra che conoscevo molto bene decisero di candidarsi con lui perché "pacifista" e ancora una volta mi sembrò assurdo. Come una puntata di ''Black Mirror''. Ma come era possibile che si alleassero con uno che pubblicava fotomontaggi con il presidente ucraino che tirava cocaina, in cui scriveva che la moglie di Navalny si divertiva con gli amanti mentre lui moriva? Che insultava gli omosessuali nascosti nell'esercito ucraino? Non lo so, non riesco a capirlo nemmeno ora. Va bè, la storia non è finita, visto che sono di oggi le sue velate minacce al polonio per i giornalisti che parlano male dello Zar. Spero solo che, adesso che è latitante, non se ne faccia un martire del libero pensiero. E spero anche chi lo incensava adesso non lo insulti. Eh no, certe cose vanno fatte quando è difficile, non quando conviene. Ma siamo in Italia. Chi la spara più grossa vince sempre. ===[[Aleksandr Garros]]=== *Giovane, con la testa rasata da skinhead e la barba elegante da festaiolo di Montparnasse, con occhi acuti e vispi, abbondantemente ricoperto di tatuaggi (alle sue dita ci sono tatuaggi di precedenti penali assortiti che basterebbero per tutti gli scagnozzi del [[Aslan Usojan|Nonno Hassan]]), sul suo collo c'è un libro aperto sullo sfondo di una croce con lo slogan "Non aver paura, non chiedere, non credere". [...] E poi una svolta sconcertante nella giungla delle teorie del complotto, nel cuore del dietro le quinte del mondo: a [[Licio Gelli]], il leggendario capo della loggia massonica P-2, di cui è presumibilmente amico, al Gruppo Bilderberg, in cui c'è tutto il male del mondo e allo stesso tempo tutti i suoi colpi di scena irreali in ogni senso della biografia. *Innanzitutto so tutto quello che gli è successo, o meglio, quello che non gli è successo. Perché bisogna essere un vero somaro siberiano per non riconoscere subito questo tipo: Chlestakov,<ref name=chlestakov/> Chlestakov-upgrade. *Intercetta qualsiasi gruppo di celebrità come un missile terra-aria che segue una traccia termica. È pervasivo ed efficace, come un Terminator liquido. [...] Non capisco molto degli ultimi modelli di Chlestakov,<ref name=chlestakov>In riferimento al protagonista de ''[[Nikolaj Vasil'evič Gogol'#L'ispettore generale|L'ispettore generale]]'' di [[Nikolaj Vasil'evič Gogol']].</ref> ma lo so: dicono sempre ciò di cui il pubblico ha bisogno. Sono camaleonti ideali: non assumono il colore del loro ambiente, ma la forma delle paure e dei sogni segreti... *La biografia di Lilin contiene il quadruplo degli eventi che dovrebbe contenere. Da bambino toglieva i giubbotti antiproiettile ai moldavi uccisi in Transnistria. Si è offerto volontario per partecipare alla seconda guerra cecena. Andò in carcere per la prima volta a tredici anni. Viene dalla Siberia, e tutti i suoi antenati maschi erano ragazzacci, al confronto dei quali Al Capone era un boy scout, e la Camorra e Cosa Nostra dovrebbero, dice lui, succhiarglielo senza chinarsi. *Mi piacerebbe leggere il suo libro di racconti autobiografici, ma è un peccato che esista solo in italiano. È un personaggio meraviglioso e familiare. Lui, ovviamente, è Chlestakov,<ref name=chlestakov/> Chlestakov-upgrade, un figlio della nuova Russia - con i suoi tempi duri, con la sua guerra e il suo carcere, con il suo amico Licio Gelli e con le minacce degli islamisti, a causa delle quali, si scopre, non gira per l'Italia disarmato. *Un'affascinante menzogna che risale al [[Falso Dmitrij]] e ai figli del [[Pëtr Petrovič Šmidt|tenente Schmidt]], che erano disponibili a raccontare agli editori e ai critici europei sulla Russia tutto ciò che era piccante, scioccante e terribilmente eccitante, tutto ciò che segretamente desideravano, ma che non osavano sperare. ===[[Antti Rautiainen]]=== *È facile intuire perché Nicolai abbia deciso di scrivere sulla cultura criminale underground russa. Lavorando come tatuatore, è impossibile non imbattersi nell'epica reputazione che la cultura carceraria russa e i tatuaggi ad essa essenzialmente correlati hanno acquisito nel mondo dei tatuaggi, ad esempio grazie al documentario cult ''The Mark of Cain''. *I libri di Lilin non sono stati tradotti in russo, e gli abitanti dell'ex Unione Sovietica ne traggono per lo più una bella risata. Ma i russi stessi vengono nutriti quotidianamente con la stessa assurda zuppa sulla cultura carceraria, e su tutto ciò che costituisce il mito della russità in Occidente, e ne ingoiano gran parte da soli. *Lo stesso Lilin-Veržbitskij non è nemmeno una persona molto interessante: le fiabe sono state presentate come biografie molto prima che venissero scritte delle vere e proprie biografie, quindi non c'è motivo di arrabbiarsi ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Nicolai Lilin, ''Caduta libera'', Einaudi, 2010. ISBN 978-88-06-20788-5 *Nicolai Lilin, ''Educazione siberiana'', Einaudi, 2009. ISBN 978-88-06-20256-9 *Nicolai Lilin, ''Putin – L'ultimo zar. {{small|Da San Pietroburgo all'Ucraina}}'', Piemme, 2022. ISBN 978-88-5544-733-1 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lilin, Nicolai}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 24qaulhqfft4xzahq6i7xlz2s7e55vp Giuseppe Valditara 0 199385 1412898 1352609 2026-05-08T07:51:55Z SirPsych0 33615 +1 1412898 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Valditara (cropped).jpg|thumb|Giuseppe Valditara nel 2022]] '''Giuseppe Valditara''' (1961 – vivente), politico e giurista italiano. ==Citazioni di Giuseppe Valditara== {{Cronologico}} *{{NDR|Su un episodio di bullismo a scuola}} Non se ne lavano le mani, ma chiedono anche il coinvolgimento di quello che è essenziale nella repressione delle devianze, il controllo sociale, la stigmatizzazione pubblica. Questo ragazzo ha compiuto un atto assolutamente da condannare, questo ragazzo ha sbagliato e nessuno, nessuno, è legittimato a dire “no, ma questo ragazzo, in fondo, magari poteva avere le sue motivazioni”. Questo ragazzo ha sbagliato, quel preside è stato un grande educatore.<ref name="Umiliazione"/> *{{NDR|Su un episodio di bullismo a scuola}} Ma se ci si limita a sospendere per un anno, il rischio è che quel ragazzo vada poi a fare fuori dalla scuola altri atti di teppismo, o magari addirittura si dia allo spaccio o magari si dia alla microcriminalità. Quel ragazzo deve essere seguito, quel ragazzo deve imparare che cosa significa la [[responsabilità]], il senso del dovere. Noi dobbiamo ripristinare non soltanto la [[scuola]] dei diritti, ma anche la scuola dei [[Dovere|doveri]]. Quel ragazzo deve fare i lavori socialmente utili, perché soltanto lavorando per la collettività, per la comunità scolastica, umiliandosi anche, evviva l’[[Umiliazione|umiliazione]] che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità. Di fronte ai suoi compagni è lui, lì, che si prende la responsabilità dei propri atti e fa lavori per la collettività. Da lì nasce il riscatto. Da lì nasce la maturazione. Da lì nasce la responsabilizzazione.<ref name="Umiliazione">Dall'intervento all'evento "Italia, direzione nord", Milano, 21 novembre 2022; citato in ''[https://www.ilpost.it/2022/11/24/giuseppe-valditara-umiliazione-crescita/ Per Giuseppe Valditara l'umiliazione è un fattore fondamentale della crescita]'', ''ilpost.it'', 24 novembre 2022.</ref> *Il [[merito]] è un valore fondante della nostra [[Costituzione della Repubblica Italiana|Carta costituzionale]]; esso, infatti, è connaturato all'esigenza primaria di assicurare l'[[Uguaglianza|eguaglianza]] sostanziale dei cittadini ed è chiaramente affermato dall'articolo 34 della nostra Costituzione, con particolare riferimento all'[[istruzione]].<ref name="Camera23Nov2022">Dall'intervento alla [[Camera dei Deputati]], ''[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0013/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 13]'', 23 novembre 2022.</ref> *[...] è indispensabile tornare a sottolineare l'autorevolezza della figura del [[Insegnante|docente]], che deve essere consapevole dell'alta dignità della sua professione, riconoscendo anche economicamente il suo impegno e le sue competenze.<ref name="Camera23Nov2022"/> *[...] difendere le frontiere e ricordare il proprio passato o l'identità di un popolo non ha veramente nulla a che vedere con il fascismo o, peggio, con il nazismo.<ref>Dall'intervista a ''Mattino 5'', Canale 5, 23 febbraio 2023; citato in ''[https://www.ilpost.it/2023/02/23/valditara-critiche-lettera-preside-firenze-fascismo/ Al ministro Valditara non è piaciuta quella lettera della preside di un liceo di Firenze]'', ''ilpost.it'', 23 febbraio 2023.</ref> *Si va a narrare e a spiegare tutte le specie di dinosauri. Addirittura c'era un animale vissuto 40 milioni di anni fa e questi bambini devono studiare e imparare questo animale vissuto in Messico ed estinto da milioni di anni, non mi ricordo come si chiamasse, un felino. Tutto questo, ma a che serve?<ref>Da un'intervento alla ventiduesima edizione della rassegna "Futuro Direzione Nord" all'Auditorium di Assolombarda a Milano; citato in Monica Coviello, ''[https://www.vanityfair.it/article/giuseppe-valditara-dinosauri-estinti-a-che-serve-studiarli Giuseppe Valditara: «I dinosauri si sono estinti: a che serve studiarli?»]'', ''Vanityfair.it'', 9 maggio 2024.</ref> *{{NDR|[[Gaffe famose|gaffe]]}} All'epoca avevo 18 anni e ricordo quella foto drammatica del presidente Sergio Mattarella che prendeva in braccio il fratello assassinato dalle Brigate Rosse e lo tirava fuori dalla macchina.<ref>Dall'inaugurazione di una scuola intitolata a Piersanti Mattarella in Irpinia; citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/07/valditara-mattarella-piersanti-brigate-rosse-mafia-news/8378880/ Lo strafalcione del ministro dell'Istruzione Valditara: "Piersanti Mattarella ucciso dalle Brigate Rosse"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 7 maggio 2026.</ref> ==Citazioni su Giuseppe Valditara== *Il Ministro Valditara è venuto in Commissione e ha annunciato di aver costruito un gruppo di lavoro sul rispetto, iniziativa che ho trovato un po' singolare. Forse finalmente si è capito a quale rispetto facesse riferimento: probabilmente era il rispetto delle gerarchie sociali esistenti, e noi questo rispetto non lo vogliamo coltivare. ([[Elisabetta Piccolotti]]) *Le riconosciamo il merito, Ministro Valditara: in poche settimane, ha ottenuto quello che altri, in anni e anni di battaglie, non sono mai riusciti a portare a casa. ([[Rossano Sasso]]) *Nella scuola si formano le coscienze e si tratta di una funzione fondamentale per la qualità della convivenza civile, che va espletata in maniera laica, scientifica e inclusiva, e non alla stregua di uno strumento di propaganda a cui il Ministro Valditara, dopo le disarmanti dichiarazioni che abbiamo ascoltato ieri, sembra volerla piegare. ([[Antonella Forattini]]) *Vanno approvati con urgenza i decreti attuativi della legge sui numeri e le statistiche della violenza; in questo modo eviteremmo brutte figure al Ministro Valditara, che, alla presentazione di ieri della Fondazione Giulia Cecchettin, ha evocato l’immigrazione illegale come una delle cause legate all’incremento dei fenomeni di [[violenza sessuale]]. La violenza contro le donne - è noto a chiunque se ne occupi veramente- è esercitata da uomini prevalentemente italiani, ma non solo, di ogni origine geografica, posizione sociale, livello di studio e avviene, in particolare, all’interno delle mura domestiche, non per strada ad opera di sconosciuti, e si chiama violenza domestica. ([[Antonella Forattini]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Valditara, Giuseppe}} [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] 5pgtepypyjx7hm4phhq9gpltkgpeovm 1412899 1412898 2026-05-08T07:52:07Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Giuseppe Valditara */ 1412899 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Valditara (cropped).jpg|thumb|Giuseppe Valditara nel 2022]] '''Giuseppe Valditara''' (1961 – vivente), politico e giurista italiano. ==Citazioni di Giuseppe Valditara== {{Cronologico}} *{{NDR|Su un episodio di bullismo a scuola}} Non se ne lavano le mani, ma chiedono anche il coinvolgimento di quello che è essenziale nella repressione delle devianze, il controllo sociale, la stigmatizzazione pubblica. Questo ragazzo ha compiuto un atto assolutamente da condannare, questo ragazzo ha sbagliato e nessuno, nessuno, è legittimato a dire “no, ma questo ragazzo, in fondo, magari poteva avere le sue motivazioni”. Questo ragazzo ha sbagliato, quel preside è stato un grande educatore.<ref name="Umiliazione"/> *{{NDR|Su un episodio di bullismo a scuola}} Ma se ci si limita a sospendere per un anno, il rischio è che quel ragazzo vada poi a fare fuori dalla scuola altri atti di teppismo, o magari addirittura si dia allo spaccio o magari si dia alla microcriminalità. Quel ragazzo deve essere seguito, quel ragazzo deve imparare che cosa significa la [[responsabilità]], il senso del dovere. Noi dobbiamo ripristinare non soltanto la [[scuola]] dei diritti, ma anche la scuola dei [[Dovere|doveri]]. Quel ragazzo deve fare i lavori socialmente utili, perché soltanto lavorando per la collettività, per la comunità scolastica, umiliandosi anche, evviva l’[[Umiliazione|umiliazione]] che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità. Di fronte ai suoi compagni è lui, lì, che si prende la responsabilità dei propri atti e fa lavori per la collettività. Da lì nasce il riscatto. Da lì nasce la maturazione. Da lì nasce la responsabilizzazione.<ref name="Umiliazione">Dall'intervento all'evento "Italia, direzione nord", Milano, 21 novembre 2022; citato in ''[https://www.ilpost.it/2022/11/24/giuseppe-valditara-umiliazione-crescita/ Per Giuseppe Valditara l'umiliazione è un fattore fondamentale della crescita]'', ''ilpost.it'', 24 novembre 2022.</ref> *Il [[merito]] è un valore fondante della nostra [[Costituzione della Repubblica Italiana|Carta costituzionale]]; esso, infatti, è connaturato all'esigenza primaria di assicurare l'[[Uguaglianza|eguaglianza]] sostanziale dei cittadini ed è chiaramente affermato dall'articolo 34 della nostra Costituzione, con particolare riferimento all'[[istruzione]].<ref name="Camera23Nov2022">Dall'intervento alla [[Camera dei Deputati]], ''[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0013/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 13]'', 23 novembre 2022.</ref> *[...] è indispensabile tornare a sottolineare l'autorevolezza della figura del [[Insegnante|docente]], che deve essere consapevole dell'alta dignità della sua professione, riconoscendo anche economicamente il suo impegno e le sue competenze.<ref name="Camera23Nov2022"/> *[...] difendere le frontiere e ricordare il proprio passato o l'identità di un popolo non ha veramente nulla a che vedere con il fascismo o, peggio, con il nazismo.<ref>Dall'intervista a ''Mattino 5'', Canale 5, 23 febbraio 2023; citato in ''[https://www.ilpost.it/2023/02/23/valditara-critiche-lettera-preside-firenze-fascismo/ Al ministro Valditara non è piaciuta quella lettera della preside di un liceo di Firenze]'', ''ilpost.it'', 23 febbraio 2023.</ref> *Si va a narrare e a spiegare tutte le specie di dinosauri. Addirittura c'era un animale vissuto 40 milioni di anni fa e questi bambini devono studiare e imparare questo animale vissuto in Messico ed estinto da milioni di anni, non mi ricordo come si chiamasse, un felino. Tutto questo, ma a che serve?<ref>Da un'intervento alla ventiduesima edizione della rassegna "Futuro Direzione Nord" all'Auditorium di Assolombarda a Milano; citato in Monica Coviello, ''[https://www.vanityfair.it/article/giuseppe-valditara-dinosauri-estinti-a-che-serve-studiarli Giuseppe Valditara: «I dinosauri si sono estinti: a che serve studiarli?»]'', ''Vanityfair.it'', 9 maggio 2024.</ref> *{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} All'epoca avevo 18 anni e ricordo quella foto drammatica del presidente Sergio Mattarella che prendeva in braccio il fratello assassinato dalle Brigate Rosse e lo tirava fuori dalla macchina.<ref>Dall'inaugurazione di una scuola intitolata a Piersanti Mattarella in Irpinia; citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/07/valditara-mattarella-piersanti-brigate-rosse-mafia-news/8378880/ Lo strafalcione del ministro dell'Istruzione Valditara: "Piersanti Mattarella ucciso dalle Brigate Rosse"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 7 maggio 2026.</ref> ==Citazioni su Giuseppe Valditara== *Il Ministro Valditara è venuto in Commissione e ha annunciato di aver costruito un gruppo di lavoro sul rispetto, iniziativa che ho trovato un po' singolare. Forse finalmente si è capito a quale rispetto facesse riferimento: probabilmente era il rispetto delle gerarchie sociali esistenti, e noi questo rispetto non lo vogliamo coltivare. ([[Elisabetta Piccolotti]]) *Le riconosciamo il merito, Ministro Valditara: in poche settimane, ha ottenuto quello che altri, in anni e anni di battaglie, non sono mai riusciti a portare a casa. ([[Rossano Sasso]]) *Nella scuola si formano le coscienze e si tratta di una funzione fondamentale per la qualità della convivenza civile, che va espletata in maniera laica, scientifica e inclusiva, e non alla stregua di uno strumento di propaganda a cui il Ministro Valditara, dopo le disarmanti dichiarazioni che abbiamo ascoltato ieri, sembra volerla piegare. ([[Antonella Forattini]]) *Vanno approvati con urgenza i decreti attuativi della legge sui numeri e le statistiche della violenza; in questo modo eviteremmo brutte figure al Ministro Valditara, che, alla presentazione di ieri della Fondazione Giulia Cecchettin, ha evocato l’immigrazione illegale come una delle cause legate all’incremento dei fenomeni di [[violenza sessuale]]. La violenza contro le donne - è noto a chiunque se ne occupi veramente- è esercitata da uomini prevalentemente italiani, ma non solo, di ogni origine geografica, posizione sociale, livello di studio e avviene, in particolare, all’interno delle mura domestiche, non per strada ad opera di sconosciuti, e si chiama violenza domestica. ([[Antonella Forattini]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Valditara, Giuseppe}} [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] gtsbxaf2vunt8pxzjoecqoszurpf4z8 Lorenzo Savadori 0 212629 1412857 1333790 2026-05-07T16:23:41Z Danyele 19198 immagine di qualità migliore 1412857 wikitext text/x-wiki [[File:Lorenzo Savadori at the 2026 Spanish Grand Prix.jpg|thumb|Lorenzo Savadori nel 2026]] '''Lorenzo Savadori''' (1993 – vivente), pilota motociclistico italiano. ==Citazioni di Lorenzo Savadori== {{cronologico}} *[...] [[Autodromo Enzo e Dino Ferrari|Imola]] è un bellissimo tracciato, molto caratteristico e unico nel suo genere, continui saliscendi, curve dove non vedi, staccate in discesa, molto impegnativo e ostico. [...] difficile ma molto spettacolare, soprattutto per il pubblico che accorre sempre numeroso sulle tribune.<ref name="Origo">Da Valerio Origo, ''[https://www.wheelsmag.it/esclusiva-intervista-a-lorenzo-savadori/ Esclusiva intervista a Lorenzo Savadori]'', ''wheelsmag.it'', 1º maggio 2016.</ref> *{{NDR|Su [[Max Biaggi]]}} [...] aveva un modo di fare che mi è sempre piaciuto molto, soprattutto la forza nel voler crescere e andare avanti.<ref name="Origo"/> {{Int|''[https://www.redbull.com/it-it/il-cesenate-lorenzo-savadori-campione-mondo-stock Il cesenate Lorenzo Savadori campione mondo Stock]''|Intervista di Giovanni Cortinovis, ''redbull.com'', 29 marzo 2017.}} *{{NDR|«Lorenzo, quando hai iniziato?»}} Un po' di passione me l’ha trasmessa il mio babbo, perché ha corso con la moto da cross, a livello amatoriale, per 20 anni. Poi a 6 anni ho visto su una tv locale una gara di minimoto e mi sono innamorato. Per 3-4 mesi ho girato con moto a noleggio sulle piste di San Mauro Mare e Galliano Park. Ma poi sono scivolato e pur non facendomi male ho avuto paura. Così per un anno non ho più chiesto nulla ai miei genitori. Finché a 7 anni mi è tornata la voglia e non ho più smesso. *La prima gara non la ricordo, la prima vittoria invece sì: eravamo a Massa Carrara per una gara amatori e al traguardo feci burnout per festeggiare. Mio padre imprecava perché stavo consumando inutilmente le gomme. *In minimoto sono stato secondo all'Italiano e ho vinto un Europeo. Volevo passare alle moto vere e proprie ma in Italia si poteva gareggiare solo dopo aver compiuto 14 anni, così ho fatto un po' di gavetta in Spagna: avevo 11 anni e mezzo e correvo contro Marc Marquez ed Espargaro. Ricordo l'esordio a Valencia [...]: mi sembrava un'autostrada perché ero abituato ai circuiti da minimoto. *{{NDR|«Perché corri con il 32?»}} Avevo iniziato a gareggiare con il numero 3 ma ad una finale di campionato italiano minimoto il 3 era già stato assegnato. Così, visto che il mio compagno di squadra aveva il 2 ci ho aggiunto un 3 davanti ed è diventato 32. {{Int|''[https://sport.sky.it/motogp/2023/12/08/pirro-savadori-lucchi-collaudatori-motogp-intervista Lucchi, Pirro e Savadori: tre generazioni di collaudatori a confronto]''|Intervista di Paolo Beltramo, ''sport.sky.it'', 11 dicembre 2023.}} *[...] al di là di tutti gli strumenti che esistono oggi per valutare tutte le varie cose che si provano, c'è ancora il famoso feeling del pilota. Quando dici "non ho feeling", chiaramente si fanno valutazioni anche su queste sensazioni umane. [...] C'è sempre una parte fatta a computer, ma è fondamentale il riscontro in pista. *Il mio sogno e il mio obiettivo è quello di correre chiaramente, ma un team sviluppo e un team racing sono diversi. Il team che corre è sempre alla ricerca della miglior soluzione per fare performance, visto che si sviluppa tutto intorno al cronometro. Una squadra test è chiaro che deve tener presente la velocità [...] e deve comunque andare al limite; ma prima della ricerca del tempo, devi capire quale soluzione ti aiuta di più ad essere veloce tra quelle provate. *Con gli ingegneri è importante sapersi spiegare: ti devi interfacciare bene con chi magari vede dei numeri e non è mai andato in moto. Comunicare in maniera corretta in modo che ci si capisca è fondamentale. Perché sei su due ruote e la ricerca di questo famoso feeling è l'essenziale. *Nelle corse quello che comanda è il cronometro [...] ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Savadori, Lorenzo}} [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] n870aovzs3nnxe5be9sj75jjxw919da 1412858 1412857 2026-05-07T16:30:48Z Danyele 19198 /* Citazioni di Lorenzo Savadori */ recupero dead link 1412858 wikitext text/x-wiki [[File:Lorenzo Savadori at the 2026 Spanish Grand Prix.jpg|thumb|Lorenzo Savadori nel 2026]] '''Lorenzo Savadori''' (1993 – vivente), pilota motociclistico italiano. ==Citazioni di Lorenzo Savadori== {{cronologico}} *[...] [[Autodromo Enzo e Dino Ferrari|Imola]] è un bellissimo tracciato, molto caratteristico e unico nel suo genere, continui saliscendi, curve dove non vedi, staccate in discesa, molto impegnativo e ostico. [...] difficile ma molto spettacolare, soprattutto per il pubblico che accorre sempre numeroso sulle tribune.<ref name="Origo">Da Valerio Origo, ''[https://www.wheelsmag.it/esclusiva-intervista-a-lorenzo-savadori/ Esclusiva intervista a Lorenzo Savadori]'', ''wheelsmag.it'', 1º maggio 2016.</ref> *{{NDR|Su [[Max Biaggi]]}} [...] aveva un modo di fare che mi è sempre piaciuto molto, soprattutto la forza nel voler crescere e andare avanti.<ref name="Origo"/> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20240608185142/https://www.redbull.com/it-it/il-cesenate-lorenzo-savadori-campione-mondo-stock Il cesenate Lorenzo Savadori campione mondo Stock]''|Intervista di Giovanni Cortinovis, ''redbull.com'', 29 marzo 2017.}} *{{NDR|«Lorenzo, quando hai iniziato?»}} Un po' di passione me l’ha trasmessa il mio babbo, perché ha corso con la moto da cross, a livello amatoriale, per 20 anni. Poi a 6 anni ho visto su una tv locale una gara di minimoto e mi sono innamorato. Per 3-4 mesi ho girato con moto a noleggio sulle piste di San Mauro Mare e Galliano Park. Ma poi sono scivolato e pur non facendomi male ho avuto paura. Così per un anno non ho più chiesto nulla ai miei genitori. Finché a 7 anni mi è tornata la voglia e non ho più smesso. *La prima gara non la ricordo, la prima vittoria invece sì: eravamo a Massa Carrara per una gara amatori e al traguardo feci burnout per festeggiare. Mio padre imprecava perché stavo consumando inutilmente le gomme. *In minimoto sono stato secondo all'Italiano e ho vinto un Europeo. Volevo passare alle moto vere e proprie ma in Italia si poteva gareggiare solo dopo aver compiuto 14 anni, così ho fatto un po' di gavetta in Spagna: avevo 11 anni e mezzo e correvo contro Marc Marquez ed Espargaro. Ricordo l'esordio a Valencia [...]: mi sembrava un'autostrada perché ero abituato ai circuiti da minimoto. *{{NDR|«Perché corri con il 32?»}} Avevo iniziato a gareggiare con il numero 3 ma ad una finale di campionato italiano minimoto il 3 era già stato assegnato. Così, visto che il mio compagno di squadra aveva il 2 ci ho aggiunto un 3 davanti ed è diventato 32. {{Int|''[https://sport.sky.it/motogp/2023/12/08/pirro-savadori-lucchi-collaudatori-motogp-intervista Lucchi, Pirro e Savadori: tre generazioni di collaudatori a confronto]''|Intervista di Paolo Beltramo, ''sport.sky.it'', 11 dicembre 2023.}} *[...] al di là di tutti gli strumenti che esistono oggi per valutare tutte le varie cose che si provano, c'è ancora il famoso feeling del pilota. Quando dici "non ho feeling", chiaramente si fanno valutazioni anche su queste sensazioni umane. [...] C'è sempre una parte fatta a computer, ma è fondamentale il riscontro in pista. *Il mio sogno e il mio obiettivo è quello di correre chiaramente, ma un team sviluppo e un team racing sono diversi. Il team che corre è sempre alla ricerca della miglior soluzione per fare performance, visto che si sviluppa tutto intorno al cronometro. Una squadra test è chiaro che deve tener presente la velocità [...] e deve comunque andare al limite; ma prima della ricerca del tempo, devi capire quale soluzione ti aiuta di più ad essere veloce tra quelle provate. *Con gli ingegneri è importante sapersi spiegare: ti devi interfacciare bene con chi magari vede dei numeri e non è mai andato in moto. Comunicare in maniera corretta in modo che ci si capisca è fondamentale. Perché sei su due ruote e la ricerca di questo famoso feeling è l'essenziale. *Nelle corse quello che comanda è il cronometro [...] ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Savadori, Lorenzo}} [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] qgmu8ff2rv4c1n2ap5ksojmaex6obkc Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1412909 1412757 2026-05-08T08:34:50Z Spinoziano 2297 1412909 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''187''' voci create e '''47''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. Corinna Bille]] - <small>2025-11-06</small> #[[Arnold Büchli]] - <small>2025-11-12</small> #[[Virgilio Chiesa]] - <small>2025-11-21</small> #[[Georg Leonhardi]] - <small>2025-12-01</small> #[[Felice Filippini]] - <small>2025-12-10</small> #[[Hans Rudolf Schinz]] - <small>2026-01-09</small> #[[Giovanni Bianconi (poeta)]] - <small>2026-04-11</small> #[[Gustav Gräser]] - <small>2026-04-30</small> #[[Guglielmo Camponovo]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carlo Cavalli (1799-1860)]] - <small>2026-05-06</small> ====Ampliate==== #[[William Carlos Williams]] - <small>2025-05-29</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Carlos_Williams&diff=1377660&oldid=1263203 +1] #[[Antonio Caccianiga]] - <small>2025-05-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Antonio_Caccianiga&diff=prev&oldid=1377817 +1] #[[Erich Mühsam]] - <small>2025-06-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Erich_M%C3%BChsam&diff=1378318&oldid=783695 +1] #[[Enrico Filippini]] - <small>2025-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Enrico_Filippini&diff=1387265&oldid=1190828 +3] #[[Maria Savi-Lopez]] - <small>2025-06-07</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Maria_Savi-Lopez&diff=prev&oldid=1378869 +1] #[[Samuel Butler]] - <small>2025-06-10/09-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Samuel_Butler&diff=1387546&oldid=1350767 +8] #[[Giovanni Battista Angioletti]] - <small>2025-06-13/2026-03-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giovanni_Battista_Angioletti&diff=1408293&oldid=1279447 +4] #[[Patricia Highsmith]] - <small>2025-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Patricia_Highsmith&diff=prev&oldid=1380386 +4] #[[Filippo Sacchi]] - <small>2025-06-20/11-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Filippo_Sacchi&diff=1394050&oldid=1321732 +4] #[[Giosuè Carducci]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giosu%C3%A8_Carducci&diff=1380830&oldid=1378905 +1] #[[Dario Fo]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dario_Fo&diff=prev&oldid=1380859 +2] #[[Joseph Victor Widmann]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Joseph_Victor_Widmann&diff=1381194&oldid=1353343 +1] #[[Ernest Hemingway]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ernest_Hemingway&diff=prev&oldid=1381195 +1] #[[Luigi Pirandello]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luigi_Pirandello&diff=prev&oldid=1386708 +1] #[[Friedrich Glauser]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Friedrich_Glauser&diff=prev&oldid=1386711 +1] #[[Eugenio Montale]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Eugenio_Montale&diff=prev&oldid=1386712 +1] #[[Max Frisch]] - <small>2025-08-23/09-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Max_Frisch&diff=1389740&oldid=1309202 +3] #[[Piero Chiara]] - <small>2025-08-23/2026-05-08</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Piero_Chiara&diff=1412892&oldid=1343130 +12] #[[Günter Grass]] - <small>2025-10-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=G%C3%BCnter_Grass&diff=1390762&oldid=1353436 +1] #[[Paolo Buzzi]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Paolo_Buzzi&diff=1391714&oldid=1255270 +1] #[[Giuseppe Antonio Borgese]] - <small>2025-10-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giuseppe_Antonio_Borgese&diff=1392429&oldid=1372072 +1] #[[Giorgio Scerbanenco]] - <small>2025-10-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Scerbanenco&diff=1393195&oldid=1325784 +1] #[[Emilio Comba]] - <small>2025-10-31</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Emilio_Comba&diff=1393527&oldid=1092758 +2] #[[Mario Soldati]] - <small>2025-12-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Mario_Soldati&diff=prev&oldid=1396275 +1] #[[Delio Tessa]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Delio_Tessa&diff=1399964&oldid=1267375 +4] #[[David Herbert Lawrence]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=David_Herbert_Lawrence&diff=1399970&oldid=1253939 +1] #[[Alberto Arbasino]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alberto_Arbasino&diff=1399976&oldid=1383380 +1] #[[Anonimo]] - <small>2026-03-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Anonimo&diff=1408413&oldid=1343155 +1] #[[Riccardo Bacchelli]] - <small>2026-03-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Riccardo_Bacchelli&diff=1408645&oldid=1372502 +2] #[[Brenno Bertoni]] - <small>2026-04-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Brenno_Bertoni&diff=prev&oldid=1409068 +1] #[[Giorgio Bocca]] - <small>2026-04-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Bocca&diff=1410651&oldid=1405095 +16] #[[Charles de Brosses]] - <small>2026-04-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Charles_de_Brosses&diff=1411849&oldid=1294829 +8] #[[Antonia Susan Byatt]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Antonia_Susan_Byatt&diff=prev&oldid=1412099 +1] #[[Achille Giovanni Cagna]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Achille_Giovanni_Cagna&diff=prev&oldid=1412106 +14] #[[Dino Campana]] - <small>2026-05-04</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dino_Campana&diff=1412486&oldid=1404936 +1] #[[Elias Canetti]] - <small>2026-05-04</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Elias_Canetti&diff=1412496&oldid=1372282 +1] #[[Cesare Cantù]] - <small>2026-05-04</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cesare_Cant%C3%B9&diff=1412497&oldid=1403453 +2] #[[Valentino Carrera]] - <small>2026-05-04</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Valentino_Carrera&diff=1412500&oldid=1369912 +1] #[[François-René de Chateaubriand]] - <small>2026-05-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Fran%C3%A7ois-Ren%C3%A9_de_Chateaubriand&diff=1412755&oldid=1409731 +1] #[[Francesco Chiesa]] - <small>2026-05-08</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Francesco_Chiesa&diff=1412901&oldid=1395198 +2] {{ColBreak}} ===Tematiche=== ====Create==== #[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small> #[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> #[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small> #[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small> #[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small> #[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small> #[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small> #[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Canton Ticino]] - <small>2025-06-20</small> #[[Terre di Pedemonte]] - <small>2025-06-20</small> #[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small> #[[Passo del Bernina]] - 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<small>2026-04-11</small> #[[Passo di Bosco]] - <small>2026-04-14</small> #[[Bosco Gurin]] - <small>2026-04-14</small> #[[Museum Walserhaus]] - <small>2026-04-14</small> #[[Val d'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Repubblica partigiana dell'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Santa Maria Maggiore (Italia)]] - <small>2026-04-15</small> #[[Villadossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Battaglia di Gravellona Toce]] - <small>2026-04-15</small> #[[Muralto]] - <small>2026-04-17</small> #[[Melezzo Orientale]] - <small>2026-04-18</small> #[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small> #[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Piano di Magadino]] - <small>2026-04-25</small> #[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)]] - <small>2026-04-27</small> #[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Bella (Lago Maggiore)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Madre]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isole Borromee]] - <small>2026-04-28</small> #[[Colosso di san Carlo Borromeo]] - <small>2026-04-28</small> #[[Buccione]] - <small>2026-04-30</small> #[[Sacro Monte di Orta]] - <small>2026-04-30</small> #[[Mottarone]] - <small>2026-04-30</small> #[[Val Vigezzo]] - <small>2026-05-06</small> #[[Foroglio]] - <small>2026-05-08</small> #[[Sonlerto]] - <small>2026-05-08</small> #[[Chiesa di San Michele (Centovalli)]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Camoghè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Brè]] - <small>2026-05-08</small> ====Ampliate==== #[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-05-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1412756&oldid=1331744 +13] #[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-05-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1412745&oldid=1190536 +4] #[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2] #[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2] #[[Lago d'Orta]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_d%27Orta&diff=1412120&oldid=1309879 +4] #[[Isola di San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Isola_di_San_Giulio&diff=1412117&oldid=1300342 +2] #[[Orta San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Orta_San_Giulio&diff=prev&oldid=1412122 +1] {{EndMultiCol}} 32f8ni72ltg1csv7lnu6e4ks17in7ol Cevio 0 219400 1412896 1410555 2026-05-08T07:16:42Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1412896 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Cevio (TI).jpg|thumb|Cevio]] Citazioni su '''Cevio'''. *A Elena ho mostrato la mia casa (ora vuota e chiusa), la piazza di Cevio, la scuola, la pretura, poi il cimitero.<br>Il cimitero era bello, allegro, pieno di fiori. La tomba dei miei genitori sempre lì, tranquilla. Li ho pensati per un attimo con calma, e con un senso preciso di realtà. Come la nonna, dunque, c'erano stati davvero.<br>Nel cimitero, tutti i vasi erano stati rovesciati dal vento. Io ho raccolto quello dei genitori, Elena si è messa a raddrizzare gli altri. Ho sentito in questo gesto un'infinita gentilezza, e per un attimo ho temuto che li avrebbe raddrizzati tutti. Se fosse stato possibile, gliene sarei stato grato. ([[Enrico Filippini]]) *​Alle prime case di Cevio che ci accolgono con i loro vigneti, strette intorno da viti che salgono fino al tetto, ci siamo scambiati il bacio dell'arrivo. La Valle Maggia si è tutta aperta davanti a noi, con il suo fiume che si divide e scorre azzurro fra i ciottoli. ([[S. Corinna Bille]]) *Io credo che qualcosa ho raccolto e percepito, come tu, a Cevio, hai percepito con mio grande stupore, il rombo che usciva dalle montagne. Io avevo sempre pensato che fosse una mia allucinazione, e forse per questo, per sgomento, quando tu me ne hai parlato, mi sono precipitato a spiegarti che era forse il frastuono del vento che entrava con violenza nei crepacci della roccia. Ero sbalordito e intimorito, come appena nato. ([[Enrico Filippini]]) ==Voci correlate== {{div col}} *[[Bignasco]] *[[Boschetto (Cevio)|Boschetto]] *[[Cavergno]] *[[Foroglio]] *[[Rovana]] *[[San Carlo (Cevio)|San Carlo]] *[[Sonlerto]] *[[Vallemaggia]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] lzwh27y1vgeoscv97rmau9ipak033or Giuseppe Zoppi 0 219425 1412897 1410096 2026-05-08T07:18:32Z Spinoziano 2297 /* Citazioni su Giuseppe Zoppi */ +1 1412897 wikitext text/x-wiki [[File:ETH-BIB-Zoppi, Giuseppe (1896-1952)-Portrait-Portr 00315.tif|miniatura|Giuseppe Zoppi]] '''Giuseppe Zoppi''' (1896 – 1952), insegnante e scrittore svizzero. ==Citazioni di Giuseppe Zoppi== *Riesco a strapparle la gerla e a recarmela in ispalla io. Riesco a farle dire che sta ad [[Ascona]], in una casetta bianca con la porta verde, in mezzo alla piazza. Me ne vado carico della sua soma, ma pur leggero come una piuma, felice, fatto quasi di dolce aria e di gioia. Mezz'ora dopo, con la mia gerla sulle spalle, entro timidamente nella lunga piazza di Ascona. A destra, l'una a fianco dell'altra, splendono estatiche al sole le case bianche, verdi, rosse, gialle, celesti. A sinistra, oltre un filare di platani dorati, si culla lento lento, con tutti i suoi sogni negli occhi il lago.<ref>Da ''L'ultimo volo'', in ''Quando avevo le ali'', 1925; citato in ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> ==''Leggende del Ticino''== *"In questo paese, io non posso proprio più vivere": tale era, qualche secolo fa, il ritornello più frequente nei discorsi e nei soliloqui di Veronica, una povera vedova di [[Lumino]], la quale, dal giorno che le era morto il marito, la pace non la conosceva più, nemmeno di nome. [...] Per non parlare delle altre donne di Lumino, le quali, sempre secondo lei, erano poco di buono, essa non aveva certamente più stima degli uomini, e nemmeno di quelli che erano stati amici di suo marito: l'uno peggio dell'altro: o falsi, o prepotenti, o ladri. (''Leggenda delle croci'', pp. 21-23) *Anselmo, in mezzo alle sue angustie, era quasi felice: l'aria dei suoi monti gli riempiva il cuore di sollievo. Per le strade, di qua e di là dal fiume, non si vedeva ancora nessuno; ma lassù, ai piedi della faggeta che s'inerpica, oltre [[Cavergno]], su per il monte, un fumo azzurrino si levava a volo dal camino di casa sua.<br>Appena il Capro ebbe infilato quell'ultimo ponte del suo viaggio, le campane di Cavergno cominciarono a suonare l'Ave Maria con un dindonio di festa chiaro e fresco come un canto di giovinette contente. (''Leggenda del caprone d'Olanda'', pp. 114-115) *Soltanto a [[Brione Verzasca|Brione]], piccola terra situata circa a metà valle, proprio dove si apre una valletta laterale detta Òsola, una tribù di Pagani, nove o dieci famiglie in tutto, resistevano tanto più ostinatamente alla nuova fede quanto più, intorno, le conversioni erano edificanti, e la virtù, conforme alla parola del Vangelo. (''Leggenda della nuvola'', pp. 121-122) *In estate, la gente di Brione si sparpagliava tutta, come usa ancora oggi, su per i monti e gli alpi. Sull'alpe di Òsola, che si trova proprio in fondo alla valle dello stesso nome, venivano a trovarsi insieme tutta la prepotente tribù dei Pagani, ricca di numeroso e bellissimo gregge, e due sole famiglie di Cristiani, poverissime, con tre o quattro vaccherelle in tutto, e un branchetto di pecore e capre. Le capanne degli Infedeli, sulla riva destra del fiumicello che taglia in due quell'estremo cantuccio di mondo, erano ampie e comode; quelle dei Cristiani, sulla riva sinistra, piccole e povere. Quegli uomini senza legge né fede, trovandosi così a un tratto superiori di numero e di forza, ne approfittavano senza misura, con selvaggia baldanza e crudeltà. (''Leggenda della nuvola'', p. 123) ==''Presento il mio Ticino''== *Mite sempre, il clima di [[Locarno]]: fiorite spesso anche in gennaio, sui colli intorno, mammole e primule. Esso fece però, quella volta, la sua prova più memorabile. Era ottobre, ma pareva piuttosto aprile. Colori favolosi, tendenti al rosso, al giallo, al viola, vestivano i monti tutt'in giro. Le foglie si dimenticavano di cadere. Il lago, lì davanti, non s'accontentava già di far da specchio a tanta meraviglia: si muoveva con tutte le sue onde, le spingeva lente lente verso le rive, sembrava mormorare giorno e notte, sotto le finestre dei diplomatici, un consiglio di moderazione. (p. 135) *La [[collina]] è una delle più belle trovate di quel grande Inventore che costrusse il mondo. La collina vi mette in alto e dice: «Guardate». Ha davanti la pianura, ha davanti e sotto il lago o il mare. La collina è fresca: i venti si dilettano di correrci intorno come fanciulli.<br>Per Locarno la parola "collina" è però inesatta. Anche dietro Locarno comincia subito la montagna, e sale. Fino a 1700 metri, nientemeno. Ma ben presto, a circa 400 metri (la città è la più bassa della Svizzera, 200 metri sul mare), essa forma sì e no un ripiano: "collina" la chiamano talvolta per approssimazione. Il ripiano è rotto a metà da una valletta; entro questa, s'inalza un picco erto, dirupato; sul picco, come una nave ancorata con alberi e sàrtie sulla montagna, sorge la [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Madonna del Sasso]], il santuario nazionale della Svizzera italiana. (pp. 139-140) *Come elegante il [[Monte Tamaro|Tamaro]], proprio là dirimpetto, a duemila metri! Come inciso tutto bene, finemente, nell'azzurro! (p. 141) *A pianterreno, portici e portici, fin dove l'occhio arriva; sopra, ma soltanto in due o tre case, archi e colonne, nell'aria vivida, avvolgente. I portici, li percorreremo or ora. Gli archi e le colonne, conviene invece goderli di quassù e immaginarne altri e altre in riva al lago, sul dorsale dei colli, in grembo ai monti; come una musica i cui motivi tornino e ritornino melodiosi, a quando a quando.<br>I portici, a Locarno, son la passeggiata obbligatoria, inevitabile. Ti proteggono dalla pioggia e dal vento. Ti mantengono locarnese, se già lo sei; ti fan diventare, se non lo sei. Ti avvicinano alla benevolenza del prossimo: mentre passi (stanne certo) tutti in cuor loro ti danno il benvenuto. (p. 143) *Dei Visconti [[Castello Visconteo (Locarno)|il Castello]] fu per circa un secolo: dal 1340 in poi. Essi ne fecero la rocca più forte, dopo quella di Milano, che ci fosse nel loro Stato. A quei tempi, il [[Lago Maggiore]] era percorso da una flotta armata: il Castello aveva un porto. Ora il lago è lontano un duecento metri; allora, almeno con un braccio, o una lingua, lambiva queste mura. Dove ora sorgono quelle case tanto pacifiche, un naviglio da guerra si cullava sull'onde.<br>Ai Visconti succedettero i Rusca, signori più provinciali, ma non meno amici d'una certa eleganza. Essi mantennero le fortificazioni, anzi le ampliarono. Fecero del Castello la loro residenza stabile, e perciò, sotto l'egida delle torri massicce e delle mura, si costruirono e adattarono una piccola Reggia. Si deve a loro tutto ciò che di artistico il Castello ancor oggi possiede: il mirabile porticato a colonne, le alte sale dai soffitti di legno intagliato, le squisite finestre aperte verso i monti e verso il lago... (p. 149) ==Citazioni su Giuseppe Zoppi== *​Bisogna quindi risalire verso la fine degli anni venti (come usa dire) per ritrovare questa immagine fervorosa e ingenua di lui, scapolo e recluso in quella sua casetta alta sui Monti, gialla, con finestre e decorazioni neogotiche (che recentemente ha dovuto adeguarsi al gusto del nostro squallido tempo cementizio, perdendo ogni carattere)​. ([[Piero Bianconi]]) *​La casa natale di Giuseppe Zoppi è a metà della valle e in mezzo al paese di Broglio. Si apre sul brolo verde ombreggiato della vite, ha da un lato la strada della valle e dall'altro il sentiero che sale agli alpi. Le due strade di Giuseppe Zoppi: quella, sassosa ed erta, per la quale salì bambino incontro ai suoi miti e alle sue fantasie, e quella per la quale discese più tardi, recando con sé il dono poetico dell'infanzia. ([[Piero Chiara]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Giuseppe Zoppi, ''[https://books.google.it/books?id=KtDYAAAAMAAJ&pg=PA5 Leggende del Ticino]'', Societa Editrice Internazionale, Torino, 1951. *Giuseppe Zoppi, ''Presento il mio Ticino'', A. Mondadori, Milano, 1939. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=fr}} {{DEFAULTSORT:Zoppi, Giuseppe}} [[Categoria:Critici letterari svizzeri]] [[Categoria:Insegnanti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] 2e8meq90pol3ogfvnmiflvg04an4qg1 Chiesa di San Quirico (Minusio) 0 220719 1412902 1409352 2026-05-08T08:08:45Z Spinoziano 2297 1412902 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Chiesa San Quirico, Minusio, Svizzera.jpg|thumb|Chiesa di San Quirico]] Citazioni sulla '''chiesa di San Quirico''' a [[Minusio]]. *{{NDR|Guardando dal campanile}} Da una parte, in un lontano oriente, il gran Camoghè, tutto d'un rosa tenero, come se quel colosso avesse l'anima ingenua sognante di una verginella. Dalla parte opposta, il Ghiridone, con quella sua terribile merlatura di picchi, e tutto, bastioni muraglie, costrutto in un pensiero di guerra: ma con che pietra d'incantesimo, quel giorno! Un lapislàzzoli formicolante di minùzzoli d'oro. E l'immensa pervinca ambrata del lago riempiva del suo stupore il vasto intervallo tra quel rosa e quel celeste; velava di consolazione la ombrosa faccia nordica del Tàmaro; mentre, di contra, il Brè, trasognato nel tiepido sole, lasciava fluire di china in china quel suo gran manto di velluto fulvo e il richiamo bianco delle ville e dei villaggi... ([[Francesco Chiesa]]) *Nel silenzio, proprio sopra il suo capo, quattro note di campana si staccarono esitanti: seguite da un ribattere fitto, martellante. — Toh! — fece Giuliano. — Per una volta che si svegliano anche quelli di San Quirico! — e guardò su verso la torre.<br>Una luce bianca, intensissima ritagliava netta nel buio la cella più alta: gente, ragazzi forse, apparivano a tratti tra le bifore, ombre che a un minimo gesto s'animavano, proiettandosi fin nell'intrico delle travi. Che facevano mai lassù? A momenti, smorendo per un attimo quella furia di accordi martellati, sembrava persino di sentirli cantare. Giuliano tendeva allora l'orecchio. Troppo tardi! Già il suono tornava precipite, una raffica lunga, beffarda, a rimbalzo sui tetti. ([[Giovanni Bonalumi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Architetture religiose della Svizzera]] 61mfc1z27wyyhj72g5e30kqtdn3ql91 1412912 1412902 2026-05-08T08:46:32Z Spinoziano 2297 wlink 1412912 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Chiesa San Quirico, Minusio, Svizzera.jpg|thumb|Chiesa di San Quirico]] Citazioni sulla '''chiesa di San Quirico''' a [[Minusio]]. *{{NDR|Guardando dal campanile}} Da una parte, in un lontano oriente, il gran [[Monte Camoghè|Camoghè]], tutto d'un rosa tenero, come se quel colosso avesse l'anima ingenua sognante di una verginella. Dalla parte opposta, il [[Monte Limidario|Ghiridone]], con quella sua terribile merlatura di picchi, e tutto, bastioni muraglie, costrutto in un pensiero di guerra: ma con che pietra d'incantesimo, quel giorno! 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A momenti, smorendo per un attimo quella furia di accordi martellati, sembrava persino di sentirli cantare. Giuliano tendeva allora l'orecchio. Troppo tardi! Già il suono tornava precipite, una raffica lunga, beffarda, a rimbalzo sui tetti. ([[Giovanni Bonalumi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Architetture religiose della Svizzera]] 6w24bc97yt93m870xrfx1ykq6jfzqmy Monte Limidario 0 221011 1412905 1412649 2026-05-08T08:20:19Z Spinoziano 2297 +1 1412905 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Monte-Gridone.jpg|miniatura|Monte Limidario]] Citazioni sul '''Monte Limidario''', o '''Gridone''' o '''Ghiridone'''. *Anche nel soleggiato Ticino il caldo di primavera si fa talvolta aspettare. La sorella della nostra "bise", la fredda tramontana, soffia ogni tanto sfacciatamente giù dai monti e penetra fino al midollo. Il Pizzo Vogorno, il Tamaro, il Gridone hanno ancora il loro berretto da notte, e quest'ultimo è ancora avvolto nei suoi lenzuoli – si potrebbe credere che siano cime di quattromila metri, e non semplici colli azzurri, che possono misurarsi appena col nostro Stockhorn. ([[Emil Balmer]]) *''Brilla il crinale, bianco e viola, del Gridone: cristallo | di rocca, che ti costringe a farti solecchio, ad alzare | la mira dallo schermo pronto per la sonografia. Altri | crinali appaiono, e dossi, valli del tuo bacino, | promontori, baratri nell'addome, con le cento | varianti del grigio: s'è ristretto lo sfacelo della ghiandola | impazzita. A malincuore, rinunci a guardare il Gridone | – ma già si azzuffano nubi sul bianco, sul viola.'' ([[Angelo Casè]]) *Così la sera, appena il sole s'è messo giù sotto la mansueta gobba del Ghiridone: quella vasta luce che si sventaglia e a poco a poco si rattrappisce, il cielo color carta da zucchero si fa a oriente di un giallo velato di verde, giallo limone, giallo affumicato, oro brunito, giù verso il fondo del lago è arancio intenso, tuorlo d'uovo. ([[Piero Bianconi]]) *''Dietro le spalle lasci ramingare il falso | pungente allarme, i timori, la subitanea | certezza che ti negava di vivere perlomeno | la quiescenza – ora, guardi affascinato | baluginare sulle alture opposte l'onda delle luci | a intermittenza timide / spavalde, sulla Corona | detta dei Pinci e oltre il dosso che a strapiombo | tira sul Gridone tagliente, sulla neve: ogni lume | un brivido sarà, una stazione da segnare con mano | ferma sul calendario dell'anno nuovo.'' ([[Angelo Casè]]) *{{NDR|Il lago Maggiore}} davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento Tamaro, il Gambarogno e il Ghiridone gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. ([[Piero Bianconi]]) *Il Ghiridone, con quella sua terribile merlatura di picchi, e tutto, bastioni muraglie, costrutto in un pensiero di guerra: ma con che pietra d'incantesimo, quel giorno! Un lapislàzzoli formicolante di minùzzoli d'oro. ([[Francesco Chiesa]]) ==Voci correlate== *[[Lago Maggiore]] *[[Monte Tamaro]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Montagne della Svizzera|Limidario]] 2vqjyomuzd90khfg57852g6zrug2159 San Carlo (Cevio) 0 221535 1412893 1392747 2026-05-08T07:02:15Z Spinoziano 2297 1412893 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:San Carlo Mai 2015.JPG|thumb|San Carlo]] Citazioni su '''San Carlo''', frazione di [[Cevio]]. *La strada sale ancora, sempre stretta, segnata sempre da cappelle votive e di massi erratici, affiancata da qualche banco di sabbia abbandonato dalle piene. Arriva un altro paese: è San Carlo. C'è un "Albergo Basòdino" una chiesetta col suo campanile e poche case. L'albergo è chiuso, le case disabitate. Nessuna presenza umana anima San Carlo. [...] siedo vicino alla fontana, l'unica cosa viva nel paese deserto; e mi accorgo, con sorpresa, che a un muretto è appoggiata una bicicletta. Un vivente c'è nel paese. ([[Piero Chiara]]) *Mi dice che il Basòdino è verso sinistra, dopo il canalone che indica col braccio teso; che la funivia è privata, delle imprese elettriche, che le linee dell'alta tensione scavalcano le creste e scendono nel Vallese, che a destra c'è la Valle di Bedretto.<br>Siamo circondati da un giro di pareti a picco e di irti monti ai quali è ancora aggrappato il ghiaccio luccicante. I pascoli più alti sono cosparsi di un velo di neve fresca. Il postino mi indica due chiazze candide sotto una cresta.<br>«Lassù – dice – sotto la neve, ci sono due bei praticelli. Ci andavo, molti anni fa, a caccia di camosci. Ma ora sono ingrassato». ([[Piero Chiara]]) ==Voci correlate== *[[Basòdino]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] jzl96zfyt03lymc3gugqimsanj8546i Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1412853 1412825 2026-05-07T14:46:04Z Gaux 18878 Emilia Ferretti Viola: destub con altre 2 citazioni 1412853 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Emilia Ferretti Viola]]{{,}} [[Piero Ferrari]]{{,}} [[Mario Donnini]]{{,}} [[Romeo Gallenga Stuart]]{{,}} [[Adelchi Baratono]]{{,}} [[Contenuto]]{{,}} [[Flavio Manzoni]]{{,}} [[Enzo Ferrari]]{{,}} [[Pierre-Jean-Baptiste Nougaret]]{{,}} [[Vittorio Rossi]]{{,}} [[Giorgio Castriota Scanderbeg]]{{,}} [[Scutari]]{{,}} [[Incisione]]{{,}} [[Ludovico Carracci]]{{,}} [[Benetton B195]]{{,}} [[Giulia Gonzaga]]{{,}} [[Bucarest]]{{,}} [[Alfredo Melani]]{{,}} [[Tiberio Fiorilli]]{{,}} [[Ruggiero Bonghi]]{{,}} [[Ciro Trabalza]]{{,}} [[Claudio Treves]]{{,}} [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]]{{,}} [[Roberto Papini]]{{,}} [[Lawrence d'Arabia (film)]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> 7x31tiktu7po79rbexn94jf0ixyh8ae Brionvega 0 224058 1412887 1409056 2026-05-07T23:48:05Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1412887 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Televisore a transistor, bianco e nero, portatile, 11 pollici - Museo scienza tecnologia Milano 09703.jpg|thumb|Televisore portatile ''Algol'' prodotto da Brionvega, 1964]] Citazioni su '''Brionvega'''. *In quel periodo, in Italia, si sperimentavano le prime trasmissioni televisive e i Brion intuirono le potenzialità del nuovo mezzo inserendosi nel mercato dei televisori con una azienda che, dal 1960, prese il nome di BrionVega. Un paio d'anni dopo, con i modelli Doney 14 e Algon 11 firmati dai giovani Zanuso e Sapper, primi televisori portatili del mondo, vinsero il Compasso d'Oro. Seguì il radiofonografo del 1965 disegnato dai fratelli Castiglioni e la radio TS502 detta Radio Cubo, quelle che nel Dopoguerra le famigliole piccolo borghesi sbarcavano dalle Fiat quando facevano le scampagnate con picnic o quando, d'estate, si spiaggiavano sulle coste dell'Adriatico e del Ligure. [...] Quelli prodotti dalla famiglia Brion sono oggetti attivi, che ci parlano, che hanno vissuto con noi o con i nostri genitori e nonni, totem nelle cucine e nei salotti dei neocittadini del Boom economico dai quali, alla sera, spuntava la faccia allegra di Mike Bongiorno. Sono i pezzi che raccontano la fenomenologia del disegno industriale italiano, oggi esposti al Moma di New York e nei musei del mondo. ([[Pierluigi Panza]]) *Una sera di ottobre mia moglie Ludovica rientrò a casa con un piccolo televisore verde. Non era un televisore qualsiasi, ma un vecchio Brionvega portatile che da qualche tempo era tornato di moda tra gli amanti del vintage elettronico. [...] uno di quei prodotti che avevano fatto la storia dell'industrial design e che fin dal loro primo apparire erano diventati oggetto di culto. (''[[Giorgio_Nisini#Incipit_di_La_città_di_Adamo|La città di Adamo]]'') ==Voci correlate== *[[Made in Italy]] *[[Memoriale Brion]] *[[Design]] *[[Marco Zanuso]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} [[Categoria:Aziende italiane]] 75zkcq7fi21tmgzpu2uz7c2s5v1eiu5 Péter Magyar 0 224258 1412875 1412832 2026-05-07T20:48:27Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Péter Magyar */ 1412875 wikitext text/x-wiki [[File:Péter Magyar MEP (2024).jpg|thumb|Magyar nel 2024]] '''Péter Magyar''' (1981 – vivente), politico e avvocato ungherese. ==Citazioni di Péter Magyar== {{cronologico}} ===2025=== *È ormai chiaro che il primo ministro {{NDR|[[Viktor Orbán]]}}, corrotto, stanco e screditato, vede gli ungheresi all'estero come un prodotto politico. Ha cercato e sta cercando di attirarvi a sé non per fede, non per impegno, non per amore dei suoi connazionali, ma solo per ottenere voti. E ora, per mantenere il potere, sta tremando, usando mezzi sempre più rozzi, superando tutti i confini, facendo tutto ciò che può, senza curarsi del danno che sta arrecando alla nazione [...]. Il popolo vuole una patria che ami tutti i suoi cittadini, una patria che non li stigmatizzi, che non li spinga all'esclusione. La divisione, l'incitamento e l'odio portano alla distruzione. ... La distruzione, l'odio e lo scavo di trincee di Orbán appartengono al passato. Il conto alla rovescia finale è iniziato.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/2025/05/25/peter-magyar-a-oradea-la-campagna-dodio-di-orban-appartiene-al-passato Péter Magyar a Oradea: "La campagna d'odio di Orbán appartiene al passato"]'', ''euronews.com'', 25 maggio 2025.</ref> *Siamo indipendenti da tutti i partiti, saremo solo dalla parte del popolo ungherese. Non stiamo con l'opposizione e i partiti dello status quo: raccogliamo il sentimento anti-establishment. [...] Se giri per Budapest, ma anche in qualsiasi parte dell'Ungheria, sono tutti pro-europei. È gente fortemente orgogliosa di essere ungherese, dopodiché sono tutti fieri di essere europei. Teniamo sempre a mente da dove veniamo e dove andiamo: e non è la Russia, non è l'Asia.<ref>Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2025/10/peter-magyar-ungheria-viktor-orban/ Péter Magyar vuole sfidare il potere dell'autocrazia ungherese]'', ''linkiesta.it'', 23 ottobre 2025.</ref> ===2026=== *Oggi molti giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una stanza sorvegliata con telecamere. Sospetto che stiano pianificando di diffondere una registrazione, forse realizzata con apparecchiature dei servizi segreti e persino manipolata, che mi mostra in un momento intimo con la mia ex fidanzata. [...] Ho 45 anni e una vita sessuale con una partner adulta. Ma sappiate tutti: né prima né da ora cederò a ricatti di alcun tipo, né dalla mafia politico-economica ungherese, né dai membri della rete internazionale che la sostiene. L'Ungheria non è in vendita. Non esiste prezzo per cui tradirei i miei concittadini.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/11/orban-diffusione-video-hot-avversario-politico-magyar-ungheria/59856 Il leader dell'opposizione ungherese denuncia le strategie intimidatorie di Viktor Orban per vincere le elezioni: "Potrebbe diffondere un mio video hot"]'', ''lespresso.it'', 11 febbraio 2026.</ref> *Se volete che [[Viktor Orbán]] spii nella vostra camera da letto, allora votate pure per il partito di governo [[Fidesz]] [...]. Se possono divulgare la mia vita privata, possono fare lo stesso con altri.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/02/15/magyar-risponde-a-orban-basta-corruzione-ricondurremo-lungheria-nelleuropa Magyar risponde a Orbán: "Basta corruzione, ricondurremo l'Ungheria nell'Europa"]'', ''euronews.com'', 15 febbraio 2026.</ref> *Orbán ha invitato nel nostro Paese i più esperti agenti russi per interferire nelle elezioni e privarci ancora una volta del bene più sacro, la libertà ungherese, per la quale i nostri antenati hanno dato la vita [...]. Menzogne, inganni e intimidazioni: questo è ciò che ci hanno preparato. Viktor Orbán ha tradito la libertà ungherese per trenta denari, per sé e per la sua dinastia. Vergogna, vergogna, vergogna.<ref name=tradito>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/03/15/magyar-orban-ha-tradito-la-liberta-ungherese-agenti-russi-per-falsare-il-voto Magyar: "Orbán ha tradito la libertà ungherese, agenti russi per falsare il voto"]'', ''euronews.com'', 15 marzo 2026.</ref> *Viktor Orbán è un traditore che ha tradito il nostro futuro comune. Non ha costruito un Paese, ma il proprio dominio. Non ha innalzato la patria, l'ha resa il Paese più povero e più corrotto dell'Ue.<ref name=tradito/> *{{NDR|Sull'[[Ungheria sotto Viktor Orbán]]}} Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/11/news/magyar_ungheria_sfidante_accuse_moglie-425276041/ "Voglio un Paese europeista". In Ungheria Magyar insegue il trionfo nonostante le accuse della ex]'', ''repubblica.it'', 11 aprile 2026.</ref> *Gli ungheresi hanno votato per un cambiamento profondo, una nuova era: il mio sarà il governo di tutti. E vogliamo fare in fretta, il prima possibile. Il nostro Paese non ha tempo da perdere, ha grandi problemi da affrontare, è stato tradito e devastato.<ref name=europa>Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/26_aprile_13/magyar-conferenza-stampa-vittoria-ae05f187-f8bd-450b-899b-bff158cb7xlk.shtml Magyar: «L'Ungheria? Il suo posto è in Europa, saremo partner costruttivi. Non chiamerò né Trump, né Putin». E il Cremlino non si congratula: «Paese ostile»]'', ''corriere.it'', 13 aprile 2026.</ref> *Non chiamerò [[Vladimir Putin]]. Spero che sia costretto a mettere fine alla guerra in Ucraina.<ref name=europa/> *Il nostro posto è l'Europa, saremo partner costruttivi. Ma ci asterremo dall'interferire negli affari interni di qualsiasi altro Paese, e chiediamo loro di fare lo stesso nei confronti dell'Ungheria. La nostra storia non si scrive a Bruxelles o a Washington, ma nelle strade e nelle piazze ungheresi.<ref name=europa/> *So esattamente cosa sta succedendo in Serbia e so anche che tipo di intreccio esiste tra il governo Orbán e la Serbia guidata da [[Aleksandar Vučić|Vučić]], e tra la Slovacchia di [[Robert Fico]] e Viktor Orbán [...]. So anche chi c'è dietro a tutto questo, chi è il padrino dietro a queste grandi amicizie.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/04/14/scontro-tra-aleksandar-vucic-e-peter-magyar-sulla-frase-putin-padrino Scontro tra Aleksandar Vučić e Péter Magyar sulla frase Putin "padrino"]'', ''euronews.com'', 14 aprile 206.</ref> *Stiamo assistendo agli ultimi giorni di un apparato di propaganda. Dopo la formazione del nuovo governo, sospenderemo i notiziari dei mezzi d'informazione statali fino a quando non avremo ripristinato il loro ruolo di servizio pubblico.<ref>Citato in ''[https://www.internazionale.it/ultime-notizie/2026/04/15/ungheria-magyar-annuncia-sospensione-notiziari-tv-stato Ungheria, Magyar annuncia la sospensione dei notiziari della tv di stato]'', ''internazionale.it'', 15 aprile 2026.</ref> *Abbiamo diritto a un sistema pluralista, conforme agli standard della Bbc o anche migliore [...]. La tv pubblica mi ha invitato questa mattina, dopo un anno e mezzo, a illustrare il programma di Tisza. La propaganda ha il senso dell'umorismo.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/15/video/ungheria_il_nuovo_premier_magyar_chiudiamo_i_media_pubblici_vogliamo_uninformazione_imparziale-425284846/ Ungheria, il nuovo premier Magyar: "Chiudiamo i media pubblici, vogliamo un'informazione imparziale"]'', ''repubblica.it'', 15 aprile 2026.</ref> *Tanti politici e giornalisti dicono che sono un populista. Ebbene sì, in un certo senso lo sono. Incontro e ascolto le persone, quindi sono un populista. Ma per me la politica è questo: sono le persone, i loro desideri, le loro speranze. È la democrazia.<ref name=prigione>Intervista di Toni Mastrobuoni, ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/05/06/news/magyar_orban_in_prigione_non_lo_decidero_io_ma_giudici_indipendenti-425327529/ Magyar: “Orbán in prigione? Non lo deciderò io, ma i giudici tornati indipendenti”]'', ''repubblica.it'', 6 maggio 2026.</ref> *{{NDR|«Manderà Orban e i suoi oligarchi in prigione?»}} Non è il mio compito. È il compito dei giudici. Quello che possiamo fare, anzi, ciò che abbiamo la responsabilità di fare è restituire l'indipendenza alla giustizia, istituire eventualmente delle nuove autorità anti corruzione e aderire, come Ungheria, all'ufficio europeo anticorruzione, l'Olaf. Ma non sta a un politico né a un primo ministro mandare qualcuno in prigione. Ovviamente so bene cosa ho detto e so cosa gli ungheresi si aspettano da me e capisco i loro desideri. Ma io devo essere molto rigoroso su questo, e lo sarò: non sta a me né a nessun altro politico mandare qualcuno in prigione.<ref name=prigione/> *[...] nelle aree rurali la paura era tanta. Una paura profonda del sistema-mafia. Forse perciò è stato importante andare in tutti quei posti, parlare direttamente con la gente, guardarli negli occhi, stringergli la mano, e ripetere spesso quella frase, "non abbiate paura". E in questi due anni ci sono stati tanti scandali, tanti momenti difficili per i cittadini che vivono in campagna. Tante persone hanno perso il lavoro, sono state minacciate, comprese le loro famiglie, perseguitate dai sindaci e dai politici locali Fidesz, dai membri di quella "mafia", appunto. Quindi è stato un bene andare direttamente da loro, dalla gente nelle campagne, e dimostrare loro che non erano soli.<ref name=prigione/> *Man mano, la gente è diventata più coraggiosa. All'inizio i medici, le infermiere, i poliziotti non osavano scendere in piazza nei loro villaggi. Andavano in quelli vicini, magari. Perché nei loro rischiavano di essere registrati dai sindaci, dai politici locali. Ma uno o due mesi prima delle elezioni abbiamo capito che era arrivato il punto di svolta. Che Orbán poteva essere sconfitto.<ref name=prigione/> *Che leader sarò? Spero di essere all’altezza delle grandi aspettative della gente ma non sarò perfetto, questo è certo.<ref name=sopravvissuto>Intervista di Alessandra Muglia, ''[https://www.corriere.it/esteri/26_maggio_06/magyar-io-un-sopravvissuto-vi-dico-come-cambiero-l-ungheria-ma-non-saro-un-leader-perfetto-9204bd75-ce5c-48c0-b7c8-1cdffaa21xlk.shtml Magyar: «Io, un sopravvissuto, vi dico come cambierò l’Ungheria. Ma non sarò un leader perfetto»]'', ''corriere.it'', 6 maggio 2026.</ref> *Prima qui nessuno amava parlare di politica, prevalevano rassegnazione e apatia, ora la politica è diventata “sexy”.<ref name=sopravvissuto/> *Conosco i loro trucchi, so come ragionano. È una macchina che si regge sull’aiuto dei servizi segreti. La mia passata vicinanza all’entourage governativo mi ha aiutato molto anche a non commettere gli stessi errori dei vecchi partiti di opposizione.<ref name=sopravvissuto/> ==Citazioni su Péter Magyar== *Fare politica è come surfare sulle onde dell'oceano. E Magyar è un surfista migliore di quanto fossi io quattro anni fa, non c'è dubbio. È un ottimo comunicatore. Parla più lentamente. Ha battuto palmo a palmo la campagna ungherese. Io ho avuto tre mesi per la mia campagna elettorale, lui sta girando il Paese da quasi due anni, quasi ogni giorno. Inoltre ha strappato a Orbán la bandiera ungherese. ([[Péter Márki-Zay]]) *Magyar sta evitando [...] qualsiasi gesto di simpatia o sostegno all'Ucraina, perché Orbán lo accusa di sostenere l'Ucraina e di voler mandare soldati ungheresi in Ucraina a morire in guerra. Anche nel mancato sostegno a Kiev marca una differenza con me. Ed è per questo che dico che è intelligente, è molto cauto e sta giocando tutte le sue carte nel modo più logico possibile per sconfiggere Orbán. ([[Péter Márki-Zay]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Magyar, Péter}} [[Categoria:Avvocati]] [[Categoria:Politici ungheresi]] f999s0trf55vqoifg3l27gfmn8lgo2h Joseph Spencer Kennard 0 224652 1412839 1412778 2026-05-07T13:55:44Z Gaux 18878 /* Romanzi e romanzieri italiani */ Emilia Ferretti Viola 1412839 wikitext text/x-wiki '''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense. ==''Romanzi e romanzieri italiani''== *Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118) *[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236) *Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236) *{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237) *{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272) ==Citazioni su Joseph Spencer Kennard== *Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=ru}} {{DEFAULTSORT:Kennard, Joseph Spencer}} [[Categoria:Scrittori statunitensi]] [[Categoria:Saggisti statunitensi]] kco22m0nhn6k9eowucb9i5c8po9o8an 1412841 1412839 2026-05-07T14:12:15Z Gaux 18878 /* Romanzi e romanzieri italiani */ Grazia Pierantoni Mancini 1412841 wikitext text/x-wiki '''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense. ==''Romanzi e romanzieri italiani''== *Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118) *[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236) *Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236) *{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237) *{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271) *{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272) ==Citazioni su Joseph Spencer Kennard== *Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=ru}} {{DEFAULTSORT:Kennard, Joseph Spencer}} [[Categoria:Scrittori statunitensi]] [[Categoria:Saggisti statunitensi]] 37i9jqmekwsnoyt3tr3w44hezdyua6u Ferrari 312 F1 0 224667 1412860 1412819 2026-05-07T16:36:08Z Danyele 19198 semplificazione, come già fatto nella voce originaria 1412860 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Rétromobile 2017 Ferrari 312 F1 1969 002 noBG.jpg|thumb|upright=1.5|Ferrari 312 F1]] Citazioni sulla '''Ferrari 312 F1'''. *Non fu una monoposto particolarmente vincente [...]. Ma considero la 312 del 1968 simbolica per la storia agonistica Ferrari perché su quella introducemmo per la prima volta un elemento tecnico che poi avrebbe contraddistinto la F.1 moderna: l'alettone. Sfoggiammo questa novità [...] nella gara di [[Circuito di Spa-Francorchamps|Spa-Francorchamps]]. Ce lo copiò subito la Brabham, poi tutti gli altri. Ci avevamo lavorato in gran segreto durante l'estate, ispirati dalla Chaparral che l'aveva montato l'anno prima sulla vettura Prototipo ma a lungo ci eravamo chiesti se avrebbe avuto utilità in F.1. [...] alettone a parte, ricordo il design molto filante grazie anche agli scarichi [...] del motore: i famosi "spaghetti". Una novità che avevamo introdotto per rastremare le fiancate. A quell'epoca i serbatoi benzina passavano lateralmente lungo tutta la fiancata. [...] Per non allargare troppo la vettura e non far passare gli scarichi a contatto col serbatoio, escogitammo la soluzione di far uscire gli scarichi al centro delle bancate del V12. ([[Piero Ferrari]]) ==Voci correlate== {{Div col}} *[[Chris Amon]] *[[Lorenzo Bandini]] *[[Andrea de Adamich]] *[[Jacky Ickx]] *[[Ludovico Scarfiotti]] *[[John Surtees]] *[[Scuderia Ferrari]] *[[Vettura di Formula 1]] {{Div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] lspukaciajw0vh580bztgvvxg466990 Grazia Pierantoni Mancini 0 224672 1412842 2026-05-07T14:19:28Z Gaux 18878 Grazia Pierantoni Mancini 1412842 wikitext text/x-wiki '''Grazia Pierantoni Mancini''' (1841 – 1915), poetessa e scrittrice italiana. ==Citazioni su Grazia Pierantoni Mancini== *Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Pierantoni Mancini, Grazia}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 8azppbprqdviotmhqkxktd3ltbxa8p9 1412843 1412842 2026-05-07T14:22:06Z Gaux 18878 immagine 1412843 wikitext text/x-wiki [[File:Grazia Pierantoni-Mancini.jpg|thumb|Grazia Pierantoni Mancini]] '''Grazia Pierantoni Mancini''' (1841 – 1915), poetessa e scrittrice italiana. ==Citazioni su Grazia Pierantoni Mancini== *Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Pierantoni Mancini, Grazia}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] j46qaqirjnc5ii0sladbkdppch9rzlh 1412844 1412843 2026-05-07T14:25:29Z Gaux 18878 /* Citazioni su Grazia Pierantoni Mancini */ wlink 1412844 wikitext text/x-wiki [[File:Grazia Pierantoni-Mancini.jpg|thumb|Grazia Pierantoni Mancini]] '''Grazia Pierantoni Mancini''' (1841 – 1915), poetessa e scrittrice italiana. ==Citazioni su Grazia Pierantoni Mancini== *Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente [[Alessandro Manzoni|manzoniana]], non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto [[spiritualismo]] che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. ([[Joseph Spencer Kennard]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Pierantoni Mancini, Grazia}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] kvte6uo2b5s533ofbogchh67grofxsb Francesco Sossai 0 224673 1412855 2026-05-07T15:33:54Z IppolitoN 23099 Creata pagina con "'''Francesco Sossai''' (1989 – vivente), regista e sceneggiatore italiano. {{Int|1=''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2025/11/17/news/https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2026/05/07/news/francesco_sossai_dopo_gli_8_david_per_le_citta_di_pianura_racconto_il_veneto_degli_sconfitti-425329945/ Sossai dopo i David: “Il mio Veneto degli sconfitti. Con Sorrentino abbiamo parlato di jazz”]''|2=Dall'intervista di Arianna Finos, ''repubblica.it'', 7 maggi..." 1412855 wikitext text/x-wiki '''Francesco Sossai''' (1989 – vivente), regista e sceneggiatore italiano. {{Int|1=''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2025/11/17/news/https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2026/05/07/news/francesco_sossai_dopo_gli_8_david_per_le_citta_di_pianura_racconto_il_veneto_degli_sconfitti-425329945/ Sossai dopo i David: “Il mio Veneto degli sconfitti. Con Sorrentino abbiamo parlato di jazz”]''|2=Dall'intervista di Arianna Finos, ''repubblica.it'', 7 maggio 2026.}} * Mi emozionava vedere salire i miei collaboratori sul palco, mi godevo le loro vittorie. Specie il premio a [[Paolo Cotignola]], che aveva già vinto col maestro [[Ermanno Olmi|Olmi]] per ''[[Il mestiere delle armi]]'': è stato un onore lavorarci. * Però non la vedo come una cosa negativa: la [[fatica]] è fisiologica, fa parte della vita. L’illusione di non faticare, secondo me, è molto pericolosa. È giusto aver faticato per fare un film: fare un film è faticoso, diventare regista è faticoso, come sono faticose tante altre cose. * Io sono abituato a lavorare con poco. Ho fatto un film costato 12 mila euro, nessuno di noi ci ha guadagnato. Poi ho fatto un corto e da lì è partita la mia strada da regista. Nel frattempo ho fatto tanti altri lavori: sono stato operaio in una ditta di sgomberi, sgomberavo case di gente morta o che traslocava a [[Padova]], ho fatto tantissimo il cameriere. == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sossai, Francesco}} [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] qt32whk3a56dpz4h5o6lgqr512mahhl Gino Dallari 0 224674 1412861 2026-05-07T16:36:16Z Gaux 18878 Gino Dallari (presente nel Dizionario biografico degli italiani, XXXII, 1986) 1412861 wikitext text/x-wiki '''Gino Dallari''' (1872 - 1942), giurista, bibliotecario e docente universitario italiano. ==Citazioni di Gino Dallari== *Uomo di azione e di studi, il [[Alfred Thayer Mahan|Mahan]] si è fatto araldo nell'opinione pubblica – come fu artefice sulle navi, nelle scuole e negli uffici della Marina – della più grande potenza della sua patria.<br>La sua voce si levava, più di vent'anni sono, a dare l’allarme per un cosciente risveglio nazionalistico.<br>Allo spirito mercantile del suo paese, lungamente cullato da una politica protezionistica, egli additava i nuovi orizzonti aperti sul mare.<br>Gli Stati Uniti – ammoniva – bisogna che comincino a guardare di là dalle loro sponde; essi devono volgere il pensiero alla conquista dei mercati esteri.<br>Là è il nuovo campo degno per la loro attività esuberante.<ref>Da ''Guerra e giustizia'', p. 137.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Dallari, Gino}} [[Categoria:Bibliotecari italiani]] [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] 8jnwnyx3h28msks2hfa9tp39i92bl03 1412862 1412861 2026-05-07T16:38:24Z Gaux 18878 riferimenti bibliografici 1412862 wikitext text/x-wiki '''Gino Dallari''' (1872 - 1942), giurista, bibliotecario e docente universitario italiano. ==Citazioni di Gino Dallari== *Uomo di azione e di studi, il [[Alfred Thayer Mahan|Mahan]] si è fatto araldo nell'opinione pubblica – come fu artefice sulle navi, nelle scuole e negli uffici della Marina – della più grande potenza della sua patria.<br>La sua voce si levava, più di vent'anni sono, a dare l’allarme per un cosciente risveglio nazionalistico.<br>Allo spirito mercantile del suo paese, lungamente cullato da una politica protezionistica, egli additava i nuovi orizzonti aperti sul mare.<br>Gli Stati Uniti – ammoniva – bisogna che comincino a guardare di là dalle loro sponde; essi devono volgere il pensiero alla conquista dei mercati esteri.<br>Là è il nuovo campo degno per la loro attività esuberante.<ref>Da ''[https://archive.org/details/dallari-guerra-giustizia/page/n2/mode/1up Guerra e giustizia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 137.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Dallari, Gino}} [[Categoria:Bibliotecari italiani]] [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] epbfydymbh61y5hxql6yp2b8wnsd8z5 1412863 1412862 2026-05-07T16:39:51Z Gaux 18878 /* Citazioni di Gino Dallari */ wlink e typo 1412863 wikitext text/x-wiki '''Gino Dallari''' (1872 - 1942), giurista, bibliotecario e docente universitario italiano. ==Citazioni di Gino Dallari== *Uomo di azione e di studi, il [[Alfred Thayer Mahan|Mahan]] si è fatto araldo nell'opinione pubblica – come fu artefice sulle navi, nelle scuole e negli uffici della Marina – della più grande potenza della sua patria.<br>La sua voce si levava, più di vent'anni sono, a dare l'allarme per un cosciente risveglio nazionalistico.<br>Allo spirito mercantile del suo paese, lungamente cullato da una politica protezionistica, egli additava i nuovi orizzonti aperti sul mare.<br>Gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] – ammoniva – bisogna che comincino a guardare di là dalle loro sponde; essi devono volgere il pensiero alla conquista dei mercati esteri.<br>Là è il nuovo campo degno per la loro attività esuberante.<ref>Da ''[https://archive.org/details/dallari-guerra-giustizia/page/n2/mode/1up Guerra e giustizia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 137.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Dallari, Gino}} [[Categoria:Bibliotecari italiani]] [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] t7zz8519xbb9m4lk259nujyua43vyc3 1412864 1412863 2026-05-07T16:46:56Z Gaux 18878 /* Citazioni di Gino Dallari */ altra sul Mahan 1412864 wikitext text/x-wiki '''Gino Dallari''' (1872 - 1942), giurista, bibliotecario e docente universitario italiano. ==Citazioni di Gino Dallari== *Uomo di azione e di studi, il [[Alfred Thayer Mahan|Mahan]] si è fatto araldo nell'opinione pubblica – come fu artefice sulle navi, nelle scuole e negli uffici della Marina – della più grande potenza della sua patria.<br>La sua voce si levava, più di vent'anni sono, a dare l'allarme per un cosciente risveglio nazionalistico.<br>Allo spirito mercantile del suo paese, lungamente cullato da una politica protezionistica, egli additava i nuovi orizzonti aperti sul mare.<br>Gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] – ammoniva – bisogna che comincino a guardare di là dalle loro sponde; essi devono volgere il pensiero alla conquista dei mercati esteri.<br>Là è il nuovo campo degno per la loro attività esuberante.<ref>Da ''[https://archive.org/details/dallari-guerra-giustizia/page/n2/mode/1up Guerra e giustizia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 137.</ref> *[...] il Mahan insisteva a più riprese, con tutti gli argomenti probanti della sua sapienza tecnica, a dimostrare la necessità e l'urgenza, per gli Stati Uniti, di assicurarsi quei due ''punti strategici'', che in realtà sono poi passati sotto il dominio della Federazione: [[Cuba]], da un lato, verso le potenze europee, per prevenire e fronteggiare le cupide ambizioni cui il futuro canale istmico avrebbe dato la più viva irrequietezza; e le [[Hawaii|Hawaï]], dall'altro, per garantirsi nel mezzo del Pacifico la via sicura verso l'Oriente asiatico e tenere indietro la forza demografica del mondo giallo di già invadente.<ref>Da ''Guerra e giustizia'', cit., pp. 140-141.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Dallari, Gino}} [[Categoria:Bibliotecari italiani]] [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] qar7x01zmwnhhvx2grf6n0l693ozni3 1412865 1412864 2026-05-07T16:55:48Z Gaux 18878 /* Citazioni di Gino Dallari */ il messaggio di Monroe 1412865 wikitext text/x-wiki '''Gino Dallari''' (1872 - 1942), giurista, bibliotecario e docente universitario italiano. ==Citazioni di Gino Dallari== *[...] perché l'America doveva continuare ad essere la ''terra di conquista'' del Vecchio Mondo, quando le sue genti davano prova oramai di saper vivere indipendenti e dimostravano la ferma volontà di fare da sé?<br>Non era questa una sana, una legittima ambizione?<br>Ne venne dunque il famoso messaggio del [[James Monroe|Monroë]]: il primo atto storico di solenne affermazione dell'egemonia americana degli Stati Uniti: l'America agli americani!<br>La patria di Giorgio Washington si poneva moralmente alla testa dei popoli dei due continenti del Nuovo Mondo e si offriva a loro salvaguardia contro la violenza straniera.<ref>Da ''Guerra e giustizia'', cit., p. 131.</ref> *Uomo di azione e di studi, il [[Alfred Thayer Mahan|Mahan]] si è fatto araldo nell'opinione pubblica – come fu artefice sulle navi, nelle scuole e negli uffici della Marina – della più grande potenza della sua patria.<br>La sua voce si levava, più di vent'anni sono, a dare l'allarme per un cosciente risveglio nazionalistico.<br>Allo spirito mercantile del suo paese, lungamente cullato da una politica protezionistica, egli additava i nuovi orizzonti aperti sul mare.<br>Gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] – ammoniva – bisogna che comincino a guardare di là dalle loro sponde; essi devono volgere il pensiero alla conquista dei mercati esteri.<br>Là è il nuovo campo degno per la loro attività esuberante.<ref>Da ''[https://archive.org/details/dallari-guerra-giustizia/page/n2/mode/1up Guerra e giustizia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 137.</ref> *[...] il Mahan insisteva a più riprese, con tutti gli argomenti probanti della sua sapienza tecnica, a dimostrare la necessità e l'urgenza, per gli Stati Uniti, di assicurarsi quei due ''punti strategici'', che in realtà sono poi passati sotto il dominio della Federazione: [[Cuba]], da un lato, verso le potenze europee, per prevenire e fronteggiare le cupide ambizioni cui il futuro canale istmico avrebbe dato la più viva irrequietezza; e le [[Hawaii|Hawaï]], dall'altro, per garantirsi nel mezzo del Pacifico la via sicura verso l'Oriente asiatico e tenere indietro la forza demografica del mondo giallo di già invadente.<ref>Da ''Guerra e giustizia'', cit., pp. 140-141.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Dallari, Gino}} [[Categoria:Bibliotecari italiani]] [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] j5mbyv7u9qw9lk24uwmmn81wu75y70x 1412866 1412865 2026-05-07T16:58:23Z Gaux 18878 sistemo e tolgo stub 1412866 wikitext text/x-wiki '''Gino Dallari''' (1872 - 1942), giurista, bibliotecario e docente universitario italiano. ==''Guerra e giustizia''== *[...] perché l'America doveva continuare ad essere la ''terra di conquista'' del Vecchio Mondo, quando le sue genti davano prova oramai di saper vivere indipendenti e dimostravano la ferma volontà di fare da sé?<br>Non era questa una sana, una legittima ambizione?<br>Ne venne dunque il famoso messaggio del [[James Monroe|Monroë]]: il primo atto storico di solenne affermazione dell'egemonia americana degli Stati Uniti: l'America agli americani!<br>La patria di Giorgio Washington si poneva moralmente alla testa dei popoli dei due continenti del Nuovo Mondo e si offriva a loro salvaguardia contro la violenza straniera. (p. 131) *Uomo di azione e di studi, il [[Alfred Thayer Mahan|Mahan]] si è fatto araldo nell'opinione pubblica – come fu artefice sulle navi, nelle scuole e negli uffici della Marina – della più grande potenza della sua patria.<br>La sua voce si levava, più di vent'anni sono, a dare l'allarme per un cosciente risveglio nazionalistico.<br>Allo spirito mercantile del suo paese, lungamente cullato da una politica protezionistica, egli additava i nuovi orizzonti aperti sul mare.<br>Gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] – ammoniva – bisogna che comincino a guardare di là dalle loro sponde; essi devono volgere il pensiero alla conquista dei mercati esteri.<br>Là è il nuovo campo degno per la loro attività esuberante. (p. 137) *[...] il Mahan insisteva a più riprese, con tutti gli argomenti probanti della sua sapienza tecnica, a dimostrare la necessità e l'urgenza, per gli Stati Uniti, di assicurarsi quei due ''punti strategici'', che in realtà sono poi passati sotto il dominio della Federazione: [[Cuba]], da un lato, verso le potenze europee, per prevenire e fronteggiare le cupide ambizioni cui il futuro canale istmico avrebbe dato la più viva irrequietezza; e le [[Hawaii|Hawaï]], dall'altro, per garantirsi nel mezzo del Pacifico la via sicura verso l'Oriente asiatico e tenere indietro la forza demografica del mondo giallo di già invadente. (pp. 140-141) ==Bibliografia== *Gino Dallari, ''[https://archive.org/details/dallari-guerra-giustizia/page/n2/mode/1up Guerra e giustizia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dallari, Gino}} [[Categoria:Bibliotecari italiani]] [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] mhuimbgnbndpcyiwol8bt9bs9h63fvr 1412867 1412866 2026-05-07T16:58:47Z Gaux 18878 sezione vuota 1412867 wikitext text/x-wiki '''Gino Dallari''' (1872 - 1942), giurista, bibliotecario e docente universitario italiano. ==''Guerra e giustizia''== *[...] perché l'America doveva continuare ad essere la ''terra di conquista'' del Vecchio Mondo, quando le sue genti davano prova oramai di saper vivere indipendenti e dimostravano la ferma volontà di fare da sé?<br>Non era questa una sana, una legittima ambizione?<br>Ne venne dunque il famoso messaggio del [[James Monroe|Monroë]]: il primo atto storico di solenne affermazione dell'egemonia americana degli Stati Uniti: l'America agli americani!<br>La patria di Giorgio Washington si poneva moralmente alla testa dei popoli dei due continenti del Nuovo Mondo e si offriva a loro salvaguardia contro la violenza straniera. (p. 131) *Uomo di azione e di studi, il [[Alfred Thayer Mahan|Mahan]] si è fatto araldo nell'opinione pubblica – come fu artefice sulle navi, nelle scuole e negli uffici della Marina – della più grande potenza della sua patria.<br>La sua voce si levava, più di vent'anni sono, a dare l'allarme per un cosciente risveglio nazionalistico.<br>Allo spirito mercantile del suo paese, lungamente cullato da una politica protezionistica, egli additava i nuovi orizzonti aperti sul mare.<br>Gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] – ammoniva – bisogna che comincino a guardare di là dalle loro sponde; essi devono volgere il pensiero alla conquista dei mercati esteri.<br>Là è il nuovo campo degno per la loro attività esuberante. (p. 137) *[...] il Mahan insisteva a più riprese, con tutti gli argomenti probanti della sua sapienza tecnica, a dimostrare la necessità e l'urgenza, per gli Stati Uniti, di assicurarsi quei due ''punti strategici'', che in realtà sono poi passati sotto il dominio della Federazione: [[Cuba]], da un lato, verso le potenze europee, per prevenire e fronteggiare le cupide ambizioni cui il futuro canale istmico avrebbe dato la più viva irrequietezza; e le [[Hawaii|Hawaï]], dall'altro, per garantirsi nel mezzo del Pacifico la via sicura verso l'Oriente asiatico e tenere indietro la forza demografica del mondo giallo di già invadente. (pp. 140-141) ==Bibliografia== *Gino Dallari, ''[https://archive.org/details/dallari-guerra-giustizia/page/n2/mode/1up Guerra e giustizia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918. {{DEFAULTSORT:Dallari, Gino}} [[Categoria:Bibliotecari italiani]] [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] 4u6s55cucywd1k1knfe80m1wfx491uu 1412868 1412867 2026-05-07T17:00:14Z Gaux 18878 wlink 1412868 wikitext text/x-wiki '''Gino Dallari''' (1872 - 1942), giurista, bibliotecario e docente universitario italiano. ==''Guerra e giustizia''== *[...] perché l'[[America]] doveva continuare ad essere la ''terra di conquista'' del [[Europa|Vecchio Mondo]], quando le sue genti davano prova oramai di saper vivere indipendenti e dimostravano la ferma volontà di fare da sé?<br>Non era questa una sana, una legittima ambizione?<br>Ne venne dunque il famoso messaggio del [[James Monroe|Monroë]]: il primo atto storico di solenne affermazione dell'egemonia americana degli Stati Uniti: l'America agli americani!<br>La patria di [[George Washington|Giorgio Washington]] si poneva moralmente alla testa dei popoli dei due continenti del Nuovo Mondo e si offriva a loro salvaguardia contro la violenza straniera. (p. 131) *Uomo di azione e di studi, il [[Alfred Thayer Mahan|Mahan]] si è fatto araldo nell'opinione pubblica – come fu artefice sulle navi, nelle scuole e negli uffici della Marina – della più grande potenza della sua patria.<br>La sua voce si levava, più di vent'anni sono, a dare l'allarme per un cosciente risveglio nazionalistico.<br>Allo spirito mercantile del suo paese, lungamente cullato da una politica protezionistica, egli additava i nuovi orizzonti aperti sul mare.<br>Gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] – ammoniva – bisogna che comincino a guardare di là dalle loro sponde; essi devono volgere il pensiero alla conquista dei mercati esteri.<br>Là è il nuovo campo degno per la loro attività esuberante. (p. 137) *[...] il Mahan insisteva a più riprese, con tutti gli argomenti probanti della sua sapienza tecnica, a dimostrare la necessità e l'urgenza, per gli Stati Uniti, di assicurarsi quei due ''punti strategici'', che in realtà sono poi passati sotto il dominio della Federazione: [[Cuba]], da un lato, verso le potenze europee, per prevenire e fronteggiare le cupide ambizioni cui il futuro canale istmico avrebbe dato la più viva irrequietezza; e le [[Hawaii|Hawaï]], dall'altro, per garantirsi nel mezzo del Pacifico la via sicura verso l'Oriente asiatico e tenere indietro la forza demografica del mondo giallo di già invadente. (pp. 140-141) ==Bibliografia== *Gino Dallari, ''[https://archive.org/details/dallari-guerra-giustizia/page/n2/mode/1up Guerra e giustizia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918. {{DEFAULTSORT:Dallari, Gino}} [[Categoria:Bibliotecari italiani]] [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] ddk5f6gq68k6dpvfwye3ypufxwqyvg5 1412870 1412868 2026-05-07T17:03:35Z Gaux 18878 /* Guerra e giustizia */ sic 1412870 wikitext text/x-wiki '''Gino Dallari''' (1872 - 1942), giurista, bibliotecario e docente universitario italiano. ==''Guerra e giustizia''== *[...] perché l'[[America]] doveva continuare ad essere la ''terra di conquista'' del [[Europa|Vecchio Mondo]], quando le sue genti davano prova oramai di saper vivere indipendenti e dimostravano la ferma volontà di fare da sé?<br>Non era questa una sana, una legittima ambizione?<br>Ne venne dunque il famoso messaggio del [[James Monroe|{{sic|Monroë}}]]: il primo atto storico di solenne affermazione dell'egemonia americana degli Stati Uniti: l'America agli americani!<br>La patria di [[George Washington|Giorgio Washington]] si poneva moralmente alla testa dei popoli dei due continenti del Nuovo Mondo e si offriva a loro salvaguardia contro la violenza straniera. (p. 131) *Uomo di azione e di studi, il [[Alfred Thayer Mahan|Mahan]] si è fatto araldo nell'opinione pubblica – come fu artefice sulle navi, nelle scuole e negli uffici della Marina – della più grande potenza della sua patria.<br>La sua voce si levava, più di vent'anni sono, a dare l'allarme per un cosciente risveglio nazionalistico.<br>Allo spirito mercantile del suo paese, lungamente cullato da una politica protezionistica, egli additava i nuovi orizzonti aperti sul mare.<br>Gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] – ammoniva – bisogna che comincino a guardare di là dalle loro sponde; essi devono volgere il pensiero alla conquista dei mercati esteri.<br>Là è il nuovo campo degno per la loro attività esuberante. (p. 137) *[...] il Mahan insisteva a più riprese, con tutti gli argomenti probanti della sua sapienza tecnica, a dimostrare la necessità e l'urgenza, per gli Stati Uniti, di assicurarsi quei due ''punti strategici'', che in realtà sono poi passati sotto il dominio della Federazione: [[Cuba]], da un lato, verso le potenze europee, per prevenire e fronteggiare le cupide ambizioni cui il futuro canale istmico avrebbe dato la più viva irrequietezza; e le [[Hawaii|{{sic|Hawaï}}]], dall'altro, per garantirsi nel mezzo del Pacifico la via sicura verso l'Oriente asiatico e tenere indietro la forza demografica del mondo giallo di già invadente. (pp. 140-141) ==Bibliografia== *Gino Dallari, ''[https://archive.org/details/dallari-guerra-giustizia/page/n2/mode/1up Guerra e giustizia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918. {{DEFAULTSORT:Dallari, Gino}} [[Categoria:Bibliotecari italiani]] [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] 6iwc3jaqp8fj6n996xqkw5xg3me2xg2 1412871 1412870 2026-05-07T17:14:18Z Gaux 18878 accademico (membro dell'Accademia delle Scienze di Torino) 1412871 wikitext text/x-wiki '''Gino Dallari''' (1872 - 1942), giurista, bibliotecario, docente universitario e accademico italiano. ==''Guerra e giustizia''== *[...] perché l'[[America]] doveva continuare ad essere la ''terra di conquista'' del [[Europa|Vecchio Mondo]], quando le sue genti davano prova oramai di saper vivere indipendenti e dimostravano la ferma volontà di fare da sé?<br>Non era questa una sana, una legittima ambizione?<br>Ne venne dunque il famoso messaggio del [[James Monroe|{{sic|Monroë}}]]: il primo atto storico di solenne affermazione dell'egemonia americana degli Stati Uniti: l'America agli americani!<br>La patria di [[George Washington|Giorgio Washington]] si poneva moralmente alla testa dei popoli dei due continenti del Nuovo Mondo e si offriva a loro salvaguardia contro la violenza straniera. (p. 131) *Uomo di azione e di studi, il [[Alfred Thayer Mahan|Mahan]] si è fatto araldo nell'opinione pubblica – come fu artefice sulle navi, nelle scuole e negli uffici della Marina – della più grande potenza della sua patria.<br>La sua voce si levava, più di vent'anni sono, a dare l'allarme per un cosciente risveglio nazionalistico.<br>Allo spirito mercantile del suo paese, lungamente cullato da una politica protezionistica, egli additava i nuovi orizzonti aperti sul mare.<br>Gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] – ammoniva – bisogna che comincino a guardare di là dalle loro sponde; essi devono volgere il pensiero alla conquista dei mercati esteri.<br>Là è il nuovo campo degno per la loro attività esuberante. (p. 137) *[...] il Mahan insisteva a più riprese, con tutti gli argomenti probanti della sua sapienza tecnica, a dimostrare la necessità e l'urgenza, per gli Stati Uniti, di assicurarsi quei due ''punti strategici'', che in realtà sono poi passati sotto il dominio della Federazione: [[Cuba]], da un lato, verso le potenze europee, per prevenire e fronteggiare le cupide ambizioni cui il futuro canale istmico avrebbe dato la più viva irrequietezza; e le [[Hawaii|{{sic|Hawaï}}]], dall'altro, per garantirsi nel mezzo del Pacifico la via sicura verso l'Oriente asiatico e tenere indietro la forza demografica del mondo giallo di già invadente. (pp. 140-141) ==Bibliografia== *Gino Dallari, ''[https://archive.org/details/dallari-guerra-giustizia/page/n2/mode/1up Guerra e giustizia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918. {{DEFAULTSORT:Dallari, Gino}} [[Categoria:Accademici italiani]] [[Categoria:Bibliotecari italiani]] [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] 56azq9na9wystavye1i0p6yzir44ceb Marco Zanuso 0 224675 1412886 2026-05-07T23:45:52Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Paolo Monti - Servizio fotografico - BEIC 6365442.jpg|thumb|upright=1.2|Marco Zanuso nel 1960]] '''Marco Zanuso''' (1916 – 2001), architetto, designer e urbanista italiano. ==Citazioni di Marco Zanuso== *Industrializzare l'edilizia vuol dire per noi portare la produzione edilizia su un piano di rendimento e precisione per cui tutti gli elementi costituenti la costruzione siano definiti non solo in se stessi, ma fino nella costruzione. Per giungere a questo dobb..." 1412886 wikitext text/x-wiki [[File:Paolo Monti - Servizio fotografico - BEIC 6365442.jpg|thumb|upright=1.2|Marco Zanuso nel 1960]] '''Marco Zanuso''' (1916 – 2001), architetto, designer e urbanista italiano. ==Citazioni di Marco Zanuso== *Industrializzare l'edilizia vuol dire per noi portare la produzione edilizia su un piano di rendimento e precisione per cui tutti gli elementi costituenti la costruzione siano definiti non solo in se stessi, ma fino nella costruzione. Per giungere a questo dobbiamo pensare la costruzione non più modellata, colata, conglomerata, ma montata. {{NDR|Da ''La casa prefabbricata'', 1946}}<ref name="Neri"/> *La divisione tra urbanisti, architetti e designer è un'abitudine retorica o, peggio, una difesa corporativa, che ha poco senso. Il problema sostanziale è quello del progetto. Tutto quello che riguarda il mondo che ci circonda è progetto. Va dalla dimensione dell'oggetto d'uso fino all'impatto territoriale. Il senso [...] sta nel porre in evidenza questa tensione comune. {{NDR|Da un intervento alla mostra monografica alla Triennale di Milano per i 60 anni di attività, 1999}}<ref name="Minetti">Citato in Maria Giulia Minetti, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,17/articleid,0326_01_2001_0190_0017_2183041/ L'architetto che cambiò la casa]'', ''La Stampa'', 12 luglio 2001, p. 17.</ref> *Mi interessa il processo, non la forma.<ref name="Minetti"/> *{{NDR|«Zanuso ha uno stile?»}} No grazie. Ho forse più una curiosità. Come quando si conosce una donna e si vuole capirla osservando come si comporta.<ref name="Neri"/> *Quando costruirò la mia casa, andrò alla periferia della città e cercherò un prato [...] quadrato, cintato da mura sufficientemente alte, con qualche albero non molto grande. Là costruirò la casa per la mia compagna e per me. Una casa non grande, ma capace di diventarlo. {{NDR|Da ''Domus'', 1942}}<ref name="Neri">Citato in Gabriele Neri, ''[https://www.espazium.ch/it/attualita/parola-di-marco-zanuso Pa­ro­la di Mar­co Za­nu­so]'', ''espazium.ch'', 5 luglio 2013.</ref> *Vorrei lasciare un segno nella città dove vivo.<ref>Citato in Silvia Giacomoni, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/07/12/marco-zanuso-uomo-che-reinvento-gli-oggetti.html Marco Zanuso. L'uomo che reinventò gli oggetti]'', ''la Repubblica'', 12 luglio 2001.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Brionvega]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zanuso, Marco}} [[Categoria:Designer italiani]] [[Categoria:Urbanisti italiani]] 8tltfuhg2fi3ttedqdgpefeop38j7a0 1412889 1412886 2026-05-07T23:50:06Z Danyele 19198 +categoria 1412889 wikitext text/x-wiki [[File:Paolo Monti - Servizio fotografico - BEIC 6365442.jpg|thumb|upright=1.2|Marco Zanuso nel 1960]] '''Marco Zanuso''' (1916 – 2001), architetto, designer e urbanista italiano. ==Citazioni di Marco Zanuso== *Industrializzare l'edilizia vuol dire per noi portare la produzione edilizia su un piano di rendimento e precisione per cui tutti gli elementi costituenti la costruzione siano definiti non solo in se stessi, ma fino nella costruzione. Per giungere a questo dobbiamo pensare la costruzione non più modellata, colata, conglomerata, ma montata. {{NDR|Da ''La casa prefabbricata'', 1946}}<ref name="Neri"/> *La divisione tra urbanisti, architetti e designer è un'abitudine retorica o, peggio, una difesa corporativa, che ha poco senso. Il problema sostanziale è quello del progetto. Tutto quello che riguarda il mondo che ci circonda è progetto. Va dalla dimensione dell'oggetto d'uso fino all'impatto territoriale. Il senso [...] sta nel porre in evidenza questa tensione comune. {{NDR|Da un intervento alla mostra monografica alla Triennale di Milano per i 60 anni di attività, 1999}}<ref name="Minetti">Citato in Maria Giulia Minetti, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,17/articleid,0326_01_2001_0190_0017_2183041/ L'architetto che cambiò la casa]'', ''La Stampa'', 12 luglio 2001, p. 17.</ref> *Mi interessa il processo, non la forma.<ref name="Minetti"/> *{{NDR|«Zanuso ha uno stile?»}} No grazie. Ho forse più una curiosità. Come quando si conosce una donna e si vuole capirla osservando come si comporta.<ref name="Neri"/> *Quando costruirò la mia casa, andrò alla periferia della città e cercherò un prato [...] quadrato, cintato da mura sufficientemente alte, con qualche albero non molto grande. Là costruirò la casa per la mia compagna e per me. Una casa non grande, ma capace di diventarlo. {{NDR|Da ''Domus'', 1942}}<ref name="Neri">Citato in Gabriele Neri, ''[https://www.espazium.ch/it/attualita/parola-di-marco-zanuso Pa­ro­la di Mar­co Za­nu­so]'', ''espazium.ch'', 5 luglio 2013.</ref> *Vorrei lasciare un segno nella città dove vivo.<ref>Citato in Silvia Giacomoni, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/07/12/marco-zanuso-uomo-che-reinvento-gli-oggetti.html Marco Zanuso. L'uomo che reinventò gli oggetti]'', ''la Repubblica'', 12 luglio 2001.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Brionvega]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zanuso, Marco}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Designer italiani]] [[Categoria:Urbanisti italiani]] i35ptve21vdnh1oo56v17vqfoo203am Discussioni utente:GeriatricCongressman 3 224676 1412890 2026-05-08T06:18:12Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1412890 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:18, 8 mag 2026 (CEST)}} mns3f916yb2b8ipal2x6e15fpk0ul78 Discussioni utente:Maria Sophi Campailla 3 224677 1412891 2026-05-08T06:51:11Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1412891 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:51, 8 mag 2026 (CEST)}} j0gh6imbk8ktrxlvo5uwky58ty19487 Foroglio 0 224678 1412894 2026-05-08T07:11:14Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Foroglio1 Mai 2015.JPG|thumb|Foroglio]] Citazioni su '''Foroglio''', frazione di [[Cevio]]. *Ho seguito una stretta carraia serpeggiante tra massi e ruscelli, tutta disseminata di cappelle votive, fino al paese di {{sic|Fonoglio}} che non era segnato sulla carta. Di fianco al paese, da uno strapiombo di roccia, scende una cascata. C'è l'"Osteria della cascata", la cassetta della posta color giallo-cromo sulla strada, una fontana e le case col t..." 1412894 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Foroglio1 Mai 2015.JPG|thumb|Foroglio]] Citazioni su '''Foroglio''', frazione di [[Cevio]]. *Ho seguito una stretta carraia serpeggiante tra massi e ruscelli, tutta disseminata di cappelle votive, fino al paese di {{sic|Fonoglio}} che non era segnato sulla carta. Di fianco al paese, da uno strapiombo di roccia, scende una cascata. C'è l'"Osteria della cascata", la cassetta della posta color giallo-cromo sulla strada, una fontana e le case col tetto di pietra. ([[Piero Chiara]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 3cq18tai3btda6baoen027yr50ptwwf Sonlerto 0 224679 1412895 2026-05-08T07:16:02Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Sonlerto Mai 2015.JPG|thumb|Sonlerto]] Citazioni su '''Sonlerto''', frazione di [[Cevio]]. *Più tardi scendo anch'io e mi fermo a Sonlerto. Il paese è abitato da gente di [[Bignasco]] che è qui da un mese con gli animali. Le abitazioni sembrano case di nani, ordinatissime, pulite, legate l'una con l'altra da loggette, da passaggi coperti, con piccoli orti intorno. C'è anche una chiesetta minuscola con un confessionale di legno chiaro e quatt..." 1412895 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Sonlerto Mai 2015.JPG|thumb|Sonlerto]] Citazioni su '''Sonlerto''', frazione di [[Cevio]]. *Più tardi scendo anch'io e mi fermo a Sonlerto. Il paese è abitato da gente di [[Bignasco]] che è qui da un mese con gli animali. Le abitazioni sembrano case di nani, ordinatissime, pulite, legate l'una con l'altra da loggette, da passaggi coperti, con piccoli orti intorno. C'è anche una chiesetta minuscola con un confessionale di legno chiaro e quattro panche. Dalle stalle giungono i belati infantili dei capretti nati un mese fa. Sonlerto vive. Vivrà fino alla metà di dicembre, quando i suoi abitanti, con la loro suppellettile innanzi, scenderanno come tutti gli anni a far Natale a Bignasco e a svernare nel più comodo paese di fondovalle. [[Locarno]], pochi chilometri più in basso, appartiene a un altro mondo.​​ ([[Piero Chiara]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] do5tzkrl2d35sjkin8premshn3vbfm7 Chiesa di San Michele (Centovalli) 0 224680 1412903 2026-05-08T08:09:25Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Palagnedra - St.Michael Außen.jpg|thumb|Chiesa di San Michele]] Citazioni sulla '''chiesa di San Michele''' a Palagnedra, Centovalli. *Un poco in disparte, aggruppate sopra un'onda della terra, la chiesa, la canonica, il camposanto. Il parroco [...]. Ci mostra gli affreschi medievali della sua chiesa, i sontuosi arredi degli altari e della sacristia: broccati, velluti, pizzi, candelieri e lampade d'argento sbalzato, un raro cuoio dipinto, qualc..." 1412903 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Palagnedra - St.Michael Außen.jpg|thumb|Chiesa di San Michele]] Citazioni sulla '''chiesa di San Michele''' a Palagnedra, Centovalli. *Un poco in disparte, aggruppate sopra un'onda della terra, la chiesa, la canonica, il camposanto. Il parroco [...]. Ci mostra gli affreschi medievali della sua chiesa, i sontuosi arredi degli altari e della sacristia: broccati, velluti, pizzi, candelieri e lampade d'argento sbalzato, un raro cuoio dipinto, qualche ostensorio di grande aspetto. [...] da secoli l'emigrazione del paese, costantemente rivolta verso Livorno, Pisa e Firenze, e tuttavia legata al paese natale, vi mandava di tanto in tanto quei ricchi doni. [...] volevano che, nella remota chiesa del loro battesimo, risplendesse qualche luce dei duomi toscani. ([[Francesco Chiesa]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Architetture religiose della Svizzera]] a0iv717e6yu6qyxo61rul8i4918j9hb Discussioni utente:Miniussi 3 224681 1412904 2026-05-08T08:14:58Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1412904 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:14, 8 mag 2026 (CEST)}} ptbqz8ub7fz6wmpi080pc4wzjspxqel Monte Camoghè 0 224682 1412906 2026-05-08T08:28:28Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Val Morobbia 2008 019.jpg|miniatura|Monte Camoghè]] Citazioni sul '''Monte Camoghè'''. *{{NDR|Guardando dalla [[Chiesa di San Quirico (Minusio)|chiesa di San Quirico]]}} Da una parte, in un lontano oriente, il gran Camoghè, tutto d'un rosa tenero, come se quel colosso avesse l'anima ingenua sognante di una verginella. ([[Francesco Chiesa]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} Categori..." 1412906 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Val Morobbia 2008 019.jpg|miniatura|Monte Camoghè]] Citazioni sul '''Monte Camoghè'''. *{{NDR|Guardando dalla [[Chiesa di San Quirico (Minusio)|chiesa di San Quirico]]}} Da una parte, in un lontano oriente, il gran Camoghè, tutto d'un rosa tenero, come se quel colosso avesse l'anima ingenua sognante di una verginella. ([[Francesco Chiesa]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Montagne della Svizzera|Camoghè]] p6d64aoa48cn94upkqggr9yoqnez0d0 Camoghè 0 224683 1412907 2026-05-08T08:29:23Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Monte Camoghè]] 1412907 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Monte Camoghè]] 973l50vwgc0qgmgo1l4611k352ur7d6 Monte Brè 0 224684 1412908 2026-05-08T08:33:43Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Monte Bre April15.JPG|miniatura|Monte Brè]] Citazioni sul '''Monte Brè'''. *Il Brè, trasognato nel tiepido sole, lasciava fluire di china in china quel suo gran manto di velluto fulvo e il richiamo bianco delle ville e dei villaggi... ([[Francesco Chiesa]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Montagne della Svizzera|Brè]]" 1412908 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Monte Bre April15.JPG|miniatura|Monte Brè]] Citazioni sul '''Monte Brè'''. *Il Brè, trasognato nel tiepido sole, lasciava fluire di china in china quel suo gran manto di velluto fulvo e il richiamo bianco delle ville e dei villaggi... ([[Francesco Chiesa]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Montagne della Svizzera|Brè]] 7iyttp2a74lkx0qeikz0bfe4zql0eeh 1412910 1412908 2026-05-08T08:39:32Z Spinoziano 2297 + voce correl. 1412910 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Monte Bre April15.JPG|miniatura|Monte Brè]] Citazioni sul '''Monte Brè'''. *Il Brè, trasognato nel tiepido sole, lasciava fluire di china in china quel suo gran manto di velluto fulvo e il richiamo bianco delle ville e dei villaggi... ([[Francesco Chiesa]]) ==Voci correlate== *[[Lugano]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Montagne della Svizzera|Brè]] awgh4xa01mj5jckllpiephscns49jsm Discussioni utente:SamSam871 3 224685 1412914 2026-05-08T09:03:15Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1412914 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:03, 8 mag 2026 (CEST)}} nyelp9kn5ksl9yf24bya6beg10o98tg Carbonifero 0 224686 1412920 2026-05-08T11:15:41Z Marcella Medici (BEIC) 84396 creazione voce 1412920 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Meyers b15 s0272b.jpg|thumb|Piante del Carbonifero]] Citazioni sul '''Carbonifero'''. *La selva del paesaggio carbonifero era una congerie di grandi felci che levavano tronchi alti e nudi, terminati da ciuffi di fronde sempre verdi, rigide e minute. Non alberi maestosi dall’ampio fogliame che ogni anno appassisce e cade per poi rinascere, non fiori dalle tinte smaglianti, non frutti saporosi. Non risuonava nella boscaglia la voce dei più nobili animali, dei mammiferi e degli uccelli. </br> Il tipo più elevato della serie zoologica era, in quel tempo, un anfibio che calcava silente il suolo pantanoso, lasciandovi non di rado le sue orme impresse. Intanto, le acque marine accoglievano rettili nuotatori, selaci, ganoidi, conchiferi e coralli più o meno diversi dagli attuali, e gli ultimi superstiti della numerosa schiera dei trilobiti, omai prossimi alla completa estinzione. ([[Arturo Issel]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Geologia]] 701ogq3w9cjvu0gnrh5e9hff2lohw47