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Ken il guerriero
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2026-05-09T15:39:53Z
Mariomassone
17056
/* Episodio 22, I sette cavalieri */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Hokuto no ken logo.png|right|400 px]]
'''''Ken il guerriero''''', manga scritto da [[Buronson]] e disegnato da [[Tetsuo Hara]], diventato poi una serie televisiva anime.
==Manga==
{{fumetto
|immagine= Manga di Kenshiro 03.JPG
|tipo = manga
|titolo = Ken il guerriero
|titolo originale = 北斗の拳
|titolo traslitterato = Hokuto no Ken
|lingua originale = giapponese
|paese = Giappone
|genere =
|target = shōnen
|autore = [[Buronson]]
|editore = Shūeisha
|pubblicazione = 1983 – 1988
|editoreitaliano = Granata Press
|pubblicazioneitaliana = 1990 – 1994
}}
===Volume 1===
*Alla fine del XX secolo, il mondo venne avvolto dalle fiamme atomiche! I mari si prosciugarono, la terra si spezzò... e sembrò che ogni forma di vita si fosse estinta. Eppure... La razza umana era sopravvissuta!
*In quest'epoca non ci si può permettere di avere il cuore tenero! ('''Bat''')
*Ormai l'acqua e il cibo sono i beni più preziosi, e solo i più forti riescono a sopravvivere. È la legge della giungla. ('''Bat''')
*Di questi tempi i bambini non servono a nulla. ('''Bat''')
*Secondo la leggenda, molto tempo fa in Cina esisteva una temibile arte marziale assassina chiamata Divina scuola di Hokuto. Chi la praticava, poteva concentrare tutta la propria energia in un singolo pugno prima di colpire i punti di pressione del corpo, infliggendo danni interni tali da causare morte certa! ('''Anziano''')
*Tu sei già morto. ('''Kenshiro''')
*Dinnanzi alla Divina scuola di Hokuto, la tecnica assassina definitiva tramandata esclusivamente a un unico successore, una freccia non è nulla di più di un bastoncino immobile. ('''Kenshiro''')
*Il [[domani]] è più importante del presente. ('''Sig. Misumi''')
*Gli esseri umani usano solo il 30% della loro reale forza. Grazie agli insegnamenti della Divina scuola di Hokuto, io posso accedere al restante 70%. ('''Kenshiro''')
*Ho colpito i tōi, due punti dei 708 punti segreti di pressione. Quando estrarrò i miei pollici, ti rimarranno tre secondi di vita. Approfitta di quei tre secondi per pentirti dei tuoi crimini. ('''Kenshiro''')
*Sei così lento da farmi sbadigliare. ('''Kenshiro''')
*La Divina scuola di Hokuto è un'arte marziale assassina. È proprio col favore delle tenebre che esprime al meglio le sue potenzialità. ('''Kenshiro''')
*Il firmamento ha due poli: nord e sud, Hokuto e Nanto. Ogni cosa del creato condivide un opposto polare. Uomo e donna, ombra e luce, yin e yang... persino i guardiani niō. Lo stesso vale per le tecniche assassine, con la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto! La Divina scuola di Hokuto è capace di causare un esplosione dall'interno colpendo i punti segreti di pressione del corpo, ed è quindi yin, l'ombra... mentre la Sacra scuola di Nanto, il pugno che distrugge i suoi avversari con colpi esterni, è yang, la luce! ('''Shin''')
*La [[forza]] è [[giustizia]]. Che grande epoca che è quella in cui viviamo! Chi è forte può impossessarsi di tutto ciò che vuole senza farsi scrupoli! ('''Shin''')
*La Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto sono due facce della stessa medaglia. Non devono combattersi, ma collaborare per tramandare le loro discipline alle generazioni future. ('''Ryuken''')
*Uno come te non potrà mai battermi! Tra noi due c'è una differenza fatale... l'ambizione e l'ossessione! È l'[[ossessione]] che rende un uomo forte. E tu non ne hai. ('''Shin''')
*Terribile quanto il cuore delle [[Donna|donne]] sia volubile, eh?! ('''Shin''')
*'''Shin''': T... tu non sei davvero più il Kenshiro di una volta... Come è possibile...?<br>'''Kenshiro''': L'ossessione! Ciò che mi ha cambiato è l'ossessione che tu mi hai insegnato!
*Hai forse scordato che sono un esperto dell'assassinio? Non basta certo avvicinarsi silenziosamente per prendermi alle spalle. ('''Kenshiro''')
*È stata la rabbia a sconfiggere le tue tecniche segrete. La mia rabbia più grande di qualunque ossessione! ('''Kenshiro''')
*Per la prima volta in vita mia, piansi. Nonostante tutti gli sforzi, fino all'ultimo momento, non sono riuscito a conquistare il suo cuore... e tutto perché nel suo animo ci sei sempre stato tu. ('''Shin''')
*'''Bat''': Perché hai scavato una tomba per un simile uomo?!<br>'''Kenshiro''': Perché amavamo la stessa donna.
===Volume 2===
*Se non volete morire, fatevi da parte. Fra me e voi c'è un abisso. [...] Pare che solo morendo riuscirete ad afferrare il concetto. ('''Kenshiro''')
*Per me i Berretti rossi non sono che dei bambini. ('''Kenshiro''')
*Pensavi davvero che avrei lasciato in vita feccia come te?! ('''Kenshiro''')
*Si dice che i cacciatori provetti siano in grado di percepire le prede anche solo dal movimento dell'aria. ('''Colonnello''')
*Nessuna delle mie prede era mai riuscita ad avvicinarsi così tanto che me ne accorgessi. ('''Kenshiro''')
*'''Colonnello''': I Berretti rossi... Precise macchine da guerra e valorosi soldati. Ma più di ogni cosa, erano uomini motivati da una fede cieca! La lealtà verso il loro paese! Però un giorno... quando andai al palazzo del generale per fare rapporto, trovai tutti completamente ubriachi... [...] In quella stanza c'erano le alte sfere di governo e i proprietari di grosse aziende... Quelle erano le persone che governavano il paese... Rimasi scioccato nello scoprire che genere di uomini fossero quelli che davano ordini a noi militari! Non ci eravamo addestrati rischiando la vita per giurare fedeltà a quei porci corrotti! E poi un giorno, quei maiali disgustosi scelsero il sistema più stupido per assicurarsi di conservare i propri interessi! Desiderosi di risolvere in fetta il conflitto, decisero di premere il pulsante che nessuno avrebbe mai dovuto premere. E fu la fine di tutto. Quei maledetti porci si seppellirono con le proprie mani, mentre noi sopravvivemmo grazie ai nostri corpi fortificati! Dio ci ha scelto! Ora hai capito? Non permetterò che quella follia si ripeta! E perché ciò avvenga, è necessaria la creazione di un popolo straordinario, unito dalla stessa ideologia.<br>'''Kenshiro''': Non ti rendi conto che anche la tua soluzione è folle?!
*'''Colonnello''': Dimmi perché. Perché sei così motivato a sconfiggermi? Cos'è che ti spinge ad affrontare un simile rischio?!<br>'''Kenshiro''': Io non ho più alcuna motivazione. Sono un uomo che ha perso tutto! Però... Le lacrime versate dai bambini che sono diventati le vittime di fanatici come voi... La loro tristezza... Ecco cosa mi ha portato ad affrontarti. La tua delirante ambizione finisce qui!
*Ammetto che sei dotato di capacità straordinarie, che però in fin dei conti sono solo il risultato di venti o trenta anni di allenamento. Invece nelle mie vene scorre il sangue di un assassino, avendo appreso la Divina scuola di Hokuto e i suoi insegnamenti che vengono tramandati a un unico successore da 1800 anni. Io sono sempre stato un assassino, fin dal momento in cui sono nato. ('''Kenshiro''')
*La [[pietà]] è fatale per un [[guerriero]]. Provando pietà si annullano le proprie abilità combattive, e le tue sono svanite per salvare quella marmocchia! ('''Colonnello''')
*Non serve rischiare la vita per sconfiggere un [[elefante]]! Basta riuscire a mangiarne la carne prima o poi... ('''Jackal''')
*Sono sordo alle suppliche dei malvagi. ('''Kenshiro''')
*Basta camuffarsi un pochino da donna per far uscire allo scoperto vermi come voi! ('''Rei''')
*'''Rei''': Quello è... il Nanto Suichō Ken, la tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto!<br>'''Predone''': Sì, non mi sbaglio! È una branca del Nanto Seiken, la Sacra scuola di Nanto! Si dice che chi la conosce sia in grado di muoversi con la stessa eleganza degli uccelli d'acqua, e questo nonostante le sue tecniche abbiano una potenza e una crudeltà senza uguali!
*I miei movimenti sono così veloci che l'occhio umano non può distinguerli! ('''Rei''')
*Fin quando non scoverò e ammazzerò l'uomo con le sette cicatrici sul petto... farò di tutto per sopravvivere, dovessi nutrirmi anche di fango! ('''Rei''')
*'''Mamiya''': E dimmi, Rin, perché viaggi con quel tipo sinistro?<br>'''Rin''': Parli di Ken?! Perché ha un cuore d'oro.
===Volume 3===
*In questo mondo è naturale che siano i più deboli a morire per primi! ('''Rei''')
*Questo non è il momento di piangere, perché io ho il dovere di proteggere le vite dei nostri compagni. ('''Mamiya''')
*Credevo di essermi abituata ai drammi di quest'epoca, invece... Non ero pronta a sopportare il dolore di rimanere sola... ('''Mamiya''')
*Di fronte alla mia Sacra scuola di Nanto, voi non siete altro che spazzatura! Senza contare che oggi mi è venuta una gran voglia di farvi a fette... ('''Rei''')
*I [[Lupo|lupi]] cacciano in branco in maniera metodica. Per quanto forte, nessuna preda può scappare a un branco di lupi! ('''Membro del Clan delle zanne''')
*'''Kenshiro''': Ma tu perché sei qui...?!<br>'''Rei''': Pff! Probabilmente per la tua stessa ragione. Pare che siamo entrambi sensibili alle lacrima di una donna...
*La scuola di Nanto è uno stile yang... poiché è una disciplina di luce, i suoi numerosi stili si sono rifratti e diffusi in tutto il mondo... Mentre la scuola di Hokuto è un'arte trasmessa a un solo successore, quindi non ci sono altre diramazioni... Tale è il destino di Nanto e Hokuto... ('''Rei''')
*In quest'epoca di barbarie, più una donna è bella, più è alto il prezzo a cui può essere venduta! ('''Rei''')
*Ne ho incontrati a bizzeffe di uomini malvagi durante il mio viaggio. Mi basta guardare uno negli occhi per capire che tipo è. ('''Rei''')
*Gli occhi innocenti dei [[Bambino|bambini]] distinguono meglio di tutti il bene dal male! ('''Kenshiro''')
*Se non sei una donna, non dovresti aver bisogno di nasconderti il petto! ('''Rei''')
*Quando la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto si affrontano usando le loro tecniche segrete, nessuno ne esce vivo! ('''Capobranco del Clan delle zanne''')
*Un tempo anch'io vivevo solo per una donna... Yuria... Lei era la mia fidanzata... ma un uomo la rapì! Così andai avanti unicamente per riaverla... Ma Yuria era già morta. E dopo che uccisi quell'uomo... l'unica cosa che provai fu una solitudine indescrivibile... ('''Kenshiro''')
*Avrei preferito non usare i miei pugni su un buono a nulla come te, ma non ho altra scelta! ('''Kenshiro''')
*Di' il mio nome! ('''Jagi''')
*Non esistono fratelli minori migliori di quelli maggiori! ('''Jagi''')
===Volume 4===
*Kenshiro è ancora un bamboccio! Non potrà mai ereditare la conduzione della Divina scuola di Hokuto! ('''Jagi''')
*Kenshiro, perché hai finto di perdere? Perché è tuo fratello maggiore...? Sappi che un giorno questa tua bontà d'animo ti si ritorcerà contro con conseguenze disastrose! Specialmente con un tipo come Jagi... ('''Ryuken''')
*Scegli un posto! Ma decidilo con cura, perché quello sarà il luogo dove morirai! ('''Kenshiro''')
*Fratelli...! Perché non protestate?! Lui è nostro fratello minore! Inoltre è il più inesperto! Non siete infuriati che ci abbia soffiato il titolo che ci spettava?! Grrr! Ma lo capite che significa?! L'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, prevede un unico successore! Io so che fine fanno coloro che non vengono scelti come successori! Gli viene proibito di praticare le tecniche della scuola e persino di definirsi esponenti della stessa! Per far rispettare questa regola, ad alcuni vengono distrutti i pugni e ad altri vengono cancellati i ricordi! Sono 1800 anni che un simile destino attende coloro che non sono riusciti a conquistare il titolo di legittimo successore della Divina scuola di Hokuto! [...] Vi siete forse rammolliti?! Ma io non lo accetto! Io non ci sto! Kenshiro è inferiore a me! Non permetterò che mi distrugga i pugni! ('''Jagi''')
*Jagi non può sconfiggere Kenshiro...! Ma Kenshiro non avrà il coraggio di uccidere Jagi. Nostro padre ha sbagliato nella scelta del successore. [...] La Divina scuola di Hokuto ha i giorni contati! ('''Raoh''')
*Ascolta, Kenshiro. La Divina scuola di Hokuto prevede un unico successore poiché è un'arte assassina senza eguali... Non deve essere usata in modo errato. Se un uomo corrotto diventasse il successore, il mondo cadrebbe in rovina... ('''Ryuken''')
*'''Kenshiro''': Perché usi aghi e fucili? Perché non combatti affidandoti solo ai tuoi pugni?<br>'''Jagi''': Non rompere! Per me le arti marziali non sono tutto! Basta essere i più forti! L'importante è vincere, non importa come!
*'''Jagi''': Ho vissuto fino a oggi bruciando d'odio nei tuoi confronti...! Un risentimento che alimenta sempre più intensamente ogni volta che queste ferite mi causano dolore! Preparati, perché ora ridurrò la tua faccia come la mia! Quella volta hai vinto solo perché sono inciampato, ma stavolta non sarai così fortunato...<br>'''Kenshiro''': Ancora non l'hai capito? Quella volta non sei inciampato. Prima che tu mi attaccassi ti avevo colpito in un punto segreto di pressione, condizionando i movimenti delle tue gambe!<br>'''Jagi''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ma ora rimpiango la mia ingenuità per averti permesso di vivere tutto questo tempo! Rimedierò al mio errore, qui e ora!
*'''Jagi''': Sei... spietato e aggressivo... Stento a riconoscerti... Cos'è che ti ha trasformato...?!<br>'''Kenshiro''': In tutti questi anni ho versato il sangue di innumerevoli avversari... rivali che consideravo miei amici. È stata la morte di quei formidabili rivali e amici a cambiarmi!
*'''Jagi''': Hai presente Shin, colui che consideravi un rivale e amico?! Ebbene, sono stato io a fargli vendere... l'anima al diavolo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Jagi''': Ti odiavo non solo perché eri divenuto il successore della Divina scuola di Hokuto, ma anche perché eri riuscito a conquistare Yuria! Così puntai su Shin, che sapevo amava Yuria nonostante tutto! Non feci altro che rinvigorire quel fuoco di speranza che stava languendo dentro di lui!
*Questa è un'era dove i diavoli la fanno da padrone! ('''Jagi''')
*Hai dimenticato persino l'essenza della Divina scuola di Hokuto?! La rabbia rende il corpo resistente come l'acciaio! ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Ti si addice una morte così orrenda! Fra pochi secondi il tuo corpo sparirà dalla faccia della Terra. Quest'incubo è finalmente finito!<br>'''Jagi''': Finito?! Che idiota! Questo è solo l'inizio del tuo viaggio verso l'inferno! Hai scordato che hai ancora due fratelli?! Me lo vedo già il tuo inferno...!
*Sotto la guida delle sette stelle che si susseguono nella volta celeste e senza interruzione per 1800 anni, l'arcana arte dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, è stata tramandata di generazione in generazione a un unico successore... Tuttavia Ryuken, il precedente maestro, non ricevette dal cielo la benedizione di un erede. Fu per questo che Ryuken... Adottò quattro bambini, con l'intenzione di nominare uno di loro come suo successore. Il più anziano, [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]], il secondo figlio, Toki, il terzo, Jagi, e per finire il più giovane, Kenshiro. Questo è tutto quello sono riuscito a scoprire sulla Divina scuola di Hokuto. Non so cosa sia successo all'interno della famiglia al momento della nomina... Ma alla fine è stato Kenshiro, il più giovane dei quattro, a essere scelto come legittimo successore. ('''Rei''')
*Io ho un sogno, Kenshiro. Al mondo ci sono migliaia di persone malate. Vorrei sfruttare le tecniche della Divina scuola di Hokuto per finalità mediche piuttosto che per combattere. ('''Toki''')
*In un [[combattimento]], farsi prendere alle spalle o permettere all'avversario di trovarsi più in alto significa perdere! ('''Habu''')
*Prima di provocare qualcuno, dovresti valutare meglio la sua forza... ('''Kenshiro''')
*Io non sono cambiato! Sono i tempi che sono diversi! In quest'epoca è più utile la violenza della medicina! ('''Amiba''')
*Non è la rabbia che rende più forti, ma l'ambizione! ('''Amiba''')
*Non so chi tu sia, ma ti consiglio di non servirti di conoscenze approssimative! ('''Toki''')
*Ti ho colpito il punto segreto di pressione Shitsugen! Le tue gambe cammineranno all'indietro indipendentemente dalla tua volontà! Fatti una bella passeggiata fino all'Inferno! ('''Kenshiro''')
*Finché ci sarà Yuria nel suo cuore, nessun'altra donna potrà farvi breccia! ('''Rei''')
*Una volta rinchiusi là dentro, è impossibile uscirne vivi. È una prigione mortale, isolata dal resto del mondo! Si dice che persino i criminali più spietati, un tempo temuti e disprezzati come demoni, supplichino in lacrime il proprio rilascio! Questa è Cassandra! ('''Mamiya''')
*'''Rei''': Che tipo di persona è questo Toki che vuoi rivedere così tanto...?<br>'''Kenshiro''': Toki... è colui che sarebbe dovuto divenire il successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Cosa?!<br>'''Mamiya''': Eh?!<br>'''Kenshiro''': La precisione dei suoi colpi, la velocità e la fluidità dei suoi movimenti, lo spirito, le tecniche e persino le sue qualità fisiche erano strabilianti. Toki era impeccabile sotto ogni aspetto.
*Kenshiro, d'ora in avanti vivrò per salvare la vita della gente... A breve morirò, ma durante il tempo che mi rimane voglio aiutare quante più persone mi sarà possibile. È questa la traccia che desidero lasciare del mio passaggio su questo mondo! ('''Toki''')
===Volume 5===
*Niente di ciò che faccio potrà mai definirsi incauto. ('''Kenshiro''')
*Non c'è gusto a uccidere un detenuto disposto a morire! ('''Uighur''')
*Gustatevi la vostra speranza che lentamente si tramuta in disperazione! ('''Uighur''')
*Sarebbe questa la paura di cui blateravi tanto...? Se è così, allora lascia che ti insegni io cos'è il vero terrore! ('''Kenshiro''')
*Trasmessa tra i miei antenati fin dall'antichità, la Via del dominio assoluto della Mongolia è una tecnica di lotta che mi permette di trasformare il mio corpo in un'invincibile arma da sfondamento! Grazie a essa, posso abbattere ogni avversario scagliandomici contro con tutta la forza di cui dispongo! In passato, quando soggiogammo completamente tutto il continente asiatico, questa era l'arma più potente del nostro arsenale... La più inarrestabile tecnica del glorioso popolo della Mongolia! ('''Uighur''')
*Le mie dita possono squarciare anche l'acciaio! ('''Kenshiro''')
*I malvagi non meritano lapidi! ('''Kenshiro''')
*'''Rei''': Chi sarebbe questo Ken-Oh?<br>'''Raiga e Fūga''': Il... Il re di tutti gli stili di lotta mortali... Si fa chiamare anche il Dominatore di fine secolo. È un terrificante tiranno, la cui identità è avvolta nel mistero. Anche Cassandra non è altro che una città prigione costruita con l'unico scopo di condannare chiunque si opponga a lui!
*Che voi possiate perlomeno morire serenamente, senza provare dolore alcuno... ('''Toki''')
*Chi subisce i colpi dell'Hokuto Shinken di Toki, prova un'estasi paradisiaca in punto di morte. ('''Kenshiro''')
*Liberare quel bambino equivarrebbe a liberare futuro odio nei miei confronti. Per quanto piccoli, i problemi vanno estirpati alla radice. È questo il modo di vivere! ('''Raoh''')
*Per Ken-Oh non esistono né predecessori né successori! È convinto di essere l'unica persona che conti a questo mondo! È questa la folle ambizione del Dominatore di fine secolo! ('''Toki''')
*'''Rei''': Dimmi... che uomo era questo Raoh?<br>'''Kenshiro''': Raoh... era veramente forte... Forse troppo forte. Così come lo era la sua ambizione. Non ha mai mostrato alcuna considerazione verso i precetti assassini stabiliti da 1800 anni per i praticanti della Divina scuola di Hokuto... Era l'uomo smarrito di Hokuto...
*'''Ryuken''': Raoh, come pensi di impiegare l'Hokuto Shinken?<br>'''Raoh''': Mpf... Che domande. Per me stesso, ovviamente!<br>'''Ryuken''': Per te stesso?! E a cosa punti, dunque?!<br>'''Raoh''': Al cielo...!<br>'''Ryuken''': Intendi dire che vuoi ergerti nel cielo per poi sederti sul trono del potere?!<br>'''Raoh''': Dal momento stesso che il mio essere ha ricevuto il dono della vita, era scritto che io stringessi tutto il mondo in questo pugno!<br>'''Ryuken''': Dio non te lo permetterà mai!<br>'''Raoh''': Allora combatterò anche contro Dio!
*'''Rei''': Che uomo sprezzante... Pur di soddisfare la propria ambizione, è disposto a sfidare persino Dio...<br>'''Kenshiro''': Poi scoppiò la guerra. Ora nel mondo vige la legge del più forte... Proprio ciò che desiderava Raoh!
*'''Mamiya''': Davvero somiglio così tanto a Yuria...? E che tipo era Yuria?<br>'''Toki''': Mpf... È l'unica donna che io abbia amato.<br>'''Mamiya''': Eh?! Ma Yuria era la fidanzata di Ken!<br>'''Toki''': Eppure non ero il solo a esserne innamorato. Anche Raoh l'amava...<br>'''Mamiya''': Eh?! Pe... persino Raoh?!<br>'''Toki''': Per noi tutti, Yuria ha sempre rappresentato i nostri ricordi di gioventù. E forse è proprio questo il motivo per cui, fin dal primo momento in cui l'hanno incontrata, era già scritto nel fato di Kenshiro e Raoh che si sarebbero dovuti affrontare...
*[[Alcor]], la stella ausiliaria... L'astro che brilla con luce fioca di fianco alle sette stelle di Hokuto. È anche conosciuta come la stella messaggera di morte. Si dice che chi la scorge morirà entro l'anno... È quindi giunta la mia ora... ('''Toki''')
*È facile sorprendere un uomo che ha la mente annebbiata da una donna. ('''Toki''')
*C'è chi per amore... desidera in silenzio la felicità dell'amata. ('''Toki''')
*Cosa accadrebbe se rinunciassimo alla [[speranza]]?! La speranza è l'unica cosa che abbiamo! [...] Dobbiamo credere che prima o poi giungerà un futuro luminoso... Siamo sopravvissute fino a oggi credendo e pregando! Non possiamo arrenderci proprio ora! ('''Rin''')
*È stato Ken a insegnarmi che sottomettersi ai demoni... significa perdere la propria umanità. ('''Rin''')
*Di che colore è il vostro sporco sangue?! ('''Rei''')
*Se proprio ti piace così tanto mascherarti, avresti fatto meglio a vestirti da grossa vacca. ('''Kenshiro''')
*Ormai non ho più punti deboli. Airi è divenuta indipendente. È in grado di decidere come vivere e morire. ('''Rei''')
*'''Rei''': Non smonti da cavallo...?!<br>'''Raoh''': Uhuhuh... Pensavi davvero che un guerriero con le tue capacità fosse in grado di farmi posare piede a terra?! Non esiste uomo a questo mondo che sia degno di farmi abbassare al suo stesso livello!<br>'''Rei''': Allora morirai in sella insieme al tuo cavallo!
*'''Rei''': Ma... Ma che cosa?...! Non è possibile! Impugna ancora le briglie. Q-Quindi non si è mosso. Ma allora... cos'è che ho visto?! Cos'era quell'attacco formato da un'infinità di colpi insidiosi?!<br>'''Raoh''': Mpf... Solo coloro che sono riusciti ad acquisire i segreti ultimi delle tecniche assassine, arrivando a comprendere la loro quintessenza, possono generare un'aura attorno al proprio corpo. Ciò che hai visto era il mio spirito combattivo... La mia aura!<br>'''Rei''': L'aura?!<br>'''Raoh''': E questo significa che tu non puoi nemmeno avvicinarti a me!
*Anche a costo di distruggere il mio stesso corpo, ho il dovere di liberare il mondo dalla tua presenza! ('''Rei''')
*Sono sopravvissuto fino a oggi trasformando ogni goccia del mio sangue in forza combattiva! Questo sangue non conosce la paura! Capirai a tue spese che io non sono più quello di un tempo! Il mio sangue spezzerà la tua aura! ('''Kenshiro''')
*Sarai testimone dei miei progressi con la tua stessa morte! ('''Kenshiro''')
*Se ora fosse notte, vedresti chiaramente la stella messaggera di morte! ('''Raoh''')
*Io non uccido mai subito gli esperti di arti marziali che si oppongono a me...! E sai perché...? Perché se li uccidessi immediatamente, il mio terrore non si propagherebbe. Invece le persone a cui rimangono tre giorni di vita cadono in preda alla paura della morte... e urlano in lacrime travolti dalla tristezza! [...] Quel terrore diviene infine leggenda... rendendo indiscutibile il mio titolo di re delle techniche assassine... il titolo di Ken-Oh! ('''Raoh''')
===Volume 6===
*Io temo solamente una cosa a questo mondo... La tecnica di Toki! ('''Raoh''')
*Solo l'acqua calma può domare una corrente violenta... Se due flutti impetuosi si scontrassero, finirebbero solo per travolgersi l'un l'altro per poi annientarsi inesorabilmente! ('''Toki''')
*La tua aura omicida è decisamente potente... ma mosse mediocri come le tue non potranno mai abbattermi. [...] Il tuo padrone ti sta usando solo per tenermi qui e guadagnare tempo. Rinuncia alla lotta. ('''Toki''')
*Se ci si oppone a una corrente violenta, si finisce per esserne inghiottiti. Bisogna invece abbandonarsi completamente a essa per divenire un tutt'uno. ('''Toki''')
*Sia la tecnica di Raoh che quella di Ken sono correnti violente! Entrambi utilizzano quella che viene definita una "tecnica possente", ovvero un impetuoso stile di lotta che sprigiona completamente lo spirito combattivo di chi ne fa uso! Ecco il motivo per cui Kenshiro non può ancora sconfiggere Raoh. ('''Toki''')
*'''Rei''': Tu devi vivere! Anche se riuscissi a sconfiggerlo sacrificando la tua vita, sarebbe comunque una sconfitta! Quest'epoca ha bisogna di te! Devi sopravvivere per Rin, Bat e tutte le persone indifese come loro!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto... in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto... è scritto nel mio destino che io combatta per quell'1%!
*La [[vita]] non è un qualcosa da gettare via in maniera sconsiderata! ('''Toki''')
*'''Toki''': Kenshiro... Rei si preoccupa per te dimenticandosi persino del fatto che la sua morte è imminente. Lui ti ha affidato tutti i suoi sogni. Non vanificare le sue speranze! Tu devi sopravvivere e dedicarti al futuro di quest'epoca!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto, io...<br>'''Toki''': No... Ora non hai nemmeno l'1% di probabilità di vittoria.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Raoh''': Mpf... Quindi l'hai capito.<br>'''Toki''': Kenshiro... {{NDR|indica Rin}} Potresti uccidere quella bambina?!<br>'''Kenshiro''': R-Rin?! Perché me lo chiedi...?<br>'''Toki''': Perché se tu fossi in grado di ucciderla, allora avresti una possibilità di battere Raoh.
*'''Ryuken''': Sei dunque davvero intenzionato ad andartene...? Raoh!<br>'''Raoh''': Che senso avrebbe per me rimanere qui ora che hai scelto Kenshiro come successore?<br>'''Ryuken''': Allora dovrai rinunciare all'Hokuto Shinken. Ti è proibito farne uso ancora in futuro!<br>'''Raoh''': Te l'ho già detto! Io stringerò il cielo nel mio pugno! Mpf... Se avessi avuto intenzione di rinunciare all'Hokuto Shinken, non sarei mai diventato tuo figlio adottivo! Io non prendo ordini da nessuno! Nemmeno da Dio!<br>'''Ryuken''': Vedo che sei pronto ad affrontare le conseguenze della tua scelta! La legge della Divina scuola di Hokuto prevede che essa sia tramandata unicamente a un unico successore per ogni generazione. Mi costringi a sigillare i tuoi pugni e con essi le tecniche che hai appreso!<br>'''Raoh''': Mpf... Allora ti sconfiggerò qui e ora così da diventare l'uomo più potente al mondo!<br>'''Ryuken''': Che uomo terribile! Ho allevato una tale terribile serpe in seno!
*Lascia che ti spieghi perché si dice che Hokuto sia la costellazione che presiede la morte. I movimenti degli esseri umani hanno sette punti ciechi. Seguendo tali punti, essi assumono la forma delle sette stelle di Hokuto! In altre parole, Hokuto funge da indicazione per condurre a morte certa l'avversario! ('''Ryuken''')
*Adesso che è giunto Toki... mi vedo costretto a scendere al vostro stesso livello! E per voi non ci sarà nient'altro che la morte! ('''Raoh''')
*La Divina scuola di Hokuto proibisce di combattere in due contro un singolo avversario. Una vittoria ottenuta in quel modo non avrebbe valore. ('''Toki''')
*Non sono più Raoh! Chiamami Ken-Oh, il re delle tecniche assassine! E ora ti mostrerò la mia tecnica...! La tecnica dell'uomo che ambisce al cielo! ('''Raoh''')
*Nelle arti marziali, soprattutto fra esperti, è necessaria una tremenda quantità di energia anche solo per restare di fronte all'avversario... Persino il minimo turbamento nell'animo può costare la vita. ('''Rei''')
*È ammirevole volersi sacrificare per un ideale... Ma in fondo a che serve?! La morte vanifica qualsiasi cosa. La tua morte avrà lo stesso valore di quella di un cane randagio! ('''Raoh''')
*Ken, muoviti! Senza di te... Senza di te, la nostra piccola, flebile luce di speranza sparirà! Tu sei l'unico che può impedire che si spengaaa! ('''Rin''')
*'''Raoh''': Hai distrutto le catene imposte al tuo punto segreto di pressione dalla tecnica di Toki?! [...]<br>'''Kenshiro''': Non è stato il mio corpo a distruggerle, ma un cuore giovane e puro che tenta di vivere come un essere umano nonostante tutto... È stato quel cuore a infrangere l'effeto del punto di pressione! Raoh! Non sarà il cielo ciò che stringerai tra le tue mani, ma la stella messaggera di morte!
*Kenshiro, una nullità come te non potrà mai battere il re delle tecniche assassine! In questo luogo seppellirò i 1800 anni di storia della Divina scuola di Hokuto! ('''Raoh''')
*[...] in un combattimento tra esperti è impossibile evitare completamente le tecniche dell'avversario. L'unica possibilità di vincere è rinunciare alla propria incolumità per distruggere il corpo nemico! ('''Rei''')
*Io sono Ken-Oh! E Ken-Oh non si inginocchierà mai a terra! ('''Raoh''')
*'''Rin''': Bat... Dimmi perché devono ferirsi a quel modo... e spargere tutto quel sangue?!<br>'''Bat''': È inevitabile. Quello è il nostro sangue... Loro sanguinano al nostro posto.
*'''Kenshiro''': Perdonami... Ti ho coinvolto nella mia battaglia.<br>'''Rei''': Pff... Non ti preoccupare... Non rimpiango ciò che ho fatto. Anzi, ti ringrazio... Avevo rigettato la mia umanità. Vivevo solo per salvare mia sorella! Odiavo il mondo e avevo maledetto quest'epoca! Ma poi ho incontrato te. E Toki, Rin, Bat, Mamiya... Ero come un lupo affamato e assetato, ma voi avete placato la mia anima... permettendomi di tornare umano.
*Sappiate che i [[Cane|cani]] sono le creature più nobili al mondo! Sono affettuosi, fedeli e non mentono mai! Sono gli unici amici di cui mi posso fidare! ('''Garf''')
*Non ho nome da rivelare a chi è condannato a morte! ('''Kenshiro''')
*'''Yuda''': Ditemi. Pensate che io sia bello?<br>'''Concubine''': Sì, Signor Yuda.<br>'''Yuda''': Ben detto. Io sono l'essere più forte a questo mondo... Nonché il più bello!
*Io sono l'uomo che Dio ha creato in qualità d'incarnazione suprema di bellezza e forza in questo mondo! Quindi solo gli esseri caratterizzati da una bellezza perfetta hanno il diritto di amarmi! ('''Yuda''')
*Per quanto la lavi, questa cicatrice non andrà mai via. E anche se riuscissi a far sparire questo marchio, me ne rimarrà per sempre uno nell'anima. ('''Mamiya''')
*'''Kenshiro''': Quindi sei intenzionato a sconfiggere Yuda?<br>'''Rei''': Sì... Io... Io lo conosco... Appartiene anche lui a Nanto.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Rei''': Oltre a me e al tuo rivale e amico Shin, vi sono altri quattro uomini che hanno raggiunto i massimi livelli nella Sacra scuola di Nanto! Veniamo chiamati i Nanto Rokuseiken, i Sei sacri pugni di Nanto... E anche Yuda ne fa parte!
*In quest'era la vita di un uomo è breve... ma una donna mette al mondo dei figli... e tramanda il passato raccontando loro delle storie... Storie di uomini che combattono! ('''Rei''')
*Non è tradimento questo... È tattica! Ognuna delle sei stelle di Nanto porta con sé un differente destino! Quella di Shin è la stella del sacrificio, che lo ha destinato a sacrificarsi per amore! Quella di Rei è la stella della giustizia, che lo ha destinato a vivere per il prossimo! Mentre la mia è la stella più bella e splendente di tutte... La stella della malìa! La gente la chiama la stella del tradimento, ma non è affatto così! La stella della malìa è capace di smuovere persino il cielo, in quanto espressione ultima di bellezza e tattica! ('''Yuda''')
*La gru rossa... si abbellisce tingendosi del sangue di coloro che le si avventano contro! ('''Yuda''')
*La stella della giustizia non è altro che la stella di un buffone! È un astro minore che serve solo a far risaltare la stella della malìa! ('''Yuda''')
*Un tempo anche chiamati i comandanti a guardia dei sei cancelli imperiali, i Sei sacri pugni di Nanto erano i guerrieri che avevano il compito di difendere il palazzo dell'imperatore... in quanto all'apice dei 108 stili che compongono la Sacra scuola di Nanto. Tuttavia, dopo la guerra, noi Sei sacri pugni di Nanto ci dividemmo in due fazioni: una che anelava la pace, e l'altra che, invece, bramava la conquista del potere! Fu allora che Yuda ci tradì! Resosi conto che la fazione pacifista era la più forte delle due, Yuda, insieme alle 23 branche di Nanto subordinate alla sua tecnica, decise di allearsi con il temibile re delle tecniche assssine, lo spietato Ken-Oh! Caduta una stella... anche le rimanenti cinque precipitarono nel caos, spargendo semi di grande tragedia in tutto il mondo! Ricorda queste mie parole, Kenshiro... Il mio triste destino e quello di Shin della stella del sacrificio sono solo il preludio a disgrazie ancora più grandi! ('''Rei''')
*'''Yuda''': Co... Cos'è che ti rende così forte?!<br>'''Rei''': Pff... Tu che non sai cos'è l'amore, non potrai mai capirlo.
*Yuda! Il trucco te lo rifarai, sì, ma col tuo stesso sangue! ('''Rei''')
===Volume 7===
*Io divento inerme dinnanzi a ciò che reputo bello con tutto il cuore. ('''Yuda''')
*Dal momento stesso in cui la stella della malìa è rimasta affascinata dalla stella della giustizia, era destino che la luce del mio astro venisse spenta dal tuo. ('''Yuda''')
*Rei... Sei l'unico uomo al mondo che io abbia mai ammirato... Perlomeno lascia che io spiri fra queste tue braccia... ('''Yuda''')
*Yuda, anche tu sei rimasto solo! Ma presto... ti raggiungerò anch'io... ('''Rei''')
*Per colpa di qualche misero dissapore, gli uomini sono costretti a combattere tra loro... arrivando a tramutare amicizie in efferati spargimenti di sangue... Non è giusto... ('''Rin''')
*Mamiya... ascoltami bene. Fin quando la stella messaggera di morte non cadrà su di te, vivi intensamente ogni singolo giorno della tua vita! E anche se fosse per un solo secondo, vivi come una donna! E cerca la tua felicità in quanto tale! ('''Rei''')
*Ken. Tu devi continuare a vivere. Non puoi morire. Quest'epoca ha bisogno della Divina scuola di Hokuto per trasformare le lacrime in sorrisi! ('''Rei''')
*Rei... Non ti dimenticherò. Anche tu, come il mio rivale e amico Shin, continuerai a vivere dentro di me. ('''Kenshiro''')
*Il Sacro imperatore è l'uomo che perfino il famoso re delle tecniche assassine, il cosiddetto Dominatore di fine secolo, si è rifiutato di affrontare! Proprio a causa della forza del nostro imperatore, Ken-Oh ha fallito nel suo tentativo di stringere il cielo nel proprio pugno! Il suo nome è Souther, e sarà lui a divenire il vero dominatore di questo mondo! ('''Comandante''')
*'''Kenshiro''': Ma... tu sei cieco.<br>'''Shu''': Ciononostante, gli occhi della mia anima sono ben schiusi!
*'''Shu''': Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. Da quando le sei stelle sono in tumulto, era destino che io e te ci affrontassimo, Kenshiro!<br>'''Kenshiro''': A chiunque abbia l'ardire di provare a sconfiggermi, io rispondo con questi miei pugni.
*La paura rivela la presenza di un guerriero, permettendo al suo nemico di studiarne la distanza e contrattaccarlo con facilità. ('''Shu''')
*'''Kenshiro''': Io non morirò. Ho fatto una promessa a un uomo! Gli ho giurato che sarei sopravvissuto a quest'epoca e che avrei riportato la luce in questa oscura fine di secolo!<br>'''Shu''': Ti riferisci a Rei...? Anche lui era uno di quelli che avrebbe voluto salvare il mondo dall'oscurità... Ma quella luce non tornerà mai... A meno che tu non riesca a sconfiggermi!
*L'Hokuto Shinken mi permette di assimilare le tecniche dei miei avversari anche solo dopo un singolo combattimento! ('''Kenshiro''')
*Non permetterò a nessuno di rubare dai bambini... la loro luce in procinto di brillare! ('''Shu''')
*Quando gli occhi mi si sono chiusi per sempre, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''')
*'''Shu''': Devo assolutamente parlarti del Sacro imperatore. La rovina dei Sei sacri pugni di Nanto è iniziata a causa dell'ambizione di Yuda della stella della malìa, ma è stato Souther a spingerlo all'azione! Souther non aspettava altro che cavalcare gli sconvolgimenti nel mondo in questa fine di secolo! La sua è la stella polare. Il centro di tutti gli astri di Nanto... La stella della croce del sud! È anche conosciuta come stella della sovranità, vale a dire la stella di un tiranno! Lui non ha né famigliari, né amici. E nemmeno pietà... L'unica cosa che possiede e se stesso e la stella dell'imperatore sotto cui è nato!<br>'''Kenshiro''': Dell'imperatore...?<br>'''Shu''': Esatto. Le altre cinque stelle sono solo satelliti sudditi della stella della sovranità!
*Avranno anche perso la luce, ma questi miei inutili occhi... non riescono a smettere di piangere! ('''Shu''')
*'''Souther''': Io padroneggio il Nanto Hō-ō Ken, la tecnica della fenice di Nanto, la più forte fra gli stili del Nanto Seiken... e nel mio corpo scorre il sangue di un imperatore! Fatti sotto come preferisci!<br>'''Kenshiro''': Perché non ti metti in guardia?!<br>'''Souther''': Perché la tecnica della fenice di Nanto non prevede guardie! La guardia è una forma di difesa, mentre il mio pugno contempla unicamente l'avanzata schiacciante!
*I morti non sono un granché come vittime sacrificali. ('''Guardia''')
*Non capisco i movimenti dei miei nemici con la vista e nemmeno con l'udito. È con l'anima che anticipo le loro mosse! ('''Shu''')
*Non permetto nemmeno a una formica di opporsi a me! Un imperatore non è mosso dalla pietà, ma unicamente dal sangue sacrificale di coloro che gli si rivoltano contro! ('''Souther''')
*A causa dell'amore le persone sono costrette a soffrire! A causa dell'amore le persone sono costrette a rattristarsi! ('''Souther''')
===Volume 8===
*'''Souther''': Puoi provarci quanto vuoi, ma con la tua Divina scuola di Hokuto non riuscirai mai a battermi! Di fronte al corpo che Dio ha donato al Sacro imperatore Souther, sei destinato unicamente alla sconfitta! Ti annienterò insieme all'amore!<br>'''Kenshiro''': L'amore non potrà mai essere annientato!
*Questo mausoleo a croce rappresenta il mio ultimo atto di umanità verso il mio venerabile maestro! E sarà anche la tomba del mio amore e dei miei sentimenti! ('''Souther''')
*Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. I miei predecessori di Nanto sono stati costretti a una vita di paura e soprusi all'ombra di Hokuto. Però, oggi anche questa umiliazione avrà fine! Esiste un'unica stella polare! L'astro dell'imperaore del cielo che brillerà nel firmamento sarà la croce del sud... Sarà la stella della sovranità del Sacro imperatore Souther! ('''Souther''')
*Tramite unicamente l'utilizzo dello spirito combattivo, la tecnica segreta del Tenha Kassatsu mi permette di colpire i punti di pressione dell'avversario senza neanche toccarli! ('''Kenshiro''')
*Le correnti dell'energia vitale sono legate alla circolazione sanguigna e al sistema nervoso. I punti segreti di pressione sono i centri fondamentali di quelle correnti! ('''Kenshiro''')
*'''Souther''': L'amore e i sentimenti portano con loro solo tristezza... Allora perché sei disposto a sopportare tale dolore? Perché ti vuoi fare carico di così tanta sofferenza?<br>'''Kenshiro''': Non portano solo tristezza e sofferenza. Sono sicuro che anche tu ricordi il calore dell'affetto.
*'''Souther''': M-Maestro... [...] Mi... Mi faccia sentire ancora una volta quel calore... proprio come un tempo...<br>'''Kenshiro''': Che uomo triste. E tutto a causa dell'intensità del suo amore.
*Toki, prima o poi dovrò combattere anche contro di te! Finché non avrò sconfitto sia te che Kenshiro, i miei più temibili avversari, non potrò stringere il cielo nel mio pugno! ('''Raoh''')
*'''Toki''': Shin... Rei, Yuda, Shu... e infine Souther... Dei sei sacri pugni di Nanto ne sono già caduti cinque! Presto giungerà per te il momento in cui dovrai combattere anche contro l'ultimo di loro... Vai Kenshiro. È il destino a chiamarti.<br>'''Kenshiro''': E tu, Toki...?<br>'''Toki''': Anch'io... vivrò attenendomi al mio destino. La Divina scuola di Hokuto prevede un solo successore!
*C... Che beffa del destino... Raoh, Toki e Kenshiro... Grazie a questi tre fratelli, la storia lunga 1800 anni della Divina scuola di Hokuto sta ora vivendo la sua epoca più gloriosa! Perché Dio ha inviato nella stessa era tre uomini così straordinari?! Ognuno di loro sarebbe potuto divenire un degno successore... ('''Koryu''')
*La mia morte è vicina! Anch'io desidero terminare la mia vita come un guerriero. ('''Toki''')
*'''Toki''': Avrei preferito concludere la mia vita in questo modo, aiutando i bambini e le persone malate...<br>'''Kenshiro''': E allora... perché?<br>'''Toki''': Il mio istinto... Quell'istinto che in passato mi ha portato a perseguire la via delle arti marziali, si è infine risvegliato! Ma più di ogni altra cosa, esiste per me un destino dal quale non potrò mai fuggire...<br>'''Kenshiro''': La battaglia contro Raoh...
*'''Zengyo''': I palmi dell'ascesa al cielo di Hokuto... un gesto cerimoniale tramite il quale si giura che, anche se per errore l'avversario dovesse ucciderci, faremmo ritorno in cielo senza rancore o rimpianti!<br>'''Bat''': M... Ma allora hanno intenzione di...!<br>'''Zengyo''': Tutti gli uomini desiderano confrontarsi sempre con chi è più forte di loro... così da puntare alla supremazia! A maggior ragione se si tratta di maestri d'arti marziali... Anche se solo per un istante, combatteranno puntando il tutto per tutto!
*'''Toki''': Probabilmente questa sarà la prima e ultima volta che io e te combatteremo... Ho sempre desiderato affrontarti. Lasciami sperimentare pienamente le tecniche del successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Toki... L'uomo che ho sempre ammirato e a cui ho continuato a guardare come esempio... Colui che ha saputo padroneggiare le tecniche più aggraziate ed eleganti di tutti i 1800 anni di storia dell'Hokuto Shinken.
*'''Kenshiro''': Toki, se solo tu non fossi stato afflitto dalla malattia...<br>'''Toki''': Era destino che io combattessi alla pari con te! Quello stesso destino che ancora non mi abbatte, ma che, anzi, sostiene e spingo questo mio corpo malato!
*Kenshiro... Ti affido la mia anima. Mentre il mio corpo lo immolerò nel duello mortale con Raoh! ('''Toki''')
*Se percorrerete la stessa strada, dovrete farvi carico dello stesso destino! Se siete fratelli, fareste meglio a scegliere cammini differenti. ('''Raoh''')
*Stai venendo da me, Toki?! Dal giorno stesso in cui Ryuken ci adottò e cominciammo a muovere i primi passi nell'apprendimento della Divina scuola di Hokuto... il nostro destino era già segnato! ('''Raoh''')
*Questo è il mio villaggio natio. È qui che sono nato e cresciuto. E una volta morto, è qui che tornerò. ('''Toki''')
*Raoh... sei divenuto troppo forte, superando anche le aspettative del nostro maestro Ryuken! E di pari passo, è cresciuta in maniera spropositata anche la tua ambizione! ('''Toki''')
*Movimento contro stasi... Irruenza contro calma... È proprio come se gli stili combattivi di entrambi rispecchiassero il loro modo di essere e vivere. ('''Kenshiro''')
*'''Raoh''': Bene, non scorgo incertezze in te! E nemmeno timori! La morte imminente deve aver elevato la tua tecnica!<br>'''Toki''': Non è stato l'avvicinarsi della morte a elevare la mia tecnica! È stata la tua stessa esistenza, Raoh!
*{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami, Toki. Se un giorno io dovessi perdere la retta via... voglio che sia tu stesso a sigillare il mio pugno! ('''Raoh''')
*Toki... L'uomo che, dietro l'apparenza mansueta, nasconde nella profondità del suo animo un fuoco ardente! ('''Raoh''')
*È giunto il momento che io onori la promessa! Oggi io ti supererò! ('''Toki''')
*Musō Insatsu, l'ombra assassina libera da ogni pensiero! Rilasciato istintivamente e con la mente libera da pensieri, è un colpo midiciale con cui si riesce a percepire la presenza dell'avversario, comprendendone la distanza tramite l'aura omicida da questi emanata! ('''Kenshiro''')
*'''Raoh''': Il timore della morte ti impedisce di trovare la giusta distanza per sferrare un colpo mortale. Contrariamente al tuo stile, la mia tecnica istintiva e scevra da pensieri rende la mia difesa impenetrabile, in quanto priva di ogni vulnerabilità!<br>'''Toki''': Di questo passo, non ho possibilità...<br>'''Kenshiro''': Con la sua tecnica flessibile, che sfrutta gli istanti in cui il nemico è più vulnerabile, Toki non può vincere contro la tecnica possente di Raoh... Inoltre, Toki è malato...<br>'''Raoh''': Toki! Se volevi davvero raggiungermi, perché non hai appreso la spietata tecnica possente?! La potenza equivale alla morte! La flessibilità alla compassione! Quella bontà d'animo che in passato non ti ha fatto perseguire la strada della forza, ti sarà ora fatale!
*'''Toki''': Raoh, lo hai forse scordato?! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] È stato il tuo stesso sangue che caldo mi scorre nelle vene a permettermi di padroneggiare il tuo stile di combattimento!<br>'''Raoh''': Tu hai acquisito la mia tecnica possente!<br>'''Toki''': Te l'ho già detto! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] Avevo giurato a me stesso che non avrei usato questa tecnica... se non nel mio ultimo combattimento, ovvero quando ti avrei affrontato! Guarda il cielo! Dovresti scorgerla anche tu...! La stella messaggera di morte!<br>'''Raoh''': C... Cosa?! Su di me brilla la stella messaggera di morte!<br>[...]<br>'''Toki''': Avanti, Raoh! Caliamo il sipario sul nostro destino!
*Il talento innato di Toki ha evocato la stella messaggera di morte su Raoh! Nemmeno Dio può presagire l'esito di questo duello voluto dal destino! Nella storia lunga 2000 anni di Hokuto esiste una profezia tramandata di generazione in generazione. "Quando due grandi guerrieri dotati di tecniche equivalenti si scontreranno, la stella messaggera di morte splenderà su entrambi!" ('''Kenshiro''')
*Toki! L'uomo che ha sempre vissuto unicamente per il prossimo! Ma oggi, per la prima volta, questo stesso uomo ha deciso di combattere per realizzare le proprie aspirazioni! E sia! Prova pure a superarmi e a distruggere le ambizioni del grande Ken-Oh! ('''Raoh''')
*Nei 2000 anni di storia di Hokuto, Toki è l'uomo che è riuscito a sviluppare le tecniche più eleganti della nostra arte! Ed è proprio negli scontri aerei che riesce a esprimere al meglio la loro quintessenza! ('''Kenshiro''')
*'''Raoh''': La Divina scuola di Hokuto costituiva solo il primo passo verso la conquista del cielo. Non intendo fermarmi qui!<br>'''Toki''': Allora dovrò sigillare il tuo pugno!<br>'''Raoh''': Non ho scordato la nostra promessa. Sarai tu a impedirmi di usare le mie tecniche! Vieni e prova a sigillare i miei pugni quando preferisci. Uhuh...<br>'''Toki''': Raoh, fratello mio. Il più forte esponente dell'Hokuto Shinken. Se solo non fossi consumato da quella perversa ambizione, sia io che Kenshiro avremmo rinunciato volentieri alla disputa per la successione in tuo favore...
*Credi che non mi sia accorto del segreto della tua tecnica possente?! Se solo tu non fossi stato malato, forse con la tua tecnica flessibile saresti riuscito a battermi! [...] Povero Toki... Il mio giovane fratello che, fin da piccolo, ha continuato a seguire i miei passi, mentre viveva un'esistenza segnata da un destino crudele! ('''Raoh''')
*I punti Sekkatsu. Se attivati, permettono di acquisire una potenza straordinaria, anche se solo per un periodo limitatissimo. Tuttavia, allo stesso tempo, privano inesorabilmente della vita chi ricorre al loro potere... Sono dei punti di pressione terribili! ('''Kenshiro''')
*Toki, non sono stato io a privarti della vita. La tua malattia lo sta già facendo al posto mio! Che assurdità che un uomo di Hokuto dalle straordinarie abilità come te debba perdere tutto a causa di un male tanto indegno...! ('''Raoh''')
*Perché piangi, Raoh...? Proprio tu che hai trasformato le lacrime in ambizione e nella tua stessa tecnica possente... ('''Toki''')
*Toki... Quel tuo grande cuore è rimasto lo stesso di un tempo. Quel tuo grande e triste cuore che, anche in punto di morte, desidera ostinatamente raggiungermi... È stato quel tuo cuore a far riaffiorare in me le lacrime che da tempo si erano seccate! ('''Raoh''')
*Questo sangue sono le mie lacrime! Considera questo colpo come l'odio che tuo fratello maggiore prova nei confronti del tuo triste destino! [...] Adesso Toki, l'uomo che mirava a raggiungere il re delle tecniche assassine, è morto! Davanti a me cìè solo un uomo che lotta contro la propria malattia! Vivi serenamente il resto della tua vita. Se vuoi piangere, fai pure. Non ti rimprovererò più. ('''Raoh''')
*Kenshiro! La leggenda del terrore di Ken-Oh ha ora inizio. Se desideri porre fine alla mia vita, vieni pure a sfidarmi quando vuoi! ('''Raoh''')
*Mi domando chi, in questo mondo caotico... riuscirà mai a stringere nel proprio pugno quell'arcobaleno di speranza... ('''Ryuga''')
*Il... Taizan Tenrō Ken, la tecnica del lupo del cielo del Monte Tai! Si dice che i suoi colpi siano talmente veloci che chi ne viene colpito prova una sensazione di freddo e muore prima ancora di avere il tempo di sanguinare! ('''Kenshiro''')
*Il mio astro è [[Sirio]], la stella del lupo del cielo! La stella del lupo del cielo... l'astro che brilla con più intensità nella volta celeste, proprio come l'occhio di un lupo... Una stella indipendente che, senza schierarsi con alcuna divinità, ha scelto di divenire un lupo solitario che corre isolato nel firmamento! ('''Ryuga''')
*Un singolo ramo marcio può logorare anche un grande albero! ('''Ryuga''')
*Se hai paura, ribellati! Prova a sfuggirmi strappandomi il braccio a morsi, se necessario! Se non combatti, non smetterai mai di tremare! [...] Chi abbandona la propria volontà non è un essere umano! Non c'è nulla di umano nel passare la propria vita unicamente a sorridere e prosternarsi! ('''Raoh''')
*Contro Ken-Oh, la resistenza passiva è un'arma del tutto vana! ('''Raoh''')
*Ho appena compreso che la stella del lupo del cielo non diverrà mai un polo celeste. Quest'epoca non invoca il mio astro, ma Hokuto... ('''Ryuga''')
*Raoh incute terrore nei bambini e li incita a combattere, mentre Kenshiro ne attira il cuore innocente. Non capisco... quale dei due alberi quest'epoca aneli. Quest'era brutale deve terminare. Perdonami, Yuria, mia amata sorella! Ma senza un grande e potente albero, questo mondo non potrà mai essere sanato! E perché ciò accada, mi trasformerò volentieri in un lupo demoniaco assetato di sangue! ('''Ryuga''')
*'''Toki''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Ryuga''': La quintessenza dell'Hokuto Shinken è la rabbia. Senza rabbia, Kenshiro non potrà dare il meglio di sé!<br>'''Toki''': K... Kenshiro? V-Vuoi dire che con i tuoi occhi sei riuscito a scorgere il futuro di quest'epoca?! Ma tu hai scelto Raoh...<br>'''Ryuga''': Se Kenshiro dovesse uscire sconfitto dal duello con me... allora significherebbe che quest'epoca non ha bisogno di lui.<br>'''Toki''': Tutte quelle macchie di sangue sul tuo corpo... sembrano le tue lacrime!<br>'''Ryuga''': Dunque hai già capito tutto... Mi sono trasformato in un lupo demoniaco... per riuscire a scaraventare Kenshiro in un abisso di tristezza. E ho bisogno della tua morte per far sì che ciò accada. Lui non conosce ancora la vera tristezza. La tua morte metterà in moto il cambiamento di Kenshiro... Anzi, di questa intera epoca!<br>'''Toki''': Pff... Capisco. E allora uccidimi. Se la mia vita contribuirà alla nascita di una nuova epoca, divenendone le fondamenta, te la offro volentieri.
===Volume 9===
*'''Ryuga''': Non credevo possibile... che gli occhi del lupo del cielo non potessero scorgere il valore di uomo tanto grande. Ma ora ne sono certo... Quest'epoca non ha bisogno di Raoh... ma di Kenshiro.<br>'''Toki''': È il destino del lupo del cielo. Quando il mondo riversa nel caos, esso diviene messaggero dell'imperatore del cielo per invitare Hokuto sul campo di battaglia.
*Non rattristarti, Kenshiro! Vivi trasformando la tristezza in rabbia! Ken-Oh intende governare per mezzo del terrore! Ma sarà tuo il compito di riportare la pace in questo mondo! ('''Toki''')
*Andiamo, Ryuga! Uniamoci a coloro che si sono sacrificati dopo aver vissuto in quest'epoca preda del caos. Anche noi diverremo stelle e veglieremo su Kenshiro assieme a quegli uomini valorosi! Addio, Kenshiro! ('''Toki''')
*Ken ha dovuto sopportare un'altra sofferenza... Però... ciò che lo rende sempre più forte, è proprio farsi carico di tutta quella tristezza. ('''Rin''')
*La mia tecnica fa del vento un alleato, permettendomi di creare il vuoto al suo interno. E la forza di quei vuoti d'aria è tale da tagliare persino l'acciaio! ('''Hyui''')
*'''Raoh''': Sentiamo il nome di questo stolto.<br>'''Hyui''': Io sono uno dei Goshasei, i cinque astri in cerchio! Hyui del vento!<br>'''Raoh''': Cosa?! Quindi...!<br>'''Hyui''': Mpf... Proprio così! Noi tutti assolviamo al compito di stelle protettrici dell'astro polare di Nanto! Sappi che non sarà Hokuto a conquistare il cielo! Colui che riuscirà a governare la volta celeste sarà il nostro astro... l'ultimo condottiero dei sei sacri pugni di Nanto!
*N-Non smentisci la fama della tua terrificante potenza, Raoh! Ma il tuo fato è segnato! Ti aspetterò all'inferno! ('''Hyui''')
*Dovresti sapere bene... che Nanto e Hokuto sono due facce della stessa medaglia. La vera pace tornerà a regnare soltanto quando questi due poli opposti si congiungeranno in uno solo! ('''Shuren''')
*'''Shuren''': Gli uomini di Ken-Oh sono solo dei farabutti che hanno giurato fedeltà al loro signore perché mossi dalla paura! Se Ken-Oh verrà sconfitto, si disperderanno come scarafaggi!<br>'''Raoh''': Ooh... Se la pensi così, mettili pure alla prova! Capirai da te la potenza di questi miei uomini, stretti dalla morsa del terrore! [...] Tu ignori la forza di chi viene spinto unicamente dalla paura! Questi uomini non possono ritirarsi. L'unica cosa che li aspetta se lo facessero sarebbe morte certa per mano mia! Per riuscire a sopravvivere, non possono fare altro che avanzare!
*'''Kenshiro''': Perché... l'ultimo condottiero di Nanto vorrebbe incontrarmi?!<br>'''Fudo''': Il mio signore... è per noi una luce eterna... Per tale luce, noi tutti solchiamo incessantemente i cieli e avanziamo instancabili lungo la terra. Per il bene del nostro condottiero, noi cinque astri... siamo disposti perfino a capitolare fino a ridurci in polvere, se ciò dovesse arrecargli anche il minimo beneficio!
*'''Raoh''': Shuren... qual è l'origine di tanta ossessione?<br>'''Shuren''': Per il mio condottiero... Per la sua luce eterna! Q... Quella luce brillerà ancor di più grazie a Kenshiro... Invece se tu, Ken-Oh, ti frapponessi di fronte a essa, sommergeresti l'astro del nostro condottiero unicamente di lacrime! [...] E... E io non posso permetterlo! Non posso assolutamente permettere che ciò accada!<br>[...]<br>'''Raoh''': Capisco. Ma fiamme così tiepide non potranno mai ridurre in cenere la mia ambizione!
*Ultimo condottiero di Nanto... aspetta e vedrai. Sommergerò di lacrime il tuo astro! ('''Raoh''')
*Juza è il solo in grado di arrestare Ken-Oh... Cercate Juza! Juza delle nuvole è l'unico che può fermare la marcia di Ken-Oh! Fate in modo che le nuvole si destino! ('''Fudo''')
*Vedo che ho pisciato sopra un rospaccio. ('''Juza''')
*'''Juza''': Sappiate che ora queste donne sono proprietà mia... di Juza!<br>'''Scagnozzo #1''': Ha... Ha detto Juza?!<br>'''Scagnozzo #2''': È davvero lui...?!<br>'''Scagnozzo #3''': A... Altro che le donne! Dicono che dove passa lui non cresca più un filo d'erba!<br>'''Juza''': Ma dai? Mi conoscete? Ma vi siete dimenticati la cosa più importante. Ovvero che sono un figo da paura!
*Col cavolo! Io non ho padroni e non prendo ordini da nessuno! Faccio come mi pare! Mangio quando ho fame e bevo quando ho sete! [...] Io vivo la mia esistenza in piena libertà... proprio come quelle nuvole. ('''Juza''')
*Juza è l'uomo che ha rigettato la propria anima e rinnegato persino questo stesso mondo! ('''Raoh''')
*La mia è una tecnica del tutto personale. E in quanto tale, è libera da ogni forma prestabilita! E proprio perché non ha forma, nessuno è in grado di anticiparla! ('''Juza''')
*La potenza di una tecnica dipende dal talento naturale! Senza il talento, non è possibile perfezionare il proprio pugno! E il talento di Juza è decisamente temibile! Nemmeno io che sono il re delle tecniche assassine potrei sconfiggerlo facilmente! ('''Raoh''')
*'''Yuria''': Anche Juza si è infine destato... Ma mi chiedo se sia giusto versare altro sangue...<br>'''Rihaku''': Non si lasci intaccare da simili dubbi. Guardi la popolazione di questa città! Qui vige libertà e uguaglianza! E la fama di questo luogo sta attirando altre persone! Quelle stesse persone che stavano per dimenticare l'importanza della pace e la luce della speranza!<br>'''Toh''': Tutto questo è unicamente merito del suo potere, mio condottiero!<br>'''Rihaku''': Lei è l'astro necessario a questo mondo sprofondato nel caos! Deve brillare per sempre con forza e intensità!<br>'''Toh''': ... E Kenshiro è necessario affinché lei possa continuare a farlo!
*'''Raoh''': Juza!<br>'''Juza''': Chi non muore si rivede, Raoh!<br>'''Raoh''': Quindi il fantomatico "Juza delle nuvole" eri davvero tu! Ma dimmi, perché sei entrato in azione? Proprio tu che avevi scelto una vita solitaria dopo aver rigettato il tuo animo guerriero!<br>'''Juza''': Consideralo pure un capriccio delle nuvole.
*Io non intendo ancora morire! Vivere è troppo divertente! Raoh! Mi puoi baciare il culo! Ahahah! ('''Juza''')
*Come potrei lasciare al loro triste destino dei bambini che sono stati già abbandonati dal loro stesso padre?! ('''Fudo''')
*Non ho interesse in un futuro raggiunto per mezzo del sangue e delle lacrime delle persone! ('''Kenshiro''')
*Il dolore di queste ferite è durato un attimo... Ma il dolore per la tua morte sarebbe rimasto dentro di me per tutta la vita. ('''Kenshiro''')
*'''Raoh''': E così sei tornato solo per gettare via la tua vita?!<br>'''Juza''': Non ho la minima intenzione di gettarla via. Ma lo sai come sono fatto, no? Odio la solitudine... quindi tu mi farai compagnia nel mio viaggio all'inferno!
*'''Juza''': La quintessenza della mia tecnica risiede nel trovarmi con l'acqua alla gola, portandomi a combattere fino all'ultima resistenza possibile! Avere protezioni addosso mi renderebbe solamente imprudente! Raoh... capirai a tue spese quanto è potente chi combatte fino all'ultima resistenza che il suo corpo ha da offrire... La forza della tecnica di chi, di fronte a sé, ha solo la scelta tra la vita e la morte!<br>'''Raoh''': Juza, sembri proprio un topo in trappola che rischia il tutto per tutto pur di salvarsi la vita! Ma un topo non potrà mai sconfiggere un leone!
*Il corpo di Ken-Oh è indistruttibile, incrollabile e incorruttibile! ('''Raoh''')
*'''Fudo''': S... Signor Shin... Ha forse intenzione di sobbarcarsi l'infamia di aver ucciso la Signorina Yuria...?<br>'''Shin''': Proteggetela a ogni costo. Dal canto mio, mi macchierò ben volentieri di tale onta se questo le permetterà di vivere! Anzi, sarà la scusa perfetta per concludere il mio duello con Kenshiro! Un giorno, uno tra noi due... uno tra me e Kenshiro si presenterà nuovamente al cospetto di Yuria... Quindi fate in modo che lei non muoia fino ad allora!
*Io ho finalmente stretto il cielo nel mio pugno! E tu sei la donna ideale per un uomo della mia levatura! Sono venuto a prenderti, Yuria! ('''Raoh''')
*'''Toh''': Non esiste davvero un modo per farti rinunciare alla Signorina Yuria? Eppure dovresti sapere che il suo cuore appartiene al Signor Kenshiro!<br>'''Raoh''': È irrilevante! Non importa chi ami o quanto sia impura...! Ciò che conta è solo che alla fine lei sia al mio fianco!<br>'''Toh''': Uh... A... A tal punto... C... Come pensavo... Tu vedi in lei la figura di una madre!<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Toh''': La maternità rappresenta la caratteristica fondamentale di una donna... Per di più l'astro della Signorina Yuria, l'ultimo condottiero dei Nanto Rokuseiken, è la stella dell'amore materno! Proprio come Toki, il tuo cuore è stato rapito da lei perché entrambi voi fratelli siete cresciuti senza conoscere vostra madre...
===Volume 10===
*Non posso ancora vedere Yuria! [...] Finché ci sarà Raoh, Yuria sarà in pericolo di vita! Ed è proprio per questo che non mi rimane altra scelta se non affrontarlo ora! ('''Kenshiro''')
*Finora io ho vissuto aspettandolo. Continuare a farlo è il mio destino, nonché la promessa che ci siamo scambiati! Rimarrò in attesa finché la sua battaglia con Raoh non si sarà conclusa. Non importa quanto a lungo dovrò attendere. ('''Yuria''')
*Nemmeno con i miei sempre attenti occhi ero riuscito a scorgere l'incommensurabile valore del Signor Kenshiro! ('''Rihaku''')
*In piedi, Raoh! È tempo che tu faccia ritorno in cielo! ('''Kenshiro''')
*Potrai anche credere di essere diventato incredibilmente forte, Kenshiro, ma non riuscirai mai a sconfiggermi! Di fronte a Ken-Oh, l'indiscusso dominatore del cielo, tu non sei altro che un infante! ('''Raoh''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoh''': Ryuken, maestro, voglio chiederti un'ultima cosa. Ho saputo che nella Divina scuola di Hokuto esiste una suprema tecnica segreta chiamata la Rinascita libera da ogni pensiero. Di cosa si tratta?<br>'''Ryuken''': Mpf... Nemmeno io potrei insegnarti tale tecnica. Nei 2000 anni di storia di Hokuto, nessuno è mai riuscito ad acquisirla.<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Ryuken''': Il nulla è una forza invincibile... Tramite il nulla, attraverso una mente libera, trasmutare assenza in esistenza, e dunque rinascere... È questo il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero. R... Raoh... Per quanto tu possa diventare potente, non potrai mai apprendere questa tecnica segreta! E... E questo perché tu... a causa delle tue ambizioni smisurate ignori cosa sia la tristezza. So... Solo un individuo che si fa carico della tristezza può...
*Ri... Riesco a vederlo... Il sangue che gli uomini prescelti hanno versato nelle battaglie contro il Signor Kenshiro scorre ora nelle sue vene! La tristezza scaturita da tali scontri ha impresso nel suo essere tutte le loro tecniche segrete... e più quel dolore era grande, più in profondità esse venivano incise in lui! ('''Rihaku''')
*'''Raoh''': È... assurdo... Io, il grande Raoh... sto tremando...?<br>'''Kenshiro''': Quello che stai provando ora, è ciò che viene chiamato terrore, Raoh!
*'''Raoh''': Kenshiro sta di nuovo provando compassione per gli altri? Che sprovveduto. I sentimenti non fanno altro che annebbiare il proprio pugno.<br>'''Toki''': No... È possibile che Kenshiro diventi il più forte di tutti noi. Il maestro Ryuken ha detto che gli uomini capaci di comprendere il dolore altrui sono in grado di trasformare quella tristezza in forza. E io penso la medesima cosa.<br>'''Raoh''': Pff... Uahahahaaah! Sciocchezze! Ascoltami bene, Toki! Se ci si pone come obiettivo di vivere unicamente per le arti marziali e di diventare i dominatori assoluti, non può esistere nel proprio cuore posto per qualcosa di effimero come i sentimenti! Ricorda queste mie parole! Il cielo premierà la mia concezione della vita, non quella di Kenshiro!
*Cavami gli occhi! Rompimi le braccia! Ma non sfuggirai comunque alla morte! ('''Raoh''')
*Ora Raoh è simile a un leone ferito! Se non lo sconfiggo al più presto, si trasformerà nella folle stella della violenza selvaggia che devasta qualunque cosa si trovi sul suo cammino! ('''Kenshiro''')
*Essere compatiti dalla donna che si desidera è la più grande delle umiliazioni per un uomo! ('''Raoh''')
*A me, Raoh, non serve più il titolo di re delle tecniche assassine! Diventerò il re demoniaco che distruggerà Kenshiro fino a farlo affogare in un mare di sangue! ('''Raoh''')
*Fudo! Non è necessario che tu ti metta in cammino! Ti ho fatto la cortesia di venire io da te! Per estirpare la paura e divenire re demoniaco, ho bisogno del tuo pugno e della tua vita! ('''Raoh''')
*'''Raoh''': Fudo il giusto, amato da tutti... Però, ciò di cui necessito adesso è il sangue di demone che è dentro di te! Per quanto ti ostini a indossare la maschera del virtuoso, in quel tuo corpo continua a scorrere sangue di demone. E è proprio di quello che ho bisogno ora!<br>'''Fudo''': E per quale ragione brami quel sangue? Sei forse impaurito prima dello scontro finale con Kenshiro?!<br>'''Raoh''': Fudo! Diventa un demonio e combatti contro di me! Altrimenti truciderò tutti i bambini!
*[...] la paura per un guerriero è fonte di vulnerabilità e conduce il corpo alla rovina. L'unico modo che ho per liberarmi del terrore che ora avverto attorno alla figura di Kenshiro, è di assorbire lo spirito demoniaco di Fudo! ('''Raoh''')
*Inghiotterò il terrore che mi attanaglia assieme al tuo sangue! ('''Raoh''')
*Se io, Raoh, dovessi fare anche un solo passo indietro oltre questa linea, non abbiate pietà! Trafiggetemi la schiena con tutte le frecce a disposizione! [...] Se dovessi indietreggiare, meriterei di morire! Perché dimostrerei solamente di essere un fratello maggiore incapace, a cui mancano i requisiti fondamentali per vincere contro il proprio fratello minore! ('''Raoh''')
*'''Raoh''': Il tuo corpo avrebbe dovuto essere già stato abbattuto ormai! Cosa lo sostiene a tal punto?!<br>'''Fudo''': Tu non potrai mai capire. Continuerei a combattere anche se del mio corpo rimanesse solo un brandello... Anzi, una semplice goccia di sangue!<br>'''Raoh''': Sei un uomo davvero sciocco! E va bene! Prova a farmi indietreggiare, così che io venga trafitto dalle frecce!<br>'''Fudo''': Tu non riesci davvero a comprendere. [...] Sono le anime di questi bambini che mi permettono di compiere ogni mio passo... Sei in grado di vederla? Riesci a scorgere la forza che alberga in questi sguardi tristi?!
*Non ci sarà mai vittoria per un uomo che non conosce la tristezza! ('''Fudo''')
*Non sarei mai voluto sopravvivere portandomi addosso l'onta della sconfitta! ('''Raoh''')
*Il mio corpo è ineguagliabile e invincibile! E nonostante questo, la tristezza sarebbe in grado di vincere la potenza? ('''Raoh''')
*Io, Raoh... poiché non conosco l'amore, non riesco a scorgere la tristezza. Cos'è l'amore...? Cos'è la tristezza?! Per comprendere ogni cosa non mi rimane che un'unica via! Yuria! Dammi la tua vita! ('''Raoh''')
*'''Kenshiro''': Raoh, tu non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! Giacerai qui assieme alle tue ambizioni!<br>'''Raoh''': Oramai per me il cielo non ha più la benché minima importanza! Anzi...! Forse il cielo che ho bramato per tutta le mia vita sei sempre stato tu! [...] Kenshiro. Il nome di colui che seppellirà il più potente successore di Hokuto sarà Raoh! Grazie a me, comincerà un nuovo corso della storia in cui solo chi è davvero forte vivrà! Kenshiro! Ti ridurrò in polvere!
*Dinnanzi alla suprema tecnica segreta dell'Hokuto Shinken, il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero, vi è soltanto la morte! ('''Kenshiro''')
*'''Raoh''': Io non conosco ancora il sentimento chiamato amore. Perdendoti, sarò probabilmente in grado di comprendere. Adesso io non riesco a vedere altri se non Kenshiro. Per me è lui l'unica cosa che conta a questo mondo!<br>'''Yuria''': Raoh...<br>'''Raoh''': Yuria, odiami pure.
*L'unica cosa che posso fare per gli uomini che vanno implacabilmente combattendo... è lasciarli liberi di partire senza alcuna preoccupazione. Sarebbe difficile per te colpirmi se continuassi a guardarti negli occhi. Anch'io farò ritorno in cielo. ('''Yuria''')
*Perdonami, Yuria! Continua a vivere dentro di me divenendo tristezza! ('''Raoh''')
*Raoh ha rivolto il proprio pugno verso colei che amava... in lacrime... Osservando quella scena, tutti hanno compreso la crudeltà della guerra... e la forza dell'amore! E così hanno scelto l'affetto dei propri cari invece della spietatezza della battaglia. ('''Rihaku''')
*Non mi serve la fama! Non mi serve la gloria! Ciò che desidero è solo la vittoria per mezzo del mio pugno! ('''Raoh''')
*Ora che entrambi abbiamo raggiunto il nulla tramite la suprema tecnica segreta della Rinascita libera da ogni pensiero, le altre tecniche non sono più di alcuna utilità! In altre parole, è questo il vero nulla! Siamo tornati allo zero! Ciò significa che d'ora innanzi la nostra battaglia non sarà altro che la lotta di due neonati! ('''Raoh''')
*C... Che strano... Sia in Raoh che in Ken non avverto traccia d'odio... A-Al contrario... Sembra no quasi... emanare purezza... ('''Rin''')
*Probabilmente il prossimo colpo costituirà il nostro ultimo addio. Grande Raoh... Fratello mio. Sia io che Toki abbiamo sempre ambito a poterti raggiungere! Anche adesso quel tuo ricordo non sparisce dal mio cuore... Anzi, continua ad ardere senza sosta dentro di me! ('''Kenshiro''')
*Guarda! Lo spirito combattivo di Raoh si sta disperdendo! Il turbamento dello spirito combattivo lascia all'avversario l'occasione giusta per attaccare! Di fronte alla tecnica libera da ogni pensiero di Ken, che non concede la minima incertezza allo spirito combattivo nemico, Raoh è spacciato! ('''Bat''')
*K... Ken sta combattendo questa battaglia insieme alla tua anima. Sii testimone anche tu del momento che sta per giungere. Quello in cui la loro lunga battaglia volgerà finalmente al termine... e in cui le anime di entrambi troveranno per sempre la pace! ('''Rin''')
*Il tuo cuore batte da solo. Mentre dentro di me pulsano intensamente i sentimenti per te e quelli per Yuria. La tua tecnica possente, in grado di spezzare la terra e i cieli, non ha potuto nemmeno salfire l'amore che io provo per voi! ('''Kenshiro''')
*'''Toki''': Raoh... Ormai puoi dirlo... Perché non lo ammetti...? Confessa che non hai mai rinunciato all'amore! Confessa che anche tu hai impresso nel cuore quel sentimento!<br>'''Raoh''': Non posso! Non lo ammetterei nemmeno morto! Sarebbe un'umiliazione troppo grande per il mio pugno riconoscere di essere pervaso dall'amore!
*Se con la mia vita sarà possibile riportare la luce in questo mondo... allora, ti prego. Fammi raggiungere il cielo per mano tua. ('''Yuria''')
*Ora tutto mi è finalmente chiaro! Tu hai vissuto fino a oggi guardando costantemente la morte negli occhi. E questo perché tu, nei violenti scontri con i tuoi straordinari rivali e amici, sei sempre riuscito ad avanzare lungo l'insidioso confine che separa la vita dalla morte! ('''Raoh''')
*Addio, Kenshiro. È tempo che io faccia ritorno in cielo... e che mi ricongiunga finalmente con Toki! Io, Raoh, non chiedo aiuto nemmeno per ascendere al cielo! ('''Raoh''')
*Della vita che ho vissuto, non ho alcun rimpianto! ('''Raoh''')
*Guardate. Nel mondo è tornato a splendere la luce. Tuttavia, se non fosse stato per Raoh, Kenshiro e la Signorina Yuria... il mondo sarebbe rimasto avvolto dalle tenebre per sempre. ('''Rihaku''')
*Raoh. Sei stato il mio più formidabile rivale e il mio più grande amico. ('''Kenshiro''')
*Per riuscire a governare su questo deserto di violenza, non esisteva altra via se non ricorrere al terrore. Tuttavia un dominio basato sulla paura non può condurre alla vera pace. Dopo aver completato la sua opera di unificazione, forse Raoh desiderava essere sconfitto da qualcuno che portava in sé il sentimento dell'amore... ('''Yuria''')
*Raoh. Riposa in pace assieme a Toki. Io terrò stretto al mio petto il tuo esempio di vita, e proseguirò il mio cammino in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto! ('''Kenshiro''')
===Volume 11===
*Ci fu un tempo in cui degli uomini combatterono... per lasciare in dono al mondo una pace momentanea, prima di scomparire tra cielo e terra. Però, col trascorrere dei giorni, il ricordo delle loro battaglie finì per essere sepolto dalla sabbia... svanendo inesorabilmente dalla memoria della gente..! [...] Con il passare degli anni, la pace generò una marcata divisione tra le classi sociali... mentre il mondo procedeva di nuovo verso un'epoca di grandi disordini.
*'''Joe''': Ci stanno ingannando! Le leggi che hanno creato sono a loro esclusivo beneficio! Volete continuare a vivere così?! Io dico che è giunto il momento di ribellarci...!<br>[...]<br>'''Boia imperiale''': Che peccato... Pare proprio che nessuno voglia ascoltare i deliri di chi trama contro la legge...<br>'''Joe''': Gh... Ma quale legge?! Sono solo delle regole che ci avete imposto arbitrariamente!<br>'''Boia imperiale''': Ovvio. Perché siamo noi la legge.
*Kenshiro, li sta osservando? Scorge anche lei questi due giovani che combattono mentre fieri sventolano il vessillo di Hokuto?! Li vede mentre sopportano innumerevoli ferite rimanendo stoicamente in attesa del suo ritorno?! Riesce a distinguere le loro figure che continuano a lottare trattenendo in loro il rimpianto di non averla al proprio fianco?! Se sente l'urlo straziante delle anime di questi giovani, allora la prego di apparire! Noi adesso necessitiamo ancora una vola della sua forza... Abbiamo disperatamente bisogno della luce di Hokuto capace di squarciare le tenebre di questo mondo sprofondato nel caos! ('''Rihaku''')
*Non mi interessa chi viene giustiziato. [...] Ogni esecuzione servirà a far capire sempre di più al popolo che qualunque tentativo di ribellione è assolutamente inutile! Io, Bask, eliminerò chiunque andrà proclamando idee di rivolta...! Fin quando l'intera popolazione non si prostrerà ai nostri piedi! ('''Bask''')
*'''Bask''': Dimmi il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': Anche se tu lo sapessi, non avresti modo di dirlo a nessuno...
*'''Ain''': Il mio nome è Ain. Non ho nulla contro di te, ma mi prenderò la tua testa.<br>'''Kenshiro''': E perché?<br>'''Ain''': Per la mia donna!
*'''Ain''': Dimmi un po'. Tu ce l'hai una donna?!<br>'''Kenshiro''': No.<br>'''Ain''': Ma dai... Eppure hai la faccia di uno che ha successo con le ragazze... Pff... Be', meglio così. Almeno potrò massacrarti di botte senza farmi troppi problemi.
*Che tipo... Pff... Ma pensa te... Me le ha proprio suonate... Chissà che lavata di capo mi farà la mia donna...? ('''Ain''')
*Ormai siamo in ballo! Il fuoco della nostra ribellione non può essere spento! ('''Bat''')
*'''Ain''': Io davvero non ti capisco... Si può sapere perché fai tutto questo?<br>'''Bat''': E tu? Perché fai il cacciatore di taglie?<br>'''Ain''': Mica lo faccio perché mi piace. Io devo occuparmi della mia amata figlia. Ecco perché!<br>'''Bat''': Però, vedi... la figlia di un cacciatore di taglie sarà per sempre la figlia di un cacciatore di taglie... e lo stesso vale per la figlia di uno schiavo! E io questo non lo sopporto! Vivere o morire al giorno d'oggi non fa molta differenza. E noi, prima o poi, creperemo tutti comunque. Quindi, tanto vale... provare a cambiare il mondo per le persone a cui teniamo.
*Non avrei mai pensato che essere un ricercato fosse più eccitante che fare il cacciatore di taglieee! ('''Ain''')
*Come il sole sorge riversando su di noi i suoi caldi raggi... allo stesso modo, vorrei che gli uomini del nostro tempo unissero le loro forze per dare vita all'alba di una nuova era... ('''Rihaku''')
*Il capo rappresenta la volontà della sua gente! Se si sconfigge il capo, allora scompare anche la volontà di coloro che lo seguivano. ('''Falco''')
*D'ora in poi vi è proibito tramandare la storia di Hokuto e Nanto! Non avrò pietà nemmeno per donne o anziani, se questi si rivelassero essere a capo di gruppi ribelli! A brillare nel firmamento sarà unicamente la stella madre dell'imperatore del cielo... La stella polare dell'origine suprema! Gli astri di Hokuto sono da sempre il carro da guerra dell'imperatore... Essi non sono mai stati altro che guerrieri al suo servizio! Che proprio Hokuto abbia osato innalzare il suo vessillo contro il nostro imperatore è un crimine d'inaudita gravità! Eliminare Hokuto è un editto imperiale! Da questo momento ha inizio l'era dell'imperatore del cielo! L'era del Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento... ovvero la scuola della stella primigenia! ('''Falco''')
*Alla fin fine, quella di Hokuto è una costellazione che brilla solo di notte! È impotente dinnanzi al Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento! ('''Falco''')
===Volume 12===
*'''Buzz''': Hokuto e Nanto sono le uniche forze al mondo in grado di sconfiggere l'imperatore del cielo! Ora che il fuoco della ribellione di Hokuto si è innalzato, anche Nanto è entrato in azione!<br>'''Gill''': L'unica ragione per cui freneticamente ti ostini a voler annientare Hokuto e Nanto, è perché temi l'unione delle nostre scuole in una sola!
*'''Rihaku''': Q-Quindi l'imperatore del cielo avrebbe iniziato la sua marcia contro di noi?!<br>'''Soldato''': Sì, signore!<br>'''Rihaku''': Allora ciò che dobbiamo temere adesso è il Gento Kōken, l'imperiale scuola di Gento!<br>'''Soldato''': L'imperiale scuola di Gento?<br>'''Rihaku''': Esatto... Sia la natura dell'Hokuto Shinken che del Gento Kōken è quella di essere i pugni a difesa dell'imperatore del cielo! Ma se la quintessenza dell'Hokuto Shinken risiede nella distruzione del corpo umano dall'interno, quella del Gento Kōken prevede unicamente l'annientamento totale del nemico! In altre parole, essa è una tecnica capace di tramutare lo spirito combattivo generato nel profondo del corpo in lame che recidono istantaneamente le cellule dell'avversario fino a distruggerle! Coloro che sono riusciti a perfezionarne i segreti vengono chiamati "gli uomini dalle mani splendenti"... In passato quest'arte marziale era considerata superiore perfino alla Divina scuola di Hokuto stessa!
*C-Complimenti... Quindi è questo il potere della Divina scuola di Hokuto... Ma sappi che Falco è la luce che scuote i nostri cuori! E per tale luce, io ho il dovere di abbatterti qui... anche a costo di sacrificare la mia stessa vita! ('''Soria''')
*Nessuno al mondo è in grado di scalfire neanche un lembo della mia pelle! ('''Falco''')
*'''Soldato''': N... Noi tutti siamo disposti a sacrificare la vita per il nostro generale!<br>'''Ain''': C-Che assurdità! Falco non prova niente per voi! Non ha versato neppure una singola lacrima!<br>'''Soldato''': No... Il generale... Il generale Falco ha già pianto tutto il proprio dolore per noi soldati... Ormai le sue lacrime si sono tutte completamente prosciugate...
*Sei stato bravo a schivarlo! Ti faccio i miei complimenti! Ma sappi che il Gento Kōken è l'arte marziale capace di annientare completamente le cellule del corpo umano! Essa tramuta lo spirito combattivo dentro di noi in lame che, con fendenti attacchi, sono in grado di dissolvere il nemico come vapore, o di congelarlo come ghiaccio! ('''Soria''')
*Io, Soria della luce purpurea, non ho perso contro di te! Ho solo offerto la mia vita al mio generale, il grande Falco della luce d'orooo! ('''Soria''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoh''': Sei tu Falco del Gento Kōken?!<br>'''Falco''': Sì!<br>'''Raoh''': Intendi combattere o ti sottometterai a me?! Scegli!<br>'''Falco''': Nessuna delle due scelte. Voglio che tu proceda ignorando questo villaggio!<br>'''Raoh''': Mmh?!<br>'''Soldato''': Falco, perché non lotti?<br>'''Falco''': Se lo affrontassi, forse potrei uccidere Raoh, ma probabilmente perirei anch'io. Inoltre, una volta morto Raoh, gli abitanti del nostro villaggio sarebbero tutti sicuramente uccisi dai suoi soldati! Liberi dal giogo del terrore, quei maledetti si trasformerebbero in una folla selvaggia impossibile da controllare!<br>'''Raoh''': Mpf... Che perspicacia...<br>'''Falco''': Ma non ti chiedo di rinunciare ai tuoi piani di conquista... senza offrirti nulla in cambio! Avrai una gamba dell'uomo che si fregia del titolo di più potente esponente dell'Imperiale scuola di Gento! {{NDR|Si amputa la gamba destra}} Non permetterò che venga versata nemmeno una goccia del sangue degli abitanti di questo villaggio!
*'''Bat''': E quindi si è mozzato la gamba destra per salvare la sua gente?!<br>'''Rihaku''': Sì. Ora probabilmente porta una protesi!<br>'''Bat''': Ma... Ma allora perché un uomo così generoso è servo dell'imperatore del cielo...?! Dovrebbe odiarne la tirannia più di chiunque altro!<br>'''Ain''': Ben detto! Perché uno come lui non ammazza e basta l'imperatore?!<br>'''Rihaku''': Perché non può farlo! È una regola che si è imposto lui stesso!
*{{NDR|Flashback}}<br>Accetto la tua gamba. Essa non vale soltanto un villaggio, ma un'intera nazione! ('''Raoh''')
*Ora che ci rifletto... il caos di cui oggi siamo testimoni è stato causato interamente dalla mia ingenuità. Vi chiedo perdono, avi di Gento! Forse i duemila anni di storia dell'Imperiale scuola di Gento termineranno con me. Se solo quella volta avessi ascoltato Raoh {{NDR|ed ucciso Jako}}... [...] Vedere mia madre, ormai anziana, pregare in lacrime mi impedì di ucciderlo. Quando mia madre morì, lui prese in ostaggio l'imperatore del cielo per garantire la propria incolumità! E spacciando il proprio volere per quello dell'imperatore, ha edificato la capitale. La mia mancanza di fermezza ha causato questa situazione! ('''Falco''')
*Tutto ha avuto inizio a causa mia. Quindi se dovessi morire, farò in modo che tutto venga in cielo con me! ('''Falco''')
*Non posso esimermi! È questo il fato di Gento! ('''Falco''')
*'''Kenshiro''': Riconosco che il tuo spirito combattivo è privo di qualsivoglia offuscamento o incertezza!<br>'''Falco''': Io, Falco, non sto affrontando questa battaglia nella speranza di sopravvivere! Considerami l'ultimo cancello per riuscire a entrare nella città capitale!<br>'''Kenshiro''': Allora ti valicherò per il bene dei miei amici! Non esistono altre strade per me!
*'''Kenshiro''': Vedo che con quella protesi non riesci a penetrare la mia difesa in maniera adeguata.<br>'''Falco''': Mmh?!<br>'''Kenshiro''': Mi sono colpito il punto di pressione Jōketsukai! Ora nemmeno io potrò muovere la gamba destra!<br>'''Falco''': Cosa...?!<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Per un atto di altruismo, hai offerto quella gamba a Raoh senza opporre resistenza. Se ti uccidessi approfittando del tuo svantaggio, Raoh ne rimarrebbe sicuramente deluso!<br>'''Falco''': Non vuoi essere in debito, dunque?<br>'''Kenshiro''': No. Semplicemente è così che combattono i guerrieri della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Falco''': Complimenti, uomo di Hokuto. Hai scelto una morte estremamente onorevole!
*'''Kenshiro''': Rispondi solo a una domanda, Falco! Chi è l'imperatore del cielo?! Chi è davvero questa persona che stai proteggendo a ogni costo?!<br>'''Falco''': Vi sono due cieli! Anche tra le vostre fila c'è un imperatore!<br>'''Kenshiro''': Che... cosaaa?!
*{{NDR|Flashback}}<br>Può esserci un solo imperatore del cielo! Lo dice la legge, Falco! Il cielo è uno solo! Se si lasciassero crescere due stelle gemelle, il firmamento si scinderebbe sicuramente a metà! Le stelle gemelle sono fonte di sventura per la volta celeste! ('''Jako''')
*Anche se perdessi il 99% del mio corpo, mi basterebbe un solo dito per eliminare un miserabile come te. ('''Falco''')
===Volume 13===
*'''Myu''': Cosa c'è oltre queste acque?<br>'''Falco''': Una terra che dà alla luce demoniaci guerrieri votati unicamente alla lotta! A governare tale luogo sono le leggi marziali! Si dice, intoltre, che lì esista un'arte con 4000 anni di tradizione alle spalle, da cui avrebbero avuto origine le tecniche di Hokuto, Gento e Nanto! Laggiù soltanto l'1% dei maschi sopravvive! È una terra spietata, dove solo chi riesce a vincere cento combattimenti all'ultimo sangue entro i quindici anni ha il diritto alla vita!
*Il luogo verso cui ti stai dirigendo è l'inferno! Quella terra è impregnata del sangue versato da terrificanti uomini che, fin dalla nascita, hanno dedicato le loro vite unicamente alla lotta. Gli Shura! ('''Akashachi''')
*Vi sono nemici che io devo affrontare e persone che io devo salvare... E anche se il mio corpo non dovesse più muoversi, anche se la mia anima si dovesse consumare, io ho il dovere di proseguire lungo il cammino tracciato per me. ('''Falco''')
*La morte si addice... a chi infanga l'[[onore]] di un uomo! ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Qual è il tuo nome?<br>'''Guerriero Shura''': Mpf... Non mi è stato ancora concesso di avere un nome! Sono solo uno dei tanti Shura! Ma tu ignori completamente che... per acquisire anche solo il titolo di Shura, bisogna lasciare dietro di sé i corpi di centinaia di avversari!
*'''Shachi''': La Divina scuola di Hokuto... Capisco... Quindi anche tu padroneggi una branca della scuola di Hokuto...<br>'''Kenshiro''': Una branca?! L'Hokuto Shinken non ha suddivisioni! L'unico pugno di Hokuto è quella della Divina scuola!<br>'''Shachi''': Uihih! Eh, no...! Ti sbagli, invece! Io so che in questa terra esiste una scuola di arti marziali che porta il nome di Hokuto e da cui discende la tua.<br>'''Kenshiro''': E tu conosci chi la pratica?<br>'''Shachi''': Sì! C'è una sola persona! Eeeheheh! Si tratta di uno Shura straordinario.
*'''Shachi''': Quell'uomo è forte! Scommetto che sconfiggerà molti altri Shura e metterà in grande crisi queste terre! Però lui è solo un uragano scarlatto che va spargendo sangue dei propri avversari! Un giorno scomparirà anche lui insieme a tutti gli Shura!<br>'''Rin''': E... E cosa succederà dopo...?<br>'''Shachi''': Splenderà un altro Hokuto!
*'''Guerriero Shura''': L-L'Hokuto Ryūken...?!<br>'''Shachi''': La più forte fra tutte le arti marziali! Così ineguagliabile che risplende intensa e suprema al di sopra di ogni tecnica assassina come una gemma lucente! Per questa ragione il suo nome è Hokuto Ryūken, ovvero la Risplendente scuola di Hokuto!
*Gli uomini non vivono unicamente per se stessi! ('''Shachi''')
*L'obiettivo degli uomini di questa terra è uno solo: vincere in battaglia. Gli Shura che affollano questi luoghi si divorano l'un l'altro. Tutto per loro dipende unicamente da quante persone riescono a uccidere... e da quanto forti riescono a diventare. Ma c'è qualcosa di sbagliato in questo. Hanno dimenticato qualcosa di importante. Anchio faticavo... a ricordarlo. Ma mia sorella sa di cosa si tratta. ('''Tao''')
*'''Bambino''': Che cos'è l'[[amore]]? Non avevo mai sentito questa parola.<br>'''Reia''': Se una persona che vi piace o un vostro amico morisse, vi sentireste tristi, vero?<br>'''Bambino''': Sì.<br>'''Reia''': Quello è un sentimento che nessuno vi ha insegnato a provare. Anzi, è un'emozione innata impossibile da perdere. Per quanto funestate da violenze e tradimenti... l'amore è il luogo dove le persone possono trovare finalmente pace.
*L'Hokuto Ryūken, la risplendente scuola di Hokuto, è un'arte marziale letale... È la tecnica più malvagia al mondo! Grazie a essa, Shachi potrebbe conquistare questa terra. Ma se ci riuscisse, le conseguenze sarebbero ancora più tragiche di quelle attuali! ('''Reia''')
*Mai abbassare la [[Riguardi|guardia]] credendo di aver battuto un avversario se prima non si è riusciti effettivamente a ucciderlo! ('''Shachi''')
*Quando la guardia viene a mancare, la posizione di difesa si trasforma inevitabilmente in un'apertura completamente esposta agli attacchi improvvisi del nemico! ('''Shachi''')
*All'[[inferno]] avrai tempo per maledire la tua ingenuità! ('''Shachi''')
*'''Kaiser''': Vuoi forse continuare a divorare Shura per divenire un dio?<br>'''Shachi''': Voglio diventare molto di più! Dio sarà mio servitore.<br>'''Kaiser''': Pfff... Stolto. Ti esalti tanto solo per avermi battuto?! Persino tu dovresti sapere che in questa terra vi sono tre comandanti supremi venerati come divinità della guerra! L-la cicatrice che ho sul petto me la inferse molto tempo fa uno di loro, Han! Già a quel tempo non fui in grado di distinguere nemmeno uno dei suoi colpi...
*'''Reia''': Si dice che l'Hokuto Ryūken sia in grado di divorare persino dio... e che corrompa tutti i suoi praticanti, al punto da tingere ogni goccia del loro sangue con gli oscuri colori dell'ambizione. Proprio come è accaduto a Shachi, dopo essere divenuto uno dei successori.<br>'''Kenshiro''': Uno dei successori?!<br>'''Reia''': Anche Han, il terzo comandante supremo degli Shura, è maestro della Risplendente scuola di Hokuto!
*Sulla [[scacchiera]] del tuo destino, l'unica mossa che ti rimane è rinunciare alla vita! ('''Kenshiro''')
*Se tu riesci a penetrare la mia [[difesa]]... significa che anch'io posso penetrare la tua! ('''Kenshiro''')
*I giochi più divertenti al mondo sono quelli in cui si mette in palio la propria vita! ('''Han''')
*'''Shachi''': Devi sapere che... da tempo ormai si narra della venuta di un salvatore in queste terre... La leggenda di un uomo... che non è Kenshiro! [...]. Non potevo aspettare quell'uomo che tutti consideravano il salvatore...<br>'''Rin''': E... E come si chiama quell'uomo?<br>'''Shachi''': Il suo nome è Raoh!
===Volume 14===
*{{NDR|Flashback}}<br>Esistono ancora stolti che ignorano la mia potenza. ('''Raoh''')
*{{NDR|Su Raoh}} Era un dio della guerra... un autentico e inarrestabile dio combattente! ('''Shachi''')
*Più l'avversario è forte, più Ken diventa potente. Colui che erediterà la leggenda di Raoh... sarà Kenshiro! ('''Rin''')
*'''Jukei''': La Risplendente scuola di Hokuto è un arte proibita! Ma io ho trasgredito al divieto insegnandola a tre uomini... vale a dire i tre comandanti supremi!<br>'''Reia''': M-Ma perché erano tutti certi che Raoh sarebbe arrivato? Perché il popolo, gli Shura e persino i comandanti supremi hanno sempre continuato a credere nella leggenda di Raoh...?<br>'''Jukei''': Perché questa è la terra natale dell'Hokuto Shinken e dello stesso Raoh! E ogni uomo è destinato a tornare nel proprio luogo d'origine!
*'''Han''': È accaduto tutto più di 20 anni fa... quando il mondo si stava inesorabilmente dirigendo verso il conflitto finale. La nostra terra, vessata dall'invasione di una potente nazione militare, stava per essere completamente annientata. E così, comprendendo che la civiltà si sarebbe estinta facendo ripiombare l'umanità a uno stato primitivo... Jukei, il maestro dell'Hokuto Ryūken, fece salpare tre bambini da questa terra. [...] Quando una civiltà riparte dal nulla, è la violenza a regnare! Il potere marziale! E fu proprio questo il motivo per cui Jukei inviò voi tre presso il successore dell'Hokuto Shinken!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Han''': Esatto... sto parlando di te e dei tuoi due fratelli, Raoh e Toki.
*'''Jukei''': Mandai quei tre da Ryuken. Eppure la mia inquietudine non si dissipò. Dovevo assicurarmi che al mondo ci fosse una tecnica in grado di governare su quest'epoca in balìa della violenza! Ma fu un errore tremendo! L'atrocità dell'Hokuto Ryūken corruppe le anime di Han, Hyoh e Kaioh! Il pensiero mi perseguitò a tal punto che decisi contemporaneamente di insegnare a tre ragazzi originari di questa terra la Risplendente scuola di Hokuto! Tuttavia adesso anche questo avrà fine. Raoh risolverà ogni cosa.<br>'''Tao''': P-però è strano. L... La persona che sta combattendo contro Han non è Raoh...<br>'''Jukei''': Cosa?!<br>'''Reia''': M-Mi pare di ricordare che il suo nome fosse Kenshiro.<br>'''Jukei''': C... Come hai detto?!
*'''Han''': Sei davvero forte. Non a caso hai battuto Raoh... Ma non potrai mai sconfiggere Hyoh, il secondo comandante supremo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?! Che intendi dire?<br>'''Han''': Per quanto tu possa essere più forte persino di Raoh... solo Raoh avrebbe potuto sconfiggere il comandante supremo Hyoh! Ti attende un cammino più spaventoso persino dell'inferno stesso!
*Sento il mio sangue ribollire! Proprio quando ho combattuto contro Raoh... Sento un destino di sangue provenire da questa terra. M-Ma perché?! ('''Kenshiro''')
*Ormai non ho altra strada davanti a me! Sarò io a realizzare la leggenda di Raoh! ('''Kenshiro''')
*'''Reia''': [...] anche Kenshiro è molto forte. Forse potrebbe fare le veci di Raoh e liberare questa terra.<br>'''Jukei''': Non succederà! Anche se fosse più forte di Raoh, c'è una ragione per cui Kenshiro non potrà mai battere il secondo comandante supremo!<br>[...]<br>'''Reia''': E... E perché?! Per quale motivo Kenshiro non può battere Hyoh...?<br>'''Jukei''': Perché Hyoh... è il fratello maggiore di Kenshiro! Loro due condividono lo stesso sangue e gli stessi genitori! [...] Non riesco ancora a dimenticare quel giorno. Sebbene agii in nome di una nuova era, fui io colui che li separò! [...] Hyoh ha sempre avuto un cuore d'oro! Ma la bontà è inutile lungo la via del pugno! E fu proprio questo il pensiero che mi portò a decidere di cancellargli tutti i ricordi passati... [...] Nel momento in cui lo istruii nell'arte dell'Hokuto Ryūken, lo privai della memoria con queste stesse mani! Ma anche se i suoi ricordi sono stati sottratti, il suo onorevole animo non è mutato! Hyoh adesso considera come suoi veri fratelli i suoi compagni della Risplendente scuola di Hokuto... Han e Kaioh!
*L'ombra di Kaioh non è umana...! Un'oscurità demoniaca accompagna sempre il suo passaggio! ('''Tao''')
*Durante i 4000 anni di storia di questa nostra terra... sono state tramandate molte altre leggende, ben prima di quella di Raoh! Esse narravano di come, quando in passato questa terra era ormai prossima al tracollo, fossero apparsi degli straordinari salvatori! La loro forza era tale da consumare i malvagi in un istante. E poiché il loro intervento non poteva che essere un prodigio ultraterreno, il popolo finì per venerarli alla stregua di divinità! Quegli uomini erano i successori dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto! [...] Tuttavia, pur possedendo la medesima forza, la Risplendente scuola di Hokuto è stata cancellata dalla storia! Per ben 1800 anni è stata disprezzata e perseguitata perché reputata un'arte demoniaca! Ma la nostra umiliazione terminerà con la mia generazione! E questo perché io, Kaioh dell'Hokuto Ryūken... diventerò l'artefice di una nuova era! Rin! Figlia dell'Imperatore del Cielo! Tu sarai testimone all'annientamento dell'Hokuto Shinken! ('''Kaioh''')
*Ciò che devo colpire è la maschera di menzogne che indossi! ('''Jukei''')
*'''Hyoh''': Cosa c'è di tanto importante... in questi miei ricordi?!<br>'''Jukei''': L'unico metodo per sconfiggere Kaioh! In te è celata la chiave per rimuovere il sigillo imposto sul vero potere di Hokuto!
*L'Hokuto Ryūken non genera altro che demoni. E ora il comandante supremo Kaioh è divenuto il colossale e onnipotente demonio che regna incontrastato sul regno demoniaco! L'armatura che Kaioh indossa non serve a proteggerlo! Essa ha il compito di sigillarne lo spirito combattivo demoniaco che fuoriesce da tutto il suo corpo persino quando egli è immobile! E quando quell'armatura sarà completamente distrutta, accadrà qualcosa d'inimmaginabile! ('''Jukei''')
*Il mio spirito combattivo è disperatamente assetato di sangue...! Del sangue della Divina scuola di Hokuto! ('''Kaioh''')
*'''Jukei''': Ascoltami bene, Hyoh! Tu e Kenshiro siete fratelli! In voi scorre il sangue della dinastia principale di Hokuto!<br>'''Hyoh''': Che... Che cosaaa?!<br>'''Jukei''': Ed è proprio il pugno della dinastia principale di Hokuto che ha dato origine alla Divina scuola e alla Risplendente scuola!<br>'''Hyoh''': La dinastia principale di Hokuto...?<br>'''Jukei''': Esatto. Solamente un discendente della vostra stirpe, venuto al mondo con un'innata predisposizione per la lotta, può apprendere l'arcano colpo capace di sigillare la Risplendente scuola! E quel discendente è Kenshiro!
*Non crucciarti cercando di capire! Sappi solo che tu morirai! ('''Kaioh''')
*Stolti! Stolti tutti coloro che in questa nostra terra attendono un salvatore dalla Divina scuola di Hokuto, continuando a sperare nella leggenda di Raoh! Il salvatore è già qui! Io sono il salvatore di questo mondo! ('''Kaioh''')
*La terra degli Shura è un paradiso terrestre! E in questa nostra terra utopica, ai deboli non deve spettare altro che la morte! ('''Kaioh''')
*La Divina scuola di Hokuto non conosce disperazione! ('''Kenshiro''')
*Per quanto riguarda la manipolazione dello spirito combattivo, l'Hokuto Shinken non è minimamente all'altezza dell'Hokuto Ryūken! Prima che i tuoi colpi possano raggiungermi, il mio spirito combattivo demoniaco li annulla, assorbendo tutta l'aura combattiva che li avvolge! ('''Kaioh''')
*Detesto il sangue dell'Hokuto Ryūken che scorre nelle mie vene! Lo stesso sangue che per ben 1800 anni è stato disprezzato e rimosso dalla storia perché ritenuto linfa vitale putrida, volta alla creazione di un'arte demoniaca! Ma esiste un modo per scampare al destino della mia stirpe dannata! Purificare il mio sangue maledetto mischiandolo a quello dell'Imperatore del cielo! [...] Rin, tu darai alla luce la mia progenie! Così che possa avere inizio un nuovo corso della storia fondato sulla leggenda dei salvatori dell'Hokuto Ryūken! ('''Kaioh''')
*Non posso competere con Kaioh! Ma posso almeno sacrificare la vita per permettere a Kenshiro di salvarsi! ('''Shachi''')
*Altruismo, rettitudine e lealtà... Tutte queste tue caratteristiche sono semplicemente disgustose! Le detesto dal profondo del cuore! Nella mia nuova era non c'è posto per sentimenti simili! ('''Kaioh''')
*Si dice che la quintessenza dell'Hokuto Shinken risieda nella rabbia e nella tristezza. E tale quintessenza è stata in grado di atterrire persino lo spirito combattivo di Kaioh. Anche se impossibilitato a muoversi, quest'uomo {{NDR|Kenshiro}} è stato in grado di continuare a combattere attraverso la propria anima! ('''Shachi''')
===Volume 15===
*Ora avrai compreso cosa rappresenta per me la dinastia principale di Hokuto. Nonostante io abbia in me il sangue di un demone onnipotente, da esso non potrà mai nascere nulla! Non finché al mondo esisterà il sangue della dinastia principale di Hokuto! Per quanto io, Kaioh, mi affatichi a diventare ancora più potente, sarò sempre sopraffatto da quel sangue! Tremante di fronte alle sue infinite possibilità! Io devo annientarlo! Anche a costo di divorare Dio stesso, finché quella linfa vitale non sarà estinta, non potrà mai giungere la mia era! ('''Kaioh''')
*La... La tecnica di Ken si nutre di rabbia e tristezza... M-Ma quella di Kaioh è alimentata unicamente dall'odio! ('''Rin''')
*Ogni cosa al mondo nasce solo in funzione di Kaioh! ('''Kaioh''')
*'''Hyoh''': Sei ridicolo! Quale uomo diviene triste combattendo?!<br>'''Nagato''': Un tempo anche la vostra anima versava lacrime durante le battaglieee!
*Nemmeno rivoltando il mio corpo da cima a fondo trovereste una singola lacrima! ('''Hyoh''')
*'''Shachi''': Kenshiro, sei davvero deciso ad affrontare Hyoh?!<br>'''Kenshiro''': Se è mio fratello di sangue, a maggior ragione devo essere io a sconfiggerlo!
*È giunta l'ora che i demoni onnipotenti sprofondino all'inferno! ('''Kenshiro''')
*Sembra proprio che avrei dovuto colpirti con più forza... dato che sei ancora qui a blaterare! ('''Kenshiro''')
*Se non posso colpirti nei punti di pressione, mi basterà ridurre quel tuo corpo in poltiglia! ('''Kenshiro''')
*'''Kaioh''': Quel debole di Raoh, il miserabile che si è fatto contagiare dai sentimenti, venendo così sconfitto da una nullità come Kenshiro... era mio fratello minore!<br>'''Rin''': F-Fratello minore?! Ma allora...!<br>'''Kaioh''': Mpf... Rin... Adesso capisci perché finora ho tenuto celato il mio volto con un elmo?!<br>'''Rin''': Ah... Perché se si fosse saputo che tu e Raoh eravate fratelli...<br>'''Kaioh''': Pff... Esatto. La leggenda di Raoh non avrebbe mai preso piede se si fosse venuto a sapere che esisteva un suo familiare così simile a lui.<br>'''Rin''': Ma... Ma allora la leggenda di Raoh...<br>'''Kaioh''': Uuuhuhu! Sono stato io a originarla! Io ho creato e alimentato quella leggenda! Sì!
*'''Kaioh''': I sentimenti... l'amore... essi non sono che il marchio che contraddistingue gli stolti! È naturale che quello sciocco di mio fratello minore sia morto!<br>'''Rin''': Eppure tu non saresti mai riuscito a battere Raoh. Se vi foste sfidati, sono certa che tu avresti perso.<br>'''Kaioh''': Cosa?!<br>'''Rin''': Sì, perché i veri vincitori sono proprio coloro che vivono per quella futile cosa chiamata amore!<br>[...]<br>'''Kaioh''': Vaneggi, fose, Rin?! Fatico a credere che tu possa realmente pensare che i veri vincitori siano gli stolti che credono nell'amore!<br>'''Rin''': E... allora secondo te chi sono i veri vincitori?!<br>'''Kaioh''': Che domande! Ciò che trionfa alla fine è sempre e solo... il [[male]]!
*Che senso ha essere condizionati dalla compassione e morire per amore? I sentimenti controllano e limitano gli esseri umani! Mentre il male non impone alcuna restrizione! ('''Kaioh''')
*Io non rimpiango di aver vissuto per amore... per un amore così intenso da sembrare persino sciocco. ('''Hyoh''')
*Si dice che gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... abbiano tutti vissuto per l'amore di una donna. ('''Hyoh''')
*Possibile che l'arcano colpo della dinastia principale consista proprio nell'amore...?! ('''Rin''')
*Per ogni ferita di cui mi sono fatto carico, io ho anche accolto in me i sentimenti dei miei rivali! Persino Raoh ha lasciato il suo cuore dentro di me! ('''Kenshiro''')
===Volume 16===
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kaioh''': Raoh... Per quale ragione sei tornato?<br>'''Raoh''': Ho sentito le voci che circolano a proposito di questa terra... e ho deciso di appurarne la veridicità!<br>'''Kaioh''': E dunque...?!<br>'''Raoh''': Se trasformerai questo luogo in una terra abitata unicamente da spietati Shura... sta' pur certo che un giorno verrò a reclamarla per poi farla mia!<br>'''Kaioh''': Oooh... E perché non ci provi subito?<br>'''Raoh''': Non è il momento. Mi rimangono ancora molte cose da fare. Ma ricorda! Una volta sconfitto Kenshiro, ti giuro che tornerò! Con il tuo modo di agire, non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! In questo mondo, può esistere un unico dominatore!
*Sono stato la rovina di un uomo che sarebbe potuto divenire un eroe senza precedenti! Non morirò prima di rimediare alla mia colpa! ('''Hyoh''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Non te ne avevo mai parlato, ma ora voglio che tu sappia che ho un fratello maggiore dal quale sono stato separato quand'ero giovane. Adesso che sei divenuto il successore, significa che prima o poi saremo costretti a incrociare i nostri pugni. E se in quel frangente dovessi perdere, voglio che tu dica a mio fratello... che io sono conscio della sua profonda tristezza e che lo stimo più di chiunque altro! ('''Raoh''')
*Raoh mi stimava? Pff... Uhuhuh... Uahah! Mio fratello era veramente uno smidollato! Allora quando lo raggiungerai all'inferno, digli anche che... l'unica ragione per cui è stato battuto da un guerriero del tuo livello è solo a causa del suo cuore troppo tenero! ('''Kaioh''')
*Anche sfuttare metodi di combattimento per lottare senza respirare fa parte delle mie tecniche segrete! Io faccio ricorso a qualsiasi mezzo pur di vincere! ('''Kaioh''')
*Io sarei forte?! Forse è questa l'impressione che do alla gente come te... Tuttavia...! Io sono sempre stato troppo debole per essere il primogenito della dinastia principale di Hokuto! Se io... Se solo io fossi stato più forte, allora l'animo di Kaioh non si sarebbe corrotto! ('''Hyoh''')
*Hai capito, Kenshiro?! Chi rinuncia al proprio cuore vince, mentre chi coltiva sentimenti è destinato a morire! ('''Kaioh''')
*Prima che tu possa infangare il tuo nome, divenendo in tutto e per tutto un re demoniaco... io ti giuro, Kaioh, che farò in modo che tu muoia come un eroe per mano mia! ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Se mio fratello Kaioh dovesse smarrire la retta via, uccidilo con le tue mani! Perché nel profondo del mio cuore, io desidero che il ricordo che ho di lui resti per sempre quello di un eroe! ('''Raoh''')
*[[Eroe]] è una parola priva di senso per chi come me ha intrapreso la via del male! ('''Kaioh''')
*Circa duemila anni or sono, la dinastia principale di Hokuto dominava il mondo, fungendo da scudo eretto a difesa dell'incolumità dell'Imperatore del cielo. Tuttavia, ciò che ancora oggi rimane motivo di grande rammarico è che, a quel tempo, la suprema arte marziale assassina, la Divina scuola di Hokuto, non era ancora nata! Fu per questo che, una volta venuto a mancare l'imperatore, il mondo precipitò in un'epoca di guerre intestine e di grandi disordini! I sommi sacerdoti incaricati di tutelare la dinastia principale di Hokuto erano profondamente turbati! [...] Il dominatore che i sacerdoti desideravano doveva aver ereditato in sé il sangue della dinastia principale di Hokuto ed essere un individuo capace di creare una nuova, invincibile arte marziale assassina! Solamente un uomo del genere sarebbe potuto divenire il vero salvatore! Tuttavia, nonostante le loro preghiere accorate, la dinastia principale non diede alla luce un discendente maschio. A ereditarne il sangue furono solamente due giovani e splendide sorelle {{NDR|Ohka e Shume}}! E per uno scherzo del fato, entrambe quelle fanciulle partorirono i tanto attesi discendenti maschi{{NDR|, Ryoh e Shuken}}... nello stesso, tragico giorno! [...] Così pensando, i sommi sacerdoti della dinastia principale di Hokuto, tormentati dalla decisione su chi sarebbe dovuto diventare il successore, decisero di abbandonare i due infanti presso il Kōtendai, l'altare della discesa celeste, alla mercé di lupi famelici... Tutto, pur di riuscire a udire la voce del cielo! [...] In seguito, quella stessa notte, Shume, la sorella minore, scomparve. Accecata dall'amore, corse a salvare il proprio figlio Shuken! [...] Testimoni del sacrificio di Ohka {{NDR|per salvare Shume e Shuken}}, i sacerdoti tutelari rimasero profondamente colpiti dall'intensità del suo amore misericordioso. [...] E fu così che, in quel preciso istante, sorse il fondatore della Divina scuola di Hokuto... Shuken! Egli non dimenticò mai, neanche per un momento, l'amore di quelle donne che considerava entrambe come sue madri e portò a compimento la creazione dell'Hokuto Shinken, quale pugno più potente al mondo. Ma per via delle sue caratteristiche tanto eccezionali quanto tragiche, nonché della dolorosa vicenda occorsa in passato al momento della scelta dell'erede, stabilì anche che essere tramandante unicamente a un singolo successore per ogni generazione. In seguito, per onorare l'anima di Ohka, i sacerdoti tutelari eressero una statua di donna su cui vennero incisi i dettagli di quei tragici avvennimenti. Kaioh... Si dice che anche Ryoh, il figlio di Ohka, avesse una voglia a forma di sette stelle. Capisci cosa intendo? Quella voglia è la prova della gloriosa discendenza da Ohka! ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltatemi bene, figli miei. I discendenti di Ryoh, abbandonato dalla madre, perderanno a loro volta l'amore e ne andranno alla perenne ricerca. Dunque qualcuno... Qualcuno dovrà insegnare loro cos'è l'amore. Ed è proprio questo il destino dei successori della Divina scuola di Hokuto. ('''Shuken''')
*A ben pensarci, anche Raoh e Toki sono andati ricercando l'amore per tutta la loro vita... Kaioh! Se intendi infangare oltre quel glorioso sangue... allora sconfiggerti sarà un atto d'amore! ('''Kenshiro''')
*Se provi odio, colpisci pure il mio corpo quanto vuoi! Ma ciò che non posso perdonarti... è il tuo essere così snaturato e corrotto! ('''Kenshiro''')
*L'Hokuto Ryūken fa uso dello spirito combattivo demoniaco per disorientare il nemico. Esso è stato sviluppato con l'unico obiettivo di sopraffare le difese avversarie. Tuttavia l'Hokuto Shinken è il pugno dei campi di battaglia. E proprio il fatto che si sia formato attraverso un'infinità varietà di scontri, è ciò che ha reso possibile lo sviluppo di tutta la sua vasta gamma di tecniche segrete! ('''Kenshiro''')
*Durante un combattimento, è il momento stesso in cui si rilascia il colpo quello in cui la guardia si abbassa maggiormente. ('''Kenshiro''')
*Purtroppo per te, finora sei sempre stato come una rana in fondo a un pozzo, ignara dell'immensità dell'oceano! Non hai mai affrontato un avversario più forte di te! Io, al contrario, sono sopravvissuto a campi di battaglia popolati da uomini ben più potenti di me! ('''Kenshiro''')
*Anche se non sono altro che una stella negletta e ripudiata... ho in me ancora l'orgoglio! Lo stesso che mi ha portato ad aspirare al cielo! Io non posso fare altro se non proseguire lungo la strada del dominatore! ('''Kaioh''')
*{{NDR|Rivolto a Kaioh}} Anche tu sei stato, senza ombra di dubbio, un formidabile rivale e amico! ('''Kenshiro''')
*'''Kaioh''': Sono stato testimone della potenza dell'Hokuto Shinken, la tecnica assassina più forte al mondo. Per la prima volta, io ho perso... Ma dimmi una cosa. C... Come sarebbe finita se io avessi appreso la Divina scuola di Hokuto?<br>'''Kenshiro''': Probabilmente sarei io quello riverso a terra adesso.<br>'''Kaioh''': [...] No... Non sarebbe cambiato nulla. Sarei stato comunque sconfitto da te. E questo perché io non provo compassione per i perdenti... [...] Ora che ci penso, anche io non sono stato altro che un debole... E proprio perché debole, ho vissuto tingendo la mia anima delle tinte oscure del male... Tutto nel tentativo di dar vita a una nuova era... Ma quello non si è rivelato altro che un sogno effimero... [...] Se solo ti avessi incontrato prima... Forse... Forse avrei accettato serenamente il mio destino...
*'''Kaioh''': I... Io sono colui che ha trucidato la donna che amavi e che ti ha spinto nel regno demoniaco! So bene che il rancore che nutri nei miei confronti è così profondo che nemmeno la vendetta più feroce potrebbe estinguerlooo!<br>'''Hyoh''': No... Non sono venuto per attaccarti... I-Io volevo solo dirti una cosa. O-Ovvero che se io fossi stato più forte... se io fossi stato un degno primogenito della dinastia principale di Hokuto... tu non avresti smarrito la retta via... È tutto accaduto a causa mia... Perdonami!<br>'''Kaioh''': E-E tu saresti venuto fin qui solo per dirmi questo...?! Hyoh! Ti scongiuro, torniamo quei bambini di un tempo... e giochiamo ancora insieme!
*Qui riposa mia madre! Avevo già stabilito da tempo che questo sarebbe stato anche il luogo della mia morte! [...] Addio, Kenshiro! ('''Kaioh''')
*'''Kenshiro''': Rin ha sempre vissuto combattendo, fino a oggi. Tutto per riuscire a guidare Hokuto e dar vita a un salvatore. Ma ormai non è più necessario. Il suo compito è finito... Non occorre nemmeno che recuperi la memoria. È giunto il momento che lei viva pensando unicamente alla propria felicità!<br>'''Bat''': K-Ken!<br>'''Kenshiro''': Tu sei l'unico in grado di ricambiare l'amore di Rin!<br>'''Bat''': K... Ken, aspetta!<br>'''Kenshiro''': Bat... Ti auguro di essere felice insieme a lei! Addio!
*{{NDR|Su Raoh}} Lui era grande, sì... Ma soprattutto era grande il suo ardente cuore! ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Odi i colpevoli?! Vuoi affrontarli?!<br>'''Ryu''': S-Sì!<br>'''Kenshiro''': Allora fallo con il tuo pugno e col sangue ardente che hai ereditato da Raoh!
*Se lo si rimpinza a dovere, anche un [[lupo]] diventa inoffensivo come un maiale! ('''Koketsu''')
*Sono finiti i tempi in cui i lupi vivevano come dei lupi. È arrivato il momento di allevarli come cani da guardia. ('''Koketsu''')
*È l'[[onore]] a rendere gli uomini forti! ('''Ryu''')
*Ormai sono solo un lupo a cui sono state strappate le zanne e che ha perso la propria forza! ('''Barga''')
*Il sangue di Raoh non si lascia sopraffare dai cambiamenti di quest'epoca. Lo spirito dei lupi è ancora vivo! ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Perché mi lecchi i piedi?! [...] Io ho bisogno di guerrieri! L'[[adulazione]] non è necessaria nella vita di un uomo! ('''Raoh''')
===Volume 17===
*La fine del topo di fogna ti si addice proprio. ('''Kenshiro''')
*'''Ryu''': Ken... E ora dove andremo?<br>'''Kenshiro''': Questo è un viaggio senza meta. Serve solo per metterci alla prova... E quando questo viaggio si sarà concluso, comprenderai cosa dovrai fare... Ma ricordati che il viaggio si interromperà se mai tu decidessi di arrenderti.
*Questo regno poggia le sue fondamenta su di me. Se io cadessi, anch'esso crollerebbe con me. ('''Asam''')
*È solo affrontandolo con i propri [[Pugno|pugni]] che si può stabilire la tempra di un [[uomo]]! ('''Asam''')
*'''Asam''': D-Dimmi, perché non mi hai finito?! Ero spacciato, ormai! Spiegami, ti scongiuro!<br>'''Kenshiro''': Il mio pugno sceglie con precisione gli avversari da abbattere.
*Hokuto è la costellazione che presiede la morte. Quando Hokuto apparirà, bisognerà rivelare la propria tristezza e aprire il proprio cuore. E nel momento in cui una luce azzurra scuoterà la costellazione di Hokuto, la retta via ci verrà rivelata! ('''Asam''')
*Anche se sono un re, rimango pur sempre un padre! ('''Asam''')
*È dall'incontro con quell'oracolo che temo che il regno si divida! Per questo ho allevato i miei tre figli con imparzialità. Ero convinto che una qualsiasi disuguaglianza li avrebbe portati all'inimicizia. Ho dato loro la stessa istruzione, lo stesso insegnamento marziale e gli ho dedicato persino la stessa quantità del mio tempo. Anche i dolci li dividevo in tre parti uguali. [...] E ho sbagliato! Avrei dovuto lasciare che crescessero naturalmente, invece li ho costretti alla parità... Fu per questo che crebbero senza imparare a cedere. ('''Asam''')
*Come può diventare re qualcuno inconsapevole della grandezza che lo circonda? Qualcuno che non ha esperienza del mondo, che non comprende il proprio popolo e che, soprattutto, ignora i sentimenti di un padre... ('''Kenshiro''')
*Mai una supplica a Dio ha dischiuso il cammino della salvezza umana. Non sai, forse, che fra tutti gli essere viventi, l'uomo è il più inviso a Dio? ('''Baran''')
===Volume 18===
*Cosa può mai fare Dio per noi?! Pensi forse che ci salverà tendendoci la mano?! Ma non farmi ridere! Dio... non è altro che un ingannooo! In questo mondo non esistono né emissari né salvatori! ('''Baran''')
*'''Satora''': Nessun uomo... si è mai sostituito a Dio!<br>'''Baran''': No! Uno c'è stato!<br>'''Satora''': Cosa?!<br>'''Baran''': Un uomo che tentò di stringere il cielo nel proprio pugno! Un titano! Si faceva chiamare Ken-Oh, il re delle techniche assassine!
*'''Kenshiro''': Il tuo pugno non è nulla se paragonato a quello di Raoh!<br>'''Baran''': Co... Cosa?! Tu conosci Raoh?!<br>'''Kenshiro''': Era l'uomo più forte al mondo e la profondità del suo amore non aveva paragoni... Ma la sua brama di conquista nei confronti del cielo ne corruppe l'animo!
*'''Kenshiro''': Ascolta, Baran. Nemmeno Raoh, che mi era superiore in abilità marziale, è riuscito a superare Dio.<br>'''Baran''': Pe... Perché?<br>'''Kenshiro''': Raoh l'aveva capito. Alla fine ciò che dà la salvezza alle persone non è la violenza, ma l'amore. Ma ormai... era incapace di interrompere quella sua furiosa corsa. Co... Così, pur di riuscire ad arrestarla... Volle il mio pugno! Volle che fossi io a fermarlo!
*{{NDR|Flashback}}<br>Senza rinunciare ai sentimenti, non riuscirai mai a vendicarti di Dio! ('''Raoh''')
*Ryu! A dispetto della tua giovane età, il tuo cuore è già stato segnato dalla coscienza della tristezza. Ormai non ho più nulla da insegnarti. D'ora in poi sarà il sangue che hai ereditato da Raoh a guidarti lungo il cammino. ('''Kenshiro''')
*Ho capito, Ken. Non dimenticherò mai i giorni passati insieme a te. E... E un giorno, quando sarò diventato molto, molto più grande... proverò anche a superare mio padre Raoh! Ken! Te lo giuro! ('''Ryu''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Yuria''': P... Pare sia giunto per me il momento di tornare in cielo...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': Il... breve tempo che abbiamo vissuto qui, insieme... è stato così sereno... Mi è sembrato di vivere un sogno... K... Ken... P-Per questo adesso... voglio che tu mi dimentichi...<br>'''Kenshiro''': C... Che vuoi dire?!<br>'''Yuria''': Tu... non devi più pensare... a me... D'ora in poi c'è Rin...<br>'''Kenshiro''': R-Rin?!<br>'''Yuria''': Ti prego... Io l'ho capito. Rin ti ama profondamente. D'ora in poi... la stessa felicità che hai donato a me, finora... donala a Rin...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': È... il mio unico desiderio... Ti... supplico...<br>'''Kenshiro''': D'accordo.<br>'''Yuria''': Bene...
*Io ho troppi ricordi... Dentro di me, si affollano le anime dei miei formidabili rivali e amici caduti in battaglia. ('''Kenshiro''')
*Un vero uomo desidera sempre la felicità della donna amata! ('''Bat''')
*Anche un esperto di arti marziali potrebbe essere colto di sorpresa di fronte a uno stile di lotta sconosciuto e per di più non convenzionale! ('''Bat''')
*Ken, non ridere di me... ma tu hai sempre avuto la mia ammirazione... La prima volta che ho visto la tua potenza... dallo spavento, le gambe mi hanno ceduto e me la sono fatta addosso... E... E poi la tua gentilezza... Quando è morta l'unica donna che avevo mai considerato una madre... c'eri tu a sostenermi con forza... [...] Ken! Per me sei stato come un fratello maggiore! ('''Bat''')
*Non osare farti vedere mai più, nemmeno all'inferno. ('''Kenshiro''')
*Sulla mia tomba non occorrerà alcun nome! Se dovrò morire, sarà nel deserto, in mezzo alle battaglie! ('''Kenshiro''')
==Anime==
===''Ken il guerriero''===
{{FictionTV
|titoloitaliano= Ken il guerriero
|tipofiction= Serie anime
|immagine= Hokuto No Ken tv series logo.png
|didascalia= Logo della serie
|dimensioneimmagine=
|titolooriginale= 北斗の拳
|paese= Giappone
|anno= 1984 – 1987
|genere= anime
|stagioni=
|episodi= 109
|regista= [[Toyoo Ashida]]
|ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]]
|doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]]
*[[Mie Suzuki]]: Bart
*[[Tomiko Suzuki]]: Lynn
*[[Toshio Furukawa]]: Shin
*[[Yuriko Yamamoto]]: Julia
*[[Kaneto Shiozawa]]: Rei
*[[Toshiko Fujita]]: Mamiya
*[[Takaya Hashi]]: Toki
*[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]
*[[Norio Wakamoto]]: Raoul (ep. 32)/Shuren
*[[Ryuji Saikachi]]: Ryuken
*[[Junji Chiba]]: Ryuken (ep. 5)
*[[Kouji Totani]]: Jagger
*[[Arisa Andou]]: Airy
*[[Bin Shimada]]: Yuda
*[[Katsuji Mori]]: Shu
*[[Banjo Ginga]]: Souther
*[[Hideyuki Hori]]: Ryuga
*[[Takeshi Aono]]: Rihaku
*[[Kazuyuki Sogabe]]: Wein
*[[Shozo Iizuka]]: Fudo
*[[Yoshito Yasuhara]]: Juza
*[[Mika Doi]]: Tou
|doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Shuren (ep. 105)
*[[Graziella Polesinanti]]: Bart/Airy/Tou (ep. 92, 95-99)
*[[Daniela Caroli]]: Lynn/Julia/Mamiya/Tou (ep. 83-91)
*[[Bruno Cattaneo]]: Shin/Rei/Toki (ep. 76-109)/Ryuken/Shu/Rihaku (ep. 86, 92, 101-102)/Fudo
*[[Wladimiro Grana]]: Toki (ep. 33-46)
*[[Norman Mozzato]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]/Rihaku (ep. 91)
*[[Sergio Antonica]]: Ryuken (ep. 98)/Souther/Rihaku (ep. 99-100)/Juza (ep. 97)
*[[Giorgio Giuliano]]: Jagger (ep. 102)/Yuda/Rihaku (ep. 83-85)
*[[Francesco Caruso Cardelli]]: Souther (ep. 109)/Wein (ep. 105)
*[[Marco Mete]]: Toki (ep. 47-72)/Ryuga/Shuren/Juza
*[[Sandro Dori]]: Rihaku (ep. 87-89, 93-95)
*[[Ambrogio Colombo]]: Rihaku (ep. 96-98)
*[[Marcello Mandò]]: Rihaku (ep. 105-109)
*[[Massimo Pizzirani]]: Juza (ep. 105)
*[[Stefanella Marrama]]: Tou (ep. 93)
|note=
}}
====[[Incipit]] della serie televisiva====
{{Incipit serie televisive}}
Siamo alla fine del XX secolo: il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti; tuttavia la razza umana era sopravvissuta. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
====Capitolo 1====
=====Episodio 1, ''Sotto il segno dell'Orsa Maggiore''=====
*La guerra nucleare ha distrutto ogni forma di società civile. Il pianeta Terra oggi è tornato ad essere dominato dalla violenza e dalla barbarie. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*La costellazione dell'Orsa Maggiore: il potere che essa conferisce a chi nasce sotto il suo segno è terrificante. Dicono che con la sola forza della mente si possa concentrare tutta l'energia circostante in un unico punto all'interno del corpo dei propri nemici e poi liberarla con effetti devastanti; e solo chi ha le sette stelle sul petto è capace di farlo. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*'''Lynn''': Perché stai andando via, Ken?<br>'''Anziano''': Perché l'uomo dalle sette stelle deve andare dove c'è bisogno di lui, a portare la luce dell'Orsa Maggiore di villaggio in villaggio. Ora capisci perché se n'è andato, Lynn? Per portare la luce.
=====Episodio 2, ''Fante di Picche''=====
*'''Fante di Picche''': Chi sei tu per dare degli ordini?<br>'''Kenshiro''': È molto semplice: hai davanti a te il predestinato della costellazione dell'Orsa Maggiore, e la tua freccia non può procurarmi alcun danno. Non riuscirai mai ad uccidermi.
*Voglio offrirti un'altra opportunità, ma mira meglio. Attento, se sbagli perderai l'occhio destro. ('''Kenshiro''')
*In questi tempi di barbarie la vita è così difficile. Bisogna combattere per un tozzo di pane e per un sorso d'acqua. Quando ero giovane, il grano copriva i campi, i papaveri sbocciavano fra le nessi, gli uccelli cinguettavano sugli alberi da frutta e i pesci sguazzavano nei torrenti. Adesso invece è più prezioso un sacchetto di semi che la vita di un uomo. ('''Smith''')
*'''Kenshiro''': Metti in moto.<br>'''Bart''': Come "metti in moto"? Proprio adesso che posso soddisfare il mio stomaco? Dopo tutta la fatica che ho fatto vorresti privarmi della giusta ricompensa? Io non mi muovo di qui.<br>'''Kenshiro''': Ascolta il tuo cuore. Non senti dei bambini che piangono?<br>'''Bart''': Sento solo il mio stomaco.<br>'''Kenshiro''': Le loro povere madri non hanno né latte né pane da dargli. Sono tutti affamati.<br>'''Bart''': E va bene, andiamo!
*'''Fante di Picche''': Ora non ti rimane che implorare pietà.<br>'''Kenshiro''': Invece sei tu che dovresti supplicarmi per aver salva la vita.
*Le persone di solito usano circa il 30% della propria energia. Il segreto dei predestinati dall'Orsa Maggiore è che loro sono in grado di usare anche il restante 70%.('''Kenshiro''')
*Questo è un colpo ad effetto ritardato. Quando toglierò i pollici dalle tue terminazioni nervose ti rimarranno solo sette secondi di vita. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 3, ''L'artiglio''=====
*Mentre anche le persone più ordinarie possono apprezzare la buona musica, solo pochi uomini privilegiati sono in grado di apprezzare il fascino del [[Malignità|maligno]]. ('''Shin''')
*L'uomo che ha il coraggio di affrontare il suo [[Dio]] con ferrea volontà e che riesce a sconfiggerlo, ebbene sarà l'abitante di questo paradiso con tutte le sue bellezze. ('''Shin''')
*Il silenzio è d'oro. Questa è una norma che dovresti imparare. ('''Kenshiro''')
*Non ti sei reso conto di essere già morto? ('''Kenshiro''')
*L'ho colpito in un punto particolare, paralizzandogli i centri nervosi. È una mossa che si chiama "Colpo alle tempie". ('''Kenshiro''')
*È uno dei miei colpi speciali. Colpisce un centro vitale. Tu morirai nel giro di trenta secondi. [...] La tua spina dorsale si spezzerà in due. Hai ancora venti secondi di tempo, perciò rassegnati. ('''Kenshiro''')
*Chi ha paura in battaglia merita di morire, subito. ('''Shin''')
=====Episodio 4, ''Il gigante''=====
*'''Shin''': Osserva che brillantezza e che luce hanno questi gioielli. Io sono l'unico uomo al mondo a cui è giusto che essi appartengano e che possa permettersi una simile bellezza, però me ne privo per cederli a te.<br>'''Julia''': Io non li voglio, e posso anche spiegarti il perché: mi domando quante persone siano state uccise per ottenere quei gioielli.<br>'''Shin''': Non mi sembri affatto lusingata, Julia.<br>'''Julia''': Non riesco a scorgervi tutta quella bellezza di cui stai parlando. In quei gioielli io vedo soltanto gente che soffre, dolore, ansia, afflizzione e tristezza.<br>'''Shin''': Il potere è la giustizia stessa. Guarda! Posso frantumare un diamante stringendolo fra le dita. Sono forte e invincibile, Julia. Soltanto con te non ho avuto successo.
*Non sei mai appartenuto alla razza umana. Sei solo un maiale. ('''Kenshiro''')
*E adesso, disintegratevi! ('''Kenshiro''')
*Nell'universo esistono la stella del Nord e la stella del Sud. Tutto quanto è eguale: uomini e donne, oscurità e chiarore. Nel karate, esiste la stessa cosa: esiste il karate della stella del Nord e il karate della stella del Sud. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*La mia abilità non conosce avversari. ('''Kenshiro''')
*Shin, io ti conosco bene. Sono ritornato dall'inferno solo per batterti. Non hai scampo. Ti inseguirò ovunque tu vada. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno''=====
*La mia nuova città è quasi finita. Risplende nella sua bellezza. È grande, è la città dei nostri sogni, è la città dove ogni uomo vorrebbe abitare. Julia, dedicherò questo paradiso a te. L'intera città ormai ti appartiene, è tua. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Chi ha il [[potere]] decide le [[Legge|leggi]] da solo. È un'epoca in cui i potenti possono fare quello che vogliono e io sono fra questi. Mi dispiace per voi! Shin rappresenta il potere e impersona la legge. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Che cosa vuoi da me, Shin? Abbiamo studiato insieme il karate, e questo dovrebbe unirci per superare le tante difficoltà che incontreremo nel nostro cammino.<br>'''Shin''': Voglio solo dirti che amo Julia da molto tempo.<br>'''Yulia''': Spero che tu stia scherzando. Non ho mai provato niente per te, Shin.<br>'''Shin''': Mi piaci quando fai la dura. Io amo le donne che hanno carattere, soprattutto se sono molto carine come te. Ken, Julia è la mia donna.<br>'''Kenshiro''': Tu sei pazzo! Lei mi ama, è la mia donna. Sono stato chiaro, Shin?<br>'''Shin''': Non avrai pensato di portarmela via? Prendi questo! {{NDR|Colpisce Kenshiro}}<br>'''Kenshiro''': Ti prego, non farlo, Shin! Hai dimenticato gli insegnamenti del maestro?<br>'''Ryuken''': {{NDR|Voce fuori campo}} "La stazione della stella del Nord e quella della stella del Sud non saranno mai nemiche e si rispetteranno vicendevolmente. Entrambe dovranno cooperare per tramandare le antiche tradizioni di questo paese alle generazioni future".<br>'''Shin''': Avevo dimenticato quello che il vecchio maestro diceva, ma adesso ricordo tutto. {{NDR|Distrugge la lapide di Ryuken}}
*I [[Prepotenza|prepotenti]] credono di essere i padroni del mondo, ma prima o poi soccomberanno. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*{{NDR|Flashback}}<br>C'è una differenza fondamentale tra te e me. Quello che mi spinge a fare questo è un sentimento puro e, soprattutto, molto nobile: si chiama [[ambizione]]. Un uomo ambizioso vince qualsiasi battaglia che è costretto ad affrontare. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Vuoi un consiglio? Non fidarti mai delle [[Donna|donne]]. ('''Shin''')
*Non posso sporcarmi le mani con delle pappamolle come voi. ('''Kenshiro''')
*Sono riuscito a salvarmi dalle fiamme dell'inferno. Adesso, Shin, sarà la tua fine! Julia, amore, ammazzerò chi ti ha tenuta prigioniera per tanto tempo e ti porterò con me. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 6, ''Berretti rossi''=====
*'''Shin''': Guarda, Julia! Questa è la splendida Stella del Sud, la città eterna. L'erba, gli alberi e tutte le meraviglie che vedi appartengono a te.<br>'''Julia''': Shin, ma non capisci che non è questo quello che desidero? Io amo soprattutto la dolcezza e la gentilezza in un uomo. Mi commuovo davanti a uno sguardo dolce e indifeso, capisci? Non è la potenza che mi piace, ma l'innocenza.
*Maledetto bastardo! Comunque sono sicuro che questa volta non mi sfuggirà. Lui è niente rispetto alla mia grandezza. Io ho il potere, nessuno è mai riuscito a battermi. Il mondo mi appartiene! Guarda, piccolo Ken, che cosa sono riuscito a costruire mentre tu navigavi nell'inferno: una città splendente! Basterà un minimo cenno e mille uomini ti attaccheranno. Il tuo corpo diventerà polvere e la tua anima vagherà nell'oscurità. ('''Shin''')
*Il [[cibo]] è cibo, e nutre anche se è stato rubato. ('''Johnny''')
*Gente come voi non mi ha mai fatto paura. Ve ne approfittate dei più deboli, e questo non è coraggio. ('''Kenshiro''')
*È davvero una fatica inutile combattere con dei dilettanti. ('''Maggiore''')
*'''Maggiore''': Complimenti! Erano anni che non incontravo un ragazzo spiritoso come te.<br>'''Kenshiro''': Purtroppo devo dirti che io sarò anche l'ultimo uomo che vedrai prima di andare all'inferno.
*La tecnica della gamba è uno dei segreti del colpo dell'Orsa, Maggiore. Ho cambiato tutto il ritmo del tuo organismo e adesso posso fare di te quello che voglio. ('''Kenshiro''')
*Non disperarti. All'inferno starai bene. ('''Kenshiro''')
*Viviamo in un'era sfortunata. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 7, ''L'armata di Dio''=====
*Il [[formaggio]] serve solo ad attirare il topo. ('''Capitano''')
*Quando arriva il topo, le esche non servono più. ('''Capitano''')
*Non posso permettere che resti impunito un uomo che ha ucciso a sangue freddo delle persone innocenti e indifese. Anche lui deve morire, e morirà subito. ('''Kenshiro''')
*La prima regola della guerra è distrarre il nemico prima del colpo decisivo. ('''Mad''')
*La prima regola della guerra è di prendere il nemico di sorpresa, dico bene sergente Mad? ('''Kenshiro''')
*I predestinati dall'Orsa sanno usare al 100% le proprie capacità e la loro resistenza al veleno è superiore al normale. ('''Kenshiro''')
*Paragonati a me, gli uomini dell'Armata di Dio sono poco più che degli scolaretti. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 8, ''Il colonnello''=====
*L'Armata di Dio! Come osano definirsi così questi criminali? Ma finalmente è giunta l'ora che siano puniti per i loro efferati delitti, e la punizione sarà la morte. ('''Kenshiro''')
*L'Orsa Maggiore mi rende invincibile. ('''Kenshiro''')
*Tra i poteri che mi ha concesso l'Orsa Maggiore c'è anche quello di chiudere la mia mente ad ogni interferenza esterna. ('''Kenshiro''')
*Non sperare di essermi superiore perché sei un predestinato, uomo dalle sette stelle. Ciò che tu hai come dono, io l'ho raggiunto con l'esercizio. ('''Colonnello''')
*Intuivi i miei movimenti dagli occhi e dalle vibrazioni dei muscoli. Tenendo gli occhi chiusi e spostandomi lentamente, non potrai più anticiparmi. ('''Kenshiro''')
*La tua tecnica di combattimento è una pallida imitazione della mia. Io la conosco istintivamente fin dalla nascita. Il mio corpo è il risultato di duemila anni di esperienze. Non saresti mai riuscito a battermi. ('''Kenshiro''')
*Pagherai per i crimini commessi in nome del tuo Dio! ('''Kenshiro''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Pietà, non uccidermi, ti prego! Passerò al tuo servizio, sei molto più potente del mio dio. Sarò un tuo servo fedele, ti prego, salvami! Io ucciderò e torturerò chiunque tu mi ordinerai...! ('''Colonnello''')
=====Episodio 9, ''La montagna magica''=====
*A meno che non abbiate intenzione di morire presto, non usate più questi arnesi. ('''Kenshiro''')
*Keiraku Hikō, ossia, frantumazione del nucleo. Fra un po' la vostra colonna vertebrale andrà in pezzi e i muscoli saranno distrutti. Siete già morti, ma ancora non lo sapete. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 10, ''L'uomo di fuoco''=====
*Ti ho colpito in un punto segreto, uno stoma dei muscoli. Non potrai mai più usare entrambe le braccia da adesso in poi. ('''Kenshiro''')
*Non bisogna mai fidarsi delle sottorazze. ('''Dragon''')
*'''Kenshiro''': Rispondi! Julia è qui?<br>'''Dragon''': No. La ragazza è restata in questa casa soltanto per dieci giorni. Era venuta insieme a Shin e si è trattenuta per un breve periodo. Shin era contento ma lei è l'immagine della tristezza, una ragazza estremamente bella. Ma sfortunatamente niente sembra poterla sottrarre alla sua perenne afflizione.<br>'''Kenshiro''': E Shin dov'è?<br>'''Dragon''': Si trova alla Croce del Sud, un posto estremamente lontano e difficile da raggiungere.<br>'''Kenshiro''': Quella città leggendaria...<br>'''Dragon''': Posso comprendere i tuoi sentimenti. Tu devi odiare Shin, colui che si è presa Julia, la donna che amavi.
*'''Kenshiro''': Questo vino è sangue degli abitanti del villaggio. I loro figli e le loro figlie sono stati portati via e non se ne sa più niente.<br>'''Dragon''': Nel nostro universo vige da sempre la legge del più forte. È una regola elementare di vita.
*Siete dei succhiasangue. Non avete diritto di vivere, e mi incaricherò subito di questa missione. ('''Kenshiro''')
*Queste sono le tue ultime parole. Le tramanderò alla storia. ('''Kenshiro''')
*Posso udire il vento tra gli alberi che intona una melodia. Lo sento. È una melodia di vita. Sì, è una melodia di speranza, una melodia di passato e futuro. Ken sta tornando da me. ('''Julia''')
=====Episodio 11, ''I guerrieri''=====
*Gli [[Sciacallo|sciacalli]] combattono soltanto quando è necessario. Adesso mi sembra che non lo sia affatto. ('''Sciacallo''')
=====Episodio 12, ''L'inseguimento''=====
*Hai sempre vissuto come un essere immondo. Adesso almeno affronta la tua morte da uomo. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 13, ''Un colpo micidiale''=====
*Il colpo di Arhat Deva è una tecnica per uccidere originaria dell'antichità con una storia di 5.000 anni. Il suo potere distruttivo era incommensurabile. Pertanto, data la terribile crudeltà, fu proibito ai guerrieri di quel tempo. Per questo, si pensava che nessuno sarebbe riuscito a tramandarne la tecnica. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*Se il colpo di Arhat Deva appartiene solo al figlio del diavolo, vi mostrerò che il Colpo Sacro dell'Orsa è l'incarnazione di [[Indra]], il dio della lotta. ('''Kenshiro''')
*Mi è stato insegnato il segreto della respirazione del drago quando si passa dal silenzio all'azione. Purtroppo devo dirvi che chiunque ha visto questo segreto deve morire. È il destino. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 14, ''Un uomo giusto''=====
*'''Shin''': È davvero una delle città più belle che io abbia mai visto. Ho girato quasi tutto il mondo, ma ti assicuro che non ho mai visto una città splendida come questa, una città sublime! Julia, amore, guarda! Anche il sole sembra fatto a posta per riscaldare le sue mura.<br>'''Julia''': Io vedo solo rovine. Vedo solo una città morta.<br>'''Shin''': Julia, perché ti ostini a essere quella che non sei? Perché volti le spalle alle cose belle che la vita ti sta regalando? Perché rifiuti la felicità che ti sto offrendo?<br>'''Julia''': E invece tu perché non ti accorgi che le tue mani sono lorde di sangue?
*La tua vigliaccheria ti acceca! ('''Kenshiro''')
*Abbiamo perso un uomo giusto. Adesso non ci rimane che pregare per la sua anima. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 15, ''Il villaggio degli zombi''=====
*Svegliatevi, uomini! Uscite dal vostro letargo! È Zaria che ve lo ordina! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Alzatevi dai vostri giacigli e uccidete l'uomo dalle sette stelle! ('''Zaria''')
*Hai ridotto questa gente in un popolo di zombi, e io non te lo perdonerò! ('''Kenshiro''')
=====Episodio 16, ''Serpenti e scorpioni''=====
*I serpenti sono animali vendicativi. Non potrei mai morire prima di aver affondato le dita nel tuo collo. ('''Junk''')
*Questa è la posizione dei muscoli liberi. Ho colpito dei centri nervosi che li comandano. Adesso non potrete più muovervi e rimarrete legati l'un l'altro fino alla morte. Per poco formerete una bella coppia! ('''Kenshiro''')
*Julia, devo avere il tuo amore! Ma per riuscirce a ottenere questo, so e ho sempre saputo che Kenshiro... deve morire! ('''Shin''')
=====Episodio 17, ''L'adunata''=====
*La tecnica di offesa usata più spessa dal nostro nemico si chiama Hokuto Ken. Consiste nel coinvogliare grazie a un processo mentale l'energia all'interno del corpo dell'avversario e poi provocarne l'esplosione. ('''Balcom''')
*Ci sono due grandi stelle nel firmamento: una è Hokuto e l'altra Nanto. Questi astri sono incompatibili fra loro. Voi dovrete fare in modo che sia Nanto l'unica stella a brillare nel cielo! ('''Shin''')
*'''Julia''': Tu per caso sai che cos'è tutto questo rumore che proviene dal salone?<br>'''Saki''': Certo. Laggiù si sono riuniti tutti i soldati del regno, e stanno discutendo su... su come uccidere un certo uomo dalle sette stelle.<br>'''Julia''': Chi?! Saki, sei sicura che parlassero di lui?<br>'''Saki''': Perché? Per caso, è qualcuno che lei conosce, Signorina Julia?<br>'''Julia''': Ken...<br>'''Saki''': Ma chi sarebbe? Chi è questo Ken?<br>'''Julia''': Il nome esatto è Kenshiro, ed è stato il mio fidanzato.<br>'''Saki''': Eh?!<br>'''Julia''': Per me lui è più importante della mia stessa vita.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': È la forza che rende una persona più potente di un'altra, e in questo momento il più forte tra noi due sono senz'altro io, Kenshiro. Perciò posso prendere tutto ciò che desidero.<br>'''Kenshiro''': Ma che significa, Shin? Io sono un esperto dell'arte Hokuto e tu di quella Nanto, e non è possibile confrontare due tecniche tanto differenti.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Io ora desidero Julia e me la prenderò.<br>'''Julia''': Ma che cosa dici?! Io non voglio! Anzi, sono terrorizzata dall'idea!<br>'''Shin''': I tuoi sentimenti non hanno importanza. Semmai, la tua ritrosia non fa altro che aumentare la brama che ho di conquistarti.
*{{NDR|Flashback}}<br>Fra noi due c'è una differenza fondamentale. Si tratta del [[carattere]], perché è questo che rende un uomo potente. E tu non ne hai, Kenshiro. Vedi, io sono disposto a tutto pur di ottenere quello che desidero. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Questa è la tecnica di offesa che usiamo noi Nanto. Alle persone normali basta un solo colpo per morire. Ma credo che Kenshiro ne sopporterà ancora un altro. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Shin, non perdere il tuo tempo. Uccidimi piuttosto!<br>'''Shin''': Ha! Senz'altro, ma lentamente.
*{{NDR|Flashback}}<br>Non trovi che le donne cambino idea un po' troppo facilmente? ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Andiamo, Julia!<br>'''Julia''': Dove?<br>'''Shin''': Nel giardino fiorito del piacere!
*Shin desiderava sempre più potere e combatteva per espandere i suoi territori. [...] Poiché i suoi territori continuavano ad aumentare, Shin si è autoproclamato re. Io ho dovuto mantenere il giuramento che mi aveva strappato, ma solo fisicamente sono rimasta accanto a lui. ('''Julia''')
*Ho vinto un'altra volta. Sono uscito vittorioso da tutte le battaglia che ho affrontato. Ma ho conquistato il tuo cuore...? ('''Shin''')
*Avrò pazienza, Julia. Col tempo ti conquisterò, ne sono sicuro. Questa città è tua, le terre che la circondano sono tue, sei regina di migliaia di persone che si prostrano ai tuoi piedi. Prima o poi apprezzerai tutto questo e non vorrai rinunciarvi. ('''Shin''')
*'''Shin''': Guarda, Julia! Guarda la città! Ci appartiene. Vorrei viverci insieme a te e non solo averti passivamente al mio fianco.<br>'''Julia''': Shin, sto cercando di mantenere la mia promessa. Ma per quanto mi sforzi, non riesco a provare amore per te. Il ricordo di Kenshiro è troppo presente nella mia mente. Io continuo a vivere solo perché lui me lo ha chiesto.
*Questa non è vita. È una sofferenza terribile. Ma continuo a sentire la voce di Ken che mi implora. [...] Ed è quello che faccio, ma non m'interessa nient'altro. ('''Julia''')
=====Episodio 18, ''Attacco generale''=====
*Kenshiro, per te è arrivata la fine! Presto vedrò il tuo corpo senza vita e la tua anima vagherà nelle tenebre. ('''Shin''')
*Quelle che pronuncerai saranno le tue ultime parole! ('''Kenshiro''')
*Sei finito! Le vibrazioni che hai subito ti saranno fatali. Comunque la pressione che ti sto impremendo adesso con le mie dita ti darà il colpo di grazia. [...] Scomparirai dalla terra con il tuo sepolcro d'acciaio. Addio! ('''Kenshiro''')
=====Episodio 19, ''Il sacrificio''=====
*'''Scagnozzo''': Uomini, all'attacco!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Un momento!<br>'''Scagnozzo''': Sì?<br>'''Garekki''': Hm, è giusto ora di pranzo. [...] State pronti ad attaccare fra tre ore. Adesso portatemi da mangiare!<br>'''Scagnozzo''': Ma c'è tempo per il pranzo! Se il generale Balcom lo venisse a sapere...<br>'''Garekki''': Che cosa?! {{NDR|Uccide lo scagnozzo}} È solo il grande Garekki che decide se c'è tempo o no per qualcosa. Ora preparatemi il pranzo!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Per primo, voglio una minestra. E alla fine non dimenticate il caffè!
*Grazie alla pressione che ho esercitato sulle tue tempie, adesso sono solo io che decide i tuoi movimenti. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 20, ''La Croce del Sud''=====
*La [[fuga]] è inutile. Morirai ugualmente. ('''Kenshiro''')
*'''Toda''': Ti prego, non uccidermi, uomo dalle sette stelle!<br>'''Kenshiro''': Hai mai ascoltato le suppliche che ti rivolgevano le tue vittime innocenti? E tu certo non sei stato altrettanto innocente.
=====Episodio 21, ''Il complotto''=====
*Quel tempo è giunto. Un mondo in cui l'uomo tortura e uccide l'uomo non è più un mondo per l'umanità, ma un mondo per le bestie. La Croce del Sud, l'Occhio del Diavolo, è ora coperta dall'ombra della morte. Fra le persone che non sfuggiranno al loro destino di essere torturate o uccise, forse esiste ancora la speranza che qualcosa possa cambiare in un prossimo futuro. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*Ken, ho mantenuto la mia promessa. Qualunque cosa succeda, io non getterò mai la spugna e continuerò a vivere. ('''Julia''')
*'''Balcom''': Signori, vi ho riuniti tutti intorno a questo tavolo per discutere del nostro re.<br>'''Comandante #1''': A proposito, generale, che mi puoi dire della nostra ricompensa?<br>'''Balcom''': Il re pensa che non sia il momento di parlarne.<br>'''Comandante #2''': E perché no? La missione è compiuta. L'uomo dalle sette stelle è stato distrutto.<br>'''Comandante #3''': Però abbiamo perso quasi tutti i nostri soldati. Allora, vi chiedo, si può definire un successo?!<br>'''Comandante #4''': Niente violenza, niente saccheggi! Ecco che dice il re! Quella ragazza lo sta facendo rammollire a poco poco.<br>'''Comandante #5''': Ogni desiderio della Signorina Julia è un ordine. Adesso si è messo in testa di proteggere gli schiavi e noi non possiamo comportarci come vorremmo!<br>'''Balcom''': Per concludere, voi pensate che Shin merita ancora di essere il nostro re?<br>'''Comandante #1''': No! Nella maniera più assoluta, no!
*'''Nariman''': Compagni d'armi, dovreste saperlo bene. Chi è stato a conquistare e a tenere in piedi un territorio enorme come questo?<br>'''Comandante #1''': Noi, certo! Potevamo essere soltanto noi, naturalmente!<br>'''Nariman''': Esattamente, potevamo essere solo noi. Ma che cosa pensate che faremo quando avremo rovesciato il nostro re?<br>'''Comandante #1''': Beh, veramente...<br>'''Nariman''': Ve lo dirò io. Noi ''gnegnegnegnegnegne'', ''gnegnegnegnegnegne''! Finiremo per mangiarci l'un l'altro.<br>'''Comandante #2''': È possibile... Sì, è un ipotesi plausibile!<br>'''Nariman''': Confesso che neanche a me piace che il nostro re sia plagiato da quella donna, ma è sempre meglio che tornare ai tempi dell'anarchia. Perciò vi prego di tenermi fuori dal complotto.
*'''Shin''': Julia, hai gradito questa sorpresa? Ho voluto che fosse eretta una statua in omaggio alla tua bellezza. Ora è solo un'immagine di pietra, ma presto sarà ornata con oro e gemme preziose provenienti da tutto il mondo. D'ora in avanti tu verrai identificata come la dea della bellezza.<br>'''Julia''': Hai intenzione di combattere all'infinito, Shin?<br>'''Shin''': Certo! Combatterò per dimostrare quanto sono forte e per far sapere a tutto l'universo quanto sei meravigliosa.<br>'''Julia''': Il sangue continuerà a scorrere. Altre persone innocenti verranno torturate...
*'''Balcom''': Dovresti averlo imparato, Shin! Non puoi farmi niente. Il mio corpo ha la tempra dell'acciaio.<br>'''Shin''': Mai visto un acciaio così maleabile.
*È inutile confidare nei tuoi muscoli! Il Nanto Ken può distruggere con i suoi poteri qualsiasi sostanza che si trovi nel corpo. [...] Hai equivocato sulla reale potenza della tua forza, e ora non puoi fare altro che censurare il tuo orgoglio. ('''Shin''')
*Shin, perdonami. Non potrai mai capire. Tu sei un soldato in grado di costruire un vasto impero, ma ciò che io desidero di più è una tenerezza profonda quanto il mare e un cuore caldo quanto il sole, e l'emozione della brezza in un prato erboso. ('''Julia''')
=====Episodio 22, ''Duello finale''=====
*Ciò che si costruisce con la violenza e la tirannia crolla molto rapidamente. ('''Lynn''')
*Julia, noi ricominceremo da capo. In poco tempo io farò costruire un'altra città ancora più bella e grande della Croce del Sud. Posso farlo, ne sono sicuro. Posso farlo se tu rimarrai accanto a me. Sì, ci riuscirò. {{NDR|Julia non le risponde}} Julia, tu non puoi continuare a rispondermi come al solito! Tu non puoi tenere chiuso il tuo cuore, Julia! ('''Shin''')
*Shin, sono riuscito a sopravvivere alle fiamme dell'inferno solo per poterti affrontare! ('''Kenshiro''')
*'''Shin''': Vedo che la tua tecnica di combattimento è migliorata ultimamente, Kenshiro. Ma quanto?<br>'''Kenshiro''': Il carattere. Adesso ho il carattere e la cattiveria che mi mancavano, grazie a te, Shin!
*Ora puoi anche uccidermi, ma non riavrai mai Julia! Come vedi, sopravvivere alle fiamme dell'inferno non ti è servito a nulla! ('''Shin''')
*'''Shin''': Hai... Hai vinto...<br>'''Kenshiro''': Ho capito che cosa mi mancava rispetto a te: la rabbia. La rabbia per la morte di Julia mi ha dato la vittoria.
*'''Shin''': Non avrei mai potuto ucciderla, stupido!<br>'''Kenshiro''': Dimmi dove si trova Julia! Shin!<br>'''Shin''': Non c'è più. Julia non sarà più fra noi. Questo combattimento è stato inutile, Kenshiro. Nessuno di noi potrà averla, perché Julia ormai è morta.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': La Croce del Sud sta bruciando. La nostra città sarà distrutta dalle fiamme. Non rimarrà nulla, né un fiore, né un filo d'erba, né un solo abitante in questa città. Il fuoco consumerà tutto, Julia, alla stessa maniera a cui ha consumato Kenshiro. La Croce del Sud non c'è più, ma costruirò un'altra magnifica città ancora più bella, ancora più grande, della quale sarai regina, Julia. Posso fare qualsiasi cosa con te al mio fianco.<br>'''Julia''': Certo. Sono sicura che farai moltissime cose ancora, Shin, sempre più crudeli. Continuerai ad uccidere delle persone innocenti ed altrettante ne ridurrai in schiavitù, facendoti obbedire con la violenza e con il terrore come hai sempre fatto, Shin. Non sopporto più di essere complice di tanta crudeltà, Shin. Basta! Perdonami, Shin. Non manterrò la mia promessa.<br>'''Shin''': Che?! Julia, ma che dici?<br>'''Julia''': {{NDR|Si butta dal precipizio}} Ken... Non potevo più vivere senza di te, Ken...
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho pianto, Kenshiro. Per la prima volta in vita mia ho pianto, ed è anche l'ultima, perché la morte di Julia mi ha reso completamente indifferente a tutto quello che mi circonda, Kenshiro. Non mi interessa più vivere. Anzi, la morte sarà un sollievo. Questa città... Questa città che avevo costruito per Julia è andata distrutta. La Croce del Sud non esiste più. Julia doveva esserne la regina, e invece l'ha scelta come tomba. Ora la Croce del Sud è solo una tomba! Speravo di conquistare il suo cuore, ma ho fallito. Io sono riuscito solo ad ucciderla! Perché non mi hai amato neppure per un istante, ''Julia''! {{NDR|Gli esplode il petto}} Bene, finalmente è arrivato anche per me il momento di morire. Ma ciò avverrà per mia scelta, non per tua mano, Kenshiro! Addio... ('''Shin''')
*'''Bart''': Scusa, Ken. Perché ti prendi il disturbo di seppellire il tuo peggior nemico?<br>'''Kenshiro''': Eravamo nemici solo perché amavamo la stessa donna.
====Capitolo 2====
=====Episodio 23, ''Guerra!''=====
*Che strano. Come mai hanno pensato di piantare i fiori? Non sono mica commestibili. ('''Bart''')
*Se volete l'acqua, dovete cercare il vostro ruscello. Se volete cibo, dovete arare i vostri campi. Voi invece rubate queste cose alla gente indifesa. Vigliacchi! [...] Vi consiglio di arrendervi, altrimenti vi ucciderò in massa. Chiaro? ('''Kenshiro''')
*Il sacro colpo dell'Orsa non perdona gli ingiusti. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*'''Mamiya''': Resta con noi, Ken! Noi abbiamo bisogno di un uomo come te, un uomo che sia pronto a battersi per il nostro villaggio.<br>'''Bart''': Mi scusi, signorina, mi scusi, ma se vuole che il mio amico Ken diventi la vostra guardia deve prima parlare con me. Sono il suo agente. Ah, per prima cosa dovete sfamarci, d'accordo?
*Io mi travesto da donna e dei luridi uomini come voi mi importunano continuamente! Ma c'è una cosa positiva in questo: almeno mi date da mangiare. ('''Rei''')
*L'uccello d'acqua del Santo Nanto. I suoi movimenti sono eleganti come quelli di un gabbiano che plana sull'acqua, ma la sua potenza è così grande e crudele che niente si può paragonare ad essa. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*'''Rei''': Sembrate piuttosto abili nell'usare le armi. Forse lottate spesso?<br>'''Brigante''': Certamente! Questa non è un'epoca molto tranquilla. Bisogna stare attenti ad essere pronti ad attaccare sempre. Se non lottiamo, dobbiamo soccombere ai potenti.<br>'''Rei''': E siccome io sono un potente, bisogna che ti dia da fare!
=====Episodio 24, ''L'uccello d'acqua''=====
*Sopravviverò finché non avrò sconfitto l'uomo dalle sette stelle. Prima o poi lo troverò. L'unico obiettivo della mia esistenza e l'eliminazione del mio nemico! ('''Rei''')
*'''Mamiya''': Quando guardi quei fiori, sembri su un altro pianeta. [...] Con questi meravigliosi fiori, il tuo futuro sarà molto radioso. Sarai sempre felice.<br>'''Lynn''': Come?<br>'''Mamiya''': Questi preziosi gioielli naturali fioriranno dappertutto. Un bel giorno, tutti i bambini come te sorrideranno.
*Quella ragazza è forse la tua fidanzata? Se le cose stanno così, attento, perché potrei portartela via. Sono stato chiaro, amico mio? ('''Rei''')
*'''Kenshiro''': Allora, chi si candida a morire? Si faccia avanti, lo aspetto.<br>'''Membro della famiglia Cobra''': Ma... Ma quest'uomo è un mostro!
*'''Kenshiro''': Perché mai li hai traditi?<br>'''Rei''': Vedi, ho capito subito chi avrebbe vinto, e siccome sono abituato ad allearmi con i più forti... Ma questo non ha nessuna importanza. La mia sopravvivenza è legata all'uccisione dell'uomo dalle sette stelle.<br>'''Kenshiro''': Che cosa?<br>'''Rei''': Sì. Ormai questa è l'unica ragione della mia vita. Per questo motivo ho tradito molte persone, ammazzato molti uomini e sono sopravvissuto fino ad oggi.
=====Episodio 25, ''I lamponi''=====
*'''Kenshiro''': Come mai sei venuto qui?<br>'''Rei''': Per lo stesso motivo che ha condotto qui te, suppongo. Credo che nessuno di noi due possa rimanere insensibile davanti al pianto di una donna.
*'''Kenshiro''': È da tempo che desidero parlarti. Che cosa significa il velo insanguinato? E per quale motivo dicono che cerchi l'uomo dalle sette stelle?<br>'''Rei''': Ecco il velo insanguinato. Apparteneva a mia sorella Airy, e doveva indossarlo il giorno del suo matrimonio. Una sera, io ero assente da casa e il velo lo stava provando. [...] La rapirono e ferirono a morte i miei genitori. E ora questo velo rosso del loro sangue è tutto ciò che mi rimane della mia famiglia. [...] Tutto ciò che mio padre riuscì a dirmi è che il uomo mascherato che la rapì aveva sette cicatrici a forma di stella sul petto. Forse mia sorella è stata uccisa. Ma no, non riesco a crederci. Mi sembra di sentire la sua voce che mi chiama. Sento le sue grida disperate che invocano il mio aiuto. Per questo motivo cerco l'uomo dalle sette stelle, per poterlo uccidere.
=====Episodio 26, ''La vendetta dei Cobra''=====
*'''Bart''': Ehi, accidenti, quant'è carina Mamiya!<br>'''Lynn''': Sì, però il suo sguardo è tanto triste. Sembra così forte e non ha nessuno che le faccia coraggio.<br>'''Bart''': Hm? Tu certe volte dici delle cose veramente incomprensibili, Lynn!
*'''Rei''': Non voglio che tu partecipi alla battaglia.<br>'''Mamiya''': Perché mai?<br>'''Rei''': Perché sei una donna, Mamiya.<br>'''Mamiya''': Una donna, dici? È già da molto tempo che non mi sento più una donna, Rei. Chi è di fronte a te in questo momento non è una donna, ma un soldato che deve combattere per la libertà del suo villaggio, nient'altro che un soldato. {{NDR|Rei le strappa la camicia}}<br>'''Rei''': Non hai nessun bisogno di nascondere il tuo seno, visto che non ti consideri una donna! Accetta un consiglio, Mamiya: una donna non deve pensare alla guerra, ma solo alla propria felicità. Non sono abiti da combattimento quelli che vorrei vederti addosso. {{NDR|produce una stoffa}} Questo è il velo che Airy doveva portare il giorno delle sue nozze. Spero che il tuo sarà candido e non rosso di sangue.
=====Episodio 27, ''All'inseguimento dei Cobra''=====
*La tecnica di combattimento Hokuto esiste da più di duemila anni. Grazie a lei, sono in grado di annientare qualsiasi avversario. ('''Kenshiro''')
*La disperazione è stata la mia unica compagna. Tante volte ho cercato di trovare la pace nella morte, ma sono riuscita solo a non vedere più gli orrori che mi circondavano. ('''Airy''')
=====Episodio 28, ''Il combattimento''=====
*'''Rei''': Perché non combatti? Non hai fatto altro che difenderti, Ken.<br>'''Kenshiro''': Io non voglio.<br>'''Rei''': Perché, Ken?<br>'''Kenshiro''': Ho già dovuto affrontare un mio amico una volta. Vedi, questa persona si prese con la forza la mia fidanzata Julia, e d'allora ho vissuto soltanto per cercare di riaverla al mio fianco. [...] Così, Julia ha preferito togliersi la vita. Io ho ucciso un uomo, ma non sono riuscito a riaverla. E quell'uomo mi era stato amico, Rei. [...]<br>'''Rei''': Perché mi hai raccontato tutto questo?<br>'''Kenshiro''': Perché io non ho nessuna intenzione di combattere contro di te.
*Sono un discepolo della Sacra scuola Nanto. Non posso uccidere un uomo che si rifiuta di combattere. ('''Rei''')
=====Episodio 29, ''Vivere o morire''=====
*Ho promesso che vi avrei eliminati e di solito mantengo sempre le promesse. ('''Kenshiro''')
*Dite il mio nome! Forza, dite il mio nome! ('''Jagger''')
=====Episodio 30, ''Combattimento fatale''=====
*'''Kenshiro''': Questa volta il nemico sarà la mia stessa famiglia. Sarà una lotta in seno alla grande scuola dell'Hokuto.<br>'''Rei''': Ma come? Tu sei l'unico successore della grande tradizione di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Devi sapere che ho altri tre fratelli. Mio padre, Ryuken, che non ebbe la benedizione del Signore per avere bambini, ci adottò. Ma, nella storia, la Sacra scuola di Hokuto può avere un unico successore. Solo uno di noi poteva essere iniziato ai suoi principi segreti. Iniziò così la tragica disputa nella quale hanno perso la vita molte persone. Ma adesso è arrivato il tempo di porre fine a queste tragiche avventure. Sinceramente, devo confessarvi che non so se questa volta riuscirò a sopravvivere.
*Non c'è ragione di seguirlo. Ken non ha battuto ciglio quando mi ha vista con questo vestito. No, lui non mi ama. Sono io che mi sono illusa. In lui è ancora vivo il ricordo di Julia. Non smetterà mai di combattere finché lei sarà nel suo cuore. ('''Mamiya''')
*'''Kenshiro''': Volevi che decapitassi qualcuno, no?<br>'''Scagnozzo''': Sì, ma non me, disgraziato!<br>'''Kenshiro''': Non te? Ma la tua testa mi piace di più.
*{{NDR|Flashback}}<br>Kenshiro, perché lo hai risparmiato? Forse perché lui è... perché lui {{NDR|Jagger}} è il tuo fratello maggiore? Il tuo cuore è troppo sensibile, e questa tua bontà un giorno ti procurerà dei dispiaceri. Ricorda sempre quello che ti ho detto: figlio mio, attento ai disonesti. ('''Ryuken''')
*La Sacra scuola di Hokuto non si può apprendere così facilmente. I suoi misteri sono stati tramandati dagli avi da duemila anni. ('''Kenshiro''')
*Il fratello maggiore è sempre più forte del fratello minore. Ce lo insegna la storia. ('''Jagger''')
=====Episodio 31, ''Cercando Jagger''=====
*Sei un fratello responsabile, vero? Tutti i fratelli responsabili prima o poi devono morire! ('''Jagger''')
*La tua faccia non mi piace. Hai l'aria di un santino. ('''Jagger''')
*Ho sempre detestato i martiri. ('''Jagger''')
*Per te non esiste una condanna adeguata! Non meriti neanche l'inferno! ('''Kenshiro''')
*Come aveva predetto mio padre, tutte queste disgrazie arrivano per colpa della mia clemenza. ('''Kenshiro''')
*Forza, attaccatemi! La quantità non mi fa paura. Vi ammazzerò come un branco di pecore! ('''Kenshiro''')
*Ti ha fatto così tanta paura la mia faccia, bastardo? Chi ha avuto il piacere di vedere la mia faccia non può rimanere vivo! ('''Jagger''')
*Devo questa faccia all'odio che provo per mio fratello Ken, l'odio che mi ha permesso di vivere fino a questo momento. ('''Jagger''')
*Scegli un posto, Jagger! Sarà il posto dove lascerai il tuo corpo. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger''=====
*{{NDR|Flashback}}<br>Perché?! Perché avete acconsentito a una tale decisione? Lui è il mio fratello minore, non può competere con me! È più giovane, non ha nessuna esperienza! È una vergogna che il maestro della Sacra scuola di Hokuto sia così giovane. È una vera vergogna! State bene attenti a quello che sto per dirvi: ricordate che esiste una sola persona al mondo che può rappresentare la Sacra scuola di Hokuto. Le persone che non sono in grado di tenere il potere di Hokuto sono solo dei miserabili assassini. Queste persone hanno commesso crimini inutili con la sacra tecnica. Hanno strappato con la violenza le braccia a uomini innocenti, hanno colpito le tempie per far perdere la memoria. Non possiamo rinnegare il duro lavoro dei successori della Sacra scuola. Ci sono voluti duemila anni per raggiungere la perfezione della lotta e adesso buttiamo tutto all'aria! È un vero reato! ('''Jagger''')
*{{NDR|Flashback}}<br>No, Jagger non riuscirà mai a battere Ken. Ma, d'altra parte, non credo neanche che Ken potrebbe uccidere lui. La decisione di nostro padre è sbagliata. È assurdo permettere la distruzione di una tradizione cha ha duemila anni. ('''Raoul''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami bene, Kenshiro: la ragione per cui può esistere un solo maestro della scuola di Hokuto è che questa scuola ha un invincibile tecnica per uccidere. Non la devi usare nel modo sbagliato. Se il maestro non è la persona adatta, il mondo potrebbe essere distrutto. ('''Ryuken''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Perché usi sempre pistole e fucili, Jagger? Non sai combattere senza armi, non è vero?<br>'''Jagger''': Sta zitto! In fondo, io non credo che la scuola di Hokuto sia tutto al mondo, soprattutto in questo momento di perdizione. È colpa tua, maledetto! È tutta colpa tua! Se fossi io il maestro, le cose andrebbero meglio e raggiungerei la perfezione assoluta!
*'''Kenshiro''': Mi puoi spiegare che cosa significa questa freccia? Hai fatto del male anche a due poveri bambini per indurli ad uccidermi. È davvero una vergogna per un essere umano! Questa freccia è un simbolo: rappresenta la loro rabbia e la loro pena. Guardala bene! Ricordatela anche all'inferno!<br>'''Jagger''': Heh, sei ancora troppo gentile. Sì, ho fatto del male a quei bambini, ma non è cambiato niente. Mi davano fastidio e non li sopportavo. Questo però non ha influenzato minimamente la mia vita.<br>'''Kenshiro''': Tu non sei un uomo!
*Non importa cosa uso. La persona che vince ha sempre ragione. ('''Jagger''')
*'''Jagger''': Come sei violento! Non sei più quello di una volta. Cosa ti ha fatto diventare così? Sei un bruto! Sei una bestia!<br>'''Kenshiro''': Ho combattuto centinaia e centinaia di battaglie e ho visto sanguinare migliaia di persone. Mi sarebbe piaciuto chiamarli amici, ma sono diventati rivali. È stato il sangue di questi rivali amici che mi ha cambiato, Jagger.<br>'''Jagger''': Amici? Hai detto amici? Shin! Ti riferisci a Shin, vero? [...] Shin era tuo amico. Così lo chiamavi un tempo. Ma poi c'è stata una persona che lo ha cambiato.<br>'''Kenshiro''': Cosa?! [...] Tu avevi convinto Shin!<br>'''Jagger''': Esatto! È stata una bella mossa, non credi?<br>'''Kenshiro''': È stata tutta colpa tua!<br>'''Jagger''': Forza, Ken! Grida il mio nome vittorioso d'alta voce!
*{{NDR|Flashback}}<br>{{NDR|Rivolto a Shin}} Perché diavolo vuoi desistere? Devi convincerti che Ken è molto debole. Non potrà sopravvivere in un mondo così severo. Questo significa che il destino di Julia è molto incerto e molto probabilmente farà una brutta fine. Dovrai rubarla se vuoi salvarla! Solo le persone coraggiose avranno il potere. ('''Jagger''')
*Jagger, devo dirti che hai dimenticato perfino l'essenziale della tecnica di Hokuto: la rabbia trasforma il corpo in acciaio, e questo colpo era praticamente inutile. ('''Kenshiro''')
*Una morte così atroce ti si addice come a nessun altro! ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Non esisterà più l'incubo di Jagger e delle sue violenze. Adesso è la fine!<br>'''Jagger''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La fine, hai detto? Come sei stupido! Non avrai pace finché vivrai su questa terra, è una promessa, Ken! Hai forse dimenticato di avere due fratelli maggiori? Ti spediranno loro all'inferno! Non avrai un attimo di pace! La tua vita sarà un travaglio!
=====Episodio 33, ''Il salvatore diabolico''=====
*Dev'esserci un solo gran maestro Hokuto. Uno. L'ultimo, Ryuken, non aveva figli. Adottò quattro ragazzi e cominciò ad insegnare ad ognuno di loro la sacra tecnica Hokuto, riservandosi di scegliere poi il suo successore. Il maggiore era Raoul, il secondo Toki, il terzo Jagger, e il più giovane si chiamava Kenshiro. Però uno solo sarebbe stato il grande maestro. Chi non era considerato degno di approfondire la sacra tecnica Hokuto veniva allontanato e si cancellava dalla sua memoria ciò che aveva appreso. Ma il fato volle che ciò non avvenisse con i figli di Ryuken. ('''Rei''') {{NDR|voce fuori campo}}
*{{NDR|Flashback}}<br>Esistono milioni di persone che ancora non possono venire curate dalla moderna scienza medica. A tutt'oggi, il corpo umano è un grande mistero. Noi sappiamo che la degenerazione dei tessuti interni può provocare gravi danni, ma né con medicine né con interventi siamo in grado di intervenire su queste cellule impazzite. Ma grazie alla tecnica Hokuto, sono capace di convogliare energia all'interno del corpo. [...] Questo è il mio sogno: applicare la tecnica Hokuto alla medicina. ('''Toki''')
*Non puoi affrontare un gran maestro Hokuto. Sei sconfitto in partenza. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 34, ''Il cacciatore di cavie''=====
*Deve ancora nascere l'uomo che possa darmi un ordine. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 35, ''Il cambiamento di Toki''=====
*Non ti sei ancora accorto che in questa epoca è più importante la violenza che la medicina? Vedi, Kenshiro, oggi è la violenza che regna. ('''Amiba''')
*Io vorrei poter sfuggire al mio destino, ma questo non mi è consentito. Purtroppo sono costretto a farlo. Non soltanto Jagger, anche un altro mio fratello dovrò uccidere. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 36, ''Scambio di persona''=====
*'''Amiba''': Tu mi hai colpito! Ma come hai potuto? Hai dimenticato quello che ho fatto per te?<br>'''Kenshiro''': No. Ma la riconoscenza che provavo è cancellata dai lamenti che mi risuonano nelle orecchie delle decine e decine di persone che sono morte a causa tua.<br>'''Amiba''': {{NDR|Ride}} Che cosa vuoi che contino quei pezzenti in confronto al perfezionamento della tecnica Hokuto? In questo modo, almeno la loro vita è servita a qualcosa, no? Kenshiro, ricordati che i buoni sentimenti non valgono niente di questi tempi, solo la violenza. Solo con la violenza si arriva al potere.
*Devi sapere che ormai io non uccido più per rabbia, ma perché lo desidero. Mi da piacere farlo. Grazie a me, la tecnica Hokuto è diventata una perfetta arma di morte, e io sono il solo e legittimo rappresentante di quella scuola. ('''Amiba''')
*'''Amiba''': Ma che succede? Le mie gambe si muovono da sole!<br>'''Kenshiro''': Anch'io conosco dei punti segreti di pressione. Quello che ho appena toccato ti costringerà a camminare per sempre all'indietro. E vedrai che prima o poi arriverai all'inferno, Amiba.
*'''Kenshiro''': Re di Hokuto?<br>'''Rei''': Ne ho già sentito parlare. Così chiamavano un uomo che tentò di dominare tutto il mondo parecchi anni fa, ma chi fosse in realtà è sempre stato un mistero.
=====Episodio 37, ''Non amarmi Mamiya''=====
*'''Rei''': Ken, raccontaci. Parlaci di Toki. Sai, sono davvero molto ansioso di incontrarlo, di conoscerlo di persona.<br>'''Kenshiro''': Toki... Vi sembrerà abbastanza strano, ma doveva essere lui il fortunato successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Davvero?<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ogni suo movimento era elegante, perfetto. Il suo stile era unico, la sua grazia quasi divina. Perfino Jagger era un suo ammiratore. Ma poi, quel giorno... [...] Ha dato la vita per me e Julia, e per salvare quei poveri bambini innocenti. Ricordo ancora le sue parole: "Senti, Ken, il mio unico obiettivo è quello di difendere i più deboli. Sento che la mia morte è vicina, ma cercherò di fare ugualmente tutto quello che posso. La mia vita non avrebbe importanza senza questo mio impegno".
*Non puoi opporti al [[fato]] e neanche puoi lottare contro di esso. È già scritto tutto sul tuo destino. Perfino il destino delle stelle che controllano tutta la natura è immutabile: una vecchia stella muore, una nuova ne nasce. ('''Veggente''')
*Quando ascolterai il pianto disperato dei demoni, la tua morte sarà più dolce. ('''Wiggle''')
=====Episodio 38, ''La tragedia di Bella''=====
*'''Mamiya''': Rei, descrivimi questo posto chiamato Cassandra, dove dicono che Toki sia tenuto prigioniero.<br>'''Rei''': A dire la verità, non è che abbia delle informazioni precise in proposito. Però so che è una prigione fatta costruire dal re di Hokuto per punire i maestri delle arti marziali. Questo è tutto, Mamiya. Non so altro.<br>'''Mamiya''': I maestri di arti marziali?<br>'''Rei''': Sì, è così. Il re fece arrestare moltissimi uomini che praticavano le più svariate tecniche di arti marziali e si appropriò dei loro segreti con un'inaudita violenza e senza farsi troppi scrupoli. Così, nacque la prigione di Cassandra. Una volta entrato lì, non hai nessunissima possibilità di uscirne vivo. È, come si dice, una prigione mortale.<br>'''Mamiya''': È terribile! Una prigione mortale?!<br>'''Rei''': Gli uomini che una volta venivano chiamati demoni o che avevano tentato disperatamente di difendere le loro tecniche e i loro segreti, sono morti lì dentro e non hanno avuto la forza di ribellarsi al potere del re di Hokuto. Le loro urla di agonia e di morte sembravano eccheggiare simili ad urla di demoni.
=====Episodio 39, ''La porta di Cassandra''=====
*Niente paura amici. Lo so che nei vostri cuori è più grande la tristezza per il sangue versato che l'ostilità verso di me. ('''Kenshiro''')
*Benvenuto nella mia città, Kenshiro. Varcare quella porta non è certo un'impresa facile, quindi sono pronto a darti il mio riconoscimento, amico. Però, con quell'assurda idea del liberatore vi consiglierei di andarci cauti, sapete? Potrei anche, sì, divertirmi a tramutare il vostro riso in pianto. ('''Wiggle''')
=====Episodio 40, ''La vita trionfa sulla morte''=====
*'''Wiggle''': Quelle tombe sono il più bel momumento all'immortale gloria di Cassandra. Maggiore sarà il loro numero e maggiore sarà la mia gloria e quella del mio regno. E tu, Kenshiro, sappi che la tua tomba è già pronta, sciocco ragazzo! Dunque, ora puoi anche morire in pace, amico mio.<br>'''Kenshiro''': Sei proprio sicuro che quella tomba sia abbastanza grande, capo?<br>'''Wiggle''': Hm? Certo, credo di sì. Perché me lo chiedi?<br>'''Kenshiro''': Bene. Cercherò di fare in modo che tu possa entrarci.
*È molto più divertente scommettere sulla vita di chi ha paura di morire. ('''Wiggle''')
*Tutta la desolazione, l'orrore, la disperazione legati alla tua leggenda oggi io li distruggerò con queste mie mani! ('''Kenshiro''')
=====Episodio 41, ''Uno scontro di 2000 anni''=====
*Da quando sono stata rapita, la vita è diventata un vero inferno per me. Cielo! Quali altre efferatezze commetterà oggi? Ogni giorno al mio risveglio mi domando cosa devo aspettarmi: se le cose terribili di ieri o altre ancora peggiori. E mentre io piango, un mucchio di persone innocenti continua a morire. Cielo! Non ce la faccio più! Non posso più resistere così! ('''Julia''')
*Ce l'hai fatta, Kenshiro. Ma questa, purtroppo, non è che una parte infinitesimale dell'inferno. ('''Ryuken''') {{NDR|voce fuori campo}}
=====Episodio 42, ''Un incontro difficile''=====
*'''Rei''': Chi diavolo è mai questo re di Hokuto?<br>'''Fuga''': Il re! Il re di Hokuto è un tremendo e potente capo che domina la fine di questo secolo. Nessuno sa chi sia.<br>'''Raiga''': Avete visto Cassandra? È la terribile fortezza da lui voluta per coloro che non rispettano i suoi ordini.<br>'''Fuga''': Lo stesso Wiggle non era che il guardiano di questa prigione.
*Collegati al vostro carcere e tremanti di paura, io mi domando se siete ancora degli uomini. Un uomo non è tale quando vende la sua anima al diavolo! Ditemi un po': siete contenti di voi stessi ora? Un vero uomo combatte per difendere i propri principi! ('''Kenshiro''')
=====Episodio 43, ''La nuova leggenda''=====
*Una morte senza dolore è tutto quello che posso fare per voi. ('''Toki''')
*'''Toki''': Questo che ora vedete, amici, è il sangue di tutti coloro che sono stati uccisi dal crudele re di Hokuto, centinaia e centinaia di vite umane sacrificate alla sua sete di potere e di ricchezza.<br>'''Rei''': Una tragedia così grande per l'ambizione di un uomo senza scrupoli.<br>'''Toki''': È riuscito a tenere nascosta la sua vera identità facendosi chiamare re di Hokuto<br>'''Rei''': Che vuoi dire?<br>'''Toki''': L'uomo che si è reso responsabile di tanti efferati e vergognosi delitti in realtà ha un nome: si chiama Raoul.<br>'''Kenshiro''': Raoul!<br>'''Rei''': Toki, ma Raoul non è il vostro fratello maggiore?<br>'''Toki''': Sì, Rei. È proprio lui.<br>'''Kenshiro''': Raoul! È sempre stato molto molto forte e anche molto molto ambizioso. Era uno dei migliori allievi della scuola di Hokuto, ma era sempre stato insofferente alle leggi divine che governano l'Hokuto da più di duemila anni, finché un giorno abbandonò la scuola e di lui si perse ogni traccia.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Raoul, dimmi che uso farai della divina arte dell'Hokuto!<br>'''Raoul''': L'uso più conveniente. L'userò per me stesso.<br>'''Ryuken''': Per te stesso, hai detto?! Che significa? Qual è il tuo scopo?<br>'''Raoul''': Il mondo!<br>'''Ryuken''': Vuoi dire che intendi servirti di quello che hai imparato per conquistare il mondo?<br>'''Raoul''': Userò la mia forza e la mia potenza per sottomettere e conquistare. Il mondo, con tutte le sue ricchezze e i suoi tesori, dovrà essere ai miei piedi.<br>'''Ryuken''': Tutto questo è contro le leggi divine!
*Siete crudeli e sanguinari! Non avete più nessun diritto di vivere! Morte! Morte agli assassini! ('''Kenshiro''')
*Nelle viscere della terra, le fiamme dell'inferno ti divoreranno senza pietà! ('''Kenshiro''')
*Il destino è nelle stelle. Loro mi guideranno. Da loro avrò il fatale messaggio. Scruterò il cielo alla ricerca delle due stelle. Quando mi appariranno, saprò che ricomincerà la battaglia. ('''Raoul''')
=====Episodio 44, ''La stella della morte''=====
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Kenshiro, la tigre ha capito subito che ero io il più forte e il nemico da battere. Tu non sei degno di competere con me per divenire il successore del grande maestro della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Ryuken''': Ti sbagli, Raoul. Kenshiro possiede una grande tecnica. La tigre era pronta a combattere con lui una battaglia leale. Tu, invece, l'hai terrorizzata. L'animale ha capito che tu possiedi una forza negativa e che sei il più crudele, non il più potente dei due. Questi tuoi malefici poteri mi spaventano, Raoul. Tu non puoi essere il mio successore.
*Eccola! È apparsa la stella della morte, la grande stella che brilla accanto all'Orsa Maggiore. È simbolo di morte e distruzione. La leggenda dice che chiunque veda brillare quella stella perderà la vita entro breve tempo. Ho sempre pensato che a me non sarebbe mai successo. ('''Toki''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Non ti ho sentito arrivare, Toki. È incredibile! Come hai fatto a sorprendermi alle spalle?<br>'''Toki''': Può capitare anche ad un uomo astuto e forte come te quando è distratto dall'amore per una donna.
=====Episodio 45, ''Il coraggio della piccola Lynn''=====
*'''Lynn''': Airy, finiscila! Finiscila di disperarti così! Noi non ci arrenderemo. Non dobbiamo perdere le speranze, non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo continuare a lottare con tutte le nostre forze. E poi, ci sono Ken e Rei.<br>'''Airy''': Cosa dici, Lynn?<br>'''Lynn''': Sono sicura che Ken e Rei verranno ad aiutarci. Ho tanta fiducia in loro e questo pensiero mi fa sentire molto meglio. Mi da una gran forza. Presto saranno qui e noi saremo di nuovo felici insieme come una volta. Sforzati anche tu di pensare a questo, Airy. Prova! Ti sentirai subito molto meglio, vedrai.
*Non voglio giurare fedeltà! Io non sarò mai la schiava di un re crudele e sanguinario che uccide uomini e donne innocenti senza pietà. Uccidetemi! Uccidetemi pure! Io non giurerò mai! ('''Lynn''')
=====Episodio 46, ''La rivolta''=====
*'''Kenshiro''': Non riusciresti mai ad ingannare nessuno. Si capisce lontano un miglio che sei assetato di sangue. Davvero eri convinto di riuscire ad imbrogliarmi con questo ridicolo travestimento?!<br>'''Vecchia gigante''': Vorresti farmi credere di aver capito tutto fino dall'inizio?<br>'''Kenshiro''': Certo che l'avevo capito! Non si è mai vista al mondo una vecchia con una faccia come la tua, soprattutto una vecchia con quei magnifici baffi neri!
*'''Rei''': Non ti riconosco più. Dov'è la ragazza debole e insicura che si è sempre arresa senza mai ribellarsi?<br>'''Airy''': Io non sono più quella di una volta. Lynn mi ha insegnata a credere in me stessa e a combattere.
=====Episodio 47, ''La leggenda della paura''=====
*'''Bart''': Che ti succede, Lynn? Perché stai tremando?<br>'''Airy''': Cos'hai, Lynn?<br>'''Lynn''': {{NDR|Su Raoul}} Non lo so, non lo so... Non so come dirvelo, ma ho cominciato a tremare non appena ho visto quegli occhi.
*'''Raoul''': Prego, lascio a te l'onore di scegliere il tipo di combattimento.<br>'''Rei''': D'accordo: scendi dal cavallo!<br>'''Raoul''': Non ti preoccupare. Non userò il mio migliore amico per combattere con un pivello come te, caro Rei. Nessuno al mondo meriterebbe tanto onore.
*Se Ken fosse al mio posto, sono sicuro che non si tirerebbe indietro. ('''Rei''')
*Ho vagato per il mondo, ho anche odiato il tempo per riuscire a salvarti, Airy. Ma la mia battaglia, come vedi, non è ancora finita. Devo continuare! Devo continuare a lottare! Non ho paura. Sono sicuro che Dio mi aiuterà. Devo proteggere. Devo proteggere Toki e Mamiya, Lynn, Bart e la mia piccola e dolce Airy. [...] Voi siete il simbolo della pace, rappresentate il più puro e nobile sentimento umano. Siete voi la mia vita. ('''Rei''')
*Combattere è l'unico modo per dimostrare a Ken la mia profonda gratitudine. ('''Rei''')
*Che strana, la vita. Sei riuscito a sopravvivere nonostante tutto quanto, Ken. Nonostante la tua debolezza, sei sempre stato un sentimentale. E vedi i tipi come te che fine fanno? ('''Raoul''')
*Hai lo sguardo quasi minaccioso, sai Ken? Ma i tuoi occhi continuano ad essere troppo languidi. Non ce la farai. ('''Raoul''')
*Ascoltami bene: Non sono più quello di un tempo. Adesso il sangue non mi fa più paura. Anzi, direi che è la mia forza vitale. Vedi come il tempo riesce a cambiare le persone? ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Che diavolo sta succedendo {{NDR|a Rei}}?<br>'''Raoul''': È il mio passatempo preferito. Gli ho dato tre giorni di vita.<br>'''Kenshiro''': No, non è possibile!<br>'''Raoul''': I maestri che hanno lottato contro di me non muoiono subito. E puoi indovinarne tu stesso la ragione se conosci le leggi della scuola di Hokuto. In questi tre giorni, si disperderanno e piangeranno perché hanno conosciuto il re di Hokuto, che rappresenta la paura della vita e, di conseguenza, la paura di se stessi. Ho colpito il suo punto segreto e il corso del suo destino è ormai irreversibile. Non c'è più niente da fare. Morirà soffocato dal suo stesso sangue che sprizzerà fuori da tutto il suo corpo in tre lunghi giorni, tre giorni di paura e di morte! Tre giorni per conoscere la leggenda della paura del grande re di Hokuto.
*Non sei ancora abbastanza forte per affrontare me e la mia tecnica sovrana. Non esiste nessuno in grado di sconfiggermi e di carpire il mio segreto. È arrivata la tua ora, Ken. Hai vissuto abbastanza, nonostante i tuoi occhi così sdolcinati! ('''Raoul''')
=====Episodio 48, ''La mossa segreta''=====
*'''Toki''': Dobbiamo muoverci, Mamiya. Ken sta per affrontare Raoul, e sarà un combattimento senza speranza.<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Toki''': Solo l'acqua calma arresta la furia della tempesta.<br>'''Mamiya''': L'acqua calma?<br>'''Toki''': Esattamente. Devi capire, Mamiya, che se oppone un'ondata burrascosa un'ondata altrettanto violenta in genere succede che si incrementa la forza distruttiva della tempesta. Sono l'unico al mondo che può aiutare Ken.
*Se vai incontro al mare in tempesta, rischi di annegare. È meglio arrendersi in tempo che morire inutilmente. ('''Toki''')
*Acqua calma per arrestare la buia tempesta. Devi imparare a controllarti perché con la sola violenza non riuscirai ad ottenere niente. ('''Toki''')
*È inutile combattere se sai che il nemico usa le tue stesse armi. Nella storia, le battaglie senza vincitore non sono mai servite a niente. ('''Rei''')
*Che delusione! Non sei cambiato, Toki. Hai ancora quella maledetta luce negli occhi. Non mi è mai piaciuta. ('''Raoul''')
*'''Toki''': Ascoltami, Ken. Non sei ancora pronto per affrontare Raoul. Dammi retta!<br>'''Kenshiro''': Perché dici questo?<br>[...]<br>'''Toki''': Potresti uccidere quella bambina?<br>'''Kenshiro''': Non capisco, Toki.<br>'''Toki''': Se tu avessi il coraggio di farlo, molto probabilmente potresti uccidere Raoul. Non devi sorprenderti. Alcune facoltà della scuola di Hokuto si acquistano solamente dopo aver combattuto sanguinose battaglie. È evidente che anche tu hai acquistato una forza non indifferente combattendo contro Shin o contro i nemici più resistenti. [...] Però Raoul è molto più freddo di te. Ha molte più energie distruttive. Lo dimostra il fatto che ha ammazzato a sangue freddo il nostro caro padre Ryuken.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Non userai più la tecnica della Divina scuola!<br>'''Raoul''': È invece sarò io il padrone del mondo. Hai avuto fiducia in me e da ora in poi deterrò io il potere.<br>'''Ryuken''': Ho detto che non sei ancora abbastanza preparato, Raoul. Ho scelto Ken e non cambierò la mia decisione.<br>'''Raoul''': Hm, Ken non ha una tecnica. Sarò io l'unico successore della Sacra scuola di Hokuto! Affronterò il mondo per sconfiggerlo e poi dominarlo. Sarò il padrone assoluto della Terra! Nessuno oserà affrontarmi in battaglia. Ammazzerò anche gli innocenti se questo sarà necessario!<br>'''Ryuken''': Ti ripeto, Raoul, non cambierò la mia decisione. A questo punto, sono costretto ad usare le maniere forti. Dimentica gli insegnamenti della Sacra scuola di Hokuto!<br>'''Raoul''': Hm, bene! Anch'io sarò drastico. Ti ucciderò! Ucciderò il venerabile maestro Ryuken e diventerò il re del mondo!<br>'''Ryuken''': Raoul... Che miserabile uomo ho creato. No, lui non può essere mio figlio.
*{{NDR|Flashback}}<br>Adesso ti dirò la ragione per la quale le sette stelle di Hokuto sono chiamate stelle che governano la morte: Ogni uomo ha sette angoli ciechi nei suoi movimenti e questi angoli possono essere tracciati nella forma delle sette stelle di Hokuto. Questi impediscono all'avversario di agire e lo condannano alla morte. ('''Ryuken''')
*A volte anche guardare è un modo di combattere. Dall'esempio di nostro padre, ho imparato che non bisogna assolutamente rischiare in un combattimento se altra gente ha bisogno di te in futuro. ('''Toki''')
*L'energia di Raoul non ha perso la sua efficacia. Toki, con la sua concentrazione, la sta facendo passare invece di contrastarla. Sta basando la sua tecnica sulla difesa. Raoul è troppo forte. Non ce la farà. È come l'acqua placida che arresta la tempesta. ('''Rei''')
*Santo cielo, è incredibile! È un combattimento tra maestri che richiede un notevole dispendio di energie. Anche il solo fatto di fissare gli occhi dell'avversario fa parte della lotta. Mi chiedo fino a quando la calma di Toki riuscirà a placare l'animo infuriato di Raoul. ('''Rei''')
=====Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue''=====
*Non ho mai conosciuto avversari in grado di battermi, perché i miei colpi nascondono mille segreti e la mia tecnica è perfetta. ('''Raoul''')
*Io voglio morire perché tu possa ispirarti a me. ('''Toki''')
*Ognuno è libero di morire per il proprio ideale, ma che significato avrebbe la tua morte? Per me uccidere te o un cane è esattamente la stessa cosa. ('''Raoul''')
*Forza Ken, resisti! Tra qualche istante, io non ci sarò più. [...] Nella storia della Divina scuola ci sono sempre stati dei sacrifici umani. Grazie ad essi, la tradizione si è perpetuata. Tu sarai il mio unico successore e la mia morte ti darà la forza per lottare. ('''Toki''')
*Non è stata la mia forza a liberarmi, ma il cuore di una tenera bambina, una bambina che è costretta a lottare perché al mondo esistono esseri violenti come te. ('''Kenshiro''')
*Ken, in questo posto si decreterà la fine di duemila anni di storia della scuola di Hokuto! ('''Raoul''')
*Raoul possiede senz'altro piu tecnica di Ken, ma non possiede lo spirito e l'energia interiore che è prerogativa solo di Ken. Ce la farà. ('''Rei''')
*È lo spirito che controlla i movimenti del corpo. Questo è il grande segreto della Divina scuola di Hokuto. ('''Toki''')
*Rassegnati a morire! Sofrirai di meno. ('''Raoul''')
*In un combattimento tra maestri, si ha la facoltà di prevedere quello che succederà nella lotta. Si ha come una visione. È il miracolo della concentrazione. Ma sia ben chiaro che tramite questa visione, nessuno dei due riesce a conoscere completamente la tecnica dell'avversario. ('''Rei''')
*Un re non s'inginocchia mai. Vedrete! Mi vendicherò e la mia sarà una vendetta dura e atroce. ('''Raoul''')
*Uomini come Ken e Raoul non avranno mai pace. Continueranno a lottare e la loro lotta sarà per il dominio dell'universo. ('''Toki''')
=====Episodio 50, ''Cani sacri''=====
*'''Kenshiro''': È colpa mia.<br>'''Rei''': Non dirlo neanche per scherzo!<br>'''Kenshiro''': Sono stato io a coinvolgerti in questa lotta sanguinosa.<br>'''Rei''': Tu non c'entri, Ken. Non rimpiango nulla. Anzi, io ti sono infinitamente grato per l'amicizia che mi hai dimostrato. Odiavo il mondo e non nutrivo nessuna fiducia negli altri uomini. Ma poi ho incontrato te, la piccola Lynn, Bart e Mamiya. Voi mi avete aiutato a ritrovare la speranza perduta. Con voi ho trascorso dei momenti felici, i momenti più belli della mia vita. Credimi, Ken. Non sto scherzando.<br>'''Kenshiro''': Sei un vero uomo.<br>'''Rei''': Adesso la morte... Adesso la morte non mi fa più paura, ti assicuro. Ho vissuto dei momenti felici.
=====Episodio 51, ''Sacrificio d'amore''=====
*Il sangue di un cane è molto più importante di quello umano. È la legge che regola Medicine City. Sono i doni più preziosi che la natura ci ha regalato. Al contrario degli uomini, loro non mentono mai. ('''Gulf''')
*Non potrò mai essere una donna normale. Sì, perché esiste una ragione per cui continuare a lottare. Combatterò fino alla morte. ('''Mamiya''')
*{{NDR|Su Yuda}} Quell'uomo ha segnato il mio destino. Da quando l'ho conosciuto non sono più la stessa. Non sono più la ragazza spensierata che ero prima. Purtroppo quella cicatrice mi accompagnerà fino alla morte, capisci? E nella mia mente c'è un'altra cicatrice molto più profonda, ti assicuro. ('''Mamiya''')
*'''Yuda''': Allora, ragazze. Come mi trovate oggi? Non sono bello?<br>'''Concubine''': Sì, sei bellissimo, Yuda! La tua bellezza da tutti i pori trasuda!<br>'''Yuda''': Eccomi! Ammirate! Sono più bello e affascinante di [[Adone]]! Sono vostro e voi mi appartenete. ('''Yuda''')
=====Episodio 52, ''Bellezza crudele''=====
*'''Yuda''': Posso sapere perché hai questa pettinatura?<br>'''Concubina''': Ho pensato che le sarebbe piaciuta, allora ho deciso di...<br>'''Yuda''': Basta! Non voglio neanche ascoltarti. Questa tua trascuratezza rappresenta un'offesa alla mia bellezza. Vi ho sempre detto che non potete cambiare pettinatura senza il mio permesso. Il vostro ''charme'' dipende dalla mia sensibilità, è chiaro? Solo una donna che possiede una perfetta bellezza può essere amata e voi siete le mie amanti.<br>'''Concubina''': Oh signore, mi lasci per favore?<br>'''Yuda''': Sei detestabile quando urli in questa maniera! Andrai via per sempre dal mio castello! [...] Sei brutta, piccola mia. Il deserto è l'unico posto per le donne sciatte come te.
*'''Mamiya''': Guarda il mio braccio, Lynn. Sta diventando forte come quello di un uomo, non ti sembra? Tra un po' sarò forte come un uomo. Come un uomo!<br>'''Lynn''': Non ti capisco.<br>'''Mamiya''': Non si cancelleranno mai! Non ho nessuna speranza. Rimarrò così per tutta la vita. Ma la cosa peggiore è che dalla mia mente le ferite non si rimargineranno mai, Lynn.
*'''Rei''': Conosco molto bene Yuda. Ricordo ancora la sua faccia. Eravamo nella stessa scuola di Nanto, sai Ken?<br>'''Kenshiro''': Cos'hai detto?!<br>'''Rei''': Sì, e devo dire che era anche un ottimo allievo. Eravamo in sei e il nostro maestro ci considerava i migliori tecnici della scuola Nanto. Oltre a me c'era anche Shin, che possedeva un'ottima tecnica. E poi, a mio fianco, molto spavaldamente c'era Yuda. Anche lui era molto bravo.
*Gli uomini non vivono a lungo, ma hanno una grande speranza nel cuore. Questa speranza è rappresentata dal fatto che esisterà sempre una loro madre che racconterà il destino degli uomini coraggiosi ai propri figli. ('''Rei''')
*Un giorno la ferita che hai nella tua mente si rimarginerà. Devi solo aver fiducia. Per fortuna al mondo esistono anche delle belle storie e soprattutto esistono uomini coraggiosi come Ken e Rei. ('''Elder''')
*Su Yuda splende una stella maligna che è una delle sei stelle di Nanto. [...] Sì, ognuno di noi aveva una stella sulla quale era scritto il nostro destino, capisci? La stella di Shin era quella del sacrificio. Lui si è sacrificato per amore. La mia era quella del dovere. Dedico la mia vita a qualcuno. E invece la stella di Yuda ha dei poteri negativi. È anche definita la stella del traditore. ('''Rei''')
*Nel mio spirito la mia stella splende meravigliosamente e si chiama stella del tradimento. È una definizione sbagliata perché in questo caso il tradimento simboleggia la bellezza assoluta che un giorno governerà l'intero universo. E la mia stella brillerà ancora di più quando avrò bevuto il sangue di Rei e quello di Ken. Nessuno riuscirà ad opporsi al mio destino. ('''Yuda''')
=====Episodio 53, ''Le donne rapite''=====
*Mio fratello era un tipo piuttosto scontroso e non era assolutamente capace di credere nell'amicizia. Ma poi, da quando ha incontrato voi, il suo atteggiamento è cambiato e ha aperto il suo cuore. Mamiya le ha insegnato ad avere fiducia negli uomini e a guardarli dritti negli occhi. Sono sicura che non è la morte a spaventare mio fratello, perché questa servirà da esempio per l'umanità intera. Lui rimarrà per sempre nel cuore di Mamiya, e questo le servirà da conforto per le sue ultime ore. ('''Airy''')
*'''Dagar''': Lei mi ha usato, non è vero? Mi ha usato! Sono sempre stato un suo fedele servitore.<br>'''Yuda''': No, non ti ho tradito, Dagar. Faceva parte di una strategia ben precisa. Tutti gli uomini prima o poi cadono in questo maledetto equivoco. La mia stella si chiama tradimento, ma non quello che intendi tu. È il simbolo della bellezza e dell'intelligenza. E ora, grazie a queste doti, potrò governare il mondo. Questa terra mi appartiene e farò di tutto per conquistarla.
=====Episodio 54, ''La grande prova''=====
*Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere, hai sempre vissuto per gli altri e solo adesso ti rendi conto che la tua è la stella dei vinti! ('''Yuda''')
*Energia mentale uguale forza. ('''Toki''')
*Povera piccola Mamiya, molto probabilmente tu sei nata sotto la stella della tristezza. ('''Rei''')
=====Episodio 55, ''Il volo dell'uccello bianco''=====
*Il tuo sangue tingerà il mio corpo. Proverò una sensazione meravigliosa. ('''Yuda''')
*'''Yuda''': Sei sempre stato un ingenuo, Rei. Che stupido! Hai sempre lottato e vagato per il mondo, e adesso sacrifichi la tua vita per una semplice donna, una donna che porta ancora il mio marchio sulla spalla, una donna che ha visto la stella della morte e che non ha futuro davanti a sé. {{NDR|Ride}}<br>'''Rei''': È questo tutto quello che hai da dire? Anche se il suo destino fosse già stato segnato io non cambierei idea, Yuda. Tu non puoi capire. Lei è tutta la mia vita. Mamiya, il tuo cuore ha sempre pianto di dolore. Meriti di avere un uomo che sia felice di morire per te. Spero che questo cambierà la tua vita.
*La stella del dovere è la stella degli uomini deboli. Vive di luce riflessa, perché il suo sole si chiama stella del tradimento. ('''Yuda''')
*'''Yuda''': Qual è il tuo segreto?!<br>'''Rei''': Non ci sono segreti. È l'amore per Mamiya che mi rende così forte. Tu non potrai mai capirlo perché non sai cos'è l'amore. Hai sempre solo amato te stesso.
=====Episodio 56, ''Un uomo solo''=====
*Nanto uguale morte! ('''Yuda''')
*'''Yuda''': Come tanto tempo fa sono rimasto di nuovo affascinato dalla tua tecnica, Rei. Era perfetta. Però... Però... Però non sei riuscito ad uccidermi. Uno come me non può morire. Ascolta, Rei! Sei sempre... Sei sempre stato più forte di me. {{NDR|costringe le mani di Rei a traviggerlo}}<br>'''Rei''': Yuda!<br>[...]<br>'''Yuda''': Rei, io ti ho sempre considerato un mio rivale perché riconoscevo la tua superiorità. Ero affascinato... Ero affascinato dalla tua tecnica, la tua perfetta tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto, e io non ho mai potuto raggiungere questa perfezione. Ho sempre desiderato di volare come fai tu, ma era solo illusione perché non possiedo la tua potenza, il tuo coraggio. E io non posso nulla contro un uomo da cui sono affascinato. Non so se capisci. Mi rendo conto adesso che questa è la mia vera debolezza. Sei grande, sei sempre stato il migliore. Dal momento in cui... Dal momento in cui sono rimasto affascinato dalla tua perfezione, il mio destino era per sempre segnato e la mia stella era destinata a spegnersi, Rei.<br>'''Rei''': Yuda...<br>'''Yuda''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ascoltami! Ti ho sempre considerato l'uomo più... l'uomo più bello e affascinante che abbia mai incontrato, il più coraggioso. Sono contento di morire tra le tue braccia.<br>[...]<br>'''Rei''': Yuda, non lo avevo capito, ma anche tu eri solo. Aspettami. Ti raggiungerò. Aspettami. A presto, Yuda. A presto, l'uomo dal colpo della gru rossa di Nanto.
*Ascolta, Mamiya. Mi raccomando, vivi! Vivi fino a quando la stella della morte non sarà caduta su di te. E vivi, vivi come una donna, perché tu ''sei'' una donna. Insegui la felicità e non lasciarla scappare. Ti amo, Mamiya. ('''Rei''')
*Ken, non arrenderti mai! Continua a lottare! Il mondo ha bisogno di te. Sei l'unico in grado di trasformare il pianto in riso. Sarai il portavoce dei più deboli. ('''Rei''')
*Lynn, Bart, mi raccomando. Siete la speranza del mondo. ('''Rei''')
=====Episodio 57, ''La storia dell'uomo immortale''=====
* {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho cercato di fare del mio meglio. Ho sempre rispettato la Sacra scuola di Nanto. Ho vissuto per gli altri e adesso muoio per gli altri, ma non rimpiango niente. Ken, Lynn, Bart, Toki, Airy, Mamiya... ('''Rei''')
====Capitolo 3====
=====Episodio 58, ''L'esercito di Sauzer''=====
*'''Toki''': Allora, Ken. Hai deciso? Te ne vai?<br>'''Kenshiro''': Sì, Toki. Qualcosa... Qualcosa mi spinge a farlo.<br>'''Toki''': Capisco, e questa forza si chiama destino.<br>'''Kenshiro''': Destino, hai detto?<br>'''Toki''': Già. È il destino dell'uomo che guida la Divina scuola di Hokuto. Se la scuola di Nanto cade, appare la scuola di Hokuto. Guarda il destino di Shin, quello di Rei che ha dedicato la vita a Mamiya, e quello di Yuda. Ma esiste anche quello di altri tre allievi. Devi sapere che tanto tempo fa questi sei allievi erano chiamati i comandanti dei sei cancelli che proteggevano il castello imperiale, ed erano a capo di un gruppo di centotto persone sacre a Nanto, ma la Divina scuola di Hokuto è la più forte, ed era quest'ultima che decideva le sorti dei sei comandanti dei cancelli. Successe poi che dopo la terribile catastrofe, dopo la guerra nucleare, la Sacra scuola di Nanto si divise, e Yuda non perse l'occasione per tradirla. Prese con sé ventitre persone del sacro gruppo, li costrinse a seguirlo e raggiunse il terribile Raoul. Così cadde la prima delle sei stelle di Nanto, ma anche le altre cinque caddero nella più completa confusione, ed è questa la causa della tragedia odierna. La morte di Shin, il crudele destino di Rei, sono solo l'inizio di un dramma universale. Ma Shin, Rei e Yuda sono già morti e rimangono gli altri tre allievi. È giunto il momento che tu li combatta. Coraggio, Kenshiro! Vai e lotta per la giustizia. Sei predestinato a salvare l'umanità.
*Ho in mano il potere. Alla fine del secolo l'intero pianeta sarà sotto il mio dominio. Conquisterò anche il più piccolo villaggio. Sarò io il padrone del mondo. Sono il colonnello Sauzer. Perfino Raoul ha evitato di battersi con me. ('''Sauzer''')
*Che vi succede? Sembrate spaventati. Vi ho solo dato una piccola dimostrazione della mia tecnica di lotta. ('''Kenshiro''')
*Io sono uno dei sei allievi di Nanto. Sono nato per dominare il mondo e nel mio destino è scritto che vincerò sempre. Per questo non ho bisogno d'amore e tantomeno di affetto. ('''Sauzer''')
=====Episodio 59, ''Il tempio del potere''=====
*Io non vedo, ma riesco a percepire i tuoi pensieri. Non ho paura del tuo colpo, Kenshiro. E se un uomo non ha paura del proprio nemico, farà in modo che il nemico stesso non riesca a capire la sua tattica. ('''Shu''')
*Vivrò solo ed esclusivamente per portare un po' di luce in questo oscuro e tetro pianeta. ('''Kenshiro''')
*Noi maestri di Hokuto siamo in grado di ripetere esattamente le tecniche dei nostri nemici, anche le più difficili. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 60, ''Sperare nel domani''=====
*{{NDR|Su Sauzer}} Quell'uomo è pieno di ambizione e vuole costruire un monumento a forma di croce che sarà il simbolo della sua potenza. Per la costruzione di questo monumento fa rapire i bambini e li costringe a lavorare. ('''Shu''')
*Manda questo messaggio a Sauzer: Se davvero vuole costruirsi un monumento, lo deve fare con le sue mani. I bambini sono delle creature libere e tali devono rimanere. ('''Kenshiro''')
*Quando i miei occhi si sono chiusi, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''')
=====Episodio 61, ''La luce della vita''=====
*Non dobbiamo perdere il senso del viviere civile. Per questo ho deciso di combattere Sauzer. Questi bambini hanno bisogno di crescere in una società normale. ('''Shu''')
*'''Garzus''': Come hai fatto a capire che stavo mentendo, eh?<br>'''Kenshiro''': Se ti fossi guardato allo specchio lo avresti capito anche tu.
*Voglio dare una nuova luce a questa terra. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 62, ''Il re del mondo''=====
*Credo sia giunto il momento di raccontarvi la storia del re di Nanto. La decadenza della scuola delle sei stelle Nanto iniziò con l'ambizione di Yuda, ma fu Sauzer a portarla a termine. [...] Nel suo cuore è sempre esistita la sete di potere. La sua stella è chiamata "Croce di Nanto" o la stella della dittatura. Per questo non ha mai avuto famiglia o amici. È fondamentalmente un uomo solo, un uomo che ha diviso con se stesso le proprie vittorie. Le altre cinque stelle sono solo satelliti ed è impossibile, Ken, battere Sauzer con la sacra tecnica di Nato. L'unico mezzo per riuscire ad affrontarlo è sempre stata la guerriglia organizzata. ('''Shu''')
*Queste sono le tombe dei bambini quello stesso maledetto uomo ha ucciso. Non vedo più. I miei occhi non possono più vedere, ma sono ancora in grado di piangere. Il re di Nanto uccide tutti coloro che lo impediscano di realizzare il suo progetto, che è quello di governare il mondo. Non ha pietà, neanche per bambini innocenti. ('''Shu''')
*'''Sauzer''': Come mai sei venuto da queste parti, Kenshiro?<br>'''Kenshiro''': Per fermare la tua marcia verso la distruzione del mondo.<br>'''Sauzer''': Hm, complimenti! Adesso parli proprio come un adulto, Kenshiro.
*'''Sauzer''': Io sono il più forte degli allievi della scuola di Nanto ed è per questo che sono diventato il re assoluto. Fin dalla nascita ero predestinato a governare il mondo ed eccomi qui, pronto a sconfiggere il mondo perché sono superiore a qualsiasi tecnica. Sono solo per mia scelta.<br>'''Kenshiro''': Perché non ti prepari a combattere?<br>'''Sauzer''': Non devo prepararmi. Il re di Nanto non ha bisogno di nessuna preparazione e, inoltre, non sono abituato a prendere posizioni difensive. Io attacco e avanzo. Il tuo metodo è quello dei perdenti, Kenshiro.
*È vero che Ken possiede la facoltà di imparare subito la tecnica dell'avversario, ma non riuscirà lo stesso a battere Sauzer perché non ha ancora scoperto il suo segreto. Anch'io quando ho lottato con Sauzer ero sicuro di batterlo, ma poi ho dovuto arrendermi. Ormai è diventata la mia ragione di vita: Sconfiggere Sauzer per ottenere il suo potere. ('''Raoul''')
=====Episodio 63, ''Due destini simili''=====
*Nelle mie vene scorre sangue d'imperatore, sangue di chi è abituato a vincere. ('''Sauzer''')
*'''Shu''': Shiba, io sono l'unico successore della scuola dell'airone d'acqua di Nanto e non ti ho mai insegnato nessuna delle mie tecniche. Ti sei mai chiesto il perché?<br>'''Shiba''': No, papà.<br>'''Shu''': La ragione, in effetti, è molto semplice e te la spiego subito. Non volevo che tu portassi il peso del mio destino.<br>'''Shiba''': Ma papà, non capisco.<br>'''Shu''': Potrebbe sembrare una decisione assurda per un padre, ma ti assicuro che non lo è. Io sono destinato a vivere una vita dura e solitaria per seguire la mia stella e credo che se anche tu fossi protetto dalla mia stella, avresti il mio stesso destino.
*Ascoltate! Se il mondo fosse afflitto da una carestia, il nostro re non morirebbe di fame. Questo significa detenere il potere. ('''Uomo di Sauzer''')
=====Episodio 64, ''La stella di Shu''=====
*Ormai non mi oriento più né con la vista né con l'udito. La mia mente vede e sente ciò che mi circonda. ('''Shu''')
*Un grande uomo non deve mai provare pietà per nessuno. Non perdonerei neanche una formica se mi opponesse. È la mia legge uccidere tutti quelli che sono contro di me. Ehi, Shu! Anche se la tua stella brillasse in eterno, non ce la faresti mai a salvare il mondo con la sola bontà. ('''Sauzer''')
=====Episodio 65, ''La piramide della croce''=====
*Quando le stelle di Nanto si dividono come adesso, quelle di Hokuto si uniscono saldamente. E quando le stelle di Nanto sono in dissidio, quelle di Hokuto appaiono. ('''Toki''')
*'''Uomo di Sauzer''': Perché diavolo sei venuto qui?!<br>'''Toki''': Perché sono stato guidato dalla mia stella. E mi ha anche detto di preparare la via a Ken, perché sta per affrontare Sauzer.
*Non siete dei buoni combattenti neanche quando sono convalescente! ('''Raoul''')
=====Episodio 66, ''Il futuro ti appartiene''=====
*'''Shu''': Sono felice. Dio ha voluto esaudire il mio più grande desiderio e adesso riesco a vederti, Ken. Sei cresciuto, Ken. Ma i tuoi occhi sono sempre gli stessi e mi ricordano... mi ricordano mio figlio Shiba. Un'ultima cosa, Ken: Non ho nessun rimpianto. Sono contento perché lo splendore della mia stella continua ad essere della stessa intensità.<br>'''Kenshiro''': Sei grande, Shu...<br>'''Shu''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Adesso va. Va, Kenshiro! Va! Il futuro ti appartiene. Credo in te e ti proteggerò sempre. Piccolo Shiba, aspettami! Sto arrivando! Addio, Ken. Non arrenderti mai. Io sarò sempre con te, Ken.
*Sauzer! Non lascerò integro neanche un tuo capello! Ti annienterò, Sauzer! Non resterà nulla di te! ('''Kenshiro''')
=====Episodio 67, ''Una vittima dell'amore''=====
*'''Sauzer''': Quando Nanto inizia ad esercitare il suo potere, arriva Hokuto. Come vedi, era mio destino che io mi battessi con te. È il momento di porre fine alle umiliazioni che Nanto ha subito in questi anni. Mi batterò fino alla fine, fino a quando non ti avrò ammazzato, Ken. Sarai seppellito nella mia piramide prima dei tuoi fratelli.<br>'''Kenshiro''': Sauzer, le pietre della tua piramide sono imbevute del sangue di Shu. Sali quei gradini e cerca di ricordare i peccati che hai commesso, tutte quelle persone innocenti che hai ammazzato. Rifletti, Sauzer!
*La gente si fa uccidere per amore, si fa torturare per amore, piange e soffre in nome dell'amore! ('''Sauzer''')
*'''Sauzer''': I miei genitori morirono e fui educato da un anziano e saggio maestro della scuola di Nanto. Si chiamava Ogai. Ogai non aveva figli e così decise di prendermi e di adottarmi. [...] L'addestramento quotidiano era davvero molto duro, ma non mi pesava per niente. Anzi... [...] Non mi lamentavo della dura vita che facevo perché alla fine sapevo che avrei ricevuto una carezza, un gesto di affetto che mi riempiva il cuore di gioia e mi faceva sentire amato e accettato. [...] Ma poi, un giorno, il giorno del mio quindicesimo compleanno... [...] È vero, da quel giorno non ho più pensato all'amore, anche perché è stata la luce della mia stella a convincermi. Un vero re non ha bisogno dell'amore degli altri. Ucciderò senza pietà chiunque si opporrà al mio potere!<br>'''Kenshiro''': Io non sono come te. Ho sempre combattuto e combatterò per amore.
*{{NDR|Flashback}}<br>Non voglio più essere amato, perché l'amore fa solo soffrire. Non voglio più essere amato, no, non voglio, non voglio più essere amato! ('''Sauzer''')
*'''Sauzer''': Io, re di Nanto, ti ucciderò. Tu sarai solo una vittima di quello stupido sentimento chiamato amore! Come puoi capire, il vero assassino non sono io, ma l'amore in cui hai sempre creduto.<br>'''Kenshiro''': L'amore non ha mai ucciso nessuno.
=====Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice''=====
*Hai il cuore dall'altra parte, Sauzer. E di conseguenza anche tutti i punti segreti sono invertiti. È questo il tuo segreto. Come vedi, non sei invincibile. ('''Kenshiro''')
*Questa è la tecnica segreta del colpo della fenice di Nanto, il volo a croce della fenice. È il colpo micidiale di fronte al quale ogni avversario s'inginocchia. Ma se il nemico che si affronta è di pare valore, anche il più grande maestro di lotta deve essere pronto a batterlo senza lasciare niente al caso, combattendo fino alla fine. Ma attenzione! La tecnica del volo della fenice è sempre risultata vittoriosa. ('''Sauzer''')
*'''Raoul''': Accidenti! {{NDR|Kenshiro}} sta eseguendo la tecnica segreta della scuola di Hokuto in maniera perfetta.<br>'''Toki''': È una delle tecniche più pericolose. Si chiama "colpo della distruzione dell'universo". È uno degli ultimi segreti della nostra scuola. Un solo errore nell'esecuzione sarebbe fatale per l'intero universo.
*Non c'è posto per due grandi stelle nel cielo! ('''Sauzer''')
*Duemila anni di storia di Hokuto hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia. Ecco perché posso colpirti senza neanche sfiorare il tuo corpo. ('''Kenshiro''')
*I punti segreti di un corpo umano sono i centri nervosi più importanti e vitali, ed è il sangue stesso ad indicarne il posto. Come vedi, una volta scoperto il segreto del tuo corpo e dei tuoi centri nervosi, tu sei un uomo normale. ('''Kenshiro''')
*La fenice di Nanto non volerà mai più. Ormai ha perduto le sue ali grandiose. ('''Kenshiro''')
*'''Sauzer''': Hai usato il colpo della sentenza finale. È un colpo che non provoca dolore, così sei in pace anche con la tua coscienza. Mi spedisci all'inferno senza farmi soffrire. Il sogno della fenice, la mia illusione, si è conclusa. Ma credo sia durata abbastanza. Aspetta, voglio chiederti una cosa, un'ultima cosa, ti prego. Poi tanto morirò. L'affetto e l'amore hanno sempre reso l'uomo infelice, giusto? Perché allora ti ostini a crederci? Perché? Spiegami, non capisco. È come autodistruggersi, non ti pare?<br>'''Kenshiro''': No, Sauzer. La tua premessa è sbagliata. L'amore non è sofferenza. Ricordati che ti ha aiutato anche in questo momento così tragico.<br>'''Sauzer''': Mi ha aiutato? {{NDR|Comincia a ricordarsi dell'infanzia passata con Ogai}}<br>'''Kenshiro''': Sei giunto alla tua ultima ora. Puoi scegliere tu il posto dove andare a morire.<br>'''Sauzer''': Già, è vero. Sono giunto alla mia ultima ora. Sono stato sconfitto dal grande maestro di Hokuto. In fondo, non potevo scegliere un avversario migliore, vero?
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Eccomi qui, maestro Ogai. Mi accarezzi? Mi accarezzi, la prego, maestro. Mi accarezzi come faceva quando ero piccolo. ('''Sauzer''')
*La storia di Sauzer è veramente triste. Aveva un disperato bisogno di amore. ('''Kenshiro''')
*Toki, in futuro dovremo affrontarci in un duro combattimento. Tu e Ken siete i miei rivali e se non vi uccido non avrò mai il potere assoluto. Come vedi, è quasi un dovere. ('''Raoul''')
=====Episodio 69, ''Sete di dominio''=====
*Toki, il mio caro fratello. Ha una tecnica veloce e una stupenda esecuzione dei colpi. Sarebbe stato lui il giusto e degno successore della Sacra scuola di Hokuto, ma la guerra nucleare ha cambiato e stravolto il suo destino. Sono sicuro che se non ci fosse stata quella terribile guerra, sarebbe stato lui il re del mondo. [...] Rimase esposto alle radiazioni per due settimane. Fu terribile. Da allora, abbandonò le tecniche di lotta e intraprese la via della medicina. ('''Kenshiro''')
*Voglio dirti una cosa, Ken. Il mio sogno è sempre stato quello di dedicare la mia vita alla medicina. [...] Ma dopo quelle terribili radiazioni, persi tutti gli entusiasmi e le speranze, e vagai da un posto all'altro come chi aspetta di morire. Fu un periodo terribile. Poi, un giorno, giunsi in uno strano villaggio. Si chiamava Miracle Village, il villaggio dei miracoli. Lì, ti giuro, ho ritrovato tutte le mie speranze. Era un posto deprimente. Le persone aspettavano solo di morire perché la morte rappresentava una liberazione. Così, decisi di passare il resto della mia vita a cercare di aiutarli. E invece quell'uomo distrusse il villaggio! [...] Era un subordinato del re di Hokuto, un certo Amiba. In poco tempo, ricreò il clima di morte nel villaggio dei miracoli. Poi, un giorno, mi catturarono. Mentre ero rinchiuso nella prigione di Cassandra, scoprì un segreto di Raoul in quella terribile prigione dove piangono anche i demoni. [...] Volevo dedicare la mia vita a soccorrere i bisognosi e i bambini malati. Era questo il mio unico desiderio. Ma adesso non lo è più. Non meravigliarti, Ken. Sei stato proprio tu a farmi cambiare idea quando ti ho visto combattere. Ho provato un emozione grandissima, intensa. Da piccolo scelsi la lotta e seguì la scuola di Hokuto, già. Adesso ho deciso di ricominciare tutto da capo seguendo la mia vecchia scelta. [...] Viviamo in tempi di cambiamenti. Cinque stelle tra le sei di Nanto sono già scomparse: Shin, Rei, Yuda, Shu e Sauzer. È arrivato il momento in cui tutti insieme dovremo combattere l'ultima stella, la più splendente. È il destino del successore della Divina scuola di Hokuto, il destino che lo porterà inevitabilmente alla lotta. [...] Ho deciso da tempo: Vivrò seguendo il corso del mio destino, e invece esiste un uomo che lo sta ostacolando. Devo sconfiggere quell'uomo, altrimenti non ho più ragione d'esistere. È sempre stato il mio rivale. Sì, il suo nome è Raoul. ('''Toki''')
*Una volta ho anche combattuto contro Ryuken per ottenere la successione della Sacra scuola di Hokuto. [...] Dopo quell'incontro, decisi di lasciare il potere a Ryuken. Misi da parte le mie velleità perché sapevo che di maestro poteva esisterne uno solo nella Sacra scuola. Perciò, Raoul, posso comprendere più di chiunque altro il tuo risentimento e la tua rabbia. Ma inutile insistere. Non puoi usare la tua tecnica per ottenere un potere che non ti spetta. ('''Koryu''')
=====Episodio 70, ''Un re solitario''=====
*'''Raoul''': Mi dispiace, Koryu, ma sono venuto per ucciderti. [...] Sei l'uomo che ha combattuto contro il mio maestro Ryuken per la successione della scuola di Hokuto. Spero vivamente che tu sia forte come un tempo.<br>'''Koryu''': La tua non è solo voglia di misurare le tue capacità, non è vero, Raoul? Non vuoi confrontarti con me solo per questo.<br>'''Raoul''': Vedo che sei piuttosto perspicace. [...] Ho avuto la sfortuna di essere ferito gravemente e ho deciso di venire qui per vedere fino a che punto la mia inattività mi ha indebolito. Voglio battermi con te.<br>'''Koryu''': È incredibile! Non hai ancora capito che devi abbandonare le tecniche della tua scuola?!<br>'''Raoul''': Sono io il re della scuola di Hokuto. Mi manca pochissimo per conquistare definitivamente il mondo.<br>'''Koryu''': Bene, possiamo iniziare. Tanti allievi sono morti per la successione. La tradizione è sempre stata segnata dal sangue dei suoi seguaci. Anche tu, Raoul, anche tu morrai per aver preteso di governare il mondo.
*'''Koryu''': Raoul, non sarò io ad ammazzarti, ma i duemila anni di storia Hokuto.<br>'''Raoul''': Staremo a vedere. Io sono abituato a sfruttare questi duemila anni di storia e non potranno uccidermi.<br>'''Koryu''': Non hai scrupoli!<br>'''Raoul''': Sono il re di Hokuto!
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei davvero forte, Raoul, e i tuoi colpi potenti. Raoul, Toki, Ken, con voi la scuola di Hokuto sarà invincibile. Gli dèi hanno mandato tre eroi nella stessa epoca. Sono sicuro che se foste nati in epoche diverse ognuno di voi sarebbe stato un maestro. Sì è vero, la ricostruzione del mondo spetta a voi, a Raoul e le sue ambizioni, a Toki con la sua bontà, e a Ken con la sua forza di spirito. ('''Koryu''')
*'''Toki''': Sei stato magnifico, Ken. Sei tu il vero successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': No, Toki. Se tu non avessi avuto l'handicap della malattia, sono sicuro...<br>'''Toki''': Sono stato un tuo avversario e questo mi da materialmente la forza per concludere degnamente la mia vita, sì, perché ti ho dato la mia anima, Ken, con questo nostro combattimento. Il mio spirito adesso appartiene a te, ma il mio corpo si consumerà nell'offrire la mia morte a Raoul. È questo il mio destino e lo seguirò fino alla fine.
*Se seguirete la stessa strada avrete lo stesso destino, potete giurarci. Se volete un consiglio sincero, cambiate strade e la fortuna vi assisterà sempre. ('''Raoul''')
=====Episodio 71, ''La morte è di scena''=====
*'''Toki''': Sì, Raoul, come vedi il tuo sogno si è realizzato. Sei diventato l'uomo più forte e coraggioso del mondo intero. Ma sei anche diventato troppo ambizioso.<br>[...]<br>'''Raoul''': Invece tu sei un perdente, un uomo vinto.<br>'''Toki''': Evidentemente era scritto nel mio destino. Ma adesso basta! Non perdiamoci in chiacchiere.<br>'''Raoul''': Così mi piaci. La determinazione è una delle più grosse doti che un uomo debba possedere.
*Ascolta, Toki! Se avevi intenzione di diventare un grande maestro di lotta perché non hai imparato anche le posizioni attive? Vedi, la calma e la rilassatezza dei tuoi movimenti ti hanno impedito di sconfiggermi. Sono io il più forte, Toki! ('''Raoul''')
*'''Toki''': Vuoi sapere perché sono stato capace di difendermi dal tuo attacco? Perché io e te abbiamo lo stesso sangue.<br>'''Raoul''': E hai imparato anche i miei attacchi attivi?<br>'''Toki''': Te l'ho già detto, Raoul. Volevo diventare come te e allora ti imitavo!
*Un'antica leggenda della Sacra scuola di Hokuto dice che quando si incontrano due avversari di pari valore, la stella della morte brilla su entrambi i loro destini. Chi vincerà? L'uomo dal cuore calmo come l'acqua immota o l'uomo che credeva di conquistare il mondo? ('''Kenshiro''')
*È il momento di aprire il sipario sul fato, Raoul! ('''Toki''')
=====Episodio 72, ''Le ultime lacrime''=====
*Hai sempre combattuto per difendere gli altri, Toki. Adesso è arrivato il momento di combattere per la tua dignità e per salvare la tua vita, naturalmente. ('''Raoul''')
*Colpo segreto della Divina scuola di Hokuto, tecnica del respiro tokei. "Tokei" vuol dire "acciaio" e "potenza condensata". Inspirando si concentra tutta la potenza del corpo ed espirando la si concentra nel colpo. È la respirazione segreta del colpo duro. ('''Kenshiro''')
*Ascoltami, Raoul! Adesso puoi ammetterlo tranquillamente: Hai sbagliato tutto nella tua vita. Sei sempre stato l'uomo più forte della Sacra scuola di Hokuto. Se fossi stato meno ambizioso e avessi creduto di più negli altri, io e Ken ti avremmo lasciato il potere senza problemi. Saresti diventato tu il successore della scuola. ('''Toki''')
*Credi davvero che non abbia ancora capito il segreto del tuo micidiale colpo, eh Toki? Mi avresti potuto uccidere col colpo del fulmine volante se non fossi stato malato. Povero Toki, il mio dolce e saggio fratello, sei vissuto fino a questo momento solo per incontrarmi nella nostra terribile lotta finale. Addio Toki... La stella della morte risplende su di te adesso! ('''Raoul''')
*'''Raoul''': Toki, quelle maledette radiazioni hanno fatto di te un uomo malato e debole. Ti hanno reso incapace di lottare come sai fare realmente. Toki, non sono stato io, ma è la tua malattia che ti sta uccidendo lentamente.<br>'''Toki''': Anche la mia malattia evidentemente fa parte del mio destino come il fatto di voler continuare a combattere fino alla fine. Non so se puoi capire, Raoul.<br>'''Raoul''': Toki... Toki...<br>'''Toki''': Perché adesso piangi, Raoul? Che senso ha? La tua ambizione non ti ha mai permesso di piangere in questi anni.
*'''Raoul''': Perché hai usato il tuo colpo segreto se sapevi di non farcela? Forse lo hai fatto per imitarmi, è così, giusto? Oh, povero Toki! Non sei cambiato affatto. Anche da piccolo mi seguivi e cercavi di imitare ogni mia mossa. E adesso, anche a costo di morire, non hai voluto essere da meno alla mia forza. Oh Toki! Toki, il mio dolce e saggio fratello, hai fatto risvegliare in me nuovi sentimenti. Ho ricordato cose dimenticate, sepolte nella mia memoria. Guarda adesso come piango! Il tuo cuore ha risvegliato le mie lacrime e mi fa sentire un uomo finalmente. Toki...<br>'''Toki''': Non rimpiango nulla, Raoul. Possiamo chiudere il sipario del fato adesso.<br>'''Raoul''': Ken, guardaci! Ti sembra giusto il nostro destino?! Due fratelli crescono e imparano insieme una stessa disciplina, vogliono diventare i due fratelli più forti del mondo, ma ad un certo punto questo loro desiderio li divide e li separa definitivamente. Ti sembra giusto, Ken?! Ascolta, Toki. Ti prometto che queste saranno le mie ultime lacrime, le ultime lacrime della mia vita. Addio, mio amatissimo fratello. Addio, fedele compagno di vita. Questo è il mio colpo, il colpo al quale ai sempre aspirato, il colpo che ti ha permesso di andare avanti nonostante la tua malattia. Guardami per l'ultima volta e poi vola in cielo! {{NDR|Colpisce il suolo}}<br>[...]<br>'''Toki''': Ma... Ma perché?<br>'''Raoul''': Questo colpo non l'ho inferto a te, ma al tuo crudele destino. Sono tuo fratello e ho voluto vendicare la tua sfortunata vita, Toki!<br>'''Toki''': Raoul...<br>'''Raoul''': In questo colpo c'era il tuo desiderio mai realizzato di diventare il successore della nostra scuola, c'era un uomo che ha combattuto da solo la sua malattia. Ti auguro di vivere in pace per il resto dei tuoi giorni, fratello. Sì, adesso puoi piangere, Toki. Ti assicuro che non ti rimprovererò.<br>'''Toki''': Fratello mio...<br>'''Raoul''': Ti ho sempre voluto bene, Toki.
*Il mio dolce e saggio fratello Toki è morto, e anch'io. Ascolta, Ken! La leggenda dell'orrore del re di Hokuto inizia adesso. Aspetto con anzia il momento di potermi battere con te. ('''Raoul''')
=====Episodio 73, ''L'uomo di Sirio''=====
*'''Ryuga''': Questa è la Croce del Sud, vero?<br>'''Saki''': Sì. Una volta era una città prosperosa e adesso è ridotta a come vede. Di tanto in tanto, vengo qui a pulire le tombe. Quella è la tomba del Signor Shin e questa invece è la tomba della mia amica Julia. {{NDR|Ryuga pone un fiore sulla tomba di Julia e monta sul suo cavallo}} No, aspetti! Lei chi è?<br>'''Ryuga''': Sono il lupo solitario. Mi raccomando, continua a prenderti cura di quelle tombe.
*Il colpo della grande montagna e del lupo del cielo! È un colpo così veloce e preciso che ti si ghiaccia il sangue e cominci subito a tremare dal freddo. ('''Kenshiro''')
*Sì, il mio nome è Ryuga, e la mia stella del destino si chiama [[Sirio]]. Da millenni brilla splendente nel cielo. Sirio, la stella solitaria, la stella che assomiglia al lupo della steppa. La sua luce brilla senza alcuna ombra e il suo destino è caratterizzato dall'indipendenza dagli altri astri. ('''Ryuga''')
*{{NDR|Su Sirio}} Sarà forse questa stella la regina di questa nostra era? ('''Kenshiro''')
*Un ramo malato può far morire l'intero albero. [...] Un ramo malato deve essere sempre tagliato. [...] Non devi giudicarmi un uomo brutale. Quello di cui abbiamo bisogno in un'era come la nostra è di un albero forte e sicuro che abbia potere assoluto su tutto il pianeta. ('''Ryuga''')
*'''Raoul''': Voglio premiarti, Ryuga. Esprimi un desiderio.<br>'''Ryuga''': Se sua maestà mi da il permesso, vorrei lottare con Kenshiro.<br>'''Raoul''': E per quale motivo?<br>'''Ryuga''': Perché è scritto nel mio destino. È scritto nel destino della mia stella.<br>'''Raoul''': Ti capisco, Ryuga. Sì, daccordo, puoi andare. Non ho nessuna ragione per fermarti, Ryuga.<br>'''Ryuga''': Grazie. Kenshiro, sto arrivando! L'uomo di Sirio segnerà definitivamente il tuo destino.
=====Episodio 74, ''Alla ricerca di un nuovo eroe''=====
*La solitudine di Sirio ebbe inizio dopo la scissione della galassia in due gruppi: quello delle sette stelle di Nanto e quello di Hokuto. Da quel giorno, Sirio conquistò la sua indipendenza assoluta e continuò a brillare da sola nell'universo. ('''Ryuga''')
*Ricchezza, potere e violenza. Che epoca terribile. [...] Mi domando quanto potrà durare questo triste periodo. [...] Quest'epoca così confusa ha bisogno di un grande capo, di un grande condottiero. ('''Ryuga''')
*'''Raoul''': Parla sinceramente, Ryuga. Non hai mai sperato di prendere il potere durante la mia assenza?<br>'''Ryuga''': Sirio non è una stella destinata a prendere il potere, maestà. La mia è una stella solitaria che ama l'indipendenza e non vuole regnare. Seguirò fino in fondo il destino della mia stella.
*'''Raoul''': Perché sorridi, bambino? Non hai paura di morire, eh?<br>'''Bambino''': Sì, io ho tanta paura, ma mi hanno insegnato a sorridere per non mostrare i miei sentimenti, signore.<br>'''Raoul''': Incredibile! Sta a sentire, se hai paura devi reagire, hai capito, bambino? Devi combattere, se no non smetterai mai di tremare. Hai capito?
*Un uomo che non ha la forza di mostrare i propri sentimenti non è un uomo. Come puoi continuare a sorridere e a chiedere clemenza ai tuoi nemici? ('''Raoul''')
*Raoul insegna ai bambini cos'è l'odio e la paura. Ken invece mostra loro le qualità più nobili dell'uomo. ('''Ryuga''')
*Non c'è tempo, bisogna fare in fretta. Sirio sarà contento di diventare un lupo affamato e inferocito per placare le ribellioni di questa epoca. ('''Ryuga''')
=====Episodio 75, ''Occhi di ghiaccio''=====
*Chi riuscirà a conquistare l'arcobaleno della vittoria? ('''Ryuga''')
*A morte gli incapaci! Le vostre tecniche sono antiquate. ('''Ryuga''')
*Se potessi rinascere, mi piacerebbe vivere in un mondo dove la gente si prende per la mano. ('''Mami''')
*Chi ruba il pane alla povera gente fa una brutta fine. Non ha nessun diritto di vivere. ('''Kenshiro''')
*Quella gente ha riacquistato la felicità. È meraviglioso. Ho combattuto centinaia di battaglie con Raoul e abbiamo conquistato terre e villaggi. Ma lui ha sempre terrorizzato la gente e ha preso il potere con la forza. Ha creato panico e smarrimento nei suoi territori, così quelle persone hanno imparato a non reagire. Invece, sulle loro facce c'è la felicità e la gioia di vivere. ('''Ryuga''')
*'''Ryuga''': C'è qualcosa che non va, Kenshiro? Perché non combatti da vero uomo?<br>'''Kenshiro''': Ryuga, uomo di Sirio, i tuoi occhi sembrano freddi come il ghiaccio, ma se li guardo attentamente scorgo una luce calda e umana.
=====Episodio 76, ''Chi sarà il re del mondo?''=====
*Julia, perché hai amato tanto Ken? Non capisci che quell'uomo sta sbagliando tutto? Non capisci che il suo modo d'agire fa solo del male all'umanità? Abbiamo bisogno di un uomo forte, di un condottiero che non si lascia impietosire da nessuno. Mi spiace, Julia, ma dovrò uccidere il tuo Ken. Da ora in poi mi comporterà da lupo inferocito. È l'unico modo per salvare il mondo. ('''Ryuga''')
*'''Toki''': Hai sempre agito alle dipendenze di Raoul e hai fatto stragi di innocenti. Ma, alla fine, che cos'hai trovato in questo mondo di sangue?<br>'''Ryuga''': Ho trovato due uomini potenti, Toki.<br>'''Toki''': Ti riferisci a Raoul e a Ken, forse?<br>'''Ryuga''': Questo mondo sarà redento solo da uomini forti e coraggiosi. Se Ken non riuscirà... non riuscirà a sconfiggermi, vuol dire che la sua presenza è inutile su questa terra.<br>'''Toki''': Ascolta, Ryuga! Quelle macchie di sangue sparse per tutto il tuo corpo sembrano... sembrano le tue lacrime.<br>'''Ryuga''': Ha ragione... Basta! Devo assolutamente sconfiggere Ken ed è per questo motivo che ho bisogno della tua morte, Toki. La vendetta fa parte del gioco della scuola di Hokuto. La tua morte sarà per lui motivo di vendetta e comincerà ad agire contro di me. Coraggio, Toki! È giunta la tua ora.<br>[...]<br>'''Toki''': Sì, uccidimi. Uccidimi, fai di me quello che vuoi, Ryuga. Spero che dopo la mia morte tu capisca come dovrebbe andare il mondo e con quale spirito dovrebbe essere governato.
=====Episodio 77, ''Il sacrificio''=====
*'''Kenshiro''': Ryuga, non capisco. Perché? Perché hai deciso di morire?<br>'''Ryuga''': Perché volevo... volevo scoprire la vera natura della nostra realtà. Ho visto... Ho visto centinaia di persone che soffrivano e altrettante che abusavano del proprio potere. Gli uomini chiamati "capi" pensano soltanto al loro interesse privato. In questo tormentato periodo abbiamo bisogno di un condottiero che sappia ridare al mondo pace e giustizia, ed io ero convinto che... che Raoul fosse la persona giusta, il vero salvatore. Basta! I bambini non devono più piangere la morte dei loro genitori. [...] Questa era la mia idea, ma adesso ho incontrato un uomo che possiede un grande spirito e quell'uomo sei tu. Sei tu, Ken! [...] Cerca di perdonarmi, Ken. Allora non mi ero ancora reso conto che la tua forza era l'unica salvezza, l'unico mezzo per redimere il mondo dalla brutalità della violenza, ma adesso ne sono pienamente convinto. Il destino ha scelto te, Ken. Devi combattere contro la sete di potere di Raoul!<br>'''Toki''': È la tua stella. È la stella del lupo che ti ha fatto scoprire la verità. Sirio è in grado di prevedere i mutamenti del mondo e di proteggere l'Hokuto nella sua opera di ricostruzione del mondo stesso. Il tuo destino, purtroppo, ti ha anche condannato alla morte, Ryuga.<br>'''Ryuga''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Kenshiro! Mia sorella aveva ragione nell'ammirare il tuo coraggio. Julia ti amava e ti assicuro che non ho mai visto una donna amare a quel modo.
*'''Toki''': Ryuga ha voluto dimostrarti che sei tu il vero salvatore. Raoul sta conquistando il mondo grazie al clima di terrore che ha instaurato tra la gente, e questo... questo non deve minimamente influire sull'impresa che devi compiere, Ken.<br>'''Kenshiro''': Trasformerò le lacrime in sorrisi, Toki.<br>'''Toki''': Vieni, Ryuga. Andremo tra gli uomini che hanno dedicato la loro vita al proprio ideale e che hanno combattuto per la giustizia. Anche noi diventeremo delle stelle e cercheremo di proteggere Ken nel suo lungo e non poco tormentato cammino.<br>'''Kenshiro''': Toki...<br>'''Toki''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La stella della morte... Addio. Addio Ken. La mia anima rimane con te.
====Riepilogo====
=====Episodio 78, ''Amore impossibile''=====
*Shin, l'uomo che volle affrontarmi per amore. Amavamo entrambi Julia, una donna eccezionale. [...] Shin, un uomo assetato di potere. Conquistò innumerevoli territori, proclamandosi il re del mondo. [...] Shin, povero illuso. Non potevi conquistare Julia regalandole soltanto ricchezza. Ma, in fondo, era l'unico modo in cui sapevi dimostrarle il tuo amore. Forse, però, dopo l'hai capito. [...] Quando i tuoi subalterni si sono ribellati e la Croce del Sud è andata a fuoco, è bastato un momento, un solo momento e il tuo regno è stato distrutto. Povero Shin. Dopo questa catastrofe, hai anche dovuto combattere con me. [...] Era il suo destino. Ha sacrificato la sua vita perché amava troppo la sua Julia. Shin, spero che tu abbia ritrovato la tua donna in cielo. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 79, ''L'amicizia''=====
*Rei, il primo uomo che ho potuto chiamare amico. [...] Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere. Hai lottato per salvare la vita di tua sorella Airy. [...] Dopo aver salvato sua sorella, Rei continuò a vivere per proteggere Mamiya, Bart, Lynn e anche me. Rimase sempre legato al suo destino e si prodigò continuamente per aiutare gli altri. Ma poi, in un maledettissimo giorno, vide la stella della morte, e si dice che chi la vede debba morire entro l'anno. [...] Tornando al villaggio dove aveva lasciato i suoi amici, Rei vide uno spettacolo deprimente. Qualcuno aveva di nuovo agito con la violenza e aveva sparso morte e terrore fra la gente. [...] Aveva preso la grande decisione. Adesso si trovava faccia a faccia col suo destino. [...] Fu terribile. Raoul non si limitò soltanto ad uccidere Rei, ma gli inflisse... gli inflisse una pena troppo pesante da sopportare. [...] Rei, l'unico uomo che ho potuto chiamare veramente amico, ha sempre rispettato gli altri e combattuto lealmente. Il suo viso e la sua forza rimarranno per sempre nel mio cuore. Rei, cerca di proteggermi nel duro cammino che dovrò compiere per arrivare alla meta finale. Sei stato il mio più grande amico. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 80, ''Eterna leggenda''=====
*Rei e Yuda, i due guerrieri Nanto, furono destinati ad incontrarsi in un duro combattimento. [...] Rei e Yuda avevano combattuto quando erano entrambi ancora molto giovani. [...] Il colpo di Toki gli provocò un dolore insopportabile, ma aveva ancora solo poche ore da vivere. Si fece coraggio ed andò ad affrontare Yuda. Si preparò alla battaglia come un vero guerriero. Solo un uomo con quello spirito sarebbe riuscito a fare quello che stava facendo Rei. [...] Rei, la tua leggenda vivrà in eterno. L'umanità aveva bisogno di te e di questa tua lezione di vita. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 81, ''Il grande cieco''=====
*Uno di questi sei guerrieri {{NDR|di Nanto}} è stato l'eroe dei nostri tempi: Shu. Ha lottato duramente contro Sauzer, il temibile colonnello, contro l'uomo che voleva conquistare il mondo. [...] Sauzer era un uomo ambizioso e senza scrupoli. Il suo obiettivo era quello di conquistare il mondo. Voleva inoltre edificare una piramide, e per fare questo sfruttava il lavoro dei bambini. [...] E poi, quando venni catturato, Shiba, il figlio di Shu, mi aiutò a fuggire. [...] Shu, la stella della benevolenza continuerà a vivere. Giuro che vendicherò le tue lacrime, Shu, e non lascerò che i bambini continuino a piangere in silenzio. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 82, ''Il dittatore''=====
*{{NDR|Su Sauzer}} Nel profondo del suo cuore, si nascondeva un bambino indifeso. ('''Kenshiro''')
*Shin, la stella del sacrificio; Rei, la stella del dovere; Yuda, la stella del tradimento; Shu, la stella della benevolenza; Sauzer, la stella della dittatura. Ma all'appello manca ancora una stella, l'ultima. ('''Kenshiro''')
====Capitolo 4====
=====Episodio 83, ''Tortura disumana''=====
*Mi piace essere pulito e se sarà necessario farò anche cento bagni al giorno e nessuno dovrà criticarmi! ('''Bugal''')
*Lo spirito riesce a scoprire quello che gli occhi non possono vedere. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 84, ''La brigata del vento''=====
*Io sono Wein, figlio del vento. [...] Il [[vento]] è l'ispiratore della mia tecnica. La sua potenza riesce a disintegrare persino l'acciaio e non conosce limiti di velocità. ('''Wein''')
*'''Kenshiro''': Il tuo padrone ti ha progettato per combattere, non è vero? E adesso, visto che non hai più forza, è meglio che tu muoia!<br>'''Glen''': Sì, hai ragione. So solo combattere, non so fare altro. Mio padre David mi ha insegnato solo a sconfiggere il mio nemico e io ho sempre eseguito alla lettera i suoi ordini. Uccidimi, ti prego. L'hai detto anche tu prima: Se non ho più la forza di combattere, la mia esistenza è praticamente inutile.<br>'''Kenshiro''': Queste tue parole mi commuovono. Sei stato costruito solo ed esclusivamente per servire David, non è vero? Ma potresti ribellarti al suo volere e non ammazzare più nessuno.<br>'''Glen''': Che cosa?!<br>'''Kenshiro''': Promettimi che inizierai una nuova vita, libera dall'influenza di David e di chiunque altro.<br>'''Glen''': Kenshiro, tu saresti disposto ad aiutarmi?<br>'''Kenshiro''': Va! Cerca di vivere come fa qualsiasi uomo libero.
*Gli uomini del grande re di Hokuto sono legati al suo potere solo dalla paura di essere ammazzati, e tale legame è molto labile mi sembra. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 85, ''La notte degli echi''=====
*Il vento è in grado di percorrere mille miglia in una notte e di uccidere il nemico in un batterdocchi, e non lascia nemmeno una traccia di se stesso. ('''Wein''')
*'''Scagnozzo''': Tu appartieni alla scuola di Hokuto, vero? Ora me lo puoi anche dire.<br>'''Kenshiro''': Anche se fosse, tu che faresti?<br>'''Scagnozzo''': Niente, niente. Scappooo!
*'''Donna''': È sempre più difficile incontrare uomini come lei. Lei sarà il salvatore di questo nostro secolo. Darà una nuova luce al mondo.<br>'''Kenshiro''': Devo continuare, portare avanti la mia lotta per difendere il mondo. Percorrerò il mio cammino solo se il dio di Hokuto mi aiuterà. È questa la mia speranza.
*'''Wein''': Io sono una delle cinque forze di Nanto. Sono Wein, figlio del vento.<br>'''Raoul''': Cosa? Le cinque forze di Nanto?! Ma allora tu sei...<br>'''Wein''': Vedo che hai già capito tutto. Le cinque forze di Nanto hanno il compito di proteggere l'ultimo guerriero rimasto. La scuola di Hokuto non può governare il mondo. Il potere lo deterrà l'ultimo guerriero di Nanto. Per questo sono venuto a combattere con te e a ucciderti.
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei grande, Raoul. La tua tecnica è eccezionale ma non avrai lunga vita, perché le altre forze di Nanto continueranno a combatterti inesorabilmente. Governerai il mondo ancora per poco, spero quindi di rivederti all'inferno. Arrivederci, grande re della Divina scuola di Hokuto. ('''Wein''')
=====Episodio 86, ''L'armata delle fiamme rosse''=====
*Il vento alimenterà la fiamma dello spirito di Shuren che sta avanzando imperterrito. Il [[fuoco]] crea solo distruzione e morte: Alberi, città, montagne e fiori, non esisteranno più. La terra bruciata dalle fiamme di Shuren è solo cenere, e cenere rimarrà fino alla fine dei giorni. Raoul sarà ucciso dalla rabbia dell'uomo delle fiamme. ('''Rihaku''')
*Ken non è l'unico. Non è l'unico uomo che cerca avversare il mio destino. Anche l'ultimo guerriero di Nanto ha deciso di farmi fuori. Mi domando che influenza potrà avere questa decisione sul mio cammino. Le cinque forze di Nanto sono caratterizzate dal vento, dalla polvere, dal fuoco, dalla montagna e dal mare. Chi sarà tra questi il mio prossimo avversario? La roccia o il fuoco? O forse, più semplicemente, sarà Ken? ('''Raoul''')
*'''Lynn''': Che strano, è così desolata. Sembra una città morta.<br>'''Kenshiro''': Le città e i territori occupati da Raoul hanno tutti lo stesso aspetto.
*Paragonata al mio Bolide, la vostra vita assomiglia a un bidone di rifiuti. ('''Morgan''')
*Raoul, voglio ricordarti un'insegnamento della natura: Più forte è il vento, più il fuoco si alimenta. Io, Shuren l'uomo delle fiamme, ti ucciderò. Brucerai nelle fiamme della mia collera e in quella del mio fratello Wein. ('''Shuren''')
=====Episodio 87, ''Il mostro della montagna''=====
*'''Shuren''': Non tirate {{NDR|le frecce}}, non ne vale la pena. Sono solo dei vigliacchi che seguono il loro re perché hanno paura. E appena il loro capo sarà in difficoltà scapperanno, vedrete.<br>'''Raoul''': Bravo! È vero, loro sono i miei seguaci perché hanno paura e sanno che se scappano io li faccio fuori tutti in un solo colpo.
*'''Raoul''': Shuren, non capisco. Speri ancora di potermi sconfiggere? Sei ridicolo!<br>'''Shuren''': La mia vita non avrebbe più senso se mi arrendessi proprio ora. Il grande guerriero di Nanto ha bisogno di noi e della nostra forza. Lo proteggerò fino alla morte, puoi giurarci!<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Shuren''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Hai capito bene. Proteggerò il mio guerriero fino alla morte.<br>'''Raoul''': Sei più piccolo di un granello di sabbia! Mi dispiace, figlio del fuoco, ma la tua fiamma è troppo debole per sconfiggere il grande re di Hokuto e la sua ambizione.
*Shuren, figlio del fuoco, ti ammiro perché sei rimasto fedele al tuo intento: Proteggere l'ultimo dei sei guerrieri di Nanto. Ma la mia forza non ti ha permesso di uccidermi e di portare a termine il tuo piano. ('''Raoul''')
=====Episodio 88, ''La giusta condanna''=====
*Nessuno spegnerà la fiamma della mia ambizione! Sono Raoul, il re di Hokuto. Otterrò il potere annientando il nemico. ('''Raoul''')
*Vi auguro sogni d'oro, ma attenzione, perché potreste svegliarvi e ritrovarvi in un'inferno di fuoco, nell'inferno maledetto. ('''Kenshiro''')
*Sicuramente meritavi una morte peggiore di questa, ma ogni tanto io sono clemente con i farabutti. ('''Kenshiro''')
*'''Jira''': Perché questa dura condanna? In fondo, abbiamo solo ucciso uno stupido bifolco.<br>'''Guzuri''': È vero! Non è un reato molto grave, no?<br>'''Kenshiro''': La vita di quell'uomo era più importante della vostra. Voi l'avete distrutta e non avevate nessun diritto di farlo! Siete soltanto dei vigliacchi, e questa è la giusta condanna per uomini come voi.
*Io sono un uomo libero. Il sangue e la lotta non m'interessano proprio. Possiedo tutto. Io sono una nuvola e vago libero per il cielo. Certe questioni non m'interessano assolutamente. ('''Juza''')
=====Episodio 89, ''I briganti del re''=====
*'''Fudo''': Le cinque forze di Nanto proteggono e sorvegliano l'ultimo grande guerriero. Il vento, il fuoco, la nuvola, la montagna, il mare. Wein del vento ha già combattuto la sua battaglia. Shuren del fuoco lo ha seguito. E poi ci sono io, la montagna. Obbedirò e difenderò l'ultimo guerriero della Sacra scuola di Nanto. È questo il mio unico obiettivo e lo seguirò fino alla fine dei miei giorni, puoi giurarci. Adesso, mi dispiace, ma devo obbligarti ad andare al castello di Nanto per incontrare il mio generale. Ti sta aspettando da tempo. È una questione della massima importanza. Non so se capisci.<br>'''Kenshiro''': No, non capisco quale motivo possa avere il tuo generale per incontrarmi.<br>'''Fudo''': La Sacra scuola di Nanto e quella di Hokuto sono in dissidio da anni e sappiamo che se non c'è pace tra di loro, non ci sarà neanche sulla Terra. Il generale preferisce incontrare te come mediatore e non Raoul, anche se appartenete alla stessa scuola. Sì, ha scelto te come salvatore della fine del secolo, Kenshiro.<br>'''Kenshiro''': No, io non sono il salvatore del mondo, Fudo. Voglio solo sconfiggere Raoul perché ha rotto l'equilibrio che esisteva da secoli tra la scuola di Hokuto e quella di Nanto.
*'''Brigante #1''': Quello è Juza delle nuvole!<br>'''Brigante #2''': Sì, è lui, maledizione!<br>'''Brigante #3''': È Juza delle cinque forze Nanto, meglio conosciuto come un famoso donnaiolo!<br>'''Brigante #4''': Non solo prende le donne, ma qualsiasi cosa incontra sul suo cammino diventa inevitabilmente suo!<br>'''Juza''': Ah, vedo che mi conoscete bene! Ma avete dimenticato la cosa più importante: Il mio fascino e la mia irresistibile bellezza.<br>'''Daruka''': Togli subito i piedi dalla mia faccia, bastardo!
*'''Juza''': Non ho capito. Hai detto che avete tutte marito e figli?!<br>'''Donna #1''': Per queste le chiediamo di lasciarci tornare al villaggio. I nostri figli piangeranno e non potranno crescere senza le loro madri.<br>'''Donna #2''': Signore, la supplico!<br>'''Juza''': Ehm, non volevo farvi del male. Volevo soltanto divertirmi un po' con voi.
*Ho sempre odiato gli ordini e le restrizioni in generale. Voglio decidere io quando mangiare e quando bere. ('''Juza''')
=====Episodio 90, ''L'ultimo guerriero''=====
*Juza delle nuvole?! Se è lo stesso Juza che conosco io, allora non obbedirà agli ordini di Rihaku. Juza non abbandonerà il suo regno. ('''Raoul''')
*'''Uomo di Rihaku #1''': Signor Juza!<br>'''Juza''': Adesso sono stufo! Che altro volete, si può sapere?!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Lei deve aiutarci! Non può sottrarsi dai suoi doveri in questa maniera. Il Signor Rihaku le ha dato un ordine preciso e lei deve rispettarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sicuramente a quest'ora Raoul starà avanzando verso la città di Nanto e lei è l'unico in grado di fermarlo, lo sa.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': La preghiamo, Signor Juza.<br>'''Juza''': Basta! E secondo voi, perché dovrei correre un simile rischio per una faccenda che non mi coinvolge minimamente, eh?! Guardate quante splendide donne ho a mia disposizione. Le ho rubate a dei banditi che volevano far loro del male e adesso amano me. Qui hanno tutto quello che vogliono e possono soddisfare qualsiasi desiderio. Conducono una vita da sogno. Io ho sempre amato divertirmi.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Un'ultima cosa, signore. Mi scusi una domanda un po' indiscreta, ma lei pensa ancora a ''quella'' donna?<br>'''Juza''': Che vuoi dire?<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Ci sembra che lei faccia tutto questo solo per riuscire a dimenticare quella ragazza. Il suo comportamento è irrazionale: Cerca di divertirsi e di ridere solo per non pensare all'amore che ancora prova per lei.<br>'''Juza''': Sta zitto, stupido! Andate via di qui e non fatevi più rivedere, altrimenti vi ridurrò a pezzettini!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Sta sbagliando, signore.
*'''Bart''': Ma che vi prende? Noi siamo solo dei bambini. Non c'entriamo niente in questa faccenda.<br>'''Uomo di Jacob #1''': Non importa! Se vi uccideremo, vinceremo dei pezzi di ricambio per le nostre moto!<br>'''Uomo di Jacob #2''': Non chiediamo molto. In fondo, ci accontentiamo di poco. Mi serve solo un nuovo filo dell'accelleratore.<br>'''Bart''': Ma-Ma è ridicolo! Perché non lavorate da persone oneste e vi comprate tutti gli accessori per le vostre moto?<br>'''Uomo di Jacob #1''': Questo concetto è molto discutibile.<br>'''Uomo di Jacob #2''': Forza, adesso sacrificati per i nostri bisogni e sta zitto!
=====Episodio 91, ''La legge è uguale per tutti''=====
*È Juza l'unico uomo capace di affrontarmi, ma la sua pigrizia e il suo modo di essere non gli permettono di muoversi. Ormai ha perso il suo spirito, lo spirito del combattente. ('''Raoul''')
*'''Dolphy''': Dovete capire che la gente è il nostro capitale ed è per questo che va trattata con le dovute cautele. [...] Ascoltate attentamente! Sono diverso dai comandanti che hai conosciuto finora. Vi aiuterò personalmente a costruire questo villaggio. Io sono una persona molto democratica.<br>'''Paesano''': Lei che cosa ne pensa?<br>'''Anziano''': Se quello che dice, figliolo, corrisponde a verità, allora siamo salvi. Avremo la possibilità di essere liberi.<br>'''Dolphy''': Siate sinceri, se avete dei problemi tirateli fuori e ne discuteremo insieme. Ho sempre odiato collaborare con persone insoddisfatte. Capite?<br>'''Paesano''': Lei è il più anziano.<br>'''Anziano''': Mi scusi signore, noi siamo... {{NDR|Zenda lo afferra dietro le spalle minacciosamente}}<br>'''Zenda''': Voi non avete nessun problema, non è vero, bel vecchietto?<br>'''Dolphy''': Allora tu sei un uomo insoddisfatto?<br>'''Anziano''': Non solo io, ma tutta questa gente. Sì, gli abitanti di questo villaggio soffrono.<br>'''Dolphy''': Sciocchezze! Avete tutto quello che volete. Gli altri vi invidiano perché siete sotto la protezione di sua maestà. Tutti quelli che contribuiscono alla costruzione dell'impero del re di Hokuto sono felici.
*Bastardi maledetti, è inutile usare la legge! Avete solo bisogno di essere picchiati! ('''Dolphy''')
*È facile per te parlare di lealtà e di giustizia davanti alle persone se poi il tuo complice li minacciava alle spalle. ('''Kenshiro''')
*Ho un grosso difetto: Sono sensibile alle belle donne. Quando le vedo, comincio ad avere le idee un po' confuse. ('''Juza''')
=====Episodio 92, ''Nessuno fermerà Juza''=====
*'''Kenshiro''': Non ti sembra che gli abitanti del tuo villaggio conducano una vita da animali?<br>'''Baruda''': Non c'è niente di strano, perché loro ''sono'' degli animali.
*'''Juza''': Salve, Raoul! Era un pezzo che non ci si vedeva.<br>'''Raoul''': Sì, a dire la verità non è che ci tenessi tanto. Tu sei Juza delle nuvole, non è vero? Ma perché sei venuto? Perché hai deciso di morire così giovane? Non capisco.<br>'''Juza''': Volevo divertirmi un po' con te, Raoul. Sta attento! Sono un uomo pericoloso.<br>'''Raoul''': Mi dispiace contraddirti, ma i tuoi colpi sono una nullità rispetto ai miei. Non hai scampo adesso, Juza! La tua vita è appesa a un filo!<br>'''Juza''': Prima di parlare sarebbe meglio combattere. Hai un grosso difetto, Raoul: Sei presuntuoso!
*'''Raoul''': La nostra sarà una vera lotta. Dovrò scendere in campo, maledizione! Come mai hai deciso di affrontarmi? Perché combatti con questo nuovo spirito? Dev'esserci un motivo molto importante alla base di questa tua decisione.<br>'''Juza''': Raoul, hai evitato la potenza dei miei colpi come un grande lottatore, ma ora ascolta! Ho deciso di affrontarti per difendere l'ultimo grande guerriero di Nanto. Queste montagne saranno la tua tomba.
=====Episodio 93, ''Due giorni di attesa''=====
*'''Julia''': Juza proverà a fronteggiarlo, ma mi chiedo... mi chiedo se sia giusto che la nostra gente assista alla loro lotta.<br>'''Rihaku''': No, se fosse gente debole. Guardi! Guardi il viso degli abitanti di questa città. Qui sono felici, hanno la loro libertà e i loro diritti. Sono sicuro che non abbandonerebbero per nessuna ragione al mondo il loro villaggio. La pace e la libertà sono tesori a cui nessuno vuole rinunciare.<br>'''Tou''': Ed è stata lei con il suo coraggio a dare a loro questo tesoro.<br>'''Rihaku''': In quest'epoca di confusione e di violenza, la gente ha bisogno di un capo come lei. Non abbandoni mai questa gente, non deludi i loro ideali.<br>'''Tou''': Abbiamo anche bisogno di Ken, perché solo insieme a lui riusciremo a dare la libertà al mondo.
*'''Raoul''': Non ti darò tregua, Juza delle nuvole!<br>'''Juza''': Non sembrerebbe. Ti vedo piuttosto indeciso, Raoul.<br>'''Raoul''': D'accordo, sei impaziente di morire!
*'''Raoul''': In genere, un grande lottatore si ferma quando ha paura. Spero solo non sia il tuo caso, vero, Juza?<br>'''Juza''': Io devo crearmi da sola la mia tecnica, per cui devo concentrarmi completamente sul colpo, e non ho il tempo materiale per aver paura.
*'''Raoul''': Nessuno prima d'ora mi aveva fatto cadere in ginocchia. Te la farò pagare!<br>'''Juza''': Perché dici questo? Dovresti essere contento. Di solito tutti i miei avversari dopo questo primo colpo sono sempre morti.
=====Episodio 94, ''La grande forza dell'amore''=====
*Io ho sempre viaggiato sul mio cavallo, sul mio amico Re Nero, e non voglio la macchina! ('''Raoul''')
*'''Kenshiro''': Non capisco, Fudo. Perché vuoi che veda l'ultimo guerriero di Nanto? Perché tutta questa fretta?<br>'''Fudo''': Te l'ho già detto: Per rischiarare di luce il nostro ultimo guerriero e per difenderlo da qualsiasi attacco nemico. Sono sicuro che la tua presenza gli farà nascere un sorriso che da tempo non appare sul suo volto. La sua espressione ormai è come rassegnata ed è per questo motivo che noi, le cinque forze di Nanto, non abbiamo paura della morte. Il giorno in cui incontrerai il nostro guerriero, il corso del tuo destino cambierà e non dovrai temere più nulla.
=====Episodio 95, ''Due sguardi innocenti''=====
*Il mio futuro non ha nessuna importanza se questo significa spargere sangue. ('''Kenshiro''')
*È come se ti fossi ucciso con le tue stesse mani. La tua vigliaccheria ha accecato la tua anima. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 96, ''La grande vallata''=====
*'''Raoul''': Questo tuo ritorno equivale ad un suicidio, Juza.<br>'''Juza''': Sì, può darsi, Raoul. Ma mi dispiacerebbe morire da solo, ed è per questo che ti porterò insieme a me nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Ha! Se mi permetti, Juza, devo decidere io con chi morire. [...] Era molto tempo che non provavo questa eccitazione. Juza, spero che tu sia pronto ad affrontare la mia tecnica. Non deludermi! Ho voglia di combattere. Sono felice di affrontare il tuo colpo segreto.<br>'''Juza''': Nessuno dei miei avversari è mai riuscito a carpire l'essenza del mio colpo segreto. Spero che almeno tu riesca ad apprezzare la bellezza della mia tecnica. {{NDR|Si toglie l'armatura}} [...] Il segreto di un lottatore che ha imparato a combattere da solo è di escludere ogni via di fuga e ogni tentazione di cedimento. Sono del parere che quando non hai più difesa, non dipendi più da nessuno. Ascolta, Raoul! Consiglio anche a te di fare la stessa cosa.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Credi forse che un coniglio braccato possa trasformarsi in un leone?! La tua è una situazione disperata e cerchi di esorcizzarla in questo modo. Mi fai quasi pena, Juza. Forza, combatti, Juza! Morirai per mano del re di Hokuto. Dovresti esserne contento.
*'''Raoul''': Il tuo coraggio è addirittura sconvolgente! Chi ti da tutta questa forza, Juza?<br>'''Juza''': Vorresti saperlo? È l'ultimo guerriero delle sei stelle di Nanto, Raoul.<br>'''Raoul''': Capisco, ma chi è l'ultimo guerriero di Nanto?<br>'''Juza''': Non te lo dirò. Non posso correre un simile rischio. Devo proteggere il mio ultimo guerriero. E un'ultima cosa, Raoul: Non potrai governare il mondo ancora per molto, perché qualcuno te lo impedirà.
=====Episodio 97, ''Corsa verso la libertà''=====
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': E tu chi sei?<br>'''Rihaku''': Io sono Rihaku delle cinque forze di Nanto, il salvatore di Julia.<br>'''Tou''': E io sono sua figlia Tou.<br>'''Fudo''': Io sono Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque forze di Nanto avete detto?<br>'''Tou''': Sì, i protettori dell'ultimo guerriero di Nanto, Signor Shin.<br>'''Rihaku''': Sì, e siamo venuti alla Croce del Sud per prendere la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Che cosa?! Julia non si muoverà di qui!<br>'''Rihaku''': La Signorina Julia è destinata ad essere l'ultimo guerriero di Nanto ed è nostro preciso dovere proteggerla fintanto che il mondo riacquisti pace e libertà. È lei la nostra unica speranza.<br>'''Shin''': Julia appartiene a me e non lascerà mai questa città. È chiaro?<br>'''Rihaku''': Lei non appartiene a nessuno e tu non puoi opporti al volere delle stelle. Non sfidarci, ti conviene! La tua stella questa volta non ti proteggerà, Shin.<br>'''Shin''': Eh?! Che cosa?<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Signor Rihaku!<br>'''Wein''': Sta arrivando.<br>'''Rihaku''': Ha già passato il fiume col suo esercito?<br>'''Wein''': Sì, signore. Il suo esercito è alle porte della città.<br>'''Shuren''': Raoul sa già che Shin e Ken si affronteranno e aggirà solo quando la loro battaglia sarà conclusa, Signor Rihaku.<br>'''Fudo''': È molto saggio quello che ha detto Shuren. Raoul si è autoproclamato re del mondo. Vorrà impossessarsi di tutto, persino della Signorina Julia e vuole aspettare il momento propizio per agire.<br>'''Rihaku''': Shin o Ken, chiunque sia il vincitore, sarà sempre molto difficile riuscire a battere Raoul e la sua magnifica tecnica di lotta Hokuto. Sappiamo tutti che razza di uomo è quel Raoul. Adesso ha deciso di impossessarsi di Julia. E se lei si opponesse al suo volere, la ucciderebbe senza scrupoli. Bisogna fare qualcosa, ragazzi, pensare ad una strategia. Guardate! Si sta svegliando.<br>'''Julia''': Ken... Ken...<br>'''Shin''': Portala via!<br>'''Rihaku''': Shin, che vuoi?<br>'''Shin''': Basta, fate in fretta! Raoul non prenderebbe mai il corpo senza vita di Julia.<br>'''Fudo''': Ma signore, lei...<br>'''Shin''': Julia deve vivere per la salvezza dell'umanità. Dirò a Raoul di avere ammazzato Julia, e questo rappresenterà anche un valido motivo per affrontare Ken della scuola di Hokuto. L'importante è che un giorno io e Ken la rivedremo di nuovo viva. Rivedremo il suo sorriso.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Rihaku''': {{NDR|Su Shin}} Julia è tutta la sua vita.<br>'''Fudo''': Dietro quel viso crudele e spietato si nasconde il cuore di un uomo innamorato.
*'''Juza''': Se credi di essere onnipotente, ti sbagli, Raoul. Hai, sì, un grosso potere, ma non funziona per tutto. {{NDR|Mostra a Raoul il dito medio}} Sì, ricordati Raoul che soccomberai di fronte ad un altro grande guerriero, un uomo che conosci molto bene: Ken di Hokuto.<br>'''Raoul''': Sei pazzo! Adesso sono stufo. Va all'inferno!
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sono Juza delle nuvole. Sono un uomo libero, libero come le nuvole nel cielo sospinte lievemente dal vento. ('''Juza''')
*{{NDR|Su Juza}} È stato davvero un grande guerriero, un uomo che ha saputo battersi per i suoi ideali. Lo ricorderemo sempre. ('''Raoul''')
*Wein del vento, Shuren delle fiamme e Juza delle nuvole. Questi uomini hanno dedicato la vita a te, ultimo guerriero di Nanto. Conosco il tuo viso adesso, Julia! Nanto e Hokuto dovrebbero rappresentare un solo potere. Le mie ambizioni sarebbero soddisfatte se riuscissi a conquistare Julia e il suo cuore. Julia, sarai la mia signora e la mia dolce schiava. Sto arrivando. Sto arrivando, aspettami!
*'''Tou''': Signorina Julia, finalmente il nostro grande giorno è arrivato.<br>'''Julia''': Ho aspettato Ken per tutto questo tempo e adesso è arrivato il momento, il momento di rivederlo.<br>'''Tou''': Cosa? Ma il suo compito non è solo quello di rimanere fedele a Ken. Lei ha un potere che nessuno di noi possiede. Il nostro popolo l'ha sempre seguita per il suo charisma. Grazie a lei, il mondo riacquisterà la pace e l'armonia che da tempo ha perso, perché lei è l'unica che potrà ristabilire l'unione tra Hokuto e Nanto. Il giorno della riconciliazione è arrivato.
=====Episodio 98, ''I due fratelli''=====
*'''Tou''': Non capisco perché Raoul e Ken debbano... debbano battersi. Sono fratelli, no?<br>'''Rihaku''': È come una predestinazione. Sono loro che devono salvare le sorti di Hokuto, la grande scuola con duemila anni di storia.<br>'''Tou''': Capisco. Ma uno di loro sicuramente soccomberà in questa inutile lotta per il potere. Non è vero, padre?<br>'''Rihaku''': Il potere non c'entra in questo caso, figliola. Hokuto ha bisogno di un unico successore e, soprattutto, di un grande condottiero.
*Raoul è stato il primo dopo duemila anni a creare confusione e odio tra gli allievi in seno alla scuola di Hokuto. Il suo obiettivo è di raggiungere il potere assoluto e di regnare su tutta la Terra. È un uomo senza scrupoli ed è accecato dalla sua ambizione. Userà qualsiasi mezzo per realizzare il suo sogno, che equivale alla distruzione dell'umanità intera. ('''Rihaku''')
=====Episodio 99, ''La figlia del mare''=====
*'''Julia''': Cosa ti succede, Tou? Ti vedo un po' strana oggi. Come mai?<br>'''Tou''': È vero. Hai ragione, Julia. Sono preoccupata. Raoul è arrivato. Cosa succederà? Oh Julia, se tu fossi... se tu fossi presa da Raoul, cosa faresti?<br>'''Julia''': Niente. Aspetterei. Aspetterei Ken. Lui verrebbe a salvarmi. Purtroppo, sono nata per combattere contro il mio crudele destino ed è questo, forse, che mi ha reso forte e coraggiosa.
*La mia prestigiosa scuola mi ha insegnato molte cose, e la prima cosa che ho imparato è usare la mente come antidoto per i veleni. ('''Kenshiro''')
*'''Tou''': Grande Raoul, ami così tanto Julia?<br>'''Raoul''': Tu sei la figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze. Ti sei sostituita a Julia per proteggerla, non è vero?<br>'''Tou''': Non è solo per questo. Volevo parlarti di una questione faccia a faccia, Raoul. È molto importante.<br>'''Raoul''': Ma che dici?!<br>'''Tou''': Queste sono lacrime del destino delle cinque forze di Nanto, lacrime che mi costringono a proteggere l'ultimo guerriero di Nanto Julia e ad ammazzarti, Raoul. Oh mio dio, non avrei voluto rivederti in una situazione come questa. Io... Io ti ho... Io ti ho sempre pensato in tutti questi anni. Ti desiderai dalla prima volta che ti vidi. Ero solo una bambina, ma ti amavo e sapevo che non avrei potuto amare nessun altro, Raoul. [...] Sapevo che la tua mente era occupata da Julia e che esisteva solo lei nel tuo cuore. Ma Julia... Julia, anche allora, amava Ken. Raoul, perché non la lasci stare? Perché non cerchi di dimenticare quella donna?<br>'''Raoul''': La mia strada al trono sarà completamente aperta quando avrò conquistato l'ultimo guerriero.<br>'''Tou''': Julia ama Ken e, nonostante questo, tu ti ostini al tuo comportamento ridicolo!<br>'''Raoul''': Questo non ha nessuna importanza! Anche se lei non mi ama, col tempo capirà. Julia sarà al mio fianco per tutta la vita. Hai capito, Tou?<br>'''Tou''': L'ami così tanto Raoul? Proprio come pensavo. Tu vedi in Julia la figura di tua madre.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Tou''': La natura della donna è condizionata dalla maternità. La donna è soprattutto madre e Julia, l'ultima delle sei stelle Nanto, è protetta dalla stella dell'amore materno che è il simbolo dell'amore universale, dell'affetto e della comprensione. Purtoppo, tu hai perso la madre da piccolo e cerchi in Julia quell'amore che ti è sempre mancato.<br>'''Raoul''': Smettila, per favore. Non dire idiozie!<br>'''Tou''': No, è la verità. Non posso competere con lei, non posso.<br>'''Raoul''': Adesso basta! Dimmi dov'è Julia!<br>'''Tou''': {{NDR|Afferrà il pugnale di Raoul}} Devo combattere con te perché sono figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze Nanto.<br>'''Raoul''': Avanti allora, prova a sconfiggermi se hai il coraggio! Un'arma così piccola non funziona con me. Forza! Che aspetti? Colpiscimi! Ammazzami! {{NDR|Tou si pugnala}}<br>'''Tou''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Il mio amore me lo impedisce. È meglio che io muoia. Spero solo che... Spero solo che nel tuo cuore rimanga sempre il mio ricordo, Raoul. Raoul, ho amato solo te nella mia vita. Ricordalo. Continuerò ad amarti anche nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Sei stata una pazza. Perché non hai ucciso me, visto che non accettavo l'amore che mi avevi offerto, eh?! Se tu mi avessi ammazzato, non avrei potuto essere di nessun'altra. Perché non l'hai fatto?! Eri così giovane, avevi tutta la vita davanti. Julia! Se rifiuterai il mio amore, giuro che ti ammazzerò! Tou, con il suo gesto, mi ha dato una grossa lezione. [...] Julia, l'ultimo guerriero di Nanto, sottomissione o morte: Lascio a te la decisione.
=====Episodio 100, ''L'ultimo segreto''=====
*Non posso incontrare Julia adesso. Julia non ha nessuna possibilità di salvarsi se Raoul vivrà. Il sedicente re di Hokuto cercherà in tutti i modi di conquistare l'ultimo guerriero di Nanto per ottenere il dominio su tutto il mondo. Per questo ho deciso di affrontarlo, per la vita di Julia stessa. ('''Kenshiro''')
*'''Uomo di Rihaku #1''': Siamo ancora in tempo, Signorina Julia. Riuscirà a fermarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sì, ma sbrighiamoci!<br>'''Julia''': No. Sento la sua voce. Mi dice di non andare. Tornerà non appena avrà battuto Raoul. Lo aspetterò in questa stanza. E sì, ho deciso. Farò quello che lui vuole. Lo aspetterò qui. In fondo, l'ho aspettato fino a questo momento. Sono sicura che lui tornerà a prendermi vittorioso e allora finalmente potremo essere felici. Questo scontro con Raoul era scritto nel suo destino, e Ken sa quello che fa. Ho sempre avuto fiducia in lui.
*Ricorda che sono sempre io il re di Hokuto e soprattutto detengo il potere assoluto nel mondo. Non illuderti! La tua tecnica non è ancora perfetta e non riuscirai a sconfiggermi. Più forte è il mio avversario e più i miei colpi micidiali divengono potenti. In tutti questi anni, nessuno è mai riuscito a battermi. Devo ammettere che hai fatto notevoli progressi, però resto sempre io il più forte. Apri bene gli occhi, e vedrai come si combatte! ('''Raoul''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ryuken, mio grande maestro, voglio chiederle una cosa. Ho sentito parlare dell'ultimo segreto della nostra scuola chiamata "trasmigrazione attraverso [[Satori]]". In che cosa consiste precisamente?<br>'''Ryuken''': Mi dispiace, ma non posso ancora spiegartelo, Raoul. Nessuno è mai riuscito ad acquisire quella tecnica nei duemila anni di tradizione Hokuto.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Ryuken''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ovviamente, chi raggiunge tale tecnica è la persona più forte del mondo. La vera vita si ottiene attraverso Satori, che è lo sdoppiamento della vita stessa. È questa la trasmigrazione. Solo l'uomo che ha toccato da vicino le piaghe del dolore può padroneggiare questa tecnica. Solo attraverso il dolore la vita di un essere umano può trasmigrare in un'altra. La forza fisica non ha nessuna importanza. Solo l'esperienza e il dolore insegnano i segreti di questa tecnica.
=====Episodio 101, ''Una lotta interminabile''=====
*Mi sembra di rivedere le varie lotte tra gli uomini eletti e il sangue che scorre sui loro corpi. Questi ricordi sono evocati dalla figura e dalla tecnica di lotta di Ken. Questo grande uomo ha imparato il segreto dal dolore causato dagli scontro con i vari personaggi delle altre scuole. Più è profondo il dolore, più il suo corpo si fortifica. È questo il suo grande segreto. ('''Rihaku''')
*'''Kenshiro''': Raoul, Toki ti sta aspettando.<br>'''Raoul''': Allora mi confermi il fatto che tu sei l'uomo più potente di Hokuto? {{NDR|Ride}} Sei ridicolo! Sei il mio fratello minore! No, non è possibile, non sei tu l'uomo più forte di Hokuto. Non lo ammetterei mai, neanche se lo dicesse tutto il mondo e lo gridasse a squarciagola! {{NDR|Ride ancora}} Attenzione, Ken! Ti spedirò dritto dritto tra le fiamme dell'inferno! {{NDR|Si accorge che gli tremano le gambe}} Che... Che diavolo mi sta succedendo? Non può essere! Non posso crederci... Non posso crederci! Ma perché sto tremando?! Non riesco a capire.<br>'''Kenshiro''': È semplice, Raoul. Questo ti succede perché hai paura. Hai paura di me.<br>'''Raoul''': Cosa?!<br>'''Rihaku''': È incredibile! Raoul ha paura. È la prima volta che gli succede. La sua mente forse non ha ancora capito, ma il suo corpo sì, e ha reagito.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ken sta ancora provando pietà per qualcuno, vero?<br>'''Toki''': Raoul?<br>'''Raoul''': È una pazzia. La pietà non fa che indebolire i suoi colpi.<br>'''Toki''': Non è vero. Lui può diventare il più forte. Me l'ha detto il nostro maestro Ryuken. Un grande [[eroe]] può anche provare pietà e soprattutto è capace di tramutare la tristezza e la delusione in forza vera e propria. Sembra strano, ma storicamente è sempre avvenuta così e io alla storia ci credo, Raoul.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Che stupido! Ascoltami, Toki! Non devi mai provare pietà per gli altri se vuoi diventare il capo di questo mondo. Sono sicuro che Dio apprezzerà molto di più la mia vita che quella di Ken.
*La paura non si prende dagli altri, la si incute. Io sono il più anziano dei fratelli della Sacra scuola e il re di Hokuto, che è il signore della fine del secolo! Non tornerò mai indietro, sono stato abituato ad andare avanti! ('''Raoul''')
*Vuoi cavare questi occhi e spezzare le mie braccia, Kenshiro? Ma non puoi! Non puoi evitare la tua morte, Kenshiro! ('''Raoul''')
*Il cielo sta dalla mia parte! Dio è con me, mi vuole al suo fianco per governare il mondo! ('''Raoul''')
*Raoul è come un leone ferito. Se non lo abbatto adesso, spaccherà tutto quello che gli capiterà a tiro. È un pazzo furioso. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 102, ''Il gigante indeciso''=====
*Non è possibile che il grande Raoul abbia paura dei sogni! ('''Raoul''')
*'''Julia''': Vai di nuovo a combattere, Raoul? Non devi farlo! Hai già perso. Ormai non hai più la forza. Sei stato ferito brutalmente. {{NDR|Si allontana}}<br>'''Raoul''': Ehi, Julia! Ma che dici? Ti faccio persino pena adesso?! Rispondi! La stella Nanto della pietà splende su di me...<br>'''Usa''': {{NDR|Ride}} Questo dimostra che la signorina s'interessa a lei. Che strane creature le donne. Le loro parole hanno sempre un significato nascosto. Non bisogna mai soffermarsi alle apparenze, maestà.
*Quando un uomo è oggetto di pietà da parte della donna alla quale è interessato, è la più grande delle umiliazioni. Quale umiliazione! Quale mortificazione! Mi vergogno di me stesso, non come re, ma come diavolo. Farò precipitare Ken in un mare di sangue, e lì affogherà per andare all'inferno dove non troverà mai pace, mai più pace! ('''Raoul''')
*{{NDR|Su Shu}} C'era una volta un uomo che riusciva a combattere senza essere in grado di vedere. Lo spirito di questo formidabile combattente è tuttore vivo dentro di me. ('''Kenshiro''')
*Rimarrai in questa posizione finché non ti saranno passati i cattivi pensieri. Se provi a muoverti, scoppierai. ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ken, dove sei? Dove ti trovi? Ti ho aspettato per tutta la vita, amore. È questo il mio destino e la nostra promessa. Ti aspetterò fino al tuo duello con Raoul, amore mio. Sei sempre presente nei miei pensieri e nel mio cuore. Ti amo, amore mio. Ti amo tanto, Ken. ('''Julia''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ken non ha mai rinunciato a combattere contro di te, Raoul. Hai visto il suo spirito combattivo? Continua a migliorare di giorno in giorno, ed è molto tenace. Il tuo pugno lo dovrebbe sapere meglio di chiunque altro. Stai addestrando alla lotta quello che un domani sarà il tuo peggior rivale, fratello Raoul. Non sto scherzando. Lui diventerà un temibile combattente, credimi. Ma sembra che questo ti faccia piacere. Anzi, non vedi l'ora che accada. È molto strano. Il tuo comportamento, Raoul, è inaudito. Non ti capisco più. ('''Toki''')
*{{NDR|A Fudo}} Per togliere questa paura dal mio corpo e diventare Satana, ho bisogno che il tuo sangue di diavolo scorra nelle mie vene. ('''Raoul''')
=====Episodio 103, ''I dolci occhi del diavolo''=====
*'''Fudo''': Perché? Perché sei venuto qui, Raoul?<br>'''Raoul''': Voglio acquisire la tua tecnica e prendere la tua vita. Ho bisogno del sangue di diavolo che scorre nelle tue vene. E quando il grande Raoul desidera una cosa, la ottiene.<br>'''Lynn''': Che cosa?<br>'''Bart''': Sangue di diavolo?!<br>'''Raoul''': Tutti credono che tu sia un brav'uomo, un benefattore, un'altruista, ma non sanno che... non sanno che sotto quella tua pelle scorre un sangue malefico, un sangue di diavolo.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Tu sei Fudo, non è vero? Io sono Ryuken, uno dei successori della scuola di Hokuto. Voglio farti una domanda: Che cosa rappresenta per te la vita di un essere umano?<br>'''Fudo''': La vita di un essere umano? Niente! Per me non ha nessun valore. Spero di essere stato chiaro.<br>'''Ryuken''': Sei un fallito. Mi fai pena.
*In quel periodo irrompevo nei villaggi per rubare cibo e bevande alla povera gente. La mia era una vita da diavolo. [...] Sono cresciuto senza padre né madre. Per questo pensavo che la vita fosse come una piccola mosca, senza nessuna importanza. Ma quei cuccioli appena nati mi confusero le idee. E poi, soprattutto negli occhi di Julia, di quella piccola bambina, vidi finalmente la luce della vita. Quel giorno, mi strappai la maschera del diavolo, giurai di vivere come l'uomo dalle cinque stelle di Nanto seguendo la stella della generosità, e divenni così Fudo della montagna, l'uomo silenzioso. Ma adesso è il momento di rimettermi quella maschera. Mi perdoni, Signorina Julia. Fudo diverrà di nuovo diavolo e combatterà per i suoi bambini. ('''Fudo''')
*'''Uomo di Rihaku''': Signor Rihaku, come sapeva che Raoul avrebbe attaccato proprio questo villaggio?<br>'''Rihaku''': Perché in questo momento lui sta combattendo contro la sua paura.<br>'''Uomo di Rihaku''': Come?!<br>'''Rihaku''': Sì, è proprio così. È stato spaventato dal colpo segreto di Ken, dal colpo della Trasmissione attraverso Satori. [...] Fino ad allora, aveva combattuto incutendo paura agli altri, e questo suo potere lo ha perso nel momento in cui lui stesso ha avuto paura. Per riconquistarlo, deve sconfiggere Fudo e la sua forza. È strano, ma vincere Fudo significa poter di nuovo affrontare Ken. È questa l'unica maniera per riuscire a riacquistare la forza e a vincere la paura del suo grande rivale Ken di Hokuto.
*Ascoltate attentamente! Mi raccomando, se indietreggio di un solo centimetro oltre questa linea scagliate tutte le vostre frecce contro la mia schiena, d'accordo? [...] Se faccio un passo falso, la morte mi accoglierà tra le sue lunghe e possenti braccia. Sarò semplicemente un uomo indegno battuto dal suo fratello minore. ('''Raoul''')
*La bontà non fa che rendere gli uomini più deboli. ('''Raoul''')
=====Episodio 104, ''Bambini del futuro''=====
*Non potrai mai capire la mia forza. Continuerò a combattere fino a che l'ultimo pezzo della mia carne e l'ultima goccia del mio sangue non saranno stati sconfitti, Raoul. [...] Sono questi bambini che mi spingono avanti. Sono loro che mi danno il coraggio e la forza per continuare a combattere. Non vedi il potere nei loro occhi? Non vedi che spirito ho acquistato stando insieme a loro? ('''Fudo''')
*Tu hai visto la potenza di Ken negli occhi dei miei bambini e nei miei colpi. Per questo motivo hai avuto paura e hai indietreggiato. Hai perso con me e perderai anche con Ken. È la fine per le tue ambizioni! Le genti di tutto il mondo sono state liberate dalle grinfie di un tiranno e di uno sporco assassino chiamato Raoul! Muori, maledetto! È la rivolta di tutte le lacrime che hai fatto versare! ('''Fudo''')
*Anche se sto morendo, avrai sempre paura. E finché proverai timore, non sarai in grado di battere il grande Ken. È questa la più grande vittoria che ho ottenuto nella mia vita. ('''Fudo''')
*Raoul, ascolta! Uomini che non... Uomini che non sanno cosa sia il dolore non saranno mai in grado di vincere, Raoul. ('''Fudo''')
*Non avete ancora capito che la mia vita non vale un soldo bucato se perdo?! ('''Raoul''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ken, Kenshiro, amico mio, aiuta... aiuta i miei bambini... No, aiuta tutti i bambini del mondo. Sono loro che costruiranno il futuro. Sono loro che detteranno nuove regole e nuove leggi. Dovrai... Dovrai educarli e insegnare loro a rispettare i più deboli. Ken... Addio Ken. Addio bambini miei. ('''Fudo''')
=====Episodio 105, ''Stelle per sempre''=====
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Chi siete?<br>'''Rihaku''': Sono Rihaku del mare, una delle cinque stelle di Nanto, servo di Julia.<br>'''Tou''': Io sono Tou, sua figlia.<br>'''Fudo''': Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque stelle di Nanto?!<br>'''Tou''': Sì, Signor Shin. E siamo qui per un motivo preciso.<br>'''Rihaku''': È vero. Abbiamo l'incarico di portare via con noi la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Incarico?! E chi ve lo avrebbe dato?<br>'''Rihaku''': Il fato ha deciso che la Signorina Julia debba diventare il sesto ed ultimo guerriero di Nanto. È nostro dovere proteggerla dalla morte ed istruirla perché possa salvare il mondo.<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Rihaku!<br>'''Wein''': Rihaku!<br>'''Rihaku''': Allora, dov'è Raoul? Si sta avvicinando?<br>'''Wein''': Proprio così, signore. Dobbiamo stringere i tempi.<br>'''Shuren''': Raoul è fermo nella valle in attesa del combattimento fra Ken e Shin. Si muoverà soltanto dopo che questo sarà terminato.<br>'''Fudo''': Raoul crede di essere il re di Hokuto ed è divorato dall'ambizione di conquistare la fine di questo secolo per sottomettere tutti alla sua volontà. Ma per farlo ha bisogno della Signorina Julia.<br>'''Rihaku''': Ora mia sembra abbastanza chiaro che qualunque sia l'esito della battaglia, il vincitore non avrà forza sufficiente per fronteggiare anche Raoul. Ecco spiegato perché non posso lasciare qui Julia. Non la potreste difendere. Raoul se la prenderebbe e se poi Julia, svegliandosi, si ribellasse a lui, beh, non posso prevedere la reazione, ma sarebbe spietata.<br>'''Shin''': Portatela via!<br>'''Rihaku''': Shin!<br>'''Shin''': Andate! Raoul saprà che Julia è morta.<br>'''Fudo''': Addio.<br>'''Shin''': Addio, e non lasciate che lei muoia. Io farò in modo di spargere la voce che Julia è morta per mano mia.
*'''Rihaku''': Wein figlio del vento, Shuren del fuoco, Juza delle nuvole, Fudo della montagna, e mia figlia Tou. Con loro è morta un'era. Sono l'unico ad essere sopravvissuto. Il compito di proteggere la Signorina Julia è ora tutto nelle mie mani e nelle tue. Kenshiro, ormai lo scontro finale è vicino. Devi vincere perché l'umanità intera abbia un seguito.<br>'''Kenshiro''': Amici che avete donato la vostra vita, vi ringrazio. Sarete per sempre nel mio cuore, mi darete la forza per vincere e salvare Julia.
=====Episodio 106, ''Vivrai per sempre nel mio cuore''=====
*'''Julia''': Quell'uomo che dite pazzo, Raoul, è uno dei più grandi maestri della scuola di Hokuto. Unico scopo della sua vita è combattere, ed è per questo che prima o poi dovrà incontrare Ken. Il loro destino è segnato.<br>'''Uomo di Raoul''': Ma come fate? Come potete non odiarlo? È per ordine suo se siete prigioniera. Ora dispone della vostra vita.<br>'''Julia''': Vi prego, provate a capire il suo cuore.<br>'''Uomo di Raoul''': Allora è questa la carità di Nanto. Attraverso la luce della carità, ci avvolge uno a uno, donandoci serenità e pace, la carità di Nanto, la carità universale.
*Neanche il calore più intenso e le fiamme possono intaccare il mio corpo. Sì, ne ho la certezza. Sono eterno. Ma nonostante tutto, per due volte sono stato dominato dal terrore. Gli occhi di Kenshiro mi hanno dominato per la prima volta, e la seconda volta ho indietreggiato davanti agli occhi dei bambini. Da quando sento lo spettro del timore ho perso totalmente fiducia in me stesso. Kenshiro e Fudo hanno abbattuto la mia sicurezza attraverso la loro tristezza. Ma perché? Ken ama Julia più di ogni altra donna e Fudo amava quei bambini più di sé stesso. Può l'amore avere la forza di annullare il potenziale psichico? Cos'è? Cos'è l'amore? [...] E l'amore può coincidere con la tristezza? ('''Raoul''')
*'''Julia''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Raoul''': Devo vincere, e per farlo ho bisogno della tua morte. Il destino mi ha già preparato l'incontro con Ken. Il mio corpo, la mia tecnica e le mie capacità non sono differenti dalle sue, eccetto che io non so che cosa siano amore e tristezza. Ma una cosa è certa: L'amore è causa di tristezza. E questa, per esistere, ha bisogno dell'amore, e purtroppo io potrò capire che cosa siano amore e tristezza solo perdendoti, Julia.<br>'''Julia''': Raoul...<br>'''Raoul''': Julia, consegna al re di Hokuto la tua vita! {{NDR|Viene colpito alla gamba da una freccia}} Siete impazziti?!<br>'''Uomo di Raoul''': Sire, la scongiuro: Non la uccidete! Il mondo ha bisogno di lei per capire. Lasciate stare, sire, per favore. Siamo disposti a sacrificare la vita in cambio della sua. La nostra esistenza non vale nulla rapportata alla sua.<br>'''Raoul''': {{NDR|Si toglie la freccia}} Tutti quanti?! Siete stati avvolti dalla luce della carità tutti quanti? No, non è possibile.<br>'''Uomo di Raoul''': Non fatelo, sire!<br>'''Raoul''': Julia, non m'importa se tu mi odierai. {{NDR|Julia si strappa un brandello di abito e comincia a bendare la ferita di Raoul}} Allontanati subito!<br>'''Julia''': Non potrai dare il meglio di te stesso contro Ken se lascio aperta la ferita, Raoul.<br>'''Raoul''': Non provare a infondermi la carità!<br>'''Julia''': C'è una sola cosa che io devo fare prima che tu vada incontro al tuo destino: Eliminare tutte le preoccupazioni dalla tua mente. {{NDR|Si volta}} Sarebbe molto difficile per te toccarmi se io continuassi a guardarti, ma non lo farò. Questo è il momento per uccidermi.<br>[...]<br>'''Raoul''': Sei disposta a sacrificare la tua vita? Perché?<br>'''Julia''': Per far nascere qualcosa di nuovo. Riesco a vedere un'era piena di sole che illumini immenso questa nostra epoca. Alberi verdi, uccelli che cinguettano, il mormorare di un piccolo ruscello, il profumo dei campi in fiore, tutta la Terra risplenderà di luce propria. E perché tutto questo possa diventare realtà, per dare vita a questa nuova era, è necessario che tu e Ken vi battiate. Ora sono pronta a sacrificare me stessa per dare inizio alla vita.<br>'''Raoul''': Sto tremando. Il mio cuore batte più veloce e ho freddo, tanto freddo. Ma che diavolo succede?! [...] {{NDR|Comincia a piangere}} Ma cosa...? No, sono... lacrime. È questo? È questo l'amore di cui parlavi, Toki? Era questo il sentimento che mi faceva desiderare Julia? Era questo? {{NDR|Si prepara ad uccidere Julia, ma si blocca}} No, non devo! L'amore non esiste per me, non ''deve'' esistere! Voglio vincere! Voglio distruggere Ken, e c'è un solo modo per riuscirci. Dimenticami, Julia! Tu sarai la mia tristezza e non abbandonerai mai il mio cuore!
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Lei è una delle poche cose a cui tengo veramente.<br>'''Toki''': Attento, Raoul. Julia non è una cosa. In lei c'è molto di più. C'è l'amore.<br>'''Raoul''': Amore?! Non dire eresie! Che cos'è l'amore? Un'invenzione paranoica per i mortali.<br>'''Toki''': Dici così perché non capisci. Ma ricorda: Un giorno il tuo viso verrà rigato dalle lacrime, e in quel momento il tuo scetticismo svanirà. Soltanto allora la tua mente si aprirà e potrai comprendere l'amore insieme alla tristezza.
*Il luogo per la preparazione ai combattimenti, punto d'incontro dell'educazione di duemila anni di storia di Hokuto. Per secoli le dispute per la successione al trono della scuola si sono svolte qui tra queste macerie. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 107, ''Nessuno li fermerà''=====
*'''Kenshiro''': Non hai assolutamente gusto estetico, morire tra le macerie.<br>'''Raoul''': Molto spiritoso! Questo è il posto più adatto dove seppellire il tuo corpo e con te mettere un punto sui duemila anni della storia di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Raoul, sei troppo ambizioso e l'ambizione porta unicamente alla distruzione, mio caro. Mettitelo in testa!
*'''Uomo di Raoul''': Comandante Rihaku, solo adesso abbiamo capito quanto questa guerra sia vana, ed è stato solo merito di Julia. Attraverso la grande carità di Nanto, che solo lei ha potuto infonderci, ci ha donato la forza di capire quanto fosse stato falso continuare a combattere ed uccidere per soddisfare le ambizioni di Raoul. Abbiamo capito cosa fosse la compassione, ma ormai... Era troppo tardi.<br>'''Rihaku''': Ora anche Raoul sa cosa siano compassione e tristezza, perché ha ucciso il suo più grande amore, e spero che lo stesso esempio sia d'aiuto per tutti gli uomini. Dimenticate la guerra e riscoprite l'amore! È l'amore la base della vita, e grazie alla carità di Nanto ce ne siamo resi conto. Osservaci dal cielo, Julia. Da oggi sarai ricordata per sempre, perché anche se non siamo riusciti a salvarti, il tuo grande sacrificio e l'esempio di carità che ci hai mostrato rimarranno eternamente nei nostri cuori.
*Allora, hai capito? Non ho bisogno di fama né di gloria. Voglio soltanto distruggerti, Kenshiro! E quando l'avrò fatto, sarò l'uomo più potente del mondo. ('''Raoul''')
*Sì, mi piace! Mi piace sentire tanto dolore dentro di me. Da quanto tempo sogniamo tutti e due questo momento, fratellino? Entrambi siamo in grado di applicare senza paura il colpo finale della scuola di Hokuto: Sdoppiamento delle immagini. Ma uno di noi deve morire. E vuoi sapere una cosa? Non può esiste colpo migliore per ammazzarti, Ken. Sei morto! ('''Raoul''')
*'''Bart''': Combattono ad oltranza senza difendersi. E poi non sembra che si odiano. Combattono e basta.<br>'''Lynn''': Non esiste odio in loro. Non devono. Mio dio, io riesco a vederli da bambini!
*Raoul, Toki ed io ammiravamo tutto quello che facevi quando anni fa studiavamo l'Hokuto e, proprio per l'ammirazione che ho perso di te, non sono mai riuscito a fermarti. ('''Kenshiro''')
*Verrà presto il tempo in cui questo loro combattere, che ormai dura da tempo, avrà perso. E allora, finalmente, le loro anime saranno liberate. ('''Julia''')
=====Episodio 108, ''La stella della morte''=====
*Tu sei un uomo vuoto, Raoul. Invece, dentro di me, è molto forte il pensiero di te e Julia. Sentimenti, Raoul. Questi sono i sentimenti e tu non potrai mai cancellare queste mie sensazioni perché non sei mai stato in grado di provarle. ('''Kenshiro''')
*'''Raoul''': Toki...?<br>'''Toki''': Raoul, perché non vuoi ammetterlo? Perché? Tu puoi capire cos'è l'amore. Il tuo cuore ne è pieno, Raoul.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Non può essere vero!<br>'''Toki''': Guarda in alto. La stella della morte sta brillando per te.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Julia? Quello è sangue. Tu... Tu sei malata, non è vero? Ecco spiegato il tuo pallore. Deve essere grave.<br>'''Julia''': È così. Ho ancora pochi mesi di vita.<br>'''Raoul''': Da quando stai così?<br>'''Julia''': Da quando sono stata rapita da Shin. Mi sono ammalata quasi subito e da allora i miei giorni sono contati. Aspettavo con ansia l'arrivo di questo momento. Ora finalmente potrò liberarmi dal mio fardello. Nel grande libro del destino è scritto che arriverà una nuova era. Ma perché questo si realizzi, è necessario che tu e Ken vi battiate e che io muoia.<br>'''Raoul''': Pazza! Saresti pronta a morire? Pronta a sacrificare la tua giovinezza? Qual è il motivo di tanta determinazione?<br>'''Julia''': Prati verdi, alberi in fiore, tutti gli uomini del mondo torneranno a sorridere di nuovo. La mia vita in cambio di gioia e serenità.<br>'''Raoul''': No, non può essere! Sto piangendo. Devo reagire! Il re di Hokuto non deve assolutamente conoscere la tristezza, non deve! Julia, il tuo ricordo vivrà per sempre nel mio cuore.
*'''Raoul''': Toki, stai cercando di farmi capire che Raoul ama Julia? Ma se le cose stanno così, Ken e io nutriamo entrambi gli stessi sentimenti.<br>'''Toki''': Ci sei arrivato. Il gioco è finito.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Il re di Hokuto deve essere fiero di se stesso, anche se muore.
*Kenshiro, io e te nutriamo gli stessi sentimenti, siamo nella stessa situazione. E allora cosa mi impedisce di batterti? {{NDR|Si prepara a colpire Ken, ma si blocca}} Evidentemente tu lo sapevi. Eri sicuro al cento per cento che non sarei mai riuscito neppure a sfiorarti. Non ho forse ragione, Kenshiro? [...] Ormai conosco tutto. Avevi già deciso di sacrificare la tua vita da molto tempo, non è vero? Era tutto stabilito. Sapevi perfettamente che avresti potuto morire, che questo combattimento sarebbe potuto essere l'ultimo per te. ('''Raoul''')
*Amici! Non ho mai voluto avere amici nella vita, tranne Toki. È stata l'unica persona che mi ha capito. ('''Raoul''')
*Ti prego, mostrami la faccia di chi ha sconfitto Raoul. Tu sei il mio fratello. ('''Raoul''')
*'''Raoul''': Julia, puoi vivere ancora qualche anno. Per quale motivo potrei impedirti di farlo felicemente accanto all'uomo che rappresenta tutta la tua esistenza?<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Raoul, ora ho capito. Hai donato a Julia la tua anima, non è vero?<br>'''Raoul''': Addio, Kenshiro. Toki mi sta aspettando da qualche parte in cielo.<br>'''Kenshiro''': Raoul...<br>'''Raoul''': Non ti avvicinare! Non ti azzardare a fare un altro passo, Ken! È stato il destino a decidere che voi due viviate e che io muoia. E mettiti in testa una cosa: Raoul non ha bisogno dell'aiuto di nessuno, neppure per morire. {{NDR|Viene avvolto da una luce accecante}}<br>'''Julia''': Mai visto niente di simile!<br>'''Bart''': Il corpo di Raoul sta diventando bianco!<br>'''Raoul''': {{NDR|Si trafigge i punti di pressione}} Voglio dirti un'ultima cosa, Ken. {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Il re di Hokuto non ha nessun rimpianto.
*È finita, e il cielo si sta già aprendo per lasciar passare la luce del sole. Se Raoul, Kenshiro e Julia non fossero stati qui, il mondo intero sarebbe vissuto nel buio per molti anni ancora. ('''Rihaku''')
*Addio. Riposa in pace con Toki. Sei stato un grande maestro della Divina scuola di Hokuto. Il tuo ricordo e la tua forza vivranno con me per sempre. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 109, ''Promemoria''=====
*La tecnica leggendaria del soffio, famosa per la sua enorme potenza, è stata tramandata segretamente per duemila anni da maestri della Divina scuola di Hokuto ad uno solo dei loro figli. Attraverso questa tecnica, è possibile distruggere il corpo dall'interno attaccando una parte precisa detta "punto segreto di pressione". Solo gli allievi di Hokuto, potendo utilizzare le loro capacità cerebrali al settanta per cento, contro i dieci usato in generale dagli uomini, sono in grado di eseguirla. Il penultimo successore, Ryuken, aveva adottato quattro bambini: Raoul, Toki, Jagger, Kenshiro. Un giorno, una bambina fu portata alla scuola di Hokuto durante un'allenamento. [...] Poco dopo, un'esplosione nucleare devastò totalmente la vita sul pianeta. Come risultato, si ebbe l'estinzione di molte speci animali, il prosciugamento delle acque e l'inaridimento delle terre. Naturalmente, il fenomeno interessò tutto il globo. Però una delle poche speci a non estinguersi fu quella umana. [...] Tutto il mondo era sotto il dominio della violenza e della paura, e già si aspettava l'arrivo di un uomo che potesse sconfiggerli. [...] È lui l'eroe dei nostri giorni. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
*La lotta {{NDR|tra Kenshiro e Shin}} era stata totalmente inutile. Kenshiro riprende nuovamente il suo cammino, durante il quale incontrerà molti combattenti che diverranno suoi grandi amici. Ma dovrà sopportare anche il dolore di vederli morire dinanzi ai suoi occhi: [...] Rei, l'uccello d'acqua di Nanto sotto la stella della giustizia; [...] Yuda, la gru rossa di Nanto, l'uomo della tentazione; [...] Shu, l'airone bianco di Nanto, l'uomo della lealtà; [...] Sauzer, la fenice di Nanto, l'uomo del comando. [...] Quanto dolore per il secondo dei quattro fratelli, Toki. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
*L'ultimo successore della Divina scuola di Hokuto di duemila anni di tradizioni è Kenshiro. E dopo aver sconfitto Raoul, ha deciso di andare via con la sua donna Julia, lasciando anche Bart e Lynn, i suoi più cari amici. Nessuno sa dove siano andati. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
====[[Explicit]] della serie televisiva====
{{Explicit serie televisive}}
Presto, molto presto lo vedremo tornare da dietro quelle colline. Ne sono sicura. ('''Lynn''')
===''Ken il guerriero 2''===
{{FictionTV
|titoloitaliano= Ken il guerriero 2
|tipofiction= Serie anime
|immagine= Hokuto No Ken 2 tv series logo.png
|didascalia= Logo della serie
|dimensioneimmagine=
|titolooriginale= 北斗の拳 2
|paese= Giappone
|anno= 1987 – 1988
|genere= anime
|stagioni=
|episodi= 43
|regista= [[Toyoo Ashida]]
|ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]]
|doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]]
*[[Keiichi Nanba]]: Bart
*[[Miina Tominaga]]: Lynn
*[[Takeshi Aono]]: Rihaku
*[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]
*[[Ken Yamaguchi]]: Ain
*[[Hideyuki Tanaka]]: Falco
*[[Michihiro Ikemizu]]: Soria
*[[Tessho Genda]]: Shoky
*[[Masaharu Sato]]: Tige
*[[Yousuke Akimoto]]: Borz
*[[Kuniko Koguchi]]: Muh
*[[Daisuke Gori]]: Pirata rosso
*[[Masako Katsuki]]: Laya
*[[Kohei Miyauchi]]: Jukei
*[[Hirotaka Sukuoki]]: Ork il rosso
*[[Kouji Totani]]: Ronn
*[[Shinji Ogawa]]: Hyo
*[[Kenji Utsumi]]: Kaio
*[[Shingeru Chiba]]: Yasha Nero
*[[Gara Takashima]]: Sayaka
|doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Bart/Tige (ep. 7)
*[[Massimo Milazzo]]: Bart (ep. 42-43)/Shoky (ep. 9-10)/Tige (ep. 9-14)/Jukei (ep. 35, 40)/Ork il rosso (ep. 17-43)/Hyo (ep. 31-43)/Yasha Nero (ep. 39-42)
*[[Daniela Caroli]]: Lynn/Muh (ep. 9-10)/Laya (ep. 29, 34)
*[[Marcello Mandò]]: Rihaku/Borz (ep. 9-10)/Ronn (ep. 17-18)/Kaio (ep. 31-32)
*[[Ambrogio Colombo]]: Raoul/Hyo (ep. 22-30)/Kaio/Yasha Nero (ep. 31-38)
*[[Marco Mete]]: Ain/Soria/Shoky (ep. 6)
*[[Bruno Cattaneo]]: Jako/Falco (ep. 6-7, 21)/Pirata rosso (ep. 19-26, 29)/Jukei (ep. 30)/Ronn (ep. 21)/Yasha Nero (ep. 30)/Ork il rosso (ep. 15-16)
*[[Massimo Pizzirani]]: Falco (ep. 8-15)/Jukei (ep. 39)
*[[Stefanella Marrama]]: Louise/Muh (ep. 11-15)
*[[Gabriele Carrara]]: Ronn (ep. 19-20)/Kaio (ep. 36-37)
*[[Francesco Caruso Cardelli]]: Rock
*[[Monica Ward]]: Sayaka
|note=
}}
====Episodio 1, ''...e la vita continua''====
*Non è giusto che le lacrime dei nostri bambini siano formate da fango putrido. ('''Paesano''')
*La pace ha creato una differenziazione tra ricchi e poveri. Si sta velocemente riaffacciando un periodo di confusione. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
*Il mondo sta perdendo la luce un'altra volta. L'unico che può spazzare via le nuvole dov'è? ('''Anziano''')
*È un grande onore lavorare al servizio dell'imperatore... finché morirete. ('''Comandante imperiale''')
*Sì, luce! Dev'essere illuminata tutta la nostra capitale. Qui il buio non esiste. Dev'essere il centro della luce di tutto mondo. Deve risplendere nel buio della notte così come la luna risplende nel cielo. Questo è un ordine di Jako il governatore generale. E siccome i miei poteri discendono dall'imperatore questo è un suo ordine. ('''Jako''')
*Il dominio dell'imperatore si estende su tutto il pianeta. Hokuto e Nanto possono molto poco contro di lui e, per di più, è ormai vicino a raggiungere la supremazia totale. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
*Noi non dobbiamo arrenderci! Anche se Kenshiro è morto, non possiamo smettere di combattere, altrimenti faremo solo il gioco dell'imperatore. È arrivato il momento di rimboccarci le maniche e lottare per arginare la sete di conquista dell'imperatore. Anche se dispone di molta più forza di noi, non dobbiamo permettergli di approfittare della nostra debolezza e di renderci schiavi della sua follia! ('''Joe''')
*'''Bart''': Combattiamo nel nome di colui che avrebbe sacrificato la sua vita per la pace.<br>'''Lynn''': Da quest'uomo abbiamo appreso il significato di amore e coraggio.
*Kenshiro, puoi vederci? Quei due ragazzi combattono sotto il segno dell'Orsa. Aspettano con ansia il tuo ritorno più di quanto loro stessi se ne rendano conto. "Se Kenshiro fosse qui...". Questa speranza è sempre presente nelle loro menti, ma cercano di metterla da parte e continuano a lottare. Se tu riesci a sentire la disperazione di queste piccole anime, ti prego, vieni! Abbiamo bisogno di te, della luce di Hokuto, che dia ancora pace a tutti gli uomini che vivono in questa era disastrata. ('''Rihaku''')
====Episodio 2, ''Ritorno di fiamma''====
*'''Gronko''': Non credere di cavartela!<br>'''Kenshiro''': Tremo tutto. {{NDR|colpisce Gronko}}<br>'''Gronko''': Imbecille! Hai giocato col fuoco e ti sei scottato. L'imperatore ti scoverà, dovunque tu ti nasconda.<br>'''Kenshiro''': Facciamo un giochino. -3, -2, -1...<br>'''Gronko''': Adesso perché conti?! {{NDR|gli esplode la testa}}
====Episodio 3, ''La salvezza viene dal nord''====
*'''Bart''': Ormai la mia vita non mi appartiene più. Ho rinunciato ad essa da quando ho iniziato a combattere sotto il nome dell'Hokuto.<br>'''Lynn''': La stessa cosa vale per me. È tanto ormai che ho deciso di combattere. So che se il destino vorrà potrò perdere la vita, ma questo non mi spaventa. Anzi, sarei felice di morire per salvare la vita di persone innocenti.
*Vengo dal nord unicamente per consegnarti la tua condanna a morte. ('''Kenshiro''')
*'''Bask''': Voglio sapere il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': È completamente inutile che te lo dica. Quando uno muore i suoi ricordi svaniscono.
====Episodio 4, ''Cacciatori di taglie''====
*'''Lynn''': E così Julia è...?<br>'''Kenshiro''': Il suo destino era segnato. Ha vissuto quel poco che le restava serenamente ed è morta in pace sorridendo.
*Detesto chi decide di sgualcirmi gli abiti! ('''Ain''')
*'''Ain''': Scusa la domanda un po' personale, belloccio. Hai una ragazza per caso?<br>'''Kenshiro''': No.<br>'''Ain''': Ma come?! Un fustacchione così popolare?! Beh, meglio così. Mi si apre troppo il cuore nel vedere una donna disperarsi per la morte del suo amato.
*'''Kenshiro''': Ti vesti sempre così?<br>'''Ain''': No, è uno dei mille abitucci che ho nel mio armadio. Stamattina mi piacevano le stelle. Spero che piacciano anche a te. Ne vedrai molte quando ti avrò colpito.
*Pagliaccio a me?! Lo sapevi che sono molto permaloso, no? ('''Ain''')
====Episodio 5, ''La scuola imperiale di Cento''====
*'''Soria''': Nessuno dovrà più ricordare, né tantomeno raccontare, le storie di Hokuto e di Nanto. Ho l'ordine di uccidere chiunque tenterà di tramandarle.<br>'''Mamiya''': Perché? Cos'è, un ricordo?<br>'''Soria''': Nostra signora, la Stella Polare, dev'essere l'unico astro a brillare nel cielo. L'Orsa Maggiore rappresenta un simbolo di pericolo per il nostro imperatore ed è un sinonimo di ribellione. Perciò la volontà suprema ha deciso di cautelarsi da questa minaccia. Gli ordini sono chiari: Hokuto e Nanto devono essere eliminati.<br>'''Mamiya''': Non ha senso!<br>'''Soria''': Questa è l'era dell'imperatore ormai, l'era della Scuola imperiale di Cento!
*'''Soria''': Tu hai amici e ricordi in questo villaggio. Attaccandolo ero sicuro che saresti venuto.<br>'''Kenshiro''': E tu hai distrutto il villaggio! Hai ucciso persone innocenti solo per farmi uscire allo scoperto?!<br>'''Soria''': E allora? Anche questo posto ha molto a che fare con l'Hokuto. Sono Soria dalla luce purpurea, generale dell'imperatore, e ho l'ordine di cancellare l'Hokuto dal mondo.<br>'''Kenshiro''': Maledetto!<br>'''Soria''': Mi dispiace, ma devi considerarti morto.
*Nessuno è mai riuscito a sopravvivere al mio colpo. Uccide senza pietà. [...] La luce undulante di Cento ha distrutto le cellule del tuo corpo ad una ad una irreparabilmente. Ti ho trafitto col mio spirito e ti ho spezzato. Una parte di te si trasformerà in vapore e il resto sarà congelato. Lentamente il tuo corpo si sgretolerà fino a sparire da questo mondo. ('''Soria''')
*'''Soria''': La Scuola imperiale di Cento è la più forte. Con oggi si può segnare la fine dell'Hokuto per sempre.<br>'''Kenshiro''': Hai detto che il tuo nome è Soria della Scuola imperiale di Cento, non è vero? Beh, mi dispiace. Sono le uniche parole che ricordo del tuo discorso.
====Episodio 6, ''L'armata di Hokuto''====
*'''Rihaku''': Ne sei sicuro? L'imperatore ha dato il via alle operazioni?<br>'''Soldato #1''': Sì. L'obiettivo è distruggere Hokuto.<br>'''Rihaku''': Capisco. La Scuola imperiale di Cento diverrebbe la più forte.<br>'''Soldato #2''': E che scuola sarebbe?<br>'''Rihaku''': Beh, insieme a Hokuto avrebbe il compito di proteggere l'imperatore. Fondamentalmente però sono diverse. Alla base dell'Hokuto c'è la capacità di distruggere i corpi mediante le esplosioni interne. È la prima tecnica che viene insegnata, mentre il segreto del Cento è la totale distruzione delle cellule del corpo attraverso lo spirito del combattente. I maestri del Cento sono riconoscibili dallo scintillio delle loro mani. Tempo fa questa scuola era di gran lunga superiore all'Hokuto, ma ora come ora non so proprio quale delle due possa avere la meglio.
*È molto difficile distinguere la luce della stella di Hokuto nel buio della notte. ('''Falco''')
====Episodio 7, ''I falchi di Nanto''====
*'''Kenshiro''': Ain, non cercare di sconfiggermi.<br>'''Ain''': Lo sai che sei proprio scortese? In fondo voglio solo la tua testa. Poi, se fosse Falco ad ucciderti, perderei un bel po' di soldi. Capisci che non mi conviene?
====Episodio 8, ''Quando si vuole bene...''====
*'''Barone''': Voglio che tu uccida Kenshiro. Dagli ultimi rapporti, sembra che si stia avvicinando al mio distretto. Ti do carta bianca per formare il gruppo di uomini ai tuoi ordini, ma devi eliminarlo. E come ricompensa questi uomini diverranno il tuo esercito personale.<br>'''Ain''': Un'offerta davvero generosa. Peccato che non m'interessi neanche un po'.<br>'''Barone''': Ehi, cambia tono quando parli con me! Ti sei dimenticato di quante volte ti ho aiutato? Se non avessi avuto pietà di te saresti ancora un morto di fame. Ho fatto per te quello che non avrei fatto per nessun altro. Se oggi sei quello che sei lo devi solo a me.<br>'''Ain''': Cambia musica! Sei ridicolo quando fai il patetico.<br>'''Barone''': E va bene, se ucciderai Kenshiro ti darò più di una semplice ricompensa. Ti piace il distretto del nord? Sarà tuo con tutto quello che c'è sopra. Che ne dici?<br>'''Ain''': No, no, forse non ci siamo capiti. Io detesto il lavoro di gruppo. Con tutti quei bruti attorno a me perderei il mio fascino. Meglio soli che mali accompagnati.<br>'''Barone''': Rifiuti?!<br>'''Ain''': Su, non te la prendere. Ah, e grazie per la pelliccia.
*In questo mondo schifoso se una persona è viva o morta è esattamente la stessa cosa. Moriremo tutti prima o poi. A questo punto non è meglio morire cercando di cambiare il mondo per far sì che gli altri vivano decentemente? ('''Bart''')
*In fondo hai un cuore anche tu. Cerca di sentire la sua voce ogni tanto. ('''Kenshiro''')
====Episodio 9, ''La capitale dell'Impero''====
*Se mai esiste fonte del vizio, quella è Jako. ('''Shoky''')
====Episodio 10, ''L'ultimo ostacolo''====
*Adesso sono sicuro che è stata a causa della mia debolezza se oggi nella città imperiale regna una simile confusione. La verità è che avrei dovuto ascoltare quanto mi ordinò Raoul. [...] La mia povera vecchia madre stava pregando, e così, grazie a lei, risparmiai la vita a Jako. Qualche tempo dopo morì. Nel frattempo, Jako aveva fatto prigioniero l'imperatore e intitolato la capitale imperiale a suo nome. Da quel giorno, l'imperatore è nascosto da qualche parte in un luogo sconosciuto dove è stato confinato dalla cattiveria di Jako. La missione Cento è di proteggere l'imperatore. Ciò che si svolge sotto i nostri occhi dipende da un mio attimo di debolezza. E sono pertanto io che devo porre fine a questa storia. ('''Falco''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Non bisogna mai fidarsi di una persona che ha gli occhi acquosi. ('''Raoul''')
*Chiunque tenterà di intralciarmi il cammino si consideri già morto. ('''Kenshiro''')
*Hokuto e la Scuola imperiale di Cento, ciascuno a suo modo e ciascuno per proprio conto lavorano per un medesimo obiettivo: la grandezza dell'imperatore. Ma l'imperatore ha fatto in modo che queste due forze lottasero l'una contro l'altra. ('''Rihaku''')
====Episodio 11, ''L'imperatore''====
*'''Falco''': Kenshiro, siamo in posizione di stallo.<br>'''Kenshiro''': No, non è come credi. Tu non conosci ancora la mia potenza, e quando ti mostrerò le tecniche segrete della Divina scuola di Hokuto sarai già morto.
*Un uomo che è capace di uccidere delle donne e dei bambini indifesi non è un essere umano. ('''Ain''')
====Episodio 12, ''La signora dei cieli''====
*'''Falco''': Sei la prima persona che sia riuscita a resistermi e a reagire ai colpi della mia gamba.<br>'''Kenshiro''': È perché io conosco i punti segreti. È soltanto per questo che ti ho sconfitto.<br>'''Falco''': Non esserne tanto sicuro. Io ho dentro di me l'esperienza di 2.000 anni di storia e vi sono comprese anche le tecniche della scuola di Hokuto.
*'''Falco''': Kenshiro, perché non hai ancora fatto uso della mossa definitiva? Dovresti pur sapere che mi costerebbe la vita.<br>'''Kenshiro''': Neanch'io riesco a capirlo. C'è qualcosa nei tuoi occhi che me lo impedisce. Non lo so, è come se mi stiano chiedendo qualcosa.
*'''Falco''': Kenshiro, tu mi hai salvato la vita. Perché?<br>'''Kenshiro''': È stato più forte di me, Falco. So solo che non potevo permettere che venissi ucciso da un essere così immondo.
====Episodio 13, ''Rapimento''====
*Lynn e Louise, la signora del cielo, sono sorelle e sin dalla nascita hanno affrontato un duro destino. C'è un unico nemico ed è Jako. È lui che progetta di dominare il mondo facendosi scudo della signora del cielo. ('''Bart''')
*Io posso essere mezzo morto come affermi tu, Jako, ma anche così sarà un gioco da ragazzi sbarazzarmi di un verme immondo. ('''Falco''')
*'''Lynn''': È il mare. Perché mi hai portato qua?<br>'''Tige''': Questo che vedi è l'unico mare che sia rimasto al mondo. Lo chiamano Mar morto, e oltre le acque c'è un paese che la leggenda ha sempre descritto come terra orribile. Adesso noi tutti ci apprestiamo a navigare questo mare e tu verrai con noi.
====Episodio 14, ''Pirati''====
*'''Rihaku''': La chiamano Nazione dei demoni.<br>'''Bart''': Dei demoni? E perché?<br>'''Rihaku''': Perché non puoi essere altro che un demone per sopravvivere al suo interno. Lì le uniche doti che contano sono la violenza, la prepotenza, la sete di sangue e la tecnica di combattimento che è stata coltivata per quasi 4.000 anni. Il tasso di sopravvivenza è appena dell'uno per cento. Gli uomini devono sostenere più di cento combattimenti prima di raggiungere i quindici anni e solo chi vince può rimanere là. Sì, è un paese veramente orribile.
====Episodio 15, ''La terra dei demoni''====
*'''Kenshiro''': Sei tu che hai ferito Falco?<br>'''Demone''': Precisamente.<br>'''Kenshiro''': Dimmi chi sei, maledetto!<br>'''Demone''': Non posso permetterti di sapere qual è il mio nome. Però sappi che sono uno dei demoni. Non sono sicuro che tu capisca cosa significa. Uccidere me non è come uccidere un normale essere umano.
*'''Falco''': Kenshiro, dalla Divina scuola di Hokuto hai appreso come concentrare tutte le energie della vita in pochi minuti.<br>'''Kenshiro''': Falco, ma sai che significherebbe?<br>'''Falco''': Io avevo creduto che ora sarei potuto essere felice, invece è finita. Sento che mi rimane poco da vivere. Dammi almeno la possibilità di morire con l'onore.<br>'''Kenshiro''': Posso fare ciò che mi chiedi, ma sei sicuro di volerlo davvero?<br>'''Falco''': Io sono il rappresentante della Scuola imperiale di Cento, Kenshiro. Concedimi la facoltà di scegliere la mia morte.
*'''Lynn''': Le usanze di questo territorio sono davvero barbare!<br>'''Caesar''': Devi sapere che, secondo la nostra religione, lo spirito di un uomo continua a vivere nel corpo del suo uccisore.
====Episodio 16, ''Killer''====
*'''Demone''': La Sacra gemma di Hokuto?!<br>'''Ork il Rosso''': Già, si chiama così perché è perfezionata. Questa tecnica è fiorita su un altro mondo e migliora quella più antica della Sacra scuola di Hokuto. È molto efficace e fornisce una grande potenza.
*Kenshiro è molto preparato. Io sono sicuro che lui vincerà facilmente la sua lotta contro i demoni, dopodiché anche qui si potrà vivere in pace. Ma Kenshiro non è che un guerriero che appare e scompare. Sgominati i demoni, non avrà più motivo di stare qui, quindi l'unica stella che continuerà a brillare sarà la gemma di Hokuto. ('''Ork il Rosso''')
*Fino a quando continuerai ad essere vincitore, io posso perdonare la tua grande presunzione. ('''Caesar''')
*Questa è una cosa che ti è difficile comprendere, ma sappi che esistono anche uomini che non vivono soltanto per sé stessi. ('''Ork il Rosso''')
====Episodio 17, ''Amore rubato''====
*'''Bambino''': Ma che cosa vuol dire "[[amore]]"? Non ne ho mai sentito parlare.<br>'''Leia''': Se un vostro amico o una persona a cui volete bene muore, vi sentite tristi, vero? Nessuno può cambiare i vostri [[Sentimento|sentimenti]] perché questi sono da sempre dentro di voi e nessuno può portarveli via. Non può riuscirci perché è stata la natura a farvene dono. E anche se ciò che abbiamo intorno non è altro che violenza e odio, dobbiamo chiudere gli occhi e cercare l'amore che è dentro di noi. Solo così potremmo raggiungere la felicità.
*La Scuola di Hokuto Gemmy è davvero qualcosa di incredibile. Ha sviluppato una tecnica di combattimento che è senz'altro la più atroce e la più forte di tutto il mondo. Nessuno può resistere. Finora il suo esercizio è rimasto limitato a quest'isola, ma potrebbe allargarsi da un momento all'altro. ('''Leia''')
*Una persona che insegna il significato dell'amore non dovrebbe parlare di morte. ('''Kenshiro''')
*Hai commesso l'errore tipico dei più grandi condottieri del passato: pensare di essere il più forte prima dell'inizio della battaglia. ('''Ork il Rosso''')
*'''Leia''': Attraverso la Scuola di Hokuto Gemmy si arriva ad una perfezione del fisico e dello spirito tale che nulla appare più insormontabile. L'ambizione personale prevale che il buon senso equita...<br>'''Kenshiro''': Verso la distruzione totale.
====Episodio 18, ''Neve rosso sangue''====
*'''Kenshiro''': Dimmi perché dovremmo batterci.<br>'''Ronn''': Perché? Perché tu sei un uomo troppo forte e coraggioso. Me ne sono accordo appena ti ho visto in faccia. Sei un combattente valoroso e forse in un'altra occasione saresti potuto essermi utile, ma ora come ora non posso permettere che tu esca da questo castello vivo.
*'''Lynn''': Guarda la neve!<br>'''Ork il Rosso''': La neve! Osservala bene, Lynn, fintanto che è bianca, perché fra pochi minuti si tingerà di rosso, il rosso del sangue dell'Hokuto.
*Mi eccita molto restare col fiato sospeso. Per noi demoni il rischio è la base della vita. Non pensare che possa essere un'handicap. ('''Ronn''')
====Episodio 19, ''Il ritorno di Raoul''====
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ork il Rosso''': Dimmi, che tipo di tecnica hai usato?<br>'''Jukei''': Scuola di Hokuto Gemmy.<br>'''Ork il Rosso''': Scuola di Hokuto Gemmy? Ti prego, vecchio, insegnami questa tecnica di combattimento.<br>'''Leia''': Ork, ti prego, lascia stare! Non è combattendo che si risolvono i problemi. Diventeresti anche tu come loro e io non voglio.<br>'''Jukei''': La tua amica non ha tutti i torti, uomo. Sei a conoscenza della leggenda del Salvatore di quest'isola? Se desideri vivere felice con la tua donna, aspetta che arrivi. Non sarà un'attesa lunga e il destino vuole che capiterà da queste parti. Sconfiggerà i tre demoni e porterà la pace che tutti sognano, ma tu devi aspettare.<br>'''Ork il Rosso''': Ma io non voglio. Vede che vuol dire essere deboli? Significa non poter sperare in un domani migliore. Mi dispiace, ma questo non fa per me. Volgio un'arma invincibile, diventare il più forte.<br>'''Jukei''': La Scuola di Hokuto Gemmy costruisce armi diaboliche, rende incapaci di distinguire la differenza fra il bene e il male. Ti senti pronto ad apprenderla?<br>'''Ork il Rosso''': Non vedo l'ora, vecchio. Lo desidero. Ho già ucciso, ma voglio farlo ancora.
*'''Ork il Rosso''': Il maestro Jukei ha svegliato le mie ambizioni e ora loro mi guidano verso la vittoria. Ora sono io il più forte. Sono in grado di prendere il controllo di quest'isola e di tutto il mondo. Sarei stato sciocco ad aspettare il Salvatore.<br>'''Lynn''': Scusa, Ork, ma in tutto questo non mi hai ancora detto una cosa. Chi è questo salvatore?<br>'''Ork il Rosso''': Un uomo fortissimo, il re della fine di questo secolo. Il suo nome è... Raoul.<br>'''Lynn''': Come?! Non è possibile! Raoul?!<br>'''Ork il Rosso''': Che c'è? Conosci quell'uomo? Lynn!<br>[...]<br>'''Lynn''': Kenshiro è l'uomo che ha sconfitto Raoul, il Salvatore di cui parlavi.<br>[...]<br>'''Ork il Rosso''': È pazzesco! Quell'uomo ha davvero battuto Raoul?<br>'''Lynn''': Sì, è così.<br>'''Ork il Rosso''': Ma come ha fatto? Raoul, il Salvatore, era praticamente imbattibile.
*Non sono qui per darti un saggio di tecnica, ma per ucciderti. ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Un vero uomo deve essere forte e deve saper combattere. ('''Raoul''')
====Episodio 20, ''Casa, dolce casa''====
*'''Jukei''': Ho infranto il giuramento fatto al mio maestro e ho insegnato l'arte della Scuola di Hokuto Gemmy a tre uomini, ma loro sono diventati demoni e hanno preso il possesso di tutta quest'isola ed è stato l'inizio dell'inferno e la fina della pace. Comunque, sono convinto di una cosa: Raoul è l'unico uomo al mondo capace di liberare quest'isola dai demoni e lo farà a costo della vita.<br>'''Leia''': Ma come faceva a sapere che il Salvatore sarebbe venuto? E perché tutti su quest'isola hanno sempre creduto alla leggenda di Raoul e ne erano spaventati?<br>'''Jukei''': Perché Raoul è nato su quest'isola, dalla quale proviene anche la Sacra scuola di Hokuto, e nessuno può mai dimenticare la terra dove è nato.
*Quest'isola stava per capitolare in seguito all'invasione di una nazione straniera. Quando realizzai che la civiltà stava per essere distrutta e che tutto sarebbe stato azzerato e riportato al principio, decisi di mandare via da quest'isola tre ragazzi. I loro nomi erano Raoul, Toki e Kenshiro. ('''Jukei''')
*Il giorno in cui la vita ricomincerà da zero, la [[spada]] sarà l'unica a poter dettar legge. ('''Jukei''')
====Episodio 21, ''Il liberatore''====
*{{NDR|Flashback}}<br>Appena ne avrò il tempo attraverserò il mare e riprenderò quell'isola sotto il mio controllo. Ti do questo medaglione come pegno della mia promessa. Ora la tua terra è anche la mia. ('''Raoul''')
*'''Buron''': Non uccidermi, ti prego! Ti prego!<br>'''Kenshiro''': Cosa c'è? Hai dimenticato le tue stesse parole? Su quest'isola più si uccide più si viene rispettati, e ora lo so anch'io.
====Episodio 22, ''I sette cavalieri''====
*'''Lynn''': Senti, Ork, ma tu non puoi fare niente per aiutare quella gente?<br>'''Ork il Rosso''': Io non ho fatto altro fino ad oggi, e continuerò a farlo per tutto il resto dei miei giorni. Distruggere tutti i demoni è la mia più grande ambizione.<br>'''Lynn''': Ma questa... questa è una cosa orribile!<br>'''Ork il Rosso''': Sei una strana donna e, quando ti sono vicino, fai sentire strano anche me.
*'''Kosem''': Sai, ci siamo ribellati perché dal medaglione sembrava stesse per arrivare Raoul. Invece non si trattava di lui, ma di un altro. L'uomo che ha attraversato il mare si chiama Kenshiro.<br>'''Rock''': Kenshiro?<br>'''Kosem''': Credo che Raoul sia stato battuto da lui.<br>'''Rock''': Che cosa?! Perché? Per che cosa ho aspettato tanto tempo? Allora ho vissuto sognando in vano il giorno in cui io e Raoul avremmo combattuto a fianco.
*La lotta per la libertà non morirà con Raoul. Ora saremo noi a continuare la sua leggenda. ('''Rock''')
*È con grande dolore che sono costretto a ordinare queste esecuzioni. Perché, così facendo, verrò privato di preziosa manodopera schiava. ('''Bruce''')
*Il granchio è uno dei miei piatti preferiti. [...] Sei pronto per essere cucinato. ('''Kenshiro''')
====Episodio 23, ''La leggenda continua''====
*'''Kenshiro''': In genere mi è sufficiente usare una sola volta il mio pugno per porre termine a un combattimento, ma ora qualcosa mi impedisce di ucciderti.<br>'''Rock''': Ma che cosa?<br>'''Kenshiro''': Nei tuoi occhi non c'è desiderio di sangue. Posso leggervi soltanto una grande tristezza.
*{{NDR|Flashback}}<br>La forza bruta non è certo sinonimo di civiltà. ('''Rock''')
*Morirai per tua stessa mano! ('''Kenshiro''')
*Io ti chiedo di avere molta cura di te stesso, Rock. Perché se tu morissi tutta questa gente rimarrebbe senza una guida e altre madri verserebbero il loro sangue. ('''Kenshiro''')
==Citazioni su ''Ken il guerriero''==
*Crescendo ne compresi la complessità e la profondità, un'opera che mi ha regalato tanto a livello emotivo e personale, tanto da spingermi molti anni fa a decidere che il mio primo tatuaggio sarebbe stato l'orsa maggiore! ([[Maurizio Merluzzo]])
*Io e il Signor Hara stavamo cercando di creare un nuovo fumetto sulle arti marziali. Ero convinto che il suo disegno vigoroso sarebbe stato ideale per un'opera di combattimento. Tuttavia, per rendere il fumetto interessante e originale, mancava una trovata, una qualche tecnica mortale che caratterizzasse il protagonista. [...] Un giorno mentre passeggiavo a Tokyo nel quartiere di Jinbocho, entrai in una libreria in viale Suzuran specializzata in autori cinesi. [...] Trovai un libro dalla copertina rossa e cominciai a sfogliarlo. Non che il libro in sé fosse particolarmente interessante, ma a un certo punto parlava di uno studente cinese di medicina appassionato di agopuntura, che sperimentò su di sé un punto di pressione per migliorare la vista ma che, avendo esagerato, ottenne l'effetto contrario e la sua vista peggiorò. Nel libro l'episodio veniva raccontato come il gesto coraggioso di un appassionato studioso. Inizialmente mi sembrò una barzelletta, ma un secondo dopo venni folgorato da un'intuizione e capii che era proprio quello l'espediente che cercavo per il nostro fumetto. L'idea che un colpo sui punti di pressione sarebbe stato in grado di distruggere il corpo umano era perfetta per un fumetto per ragazzi, perché tale tecnica avrebbe permesso anche a un uomo debole di sconfiggere avversari molto più forti. ([[Nobuhiko Horie]])
*Quando ero bambino mio fratello mi faceva guardare Kenshiro di nascosto perché mia madre non voleva, essendo molto violento. E sin da subito mi innamorai di quel futuro post atomico dove Ken il guerriero faceva giustizia a cazzottoni! ([[Maurizio Merluzzo]])
*Un'opera che ha segnato la crescita di intere generazioni di italiani, diventando parte dell’immaginario collettivo della nostra Nazione. ([[Giorgia Meloni]])
===[[Buronson]]===
*Ho pensato, dopo aver letto e riletto tante volte, che è assurdo che tutti amino Julia.
*In poche parole {{NDR|i nuovi manga}} si sono limitati a scimmiottare la violenza di ''Hokuto No Ken'' ma non hanno capito che le cose da "rubare" erano altre. [...] non è il modo di uccidere, lo ripeto da tanto tempo, ma è come si muore. Gli autori che hanno travisato quest’aspetto non hanno ottenuto il succeso sperato.
*In realtà, la storia è veramente un susseguirsi di aggiunte fatte in seguito. So che la cosa può suonare male, ma non è che non avessi pensato allo sviluppo generale della trama, più che altro non avevo margini di tempo per elaborare meglio perché avevamo scadenze settimanali. [...] Quindi, quando il maestro Hara veniva a chiedermi "Come dobbiamo andare avanti?", io rispondevo "Non lo so neanch'io!". Insomma, se non pensavo io non si poteva procedere.
*Inizialmente si trattava di una storia ambientata ai giorni nostri... era in un riformatorio mi pare, no!? La struttura del racconto ruotava attorno a questo liceale, Kenshiro, che fugge da lì. Insomma, sembrava un moderno giustiziere.
*Le caratteristiche dei cattivi sono dovute cambiare col tempo. Non potevo proporre sempre cattivi in stile {{NDR|il colonnello}} o Jagi, altrimenti la saga sarebbe diventata noiosa, e Kenshiro avrebbe affrontato sempre nemici di basso livello spirituale, senza poter diventare davvero più forte. Per questo è venuto fuori Souther, il nemico più forte di Hokuto. Meglio presentare i cattivi con le loro convinzioni e ambizioni, che avevano alle spalle un passato particolare. Anche Kaioh ne è un esempio.
*Molti mi chiedono come abbia ideato il mondo di ''Ken il guerriero'' e penso che, per me, sia stata fondamentale l'esperienza che ho avuto in Cambogia. Un anno prima che mi venisse richiesto di scrivere la sceneggiatura di ''Hokuto No Ken'', infatti, ebbi l'occasione di visitare appunto la Cambogia, dove all'epoca erano ancora evidenti le tracce del [[Genocidio cambogiano|genocidio]] di tre milioni di civili a opera di [[Pol Pot]]. Ovunque era pieno di mine e di ossa. Lì ho visto più resti umani di quanti ne avrei mai voluti vedere in tutta la mia vita. [...] L'aver visto tali atrocità in prima persona mi ha permesso, in seguito, di collocare Kenshiro in un'ambientazione simile. [...] In un mondo del genere, la giustizia non esiste e prevale unicamente la "forza". Per questo mi sembrò naturale che, in un'epoca come quella di ''Ken il guerriero'', Raoh dovesse esercitare il governo attraverso la violenza. Se non esiste alcuna legge, l'unico modo per imporsi è il potere. Ed è proprio questo il principio che ha guidato Raoh.
*Non ho creato ''Hokuto No Ken'' ritenendo che l'essere umano dovesse essere in questa maniera o pensando a qualcosa in particolare, semplicemente è un manga che ho realizzato con l’intento di creare una bella opera, tutto qua. Ovviamente, questo non significa che lo ritengo solo un manga interessante e basta, sono infatti ben contento se riesce a trasmettere qualcosa. Ad esempio, leggendolo, magari c'è chi ne trae delle sensazioni positive e chi impara che l'amicizia sia una cosa meravigliosa. In definitiva, dopo ben trent'anni, il fatto che venga ancora letto mi rende profondamente felice e, comunque sia, tu sei davvero ben informato, ne sai anche più di me.
*Per le tecniche ci siamo serviti di un dizionario di arti marziali antiche, ma non abbiamo ripreso i nomi fedelmente, ne abbiamo fatto un mix.
*Volevamo creare una saga in cui uomini in carne e ossa facessero da protagonisti, quale idea migliore di farne maestri di arti marziali?
===[[Alessio Cigliano]]===
*All'inizio essere ricordato solo per Kenshiro mi seccava un po', proprio per le tante opere su cui avevo lavorato. Poi però mi sono accorto che è un personaggio iconico, che comunque fa parte della mia vita e del mio percorso artistico e ho imparato ad apprezzarlo e a tenerlo nel bagaglio della mia esperienza. È un personaggio che ha lasciato una traccia importante in tutti coloro che l'hanno visto e apprezzato, e in parte questa grande popolarità è dovuta anche alla mia interpretazione; quindi mi fa piacere aver contribuito alla riuscita di una serie che è rimasta ben salda nell'immaginario collettivo.
*La serie era particolare, anticonformista rispetto agli anime che io conoscevo come spettatore e che avevo doppiato fino ad allora. Sinceramente, credevo che sarebbe stata vista da poche persone. Non ne comprendevo la portata. Il personaggio era più grande di me e io avevo una voce più leggera, quindi ho sempre fatto molta fatica a interpretarlo. Ma ho cercato comunque di dare il massimo per ottenere un risultato quantomeno accettabile.
*{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito.
*Sinceramente, mentre la doppiavo non credevo che diventasse così famosa! Parliamo di oltre 15 anni fa, e all'epoca ne doppiavo tante. Poi col tempo, e soprattutto con l'avvento di Internet, mi sono reso conto che spesso venivo citato più per Ken che per altri personaggi che sono stati sicuramente più impegnativi, e l'ho trovato divertente.
*Trovavo l'atmosfera troppo cupa, e spesso gratuitamente violenta. Comunque sempre meglio di certe ambientazioni sdolcinate e buoniste! Se devo dargli un voto, direi che rasenta la sufficienza.
*Tutto avrei pensato tranne che potesse diventare qualcosa di "cult". Sono contento, l'ho fatto quando ero molto piccolo e mi è piaciuto tanto farlo.
===[[Tetsuo Hara]]===
*A differenza di altri lavori precedenti, Buronson, il mio sceneggiatore, mi ha lasciato grandi spazi per muovermi nel mondo che aveva ideato e nella caratterizzazione dei suoi personaggi. Per questa ragione c'è molto anche di mio in Kenshiro sebbene non sia una creazione mia.
*Durante la pubblicazione di ''Don Quijote'' ci siamo resi conto abbastanza rapidamente che la serie non aveva il successo che desideravamo. Alla quarta settimana di pubblicazione, il Signor Horie venne una sera nel mio studio, e dopo che il sake ebbe fatto il suo effetto eravamo tutti e due un po' brilli. A quel punto mi ha lanciato un libro dicendomi: "Tieni, sono andato a fare un giro nel quartiere dei venditori di libri a Tokyo e ho trovato questo. Non ti va di fare una storia sulle arti marziali cinesi? Questo è sui punti di pressione del corpo umano, dovremmo farne una storia dove i personaggi esplodono quanto vengono premuti, sarebbe geniale!" Ero abbastanza sconvolto: mi aveva chiesto di disegnare sul motocross, e mi ci ero impegnato senza troppo riflettere, e di punto in bianco mi si propose un altro genere! Ma non vi nascondo che all'inizio l'idea mi attirava. Sono sempre stato un fan delle arti marziali e dei personaggi come Bruce Lee. Poiché non ero tanto soddisfatto del manga a cui stavo lavorando ho preso al volo quest’occasione, e lanciammo questo nuovo progetto parallelamente alla conclusione del precedente. In quel momento ha avuto inizio ''Hokuto no Ken''. Ma non vorrei vi faceste un'idea sbagliata su di me, non sono solito bere così tanto!
*''Hokuto no Ken'' è soprattutto la storia di un eroe, di un salvatore che arriva a sconfiggere dei cattivi molto cattivi. Non c'è altra soluzione possibile che uccidere questi criminali e la serie è famosa per queste scene, perché l'eroe fa quello che è necessario fare. Per smorzare un po' questa violenza abbiamo creato una base di onomatopee e suoni grotteschi, ma apparentemente questi non sono stati utilizzati nella traduzione francese. Certe di queste onomatopee sono poi diventate parole molto famose in Giappone: tutti conoscono infatti la parola "Shibebu" che non vuol dire niente in particolare, ma che abbiamo inventato per indicare un'esplosione. Ha anche finito per entrare a far parte del linguaggio comune, e i giapponesi lo usano fra di loro scherzosamente quasi per dire "stai per esplodere", sia tra adulti che tra bambini. Oltre alla sdrammatizzazione offerta, queste parole hanno permesso a Hokuto no Ken di essere apprezzato per la sua storia, ma anche per i suoi aspetti comici che hanno attirato un pubblico più vasto. Cosa che ci ha anche permesso di controbilanciare la serietà e la violenza dell'opera, permettendo che fosse presa per quello che realmente è, e apprezzata per questo. Tuttavia, ho sentito dire che la versione animata francese ha comunque subito un'edulcorazione attraverso il doppiaggio. Che fosse una cosa voluta o meno, è una cosa comunque successa, e il risultato finale non è pessimo. Aldilà dell'aspetto comico sdrammatizzante, volevamo anche sviluppare i numerosi aspetti della trama: le storie d'amore e di fratellanza, il percorso di sofferenza di Ken... Erano questi per tutti noi i temi principali di questa serie, non la violenza che allontanava parecchia gente. Anche in Giappone, comunque, abbiamo dovuto far fronte a gruppi di persone che si opponevano alla nostra serie, chiedendone un'interruzione prematura. Ma si tratta comunque di poca cosa rispetto a quanto è accaduto in Francia.
*''Hokuto no Ken'', più che un opera che inciti alla violenza, mi sembra al contrario un fumetto che la previene, offrendo al pubblico una valvola di sfogo dallo stress e dai soprusi di tutti i giorni.
*''Hokuto no Ken'' rappresenta tutto quello che avevo voglia di disegnare da giovane: uomini forti, combattenti carismatici, eroi nei quali vorremmo identificarci e assomigliare. Avevo cominciato da poco la mia carriera da professionista che già disegnavo il genere che desideravo. Come potete immaginare, dopo cinque anni passati su questa serie, ero talmente soddisfatto che non sapevo proprio cos'altro poter fare. Mi dissi che avevo già guadagnato molto denaro che mi sarebbe potuto bastare fino alla fine dei miei giorni. Poi, a un certo punto sono tornato alla realtà, e data la necessità di pagare le tasse dovevo continuare a lavorare!
*In ''Ken il Guerriero'' ho voluto rappresentare la virilità dei combattimenti. Tra i personaggi prediligo Shu perché non è bello come tutti gli altri personaggi della storia, mentre la tecnica di combattimento che più mi ha affascinato è quella di Rey, ossia il colpo dell'Uccello d'Acqua di Nanto. La scena che mi è rimasta più impressa nella mente è senza dubbio quella con Shin, al termine del decimo episodio: forse perché chiude il primo capitolo delle avventure del maestro di Hokuto.
*In passato, ero un grande fan di [[Bruce Lee]] da giovane, guardavo continuamente i suoi film. Avevo circa quindici anni quando è morto, e l'annuncio mi ha profondamente sconvolto. Mancava qualcosa nella mia vita e avevo un irrefrenabile bisogno di rilanciarmi in questo genere, per ritrovare lo stesso brivido e la stessa passione. Non trovando in alcun modo persone capaci di riempire questo vuoto mi sono detto che era mio compito farlo, ma non con un film, bensì con un manga. Quando divenni un professionista qualche anno dopo mi venne infine offerta questa possibilità. Bruce Lee fu promotore di un successo globale del genere dei film di arti marziali, ma come tutti i successi improvvisi era destinato a vedere scemare l'entusiasmo. Per me non poteva finire tutto in questo modo, e non ero il solo ad avere questo genere di sensazioni dopo la sua scomparsa; credo, che gran parte del pubblico ha compreso quello che volevo comunicare, si è rivisto nelle mie motivazioni, ed è questo a spiegare il successo di ''Hokuto no Ken''.
*Purtroppo da giovane ho visto situazioni di bullismo a scuola, non hanno riguardato me personalmente ma è da lì che ho preso ispirazione, ad esempio, per personaggi come Zeed: nel manga volevo una rivincita sconfiggendo quei prepotenti che nella vita facevano soffrire gli altri.
*Sono molto onorato di sapere che la mia opera ha avuto successo in Italia. Non saprei individuare un chiaro motivo, ma forse c'entra il fatto che in questo lavoro sono stati inseriti degli elementi che piacciono al pubblico italiano. Per esempio, l'influenza degli spaghetti western che guardavo insieme a mio padre quando ero piccolo. E poi mi piacevano gli attori di origine italiana come Al Pacino, Robert De Niro e Sylvester Stallone. Gli atteggiamenti di questi grandi attori o le loro espressioni facciali potrebbero essersi riflesse nei personaggi della mia opera.
===[[Stefano Olivari]]===
*L'aspetto commerciale e ludico non ha mai superato i valori del personaggio e della storia: onore, giustizia, integrità, un senso quasi messianico della propria missione sulla Terra. Il tutto da difendere con la forza, perché certe cose i cattivi non le capiscono e allora bisogna fargliele capire.
*L'attualità di ''Ken il guerriero'' discende anche dal dibattito che generò negli Ottanta e Novanta, con un esercito di giornalisti, psicologi e sociologi a spiegare i pericoli che quella violenza avrebbe creato nelle menti di bambini e adolescenti. Al traino molti politici, di destra e di sinistra [...]. Siccome non risulta che l'Europa e il Giappone si siano riempiti di serial killer, mentre la violenza giovanile è molto superiore oggi, nel 2024 si può dire che quei dibattiti fossero infondati. [...] Il problema con Ken, alla radice poi anche del suo successo, è che fu preso come emblema della violenza dei buoni, giustificata da quella precedente dei cattivi. E del resto Buronson per il suo nickname si era ispirato all'idolo Charles Bronson: insomma, un po' Giustiziere della notte, un po' depositario delle tradizioni dell'antico Giappone, Kenshiro più che appassionati ha tifosi.
*Quello che per noi sarà per sempre ''Ken il guerriero'', in giapponese ''Hokuto no Ken'', è un purissimo prodotto della cultura anni Ottanta, ma discendente diretto dei valori del Giappone tradizionale.
==Bibliografia==
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 1, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828784104
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 2, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828787150
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 3, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828796848
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 4, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221900606
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 5, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221902150
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 6, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221903690
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 7, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221908275
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 8, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221910476
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 9, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221913149
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 10, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221915204
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 11, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221918267
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 12, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221920543
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 13, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221922974
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 14, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221926972
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 15, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221927221
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 16, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221929102
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 17, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221931105
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 18, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221938289
==Voci correlate==
*''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (film)
*''[[Il ritorno di Kenshiro]]''
*''[[Ken il guerriero - La trilogia]]''
*''Ken il guerriero - La leggenda''
**''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''
**''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]''
**''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]''
**''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]''
**''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]''
*''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
:{{Pedia|Episodi di Ken il guerriero|}}
:{{Pedia|Episodi di Ken il guerriero 2|}}
[[Categoria:Ken il guerriero]]
[[Categoria:Manga]]
[[Categoria:Serie televisive anime]]
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2026-05-09T16:37:07Z
Mariomassone
17056
/* Episodio 23, La leggenda continua */
1412999
wikitext
text/x-wiki
[[File:Hokuto no ken logo.png|right|400 px]]
'''''Ken il guerriero''''', manga scritto da [[Buronson]] e disegnato da [[Tetsuo Hara]], diventato poi una serie televisiva anime.
==Manga==
{{fumetto
|immagine= Manga di Kenshiro 03.JPG
|tipo = manga
|titolo = Ken il guerriero
|titolo originale = 北斗の拳
|titolo traslitterato = Hokuto no Ken
|lingua originale = giapponese
|paese = Giappone
|genere =
|target = shōnen
|autore = [[Buronson]]
|editore = Shūeisha
|pubblicazione = 1983 – 1988
|editoreitaliano = Granata Press
|pubblicazioneitaliana = 1990 – 1994
}}
===Volume 1===
*Alla fine del XX secolo, il mondo venne avvolto dalle fiamme atomiche! I mari si prosciugarono, la terra si spezzò... e sembrò che ogni forma di vita si fosse estinta. Eppure... La razza umana era sopravvissuta!
*In quest'epoca non ci si può permettere di avere il cuore tenero! ('''Bat''')
*Ormai l'acqua e il cibo sono i beni più preziosi, e solo i più forti riescono a sopravvivere. È la legge della giungla. ('''Bat''')
*Di questi tempi i bambini non servono a nulla. ('''Bat''')
*Secondo la leggenda, molto tempo fa in Cina esisteva una temibile arte marziale assassina chiamata Divina scuola di Hokuto. Chi la praticava, poteva concentrare tutta la propria energia in un singolo pugno prima di colpire i punti di pressione del corpo, infliggendo danni interni tali da causare morte certa! ('''Anziano''')
*Tu sei già morto. ('''Kenshiro''')
*Dinnanzi alla Divina scuola di Hokuto, la tecnica assassina definitiva tramandata esclusivamente a un unico successore, una freccia non è nulla di più di un bastoncino immobile. ('''Kenshiro''')
*Il [[domani]] è più importante del presente. ('''Sig. Misumi''')
*Gli esseri umani usano solo il 30% della loro reale forza. Grazie agli insegnamenti della Divina scuola di Hokuto, io posso accedere al restante 70%. ('''Kenshiro''')
*Ho colpito i tōi, due punti dei 708 punti segreti di pressione. Quando estrarrò i miei pollici, ti rimarranno tre secondi di vita. Approfitta di quei tre secondi per pentirti dei tuoi crimini. ('''Kenshiro''')
*Sei così lento da farmi sbadigliare. ('''Kenshiro''')
*La Divina scuola di Hokuto è un'arte marziale assassina. È proprio col favore delle tenebre che esprime al meglio le sue potenzialità. ('''Kenshiro''')
*Il firmamento ha due poli: nord e sud, Hokuto e Nanto. Ogni cosa del creato condivide un opposto polare. Uomo e donna, ombra e luce, yin e yang... persino i guardiani niō. Lo stesso vale per le tecniche assassine, con la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto! La Divina scuola di Hokuto è capace di causare un esplosione dall'interno colpendo i punti segreti di pressione del corpo, ed è quindi yin, l'ombra... mentre la Sacra scuola di Nanto, il pugno che distrugge i suoi avversari con colpi esterni, è yang, la luce! ('''Shin''')
*La [[forza]] è [[giustizia]]. Che grande epoca che è quella in cui viviamo! Chi è forte può impossessarsi di tutto ciò che vuole senza farsi scrupoli! ('''Shin''')
*La Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto sono due facce della stessa medaglia. Non devono combattersi, ma collaborare per tramandare le loro discipline alle generazioni future. ('''Ryuken''')
*Uno come te non potrà mai battermi! Tra noi due c'è una differenza fatale... l'ambizione e l'ossessione! È l'[[ossessione]] che rende un uomo forte. E tu non ne hai. ('''Shin''')
*Terribile quanto il cuore delle [[Donna|donne]] sia volubile, eh?! ('''Shin''')
*'''Shin''': T... tu non sei davvero più il Kenshiro di una volta... Come è possibile...?<br>'''Kenshiro''': L'ossessione! Ciò che mi ha cambiato è l'ossessione che tu mi hai insegnato!
*Hai forse scordato che sono un esperto dell'assassinio? Non basta certo avvicinarsi silenziosamente per prendermi alle spalle. ('''Kenshiro''')
*È stata la rabbia a sconfiggere le tue tecniche segrete. La mia rabbia più grande di qualunque ossessione! ('''Kenshiro''')
*Per la prima volta in vita mia, piansi. Nonostante tutti gli sforzi, fino all'ultimo momento, non sono riuscito a conquistare il suo cuore... e tutto perché nel suo animo ci sei sempre stato tu. ('''Shin''')
*'''Bat''': Perché hai scavato una tomba per un simile uomo?!<br>'''Kenshiro''': Perché amavamo la stessa donna.
===Volume 2===
*Se non volete morire, fatevi da parte. Fra me e voi c'è un abisso. [...] Pare che solo morendo riuscirete ad afferrare il concetto. ('''Kenshiro''')
*Per me i Berretti rossi non sono che dei bambini. ('''Kenshiro''')
*Pensavi davvero che avrei lasciato in vita feccia come te?! ('''Kenshiro''')
*Si dice che i cacciatori provetti siano in grado di percepire le prede anche solo dal movimento dell'aria. ('''Colonnello''')
*Nessuna delle mie prede era mai riuscita ad avvicinarsi così tanto che me ne accorgessi. ('''Kenshiro''')
*'''Colonnello''': I Berretti rossi... Precise macchine da guerra e valorosi soldati. Ma più di ogni cosa, erano uomini motivati da una fede cieca! La lealtà verso il loro paese! Però un giorno... quando andai al palazzo del generale per fare rapporto, trovai tutti completamente ubriachi... [...] In quella stanza c'erano le alte sfere di governo e i proprietari di grosse aziende... Quelle erano le persone che governavano il paese... Rimasi scioccato nello scoprire che genere di uomini fossero quelli che davano ordini a noi militari! Non ci eravamo addestrati rischiando la vita per giurare fedeltà a quei porci corrotti! E poi un giorno, quei maiali disgustosi scelsero il sistema più stupido per assicurarsi di conservare i propri interessi! Desiderosi di risolvere in fetta il conflitto, decisero di premere il pulsante che nessuno avrebbe mai dovuto premere. E fu la fine di tutto. Quei maledetti porci si seppellirono con le proprie mani, mentre noi sopravvivemmo grazie ai nostri corpi fortificati! Dio ci ha scelto! Ora hai capito? Non permetterò che quella follia si ripeta! E perché ciò avvenga, è necessaria la creazione di un popolo straordinario, unito dalla stessa ideologia.<br>'''Kenshiro''': Non ti rendi conto che anche la tua soluzione è folle?!
*'''Colonnello''': Dimmi perché. Perché sei così motivato a sconfiggermi? Cos'è che ti spinge ad affrontare un simile rischio?!<br>'''Kenshiro''': Io non ho più alcuna motivazione. Sono un uomo che ha perso tutto! Però... Le lacrime versate dai bambini che sono diventati le vittime di fanatici come voi... La loro tristezza... Ecco cosa mi ha portato ad affrontarti. La tua delirante ambizione finisce qui!
*Ammetto che sei dotato di capacità straordinarie, che però in fin dei conti sono solo il risultato di venti o trenta anni di allenamento. Invece nelle mie vene scorre il sangue di un assassino, avendo appreso la Divina scuola di Hokuto e i suoi insegnamenti che vengono tramandati a un unico successore da 1800 anni. Io sono sempre stato un assassino, fin dal momento in cui sono nato. ('''Kenshiro''')
*La [[pietà]] è fatale per un [[guerriero]]. Provando pietà si annullano le proprie abilità combattive, e le tue sono svanite per salvare quella marmocchia! ('''Colonnello''')
*Non serve rischiare la vita per sconfiggere un [[elefante]]! Basta riuscire a mangiarne la carne prima o poi... ('''Jackal''')
*Sono sordo alle suppliche dei malvagi. ('''Kenshiro''')
*Basta camuffarsi un pochino da donna per far uscire allo scoperto vermi come voi! ('''Rei''')
*'''Rei''': Quello è... il Nanto Suichō Ken, la tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto!<br>'''Predone''': Sì, non mi sbaglio! È una branca del Nanto Seiken, la Sacra scuola di Nanto! Si dice che chi la conosce sia in grado di muoversi con la stessa eleganza degli uccelli d'acqua, e questo nonostante le sue tecniche abbiano una potenza e una crudeltà senza uguali!
*I miei movimenti sono così veloci che l'occhio umano non può distinguerli! ('''Rei''')
*Fin quando non scoverò e ammazzerò l'uomo con le sette cicatrici sul petto... farò di tutto per sopravvivere, dovessi nutrirmi anche di fango! ('''Rei''')
*'''Mamiya''': E dimmi, Rin, perché viaggi con quel tipo sinistro?<br>'''Rin''': Parli di Ken?! Perché ha un cuore d'oro.
===Volume 3===
*In questo mondo è naturale che siano i più deboli a morire per primi! ('''Rei''')
*Questo non è il momento di piangere, perché io ho il dovere di proteggere le vite dei nostri compagni. ('''Mamiya''')
*Credevo di essermi abituata ai drammi di quest'epoca, invece... Non ero pronta a sopportare il dolore di rimanere sola... ('''Mamiya''')
*Di fronte alla mia Sacra scuola di Nanto, voi non siete altro che spazzatura! Senza contare che oggi mi è venuta una gran voglia di farvi a fette... ('''Rei''')
*I [[Lupo|lupi]] cacciano in branco in maniera metodica. Per quanto forte, nessuna preda può scappare a un branco di lupi! ('''Membro del Clan delle zanne''')
*'''Kenshiro''': Ma tu perché sei qui...?!<br>'''Rei''': Pff! Probabilmente per la tua stessa ragione. Pare che siamo entrambi sensibili alle lacrima di una donna...
*La scuola di Nanto è uno stile yang... poiché è una disciplina di luce, i suoi numerosi stili si sono rifratti e diffusi in tutto il mondo... Mentre la scuola di Hokuto è un'arte trasmessa a un solo successore, quindi non ci sono altre diramazioni... Tale è il destino di Nanto e Hokuto... ('''Rei''')
*In quest'epoca di barbarie, più una donna è bella, più è alto il prezzo a cui può essere venduta! ('''Rei''')
*Ne ho incontrati a bizzeffe di uomini malvagi durante il mio viaggio. Mi basta guardare uno negli occhi per capire che tipo è. ('''Rei''')
*Gli occhi innocenti dei [[Bambino|bambini]] distinguono meglio di tutti il bene dal male! ('''Kenshiro''')
*Se non sei una donna, non dovresti aver bisogno di nasconderti il petto! ('''Rei''')
*Quando la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto si affrontano usando le loro tecniche segrete, nessuno ne esce vivo! ('''Capobranco del Clan delle zanne''')
*Un tempo anch'io vivevo solo per una donna... Yuria... Lei era la mia fidanzata... ma un uomo la rapì! Così andai avanti unicamente per riaverla... Ma Yuria era già morta. E dopo che uccisi quell'uomo... l'unica cosa che provai fu una solitudine indescrivibile... ('''Kenshiro''')
*Avrei preferito non usare i miei pugni su un buono a nulla come te, ma non ho altra scelta! ('''Kenshiro''')
*Di' il mio nome! ('''Jagi''')
*Non esistono fratelli minori migliori di quelli maggiori! ('''Jagi''')
===Volume 4===
*Kenshiro è ancora un bamboccio! Non potrà mai ereditare la conduzione della Divina scuola di Hokuto! ('''Jagi''')
*Kenshiro, perché hai finto di perdere? Perché è tuo fratello maggiore...? Sappi che un giorno questa tua bontà d'animo ti si ritorcerà contro con conseguenze disastrose! Specialmente con un tipo come Jagi... ('''Ryuken''')
*Scegli un posto! Ma decidilo con cura, perché quello sarà il luogo dove morirai! ('''Kenshiro''')
*Fratelli...! Perché non protestate?! Lui è nostro fratello minore! Inoltre è il più inesperto! Non siete infuriati che ci abbia soffiato il titolo che ci spettava?! Grrr! Ma lo capite che significa?! L'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, prevede un unico successore! Io so che fine fanno coloro che non vengono scelti come successori! Gli viene proibito di praticare le tecniche della scuola e persino di definirsi esponenti della stessa! Per far rispettare questa regola, ad alcuni vengono distrutti i pugni e ad altri vengono cancellati i ricordi! Sono 1800 anni che un simile destino attende coloro che non sono riusciti a conquistare il titolo di legittimo successore della Divina scuola di Hokuto! [...] Vi siete forse rammolliti?! Ma io non lo accetto! Io non ci sto! Kenshiro è inferiore a me! Non permetterò che mi distrugga i pugni! ('''Jagi''')
*Jagi non può sconfiggere Kenshiro...! Ma Kenshiro non avrà il coraggio di uccidere Jagi. Nostro padre ha sbagliato nella scelta del successore. [...] La Divina scuola di Hokuto ha i giorni contati! ('''Raoh''')
*Ascolta, Kenshiro. La Divina scuola di Hokuto prevede un unico successore poiché è un'arte assassina senza eguali... Non deve essere usata in modo errato. Se un uomo corrotto diventasse il successore, il mondo cadrebbe in rovina... ('''Ryuken''')
*'''Kenshiro''': Perché usi aghi e fucili? Perché non combatti affidandoti solo ai tuoi pugni?<br>'''Jagi''': Non rompere! Per me le arti marziali non sono tutto! Basta essere i più forti! L'importante è vincere, non importa come!
*'''Jagi''': Ho vissuto fino a oggi bruciando d'odio nei tuoi confronti...! Un risentimento che alimenta sempre più intensamente ogni volta che queste ferite mi causano dolore! Preparati, perché ora ridurrò la tua faccia come la mia! Quella volta hai vinto solo perché sono inciampato, ma stavolta non sarai così fortunato...<br>'''Kenshiro''': Ancora non l'hai capito? Quella volta non sei inciampato. Prima che tu mi attaccassi ti avevo colpito in un punto segreto di pressione, condizionando i movimenti delle tue gambe!<br>'''Jagi''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ma ora rimpiango la mia ingenuità per averti permesso di vivere tutto questo tempo! Rimedierò al mio errore, qui e ora!
*'''Jagi''': Sei... spietato e aggressivo... Stento a riconoscerti... Cos'è che ti ha trasformato...?!<br>'''Kenshiro''': In tutti questi anni ho versato il sangue di innumerevoli avversari... rivali che consideravo miei amici. È stata la morte di quei formidabili rivali e amici a cambiarmi!
*'''Jagi''': Hai presente Shin, colui che consideravi un rivale e amico?! Ebbene, sono stato io a fargli vendere... l'anima al diavolo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Jagi''': Ti odiavo non solo perché eri divenuto il successore della Divina scuola di Hokuto, ma anche perché eri riuscito a conquistare Yuria! Così puntai su Shin, che sapevo amava Yuria nonostante tutto! Non feci altro che rinvigorire quel fuoco di speranza che stava languendo dentro di lui!
*Questa è un'era dove i diavoli la fanno da padrone! ('''Jagi''')
*Hai dimenticato persino l'essenza della Divina scuola di Hokuto?! La rabbia rende il corpo resistente come l'acciaio! ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Ti si addice una morte così orrenda! Fra pochi secondi il tuo corpo sparirà dalla faccia della Terra. Quest'incubo è finalmente finito!<br>'''Jagi''': Finito?! Che idiota! Questo è solo l'inizio del tuo viaggio verso l'inferno! Hai scordato che hai ancora due fratelli?! Me lo vedo già il tuo inferno...!
*Sotto la guida delle sette stelle che si susseguono nella volta celeste e senza interruzione per 1800 anni, l'arcana arte dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, è stata tramandata di generazione in generazione a un unico successore... Tuttavia Ryuken, il precedente maestro, non ricevette dal cielo la benedizione di un erede. Fu per questo che Ryuken... Adottò quattro bambini, con l'intenzione di nominare uno di loro come suo successore. Il più anziano, [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]], il secondo figlio, Toki, il terzo, Jagi, e per finire il più giovane, Kenshiro. Questo è tutto quello sono riuscito a scoprire sulla Divina scuola di Hokuto. Non so cosa sia successo all'interno della famiglia al momento della nomina... Ma alla fine è stato Kenshiro, il più giovane dei quattro, a essere scelto come legittimo successore. ('''Rei''')
*Io ho un sogno, Kenshiro. Al mondo ci sono migliaia di persone malate. Vorrei sfruttare le tecniche della Divina scuola di Hokuto per finalità mediche piuttosto che per combattere. ('''Toki''')
*In un [[combattimento]], farsi prendere alle spalle o permettere all'avversario di trovarsi più in alto significa perdere! ('''Habu''')
*Prima di provocare qualcuno, dovresti valutare meglio la sua forza... ('''Kenshiro''')
*Io non sono cambiato! Sono i tempi che sono diversi! In quest'epoca è più utile la violenza della medicina! ('''Amiba''')
*Non è la rabbia che rende più forti, ma l'ambizione! ('''Amiba''')
*Non so chi tu sia, ma ti consiglio di non servirti di conoscenze approssimative! ('''Toki''')
*Ti ho colpito il punto segreto di pressione Shitsugen! Le tue gambe cammineranno all'indietro indipendentemente dalla tua volontà! Fatti una bella passeggiata fino all'Inferno! ('''Kenshiro''')
*Finché ci sarà Yuria nel suo cuore, nessun'altra donna potrà farvi breccia! ('''Rei''')
*Una volta rinchiusi là dentro, è impossibile uscirne vivi. È una prigione mortale, isolata dal resto del mondo! Si dice che persino i criminali più spietati, un tempo temuti e disprezzati come demoni, supplichino in lacrime il proprio rilascio! Questa è Cassandra! ('''Mamiya''')
*'''Rei''': Che tipo di persona è questo Toki che vuoi rivedere così tanto...?<br>'''Kenshiro''': Toki... è colui che sarebbe dovuto divenire il successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Cosa?!<br>'''Mamiya''': Eh?!<br>'''Kenshiro''': La precisione dei suoi colpi, la velocità e la fluidità dei suoi movimenti, lo spirito, le tecniche e persino le sue qualità fisiche erano strabilianti. Toki era impeccabile sotto ogni aspetto.
*Kenshiro, d'ora in avanti vivrò per salvare la vita della gente... A breve morirò, ma durante il tempo che mi rimane voglio aiutare quante più persone mi sarà possibile. È questa la traccia che desidero lasciare del mio passaggio su questo mondo! ('''Toki''')
===Volume 5===
*Niente di ciò che faccio potrà mai definirsi incauto. ('''Kenshiro''')
*Non c'è gusto a uccidere un detenuto disposto a morire! ('''Uighur''')
*Gustatevi la vostra speranza che lentamente si tramuta in disperazione! ('''Uighur''')
*Sarebbe questa la paura di cui blateravi tanto...? Se è così, allora lascia che ti insegni io cos'è il vero terrore! ('''Kenshiro''')
*Trasmessa tra i miei antenati fin dall'antichità, la Via del dominio assoluto della Mongolia è una tecnica di lotta che mi permette di trasformare il mio corpo in un'invincibile arma da sfondamento! Grazie a essa, posso abbattere ogni avversario scagliandomici contro con tutta la forza di cui dispongo! In passato, quando soggiogammo completamente tutto il continente asiatico, questa era l'arma più potente del nostro arsenale... La più inarrestabile tecnica del glorioso popolo della Mongolia! ('''Uighur''')
*Le mie dita possono squarciare anche l'acciaio! ('''Kenshiro''')
*I malvagi non meritano lapidi! ('''Kenshiro''')
*'''Rei''': Chi sarebbe questo Ken-Oh?<br>'''Raiga e Fūga''': Il... Il re di tutti gli stili di lotta mortali... Si fa chiamare anche il Dominatore di fine secolo. È un terrificante tiranno, la cui identità è avvolta nel mistero. Anche Cassandra non è altro che una città prigione costruita con l'unico scopo di condannare chiunque si opponga a lui!
*Che voi possiate perlomeno morire serenamente, senza provare dolore alcuno... ('''Toki''')
*Chi subisce i colpi dell'Hokuto Shinken di Toki, prova un'estasi paradisiaca in punto di morte. ('''Kenshiro''')
*Liberare quel bambino equivarrebbe a liberare futuro odio nei miei confronti. Per quanto piccoli, i problemi vanno estirpati alla radice. È questo il modo di vivere! ('''Raoh''')
*Per Ken-Oh non esistono né predecessori né successori! È convinto di essere l'unica persona che conti a questo mondo! È questa la folle ambizione del Dominatore di fine secolo! ('''Toki''')
*'''Rei''': Dimmi... che uomo era questo Raoh?<br>'''Kenshiro''': Raoh... era veramente forte... Forse troppo forte. Così come lo era la sua ambizione. Non ha mai mostrato alcuna considerazione verso i precetti assassini stabiliti da 1800 anni per i praticanti della Divina scuola di Hokuto... Era l'uomo smarrito di Hokuto...
*'''Ryuken''': Raoh, come pensi di impiegare l'Hokuto Shinken?<br>'''Raoh''': Mpf... Che domande. Per me stesso, ovviamente!<br>'''Ryuken''': Per te stesso?! E a cosa punti, dunque?!<br>'''Raoh''': Al cielo...!<br>'''Ryuken''': Intendi dire che vuoi ergerti nel cielo per poi sederti sul trono del potere?!<br>'''Raoh''': Dal momento stesso che il mio essere ha ricevuto il dono della vita, era scritto che io stringessi tutto il mondo in questo pugno!<br>'''Ryuken''': Dio non te lo permetterà mai!<br>'''Raoh''': Allora combatterò anche contro Dio!
*'''Rei''': Che uomo sprezzante... Pur di soddisfare la propria ambizione, è disposto a sfidare persino Dio...<br>'''Kenshiro''': Poi scoppiò la guerra. Ora nel mondo vige la legge del più forte... Proprio ciò che desiderava Raoh!
*'''Mamiya''': Davvero somiglio così tanto a Yuria...? E che tipo era Yuria?<br>'''Toki''': Mpf... È l'unica donna che io abbia amato.<br>'''Mamiya''': Eh?! Ma Yuria era la fidanzata di Ken!<br>'''Toki''': Eppure non ero il solo a esserne innamorato. Anche Raoh l'amava...<br>'''Mamiya''': Eh?! Pe... persino Raoh?!<br>'''Toki''': Per noi tutti, Yuria ha sempre rappresentato i nostri ricordi di gioventù. E forse è proprio questo il motivo per cui, fin dal primo momento in cui l'hanno incontrata, era già scritto nel fato di Kenshiro e Raoh che si sarebbero dovuti affrontare...
*[[Alcor]], la stella ausiliaria... L'astro che brilla con luce fioca di fianco alle sette stelle di Hokuto. È anche conosciuta come la stella messaggera di morte. Si dice che chi la scorge morirà entro l'anno... È quindi giunta la mia ora... ('''Toki''')
*È facile sorprendere un uomo che ha la mente annebbiata da una donna. ('''Toki''')
*C'è chi per amore... desidera in silenzio la felicità dell'amata. ('''Toki''')
*Cosa accadrebbe se rinunciassimo alla [[speranza]]?! La speranza è l'unica cosa che abbiamo! [...] Dobbiamo credere che prima o poi giungerà un futuro luminoso... Siamo sopravvissute fino a oggi credendo e pregando! Non possiamo arrenderci proprio ora! ('''Rin''')
*È stato Ken a insegnarmi che sottomettersi ai demoni... significa perdere la propria umanità. ('''Rin''')
*Di che colore è il vostro sporco sangue?! ('''Rei''')
*Se proprio ti piace così tanto mascherarti, avresti fatto meglio a vestirti da grossa vacca. ('''Kenshiro''')
*Ormai non ho più punti deboli. Airi è divenuta indipendente. È in grado di decidere come vivere e morire. ('''Rei''')
*'''Rei''': Non smonti da cavallo...?!<br>'''Raoh''': Uhuhuh... Pensavi davvero che un guerriero con le tue capacità fosse in grado di farmi posare piede a terra?! Non esiste uomo a questo mondo che sia degno di farmi abbassare al suo stesso livello!<br>'''Rei''': Allora morirai in sella insieme al tuo cavallo!
*'''Rei''': Ma... Ma che cosa?...! Non è possibile! Impugna ancora le briglie. Q-Quindi non si è mosso. Ma allora... cos'è che ho visto?! Cos'era quell'attacco formato da un'infinità di colpi insidiosi?!<br>'''Raoh''': Mpf... Solo coloro che sono riusciti ad acquisire i segreti ultimi delle tecniche assassine, arrivando a comprendere la loro quintessenza, possono generare un'aura attorno al proprio corpo. Ciò che hai visto era il mio spirito combattivo... La mia aura!<br>'''Rei''': L'aura?!<br>'''Raoh''': E questo significa che tu non puoi nemmeno avvicinarti a me!
*Anche a costo di distruggere il mio stesso corpo, ho il dovere di liberare il mondo dalla tua presenza! ('''Rei''')
*Sono sopravvissuto fino a oggi trasformando ogni goccia del mio sangue in forza combattiva! Questo sangue non conosce la paura! Capirai a tue spese che io non sono più quello di un tempo! Il mio sangue spezzerà la tua aura! ('''Kenshiro''')
*Sarai testimone dei miei progressi con la tua stessa morte! ('''Kenshiro''')
*Se ora fosse notte, vedresti chiaramente la stella messaggera di morte! ('''Raoh''')
*Io non uccido mai subito gli esperti di arti marziali che si oppongono a me...! E sai perché...? Perché se li uccidessi immediatamente, il mio terrore non si propagherebbe. Invece le persone a cui rimangono tre giorni di vita cadono in preda alla paura della morte... e urlano in lacrime travolti dalla tristezza! [...] Quel terrore diviene infine leggenda... rendendo indiscutibile il mio titolo di re delle techniche assassine... il titolo di Ken-Oh! ('''Raoh''')
===Volume 6===
*Io temo solamente una cosa a questo mondo... La tecnica di Toki! ('''Raoh''')
*Solo l'acqua calma può domare una corrente violenta... Se due flutti impetuosi si scontrassero, finirebbero solo per travolgersi l'un l'altro per poi annientarsi inesorabilmente! ('''Toki''')
*La tua aura omicida è decisamente potente... ma mosse mediocri come le tue non potranno mai abbattermi. [...] Il tuo padrone ti sta usando solo per tenermi qui e guadagnare tempo. Rinuncia alla lotta. ('''Toki''')
*Se ci si oppone a una corrente violenta, si finisce per esserne inghiottiti. Bisogna invece abbandonarsi completamente a essa per divenire un tutt'uno. ('''Toki''')
*Sia la tecnica di Raoh che quella di Ken sono correnti violente! Entrambi utilizzano quella che viene definita una "tecnica possente", ovvero un impetuoso stile di lotta che sprigiona completamente lo spirito combattivo di chi ne fa uso! Ecco il motivo per cui Kenshiro non può ancora sconfiggere Raoh. ('''Toki''')
*'''Rei''': Tu devi vivere! Anche se riuscissi a sconfiggerlo sacrificando la tua vita, sarebbe comunque una sconfitta! Quest'epoca ha bisogna di te! Devi sopravvivere per Rin, Bat e tutte le persone indifese come loro!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto... in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto... è scritto nel mio destino che io combatta per quell'1%!
*La [[vita]] non è un qualcosa da gettare via in maniera sconsiderata! ('''Toki''')
*'''Toki''': Kenshiro... Rei si preoccupa per te dimenticandosi persino del fatto che la sua morte è imminente. Lui ti ha affidato tutti i suoi sogni. Non vanificare le sue speranze! Tu devi sopravvivere e dedicarti al futuro di quest'epoca!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto, io...<br>'''Toki''': No... Ora non hai nemmeno l'1% di probabilità di vittoria.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Raoh''': Mpf... Quindi l'hai capito.<br>'''Toki''': Kenshiro... {{NDR|indica Rin}} Potresti uccidere quella bambina?!<br>'''Kenshiro''': R-Rin?! Perché me lo chiedi...?<br>'''Toki''': Perché se tu fossi in grado di ucciderla, allora avresti una possibilità di battere Raoh.
*'''Ryuken''': Sei dunque davvero intenzionato ad andartene...? Raoh!<br>'''Raoh''': Che senso avrebbe per me rimanere qui ora che hai scelto Kenshiro come successore?<br>'''Ryuken''': Allora dovrai rinunciare all'Hokuto Shinken. Ti è proibito farne uso ancora in futuro!<br>'''Raoh''': Te l'ho già detto! Io stringerò il cielo nel mio pugno! Mpf... Se avessi avuto intenzione di rinunciare all'Hokuto Shinken, non sarei mai diventato tuo figlio adottivo! Io non prendo ordini da nessuno! Nemmeno da Dio!<br>'''Ryuken''': Vedo che sei pronto ad affrontare le conseguenze della tua scelta! La legge della Divina scuola di Hokuto prevede che essa sia tramandata unicamente a un unico successore per ogni generazione. Mi costringi a sigillare i tuoi pugni e con essi le tecniche che hai appreso!<br>'''Raoh''': Mpf... Allora ti sconfiggerò qui e ora così da diventare l'uomo più potente al mondo!<br>'''Ryuken''': Che uomo terribile! Ho allevato una tale terribile serpe in seno!
*Lascia che ti spieghi perché si dice che Hokuto sia la costellazione che presiede la morte. I movimenti degli esseri umani hanno sette punti ciechi. Seguendo tali punti, essi assumono la forma delle sette stelle di Hokuto! In altre parole, Hokuto funge da indicazione per condurre a morte certa l'avversario! ('''Ryuken''')
*Adesso che è giunto Toki... mi vedo costretto a scendere al vostro stesso livello! E per voi non ci sarà nient'altro che la morte! ('''Raoh''')
*La Divina scuola di Hokuto proibisce di combattere in due contro un singolo avversario. Una vittoria ottenuta in quel modo non avrebbe valore. ('''Toki''')
*Non sono più Raoh! Chiamami Ken-Oh, il re delle tecniche assassine! E ora ti mostrerò la mia tecnica...! La tecnica dell'uomo che ambisce al cielo! ('''Raoh''')
*Nelle arti marziali, soprattutto fra esperti, è necessaria una tremenda quantità di energia anche solo per restare di fronte all'avversario... Persino il minimo turbamento nell'animo può costare la vita. ('''Rei''')
*È ammirevole volersi sacrificare per un ideale... Ma in fondo a che serve?! La morte vanifica qualsiasi cosa. La tua morte avrà lo stesso valore di quella di un cane randagio! ('''Raoh''')
*Ken, muoviti! Senza di te... Senza di te, la nostra piccola, flebile luce di speranza sparirà! Tu sei l'unico che può impedire che si spengaaa! ('''Rin''')
*'''Raoh''': Hai distrutto le catene imposte al tuo punto segreto di pressione dalla tecnica di Toki?! [...]<br>'''Kenshiro''': Non è stato il mio corpo a distruggerle, ma un cuore giovane e puro che tenta di vivere come un essere umano nonostante tutto... È stato quel cuore a infrangere l'effeto del punto di pressione! Raoh! Non sarà il cielo ciò che stringerai tra le tue mani, ma la stella messaggera di morte!
*Kenshiro, una nullità come te non potrà mai battere il re delle tecniche assassine! In questo luogo seppellirò i 1800 anni di storia della Divina scuola di Hokuto! ('''Raoh''')
*[...] in un combattimento tra esperti è impossibile evitare completamente le tecniche dell'avversario. L'unica possibilità di vincere è rinunciare alla propria incolumità per distruggere il corpo nemico! ('''Rei''')
*Io sono Ken-Oh! E Ken-Oh non si inginocchierà mai a terra! ('''Raoh''')
*'''Rin''': Bat... Dimmi perché devono ferirsi a quel modo... e spargere tutto quel sangue?!<br>'''Bat''': È inevitabile. Quello è il nostro sangue... Loro sanguinano al nostro posto.
*'''Kenshiro''': Perdonami... Ti ho coinvolto nella mia battaglia.<br>'''Rei''': Pff... Non ti preoccupare... Non rimpiango ciò che ho fatto. Anzi, ti ringrazio... Avevo rigettato la mia umanità. Vivevo solo per salvare mia sorella! Odiavo il mondo e avevo maledetto quest'epoca! Ma poi ho incontrato te. E Toki, Rin, Bat, Mamiya... Ero come un lupo affamato e assetato, ma voi avete placato la mia anima... permettendomi di tornare umano.
*Sappiate che i [[Cane|cani]] sono le creature più nobili al mondo! Sono affettuosi, fedeli e non mentono mai! Sono gli unici amici di cui mi posso fidare! ('''Garf''')
*Non ho nome da rivelare a chi è condannato a morte! ('''Kenshiro''')
*'''Yuda''': Ditemi. Pensate che io sia bello?<br>'''Concubine''': Sì, Signor Yuda.<br>'''Yuda''': Ben detto. Io sono l'essere più forte a questo mondo... Nonché il più bello!
*Io sono l'uomo che Dio ha creato in qualità d'incarnazione suprema di bellezza e forza in questo mondo! Quindi solo gli esseri caratterizzati da una bellezza perfetta hanno il diritto di amarmi! ('''Yuda''')
*Per quanto la lavi, questa cicatrice non andrà mai via. E anche se riuscissi a far sparire questo marchio, me ne rimarrà per sempre uno nell'anima. ('''Mamiya''')
*'''Kenshiro''': Quindi sei intenzionato a sconfiggere Yuda?<br>'''Rei''': Sì... Io... Io lo conosco... Appartiene anche lui a Nanto.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Rei''': Oltre a me e al tuo rivale e amico Shin, vi sono altri quattro uomini che hanno raggiunto i massimi livelli nella Sacra scuola di Nanto! Veniamo chiamati i Nanto Rokuseiken, i Sei sacri pugni di Nanto... E anche Yuda ne fa parte!
*In quest'era la vita di un uomo è breve... ma una donna mette al mondo dei figli... e tramanda il passato raccontando loro delle storie... Storie di uomini che combattono! ('''Rei''')
*Non è tradimento questo... È tattica! Ognuna delle sei stelle di Nanto porta con sé un differente destino! Quella di Shin è la stella del sacrificio, che lo ha destinato a sacrificarsi per amore! Quella di Rei è la stella della giustizia, che lo ha destinato a vivere per il prossimo! Mentre la mia è la stella più bella e splendente di tutte... La stella della malìa! La gente la chiama la stella del tradimento, ma non è affatto così! La stella della malìa è capace di smuovere persino il cielo, in quanto espressione ultima di bellezza e tattica! ('''Yuda''')
*La gru rossa... si abbellisce tingendosi del sangue di coloro che le si avventano contro! ('''Yuda''')
*La stella della giustizia non è altro che la stella di un buffone! È un astro minore che serve solo a far risaltare la stella della malìa! ('''Yuda''')
*Un tempo anche chiamati i comandanti a guardia dei sei cancelli imperiali, i Sei sacri pugni di Nanto erano i guerrieri che avevano il compito di difendere il palazzo dell'imperatore... in quanto all'apice dei 108 stili che compongono la Sacra scuola di Nanto. Tuttavia, dopo la guerra, noi Sei sacri pugni di Nanto ci dividemmo in due fazioni: una che anelava la pace, e l'altra che, invece, bramava la conquista del potere! Fu allora che Yuda ci tradì! Resosi conto che la fazione pacifista era la più forte delle due, Yuda, insieme alle 23 branche di Nanto subordinate alla sua tecnica, decise di allearsi con il temibile re delle tecniche assssine, lo spietato Ken-Oh! Caduta una stella... anche le rimanenti cinque precipitarono nel caos, spargendo semi di grande tragedia in tutto il mondo! Ricorda queste mie parole, Kenshiro... Il mio triste destino e quello di Shin della stella del sacrificio sono solo il preludio a disgrazie ancora più grandi! ('''Rei''')
*'''Yuda''': Co... Cos'è che ti rende così forte?!<br>'''Rei''': Pff... Tu che non sai cos'è l'amore, non potrai mai capirlo.
*Yuda! Il trucco te lo rifarai, sì, ma col tuo stesso sangue! ('''Rei''')
===Volume 7===
*Io divento inerme dinnanzi a ciò che reputo bello con tutto il cuore. ('''Yuda''')
*Dal momento stesso in cui la stella della malìa è rimasta affascinata dalla stella della giustizia, era destino che la luce del mio astro venisse spenta dal tuo. ('''Yuda''')
*Rei... Sei l'unico uomo al mondo che io abbia mai ammirato... Perlomeno lascia che io spiri fra queste tue braccia... ('''Yuda''')
*Yuda, anche tu sei rimasto solo! Ma presto... ti raggiungerò anch'io... ('''Rei''')
*Per colpa di qualche misero dissapore, gli uomini sono costretti a combattere tra loro... arrivando a tramutare amicizie in efferati spargimenti di sangue... Non è giusto... ('''Rin''')
*Mamiya... ascoltami bene. Fin quando la stella messaggera di morte non cadrà su di te, vivi intensamente ogni singolo giorno della tua vita! E anche se fosse per un solo secondo, vivi come una donna! E cerca la tua felicità in quanto tale! ('''Rei''')
*Ken. Tu devi continuare a vivere. Non puoi morire. Quest'epoca ha bisogno della Divina scuola di Hokuto per trasformare le lacrime in sorrisi! ('''Rei''')
*Rei... Non ti dimenticherò. Anche tu, come il mio rivale e amico Shin, continuerai a vivere dentro di me. ('''Kenshiro''')
*Il Sacro imperatore è l'uomo che perfino il famoso re delle tecniche assassine, il cosiddetto Dominatore di fine secolo, si è rifiutato di affrontare! Proprio a causa della forza del nostro imperatore, Ken-Oh ha fallito nel suo tentativo di stringere il cielo nel proprio pugno! Il suo nome è Souther, e sarà lui a divenire il vero dominatore di questo mondo! ('''Comandante''')
*'''Kenshiro''': Ma... tu sei cieco.<br>'''Shu''': Ciononostante, gli occhi della mia anima sono ben schiusi!
*'''Shu''': Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. Da quando le sei stelle sono in tumulto, era destino che io e te ci affrontassimo, Kenshiro!<br>'''Kenshiro''': A chiunque abbia l'ardire di provare a sconfiggermi, io rispondo con questi miei pugni.
*La paura rivela la presenza di un guerriero, permettendo al suo nemico di studiarne la distanza e contrattaccarlo con facilità. ('''Shu''')
*'''Kenshiro''': Io non morirò. Ho fatto una promessa a un uomo! Gli ho giurato che sarei sopravvissuto a quest'epoca e che avrei riportato la luce in questa oscura fine di secolo!<br>'''Shu''': Ti riferisci a Rei...? Anche lui era uno di quelli che avrebbe voluto salvare il mondo dall'oscurità... Ma quella luce non tornerà mai... A meno che tu non riesca a sconfiggermi!
*L'Hokuto Shinken mi permette di assimilare le tecniche dei miei avversari anche solo dopo un singolo combattimento! ('''Kenshiro''')
*Non permetterò a nessuno di rubare dai bambini... la loro luce in procinto di brillare! ('''Shu''')
*Quando gli occhi mi si sono chiusi per sempre, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''')
*'''Shu''': Devo assolutamente parlarti del Sacro imperatore. La rovina dei Sei sacri pugni di Nanto è iniziata a causa dell'ambizione di Yuda della stella della malìa, ma è stato Souther a spingerlo all'azione! Souther non aspettava altro che cavalcare gli sconvolgimenti nel mondo in questa fine di secolo! La sua è la stella polare. Il centro di tutti gli astri di Nanto... La stella della croce del sud! È anche conosciuta come stella della sovranità, vale a dire la stella di un tiranno! Lui non ha né famigliari, né amici. E nemmeno pietà... L'unica cosa che possiede e se stesso e la stella dell'imperatore sotto cui è nato!<br>'''Kenshiro''': Dell'imperatore...?<br>'''Shu''': Esatto. Le altre cinque stelle sono solo satelliti sudditi della stella della sovranità!
*Avranno anche perso la luce, ma questi miei inutili occhi... non riescono a smettere di piangere! ('''Shu''')
*'''Souther''': Io padroneggio il Nanto Hō-ō Ken, la tecnica della fenice di Nanto, la più forte fra gli stili del Nanto Seiken... e nel mio corpo scorre il sangue di un imperatore! Fatti sotto come preferisci!<br>'''Kenshiro''': Perché non ti metti in guardia?!<br>'''Souther''': Perché la tecnica della fenice di Nanto non prevede guardie! La guardia è una forma di difesa, mentre il mio pugno contempla unicamente l'avanzata schiacciante!
*I morti non sono un granché come vittime sacrificali. ('''Guardia''')
*Non capisco i movimenti dei miei nemici con la vista e nemmeno con l'udito. È con l'anima che anticipo le loro mosse! ('''Shu''')
*Non permetto nemmeno a una formica di opporsi a me! Un imperatore non è mosso dalla pietà, ma unicamente dal sangue sacrificale di coloro che gli si rivoltano contro! ('''Souther''')
*A causa dell'amore le persone sono costrette a soffrire! A causa dell'amore le persone sono costrette a rattristarsi! ('''Souther''')
===Volume 8===
*'''Souther''': Puoi provarci quanto vuoi, ma con la tua Divina scuola di Hokuto non riuscirai mai a battermi! Di fronte al corpo che Dio ha donato al Sacro imperatore Souther, sei destinato unicamente alla sconfitta! Ti annienterò insieme all'amore!<br>'''Kenshiro''': L'amore non potrà mai essere annientato!
*Questo mausoleo a croce rappresenta il mio ultimo atto di umanità verso il mio venerabile maestro! E sarà anche la tomba del mio amore e dei miei sentimenti! ('''Souther''')
*Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. I miei predecessori di Nanto sono stati costretti a una vita di paura e soprusi all'ombra di Hokuto. Però, oggi anche questa umiliazione avrà fine! Esiste un'unica stella polare! L'astro dell'imperaore del cielo che brillerà nel firmamento sarà la croce del sud... Sarà la stella della sovranità del Sacro imperatore Souther! ('''Souther''')
*Tramite unicamente l'utilizzo dello spirito combattivo, la tecnica segreta del Tenha Kassatsu mi permette di colpire i punti di pressione dell'avversario senza neanche toccarli! ('''Kenshiro''')
*Le correnti dell'energia vitale sono legate alla circolazione sanguigna e al sistema nervoso. I punti segreti di pressione sono i centri fondamentali di quelle correnti! ('''Kenshiro''')
*'''Souther''': L'amore e i sentimenti portano con loro solo tristezza... Allora perché sei disposto a sopportare tale dolore? Perché ti vuoi fare carico di così tanta sofferenza?<br>'''Kenshiro''': Non portano solo tristezza e sofferenza. Sono sicuro che anche tu ricordi il calore dell'affetto.
*'''Souther''': M-Maestro... [...] Mi... Mi faccia sentire ancora una volta quel calore... proprio come un tempo...<br>'''Kenshiro''': Che uomo triste. E tutto a causa dell'intensità del suo amore.
*Toki, prima o poi dovrò combattere anche contro di te! Finché non avrò sconfitto sia te che Kenshiro, i miei più temibili avversari, non potrò stringere il cielo nel mio pugno! ('''Raoh''')
*'''Toki''': Shin... Rei, Yuda, Shu... e infine Souther... Dei sei sacri pugni di Nanto ne sono già caduti cinque! Presto giungerà per te il momento in cui dovrai combattere anche contro l'ultimo di loro... Vai Kenshiro. È il destino a chiamarti.<br>'''Kenshiro''': E tu, Toki...?<br>'''Toki''': Anch'io... vivrò attenendomi al mio destino. La Divina scuola di Hokuto prevede un solo successore!
*C... Che beffa del destino... Raoh, Toki e Kenshiro... Grazie a questi tre fratelli, la storia lunga 1800 anni della Divina scuola di Hokuto sta ora vivendo la sua epoca più gloriosa! Perché Dio ha inviato nella stessa era tre uomini così straordinari?! Ognuno di loro sarebbe potuto divenire un degno successore... ('''Koryu''')
*La mia morte è vicina! Anch'io desidero terminare la mia vita come un guerriero. ('''Toki''')
*'''Toki''': Avrei preferito concludere la mia vita in questo modo, aiutando i bambini e le persone malate...<br>'''Kenshiro''': E allora... perché?<br>'''Toki''': Il mio istinto... Quell'istinto che in passato mi ha portato a perseguire la via delle arti marziali, si è infine risvegliato! Ma più di ogni altra cosa, esiste per me un destino dal quale non potrò mai fuggire...<br>'''Kenshiro''': La battaglia contro Raoh...
*'''Zengyo''': I palmi dell'ascesa al cielo di Hokuto... un gesto cerimoniale tramite il quale si giura che, anche se per errore l'avversario dovesse ucciderci, faremmo ritorno in cielo senza rancore o rimpianti!<br>'''Bat''': M... Ma allora hanno intenzione di...!<br>'''Zengyo''': Tutti gli uomini desiderano confrontarsi sempre con chi è più forte di loro... così da puntare alla supremazia! A maggior ragione se si tratta di maestri d'arti marziali... Anche se solo per un istante, combatteranno puntando il tutto per tutto!
*'''Toki''': Probabilmente questa sarà la prima e ultima volta che io e te combatteremo... Ho sempre desiderato affrontarti. Lasciami sperimentare pienamente le tecniche del successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Toki... L'uomo che ho sempre ammirato e a cui ho continuato a guardare come esempio... Colui che ha saputo padroneggiare le tecniche più aggraziate ed eleganti di tutti i 1800 anni di storia dell'Hokuto Shinken.
*'''Kenshiro''': Toki, se solo tu non fossi stato afflitto dalla malattia...<br>'''Toki''': Era destino che io combattessi alla pari con te! Quello stesso destino che ancora non mi abbatte, ma che, anzi, sostiene e spingo questo mio corpo malato!
*Kenshiro... Ti affido la mia anima. Mentre il mio corpo lo immolerò nel duello mortale con Raoh! ('''Toki''')
*Se percorrerete la stessa strada, dovrete farvi carico dello stesso destino! Se siete fratelli, fareste meglio a scegliere cammini differenti. ('''Raoh''')
*Stai venendo da me, Toki?! Dal giorno stesso in cui Ryuken ci adottò e cominciammo a muovere i primi passi nell'apprendimento della Divina scuola di Hokuto... il nostro destino era già segnato! ('''Raoh''')
*Questo è il mio villaggio natio. È qui che sono nato e cresciuto. E una volta morto, è qui che tornerò. ('''Toki''')
*Raoh... sei divenuto troppo forte, superando anche le aspettative del nostro maestro Ryuken! E di pari passo, è cresciuta in maniera spropositata anche la tua ambizione! ('''Toki''')
*Movimento contro stasi... Irruenza contro calma... È proprio come se gli stili combattivi di entrambi rispecchiassero il loro modo di essere e vivere. ('''Kenshiro''')
*'''Raoh''': Bene, non scorgo incertezze in te! E nemmeno timori! La morte imminente deve aver elevato la tua tecnica!<br>'''Toki''': Non è stato l'avvicinarsi della morte a elevare la mia tecnica! È stata la tua stessa esistenza, Raoh!
*{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami, Toki. Se un giorno io dovessi perdere la retta via... voglio che sia tu stesso a sigillare il mio pugno! ('''Raoh''')
*Toki... L'uomo che, dietro l'apparenza mansueta, nasconde nella profondità del suo animo un fuoco ardente! ('''Raoh''')
*È giunto il momento che io onori la promessa! Oggi io ti supererò! ('''Toki''')
*Musō Insatsu, l'ombra assassina libera da ogni pensiero! Rilasciato istintivamente e con la mente libera da pensieri, è un colpo midiciale con cui si riesce a percepire la presenza dell'avversario, comprendendone la distanza tramite l'aura omicida da questi emanata! ('''Kenshiro''')
*'''Raoh''': Il timore della morte ti impedisce di trovare la giusta distanza per sferrare un colpo mortale. Contrariamente al tuo stile, la mia tecnica istintiva e scevra da pensieri rende la mia difesa impenetrabile, in quanto priva di ogni vulnerabilità!<br>'''Toki''': Di questo passo, non ho possibilità...<br>'''Kenshiro''': Con la sua tecnica flessibile, che sfrutta gli istanti in cui il nemico è più vulnerabile, Toki non può vincere contro la tecnica possente di Raoh... Inoltre, Toki è malato...<br>'''Raoh''': Toki! Se volevi davvero raggiungermi, perché non hai appreso la spietata tecnica possente?! La potenza equivale alla morte! La flessibilità alla compassione! Quella bontà d'animo che in passato non ti ha fatto perseguire la strada della forza, ti sarà ora fatale!
*'''Toki''': Raoh, lo hai forse scordato?! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] È stato il tuo stesso sangue che caldo mi scorre nelle vene a permettermi di padroneggiare il tuo stile di combattimento!<br>'''Raoh''': Tu hai acquisito la mia tecnica possente!<br>'''Toki''': Te l'ho già detto! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] Avevo giurato a me stesso che non avrei usato questa tecnica... se non nel mio ultimo combattimento, ovvero quando ti avrei affrontato! Guarda il cielo! Dovresti scorgerla anche tu...! La stella messaggera di morte!<br>'''Raoh''': C... Cosa?! Su di me brilla la stella messaggera di morte!<br>[...]<br>'''Toki''': Avanti, Raoh! Caliamo il sipario sul nostro destino!
*Il talento innato di Toki ha evocato la stella messaggera di morte su Raoh! Nemmeno Dio può presagire l'esito di questo duello voluto dal destino! Nella storia lunga 2000 anni di Hokuto esiste una profezia tramandata di generazione in generazione. "Quando due grandi guerrieri dotati di tecniche equivalenti si scontreranno, la stella messaggera di morte splenderà su entrambi!" ('''Kenshiro''')
*Toki! L'uomo che ha sempre vissuto unicamente per il prossimo! Ma oggi, per la prima volta, questo stesso uomo ha deciso di combattere per realizzare le proprie aspirazioni! E sia! Prova pure a superarmi e a distruggere le ambizioni del grande Ken-Oh! ('''Raoh''')
*Nei 2000 anni di storia di Hokuto, Toki è l'uomo che è riuscito a sviluppare le tecniche più eleganti della nostra arte! Ed è proprio negli scontri aerei che riesce a esprimere al meglio la loro quintessenza! ('''Kenshiro''')
*'''Raoh''': La Divina scuola di Hokuto costituiva solo il primo passo verso la conquista del cielo. Non intendo fermarmi qui!<br>'''Toki''': Allora dovrò sigillare il tuo pugno!<br>'''Raoh''': Non ho scordato la nostra promessa. Sarai tu a impedirmi di usare le mie tecniche! Vieni e prova a sigillare i miei pugni quando preferisci. Uhuh...<br>'''Toki''': Raoh, fratello mio. Il più forte esponente dell'Hokuto Shinken. Se solo non fossi consumato da quella perversa ambizione, sia io che Kenshiro avremmo rinunciato volentieri alla disputa per la successione in tuo favore...
*Credi che non mi sia accorto del segreto della tua tecnica possente?! Se solo tu non fossi stato malato, forse con la tua tecnica flessibile saresti riuscito a battermi! [...] Povero Toki... Il mio giovane fratello che, fin da piccolo, ha continuato a seguire i miei passi, mentre viveva un'esistenza segnata da un destino crudele! ('''Raoh''')
*I punti Sekkatsu. Se attivati, permettono di acquisire una potenza straordinaria, anche se solo per un periodo limitatissimo. Tuttavia, allo stesso tempo, privano inesorabilmente della vita chi ricorre al loro potere... Sono dei punti di pressione terribili! ('''Kenshiro''')
*Toki, non sono stato io a privarti della vita. La tua malattia lo sta già facendo al posto mio! Che assurdità che un uomo di Hokuto dalle straordinarie abilità come te debba perdere tutto a causa di un male tanto indegno...! ('''Raoh''')
*Perché piangi, Raoh...? Proprio tu che hai trasformato le lacrime in ambizione e nella tua stessa tecnica possente... ('''Toki''')
*Toki... Quel tuo grande cuore è rimasto lo stesso di un tempo. Quel tuo grande e triste cuore che, anche in punto di morte, desidera ostinatamente raggiungermi... È stato quel tuo cuore a far riaffiorare in me le lacrime che da tempo si erano seccate! ('''Raoh''')
*Questo sangue sono le mie lacrime! Considera questo colpo come l'odio che tuo fratello maggiore prova nei confronti del tuo triste destino! [...] Adesso Toki, l'uomo che mirava a raggiungere il re delle tecniche assassine, è morto! Davanti a me cìè solo un uomo che lotta contro la propria malattia! Vivi serenamente il resto della tua vita. Se vuoi piangere, fai pure. Non ti rimprovererò più. ('''Raoh''')
*Kenshiro! La leggenda del terrore di Ken-Oh ha ora inizio. Se desideri porre fine alla mia vita, vieni pure a sfidarmi quando vuoi! ('''Raoh''')
*Mi domando chi, in questo mondo caotico... riuscirà mai a stringere nel proprio pugno quell'arcobaleno di speranza... ('''Ryuga''')
*Il... Taizan Tenrō Ken, la tecnica del lupo del cielo del Monte Tai! Si dice che i suoi colpi siano talmente veloci che chi ne viene colpito prova una sensazione di freddo e muore prima ancora di avere il tempo di sanguinare! ('''Kenshiro''')
*Il mio astro è [[Sirio]], la stella del lupo del cielo! La stella del lupo del cielo... l'astro che brilla con più intensità nella volta celeste, proprio come l'occhio di un lupo... Una stella indipendente che, senza schierarsi con alcuna divinità, ha scelto di divenire un lupo solitario che corre isolato nel firmamento! ('''Ryuga''')
*Un singolo ramo marcio può logorare anche un grande albero! ('''Ryuga''')
*Se hai paura, ribellati! Prova a sfuggirmi strappandomi il braccio a morsi, se necessario! Se non combatti, non smetterai mai di tremare! [...] Chi abbandona la propria volontà non è un essere umano! Non c'è nulla di umano nel passare la propria vita unicamente a sorridere e prosternarsi! ('''Raoh''')
*Contro Ken-Oh, la resistenza passiva è un'arma del tutto vana! ('''Raoh''')
*Ho appena compreso che la stella del lupo del cielo non diverrà mai un polo celeste. Quest'epoca non invoca il mio astro, ma Hokuto... ('''Ryuga''')
*Raoh incute terrore nei bambini e li incita a combattere, mentre Kenshiro ne attira il cuore innocente. Non capisco... quale dei due alberi quest'epoca aneli. Quest'era brutale deve terminare. Perdonami, Yuria, mia amata sorella! Ma senza un grande e potente albero, questo mondo non potrà mai essere sanato! E perché ciò accada, mi trasformerò volentieri in un lupo demoniaco assetato di sangue! ('''Ryuga''')
*'''Toki''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Ryuga''': La quintessenza dell'Hokuto Shinken è la rabbia. Senza rabbia, Kenshiro non potrà dare il meglio di sé!<br>'''Toki''': K... Kenshiro? V-Vuoi dire che con i tuoi occhi sei riuscito a scorgere il futuro di quest'epoca?! Ma tu hai scelto Raoh...<br>'''Ryuga''': Se Kenshiro dovesse uscire sconfitto dal duello con me... allora significherebbe che quest'epoca non ha bisogno di lui.<br>'''Toki''': Tutte quelle macchie di sangue sul tuo corpo... sembrano le tue lacrime!<br>'''Ryuga''': Dunque hai già capito tutto... Mi sono trasformato in un lupo demoniaco... per riuscire a scaraventare Kenshiro in un abisso di tristezza. E ho bisogno della tua morte per far sì che ciò accada. Lui non conosce ancora la vera tristezza. La tua morte metterà in moto il cambiamento di Kenshiro... Anzi, di questa intera epoca!<br>'''Toki''': Pff... Capisco. E allora uccidimi. Se la mia vita contribuirà alla nascita di una nuova epoca, divenendone le fondamenta, te la offro volentieri.
===Volume 9===
*'''Ryuga''': Non credevo possibile... che gli occhi del lupo del cielo non potessero scorgere il valore di uomo tanto grande. Ma ora ne sono certo... Quest'epoca non ha bisogno di Raoh... ma di Kenshiro.<br>'''Toki''': È il destino del lupo del cielo. Quando il mondo riversa nel caos, esso diviene messaggero dell'imperatore del cielo per invitare Hokuto sul campo di battaglia.
*Non rattristarti, Kenshiro! Vivi trasformando la tristezza in rabbia! Ken-Oh intende governare per mezzo del terrore! Ma sarà tuo il compito di riportare la pace in questo mondo! ('''Toki''')
*Andiamo, Ryuga! Uniamoci a coloro che si sono sacrificati dopo aver vissuto in quest'epoca preda del caos. Anche noi diverremo stelle e veglieremo su Kenshiro assieme a quegli uomini valorosi! Addio, Kenshiro! ('''Toki''')
*Ken ha dovuto sopportare un'altra sofferenza... Però... ciò che lo rende sempre più forte, è proprio farsi carico di tutta quella tristezza. ('''Rin''')
*La mia tecnica fa del vento un alleato, permettendomi di creare il vuoto al suo interno. E la forza di quei vuoti d'aria è tale da tagliare persino l'acciaio! ('''Hyui''')
*'''Raoh''': Sentiamo il nome di questo stolto.<br>'''Hyui''': Io sono uno dei Goshasei, i cinque astri in cerchio! Hyui del vento!<br>'''Raoh''': Cosa?! Quindi...!<br>'''Hyui''': Mpf... Proprio così! Noi tutti assolviamo al compito di stelle protettrici dell'astro polare di Nanto! Sappi che non sarà Hokuto a conquistare il cielo! Colui che riuscirà a governare la volta celeste sarà il nostro astro... l'ultimo condottiero dei sei sacri pugni di Nanto!
*N-Non smentisci la fama della tua terrificante potenza, Raoh! Ma il tuo fato è segnato! Ti aspetterò all'inferno! ('''Hyui''')
*Dovresti sapere bene... che Nanto e Hokuto sono due facce della stessa medaglia. La vera pace tornerà a regnare soltanto quando questi due poli opposti si congiungeranno in uno solo! ('''Shuren''')
*'''Shuren''': Gli uomini di Ken-Oh sono solo dei farabutti che hanno giurato fedeltà al loro signore perché mossi dalla paura! Se Ken-Oh verrà sconfitto, si disperderanno come scarafaggi!<br>'''Raoh''': Ooh... Se la pensi così, mettili pure alla prova! Capirai da te la potenza di questi miei uomini, stretti dalla morsa del terrore! [...] Tu ignori la forza di chi viene spinto unicamente dalla paura! Questi uomini non possono ritirarsi. L'unica cosa che li aspetta se lo facessero sarebbe morte certa per mano mia! Per riuscire a sopravvivere, non possono fare altro che avanzare!
*'''Kenshiro''': Perché... l'ultimo condottiero di Nanto vorrebbe incontrarmi?!<br>'''Fudo''': Il mio signore... è per noi una luce eterna... Per tale luce, noi tutti solchiamo incessantemente i cieli e avanziamo instancabili lungo la terra. Per il bene del nostro condottiero, noi cinque astri... siamo disposti perfino a capitolare fino a ridurci in polvere, se ciò dovesse arrecargli anche il minimo beneficio!
*'''Raoh''': Shuren... qual è l'origine di tanta ossessione?<br>'''Shuren''': Per il mio condottiero... Per la sua luce eterna! Q... Quella luce brillerà ancor di più grazie a Kenshiro... Invece se tu, Ken-Oh, ti frapponessi di fronte a essa, sommergeresti l'astro del nostro condottiero unicamente di lacrime! [...] E... E io non posso permetterlo! Non posso assolutamente permettere che ciò accada!<br>[...]<br>'''Raoh''': Capisco. Ma fiamme così tiepide non potranno mai ridurre in cenere la mia ambizione!
*Ultimo condottiero di Nanto... aspetta e vedrai. Sommergerò di lacrime il tuo astro! ('''Raoh''')
*Juza è il solo in grado di arrestare Ken-Oh... Cercate Juza! Juza delle nuvole è l'unico che può fermare la marcia di Ken-Oh! Fate in modo che le nuvole si destino! ('''Fudo''')
*Vedo che ho pisciato sopra un rospaccio. ('''Juza''')
*'''Juza''': Sappiate che ora queste donne sono proprietà mia... di Juza!<br>'''Scagnozzo #1''': Ha... Ha detto Juza?!<br>'''Scagnozzo #2''': È davvero lui...?!<br>'''Scagnozzo #3''': A... Altro che le donne! Dicono che dove passa lui non cresca più un filo d'erba!<br>'''Juza''': Ma dai? Mi conoscete? Ma vi siete dimenticati la cosa più importante. Ovvero che sono un figo da paura!
*Col cavolo! Io non ho padroni e non prendo ordini da nessuno! Faccio come mi pare! Mangio quando ho fame e bevo quando ho sete! [...] Io vivo la mia esistenza in piena libertà... proprio come quelle nuvole. ('''Juza''')
*Juza è l'uomo che ha rigettato la propria anima e rinnegato persino questo stesso mondo! ('''Raoh''')
*La mia è una tecnica del tutto personale. E in quanto tale, è libera da ogni forma prestabilita! E proprio perché non ha forma, nessuno è in grado di anticiparla! ('''Juza''')
*La potenza di una tecnica dipende dal talento naturale! Senza il talento, non è possibile perfezionare il proprio pugno! E il talento di Juza è decisamente temibile! Nemmeno io che sono il re delle tecniche assassine potrei sconfiggerlo facilmente! ('''Raoh''')
*'''Yuria''': Anche Juza si è infine destato... Ma mi chiedo se sia giusto versare altro sangue...<br>'''Rihaku''': Non si lasci intaccare da simili dubbi. Guardi la popolazione di questa città! Qui vige libertà e uguaglianza! E la fama di questo luogo sta attirando altre persone! Quelle stesse persone che stavano per dimenticare l'importanza della pace e la luce della speranza!<br>'''Toh''': Tutto questo è unicamente merito del suo potere, mio condottiero!<br>'''Rihaku''': Lei è l'astro necessario a questo mondo sprofondato nel caos! Deve brillare per sempre con forza e intensità!<br>'''Toh''': ... E Kenshiro è necessario affinché lei possa continuare a farlo!
*'''Raoh''': Juza!<br>'''Juza''': Chi non muore si rivede, Raoh!<br>'''Raoh''': Quindi il fantomatico "Juza delle nuvole" eri davvero tu! Ma dimmi, perché sei entrato in azione? Proprio tu che avevi scelto una vita solitaria dopo aver rigettato il tuo animo guerriero!<br>'''Juza''': Consideralo pure un capriccio delle nuvole.
*Io non intendo ancora morire! Vivere è troppo divertente! Raoh! Mi puoi baciare il culo! Ahahah! ('''Juza''')
*Come potrei lasciare al loro triste destino dei bambini che sono stati già abbandonati dal loro stesso padre?! ('''Fudo''')
*Non ho interesse in un futuro raggiunto per mezzo del sangue e delle lacrime delle persone! ('''Kenshiro''')
*Il dolore di queste ferite è durato un attimo... Ma il dolore per la tua morte sarebbe rimasto dentro di me per tutta la vita. ('''Kenshiro''')
*'''Raoh''': E così sei tornato solo per gettare via la tua vita?!<br>'''Juza''': Non ho la minima intenzione di gettarla via. Ma lo sai come sono fatto, no? Odio la solitudine... quindi tu mi farai compagnia nel mio viaggio all'inferno!
*'''Juza''': La quintessenza della mia tecnica risiede nel trovarmi con l'acqua alla gola, portandomi a combattere fino all'ultima resistenza possibile! Avere protezioni addosso mi renderebbe solamente imprudente! Raoh... capirai a tue spese quanto è potente chi combatte fino all'ultima resistenza che il suo corpo ha da offrire... La forza della tecnica di chi, di fronte a sé, ha solo la scelta tra la vita e la morte!<br>'''Raoh''': Juza, sembri proprio un topo in trappola che rischia il tutto per tutto pur di salvarsi la vita! Ma un topo non potrà mai sconfiggere un leone!
*Il corpo di Ken-Oh è indistruttibile, incrollabile e incorruttibile! ('''Raoh''')
*'''Fudo''': S... Signor Shin... Ha forse intenzione di sobbarcarsi l'infamia di aver ucciso la Signorina Yuria...?<br>'''Shin''': Proteggetela a ogni costo. Dal canto mio, mi macchierò ben volentieri di tale onta se questo le permetterà di vivere! Anzi, sarà la scusa perfetta per concludere il mio duello con Kenshiro! Un giorno, uno tra noi due... uno tra me e Kenshiro si presenterà nuovamente al cospetto di Yuria... Quindi fate in modo che lei non muoia fino ad allora!
*Io ho finalmente stretto il cielo nel mio pugno! E tu sei la donna ideale per un uomo della mia levatura! Sono venuto a prenderti, Yuria! ('''Raoh''')
*'''Toh''': Non esiste davvero un modo per farti rinunciare alla Signorina Yuria? Eppure dovresti sapere che il suo cuore appartiene al Signor Kenshiro!<br>'''Raoh''': È irrilevante! Non importa chi ami o quanto sia impura...! Ciò che conta è solo che alla fine lei sia al mio fianco!<br>'''Toh''': Uh... A... A tal punto... C... Come pensavo... Tu vedi in lei la figura di una madre!<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Toh''': La maternità rappresenta la caratteristica fondamentale di una donna... Per di più l'astro della Signorina Yuria, l'ultimo condottiero dei Nanto Rokuseiken, è la stella dell'amore materno! Proprio come Toki, il tuo cuore è stato rapito da lei perché entrambi voi fratelli siete cresciuti senza conoscere vostra madre...
===Volume 10===
*Non posso ancora vedere Yuria! [...] Finché ci sarà Raoh, Yuria sarà in pericolo di vita! Ed è proprio per questo che non mi rimane altra scelta se non affrontarlo ora! ('''Kenshiro''')
*Finora io ho vissuto aspettandolo. Continuare a farlo è il mio destino, nonché la promessa che ci siamo scambiati! Rimarrò in attesa finché la sua battaglia con Raoh non si sarà conclusa. Non importa quanto a lungo dovrò attendere. ('''Yuria''')
*Nemmeno con i miei sempre attenti occhi ero riuscito a scorgere l'incommensurabile valore del Signor Kenshiro! ('''Rihaku''')
*In piedi, Raoh! È tempo che tu faccia ritorno in cielo! ('''Kenshiro''')
*Potrai anche credere di essere diventato incredibilmente forte, Kenshiro, ma non riuscirai mai a sconfiggermi! Di fronte a Ken-Oh, l'indiscusso dominatore del cielo, tu non sei altro che un infante! ('''Raoh''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoh''': Ryuken, maestro, voglio chiederti un'ultima cosa. Ho saputo che nella Divina scuola di Hokuto esiste una suprema tecnica segreta chiamata la Rinascita libera da ogni pensiero. Di cosa si tratta?<br>'''Ryuken''': Mpf... Nemmeno io potrei insegnarti tale tecnica. Nei 2000 anni di storia di Hokuto, nessuno è mai riuscito ad acquisirla.<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Ryuken''': Il nulla è una forza invincibile... Tramite il nulla, attraverso una mente libera, trasmutare assenza in esistenza, e dunque rinascere... È questo il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero. R... Raoh... Per quanto tu possa diventare potente, non potrai mai apprendere questa tecnica segreta! E... E questo perché tu... a causa delle tue ambizioni smisurate ignori cosa sia la tristezza. So... Solo un individuo che si fa carico della tristezza può...
*Ri... Riesco a vederlo... Il sangue che gli uomini prescelti hanno versato nelle battaglie contro il Signor Kenshiro scorre ora nelle sue vene! La tristezza scaturita da tali scontri ha impresso nel suo essere tutte le loro tecniche segrete... e più quel dolore era grande, più in profondità esse venivano incise in lui! ('''Rihaku''')
*'''Raoh''': È... assurdo... Io, il grande Raoh... sto tremando...?<br>'''Kenshiro''': Quello che stai provando ora, è ciò che viene chiamato terrore, Raoh!
*'''Raoh''': Kenshiro sta di nuovo provando compassione per gli altri? Che sprovveduto. I sentimenti non fanno altro che annebbiare il proprio pugno.<br>'''Toki''': No... È possibile che Kenshiro diventi il più forte di tutti noi. Il maestro Ryuken ha detto che gli uomini capaci di comprendere il dolore altrui sono in grado di trasformare quella tristezza in forza. E io penso la medesima cosa.<br>'''Raoh''': Pff... Uahahahaaah! Sciocchezze! Ascoltami bene, Toki! Se ci si pone come obiettivo di vivere unicamente per le arti marziali e di diventare i dominatori assoluti, non può esistere nel proprio cuore posto per qualcosa di effimero come i sentimenti! Ricorda queste mie parole! Il cielo premierà la mia concezione della vita, non quella di Kenshiro!
*Cavami gli occhi! Rompimi le braccia! Ma non sfuggirai comunque alla morte! ('''Raoh''')
*Ora Raoh è simile a un leone ferito! Se non lo sconfiggo al più presto, si trasformerà nella folle stella della violenza selvaggia che devasta qualunque cosa si trovi sul suo cammino! ('''Kenshiro''')
*Essere compatiti dalla donna che si desidera è la più grande delle umiliazioni per un uomo! ('''Raoh''')
*A me, Raoh, non serve più il titolo di re delle tecniche assassine! Diventerò il re demoniaco che distruggerà Kenshiro fino a farlo affogare in un mare di sangue! ('''Raoh''')
*Fudo! Non è necessario che tu ti metta in cammino! Ti ho fatto la cortesia di venire io da te! Per estirpare la paura e divenire re demoniaco, ho bisogno del tuo pugno e della tua vita! ('''Raoh''')
*'''Raoh''': Fudo il giusto, amato da tutti... Però, ciò di cui necessito adesso è il sangue di demone che è dentro di te! Per quanto ti ostini a indossare la maschera del virtuoso, in quel tuo corpo continua a scorrere sangue di demone. E è proprio di quello che ho bisogno ora!<br>'''Fudo''': E per quale ragione brami quel sangue? Sei forse impaurito prima dello scontro finale con Kenshiro?!<br>'''Raoh''': Fudo! Diventa un demonio e combatti contro di me! Altrimenti truciderò tutti i bambini!
*[...] la paura per un guerriero è fonte di vulnerabilità e conduce il corpo alla rovina. L'unico modo che ho per liberarmi del terrore che ora avverto attorno alla figura di Kenshiro, è di assorbire lo spirito demoniaco di Fudo! ('''Raoh''')
*Inghiotterò il terrore che mi attanaglia assieme al tuo sangue! ('''Raoh''')
*Se io, Raoh, dovessi fare anche un solo passo indietro oltre questa linea, non abbiate pietà! Trafiggetemi la schiena con tutte le frecce a disposizione! [...] Se dovessi indietreggiare, meriterei di morire! Perché dimostrerei solamente di essere un fratello maggiore incapace, a cui mancano i requisiti fondamentali per vincere contro il proprio fratello minore! ('''Raoh''')
*'''Raoh''': Il tuo corpo avrebbe dovuto essere già stato abbattuto ormai! Cosa lo sostiene a tal punto?!<br>'''Fudo''': Tu non potrai mai capire. Continuerei a combattere anche se del mio corpo rimanesse solo un brandello... Anzi, una semplice goccia di sangue!<br>'''Raoh''': Sei un uomo davvero sciocco! E va bene! Prova a farmi indietreggiare, così che io venga trafitto dalle frecce!<br>'''Fudo''': Tu non riesci davvero a comprendere. [...] Sono le anime di questi bambini che mi permettono di compiere ogni mio passo... Sei in grado di vederla? Riesci a scorgere la forza che alberga in questi sguardi tristi?!
*Non ci sarà mai vittoria per un uomo che non conosce la tristezza! ('''Fudo''')
*Non sarei mai voluto sopravvivere portandomi addosso l'onta della sconfitta! ('''Raoh''')
*Il mio corpo è ineguagliabile e invincibile! E nonostante questo, la tristezza sarebbe in grado di vincere la potenza? ('''Raoh''')
*Io, Raoh... poiché non conosco l'amore, non riesco a scorgere la tristezza. Cos'è l'amore...? Cos'è la tristezza?! Per comprendere ogni cosa non mi rimane che un'unica via! Yuria! Dammi la tua vita! ('''Raoh''')
*'''Kenshiro''': Raoh, tu non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! Giacerai qui assieme alle tue ambizioni!<br>'''Raoh''': Oramai per me il cielo non ha più la benché minima importanza! Anzi...! Forse il cielo che ho bramato per tutta le mia vita sei sempre stato tu! [...] Kenshiro. Il nome di colui che seppellirà il più potente successore di Hokuto sarà Raoh! Grazie a me, comincerà un nuovo corso della storia in cui solo chi è davvero forte vivrà! Kenshiro! Ti ridurrò in polvere!
*Dinnanzi alla suprema tecnica segreta dell'Hokuto Shinken, il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero, vi è soltanto la morte! ('''Kenshiro''')
*'''Raoh''': Io non conosco ancora il sentimento chiamato amore. Perdendoti, sarò probabilmente in grado di comprendere. Adesso io non riesco a vedere altri se non Kenshiro. Per me è lui l'unica cosa che conta a questo mondo!<br>'''Yuria''': Raoh...<br>'''Raoh''': Yuria, odiami pure.
*L'unica cosa che posso fare per gli uomini che vanno implacabilmente combattendo... è lasciarli liberi di partire senza alcuna preoccupazione. Sarebbe difficile per te colpirmi se continuassi a guardarti negli occhi. Anch'io farò ritorno in cielo. ('''Yuria''')
*Perdonami, Yuria! Continua a vivere dentro di me divenendo tristezza! ('''Raoh''')
*Raoh ha rivolto il proprio pugno verso colei che amava... in lacrime... Osservando quella scena, tutti hanno compreso la crudeltà della guerra... e la forza dell'amore! E così hanno scelto l'affetto dei propri cari invece della spietatezza della battaglia. ('''Rihaku''')
*Non mi serve la fama! Non mi serve la gloria! Ciò che desidero è solo la vittoria per mezzo del mio pugno! ('''Raoh''')
*Ora che entrambi abbiamo raggiunto il nulla tramite la suprema tecnica segreta della Rinascita libera da ogni pensiero, le altre tecniche non sono più di alcuna utilità! In altre parole, è questo il vero nulla! Siamo tornati allo zero! Ciò significa che d'ora innanzi la nostra battaglia non sarà altro che la lotta di due neonati! ('''Raoh''')
*C... Che strano... Sia in Raoh che in Ken non avverto traccia d'odio... A-Al contrario... Sembra no quasi... emanare purezza... ('''Rin''')
*Probabilmente il prossimo colpo costituirà il nostro ultimo addio. Grande Raoh... Fratello mio. Sia io che Toki abbiamo sempre ambito a poterti raggiungere! Anche adesso quel tuo ricordo non sparisce dal mio cuore... Anzi, continua ad ardere senza sosta dentro di me! ('''Kenshiro''')
*Guarda! Lo spirito combattivo di Raoh si sta disperdendo! Il turbamento dello spirito combattivo lascia all'avversario l'occasione giusta per attaccare! Di fronte alla tecnica libera da ogni pensiero di Ken, che non concede la minima incertezza allo spirito combattivo nemico, Raoh è spacciato! ('''Bat''')
*K... Ken sta combattendo questa battaglia insieme alla tua anima. Sii testimone anche tu del momento che sta per giungere. Quello in cui la loro lunga battaglia volgerà finalmente al termine... e in cui le anime di entrambi troveranno per sempre la pace! ('''Rin''')
*Il tuo cuore batte da solo. Mentre dentro di me pulsano intensamente i sentimenti per te e quelli per Yuria. La tua tecnica possente, in grado di spezzare la terra e i cieli, non ha potuto nemmeno salfire l'amore che io provo per voi! ('''Kenshiro''')
*'''Toki''': Raoh... Ormai puoi dirlo... Perché non lo ammetti...? Confessa che non hai mai rinunciato all'amore! Confessa che anche tu hai impresso nel cuore quel sentimento!<br>'''Raoh''': Non posso! Non lo ammetterei nemmeno morto! Sarebbe un'umiliazione troppo grande per il mio pugno riconoscere di essere pervaso dall'amore!
*Se con la mia vita sarà possibile riportare la luce in questo mondo... allora, ti prego. Fammi raggiungere il cielo per mano tua. ('''Yuria''')
*Ora tutto mi è finalmente chiaro! Tu hai vissuto fino a oggi guardando costantemente la morte negli occhi. E questo perché tu, nei violenti scontri con i tuoi straordinari rivali e amici, sei sempre riuscito ad avanzare lungo l'insidioso confine che separa la vita dalla morte! ('''Raoh''')
*Addio, Kenshiro. È tempo che io faccia ritorno in cielo... e che mi ricongiunga finalmente con Toki! Io, Raoh, non chiedo aiuto nemmeno per ascendere al cielo! ('''Raoh''')
*Della vita che ho vissuto, non ho alcun rimpianto! ('''Raoh''')
*Guardate. Nel mondo è tornato a splendere la luce. Tuttavia, se non fosse stato per Raoh, Kenshiro e la Signorina Yuria... il mondo sarebbe rimasto avvolto dalle tenebre per sempre. ('''Rihaku''')
*Raoh. Sei stato il mio più formidabile rivale e il mio più grande amico. ('''Kenshiro''')
*Per riuscire a governare su questo deserto di violenza, non esisteva altra via se non ricorrere al terrore. Tuttavia un dominio basato sulla paura non può condurre alla vera pace. Dopo aver completato la sua opera di unificazione, forse Raoh desiderava essere sconfitto da qualcuno che portava in sé il sentimento dell'amore... ('''Yuria''')
*Raoh. Riposa in pace assieme a Toki. Io terrò stretto al mio petto il tuo esempio di vita, e proseguirò il mio cammino in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto! ('''Kenshiro''')
===Volume 11===
*Ci fu un tempo in cui degli uomini combatterono... per lasciare in dono al mondo una pace momentanea, prima di scomparire tra cielo e terra. Però, col trascorrere dei giorni, il ricordo delle loro battaglie finì per essere sepolto dalla sabbia... svanendo inesorabilmente dalla memoria della gente..! [...] Con il passare degli anni, la pace generò una marcata divisione tra le classi sociali... mentre il mondo procedeva di nuovo verso un'epoca di grandi disordini.
*'''Joe''': Ci stanno ingannando! Le leggi che hanno creato sono a loro esclusivo beneficio! Volete continuare a vivere così?! Io dico che è giunto il momento di ribellarci...!<br>[...]<br>'''Boia imperiale''': Che peccato... Pare proprio che nessuno voglia ascoltare i deliri di chi trama contro la legge...<br>'''Joe''': Gh... Ma quale legge?! Sono solo delle regole che ci avete imposto arbitrariamente!<br>'''Boia imperiale''': Ovvio. Perché siamo noi la legge.
*Kenshiro, li sta osservando? Scorge anche lei questi due giovani che combattono mentre fieri sventolano il vessillo di Hokuto?! Li vede mentre sopportano innumerevoli ferite rimanendo stoicamente in attesa del suo ritorno?! Riesce a distinguere le loro figure che continuano a lottare trattenendo in loro il rimpianto di non averla al proprio fianco?! Se sente l'urlo straziante delle anime di questi giovani, allora la prego di apparire! Noi adesso necessitiamo ancora una vola della sua forza... Abbiamo disperatamente bisogno della luce di Hokuto capace di squarciare le tenebre di questo mondo sprofondato nel caos! ('''Rihaku''')
*Non mi interessa chi viene giustiziato. [...] Ogni esecuzione servirà a far capire sempre di più al popolo che qualunque tentativo di ribellione è assolutamente inutile! Io, Bask, eliminerò chiunque andrà proclamando idee di rivolta...! Fin quando l'intera popolazione non si prostrerà ai nostri piedi! ('''Bask''')
*'''Bask''': Dimmi il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': Anche se tu lo sapessi, non avresti modo di dirlo a nessuno...
*'''Ain''': Il mio nome è Ain. Non ho nulla contro di te, ma mi prenderò la tua testa.<br>'''Kenshiro''': E perché?<br>'''Ain''': Per la mia donna!
*'''Ain''': Dimmi un po'. Tu ce l'hai una donna?!<br>'''Kenshiro''': No.<br>'''Ain''': Ma dai... Eppure hai la faccia di uno che ha successo con le ragazze... Pff... Be', meglio così. Almeno potrò massacrarti di botte senza farmi troppi problemi.
*Che tipo... Pff... Ma pensa te... Me le ha proprio suonate... Chissà che lavata di capo mi farà la mia donna...? ('''Ain''')
*Ormai siamo in ballo! Il fuoco della nostra ribellione non può essere spento! ('''Bat''')
*'''Ain''': Io davvero non ti capisco... Si può sapere perché fai tutto questo?<br>'''Bat''': E tu? Perché fai il cacciatore di taglie?<br>'''Ain''': Mica lo faccio perché mi piace. Io devo occuparmi della mia amata figlia. Ecco perché!<br>'''Bat''': Però, vedi... la figlia di un cacciatore di taglie sarà per sempre la figlia di un cacciatore di taglie... e lo stesso vale per la figlia di uno schiavo! E io questo non lo sopporto! Vivere o morire al giorno d'oggi non fa molta differenza. E noi, prima o poi, creperemo tutti comunque. Quindi, tanto vale... provare a cambiare il mondo per le persone a cui teniamo.
*Non avrei mai pensato che essere un ricercato fosse più eccitante che fare il cacciatore di taglieee! ('''Ain''')
*Come il sole sorge riversando su di noi i suoi caldi raggi... allo stesso modo, vorrei che gli uomini del nostro tempo unissero le loro forze per dare vita all'alba di una nuova era... ('''Rihaku''')
*Il capo rappresenta la volontà della sua gente! Se si sconfigge il capo, allora scompare anche la volontà di coloro che lo seguivano. ('''Falco''')
*D'ora in poi vi è proibito tramandare la storia di Hokuto e Nanto! Non avrò pietà nemmeno per donne o anziani, se questi si rivelassero essere a capo di gruppi ribelli! A brillare nel firmamento sarà unicamente la stella madre dell'imperatore del cielo... La stella polare dell'origine suprema! Gli astri di Hokuto sono da sempre il carro da guerra dell'imperatore... Essi non sono mai stati altro che guerrieri al suo servizio! Che proprio Hokuto abbia osato innalzare il suo vessillo contro il nostro imperatore è un crimine d'inaudita gravità! Eliminare Hokuto è un editto imperiale! Da questo momento ha inizio l'era dell'imperatore del cielo! L'era del Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento... ovvero la scuola della stella primigenia! ('''Falco''')
*Alla fin fine, quella di Hokuto è una costellazione che brilla solo di notte! È impotente dinnanzi al Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento! ('''Falco''')
===Volume 12===
*'''Buzz''': Hokuto e Nanto sono le uniche forze al mondo in grado di sconfiggere l'imperatore del cielo! Ora che il fuoco della ribellione di Hokuto si è innalzato, anche Nanto è entrato in azione!<br>'''Gill''': L'unica ragione per cui freneticamente ti ostini a voler annientare Hokuto e Nanto, è perché temi l'unione delle nostre scuole in una sola!
*'''Rihaku''': Q-Quindi l'imperatore del cielo avrebbe iniziato la sua marcia contro di noi?!<br>'''Soldato''': Sì, signore!<br>'''Rihaku''': Allora ciò che dobbiamo temere adesso è il Gento Kōken, l'imperiale scuola di Gento!<br>'''Soldato''': L'imperiale scuola di Gento?<br>'''Rihaku''': Esatto... Sia la natura dell'Hokuto Shinken che del Gento Kōken è quella di essere i pugni a difesa dell'imperatore del cielo! Ma se la quintessenza dell'Hokuto Shinken risiede nella distruzione del corpo umano dall'interno, quella del Gento Kōken prevede unicamente l'annientamento totale del nemico! In altre parole, essa è una tecnica capace di tramutare lo spirito combattivo generato nel profondo del corpo in lame che recidono istantaneamente le cellule dell'avversario fino a distruggerle! Coloro che sono riusciti a perfezionarne i segreti vengono chiamati "gli uomini dalle mani splendenti"... In passato quest'arte marziale era considerata superiore perfino alla Divina scuola di Hokuto stessa!
*C-Complimenti... Quindi è questo il potere della Divina scuola di Hokuto... Ma sappi che Falco è la luce che scuote i nostri cuori! E per tale luce, io ho il dovere di abbatterti qui... anche a costo di sacrificare la mia stessa vita! ('''Soria''')
*Nessuno al mondo è in grado di scalfire neanche un lembo della mia pelle! ('''Falco''')
*'''Soldato''': N... Noi tutti siamo disposti a sacrificare la vita per il nostro generale!<br>'''Ain''': C-Che assurdità! Falco non prova niente per voi! Non ha versato neppure una singola lacrima!<br>'''Soldato''': No... Il generale... Il generale Falco ha già pianto tutto il proprio dolore per noi soldati... Ormai le sue lacrime si sono tutte completamente prosciugate...
*Sei stato bravo a schivarlo! Ti faccio i miei complimenti! Ma sappi che il Gento Kōken è l'arte marziale capace di annientare completamente le cellule del corpo umano! Essa tramuta lo spirito combattivo dentro di noi in lame che, con fendenti attacchi, sono in grado di dissolvere il nemico come vapore, o di congelarlo come ghiaccio! ('''Soria''')
*Io, Soria della luce purpurea, non ho perso contro di te! Ho solo offerto la mia vita al mio generale, il grande Falco della luce d'orooo! ('''Soria''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoh''': Sei tu Falco del Gento Kōken?!<br>'''Falco''': Sì!<br>'''Raoh''': Intendi combattere o ti sottometterai a me?! Scegli!<br>'''Falco''': Nessuna delle due scelte. Voglio che tu proceda ignorando questo villaggio!<br>'''Raoh''': Mmh?!<br>'''Soldato''': Falco, perché non lotti?<br>'''Falco''': Se lo affrontassi, forse potrei uccidere Raoh, ma probabilmente perirei anch'io. Inoltre, una volta morto Raoh, gli abitanti del nostro villaggio sarebbero tutti sicuramente uccisi dai suoi soldati! Liberi dal giogo del terrore, quei maledetti si trasformerebbero in una folla selvaggia impossibile da controllare!<br>'''Raoh''': Mpf... Che perspicacia...<br>'''Falco''': Ma non ti chiedo di rinunciare ai tuoi piani di conquista... senza offrirti nulla in cambio! Avrai una gamba dell'uomo che si fregia del titolo di più potente esponente dell'Imperiale scuola di Gento! {{NDR|Si amputa la gamba destra}} Non permetterò che venga versata nemmeno una goccia del sangue degli abitanti di questo villaggio!
*'''Bat''': E quindi si è mozzato la gamba destra per salvare la sua gente?!<br>'''Rihaku''': Sì. Ora probabilmente porta una protesi!<br>'''Bat''': Ma... Ma allora perché un uomo così generoso è servo dell'imperatore del cielo...?! Dovrebbe odiarne la tirannia più di chiunque altro!<br>'''Ain''': Ben detto! Perché uno come lui non ammazza e basta l'imperatore?!<br>'''Rihaku''': Perché non può farlo! È una regola che si è imposto lui stesso!
*{{NDR|Flashback}}<br>Accetto la tua gamba. Essa non vale soltanto un villaggio, ma un'intera nazione! ('''Raoh''')
*Ora che ci rifletto... il caos di cui oggi siamo testimoni è stato causato interamente dalla mia ingenuità. Vi chiedo perdono, avi di Gento! Forse i duemila anni di storia dell'Imperiale scuola di Gento termineranno con me. Se solo quella volta avessi ascoltato Raoh {{NDR|ed ucciso Jako}}... [...] Vedere mia madre, ormai anziana, pregare in lacrime mi impedì di ucciderlo. Quando mia madre morì, lui prese in ostaggio l'imperatore del cielo per garantire la propria incolumità! E spacciando il proprio volere per quello dell'imperatore, ha edificato la capitale. La mia mancanza di fermezza ha causato questa situazione! ('''Falco''')
*Tutto ha avuto inizio a causa mia. Quindi se dovessi morire, farò in modo che tutto venga in cielo con me! ('''Falco''')
*Non posso esimermi! È questo il fato di Gento! ('''Falco''')
*'''Kenshiro''': Riconosco che il tuo spirito combattivo è privo di qualsivoglia offuscamento o incertezza!<br>'''Falco''': Io, Falco, non sto affrontando questa battaglia nella speranza di sopravvivere! Considerami l'ultimo cancello per riuscire a entrare nella città capitale!<br>'''Kenshiro''': Allora ti valicherò per il bene dei miei amici! Non esistono altre strade per me!
*'''Kenshiro''': Vedo che con quella protesi non riesci a penetrare la mia difesa in maniera adeguata.<br>'''Falco''': Mmh?!<br>'''Kenshiro''': Mi sono colpito il punto di pressione Jōketsukai! Ora nemmeno io potrò muovere la gamba destra!<br>'''Falco''': Cosa...?!<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Per un atto di altruismo, hai offerto quella gamba a Raoh senza opporre resistenza. Se ti uccidessi approfittando del tuo svantaggio, Raoh ne rimarrebbe sicuramente deluso!<br>'''Falco''': Non vuoi essere in debito, dunque?<br>'''Kenshiro''': No. Semplicemente è così che combattono i guerrieri della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Falco''': Complimenti, uomo di Hokuto. Hai scelto una morte estremamente onorevole!
*'''Kenshiro''': Rispondi solo a una domanda, Falco! Chi è l'imperatore del cielo?! Chi è davvero questa persona che stai proteggendo a ogni costo?!<br>'''Falco''': Vi sono due cieli! Anche tra le vostre fila c'è un imperatore!<br>'''Kenshiro''': Che... cosaaa?!
*{{NDR|Flashback}}<br>Può esserci un solo imperatore del cielo! Lo dice la legge, Falco! Il cielo è uno solo! Se si lasciassero crescere due stelle gemelle, il firmamento si scinderebbe sicuramente a metà! Le stelle gemelle sono fonte di sventura per la volta celeste! ('''Jako''')
*Anche se perdessi il 99% del mio corpo, mi basterebbe un solo dito per eliminare un miserabile come te. ('''Falco''')
===Volume 13===
*'''Myu''': Cosa c'è oltre queste acque?<br>'''Falco''': Una terra che dà alla luce demoniaci guerrieri votati unicamente alla lotta! A governare tale luogo sono le leggi marziali! Si dice, intoltre, che lì esista un'arte con 4000 anni di tradizione alle spalle, da cui avrebbero avuto origine le tecniche di Hokuto, Gento e Nanto! Laggiù soltanto l'1% dei maschi sopravvive! È una terra spietata, dove solo chi riesce a vincere cento combattimenti all'ultimo sangue entro i quindici anni ha il diritto alla vita!
*Il luogo verso cui ti stai dirigendo è l'inferno! Quella terra è impregnata del sangue versato da terrificanti uomini che, fin dalla nascita, hanno dedicato le loro vite unicamente alla lotta. Gli Shura! ('''Akashachi''')
*Vi sono nemici che io devo affrontare e persone che io devo salvare... E anche se il mio corpo non dovesse più muoversi, anche se la mia anima si dovesse consumare, io ho il dovere di proseguire lungo il cammino tracciato per me. ('''Falco''')
*La morte si addice... a chi infanga l'[[onore]] di un uomo! ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Qual è il tuo nome?<br>'''Guerriero Shura''': Mpf... Non mi è stato ancora concesso di avere un nome! Sono solo uno dei tanti Shura! Ma tu ignori completamente che... per acquisire anche solo il titolo di Shura, bisogna lasciare dietro di sé i corpi di centinaia di avversari!
*'''Shachi''': La Divina scuola di Hokuto... Capisco... Quindi anche tu padroneggi una branca della scuola di Hokuto...<br>'''Kenshiro''': Una branca?! L'Hokuto Shinken non ha suddivisioni! L'unico pugno di Hokuto è quella della Divina scuola!<br>'''Shachi''': Uihih! Eh, no...! Ti sbagli, invece! Io so che in questa terra esiste una scuola di arti marziali che porta il nome di Hokuto e da cui discende la tua.<br>'''Kenshiro''': E tu conosci chi la pratica?<br>'''Shachi''': Sì! C'è una sola persona! Eeeheheh! Si tratta di uno Shura straordinario.
*'''Shachi''': Quell'uomo è forte! Scommetto che sconfiggerà molti altri Shura e metterà in grande crisi queste terre! Però lui è solo un uragano scarlatto che va spargendo sangue dei propri avversari! Un giorno scomparirà anche lui insieme a tutti gli Shura!<br>'''Rin''': E... E cosa succederà dopo...?<br>'''Shachi''': Splenderà un altro Hokuto!
*'''Guerriero Shura''': L-L'Hokuto Ryūken...?!<br>'''Shachi''': La più forte fra tutte le arti marziali! Così ineguagliabile che risplende intensa e suprema al di sopra di ogni tecnica assassina come una gemma lucente! Per questa ragione il suo nome è Hokuto Ryūken, ovvero la Risplendente scuola di Hokuto!
*Gli uomini non vivono unicamente per se stessi! ('''Shachi''')
*L'obiettivo degli uomini di questa terra è uno solo: vincere in battaglia. Gli Shura che affollano questi luoghi si divorano l'un l'altro. Tutto per loro dipende unicamente da quante persone riescono a uccidere... e da quanto forti riescono a diventare. Ma c'è qualcosa di sbagliato in questo. Hanno dimenticato qualcosa di importante. Anchio faticavo... a ricordarlo. Ma mia sorella sa di cosa si tratta. ('''Tao''')
*'''Bambino''': Che cos'è l'[[amore]]? Non avevo mai sentito questa parola.<br>'''Reia''': Se una persona che vi piace o un vostro amico morisse, vi sentireste tristi, vero?<br>'''Bambino''': Sì.<br>'''Reia''': Quello è un sentimento che nessuno vi ha insegnato a provare. Anzi, è un'emozione innata impossibile da perdere. Per quanto funestate da violenze e tradimenti... l'amore è il luogo dove le persone possono trovare finalmente pace.
*L'Hokuto Ryūken, la risplendente scuola di Hokuto, è un'arte marziale letale... È la tecnica più malvagia al mondo! Grazie a essa, Shachi potrebbe conquistare questa terra. Ma se ci riuscisse, le conseguenze sarebbero ancora più tragiche di quelle attuali! ('''Reia''')
*Mai abbassare la [[Riguardi|guardia]] credendo di aver battuto un avversario se prima non si è riusciti effettivamente a ucciderlo! ('''Shachi''')
*Quando la guardia viene a mancare, la posizione di difesa si trasforma inevitabilmente in un'apertura completamente esposta agli attacchi improvvisi del nemico! ('''Shachi''')
*All'[[inferno]] avrai tempo per maledire la tua ingenuità! ('''Shachi''')
*'''Kaiser''': Vuoi forse continuare a divorare Shura per divenire un dio?<br>'''Shachi''': Voglio diventare molto di più! Dio sarà mio servitore.<br>'''Kaiser''': Pfff... Stolto. Ti esalti tanto solo per avermi battuto?! Persino tu dovresti sapere che in questa terra vi sono tre comandanti supremi venerati come divinità della guerra! L-la cicatrice che ho sul petto me la inferse molto tempo fa uno di loro, Han! Già a quel tempo non fui in grado di distinguere nemmeno uno dei suoi colpi...
*'''Reia''': Si dice che l'Hokuto Ryūken sia in grado di divorare persino dio... e che corrompa tutti i suoi praticanti, al punto da tingere ogni goccia del loro sangue con gli oscuri colori dell'ambizione. Proprio come è accaduto a Shachi, dopo essere divenuto uno dei successori.<br>'''Kenshiro''': Uno dei successori?!<br>'''Reia''': Anche Han, il terzo comandante supremo degli Shura, è maestro della Risplendente scuola di Hokuto!
*Sulla [[scacchiera]] del tuo destino, l'unica mossa che ti rimane è rinunciare alla vita! ('''Kenshiro''')
*Se tu riesci a penetrare la mia [[difesa]]... significa che anch'io posso penetrare la tua! ('''Kenshiro''')
*I giochi più divertenti al mondo sono quelli in cui si mette in palio la propria vita! ('''Han''')
*'''Shachi''': Devi sapere che... da tempo ormai si narra della venuta di un salvatore in queste terre... La leggenda di un uomo... che non è Kenshiro! [...]. Non potevo aspettare quell'uomo che tutti consideravano il salvatore...<br>'''Rin''': E... E come si chiama quell'uomo?<br>'''Shachi''': Il suo nome è Raoh!
===Volume 14===
*{{NDR|Flashback}}<br>Esistono ancora stolti che ignorano la mia potenza. ('''Raoh''')
*{{NDR|Su Raoh}} Era un dio della guerra... un autentico e inarrestabile dio combattente! ('''Shachi''')
*Più l'avversario è forte, più Ken diventa potente. Colui che erediterà la leggenda di Raoh... sarà Kenshiro! ('''Rin''')
*'''Jukei''': La Risplendente scuola di Hokuto è un arte proibita! Ma io ho trasgredito al divieto insegnandola a tre uomini... vale a dire i tre comandanti supremi!<br>'''Reia''': M-Ma perché erano tutti certi che Raoh sarebbe arrivato? Perché il popolo, gli Shura e persino i comandanti supremi hanno sempre continuato a credere nella leggenda di Raoh...?<br>'''Jukei''': Perché questa è la terra natale dell'Hokuto Shinken e dello stesso Raoh! E ogni uomo è destinato a tornare nel proprio luogo d'origine!
*'''Han''': È accaduto tutto più di 20 anni fa... quando il mondo si stava inesorabilmente dirigendo verso il conflitto finale. La nostra terra, vessata dall'invasione di una potente nazione militare, stava per essere completamente annientata. E così, comprendendo che la civiltà si sarebbe estinta facendo ripiombare l'umanità a uno stato primitivo... Jukei, il maestro dell'Hokuto Ryūken, fece salpare tre bambini da questa terra. [...] Quando una civiltà riparte dal nulla, è la violenza a regnare! Il potere marziale! E fu proprio questo il motivo per cui Jukei inviò voi tre presso il successore dell'Hokuto Shinken!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Han''': Esatto... sto parlando di te e dei tuoi due fratelli, Raoh e Toki.
*'''Jukei''': Mandai quei tre da Ryuken. Eppure la mia inquietudine non si dissipò. Dovevo assicurarmi che al mondo ci fosse una tecnica in grado di governare su quest'epoca in balìa della violenza! Ma fu un errore tremendo! L'atrocità dell'Hokuto Ryūken corruppe le anime di Han, Hyoh e Kaioh! Il pensiero mi perseguitò a tal punto che decisi contemporaneamente di insegnare a tre ragazzi originari di questa terra la Risplendente scuola di Hokuto! Tuttavia adesso anche questo avrà fine. Raoh risolverà ogni cosa.<br>'''Tao''': P-però è strano. L... La persona che sta combattendo contro Han non è Raoh...<br>'''Jukei''': Cosa?!<br>'''Reia''': M-Mi pare di ricordare che il suo nome fosse Kenshiro.<br>'''Jukei''': C... Come hai detto?!
*'''Han''': Sei davvero forte. Non a caso hai battuto Raoh... Ma non potrai mai sconfiggere Hyoh, il secondo comandante supremo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?! Che intendi dire?<br>'''Han''': Per quanto tu possa essere più forte persino di Raoh... solo Raoh avrebbe potuto sconfiggere il comandante supremo Hyoh! Ti attende un cammino più spaventoso persino dell'inferno stesso!
*Sento il mio sangue ribollire! Proprio quando ho combattuto contro Raoh... Sento un destino di sangue provenire da questa terra. M-Ma perché?! ('''Kenshiro''')
*Ormai non ho altra strada davanti a me! Sarò io a realizzare la leggenda di Raoh! ('''Kenshiro''')
*'''Reia''': [...] anche Kenshiro è molto forte. Forse potrebbe fare le veci di Raoh e liberare questa terra.<br>'''Jukei''': Non succederà! Anche se fosse più forte di Raoh, c'è una ragione per cui Kenshiro non potrà mai battere il secondo comandante supremo!<br>[...]<br>'''Reia''': E... E perché?! Per quale motivo Kenshiro non può battere Hyoh...?<br>'''Jukei''': Perché Hyoh... è il fratello maggiore di Kenshiro! Loro due condividono lo stesso sangue e gli stessi genitori! [...] Non riesco ancora a dimenticare quel giorno. Sebbene agii in nome di una nuova era, fui io colui che li separò! [...] Hyoh ha sempre avuto un cuore d'oro! Ma la bontà è inutile lungo la via del pugno! E fu proprio questo il pensiero che mi portò a decidere di cancellargli tutti i ricordi passati... [...] Nel momento in cui lo istruii nell'arte dell'Hokuto Ryūken, lo privai della memoria con queste stesse mani! Ma anche se i suoi ricordi sono stati sottratti, il suo onorevole animo non è mutato! Hyoh adesso considera come suoi veri fratelli i suoi compagni della Risplendente scuola di Hokuto... Han e Kaioh!
*L'ombra di Kaioh non è umana...! Un'oscurità demoniaca accompagna sempre il suo passaggio! ('''Tao''')
*Durante i 4000 anni di storia di questa nostra terra... sono state tramandate molte altre leggende, ben prima di quella di Raoh! Esse narravano di come, quando in passato questa terra era ormai prossima al tracollo, fossero apparsi degli straordinari salvatori! La loro forza era tale da consumare i malvagi in un istante. E poiché il loro intervento non poteva che essere un prodigio ultraterreno, il popolo finì per venerarli alla stregua di divinità! Quegli uomini erano i successori dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto! [...] Tuttavia, pur possedendo la medesima forza, la Risplendente scuola di Hokuto è stata cancellata dalla storia! Per ben 1800 anni è stata disprezzata e perseguitata perché reputata un'arte demoniaca! Ma la nostra umiliazione terminerà con la mia generazione! E questo perché io, Kaioh dell'Hokuto Ryūken... diventerò l'artefice di una nuova era! Rin! Figlia dell'Imperatore del Cielo! Tu sarai testimone all'annientamento dell'Hokuto Shinken! ('''Kaioh''')
*Ciò che devo colpire è la maschera di menzogne che indossi! ('''Jukei''')
*'''Hyoh''': Cosa c'è di tanto importante... in questi miei ricordi?!<br>'''Jukei''': L'unico metodo per sconfiggere Kaioh! In te è celata la chiave per rimuovere il sigillo imposto sul vero potere di Hokuto!
*L'Hokuto Ryūken non genera altro che demoni. E ora il comandante supremo Kaioh è divenuto il colossale e onnipotente demonio che regna incontrastato sul regno demoniaco! L'armatura che Kaioh indossa non serve a proteggerlo! Essa ha il compito di sigillarne lo spirito combattivo demoniaco che fuoriesce da tutto il suo corpo persino quando egli è immobile! E quando quell'armatura sarà completamente distrutta, accadrà qualcosa d'inimmaginabile! ('''Jukei''')
*Il mio spirito combattivo è disperatamente assetato di sangue...! Del sangue della Divina scuola di Hokuto! ('''Kaioh''')
*'''Jukei''': Ascoltami bene, Hyoh! Tu e Kenshiro siete fratelli! In voi scorre il sangue della dinastia principale di Hokuto!<br>'''Hyoh''': Che... Che cosaaa?!<br>'''Jukei''': Ed è proprio il pugno della dinastia principale di Hokuto che ha dato origine alla Divina scuola e alla Risplendente scuola!<br>'''Hyoh''': La dinastia principale di Hokuto...?<br>'''Jukei''': Esatto. Solamente un discendente della vostra stirpe, venuto al mondo con un'innata predisposizione per la lotta, può apprendere l'arcano colpo capace di sigillare la Risplendente scuola! E quel discendente è Kenshiro!
*Non crucciarti cercando di capire! Sappi solo che tu morirai! ('''Kaioh''')
*Stolti! Stolti tutti coloro che in questa nostra terra attendono un salvatore dalla Divina scuola di Hokuto, continuando a sperare nella leggenda di Raoh! Il salvatore è già qui! Io sono il salvatore di questo mondo! ('''Kaioh''')
*La terra degli Shura è un paradiso terrestre! E in questa nostra terra utopica, ai deboli non deve spettare altro che la morte! ('''Kaioh''')
*La Divina scuola di Hokuto non conosce disperazione! ('''Kenshiro''')
*Per quanto riguarda la manipolazione dello spirito combattivo, l'Hokuto Shinken non è minimamente all'altezza dell'Hokuto Ryūken! Prima che i tuoi colpi possano raggiungermi, il mio spirito combattivo demoniaco li annulla, assorbendo tutta l'aura combattiva che li avvolge! ('''Kaioh''')
*Detesto il sangue dell'Hokuto Ryūken che scorre nelle mie vene! Lo stesso sangue che per ben 1800 anni è stato disprezzato e rimosso dalla storia perché ritenuto linfa vitale putrida, volta alla creazione di un'arte demoniaca! Ma esiste un modo per scampare al destino della mia stirpe dannata! Purificare il mio sangue maledetto mischiandolo a quello dell'Imperatore del cielo! [...] Rin, tu darai alla luce la mia progenie! Così che possa avere inizio un nuovo corso della storia fondato sulla leggenda dei salvatori dell'Hokuto Ryūken! ('''Kaioh''')
*Non posso competere con Kaioh! Ma posso almeno sacrificare la vita per permettere a Kenshiro di salvarsi! ('''Shachi''')
*Altruismo, rettitudine e lealtà... Tutte queste tue caratteristiche sono semplicemente disgustose! Le detesto dal profondo del cuore! Nella mia nuova era non c'è posto per sentimenti simili! ('''Kaioh''')
*Si dice che la quintessenza dell'Hokuto Shinken risieda nella rabbia e nella tristezza. E tale quintessenza è stata in grado di atterrire persino lo spirito combattivo di Kaioh. Anche se impossibilitato a muoversi, quest'uomo {{NDR|Kenshiro}} è stato in grado di continuare a combattere attraverso la propria anima! ('''Shachi''')
===Volume 15===
*Ora avrai compreso cosa rappresenta per me la dinastia principale di Hokuto. Nonostante io abbia in me il sangue di un demone onnipotente, da esso non potrà mai nascere nulla! Non finché al mondo esisterà il sangue della dinastia principale di Hokuto! Per quanto io, Kaioh, mi affatichi a diventare ancora più potente, sarò sempre sopraffatto da quel sangue! Tremante di fronte alle sue infinite possibilità! Io devo annientarlo! Anche a costo di divorare Dio stesso, finché quella linfa vitale non sarà estinta, non potrà mai giungere la mia era! ('''Kaioh''')
*La... La tecnica di Ken si nutre di rabbia e tristezza... M-Ma quella di Kaioh è alimentata unicamente dall'odio! ('''Rin''')
*Ogni cosa al mondo nasce solo in funzione di Kaioh! ('''Kaioh''')
*'''Hyoh''': Sei ridicolo! Quale uomo diviene triste combattendo?!<br>'''Nagato''': Un tempo anche la vostra anima versava lacrime durante le battaglieee!
*Nemmeno rivoltando il mio corpo da cima a fondo trovereste una singola lacrima! ('''Hyoh''')
*'''Shachi''': Kenshiro, sei davvero deciso ad affrontare Hyoh?!<br>'''Kenshiro''': Se è mio fratello di sangue, a maggior ragione devo essere io a sconfiggerlo!
*È giunta l'ora che i demoni onnipotenti sprofondino all'inferno! ('''Kenshiro''')
*Sembra proprio che avrei dovuto colpirti con più forza... dato che sei ancora qui a blaterare! ('''Kenshiro''')
*Se non posso colpirti nei punti di pressione, mi basterà ridurre quel tuo corpo in poltiglia! ('''Kenshiro''')
*'''Kaioh''': Quel debole di Raoh, il miserabile che si è fatto contagiare dai sentimenti, venendo così sconfitto da una nullità come Kenshiro... era mio fratello minore!<br>'''Rin''': F-Fratello minore?! Ma allora...!<br>'''Kaioh''': Mpf... Rin... Adesso capisci perché finora ho tenuto celato il mio volto con un elmo?!<br>'''Rin''': Ah... Perché se si fosse saputo che tu e Raoh eravate fratelli...<br>'''Kaioh''': Pff... Esatto. La leggenda di Raoh non avrebbe mai preso piede se si fosse venuto a sapere che esisteva un suo familiare così simile a lui.<br>'''Rin''': Ma... Ma allora la leggenda di Raoh...<br>'''Kaioh''': Uuuhuhu! Sono stato io a originarla! Io ho creato e alimentato quella leggenda! Sì!
*'''Kaioh''': I sentimenti... l'amore... essi non sono che il marchio che contraddistingue gli stolti! È naturale che quello sciocco di mio fratello minore sia morto!<br>'''Rin''': Eppure tu non saresti mai riuscito a battere Raoh. Se vi foste sfidati, sono certa che tu avresti perso.<br>'''Kaioh''': Cosa?!<br>'''Rin''': Sì, perché i veri vincitori sono proprio coloro che vivono per quella futile cosa chiamata amore!<br>[...]<br>'''Kaioh''': Vaneggi, fose, Rin?! Fatico a credere che tu possa realmente pensare che i veri vincitori siano gli stolti che credono nell'amore!<br>'''Rin''': E... allora secondo te chi sono i veri vincitori?!<br>'''Kaioh''': Che domande! Ciò che trionfa alla fine è sempre e solo... il [[male]]!
*Che senso ha essere condizionati dalla compassione e morire per amore? I sentimenti controllano e limitano gli esseri umani! Mentre il male non impone alcuna restrizione! ('''Kaioh''')
*Io non rimpiango di aver vissuto per amore... per un amore così intenso da sembrare persino sciocco. ('''Hyoh''')
*Si dice che gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... abbiano tutti vissuto per l'amore di una donna. ('''Hyoh''')
*Possibile che l'arcano colpo della dinastia principale consista proprio nell'amore...?! ('''Rin''')
*Per ogni ferita di cui mi sono fatto carico, io ho anche accolto in me i sentimenti dei miei rivali! Persino Raoh ha lasciato il suo cuore dentro di me! ('''Kenshiro''')
===Volume 16===
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kaioh''': Raoh... Per quale ragione sei tornato?<br>'''Raoh''': Ho sentito le voci che circolano a proposito di questa terra... e ho deciso di appurarne la veridicità!<br>'''Kaioh''': E dunque...?!<br>'''Raoh''': Se trasformerai questo luogo in una terra abitata unicamente da spietati Shura... sta' pur certo che un giorno verrò a reclamarla per poi farla mia!<br>'''Kaioh''': Oooh... E perché non ci provi subito?<br>'''Raoh''': Non è il momento. Mi rimangono ancora molte cose da fare. Ma ricorda! Una volta sconfitto Kenshiro, ti giuro che tornerò! Con il tuo modo di agire, non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! In questo mondo, può esistere un unico dominatore!
*Sono stato la rovina di un uomo che sarebbe potuto divenire un eroe senza precedenti! Non morirò prima di rimediare alla mia colpa! ('''Hyoh''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Non te ne avevo mai parlato, ma ora voglio che tu sappia che ho un fratello maggiore dal quale sono stato separato quand'ero giovane. Adesso che sei divenuto il successore, significa che prima o poi saremo costretti a incrociare i nostri pugni. E se in quel frangente dovessi perdere, voglio che tu dica a mio fratello... che io sono conscio della sua profonda tristezza e che lo stimo più di chiunque altro! ('''Raoh''')
*Raoh mi stimava? Pff... Uhuhuh... Uahah! Mio fratello era veramente uno smidollato! Allora quando lo raggiungerai all'inferno, digli anche che... l'unica ragione per cui è stato battuto da un guerriero del tuo livello è solo a causa del suo cuore troppo tenero! ('''Kaioh''')
*Anche sfuttare metodi di combattimento per lottare senza respirare fa parte delle mie tecniche segrete! Io faccio ricorso a qualsiasi mezzo pur di vincere! ('''Kaioh''')
*Io sarei forte?! Forse è questa l'impressione che do alla gente come te... Tuttavia...! Io sono sempre stato troppo debole per essere il primogenito della dinastia principale di Hokuto! Se io... Se solo io fossi stato più forte, allora l'animo di Kaioh non si sarebbe corrotto! ('''Hyoh''')
*Hai capito, Kenshiro?! Chi rinuncia al proprio cuore vince, mentre chi coltiva sentimenti è destinato a morire! ('''Kaioh''')
*Prima che tu possa infangare il tuo nome, divenendo in tutto e per tutto un re demoniaco... io ti giuro, Kaioh, che farò in modo che tu muoia come un eroe per mano mia! ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Se mio fratello Kaioh dovesse smarrire la retta via, uccidilo con le tue mani! Perché nel profondo del mio cuore, io desidero che il ricordo che ho di lui resti per sempre quello di un eroe! ('''Raoh''')
*[[Eroe]] è una parola priva di senso per chi come me ha intrapreso la via del male! ('''Kaioh''')
*Circa duemila anni or sono, la dinastia principale di Hokuto dominava il mondo, fungendo da scudo eretto a difesa dell'incolumità dell'Imperatore del cielo. Tuttavia, ciò che ancora oggi rimane motivo di grande rammarico è che, a quel tempo, la suprema arte marziale assassina, la Divina scuola di Hokuto, non era ancora nata! Fu per questo che, una volta venuto a mancare l'imperatore, il mondo precipitò in un'epoca di guerre intestine e di grandi disordini! I sommi sacerdoti incaricati di tutelare la dinastia principale di Hokuto erano profondamente turbati! [...] Il dominatore che i sacerdoti desideravano doveva aver ereditato in sé il sangue della dinastia principale di Hokuto ed essere un individuo capace di creare una nuova, invincibile arte marziale assassina! Solamente un uomo del genere sarebbe potuto divenire il vero salvatore! Tuttavia, nonostante le loro preghiere accorate, la dinastia principale non diede alla luce un discendente maschio. A ereditarne il sangue furono solamente due giovani e splendide sorelle {{NDR|Ohka e Shume}}! E per uno scherzo del fato, entrambe quelle fanciulle partorirono i tanto attesi discendenti maschi{{NDR|, Ryoh e Shuken}}... nello stesso, tragico giorno! [...] Così pensando, i sommi sacerdoti della dinastia principale di Hokuto, tormentati dalla decisione su chi sarebbe dovuto diventare il successore, decisero di abbandonare i due infanti presso il Kōtendai, l'altare della discesa celeste, alla mercé di lupi famelici... Tutto, pur di riuscire a udire la voce del cielo! [...] In seguito, quella stessa notte, Shume, la sorella minore, scomparve. Accecata dall'amore, corse a salvare il proprio figlio Shuken! [...] Testimoni del sacrificio di Ohka {{NDR|per salvare Shume e Shuken}}, i sacerdoti tutelari rimasero profondamente colpiti dall'intensità del suo amore misericordioso. [...] E fu così che, in quel preciso istante, sorse il fondatore della Divina scuola di Hokuto... Shuken! Egli non dimenticò mai, neanche per un momento, l'amore di quelle donne che considerava entrambe come sue madri e portò a compimento la creazione dell'Hokuto Shinken, quale pugno più potente al mondo. Ma per via delle sue caratteristiche tanto eccezionali quanto tragiche, nonché della dolorosa vicenda occorsa in passato al momento della scelta dell'erede, stabilì anche che essere tramandante unicamente a un singolo successore per ogni generazione. In seguito, per onorare l'anima di Ohka, i sacerdoti tutelari eressero una statua di donna su cui vennero incisi i dettagli di quei tragici avvennimenti. Kaioh... Si dice che anche Ryoh, il figlio di Ohka, avesse una voglia a forma di sette stelle. Capisci cosa intendo? Quella voglia è la prova della gloriosa discendenza da Ohka! ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltatemi bene, figli miei. I discendenti di Ryoh, abbandonato dalla madre, perderanno a loro volta l'amore e ne andranno alla perenne ricerca. Dunque qualcuno... Qualcuno dovrà insegnare loro cos'è l'amore. Ed è proprio questo il destino dei successori della Divina scuola di Hokuto. ('''Shuken''')
*A ben pensarci, anche Raoh e Toki sono andati ricercando l'amore per tutta la loro vita... Kaioh! Se intendi infangare oltre quel glorioso sangue... allora sconfiggerti sarà un atto d'amore! ('''Kenshiro''')
*Se provi odio, colpisci pure il mio corpo quanto vuoi! Ma ciò che non posso perdonarti... è il tuo essere così snaturato e corrotto! ('''Kenshiro''')
*L'Hokuto Ryūken fa uso dello spirito combattivo demoniaco per disorientare il nemico. Esso è stato sviluppato con l'unico obiettivo di sopraffare le difese avversarie. Tuttavia l'Hokuto Shinken è il pugno dei campi di battaglia. E proprio il fatto che si sia formato attraverso un'infinità varietà di scontri, è ciò che ha reso possibile lo sviluppo di tutta la sua vasta gamma di tecniche segrete! ('''Kenshiro''')
*Durante un combattimento, è il momento stesso in cui si rilascia il colpo quello in cui la guardia si abbassa maggiormente. ('''Kenshiro''')
*Purtroppo per te, finora sei sempre stato come una rana in fondo a un pozzo, ignara dell'immensità dell'oceano! Non hai mai affrontato un avversario più forte di te! Io, al contrario, sono sopravvissuto a campi di battaglia popolati da uomini ben più potenti di me! ('''Kenshiro''')
*Anche se non sono altro che una stella negletta e ripudiata... ho in me ancora l'orgoglio! Lo stesso che mi ha portato ad aspirare al cielo! Io non posso fare altro se non proseguire lungo la strada del dominatore! ('''Kaioh''')
*{{NDR|Rivolto a Kaioh}} Anche tu sei stato, senza ombra di dubbio, un formidabile rivale e amico! ('''Kenshiro''')
*'''Kaioh''': Sono stato testimone della potenza dell'Hokuto Shinken, la tecnica assassina più forte al mondo. Per la prima volta, io ho perso... Ma dimmi una cosa. C... Come sarebbe finita se io avessi appreso la Divina scuola di Hokuto?<br>'''Kenshiro''': Probabilmente sarei io quello riverso a terra adesso.<br>'''Kaioh''': [...] No... Non sarebbe cambiato nulla. Sarei stato comunque sconfitto da te. E questo perché io non provo compassione per i perdenti... [...] Ora che ci penso, anche io non sono stato altro che un debole... E proprio perché debole, ho vissuto tingendo la mia anima delle tinte oscure del male... Tutto nel tentativo di dar vita a una nuova era... Ma quello non si è rivelato altro che un sogno effimero... [...] Se solo ti avessi incontrato prima... Forse... Forse avrei accettato serenamente il mio destino...
*'''Kaioh''': I... Io sono colui che ha trucidato la donna che amavi e che ti ha spinto nel regno demoniaco! So bene che il rancore che nutri nei miei confronti è così profondo che nemmeno la vendetta più feroce potrebbe estinguerlooo!<br>'''Hyoh''': No... Non sono venuto per attaccarti... I-Io volevo solo dirti una cosa. O-Ovvero che se io fossi stato più forte... se io fossi stato un degno primogenito della dinastia principale di Hokuto... tu non avresti smarrito la retta via... È tutto accaduto a causa mia... Perdonami!<br>'''Kaioh''': E-E tu saresti venuto fin qui solo per dirmi questo...?! Hyoh! Ti scongiuro, torniamo quei bambini di un tempo... e giochiamo ancora insieme!
*Qui riposa mia madre! Avevo già stabilito da tempo che questo sarebbe stato anche il luogo della mia morte! [...] Addio, Kenshiro! ('''Kaioh''')
*'''Kenshiro''': Rin ha sempre vissuto combattendo, fino a oggi. Tutto per riuscire a guidare Hokuto e dar vita a un salvatore. Ma ormai non è più necessario. Il suo compito è finito... Non occorre nemmeno che recuperi la memoria. È giunto il momento che lei viva pensando unicamente alla propria felicità!<br>'''Bat''': K-Ken!<br>'''Kenshiro''': Tu sei l'unico in grado di ricambiare l'amore di Rin!<br>'''Bat''': K... Ken, aspetta!<br>'''Kenshiro''': Bat... Ti auguro di essere felice insieme a lei! Addio!
*{{NDR|Su Raoh}} Lui era grande, sì... Ma soprattutto era grande il suo ardente cuore! ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Odi i colpevoli?! Vuoi affrontarli?!<br>'''Ryu''': S-Sì!<br>'''Kenshiro''': Allora fallo con il tuo pugno e col sangue ardente che hai ereditato da Raoh!
*Se lo si rimpinza a dovere, anche un [[lupo]] diventa inoffensivo come un maiale! ('''Koketsu''')
*Sono finiti i tempi in cui i lupi vivevano come dei lupi. È arrivato il momento di allevarli come cani da guardia. ('''Koketsu''')
*È l'[[onore]] a rendere gli uomini forti! ('''Ryu''')
*Ormai sono solo un lupo a cui sono state strappate le zanne e che ha perso la propria forza! ('''Barga''')
*Il sangue di Raoh non si lascia sopraffare dai cambiamenti di quest'epoca. Lo spirito dei lupi è ancora vivo! ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Perché mi lecchi i piedi?! [...] Io ho bisogno di guerrieri! L'[[adulazione]] non è necessaria nella vita di un uomo! ('''Raoh''')
===Volume 17===
*La fine del topo di fogna ti si addice proprio. ('''Kenshiro''')
*'''Ryu''': Ken... E ora dove andremo?<br>'''Kenshiro''': Questo è un viaggio senza meta. Serve solo per metterci alla prova... E quando questo viaggio si sarà concluso, comprenderai cosa dovrai fare... Ma ricordati che il viaggio si interromperà se mai tu decidessi di arrenderti.
*Questo regno poggia le sue fondamenta su di me. Se io cadessi, anch'esso crollerebbe con me. ('''Asam''')
*È solo affrontandolo con i propri [[Pugno|pugni]] che si può stabilire la tempra di un [[uomo]]! ('''Asam''')
*'''Asam''': D-Dimmi, perché non mi hai finito?! Ero spacciato, ormai! Spiegami, ti scongiuro!<br>'''Kenshiro''': Il mio pugno sceglie con precisione gli avversari da abbattere.
*Hokuto è la costellazione che presiede la morte. Quando Hokuto apparirà, bisognerà rivelare la propria tristezza e aprire il proprio cuore. E nel momento in cui una luce azzurra scuoterà la costellazione di Hokuto, la retta via ci verrà rivelata! ('''Asam''')
*Anche se sono un re, rimango pur sempre un padre! ('''Asam''')
*È dall'incontro con quell'oracolo che temo che il regno si divida! Per questo ho allevato i miei tre figli con imparzialità. Ero convinto che una qualsiasi disuguaglianza li avrebbe portati all'inimicizia. Ho dato loro la stessa istruzione, lo stesso insegnamento marziale e gli ho dedicato persino la stessa quantità del mio tempo. Anche i dolci li dividevo in tre parti uguali. [...] E ho sbagliato! Avrei dovuto lasciare che crescessero naturalmente, invece li ho costretti alla parità... Fu per questo che crebbero senza imparare a cedere. ('''Asam''')
*Come può diventare re qualcuno inconsapevole della grandezza che lo circonda? Qualcuno che non ha esperienza del mondo, che non comprende il proprio popolo e che, soprattutto, ignora i sentimenti di un padre... ('''Kenshiro''')
*Mai una supplica a Dio ha dischiuso il cammino della salvezza umana. Non sai, forse, che fra tutti gli essere viventi, l'uomo è il più inviso a Dio? ('''Baran''')
===Volume 18===
*Cosa può mai fare Dio per noi?! Pensi forse che ci salverà tendendoci la mano?! Ma non farmi ridere! Dio... non è altro che un ingannooo! In questo mondo non esistono né emissari né salvatori! ('''Baran''')
*'''Satora''': Nessun uomo... si è mai sostituito a Dio!<br>'''Baran''': No! Uno c'è stato!<br>'''Satora''': Cosa?!<br>'''Baran''': Un uomo che tentò di stringere il cielo nel proprio pugno! Un titano! Si faceva chiamare Ken-Oh, il re delle techniche assassine!
*'''Kenshiro''': Il tuo pugno non è nulla se paragonato a quello di Raoh!<br>'''Baran''': Co... Cosa?! Tu conosci Raoh?!<br>'''Kenshiro''': Era l'uomo più forte al mondo e la profondità del suo amore non aveva paragoni... Ma la sua brama di conquista nei confronti del cielo ne corruppe l'animo!
*'''Kenshiro''': Ascolta, Baran. Nemmeno Raoh, che mi era superiore in abilità marziale, è riuscito a superare Dio.<br>'''Baran''': Pe... Perché?<br>'''Kenshiro''': Raoh l'aveva capito. Alla fine ciò che dà la salvezza alle persone non è la violenza, ma l'amore. Ma ormai... era incapace di interrompere quella sua furiosa corsa. Co... Così, pur di riuscire ad arrestarla... Volle il mio pugno! Volle che fossi io a fermarlo!
*{{NDR|Flashback}}<br>Senza rinunciare ai sentimenti, non riuscirai mai a vendicarti di Dio! ('''Raoh''')
*Ryu! A dispetto della tua giovane età, il tuo cuore è già stato segnato dalla coscienza della tristezza. Ormai non ho più nulla da insegnarti. D'ora in poi sarà il sangue che hai ereditato da Raoh a guidarti lungo il cammino. ('''Kenshiro''')
*Ho capito, Ken. Non dimenticherò mai i giorni passati insieme a te. E... E un giorno, quando sarò diventato molto, molto più grande... proverò anche a superare mio padre Raoh! Ken! Te lo giuro! ('''Ryu''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Yuria''': P... Pare sia giunto per me il momento di tornare in cielo...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': Il... breve tempo che abbiamo vissuto qui, insieme... è stato così sereno... Mi è sembrato di vivere un sogno... K... Ken... P-Per questo adesso... voglio che tu mi dimentichi...<br>'''Kenshiro''': C... Che vuoi dire?!<br>'''Yuria''': Tu... non devi più pensare... a me... D'ora in poi c'è Rin...<br>'''Kenshiro''': R-Rin?!<br>'''Yuria''': Ti prego... Io l'ho capito. Rin ti ama profondamente. D'ora in poi... la stessa felicità che hai donato a me, finora... donala a Rin...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': È... il mio unico desiderio... Ti... supplico...<br>'''Kenshiro''': D'accordo.<br>'''Yuria''': Bene...
*Io ho troppi ricordi... Dentro di me, si affollano le anime dei miei formidabili rivali e amici caduti in battaglia. ('''Kenshiro''')
*Un vero uomo desidera sempre la felicità della donna amata! ('''Bat''')
*Anche un esperto di arti marziali potrebbe essere colto di sorpresa di fronte a uno stile di lotta sconosciuto e per di più non convenzionale! ('''Bat''')
*Ken, non ridere di me... ma tu hai sempre avuto la mia ammirazione... La prima volta che ho visto la tua potenza... dallo spavento, le gambe mi hanno ceduto e me la sono fatta addosso... E... E poi la tua gentilezza... Quando è morta l'unica donna che avevo mai considerato una madre... c'eri tu a sostenermi con forza... [...] Ken! Per me sei stato come un fratello maggiore! ('''Bat''')
*Non osare farti vedere mai più, nemmeno all'inferno. ('''Kenshiro''')
*Sulla mia tomba non occorrerà alcun nome! Se dovrò morire, sarà nel deserto, in mezzo alle battaglie! ('''Kenshiro''')
==Anime==
===''Ken il guerriero''===
{{FictionTV
|titoloitaliano= Ken il guerriero
|tipofiction= Serie anime
|immagine= Hokuto No Ken tv series logo.png
|didascalia= Logo della serie
|dimensioneimmagine=
|titolooriginale= 北斗の拳
|paese= Giappone
|anno= 1984 – 1987
|genere= anime
|stagioni=
|episodi= 109
|regista= [[Toyoo Ashida]]
|ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]]
|doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]]
*[[Mie Suzuki]]: Bart
*[[Tomiko Suzuki]]: Lynn
*[[Toshio Furukawa]]: Shin
*[[Yuriko Yamamoto]]: Julia
*[[Kaneto Shiozawa]]: Rei
*[[Toshiko Fujita]]: Mamiya
*[[Takaya Hashi]]: Toki
*[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]
*[[Norio Wakamoto]]: Raoul (ep. 32)/Shuren
*[[Ryuji Saikachi]]: Ryuken
*[[Junji Chiba]]: Ryuken (ep. 5)
*[[Kouji Totani]]: Jagger
*[[Arisa Andou]]: Airy
*[[Bin Shimada]]: Yuda
*[[Katsuji Mori]]: Shu
*[[Banjo Ginga]]: Souther
*[[Hideyuki Hori]]: Ryuga
*[[Takeshi Aono]]: Rihaku
*[[Kazuyuki Sogabe]]: Wein
*[[Shozo Iizuka]]: Fudo
*[[Yoshito Yasuhara]]: Juza
*[[Mika Doi]]: Tou
|doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Shuren (ep. 105)
*[[Graziella Polesinanti]]: Bart/Airy/Tou (ep. 92, 95-99)
*[[Daniela Caroli]]: Lynn/Julia/Mamiya/Tou (ep. 83-91)
*[[Bruno Cattaneo]]: Shin/Rei/Toki (ep. 76-109)/Ryuken/Shu/Rihaku (ep. 86, 92, 101-102)/Fudo
*[[Wladimiro Grana]]: Toki (ep. 33-46)
*[[Norman Mozzato]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]/Rihaku (ep. 91)
*[[Sergio Antonica]]: Ryuken (ep. 98)/Souther/Rihaku (ep. 99-100)/Juza (ep. 97)
*[[Giorgio Giuliano]]: Jagger (ep. 102)/Yuda/Rihaku (ep. 83-85)
*[[Francesco Caruso Cardelli]]: Souther (ep. 109)/Wein (ep. 105)
*[[Marco Mete]]: Toki (ep. 47-72)/Ryuga/Shuren/Juza
*[[Sandro Dori]]: Rihaku (ep. 87-89, 93-95)
*[[Ambrogio Colombo]]: Rihaku (ep. 96-98)
*[[Marcello Mandò]]: Rihaku (ep. 105-109)
*[[Massimo Pizzirani]]: Juza (ep. 105)
*[[Stefanella Marrama]]: Tou (ep. 93)
|note=
}}
====[[Incipit]] della serie televisiva====
{{Incipit serie televisive}}
Siamo alla fine del XX secolo: il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti; tuttavia la razza umana era sopravvissuta. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
====Capitolo 1====
=====Episodio 1, ''Sotto il segno dell'Orsa Maggiore''=====
*La guerra nucleare ha distrutto ogni forma di società civile. Il pianeta Terra oggi è tornato ad essere dominato dalla violenza e dalla barbarie. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*La costellazione dell'Orsa Maggiore: il potere che essa conferisce a chi nasce sotto il suo segno è terrificante. Dicono che con la sola forza della mente si possa concentrare tutta l'energia circostante in un unico punto all'interno del corpo dei propri nemici e poi liberarla con effetti devastanti; e solo chi ha le sette stelle sul petto è capace di farlo. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*'''Lynn''': Perché stai andando via, Ken?<br>'''Anziano''': Perché l'uomo dalle sette stelle deve andare dove c'è bisogno di lui, a portare la luce dell'Orsa Maggiore di villaggio in villaggio. Ora capisci perché se n'è andato, Lynn? Per portare la luce.
=====Episodio 2, ''Fante di Picche''=====
*'''Fante di Picche''': Chi sei tu per dare degli ordini?<br>'''Kenshiro''': È molto semplice: hai davanti a te il predestinato della costellazione dell'Orsa Maggiore, e la tua freccia non può procurarmi alcun danno. Non riuscirai mai ad uccidermi.
*Voglio offrirti un'altra opportunità, ma mira meglio. Attento, se sbagli perderai l'occhio destro. ('''Kenshiro''')
*In questi tempi di barbarie la vita è così difficile. Bisogna combattere per un tozzo di pane e per un sorso d'acqua. Quando ero giovane, il grano copriva i campi, i papaveri sbocciavano fra le nessi, gli uccelli cinguettavano sugli alberi da frutta e i pesci sguazzavano nei torrenti. Adesso invece è più prezioso un sacchetto di semi che la vita di un uomo. ('''Smith''')
*'''Kenshiro''': Metti in moto.<br>'''Bart''': Come "metti in moto"? Proprio adesso che posso soddisfare il mio stomaco? Dopo tutta la fatica che ho fatto vorresti privarmi della giusta ricompensa? Io non mi muovo di qui.<br>'''Kenshiro''': Ascolta il tuo cuore. Non senti dei bambini che piangono?<br>'''Bart''': Sento solo il mio stomaco.<br>'''Kenshiro''': Le loro povere madri non hanno né latte né pane da dargli. Sono tutti affamati.<br>'''Bart''': E va bene, andiamo!
*'''Fante di Picche''': Ora non ti rimane che implorare pietà.<br>'''Kenshiro''': Invece sei tu che dovresti supplicarmi per aver salva la vita.
*Le persone di solito usano circa il 30% della propria energia. Il segreto dei predestinati dall'Orsa Maggiore è che loro sono in grado di usare anche il restante 70%.('''Kenshiro''')
*Questo è un colpo ad effetto ritardato. Quando toglierò i pollici dalle tue terminazioni nervose ti rimarranno solo sette secondi di vita. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 3, ''L'artiglio''=====
*Mentre anche le persone più ordinarie possono apprezzare la buona musica, solo pochi uomini privilegiati sono in grado di apprezzare il fascino del [[Malignità|maligno]]. ('''Shin''')
*L'uomo che ha il coraggio di affrontare il suo [[Dio]] con ferrea volontà e che riesce a sconfiggerlo, ebbene sarà l'abitante di questo paradiso con tutte le sue bellezze. ('''Shin''')
*Il silenzio è d'oro. Questa è una norma che dovresti imparare. ('''Kenshiro''')
*Non ti sei reso conto di essere già morto? ('''Kenshiro''')
*L'ho colpito in un punto particolare, paralizzandogli i centri nervosi. È una mossa che si chiama "Colpo alle tempie". ('''Kenshiro''')
*È uno dei miei colpi speciali. Colpisce un centro vitale. Tu morirai nel giro di trenta secondi. [...] La tua spina dorsale si spezzerà in due. Hai ancora venti secondi di tempo, perciò rassegnati. ('''Kenshiro''')
*Chi ha paura in battaglia merita di morire, subito. ('''Shin''')
=====Episodio 4, ''Il gigante''=====
*'''Shin''': Osserva che brillantezza e che luce hanno questi gioielli. Io sono l'unico uomo al mondo a cui è giusto che essi appartengano e che possa permettersi una simile bellezza, però me ne privo per cederli a te.<br>'''Julia''': Io non li voglio, e posso anche spiegarti il perché: mi domando quante persone siano state uccise per ottenere quei gioielli.<br>'''Shin''': Non mi sembri affatto lusingata, Julia.<br>'''Julia''': Non riesco a scorgervi tutta quella bellezza di cui stai parlando. In quei gioielli io vedo soltanto gente che soffre, dolore, ansia, afflizzione e tristezza.<br>'''Shin''': Il potere è la giustizia stessa. Guarda! Posso frantumare un diamante stringendolo fra le dita. Sono forte e invincibile, Julia. Soltanto con te non ho avuto successo.
*Non sei mai appartenuto alla razza umana. Sei solo un maiale. ('''Kenshiro''')
*E adesso, disintegratevi! ('''Kenshiro''')
*Nell'universo esistono la stella del Nord e la stella del Sud. Tutto quanto è eguale: uomini e donne, oscurità e chiarore. Nel karate, esiste la stessa cosa: esiste il karate della stella del Nord e il karate della stella del Sud. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*La mia abilità non conosce avversari. ('''Kenshiro''')
*Shin, io ti conosco bene. Sono ritornato dall'inferno solo per batterti. Non hai scampo. Ti inseguirò ovunque tu vada. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno''=====
*La mia nuova città è quasi finita. Risplende nella sua bellezza. È grande, è la città dei nostri sogni, è la città dove ogni uomo vorrebbe abitare. Julia, dedicherò questo paradiso a te. L'intera città ormai ti appartiene, è tua. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Chi ha il [[potere]] decide le [[Legge|leggi]] da solo. È un'epoca in cui i potenti possono fare quello che vogliono e io sono fra questi. Mi dispiace per voi! Shin rappresenta il potere e impersona la legge. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Che cosa vuoi da me, Shin? Abbiamo studiato insieme il karate, e questo dovrebbe unirci per superare le tante difficoltà che incontreremo nel nostro cammino.<br>'''Shin''': Voglio solo dirti che amo Julia da molto tempo.<br>'''Yulia''': Spero che tu stia scherzando. Non ho mai provato niente per te, Shin.<br>'''Shin''': Mi piaci quando fai la dura. Io amo le donne che hanno carattere, soprattutto se sono molto carine come te. Ken, Julia è la mia donna.<br>'''Kenshiro''': Tu sei pazzo! Lei mi ama, è la mia donna. Sono stato chiaro, Shin?<br>'''Shin''': Non avrai pensato di portarmela via? Prendi questo! {{NDR|Colpisce Kenshiro}}<br>'''Kenshiro''': Ti prego, non farlo, Shin! Hai dimenticato gli insegnamenti del maestro?<br>'''Ryuken''': {{NDR|Voce fuori campo}} "La stazione della stella del Nord e quella della stella del Sud non saranno mai nemiche e si rispetteranno vicendevolmente. Entrambe dovranno cooperare per tramandare le antiche tradizioni di questo paese alle generazioni future".<br>'''Shin''': Avevo dimenticato quello che il vecchio maestro diceva, ma adesso ricordo tutto. {{NDR|Distrugge la lapide di Ryuken}}
*I [[Prepotenza|prepotenti]] credono di essere i padroni del mondo, ma prima o poi soccomberanno. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*{{NDR|Flashback}}<br>C'è una differenza fondamentale tra te e me. Quello che mi spinge a fare questo è un sentimento puro e, soprattutto, molto nobile: si chiama [[ambizione]]. Un uomo ambizioso vince qualsiasi battaglia che è costretto ad affrontare. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Vuoi un consiglio? Non fidarti mai delle [[Donna|donne]]. ('''Shin''')
*Non posso sporcarmi le mani con delle pappamolle come voi. ('''Kenshiro''')
*Sono riuscito a salvarmi dalle fiamme dell'inferno. Adesso, Shin, sarà la tua fine! Julia, amore, ammazzerò chi ti ha tenuta prigioniera per tanto tempo e ti porterò con me. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 6, ''Berretti rossi''=====
*'''Shin''': Guarda, Julia! Questa è la splendida Stella del Sud, la città eterna. L'erba, gli alberi e tutte le meraviglie che vedi appartengono a te.<br>'''Julia''': Shin, ma non capisci che non è questo quello che desidero? Io amo soprattutto la dolcezza e la gentilezza in un uomo. Mi commuovo davanti a uno sguardo dolce e indifeso, capisci? Non è la potenza che mi piace, ma l'innocenza.
*Maledetto bastardo! Comunque sono sicuro che questa volta non mi sfuggirà. Lui è niente rispetto alla mia grandezza. Io ho il potere, nessuno è mai riuscito a battermi. Il mondo mi appartiene! Guarda, piccolo Ken, che cosa sono riuscito a costruire mentre tu navigavi nell'inferno: una città splendente! Basterà un minimo cenno e mille uomini ti attaccheranno. Il tuo corpo diventerà polvere e la tua anima vagherà nell'oscurità. ('''Shin''')
*Il [[cibo]] è cibo, e nutre anche se è stato rubato. ('''Johnny''')
*Gente come voi non mi ha mai fatto paura. Ve ne approfittate dei più deboli, e questo non è coraggio. ('''Kenshiro''')
*È davvero una fatica inutile combattere con dei dilettanti. ('''Maggiore''')
*'''Maggiore''': Complimenti! Erano anni che non incontravo un ragazzo spiritoso come te.<br>'''Kenshiro''': Purtroppo devo dirti che io sarò anche l'ultimo uomo che vedrai prima di andare all'inferno.
*La tecnica della gamba è uno dei segreti del colpo dell'Orsa, Maggiore. Ho cambiato tutto il ritmo del tuo organismo e adesso posso fare di te quello che voglio. ('''Kenshiro''')
*Non disperarti. All'inferno starai bene. ('''Kenshiro''')
*Viviamo in un'era sfortunata. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 7, ''L'armata di Dio''=====
*Il [[formaggio]] serve solo ad attirare il topo. ('''Capitano''')
*Quando arriva il topo, le esche non servono più. ('''Capitano''')
*Non posso permettere che resti impunito un uomo che ha ucciso a sangue freddo delle persone innocenti e indifese. Anche lui deve morire, e morirà subito. ('''Kenshiro''')
*La prima regola della guerra è distrarre il nemico prima del colpo decisivo. ('''Mad''')
*La prima regola della guerra è di prendere il nemico di sorpresa, dico bene sergente Mad? ('''Kenshiro''')
*I predestinati dall'Orsa sanno usare al 100% le proprie capacità e la loro resistenza al veleno è superiore al normale. ('''Kenshiro''')
*Paragonati a me, gli uomini dell'Armata di Dio sono poco più che degli scolaretti. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 8, ''Il colonnello''=====
*L'Armata di Dio! Come osano definirsi così questi criminali? Ma finalmente è giunta l'ora che siano puniti per i loro efferati delitti, e la punizione sarà la morte. ('''Kenshiro''')
*L'Orsa Maggiore mi rende invincibile. ('''Kenshiro''')
*Tra i poteri che mi ha concesso l'Orsa Maggiore c'è anche quello di chiudere la mia mente ad ogni interferenza esterna. ('''Kenshiro''')
*Non sperare di essermi superiore perché sei un predestinato, uomo dalle sette stelle. Ciò che tu hai come dono, io l'ho raggiunto con l'esercizio. ('''Colonnello''')
*Intuivi i miei movimenti dagli occhi e dalle vibrazioni dei muscoli. Tenendo gli occhi chiusi e spostandomi lentamente, non potrai più anticiparmi. ('''Kenshiro''')
*La tua tecnica di combattimento è una pallida imitazione della mia. Io la conosco istintivamente fin dalla nascita. Il mio corpo è il risultato di duemila anni di esperienze. Non saresti mai riuscito a battermi. ('''Kenshiro''')
*Pagherai per i crimini commessi in nome del tuo Dio! ('''Kenshiro''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Pietà, non uccidermi, ti prego! Passerò al tuo servizio, sei molto più potente del mio dio. Sarò un tuo servo fedele, ti prego, salvami! Io ucciderò e torturerò chiunque tu mi ordinerai...! ('''Colonnello''')
=====Episodio 9, ''La montagna magica''=====
*A meno che non abbiate intenzione di morire presto, non usate più questi arnesi. ('''Kenshiro''')
*Keiraku Hikō, ossia, frantumazione del nucleo. Fra un po' la vostra colonna vertebrale andrà in pezzi e i muscoli saranno distrutti. Siete già morti, ma ancora non lo sapete. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 10, ''L'uomo di fuoco''=====
*Ti ho colpito in un punto segreto, uno stoma dei muscoli. Non potrai mai più usare entrambe le braccia da adesso in poi. ('''Kenshiro''')
*Non bisogna mai fidarsi delle sottorazze. ('''Dragon''')
*'''Kenshiro''': Rispondi! Julia è qui?<br>'''Dragon''': No. La ragazza è restata in questa casa soltanto per dieci giorni. Era venuta insieme a Shin e si è trattenuta per un breve periodo. Shin era contento ma lei è l'immagine della tristezza, una ragazza estremamente bella. Ma sfortunatamente niente sembra poterla sottrarre alla sua perenne afflizione.<br>'''Kenshiro''': E Shin dov'è?<br>'''Dragon''': Si trova alla Croce del Sud, un posto estremamente lontano e difficile da raggiungere.<br>'''Kenshiro''': Quella città leggendaria...<br>'''Dragon''': Posso comprendere i tuoi sentimenti. Tu devi odiare Shin, colui che si è presa Julia, la donna che amavi.
*'''Kenshiro''': Questo vino è sangue degli abitanti del villaggio. I loro figli e le loro figlie sono stati portati via e non se ne sa più niente.<br>'''Dragon''': Nel nostro universo vige da sempre la legge del più forte. È una regola elementare di vita.
*Siete dei succhiasangue. Non avete diritto di vivere, e mi incaricherò subito di questa missione. ('''Kenshiro''')
*Queste sono le tue ultime parole. Le tramanderò alla storia. ('''Kenshiro''')
*Posso udire il vento tra gli alberi che intona una melodia. Lo sento. È una melodia di vita. Sì, è una melodia di speranza, una melodia di passato e futuro. Ken sta tornando da me. ('''Julia''')
=====Episodio 11, ''I guerrieri''=====
*Gli [[Sciacallo|sciacalli]] combattono soltanto quando è necessario. Adesso mi sembra che non lo sia affatto. ('''Sciacallo''')
=====Episodio 12, ''L'inseguimento''=====
*Hai sempre vissuto come un essere immondo. Adesso almeno affronta la tua morte da uomo. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 13, ''Un colpo micidiale''=====
*Il colpo di Arhat Deva è una tecnica per uccidere originaria dell'antichità con una storia di 5.000 anni. Il suo potere distruttivo era incommensurabile. Pertanto, data la terribile crudeltà, fu proibito ai guerrieri di quel tempo. Per questo, si pensava che nessuno sarebbe riuscito a tramandarne la tecnica. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*Se il colpo di Arhat Deva appartiene solo al figlio del diavolo, vi mostrerò che il Colpo Sacro dell'Orsa è l'incarnazione di [[Indra]], il dio della lotta. ('''Kenshiro''')
*Mi è stato insegnato il segreto della respirazione del drago quando si passa dal silenzio all'azione. Purtroppo devo dirvi che chiunque ha visto questo segreto deve morire. È il destino. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 14, ''Un uomo giusto''=====
*'''Shin''': È davvero una delle città più belle che io abbia mai visto. Ho girato quasi tutto il mondo, ma ti assicuro che non ho mai visto una città splendida come questa, una città sublime! Julia, amore, guarda! Anche il sole sembra fatto a posta per riscaldare le sue mura.<br>'''Julia''': Io vedo solo rovine. Vedo solo una città morta.<br>'''Shin''': Julia, perché ti ostini a essere quella che non sei? Perché volti le spalle alle cose belle che la vita ti sta regalando? Perché rifiuti la felicità che ti sto offrendo?<br>'''Julia''': E invece tu perché non ti accorgi che le tue mani sono lorde di sangue?
*La tua vigliaccheria ti acceca! ('''Kenshiro''')
*Abbiamo perso un uomo giusto. Adesso non ci rimane che pregare per la sua anima. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 15, ''Il villaggio degli zombi''=====
*Svegliatevi, uomini! Uscite dal vostro letargo! È Zaria che ve lo ordina! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Alzatevi dai vostri giacigli e uccidete l'uomo dalle sette stelle! ('''Zaria''')
*Hai ridotto questa gente in un popolo di zombi, e io non te lo perdonerò! ('''Kenshiro''')
=====Episodio 16, ''Serpenti e scorpioni''=====
*I serpenti sono animali vendicativi. Non potrei mai morire prima di aver affondato le dita nel tuo collo. ('''Junk''')
*Questa è la posizione dei muscoli liberi. Ho colpito dei centri nervosi che li comandano. Adesso non potrete più muovervi e rimarrete legati l'un l'altro fino alla morte. Per poco formerete una bella coppia! ('''Kenshiro''')
*Julia, devo avere il tuo amore! Ma per riuscirce a ottenere questo, so e ho sempre saputo che Kenshiro... deve morire! ('''Shin''')
=====Episodio 17, ''L'adunata''=====
*La tecnica di offesa usata più spessa dal nostro nemico si chiama Hokuto Ken. Consiste nel coinvogliare grazie a un processo mentale l'energia all'interno del corpo dell'avversario e poi provocarne l'esplosione. ('''Balcom''')
*Ci sono due grandi stelle nel firmamento: una è Hokuto e l'altra Nanto. Questi astri sono incompatibili fra loro. Voi dovrete fare in modo che sia Nanto l'unica stella a brillare nel cielo! ('''Shin''')
*'''Julia''': Tu per caso sai che cos'è tutto questo rumore che proviene dal salone?<br>'''Saki''': Certo. Laggiù si sono riuniti tutti i soldati del regno, e stanno discutendo su... su come uccidere un certo uomo dalle sette stelle.<br>'''Julia''': Chi?! Saki, sei sicura che parlassero di lui?<br>'''Saki''': Perché? Per caso, è qualcuno che lei conosce, Signorina Julia?<br>'''Julia''': Ken...<br>'''Saki''': Ma chi sarebbe? Chi è questo Ken?<br>'''Julia''': Il nome esatto è Kenshiro, ed è stato il mio fidanzato.<br>'''Saki''': Eh?!<br>'''Julia''': Per me lui è più importante della mia stessa vita.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': È la forza che rende una persona più potente di un'altra, e in questo momento il più forte tra noi due sono senz'altro io, Kenshiro. Perciò posso prendere tutto ciò che desidero.<br>'''Kenshiro''': Ma che significa, Shin? Io sono un esperto dell'arte Hokuto e tu di quella Nanto, e non è possibile confrontare due tecniche tanto differenti.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Io ora desidero Julia e me la prenderò.<br>'''Julia''': Ma che cosa dici?! Io non voglio! Anzi, sono terrorizzata dall'idea!<br>'''Shin''': I tuoi sentimenti non hanno importanza. Semmai, la tua ritrosia non fa altro che aumentare la brama che ho di conquistarti.
*{{NDR|Flashback}}<br>Fra noi due c'è una differenza fondamentale. Si tratta del [[carattere]], perché è questo che rende un uomo potente. E tu non ne hai, Kenshiro. Vedi, io sono disposto a tutto pur di ottenere quello che desidero. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Questa è la tecnica di offesa che usiamo noi Nanto. Alle persone normali basta un solo colpo per morire. Ma credo che Kenshiro ne sopporterà ancora un altro. ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Shin, non perdere il tuo tempo. Uccidimi piuttosto!<br>'''Shin''': Ha! Senz'altro, ma lentamente.
*{{NDR|Flashback}}<br>Non trovi che le donne cambino idea un po' troppo facilmente? ('''Shin''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Andiamo, Julia!<br>'''Julia''': Dove?<br>'''Shin''': Nel giardino fiorito del piacere!
*Shin desiderava sempre più potere e combatteva per espandere i suoi territori. [...] Poiché i suoi territori continuavano ad aumentare, Shin si è autoproclamato re. Io ho dovuto mantenere il giuramento che mi aveva strappato, ma solo fisicamente sono rimasta accanto a lui. ('''Julia''')
*Ho vinto un'altra volta. Sono uscito vittorioso da tutte le battaglia che ho affrontato. Ma ho conquistato il tuo cuore...? ('''Shin''')
*Avrò pazienza, Julia. Col tempo ti conquisterò, ne sono sicuro. Questa città è tua, le terre che la circondano sono tue, sei regina di migliaia di persone che si prostrano ai tuoi piedi. Prima o poi apprezzerai tutto questo e non vorrai rinunciarvi. ('''Shin''')
*'''Shin''': Guarda, Julia! Guarda la città! Ci appartiene. Vorrei viverci insieme a te e non solo averti passivamente al mio fianco.<br>'''Julia''': Shin, sto cercando di mantenere la mia promessa. Ma per quanto mi sforzi, non riesco a provare amore per te. Il ricordo di Kenshiro è troppo presente nella mia mente. Io continuo a vivere solo perché lui me lo ha chiesto.
*Questa non è vita. È una sofferenza terribile. Ma continuo a sentire la voce di Ken che mi implora. [...] Ed è quello che faccio, ma non m'interessa nient'altro. ('''Julia''')
=====Episodio 18, ''Attacco generale''=====
*Kenshiro, per te è arrivata la fine! Presto vedrò il tuo corpo senza vita e la tua anima vagherà nelle tenebre. ('''Shin''')
*Quelle che pronuncerai saranno le tue ultime parole! ('''Kenshiro''')
*Sei finito! Le vibrazioni che hai subito ti saranno fatali. Comunque la pressione che ti sto impremendo adesso con le mie dita ti darà il colpo di grazia. [...] Scomparirai dalla terra con il tuo sepolcro d'acciaio. Addio! ('''Kenshiro''')
=====Episodio 19, ''Il sacrificio''=====
*'''Scagnozzo''': Uomini, all'attacco!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Un momento!<br>'''Scagnozzo''': Sì?<br>'''Garekki''': Hm, è giusto ora di pranzo. [...] State pronti ad attaccare fra tre ore. Adesso portatemi da mangiare!<br>'''Scagnozzo''': Ma c'è tempo per il pranzo! Se il generale Balcom lo venisse a sapere...<br>'''Garekki''': Che cosa?! {{NDR|Uccide lo scagnozzo}} È solo il grande Garekki che decide se c'è tempo o no per qualcosa. Ora preparatemi il pranzo!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Per primo, voglio una minestra. E alla fine non dimenticate il caffè!
*Grazie alla pressione che ho esercitato sulle tue tempie, adesso sono solo io che decide i tuoi movimenti. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 20, ''La Croce del Sud''=====
*La [[fuga]] è inutile. Morirai ugualmente. ('''Kenshiro''')
*'''Toda''': Ti prego, non uccidermi, uomo dalle sette stelle!<br>'''Kenshiro''': Hai mai ascoltato le suppliche che ti rivolgevano le tue vittime innocenti? E tu certo non sei stato altrettanto innocente.
=====Episodio 21, ''Il complotto''=====
*Quel tempo è giunto. Un mondo in cui l'uomo tortura e uccide l'uomo non è più un mondo per l'umanità, ma un mondo per le bestie. La Croce del Sud, l'Occhio del Diavolo, è ora coperta dall'ombra della morte. Fra le persone che non sfuggiranno al loro destino di essere torturate o uccise, forse esiste ancora la speranza che qualcosa possa cambiare in un prossimo futuro. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*Ken, ho mantenuto la mia promessa. Qualunque cosa succeda, io non getterò mai la spugna e continuerò a vivere. ('''Julia''')
*'''Balcom''': Signori, vi ho riuniti tutti intorno a questo tavolo per discutere del nostro re.<br>'''Comandante #1''': A proposito, generale, che mi puoi dire della nostra ricompensa?<br>'''Balcom''': Il re pensa che non sia il momento di parlarne.<br>'''Comandante #2''': E perché no? La missione è compiuta. L'uomo dalle sette stelle è stato distrutto.<br>'''Comandante #3''': Però abbiamo perso quasi tutti i nostri soldati. Allora, vi chiedo, si può definire un successo?!<br>'''Comandante #4''': Niente violenza, niente saccheggi! Ecco che dice il re! Quella ragazza lo sta facendo rammollire a poco poco.<br>'''Comandante #5''': Ogni desiderio della Signorina Julia è un ordine. Adesso si è messo in testa di proteggere gli schiavi e noi non possiamo comportarci come vorremmo!<br>'''Balcom''': Per concludere, voi pensate che Shin merita ancora di essere il nostro re?<br>'''Comandante #1''': No! Nella maniera più assoluta, no!
*'''Nariman''': Compagni d'armi, dovreste saperlo bene. Chi è stato a conquistare e a tenere in piedi un territorio enorme come questo?<br>'''Comandante #1''': Noi, certo! Potevamo essere soltanto noi, naturalmente!<br>'''Nariman''': Esattamente, potevamo essere solo noi. Ma che cosa pensate che faremo quando avremo rovesciato il nostro re?<br>'''Comandante #1''': Beh, veramente...<br>'''Nariman''': Ve lo dirò io. Noi ''gnegnegnegnegnegne'', ''gnegnegnegnegnegne''! Finiremo per mangiarci l'un l'altro.<br>'''Comandante #2''': È possibile... Sì, è un ipotesi plausibile!<br>'''Nariman''': Confesso che neanche a me piace che il nostro re sia plagiato da quella donna, ma è sempre meglio che tornare ai tempi dell'anarchia. Perciò vi prego di tenermi fuori dal complotto.
*'''Shin''': Julia, hai gradito questa sorpresa? Ho voluto che fosse eretta una statua in omaggio alla tua bellezza. Ora è solo un'immagine di pietra, ma presto sarà ornata con oro e gemme preziose provenienti da tutto il mondo. D'ora in avanti tu verrai identificata come la dea della bellezza.<br>'''Julia''': Hai intenzione di combattere all'infinito, Shin?<br>'''Shin''': Certo! Combatterò per dimostrare quanto sono forte e per far sapere a tutto l'universo quanto sei meravigliosa.<br>'''Julia''': Il sangue continuerà a scorrere. Altre persone innocenti verranno torturate...
*'''Balcom''': Dovresti averlo imparato, Shin! Non puoi farmi niente. Il mio corpo ha la tempra dell'acciaio.<br>'''Shin''': Mai visto un acciaio così maleabile.
*È inutile confidare nei tuoi muscoli! Il Nanto Ken può distruggere con i suoi poteri qualsiasi sostanza che si trovi nel corpo. [...] Hai equivocato sulla reale potenza della tua forza, e ora non puoi fare altro che censurare il tuo orgoglio. ('''Shin''')
*Shin, perdonami. Non potrai mai capire. Tu sei un soldato in grado di costruire un vasto impero, ma ciò che io desidero di più è una tenerezza profonda quanto il mare e un cuore caldo quanto il sole, e l'emozione della brezza in un prato erboso. ('''Julia''')
=====Episodio 22, ''Duello finale''=====
*Ciò che si costruisce con la violenza e la tirannia crolla molto rapidamente. ('''Lynn''')
*Julia, noi ricominceremo da capo. In poco tempo io farò costruire un'altra città ancora più bella e grande della Croce del Sud. Posso farlo, ne sono sicuro. Posso farlo se tu rimarrai accanto a me. Sì, ci riuscirò. {{NDR|Julia non le risponde}} Julia, tu non puoi continuare a rispondermi come al solito! Tu non puoi tenere chiuso il tuo cuore, Julia! ('''Shin''')
*Shin, sono riuscito a sopravvivere alle fiamme dell'inferno solo per poterti affrontare! ('''Kenshiro''')
*'''Shin''': Vedo che la tua tecnica di combattimento è migliorata ultimamente, Kenshiro. Ma quanto?<br>'''Kenshiro''': Il carattere. Adesso ho il carattere e la cattiveria che mi mancavano, grazie a te, Shin!
*Ora puoi anche uccidermi, ma non riavrai mai Julia! Come vedi, sopravvivere alle fiamme dell'inferno non ti è servito a nulla! ('''Shin''')
*'''Shin''': Hai... Hai vinto...<br>'''Kenshiro''': Ho capito che cosa mi mancava rispetto a te: la rabbia. La rabbia per la morte di Julia mi ha dato la vittoria.
*'''Shin''': Non avrei mai potuto ucciderla, stupido!<br>'''Kenshiro''': Dimmi dove si trova Julia! Shin!<br>'''Shin''': Non c'è più. Julia non sarà più fra noi. Questo combattimento è stato inutile, Kenshiro. Nessuno di noi potrà averla, perché Julia ormai è morta.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': La Croce del Sud sta bruciando. La nostra città sarà distrutta dalle fiamme. Non rimarrà nulla, né un fiore, né un filo d'erba, né un solo abitante in questa città. Il fuoco consumerà tutto, Julia, alla stessa maniera a cui ha consumato Kenshiro. La Croce del Sud non c'è più, ma costruirò un'altra magnifica città ancora più bella, ancora più grande, della quale sarai regina, Julia. Posso fare qualsiasi cosa con te al mio fianco.<br>'''Julia''': Certo. Sono sicura che farai moltissime cose ancora, Shin, sempre più crudeli. Continuerai ad uccidere delle persone innocenti ed altrettante ne ridurrai in schiavitù, facendoti obbedire con la violenza e con il terrore come hai sempre fatto, Shin. Non sopporto più di essere complice di tanta crudeltà, Shin. Basta! Perdonami, Shin. Non manterrò la mia promessa.<br>'''Shin''': Che?! Julia, ma che dici?<br>'''Julia''': {{NDR|Si butta dal precipizio}} Ken... Non potevo più vivere senza di te, Ken...
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho pianto, Kenshiro. Per la prima volta in vita mia ho pianto, ed è anche l'ultima, perché la morte di Julia mi ha reso completamente indifferente a tutto quello che mi circonda, Kenshiro. Non mi interessa più vivere. Anzi, la morte sarà un sollievo. Questa città... Questa città che avevo costruito per Julia è andata distrutta. La Croce del Sud non esiste più. Julia doveva esserne la regina, e invece l'ha scelta come tomba. Ora la Croce del Sud è solo una tomba! Speravo di conquistare il suo cuore, ma ho fallito. Io sono riuscito solo ad ucciderla! Perché non mi hai amato neppure per un istante, ''Julia''! {{NDR|Gli esplode il petto}} Bene, finalmente è arrivato anche per me il momento di morire. Ma ciò avverrà per mia scelta, non per tua mano, Kenshiro! Addio... ('''Shin''')
*'''Bart''': Scusa, Ken. Perché ti prendi il disturbo di seppellire il tuo peggior nemico?<br>'''Kenshiro''': Eravamo nemici solo perché amavamo la stessa donna.
====Capitolo 2====
=====Episodio 23, ''Guerra!''=====
*Che strano. Come mai hanno pensato di piantare i fiori? Non sono mica commestibili. ('''Bart''')
*Se volete l'acqua, dovete cercare il vostro ruscello. Se volete cibo, dovete arare i vostri campi. Voi invece rubate queste cose alla gente indifesa. Vigliacchi! [...] Vi consiglio di arrendervi, altrimenti vi ucciderò in massa. Chiaro? ('''Kenshiro''')
*Il sacro colpo dell'Orsa non perdona gli ingiusti. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*'''Mamiya''': Resta con noi, Ken! Noi abbiamo bisogno di un uomo come te, un uomo che sia pronto a battersi per il nostro villaggio.<br>'''Bart''': Mi scusi, signorina, mi scusi, ma se vuole che il mio amico Ken diventi la vostra guardia deve prima parlare con me. Sono il suo agente. Ah, per prima cosa dovete sfamarci, d'accordo?
*Io mi travesto da donna e dei luridi uomini come voi mi importunano continuamente! Ma c'è una cosa positiva in questo: almeno mi date da mangiare. ('''Rei''')
*L'uccello d'acqua del Santo Nanto. I suoi movimenti sono eleganti come quelli di un gabbiano che plana sull'acqua, ma la sua potenza è così grande e crudele che niente si può paragonare ad essa. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*'''Rei''': Sembrate piuttosto abili nell'usare le armi. Forse lottate spesso?<br>'''Brigante''': Certamente! Questa non è un'epoca molto tranquilla. Bisogna stare attenti ad essere pronti ad attaccare sempre. Se non lottiamo, dobbiamo soccombere ai potenti.<br>'''Rei''': E siccome io sono un potente, bisogna che ti dia da fare!
=====Episodio 24, ''L'uccello d'acqua''=====
*Sopravviverò finché non avrò sconfitto l'uomo dalle sette stelle. Prima o poi lo troverò. L'unico obiettivo della mia esistenza e l'eliminazione del mio nemico! ('''Rei''')
*'''Mamiya''': Quando guardi quei fiori, sembri su un altro pianeta. [...] Con questi meravigliosi fiori, il tuo futuro sarà molto radioso. Sarai sempre felice.<br>'''Lynn''': Come?<br>'''Mamiya''': Questi preziosi gioielli naturali fioriranno dappertutto. Un bel giorno, tutti i bambini come te sorrideranno.
*Quella ragazza è forse la tua fidanzata? Se le cose stanno così, attento, perché potrei portartela via. Sono stato chiaro, amico mio? ('''Rei''')
*'''Kenshiro''': Allora, chi si candida a morire? Si faccia avanti, lo aspetto.<br>'''Membro della famiglia Cobra''': Ma... Ma quest'uomo è un mostro!
*'''Kenshiro''': Perché mai li hai traditi?<br>'''Rei''': Vedi, ho capito subito chi avrebbe vinto, e siccome sono abituato ad allearmi con i più forti... Ma questo non ha nessuna importanza. La mia sopravvivenza è legata all'uccisione dell'uomo dalle sette stelle.<br>'''Kenshiro''': Che cosa?<br>'''Rei''': Sì. Ormai questa è l'unica ragione della mia vita. Per questo motivo ho tradito molte persone, ammazzato molti uomini e sono sopravvissuto fino ad oggi.
=====Episodio 25, ''I lamponi''=====
*'''Kenshiro''': Come mai sei venuto qui?<br>'''Rei''': Per lo stesso motivo che ha condotto qui te, suppongo. Credo che nessuno di noi due possa rimanere insensibile davanti al pianto di una donna.
*'''Kenshiro''': È da tempo che desidero parlarti. Che cosa significa il velo insanguinato? E per quale motivo dicono che cerchi l'uomo dalle sette stelle?<br>'''Rei''': Ecco il velo insanguinato. Apparteneva a mia sorella Airy, e doveva indossarlo il giorno del suo matrimonio. Una sera, io ero assente da casa e il velo lo stava provando. [...] La rapirono e ferirono a morte i miei genitori. E ora questo velo rosso del loro sangue è tutto ciò che mi rimane della mia famiglia. [...] Tutto ciò che mio padre riuscì a dirmi è che il uomo mascherato che la rapì aveva sette cicatrici a forma di stella sul petto. Forse mia sorella è stata uccisa. Ma no, non riesco a crederci. Mi sembra di sentire la sua voce che mi chiama. Sento le sue grida disperate che invocano il mio aiuto. Per questo motivo cerco l'uomo dalle sette stelle, per poterlo uccidere.
=====Episodio 26, ''La vendetta dei Cobra''=====
*'''Bart''': Ehi, accidenti, quant'è carina Mamiya!<br>'''Lynn''': Sì, però il suo sguardo è tanto triste. Sembra così forte e non ha nessuno che le faccia coraggio.<br>'''Bart''': Hm? Tu certe volte dici delle cose veramente incomprensibili, Lynn!
*'''Rei''': Non voglio che tu partecipi alla battaglia.<br>'''Mamiya''': Perché mai?<br>'''Rei''': Perché sei una donna, Mamiya.<br>'''Mamiya''': Una donna, dici? È già da molto tempo che non mi sento più una donna, Rei. Chi è di fronte a te in questo momento non è una donna, ma un soldato che deve combattere per la libertà del suo villaggio, nient'altro che un soldato. {{NDR|Rei le strappa la camicia}}<br>'''Rei''': Non hai nessun bisogno di nascondere il tuo seno, visto che non ti consideri una donna! Accetta un consiglio, Mamiya: una donna non deve pensare alla guerra, ma solo alla propria felicità. Non sono abiti da combattimento quelli che vorrei vederti addosso. {{NDR|produce una stoffa}} Questo è il velo che Airy doveva portare il giorno delle sue nozze. Spero che il tuo sarà candido e non rosso di sangue.
=====Episodio 27, ''All'inseguimento dei Cobra''=====
*La tecnica di combattimento Hokuto esiste da più di duemila anni. Grazie a lei, sono in grado di annientare qualsiasi avversario. ('''Kenshiro''')
*La disperazione è stata la mia unica compagna. Tante volte ho cercato di trovare la pace nella morte, ma sono riuscita solo a non vedere più gli orrori che mi circondavano. ('''Airy''')
=====Episodio 28, ''Il combattimento''=====
*'''Rei''': Perché non combatti? Non hai fatto altro che difenderti, Ken.<br>'''Kenshiro''': Io non voglio.<br>'''Rei''': Perché, Ken?<br>'''Kenshiro''': Ho già dovuto affrontare un mio amico una volta. Vedi, questa persona si prese con la forza la mia fidanzata Julia, e d'allora ho vissuto soltanto per cercare di riaverla al mio fianco. [...] Così, Julia ha preferito togliersi la vita. Io ho ucciso un uomo, ma non sono riuscito a riaverla. E quell'uomo mi era stato amico, Rei. [...]<br>'''Rei''': Perché mi hai raccontato tutto questo?<br>'''Kenshiro''': Perché io non ho nessuna intenzione di combattere contro di te.
*Sono un discepolo della Sacra scuola Nanto. Non posso uccidere un uomo che si rifiuta di combattere. ('''Rei''')
=====Episodio 29, ''Vivere o morire''=====
*Ho promesso che vi avrei eliminati e di solito mantengo sempre le promesse. ('''Kenshiro''')
*Dite il mio nome! Forza, dite il mio nome! ('''Jagger''')
=====Episodio 30, ''Combattimento fatale''=====
*'''Kenshiro''': Questa volta il nemico sarà la mia stessa famiglia. Sarà una lotta in seno alla grande scuola dell'Hokuto.<br>'''Rei''': Ma come? Tu sei l'unico successore della grande tradizione di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Devi sapere che ho altri tre fratelli. Mio padre, Ryuken, che non ebbe la benedizione del Signore per avere bambini, ci adottò. Ma, nella storia, la Sacra scuola di Hokuto può avere un unico successore. Solo uno di noi poteva essere iniziato ai suoi principi segreti. Iniziò così la tragica disputa nella quale hanno perso la vita molte persone. Ma adesso è arrivato il tempo di porre fine a queste tragiche avventure. Sinceramente, devo confessarvi che non so se questa volta riuscirò a sopravvivere.
*Non c'è ragione di seguirlo. Ken non ha battuto ciglio quando mi ha vista con questo vestito. No, lui non mi ama. Sono io che mi sono illusa. In lui è ancora vivo il ricordo di Julia. Non smetterà mai di combattere finché lei sarà nel suo cuore. ('''Mamiya''')
*'''Kenshiro''': Volevi che decapitassi qualcuno, no?<br>'''Scagnozzo''': Sì, ma non me, disgraziato!<br>'''Kenshiro''': Non te? Ma la tua testa mi piace di più.
*{{NDR|Flashback}}<br>Kenshiro, perché lo hai risparmiato? Forse perché lui è... perché lui {{NDR|Jagger}} è il tuo fratello maggiore? Il tuo cuore è troppo sensibile, e questa tua bontà un giorno ti procurerà dei dispiaceri. Ricorda sempre quello che ti ho detto: figlio mio, attento ai disonesti. ('''Ryuken''')
*La Sacra scuola di Hokuto non si può apprendere così facilmente. I suoi misteri sono stati tramandati dagli avi da duemila anni. ('''Kenshiro''')
*Il fratello maggiore è sempre più forte del fratello minore. Ce lo insegna la storia. ('''Jagger''')
=====Episodio 31, ''Cercando Jagger''=====
*Sei un fratello responsabile, vero? Tutti i fratelli responsabili prima o poi devono morire! ('''Jagger''')
*La tua faccia non mi piace. Hai l'aria di un santino. ('''Jagger''')
*Ho sempre detestato i martiri. ('''Jagger''')
*Per te non esiste una condanna adeguata! Non meriti neanche l'inferno! ('''Kenshiro''')
*Come aveva predetto mio padre, tutte queste disgrazie arrivano per colpa della mia clemenza. ('''Kenshiro''')
*Forza, attaccatemi! La quantità non mi fa paura. Vi ammazzerò come un branco di pecore! ('''Kenshiro''')
*Ti ha fatto così tanta paura la mia faccia, bastardo? Chi ha avuto il piacere di vedere la mia faccia non può rimanere vivo! ('''Jagger''')
*Devo questa faccia all'odio che provo per mio fratello Ken, l'odio che mi ha permesso di vivere fino a questo momento. ('''Jagger''')
*Scegli un posto, Jagger! Sarà il posto dove lascerai il tuo corpo. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger''=====
*{{NDR|Flashback}}<br>Perché?! Perché avete acconsentito a una tale decisione? Lui è il mio fratello minore, non può competere con me! È più giovane, non ha nessuna esperienza! È una vergogna che il maestro della Sacra scuola di Hokuto sia così giovane. È una vera vergogna! State bene attenti a quello che sto per dirvi: ricordate che esiste una sola persona al mondo che può rappresentare la Sacra scuola di Hokuto. Le persone che non sono in grado di tenere il potere di Hokuto sono solo dei miserabili assassini. Queste persone hanno commesso crimini inutili con la sacra tecnica. Hanno strappato con la violenza le braccia a uomini innocenti, hanno colpito le tempie per far perdere la memoria. Non possiamo rinnegare il duro lavoro dei successori della Sacra scuola. Ci sono voluti duemila anni per raggiungere la perfezione della lotta e adesso buttiamo tutto all'aria! È un vero reato! ('''Jagger''')
*{{NDR|Flashback}}<br>No, Jagger non riuscirà mai a battere Ken. Ma, d'altra parte, non credo neanche che Ken potrebbe uccidere lui. La decisione di nostro padre è sbagliata. È assurdo permettere la distruzione di una tradizione cha ha duemila anni. ('''Raoul''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami bene, Kenshiro: la ragione per cui può esistere un solo maestro della scuola di Hokuto è che questa scuola ha un invincibile tecnica per uccidere. Non la devi usare nel modo sbagliato. Se il maestro non è la persona adatta, il mondo potrebbe essere distrutto. ('''Ryuken''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Perché usi sempre pistole e fucili, Jagger? Non sai combattere senza armi, non è vero?<br>'''Jagger''': Sta zitto! In fondo, io non credo che la scuola di Hokuto sia tutto al mondo, soprattutto in questo momento di perdizione. È colpa tua, maledetto! È tutta colpa tua! Se fossi io il maestro, le cose andrebbero meglio e raggiungerei la perfezione assoluta!
*'''Kenshiro''': Mi puoi spiegare che cosa significa questa freccia? Hai fatto del male anche a due poveri bambini per indurli ad uccidermi. È davvero una vergogna per un essere umano! Questa freccia è un simbolo: rappresenta la loro rabbia e la loro pena. Guardala bene! Ricordatela anche all'inferno!<br>'''Jagger''': Heh, sei ancora troppo gentile. Sì, ho fatto del male a quei bambini, ma non è cambiato niente. Mi davano fastidio e non li sopportavo. Questo però non ha influenzato minimamente la mia vita.<br>'''Kenshiro''': Tu non sei un uomo!
*Non importa cosa uso. La persona che vince ha sempre ragione. ('''Jagger''')
*'''Jagger''': Come sei violento! Non sei più quello di una volta. Cosa ti ha fatto diventare così? Sei un bruto! Sei una bestia!<br>'''Kenshiro''': Ho combattuto centinaia e centinaia di battaglie e ho visto sanguinare migliaia di persone. Mi sarebbe piaciuto chiamarli amici, ma sono diventati rivali. È stato il sangue di questi rivali amici che mi ha cambiato, Jagger.<br>'''Jagger''': Amici? Hai detto amici? Shin! Ti riferisci a Shin, vero? [...] Shin era tuo amico. Così lo chiamavi un tempo. Ma poi c'è stata una persona che lo ha cambiato.<br>'''Kenshiro''': Cosa?! [...] Tu avevi convinto Shin!<br>'''Jagger''': Esatto! È stata una bella mossa, non credi?<br>'''Kenshiro''': È stata tutta colpa tua!<br>'''Jagger''': Forza, Ken! Grida il mio nome vittorioso d'alta voce!
*{{NDR|Flashback}}<br>{{NDR|Rivolto a Shin}} Perché diavolo vuoi desistere? Devi convincerti che Ken è molto debole. Non potrà sopravvivere in un mondo così severo. Questo significa che il destino di Julia è molto incerto e molto probabilmente farà una brutta fine. Dovrai rubarla se vuoi salvarla! Solo le persone coraggiose avranno il potere. ('''Jagger''')
*Jagger, devo dirti che hai dimenticato perfino l'essenziale della tecnica di Hokuto: la rabbia trasforma il corpo in acciaio, e questo colpo era praticamente inutile. ('''Kenshiro''')
*Una morte così atroce ti si addice come a nessun altro! ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Non esisterà più l'incubo di Jagger e delle sue violenze. Adesso è la fine!<br>'''Jagger''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La fine, hai detto? Come sei stupido! Non avrai pace finché vivrai su questa terra, è una promessa, Ken! Hai forse dimenticato di avere due fratelli maggiori? Ti spediranno loro all'inferno! Non avrai un attimo di pace! La tua vita sarà un travaglio!
=====Episodio 33, ''Il salvatore diabolico''=====
*Dev'esserci un solo gran maestro Hokuto. Uno. L'ultimo, Ryuken, non aveva figli. Adottò quattro ragazzi e cominciò ad insegnare ad ognuno di loro la sacra tecnica Hokuto, riservandosi di scegliere poi il suo successore. Il maggiore era Raoul, il secondo Toki, il terzo Jagger, e il più giovane si chiamava Kenshiro. Però uno solo sarebbe stato il grande maestro. Chi non era considerato degno di approfondire la sacra tecnica Hokuto veniva allontanato e si cancellava dalla sua memoria ciò che aveva appreso. Ma il fato volle che ciò non avvenisse con i figli di Ryuken. ('''Rei''') {{NDR|voce fuori campo}}
*{{NDR|Flashback}}<br>Esistono milioni di persone che ancora non possono venire curate dalla moderna scienza medica. A tutt'oggi, il corpo umano è un grande mistero. Noi sappiamo che la degenerazione dei tessuti interni può provocare gravi danni, ma né con medicine né con interventi siamo in grado di intervenire su queste cellule impazzite. Ma grazie alla tecnica Hokuto, sono capace di convogliare energia all'interno del corpo. [...] Questo è il mio sogno: applicare la tecnica Hokuto alla medicina. ('''Toki''')
*Non puoi affrontare un gran maestro Hokuto. Sei sconfitto in partenza. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 34, ''Il cacciatore di cavie''=====
*Deve ancora nascere l'uomo che possa darmi un ordine. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 35, ''Il cambiamento di Toki''=====
*Non ti sei ancora accorto che in questa epoca è più importante la violenza che la medicina? Vedi, Kenshiro, oggi è la violenza che regna. ('''Amiba''')
*Io vorrei poter sfuggire al mio destino, ma questo non mi è consentito. Purtroppo sono costretto a farlo. Non soltanto Jagger, anche un altro mio fratello dovrò uccidere. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 36, ''Scambio di persona''=====
*'''Amiba''': Tu mi hai colpito! Ma come hai potuto? Hai dimenticato quello che ho fatto per te?<br>'''Kenshiro''': No. Ma la riconoscenza che provavo è cancellata dai lamenti che mi risuonano nelle orecchie delle decine e decine di persone che sono morte a causa tua.<br>'''Amiba''': {{NDR|Ride}} Che cosa vuoi che contino quei pezzenti in confronto al perfezionamento della tecnica Hokuto? In questo modo, almeno la loro vita è servita a qualcosa, no? Kenshiro, ricordati che i buoni sentimenti non valgono niente di questi tempi, solo la violenza. Solo con la violenza si arriva al potere.
*Devi sapere che ormai io non uccido più per rabbia, ma perché lo desidero. Mi da piacere farlo. Grazie a me, la tecnica Hokuto è diventata una perfetta arma di morte, e io sono il solo e legittimo rappresentante di quella scuola. ('''Amiba''')
*'''Amiba''': Ma che succede? Le mie gambe si muovono da sole!<br>'''Kenshiro''': Anch'io conosco dei punti segreti di pressione. Quello che ho appena toccato ti costringerà a camminare per sempre all'indietro. E vedrai che prima o poi arriverai all'inferno, Amiba.
*'''Kenshiro''': Re di Hokuto?<br>'''Rei''': Ne ho già sentito parlare. Così chiamavano un uomo che tentò di dominare tutto il mondo parecchi anni fa, ma chi fosse in realtà è sempre stato un mistero.
=====Episodio 37, ''Non amarmi Mamiya''=====
*'''Rei''': Ken, raccontaci. Parlaci di Toki. Sai, sono davvero molto ansioso di incontrarlo, di conoscerlo di persona.<br>'''Kenshiro''': Toki... Vi sembrerà abbastanza strano, ma doveva essere lui il fortunato successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Davvero?<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ogni suo movimento era elegante, perfetto. Il suo stile era unico, la sua grazia quasi divina. Perfino Jagger era un suo ammiratore. Ma poi, quel giorno... [...] Ha dato la vita per me e Julia, e per salvare quei poveri bambini innocenti. Ricordo ancora le sue parole: "Senti, Ken, il mio unico obiettivo è quello di difendere i più deboli. Sento che la mia morte è vicina, ma cercherò di fare ugualmente tutto quello che posso. La mia vita non avrebbe importanza senza questo mio impegno".
*Non puoi opporti al [[fato]] e neanche puoi lottare contro di esso. È già scritto tutto sul tuo destino. Perfino il destino delle stelle che controllano tutta la natura è immutabile: una vecchia stella muore, una nuova ne nasce. ('''Veggente''')
*Quando ascolterai il pianto disperato dei demoni, la tua morte sarà più dolce. ('''Wiggle''')
=====Episodio 38, ''La tragedia di Bella''=====
*'''Mamiya''': Rei, descrivimi questo posto chiamato Cassandra, dove dicono che Toki sia tenuto prigioniero.<br>'''Rei''': A dire la verità, non è che abbia delle informazioni precise in proposito. Però so che è una prigione fatta costruire dal re di Hokuto per punire i maestri delle arti marziali. Questo è tutto, Mamiya. Non so altro.<br>'''Mamiya''': I maestri di arti marziali?<br>'''Rei''': Sì, è così. Il re fece arrestare moltissimi uomini che praticavano le più svariate tecniche di arti marziali e si appropriò dei loro segreti con un'inaudita violenza e senza farsi troppi scrupoli. Così, nacque la prigione di Cassandra. Una volta entrato lì, non hai nessunissima possibilità di uscirne vivo. È, come si dice, una prigione mortale.<br>'''Mamiya''': È terribile! Una prigione mortale?!<br>'''Rei''': Gli uomini che una volta venivano chiamati demoni o che avevano tentato disperatamente di difendere le loro tecniche e i loro segreti, sono morti lì dentro e non hanno avuto la forza di ribellarsi al potere del re di Hokuto. Le loro urla di agonia e di morte sembravano eccheggiare simili ad urla di demoni.
=====Episodio 39, ''La porta di Cassandra''=====
*Niente paura amici. Lo so che nei vostri cuori è più grande la tristezza per il sangue versato che l'ostilità verso di me. ('''Kenshiro''')
*Benvenuto nella mia città, Kenshiro. Varcare quella porta non è certo un'impresa facile, quindi sono pronto a darti il mio riconoscimento, amico. Però, con quell'assurda idea del liberatore vi consiglierei di andarci cauti, sapete? Potrei anche, sì, divertirmi a tramutare il vostro riso in pianto. ('''Wiggle''')
=====Episodio 40, ''La vita trionfa sulla morte''=====
*'''Wiggle''': Quelle tombe sono il più bel momumento all'immortale gloria di Cassandra. Maggiore sarà il loro numero e maggiore sarà la mia gloria e quella del mio regno. E tu, Kenshiro, sappi che la tua tomba è già pronta, sciocco ragazzo! Dunque, ora puoi anche morire in pace, amico mio.<br>'''Kenshiro''': Sei proprio sicuro che quella tomba sia abbastanza grande, capo?<br>'''Wiggle''': Hm? Certo, credo di sì. Perché me lo chiedi?<br>'''Kenshiro''': Bene. Cercherò di fare in modo che tu possa entrarci.
*È molto più divertente scommettere sulla vita di chi ha paura di morire. ('''Wiggle''')
*Tutta la desolazione, l'orrore, la disperazione legati alla tua leggenda oggi io li distruggerò con queste mie mani! ('''Kenshiro''')
=====Episodio 41, ''Uno scontro di 2000 anni''=====
*Da quando sono stata rapita, la vita è diventata un vero inferno per me. Cielo! Quali altre efferatezze commetterà oggi? Ogni giorno al mio risveglio mi domando cosa devo aspettarmi: se le cose terribili di ieri o altre ancora peggiori. E mentre io piango, un mucchio di persone innocenti continua a morire. Cielo! Non ce la faccio più! Non posso più resistere così! ('''Julia''')
*Ce l'hai fatta, Kenshiro. Ma questa, purtroppo, non è che una parte infinitesimale dell'inferno. ('''Ryuken''') {{NDR|voce fuori campo}}
=====Episodio 42, ''Un incontro difficile''=====
*'''Rei''': Chi diavolo è mai questo re di Hokuto?<br>'''Fuga''': Il re! Il re di Hokuto è un tremendo e potente capo che domina la fine di questo secolo. Nessuno sa chi sia.<br>'''Raiga''': Avete visto Cassandra? È la terribile fortezza da lui voluta per coloro che non rispettano i suoi ordini.<br>'''Fuga''': Lo stesso Wiggle non era che il guardiano di questa prigione.
*Collegati al vostro carcere e tremanti di paura, io mi domando se siete ancora degli uomini. Un uomo non è tale quando vende la sua anima al diavolo! Ditemi un po': siete contenti di voi stessi ora? Un vero uomo combatte per difendere i propri principi! ('''Kenshiro''')
=====Episodio 43, ''La nuova leggenda''=====
*Una morte senza dolore è tutto quello che posso fare per voi. ('''Toki''')
*'''Toki''': Questo che ora vedete, amici, è il sangue di tutti coloro che sono stati uccisi dal crudele re di Hokuto, centinaia e centinaia di vite umane sacrificate alla sua sete di potere e di ricchezza.<br>'''Rei''': Una tragedia così grande per l'ambizione di un uomo senza scrupoli.<br>'''Toki''': È riuscito a tenere nascosta la sua vera identità facendosi chiamare re di Hokuto<br>'''Rei''': Che vuoi dire?<br>'''Toki''': L'uomo che si è reso responsabile di tanti efferati e vergognosi delitti in realtà ha un nome: si chiama Raoul.<br>'''Kenshiro''': Raoul!<br>'''Rei''': Toki, ma Raoul non è il vostro fratello maggiore?<br>'''Toki''': Sì, Rei. È proprio lui.<br>'''Kenshiro''': Raoul! È sempre stato molto molto forte e anche molto molto ambizioso. Era uno dei migliori allievi della scuola di Hokuto, ma era sempre stato insofferente alle leggi divine che governano l'Hokuto da più di duemila anni, finché un giorno abbandonò la scuola e di lui si perse ogni traccia.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Raoul, dimmi che uso farai della divina arte dell'Hokuto!<br>'''Raoul''': L'uso più conveniente. L'userò per me stesso.<br>'''Ryuken''': Per te stesso, hai detto?! Che significa? Qual è il tuo scopo?<br>'''Raoul''': Il mondo!<br>'''Ryuken''': Vuoi dire che intendi servirti di quello che hai imparato per conquistare il mondo?<br>'''Raoul''': Userò la mia forza e la mia potenza per sottomettere e conquistare. Il mondo, con tutte le sue ricchezze e i suoi tesori, dovrà essere ai miei piedi.<br>'''Ryuken''': Tutto questo è contro le leggi divine!
*Siete crudeli e sanguinari! Non avete più nessun diritto di vivere! Morte! Morte agli assassini! ('''Kenshiro''')
*Nelle viscere della terra, le fiamme dell'inferno ti divoreranno senza pietà! ('''Kenshiro''')
*Il destino è nelle stelle. Loro mi guideranno. Da loro avrò il fatale messaggio. Scruterò il cielo alla ricerca delle due stelle. Quando mi appariranno, saprò che ricomincerà la battaglia. ('''Raoul''')
=====Episodio 44, ''La stella della morte''=====
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Kenshiro, la tigre ha capito subito che ero io il più forte e il nemico da battere. Tu non sei degno di competere con me per divenire il successore del grande maestro della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Ryuken''': Ti sbagli, Raoul. Kenshiro possiede una grande tecnica. La tigre era pronta a combattere con lui una battaglia leale. Tu, invece, l'hai terrorizzata. L'animale ha capito che tu possiedi una forza negativa e che sei il più crudele, non il più potente dei due. Questi tuoi malefici poteri mi spaventano, Raoul. Tu non puoi essere il mio successore.
*Eccola! È apparsa la stella della morte, la grande stella che brilla accanto all'Orsa Maggiore. È simbolo di morte e distruzione. La leggenda dice che chiunque veda brillare quella stella perderà la vita entro breve tempo. Ho sempre pensato che a me non sarebbe mai successo. ('''Toki''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Non ti ho sentito arrivare, Toki. È incredibile! Come hai fatto a sorprendermi alle spalle?<br>'''Toki''': Può capitare anche ad un uomo astuto e forte come te quando è distratto dall'amore per una donna.
=====Episodio 45, ''Il coraggio della piccola Lynn''=====
*'''Lynn''': Airy, finiscila! Finiscila di disperarti così! Noi non ci arrenderemo. Non dobbiamo perdere le speranze, non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo continuare a lottare con tutte le nostre forze. E poi, ci sono Ken e Rei.<br>'''Airy''': Cosa dici, Lynn?<br>'''Lynn''': Sono sicura che Ken e Rei verranno ad aiutarci. Ho tanta fiducia in loro e questo pensiero mi fa sentire molto meglio. Mi da una gran forza. Presto saranno qui e noi saremo di nuovo felici insieme come una volta. Sforzati anche tu di pensare a questo, Airy. Prova! Ti sentirai subito molto meglio, vedrai.
*Non voglio giurare fedeltà! Io non sarò mai la schiava di un re crudele e sanguinario che uccide uomini e donne innocenti senza pietà. Uccidetemi! Uccidetemi pure! Io non giurerò mai! ('''Lynn''')
=====Episodio 46, ''La rivolta''=====
*'''Kenshiro''': Non riusciresti mai ad ingannare nessuno. Si capisce lontano un miglio che sei assetato di sangue. Davvero eri convinto di riuscire ad imbrogliarmi con questo ridicolo travestimento?!<br>'''Vecchia gigante''': Vorresti farmi credere di aver capito tutto fino dall'inizio?<br>'''Kenshiro''': Certo che l'avevo capito! Non si è mai vista al mondo una vecchia con una faccia come la tua, soprattutto una vecchia con quei magnifici baffi neri!
*'''Rei''': Non ti riconosco più. Dov'è la ragazza debole e insicura che si è sempre arresa senza mai ribellarsi?<br>'''Airy''': Io non sono più quella di una volta. Lynn mi ha insegnata a credere in me stessa e a combattere.
=====Episodio 47, ''La leggenda della paura''=====
*'''Bart''': Che ti succede, Lynn? Perché stai tremando?<br>'''Airy''': Cos'hai, Lynn?<br>'''Lynn''': {{NDR|Su Raoul}} Non lo so, non lo so... Non so come dirvelo, ma ho cominciato a tremare non appena ho visto quegli occhi.
*'''Raoul''': Prego, lascio a te l'onore di scegliere il tipo di combattimento.<br>'''Rei''': D'accordo: scendi dal cavallo!<br>'''Raoul''': Non ti preoccupare. Non userò il mio migliore amico per combattere con un pivello come te, caro Rei. Nessuno al mondo meriterebbe tanto onore.
*Se Ken fosse al mio posto, sono sicuro che non si tirerebbe indietro. ('''Rei''')
*Ho vagato per il mondo, ho anche odiato il tempo per riuscire a salvarti, Airy. Ma la mia battaglia, come vedi, non è ancora finita. Devo continuare! Devo continuare a lottare! Non ho paura. Sono sicuro che Dio mi aiuterà. Devo proteggere. Devo proteggere Toki e Mamiya, Lynn, Bart e la mia piccola e dolce Airy. [...] Voi siete il simbolo della pace, rappresentate il più puro e nobile sentimento umano. Siete voi la mia vita. ('''Rei''')
*Combattere è l'unico modo per dimostrare a Ken la mia profonda gratitudine. ('''Rei''')
*Che strana, la vita. Sei riuscito a sopravvivere nonostante tutto quanto, Ken. Nonostante la tua debolezza, sei sempre stato un sentimentale. E vedi i tipi come te che fine fanno? ('''Raoul''')
*Hai lo sguardo quasi minaccioso, sai Ken? Ma i tuoi occhi continuano ad essere troppo languidi. Non ce la farai. ('''Raoul''')
*Ascoltami bene: Non sono più quello di un tempo. Adesso il sangue non mi fa più paura. Anzi, direi che è la mia forza vitale. Vedi come il tempo riesce a cambiare le persone? ('''Kenshiro''')
*'''Kenshiro''': Che diavolo sta succedendo {{NDR|a Rei}}?<br>'''Raoul''': È il mio passatempo preferito. Gli ho dato tre giorni di vita.<br>'''Kenshiro''': No, non è possibile!<br>'''Raoul''': I maestri che hanno lottato contro di me non muoiono subito. E puoi indovinarne tu stesso la ragione se conosci le leggi della scuola di Hokuto. In questi tre giorni, si disperderanno e piangeranno perché hanno conosciuto il re di Hokuto, che rappresenta la paura della vita e, di conseguenza, la paura di se stessi. Ho colpito il suo punto segreto e il corso del suo destino è ormai irreversibile. Non c'è più niente da fare. Morirà soffocato dal suo stesso sangue che sprizzerà fuori da tutto il suo corpo in tre lunghi giorni, tre giorni di paura e di morte! Tre giorni per conoscere la leggenda della paura del grande re di Hokuto.
*Non sei ancora abbastanza forte per affrontare me e la mia tecnica sovrana. Non esiste nessuno in grado di sconfiggermi e di carpire il mio segreto. È arrivata la tua ora, Ken. Hai vissuto abbastanza, nonostante i tuoi occhi così sdolcinati! ('''Raoul''')
=====Episodio 48, ''La mossa segreta''=====
*'''Toki''': Dobbiamo muoverci, Mamiya. Ken sta per affrontare Raoul, e sarà un combattimento senza speranza.<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Toki''': Solo l'acqua calma arresta la furia della tempesta.<br>'''Mamiya''': L'acqua calma?<br>'''Toki''': Esattamente. Devi capire, Mamiya, che se oppone un'ondata burrascosa un'ondata altrettanto violenta in genere succede che si incrementa la forza distruttiva della tempesta. Sono l'unico al mondo che può aiutare Ken.
*Se vai incontro al mare in tempesta, rischi di annegare. È meglio arrendersi in tempo che morire inutilmente. ('''Toki''')
*Acqua calma per arrestare la buia tempesta. Devi imparare a controllarti perché con la sola violenza non riuscirai ad ottenere niente. ('''Toki''')
*È inutile combattere se sai che il nemico usa le tue stesse armi. Nella storia, le battaglie senza vincitore non sono mai servite a niente. ('''Rei''')
*Che delusione! Non sei cambiato, Toki. Hai ancora quella maledetta luce negli occhi. Non mi è mai piaciuta. ('''Raoul''')
*'''Toki''': Ascoltami, Ken. Non sei ancora pronto per affrontare Raoul. Dammi retta!<br>'''Kenshiro''': Perché dici questo?<br>[...]<br>'''Toki''': Potresti uccidere quella bambina?<br>'''Kenshiro''': Non capisco, Toki.<br>'''Toki''': Se tu avessi il coraggio di farlo, molto probabilmente potresti uccidere Raoul. Non devi sorprenderti. Alcune facoltà della scuola di Hokuto si acquistano solamente dopo aver combattuto sanguinose battaglie. È evidente che anche tu hai acquistato una forza non indifferente combattendo contro Shin o contro i nemici più resistenti. [...] Però Raoul è molto più freddo di te. Ha molte più energie distruttive. Lo dimostra il fatto che ha ammazzato a sangue freddo il nostro caro padre Ryuken.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Non userai più la tecnica della Divina scuola!<br>'''Raoul''': È invece sarò io il padrone del mondo. Hai avuto fiducia in me e da ora in poi deterrò io il potere.<br>'''Ryuken''': Ho detto che non sei ancora abbastanza preparato, Raoul. Ho scelto Ken e non cambierò la mia decisione.<br>'''Raoul''': Hm, Ken non ha una tecnica. Sarò io l'unico successore della Sacra scuola di Hokuto! Affronterò il mondo per sconfiggerlo e poi dominarlo. Sarò il padrone assoluto della Terra! Nessuno oserà affrontarmi in battaglia. Ammazzerò anche gli innocenti se questo sarà necessario!<br>'''Ryuken''': Ti ripeto, Raoul, non cambierò la mia decisione. A questo punto, sono costretto ad usare le maniere forti. Dimentica gli insegnamenti della Sacra scuola di Hokuto!<br>'''Raoul''': Hm, bene! Anch'io sarò drastico. Ti ucciderò! Ucciderò il venerabile maestro Ryuken e diventerò il re del mondo!<br>'''Ryuken''': Raoul... Che miserabile uomo ho creato. No, lui non può essere mio figlio.
*{{NDR|Flashback}}<br>Adesso ti dirò la ragione per la quale le sette stelle di Hokuto sono chiamate stelle che governano la morte: Ogni uomo ha sette angoli ciechi nei suoi movimenti e questi angoli possono essere tracciati nella forma delle sette stelle di Hokuto. Questi impediscono all'avversario di agire e lo condannano alla morte. ('''Ryuken''')
*A volte anche guardare è un modo di combattere. Dall'esempio di nostro padre, ho imparato che non bisogna assolutamente rischiare in un combattimento se altra gente ha bisogno di te in futuro. ('''Toki''')
*L'energia di Raoul non ha perso la sua efficacia. Toki, con la sua concentrazione, la sta facendo passare invece di contrastarla. Sta basando la sua tecnica sulla difesa. Raoul è troppo forte. Non ce la farà. È come l'acqua placida che arresta la tempesta. ('''Rei''')
*Santo cielo, è incredibile! È un combattimento tra maestri che richiede un notevole dispendio di energie. Anche il solo fatto di fissare gli occhi dell'avversario fa parte della lotta. Mi chiedo fino a quando la calma di Toki riuscirà a placare l'animo infuriato di Raoul. ('''Rei''')
=====Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue''=====
*Non ho mai conosciuto avversari in grado di battermi, perché i miei colpi nascondono mille segreti e la mia tecnica è perfetta. ('''Raoul''')
*Io voglio morire perché tu possa ispirarti a me. ('''Toki''')
*Ognuno è libero di morire per il proprio ideale, ma che significato avrebbe la tua morte? Per me uccidere te o un cane è esattamente la stessa cosa. ('''Raoul''')
*Forza Ken, resisti! Tra qualche istante, io non ci sarò più. [...] Nella storia della Divina scuola ci sono sempre stati dei sacrifici umani. Grazie ad essi, la tradizione si è perpetuata. Tu sarai il mio unico successore e la mia morte ti darà la forza per lottare. ('''Toki''')
*Non è stata la mia forza a liberarmi, ma il cuore di una tenera bambina, una bambina che è costretta a lottare perché al mondo esistono esseri violenti come te. ('''Kenshiro''')
*Ken, in questo posto si decreterà la fine di duemila anni di storia della scuola di Hokuto! ('''Raoul''')
*Raoul possiede senz'altro piu tecnica di Ken, ma non possiede lo spirito e l'energia interiore che è prerogativa solo di Ken. Ce la farà. ('''Rei''')
*È lo spirito che controlla i movimenti del corpo. Questo è il grande segreto della Divina scuola di Hokuto. ('''Toki''')
*Rassegnati a morire! Sofrirai di meno. ('''Raoul''')
*In un combattimento tra maestri, si ha la facoltà di prevedere quello che succederà nella lotta. Si ha come una visione. È il miracolo della concentrazione. Ma sia ben chiaro che tramite questa visione, nessuno dei due riesce a conoscere completamente la tecnica dell'avversario. ('''Rei''')
*Un re non s'inginocchia mai. Vedrete! Mi vendicherò e la mia sarà una vendetta dura e atroce. ('''Raoul''')
*Uomini come Ken e Raoul non avranno mai pace. Continueranno a lottare e la loro lotta sarà per il dominio dell'universo. ('''Toki''')
=====Episodio 50, ''Cani sacri''=====
*'''Kenshiro''': È colpa mia.<br>'''Rei''': Non dirlo neanche per scherzo!<br>'''Kenshiro''': Sono stato io a coinvolgerti in questa lotta sanguinosa.<br>'''Rei''': Tu non c'entri, Ken. Non rimpiango nulla. Anzi, io ti sono infinitamente grato per l'amicizia che mi hai dimostrato. Odiavo il mondo e non nutrivo nessuna fiducia negli altri uomini. Ma poi ho incontrato te, la piccola Lynn, Bart e Mamiya. Voi mi avete aiutato a ritrovare la speranza perduta. Con voi ho trascorso dei momenti felici, i momenti più belli della mia vita. Credimi, Ken. Non sto scherzando.<br>'''Kenshiro''': Sei un vero uomo.<br>'''Rei''': Adesso la morte... Adesso la morte non mi fa più paura, ti assicuro. Ho vissuto dei momenti felici.
=====Episodio 51, ''Sacrificio d'amore''=====
*Il sangue di un cane è molto più importante di quello umano. È la legge che regola Medicine City. Sono i doni più preziosi che la natura ci ha regalato. Al contrario degli uomini, loro non mentono mai. ('''Gulf''')
*Non potrò mai essere una donna normale. Sì, perché esiste una ragione per cui continuare a lottare. Combatterò fino alla morte. ('''Mamiya''')
*{{NDR|Su Yuda}} Quell'uomo ha segnato il mio destino. Da quando l'ho conosciuto non sono più la stessa. Non sono più la ragazza spensierata che ero prima. Purtroppo quella cicatrice mi accompagnerà fino alla morte, capisci? E nella mia mente c'è un'altra cicatrice molto più profonda, ti assicuro. ('''Mamiya''')
*'''Yuda''': Allora, ragazze. Come mi trovate oggi? Non sono bello?<br>'''Concubine''': Sì, sei bellissimo, Yuda! La tua bellezza da tutti i pori trasuda!<br>'''Yuda''': Eccomi! Ammirate! Sono più bello e affascinante di [[Adone]]! Sono vostro e voi mi appartenete. ('''Yuda''')
=====Episodio 52, ''Bellezza crudele''=====
*'''Yuda''': Posso sapere perché hai questa pettinatura?<br>'''Concubina''': Ho pensato che le sarebbe piaciuta, allora ho deciso di...<br>'''Yuda''': Basta! Non voglio neanche ascoltarti. Questa tua trascuratezza rappresenta un'offesa alla mia bellezza. Vi ho sempre detto che non potete cambiare pettinatura senza il mio permesso. Il vostro ''charme'' dipende dalla mia sensibilità, è chiaro? Solo una donna che possiede una perfetta bellezza può essere amata e voi siete le mie amanti.<br>'''Concubina''': Oh signore, mi lasci per favore?<br>'''Yuda''': Sei detestabile quando urli in questa maniera! Andrai via per sempre dal mio castello! [...] Sei brutta, piccola mia. Il deserto è l'unico posto per le donne sciatte come te.
*'''Mamiya''': Guarda il mio braccio, Lynn. Sta diventando forte come quello di un uomo, non ti sembra? Tra un po' sarò forte come un uomo. Come un uomo!<br>'''Lynn''': Non ti capisco.<br>'''Mamiya''': Non si cancelleranno mai! Non ho nessuna speranza. Rimarrò così per tutta la vita. Ma la cosa peggiore è che dalla mia mente le ferite non si rimargineranno mai, Lynn.
*'''Rei''': Conosco molto bene Yuda. Ricordo ancora la sua faccia. Eravamo nella stessa scuola di Nanto, sai Ken?<br>'''Kenshiro''': Cos'hai detto?!<br>'''Rei''': Sì, e devo dire che era anche un ottimo allievo. Eravamo in sei e il nostro maestro ci considerava i migliori tecnici della scuola Nanto. Oltre a me c'era anche Shin, che possedeva un'ottima tecnica. E poi, a mio fianco, molto spavaldamente c'era Yuda. Anche lui era molto bravo.
*Gli uomini non vivono a lungo, ma hanno una grande speranza nel cuore. Questa speranza è rappresentata dal fatto che esisterà sempre una loro madre che racconterà il destino degli uomini coraggiosi ai propri figli. ('''Rei''')
*Un giorno la ferita che hai nella tua mente si rimarginerà. Devi solo aver fiducia. Per fortuna al mondo esistono anche delle belle storie e soprattutto esistono uomini coraggiosi come Ken e Rei. ('''Elder''')
*Su Yuda splende una stella maligna che è una delle sei stelle di Nanto. [...] Sì, ognuno di noi aveva una stella sulla quale era scritto il nostro destino, capisci? La stella di Shin era quella del sacrificio. Lui si è sacrificato per amore. La mia era quella del dovere. Dedico la mia vita a qualcuno. E invece la stella di Yuda ha dei poteri negativi. È anche definita la stella del traditore. ('''Rei''')
*Nel mio spirito la mia stella splende meravigliosamente e si chiama stella del tradimento. È una definizione sbagliata perché in questo caso il tradimento simboleggia la bellezza assoluta che un giorno governerà l'intero universo. E la mia stella brillerà ancora di più quando avrò bevuto il sangue di Rei e quello di Ken. Nessuno riuscirà ad opporsi al mio destino. ('''Yuda''')
=====Episodio 53, ''Le donne rapite''=====
*Mio fratello era un tipo piuttosto scontroso e non era assolutamente capace di credere nell'amicizia. Ma poi, da quando ha incontrato voi, il suo atteggiamento è cambiato e ha aperto il suo cuore. Mamiya le ha insegnato ad avere fiducia negli uomini e a guardarli dritti negli occhi. Sono sicura che non è la morte a spaventare mio fratello, perché questa servirà da esempio per l'umanità intera. Lui rimarrà per sempre nel cuore di Mamiya, e questo le servirà da conforto per le sue ultime ore. ('''Airy''')
*'''Dagar''': Lei mi ha usato, non è vero? Mi ha usato! Sono sempre stato un suo fedele servitore.<br>'''Yuda''': No, non ti ho tradito, Dagar. Faceva parte di una strategia ben precisa. Tutti gli uomini prima o poi cadono in questo maledetto equivoco. La mia stella si chiama tradimento, ma non quello che intendi tu. È il simbolo della bellezza e dell'intelligenza. E ora, grazie a queste doti, potrò governare il mondo. Questa terra mi appartiene e farò di tutto per conquistarla.
=====Episodio 54, ''La grande prova''=====
*Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere, hai sempre vissuto per gli altri e solo adesso ti rendi conto che la tua è la stella dei vinti! ('''Yuda''')
*Energia mentale uguale forza. ('''Toki''')
*Povera piccola Mamiya, molto probabilmente tu sei nata sotto la stella della tristezza. ('''Rei''')
=====Episodio 55, ''Il volo dell'uccello bianco''=====
*Il tuo sangue tingerà il mio corpo. Proverò una sensazione meravigliosa. ('''Yuda''')
*'''Yuda''': Sei sempre stato un ingenuo, Rei. Che stupido! Hai sempre lottato e vagato per il mondo, e adesso sacrifichi la tua vita per una semplice donna, una donna che porta ancora il mio marchio sulla spalla, una donna che ha visto la stella della morte e che non ha futuro davanti a sé. {{NDR|Ride}}<br>'''Rei''': È questo tutto quello che hai da dire? Anche se il suo destino fosse già stato segnato io non cambierei idea, Yuda. Tu non puoi capire. Lei è tutta la mia vita. Mamiya, il tuo cuore ha sempre pianto di dolore. Meriti di avere un uomo che sia felice di morire per te. Spero che questo cambierà la tua vita.
*La stella del dovere è la stella degli uomini deboli. Vive di luce riflessa, perché il suo sole si chiama stella del tradimento. ('''Yuda''')
*'''Yuda''': Qual è il tuo segreto?!<br>'''Rei''': Non ci sono segreti. È l'amore per Mamiya che mi rende così forte. Tu non potrai mai capirlo perché non sai cos'è l'amore. Hai sempre solo amato te stesso.
=====Episodio 56, ''Un uomo solo''=====
*Nanto uguale morte! ('''Yuda''')
*'''Yuda''': Come tanto tempo fa sono rimasto di nuovo affascinato dalla tua tecnica, Rei. Era perfetta. Però... Però... Però non sei riuscito ad uccidermi. Uno come me non può morire. Ascolta, Rei! Sei sempre... Sei sempre stato più forte di me. {{NDR|costringe le mani di Rei a traviggerlo}}<br>'''Rei''': Yuda!<br>[...]<br>'''Yuda''': Rei, io ti ho sempre considerato un mio rivale perché riconoscevo la tua superiorità. Ero affascinato... Ero affascinato dalla tua tecnica, la tua perfetta tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto, e io non ho mai potuto raggiungere questa perfezione. Ho sempre desiderato di volare come fai tu, ma era solo illusione perché non possiedo la tua potenza, il tuo coraggio. E io non posso nulla contro un uomo da cui sono affascinato. Non so se capisci. Mi rendo conto adesso che questa è la mia vera debolezza. Sei grande, sei sempre stato il migliore. Dal momento in cui... Dal momento in cui sono rimasto affascinato dalla tua perfezione, il mio destino era per sempre segnato e la mia stella era destinata a spegnersi, Rei.<br>'''Rei''': Yuda...<br>'''Yuda''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ascoltami! Ti ho sempre considerato l'uomo più... l'uomo più bello e affascinante che abbia mai incontrato, il più coraggioso. Sono contento di morire tra le tue braccia.<br>[...]<br>'''Rei''': Yuda, non lo avevo capito, ma anche tu eri solo. Aspettami. Ti raggiungerò. Aspettami. A presto, Yuda. A presto, l'uomo dal colpo della gru rossa di Nanto.
*Ascolta, Mamiya. Mi raccomando, vivi! Vivi fino a quando la stella della morte non sarà caduta su di te. E vivi, vivi come una donna, perché tu ''sei'' una donna. Insegui la felicità e non lasciarla scappare. Ti amo, Mamiya. ('''Rei''')
*Ken, non arrenderti mai! Continua a lottare! Il mondo ha bisogno di te. Sei l'unico in grado di trasformare il pianto in riso. Sarai il portavoce dei più deboli. ('''Rei''')
*Lynn, Bart, mi raccomando. Siete la speranza del mondo. ('''Rei''')
=====Episodio 57, ''La storia dell'uomo immortale''=====
* {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho cercato di fare del mio meglio. Ho sempre rispettato la Sacra scuola di Nanto. Ho vissuto per gli altri e adesso muoio per gli altri, ma non rimpiango niente. Ken, Lynn, Bart, Toki, Airy, Mamiya... ('''Rei''')
====Capitolo 3====
=====Episodio 58, ''L'esercito di Sauzer''=====
*'''Toki''': Allora, Ken. Hai deciso? Te ne vai?<br>'''Kenshiro''': Sì, Toki. Qualcosa... Qualcosa mi spinge a farlo.<br>'''Toki''': Capisco, e questa forza si chiama destino.<br>'''Kenshiro''': Destino, hai detto?<br>'''Toki''': Già. È il destino dell'uomo che guida la Divina scuola di Hokuto. Se la scuola di Nanto cade, appare la scuola di Hokuto. Guarda il destino di Shin, quello di Rei che ha dedicato la vita a Mamiya, e quello di Yuda. Ma esiste anche quello di altri tre allievi. Devi sapere che tanto tempo fa questi sei allievi erano chiamati i comandanti dei sei cancelli che proteggevano il castello imperiale, ed erano a capo di un gruppo di centotto persone sacre a Nanto, ma la Divina scuola di Hokuto è la più forte, ed era quest'ultima che decideva le sorti dei sei comandanti dei cancelli. Successe poi che dopo la terribile catastrofe, dopo la guerra nucleare, la Sacra scuola di Nanto si divise, e Yuda non perse l'occasione per tradirla. Prese con sé ventitre persone del sacro gruppo, li costrinse a seguirlo e raggiunse il terribile Raoul. Così cadde la prima delle sei stelle di Nanto, ma anche le altre cinque caddero nella più completa confusione, ed è questa la causa della tragedia odierna. La morte di Shin, il crudele destino di Rei, sono solo l'inizio di un dramma universale. Ma Shin, Rei e Yuda sono già morti e rimangono gli altri tre allievi. È giunto il momento che tu li combatta. Coraggio, Kenshiro! Vai e lotta per la giustizia. Sei predestinato a salvare l'umanità.
*Ho in mano il potere. Alla fine del secolo l'intero pianeta sarà sotto il mio dominio. Conquisterò anche il più piccolo villaggio. Sarò io il padrone del mondo. Sono il colonnello Sauzer. Perfino Raoul ha evitato di battersi con me. ('''Sauzer''')
*Che vi succede? Sembrate spaventati. Vi ho solo dato una piccola dimostrazione della mia tecnica di lotta. ('''Kenshiro''')
*Io sono uno dei sei allievi di Nanto. Sono nato per dominare il mondo e nel mio destino è scritto che vincerò sempre. Per questo non ho bisogno d'amore e tantomeno di affetto. ('''Sauzer''')
=====Episodio 59, ''Il tempio del potere''=====
*Io non vedo, ma riesco a percepire i tuoi pensieri. Non ho paura del tuo colpo, Kenshiro. E se un uomo non ha paura del proprio nemico, farà in modo che il nemico stesso non riesca a capire la sua tattica. ('''Shu''')
*Vivrò solo ed esclusivamente per portare un po' di luce in questo oscuro e tetro pianeta. ('''Kenshiro''')
*Noi maestri di Hokuto siamo in grado di ripetere esattamente le tecniche dei nostri nemici, anche le più difficili. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 60, ''Sperare nel domani''=====
*{{NDR|Su Sauzer}} Quell'uomo è pieno di ambizione e vuole costruire un monumento a forma di croce che sarà il simbolo della sua potenza. Per la costruzione di questo monumento fa rapire i bambini e li costringe a lavorare. ('''Shu''')
*Manda questo messaggio a Sauzer: Se davvero vuole costruirsi un monumento, lo deve fare con le sue mani. I bambini sono delle creature libere e tali devono rimanere. ('''Kenshiro''')
*Quando i miei occhi si sono chiusi, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''')
=====Episodio 61, ''La luce della vita''=====
*Non dobbiamo perdere il senso del viviere civile. Per questo ho deciso di combattere Sauzer. Questi bambini hanno bisogno di crescere in una società normale. ('''Shu''')
*'''Garzus''': Come hai fatto a capire che stavo mentendo, eh?<br>'''Kenshiro''': Se ti fossi guardato allo specchio lo avresti capito anche tu.
*Voglio dare una nuova luce a questa terra. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 62, ''Il re del mondo''=====
*Credo sia giunto il momento di raccontarvi la storia del re di Nanto. La decadenza della scuola delle sei stelle Nanto iniziò con l'ambizione di Yuda, ma fu Sauzer a portarla a termine. [...] Nel suo cuore è sempre esistita la sete di potere. La sua stella è chiamata "Croce di Nanto" o la stella della dittatura. Per questo non ha mai avuto famiglia o amici. È fondamentalmente un uomo solo, un uomo che ha diviso con se stesso le proprie vittorie. Le altre cinque stelle sono solo satelliti ed è impossibile, Ken, battere Sauzer con la sacra tecnica di Nato. L'unico mezzo per riuscire ad affrontarlo è sempre stata la guerriglia organizzata. ('''Shu''')
*Queste sono le tombe dei bambini quello stesso maledetto uomo ha ucciso. Non vedo più. I miei occhi non possono più vedere, ma sono ancora in grado di piangere. Il re di Nanto uccide tutti coloro che lo impediscano di realizzare il suo progetto, che è quello di governare il mondo. Non ha pietà, neanche per bambini innocenti. ('''Shu''')
*'''Sauzer''': Come mai sei venuto da queste parti, Kenshiro?<br>'''Kenshiro''': Per fermare la tua marcia verso la distruzione del mondo.<br>'''Sauzer''': Hm, complimenti! Adesso parli proprio come un adulto, Kenshiro.
*'''Sauzer''': Io sono il più forte degli allievi della scuola di Nanto ed è per questo che sono diventato il re assoluto. Fin dalla nascita ero predestinato a governare il mondo ed eccomi qui, pronto a sconfiggere il mondo perché sono superiore a qualsiasi tecnica. Sono solo per mia scelta.<br>'''Kenshiro''': Perché non ti prepari a combattere?<br>'''Sauzer''': Non devo prepararmi. Il re di Nanto non ha bisogno di nessuna preparazione e, inoltre, non sono abituato a prendere posizioni difensive. Io attacco e avanzo. Il tuo metodo è quello dei perdenti, Kenshiro.
*È vero che Ken possiede la facoltà di imparare subito la tecnica dell'avversario, ma non riuscirà lo stesso a battere Sauzer perché non ha ancora scoperto il suo segreto. Anch'io quando ho lottato con Sauzer ero sicuro di batterlo, ma poi ho dovuto arrendermi. Ormai è diventata la mia ragione di vita: Sconfiggere Sauzer per ottenere il suo potere. ('''Raoul''')
=====Episodio 63, ''Due destini simili''=====
*Nelle mie vene scorre sangue d'imperatore, sangue di chi è abituato a vincere. ('''Sauzer''')
*'''Shu''': Shiba, io sono l'unico successore della scuola dell'airone d'acqua di Nanto e non ti ho mai insegnato nessuna delle mie tecniche. Ti sei mai chiesto il perché?<br>'''Shiba''': No, papà.<br>'''Shu''': La ragione, in effetti, è molto semplice e te la spiego subito. Non volevo che tu portassi il peso del mio destino.<br>'''Shiba''': Ma papà, non capisco.<br>'''Shu''': Potrebbe sembrare una decisione assurda per un padre, ma ti assicuro che non lo è. Io sono destinato a vivere una vita dura e solitaria per seguire la mia stella e credo che se anche tu fossi protetto dalla mia stella, avresti il mio stesso destino.
*Ascoltate! Se il mondo fosse afflitto da una carestia, il nostro re non morirebbe di fame. Questo significa detenere il potere. ('''Uomo di Sauzer''')
=====Episodio 64, ''La stella di Shu''=====
*Ormai non mi oriento più né con la vista né con l'udito. La mia mente vede e sente ciò che mi circonda. ('''Shu''')
*Un grande uomo non deve mai provare pietà per nessuno. Non perdonerei neanche una formica se mi opponesse. È la mia legge uccidere tutti quelli che sono contro di me. Ehi, Shu! Anche se la tua stella brillasse in eterno, non ce la faresti mai a salvare il mondo con la sola bontà. ('''Sauzer''')
=====Episodio 65, ''La piramide della croce''=====
*Quando le stelle di Nanto si dividono come adesso, quelle di Hokuto si uniscono saldamente. E quando le stelle di Nanto sono in dissidio, quelle di Hokuto appaiono. ('''Toki''')
*'''Uomo di Sauzer''': Perché diavolo sei venuto qui?!<br>'''Toki''': Perché sono stato guidato dalla mia stella. E mi ha anche detto di preparare la via a Ken, perché sta per affrontare Sauzer.
*Non siete dei buoni combattenti neanche quando sono convalescente! ('''Raoul''')
=====Episodio 66, ''Il futuro ti appartiene''=====
*'''Shu''': Sono felice. Dio ha voluto esaudire il mio più grande desiderio e adesso riesco a vederti, Ken. Sei cresciuto, Ken. Ma i tuoi occhi sono sempre gli stessi e mi ricordano... mi ricordano mio figlio Shiba. Un'ultima cosa, Ken: Non ho nessun rimpianto. Sono contento perché lo splendore della mia stella continua ad essere della stessa intensità.<br>'''Kenshiro''': Sei grande, Shu...<br>'''Shu''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Adesso va. Va, Kenshiro! Va! Il futuro ti appartiene. Credo in te e ti proteggerò sempre. Piccolo Shiba, aspettami! Sto arrivando! Addio, Ken. Non arrenderti mai. Io sarò sempre con te, Ken.
*Sauzer! Non lascerò integro neanche un tuo capello! Ti annienterò, Sauzer! Non resterà nulla di te! ('''Kenshiro''')
=====Episodio 67, ''Una vittima dell'amore''=====
*'''Sauzer''': Quando Nanto inizia ad esercitare il suo potere, arriva Hokuto. Come vedi, era mio destino che io mi battessi con te. È il momento di porre fine alle umiliazioni che Nanto ha subito in questi anni. Mi batterò fino alla fine, fino a quando non ti avrò ammazzato, Ken. Sarai seppellito nella mia piramide prima dei tuoi fratelli.<br>'''Kenshiro''': Sauzer, le pietre della tua piramide sono imbevute del sangue di Shu. Sali quei gradini e cerca di ricordare i peccati che hai commesso, tutte quelle persone innocenti che hai ammazzato. Rifletti, Sauzer!
*La gente si fa uccidere per amore, si fa torturare per amore, piange e soffre in nome dell'amore! ('''Sauzer''')
*'''Sauzer''': I miei genitori morirono e fui educato da un anziano e saggio maestro della scuola di Nanto. Si chiamava Ogai. Ogai non aveva figli e così decise di prendermi e di adottarmi. [...] L'addestramento quotidiano era davvero molto duro, ma non mi pesava per niente. Anzi... [...] Non mi lamentavo della dura vita che facevo perché alla fine sapevo che avrei ricevuto una carezza, un gesto di affetto che mi riempiva il cuore di gioia e mi faceva sentire amato e accettato. [...] Ma poi, un giorno, il giorno del mio quindicesimo compleanno... [...] È vero, da quel giorno non ho più pensato all'amore, anche perché è stata la luce della mia stella a convincermi. Un vero re non ha bisogno dell'amore degli altri. Ucciderò senza pietà chiunque si opporrà al mio potere!<br>'''Kenshiro''': Io non sono come te. Ho sempre combattuto e combatterò per amore.
*{{NDR|Flashback}}<br>Non voglio più essere amato, perché l'amore fa solo soffrire. Non voglio più essere amato, no, non voglio, non voglio più essere amato! ('''Sauzer''')
*'''Sauzer''': Io, re di Nanto, ti ucciderò. Tu sarai solo una vittima di quello stupido sentimento chiamato amore! Come puoi capire, il vero assassino non sono io, ma l'amore in cui hai sempre creduto.<br>'''Kenshiro''': L'amore non ha mai ucciso nessuno.
=====Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice''=====
*Hai il cuore dall'altra parte, Sauzer. E di conseguenza anche tutti i punti segreti sono invertiti. È questo il tuo segreto. Come vedi, non sei invincibile. ('''Kenshiro''')
*Questa è la tecnica segreta del colpo della fenice di Nanto, il volo a croce della fenice. È il colpo micidiale di fronte al quale ogni avversario s'inginocchia. Ma se il nemico che si affronta è di pare valore, anche il più grande maestro di lotta deve essere pronto a batterlo senza lasciare niente al caso, combattendo fino alla fine. Ma attenzione! La tecnica del volo della fenice è sempre risultata vittoriosa. ('''Sauzer''')
*'''Raoul''': Accidenti! {{NDR|Kenshiro}} sta eseguendo la tecnica segreta della scuola di Hokuto in maniera perfetta.<br>'''Toki''': È una delle tecniche più pericolose. Si chiama "colpo della distruzione dell'universo". È uno degli ultimi segreti della nostra scuola. Un solo errore nell'esecuzione sarebbe fatale per l'intero universo.
*Non c'è posto per due grandi stelle nel cielo! ('''Sauzer''')
*Duemila anni di storia di Hokuto hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia. Ecco perché posso colpirti senza neanche sfiorare il tuo corpo. ('''Kenshiro''')
*I punti segreti di un corpo umano sono i centri nervosi più importanti e vitali, ed è il sangue stesso ad indicarne il posto. Come vedi, una volta scoperto il segreto del tuo corpo e dei tuoi centri nervosi, tu sei un uomo normale. ('''Kenshiro''')
*La fenice di Nanto non volerà mai più. Ormai ha perduto le sue ali grandiose. ('''Kenshiro''')
*'''Sauzer''': Hai usato il colpo della sentenza finale. È un colpo che non provoca dolore, così sei in pace anche con la tua coscienza. Mi spedisci all'inferno senza farmi soffrire. Il sogno della fenice, la mia illusione, si è conclusa. Ma credo sia durata abbastanza. Aspetta, voglio chiederti una cosa, un'ultima cosa, ti prego. Poi tanto morirò. L'affetto e l'amore hanno sempre reso l'uomo infelice, giusto? Perché allora ti ostini a crederci? Perché? Spiegami, non capisco. È come autodistruggersi, non ti pare?<br>'''Kenshiro''': No, Sauzer. La tua premessa è sbagliata. L'amore non è sofferenza. Ricordati che ti ha aiutato anche in questo momento così tragico.<br>'''Sauzer''': Mi ha aiutato? {{NDR|Comincia a ricordarsi dell'infanzia passata con Ogai}}<br>'''Kenshiro''': Sei giunto alla tua ultima ora. Puoi scegliere tu il posto dove andare a morire.<br>'''Sauzer''': Già, è vero. Sono giunto alla mia ultima ora. Sono stato sconfitto dal grande maestro di Hokuto. In fondo, non potevo scegliere un avversario migliore, vero?
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Eccomi qui, maestro Ogai. Mi accarezzi? Mi accarezzi, la prego, maestro. Mi accarezzi come faceva quando ero piccolo. ('''Sauzer''')
*La storia di Sauzer è veramente triste. Aveva un disperato bisogno di amore. ('''Kenshiro''')
*Toki, in futuro dovremo affrontarci in un duro combattimento. Tu e Ken siete i miei rivali e se non vi uccido non avrò mai il potere assoluto. Come vedi, è quasi un dovere. ('''Raoul''')
=====Episodio 69, ''Sete di dominio''=====
*Toki, il mio caro fratello. Ha una tecnica veloce e una stupenda esecuzione dei colpi. Sarebbe stato lui il giusto e degno successore della Sacra scuola di Hokuto, ma la guerra nucleare ha cambiato e stravolto il suo destino. Sono sicuro che se non ci fosse stata quella terribile guerra, sarebbe stato lui il re del mondo. [...] Rimase esposto alle radiazioni per due settimane. Fu terribile. Da allora, abbandonò le tecniche di lotta e intraprese la via della medicina. ('''Kenshiro''')
*Voglio dirti una cosa, Ken. Il mio sogno è sempre stato quello di dedicare la mia vita alla medicina. [...] Ma dopo quelle terribili radiazioni, persi tutti gli entusiasmi e le speranze, e vagai da un posto all'altro come chi aspetta di morire. Fu un periodo terribile. Poi, un giorno, giunsi in uno strano villaggio. Si chiamava Miracle Village, il villaggio dei miracoli. Lì, ti giuro, ho ritrovato tutte le mie speranze. Era un posto deprimente. Le persone aspettavano solo di morire perché la morte rappresentava una liberazione. Così, decisi di passare il resto della mia vita a cercare di aiutarli. E invece quell'uomo distrusse il villaggio! [...] Era un subordinato del re di Hokuto, un certo Amiba. In poco tempo, ricreò il clima di morte nel villaggio dei miracoli. Poi, un giorno, mi catturarono. Mentre ero rinchiuso nella prigione di Cassandra, scoprì un segreto di Raoul in quella terribile prigione dove piangono anche i demoni. [...] Volevo dedicare la mia vita a soccorrere i bisognosi e i bambini malati. Era questo il mio unico desiderio. Ma adesso non lo è più. Non meravigliarti, Ken. Sei stato proprio tu a farmi cambiare idea quando ti ho visto combattere. Ho provato un emozione grandissima, intensa. Da piccolo scelsi la lotta e seguì la scuola di Hokuto, già. Adesso ho deciso di ricominciare tutto da capo seguendo la mia vecchia scelta. [...] Viviamo in tempi di cambiamenti. Cinque stelle tra le sei di Nanto sono già scomparse: Shin, Rei, Yuda, Shu e Sauzer. È arrivato il momento in cui tutti insieme dovremo combattere l'ultima stella, la più splendente. È il destino del successore della Divina scuola di Hokuto, il destino che lo porterà inevitabilmente alla lotta. [...] Ho deciso da tempo: Vivrò seguendo il corso del mio destino, e invece esiste un uomo che lo sta ostacolando. Devo sconfiggere quell'uomo, altrimenti non ho più ragione d'esistere. È sempre stato il mio rivale. Sì, il suo nome è Raoul. ('''Toki''')
*Una volta ho anche combattuto contro Ryuken per ottenere la successione della Sacra scuola di Hokuto. [...] Dopo quell'incontro, decisi di lasciare il potere a Ryuken. Misi da parte le mie velleità perché sapevo che di maestro poteva esisterne uno solo nella Sacra scuola. Perciò, Raoul, posso comprendere più di chiunque altro il tuo risentimento e la tua rabbia. Ma inutile insistere. Non puoi usare la tua tecnica per ottenere un potere che non ti spetta. ('''Koryu''')
=====Episodio 70, ''Un re solitario''=====
*'''Raoul''': Mi dispiace, Koryu, ma sono venuto per ucciderti. [...] Sei l'uomo che ha combattuto contro il mio maestro Ryuken per la successione della scuola di Hokuto. Spero vivamente che tu sia forte come un tempo.<br>'''Koryu''': La tua non è solo voglia di misurare le tue capacità, non è vero, Raoul? Non vuoi confrontarti con me solo per questo.<br>'''Raoul''': Vedo che sei piuttosto perspicace. [...] Ho avuto la sfortuna di essere ferito gravemente e ho deciso di venire qui per vedere fino a che punto la mia inattività mi ha indebolito. Voglio battermi con te.<br>'''Koryu''': È incredibile! Non hai ancora capito che devi abbandonare le tecniche della tua scuola?!<br>'''Raoul''': Sono io il re della scuola di Hokuto. Mi manca pochissimo per conquistare definitivamente il mondo.<br>'''Koryu''': Bene, possiamo iniziare. Tanti allievi sono morti per la successione. La tradizione è sempre stata segnata dal sangue dei suoi seguaci. Anche tu, Raoul, anche tu morrai per aver preteso di governare il mondo.
*'''Koryu''': Raoul, non sarò io ad ammazzarti, ma i duemila anni di storia Hokuto.<br>'''Raoul''': Staremo a vedere. Io sono abituato a sfruttare questi duemila anni di storia e non potranno uccidermi.<br>'''Koryu''': Non hai scrupoli!<br>'''Raoul''': Sono il re di Hokuto!
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei davvero forte, Raoul, e i tuoi colpi potenti. Raoul, Toki, Ken, con voi la scuola di Hokuto sarà invincibile. Gli dèi hanno mandato tre eroi nella stessa epoca. Sono sicuro che se foste nati in epoche diverse ognuno di voi sarebbe stato un maestro. Sì è vero, la ricostruzione del mondo spetta a voi, a Raoul e le sue ambizioni, a Toki con la sua bontà, e a Ken con la sua forza di spirito. ('''Koryu''')
*'''Toki''': Sei stato magnifico, Ken. Sei tu il vero successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': No, Toki. Se tu non avessi avuto l'handicap della malattia, sono sicuro...<br>'''Toki''': Sono stato un tuo avversario e questo mi da materialmente la forza per concludere degnamente la mia vita, sì, perché ti ho dato la mia anima, Ken, con questo nostro combattimento. Il mio spirito adesso appartiene a te, ma il mio corpo si consumerà nell'offrire la mia morte a Raoul. È questo il mio destino e lo seguirò fino alla fine.
*Se seguirete la stessa strada avrete lo stesso destino, potete giurarci. Se volete un consiglio sincero, cambiate strade e la fortuna vi assisterà sempre. ('''Raoul''')
=====Episodio 71, ''La morte è di scena''=====
*'''Toki''': Sì, Raoul, come vedi il tuo sogno si è realizzato. Sei diventato l'uomo più forte e coraggioso del mondo intero. Ma sei anche diventato troppo ambizioso.<br>[...]<br>'''Raoul''': Invece tu sei un perdente, un uomo vinto.<br>'''Toki''': Evidentemente era scritto nel mio destino. Ma adesso basta! Non perdiamoci in chiacchiere.<br>'''Raoul''': Così mi piaci. La determinazione è una delle più grosse doti che un uomo debba possedere.
*Ascolta, Toki! Se avevi intenzione di diventare un grande maestro di lotta perché non hai imparato anche le posizioni attive? Vedi, la calma e la rilassatezza dei tuoi movimenti ti hanno impedito di sconfiggermi. Sono io il più forte, Toki! ('''Raoul''')
*'''Toki''': Vuoi sapere perché sono stato capace di difendermi dal tuo attacco? Perché io e te abbiamo lo stesso sangue.<br>'''Raoul''': E hai imparato anche i miei attacchi attivi?<br>'''Toki''': Te l'ho già detto, Raoul. Volevo diventare come te e allora ti imitavo!
*Un'antica leggenda della Sacra scuola di Hokuto dice che quando si incontrano due avversari di pari valore, la stella della morte brilla su entrambi i loro destini. Chi vincerà? L'uomo dal cuore calmo come l'acqua immota o l'uomo che credeva di conquistare il mondo? ('''Kenshiro''')
*È il momento di aprire il sipario sul fato, Raoul! ('''Toki''')
=====Episodio 72, ''Le ultime lacrime''=====
*Hai sempre combattuto per difendere gli altri, Toki. Adesso è arrivato il momento di combattere per la tua dignità e per salvare la tua vita, naturalmente. ('''Raoul''')
*Colpo segreto della Divina scuola di Hokuto, tecnica del respiro tokei. "Tokei" vuol dire "acciaio" e "potenza condensata". Inspirando si concentra tutta la potenza del corpo ed espirando la si concentra nel colpo. È la respirazione segreta del colpo duro. ('''Kenshiro''')
*Ascoltami, Raoul! Adesso puoi ammetterlo tranquillamente: Hai sbagliato tutto nella tua vita. Sei sempre stato l'uomo più forte della Sacra scuola di Hokuto. Se fossi stato meno ambizioso e avessi creduto di più negli altri, io e Ken ti avremmo lasciato il potere senza problemi. Saresti diventato tu il successore della scuola. ('''Toki''')
*Credi davvero che non abbia ancora capito il segreto del tuo micidiale colpo, eh Toki? Mi avresti potuto uccidere col colpo del fulmine volante se non fossi stato malato. Povero Toki, il mio dolce e saggio fratello, sei vissuto fino a questo momento solo per incontrarmi nella nostra terribile lotta finale. Addio Toki... La stella della morte risplende su di te adesso! ('''Raoul''')
*'''Raoul''': Toki, quelle maledette radiazioni hanno fatto di te un uomo malato e debole. Ti hanno reso incapace di lottare come sai fare realmente. Toki, non sono stato io, ma è la tua malattia che ti sta uccidendo lentamente.<br>'''Toki''': Anche la mia malattia evidentemente fa parte del mio destino come il fatto di voler continuare a combattere fino alla fine. Non so se puoi capire, Raoul.<br>'''Raoul''': Toki... Toki...<br>'''Toki''': Perché adesso piangi, Raoul? Che senso ha? La tua ambizione non ti ha mai permesso di piangere in questi anni.
*'''Raoul''': Perché hai usato il tuo colpo segreto se sapevi di non farcela? Forse lo hai fatto per imitarmi, è così, giusto? Oh, povero Toki! Non sei cambiato affatto. Anche da piccolo mi seguivi e cercavi di imitare ogni mia mossa. E adesso, anche a costo di morire, non hai voluto essere da meno alla mia forza. Oh Toki! Toki, il mio dolce e saggio fratello, hai fatto risvegliare in me nuovi sentimenti. Ho ricordato cose dimenticate, sepolte nella mia memoria. Guarda adesso come piango! Il tuo cuore ha risvegliato le mie lacrime e mi fa sentire un uomo finalmente. Toki...<br>'''Toki''': Non rimpiango nulla, Raoul. Possiamo chiudere il sipario del fato adesso.<br>'''Raoul''': Ken, guardaci! Ti sembra giusto il nostro destino?! Due fratelli crescono e imparano insieme una stessa disciplina, vogliono diventare i due fratelli più forti del mondo, ma ad un certo punto questo loro desiderio li divide e li separa definitivamente. Ti sembra giusto, Ken?! Ascolta, Toki. Ti prometto che queste saranno le mie ultime lacrime, le ultime lacrime della mia vita. Addio, mio amatissimo fratello. Addio, fedele compagno di vita. Questo è il mio colpo, il colpo al quale ai sempre aspirato, il colpo che ti ha permesso di andare avanti nonostante la tua malattia. Guardami per l'ultima volta e poi vola in cielo! {{NDR|Colpisce il suolo}}<br>[...]<br>'''Toki''': Ma... Ma perché?<br>'''Raoul''': Questo colpo non l'ho inferto a te, ma al tuo crudele destino. Sono tuo fratello e ho voluto vendicare la tua sfortunata vita, Toki!<br>'''Toki''': Raoul...<br>'''Raoul''': In questo colpo c'era il tuo desiderio mai realizzato di diventare il successore della nostra scuola, c'era un uomo che ha combattuto da solo la sua malattia. Ti auguro di vivere in pace per il resto dei tuoi giorni, fratello. Sì, adesso puoi piangere, Toki. Ti assicuro che non ti rimprovererò.<br>'''Toki''': Fratello mio...<br>'''Raoul''': Ti ho sempre voluto bene, Toki.
*Il mio dolce e saggio fratello Toki è morto, e anch'io. Ascolta, Ken! La leggenda dell'orrore del re di Hokuto inizia adesso. Aspetto con anzia il momento di potermi battere con te. ('''Raoul''')
=====Episodio 73, ''L'uomo di Sirio''=====
*'''Ryuga''': Questa è la Croce del Sud, vero?<br>'''Saki''': Sì. Una volta era una città prosperosa e adesso è ridotta a come vede. Di tanto in tanto, vengo qui a pulire le tombe. Quella è la tomba del Signor Shin e questa invece è la tomba della mia amica Julia. {{NDR|Ryuga pone un fiore sulla tomba di Julia e monta sul suo cavallo}} No, aspetti! Lei chi è?<br>'''Ryuga''': Sono il lupo solitario. Mi raccomando, continua a prenderti cura di quelle tombe.
*Il colpo della grande montagna e del lupo del cielo! È un colpo così veloce e preciso che ti si ghiaccia il sangue e cominci subito a tremare dal freddo. ('''Kenshiro''')
*Sì, il mio nome è Ryuga, e la mia stella del destino si chiama [[Sirio]]. Da millenni brilla splendente nel cielo. Sirio, la stella solitaria, la stella che assomiglia al lupo della steppa. La sua luce brilla senza alcuna ombra e il suo destino è caratterizzato dall'indipendenza dagli altri astri. ('''Ryuga''')
*{{NDR|Su Sirio}} Sarà forse questa stella la regina di questa nostra era? ('''Kenshiro''')
*Un ramo malato può far morire l'intero albero. [...] Un ramo malato deve essere sempre tagliato. [...] Non devi giudicarmi un uomo brutale. Quello di cui abbiamo bisogno in un'era come la nostra è di un albero forte e sicuro che abbia potere assoluto su tutto il pianeta. ('''Ryuga''')
*'''Raoul''': Voglio premiarti, Ryuga. Esprimi un desiderio.<br>'''Ryuga''': Se sua maestà mi da il permesso, vorrei lottare con Kenshiro.<br>'''Raoul''': E per quale motivo?<br>'''Ryuga''': Perché è scritto nel mio destino. È scritto nel destino della mia stella.<br>'''Raoul''': Ti capisco, Ryuga. Sì, daccordo, puoi andare. Non ho nessuna ragione per fermarti, Ryuga.<br>'''Ryuga''': Grazie. Kenshiro, sto arrivando! L'uomo di Sirio segnerà definitivamente il tuo destino.
=====Episodio 74, ''Alla ricerca di un nuovo eroe''=====
*La solitudine di Sirio ebbe inizio dopo la scissione della galassia in due gruppi: quello delle sette stelle di Nanto e quello di Hokuto. Da quel giorno, Sirio conquistò la sua indipendenza assoluta e continuò a brillare da sola nell'universo. ('''Ryuga''')
*Ricchezza, potere e violenza. Che epoca terribile. [...] Mi domando quanto potrà durare questo triste periodo. [...] Quest'epoca così confusa ha bisogno di un grande capo, di un grande condottiero. ('''Ryuga''')
*'''Raoul''': Parla sinceramente, Ryuga. Non hai mai sperato di prendere il potere durante la mia assenza?<br>'''Ryuga''': Sirio non è una stella destinata a prendere il potere, maestà. La mia è una stella solitaria che ama l'indipendenza e non vuole regnare. Seguirò fino in fondo il destino della mia stella.
*'''Raoul''': Perché sorridi, bambino? Non hai paura di morire, eh?<br>'''Bambino''': Sì, io ho tanta paura, ma mi hanno insegnato a sorridere per non mostrare i miei sentimenti, signore.<br>'''Raoul''': Incredibile! Sta a sentire, se hai paura devi reagire, hai capito, bambino? Devi combattere, se no non smetterai mai di tremare. Hai capito?
*Un uomo che non ha la forza di mostrare i propri sentimenti non è un uomo. Come puoi continuare a sorridere e a chiedere clemenza ai tuoi nemici? ('''Raoul''')
*Raoul insegna ai bambini cos'è l'odio e la paura. Ken invece mostra loro le qualità più nobili dell'uomo. ('''Ryuga''')
*Non c'è tempo, bisogna fare in fretta. Sirio sarà contento di diventare un lupo affamato e inferocito per placare le ribellioni di questa epoca. ('''Ryuga''')
=====Episodio 75, ''Occhi di ghiaccio''=====
*Chi riuscirà a conquistare l'arcobaleno della vittoria? ('''Ryuga''')
*A morte gli incapaci! Le vostre tecniche sono antiquate. ('''Ryuga''')
*Se potessi rinascere, mi piacerebbe vivere in un mondo dove la gente si prende per la mano. ('''Mami''')
*Chi ruba il pane alla povera gente fa una brutta fine. Non ha nessun diritto di vivere. ('''Kenshiro''')
*Quella gente ha riacquistato la felicità. È meraviglioso. Ho combattuto centinaia di battaglie con Raoul e abbiamo conquistato terre e villaggi. Ma lui ha sempre terrorizzato la gente e ha preso il potere con la forza. Ha creato panico e smarrimento nei suoi territori, così quelle persone hanno imparato a non reagire. Invece, sulle loro facce c'è la felicità e la gioia di vivere. ('''Ryuga''')
*'''Ryuga''': C'è qualcosa che non va, Kenshiro? Perché non combatti da vero uomo?<br>'''Kenshiro''': Ryuga, uomo di Sirio, i tuoi occhi sembrano freddi come il ghiaccio, ma se li guardo attentamente scorgo una luce calda e umana.
=====Episodio 76, ''Chi sarà il re del mondo?''=====
*Julia, perché hai amato tanto Ken? Non capisci che quell'uomo sta sbagliando tutto? Non capisci che il suo modo d'agire fa solo del male all'umanità? Abbiamo bisogno di un uomo forte, di un condottiero che non si lascia impietosire da nessuno. Mi spiace, Julia, ma dovrò uccidere il tuo Ken. Da ora in poi mi comporterà da lupo inferocito. È l'unico modo per salvare il mondo. ('''Ryuga''')
*'''Toki''': Hai sempre agito alle dipendenze di Raoul e hai fatto stragi di innocenti. Ma, alla fine, che cos'hai trovato in questo mondo di sangue?<br>'''Ryuga''': Ho trovato due uomini potenti, Toki.<br>'''Toki''': Ti riferisci a Raoul e a Ken, forse?<br>'''Ryuga''': Questo mondo sarà redento solo da uomini forti e coraggiosi. Se Ken non riuscirà... non riuscirà a sconfiggermi, vuol dire che la sua presenza è inutile su questa terra.<br>'''Toki''': Ascolta, Ryuga! Quelle macchie di sangue sparse per tutto il tuo corpo sembrano... sembrano le tue lacrime.<br>'''Ryuga''': Ha ragione... Basta! Devo assolutamente sconfiggere Ken ed è per questo motivo che ho bisogno della tua morte, Toki. La vendetta fa parte del gioco della scuola di Hokuto. La tua morte sarà per lui motivo di vendetta e comincerà ad agire contro di me. Coraggio, Toki! È giunta la tua ora.<br>[...]<br>'''Toki''': Sì, uccidimi. Uccidimi, fai di me quello che vuoi, Ryuga. Spero che dopo la mia morte tu capisca come dovrebbe andare il mondo e con quale spirito dovrebbe essere governato.
=====Episodio 77, ''Il sacrificio''=====
*'''Kenshiro''': Ryuga, non capisco. Perché? Perché hai deciso di morire?<br>'''Ryuga''': Perché volevo... volevo scoprire la vera natura della nostra realtà. Ho visto... Ho visto centinaia di persone che soffrivano e altrettante che abusavano del proprio potere. Gli uomini chiamati "capi" pensano soltanto al loro interesse privato. In questo tormentato periodo abbiamo bisogno di un condottiero che sappia ridare al mondo pace e giustizia, ed io ero convinto che... che Raoul fosse la persona giusta, il vero salvatore. Basta! I bambini non devono più piangere la morte dei loro genitori. [...] Questa era la mia idea, ma adesso ho incontrato un uomo che possiede un grande spirito e quell'uomo sei tu. Sei tu, Ken! [...] Cerca di perdonarmi, Ken. Allora non mi ero ancora reso conto che la tua forza era l'unica salvezza, l'unico mezzo per redimere il mondo dalla brutalità della violenza, ma adesso ne sono pienamente convinto. Il destino ha scelto te, Ken. Devi combattere contro la sete di potere di Raoul!<br>'''Toki''': È la tua stella. È la stella del lupo che ti ha fatto scoprire la verità. Sirio è in grado di prevedere i mutamenti del mondo e di proteggere l'Hokuto nella sua opera di ricostruzione del mondo stesso. Il tuo destino, purtroppo, ti ha anche condannato alla morte, Ryuga.<br>'''Ryuga''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Kenshiro! Mia sorella aveva ragione nell'ammirare il tuo coraggio. Julia ti amava e ti assicuro che non ho mai visto una donna amare a quel modo.
*'''Toki''': Ryuga ha voluto dimostrarti che sei tu il vero salvatore. Raoul sta conquistando il mondo grazie al clima di terrore che ha instaurato tra la gente, e questo... questo non deve minimamente influire sull'impresa che devi compiere, Ken.<br>'''Kenshiro''': Trasformerò le lacrime in sorrisi, Toki.<br>'''Toki''': Vieni, Ryuga. Andremo tra gli uomini che hanno dedicato la loro vita al proprio ideale e che hanno combattuto per la giustizia. Anche noi diventeremo delle stelle e cercheremo di proteggere Ken nel suo lungo e non poco tormentato cammino.<br>'''Kenshiro''': Toki...<br>'''Toki''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La stella della morte... Addio. Addio Ken. La mia anima rimane con te.
====Riepilogo====
=====Episodio 78, ''Amore impossibile''=====
*Shin, l'uomo che volle affrontarmi per amore. Amavamo entrambi Julia, una donna eccezionale. [...] Shin, un uomo assetato di potere. Conquistò innumerevoli territori, proclamandosi il re del mondo. [...] Shin, povero illuso. Non potevi conquistare Julia regalandole soltanto ricchezza. Ma, in fondo, era l'unico modo in cui sapevi dimostrarle il tuo amore. Forse, però, dopo l'hai capito. [...] Quando i tuoi subalterni si sono ribellati e la Croce del Sud è andata a fuoco, è bastato un momento, un solo momento e il tuo regno è stato distrutto. Povero Shin. Dopo questa catastrofe, hai anche dovuto combattere con me. [...] Era il suo destino. Ha sacrificato la sua vita perché amava troppo la sua Julia. Shin, spero che tu abbia ritrovato la tua donna in cielo. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 79, ''L'amicizia''=====
*Rei, il primo uomo che ho potuto chiamare amico. [...] Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere. Hai lottato per salvare la vita di tua sorella Airy. [...] Dopo aver salvato sua sorella, Rei continuò a vivere per proteggere Mamiya, Bart, Lynn e anche me. Rimase sempre legato al suo destino e si prodigò continuamente per aiutare gli altri. Ma poi, in un maledettissimo giorno, vide la stella della morte, e si dice che chi la vede debba morire entro l'anno. [...] Tornando al villaggio dove aveva lasciato i suoi amici, Rei vide uno spettacolo deprimente. Qualcuno aveva di nuovo agito con la violenza e aveva sparso morte e terrore fra la gente. [...] Aveva preso la grande decisione. Adesso si trovava faccia a faccia col suo destino. [...] Fu terribile. Raoul non si limitò soltanto ad uccidere Rei, ma gli inflisse... gli inflisse una pena troppo pesante da sopportare. [...] Rei, l'unico uomo che ho potuto chiamare veramente amico, ha sempre rispettato gli altri e combattuto lealmente. Il suo viso e la sua forza rimarranno per sempre nel mio cuore. Rei, cerca di proteggermi nel duro cammino che dovrò compiere per arrivare alla meta finale. Sei stato il mio più grande amico. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 80, ''Eterna leggenda''=====
*Rei e Yuda, i due guerrieri Nanto, furono destinati ad incontrarsi in un duro combattimento. [...] Rei e Yuda avevano combattuto quando erano entrambi ancora molto giovani. [...] Il colpo di Toki gli provocò un dolore insopportabile, ma aveva ancora solo poche ore da vivere. Si fece coraggio ed andò ad affrontare Yuda. Si preparò alla battaglia come un vero guerriero. Solo un uomo con quello spirito sarebbe riuscito a fare quello che stava facendo Rei. [...] Rei, la tua leggenda vivrà in eterno. L'umanità aveva bisogno di te e di questa tua lezione di vita. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 81, ''Il grande cieco''=====
*Uno di questi sei guerrieri {{NDR|di Nanto}} è stato l'eroe dei nostri tempi: Shu. Ha lottato duramente contro Sauzer, il temibile colonnello, contro l'uomo che voleva conquistare il mondo. [...] Sauzer era un uomo ambizioso e senza scrupoli. Il suo obiettivo era quello di conquistare il mondo. Voleva inoltre edificare una piramide, e per fare questo sfruttava il lavoro dei bambini. [...] E poi, quando venni catturato, Shiba, il figlio di Shu, mi aiutò a fuggire. [...] Shu, la stella della benevolenza continuerà a vivere. Giuro che vendicherò le tue lacrime, Shu, e non lascerò che i bambini continuino a piangere in silenzio. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 82, ''Il dittatore''=====
*{{NDR|Su Sauzer}} Nel profondo del suo cuore, si nascondeva un bambino indifeso. ('''Kenshiro''')
*Shin, la stella del sacrificio; Rei, la stella del dovere; Yuda, la stella del tradimento; Shu, la stella della benevolenza; Sauzer, la stella della dittatura. Ma all'appello manca ancora una stella, l'ultima. ('''Kenshiro''')
====Capitolo 4====
=====Episodio 83, ''Tortura disumana''=====
*Mi piace essere pulito e se sarà necessario farò anche cento bagni al giorno e nessuno dovrà criticarmi! ('''Bugal''')
*Lo spirito riesce a scoprire quello che gli occhi non possono vedere. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 84, ''La brigata del vento''=====
*Io sono Wein, figlio del vento. [...] Il [[vento]] è l'ispiratore della mia tecnica. La sua potenza riesce a disintegrare persino l'acciaio e non conosce limiti di velocità. ('''Wein''')
*'''Kenshiro''': Il tuo padrone ti ha progettato per combattere, non è vero? E adesso, visto che non hai più forza, è meglio che tu muoia!<br>'''Glen''': Sì, hai ragione. So solo combattere, non so fare altro. Mio padre David mi ha insegnato solo a sconfiggere il mio nemico e io ho sempre eseguito alla lettera i suoi ordini. Uccidimi, ti prego. L'hai detto anche tu prima: Se non ho più la forza di combattere, la mia esistenza è praticamente inutile.<br>'''Kenshiro''': Queste tue parole mi commuovono. Sei stato costruito solo ed esclusivamente per servire David, non è vero? Ma potresti ribellarti al suo volere e non ammazzare più nessuno.<br>'''Glen''': Che cosa?!<br>'''Kenshiro''': Promettimi che inizierai una nuova vita, libera dall'influenza di David e di chiunque altro.<br>'''Glen''': Kenshiro, tu saresti disposto ad aiutarmi?<br>'''Kenshiro''': Va! Cerca di vivere come fa qualsiasi uomo libero.
*Gli uomini del grande re di Hokuto sono legati al suo potere solo dalla paura di essere ammazzati, e tale legame è molto labile mi sembra. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 85, ''La notte degli echi''=====
*Il vento è in grado di percorrere mille miglia in una notte e di uccidere il nemico in un batterdocchi, e non lascia nemmeno una traccia di se stesso. ('''Wein''')
*'''Scagnozzo''': Tu appartieni alla scuola di Hokuto, vero? Ora me lo puoi anche dire.<br>'''Kenshiro''': Anche se fosse, tu che faresti?<br>'''Scagnozzo''': Niente, niente. Scappooo!
*'''Donna''': È sempre più difficile incontrare uomini come lei. Lei sarà il salvatore di questo nostro secolo. Darà una nuova luce al mondo.<br>'''Kenshiro''': Devo continuare, portare avanti la mia lotta per difendere il mondo. Percorrerò il mio cammino solo se il dio di Hokuto mi aiuterà. È questa la mia speranza.
*'''Wein''': Io sono una delle cinque forze di Nanto. Sono Wein, figlio del vento.<br>'''Raoul''': Cosa? Le cinque forze di Nanto?! Ma allora tu sei...<br>'''Wein''': Vedo che hai già capito tutto. Le cinque forze di Nanto hanno il compito di proteggere l'ultimo guerriero rimasto. La scuola di Hokuto non può governare il mondo. Il potere lo deterrà l'ultimo guerriero di Nanto. Per questo sono venuto a combattere con te e a ucciderti.
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei grande, Raoul. La tua tecnica è eccezionale ma non avrai lunga vita, perché le altre forze di Nanto continueranno a combatterti inesorabilmente. Governerai il mondo ancora per poco, spero quindi di rivederti all'inferno. Arrivederci, grande re della Divina scuola di Hokuto. ('''Wein''')
=====Episodio 86, ''L'armata delle fiamme rosse''=====
*Il vento alimenterà la fiamma dello spirito di Shuren che sta avanzando imperterrito. Il [[fuoco]] crea solo distruzione e morte: Alberi, città, montagne e fiori, non esisteranno più. La terra bruciata dalle fiamme di Shuren è solo cenere, e cenere rimarrà fino alla fine dei giorni. Raoul sarà ucciso dalla rabbia dell'uomo delle fiamme. ('''Rihaku''')
*Ken non è l'unico. Non è l'unico uomo che cerca avversare il mio destino. Anche l'ultimo guerriero di Nanto ha deciso di farmi fuori. Mi domando che influenza potrà avere questa decisione sul mio cammino. Le cinque forze di Nanto sono caratterizzate dal vento, dalla polvere, dal fuoco, dalla montagna e dal mare. Chi sarà tra questi il mio prossimo avversario? La roccia o il fuoco? O forse, più semplicemente, sarà Ken? ('''Raoul''')
*'''Lynn''': Che strano, è così desolata. Sembra una città morta.<br>'''Kenshiro''': Le città e i territori occupati da Raoul hanno tutti lo stesso aspetto.
*Paragonata al mio Bolide, la vostra vita assomiglia a un bidone di rifiuti. ('''Morgan''')
*Raoul, voglio ricordarti un'insegnamento della natura: Più forte è il vento, più il fuoco si alimenta. Io, Shuren l'uomo delle fiamme, ti ucciderò. Brucerai nelle fiamme della mia collera e in quella del mio fratello Wein. ('''Shuren''')
=====Episodio 87, ''Il mostro della montagna''=====
*'''Shuren''': Non tirate {{NDR|le frecce}}, non ne vale la pena. Sono solo dei vigliacchi che seguono il loro re perché hanno paura. E appena il loro capo sarà in difficoltà scapperanno, vedrete.<br>'''Raoul''': Bravo! È vero, loro sono i miei seguaci perché hanno paura e sanno che se scappano io li faccio fuori tutti in un solo colpo.
*'''Raoul''': Shuren, non capisco. Speri ancora di potermi sconfiggere? Sei ridicolo!<br>'''Shuren''': La mia vita non avrebbe più senso se mi arrendessi proprio ora. Il grande guerriero di Nanto ha bisogno di noi e della nostra forza. Lo proteggerò fino alla morte, puoi giurarci!<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Shuren''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Hai capito bene. Proteggerò il mio guerriero fino alla morte.<br>'''Raoul''': Sei più piccolo di un granello di sabbia! Mi dispiace, figlio del fuoco, ma la tua fiamma è troppo debole per sconfiggere il grande re di Hokuto e la sua ambizione.
*Shuren, figlio del fuoco, ti ammiro perché sei rimasto fedele al tuo intento: Proteggere l'ultimo dei sei guerrieri di Nanto. Ma la mia forza non ti ha permesso di uccidermi e di portare a termine il tuo piano. ('''Raoul''')
=====Episodio 88, ''La giusta condanna''=====
*Nessuno spegnerà la fiamma della mia ambizione! Sono Raoul, il re di Hokuto. Otterrò il potere annientando il nemico. ('''Raoul''')
*Vi auguro sogni d'oro, ma attenzione, perché potreste svegliarvi e ritrovarvi in un'inferno di fuoco, nell'inferno maledetto. ('''Kenshiro''')
*Sicuramente meritavi una morte peggiore di questa, ma ogni tanto io sono clemente con i farabutti. ('''Kenshiro''')
*'''Jira''': Perché questa dura condanna? In fondo, abbiamo solo ucciso uno stupido bifolco.<br>'''Guzuri''': È vero! Non è un reato molto grave, no?<br>'''Kenshiro''': La vita di quell'uomo era più importante della vostra. Voi l'avete distrutta e non avevate nessun diritto di farlo! Siete soltanto dei vigliacchi, e questa è la giusta condanna per uomini come voi.
*Io sono un uomo libero. Il sangue e la lotta non m'interessano proprio. Possiedo tutto. Io sono una nuvola e vago libero per il cielo. Certe questioni non m'interessano assolutamente. ('''Juza''')
=====Episodio 89, ''I briganti del re''=====
*'''Fudo''': Le cinque forze di Nanto proteggono e sorvegliano l'ultimo grande guerriero. Il vento, il fuoco, la nuvola, la montagna, il mare. Wein del vento ha già combattuto la sua battaglia. Shuren del fuoco lo ha seguito. E poi ci sono io, la montagna. Obbedirò e difenderò l'ultimo guerriero della Sacra scuola di Nanto. È questo il mio unico obiettivo e lo seguirò fino alla fine dei miei giorni, puoi giurarci. Adesso, mi dispiace, ma devo obbligarti ad andare al castello di Nanto per incontrare il mio generale. Ti sta aspettando da tempo. È una questione della massima importanza. Non so se capisci.<br>'''Kenshiro''': No, non capisco quale motivo possa avere il tuo generale per incontrarmi.<br>'''Fudo''': La Sacra scuola di Nanto e quella di Hokuto sono in dissidio da anni e sappiamo che se non c'è pace tra di loro, non ci sarà neanche sulla Terra. Il generale preferisce incontrare te come mediatore e non Raoul, anche se appartenete alla stessa scuola. Sì, ha scelto te come salvatore della fine del secolo, Kenshiro.<br>'''Kenshiro''': No, io non sono il salvatore del mondo, Fudo. Voglio solo sconfiggere Raoul perché ha rotto l'equilibrio che esisteva da secoli tra la scuola di Hokuto e quella di Nanto.
*'''Brigante #1''': Quello è Juza delle nuvole!<br>'''Brigante #2''': Sì, è lui, maledizione!<br>'''Brigante #3''': È Juza delle cinque forze Nanto, meglio conosciuto come un famoso donnaiolo!<br>'''Brigante #4''': Non solo prende le donne, ma qualsiasi cosa incontra sul suo cammino diventa inevitabilmente suo!<br>'''Juza''': Ah, vedo che mi conoscete bene! Ma avete dimenticato la cosa più importante: Il mio fascino e la mia irresistibile bellezza.<br>'''Daruka''': Togli subito i piedi dalla mia faccia, bastardo!
*'''Juza''': Non ho capito. Hai detto che avete tutte marito e figli?!<br>'''Donna #1''': Per queste le chiediamo di lasciarci tornare al villaggio. I nostri figli piangeranno e non potranno crescere senza le loro madri.<br>'''Donna #2''': Signore, la supplico!<br>'''Juza''': Ehm, non volevo farvi del male. Volevo soltanto divertirmi un po' con voi.
*Ho sempre odiato gli ordini e le restrizioni in generale. Voglio decidere io quando mangiare e quando bere. ('''Juza''')
=====Episodio 90, ''L'ultimo guerriero''=====
*Juza delle nuvole?! Se è lo stesso Juza che conosco io, allora non obbedirà agli ordini di Rihaku. Juza non abbandonerà il suo regno. ('''Raoul''')
*'''Uomo di Rihaku #1''': Signor Juza!<br>'''Juza''': Adesso sono stufo! Che altro volete, si può sapere?!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Lei deve aiutarci! Non può sottrarsi dai suoi doveri in questa maniera. Il Signor Rihaku le ha dato un ordine preciso e lei deve rispettarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sicuramente a quest'ora Raoul starà avanzando verso la città di Nanto e lei è l'unico in grado di fermarlo, lo sa.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': La preghiamo, Signor Juza.<br>'''Juza''': Basta! E secondo voi, perché dovrei correre un simile rischio per una faccenda che non mi coinvolge minimamente, eh?! Guardate quante splendide donne ho a mia disposizione. Le ho rubate a dei banditi che volevano far loro del male e adesso amano me. Qui hanno tutto quello che vogliono e possono soddisfare qualsiasi desiderio. Conducono una vita da sogno. Io ho sempre amato divertirmi.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Un'ultima cosa, signore. Mi scusi una domanda un po' indiscreta, ma lei pensa ancora a ''quella'' donna?<br>'''Juza''': Che vuoi dire?<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Ci sembra che lei faccia tutto questo solo per riuscire a dimenticare quella ragazza. Il suo comportamento è irrazionale: Cerca di divertirsi e di ridere solo per non pensare all'amore che ancora prova per lei.<br>'''Juza''': Sta zitto, stupido! Andate via di qui e non fatevi più rivedere, altrimenti vi ridurrò a pezzettini!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Sta sbagliando, signore.
*'''Bart''': Ma che vi prende? Noi siamo solo dei bambini. Non c'entriamo niente in questa faccenda.<br>'''Uomo di Jacob #1''': Non importa! Se vi uccideremo, vinceremo dei pezzi di ricambio per le nostre moto!<br>'''Uomo di Jacob #2''': Non chiediamo molto. In fondo, ci accontentiamo di poco. Mi serve solo un nuovo filo dell'accelleratore.<br>'''Bart''': Ma-Ma è ridicolo! Perché non lavorate da persone oneste e vi comprate tutti gli accessori per le vostre moto?<br>'''Uomo di Jacob #1''': Questo concetto è molto discutibile.<br>'''Uomo di Jacob #2''': Forza, adesso sacrificati per i nostri bisogni e sta zitto!
=====Episodio 91, ''La legge è uguale per tutti''=====
*È Juza l'unico uomo capace di affrontarmi, ma la sua pigrizia e il suo modo di essere non gli permettono di muoversi. Ormai ha perso il suo spirito, lo spirito del combattente. ('''Raoul''')
*'''Dolphy''': Dovete capire che la gente è il nostro capitale ed è per questo che va trattata con le dovute cautele. [...] Ascoltate attentamente! Sono diverso dai comandanti che hai conosciuto finora. Vi aiuterò personalmente a costruire questo villaggio. Io sono una persona molto democratica.<br>'''Paesano''': Lei che cosa ne pensa?<br>'''Anziano''': Se quello che dice, figliolo, corrisponde a verità, allora siamo salvi. Avremo la possibilità di essere liberi.<br>'''Dolphy''': Siate sinceri, se avete dei problemi tirateli fuori e ne discuteremo insieme. Ho sempre odiato collaborare con persone insoddisfatte. Capite?<br>'''Paesano''': Lei è il più anziano.<br>'''Anziano''': Mi scusi signore, noi siamo... {{NDR|Zenda lo afferra dietro le spalle minacciosamente}}<br>'''Zenda''': Voi non avete nessun problema, non è vero, bel vecchietto?<br>'''Dolphy''': Allora tu sei un uomo insoddisfatto?<br>'''Anziano''': Non solo io, ma tutta questa gente. Sì, gli abitanti di questo villaggio soffrono.<br>'''Dolphy''': Sciocchezze! Avete tutto quello che volete. Gli altri vi invidiano perché siete sotto la protezione di sua maestà. Tutti quelli che contribuiscono alla costruzione dell'impero del re di Hokuto sono felici.
*Bastardi maledetti, è inutile usare la legge! Avete solo bisogno di essere picchiati! ('''Dolphy''')
*È facile per te parlare di lealtà e di giustizia davanti alle persone se poi il tuo complice li minacciava alle spalle. ('''Kenshiro''')
*Ho un grosso difetto: Sono sensibile alle belle donne. Quando le vedo, comincio ad avere le idee un po' confuse. ('''Juza''')
=====Episodio 92, ''Nessuno fermerà Juza''=====
*'''Kenshiro''': Non ti sembra che gli abitanti del tuo villaggio conducano una vita da animali?<br>'''Baruda''': Non c'è niente di strano, perché loro ''sono'' degli animali.
*'''Juza''': Salve, Raoul! Era un pezzo che non ci si vedeva.<br>'''Raoul''': Sì, a dire la verità non è che ci tenessi tanto. Tu sei Juza delle nuvole, non è vero? Ma perché sei venuto? Perché hai deciso di morire così giovane? Non capisco.<br>'''Juza''': Volevo divertirmi un po' con te, Raoul. Sta attento! Sono un uomo pericoloso.<br>'''Raoul''': Mi dispiace contraddirti, ma i tuoi colpi sono una nullità rispetto ai miei. Non hai scampo adesso, Juza! La tua vita è appesa a un filo!<br>'''Juza''': Prima di parlare sarebbe meglio combattere. Hai un grosso difetto, Raoul: Sei presuntuoso!
*'''Raoul''': La nostra sarà una vera lotta. Dovrò scendere in campo, maledizione! Come mai hai deciso di affrontarmi? Perché combatti con questo nuovo spirito? Dev'esserci un motivo molto importante alla base di questa tua decisione.<br>'''Juza''': Raoul, hai evitato la potenza dei miei colpi come un grande lottatore, ma ora ascolta! Ho deciso di affrontarti per difendere l'ultimo grande guerriero di Nanto. Queste montagne saranno la tua tomba.
=====Episodio 93, ''Due giorni di attesa''=====
*'''Julia''': Juza proverà a fronteggiarlo, ma mi chiedo... mi chiedo se sia giusto che la nostra gente assista alla loro lotta.<br>'''Rihaku''': No, se fosse gente debole. Guardi! Guardi il viso degli abitanti di questa città. Qui sono felici, hanno la loro libertà e i loro diritti. Sono sicuro che non abbandonerebbero per nessuna ragione al mondo il loro villaggio. La pace e la libertà sono tesori a cui nessuno vuole rinunciare.<br>'''Tou''': Ed è stata lei con il suo coraggio a dare a loro questo tesoro.<br>'''Rihaku''': In quest'epoca di confusione e di violenza, la gente ha bisogno di un capo come lei. Non abbandoni mai questa gente, non deludi i loro ideali.<br>'''Tou''': Abbiamo anche bisogno di Ken, perché solo insieme a lui riusciremo a dare la libertà al mondo.
*'''Raoul''': Non ti darò tregua, Juza delle nuvole!<br>'''Juza''': Non sembrerebbe. Ti vedo piuttosto indeciso, Raoul.<br>'''Raoul''': D'accordo, sei impaziente di morire!
*'''Raoul''': In genere, un grande lottatore si ferma quando ha paura. Spero solo non sia il tuo caso, vero, Juza?<br>'''Juza''': Io devo crearmi da sola la mia tecnica, per cui devo concentrarmi completamente sul colpo, e non ho il tempo materiale per aver paura.
*'''Raoul''': Nessuno prima d'ora mi aveva fatto cadere in ginocchia. Te la farò pagare!<br>'''Juza''': Perché dici questo? Dovresti essere contento. Di solito tutti i miei avversari dopo questo primo colpo sono sempre morti.
=====Episodio 94, ''La grande forza dell'amore''=====
*Io ho sempre viaggiato sul mio cavallo, sul mio amico Re Nero, e non voglio la macchina! ('''Raoul''')
*'''Kenshiro''': Non capisco, Fudo. Perché vuoi che veda l'ultimo guerriero di Nanto? Perché tutta questa fretta?<br>'''Fudo''': Te l'ho già detto: Per rischiarare di luce il nostro ultimo guerriero e per difenderlo da qualsiasi attacco nemico. Sono sicuro che la tua presenza gli farà nascere un sorriso che da tempo non appare sul suo volto. La sua espressione ormai è come rassegnata ed è per questo motivo che noi, le cinque forze di Nanto, non abbiamo paura della morte. Il giorno in cui incontrerai il nostro guerriero, il corso del tuo destino cambierà e non dovrai temere più nulla.
=====Episodio 95, ''Due sguardi innocenti''=====
*Il mio futuro non ha nessuna importanza se questo significa spargere sangue. ('''Kenshiro''')
*È come se ti fossi ucciso con le tue stesse mani. La tua vigliaccheria ha accecato la tua anima. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 96, ''La grande vallata''=====
*'''Raoul''': Questo tuo ritorno equivale ad un suicidio, Juza.<br>'''Juza''': Sì, può darsi, Raoul. Ma mi dispiacerebbe morire da solo, ed è per questo che ti porterò insieme a me nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Ha! Se mi permetti, Juza, devo decidere io con chi morire. [...] Era molto tempo che non provavo questa eccitazione. Juza, spero che tu sia pronto ad affrontare la mia tecnica. Non deludermi! Ho voglia di combattere. Sono felice di affrontare il tuo colpo segreto.<br>'''Juza''': Nessuno dei miei avversari è mai riuscito a carpire l'essenza del mio colpo segreto. Spero che almeno tu riesca ad apprezzare la bellezza della mia tecnica. {{NDR|Si toglie l'armatura}} [...] Il segreto di un lottatore che ha imparato a combattere da solo è di escludere ogni via di fuga e ogni tentazione di cedimento. Sono del parere che quando non hai più difesa, non dipendi più da nessuno. Ascolta, Raoul! Consiglio anche a te di fare la stessa cosa.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Credi forse che un coniglio braccato possa trasformarsi in un leone?! La tua è una situazione disperata e cerchi di esorcizzarla in questo modo. Mi fai quasi pena, Juza. Forza, combatti, Juza! Morirai per mano del re di Hokuto. Dovresti esserne contento.
*'''Raoul''': Il tuo coraggio è addirittura sconvolgente! Chi ti da tutta questa forza, Juza?<br>'''Juza''': Vorresti saperlo? È l'ultimo guerriero delle sei stelle di Nanto, Raoul.<br>'''Raoul''': Capisco, ma chi è l'ultimo guerriero di Nanto?<br>'''Juza''': Non te lo dirò. Non posso correre un simile rischio. Devo proteggere il mio ultimo guerriero. E un'ultima cosa, Raoul: Non potrai governare il mondo ancora per molto, perché qualcuno te lo impedirà.
=====Episodio 97, ''Corsa verso la libertà''=====
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': E tu chi sei?<br>'''Rihaku''': Io sono Rihaku delle cinque forze di Nanto, il salvatore di Julia.<br>'''Tou''': E io sono sua figlia Tou.<br>'''Fudo''': Io sono Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque forze di Nanto avete detto?<br>'''Tou''': Sì, i protettori dell'ultimo guerriero di Nanto, Signor Shin.<br>'''Rihaku''': Sì, e siamo venuti alla Croce del Sud per prendere la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Che cosa?! Julia non si muoverà di qui!<br>'''Rihaku''': La Signorina Julia è destinata ad essere l'ultimo guerriero di Nanto ed è nostro preciso dovere proteggerla fintanto che il mondo riacquisti pace e libertà. È lei la nostra unica speranza.<br>'''Shin''': Julia appartiene a me e non lascerà mai questa città. È chiaro?<br>'''Rihaku''': Lei non appartiene a nessuno e tu non puoi opporti al volere delle stelle. Non sfidarci, ti conviene! La tua stella questa volta non ti proteggerà, Shin.<br>'''Shin''': Eh?! Che cosa?<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Signor Rihaku!<br>'''Wein''': Sta arrivando.<br>'''Rihaku''': Ha già passato il fiume col suo esercito?<br>'''Wein''': Sì, signore. Il suo esercito è alle porte della città.<br>'''Shuren''': Raoul sa già che Shin e Ken si affronteranno e aggirà solo quando la loro battaglia sarà conclusa, Signor Rihaku.<br>'''Fudo''': È molto saggio quello che ha detto Shuren. Raoul si è autoproclamato re del mondo. Vorrà impossessarsi di tutto, persino della Signorina Julia e vuole aspettare il momento propizio per agire.<br>'''Rihaku''': Shin o Ken, chiunque sia il vincitore, sarà sempre molto difficile riuscire a battere Raoul e la sua magnifica tecnica di lotta Hokuto. Sappiamo tutti che razza di uomo è quel Raoul. Adesso ha deciso di impossessarsi di Julia. E se lei si opponesse al suo volere, la ucciderebbe senza scrupoli. Bisogna fare qualcosa, ragazzi, pensare ad una strategia. Guardate! Si sta svegliando.<br>'''Julia''': Ken... Ken...<br>'''Shin''': Portala via!<br>'''Rihaku''': Shin, che vuoi?<br>'''Shin''': Basta, fate in fretta! Raoul non prenderebbe mai il corpo senza vita di Julia.<br>'''Fudo''': Ma signore, lei...<br>'''Shin''': Julia deve vivere per la salvezza dell'umanità. Dirò a Raoul di avere ammazzato Julia, e questo rappresenterà anche un valido motivo per affrontare Ken della scuola di Hokuto. L'importante è che un giorno io e Ken la rivedremo di nuovo viva. Rivedremo il suo sorriso.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Rihaku''': {{NDR|Su Shin}} Julia è tutta la sua vita.<br>'''Fudo''': Dietro quel viso crudele e spietato si nasconde il cuore di un uomo innamorato.
*'''Juza''': Se credi di essere onnipotente, ti sbagli, Raoul. Hai, sì, un grosso potere, ma non funziona per tutto. {{NDR|Mostra a Raoul il dito medio}} Sì, ricordati Raoul che soccomberai di fronte ad un altro grande guerriero, un uomo che conosci molto bene: Ken di Hokuto.<br>'''Raoul''': Sei pazzo! Adesso sono stufo. Va all'inferno!
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sono Juza delle nuvole. Sono un uomo libero, libero come le nuvole nel cielo sospinte lievemente dal vento. ('''Juza''')
*{{NDR|Su Juza}} È stato davvero un grande guerriero, un uomo che ha saputo battersi per i suoi ideali. Lo ricorderemo sempre. ('''Raoul''')
*Wein del vento, Shuren delle fiamme e Juza delle nuvole. Questi uomini hanno dedicato la vita a te, ultimo guerriero di Nanto. Conosco il tuo viso adesso, Julia! Nanto e Hokuto dovrebbero rappresentare un solo potere. Le mie ambizioni sarebbero soddisfatte se riuscissi a conquistare Julia e il suo cuore. Julia, sarai la mia signora e la mia dolce schiava. Sto arrivando. Sto arrivando, aspettami!
*'''Tou''': Signorina Julia, finalmente il nostro grande giorno è arrivato.<br>'''Julia''': Ho aspettato Ken per tutto questo tempo e adesso è arrivato il momento, il momento di rivederlo.<br>'''Tou''': Cosa? Ma il suo compito non è solo quello di rimanere fedele a Ken. Lei ha un potere che nessuno di noi possiede. Il nostro popolo l'ha sempre seguita per il suo charisma. Grazie a lei, il mondo riacquisterà la pace e l'armonia che da tempo ha perso, perché lei è l'unica che potrà ristabilire l'unione tra Hokuto e Nanto. Il giorno della riconciliazione è arrivato.
=====Episodio 98, ''I due fratelli''=====
*'''Tou''': Non capisco perché Raoul e Ken debbano... debbano battersi. Sono fratelli, no?<br>'''Rihaku''': È come una predestinazione. Sono loro che devono salvare le sorti di Hokuto, la grande scuola con duemila anni di storia.<br>'''Tou''': Capisco. Ma uno di loro sicuramente soccomberà in questa inutile lotta per il potere. Non è vero, padre?<br>'''Rihaku''': Il potere non c'entra in questo caso, figliola. Hokuto ha bisogno di un unico successore e, soprattutto, di un grande condottiero.
*Raoul è stato il primo dopo duemila anni a creare confusione e odio tra gli allievi in seno alla scuola di Hokuto. Il suo obiettivo è di raggiungere il potere assoluto e di regnare su tutta la Terra. È un uomo senza scrupoli ed è accecato dalla sua ambizione. Userà qualsiasi mezzo per realizzare il suo sogno, che equivale alla distruzione dell'umanità intera. ('''Rihaku''')
=====Episodio 99, ''La figlia del mare''=====
*'''Julia''': Cosa ti succede, Tou? Ti vedo un po' strana oggi. Come mai?<br>'''Tou''': È vero. Hai ragione, Julia. Sono preoccupata. Raoul è arrivato. Cosa succederà? Oh Julia, se tu fossi... se tu fossi presa da Raoul, cosa faresti?<br>'''Julia''': Niente. Aspetterei. Aspetterei Ken. Lui verrebbe a salvarmi. Purtroppo, sono nata per combattere contro il mio crudele destino ed è questo, forse, che mi ha reso forte e coraggiosa.
*La mia prestigiosa scuola mi ha insegnato molte cose, e la prima cosa che ho imparato è usare la mente come antidoto per i veleni. ('''Kenshiro''')
*'''Tou''': Grande Raoul, ami così tanto Julia?<br>'''Raoul''': Tu sei la figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze. Ti sei sostituita a Julia per proteggerla, non è vero?<br>'''Tou''': Non è solo per questo. Volevo parlarti di una questione faccia a faccia, Raoul. È molto importante.<br>'''Raoul''': Ma che dici?!<br>'''Tou''': Queste sono lacrime del destino delle cinque forze di Nanto, lacrime che mi costringono a proteggere l'ultimo guerriero di Nanto Julia e ad ammazzarti, Raoul. Oh mio dio, non avrei voluto rivederti in una situazione come questa. Io... Io ti ho... Io ti ho sempre pensato in tutti questi anni. Ti desiderai dalla prima volta che ti vidi. Ero solo una bambina, ma ti amavo e sapevo che non avrei potuto amare nessun altro, Raoul. [...] Sapevo che la tua mente era occupata da Julia e che esisteva solo lei nel tuo cuore. Ma Julia... Julia, anche allora, amava Ken. Raoul, perché non la lasci stare? Perché non cerchi di dimenticare quella donna?<br>'''Raoul''': La mia strada al trono sarà completamente aperta quando avrò conquistato l'ultimo guerriero.<br>'''Tou''': Julia ama Ken e, nonostante questo, tu ti ostini al tuo comportamento ridicolo!<br>'''Raoul''': Questo non ha nessuna importanza! Anche se lei non mi ama, col tempo capirà. Julia sarà al mio fianco per tutta la vita. Hai capito, Tou?<br>'''Tou''': L'ami così tanto Raoul? Proprio come pensavo. Tu vedi in Julia la figura di tua madre.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Tou''': La natura della donna è condizionata dalla maternità. La donna è soprattutto madre e Julia, l'ultima delle sei stelle Nanto, è protetta dalla stella dell'amore materno che è il simbolo dell'amore universale, dell'affetto e della comprensione. Purtoppo, tu hai perso la madre da piccolo e cerchi in Julia quell'amore che ti è sempre mancato.<br>'''Raoul''': Smettila, per favore. Non dire idiozie!<br>'''Tou''': No, è la verità. Non posso competere con lei, non posso.<br>'''Raoul''': Adesso basta! Dimmi dov'è Julia!<br>'''Tou''': {{NDR|Afferrà il pugnale di Raoul}} Devo combattere con te perché sono figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze Nanto.<br>'''Raoul''': Avanti allora, prova a sconfiggermi se hai il coraggio! Un'arma così piccola non funziona con me. Forza! Che aspetti? Colpiscimi! Ammazzami! {{NDR|Tou si pugnala}}<br>'''Tou''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Il mio amore me lo impedisce. È meglio che io muoia. Spero solo che... Spero solo che nel tuo cuore rimanga sempre il mio ricordo, Raoul. Raoul, ho amato solo te nella mia vita. Ricordalo. Continuerò ad amarti anche nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Sei stata una pazza. Perché non hai ucciso me, visto che non accettavo l'amore che mi avevi offerto, eh?! Se tu mi avessi ammazzato, non avrei potuto essere di nessun'altra. Perché non l'hai fatto?! Eri così giovane, avevi tutta la vita davanti. Julia! Se rifiuterai il mio amore, giuro che ti ammazzerò! Tou, con il suo gesto, mi ha dato una grossa lezione. [...] Julia, l'ultimo guerriero di Nanto, sottomissione o morte: Lascio a te la decisione.
=====Episodio 100, ''L'ultimo segreto''=====
*Non posso incontrare Julia adesso. Julia non ha nessuna possibilità di salvarsi se Raoul vivrà. Il sedicente re di Hokuto cercherà in tutti i modi di conquistare l'ultimo guerriero di Nanto per ottenere il dominio su tutto il mondo. Per questo ho deciso di affrontarlo, per la vita di Julia stessa. ('''Kenshiro''')
*'''Uomo di Rihaku #1''': Siamo ancora in tempo, Signorina Julia. Riuscirà a fermarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sì, ma sbrighiamoci!<br>'''Julia''': No. Sento la sua voce. Mi dice di non andare. Tornerà non appena avrà battuto Raoul. Lo aspetterò in questa stanza. E sì, ho deciso. Farò quello che lui vuole. Lo aspetterò qui. In fondo, l'ho aspettato fino a questo momento. Sono sicura che lui tornerà a prendermi vittorioso e allora finalmente potremo essere felici. Questo scontro con Raoul era scritto nel suo destino, e Ken sa quello che fa. Ho sempre avuto fiducia in lui.
*Ricorda che sono sempre io il re di Hokuto e soprattutto detengo il potere assoluto nel mondo. Non illuderti! La tua tecnica non è ancora perfetta e non riuscirai a sconfiggermi. Più forte è il mio avversario e più i miei colpi micidiali divengono potenti. In tutti questi anni, nessuno è mai riuscito a battermi. Devo ammettere che hai fatto notevoli progressi, però resto sempre io il più forte. Apri bene gli occhi, e vedrai come si combatte! ('''Raoul''')
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ryuken, mio grande maestro, voglio chiederle una cosa. Ho sentito parlare dell'ultimo segreto della nostra scuola chiamata "trasmigrazione attraverso [[Satori]]". In che cosa consiste precisamente?<br>'''Ryuken''': Mi dispiace, ma non posso ancora spiegartelo, Raoul. Nessuno è mai riuscito ad acquisire quella tecnica nei duemila anni di tradizione Hokuto.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Ryuken''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ovviamente, chi raggiunge tale tecnica è la persona più forte del mondo. La vera vita si ottiene attraverso Satori, che è lo sdoppiamento della vita stessa. È questa la trasmigrazione. Solo l'uomo che ha toccato da vicino le piaghe del dolore può padroneggiare questa tecnica. Solo attraverso il dolore la vita di un essere umano può trasmigrare in un'altra. La forza fisica non ha nessuna importanza. Solo l'esperienza e il dolore insegnano i segreti di questa tecnica.
=====Episodio 101, ''Una lotta interminabile''=====
*Mi sembra di rivedere le varie lotte tra gli uomini eletti e il sangue che scorre sui loro corpi. Questi ricordi sono evocati dalla figura e dalla tecnica di lotta di Ken. Questo grande uomo ha imparato il segreto dal dolore causato dagli scontro con i vari personaggi delle altre scuole. Più è profondo il dolore, più il suo corpo si fortifica. È questo il suo grande segreto. ('''Rihaku''')
*'''Kenshiro''': Raoul, Toki ti sta aspettando.<br>'''Raoul''': Allora mi confermi il fatto che tu sei l'uomo più potente di Hokuto? {{NDR|Ride}} Sei ridicolo! Sei il mio fratello minore! No, non è possibile, non sei tu l'uomo più forte di Hokuto. Non lo ammetterei mai, neanche se lo dicesse tutto il mondo e lo gridasse a squarciagola! {{NDR|Ride ancora}} Attenzione, Ken! Ti spedirò dritto dritto tra le fiamme dell'inferno! {{NDR|Si accorge che gli tremano le gambe}} Che... Che diavolo mi sta succedendo? Non può essere! Non posso crederci... Non posso crederci! Ma perché sto tremando?! Non riesco a capire.<br>'''Kenshiro''': È semplice, Raoul. Questo ti succede perché hai paura. Hai paura di me.<br>'''Raoul''': Cosa?!<br>'''Rihaku''': È incredibile! Raoul ha paura. È la prima volta che gli succede. La sua mente forse non ha ancora capito, ma il suo corpo sì, e ha reagito.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ken sta ancora provando pietà per qualcuno, vero?<br>'''Toki''': Raoul?<br>'''Raoul''': È una pazzia. La pietà non fa che indebolire i suoi colpi.<br>'''Toki''': Non è vero. Lui può diventare il più forte. Me l'ha detto il nostro maestro Ryuken. Un grande [[eroe]] può anche provare pietà e soprattutto è capace di tramutare la tristezza e la delusione in forza vera e propria. Sembra strano, ma storicamente è sempre avvenuta così e io alla storia ci credo, Raoul.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Che stupido! Ascoltami, Toki! Non devi mai provare pietà per gli altri se vuoi diventare il capo di questo mondo. Sono sicuro che Dio apprezzerà molto di più la mia vita che quella di Ken.
*La paura non si prende dagli altri, la si incute. Io sono il più anziano dei fratelli della Sacra scuola e il re di Hokuto, che è il signore della fine del secolo! Non tornerò mai indietro, sono stato abituato ad andare avanti! ('''Raoul''')
*Vuoi cavare questi occhi e spezzare le mie braccia, Kenshiro? Ma non puoi! Non puoi evitare la tua morte, Kenshiro! ('''Raoul''')
*Il cielo sta dalla mia parte! Dio è con me, mi vuole al suo fianco per governare il mondo! ('''Raoul''')
*Raoul è come un leone ferito. Se non lo abbatto adesso, spaccherà tutto quello che gli capiterà a tiro. È un pazzo furioso. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 102, ''Il gigante indeciso''=====
*Non è possibile che il grande Raoul abbia paura dei sogni! ('''Raoul''')
*'''Julia''': Vai di nuovo a combattere, Raoul? Non devi farlo! Hai già perso. Ormai non hai più la forza. Sei stato ferito brutalmente. {{NDR|Si allontana}}<br>'''Raoul''': Ehi, Julia! Ma che dici? Ti faccio persino pena adesso?! Rispondi! La stella Nanto della pietà splende su di me...<br>'''Usa''': {{NDR|Ride}} Questo dimostra che la signorina s'interessa a lei. Che strane creature le donne. Le loro parole hanno sempre un significato nascosto. Non bisogna mai soffermarsi alle apparenze, maestà.
*Quando un uomo è oggetto di pietà da parte della donna alla quale è interessato, è la più grande delle umiliazioni. Quale umiliazione! Quale mortificazione! Mi vergogno di me stesso, non come re, ma come diavolo. Farò precipitare Ken in un mare di sangue, e lì affogherà per andare all'inferno dove non troverà mai pace, mai più pace! ('''Raoul''')
*{{NDR|Su Shu}} C'era una volta un uomo che riusciva a combattere senza essere in grado di vedere. Lo spirito di questo formidabile combattente è tuttore vivo dentro di me. ('''Kenshiro''')
*Rimarrai in questa posizione finché non ti saranno passati i cattivi pensieri. Se provi a muoverti, scoppierai. ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ken, dove sei? Dove ti trovi? Ti ho aspettato per tutta la vita, amore. È questo il mio destino e la nostra promessa. Ti aspetterò fino al tuo duello con Raoul, amore mio. Sei sempre presente nei miei pensieri e nel mio cuore. Ti amo, amore mio. Ti amo tanto, Ken. ('''Julia''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Ken non ha mai rinunciato a combattere contro di te, Raoul. Hai visto il suo spirito combattivo? Continua a migliorare di giorno in giorno, ed è molto tenace. Il tuo pugno lo dovrebbe sapere meglio di chiunque altro. Stai addestrando alla lotta quello che un domani sarà il tuo peggior rivale, fratello Raoul. Non sto scherzando. Lui diventerà un temibile combattente, credimi. Ma sembra che questo ti faccia piacere. Anzi, non vedi l'ora che accada. È molto strano. Il tuo comportamento, Raoul, è inaudito. Non ti capisco più. ('''Toki''')
*{{NDR|A Fudo}} Per togliere questa paura dal mio corpo e diventare Satana, ho bisogno che il tuo sangue di diavolo scorra nelle mie vene. ('''Raoul''')
=====Episodio 103, ''I dolci occhi del diavolo''=====
*'''Fudo''': Perché? Perché sei venuto qui, Raoul?<br>'''Raoul''': Voglio acquisire la tua tecnica e prendere la tua vita. Ho bisogno del sangue di diavolo che scorre nelle tue vene. E quando il grande Raoul desidera una cosa, la ottiene.<br>'''Lynn''': Che cosa?<br>'''Bart''': Sangue di diavolo?!<br>'''Raoul''': Tutti credono che tu sia un brav'uomo, un benefattore, un'altruista, ma non sanno che... non sanno che sotto quella tua pelle scorre un sangue malefico, un sangue di diavolo.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Tu sei Fudo, non è vero? Io sono Ryuken, uno dei successori della scuola di Hokuto. Voglio farti una domanda: Che cosa rappresenta per te la vita di un essere umano?<br>'''Fudo''': La vita di un essere umano? Niente! Per me non ha nessun valore. Spero di essere stato chiaro.<br>'''Ryuken''': Sei un fallito. Mi fai pena.
*In quel periodo irrompevo nei villaggi per rubare cibo e bevande alla povera gente. La mia era una vita da diavolo. [...] Sono cresciuto senza padre né madre. Per questo pensavo che la vita fosse come una piccola mosca, senza nessuna importanza. Ma quei cuccioli appena nati mi confusero le idee. E poi, soprattutto negli occhi di Julia, di quella piccola bambina, vidi finalmente la luce della vita. Quel giorno, mi strappai la maschera del diavolo, giurai di vivere come l'uomo dalle cinque stelle di Nanto seguendo la stella della generosità, e divenni così Fudo della montagna, l'uomo silenzioso. Ma adesso è il momento di rimettermi quella maschera. Mi perdoni, Signorina Julia. Fudo diverrà di nuovo diavolo e combatterà per i suoi bambini. ('''Fudo''')
*'''Uomo di Rihaku''': Signor Rihaku, come sapeva che Raoul avrebbe attaccato proprio questo villaggio?<br>'''Rihaku''': Perché in questo momento lui sta combattendo contro la sua paura.<br>'''Uomo di Rihaku''': Come?!<br>'''Rihaku''': Sì, è proprio così. È stato spaventato dal colpo segreto di Ken, dal colpo della Trasmissione attraverso Satori. [...] Fino ad allora, aveva combattuto incutendo paura agli altri, e questo suo potere lo ha perso nel momento in cui lui stesso ha avuto paura. Per riconquistarlo, deve sconfiggere Fudo e la sua forza. È strano, ma vincere Fudo significa poter di nuovo affrontare Ken. È questa l'unica maniera per riuscire a riacquistare la forza e a vincere la paura del suo grande rivale Ken di Hokuto.
*Ascoltate attentamente! Mi raccomando, se indietreggio di un solo centimetro oltre questa linea scagliate tutte le vostre frecce contro la mia schiena, d'accordo? [...] Se faccio un passo falso, la morte mi accoglierà tra le sue lunghe e possenti braccia. Sarò semplicemente un uomo indegno battuto dal suo fratello minore. ('''Raoul''')
*La bontà non fa che rendere gli uomini più deboli. ('''Raoul''')
=====Episodio 104, ''Bambini del futuro''=====
*Non potrai mai capire la mia forza. Continuerò a combattere fino a che l'ultimo pezzo della mia carne e l'ultima goccia del mio sangue non saranno stati sconfitti, Raoul. [...] Sono questi bambini che mi spingono avanti. Sono loro che mi danno il coraggio e la forza per continuare a combattere. Non vedi il potere nei loro occhi? Non vedi che spirito ho acquistato stando insieme a loro? ('''Fudo''')
*Tu hai visto la potenza di Ken negli occhi dei miei bambini e nei miei colpi. Per questo motivo hai avuto paura e hai indietreggiato. Hai perso con me e perderai anche con Ken. È la fine per le tue ambizioni! Le genti di tutto il mondo sono state liberate dalle grinfie di un tiranno e di uno sporco assassino chiamato Raoul! Muori, maledetto! È la rivolta di tutte le lacrime che hai fatto versare! ('''Fudo''')
*Anche se sto morendo, avrai sempre paura. E finché proverai timore, non sarai in grado di battere il grande Ken. È questa la più grande vittoria che ho ottenuto nella mia vita. ('''Fudo''')
*Raoul, ascolta! Uomini che non... Uomini che non sanno cosa sia il dolore non saranno mai in grado di vincere, Raoul. ('''Fudo''')
*Non avete ancora capito che la mia vita non vale un soldo bucato se perdo?! ('''Raoul''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ken, Kenshiro, amico mio, aiuta... aiuta i miei bambini... No, aiuta tutti i bambini del mondo. Sono loro che costruiranno il futuro. Sono loro che detteranno nuove regole e nuove leggi. Dovrai... Dovrai educarli e insegnare loro a rispettare i più deboli. Ken... Addio Ken. Addio bambini miei. ('''Fudo''')
=====Episodio 105, ''Stelle per sempre''=====
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Chi siete?<br>'''Rihaku''': Sono Rihaku del mare, una delle cinque stelle di Nanto, servo di Julia.<br>'''Tou''': Io sono Tou, sua figlia.<br>'''Fudo''': Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque stelle di Nanto?!<br>'''Tou''': Sì, Signor Shin. E siamo qui per un motivo preciso.<br>'''Rihaku''': È vero. Abbiamo l'incarico di portare via con noi la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Incarico?! E chi ve lo avrebbe dato?<br>'''Rihaku''': Il fato ha deciso che la Signorina Julia debba diventare il sesto ed ultimo guerriero di Nanto. È nostro dovere proteggerla dalla morte ed istruirla perché possa salvare il mondo.<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Rihaku!<br>'''Wein''': Rihaku!<br>'''Rihaku''': Allora, dov'è Raoul? Si sta avvicinando?<br>'''Wein''': Proprio così, signore. Dobbiamo stringere i tempi.<br>'''Shuren''': Raoul è fermo nella valle in attesa del combattimento fra Ken e Shin. Si muoverà soltanto dopo che questo sarà terminato.<br>'''Fudo''': Raoul crede di essere il re di Hokuto ed è divorato dall'ambizione di conquistare la fine di questo secolo per sottomettere tutti alla sua volontà. Ma per farlo ha bisogno della Signorina Julia.<br>'''Rihaku''': Ora mia sembra abbastanza chiaro che qualunque sia l'esito della battaglia, il vincitore non avrà forza sufficiente per fronteggiare anche Raoul. Ecco spiegato perché non posso lasciare qui Julia. Non la potreste difendere. Raoul se la prenderebbe e se poi Julia, svegliandosi, si ribellasse a lui, beh, non posso prevedere la reazione, ma sarebbe spietata.<br>'''Shin''': Portatela via!<br>'''Rihaku''': Shin!<br>'''Shin''': Andate! Raoul saprà che Julia è morta.<br>'''Fudo''': Addio.<br>'''Shin''': Addio, e non lasciate che lei muoia. Io farò in modo di spargere la voce che Julia è morta per mano mia.
*'''Rihaku''': Wein figlio del vento, Shuren del fuoco, Juza delle nuvole, Fudo della montagna, e mia figlia Tou. Con loro è morta un'era. Sono l'unico ad essere sopravvissuto. Il compito di proteggere la Signorina Julia è ora tutto nelle mie mani e nelle tue. Kenshiro, ormai lo scontro finale è vicino. Devi vincere perché l'umanità intera abbia un seguito.<br>'''Kenshiro''': Amici che avete donato la vostra vita, vi ringrazio. Sarete per sempre nel mio cuore, mi darete la forza per vincere e salvare Julia.
=====Episodio 106, ''Vivrai per sempre nel mio cuore''=====
*'''Julia''': Quell'uomo che dite pazzo, Raoul, è uno dei più grandi maestri della scuola di Hokuto. Unico scopo della sua vita è combattere, ed è per questo che prima o poi dovrà incontrare Ken. Il loro destino è segnato.<br>'''Uomo di Raoul''': Ma come fate? Come potete non odiarlo? È per ordine suo se siete prigioniera. Ora dispone della vostra vita.<br>'''Julia''': Vi prego, provate a capire il suo cuore.<br>'''Uomo di Raoul''': Allora è questa la carità di Nanto. Attraverso la luce della carità, ci avvolge uno a uno, donandoci serenità e pace, la carità di Nanto, la carità universale.
*Neanche il calore più intenso e le fiamme possono intaccare il mio corpo. Sì, ne ho la certezza. Sono eterno. Ma nonostante tutto, per due volte sono stato dominato dal terrore. Gli occhi di Kenshiro mi hanno dominato per la prima volta, e la seconda volta ho indietreggiato davanti agli occhi dei bambini. Da quando sento lo spettro del timore ho perso totalmente fiducia in me stesso. Kenshiro e Fudo hanno abbattuto la mia sicurezza attraverso la loro tristezza. Ma perché? Ken ama Julia più di ogni altra donna e Fudo amava quei bambini più di sé stesso. Può l'amore avere la forza di annullare il potenziale psichico? Cos'è? Cos'è l'amore? [...] E l'amore può coincidere con la tristezza? ('''Raoul''')
*'''Julia''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Raoul''': Devo vincere, e per farlo ho bisogno della tua morte. Il destino mi ha già preparato l'incontro con Ken. Il mio corpo, la mia tecnica e le mie capacità non sono differenti dalle sue, eccetto che io non so che cosa siano amore e tristezza. Ma una cosa è certa: L'amore è causa di tristezza. E questa, per esistere, ha bisogno dell'amore, e purtroppo io potrò capire che cosa siano amore e tristezza solo perdendoti, Julia.<br>'''Julia''': Raoul...<br>'''Raoul''': Julia, consegna al re di Hokuto la tua vita! {{NDR|Viene colpito alla gamba da una freccia}} Siete impazziti?!<br>'''Uomo di Raoul''': Sire, la scongiuro: Non la uccidete! Il mondo ha bisogno di lei per capire. Lasciate stare, sire, per favore. Siamo disposti a sacrificare la vita in cambio della sua. La nostra esistenza non vale nulla rapportata alla sua.<br>'''Raoul''': {{NDR|Si toglie la freccia}} Tutti quanti?! Siete stati avvolti dalla luce della carità tutti quanti? No, non è possibile.<br>'''Uomo di Raoul''': Non fatelo, sire!<br>'''Raoul''': Julia, non m'importa se tu mi odierai. {{NDR|Julia si strappa un brandello di abito e comincia a bendare la ferita di Raoul}} Allontanati subito!<br>'''Julia''': Non potrai dare il meglio di te stesso contro Ken se lascio aperta la ferita, Raoul.<br>'''Raoul''': Non provare a infondermi la carità!<br>'''Julia''': C'è una sola cosa che io devo fare prima che tu vada incontro al tuo destino: Eliminare tutte le preoccupazioni dalla tua mente. {{NDR|Si volta}} Sarebbe molto difficile per te toccarmi se io continuassi a guardarti, ma non lo farò. Questo è il momento per uccidermi.<br>[...]<br>'''Raoul''': Sei disposta a sacrificare la tua vita? Perché?<br>'''Julia''': Per far nascere qualcosa di nuovo. Riesco a vedere un'era piena di sole che illumini immenso questa nostra epoca. Alberi verdi, uccelli che cinguettano, il mormorare di un piccolo ruscello, il profumo dei campi in fiore, tutta la Terra risplenderà di luce propria. E perché tutto questo possa diventare realtà, per dare vita a questa nuova era, è necessario che tu e Ken vi battiate. Ora sono pronta a sacrificare me stessa per dare inizio alla vita.<br>'''Raoul''': Sto tremando. Il mio cuore batte più veloce e ho freddo, tanto freddo. Ma che diavolo succede?! [...] {{NDR|Comincia a piangere}} Ma cosa...? No, sono... lacrime. È questo? È questo l'amore di cui parlavi, Toki? Era questo il sentimento che mi faceva desiderare Julia? Era questo? {{NDR|Si prepara ad uccidere Julia, ma si blocca}} No, non devo! L'amore non esiste per me, non ''deve'' esistere! Voglio vincere! Voglio distruggere Ken, e c'è un solo modo per riuscirci. Dimenticami, Julia! Tu sarai la mia tristezza e non abbandonerai mai il mio cuore!
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Lei è una delle poche cose a cui tengo veramente.<br>'''Toki''': Attento, Raoul. Julia non è una cosa. In lei c'è molto di più. C'è l'amore.<br>'''Raoul''': Amore?! Non dire eresie! Che cos'è l'amore? Un'invenzione paranoica per i mortali.<br>'''Toki''': Dici così perché non capisci. Ma ricorda: Un giorno il tuo viso verrà rigato dalle lacrime, e in quel momento il tuo scetticismo svanirà. Soltanto allora la tua mente si aprirà e potrai comprendere l'amore insieme alla tristezza.
*Il luogo per la preparazione ai combattimenti, punto d'incontro dell'educazione di duemila anni di storia di Hokuto. Per secoli le dispute per la successione al trono della scuola si sono svolte qui tra queste macerie. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 107, ''Nessuno li fermerà''=====
*'''Kenshiro''': Non hai assolutamente gusto estetico, morire tra le macerie.<br>'''Raoul''': Molto spiritoso! Questo è il posto più adatto dove seppellire il tuo corpo e con te mettere un punto sui duemila anni della storia di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Raoul, sei troppo ambizioso e l'ambizione porta unicamente alla distruzione, mio caro. Mettitelo in testa!
*'''Uomo di Raoul''': Comandante Rihaku, solo adesso abbiamo capito quanto questa guerra sia vana, ed è stato solo merito di Julia. Attraverso la grande carità di Nanto, che solo lei ha potuto infonderci, ci ha donato la forza di capire quanto fosse stato falso continuare a combattere ed uccidere per soddisfare le ambizioni di Raoul. Abbiamo capito cosa fosse la compassione, ma ormai... Era troppo tardi.<br>'''Rihaku''': Ora anche Raoul sa cosa siano compassione e tristezza, perché ha ucciso il suo più grande amore, e spero che lo stesso esempio sia d'aiuto per tutti gli uomini. Dimenticate la guerra e riscoprite l'amore! È l'amore la base della vita, e grazie alla carità di Nanto ce ne siamo resi conto. Osservaci dal cielo, Julia. Da oggi sarai ricordata per sempre, perché anche se non siamo riusciti a salvarti, il tuo grande sacrificio e l'esempio di carità che ci hai mostrato rimarranno eternamente nei nostri cuori.
*Allora, hai capito? Non ho bisogno di fama né di gloria. Voglio soltanto distruggerti, Kenshiro! E quando l'avrò fatto, sarò l'uomo più potente del mondo. ('''Raoul''')
*Sì, mi piace! Mi piace sentire tanto dolore dentro di me. Da quanto tempo sogniamo tutti e due questo momento, fratellino? Entrambi siamo in grado di applicare senza paura il colpo finale della scuola di Hokuto: Sdoppiamento delle immagini. Ma uno di noi deve morire. E vuoi sapere una cosa? Non può esiste colpo migliore per ammazzarti, Ken. Sei morto! ('''Raoul''')
*'''Bart''': Combattono ad oltranza senza difendersi. E poi non sembra che si odiano. Combattono e basta.<br>'''Lynn''': Non esiste odio in loro. Non devono. Mio dio, io riesco a vederli da bambini!
*Raoul, Toki ed io ammiravamo tutto quello che facevi quando anni fa studiavamo l'Hokuto e, proprio per l'ammirazione che ho perso di te, non sono mai riuscito a fermarti. ('''Kenshiro''')
*Verrà presto il tempo in cui questo loro combattere, che ormai dura da tempo, avrà perso. E allora, finalmente, le loro anime saranno liberate. ('''Julia''')
=====Episodio 108, ''La stella della morte''=====
*Tu sei un uomo vuoto, Raoul. Invece, dentro di me, è molto forte il pensiero di te e Julia. Sentimenti, Raoul. Questi sono i sentimenti e tu non potrai mai cancellare queste mie sensazioni perché non sei mai stato in grado di provarle. ('''Kenshiro''')
*'''Raoul''': Toki...?<br>'''Toki''': Raoul, perché non vuoi ammetterlo? Perché? Tu puoi capire cos'è l'amore. Il tuo cuore ne è pieno, Raoul.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Non può essere vero!<br>'''Toki''': Guarda in alto. La stella della morte sta brillando per te.
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Julia? Quello è sangue. Tu... Tu sei malata, non è vero? Ecco spiegato il tuo pallore. Deve essere grave.<br>'''Julia''': È così. Ho ancora pochi mesi di vita.<br>'''Raoul''': Da quando stai così?<br>'''Julia''': Da quando sono stata rapita da Shin. Mi sono ammalata quasi subito e da allora i miei giorni sono contati. Aspettavo con ansia l'arrivo di questo momento. Ora finalmente potrò liberarmi dal mio fardello. Nel grande libro del destino è scritto che arriverà una nuova era. Ma perché questo si realizzi, è necessario che tu e Ken vi battiate e che io muoia.<br>'''Raoul''': Pazza! Saresti pronta a morire? Pronta a sacrificare la tua giovinezza? Qual è il motivo di tanta determinazione?<br>'''Julia''': Prati verdi, alberi in fiore, tutti gli uomini del mondo torneranno a sorridere di nuovo. La mia vita in cambio di gioia e serenità.<br>'''Raoul''': No, non può essere! Sto piangendo. Devo reagire! Il re di Hokuto non deve assolutamente conoscere la tristezza, non deve! Julia, il tuo ricordo vivrà per sempre nel mio cuore.
*'''Raoul''': Toki, stai cercando di farmi capire che Raoul ama Julia? Ma se le cose stanno così, Ken e io nutriamo entrambi gli stessi sentimenti.<br>'''Toki''': Ci sei arrivato. Il gioco è finito.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Il re di Hokuto deve essere fiero di se stesso, anche se muore.
*Kenshiro, io e te nutriamo gli stessi sentimenti, siamo nella stessa situazione. E allora cosa mi impedisce di batterti? {{NDR|Si prepara a colpire Ken, ma si blocca}} Evidentemente tu lo sapevi. Eri sicuro al cento per cento che non sarei mai riuscito neppure a sfiorarti. Non ho forse ragione, Kenshiro? [...] Ormai conosco tutto. Avevi già deciso di sacrificare la tua vita da molto tempo, non è vero? Era tutto stabilito. Sapevi perfettamente che avresti potuto morire, che questo combattimento sarebbe potuto essere l'ultimo per te. ('''Raoul''')
*Amici! Non ho mai voluto avere amici nella vita, tranne Toki. È stata l'unica persona che mi ha capito. ('''Raoul''')
*Ti prego, mostrami la faccia di chi ha sconfitto Raoul. Tu sei il mio fratello. ('''Raoul''')
*'''Raoul''': Julia, puoi vivere ancora qualche anno. Per quale motivo potrei impedirti di farlo felicemente accanto all'uomo che rappresenta tutta la tua esistenza?<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Raoul, ora ho capito. Hai donato a Julia la tua anima, non è vero?<br>'''Raoul''': Addio, Kenshiro. Toki mi sta aspettando da qualche parte in cielo.<br>'''Kenshiro''': Raoul...<br>'''Raoul''': Non ti avvicinare! Non ti azzardare a fare un altro passo, Ken! È stato il destino a decidere che voi due viviate e che io muoia. E mettiti in testa una cosa: Raoul non ha bisogno dell'aiuto di nessuno, neppure per morire. {{NDR|Viene avvolto da una luce accecante}}<br>'''Julia''': Mai visto niente di simile!<br>'''Bart''': Il corpo di Raoul sta diventando bianco!<br>'''Raoul''': {{NDR|Si trafigge i punti di pressione}} Voglio dirti un'ultima cosa, Ken. {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Il re di Hokuto non ha nessun rimpianto.
*È finita, e il cielo si sta già aprendo per lasciar passare la luce del sole. Se Raoul, Kenshiro e Julia non fossero stati qui, il mondo intero sarebbe vissuto nel buio per molti anni ancora. ('''Rihaku''')
*Addio. Riposa in pace con Toki. Sei stato un grande maestro della Divina scuola di Hokuto. Il tuo ricordo e la tua forza vivranno con me per sempre. ('''Kenshiro''')
=====Episodio 109, ''Promemoria''=====
*La tecnica leggendaria del soffio, famosa per la sua enorme potenza, è stata tramandata segretamente per duemila anni da maestri della Divina scuola di Hokuto ad uno solo dei loro figli. Attraverso questa tecnica, è possibile distruggere il corpo dall'interno attaccando una parte precisa detta "punto segreto di pressione". Solo gli allievi di Hokuto, potendo utilizzare le loro capacità cerebrali al settanta per cento, contro i dieci usato in generale dagli uomini, sono in grado di eseguirla. Il penultimo successore, Ryuken, aveva adottato quattro bambini: Raoul, Toki, Jagger, Kenshiro. Un giorno, una bambina fu portata alla scuola di Hokuto durante un'allenamento. [...] Poco dopo, un'esplosione nucleare devastò totalmente la vita sul pianeta. Come risultato, si ebbe l'estinzione di molte speci animali, il prosciugamento delle acque e l'inaridimento delle terre. Naturalmente, il fenomeno interessò tutto il globo. Però una delle poche speci a non estinguersi fu quella umana. [...] Tutto il mondo era sotto il dominio della violenza e della paura, e già si aspettava l'arrivo di un uomo che potesse sconfiggerli. [...] È lui l'eroe dei nostri giorni. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
*La lotta {{NDR|tra Kenshiro e Shin}} era stata totalmente inutile. Kenshiro riprende nuovamente il suo cammino, durante il quale incontrerà molti combattenti che diverranno suoi grandi amici. Ma dovrà sopportare anche il dolore di vederli morire dinanzi ai suoi occhi: [...] Rei, l'uccello d'acqua di Nanto sotto la stella della giustizia; [...] Yuda, la gru rossa di Nanto, l'uomo della tentazione; [...] Shu, l'airone bianco di Nanto, l'uomo della lealtà; [...] Sauzer, la fenice di Nanto, l'uomo del comando. [...] Quanto dolore per il secondo dei quattro fratelli, Toki. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
*L'ultimo successore della Divina scuola di Hokuto di duemila anni di tradizioni è Kenshiro. E dopo aver sconfitto Raoul, ha deciso di andare via con la sua donna Julia, lasciando anche Bart e Lynn, i suoi più cari amici. Nessuno sa dove siano andati. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
====[[Explicit]] della serie televisiva====
{{Explicit serie televisive}}
Presto, molto presto lo vedremo tornare da dietro quelle colline. Ne sono sicura. ('''Lynn''')
===''Ken il guerriero 2''===
{{FictionTV
|titoloitaliano= Ken il guerriero 2
|tipofiction= Serie anime
|immagine= Hokuto No Ken 2 tv series logo.png
|didascalia= Logo della serie
|dimensioneimmagine=
|titolooriginale= 北斗の拳 2
|paese= Giappone
|anno= 1987 – 1988
|genere= anime
|stagioni=
|episodi= 43
|regista= [[Toyoo Ashida]]
|ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]]
|doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]]
*[[Keiichi Nanba]]: Bart
*[[Miina Tominaga]]: Lynn
*[[Takeshi Aono]]: Rihaku
*[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]
*[[Ken Yamaguchi]]: Ain
*[[Hideyuki Tanaka]]: Falco
*[[Michihiro Ikemizu]]: Soria
*[[Tessho Genda]]: Shoky
*[[Masaharu Sato]]: Tige
*[[Yousuke Akimoto]]: Borz
*[[Kuniko Koguchi]]: Muh
*[[Daisuke Gori]]: Pirata rosso
*[[Masako Katsuki]]: Laya
*[[Kohei Miyauchi]]: Jukei
*[[Hirotaka Sukuoki]]: Ork il rosso
*[[Kouji Totani]]: Ronn
*[[Shinji Ogawa]]: Hyo
*[[Kenji Utsumi]]: Kaio
*[[Shingeru Chiba]]: Yasha Nero
*[[Gara Takashima]]: Sayaka
|doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Bart/Tige (ep. 7)
*[[Massimo Milazzo]]: Bart (ep. 42-43)/Shoky (ep. 9-10)/Tige (ep. 9-14)/Jukei (ep. 35, 40)/Ork il rosso (ep. 17-43)/Hyo (ep. 31-43)/Yasha Nero (ep. 39-42)
*[[Daniela Caroli]]: Lynn/Muh (ep. 9-10)/Laya (ep. 29, 34)
*[[Marcello Mandò]]: Rihaku/Borz (ep. 9-10)/Ronn (ep. 17-18)/Kaio (ep. 31-32)
*[[Ambrogio Colombo]]: Raoul/Hyo (ep. 22-30)/Kaio/Yasha Nero (ep. 31-38)
*[[Marco Mete]]: Ain/Soria/Shoky (ep. 6)
*[[Bruno Cattaneo]]: Jako/Falco (ep. 6-7, 21)/Pirata rosso (ep. 19-26, 29)/Jukei (ep. 30)/Ronn (ep. 21)/Yasha Nero (ep. 30)/Ork il rosso (ep. 15-16)
*[[Massimo Pizzirani]]: Falco (ep. 8-15)/Jukei (ep. 39)
*[[Stefanella Marrama]]: Louise/Muh (ep. 11-15)
*[[Gabriele Carrara]]: Ronn (ep. 19-20)/Kaio (ep. 36-37)
*[[Francesco Caruso Cardelli]]: Rock
*[[Monica Ward]]: Sayaka
|note=
}}
====Episodio 1, ''...e la vita continua''====
*Non è giusto che le lacrime dei nostri bambini siano formate da fango putrido. ('''Paesano''')
*La pace ha creato una differenziazione tra ricchi e poveri. Si sta velocemente riaffacciando un periodo di confusione. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
*Il mondo sta perdendo la luce un'altra volta. L'unico che può spazzare via le nuvole dov'è? ('''Anziano''')
*È un grande onore lavorare al servizio dell'imperatore... finché morirete. ('''Comandante imperiale''')
*Sì, luce! Dev'essere illuminata tutta la nostra capitale. Qui il buio non esiste. Dev'essere il centro della luce di tutto mondo. Deve risplendere nel buio della notte così come la luna risplende nel cielo. Questo è un ordine di Jako il governatore generale. E siccome i miei poteri discendono dall'imperatore questo è un suo ordine. ('''Jako''')
*Il dominio dell'imperatore si estende su tutto il pianeta. Hokuto e Nanto possono molto poco contro di lui e, per di più, è ormai vicino a raggiungere la supremazia totale. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}}
*Noi non dobbiamo arrenderci! Anche se Kenshiro è morto, non possiamo smettere di combattere, altrimenti faremo solo il gioco dell'imperatore. È arrivato il momento di rimboccarci le maniche e lottare per arginare la sete di conquista dell'imperatore. Anche se dispone di molta più forza di noi, non dobbiamo permettergli di approfittare della nostra debolezza e di renderci schiavi della sua follia! ('''Joe''')
*'''Bart''': Combattiamo nel nome di colui che avrebbe sacrificato la sua vita per la pace.<br>'''Lynn''': Da quest'uomo abbiamo appreso il significato di amore e coraggio.
*Kenshiro, puoi vederci? Quei due ragazzi combattono sotto il segno dell'Orsa. Aspettano con ansia il tuo ritorno più di quanto loro stessi se ne rendano conto. "Se Kenshiro fosse qui...". Questa speranza è sempre presente nelle loro menti, ma cercano di metterla da parte e continuano a lottare. Se tu riesci a sentire la disperazione di queste piccole anime, ti prego, vieni! Abbiamo bisogno di te, della luce di Hokuto, che dia ancora pace a tutti gli uomini che vivono in questa era disastrata. ('''Rihaku''')
====Episodio 2, ''Ritorno di fiamma''====
*'''Gronko''': Non credere di cavartela!<br>'''Kenshiro''': Tremo tutto. {{NDR|colpisce Gronko}}<br>'''Gronko''': Imbecille! Hai giocato col fuoco e ti sei scottato. L'imperatore ti scoverà, dovunque tu ti nasconda.<br>'''Kenshiro''': Facciamo un giochino. -3, -2, -1...<br>'''Gronko''': Adesso perché conti?! {{NDR|gli esplode la testa}}
====Episodio 3, ''La salvezza viene dal nord''====
*'''Bart''': Ormai la mia vita non mi appartiene più. Ho rinunciato ad essa da quando ho iniziato a combattere sotto il nome dell'Hokuto.<br>'''Lynn''': La stessa cosa vale per me. È tanto ormai che ho deciso di combattere. So che se il destino vorrà potrò perdere la vita, ma questo non mi spaventa. Anzi, sarei felice di morire per salvare la vita di persone innocenti.
*Vengo dal nord unicamente per consegnarti la tua condanna a morte. ('''Kenshiro''')
*'''Bask''': Voglio sapere il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': È completamente inutile che te lo dica. Quando uno muore i suoi ricordi svaniscono.
====Episodio 4, ''Cacciatori di taglie''====
*'''Lynn''': E così Julia è...?<br>'''Kenshiro''': Il suo destino era segnato. Ha vissuto quel poco che le restava serenamente ed è morta in pace sorridendo.
*Detesto chi decide di sgualcirmi gli abiti! ('''Ain''')
*'''Ain''': Scusa la domanda un po' personale, belloccio. Hai una ragazza per caso?<br>'''Kenshiro''': No.<br>'''Ain''': Ma come?! Un fustacchione così popolare?! Beh, meglio così. Mi si apre troppo il cuore nel vedere una donna disperarsi per la morte del suo amato.
*'''Kenshiro''': Ti vesti sempre così?<br>'''Ain''': No, è uno dei mille abitucci che ho nel mio armadio. Stamattina mi piacevano le stelle. Spero che piacciano anche a te. Ne vedrai molte quando ti avrò colpito.
*Pagliaccio a me?! Lo sapevi che sono molto permaloso, no? ('''Ain''')
====Episodio 5, ''La scuola imperiale di Cento''====
*'''Soria''': Nessuno dovrà più ricordare, né tantomeno raccontare, le storie di Hokuto e di Nanto. Ho l'ordine di uccidere chiunque tenterà di tramandarle.<br>'''Mamiya''': Perché? Cos'è, un ricordo?<br>'''Soria''': Nostra signora, la Stella Polare, dev'essere l'unico astro a brillare nel cielo. L'Orsa Maggiore rappresenta un simbolo di pericolo per il nostro imperatore ed è un sinonimo di ribellione. Perciò la volontà suprema ha deciso di cautelarsi da questa minaccia. Gli ordini sono chiari: Hokuto e Nanto devono essere eliminati.<br>'''Mamiya''': Non ha senso!<br>'''Soria''': Questa è l'era dell'imperatore ormai, l'era della Scuola imperiale di Cento!
*'''Soria''': Tu hai amici e ricordi in questo villaggio. Attaccandolo ero sicuro che saresti venuto.<br>'''Kenshiro''': E tu hai distrutto il villaggio! Hai ucciso persone innocenti solo per farmi uscire allo scoperto?!<br>'''Soria''': E allora? Anche questo posto ha molto a che fare con l'Hokuto. Sono Soria dalla luce purpurea, generale dell'imperatore, e ho l'ordine di cancellare l'Hokuto dal mondo.<br>'''Kenshiro''': Maledetto!<br>'''Soria''': Mi dispiace, ma devi considerarti morto.
*Nessuno è mai riuscito a sopravvivere al mio colpo. Uccide senza pietà. [...] La luce undulante di Cento ha distrutto le cellule del tuo corpo ad una ad una irreparabilmente. Ti ho trafitto col mio spirito e ti ho spezzato. Una parte di te si trasformerà in vapore e il resto sarà congelato. Lentamente il tuo corpo si sgretolerà fino a sparire da questo mondo. ('''Soria''')
*'''Soria''': La Scuola imperiale di Cento è la più forte. Con oggi si può segnare la fine dell'Hokuto per sempre.<br>'''Kenshiro''': Hai detto che il tuo nome è Soria della Scuola imperiale di Cento, non è vero? Beh, mi dispiace. Sono le uniche parole che ricordo del tuo discorso.
====Episodio 6, ''L'armata di Hokuto''====
*'''Rihaku''': Ne sei sicuro? L'imperatore ha dato il via alle operazioni?<br>'''Soldato #1''': Sì. L'obiettivo è distruggere Hokuto.<br>'''Rihaku''': Capisco. La Scuola imperiale di Cento diverrebbe la più forte.<br>'''Soldato #2''': E che scuola sarebbe?<br>'''Rihaku''': Beh, insieme a Hokuto avrebbe il compito di proteggere l'imperatore. Fondamentalmente però sono diverse. Alla base dell'Hokuto c'è la capacità di distruggere i corpi mediante le esplosioni interne. È la prima tecnica che viene insegnata, mentre il segreto del Cento è la totale distruzione delle cellule del corpo attraverso lo spirito del combattente. I maestri del Cento sono riconoscibili dallo scintillio delle loro mani. Tempo fa questa scuola era di gran lunga superiore all'Hokuto, ma ora come ora non so proprio quale delle due possa avere la meglio.
*È molto difficile distinguere la luce della stella di Hokuto nel buio della notte. ('''Falco''')
====Episodio 7, ''I falchi di Nanto''====
*'''Kenshiro''': Ain, non cercare di sconfiggermi.<br>'''Ain''': Lo sai che sei proprio scortese? In fondo voglio solo la tua testa. Poi, se fosse Falco ad ucciderti, perderei un bel po' di soldi. Capisci che non mi conviene?
====Episodio 8, ''Quando si vuole bene...''====
*'''Barone''': Voglio che tu uccida Kenshiro. Dagli ultimi rapporti, sembra che si stia avvicinando al mio distretto. Ti do carta bianca per formare il gruppo di uomini ai tuoi ordini, ma devi eliminarlo. E come ricompensa questi uomini diverranno il tuo esercito personale.<br>'''Ain''': Un'offerta davvero generosa. Peccato che non m'interessi neanche un po'.<br>'''Barone''': Ehi, cambia tono quando parli con me! Ti sei dimenticato di quante volte ti ho aiutato? Se non avessi avuto pietà di te saresti ancora un morto di fame. Ho fatto per te quello che non avrei fatto per nessun altro. Se oggi sei quello che sei lo devi solo a me.<br>'''Ain''': Cambia musica! Sei ridicolo quando fai il patetico.<br>'''Barone''': E va bene, se ucciderai Kenshiro ti darò più di una semplice ricompensa. Ti piace il distretto del nord? Sarà tuo con tutto quello che c'è sopra. Che ne dici?<br>'''Ain''': No, no, forse non ci siamo capiti. Io detesto il lavoro di gruppo. Con tutti quei bruti attorno a me perderei il mio fascino. Meglio soli che mali accompagnati.<br>'''Barone''': Rifiuti?!<br>'''Ain''': Su, non te la prendere. Ah, e grazie per la pelliccia.
*In questo mondo schifoso se una persona è viva o morta è esattamente la stessa cosa. Moriremo tutti prima o poi. A questo punto non è meglio morire cercando di cambiare il mondo per far sì che gli altri vivano decentemente? ('''Bart''')
*In fondo hai un cuore anche tu. Cerca di sentire la sua voce ogni tanto. ('''Kenshiro''')
====Episodio 9, ''La capitale dell'Impero''====
*Se mai esiste fonte del vizio, quella è Jako. ('''Shoky''')
====Episodio 10, ''L'ultimo ostacolo''====
*Adesso sono sicuro che è stata a causa della mia debolezza se oggi nella città imperiale regna una simile confusione. La verità è che avrei dovuto ascoltare quanto mi ordinò Raoul. [...] La mia povera vecchia madre stava pregando, e così, grazie a lei, risparmiai la vita a Jako. Qualche tempo dopo morì. Nel frattempo, Jako aveva fatto prigioniero l'imperatore e intitolato la capitale imperiale a suo nome. Da quel giorno, l'imperatore è nascosto da qualche parte in un luogo sconosciuto dove è stato confinato dalla cattiveria di Jako. La missione Cento è di proteggere l'imperatore. Ciò che si svolge sotto i nostri occhi dipende da un mio attimo di debolezza. E sono pertanto io che devo porre fine a questa storia. ('''Falco''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Non bisogna mai fidarsi di una persona che ha gli occhi acquosi. ('''Raoul''')
*Chiunque tenterà di intralciarmi il cammino si consideri già morto. ('''Kenshiro''')
*Hokuto e la Scuola imperiale di Cento, ciascuno a suo modo e ciascuno per proprio conto lavorano per un medesimo obiettivo: la grandezza dell'imperatore. Ma l'imperatore ha fatto in modo che queste due forze lottasero l'una contro l'altra. ('''Rihaku''')
====Episodio 11, ''L'imperatore''====
*'''Falco''': Kenshiro, siamo in posizione di stallo.<br>'''Kenshiro''': No, non è come credi. Tu non conosci ancora la mia potenza, e quando ti mostrerò le tecniche segrete della Divina scuola di Hokuto sarai già morto.
*Un uomo che è capace di uccidere delle donne e dei bambini indifesi non è un essere umano. ('''Ain''')
====Episodio 12, ''La signora dei cieli''====
*'''Falco''': Sei la prima persona che sia riuscita a resistermi e a reagire ai colpi della mia gamba.<br>'''Kenshiro''': È perché io conosco i punti segreti. È soltanto per questo che ti ho sconfitto.<br>'''Falco''': Non esserne tanto sicuro. Io ho dentro di me l'esperienza di 2.000 anni di storia e vi sono comprese anche le tecniche della scuola di Hokuto.
*'''Falco''': Kenshiro, perché non hai ancora fatto uso della mossa definitiva? Dovresti pur sapere che mi costerebbe la vita.<br>'''Kenshiro''': Neanch'io riesco a capirlo. C'è qualcosa nei tuoi occhi che me lo impedisce. Non lo so, è come se mi stiano chiedendo qualcosa.
*'''Falco''': Kenshiro, tu mi hai salvato la vita. Perché?<br>'''Kenshiro''': È stato più forte di me, Falco. So solo che non potevo permettere che venissi ucciso da un essere così immondo.
====Episodio 13, ''Rapimento''====
*Lynn e Louise, la signora del cielo, sono sorelle e sin dalla nascita hanno affrontato un duro destino. C'è un unico nemico ed è Jako. È lui che progetta di dominare il mondo facendosi scudo della signora del cielo. ('''Bart''')
*Io posso essere mezzo morto come affermi tu, Jako, ma anche così sarà un gioco da ragazzi sbarazzarmi di un verme immondo. ('''Falco''')
*'''Lynn''': È il mare. Perché mi hai portato qua?<br>'''Tige''': Questo che vedi è l'unico mare che sia rimasto al mondo. Lo chiamano Mar morto, e oltre le acque c'è un paese che la leggenda ha sempre descritto come terra orribile. Adesso noi tutti ci apprestiamo a navigare questo mare e tu verrai con noi.
====Episodio 14, ''Pirati''====
*'''Rihaku''': La chiamano Nazione dei demoni.<br>'''Bart''': Dei demoni? E perché?<br>'''Rihaku''': Perché non puoi essere altro che un demone per sopravvivere al suo interno. Lì le uniche doti che contano sono la violenza, la prepotenza, la sete di sangue e la tecnica di combattimento che è stata coltivata per quasi 4.000 anni. Il tasso di sopravvivenza è appena dell'uno per cento. Gli uomini devono sostenere più di cento combattimenti prima di raggiungere i quindici anni e solo chi vince può rimanere là. Sì, è un paese veramente orribile.
====Episodio 15, ''La terra dei demoni''====
*'''Kenshiro''': Sei tu che hai ferito Falco?<br>'''Demone''': Precisamente.<br>'''Kenshiro''': Dimmi chi sei, maledetto!<br>'''Demone''': Non posso permetterti di sapere qual è il mio nome. Però sappi che sono uno dei demoni. Non sono sicuro che tu capisca cosa significa. Uccidere me non è come uccidere un normale essere umano.
*'''Falco''': Kenshiro, dalla Divina scuola di Hokuto hai appreso come concentrare tutte le energie della vita in pochi minuti.<br>'''Kenshiro''': Falco, ma sai che significherebbe?<br>'''Falco''': Io avevo creduto che ora sarei potuto essere felice, invece è finita. Sento che mi rimane poco da vivere. Dammi almeno la possibilità di morire con l'onore.<br>'''Kenshiro''': Posso fare ciò che mi chiedi, ma sei sicuro di volerlo davvero?<br>'''Falco''': Io sono il rappresentante della Scuola imperiale di Cento, Kenshiro. Concedimi la facoltà di scegliere la mia morte.
*'''Lynn''': Le usanze di questo territorio sono davvero barbare!<br>'''Caesar''': Devi sapere che, secondo la nostra religione, lo spirito di un uomo continua a vivere nel corpo del suo uccisore.
====Episodio 16, ''Killer''====
*'''Demone''': La Sacra gemma di Hokuto?!<br>'''Ork il Rosso''': Già, si chiama così perché è perfezionata. Questa tecnica è fiorita su un altro mondo e migliora quella più antica della Sacra scuola di Hokuto. È molto efficace e fornisce una grande potenza.
*Kenshiro è molto preparato. Io sono sicuro che lui vincerà facilmente la sua lotta contro i demoni, dopodiché anche qui si potrà vivere in pace. Ma Kenshiro non è che un guerriero che appare e scompare. Sgominati i demoni, non avrà più motivo di stare qui, quindi l'unica stella che continuerà a brillare sarà la gemma di Hokuto. ('''Ork il Rosso''')
*Fino a quando continuerai ad essere vincitore, io posso perdonare la tua grande presunzione. ('''Caesar''')
*Questa è una cosa che ti è difficile comprendere, ma sappi che esistono anche uomini che non vivono soltanto per sé stessi. ('''Ork il Rosso''')
====Episodio 17, ''Amore rubato''====
*'''Bambino''': Ma che cosa vuol dire "[[amore]]"? Non ne ho mai sentito parlare.<br>'''Leia''': Se un vostro amico o una persona a cui volete bene muore, vi sentite tristi, vero? Nessuno può cambiare i vostri [[Sentimento|sentimenti]] perché questi sono da sempre dentro di voi e nessuno può portarveli via. Non può riuscirci perché è stata la natura a farvene dono. E anche se ciò che abbiamo intorno non è altro che violenza e odio, dobbiamo chiudere gli occhi e cercare l'amore che è dentro di noi. Solo così potremmo raggiungere la felicità.
*La Scuola di Hokuto Gemmy è davvero qualcosa di incredibile. Ha sviluppato una tecnica di combattimento che è senz'altro la più atroce e la più forte di tutto il mondo. Nessuno può resistere. Finora il suo esercizio è rimasto limitato a quest'isola, ma potrebbe allargarsi da un momento all'altro. ('''Leia''')
*Una persona che insegna il significato dell'amore non dovrebbe parlare di morte. ('''Kenshiro''')
*Hai commesso l'errore tipico dei più grandi condottieri del passato: pensare di essere il più forte prima dell'inizio della battaglia. ('''Ork il Rosso''')
*'''Leia''': Attraverso la Scuola di Hokuto Gemmy si arriva ad una perfezione del fisico e dello spirito tale che nulla appare più insormontabile. L'ambizione personale prevale che il buon senso equita...<br>'''Kenshiro''': Verso la distruzione totale.
====Episodio 18, ''Neve rosso sangue''====
*'''Kenshiro''': Dimmi perché dovremmo batterci.<br>'''Ronn''': Perché? Perché tu sei un uomo troppo forte e coraggioso. Me ne sono accordo appena ti ho visto in faccia. Sei un combattente valoroso e forse in un'altra occasione saresti potuto essermi utile, ma ora come ora non posso permettere che tu esca da questo castello vivo.
*'''Lynn''': Guarda la neve!<br>'''Ork il Rosso''': La neve! Osservala bene, Lynn, fintanto che è bianca, perché fra pochi minuti si tingerà di rosso, il rosso del sangue dell'Hokuto.
*Mi eccita molto restare col fiato sospeso. Per noi demoni il rischio è la base della vita. Non pensare che possa essere un'handicap. ('''Ronn''')
====Episodio 19, ''Il ritorno di Raoul''====
*{{NDR|Flashback}}<br>'''Ork il Rosso''': Dimmi, che tipo di tecnica hai usato?<br>'''Jukei''': Scuola di Hokuto Gemmy.<br>'''Ork il Rosso''': Scuola di Hokuto Gemmy? Ti prego, vecchio, insegnami questa tecnica di combattimento.<br>'''Leia''': Ork, ti prego, lascia stare! Non è combattendo che si risolvono i problemi. Diventeresti anche tu come loro e io non voglio.<br>'''Jukei''': La tua amica non ha tutti i torti, uomo. Sei a conoscenza della leggenda del Salvatore di quest'isola? Se desideri vivere felice con la tua donna, aspetta che arrivi. Non sarà un'attesa lunga e il destino vuole che capiterà da queste parti. Sconfiggerà i tre demoni e porterà la pace che tutti sognano, ma tu devi aspettare.<br>'''Ork il Rosso''': Ma io non voglio. Vede che vuol dire essere deboli? Significa non poter sperare in un domani migliore. Mi dispiace, ma questo non fa per me. Volgio un'arma invincibile, diventare il più forte.<br>'''Jukei''': La Scuola di Hokuto Gemmy costruisce armi diaboliche, rende incapaci di distinguire la differenza fra il bene e il male. Ti senti pronto ad apprenderla?<br>'''Ork il Rosso''': Non vedo l'ora, vecchio. Lo desidero. Ho già ucciso, ma voglio farlo ancora.
*'''Ork il Rosso''': Il maestro Jukei ha svegliato le mie ambizioni e ora loro mi guidano verso la vittoria. Ora sono io il più forte. Sono in grado di prendere il controllo di quest'isola e di tutto il mondo. Sarei stato sciocco ad aspettare il Salvatore.<br>'''Lynn''': Scusa, Ork, ma in tutto questo non mi hai ancora detto una cosa. Chi è questo salvatore?<br>'''Ork il Rosso''': Un uomo fortissimo, il re della fine di questo secolo. Il suo nome è... Raoul.<br>'''Lynn''': Come?! Non è possibile! Raoul?!<br>'''Ork il Rosso''': Che c'è? Conosci quell'uomo? Lynn!<br>[...]<br>'''Lynn''': Kenshiro è l'uomo che ha sconfitto Raoul, il Salvatore di cui parlavi.<br>[...]<br>'''Ork il Rosso''': È pazzesco! Quell'uomo ha davvero battuto Raoul?<br>'''Lynn''': Sì, è così.<br>'''Ork il Rosso''': Ma come ha fatto? Raoul, il Salvatore, era praticamente imbattibile.
*Non sono qui per darti un saggio di tecnica, ma per ucciderti. ('''Kenshiro''')
*{{NDR|Flashback}}<br>Un vero uomo deve essere forte e deve saper combattere. ('''Raoul''')
====Episodio 20, ''Casa, dolce casa''====
*'''Jukei''': Ho infranto il giuramento fatto al mio maestro e ho insegnato l'arte della Scuola di Hokuto Gemmy a tre uomini, ma loro sono diventati demoni e hanno preso il possesso di tutta quest'isola ed è stato l'inizio dell'inferno e la fina della pace. Comunque, sono convinto di una cosa: Raoul è l'unico uomo al mondo capace di liberare quest'isola dai demoni e lo farà a costo della vita.<br>'''Leia''': Ma come faceva a sapere che il Salvatore sarebbe venuto? E perché tutti su quest'isola hanno sempre creduto alla leggenda di Raoul e ne erano spaventati?<br>'''Jukei''': Perché Raoul è nato su quest'isola, dalla quale proviene anche la Sacra scuola di Hokuto, e nessuno può mai dimenticare la terra dove è nato.
*Quest'isola stava per capitolare in seguito all'invasione di una nazione straniera. Quando realizzai che la civiltà stava per essere distrutta e che tutto sarebbe stato azzerato e riportato al principio, decisi di mandare via da quest'isola tre ragazzi. I loro nomi erano Raoul, Toki e Kenshiro. ('''Jukei''')
*Il giorno in cui la vita ricomincerà da zero, la [[spada]] sarà l'unica a poter dettar legge. ('''Jukei''')
====Episodio 21, ''Il liberatore''====
*{{NDR|Flashback}}<br>Appena ne avrò il tempo attraverserò il mare e riprenderò quell'isola sotto il mio controllo. Ti do questo medaglione come pegno della mia promessa. Ora la tua terra è anche la mia. ('''Raoul''')
*'''Buron''': Non uccidermi, ti prego! Ti prego!<br>'''Kenshiro''': Cosa c'è? Hai dimenticato le tue stesse parole? Su quest'isola più si uccide più si viene rispettati, e ora lo so anch'io.
====Episodio 22, ''I sette cavalieri''====
*'''Lynn''': Senti, Ork, ma tu non puoi fare niente per aiutare quella gente?<br>'''Ork il Rosso''': Io non ho fatto altro fino ad oggi, e continuerò a farlo per tutto il resto dei miei giorni. Distruggere tutti i demoni è la mia più grande ambizione.<br>'''Lynn''': Ma questa... questa è una cosa orribile!<br>'''Ork il Rosso''': Sei una strana donna e, quando ti sono vicino, fai sentire strano anche me.
*'''Kosem''': Sai, ci siamo ribellati perché dal medaglione sembrava stesse per arrivare Raoul. Invece non si trattava di lui, ma di un altro. L'uomo che ha attraversato il mare si chiama Kenshiro.<br>'''Rock''': Kenshiro?<br>'''Kosem''': Credo che Raoul sia stato battuto da lui.<br>'''Rock''': Che cosa?! Perché? Per che cosa ho aspettato tanto tempo? Allora ho vissuto sognando in vano il giorno in cui io e Raoul avremmo combattuto a fianco.
*La lotta per la libertà non morirà con Raoul. Ora saremo noi a continuare la sua leggenda. ('''Rock''')
*È con grande dolore che sono costretto a ordinare queste esecuzioni. Perché, così facendo, verrò privato di preziosa manodopera schiava. ('''Bruce''')
*Il granchio è uno dei miei piatti preferiti. [...] Sei pronto per essere cucinato. ('''Kenshiro''')
====Episodio 23, ''La leggenda continua''====
*'''Kenshiro''': In genere mi è sufficiente usare una sola volta il mio pugno per porre termine a un combattimento, ma ora qualcosa mi impedisce di ucciderti.<br>'''Rock''': Ma che cosa?<br>'''Kenshiro''': Nei tuoi occhi non c'è desiderio di sangue. Posso leggervi soltanto una grande tristezza.
*{{NDR|Flashback}}<br>La forza bruta non è certo sinonimo di civiltà. ('''Rock''')
*Morirai per tua stessa mano! ('''Kenshiro''')
*Io ti chiedo di avere molta cura di te stesso, Rock. Perché se tu morissi tutta questa gente rimarrebbe senza una guida e altre madri verserebbero il loro sangue. ('''Kenshiro''')
====Episodio 24, ''Lotta impari''====
*'''Rock''': Hyo e il suo esercito sono scesi in campo e si sono messi all'inseguimento di Kenshiro.<br>'''Jukei''': Come?!<br>'''Rock''': Io e i miei sei compagni abbiamo deciso di affrontare l'armata di Hyo, ma sappiamo che non è un compito facile. Potremmo non uscire vive da questa impresa. Perciò ti preghiamo di proteggere i villaggi che lasciamo indifesi.<br>'''Jukei''': Non vincerete. Voi non avete nessuna possibilità di vittoria. Neppure Kenshiro riuscirà a sconfiggere Hyo. ''Neppure Kenshiro riuscirà a sconfiggere Hyo''!<br>'''Rock''': Ma perché ne sei così sicuro, Jukei?<br>'''Jukei''': Hyo... Hyo è... Hyo e Kenshiro sono fratelli. Sì, anche se entrambi lo ignorano, sono fratelli. Allora, venti anni fa, la guerra stava infuriando e io tentai di mettere in salvo i successori della scuola di Hokuto. [...] Sapevo che sarebbe giunto il tempo in cui avrebbero fatto ritorno. Adulti e esperti nella divina arte, sarebbero tornati nella terra natìa. [...] Hyo amava i suoi fratelli più della sua stessa vita a quei tempi.<br>'''Leia''': E ora?<br>'''Jukei''': Ma il carattere di Hyo non era adatto ai tempi che stavamo vivendo, così decisi di modificare il suo cervello, e lo feci con le mie stesse mani. Sì, con le mie stesse mani distrussi la sua memoria e manipolai la sua mente. Ora le uniche persone che Hyo riconosce come suoi fratelli sono Ronn e Kaio, conoscitori come lui della tecnica della Sacra scuola di Hokuto Gemmy.<br>'''Leia''': Se Kenshiro e Hyo combattessero l'uno contro l'altro...<br>'''Rock''': Se si verificasse una lotta simile nessuno potrebbe prevederne l'esito finale.<br>'''Jukei''': Non può vincere. Kenshiro non riuscirebbe mai a sconfiggere suo fratello. Perché l'ho fatto? Questo è il più grande errore che abbia commesso nella mia vita!
==Citazioni su ''Ken il guerriero''==
*Crescendo ne compresi la complessità e la profondità, un'opera che mi ha regalato tanto a livello emotivo e personale, tanto da spingermi molti anni fa a decidere che il mio primo tatuaggio sarebbe stato l'orsa maggiore! ([[Maurizio Merluzzo]])
*Io e il Signor Hara stavamo cercando di creare un nuovo fumetto sulle arti marziali. Ero convinto che il suo disegno vigoroso sarebbe stato ideale per un'opera di combattimento. Tuttavia, per rendere il fumetto interessante e originale, mancava una trovata, una qualche tecnica mortale che caratterizzasse il protagonista. [...] Un giorno mentre passeggiavo a Tokyo nel quartiere di Jinbocho, entrai in una libreria in viale Suzuran specializzata in autori cinesi. [...] Trovai un libro dalla copertina rossa e cominciai a sfogliarlo. Non che il libro in sé fosse particolarmente interessante, ma a un certo punto parlava di uno studente cinese di medicina appassionato di agopuntura, che sperimentò su di sé un punto di pressione per migliorare la vista ma che, avendo esagerato, ottenne l'effetto contrario e la sua vista peggiorò. Nel libro l'episodio veniva raccontato come il gesto coraggioso di un appassionato studioso. Inizialmente mi sembrò una barzelletta, ma un secondo dopo venni folgorato da un'intuizione e capii che era proprio quello l'espediente che cercavo per il nostro fumetto. L'idea che un colpo sui punti di pressione sarebbe stato in grado di distruggere il corpo umano era perfetta per un fumetto per ragazzi, perché tale tecnica avrebbe permesso anche a un uomo debole di sconfiggere avversari molto più forti. ([[Nobuhiko Horie]])
*Quando ero bambino mio fratello mi faceva guardare Kenshiro di nascosto perché mia madre non voleva, essendo molto violento. E sin da subito mi innamorai di quel futuro post atomico dove Ken il guerriero faceva giustizia a cazzottoni! ([[Maurizio Merluzzo]])
*Un'opera che ha segnato la crescita di intere generazioni di italiani, diventando parte dell’immaginario collettivo della nostra Nazione. ([[Giorgia Meloni]])
===[[Buronson]]===
*Ho pensato, dopo aver letto e riletto tante volte, che è assurdo che tutti amino Julia.
*In poche parole {{NDR|i nuovi manga}} si sono limitati a scimmiottare la violenza di ''Hokuto No Ken'' ma non hanno capito che le cose da "rubare" erano altre. [...] non è il modo di uccidere, lo ripeto da tanto tempo, ma è come si muore. Gli autori che hanno travisato quest’aspetto non hanno ottenuto il succeso sperato.
*In realtà, la storia è veramente un susseguirsi di aggiunte fatte in seguito. So che la cosa può suonare male, ma non è che non avessi pensato allo sviluppo generale della trama, più che altro non avevo margini di tempo per elaborare meglio perché avevamo scadenze settimanali. [...] Quindi, quando il maestro Hara veniva a chiedermi "Come dobbiamo andare avanti?", io rispondevo "Non lo so neanch'io!". Insomma, se non pensavo io non si poteva procedere.
*Inizialmente si trattava di una storia ambientata ai giorni nostri... era in un riformatorio mi pare, no!? La struttura del racconto ruotava attorno a questo liceale, Kenshiro, che fugge da lì. Insomma, sembrava un moderno giustiziere.
*Le caratteristiche dei cattivi sono dovute cambiare col tempo. Non potevo proporre sempre cattivi in stile {{NDR|il colonnello}} o Jagi, altrimenti la saga sarebbe diventata noiosa, e Kenshiro avrebbe affrontato sempre nemici di basso livello spirituale, senza poter diventare davvero più forte. Per questo è venuto fuori Souther, il nemico più forte di Hokuto. Meglio presentare i cattivi con le loro convinzioni e ambizioni, che avevano alle spalle un passato particolare. Anche Kaioh ne è un esempio.
*Molti mi chiedono come abbia ideato il mondo di ''Ken il guerriero'' e penso che, per me, sia stata fondamentale l'esperienza che ho avuto in Cambogia. Un anno prima che mi venisse richiesto di scrivere la sceneggiatura di ''Hokuto No Ken'', infatti, ebbi l'occasione di visitare appunto la Cambogia, dove all'epoca erano ancora evidenti le tracce del [[Genocidio cambogiano|genocidio]] di tre milioni di civili a opera di [[Pol Pot]]. Ovunque era pieno di mine e di ossa. Lì ho visto più resti umani di quanti ne avrei mai voluti vedere in tutta la mia vita. [...] L'aver visto tali atrocità in prima persona mi ha permesso, in seguito, di collocare Kenshiro in un'ambientazione simile. [...] In un mondo del genere, la giustizia non esiste e prevale unicamente la "forza". Per questo mi sembrò naturale che, in un'epoca come quella di ''Ken il guerriero'', Raoh dovesse esercitare il governo attraverso la violenza. Se non esiste alcuna legge, l'unico modo per imporsi è il potere. Ed è proprio questo il principio che ha guidato Raoh.
*Non ho creato ''Hokuto No Ken'' ritenendo che l'essere umano dovesse essere in questa maniera o pensando a qualcosa in particolare, semplicemente è un manga che ho realizzato con l’intento di creare una bella opera, tutto qua. Ovviamente, questo non significa che lo ritengo solo un manga interessante e basta, sono infatti ben contento se riesce a trasmettere qualcosa. Ad esempio, leggendolo, magari c'è chi ne trae delle sensazioni positive e chi impara che l'amicizia sia una cosa meravigliosa. In definitiva, dopo ben trent'anni, il fatto che venga ancora letto mi rende profondamente felice e, comunque sia, tu sei davvero ben informato, ne sai anche più di me.
*Per le tecniche ci siamo serviti di un dizionario di arti marziali antiche, ma non abbiamo ripreso i nomi fedelmente, ne abbiamo fatto un mix.
*Volevamo creare una saga in cui uomini in carne e ossa facessero da protagonisti, quale idea migliore di farne maestri di arti marziali?
===[[Alessio Cigliano]]===
*All'inizio essere ricordato solo per Kenshiro mi seccava un po', proprio per le tante opere su cui avevo lavorato. Poi però mi sono accorto che è un personaggio iconico, che comunque fa parte della mia vita e del mio percorso artistico e ho imparato ad apprezzarlo e a tenerlo nel bagaglio della mia esperienza. È un personaggio che ha lasciato una traccia importante in tutti coloro che l'hanno visto e apprezzato, e in parte questa grande popolarità è dovuta anche alla mia interpretazione; quindi mi fa piacere aver contribuito alla riuscita di una serie che è rimasta ben salda nell'immaginario collettivo.
*La serie era particolare, anticonformista rispetto agli anime che io conoscevo come spettatore e che avevo doppiato fino ad allora. Sinceramente, credevo che sarebbe stata vista da poche persone. Non ne comprendevo la portata. Il personaggio era più grande di me e io avevo una voce più leggera, quindi ho sempre fatto molta fatica a interpretarlo. Ma ho cercato comunque di dare il massimo per ottenere un risultato quantomeno accettabile.
*{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito.
*Sinceramente, mentre la doppiavo non credevo che diventasse così famosa! Parliamo di oltre 15 anni fa, e all'epoca ne doppiavo tante. Poi col tempo, e soprattutto con l'avvento di Internet, mi sono reso conto che spesso venivo citato più per Ken che per altri personaggi che sono stati sicuramente più impegnativi, e l'ho trovato divertente.
*Trovavo l'atmosfera troppo cupa, e spesso gratuitamente violenta. Comunque sempre meglio di certe ambientazioni sdolcinate e buoniste! Se devo dargli un voto, direi che rasenta la sufficienza.
*Tutto avrei pensato tranne che potesse diventare qualcosa di "cult". Sono contento, l'ho fatto quando ero molto piccolo e mi è piaciuto tanto farlo.
===[[Tetsuo Hara]]===
*A differenza di altri lavori precedenti, Buronson, il mio sceneggiatore, mi ha lasciato grandi spazi per muovermi nel mondo che aveva ideato e nella caratterizzazione dei suoi personaggi. Per questa ragione c'è molto anche di mio in Kenshiro sebbene non sia una creazione mia.
*Durante la pubblicazione di ''Don Quijote'' ci siamo resi conto abbastanza rapidamente che la serie non aveva il successo che desideravamo. Alla quarta settimana di pubblicazione, il Signor Horie venne una sera nel mio studio, e dopo che il sake ebbe fatto il suo effetto eravamo tutti e due un po' brilli. A quel punto mi ha lanciato un libro dicendomi: "Tieni, sono andato a fare un giro nel quartiere dei venditori di libri a Tokyo e ho trovato questo. Non ti va di fare una storia sulle arti marziali cinesi? Questo è sui punti di pressione del corpo umano, dovremmo farne una storia dove i personaggi esplodono quanto vengono premuti, sarebbe geniale!" Ero abbastanza sconvolto: mi aveva chiesto di disegnare sul motocross, e mi ci ero impegnato senza troppo riflettere, e di punto in bianco mi si propose un altro genere! Ma non vi nascondo che all'inizio l'idea mi attirava. Sono sempre stato un fan delle arti marziali e dei personaggi come Bruce Lee. Poiché non ero tanto soddisfatto del manga a cui stavo lavorando ho preso al volo quest’occasione, e lanciammo questo nuovo progetto parallelamente alla conclusione del precedente. In quel momento ha avuto inizio ''Hokuto no Ken''. Ma non vorrei vi faceste un'idea sbagliata su di me, non sono solito bere così tanto!
*''Hokuto no Ken'' è soprattutto la storia di un eroe, di un salvatore che arriva a sconfiggere dei cattivi molto cattivi. Non c'è altra soluzione possibile che uccidere questi criminali e la serie è famosa per queste scene, perché l'eroe fa quello che è necessario fare. Per smorzare un po' questa violenza abbiamo creato una base di onomatopee e suoni grotteschi, ma apparentemente questi non sono stati utilizzati nella traduzione francese. Certe di queste onomatopee sono poi diventate parole molto famose in Giappone: tutti conoscono infatti la parola "Shibebu" che non vuol dire niente in particolare, ma che abbiamo inventato per indicare un'esplosione. Ha anche finito per entrare a far parte del linguaggio comune, e i giapponesi lo usano fra di loro scherzosamente quasi per dire "stai per esplodere", sia tra adulti che tra bambini. Oltre alla sdrammatizzazione offerta, queste parole hanno permesso a Hokuto no Ken di essere apprezzato per la sua storia, ma anche per i suoi aspetti comici che hanno attirato un pubblico più vasto. Cosa che ci ha anche permesso di controbilanciare la serietà e la violenza dell'opera, permettendo che fosse presa per quello che realmente è, e apprezzata per questo. Tuttavia, ho sentito dire che la versione animata francese ha comunque subito un'edulcorazione attraverso il doppiaggio. Che fosse una cosa voluta o meno, è una cosa comunque successa, e il risultato finale non è pessimo. Aldilà dell'aspetto comico sdrammatizzante, volevamo anche sviluppare i numerosi aspetti della trama: le storie d'amore e di fratellanza, il percorso di sofferenza di Ken... Erano questi per tutti noi i temi principali di questa serie, non la violenza che allontanava parecchia gente. Anche in Giappone, comunque, abbiamo dovuto far fronte a gruppi di persone che si opponevano alla nostra serie, chiedendone un'interruzione prematura. Ma si tratta comunque di poca cosa rispetto a quanto è accaduto in Francia.
*''Hokuto no Ken'', più che un opera che inciti alla violenza, mi sembra al contrario un fumetto che la previene, offrendo al pubblico una valvola di sfogo dallo stress e dai soprusi di tutti i giorni.
*''Hokuto no Ken'' rappresenta tutto quello che avevo voglia di disegnare da giovane: uomini forti, combattenti carismatici, eroi nei quali vorremmo identificarci e assomigliare. Avevo cominciato da poco la mia carriera da professionista che già disegnavo il genere che desideravo. Come potete immaginare, dopo cinque anni passati su questa serie, ero talmente soddisfatto che non sapevo proprio cos'altro poter fare. Mi dissi che avevo già guadagnato molto denaro che mi sarebbe potuto bastare fino alla fine dei miei giorni. Poi, a un certo punto sono tornato alla realtà, e data la necessità di pagare le tasse dovevo continuare a lavorare!
*In ''Ken il Guerriero'' ho voluto rappresentare la virilità dei combattimenti. Tra i personaggi prediligo Shu perché non è bello come tutti gli altri personaggi della storia, mentre la tecnica di combattimento che più mi ha affascinato è quella di Rey, ossia il colpo dell'Uccello d'Acqua di Nanto. La scena che mi è rimasta più impressa nella mente è senza dubbio quella con Shin, al termine del decimo episodio: forse perché chiude il primo capitolo delle avventure del maestro di Hokuto.
*In passato, ero un grande fan di [[Bruce Lee]] da giovane, guardavo continuamente i suoi film. Avevo circa quindici anni quando è morto, e l'annuncio mi ha profondamente sconvolto. Mancava qualcosa nella mia vita e avevo un irrefrenabile bisogno di rilanciarmi in questo genere, per ritrovare lo stesso brivido e la stessa passione. Non trovando in alcun modo persone capaci di riempire questo vuoto mi sono detto che era mio compito farlo, ma non con un film, bensì con un manga. Quando divenni un professionista qualche anno dopo mi venne infine offerta questa possibilità. Bruce Lee fu promotore di un successo globale del genere dei film di arti marziali, ma come tutti i successi improvvisi era destinato a vedere scemare l'entusiasmo. Per me non poteva finire tutto in questo modo, e non ero il solo ad avere questo genere di sensazioni dopo la sua scomparsa; credo, che gran parte del pubblico ha compreso quello che volevo comunicare, si è rivisto nelle mie motivazioni, ed è questo a spiegare il successo di ''Hokuto no Ken''.
*Purtroppo da giovane ho visto situazioni di bullismo a scuola, non hanno riguardato me personalmente ma è da lì che ho preso ispirazione, ad esempio, per personaggi come Zeed: nel manga volevo una rivincita sconfiggendo quei prepotenti che nella vita facevano soffrire gli altri.
*Sono molto onorato di sapere che la mia opera ha avuto successo in Italia. Non saprei individuare un chiaro motivo, ma forse c'entra il fatto che in questo lavoro sono stati inseriti degli elementi che piacciono al pubblico italiano. Per esempio, l'influenza degli spaghetti western che guardavo insieme a mio padre quando ero piccolo. E poi mi piacevano gli attori di origine italiana come Al Pacino, Robert De Niro e Sylvester Stallone. Gli atteggiamenti di questi grandi attori o le loro espressioni facciali potrebbero essersi riflesse nei personaggi della mia opera.
===[[Stefano Olivari]]===
*L'aspetto commerciale e ludico non ha mai superato i valori del personaggio e della storia: onore, giustizia, integrità, un senso quasi messianico della propria missione sulla Terra. Il tutto da difendere con la forza, perché certe cose i cattivi non le capiscono e allora bisogna fargliele capire.
*L'attualità di ''Ken il guerriero'' discende anche dal dibattito che generò negli Ottanta e Novanta, con un esercito di giornalisti, psicologi e sociologi a spiegare i pericoli che quella violenza avrebbe creato nelle menti di bambini e adolescenti. Al traino molti politici, di destra e di sinistra [...]. Siccome non risulta che l'Europa e il Giappone si siano riempiti di serial killer, mentre la violenza giovanile è molto superiore oggi, nel 2024 si può dire che quei dibattiti fossero infondati. [...] Il problema con Ken, alla radice poi anche del suo successo, è che fu preso come emblema della violenza dei buoni, giustificata da quella precedente dei cattivi. E del resto Buronson per il suo nickname si era ispirato all'idolo Charles Bronson: insomma, un po' Giustiziere della notte, un po' depositario delle tradizioni dell'antico Giappone, Kenshiro più che appassionati ha tifosi.
*Quello che per noi sarà per sempre ''Ken il guerriero'', in giapponese ''Hokuto no Ken'', è un purissimo prodotto della cultura anni Ottanta, ma discendente diretto dei valori del Giappone tradizionale.
==Bibliografia==
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 1, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828784104
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 2, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828787150
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 3, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828796848
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 4, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221900606
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 5, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221902150
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 6, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221903690
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 7, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221908275
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 8, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221910476
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 9, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221913149
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 10, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221915204
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 11, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221918267
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 12, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221920543
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 13, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221922974
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 14, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221926972
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 15, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221927221
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 16, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221929102
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 17, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221931105
*Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 18, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221938289
==Voci correlate==
*''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (film)
*''[[Il ritorno di Kenshiro]]''
*''[[Ken il guerriero - La trilogia]]''
*''Ken il guerriero - La leggenda''
**''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''
**''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]''
**''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]''
**''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]''
**''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]''
*''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
:{{Pedia|Episodi di Ken il guerriero|}}
:{{Pedia|Episodi di Ken il guerriero 2|}}
[[Categoria:Ken il guerriero]]
[[Categoria:Manga]]
[[Categoria:Serie televisive anime]]
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Alessandro Manzoni
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Gaux
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[[Immagine:Francesco Hayez - Ritratto di Alessandro Manzoni.jpg|thumb|Alessandro Manzoni in un ritratto di [[Francesco Hayez]] (1841)]]
'''Alessandro Francesco Tommaso Manzoni''' (1785 – 1873), scrittore, poeta e drammaturgo italiano.
==Citazioni di Alessandro Manzoni==
*Alzarsi ogni mattina colle immagini vive del giorno innanzi davanti alla mente, scendere nello studio, tirar fuori dal cassetto dello scrittorio qualcuno di quei soliti [[Personaggio immaginario|personaggi]] {{NDR|de ''[[I promessi sposi]]''}}, disporli davanti a me come tanti burattini, osservarne le mosse, ascoltarne i discorsi, poi mettere in carta e rileggere, era per me un godimento così vivo come quello di una ''curiosità soddisfatta''.<ref group="fonte">Citato nella lettera di [[Giovanni Battista Giorgini]] a [[Ruggiero Bonghi]], Montignoso, 25 maggio 1882; riportato in [[Michele Scherillo]], ''Manzoni intimo'', vol. II, Ulrico Hoepli, Milano, 1923, pp. [https://archive.org/details/manzoniintimo01scheuoft/page/262/mode/2up?view=theater 262-263].</ref>
*''Come un forte inebriato | Il Signor si risvegliò''.<ref group="fonte">Da ''La resurrezione''; citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 487.</ref>
*''Dormi, o Celeste; i popoli | Chi nato sia non sanno''.<ref group="fonte">Da ''Il Natale''; citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 564.</ref>
*Essere [[Iniquità|iniquo]] con tutti non è concesso a nessuno [...].<ref group="fonte">Da ''D'una opinione moderna sulla bontà morale de' Longobardi'', in ''Opere varie'', Fratelli Rechiedei, Milano, 1881, p. [[s:Pagina:Opere varie (Manzoni).djvu/167|161]].</ref>
*[[Gola (ingordigia)|Gola]] e [[vanità]], due passioni che crescono con gli anni.<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 599.</ref>
*Gli spiriti aridi e stretti non le risguardano che come un giuoco d'immaginazione, dicendo che le [[Similitudine|similitudini]] non sono ragioni; anzi è il contrario; quando esse son giuste contribuiscono ad esprimere le analogie fra gli esseri, per quanto appaiono dissomiglianti; sono la rivelazione e l'espressione delle grandi armonie dell'universo, e quanto più i confronti risguardano oggetti disparati fra loro, tanto più esprimono relazioni elevate, poiché queste relazioni hanno la loro origine in una sfera tanto più elevata, quanto più si allargano sopra una vasta estensione.<ref group="fonte">Citato in Philippe Ernest Marquis de Beauffort, ''Un pellegrinaggio in Italia'', [https://books.google.it/books?id=iE0QAQAAIAAJ&pg=PA0 vol. 1], traduzione di Ignazio Cantù, Francesco Sanvito, Milano, 1857, pp. 60-61.</ref>
*Il pittore di [[ritratto|ritratti]] è come lo scrivano, obbligato a copiare l'altrui scritto, senza poterlo correggere quando è sbagliato.<ref group="fonte">Citato in [[Cesare Cantù]], ''Alessandro Manzoni. {{small|Reminiscenze}}'', Treves, Milano, 1882.</ref>
*Il principio, di necessità tanto più indeterminato quanto più esteso mi sembra poter essere questo: che la poesia e la letteratura in genere debba proporsi l'utile per iscopo, il vero per soggetto e l'interessante per mezzo.<ref>Questa lettera fu pubblicata inizialmente nel 1846 senza il consenso di Manzoni; nel 1870 fu ripubblicata dall'autore, con varie modifiche al testo. La citazione in questione venne rimossa.</ref><ref group="fonte">Dalla ''Lettera sul romanticismo a Cesare D'Azeglio'', 22 settembre 1823.</ref>
*{{NDR|[[Lecco]]}} La giacitura della riviera, i contorni, e le viste lontane tutto concorre a renderlo un paese che chiamerei uno dei più belli del mondo, se avendovi passata una gran parte della infanzia e della puerizia, e le vacanze autunnali della prima giovinezza, non riflettessi che è impossibile dare un giudizio spassionato dei paesi a cui sono associate le memorie di quegli anni.<ref group="fonte">Da ''Il principio del Romanzo nella prima minuta'', in ''Brani inediti dei Promessi Sposi'', a cura di Giovanni Sforza, Ulrico Hoepli, Milano, 1905, [https://archive.org/details/opere2manz/page/552/mode/2up?q=giacitura p. 552].</ref>
*Liberi non sarem se non siamo uni.<ref group="fonte">Da ''Il proclama di Rimini''; citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 377.</ref>
*Per tutta Italia si scrive e si parla una lingua comune. E quegli stessi che ne fanno questione e ricerca, come lo fanno di grazia? Scrivendo in questa lingua medesima. Non è questo un imitar quel valent'uomo che girava affannato sulla sua cavalcatura in traccia appunto di essa? O quell'altro che s'era fatto portare il lume per vederci a battere il fuoco?<ref group="fonte">Da ''Opere inedite o rare'', a cura di R. Bonghi, Milano,1891, vol. IV, pp. 40-43; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968, edizione Club del Libro, 1981, p. 66.</ref>
*Più si considera, più si studia un'azione storica suscettibile d'essere resa drammaticamente, e più si scoprono legami tra le sue diverse parti, più si coglie nel suo insieme una ragione semplice e profonda. Vi si distingue infine un carattere particolare, direi quasi individuale, qualche cosa di esclusivo e di proprio, che la rende quale essa è. Si sente sempre più che occorrevano tali costumi, tali istituzioni, tali circostanze per condurre ad un tale risultato, e tali caratteri per produrre tali atti; che occorreva che le passioni che vediamo in gioco, e le imprese in cui le vediamo impegnate, si succedessero nell'ordine e nei limiti che ci sono dati come l'ordine e i limiti di quelle stesse imprese.<br>Donde viene l'attrazione che noi proviamo a considerare una tale azione? perché la troviamo non soltanto verisimile, ma interessante? Il fatto è che noi ne scorgiamo le cause reali; il fatto è che noi seguiamo, allo stesso passo, il cammino dello spirito umano e quello degli avvenimenti particolari presenti alla nostra immaginazione. Noi scopriamo, in una serie data di fatti, una parte della nostra natura e del nostro destino: finiamo per dire dentro di noi: In tali circostanze, mediante simili mezzi, con simili uomini, le cose dovevano accadere così.<ref group="fonte">Dalla ''Lettera a M. Chauvet'', traduzione di Guido Baldi; citato in Guido Baldi, Silvia Giusso, Mario Razetti e Giuseppe Zaccaria, ''Manzoni e Leopardi'', in ''Moduli di letteratura'', Paravia, Torino, 2002. ISBN 88-395-3074-6.</ref>
*Quando esce in campo una dizione nuova, strana, la qual non pretenda se non fare il medesimo uffizio che già è fatto da un'altra, convien ributtarla, soffocarla, non lasciarla allignare, se si può [...] Poiché ella viene a mettere in forse il certo, a intorbidare il chiaro, a render difficile ciò che non era, a metter contrasto dov'era consenso...<ref group="fonte">Da ''Sentir messa'', introduzione e appendici critiche di Domenico Bulferetti, Bottega di Poesia, Milano, 1923, p. 52.</ref>
*[...] ''quella cieca | famosa [[Ghigliottina|falce]], che trovò l'acuto | Gallico ingegno, onde accorciar con arte | la troppo lunga in pria strada di Lete.''<ref group="fonte">Da ''[http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000266 Sermone I: A Gio.batta Pagani]'', in ''Tutte le poesie, 1797-1872'', a cura di Gilberto Lonardi e Paola Azzolini, Marsilio, Venezia, 1992.</ref>
*''Salve, o Divino a cui largì natura | il cor di [[Dante]] e nel suo Duca il canto: | Questo fia il grido dell'età ventura, | Ma l'età che fu tua tel dice il canto''.<ref group="fonte">In epigrafe a ''Poesie'' di [[Vincenzo Monti]], tip. B. Virzì, Palermo, 1855.</ref>
*[...] [[Sigismondo Boldoni]] scrittore riputatissimo ai suoi tempi, e che forse avrebbe acquistato un nome più esteso e più autorevole anche presso ai posteri se non fosse morto all'uscire della giovinezza, e sopra tutto se quei pochi anni gli avesse vissuti in un secolo, in cui fosse stato possibile concepire nuove idee d'una precisione e d'una importanza perpetua, e per esporle, trovare quello stile che vive.<ref group="fonte">Da ''Fermo e Lucia'', [[:s:Fermo e Lucia/Tomo Quarto/Cap I|IV, 1]].</ref>
*''Sì, quel Dio che nell'onda vermiglia | chiuse il rio che inseguiva Israele, | quel che in pugno alla maschia [[Giaele]] | pose il maglio, ed il colpo guidò.''<ref group="fonte" name=Marzo/>
*''Soffermati sull'arida sponda, | vòlti i guardi al varcato Ticino, | tutti assorti nel novo destino, | certi in cor dell'antica virtù, | han [[Giuramenti dalle poesie|giurato]]: Non fia che quest'onda | scorra più tra due rive straniere: | non fia loco ove sorgan barriere | tra l'Italia e l'Italia, mai più!''<ref group="fonte" name=Marzo>Da ''[[s:Marzo 1821|Marzo 1821]]''.</ref>
*Trovo la cosa la più inutile la [[diplomazia]]. Gli [[ambasciatore|ambasciatori]] non sono che spie messe a origliare nelle anticamere di quelle potenze che si chiamano amiche.<ref group="fonte">Da ''Lettere: {{small|in gran parte inedite}}'', Nistri, Pisa, 1875.</ref>
*''[[Urania (mitologia)|Urania]] al suo diletto | Pindaro li cantò. Perché di tanto | Degnò la Dea l'alto poeta e come, | Dirò da prima; indi i celesti accenti | Ricorderò, se amica ella m'ispira.''<ref group="fonte">Da ''Urania'', vv. 44-48.</ref>
==''Adelchi''==
===[[Incipit]]===
;ATTO PRIMO
;SCENA PRIMA
Palazzo reale in Pavia
DESIDERIO, ADELCHI, VERMONDO
VERMONDO
O mio re Desiderio, e tu del regno<br />Nobil collega, Adelchi; il doloroso<br />Ed alto ufizio che alla nostra fede<br />Commetteste, è fornito. All'arduo muro<br />Che Val di Susa chiude, e dalla franca<br />La longobarda signoria divide,<br />Come imponeste, noi ristemmo; ed ivi,<br />Tra le franche donzelle, e gli scudieri,<br />Giunse la nobilissima Ermengarda;<br />E da lor mi divise, ed alla nostra<br />Fida scorta si pose. I riverenti<br />Lunghi commiati del corteggio, e il pianto<br />Mal trattenuto in ogni ciglio, aperto<br />mostrar che degni eran color d'averla<br />Sempre a regina, e che de' Franchi stessi<br />Complice alcuno in suo pensier non era<br />Del vil rifiuto del suo re; che vinti<br />Tutti i cori ella avea, trattone un solo.<br />Compimmo il resto della via. Nel bosco<br />Che intorno al vallo occidental si stende,<br />La real donna or posa: io la precorsi,<br />L'annunzio ad arrecar.
===Citazioni===
*''Il forte si mesce col vinto nemico, | col nuovo signore rimane l'antico; | l'un popolo e l'altro sul collo vi sta. | Dividono i servi, dividon gli armenti; | si posano insieme sui campi cruenti | d'un volgo disperso che nome non ha.'' (coro: atto III, vv. 61-66)
*''Gli [[morte|estinti]], Ansberga, | talor de' vivi son più forti assai.'' (Ermengarda: atto IV, scena I, vv. 111-2)
*''Amor tremendo è il mio. | Tu nol conosci ancora; oh! tutto ancora | non tel mostrai; tu eri mio: secura | nel mio gaudio io tacea; né tutta mai | questo labbro pudico osato avria | dirti l'ebbrezza del mio cor segreto.'' (Ermengarda: atto IV, scena I, vv. 148-153)
*''Sparsa le trecce morbide | Sull'affannoso petto, | Lenta le palme, e rorida | Di morte il bianco aspetto, | Giace la pia, col tremolo | Sguardo cercando il ciel.'' (coro: atto IV, scena I)
*''Come rugiada al cespite | Dell'erba inaridita, | Fresca negli arsi calami | Fa rifluir la vita''. (coro: atto IV)
*''Gran segreto è la vita, e nol comprende | che l'ora estrema.'' (atto V, scena VIII, vv. 342-3)
*''Godi che re non sei, godi che chiusa | all'oprar t'è ogni via: loco a gentile, | ad innocente opra non v'è: non resta | che far torto, o patirlo. Una feroce | forza il mondo possiede, e fa nomarsi | dritto: la man degli avi insanguinata | seminò l'ingiustizia; i padri l'hanno | coltivata col sangue; e ormai la terra | altra messe non dà.'' (atto V, scena VIII, vv. 351-9)
*''Le vie di Dio son molte, | Più assai di quelle del mortal.''
*''Quella via, | Su cui ci pose il ciel, correrla intera | Convien, qual ch'ella sia, fino all'estremo.''
*''Il mio cor m'ange, Anfrido: ei mi comanda | alte e nobili cose; e la fortuna | mi condanna ad inique''
===Citazioni su ''Adelchi''===
*Ho per le mani un soggetto di tragedia al quale desidero dedicarmi senza indugio per terminarlo nell'inverno, se posso... è la caduta del Regno dei Longobardi, o per dir meglio della dinastia longobarda, e la sua estinzione nella persona d'Adelchi ultimo re con Desiderio suo padre. (Manzoni in una lettera a [[Claude Fauriel]], 17 ottobre 1820)
*Ella vede come son condotte senza alcun riguardo agli effetti; agli usi, al comodo della scena: molteplicità di personaggi, lunghezza spropositata, parlate inumane pei polmoni, e ancor più per gli orecchi, variazione e slegamento, pochissimo di quel che s'intende comunemente per azione, e un procedere di questa lento, obliquo, a sbalzi; tutto ciò insomma che può rendere diffìcile e odiosa la rappresentazione, v'è riunito come a bello studio. (Manzoni ad [[Attilio Zuccagni-Orlandini]], regio censore degli spettacoli a Firenze, aprile 1828)
*Adelchi una Musa ce l'ha, perché sembra che sia Dio a soffiargli nelle orecchie e nel cuore titanismo e passione.<ref group="fonte">Citato in ''Adelchi'', a cura di Alberto Giordano, Rizzoli, Milano.</ref> ([[Carmelo Bene]])
==''Del romanzo storico''==
===[[Incipit]]===
Il romanzo storico va soggetto a due critiche diverse, anzi direttamente opposte; e siccome esse riguardano, non già qualcosa d'accessorio, ma l'essenza stessa d'un tal componimento; così l'esporle e l'esaminarle ci pare una bona, se non la migliore maniera d'entrare, senza preamboli, nel vivo dell'argomento.<br>
Alcuni dunque si lamentano che, in questo o in quel romanzo storico, in questa o in quella parte d'un romanzo storico, il vero positivo non sia ben distinto dalle cose inventate, e che venga, per conseguenza, a mancare uno degli effetti principalissimi d'un tal componimento, come è quello di dare una rappresentazione vera della storia.
===Citazioni===
*L'[[arte]] è arte in quanto produce, non un effetto qualunque, ma un effetto definitivo. E, intesa in questo senso, è non solo sensata, ma profonda quella sentenza, che il vero solo è bello; giacché il [[verosimile]] (materia dell'arte) manifestato e appreso come verosimile, è un vero, diverso bensì, anzi diversissimo dal reale, ma un vero veduto dalla mente per sempre o, per parlar con più precisione, irrevocabilmente: è un oggetto che può bensì esserle trafugato dalla dimenticanza, ma che non può esser distrutto dal disinganno. (I; p. 7)
*Non sarà fuor di proposito l'osservare che, anche del verosimile la storia si può qualche volta servire, e senza inconveniente, perché lo fa nella buona maniera, cioè esponendolo nella sua forma propria, e distinguendolo così dal reale. E lo può fare senza che ne sia offesa l'unità del racconto, per la ragione semplicissima che quel verosimile non entra a farne parte. (I; p. 9)
*È una parte della miseria dell'uomo il non poter conoscere se non qualcosa di ciò che è stato, anche nel suo piccolo mondo; ed è una parte della sua nobiltà e della sua forza il poter congetturare al di là di quello che può sapere. La storia, quando ricorre al verosimile, non fa altro che secondare o eccitare una tale tendenza. Smette allora, per un momento, di raccontare, perché il racconto non è, in quel caso, l'istrumento bono, e adopra in vece quello dell'induzione: e in questa maniera, facendo ciò che è richiesto dalla diversa ragione delle cose, viene anche a fare ciò che conviene al suo novo intento. (I; p. 9)
*Il verosimile,cessando di parer vero, poteva manifestare e esercitar liberamente la sua propria e magnifica virtù, poiché non veniva a incontrarsi in un medesimo campo col vero, il quale, o volere o non volere, ha anch'esso una sua ragione e una sua virtù propria e che opera indipendentemente da ogni convenzione in contrario. (I; p. 15)
*Non sempre ciò che vien dopo è [[progresso]]. (II; p. 29)
*Nel [[romanzo storico]], il soggetto principale è tutto dell'autore, tutto poetico, perché meramente verosimile. E l'intento e lo studio dell'autore è di rendere, per quanto può, e il soggetto, e tutta l'azione, tanto verosimile relativamente al tempo in cui è finta, che fosse potuta parer tale agli uomini di quel tempo, se il romanzo fosse stato scritto per loro. (II; p. 34)
*Non c'è il contrasto diretto tra il vero e il verosimile; e è senza dubbio un gran vantaggio; ma c'è ugualmente o la confusione dell'uno con l'altro, o la distinzione tra di essi. Anzi c'è, in proporzioni variabilissime, ma inevitabilmente, e confusione e distinzione, come s'è dimostrato, forse più del bisogno, nella prima parte di questo scritto. (II; pp. 34-35)
==''Dell'invenzione''==
*E [[Difficoltà|difficile]], in qualunque grado, vuol sempre dire possibile. (p. [[s:Pagina:Opere varie (Manzoni).djvu/379|373]])
*Il [[raziocinio]] è un lume che uno può accendere, quando vuole obbligar gli altri a vedere, e può soffiarci sopra, quando non vuol più veder lui. (p. [[s:Pagina:Opere varie (Manzoni).djvu/397|391]])
*Non basta aver che fare con degli avversari che abbiano [[Ragione e torto|torto]]: bisogna aver [[Ragione e torto|ragione]]. (p. [[s:Pagina:Opere varie (Manzoni).djvu/404|398]])
==''I promessi sposi''==
{{Vedi anche|I promessi sposi}}
==''Il cinque maggio''==
===[[Incipit]]===
''Ei {{NDR|[[Napoleone Bonaparte]]}} fu. Siccome immobile,<br />dato il mortal sospiro,<br />stette la spoglia immemore<br />orba di tanto spiro,<br />così percossa, attonita<br />la terra al nunzio sta,<br /><br />muta pensando all'ultima<br />ora dell'uom fatale;<br />né sa quando una simile<br />orma di piè mortale<br />la sua cruenta polvere<br />a calpestar verrà.''
===Citazioni===
*''Fu vera [[gloria]]? Ai [[posterità|posteri]] | l'ardua sentenza''. ([[s:Il cinque maggio#Fu vera gloria|vv. 31-32]])
*''Tutto ei {{NDR|[[Napoleone Bonaparte]]}} provò: la gloria | maggior dopo il periglio | la fuga e la vittoria | la reggia e il tristo esiglio | due volte nella polvere | due volte sull'altar. | Ei si nomò: due secoli, | l'un contro l'altro armato, | sommessi a lui si volsero, | come aspettando il fato; | ei fe' silenzio, ed arbitro | s'assise in mezzo a lor.'' ([[s:Il cinque maggio#Tutto ei provò|vv. 43-54]])
*''Bella Immortal! benefica | [[Fede]] ai trionfi avvezza!''<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 486.</ref> ([[s:Il cinque maggio#Bella Immortal|vv. 97-98]])
*''Il Dio che atterra e suscita, | Che affanna e che consola''. ([[s:Il cinque maggio#Il Dio che atterra e suscita|vv. 105-106]])
===Citazioni su ''Il cinque maggio''===
*''Un cantico | Che forse non morrà''.<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 547.</ref> ([[s:Il cinque maggio#un cantico|vv. 23-24]])
==''Il conte di Carmagnola''==
===[[Incipit]]===
{{centrato|''Sala del Senato, in Venezia.''<br>IL DOGE ''e'' SENATORI ''seduti''.}}
<poem>'''Il Doge''': È giunto il fin de' lunghi dubbi, è giunto,
nobiluomini, il dì che statuito
fu a risolver da voi. Su questa lega,
a cui Firenze con sì caldi preghi
incontro il Duca di Milan c'invita,
oggi il partito si porrà. Ma pria,
se alcuno è qui cui non sia noto ancora
che vile opra di tenebre e di sangue
sugli occhi nostri fu tentata, in questa
stessa Venezia, inviolato asilo
di giustizia e di pace, odami: al nostro
deliberar rileva assai che' alcuno
qui non l'ignori. Un fuoruscito al Conte
di Carmagnola insidiò la vita;
fallito è il colpo, e l'assassino è in ceppi.</poem>
===Citazioni===
*'''Fortebraccio''': ''Sì, la [[prudenza]] è la virtù dei vecchi: | ella cresce cogli anni, e tanto cresce | che alfin diventa...''<br>'''Pergola''': ''Ebben, dite.''<br>'''Fortebraccio''': ''Paura; | poi che volete ad ogni modo udirlo.'' (atto secondo, scena III; p. [[s:Pagina:Opere varie (Manzoni).djvu/238|232]])
*''I fratelli hanno ucciso i fratelli: | Questa orrenda novella vi do''. (coro: atto II)
*''S'ode a destra uno squillo di tromba; | A sinistra risponde uno squillo''. (coro: atto II)
*''Ahi sventura! sventura! sventura!'' (coro: atto II)
==''In morte di Carlo Imbonati''==
*''Deh! vogli | la via segnarmi, onde toccar la cima | io possa, o far che, s'io cadrò su l'erta, | dicasi almen: su l'orma propria ei giace''. ([[s:In morte di Carlo Imbonati#203|203-206]])
*''Il santo Vero | Mai non tradir; né proferir mai verbo ! Che plauda al vizio o la virtù derida''.<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 445.</ref>
*{{NDR|Su [[Omero]]}} ''Quel sommo | D'occhi cieco, e divin raggio di mente, | Che per la [[Grecia]] mendicò cantando''.<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 408.</ref>
==''La Passione''==
===[[Incipit]]===
''<poem>O tementi dell'ira ventura,
Cheti e gravi oggi al tempio moviamo,
Come gente che pensi a sventura,
Che improvviso s'intese annunziar.
Non s'aspetti di squilla il richiamo;
Nol concede il mestissimo rito:
Qual di donna che piange il marito,
È la veste del vedovo altar.</poem>''
===Citazioni===
*''S'ode un carme: l'intento Isaia | Proferì questo sacro lamento, | In quel dì che un divino spavento | Gli affannava il fatidico cor''.
*{{NDR|[[Gesù]]}} ''Egli è il Giusto, che i vili han trafitto, | Ma tacente, ma senza tenzone; | Egli è il Giusto; e di tutti il delitto | Il Signor sul suo capo versò''.
*''Disse [[Dio|Iddio]]: Qual chiedete sarà. | E quel Sangue dai padri imprecato | Sulla misera prole ancor cade, | Che, mutata d'etade in etade, | Scosso ancor dal suo capo non l'ha''.
===[[Explicit]]===
''<poem>E tu, [[Maria|Madre]], che immota vedesti
Un tal Figlio morir sulla croce,
Per noi prega, o regina de' mesti,
Che il possiamo in sua gloria veder;
Che i dolori, onde il secolo atroce
Fa de' buoni più tristo l'esiglio,
Misti al santo patir del tuo Figlio,
Ci sian pegno d'eterno goder.</poem>''
==''La Pentecoste''==
*''Madre de' Santi, immagine | Della città superna, | Del sangue incorruttibile | Conservatrice eterna; | Tu che, da tanti secoli, | Soffri, combatti e preghi, | Che le tue tende spieghi | Dall'uno all'altro mar; || Campo di quei che sperano; | [[Chiesa cattolica|Chiesa]] del Dio vivente,'' [...]. (vv. 1-10)
*''Perché, baciando i pargoli, | La schiava ancor sospira? | E il sen che nutre i liberi | Invidïando mira? | Non sa che al regno i miseri | Seco il Signor solleva? | Che a tutti i figli d'Eva | Nel suo dolor pensò?'' (vv. 65-72)
*''Doni con volto amico, | Con quel tacer pudico, | Che accetto il don ti fa.'' (vv. 126-128)
==''Osservazioni sulla morale cattolica''==
===[[Incipit]]===
Questo scritto è destinato a difendere la morale della Chiesa cattolica dall'accuse che le sono fatte nel Cap. CXXVII della Storia delle Repubbliche Italiane del medio evo.
===Citazioni===
*[...] il vero male per l'uomo non è quello che soffre, ma quello che fa [...]. ([[s:Osservazioni sulla morale cattolica/Capitolo III#il vero male|cap. III]])
*Il [[dubbio]] parziale e accidentale limita la scienza: il dubbio universale e necessario la nega. ([[s:Osservazioni sulla morale cattolica/Appendice al capitolo terzo|appendice al cap. III]])
*[...] è un giudizio della più rea e stolta temerità l'affermare d'alcun uomo vivente, che non lo sia, l'escluderne uno solo dalla speranza nelle ricchezze delle misericordie di Dio. ([[s:Osservazioni sulla morale cattolica/Capitolo VII|cap. VII]])
*La [[maldicenza]] rende peggiore chi parla e chi ascolta, e per lo più anche chi n'è l'oggetto.<ref>{{Cfr}} [[Cesare Cantù]], ''Attenzione!'': «La maldicenza rende peggiore chi la usa, chi la ascolta, e talora anche chi n'è l'oggetto».</ref> ([[s:Osservazioni sulla morale cattolica/Capitolo XIV|cap. XIV]])
*''La [[modestia]] è una delle più amabili doti dell'uomo superiore''. Verissimo; anzi s'osserva comunemente che la modestia cresce in proporzione della superiorità: e questo si spiega benissimo con l'idee della religione. La superiorità non è altro che un grande avanzamento nella cognizione e nell'amore del vero: la prima rende l'uomo umile, e il secondo lo rende modesto. ([[s:Osservazioni sulla morale cattolica/Capitolo XVII|cap. XVII]])
==''Pensieri sparsi''==
*Le [[Ingiuria|ingiurie]] hanno un gran vantaggio sui ragionamenti, ed è quello di essere ammesse senza prova da una moltitudine di lettori. (V, 2)
*Uno dei tormenti degli uomini d'ingegno è che quando una [[verità]] è stata detta essi prevedono che finirà a prevalere, e intanto devono assistere alla lunga nojosa insopportabile guerra che le si fa, devono vedere la maraviglia e le risa di coloro che la trattano da paradosso. La cosa va per lo più tanto in lungo che quella verità stessa, se non è della più alta importanza, a forza di essere ripetuta nella questione, finisce ad annojare. (IX, 2)
*[...] una guerra difensiva di chi ha ragione è buona; ma non può esistere se non colla condizione d'una guerra ingiusta; non si può applicare ad entrambe la qualificazione buono. (XII)
*Bisogna cominciare a dire (per quanto si può staccar cosa da cosa) le verità che non urtino di fronte le opinioni false predominanti: dirne molte molte di queste verità: il criterio si muta, le disposizioni intellettuali si mutano, e gli elementi di comparazione e di giudizio si moltiplicano nell'universale, e si arriva a segno che quelli ai quali una verità tale detta tempo innanzi avrebbe mossa una indegnazione irriflessiva, irrazionale, la ricevono con gioia, e par loro che l'avrebbero trovata, fors'anche che già la conoscevano. (XVII, 2)
==''Storia della colonna infame''==
===[[Incipit]]===
La mattina del 21 di giugno 1630, verso le quattro e mezzo, una donnicciola chiamata Caterina Rosa, trovandosi, per disgrazia, a una finestra d'un cavalcavia che allora c'era sul principio di via della Vetra de' Cittadini, dalla parte che mette al corso di porta Ticinese (quasi dirimpetto alle colonne di san Lorenzo), vide venire un uomo con una cappa nera, e il cappello sugli occhi, e una carta in mano, ''sopra la quale'', dice costei nella sua deposizione, ''metteva su le mani, che pareua che scrivesse''. Le diede nell'occhio che, entrando nella strada, ''si fece appresso alla muraglia delle case, che è subito dopo voltato il cantone, e che a luogo a luogo tiraua con le mani dietro al muro. All'hora'', soggiunge, ''mi viene in pensiero se a caso fosse un poco uno de quelli che, a' giorni passati, andauano ongendo le muraglie.'' Presa da un tal sospetto, passò in un'altra stanza, che guardava lungo la strada, per tener d'occhio lo sconosciuto, che s'avanzava in quella; ''et viddi, dice, che teneua toccato la detta muraglia con le mani.'' ([[s:Storia della colonna infame/Capitolo I|Incipit]])
===Citazioni===
*Ma la menzogna, l'abuso del potere, la violazion delle leggi e delle regole più note e ricevute, l'adoprar doppio peso e doppia misura, son cose che si posson riconoscere anche dagli uomini negli atti umani; e riconosciute, non si posson riferire ad altro che a passioni pervertitrici della volontà. (''Introduzione''; 1840, p. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/757|751]])
*Ci par di vedere la natura umana spinta invincibilmente al male da cagioni indipendenti dal suo arbitrio, e come legata in un sogno perverso e affannoso, da cui non ha mezzo di riscotersi, di cui non può nemmeno accorgersi. (''Introduzione''; 1840, p. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/758|752]])
*Noi, proponendo a lettori pazienti di fissar di nuovo lo sguardo sopra orrori già conosciuti, crediamo che non sarà senza un nuovo e non ignobile frutto, se lo sdegno e il ribrezzo che non si può non provarne ogni volta, si rivolgeranno anche, e principalmente, contro passioni che non si posson bandire, come falsi sistemi, né abolire, come cattive istituzioni, ma render meno potenti e meno funeste, col riconoscerle ne' loro effetti, e detestarle. (''Introduzione''; 1840, p. 752)
*L'operar senza regole è il più faticoso e difficile mestiere di questo mondo. (cap. II; 1840, p. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/771|765]])
*Non si lavora a fare e a ritagliar finimenti al cavallo che si vuol lasciar correre a suo capriccio; gli si leva la briglia, se l'ha. (cap. II; 1840, p. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/774|768]])
*[...] è men male l'agitarsi nel [[dubbio]], che il riposar nell'errore [...]. (cap. II; 1840, p. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/780|774]])
*Non dico [...], per non affermar troppo più di quello che so; benché, dicendolo, non temerei d'affermar più di quello che è. (cap. II; 1840, p. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/781|775]])
*Ciò ch'essi chiamavano arbitrio, era in somma la cosa stessa che, per iscansar quel vocabolo equivoco e di tristo suono, fu poi chiamata poter discrezionale: cosa pericolosa, ma inevitabile nell'applicazion delle leggi, e buone e cattive; e che i savi legislatori cercano, non di togliere, che sarebbe una chimera, ma di limitare ad alcune determinate e meno essenziali circostanze, e di restringere anche in quelle più che possono. (cap. II; 1840, p. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/783|777]])
*Viene, nelle cose grandi, come nelle piccole, un momento in cui ciò che, essendo accidentale e fattizio, vuol perpetuarsi come naturale e necessario, è costretto a cedere all'esperienza, al ragionamento, alla sazietà, alla moda, a qualcosa di meno, se è possibile, secondo la qualità e l'importanza delle cose medesime; ma questo momento dev'esser preparato. (cap. III; 2001, p. 113)
*E non paia strano di vedere un tribunale farsi seguace ed emulo d'una o di due donnicciole; giacché, quando s'è per la strada della passione, è naturale che i più ciechi guidino. Non paia strano il veder uomini i quali non dovevan essere, anzi non eran certamente di quelli che vogliono il male per il male, vederli, dico, violare così apertamente e crudelmente ogni diritto; giacché il credere ingiustamente, è strada a ingiustamente operare, fin dove l'ingiusta persuasione possa condurre; e se la coscienza esita, s'inquieta, avverte, le grida d'un pubblico hanno la funesta forza (in chi dimentica d'avere un altro giudice) di soffogare i rimorsi; anche d'impedirli. (cap. III; 2001, p. 120)
*Spegnere il lume è un mezzo opportunissimo per non veder la cosa che non piace, ma non per veder quella che si desidera. (cap. IV; 2001, p. 147)
*Ma il mantello dell'iniquità è corto; e non si può tirarlo per ricoprire una parte, senza scoprirne un'altra. (cap. IV; 1840, p. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/825|819]])
*Così dal [[Paolo Sarpi|Sarpi]], senza citarlo punto, prende il [[Pietro Giannone|Giannone]] molti brani, e tutta l'orditura d'una sua digressione; come mi fu fatto osservare da una dotta e gentile persona. E chi sa quali altri furti non osservati di costui potrebbe scoprire chi ne facesse ricerca; ma quel tanto che abbiam veduto d'un tal prendere da altri scrittori, non dico la scelta e l'ordine de' fatti, non dico i giudizi, l'osservazioni, lo spirito, ma le pagine, i capitoli, i libri, è sicuramente, in un autor famoso e lodato, quel che si dice un fenomeno. Sia stata, o sterilità, o pigrizia di mente, fu certamente rara, come fu raro il coraggio; ma unica la felicità di restare, anche con tutto ciò (fin che resta), un grand'uomo. (cap. VII; 1840, pp. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/867|861]]-862)
*Sarebbe uno di que' casi tristi e non rari, in cui uomini tutt'altro che inclinati a mentire, volendo levar la forza a qualche errore pernicioso, e temendo di far peggio col combatterlo di fronte, hanno creduto bene di dir prima la [[verità e bugia|bugia]], per poter poi insinuare la [[verità e bugia|verità]]. (cap. VII; 2001, p. 201)
===Citazioni su ''Storia della colonna infame''===
*Qualche anno dopo aver finito gli studi, mi capitò inopinatamente fra le mani una copia de ''La colonna infame''. La lessi, ne rimasi incuriosito, colpito, addirittura turbato. Avvenne in me un risveglio di attenzione. Ma era possibile che quel baciapile di Manzoni avesse scritto quell'opera così profonda, che scandagliava l'animo umano nei suoi meandri più nascosti, che rappresentava la drammaticità e le contraddizioni dell'esistenza, con acutezza e sguardo critico? ([[Andrea Camilleri]])
*Lo scritto rappresenta come un fiume carsico che pervade tutta l'opera del Manzoni, con la sua essenzialità e la sua tragicità. ([[Andrea Camilleri]])
==''Strofe per una prima Comunione''==
===[[Incipit]]===
Mia cara Vittoria,
La tua lettera mi reca una di quelle vive consolazioni, che il Signore serba talvolta, a quelli che ha più severamente visitati. Sì, mia Vittoria, il sentimento che hai dell'inneffabile grazia che ti prepari a ricevere, mi dà la soave fiducia che essa sarà per te un principio di grazie continue, di non interrotte benedizioni.
===Citazioni===
*Chi ti ha dato il comando ti promette egli il soccorso.
*Confida tanto più, quanto più ti senti debole, perché il Signore non manca a chi si conosce e prega.
==''Il nome di Maria''==
===[[Incipit]]===
<poem>Tacita un giorno a non so qual pendice
Salia d'un fabbro nazaren la sposa;
Salia non vista alla magion felice
D'una pregnante annosa;
E detto salve a lei, che in reverenti
Accoglienze onorò l'inaspettata,
Dio lodando, esclamò: Tutte le genti
mi chiameran beata.</poem> ([[s:Inni sacri/Il nome di Maria|Incipit]])
===Citazioni===
*''O Vergine, o Signora, o Tuttasanta, | Che bei nomi ti serba ogni loquela! | Più d'un popol superbo esser si vanta | in tua gentil tutela''. (vv. 37-40)
*''Tu pur, beata, un dì provasti il pianto; | Né il dì verrà che d'oblianza il copra; | Anco ogni giorno se ne parla; e tanto | Secol vi corse sopra''. (vv. 57-60)
===[[Explicit]]===
<poem>Deh! a Lei volgete finalmente i preghi,
Ch'Ella vi salvi, Ella che salva i suoi;
E non sia gente né tribù che neghi
Lieta cantar con noi:
Salve, o degnata del secondo nome,
O Rosa, O Stella ai periglianti scampo;
Inclita come il sol, terribil come
Oste schierata in campo.</poem>
===Citazioni su ''Il nome di Maria''===
*[[Maria (madre di Gesù)|Maria]] è non solo la pietosa degli affanni altrui, ma anche la bella, la potente, la forte: però si ricorre a lei, sicuri d'essere validamente aiutati nelle avversità della vita e nella lotta contro il male e le passioni che più facilmente ci conducono a rovina. E ciò ci si dice non perché non sia chiarissima, ma perché della convenienza di questa chiusa altri, senza intenderne il vero, ha mostrato dubitare. ([[Alfonso Bertoldi]])
==[[Incipit]] di ''Del trionfo della libertà''==
<poem>Coronata di rose e di viole
Scendea di Giano a rinserrar le porte
La bella Pace pel cammin del sole,<ref>Carlo Romussi scrive in nota: "La pace di Luneville firmata a' 9 febbrajo 1801. L'imagine del più puro classicismo rivela nel giovinetto lo studioso delle costumanze dell'antica Roma, dove, terminata una guerra, si chiudevano le porte del tempio di Giano".</ref>
E le spade stringea d'aspre ritorte,
E cancellava con l'orme divine
I luridi vestigi de la morte;
E la canizie de le pigre brine
Scotean dal dorso, e de le verdi chiome
Si rivestian le valli e le colline;<ref>Carlo Romussi riporta in nota: "Cominciava allora la primavera, che viene descritta ad imitazione di Orazio nella famosa ode a Torquato. Scrivendo nella primavera del 1801, Manzoni contava sedici anni, essendo nato ai 7 marzo 1785".</ref>
Quand'io fui tratto in parte, io non so come,<ref>Carlo Romussi scrive in nota: "Imita Dante nell'ignorare il modo col quale fu trasportato dove vide la gran luce: «''I' non so ben ridir com' io v'entrai''»".</ref>
Io non so con qual possa, o con quai piume,
Quasi sgravato da le terree some.</poem>
==Citazioni su Alessandro Manzoni==
*A confessione di tutti, cattolici o no, nessuno nella letteratura italiana del nostro secolo ha stampato ''più vasta orma'' di Alessandro Manzoni. In tutte le opere sue rifulge il sentimento Cristiano più puro e si affermano i principi cattolici apertamente. Cantò i Misteri della religione, ne difese con potente dialettica la morale, e questa morale seguì nella pratica di una lunga vita intemerata. Pure, quel partito lo ha per lungo tempo reietto o negletto. Da prima ne calunniarono le intenzioni e nel romanzo cercarono (come essi dicevano) i germi deleteri del [[liberalismo]] ed osarono contrapporgli altri romanzi, utili forse in qualche modo come repertori di lingua, ma che non faranno mai né pensare né battere il cuore. Né, tanti anni dopo morto, si son chetati ancora: non gridano più, ma non si danno per vinti. In un periodico, che è insieme loro espressione ed ispirazione, pochi anni fa leggemmo che «soltanto pochi illusi credettero che il Manzoni si fosse convertito davvero». ([[Ermenegildo Pistelli]])
*Alessandro Manzoni è considerato generalmente come un poeta calmo, sereno, d'una imperturbabile mitezza, come il poeta della pace e dell'armonia. [...]. Io oso affermare che Alessandro Manzoni è stato uno scrittore di combattimento, ed il suo spirito uno spirito audacemente novatore. La perfetta serenità della Musa manzoniana vela, sotto l'apparenza di una inalterata compostezza, l'ardimento del pensiero. ([[Gaetano Negri]])
*Alessandro Manzoni fu la stella nella cui orbita vennero attratti gli altri pianeti. La dolcezza del suo carattere, l'assenza di presunzione, il suo amore per il quieto vivere che lo esponeva indifeso all'accusa di debolezza politica, lo rendevano caro a tutti, ed imprimevano al suo aspetto una tale mansuetudine da far sì che molti si sottomettessero senz'accorgersene all'autorità letteraria dello scrittore per l'affetto e la reverenza che loro ispirava l'uomo. ([[Joseph Spencer Kennard]])
*Alla [[modernità]] – all'illuminismo, alla Rivoluzione francese, alla scienza moderna e alla rivoluzione industriale – Manzoni contrappone la Provvidenza e il suo disegno imperscrutabile, che non può essere interrogato ma soltanto accettato; alla società atomizzata dei diritti individuali contrappone l'ordine gerarchico patriarcale; alla libertà di coscienza e di pensiero le virtù dell'obbedienza e della rassegnazione; al cittadino il suddito. ([[Fabrizio Rondolino]])
*Avvenne una volta ad Alessandro Manzoni, già vecchio, di trovarsi a passare per uno dei paesi che gli eruditi additano come l'originale di quello dei Promessi Sposi: Acquate, mi pare. Un contadino, mostrando a quell'ignoto forestiere le bellezze del villaggio, gli segnalò "la casa di Lucia". Interrogato, raccontò a modo suo la faccenda di Renzo e Lucia come fatto realmente accaduto molti anni avanti; non si sognava neppure di pensare che fosse un romanzo; ignorava l'esistenza di questo genere letterario; avrebbe per lo meno dato del matto a chi avesse voluto fargli credere che quella realtà era stata un'invenzione del vecchio forestiere. Qui lo straniamento dell'opera creata, dall'individuo creatore, era avvenuto in modo totale. Ma un primo grado di questo distacco si ha quando la conoscenza popolare, anche sapendo di aver a fare con un'opera di fantasia, dimentica il nome dell'autore. Ogni autore, se è saggio, deve desiderare con tutte le sue forze di essere in tal modo totalmente dimenticato come persona. ([[Massimo Bontempelli]])
*{{maiuscoletto|Chi}} voglia persuadersi che il Manzoni non è un «rassegnato» e che i ''Promessi Sposi'' non sono troppo passatisti, basta che li rilegga con l'attenzione che è dovuta a un libro difficile. Nessuno prende in mano la ''[[Divina Commedia]]'' sicuro di sé. Forse, se è un conferenziere di grido, si darà quell'aria spregiudicata che piace alle signore e coprirà di eleganti ironie le teste calve dei «dantisti» e dei «commentatori», come se lui non avesse bisogno dell'aiuto di codesti pedanti. Ma quando sono soli con se stessi, allora anche i conferenzieri e gli artisti e i poeti si degnano di studiare i commentatori poiché sanno quanto é facile farsi mettere in sacco da Dante. Coi ''Promessi Sposi'' invece tutti fanno a confidenza. In una divisione a orecchio da quasi tutti accettata, é oramai convenuto che la ''Divina Commedia'' è tra i libri difficili e i ''Promessi Sposi'' tra i facili. È un pregiudizio. ([[Ermenegildo Pistelli]])
*Il cristianesimo dell'autore spingeva a guardare verso il cielo, meno alla terra. La fede cristiana non aveva educato alla rassegnazione di fronte al gran gioco della storia? Manzoni non credeva alla forza delle rivolte. ([[Andrea Riccardi]])
*Il [[Giacomo Leopardi|{{maiuscoletto|Leopardi}}]] e il {{maiuscoletto|Manzoni}} {{sic|dànno}} nome ciascuno a un capitolo della nostra storia letteraria contemporanea. Accadde in entrambi la medesima cosa: ebbero, cioè, l'uno e l'altro una ''conversione letteraria'' e una ''conversione filosofica''. Nella prima tennero via parallela; nella seconda diametralmente opposta. Esordirono ambedue scrittori stranieri e mezzo infrancesati, e finirono schiettamente italiani e originali. L'uno, il {{maiuscoletto|Leopardi}}, cominciò con l'essere cristiano e non tardò quasi a divenire scettico: l'altro, il {{maiuscoletto|Manzoni}}, cominciò con l'essere scettico, o indifferente, e non tardò a divenire cristiano. ([[Clemente Benedettucci]])
*Il Manzoni, e qui sta l'essenza della sua azione, è un romantico che non si è fermato a mezzo, è un romantico che ha superato il [[romanticismo]]. Egli ha saputo portare alle estreme e logiche conseguenze la rivoluzione letteraria a cui aveva preso parte, e, se non in tutte, almeno nella più grande delle sue opere, ha studiato il mondo e la vita, quali a lui si presentavano nella realtà, portandoli direttamente così come li trovava, dal vero nel libro. ([[Gaetano Negri]])
*Il Manzoni, oltre che poeta sommo, fu anche poeta originalissimo. Pur tuttavia qualche cosa, specie per quel che riguarda la elocuzione e lo stile, derivò da' classici latini, primo di tutti [[Virgilio]], l'opera del quale studiò con lungo amore, e la grandezza fece manifesta in pagine di critica davvero meravigliose. Per gl' ''Inni'' poi, e non solo per essi, molti sono i concetti che trasse dagli Evangeli e, più largamente, da' biblici scrittori. ([[Alfonso Bertoldi]])
*Il potere, in se stesso, comunque lo si pratichi, comunque lo si cerchi, è un male. È stato Manzoni il primo, limpido assertore che agire la storia, fare la storia e non subirla è comunque rendersi complice di un male, diventare corresponsabili di un orrore. ([[Cesare Garboli]])
*La conversione del Manzoni non mosse da uno stato anteriore di assoluta incredulità o di ateismo. Egli era stato educato e nutrito nella filosofia del secolo XVIII, e seguiva perciò quelle dottrine del ''[[Sensismo]]'', che rappresentano la ''forma mentis'' del secolo: tutti, dal più al meno, con maggiore o minore intensità di colorito, chierici e laici, uomini così di scienza come di letteratura o di religione, furono allora sensisti: sensista era anche il padre Soave, il buon Barnabita, che fu maestro del Manzoni giovinetto. ([[Adolfo Faggi]])
*La disinvoltura linguistica del dialogo manzoniano cos'altro è se non il segno, la spia, di una religione indifferente alla realtà, alla realtà così com'è intesa dai romanzieri realisti? ([[Giorgio Bassani]])
*Manzoni gode con una virginale modestia un'anticipazione d'immortalità, e prossimo all'Olimpo dimentica la terra. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Nei ''Promessi sposi'', il Manzoni fa mangiare a Renzo, Tonio e Gervaso, andati all'osteria poco prima del «matrimonio a sorpresa», un gran piatto di polpette. E quando la madre, Giulia Beccaria, gli domandò il perché di tale scelta, don Lisander rispose: «Cara mamma, mi avete fatto mangiare fin da bambino tante di quelle polpette, che ho ritenuto giusto farle assaggiare anche ai personaggi del mio romanzo». ([[Cesare Marchi]])
*Quando il Manzoni, definendo la nazione, scriveva ''Una d'armi di lingua d'altare di memorie di sangue di cor'' compiva un macroscopico esercizio retorico senza alcun fondamento nella realtà. ([[Eugenio Scalfari]])
===[[Raffaello Barbiera]]===
*Alessandro Manzoni quando sentiva esaltare un libro domandava col suo fine sorriso canzonatore: ''lo [[Rilettura|rileggereste]]?''
*Com'è possibile accusare il Manzoni di pietismo (degenerazione della pietà religiosa) considerando la profonda tenerezza cristiana che irrora il cuore del poeta e gli strappa accenti giusti e soavi e potenti insieme?
*Il Manzoni vicino a [[Ugo Foscolo]] sembra un asceta a fianco di Lucifero; ma quanto più ribelle e più rivoluzionario nell'arte! Il Manzoni abbatté la statua della retorica, per riporvi quella della verità; e rinnovò il romanzo, rinnovò la tragedia, rinnovò l'ode, rinnovò la prosa.
===[[Paolo Bellezza]]===
*Aveva paura del dentista; epperò, quando aveva bisogno dell'opera sua, si faceva mettere a posto la chiave da lui, e si cavava il dente da sé.
*Dimostrossi il Manzoni precocemente avverso al matrimonio. A nove anni, trovandosi a un pranzo di gala, gli accadde di versare il bicchiere sulla tavola. «Sarete il primo maritato» — gridarono i commensali; e il fanciullo, alzando le manine in atto d'orrore: «me lo sono meritato!».
*Fanciullo «impressionabile,» ancora negli ultimi suoi anni conservava vivo nella fantasia il lugubre quadro dei Francesi che aveva veduto battere in ritirata davanti agli Austriaci. Nel collegio di Merate alcuni de' suoi compagni congiurarono contro di lui; altri in suo favore. Di ciò gli rimase per tutta la vita un sentimento d'antipatia per le combriccole, le congreghe, le consorterie, le società segrete.
*Il Manzoni possedeva in alto grado quella ch'egli chiama «la virtù dei vecchi» cioè la prudenza. Qualche atto anzi della sua carriera – p. es. l'aver aspettato a pubblicare l'ode ''Marzo 1821'' fino al 1848 farebbe pensare, secondo qualche critico, al seguito della citazione:<br><div style="text-align:center;">Ella cresce con gli anni, e tanto cresce<br>Che alfin diventa... paura</div>e parrebbe illustrare quel suo sonetto giovanile (1801), in cui si chiama «non audace.»
*Vecchio cadente, ben sentendo come il corpo e l'intelletto fossero esauriti, andava ripetendo agli amici: «Rido di me, piangendo».
===[[Natalia Ginzburg]]===
*Convulsionario era anche [[Eustachio Degola|Degola]]: e questo, probabilmente, creò fra Manzoni e Degola una reciproca comprensione.
*[[Enrichetta Blondel|Enrichetta]] e Alessandro Manzoni si sposarono a Milano nel febbraio del 1808. Si sposarono con il rito calvinista. Per sposarsi con il rito cattolico, egli avrebbe dovuto chiedere la dispensa, essendo lei di religione diversa nonostante il battesimo. Ma aveva fretta e quella dispensa trascurò di chiederla. Scrisse a [[Claude Fauriel|Fauriel]] che i preti si erano rifiutati di celebrare il suo matrimonio a causa della differenza di culto.
*I disegni di [[Francesco Hayez|Hayez]] non parvero soddisfacenti. Fu chiamato il francese Boulanger. Nemmeno di disegni di Boulanger furono giudicati con favore. Poi [[Massimo d'Azeglio|d'Azeglio]] venne con un certo pittore [[Francesco Gonin|Gonin]]. I disegni di Gonin, Manzoni li trovò bellissimi. Egli iniziò a scrivere a Gonin quasi giornalmente. «Mio caro Gonin». Furono fatti venire da Parigi degli incisori. Fu messa in piedi una piccola tipografia in via San Pietro dell'Orto.
===[[Giovanni Mestica]]===
*Del titolo di conte, che essendo ereditario nella sua famiglia poteva competergli, non volle mai saperne; e quando il governo austriaco nel 1816 agli aventi titoli di nobiltà prescrisse che, se volevano che fossero riconosciuti, li denunziassero ad esso, egli si guardò bene dal registrare il suo; e se qualcuno lo chiamava con quel titolo, «Che conte! (soleva esclamare) Io sono Alessandro Manzoni, e non altro.»
*È noto che il Manzoni non fu uomo d'azione, e che non avendo preso parte viva con atti estrinseci alle rivoluzioni fatte pel risorgimento nazionale dal 1814 in poi, non ebbe mai dall'Austria dominante in Lombardia delle gravi molestie, e tanto meno persecuzioni e tormenti, come altri moltissimi, e parecchi ancora de suoi amici; ond'egli, trovandosi un giorno in mezzo a un crocchio di questi, disse con affabile ironia: «Ho vergogna di vedermi tra voialtri io che unico non sono stato in prigione»: perché essi v'erano stati tutti.
*Nella terza delle [[Cinque giornate di Milano|cinque giornate {{NDR|di Milano}}]] segnò francamente il suo nome in un foglio diretto dai Milanesi al re [[Carlo Alberto di Savoia|Carlo Alberto]] per invocarne l'ajuto; ma poco dopo non volle sottoscrivere il plebiscito dell'unione della Lombardia col Piemonte, non già perché se la intendesse coi repubblicani, di tale unione fierissimi e clamorosi oppositori, ma perché temeva che ciò potesse guastare quella ch'egli chiamava la sua «bella utopia» dell'unità nazionale.
===[[Salvatore Silvano Nigro]]===
*La storia è un "immenso pelago di errori". La denuncia veniva dall'illuminismo giuridico. E da ''Dei delitti e delle pene'' di [[Cesare Beccaria]], in particolare. Tutti gli errori, Manzoni compendia nella storia morale e politica del Seicento: l'incertezza del diritto, la legislazione eccessivamente proliferante che a colpi di gride sopporta l'arbitrio dei potenti e la manipolazione dei causidici, l'impunità organizzata delle classi e delle consorterie (e persino della Chiesa), la cultura economica irresponsabile e monopolistica (che blocca la libera concorrenza e impone la demagogia del prezzo politico), la persecuzione dell'onestà disarmata. Il [[I promessi sposi|romanzo]] di Manzoni aggredisce l'errore nei suoi punti di perversione. Con sdegno, senz'altro. Ma anche con compassione: "[...] la morale cattolica rimuove le cagioni che rendono difficile l'adempimento di questi due doveri, odio all'errore, amore agli uomini".
*Ma don Lisander non era tipo da cedere e assecondare senza una sua convinzione. Nel progetto della [[Teresa Borri|moglie]] e del [[Stefano Stampa|figliastro]], lo allettava il proposito di un ritratto "conversato". Il quadro di [[Francesco Hayez|Hayez]] (oltre che far coppia con quello della seconda moglie) doveva infatti risultare in dialogo correttivo con l'immagine che dello scrittore in piedi sullo sfondo del lago di Como, nell'atto di stringere un libro e di guardare in alto assorto, un decennio prima avevano fissato su tela il Molteni e il [[Massimo d'Azeglio|d'Azeglio]]: «Non vollero ch'ei fosse ritratto con un libro in mano né coll'aria ispirata (come se non si fosse saputo ch'ei sapeva leggere e scrivere e ch'era un poeta ispirato), ma coll'aria calma di chi ascolta per poi parlare», precisava memorando il solito Stefano Stampa. Per donna Teresa e per il figliastro, quindi, la tabacchiera doveva stare al posto del libro. Però il sorriso dissimulato del Manzoni secondo Hayez, sembra dire altro a proposito dell'utensile.
*Manzoni aveva un deficiente senso degli affari. S'era convinto di riuscire a scoraggiare le contraffazioni e le speculazioni degli editori, con la proposta di un'edizione illustrata del [[I promessi sposi|romanzo]] che fosse di difficile riproduzione. Ci rimise gran parte del patrimonio. In compenso si concesse un'originalissima ristrutturazione testuale dell'opera. Si occupò dell'impaginazione tipografica. Decise la sceneggiatura illustrativa. Dettò le vignette ai disegnatori, e le corresse. I soggetti «furono tutti scelti e fissati da lui», scrisse l'illustratore [[Francesco Gonin|Gonin]] a [[Stefano Stampa]], in una lettera del 9 marzo 1885: «dovendosi intercalare nel testo, ebbe la pazienza di calcolare ''quante righe'' occuperebbe quel tal disegno onde capitasse nella pagina dove c'era il fatto, e scelto il bosso della dovuta grandezza lo avvolgeva in carta bianca sulla quale scriveva il testo del soggetto, pagina tale, cosicché il disegnatore trovavasi fissata grandezza e soggetto».
==Note==
<references/>
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Bibliografia==
*[[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, Milano, 1921.
*Alessandro Manzoni, ''[[s:Adelchi|Adelchi]]'' (1822), in ''[[s:Opere varie (Manzoni)|Opere varie]]'' Fratelli Rechiedei, Milano, 1881.
*Alessandro Manzoni, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/m/manzoni/del_romanzo_storico_etc/pdf/del_ro_p.pdf Del romanzo storico {{small|e, in genere, de' componimenti misti di storia e d'invenzione}}]'' (1830), in ''Opere varie'', Fratelli Rechiedei, Milano, 1870.
*Alessandro Manzoni, ''[[s:Del trionfo della libertà|Del trionfo della libertà]]'', in ''Tutte le poesie'', a cura di Attilio Polvara, Rizzoli, Milano, 1951.
*Alessandro Manzoni, ''[[s:Dell'invenzione|Dell'invenzione]]'' (1870), in ''Opere varie'' Fratelli Rechiedei, Milano, 1881.
*Alessandro Manzoni, ''[[s:Il cinque maggio|Il cinque maggio]]'' (1821), in ''Opere varie'' Fratelli Rechiedei, Milano, 1881.
*Alessandro Manzoni, ''[[s:Il Conte di Carmagnola|Il conte di Carmagnola]]'' (1828), in ''Opere varie'' Fratelli Rechiedei, Milano, 1881.
*Alessandro Manzoni, ''[[s:Inni sacri/La Passione|La Passione]]'', in ''[[s:Inni sacri|Inni sacri]]'' (1812), in ''Opere varie'' Fratelli Rechiedei, Milano, 1881.
*Alessandro Manzoni, ''[[s:Inni sacri/La Pentecoste|La Pentecoste]]'', in ''[[s:Inni sacri|Inni sacri]]'' (1812), in ''Opere varie'' Fratelli Rechiedei, Milano, 1881.
*Alessandro Manzoni, ''[[s:Osservazioni sulla morale cattolica|Osservazioni sulla morale cattolica]]'', in ''Opere varie di Alessandro Manzoni'', Fratelli Rechiedei, Milano, 1881.
*Alessandro Manzoni, ''[http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit001149 Pensieri sparsi]'', in ''Dell'invenzione e altri scritti filosofici'', Centro nazionale studi manzoniani, Milano, 2004.
*Alessandro Manzoni, ''Poesie liriche'', a cura di [[Alfonso Bertoldi]], Sansoni, Firenze, terza edizione, 1920.
*Alessandro Manzoni, ''[[s:Storia della colonna infame|Storia della colonna infame]]'' (1840), in ''[[s:I promessi sposi (1840)|I promessi sposi]]'' (1840), tip. Guglielmini e Redaelli, Milano, 1840.
*Alessandro Manzoni, ''Storia della colonna infame'', illustrazioni di Francesco Gonin, introduzione di Franco Cordero, premessa al testo, bibliografia e note di Gianmarco Gaspari, I grandi classici della letteratura italiana, Fabbri, Milano, 2001.
*Alessandro Manzoni, ''[[s:Strofe per una prima Comunione|Strofe per una prima Comunione]]'', in ''Opere varie'' Fratelli Rechiedei, Milano, 1881.
==Voci correlate==
*[[Cesare Beccaria]]
*[[Giulia Beccaria]]
*[[Enrichetta Blondel]]
*[[Teresa Borri]]
*[[Eustachio Degola]]
*[[Claude Fauriel]]
*[[Carlo Imbonati]]
*[[Pietro Manzoni]]
*[[Antonio Rosmini]]
*[[Stefano Stampa]]
*[[Luigi Tosi (vescovo)]]
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Il cinque maggio||(1821)}}
{{Pedia|Adelchi||(1822)}}
{{Pedia|Storia della colonna infame||(1840)}}
{{Pedia|I promessi sposi||(1827 poi 1840 e 1842)}}
{{vetrina|15|ottobre|2005|scrittori|poeti}}
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[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Epistolografi]]
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Thomas Edison
0
1774
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2026-05-09T18:44:54Z
Udiki
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Sistemo l'ultima aggiunta. Se la fonte secondaria menziona la primaria, sarebbe positivo se fossero presenti entrambe come spiegato in [[Aiuto:Fonti#Libri altrui]]
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Thomas Edison.jpg|thumb|Thomas Edison nel 1915]]
'''Thomas Alva Edison''' (1847 – 1931), inventore e imprenditore statunitense.
==Citazioni di Thomas Alva Edison==
*Chiunque controlli il [[cinema]], controlla il mezzo più potente di penetrazione delle masse!<ref>Citato in [[Bruno Amatucci]], ''Cinema – Il sogno continua'', Agiscuola, Perugia, 1989.</ref>
*È assurdo dire che il nostro paese può emettere $ 30.000.000 in titoli ma non $ 30.000.000 in moneta. Entrambe sono promesse di pagamento; ma una promessa ingrassa l'usuraio, l'altra invece aiuta la collettività.
:''It is absurd to say our country can issue $30,000,000 in bonds and not $30,000,000 in currency. Both are promises to pay; but one promise fattens the usurers, and the other helps people.''<ref>Da un commento alla politica monetaria di [[Henry Ford]] citato nell'articolo ''[http://select.nytimes.com/gst/abstract.html?res=F30E11F63B5A1B7A93C4A91789D95F458285F9 "Ford sees wealth in Muscle Shoals"]'', ''New York Times'', 6 dicembre 1921, p. 6.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Entro 15 anni {{NDR|ovvero nel 1925}} verrà venduta per i veicoli elettrici più energia elettrica che per l'illuminazione.
:''In 15 years, more electricity will be sold for electric vehicles than for light''.<ref>{{en}} Citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 249. ISBN 0-679-77806-3</ref>
*Il [[genio]] è per l'1% ispirazione e per il 99% sudore.
:''Genius is one percent inspiration, ninety-nine percent perspiration.''<ref>Dichiarazione orale del 1903 circa; riportata sull'''Harpers Monthly'', settembre 1932.</ref>
*Il valore di un'[[idea]] sta nel metterla in pratica.<ref>Citato in ''Focus'', n. 117, p. 183.</ref>
*Inquietudine è scontento – e il malcontento è la prima necessità del progresso. Mostratemi un uomo completamente [[soddisfazione|soddisfatto]]: vi mostrerò un fallimento.<ref>Da Thomas A. Edison e Dagobert D. Runes, ''The Diary and Sundry Observations of Thomas Alva Edison'', 1948, p. 110.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} La mania della [[radio]]... si estinguerà presto.
: ''The radio craze... will die out in time''<ref>Affermazione del 1922; citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 228. ISBN 0-679-77806-3</ref>
*Non mi scoraggio, perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.<ref>Citato in Anthony Robbins, ''Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, economico'', traduzione di Tilde Riva e Nicoletta Rosati, Bompiani, 2020, p. 46. ISBN 9788845294945</ref>
*Renderemo l'elettricità tanto economica che solamente i ricchi useranno le candele.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della fisica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2021, p. 149. ISBN 9788858029589</ref>
===Attribuite===
*Non ho fallito. Ho solo provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.
:''I have not failed. I've just found 10,000 ways that won't work''.<ref>Citata in [J. L.] Elkhorne, ''Edison — The Fabulous Drone'', in "73", [http://www.arimi.it/wp-content/73/03_March_1967.pdf Vol. XLVI, No. 3], marzo 1967, p. 52.</ref>
==Citazioni su Thomas Alva Edison==
*Se Edison deve cercare un ago in un pagliaio procede con la diligenza dell'ape nell'esaminare paglia per paglia fino a quando trova l'oggetto della sua ricerca. Ero testimone dispiaciuto di tale comportamento, sapendo che un po' di teoria e di calcoli avrebbero evitato il novanta per cento del suo lavoro. ([[Nikola Tesla]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Massimo d'Azeglio
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Gaux
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/* Citazioni su Massimo d'Azeglio */ Joseph Spencer Kennard
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[[Immagine:Francesco Hayez - Ritratto di Massimo d’Azeglio.jpg|thumb|Massimo d'Azeglio]]
'''Massimo Taparelli, marchese d'Azeglio''' (1798 – 1866), scrittore, pittore e politico italiano.
==Citazioni di Massimo d'Azeglio==
*A Napoli, noi abbiamo altresì cacciato il sovrano per stabilire un Governo fondato sul consenso universale. Ma ci vogliono, e sembra che ciò non basti, per contenere il regno, sessanta battaglioni; ed è notorio che, briganti o non briganti, niuno vuol saperne.<br>Ma si dirà: e il suffragio universale? Io non so nulla di suffragio, ma so che al di qua del Tronto non sono necessari battaglioni e che al di là sono necessari. Dunque vi fu qualche errore; e bisogna cangiare atti e principi. ''Bisogna sapere dai Napoletani, un'altra volta per tutte, se ci vogliono, sì o no.'' Capisco che gli italiani hanno il diritto di far la guerra a coloro che volessero mantenere i tedeschi in Italia, ma agli italiani, che restando italiani non volessero unirsi a noi, ''credo che non abbiamo il diritto di dare archibugiate;'' salvo si concedesse ora che, per tagliar corto, noi adottiamo il principio in cui nome [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Bomba]] bombardava [[Palermo]], [[Messina]] ecc. Credo bene che in generale non si pensa in questo modo; ma siccome io non intendo rinunciare al diritto di ragionare, così dico dico ciò ch'io penso [...].<ref group="fonte">Da una lettera a [[Carlo Matteucci]], 2 agosto 1861; riportata in ''La Civiltà cattolica'', anno XX, serie IV, vol. XI, Roma, 1861, [https://books.google.it/books?id=S_8nQ5k2ORgC&pg=PA619 p. 619].</ref>
*Al solito, Luisa: quando tu arrivi, io me ne vado.<ref group="fonte">Citato in Martina Corgnati (a cura di), ''Massimo d'Azeglio: pittore'', Mazzotta, 1998, p. 90. ISBN 88-202-1275-7</ref> {{NDR|[[ultime parole]], rivolte alla moglie}}
*Che cosa sia il [[Ghetto di Roma]], lo sanno i Romani e coloro che lo hanno veduto. Ma chi non l'ha visitato sappia che presso il ponte a Quattro Capi s'estende lungo il Tevere un quartiere, o piuttosto un ammasso informe di case e tuguri mal tenuti, peggio riparati e mezzo cadenti (ché ai padroni, per la tenuità delle pigioni che non possono soffrir variazioni in virtù del ''jus gazagà''<ref>Diritto per gli inquilini ebrei all'uso perpetuo dell'abitazione dietro corresponsione di un canone annuo ai proprietari cristiani.</ref>, non mette conto spendervi se non il pretto indispensabile), nei quali si stipa una popolazione di 3900 persone, dove invece ne potrebbe capire una metà malvolentieri.<ref group="fonte">Citato in [[Armando Ravaglioli]], ''Il Ghetto di Roma'', Tascabili economici Newton, Roma, 1999<sup>2</sup>, p. 23.</ref>
*Caro [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo]], non è più tempo oggi di discutere la tua politica ; è tempo di farla trionfare.<ref>Da una lettera a Cavour, febbraio 1859; citato da Stefano Massari nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg11/sed020.pdf Tornata del 26 gennaio 1871] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*Insomma, caro sig. Diomede, si cammina sì o no? Per un pezzo confesso che a vedere un simile ''ventre à terre'', credeva che si finisse per rompersi il collo. Ora mi par di no. Ma in tutti i modi la fusione ''coi [[Napoli|Napoletani]]'' mi fa paura; è come mettersi a letto con un vaiuoloso! Basta, tutto volta bene ora. Speriamo! Su tutto l'andamento delle cose non ti parlo. Ci vorrebbe volumi.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Diomede Pantaleoni]], 17 ottobre 1860, in M. d'Azeglio e D. Pantaleoni, ''Carteggio inedito'', a cura di Giovanni Faldella, 1888.</ref>
:Insomma, caro sig. Diomede, si cammina sì o no? Per un pezzo confesso che a vedere un simile ''ventre à terre'', credevo che si finisse a rompersi il collo. Ora mi par di no, e speriamo. Se però ti volessi dire tutto quello che sento dell'insieme delle cose, ci vorrebbe un volume.<ref>Lo stesso passo della stessa lettera appare diverso nel ''Carteggio inedito'', a cura di Giovanni Faldella, 1888 e negli ''Scritti postumi'', a cura di Matteo Ricci, 1871. Nella versione riportata da Matteo Ricci (genero di d'Azeglio) è infatti assente la frase: «Ma in tutti i modi la fusione ''coi Napoletani'' mi fa paura; è come mettersi a letto con un vaiuoloso!»</ref><ref group="fonte">Da una lettera a Diomede Pantaleoni, 17 ottobre 1860, in ''Scritti postumi'', p. 460.</ref>
*L'''assoluto'' è il peggior nemico della buona politica, come la scienza dell'[[attesa|aspettare]] è la sua più fedele alleata.<ref group="fonte">Da ''Per il trasferimento della capitale a Firenze'', discorso detto in Senato il 3 dicembre 1864; in ''Scritti politici e letterari'', vol. II, p. 515.</ref>
*L'Italia, l'Europa ed il mondo giammai avranno riposo, finchè non sarà assimilata, trasfusa nel sangue dell'universale, la persuasione di non esservi nè Governo, nè indipendenza, nè libertà possibili, senza la responsabilità legale d'ogni potere, d'ogni partito, d'ogni associazione, come di ogni individuo, ridotta in patto vero, reale, e rarissimamente, meno che si può, falsata da qualche eccezione.<ref>Citato da Antonio Rinaldi nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg16/sed083.pdf Tornata del 3 maggio 1887] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*[...] la prima delle cose necessarie, è di non spendere quello che non si ha.<ref group="fonte">Da una lettera alla figlia Alessandrina, 1º dicembre 1852; in ''Scritti postumi'', p. 322.</ref>
*La maggior forza d'una [[protesta]] sta nell'essere rigorosamente giusta, e rigorosamente incolpabile di violenza.<ref group="fonte">Da ''Degli ultimi casi di Romagna'', Tipografia della Svizzera italiana, Lugano, 1846, p. [https://books.google.it/books?id=ZHZ_j9kbOaoC&pg=PA114 114].</ref>
*La [[verità]] non prospera che al sole.<ref group="fonte">Da ''Agli elettori'', lettera, 1865, XV; in ''Scritti politici e letterari'', vol. II, p. 576.</ref>
*[...] meno [[partito politico|partiti]] ci sono, e meglio si cammina. Beati i paesi dove non ve ne sono che due: uno del ''presente'', il [[Governo]]; l'altro dell'''avvenire'', l'Opposizione. Un tale stato di cose è segno della robusta salute d'una nazione; è segno che in essa le questioni di vera utilità pubblica soffocano le questioni d'utilità private, di persone, di sètte, ec., ec.<ref group="fonte">Da ''Agli elettori'', lettera, 1865, IV; in ''Scritti politici e letterari'', vol. II, p. 541.</ref>
*Non posso per altra parte mancare alla mia promessa di non tacere giammai ciò che alla mia mente presenta evidenza di verità. Mi si conceda dunque di dirla e si consideri, che la verità è simile ad un raggio di sole. Giunga esso all'occhio refratto dai nitidi filetti d'un diamante, o vi giunga ripercosso dal rozzo frantume di vetro che giace in sulla via, è sempre egualmente un raggio di sole. S'io dunque non avrò saputo esprimer la verità, malgrado il mio studio e desiderio di trovarla, ricada su me il dileggio; ma se dicessi parole vere, si accettino; ancorché non sia in me né sapienza né autorità per convalidarle.<ref group="fonte">Da una lettera al professore Francesco Orioli, 28 marzo 1847; in ''Scritti politici e letterari'', vol. I, pp. 239-240.</ref>
===Attribuite===
[[File:Il carroccio (La battaglia di Legnano) Massimo Tapparelli d'Azeglio.jpg|thumb|upright=1.4|''La battaglia di Legnano'' (M. d'Azeglio, 1831)]]
*Fatta l'[[Italia]], bisogna fare gli italiani.<ref group="fonte" name=gigante>{{cfr}} C. Gigante, ''Fatta l'Italia, facciamo gli Italiani. Appunti su una massima da restituire a d'Azeglio'', ''Rivista europea di studi italiani'', 2011, pp. 5–15; riportato in parte in ''[http://www.rivista-incontri.nl/articles/abstract/10.18352/incontri.830/ Rivista-incontri.nl]''.</ref><ref group="fonte" name=studicassinati>{{cfr}} ''[http://www.studicassinati.it/db1/jupgrade/archivio/74-anno-xi-n-4-ottobre-dicembre-2011/790-editoriale-fatta-litalia-bisogna-fare-gli-italiani "Fatta l'Italia, bisogna fare gli Italiani"]'', ''StudiCassinati.it''.</ref><ref group="fonte" name="magdi">{{cfr}} [[Magdi Allam]], ''Io amo l'Italia: ma gli italiani la amano?'', Edizioni Mondadori, 2006, [https://books.google.it/books?id=Sn_-RMnE7a8C&pg=PA255 p. 255]. ISBN 8804556552</ref><br />L'Italia è fatta, gl'italiani sono ancora da farsi.<ref group="fonte" name=rivi>Citato in ''Rivista sicula di scienze, letteratura ed arti'', vol. 3, 1870, [https://books.google.it/books?id=ds9IAAAAcAAJ&pg=PA507 p. 507].</ref><br />L'Italia è fatta, gli Italiani sono da farsi.<ref group="fonte" name=carpi>Citato in Leone Carpi, ''L'Italia vivente: {{small|aristocrazia di nascita e del denaro-borghesia-clero burocrazia; studi sociali}}'', F. Vallardi, 1878, p. 229.</ref>
:{{NDR|[[Citazioni errate|Errata]]}} La frase viene spesso attribuita a d'Azeglio in diverse forme. In realtà essa rappresenta una sintesi non completamente fedele di un [[#Il primo bisogno|pensiero espresso]] dallo stesso d'Azeglio ne ''I miei ricordi''.<ref group="fonte" name=gigante/><ref group="fonte" name=studicassinati/> Molte fonti riportano che il primo a citare la frase di d'Azeglio in questa forma fosse stato [[Ferdinando Martini]] nel 1896<ref group="fonte" name=studicassinati/> e per questo motivo qualcuno arriva ad attribuire questa versione della frase allo stesso Martini.<ref group="fonte" name=magdi/><ref group="fonte">{{cfr}} {{en}} Timothy Baycroftm e Mark Hewitson, ''What Is a Nation?: Europe 1789-1914'', OUP Oxford, 2006, [https://books.google.it/books?id=VG01nx2vezoC&pg=PA256 p. 256]. ISBN 0191516287</ref> In realtà le prime attribuzioni a d'Azeglio di questa versione (o comunque di versioni molto simili) della frase risalgono a ben prima del 1896: ''Rivista sicula di scienze, letteratura ed arti'' (1870), conferenze di [[Francesco De Sanctis]] a Napoli (1872-1873), ''L'Italia vivente'' di Leone Carpi (1878).<ref group="fonte" name=gigante/><ref group="fonte" name=rivi/><ref group="fonte" name=carpi/>
*Se vogliono fare l'Italia, bisognerà che pensino prima a fare un po' meno ignoranti gli Italiani.<ref group="fonte">Citato in [[Ferdinando Martini]], ''Illustrazione italiana'', 16 febbraio 1896, p. 99.</ref>
:[[Ferdinando Martini]] narra che d'Azeglio avrebbe pronunciato tale frase in un colloquio a Montecatini.<ref group="fonte">{{Cfr}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto? {{small|Tesoro di citazioni italiane e straniere, di origine letteraria e storica}}]]'', Milano, Hoepli, 1921, pp. 208-209.</ref>
==''Ettore Fieramosca''==
===[[Incipit]]===
Al cadere d'una bella giornata d'aprile dell'anno 1503 la campana di San Domenico in Barletta sonava gli ultimi tocchi dell'avemaria. Sulla piazza vicina in riva al mare, luogo di ritrovo degli abitanti tranquilli che, nelle terricciuole dei climi meridionali specialmente, sogliono sulla sera essere insieme a barattar parole al sereno per riposarsi dalle faccende del giorno, stavano col fine medesimo dispersi in vari gruppi molti soldati spagnuoli ed italiani, alcuni passeggiando, altri fermi, o seduti, od appoggiati alle barche tirate a secco, delle quali era ingombra la spiaggia; e, com'è costume delle soldatesche d'ogni età e d'ogni nazione, il loro contegno era tale che pareva dire: il mondo è nostro.
===Citazioni===
*Al chiarore che si diffondeva dall'oriente svanivano a poco a poco e si perdevano l'ultime stelle. Già il sole illuminava le più alte cime del Gargano tingendole d'un roseo che si mutava in pavonazzo ne' seni ombrosi del monte, mentre il lido sottoposto, che girava a guisa di mezza luna, congiungendosi al littorale ov'è posta [[Barletta]], mostrava col giorno crescente un ameno e diverso intreccio di valli e di colli che scendevano a bagnarsi nel mare. I folti castagneti che sulle vette già venivano indorati dal sole, diradandosi verso le falde eran interrotti ora da prati verdissimi, ora da qualche pezzo coltivato. Qua una frana lasciava biancheggiar il macigno, là il fianco d'un giogo si tigneva di colori gialli, rossicci, secondo la natura del suolo. Il mare ceruleo pareva immobile; se non che ribollendo sotto le rupi ne cingeva il piede con una striscia di spume candidissime. Nella parte più interna del golfo sopra un'isoletta che era congiunta alla terra da un ponte lungo e stretto, sorgeva fra le palme e i cipressi un monastero con una chiesuola ed un campanile, munito all'intorno di torricelle e mura merlate, onde salvarlo da un primo assalto di corsari e di Saracini. ([[s:Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta/Capitolo III|cap. III]])
*Bello spettacolo era (specialmente per chi, ponendosi all'estremità del campo, volgesse le spalle all'interno delle terre ed il viso alla marina) il vedere una così ricca scena campestre ravvivata da tal moltitudine piena di tanto moto e di tanta vita: a destra elevarsi sul cielo le grandiose masse degli elci, ed al color cupo delle lor foglie mischiarsi il verde più vivace e gajo d'arboscelli minori; su un piano più lontano dietro questi, la terra di Quarato, della quale si copriva soltanto la porta difesa da una torre addossata a rupi, al cui piede serpeggia la strada: in mezzo il campo, ed al di là il lido dell'Adriatico, la città e il castello di [[Barletta]], e le forme colorite degli edifizi spiccate sulla tinta azzurra del mare: più lontano il ponte e l'isola di S. Orsola, gli alti gioghi del Gargano, e la linea dell'orizzonte: a manca poi, le colline che a poco a poco si vengono alzando; e rimpetto al luogo destinato ai giudici, sovra un terreno disuguale, vestito d'erba fresca, gruppi di altissime querce coi tronchi rivestiti d'edera, e nel pieno vigore della ricca vegetazione. ([[s:Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta/Capitolo XIX|cap. XIX]])
*Tutti coloro che narrano o scrivono una storia, (siamo sinceri) hanno in sè un po' di speranza ch'essa possa dilettare, e che si trovi qualcuno che l'ascolti o la legga fino alla fine: anche noi abbiam sempre avuto riposta in un cantuccio del cuore questa speranza, che simile alla fiamma d'una candela esposta al vento alle volte si faceva maggiore, (rida pure il lettore che ha ragione) alle volte piccina piccina e stava per ispegnersi; ma l'amor proprio ha saputo governarla così bene che non s'è spenta mai fin'ora. ([[s:Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta/Conclusione|conclusione]])
===Citazioni su ''Ettore Fieramosca''===
*L'''Ettore Fieramosca'' uscì nel 1833 a Milano e fu accolto con tale entusiasmo che molti affermarono essere il romanzo opera del [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], mentre questi, come è noto, si limitò a correggerne gli ultimi periodi. ([[Lorenzo Gigli]])
==''I miei ricordi''==
===[[Incipit]]===
Da parecchi anni mi si viene affacciando il progetto di scrivere l'istoria della mia vita. Ma ogni qualvolta quest'idea, anzi questo desiderio mi si presenta alla mente, rimane tosto avviluppato e reso incerto da mille dubbi. Merita la mia vita d'esser narrata? Perché sento io il desiderio di narrarla? Mi muove un sentimento lodevole, od è questo un laccio che mi vien teso da un volgare e malaccorto amor proprio?
===Citazioni===
*Io chiamo [[eroismo|eroi]] quelli che sacrificano ''sé'' agli altri: non già quelli che sacrificano gli altri a ''sé''. (''Origine e scopo dell'opera''; vol. I, p. 3)
*[...] gl'Italiani hanno voluto far un'[[Italia]] nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ''ab antico'' il loro retaggio; perché pensano a riformare l'Italia, e nessuno s'accorge che per riuscirci bisogna, prima, che riformare sé stesso; [...]. (''Origine e scopo dell'opera''; vol. I, pp. 6-7)
*{{Ancora|Il primo bisogno|[...] il primo bisogno d'Italia è che si formino Italiani dotati d'alti e forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani.}}<ref>Per approfondire sulla citazione, vedi la sezione [[#Attribuite|Attribuite]].</ref> (''Origine e scopo dell'opera''; vol. I, p. 7)
*L'Italia è l'antica terra del ''[[dubbio]]''. [...] Il dubbio è un gran scappafatica; lo direi quasi il vero padre del ''dolce far niente'' italiano. (cap. I; vol. I, pp. 30 e 33)
*[...] non è l'ingegno sottile (''l'esprit'') quello che forma le [[nazione|nazioni]]; bensì sono gli austeri e fermi caratteri: [...]. (cap. I; vol. I, p. 33)
*[...] se le [[nave|navi]] vanno generalmente meglio degli [[Stato|Stati]], ciò accade per la sola ragione che in esse ognuno accetta la parte che gli compete, mentre negli Stati generalmente, meno se ne sa, più s'ha la smania di comandare. (cap. II; vol. I, p. 55)
*[...] vi sono momenti nella [[vita]] che basterebbero a pagare, a compensare i tormenti d'un'eternità. (cap. II; vol. I, p. 59)
*[...] tutti siamo d'una stoffa nella quale la prima piega non scompare mai più. (cap. V; vol. I, p. 97)
*In ogni genere ed in ogni caso, il [[governo]] debole è il peggiore di tutti. (cap. V; vol. I, p. 101)
*Paragonerei la [[frode]] all'[[distillato|acquavite]]: pare che sul momento dia forza, ma poi vi lascia più spossato di prima. (1893<sup>14</sup>; cap. IX, [https://books.google.it/books?id=-ywRAAAAYAAJ&pg=PA109 p. 109])
*Non sarebbe la [[musica]] una lingua perduta, della quale abbiamo dimenticato il senso, e serbata soltanto l'armonia?<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> (cap. X; vol. I, pp. 199-200)
*La vanità vuol l'applauso. (cap. XI; vol. I, p. 223)
*L'[[affetto]] vero, leale, incondizionato, è un gran tesoro; è il più grande che esista. (cap. XV; vol. I, p. 298)
*[...] si deve dire la [[verità]] e mantenere la parola data, a tutti... persino alle donne! (cap. XV; vol. I, p. 301)
*[...] ad un governo ingiusto nuoce più il martire che non il ribelle. (cap. XVI; vol. I, p. 317)
*Le [[rivoluzione|rivoluzioni]] non le facciam noi: le fa [[Dio|Iddio]]; e per persuadersene basta riflettere con quali istrumenti riescono. (cap. XVI; vol. I, p. 319)
*L'[[abitudine]] è mezza padrona del [[mondo]]: ''così faceva mio padre'' – anche in quest'era di rivoluzioni – è sempre una delle grandi forze che guidano il mondo. (cap. XVIII; vol. I, p. 395)
*Concederò ai teologi che l'amore illecito è sempre un inconveniente sociale; ma rimarrà pure innegabile, che anche un amore illecito può esser molte volte degno e generoso, e spingere ad opere utili, ed a nobili sacrifizi; mentre il tristo errore di lasciarsi cogliere dalla sola bellezza, unita ad un'anima, se non perversa, fiacca e triviale, strascina talvolta ad incalcolabili conseguenze, tormento e danno dell'intera vita. (cap. XXIII; vol. II, p. 119)
*[[Felicità e infelicità|Senza cuor contento]] non c'è bene che valga, come [[felicità e infelicità|col cuor contento]] non c'è male che nuoca in questo mondo. (cap. XXIV; vol. II, p. 150)
*Se il fil di [[canapa (tessile)|canapa]] è marcio, non s'avrà mai corda buona. Se l'oro è di saggio scadente, non s'avrà mai moneta buona. E se l'individuo è dappoco, ignorante e tristo, non s'avrà nazione buona, e non si riuscirà mai a nulla di solido, d'ordinato e di grande. (cap. XXIV; vol. II, p. 167)
*[...] l'[[ozio]] avvilisce ed il lavoro nobilita: perché l'ozio conduce uomini e nazioni alla servitù; mentre il lavoro li rende forti ed indipendenti: questi buoni effetti non sono già i soli. L'abitudine al lavoro modera ogni [[eccesso]], induce il bisogno, il gusto dell'[[ordine]]; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il [[lavoro]] come uno dei migliori ausiliari dell'[[educazione]]. (cap. XXX; vol. II, p. 336)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Dell'Emancipazione civile degl'Israeliti''===
Non credo necessario entrare nella narrazione di fatti anteriori all'epoca delle Crociate. Basterà l'accennare che sin dai tempi degl'imperatori, vennero spesso avvolti gli Israeliti nelle persecuzioni medesime dei Cristiani, ed ebbero al paro di essi ad incontrare le torture e la morte. Quando poi l'Europa uscì da quello stadio che comprende l'invasione de' barbari ed il dominio delle prime dinastie dei loro re (stadio nel quale l'umana società era scesa al punto più basso al quale forse potesse arrivare), essendosi addensate allora più che in verun altro tempo le tenebre dell'ignoranza, e dilatato in ogni parte il regno della violenza la piena dell'iniquità e de' più atroci delitti; uscita, dico, l'Europa da quest'epoca funesta, parve sentisse generalmente il bisogno d'una grande espiazione d'una penitenza dura e travagliosa, non inferiore al cumulo dei delitti commessi, che pesasse ugualmente su tutta la vivente generazione: e l'Europa s'offriva spontanea alle due più gravi pene che si conoscano, l'esilio e la morte; e presa la Croce, si moveva verso Oriente.
===''Niccolò de' Lapi; ovvero, i Palleschi e i Piagnoni''===
I fatti che stiamo per narrare accaddero circa il tempo in cui Firenze era assediata dall'esercito di Carlo V, il quale per mandare ad effetto il trattato di Barcellona conchiuso con Clemente VII, voleva costringere i Fiorentini a sottomettersi al dominio de' Medici.<br>
Il popolo di Firenze negava di riceverli pure come privati e si difendeva, fatto animoso dalla memoria di que' Medici stessi tanto facilmente cacciati nel 1527; dalle profezie di fra Girolamo Savonarola; dal desiderio del viver libero; dall'armi e dalle fortezze ond'era munito per cura della parte detta de' Piagnoni, i quali s'avvedevano non esser l'Imperatore ed il Papa per contentarsi che i Medici tornati in patria cogli altri sbanditi Palleschi vi stessero quali privati cittadini, ma sotto tal modesta domanda aver in animo di farneli signori.
===''Racconti, leggende e ricordi della vita italiana''===
Quando si principia a [[invecchiamento|invecchiare]], ricordarsi e raccontare diverte. Vorrei dunque divertirmi qualche mezz'ora – non avendo di meglio mentre cresce il grano – ricordandomi di quand'ero giovane e non facevo altro che girar l'Italia per tutti i versi. Studiavo pittura per prima cosa; ma siccome per natura sono indagatore, studiavo e cercavo il vero in tutto.<br>
Come è naturale, n'ho viste di tutte le razze, e m'è rimasta in mente una faraggine di storielle da averne per un pezzo.<br>
Vediamo se mi riuscisse di ricordarmene di qualcuna; e quel che è piú difficile, di farle leggere.
==Citazioni su Massimo d'Azeglio==
*Animo d'artista, indole di romanziere, fantasia di poeta, senno di chi ha fatto non leggieri studi, buon senso dell'uom che pensa, vezzi ed eleganza d'antica nobiltà, spirito e cuore d'Italiano: eccovi Massimo d'Azeglio celebre pittore, scrittore egregio, coraggioso soldato, amatore di patria, uomo di Stato, ministro — e galantuomo! ([[Vittorio Bersezio]])
*Azeglio sta in campagna colla fantasia, colla persona e col pennello; e non rompe i silenzi delle sue selve e del suo pensiero che per bofonchiare gli uomini con la eroicomica figura di Ferraù o per scozzonarne il sonno coll'improwiso ariete di Quistioni urgenti, or fatte urgentissime. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. Massimo {{NDR|d'Azeglio}} seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. ([[Joseph Spencer Kennard]])
*I quadri del {{sic|D'Azeglio}} apparranno o monotoni, o sbiaditi a quanti sono avvezzi allo spettacolo di certe scuole moderne, ma saranno di scuola a quegli altri che pensano la fantasia umana non potere aggiungere ma scemare bellezza alla natura. ([[Giacomo Bonafede Oddo]])
*La libertà e il benessere di questo paese {{NDR|il Piemonte sabaudo}} – erano strozzati dal favoritismo di Corte e da un insolente {{sic|nipotismo}} aristocratico. D'Azeglio per sé spregiatore d'ogni distinzione, fuor quella che nasca dal merito personale, parea non aver fermezza di mente necessaria a staccarsi dalle sue associazioni di famiglia e di casta. Si esagerava il pericolo di una troppo aperta guerra coll'antica nobiltà, la quale pure, come corpo, era impotente a far male come a far bene. Parlava di riforme, di avanzamento del vero merito, ma poi, dolce di cuore, lasciava correre. Sfuggiva all'impegno di una lotta con uomini avvezzi a riguardar lo Stato come una fattoria intesa a beneficio di se medesimi, dei loro parenti ed amici. ([[Antonio Gallenga]])
*Pittore e scrittore, artista e letterato; in sé congiunge le due diverse forme della stessa sostanza. È dipinge il paese e vi annette una circostanza storica; scrive romanzi ed all'orditura trovata dall'immaginazione ed agli eventi ricavati dalla storia immette un pensiero patrio di cose pubbliche moderne. — La penna ed il pennello, il libro e la tela, le bellezze della natura e gl'insegnamenti delle storie ha fatto, colla misura delle sue forze, concorrere a dire ai presenti il concetto capitale e necessario dell'Italia de' suoi tempi. ([[Vittorio Bersezio]])
*Se Massimo Taparelli D'Azeglio, dopo aver tanto gridato: ''Fuori lo straniero'', fu preso dal dubbio d'esser egli straniero, il principe di Francalanza era esente da simile scrupolo. ([[Federico De Roberto]])
==Note==
<references/>
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Massimo d'Azeglio, ''[https://www.gutenberg.org/files/42669/42669-h/42669-h.htm Dell'Emancipazione civile degl'Israeliti]'', Le Monnier, 1848.
*Massimo d'Azeglio, ''[[s:Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta|Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta]]'', Borroni e Scotti, Milano, 1856.
*Massimo d'Azeglio, ''I miei ricordi'', [https://books.google.it/books?id=wrpSAAAAcAAJ volume 1], G. Barbèra, 1867.
*Massimo d'Azeglio, ''I miei ricordi'', [https://books.google.it/books?id=vDMRAAAAYAAJ volume 2], G. Barbèra, 1867.
*Massimo d'Azeglio, ''[https://www.gutenberg.org/files/46957/46957-h/46957-h.htm Niccolò de' Lapi; ovvero, i Palleschi e i Piagnoni]'', Borroni e Scotti, 1841.
*Massimo d'Azeglio, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/massimo-d-azeglio/racconti-leggende-e-ricordi-della-vita-italiana/ Racconti, leggende e ricordi della vita italiana]'', a cura di Alberto Maria Ghisalberti, Mursia, 1966.
*Massimo d'Azeglio, ''Scritti politici e letterari'', [https://books.google.it/books?hl=it&id=I5kLAAAAYAAJ vol. 1], G. Barbèra, Firenze, 1872.
*Massimo d'Azeglio, ''Scritti politici e letterari'', [https://books.google.it/books?hl=it&id=7pgLAAAAYAAJ vol. 2], G. Barbèra, Firenze, 1872.
*Massimo d'Azeglio, ''[https://books.google.it/books?id=uAUJAAAAQAAJ Scritti postumi. {{small|La lega lombarda. Scritti politici. Scritti vari. Epistolario}}]'', a cura di Matteo Ricci, G. Barbèra Editore, 1871.
==Filmografia==
*''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'' (1938)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:D'Azeglio, Massimo}}
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Nightmare Before Christmas
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Nightmare Before Christmas
|titolooriginale=Tim Burton's The Nightmare Before Christmas
|paese=USA
|anno=1993
|genere=animazione, musical
|regista=[[Henry Selick]]
|soggetto=[[Tim Burton]]
|sceneggiatore=[[Michael McDowell]], [[Caroline Thompson]]
|doppiatoriitaliani=
*[[Renato Zero]]: Jack Skeletron
*[[Laura Boccanera]]: Sally (voce)
*[[Marjorie Biondo]]: Sally (canto)
*[[Francesco Vairano]]: Dr. Finklestein
*[[Giorgio Lopez]]: Sindaco
*[[Ennio Coltorti]]: Bau Bau (voce)
*[[Andrea Surdi]]: Bau Bau (canto)
*[[Silvio Spaccesi]]: [[Babbo Natale]]
|note=
}}
'''''Nightmare Before Christmas''''', film d'animazione statunitense del 1993, diretto da [[Henry Selick]] e ideato e prodotto da [[Tim Burton]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
È stato molto tempo fa, più di quanto ora sembra, in un posto che forse nei sogni si rimembra, la storia che voi udire potrete, si svolse nel mondo delle feste più liete. Vi sarete chiesti, magari, dove nascono le feste. Se così non è, direi che cominciare dovreste! ('''Narratore''')
==Frasi==
*Jack, ti prego! Sono solo un povero sindaco che fa il suo mestiere! Non posso prendere le decisioni tutto da solo! ('''Sindaco''')
*Aggredito dai giocattoli di Natale? Strano, è la seconda denuncia che riceviamo. ('''Poliziotto''')
*E io Jack, Fantasma Re, son stufo ormai, e non so perché! ('''Jack Skeletron''')
*Non sforzarti di capirlo, devi solo immaginarlo! ('''Jack Skeletron''')
*Jack? Avevano detto che eri morto. Tu perciò devi... rimorire!!! ('''Bau Bau''')
*''Questo è [[Halloween]], grida insieme a noi, | fate largo a chi è speciale più di voi!'' ('''Coro''')
*Cenere alla cenere e polvere alla polvere! Awn, mi sento debole... dalla [[fame]]! Un ultimo lancio dei dadi e ne farò un boccone! Ahahhaha! cosa? Un doppio uno? {{NDR|batte un pugno sul tavolo}} È undici!! Mi dispiace, ma questa volta... ho fatto tombola! Ciao ciao bambolina... e babbino caro! Ahahhaah! ('''Bau Bau''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film d'animazione Disney|Ultime parole]] rivolto a Jack Skeletron}} No! No, no, no, Jack! Noooooo!! Ora guarda cos'hai combinato! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! ('''Bau Bau''')
==Dialoghi==
*'''Sindaco''': Come sarà orrendo il nostro Natale!<br/> '''Jack Skeletron''': No! Sarà gioioso!<br/> '''Sindaco''': Oh, come sarà gioioso il nostro Natale...
*'''Sally''': Sapessi, ho avuto una visione spaventosa!<br/> '''Jack Skeletron''': Ma è splendido!
*'''Vado Vedo e Prendo''': Sequestrare Babbo Nachele? {{NDR|si tolgono le maschere}}<br/>'''Vado''': Io lo farò!<br/>'''Prendo''': Tiriamo a sorte!<br/>{{NDR|Vedo gli schiaffeggia con la sua maschera}}<br/>'''Vedo''': Jack ha detto tutti insieme!<br/>'''Vado''': Tutti per uno!<br/>'''Prendo''': Uno per tutti!<br/>'''Vedo''': Viva i ricatti!<br/>'''Vado Vedo e Prendo''': Wii!
*'''Jack Skeletron''': Ma non è Babbo Nachele, questo!<br/> '''Vedo''': Non è lui?<br/> '''Prendo''': E chi è?<br/> '''Behemoth''': Coniglietto!
*'''Babbo Natale''': Non avete mai sentito parlare di "pace in terra agli uomini di buona volontà"?<ref>Primo verso della preghiera cristiana ''[[s:Gloria a Dio|Gloria a Dio]]''; confronta anche il ''Vangelo secondo Luca'', 2, 14.</ref><br/> '''Vado, Vedo & Prendo''': ...No!
*'''Bambino''': Babbo Natale?<br/>'''Jack Skeletron''' {{NDR|vestito da Babbo Natale}}: Ciao, Buon Natale! Dimmi: tu come ti chiami?<br/>'''Bambino''': Ehm...<br/>'''Jack Skeletron''': Lascia non fa niente. In ogni caso ho un regalo speciale per te. Ecco qui, figliolo! {{NDR|se ne va via usando il camino}}<br/>'''Mamma del bambino''': Che ti ha portato Babbo Natale, tesoro?<br/> {{NDR|il bambino gli mostra il regalo: una testa mozzata}}<br/>'''Mamma e Papà''': Aaaaahhhhh!!!
==[[Explicit]]==
'''Jack Skeletron''': ''Mia cara amica dimmi se | posso restare accanto a te | Fra quelle stelle leggo che...''<br>'''Jack e Sally''': ''il tuo destino | ha me, vicino | ha scelto noi | ed ora siamo qui | per sempre in due, così.''
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film d'animazione Disney]]
[[Categoria:Film musicali]]
[[Categoria:Film natalizi]]
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{{Film
|titoloitaliano=Nightmare Before Christmas
|titolooriginale=Tim Burton's The Nightmare Before Christmas
|paese=USA
|anno=1993
|genere=animazione, musical
|regista=[[Henry Selick]]
|soggetto=[[Tim Burton]]
|sceneggiatore=[[Michael McDowell]], [[Caroline Thompson]]
|doppiatoriitaliani=
*[[Renato Zero]]: Jack Skeletron
*[[Laura Boccanera]]: Sally (voce)
*[[Marjorie Biondo]]: Sally (canto)
*[[Francesco Vairano]]: Dr. Finklestein
*[[Giorgio Lopez]]: Sindaco
*[[Ennio Coltorti]]: Bau Bau (voce)
*[[Andrea Surdi]]: Bau Bau (canto)
*[[Silvio Spaccesi]]: [[Babbo Natale]]
|note=
}}
'''''Nightmare Before Christmas''''', film d'animazione statunitense del 1993, diretto da [[Henry Selick]] e ideato e prodotto da [[Tim Burton]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
È stato molto tempo fa, più di quanto ora sembra, in un posto che forse nei sogni si rimembra, la storia che voi udire potrete, si svolse nel mondo delle feste più liete. Vi sarete chiesti, magari, dove nascono le feste. Se così non è, direi che cominciare dovreste! ('''Narratore''')
==Frasi==
*Jack, ti prego! Sono solo un povero sindaco che fa il suo mestiere! Non posso prendere le decisioni tutto da solo! ('''Sindaco''')
*Aggredito dai giocattoli di Natale? Strano, è la seconda denuncia che riceviamo. ('''Poliziotto''')
*E io Jack, Fantasma Re, son stufo ormai, e non so perché! ('''Jack Skeletron''')
*Non sforzarti di capirlo, devi solo immaginarlo! ('''Jack Skeletron''')
*Jack? Avevano detto che eri morto. Tu perciò devi rimorire!!! ('''Bau Bau''')
*''Questo è [[Halloween]], grida insieme a noi, | fate largo a chi è speciale più di voi!'' ('''Coro''')
*Cenere alla cenere e polvere alla polvere! Oh, mi sento debole dalla [[fame]]! Un ultimo lancio dei dadi e ne farò un boccone! Ahahhaha! cosa? Un doppio uno? {{NDR|batte un pugno sul tavolo}} È undici!! Mi dispiace, ma questa volta ho fatto tombola! Ciao ciao bambolina e babbino caro! Ahahhaah! ('''Bau Bau''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film d'animazione Disney|Ultime parole]] rivolto a Jack Skeletron}} No! No, no, no, Jack! Noooooo!! Ora guarda cos'hai combinato! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! I miei insetti! ('''Bau Bau''')
==Dialoghi==
*'''Sindaco''': Come sarà orrendo il nostro Natale!<br/> '''Jack Skeletron''': No! Sarà gioioso!<br/> '''Sindaco''': Oh, come sarà gioioso il nostro Natale...
*'''Sally''': Sapessi, ho avuto una visione spaventosa!<br/> '''Jack Skeletron''': Ma è splendido!
*'''Vado Vedo e Prendo''': Sequestrare Babbo Nachele? {{NDR|si tolgono le maschere}}<br/>'''Vado''': Io lo farò!<br/>'''Prendo''': Tiriamo a sorte!<br/>{{NDR|Vedo gli schiaffeggia con la sua maschera}}<br/>'''Vedo''': Jack ha detto tutti insieme!<br/>'''Vado''': Tutti per uno!<br/>'''Prendo''': Uno per tutti!<br/>'''Vedo''': Viva i ricatti!<br/>'''Vado Vedo e Prendo''': Wii!
*'''Jack Skeletron''': Ma non è Babbo Nachele, questo!<br/> '''Vedo''': Non è lui?<br/> '''Prendo''': E chi è?<br/> '''Behemoth''': Coniglietto!
*'''Babbo Natale''': Non avete mai sentito parlare di "pace in terra agli uomini di buona volontà"?<ref>Primo verso della preghiera cristiana ''[[s:Gloria a Dio|Gloria a Dio]]''; confronta anche il ''Vangelo secondo Luca'', 2, 14.</ref><br/> '''Vado, Vedo & Prendo''': ...No!
*'''Bambino''': Babbo Natale?<br/>'''Jack Skeletron''' {{NDR|vestito da Babbo Natale}}: Ciao, Buon Natale! Dimmi: tu come ti chiami?<br/>'''Bambino''': Ehm...<br/>'''Jack Skeletron''': Lascia non fa niente. In ogni caso ho un regalo speciale per te. Ecco qui, figliolo! {{NDR|se ne va via usando il camino}}<br/>'''Mamma del bambino''': Che ti ha portato Babbo Natale, tesoro?<br/> {{NDR|il bambino gli mostra il regalo: una testa mozzata}}<br/>'''Mamma e Papà''': Aaaaahhhhh!!!
==[[Explicit]]==
'''Jack Skeletron''': ''Mia cara amica dimmi se | posso restare accanto a te | Fra quelle stelle leggo che...''<br>'''Jack e Sally''': ''il tuo destino | ha me, vicino | ha scelto noi | ed ora siamo qui | per sempre in due, così.''
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film d'animazione Disney]]
[[Categoria:Film musicali]]
[[Categoria:Film natalizi]]
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Francesco Domenico Guerrazzi
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Gaux
18878
/* Citazioni su Francesco Domenico Guerrazzi */ Joseph Spencer Kennard
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text/x-wiki
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[[Immagine:Guerrazzi.jpg|thumb|Francesco Domenico Guerrazzi]]
'''Francesco Domenico Guerrazzi''' (1804 – 1873), politico e scrittore italiano.
==Citazioni di Francesco Domenico Guerrazzi==
*Come il [[popolo]] è l'[[asino]]: utile, paziente e bastonato.<ref name=Fie>Citato nella rubrica ''Antologia'', ''La Fiera letteraria'', n. 5, 14 marzo 1971 ed in testata del settimanale ''L'Asino'' del 1892.</ref>
*E queste parole il camerario gli disse superbamente, imperciocchè i servi per ordinario posseggano l'odorato più sottile dei segugi per distinguere quando una persona è in fiore, quando è matura, e quanto sta per cascare dalla grazia del padrone. Il Luciani, offeso di quell'essere buttato là come un trabiccolo a mezzo [[luglio]], e più trafitto dal modo, guardò in cagnesco il camerario, quasi gli volesse dire:<br />– Attendi a starmi lontano, perché se mi capiti fra le mani io ti farò vedere che mai [[cane]] mi morse, ch'io non volessi del suo pelo.<ref>Da ''Beatrice Cenci'', cap. XXIV.</ref>
*Gli uomini hanno fatto Dio a similitudine di loro, e lo hanno conciato pel dì delle feste.<ref>Da ''Il buco nel muro'', 1862.</ref>
*La [[elemosina]] anziché sollevare dalle necessità gli accattoni li mantiene nel vizio.<ref>Da ''Vita di Francesco Ferruccio''.</ref>
*Le [[Arte|arti]] tutte, ma più specialmente la [[musica]] e la [[poesia]], possono stimarsi due lampi balenati da un medesimo sguardo di [[Dio]].<ref>Da ''Manzoni, Verdi, e l'Albo Rossiniano''; erroneamente attribuita anche a [[Paolo Mantegazza]].</ref>
*L'[[ingratitudine]] è la moneta ordinaria con la quale pagano gli uomini.<ref>Citato in A. Arthaber, ''[http://books.google.it/books?id=lZ3LkkIytCsC&printsec=frontcover&dq=proverbi&hl=it&sa=X&ei=b_N_T73GJIGDOuuQrPsG&ved=0CEIQ6AEwAg#v=onepage&q=proverbi&f=false Dizionario comparato di proverbi e modi proverbiali in sette lingue]'', Hoepli, 1995, p. 328.</ref>
*[[Serse I|Serse]], antecessore di Dario<ref>Dario I di Persia, vedi [[w:Dario I di Persia|voce in Wikipedia]].</ref> al trono della Persia, quello spaccone che bastonò il mare<ref>Flagellazione dell'Ellesponto, vedi [[w:Flagellazione dell'Ellesponto|voce in Wikipedia]].</ref>, te ne ricordi?<ref>Da ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/g/guerrazzi/l_asino_sogno/pdf/l_asin_p.pdf L'asino: sogno]'', p. 153.</ref>
*Sopra modo fastidiosissime sempre mi riuscirono le [[Prefazione|Prefazioni]], le quali io non seppi a che cosa paragonare convenientemente, finché le dicerie politiche del signor commendatore Boncompagni non mi porsero la idea dell'uggia mortale, che l'anima ti schianta.<ref>Da ''Prefazione alla Beatrice Cènci'', Guigoni, Milano, 1864, p. [https://books.google.it/books?id=1_CggDSw0LsC&pg=PA5 5]</ref>
==''L'assedio di Firenze''==
===[[Incipit]]===
Il suo passo era di uomo libero in terra libera, grave e solenne: ma sembrava sviato, come di persona improvvida o poco curante dei luoghi che gli si paravano dinanzi in suo cammino.
===Citazioni===
*La [[pazienza]]! Oh! la pazienza è cosa dura e conviene meglio alla groppa del somiero che all'anima dell'uomo [...]. (Introduzione, p. IX)
*L'affanno cerca il consorzio degli uomini, la gioia spesso gli oblia [...]. (cap. I, p. 5)
*La caduta di un popolo deve essere tale [...] che lasci memoria di terrore ai tiranni, legato di vendetta ai figliuoli degli oppressi [...]. (cap. I, p. 18)
*L'uomo trama, la Fortuna tesse [...]. (cap. I, p. 32)
*[...] la lode di codardi offende amara, come l'ingiuria dei generosi. (cap. I, p. 32)
*[...] {{Sic|[[Beneficio|beneficii]]}} nuovi non tolgono di mezzo ingiurie vecchie [...]. (cap. V, p. 127)
*Chiunque pretende imporre un reggimento nuovo al suo paese, e sia pure migliore del vecchio, contro alla volontà dei cittadini, quegli è [[tiranno]]. (cap. V, p. 135)
*[...] ai forti piacciono i [[consigli]] magnanimi, ai deboli i crudeli. (cap. VII, p. 171)
*Noi altri Italiani c'innamoriamo in [[chiesa (architettura)|chiesa]]; colà la mezza luce che nelle ampie navate si diffonde traverso i vetri coloriti, le melodie degli organi, il profumo degl'incensi, le voci angeliche di fanciulli invisibili esaltano i sensi e ti dispongono ad amare [...]. (cap. VIII, p. 209)
*[...] la [[fortuna]], come donna, ama i giovani [...]. (cap. VIII, p. 214)
*[...] delle due [[aristocrazie]] {{NDR|di sangue e di denaro}} parmi meno funesta e laida e contennenda quella del sangue [...]. (cap. XV, p. 335)
*[...] la [[donna]] valorosa è corona di gloria al suo marito: quella poi che reca vituperio, gli è come un tarlo nelle ossa [...]. (cap. XV, p. 382)
*Il tempo meglio opportuno a far vacillare un'anima nelle sue [[Risoluzione|risoluzioni]] è quello appunto in cui si trova spossata dallo sforzo commesso a sostenerle. (cap. XVII, p. 416)
*[...] meglio vale sventura con innocenza che fortuna con delitto. (cap. XX, p. 457)
*[...] la [[libertà]] è tale albero che vuolsi piantare con le proprie mani, se intendiamo che frutti davvero [...]. (cap. XXI, p. 467)
*{{NDR|L'amicizia}} [...] un tesoro che per divisione non iscema, all'opposto dell'amore. (cap. XXIII, p. 529)
*Il [[sangue]] inebria al pari del vino [...]. (cap. XXX, p. 773)
==''La battaglia di Benevento''==
===[[Incipit]]===
È mai vissuta creatura umana, che sollevando le pupille al cielo d'Italia abbia negato esser questo il più puro sereno che mai rallegrasse il sorriso di Dio? – È mai vissuta creatura umana, che sollevando le pupille al cielo d'Italia allorché il figlio primogenito della Natura lo veste della pompa dei suoi raggi non abbia sentito suscitarsi la mente pei grandi che non sono più, di cui il nome è rimasto nell'anima come armonia di arpa che cessò di esser tocca? – Quali braccia non si {{sic|prostesero}} a quell'astro di vita, mentre abbandonando alla notte il dominio del cielo, dai confini dell'oceano lo saluta con gli ultimi raggi, e non implorarono che rimanesse nella sua celeste dimora? – Ma s'egli partì con la sera tornò col mattino, e vide i secoli dileguarsi nella eternità, le generazioni incalzarsi nella tomba, e la vicenda infinita delle virtù e dei delitti. Breve fu la sua luce sopra l'onore d'Italia; lunga sul dolore, e su l'onta.
===Citazioni===
*E se la [[vita]] fu bene, perché mai ci vien tolta? — E se la vita fu male, perché mai n'è stata concessa? (cap. V; p. 89)
*Lo esercito di Carlo, giunto sul vertice dei monti vicini, ammirava la città di [[Benevento]] tanto famosa per la bellezza e antichità sue non meno che per l'erronee credenze dei popoli. La sua origine si smarrisce nelle tenebre della mitologia, sebbene non manchino scrittori che affermino averla edificata Diomede, re degli Etoli, dopo la guerra troiana. (cap. XXVIII; p. 754)
*Ella {{NDR|[[Benevento]]}} portava impressi i segni della ferocia e della ambizione di coloro che l'avevano conculcata prima, poi scelta a dimora; era il suo aspetto medesimo la storia delle sue vicende, ché presso a lei si ammirava un arco trionfale di marmo pario eretto a Traiano per la strada ordinata a sue spese da Brindisi a Roma; – parte delle mura non demolite da Federico mostravano la strana foggia di architetture portata da' settentrionali in Italia le nuove riparazioni e le otto porte costruite per comando di Manfredi, – il risorgimento delle arti. Il castello, fondato dalla Chiesa per istanza del governatore pontificio, innalzandosi con le brune sue torri sulla città, avvertiva, e forse avverte ancora al viatore, qual fosse in quei tempi la solenne maestà dei successori di San Pietro. (cap. XXVIII; p. 756)
*Il conte di Provenza, più la guardava {{NDR|[[Benevento]]}}, più gli pareva degna di essere conquistata; la circondò molte volte degli occhi per iscoprirne il debole nel quale far breccia e tentare l'assalto; la conobbe munita con tanta maestria di guerra che impossibile cosa fosse espugnarla per forza; – gemé, si volse a considerare la sottoposta valle; – spaziosa compariva e degna di combattervi campale battaglia; i fiumi Calore e Savato, confuse le acque alla estremità di Benevento, l'attraversavano, e un ponte magnifico dava il passo dall'una all'altra sponda: domandava come avesse nome la pianura, – gli rispondevano: – Santa Maria della Grandella. – (cap. XXVIII; pp. 756-757)
*Raccolse, ciò detto, le sue virtù; e da che gli era impedito di vivere, ruinava nel furore della battaglia per morirvi da re. (cap. XXVIII; p. 775)
==''Lettere''==
*Agli uomini in generale manca la costanza nei propositi, e ciò fa si che le loro imprese quasi sempre rovinino. Il difetto di costanza si manifesta in due maniere, o col mutare disegno appena scelto o col mancare di coraggio alle prime contrarietà.
*È segno non mediocre di amare la patria coltivare la [[Madrelingua|favella materna]]: le nazioni si distinguono dalla lingua.
*Il [[matrimonio]] è il sepolcro dell'amore; però dell'amor pazzo, dell'amore sensuale.<ref>Dalla lettera ad Antonio Mangini, 6 ottobre 1853.</ref>
*Tu devi capire che ogni uomo ha da proporsi un fine nella sua vita, e a quello tendere costantemente, unicamente, se vuole riuscire a qualche cosa.<ref>Dalla lettera a Giovanni Bertani, 22 decembre 1850; in ''Lettere '', [http://www.forgottenbooks.com/readbook_text/Lettere_v1_1300004654/245 p. 232].</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Amelia Calani ed altri scritti''===
====''Amelia Calani''====
Ottimamente, secondo la opinione mia, certo filosofo antico rassomigliò la buona memoria della vita passata al profumo che lascia nella casa degli Dei il grano dello incenso arso nel turibolo; e come quanto più dura la soavità del profumo, tanto maggiore si conosce essere stata la eccellenza dell'olibano, così non senza ragione misurano la bontà dei defunti dal desiderio che nei superstiti si conserva di quelli: per la quale cosa, anzichè riuscirmi argomento di pudore giungere tardo a scrivere della Signora Contessa Amelia Calani Carletti, nè meno lode, parendo a me, che questo indugio abbia a ridondare in massima onoranza di lei.
====''Dello Scrittore italiano''====
Avendo meco stesso considerato questa materia dello italiano scrittore con quella gravità che il mio intelletto mi consentiva, tale e tanta ella venne ad allargarmisi per mano, ch'io la conobbi argomento di nobilissimo volume.
====''L'Albo''====
Al comune degli uomini fa specie considerare come gli antichi legislatori, esauste prima le virtù, mettessero mano anche ai vizii ordinandoli fondamento degl'istituti, che parvero loro più acconci allo assetto di questo nostro umano consorzio.
====''Lettera a Pietro Ellero''====
''Mio riverito signore ed amico,''<br>
La pena di morte è una questione intorno alla quale si sono piuttosto affaticate, che esercitate le menti degli uomini; e con quanto frutto non so; certo se ne dovessimo giudicare dal resultato, dovremmo dire poco; imperciocchè i Governi che in ogni altra cosa peccano del gretto, in questa poi procedono liberali, anzi spreconi; massime il Piemontese, che per la morte a piene mani nel suo codice largita si acquistò meritamente fama di munificentissimo.
====''Ritratto morale di Leopoldo II''====
Leopoldo II ha sempre aborrito qualunque limite alla sua potestà assoluta, o sia che tale gli persuadesse la propria natura, o la indole ricevuta; e quantunque mostrasse diversamente nel 1848, esse furono lustre per parere, onde molte volte la memoria mi ha riportato il caso che adesso dirò.
====''Racconto d'Erodoto, applicabile ai nostri tempi''====
Narrasi da Erodoto nel libro settimo delle Storie intitolato a ''Polinnia'' come: — «i Greci, instando Serse con l'enormi sue forze terrestri e marittime, si adunassero insieme in un medesimo luogo, e, datasi fede scambievole, deliberassero prima di tutto ''riconciliarsi e far pace delle ingiurie passate''; conciossiachè la guerra durasse allora vivissima tra diverse città, e segnatamente tra gli Ateniesi e gli Egineti».
====''Il Porto di Piombino''====
Io me ne stava seduto sopra un mortaio di bronzo napoleonico alla Stella (la quale per parentesi non era la ''Stella di Venere'', ma la fortezza ove il 9 gennaio dalla salutifera incarnazione 1848 mi trasportarono), e, quantunque non paresse, aspettava con impazienza la barca della posta.
====''Sermide''====
Padri, madri, spose, figli, sacerdoti, campagnuoli, cittadini, ricchi e poveri, uditemi tutti; io vi parlo la voce della patria, — la voce di Dio.
====''I Moderati''====
Allora possiamo augurare bene della Libertà, quando almeno gli uomini ardiscono aprire i labbri al vero; non protervo, non petulante, ma pure dignitoso e schietto.
===''Apologia della vita politica''===
Me accusano di tradimento: e tale apposero accusa anche a [[Focione]]; e condottolo a bere la cicuta, i suoi nemici non riputarono averne vittoria intera, finché non fecero decretare, che il suo corpo fosse gittato fuori dei confini dell'Attica, e nessuno Ateniese si attentasse a somministrare fuoco pei suoi funerali. Per la quale cosa non vi fu alcuno dei suoi amici che ardisse di pur toccare il cadavere infelice: solo un certo Conopione, uomo plebeo, notte tempo, recatoselo sulle spalle, lo trasportò al disopra di Eleusina, e tolto il fuoco dal territorio di [[Megara (Attica)|Megara]], abbruciollo. Una donna megarese, assistendo ai funerali, formò un tumulo vuoto, e versovvi sopra i libamenti, e postesi le ossa in seno portossele a casa, e le seppellì accanto del focolare, dicendo: «''O lari amici, io depongo appo voi queste reliquie di un uomo dabbene. Voi restituitele poscia ai sepolcri dei di lui antenati, quando gli Ateniesi fatto abbiano senno''.» Per verità, non andò guari che le loro faccende medesime fecero conoscere agli Ateniesi quale sopraintendente, e custode della temperanza e della giustizia avessero perduto, e gl'innalzarono una statua di rame, e ne seppellirono le ossa a pubbliche spese<ref>Plutarco, ''Vita di Focione'', volgarizzamento di G. Pompei.</ref>.
===''Beatrice Cènci''===
Non so se più soave, ma certamente simile alla Madonna della Seggiola di Raffaello avrebbe dipinto un quadro colui, che avesse tolto a imitare per via di colori il gruppo, che stava aspettando Francesco Cènci nella sala del suo palazzo. Una sposa di forse venti anni, seduta sopra i gradini di un finestrone, teneva al petto il suo pargolo; e dietro alla sposa un giovane di egregie sembianze, col volto basso, contemplava cotesto spettacolo di amore: egli solleva le mani giunte e alquanto piegate verso la spalla sinistra, per ringraziare Dio di tanta prosperità che gli manda. La sembianza e lo atteggiamento dimostrano come in quel punto lo commuovano tre affetti, che fanno l'uomo divino. Le mani erano a Dio, lo sguardo al figlio, il sorriso alla sposa. – Però la donna non vedeva cotesto sorriso, chè lei assorbivano intera i doveri e la dignità di madre. Il fanciullo sembrava un angiolo, il quale avesse smarrita la via per tornarsene in cielo.
===''Il destino''===
La Fulvia Piccolomini fu bellissima donna, anzi divina, nacque in Siena il 14 marzo 1630 al signore Alessandro, cui bastarono il cuore e i lombi per darle la compagnia nientemeno di quindici fratelli: di diciotto anni ella si maritò con Lelio Griffoli gentiluomo di Siena, e gli portò in dote fiorini 7376, che non furono troppi, ma nè anco sembreranno pochi a cui consideri la compagnia dei predetti quindici fratelli.
===''Il secolo che muore''===
— Oh! che lo invito glielo abbia a mandare?<br>
— Fa' quello che il cuore ti detta; io per me non glielo manderei...
===''Isabella Orsini, duchessa di Bracciano''===
“''Ave Maria!'' Creatura di cui la vista persuase l’Eterno a offerirsi vittima espiatoria per la stirpe onde nascesti alla giustizia irrevocabile della sua legge; — Vergine, nel seno della quale Dio penetrò come raggio purissimo in acqua pura;<ref>Come raggio di sole in acqua mera. ([[Dante]].) Gli Gnostici, distinti con lo epiteto di ''dociti'', negarono in Gesù Cristo la natura umana, e lo supposero un fantasma, però che: ''non dignum est ex utero credere Deum, et Deum Christum.... non dignum est, ut tanta majestas per sordes et squallores mulieris transire credatur''. Questa eresia fu condannata fino dai primordii della Chiesa da San Giovanni.</ref> — Madre, che nel tuo grembo, meglio che nell’Arca Santa, la Divinità conservasti, abbi misericordia di me.
===''L'asino: sogno''===
''Occasione di Scrivere. Quello che rimanesse di me dopo la mia morte. Il Generale'' Chassé prigioniero di pace. ''Fornicazione dell'Errore con la Jattanza, e quello che ne venne. Il cervello del mondo domiciliato a Parigi. Il giudizio universale. L'ultimo dente. Mani nelle faccende forensi necessarissime. Tento rifarmi. Mi trovo corto a ossa. Ragionamento col Cappellano del camposanto dove fui sepolto. Difficoltà di ritrovare le proprie ossa. I vermini sussurrano. Prova testimoniale. Presso del Marchese Gualtiero'' orvietano. ''Il ladro che può arrestare gli sbirri è un galantuomo. Chi non sa difendere il suo è indegno di possedere. Proprietà e furto sono una cosa sola. Poeti ladri per eccellenza.'' Azione reivindicatoria. Beni della Chiesa, e prescrizione centenaria. ''Vita umana quanto caduca. Giove in soffitta. Cadaveri sono cose'' nullius. ''Italia morta del male del vile. I vermini vantano giusto titolo. Giudizio finale sarà civile, o criminale? Ragioni non messe in carta bollata, non si può dire che sieno ragioni. Coccodrillo del padre Kirker gesuita, e sua avventura. L'Avvocato fiscale ed il Pesce-cane. Mi addormento da capo.''
===''La torre di Nonza''===
– Io non mi rimovo dalle mie parole, continuava a dire Eleuterio a Severo, e' fu proprio la provvidenza la quale volle mettere la Francia giusto nell'umbellico d'Europa, affinché questo suo agitarsi perpetuo ed inquieto, ed il fare continuo e il disfare, formassero materia di salute, a mo' dei venti, i quali scombujando l'aria, la mantengono sana. Talvolta sembra ch'ella rientri in sé stessa,
{{centrato|Come face le corna la lumaccia,}}
quasi volesse tornarsene addietro, e veramente come pare è, ma questo storno accade perché ella possa prendere l'abbrivo per ispingersi più impetuosa d'irresistibile gagliardia avanti. No, Severo, no, io ti dico la Francia essere la vite di Archimede in Europa; senza lei non avanzerebbe la barca.
===''Lo assedio di Roma''===
[[Roma]]!<br>E' corre vecchia fama che Roma sia parola arcana, e significhi ''Amor'', ed io ci credo, però che sappia come l'Amore nascesse ad un parto insieme coll'Odio; ora Roma, appunto rappresenta l'Amore indomato del sangue latino alla terra latina, e l'Odio religioso contro lo straniero da qualsivoglia plaga si muova per contaminare la terra latina.
===''Messere Arlotto Mainardi, Pievano di S. Cresci a Maciuoli''===
In certa bella città di questa Italia bellissima havvi un ''Diario'' il nome del quale è vietato rammentare per la stessa ragione per cui Monsignor della Casa proibisce, che tra le urbane brigate ricordinsi le cose oscene; vero è però, che il costume ha introdotto certe clausole preservative, come sarebbe quella, con ''rispetto parlando'', mercè le quali, forse le si potrebbono dire, ma io penso, che quanto può essere tollerato in un secolare disdica a un prete; però io me ne astengo addirittura, conoscendo come per quanto ci si usi cautela da colui, che parla di oscenità, egli non può impedire, che lo abbiano per isboccato.
===''Paolo Pelliccioni''===
— Santità, le faccio umilissimamente considerare come, da un'ora e più, con la reverenza debita al Vicario di Gesù Cristo redentore sopra la terra, le sia venuto esponendo il profondo disgusto del mio signore e padrone, Sua Maestà Cattolica, non che la repugnanza di tutto l'illustrissimo ed eccellentissimo clero di Spagna per questa sua ultima bolla, la quale giudichiamo perniciosissima alla quiete della santa madre Chiesa.
===''Pasquale Paoli''===
Gli dei di Ausonia se ne andarono, ed il suo cielo con essi! — esclamò Giacomo Boswell, fiore di galantuomo inglese, levando la faccia in alto e ricevendovi bravamente in mezzo uno sbuffo di acqua piovana.
===''Predica del venerdì santo''===
Diciannove secoli vedono la legge del Vangelo come una bandiera in mezzo alla battaglia inoltrarsi gloriosa e trionfale per le vinte contrade, avanzarsi per lo universo e bandirvi lo amore. Questo divino vessillo candido di fede, verde di speranza, vermiglio del sangue dei martiri ha superato il volo delle aquile romane. Alla spada della superbia vennero meno il taglio e la punta; le catene di ferro caddero logorate dalle ire dei popoli, ma la legge della carità nelle procelle acquista vigore, ingagliardisce per contrasto, la persecuzione disperde e lo errore. Quelli che l'acquistarono se la stringono al seno con lo affetto della madre che abbraccia il suo primogenito, e quelli che ancora non la posseggono vi volgono desiosi lo sguardo tardando loro che appaia questo segno di pace su lo emisfero della libertà.
===''Racconti e scritti minori''===
====''La serpicina''====
Era l'ultimo giorno di carnevale, ed io me ne stava sopra un monte altissimo, dove non saprei dire quante, ma da ore ben molte cadeva in fiocca neve fredda e copiosa quanto... quanto un discorso accademico, o poco meno. – Ora come io segaligno o freddoloso lassù? – Noi altre povere creature, a guisa di pagliuzze in balìa della procella balestrano i fati, adesso in cima ad un campanile, adesso in fondo di una cantina, senza conoscerne sovente, epperò senza poterne dire, la cagione.
====''Veronica Cybo, duchessa di San Giuliano''====
L'autunno è la più mesta stagione dell'anno; – il vespro è l'ora più mesta del giorno: – in quella stagione, in quell'ora, il Sole si avvicina alla sua tomba magnifico a vedersi come il figlio primogenito del Creatore. – Sul mezzogiorno egli tenne raccolti tutti i suoi raggi per vibrarli veementi a suscitare la natura; ma verso sera la vita è sparsa, la virtù diffusa, ed egli adesso si compiace a versare tutto il suo lume per l'emisfero che lo circonda. E la volta dei cieli, abbandonato il manto azzurro, s'indora della luce divina, in quella guisa che il secolo assorbe l'emanazioni della grande anima che lo ha dominato.
====''La vendetta paterna''====
«In quanto a' capelli diventati bianchi tutto ad un tratto, notò un bandito mentre scuoteva la pipa per farne uscire la cenere del tabacco, ho inteso raccontare, che quando don Flaminio il Marchese di santa Prassede maledisse i suoi figliuoli, le imprecazioni del vecchio bruciassero i capelli su cotesti loro capi, e ne calcinassero i cervelli come pietra in fornace: insomma, che il fuoco di Sodoma non facesse men peggio, né più tardi.»
====''Ave Maris Stella''====
O Maria, stella del mare in paradiso, abbi misericordia di Venezia, un dì stella del mare sopra questo mondo.<br>
Dolce Maria, tu che fosti soccorso dei cristiani incontra al Turco<ref>Pio V, per la riportata vittoria di Lepanto contro ai Turchi, inserì nelle Litanie della Madonna la invocazione: ''Auxilium Christianorum''.</ref>, deh! soccorri a Venezia incontra all'Austriaco. Perché, in conscienza, qua! mai occorre divario tra l'Austriaco e il Turco? La desolazione accompagnava il Turco: Brescia, apri il tuo mantello, e mostra lo strazio che di te ha fatto l'Austriaco! Lo incendio seguiva il Turco: Sermide, piglia un pugno di cenere in che ridusse le tue case l'Austriaco, e mostralo all'Europa!
====''Un canto corso''====
Mia madre talora mi ha sgridato e mio padre qualche volta mi ha percosso: ma tu, o Patria, sia che da te mi partissi, ovvero a te ritornassi, mi hai sempre riso. Mia madre mi ninnò dentro la culla cantando, ma io piangendo le recitai il Miserere sopra la fossa. Mio padre mi addestrò la mano ai primi tiri, ma io quando la morte lo chiamò gli composi sul petto in croce le sue prima di chiuderlo dentro la cassa. Tu poi, o Patria, appena uscito al mondo, mi consolasti con la luce e col calore: vivo mi nutrisci col tuo seno e nel tuo seno sazio di giorni mi raccoglierai. Perpetua madre, tu non ti stacchi in verun tempo i figliuoli dalle braccia: tu doni sempre e non ricevi mai.<br>
- Benedetta la Patria!
====''Il buco nel muro''====
Care ricordanze di affetto, e venture di rado liete, spessissimo triste, e avvicendarsi cotidiano di fratellevoli offici operarono sì, che Domenico e Francesco sieno, come si costuma dire, due anime in un nocciolo. Il mio, e il tuo non si conosce fra loro; amici sono, quali io penso che ormai non se ne abbia a trovare più la stampa nel mondo: mala pena forse tu ne potresti cavare la idea nel trattato scritto da quell'omaccione che un giorno fu Marco Tullio intorno all'''Amicizia''.
====''La preghiera del fanciullo italiano''====
Padre nostro, che sei nei cieli, fammi amare la patria sopra me stesso, e la libertà sopra la patria.<br>
Però che la patria senza la libertà, sia fossa aperta a raccogliere i cadaveri di gente immeritevole di esser nata.<br>
Io non ti supplico di farmi amare la virtù, perché, senza sentirmi virtuoso, come mai potrei amare la patria e la libertà?<br>
E poi fammi amare, Signore, babbo e mamma, non solo per la vita che mi compartirono, quanto pel documento che mi hanno dato di vivere, ed anco di morire libero sopra la terra.
===''Scritti''===
====''I nuovi tartufi''====
Mi stese la mano, – come tutte le sere quando io lo lasciava sopra la soglia della sua casa dopo avere percorso più miglia lungo il lido del mare silenziosi e mesti.<br>
Giovani entrambi, quantunque d'indole, di corpo e di voglie affatto diverse, una invincibile tristezza ci univa finché gli durò la vita, la quale fu breve e senza gioie: egli rassegnato, io ribellante; egli mansueto, almeno in sembianza, io iroso; egli sazio del presente, disperato del futuro, io dell'avvenire fidentissimo, e cupido d'impadronirmi del tempo; egli argomentatore per via di formule, io pieno di fantasimi; egli pauroso di darsi in balía delle immaginazioni, io non che inchinevole, lieto di lasciarmi trasportare dal torrente della fantasia; egli biondo e di sguardo azzurro e tranquillo, io nero e bieco: e nonostante, la tristezza comune ci tenne uniti. Così ai tempi del Terrore in Francia il taglio del ferro congiunse in fondo della paniera con bacio sanguinoso la testa del nobile e del plebeo, del bello e del brutto, dell'animoso e del codardo!
====''Pensieri in prosa da farsene una preghiera in versi''====
Al Dio che ama l'Italia come il primo alito della sua creazione; al Dio che la coprì del sublime arco dei cieli quasi di un manto di gloria; al Dio che pose nell'occhio la lacrima della pietà, nell'anima il sospiro dello amore, Angioli candidissimi della preghiera, offrite il voto dei labbri innocenti.
====''Discorsi''====
Se la fortuna fosse stata copiosa dei suoi beni a Socrate, Anito e Melito, invece di farlo condannare a bere la cicuta, sarebbero andati a casa sua per bevergli il vino di Samo<ref>Voltaire.</ref>. – Questa sentenza, comechè dettata da uno ingegno argutissimo del secolo trascorso, a me parve sempre più presto gioconda che vera.
====''Illustrazioni''====
La più parte degli uomini esalta il sole quando tutto scintillante di raggio e fecondo di vita è sorto dall'Oriente: ignavi non avvertirono, od obliosi dimenticarono le tinte giocondissime con le quali lo precedeva l'aurora, come un'ancella che sparga fiori davanti ai passi del suo re: e meno ancora pongono mente al punto prodigioso in cui la natura apre le palpebre della notte quasi una lapide di sepolcro. E sì ch'è cosa anche ai mortali concessa, potere forza aggiungere a forza, mentre spetta all'Onnipotente solo accendere la vita e la luce.
====''I bianchi e i neri''====
{{centrato|GERI, MANENTE.}}
<poem>'''Geri''' Credi che in buio eternamente cupo,
Simile a questo, senza fine il mondo
Sarà sepolto un dì?
'''Manente''' Credo.</poem>
===''Vita di Andrea Doria''===
Francesco Guicciardino, uomo nella pratica delle faccende umane certamente a veruno secondo, lasciò scritto, essere, giusta l'opinione sua, i contemporanei spositori di storie eccellentissimi, massime se, oltre all'ingegno arguto, avvenisse loro di pigliarci parte o come magistrati o come guerrieri; ed in questa sentenza si trova condotto dal considerare che, le cause degli avvenimenti umani essendo moltiplici, taluna ci opera a modo di principale, mentre tal altra ci fa officio di accessoria: questa comparisce meno, quella più; nè tutte spettano alla vita pubblica, anzi moltissime alla privata, e le seconde, per celarsi meglio, non esercitano minore virtù: donde accade che, chi viene dopo, ne ignori molte per necessità, avendole cancellate il tempo dalla mente degli uomini, ed egli, costretto a servirsi delle uniche che rimangono, le quali sono ordinariamente le più strepitose, il fatto gli si presenta spesso o non bene intero, o alterato, e quindi il giudizio o manco o fallace.
===''Vita di Francesco Burlamacchi''===
Se Francesco Burlamacchi fosse nato di piccola gente presso la più parte degli uomini, ai tempi che corrono, io giudico gli tornerebbe a merito maggiore; tuttavia non vuolsi né anco in questa parte darla vinta agli scrittori, i quali s'immaginano vituperarlo affermandolo artefice e plebeo. Si comprende ottimamente che un Dalli in certa sua cronaca manoscritta<ref>Nella Biblioteca di Lucca.</ref> ce lo dia per fallito e mosso a pescare nel torbido per tôrsi dalla fame; costui canonico era ed aveva un dente contro Francesco, che i preti e le pretesche cose amava quanto il fumo agli occhi: e, per preti e per femmine, morte non placa l'odio immortale. Quanto a Scipione Ammirato, il quale dichiara il Burlamacco ignobile, ma nel numero degli artefici che governavano Lucca<ref>''Storie fiorent.'' lib. 33.</ref>, ed a Giovambattista Adriani, che a sua posta lo ciurma artefice, come per ordinario i Lucchesi sono<ref>''Storia de' suoi tempi'', lib. 5.</ref>, si capisce la ragia: entrambi aggreppiati alla medicea mangiatoia, entrambi nudriti di principesca profenda, dettavano quello che secondo il giudizio loro doveva piacere ai padroni; ma non si capisce come Carlo Botta dopo tre secoli ribadisca il chiodo quasi a sollazzo replicando ora che artefice era di suo stato, ma secondo la usanza della repubblica capace di sedere ai governi, ora che sebbene nato in basso loco, pure aveva sortito da natura ingegno idoneo alle imprese eccellenti, in ultimo che, comunque in opere manuali di continuo si occupasse, pure ritraesse maraviglioso diletto dalle antiche storie<ref>''Storia d'Italia, di seguito al Guicciardini'', lib. 5.</ref>.
==Citazioni su Francesco Domenico Guerrazzi==
*Guerrazzi fornito d'ingegno eminentemente pratico, dell'ingegno che guarda le idee dal lato dell'applicazione, spregiava le teoriche filosofiche intorno all'umana perfettibilità; discepolo di {{sic|Macchiavelli}} e di Byron, adorava la potenza, e la voleva resa all'Italia senza sperare che l'acquisto della potenza sarebbe per lei cagione di felicità. ([[Giuseppe Montanelli]])
*Guerrazzi, mentre rintraccia studiosamente la vena della giovanile poesia, s'innamora lungo la via, aspra di triboli e di esperienza, dell'ira di [[Tacito]] e dello stile di [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]], e ridona di continuo all'[[Italia]] squarci di storia, pagine di eloquenza sublimi, opere ammirande, ma insufficienti, impotenti oserei dire a commovere, ad agitare, a suscitare la fede e l'entusiasmo, a dar battaglia, come un tempo l'''Assedio di Firenze'', al materialismo che ci impaluda, all'egoismo che ci infanga. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Il [[Giosuè Carducci|Carducci]] ha paragonato l'opera di Francesco Domenico Guerrazzi ad un torrente impetuoso che travolge tutto ciò che incontra sulla sua via; ma il Guerrazzi stesso sapeva essere questo il suo destino, passare, cioè, dopo aver rinnovato, non con la sottile persuasione, ma con la violenza che ha pur sempre del grandioso e del tragico. ([[Lorenzo Gigli]])
*Il Guerrazzi tendeva a farsi capo di una scuola toscana che fosse politicamente in contrapposto alla scuola del Manzoni: mentre questa proclamava l'alto valore morale della speranza e della rassegnazione, il Guerrazzi voleva che si operasse con energia ed audacia. E di questi sentimenti sono pervasi tutti i suoi scritti. ([[Lorenzo Gigli]])
*In lui lo scrittore ben di rado ha saputo emanciparsi dall'[[Avvocato|uomo di legge]]<ref>Fu avvocato.</ref>. Il suo stile si accosta assai più al linguaggio che viene parlato davanti alla barra, che non a quello che si legge nei libri di diletto. Le sue violente invettive, la sua eloquenza ampollosa avevano probabilità di successo coi magistrati, che il turbinio delle passioni politiche di quei tempi traevano fuori dal regolare disimpegno della loro carica. E per un uomo del temperamento violento di Guerrazzi, quell'abitudine quotidiana di arringare doveva divenire una seconda natura. ([[Joseph Spencer Kennard]])
*Quando Guerrazzi venne a Torino, mi richiese di presentarlo a [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]]; era cosa naturale, e Cavour desiderava egualmente di conoscerlo. Lo accompagnai, e li lasciai soli. Ritornato dopo il loro abboccamento da Cavour, questi mi disse subito: «Che occhi ha quel suo Guerrazzi!» Nello stesso giorno rividi Guerrazzi che appena vedutomi, esclamò: «Che occhi ho trovato in Cavour!» – Si erano misurati e giudicati sotto le stesse impressioni. ([[Michelangelo Castelli]])
==Note==
<references/>
== Bibliografia ==
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[https://www.gutenberg.org/files/42436/42436-h/42436-h.htm Amelia Calani ed altri scritti]'', Guigoni, 1862.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/guerrazzi/index.htm Apologia della vita politica di F.-D. Guerrazzi scritta da lui medesimo]'', Firenze, F. Le Monnier, 1851.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''Beatrice Cenci'', Tip. Vannucchi, Pisa, 1854. ([http://www.gutenberg.org/etext/17837 Testo completo] su Project Gutenberg.)
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/guerrazzi/index.htm Beatrice Cènci: storia del secolo XVI]'', Tipografia Vannucchi, Pisa, 1854.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[https://www.gutenberg.org/files/42411/42411-h/42411-h.htm Il destino]'', Treves, 1869.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[https://www.gutenberg.org/files/42775/42775-h/42775-h.htm Il secolo che muore]'', Verdesi, 1885.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[https://www.gutenberg.org/files/38298/38298-h/38298-h.html Isabella Orsini, duchessa di Bracciano]'', Le Monnier, 1880.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/guerrazzi/index.htm L'asino: sogno]'', Torino, 1858.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[https://books.google.it/books?id=2FW6D8mX8K0C L'assedio di Firenze]'', Libreria editrice Dante Alighieri, Milano, 1869.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/guerrazzi/index.htm La battaglia di Benevento. Storia del secolo 13 scritta da F. D. Guerrazzi]'', Le Monnier, Firenze, 1852.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/guerrazzi/index.htm La torre di Nonza. Racconto storico]'', Milano, Sonzogno, 1883.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/guerrazzi/index.htm Lo assedio di Roma]'', Tipografia A.B. Zecchini, Livorno, 1864.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[https://www.gutenberg.org/files/34517/34517-h/34517-h.htm Messere Arlotto Mainardi, Pievano di S. Cresci a Maciuoli]'', Gio. Battista Rossi editore, 1868.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[https://www.gutenberg.org/files/42502/42502-h/42502-h.htm Paolo Pelliccioni]'', Guigoni, 1864.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[https://www.gutenberg.org/files/48490/48490-h/48490-h.htm Pasquale Paoli, ossia, la rotta di Ponte Nuovo]'', Perino, 1883.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/guerrazzi/index.htm Predica del venerdì santo]'', in "La vendetta paterna. Lettere inedite. Predica del venerdì santo", Roma, Edoardo Perino Tip. Edit., 1888.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/guerrazzi/index.htm Racconti e scritti minori]'', Istituto editoriale italiano, Milano, [s.n.] (probabilmente 1914).
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/guerrazzi/index.htm Scritti]'', Firenze, Le Monnier, 1847.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[https://www.gutenberg.org/files/46100/46100-h/46100-h.htm Vita di Andrea Doria]'', Guigoni, 1864.
*Francesco Domenico Guerrazzi, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/guerrazzi/index.htm Vita di Francesco Burlamacchi]'', Casa Editrice Italiana, Milano, 1868.
==Altri progetti==
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===Opere===
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[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Julius Evola
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Gaux
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/* Citazioni di Julius Evola */ Houston Stewart Chamberlain
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[[File:Evola.jpg|thumb|Julius Evola]]
'''Giulio Cesare Andrea Evola''', meglio conosciuto come '''Julius Evola''' (1898 – 1974), filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista italiano.
==Citazioni di Julius Evola==
*Debbo pochissimo all'ambiente, all'educazione, alla linea del mio sangue. In larga misura, mi sono trovato in contrasto sia con la tradizione predominante in Occidente – il cristianesimo e il cattolicesimo – sia con la civiltà attuale, col “mondo moderno” democratico e materialista, sia con la cultura e la mentalità prevalenti nella nazione in cui sono nato, l'Italia, sia, infine, col mio ambiente familiare. Se mai, l'influenza di tutto ciò è stata indiretta, negativa: in me ha favorito solo delle reazioni. (da ''Il Cammino del cinabro'', saggio introduttivo di Geminello Alvi, Edizioni Mediterranee, Roma, 2014, [https://books.google.it/books?id=6KHLCQAAQBAJ&pg=PT22 p. 22]. ISBN 978-88-272-2484-7)
*Così è giusto quel che il [[Mario Praz|Praz]] ha notato a tale riguardo, cioè che, volendo godere del piacere della trasgressione, della violenza contro ciò che è, il sadista non avrebbe altra scelta che la pratica della bontà e della virtù, perché proprio esse significherebbero l'anti-natura e l'anti-Dio, una rivolta e una violenza contro ciò che [...] costituirebbe il fondo ultimo – malvagio – della creazione. (da ''La Metafisica del sesso'', Edizioni Mediterranee, Roma 1994, [https://books.google.it/books?id=bpHLCQAAQBAJ&pg=PA136 p. 136])
*''È nella battaglia stessa che occorre risvegliare e temprare quella forza che, di là dalle bufere del sangue e degli stenti, con nuovo splendore e con pace potente propizierà una nuova creazione.''<br />Per questo, oggi si dovrebbe apprendere di nuovo sul campo di battaglia la ''pura'' azione, l'azione non solo nel significato di ascesi virile, ma anche di purificazione e via verso forme di vita superiori, valide in sé e per sé — il che, però, significa in un certo modo proprio un ritorno alla tradizione primordiale ario-occidentale.<ref>Da ''La dottrina aria di lotta e vittoria'', a cura del Gruppo di Ar, Edizioni di Ar, Padova, 1986, pp. 26-27.</ref>
*Fra gli appartenenti a questo [[Gruppo di UR|gruppo operativo]] {{NDR|di UR}} due elementi almeno erano dotati di reali poteri. Quanto alle finalità, quella più immediata era il destare una [[forza]] superiore da servire d'ausilio al lavoro individuale di ciascuno, forza di cui eventualmente ciascuno potesse far uso. Vi era però anche un fine più ambizioso, cioè l'idea che su quella specie di [[eggregora|corpo psichico]] che si voleva creare potesse innestarsi, per evocazione, una vera influenza dall'alto. In tal caso non sarebbe stata esclusa la possibilità di esercitare, da dietro le quinte, un'azione perfino sulle forze predominanti nell'ambiente generale di allora. Quanto alla direzione di tale azione, i punti principali di riferimento sarebbero stati più o meno quelli di ''Imperialismo Pagano'' e degli [[ideale|ideali]] «[[religione romana|romani]]» di [[Arturo Reghini]]. (da ''Il Cammino del Cinabro'', [https://books.google.it/books?id=6KHLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q=finalit%C3%A0%20immediata%20forza%20superiore%20ausilio%20lavoro%20ciascuno%20%22corpo%20psichico%22%20influenza%20alto%20azione%20%22ambiente%20generale%22&f=false cap. 5, ''"Il Gruppo di Ur"''], terza edizione corretta e aumentata, a cura di Gianfranco de Turris, Andrea Scarabelli, Giovanni Sessa, Roma, Edizioni Mediterranee, 2014)
*In [[Trilussa]] si deve riconoscere un carattere, che si mantenne uguale a se stesso sia prima che durante il fascismo e che ebbe in proprio il coraggio della verità. [...] Di Trilussa, io ero amico, ed egli ben sapeva come le mie idee fossero tutt'altro che democratiche. Non basta. Trilussa stesso non giudicava antifascista l'orientamento delle sue satire e della sua poesia, nelle loro incidenze politiche. (da [http://www.pannunziomagazine.it/trilussa-un-autore-politicamente-scorretto-nel-70-della-scomparsa-di-achille-ragazzoni/ ''Una favola su Trilussa'', ''Roma'', 23 gennaio 1972]; disponibile su ''[http://www.heliodromos.it/index.php?option=com_content&view=article&id=203:evola Heliodromos.it]'')
*La vita deve esser volontà diretta da un pensiero [...]. (da ''La tradizione ermetica'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, p. [https://books.google.it/books?id=kJDLCQAAQBAJ&pg=PA128 128])
*Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.<ref>Citato in Mario Caprara, Gianluca Semprini, ''Neri! La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista'', Newton Compton editori, 2012, [http://books.google.it/books?id=ieO_d2Nz-Y8C&pg=PT151 p. 151]. ISBN 8854146951.</ref><ref>La citazione viene [[citazioni errate|erroneamente attribuita]] anche a [[Giorgio Almirante]] e [[Moana Pozzi]]. Almirante aveva fatto apporre la frase su un poster destinato alle sedi dell'MSI e l'aveva utilizzata come frase conclusiva del suo libro ''Autobiografia di un fucilatore''. Moana Pozzi invece amava ripetere questa frase nel periodo in cui si occupava dell'edizione di un giornale erotico, poco prima di morire. Una frase simile è di [[Martin Lutero]]: «Bisogna lavorare come se si volesse vivere in eterno, ma vivere come se dovessimo morire adesso». {{cfr}} la raccolta [[Vivi come se dovessi]].</ref>
*Per un organizzarsi davvero efficace delle forze nazionalmente orientate una delle condizioni preliminari è il superamento del personalismo. Il personalismo è fra le disposizioni infelici del popolo italiano, specie nei suoi strati intellettuali, ed esso oggi persiste e si afferma anche fra i gruppi a noi idealmente più vicini, con effetti visibili e deprecabili di frazionamento, di dispersione delle energie, di distorsione. (da [https://www.centrostudilaruna.it/il-flagello-del-personalismo.html "''Il flagello del personalismo''", «Rivolta Ideale», 1951])
*È stato denunciato più di una volta il carattere di decadenza che il moralismo presenta di fronte ad ogni superiore forma di legge e di vita. In realtà, affinché un "ordine" abbia valore, esso non deve significare né routine né spersonalizzante meccanicizzazione. Bisogna che esistano delle forze originariamente indomite, le quali conservino in una qualche maniera e misura questa loro natura anche presso la più rigida aderenza ad una disciplina. (da [https://www.centrostudilaruna.it/la-famiglia-quale-unita-eroica.html "''La famiglia quale unità eroica", «''Fedeltà Monarchica», Anno X, n.3, aprile 1970])
*Dove il fascismo presentò un carattere «totalitario» devesi dunque pensare ad una deviazione dalla sua esigenza più profonda e valida. In effetti, Mussolini ha potuto parlare dello Stato come di «un sistema di gerarchie» – gerarchie che «debbono avere un'anima» e culminare in una élite: ideale, che evidentemente è diverso da quello totalitario. [...] Del resto, ci si potrebbe riferire allo stesso simbolo del FASCIO LITTORIO, da cui il movimento di rivoluzione antidemocratica e antimarxista delle Camicie Nere trasse il suo nome e che, secondo una frase di Mussolini, doveva significare «unità, volontà e disciplina». Infatti il fascio si compone di verghe distinte unite intorno ad un'ascia centrale la quale, secondo un simbolismo arcaico comune a molte antiche tradizioni, esprime la potenza dall'alto, il puro principio dell'imperio. Si ha dunque unità e, insieme, molteplicità, organicamente unite e in sinergia, in visibile corrispondenza con le idee poco sopra accennate. (da ''Fascismo e Terzo Reich'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=vJLLCQAAQBAJ&pg=PA51 p. 51])
*La risonanza destata in Germania e in Francia dall'opera principale del [[Houston Stewart Chamberlain|Chamberlain]]: ''Le Basi del Secolo XIX'' fu assai più rapida e ampia che non per il De Gobineau. Immeritatamente, perché l'inferiorità del Chamberlain rispetto al De Gobineau in atto di originalità, di decisioni di tesi e di costruzione, si rende evidente ad ogni osservatore spregiudicato. Nel Chamberlain si è assai disturbati dall'asistematicità, da un continuo sfarfallare dall'un domino all'altro con spiccata impronta di dilettantismo e con un deciso sbocco nella politica e nell'esaltazione pangermanista. Vi si può poi accusare una sopravvalutazione estetizzante delle espressioni semplicemente artistiche di una civiltà, in contrasto con altre vedute razziste che p. es. nella rudezza iconoclasta di un Driesmans, alla fine riescono più simpatiche - e infine, una curiosa valutazione razzista piuttosto illuminista della civiltà tecnica e scientifica. (da ''Il mito del sangue'', cap. IV, p. 30)
*[ [[Benito Mussolini|Mussolini]] ] aveva un'autentica paura per gli iettatori di cui vietava si pronunciasse il nome in suo cospetto. (da ''Il cammino del cinabro'', citato in: Marcello Veneziani, ''Imperdonabili'', Venezia, 2017, ISBN 978-88-317-2858-4, p. 179)
*'''[Dalla dichiarazione di Evola durante il processo del 1951]''' In realtà, le idee che ho difeso e che difendo, da uomo indipendente (…) non sono da dirsi «fasciste» bensì tradizionali e controrivoluzionarie. (…) io nego tutto ciò che, direttamente o indirettamente, deriva dalla Rivoluzione francese, a ciò contrapponendo il Mondo della Tradizione. (...) I miei principi sono solo quelli che prima della Rivoluzione francese ogni persona ben nata considerava sani e normali. (da ''Gli Uomini e le Rovine,'' Edizioni Mediterranee, Roma 2013, p. [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA43 43])
*Nel fenomeno [[Rudolf Steiner|Steiner]] sono da distinguersi varie componenti. La prima – predominante – è dello stesso ceppo che ha dato luogo al [[Teosofia|teosofismo]], dal quale sono stati ripresi elementi molteplici. Una seconda componente si lega al cristianesimo. Vi è poi un ultimo fattore, che sembrerebbe rispondere ad un elemento positivo, all'esigenza di una «scienza spirituale». L'intreccio di queste componenti, contenute a forza nelle maglie di ferro di un sistema che, come ingegnosità, è quasi alla pari delle «filosofie della natura» dei romantici tedeschi, è la caratteristica dell'antroposofia. Come in tanti punti particolari dell'insegnamento antroposofico, cosi pure nell'insieme e nella stessa personalità dello Steiner si ha il senso penoso di una direzione retta e limpida, spezzata da improvvisi e tirannici flussi visionari e da irruzioni di complessi collettivi. (da ''[https://archive.org/details/Evola-maschera/page/n4/mode/1up Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo]'', Edizioni Mediterranee, Roma, ristampa 1990<sup>4</sup>, pp. 91-92)
*Nel mondo tradizionale, che per noi è quello retto dai principî dell'autorità e della sovranità, della gerarchia dell'ordinamento dall'alto e verso l'alto – tutto ciò che è “patria” o “nazione” – ethnos – non ebbe un significato politico ma soltanto naturalistico: si è di una patria o nazione come si è di una data famiglia. L'ordine politico in senso proprio corrispondeva invece al principio dello Stato (in genere, concretizzatesi in monarchie e in dinastie) o dell'impero come unità sovrordinata rispetto a nazione o "popolo". È così che si ebbero formazioni politiche in cui patrie e nazioni ebbero bensì il loro posto, ma non come fattori determinanti, invece come semplice "materia" della gerarchia complessiva. E non sembrava strano, a tale stregua, che, per esempio, per combinazioni dinastiche, per matrimoni o successioni, un popolo passasse a far parte di uno Stato diverso: da ciò esso non si sentiva per nulla snaturato, appunto per via del carattere sopraelevato del principio politico. Tale situazione aveva anche una controparte etica: l'appartenenza allo Stato era legata ad una fedeltà, cioè presupponeva un atto libero, volontario (i vincoli feudali ne erano già stati forma eminente). L'essere di un popolo o di una nazione è invece qualcosa di semplicemente dato, di naturalistico. (''Dietro le quinte della storia. Il vero volto del Risorgimento'', L'Italiano n. 3, marzo 1959)
*Queste, sono chiare parole. Questi sono i termini della partita, e al giuoco non si bara. Inutile cercar qualcuno dietro di noi: dietro di noi non si troverà mai che un'idea, alla quale subordiniamo assolutamente le nostre persone. Perciò, che gli scoiattoli e le bisce si rassegnino: le mura lisce de "La Torre" non offrono loro alcuna presa. "La Torre" non si scala che passando per la porta maestra: sulla quale noi stiamo ad attender chiunque si faccia innanzi, cortesi e cavallerescamente ospitali per gli uomini leali, siano pur essi dei nemici; inesorabili per i vili e i mistificatori. (da [https://books.google.it/books?id=Kw0BEAAAQBAJ&pg=PT330 "''Cose a posto e parole chiare''", da ''La Torre''])
*Possiamo pensare un concetto di Impero, visibile oltre che invisibile, avente una unità materiale oltre a quella spirituale. Si realizza un simile Impero, quando presso all'universalità come conoscenza si abbia anche l'«universalità come azione». Qui, per riferimenti storici, potremmo indicare la Cina antica, Roma, in parte, di nuovo il medioevo nel movimento delle Crociate da un lato, nell'Islamismo dall'altro. (da [https://books.google.it/books?id=5G5H6btfdb8C&q=Possiamo+pensare+un+concetto+di+Impero,+visibile+oltre+che+invisibile,+avente+una+unit%C3%A0+materiale+oltre+a+quella+spirituale.+Si+realizza+un+simile+Impero,+quando+presso+all%27universalit%C3%A0+come+conoscenza+si+abbia&dq=Possiamo+pensare+un+concetto+di+Impero,+visibile+oltre+che+invisibile,+avente+una+unit%C3%A0+materiale+oltre+a+quella+spirituale.+Si+realizza+un+simile+Impero,+quando+presso+all%27universalit%C3%A0+come+conoscenza+si+abbia&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjLkqPOlZT2AhUVS_EDHQt9CiMQ6AF6BAgFEAM ''Vita italiana: rassegna mensile di politica''], Roma 1931, p. 336)
*Il bisogno del sovrannaturale sta nel profondo della natura umana e non si può negarlo senza mutilare questa natura stessa. (da [https://books.google.it/books?id=wZTLCQAAQBAJ&pg=PT145 ''Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo''], Bocca, Milano 1932)
*Compito essenziale che oggi si pone all'uomo differenziato: "Far che ciò su cui non si può far nulla, nulla possa su di noi". (da ''La dottrina del Risveglio'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=tZDLCQAAQBAJ&pg=PA257 p. 257])
*A partir da un dato punto, non è più per il sangue, non più per gli affetti, non più per la patria, non più per un umano destino che potrai ancora sentirti unito a qualcuno. Unito ti potrai sentire solo con chi è sulla tua stessa via. (da ''Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io'', Gruppo di Ur – a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1987, [https://books.google.it/books?id=v17KwnSmRhAC&pg=PA173 p. 173])
*Il mondo è libero: scopi e ragioni, «evoluzione», fato o provvidenza, tutto ciò è nebbia, è cosa inventata da esseri che non sapevano ancora andare da sé e abbisognavano di dande ed appoggi. (da ''Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io'', Gruppo di Ur – a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1987, [https://books.google.it/books?id=v17KwnSmRhAC&pg=PA171 p. 171])
*Fu nel 1717 che, con l'accennata fondazione della Grande Loggia di Londra e col subentrare della cosiddetta «massoneria speculativa» continentale, si verificarono il soppiantamento e l'inversione di polarità, di cui si è detto. Come «speculazione» qui valse infatti l'ideologia illuministica, enciclopedistica e razionalistica connessa ad una corrispondente, deviata interpretazione dei simboli, e l'attività dell'organizzazione si concentrò decisamente sul piano politico-sociale, anche se usando prevalentemente la tattica dell'azione indiretta e manovrando con influenze e suggestioni, di cui era difficile individuare l'origine prima.<br>Si vuole che questa trasformazione si sia verificata solo in alcune logge e che altre abbiano conservato il loro carattere iniziatico e operativo anche dopo il 1717. In effetti, questo carattere si può riscontrare negli ambienti massonici cui appartennero un Martinez de Pasqually, un Claude de Saint Martin e lo stesso Joseph de Maistre. Ma devesi ritenere che questa stessa massoneria sia entrata, per altro riguardo, essa stessa in una fase di degenerescenza, se essa nulla ha potuto contro l'affermarsi dell'altra e se, praticamente, da questa è stata alla fine travolta. Né si è avuta una qualsiasi azione della massoneria, che sarebbe rimasta iniziatica, per diffidare e sconfessare l'altra, per condannare l'attività politico-sociale e per impedire che, dappertutto, essa valesse propriamente e ufficialmente come massoneria. (da ''Il mistero del Graal'', saggio introduttivo di Franco Cardini, appendice e bibliografia di Chiara Nejrotti, Edizioni Mediterranee, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=_I_LCQAAQBAJ&pg=PA216 p. 216]. ISBN 978-88-272-2277-5) (p. 216)
*[...] nel [[Ludwig Woltmann|Woltmann]] l'ideologia razzista assume una tinta germanica così spiccata, che egli non tollera l'unione dei Tedeschi neanche con altri rami della famiglia nordico-germanica; che egli è ben lontano dalle idee "pan-ariane" sul tipo di quelle che vedremo difese dal Chamberlain; che è addirittura l'uomo germanico che egli si sforza di scoprire in tutte le personalità superiori apparse nei popoli vicini alla Germania; che, infine, è alla razza germanica che egli attribuisce la funzione di «stringere la terra nel suo dominio» e di «fare delle razze passive dei semplici organi subalterni per lo sviluppo della sua civiltà», «Papato e impero – giunge a dire il Woltmann – sono entrambi istituzioni germaniche, strumenti di un dominio destinati ad assoggettare il mondo.» (da ''Il mito del sangue'', Collezione Hoepli, 1937, Edizione digitale 2018, [https://archive.org/details/ILMITODELSANGUE/page/n25/mode/1up cap. III])
*Si accende un gran fuoco. Al luogo di vino si beve ''rum'' e ''Kirsch''. Si balla. Giunti ad uno stato intenso, si discute. Poi si esce. Ciò significa: passaggio ai 22 gradi sotto zero. L'idea è stata: andiamo sul [[Lago di Resia|lago]]. È notte alta. Immaginate una lastra immensa di cristallo nero, della levigatezza esatta di uno specchio che dura chilometri: il lago gelato. I monti nevosi dei due fianchi della valle e il cielo inverosimilmente costellato si riflettono in questa lastra con una nitidezza magnetica, per cui vi trovate fra un doppio miraggio, fra una doppia trasparenza. Pensate che cosa sia andar avanti senza pattini verso il centro, fra il vento del Nord, nell'equilibrio fisico e spirituale di una lucida ebbrezza in cui alcool, natura ed esaltazione interiore concorrono – concepire questo forse è possibile. Non è però possibile concepire, per chi non l'ha provato, che cosa è in queste condizioni l'esperienza della frattura dei ghiacci subacquei.<br>La notte, per l'ulteriore dislivello di temperatura, accade che gli strati profondi del ghiaccio in contatto con le acque del lago si spezzano. Si produce allora uno scroscio ed un boato che si ripercuote paurosamente attraverso l'intera distesa gelata del lago e passa infine agli stessi echi della valle. Pericolo, nessuno. Tali fratture non raggiungono la superficie. Ma sentire ad un tratto sotto di sé lo scroscio che diviene un boato immenso che tutta la montagna ripete, è quasi sentir la voce stessa della terra, è aspettarsi un abisso che si spalanca – è insomma qualcosa che sommuove il sangue fino all'intimo, come solo il terremoto lo può: è il risveglio di una sensazione primordiale, meravigliosa e paurosa, dormente in chi sa quali arcaici strati della nostra entità più profonda.<ref>Da ''Meditazioni delle vette'', Edizioni Mediterranee, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=JZHLCQAAQBAJ&pg=PA151 p. 151]. ISBN 978-88-272-2287-4</ref>
*Alle 11,30 siamo in [[vetta]]. La nostra ascensione ha durato esattamente cinque ore e mezza. [...] Il giorno è divenuto superbo, splendente. E ora, dopo l'azione, la contemplazione.<br>È l'ora delle cime e delle altezze, qui dove lo sguardo si fa ciclico e solare; dove, come larva di febbre, svanisce il ricordo delle piccole preoccupazioni, dei piccoli uomini, delle piccole lotte della vita delle «pianure»; dove non esiste che cielo, e nude libere forze che rispecchiano e fissano l'immensità nel coro titanico delle vette. «Molti metri sopra il mare, molti più sopra l'umano» – fu già scritto da Federico Nietzsche.<ref>Da ''Meditazioni delle vette'', [https://books.google.it/books?id=dGy5CrqV-z8C&pg=PA124 p. 124].</ref>
*Lo stesso concetto di «lavoro» non dovrà più rappresentare una data professione, bensì elevarsi a posto di combattimento. Ogni fabbrica diverrà caserma e fortilizio, lo stesso luogo di lavoro sarà un avamposto che dovrà pulsare allo stesso ritmo della vita di trincea; i lavoratori e la gioventù saranno gli ''Arbeitersoldat'' di un esercito in marcia, la prima linea del fronte di una comunità che torna a concepire la storia come lotta e destino, conteranno soltanto l'obbedienza, il rango, la posizione e la linea di condotta; i piani di sviluppo economico dello Stato equivarranno a strategie di guerra disegnate sulla mappa della nazione; nell'intima sostanza si tratta di una lineare e severa attitudine di servizio, volendo anche l'emergere di una qualità esistenziale di ordine interiore; è il realismo eroico del tempo della guerra trasportato e traslato nella vita civile, una scuola militare dell'anima in corso d'opera.<ref>Da ''Il combattente, l'operaio, l'anarca'', a cura di RigeneAzione Evola, Passaggio al bosco, Firenze, 2025. ISBN 9791254622919</ref>
== ''Cavalcare la tigre'' ==
*L'"altro mondo" investito dal nichilismo europeo, da esso presentato come una pura illusione o condannato come una evasione, non è un'altra realtà: è un'altra dimensione della realtà, quella dove il reale, senza essere negato, acquista un significato assoluto, nella nudità inconcepibile dell'essere puro.
*Dopo che ogni sovrastruttura è stata respinta o distrutta, e che per sola base si ha il proprio essere, il senso ultimo nell'esistere nel vivere, può scaturire unicamente da una relazione diretta e assoluta fra questo essere (fra ciò che si è determinatamente) e la trascendenza (della trascendenza in sé).
*Non vi è oggetto del piacere bramoso o passivo che non possa, in via di principio, essere anche oggetto del piacere eroico o positivo, e viceversa.
*Il complesso del "peccato" è una formazione patologica nata nel segno del Dio-persona, del "Dio della morale". La conoscenza di un errore commesso al posto del senso del "peccato" è stato invece un tratto caratteristico delle tradizioni a carattere metafisico.
*Valida anche per noi è, pertanto, la concezione dell'Existenz come presenza fisica dell'Io nel mondo (in una forma e situazione determinata, concreta e irripetibile) e, ad un tempo, come presenza metafisica dell'Essere (della trascendenza) nell'Io. Su questa linea, un certo esistenzialismo potrebbe ricondurre ad un altro punto da noi già fissato, all'istanza di un antiteismo positivo, al superamento esistenziale del Dio-persona, oggetto della fede o del dubbio. Il centro dell'Io essendo misteriosamente il centro dell'Essere, "Dio" (la trascendenza) è certo, non come un contenuto di una fede o di un dogma, ma come presenza nell'esistenza e nella libertà.
*Metafisicamente la nascita è un cambiamento di stato e la morte è un altro cambiamento di stato; l'esistenza nella condizione umana, sulla terra, non è che una ristretta sezione in un ''continuum'', in una corrente che attraversa stati multipli.
*Da un certo tempo buona parte dell'umanità occidentale considera come cosa naturale che l'esistenza sia priva di ogni vero significato e non debba essere ordinata a nessun principio superiore, per cui si è acconciata a viverla nel modo più sopportabile, meno spiacevole possibile. Ciò ha tuttavia come controparte e conseguenza inevitabili una vita interiore sempre più ridotta, informe, labile e sfuggente, una crescente dissoluzione di ogni dirittura e di ogni qualità di carattere.
*La relazione fra questo orientamento e un ambiente ormai privo di senso è data dall'opposizione esistenzialistica fra 'autenticità' e 'inautenticità'. L'Heidegger parla dello stato di inautenticità, di tramortimento di "copertura" di se stessi o di fuga da se stessi proprio al trovarsi, all'"esser gettati" nell'anòdina esistenza pubblica quotidiana con le sue "evidenze", le sue chiacchiere, i suoi equivoci, i suoi grovigli, le sue utilità, le sue forme di "tranquillizzazione" e di "deiezione", con le sue diversioni evasionistiche. L'essere autentico si annuncia e si propone quando si sente il nulla quale sottofondo di quell'esistenza e si è richiamati al problema del proprio essere più profondo, di là dall'Io sociale e dalle sue categorie.
== ''Gli Uomini e le Rovine'' ==
*Il riconoscimento da parte dell'inferiore è la base di ogni gerarchia normale e tradizionale. Non è il superiore che ha bisogno dell'inferiore, ma è l'inferiore che ha bisogno del superiore.
*Compito essenziale è dunque formulare una adeguata dottrina, tener fermo a principi rigorosamente pensati e, partendo da ciò, dar forma a qualcosa di simile, appunto, ad un Ordine. Questa élite, differenziandosi su un piano che si definisce in termini di virilità spirituale, di decisione e di impersonalità, su un piano dove cessa di aver forza e valore qualsiasi vincolo naturalistico, sarà la portatrice di un nuovo principio di imprescrivibile autorità e sovranità, saprà accusare la sovversione e la demagogia in qualunque forma esse si presentino, arresterà il moto discendente del vertice e ascendente della base. Da essa, come da un seme, potrà trarre vita un organismo politico e una integrata nazione, in una dignità non diversa da quelle già create da una grande tradizione politica europea. Tutto il resto non è che pantano, dilettantismo, irrealismo, obliquità. (p. 80)
*La libertà va intesa e difesa in modo non meno qualitativo e differenziato della stessa persona; ognuno ha la libertà che gli spetta, misurata dalla statura e dalla dignità della sua persona o dalla sua funzione, non dal fatto astratto ed elementare del suo essere semplicemente uomo o «cittadino» [...] (p. 84)
*La misura di ciò che si può esigere dagli altri è data da ciò che si sa esigere da sé stessi; non saprebbe dominare secondo giustizia gli altri e dare ad essi una legge chi non abbia capacità di dominare anzitutto sé stesso e di dare a sé stesso una legge. ([https://books.google.it/booksid=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA88&dq=La+misura+di+ci%C3%B2+che+si+pu%C3%B2+esigere+dagli+altri+%C3%A8+data+da+ci%C3%B2+che+si+sa+esigere+da+s%C3%A9+stessi;+non+saprebbe+dominare&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjK68CewpT2AhUDwKQKHeNhCdEQ6AF6BAgDEAM#v=onepage&q=La%20misura%20di%20ci%C3%B2%20che%20si%20pu%C3%B2%20esigere%20dagli%20altri%20%C3%A8%20data%20da%20ci%C3%B2%20che%20si%20sa%20esigere%20da%20s%C3%A9%20stessi%3B%20non%20saprebbe%20dominare&f=false p. 88])
*La legittimazione più alta e reale di un vero ordine ''politico'', epperò dello stesso Stato, sta nella sua funzione ''anagogica'': nel suo suscitare e alimentare la disposizione del singolo ad agire e pensare, a vivere, lottare ed eventualmente a sacrificarsi in funzione di qualcosa che va di là della sua semplice individualità. (p. 90)
*[...] tutti gli aspetti esteriori di potenza e di progresso tecnico-industriale della civiltà contemporanea non mutano nulla nel carattere involutivo di essa. Diciamo di più, essi ne dipendono, perché tutto questo apparente «progresso» è stato realizzato quasi esclusivamente in funzione dell'interesse economico in quanto ha preso la mano su ogni altro. (p. 111)
*A lato della romanità delle origini, che riprodusse in forma speciale e originale un tipo di cultura e di costume comune alle principali civiltà superiori indoeuropee, ve ne è una grecizzata in senso negativo, ve ne è una "punicizzata", ve ne è una "ciceroniana", ve ne è una asiaticizzata, ve ne è una cattolica e così via. I punti di riferimento non vanno cercati in esse. Quel che in esse può esserci di valido, ai nostri fini lo si può ricondurre alla prima. Questa romanità originaria ebbe la sua base in una figura umana definita da un certo gruppo di disposizioni tipiche. In primo luogo sono da considerarsi un'attitudine dominata, un'audacia illuminata, un parlare conciso, un agire preciso e coerente quanto medidato, un freddo senso di dominio, alieno da personalismo e da vanità. Allo stile romano appartengono la "''virtus''" non come moralismo bensì come virilismo e coraggio, epperò la "''fortitudo''" e la "''constantia''", cioè la forza d'animo; la "''sapientia''", nel senso di riflessività, di consapevolezza; la "''disciplina''" come amore per una propria legge e una propria forma; la "''fides''" nel senso specificatamente romano di lealtà e di fedeltà; la "''dignitas''", la quale nell'antica aristocrazia patrizia si potenziava in "''gravitas''" e "''solemnitas''", in misurata, seria solennità. Sempre allo stesso stile appartengono l'agire preciso, senza grandi gesti; un realismo che non significa materialismo bensì amore per l'essenziale; l'ideale della chiarezza, un equilibrio interno e una diffidenza per ogni abbandono dell'anima e per ogni confuso misticismo; un amore pel limite; l'attitudine ad unirsi senza confondersi, in vista di un fine superiore o per un'idea da esseri liberi. Possono aggiungersi anche la "''religio''" e la "''pietas''", non significanti la religiosità nel senso più recente, significanti invece, pel Romano, un atteggiamento di rispettosa e dignitosa venerazione, e in pari tempo, di fiducia, di riconnessione nei riguardi del sovrasensibile, sentito presente ed agente presso le forze umane individuali, collettive e storiche. Del pari, questi elementi di stile hanno una loro evidenza, non sono legati a tempi trascorsi, possono in qualsiasi periodo agire come forze informatrici del carattere e valere come ideali non appena si desti una vocazione corrispondente. Inoltre, non è il caso di pensare che essi dovrebbero essere fatti propri da tutti gli individui: ciò sarebbe assurdo e, del resto, non necessario: basterebbe che nella nazione un certo strato, tenuto a dare il tono al resto, li incorporasse.
*Vi è di più, per quel che riguarda i problemi interni di un popolo. Là dove si promuove, od anche soltanto non si combatte, l'indiscriminato accrescimento demografico, sono da attendersi gli effetti deleteri della legge della controselezione. Di fatto, sono le razze inferiori e gli strati sociali più bassi quelli più prolifici. Così si può dire che mentre il numero degli elementi superiori, più differenziati, aumenta in proporzione aritmetica, quello degli elementi inferiori cresce in proporzione geometrica, il che ha per risultato una fatale involuzione dell'insieme. Lo sfaldarsi e poi il franare dei grandi organismi imperiali è spesso avvenuto proprio in seguito a ciò: Come per una marea dal basso, per un dilatarsi teratologico della base, costituita da un elemento promiscuo e proletario. Vale qui ricordare che il termine proletario deriva da ''proles'' e riporta all'idea di un' animalesca prolificità. Come giustamente ha notato il Marenshkowkij, esso si applicava soprattutto a coloro la cui unica capacità creativa era quella di generare figli – uomini nel corpo ma quasi eunuchi nello spirito; siffatta direzione, nel suo logico sviluppo, conducendo verso quella società ideale in cui non esistono più classi, anzi né uomini né donne ma compagni e compagne, quasi cellule asessuate di un immenso formicaio.
*Così va detto che un partito che si fa «partito unico», con ciò stesso dovrebbe cessare di essere «partito». I suoi uomini o, almeno, i più qualificati di essi, allora è nella veste di una specie di Ordine, di classe specificamente politica che dovrebbe presentarsi e governare, non costituendo uno Stato nello Stato, ma andando a presidiare e rafforzare le posizioni-chiave dello Stato, non difendendo una loro particolare ideologia ma incarnando impersonalmente la stessa idea pura dello Stato. (p. 101)
*In genere, bisogna sentire in evidenza che di là da questa vita terrestre vi è una vita più alta, perché solo chi così si sente dispone di una forza infrangibile e intravolgibile, solo costui sarà capace, ove occorra, di una prontezza al sacrificio attivo e di uno slancio assoluto. ([https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA154 p. 154])
*È innegabile la caduta di livello della Chiesa moderna pel fatto che essa a preoccupazioni di carattere sociale e moralistico dà assai più peso che non a quanto ha attinenza con la vera vita sovrannaturale, con l'ascesi e con la contemplazione, punti essenziali di riferimento di ogni superiore forma di religiosità. ([https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA156 p. 156])
*Avendo parlato di intellettuali e di realismo, sarà bene precisare ancora un punto. Si è accennato al fatto che le simpatie di alcuni intellettuali pel comunismo hanno un certo carattere paradossale, in quanto il comunismo disprezza il tipo dell'intellettuale come tale, tipo che per esso appartiene, essenzialmente al mondo dell'odiata borghesia. Ora, un atteggiamento del genere può venire condiviso anche da chi appartenga al fronte opposto al comunismo. Dato quel che nel mondo contemporaneo esse significano, ci si può opporre ad ogni sopravalutazione della cultura e dell'intellettualità. L'avere per esse quasi un culto, il definire con esse uno strato superiore, quasi una aristocrazia – l'«aristocrazia del pensiero» che sarebbe quella vera, legittimamente soppiantante le forze precedenti di ''élite'' e di nobiltà – è un pregiudizio caratteristico dell'epoca borghese nei suoi settori umanistico-liberali. La verità è invece che siffatta cultura e intellettualità non sono che dei prodotti di dissociazione e di neutralizzazione rispetto ad una totalità. Pel fatto che ciò è stato avvertito, l'antintellettualismo ha avuto una parte di rilievo negli ultimi tempi, al titolo di una reazione quasi biologica la quale purtuttavia troppo spesso ha seguito direzioni sbagliate o, per lo meno, problematiche. Non ci soffermeremo però su quest'ultimo punto. Ne abbiamo già trattato in altra sede, parlando dell'equivoco dell'antirazionalismo. Qui vi è solo da mettere in rilievo che esiste un terzo possibile termine di riferimento di là sia da intellettualismo che da antintellettualismo, per un superamento della «cultura» d'intonazione borghese. Tale è la visione del mondo – in tedesco Weltanschauung. La visione del mondo non si basa sui libri, ma su una forma interiore e su una sensibilità aventi un carattere non acquisito ma innato. (pp. 164-165)
*E la visione del mondo può esser più precisa in un uomo senza particolare istruzione che non in uno scrittore, nel soldato, nell'appartenente ad un ceppo aristocratico e nel contadino fedele alla terra che non nell'intellettuale borghese, nel «professore» o nel giornalista. Circa tutto questo, in Italia ci si trova, e non da oggi, in una posizione assai sfavorevole, perché chi fa il buono e il cattivo tempo, chi troneggia nella stampa, nella cultura accademica e nella critica, organizzando vere e proprie massonerie monopolizzatrici, è proprio il tipo deteriore dell'intellettuale, che nulla sa di ciò che è veramente spiritualità, interezza umana, pensiero conforme a saldi principi. (p. 165)
*Se la nebbia si solleverà, apparirà chiaro che è la «visione del mondo» ciò che, di là da ogni «cultura», deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell'anima, che anche in un movimento politico essa costituisce l'elemento primario, perché solo una visione del mondo ha un potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare il tono specifico ad una data comunità.<br>Ora, sulla linea del comunismo vi sono stati casi nei quali qualcosa ha cominciato a penetrare fino ad una tale profondità. Non a torto un uomo politico contemporaneo ha parlato di un mutamento interno e profondo che, manifestandosi quasi nei termini di una ossessione, si produce in coloro che aderiscono veramente al comunismo: essi ne sono mutati nel pensare, nell'agire. Secondo noi è bensì una alterazione o contaminazione fondamentale dell'essere umano: ma essa raggiunge, nei casi in quistione, il piano della realtà esistenziale, cosa che non succede affatto in coloro che reagiscono partendo da posizioni borghesi e intellettualistiche. La possibilità dell'azione rivoluzionario-conservatrice dipende essenzialmente dalla misura in cui negli stessi termini possa agire l'idea opposta, cioè l'idea tradizionale, aristocratica, antiproletaria – tanto da dar luogo a un nuovo realismo e da dar forma, agendo come una visione della vita, ad un tipo specifico di uomo antiborghese, quale sostanza cellulare di nuove élites; di là dalla crisi di ogni valore individualistico e irrealistico. (p. 166)
*La creazione di uno Stato nuovo e di una civiltà nuova sarà sempre cosa effimera quando l'uno e l'altra non abbiano per substrato un uomo nuovo. (p. 198)
*Per le crisi che hanno travagliato e che travagliano la vita dei popoli moderni vengono addotte cause varie cause: storiche generali, sociali, economico-sociali, politiche, morali, culturali e via dicendo, a seconda dei punti di vista. Tuttavia è da porsi un problema superiore ed essenziale: sono, queste, sempre le cause prime, e hanno un carattere automatico come quelle del mondo fisico? E nel quadro di una simile problematica che si definisce il concetto della "guerra occulta". È, questa, la guerra condotta insensibilmente da quelle che, in genere si possono chiamare le forze della sovversione mondiale, con mezzi e in circostanze ignorati dalla corrente storiografia. [...] Ma se si considerano i veri agenti della storia negli speciali aspetti di questa, di cui ora stiamo trattando, le cose stanno diversamente: qui non si può parlare né di subconscio né inconscio, qui noi abbiamo invece a che fare con forze intelligenti le quali sanno benissimo che cosa vogliono e quali sono i mezzi più acconci per il raggiungimento – quasi sempre indiretto di quel che vogliono. La terza dimensione della storia non deve dunque esser fatta svaporare nella nebbia di astratti concetti filosofici e sociologici, ma va pensata come "un dietro le quinte" dove operano precise "intelligenze".
==''Imperialismo pagano''==
===[[Incipit]]===
L'attuale «civilizzazione» dell'Occidente è in attesa di un rivolgimento sostanziale, senza il quale essa è destinata, prima o dopo, a fracassarsi la testa.
===Citazioni===
*Il cristianesimo è alla radice istessa del male che ha corrotto l'Occidente. Questa è la verità, ed essa non ammette dubbio.
*È assolutamente un errore che l'imperio si possa costruire sulla base di fattori economici, militareschi, industriali e anche "ideali". L'''Imperium'', come secondo la concezione iranica e romana, è qualcosa di trascendente, e lo realizza soltanto chi abbia la potenza di trascendere la piccola vita dei piccoli uomini, con i loro appetiti, con i loro gretti orgogli nazionali, con i loro "valori" "non valori" e Dei. (Edizioni Mediterranee, Roma, 2004<ref>Citato in ''[https://www.centrostudilaruna.it/alle-fonti-dellidea-di-impero.html centrostudilaruna.it]''.</ref>)
*L'infinità degli uomini sulla terra deserta di luce, ridotti a pura quantità – ''soltanto'' a quantità – resi uguali nella identità materiale di parti dipendenti di un meccanismo lasciato a sé stesso, lanciato a vuoto senza nessuno che possa più nulla – ecco quale è la prospettiva che sta in fondo alla direzione economico-industrialistica che intona tutto l'Occidente. (2015, p. 57)
==''L'arco e la clava''==
===[[Incipit]]===
Le tracce sussistenti – spesso ancor solo nella pietra – di alcune grandi civiltà delle origini racchiudono spesso un significato di rado avvertito. Dinanzi a quel che resta del più antico mondo greco-romano e poi più oltre, dell'Egitto, della Persia, della Cina, fino a giungere ai misteriosi e muti monumenti megalitici sparsi fra deserti, lande e foreste come ultime emergenti e immobili vestigia di mondi sommersi e travolti – e, come limite nella direzione opposta nel corso della storia, fino ad alcune forme del Medioevo europeo: dinanzi a tutto ciò viene da chiedersi se il miracoloso resistere al tempo di tali testimonianze, oltre ad esser dovuto ad un concorso favorevole di circostanze esteriori, non racchiuda anche il significato di un simbolo.
===Citazioni===
*[...] non crediamo di sbagliarci dicendo che il significato più profondo dello [[sci]] è il seguente: la sensazione istintiva di paura fisica, col moto riflesso di un trarsi indietro o di aggrapparsi a qualcosa, che sorge nell'istante del cadere, viene vinta e trasformata in una sensazione di ebrezza, di piacere, e sviluppata nell'impulso a andare ancor più veloci e a giuocare in ogni modo con la velocità e l'accelerazione che ai corpi imprime la forza di gravità. Così lo sci, sotto questo aspetto, vorremmo proprio definirlo come ''una tecnica, un giuoco e una ebrezza della caduta''. Praticando questo sport si sviluppa di certo una forma di audacia o intrepidezza fisica, ma è una forma tutta speciale, ben distinta dall'audacia dell'alpinista, anzi ad essa opposta come significato: è una forma, diciamolo pure, «moderna». (da ''Psicanalisi dello sci'', p. 61)
*I ritmi accelerandosi, l'«umanismo» doveva percorrere la via che, volendo usare i simboli dianzi ricordati, da Prometeo conduce a Epimeteo. Il mondo moderno che sta prendendo forma non conosce il Prometeo liberato in senso positivo, cioè il Prometeo liberato attraverso Eracle (anticamente Eracle stette a significare l'uomo, l'eroe, che ha fatto l'altra scelta, quella di essere un alleato delle forze olimpiche). Esso conosce il Prometeo al quale sono state tolte le catene e che è stato lasciato libero di andare per la sua via affinché si glori della sua miseria e della tragedia di una esistenza soltanto umana – o, per dir meglio, dell'esistenza considerata da uno sguardo soltanto umano – giungendo al punto in cui, avendo finito col perdere il gusto per questa specie di autosadismo della sua «grandezza tragica», si tuffi nell'esistenza ottusa propria all'umanità epimeteica la quale in mezzo allo splendido, titanico spettacolo di tutte le umane conquiste dei tempi ultimi, conosce soltanto le discipline proprie agli animali da lavoro e la {{sic|demonìa}} dell'economia. La formula usata da una nota ideologia è appunto l'«umanismo integrale» come «umanismo del lavoro», quale «senso della Storia». Il Ciclo si chiude. (da ''Il riso degli dèi'', p. 95)
==''L'"Operaio" nel pensiero di Ernst Jünger''==
*Lo Jünger vede bene le distruzioni che l'elemento meccanicistico e tecnico realizza. Ma ciò per lui costituisce solo l'aspetto contingente di un fenomeno assai più vasto e, in ultima istanza, positivo. [...] Allora si paleserà anche la legittimità della rivoluzione da essi provocata. Allora la tecnica, con tutte le sue conquiste, apparirà come un'armatura per insospettate rivolte e insospettate lotte, da avere non meno cara di quel che l'antico cavaliere ebbe la sua spada. (p. 134)
*Gli uomini sono nuovamente tipici e importanti là dove essi, per l'assenza di complicazioni intellettuali o sentimentali, meno credevano di esserlo: nella vita reale, nelle strade e nelle piazze, nelle case e nei cortili, sugli aeroplani o nelle ferrovie sotterranee, dove si lavora. (p. 135)
*Non vi è dove evadere, dove scartare, dove indietreggiare. Bisogna invece intensificare la violenza e la velocità dei processi nei quali si è presi. Ed è allora bene presentire che dietro alla immane dinamica di questi tempi si cela un centro invisibile. ([https://books.google.it/books?id=TG01mRPlxggC&pg=PA137 p. 137])
*Il fenomeno dell'irruzione dell'"elementare" [...] è reale: e reale è anche il processo di enucleazione di un nuovo tipo, realistico, eroico, impersonale, capace di un controllo e d'un'azione assoluta, proteso verso una assunzione totale della vita. Anche se il mondo di questo nuovo tipo non corrisponde proprio a quello del "Forestaro", anche se esso ha lasciato dietro di sé il periodo delle distruzioni e dell'anarchia e nel suo avvento non si celebrino solo varie forme di quello del Quarto Stato, pure gli orizzonti non si schiariranno, e un temibile destino non sarà prevenuto, fino a che come controparte non si avrà appunto la tradizione spirituale nel senso più alto, un Ordine non nella prima assunzione soltanto attivistico-guerresca dello Jünger, ma appunto con riferimento a valori trascendenti, alle file segrete di qualcosa «che non è di questa terra» e che forse fino a oggi è stato ancora custodito. (pp. 141-142)
==''Orientamenti''==
*È importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un'assoluta intransigenza l'idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell'uomo nuovo, dell'uomo della resistenza, dell'uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di ordine vacillante e illusorio, solo a quest'uomo spetterà il futuro. Ma quand'anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora sta travolgendolo, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute: in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere né occupata né distrutta.
*Nell'[[idea]] va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta.
*Un artigiano che assolve perfettamente alla sua funzione è indubbiamente superiore ad un re che scarti e non sia all'altezza della sua dignità.
*Di fronte ad un mondo in poltiglia il cui principio è: «Chi te lo fa fare», oppure «Prima vien lo stomaco, la pelle (la malapartiana «pelle»!) e poi la morale» o ancora: «Questi non son tempi in cui ci si possa permettere il lusso di avere un carattere», o infine: «Ho famiglia», sappia opporre un chiaro e fermo: «Noi, non possiamo fare altrimenti, questa è la nostra via, questo il nostro essere.» (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA262 p. 262])
*Nell'idea va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA272 p. 272])
*Lo «stile» che deve guadagnar risalto è quello di chi si tiene sulle posizioni in fedeltà a sé stesso e ad un'idea, in una raccolta intensità, in una repulsione per ogni compromesso, in un impegno totale che si deve manifestare non solo nella lotta politica, ma anche in ogni espressione dell'esistenza: nelle officine, nei laboratori, nelle università. nelle strade, nella stessa vita personale degli affetti. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA262 p. 262])
*Non esiste la Storia, entità misteriosa scritta con la lettera maiuscola. Sono gli uomini, finché essi sono davvero uomini, che fanno e disfanno la storia. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA265 p. 265])
{{NDR|Julius Evola, ''Orientamenti'', Imperium, 1950.}}
==''Ricognizioni''==
===[[Incipit]]===
Preso in un senso ampliato, il termine «umanismo» è forse il più atto a caratterizzare l'orientamento principale e il fondo ultimo della civiltà dell'èra moderna.
===Citazioni===
*[...] il termine ''otium'', in antitesi a ''labor'' e ''negotium'', spesso fu usato dai classici per designare non la fannullagine, ma il tempo dedicato ad attività non materiali, intellettuali, a studi, alla letteratura, a speculazioni e simili; mentre ''otium sacrum'' figurò nella stessa terminologia religiosa e ascetica, associato all'attività contemplativa. Qui non sappiamo resistere alla tentazione di citare un proverbio spagnolo: ''el hombre que trabaja pierde un tiempo muy precioso'', cioè «l'uomo che lavora (in senso proprio) perde un tempo assai prezioso». Perdere questo tempo prezioso – perché meglio utilizzabile – può essere una necessità, una triste necessità. ''Ma il punto fondamentale dovrebbe essere il rifiuto di fare di tale necessità una virtù e esaltare una società di cui essa sia la chiave di volta''.<br>In ogni visione sana e normale della vita il lavoro deve essere considerato come un semplice mezzo di sostentamento nel caso di esseri non qualificati per svolgere una attività di un genere più alto. Lavorare come fine in sé e oltre quanto occorre pel proprio mantenimento è una aberrazione – e proprio il lavoratore dovrebbe capirlo: l'«eticità del lavoro», l'«umanesimo del lavoro», il «lavoro come onore» e tutte le altre chiacchiere non sono che mezzi per mistificarlo e per meglio saldare le catene che lo legano al meccanismo della «produzione» divenuta quasi un processo autonomo. (da ''Lo Stato e il Lavoro'', pp. 34-35)
*Non la semplice sottomissione ma l'adesione e il riconoscimento da parte dell'inferiore sono [...] la base fondamentale di ogni gerarchia normale e tradizionale. Non è il superiore che da bisogno dell'inferiore, ma è l'inferiore che ha bisogno del superiore; non è il capo che ha bisogno dei gregari ma è il gregario che ha bisogno di un capo. (da ''Il problema della decadenza'', p. 45)
*Il riconoscere che anche in economia i fattori primari sono i fattori spirituali, che un cambiamento di attitudine, una vera ''metanoia'' è il solo mezzo efficace se si deve ancora concepire un arresto sulla china, ciò va al di là dell'intelletto dei tecnici, giunti a proclamare ormai che «la economia è il nostro destino». Ma dove conduca la via, ove l'uomo tradisca se stesso, sovverta una giusta gerarchia di valori e di interessi, si concentri nell'esteriorità e nella<ref>Nella fonte: della, refuso.</ref> ricerca del guadagno, della «produzione», del fattore economico in genere faccia il motivo predominante della sua anima, lo si sa. Forse il [[Werner Sombart|Sombart]] è colui che meglio di ogni altro ha analizzato tutto il processo. Esso sbocca fatalmente in quelle forme dell'alto capitalismo industriale, in cui si è condannati ad una corsa senza tregua e ad una espansione illimitata del produrre, perché ogni arresto significherebbe immediatamente arretrare, spesso essere scalzati o travolti. Donde dei processi economici a catena che prendono il grande imprenditore anima e corpo, che lo legano più dell'ultimo suo operaio, mentre la corrente, resasi quasi autonoma, trascina con sé migliaia di esseri e finisce col dettar legge a genti o governi. ''Fiat productio, pereat homo''. (da ''Il morso della tarantola'', p. 55-56)
== ''Rivolta Contro il Mondo Moderno'' ==
*È compito della tradizione – lo si ripete – scavare dei saldi alvei, a che le correnti caotiche della vita fluiscano nella direzione giusta. Liberi, sono coloro che assumendo questa direzione tradizionale non la sentono come imposta, ma vi si sviluppano spontaneamente, vi si riconoscono, tanto da attenuare quasi con un moto dall'interno la possibilità più alta, "tradizionale", della loro natura.
*Per contro, nell'appartenersi e nel darsi una forma, nell'avere in se il principio di una vita non più dispersa, non più a battentesi qua e là in cerca di altro o di altri per completarsi e per giustificarsi, non più spezzata dalla necessità e dal conato irrazionale verso l'esterno e il diverso, in una parola, nell'esperienza dell'ascesi, si sentì la via per comprendere l'altra regione, il mondo dello stato dell' "essere", di quel che non è più fisico ma metafisico – "natura intellettuale priva di sonno", e di cui simboli solari, regioni uraniche, enti di luce o di fuoco, isole e altezze montane tradizionalmente furono le figurazioni. Tali le "due nature". E fu concepita una nascita secondo l'una e una secondo l'altra, e passaggio dall'una all'altra nascita, perché fu detto: "Un uomo è un dio mortale e, un dio, un uomo immortale". Il mondo tradizionale conobbe questi due grandi poli dell'esistenza e le vie che dall'uno conducono all'altro. [...] Conobbe che l'esistenza esterna, il "vivere", è nulla, se non approssimazione verso il sovramondo, verso il "più che vivere", se il suo più alto fine non è la partecipazione ad esso e una liberazione attiva dal vincolo umano. Conobbe che falsa è ogni autorità, ingiusta e violenta ogni legge, vana e caduca ogni istituzione, quando non siano autorità, leggi ed istituzioni ordinate al principio superiore dell'Essere -dall'alto verso l'alto. Il mondo tradizionale conobbe La Regalità Divina. Conobbe l'atto del transito: l'Iniziazione – le due grandi vie dell'approssimazione: l'Azione eroica e la Contemplazione – la mediazione: il Rito e la Fedeltà – il grande sostegno: la Legge tradizionale, la Casta – il simbolo terreno l'Impero. Queste sono le basi della gerarchia e della civiltà tradizionale, in tutto e per tutto distrutte dalla trionfante civiltà "umana" dei moderni.
*Ove la Tradizione mantenne tutta la sua forza, la dinastia o successione dei re sacrali costituì un asse di luce e di eternità nel tempo e la presenza vittoriosa del sovramondo nel mondo, la componente "olimpica", che trasfigura l'elemento demonico del demos e dà un significato superiore a tutto ciò che è Stato, nazione e razza. E anche negli strati più bassi, il legame gerarchico creato da una dedizione cosciente e virile valeva come mezzo per un' approssimazione e una partecipazione. Infatti anche la semplice legge, dall'alto, rivestita di un'autorità, era, per coloro che non potevano accendere a sè stessi il fuoco sovrannaturale, un riferimento e un sostegno di là dalla semplice individualità umana. In realtà, l'aderenza intima, libera e effettiva, di tutta una vita alle norme tradizionali, anche quando non era presente, a giustificarla, una piena comprensione della loro dimensione interna, faceva sì che tale vita acquistasse oggettivamente un significato superiore: attraverso l'obbedienza e la fedeltà, attraverso l'azione o conforme ai principi e ai limiti tradizionali, una forza invisibile le dava forma e la disponeva sulla stessa direzione di quell'asse sovrannaturale, che negli altri – nei pochi al vertice – viveva allo stato di verità, di realizzazione, di luce. Così si formava un organismo stabile ed animato, costantemente orientato verso il sovramondo, santificato in potenza e in atto secondo i suoi gradi gerarchici, in tutti i domini del pensare, del sentire, dell'agire, del lottare. In tale clima viveva il mondo della Tradizione.
*E quasi sempre va riconosciuto, con Nietzsche, che dovunque sorge la preoccupazione per una "morale", là vi è già una decadenza – il mos delle vichiane "età eroiche" mai ha avuto a che fare con limitazioni moralistiche. Specie la tradizione estremo-orientale ha messo bene in rilievo l'idea che la morale e la legge in genere (in senso conformistico e sociale) sorgono laddove la "virtù" e la "Via" non sono più conosciute: "Perduta la via, resta la virtù; perduta la virtù resta l'etica; perduta l'etica resta il diritto; perduto il diritto resta il costume. Il costume è solo l'esteriorità dell'etica e segna il principio della decadenza." Quanto poi alle leggi tradizionali, esse, nel loro carattere sacro e nella loro finalità trascendente, come avevano una validità non-umana, così in nessun modo si potevano riportare al piano di una morale nel senso corrente. Nè l'antagonismo dei popoli, lo stato di guerra è da per sè causa della rovina di una civiltà: l'idea del pericolo, come quella della conquista, può invece rinsaldare anche materialmente le maglie di una struttura unitaria, rinfocolare una unità di spirito nelle manifestazioni esterne – mentre la pace ed il benessere possono condurre ad uno stato di tensione ridotta, il quale facilità l'azione delle cause più profonde di un possibile disfacimento.
*Se un corpo è libero solo quando esso obbedisce alla sua anima, non ad un'anima eterogenea – allora riceve un senso profondo di verità l'affermazione di Federico II, secondo la quale gli Stati che riconoscono l'autorità dell'Impero sono liberi, mentre schiavi sono quelli che alla Chiesa – esponente di un'altra spiritualità – si sottomettono.
*D'altronde, è già stata ricordata la relazione tra ''aeternitas'' e ''imperium'' presentata dalla tradizione romana, donde un carattere trascendente, non-umano a cui vi viene elevata l'idea del "''regere''", sì che la paganità attribuì agli dèi la grandezza della città dell'Aquila e dell'Ascia. Da ciò, il segno più profondo che può presentare anche l'idea, secondo la quale il mondo non sarebbe finito fino a quando si sarebbe mantenuto l'Impero romano: idea da riportare a quella della funzione, appunto, di mistica salvazione attribuita all'Impero, una volta che si intenda "mondo" non fisicamente o politicamente, ma nel senso di "''cosmos''", di diga d'ordine e di stabilità opposta alle forze del caos e della disgregazione.
*Peraltro leggi ed istituzioni, come erano dall'alto, così, nei quadri di ogni tipo veramente tradizionale di civiltà, erano verso l'alto. Un ordinamento politico, economico e sociale creato in tutto e per tutto per la sola vita temporale è cosa propria esclusivamente al mondo moderno, cioè al mondo dell'anti tradizione. Lo Stato, tradizionalmente, aveva invece un significato e una finalità in un certo modo trascendenti: esso era una apparizione del "sovramondo" e una via verso il "sovramondo".
*Ancora una volta, non si dimentichi la verità, da cui il mondo tradizionale era compenetrato: nulla accade quaggiù, che non sia simbolo ed effetto concordante di avvenimenti spirituali – fra spirito e realtà ( e quindi anche potenza) vi è una intima relazione. Come conseguenza particolare di tale verità, si è già accennato che il vincere o perdere non furono mai considerati come puro caso. La vittoria, tradizionalmente, implica sempre un significato superiore. Permane ancora, e con particolare risalto, tra le popolazioni selvagge l'idea antica, che lo sfortunato è sempre un colpevole: gli esiti di ogni lotta, epperò anche di ogni guerra, sono sempre i segni mistici, risultati, per così dire, di un "giudizio divino", capaci dunque di rivelare, o attuare, un destino umano.
*Nel mondo moderno, sì è deprecata l' "ingiustizia" del regime delle caste, ancor più sono state stigmatizzate le civiltà antiche che conobbero la schiavitù e si è ascritto a vanto dei tempi nuovi l'aver rivendicato il principio dell' "umana dignità". Anche questa è pura retorica. Quel che vale piuttosto mettere in rilievo è che, se vi è mai stata una civiltà di schiavi in grande, questa è esattamente la civiltà moderna. Nessuna civiltà tradizionale vide mai masse così grandi condannate ad un lavoro buio, disanimato, automatico: schiavitù, che non ha nemmeno per controparte l'alta statura e la realtà tangibile di figure di signori e di dominatori, ma che viene imposta anodinamente attraverso la tirannia del fattore economico e le strutture assurde di una società più o meno collettivizzata. E poiché la visione moderna della vita, nel suo materialismo, ha tolto al singolo ogni possibilità di conferire al proprio destino qualcosa di trasfigurante, di vedervi un segno e un simbolo, così la schiavitù di oggi è la più tetra e la più disperata di quante mai se ne siano conosciute.
*Più in generale, va detto che quando il diritto di proprietà cessa di esser privilegio delle due caste superiori e passa alle caste inferiori – dei mercanti e dei servi – si ha di necessità una virtuale regressione naturalistica, si restaura la dipendenza dell'uomo da quegli "spiriti della terra", che nell'altro caso – nel quadro della tradizionalità solare dei signori del suolo – "presenze" superiori trasformavano in zone di influenze propizie, in "limiti creatori" e preservatori. La terra, che può anche appartenere ad un "mercante", vaisha – i proprietari dell'èra capitalistico-borghese possono considerarsi come gli equivalenti moderni dell'antica casta dei mercanti – o ad un servo (il moderno lavoratore), è una terra profanata: non altra è dunque quella che – conformemente appunto agli interessi propri alle due caste inferiori, riuscite a strapparla definitivamente all'antico tipo dei "signori" – non vale più che come un fattore di "economia", da sfruttare ad oltranza in ogni suo aspetto con macchine ed altre escogitazioni moderne. Senonché, giungendo a tanto, è naturale incontrare gli altri sintomi caratteristici per una tale discesa: la proprietà tende sempre più a passare dall'individuale al collettivo. [...] Si ha cioè proprio un ritorno dell'impero del collettivo sull'individuale, col quale si riafferma altresì il concetto collettivistico e promiscuo della proprietà proprio alle razze inferiori, come "superamento" della proprietà privata, come statizzazione, socializzazione e proletarizzazione dei beni e delle terre.
*Non tanto dei nuovi "fatti" potranno portare al riconoscimento di diversi orizzonti, quanto un nuovo atteggiamento dinanzi ad essi.
*Anche nella morale Cristiana la parte avuta da influenze meridionali e non arie è abbastanza visibile. Che sia di fronte a un Dio, e non ad una dea, che non si riconosce spiritualmente alcuna differenza fra uomo e uomo e si elegge per supremo principio l'amore, è di poco momento. Questa eguaglianza appartiene essenzialmente ad una concezione generale, una variante della quale è quel "diritto naturale", che aveva trovato modo di insinuarsi nel diritto romano della decadenza: è in funzione antitetica rispetto all'ideale eroico della personalità, al valore dato a tutto ciò che un essere differenziandosi, dando a se stesso una forma, conquista per sé in un ordine gerarchico.
*Qui aveva preso parimenti forma l'idea della "salvazione" in senso ormai semplicemente religioso e si era affermato l'ideale di una religione aperta a tutti, estranea ad ogni concetto di razza, tradizione e casta, quindi, praticamente, andando incontro a coloro che di razza, di tradizione e di casta non ne avevano nessuna. In questa massa, presso l'azione concomitante dei culti universalistici di provenienza orientale, si andò sempre più diffondendo un bisogno confuso – finché nella figura del fondatore del cristianesimo apparve, per così dire, ciò che produsse la precipitazione catalitica, la cristallizzazione di quel che saturava l'atmosfera. Ed allora non si trattò più di uno strato, di una influenza diffusa, bensì di una forza precisa contro ad un'altra forza.
*L'anima è in ogni essere ragionevole, il principio che decide circa tutto ciò che il corpo eseguirà.
*È compito della tradizione – lo si ripete – scavare dei saldi alvei, a che le correnti caotiche della vita fluiscano nella direzione giusta. Liberi, sono coloro che assumendo questa direzione tradizionale non la sentono come imposta, ma vi si sviluppano spontaneamente, vi si riconoscono, tanto da attuare quasi con un moto dall'interno la possibilità più alta, "tradizionale", della loro natura. Gli altri, quelli che seguono materialmente le istituzioni, obbedendo, ma senza comprenderle e viverle, sono i sorretti: per quanto privo di luce, il loro ubbidire li porta virtualmente oltre la loro limitazione di individui, li dispone sulla stessa direzione dei primi. Ma per coloro che non seguono né nello spirito, né nella forma l'alveo tradizionale, non vi è che il caos. Sono i perduti, i caduti.
*Poi, si è vista la rivolta dei Comuni e il sorgere delle varie formazioni medievali di una potenza mercantile. La programmazione solenne dei diritti del "Terzo Stato" in Francia costituisce la tappa decisiva cui seguono le varietà della "rivoluzione borghese", cioè appunto della terza casta, cui fanno da strumento le ideologie liberali e democratiche. Corrispondentemente, é caratteristica per questa èra la teoria del contratto sociale: come legame sociale ora non si trova più nemmeno una ''fides'' di tipo guerriero, cioè rapporti di fedeltà e di onore. Il legame sociale assume un carattere utilitario e economico: è un accordo in base alla convenienza e all'interesse materiale – quello, che solo un mercante può concepire. L'oro fa da tramite e chi se ne impadronisce e sa moltiplicarlo (capitalismo, finanza, trust industriali), dietro la facciata democratica controlla virtualmente anche il potere politico e gli strumenti di formazione della pubblica opinione. L'aristocrazia cede il posto alla plutocrazia; il guerriero, al banchiere e all'industriale. L'economia vince su tutta la linea. Il traffico con la moneta e con l'interesse, prima confinato nei ghetti, invade la nuova civiltà. Secondo l'espressione del Sombart, nella terra promessa del puritanesimo protestantico, con l'americanismo e il capitalismo, non vive che "spirito ebraico distillato". Ed è naturale che, date queste premesse di congenialità, i rappresentanti moderni dell'ebraismo secolarizzato abbiano quasi visto aprirsi dinanzi a loro, in questa fase, le vie della conquista del mondo. Sono caratteristiche queste espressioni di Karl Marx:"Qual è il principio mondano dell'ebraismo? L'esigenza pratica, il proprio vantaggio. Qual è il suo Dio terrestre? Il denaro. L'ebreo si è emancipato non solo in quanto si è appropriato della potenza del denaro, ma anche in quanto per suo mezzo il denaro è divenuto potenza mondiale. Il dio degli ebrei si è mondanizzato ed è divenuto il dio della terra. Il cambio è il vero Dio degli ebrei."
*Se il vertice delle civiltà tradizionali era costituito dal principio dell'universalità, la civiltà moderna sta dunque essenzialmente sotto il segno di quello del collettivo. Il collettivo sta all'universale come la "materia" sta alla "forma".<ref>{{NDR|[[proporzioni|Proporzione]]}}</ref> Il differenziarsi della sostanza promiscua del collettivo e il costituirsi di esseri personali mediante l'adesione a principi di interessi superiori è il primo passo di ciò che in senso eminente e tradizionale sempre si è inteso per "cultura". Quando il singolo è giunto a dare una legge e una forma alla propria natura sì da appartenere a sé stesso anziché dipendere dalla parte semplicemente fisica del suo essere è già presente la condizione preliminare per un ordine superiore, in cui la personalità non è abolita, ma integrata: e tale è l'ordine stesso delle partecipazioni tradizionali nel quale ogni individuo ogni funzione e ogni casta acquistano il loro giusto senso attraverso il riconoscimento di ciò che è loro superiore e il loro organico connettersi ad esso.
*Per l'accennata azione orientatrice, è bene che tali "testimoni" vi siano, che i valori della Tradizione vengano sempre indicati, anzi in una forma tanto più inattenuata e dura, per quanto più l'opposta corrente acquista forza. Anche se oggi questi valori non possono essere realizzati, non per questo essi si riducono a semplici "idee". Essi sono misure. Qualora anche la capacità elementare di misurare andasse completamente perduta, allora davvero l'ultima notte scenderebbe. Si lascino pure gli uomini del tempo nostro parlare, nel riguardo, con maggiore o minore sufficienza e improntitudine, di anacronismo e di antistoria. Noi sappiamo bene essere, questi, solo gli alibi della loro disfatta. Li si lascino alle loro "verità" e ad un'unica cosa si badi: a tenersi in piedi in un mondo di rovine. [...] Rendere ben visibili i valori della verità, della realtà e della Tradizione a chi, oggi, non vuole il "questo" e cerca confusamente "l'altro" significa dare sostegni a che non in tutti la grande tentazione prevalga, là dove la materia sembra essere ormai più forte dello spirito.
*A lato delle grandi correnti del mondo, esistono ancora individualità ancorate nelle "terre immobili". Sono, di massima, degli sconosciuti che si tengon fuori da tutti i trivi della notorietà e della cultura moderna. Essi mantengono le linee di vetta, non appartengono a questo mondo – pur essendo sparsi sulla terra e spesso ignorandosi a vicenda sono uniti invisibilmente e formano una catena infrangibile nello spirito tradizionale. Questo nucleo non agisce: ha solo la funzione a cui corrisponde il simbolismo del "fuoco perenne". In virtù di essi, la Tradizione è presente malgrado tutto, la fiamma arde invisibilmente, qualcosa connette sempre il mondo al sovramondo. Sono coloro che vegliano.
*[...] mentre l'etica tradizionale chiedeva all'uomo e alla donna di essere sempre più sé stessi, di esprimere con tratti sempre più decisi ciò che fa dell'uno un uomo, dell'altra una donna – ecco che la civiltà nuova volge verso il livellamento, verso l'informe, verso uno stadio che invero non sta al di là, ma al di qua dell'individuazione e della differenza dei sessi.<br>E si è scambiata per conquista una abdicazione. (2013, [https://books.google.it/books?id=BZPLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA207&dq=&pg=PA207#v=onepage&q&f=false p. 207])
==Citazioni su Julius Evola==
*Con il suo idealismo magico, il culto di elementi esoterici, la rincorsa di appassiti valori aristocratici, Evola rappresenta il più importante esponente italiano del filone culturale della rivoluzione conservatrice. ([[Michele Prospero]])
*Evola è un neotradizionalista di destra che sogna di invertire il corso della modernità e recuperare così il gusto per i valori eroici e cavallereschi andati smarriti nell'età della massa. ([[Michele Prospero]])
*Evola non era mai stato iscritto al Partito nazionale fascista, ma questo solo perché lo riteneva troppo soffice e «italiota». Il suo ideale di stile e di organizzazione, e di fermezza ideologica, era il nazismo hitleriano. ([[Giampiero Mughini]])
*Frainteso da amici e nemici, lottò da solo contro il mondo moderno. (Necrologio apparso sul Corriere della Sera del 13 giugno 1974)
*Ho letto e leggo Julius Evola. [...] Ora, io ignoravo tutto dello stato corporale di questo raro spirito. È quello che è. ''Ma egli vede!''. ([[Henry de Montherlant]])
*Julius Evola ebbe due vite. Nella sua prima vita fu pittore, [[Futurismo|futurista]], [[Dadaismo|dadaista]] (dal nome di un movimento artistico e letterario nato a Zurigo nel 1916) e amico del suo fondatore, Tristan Tzara.<br />I quadri dipinti in quegli anni furono notati e ammirati in alcune delle grandi esposizioni europee del tempo. Ma nel 1921 attraversò una difficile crisi personale, fu attratto dagli studi filosofici e dedicò il resto della sua vita alla elaborazione di un idealismo magico in cui è visibile l'influenza di Nietzsche, del pensiero razziale di Gobineau, della filosofia indiana e di altri culti esoterici dell'Asia.<br />Aderì intellettualmente al fascismo e al nazismo perché sostenne di vedere in quei movimenti la nascita di un neo paganesimo e l'avvento di un'era eroica dominata da razze che avrebbero difeso i loro popoli dai flagelli della modernità. Uno dei suoi libri più importanti è, per l'appunto, Rivolta contro il mondo moderno. Era a Vienna nell'aprile del 1945 quando fu ferito durante un bombardamento alleato e perdette l'uso delle gambe.<br />Quando rientrò in patria, nel 1948, fu accusato di avere collaborato alla creazione di una organizzazione fascista rivoluzionaria e venne processato; ma fu assolto ed ebbe da allora nella società culturale italiana una posizione simile per certi aspetti a quella di Céline, lo scrittore anti-semita di cui venivano riconosciute, tuttavia, le grandi qualità letterarie. ([[Sergio Romano]])
*La complessione spirituale di Evola – letto il suo libro {{NDR|''Saggi sull'idealismo magico''}} la si può considerare nella sua totale esperienza – è giunta coraggiosamente a limiti oltrepassati i quali non vi è più speranza per i deboli. I suoi sono continui atti di coraggio quantunque abbiano l'apparenza di sforzi logici; il signore assoluto, l'autarca, colui sufficiente a se stesso è tale in virtù di una coscienza nuova; questa coscienza nuova non ancora completamente manifestata, si è già definita in posizioni solide; questa coscienza nuova è necessaria per comprendere l'arte nuova, la nuova grande arte astratta che, altrimenti, è incomprensibile, incoerente. ([[Aniceto Del Massa]])
*Le cose non si cambiano solo con le piazze, si inizia anche dagli individui, ad esempio leggendo libri. Però si deve essere liberi intellettualmente. Invece, ancora oggi, quando ho detto che considero Julius Evola un artista degno di interesse, ho suscitato scandalo in certa stampa di sinistra, in modo prevenuto e superficiale. ([[Lucio Dalla]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Julius Evola, ''Cavalcare la tigre'', All'Insegna del Pesce d'Oro-Vanni Scheiwiller, 1961.
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA90&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Gli Uomini e le Rovine e Orientamenti]'', saggio introduttivo di [[Alain de Benoist]], Edizioni Mediterranee, Roma, 2013. ISBN 978-88-272-2278-2
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=HTagCgAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT57&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Imperialismo pagano]'', saggio introduttivo di Claudio Bonvecchio, Edizioni Mediterranee, Roma, 2015. ISBN 9788827223208
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=HTGVODCfBzIC&lpg=PA60&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false L'arco e la clava]'', saggio introduttivo di [[Giorgio Galli]], Edizioni Mediterranee, Roma, 1995. ISBN 88-272-1087-3
*Julius Evola, ''L'"Operaio" nel pensiero di Ernst Jünger'', a cura di Gianfranco de Turris, Edizioni Mediterranee, Roma, 1998. ISBN 8827212248
*Julius Evola, ''La Metafisica del sesso'', Edizioni Mediterranee, 1994.
*Julius Evola, ''La tradizione ermetica'', Edizioni Mediterranee, 1996.
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=z8NRrqgNpooC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA45&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Ricognizioni: {{small|uomini e problemi}}]'', Edizioni Mediterranee, Roma, 1985.
*Julius Evola, ''Rivolta contro il mondo moderno'', Hoepli, 1934.
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[[File:Evola.jpg|thumb|Julius Evola]]
'''Giulio Cesare Andrea Evola''', meglio conosciuto come '''Julius Evola''' (1898 – 1974), filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista italiano.
==Citazioni di Julius Evola==
*Debbo pochissimo all'ambiente, all'educazione, alla linea del mio sangue. In larga misura, mi sono trovato in contrasto sia con la tradizione predominante in Occidente – il cristianesimo e il cattolicesimo – sia con la civiltà attuale, col “mondo moderno” democratico e materialista, sia con la cultura e la mentalità prevalenti nella nazione in cui sono nato, l'Italia, sia, infine, col mio ambiente familiare. Se mai, l'influenza di tutto ciò è stata indiretta, negativa: in me ha favorito solo delle reazioni. (da ''Il Cammino del cinabro'', saggio introduttivo di Geminello Alvi, Edizioni Mediterranee, Roma, 2014, [https://books.google.it/books?id=6KHLCQAAQBAJ&pg=PT22 p. 22]. ISBN 978-88-272-2484-7)
*Così è giusto quel che il [[Mario Praz|Praz]] ha notato a tale riguardo, cioè che, volendo godere del piacere della trasgressione, della violenza contro ciò che è, il sadista non avrebbe altra scelta che la pratica della bontà e della virtù, perché proprio esse significherebbero l'anti-natura e l'anti-Dio, una rivolta e una violenza contro ciò che [...] costituirebbe il fondo ultimo – malvagio – della creazione. (da ''La Metafisica del sesso'', Edizioni Mediterranee, Roma 1994, [https://books.google.it/books?id=bpHLCQAAQBAJ&pg=PA136 p. 136])
*''È nella battaglia stessa che occorre risvegliare e temprare quella forza che, di là dalle bufere del sangue e degli stenti, con nuovo splendore e con pace potente propizierà una nuova creazione.''<br />Per questo, oggi si dovrebbe apprendere di nuovo sul campo di battaglia la ''pura'' azione, l'azione non solo nel significato di ascesi virile, ma anche di purificazione e via verso forme di vita superiori, valide in sé e per sé — il che, però, significa in un certo modo proprio un ritorno alla tradizione primordiale ario-occidentale.<ref>Da ''La dottrina aria di lotta e vittoria'', a cura del Gruppo di Ar, Edizioni di Ar, Padova, 1986, pp. 26-27.</ref>
*Fra gli appartenenti a questo [[Gruppo di UR|gruppo operativo]] {{NDR|di UR}} due elementi almeno erano dotati di reali poteri. Quanto alle finalità, quella più immediata era il destare una [[forza]] superiore da servire d'ausilio al lavoro individuale di ciascuno, forza di cui eventualmente ciascuno potesse far uso. Vi era però anche un fine più ambizioso, cioè l'idea che su quella specie di [[eggregora|corpo psichico]] che si voleva creare potesse innestarsi, per evocazione, una vera influenza dall'alto. In tal caso non sarebbe stata esclusa la possibilità di esercitare, da dietro le quinte, un'azione perfino sulle forze predominanti nell'ambiente generale di allora. Quanto alla direzione di tale azione, i punti principali di riferimento sarebbero stati più o meno quelli di ''Imperialismo Pagano'' e degli [[ideale|ideali]] «[[religione romana|romani]]» di [[Arturo Reghini]]. (da ''Il Cammino del Cinabro'', [https://books.google.it/books?id=6KHLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q=finalit%C3%A0%20immediata%20forza%20superiore%20ausilio%20lavoro%20ciascuno%20%22corpo%20psichico%22%20influenza%20alto%20azione%20%22ambiente%20generale%22&f=false cap. 5, ''"Il Gruppo di Ur"''], terza edizione corretta e aumentata, a cura di Gianfranco de Turris, Andrea Scarabelli, Giovanni Sessa, Roma, Edizioni Mediterranee, 2014)
*In [[Trilussa]] si deve riconoscere un carattere, che si mantenne uguale a se stesso sia prima che durante il fascismo e che ebbe in proprio il coraggio della verità. [...] Di Trilussa, io ero amico, ed egli ben sapeva come le mie idee fossero tutt'altro che democratiche. Non basta. Trilussa stesso non giudicava antifascista l'orientamento delle sue satire e della sua poesia, nelle loro incidenze politiche. (da [http://www.pannunziomagazine.it/trilussa-un-autore-politicamente-scorretto-nel-70-della-scomparsa-di-achille-ragazzoni/ ''Una favola su Trilussa'', ''Roma'', 23 gennaio 1972]; disponibile su ''[http://www.heliodromos.it/index.php?option=com_content&view=article&id=203:evola Heliodromos.it]'')
*La vita deve esser volontà diretta da un pensiero [...]. (da ''La tradizione ermetica'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, p. [https://books.google.it/books?id=kJDLCQAAQBAJ&pg=PA128 128])
*Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.<ref>Citato in Mario Caprara, Gianluca Semprini, ''Neri! La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista'', Newton Compton editori, 2012, [http://books.google.it/books?id=ieO_d2Nz-Y8C&pg=PT151 p. 151]. ISBN 8854146951.</ref><ref>La citazione viene [[citazioni errate|erroneamente attribuita]] anche a [[Giorgio Almirante]] e [[Moana Pozzi]]. Almirante aveva fatto apporre la frase su un poster destinato alle sedi dell'MSI e l'aveva utilizzata come frase conclusiva del suo libro ''Autobiografia di un fucilatore''. Moana Pozzi invece amava ripetere questa frase nel periodo in cui si occupava dell'edizione di un giornale erotico, poco prima di morire. Una frase simile è di [[Martin Lutero]]: «Bisogna lavorare come se si volesse vivere in eterno, ma vivere come se dovessimo morire adesso». {{cfr}} la raccolta [[Vivi come se dovessi]].</ref>
*Per un organizzarsi davvero efficace delle forze nazionalmente orientate una delle condizioni preliminari è il superamento del personalismo. Il personalismo è fra le disposizioni infelici del popolo italiano, specie nei suoi strati intellettuali, ed esso oggi persiste e si afferma anche fra i gruppi a noi idealmente più vicini, con effetti visibili e deprecabili di frazionamento, di dispersione delle energie, di distorsione. (da [https://www.centrostudilaruna.it/il-flagello-del-personalismo.html "''Il flagello del personalismo''", «Rivolta Ideale», 1951])
*È stato denunciato più di una volta il carattere di decadenza che il moralismo presenta di fronte ad ogni superiore forma di legge e di vita. In realtà, affinché un "ordine" abbia valore, esso non deve significare né routine né spersonalizzante meccanicizzazione. Bisogna che esistano delle forze originariamente indomite, le quali conservino in una qualche maniera e misura questa loro natura anche presso la più rigida aderenza ad una disciplina. (da [https://www.centrostudilaruna.it/la-famiglia-quale-unita-eroica.html "''La famiglia quale unità eroica", «''Fedeltà Monarchica», Anno X, n.3, aprile 1970])
*Dove il fascismo presentò un carattere «totalitario» devesi dunque pensare ad una deviazione dalla sua esigenza più profonda e valida. In effetti, Mussolini ha potuto parlare dello Stato come di «un sistema di gerarchie» – gerarchie che «debbono avere un'anima» e culminare in una élite: ideale, che evidentemente è diverso da quello totalitario. [...] Del resto, ci si potrebbe riferire allo stesso simbolo del FASCIO LITTORIO, da cui il movimento di rivoluzione antidemocratica e antimarxista delle Camicie Nere trasse il suo nome e che, secondo una frase di Mussolini, doveva significare «unità, volontà e disciplina». Infatti il fascio si compone di verghe distinte unite intorno ad un'ascia centrale la quale, secondo un simbolismo arcaico comune a molte antiche tradizioni, esprime la potenza dall'alto, il puro principio dell'imperio. Si ha dunque unità e, insieme, molteplicità, organicamente unite e in sinergia, in visibile corrispondenza con le idee poco sopra accennate. (da ''Fascismo e Terzo Reich'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=vJLLCQAAQBAJ&pg=PA51 p. 51])
*La risonanza destata in Germania e in Francia dall'opera principale del [[Houston Stewart Chamberlain|Chamberlain]]: ''Le Basi del Secolo XIX'' fu assai più rapida e ampia che non per il [[Joseph Arthur de Gobineau|De Gobineau]]. Immeritatamente, perché l'inferiorità del Chamberlain rispetto al De Gobineau in atto di originalità, di decisioni di tesi e di costruzione, si rende evidente ad ogni osservatore spregiudicato. Nel Chamberlain si è assai disturbati dall'asistematicità, da un continuo sfarfallare dall'un {{sic|domino}} all'altro con spiccata impronta di dilettantismo e con un deciso sbocco nella politica e nell'esaltazione pangermanista. Vi si può poi accusare una sopravvalutazione estetizzante delle espressioni semplicemente artistiche di una civiltà, in contrasto con altre vedute razziste che p. es. nella rudezza iconoclasta di un Driesmans<ref>Heinrich Driesmans (1863–1927), scrittore, antropologo ed etnografo tedesco.</ref>, alla fine riescono più simpatiche - e infine, una curiosa valutazione razzista piuttosto illuminista della civiltà tecnica e scientifica. (da ''Il mito del sangue'', cap. IV, p. 30)
*[ [[Benito Mussolini|Mussolini]] ] aveva un'autentica paura per gli iettatori di cui vietava si pronunciasse il nome in suo cospetto. (da ''Il cammino del cinabro'', citato in: Marcello Veneziani, ''Imperdonabili'', Venezia, 2017, ISBN 978-88-317-2858-4, p. 179)
*'''[Dalla dichiarazione di Evola durante il processo del 1951]''' In realtà, le idee che ho difeso e che difendo, da uomo indipendente (…) non sono da dirsi «fasciste» bensì tradizionali e controrivoluzionarie. (…) io nego tutto ciò che, direttamente o indirettamente, deriva dalla Rivoluzione francese, a ciò contrapponendo il Mondo della Tradizione. (...) I miei principi sono solo quelli che prima della Rivoluzione francese ogni persona ben nata considerava sani e normali. (da ''Gli Uomini e le Rovine,'' Edizioni Mediterranee, Roma 2013, p. [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA43 43])
*Nel fenomeno [[Rudolf Steiner|Steiner]] sono da distinguersi varie componenti. La prima – predominante – è dello stesso ceppo che ha dato luogo al [[Teosofia|teosofismo]], dal quale sono stati ripresi elementi molteplici. Una seconda componente si lega al cristianesimo. Vi è poi un ultimo fattore, che sembrerebbe rispondere ad un elemento positivo, all'esigenza di una «scienza spirituale». L'intreccio di queste componenti, contenute a forza nelle maglie di ferro di un sistema che, come ingegnosità, è quasi alla pari delle «filosofie della natura» dei romantici tedeschi, è la caratteristica dell'antroposofia. Come in tanti punti particolari dell'insegnamento antroposofico, cosi pure nell'insieme e nella stessa personalità dello Steiner si ha il senso penoso di una direzione retta e limpida, spezzata da improvvisi e tirannici flussi visionari e da irruzioni di complessi collettivi. (da ''[https://archive.org/details/Evola-maschera/page/n4/mode/1up Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo]'', Edizioni Mediterranee, Roma, ristampa 1990<sup>4</sup>, pp. 91-92)
*Nel mondo tradizionale, che per noi è quello retto dai principî dell'autorità e della sovranità, della gerarchia dell'ordinamento dall'alto e verso l'alto – tutto ciò che è “patria” o “nazione” – ethnos – non ebbe un significato politico ma soltanto naturalistico: si è di una patria o nazione come si è di una data famiglia. L'ordine politico in senso proprio corrispondeva invece al principio dello Stato (in genere, concretizzatesi in monarchie e in dinastie) o dell'impero come unità sovrordinata rispetto a nazione o "popolo". È così che si ebbero formazioni politiche in cui patrie e nazioni ebbero bensì il loro posto, ma non come fattori determinanti, invece come semplice "materia" della gerarchia complessiva. E non sembrava strano, a tale stregua, che, per esempio, per combinazioni dinastiche, per matrimoni o successioni, un popolo passasse a far parte di uno Stato diverso: da ciò esso non si sentiva per nulla snaturato, appunto per via del carattere sopraelevato del principio politico. Tale situazione aveva anche una controparte etica: l'appartenenza allo Stato era legata ad una fedeltà, cioè presupponeva un atto libero, volontario (i vincoli feudali ne erano già stati forma eminente). L'essere di un popolo o di una nazione è invece qualcosa di semplicemente dato, di naturalistico. (''Dietro le quinte della storia. Il vero volto del Risorgimento'', L'Italiano n. 3, marzo 1959)
*Queste, sono chiare parole. Questi sono i termini della partita, e al giuoco non si bara. Inutile cercar qualcuno dietro di noi: dietro di noi non si troverà mai che un'idea, alla quale subordiniamo assolutamente le nostre persone. Perciò, che gli scoiattoli e le bisce si rassegnino: le mura lisce de "La Torre" non offrono loro alcuna presa. "La Torre" non si scala che passando per la porta maestra: sulla quale noi stiamo ad attender chiunque si faccia innanzi, cortesi e cavallerescamente ospitali per gli uomini leali, siano pur essi dei nemici; inesorabili per i vili e i mistificatori. (da [https://books.google.it/books?id=Kw0BEAAAQBAJ&pg=PT330 "''Cose a posto e parole chiare''", da ''La Torre''])
*Possiamo pensare un concetto di Impero, visibile oltre che invisibile, avente una unità materiale oltre a quella spirituale. Si realizza un simile Impero, quando presso all'universalità come conoscenza si abbia anche l'«universalità come azione». Qui, per riferimenti storici, potremmo indicare la Cina antica, Roma, in parte, di nuovo il medioevo nel movimento delle Crociate da un lato, nell'Islamismo dall'altro. (da [https://books.google.it/books?id=5G5H6btfdb8C&q=Possiamo+pensare+un+concetto+di+Impero,+visibile+oltre+che+invisibile,+avente+una+unit%C3%A0+materiale+oltre+a+quella+spirituale.+Si+realizza+un+simile+Impero,+quando+presso+all%27universalit%C3%A0+come+conoscenza+si+abbia&dq=Possiamo+pensare+un+concetto+di+Impero,+visibile+oltre+che+invisibile,+avente+una+unit%C3%A0+materiale+oltre+a+quella+spirituale.+Si+realizza+un+simile+Impero,+quando+presso+all%27universalit%C3%A0+come+conoscenza+si+abbia&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjLkqPOlZT2AhUVS_EDHQt9CiMQ6AF6BAgFEAM ''Vita italiana: rassegna mensile di politica''], Roma 1931, p. 336)
*Il bisogno del sovrannaturale sta nel profondo della natura umana e non si può negarlo senza mutilare questa natura stessa. (da [https://books.google.it/books?id=wZTLCQAAQBAJ&pg=PT145 ''Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo''], Bocca, Milano 1932)
*Compito essenziale che oggi si pone all'uomo differenziato: "Far che ciò su cui non si può far nulla, nulla possa su di noi". (da ''La dottrina del Risveglio'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=tZDLCQAAQBAJ&pg=PA257 p. 257])
*A partir da un dato punto, non è più per il sangue, non più per gli affetti, non più per la patria, non più per un umano destino che potrai ancora sentirti unito a qualcuno. Unito ti potrai sentire solo con chi è sulla tua stessa via. (da ''Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io'', Gruppo di Ur – a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1987, [https://books.google.it/books?id=v17KwnSmRhAC&pg=PA173 p. 173])
*Il mondo è libero: scopi e ragioni, «evoluzione», fato o provvidenza, tutto ciò è nebbia, è cosa inventata da esseri che non sapevano ancora andare da sé e abbisognavano di dande ed appoggi. (da ''Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io'', Gruppo di Ur – a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1987, [https://books.google.it/books?id=v17KwnSmRhAC&pg=PA171 p. 171])
*Fu nel 1717 che, con l'accennata fondazione della Grande Loggia di Londra e col subentrare della cosiddetta «massoneria speculativa» continentale, si verificarono il soppiantamento e l'inversione di polarità, di cui si è detto. Come «speculazione» qui valse infatti l'ideologia illuministica, enciclopedistica e razionalistica connessa ad una corrispondente, deviata interpretazione dei simboli, e l'attività dell'organizzazione si concentrò decisamente sul piano politico-sociale, anche se usando prevalentemente la tattica dell'azione indiretta e manovrando con influenze e suggestioni, di cui era difficile individuare l'origine prima.<br>Si vuole che questa trasformazione si sia verificata solo in alcune logge e che altre abbiano conservato il loro carattere iniziatico e operativo anche dopo il 1717. In effetti, questo carattere si può riscontrare negli ambienti massonici cui appartennero un Martinez de Pasqually, un Claude de Saint Martin e lo stesso Joseph de Maistre. Ma devesi ritenere che questa stessa massoneria sia entrata, per altro riguardo, essa stessa in una fase di degenerescenza, se essa nulla ha potuto contro l'affermarsi dell'altra e se, praticamente, da questa è stata alla fine travolta. Né si è avuta una qualsiasi azione della massoneria, che sarebbe rimasta iniziatica, per diffidare e sconfessare l'altra, per condannare l'attività politico-sociale e per impedire che, dappertutto, essa valesse propriamente e ufficialmente come massoneria. (da ''Il mistero del Graal'', saggio introduttivo di Franco Cardini, appendice e bibliografia di Chiara Nejrotti, Edizioni Mediterranee, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=_I_LCQAAQBAJ&pg=PA216 p. 216]. ISBN 978-88-272-2277-5) (p. 216)
*[...] nel [[Ludwig Woltmann|Woltmann]] l'ideologia razzista assume una tinta germanica così spiccata, che egli non tollera l'unione dei Tedeschi neanche con altri rami della famiglia nordico-germanica; che egli è ben lontano dalle idee "pan-ariane" sul tipo di quelle che vedremo difese dal Chamberlain; che è addirittura l'uomo germanico che egli si sforza di scoprire in tutte le personalità superiori apparse nei popoli vicini alla Germania; che, infine, è alla razza germanica che egli attribuisce la funzione di «stringere la terra nel suo dominio» e di «fare delle razze passive dei semplici organi subalterni per lo sviluppo della sua civiltà», «Papato e impero – giunge a dire il Woltmann – sono entrambi istituzioni germaniche, strumenti di un dominio destinati ad assoggettare il mondo.» (da ''Il mito del sangue'', Collezione Hoepli, 1937, Edizione digitale 2018, [https://archive.org/details/ILMITODELSANGUE/page/n25/mode/1up cap. III])
*Si accende un gran fuoco. Al luogo di vino si beve ''rum'' e ''Kirsch''. Si balla. Giunti ad uno stato intenso, si discute. Poi si esce. Ciò significa: passaggio ai 22 gradi sotto zero. L'idea è stata: andiamo sul [[Lago di Resia|lago]]. È notte alta. Immaginate una lastra immensa di cristallo nero, della levigatezza esatta di uno specchio che dura chilometri: il lago gelato. I monti nevosi dei due fianchi della valle e il cielo inverosimilmente costellato si riflettono in questa lastra con una nitidezza magnetica, per cui vi trovate fra un doppio miraggio, fra una doppia trasparenza. Pensate che cosa sia andar avanti senza pattini verso il centro, fra il vento del Nord, nell'equilibrio fisico e spirituale di una lucida ebbrezza in cui alcool, natura ed esaltazione interiore concorrono – concepire questo forse è possibile. Non è però possibile concepire, per chi non l'ha provato, che cosa è in queste condizioni l'esperienza della frattura dei ghiacci subacquei.<br>La notte, per l'ulteriore dislivello di temperatura, accade che gli strati profondi del ghiaccio in contatto con le acque del lago si spezzano. Si produce allora uno scroscio ed un boato che si ripercuote paurosamente attraverso l'intera distesa gelata del lago e passa infine agli stessi echi della valle. Pericolo, nessuno. Tali fratture non raggiungono la superficie. Ma sentire ad un tratto sotto di sé lo scroscio che diviene un boato immenso che tutta la montagna ripete, è quasi sentir la voce stessa della terra, è aspettarsi un abisso che si spalanca – è insomma qualcosa che sommuove il sangue fino all'intimo, come solo il terremoto lo può: è il risveglio di una sensazione primordiale, meravigliosa e paurosa, dormente in chi sa quali arcaici strati della nostra entità più profonda.<ref>Da ''Meditazioni delle vette'', Edizioni Mediterranee, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=JZHLCQAAQBAJ&pg=PA151 p. 151]. ISBN 978-88-272-2287-4</ref>
*Alle 11,30 siamo in [[vetta]]. La nostra ascensione ha durato esattamente cinque ore e mezza. [...] Il giorno è divenuto superbo, splendente. E ora, dopo l'azione, la contemplazione.<br>È l'ora delle cime e delle altezze, qui dove lo sguardo si fa ciclico e solare; dove, come larva di febbre, svanisce il ricordo delle piccole preoccupazioni, dei piccoli uomini, delle piccole lotte della vita delle «pianure»; dove non esiste che cielo, e nude libere forze che rispecchiano e fissano l'immensità nel coro titanico delle vette. «Molti metri sopra il mare, molti più sopra l'umano» – fu già scritto da Federico Nietzsche.<ref>Da ''Meditazioni delle vette'', [https://books.google.it/books?id=dGy5CrqV-z8C&pg=PA124 p. 124].</ref>
*Lo stesso concetto di «lavoro» non dovrà più rappresentare una data professione, bensì elevarsi a posto di combattimento. Ogni fabbrica diverrà caserma e fortilizio, lo stesso luogo di lavoro sarà un avamposto che dovrà pulsare allo stesso ritmo della vita di trincea; i lavoratori e la gioventù saranno gli ''Arbeitersoldat'' di un esercito in marcia, la prima linea del fronte di una comunità che torna a concepire la storia come lotta e destino, conteranno soltanto l'obbedienza, il rango, la posizione e la linea di condotta; i piani di sviluppo economico dello Stato equivarranno a strategie di guerra disegnate sulla mappa della nazione; nell'intima sostanza si tratta di una lineare e severa attitudine di servizio, volendo anche l'emergere di una qualità esistenziale di ordine interiore; è il realismo eroico del tempo della guerra trasportato e traslato nella vita civile, una scuola militare dell'anima in corso d'opera.<ref>Da ''Il combattente, l'operaio, l'anarca'', a cura di RigeneAzione Evola, Passaggio al bosco, Firenze, 2025. ISBN 9791254622919</ref>
== ''Cavalcare la tigre'' ==
*L'"altro mondo" investito dal nichilismo europeo, da esso presentato come una pura illusione o condannato come una evasione, non è un'altra realtà: è un'altra dimensione della realtà, quella dove il reale, senza essere negato, acquista un significato assoluto, nella nudità inconcepibile dell'essere puro.
*Dopo che ogni sovrastruttura è stata respinta o distrutta, e che per sola base si ha il proprio essere, il senso ultimo nell'esistere nel vivere, può scaturire unicamente da una relazione diretta e assoluta fra questo essere (fra ciò che si è determinatamente) e la trascendenza (della trascendenza in sé).
*Non vi è oggetto del piacere bramoso o passivo che non possa, in via di principio, essere anche oggetto del piacere eroico o positivo, e viceversa.
*Il complesso del "peccato" è una formazione patologica nata nel segno del Dio-persona, del "Dio della morale". La conoscenza di un errore commesso al posto del senso del "peccato" è stato invece un tratto caratteristico delle tradizioni a carattere metafisico.
*Valida anche per noi è, pertanto, la concezione dell'Existenz come presenza fisica dell'Io nel mondo (in una forma e situazione determinata, concreta e irripetibile) e, ad un tempo, come presenza metafisica dell'Essere (della trascendenza) nell'Io. Su questa linea, un certo esistenzialismo potrebbe ricondurre ad un altro punto da noi già fissato, all'istanza di un antiteismo positivo, al superamento esistenziale del Dio-persona, oggetto della fede o del dubbio. Il centro dell'Io essendo misteriosamente il centro dell'Essere, "Dio" (la trascendenza) è certo, non come un contenuto di una fede o di un dogma, ma come presenza nell'esistenza e nella libertà.
*Metafisicamente la nascita è un cambiamento di stato e la morte è un altro cambiamento di stato; l'esistenza nella condizione umana, sulla terra, non è che una ristretta sezione in un ''continuum'', in una corrente che attraversa stati multipli.
*Da un certo tempo buona parte dell'umanità occidentale considera come cosa naturale che l'esistenza sia priva di ogni vero significato e non debba essere ordinata a nessun principio superiore, per cui si è acconciata a viverla nel modo più sopportabile, meno spiacevole possibile. Ciò ha tuttavia come controparte e conseguenza inevitabili una vita interiore sempre più ridotta, informe, labile e sfuggente, una crescente dissoluzione di ogni dirittura e di ogni qualità di carattere.
*La relazione fra questo orientamento e un ambiente ormai privo di senso è data dall'opposizione esistenzialistica fra 'autenticità' e 'inautenticità'. L'Heidegger parla dello stato di inautenticità, di tramortimento di "copertura" di se stessi o di fuga da se stessi proprio al trovarsi, all'"esser gettati" nell'anòdina esistenza pubblica quotidiana con le sue "evidenze", le sue chiacchiere, i suoi equivoci, i suoi grovigli, le sue utilità, le sue forme di "tranquillizzazione" e di "deiezione", con le sue diversioni evasionistiche. L'essere autentico si annuncia e si propone quando si sente il nulla quale sottofondo di quell'esistenza e si è richiamati al problema del proprio essere più profondo, di là dall'Io sociale e dalle sue categorie.
== ''Gli Uomini e le Rovine'' ==
*Il riconoscimento da parte dell'inferiore è la base di ogni gerarchia normale e tradizionale. Non è il superiore che ha bisogno dell'inferiore, ma è l'inferiore che ha bisogno del superiore.
*Compito essenziale è dunque formulare una adeguata dottrina, tener fermo a principi rigorosamente pensati e, partendo da ciò, dar forma a qualcosa di simile, appunto, ad un Ordine. Questa élite, differenziandosi su un piano che si definisce in termini di virilità spirituale, di decisione e di impersonalità, su un piano dove cessa di aver forza e valore qualsiasi vincolo naturalistico, sarà la portatrice di un nuovo principio di imprescrivibile autorità e sovranità, saprà accusare la sovversione e la demagogia in qualunque forma esse si presentino, arresterà il moto discendente del vertice e ascendente della base. Da essa, come da un seme, potrà trarre vita un organismo politico e una integrata nazione, in una dignità non diversa da quelle già create da una grande tradizione politica europea. Tutto il resto non è che pantano, dilettantismo, irrealismo, obliquità. (p. 80)
*La libertà va intesa e difesa in modo non meno qualitativo e differenziato della stessa persona; ognuno ha la libertà che gli spetta, misurata dalla statura e dalla dignità della sua persona o dalla sua funzione, non dal fatto astratto ed elementare del suo essere semplicemente uomo o «cittadino» [...] (p. 84)
*La misura di ciò che si può esigere dagli altri è data da ciò che si sa esigere da sé stessi; non saprebbe dominare secondo giustizia gli altri e dare ad essi una legge chi non abbia capacità di dominare anzitutto sé stesso e di dare a sé stesso una legge. ([https://books.google.it/booksid=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA88&dq=La+misura+di+ci%C3%B2+che+si+pu%C3%B2+esigere+dagli+altri+%C3%A8+data+da+ci%C3%B2+che+si+sa+esigere+da+s%C3%A9+stessi;+non+saprebbe+dominare&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjK68CewpT2AhUDwKQKHeNhCdEQ6AF6BAgDEAM#v=onepage&q=La%20misura%20di%20ci%C3%B2%20che%20si%20pu%C3%B2%20esigere%20dagli%20altri%20%C3%A8%20data%20da%20ci%C3%B2%20che%20si%20sa%20esigere%20da%20s%C3%A9%20stessi%3B%20non%20saprebbe%20dominare&f=false p. 88])
*La legittimazione più alta e reale di un vero ordine ''politico'', epperò dello stesso Stato, sta nella sua funzione ''anagogica'': nel suo suscitare e alimentare la disposizione del singolo ad agire e pensare, a vivere, lottare ed eventualmente a sacrificarsi in funzione di qualcosa che va di là della sua semplice individualità. (p. 90)
*[...] tutti gli aspetti esteriori di potenza e di progresso tecnico-industriale della civiltà contemporanea non mutano nulla nel carattere involutivo di essa. Diciamo di più, essi ne dipendono, perché tutto questo apparente «progresso» è stato realizzato quasi esclusivamente in funzione dell'interesse economico in quanto ha preso la mano su ogni altro. (p. 111)
*A lato della romanità delle origini, che riprodusse in forma speciale e originale un tipo di cultura e di costume comune alle principali civiltà superiori indoeuropee, ve ne è una grecizzata in senso negativo, ve ne è una "punicizzata", ve ne è una "ciceroniana", ve ne è una asiaticizzata, ve ne è una cattolica e così via. I punti di riferimento non vanno cercati in esse. Quel che in esse può esserci di valido, ai nostri fini lo si può ricondurre alla prima. Questa romanità originaria ebbe la sua base in una figura umana definita da un certo gruppo di disposizioni tipiche. In primo luogo sono da considerarsi un'attitudine dominata, un'audacia illuminata, un parlare conciso, un agire preciso e coerente quanto medidato, un freddo senso di dominio, alieno da personalismo e da vanità. Allo stile romano appartengono la "''virtus''" non come moralismo bensì come virilismo e coraggio, epperò la "''fortitudo''" e la "''constantia''", cioè la forza d'animo; la "''sapientia''", nel senso di riflessività, di consapevolezza; la "''disciplina''" come amore per una propria legge e una propria forma; la "''fides''" nel senso specificatamente romano di lealtà e di fedeltà; la "''dignitas''", la quale nell'antica aristocrazia patrizia si potenziava in "''gravitas''" e "''solemnitas''", in misurata, seria solennità. Sempre allo stesso stile appartengono l'agire preciso, senza grandi gesti; un realismo che non significa materialismo bensì amore per l'essenziale; l'ideale della chiarezza, un equilibrio interno e una diffidenza per ogni abbandono dell'anima e per ogni confuso misticismo; un amore pel limite; l'attitudine ad unirsi senza confondersi, in vista di un fine superiore o per un'idea da esseri liberi. Possono aggiungersi anche la "''religio''" e la "''pietas''", non significanti la religiosità nel senso più recente, significanti invece, pel Romano, un atteggiamento di rispettosa e dignitosa venerazione, e in pari tempo, di fiducia, di riconnessione nei riguardi del sovrasensibile, sentito presente ed agente presso le forze umane individuali, collettive e storiche. Del pari, questi elementi di stile hanno una loro evidenza, non sono legati a tempi trascorsi, possono in qualsiasi periodo agire come forze informatrici del carattere e valere come ideali non appena si desti una vocazione corrispondente. Inoltre, non è il caso di pensare che essi dovrebbero essere fatti propri da tutti gli individui: ciò sarebbe assurdo e, del resto, non necessario: basterebbe che nella nazione un certo strato, tenuto a dare il tono al resto, li incorporasse.
*Vi è di più, per quel che riguarda i problemi interni di un popolo. Là dove si promuove, od anche soltanto non si combatte, l'indiscriminato accrescimento demografico, sono da attendersi gli effetti deleteri della legge della controselezione. Di fatto, sono le razze inferiori e gli strati sociali più bassi quelli più prolifici. Così si può dire che mentre il numero degli elementi superiori, più differenziati, aumenta in proporzione aritmetica, quello degli elementi inferiori cresce in proporzione geometrica, il che ha per risultato una fatale involuzione dell'insieme. Lo sfaldarsi e poi il franare dei grandi organismi imperiali è spesso avvenuto proprio in seguito a ciò: Come per una marea dal basso, per un dilatarsi teratologico della base, costituita da un elemento promiscuo e proletario. Vale qui ricordare che il termine proletario deriva da ''proles'' e riporta all'idea di un' animalesca prolificità. Come giustamente ha notato il Marenshkowkij, esso si applicava soprattutto a coloro la cui unica capacità creativa era quella di generare figli – uomini nel corpo ma quasi eunuchi nello spirito; siffatta direzione, nel suo logico sviluppo, conducendo verso quella società ideale in cui non esistono più classi, anzi né uomini né donne ma compagni e compagne, quasi cellule asessuate di un immenso formicaio.
*Così va detto che un partito che si fa «partito unico», con ciò stesso dovrebbe cessare di essere «partito». I suoi uomini o, almeno, i più qualificati di essi, allora è nella veste di una specie di Ordine, di classe specificamente politica che dovrebbe presentarsi e governare, non costituendo uno Stato nello Stato, ma andando a presidiare e rafforzare le posizioni-chiave dello Stato, non difendendo una loro particolare ideologia ma incarnando impersonalmente la stessa idea pura dello Stato. (p. 101)
*In genere, bisogna sentire in evidenza che di là da questa vita terrestre vi è una vita più alta, perché solo chi così si sente dispone di una forza infrangibile e intravolgibile, solo costui sarà capace, ove occorra, di una prontezza al sacrificio attivo e di uno slancio assoluto. ([https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA154 p. 154])
*È innegabile la caduta di livello della Chiesa moderna pel fatto che essa a preoccupazioni di carattere sociale e moralistico dà assai più peso che non a quanto ha attinenza con la vera vita sovrannaturale, con l'ascesi e con la contemplazione, punti essenziali di riferimento di ogni superiore forma di religiosità. ([https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA156 p. 156])
*Avendo parlato di intellettuali e di realismo, sarà bene precisare ancora un punto. Si è accennato al fatto che le simpatie di alcuni intellettuali pel comunismo hanno un certo carattere paradossale, in quanto il comunismo disprezza il tipo dell'intellettuale come tale, tipo che per esso appartiene, essenzialmente al mondo dell'odiata borghesia. Ora, un atteggiamento del genere può venire condiviso anche da chi appartenga al fronte opposto al comunismo. Dato quel che nel mondo contemporaneo esse significano, ci si può opporre ad ogni sopravalutazione della cultura e dell'intellettualità. L'avere per esse quasi un culto, il definire con esse uno strato superiore, quasi una aristocrazia – l'«aristocrazia del pensiero» che sarebbe quella vera, legittimamente soppiantante le forze precedenti di ''élite'' e di nobiltà – è un pregiudizio caratteristico dell'epoca borghese nei suoi settori umanistico-liberali. La verità è invece che siffatta cultura e intellettualità non sono che dei prodotti di dissociazione e di neutralizzazione rispetto ad una totalità. Pel fatto che ciò è stato avvertito, l'antintellettualismo ha avuto una parte di rilievo negli ultimi tempi, al titolo di una reazione quasi biologica la quale purtuttavia troppo spesso ha seguito direzioni sbagliate o, per lo meno, problematiche. Non ci soffermeremo però su quest'ultimo punto. Ne abbiamo già trattato in altra sede, parlando dell'equivoco dell'antirazionalismo. Qui vi è solo da mettere in rilievo che esiste un terzo possibile termine di riferimento di là sia da intellettualismo che da antintellettualismo, per un superamento della «cultura» d'intonazione borghese. Tale è la visione del mondo – in tedesco Weltanschauung. La visione del mondo non si basa sui libri, ma su una forma interiore e su una sensibilità aventi un carattere non acquisito ma innato. (pp. 164-165)
*E la visione del mondo può esser più precisa in un uomo senza particolare istruzione che non in uno scrittore, nel soldato, nell'appartenente ad un ceppo aristocratico e nel contadino fedele alla terra che non nell'intellettuale borghese, nel «professore» o nel giornalista. Circa tutto questo, in Italia ci si trova, e non da oggi, in una posizione assai sfavorevole, perché chi fa il buono e il cattivo tempo, chi troneggia nella stampa, nella cultura accademica e nella critica, organizzando vere e proprie massonerie monopolizzatrici, è proprio il tipo deteriore dell'intellettuale, che nulla sa di ciò che è veramente spiritualità, interezza umana, pensiero conforme a saldi principi. (p. 165)
*Se la nebbia si solleverà, apparirà chiaro che è la «visione del mondo» ciò che, di là da ogni «cultura», deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell'anima, che anche in un movimento politico essa costituisce l'elemento primario, perché solo una visione del mondo ha un potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare il tono specifico ad una data comunità.<br>Ora, sulla linea del comunismo vi sono stati casi nei quali qualcosa ha cominciato a penetrare fino ad una tale profondità. Non a torto un uomo politico contemporaneo ha parlato di un mutamento interno e profondo che, manifestandosi quasi nei termini di una ossessione, si produce in coloro che aderiscono veramente al comunismo: essi ne sono mutati nel pensare, nell'agire. Secondo noi è bensì una alterazione o contaminazione fondamentale dell'essere umano: ma essa raggiunge, nei casi in quistione, il piano della realtà esistenziale, cosa che non succede affatto in coloro che reagiscono partendo da posizioni borghesi e intellettualistiche. La possibilità dell'azione rivoluzionario-conservatrice dipende essenzialmente dalla misura in cui negli stessi termini possa agire l'idea opposta, cioè l'idea tradizionale, aristocratica, antiproletaria – tanto da dar luogo a un nuovo realismo e da dar forma, agendo come una visione della vita, ad un tipo specifico di uomo antiborghese, quale sostanza cellulare di nuove élites; di là dalla crisi di ogni valore individualistico e irrealistico. (p. 166)
*La creazione di uno Stato nuovo e di una civiltà nuova sarà sempre cosa effimera quando l'uno e l'altra non abbiano per substrato un uomo nuovo. (p. 198)
*Per le crisi che hanno travagliato e che travagliano la vita dei popoli moderni vengono addotte cause varie cause: storiche generali, sociali, economico-sociali, politiche, morali, culturali e via dicendo, a seconda dei punti di vista. Tuttavia è da porsi un problema superiore ed essenziale: sono, queste, sempre le cause prime, e hanno un carattere automatico come quelle del mondo fisico? E nel quadro di una simile problematica che si definisce il concetto della "guerra occulta". È, questa, la guerra condotta insensibilmente da quelle che, in genere si possono chiamare le forze della sovversione mondiale, con mezzi e in circostanze ignorati dalla corrente storiografia. [...] Ma se si considerano i veri agenti della storia negli speciali aspetti di questa, di cui ora stiamo trattando, le cose stanno diversamente: qui non si può parlare né di subconscio né inconscio, qui noi abbiamo invece a che fare con forze intelligenti le quali sanno benissimo che cosa vogliono e quali sono i mezzi più acconci per il raggiungimento – quasi sempre indiretto di quel che vogliono. La terza dimensione della storia non deve dunque esser fatta svaporare nella nebbia di astratti concetti filosofici e sociologici, ma va pensata come "un dietro le quinte" dove operano precise "intelligenze".
==''Imperialismo pagano''==
===[[Incipit]]===
L'attuale «civilizzazione» dell'Occidente è in attesa di un rivolgimento sostanziale, senza il quale essa è destinata, prima o dopo, a fracassarsi la testa.
===Citazioni===
*Il cristianesimo è alla radice istessa del male che ha corrotto l'Occidente. Questa è la verità, ed essa non ammette dubbio.
*È assolutamente un errore che l'imperio si possa costruire sulla base di fattori economici, militareschi, industriali e anche "ideali". L'''Imperium'', come secondo la concezione iranica e romana, è qualcosa di trascendente, e lo realizza soltanto chi abbia la potenza di trascendere la piccola vita dei piccoli uomini, con i loro appetiti, con i loro gretti orgogli nazionali, con i loro "valori" "non valori" e Dei. (Edizioni Mediterranee, Roma, 2004<ref>Citato in ''[https://www.centrostudilaruna.it/alle-fonti-dellidea-di-impero.html centrostudilaruna.it]''.</ref>)
*L'infinità degli uomini sulla terra deserta di luce, ridotti a pura quantità – ''soltanto'' a quantità – resi uguali nella identità materiale di parti dipendenti di un meccanismo lasciato a sé stesso, lanciato a vuoto senza nessuno che possa più nulla – ecco quale è la prospettiva che sta in fondo alla direzione economico-industrialistica che intona tutto l'Occidente. (2015, p. 57)
==''L'arco e la clava''==
===[[Incipit]]===
Le tracce sussistenti – spesso ancor solo nella pietra – di alcune grandi civiltà delle origini racchiudono spesso un significato di rado avvertito. Dinanzi a quel che resta del più antico mondo greco-romano e poi più oltre, dell'Egitto, della Persia, della Cina, fino a giungere ai misteriosi e muti monumenti megalitici sparsi fra deserti, lande e foreste come ultime emergenti e immobili vestigia di mondi sommersi e travolti – e, come limite nella direzione opposta nel corso della storia, fino ad alcune forme del Medioevo europeo: dinanzi a tutto ciò viene da chiedersi se il miracoloso resistere al tempo di tali testimonianze, oltre ad esser dovuto ad un concorso favorevole di circostanze esteriori, non racchiuda anche il significato di un simbolo.
===Citazioni===
*[...] non crediamo di sbagliarci dicendo che il significato più profondo dello [[sci]] è il seguente: la sensazione istintiva di paura fisica, col moto riflesso di un trarsi indietro o di aggrapparsi a qualcosa, che sorge nell'istante del cadere, viene vinta e trasformata in una sensazione di ebrezza, di piacere, e sviluppata nell'impulso a andare ancor più veloci e a giuocare in ogni modo con la velocità e l'accelerazione che ai corpi imprime la forza di gravità. Così lo sci, sotto questo aspetto, vorremmo proprio definirlo come ''una tecnica, un giuoco e una ebrezza della caduta''. Praticando questo sport si sviluppa di certo una forma di audacia o intrepidezza fisica, ma è una forma tutta speciale, ben distinta dall'audacia dell'alpinista, anzi ad essa opposta come significato: è una forma, diciamolo pure, «moderna». (da ''Psicanalisi dello sci'', p. 61)
*I ritmi accelerandosi, l'«umanismo» doveva percorrere la via che, volendo usare i simboli dianzi ricordati, da Prometeo conduce a Epimeteo. Il mondo moderno che sta prendendo forma non conosce il Prometeo liberato in senso positivo, cioè il Prometeo liberato attraverso Eracle (anticamente Eracle stette a significare l'uomo, l'eroe, che ha fatto l'altra scelta, quella di essere un alleato delle forze olimpiche). Esso conosce il Prometeo al quale sono state tolte le catene e che è stato lasciato libero di andare per la sua via affinché si glori della sua miseria e della tragedia di una esistenza soltanto umana – o, per dir meglio, dell'esistenza considerata da uno sguardo soltanto umano – giungendo al punto in cui, avendo finito col perdere il gusto per questa specie di autosadismo della sua «grandezza tragica», si tuffi nell'esistenza ottusa propria all'umanità epimeteica la quale in mezzo allo splendido, titanico spettacolo di tutte le umane conquiste dei tempi ultimi, conosce soltanto le discipline proprie agli animali da lavoro e la {{sic|demonìa}} dell'economia. La formula usata da una nota ideologia è appunto l'«umanismo integrale» come «umanismo del lavoro», quale «senso della Storia». Il Ciclo si chiude. (da ''Il riso degli dèi'', p. 95)
==''L'"Operaio" nel pensiero di Ernst Jünger''==
*Lo Jünger vede bene le distruzioni che l'elemento meccanicistico e tecnico realizza. Ma ciò per lui costituisce solo l'aspetto contingente di un fenomeno assai più vasto e, in ultima istanza, positivo. [...] Allora si paleserà anche la legittimità della rivoluzione da essi provocata. Allora la tecnica, con tutte le sue conquiste, apparirà come un'armatura per insospettate rivolte e insospettate lotte, da avere non meno cara di quel che l'antico cavaliere ebbe la sua spada. (p. 134)
*Gli uomini sono nuovamente tipici e importanti là dove essi, per l'assenza di complicazioni intellettuali o sentimentali, meno credevano di esserlo: nella vita reale, nelle strade e nelle piazze, nelle case e nei cortili, sugli aeroplani o nelle ferrovie sotterranee, dove si lavora. (p. 135)
*Non vi è dove evadere, dove scartare, dove indietreggiare. Bisogna invece intensificare la violenza e la velocità dei processi nei quali si è presi. Ed è allora bene presentire che dietro alla immane dinamica di questi tempi si cela un centro invisibile. ([https://books.google.it/books?id=TG01mRPlxggC&pg=PA137 p. 137])
*Il fenomeno dell'irruzione dell'"elementare" [...] è reale: e reale è anche il processo di enucleazione di un nuovo tipo, realistico, eroico, impersonale, capace di un controllo e d'un'azione assoluta, proteso verso una assunzione totale della vita. Anche se il mondo di questo nuovo tipo non corrisponde proprio a quello del "Forestaro", anche se esso ha lasciato dietro di sé il periodo delle distruzioni e dell'anarchia e nel suo avvento non si celebrino solo varie forme di quello del Quarto Stato, pure gli orizzonti non si schiariranno, e un temibile destino non sarà prevenuto, fino a che come controparte non si avrà appunto la tradizione spirituale nel senso più alto, un Ordine non nella prima assunzione soltanto attivistico-guerresca dello Jünger, ma appunto con riferimento a valori trascendenti, alle file segrete di qualcosa «che non è di questa terra» e che forse fino a oggi è stato ancora custodito. (pp. 141-142)
==''Orientamenti''==
*È importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un'assoluta intransigenza l'idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell'uomo nuovo, dell'uomo della resistenza, dell'uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di ordine vacillante e illusorio, solo a quest'uomo spetterà il futuro. Ma quand'anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora sta travolgendolo, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute: in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere né occupata né distrutta.
*Nell'[[idea]] va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta.
*Un artigiano che assolve perfettamente alla sua funzione è indubbiamente superiore ad un re che scarti e non sia all'altezza della sua dignità.
*Di fronte ad un mondo in poltiglia il cui principio è: «Chi te lo fa fare», oppure «Prima vien lo stomaco, la pelle (la malapartiana «pelle»!) e poi la morale» o ancora: «Questi non son tempi in cui ci si possa permettere il lusso di avere un carattere», o infine: «Ho famiglia», sappia opporre un chiaro e fermo: «Noi, non possiamo fare altrimenti, questa è la nostra via, questo il nostro essere.» (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA262 p. 262])
*Nell'idea va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA272 p. 272])
*Lo «stile» che deve guadagnar risalto è quello di chi si tiene sulle posizioni in fedeltà a sé stesso e ad un'idea, in una raccolta intensità, in una repulsione per ogni compromesso, in un impegno totale che si deve manifestare non solo nella lotta politica, ma anche in ogni espressione dell'esistenza: nelle officine, nei laboratori, nelle università. nelle strade, nella stessa vita personale degli affetti. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA262 p. 262])
*Non esiste la Storia, entità misteriosa scritta con la lettera maiuscola. Sono gli uomini, finché essi sono davvero uomini, che fanno e disfanno la storia. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA265 p. 265])
{{NDR|Julius Evola, ''Orientamenti'', Imperium, 1950.}}
==''Ricognizioni''==
===[[Incipit]]===
Preso in un senso ampliato, il termine «umanismo» è forse il più atto a caratterizzare l'orientamento principale e il fondo ultimo della civiltà dell'èra moderna.
===Citazioni===
*[...] il termine ''otium'', in antitesi a ''labor'' e ''negotium'', spesso fu usato dai classici per designare non la fannullagine, ma il tempo dedicato ad attività non materiali, intellettuali, a studi, alla letteratura, a speculazioni e simili; mentre ''otium sacrum'' figurò nella stessa terminologia religiosa e ascetica, associato all'attività contemplativa. Qui non sappiamo resistere alla tentazione di citare un proverbio spagnolo: ''el hombre que trabaja pierde un tiempo muy precioso'', cioè «l'uomo che lavora (in senso proprio) perde un tempo assai prezioso». Perdere questo tempo prezioso – perché meglio utilizzabile – può essere una necessità, una triste necessità. ''Ma il punto fondamentale dovrebbe essere il rifiuto di fare di tale necessità una virtù e esaltare una società di cui essa sia la chiave di volta''.<br>In ogni visione sana e normale della vita il lavoro deve essere considerato come un semplice mezzo di sostentamento nel caso di esseri non qualificati per svolgere una attività di un genere più alto. Lavorare come fine in sé e oltre quanto occorre pel proprio mantenimento è una aberrazione – e proprio il lavoratore dovrebbe capirlo: l'«eticità del lavoro», l'«umanesimo del lavoro», il «lavoro come onore» e tutte le altre chiacchiere non sono che mezzi per mistificarlo e per meglio saldare le catene che lo legano al meccanismo della «produzione» divenuta quasi un processo autonomo. (da ''Lo Stato e il Lavoro'', pp. 34-35)
*Non la semplice sottomissione ma l'adesione e il riconoscimento da parte dell'inferiore sono [...] la base fondamentale di ogni gerarchia normale e tradizionale. Non è il superiore che da bisogno dell'inferiore, ma è l'inferiore che ha bisogno del superiore; non è il capo che ha bisogno dei gregari ma è il gregario che ha bisogno di un capo. (da ''Il problema della decadenza'', p. 45)
*Il riconoscere che anche in economia i fattori primari sono i fattori spirituali, che un cambiamento di attitudine, una vera ''metanoia'' è il solo mezzo efficace se si deve ancora concepire un arresto sulla china, ciò va al di là dell'intelletto dei tecnici, giunti a proclamare ormai che «la economia è il nostro destino». Ma dove conduca la via, ove l'uomo tradisca se stesso, sovverta una giusta gerarchia di valori e di interessi, si concentri nell'esteriorità e nella<ref>Nella fonte: della, refuso.</ref> ricerca del guadagno, della «produzione», del fattore economico in genere faccia il motivo predominante della sua anima, lo si sa. Forse il [[Werner Sombart|Sombart]] è colui che meglio di ogni altro ha analizzato tutto il processo. Esso sbocca fatalmente in quelle forme dell'alto capitalismo industriale, in cui si è condannati ad una corsa senza tregua e ad una espansione illimitata del produrre, perché ogni arresto significherebbe immediatamente arretrare, spesso essere scalzati o travolti. Donde dei processi economici a catena che prendono il grande imprenditore anima e corpo, che lo legano più dell'ultimo suo operaio, mentre la corrente, resasi quasi autonoma, trascina con sé migliaia di esseri e finisce col dettar legge a genti o governi. ''Fiat productio, pereat homo''. (da ''Il morso della tarantola'', p. 55-56)
== ''Rivolta Contro il Mondo Moderno'' ==
*È compito della tradizione – lo si ripete – scavare dei saldi alvei, a che le correnti caotiche della vita fluiscano nella direzione giusta. Liberi, sono coloro che assumendo questa direzione tradizionale non la sentono come imposta, ma vi si sviluppano spontaneamente, vi si riconoscono, tanto da attenuare quasi con un moto dall'interno la possibilità più alta, "tradizionale", della loro natura.
*Per contro, nell'appartenersi e nel darsi una forma, nell'avere in se il principio di una vita non più dispersa, non più a battentesi qua e là in cerca di altro o di altri per completarsi e per giustificarsi, non più spezzata dalla necessità e dal conato irrazionale verso l'esterno e il diverso, in una parola, nell'esperienza dell'ascesi, si sentì la via per comprendere l'altra regione, il mondo dello stato dell' "essere", di quel che non è più fisico ma metafisico – "natura intellettuale priva di sonno", e di cui simboli solari, regioni uraniche, enti di luce o di fuoco, isole e altezze montane tradizionalmente furono le figurazioni. Tali le "due nature". E fu concepita una nascita secondo l'una e una secondo l'altra, e passaggio dall'una all'altra nascita, perché fu detto: "Un uomo è un dio mortale e, un dio, un uomo immortale". Il mondo tradizionale conobbe questi due grandi poli dell'esistenza e le vie che dall'uno conducono all'altro. [...] Conobbe che l'esistenza esterna, il "vivere", è nulla, se non approssimazione verso il sovramondo, verso il "più che vivere", se il suo più alto fine non è la partecipazione ad esso e una liberazione attiva dal vincolo umano. Conobbe che falsa è ogni autorità, ingiusta e violenta ogni legge, vana e caduca ogni istituzione, quando non siano autorità, leggi ed istituzioni ordinate al principio superiore dell'Essere -dall'alto verso l'alto. Il mondo tradizionale conobbe La Regalità Divina. Conobbe l'atto del transito: l'Iniziazione – le due grandi vie dell'approssimazione: l'Azione eroica e la Contemplazione – la mediazione: il Rito e la Fedeltà – il grande sostegno: la Legge tradizionale, la Casta – il simbolo terreno l'Impero. Queste sono le basi della gerarchia e della civiltà tradizionale, in tutto e per tutto distrutte dalla trionfante civiltà "umana" dei moderni.
*Ove la Tradizione mantenne tutta la sua forza, la dinastia o successione dei re sacrali costituì un asse di luce e di eternità nel tempo e la presenza vittoriosa del sovramondo nel mondo, la componente "olimpica", che trasfigura l'elemento demonico del demos e dà un significato superiore a tutto ciò che è Stato, nazione e razza. E anche negli strati più bassi, il legame gerarchico creato da una dedizione cosciente e virile valeva come mezzo per un' approssimazione e una partecipazione. Infatti anche la semplice legge, dall'alto, rivestita di un'autorità, era, per coloro che non potevano accendere a sè stessi il fuoco sovrannaturale, un riferimento e un sostegno di là dalla semplice individualità umana. In realtà, l'aderenza intima, libera e effettiva, di tutta una vita alle norme tradizionali, anche quando non era presente, a giustificarla, una piena comprensione della loro dimensione interna, faceva sì che tale vita acquistasse oggettivamente un significato superiore: attraverso l'obbedienza e la fedeltà, attraverso l'azione o conforme ai principi e ai limiti tradizionali, una forza invisibile le dava forma e la disponeva sulla stessa direzione di quell'asse sovrannaturale, che negli altri – nei pochi al vertice – viveva allo stato di verità, di realizzazione, di luce. Così si formava un organismo stabile ed animato, costantemente orientato verso il sovramondo, santificato in potenza e in atto secondo i suoi gradi gerarchici, in tutti i domini del pensare, del sentire, dell'agire, del lottare. In tale clima viveva il mondo della Tradizione.
*E quasi sempre va riconosciuto, con Nietzsche, che dovunque sorge la preoccupazione per una "morale", là vi è già una decadenza – il mos delle vichiane "età eroiche" mai ha avuto a che fare con limitazioni moralistiche. Specie la tradizione estremo-orientale ha messo bene in rilievo l'idea che la morale e la legge in genere (in senso conformistico e sociale) sorgono laddove la "virtù" e la "Via" non sono più conosciute: "Perduta la via, resta la virtù; perduta la virtù resta l'etica; perduta l'etica resta il diritto; perduto il diritto resta il costume. Il costume è solo l'esteriorità dell'etica e segna il principio della decadenza." Quanto poi alle leggi tradizionali, esse, nel loro carattere sacro e nella loro finalità trascendente, come avevano una validità non-umana, così in nessun modo si potevano riportare al piano di una morale nel senso corrente. Nè l'antagonismo dei popoli, lo stato di guerra è da per sè causa della rovina di una civiltà: l'idea del pericolo, come quella della conquista, può invece rinsaldare anche materialmente le maglie di una struttura unitaria, rinfocolare una unità di spirito nelle manifestazioni esterne – mentre la pace ed il benessere possono condurre ad uno stato di tensione ridotta, il quale facilità l'azione delle cause più profonde di un possibile disfacimento.
*Se un corpo è libero solo quando esso obbedisce alla sua anima, non ad un'anima eterogenea – allora riceve un senso profondo di verità l'affermazione di Federico II, secondo la quale gli Stati che riconoscono l'autorità dell'Impero sono liberi, mentre schiavi sono quelli che alla Chiesa – esponente di un'altra spiritualità – si sottomettono.
*D'altronde, è già stata ricordata la relazione tra ''aeternitas'' e ''imperium'' presentata dalla tradizione romana, donde un carattere trascendente, non-umano a cui vi viene elevata l'idea del "''regere''", sì che la paganità attribuì agli dèi la grandezza della città dell'Aquila e dell'Ascia. Da ciò, il segno più profondo che può presentare anche l'idea, secondo la quale il mondo non sarebbe finito fino a quando si sarebbe mantenuto l'Impero romano: idea da riportare a quella della funzione, appunto, di mistica salvazione attribuita all'Impero, una volta che si intenda "mondo" non fisicamente o politicamente, ma nel senso di "''cosmos''", di diga d'ordine e di stabilità opposta alle forze del caos e della disgregazione.
*Peraltro leggi ed istituzioni, come erano dall'alto, così, nei quadri di ogni tipo veramente tradizionale di civiltà, erano verso l'alto. Un ordinamento politico, economico e sociale creato in tutto e per tutto per la sola vita temporale è cosa propria esclusivamente al mondo moderno, cioè al mondo dell'anti tradizione. Lo Stato, tradizionalmente, aveva invece un significato e una finalità in un certo modo trascendenti: esso era una apparizione del "sovramondo" e una via verso il "sovramondo".
*Ancora una volta, non si dimentichi la verità, da cui il mondo tradizionale era compenetrato: nulla accade quaggiù, che non sia simbolo ed effetto concordante di avvenimenti spirituali – fra spirito e realtà ( e quindi anche potenza) vi è una intima relazione. Come conseguenza particolare di tale verità, si è già accennato che il vincere o perdere non furono mai considerati come puro caso. La vittoria, tradizionalmente, implica sempre un significato superiore. Permane ancora, e con particolare risalto, tra le popolazioni selvagge l'idea antica, che lo sfortunato è sempre un colpevole: gli esiti di ogni lotta, epperò anche di ogni guerra, sono sempre i segni mistici, risultati, per così dire, di un "giudizio divino", capaci dunque di rivelare, o attuare, un destino umano.
*Nel mondo moderno, sì è deprecata l' "ingiustizia" del regime delle caste, ancor più sono state stigmatizzate le civiltà antiche che conobbero la schiavitù e si è ascritto a vanto dei tempi nuovi l'aver rivendicato il principio dell' "umana dignità". Anche questa è pura retorica. Quel che vale piuttosto mettere in rilievo è che, se vi è mai stata una civiltà di schiavi in grande, questa è esattamente la civiltà moderna. Nessuna civiltà tradizionale vide mai masse così grandi condannate ad un lavoro buio, disanimato, automatico: schiavitù, che non ha nemmeno per controparte l'alta statura e la realtà tangibile di figure di signori e di dominatori, ma che viene imposta anodinamente attraverso la tirannia del fattore economico e le strutture assurde di una società più o meno collettivizzata. E poiché la visione moderna della vita, nel suo materialismo, ha tolto al singolo ogni possibilità di conferire al proprio destino qualcosa di trasfigurante, di vedervi un segno e un simbolo, così la schiavitù di oggi è la più tetra e la più disperata di quante mai se ne siano conosciute.
*Più in generale, va detto che quando il diritto di proprietà cessa di esser privilegio delle due caste superiori e passa alle caste inferiori – dei mercanti e dei servi – si ha di necessità una virtuale regressione naturalistica, si restaura la dipendenza dell'uomo da quegli "spiriti della terra", che nell'altro caso – nel quadro della tradizionalità solare dei signori del suolo – "presenze" superiori trasformavano in zone di influenze propizie, in "limiti creatori" e preservatori. La terra, che può anche appartenere ad un "mercante", vaisha – i proprietari dell'èra capitalistico-borghese possono considerarsi come gli equivalenti moderni dell'antica casta dei mercanti – o ad un servo (il moderno lavoratore), è una terra profanata: non altra è dunque quella che – conformemente appunto agli interessi propri alle due caste inferiori, riuscite a strapparla definitivamente all'antico tipo dei "signori" – non vale più che come un fattore di "economia", da sfruttare ad oltranza in ogni suo aspetto con macchine ed altre escogitazioni moderne. Senonché, giungendo a tanto, è naturale incontrare gli altri sintomi caratteristici per una tale discesa: la proprietà tende sempre più a passare dall'individuale al collettivo. [...] Si ha cioè proprio un ritorno dell'impero del collettivo sull'individuale, col quale si riafferma altresì il concetto collettivistico e promiscuo della proprietà proprio alle razze inferiori, come "superamento" della proprietà privata, come statizzazione, socializzazione e proletarizzazione dei beni e delle terre.
*Non tanto dei nuovi "fatti" potranno portare al riconoscimento di diversi orizzonti, quanto un nuovo atteggiamento dinanzi ad essi.
*Anche nella morale Cristiana la parte avuta da influenze meridionali e non arie è abbastanza visibile. Che sia di fronte a un Dio, e non ad una dea, che non si riconosce spiritualmente alcuna differenza fra uomo e uomo e si elegge per supremo principio l'amore, è di poco momento. Questa eguaglianza appartiene essenzialmente ad una concezione generale, una variante della quale è quel "diritto naturale", che aveva trovato modo di insinuarsi nel diritto romano della decadenza: è in funzione antitetica rispetto all'ideale eroico della personalità, al valore dato a tutto ciò che un essere differenziandosi, dando a se stesso una forma, conquista per sé in un ordine gerarchico.
*Qui aveva preso parimenti forma l'idea della "salvazione" in senso ormai semplicemente religioso e si era affermato l'ideale di una religione aperta a tutti, estranea ad ogni concetto di razza, tradizione e casta, quindi, praticamente, andando incontro a coloro che di razza, di tradizione e di casta non ne avevano nessuna. In questa massa, presso l'azione concomitante dei culti universalistici di provenienza orientale, si andò sempre più diffondendo un bisogno confuso – finché nella figura del fondatore del cristianesimo apparve, per così dire, ciò che produsse la precipitazione catalitica, la cristallizzazione di quel che saturava l'atmosfera. Ed allora non si trattò più di uno strato, di una influenza diffusa, bensì di una forza precisa contro ad un'altra forza.
*L'anima è in ogni essere ragionevole, il principio che decide circa tutto ciò che il corpo eseguirà.
*È compito della tradizione – lo si ripete – scavare dei saldi alvei, a che le correnti caotiche della vita fluiscano nella direzione giusta. Liberi, sono coloro che assumendo questa direzione tradizionale non la sentono come imposta, ma vi si sviluppano spontaneamente, vi si riconoscono, tanto da attuare quasi con un moto dall'interno la possibilità più alta, "tradizionale", della loro natura. Gli altri, quelli che seguono materialmente le istituzioni, obbedendo, ma senza comprenderle e viverle, sono i sorretti: per quanto privo di luce, il loro ubbidire li porta virtualmente oltre la loro limitazione di individui, li dispone sulla stessa direzione dei primi. Ma per coloro che non seguono né nello spirito, né nella forma l'alveo tradizionale, non vi è che il caos. Sono i perduti, i caduti.
*Poi, si è vista la rivolta dei Comuni e il sorgere delle varie formazioni medievali di una potenza mercantile. La programmazione solenne dei diritti del "Terzo Stato" in Francia costituisce la tappa decisiva cui seguono le varietà della "rivoluzione borghese", cioè appunto della terza casta, cui fanno da strumento le ideologie liberali e democratiche. Corrispondentemente, é caratteristica per questa èra la teoria del contratto sociale: come legame sociale ora non si trova più nemmeno una ''fides'' di tipo guerriero, cioè rapporti di fedeltà e di onore. Il legame sociale assume un carattere utilitario e economico: è un accordo in base alla convenienza e all'interesse materiale – quello, che solo un mercante può concepire. L'oro fa da tramite e chi se ne impadronisce e sa moltiplicarlo (capitalismo, finanza, trust industriali), dietro la facciata democratica controlla virtualmente anche il potere politico e gli strumenti di formazione della pubblica opinione. L'aristocrazia cede il posto alla plutocrazia; il guerriero, al banchiere e all'industriale. L'economia vince su tutta la linea. Il traffico con la moneta e con l'interesse, prima confinato nei ghetti, invade la nuova civiltà. Secondo l'espressione del Sombart, nella terra promessa del puritanesimo protestantico, con l'americanismo e il capitalismo, non vive che "spirito ebraico distillato". Ed è naturale che, date queste premesse di congenialità, i rappresentanti moderni dell'ebraismo secolarizzato abbiano quasi visto aprirsi dinanzi a loro, in questa fase, le vie della conquista del mondo. Sono caratteristiche queste espressioni di Karl Marx:"Qual è il principio mondano dell'ebraismo? L'esigenza pratica, il proprio vantaggio. Qual è il suo Dio terrestre? Il denaro. L'ebreo si è emancipato non solo in quanto si è appropriato della potenza del denaro, ma anche in quanto per suo mezzo il denaro è divenuto potenza mondiale. Il dio degli ebrei si è mondanizzato ed è divenuto il dio della terra. Il cambio è il vero Dio degli ebrei."
*Se il vertice delle civiltà tradizionali era costituito dal principio dell'universalità, la civiltà moderna sta dunque essenzialmente sotto il segno di quello del collettivo. Il collettivo sta all'universale come la "materia" sta alla "forma".<ref>{{NDR|[[proporzioni|Proporzione]]}}</ref> Il differenziarsi della sostanza promiscua del collettivo e il costituirsi di esseri personali mediante l'adesione a principi di interessi superiori è il primo passo di ciò che in senso eminente e tradizionale sempre si è inteso per "cultura". Quando il singolo è giunto a dare una legge e una forma alla propria natura sì da appartenere a sé stesso anziché dipendere dalla parte semplicemente fisica del suo essere è già presente la condizione preliminare per un ordine superiore, in cui la personalità non è abolita, ma integrata: e tale è l'ordine stesso delle partecipazioni tradizionali nel quale ogni individuo ogni funzione e ogni casta acquistano il loro giusto senso attraverso il riconoscimento di ciò che è loro superiore e il loro organico connettersi ad esso.
*Per l'accennata azione orientatrice, è bene che tali "testimoni" vi siano, che i valori della Tradizione vengano sempre indicati, anzi in una forma tanto più inattenuata e dura, per quanto più l'opposta corrente acquista forza. Anche se oggi questi valori non possono essere realizzati, non per questo essi si riducono a semplici "idee". Essi sono misure. Qualora anche la capacità elementare di misurare andasse completamente perduta, allora davvero l'ultima notte scenderebbe. Si lascino pure gli uomini del tempo nostro parlare, nel riguardo, con maggiore o minore sufficienza e improntitudine, di anacronismo e di antistoria. Noi sappiamo bene essere, questi, solo gli alibi della loro disfatta. Li si lascino alle loro "verità" e ad un'unica cosa si badi: a tenersi in piedi in un mondo di rovine. [...] Rendere ben visibili i valori della verità, della realtà e della Tradizione a chi, oggi, non vuole il "questo" e cerca confusamente "l'altro" significa dare sostegni a che non in tutti la grande tentazione prevalga, là dove la materia sembra essere ormai più forte dello spirito.
*A lato delle grandi correnti del mondo, esistono ancora individualità ancorate nelle "terre immobili". Sono, di massima, degli sconosciuti che si tengon fuori da tutti i trivi della notorietà e della cultura moderna. Essi mantengono le linee di vetta, non appartengono a questo mondo – pur essendo sparsi sulla terra e spesso ignorandosi a vicenda sono uniti invisibilmente e formano una catena infrangibile nello spirito tradizionale. Questo nucleo non agisce: ha solo la funzione a cui corrisponde il simbolismo del "fuoco perenne". In virtù di essi, la Tradizione è presente malgrado tutto, la fiamma arde invisibilmente, qualcosa connette sempre il mondo al sovramondo. Sono coloro che vegliano.
*[...] mentre l'etica tradizionale chiedeva all'uomo e alla donna di essere sempre più sé stessi, di esprimere con tratti sempre più decisi ciò che fa dell'uno un uomo, dell'altra una donna – ecco che la civiltà nuova volge verso il livellamento, verso l'informe, verso uno stadio che invero non sta al di là, ma al di qua dell'individuazione e della differenza dei sessi.<br>E si è scambiata per conquista una abdicazione. (2013, [https://books.google.it/books?id=BZPLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA207&dq=&pg=PA207#v=onepage&q&f=false p. 207])
==Citazioni su Julius Evola==
*Con il suo idealismo magico, il culto di elementi esoterici, la rincorsa di appassiti valori aristocratici, Evola rappresenta il più importante esponente italiano del filone culturale della rivoluzione conservatrice. ([[Michele Prospero]])
*Evola è un neotradizionalista di destra che sogna di invertire il corso della modernità e recuperare così il gusto per i valori eroici e cavallereschi andati smarriti nell'età della massa. ([[Michele Prospero]])
*Evola non era mai stato iscritto al Partito nazionale fascista, ma questo solo perché lo riteneva troppo soffice e «italiota». Il suo ideale di stile e di organizzazione, e di fermezza ideologica, era il nazismo hitleriano. ([[Giampiero Mughini]])
*Frainteso da amici e nemici, lottò da solo contro il mondo moderno. (Necrologio apparso sul Corriere della Sera del 13 giugno 1974)
*Ho letto e leggo Julius Evola. [...] Ora, io ignoravo tutto dello stato corporale di questo raro spirito. È quello che è. ''Ma egli vede!''. ([[Henry de Montherlant]])
*Julius Evola ebbe due vite. Nella sua prima vita fu pittore, [[Futurismo|futurista]], [[Dadaismo|dadaista]] (dal nome di un movimento artistico e letterario nato a Zurigo nel 1916) e amico del suo fondatore, Tristan Tzara.<br />I quadri dipinti in quegli anni furono notati e ammirati in alcune delle grandi esposizioni europee del tempo. Ma nel 1921 attraversò una difficile crisi personale, fu attratto dagli studi filosofici e dedicò il resto della sua vita alla elaborazione di un idealismo magico in cui è visibile l'influenza di Nietzsche, del pensiero razziale di Gobineau, della filosofia indiana e di altri culti esoterici dell'Asia.<br />Aderì intellettualmente al fascismo e al nazismo perché sostenne di vedere in quei movimenti la nascita di un neo paganesimo e l'avvento di un'era eroica dominata da razze che avrebbero difeso i loro popoli dai flagelli della modernità. Uno dei suoi libri più importanti è, per l'appunto, Rivolta contro il mondo moderno. Era a Vienna nell'aprile del 1945 quando fu ferito durante un bombardamento alleato e perdette l'uso delle gambe.<br />Quando rientrò in patria, nel 1948, fu accusato di avere collaborato alla creazione di una organizzazione fascista rivoluzionaria e venne processato; ma fu assolto ed ebbe da allora nella società culturale italiana una posizione simile per certi aspetti a quella di Céline, lo scrittore anti-semita di cui venivano riconosciute, tuttavia, le grandi qualità letterarie. ([[Sergio Romano]])
*La complessione spirituale di Evola – letto il suo libro {{NDR|''Saggi sull'idealismo magico''}} la si può considerare nella sua totale esperienza – è giunta coraggiosamente a limiti oltrepassati i quali non vi è più speranza per i deboli. I suoi sono continui atti di coraggio quantunque abbiano l'apparenza di sforzi logici; il signore assoluto, l'autarca, colui sufficiente a se stesso è tale in virtù di una coscienza nuova; questa coscienza nuova non ancora completamente manifestata, si è già definita in posizioni solide; questa coscienza nuova è necessaria per comprendere l'arte nuova, la nuova grande arte astratta che, altrimenti, è incomprensibile, incoerente. ([[Aniceto Del Massa]])
*Le cose non si cambiano solo con le piazze, si inizia anche dagli individui, ad esempio leggendo libri. Però si deve essere liberi intellettualmente. Invece, ancora oggi, quando ho detto che considero Julius Evola un artista degno di interesse, ho suscitato scandalo in certa stampa di sinistra, in modo prevenuto e superficiale. ([[Lucio Dalla]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Julius Evola, ''Cavalcare la tigre'', All'Insegna del Pesce d'Oro-Vanni Scheiwiller, 1961.
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA90&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Gli Uomini e le Rovine e Orientamenti]'', saggio introduttivo di [[Alain de Benoist]], Edizioni Mediterranee, Roma, 2013. ISBN 978-88-272-2278-2
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=HTagCgAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT57&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Imperialismo pagano]'', saggio introduttivo di Claudio Bonvecchio, Edizioni Mediterranee, Roma, 2015. ISBN 9788827223208
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=HTGVODCfBzIC&lpg=PA60&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false L'arco e la clava]'', saggio introduttivo di [[Giorgio Galli]], Edizioni Mediterranee, Roma, 1995. ISBN 88-272-1087-3
*Julius Evola, ''L'"Operaio" nel pensiero di Ernst Jünger'', a cura di Gianfranco de Turris, Edizioni Mediterranee, Roma, 1998. ISBN 8827212248
*Julius Evola, ''La Metafisica del sesso'', Edizioni Mediterranee, 1994.
*Julius Evola, ''La tradizione ermetica'', Edizioni Mediterranee, 1996.
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=z8NRrqgNpooC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA45&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Ricognizioni: {{small|uomini e problemi}}]'', Edizioni Mediterranee, Roma, 1985.
*Julius Evola, ''Rivolta contro il mondo moderno'', Hoepli, 1934.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Evola, Julius}}
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Gaux
18878
riferimenti bibliografici
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Evola.jpg|thumb|Julius Evola]]
'''Giulio Cesare Andrea Evola''', meglio conosciuto come '''Julius Evola''' (1898 – 1974), filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista italiano.
==Citazioni di Julius Evola==
*Debbo pochissimo all'ambiente, all'educazione, alla linea del mio sangue. In larga misura, mi sono trovato in contrasto sia con la tradizione predominante in Occidente – il cristianesimo e il cattolicesimo – sia con la civiltà attuale, col “mondo moderno” democratico e materialista, sia con la cultura e la mentalità prevalenti nella nazione in cui sono nato, l'Italia, sia, infine, col mio ambiente familiare. Se mai, l'influenza di tutto ciò è stata indiretta, negativa: in me ha favorito solo delle reazioni. (da ''Il Cammino del cinabro'', saggio introduttivo di Geminello Alvi, Edizioni Mediterranee, Roma, 2014, [https://books.google.it/books?id=6KHLCQAAQBAJ&pg=PT22 p. 22]. ISBN 978-88-272-2484-7)
*Così è giusto quel che il [[Mario Praz|Praz]] ha notato a tale riguardo, cioè che, volendo godere del piacere della trasgressione, della violenza contro ciò che è, il sadista non avrebbe altra scelta che la pratica della bontà e della virtù, perché proprio esse significherebbero l'anti-natura e l'anti-Dio, una rivolta e una violenza contro ciò che [...] costituirebbe il fondo ultimo – malvagio – della creazione. (da ''La Metafisica del sesso'', Edizioni Mediterranee, Roma 1994, [https://books.google.it/books?id=bpHLCQAAQBAJ&pg=PA136 p. 136])
*''È nella battaglia stessa che occorre risvegliare e temprare quella forza che, di là dalle bufere del sangue e degli stenti, con nuovo splendore e con pace potente propizierà una nuova creazione.''<br />Per questo, oggi si dovrebbe apprendere di nuovo sul campo di battaglia la ''pura'' azione, l'azione non solo nel significato di ascesi virile, ma anche di purificazione e via verso forme di vita superiori, valide in sé e per sé — il che, però, significa in un certo modo proprio un ritorno alla tradizione primordiale ario-occidentale.<ref>Da ''La dottrina aria di lotta e vittoria'', a cura del Gruppo di Ar, Edizioni di Ar, Padova, 1986, pp. 26-27.</ref>
*Fra gli appartenenti a questo [[Gruppo di UR|gruppo operativo]] {{NDR|di UR}} due elementi almeno erano dotati di reali poteri. Quanto alle finalità, quella più immediata era il destare una [[forza]] superiore da servire d'ausilio al lavoro individuale di ciascuno, forza di cui eventualmente ciascuno potesse far uso. Vi era però anche un fine più ambizioso, cioè l'idea che su quella specie di [[eggregora|corpo psichico]] che si voleva creare potesse innestarsi, per evocazione, una vera influenza dall'alto. In tal caso non sarebbe stata esclusa la possibilità di esercitare, da dietro le quinte, un'azione perfino sulle forze predominanti nell'ambiente generale di allora. Quanto alla direzione di tale azione, i punti principali di riferimento sarebbero stati più o meno quelli di ''Imperialismo Pagano'' e degli [[ideale|ideali]] «[[religione romana|romani]]» di [[Arturo Reghini]]. (da ''Il Cammino del Cinabro'', [https://books.google.it/books?id=6KHLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q=finalit%C3%A0%20immediata%20forza%20superiore%20ausilio%20lavoro%20ciascuno%20%22corpo%20psichico%22%20influenza%20alto%20azione%20%22ambiente%20generale%22&f=false cap. 5, ''"Il Gruppo di Ur"''], terza edizione corretta e aumentata, a cura di Gianfranco de Turris, Andrea Scarabelli, Giovanni Sessa, Roma, Edizioni Mediterranee, 2014)
*In [[Trilussa]] si deve riconoscere un carattere, che si mantenne uguale a se stesso sia prima che durante il fascismo e che ebbe in proprio il coraggio della verità. [...] Di Trilussa, io ero amico, ed egli ben sapeva come le mie idee fossero tutt'altro che democratiche. Non basta. Trilussa stesso non giudicava antifascista l'orientamento delle sue satire e della sua poesia, nelle loro incidenze politiche. (da [http://www.pannunziomagazine.it/trilussa-un-autore-politicamente-scorretto-nel-70-della-scomparsa-di-achille-ragazzoni/ ''Una favola su Trilussa'', ''Roma'', 23 gennaio 1972]; disponibile su ''[http://www.heliodromos.it/index.php?option=com_content&view=article&id=203:evola Heliodromos.it]'')
*La vita deve esser volontà diretta da un pensiero [...]. (da ''La tradizione ermetica'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, p. [https://books.google.it/books?id=kJDLCQAAQBAJ&pg=PA128 128])
*Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.<ref>Citato in Mario Caprara, Gianluca Semprini, ''Neri! La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista'', Newton Compton editori, 2012, [http://books.google.it/books?id=ieO_d2Nz-Y8C&pg=PT151 p. 151]. ISBN 8854146951.</ref><ref>La citazione viene [[citazioni errate|erroneamente attribuita]] anche a [[Giorgio Almirante]] e [[Moana Pozzi]]. Almirante aveva fatto apporre la frase su un poster destinato alle sedi dell'MSI e l'aveva utilizzata come frase conclusiva del suo libro ''Autobiografia di un fucilatore''. Moana Pozzi invece amava ripetere questa frase nel periodo in cui si occupava dell'edizione di un giornale erotico, poco prima di morire. Una frase simile è di [[Martin Lutero]]: «Bisogna lavorare come se si volesse vivere in eterno, ma vivere come se dovessimo morire adesso». {{cfr}} la raccolta [[Vivi come se dovessi]].</ref>
*Per un organizzarsi davvero efficace delle forze nazionalmente orientate una delle condizioni preliminari è il superamento del personalismo. Il personalismo è fra le disposizioni infelici del popolo italiano, specie nei suoi strati intellettuali, ed esso oggi persiste e si afferma anche fra i gruppi a noi idealmente più vicini, con effetti visibili e deprecabili di frazionamento, di dispersione delle energie, di distorsione. (da [https://www.centrostudilaruna.it/il-flagello-del-personalismo.html "''Il flagello del personalismo''", «Rivolta Ideale», 1951])
*È stato denunciato più di una volta il carattere di decadenza che il moralismo presenta di fronte ad ogni superiore forma di legge e di vita. In realtà, affinché un "ordine" abbia valore, esso non deve significare né routine né spersonalizzante meccanicizzazione. Bisogna che esistano delle forze originariamente indomite, le quali conservino in una qualche maniera e misura questa loro natura anche presso la più rigida aderenza ad una disciplina. (da [https://www.centrostudilaruna.it/la-famiglia-quale-unita-eroica.html "''La famiglia quale unità eroica", «''Fedeltà Monarchica», Anno X, n.3, aprile 1970])
*Dove il fascismo presentò un carattere «totalitario» devesi dunque pensare ad una deviazione dalla sua esigenza più profonda e valida. In effetti, Mussolini ha potuto parlare dello Stato come di «un sistema di gerarchie» – gerarchie che «debbono avere un'anima» e culminare in una élite: ideale, che evidentemente è diverso da quello totalitario. [...] Del resto, ci si potrebbe riferire allo stesso simbolo del FASCIO LITTORIO, da cui il movimento di rivoluzione antidemocratica e antimarxista delle Camicie Nere trasse il suo nome e che, secondo una frase di Mussolini, doveva significare «unità, volontà e disciplina». Infatti il fascio si compone di verghe distinte unite intorno ad un'ascia centrale la quale, secondo un simbolismo arcaico comune a molte antiche tradizioni, esprime la potenza dall'alto, il puro principio dell'imperio. Si ha dunque unità e, insieme, molteplicità, organicamente unite e in sinergia, in visibile corrispondenza con le idee poco sopra accennate. (da ''Fascismo e Terzo Reich'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=vJLLCQAAQBAJ&pg=PA51 p. 51])
*La risonanza destata in Germania e in Francia dall'opera principale del [[Houston Stewart Chamberlain|Chamberlain]]: ''Le Basi del Secolo XIX'' fu assai più rapida e ampia che non per il [[Joseph Arthur de Gobineau|De Gobineau]]. Immeritatamente, perché l'inferiorità del Chamberlain rispetto al De Gobineau in atto di originalità, di decisioni di tesi e di costruzione, si rende evidente ad ogni osservatore spregiudicato. Nel Chamberlain si è assai disturbati dall'asistematicità, da un continuo sfarfallare dall'un {{sic|domino}} all'altro con spiccata impronta di dilettantismo e con un deciso sbocco nella politica e nell'esaltazione pangermanista. Vi si può poi accusare una sopravvalutazione estetizzante delle espressioni semplicemente artistiche di una civiltà, in contrasto con altre vedute razziste che p. es. nella rudezza iconoclasta di un Driesmans<ref>Heinrich Driesmans (1863–1927), scrittore, antropologo ed etnografo tedesco.</ref>, alla fine riescono più simpatiche - e infine, una curiosa valutazione razzista piuttosto illuminista della civiltà tecnica e scientifica. (da ''Il mito del sangue'', Hoepli, Milano, 1937, edizione digitale 2018, [https://archive.org/details/evola-julius.-il-mito-del-sangue-1937-2018/page/n30/mode/1up cap. IV, p. 30])
*[ [[Benito Mussolini|Mussolini]] ] aveva un'autentica paura per gli iettatori di cui vietava si pronunciasse il nome in suo cospetto. (da ''Il cammino del cinabro'', citato in: Marcello Veneziani, ''Imperdonabili'', Venezia, 2017, ISBN 978-88-317-2858-4, p. 179)
*'''[Dalla dichiarazione di Evola durante il processo del 1951]''' In realtà, le idee che ho difeso e che difendo, da uomo indipendente (…) non sono da dirsi «fasciste» bensì tradizionali e controrivoluzionarie. (…) io nego tutto ciò che, direttamente o indirettamente, deriva dalla Rivoluzione francese, a ciò contrapponendo il Mondo della Tradizione. (...) I miei principi sono solo quelli che prima della Rivoluzione francese ogni persona ben nata considerava sani e normali. (da ''Gli Uomini e le Rovine,'' Edizioni Mediterranee, Roma 2013, p. [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA43 43])
*Nel fenomeno [[Rudolf Steiner|Steiner]] sono da distinguersi varie componenti. La prima – predominante – è dello stesso ceppo che ha dato luogo al [[Teosofia|teosofismo]], dal quale sono stati ripresi elementi molteplici. Una seconda componente si lega al cristianesimo. Vi è poi un ultimo fattore, che sembrerebbe rispondere ad un elemento positivo, all'esigenza di una «scienza spirituale». L'intreccio di queste componenti, contenute a forza nelle maglie di ferro di un sistema che, come ingegnosità, è quasi alla pari delle «filosofie della natura» dei romantici tedeschi, è la caratteristica dell'antroposofia. Come in tanti punti particolari dell'insegnamento antroposofico, cosi pure nell'insieme e nella stessa personalità dello Steiner si ha il senso penoso di una direzione retta e limpida, spezzata da improvvisi e tirannici flussi visionari e da irruzioni di complessi collettivi. (da ''[https://archive.org/details/Evola-maschera/page/n4/mode/1up Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo]'', Edizioni Mediterranee, Roma, ristampa 1990<sup>4</sup>, pp. 91-92)
*Nel mondo tradizionale, che per noi è quello retto dai principî dell'autorità e della sovranità, della gerarchia dell'ordinamento dall'alto e verso l'alto – tutto ciò che è “patria” o “nazione” – ethnos – non ebbe un significato politico ma soltanto naturalistico: si è di una patria o nazione come si è di una data famiglia. L'ordine politico in senso proprio corrispondeva invece al principio dello Stato (in genere, concretizzatesi in monarchie e in dinastie) o dell'impero come unità sovrordinata rispetto a nazione o "popolo". È così che si ebbero formazioni politiche in cui patrie e nazioni ebbero bensì il loro posto, ma non come fattori determinanti, invece come semplice "materia" della gerarchia complessiva. E non sembrava strano, a tale stregua, che, per esempio, per combinazioni dinastiche, per matrimoni o successioni, un popolo passasse a far parte di uno Stato diverso: da ciò esso non si sentiva per nulla snaturato, appunto per via del carattere sopraelevato del principio politico. Tale situazione aveva anche una controparte etica: l'appartenenza allo Stato era legata ad una fedeltà, cioè presupponeva un atto libero, volontario (i vincoli feudali ne erano già stati forma eminente). L'essere di un popolo o di una nazione è invece qualcosa di semplicemente dato, di naturalistico. (''Dietro le quinte della storia. Il vero volto del Risorgimento'', L'Italiano n. 3, marzo 1959)
*Queste, sono chiare parole. Questi sono i termini della partita, e al giuoco non si bara. Inutile cercar qualcuno dietro di noi: dietro di noi non si troverà mai che un'idea, alla quale subordiniamo assolutamente le nostre persone. Perciò, che gli scoiattoli e le bisce si rassegnino: le mura lisce de "La Torre" non offrono loro alcuna presa. "La Torre" non si scala che passando per la porta maestra: sulla quale noi stiamo ad attender chiunque si faccia innanzi, cortesi e cavallerescamente ospitali per gli uomini leali, siano pur essi dei nemici; inesorabili per i vili e i mistificatori. (da [https://books.google.it/books?id=Kw0BEAAAQBAJ&pg=PT330 "''Cose a posto e parole chiare''", da ''La Torre''])
*Possiamo pensare un concetto di Impero, visibile oltre che invisibile, avente una unità materiale oltre a quella spirituale. Si realizza un simile Impero, quando presso all'universalità come conoscenza si abbia anche l'«universalità come azione». Qui, per riferimenti storici, potremmo indicare la Cina antica, Roma, in parte, di nuovo il medioevo nel movimento delle Crociate da un lato, nell'Islamismo dall'altro. (da [https://books.google.it/books?id=5G5H6btfdb8C&q=Possiamo+pensare+un+concetto+di+Impero,+visibile+oltre+che+invisibile,+avente+una+unit%C3%A0+materiale+oltre+a+quella+spirituale.+Si+realizza+un+simile+Impero,+quando+presso+all%27universalit%C3%A0+come+conoscenza+si+abbia&dq=Possiamo+pensare+un+concetto+di+Impero,+visibile+oltre+che+invisibile,+avente+una+unit%C3%A0+materiale+oltre+a+quella+spirituale.+Si+realizza+un+simile+Impero,+quando+presso+all%27universalit%C3%A0+come+conoscenza+si+abbia&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjLkqPOlZT2AhUVS_EDHQt9CiMQ6AF6BAgFEAM ''Vita italiana: rassegna mensile di politica''], Roma 1931, p. 336)
*Il bisogno del sovrannaturale sta nel profondo della natura umana e non si può negarlo senza mutilare questa natura stessa. (da [https://books.google.it/books?id=wZTLCQAAQBAJ&pg=PT145 ''Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo''], Bocca, Milano 1932)
*Compito essenziale che oggi si pone all'uomo differenziato: "Far che ciò su cui non si può far nulla, nulla possa su di noi". (da ''La dottrina del Risveglio'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=tZDLCQAAQBAJ&pg=PA257 p. 257])
*A partir da un dato punto, non è più per il sangue, non più per gli affetti, non più per la patria, non più per un umano destino che potrai ancora sentirti unito a qualcuno. Unito ti potrai sentire solo con chi è sulla tua stessa via. (da ''Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io'', Gruppo di Ur – a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1987, [https://books.google.it/books?id=v17KwnSmRhAC&pg=PA173 p. 173])
*Il mondo è libero: scopi e ragioni, «evoluzione», fato o provvidenza, tutto ciò è nebbia, è cosa inventata da esseri che non sapevano ancora andare da sé e abbisognavano di dande ed appoggi. (da ''Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io'', Gruppo di Ur – a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1987, [https://books.google.it/books?id=v17KwnSmRhAC&pg=PA171 p. 171])
*Fu nel 1717 che, con l'accennata fondazione della Grande Loggia di Londra e col subentrare della cosiddetta «massoneria speculativa» continentale, si verificarono il soppiantamento e l'inversione di polarità, di cui si è detto. Come «speculazione» qui valse infatti l'ideologia illuministica, enciclopedistica e razionalistica connessa ad una corrispondente, deviata interpretazione dei simboli, e l'attività dell'organizzazione si concentrò decisamente sul piano politico-sociale, anche se usando prevalentemente la tattica dell'azione indiretta e manovrando con influenze e suggestioni, di cui era difficile individuare l'origine prima.<br>Si vuole che questa trasformazione si sia verificata solo in alcune logge e che altre abbiano conservato il loro carattere iniziatico e operativo anche dopo il 1717. In effetti, questo carattere si può riscontrare negli ambienti massonici cui appartennero un Martinez de Pasqually, un Claude de Saint Martin e lo stesso Joseph de Maistre. Ma devesi ritenere che questa stessa massoneria sia entrata, per altro riguardo, essa stessa in una fase di degenerescenza, se essa nulla ha potuto contro l'affermarsi dell'altra e se, praticamente, da questa è stata alla fine travolta. Né si è avuta una qualsiasi azione della massoneria, che sarebbe rimasta iniziatica, per diffidare e sconfessare l'altra, per condannare l'attività politico-sociale e per impedire che, dappertutto, essa valesse propriamente e ufficialmente come massoneria. (da ''Il mistero del Graal'', saggio introduttivo di Franco Cardini, appendice e bibliografia di Chiara Nejrotti, Edizioni Mediterranee, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=_I_LCQAAQBAJ&pg=PA216 p. 216]. ISBN 978-88-272-2277-5) (p. 216)
*[...] nel [[Ludwig Woltmann|Woltmann]] l'ideologia razzista assume una tinta germanica così spiccata, che egli non tollera l'unione dei Tedeschi neanche con altri rami della famiglia nordico-germanica; che egli è ben lontano dalle idee "pan-ariane" sul tipo di quelle che vedremo difese dal Chamberlain; che è addirittura l'uomo germanico che egli si sforza di scoprire in tutte le personalità superiori apparse nei popoli vicini alla Germania; che, infine, è alla razza germanica che egli attribuisce la funzione di «stringere la terra nel suo dominio» e di «fare delle razze passive dei semplici organi subalterni per lo sviluppo della sua civiltà», «Papato e impero – giunge a dire il Woltmann – sono entrambi istituzioni germaniche, strumenti di un dominio destinati ad assoggettare il mondo.» (da ''Il mito del sangue'', Collezione Hoepli, 1937, Edizione digitale 2018, [https://archive.org/details/ILMITODELSANGUE/page/n25/mode/1up cap. III])
*Si accende un gran fuoco. Al luogo di vino si beve ''rum'' e ''Kirsch''. Si balla. Giunti ad uno stato intenso, si discute. Poi si esce. Ciò significa: passaggio ai 22 gradi sotto zero. L'idea è stata: andiamo sul [[Lago di Resia|lago]]. È notte alta. Immaginate una lastra immensa di cristallo nero, della levigatezza esatta di uno specchio che dura chilometri: il lago gelato. I monti nevosi dei due fianchi della valle e il cielo inverosimilmente costellato si riflettono in questa lastra con una nitidezza magnetica, per cui vi trovate fra un doppio miraggio, fra una doppia trasparenza. Pensate che cosa sia andar avanti senza pattini verso il centro, fra il vento del Nord, nell'equilibrio fisico e spirituale di una lucida ebbrezza in cui alcool, natura ed esaltazione interiore concorrono – concepire questo forse è possibile. Non è però possibile concepire, per chi non l'ha provato, che cosa è in queste condizioni l'esperienza della frattura dei ghiacci subacquei.<br>La notte, per l'ulteriore dislivello di temperatura, accade che gli strati profondi del ghiaccio in contatto con le acque del lago si spezzano. Si produce allora uno scroscio ed un boato che si ripercuote paurosamente attraverso l'intera distesa gelata del lago e passa infine agli stessi echi della valle. Pericolo, nessuno. Tali fratture non raggiungono la superficie. Ma sentire ad un tratto sotto di sé lo scroscio che diviene un boato immenso che tutta la montagna ripete, è quasi sentir la voce stessa della terra, è aspettarsi un abisso che si spalanca – è insomma qualcosa che sommuove il sangue fino all'intimo, come solo il terremoto lo può: è il risveglio di una sensazione primordiale, meravigliosa e paurosa, dormente in chi sa quali arcaici strati della nostra entità più profonda.<ref>Da ''Meditazioni delle vette'', Edizioni Mediterranee, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=JZHLCQAAQBAJ&pg=PA151 p. 151]. ISBN 978-88-272-2287-4</ref>
*Alle 11,30 siamo in [[vetta]]. La nostra ascensione ha durato esattamente cinque ore e mezza. [...] Il giorno è divenuto superbo, splendente. E ora, dopo l'azione, la contemplazione.<br>È l'ora delle cime e delle altezze, qui dove lo sguardo si fa ciclico e solare; dove, come larva di febbre, svanisce il ricordo delle piccole preoccupazioni, dei piccoli uomini, delle piccole lotte della vita delle «pianure»; dove non esiste che cielo, e nude libere forze che rispecchiano e fissano l'immensità nel coro titanico delle vette. «Molti metri sopra il mare, molti più sopra l'umano» – fu già scritto da Federico Nietzsche.<ref>Da ''Meditazioni delle vette'', [https://books.google.it/books?id=dGy5CrqV-z8C&pg=PA124 p. 124].</ref>
*Lo stesso concetto di «lavoro» non dovrà più rappresentare una data professione, bensì elevarsi a posto di combattimento. Ogni fabbrica diverrà caserma e fortilizio, lo stesso luogo di lavoro sarà un avamposto che dovrà pulsare allo stesso ritmo della vita di trincea; i lavoratori e la gioventù saranno gli ''Arbeitersoldat'' di un esercito in marcia, la prima linea del fronte di una comunità che torna a concepire la storia come lotta e destino, conteranno soltanto l'obbedienza, il rango, la posizione e la linea di condotta; i piani di sviluppo economico dello Stato equivarranno a strategie di guerra disegnate sulla mappa della nazione; nell'intima sostanza si tratta di una lineare e severa attitudine di servizio, volendo anche l'emergere di una qualità esistenziale di ordine interiore; è il realismo eroico del tempo della guerra trasportato e traslato nella vita civile, una scuola militare dell'anima in corso d'opera.<ref>Da ''Il combattente, l'operaio, l'anarca'', a cura di RigeneAzione Evola, Passaggio al bosco, Firenze, 2025. ISBN 9791254622919</ref>
== ''Cavalcare la tigre'' ==
*L'"altro mondo" investito dal nichilismo europeo, da esso presentato come una pura illusione o condannato come una evasione, non è un'altra realtà: è un'altra dimensione della realtà, quella dove il reale, senza essere negato, acquista un significato assoluto, nella nudità inconcepibile dell'essere puro.
*Dopo che ogni sovrastruttura è stata respinta o distrutta, e che per sola base si ha il proprio essere, il senso ultimo nell'esistere nel vivere, può scaturire unicamente da una relazione diretta e assoluta fra questo essere (fra ciò che si è determinatamente) e la trascendenza (della trascendenza in sé).
*Non vi è oggetto del piacere bramoso o passivo che non possa, in via di principio, essere anche oggetto del piacere eroico o positivo, e viceversa.
*Il complesso del "peccato" è una formazione patologica nata nel segno del Dio-persona, del "Dio della morale". La conoscenza di un errore commesso al posto del senso del "peccato" è stato invece un tratto caratteristico delle tradizioni a carattere metafisico.
*Valida anche per noi è, pertanto, la concezione dell'Existenz come presenza fisica dell'Io nel mondo (in una forma e situazione determinata, concreta e irripetibile) e, ad un tempo, come presenza metafisica dell'Essere (della trascendenza) nell'Io. Su questa linea, un certo esistenzialismo potrebbe ricondurre ad un altro punto da noi già fissato, all'istanza di un antiteismo positivo, al superamento esistenziale del Dio-persona, oggetto della fede o del dubbio. Il centro dell'Io essendo misteriosamente il centro dell'Essere, "Dio" (la trascendenza) è certo, non come un contenuto di una fede o di un dogma, ma come presenza nell'esistenza e nella libertà.
*Metafisicamente la nascita è un cambiamento di stato e la morte è un altro cambiamento di stato; l'esistenza nella condizione umana, sulla terra, non è che una ristretta sezione in un ''continuum'', in una corrente che attraversa stati multipli.
*Da un certo tempo buona parte dell'umanità occidentale considera come cosa naturale che l'esistenza sia priva di ogni vero significato e non debba essere ordinata a nessun principio superiore, per cui si è acconciata a viverla nel modo più sopportabile, meno spiacevole possibile. Ciò ha tuttavia come controparte e conseguenza inevitabili una vita interiore sempre più ridotta, informe, labile e sfuggente, una crescente dissoluzione di ogni dirittura e di ogni qualità di carattere.
*La relazione fra questo orientamento e un ambiente ormai privo di senso è data dall'opposizione esistenzialistica fra 'autenticità' e 'inautenticità'. L'Heidegger parla dello stato di inautenticità, di tramortimento di "copertura" di se stessi o di fuga da se stessi proprio al trovarsi, all'"esser gettati" nell'anòdina esistenza pubblica quotidiana con le sue "evidenze", le sue chiacchiere, i suoi equivoci, i suoi grovigli, le sue utilità, le sue forme di "tranquillizzazione" e di "deiezione", con le sue diversioni evasionistiche. L'essere autentico si annuncia e si propone quando si sente il nulla quale sottofondo di quell'esistenza e si è richiamati al problema del proprio essere più profondo, di là dall'Io sociale e dalle sue categorie.
== ''Gli Uomini e le Rovine'' ==
*Il riconoscimento da parte dell'inferiore è la base di ogni gerarchia normale e tradizionale. Non è il superiore che ha bisogno dell'inferiore, ma è l'inferiore che ha bisogno del superiore.
*Compito essenziale è dunque formulare una adeguata dottrina, tener fermo a principi rigorosamente pensati e, partendo da ciò, dar forma a qualcosa di simile, appunto, ad un Ordine. Questa élite, differenziandosi su un piano che si definisce in termini di virilità spirituale, di decisione e di impersonalità, su un piano dove cessa di aver forza e valore qualsiasi vincolo naturalistico, sarà la portatrice di un nuovo principio di imprescrivibile autorità e sovranità, saprà accusare la sovversione e la demagogia in qualunque forma esse si presentino, arresterà il moto discendente del vertice e ascendente della base. Da essa, come da un seme, potrà trarre vita un organismo politico e una integrata nazione, in una dignità non diversa da quelle già create da una grande tradizione politica europea. Tutto il resto non è che pantano, dilettantismo, irrealismo, obliquità. (p. 80)
*La libertà va intesa e difesa in modo non meno qualitativo e differenziato della stessa persona; ognuno ha la libertà che gli spetta, misurata dalla statura e dalla dignità della sua persona o dalla sua funzione, non dal fatto astratto ed elementare del suo essere semplicemente uomo o «cittadino» [...] (p. 84)
*La misura di ciò che si può esigere dagli altri è data da ciò che si sa esigere da sé stessi; non saprebbe dominare secondo giustizia gli altri e dare ad essi una legge chi non abbia capacità di dominare anzitutto sé stesso e di dare a sé stesso una legge. ([https://books.google.it/booksid=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA88&dq=La+misura+di+ci%C3%B2+che+si+pu%C3%B2+esigere+dagli+altri+%C3%A8+data+da+ci%C3%B2+che+si+sa+esigere+da+s%C3%A9+stessi;+non+saprebbe+dominare&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjK68CewpT2AhUDwKQKHeNhCdEQ6AF6BAgDEAM#v=onepage&q=La%20misura%20di%20ci%C3%B2%20che%20si%20pu%C3%B2%20esigere%20dagli%20altri%20%C3%A8%20data%20da%20ci%C3%B2%20che%20si%20sa%20esigere%20da%20s%C3%A9%20stessi%3B%20non%20saprebbe%20dominare&f=false p. 88])
*La legittimazione più alta e reale di un vero ordine ''politico'', epperò dello stesso Stato, sta nella sua funzione ''anagogica'': nel suo suscitare e alimentare la disposizione del singolo ad agire e pensare, a vivere, lottare ed eventualmente a sacrificarsi in funzione di qualcosa che va di là della sua semplice individualità. (p. 90)
*[...] tutti gli aspetti esteriori di potenza e di progresso tecnico-industriale della civiltà contemporanea non mutano nulla nel carattere involutivo di essa. Diciamo di più, essi ne dipendono, perché tutto questo apparente «progresso» è stato realizzato quasi esclusivamente in funzione dell'interesse economico in quanto ha preso la mano su ogni altro. (p. 111)
*A lato della romanità delle origini, che riprodusse in forma speciale e originale un tipo di cultura e di costume comune alle principali civiltà superiori indoeuropee, ve ne è una grecizzata in senso negativo, ve ne è una "punicizzata", ve ne è una "ciceroniana", ve ne è una asiaticizzata, ve ne è una cattolica e così via. I punti di riferimento non vanno cercati in esse. Quel che in esse può esserci di valido, ai nostri fini lo si può ricondurre alla prima. Questa romanità originaria ebbe la sua base in una figura umana definita da un certo gruppo di disposizioni tipiche. In primo luogo sono da considerarsi un'attitudine dominata, un'audacia illuminata, un parlare conciso, un agire preciso e coerente quanto medidato, un freddo senso di dominio, alieno da personalismo e da vanità. Allo stile romano appartengono la "''virtus''" non come moralismo bensì come virilismo e coraggio, epperò la "''fortitudo''" e la "''constantia''", cioè la forza d'animo; la "''sapientia''", nel senso di riflessività, di consapevolezza; la "''disciplina''" come amore per una propria legge e una propria forma; la "''fides''" nel senso specificatamente romano di lealtà e di fedeltà; la "''dignitas''", la quale nell'antica aristocrazia patrizia si potenziava in "''gravitas''" e "''solemnitas''", in misurata, seria solennità. Sempre allo stesso stile appartengono l'agire preciso, senza grandi gesti; un realismo che non significa materialismo bensì amore per l'essenziale; l'ideale della chiarezza, un equilibrio interno e una diffidenza per ogni abbandono dell'anima e per ogni confuso misticismo; un amore pel limite; l'attitudine ad unirsi senza confondersi, in vista di un fine superiore o per un'idea da esseri liberi. Possono aggiungersi anche la "''religio''" e la "''pietas''", non significanti la religiosità nel senso più recente, significanti invece, pel Romano, un atteggiamento di rispettosa e dignitosa venerazione, e in pari tempo, di fiducia, di riconnessione nei riguardi del sovrasensibile, sentito presente ed agente presso le forze umane individuali, collettive e storiche. Del pari, questi elementi di stile hanno una loro evidenza, non sono legati a tempi trascorsi, possono in qualsiasi periodo agire come forze informatrici del carattere e valere come ideali non appena si desti una vocazione corrispondente. Inoltre, non è il caso di pensare che essi dovrebbero essere fatti propri da tutti gli individui: ciò sarebbe assurdo e, del resto, non necessario: basterebbe che nella nazione un certo strato, tenuto a dare il tono al resto, li incorporasse.
*Vi è di più, per quel che riguarda i problemi interni di un popolo. Là dove si promuove, od anche soltanto non si combatte, l'indiscriminato accrescimento demografico, sono da attendersi gli effetti deleteri della legge della controselezione. Di fatto, sono le razze inferiori e gli strati sociali più bassi quelli più prolifici. Così si può dire che mentre il numero degli elementi superiori, più differenziati, aumenta in proporzione aritmetica, quello degli elementi inferiori cresce in proporzione geometrica, il che ha per risultato una fatale involuzione dell'insieme. Lo sfaldarsi e poi il franare dei grandi organismi imperiali è spesso avvenuto proprio in seguito a ciò: Come per una marea dal basso, per un dilatarsi teratologico della base, costituita da un elemento promiscuo e proletario. Vale qui ricordare che il termine proletario deriva da ''proles'' e riporta all'idea di un' animalesca prolificità. Come giustamente ha notato il Marenshkowkij, esso si applicava soprattutto a coloro la cui unica capacità creativa era quella di generare figli – uomini nel corpo ma quasi eunuchi nello spirito; siffatta direzione, nel suo logico sviluppo, conducendo verso quella società ideale in cui non esistono più classi, anzi né uomini né donne ma compagni e compagne, quasi cellule asessuate di un immenso formicaio.
*Così va detto che un partito che si fa «partito unico», con ciò stesso dovrebbe cessare di essere «partito». I suoi uomini o, almeno, i più qualificati di essi, allora è nella veste di una specie di Ordine, di classe specificamente politica che dovrebbe presentarsi e governare, non costituendo uno Stato nello Stato, ma andando a presidiare e rafforzare le posizioni-chiave dello Stato, non difendendo una loro particolare ideologia ma incarnando impersonalmente la stessa idea pura dello Stato. (p. 101)
*In genere, bisogna sentire in evidenza che di là da questa vita terrestre vi è una vita più alta, perché solo chi così si sente dispone di una forza infrangibile e intravolgibile, solo costui sarà capace, ove occorra, di una prontezza al sacrificio attivo e di uno slancio assoluto. ([https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA154 p. 154])
*È innegabile la caduta di livello della Chiesa moderna pel fatto che essa a preoccupazioni di carattere sociale e moralistico dà assai più peso che non a quanto ha attinenza con la vera vita sovrannaturale, con l'ascesi e con la contemplazione, punti essenziali di riferimento di ogni superiore forma di religiosità. ([https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA156 p. 156])
*Avendo parlato di intellettuali e di realismo, sarà bene precisare ancora un punto. Si è accennato al fatto che le simpatie di alcuni intellettuali pel comunismo hanno un certo carattere paradossale, in quanto il comunismo disprezza il tipo dell'intellettuale come tale, tipo che per esso appartiene, essenzialmente al mondo dell'odiata borghesia. Ora, un atteggiamento del genere può venire condiviso anche da chi appartenga al fronte opposto al comunismo. Dato quel che nel mondo contemporaneo esse significano, ci si può opporre ad ogni sopravalutazione della cultura e dell'intellettualità. L'avere per esse quasi un culto, il definire con esse uno strato superiore, quasi una aristocrazia – l'«aristocrazia del pensiero» che sarebbe quella vera, legittimamente soppiantante le forze precedenti di ''élite'' e di nobiltà – è un pregiudizio caratteristico dell'epoca borghese nei suoi settori umanistico-liberali. La verità è invece che siffatta cultura e intellettualità non sono che dei prodotti di dissociazione e di neutralizzazione rispetto ad una totalità. Pel fatto che ciò è stato avvertito, l'antintellettualismo ha avuto una parte di rilievo negli ultimi tempi, al titolo di una reazione quasi biologica la quale purtuttavia troppo spesso ha seguito direzioni sbagliate o, per lo meno, problematiche. Non ci soffermeremo però su quest'ultimo punto. Ne abbiamo già trattato in altra sede, parlando dell'equivoco dell'antirazionalismo. Qui vi è solo da mettere in rilievo che esiste un terzo possibile termine di riferimento di là sia da intellettualismo che da antintellettualismo, per un superamento della «cultura» d'intonazione borghese. Tale è la visione del mondo – in tedesco Weltanschauung. La visione del mondo non si basa sui libri, ma su una forma interiore e su una sensibilità aventi un carattere non acquisito ma innato. (pp. 164-165)
*E la visione del mondo può esser più precisa in un uomo senza particolare istruzione che non in uno scrittore, nel soldato, nell'appartenente ad un ceppo aristocratico e nel contadino fedele alla terra che non nell'intellettuale borghese, nel «professore» o nel giornalista. Circa tutto questo, in Italia ci si trova, e non da oggi, in una posizione assai sfavorevole, perché chi fa il buono e il cattivo tempo, chi troneggia nella stampa, nella cultura accademica e nella critica, organizzando vere e proprie massonerie monopolizzatrici, è proprio il tipo deteriore dell'intellettuale, che nulla sa di ciò che è veramente spiritualità, interezza umana, pensiero conforme a saldi principi. (p. 165)
*Se la nebbia si solleverà, apparirà chiaro che è la «visione del mondo» ciò che, di là da ogni «cultura», deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell'anima, che anche in un movimento politico essa costituisce l'elemento primario, perché solo una visione del mondo ha un potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare il tono specifico ad una data comunità.<br>Ora, sulla linea del comunismo vi sono stati casi nei quali qualcosa ha cominciato a penetrare fino ad una tale profondità. Non a torto un uomo politico contemporaneo ha parlato di un mutamento interno e profondo che, manifestandosi quasi nei termini di una ossessione, si produce in coloro che aderiscono veramente al comunismo: essi ne sono mutati nel pensare, nell'agire. Secondo noi è bensì una alterazione o contaminazione fondamentale dell'essere umano: ma essa raggiunge, nei casi in quistione, il piano della realtà esistenziale, cosa che non succede affatto in coloro che reagiscono partendo da posizioni borghesi e intellettualistiche. La possibilità dell'azione rivoluzionario-conservatrice dipende essenzialmente dalla misura in cui negli stessi termini possa agire l'idea opposta, cioè l'idea tradizionale, aristocratica, antiproletaria – tanto da dar luogo a un nuovo realismo e da dar forma, agendo come una visione della vita, ad un tipo specifico di uomo antiborghese, quale sostanza cellulare di nuove élites; di là dalla crisi di ogni valore individualistico e irrealistico. (p. 166)
*La creazione di uno Stato nuovo e di una civiltà nuova sarà sempre cosa effimera quando l'uno e l'altra non abbiano per substrato un uomo nuovo. (p. 198)
*Per le crisi che hanno travagliato e che travagliano la vita dei popoli moderni vengono addotte cause varie cause: storiche generali, sociali, economico-sociali, politiche, morali, culturali e via dicendo, a seconda dei punti di vista. Tuttavia è da porsi un problema superiore ed essenziale: sono, queste, sempre le cause prime, e hanno un carattere automatico come quelle del mondo fisico? E nel quadro di una simile problematica che si definisce il concetto della "guerra occulta". È, questa, la guerra condotta insensibilmente da quelle che, in genere si possono chiamare le forze della sovversione mondiale, con mezzi e in circostanze ignorati dalla corrente storiografia. [...] Ma se si considerano i veri agenti della storia negli speciali aspetti di questa, di cui ora stiamo trattando, le cose stanno diversamente: qui non si può parlare né di subconscio né inconscio, qui noi abbiamo invece a che fare con forze intelligenti le quali sanno benissimo che cosa vogliono e quali sono i mezzi più acconci per il raggiungimento – quasi sempre indiretto di quel che vogliono. La terza dimensione della storia non deve dunque esser fatta svaporare nella nebbia di astratti concetti filosofici e sociologici, ma va pensata come "un dietro le quinte" dove operano precise "intelligenze".
==''Imperialismo pagano''==
===[[Incipit]]===
L'attuale «civilizzazione» dell'Occidente è in attesa di un rivolgimento sostanziale, senza il quale essa è destinata, prima o dopo, a fracassarsi la testa.
===Citazioni===
*Il cristianesimo è alla radice istessa del male che ha corrotto l'Occidente. Questa è la verità, ed essa non ammette dubbio.
*È assolutamente un errore che l'imperio si possa costruire sulla base di fattori economici, militareschi, industriali e anche "ideali". L'''Imperium'', come secondo la concezione iranica e romana, è qualcosa di trascendente, e lo realizza soltanto chi abbia la potenza di trascendere la piccola vita dei piccoli uomini, con i loro appetiti, con i loro gretti orgogli nazionali, con i loro "valori" "non valori" e Dei. (Edizioni Mediterranee, Roma, 2004<ref>Citato in ''[https://www.centrostudilaruna.it/alle-fonti-dellidea-di-impero.html centrostudilaruna.it]''.</ref>)
*L'infinità degli uomini sulla terra deserta di luce, ridotti a pura quantità – ''soltanto'' a quantità – resi uguali nella identità materiale di parti dipendenti di un meccanismo lasciato a sé stesso, lanciato a vuoto senza nessuno che possa più nulla – ecco quale è la prospettiva che sta in fondo alla direzione economico-industrialistica che intona tutto l'Occidente. (2015, p. 57)
==''L'arco e la clava''==
===[[Incipit]]===
Le tracce sussistenti – spesso ancor solo nella pietra – di alcune grandi civiltà delle origini racchiudono spesso un significato di rado avvertito. Dinanzi a quel che resta del più antico mondo greco-romano e poi più oltre, dell'Egitto, della Persia, della Cina, fino a giungere ai misteriosi e muti monumenti megalitici sparsi fra deserti, lande e foreste come ultime emergenti e immobili vestigia di mondi sommersi e travolti – e, come limite nella direzione opposta nel corso della storia, fino ad alcune forme del Medioevo europeo: dinanzi a tutto ciò viene da chiedersi se il miracoloso resistere al tempo di tali testimonianze, oltre ad esser dovuto ad un concorso favorevole di circostanze esteriori, non racchiuda anche il significato di un simbolo.
===Citazioni===
*[...] non crediamo di sbagliarci dicendo che il significato più profondo dello [[sci]] è il seguente: la sensazione istintiva di paura fisica, col moto riflesso di un trarsi indietro o di aggrapparsi a qualcosa, che sorge nell'istante del cadere, viene vinta e trasformata in una sensazione di ebrezza, di piacere, e sviluppata nell'impulso a andare ancor più veloci e a giuocare in ogni modo con la velocità e l'accelerazione che ai corpi imprime la forza di gravità. Così lo sci, sotto questo aspetto, vorremmo proprio definirlo come ''una tecnica, un giuoco e una ebrezza della caduta''. Praticando questo sport si sviluppa di certo una forma di audacia o intrepidezza fisica, ma è una forma tutta speciale, ben distinta dall'audacia dell'alpinista, anzi ad essa opposta come significato: è una forma, diciamolo pure, «moderna». (da ''Psicanalisi dello sci'', p. 61)
*I ritmi accelerandosi, l'«umanismo» doveva percorrere la via che, volendo usare i simboli dianzi ricordati, da Prometeo conduce a Epimeteo. Il mondo moderno che sta prendendo forma non conosce il Prometeo liberato in senso positivo, cioè il Prometeo liberato attraverso Eracle (anticamente Eracle stette a significare l'uomo, l'eroe, che ha fatto l'altra scelta, quella di essere un alleato delle forze olimpiche). Esso conosce il Prometeo al quale sono state tolte le catene e che è stato lasciato libero di andare per la sua via affinché si glori della sua miseria e della tragedia di una esistenza soltanto umana – o, per dir meglio, dell'esistenza considerata da uno sguardo soltanto umano – giungendo al punto in cui, avendo finito col perdere il gusto per questa specie di autosadismo della sua «grandezza tragica», si tuffi nell'esistenza ottusa propria all'umanità epimeteica la quale in mezzo allo splendido, titanico spettacolo di tutte le umane conquiste dei tempi ultimi, conosce soltanto le discipline proprie agli animali da lavoro e la {{sic|demonìa}} dell'economia. La formula usata da una nota ideologia è appunto l'«umanismo integrale» come «umanismo del lavoro», quale «senso della Storia». Il Ciclo si chiude. (da ''Il riso degli dèi'', p. 95)
==''L'"Operaio" nel pensiero di Ernst Jünger''==
*Lo Jünger vede bene le distruzioni che l'elemento meccanicistico e tecnico realizza. Ma ciò per lui costituisce solo l'aspetto contingente di un fenomeno assai più vasto e, in ultima istanza, positivo. [...] Allora si paleserà anche la legittimità della rivoluzione da essi provocata. Allora la tecnica, con tutte le sue conquiste, apparirà come un'armatura per insospettate rivolte e insospettate lotte, da avere non meno cara di quel che l'antico cavaliere ebbe la sua spada. (p. 134)
*Gli uomini sono nuovamente tipici e importanti là dove essi, per l'assenza di complicazioni intellettuali o sentimentali, meno credevano di esserlo: nella vita reale, nelle strade e nelle piazze, nelle case e nei cortili, sugli aeroplani o nelle ferrovie sotterranee, dove si lavora. (p. 135)
*Non vi è dove evadere, dove scartare, dove indietreggiare. Bisogna invece intensificare la violenza e la velocità dei processi nei quali si è presi. Ed è allora bene presentire che dietro alla immane dinamica di questi tempi si cela un centro invisibile. ([https://books.google.it/books?id=TG01mRPlxggC&pg=PA137 p. 137])
*Il fenomeno dell'irruzione dell'"elementare" [...] è reale: e reale è anche il processo di enucleazione di un nuovo tipo, realistico, eroico, impersonale, capace di un controllo e d'un'azione assoluta, proteso verso una assunzione totale della vita. Anche se il mondo di questo nuovo tipo non corrisponde proprio a quello del "Forestaro", anche se esso ha lasciato dietro di sé il periodo delle distruzioni e dell'anarchia e nel suo avvento non si celebrino solo varie forme di quello del Quarto Stato, pure gli orizzonti non si schiariranno, e un temibile destino non sarà prevenuto, fino a che come controparte non si avrà appunto la tradizione spirituale nel senso più alto, un Ordine non nella prima assunzione soltanto attivistico-guerresca dello Jünger, ma appunto con riferimento a valori trascendenti, alle file segrete di qualcosa «che non è di questa terra» e che forse fino a oggi è stato ancora custodito. (pp. 141-142)
==''Orientamenti''==
*È importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un'assoluta intransigenza l'idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell'uomo nuovo, dell'uomo della resistenza, dell'uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di ordine vacillante e illusorio, solo a quest'uomo spetterà il futuro. Ma quand'anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora sta travolgendolo, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute: in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere né occupata né distrutta.
*Nell'[[idea]] va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta.
*Un artigiano che assolve perfettamente alla sua funzione è indubbiamente superiore ad un re che scarti e non sia all'altezza della sua dignità.
*Di fronte ad un mondo in poltiglia il cui principio è: «Chi te lo fa fare», oppure «Prima vien lo stomaco, la pelle (la malapartiana «pelle»!) e poi la morale» o ancora: «Questi non son tempi in cui ci si possa permettere il lusso di avere un carattere», o infine: «Ho famiglia», sappia opporre un chiaro e fermo: «Noi, non possiamo fare altrimenti, questa è la nostra via, questo il nostro essere.» (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA262 p. 262])
*Nell'idea va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA272 p. 272])
*Lo «stile» che deve guadagnar risalto è quello di chi si tiene sulle posizioni in fedeltà a sé stesso e ad un'idea, in una raccolta intensità, in una repulsione per ogni compromesso, in un impegno totale che si deve manifestare non solo nella lotta politica, ma anche in ogni espressione dell'esistenza: nelle officine, nei laboratori, nelle università. nelle strade, nella stessa vita personale degli affetti. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA262 p. 262])
*Non esiste la Storia, entità misteriosa scritta con la lettera maiuscola. Sono gli uomini, finché essi sono davvero uomini, che fanno e disfanno la storia. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA265 p. 265])
{{NDR|Julius Evola, ''Orientamenti'', Imperium, 1950.}}
==''Ricognizioni''==
===[[Incipit]]===
Preso in un senso ampliato, il termine «umanismo» è forse il più atto a caratterizzare l'orientamento principale e il fondo ultimo della civiltà dell'èra moderna.
===Citazioni===
*[...] il termine ''otium'', in antitesi a ''labor'' e ''negotium'', spesso fu usato dai classici per designare non la fannullagine, ma il tempo dedicato ad attività non materiali, intellettuali, a studi, alla letteratura, a speculazioni e simili; mentre ''otium sacrum'' figurò nella stessa terminologia religiosa e ascetica, associato all'attività contemplativa. Qui non sappiamo resistere alla tentazione di citare un proverbio spagnolo: ''el hombre que trabaja pierde un tiempo muy precioso'', cioè «l'uomo che lavora (in senso proprio) perde un tempo assai prezioso». Perdere questo tempo prezioso – perché meglio utilizzabile – può essere una necessità, una triste necessità. ''Ma il punto fondamentale dovrebbe essere il rifiuto di fare di tale necessità una virtù e esaltare una società di cui essa sia la chiave di volta''.<br>In ogni visione sana e normale della vita il lavoro deve essere considerato come un semplice mezzo di sostentamento nel caso di esseri non qualificati per svolgere una attività di un genere più alto. Lavorare come fine in sé e oltre quanto occorre pel proprio mantenimento è una aberrazione – e proprio il lavoratore dovrebbe capirlo: l'«eticità del lavoro», l'«umanesimo del lavoro», il «lavoro come onore» e tutte le altre chiacchiere non sono che mezzi per mistificarlo e per meglio saldare le catene che lo legano al meccanismo della «produzione» divenuta quasi un processo autonomo. (da ''Lo Stato e il Lavoro'', pp. 34-35)
*Non la semplice sottomissione ma l'adesione e il riconoscimento da parte dell'inferiore sono [...] la base fondamentale di ogni gerarchia normale e tradizionale. Non è il superiore che da bisogno dell'inferiore, ma è l'inferiore che ha bisogno del superiore; non è il capo che ha bisogno dei gregari ma è il gregario che ha bisogno di un capo. (da ''Il problema della decadenza'', p. 45)
*Il riconoscere che anche in economia i fattori primari sono i fattori spirituali, che un cambiamento di attitudine, una vera ''metanoia'' è il solo mezzo efficace se si deve ancora concepire un arresto sulla china, ciò va al di là dell'intelletto dei tecnici, giunti a proclamare ormai che «la economia è il nostro destino». Ma dove conduca la via, ove l'uomo tradisca se stesso, sovverta una giusta gerarchia di valori e di interessi, si concentri nell'esteriorità e nella<ref>Nella fonte: della, refuso.</ref> ricerca del guadagno, della «produzione», del fattore economico in genere faccia il motivo predominante della sua anima, lo si sa. Forse il [[Werner Sombart|Sombart]] è colui che meglio di ogni altro ha analizzato tutto il processo. Esso sbocca fatalmente in quelle forme dell'alto capitalismo industriale, in cui si è condannati ad una corsa senza tregua e ad una espansione illimitata del produrre, perché ogni arresto significherebbe immediatamente arretrare, spesso essere scalzati o travolti. Donde dei processi economici a catena che prendono il grande imprenditore anima e corpo, che lo legano più dell'ultimo suo operaio, mentre la corrente, resasi quasi autonoma, trascina con sé migliaia di esseri e finisce col dettar legge a genti o governi. ''Fiat productio, pereat homo''. (da ''Il morso della tarantola'', p. 55-56)
== ''Rivolta Contro il Mondo Moderno'' ==
*È compito della tradizione – lo si ripete – scavare dei saldi alvei, a che le correnti caotiche della vita fluiscano nella direzione giusta. Liberi, sono coloro che assumendo questa direzione tradizionale non la sentono come imposta, ma vi si sviluppano spontaneamente, vi si riconoscono, tanto da attenuare quasi con un moto dall'interno la possibilità più alta, "tradizionale", della loro natura.
*Per contro, nell'appartenersi e nel darsi una forma, nell'avere in se il principio di una vita non più dispersa, non più a battentesi qua e là in cerca di altro o di altri per completarsi e per giustificarsi, non più spezzata dalla necessità e dal conato irrazionale verso l'esterno e il diverso, in una parola, nell'esperienza dell'ascesi, si sentì la via per comprendere l'altra regione, il mondo dello stato dell' "essere", di quel che non è più fisico ma metafisico – "natura intellettuale priva di sonno", e di cui simboli solari, regioni uraniche, enti di luce o di fuoco, isole e altezze montane tradizionalmente furono le figurazioni. Tali le "due nature". E fu concepita una nascita secondo l'una e una secondo l'altra, e passaggio dall'una all'altra nascita, perché fu detto: "Un uomo è un dio mortale e, un dio, un uomo immortale". Il mondo tradizionale conobbe questi due grandi poli dell'esistenza e le vie che dall'uno conducono all'altro. [...] Conobbe che l'esistenza esterna, il "vivere", è nulla, se non approssimazione verso il sovramondo, verso il "più che vivere", se il suo più alto fine non è la partecipazione ad esso e una liberazione attiva dal vincolo umano. Conobbe che falsa è ogni autorità, ingiusta e violenta ogni legge, vana e caduca ogni istituzione, quando non siano autorità, leggi ed istituzioni ordinate al principio superiore dell'Essere -dall'alto verso l'alto. Il mondo tradizionale conobbe La Regalità Divina. Conobbe l'atto del transito: l'Iniziazione – le due grandi vie dell'approssimazione: l'Azione eroica e la Contemplazione – la mediazione: il Rito e la Fedeltà – il grande sostegno: la Legge tradizionale, la Casta – il simbolo terreno l'Impero. Queste sono le basi della gerarchia e della civiltà tradizionale, in tutto e per tutto distrutte dalla trionfante civiltà "umana" dei moderni.
*Ove la Tradizione mantenne tutta la sua forza, la dinastia o successione dei re sacrali costituì un asse di luce e di eternità nel tempo e la presenza vittoriosa del sovramondo nel mondo, la componente "olimpica", che trasfigura l'elemento demonico del demos e dà un significato superiore a tutto ciò che è Stato, nazione e razza. E anche negli strati più bassi, il legame gerarchico creato da una dedizione cosciente e virile valeva come mezzo per un' approssimazione e una partecipazione. Infatti anche la semplice legge, dall'alto, rivestita di un'autorità, era, per coloro che non potevano accendere a sè stessi il fuoco sovrannaturale, un riferimento e un sostegno di là dalla semplice individualità umana. In realtà, l'aderenza intima, libera e effettiva, di tutta una vita alle norme tradizionali, anche quando non era presente, a giustificarla, una piena comprensione della loro dimensione interna, faceva sì che tale vita acquistasse oggettivamente un significato superiore: attraverso l'obbedienza e la fedeltà, attraverso l'azione o conforme ai principi e ai limiti tradizionali, una forza invisibile le dava forma e la disponeva sulla stessa direzione di quell'asse sovrannaturale, che negli altri – nei pochi al vertice – viveva allo stato di verità, di realizzazione, di luce. Così si formava un organismo stabile ed animato, costantemente orientato verso il sovramondo, santificato in potenza e in atto secondo i suoi gradi gerarchici, in tutti i domini del pensare, del sentire, dell'agire, del lottare. In tale clima viveva il mondo della Tradizione.
*E quasi sempre va riconosciuto, con Nietzsche, che dovunque sorge la preoccupazione per una "morale", là vi è già una decadenza – il mos delle vichiane "età eroiche" mai ha avuto a che fare con limitazioni moralistiche. Specie la tradizione estremo-orientale ha messo bene in rilievo l'idea che la morale e la legge in genere (in senso conformistico e sociale) sorgono laddove la "virtù" e la "Via" non sono più conosciute: "Perduta la via, resta la virtù; perduta la virtù resta l'etica; perduta l'etica resta il diritto; perduto il diritto resta il costume. Il costume è solo l'esteriorità dell'etica e segna il principio della decadenza." Quanto poi alle leggi tradizionali, esse, nel loro carattere sacro e nella loro finalità trascendente, come avevano una validità non-umana, così in nessun modo si potevano riportare al piano di una morale nel senso corrente. Nè l'antagonismo dei popoli, lo stato di guerra è da per sè causa della rovina di una civiltà: l'idea del pericolo, come quella della conquista, può invece rinsaldare anche materialmente le maglie di una struttura unitaria, rinfocolare una unità di spirito nelle manifestazioni esterne – mentre la pace ed il benessere possono condurre ad uno stato di tensione ridotta, il quale facilità l'azione delle cause più profonde di un possibile disfacimento.
*Se un corpo è libero solo quando esso obbedisce alla sua anima, non ad un'anima eterogenea – allora riceve un senso profondo di verità l'affermazione di Federico II, secondo la quale gli Stati che riconoscono l'autorità dell'Impero sono liberi, mentre schiavi sono quelli che alla Chiesa – esponente di un'altra spiritualità – si sottomettono.
*D'altronde, è già stata ricordata la relazione tra ''aeternitas'' e ''imperium'' presentata dalla tradizione romana, donde un carattere trascendente, non-umano a cui vi viene elevata l'idea del "''regere''", sì che la paganità attribuì agli dèi la grandezza della città dell'Aquila e dell'Ascia. Da ciò, il segno più profondo che può presentare anche l'idea, secondo la quale il mondo non sarebbe finito fino a quando si sarebbe mantenuto l'Impero romano: idea da riportare a quella della funzione, appunto, di mistica salvazione attribuita all'Impero, una volta che si intenda "mondo" non fisicamente o politicamente, ma nel senso di "''cosmos''", di diga d'ordine e di stabilità opposta alle forze del caos e della disgregazione.
*Peraltro leggi ed istituzioni, come erano dall'alto, così, nei quadri di ogni tipo veramente tradizionale di civiltà, erano verso l'alto. Un ordinamento politico, economico e sociale creato in tutto e per tutto per la sola vita temporale è cosa propria esclusivamente al mondo moderno, cioè al mondo dell'anti tradizione. Lo Stato, tradizionalmente, aveva invece un significato e una finalità in un certo modo trascendenti: esso era una apparizione del "sovramondo" e una via verso il "sovramondo".
*Ancora una volta, non si dimentichi la verità, da cui il mondo tradizionale era compenetrato: nulla accade quaggiù, che non sia simbolo ed effetto concordante di avvenimenti spirituali – fra spirito e realtà ( e quindi anche potenza) vi è una intima relazione. Come conseguenza particolare di tale verità, si è già accennato che il vincere o perdere non furono mai considerati come puro caso. La vittoria, tradizionalmente, implica sempre un significato superiore. Permane ancora, e con particolare risalto, tra le popolazioni selvagge l'idea antica, che lo sfortunato è sempre un colpevole: gli esiti di ogni lotta, epperò anche di ogni guerra, sono sempre i segni mistici, risultati, per così dire, di un "giudizio divino", capaci dunque di rivelare, o attuare, un destino umano.
*Nel mondo moderno, sì è deprecata l' "ingiustizia" del regime delle caste, ancor più sono state stigmatizzate le civiltà antiche che conobbero la schiavitù e si è ascritto a vanto dei tempi nuovi l'aver rivendicato il principio dell' "umana dignità". Anche questa è pura retorica. Quel che vale piuttosto mettere in rilievo è che, se vi è mai stata una civiltà di schiavi in grande, questa è esattamente la civiltà moderna. Nessuna civiltà tradizionale vide mai masse così grandi condannate ad un lavoro buio, disanimato, automatico: schiavitù, che non ha nemmeno per controparte l'alta statura e la realtà tangibile di figure di signori e di dominatori, ma che viene imposta anodinamente attraverso la tirannia del fattore economico e le strutture assurde di una società più o meno collettivizzata. E poiché la visione moderna della vita, nel suo materialismo, ha tolto al singolo ogni possibilità di conferire al proprio destino qualcosa di trasfigurante, di vedervi un segno e un simbolo, così la schiavitù di oggi è la più tetra e la più disperata di quante mai se ne siano conosciute.
*Più in generale, va detto che quando il diritto di proprietà cessa di esser privilegio delle due caste superiori e passa alle caste inferiori – dei mercanti e dei servi – si ha di necessità una virtuale regressione naturalistica, si restaura la dipendenza dell'uomo da quegli "spiriti della terra", che nell'altro caso – nel quadro della tradizionalità solare dei signori del suolo – "presenze" superiori trasformavano in zone di influenze propizie, in "limiti creatori" e preservatori. La terra, che può anche appartenere ad un "mercante", vaisha – i proprietari dell'èra capitalistico-borghese possono considerarsi come gli equivalenti moderni dell'antica casta dei mercanti – o ad un servo (il moderno lavoratore), è una terra profanata: non altra è dunque quella che – conformemente appunto agli interessi propri alle due caste inferiori, riuscite a strapparla definitivamente all'antico tipo dei "signori" – non vale più che come un fattore di "economia", da sfruttare ad oltranza in ogni suo aspetto con macchine ed altre escogitazioni moderne. Senonché, giungendo a tanto, è naturale incontrare gli altri sintomi caratteristici per una tale discesa: la proprietà tende sempre più a passare dall'individuale al collettivo. [...] Si ha cioè proprio un ritorno dell'impero del collettivo sull'individuale, col quale si riafferma altresì il concetto collettivistico e promiscuo della proprietà proprio alle razze inferiori, come "superamento" della proprietà privata, come statizzazione, socializzazione e proletarizzazione dei beni e delle terre.
*Non tanto dei nuovi "fatti" potranno portare al riconoscimento di diversi orizzonti, quanto un nuovo atteggiamento dinanzi ad essi.
*Anche nella morale Cristiana la parte avuta da influenze meridionali e non arie è abbastanza visibile. Che sia di fronte a un Dio, e non ad una dea, che non si riconosce spiritualmente alcuna differenza fra uomo e uomo e si elegge per supremo principio l'amore, è di poco momento. Questa eguaglianza appartiene essenzialmente ad una concezione generale, una variante della quale è quel "diritto naturale", che aveva trovato modo di insinuarsi nel diritto romano della decadenza: è in funzione antitetica rispetto all'ideale eroico della personalità, al valore dato a tutto ciò che un essere differenziandosi, dando a se stesso una forma, conquista per sé in un ordine gerarchico.
*Qui aveva preso parimenti forma l'idea della "salvazione" in senso ormai semplicemente religioso e si era affermato l'ideale di una religione aperta a tutti, estranea ad ogni concetto di razza, tradizione e casta, quindi, praticamente, andando incontro a coloro che di razza, di tradizione e di casta non ne avevano nessuna. In questa massa, presso l'azione concomitante dei culti universalistici di provenienza orientale, si andò sempre più diffondendo un bisogno confuso – finché nella figura del fondatore del cristianesimo apparve, per così dire, ciò che produsse la precipitazione catalitica, la cristallizzazione di quel che saturava l'atmosfera. Ed allora non si trattò più di uno strato, di una influenza diffusa, bensì di una forza precisa contro ad un'altra forza.
*L'anima è in ogni essere ragionevole, il principio che decide circa tutto ciò che il corpo eseguirà.
*È compito della tradizione – lo si ripete – scavare dei saldi alvei, a che le correnti caotiche della vita fluiscano nella direzione giusta. Liberi, sono coloro che assumendo questa direzione tradizionale non la sentono come imposta, ma vi si sviluppano spontaneamente, vi si riconoscono, tanto da attuare quasi con un moto dall'interno la possibilità più alta, "tradizionale", della loro natura. Gli altri, quelli che seguono materialmente le istituzioni, obbedendo, ma senza comprenderle e viverle, sono i sorretti: per quanto privo di luce, il loro ubbidire li porta virtualmente oltre la loro limitazione di individui, li dispone sulla stessa direzione dei primi. Ma per coloro che non seguono né nello spirito, né nella forma l'alveo tradizionale, non vi è che il caos. Sono i perduti, i caduti.
*Poi, si è vista la rivolta dei Comuni e il sorgere delle varie formazioni medievali di una potenza mercantile. La programmazione solenne dei diritti del "Terzo Stato" in Francia costituisce la tappa decisiva cui seguono le varietà della "rivoluzione borghese", cioè appunto della terza casta, cui fanno da strumento le ideologie liberali e democratiche. Corrispondentemente, é caratteristica per questa èra la teoria del contratto sociale: come legame sociale ora non si trova più nemmeno una ''fides'' di tipo guerriero, cioè rapporti di fedeltà e di onore. Il legame sociale assume un carattere utilitario e economico: è un accordo in base alla convenienza e all'interesse materiale – quello, che solo un mercante può concepire. L'oro fa da tramite e chi se ne impadronisce e sa moltiplicarlo (capitalismo, finanza, trust industriali), dietro la facciata democratica controlla virtualmente anche il potere politico e gli strumenti di formazione della pubblica opinione. L'aristocrazia cede il posto alla plutocrazia; il guerriero, al banchiere e all'industriale. L'economia vince su tutta la linea. Il traffico con la moneta e con l'interesse, prima confinato nei ghetti, invade la nuova civiltà. Secondo l'espressione del Sombart, nella terra promessa del puritanesimo protestantico, con l'americanismo e il capitalismo, non vive che "spirito ebraico distillato". Ed è naturale che, date queste premesse di congenialità, i rappresentanti moderni dell'ebraismo secolarizzato abbiano quasi visto aprirsi dinanzi a loro, in questa fase, le vie della conquista del mondo. Sono caratteristiche queste espressioni di Karl Marx:"Qual è il principio mondano dell'ebraismo? L'esigenza pratica, il proprio vantaggio. Qual è il suo Dio terrestre? Il denaro. L'ebreo si è emancipato non solo in quanto si è appropriato della potenza del denaro, ma anche in quanto per suo mezzo il denaro è divenuto potenza mondiale. Il dio degli ebrei si è mondanizzato ed è divenuto il dio della terra. Il cambio è il vero Dio degli ebrei."
*Se il vertice delle civiltà tradizionali era costituito dal principio dell'universalità, la civiltà moderna sta dunque essenzialmente sotto il segno di quello del collettivo. Il collettivo sta all'universale come la "materia" sta alla "forma".<ref>{{NDR|[[proporzioni|Proporzione]]}}</ref> Il differenziarsi della sostanza promiscua del collettivo e il costituirsi di esseri personali mediante l'adesione a principi di interessi superiori è il primo passo di ciò che in senso eminente e tradizionale sempre si è inteso per "cultura". Quando il singolo è giunto a dare una legge e una forma alla propria natura sì da appartenere a sé stesso anziché dipendere dalla parte semplicemente fisica del suo essere è già presente la condizione preliminare per un ordine superiore, in cui la personalità non è abolita, ma integrata: e tale è l'ordine stesso delle partecipazioni tradizionali nel quale ogni individuo ogni funzione e ogni casta acquistano il loro giusto senso attraverso il riconoscimento di ciò che è loro superiore e il loro organico connettersi ad esso.
*Per l'accennata azione orientatrice, è bene che tali "testimoni" vi siano, che i valori della Tradizione vengano sempre indicati, anzi in una forma tanto più inattenuata e dura, per quanto più l'opposta corrente acquista forza. Anche se oggi questi valori non possono essere realizzati, non per questo essi si riducono a semplici "idee". Essi sono misure. Qualora anche la capacità elementare di misurare andasse completamente perduta, allora davvero l'ultima notte scenderebbe. Si lascino pure gli uomini del tempo nostro parlare, nel riguardo, con maggiore o minore sufficienza e improntitudine, di anacronismo e di antistoria. Noi sappiamo bene essere, questi, solo gli alibi della loro disfatta. Li si lascino alle loro "verità" e ad un'unica cosa si badi: a tenersi in piedi in un mondo di rovine. [...] Rendere ben visibili i valori della verità, della realtà e della Tradizione a chi, oggi, non vuole il "questo" e cerca confusamente "l'altro" significa dare sostegni a che non in tutti la grande tentazione prevalga, là dove la materia sembra essere ormai più forte dello spirito.
*A lato delle grandi correnti del mondo, esistono ancora individualità ancorate nelle "terre immobili". Sono, di massima, degli sconosciuti che si tengon fuori da tutti i trivi della notorietà e della cultura moderna. Essi mantengono le linee di vetta, non appartengono a questo mondo – pur essendo sparsi sulla terra e spesso ignorandosi a vicenda sono uniti invisibilmente e formano una catena infrangibile nello spirito tradizionale. Questo nucleo non agisce: ha solo la funzione a cui corrisponde il simbolismo del "fuoco perenne". In virtù di essi, la Tradizione è presente malgrado tutto, la fiamma arde invisibilmente, qualcosa connette sempre il mondo al sovramondo. Sono coloro che vegliano.
*[...] mentre l'etica tradizionale chiedeva all'uomo e alla donna di essere sempre più sé stessi, di esprimere con tratti sempre più decisi ciò che fa dell'uno un uomo, dell'altra una donna – ecco che la civiltà nuova volge verso il livellamento, verso l'informe, verso uno stadio che invero non sta al di là, ma al di qua dell'individuazione e della differenza dei sessi.<br>E si è scambiata per conquista una abdicazione. (2013, [https://books.google.it/books?id=BZPLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA207&dq=&pg=PA207#v=onepage&q&f=false p. 207])
==Citazioni su Julius Evola==
*Con il suo idealismo magico, il culto di elementi esoterici, la rincorsa di appassiti valori aristocratici, Evola rappresenta il più importante esponente italiano del filone culturale della rivoluzione conservatrice. ([[Michele Prospero]])
*Evola è un neotradizionalista di destra che sogna di invertire il corso della modernità e recuperare così il gusto per i valori eroici e cavallereschi andati smarriti nell'età della massa. ([[Michele Prospero]])
*Evola non era mai stato iscritto al Partito nazionale fascista, ma questo solo perché lo riteneva troppo soffice e «italiota». Il suo ideale di stile e di organizzazione, e di fermezza ideologica, era il nazismo hitleriano. ([[Giampiero Mughini]])
*Frainteso da amici e nemici, lottò da solo contro il mondo moderno. (Necrologio apparso sul Corriere della Sera del 13 giugno 1974)
*Ho letto e leggo Julius Evola. [...] Ora, io ignoravo tutto dello stato corporale di questo raro spirito. È quello che è. ''Ma egli vede!''. ([[Henry de Montherlant]])
*Julius Evola ebbe due vite. Nella sua prima vita fu pittore, [[Futurismo|futurista]], [[Dadaismo|dadaista]] (dal nome di un movimento artistico e letterario nato a Zurigo nel 1916) e amico del suo fondatore, Tristan Tzara.<br />I quadri dipinti in quegli anni furono notati e ammirati in alcune delle grandi esposizioni europee del tempo. Ma nel 1921 attraversò una difficile crisi personale, fu attratto dagli studi filosofici e dedicò il resto della sua vita alla elaborazione di un idealismo magico in cui è visibile l'influenza di Nietzsche, del pensiero razziale di Gobineau, della filosofia indiana e di altri culti esoterici dell'Asia.<br />Aderì intellettualmente al fascismo e al nazismo perché sostenne di vedere in quei movimenti la nascita di un neo paganesimo e l'avvento di un'era eroica dominata da razze che avrebbero difeso i loro popoli dai flagelli della modernità. Uno dei suoi libri più importanti è, per l'appunto, Rivolta contro il mondo moderno. Era a Vienna nell'aprile del 1945 quando fu ferito durante un bombardamento alleato e perdette l'uso delle gambe.<br />Quando rientrò in patria, nel 1948, fu accusato di avere collaborato alla creazione di una organizzazione fascista rivoluzionaria e venne processato; ma fu assolto ed ebbe da allora nella società culturale italiana una posizione simile per certi aspetti a quella di Céline, lo scrittore anti-semita di cui venivano riconosciute, tuttavia, le grandi qualità letterarie. ([[Sergio Romano]])
*La complessione spirituale di Evola – letto il suo libro {{NDR|''Saggi sull'idealismo magico''}} la si può considerare nella sua totale esperienza – è giunta coraggiosamente a limiti oltrepassati i quali non vi è più speranza per i deboli. I suoi sono continui atti di coraggio quantunque abbiano l'apparenza di sforzi logici; il signore assoluto, l'autarca, colui sufficiente a se stesso è tale in virtù di una coscienza nuova; questa coscienza nuova non ancora completamente manifestata, si è già definita in posizioni solide; questa coscienza nuova è necessaria per comprendere l'arte nuova, la nuova grande arte astratta che, altrimenti, è incomprensibile, incoerente. ([[Aniceto Del Massa]])
*Le cose non si cambiano solo con le piazze, si inizia anche dagli individui, ad esempio leggendo libri. Però si deve essere liberi intellettualmente. Invece, ancora oggi, quando ho detto che considero Julius Evola un artista degno di interesse, ho suscitato scandalo in certa stampa di sinistra, in modo prevenuto e superficiale. ([[Lucio Dalla]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Julius Evola, ''Cavalcare la tigre'', All'Insegna del Pesce d'Oro-Vanni Scheiwiller, 1961.
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA90&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Gli Uomini e le Rovine e Orientamenti]'', saggio introduttivo di [[Alain de Benoist]], Edizioni Mediterranee, Roma, 2013. ISBN 978-88-272-2278-2
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=HTagCgAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT57&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Imperialismo pagano]'', saggio introduttivo di Claudio Bonvecchio, Edizioni Mediterranee, Roma, 2015. ISBN 9788827223208
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=HTGVODCfBzIC&lpg=PA60&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false L'arco e la clava]'', saggio introduttivo di [[Giorgio Galli]], Edizioni Mediterranee, Roma, 1995. ISBN 88-272-1087-3
*Julius Evola, ''L'"Operaio" nel pensiero di Ernst Jünger'', a cura di Gianfranco de Turris, Edizioni Mediterranee, Roma, 1998. ISBN 8827212248
*Julius Evola, ''La Metafisica del sesso'', Edizioni Mediterranee, 1994.
*Julius Evola, ''La tradizione ermetica'', Edizioni Mediterranee, 1996.
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=z8NRrqgNpooC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA45&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Ricognizioni: {{small|uomini e problemi}}]'', Edizioni Mediterranee, Roma, 1985.
*Julius Evola, ''Rivolta contro il mondo moderno'', Hoepli, 1934.
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'''Giulio Cesare Andrea Evola''', meglio conosciuto come '''Julius Evola''' (1898 – 1974), filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista italiano.
==Citazioni di Julius Evola==
*Debbo pochissimo all'ambiente, all'educazione, alla linea del mio sangue. In larga misura, mi sono trovato in contrasto sia con la tradizione predominante in Occidente – il cristianesimo e il cattolicesimo – sia con la civiltà attuale, col “mondo moderno” democratico e materialista, sia con la cultura e la mentalità prevalenti nella nazione in cui sono nato, l'Italia, sia, infine, col mio ambiente familiare. Se mai, l'influenza di tutto ciò è stata indiretta, negativa: in me ha favorito solo delle reazioni. (da ''Il Cammino del cinabro'', saggio introduttivo di Geminello Alvi, Edizioni Mediterranee, Roma, 2014, [https://books.google.it/books?id=6KHLCQAAQBAJ&pg=PT22 p. 22]. ISBN 978-88-272-2484-7)
*Così è giusto quel che il [[Mario Praz|Praz]] ha notato a tale riguardo, cioè che, volendo godere del piacere della trasgressione, della violenza contro ciò che è, il sadista non avrebbe altra scelta che la pratica della bontà e della virtù, perché proprio esse significherebbero l'anti-natura e l'anti-Dio, una rivolta e una violenza contro ciò che [...] costituirebbe il fondo ultimo – malvagio – della creazione. (da ''La Metafisica del sesso'', Edizioni Mediterranee, Roma 1994, [https://books.google.it/books?id=bpHLCQAAQBAJ&pg=PA136 p. 136])
*''È nella battaglia stessa che occorre risvegliare e temprare quella forza che, di là dalle bufere del sangue e degli stenti, con nuovo splendore e con pace potente propizierà una nuova creazione.''<br />Per questo, oggi si dovrebbe apprendere di nuovo sul campo di battaglia la ''pura'' azione, l'azione non solo nel significato di ascesi virile, ma anche di purificazione e via verso forme di vita superiori, valide in sé e per sé — il che, però, significa in un certo modo proprio un ritorno alla tradizione primordiale ario-occidentale.<ref>Da ''La dottrina aria di lotta e vittoria'', a cura del Gruppo di Ar, Edizioni di Ar, Padova, 1986, pp. 26-27.</ref>
*Fra gli appartenenti a questo [[Gruppo di UR|gruppo operativo]] {{NDR|di UR}} due elementi almeno erano dotati di reali poteri. Quanto alle finalità, quella più immediata era il destare una [[forza]] superiore da servire d'ausilio al lavoro individuale di ciascuno, forza di cui eventualmente ciascuno potesse far uso. Vi era però anche un fine più ambizioso, cioè l'idea che su quella specie di [[eggregora|corpo psichico]] che si voleva creare potesse innestarsi, per evocazione, una vera influenza dall'alto. In tal caso non sarebbe stata esclusa la possibilità di esercitare, da dietro le quinte, un'azione perfino sulle forze predominanti nell'ambiente generale di allora. Quanto alla direzione di tale azione, i punti principali di riferimento sarebbero stati più o meno quelli di ''Imperialismo Pagano'' e degli [[ideale|ideali]] «[[religione romana|romani]]» di [[Arturo Reghini]]. (da ''Il Cammino del Cinabro'', [https://books.google.it/books?id=6KHLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q=finalit%C3%A0%20immediata%20forza%20superiore%20ausilio%20lavoro%20ciascuno%20%22corpo%20psichico%22%20influenza%20alto%20azione%20%22ambiente%20generale%22&f=false cap. 5, ''"Il Gruppo di Ur"''], terza edizione corretta e aumentata, a cura di Gianfranco de Turris, Andrea Scarabelli, Giovanni Sessa, Roma, Edizioni Mediterranee, 2014)
*In [[Trilussa]] si deve riconoscere un carattere, che si mantenne uguale a se stesso sia prima che durante il fascismo e che ebbe in proprio il coraggio della verità. [...] Di Trilussa, io ero amico, ed egli ben sapeva come le mie idee fossero tutt'altro che democratiche. Non basta. Trilussa stesso non giudicava antifascista l'orientamento delle sue satire e della sua poesia, nelle loro incidenze politiche. (da [http://www.pannunziomagazine.it/trilussa-un-autore-politicamente-scorretto-nel-70-della-scomparsa-di-achille-ragazzoni/ ''Una favola su Trilussa'', ''Roma'', 23 gennaio 1972]; disponibile su ''[http://www.heliodromos.it/index.php?option=com_content&view=article&id=203:evola Heliodromos.it]'')
*La vita deve esser volontà diretta da un pensiero [...]. (da ''La tradizione ermetica'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, p. [https://books.google.it/books?id=kJDLCQAAQBAJ&pg=PA128 128])
*Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.<ref>Citato in Mario Caprara, Gianluca Semprini, ''Neri! La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista'', Newton Compton editori, 2012, [http://books.google.it/books?id=ieO_d2Nz-Y8C&pg=PT151 p. 151]. ISBN 8854146951.</ref><ref>La citazione viene [[citazioni errate|erroneamente attribuita]] anche a [[Giorgio Almirante]] e [[Moana Pozzi]]. Almirante aveva fatto apporre la frase su un poster destinato alle sedi dell'MSI e l'aveva utilizzata come frase conclusiva del suo libro ''Autobiografia di un fucilatore''. Moana Pozzi invece amava ripetere questa frase nel periodo in cui si occupava dell'edizione di un giornale erotico, poco prima di morire. Una frase simile è di [[Martin Lutero]]: «Bisogna lavorare come se si volesse vivere in eterno, ma vivere come se dovessimo morire adesso». {{cfr}} la raccolta [[Vivi come se dovessi]].</ref>
*Per un organizzarsi davvero efficace delle forze nazionalmente orientate una delle condizioni preliminari è il superamento del personalismo. Il personalismo è fra le disposizioni infelici del popolo italiano, specie nei suoi strati intellettuali, ed esso oggi persiste e si afferma anche fra i gruppi a noi idealmente più vicini, con effetti visibili e deprecabili di frazionamento, di dispersione delle energie, di distorsione. (da [https://www.centrostudilaruna.it/il-flagello-del-personalismo.html "''Il flagello del personalismo''", «Rivolta Ideale», 1951])
*È stato denunciato più di una volta il carattere di decadenza che il moralismo presenta di fronte ad ogni superiore forma di legge e di vita. In realtà, affinché un "ordine" abbia valore, esso non deve significare né routine né spersonalizzante meccanicizzazione. Bisogna che esistano delle forze originariamente indomite, le quali conservino in una qualche maniera e misura questa loro natura anche presso la più rigida aderenza ad una disciplina. (da [https://www.centrostudilaruna.it/la-famiglia-quale-unita-eroica.html "''La famiglia quale unità eroica", «''Fedeltà Monarchica», Anno X, n.3, aprile 1970])
*Dove il fascismo presentò un carattere «totalitario» devesi dunque pensare ad una deviazione dalla sua esigenza più profonda e valida. In effetti, Mussolini ha potuto parlare dello Stato come di «un sistema di gerarchie» – gerarchie che «debbono avere un'anima» e culminare in una élite: ideale, che evidentemente è diverso da quello totalitario. [...] Del resto, ci si potrebbe riferire allo stesso simbolo del FASCIO LITTORIO, da cui il movimento di rivoluzione antidemocratica e antimarxista delle Camicie Nere trasse il suo nome e che, secondo una frase di Mussolini, doveva significare «unità, volontà e disciplina». Infatti il fascio si compone di verghe distinte unite intorno ad un'ascia centrale la quale, secondo un simbolismo arcaico comune a molte antiche tradizioni, esprime la potenza dall'alto, il puro principio dell'imperio. Si ha dunque unità e, insieme, molteplicità, organicamente unite e in sinergia, in visibile corrispondenza con le idee poco sopra accennate. (da ''Fascismo e Terzo Reich'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=vJLLCQAAQBAJ&pg=PA51 p. 51])
*La risonanza destata in Germania e in Francia dall'opera principale del [[Houston Stewart Chamberlain|Chamberlain]]: ''Le Basi del Secolo XIX'' fu assai più rapida e ampia che non per il [[Joseph Arthur de Gobineau|De Gobineau]]. Immeritatamente, perché l'inferiorità del Chamberlain rispetto al De Gobineau in atto di originalità, di decisioni di tesi e di costruzione, si rende evidente ad ogni osservatore spregiudicato. Nel Chamberlain si è assai disturbati dall'asistematicità, da un continuo sfarfallare dall'un {{sic|domino}} all'altro con spiccata impronta di dilettantismo e con un deciso sbocco nella politica e nell'esaltazione pangermanista. Vi si può poi accusare una sopravvalutazione estetizzante delle espressioni semplicemente artistiche di una civiltà, in contrasto con altre vedute razziste che p. es. nella rudezza iconoclasta di un Driesmans<ref>Heinrich Driesmans (1863–1927), scrittore, antropologo ed etnografo tedesco.</ref>, alla fine riescono più simpatiche - e infine, una curiosa valutazione razzista piuttosto illuminista della civiltà tecnica e scientifica. Nel concetto di "ario" il Chamberlain offre vedute più concilianti, ma anche più compromissorie. Il suo razzismo è assai più modernista che tradizionale e, in fondo, perfino come mito, privo di vera spina dorsale. (da ''Il mito del sangue'', Hoepli, Milano, 1937, edizione digitale 2018, [https://archive.org/details/evola-julius.-il-mito-del-sangue-1937-2018/page/n30/mode/1up cap. IV, p. 30])
*[ [[Benito Mussolini|Mussolini]] ] aveva un'autentica paura per gli iettatori di cui vietava si pronunciasse il nome in suo cospetto. (da ''Il cammino del cinabro'', citato in: Marcello Veneziani, ''Imperdonabili'', Venezia, 2017, ISBN 978-88-317-2858-4, p. 179)
*'''[Dalla dichiarazione di Evola durante il processo del 1951]''' In realtà, le idee che ho difeso e che difendo, da uomo indipendente (…) non sono da dirsi «fasciste» bensì tradizionali e controrivoluzionarie. (…) io nego tutto ciò che, direttamente o indirettamente, deriva dalla Rivoluzione francese, a ciò contrapponendo il Mondo della Tradizione. (...) I miei principi sono solo quelli che prima della Rivoluzione francese ogni persona ben nata considerava sani e normali. (da ''Gli Uomini e le Rovine,'' Edizioni Mediterranee, Roma 2013, p. [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA43 43])
*Nel fenomeno [[Rudolf Steiner|Steiner]] sono da distinguersi varie componenti. La prima – predominante – è dello stesso ceppo che ha dato luogo al [[Teosofia|teosofismo]], dal quale sono stati ripresi elementi molteplici. Una seconda componente si lega al cristianesimo. Vi è poi un ultimo fattore, che sembrerebbe rispondere ad un elemento positivo, all'esigenza di una «scienza spirituale». L'intreccio di queste componenti, contenute a forza nelle maglie di ferro di un sistema che, come ingegnosità, è quasi alla pari delle «filosofie della natura» dei romantici tedeschi, è la caratteristica dell'antroposofia. Come in tanti punti particolari dell'insegnamento antroposofico, cosi pure nell'insieme e nella stessa personalità dello Steiner si ha il senso penoso di una direzione retta e limpida, spezzata da improvvisi e tirannici flussi visionari e da irruzioni di complessi collettivi. (da ''[https://archive.org/details/Evola-maschera/page/n4/mode/1up Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo]'', Edizioni Mediterranee, Roma, ristampa 1990<sup>4</sup>, pp. 91-92)
*Nel mondo tradizionale, che per noi è quello retto dai principî dell'autorità e della sovranità, della gerarchia dell'ordinamento dall'alto e verso l'alto – tutto ciò che è “patria” o “nazione” – ethnos – non ebbe un significato politico ma soltanto naturalistico: si è di una patria o nazione come si è di una data famiglia. L'ordine politico in senso proprio corrispondeva invece al principio dello Stato (in genere, concretizzatesi in monarchie e in dinastie) o dell'impero come unità sovrordinata rispetto a nazione o "popolo". È così che si ebbero formazioni politiche in cui patrie e nazioni ebbero bensì il loro posto, ma non come fattori determinanti, invece come semplice "materia" della gerarchia complessiva. E non sembrava strano, a tale stregua, che, per esempio, per combinazioni dinastiche, per matrimoni o successioni, un popolo passasse a far parte di uno Stato diverso: da ciò esso non si sentiva per nulla snaturato, appunto per via del carattere sopraelevato del principio politico. Tale situazione aveva anche una controparte etica: l'appartenenza allo Stato era legata ad una fedeltà, cioè presupponeva un atto libero, volontario (i vincoli feudali ne erano già stati forma eminente). L'essere di un popolo o di una nazione è invece qualcosa di semplicemente dato, di naturalistico. (''Dietro le quinte della storia. Il vero volto del Risorgimento'', L'Italiano n. 3, marzo 1959)
*Queste, sono chiare parole. Questi sono i termini della partita, e al giuoco non si bara. Inutile cercar qualcuno dietro di noi: dietro di noi non si troverà mai che un'idea, alla quale subordiniamo assolutamente le nostre persone. Perciò, che gli scoiattoli e le bisce si rassegnino: le mura lisce de "La Torre" non offrono loro alcuna presa. "La Torre" non si scala che passando per la porta maestra: sulla quale noi stiamo ad attender chiunque si faccia innanzi, cortesi e cavallerescamente ospitali per gli uomini leali, siano pur essi dei nemici; inesorabili per i vili e i mistificatori. (da [https://books.google.it/books?id=Kw0BEAAAQBAJ&pg=PT330 "''Cose a posto e parole chiare''", da ''La Torre''])
*Possiamo pensare un concetto di Impero, visibile oltre che invisibile, avente una unità materiale oltre a quella spirituale. Si realizza un simile Impero, quando presso all'universalità come conoscenza si abbia anche l'«universalità come azione». Qui, per riferimenti storici, potremmo indicare la Cina antica, Roma, in parte, di nuovo il medioevo nel movimento delle Crociate da un lato, nell'Islamismo dall'altro. (da [https://books.google.it/books?id=5G5H6btfdb8C&q=Possiamo+pensare+un+concetto+di+Impero,+visibile+oltre+che+invisibile,+avente+una+unit%C3%A0+materiale+oltre+a+quella+spirituale.+Si+realizza+un+simile+Impero,+quando+presso+all%27universalit%C3%A0+come+conoscenza+si+abbia&dq=Possiamo+pensare+un+concetto+di+Impero,+visibile+oltre+che+invisibile,+avente+una+unit%C3%A0+materiale+oltre+a+quella+spirituale.+Si+realizza+un+simile+Impero,+quando+presso+all%27universalit%C3%A0+come+conoscenza+si+abbia&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjLkqPOlZT2AhUVS_EDHQt9CiMQ6AF6BAgFEAM ''Vita italiana: rassegna mensile di politica''], Roma 1931, p. 336)
*Il bisogno del sovrannaturale sta nel profondo della natura umana e non si può negarlo senza mutilare questa natura stessa. (da [https://books.google.it/books?id=wZTLCQAAQBAJ&pg=PT145 ''Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo''], Bocca, Milano 1932)
*Compito essenziale che oggi si pone all'uomo differenziato: "Far che ciò su cui non si può far nulla, nulla possa su di noi". (da ''La dottrina del Risveglio'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=tZDLCQAAQBAJ&pg=PA257 p. 257])
*A partir da un dato punto, non è più per il sangue, non più per gli affetti, non più per la patria, non più per un umano destino che potrai ancora sentirti unito a qualcuno. Unito ti potrai sentire solo con chi è sulla tua stessa via. (da ''Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io'', Gruppo di Ur – a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1987, [https://books.google.it/books?id=v17KwnSmRhAC&pg=PA173 p. 173])
*Il mondo è libero: scopi e ragioni, «evoluzione», fato o provvidenza, tutto ciò è nebbia, è cosa inventata da esseri che non sapevano ancora andare da sé e abbisognavano di dande ed appoggi. (da ''Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io'', Gruppo di Ur – a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1987, [https://books.google.it/books?id=v17KwnSmRhAC&pg=PA171 p. 171])
*Fu nel 1717 che, con l'accennata fondazione della Grande Loggia di Londra e col subentrare della cosiddetta «massoneria speculativa» continentale, si verificarono il soppiantamento e l'inversione di polarità, di cui si è detto. Come «speculazione» qui valse infatti l'ideologia illuministica, enciclopedistica e razionalistica connessa ad una corrispondente, deviata interpretazione dei simboli, e l'attività dell'organizzazione si concentrò decisamente sul piano politico-sociale, anche se usando prevalentemente la tattica dell'azione indiretta e manovrando con influenze e suggestioni, di cui era difficile individuare l'origine prima.<br>Si vuole che questa trasformazione si sia verificata solo in alcune logge e che altre abbiano conservato il loro carattere iniziatico e operativo anche dopo il 1717. In effetti, questo carattere si può riscontrare negli ambienti massonici cui appartennero un Martinez de Pasqually, un Claude de Saint Martin e lo stesso Joseph de Maistre. Ma devesi ritenere che questa stessa massoneria sia entrata, per altro riguardo, essa stessa in una fase di degenerescenza, se essa nulla ha potuto contro l'affermarsi dell'altra e se, praticamente, da questa è stata alla fine travolta. Né si è avuta una qualsiasi azione della massoneria, che sarebbe rimasta iniziatica, per diffidare e sconfessare l'altra, per condannare l'attività politico-sociale e per impedire che, dappertutto, essa valesse propriamente e ufficialmente come massoneria. (da ''Il mistero del Graal'', saggio introduttivo di Franco Cardini, appendice e bibliografia di Chiara Nejrotti, Edizioni Mediterranee, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=_I_LCQAAQBAJ&pg=PA216 p. 216]. ISBN 978-88-272-2277-5) (p. 216)
*[...] nel [[Ludwig Woltmann|Woltmann]] l'ideologia razzista assume una tinta germanica così spiccata, che egli non tollera l'unione dei Tedeschi neanche con altri rami della famiglia nordico-germanica; che egli è ben lontano dalle idee "pan-ariane" sul tipo di quelle che vedremo difese dal Chamberlain; che è addirittura l'uomo germanico che egli si sforza di scoprire in tutte le personalità superiori apparse nei popoli vicini alla Germania; che, infine, è alla razza germanica che egli attribuisce la funzione di «stringere la terra nel suo dominio» e di «fare delle razze passive dei semplici organi subalterni per lo sviluppo della sua civiltà», «Papato e impero – giunge a dire il Woltmann – sono entrambi istituzioni germaniche, strumenti di un dominio destinati ad assoggettare il mondo.» (da ''Il mito del sangue'', Collezione Hoepli, 1937, Edizione digitale 2018, [https://archive.org/details/ILMITODELSANGUE/page/n25/mode/1up cap. III])
*Si accende un gran fuoco. Al luogo di vino si beve ''rum'' e ''Kirsch''. Si balla. Giunti ad uno stato intenso, si discute. Poi si esce. Ciò significa: passaggio ai 22 gradi sotto zero. L'idea è stata: andiamo sul [[Lago di Resia|lago]]. È notte alta. Immaginate una lastra immensa di cristallo nero, della levigatezza esatta di uno specchio che dura chilometri: il lago gelato. I monti nevosi dei due fianchi della valle e il cielo inverosimilmente costellato si riflettono in questa lastra con una nitidezza magnetica, per cui vi trovate fra un doppio miraggio, fra una doppia trasparenza. Pensate che cosa sia andar avanti senza pattini verso il centro, fra il vento del Nord, nell'equilibrio fisico e spirituale di una lucida ebbrezza in cui alcool, natura ed esaltazione interiore concorrono – concepire questo forse è possibile. Non è però possibile concepire, per chi non l'ha provato, che cosa è in queste condizioni l'esperienza della frattura dei ghiacci subacquei.<br>La notte, per l'ulteriore dislivello di temperatura, accade che gli strati profondi del ghiaccio in contatto con le acque del lago si spezzano. Si produce allora uno scroscio ed un boato che si ripercuote paurosamente attraverso l'intera distesa gelata del lago e passa infine agli stessi echi della valle. Pericolo, nessuno. Tali fratture non raggiungono la superficie. Ma sentire ad un tratto sotto di sé lo scroscio che diviene un boato immenso che tutta la montagna ripete, è quasi sentir la voce stessa della terra, è aspettarsi un abisso che si spalanca – è insomma qualcosa che sommuove il sangue fino all'intimo, come solo il terremoto lo può: è il risveglio di una sensazione primordiale, meravigliosa e paurosa, dormente in chi sa quali arcaici strati della nostra entità più profonda.<ref>Da ''Meditazioni delle vette'', Edizioni Mediterranee, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=JZHLCQAAQBAJ&pg=PA151 p. 151]. ISBN 978-88-272-2287-4</ref>
*Alle 11,30 siamo in [[vetta]]. La nostra ascensione ha durato esattamente cinque ore e mezza. [...] Il giorno è divenuto superbo, splendente. E ora, dopo l'azione, la contemplazione.<br>È l'ora delle cime e delle altezze, qui dove lo sguardo si fa ciclico e solare; dove, come larva di febbre, svanisce il ricordo delle piccole preoccupazioni, dei piccoli uomini, delle piccole lotte della vita delle «pianure»; dove non esiste che cielo, e nude libere forze che rispecchiano e fissano l'immensità nel coro titanico delle vette. «Molti metri sopra il mare, molti più sopra l'umano» – fu già scritto da Federico Nietzsche.<ref>Da ''Meditazioni delle vette'', [https://books.google.it/books?id=dGy5CrqV-z8C&pg=PA124 p. 124].</ref>
*Lo stesso concetto di «lavoro» non dovrà più rappresentare una data professione, bensì elevarsi a posto di combattimento. Ogni fabbrica diverrà caserma e fortilizio, lo stesso luogo di lavoro sarà un avamposto che dovrà pulsare allo stesso ritmo della vita di trincea; i lavoratori e la gioventù saranno gli ''Arbeitersoldat'' di un esercito in marcia, la prima linea del fronte di una comunità che torna a concepire la storia come lotta e destino, conteranno soltanto l'obbedienza, il rango, la posizione e la linea di condotta; i piani di sviluppo economico dello Stato equivarranno a strategie di guerra disegnate sulla mappa della nazione; nell'intima sostanza si tratta di una lineare e severa attitudine di servizio, volendo anche l'emergere di una qualità esistenziale di ordine interiore; è il realismo eroico del tempo della guerra trasportato e traslato nella vita civile, una scuola militare dell'anima in corso d'opera.<ref>Da ''Il combattente, l'operaio, l'anarca'', a cura di RigeneAzione Evola, Passaggio al bosco, Firenze, 2025. ISBN 9791254622919</ref>
== ''Cavalcare la tigre'' ==
*L'"altro mondo" investito dal nichilismo europeo, da esso presentato come una pura illusione o condannato come una evasione, non è un'altra realtà: è un'altra dimensione della realtà, quella dove il reale, senza essere negato, acquista un significato assoluto, nella nudità inconcepibile dell'essere puro.
*Dopo che ogni sovrastruttura è stata respinta o distrutta, e che per sola base si ha il proprio essere, il senso ultimo nell'esistere nel vivere, può scaturire unicamente da una relazione diretta e assoluta fra questo essere (fra ciò che si è determinatamente) e la trascendenza (della trascendenza in sé).
*Non vi è oggetto del piacere bramoso o passivo che non possa, in via di principio, essere anche oggetto del piacere eroico o positivo, e viceversa.
*Il complesso del "peccato" è una formazione patologica nata nel segno del Dio-persona, del "Dio della morale". La conoscenza di un errore commesso al posto del senso del "peccato" è stato invece un tratto caratteristico delle tradizioni a carattere metafisico.
*Valida anche per noi è, pertanto, la concezione dell'Existenz come presenza fisica dell'Io nel mondo (in una forma e situazione determinata, concreta e irripetibile) e, ad un tempo, come presenza metafisica dell'Essere (della trascendenza) nell'Io. Su questa linea, un certo esistenzialismo potrebbe ricondurre ad un altro punto da noi già fissato, all'istanza di un antiteismo positivo, al superamento esistenziale del Dio-persona, oggetto della fede o del dubbio. Il centro dell'Io essendo misteriosamente il centro dell'Essere, "Dio" (la trascendenza) è certo, non come un contenuto di una fede o di un dogma, ma come presenza nell'esistenza e nella libertà.
*Metafisicamente la nascita è un cambiamento di stato e la morte è un altro cambiamento di stato; l'esistenza nella condizione umana, sulla terra, non è che una ristretta sezione in un ''continuum'', in una corrente che attraversa stati multipli.
*Da un certo tempo buona parte dell'umanità occidentale considera come cosa naturale che l'esistenza sia priva di ogni vero significato e non debba essere ordinata a nessun principio superiore, per cui si è acconciata a viverla nel modo più sopportabile, meno spiacevole possibile. Ciò ha tuttavia come controparte e conseguenza inevitabili una vita interiore sempre più ridotta, informe, labile e sfuggente, una crescente dissoluzione di ogni dirittura e di ogni qualità di carattere.
*La relazione fra questo orientamento e un ambiente ormai privo di senso è data dall'opposizione esistenzialistica fra 'autenticità' e 'inautenticità'. L'Heidegger parla dello stato di inautenticità, di tramortimento di "copertura" di se stessi o di fuga da se stessi proprio al trovarsi, all'"esser gettati" nell'anòdina esistenza pubblica quotidiana con le sue "evidenze", le sue chiacchiere, i suoi equivoci, i suoi grovigli, le sue utilità, le sue forme di "tranquillizzazione" e di "deiezione", con le sue diversioni evasionistiche. L'essere autentico si annuncia e si propone quando si sente il nulla quale sottofondo di quell'esistenza e si è richiamati al problema del proprio essere più profondo, di là dall'Io sociale e dalle sue categorie.
== ''Gli Uomini e le Rovine'' ==
*Il riconoscimento da parte dell'inferiore è la base di ogni gerarchia normale e tradizionale. Non è il superiore che ha bisogno dell'inferiore, ma è l'inferiore che ha bisogno del superiore.
*Compito essenziale è dunque formulare una adeguata dottrina, tener fermo a principi rigorosamente pensati e, partendo da ciò, dar forma a qualcosa di simile, appunto, ad un Ordine. Questa élite, differenziandosi su un piano che si definisce in termini di virilità spirituale, di decisione e di impersonalità, su un piano dove cessa di aver forza e valore qualsiasi vincolo naturalistico, sarà la portatrice di un nuovo principio di imprescrivibile autorità e sovranità, saprà accusare la sovversione e la demagogia in qualunque forma esse si presentino, arresterà il moto discendente del vertice e ascendente della base. Da essa, come da un seme, potrà trarre vita un organismo politico e una integrata nazione, in una dignità non diversa da quelle già create da una grande tradizione politica europea. Tutto il resto non è che pantano, dilettantismo, irrealismo, obliquità. (p. 80)
*La libertà va intesa e difesa in modo non meno qualitativo e differenziato della stessa persona; ognuno ha la libertà che gli spetta, misurata dalla statura e dalla dignità della sua persona o dalla sua funzione, non dal fatto astratto ed elementare del suo essere semplicemente uomo o «cittadino» [...] (p. 84)
*La misura di ciò che si può esigere dagli altri è data da ciò che si sa esigere da sé stessi; non saprebbe dominare secondo giustizia gli altri e dare ad essi una legge chi non abbia capacità di dominare anzitutto sé stesso e di dare a sé stesso una legge. ([https://books.google.it/booksid=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA88&dq=La+misura+di+ci%C3%B2+che+si+pu%C3%B2+esigere+dagli+altri+%C3%A8+data+da+ci%C3%B2+che+si+sa+esigere+da+s%C3%A9+stessi;+non+saprebbe+dominare&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjK68CewpT2AhUDwKQKHeNhCdEQ6AF6BAgDEAM#v=onepage&q=La%20misura%20di%20ci%C3%B2%20che%20si%20pu%C3%B2%20esigere%20dagli%20altri%20%C3%A8%20data%20da%20ci%C3%B2%20che%20si%20sa%20esigere%20da%20s%C3%A9%20stessi%3B%20non%20saprebbe%20dominare&f=false p. 88])
*La legittimazione più alta e reale di un vero ordine ''politico'', epperò dello stesso Stato, sta nella sua funzione ''anagogica'': nel suo suscitare e alimentare la disposizione del singolo ad agire e pensare, a vivere, lottare ed eventualmente a sacrificarsi in funzione di qualcosa che va di là della sua semplice individualità. (p. 90)
*[...] tutti gli aspetti esteriori di potenza e di progresso tecnico-industriale della civiltà contemporanea non mutano nulla nel carattere involutivo di essa. Diciamo di più, essi ne dipendono, perché tutto questo apparente «progresso» è stato realizzato quasi esclusivamente in funzione dell'interesse economico in quanto ha preso la mano su ogni altro. (p. 111)
*A lato della romanità delle origini, che riprodusse in forma speciale e originale un tipo di cultura e di costume comune alle principali civiltà superiori indoeuropee, ve ne è una grecizzata in senso negativo, ve ne è una "punicizzata", ve ne è una "ciceroniana", ve ne è una asiaticizzata, ve ne è una cattolica e così via. I punti di riferimento non vanno cercati in esse. Quel che in esse può esserci di valido, ai nostri fini lo si può ricondurre alla prima. Questa romanità originaria ebbe la sua base in una figura umana definita da un certo gruppo di disposizioni tipiche. In primo luogo sono da considerarsi un'attitudine dominata, un'audacia illuminata, un parlare conciso, un agire preciso e coerente quanto medidato, un freddo senso di dominio, alieno da personalismo e da vanità. Allo stile romano appartengono la "''virtus''" non come moralismo bensì come virilismo e coraggio, epperò la "''fortitudo''" e la "''constantia''", cioè la forza d'animo; la "''sapientia''", nel senso di riflessività, di consapevolezza; la "''disciplina''" come amore per una propria legge e una propria forma; la "''fides''" nel senso specificatamente romano di lealtà e di fedeltà; la "''dignitas''", la quale nell'antica aristocrazia patrizia si potenziava in "''gravitas''" e "''solemnitas''", in misurata, seria solennità. Sempre allo stesso stile appartengono l'agire preciso, senza grandi gesti; un realismo che non significa materialismo bensì amore per l'essenziale; l'ideale della chiarezza, un equilibrio interno e una diffidenza per ogni abbandono dell'anima e per ogni confuso misticismo; un amore pel limite; l'attitudine ad unirsi senza confondersi, in vista di un fine superiore o per un'idea da esseri liberi. Possono aggiungersi anche la "''religio''" e la "''pietas''", non significanti la religiosità nel senso più recente, significanti invece, pel Romano, un atteggiamento di rispettosa e dignitosa venerazione, e in pari tempo, di fiducia, di riconnessione nei riguardi del sovrasensibile, sentito presente ed agente presso le forze umane individuali, collettive e storiche. Del pari, questi elementi di stile hanno una loro evidenza, non sono legati a tempi trascorsi, possono in qualsiasi periodo agire come forze informatrici del carattere e valere come ideali non appena si desti una vocazione corrispondente. Inoltre, non è il caso di pensare che essi dovrebbero essere fatti propri da tutti gli individui: ciò sarebbe assurdo e, del resto, non necessario: basterebbe che nella nazione un certo strato, tenuto a dare il tono al resto, li incorporasse.
*Vi è di più, per quel che riguarda i problemi interni di un popolo. Là dove si promuove, od anche soltanto non si combatte, l'indiscriminato accrescimento demografico, sono da attendersi gli effetti deleteri della legge della controselezione. Di fatto, sono le razze inferiori e gli strati sociali più bassi quelli più prolifici. Così si può dire che mentre il numero degli elementi superiori, più differenziati, aumenta in proporzione aritmetica, quello degli elementi inferiori cresce in proporzione geometrica, il che ha per risultato una fatale involuzione dell'insieme. Lo sfaldarsi e poi il franare dei grandi organismi imperiali è spesso avvenuto proprio in seguito a ciò: Come per una marea dal basso, per un dilatarsi teratologico della base, costituita da un elemento promiscuo e proletario. Vale qui ricordare che il termine proletario deriva da ''proles'' e riporta all'idea di un' animalesca prolificità. Come giustamente ha notato il Marenshkowkij, esso si applicava soprattutto a coloro la cui unica capacità creativa era quella di generare figli – uomini nel corpo ma quasi eunuchi nello spirito; siffatta direzione, nel suo logico sviluppo, conducendo verso quella società ideale in cui non esistono più classi, anzi né uomini né donne ma compagni e compagne, quasi cellule asessuate di un immenso formicaio.
*Così va detto che un partito che si fa «partito unico», con ciò stesso dovrebbe cessare di essere «partito». I suoi uomini o, almeno, i più qualificati di essi, allora è nella veste di una specie di Ordine, di classe specificamente politica che dovrebbe presentarsi e governare, non costituendo uno Stato nello Stato, ma andando a presidiare e rafforzare le posizioni-chiave dello Stato, non difendendo una loro particolare ideologia ma incarnando impersonalmente la stessa idea pura dello Stato. (p. 101)
*In genere, bisogna sentire in evidenza che di là da questa vita terrestre vi è una vita più alta, perché solo chi così si sente dispone di una forza infrangibile e intravolgibile, solo costui sarà capace, ove occorra, di una prontezza al sacrificio attivo e di uno slancio assoluto. ([https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA154 p. 154])
*È innegabile la caduta di livello della Chiesa moderna pel fatto che essa a preoccupazioni di carattere sociale e moralistico dà assai più peso che non a quanto ha attinenza con la vera vita sovrannaturale, con l'ascesi e con la contemplazione, punti essenziali di riferimento di ogni superiore forma di religiosità. ([https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA156 p. 156])
*Avendo parlato di intellettuali e di realismo, sarà bene precisare ancora un punto. Si è accennato al fatto che le simpatie di alcuni intellettuali pel comunismo hanno un certo carattere paradossale, in quanto il comunismo disprezza il tipo dell'intellettuale come tale, tipo che per esso appartiene, essenzialmente al mondo dell'odiata borghesia. Ora, un atteggiamento del genere può venire condiviso anche da chi appartenga al fronte opposto al comunismo. Dato quel che nel mondo contemporaneo esse significano, ci si può opporre ad ogni sopravalutazione della cultura e dell'intellettualità. L'avere per esse quasi un culto, il definire con esse uno strato superiore, quasi una aristocrazia – l'«aristocrazia del pensiero» che sarebbe quella vera, legittimamente soppiantante le forze precedenti di ''élite'' e di nobiltà – è un pregiudizio caratteristico dell'epoca borghese nei suoi settori umanistico-liberali. La verità è invece che siffatta cultura e intellettualità non sono che dei prodotti di dissociazione e di neutralizzazione rispetto ad una totalità. Pel fatto che ciò è stato avvertito, l'antintellettualismo ha avuto una parte di rilievo negli ultimi tempi, al titolo di una reazione quasi biologica la quale purtuttavia troppo spesso ha seguito direzioni sbagliate o, per lo meno, problematiche. Non ci soffermeremo però su quest'ultimo punto. Ne abbiamo già trattato in altra sede, parlando dell'equivoco dell'antirazionalismo. Qui vi è solo da mettere in rilievo che esiste un terzo possibile termine di riferimento di là sia da intellettualismo che da antintellettualismo, per un superamento della «cultura» d'intonazione borghese. Tale è la visione del mondo – in tedesco Weltanschauung. La visione del mondo non si basa sui libri, ma su una forma interiore e su una sensibilità aventi un carattere non acquisito ma innato. (pp. 164-165)
*E la visione del mondo può esser più precisa in un uomo senza particolare istruzione che non in uno scrittore, nel soldato, nell'appartenente ad un ceppo aristocratico e nel contadino fedele alla terra che non nell'intellettuale borghese, nel «professore» o nel giornalista. Circa tutto questo, in Italia ci si trova, e non da oggi, in una posizione assai sfavorevole, perché chi fa il buono e il cattivo tempo, chi troneggia nella stampa, nella cultura accademica e nella critica, organizzando vere e proprie massonerie monopolizzatrici, è proprio il tipo deteriore dell'intellettuale, che nulla sa di ciò che è veramente spiritualità, interezza umana, pensiero conforme a saldi principi. (p. 165)
*Se la nebbia si solleverà, apparirà chiaro che è la «visione del mondo» ciò che, di là da ogni «cultura», deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell'anima, che anche in un movimento politico essa costituisce l'elemento primario, perché solo una visione del mondo ha un potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare il tono specifico ad una data comunità.<br>Ora, sulla linea del comunismo vi sono stati casi nei quali qualcosa ha cominciato a penetrare fino ad una tale profondità. Non a torto un uomo politico contemporaneo ha parlato di un mutamento interno e profondo che, manifestandosi quasi nei termini di una ossessione, si produce in coloro che aderiscono veramente al comunismo: essi ne sono mutati nel pensare, nell'agire. Secondo noi è bensì una alterazione o contaminazione fondamentale dell'essere umano: ma essa raggiunge, nei casi in quistione, il piano della realtà esistenziale, cosa che non succede affatto in coloro che reagiscono partendo da posizioni borghesi e intellettualistiche. La possibilità dell'azione rivoluzionario-conservatrice dipende essenzialmente dalla misura in cui negli stessi termini possa agire l'idea opposta, cioè l'idea tradizionale, aristocratica, antiproletaria – tanto da dar luogo a un nuovo realismo e da dar forma, agendo come una visione della vita, ad un tipo specifico di uomo antiborghese, quale sostanza cellulare di nuove élites; di là dalla crisi di ogni valore individualistico e irrealistico. (p. 166)
*La creazione di uno Stato nuovo e di una civiltà nuova sarà sempre cosa effimera quando l'uno e l'altra non abbiano per substrato un uomo nuovo. (p. 198)
*Per le crisi che hanno travagliato e che travagliano la vita dei popoli moderni vengono addotte cause varie cause: storiche generali, sociali, economico-sociali, politiche, morali, culturali e via dicendo, a seconda dei punti di vista. Tuttavia è da porsi un problema superiore ed essenziale: sono, queste, sempre le cause prime, e hanno un carattere automatico come quelle del mondo fisico? E nel quadro di una simile problematica che si definisce il concetto della "guerra occulta". È, questa, la guerra condotta insensibilmente da quelle che, in genere si possono chiamare le forze della sovversione mondiale, con mezzi e in circostanze ignorati dalla corrente storiografia. [...] Ma se si considerano i veri agenti della storia negli speciali aspetti di questa, di cui ora stiamo trattando, le cose stanno diversamente: qui non si può parlare né di subconscio né inconscio, qui noi abbiamo invece a che fare con forze intelligenti le quali sanno benissimo che cosa vogliono e quali sono i mezzi più acconci per il raggiungimento – quasi sempre indiretto di quel che vogliono. La terza dimensione della storia non deve dunque esser fatta svaporare nella nebbia di astratti concetti filosofici e sociologici, ma va pensata come "un dietro le quinte" dove operano precise "intelligenze".
==''Imperialismo pagano''==
===[[Incipit]]===
L'attuale «civilizzazione» dell'Occidente è in attesa di un rivolgimento sostanziale, senza il quale essa è destinata, prima o dopo, a fracassarsi la testa.
===Citazioni===
*Il cristianesimo è alla radice istessa del male che ha corrotto l'Occidente. Questa è la verità, ed essa non ammette dubbio.
*È assolutamente un errore che l'imperio si possa costruire sulla base di fattori economici, militareschi, industriali e anche "ideali". L'''Imperium'', come secondo la concezione iranica e romana, è qualcosa di trascendente, e lo realizza soltanto chi abbia la potenza di trascendere la piccola vita dei piccoli uomini, con i loro appetiti, con i loro gretti orgogli nazionali, con i loro "valori" "non valori" e Dei. (Edizioni Mediterranee, Roma, 2004<ref>Citato in ''[https://www.centrostudilaruna.it/alle-fonti-dellidea-di-impero.html centrostudilaruna.it]''.</ref>)
*L'infinità degli uomini sulla terra deserta di luce, ridotti a pura quantità – ''soltanto'' a quantità – resi uguali nella identità materiale di parti dipendenti di un meccanismo lasciato a sé stesso, lanciato a vuoto senza nessuno che possa più nulla – ecco quale è la prospettiva che sta in fondo alla direzione economico-industrialistica che intona tutto l'Occidente. (2015, p. 57)
==''L'arco e la clava''==
===[[Incipit]]===
Le tracce sussistenti – spesso ancor solo nella pietra – di alcune grandi civiltà delle origini racchiudono spesso un significato di rado avvertito. Dinanzi a quel che resta del più antico mondo greco-romano e poi più oltre, dell'Egitto, della Persia, della Cina, fino a giungere ai misteriosi e muti monumenti megalitici sparsi fra deserti, lande e foreste come ultime emergenti e immobili vestigia di mondi sommersi e travolti – e, come limite nella direzione opposta nel corso della storia, fino ad alcune forme del Medioevo europeo: dinanzi a tutto ciò viene da chiedersi se il miracoloso resistere al tempo di tali testimonianze, oltre ad esser dovuto ad un concorso favorevole di circostanze esteriori, non racchiuda anche il significato di un simbolo.
===Citazioni===
*[...] non crediamo di sbagliarci dicendo che il significato più profondo dello [[sci]] è il seguente: la sensazione istintiva di paura fisica, col moto riflesso di un trarsi indietro o di aggrapparsi a qualcosa, che sorge nell'istante del cadere, viene vinta e trasformata in una sensazione di ebrezza, di piacere, e sviluppata nell'impulso a andare ancor più veloci e a giuocare in ogni modo con la velocità e l'accelerazione che ai corpi imprime la forza di gravità. Così lo sci, sotto questo aspetto, vorremmo proprio definirlo come ''una tecnica, un giuoco e una ebrezza della caduta''. Praticando questo sport si sviluppa di certo una forma di audacia o intrepidezza fisica, ma è una forma tutta speciale, ben distinta dall'audacia dell'alpinista, anzi ad essa opposta come significato: è una forma, diciamolo pure, «moderna». (da ''Psicanalisi dello sci'', p. 61)
*I ritmi accelerandosi, l'«umanismo» doveva percorrere la via che, volendo usare i simboli dianzi ricordati, da Prometeo conduce a Epimeteo. Il mondo moderno che sta prendendo forma non conosce il Prometeo liberato in senso positivo, cioè il Prometeo liberato attraverso Eracle (anticamente Eracle stette a significare l'uomo, l'eroe, che ha fatto l'altra scelta, quella di essere un alleato delle forze olimpiche). Esso conosce il Prometeo al quale sono state tolte le catene e che è stato lasciato libero di andare per la sua via affinché si glori della sua miseria e della tragedia di una esistenza soltanto umana – o, per dir meglio, dell'esistenza considerata da uno sguardo soltanto umano – giungendo al punto in cui, avendo finito col perdere il gusto per questa specie di autosadismo della sua «grandezza tragica», si tuffi nell'esistenza ottusa propria all'umanità epimeteica la quale in mezzo allo splendido, titanico spettacolo di tutte le umane conquiste dei tempi ultimi, conosce soltanto le discipline proprie agli animali da lavoro e la {{sic|demonìa}} dell'economia. La formula usata da una nota ideologia è appunto l'«umanismo integrale» come «umanismo del lavoro», quale «senso della Storia». Il Ciclo si chiude. (da ''Il riso degli dèi'', p. 95)
==''L'"Operaio" nel pensiero di Ernst Jünger''==
*Lo Jünger vede bene le distruzioni che l'elemento meccanicistico e tecnico realizza. Ma ciò per lui costituisce solo l'aspetto contingente di un fenomeno assai più vasto e, in ultima istanza, positivo. [...] Allora si paleserà anche la legittimità della rivoluzione da essi provocata. Allora la tecnica, con tutte le sue conquiste, apparirà come un'armatura per insospettate rivolte e insospettate lotte, da avere non meno cara di quel che l'antico cavaliere ebbe la sua spada. (p. 134)
*Gli uomini sono nuovamente tipici e importanti là dove essi, per l'assenza di complicazioni intellettuali o sentimentali, meno credevano di esserlo: nella vita reale, nelle strade e nelle piazze, nelle case e nei cortili, sugli aeroplani o nelle ferrovie sotterranee, dove si lavora. (p. 135)
*Non vi è dove evadere, dove scartare, dove indietreggiare. Bisogna invece intensificare la violenza e la velocità dei processi nei quali si è presi. Ed è allora bene presentire che dietro alla immane dinamica di questi tempi si cela un centro invisibile. ([https://books.google.it/books?id=TG01mRPlxggC&pg=PA137 p. 137])
*Il fenomeno dell'irruzione dell'"elementare" [...] è reale: e reale è anche il processo di enucleazione di un nuovo tipo, realistico, eroico, impersonale, capace di un controllo e d'un'azione assoluta, proteso verso una assunzione totale della vita. Anche se il mondo di questo nuovo tipo non corrisponde proprio a quello del "Forestaro", anche se esso ha lasciato dietro di sé il periodo delle distruzioni e dell'anarchia e nel suo avvento non si celebrino solo varie forme di quello del Quarto Stato, pure gli orizzonti non si schiariranno, e un temibile destino non sarà prevenuto, fino a che come controparte non si avrà appunto la tradizione spirituale nel senso più alto, un Ordine non nella prima assunzione soltanto attivistico-guerresca dello Jünger, ma appunto con riferimento a valori trascendenti, alle file segrete di qualcosa «che non è di questa terra» e che forse fino a oggi è stato ancora custodito. (pp. 141-142)
==''Orientamenti''==
*È importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un'assoluta intransigenza l'idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell'uomo nuovo, dell'uomo della resistenza, dell'uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di ordine vacillante e illusorio, solo a quest'uomo spetterà il futuro. Ma quand'anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora sta travolgendolo, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute: in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere né occupata né distrutta.
*Nell'[[idea]] va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta.
*Un artigiano che assolve perfettamente alla sua funzione è indubbiamente superiore ad un re che scarti e non sia all'altezza della sua dignità.
*Di fronte ad un mondo in poltiglia il cui principio è: «Chi te lo fa fare», oppure «Prima vien lo stomaco, la pelle (la malapartiana «pelle»!) e poi la morale» o ancora: «Questi non son tempi in cui ci si possa permettere il lusso di avere un carattere», o infine: «Ho famiglia», sappia opporre un chiaro e fermo: «Noi, non possiamo fare altrimenti, questa è la nostra via, questo il nostro essere.» (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA262 p. 262])
*Nell'idea va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA272 p. 272])
*Lo «stile» che deve guadagnar risalto è quello di chi si tiene sulle posizioni in fedeltà a sé stesso e ad un'idea, in una raccolta intensità, in una repulsione per ogni compromesso, in un impegno totale che si deve manifestare non solo nella lotta politica, ma anche in ogni espressione dell'esistenza: nelle officine, nei laboratori, nelle università. nelle strade, nella stessa vita personale degli affetti. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA262 p. 262])
*Non esiste la Storia, entità misteriosa scritta con la lettera maiuscola. Sono gli uomini, finché essi sono davvero uomini, che fanno e disfanno la storia. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA265 p. 265])
{{NDR|Julius Evola, ''Orientamenti'', Imperium, 1950.}}
==''Ricognizioni''==
===[[Incipit]]===
Preso in un senso ampliato, il termine «umanismo» è forse il più atto a caratterizzare l'orientamento principale e il fondo ultimo della civiltà dell'èra moderna.
===Citazioni===
*[...] il termine ''otium'', in antitesi a ''labor'' e ''negotium'', spesso fu usato dai classici per designare non la fannullagine, ma il tempo dedicato ad attività non materiali, intellettuali, a studi, alla letteratura, a speculazioni e simili; mentre ''otium sacrum'' figurò nella stessa terminologia religiosa e ascetica, associato all'attività contemplativa. Qui non sappiamo resistere alla tentazione di citare un proverbio spagnolo: ''el hombre que trabaja pierde un tiempo muy precioso'', cioè «l'uomo che lavora (in senso proprio) perde un tempo assai prezioso». Perdere questo tempo prezioso – perché meglio utilizzabile – può essere una necessità, una triste necessità. ''Ma il punto fondamentale dovrebbe essere il rifiuto di fare di tale necessità una virtù e esaltare una società di cui essa sia la chiave di volta''.<br>In ogni visione sana e normale della vita il lavoro deve essere considerato come un semplice mezzo di sostentamento nel caso di esseri non qualificati per svolgere una attività di un genere più alto. Lavorare come fine in sé e oltre quanto occorre pel proprio mantenimento è una aberrazione – e proprio il lavoratore dovrebbe capirlo: l'«eticità del lavoro», l'«umanesimo del lavoro», il «lavoro come onore» e tutte le altre chiacchiere non sono che mezzi per mistificarlo e per meglio saldare le catene che lo legano al meccanismo della «produzione» divenuta quasi un processo autonomo. (da ''Lo Stato e il Lavoro'', pp. 34-35)
*Non la semplice sottomissione ma l'adesione e il riconoscimento da parte dell'inferiore sono [...] la base fondamentale di ogni gerarchia normale e tradizionale. Non è il superiore che da bisogno dell'inferiore, ma è l'inferiore che ha bisogno del superiore; non è il capo che ha bisogno dei gregari ma è il gregario che ha bisogno di un capo. (da ''Il problema della decadenza'', p. 45)
*Il riconoscere che anche in economia i fattori primari sono i fattori spirituali, che un cambiamento di attitudine, una vera ''metanoia'' è il solo mezzo efficace se si deve ancora concepire un arresto sulla china, ciò va al di là dell'intelletto dei tecnici, giunti a proclamare ormai che «la economia è il nostro destino». Ma dove conduca la via, ove l'uomo tradisca se stesso, sovverta una giusta gerarchia di valori e di interessi, si concentri nell'esteriorità e nella<ref>Nella fonte: della, refuso.</ref> ricerca del guadagno, della «produzione», del fattore economico in genere faccia il motivo predominante della sua anima, lo si sa. Forse il [[Werner Sombart|Sombart]] è colui che meglio di ogni altro ha analizzato tutto il processo. Esso sbocca fatalmente in quelle forme dell'alto capitalismo industriale, in cui si è condannati ad una corsa senza tregua e ad una espansione illimitata del produrre, perché ogni arresto significherebbe immediatamente arretrare, spesso essere scalzati o travolti. Donde dei processi economici a catena che prendono il grande imprenditore anima e corpo, che lo legano più dell'ultimo suo operaio, mentre la corrente, resasi quasi autonoma, trascina con sé migliaia di esseri e finisce col dettar legge a genti o governi. ''Fiat productio, pereat homo''. (da ''Il morso della tarantola'', p. 55-56)
== ''Rivolta Contro il Mondo Moderno'' ==
*È compito della tradizione – lo si ripete – scavare dei saldi alvei, a che le correnti caotiche della vita fluiscano nella direzione giusta. Liberi, sono coloro che assumendo questa direzione tradizionale non la sentono come imposta, ma vi si sviluppano spontaneamente, vi si riconoscono, tanto da attenuare quasi con un moto dall'interno la possibilità più alta, "tradizionale", della loro natura.
*Per contro, nell'appartenersi e nel darsi una forma, nell'avere in se il principio di una vita non più dispersa, non più a battentesi qua e là in cerca di altro o di altri per completarsi e per giustificarsi, non più spezzata dalla necessità e dal conato irrazionale verso l'esterno e il diverso, in una parola, nell'esperienza dell'ascesi, si sentì la via per comprendere l'altra regione, il mondo dello stato dell' "essere", di quel che non è più fisico ma metafisico – "natura intellettuale priva di sonno", e di cui simboli solari, regioni uraniche, enti di luce o di fuoco, isole e altezze montane tradizionalmente furono le figurazioni. Tali le "due nature". E fu concepita una nascita secondo l'una e una secondo l'altra, e passaggio dall'una all'altra nascita, perché fu detto: "Un uomo è un dio mortale e, un dio, un uomo immortale". Il mondo tradizionale conobbe questi due grandi poli dell'esistenza e le vie che dall'uno conducono all'altro. [...] Conobbe che l'esistenza esterna, il "vivere", è nulla, se non approssimazione verso il sovramondo, verso il "più che vivere", se il suo più alto fine non è la partecipazione ad esso e una liberazione attiva dal vincolo umano. Conobbe che falsa è ogni autorità, ingiusta e violenta ogni legge, vana e caduca ogni istituzione, quando non siano autorità, leggi ed istituzioni ordinate al principio superiore dell'Essere -dall'alto verso l'alto. Il mondo tradizionale conobbe La Regalità Divina. Conobbe l'atto del transito: l'Iniziazione – le due grandi vie dell'approssimazione: l'Azione eroica e la Contemplazione – la mediazione: il Rito e la Fedeltà – il grande sostegno: la Legge tradizionale, la Casta – il simbolo terreno l'Impero. Queste sono le basi della gerarchia e della civiltà tradizionale, in tutto e per tutto distrutte dalla trionfante civiltà "umana" dei moderni.
*Ove la Tradizione mantenne tutta la sua forza, la dinastia o successione dei re sacrali costituì un asse di luce e di eternità nel tempo e la presenza vittoriosa del sovramondo nel mondo, la componente "olimpica", che trasfigura l'elemento demonico del demos e dà un significato superiore a tutto ciò che è Stato, nazione e razza. E anche negli strati più bassi, il legame gerarchico creato da una dedizione cosciente e virile valeva come mezzo per un' approssimazione e una partecipazione. Infatti anche la semplice legge, dall'alto, rivestita di un'autorità, era, per coloro che non potevano accendere a sè stessi il fuoco sovrannaturale, un riferimento e un sostegno di là dalla semplice individualità umana. In realtà, l'aderenza intima, libera e effettiva, di tutta una vita alle norme tradizionali, anche quando non era presente, a giustificarla, una piena comprensione della loro dimensione interna, faceva sì che tale vita acquistasse oggettivamente un significato superiore: attraverso l'obbedienza e la fedeltà, attraverso l'azione o conforme ai principi e ai limiti tradizionali, una forza invisibile le dava forma e la disponeva sulla stessa direzione di quell'asse sovrannaturale, che negli altri – nei pochi al vertice – viveva allo stato di verità, di realizzazione, di luce. Così si formava un organismo stabile ed animato, costantemente orientato verso il sovramondo, santificato in potenza e in atto secondo i suoi gradi gerarchici, in tutti i domini del pensare, del sentire, dell'agire, del lottare. In tale clima viveva il mondo della Tradizione.
*E quasi sempre va riconosciuto, con Nietzsche, che dovunque sorge la preoccupazione per una "morale", là vi è già una decadenza – il mos delle vichiane "età eroiche" mai ha avuto a che fare con limitazioni moralistiche. Specie la tradizione estremo-orientale ha messo bene in rilievo l'idea che la morale e la legge in genere (in senso conformistico e sociale) sorgono laddove la "virtù" e la "Via" non sono più conosciute: "Perduta la via, resta la virtù; perduta la virtù resta l'etica; perduta l'etica resta il diritto; perduto il diritto resta il costume. Il costume è solo l'esteriorità dell'etica e segna il principio della decadenza." Quanto poi alle leggi tradizionali, esse, nel loro carattere sacro e nella loro finalità trascendente, come avevano una validità non-umana, così in nessun modo si potevano riportare al piano di una morale nel senso corrente. Nè l'antagonismo dei popoli, lo stato di guerra è da per sè causa della rovina di una civiltà: l'idea del pericolo, come quella della conquista, può invece rinsaldare anche materialmente le maglie di una struttura unitaria, rinfocolare una unità di spirito nelle manifestazioni esterne – mentre la pace ed il benessere possono condurre ad uno stato di tensione ridotta, il quale facilità l'azione delle cause più profonde di un possibile disfacimento.
*Se un corpo è libero solo quando esso obbedisce alla sua anima, non ad un'anima eterogenea – allora riceve un senso profondo di verità l'affermazione di Federico II, secondo la quale gli Stati che riconoscono l'autorità dell'Impero sono liberi, mentre schiavi sono quelli che alla Chiesa – esponente di un'altra spiritualità – si sottomettono.
*D'altronde, è già stata ricordata la relazione tra ''aeternitas'' e ''imperium'' presentata dalla tradizione romana, donde un carattere trascendente, non-umano a cui vi viene elevata l'idea del "''regere''", sì che la paganità attribuì agli dèi la grandezza della città dell'Aquila e dell'Ascia. Da ciò, il segno più profondo che può presentare anche l'idea, secondo la quale il mondo non sarebbe finito fino a quando si sarebbe mantenuto l'Impero romano: idea da riportare a quella della funzione, appunto, di mistica salvazione attribuita all'Impero, una volta che si intenda "mondo" non fisicamente o politicamente, ma nel senso di "''cosmos''", di diga d'ordine e di stabilità opposta alle forze del caos e della disgregazione.
*Peraltro leggi ed istituzioni, come erano dall'alto, così, nei quadri di ogni tipo veramente tradizionale di civiltà, erano verso l'alto. Un ordinamento politico, economico e sociale creato in tutto e per tutto per la sola vita temporale è cosa propria esclusivamente al mondo moderno, cioè al mondo dell'anti tradizione. Lo Stato, tradizionalmente, aveva invece un significato e una finalità in un certo modo trascendenti: esso era una apparizione del "sovramondo" e una via verso il "sovramondo".
*Ancora una volta, non si dimentichi la verità, da cui il mondo tradizionale era compenetrato: nulla accade quaggiù, che non sia simbolo ed effetto concordante di avvenimenti spirituali – fra spirito e realtà ( e quindi anche potenza) vi è una intima relazione. Come conseguenza particolare di tale verità, si è già accennato che il vincere o perdere non furono mai considerati come puro caso. La vittoria, tradizionalmente, implica sempre un significato superiore. Permane ancora, e con particolare risalto, tra le popolazioni selvagge l'idea antica, che lo sfortunato è sempre un colpevole: gli esiti di ogni lotta, epperò anche di ogni guerra, sono sempre i segni mistici, risultati, per così dire, di un "giudizio divino", capaci dunque di rivelare, o attuare, un destino umano.
*Nel mondo moderno, sì è deprecata l' "ingiustizia" del regime delle caste, ancor più sono state stigmatizzate le civiltà antiche che conobbero la schiavitù e si è ascritto a vanto dei tempi nuovi l'aver rivendicato il principio dell' "umana dignità". Anche questa è pura retorica. Quel che vale piuttosto mettere in rilievo è che, se vi è mai stata una civiltà di schiavi in grande, questa è esattamente la civiltà moderna. Nessuna civiltà tradizionale vide mai masse così grandi condannate ad un lavoro buio, disanimato, automatico: schiavitù, che non ha nemmeno per controparte l'alta statura e la realtà tangibile di figure di signori e di dominatori, ma che viene imposta anodinamente attraverso la tirannia del fattore economico e le strutture assurde di una società più o meno collettivizzata. E poiché la visione moderna della vita, nel suo materialismo, ha tolto al singolo ogni possibilità di conferire al proprio destino qualcosa di trasfigurante, di vedervi un segno e un simbolo, così la schiavitù di oggi è la più tetra e la più disperata di quante mai se ne siano conosciute.
*Più in generale, va detto che quando il diritto di proprietà cessa di esser privilegio delle due caste superiori e passa alle caste inferiori – dei mercanti e dei servi – si ha di necessità una virtuale regressione naturalistica, si restaura la dipendenza dell'uomo da quegli "spiriti della terra", che nell'altro caso – nel quadro della tradizionalità solare dei signori del suolo – "presenze" superiori trasformavano in zone di influenze propizie, in "limiti creatori" e preservatori. La terra, che può anche appartenere ad un "mercante", vaisha – i proprietari dell'èra capitalistico-borghese possono considerarsi come gli equivalenti moderni dell'antica casta dei mercanti – o ad un servo (il moderno lavoratore), è una terra profanata: non altra è dunque quella che – conformemente appunto agli interessi propri alle due caste inferiori, riuscite a strapparla definitivamente all'antico tipo dei "signori" – non vale più che come un fattore di "economia", da sfruttare ad oltranza in ogni suo aspetto con macchine ed altre escogitazioni moderne. Senonché, giungendo a tanto, è naturale incontrare gli altri sintomi caratteristici per una tale discesa: la proprietà tende sempre più a passare dall'individuale al collettivo. [...] Si ha cioè proprio un ritorno dell'impero del collettivo sull'individuale, col quale si riafferma altresì il concetto collettivistico e promiscuo della proprietà proprio alle razze inferiori, come "superamento" della proprietà privata, come statizzazione, socializzazione e proletarizzazione dei beni e delle terre.
*Non tanto dei nuovi "fatti" potranno portare al riconoscimento di diversi orizzonti, quanto un nuovo atteggiamento dinanzi ad essi.
*Anche nella morale Cristiana la parte avuta da influenze meridionali e non arie è abbastanza visibile. Che sia di fronte a un Dio, e non ad una dea, che non si riconosce spiritualmente alcuna differenza fra uomo e uomo e si elegge per supremo principio l'amore, è di poco momento. Questa eguaglianza appartiene essenzialmente ad una concezione generale, una variante della quale è quel "diritto naturale", che aveva trovato modo di insinuarsi nel diritto romano della decadenza: è in funzione antitetica rispetto all'ideale eroico della personalità, al valore dato a tutto ciò che un essere differenziandosi, dando a se stesso una forma, conquista per sé in un ordine gerarchico.
*Qui aveva preso parimenti forma l'idea della "salvazione" in senso ormai semplicemente religioso e si era affermato l'ideale di una religione aperta a tutti, estranea ad ogni concetto di razza, tradizione e casta, quindi, praticamente, andando incontro a coloro che di razza, di tradizione e di casta non ne avevano nessuna. In questa massa, presso l'azione concomitante dei culti universalistici di provenienza orientale, si andò sempre più diffondendo un bisogno confuso – finché nella figura del fondatore del cristianesimo apparve, per così dire, ciò che produsse la precipitazione catalitica, la cristallizzazione di quel che saturava l'atmosfera. Ed allora non si trattò più di uno strato, di una influenza diffusa, bensì di una forza precisa contro ad un'altra forza.
*L'anima è in ogni essere ragionevole, il principio che decide circa tutto ciò che il corpo eseguirà.
*È compito della tradizione – lo si ripete – scavare dei saldi alvei, a che le correnti caotiche della vita fluiscano nella direzione giusta. Liberi, sono coloro che assumendo questa direzione tradizionale non la sentono come imposta, ma vi si sviluppano spontaneamente, vi si riconoscono, tanto da attuare quasi con un moto dall'interno la possibilità più alta, "tradizionale", della loro natura. Gli altri, quelli che seguono materialmente le istituzioni, obbedendo, ma senza comprenderle e viverle, sono i sorretti: per quanto privo di luce, il loro ubbidire li porta virtualmente oltre la loro limitazione di individui, li dispone sulla stessa direzione dei primi. Ma per coloro che non seguono né nello spirito, né nella forma l'alveo tradizionale, non vi è che il caos. Sono i perduti, i caduti.
*Poi, si è vista la rivolta dei Comuni e il sorgere delle varie formazioni medievali di una potenza mercantile. La programmazione solenne dei diritti del "Terzo Stato" in Francia costituisce la tappa decisiva cui seguono le varietà della "rivoluzione borghese", cioè appunto della terza casta, cui fanno da strumento le ideologie liberali e democratiche. Corrispondentemente, é caratteristica per questa èra la teoria del contratto sociale: come legame sociale ora non si trova più nemmeno una ''fides'' di tipo guerriero, cioè rapporti di fedeltà e di onore. Il legame sociale assume un carattere utilitario e economico: è un accordo in base alla convenienza e all'interesse materiale – quello, che solo un mercante può concepire. L'oro fa da tramite e chi se ne impadronisce e sa moltiplicarlo (capitalismo, finanza, trust industriali), dietro la facciata democratica controlla virtualmente anche il potere politico e gli strumenti di formazione della pubblica opinione. L'aristocrazia cede il posto alla plutocrazia; il guerriero, al banchiere e all'industriale. L'economia vince su tutta la linea. Il traffico con la moneta e con l'interesse, prima confinato nei ghetti, invade la nuova civiltà. Secondo l'espressione del Sombart, nella terra promessa del puritanesimo protestantico, con l'americanismo e il capitalismo, non vive che "spirito ebraico distillato". Ed è naturale che, date queste premesse di congenialità, i rappresentanti moderni dell'ebraismo secolarizzato abbiano quasi visto aprirsi dinanzi a loro, in questa fase, le vie della conquista del mondo. Sono caratteristiche queste espressioni di Karl Marx:"Qual è il principio mondano dell'ebraismo? L'esigenza pratica, il proprio vantaggio. Qual è il suo Dio terrestre? Il denaro. L'ebreo si è emancipato non solo in quanto si è appropriato della potenza del denaro, ma anche in quanto per suo mezzo il denaro è divenuto potenza mondiale. Il dio degli ebrei si è mondanizzato ed è divenuto il dio della terra. Il cambio è il vero Dio degli ebrei."
*Se il vertice delle civiltà tradizionali era costituito dal principio dell'universalità, la civiltà moderna sta dunque essenzialmente sotto il segno di quello del collettivo. Il collettivo sta all'universale come la "materia" sta alla "forma".<ref>{{NDR|[[proporzioni|Proporzione]]}}</ref> Il differenziarsi della sostanza promiscua del collettivo e il costituirsi di esseri personali mediante l'adesione a principi di interessi superiori è il primo passo di ciò che in senso eminente e tradizionale sempre si è inteso per "cultura". Quando il singolo è giunto a dare una legge e una forma alla propria natura sì da appartenere a sé stesso anziché dipendere dalla parte semplicemente fisica del suo essere è già presente la condizione preliminare per un ordine superiore, in cui la personalità non è abolita, ma integrata: e tale è l'ordine stesso delle partecipazioni tradizionali nel quale ogni individuo ogni funzione e ogni casta acquistano il loro giusto senso attraverso il riconoscimento di ciò che è loro superiore e il loro organico connettersi ad esso.
*Per l'accennata azione orientatrice, è bene che tali "testimoni" vi siano, che i valori della Tradizione vengano sempre indicati, anzi in una forma tanto più inattenuata e dura, per quanto più l'opposta corrente acquista forza. Anche se oggi questi valori non possono essere realizzati, non per questo essi si riducono a semplici "idee". Essi sono misure. Qualora anche la capacità elementare di misurare andasse completamente perduta, allora davvero l'ultima notte scenderebbe. Si lascino pure gli uomini del tempo nostro parlare, nel riguardo, con maggiore o minore sufficienza e improntitudine, di anacronismo e di antistoria. Noi sappiamo bene essere, questi, solo gli alibi della loro disfatta. Li si lascino alle loro "verità" e ad un'unica cosa si badi: a tenersi in piedi in un mondo di rovine. [...] Rendere ben visibili i valori della verità, della realtà e della Tradizione a chi, oggi, non vuole il "questo" e cerca confusamente "l'altro" significa dare sostegni a che non in tutti la grande tentazione prevalga, là dove la materia sembra essere ormai più forte dello spirito.
*A lato delle grandi correnti del mondo, esistono ancora individualità ancorate nelle "terre immobili". Sono, di massima, degli sconosciuti che si tengon fuori da tutti i trivi della notorietà e della cultura moderna. Essi mantengono le linee di vetta, non appartengono a questo mondo – pur essendo sparsi sulla terra e spesso ignorandosi a vicenda sono uniti invisibilmente e formano una catena infrangibile nello spirito tradizionale. Questo nucleo non agisce: ha solo la funzione a cui corrisponde il simbolismo del "fuoco perenne". In virtù di essi, la Tradizione è presente malgrado tutto, la fiamma arde invisibilmente, qualcosa connette sempre il mondo al sovramondo. Sono coloro che vegliano.
*[...] mentre l'etica tradizionale chiedeva all'uomo e alla donna di essere sempre più sé stessi, di esprimere con tratti sempre più decisi ciò che fa dell'uno un uomo, dell'altra una donna – ecco che la civiltà nuova volge verso il livellamento, verso l'informe, verso uno stadio che invero non sta al di là, ma al di qua dell'individuazione e della differenza dei sessi.<br>E si è scambiata per conquista una abdicazione. (2013, [https://books.google.it/books?id=BZPLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA207&dq=&pg=PA207#v=onepage&q&f=false p. 207])
==Citazioni su Julius Evola==
*Con il suo idealismo magico, il culto di elementi esoterici, la rincorsa di appassiti valori aristocratici, Evola rappresenta il più importante esponente italiano del filone culturale della rivoluzione conservatrice. ([[Michele Prospero]])
*Evola è un neotradizionalista di destra che sogna di invertire il corso della modernità e recuperare così il gusto per i valori eroici e cavallereschi andati smarriti nell'età della massa. ([[Michele Prospero]])
*Evola non era mai stato iscritto al Partito nazionale fascista, ma questo solo perché lo riteneva troppo soffice e «italiota». Il suo ideale di stile e di organizzazione, e di fermezza ideologica, era il nazismo hitleriano. ([[Giampiero Mughini]])
*Frainteso da amici e nemici, lottò da solo contro il mondo moderno. (Necrologio apparso sul Corriere della Sera del 13 giugno 1974)
*Ho letto e leggo Julius Evola. [...] Ora, io ignoravo tutto dello stato corporale di questo raro spirito. È quello che è. ''Ma egli vede!''. ([[Henry de Montherlant]])
*Julius Evola ebbe due vite. Nella sua prima vita fu pittore, [[Futurismo|futurista]], [[Dadaismo|dadaista]] (dal nome di un movimento artistico e letterario nato a Zurigo nel 1916) e amico del suo fondatore, Tristan Tzara.<br />I quadri dipinti in quegli anni furono notati e ammirati in alcune delle grandi esposizioni europee del tempo. Ma nel 1921 attraversò una difficile crisi personale, fu attratto dagli studi filosofici e dedicò il resto della sua vita alla elaborazione di un idealismo magico in cui è visibile l'influenza di Nietzsche, del pensiero razziale di Gobineau, della filosofia indiana e di altri culti esoterici dell'Asia.<br />Aderì intellettualmente al fascismo e al nazismo perché sostenne di vedere in quei movimenti la nascita di un neo paganesimo e l'avvento di un'era eroica dominata da razze che avrebbero difeso i loro popoli dai flagelli della modernità. Uno dei suoi libri più importanti è, per l'appunto, Rivolta contro il mondo moderno. Era a Vienna nell'aprile del 1945 quando fu ferito durante un bombardamento alleato e perdette l'uso delle gambe.<br />Quando rientrò in patria, nel 1948, fu accusato di avere collaborato alla creazione di una organizzazione fascista rivoluzionaria e venne processato; ma fu assolto ed ebbe da allora nella società culturale italiana una posizione simile per certi aspetti a quella di Céline, lo scrittore anti-semita di cui venivano riconosciute, tuttavia, le grandi qualità letterarie. ([[Sergio Romano]])
*La complessione spirituale di Evola – letto il suo libro {{NDR|''Saggi sull'idealismo magico''}} la si può considerare nella sua totale esperienza – è giunta coraggiosamente a limiti oltrepassati i quali non vi è più speranza per i deboli. I suoi sono continui atti di coraggio quantunque abbiano l'apparenza di sforzi logici; il signore assoluto, l'autarca, colui sufficiente a se stesso è tale in virtù di una coscienza nuova; questa coscienza nuova non ancora completamente manifestata, si è già definita in posizioni solide; questa coscienza nuova è necessaria per comprendere l'arte nuova, la nuova grande arte astratta che, altrimenti, è incomprensibile, incoerente. ([[Aniceto Del Massa]])
*Le cose non si cambiano solo con le piazze, si inizia anche dagli individui, ad esempio leggendo libri. Però si deve essere liberi intellettualmente. Invece, ancora oggi, quando ho detto che considero Julius Evola un artista degno di interesse, ho suscitato scandalo in certa stampa di sinistra, in modo prevenuto e superficiale. ([[Lucio Dalla]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Julius Evola, ''Cavalcare la tigre'', All'Insegna del Pesce d'Oro-Vanni Scheiwiller, 1961.
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA90&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Gli Uomini e le Rovine e Orientamenti]'', saggio introduttivo di [[Alain de Benoist]], Edizioni Mediterranee, Roma, 2013. ISBN 978-88-272-2278-2
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=HTagCgAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT57&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Imperialismo pagano]'', saggio introduttivo di Claudio Bonvecchio, Edizioni Mediterranee, Roma, 2015. ISBN 9788827223208
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=HTGVODCfBzIC&lpg=PA60&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false L'arco e la clava]'', saggio introduttivo di [[Giorgio Galli]], Edizioni Mediterranee, Roma, 1995. ISBN 88-272-1087-3
*Julius Evola, ''L'"Operaio" nel pensiero di Ernst Jünger'', a cura di Gianfranco de Turris, Edizioni Mediterranee, Roma, 1998. ISBN 8827212248
*Julius Evola, ''La Metafisica del sesso'', Edizioni Mediterranee, 1994.
*Julius Evola, ''La tradizione ermetica'', Edizioni Mediterranee, 1996.
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=z8NRrqgNpooC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA45&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Ricognizioni: {{small|uomini e problemi}}]'', Edizioni Mediterranee, Roma, 1985.
*Julius Evola, ''Rivolta contro il mondo moderno'', Hoepli, 1934.
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[[File:Evola.jpg|thumb|Julius Evola]]
'''Giulio Cesare Andrea Evola''', meglio conosciuto come '''Julius Evola''' (1898 – 1974), filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista italiano.
==Citazioni di Julius Evola==
*Debbo pochissimo all'ambiente, all'educazione, alla linea del mio sangue. In larga misura, mi sono trovato in contrasto sia con la tradizione predominante in Occidente – il cristianesimo e il cattolicesimo – sia con la civiltà attuale, col “mondo moderno” democratico e materialista, sia con la cultura e la mentalità prevalenti nella nazione in cui sono nato, l'Italia, sia, infine, col mio ambiente familiare. Se mai, l'influenza di tutto ciò è stata indiretta, negativa: in me ha favorito solo delle reazioni. (da ''Il Cammino del cinabro'', saggio introduttivo di Geminello Alvi, Edizioni Mediterranee, Roma, 2014, [https://books.google.it/books?id=6KHLCQAAQBAJ&pg=PT22 p. 22]. ISBN 978-88-272-2484-7)
*Così è giusto quel che il [[Mario Praz|Praz]] ha notato a tale riguardo, cioè che, volendo godere del piacere della trasgressione, della violenza contro ciò che è, il sadista non avrebbe altra scelta che la pratica della bontà e della virtù, perché proprio esse significherebbero l'anti-natura e l'anti-Dio, una rivolta e una violenza contro ciò che [...] costituirebbe il fondo ultimo – malvagio – della creazione. (da ''La Metafisica del sesso'', Edizioni Mediterranee, Roma 1994, [https://books.google.it/books?id=bpHLCQAAQBAJ&pg=PA136 p. 136])
*''È nella battaglia stessa che occorre risvegliare e temprare quella forza che, di là dalle bufere del sangue e degli stenti, con nuovo splendore e con pace potente propizierà una nuova creazione.''<br />Per questo, oggi si dovrebbe apprendere di nuovo sul campo di battaglia la ''pura'' azione, l'azione non solo nel significato di ascesi virile, ma anche di purificazione e via verso forme di vita superiori, valide in sé e per sé — il che, però, significa in un certo modo proprio un ritorno alla tradizione primordiale ario-occidentale.<ref>Da ''La dottrina aria di lotta e vittoria'', a cura del Gruppo di Ar, Edizioni di Ar, Padova, 1986, pp. 26-27.</ref>
*Fra gli appartenenti a questo [[Gruppo di UR|gruppo operativo]] {{NDR|di UR}} due elementi almeno erano dotati di reali poteri. Quanto alle finalità, quella più immediata era il destare una [[forza]] superiore da servire d'ausilio al lavoro individuale di ciascuno, forza di cui eventualmente ciascuno potesse far uso. Vi era però anche un fine più ambizioso, cioè l'idea che su quella specie di [[eggregora|corpo psichico]] che si voleva creare potesse innestarsi, per evocazione, una vera influenza dall'alto. In tal caso non sarebbe stata esclusa la possibilità di esercitare, da dietro le quinte, un'azione perfino sulle forze predominanti nell'ambiente generale di allora. Quanto alla direzione di tale azione, i punti principali di riferimento sarebbero stati più o meno quelli di ''Imperialismo Pagano'' e degli [[ideale|ideali]] «[[religione romana|romani]]» di [[Arturo Reghini]]. (da ''Il Cammino del Cinabro'', [https://books.google.it/books?id=6KHLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q=finalit%C3%A0%20immediata%20forza%20superiore%20ausilio%20lavoro%20ciascuno%20%22corpo%20psichico%22%20influenza%20alto%20azione%20%22ambiente%20generale%22&f=false cap. 5, ''"Il Gruppo di Ur"''], terza edizione corretta e aumentata, a cura di Gianfranco de Turris, Andrea Scarabelli, Giovanni Sessa, Roma, Edizioni Mediterranee, 2014)
*In [[Trilussa]] si deve riconoscere un carattere, che si mantenne uguale a se stesso sia prima che durante il fascismo e che ebbe in proprio il coraggio della verità. [...] Di Trilussa, io ero amico, ed egli ben sapeva come le mie idee fossero tutt'altro che democratiche. Non basta. Trilussa stesso non giudicava antifascista l'orientamento delle sue satire e della sua poesia, nelle loro incidenze politiche. (da [http://www.pannunziomagazine.it/trilussa-un-autore-politicamente-scorretto-nel-70-della-scomparsa-di-achille-ragazzoni/ ''Una favola su Trilussa'', ''Roma'', 23 gennaio 1972]; disponibile su ''[http://www.heliodromos.it/index.php?option=com_content&view=article&id=203:evola Heliodromos.it]'')
*La vita deve esser volontà diretta da un pensiero [...]. (da ''La tradizione ermetica'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, p. [https://books.google.it/books?id=kJDLCQAAQBAJ&pg=PA128 128])
*Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.<ref>Citato in Mario Caprara, Gianluca Semprini, ''Neri! La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista'', Newton Compton editori, 2012, [http://books.google.it/books?id=ieO_d2Nz-Y8C&pg=PT151 p. 151]. ISBN 8854146951.</ref><ref>La citazione viene [[citazioni errate|erroneamente attribuita]] anche a [[Giorgio Almirante]] e [[Moana Pozzi]]. Almirante aveva fatto apporre la frase su un poster destinato alle sedi dell'MSI e l'aveva utilizzata come frase conclusiva del suo libro ''Autobiografia di un fucilatore''. Moana Pozzi invece amava ripetere questa frase nel periodo in cui si occupava dell'edizione di un giornale erotico, poco prima di morire. Una frase simile è di [[Martin Lutero]]: «Bisogna lavorare come se si volesse vivere in eterno, ma vivere come se dovessimo morire adesso». {{cfr}} la raccolta [[Vivi come se dovessi]].</ref>
*Per un organizzarsi davvero efficace delle forze nazionalmente orientate una delle condizioni preliminari è il superamento del personalismo. Il personalismo è fra le disposizioni infelici del popolo italiano, specie nei suoi strati intellettuali, ed esso oggi persiste e si afferma anche fra i gruppi a noi idealmente più vicini, con effetti visibili e deprecabili di frazionamento, di dispersione delle energie, di distorsione. (da [https://www.centrostudilaruna.it/il-flagello-del-personalismo.html "''Il flagello del personalismo''", «Rivolta Ideale», 1951])
*È stato denunciato più di una volta il carattere di decadenza che il moralismo presenta di fronte ad ogni superiore forma di legge e di vita. In realtà, affinché un "ordine" abbia valore, esso non deve significare né routine né spersonalizzante meccanicizzazione. Bisogna che esistano delle forze originariamente indomite, le quali conservino in una qualche maniera e misura questa loro natura anche presso la più rigida aderenza ad una disciplina. (da [https://www.centrostudilaruna.it/la-famiglia-quale-unita-eroica.html "''La famiglia quale unità eroica", «''Fedeltà Monarchica», Anno X, n.3, aprile 1970])
*Dove il fascismo presentò un carattere «totalitario» devesi dunque pensare ad una deviazione dalla sua esigenza più profonda e valida. In effetti, Mussolini ha potuto parlare dello Stato come di «un sistema di gerarchie» – gerarchie che «debbono avere un'anima» e culminare in una élite: ideale, che evidentemente è diverso da quello totalitario. [...] Del resto, ci si potrebbe riferire allo stesso simbolo del FASCIO LITTORIO, da cui il movimento di rivoluzione antidemocratica e antimarxista delle Camicie Nere trasse il suo nome e che, secondo una frase di Mussolini, doveva significare «unità, volontà e disciplina». Infatti il fascio si compone di verghe distinte unite intorno ad un'ascia centrale la quale, secondo un simbolismo arcaico comune a molte antiche tradizioni, esprime la potenza dall'alto, il puro principio dell'imperio. Si ha dunque unità e, insieme, molteplicità, organicamente unite e in sinergia, in visibile corrispondenza con le idee poco sopra accennate. (da ''Fascismo e Terzo Reich'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=vJLLCQAAQBAJ&pg=PA51 p. 51])
*La risonanza destata in Germania e in Francia dall'opera principale del [[Houston Stewart Chamberlain|Chamberlain]]: ''Le Basi del Secolo XIX'' fu assai più rapida e ampia che non per il [[Joseph Arthur de Gobineau|De Gobineau]]. Immeritatamente, perché l'inferiorità del Chamberlain rispetto al De Gobineau in atto di originalità, di decisioni di tesi e di costruzione, si rende evidente ad ogni osservatore spregiudicato. Nel Chamberlain si è assai disturbati dall'asistematicità, da un continuo sfarfallare dall'un {{sic|domino}} all'altro con spiccata impronta di dilettantismo e con un deciso sbocco nella politica e nell'esaltazione pangermanista. Vi si può poi accusare una sopravvalutazione estetizzante delle espressioni semplicemente artistiche di una civiltà, in contrasto con altre vedute razziste che p. es. nella rudezza iconoclasta di un Driesmans<ref>Heinrich Driesmans (1863–1927), scrittore, antropologo ed etnografo tedesco.</ref>, alla fine riescono più simpatiche – e infine, una curiosa valutazione razzista piuttosto illuminista della civiltà tecnica e scientifica. Nel concetto di "ario" il Chamberlain offre vedute più concilianti, ma anche più compromissorie. Il suo razzismo è assai più modernista che tradizionale e, in fondo, perfino come mito, privo di vera spina dorsale. (da ''Il mito del sangue'', Hoepli, Milano, 1937, edizione digitale 2018, [https://archive.org/details/evola-julius.-il-mito-del-sangue-1937-2018/page/n30/mode/1up cap. IV, p. 30])
*[ [[Benito Mussolini|Mussolini]] ] aveva un'autentica paura per gli iettatori di cui vietava si pronunciasse il nome in suo cospetto. (da ''Il cammino del cinabro'', citato in: Marcello Veneziani, ''Imperdonabili'', Venezia, 2017, ISBN 978-88-317-2858-4, p. 179)
*'''[Dalla dichiarazione di Evola durante il processo del 1951]''' In realtà, le idee che ho difeso e che difendo, da uomo indipendente (…) non sono da dirsi «fasciste» bensì tradizionali e controrivoluzionarie. (…) io nego tutto ciò che, direttamente o indirettamente, deriva dalla Rivoluzione francese, a ciò contrapponendo il Mondo della Tradizione. (...) I miei principi sono solo quelli che prima della Rivoluzione francese ogni persona ben nata considerava sani e normali. (da ''Gli Uomini e le Rovine,'' Edizioni Mediterranee, Roma 2013, p. [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA43 43])
*Nel fenomeno [[Rudolf Steiner|Steiner]] sono da distinguersi varie componenti. La prima – predominante – è dello stesso ceppo che ha dato luogo al [[Teosofia|teosofismo]], dal quale sono stati ripresi elementi molteplici. Una seconda componente si lega al cristianesimo. Vi è poi un ultimo fattore, che sembrerebbe rispondere ad un elemento positivo, all'esigenza di una «scienza spirituale». L'intreccio di queste componenti, contenute a forza nelle maglie di ferro di un sistema che, come ingegnosità, è quasi alla pari delle «filosofie della natura» dei romantici tedeschi, è la caratteristica dell'antroposofia. Come in tanti punti particolari dell'insegnamento antroposofico, cosi pure nell'insieme e nella stessa personalità dello Steiner si ha il senso penoso di una direzione retta e limpida, spezzata da improvvisi e tirannici flussi visionari e da irruzioni di complessi collettivi. (da ''[https://archive.org/details/Evola-maschera/page/n4/mode/1up Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo]'', Edizioni Mediterranee, Roma, ristampa 1990<sup>4</sup>, pp. 91-92)
*Nel mondo tradizionale, che per noi è quello retto dai principî dell'autorità e della sovranità, della gerarchia dell'ordinamento dall'alto e verso l'alto – tutto ciò che è “patria” o “nazione” – ethnos – non ebbe un significato politico ma soltanto naturalistico: si è di una patria o nazione come si è di una data famiglia. L'ordine politico in senso proprio corrispondeva invece al principio dello Stato (in genere, concretizzatesi in monarchie e in dinastie) o dell'impero come unità sovrordinata rispetto a nazione o "popolo". È così che si ebbero formazioni politiche in cui patrie e nazioni ebbero bensì il loro posto, ma non come fattori determinanti, invece come semplice "materia" della gerarchia complessiva. E non sembrava strano, a tale stregua, che, per esempio, per combinazioni dinastiche, per matrimoni o successioni, un popolo passasse a far parte di uno Stato diverso: da ciò esso non si sentiva per nulla snaturato, appunto per via del carattere sopraelevato del principio politico. Tale situazione aveva anche una controparte etica: l'appartenenza allo Stato era legata ad una fedeltà, cioè presupponeva un atto libero, volontario (i vincoli feudali ne erano già stati forma eminente). L'essere di un popolo o di una nazione è invece qualcosa di semplicemente dato, di naturalistico. (''Dietro le quinte della storia. Il vero volto del Risorgimento'', L'Italiano n. 3, marzo 1959)
*Queste, sono chiare parole. Questi sono i termini della partita, e al giuoco non si bara. Inutile cercar qualcuno dietro di noi: dietro di noi non si troverà mai che un'idea, alla quale subordiniamo assolutamente le nostre persone. Perciò, che gli scoiattoli e le bisce si rassegnino: le mura lisce de "La Torre" non offrono loro alcuna presa. "La Torre" non si scala che passando per la porta maestra: sulla quale noi stiamo ad attender chiunque si faccia innanzi, cortesi e cavallerescamente ospitali per gli uomini leali, siano pur essi dei nemici; inesorabili per i vili e i mistificatori. (da [https://books.google.it/books?id=Kw0BEAAAQBAJ&pg=PT330 "''Cose a posto e parole chiare''", da ''La Torre''])
*Possiamo pensare un concetto di Impero, visibile oltre che invisibile, avente una unità materiale oltre a quella spirituale. Si realizza un simile Impero, quando presso all'universalità come conoscenza si abbia anche l'«universalità come azione». Qui, per riferimenti storici, potremmo indicare la Cina antica, Roma, in parte, di nuovo il medioevo nel movimento delle Crociate da un lato, nell'Islamismo dall'altro. (da [https://books.google.it/books?id=5G5H6btfdb8C&q=Possiamo+pensare+un+concetto+di+Impero,+visibile+oltre+che+invisibile,+avente+una+unit%C3%A0+materiale+oltre+a+quella+spirituale.+Si+realizza+un+simile+Impero,+quando+presso+all%27universalit%C3%A0+come+conoscenza+si+abbia&dq=Possiamo+pensare+un+concetto+di+Impero,+visibile+oltre+che+invisibile,+avente+una+unit%C3%A0+materiale+oltre+a+quella+spirituale.+Si+realizza+un+simile+Impero,+quando+presso+all%27universalit%C3%A0+come+conoscenza+si+abbia&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjLkqPOlZT2AhUVS_EDHQt9CiMQ6AF6BAgFEAM ''Vita italiana: rassegna mensile di politica''], Roma 1931, p. 336)
*Il bisogno del sovrannaturale sta nel profondo della natura umana e non si può negarlo senza mutilare questa natura stessa. (da [https://books.google.it/books?id=wZTLCQAAQBAJ&pg=PT145 ''Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo''], Bocca, Milano 1932)
*Compito essenziale che oggi si pone all'uomo differenziato: "Far che ciò su cui non si può far nulla, nulla possa su di noi". (da ''La dottrina del Risveglio'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=tZDLCQAAQBAJ&pg=PA257 p. 257])
*A partir da un dato punto, non è più per il sangue, non più per gli affetti, non più per la patria, non più per un umano destino che potrai ancora sentirti unito a qualcuno. Unito ti potrai sentire solo con chi è sulla tua stessa via. (da ''Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io'', Gruppo di Ur – a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1987, [https://books.google.it/books?id=v17KwnSmRhAC&pg=PA173 p. 173])
*Il mondo è libero: scopi e ragioni, «evoluzione», fato o provvidenza, tutto ciò è nebbia, è cosa inventata da esseri che non sapevano ancora andare da sé e abbisognavano di dande ed appoggi. (da ''Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io'', Gruppo di Ur – a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1987, [https://books.google.it/books?id=v17KwnSmRhAC&pg=PA171 p. 171])
*Fu nel 1717 che, con l'accennata fondazione della Grande Loggia di Londra e col subentrare della cosiddetta «massoneria speculativa» continentale, si verificarono il soppiantamento e l'inversione di polarità, di cui si è detto. Come «speculazione» qui valse infatti l'ideologia illuministica, enciclopedistica e razionalistica connessa ad una corrispondente, deviata interpretazione dei simboli, e l'attività dell'organizzazione si concentrò decisamente sul piano politico-sociale, anche se usando prevalentemente la tattica dell'azione indiretta e manovrando con influenze e suggestioni, di cui era difficile individuare l'origine prima.<br>Si vuole che questa trasformazione si sia verificata solo in alcune logge e che altre abbiano conservato il loro carattere iniziatico e operativo anche dopo il 1717. In effetti, questo carattere si può riscontrare negli ambienti massonici cui appartennero un Martinez de Pasqually, un Claude de Saint Martin e lo stesso Joseph de Maistre. Ma devesi ritenere che questa stessa massoneria sia entrata, per altro riguardo, essa stessa in una fase di degenerescenza, se essa nulla ha potuto contro l'affermarsi dell'altra e se, praticamente, da questa è stata alla fine travolta. Né si è avuta una qualsiasi azione della massoneria, che sarebbe rimasta iniziatica, per diffidare e sconfessare l'altra, per condannare l'attività politico-sociale e per impedire che, dappertutto, essa valesse propriamente e ufficialmente come massoneria. (da ''Il mistero del Graal'', saggio introduttivo di Franco Cardini, appendice e bibliografia di Chiara Nejrotti, Edizioni Mediterranee, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=_I_LCQAAQBAJ&pg=PA216 p. 216]. ISBN 978-88-272-2277-5) (p. 216)
*[...] nel [[Ludwig Woltmann|Woltmann]] l'ideologia razzista assume una tinta germanica così spiccata, che egli non tollera l'unione dei Tedeschi neanche con altri rami della famiglia nordico-germanica; che egli è ben lontano dalle idee "pan-ariane" sul tipo di quelle che vedremo difese dal Chamberlain; che è addirittura l'uomo germanico che egli si sforza di scoprire in tutte le personalità superiori apparse nei popoli vicini alla Germania; che, infine, è alla razza germanica che egli attribuisce la funzione di «stringere la terra nel suo dominio» e di «fare delle razze passive dei semplici organi subalterni per lo sviluppo della sua civiltà», «Papato e impero – giunge a dire il Woltmann – sono entrambi istituzioni germaniche, strumenti di un dominio destinati ad assoggettare il mondo.» (da ''Il mito del sangue'', Collezione Hoepli, 1937, Edizione digitale 2018, [https://archive.org/details/ILMITODELSANGUE/page/n25/mode/1up cap. III])
*Si accende un gran fuoco. Al luogo di vino si beve ''rum'' e ''Kirsch''. Si balla. Giunti ad uno stato intenso, si discute. Poi si esce. Ciò significa: passaggio ai 22 gradi sotto zero. L'idea è stata: andiamo sul [[Lago di Resia|lago]]. È notte alta. Immaginate una lastra immensa di cristallo nero, della levigatezza esatta di uno specchio che dura chilometri: il lago gelato. I monti nevosi dei due fianchi della valle e il cielo inverosimilmente costellato si riflettono in questa lastra con una nitidezza magnetica, per cui vi trovate fra un doppio miraggio, fra una doppia trasparenza. Pensate che cosa sia andar avanti senza pattini verso il centro, fra il vento del Nord, nell'equilibrio fisico e spirituale di una lucida ebbrezza in cui alcool, natura ed esaltazione interiore concorrono – concepire questo forse è possibile. Non è però possibile concepire, per chi non l'ha provato, che cosa è in queste condizioni l'esperienza della frattura dei ghiacci subacquei.<br>La notte, per l'ulteriore dislivello di temperatura, accade che gli strati profondi del ghiaccio in contatto con le acque del lago si spezzano. Si produce allora uno scroscio ed un boato che si ripercuote paurosamente attraverso l'intera distesa gelata del lago e passa infine agli stessi echi della valle. Pericolo, nessuno. Tali fratture non raggiungono la superficie. Ma sentire ad un tratto sotto di sé lo scroscio che diviene un boato immenso che tutta la montagna ripete, è quasi sentir la voce stessa della terra, è aspettarsi un abisso che si spalanca – è insomma qualcosa che sommuove il sangue fino all'intimo, come solo il terremoto lo può: è il risveglio di una sensazione primordiale, meravigliosa e paurosa, dormente in chi sa quali arcaici strati della nostra entità più profonda.<ref>Da ''Meditazioni delle vette'', Edizioni Mediterranee, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=JZHLCQAAQBAJ&pg=PA151 p. 151]. ISBN 978-88-272-2287-4</ref>
*Alle 11,30 siamo in [[vetta]]. La nostra ascensione ha durato esattamente cinque ore e mezza. [...] Il giorno è divenuto superbo, splendente. E ora, dopo l'azione, la contemplazione.<br>È l'ora delle cime e delle altezze, qui dove lo sguardo si fa ciclico e solare; dove, come larva di febbre, svanisce il ricordo delle piccole preoccupazioni, dei piccoli uomini, delle piccole lotte della vita delle «pianure»; dove non esiste che cielo, e nude libere forze che rispecchiano e fissano l'immensità nel coro titanico delle vette. «Molti metri sopra il mare, molti più sopra l'umano» – fu già scritto da Federico Nietzsche.<ref>Da ''Meditazioni delle vette'', [https://books.google.it/books?id=dGy5CrqV-z8C&pg=PA124 p. 124].</ref>
*Lo stesso concetto di «lavoro» non dovrà più rappresentare una data professione, bensì elevarsi a posto di combattimento. Ogni fabbrica diverrà caserma e fortilizio, lo stesso luogo di lavoro sarà un avamposto che dovrà pulsare allo stesso ritmo della vita di trincea; i lavoratori e la gioventù saranno gli ''Arbeitersoldat'' di un esercito in marcia, la prima linea del fronte di una comunità che torna a concepire la storia come lotta e destino, conteranno soltanto l'obbedienza, il rango, la posizione e la linea di condotta; i piani di sviluppo economico dello Stato equivarranno a strategie di guerra disegnate sulla mappa della nazione; nell'intima sostanza si tratta di una lineare e severa attitudine di servizio, volendo anche l'emergere di una qualità esistenziale di ordine interiore; è il realismo eroico del tempo della guerra trasportato e traslato nella vita civile, una scuola militare dell'anima in corso d'opera.<ref>Da ''Il combattente, l'operaio, l'anarca'', a cura di RigeneAzione Evola, Passaggio al bosco, Firenze, 2025. ISBN 9791254622919</ref>
== ''Cavalcare la tigre'' ==
*L'"altro mondo" investito dal nichilismo europeo, da esso presentato come una pura illusione o condannato come una evasione, non è un'altra realtà: è un'altra dimensione della realtà, quella dove il reale, senza essere negato, acquista un significato assoluto, nella nudità inconcepibile dell'essere puro.
*Dopo che ogni sovrastruttura è stata respinta o distrutta, e che per sola base si ha il proprio essere, il senso ultimo nell'esistere nel vivere, può scaturire unicamente da una relazione diretta e assoluta fra questo essere (fra ciò che si è determinatamente) e la trascendenza (della trascendenza in sé).
*Non vi è oggetto del piacere bramoso o passivo che non possa, in via di principio, essere anche oggetto del piacere eroico o positivo, e viceversa.
*Il complesso del "peccato" è una formazione patologica nata nel segno del Dio-persona, del "Dio della morale". La conoscenza di un errore commesso al posto del senso del "peccato" è stato invece un tratto caratteristico delle tradizioni a carattere metafisico.
*Valida anche per noi è, pertanto, la concezione dell'Existenz come presenza fisica dell'Io nel mondo (in una forma e situazione determinata, concreta e irripetibile) e, ad un tempo, come presenza metafisica dell'Essere (della trascendenza) nell'Io. Su questa linea, un certo esistenzialismo potrebbe ricondurre ad un altro punto da noi già fissato, all'istanza di un antiteismo positivo, al superamento esistenziale del Dio-persona, oggetto della fede o del dubbio. Il centro dell'Io essendo misteriosamente il centro dell'Essere, "Dio" (la trascendenza) è certo, non come un contenuto di una fede o di un dogma, ma come presenza nell'esistenza e nella libertà.
*Metafisicamente la nascita è un cambiamento di stato e la morte è un altro cambiamento di stato; l'esistenza nella condizione umana, sulla terra, non è che una ristretta sezione in un ''continuum'', in una corrente che attraversa stati multipli.
*Da un certo tempo buona parte dell'umanità occidentale considera come cosa naturale che l'esistenza sia priva di ogni vero significato e non debba essere ordinata a nessun principio superiore, per cui si è acconciata a viverla nel modo più sopportabile, meno spiacevole possibile. Ciò ha tuttavia come controparte e conseguenza inevitabili una vita interiore sempre più ridotta, informe, labile e sfuggente, una crescente dissoluzione di ogni dirittura e di ogni qualità di carattere.
*La relazione fra questo orientamento e un ambiente ormai privo di senso è data dall'opposizione esistenzialistica fra 'autenticità' e 'inautenticità'. L'Heidegger parla dello stato di inautenticità, di tramortimento di "copertura" di se stessi o di fuga da se stessi proprio al trovarsi, all'"esser gettati" nell'anòdina esistenza pubblica quotidiana con le sue "evidenze", le sue chiacchiere, i suoi equivoci, i suoi grovigli, le sue utilità, le sue forme di "tranquillizzazione" e di "deiezione", con le sue diversioni evasionistiche. L'essere autentico si annuncia e si propone quando si sente il nulla quale sottofondo di quell'esistenza e si è richiamati al problema del proprio essere più profondo, di là dall'Io sociale e dalle sue categorie.
== ''Gli Uomini e le Rovine'' ==
*Il riconoscimento da parte dell'inferiore è la base di ogni gerarchia normale e tradizionale. Non è il superiore che ha bisogno dell'inferiore, ma è l'inferiore che ha bisogno del superiore.
*Compito essenziale è dunque formulare una adeguata dottrina, tener fermo a principi rigorosamente pensati e, partendo da ciò, dar forma a qualcosa di simile, appunto, ad un Ordine. Questa élite, differenziandosi su un piano che si definisce in termini di virilità spirituale, di decisione e di impersonalità, su un piano dove cessa di aver forza e valore qualsiasi vincolo naturalistico, sarà la portatrice di un nuovo principio di imprescrivibile autorità e sovranità, saprà accusare la sovversione e la demagogia in qualunque forma esse si presentino, arresterà il moto discendente del vertice e ascendente della base. Da essa, come da un seme, potrà trarre vita un organismo politico e una integrata nazione, in una dignità non diversa da quelle già create da una grande tradizione politica europea. Tutto il resto non è che pantano, dilettantismo, irrealismo, obliquità. (p. 80)
*La libertà va intesa e difesa in modo non meno qualitativo e differenziato della stessa persona; ognuno ha la libertà che gli spetta, misurata dalla statura e dalla dignità della sua persona o dalla sua funzione, non dal fatto astratto ed elementare del suo essere semplicemente uomo o «cittadino» [...] (p. 84)
*La misura di ciò che si può esigere dagli altri è data da ciò che si sa esigere da sé stessi; non saprebbe dominare secondo giustizia gli altri e dare ad essi una legge chi non abbia capacità di dominare anzitutto sé stesso e di dare a sé stesso una legge. ([https://books.google.it/booksid=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA88&dq=La+misura+di+ci%C3%B2+che+si+pu%C3%B2+esigere+dagli+altri+%C3%A8+data+da+ci%C3%B2+che+si+sa+esigere+da+s%C3%A9+stessi;+non+saprebbe+dominare&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjK68CewpT2AhUDwKQKHeNhCdEQ6AF6BAgDEAM#v=onepage&q=La%20misura%20di%20ci%C3%B2%20che%20si%20pu%C3%B2%20esigere%20dagli%20altri%20%C3%A8%20data%20da%20ci%C3%B2%20che%20si%20sa%20esigere%20da%20s%C3%A9%20stessi%3B%20non%20saprebbe%20dominare&f=false p. 88])
*La legittimazione più alta e reale di un vero ordine ''politico'', epperò dello stesso Stato, sta nella sua funzione ''anagogica'': nel suo suscitare e alimentare la disposizione del singolo ad agire e pensare, a vivere, lottare ed eventualmente a sacrificarsi in funzione di qualcosa che va di là della sua semplice individualità. (p. 90)
*[...] tutti gli aspetti esteriori di potenza e di progresso tecnico-industriale della civiltà contemporanea non mutano nulla nel carattere involutivo di essa. Diciamo di più, essi ne dipendono, perché tutto questo apparente «progresso» è stato realizzato quasi esclusivamente in funzione dell'interesse economico in quanto ha preso la mano su ogni altro. (p. 111)
*A lato della romanità delle origini, che riprodusse in forma speciale e originale un tipo di cultura e di costume comune alle principali civiltà superiori indoeuropee, ve ne è una grecizzata in senso negativo, ve ne è una "punicizzata", ve ne è una "ciceroniana", ve ne è una asiaticizzata, ve ne è una cattolica e così via. I punti di riferimento non vanno cercati in esse. Quel che in esse può esserci di valido, ai nostri fini lo si può ricondurre alla prima. Questa romanità originaria ebbe la sua base in una figura umana definita da un certo gruppo di disposizioni tipiche. In primo luogo sono da considerarsi un'attitudine dominata, un'audacia illuminata, un parlare conciso, un agire preciso e coerente quanto medidato, un freddo senso di dominio, alieno da personalismo e da vanità. Allo stile romano appartengono la "''virtus''" non come moralismo bensì come virilismo e coraggio, epperò la "''fortitudo''" e la "''constantia''", cioè la forza d'animo; la "''sapientia''", nel senso di riflessività, di consapevolezza; la "''disciplina''" come amore per una propria legge e una propria forma; la "''fides''" nel senso specificatamente romano di lealtà e di fedeltà; la "''dignitas''", la quale nell'antica aristocrazia patrizia si potenziava in "''gravitas''" e "''solemnitas''", in misurata, seria solennità. Sempre allo stesso stile appartengono l'agire preciso, senza grandi gesti; un realismo che non significa materialismo bensì amore per l'essenziale; l'ideale della chiarezza, un equilibrio interno e una diffidenza per ogni abbandono dell'anima e per ogni confuso misticismo; un amore pel limite; l'attitudine ad unirsi senza confondersi, in vista di un fine superiore o per un'idea da esseri liberi. Possono aggiungersi anche la "''religio''" e la "''pietas''", non significanti la religiosità nel senso più recente, significanti invece, pel Romano, un atteggiamento di rispettosa e dignitosa venerazione, e in pari tempo, di fiducia, di riconnessione nei riguardi del sovrasensibile, sentito presente ed agente presso le forze umane individuali, collettive e storiche. Del pari, questi elementi di stile hanno una loro evidenza, non sono legati a tempi trascorsi, possono in qualsiasi periodo agire come forze informatrici del carattere e valere come ideali non appena si desti una vocazione corrispondente. Inoltre, non è il caso di pensare che essi dovrebbero essere fatti propri da tutti gli individui: ciò sarebbe assurdo e, del resto, non necessario: basterebbe che nella nazione un certo strato, tenuto a dare il tono al resto, li incorporasse.
*Vi è di più, per quel che riguarda i problemi interni di un popolo. Là dove si promuove, od anche soltanto non si combatte, l'indiscriminato accrescimento demografico, sono da attendersi gli effetti deleteri della legge della controselezione. Di fatto, sono le razze inferiori e gli strati sociali più bassi quelli più prolifici. Così si può dire che mentre il numero degli elementi superiori, più differenziati, aumenta in proporzione aritmetica, quello degli elementi inferiori cresce in proporzione geometrica, il che ha per risultato una fatale involuzione dell'insieme. Lo sfaldarsi e poi il franare dei grandi organismi imperiali è spesso avvenuto proprio in seguito a ciò: Come per una marea dal basso, per un dilatarsi teratologico della base, costituita da un elemento promiscuo e proletario. Vale qui ricordare che il termine proletario deriva da ''proles'' e riporta all'idea di un' animalesca prolificità. Come giustamente ha notato il Marenshkowkij, esso si applicava soprattutto a coloro la cui unica capacità creativa era quella di generare figli – uomini nel corpo ma quasi eunuchi nello spirito; siffatta direzione, nel suo logico sviluppo, conducendo verso quella società ideale in cui non esistono più classi, anzi né uomini né donne ma compagni e compagne, quasi cellule asessuate di un immenso formicaio.
*Così va detto che un partito che si fa «partito unico», con ciò stesso dovrebbe cessare di essere «partito». I suoi uomini o, almeno, i più qualificati di essi, allora è nella veste di una specie di Ordine, di classe specificamente politica che dovrebbe presentarsi e governare, non costituendo uno Stato nello Stato, ma andando a presidiare e rafforzare le posizioni-chiave dello Stato, non difendendo una loro particolare ideologia ma incarnando impersonalmente la stessa idea pura dello Stato. (p. 101)
*In genere, bisogna sentire in evidenza che di là da questa vita terrestre vi è una vita più alta, perché solo chi così si sente dispone di una forza infrangibile e intravolgibile, solo costui sarà capace, ove occorra, di una prontezza al sacrificio attivo e di uno slancio assoluto. ([https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA154 p. 154])
*È innegabile la caduta di livello della Chiesa moderna pel fatto che essa a preoccupazioni di carattere sociale e moralistico dà assai più peso che non a quanto ha attinenza con la vera vita sovrannaturale, con l'ascesi e con la contemplazione, punti essenziali di riferimento di ogni superiore forma di religiosità. ([https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA156 p. 156])
*Avendo parlato di intellettuali e di realismo, sarà bene precisare ancora un punto. Si è accennato al fatto che le simpatie di alcuni intellettuali pel comunismo hanno un certo carattere paradossale, in quanto il comunismo disprezza il tipo dell'intellettuale come tale, tipo che per esso appartiene, essenzialmente al mondo dell'odiata borghesia. Ora, un atteggiamento del genere può venire condiviso anche da chi appartenga al fronte opposto al comunismo. Dato quel che nel mondo contemporaneo esse significano, ci si può opporre ad ogni sopravalutazione della cultura e dell'intellettualità. L'avere per esse quasi un culto, il definire con esse uno strato superiore, quasi una aristocrazia – l'«aristocrazia del pensiero» che sarebbe quella vera, legittimamente soppiantante le forze precedenti di ''élite'' e di nobiltà – è un pregiudizio caratteristico dell'epoca borghese nei suoi settori umanistico-liberali. La verità è invece che siffatta cultura e intellettualità non sono che dei prodotti di dissociazione e di neutralizzazione rispetto ad una totalità. Pel fatto che ciò è stato avvertito, l'antintellettualismo ha avuto una parte di rilievo negli ultimi tempi, al titolo di una reazione quasi biologica la quale purtuttavia troppo spesso ha seguito direzioni sbagliate o, per lo meno, problematiche. Non ci soffermeremo però su quest'ultimo punto. Ne abbiamo già trattato in altra sede, parlando dell'equivoco dell'antirazionalismo. Qui vi è solo da mettere in rilievo che esiste un terzo possibile termine di riferimento di là sia da intellettualismo che da antintellettualismo, per un superamento della «cultura» d'intonazione borghese. Tale è la visione del mondo – in tedesco Weltanschauung. La visione del mondo non si basa sui libri, ma su una forma interiore e su una sensibilità aventi un carattere non acquisito ma innato. (pp. 164-165)
*E la visione del mondo può esser più precisa in un uomo senza particolare istruzione che non in uno scrittore, nel soldato, nell'appartenente ad un ceppo aristocratico e nel contadino fedele alla terra che non nell'intellettuale borghese, nel «professore» o nel giornalista. Circa tutto questo, in Italia ci si trova, e non da oggi, in una posizione assai sfavorevole, perché chi fa il buono e il cattivo tempo, chi troneggia nella stampa, nella cultura accademica e nella critica, organizzando vere e proprie massonerie monopolizzatrici, è proprio il tipo deteriore dell'intellettuale, che nulla sa di ciò che è veramente spiritualità, interezza umana, pensiero conforme a saldi principi. (p. 165)
*Se la nebbia si solleverà, apparirà chiaro che è la «visione del mondo» ciò che, di là da ogni «cultura», deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell'anima, che anche in un movimento politico essa costituisce l'elemento primario, perché solo una visione del mondo ha un potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare il tono specifico ad una data comunità.<br>Ora, sulla linea del comunismo vi sono stati casi nei quali qualcosa ha cominciato a penetrare fino ad una tale profondità. Non a torto un uomo politico contemporaneo ha parlato di un mutamento interno e profondo che, manifestandosi quasi nei termini di una ossessione, si produce in coloro che aderiscono veramente al comunismo: essi ne sono mutati nel pensare, nell'agire. Secondo noi è bensì una alterazione o contaminazione fondamentale dell'essere umano: ma essa raggiunge, nei casi in quistione, il piano della realtà esistenziale, cosa che non succede affatto in coloro che reagiscono partendo da posizioni borghesi e intellettualistiche. La possibilità dell'azione rivoluzionario-conservatrice dipende essenzialmente dalla misura in cui negli stessi termini possa agire l'idea opposta, cioè l'idea tradizionale, aristocratica, antiproletaria – tanto da dar luogo a un nuovo realismo e da dar forma, agendo come una visione della vita, ad un tipo specifico di uomo antiborghese, quale sostanza cellulare di nuove élites; di là dalla crisi di ogni valore individualistico e irrealistico. (p. 166)
*La creazione di uno Stato nuovo e di una civiltà nuova sarà sempre cosa effimera quando l'uno e l'altra non abbiano per substrato un uomo nuovo. (p. 198)
*Per le crisi che hanno travagliato e che travagliano la vita dei popoli moderni vengono addotte cause varie cause: storiche generali, sociali, economico-sociali, politiche, morali, culturali e via dicendo, a seconda dei punti di vista. Tuttavia è da porsi un problema superiore ed essenziale: sono, queste, sempre le cause prime, e hanno un carattere automatico come quelle del mondo fisico? E nel quadro di una simile problematica che si definisce il concetto della "guerra occulta". È, questa, la guerra condotta insensibilmente da quelle che, in genere si possono chiamare le forze della sovversione mondiale, con mezzi e in circostanze ignorati dalla corrente storiografia. [...] Ma se si considerano i veri agenti della storia negli speciali aspetti di questa, di cui ora stiamo trattando, le cose stanno diversamente: qui non si può parlare né di subconscio né inconscio, qui noi abbiamo invece a che fare con forze intelligenti le quali sanno benissimo che cosa vogliono e quali sono i mezzi più acconci per il raggiungimento – quasi sempre indiretto di quel che vogliono. La terza dimensione della storia non deve dunque esser fatta svaporare nella nebbia di astratti concetti filosofici e sociologici, ma va pensata come "un dietro le quinte" dove operano precise "intelligenze".
==''Imperialismo pagano''==
===[[Incipit]]===
L'attuale «civilizzazione» dell'Occidente è in attesa di un rivolgimento sostanziale, senza il quale essa è destinata, prima o dopo, a fracassarsi la testa.
===Citazioni===
*Il cristianesimo è alla radice istessa del male che ha corrotto l'Occidente. Questa è la verità, ed essa non ammette dubbio.
*È assolutamente un errore che l'imperio si possa costruire sulla base di fattori economici, militareschi, industriali e anche "ideali". L'''Imperium'', come secondo la concezione iranica e romana, è qualcosa di trascendente, e lo realizza soltanto chi abbia la potenza di trascendere la piccola vita dei piccoli uomini, con i loro appetiti, con i loro gretti orgogli nazionali, con i loro "valori" "non valori" e Dei. (Edizioni Mediterranee, Roma, 2004<ref>Citato in ''[https://www.centrostudilaruna.it/alle-fonti-dellidea-di-impero.html centrostudilaruna.it]''.</ref>)
*L'infinità degli uomini sulla terra deserta di luce, ridotti a pura quantità – ''soltanto'' a quantità – resi uguali nella identità materiale di parti dipendenti di un meccanismo lasciato a sé stesso, lanciato a vuoto senza nessuno che possa più nulla – ecco quale è la prospettiva che sta in fondo alla direzione economico-industrialistica che intona tutto l'Occidente. (2015, p. 57)
==''L'arco e la clava''==
===[[Incipit]]===
Le tracce sussistenti – spesso ancor solo nella pietra – di alcune grandi civiltà delle origini racchiudono spesso un significato di rado avvertito. Dinanzi a quel che resta del più antico mondo greco-romano e poi più oltre, dell'Egitto, della Persia, della Cina, fino a giungere ai misteriosi e muti monumenti megalitici sparsi fra deserti, lande e foreste come ultime emergenti e immobili vestigia di mondi sommersi e travolti – e, come limite nella direzione opposta nel corso della storia, fino ad alcune forme del Medioevo europeo: dinanzi a tutto ciò viene da chiedersi se il miracoloso resistere al tempo di tali testimonianze, oltre ad esser dovuto ad un concorso favorevole di circostanze esteriori, non racchiuda anche il significato di un simbolo.
===Citazioni===
*[...] non crediamo di sbagliarci dicendo che il significato più profondo dello [[sci]] è il seguente: la sensazione istintiva di paura fisica, col moto riflesso di un trarsi indietro o di aggrapparsi a qualcosa, che sorge nell'istante del cadere, viene vinta e trasformata in una sensazione di ebrezza, di piacere, e sviluppata nell'impulso a andare ancor più veloci e a giuocare in ogni modo con la velocità e l'accelerazione che ai corpi imprime la forza di gravità. Così lo sci, sotto questo aspetto, vorremmo proprio definirlo come ''una tecnica, un giuoco e una ebrezza della caduta''. Praticando questo sport si sviluppa di certo una forma di audacia o intrepidezza fisica, ma è una forma tutta speciale, ben distinta dall'audacia dell'alpinista, anzi ad essa opposta come significato: è una forma, diciamolo pure, «moderna». (da ''Psicanalisi dello sci'', p. 61)
*I ritmi accelerandosi, l'«umanismo» doveva percorrere la via che, volendo usare i simboli dianzi ricordati, da Prometeo conduce a Epimeteo. Il mondo moderno che sta prendendo forma non conosce il Prometeo liberato in senso positivo, cioè il Prometeo liberato attraverso Eracle (anticamente Eracle stette a significare l'uomo, l'eroe, che ha fatto l'altra scelta, quella di essere un alleato delle forze olimpiche). Esso conosce il Prometeo al quale sono state tolte le catene e che è stato lasciato libero di andare per la sua via affinché si glori della sua miseria e della tragedia di una esistenza soltanto umana – o, per dir meglio, dell'esistenza considerata da uno sguardo soltanto umano – giungendo al punto in cui, avendo finito col perdere il gusto per questa specie di autosadismo della sua «grandezza tragica», si tuffi nell'esistenza ottusa propria all'umanità epimeteica la quale in mezzo allo splendido, titanico spettacolo di tutte le umane conquiste dei tempi ultimi, conosce soltanto le discipline proprie agli animali da lavoro e la {{sic|demonìa}} dell'economia. La formula usata da una nota ideologia è appunto l'«umanismo integrale» come «umanismo del lavoro», quale «senso della Storia». Il Ciclo si chiude. (da ''Il riso degli dèi'', p. 95)
==''L'"Operaio" nel pensiero di Ernst Jünger''==
*Lo Jünger vede bene le distruzioni che l'elemento meccanicistico e tecnico realizza. Ma ciò per lui costituisce solo l'aspetto contingente di un fenomeno assai più vasto e, in ultima istanza, positivo. [...] Allora si paleserà anche la legittimità della rivoluzione da essi provocata. Allora la tecnica, con tutte le sue conquiste, apparirà come un'armatura per insospettate rivolte e insospettate lotte, da avere non meno cara di quel che l'antico cavaliere ebbe la sua spada. (p. 134)
*Gli uomini sono nuovamente tipici e importanti là dove essi, per l'assenza di complicazioni intellettuali o sentimentali, meno credevano di esserlo: nella vita reale, nelle strade e nelle piazze, nelle case e nei cortili, sugli aeroplani o nelle ferrovie sotterranee, dove si lavora. (p. 135)
*Non vi è dove evadere, dove scartare, dove indietreggiare. Bisogna invece intensificare la violenza e la velocità dei processi nei quali si è presi. Ed è allora bene presentire che dietro alla immane dinamica di questi tempi si cela un centro invisibile. ([https://books.google.it/books?id=TG01mRPlxggC&pg=PA137 p. 137])
*Il fenomeno dell'irruzione dell'"elementare" [...] è reale: e reale è anche il processo di enucleazione di un nuovo tipo, realistico, eroico, impersonale, capace di un controllo e d'un'azione assoluta, proteso verso una assunzione totale della vita. Anche se il mondo di questo nuovo tipo non corrisponde proprio a quello del "Forestaro", anche se esso ha lasciato dietro di sé il periodo delle distruzioni e dell'anarchia e nel suo avvento non si celebrino solo varie forme di quello del Quarto Stato, pure gli orizzonti non si schiariranno, e un temibile destino non sarà prevenuto, fino a che come controparte non si avrà appunto la tradizione spirituale nel senso più alto, un Ordine non nella prima assunzione soltanto attivistico-guerresca dello Jünger, ma appunto con riferimento a valori trascendenti, alle file segrete di qualcosa «che non è di questa terra» e che forse fino a oggi è stato ancora custodito. (pp. 141-142)
==''Orientamenti''==
*È importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un'assoluta intransigenza l'idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell'uomo nuovo, dell'uomo della resistenza, dell'uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di ordine vacillante e illusorio, solo a quest'uomo spetterà il futuro. Ma quand'anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora sta travolgendolo, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute: in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere né occupata né distrutta.
*Nell'[[idea]] va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta.
*Un artigiano che assolve perfettamente alla sua funzione è indubbiamente superiore ad un re che scarti e non sia all'altezza della sua dignità.
*Di fronte ad un mondo in poltiglia il cui principio è: «Chi te lo fa fare», oppure «Prima vien lo stomaco, la pelle (la malapartiana «pelle»!) e poi la morale» o ancora: «Questi non son tempi in cui ci si possa permettere il lusso di avere un carattere», o infine: «Ho famiglia», sappia opporre un chiaro e fermo: «Noi, non possiamo fare altrimenti, questa è la nostra via, questo il nostro essere.» (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA262 p. 262])
*Nell'idea va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA272 p. 272])
*Lo «stile» che deve guadagnar risalto è quello di chi si tiene sulle posizioni in fedeltà a sé stesso e ad un'idea, in una raccolta intensità, in una repulsione per ogni compromesso, in un impegno totale che si deve manifestare non solo nella lotta politica, ma anche in ogni espressione dell'esistenza: nelle officine, nei laboratori, nelle università. nelle strade, nella stessa vita personale degli affetti. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA262 p. 262])
*Non esiste la Storia, entità misteriosa scritta con la lettera maiuscola. Sono gli uomini, finché essi sono davvero uomini, che fanno e disfanno la storia. (da ''Orientamenti'', Edizioni Mediterranee, Roma 2013, [https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&pg=PA265 p. 265])
{{NDR|Julius Evola, ''Orientamenti'', Imperium, 1950.}}
==''Ricognizioni''==
===[[Incipit]]===
Preso in un senso ampliato, il termine «umanismo» è forse il più atto a caratterizzare l'orientamento principale e il fondo ultimo della civiltà dell'èra moderna.
===Citazioni===
*[...] il termine ''otium'', in antitesi a ''labor'' e ''negotium'', spesso fu usato dai classici per designare non la fannullagine, ma il tempo dedicato ad attività non materiali, intellettuali, a studi, alla letteratura, a speculazioni e simili; mentre ''otium sacrum'' figurò nella stessa terminologia religiosa e ascetica, associato all'attività contemplativa. Qui non sappiamo resistere alla tentazione di citare un proverbio spagnolo: ''el hombre que trabaja pierde un tiempo muy precioso'', cioè «l'uomo che lavora (in senso proprio) perde un tempo assai prezioso». Perdere questo tempo prezioso – perché meglio utilizzabile – può essere una necessità, una triste necessità. ''Ma il punto fondamentale dovrebbe essere il rifiuto di fare di tale necessità una virtù e esaltare una società di cui essa sia la chiave di volta''.<br>In ogni visione sana e normale della vita il lavoro deve essere considerato come un semplice mezzo di sostentamento nel caso di esseri non qualificati per svolgere una attività di un genere più alto. Lavorare come fine in sé e oltre quanto occorre pel proprio mantenimento è una aberrazione – e proprio il lavoratore dovrebbe capirlo: l'«eticità del lavoro», l'«umanesimo del lavoro», il «lavoro come onore» e tutte le altre chiacchiere non sono che mezzi per mistificarlo e per meglio saldare le catene che lo legano al meccanismo della «produzione» divenuta quasi un processo autonomo. (da ''Lo Stato e il Lavoro'', pp. 34-35)
*Non la semplice sottomissione ma l'adesione e il riconoscimento da parte dell'inferiore sono [...] la base fondamentale di ogni gerarchia normale e tradizionale. Non è il superiore che da bisogno dell'inferiore, ma è l'inferiore che ha bisogno del superiore; non è il capo che ha bisogno dei gregari ma è il gregario che ha bisogno di un capo. (da ''Il problema della decadenza'', p. 45)
*Il riconoscere che anche in economia i fattori primari sono i fattori spirituali, che un cambiamento di attitudine, una vera ''metanoia'' è il solo mezzo efficace se si deve ancora concepire un arresto sulla china, ciò va al di là dell'intelletto dei tecnici, giunti a proclamare ormai che «la economia è il nostro destino». Ma dove conduca la via, ove l'uomo tradisca se stesso, sovverta una giusta gerarchia di valori e di interessi, si concentri nell'esteriorità e nella<ref>Nella fonte: della, refuso.</ref> ricerca del guadagno, della «produzione», del fattore economico in genere faccia il motivo predominante della sua anima, lo si sa. Forse il [[Werner Sombart|Sombart]] è colui che meglio di ogni altro ha analizzato tutto il processo. Esso sbocca fatalmente in quelle forme dell'alto capitalismo industriale, in cui si è condannati ad una corsa senza tregua e ad una espansione illimitata del produrre, perché ogni arresto significherebbe immediatamente arretrare, spesso essere scalzati o travolti. Donde dei processi economici a catena che prendono il grande imprenditore anima e corpo, che lo legano più dell'ultimo suo operaio, mentre la corrente, resasi quasi autonoma, trascina con sé migliaia di esseri e finisce col dettar legge a genti o governi. ''Fiat productio, pereat homo''. (da ''Il morso della tarantola'', p. 55-56)
== ''Rivolta Contro il Mondo Moderno'' ==
*È compito della tradizione – lo si ripete – scavare dei saldi alvei, a che le correnti caotiche della vita fluiscano nella direzione giusta. Liberi, sono coloro che assumendo questa direzione tradizionale non la sentono come imposta, ma vi si sviluppano spontaneamente, vi si riconoscono, tanto da attenuare quasi con un moto dall'interno la possibilità più alta, "tradizionale", della loro natura.
*Per contro, nell'appartenersi e nel darsi una forma, nell'avere in se il principio di una vita non più dispersa, non più a battentesi qua e là in cerca di altro o di altri per completarsi e per giustificarsi, non più spezzata dalla necessità e dal conato irrazionale verso l'esterno e il diverso, in una parola, nell'esperienza dell'ascesi, si sentì la via per comprendere l'altra regione, il mondo dello stato dell' "essere", di quel che non è più fisico ma metafisico – "natura intellettuale priva di sonno", e di cui simboli solari, regioni uraniche, enti di luce o di fuoco, isole e altezze montane tradizionalmente furono le figurazioni. Tali le "due nature". E fu concepita una nascita secondo l'una e una secondo l'altra, e passaggio dall'una all'altra nascita, perché fu detto: "Un uomo è un dio mortale e, un dio, un uomo immortale". Il mondo tradizionale conobbe questi due grandi poli dell'esistenza e le vie che dall'uno conducono all'altro. [...] Conobbe che l'esistenza esterna, il "vivere", è nulla, se non approssimazione verso il sovramondo, verso il "più che vivere", se il suo più alto fine non è la partecipazione ad esso e una liberazione attiva dal vincolo umano. Conobbe che falsa è ogni autorità, ingiusta e violenta ogni legge, vana e caduca ogni istituzione, quando non siano autorità, leggi ed istituzioni ordinate al principio superiore dell'Essere -dall'alto verso l'alto. Il mondo tradizionale conobbe La Regalità Divina. Conobbe l'atto del transito: l'Iniziazione – le due grandi vie dell'approssimazione: l'Azione eroica e la Contemplazione – la mediazione: il Rito e la Fedeltà – il grande sostegno: la Legge tradizionale, la Casta – il simbolo terreno l'Impero. Queste sono le basi della gerarchia e della civiltà tradizionale, in tutto e per tutto distrutte dalla trionfante civiltà "umana" dei moderni.
*Ove la Tradizione mantenne tutta la sua forza, la dinastia o successione dei re sacrali costituì un asse di luce e di eternità nel tempo e la presenza vittoriosa del sovramondo nel mondo, la componente "olimpica", che trasfigura l'elemento demonico del demos e dà un significato superiore a tutto ciò che è Stato, nazione e razza. E anche negli strati più bassi, il legame gerarchico creato da una dedizione cosciente e virile valeva come mezzo per un' approssimazione e una partecipazione. Infatti anche la semplice legge, dall'alto, rivestita di un'autorità, era, per coloro che non potevano accendere a sè stessi il fuoco sovrannaturale, un riferimento e un sostegno di là dalla semplice individualità umana. In realtà, l'aderenza intima, libera e effettiva, di tutta una vita alle norme tradizionali, anche quando non era presente, a giustificarla, una piena comprensione della loro dimensione interna, faceva sì che tale vita acquistasse oggettivamente un significato superiore: attraverso l'obbedienza e la fedeltà, attraverso l'azione o conforme ai principi e ai limiti tradizionali, una forza invisibile le dava forma e la disponeva sulla stessa direzione di quell'asse sovrannaturale, che negli altri – nei pochi al vertice – viveva allo stato di verità, di realizzazione, di luce. Così si formava un organismo stabile ed animato, costantemente orientato verso il sovramondo, santificato in potenza e in atto secondo i suoi gradi gerarchici, in tutti i domini del pensare, del sentire, dell'agire, del lottare. In tale clima viveva il mondo della Tradizione.
*E quasi sempre va riconosciuto, con Nietzsche, che dovunque sorge la preoccupazione per una "morale", là vi è già una decadenza – il mos delle vichiane "età eroiche" mai ha avuto a che fare con limitazioni moralistiche. Specie la tradizione estremo-orientale ha messo bene in rilievo l'idea che la morale e la legge in genere (in senso conformistico e sociale) sorgono laddove la "virtù" e la "Via" non sono più conosciute: "Perduta la via, resta la virtù; perduta la virtù resta l'etica; perduta l'etica resta il diritto; perduto il diritto resta il costume. Il costume è solo l'esteriorità dell'etica e segna il principio della decadenza." Quanto poi alle leggi tradizionali, esse, nel loro carattere sacro e nella loro finalità trascendente, come avevano una validità non-umana, così in nessun modo si potevano riportare al piano di una morale nel senso corrente. Nè l'antagonismo dei popoli, lo stato di guerra è da per sè causa della rovina di una civiltà: l'idea del pericolo, come quella della conquista, può invece rinsaldare anche materialmente le maglie di una struttura unitaria, rinfocolare una unità di spirito nelle manifestazioni esterne – mentre la pace ed il benessere possono condurre ad uno stato di tensione ridotta, il quale facilità l'azione delle cause più profonde di un possibile disfacimento.
*Se un corpo è libero solo quando esso obbedisce alla sua anima, non ad un'anima eterogenea – allora riceve un senso profondo di verità l'affermazione di Federico II, secondo la quale gli Stati che riconoscono l'autorità dell'Impero sono liberi, mentre schiavi sono quelli che alla Chiesa – esponente di un'altra spiritualità – si sottomettono.
*D'altronde, è già stata ricordata la relazione tra ''aeternitas'' e ''imperium'' presentata dalla tradizione romana, donde un carattere trascendente, non-umano a cui vi viene elevata l'idea del "''regere''", sì che la paganità attribuì agli dèi la grandezza della città dell'Aquila e dell'Ascia. Da ciò, il segno più profondo che può presentare anche l'idea, secondo la quale il mondo non sarebbe finito fino a quando si sarebbe mantenuto l'Impero romano: idea da riportare a quella della funzione, appunto, di mistica salvazione attribuita all'Impero, una volta che si intenda "mondo" non fisicamente o politicamente, ma nel senso di "''cosmos''", di diga d'ordine e di stabilità opposta alle forze del caos e della disgregazione.
*Peraltro leggi ed istituzioni, come erano dall'alto, così, nei quadri di ogni tipo veramente tradizionale di civiltà, erano verso l'alto. Un ordinamento politico, economico e sociale creato in tutto e per tutto per la sola vita temporale è cosa propria esclusivamente al mondo moderno, cioè al mondo dell'anti tradizione. Lo Stato, tradizionalmente, aveva invece un significato e una finalità in un certo modo trascendenti: esso era una apparizione del "sovramondo" e una via verso il "sovramondo".
*Ancora una volta, non si dimentichi la verità, da cui il mondo tradizionale era compenetrato: nulla accade quaggiù, che non sia simbolo ed effetto concordante di avvenimenti spirituali – fra spirito e realtà ( e quindi anche potenza) vi è una intima relazione. Come conseguenza particolare di tale verità, si è già accennato che il vincere o perdere non furono mai considerati come puro caso. La vittoria, tradizionalmente, implica sempre un significato superiore. Permane ancora, e con particolare risalto, tra le popolazioni selvagge l'idea antica, che lo sfortunato è sempre un colpevole: gli esiti di ogni lotta, epperò anche di ogni guerra, sono sempre i segni mistici, risultati, per così dire, di un "giudizio divino", capaci dunque di rivelare, o attuare, un destino umano.
*Nel mondo moderno, sì è deprecata l' "ingiustizia" del regime delle caste, ancor più sono state stigmatizzate le civiltà antiche che conobbero la schiavitù e si è ascritto a vanto dei tempi nuovi l'aver rivendicato il principio dell' "umana dignità". Anche questa è pura retorica. Quel che vale piuttosto mettere in rilievo è che, se vi è mai stata una civiltà di schiavi in grande, questa è esattamente la civiltà moderna. Nessuna civiltà tradizionale vide mai masse così grandi condannate ad un lavoro buio, disanimato, automatico: schiavitù, che non ha nemmeno per controparte l'alta statura e la realtà tangibile di figure di signori e di dominatori, ma che viene imposta anodinamente attraverso la tirannia del fattore economico e le strutture assurde di una società più o meno collettivizzata. E poiché la visione moderna della vita, nel suo materialismo, ha tolto al singolo ogni possibilità di conferire al proprio destino qualcosa di trasfigurante, di vedervi un segno e un simbolo, così la schiavitù di oggi è la più tetra e la più disperata di quante mai se ne siano conosciute.
*Più in generale, va detto che quando il diritto di proprietà cessa di esser privilegio delle due caste superiori e passa alle caste inferiori – dei mercanti e dei servi – si ha di necessità una virtuale regressione naturalistica, si restaura la dipendenza dell'uomo da quegli "spiriti della terra", che nell'altro caso – nel quadro della tradizionalità solare dei signori del suolo – "presenze" superiori trasformavano in zone di influenze propizie, in "limiti creatori" e preservatori. La terra, che può anche appartenere ad un "mercante", vaisha – i proprietari dell'èra capitalistico-borghese possono considerarsi come gli equivalenti moderni dell'antica casta dei mercanti – o ad un servo (il moderno lavoratore), è una terra profanata: non altra è dunque quella che – conformemente appunto agli interessi propri alle due caste inferiori, riuscite a strapparla definitivamente all'antico tipo dei "signori" – non vale più che come un fattore di "economia", da sfruttare ad oltranza in ogni suo aspetto con macchine ed altre escogitazioni moderne. Senonché, giungendo a tanto, è naturale incontrare gli altri sintomi caratteristici per una tale discesa: la proprietà tende sempre più a passare dall'individuale al collettivo. [...] Si ha cioè proprio un ritorno dell'impero del collettivo sull'individuale, col quale si riafferma altresì il concetto collettivistico e promiscuo della proprietà proprio alle razze inferiori, come "superamento" della proprietà privata, come statizzazione, socializzazione e proletarizzazione dei beni e delle terre.
*Non tanto dei nuovi "fatti" potranno portare al riconoscimento di diversi orizzonti, quanto un nuovo atteggiamento dinanzi ad essi.
*Anche nella morale Cristiana la parte avuta da influenze meridionali e non arie è abbastanza visibile. Che sia di fronte a un Dio, e non ad una dea, che non si riconosce spiritualmente alcuna differenza fra uomo e uomo e si elegge per supremo principio l'amore, è di poco momento. Questa eguaglianza appartiene essenzialmente ad una concezione generale, una variante della quale è quel "diritto naturale", che aveva trovato modo di insinuarsi nel diritto romano della decadenza: è in funzione antitetica rispetto all'ideale eroico della personalità, al valore dato a tutto ciò che un essere differenziandosi, dando a se stesso una forma, conquista per sé in un ordine gerarchico.
*Qui aveva preso parimenti forma l'idea della "salvazione" in senso ormai semplicemente religioso e si era affermato l'ideale di una religione aperta a tutti, estranea ad ogni concetto di razza, tradizione e casta, quindi, praticamente, andando incontro a coloro che di razza, di tradizione e di casta non ne avevano nessuna. In questa massa, presso l'azione concomitante dei culti universalistici di provenienza orientale, si andò sempre più diffondendo un bisogno confuso – finché nella figura del fondatore del cristianesimo apparve, per così dire, ciò che produsse la precipitazione catalitica, la cristallizzazione di quel che saturava l'atmosfera. Ed allora non si trattò più di uno strato, di una influenza diffusa, bensì di una forza precisa contro ad un'altra forza.
*L'anima è in ogni essere ragionevole, il principio che decide circa tutto ciò che il corpo eseguirà.
*È compito della tradizione – lo si ripete – scavare dei saldi alvei, a che le correnti caotiche della vita fluiscano nella direzione giusta. Liberi, sono coloro che assumendo questa direzione tradizionale non la sentono come imposta, ma vi si sviluppano spontaneamente, vi si riconoscono, tanto da attuare quasi con un moto dall'interno la possibilità più alta, "tradizionale", della loro natura. Gli altri, quelli che seguono materialmente le istituzioni, obbedendo, ma senza comprenderle e viverle, sono i sorretti: per quanto privo di luce, il loro ubbidire li porta virtualmente oltre la loro limitazione di individui, li dispone sulla stessa direzione dei primi. Ma per coloro che non seguono né nello spirito, né nella forma l'alveo tradizionale, non vi è che il caos. Sono i perduti, i caduti.
*Poi, si è vista la rivolta dei Comuni e il sorgere delle varie formazioni medievali di una potenza mercantile. La programmazione solenne dei diritti del "Terzo Stato" in Francia costituisce la tappa decisiva cui seguono le varietà della "rivoluzione borghese", cioè appunto della terza casta, cui fanno da strumento le ideologie liberali e democratiche. Corrispondentemente, é caratteristica per questa èra la teoria del contratto sociale: come legame sociale ora non si trova più nemmeno una ''fides'' di tipo guerriero, cioè rapporti di fedeltà e di onore. Il legame sociale assume un carattere utilitario e economico: è un accordo in base alla convenienza e all'interesse materiale – quello, che solo un mercante può concepire. L'oro fa da tramite e chi se ne impadronisce e sa moltiplicarlo (capitalismo, finanza, trust industriali), dietro la facciata democratica controlla virtualmente anche il potere politico e gli strumenti di formazione della pubblica opinione. L'aristocrazia cede il posto alla plutocrazia; il guerriero, al banchiere e all'industriale. L'economia vince su tutta la linea. Il traffico con la moneta e con l'interesse, prima confinato nei ghetti, invade la nuova civiltà. Secondo l'espressione del Sombart, nella terra promessa del puritanesimo protestantico, con l'americanismo e il capitalismo, non vive che "spirito ebraico distillato". Ed è naturale che, date queste premesse di congenialità, i rappresentanti moderni dell'ebraismo secolarizzato abbiano quasi visto aprirsi dinanzi a loro, in questa fase, le vie della conquista del mondo. Sono caratteristiche queste espressioni di Karl Marx:"Qual è il principio mondano dell'ebraismo? L'esigenza pratica, il proprio vantaggio. Qual è il suo Dio terrestre? Il denaro. L'ebreo si è emancipato non solo in quanto si è appropriato della potenza del denaro, ma anche in quanto per suo mezzo il denaro è divenuto potenza mondiale. Il dio degli ebrei si è mondanizzato ed è divenuto il dio della terra. Il cambio è il vero Dio degli ebrei."
*Se il vertice delle civiltà tradizionali era costituito dal principio dell'universalità, la civiltà moderna sta dunque essenzialmente sotto il segno di quello del collettivo. Il collettivo sta all'universale come la "materia" sta alla "forma".<ref>{{NDR|[[proporzioni|Proporzione]]}}</ref> Il differenziarsi della sostanza promiscua del collettivo e il costituirsi di esseri personali mediante l'adesione a principi di interessi superiori è il primo passo di ciò che in senso eminente e tradizionale sempre si è inteso per "cultura". Quando il singolo è giunto a dare una legge e una forma alla propria natura sì da appartenere a sé stesso anziché dipendere dalla parte semplicemente fisica del suo essere è già presente la condizione preliminare per un ordine superiore, in cui la personalità non è abolita, ma integrata: e tale è l'ordine stesso delle partecipazioni tradizionali nel quale ogni individuo ogni funzione e ogni casta acquistano il loro giusto senso attraverso il riconoscimento di ciò che è loro superiore e il loro organico connettersi ad esso.
*Per l'accennata azione orientatrice, è bene che tali "testimoni" vi siano, che i valori della Tradizione vengano sempre indicati, anzi in una forma tanto più inattenuata e dura, per quanto più l'opposta corrente acquista forza. Anche se oggi questi valori non possono essere realizzati, non per questo essi si riducono a semplici "idee". Essi sono misure. Qualora anche la capacità elementare di misurare andasse completamente perduta, allora davvero l'ultima notte scenderebbe. Si lascino pure gli uomini del tempo nostro parlare, nel riguardo, con maggiore o minore sufficienza e improntitudine, di anacronismo e di antistoria. Noi sappiamo bene essere, questi, solo gli alibi della loro disfatta. Li si lascino alle loro "verità" e ad un'unica cosa si badi: a tenersi in piedi in un mondo di rovine. [...] Rendere ben visibili i valori della verità, della realtà e della Tradizione a chi, oggi, non vuole il "questo" e cerca confusamente "l'altro" significa dare sostegni a che non in tutti la grande tentazione prevalga, là dove la materia sembra essere ormai più forte dello spirito.
*A lato delle grandi correnti del mondo, esistono ancora individualità ancorate nelle "terre immobili". Sono, di massima, degli sconosciuti che si tengon fuori da tutti i trivi della notorietà e della cultura moderna. Essi mantengono le linee di vetta, non appartengono a questo mondo – pur essendo sparsi sulla terra e spesso ignorandosi a vicenda sono uniti invisibilmente e formano una catena infrangibile nello spirito tradizionale. Questo nucleo non agisce: ha solo la funzione a cui corrisponde il simbolismo del "fuoco perenne". In virtù di essi, la Tradizione è presente malgrado tutto, la fiamma arde invisibilmente, qualcosa connette sempre il mondo al sovramondo. Sono coloro che vegliano.
*[...] mentre l'etica tradizionale chiedeva all'uomo e alla donna di essere sempre più sé stessi, di esprimere con tratti sempre più decisi ciò che fa dell'uno un uomo, dell'altra una donna – ecco che la civiltà nuova volge verso il livellamento, verso l'informe, verso uno stadio che invero non sta al di là, ma al di qua dell'individuazione e della differenza dei sessi.<br>E si è scambiata per conquista una abdicazione. (2013, [https://books.google.it/books?id=BZPLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA207&dq=&pg=PA207#v=onepage&q&f=false p. 207])
==Citazioni su Julius Evola==
*Con il suo idealismo magico, il culto di elementi esoterici, la rincorsa di appassiti valori aristocratici, Evola rappresenta il più importante esponente italiano del filone culturale della rivoluzione conservatrice. ([[Michele Prospero]])
*Evola è un neotradizionalista di destra che sogna di invertire il corso della modernità e recuperare così il gusto per i valori eroici e cavallereschi andati smarriti nell'età della massa. ([[Michele Prospero]])
*Evola non era mai stato iscritto al Partito nazionale fascista, ma questo solo perché lo riteneva troppo soffice e «italiota». Il suo ideale di stile e di organizzazione, e di fermezza ideologica, era il nazismo hitleriano. ([[Giampiero Mughini]])
*Frainteso da amici e nemici, lottò da solo contro il mondo moderno. (Necrologio apparso sul Corriere della Sera del 13 giugno 1974)
*Ho letto e leggo Julius Evola. [...] Ora, io ignoravo tutto dello stato corporale di questo raro spirito. È quello che è. ''Ma egli vede!''. ([[Henry de Montherlant]])
*Julius Evola ebbe due vite. Nella sua prima vita fu pittore, [[Futurismo|futurista]], [[Dadaismo|dadaista]] (dal nome di un movimento artistico e letterario nato a Zurigo nel 1916) e amico del suo fondatore, Tristan Tzara.<br />I quadri dipinti in quegli anni furono notati e ammirati in alcune delle grandi esposizioni europee del tempo. Ma nel 1921 attraversò una difficile crisi personale, fu attratto dagli studi filosofici e dedicò il resto della sua vita alla elaborazione di un idealismo magico in cui è visibile l'influenza di Nietzsche, del pensiero razziale di Gobineau, della filosofia indiana e di altri culti esoterici dell'Asia.<br />Aderì intellettualmente al fascismo e al nazismo perché sostenne di vedere in quei movimenti la nascita di un neo paganesimo e l'avvento di un'era eroica dominata da razze che avrebbero difeso i loro popoli dai flagelli della modernità. Uno dei suoi libri più importanti è, per l'appunto, Rivolta contro il mondo moderno. Era a Vienna nell'aprile del 1945 quando fu ferito durante un bombardamento alleato e perdette l'uso delle gambe.<br />Quando rientrò in patria, nel 1948, fu accusato di avere collaborato alla creazione di una organizzazione fascista rivoluzionaria e venne processato; ma fu assolto ed ebbe da allora nella società culturale italiana una posizione simile per certi aspetti a quella di Céline, lo scrittore anti-semita di cui venivano riconosciute, tuttavia, le grandi qualità letterarie. ([[Sergio Romano]])
*La complessione spirituale di Evola – letto il suo libro {{NDR|''Saggi sull'idealismo magico''}} la si può considerare nella sua totale esperienza – è giunta coraggiosamente a limiti oltrepassati i quali non vi è più speranza per i deboli. I suoi sono continui atti di coraggio quantunque abbiano l'apparenza di sforzi logici; il signore assoluto, l'autarca, colui sufficiente a se stesso è tale in virtù di una coscienza nuova; questa coscienza nuova non ancora completamente manifestata, si è già definita in posizioni solide; questa coscienza nuova è necessaria per comprendere l'arte nuova, la nuova grande arte astratta che, altrimenti, è incomprensibile, incoerente. ([[Aniceto Del Massa]])
*Le cose non si cambiano solo con le piazze, si inizia anche dagli individui, ad esempio leggendo libri. Però si deve essere liberi intellettualmente. Invece, ancora oggi, quando ho detto che considero Julius Evola un artista degno di interesse, ho suscitato scandalo in certa stampa di sinistra, in modo prevenuto e superficiale. ([[Lucio Dalla]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Julius Evola, ''Cavalcare la tigre'', All'Insegna del Pesce d'Oro-Vanni Scheiwiller, 1961.
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=a5DLCQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA90&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Gli Uomini e le Rovine e Orientamenti]'', saggio introduttivo di [[Alain de Benoist]], Edizioni Mediterranee, Roma, 2013. ISBN 978-88-272-2278-2
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=HTagCgAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT57&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Imperialismo pagano]'', saggio introduttivo di Claudio Bonvecchio, Edizioni Mediterranee, Roma, 2015. ISBN 9788827223208
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=HTGVODCfBzIC&lpg=PA60&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false L'arco e la clava]'', saggio introduttivo di [[Giorgio Galli]], Edizioni Mediterranee, Roma, 1995. ISBN 88-272-1087-3
*Julius Evola, ''L'"Operaio" nel pensiero di Ernst Jünger'', a cura di Gianfranco de Turris, Edizioni Mediterranee, Roma, 1998. ISBN 8827212248
*Julius Evola, ''La Metafisica del sesso'', Edizioni Mediterranee, 1994.
*Julius Evola, ''La tradizione ermetica'', Edizioni Mediterranee, 1996.
*Julius Evola, ''[https://books.google.it/books?id=z8NRrqgNpooC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA45&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Ricognizioni: {{small|uomini e problemi}}]'', Edizioni Mediterranee, Roma, 1985.
*Julius Evola, ''Rivolta contro il mondo moderno'', Hoepli, 1934.
==Altri progetti==
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Houston Stewart Chamberlain
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'''Houston Stewart Chamberlain''' (1855 – 1927), scrittore e filosofo britannico naturalizzato tedesco, sposò la figlia di [[Richard Wagner]].
==Citazioni di Houston Stewart Chamberlain==
*{{NDR|Da una lettera a [[Adolf Hitler]]}} Vi attendono grandi compiti che dovete portare a compimento. La mia fede nel germanesimo non ha vacillato un solo istante, anche se le mie speranze – lo confesso – erano assai calate. Il fatto che nell'ora del massimo bisogno la Germania sia stata capace di generare un [[Adolf Hitler|Hitler]], è una prova della sua vitalità, proprio come la forza che egli irradia; giacché questi due elementi – la personalità e l'ascendente – vanno insieme... Dio vi protegga! (citazione da [[William Shirer]], ''Storia del Terzo Reich'', Torino 1962; citato in ''Historia'', n. 245, luglio 1978, Cino del Duca)
==Citazioni su Houston Stewart Chamberlain==
*La risonanza destata in Germania e in Francia dall'opera principale del Chamberlain: ''Le Basi del Secolo XIX'' fu assai più rapida e ampia che non per il [[Joseph Arthur de Gobineau|De Gobineau]]. Immeritatamente, perché l'inferiorità del Chamberlain rispetto al De Gobineau in atto di originalità, di decisioni di tesi e di costruzione, si rende evidente ad ogni osservatore spregiudicato. Nel Chamberlain si è assai disturbati dall'asistematicità, da un continuo sfarfallare dall'un {{sic|domino}} all'altro con spiccata impronta di dilettantismo e con un deciso sbocco nella politica e nell'esaltazione pangermanista. Vi si può poi accusare una sopravvalutazione estetizzante delle espressioni semplicemente artistiche di una civiltà, in contrasto con altre vedute razziste che p. es. nella rudezza iconoclasta di un Driesmans<ref>Heinrich Driesmans (1863–1927), scrittore, antropologo ed etnografo tedesco.</ref>, alla fine riescono più simpatiche - e infine, una curiosa valutazione razzista piuttosto illuminista della civiltà tecnica e scientifica. Nel concetto di "ario" il Chamberlain offre vedute più concilianti, ma anche più compromissorie. Il suo razzismo è assai più modernista che tradizionale e, in fondo, perfino come mito, privo di vera spina dorsale. ([[Julius Evola]])
*Se ascoltiamo la voce di Houston {{sic|Steward}} Chamberlain – un anglo-sassone convertito al germanesimo e divenuto quasi un araldo autorizzato dei destini della nazione tedesca – noi impariamo che, come fra tutte le razze quella davvero privilegiata è l'ariana, così il solo tipo ariano puro, il veramente nobile e aristocratico è il germano; e l'ingresso dei germani in sulla scena della civiltà europea apre l'{{sic|èra}} di un nuovo mondo, di un mondo che conoscerà per sua fortuna i fasti della dittatura tedesca. ([[Gino Dallari]])
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'''Houston Stewart Chamberlain''' (1855 – 1927), scrittore e filosofo britannico naturalizzato tedesco, sposò la figlia di [[Richard Wagner]].
==Citazioni di Houston Stewart Chamberlain==
*{{NDR|Da una lettera a [[Adolf Hitler]]}} Vi attendono grandi compiti che dovete portare a compimento. La mia fede nel germanesimo non ha vacillato un solo istante, anche se le mie speranze – lo confesso – erano assai calate. Il fatto che nell'ora del massimo bisogno la Germania sia stata capace di generare un [[Adolf Hitler|Hitler]], è una prova della sua vitalità, proprio come la forza che egli irradia; giacché questi due elementi – la personalità e l'ascendente – vanno insieme... Dio vi protegga! (citazione da [[William Shirer]], ''Storia del Terzo Reich'', Torino 1962; citato in ''Historia'', n. 245, luglio 1978, Cino del Duca)
==Citazioni su Houston Stewart Chamberlain==
*La risonanza destata in Germania e in Francia dall'opera principale del Chamberlain: ''Le Basi del Secolo XIX'' fu assai più rapida e ampia che non per il [[Joseph Arthur de Gobineau|De Gobineau]]. Immeritatamente, perché l'inferiorità del Chamberlain rispetto al De Gobineau in atto di originalità, di decisioni di tesi e di costruzione, si rende evidente ad ogni osservatore spregiudicato. Nel Chamberlain si è assai disturbati dall'asistematicità, da un continuo sfarfallare dall'un {{sic|domino}} all'altro con spiccata impronta di dilettantismo e con un deciso sbocco nella politica e nell'esaltazione pangermanista. Vi si può poi accusare una sopravvalutazione estetizzante delle espressioni semplicemente artistiche di una civiltà, in contrasto con altre vedute razziste che p. es. nella rudezza iconoclasta di un Driesmans<ref>Heinrich Driesmans (1863–1927), scrittore, antropologo ed etnografo tedesco.</ref>, alla fine riescono più simpatiche - e infine, una curiosa valutazione razzista piuttosto illuminista della civiltà tecnica e scientifica. Nel concetto di "ario" il Chamberlain offre vedute più concilianti, ma anche più compromissorie. Il suo razzismo è assai più modernista che tradizionale e, in fondo, perfino come mito, privo di vera spina dorsale. ([[Julius Evola]])
*Se ascoltiamo la voce di Houston {{sic|Steward}} Chamberlain – un anglo-sassone convertito al germanesimo e divenuto quasi un araldo autorizzato dei destini della nazione tedesca – noi impariamo che, come fra tutte le razze quella davvero privilegiata è l'ariana, così il solo tipo ariano puro, il veramente nobile e aristocratico è il germano; e l'ingresso dei germani in sulla scena della civiltà europea apre l'{{sic|èra}} di un nuovo mondo, di un mondo che conoscerà per sua fortuna i fasti della dittatura tedesca. ([[Gino Dallari]])
==Note==
<references />
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'''Houston Stewart Chamberlain''' (1855 – 1927), scrittore e filosofo britannico naturalizzato tedesco, sposò la figlia di [[Richard Wagner]].
==Citazioni di Houston Stewart Chamberlain==
*{{NDR|Da una lettera a [[Adolf Hitler]]}} Vi attendono grandi compiti che dovete portare a compimento. La mia fede nel germanesimo non ha vacillato un solo istante, anche se le mie speranze – lo confesso – erano assai calate. Il fatto che nell'ora del massimo bisogno la Germania sia stata capace di generare un [[Adolf Hitler|Hitler]], è una prova della sua vitalità, proprio come la forza che egli irradia; giacché questi due elementi – la personalità e l'ascendente – vanno insieme... Dio vi protegga! (citazione da [[William Shirer]], ''Storia del Terzo Reich'', Torino 1962; citato in ''Historia'', n. 245, luglio 1978, Cino del Duca)
==Citazioni su Houston Stewart Chamberlain==
*La risonanza destata in Germania e in Francia dall'opera principale del Chamberlain: ''Le Basi del Secolo XIX'' fu assai più rapida e ampia che non per il [[Joseph Arthur de Gobineau|De Gobineau]]. Immeritatamente, perché l'inferiorità del Chamberlain rispetto al De Gobineau in atto di originalità, di decisioni di tesi e di costruzione, si rende evidente ad ogni osservatore spregiudicato. Nel Chamberlain si è assai disturbati dall'asistematicità, da un continuo sfarfallare dall'un {{sic|domino}} all'altro con spiccata impronta di dilettantismo e con un deciso sbocco nella politica e nell'esaltazione pangermanista. Vi si può poi accusare una sopravvalutazione estetizzante delle espressioni semplicemente artistiche di una civiltà, in contrasto con altre vedute razziste che p. es. nella rudezza iconoclasta di un Driesmans<ref>Heinrich Driesmans (1863–1927), scrittore, antropologo ed etnografo tedesco.</ref>, alla fine riescono più simpatiche – e infine, una curiosa valutazione razzista piuttosto illuminista della civiltà tecnica e scientifica. Nel concetto di "ario" il Chamberlain offre vedute più concilianti, ma anche più compromissorie. Il suo [[razzismo]] è assai più modernista che tradizionale e, in fondo, perfino come mito, privo di vera spina dorsale. ([[Julius Evola]])
*Se ascoltiamo la voce di Houston {{sic|Steward}} Chamberlain – un anglo-sassone convertito al germanesimo e divenuto quasi un araldo autorizzato dei destini della nazione tedesca – noi impariamo che, come fra tutte le razze quella davvero privilegiata è l'ariana, così il solo tipo ariano puro, il veramente nobile e aristocratico è il germano; e l'ingresso dei germani in sulla scena della civiltà europea apre l'{{sic|èra}} di un nuovo mondo, di un mondo che conoscerà per sua fortuna i fasti della dittatura tedesca. ([[Gino Dallari]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Immagine:Hschamberlain1886wien.jpg|thumb|Houston S. Chamberlain]]
'''Houston Stewart Chamberlain''' (1855 – 1927), scrittore e filosofo britannico naturalizzato tedesco, sposò la figlia di [[Richard Wagner]].
==Citazioni di Houston Stewart Chamberlain==
*{{NDR|Da una lettera a [[Adolf Hitler]]}} Vi attendono grandi compiti che dovete portare a compimento. La mia fede nel germanesimo non ha vacillato un solo istante, anche se le mie speranze – lo confesso – erano assai calate. Il fatto che nell'ora del massimo bisogno la Germania sia stata capace di generare un [[Adolf Hitler|Hitler]], è una prova della sua vitalità, proprio come la forza che egli irradia; giacché questi due elementi – la personalità e l'ascendente – vanno insieme... Dio vi protegga! (citazione da [[William Shirer]], ''Storia del Terzo Reich'', Torino 1962; citato in ''Historia'', n. 245, luglio 1978, Cino del Duca)
==Citazioni su Houston Stewart Chamberlain==
*La risonanza destata in Germania e in Francia dall'opera principale del Chamberlain: ''Le Basi del Secolo XIX'' fu assai più rapida e ampia che non per il [[Joseph Arthur de Gobineau|De Gobineau]]. Immeritatamente, perché l'inferiorità del Chamberlain rispetto al De Gobineau in atto di originalità, di decisioni di tesi e di costruzione, si rende evidente ad ogni osservatore spregiudicato. Nel Chamberlain si è assai disturbati dall'asistematicità, da un continuo sfarfallare dall'un {{sic|domino}} all'altro con spiccata impronta di dilettantismo e con un deciso sbocco nella politica e nell'esaltazione pangermanista. Vi si può poi accusare una sopravvalutazione estetizzante delle espressioni semplicemente artistiche di una civiltà, in contrasto con altre vedute razziste che p. es. nella rudezza iconoclasta di un Driesmans<ref>Heinrich Driesmans (1863–1927), scrittore, antropologo ed etnografo tedesco.</ref>, alla fine riescono più simpatiche – e infine, una curiosa valutazione razzista piuttosto illuminista della civiltà tecnica e scientifica. Nel concetto di "ario" il Chamberlain offre vedute più concilianti, ma anche più compromissorie. Il suo [[razzismo]] è assai più modernista che tradizionale e, in fondo, perfino come mito, privo di vera spina dorsale. ([[Julius Evola]])
*Se ascoltiamo la voce di Houston {{sic|Steward}} Chamberlain – un anglo-sassone convertito al germanesimo e divenuto quasi un araldo autorizzato dei destini della nazione tedesca – noi impariamo che, come fra tutte le razze quella davvero privilegiata è l'ariana, così il solo tipo ariano puro, il veramente nobile e aristocratico è il germano; e l'ingresso dei germani in sulla scena della civiltà europea apre l'{{sic|èra}} di un nuovo mondo, di un mondo che conoscerà per sua fortuna i fasti della dittatura tedesca. ([[Gino Dallari]])
==Note==
<references />
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[[Categoria:Filosofi britannici]]
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[[File:Iglesia de Nuestra Señora de La Blanca, Cardejón, España, 2012-09-01, DD 02.JPG|thumb|upright=1.4|Un campo di girasoli]]
Citazioni sul '''fiore'''.
==Citazioni==
*''Che cosa sono i fiori? | non senti in loro come una vittoria? | la forza di chi torna | da un altro mondo e canta | la visione. L'aver visto qualcosa | che trasforma | per vicinanza, per adesione a una legge | che si impara cantando, si impara profumando. || Che cosa sono i fiori se non qualcosa d'amore | che da sotto la terra viene | fino alla mia mano | a fare la festa generosa. || Che cosa sono se non | leggere ombre a dire | che la bellezza non si incatena | ma viene gratis e poi scema, sfuma | e poi ritorna quando le pare. || Chi li ha pensati i fiori, | prima, prima dei fiori.'' ([[Mariangela Gualtieri]])
*''Che fai laggiù bambina | Con quei fiori appena colti | Che fai laggiù ragazza | Con quei fiori quei fiori seccati | Che fai laggiù bella donna | Con quei fiori che appassiscono | Che fai laggiù già vecchia | Con quei fiori che muoiono | Aspetto il vincitore''. ([[Jacques Prévert]])
*Chi sente soltanto il [[profumo]] di un fiore, non lo conosce, e nemmeno non lo conosce chi lo coglie solo per farne materia di studio. ([[Friedrich Hölderlin]])
*Chi vi coglie? Fiorite ed appassite, e non sapete che sul candidissimo seno di una dama, sulle braccia tarlate di una crocetta nera, altri fiori, meno belli di voi, più belli di voi, agitano i petali al susurro di una parola rovente, al prorotto singhiozzare d'una preghiera. Fiorite ed appassite, e chi passa vi guarda e dice che le speranze, i dolori, si sciupano in questa vita, come i vostri petali ad uno ad uno, quando posate nelle mani della elegante passeggiatrice. Ella vi sfoglia per sapere l'amore che dura un giorno....<br/>Non sa l'amore e si trova senza speranze e senza dolori. ([[Ambrogio Bazzero]])
*Cogliere un fiore non è una gran cosa. È facile ed irrevocabile. (''[[V for Vendetta]]'')
*E a guardarli bene, ad odorarli, i fiori conservano, nella loro brevissima giornata terrena, una traccia vaga, indefinibile di un mondo che, essendo misterioso, apre il cuore dell'uomo alla speranza; ma soprattutto all'amore, che è insieme verità e bellezza della vita. Ed è così che i fiori c'insegnano a sorridere. ([[Marino Piazzolla]])
*''E in tutto il mondo | si sente un grande profumo | che ogni fiore | sprigiona come un addio | lasciando all'uomo | il ricordo dei bei colori | che ormai più non vede.'' ([[Adriano Celentano]])
*''È nato in un prato un fiore colorato, | è nato in un prato un fiore già appassito, | il fiore colorato è stato concimato, | il fiore già appassito è stato trascurato.'' ([[Giorgio Gaber]])
*E non coglierai i fiori. Solo il fiore che lasci sulla pianta è tuo. ([[Aldo Capitini]])
*– È solo un fiore.<br>– Ma rifletti sulla sua complessità, pensa agli elementi che hanno concorso a renderlo così affascinante. E poi, fiorisce senza aver bisogno della nostra presenza, come il cielo. Nemmeno lui ha bisogno di noi. (''[[I sopravvissuti]]'')
*''Finché l'[[età]] n'invita, | Cerchiam di goder. | L'[[aprile]] del piacer | Passa, e non torna più. | Grave divien la vita | Se non ne cogli il fior''. ([[Vincenzo Monti]])
*Fiori magici ronzavano. I pendii li cullavano. Bestie di una eleganza favolosa circolavano. ([[Arthur Rimbaud]])
*Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un vaso, camelie candidissime, camelie rosee... Perché adorando i fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la donna? ([[Ambrogio Bazzero]])
*I fiori e il [[sole]] sono la sola bellezza che renda tollerabile la vita. ([[Virgilio Brocchi]])
*I fiori, in quanto organi erotici della nostra terra, sono come le sue cime, le sue punte, sulle quali si annuncia la luce di un sole che li avvolge nei suoi raggi e che è ancora invisibile ai nostri occhi. Risalire da essi al grande astro è un ufficio sacerdotale. ([[Ernst Jünger]])
*I fiori: le sgualdrine dipinte del mondo delle api! (''[[I Simpson (ventesima stagione)|I Simpson]]'')
*I fiori nel pieno della loro bellezza sono amati da tutti, ma quando appassiscono sono ricordati solo da chi li ha amati veramente. Questo succede anche per gli esseri umani: dopo la loro morte restano sempre nel ricordo e nel cuore dei loro cari. (''[[Candy Candy]]'')
*Il culto di queste meravigliose creature della terra e del sole non ha epoche. ([[Aldo Busi]])
*Il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e il più bello di tutti. (''[[Mulan]]'')
*Il fiore che sta chiuso alla rugiada, non si apre nemmeno al sole. ([[Alessandro Varaldo]])
*Il fiore perfetto è una cosa rara. Se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una [[vita]] sprecata. (''[[L'ultimo samurai]]'')
*Io non colgo neanche i fiori. Chi vuole ammirarli deve venire a vederli sulla pianta, non appassiti e morti nei vasi. (''[[La polizia bussa alla porta]]'')
*Misi i fiori nell'acqua e li sistemai in mezzo al soggiorno vuoto. "Sono proprio belli, Ruth. Mi è capitato di comprare fiori per le donne, ma nessuna donna ne aveva mai regalati a me. È una cosa bellissima."<br>Ruth arrossì. "La gente ha bisogno di fiori." ([[Leslie Feinberg]])
*Nei variopinti disegni dei fiori, come in segrete scritte a geroglifico, l'immutabile vive, e i fiori sono simili a orioli, ove sia sempre da leggersi l'ora giusta. ([[Ernst Jünger]])
*''Nel fiore de la vita. | Ché non è pianta, ché non è vermena | che non si trovi al tempo suo fiorita; || o presso mormorante acqua di vena | o ne lo stagno tacito; per lande | o in solchi; sopra il fimo o ne la rena: || e la quercia che immensa l'ombra spande, | piccolo; e il fioraliso ch'ha lo stelo | sottile, porta il fiore suo più grande: || piccolo il pino, grande il grogo: e il melo | l'ha bianco e pure è la fuggevol cosa! | e il cardo, eterno e del color di cielo.'' ([[Giovanni Pascoli]])
*Nessun fiore fiorisce quanto la [[peonia]]. Confronto a lei, gli altri fiori sembrano imprecare a denti stretti. ([[Amélie Nothomb]])
*''Non puoi cogliere un fiore | senza disturbare una stella.'' ([[Francis Thompson]])
*O anime gentili e mestissime, io contemplo i fiorellini strisciati dall'ultimo raggio di sole.<br/>E perché di quei fiorellini io colgo e bacio l'appassito? ([[Ambrogio Bazzero]])
*Ogni hiuri avi lu soi adduri. ([[Proverbi calabresi|proverbio calabrese]])
*Ogni hiuri è signu d'amuri. ([[Proverbi calabresi|proverbio calabrese]])
*Per un fiore appassito nel libro dei ricordi rugiada è una lagrima di dolore. ([[Ambrogio Bazzero]])
*''Porpora e rosa: egual destino; belle | fin che durino gocce dell'aurora; | ma che il Padre dei vivi le dardeggi | d'un solo raggio, e vedile avvizzire. | Breve è la vita ai fiori; orgoglio, fasto, | al mattino, e la sera già decade | loro impero e calamità li reca | a trista morte.'' ([[Acolmiztli Nezahualcóyotl]])
*Prendi l'aspetto del fiore innocente, ma sii il [[serpente]] sotto di esso. ([[William Shakespeare]])
*''Risuona nel ramo fiorito | l'urlo primordiale dell’universo: | il big bang di grazia e spavento | che moltiplica gli atomi | e incista vita dove c’era vento.'' ([[Lillo Gullo]])
*Una delle cose più attraenti dei fiori è la loro splendida riservatezza. ([[Henry David Thoreau]])
*''Un fiore cade senza far rumore, | senza colpa né dolore, | senza chiedersi perché.'' ([[Francesco Gabbani]])
*''Un fiore in bocca può servire, sai | più allegro tutto sembra.'' ([[Lucio Battisti]])
*''Un fiore sopra un sasso,'' | ''riarso dalla solitudine.'' || ''Gli dèi verranno, | attende.'' || ''Un fiore sopra un sasso, | riarso dalla solitudine.'' ([[Sitor Situmorang]])
===[[Emily Dickinson]]===
*I fiori non sono del tutto terreni. Sono come i Santi. Senza dubbio ci sentiremmo più a Casa con loro che con i Santi di Dio.
*I fiori sono così allettanti che temo siano peccati – come il gioco d'azzardo o l'apostasia.
*Forse il caro Cuore afflitto si aprirà a un fiore, che santifica senza che gli venga chiesto, e soccorre senza una Parola.
*''Mi nascondo – nel mio fiore, | perché mentre appassirà nel tuo Vaso – | tu – senza saperlo – sentirai per me – | quasi – una malinconia.''
*''Non deludere Madre Natura | che l'aspetta in quel Giorno – | essere un Fiore, è profonda | Responsabilità.''
*Non lo sai che un fiore una volta appassito e ravvivato, diventa un fiore immortale? – proprio così, che risorge?
===[[Antoine de Saint-Exupéry]]===
*Da milioni di anni i fiori mettono le [[spina|spine]]. Da milioni di anni le pecore mangiano ugualmente i fiori. E non è forse una cosa seria cercare di capire perché i fiori si danno tanta pena per mettere spine che non servono a niente?
*I fiori sono deboli. Sono ingenui. Si fanno coraggio come possono. E con le spine pensano di mettere paura...
*Non bisogna mai ascoltare i fiori. Bisogna guardarli e annusarli.
==Voci correlate==
*[[Polline]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Fiori| ]]
[[Categoria:Giardinaggio]]
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Harry Dean Stanton
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/* Filmografia */
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[[Immagine:HarryDeanStanton-1.jpg|thumb|right|Harry Dean Stanton nel 2006]]
'''Harry Dean Stanton''' (1926 – 2017), attore statunitense.
==Citazioni su Harry Dean Stanton==
*Harry Dean Stanton è uno dei miei idoli cinematografici. Per questo film {{NDR|''[[This Must Be the Place]]''}} avevo la possibilità di incontrare gli attori americani e uno dei primi che ho chiesto di vedere è stato proprio Harry Dean Stanton. Il primo incontro è stato emozionante e sorprendente. Siamo stati in silenzio per un tempo lunghissimo. Io tramortito dall'imbarazzo e lui completamente a suo agio in questa specie di acquario. Poi, di colpo, senza preavviso, ha detto: "Io vivo bene perché non ho le risposte". Io ho azzardato, tanto per dire una cosa: "L'importante è non farsi le domande". È seguito un altro silenzio e poi ci siamo salutati. Qualche ora dopo mi ha chiamato un suo assistente e mi ha detto che Harry Dean era rimasto favorevolmente colpito da me. Mi è sembrato, per un attimo, di vivere dentro una buona sceneggiatura. ([[Paolo Sorrentino]])
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Le colline blu]]'' (1966)
*''[[Nick mano fredda]]'' (1967)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Alien]]'' (1979)
*''[[1997: fuga da New York]]'' (1981)
*''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' (1988)
*''[[Fuoco cammina con me]]'' (1992)
*''[[The Prison]]'' (1994)
*''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997)
*''[[Paura e delirio a Las Vegas]]'' (1998)
*''[[Il miglio verde]]'' (1999)
*''[[Una storia vera]]'' (1999)
*''[[The Man Who Cried - L'uomo che pianse]]'' (2000)
*''[[Terapia d'urto]]'' (2003)
*''[[Inland Empire - L'impero della mente]]'' (2006)
*''[[This Must Be the Place]]'' (2011)
{{div col end}}
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Stanton, Harry Dean}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Il Mereghetti
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'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]'', p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
===F===
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]]
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Oliver Wendell Holmes
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{{Nota disambigua|descrizione=il giurista, di lui figlio|titolo=[[Oliver Wendell Holmes (giurista)]]}}
[[Immagine:Oliver Wendell Holmes Sr daguerreotype.jpeg|thumb|Oliver Wendell Holmes nel 1853]]
'''Oliver Wendell Holmes, Sr.''' (1809 – 1894), medico, insegnante e scrittore statunitense.
==Citazioni di Oliver Wendell Holmes==
*Credo fermamente che se tutti i [[farmaco|medicinali]], come sono utilizzati adesso, potessero essere risucchiati in fondo al mare, sarebbe tanto meglio per il genere umano e tanto peggio per i pesci.<ref>Citato in Andrew Weil e Winifred Rosen, ''Dal cioccolato alla morfina. Tutto quello che dovete sapere sulle sostanze che alterano la mente'', traduzione di Fabio Bernabei, Arcana, Roma, 2007, p. 175.</ref>
*La malattia, nota come febbre puerperale, è così contagiosa che di frequente viene diffusa tra le pazienti da medici e infermiere.<ref>Da ''The Contagiousness of Puerperal Fever'', 1843. Citato in AA.VV., ''Il libro della medicina'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 119. ISBN 9788858036730</ref>
*La vita è come dipingere un quadro, non come fare una somma.<ref>Citato in Anthony Robbins, ''Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, economico'', traduzione di Tilde Riva e Nicoletta Rosati, Bompiani, 2020, p. 296. ISBN 9788845294945</ref>
*Se tutte le medicine della farmacopea venissero buttare in mare, sarebbe meglio per il genere umano, sebbene un po' meno per i pesci.<ref>{{cita web|url=http://naturalhygienesociety.org/past2.html|titolo=Natural Hygiene history - 2|accesso=5-03-2011|lingua=en}}</ref>
*Talvolta essere un giovane di settant'anni è molto più promettente che essere un vecchio di quaranta.
:''To be seventy years young is sometimes far more cheerful and hopeful than to be forty years old''.<ref>Da ''On the Seventieth Birthday of Julia Ward Howe (May 27, 1899)''; citato in ''Bartlett's Familiar Quotations'', X edizione, 1919.</ref>
==''The Autocrat of the Breakfast Table''==
*Il [[Peccato (religione)|peccato]] possiede molti utensili, ma la menzogna è il manico che si adatta a tutti. (VI)<ref name=e />
*Niente è così comune come il desiderio di essere eccezionale. (12)<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*Quante persone vivono con una reputazione che avrebbero voluto avere!
:''How many people live on the reputation of the reputation they might have made!'' (III)
*Trovo che la cosa importante nel mondo è non tanto dove stiamo, quanto in che direzione stiamo andando. (IV)<ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
*Un [[pensiero]] è spesso originale anche se lo hai espresso un centinaio di volte. (I)<ref>''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013. ISBN 9788858654644</ref>
==''The Professor at the Breakfast Table''==
*Il rumore di un [[bacio]] non è forte come quello di un cannone, ma la sua eco dura molto più a lungo.
:''The sound of a kiss is not so loud as that of a cannon, but its echo lasts a deal longer''. (XI)
*L'[[intuizione]] di un istante talvolta vale una vita di esperienza.
:''A moment's insight is sometimes worth a life's experience''. (X)
*La [[verità]] è resistente. Non scoppia come una bolla di sapone appena la tocchi. No, anche se la prendi a calci tutto il giorno, la sera sarà tonda e piena.
:''Truth is tough. It will not break, like a bubble, at a touch; nay, you may kick it about all day, like a football, and it will be round and full at evening''. (V)
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Oliver Wendell Holmes (giurista)]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Holmes, Olivier}}
[[Categoria:Medici statunitensi]]
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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Steven Seagal
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[[File:Steven seagalpa.jpg|thumb|Steven Seagal nel 2006]]
'''Steven Frederic Seagal''' (1952 – vivente), artista marziale, attore e produttore cinematografico statunitense.
==Citazioni su Steven Seagal==
*{{NDR|Su ''[[Nico (film)|Nico]]''}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[il Morandini]]'')
*{{NDR|Su ''[[Sfida tra i ghiacci]]''}} L'esordiente regista Steven Seagal ha scelto come protagonista il peggiore attore mondiale in circolazione: se stesso. ([[Massimo Bertarelli]])
*{{NDR|Su ''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto|Fire Down Below]]''}} Seagal si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Filmografia==
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*''[[Nico (film)|Nico]]'' (1988)
*''[[Programmato per uccidere]]'' (1990)
*''[[Trappola in alto mare]]'' (1992)
*''[[Sfida tra i ghiacci]]'' (1994)
*''[[Trappola sulle Montagne Rocciose]]'' (1995)
*''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997)
*''[[The Patriot (film 1998)|The Patriot]]'' (1998)
*''[[Ferite mortali]]'' (2001)
*''[[Infiltrato speciale]]'' (2002)
*''[[Attack Force - La morte negli occhi]]'' (2006)
*''[[Black Thunder - Sfida ad alta quota]]'' (2007)
*''[[A Dangerous Man - Solo contro tutti]]'' (2009)
*''[[Machete (film 2010)|Machete]]'' (2010)
*''[[Born to Raise Hell]]'' (2010)
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Artisti marziali statunitensi]]
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
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Jeb Stuart (sceneggiatore)
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Spinoziano
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'''Jeb Stuart''' (1956 – vivente), sceneggiatore statunitense.
==Citazioni di Jeb Stuart==
*Credo che da quando ''[[Arma letale]]'' uscì nelle sale nel 1987, la commedia sia stata una parte integrante del cinema d'azione. Ed è stata una parte importante in ''[[Trappola di cristallo]]''. C'è molto umorismo in questi film. Mi ricordo che quando inviammo la sceneggiatura di ''Trappola di cristallo'' a [[Clint Eastwood]] la sua reazione fu: "Cos'è questo? Ma ci sono delle barzellette qua dentro!".
:''I think ever since Lethal Weapon came out in 1987, comedy has been an integral part of the action genre. It was an important part of Die Hard. There was a lot of humor in those movies. I remember when we sent the script for Die Hard to Clint Eastwood and his reaction was, “What is this? There’s jokes in here!”''<ref>{{en}} Da ''[https://creativescreenwriting.com/the-hardest-way-to-tell-a-story-is-straight-up-shane-black-and-jeb-stuart-on-action-films/ “The hardest way to tell a story is straight up.” Shane Black and Jeb Stuart on Action Films]'', a cura di Patricia Burkhart Smith, ''Creativescreenwriting.com'', 18 maggio 2016.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Trappola di cristallo]]'' (1988)
*''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993)
*''[[La giusta causa]]'' (1995)
*''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997)
*''[[Linea di sangue (film 1997)|Linea di sangue]]'' (1997)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
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Gnosticismo
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[[File:Lion-faced deity.jpg|thumb|Glicone: serpente dal volto di leone, simbolo gnostico della sapienza divina]]
Citazioni sullo '''gnosticismo'''.
*Fu detto da alcuni che l'[[Esseni]]smo generò i [[Cabala|Cabalisti]] e gli Gnostici: gli Esseni, che accomodarono il Cristianesimo alle loro vecchie dottrine, diventarono Gnostici: Gli Esseni che rimasero ebrei, diventarono Cabalisti: così l'Essenismo morì dando alla luce questi due gemelli poderosissimi: Cabala e Gnosticismo. ([[Ulisse Bacci]])
*Gnosticismo, per definizione, può dirsi qualsiasi sistema che, pieno di fiducia nelle capacità iniziali della ragione, crede di risolvere i vari problemi dell'essere, con sicurezza e fuori di ogni illuminazione esteriore: la parola γνῶσις<ref>gnósis</ref> è adoperata dai classici come sinonimo di conoscenza. ([[Ernesto Buonaiuti]])
*I vangeli perduti furono esclusi dalla Bibbia non perché i primi Padri della Chiesa erano spregevoli dogmatici, ma perché furono perfettamente consapevoli del fatto che le scritture gnostiche non erano cristiane. E le autorità romane erano d'accordo! Come osservava Kurt Rudolph, le «sette gnostiche» godettero di «completa immunità» dalle persecuzioni romane ai danni dei cristiani. Fu così perché gli gnostici erano del tutto disponibili a celebrare i sacrifici dovuti agli dei di Roma. Secondo Eusebio, Basilide, un maestro gnostico particolarmente importante, «insegnava che non c'era alcun male nel mangiare le cose offerte agli idoli, o nel negare a cuor leggero la fede in epoche di persecuzioni». ([[Rodney Stark]])
*L'opera di F.C. Baur<ref name="Baur">Ferdinand Christian Baur (1792 – 1860), teologo tedesco, maggiore esponente della scuola esegetica di Tubinga.</ref> (''Die christliche Gnosis'', Tubingen 1835) costituisce una prima sintesi dello gnosticismo considerato quale filosofia religiosa. Baur vede nella gnosi un pensiero religioso che nasce ad Alessandria grazie ai contatti tra il cristianesimo, il giudaismo e il paganesimo. La corrente gnostica è una filosofia ispirata al platonismo, modificata dal contatto con il pensiero giudaico reinterpretato da Filone, e costituente il punto di partenza di una filosofia cristiana. Secondo Baur, la filosofia platonica fa il suo ingresso nel pensiero cristiano attraverso Filone. ([[Julien Ries]])
*Le cagioni dello gnosticismo sono ''psicologiche'' insieme, ''istoriche e materiali''. Sotto il punto di vista psicologico lo gnosticismo è nato dall'orgoglio dello spirito umano, che nella indagine della verità, non ha virtù di rinunciare a sé stesso, alle sue proprie vedute, alle sue idee, alle sue speculazioni particolari , quando queste son contrarie alla divina rivelazione. Istoricamente i semi della gnosi si trovano nella filosofia religiosa dell' ''Alessandrino Filone'', la cui affinità collo gnosticismo non è difficile a dimostrare. Quanto agli elementi materiali stranieri al Cristianesimo, e che vi sono congiunti a formare la gnosi, furon fomiti dal ''platonismo di Filone'', dalla ''dottrina di Zoroastro'' e dal ''sistema di Budda''. Dalla conoscenza di questi tre sistemi si può completare e spiegare la gnosi. ([[Johann Baptist Alzog]])
*Per antonomasia poi si suol chiamare gnosticismo una manifestazione di pensiero, strana e a prima vista indecifrabile, che, fra il primo e il terzo secolo del [[cristianesimo]], insidiò la tradizione evangelica, e, prendendo a prestito dal [[Neoplatonismo|neo-platonismo]] alcuni concetti cosmologici e dal cristianesimo altri [[Soteriologia|soteriologici]], soddisfece anch'esso alle tendenze [[Sincretismo|sincretistiche]] di quel periodo storico, e morì sopraffatto dalla corrente meno affinata, ma democratica e sana, del [[Cattolicesimo|cattolicismo]]. ([[Ernesto Buonaiuti]])
*Per il [[pensiero]] gnostico, [[Gesù|Cristo]] morto e risorto non era solamente un uomo, era l'uomo-Dio; la morte e la sua risurrezione non erano un fatto limitato a lui in quanto individuo, ma erano l'avvenimento cosmico al quale abbiamo preso parte. ([[Rudolf Bultmann]])
*Per lo gnostico il [[mondo]] è un luogo malvagio ed estraneo, una prigione. ([[Claudio Moreschini]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Esoterismo]]
==Altri progetti==
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Raffaello Giovagnoli
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Joseph Spencer Kennard: citazioni su
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[[File:Рафаэлло Джованьоли.jpg|thumb|Raffaello Giovagnoli]]
'''Raffaello Giovagnoli''' (1838 – 1915), scrittore, patriota e politico italiano.
==Citazioni di Raffaello Giovagnoli==
*Dotato di uno di quegli ingegni fervidi, versatili, assimilatori, pieghevoli a tutto, dei quali cosi numerosi esemplari si riscontrano nella storia d'Italia, specie nel cinquecento, quali ad esempio Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci, Benvenuto Cellini, Giulio Pippi<ref>Più noto come [[Giulio Romano]], architetto e pittore italiano.</ref> – per non parlare dei sommi come Raffaello, Michelangelo, Niccolò Machiavelli – [[Pellegrino Rossi]] era agitato dal desiderio febbrile di effondere tutta quella potenza di cui si sentiva investito e quindi esplicava un'attività veramente prodigiosa negli studi e, fra una scrittura forense di materia civile e un dibattimento penale, apprendeva la lingua e la letteratura inglese e si arricchiva di estese e profonde cognizioni nella storia, nella filosofia, nell'economia e nel diritto.<ref>Da ''[https://archive.org/details/pellegrino-rossi-e-la-rivoluzione-romana/page/n7/mode/1up Pellegrino Rossi e la rivoluzione romana]'', vol. I, Forzani e C. Tipografi del Senato, Roma, 1898, pp. 9-10.</ref>
==''Ciceruacchio e don Pirlone''==
*Il crescente disordine nel caos dell'amministrazione; le finanze sperperate; il pubblico erario, fra l'aumentare delle imposte più odiose, sempre esausto; le prigioni rigurgitanti di liberali; le vie dell'esilio piene dei lamenti e delle maledizioni di migliaia di profughi; la giustizia nome vano e ad essa sostituito il più sfacciato favoritismo, il più laido mercimonio, sotto l'impero di regolamenti e di costituzioni feudali e medioevali, contraddicentesi ed opposte fra di loro; l'istruzione popolare in balia dei gesuiti e de' loro proseliti; proibita la stampa e la diffusione di libri e di giornali; combattuta la illuminazione a gas, le strade ferrate, gli asili infantili, le applicazioni di qualsiasi scoperta, o trovato della scienza... ecco quali furono le condizioni dello Stato romano durante il pontificato di [[Papa Gregorio XVI|Gregorio XVI]]. (cap. 1, p. 20)
*Il 1º giugno 1846 il pontefice Gregorio XVI, abbandonato da tutti i familiari, anche dal suo diletto aiutante di camera Gaetanino<ref>Gaetano Moroni (1802–1883).</ref>, privo di bevande e di nutrimento, a un'ora pomeridiana, cessava di vivere per sfinimento senile, accresciuto dall'inedia, dopo un regno di quindici anni, tre mesi e ventinove giorni, fra i motteggi di Pasquino, le maledizioni dei liberali e la indifferenza apatica e quasi ostile della plebe di Roma. (cap. 1, p. 24)
*Ingegno fervido e potente, {{sic|nudrito}} di molteplici e seri studî, ardente spiritualista, suffuso di una nube di misticismo – che si palesa anche nel suo stile, caldo, robusto, entusiasta, talora un po' retorico, qua e là un po' turgido, un po' asmatico –, [[Giuseppe Mazzini]] ebbe un unico intendimento, una sola idealità, all'attuazione della quale consacrò tutto sé stesso dal 1831 in poi: porre a fondamento dell'ordinamento sociale due concetti, espressi, nella sua famosa formula: ''Dio e Popolo''; concetti che egli armonizzava sopra un cardine morale, il ''dovere'', dal quale soltanto scaturisce il ''diritto''. Quindi, per l'Italia, l'unità nazionale da conseguirsi con la democrazia e per la democrazia, con due mezzi: ''pensiero'' ed ''azione'', val quanto dire con la educazione dei giovani per prepararli alla lotta delle armi e al sacrificio di sé stessi. (cap. 1, pp. 41-42)
*{{NDR|Giovanni Mastai Ferretti, futuro [[Papa Pio IX|Pio IX]]}} D'ingegno svogliato, di fantasia, non direi calda, ma esagitabile, di animo impressionevole, subitaneo, {{sic|inchinevole}} alle cose belle, buone e generose, ma instabile e mutevolissimo, il cardinal Mastai era scarso di studî, povero di idee, e, in queste condizioni dell'ingegno e dello spirito, egli mancava assolutamente di fermezza di principî, di serietà e profondità di convincimenti, e in lui non era quindi – e non poteva essere – saldezza di carattere. (cap. 1, p. 50)
*{{NDR|[[Papa Pio IX|Pio IX]]}} Bello della persona, dal volto aperto e simpatico, signorile nei modi, facondo parlatore, dalla voce sonora, armoniosa e insinuante, il nuovo Pontefice di questi suoi pregi reali, e di quelli immaginati e attribuitigli dalla adulazione allettatrice, femminilmente invaniva, e alle lusinghevoli carezze della lingua cortigianesca sempre aperto e pronto {{sic|avea}} l'orecchio. E, come in tutti gli intelletti mediocri e in tutti i caratteri deboli suole avvenire, il nuovo Pontefice più assai che di sentimento religioso, di pregiudizi paurosi e di superstizioni infantili aveva l'animo ingombro: onde sul suo cuore due modi vi {{sic|avea}} di far presa: col solleticarne la vanità e con l'eccitarvi lo scrupolo. (cap. 1, p. 50)
*{{NDR|[[Angelo Brunetti]], detto Ciceruacchio}} Il bambino era bianco, roseo, biondo, dagli occhi azzurri, grosso e rotondo più dell'ordinario. Per quella abbondante rotondità di forme infantili, le comari del vicinato, togliendolo dalle braccia della sora Cecilia<ref>Cecilia Fiorini, moglie di Lorenzo Brunetti e madre di Angelo.</ref> e vezzeggiandolo e palleggiandolo, cominciarono, in coro, a dire: ''Oh che bel Ciccio!... Oh che bel Ciccio!...'' e altre ad aggiungere: ''È grasso come un rocchio, oh che bel rocchio! Oh che bel ruacchio!''<ref>Parole del dialetto romanesco, con le quali si indica un bel pezzo di carne di bove, tagliato nelle parti posteriori dell'animale. {{NDR|N.d.A., n. 2, p. 73}}</ref> E di lì derivò, fin dall'infanzia, il soprannome di ''Ciceruacchio''. (cap. 2, p. 73)
*{{NDR|Angelo Brunetti}} Cordiale, leale, compassionevole, soccorrevole, generoso, fin troppo, fin quasi alla prodigalità, era amico delle liete brigate, dei ritrovi numerosi, delle merende, delle cene e alquanto dedito al vino.<br>Mai sentì, o mai, almeno, dimostrò di sentire né orgoglio né ambizione: uomo alla mano, affabile, ingenuo, primitivo, un po' rozzo ne' modi, fu sempre di grandissima buona fede, credulo oltre misura, e accessibilissimo quindi all'influenza che riuscivano ad esercitar su di esso coloro che ne sapevano più di lui, e che conoscessero l'arte di pervenire – ciò che era assai agevole – a inspirargli fiducia e ad acquistarsi la sua benevolenza. (cap. 2, p. 76)
==''Leggende romane''==
*I rigoristi, gli ipocriti, i formalisti del gesuitismo, i barbassori della teocrazia non seppero e non poterono perdonare mai a quel Papa le mordaci sue lepidezze, gli acuti e liberi suoi frizzi; e se, durante la vita di quel Pontefice, e dopo la sua morte, non fu loro concesso di levarne alto scalpore, ciò avvenne perché l'austerità dei costumi, l'insigne dottrina, la sapienza politica di [[Papa Benedetto XIV|Benedetto XIV]] attrassero intorno al suo nome la reverenza di tutta l'Europa, e imposero silenzio ai sommessi bisbigli dei caritatevoli detrattori di lui. (p. 7)
*Il 15 agosto, nell'uscire dalla sala dello scrutinio, il Cardinale Prospero Lambertini, scherzando, secondo il suo costume, con i suoi colleghi, disse loro sorridendo:<br>– Se volete eleggere un santo scegliete il cardinale Golti, se un uomo politico, nominate il cardinale Aldovrandi, se poi volete eleggere un buon uomo votate per me.<br>Lo scherzo dell'illustre canonista fu il segnale della sua elezione. (p. 34)
*Il Padre Fontanarosa, secondo questa persistente tradizione, fu un tipo fra sagace e burlesco di ogni fratesca malizia, dall'ingegno pronto ed acuto, dallo spirito allegro e motteggevole, dalla coscienza prodigiosamente elastica, scettico, buontempone, lascivo, crapulone... Un tipo di frate da raccogliere in sé tutte le mariuolerie, le ingordigie, le libidini che troviamo sparpagliate nei cento frati delle novelle e delle commedie del cinquecento, un tipo di Falstaff, insomma, in tonaca, sandali e chierica.<br>Secondo la tradizione egli sarebbe stato prima Gesuita, poi Domenicano, da ultimo Agostiniano scalzo.<br>Ma, per quanto pazienti e accurate ricerche io abbia fatte nelle biblioteche e negli archivi, non mi venne fatto di poter sapere, né quando, né dove precisamente egli nascesse: e soltanto potei accertarmi che, se esso é esistito, é vissuto fra il 1730 e il 1790. Ad ogni modo io imprendo qui a narrare le più festevoli avventure che la tradizione popolare attribuisce al Padre Fontanarosa, e che si collegano col nome di lui. (pp. 100-102)
==''Meditazioni di un brontolone''==
*{{NDR|[[Canal Grande]]}} Io mi trovo in mezzo alla più grande, alla più singolare, alla più bella strada del mondo.<br>È una strada sulla quale non si cammina a piedi o in carrozza, come su tutte le altre strade: è una strada d'acqua, sulla quale si scivola con una gondola silenziosa, una strada fiancheggiata da una sequela di palazzi o severi e melanconici, o superbi e maestosi, o elegantemente snelli e ridenti, che, come per incanto, come nei racconti delle Mille e una notte, sembrano sorgere, anzi sorgono fuori dall'acqua verdognola.<br>Qui tutti gli stili architettonici sono rappresentati: qui si son dato convegno tutte le scuole a far mostra di quanto possa ciascuna di esse.<br>Dal bizantino al barocco, dall'arabo al rinascimento, dal romano al lombardo, dall' archiacuto all'ogivale, tutte le grazie e le movenze dell'architettura qui sono rappresentate; ogni stile ha qui il suo modello; ogni scuola ha il suo esemplare; è il più splendido trattato di architettura che, da [[Marco Vitruvio Pollione|Vitruvio]] a [[Andrea Palladio|Palladio]], sia stato immaginato; un trattato vivo, parlante, lucente di marmi, di colonne, di linee, di fregi, di colori, che costringe chiunque abbia un briciolo di senso estetico nell'anima, a gridare, a urlare di meraviglia, a sentirsi commosso fino alle lacrime, a provare tutto l'orgoglio dell'esser nato italiano. (''L'odalisca della laguna (Rimembranze veneziane)'', pp. 63-64)
*[...] come passai, tutti i giorni, ore ed ore su quella stupenda [[piazza San Marco]], su quella divina piazzetta, osservando tutti quegli splendidi monumenti al levare e al cadere del sole, sul meriggio e sotto i pallidi raggi della luna, provandone sempre nuovo diletto, sempre indicibili sensazioni di arcana e incomprensibile voluttà, non starò qui a riferire. (''L'odalisca della laguna (Rimembranze veneziane)'', p. 64)
*[...] quel miracolo di chiesuola, che è la [[Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Venezia)|chiesa della Madonna dei Miracoli]]; snella, limpida, sfolgorante, le cui pareti esterne sono ricche, nella loro aurea semplicità di linee, di splendidi marmi, quale ammirazione non mi destava nell'anima? (''L'odalisca della laguna (Rimembranze veneziane)'', p. 66)
*Dotato di fantasia immaginosa e potentissima, di gusto squisito che direi quasi innato in lui se non sapessi che tale prerogativa, concessagli dalla natura in parte, aveva in lui raggiunto l'apice dell'eccellenza con lo studio amorosissimo e non mai interrotto dell'arte, dotato di animo femminilmente gentile, [[Raffaello Sanzio|Raffaello]] recava con sé nel campo della pittura tutte le qualità che occorrevano a far grande un uomo, quando anche sulla sua fronte non alitasse l'ala del genio. (''Raffaello da Urbino'', p. 92)
*[...] Raffaello, con il lampo sublime della sua limpida pupilla, a venti anni, addentratosi di già in tutti i misteri e i lenocinii dell'arte sua e avendo già compiuto opere tali da procacciar fama non peritura a qualsiasi pittore, vide la lotta che, quasi a insaputa di essa, agitava l'età sua; comprese come l'idealismo e il naturalismo fossero venuti, quasi insensibilmente, alle prese fra loro e<div align=center>Ei fe' silenzio; ed arbitro<br>Si assise in mezzo a lor.</div>E, nelle sue divine concezioni, si propose di fondere le due scuole, di armonizzare le opportune tendenze del suo tempo, di naturalizzare l'idea – se così mi si consente di esprimermi – di idealizzare la natura nelle opere sue che egli, forse, presentiva destinate all'immortalità.<br>E riuscì completamente nell'arduissimo intento.<br>Nessun pittore, difatti, né prima, né dopo di lui, fu più molteplice, più multiforme, più poderosamente e più felicemente universale di esso. (''Raffaello da Urbino'', p. 93)
*In lui {{NDR|Raffaello}} purezza ineffabile di linee e finezza inarrivabile di disegno; in lui gentilezza melodica e armonica efficacia di colorito; in lui vitalità sconfinata d'invenzione in ogni maniera di dipinti; in lui sapientissimo magistero di composizione. (''Raffaello da Urbino'', p. 96)
*{{NDR|[[Pietro Cossa]]}} Quell'uomo forte di tempra, di aspetto quasi severo, di maschia bellezza adorno, procedente quasi maestoso per le vie; quell'uomo, in cui nulla v'era di studiato e di affettato, semplice nel vestire, ritroso al parlare, pieno di innata bontà, dotato di sincera modestia, schivo fin quasi alla rozzezza; quell'uomo, non insensibile al plauso e alla lode, ma che mai se ne lasciò ubbriacare, che non era inconsapevole ma era quasi non curante della potenza del suo ingegno, che sembrava indolente perché melanconico e contemplativo, io l'ho visto molte volte mutare aspetto, trasfigurarsi, animarsi, divenire eloquente, entusiasmarsi e tuonare con parola calda, inspirata, potente, ora evocando le magnificenze del mondo antico, ora fustigando le sozzure del moderno... e ho potuto studiarne, con cura amorosa, l'intelletto e i sentimenti, e mirarne, quasi a nudo, l'indole, e ho avuto campo di apprezzare tutta la foga lirica, tutti gl'impeti passionati dell'anima sua d'artista e di poeta. (''Pietro Cossa artista e poeta'', pp. 151-152)
*[...] in barba a tutti quei messeri, onde si compongono le Accademie, i Licei, i Conservatorii ed altri Tribunali presuntuosi ed inappellabili della scienza musicale, in barba a tutti quei messeri e ai loro decreti, non è punto vero che il [[Gioachino Rossini|Rossini]] sia stato tanto di sopra del [[Gaetano Donizetti|Donizetti]], non è vero: questi fu più eclettico, più comprensivo, più universale di quello e, per conseguenza, se non più grande di lui, almeno grande quanto lui. (''Il «Duca d'Alba» di Gaetano Donizetti'', p. 186)
*[...] sarei da tenere per pazzo da catena se negassi il genio del Rossini, se negassi l'importanza incalcolabile della sua grand'opera di rivoluzionario contro le vecchie forme, se negassi lo splendore e la sapienza della sua arte musicale!<br>Ma il Rossini è, per me, simile a [[Vittorio Alfieri]]; rivoluzionario finché vi furono i tiranni e finché la rivoluzione esisteva soltanto, come idea astratta, nel campo dei sogni e, come aspirazione irrequieta, in un cantuccio degli animi generosi; poi codino e spaventato dell'opera, alla quale egli stesso aveva lavorato, quando la rivoluzione apparve terribile e sanguinosa sul terreno dei fatti compiuti! (''Il «Duca d'Alba» di Gaetano Donizetti'', p. 187)
==Citazioni su Raffaello Giovagnoli==
*Quando ''Spartaco'', suo romanzo storico, venne in luce, il pubblico ed i critici lo giudicarono degno di grandi lodi per la esattezza e l'abbondanza delle notizie storiche. Si diceva che il Giovagnoli avesse profuso nel suo libro quei vari elementi che, a detta del Manzoni, il romanzo storico deve possedere; che unisse cioè all'accuratezza di ogni minuto particolare, la profonda conoscenza del momento storico, che intorno a personaggi vissuti, a fatti realmente accaduti si aggirassero con equilibrata proporzione personaggi e fatti bene immaginati ed armonicamente fusi. E forse tutto questo nello ''Spartaco'' si potrebbe trovare, ma ciò che manca è la vita. Tutta quest'arte sapiente rimane cosa morta. In questo modo lo ''Spartaco'' non sodisfa interamente né il critico né il lettore, poiché l'uno trova a ridire sulla soverchia parte immaginativa che vela la paziente ricerca storica, l'altro rimpiange di non trovare nel libro l'ispirazione poetica, i sentimenti appassionati che parlerebbero al suo cuore. ([[Joseph Spencer Kennard]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Raffaello Giovagnoli, ''[https://archive.org/details/leggenderomanep00giovgoog/page/n10/mode/1up Leggende romane. Papa Lambertini Padre Fontanarosa]'', Edoardo Perino tipografo-editore, Roma, 1887.
*Raffaello Giovagnoli, ''[https://archive.org/details/ciceruacchioedo00giovgoog/page/n10 Ciceruacchio e don Pirlone. {{small|Ricordi storici della rivoluzione romana dal 1846 al 1849 con documenti nuovi}}]'', Forzani e C. Tipografi del Senato, Roma, 1894.
*Raffaello Giovagnoli, ''[https://archive.org/details/gri_33125010115745/page/n4/mode/1up Meditazioni di un brontolone. {{small|Scritti d'arte e di letteratura}}]'', Stabilimento tipografico della Tribuna, Roma, 1887.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Patrioti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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[[File:Рафаэлло Джованьоли.jpg|thumb|Raffaello Giovagnoli]]
'''Raffaello Giovagnoli''' (1838 – 1915), scrittore, patriota e politico italiano.
==Citazioni di Raffaello Giovagnoli==
*Dotato di uno di quegli ingegni fervidi, versatili, assimilatori, pieghevoli a tutto, dei quali cosi numerosi esemplari si riscontrano nella storia d'Italia, specie nel cinquecento, quali ad esempio Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci, Benvenuto Cellini, Giulio Pippi<ref>Più noto come [[Giulio Romano]], architetto e pittore italiano.</ref> – per non parlare dei sommi come Raffaello, Michelangelo, Niccolò Machiavelli – [[Pellegrino Rossi]] era agitato dal desiderio febbrile di effondere tutta quella potenza di cui si sentiva investito e quindi esplicava un'attività veramente prodigiosa negli studi e, fra una scrittura forense di materia civile e un dibattimento penale, apprendeva la lingua e la letteratura inglese e si arricchiva di estese e profonde cognizioni nella storia, nella filosofia, nell'economia e nel diritto.<ref>Da ''[https://archive.org/details/pellegrino-rossi-e-la-rivoluzione-romana/page/n7/mode/1up Pellegrino Rossi e la rivoluzione romana]'', vol. I, Forzani e C. Tipografi del Senato, Roma, 1898, pp. 9-10.</ref>
==''Ciceruacchio e don Pirlone''==
*Il crescente disordine nel caos dell'amministrazione; le finanze sperperate; il pubblico erario, fra l'aumentare delle imposte più odiose, sempre esausto; le prigioni rigurgitanti di liberali; le vie dell'esilio piene dei lamenti e delle maledizioni di migliaia di profughi; la giustizia nome vano e ad essa sostituito il più sfacciato favoritismo, il più laido mercimonio, sotto l'impero di regolamenti e di costituzioni feudali e medioevali, contraddicentesi ed opposte fra di loro; l'istruzione popolare in balia dei gesuiti e de' loro proseliti; proibita la stampa e la diffusione di libri e di giornali; combattuta la illuminazione a gas, le strade ferrate, gli asili infantili, le applicazioni di qualsiasi scoperta, o trovato della scienza... ecco quali furono le condizioni dello Stato romano durante il pontificato di [[Papa Gregorio XVI|Gregorio XVI]]. (cap. 1, p. 20)
*Il 1º giugno 1846 il pontefice Gregorio XVI, abbandonato da tutti i familiari, anche dal suo diletto aiutante di camera Gaetanino<ref>Gaetano Moroni (1802–1883).</ref>, privo di bevande e di nutrimento, a un'ora pomeridiana, cessava di vivere per sfinimento senile, accresciuto dall'inedia, dopo un regno di quindici anni, tre mesi e ventinove giorni, fra i motteggi di Pasquino, le maledizioni dei liberali e la indifferenza apatica e quasi ostile della plebe di Roma. (cap. 1, p. 24)
*Ingegno fervido e potente, {{sic|nudrito}} di molteplici e seri studî, ardente spiritualista, suffuso di una nube di misticismo – che si palesa anche nel suo stile, caldo, robusto, entusiasta, talora un po' retorico, qua e là un po' turgido, un po' asmatico –, [[Giuseppe Mazzini]] ebbe un unico intendimento, una sola idealità, all'attuazione della quale consacrò tutto sé stesso dal 1831 in poi: porre a fondamento dell'ordinamento sociale due concetti, espressi, nella sua famosa formula: ''Dio e Popolo''; concetti che egli armonizzava sopra un cardine morale, il ''dovere'', dal quale soltanto scaturisce il ''diritto''. Quindi, per l'Italia, l'unità nazionale da conseguirsi con la democrazia e per la democrazia, con due mezzi: ''pensiero'' ed ''azione'', val quanto dire con la educazione dei giovani per prepararli alla lotta delle armi e al sacrificio di sé stessi. (cap. 1, pp. 41-42)
*{{NDR|Giovanni Mastai Ferretti, futuro [[Papa Pio IX|Pio IX]]}} D'ingegno svogliato, di fantasia, non direi calda, ma esagitabile, di animo impressionevole, subitaneo, {{sic|inchinevole}} alle cose belle, buone e generose, ma instabile e mutevolissimo, il cardinal Mastai era scarso di studî, povero di idee, e, in queste condizioni dell'ingegno e dello spirito, egli mancava assolutamente di fermezza di principî, di serietà e profondità di convincimenti, e in lui non era quindi – e non poteva essere – saldezza di carattere. (cap. 1, p. 50)
*{{NDR|[[Papa Pio IX|Pio IX]]}} Bello della persona, dal volto aperto e simpatico, signorile nei modi, facondo parlatore, dalla voce sonora, armoniosa e insinuante, il nuovo Pontefice di questi suoi pregi reali, e di quelli immaginati e attribuitigli dalla adulazione allettatrice, femminilmente invaniva, e alle lusinghevoli carezze della lingua cortigianesca sempre aperto e pronto {{sic|avea}} l'orecchio. E, come in tutti gli intelletti mediocri e in tutti i caratteri deboli suole avvenire, il nuovo Pontefice più assai che di sentimento religioso, di pregiudizi paurosi e di superstizioni infantili aveva l'animo ingombro: onde sul suo cuore due modi vi {{sic|avea}} di far presa: col solleticarne la vanità e con l'eccitarvi lo scrupolo. (cap. 1, p. 50)
*{{NDR|[[Angelo Brunetti]], detto Ciceruacchio}} Il bambino era bianco, roseo, biondo, dagli occhi azzurri, grosso e rotondo più dell'ordinario. Per quella abbondante rotondità di forme infantili, le comari del vicinato, togliendolo dalle braccia della sora Cecilia<ref>Cecilia Fiorini, moglie di Lorenzo Brunetti e madre di Angelo.</ref> e vezzeggiandolo e palleggiandolo, cominciarono, in coro, a dire: ''Oh che bel Ciccio!... Oh che bel Ciccio!...'' e altre ad aggiungere: ''È grasso come un rocchio, oh che bel rocchio! Oh che bel ruacchio!''<ref>Parole del dialetto romanesco, con le quali si indica un bel pezzo di carne di bove, tagliato nelle parti posteriori dell'animale. {{NDR|N.d.A., n. 2, p. 73}}</ref> E di lì derivò, fin dall'infanzia, il soprannome di ''Ciceruacchio''. (cap. 2, p. 73)
*{{NDR|Angelo Brunetti}} Cordiale, leale, compassionevole, soccorrevole, generoso, fin troppo, fin quasi alla prodigalità, era amico delle liete brigate, dei ritrovi numerosi, delle merende, delle cene e alquanto dedito al vino.<br>Mai sentì, o mai, almeno, dimostrò di sentire né orgoglio né ambizione: uomo alla mano, affabile, ingenuo, primitivo, un po' rozzo ne' modi, fu sempre di grandissima buona fede, credulo oltre misura, e accessibilissimo quindi all'influenza che riuscivano ad esercitar su di esso coloro che ne sapevano più di lui, e che conoscessero l'arte di pervenire – ciò che era assai agevole – a inspirargli fiducia e ad acquistarsi la sua benevolenza. (cap. 2, p. 76)
==''Leggende romane''==
*I rigoristi, gli ipocriti, i formalisti del gesuitismo, i barbassori della teocrazia non seppero e non poterono perdonare mai a quel Papa le mordaci sue lepidezze, gli acuti e liberi suoi frizzi; e se, durante la vita di quel Pontefice, e dopo la sua morte, non fu loro concesso di levarne alto scalpore, ciò avvenne perché l'austerità dei costumi, l'insigne dottrina, la sapienza politica di [[Papa Benedetto XIV|Benedetto XIV]] attrassero intorno al suo nome la reverenza di tutta l'Europa, e imposero silenzio ai sommessi bisbigli dei caritatevoli detrattori di lui. (p. 7)
*Il 15 agosto, nell'uscire dalla sala dello scrutinio, il Cardinale Prospero Lambertini, scherzando, secondo il suo costume, con i suoi colleghi, disse loro sorridendo:<br>– Se volete eleggere un santo scegliete il cardinale Golti, se un uomo politico, nominate il cardinale Aldovrandi, se poi volete eleggere un buon uomo votate per me.<br>Lo scherzo dell'illustre canonista fu il segnale della sua elezione. (p. 34)
*Il Padre Fontanarosa, secondo questa persistente tradizione, fu un tipo fra sagace e burlesco di ogni fratesca malizia, dall'ingegno pronto ed acuto, dallo spirito allegro e motteggevole, dalla coscienza prodigiosamente elastica, scettico, buontempone, lascivo, crapulone... Un tipo di frate da raccogliere in sé tutte le mariuolerie, le ingordigie, le libidini che troviamo sparpagliate nei cento frati delle novelle e delle commedie del cinquecento, un tipo di Falstaff, insomma, in tonaca, sandali e chierica.<br>Secondo la tradizione egli sarebbe stato prima Gesuita, poi Domenicano, da ultimo Agostiniano scalzo.<br>Ma, per quanto pazienti e accurate ricerche io abbia fatte nelle biblioteche e negli archivi, non mi venne fatto di poter sapere, né quando, né dove precisamente egli nascesse: e soltanto potei accertarmi che, se esso é esistito, é vissuto fra il 1730 e il 1790. Ad ogni modo io imprendo qui a narrare le più festevoli avventure che la tradizione popolare attribuisce al Padre Fontanarosa, e che si collegano col nome di lui. (pp. 100-102)
==''Meditazioni di un brontolone''==
*{{NDR|[[Canal Grande]]}} Io mi trovo in mezzo alla più grande, alla più singolare, alla più bella strada del mondo.<br>È una strada sulla quale non si cammina a piedi o in carrozza, come su tutte le altre strade: è una strada d'acqua, sulla quale si scivola con una gondola silenziosa, una strada fiancheggiata da una sequela di palazzi o severi e melanconici, o superbi e maestosi, o elegantemente snelli e ridenti, che, come per incanto, come nei racconti delle Mille e una notte, sembrano sorgere, anzi sorgono fuori dall'acqua verdognola.<br>Qui tutti gli stili architettonici sono rappresentati: qui si son dato convegno tutte le scuole a far mostra di quanto possa ciascuna di esse.<br>Dal bizantino al barocco, dall'arabo al rinascimento, dal romano al lombardo, dall' archiacuto all'ogivale, tutte le grazie e le movenze dell'architettura qui sono rappresentate; ogni stile ha qui il suo modello; ogni scuola ha il suo esemplare; è il più splendido trattato di architettura che, da [[Marco Vitruvio Pollione|Vitruvio]] a [[Andrea Palladio|Palladio]], sia stato immaginato; un trattato vivo, parlante, lucente di marmi, di colonne, di linee, di fregi, di colori, che costringe chiunque abbia un briciolo di senso estetico nell'anima, a gridare, a urlare di meraviglia, a sentirsi commosso fino alle lacrime, a provare tutto l'orgoglio dell'esser nato italiano. (''L'odalisca della laguna (Rimembranze veneziane)'', pp. 63-64)
*[...] come passai, tutti i giorni, ore ed ore su quella stupenda [[piazza San Marco]], su quella divina piazzetta, osservando tutti quegli splendidi monumenti al levare e al cadere del sole, sul meriggio e sotto i pallidi raggi della luna, provandone sempre nuovo diletto, sempre indicibili sensazioni di arcana e incomprensibile voluttà, non starò qui a riferire. (''L'odalisca della laguna (Rimembranze veneziane)'', p. 64)
*[...] quel miracolo di chiesuola, che è la [[Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Venezia)|chiesa della Madonna dei Miracoli]]; snella, limpida, sfolgorante, le cui pareti esterne sono ricche, nella loro aurea semplicità di linee, di splendidi marmi, quale ammirazione non mi destava nell'anima? (''L'odalisca della laguna (Rimembranze veneziane)'', p. 66)
*Dotato di fantasia immaginosa e potentissima, di gusto squisito che direi quasi innato in lui se non sapessi che tale prerogativa, concessagli dalla natura in parte, aveva in lui raggiunto l'apice dell'eccellenza con lo studio amorosissimo e non mai interrotto dell'arte, dotato di animo femminilmente gentile, [[Raffaello Sanzio|Raffaello]] recava con sé nel campo della pittura tutte le qualità che occorrevano a far grande un uomo, quando anche sulla sua fronte non alitasse l'ala del genio. (''Raffaello da Urbino'', p. 92)
*[...] Raffaello, con il lampo sublime della sua limpida pupilla, a venti anni, addentratosi di già in tutti i misteri e i lenocinii dell'arte sua e avendo già compiuto opere tali da procacciar fama non peritura a qualsiasi pittore, vide la lotta che, quasi a insaputa di essa, agitava l'età sua; comprese come l'idealismo e il naturalismo fossero venuti, quasi insensibilmente, alle prese fra loro e<div align=center>Ei fe' silenzio; ed arbitro<br>Si assise in mezzo a lor.</div>E, nelle sue divine concezioni, si propose di fondere le due scuole, di armonizzare le opportune tendenze del suo tempo, di naturalizzare l'idea – se così mi si consente di esprimermi – di idealizzare la natura nelle opere sue che egli, forse, presentiva destinate all'immortalità.<br>E riuscì completamente nell'arduissimo intento.<br>Nessun pittore, difatti, né prima, né dopo di lui, fu più molteplice, più multiforme, più poderosamente e più felicemente universale di esso. (''Raffaello da Urbino'', p. 93)
*In lui {{NDR|Raffaello}} purezza ineffabile di linee e finezza inarrivabile di disegno; in lui gentilezza melodica e armonica efficacia di colorito; in lui vitalità sconfinata d'invenzione in ogni maniera di dipinti; in lui sapientissimo magistero di composizione. (''Raffaello da Urbino'', p. 96)
*{{NDR|[[Pietro Cossa]]}} Quell'uomo forte di tempra, di aspetto quasi severo, di maschia bellezza adorno, procedente quasi maestoso per le vie; quell'uomo, in cui nulla v'era di studiato e di affettato, semplice nel vestire, ritroso al parlare, pieno di innata bontà, dotato di sincera modestia, schivo fin quasi alla rozzezza; quell'uomo, non insensibile al plauso e alla lode, ma che mai se ne lasciò ubbriacare, che non era inconsapevole ma era quasi non curante della potenza del suo ingegno, che sembrava indolente perché melanconico e contemplativo, io l'ho visto molte volte mutare aspetto, trasfigurarsi, animarsi, divenire eloquente, entusiasmarsi e tuonare con parola calda, inspirata, potente, ora evocando le magnificenze del mondo antico, ora fustigando le sozzure del moderno... e ho potuto studiarne, con cura amorosa, l'intelletto e i sentimenti, e mirarne, quasi a nudo, l'indole, e ho avuto campo di apprezzare tutta la foga lirica, tutti gl'impeti passionati dell'anima sua d'artista e di poeta. (''Pietro Cossa artista e poeta'', pp. 151-152)
*[...] in barba a tutti quei messeri, onde si compongono le Accademie, i Licei, i Conservatorii ed altri Tribunali presuntuosi ed inappellabili della scienza musicale, in barba a tutti quei messeri e ai loro decreti, non è punto vero che il [[Gioachino Rossini|Rossini]] sia stato tanto di sopra del [[Gaetano Donizetti|Donizetti]], non è vero: questi fu più eclettico, più comprensivo, più universale di quello e, per conseguenza, se non più grande di lui, almeno grande quanto lui. (''Il «Duca d'Alba» di Gaetano Donizetti'', p. 186)
*[...] sarei da tenere per pazzo da catena se negassi il genio del Rossini, se negassi l'importanza incalcolabile della sua grand'opera di rivoluzionario contro le vecchie forme, se negassi lo splendore e la sapienza della sua arte musicale!<br>Ma il Rossini è, per me, simile a [[Vittorio Alfieri]]; rivoluzionario finché vi furono i tiranni e finché la rivoluzione esisteva soltanto, come idea astratta, nel campo dei sogni e, come aspirazione irrequieta, in un cantuccio degli animi generosi; poi codino e spaventato dell'opera, alla quale egli stesso aveva lavorato, quando la rivoluzione apparve terribile e sanguinosa sul terreno dei fatti compiuti! (''Il «Duca d'Alba» di Gaetano Donizetti'', p. 187)
==Citazioni su Raffaello Giovagnoli==
*Quando ''[[Spartaco]]'', suo romanzo storico, venne in luce, il pubblico ed i critici lo giudicarono degno di grandi lodi per la esattezza e l'abbondanza delle notizie storiche. Si diceva che il Giovagnoli avesse profuso nel suo libro quei vari elementi che, a detta del [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], il romanzo storico deve possedere; che unisse cioè all'accuratezza di ogni minuto particolare, la profonda conoscenza del momento storico, che intorno a personaggi vissuti, a fatti realmente accaduti si aggirassero con equilibrata proporzione personaggi e fatti bene immaginati ed armonicamente fusi. E forse tutto questo nello ''Spartaco'' si potrebbe trovare, ma ciò che manca è la vita. Tutta quest'arte sapiente rimane cosa morta. In questo modo lo ''Spartaco'' non sodisfa interamente né il critico né il lettore, poiché l'uno trova a ridire sulla soverchia parte immaginativa che vela la paziente ricerca storica, l'altro rimpiange di non trovare nel libro l'ispirazione poetica, i sentimenti appassionati che parlerebbero al suo cuore. ([[Joseph Spencer Kennard]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Raffaello Giovagnoli, ''[https://archive.org/details/leggenderomanep00giovgoog/page/n10/mode/1up Leggende romane. Papa Lambertini Padre Fontanarosa]'', Edoardo Perino tipografo-editore, Roma, 1887.
*Raffaello Giovagnoli, ''[https://archive.org/details/ciceruacchioedo00giovgoog/page/n10 Ciceruacchio e don Pirlone. {{small|Ricordi storici della rivoluzione romana dal 1846 al 1849 con documenti nuovi}}]'', Forzani e C. Tipografi del Senato, Roma, 1894.
*Raffaello Giovagnoli, ''[https://archive.org/details/gri_33125010115745/page/n4/mode/1up Meditazioni di un brontolone. {{small|Scritti d'arte e di letteratura}}]'', Stabilimento tipografico della Tribuna, Roma, 1887.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Giovagnoli, Raffaello}}
[[Categoria:Patrioti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Le Iene (programma televisivo)
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/* Citazioni su Le Iene */
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[[File:Le Iene Show Logo.png|thumb|Logo]]
'''''Le Iene''''', programma televisivo italiano di genere talk show, rotocalco e investigativo, in onda su Italia 1 dal 22 settembre 1997.
==Citazioni de ''Le Iene''==
*E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI. Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all'ultimo, fino a oggi. D'altronde nella vita hai lottato sempre. Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa. È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è così difficile lasciarsi. Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi. Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta... il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente "Il male incurabile" e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio. "Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo, - dicevi - che magari si spaventa un po' se lo guardi fisso negli occhi". E dato che sei stata in grado di perdonare l'imperdonabile, cara [[Nadia Toffa|Nadia]], non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto. Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, [[Nadia Toffa|Nadia]], potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare a essere quelli di sempre. Niente per noi sarà più come prima.<ref>Da un [https://facebook.com/story.php?story_fbid=10157772278340530&id=48166220529 post] de ''Le iene'' sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 13 agosto 2019.</ref>
==Citazioni su ''Le Iene''==
*Devo dire che la costanza delle ''Iene'' è ammirevole. Quando toccano un tema, o è una sciocchezza irrilevante, o hanno torto marcio [...], oppure il modo in cui lo trattano è così sbagliato che poi non se ne parla più per anni, tale è il disastro che hanno prodotto. Sempre. ([[Matteo Bordone]])
*Se si fossero basati sugli ascolti delle Iene della prima edizione forse oggi non esisterebbero. All'epoca c'era un direttore di rete intelligente e all'avanguardia come Giorgio Gori che ha dato tempo al programma di crescere ed evolversi. ([[Victoria Cabello]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Programmi televisivi italiani]]
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[[File:Le Iene Show Logo.png|thumb|Logo]]
'''''Le Iene''''', programma televisivo italiano di genere talk show, rotocalco e investigativo, in onda su Italia 1 dal 22 settembre 1997.
==Citazioni de ''Le Iene''==
*E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI. Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all'ultimo, fino a oggi. D'altronde nella vita hai lottato sempre. Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa. È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è così difficile lasciarsi. Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi. Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta... il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente "Il male incurabile" e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio. "Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo, - dicevi - che magari si spaventa un po' se lo guardi fisso negli occhi". E dato che sei stata in grado di perdonare l'imperdonabile, cara [[Nadia Toffa|Nadia]], non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto. Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, [[Nadia Toffa|Nadia]], potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare a essere quelli di sempre. Niente per noi sarà più come prima.<ref>Da un [https://facebook.com/story.php?story_fbid=10157772278340530&id=48166220529 post] de ''Le iene'' sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 13 agosto 2019.</ref>
==Citazioni su ''Le Iene''==
*Devo dire che la costanza delle ''Iene'' è ammirevole. Quando toccano un tema, o è una sciocchezza irrilevante, o hanno torto marcio [...], oppure il modo in cui lo trattano è così sbagliato che poi non se ne parla più per anni, tale è il disastro che hanno prodotto. Sempre. ([[Matteo Bordone]])
*Se si fossero basati sugli ascolti delle Iene della prima edizione forse oggi non esisterebbero. All'epoca c'era un direttore di rete intelligente e all'avanguardia come Giorgio Gori che ha dato tempo al programma di crescere ed evolversi. ([[Victoria Cabello]])
*Sono due decenni che si assiste allo scempio che le Iene fanno del [[giornalismo]], che accettiamo le immagini di macchiette in giacca e cravatta all’inseguimento di persone per strada, sul proprio posto di lavoro, nelle proprie abitazioni private. A microfoni sbattuti sui denti per strappare manate e parolacce che serviranno a dimostrare chi è il cattivo, a errori grossolani, a [[giustizialismo]] spacciato per [[giustizia]], a [[ghigliottina]] spacciata per giornalismo. La tv usata come [[manganello]] sui detrattori, da sempre. Le Iene sono un programma socialmente pericoloso. ([[Selvaggia Lucarelli]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Iene, Le}}
[[Categoria:Programmi televisivi italiani]]
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Legacy of Kain: Soul Reaver
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/* Incipit */
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{{Videogioco
|nome gioco = Legacy of Kain: Soul Reaver
|sviluppo = Crystal Dynamics
|pubblicazione = Eidos Interactive
|anno = 1999
|genere = avventura dinamica
|piattaforma = PlayStation/Windows/Dreamcast
|serie = [[Legacy of Kain]]
|preceduto = [[Blood Omen: Legacy of Kain]]
|seguito = [[Legacy of Kain: Soul Reaver 2]]
|personaggi =
* Raziel: Luogotenente di Kain
* Kain: Vampiro vendicatore
* Dio Anziano: Divinità
* Ariel: Spettro di una guardiana dell'Equilibrio
* Melchiah: Fratello di Raziel
* Zephon: Fratello di Raziel
* Rahab: Fratello di Raziel
* Dumah: Fratello di Raziel
* Moebius: Guardiano del Tempo
}}
'''''Legacy of Kain: Soul Reaver''''', videogioco appartenente alla saga ''[[Legacy of Kain]]'' sviluppato dalla Crystal Dynamics e distribuito nel 1999 dalla Eidos Interactive.
{{Tagline|Dove il tempo non è che una curva, un filo sciolto del tessuto universale, un tessitore potrebbe creare un fatale nodo, e gettare nel caos la sorte dei pianeti...}}
== [[Incipit]] ==
{{Incipit videogiochi}}
'''Raziel''': Kain è idolatrato. I clan raccontano leggende su di lui, ma pochi sanno la verità. Una volta egli era mortale, come tutti noi. Il suo disprezzo per l'umanità lo portò a creare me e i miei fratelli. Io sono Raziel, il primo dei suoi luogotenenti. Ho servito Kain per un intero millennio. All'alba dell'impero io ero al suo fianco assieme ai miei fratelli, tutti insieme creammo le legioni che fecero cadere Nosgoth. Con il tempo continuammo a evolverci, diventammo sempre meno umani, sempre più... divini. Kain sperimentava per primo il cambiamento e ne emergeva rinnovato in qualcosa. Qualche anno dopo il nostro signore anche a noi sarebbe toccato evolverci. Questo durò fino a quando ebbi l'impulso di superare il mio signore. Per la mia trasgressione ricevetti un nuovo tipo di ricompensa... l'agonia. {{NDR|Kain strappa le ali di Raziel e questi cade a terra per il dolore}} Il risultato poteva essere uno solo, la mia eterna dannazione. Io, Raziel, sarei finito come i traditori e gli inetti, sarei bruciato per sempre nelle viscere del Lago dei Morti.<br>'''Kain''': Gettatelo dentro! {{NDR|rivolto a Turel e Dumah mentre tengono Raziel, poi questi lanciano Raziel nel Lago dei Morti}}<br>'''Raziel''': E così caddi nelle profondità dell'abisso, urlando, mentre fuochi bianchi mi divoravano... dolore indicibile... agonia estrema, il tempo smise di esistere, rimase solo questa tortura e un odio sempre più profondo per l'ipocrisia che mi aveva condannato ad un simile inferno. {{NDR|Raziel cade nell'abisso finché non raggiunge il fondo mentre grida per il dolore}} Dopo un'eternità il mio tormento si mitigò, facendomi risalire dal precipizio della follia. {{NDR|Raziel comincia a rialzarsi}} La discesa mi aveva distrutto, eppure vivevo ancora. {{NDR|Raziel si rialza}}<br>'''Dio Anziano''': Raziel, sei un valoroso... {{NDR|Raziel si volta per comprendere da dove provenga la voce}}
== Frasi ==
{{cronologico}}
*Avendole provate di persona, conoscevo le debolezze dei miei avversari. Le ferite corporali sono fugaci perché la carne immortale di un vampiro si rimargina non appena viene lacerata. I vampiri temono soltanto l'impalazione, i colpi che trafiggono o bruciano. L'acqua è come un acido, i vampiri più deboli sono devastati dal tocco della luce solare. Dunque userò le tattiche adatte per meglio colpire i miei nemici. ('''Raziel''') {{NDR|nei pressi del Santuario dei Clan, riferito ad alcuni figli di Dumah}}
*{{NDR|Raziel osserva il Lago dei Morti}} Almeno questo è rimasto uguale... l'infinito vorticare dell'abisso, mio sepolcro e anche culla della mia rinascita. {{NDR|Raziel osserva le scarpate poco distanti}} Per quanto il paesaggio di Nosgoth fosse cambiato, quelle scarpate mi aiutarono a orientarmi, il territorio del mio Clan stava a ovest, ero ansioso di vedere quale declino fosse toccato ai miei discendenti dopo secoli di assenza. ('''Raziel''') {{NDR|nei pressi del Santuario dei Clan}}
*Completa desolazione, la mia orgogliosa specie spazzata via da questo mondo come fango da uno stivale. Sapevo quale mano aveva compiuto il gesto. {{NDR|riferito alle milizie di Kain}} ('''Raziel''') {{NDR|nel territorio del Clan di Raziel}}
*{{NDR|Raziel osserva dalle estremità di un edificio diroccato un umano mentre sta per essere divorato da alcuni dei figli di Melchiah}} Non avevo riconosciuto quei corrotti ammassi di carne. Avevano odor di vampiro eppure sbranavano le carcasse delle loro vittime come se fossero cani. ('''Raziel''') {{NDR|nel territorio del Clan di Raziel}}
*Questo grande sepolcro portava gli inconfondibili marchi del Clan di Melchiah. In che abisso era caduta la nostra dinastia se quegli sciacalli erano i discendenti dei miei nobili fratelli? Erano arrivati al punto di reclutare nuovi adepti fra i rattrappiti cadaveri che giacevano quaggiù? ('''Raziel''') {{NDR|nel territorio del Clan di Melchiah}}
*Mio fratello Melchiah venne creato per ultimo dunque ricevette la minor parte dei poteri di Kain. Pur essendo immortale, la sua anima non poteva conservare la carne che manteneva molta della sua umana fragilità... e sembrava che questa debolezza si fosse trasmessa alla sua stirpe. La loro fragile pelle stentava a celare la cancrena sottostante. ('''Raziel''') {{NDR|riguardo a Melchiah, nel territorio del Clan di Melchiah}}
*Torna al Santuario dei Clan, Raziel. L'anima di Melchiah ti ha dato la capacità di entrarvi. Ma bada, anche se l'edificio è abbandonato, non vuol dire che sia deserto... ('''Dio Anziano''') {{NDR|a Raziel, nel territorio del Clan di Melchiah}}
*La Mietitrice d'Anime, favolosa lama di Kain, più antica di noi tutti, mille volte più letale. Secondo le leggende un'arma posseduta che freme e gioisce quando divora l'anima delle sue vittime. E dunque sapevamo che cosa significava quando Kain estraeva infuriato la Mietitrice d'Anime, significava morte. ('''Raziel''') {{NDR|prima di affrontare Kain, al Santuario dei Clan}}
*{{NDR|Raziel riesce a colpire Kain e questi infuriato scaglia una saetta con la Mietitrice d'Anime dopodiché cerca di infliggere il colpo di grazia all'avversario, Raziel cerca di difendersi e la spada si frantuma dopo un potente colpo energetico nato dalla spada}} La lama è svanita... così sia. Abbiamo compiuto un passo sulla via del destino. Ah ah ah! {{NDR|si lascia andare a una grossa risata}} ('''Kain''') {{NDR|a Raziel, al Santuario dei Clan}}
*{{NDR|Raziel finisce nuovamente nel Regno Spettrale, si rialza e inizia a fissare la Mietitrice d'Anime poco distante}} Lo giuro, quando la Mietitrice d'Anime fu stata distrutta, negli occhi di Kain ci fu un lampo di soddisfazione {{NDR|Raziel si avvicina alla Mietitrice d'Anime}}, non capivo quale trama stesse tessendo. {{NDR|Raziel osserva da vicino la spada}} Ma conoscevo la mossa finale... {{NDR|Raziel prende la Mietitrice d'Anime e ne assorbe il potere}}. ('''Raziel''') {{NDR|al Santuario dei Clan}}
*{{NDR|Raziel finisce di assorbire la Mietitrice d'Anime dentro di sé}} Da questo momento, per sempre, tu e questa lama siete indissolubilmente uniti. Mietitrice e mietitore d'anime, i vostri destini solo un solo tessuto. Distruggendo la spada, tu l'hai liberata dalla sua prigione fisica, riportandola alla sua vera forma, una lama spettrale dall'energia sconfinata! Non essendo più un oggetto concreto, può manifestarsi nel Regno Materiale solo quando la tua forza è al massimo. Finché sarà visibile... ti sosterrà... ('''Dio Anziano''') {{NDR|a Raziel, riguardo la Mietitrice d'Anime, al Santuario dei Clan}}
*{{NDR|Raziel apre le porte della Cattedrale Silenziosa e entra al suo interno}} La svettante cattedrale che incarnava la sfida degli uomini all'impero di Kain era ormai un relitto. Coloro che l'ha usavano per i propri riti erano polvere da secoli, chi l'aveva costruita vedeva questa torre come un'arma sacra contro la minaccia dei vampiri, un enorme strumento di pietra e ottone... ma le canne, una volte accordate per suonare un inno mortale, erano costrette al silenzio. Gli spazi vuoti accennavano un bisbiglio di impotenza... ('''Raziel''') {{NDR|all'ingresso della Cattedrale Silenziosa}}
*{{NDR|Raziel esce dalla tana di Zephon}} Fra le montagne che svettano oltre i Pilastri, i cataclismi di Nosgoth hanno svelato un antico crimine. Avendo assorbito l'anima di Zephon, ora puoi percorrere strade che prima ti erano proibite. ('''Dio Anziano''') {{NDR|a Raziel, all'uscita dalla tana di Zephon}}
*{{NDR|Raziel torna al Santuario dei Clan e incontra Ariel}} Come un cadavere in una tomba inadatta, la corruzione sale alla superficie. Oltre i Pilastri la vittima defilata urla in silenzio la sua vendetta. ('''Ariel''') {{NDR|a Raziel, al Santuario dei Clan}}
*{{NDR|Raziel giunge alla tomba dei Sarafan}} L'antica tomba dei Sarafan, una volta impenetrabile, è profanata dagli avanzi di Nosgoth, è ormai priva di misteri. Ai tempi di Vorador, secoli prima che Kain fosse creato, i sacerdoti guerrieri Sarafan iniziarono una spietata guerra contro le tribù vampire di Nosgoth e imbaldanziti dalla loro superiorità morale, commisero anche indicibili atti di violenza, massacrando giovani e vecchi senza distinzioni, decimando intere stirpi in pochi decenni. Ora le loro carcasse giacciono qui... assassini in un tempio... ('''Raziel''') {{NDR|alla tomba dei Sarafan}}
*Attento Raziel! Qui giace anche una storia dimenticata... conosci te stesso, anche se la verità ti potrà distruggere. ('''Dio Anziano''') {{NDR|a Raziel, alla tomba dei Sarafan}}
*{{NDR|Raziel arriva all'Abbazia Sommersa nel territorio del Clan di Rahab}} Questa abbazia, che un tempo si ergeva come baluardo contro i vampiri, è stata allagata dal diluvio prodotto da questa terra ferita. Tuo fratello Rahab e la sua stirpe, tormentati perfino dai deboli raggi del Sole di Nosgoth, sono riusciti a vincere la loro vulnerabilità all'acqua e hanno abbandonato la superficie. Ora, infestano le rovine dell'abbazia e fluttuano nelle tenebre delle sue stagnanti profondità... ('''Dio Anziano''') {{NDR|a Raziel, all'ingresso del territorio del Clan di Rahab}}
*{{NDR|Raziel sta per uscire dall'Abbazia Sommersa}} Oltre il maelstrom dell'abisso, una galleria sotterranea porta a nord, al territorio di tuo fratello Dumah. L'anima di Rahab, infusa in te, ti consente di nuotare per accedere a zone che prima ti respingevano. ('''Dio Anziano''') {{NDR|a Raziel, all'uscita dell'Abbazia Sommersa}}
*{{NDR|Raziel entra nella sala del trono di Dumah e vede il cadavere di quest'ultimo in lontananza}} Mio fratello Dumah, potente guerriero quando era in vita, sarebbe arso per la vergogna se io lo avessi trovato qui come un verme in trappola. ('''Raziel''') {{NDR|riguardo a Dumah, alla sala del trono di Dumah}}
*{{NDR|Raziel sta per uscire dalla cittadella in rovina}} Nel più remoto canyon delle gelide brughiere di Nosgoth, il silenzio copre un antico enigma. Nei visceri di questo labirinto, il tuo signore attende. ('''Dio Anziano''') {{NDR|a Raziel, alla cittadella in rovina}}
*{{NDR|Raziel arriva alla stanza del calderone alla Caverna dell'Oracolo}} La Caverna dell'Oracolo, dove avvenne il primo incontro di Kain con Moebius. Moebius faceva finta di essere un tremante indovino che sbirciava in un cesto di visioni, dispensando predizioni agli ingenui. Ma dietro questa facciata si celava Moebius il Tessitore del Tempo, stregone del Cerchio dei Nove, uno spietato manipolatore capace di storcere il tempo. Da quando Kain lo uccise secoli fa, queste caverne sono rimaste vuote, però... come Moebius stesso, pare che siano solo una facciata per qualcosa di molto arcano. {{NDR|Raziel si avvicina al calderone}} Sentivo che Kain era qui, in quel momento sarei sceso fino agli abissi dell'Inferno pur di trovarlo. ('''Raziel''') {{NDR|alla Caverna dell'Oracolo}}
*{{NDR|Raziel arriva dinanzi alla statua di Moebius}} Questo conclusi, deve essere il famoso Moebius, il Tessitore del Tempo. Non sembrava l'impressionante figura che avevo immaginato in base ai ciarlataneschi racconti di Kain, eppure anche quella fredda personalità emanava un certo innegabile potere. ('''Raziel''') {{NDR|alla Caverna dell'Oracolo}}
*{{NDR|Raziel si trova dinanzi al secondo portale della Caverna dell'Oracolo e qui ha altre visioni del passato e ricorda di quando Kain distrusse la Mietitrice d'Anime nel loro combattimento}} Queste apparizioni mi tormentano... tutto ciò era già stato profetizzato? ('''Raziel''') {{NDR|alla Caverna dell'Oracolo}}
*{{NDR|Raziel arriva al terzo portale della Caverna dell'Oracolo e ricorda di quando scoprì la verità riguardante lui e i suoi fratelli}} Impossibile! Questo deve essere uno degli inganni di Kain. ('''Raziel''') {{NDR|alla Caverna dell'Oracolo}}
*{{NDR|Raziel si trova dinanzi al quarto portale della Caverna dell'Oracolo e qui ha una visione del futuro e vede se stesso prima di riaffrontare Kain}} La mia mente è artigliata da conflitti... questa battaglia giungerà fra poco o è lontana molti secoli?!? ('''Raziel''') {{NDR|alla Caverna dell'Oracolo}}
*{{NDR|Raziel si trova al quinto portale della Caverna dell'Oracolo e vede che in futuro dovrà uccidere l'anima di Ariel}} Non può essere! Quale follia vuole ritrarre questa scena?!? Kain deve pensare che io sia proprio ingenuo per credere a siffatte menzogne! ('''Raziel''') {{NDR|alla Caverna dell'Oracolo}}
*{{NDR|Raziel guarda nel sesto portale della Caverna dell'Oracolo e vede nuovamente se stesso, presumibilmente nel futuro}} Questo fantasma è una creatura della mia mente o un eco di eventi futuri? ('''Raziel''') {{NDR|alla Caverna dell'Oracolo}}
*{{NDR|Raziel ha attraversato il varco temporale e una figura incappucciata si avvicina alle sue spalle}} Raziel. {{NDR|Raziel si volta di colpo e arretra per vedere meglio chi lo aveva chiamato}}, redentore e distruttore, pedina e messia, benvenuto anima sparsa nei secoli, benvenuto al tuo destino. ('''Moebius''') {{NDR|a Raziel, all'interno del varco temporale}}
*{{NDR|Dal finale tagliato del gioco, Raziel dopo aver ucciso Kain, torna alla Cattedrale Silenziosa per eliminare i vampiri rimasti in tutta Nosgoth}} Quando li vidi arrivare a sciami, sentì il terrore che doveva aver preso i loro cuori raggrinziti. Sapevano che cosa erano venuti a fare, che avrei segnato la loro caduta e che io stesso sarei potuto morire nel farlo. Questa torre era rimasta troppo a lungo come grottesco simbolo dei perversi intenti di Kain, era giunto il momento di sfruttare i miei nuovi talenti e fare echeggiare un inno di morte in questa terra, un inno così forte da rapire il senno! Da scagliare i figli della notte gli uni contro gli altri, cavandosi gli occhi e aprendosi le gole, così forte da distruggere ogni creatura vampiresca sulla faccia di questa terra ferita e sanguinante! La mia meta era vicina... dovevo soltanto aprire ogni canna... e lasciare fluire le note dell'inno... ('''Raziel''') {{NDR|alla Cattedrale Silenziosa}}
*{{NDR|Dal finale tagliato del gioco, Raziel apre tutte e tre le canne della Cattedrale Silenziosa e tutti i vampiri di Nosgoth muoiono uno dopo l'altro}} È finita Raziel, il tuo destino è stato raggiunto. Anche se hai distrutto ogni creatura che ti può chiamare fratello, questo mondo è rinato. Il ciclo della vita e della morte, bloccato e stagnante in questi lunghi anni, riprende di nuovo il suo cammino. Hai agito bene, mio servitore... ('''Dio Anziano''') {{NDR|a Raziel, alla Cattedrale Silenziosa}}
== Dialoghi ==
{{cronologico}}
*'''Dio Anziano''': Io ti conosco Raziel, sei un valoroso. {{NDR|Raziel continua a voltarsi per capire chi sta parlando}}<br>'''Raziel''': Ma che follia sto vivendo? Quale abbietta forma è questa che sono venuto ad abitare? La morte stessa sarebbe un sollievo in confronto a tanta miseria.<br>'''Dio Anziano''': Tu non sei sopravvissuto all'abisso Raziel, io ti ho solo salvato dalla completa dissoluzione.<br>'''Raziel''': Ma io preferirei l'oblio a una simile esistenza. {{NDR|Raziel guarda in alto rivolto verso il Dio Anziano}}<br>'''Dio Anziano''': Non è una scelta che ti spetti.<br>'''Raziel''': Sono stato distrutto! {{NDR|Raziel si inginocchia}}<br>'''Dio Anziano''': No, sei rinato. Per creare ognuno dei suoi mostri, Kain ha intrappolato un'essenza vitale, questo era il tipo di anima che sorreggeva il cadavere in cui tu vivevi. Ma tutto ciò Raziel ha rovinato Nosgoth, l'equilibrio è andato perso, le anime dei morti sono rimaste in trappola senza che io avessi più potuto guidarle sulla ruota del destino, nessuna di loro ha completato il suo ciclo. Redimiti, o se preferisci, assapora la vendetta... {{NDR|Raziel si rialza}} Chiudi la tua disputa con Kain, distruggi lui e i tuoi fratelli, libera le loro anime e lascia che la ruota del destino riparta. {{NDR|Raziel inizia ad incamminarsi lungo il sentiero}} Usa il tuo odio per falciare le loro anime, io posso far sì che ciò avvenga... Tu diventerai il mio mietitore d'anime, il mio angelo della morte...
*{{NDR|Raziel prosegue per l'abisso, vede una fonte di anime e si appoggia ad una parete privo di forze}}<br>'''Dio Anziano''': Sei debole... devi nutrirti.<br>'''Raziel''': La vecchia fame mi ha lasciato. Ora non bramo più il sangue.<br>'''Dio Anziano''': Tu sei cambiato. La tua sete di sangue è stata coperta da una più grande. Sei diventato un divoratore di anime. Per mantener la forza, dovrai cacciare gli spiriti perduti del mondo sotterraneo e consumare le anime dei tuoi nemici.
*{{NDR|Raziel vede i primi Sluagh dall'alto}}<br>'''Raziel''': Quali anime prave sono mai quelle? {{NDR|riferito agli Sluagh}}<br>'''Dio Anziano''': Sluagh, gli sciacalli del mondo sotterraneo. La loro bestiame fame ha consumato legioni di anime, tutti spiriti che non vedranno mai il riposo.
*{{NDR|Raziel osserva in lontananza alcuni vampiri}}<br>'''Raziel''': Ma che creature sono quelle? {{NDR|riferito ai vampiri}}<br>'''Dio Anziano''': Dunque non li riconosci? Sono i figli di tuo fratello Dumah.<br>'''Raziel''': È impossibile! Quelle orride e infime bestie non possono essere nate dal nostro sangue di alto rango!<br>'''Dio Anziano''': Supponi che il tempo si sia fermato Raziel? Molto è cambiato da quando lasciasti il mondo degli uomini.
*{{NDR|Raziel osserva il Santuario dei Clan}}<br>'''Raziel''': Dio mio! Il Santuario dei Clan ridotto in rovine, oltre questi muri si ergono i Pilastri di Nosgoth, sede dell'impero di Kain, come sembravano umili all'ora giacenti nella polvere dopo un'era di magnificenza... e io ero appena tornato al mondo, nell'istante fra la mia esecuzione e la resurrezione, dovevano essere passati molti secoli. {{NDR|Raziel comincia a tremare a causa di un breve terremoto}}<br>'''Dio Anziano''': Questo mondo è sconvolto da cataclismi, la terra è tesa allo spasmo per scuotersi dal gioco di Kain e del suo impero. Il destino di questo mondo è stato deciso in un istante da un solo uomo. Non disposto a sacrificarsi per riportare l'equilibrio a Nosgoth, Kain ha condannato tutto allo sfacelo che vedi. In quel momento iniziò il declino, ormai è quasi finito. Nosgoth vacilla sull'orlo del collasso e il suo labile equilibrio... non durerà ancora a lungo.
*{{NDR|Si chiude l'uscita dell'arena di Melchiah e Raziel inizia a guardarsi attorno e vaga al suo interno}}<br>'''Melchiah''': Argh! {{NDR|Raziel sente un lamento mostruoso vicino a sé}}<br>'''Raziel''': Mostrati! Creatura! {{NDR|dalle tenebre emerge una creatura inquietante}}<br>'''Melchiah''': Non mi riconosci fratello? {{NDR|Melchiah avanza verso Raziel e si mostra}} Sono tanto cambiato!<br>'''Raziel''': Melchiah?!? {{NDR|Raziel rimane totalmente basito dinanzi al nuovo aspetto di Melchiah}}<br>'''Melchiah''': Certo fratello, avresti dovuto restare dove il maestro {{NDR|si riferisce a Kain}} ti ha mandato, Raziel. Scoprirai che Nosgoth è meno piacevole di quanto rimembri.<br>'''Raziel''': Che è successo al mio Clan? Rispondi fratellino mio oppure io strapperò le parole dalle tue orride labbra!<br>'''Melchiah''': Tutti hanno paura mio caro. Sei tornato in un mondo di paura. Quest'epoca di cambiamenti è così... ehm... disturbante... ma pensi che io non abbia repulsione per questa forma? E credi anche per un solo momento che il nostro signore {{NDR|riferito a Kain}} vorrà rischiare il suo impero per uno sciocco dettaglio?<br>'''Raziel''': Basta con gli enigmi! Che vuoi dire?<br>'''Melchiah''': Sarai l'ultimo... a morire!
*{{NDR|Raziel riesce a imprigionare momentaneamente Melchiah nella gabbia centrale e prepara il meccanismo mortale}}<br>'''Raziel''': Avanti Melchiah, dove posso trovare Kain?<br>'''Melchiah''': Il maestro è al di sopra della tua portata Raziel. Si farà vedere quando più lo riterrà opportuno e non su richiesta. {{NDR|con voce sofferente, viene azionato il meccanismo della gabbia che fa cadere degli spuntoni che schiacciano Melchiah ormai in fin di vita}} Argh! {{NDR|si sentono gemiti di dolore}} Sono libero! {{NDR|[[ultime parole]]}} Argh! {{NDR|l'anima di Melchiah si separa dal corpo permettendogli finalmente di riposare in pace}}
*{{NDR|Dopo la morte di Melchiah, Raziel assorbe la sua anima e finisce in ginocchio}}<br>'''Dio Anziano''': Hai agito bene Raziel.<br>'''Raziel''': E così che mi hai ridotto? A uno sciacallo? Un fratricida?<br>'''Dio Anziano''': Elevato Raziel, non ridotto.
*{{NDR|Raziel si reca da Kain e la porta alle sue spalle si chiude rapidamente, lasciandolo sorpreso, si volta per guardarla}}<br>'''Kain''': Raziel. {{NDR|all'udire del suo nome, Raziel si volta di scatto}}<br>'''Raziel''': Kain!<br>'''Kain''': Vedo che l'abisso non ti ha reso giustizia... {{NDR|Kain si alza dal suo trono mentre Raziel inizia a venirgli incontro}}<br>'''Raziel''': Sono una tua creazione Kain, come lo ero prima, stai criticando la tua stessa opera. {{NDR|Raziel e Kain si ritrovano uno di fronte all'altro}} Ma che hai fatto del mio Clan? Degenerato! Non avevi alcun diritto!<br>'''Kain''': Ciò che io creato, io posso distruggere, pargolo.<br>'''Raziel''': Che tu sia dannato Kain! {{NDR|Raziel lo indica con il braccio sinistro}} Non sei Dio! {{NDR|Raziel ripone il braccio a sé}} Questo atto di genocidio è inconcepibile!<br>'''Kain''': Inconcepibile?!? Come osi parlarmi così? Solo quando avrai provato tutta la gravità di questa scelta, potrai discutere ciò che io ho deciso. {{NDR|Kain fa un passo verso Raziel e questi arretra}} La tua vita è niente rispetto alla mole di dubbi e rimorsi che ho avuto fin da quando Mortanius, per la prima volta, mi allontanò dalla luce. Sapere che il destino del mondo è appeso alla saggezza di ogni mio piccolo gesto, puoi immaginare anche solo vagamente che cosa tu avresti fatto al mio posto?<br>'''Raziel''': Avrei scelto l'integrità, Kain.<br>'''Kain''': Ah ah ah! {{NDR|fa una grossa risata}} Guardati attorno, Raziel {{NDR|allunga le braccia indicando le colonne adiacenti}}, osserva che cosa è stato del nostro impero. Sei testimone di un'epoca finita, i Clan sono dispersi in ogni angolo di Nosgoth. Questo posto ha raggiunto la fine della sua utilità {{NDR|allunga le braccia indicando l'intero tempio}}, come te! {{NDR|Kain estrae la Mietitrice d'Anime}}
*{{NDR|Raziel comincia a prendere dimestichezza con la Mietitrice d'Anime nel suo braccio destro e alle sue spalle appare qualcuno}}<br>'''Ariel''': Chi sei piccola anima? Un'altra delle creature di Kain venuta a insultare questo spirito prigioniero? {{NDR|lo spirito si avvicina a Raziel e quest'ultimo si volta}}<br>'''Raziel''': Non era mia intenzione turbarti il riposo. {{NDR|Raziel e Ariel si ritrovano uno di fronte all'altra}}<br>'''Ariel''': Riposo? Per il riposo serve un corpo, carne e ossa che si possano adagiare. No figliolo, io posso solo guardare e ricordare senza posa, sempre vigile, mentre la storia di questo mondo dannato si svolge... ma... un passato orrendo e un futuro insopportabile sono forse la stessa cosa? Sono io sempre qui?<br>'''Raziel''': Come sei capitata fra questi Pilastri?<br>'''Ariel''': Kain aveva rifiutato il sacrificio, il Pilastro dell'Equilibrio, corrotto fino al nucleo, si erge ancora come monumento della sua cieca ambizione. Ora questi Pilastri servono solo per imprigionarmi qui, sono la mia prigione e dimora eterna, grazie all'avidità del tuo signore Kain!<br>'''Raziel''': Quel bastardo non può chiedere più nulla a me!<br>'''Ariel''': Dunque abbiamo un comune nemico Raziel, torna pure quando avrai bisogno, Ariel ricorda ciò che altri hanno dimenticato.
*{{NDR|Raziel finisce nella tana di Zephon e tenta di fuggire, ma Zephon gli sbarra la strada, lasciandolo bloccato all'interno con lui}}<br>'''Zephon''': Ed ecco il figlio il prodigo, non c'è più ritorno per te Raziel! {{NDR|Raziel si volta verso Zephon}}<br>'''Raziel''': Zephon, il tuo volto parla per te, è l'araldo più adeguato della tua anima.<br>'''Zephon''': Ma neanche tu sembri il bel Raziel di allora, il suo prezioso primogenito {{NDR|si riferisce a Kain}}, il futuro traditore! Quanti cambiamenti hai perso piccolo Raziel... guardati attorno! Ammira come la grande arma degli umani è diventata la mia casa! Addirittura il mio corpo! Un bozzolo di mattoni e granito da cui ammirare un mondo che esce dalla crisalide.<br>'''Raziel''': Una piaga in cui nasconderti e uscire dalle ombre solo per divorare una vittima che si dibatte nella tua vile trappola... Hai commesso l'errore di non catturare anche me, dunque sarai tu colui che soccomberà al mio volere.<br>'''Zephon''': Volontà, istinto, riflessi... una mente d'insetto non coglie la differenza... ti avverto fratello... come la mia statura è cresciuta, così il mio appetito è più grande... fatti avanti... mio fiero pasto!
*{{NDR|Raziel entra all'interno delle tombe dei Sarafan}}<br>'''Raziel''': Quando tolsi la pietra, un soffio d'aria sepolcrale uscì dalla camera interna. {{NDR|Raziel sposta un blocco che gli impediva il passaggio}} Non ero pronto per ciò che giaceva oltre quella soglia. {{NDR|Raziel entra nella stanza sepolcrale, inizia a guardarsi attorno e legge il nome dei suoi fratelli sulle tombe}} Queste cripte, nascoste reliquie dei sacerdoti Sarafan, portavano i nomi dei miei fratelli... e il mio. {{NDR|Raziel rimane basito di leggere il proprio nome su una delle tombe e fa alcuni passi indietro}} L'ironia del blasfemo atto di Kain mi frustò con la bruciante forza di una rivelazione... le mie mani non erano forse macchiate di sangue come le loro? Ancora peggio, avevo versato il sangue dei miei fratelli alle cui tombe devastate ero davanti.<br>'''Dio Anziano''': Sì Raziel, tu eri un Sarafan. Sei nato dalla stessa forza che quasi distrusse la tua razza. Tu fosti scelto prima ancora dell'alba dell'impero. Kain, monarca autoproclamato di Nosgoth, saccheggiò queste tombe e ti prese dalle cripte. Soffiando la sua essenza di vampiro nel tuo cadavere, ti fece risorgere come i suoi figli prediletti.
*{{NDR|Raziel giunge alla tomba del Guardiano e i due si ritrovano faccia a faccia}}<br>'''Guardiano''': Eretico! Tu non passerai!<br>'''Raziel''': Oh quanta lealtà in qualcuno che vigila su questo avamposto come un cane alla catena. Stai ingrassando bene con gli avanzi che ti gettano?<br>'''Guardiano''': Questi insulti non mitigheranno l'agonia della tua morte!<br>'''Raziel''': Kain mi ha già ucciso una volta, ora guarda il risultato. Io non ho nulla da temere da te.
*{{NDR|Raziel arriva nella Cappella della Luce e inizia a guardarsi attorno dopodiché emerge dall'acqua una figura inquietante}}<br>'''Rahab''': Raziel. {{NDR|Raziel si volta verso Rahab}}<br>'''Raziel''': Rahab, ti sei integrato bene nel tuo ambiente per essere un disadattato.<br>'''Rahab''': Non mi inganni Raziel. Tu fra tutti noi dovresti maggiormente rispettare il potere che viene da un limite superato. Kain aveva detto che saresti venuto.<br>'''Raziel''': Hai parlato con l'assassino?!?<br>'''Rahab''': Ti conviene tenere a freno quella lingua blasfema!<br>'''Raziel''': Che altro ti ha detto?<br>'''Rahab''': Che tu mi avresti distrutto.<br>'''Raziel''': E certamente lo farò, ma parla prima che ti strappi l'anima dal suo involucro di carne! Sapevi che cosa eravamo prima che Kain ci creasse?<br>'''Rahab''': Umani...<br>'''Raziel''': Sacerdoti Sarafan! L'antitesi di tutto ciò in cui avevamo sempre creduto.<br>'''Rahab''': Ha importanza? Eravamo perduti. Lui ci ha salvati.<br>'''Raziel''': Salvati? Da che cosa?!?<br>'''Rahab''': Da noi stessi.
*{{NDR|Raziel apre le porte della cittadella in rovina}}<br>'''Raziel''': Un tempo in questa città risuonavano le voci dei miei simili. Forse altri Clan hanno sofferto lo stesso destino del mio? Nella sua follia poteva Kain risparmiare qualcuno della sua stessa specie?<br>'''Dio Anziano''': Non è stata l'arroganza di Kain ma di Dumah stesso a segnare la caduta del suo Clan. Queste sono armi umane Raziel. {{NDR|Raziel nota le armi conficcate negli scheletri dei morti}} Credendosi invincibili, Dumah e i suoi accoliti non riuscirono a vedere un attacco degli assalitori meno probabili. Ebbri della loro arroganza, vennero presi di sorpresa dai cacciatori umani di vampiri che decimarono i loro ranghi con poca fatica. I superstiti furono ridotti a sciacalli dispersi.
*{{NDR|Raziel si reca nel Regno Spettrale dalla sala del trono di Dumah}}<br>'''Dumah''': Eh eh {{NDR|ridacchia}}, sei qui per salvarmi l'anima fratel prodigo? {{NDR|Raziel arretra leggermente}}<br>'''Raziel''': Non per salvarla, ma prenderla. La tua unica salvezza è l'annullamento.
*{{NDR|Raziel torna nel Regno Materiale per sconfiggere Dumah e per far ciò estrae la lancia che blocca il suo risveglio nel mondo dei vivi, dopo quest'azione, Dumah si libera e si rialza}}<br>'''Dumah''': Finalmente libero! Grazie a te, fratello!<br>'''Raziel''': Mi ringrazi troppo presto Dumah, non ho dimenticato le mani che mi guidarono all'abisso.<br>'''Dumah''': I secoli passati nel limbo hanno affinato la mia forza, neppure Kain mi è pari!<br>'''Raziel''': Perfino il vampiro più forte è vulnerabile.<br>'''Dumah''': Ora scopriremo se è vero, Raziel!<br>'''Raziel''': La mia sete di sangue è coperta da una fame ancora più oscura, consumerò la tua anima prima che il giorno cada.
*{{NDR|Raziel si trova dinanzi al primo portale della Caverna dell'Oracolo e qui comincia ad avere visioni del suo passato recente e rivede se stesso mentre si rialza dopo essere caduto nel Lago dei Morti}}<br>'''Raziel''': Il mio arrivo in quest'epoca miserevole... che trucco è mai questo? <br>'''Dio Anziano''': Non è un'illusione Raziel, ma solo uno sguardo alle pieghe che forma il tempo.
*{{NDR|Raziel apre le porte della camera della Macchina Tessitrice del Tempo e entra}}<br>'''Kain''': Finalmente... devo dire che sono deluso dei tuoi progressi, pensavo che saresti arrivato qui prima. Ora dimmi, ti ha turbato uccidere i tuoi fratelli?<br>'''Raziel''': E tu eri turbato quando hai ordinato di gettarmi nell'abisso?<br>'''Kain''': No... avevo fiducia in te, nella tua capacità di odiare, nel tuo giusto sdegno.<br>'''Raziel''': Tu menti, non avresti potuto prevedere niente di tutto questo. {{NDR|Kain comincia a girare per la stanza}}<br>'''Kain''': L'eternità è implacabile Raziel. Quando entrai per la prima volta in questa camera secoli fa, non avevo idea del vero potere della conoscenza. Sapere il futuro, Raziel, vedere i suoi sentieri e percorsi che si aprono come un albero infinito... come uomo non sarei mai riuscito... a sondare queste verità proibite. Ma ciascuno di noi adesso è molto superiore a com'era. Guardando il panorama che incornicia le pianure del possibile, non senti con tutto te stesso che siamo ormai delle divinità? E che come tali... non siamo più divisibili. Fino a che solo uno di noi resterà, noi saremo legione. Ecco perché, quando devo sacrificare al vuoto i miei figli, lo posso fare a cuor leggero.<br>'''Raziel''': Molto poetico Kain, ma in sostanza mi stai offrendo solo una comoda razionalizzazione dei tuoi crimini. {{NDR|Kain si materializza al centro della stanza}}<br>'''Kain''': Queste sale offrono risposte per chi è abbastanza paziente da cercare. Nella tua fretta di trovarmi forse non hai guardato abbastanza. I nostri futuri sono predestinati... Moebius mi aveva annunciato il mio un millennio fa, ognuno di noi recita la parte che il destino ci ha scritto, siamo costretti a seguire sentieri già tracciati, il libero arbitrio è un'illusione.<br>'''Raziel''': Sono stato alla tomba dei Sarafan, Kain, il tuo sporco segreto non è più tale. Come hai potuto trasformare un sacerdote Sarafan in un vampiro? {{NDR|Raziel salta giù dalla piattaforma in cui si trova e raggiunge Kain al centro della stanza}}<br>'''Kain''': E come avrei potuto non farlo? Gli amici bisogna tenerli stretti Raziel, e i nemici ancora di più. Non puoi cogliere l'astrusa bellezza del paradosso? Sarafan e vampiri sono la stessa cosa... le nostre guerre sante, la nostra ossessione di dominare Nosgoth, di chi avrebbe potuto servirmi meglio di coloro la cui passione trascese ogni idea di bene e male.<br>'''Raziel''': Non applaudirò le tue contorte bestemmie. I Sarafan erano salvatori, avevano difeso Nosgoth dalla corruzione che rappresentiamo. Ora i miei occhi sono aperti Kain, non vedo alcuna nobiltà nell'antivita che hai barbaramente costretto nel mio recalcitrante corpo.<br>'''Kain''': Anche se hai scoperto il tuo passato non ne sai veramente nulla. Pensi che i Sarafan fossero nobili o altruisti? Ah ah ah! {{NDR|ride}} Sei un pivello. I loro intenti erano affini ai nostri.<br>'''Raziel''': Sei perso nel labirinto della tua relatività morale Kain. Questi fantasmi, questi portenti, che trama stai tessendo ora?<br>'''Kain''': Il destino è un gioco o no? E tu ora attendi la mia ultima mossa.
*{{NDR|Raziel riesce a sconfiggere Kain e questi si materializza vicino ad un varco temporale}}<br>'''Kain''': Mi hai quasi vinto Raziel. Ma non è questo il tempo né il luogo della fine. Il destino deve ancora serpeggiare prima che il dramma possa avere un termine. {{NDR|Kain arretra e si avvicina al varco temporale mentre Raziel cerca di raggiungerlo per non permettergli di fuggire via}} Ah ah ah! {{NDR|si lascia andare a una grossa risata e si getta all'interno del varco temporale mentre Raziel arriva un attimo dopo}}<br>'''Dio Anziano''': Attento Raziel, quando avrai superato questa soglia, sarai al di là della mia influenza... {{NDR|Raziel fissa silenziosamente il portale e decide di attraversarlo}}
== [[Explicit]] ==
{{Explicit videogiochi}}
*Dove il tempo non è che una curva, un filo sciolto del tessuto universale, un tessitore potrebbe creare un fatale nodo, e gettare nel caos la sorte dei pianeti... ('''Moebius''')
== Frasi promozionali ==
* Ricacciata nel mondo materiale, la misteriosa entità conosciuta come 'Raziel' è intenzionata a vendicarsi del tradimento del suo maestro: Kain. Condannato a vagare per gli oscuri reami di Nosgoth, deve massacrare la sua stessa stirpe di non-morti: solo da essi, infatti, può assorbire le anime che trasmettono l'energia necessaria per il suo progetto. Spostandosi tra il piano spettrale e quello materiale, Raziel deve risolvere enigmi, evitare trappole e sconfiggere nemici assetati di sangue per arrivare al suo obiettivo: lo scontro finale con Kain.<ref name=Promozionale>Dal retro della confezione del gioco, versione PlayStation (ed. 1999).</ref>
* Quando Raziel si sposta tra i piani dell'esistenza tutto il mondo si trasforma intorno a lui!<ref name=Promozionale/>
* Sanguinari scontri corpo a corpo, esplorazione e risoluzione di enigmi.<ref name=Promozionale/>
* Flusso dei dati direttamente da disco: livelli enormi con tempi di caricamento minimi!<ref name=Promozionale/>
* Sensazionali architetture gotiche rese in grafica ad alta risoluzione.<ref name=Promozionale/>
* Dicono che i morti non provino dolore... ma le cose stanno per cambiare.<ref name="Promozionale 2">Dal retro della confezione del gioco, versione Windows (ed. 1999).</ref>
* Disceso nel mondo dei vivi, la misteriosa entità 'Raziel' brama vendetta per il tradimento del suo maestro Kain. Condannato a vagare per gli oscuri reami di Nosgoth, deve uccidere i suoi confratelli non-morti: solo allora potrà assorbire le loro anime per accumulare l'energia di cui necessita. Spostandosi tra la dimensione materiale e quella spirituale, Raziel dovrà risolvere numerosi puzzle, evitare trappole mortali e sconfiggere una serie di mostruosi avversari fino a raggiungere il suo obiettivo ultimo: lo scontro finale con Kain!<ref name="Promozionale 2"/>
* Quando Raziel si sposta da una dimensione all'altra, il mondo circostante cambierà attorno a lui!<ref name="Promozionale 2"/>
* Sanguinosi combattimenti corpo a corpo, esplorazioni e inquietanti puzzle.<ref name="Promozionale 2"/>
* Caricamento continuativo da CD: immensi livelli di gioco verranno caricati in tempo reale senza che voi ve ne rendiate conto!<ref name="Promozionale 2"/>
* Incredibile grafica ad alta risoluzione con architetture in stile gotico.<ref name="Promozionale 2"/>
== Note ==
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==Altri progetti==
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Discussioni utente:Udiki
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{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:42, 9 lug 2021 (CEST)}}
==[[Antinatalismo]]==
Udiki, ciao, e di nuovo benvenuto qui su Quote. Volevo solo esprimere qualche perplessità su questa voce. Mi spiego: a rigore il soggetto di una voce tematica dovrebbe essere esplicitamente presente nella voce sorgente, cioè vale a dire che non essendoci il termine "antinatalismo" in nessuna voce sorgente, nessuna delle citazioni è pertinente. In alcuni casi però, ciò può non essere una condizione necessaria, nei casi cioè in cui sussiste una evidenza sulla tematica in oggetto. A mio parere, per esempio, la prima di Cioran non mi sembra pertinente, forse anche l'ultima di Leopardi. Ma se ne può discutere. In ogni caso, per convenzione, occorrerebbe sistemare nella voce sorgente un link sulla tematica, se non esplicitamente presente, come nei casi in questione. Qualcosa come: {{NDR|Sull'[[antinatalismo]]}}.<br>--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:54, 31 dic 2021 (CET)
== Coscienza ==
Ciao, la citazione di Dickens forse è più sulla [[coscienza morale]]? -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:51, 13 apr 2022 (CEST)
== Re: Theodor W. Adorno ==
Caro Udiki, mi fa piacere che il malinteso si sia risolto, i tuoi contributi sono sempre eccellenti. Mi pare di capire che ci sia una piccola controversia anche nella pagina di discussione di Darwin, puoi darci un occhio? Credo ti venga chiesto se puoi aggiungere i numeri di pagina. Grazie e buona domenica, [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:21, 3 lug 2022 (CEST)
== Re: [[Simulazione]] ==
Gentile Utente, Buonasera: mi duole molto, ma non vedo la relazione fra le categorie da me reintrodotte e l'adagio che recita: 'a gatta (o 'a jatta), pe gghì 'e pressa, facette 'e figlie cecate. Comunque, la mia valutazione, sindacabilissima, è che le categorie sono pertinenti. Ella può sempre consultare un altro amministratore, non dico l'amministratore che ha inserito quelle categorie, perché è impegnatissimo e non potrebbe – credo – risponderle, ma ce ne sono altri. E se risulterà che ho sbagliato, non <s>sollevo</s> solleverò obiezioni di sorta. Ho reintrodotto anche l'incipit rimosso in Dumas, chiedendo inoltre un parere a Spinoziano nella sua pagina di discussioni. La saluto cordialmente. Buon lavoro. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:00, 26 lug 2022 (CEST)
== ISBN ==
Ciao! Ho notato che in [[Alexandre Dumas (padre)]] hai riportato degli ISBN non corretti, eliminandone le prime 3 cifre. Gli ISBN-13 non funzionano così: il carattere di controllo si calcola in modo diverso rispetto al vecchio ISBN-10. Se hai fatto lo stesso in altre voci, per cortesia, sarebbe opportuno porvi rimendio. Grazie. '''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 20:17, 26 lug 2022 (CEST)
:[[w:Aiuto:ISBN|Qui]], terzo esempio, si lascia intendere che si possa fare in entrambi i modi. Comunque in futuro lascerò senz'altro le tredici cifre. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:26, 26 lug 2022 (CEST)
::Sì, certo, ma non hai interpretato bene l'esempio e non hai colto qual è il problema. Te lo ripeto: il '''carattere di controllo''' (l'ultima cifra a destra) si calcola in modo differente. Riprendendo il "terzo esempio": 88-424-2035-'''2''' <---> 978-88-424-2035-'''4'''. Grazie. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 20:37, 26 lug 2022 (CEST)
:::Sì, infatti, per questo ho detto che "si lascia intendere" e poi ho aggiunto che in futuro metterò di certo le tredici cifre, peraltro cosa molto più comoda. No problem. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:48, 26 lug 2022 (CEST)
== Notizie false ==
Buonasera. Non ho mai annunciato le mie dimissioni, come da lei sostenuto, in modo deliberatamente falso, in [[Discussione:Simulazione]]. E questo è un ulteriore indice del suo modo di interagire. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:18, 26 lug 2022 (CEST)
:Si vede che avevo interpretato male [[Discussioni_utente:Spinoziano#Mia_presenza_futura|questo]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:22, 26 lug 2022 (CEST)
::Nel messaggio da Lei linkato non c'è neppure una virgola da cui si possa dedurre che io intenda dimettermi. Non aggiungo altro. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:24, 26 lug 2022 (CEST)
:::Mi avrà tradito la memoria. Comunque non importa. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:27, 26 lug 2022 (CEST)
::::No, no, non ci siamo, Gentile Utente, Lei non può, non può proprio dire questo, Lei non può dire: Mi avrà tradito la memoria, ''non importa''. Non di memoria si tratta, ma di miei scritti che Lei stesso cita, e che la smentiscono clamorosamente. Lo vede? Questo è il suo modo di interagire. Veda, Gentile Utente, a mo' d'esempio, io potrei smontare, cronologia alla mano, punto per punto, il suo operato e le sue affermazioni a proposito delle modifiche nella voce Adorno e farle notare, per esempio, che se Lei intendeva rimuovere quel riferimento bibliografico, certo assolutamente precario, spettava a Lei, non a me, segnare tutte le citazioni scoperte con l'apposito avviso. Ma Lei, quelle citazioni, quella sezione non l'ha neppure letta. Non era quello che le interessava. Altro Le premeva: rem nec novam nec inusitatam aggredimur, Gentile Utente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:39, 26 lug 2022 (CEST)
:::::Il testo che ho citato l'ho controllato solo ''ex post'', dopo il tuo messaggio di precisazione. Il tono "testamentario" mi aveva lasciato quella impressione nella mente, tutto qui. Se vuoi intenderla diversamente fa' pure, ma non è così e non ne vale la pena. Buona notte. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:51, 26 lug 2022 (CEST)
{{rientro}} Non vale decisamente la pena continuare, tempo e fatica persi. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:30, 26 lug 2022 (CEST)
== Re: XVII secolo ==
Fatto. Ciao. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:17, 6 ago 2022 (CEST)
== Films ==
Grande Udiki, ottima idea quella di creare anche voci sui film! Una piccolezza: la tagline, se vuoi inserirla, andrebbe riportata anche in una sezione "frasi promozionali" con fonte, cioè occorre una fonte ([https://it.wikiquote.org/wiki/Scent_of_a_Woman_-_Profumo_di_donna#Frasi_promozionali esempio], cfr. [[Wikiquote:Modello di voce/Film]]) [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:48, 8 ago 2022 (CEST)
:Sarà sicuramente come dici tu e adesso provvedo, però le linee guida che hai linkato, più precisamente [[Wikiquote:Modello_di_voce/Film#Modello|qui]], dicono espressamente: "Tra la descrizione iniziale del film e l'inizio delle frasi è possibile inserire, mediante l'apposito [[Template:Tagline]]: '''<code><nowiki>{{tagline|Testo.}}</nowiki></code>''', la frase (o slogan) promozionale (detta anche ''tagline'') con cui viene presentato il film". Segue un esempio grafico che non lascia dubbi. Voglio dire che forse andrebbero aggiustate. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:56, 8 ago 2022 (CEST)
::Forse ho capito: ci vogliono ''entrambe'' le cose. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:01, 8 ago 2022 (CEST)
:::Sì entrambe, come hai sistemato ora va bene! -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:13, 8 ago 2022 (CEST)
::::Ciao, scusa se ogni tanto ti disturbo su qualche minuzia ;-) Volevo dirti che in genere la quantità di nomi nella prima riga delle voci di film è solo un attore (se c'è un protagonista chiaro) o due o al massimo tre (se ci sono più protagonisti), quindi ridurrei quei cinque.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:51, 11 set 2022 (CEST)
:::::Sì, lo so; infatti di solito mi regolo così: vedi ''[[Ferie d'agosto]]'' o quello che ho scritto [[speciale:diff/1224913|qui]] nel campo oggetto a proposito di "scrematura". Ma il problema è che si tratta di una commedia corale dove tutti i personaggi elencati hanno più o meno la stessa parte. Ridurre sarebbe alquanto arbitrario. Magari lascio solo Courtney B. Vance, che è un po' il leader della situazione, e Jonathan Penner che è forse quello più prominente tra gli antagonisti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:00, 11 set 2022 (CEST)
::::::Bene, penso che lì vada bene così, ma dimenticavo di segnalati che esiste anche l'opzione di non indicare gli attori nella prima riga: quando non sai quali indicare puoi semplicemente non indicarli e mettere solo il regista. Così come si può non indicare la nazionalità (parlo sempre della prima riga) quando il film è prodotto in più Paesi, per evitare di scrivere cose cacofoniche come "tedesco-statunitense". Alla prossima,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:33, 11 set 2022 (CEST)
== Cazzimma ==
Ciao Udiki, riguardo a [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cazzimma&diff=1244658&oldid=1132857 questo], in teoria sono previste eccezioni per citazioni "eccezionalmente significative per l'argomento della voce" (cfr. [[Wikiquote:Modello di voce#Provenienza e fonti]]); dato che la citazione è stata inserita da un utente espertissimo credo abbia scelto di proposito di non creare la voce sull'autore, ritenendolo abbastanza autorevole ma non enciclopedico. In quel caso quindi la citazione sarebbe da rimuovere o da lasciare, non è che sia da wikificare. Quando il problema - se c'è - è limitato a poche citazioni, in genere comunque basta rimuoverle; quell'avviso normalmente si mette o quando i problemi riguardano la maggior parte della voce o quando si è alle prese con un nuovo utente, per sollecitarlo a sistemare. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:17, 19 gen 2023 (CET)
:Salve, non l'ho cancellata proprio perché inserita da un utente esperto, di più, un amministratore; ho preferito un intervento prudente, soft e conservativo. Si noti che chi aveva inserito la citazione riteneva l'autore (secondo me a ragione) "probabilmente enciclopedico" (vedi '''[[Speciale:diff/837017|qui]]'''), il che porta a pensare, alla luce di quello che hai scritto, che sia piuttosto il caso di creare la relativa voce. Per quanto riguarda il template, vedi p.es. la voce [[Xavier de Maistre]], in cui peraltro esso è stato apposto, per identici motivi, dallo stesso utente esperto (che pertanto ho imitato). Proprio perché io non lo sono ho creduto e tuttora credo preferibile lasciare ai più provetti e deputati la soluzione ''in concreto'' della faccenda, limitandomi a una segnalazione che mi pare sostanzialmente fondata. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:41, 19 gen 2023 (CET)
::Per una semplice segnalazione è meglio scrivere nella pagina di discussione, l'avviso è per quando c'è qualcosa di grave. A me sembri un utente esperto, solo abitualmente rispondi nella tua pagina di discussione senza pingare, mentre o si risponde nella propria pagina di discussione con {{tl|ping}} o in quella dell'interlocutore, prendi nota ;-) E grazie per i tuoi ottimi contributi. Un caro saluto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:08, 19 gen 2023 (CET)
:::{{ping|Spinoziano}} Ma come? Allora quando clicco su "rispondi" ciò non genera automaticamente l'invio di una notifica al destinatario? Evidentemente no, male, ma lo davo per scontato. Da oggi in poi "pingo". E non inserisco più quel template, anche se per esempio lo vedo [[Roberto De Zerbi|qui]] (apposto da un amministratore), dove non mi pare che ci sia niente di grave; sarà l'eccezione che conferma la regola. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:23, 19 gen 2023 (CET)
== Verifica delle modifiche ==
Ciao Udiki, grazie per il contributo che ultimamente dai al patrolling, è molto utile, ti segnalo che quando controlli delle modifiche ed esse non presentano più particolari problemi le puoi segnare come verificate in maniera che altri non ci perdano tempo (cfr. [[Aiuto:Verifica delle modifiche]]). Se ci fossero dei problemi tecnici (se ad es. quando clicchi su "Segna come verificata" ti rimandasse a un'altra pagina e ti facesse perdere tempo) fammelo presente e ti dico come risolvere. Grazie. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:12, 22 mar 2023 (CET)
:{{ping|Spinoziano}} Ciao. Nel ''patrolling'' mi limito ad annullare i vandalismi o gli errori in buona fede più evidenti. Negli altri casi, per sicurezza, lascio fare a chi è più esperto di me. Ecco perché di solito non valido modifiche che in sostanza mi paiono accettabili. Comunque da oggi vedrò di farlo, con la dovuta cautela. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:07, 22 mar 2023 (CET)
::Sì, in realtà parlavo anche delle modifiche ''non'' accettabili: quando ti accingi ad annullare, ad. es. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dart_Fener&curid=92042&diff=1264549&oldid=1192017&diffmode=source qui], se appena prima di farlo (o subito dopo) segni la modifica come verificata non ripassano gli altri a controllarla: la verifica riguarda anche le modifiche improprie che si annullano. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:24, 22 mar 2023 (CET)
== Rudy Rucker ==
Ciao Udiki. Ho notato la tua spiegazione sulle modifiche apportate al mio intervento in [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Rudy_Rucker&diff=prev&oldid=1264602 Rudy Rucker] e sono pertanto qui a risponderti. La citazione che mi hai spostato deriva dal racconto ''Fantasma in carne e ossa'' ed è pronunciata dal protagonista di tale storia. La restante citazione, rimasta nella sezione ''Citazioni di Rudy Rucker'', proviene da un commento dell'autore posizionato dopo il suddetto racconto. Pertanto, come fai notare tu, se occorrono tre record per creare una sottosezione ''Citazioni'' al di sotto di un titolo d'opera, allora non raggiungiamo l'obiettivo. Ma rimango dubbioso sullo spostamento che hai effettuato giacché, per come viene presentata, sembrerebbe che quella frase sia stata pronunciata direttamente da Rudy Rucker mentre in realtà viene pronunciata da Curtis Winch, il protagonista del racconto. --[[Speciale:Contributi/84.220.97.208|84.220.97.208]] ([[User talk:84.220.97.208|msg]]) 22:54, 22 mar 2023 (CET)
:{{ping|84.220.97.208}} Ciao. È specificato in nota che la frase è tratta da ''Fantasma in carne e ossa''. L'attribuzione è altrettanto chiara. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:18, 22 mar 2023 (CET)
== Re: Indicazione dei capitoli ==
Ho inserito i capitoli. Il romanzo di Wodehouse è diviso in quindici capitoli, numerati progressivamente con numeri romani e senza titolo. Alcuni capitoli, non tutti quindi, hanno paragrafi numerati progressivamente con numeri arabi. Come separatore fra capitolo e paragrafo ho inserito un punto; non so se ciò è in accordo col manuale di stile di wikiquote --[[Utente:SolePensoso|SolePensoso]] ([[Discussioni utente:SolePensoso|scrivimi]]) 21:44, 28 mar 2023 (CEST)
== [[Dionigi l'Areopagita]] ==
Ciao Udiki, dato che stai sistemando la voce, notavo che o l'intro della voce "Pseudo-Dionigi l'Areopagita (IV – V secolo)" o collegamento a Wikipedia paiono errati, su Wikipedia c'è anche [[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]], te lo segnalo se per caso hai voglia di sistemare tu, dato che io sto per scollegarmi, se no ci do meglio un occhio io domani. Grazie. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:43, 9 mag 2023 (CEST)
:Ciao [[utente:Spinoziano|Spinoziano]]. Anche qui abbiamo «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]». In effetti tutti i contenuti della voce «[[Dionigi l'Areopagita]]» andrebbero traferiti in «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]»: sono due soggetti diversi e le citazioni appartengono tutte certamente al secondo, giacché le opere da cui sono estratte sono sue. L'unico dubbio potrebbe aversi per quella tratta da ''I volti di Maria nella Bibbia'' (testo di Ravasi) e che si trova nella sezione «Citazioni di Dionigi l'Areopagita»; avendo a che fare con una fonte secondaria non si può sapere a chi dei due si faccia riferimento ma è virtualmente certo che sia ancora lo Pseudo-Dionigi, giacché dell'altro pare proprio che non ci sia stato tramandato nulla. Tutto questo vale anche per la sezione «Citazioni <u>su</u> Dionigi l'Areopagita», cioè è da trasferire.<br>La voce «[[Dionigi l'Areopagita]]», che rimarrebbe priva di citazioni, ''dovrebbe quindi essere cancellata'', cosa che io non posso fare, e la cronologia forse riportata nella pagina di discussione di «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]», in modo da garantire la paternità dei contributi agli utenti che li hanno effettuati, esattamente come quando si effettua lo [[w:Aiuto:Scorporo|scorporo]] manuale di una voce, il che però è consentito solo quando si è sicuri che la voce di provenienza ''non verrà cancellata''. Siccome esistono già le due voci non posso fare lo [[w:Aiuto:Spostare|spostamento]], la soluzione necessaria in questi casi. Forse esistono procedure alternative e strumenti che io ignoro e che sono appannaggio di chi è amministratore, infatti vedo che c'è [[w:Aiuto:Inversione di redirect|questo]]. Se in scienza e coscienza avessi ritenuto senz'altro di poter fare tutto da me l'avrei fatto, mi sarei anche sbrigato prima. Ho cercato di fare questo messaggio il più completo, chiaro, preciso e breve possibile; magari è mancata la riuscita, certo non lo zelo. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:20, 9 mag 2023 (CEST)
::Grazie davvero! Ho proceduto nella maniera più semplice, cioè con uno spostamento che ha sovrascritto la seconda voce che conteneva solo due "citazioni su", e precisando nel reinserirle che le aveva originariamente inserite Ibisco (per un paio di "citazioni su" credo ciò sia sufficiente e che non serva riportare la cronologia della voce-doppione cancellata in discussione, dato che i diritti delle citazioni appartengono ai loro autori). A presto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:18, 10 mag 2023 (CEST)
== Finale della UEFA Champions League 1996-1997 ==
Ciao. Faccio umilmente e sommessamente notare che, invece, sì, su schermi desktop quella foto di Riedle crea esattamente problemi di layout, imho. Ma cmq fai come meglio credi, buona serata '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:53, 22 giu 2023 (CEST)
:{{ping|Danyele}} Salve! Che problemi? Io sto editando da PC desktop e non ne ho. Ma se altri avessero questo problema, l'immagine potrà essere cambiata. Al momento ritengo che sia meglio tenere questa per i motivi spiegati nel campo oggetto in sede di modifica. È un'immagine presente anche altrove è nessuno mi pare che abbia avuto di che dolersene. Buona serata. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:02, 22 giu 2023 (CEST)
::Cioè, non ravvisi quell'enorme e antiestetico "rettangolo" vuoto fra il paragrafo ''Altri progetti'' e l'avviso stub? Okay... come detto, fai come meglio credi '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:07, 22 giu 2023 (CEST)
:::{{ping|Danyele}} Immaginavo una cosa più grave, tale da compromettere una regolare visualizzazione. Quello che vedo non è un problema; siamo al ''de gustibus'', nulla che possa togliere il sonno. Ma non ti preoccupare, un giorno anche questo sito dovrebb'essere visualizzato nella versione "mobile" (quella di WP in inglese e in francese); quindi, oltre a essere una trascurabile quisquiglia, lo è solo ''pro tempore''. Meno male! Buon lavoro. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:40, 22 giu 2023 (CEST)
== Risoluzione ==
Ciao, immagino che [[Risoluzione]] in quella voce sia intesa nel secondo senso elencato in [[:wikt:risoluzione|questi sinonimi]], giusto? Decisione, proposito ecc. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:47, 23 giu 2023 (CEST)
:{{ping|Superchilum}} Ciao. Sì. In questi casi non è facile capire se le citazioni debbano confluire in una voce sinonimica (nella fattispecie: «Decisione») o se, per fedeltà alla lettera, ce ne voglia una ''ad hoc''. Ogni scelta può essere dubbia e contestabile, mi sembra. A me non importa molto, mi pare solo una cosa da determinare a tavolino o magari facendo testa o croce. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:20, 23 giu 2023 (CEST)
::Ok, allora la metto su Wikidata, grazie. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:22, 23 giu 2023 (CEST)
== Re: Escape Room 2 - Gioco mortale ==
Ciao Udiki, è sempre un piacere sentirti. Hai ragione che tecnicamente è meglio indicarlo nelle voci correlate, per non alterare la forma dell'intro, tuttavia "sequel" non ha un termine contrario (esiste "prequel" ma ha un altro significato) quindi mi è sembrato più semplice indicarlo nell'intro. Ora ho sistemato [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Escape_Room_2_-_Gioco_mortale&diff=1282788&oldid=1282179 così] mettendo "primo film", o forse tu hai idee migliori? [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:25, 28 giu 2023 (CEST)
:Ah ma c'è un motivo perché ho messo "primo film": perché esistono anche altri film con lo stesso titolo, così è più chiaro che il collegamento è al primo film di quella serie. Se no, come giustamente dici, non serviva. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:14, 28 giu 2023 (CEST)
== Re: Blocco LadyDianaFan2000 ==
Grazie per la segnalazione, per il momento l'ho avvisato. Un caro saluto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:36, 10 lug 2023 (CEST)
== Re: modifica Frederick Forsyth ==
Fatto; sempre 1a edizione Bestsellers Oscar Mondadori luglio 1986; indicazione del capitolo inserita
Utente/IP: 101.56.149.113 {{nf|01:10, 29 set 2023|101.56.149.113}}
== Re: Cancellazione modifiche inappropriate ==
Fatto, grazie e buona giornata. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:38, 29 set 2023 (CEST)
== Lucy Maud Montgomery ==
Ti ringrazio per le tue modifiche. Per quanto riguarda la citazione di Twain volevo comunicarti che sfortunatamente la fonte non c'è, ma nell'edizione del libro in cui ho citato l'incipit c'è la citazione. Cosa suggerisci? Buona giornata. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 15:45, 1 ott 2023 (CEST)
:{{ping|Mattioskii}} Grazie a te per i contributi. Ma quella che dici tu è una fonte, è solo che è secondaria. Puoi inserirla nella voce di Twain con la dicitura "Citato in", facendo seguire il testo da dove trai la citazione. Per esempio: Citato in Pinco Pallino, Introduzione a ''Anna dai capelli rossi'', nome editore, luogo di edizione, anno di edizione, numero di pagina. Se viene specificata anche la fonte primaria, cioè il testo in cui Twain ha detto quella cosa, puoi scrivere: Da ''Titolo opera di Twain''; citato in ecc... Nel caso poi passo io a sistemare, non preoccuparti. Se servono altre spiegazioni, chiedi pure. Prenditi il tuo tempo, non c'è fretta. Un caro saluto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:57, 1 ott 2023 (CEST)
::Buona sera, grazie per le ulteriori spiegazioni. Francamente non so ancora destreggiarmi benissimo in questa Wikipedia quindi al posto di modificare alla bell'e meglio, lascio tutto così com'è e quindi in mano tua. Buon continuo di serata e buona domenica. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 18:05, 1 ott 2023 (CEST)
:::{{ping|Mattioskii}} {{fatto}} Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:31, 1 ott 2023 (CEST)
::::Buonasera, una domanda, ma come fai a cercare le fonti sul web, ad esempio che l'esergo in Anna di Avonlea si riferisse ad una specifica poesia del poeta e non al romanzo? [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 19:10, 6 ott 2023 (CEST)
:::::{{ping|Mattioskii}} Buonasera. Ho cercato su Google il nome dell'autore e alcune parole chiave in inglese (quelle verosimilmente corrispondenti alle italiane), poi da cosa nasce cosa. La poesia si trova [https://books.google.it/books?id=M3gZAAAAYAAJ&pg=RA1-PA330 qui]: ''Flowers spring to blossom'' ecc. [https://books.google.it/books?id=5Do5AQAAMAAJ&pg=PA124 Qui], su una rivista ottocentesca che cita uno stralcio della poesia, ho anche trovato un pratico sommario. Comunque la funzione delle epigrafi, cioè dei brani che s'inseriscono in esergo, è diversa da quella delle citazioni che di solito si mettono invece nella quarta di copertina, perciò avevo intuito che qualcosa non quadrava. Già che ci sono ti segnalo [[Aiuto:Wikilink|queste istruzioni]] (in particolare quello che si dice a inizio pagina nell'elenco puntato) a proposito dei collegamenti interni e di quando inserirli. Più in generale non preoccuparti per gli errori, è normale all'inizio e non ne stai facendo neanche così tanti. Io aggiusto qualcosa anche per poi poter validare le modifiche e non avercele segnalate tra quelle "non verificate". Se serve qualcosa chiedi pure. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:37, 6 ott 2023 (CEST)
::::::Grazie per le ulteriori esplicazioni esaustive e sopratutto per la tua professionalità. Buona serata anche se penso ci "sentiremo" altre volte, visto che ti reputo un nume tutelare di questa Wikipedia. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 22:00, 6 ott 2023 (CEST)
== Re: Loki (serie televisiva) ==
Caro Udiki, nessuna seccatura, ci mancherebbe. Ti confermo che se si creano le pagine delle stagioni, la pagina principale di una serie può anche restare senza citazioni (c'era stata un discussione in passato) e in tal caso per creare la sottopagina su una nuova stagione basta anche una sola citazione, quindi la soluzione adottata è a norma, poi magari restano dei dettagli da sistemare nelle pagine delle stagioni ma com'è ora già può andare. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:29, 9 ott 2023 (CEST)
:Per quanto riguarda [[Loki (seconda stagione)]] però finora è uscito solo il primo episodio, quindi è presumibile che la voce verrà ampliata e che il motivo per cui è breve è che la stagione è appena iniziata. Un caro saluto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:57, 9 ott 2023 (CEST)
==[Senza titolo]==
Ciao, ho visto che hai annullato la mia modifica. Posso chiederti come mai? {{nf|23:50, 30 ott 2023|151.38.224.15}}
Mi dispiace che a quanto mi sembra di capire ad annullare non perdi tempo ma a motivare non ti c'impegni altrettanto, spero di essere più fortunato domani. {{nf|23:59, 30 ott 2023|151.38.224.15}}
:{{ping|151.38.224.15}} Veramente te l'ho spiegato [[speciale:diff/1305703|qui]] e te l'aveva già detto Spinoziano a fine agosto. In pratica nelle pagine su Wikiquote dei personaggi si inseriscono le citazioni provenienti dalle pagine su Wikiquote del manga, dell'anime ecc., quindi devono combaciare. Cioè, non è possibile che in «[[Freezer (personaggio)]]» si veda una citazione diversa da quella che sta in «[[Dragon Ball (manga)]]». Prima si dovrebbe ''aggiungere'' la frase con la traduzione diversa nella pagina del manga, dell'anime ecc., poi lo si può fare anche in quella del personaggio. Nota che ho scritto «aggiungere», non sostituire. Comunque questo dovrebbe essere motivato e supportato dalla citazione della fonte, cioè l'edizione che tu usi come riferimento, dalla quale trai il materiale che inserisci qui. Tu perché vuoi inserire una traduzione diversa? Il problema in effetti è che nella pagina del manga, per esempio, non c'è la bibliografia. Se mi ricordo bene in Italia ci sono state tre edizioni del manga con due diverse traduzioni: le prime due presentano la traduzione indiretta dall'inglese, l'altra quella diretta dal giapponese, che è ovviamente preferibile. Tutto quello che ho ricostruito rende in effetti la situazione complessa e non risolvibile immediatamente. Ma nel frattempo, ''quieta non movere''. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:17, 31 ott 2023 (CET)
::Ah, d'accordo, ho capito. Dunque hai annullato immaginando che le citazioni che avevo inserito fossero diverse da quelle del manga. Allora posso chiederti come mai non ti sei fatto lo scrupolo di controllare prima di annullare, neanche la 2^ volta? Comunque le traduzioni del manga italiano sono 2, entrambe dal giapponese: la 1^ è stata usata per le prime 5 edizioni e l'altra per la successiva poi ripubblicata a colori; le frasi delle mie modifiche fanno riferimento alla 1^, che fra l'altro si trova anche su Internet. Se è necessario aggiungere la citazione della fonte non c'è problema, mi scuso per non averlo fatto ma non lo sapevo! Ora che ti ho spiegato tutto aspetto comunque a ripristinare le mie modifiche aggiungendoci l'edizione, vorrei saperti d'accordo. [[Speciale:Contributi/151.38.160.120|151.38.160.120]] ([[User talk:151.38.160.120|msg]]) 18:49, 31 ott 2023 (CET)
:::Mi ha tratto in inganno il fatto che le tue modifiche alla voce del manga e quelle alle voci dei personaggi non sono state contestuali e, soprattutto, che non hai spiegato nel campo oggetto della modifica cosa hai fatto. Vedo che il primo ottobre hai modificato la pagina del manga benché senza specificare l'edizione di riferimento, cosa che hai fatto solo ora qui sopra e neppure del tutto: è la prima stampa, quella del 1995-1997, o la ristampa 1998-2001 detta ''Dragon Ball Deluxe''? I problemi comunque sono: 1) La traduzione che c'era prima dovrebbe essere ancora presente in «[[Ultime parole da Dragon Ball]]». Dico "dovrebbe" perché c'è troppa roba e non posso controllare tutto subito, mi baso sulla cronologia. Inoltre le tue modifiche alla voce del manga sono state realizzate con un unico intervento, perciò non si capisce se hai tagliato qualche battuta che magari è stata riportata in quella suddetta o altre pagine. 2) In base a quello che si legge [[w:Dragon_Ball#Edizioni_italiane|qui]] le edizioni migliori sono la ''Dragon Ball Evergreen Edition'' e successive. Tu hai invece utilizzato una precedente, la quale è censurata e ha un adattamento peggiore. Quella che c'era prima del tuo intervento, essendo diversa, per esclusione dovrebbe essere l'adattamento migliore, anche se purtroppo non ci sono indicazioni esplicite. Stando così le cose, ci sarebbe da propendere anche per l'annullamento delle modifiche che hai fatto nella voce del manga. Non procedo perché prima preferisco ascoltare la tua opinione in merito. Come vedi, ci sono diverse cose da considerare e discutere. Comunque tutto quello che si fa resta nella cronologia delle pagine e può essere recuperato facilmente, quindi non preoccuparti. Non inserisco il {{tl|ping}} perché hai l'IP dinamico e sarebbe inutile. A margine: firma i messaggi come spiegato [[Aiuto:Uso della firma#Inserimento automatico|qui]]. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:28, 31 ott 2023 (CET)
::::Ti ringrazio per avermi risposto esaustivamente, cercherò di fare lo stesso. Mi scuso se tutte le volte che ho modificato le voci dei personaggi non ho messo nulla nel campo oggetto, davo per contato che si capisse che erano correzioni di citazioni e non vandalismi. Venendo alla questione delle traduzioni, è stata usata la 1^ traduzione dal giapponese per le seguenti edizioni: Dragon, Deluxe, New, Book, Perfect; la 2^ per Evergreen e Fullcolor. In alcune edizioni successive alla primissima sono state fatte delle censure poi tolte di nuovo nelle ultime 2. La questione della "fedeltà" non so da dove salti fuori, è l'anime (il cartone) ad aver stravolto i dialoghi, ai manga non capitano cose genere e questo non ha fatto eccezione, infatti in nessuna delle fonti citate nella sezione che hai indicato si parla di maggiore o minore fedeltà. Qui, la pagina relativa al manga riprende la 1^ edizione (che è anche la più nota ai fan), quella con la traduzione che era presente in origine sulla pagina prima che venisse modificata, ed integrata, un paio d'anni fa da alcuni utenti. Se il punto è che le citazioni in pagine diverse devono corrispondere, è quello che stavo cercando di fare io. Se è necessario specificare l'edizione, non c'è problema ed anche secondo me è giusto. Ho controllato per esempio le pagine delle opere di Tolkien e della Rowling, che hanno subito di recente delle ritraduzioni, non molto gradite ai lettori da quel che ricordo: le citazioni sono prese dalle rispettive traduzioni "storiche", non dalle 2 più recenti, tranne che per alcuni incipit dove sono riportate entrambe per compararle. Wikipedia pure usa la nomenclatura delle prime traduzioni di tutte queste opere a quanto vedo, ma è un progetto diverso da Wikiquote. A me sembra più logico tenere la 1^ traduzione anche per Dragon Ball, com'è stato fatto per Il signore degli anelli ed Harry Potter. Ora che ho esposto la mia visione dimmi qual è la tua opinione a riguardo. Domattina però! :) [[Speciale:Contributi/151.38.221.149|151.38.221.149]] ([[User talk:151.38.221.149|msg]]) 00:27, 1 nov 2023 (CET)
:::::Scrivo adesso, tu rispondi quando ti è più comodo; in ogni caso si guadagna tempo. Ci sono non pochi utenti di passaggio che, magari anche in buona fede ma con scarsa cognizione di causa, fanno pasticci. Su Wikipedia si dice che la ''Dragon Ball Evergreen Edition'' ha «<u>per la prima volta</u> un adattamento fedele all'originale», come dire che tutti gli adattamenti precedenti non lo sono. Non so se è vero che sia l'unica fedele, non si riescono a consultare le fonti citate e le uniche edizioni certamente infedeli sono la ''New'', la ''Book'' e la ''Perfect'', ma sta di fatto che ci sono traduzioni diverse. Facciamo un esempio. Attualmente è presente questa frase: «Un Sayan che non può muoversi è inutile!». Nell'edizione che hai usato tu diventa: «Un Saiyan è assolutamente inutile!» Sono cose ben diverse e la prima è sensata, l'altra mica tanto. La ''Evergreen'' e le edizioni successive sono sicuramente le migliori e sarebbe preferibile usare quelle, perché a rigor di logica il criterio della maggior qualità vale più di quello della maggior diffusione. Va però detto che la situazione attuale della voce è molto dubbia perché non sappiamo quali e quante edizioni sono state utilizzate per la stesura. Forse una revisione condotta su di un'unica edizione di riferimento (la tua, cioè la prima in assoluto, che non è la migliore ma forse neppure la peggiore) dà più garanzie rispetto a quello che c'è adesso. Devi però dire chiaramente se hai tagliato delle citazioni preesistenti e assumerti il compito di revisionare «[[Ultime parole da Dragon Ball]]» ed eventuali altre voci che fanno capo a «[[Dragon Ball (manga)]]», sennò è un casino per i motivi che ho già spiegato. Peraltro dovrei avere nella mia disponibilità l'edizione ''Deluxe'', che è come la prima ma con refusi corretti e cose del genere, perciò può essere utile per un confronto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:47, 1 nov 2023 (CET)
::::::Eccomi! Sono contento di sapere che anche tu hai il manga di Dragon Ball. La differenza fra le 2 principale traduzioni in realtà è poca, la frase sulla presunta infedeltà di tutte le prime edizioni è stata scritta da un utente ma non trova riscontro nelle fonti citate nei paragrafi in cui si parla di fedeltà. Si può dire che in alcuni passaggi la 1^ contiene dei refusi, come nel caso della frase che hai citato tu. Anch'io me n'ero reso conto quando l'ho scritta, ma ho voluto riportare la citazione così com'era al pari delle altre. Ho controllato sulla Perfect Edition che avevo acquistato, dove piccole imprecisioni come queste sono state sistemate, e lì la frase è: "Un Saiyan che non può muoversi, è un Saiyan inutile!"; mi sono fatto l'idea che il testo non ci stesse inizialmente nella nuvoletta del volume piccolo senza ridurre molto i caratteri e così hanno ridotto la frase, non penso che non sapessero tradurre l'ideogramma di "muoversi". Un altro caso che ricordo è nell'ultimo volume, dove una frase termina con "strate" invece che "strategia", anche qui aggiustata nella Perfect Edition. Non è minore fedeltà, sono refusi che balzano subito all'occhio di chi legge il manga, e fra le frasi che ho cambiato io non ce ne sono altri. Per la frase di Vegeta potremmo usare la versione sistemata specificando l'edizione, oppure semplicemente non inserire proprio quella frase scegliendo magari un'altra frase più significativa (e ce ne sono di più significative pronunciate da Vegeta nella saga dei Saiyan). Se c'è da controllare ed eventualmente correggere le citazioni del manga in altre pagine posso darci senz'altro un'occhiata io quando ho tempo. Approfitto per chiedere una cosa: sai come mai la grafica di Wikiquote è cambiata da ieri? [[Speciale:Contributi/151.38.218.129|151.38.218.129]] ([[User talk:151.38.218.129|msg]]) 14:41, 1 nov 2023 (CET)
:::::::Per sapere se una traduzione è fedele devi fare il riscontro con l'edizione in lingua oppure affidarti a una fonte terza (un articolo di un sito specializzato o cose simili), non si può stabilire a lume di naso. Le uniche (presunte) garanzie in tal senso riguardano la ''Evergreen'' e successive. La frase che ho citato sopra era solo a mo' d'esempio, non vorrei che ci fossero altre cose del genere; sono peraltro favorevole all'eliminazione di essa così come eventualmente di altre non significative, con la dovuta cautela. Ho comunque detto che si può procedere all'inserimento di citazioni tratte dalla prima edizione, che è sempre meglio che non sapere quale sia l'edizione di riferimento. Però non hai risposto sui due punti più importanti, cioè se hai cancellato delle citazioni e se intendi accomodare la pagina sulle ultime parole; a ciò si aggiunga che è necessario sapere se hai revisionato tutte le citazioni o solo alcune. Se tutto questo non si chiarisce si deve riportare la pagina del manga a prima del tuo intervento, perché, come ho già detto, le citazioni nella pagina del manga e quella delle altre voci devono coincidere, è la regola, così com'è importante sapere esattamente da quale edizione provengono le citazioni. Se invece si chiarisce posso lasciare la pagina del manga con le tue modifiche e ripristinare pure le pagine dei personaggi, bastano pochi clic. Non è che dovresti fare tutto in una volta, l'importante è non lasciare le cose a metà. La grafica di Wikiquote è cambiata così com'è da tempo cambiata in altri progetti di Wikimedia, quella di adesso è la versione ''mobile'' (per telefonini); gli utenti registrati possono modificare le preferenze e continuare a visualizzare il sito su laptop e desktop com'era prima. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:06, 1 nov 2023 (CET)
::::::::Ah dunque la grafica era cambiata già da prima di ieri e non me n'ero accorto, la preferivo com'era prima anche perché tanto non uso spesso il telefonino per navigare su Wikipedia. Tornando a noi, controllerò sia la corrispondenza fra tutte le citazioni che ho provato ad inserire nelle pagine dei personaggi e quelle presenti nella pagina del manga sia la corrispondenza le ultime parole di quest'ultima e quelle della relativa pagina che dovranno comunque venire tutte dalla vecchia traduzione e non dalla nuova, lasciami solo un po' di tempo. Se troverò discrepanze ma anche errori di battitura o formattazione e qualsiasi imprecisione li sistemerò. Non ho cancellato nessuna citazione, ho solo riscritto quelle che ho trovato scritte diverse, e dovrebbero essere tutte della stessa edizione. Riguardo alla frase di Vegeta a me sta bene qualunque soluzione, sia correggerla in quella che ho riportato specificando l'edizione, sia sostituirla con un'altra, sia toglierla e basta. Quanto ho detto secondo te può essere soddisfacente per la questione di cui stiamo discutendo? Volevo anche ribadire una cosa che ho detto: nelle fonti riportate sulla pagina che parla del manga, ed ho controllato tutte quelle della sezione, non si parla di fedeltà da nessuna parte, solo di censure introdotte dopo la 1^ edizione italiana e poi rimosse con le ultime 2, censure più grafiche che verbali. Se insisto un po' su questo punto è perché da appassionato anche di anime ho ben presente la questione dell'adattamento film dello Studio Ghibli che sono stati spacciati per "più fedeli" quando erano tutt'altro, non è che ogni nuova edizione di qualcosa sia per definizione più fedele e le precedenti siano da buttare. Scusami per la digressione, su questo argomento mi faccio un po' prendere la mano! [[Speciale:Contributi/151.38.44.141|151.38.44.141]] ([[User talk:151.38.44.141|msg]]) 22:48, 1 nov 2023 (CET)
:::::::::La grafica era cambiata anche su PC desktop e laptop già da prima ma non su Wikiquote in italiano, bensì su altri progetti come Wikipedia in inglese. Da ieri la versione mobile, che prima per Wikiquote in italiano era visualizzabile solo da chi si collegava da telefono (almeno credo, perché neppure io lo uso) è stata imposta a tutti i tipi dispositivi, ma se non ti piace puoi registrarti e tornare alla vecchia smanettando nelle impostazioni del tuo account (io l'ho fatto con successo e soddisfazione). Prenditi il tuo tempo per le modifiche, l'importante è l'uniformità. Quando dici «dovrebbero essere tutte della stessa edizione» è il condizionale che mi preoccupa. Non che a me personalmente importi qualcosa, piuttosto il contrario, ma le cose si devono fare con criterio, a regola d'arte. Se revisioni tutte le citazioni allora basterà semplicemente inserire l'edizione di riferimento in bibliografia, se invece solo alcune sono prese con certezza dall'edizione in bibliografia allora bisognerà segnalarlo in qualche maniera per evitare confusione con le altre. Io purtroppo non sono pratico delle convenzioni di Wikiquote in fatto di fumetti, comunque vedi [[Wikiquote:Modello di voce/Fumetti]]; inoltre non mancherà chi ti potrà dare qualche altra dritta. Questione adattamento: non si tratta solo di censure, ma di qualità della traduzione, cioè una scena potrà anche non essere censurata e quindi presente, ma le battute sono magari tradotte male e questo non c'è verso di saperlo a colpo d'occhio; ecco perché facevo l'esempio della frase di Vegeta. Come ti ho detto io ho tutta l'edizione Deluxe, figurati se ho interesse a screditarla: sarei felice se fosse la migliore, così ha più mercato. Mi ricordo di quello che hai detto sopra circa il Signore degli anelli e so anche di cose come [https://www.corriere.it/tecnologia/19_giugno_25/strano-caso-doppiaggio-italiano-evangelion-anime-culto-netflix-55ed6058-9745-11e9-8e4d-b6b35f2a9094.shtml questa], ma penso che si debba distinguere di caso in caso. Comunque almeno per ora questo non importa. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:18, 1 nov 2023 (CET)
::::::::::Ho trovato il tempo di rispondere adesso. Sempre sulla nuova grafica, sai se è una cosa decisa da qualcuno o se se n'è discusso fra gli utenti registrati? Cioè, come mai su Wikiquote proprio l'altro ieri è stata impostata, mentre su altri progetti lo era già da prima o non lo è ancora? Sarà stato stabilito da qualche parte, no? Chiedo solo per curiosità per cui se non sai rispondere a tutte queste domande non importa. Comunque, ho capito il discorso dell'uniformità delle traduzioni, vedrò di controllare anche in quel senso. E riguardo alla questione delle nuove traduzioni, posso essere d'accordo con te se parli di qualità di traduzione o di tradotto male, ho capito quel che volevi dire. Per ora lasciamo le cose come sono, poi scandaglierò le 2 pagine che dici e sistemerò quel che non va, ok? Buona serata! [[Speciale:Contributi/151.38.29.160|151.38.29.160]] ([[User talk:151.38.29.160|msg]]) 20:10, 2 nov 2023 (CET)
:::::::::::La questione della grafica ha colto di sorpresa pure gli amministratori di questo sito, vedi [[Wikiquote:Bar#Layout|qui]], quindi se è stata discussa lo è stata altrove (Wikiquote in italiano è come il pianeta di una galassia o la provincia di uno stato). Immagino che chi di dovere abbia deciso di effettuare il cambiamento gradualmente e che solo ora sia arrivato il momento di attuarlo qui, mentre a quanto ho visto altri progetti in portoghese e francese sono stati l'avanguardia. Probabilmente poi toccherà a Wikisource e Wikipedia in lingua italiana. (Non è stato l'unico cambiamento, infatti da qualche giorno le pagine di Wikiquote sono indicizzate su Google sotto il nome di Wikipedia.) Per il resto: sì, va bene. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:57, 2 nov 2023 (CET)
::::::::::::Ciao, ho controllato tutte le citazioni da ultime parole e corrispondono alla 1^ traduzione. Ci sono soltanto un paio di errori di battitura ed una ripetizione nella pagina delle ultime parole, in quella del manga devo verificare solamente questo punto. Finirei di controllare le altre citazioni prima di cominciare a modificare. [[Speciale:Contributi/151.38.225.16|151.38.225.16]] ([[User talk:151.38.225.16|msg]]) 20:18, 13 nov 2023 (CET)
:::::::::::::Ciao, sì, meglio finire di controllare prima di aggiungere altro, per chiarezza. Intanto ripristino le tue modifiche alle voci dei personaggi. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:25, 13 nov 2023 (CET)
== re: Pagina bianca ==
Ciao, sono d'accordo con te nel dividere in due. Forse terrei anche quella di Bufalino? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 13:13, 1 nov 2023 (CET)
:Va bene, fai pure tu, visto che hai avuto l'idea :) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 17:31, 1 nov 2023 (CET)
== Brindisi dai film ==
Ma qual è il motivo per annullare il brindisi di "Le avventure di Tintin"? Perché era banale e basta? [[Utente:Killb94|Killb94]] ([[Discussioni utente:Killb94|scrivimi]]) 21:31, 14 dic 2023 (CET)
:{{ping|Killb94}} Perché non è [[WQ:S|significativo]]. Citazioni del genere non possono stare in nessuna voce, meno che meno nelle tematiche, le quali sono da sempre considerate come il fior fiore di Wikiquote, quindi si è ancora più rigorosi. È vero che non sempre lo standard di qualità è rispettato, ma questo non è un buon motivo per peggiorare la situazione. In particolare in «Brindisi dai film» si devono inserire solo quelli che hanno una qualche originalità, almeno un minimo, e oggettivamente nessuna persona di buon senso potrà mai dire che «Un brindisi, alla nostra buona fortuna!» ce l'abbia, trattandosi di una formula stereotipata. Detto in altri termini: quella pagina non è un mero elenco di qualsiasi brindisi purché pronunciato in un film. Io sono sicuro al 100% di quello che dico, se non ne sei convinto e pensi che le cose stiano diversamente chiedi pure a un amministratore, per esempio Homer, Superchilum o Spinoziano, e se loro daranno ragione a te parola mia che ti faccio un bonifico dall'importo corrispondente al prezzo di un caffè. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:09, 15 dic 2023 (CET)
:: Amen Udiki, sono assolutamente d'accordo con te. Con la scusa di catalogare ''certe'' citazioni in qualche modo, Wikiquote è stata infarcita di citazioni banali e insignificanti di cui, solo per citare un esempio, [[Ultime parole dai film]] è a mio avviso la massima espressione del peggio (e non mi importa se è finita impunemente in [[Wikiquote:Vetrina|Vetrina]]). Il primo motivo per inserire una citazione ''dovrebbe'' sempre essere la significatività, inserire una citazione perché può essere catalogata in una categoria (''Bridisi, regole, ultime parole ecc'') dovrebbe avvenire solo ''dopo''. Quello che invece si sta facendo da tempo è invece giustificare l'inserimento di banalità solo perché c'è un modo di catalogarle.
::<br />
:: In breve per tornare al mio esempio di sopra, il ragionamento dovrebbe essere: ''se'' una citazione è significativa, e ''se'' è ''anche'' rappresentativa di ultime parole (o brindisi, o regole, o altro) allora la inserisco altrimenti no. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:06, 15 dic 2023 (CET)
::: Sono d'accordo, solo una piccola precisazione: [[Ultime parole dai film]] non è in vetrina, è in vetrina solo [[Ultime parole]].-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:01, 16 dic 2023 (CET)
== Annullamento copione episodio Camera Cafe (Insopportabile) ==
Non capisco perché tu mi abbia cancellato il copione. "È una raccolta di sole citazioni e si viola il diritto d'autore". Ma se nelle pagine Wikiquote delle altre stagioni di Camera Cafè ci sono scritti anche copioni di interi episodi [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 22:44, 11 feb 2024 (CET)
:{{ping|Sesa20148}} Salve, te l'ho spiegato il perché. Non si possono trascrivere tutti gli sketch di un episodio per intero, esorbita dal diritto di citazione ed è una violazione del diritto d'autore. E se anche fossero nel pubblico dominio qui non si riportano interi script, perché questa è un'antologia di citazioni. Se ce ne sono altri vanno tolti: il fatto che qualcuno passi col rosso non autorizza nessun altro a fare altrettanto. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:59, 11 feb 2024 (CET)
::Continuo comunque a non capire il perché tu abbia dovuto fare il giustiziere della notte giusto giusto con il mio post quando ce ne sono riportati di simili DA ANNI. E comunque, qualora fosse una violazione dei diritti d'autore e qualora arrechi fastidio, credo che spetti a chi li detiene (se poi tu fossi il detentore dei diritti ovviamente sarebbe un'altra storia) la rimozione e non ad una persona a caso, ma vabbè. Sicuramente mi sbaglieró! [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 03:34, 12 feb 2024 (CET)
:::{{ping|Sesa20148}} I volontari tengono le cose in ordine: non si deve aspettare che la magistratura venga a chiudere il sito; che assurdità. Il resto è già stato spiegato ''ad abundantiam'', compreso il fatto che qui si mettono delle citazioni e non si riportano i copioni per intero perché non è questo lo scopo di un'antologia. Puoi inserire ''alcune'' di quelle citazioni andandole a recuperare dalla cronologia della voce e tenendo conto della [[WQ:S|significatività]]. Leggi anche [[Wikiquote:Cosa Wikiquote non è]] e [[Wikiquote:Diritto d'autore]]. È responsabilità degli utenti conoscere e rispettare le regole. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:36, 12 feb 2024 (CET)
:::P.S.: se sei stato tu a riportare copioni interi in altre occasioni e sotto mentite spoglie (cioè senza eseguire il log in), sarebbe doppiamente grave invocare questo per continuare a inserire ancora materiale coperto dal diritto d'autore; dico "doppiamente" perché già di per sé è illecito. A poco a poco vedrò di sforbiciare. Occhio che la faccenda è seria e non sono ammessi altri sgarri... --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:46, 12 feb 2024 (CET)
::::No, io sono un utente nuovo. Sono un grande appassionato della serie e ho sempre spulciato la pagina per rileggermi qualche dialogo. Poi ieri, per passatempo, ho creato l'account e ho inserito il post anche per dare un contributo alla pagina, dopo anni di "utilizzo passivo". Avendo visto che nel tempo è stata sempre arricchita in questo modo, non immaginavo minimamente che potesse essere un problema, men che meno che fosse così grave. Non è mio interesse passare i guai con la magistratura né tantomeno far chiudere una pagina Wikiquote, specie se di qualcosa di cui sono appassionato. Mi scuso se ho risposto un po' sull'offensiva, ero infastidito perché ci avevo messo un po' di tempo e ci tenevo al post. Almeno con questa abbiamo messo alla luce una problematica seria. Cercheró di attivarmi anch'io in tal senso, allora. Saluti! [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 15:26, 12 feb 2024 (CET)
== Re: 8½ ==
Ciao! Ho ripristinato la versione precedente, ci sono già NDR piuttosto anomali, le ultime modifiche non aiutavano... [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:49, 13 feb 2024 (CET)
== [[Gustave Geffroy]] ==
Ciao, ho recuperato la citazione da wikipedia, non ho altro. Se non va bene cancelliamo tutto. --[[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 19:00, 28 feb 2024 (CET)
:{{ping|Codas}} <del>Allora chiederò lumi a chi l'ha inserita su Wikipedia, l'ho già individuato. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:39, 28 feb 2024 (CET)</del>
::[[speciale:diff/1319781|Risolto]]. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:55, 28 feb 2024 (CET)
== Carson McCullers ==
1) Ho visto che hai corretto la mia citazione dal [[Carson McCullers#Invito di nozze|romanzo della McCullers]]: l'accento grave, anziché l'acuto utilizzato nell'edizione Einaudi che avevo peraltro citato in Bibliografia. È una insignificante minuzia, ma mi fornisce l'occasione di chiedere una spiegazione: in Wikiquote le citazioni devono rispettare l'originale di stampa anche nell'ortografia, oppure l'ortografia della citazione deve rispettare delle apposite linee guida di wikiquote?
2) Hai inserito il titolo di paragrafo "Citazioni di Carson McCullers", e ritengo che tu abbia agito per il meglio. È invece il contenuto di quel paragrafo che mi lascia perplesso: a parte il fatto che ''Il cuore è un cacciatore solitario'' non è il titolo originale del romanzo Carson McCullers, ma semmai il titolo della traduzione italiana, effettuata correttamente da [[Irene Brin]], del titolo originale in lingua inglese ''The Heart is a Lonely Hunter''; anche ''The Heart is a Lonely Hunter'' non è originale della McCullers, ma a sua volta è la citazione della poesia "The Lonely Hunter" del poeta scozzese [[William Sharp]] (che utilizzava lo pseudonimo di "Fiona MacLeod"): "But my heart is a lonely hunter that hunts on a lonely hill" (è l'ultimo verso della terza strofa. Vedi il testo della poesia [https://allpoetry.com/poem/13210957-The-Lonely-Hunter-by-William-Sharp qui]) --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 10:08, 29 feb 2024 (CET)
:{{ping|Ferrante1}} Salve, per quanto riguarda gli accenti se fossimo su Wikisource andrebbero mantenuti tali e quali, qui si può normalizzare. Per quanto riguarda la citazione «Il cuore è un cacciatore solitario» credo che ci si debba domandare se, fonti alla mano, è attribuita alla McCullers, quindi trattarla come spiegato [[Aiuto:Fonti#Citazioni_attribuite|qui]]; chiedo lumi a {{ping|Dread83}} (quando tornerà operativo) che l'ha inserita. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:40, 29 feb 2024 (CET)
::Carson McCullers aveva intitolato il suo romanzo "The mute" (vedi per es. [https://www.studysmarter.co.uk/explanations/english-literature/american-literature/the-heart-is-a-lonely-hunter/ qui]). Fu l'editore a cambiare il titolo col verso di Sharp (vedi [[Elisabetta Rasy]], ''Memorie di una lettrice notturna'', Rizzoli, 2009, p. 117, [https://www.google.it/books/edition/Memorie_di_una_lettrice_notturna/vYQqAQAAIAAJ?hl=it&gbpv=1&bsq=William+Sharp+il+cuore+%C3%A8+un+cacciatore+solitario&dq=William+Sharp+il+cuore+%C3%A8+un+cacciatore+solitario&printsec=frontcover Google libri]) --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 16:48, 29 feb 2024 (CET)
:::{{ping|Ferrante1}} Non dubito minimamente che quella <u>non</u> sia farina del sacco della signora McCullers, è solo che su Wikiquote si raccolgono anche citazioni attribuite (vedi link sopra) o errate (vedi [[Citazioni errate|qui]]), ovviamente specificando che sono tali. Vorrei capire se è diffusa l'opinione (ancorché inesatta) secondo cui quella è una citazione della McCullers e regolarmi di conseguenza, per questo dicevo che volevo sentire il parere di Dread che, oltre ad aver aggiunto lui la citazione, è anche un utente molto esperto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:01, 29 feb 2024 (CET)
::::Il titolo del primo romanzo della McCullers (del 1940) è proprio ''The Heart is a Lonely Hunter''; il titolo però è stato tratto dal poemetto ottocentesco di Sharp che è molto noto nella letteratura inglese. Manoel de Oliveira ha intitolato un suo film in portoghese "A Divina Comédia", lo stesso titolo del poema dantesco (che non c'entra nulla col film di Oliveira). IMO non sarebbe corretto attribuire l'esclusività o la primogenitura del titolo "La Divina Commedia" al film di Oliveira. Vedo ora peraltro che la frase "Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria", traduzione di "But my heart is a lonely hunter that hunts on a lonely hill", era stata inserita nella pagina [[William Sharp]] una decina di anni fa e cancellata correttamente da {{ping|Spinoziano}} perché senza indicazione della fonte [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Sharp&diff=prev&oldid=724972 vedi] --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 18:59, 29 feb 2024 (CET)
:::::{{ping|Ferrante1}} Non si tratta assolutamente di attribuire l'esclusività o la primogenitura, ma solo eventualmente di specificare che una citazione è da alcuni erroneamente attribuita a un autore mentre invece è di un altro, cfr. [[Igor' Fëdorovič Stravinskij#Attribuite]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:37, 29 feb 2024 (CET)
== Re: Cláudio Taffarel#Citazioni su Cláudio Taffarel ==
Che devo dirti, toglila pure... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 17:11, 15 mar 2024 (CET)
== La fonte delle "citazioni su" nella pagina dei rispettivi autori ==
Ciao Udiki, ammetto di non essere molto aggiornato sulle regole di Wikiquote che frequento saltuariamente, ma [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lilli_Carati&diff=prev&oldid=1323629 hai scritto] che "La fonte delle "citazioni su" non va qui [la voce sull'oggetto menzionato] ma nella pagina dei rispettivi autori" e mi hai linkato la linea guida [[Wikiquote:Modello_di_voce#Provenienza_e_fonti]]. Io lì non leggo che le fonti vadano riportate <u>solo</u> nella pagina degli autori e non in quella della voce tematica, ma semplicemente che nelle voci degli autori ci deve essere una fonte.
In verità non trovo neanche ben centrata quella linea guida ''tout court'', visto che lì si parla di citazioni che provengono da altre voci, mentre il mio caso riguarda citazioni inserite <u>per la prima volta</u> nella voce sul soggetto. Bisogna che le citazioni siano sempre scritte sia nella voce dell'autore e sia nella voce sul soggetto? C'è una linea guida in merito? Mi pare strano, visto che una citazione di un autore (Cruciani, per esempio) può essere rilevante solo per il soggetto della discussione (Lilli Carati, in questo caso) e non per l'autore stesso.
Saluti. [[Discussioni utente:Martin Mystère|Martin Mystère (scrivimi)]] 16:34, 26 mar 2024 (CET)
:{{ping|Martin Mystère}} Salve, la linea guida parla di «citazioni presenti in una voce <u>(o sezione)</u> tematica» e per «sezione tematica» si intende proprio quella chiamata «Citazioni su ecc...». Il resto è implicito ([[WQ:MCS|qui]] però è esplicito) e puoi vedere anche innumerevoli esempi pratici, come [[Lev_Tolstoj#Citazioni_su_Lev_Tolstoj]]. Il punto è che tu avresti dovuto inserire le citazioni prima nelle voci di Banfi, Cruciani e Giusti accompagnandole dalla fonte (il sito internet), poi riportarle anche nella voce di Lilli Carati senza indicare tutta la fonte (cioè il sito internet), bensì solo l'autore tra parentesi tonde e col wikilink: è la cosiddetta regola del doppio inserimento. Così è anche molto più comodo. Vedi anche le istruzioni contenute nel tamplate di avviso sottostante e che di solito si inserisce nelle pagine di discussione degli utenti:
{{Avviso tematica}}
:Naturalmente sarebbe il caso di provvedere: magari è un po' seccante, ma nulla di trascendentale. Quanto al resto: avevi fatto bene a inserire le citazioni di Lilli Carati in ordine cronologico così come appaiono nell'intervista a ''Libero'', però era meglio lasciarle raggruppate nella sottosezione specifica, perché è così che si fa quando sono almeno tre. Inoltre su Wikiquote nell'elenco puntato non si usa l'apostrofo dopo l'asterisco e nelle intestazioni non si inseriscono spazi prima e dopo ==, ma questo non è molto importante. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:03, 26 mar 2024 (CET)
::Va bene, agirò così in futuro. Per quanto riguarda gli spazi, su Wikipedia si possono mettere come no, io li trovo più ordinati, ma qui eviterò. Non so bene cosa significhi non usare l'apostrofo dopo l'asterisco, non penso di averlo fatto. Ciao, [[Discussioni utente:Martin Mystère|Martin Mystère (scrivimi)]] 21:04, 26 mar 2024 (CET)
:::{{ping|Martin Mystère}} Volevo dire lo spazio, non l'apostrofo, dopo l'asterisco. Se non ricordo male qui la convenzione è questa, ma in realtà a livello di output non cambia nulla, per cui ''a me personalmente'' non sembra importante: lo dicevo soprattutto per evitarti la fatica inutile di una battuta in più. Probabilmente stavo anche per scrivere, prima di essere interrotto come sempre mi succede, che qui l'apostrofo è dattilografico o dritto, non tipografico o uncinato, quindi è meglio sostituirlo quando fai copia e incolla da siti che usano quello del secondo tipo: [[Wikiquote:Bar/Archivio_2022-06--12#Apostrofo_tipografico_o_dattilografico|qui]] ho spiegato come farlo in un colpo solo, leggi entrambi i miei post nel thread. Una volta c'era un bot che provvedeva, ma ora è fuori uso. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:39, 26 mar 2024 (CET)
== Re: URL archiviati ==
Ciao. Come spiegato [https://dal15al25.gazzetta.it/2024/04/06/avviso-da-lunedi-il-blog-sparisce/ qui], da lunedì quel blog non sarà più attivo. Ecco '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:07, 6 apr 2024 (CEST)
== Risposta ad un esperto wikipediano ==
Chi è senza peccato scagli la prima pietra! La ringrazio per avermi cancellata. Non credo che lei non abbia mai fatto errori nella sua vita. Se si trova qui a fare il Maestro, potrebbe anche pensare e ricordare che ci sono gli studenti ignoranti... e li dovrebbe istruire SENZA BACCHETTARE! qualche volta accade, però, che l'alunno superi il maestro... non si mai nella vita. Se non ci fosse la Luce, gli occhi non potrebbero vedere. A buon intenditor... [[Utente:Teresa Averta Scrittrice|Teresa Averta Scrittrice]] ([[Discussioni utente:Teresa Averta Scrittrice|scrivimi]]) 00:13, 25 apr 2024 (CEST)
==Hellraiser==
Ciao! Volevo darti qualche dritta sui range (magari sono cose che sai già, io comunque le ho scoperte in tempi relativamente recenti e ho visto che possono tornare utili): per gli IP lunghi (IPv6) come [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59 questo] aggiungendo /64 si trovano talora [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59/64 gli altri contributi] della stessa persona. "/64" è il range più piccolo per gli IPv6, corrisponde a un singolo IP normale, cioè un singolo indirizzo normale, difatti alcuni bloccano sempre con "/64" gli IPv6. Con gli IPv6 è anche più difficile dialogare perché vedono l'avviso solo se gli scrivi sul preciso IP lungo che stanno utilizzando in quel momento, e non serve mettere avvisi nella discussione del range. Per approfondimenti trovi [[w:Aiuto:Blocco_di_classi_di_indirizzi#Guida_essenziale_per_gli_indirizzi_IPv6|qui]] una tabella sugli IPv6 e [[w:simple:Help:Range_blocks#Table_of_sample_ranges|qui]] una sugli IP normali (ad esempio un range /24 su un IP normale copre 256 indirizzi, che corrisponde a un range /56 su un IPv6) ma di solito basta sapere il trucco del /64 sugli IPv6, io finora non ho mai bloccato range più lunghi. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:45, 2 giu 2024 (CEST)
:@[[utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao e grazie per la dritta, hai fatto benissimo a darmela e queste cose sono sempre molto ben accette. So che questi indirizzi IP cambiano anche da un momento all'altro, il mio era solo un disperato tentativo di interlocuzione basato sulla possibilità che l'utente fosse ancora collegato al sito, con quell'identità o un'altra, e che potesse così avvedersi della mia comunicazione. Per inciso: il "duck test" dice che si tratta sempre della stessa persona, che dispone anche di più utenze registrate, e che ''inter alia'' modifica "maniacalmente", per usare l'avverbio a lui tanto caro, le pagine dei film della Disney e della Marvel, di vari horror e delle ultime parole e brindisi dai media. Sono anni che imperversa e peggiora le voci, ponendo pure problemi di violazione del copyright, ma lo sapete già e questo è un "dire a nuora perché suocera intenda". È necessario arginare tutto ciò colpo su colpo. Colgo l'occasione per informare, a motivo di quello che si vede '''[[speciale:cronologia/Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi|qui]]''', che ho deciso di annullare a vista tutte le modifiche che apporterà, salvo forse casi eccezionali, perché è di conclamata inaffidabilità e non è possibile verificarne l'operato, né che per una cosa buona se ne lascino passare cento perniciose, e in questo imiterò il chirurgo che, quando amputa la parte cancerosa, rimuove anche un pezzo di quella sana, giacché quasi nessuno si preoccupa di fare pulizia e polizia, ma non mancherà, come ho riscontrato, chi in un secondo momento ripristinerà le eventuali soppressioni indebite. Perdona la digressione. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:06, 2 giu 2024 (CEST)
::Sì, mi sembra che prima usasse più "malignamente" ma poi è passato con convinzione a "maniacalmente"; usa anche altri range ma su [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59/64&target=2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&offset=20230723202350 questo] è attivo da dicembre 2022. Lascerei a te, che ultimamente lo hai seguito di più, di valutare se è il caso di bloccarlo. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:29, 2 giu 2024 (CEST)
== Parola errata ==
Ciao, in merito alla tua modifica in [[Boog & Elliot - A caccia di amici]] mi sembra proprio che dica come ho scritto io: prova a sentire [https://www.youtube.com/watch?v=mVEkhFtMjHg qui]. [[User:Andrek02|<span style="color:#FF0000">Andrek02</span>]] ('''[[User talk:Andrek02|<span style="color:#FFAF01">talk</span>]]''') 06:37, 10 lug 2024 (CEST)
:@[[utente:Andrek02|Andrek02]] L'ho sentito con le cuffie più volte anche al rallentatore e dice addirittura "floutolento". Dovendo essere [[Wikiquote:Trascrizione#Fonti non scritte|fedeli]] è da interpretare come uno strafalcione voluto per divertire. Comunque ho già marcato con {{tl|Sic}}, correggo ulteriormente. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:09, 10 lug 2024 (CEST)
== Citazione di Dostoevskij ==
Ciao, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=F%C3%ABdor_Dostoevskij&diff=prev&oldid=1338798 questo spostamento] è errato. Bisogna lasciare la citazione con fonte nella voce sull'autore, mentre nella voce sull'opera si mette la citazione con link all'autore, senza fonte. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 19:32, 15 lug 2024 (CEST)
:@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] {{fatto}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 15 lug 2024 (CEST)
::Grazie :) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:01, 16 lug 2024 (CEST)
== Cancellazione senza motivo ==
Ciao, ma perché cancellare le pagine se sono lingue conosciute, come l'inglese e lo spagnolo e si utilizzano spesso. Chiedo il ripristino. [[Speciale:Contributi/91.80.66.5|91.80.66.5]] ([[User talk:91.80.66.5|msg]]) 15:09, 30 lug 2024 (CEST)
:Salve. Risposta: perché questa è Wikiquote in italiano e le traduzioni da te inserite, generate dal traduttore di Google, contenevano errori riscontrabili persino a prima vista, cioè senza neppure la necessità di un confronto col testo in lingua. In base alle nostre regole le pagine con tali contenuti sono da rimuovere per direttissima; vedi '''[[Wikiquote:Cancellazioni immediate]]''', terzo criterio. O metti una traduzione corretta (col testo accanto se essa è di tuo pugno, vedi '''[[WQ:TT]]'''), e sempre che tu abbia la preparazione adeguata per un compito così delicato, oppure metti quelle citazioni nelle edizioni in spagnolo, inglese e turco di Wikiquote; ''tertium non datur''. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:28, 30 lug 2024 (CEST)
::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Infatti, ho notato che alcune pagine sono state cancellate senza motivo di testa propria. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:25, 21 set 2024 (CEST)
:::È molto meglio se togli il disturbo, sono anni che fai gli stessi errori e non vuoi sentire ragioni. Le pagine saranno ''tutte'' e ''sempre ''cancellate, cosa che si fa in un clic, mentre tu per crearle ci metti un po' di più; eventualmente verranno parzialmente bloccate, in modo che solo gli utenti autoverificati potranno ricrearle. Addio, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:28, 21 set 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, ma non esariamo non proprio tutte. Poi non hanno niente di male, basta sistemarle o ridurle il testo per sistemarle. E per questo ci vuole anche collaborazione, no come te che le cancelli senza sistemarle. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:34, 21 set 2024 (CEST)
:::::Sono radicalmente da rifare perché generate da traduttori automatici (il che non è ammesso, come abbondantemente spiegato) e zeppe di citazioni non [[WQ:S|significative]]. Non possono essere altri a sobbarcarsi tutto quel lavoro, vedi anche [[#Pomeriggio Cinque News|sotto]]. Intanto se vedi [[Speciale:UltimeModifiche|qui]] ti rendi conto che il tempo delle sciocchezze è finito ''forever and ever''. I miei migliori auguri per quello che farai su altri siti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:39, 21 set 2024 (CEST)
::::::Infatti, sono ammesse le traduzioni e sono tradotte con lingue principali come l'inglese, lo spagnolo, il francese. Su questo sembra che tu sia l'unico a lamentarti sulle pagine, cose che altri qui sopra non esagerano come te. Poi cosa si intende per "quello che farai in altri siti". [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:45, 21 set 2024 (CEST)
:::::::Non puoi inserire citazioni tradotte con [[w:Google Traduttore]]. Su questo sito hai finito di aggiungerne, perché non ti sarà consentito. Arrenditi. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:52, 21 set 2024 (CEST)
::::::::Con che cosa si dovrebbero tradurre allora. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:55, 21 set 2024 (CEST)
:::::::::Con le tue competenze linguistiche, se ce le hai, sennò te ne puoi andare. (Ovviamente non ce le hai, altrimenti non avresti usato il traduttore di Google in modo così indiscriminato e temerario.) Ti ricordo anche che le citazioni devono essere significative per come ciò è inteso su Wikiquote, non devono semplicemente contenere informazioni e meno che meno banalità come "Mi piace l'Italia" ecc... Da oggi non ne passerà nemmeno mezza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:59, 21 set 2024 (CEST)
::::::::::Ci sono anche quelli professionali e migliori, con quelli andrebbero bene. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 02:04, 21 set 2024 (CEST)
:::::::::::No, perché hanno tutti dei limiti per loro natura e tu non sembri avere le competenze linguistiche necessarie per accorgerti di eventuali errori e correggerli, oltre al fatto che non ti sei neppure fatto scrupoli. Ma che problema hai? Per caso ti pagano per creare quelle pagine? Se è così mi dispiace per te ma qui ci sono delle regole da rispettare. Puoi trovare un altro lavoro, magari più soddisfacente e remunerativo, nonché più utile alla società. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 02:10, 21 set 2024 (CEST)
::::::::::::Nessuno mi paga e poi questo non è un lavoro. Con le citazioni è per avere qualcosa in più sulle persone. E poi cosa ho fatto di male, ti vanno storte le pagine con le traduzioni e su sistemano correggendole, non c'è bisogno di arrivare a cancellarle. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 02:18, 21 set 2024 (CEST)
:::::::::::::C'è gente che è pagata pochi spicci per fare cose del genere; se non è il tuo caso, sono contento per te. Se ci tieni davvero a quelle pagine e a nient'altro, allora dovresti volerle ben fatte e non piene di banalità ed errori. Io ho sempre cercato di salvare il salvabile, come per esempio si vede [[speciale:diff/1341317|qui]], [[Discussioni utente:176.245.143.14|qui]], [[speciale:diff/1344912|qui]] o [[speciale:diff/1342831|qui]], cosa che mi è costata anche [[speciale:diff/1342845|un bonario e giusto richiamo]] da parte di un altro amministratore, per non parlare del fatto che sono le due e mezza di notte e sto ancora qui a ripetere le stesse cose, peraltro già dette per mesi. Buonanotte, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 02:28, 21 set 2024 (CEST)
== Range ==
Ciao Udiki, buon Ferragosto! Sono davvero felice del lavoro che fai qui da quando sei stato eletto, davvero eccellente! Solo una cosetta: bloccare un ip lungo con /32 è troppo, in pratica vai a bloccare 4,294,967,296 indirizzi (vedi [[w:Aiuto:Blocco_di_classi_di_indirizzi#Guida_essenziale_per_gli_indirizzi_IPv6|tabella]]), infatti vedi che vai [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A02:B023:0:0:0:0:0:0/32 a coprire] personaggi ben diversi, dal tizio di Lierna a quello di ''Non aprire quella porta'' (che probabilmente non è da annullare), quindi persone molto diverse e chissà quanti ci finiscono in mezzo, per il momento sblocco. A presto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:27, 15 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao, va bene. Avevo fatto queste considerazioni: 1) Era bloccato l'IP ma non la possibilità di creare utenze, inoltre il blocco era lungo (un anno) ma non infinito; 2) Su Wikiquote, a differenza di Wikipedia, non ci sono così tante persone che editano, infatti quasi tutti gli IP di quel range facevano capo verosimilmente a lui o al maniaco di Lierna (nel senso clinico e senza ironia), altro tipo poco raccomandabile; 3) L'ultima modifica è probabilmente buona, infatti l'ho lasciata, ma c'è una sostanziale evasione di blocco; inoltre, se l'utente non usasse IP dinamici ma utenze registrate, queste sarebbero certamente state bloccate all'infinito, perciò secondo me la cosa è da equipararsi ed è lecito o persino doveroso annullare a prescindere qualsiasi sua azione ([[w:Wikipedia:Politiche_di_messa_al_bando_degli_utenti#Rollback|vedi]]); 4) Su Wikipedia un IP range dei suoi è stato bloccato per un anno con /64 ([https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:Registri&page=User%3A2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&type=block vedi]), comunque tanto. In generale la cosa ultimamente si è un po' ridimensionata, credo grazie ai blocchi che ho operato e "mazzate" varie. Lui non la smetterà mai del tutto perché ha un vero e proprio disturbo ossessivo compulsivo e dovrebbe andare dallo psichiatra, infatti i suoi idoli sono psicopatici come il Joker, l'Enigmista e buffoni consimili, ma forse è gestibile con rollback mirati e da ora mi limiterò a quelli. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:00, 15 ago 2024 (CEST)
::Sì ma con /64 blocchi 1 unico indirizzo, con /32 invece millemila, è quello il problema. Su Wikipedia quando si bloccano range ampi (più ampi del /64, che si può dare tranquillamente completo) ci si limita in genere a blocchi parziali su alcune pagine (come saprai il blocco può anche essere parziale su un elenco di pagine che indichi quando formuli il blocco), se fosse stato parziale su una manciata di pagine poteva anche starci al limite un /32, ma invece un /32 completo era sicuramente eccessivo, per questo scusami l'intrusione, che comunque mi ha dato modo di salutarti e di farti i complimenti per il tuo lavoro, occasione che desideravo da tempo ma che è difficile trovare visto che fai tutto molto meditatamente :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:16, 15 ago 2024 (CEST)
::: Ciao ragazzi, scusate se mi intrometto ma per lavoro mi occupo prprio di queste cose... anche con /64 blocchi pareccchi IP (''18.446.744.073.709.551.616'') ma in genere con IPv6 proprio perché ce ne sono tanti una subnet /64 la si assegna ad un singolo cliente. Bloccando una /32 (''79.228.162.514.264.337.593.543.950.336 indirizzi IP'') si rischia di bloccare tutti gli indirizzi IPv6 di un Provider e non è bello :-) P.S. Mi unisco anche io ai complimenti per Udiki! --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:55, 15 ago 2024 (CEST)
== Richiesta creazione nuova voce ==
Buongiorno, ti ricordi di me? (in caso sono colui che hai aiutato per la voce: [[Lucy Maud Montgomery]]). Siccome ti ritengo un vero e proprio esperto su questa wikipedia, volevo chiederti un parere. Vorrei creare la pagina ''Bem il mostro umano'' inserendo le citazioni di dialoghi tratti dagli episodi (entrambi i doppiaggi se possibile). Che mi suggerisci? È conforme? Confido in te. Buona giornata e grazie mille. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 14:28, 26 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] Ciao, innanzitutto bisogna chiedersi se una voce è enciclopedica, ma in questo caso, dato che esiste da tempo su Wikipedia ([[w:Bem (serie animata)|vedi]]), non ci sono problemi. Credo che si possano inserire entrambi i doppiaggi in questo modo:<blockquote><code>*Citazione con doppiaggio 1.<br>:Citazione con doppiaggio 2.</code></blockquote> specificando con una {{tl|NDR}} di quale si tratta. Se mi sbaglio chiedo a [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] di correggermi. Ti consiglio caldamente di cominciare a lavorare in una pagina delle prove che puoi creare cliccando su [[Utente:Mattioskii/Sandbox]], quando è tutto a buon punto puoi travasare il contenuto nella pagina vera e propria. Ricordati che le citazioni devono rispettare [[Wikiquote:Significatività]]. A presto, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 26 ago 2024 (CEST)
::@[[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] Finora di solito per casi del genere abbiamo usato le note, come in ''[[Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion]]''. L'uso dell'NDR può servire già per specificare il contesto di alcune citazioni (come si vede nella voce che ho testé citato) quindi l'indicazione del doppiaggio mi sembra preferibile indicarla in nota.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:29, 26 ago 2024 (CEST)
:::Grazie mille ad entrambi, allora mi cimento nella pagina delle prove. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 15:32, 26 ago 2024 (CEST)
== [[Pomeriggio Cinque News]] ==
Ciao Udiki,
ho visto che hai tentato di salvare il salvabile. Pur essento la voce probabilmente enciclopedica, la citazione fa abbastanza pena, io avrei buttato tutto. Mi sembra proprio una forzatura giusto per creare la pagina, tipico del ''modus operandi'' di certi anonimi "contribuenti". Un saluto. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:34, 30 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Homer|Homer]] A chi lo dici! Per me queste cose sono da cancellare per direttissima, ma la regola in casi del genere prevede che si avvii la procedura standard. Siccome però queste voci sono create di continuo e da anni da parte di chi non si vuole registrare per evitare sanzioni e che forse è pure prezzolato, e siccome non possiamo perdere troppo tempo, in tali ipotesi farei un'eccezione ''cum grano salis'' e rimuoverei a vista. Chiedo il parere di [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], per vedere se c'è consenso. Un saluto a entrambi, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 30 ago 2024 (CEST)
::Sì, in casi del genere, di anonimi write-only che creano voci con neanche una singola citazione significativa e pertinente o chiara, si può anche andare di immediata, nel caso specifico ho provato a metterci una pezza anch'io per chiarire il contesto e la voce si può tenere, ma una regola che avevamo già negli anni scorsi era che se veniva creata una voce che non avesse almeno una citazione significativa e pertinente (in caso di tematica) si poteva andare di immediata, quantomeno con simili soggetti poco collaborativi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:13, 30 ago 2024 (CEST)
== Charles Socarides ==
buongiorno, a distanza di tempo vedo che la voce è stata cancellata. Come mai? Sono i miei primi contributi su Wikiquote. Speravo di poter essere utile al progetto. Ignoro chi sia l'utente che ha citato. [[Speciale:Contributi/176.200.68.6|176.200.68.6]] ([[User talk:176.200.68.6|msg]]) 11:15, 31 ago 2024 (CEST)
:La spiegazione è stata fornita e tu l'hai letta, come tradisce quello che hai scritto. Va anche oltre il ragionevole motivo di ritenere che chi aveva creato quella pagina sia stato bannato. Questo non lo illustro a te, perché lo sai già e non si alimentano i troll, ma a terzi che dovessero passare da queste parti e che, non conoscendo tutti gli elementi necessari, non avrebbero potuto capire come stanno le cose e, ove fossero alquanto sprovveduti, forse si sarebbero in parte lasciati irretire dal tuo goffo e risibile tentativo, giacché è nota massima ''audaciter calumniare, semper aliquid haeret''. Colgo l'occasione per farti notare una volta di più che è tutto sottoposto a controllo e che pertanto faresti meglio a desistere dal tuo progetto propagandistico, per giunta condotto con imperizia. Addio, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:46, 31 ago 2024 (CEST)
::non c'è alcun troll e nessun intento propagandistico. Era solo una voce come tante di questo progetto. Saluti. [[Speciale:Contributi/176.200.73.225|176.200.73.225]] ([[User talk:176.200.73.225|msg]]) 16:15, 31 ago 2024 (CEST)
:::Quando le citazioni e le voci aggiunte da un medesimo utente hanno sempre la medesima e spiccata connotazione ideologica, peraltro minoritaria e a volte pseudoscientifica, allora c'è un malcelato intento propagandistico o [[w:en:Wikipedia:Civil POV pushing|civil POV pushing]]. È inutile che cambi indirizzo IP, perché basta il [[w:test dell'anatra|test dell'anatra]] a smascherarti subito, soprattutto su questo sito dove sono pochi a intervenire e non puoi imboscarti con la stessa facilità che avresti su Wikipedia. Forse hai una [[w:coazione a ripetere|coazione a ripetere]]. Sarebbe ora di smetterla con questa condotta buona solo a fornire materia per barzellette. Spero che almeno ti paghino qualche spiccio, sebbene ''dell'Inferne | porte al par sempre io detestai chi vinto | dalla sua povertade il falso vende.'' [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:42, 31 ago 2024 (CEST)
::::i miei pochi contributi sono tutti adeguatamente fontati e dunque non sono materia per barzellette. La coazione a ripetere è una malattia mentale che non mi appartiene e francamente lascio ad altri Può esservi un orientamento cattolico; l'unico contributo "pseudoscientifico" e "minoritario" è quello di Charles Socarides. Non vedo quali caratteristiche in comune abbiano i miei contributi da renderli riconoscibili col test dell'anatra.
::::Certamente, con questo tipo di amministrazione e moderazione i collaboratori di Wikiquote saranno sempre di meno. Invece di costruire, contribuite solo a distruggere il progetto.
::::Quanto a WP, non me ne sono praticamente mai occupato. [[Speciale:Contributi/176.200.67.112|176.200.67.112]] ([[User talk:176.200.67.112|msg]]) 19:47, 31 ago 2024 (CEST)
:::::Hai dimenticato di dire che nella pagina del signore in oggetto avevi inserito un'interpolazione, cioè una affermazione di un terzo soggetto che nulla c'entrava. Se i contributori devono agire come te, meglio perderli che trovarli; ce ne faremo una ragione e sopravvivremo anche orbi di tali perle. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:16, 31 ago 2024 (CEST)
::::::un errore involontario può scappare a tutti. Per questo, le voci vengono ordinariamente riviste. Anche noi, fra i tanti contributori anonimi che leggeranno queste righe, sopravviveremo senza certi amministratori. Orbi di tali perle, pensiamo che sia meglio perderli che trovarli. Cordiali saluti [[Speciale:Contributi/176.200.72.204|176.200.72.204]] ([[User talk:176.200.72.204|msg]]) 21:09, 31 ago 2024 (CEST)
:::::::Ma tu di perle continui a distribuirne più del lecito (per non dire su scala industriale) e nessuno qui è tenuto a farti ''sistematicamente ''da badante, che poi finisce sempre che sono io. '''[[Speciale:Contributi/176.200.72.204/16|Qui]]''' c'è la lista di quello che hai prodotto da un annetto a questa parte, cioè da quando ti sei (ri)palesato, altro che "i miei primi contributi su Wikiquote"! Nonostante queste querimonie, pure assai mal fondate, io dubito, purtroppo, che leverai le tende; se fosse sono disposto a farmi monaco, anzi, ''monaca''. Almeno risparmiaci il pianto greco: è meglio quando ci strappi una risata (involontariamente, questo puoi ben dirlo). A margine: i "tanti contributori anonimi" cui ti riferisci sono da interpretare come un caso di personalità multipla, visto che dietro c'è sempre la stessa persona fisica. Alla tua prossima amenità, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:55, 31 ago 2024 (CEST)
::::::::ti sbagli.non sono affatto tutti miei contributi.. [[Speciale:Contributi/2.196.179.196|2.196.179.196]] ([[User talk:2.196.179.196|msg]]) 03:31, 1 set 2024 (CEST)
:::::::::Ora sei passato dall'IP toscano a quello lombardo (per il quale si veda '''[[Speciale:Contributi/2.196.179.196/16|qui]]''') e le due regioni non sono neppure limitrofe. A te non la si fa, nevvero? Sei un furbacchione di tre cotte! Ma venendo al tuo ultimo messaggio, in pratica tu rinneghi te stesso e questo in natura non lo fanno neppure le bestie che strisciano né quelle invertebrate. Ne hai ben donde: quello che fai è ripugnante. Ma se è così, non è meglio smetterla? Certo ci priveremmo dello spasso, ma ne guadagneremmo in serietà. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:32, 1 set 2024 (CEST)
== Citazioni Joe Biden ==
Salve. Vorrei dire che non c'e modo di metterla la citazione sul dittatore jugoslavo Tito poiché sulla pagina di Biden ci sono gli anni delle citazioni e non quella in maniera alfabetica perciò non sapendo l'anno non potevo metterla. In ogni caso grazie e cordiali salut [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 23:57, 31 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] Ciao, in questo caso si deve creare una sezione in fondo con il titolo "Citazioni non datate", come per esempio si vede in [[Giampiero_Boniperti#Citazioni_non_datate]]. Se mi dici qual è la fonte ci penso io, però non inserire mai citazioni senza fonte: è una delle cose peggiori che si può fare su Wikiquote. Infatti appena accedi alla modalità di modifica di una voce, in basso compare un avviso che dice: "'''L'inserimento di nuove citazioni senza fonti viene annullato.'''" Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:07, 1 set 2024 (CEST)
::https://www.secoloditalia.it/2020/11/la-passione-di-biden-per-il-maresciallo-tito-e-un-genio-ecco-come-lo-elogiava/ grazie tante [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 00:08, 1 set 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] {{fatto}}, vedi '''[[speciale:diff/1343053|qui]]'''. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:41, 1 set 2024 (CEST)
== Citazioni Ida Magli ==
Quella che ho è la quarta edizione del gennaio 1998 (Saggi Tascabili Bompiani).--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 15:06, 1 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Carnby|Carnby]] Ciao. Allora, visto che ci sono solo due altre citazioni preesistenti, per piacere verifica che coincidano perfettamente (ortografia, suddivisione in paragrafi, corsivi ecc...) con la tua edizione e se differiscono correggile, poi aggiorna la bibliografia, sia l'anno che l'ISBN (per esempio anch'io ho fatto così [[speciale:diff/1259635|qui]]). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:14, 1 set 2024 (CEST)
::{{fatto}}: Era tutto identico, tranne due o tre maiuscole.--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 18:11, 1 set 2024 (CEST)
== pagina nuova ==
Salve. Ho creato una pagina nuova su un personaggio pubblico. Mi servirebbe aiuto per poterla completare a pieno. Se mi volesse aiutare le sarei grato. In ogni caso grazie e cordiali saluti [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 22:35, 10 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] Ciao, probabilmente ti riferisci alla pagina [[Romani Rose]]. Ha dato una prima sistemata Danyele e poi io ho fatto qualche ritocco. Però ti ricordo che le traduzioni di Google non sono ammesse per i motivi che ho spiegato a un altro utente '''[[#Cancellazione senza motivo|qui sopra]]''', quindi in futuro evitale. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:49, 11 set 2024 (CEST)
== Re: Citazione del giorno ==
Giusto, l'ho cambiata. Ciao.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:12, 6 ott 2024 (CEST)
== Piacere e dolore ==
Ciao! I [[proverbi italiani]] andrebbero inseriti nella relative raccolta con la relativa fonte (che di solito è Selene, ma bisogna controllare nella cronologia delle tematica di provenienza quando sono stati inseriti). Se hai dubbi fammi un fischio.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:03, 27 ott 2024 (CET)
:@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao, avevo dato per scontato che fossero presenti con fonte perché li avevo presi dalle tematiche. Mo li levo e basta, tanto non mi paiono granché. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:43, 29 ott 2024 (CET)
== Re: Sezione "Citazioni su" ==
Grazie per le indicazioni, sto imparando e tutti i consigli sono utili. Spero di non darvi troppo da fare :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 15:30, 17 nov 2024 (CET)
== Coretta Scott King ==
Ho corretto le "citazioni su" alla luce delle indicazioni che mi hai dato. Per cortesia, potresti controllare? Avevo cancellato l'avviso W di {{ping|Mariomassone|}} perché, nella mia ignoranza, pensavo di aver corretto. Grazie a entrambi. [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 18:20, 17 nov 2024 (CET)
== Re: Aggiungere un collegamento a Wikidata ==
Ciao Udiki, grazie per le indicazioni :-). Di quanto hai scritto non mi è chiara la parte che riguarda il Wikizionario che è un progetto che conosco molto poco e non capisco in che situazione su Wikiquote si renderebbe necessario il collegamento in interprogetto. Grazie [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 13:05, 23 nov 2024 (CET)
== Lingua delle fonti ==
Ciao Udiki, ti ringrazio ancora per l'aiuto che mi hai dato. Ora mi servirebbe un chiarimento riguardo al Template:en che hai tolto nella voce [[Patty Duke]] con la motivazione che tutti capiscono che è inglese e quindi si può omettere. Altri, invece, nella stessa voce successsivamente hanno rispristinato il template ed è stato inserito anche nell'ultima voce, [[Jane Seymour]], dove ovviamente l'avevo omesso. Ti ringrazio per la pazienza. [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 13:29, 1 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Emmepici|Emmepici]] Ciao. Ho visto. Tuttavia su Wikipedia come qui se ne fa perlopiù a meno, per il motivo che ho detto e da anni. Qui, in particolare, si fa economia di elementi di testo tutte le volte che si può ([[Wikiquote:Modello_di_voce#Spiegazioni_utili_e_spiegazioni_inutili|vedi]]). Alla luce di questo, è anche più comodo rinunciare alla seccatura di doverlo inserire. Mettercelo è un po' un eccesso di zelo e paternalistico, perché significa prendere il lettore per una capra, sebbene non un delitto. Non preoccuparti se qualcuno lo inserisce dove tu lo hai omesso: nessuno ti rimprovererà mai e in ogni caso puoi far presente questa discussione, non ho problemi a assumermene io la responsabilità. Se a te piace proprio metterlo, fallo pure, sennò lascia stare tranquillamente, perché ciò è certamente lecito e corroborato dalla prassi. Per me non c'è neppure la necessità di avere il template del francese, altra lingua insegnata nelle scuole dell'obbligo; ma siccome questo di solito è usato, allora bisogna uniformarsi. Ricòrdati solo di battere uno spazio sùbito dopo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:18, 1 dic 2024 (CET)
::Grazie, per quanto mi riguarda, è più che sufficiente la tua spiegazione :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 14:34, 1 dic 2024 (CET)
== Scautismo per ragazzi ==
Vedo che hai annullato un paio di correzioni.
Qualche chiarimento: in Italia si usano sia la grafia "scautismo" che "scoutismo", anche se la prima è prevalente. In particolare, il testo più importante si intitola "Scautismo per Ragazzi" nell'edizione italiana. Se vai su [[:w:Scautismo per Ragazzi]] puoi verificare, ci sono quante fonti vuoi. Pure https://opac.sbn.it/risultati-ricerca-avanzata/-/opac-adv/isbd/IEI0214230 che tu citi riporta la grafia con la A. Sui cataloghi c'e` la foto della copertina: https://scout.coop/prodotto/scautismo-per-ragazzi/
Pertanto, [[Scoutismo per ragazzi]] (scritto con la O) è un redirect con errore di battitura, e da immediata per il criterio 9. Non capisco l'annullamento della richiesta.
Analogamente su [[Mario Sica]] c'è una citazione da "Storia dello Scautismo in Italia". Puoi vedere il titolo del libro qui: https://www.fiordaliso.it/2728-storia-dello-scautismo-in-italia.html
In quel libro si usa sempre e solo la grafia con la a, quindi attualmente la citazione riportata nella voce è infedele. Ho riportato la grafia a quanto usato dalla fonte, trascrivendola fedelmente. Anche qui, non capisco l'annullamento (https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Mario_Sica&diff=prev&oldid=1353719)
--[[Speciale:Contributi/~2024-20206|~2024-20206]] ([[Discussioni utente:~2024-20206|discussione]]) 03:43, 6 dic 2024 (CET)
EDIT: Leggo ora che mi avevi scritto sulla pagina di discussione dell'utenza temporanea. Sul punto 1, ribadisco che il criterio 9 non prevede di inserire errori di battitura (in questo caso un titolo errato) "ad abundantiam".
Sul punto 2, ho letto tutto il libro di Mario Sica, e non usa mai "scoutismo.
:{{ping|~2024-20206}} «Qualche chiarimento: in Italia si usano sia la grafia "scautismo" che "scoutismo"», appunto, quindi non c'è errore di battitura in sé, anche se il titolo del libro dice «scautismo» e non «scoutismo». Non si capisce neppure quale sia il problema, anzi, pare importante avere quel redirect che risolve un'ambiguità. Infatti [[Aiuto:Redirect]] c'informa che è utile utilizzarli «per condurre il lettore alla voce appropriata da digitazione con ortografia comunemente scorretta. Ad esempio riteniamo che una buona parte dei lettori potrebbe cercare Lev Tolstoj digitando Lev Tolstoi perciò abbiamo ritenuto utile un redirect da [[Lev Tolstoi]].»<br>Su Sica ho fatto una domanda ben precisa: «Hai controllato sulla stessa edizione di quel libro a quella stessa pagina?» <u>Si attende ancora la risposta</u>. Potrebbe eventualmente darsi che la tua edizione abbia una grafia e quella presente in bibliografia un'altra, se si tratta di due edizioni diverse. Inoltre, e anche questo è già stato detto, il collegamento era stato inserito come <code><nowiki>[[scautismo|scoutismo]]</nowiki></code> e non si capisce perché uno si sia dovuto prendere la briga di quella specificazione se non per il fatto che il testo dica appunto «sc'''o'''utismo» anziché «sc'''a'''utismo». Siccome entrambe le forme sono corrette, prevale il criterio di fedeltà alla fonte di cui in [[WQ:TF]]. [[speciale:diff/1353718|Qui]], nel motivare l'edit nel campo oggetto, io ho fatto effettivamente un ''qui pro quo'', ma è stato l'unico e la spiegazione che ho dato tempestivamente [[Discussioni utente:~2024-20206#Redirect|qui]] vale come rettifica. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:12, 6 dic 2024 (CET)
:Per il primo punto, se la linea guida dice così va bene, ma ci metto una nota.
:Per il secondo punto, invoco [[w:Wikipedia:Clausola della palla di neve|la clausola della palla di neve]], che immagino valga anche su wikiquote. Tutte le edizioni di quell'opera usano la grafia "scautismo" nel titolo. Mario Sica ha sempre spiegato perché (secondo lui) si deve usare la grafia "scautismo". Ho letto sua la terza che la quarta edizione di quel libro da cima a fondo e non ha mai usato "scoutismo" (purtroppo in questo momento ce le ho inscatolate causa trasloco). A questo punto è chi lo cita che deve fornire la prova che Mario Sica abbia usato quella grafia. Peraltro si parla solo di pagina 41, senza dire di quale edizione si parla. Quindi, la probabilità che qualcuno possa provare che la fonte originale abbia la grafia "scoutismo" è minore di quella di trovare una palla di neve all'inferno, e non c'è nemmeno motivo di starne a discutere prima di correggere.
:--[[Speciale:Contributi/~2024-20206|~2024-20206]] ([[Discussioni utente:~2024-20206|discussione]]) 18:26, 6 dic 2024 (CET)
:::{{ping|~2024-20206}} Veramente la citazione è pure tratta da una fonte secondaria, quindi se anche si controllasse quest'ultima, ci sarebbe sempre la possibilità che si sbagli nel riportare quella primaria. Visto che tu hai il libro, quando ti riesce di toglierlo dallo scatolone ricopia <u>alla lettera</u> quel brano e fai le modifiche del caso se ci sono discrepanze, in modo che il testo su Wikiquote combaci scrupolosamente in tutto e per tutto con quello che hai tra le mani, quindi aggiorna l'indicazione della fonte. È la cosa più semplice e sicura. Però ricordati di farlo. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:50, 6 dic 2024 (CET)
::::Io direi che è SICURO che ha riportato male, visto che è una fonte secondaria! Ragione in più per applicare la clausola della palla di neve.
::::--[[Speciale:Contributi/~2024-23739|~2024-23739]] ([[Discussioni utente:~2024-23739|discussione]]) 19:07, 6 dic 2024 (CET)
:::::@[[Utente:~2024-23739|~2024-23739]] Probabile o molto probabile, non sicuro, sennò non staremmo neppure qui a fare deduzioni. Ne ho viste di tutti i colori, può darsi pure che a livello editoriale abbiano deciso di usare la forma più comune e nel testo un'altra, specialmente quando ci sono più edizioni dello stesso. È proprio per questo che qui c'è il principio di fedeltà alla fonte, primaria o secondaria che sia: si scarica tutta la responsabilità e si evitano discussioni su questioni di lana caprina. Tanto più che entrambe le forme sono corrette. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:26, 6 dic 2024 (CET)
::::::Grazie per il ping, Udiki. {{ping|~2024-23739}} Sulla questione redirect ha già illustrato bene la questione Udiki, quindi non mi dilungo e mi limito a concordare al 100% (grafia alternativa, ergo accettabile). Sulla citazione di Sica, 11 anni fa avevo a disposizione fonti scout che oggi, avendo lasciato il movimento, non possiedo più (ne ho molte mie, ma questa no). Chiedo quindi a {{ping|Lou Crazy}} se per caso lui avesse il libro di Sica così da poter dirimere il dubbio, oppure posso andare in biblioteca sabato mattina (devo passare comunque a restituire un libro), dove vedo che è disponibile [https://bibliometroge.sebina.it/opac/resource/storia-dello-scautismo-in-italia/GMP00725051 la versione del 1973]. Così mettiamo la fonte primaria e tagliamo la testa al toro. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:18, 21 lug 2025 (CEST)
Ciao, stamattina ho controllato la fonte primaria e ho corretto la citazione in base a com'era riportata originariamente :-) grazie per la segnalazione e buon weekend. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:08, 26 lug 2025 (CEST)
== Tipografia ==
Ho letto [[WQ:TF]], ma appunto è un elemento tipico del francese lo spazio prima del punto esclamativo, delle virgolette, dei due punti e del punto interrogativo. Cioè da quel che ho capito di [[WQ:TF]] si basa piuttosto su testi italiani che hanno una punteggiatura non standard (ad esempio se un giorno venisse creata una pagina su [[Remigio Roccella]], tenderemo ad usare una tipografia / ortografia standard perché l'autore metteva spazî prima delle parentesi ad esempio), oppure ho capito male io? [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 15:28, 9 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] "[...] si può intervenire solo sulle convenzioni tipografiche, purché non siano scelte o elementi peculiari dell'autore [...]". Ma qui non c'è nessuna scelta stilistica dell'autore, solo convenzioni ortografiche straniere che non c'è nessun motivo di anteporre alle nostre, altrimenti si genererebbe confusione e disomogeneità senza nessun vantaggio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:44, 9 dic 2024 (CET)
::OK, però almeno per l'arabo, si può fare un eccezione ed usare il punto interrogativo <span lang="ar" xml:lang="ar" dir="rtl">؟</span> (carattere unicode U+061F)? [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 15:49, 9 dic 2024 (CET)
:::@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] Andrebbe discusso ma io credo che si possa fare, così come andrebbe necessariamente mantenuta la direzione della scrittura che è opposta alla nostra. Il caso, che solo molto raramente può interessarci in concreto, riguarda una lingua radicalmente diversa anche nell'alfabeto. Non ci vedo molte analogie con le convenzioni francesi e il rapporto di queste con le nostre, per fortuna molto più semplice. Io sarei anche per il mantenimento del punto esclamativo e interrogativo invertito che hanno gl'ispanofoni. A ben vedere queste sono forse più convenzioni ortografiche che tipografiche, mentre gli spazi sarebbero più del secondo tipo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:18, 9 dic 2024 (CET)
== Doppia domanda ==
Ciao Udiki, piacere di conoscerti. :) Vorrei farti una doppia domanda:
* Se voglio riportare delle citazioni di una persona non italiana, le devo inserire in lingua originale o tradotte?
* Nel caso qualcuno continui a vandalizzare, c'è una pagina dove segnalarlo? Qualcosa come i [[:it:Wikipedia:Vandalismi in corso|Wikipedia:Vandalismi in corso]] su Wikipedia in italiano. Ho guardato e non ho trovato nulla.
Grazie mille in anticipo e buon lavoro! :D [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 18:55, 11 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] Ciao, le citazioni in lingua vanno inserite solo quando non esiste una fonte per una traduzione, oppure quando la citazione è famosa anche nella sua formulazione originale come avviene per esempio per molte di quelle latine, vedi [[WQ:TT]].<br>I vandalismi possono essere segnalati in [[Wikiquote:Richieste agli amministratori]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:11, 11 dic 2024 (CET)
::Grazie!! :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 21:57, 11 dic 2024 (CET)
== Enciclopedicità ==
Ciao, scusa il disturbo ma ci tengo a chiarire. La nuova pagina che vorrei scrivere, come accennavo nel bar, riguarda un autore enciclopedico, ogni opera è stata in cartellone per diverse stagioni e nei maggiori teatri italiani. Ho molte recensioni sulle opere che ha scritto e diretto e recitato, citazioni dell'autore in interviste pubblicate da giornali e televisione.Quindi da un punto di vista di WP non avevo dubbi mentre, invece, ho dubbi sulle mie capacità e conoscenze in questo progetto e infatti ho rinunciato a scrivere voci per SheSaid poiché mi rendo conto che non sarò mai autonoma perché non riesco a imparare e non credo siano necessarie ulteriori considerazioni. Di conseguenza, prima di fare danni, ho chiesto lumi al bar. Grazie comunque di tutto :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 23:05, 12 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Emmepici|Emmepici]] Mentre scrivevi questo io stavo rispondendo al bar. Se non riesci a essere autonoma ma contribuisci una tantum non dovrebbe essere un problema. Il problema sono quelli che inseriscono a raffica citazioni non solo non rispettose delle convenzioni formali, ma soprattutto non significative e non vogliono sentire ragioni. A quelli è riservato un trattamento ben diverso. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:30, 12 dic 2024 (CET)
== Il pendolo di Foucault ==
Edizione La nave di Teseo, 2023 ISBN 978-88-9344-641-9. grazie [[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 21:31, 17 dic 2024 (CET)
== X Udiki ==
e allora che mi avete inviato a fare una mail...il casino lo state facendo voi. [[Speciale:Contributi/~2024-30607|~2024-30607]] ([[Discussioni utente:~2024-30607|discussione]]) 21:09, 22 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:~2024-30607|~2024-30607]] E chi ti ha mandato una "mail"? Io no di sicuro. Ti è stato semplicemente risposto sulla tua [[Discussioni utente:Danidan70|pagina di discussione qui su Wikiquote]], cosa diversa, e solo perché tu stesso lo hai sollecitato. Ma l'hai capito che questo sito è Wikiquote e non Wikipedia e che ciò di cui ti lagni riguarda Wikipedia? Tra l'altro qui avevi scritto "Attento a quello che scrivi sulla Banda della Magliana e su Danilo Abbruciati...ci siamo capiti???", cioè una discreta cafonata, e su Wikipedia altre cose simpatiche che sono state giustamente cancellate (è rimasta una traccia '''[[w:speciale:cronologia/Discussione:Danilo_Abbruciati|qui]]'''). Mo, cortesemente, vedi d'andartene. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:36, 22 dic 2024 (CET)
== Zampino d'oro alla carriera ==
Buongiorno e buon anno Udiki,
[[Immagine:Nuvola apps kugar.png|right|200px]]
{| style="width:200px; border:1px solid #c0c0c0; background:#F9F9F9; {{#ifeq:200px|100%||{{#switch:{{{allineamento}}}
|centro=margin-left:auto; margin-right:auto;
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|#default=clear:right; float:right; margin-right:6px; margin-left:10px;
}}}}" id="{{anchorencode:Albo d'oro}}"
|-
! style="background:#C3D0DF; padding:2px;" | Albo d'oro
|-
| style="font-size:95%" |
* [[Discussioni utente:Micione/Archivio3#Zampino d'Oro|2012: Micione]]
* [[Discussioni utente:AssassinsCreed/Archiviomaggioluglio2015#Zampino d'Oro|2015: AssassinsCreed]]
* [[w:Discussioni utente:Superchilum/Archivio35#25 gennaio 2006 – 25 gennaio 2016|2016: Superchilum]]
* [[w:Discussioni utente:Bradipo Lento/Archivio03#Zampino d'Oro alla Carriera|2018: Bradipo Lento]]
* [[Discussioni utente:Sun-crops/Archivio2017-2019#Zampino d'Oro alla Carriera|2019: Sun-crops]]
* [[Discussioni utente:DonatoD#Zampino d'Oro alla Carriera|2020: DonatoD]]
* [[Discussioni utente:Laportoghese#Zampino d'Oro alla Carriera|2021: Laportoghese]]
* [[Discussioni_utente:Mariomassone#Zampino_d'Oro_alla_Carriera|2022: Mariomassone]]
* [[Discussioni utente:Ibisco#Zampino d'Oro alla Carriera|2023: Ibisco]]
|}
sul fotofinish, dopo un confronto con {{ping|Spinoziano}}, ho deciso di insignirti di questo piccolo riconoscimento per ringraziarti di tutto il contributo qualitativo che stai dando a questo progetto. Ti stai rivelando un ottimo admin e sono davvero contento di questo, vista la mia impossibilità a seguire il progetto come qualche anno fa.<br>
Spero tu possa continuare a seguire il progetto con la precisione e la passione che da sempre ti contraddistinguono.<br>
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:07, 31 dic 2024 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed|Spinoziano}} Grazie a entrambi per questo premio aureo e bestiale; meglio non indagare su quale delle due componenti abbia maggiormente concorso all'assegnazione... Lo prendo come una un incentivo a fare meglio. Buon anno! [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:33, 31 dic 2024 (CET)
== Citazioni tratte da articoli giornalisti scritti dalla redazione ==
Buonasera. Posso contribuire aggiungendo delle citazioni tratte da articoli giornalistici scritti dalla redazione della rivista?
[[Wikiquote:Modello_di_voce#Provenienza_e_fonti|Provenienza e fonti]]{{Quote|Le citazioni di autori di cui non si conosce l'identità o comunque non enciclopedici (al punto che una voce su di essi non sarebbe ammissibile, anche se tecnicamente possibile) dovrebbero generalmente essere omesse dalle voci (e sezioni) tematiche, a meno che non siano eccezionalmente significative per l'argomento della voce.}}
1. Io interpreto questa regola, e per me ha senso pubblicare citazioni o critiche cinematografiche inerenti l'opera o il film scritte dalla redazione di alcuni giornali, perché queste citazioni rivestono ''carattere significativo'' per l'argomento e i giornali o riviste citate sono i più autorevoli.
2. Inoltre trattasi di opere statunitensi del 1966 quindi sono di dominio pubblico dato che sono passati più di 50 anni dalla loro pubblicazione quindi non dipende da un problema di ''copyright''.
3. Preferiresti creare su quote una voce apposita per la Redazione del Time Magazine (in quanto autore di citazioni) oppure della rivista Time (che poi sarebbe l'opera) dove mettere le citazioni?
Per me è un po' difficile pensare, a questo punto, a come debbano essere aggiunte le critiche alle opere fatte dalle redazioni dei giornali. Non trovo alcun problema a citare la fonte originale che corrisponde anche all'autore come per esempio la Bibbia o qualsiasi altra opera senza autore.
Grazie per la risposta [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 22:24, 8 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Ciao e bentornato. Il copyright non c'entra perché siamo comunque nel limite della corta citazione, che è consentita. Tuttavia mi pare strano che le recensioni in questione siano anonime, dato che di solito sono tali solo gli articoli dei novellini, dunque non quelli dei critici cinematografici della testata. Mi viene il dubbio che l'autore sia noto e che la fonte secondaria (la quale in questo caso è il sito ufficiale della testata, ma non lo scan del giornale d'epoca) non lo riporti chissà perché, il che è una bella gatta da pelare. Oppure che veramente siano opera di un redattore di scarsa importanza, dunque non dovremmo averlo qui a meno che non ci siano fattori estrinseci che suggeriscano il contrario, ad esempio la notorietà avuta dalla recensione o il fatto che venga citata da altri, direi almeno un autore rinomato. Comunque la soluzione che si è trovata su Wikiquote è la pagina "[[Anonimo]]"; le voci apposite di cui sopra ci sono solo per le opere, per esempio ''[[Dizionario del cinema italiano]]''. In alternativa credo che sia lecito, forse un po' paradossalmente, inserire quelle citazioni su Wikipedia, vedi [[w:Wikipedia:Modello_di_voce/Film#Critica]]. Non so se ci sia mai stata qualche discussione in materia quindi se è il caso di aprire una discussione al bar, per cui, dopo aver fatto del mio meglio, devo purtroppo tirare per la giacchetta [[utente:Spinoziano|Spinoziano]] (il quale sappia che si sta parlando di [[speciale:diff/1359858|questo]]). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:33, 9 gen 2025 (CET)
::Ho cercato i giornali dell'epoca. Uno l'ho trovato e di un altro pure. All'epoca non si riportavano gli autori dell'articolo. C'era un motivo? Su Storia del giornalismo non ho trovato nulla a tal proposito. Forse per paura di rappeesagli non scrivevano il nome dell'autore?
::Ecco i link ai giornali dell'epoca. In ogni caso si vede che nello spazio riservato alle critiche cinematografiche non ci sono mai i nomi dei critici. Cercando altre recensioni e critiche sui film ho lo stesso problema fino al 1975. Forse all'epoca non esistendo una legge sul copyright (forse non esisteva nemmeno il concetto) l'autore non era obbligato a scrivere il proprio nome ma solo volontarimente.
::{{cita web|url=https://time.com/archive/6634756/cinema-old-wave-manhunt/|editore=Time Magazine|titolo=Cinema: Old Wave Manhunt|urlarchivio=https://time.com/vault/issue/1966-04-01/page/109/|accesso=8 gennaio 2025|data=1 Aprile 1966}}
::[Qui sopra] Se clicchi su url originale vai proprio al giornale dell'epoca. Puoi controllare su questa prestigiosa rivista anche per i numeri precedenti e seguenti e mai viene indicato chi ha scritto perché secondo me è stato scritto da più mani (é possibile!?).
::{{cita web|url=https://variety.com/1965/film/reviews/harper-1200421100/|editore=Variety Magazine|titolo=Harper|urlarchivio=https://archive.org/details/variety-1964-04/page/n552/mode/thumb?view=theater|accesso=8 gennaio 2025|data=31 Dicembre 1965}}
::Qui sopra invece la digitalizzazione delle riviste é arrivata fino all'anno prima ma comunque l'autore degli articoli non è scritto, é scritto solamente l'autore delle foto. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:44, 9 gen 2025 (CET)
::Grazie non me ne sono mai andato ma contribuivo da tablet da varie parti dell'Italia e non ero loggato perché la mail su cui ricevevo la conferma della nuova password non accettava il server di wikimedia, quando ho utilizzato da pc la mail poi si é risolto. Se non mi conosci bene ti anticipo che sono molto diretto, non me ne ne volere male. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:48, 9 gen 2025 (CET)
::Veramente, voi ne potrete discutere al Bar, ma io pensavo che tecnicamente se l'opera è la rivista, non si dovrebbe di regola aggiungere nell'opera la citazione.
::Opera: Time
::Autore: Redazione Time
::Comunque le citazioni sul film originano da imdb. Poi da li prendo quelle del film che vedo, scelgo le più significative e belle e se hanno la fonte le traduco e poi le pubblico. Ora per fonte su qualsiasi wiki vada gli basta l'articolo web ma come vedi come facciamo a capire perché manca sempre l'autore? Allora mi sono messo a cercare meglio e ho trovato i giornali. Capirai quanto è difficile trovare i giornali del 1966. Per questo chiedo in linea generale come mi devo comportare. Fai come credi. Saluti a tutti. Grazie [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:58, 9 gen 2025 (CET)
:::@[[Utente:Raoli|Raoli]] Il motivo potrebbe essere [https://www.ilpost.it/2013/09/12/perche-gli-articoli-del-post-non-sono-firmati questo]. Il diritto d'autore c'era e la firma era importantissima, a maggior ragione perché, non essendo un'epoca di immagini come sarebbe stato con la TV e poi internet, era tutto. Chi voleva nascondersi poteva usare lo pseudonimo, prassi già consolidatissima. Ma non erano più tempi di maccartismo, dunque non c'erano motivi di sicurezza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:10, 9 gen 2025 (CET)
::::Si hai ragione Udiki é quello il motivo!! {{sorriso}} Possibile che a nessuno era mai capitato prima? {{?}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 01:15, 9 gen 2025 (CET)
:::::{{ping|Raoli}} Un bentonato, di cuore, anche da parte mia. Wikiquote pare uno di quei posti in cui, prima o poi, tornano tutti, è una bella cosa. Per quanto riguarda le recensioni cinematografiche che non hanno un ben identificabile autore enciclopedico, o che non sono parte di un dizionario cinematografico enciclopedico come quelli in [[:Categoria:Enciclopedie del cinema]], io ho sempre evitato di inserirle su Wikiquote, penso sia meglio evitare per non complicarci la vita, tanto su ogni film si trovano già citazioni enciclopediche.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:35, 9 gen 2025 (CET)
::::::Eh si ogni tanto ritorno, mica solo adesso, solo che negli scorsi anni non ci potevate fare caso. Per le citazioni delle redazioni fate come volete, solo siate consci del fatto che sulle critiche ai film dal 1930 al 1976 non venivano quasi mai inseriti i nomi degli autori, quindi non ne potremmo inserire parecchi. Inoltre questo si discosta dalle politiche di citazione delle fonti del progetto Wikimedia che prevede di poterle utilizzare a patto che siano verificabili. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:51, 9 gen 2025 (CET)
:::::::Esistono persone fisiche e persone giuridiche quindi una certa azione o frase può farla o dirla anche un autore enciclopedico come il Time Magazine. Per es. le grandi società fanno comunicati stampa. Quello che voglio dire è che per autore non si intende per forza una persona in carne ed ossa. Secondo me non va cambiato niente, ma va solo precisato che per autore enciclopedico si può intendere anche una persona giuridica. Riflettiamoci. Io per ora non inserisco più nelle voci le citazioni di critiche che mi ero preparato. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:58, 9 gen 2025 (CET)
::::::::Secondo me la discussione va spostata al bar per future evenienze. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:59, 9 gen 2025 (CET)
== Slogan e tagline ==
Buonasera
*1. Lo slogan o tagline di un film ha veramente bisogno della fonte?
*2. Nel caso del film "[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]" ho utilizzato il tagline già presente su wikiquote in inglese (in realtà ce ne sono 3). La citazione o slogan è veramente quello più rappresentativo del film: lo hai scritto anche tu nelle note della pagina che figura al 16⁰ posto tra le 100 citazioni di film più famose degli ultimi 100 anni.
Se comunque vuoi usare quella della locandina inglese scrivo questo: "Hanno un omicidio che non sanno come risolvere. Vogliono trovarsi un alibi." [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 23:35, 10 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Salve. Certo che, come sempre, serve la fonte: il fatto stesso che sia stato possibile sollevare fondatamente un dubbio lo dimostra; e comunque non guasta. La frase rappresentativa e la tagline sono cose diverse, non coincidono necessariamente. La tagline è quella frase che sta sulla locandina o sulla copertina del DVD, oppure nel trailer ecc..., e che assolve a una funzione promozionale (vedi [[Wikiquote:Modello_di_voce/Film#Modello|qui]]). Il resto sono supposizioni, cioè [[WQ:NRO|ricerche personali]]. Se guardi le voci in vetrina, vedrai che le tagline hanno la fonte. Io l'ho cercata e non l'ho trovata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:47, 10 gen 2025 (CET)
::{{ok}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:01, 11 gen 2025 (CET)
== Orario del server ==
Buonasera. Sai perché l'orario delle modifiche va un ora avanti?
{{(♥) Profiterole}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 01:01, 11 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Che intendi? Il messaggio che hai appena scritto risulta pubblicato alla 01:01 e anche le [[Speciale:UltimeModifiche|ultime modifiche]] hanno un orario corretto, mentre su Wikiquote in inglese risulta tutto un'ora indietro. Non so se il fatto che tu sia all'estero o stia usando una VPN può influire, oppure dipende dall'impostazione nelle tue preferenze. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:09, 11 gen 2025 (CET)
::Scusami per l'orario, volevo precisare che nella cronologia delle versioni l'orario appare un ora avanti mentre sulle firme é corretto. Sono in ferie a Roma e non utilizzo una VPN, ti avevo scritto perché pensavo fosse un problema noto. Se é un problema solo mio ok. Grazie ancora [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 02:51, 11 gen 2025 (CET)
== Progetto JCita rimasto nell'oblio ==
Tempo fa avevo in progetto di utilizzare questo sistema.
'''[[:File:JCita.pdf|Progetto di citazione semplificata]]'''
Attualmente, vista l'aggiunta nel frattempo della modifica visiva, si può includere in quella modalità. Se pensi che possa interessarti fammi sapere. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 19:53, 17 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Molto interessante, soprattutto la parte che riguarda le fonti, visto che sono la cosa più seccante da inserire a causa dell'assenza/divieto di template appositi e l'ignoranza delle convenzioni in materia da parte dei nuovi (e non solo). A meno che non mi sia sfuggito o che non sia tecnicamente possibile, non si menziona un altro potenziale vantaggio, cioè quello di poter linkare più comodamente una singola citazione, il che oggi si fa con {{tl|ancora}}, perché ognuna sarebbe considerata un elemento a sé. Ma non posso pronunciarmi su eventuali inconvenienti tecnici, dato che non ne ho la competenza. Si potrebbe fare in modo, forse, che sia una cosa attivabile da chi lo desidera, cosicché non si debba correre il pericolo di imporlo da subito di default e scontrarsi con dei malfunzionamenti. Come ogni cosa avrebbe bisogno di una versione beta e di sperimentazione, ma a me queste modalità ''tool-assisted'' che semplificano la vita piacciono molto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:24, 17 gen 2025 (CET)
::Ok, allora appena sentirò gli altri amministratori attivi vedo come impostarla e poi ne parliamo al bar. Dal punto di vista del testo inserito lascerei le cose così come stanno con minimi cambiamenti. Su fr.wikiquote utilizzano addirittura un template per ogni singola citazione ma con jquery si può fare tranquillamente utilizzando l'asterisco per ogni citazione. Non ti nascondo che mi devo far aiutare da un amministratore di Wikisource. Loro li già fanno così non per le citazioni ma per i testi dei libri da trascrivere. Buona continuazione anche a te. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:38, 17 gen 2025 (CET)
::Si hai ragione, dovrebbe comunque essere scritto che è possibile utilizzare la citazione in più modi. Non si fa riferimento al template {{tl|Ancora}} perché questo template, importato da me tempo addietro, è gia parte del sistema jCita. All'epoca non ho potuto fare tutto. ''Qualsiasi cosa per aiutare ad inserire le citazioni e anche rendere più facile la vita di chi amministra, è sempre stato il mio compito qui.'' <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:47, 17 gen 2025 (CET)
:::Se ti può interessare, vorrei sapere se ti piace questo stile.
:::Senza che incollo qui il codice puoi usare quello che sta qui [[Discussioni_utente:AssassinsCreed#Disponibilità]]. Fammi sapere. Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:07, 20 gen 2025 (CET)
::::Se non ho capito male dovrei metterlo in [[Utente:Udiki/common.css]], ma io purtroppo di queste cose non ne so né ci capisco nulla, infatti non ho mai neppure creato la relativa pagina. Ma nel caso, lo proverò senz'altro. (Non pingo perché dovrebbe arrivarti comunque, visto che tu hai attivato le opzioni necessarie). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:16, 20 gen 2025 (CET)
:::::Si tranquillamente crei la pagina e fai copia e incolla del testo e poi salvi. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 03:15, 21 gen 2025 (CET)
::::::Prossimamente provo e ti dico. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 21 gen 2025 (CET)
:::::::Ok <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 18:14, 21 gen 2025 (CET)
== Richiesta protezione pagina (solo autoconvalidati) ==
[[Madagascar (film)]]: voce abbastanza piena di citazioni e dialoghi (non ce sono altre significative da aggiungere, ho controllato). Capisco che forse viene usata questa ed altre pagine in asili o in scuole elementari ma qui non dobbiamo riportare tutto lo script! Ho visto che già in passato Spino ha dovuto ripristinare tutto. Chiedo che gli venga per questi motivi aggiunta la protezione da modifiche da utenti non autoconvalidati. Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:53, 21 gen 2025 (CET)
:Non c'entra l'asilo, purtroppo è sempre la stessa persona a fare quella "pecionata", per dirla alla romana. Si tratta di un soggetto che imperversa da anni e per il quale sia qui che [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:Registri&page=User%3A2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&type=block su Wikipedia] si è dovuto ricorrere nientemeno che al blocco dell'IP range, in generale vedi [[#Hellraiser|sopra]]. È uno che non ci sta con la testa, su Wikipedia hanno detto giustamente che i suoi edit sono compulsivi. Bloccherei volentieri quella pagina, ma per ora non ci sono i presupposti, perché le modifiche sono diluite nel tempo e la situazione al momento è gestibile con i rollback. Ovvio che se a breve torna alla carica blocco la pagina. Gli ho già segato infinite utenze, tra l'altro. Se vedi modifiche che rientrano ragionevolmente nel suo ''modus operandi'', annullale subito a cuor leggero. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 21 gen 2025 (CET)
::Ok restiamo allora così. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 18:14, 21 gen 2025 (CET)
== Categorizzazione automatica ==
Buongiorno, ho implementato la categorizzazione automatica per regista sul template film. In pratica prende il dato del regista e gli crea automaticamente la categoria che può essere utile per mille usi. La modifica ha effetto solo sulla creazione delle categorie non sulla voce.
Sto creando per i principali registi le categorie manualmente in base a quelle suggerite dalla pagina.
Ci potrebbe servire la categorizzazione automatica anche per le fiction, libri o altri parametri come genere, anno o lingua originale?
Nel caso poi se sono tante richieste faccio un salto al bar e chiedo anche a loro. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:36, 22 gen 2025 (CET)
:Ciao, a cosa serve in pratica? Immagino che tra i "mille usi" rientri un possibile inserimento automatico del collegamento alla pagina del film all'interno della pagina del regista, il che oggi si fa manualmente ([[speciale:diff/1228031|esempio]]) ed è seccante; ma purtroppo non c'è uno standard, quindi non si può automatizzare nulla, al massimo semiautomatizzare. Un altro uso potrebbe essere quello di aggiornare sempre automaticamente template come {{tl|Film di Alfred Hitchcock}}, ma per ora ne abbiamo solo tre del genere. Dimmi tu, ti ascolto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:52, 22 gen 2025 (CET)
::In primis hai aggiunto il codice sopra per provare la visualizzazione?
::Si esatto, pensavo proprio di automatizzare l'aggiunta della voce del film nella pagina del regista. Per l'attore invece penso che debbo prendere i dati da Wikidata perché qui utilizziamo mettere gli attori uno dopo l'altro quindi non abbiamo un valore fisso da prendere in considerazione. In poche parole una volta che l'utente inserisce i dati o nel template o su wikidata viene categorizzata automaticamente la pagina. Nella pagina dell'attore, regista o sceneggiatore possiamo utilizzare il fatto che su wikidata la scheda del film riporta i dati dell'attore, regista o sceneggiatore attraverso un template unico "Cinema". Il template da applicare nelle voci delle persone confronta la voce su wikidata e se trova la presenza su wikiquote della relativa voce riferita ad un film in cui quella persona è presente recupera le informazione (da wikidata) del ruolo della persona nel film, il titolo del film e facoltativamente a vostro giudizio anche l'anno del film.
::Quindi se l'utente x crea la voce sul film y in cui è presente caio e la collega in wikidata, allora automaticamente, se su wikiquote esiste una qualsiasi voce di caio, (in cui è presente il template Cinema) allora nella sua pagina apparirà istantaneamente la voce del film appena aggiunta a wikidata.
::A volte il titolo del film non contiene solo il dato del titolo ma il nome della voce, per questo si dovrebbe utilzzare il titolo italiano del film da far apparire nella rispettiva voce, seguito come dicevo da ruolo e anno. Se mi si autorizza chiedo lumi prima a qualche amministratore su wikidata e poi su mediawiki e poi creiamo insieme il template onde evitare future discussioni.
::Per i template di navigazione dei film per regista si potrebbe evitare di utilizzare il template di navigazione e utilizzare la categorizzazione automatica del film per regista da cui estrapolare i film da far apparire tramite il template "Cinema" dentro ogni voce del film.
::Ti dico pure che il template Cinema si potrebbe inserire dentro il template film quindi automaticamente potrebbe creare una sezione in base alla voce nella quale si trova, ma qui in questo caso sono realistico ci vorrà un bel codice sotto, e non so se ho tempo di farlo o farlo fare. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 22:32, 22 gen 2025 (CET)
:::Domani vedo di provare il codice dello stile. A proposito del template "Cinema" tieni conto che:
:::# a volte la voce può avere un titolo come ''Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)'', per cui è necessario inserire il collegamento come <code><nowiki>[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]</nowiki></code>. Se po fa'?
:::# la sezione "Filmografia" specifica anche quando un tale ha partecipato a un film come regista, soggettista o sceneggiatore (vedi [[Matteo Garrone#Filmografia]]); quindi è necessario che il template sia in grado di inserire ''esplicitamente ''queste informazioni, ma non credo sia un problema;
:::# la sezione "Filmografia" può articolarsi in sottosezioni, vedi [[Ferruccio Amendola#Filmografia]];
:::# i contenuti di Wikidata circa i ruoli forse non sono sempre affidabili;
:::# la sezione "Filmografia" non pare che abbia uno standard definito, forse neppure definibile.
:::Al momento mi viene in mente solo questo. Ma se si riuscisse ad automatizzare per me sarebbe 'na mano santa. Bisogna vedere se garba anche agli altri, perché ad alcuni, per motivi che io non capisco del tutto, i template non piacciono. Ma se la cosa è semplice e funziona, difficilmente avrebbero da ridire.<br>A proposito di [[Discussione:Gustave Le Bon]]: credo che le ''nuove'' citazioni aggiunte senza fonte o senza fonte attendibile vadano eliminate e basta, in discussione si dovrebbero trovare solo quelle ''vecchie''. Insomma, si è trattato solo di un regime transitorio, in vigore fino a quando le cose non si sono assestate. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 22 gen 2025 (CET)
::::#Proprio questo ti dicevo sopra quando parlavo di "''recupera le informazione (da wikidata) del ruolo della persona nel film, il titolo del film''"
::::#No, infatti le recupera, se non sono inserite dentro il template filma da wikidata, come fa adesso comunque. Quindi per Matteo Garrone suddivide le voci in cui è presente nel template film in base al parametro nel quale è inserito.
::::#Io proverei un pezzo alla volta altrimenti tutto insieme sembra un lavoro immane, comunque si tranquillamente può creare sottosezioni h2 o h3 o h4 quindi può categorizzare le voci in base ad un'ulteriore categoria quale per esempio per tipo di film
::::#Per i ruoli (intendo attori e doppiatori) mi immagino che a volte siano sbagliati, ma io penso che vadano corretti lì su wikidata e non qui però.
::::#Per uno standard per la sezione "Filmografia" (di cui ne parlavo qui [[Discussioni_utente:Spinoziano#Idea]]) non mi preoccuperei ora perché una volta che il codice sarà pronto sarà un attimo definire lo stile o l'impaginazione delle voci. Tu immagina di avere tutte le voci di film per aria sparpagliate. A seconda di una o più regole la voce può finire da una parte, da un'altra con i relativi attributi con il suo stile. Quindi può finire dentro la filmografia del regista oppure dentro quella del doppiatore prima o dopo un determinato testo o dentro una tabella o dentro un grafico o semplicemente non apparire perché è già presente.
::::<br>
::::Io vorrei capire bene prima come vogliamo fare, poi sento (per così dire) wikidata e poi creo il template e mi farò sicuramente aiutare da chi so io (se sono ancora attivi). Probabilmente entro 6 mesi è tutto pronto ma devo vedere anche impegni personali e tu puoi immaginare tutto il resto.
::::I template non piacciono perché non sanno come funzionano, sono dei "Modelli" preformattati. Se vedi su Quote, i template da me creati e da Fracco aggiornati sono abbastanza semplici da usare. Quelli più complessi sono quelli che hanno la pagina "Modulo" in linguaggio ''Lua''.
::::<br>
::::Per le citazioni senza fonte mi rimetto a te in quanto sono stato assente per 12 anni, quindi mi sono perso molte cose. All'epoca se veniva aggiunta una citazione di origine dubbia si metteva in discussione e li rimaneva, se veniva aggiunta una citazione senza fonte e chi controllava i contributi non la trovava su internet, allora veniva rimossa. Ora se le cose sono cambiate io non lo so. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 00:17, 23 gen 2025 (CET)
:::::Sul template Film ho sistemato la categorizzazione automatica per genere e regista. Già era presente in parte infatti la regola vuole che tra gli elementi devi usare lo slash / proprio per poter categorizzare automaticamente. Inoltre se non è presente il dato nel template su quote il sistema lo recupera da wikidata. Ora vedo di capire su Wikidata gli altri dati come sono messi in modo da creare un sistema per fare quello che ho scritto sopra. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 12:11, 23 gen 2025 (CET)
::::::Sul punto n. 1 hai ragione e me ne scuso; se io avessi letto con più attenzione non lo avrei dovuto porre, ma siccome c'erano tante cose e io stavo anche pattugliando e facendo altro ancora, mi è sfuggito. Circa il secondo punto io intendevo che nella voce si vede p.es. "''L'imbalsamatore'' (2002) – regia, soggetto, sceneggiatura", quindi volevo capire se si prevede che il template usi quel formato (la lineetta dopo il titolo e l'anno, seguita dai ruoli) o che altro. In generale penso che, se possibile, sarebbe meglio prima fare delle prove in piccolo e poi, in caso di successo, ampliare la portata dell'applicazione delle novità. A tal proposito mi chiedo se è necessario creare tutte quelle categorie ora invece di limitarsi ad alcune e sperimentare su poche voci. Non vorrei che a metà del guado saltasse qualche magagna, perché umanamente non si riesce a pensare a tutto in caso di complessità del genere; di sicuro la mia mente, come si è visto, non riesce ad "abbracciare tutto d'un sol sguardo", per dirla con Aristotele. Circa il n. 4, cioè l'affidabilità di Wikidata, vedi [[d:special:diff/2296501905|questo mio annullamento]] di una modifica di oltre sei anni prima. Lì il controllo è più difficile perché chi se ne incarica non può sempre capire la lingua in cui è stato realizzato il vandalismo. Noi possiamo anche andare lì a correggere, ma si torna punto e a capo, come con la tela di Penelope, per non parlare del fatto che noi tutt'al più guardiamo le ultime modifiche qui e non lì. Ma forse il problema è abbastanza contenuto da far sì che l'interazione con Wikidata nel complesso sia più vantaggiosa anziché no. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 23 gen 2025 (CET)
:::::::12 anni fa aggiunsi la categorizzazione automatica dei film per nazionalità, aggiunsi anche la possibilità di vedere nella propria lingua quel template, se infatti un utente straniero dovesse passare a trovarsi dalle nostre parti capirebbe i dati nel template (e anche tante altre cose). Non devi scusarti con me di niente perché non hai sbagliato proprio niente. Vuoi sapere se "si prevede che il template usi quel formato" la risposta è sempre contenuta sopra e si certamente possiamo impostare la visualizzazione dei dati come vogliamo. Allora in linea generale funziona così (che poi si può applicare a qualsiasi opera).<br><br>
:::::::'''(1.)'''
:::::::Nel template Film l'utente inserisce il valore corrispondente al nome del regista --> allora --> il nome del regista va ad associarsi col nome della voce (film) che lo contiene.<br><br>
:::::::Nel template Film l'utente ''NON'' inserisce il valore corrispondente al nome del regista --> allora --> ''il valore viene letto da wikidata'' e il nome del regista va ad associarsi col nome della voce (film) che lo contiene.<br>
:::::::<br>
:::::::'''(2.)'''
:::::::Quindi per ogni film abbiamo un regista associato (semplificando tantissimo). Questo crea una categoria di voci in cui quella persona è regista. Regista x = Film x, Regista x = Film y etc.
:::::::<br>
:::::::'''(3.)'''
:::::::Nella voce del regista possiamo utilizzare i dati del punto 3 come vogliamo tramite un template che può modificare lo stile o la disposizione dei dati ricavati dal punto 2.
<span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 15:10, 23 gen 2025 (CET)
:Le categorie create funzionano bene sulle 4800 circa voci di film, in alcuni casi il template è stato compilato male dall'utente quindi va in errore. Negli altri casi viene data la possibilità di creare la categoria che contiene le voci corrispondenti come puoi vedere da quelle poche che ho creato. Se a metà del guado saltasse fuori qualche magagna terremmo le categorie limitandoci ad usarle per quello che sono. Farò in privato sulle mie pagine o su quelle di sandbox del template film le prove e poi dopo aver controllato gli errori generati decideremo in comunità cosa fare. Nel frattempo non penso sia un problema avere a fondo pagina delle 4000 voci di film delle categorie non create. Ricordiamoci che anche se le categorie non sono create esse contengono gli elementi, quindi anche rosse sono utili.
:Ho visto la modifica che hai fatto su wikidata ma i campi che verrebbero utilizzati sono quelli sotto fissi (occupazione, cittadinanza) e non la descrizione della voce che potrebbe variare.
:Si esatto l'utilizzo di Wikidata porta più benefici che malefatte, senza wikidata nemmeno avrei potuto pensare di poter organizzare i film in automatico dentro la voce si un suo regista o attore.
:Fuori tema, sulla pagina principale nel 2025 dobbiamo ancora inserire le nuove voci a mano? Non esisterà per caso una funzione che le faccia apparire in automatico.
:Vado in cerca di una soluzione. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 15:28, 23 gen 2025 (CET)
== Cancellazione volontaria di citazioni ==
[[Speciale:Contributi/Giacomanni|Questo utente]] un po' alla volta ha cancellato parecchie citazioni da varie voci senza che secondo me ce ne sia stato motivo. Sai il motivo? O vanno ripristinate? <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 07:34, 23 gen 2025 (CET)
:Non so il motivo ([[speciale:diff/1247005|qui]] ha parlato di problemi di diritti ma non mi convince: bastava accorciare) e tutte quelle cancellazioni mi paiono un po' eccessive, ma riguardando citazioni inserite dallo stesso utente nessuno, me compreso, ha ritenuto che siano dei vandalismi; io, veramente, [[speciale:diff/1282638|qui]] ho eseguito un ripristino. Se ci fidiamo della buona fede e del buon senso altrui nel momento in cui un utente aggiunge qualcosa, allora ci si può fidare anche in caso di rimozioni, fino a prova contraria. Certo ciò non sarebbe ammissibile se fosse solo un capriccio, perché sarebbe un danno. Visto che lo hai pingato, se lo riterrà potrà dire la sua. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:11, 23 gen 2025 (CET)
== Intervento dall'alto ==
Come ti accennavo fare le sostituzioni di lettere come è ed é è abbastanza semplice. Vedi [[Discussioni_utente:GryffindorD#Richiesta_di_intervento_del_bot]]. Mi ha dato disponibilità a fare le sostituzioni. Creo un elenco di lavori da fare per ora, correggi se sbaglio qualcosa e includi quelli che ti vengono in mente.
#sostituzione di <code> e'</code>, <code> é</code> con '''<code> è</code>''' (solo quando la lettera <code>e</code> <u>non</u> ha caratteri prima);
#sostituzione di <code> e'</code>, <code> è</code> con '''<code> é</code>''' (solo quando la lettera <code>e</code> ha caratteri prima);
<span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 00:17, 24 gen 2025 (CET)
:Il bot che gestiva Nemo, Italoautoma, faceva questo e altro. Non conviene clonarlo dato che è già istruito? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:38, 24 gen 2025 (CET)
::Si esatto, lo chiederei a Nemo ma non mi sembra molto attivo. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 01:22, 24 gen 2025 (CET)
:::Di sicuro Nemo non si può occupare della supervisione del bot, ma io dicevo (lo esplicito a scanso di equivoci) che si può copiare il codice e darlo a Gryffindor. Se il codice non fosse già visibile (non so niente di queste cose) lo si può richiedere a Nemo, che per queste cose istantanee se gli si fa un fischio è ben disposto a rispondere, come lui stesso ha detto da qualche parte e come io ho verificato di recente. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:33, 24 gen 2025 (CET)
::::Ottima idea! {{idea}} Ecco il codice [[Utente:Italoautoma/Codice]] da dare a Gryffindor. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 01:42, 24 gen 2025 (CET)
== Re: Mario Soldati ==
Ciao, riconosco il mio errore per quanto riguarda la sezione e il numeri di citazioni minime, in realtà non contribuivo su Quote da molto tempo e non sono così attivo. Per quanto riguarda il discorso della citazione, effettivamente l'ho spostata da Pedia perché era posta a inizio pagina ed era troppo lunga (entrambi elementi che mi consigliavano di effettuare lo spostamento appunto). Se ho commesso un altro errore ti ringrazio di avermelo fatto notare, non lo ripeterò. [[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 00:31, 5 feb 2025 (CET)
== Template:Arbitri CAN ==
Ciao Udiki, ho creato il [[Template:Arbitri CAN]] ma non riesco a capire perché la prima e l'ultima voce linkata risultano sfalsate rispetto alle altre, tu hai qualche idea? Non mi viene in mente proprio nulla... Grazie. [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 18:38, 5 feb 2025 (CET)
:Grazie mille ;) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 20:20, 5 feb 2025 (CET)
== Re: Arcangelo Raffaele ==
Ciao! Grazie. Penso che per i personaggi biblici ci si debba attenere, per le "citazioni di", a testi sacri; a parte la Bibbia o il Corano ad es. in [[Salomone]] è stato citato anche ''[[Gloria dei Re]]''. Un caso particolare è [[Maria]] dove sono citate frasi che la Chiesa cattolica afferma come autentiche (Lourdes). Ma tutto ciò che va oltre un carattere di ufficilità - e Adamski va ben oltre, così come le frasi tratte da letteratura "profana" o fiction - le abbiamo sempre evitate sennò il contenuto di queste voci diventerebbe confusionario o ridicolo. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:28, 25 feb 2025 (CET)
:Intendi quali? Quello che Gesù dice nei ''Simpson''? Direi proprio di no, sarebbe appunto ridicolo.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:30, 25 feb 2025 (CET)
::La regola per i personaggi biblici è di non inserirle, quelle di fiction come per esempio ''Jesus Christ Superstar'', ma non è una regola scritta, è semplicemente la prassi e il buon senso, e a parer mio sarebbe ridicolo anche raggrupparle a parte; non so se ci siano casi in cui abbia senso per i personaggi storici: ricordo che in passato si era discusso se creare una voce sul conte Ugolino mettendo come "citazione di" quello che gli mette in bocca Dante ma non trovo la voce quindi ne deduco che anche in un caso simile si preferì non farlo: se sono parole di fiction, per quanto dantesca, non possono rientrare in "Citazioni di" ma al massimo in "Citazioni su" se contornate da un contesto adeguato. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:45, 25 feb 2025 (CET)
== Giuseppe Conte ==
Ciao! Ho notato che nella voce [[Giuseppe Conte]] sono state inserite delle citazioni con fonte X/Twitter: mi chiedo, può un social network essere utilizzato come fonte? Grazie. :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:05, 25 feb 2025 (CET)
:(anche in [[Nicola Fratoianni]]) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:06, 25 feb 2025 (CET)
::@[[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] Hai voglia! Vedi [[Aiuto:Fonti#Social]] e fin troppi esempi sparsi per il sito. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:08, 25 feb 2025 (CET)
:::Ok, grazie per il chiarimento. :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:22, 25 feb 2025 (CET)
== Vorremmo avere informazioni sulla tua esperienza con gli account temporanei ==
<section begin="body"/>
[[File:Temporary Accounts - first edit popup.png|thumb]]
'''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_e2MNLeWJU89pNTo Il completamento di questo sondaggio non dovrebbe richiedere più di 5 minuti.]'''
Il Trust & Safety Product team di recente ha reso disponibili gli [[mw:Special:MyLanguage/Trust and Safety Product/Temporary Accounts|account temporanei]] su 12 wiki. Nelle prossime settimane e mesi è prevista l'estensione a un gruppo più ampio di wiki, per poi procedere con una distribuzione completa nel corso dell'anno. La tua partecipazione a questo sondaggio sarà estremamente preziosa per aiutarci a capire quanto gli account temporanei stiano funzionando e cosa possiamo migliorare in futuro.
La privacy policy per il sondaggio si trova [[foundation:Special:MyLanguage/Legal:Temp_Accounts_Minor_Pilots_Survey_Privacy_Statement|a questo link]]. Completando questo sondaggio, accetti i termini indicati nell'informativa sulla privacy.
Grazie!<section end="body"/>
[[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|<span class="signature-talk">discussione</span>]]) 03:50, 27 feb 2025 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/8&oldid=28315571 -->
== Bruno Pizzul ==
Trovo la citazione di Gene Gnocchi leggermente offensiva... è davvero necessario che ci sia? [[Speciale:Contributi/~2025-29823|~2025-29823]] ([[Discussioni utente:~2025-29823|discussione]]) 15:27, 7 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:~2025-29823|~2025-29823]] E fatte 'na risata! Comunque Pizzul aveva la nomea di quello che faceva addormentare, quindi è ancora più legittimo avere quel punto di vista. Non è un complimento, ma non è neppure un'offesa inaccettabile. E poi è anche una cosa detta da un comico, si sa che i "buffoni" si possono prendere certe licenze. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:35, 7 mar 2025 (CET)
== La ballata del Cavallo Bianco ==
Gentile Udik, buon pomeriggio. Ho visto che ha cancellato le mie modifiche di poco fa alla pagina [[La ballata del cavallo bianco]], con la seguente motivazione: «''La traduzione aggiuntiva è ammissibile ma non strettamente necessaria. Se proprio la si vuole mettere, si rispettino gli standard di formattazione e non si stravolga quella corretta in base a dubbi gusti personali''».
Non sono molto pratico, può aiutarmi a fare le cose in modo corretto? L'unica indicazione "sostanziale" a cui ho contravvenuto, forse ingenuamente, era quella di usare il corsivo per la poesia: mi sembrava graficamente pesante e non necessario, visto che è una voce su un poema e quindi praticamente la voce risultava un muro di testo tutto in corsivo, un disturbo alla lettura anziché un aiuto. Ad ogni modo, se è quello lo «stravolgimento» che intende, si può ricorsivare tutto in un minuto. Nel caso di citazioni riportate in lingua originale che sono esse stesse in poesia, il doppio corsivo si annulla e quindi vanno scritte in tondo? La ringrazio per l'aiuto e la pazienza. [[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 17:37, 5 apr 2025 (CEST)
:{{ping|~2025-41439|Giulio Mainardi}} Oltre a quello c'era anche il fatto che l'edizione citata si richiama solo attraverso l'indicazione dell'anno di pubblicazione e non col nome del traduttore (che comunque non va scritto in piccolo); a meno che si usino due traduzioni diverse ma con identico anno di pubblicazione, il che non è il caso nostro. Inoltre la traduzione aggiuntiva non va indentata con il doppio asterisco ma con i due punti come spiegato in [[Wikiquote:Trascrizione#Traduzioni multiple]]. Ciò detto, provvedo io stesso a ripristinare come si deve nelle prossime ore, ieri non avevo tempo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:49, 6 apr 2025 (CEST)
::La ringrazio molto. Ho visto che ha scritto questo: «''Non ho ripristinato il testo in inglese solo perché manca l'edizione di riferimento, a meno che quella di Edizioni del Faro non lo abbia a fronte, nel qual caso può essere messo in corsivo e sopra quello tradotto''». Confermo che l'edizione citata ha il testo inglese a fronte. Vuole che lo rimetta io stesso? --[[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 20:01, 6 apr 2025 (CEST)
::Un'altra domanda. Non so se sia banalmente un dettaglio che le è sfuggito o se l'abbia fatto consapevolmente. Nella correzione ho visto che ha rimosso i separatori convenzionali fra le strofe («||») nei brani citati dalla traduzione della Teggi, che mancavano e che io avevo aggiunto. È perché quell'edizione specifica, del 2011, non divide il testo in strofe? Non possiedo quell'edizione esatta, ho quella del 2013, dove invece le strofe sono regolarmente divise. --[[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 20:07, 6 apr 2025 (CEST)
:::{{ping|~2025-41439|Giulio Mainardi}} A me non interessa, ma di regola qui ci si dà del tu (cfr. '''[[w:Aiuto:Utenti qualificati nel proprio campo#Indicazioni di massima|qui]]''', n. 5). Faccio presente che si può accedere a Wikiquote con le stesse credenziali di Wikipedia. Ho ripristinato il testo in lingua, inserendo la minuscola dopo il separatore salvo quando la parola non è preceduta da un punto fermo o in altri casi opportuni. Ho ripristinato il separatore doppio nella traduzione di Teggi; in realtà, sarebbe giusto riscontrare tutte le citazioni tratte da quella traduzione sull'edizione 2013, quindi correggere se necessario le discrepanze e aggiornare la bibliografia dimodoché vi sia l'edizione 2013 e non più quella del 2011, ma i separatori doppi sono stati aggiunti tutto sommato in poche situazioni e probabilmente non ne vale la pena, a maggior ragione visto che, dati altri elementi che tralascio, è lecito supporre che chi li aveva omessi non sapesse che andavano messi. Segnalo che la traduzione Mainardi ha un "rinovellato" che può essere giusto (è una forma arcaica) ma che è bene chiarire. Segnalo pure che la citazione che segue coincide con la traduzione Mainardi ma non con quella Teggi, che è più ampia: "''And as a child whose bricks fall down | re-piles them o'er and o'er, | came ruin and the rain that burns, | returning as a wheel returns, | and crouching in the furze and ferns | He began his life once more.''"; sarebbe bene estendere sia il testo in lingua che la traduzione Mainardi, secondo me, anche se ovviamente si potrebbe accorciare quella Teggi. In un secondo momento controllerò nuovamente la pagina per vedere se mi è sfuggito qualcosa. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:03, 6 apr 2025 (CEST)
::::Ti ringrazio ancora, sei molto gentile. ''Rinovellato'' è così, confermo. Circa l'ultima citazione, sì, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=La_ballata_del_cavallo_bianco&oldid=1372314#:~:text=And%20as%20a,2025%2C%20p.%20196) avevo accorciato] la traduzione della Teggi perché la seconda strofa mi sembrava poco rilevante rispetto alla prima, e non molto significativa senza il contesto della scena in cui si sviluppa. --[[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 11:15, 7 apr 2025 (CEST)
==Vincenzo Ferdinandi==
Scusa Udiki, ma hai qualche problema personale con il sottoscritto su questo profilo visto che ogni volta cancelli qualsiasi apporto io abbia ad aggiungere. Negli anni ho contribuito in grandissima parte a creare profili riguardanti la moda italiana degli albori quella degli anni '50, altrimenti non c'era nulla. Mi hai rimosso una foto personale dell'archivio Ferdinandi, senza alcun diritto di pubblicazione così come avevo chiaramente dichiarato ma non ti è bastato. Quella stessa foto che tutti gli altri hanno pubblicato e che a te evidentemente non sta bene, ma passi...... Adesso avevo aggiunto una precisazione a una citazione di Federico Fellini, che fu amico di Ferdinandi, per spiegare il contesto, altrimenti la semplice frase probabilmente non si capiva, e non ti è stata bene neanche questa semplice aggiunta e l'hai rimossa. Va bene, accetto anche questo, chi sono io per contestare una tua decisione...... ma almeno ripristina la precedente citazione inerente Fellini così come era prima, peraltro da altri creata, tu invece hai cancellato tutto. Poi vedi tu. Ciao e grazie {{nf|15:48, 12 apr 2025|~2025-44533}}
:{{ping|~2025-44533}} Risposto in [[Discussione:Vincenzo Ferdinandi]], dove si trova lo stesso messaggio. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:56, 12 apr 2025 (CEST)
== re: Kailitz ==
Ciao, riguardo quanto successo nella mia talk, vorrei capire quanto successo con l'utente in questione, che è la stessa utenza temporanea delle discussioni al bar su Anna Frank e su "dove discutere del comportamento di un utente" (che poi saresti tu). Ci sono altri pregressi oltre a quelle discussioni? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:44, 28 apr 2025 (CEST)
:@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] [[Speciale:Diff/1374228]], [[Speciale:Diff/1372999]], [[#Charles Socarides]]. Ma chi sia in particolare conta fino a un certo punto, è un'utenza monoscopo (''rectius'': biscopo, tra Anna Frank e l'apertura della pagina di richiesta di pareri, ma solo ''ad personam'' e senza confronto con l'interessato né mediazione di un terzo come previsto su WP) e un troll. Ribadisco quello che ho già scritto nella tua talk, subito prima delle scuse e dei saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:59, 28 apr 2025 (CEST)
::Intervengo solo per esplicitare che concordo con il blocco: non so chi stesse dietro quell'utenza ma anche a me la sua natura di trolling è parsa da subito, e sempre più, evidente. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:52, 29 apr 2025 (CEST)
Udiki, {{ping|Spinoziano}}, scusate il ritardo, ma ho avuto impegni in RL. Ho guardato i link da te portati, Udiki, ma vedo un atteggiamento molto brusco da subito, come se fosse una conoscenza nota. Ho guardato la cancellazione di Charles Socarides, da cui ho evinto che la tua opinione sia che questa utenza sia una reincarnazione di Micheledisaveriosp. Questo non mi risulta, e servirebbero prove concrete. Non abbiamo CU su Wikiquote, quindi bisognerebbe nel caso chiedere a uno steward (in caso avessimo a disposizione utenze certe a lui riconducibili con edit non più vecchi di 3 mesi). In assenza di queste prove, il suo blocco non è motivato. Ripeto: sei sicuro al 100% che sia lui? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:59, 21 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Il Di Saverio ha sempre usato anche open proxy o VPN, perché risultano modifiche che sono state attribuite ragionevolmente a lui effettuate con indirizzi IP esotici e improbabili ([[Speciale:Diff/1145278|vedi]]), quindi un check tecnico dell'utenza rischia di lasciare il tempo che trova e non resta che il duck test o, si fa per dire, il ''laissez-faire''. È certo che Kailiz (cui sono state date fin troppe possibilità di dialogo, tutte di fatto da lui declinate) abbia avuto una condotta da troll, che già è inammissibile, e il suo prendere di mira un utente specifico immediatamente fa pensare a un regolamento di conti che ben pochi potevano credere di aver motivo di attuare, specie con quella scientificità. Detto questo, e ribadito quello che già avevo indicato, a me non pare il caso di fare l'amico del giaguaro. L'utente non aveva praticamente nessun altro contributo, quindi non è che abbia perso chissà che, ed è sempre libero di creare una nuova utenza o persino di chiedere lo sblocco della vecchia purché scenda a più miti consigli, alla qual cosa doveva essere indotto dal blocco stante che tutti gli altri numerosi tentativi si sono dimostrati infruttuosi. Chiudo ricordando quanto gli dissi l'altra volta: "se altri ti vogliono sbloccare lo faranno e ognuno si prende le sue responsabilità". Cioè se vuoi puoi sbloccarlo (ma io, sia ben chiaro, rimango contrario) a patto che te ne fai carico tu o altri che siano di quel parere, se ce ne sono, il che significa che quelli devono controllare le sue modifiche ed eventualmente intervenire; io non posso essere il sempiterno badante di questa idra, che proprio in questi giorni è tornata alla carica su Wikiquote in inglese ([[en:Michel-Yves Bolloré|qui]]). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:09, 21 mag 2025 (CEST)
::Io ripeto di essere contrario allo sblocco: tornerebbe solo per fare altre polemiche e non darebbe nessun contributo utile, essendo un'utenza creata al solo scopo di trollare.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:55, 22 mag 2025 (CEST)
:::{{Ping|Superchilum|Spinoziano}} Dimenticavo: guardate [[Speciale:Diff/1373348|questa modifica]], effettuata curiosamente da un [https://www.ip2location.com/demo/193.49.36.68 IP francese], e guardate le due successive, l'ultima delle quali arrivata quasi dieci giorni dopo le altre. [[Speciale:Diff/1374829|Qui]] addirittura il neoarrivato cita il manuale di stile (sebbene quell'informazione stia in [[Aiuto:Wikilink]]). Questa faccenda più si tocca e più puzza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:25, 22 mag 2025 (CEST)
::::Udiki, {{ping|Spinoziano}}, la questione non mi sembra così cristallina come appare. Se non ho inteso male i pregressi, si tratta dell'utenza temporanea [[Speciale:Contributi/~2025-43313|~2025-43313]], poi registratasi con il nome utente [[Utente:Kailitz|Kailitz]], che ha prima cercato di modificare l'incipit più volte in [[Anna Frank]] senza aprire discussioni dopo essere stato annullato, né ricevere spiegazioni (con le utenze temporanee [[Speciale:Contributi/~2025-41124|~2025-41124]], [[Speciale:Contributi/~2025-41388|~2025-41388]] e [[Speciale:Contributi/~2025-42789|~2025-42789]], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Anna_Frank&action=history cfr. crono], correggetemi se sbaglio), e poi ha aperto le discussioni al bar, nelle richieste agli amministratori e nella mia talk sulla questione di nomenclatura e poi su come discutere sul comportamento di un altro utente, nella fatispecie Udiki (cfr. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Richieste_agli_amministratori/Richieste&oldid=1374309#Richiesta RA 1], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Bar&oldid=1376731#Richiesta bar], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Superchilum&oldid=1374878#Richiesta mia talk], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Richieste_agli_amministratori/Richieste&oldid=1374309#Utenza RA 2]). Udiki è sempre stato molto tranchant perché lo ha identificato come reincarnazione di Micheledisaveriosp (forse era anche [[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]]?).
::::Ora... questa è un'utenza bloccata infinito per trolling dopo duck test con altro LTA. Può anche essere lui, ma 1) dovrebbe essere verificato, 2) in caso non si possa fare, dovrebbe avere un comportamento tale da meritarsi un blocco infinito, 3) in caso ci siano screzi dell'utente con un admin, non dovrebbe essere l'admin in questione a bloccarlo per buona creanza. In questo caso il mio consiglio di come affrontare la questione è:
::::# sbloccare l'utenza (come dite voi, me ne assumo tranquillamente la responsabilità nel caso)
::::# se si pensa che abbia avuto un comportamento problematico, aprire una discussione in [[Wikiquote:Utenti problematici]] e sviscerare sia l'eventuale compatibilità con altri LTA (si possono chiedere controlli CU agli steward, nel caso) o in ogni caso il suo comportamento
::::# aspettare i pareri di altri e applicare il consenso, che sia blocco infinito, blocco parziale, blocco temporaneo, nessuna sanzione ecc.
::::In ogni caso, gli IP delle utenze temporanee vanno controllati e svelati pubblicamente, solo in caso sia necessario per dimostrare comportamenti fuori policy (cfr. [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Wikimedia_Access_to_Temporary_Account_IP_Addresses_Policy#Disclosure policy di WMF]), e in questo caso non ho capito se il rimando all'IP francese è un richiamo a Micheledisaveriosp o ha altre spiegazioni che dimostrino la problematicità di Kailitz. Né l'accenno a Michel-Yves Bolloré su en.wikiquote mi è utile, perché la voce è stata cancellata quindi non so se l'aveva creato Micheledisaveriosp, Kailitz, un IP o chi altri.
::::Infine, come da policy WMF ([https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_guidelines/it#3.3.2_Trasparenza_del_processo 1], [[:meta:Universal_Code_of_Conduct/FAQ/it#Applicazione|2]]), dovremmo dotarci di processi di applicazione dell'UCoC e di risoluzione di conflitti più trasparenti, migliori di quanto abbiamo adesso (non dico inventarci chissà cosa, ma quantomeno righe scritte su come segnalare eventuali attriti o comportamenti fuori norma, ed eventualmente, solo se lo riteniamo opportuno, anche una pagina intermedia prima delle utenze problematiche come "Risoluzione dei conflitti" o "Richieste di pareri").
::::--'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:09, 25 mag 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] L'ho bloccato io perché nessun altro è intervenuto in nessun modo (certamente per non impelagarsi con un provocatore, non per approvazione della di lui condotta) e dopo aver lungamente provato a chiarire, senza che lui si degnasse di rispondere. A prescindere dal fatto che fosse o meno il summenzionato era comunque uno che trollava manifestamente, semmai male ho fatto a dargli troppe possibilità e mi cospargo il capo di cenere. Non pare che il blocco infinito violi [[w:Wikipedia:Politiche_di_blocco_degli_utenti#Durata_del_blocco|quanto previsto dalle regole]], dove tra l'altro è detto: "Si noti che in caso di utenze la cui attività consiste unicamente o reiteratamente in una o più delle violazioni elencate, è prassi tutelare il progetto con blocchi di durata maggiore o infinita." Non c'è nessuna lesione della privacy se si divulga un IP fasullo, sorvoliamo sul fatto che la funzione di mascheramento degli IP per ora è in fase di test e non ci sono policy cogenti; ritengo comunque che il disvelamento fosse rilevante per capire di che si trattasse, conformemente alle regole che dovrebbero essere adottate in futuro. La voce di Bolloré qui da noi era stata creata certamente dal Di Saverio, quella su Wikiquote in inglese da un IP italiano che per giustificarne la claudicante enciclopedicità nel campo oggetto aveva allegato che già ci fosse l'omologa in italiano (io l'ho visto coi miei occhi, tu puoi farti dare la cronologia da un amministratore). Su Wikiquote, giusto o sbagliato che sia, si sono sempre fatte le cose in maniera più semplificata rispetto a Wikipedia, in considerazione della community meno numerosa e di ciò che ne discende. Su decine di utenze che ho bloccato c'è stato un solo falso positivo (TheMask993), situazione cui peraltro si è tempestivamente rimediato. ~2025-41439 fa capo a una persona serissima che ha un account permanente e di cui si conosce pure il nome e il cognome, non ha niente a che fare con tutto ciò. Penso che neppure Cesare Beccaria si sarebbe doluto più di tanto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 25 mag 2025 (CEST)
::::::Essendo un piccolo progetto non abbiamo bisogno di pagine come "Risoluzione dei conflitti" o "Richieste di pareri", è già di troppo [[Wikiquote:Utenti problematici]] che finora si è prestata ad abusi, né dobbiamo complicarci la vita per tutelare il progetto da utenze o ip dannosi: Udiki è praticamente l'unico a patrollare e ha fatto bene ad agire prontamente con un'utenza che aveva come unico scopo il piantare grane (scopo che post-blocco ha comunque raggiunto); le premure dobbiamo averle verso gli utenti che hanno voglia di imparare e che producono contibuti utili, non con chi arriva dal nulla per imbastire polemiche; i CU non servono perché si capiva che era un troll con esperienza pregressa da come scriveva, non importa chi fosse; Udiki ha ragione ad autocriticarsi nella parte in cui ammette di avergli dato troppa corda, magari bastava ignorarlo come stavo facendo io, ma ha comunque agito disinteressatamente a tutela del progetto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:38, 26 mag 2025 (CEST)
:::::::Aggiungo un paio di cose importanti. Ove mai si volesse discutere di nuove procedure lo si deve naturalmente fare a bocce ferme; non è che uno arriva, trolla nella pagina di discussione di una voce, trolla ancora al bar, chiede un nuovo strumento per trollare ancora di più e glielo si deve pure graziosamente concedere a mo' di guiderdone. Inoltre, e io questo l'avevo detto a più riprese, in base alle regole prima di avviare la suddetta procedura si devono preliminarmente e obbligatoriamente esperire ben due tentativi di conciliazione, uno diretto tra i contendenti e l'altro con la mediazione di un terzo allorché il primo fosse fallito; io per parte mia il tentativo diretto di conciliazione l'ho fatto innumerevoli volte, ma sono stato sempre bypassato perché la controparte faceva orecchie da mercante e preferiva interloquire espressamente con Superchilum; il tentativo di mediazione non lo si è visto punto. Volendo volgere la cosa in positivo, spero che questo fumo serva almeno per regolarsi più acconciamente in futuro. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:34, 26 mag 2025 (CEST)
::::::::Io ho molta stima verso il lavoro effettuato da Udiki su Wikiquote, sia in ns0 sia in termini di patrolling, e voglio che questo sia chiaro, non viene messo assolutamente in discussione con questi miei interventi. Io mi sto riferendo solo al caso in questione.
::::::::Fatta questa premessa, a me sembra che i tentativi di mediazione e conciliazione non siano stati particolarmente efficaci, principalmente perché si è subito partiti all'attacco dando per scontato che si trattasse di una reincarnazione di LTA.
::::::::Ripeto, che sia reincarnazione va chiarito. Non lo è, allora lo blocchiamo per trolling... ma nella scala dei blocchi, prima si danno blocchi brevi e poi solo dopo insistenza si va all'infinito (il fatto che ci sia scritto "si può" non vuol dire che non si possa provare invece con blocchi limitati, che magari funzionerebbero).
::::::::Sulla questione IP, la policy è cogente e l'ho linkata prima, il fatto che gli account temporanei siano in fase di test non cambia granché. Continuo a non capire perché un IP francese sia una dimostrazione di problematicità (è per dire "visto, continua a modificare l'IP per figurare collegamenti da zone diverse e far finta di essere qualcun altro"?).
::::::::Sulle nuove procedure, sono d'accordo che vada fatto a bocce ferme, ma è evidente che questo caso ha portato alla luce delle mancanze in termini di procedure di risoluzione dei conflitti in generale nel progetto. Come dici tu, facciamo in modo che serva per orientarsi meglio per il futuro :-) una procedura di problematicità che preveda il coinvolgimento di altri membri della comunità è una garanzia non solo per l'utenza ma anche per la comunità stessa (se venisse confermato il blocco, sarebbe molto più robusto di una decisione singola, così come le cancellazioni consensuali sono un precedente più solido e robusto di quelle immediate, in caso di future riproposizioni). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:49, 26 mag 2025 (CEST)
:::::::::Ciao. Non sono un assiduo frequentatore di Wikiquote, ma scrivo qui perché sono stato contattato offline dall'utente in questione. Mi ha contattato per il semplice fatto che ci conosciamo di vista in RL. Posso quindi qui confermare che Kailitz non è Micheledisaveriosp (sicuramente il suo nome reale non è quello). Tutto qui. Buona serata. [[Utente:Yiyi|Yiyi]] ([[Discussioni utente:Yiyi|scrivimi]]) 22:21, 2 giu 2025 (CEST)
::::::::::@[[Utente:Yiyi|Yiyi]] Ciao a te. Se non fosse il Di Saverio la questione mi parrebbe anche peggiore, perché questi era già venuto ai ferri corti e poteva essersi irritato, l'altro allora avrebbe caricato come un bufalo sin da subito. Siccome ha dimostrato una certa conoscenza dei meccanismi, e su questo non prendiamoci in giro, non è comunque un novellino; e questa è un'aggravante, perché avrebbe potuto e dovuto comportarsi più correttamente. Ha o ha avuto un altro account? Perché non ha usato quello? È una questione di trasparenza, quanto meno: tu i tuoi account secondari li hai dichiarati, per esempio. Vediamo di andare fino in fondo almeno adesso. Naturalmente rispondi quanto hai un po' di tempo, non necessariamente a stretto giro di posta. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:16, 2 giu 2025 (CEST)
:::::::::::Udiki, [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], [[Utente:Yiyi|Yiyi]], a questo punto io sarei per aprire una procedura in [[Wikiquote:Utenti problematici]] per discutere dell'utenza in questione, dopo averla sbloccata per permetterle di rispondere e spiegare. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:18, 8 giu 2025 (CEST)
::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Spiegare cosa? Ha trollato e ha continuato a farlo dappertutto, con uno zelo degno di miglior causa, nonostante le numerose e anzi eccessive occasioni di ravvedimento che gli sono state concesse. Dev'esserci qualcosa che mi sfugge... Yiyi (che peraltro non ha ancora risposto alle mie domande) ha detto di conoscerlo personalmente e di essere stato contattato via mail, per caso lo conosci anche tu o hai ricevuto una sua mail? Io non mi spiego questo soccorso a uno che manco ha contribuito, almeno sotto questa veste; non mi ricordo di esempi passati neppure tra quelli antecedenti alla mia iscrizione, per quanto ho potuto recuperare. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:08, 8 giu 2025 (CEST)
:::::::::::::{{conflittato}} Sono fortemente contrario, gli si darebbe proprio ciò che vuole: la piena possibilità di trollare con le discussioni. È ininfluente chi fosse dietro quell'utenza: è venuto per trollare ed è stato bloccato, mi sembra non ci sia altro da chiarire. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:25, 8 giu 2025 (CEST)
::::::::::::::E' stato molto insistente e sicuramente a un certo poteva essere sanzionato, ma a) è stato trattato fin dall'inizio come reincarnazione, quindi in maniera più aggressiva di quanto si faccia con un utente "normale"; b) non ha trovato modo di segnalare eventuali rimostranze nelle sedi opportune, perché non esistono; c) dopo aver detto "vorrei sapere dove segnalare l'amministratore X", è stato bloccato proprio dall'amministratore X. Per questi motivi sbloccherei e aprirei una segnalazione per chiarire. Se poi si arriverà alla stessa conclusione, sarà sicuramente più trasparente, partecipata e solida. IMHO. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:50, 14 giu 2025 (CEST)
:::::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] È stato trattato, ma non dall'inizio, come veterano, reincarnazione o no che fosse, e si sta ancora aspettando che Yiyi, che lo conosce personalmente, ci dica se è così o meno, ma per me non si possono avere dubbi. La circostanza sarebbe comunque solo un'aggravante, perché la colpa principale è quella di trolling ed è manifesta. Sul resto mi sono già espresso, aspetti procedurali e opportunità replicare compresi. Se, puta caso, sta tempestando alcuni utenti con delle mail, si farebbe meglio a bloccare ulteriormente; ma sono affari dei destinatari. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:27, 14 giu 2025 (CEST)
::::::::::::::::Io non ho ricevuto e-mail e non ho notizie di altri a parte Yiyi che leggo qui (in caso di abuso sarebbe da sanzionare, ma come osservi al momento il destinatario non ha sporto lamentele).
::::::::::::::::Nel merito: no, non è stato trattato proprio da veterano, ma come dicevo da LTA, che è diverso. I veterani non vengono trattati con questa ruvidezza da subito. La colpa di trolling non è proprio manifesta, visto che ne stiamo discutendo. Per i blocchi inoltre esistono delle gradualità prima di passare direttamente all'infinito. E il non accorgersi che se qualcuno vuole aprire una procedura sull'admin non dovrebbe essere l'admin stesso a bloccare subito infinito tale utenza, almeno su questo vorrei una presa di consapevolezza. Non mi sembra di stare dicendo niente di assurdo, semplicemente aprire una procedura a carico dell'utenza per valutarne la posizione, visti i "vizi" di apertura delle interazioni. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:28, 16 giu 2025 (CEST)
:::::::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Il "nuovo arrivato" ha dimostrato una certa dimestichezza, il grado di responsabilità dipende anche da questo: non può sapere come muoversi quando gli conviene e non saperlo più quando si tratta di netiquette. Se non fu trolling, come io tuttora ritengo, quanto meno fu flame: non se ne fugge. Ribadisco che sono intervenuto io perché nessun altro lo aveva fatto, anche saggiamente, e l'unico intervento di un terzo, un po' meno prudente, fu sostanzialmente per dargli corda senza però correggerlo. L'altra volta ho dimenticato di dire che il signore in parola non ha neanche chiesto scusa per un modo di fare che è innegabilmente non collaborativo, nonostante che io gli abbia pure teso la mano. Non si può seriamente pensare di riabilitarlo senza una minima presa di coscienza. Intanto si aspetta ancora che Yiyi risponda. A proposito: anche a te avevo chiesto se lo avevi sentito via mail; nel caso magari potresti fargli presente (dico: se non lo hai già fatto) che quello non è modo di comportarsi e che se non chiede scusa pubblicamente in modo convinto e convincente è ovvio che non si può andare molto lontano, ciò oltre alla necessità di fare veramente chiarezza su sue utenze passate qui o altrove. Io e Spinoziano ci siamo già espressi a chiare lettere e a più riprese, se vuoi chiedi ad altri. Comunque se veramente il tema riguarda certe procedure da avere pure qui, come mi pare di capire, lo si tratti nelle apposite sedi e senza confonderlo con altre faccende, magari facendo passare qualche tempo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 16 giu 2025 (CEST)
::::::::::::::::::"anche a te avevo chiesto se lo avevi sentito via mail" ho cominciato il mio scorso intervento dicendo "Non ho ricevuto e-mail" :-) mi ha scritto su Wikipedia, come si può vedere dalla mia talk, niente di segreto. Come proponi, proverò a sentire anche il parere di altri, aprirò una discussione più generale appena riesco. Se il consenso rimane quello di mantenere la situazione attuale, me ne farò una ragione. Grazie per il feedback. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:56, 17 giu 2025 (CEST)
== Milano calibro 9 ==
Ciao sono andato a vedere, la frase è "corretta" nel senso che completa sarebbe: ''Rocco mi ha detto che ti sei fatto degli amici potenti e del resto con trecento mila dollari si puo comprare chiunque''. Poi la citazione è stata fatta partire da "con". Un saluto. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:15, 30 apr 2025 (CEST)
== Indro Montanelli, ''Le stanze'' ==
No è un'altra, del 1998. Il codice è ISBN 88-17-85259-7. --[[Speciale:Contributi/~2025-48721|~2025-48721]] ([[Discussioni utente:~2025-48721|discussione]]) 12:02, 23 mag 2025 (CEST)
== Pagina Wikiquote Gerardo Vendemia ==
Salve,
mi chiamo Lucio Moruzzi e ho creato la pagina in oggetto, ma è stata cancellata.
Non ho interesse personale in merito, ma ritenevo di aiutare la comunità, in particolare quella numismatica, a cui appartengo come collezionista. Incontrai l'ing. Vendemia in un convegno alcuni anni orsono e possiedo numerose sue pubblicazioni. Egli rappresenta una guida nel settore, sicuramente il massimo studioso ed esperto, vivente, di cartamoneta in Italia.
Ritengo che la decisione possa essere stata adottata a seguito di una precedente cancellazione, senza entrare nel merito dei contenuti. Se anche così non fosse, nell'ultimo mese è stata presentata la sua ultima opera "La Cartamoneta Italiana - Corpus Notarum Pecuniariarum Italiae", una piccola enciclopedia delle banconote italiane, che affianca alle ricerche storiche le quotazioni di tutti i biglietti.
Grazie e buon lavoro a tutta la comunità, della quale spesso mi "servo" per approfondire i miei studi. [[Speciale:Contributi/~2025-61482|~2025-61482]] ([[Discussioni utente:~2025-61482|discussione]]) 15:52, 27 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:~2025-61482|~2025-61482]] Vedi [[w:WP:Enciclopedicità]]. Discutine in [[w:Discussioni_progetto:Numismatica]], sempre che ci sia margine di discussione. Se la voce non può stare su Wikipedia, non può stare neppure qui. Su Wikipedia è stata cancellata già due volte, quindi fino a prova contraria non è enciclopedica. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:00, 27 mag 2025 (CEST)
::Non ero a conoscenza di una discussione su Wikipedia in merito. E' più chiaro adesso.
::Da appassionato ho trovato pagine riferite a studiosi di Numismatica come Mario Traina o Alberto Campana, che hanno condotto studi meno rilevanti, sicuramente meno numerosi e costanti.
::Ringrazio comunque per il celere riscontro, seguirò la discussione, anche solo per la curiosità di comprendere la dinamica delle scelte di questa straordinaria piattaforma. [[Speciale:Contributi/~2025-61482|~2025-61482]] ([[Discussioni utente:~2025-61482|discussione]]) 16:08, 27 mag 2025 (CEST)
== Attacchi personali ==
Ciao. Ti prego di evitare attacchi personali come [[speciale:diff/1372919|questo che vedo]], "Se sei di coccio si può fare poco". Capisco la frustrazione ma se arrivi al punto di non riuscire a trattenere gli attacchi personali significa che è il momento di chiedere aiuto a terzi. (E mi rendo conto che qui sei molto sovraccarico!) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 13:57, 24 giu 2025 (CEST)
:@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] Se quella comunissima espressione è un attacco personale, si può dormire tranquillamente su due guanciali. Tanto più che l'utente stesso ha detto testualmente di non capirci, quindi si sarebbe attaccato da sé. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:13, 24 giu 2025 (CEST)
::Dimenticavo: la frase inizia con un "se", quindi è un'ipotesi. Il dubbio l'ha comunque tolto l'interessato con una sua ammissione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:20, 24 giu 2025 (CEST)
:::L'attacco personale non si misura dalla frequenza di un'espressione, ma dal suo essere un ''ad hominem''. Suggerisco di evitare scuse grammaticamente improbabili. Basta ammettere che ti è scappata in un momento di rabbia, capita a tutti. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 15:32, 24 giu 2025 (CEST)
::::@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] Si misura dall'accettazione più o meno larga di un'espressione in un dato contesto, stessa cosa che fanno i giudici per cose un po' più serie. Non mi è scappata: la ribadisco ora che sono freddo come allora (anzi un po' di più: ho appena fatto il bagno a mare) ed era necessaria per far chiarezza. L'altro non riesce, o non riusciva in quel momento, a capire una certa cosa ripetutamente spiegata da ben tre (!) persone diverse. Qual è il problema? Nessuno glielo ha contestato, lo si è solo constatato: è un fatto molto ben circoscritto. Se poi nella vita gli finisce spesso così io non lo so né m'interessa saperlo. Gli si è semplicemente detto che per lui non potevamo fare di più e che bisognava prenderne atto. Potrei anche citare molte altre uscite di questo tenore. Peraltro nello stesso contesto l'altra parte aveva prima detto la stessa cosa al mio indirizzo, con la differenza, se ben ricordo, che io avevo motivato e lei no, ma a me non me ne importava granché. Questo per dire pure che il tono della discussione non lo avevo determinato io, ma ho accettato la svolta impressagli da altri senza piagnistei. Rientra tutt'al più in un confronto franco. Se non si accetta questo, ma gli interlocutori lo avevano accettato, allora non si potrebbe più discutere: sarebbe un fraseggio eunuco, cortigianesco e inetto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:36, 24 giu 2025 (CEST)
:::::Ribadisco, dire a qualcuno "sei di coccio" non è mai utile e spero vivamente ''non'' sia largamente accettato in Wikiquote. Non rileva quanto la persona se lo sia "meritato". [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 17:05, 24 giu 2025 (CEST)
::::::@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] È accettato in Italia. Direi anche nel resto del mondo. Può non essere utile quanto può essere necessario. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 24 giu 2025 (CEST)
:non c'entra niente con la questione specifica, ma Udiki mi ha personalmente attaccato qui-> [[Discussione:Vegetarianismo#Pagina con ovvia preponderanza alle citazioni favorevoli al vegetarianismo]]
:Il suo comportamento è completamente poco in linea con gli standard di Wikipedia. Non lo segnalo per bontà divina, ma aggiungo un caso all'elenco perché non mi va giù che resti impunito dopo avermi offeso gratuitamente anziché compiere il suo lavoro. Forse sei vegetariano, Udiki, capisco che ti roda il fatto che qualcuno la pensi diversamente da te; ma proprio perché lo sei, se lo sei, non dovresti aver empatia anche verso di me dato che sono anch'io un animale? (…o t'inventerai per difenderti che i primati non ne facciano parte?) [[Speciale:Contributi/~2025-37048-7|~2025-37048-7]] ([[Discussioni utente:~2025-37048-7|discussione]]) 23:33, 11 ago 2025 (CEST)
::Non è un attacco personale, ha solo messo in rilievo come dal tuo messaggio si evincesse un POV nella tua stessa accusa di POV, una scarsa chiarezza, e una volontà polemica che è confermata da quanto scrivi sopra, "Non lo segnalo per bontà divina", non è che magari sei una vecchia conoscenza? Se ti interessano davvero le citazioni e non sei il solito troll, lascia perdere le polemiche e dedicati ai contributi, altrimenti la tua presenza non è gradita e, se prosegui a fare il "nuovo arrivato" che si limita a discussioni polemiche, nel migliore dei casi verrai ignorato. Nel merito della discussione sulla tematica ti ho chiarito quanto altro poteva occorrere in quella sede. Grazie e buon ferragosto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:36, 12 ago 2025 (CEST)
== Re:American Psycho (romanzo) ==
Perché sembrava a quel punto di avere abbastanza citazioni sull'opera da giustificarne una, come nel caso di [[Dracula (romanzo)]] ed [[Educazione siberiana (romanzo)]]. Anzi, ne ha più di [[Fight Club (romanzo)]], un articolo a se stante con solo due citazioni riguardo. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:32, 16 lug 2025 (CEST)
== Re:Template int ==
Ciao, grazie per il tuo ringraziamento innanzitutto. Non ho capito però appieno il senso dell'avviso. Ora guardo le modifiche che hai apportato alla voce. Buona continuazione --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:24, 20 ago 2025 (CEST)
:Penso di avere capito. Potresti controllare la voce [[Francesco Recami]] e darmi conferma che sia la formattazione corretta? Grazie --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:35, 20 ago 2025 (CEST)
::Capito. Sistemo allora [[Davide Bregola]] --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:52, 20 ago 2025 (CEST)
==Nisargadatta Maharaj==
Buongiorno, credo di aver risposto alle richieste in merito alla voce in oggetto e attendo riscontro Grazie [[Speciale:Contributi/~2025-61299-4|~2025-61299-4]] ([[Discussioni utente:~2025-61299-4|discussione]]) 11:48, 15 set 2025 (CEST)
== Kiedis ==
Buon pomeriggio, bisognerebbe avere anche la controprova che la frase sia stata effettivamente scritta dagli autori dello spot. Quello che posso dirti è che:
# Conoscendo il personaggio, quelle potrebbero essere benissimo parole sue.
# Nell’intervista del 94 a Rolling Stone, lui dice testualmente “stavano suonando questa specie di swinging jazz groove mentre io parlavo dicendo "Sto indossando un preservativo mentre faccio sesso, ogni volta, non solo quando mi conviene, non solo quando ci pensa la mia partner, ma ogni volta". Che è una cosa che la nostra band pensa davvero”, non dice che la stava leggendo. Valuta tu come possiamo regolarci e fammi sapere, grazie.
[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 14:44, 15 nov 2025 (CET)
:@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Ciao, la fonte citata era l'Adnkronos e presentava un virgolettato come le parole pronunciate in uno spot. Quando Gerry Scotti, tanto per fare un esempio, fa la pubblicità del riso (che è commerciale e non sociale, ma non conta) recita quello che gli hanno scritto sul copione, non è veramente lui a concepire quelle cose, quindi non gliele possiamo attribuire. Una possibile soluzione sarebbe citare ''Rolling Stones'', nei termini in cui tu lo hai riportato qui sopra, perché così è tutto più chiaro e c'è anche l'avvallo di Kiedis che dice "Che è una cosa che la nostra band pensa davvero". [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:03, 15 nov 2025 (CET)
::D’accordo, ma così non si rischierebbe un doppione? È già citato nell’intervista a Rolling Stone: che ne pensi? [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 15:06, 15 nov 2025 (CET)
:::@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Non me n'ero accorto. Ma essendoci già la citazione da ''Rolling Stones'', direi che basta quella perché il concetto è lo stesso. ''Ad abundantiam'', se preferisci, le si potrebbe aggiungere in nota il testo dello spot, indicando come fonte l'Adnkronos. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:13, 15 nov 2025 (CET)
::::Chiaro, grazie. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 15:33, 15 nov 2025 (CET)
== Braccio da Montone ==
Ciao Udiki,<br />con "originario" intendevo dire che il dipinto cinquecentesco di [[Braccio da Montone]], realizzato dall'artista Cristofano dell'Altissimo, è stato ripreso posteriormente come riferimento dall'incisore del disegno del condottiero precedentemente presente come immagine in voce, tratto da libro ottocentesco. Ok per il template Sic, mi scuso per la rimozione, non conoscevo il suo funzionamento e credevo fosse lì per sbaglio. Ok per il numero di attività, anche se reinserirei quella di nobile (come politico è stato solo senatore di Roma, ma come nobile ha posseduto numerosi feudi). Sono qui su Wikiquote da poco e purtroppo mi ci vorrà un po' per apprenderne le relative linee guida, la mia mente, pur non volendo, sta ragionando ancora con le regole del progetto Wikipedia. Qualsiasi aiuto, comunque, è ben accetto. Mi chiedo se, anche se errando avevo inserito le citazioni prima nella pagina del personaggio, non era meglio a questo punto andarle a inserire direttamente nelle voci dei rispettivi autori dove mancavano. Di fatto così la mia modifica è stata praticamente annullata ''in toto''… <span style="font-family:Viner Hand ITC">'''[[Utente:Davipar|<span style="color:darkmagenta">Davi</span><span style="color:darkorange">par</span>]]'''</span> ([[Discussioni utente:Davipar|parliamone]]) 15:10, 7 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Davipar|Davipar]] Ciao, non c'è bisogno di giustificarsi, ho solo spiegato il revert. Se le citazioni che tu avevi aggiunto fossero state un paio allora le avrei sistemate io stesso come faccio di solito, ma essendo di più cominciava a essere gravoso. Del resto è chi le inserisce che ha il dovere di farlo in regola, il mio era quello di motivare. Comunque di solito si annullano, quando non è rispettata la regola del doppio inserimento. Puoi ovviamente recuperarle dalla cronologia. L'alternativa era mettere un avviso o scrivere nella pagina utente, ma ti ho pingato e in sostanza non cambia nulla. Se le inserisci nella pagina dei rispettivi autori, poi passo a correggere la formattazione. L'immagine l'ho lasciata, quello che ho scritto era solo per precisare. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:46, 8 gen 2026 (CET)
== Abdelmajid Lakhal ==
Ciao Udiki, come stai?
Sì, la citazione è presa dalla fonte citata, la trovi tranquillamente anche su Google search: https://cinematunisien.com/blog/2020/01/27/abdelmajid-lakhal-une-constante-recherche-de-la-perfection/. Grazie ancora, a presto [[Utente:Rei Momo|Rei Momo]] ([[Discussioni utente:Rei Momo|scrivimi]]) 08:10, 27 gen 2026 (CET)
==Pizzoccheri della Valtellina==
Secondo me era super divertente: iconica. :) Nei prossimi giorni vedo se trovo un'altra citazione.----[[Utente:Dispe|Avversariǿ]] - - - >([[Discussioni utente:Dispe|dispe]]) 19:24, 12 feb 2026 (CET)
== Controllo "Il volo dei draghi" ==
Ciao Udiki, ho appena finito una bozza per il film "Il volo dei draghi" [https://it.wikiquote.org/wiki/Utente:Mariomassone#Dialoghi qui]. Avrei però dei problemi di trascrizione delle frasi del personaggio '''Omadan''', segnalati in []. Il film intero lo si può trovare su Archive.org. Grazie in anticipo e buona settimana [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 15:12, 16 feb 2026 (CET)
:{{ping|Mariomassone}} Ciao, potresti indicare il minuto preciso, qualcosa come "23:41" ecc.? [https://support.google.com/youtube/answer/15930243?hl=en YouTube genera una trascrizione], quindi si può trovare immediatamente una certa frase facendo una ricerca all'interno testo (Ctrl+F). InternetArchive non genera la trascrizione e, siccome il video dura un'ora e mezza, è difficile cercare le frasi. Anzi, se indichi i minuti per ogni citazione, le verifico tutte; forse questa non è una cosa strettamente necessaria, comunque io sono disponibile. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:18, 16 feb 2026 (CET)
::10:40, 13:15, 1:27:00 [https://archive.org/details/il-volo-dei-draghi-hd-1982_202601 qui], grazie [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 20:49, 16 feb 2026 (CET)
grazie. in verita i testi con ISBN sono gia nella pagina di wikipedia di paolo nucci (papà).liho inseriti ma non riesco ad annullare il link e non compare la foto che e su wikipedia [[Utente:Pillo90|Pillo90]] ([[Discussioni utente:Pillo90|scrivimi]]) 22:20, 16 feb 2026 (CET)
== Federico Buffa ==
La citazione senza fonte non è opera mia, non so da cosa tu l’abbia dedotto :) [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 22:13, 16 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Avevo visto che gli ultimi (ma non recenti) interventi sulla pagina erano tuoi, che l'anonimo (questo tu non lo puoi vedere, ma io sì) ha modificato anche [[José Mourinho/Citazioni su José Mourinho]] e che tu ultimamente hai modificato [[José Mourinho]], quindi ho pensato che se per caso eri tu da sloggato era meglio segnalarti la cosa. Comunque non è che ci siano stati dei vandalismi o che sia vietato intervenire anonimamente, quindi nessuna recriminazione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:27, 16 mar 2026 (CET)
::Tranquillo, era solo per sapere cosa ti aveva portato ad indirizzarti verso di me. Comunque sì, le modifiche in questione le ho fatte da sloggato, qualche volta mi dimentico di registrarmi. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 01:57, 17 mar 2026 (CET)
== Confronto su nome ==
[https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Utente:IlSignoreDelCazzime Nome Utente] inappropriato o no? Su Wikipedia pare l'abbiano accettato. In caso devo aggiungere un eccezione in quanto la regex per i titoli non consentiti non permette l'edit, che ne pensi? --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:10, 1 apr 2026 (CEST)
:{{ping|Homer}} Credo che su Wikipedia fosse al momento sfuggito, l'ho bloccato là a qui. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:38, 1 apr 2026 (CEST)
::: Grazie {{ping|Spinoziano}}! --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:13, 1 apr 2026 (CEST)
== You may be an eligible candidate for the U4C election ==
<div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">
Greetings,
The [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C)]] seeks candidates for the 2026 election. The U4C is the global committee responsible for overseeing enforcement of the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal Code of Conduct|Universal Code of Conduct]]. Elections are held annually, if elected a committee member serves for two years.
This year the U4C requires candidates to hold administrator rights on at least one wiki, which is why you are being contacted as you appear to hold this right. There are other requirements, such as candidates must be at least 18 years old and may not be employed by the Wikimedia Foundation or other related chapters and affiliates. You can find more information in the [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026#Call_for_Candidates|call for candidates on Meta-wiki]]. Additionally, the committee's working language is English; some ability to communicate in English is required.
The election opens on 18 May, if you are eligible and interested you have until 10 May to submit your candidacy. There will week between for candidates to answer questions from the community. Voting takes place privately in [[m:Special:MyLanguage/SecurePoll|SecurePoll]], successful candidates must receive at least 60% support. More information is available on [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026|the 2026 Elections page]], including timelines and other candidacy information. If you read over the material and consider yourself qualified, please consider submitting your name to run for the committee. If you think someone else in your community might be interested and qualified, please encourage them to run.
In partnership with the U4C -- [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User_talk:Keegan (WMF)|talk]]) 20:33, 28 apr 2026 (CEST) </div>
<!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Keegan_(WMF)/test&oldid=30471754 -->
== Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora ==
Buonasera Udiki,
ho appena visto che due citazioni da me postate su rodolfo Dalla Mora sono state cancellate considerate promozionali, sinceramente io non le trovo promozionali, quella di Mario Conte ha spegato e messo in evidenza del fatto che il Comune di Treviso è il primo in Italia di aver istituito questa figura, poi in particolare quella del filosofo Adriano Pessina che ha spiegato la definizione di Disability Manager e ha preso come esempio la figura dell'architetto Rodolfo Dalla mora come primo Disability Manager in una struttura sanitaria ed inventore della figura in Italia. Il commento di Pessina è importante come filosofo e direttore del Centro di Bioetica dell'Università Cattolica di Milano. La ringrazio Buona serata [[Utente:MaxAmbra70|MaxAmbra70]] ([[Discussioni utente:MaxAmbra70|scrivimi]]) 20:51, 9 mag 2026 (CEST)
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Discussioni utente:Renamed user f2d6acbed81c2eeda13172a58c5e24d4
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Ternarius
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Ternarius ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Ἄπειρον]] a [[Discussioni utente:Renamed user f2d6acbed81c2eeda13172a58c5e24d4]] senza lasciare redirect: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Ἄπειρον|Ἄπειρον]]" a "[[Special:CentralAuth/Renamed user f2d6acbed81c2eeda13172a58c5e24d4|Renamed user f2d6acbed81c2eeda13172a58c5e24d4]]"
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wikitext
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{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:18, 19 dic 2021 (CET)}}
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Doctor Strange nel Multiverso della Follia
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BetaKentauri2
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Doctor Strange nel Multiverso della Follia
|immagine =
|didascalia =
|titolo originale = Doctor Strange in the Multiverse of Madness
|lingua originale = inglese
|paese = [[Stati Uniti d'America]]
|anno uscita = 2022
|genere = azione, avventura, fantastico, fantascienza, horror
|regista = [[Sam Raimi]]
|soggetto = [[Stan Lee]], [[Steve Ditko]] <small>(fumetto)</small>
|sceneggiatore = [[Michael Waldron]]
|produttore = [[Kevin Feige]]
|produttore esecutivo = [[Victoria Alonso]], [[Eric Hauserman Carroll]], [[Scott Derrickson]], [[Jamie Christopher]], [[Louis D'Esposito]]
|casa produzione = [[Marvel Studios]]
|casa distribuzione italiana = [[Walt Disney Studios Motion Pictures]]
|attori = * [[Benedict Cumberbatch]]: Dr. Stephen Strange
* [[Elizabeth Olsen]]: Wanda Maximoff / Scarlet Witch
* [[Chiwetel Ejiofor]]: Karl Mordo
* [[Benedict Wong]]: Wong
* [[Xochitl Gomez]]: America Chavez
* [[Michael Stuhlbarg]]: Nicodemus West
* [[Rachel McAdams]]: Christine Palmer
|doppiatori italiani =
* [[Francesco Bulckaen]]: Dr. Stephen Strange
* [[Gemma Donati (doppiatrice)|Gemma Donati]]: Wanda Maximoff / Scarlet Witch
* [[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]]: Karl Mordo
* [[Carlo Cosolo]]: Wong
* [[Vittoria Bartolomei]]: America Chavez
* [[Roberto Gammino]]: Nicodemus West
* [[Gaia Bolognesi]]: Christine Palmer
}}
'''''Doctor Strange nel Multiverso della Follia''''', film statunitense del 2022 con [[Benedict Cumberbatch]] ed [[Elizabeth Olsen]], regia di [[Sam Raimi]].
==Frasi==
*{{NDR|[[Ultime parole dal Marvel Cinematic Universe|Ultime parole]] ad America}} Lo so. Ma nel grande calcolo del multiverso, il tuo sacrificio vale più della tua vi... ('''Defender Strange (Terra-617)''')
*{{NDR|Ad America}} Ma io ti conosco? ('''Dottor Strange''')
*Wow, i maestri di Sancta Sanctorum di Hong Kong e Londra. ('''Rintrah''')
*{{NDR|Rivolto al Dottor Strange e America}} Mi dispiace, Stephen. Spero che tu, più di tutti, capisca che non è Wanda Maximoff a minacciare la nostra realtà ma voi due. ('''Barone Mordo (Terra-838)''')
*Questo universo fa schifo! ('''America Chavez''')
*Eoni fa, il primo demone, Chton, incise la sua magia nera in questa tomba. Gli stessi incantesimi furono poi trascritti nel Darkhold. Nessuno può dire quali mostri crudeli si trovino all'interno. ('''Wong''')
*{{NDR|[[Ultime parole dal Marvel Cinematic Universe|Ultime parole]] rivolta a Scarlet Witch}} Esci subito dal mio universo! ('''Capitan Marvel (Terra-838)''')
*{{NDR|Dopo essere stato sconfitto dal Dottor Strange}} Adesso comincio a capire perché al tuo Mordo non piacevi per niente!!! ('''Barone Mordo (Terra-838)''')
*{{NDR|[[Ultime parole dal Marvel Cinematic Universe|Ultime parole]]}} Wanda Maximoff, la tua mente è tenuta in ostaggio dal tuo sé alternativo! Forza, dammi la mano! Forse se riuscissi a liberarti dalle macerie l'incantesimo finirebbe! ('''Professor X (Terra-838)''')
*Stephen Strange, impossessarsi di un cadavere è proibito! {{NDR|si riferiscono al Defender Strange}} Proibito!! Violazione!! Violazione!! Violazione!! Violazione!! Cessa il Dreamwalking o affronta le eterne conseguenze! ('''Anime dei dannati del Darkhold''')
*{{NDR|A Christine di Terra-838, riferendosi alle anime dei dannati del Darkhold}} Mi trascinano giù. ('''Dottor Strange''')
*Stephen. Ci sono io. Sei un Maestro delle Arti Mistiche. Sono spiriti. Devi usarli. Usali. Usali! ('''Christine Palmer (Terra-838)''')
*{{NDR|Rivolti a Scarlet Witch}} Assassina!! Assassina!!! ('''Anime dei dannati del Darkhold''')
*Non lo voglio nemmeno sapere! ('''Wong''')
*{{NDR|Rivolta a Scarlet Witch}} Non posso batterti. Perciò ti darò quello che vuoi. ('''America Chavez''')
*{{NDR|Rivolta furiosamente ad America per aver fatto terrorizzare Billy e Tommy di Terra-838}} Che cosa hai fatto?! ('''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''')
*{{NDR|Rivolta, senza controllo, alla sua variante di Terra-838, riferendosi a Billy e Tommy}} Sono io vostra madre!! Allontanati da loro!!! ('''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''')
*{{NDR|Rivolto ad America di non intervenire per far capire a Scarlet Witch per i suoi errori}} No. Non ancora. ('''Dottor Strange''')
*{{NDR|A Billy e Tommy di Terra-838 che sono impauriti dalla sua presenza}} Non vi farei mai del male. Mai. {{NDR|sull'orlo di lacrime}} Non vi farei mai del male a nessuno. Non sono un mostro. Sono una... {{NDR|si volta dall'altra parte che ha stessa la sua variante di Terra-838, la vera madre dei due bambini, si mette a piangere per aver capito ai suoi errori che ha commesso}} Sono... Mi dispiace... Mi dispiace... ('''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''')
*{{NDR|Dopo aver consolato Wanda, riferendosi a Billy e Tommy}} Sappi che saranno amati. ('''Wanda Maximoff (Terra-838)''')
*{{NDR|[[Ultime parole dal Marvel Cinematic Universe|Ultime parole]] al Dottor Strange}} Io ho aperto il Darkhold, e io devo richiuderlo. Nessuno sarà più tentato dal Darkhold. ('''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''')
==Dialoghi==
*'''Christine Palmer''' {{NDR|al cameriere}}: Un bicchiere di rosso, per favore.<br />'''Dottor Strange''': Oh, mi permetta, signorina. {{NDR|gli da magicamente una bevanda del drink rosso che Christine rimane ancora sbalordita dall'[[Doctor Strange (film)|ultima volta che ha visto]]}} Un po' troppo invadente?<br />'''Christine Palmer''': Cosa? Tu, al mio matrimonio? No, io direi perfetto.<br />'''Dottor Strange''': Congratulazioni. {{NDR|fanno i [[Brindisi dai film|brindisi]]}}<br />'''Christine Palmer''': Grazie. Mmmh, c'è Charlie. Devo presentarvi perché lui è davvero... È imbarazzante, perché lui è un grande fan, perciò...<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|lo ferma un attimo}}: Ehi, ehm, Christine. Avrei voluto... {{NDR|sospira}} Avrei voluto essere diverso. Non ho mai smesso di tenere a noi. Ma ho dovuto fare dei sacrifici... per proteggerti. E mi dispiace.<br />'''Christine Palmer''': Tra noi due non avrebbe mai funzionato.<br />'''Dottor Strange''': Perché no?<br />'''Christine Palmer''': Perché, Stephen, tu devi tenere il coltello dalla parte del manico. E per questo puoi avere il mio rispetto, ma non il mio amore.<br />'''Dottor Strange''': Questa, da quanto ce l'avevi pronta?<br />'''Christine Palmer''': Da un po'.<br />'''Dottor Strange''': Già, immagino. Senti... Sono proprio contento che tu sia felice.<br />'''Christine Palmer''': Mm-hmm, lo sono. Lo sono davvero molto.<br />'''Dottor Strange''': Bene.<br />'''Christine Palmer''': E tu?<br />'''Dottor Strange''': Sono felice.<br />'''Christine Palmer''': Bene. Te lo meriti.
*{{NDR|Durante lo scontro con Gargantos}}<br />'''Wong''' {{NDR|tenuto alle strette di un tentacolo del mostro}}: Aiuto!!<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|lo libera subito}}: Prego.<br />'''Wong''': Un'antica usanza, prevede l'inchino in presenza dello Stregone Supremo.<br />'''Dottor Strange''': Sì, conosco le antiche usanze.
*{{NDR|Durante lo scontro tra il Dottor Strange, Wong e Gargantos, mentre vengono osservati da Christine, Charlie e gli altri invitati del matrimonio}}<br />'''Charlie''' {{NDR|ridacchia entusiasmato}}: Oh, è incredibile.<br />'''Christine Palmer''' {{NDR|concorda pienamente}}: Sì...
*'''Dottor Strange''' {{NDR|dopo averla salvata da Gargantos}}: Non ti ucciderò, giovane. Mi sono appena fatto il culo per salvarti, ricordi? {{NDR|America gli consegna subito il suo sling ring}} Con i mostri giganti, so come gestirla, ma quello di ieri notte mi sei apparsa in sogno.<br />'''America Chavez''': Quello non era un sogno. Era un altro universo.
*'''America Chavez''': Allora quanta esperienza avete con il multiverso?<br />'''Dottor Strange''': Abbiamo esperienza con il multiverso. Ultimamente c'è stato un [[Spider-Man: No Way Home|episodio]] con [[Uomo Ragno|Spider-Man]].<ref>Riferimento al film ''[[Spider-Man: No Way Home]]'' (2021).</ref><br />'''America Chavez''': Cosa Man?<br />'''Dottor Strange''': Spider-Man, hai i poteri di un ragno.<br />'''Wong''': Da qui il nome.<br />'''America Chavez''': Che schifo! E somiglia ad un ragno?!<br />'''Dottor Strange e Wong''': No!<br />'''Dottor Strange''': No, somiglia ad un uomo.<br />'''Wong''': Spara ragnatele, sale sui muri.<br />'''Dottor Strange''': Esatto, quello.<br />'''America Chavez''': Dalle chiappe?!<br />'''Dottor Strange''': No.<br />'''Wong''': No.<br />'''Dottor Strange''': Be', forse. Non lo so. In verità, spero di no.<br />'''America Chavez''': Super strano.
*'''Dottor Strange''' {{NDR|osservando meglio il cadavere del Defender Strange di Terra-617}}: Non era un sogno. Quindi i sogni... sono finestre sulle differenti versioni di noi nel multiverso.<br />'''America Chavez''': Quella era la sua teoria.<br />'''Wong''': Allora quell'incubo ricorrente in cui scappo nudo da un clown...<br />'''America Chavez''': È da qualche parte lì, è reale.<br />'''Dottor Strange''': Da qualche parte lì io avevo un codino.<br />'''Wong''': Potrebbe arrivare altri mostri a darle la caccia.<br />'''Dottor Strange''': Una giovane con dei poteri è pericolosa, ma immaginali nelle mani di quel demone.<br />'''Wong''': Mi sono reso conto che non conosciamo il tuo nome.<br />'''America Chavez''': America Chavez.<br />'''Wong''': Signorina Chavez, vuoi venire con noi a Kamar-Taj? Lì sarai al sicuro.<br />'''America Chavez''' {{NDR|rivolta al Dottor Strange}}: Chi mi dice che non mi tradirai come ha fatto lui?<br />'''Dottor Strange''': Immagino che tu debba fidarti di me.<br />'''Wong''': Cosa ne facciamo di lui? {{NDR|Strange seppellisce la sua variante sopra il tetto con dei mattoni}} Questo viola un'ordinanza.<br />'''Dottor Strange''': Be', ho seppellito di peggio.<br />'''Wong''': Il mostro che lo ha ucciso aveva gli stessi segni della piovra? {{NDR|Gargantos}}<br />'''Dottor Strange''': Rune.<br />'''Wong''': Questa non è magia.<br />'''Dottor Strange''': È maleficio.<br />'''Wong''': Conosciamo qualcuno che ha affrontato roba simile? {{NDR|si riferisce a Wanda Maximoff}}<br />'''Dottor Strange''': Forse io sì.
*'''Dottor Strange''': Mele, giusto?<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Con il tempo. {{NDR|gli dia un ramo di fiore}}<br />'''Dottor Strange''': Un profumo...<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Dolce.<br />'''Dottor Strange''': Volevo dire reale.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Oh, è tutto molto reale, grazie. Ho lasciato la magia alle spalle.<br />'''Dottor Strange''': Sì, lo vedo.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Immaginavo che ti saresti fatto vivo per parlare di quello che è successo a Westview. Ho commesso degli errori e ferito delle persone...<br />'''Dottor Strange''': Ma poi hai sistemato tutto e questo non è mai stato in dubbio. Non sono qui per parlare di Westview.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': E perché sei qui?<br />'''Dottor Strange''': Ci serve il tuo aiuto.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Per cosa?<br />'''Dottor Strange''': Cosa sai del multiverso?<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Il multiverso. Visione aveva le sue teorie. Credeva che fosse reale e pericoloso.<br />'''Dottor Strange''': Be', non aveva torto. {{NDR|riferendosi ad America Chavez}} Abbiamo trovato una ragazza in grado di viaggiarci attraverso, ma la stanno inseguendo.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Chi la insegue?<br />'''Dottor Strange''': Una specie di demone. Uno che brama i suoi poteri. L'abbiamo portata a Kamar-Taj, e abbiamo le nostre difese, ma ci farebbe comodo un Avenger.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Ci sono altri Avengers.<br />'''Dottor Strange''': Sì, ma quando devi scegliere tra l'arciere con la cresta {{NDR|Occhio di Falco}} e i vari combattenti del crimine associati agli insetti {{NDR|Spider-Man, Ant-Man e Wasp}} oppure una delle più potenti detentrici di magia sul pianeta... È una decisione facile. Vieni a Kamar-Taj. E riavrai la tua immagine sui lunch box.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': E se tu portassi America qui?<br />'''Dottor Strange''': Qui?<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Sì, so che cosa vuol dire essere soli perseguitati per delle capacità che non hai mai voluto e io posso proteggerla. Non mi avevi detto il suo nome, vero?<br />'''Dottor Strange''': No. No, non l'ho detto.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Sai, l'ESA era la parte facile. Il mentire, un po' meno. {{NDR|gli scopre l'amara verità, diventando Scarlet Witch e gli mostra una foresta oscura e il libro del ''Darkhold''}}<br />'''Dottor Strange''': Il ''Darkhold''.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Tu conosci il Darkhold?<br />'''Dottor Strange''': So che è il Libro dei Dannati e che corrompe ogni cosa e ogni persona che lo tocchi. Mi domando che effetto avuto su di te.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Il Darkhold mi ha mostrato solo la verità. Tutto quello che ho perso potrebbe essere mio di nuovo.<br />'''Dottor Strange''': Cosa vuoi da America? Cosa vuoi dal multiverso?<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Voglio lasciare questa realtà e andare in una dove posso stare con i miei figli.<br />'''Dottor Strange''': Wanda, i tuoi figli non sono reali. Li hai creati utilizzando la magia.<ref>Riferimento alla miniserie televisiva ''[[WandaVision]]'' (2021).</ref><br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': È quello che fa ogni mamma. {{NDR|[[Ultime parole famose dai film|ultime parole famose]]}} Se tu sapessi che esisteva un universo dove sei stato felice non vorresti tornare là?<br />'''Dottor Strange''': Io sono felice.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Io, più degli altri, so riconoscere l'autoillusione.<br />'''Dottor Strange''': Quello che stai facendo è una flagrante violazione di ogni legge naturale, se prenderai i poteri di quella bambina, lei non sopravviverà!<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Non mi diverte fare del male, Stephen. Ma non è una bambina. È un essere sovrannaturale. Poteri così intesi potrebbero causare distruzioni in questo ed altri mondi. Il suo sacrificio... sarebbe un bene superiore.<br />'''Dottor Strange''': Puoi dire addio al lunch box... Perché quella è il tipo di giustificazione che usano i nostri nemici.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': È quella che hai usato tu quando hai dato a Thanos la Gemma del Tempo?<ref>Riferimento al film ''[[Avengers: Infinity War]]'' (2018).</ref><br />'''Dottor Strange''': Quella era una guerra, ho fatto quello che dovevo fare.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Tu infrangi le regole e diventi un eroe, lo faccio io e divento il nemico. Non mi sembra giusto.<br />'''Dottor Strange''': Ora che succederà?<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Torna a Kamar-Taj e preparati a consegnare America Chavez entro il tramonto. Pacificamente. Dopo di che... Credo che non mi vedrai mai più. {{NDR|fa per andarsene}}<br />'''Dottor Strange''': E se non lo facessimo?<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Allora non sarà Wanda a venirla a prendere. Sarà Scarlet Witch. {{NDR|si allontana}}
*'''Wong''': Scarlet Witch.<br />'''Dottor Strange''': Wanda non c'è più. Lei possiede il Darkhold, e il Darkhold possiede lei.<br />'''Wong''': Scarlet Witch è dotata di una magia imperscrutabile. Lei può riscrivere la realtà come vuole ed è profetizzato che regnerà o annichilirà il cosmo.<br />'''Dottor Strange''': Si è impossessata di un'intera città utilizzando la mente. Se ottenesse il potere di America potrebbe assoggettare l'intero multiverso.<br />'''America Chavez''': Allora, la persona da cui sei andato a chiedere aiuto e a cui hai detto esattamente dove mi trovo è la persona che sta cercando di uccidermi?<br />'''Dottor Strange''': Sì.<br />'''Wong''': Sospendete le lezioni e armate gli allievi. Kamar-Taj deve diventare una fortezza.
*'''Wong''' {{NDR|Scarlet Witch arriva a Kamar-Taj dietro le nube oscure}}: Scegli le parole con saggezza. Il destino del multiverso dipende da questo.<br />'''Dottor Strange''': Capito. Nessuna pressione. {{NDR|si avvicina a Wanda in volo}}<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''' {{NDR|parlando nervosamente di America}}: Tutto questo per una bambina che hai conosciuto ieri?!<br />'''Dottor Strange''': Wanda, sei comprensibilmente arrabbiata. Hai dovuto fare dei terribili sacrifici.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''' {{NDR|riferendosi a Visione}}: Ho fatto un buco nella testa dell'uomo che amavo e non è servito a niente. Non parlarmi di sacrifici, Stephen Strange. {{NDR|avvicinandosi di più al Dottor Strange}} Se mi darai quello che voglio, ti manderò in un mondo dove vivere con Christine.<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|allontanandosi un po'}}: L'intera potenza di Kamar-Taj è contro di te.<br />'''Wong''' {{NDR|agli altri Maestri delle Arti Mistiche}}: Posizione di difesa! Pronti!!<br />'''Dottor Strange''': Non osare entrare in questo luogo sacro, Wanda.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Tu non ti rendi conto di quanto io sia stata ragionevole.<br />'''Dottor Strange''': Certo. Libro dei Dannati, definirsi una strega, evocare mostri per rapire una giovane. Non lo definirei esattamente ragionevole.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Inviare quelle creature a darle la caccia è stato un atto di pietà. E nonostante le tue ipocrisie e i tuoi insulti, ti ho inviato a toglierti di mezzo in modo sicuro. Ora hai esaurito la mia pazienza, ma spero che tu possa comprendere che anche ora in quello che capiterà il mio comportamento sarà molto ragionevole.
*'''Dottor Strange''': Se vuoi la ragazza, dovrai vedertela con me.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Bene.
*'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Mi hai consegnato quelle vite solo per tenermi lontana dai miei figli.<br />'''Dottor Strange''': Tu hai preso quelle vite. Non puoi avere il permesso di entrare nel multiverso.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Non sono un mostro, Stephen. Sono una madre.<br />'''Dottor Strange''': Wanda, tu non hai figli. Non esistono.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Oh, invece sì. In tutti gli altri universi. So che esistono. Perché io sogno i miei figli tutte... le notti. {{NDR|gli mostra nella sua altra realtà del Multiverso, aprendo lo stesso libro del Darkhold}} Sogno i miei ragazzi. La nostra vita insieme. Tutte le notti in medesimo sogno. E tutte le mattine... {{NDR|gli chiude l'oscuro libro}} in medesimo incubo.<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|[[Ultime parole famose dai film|ultime parole famose]]}}: E se li raggiungessi? Che succederebbe all'altra te? Che succederebbe alla loro madre? {{NDR|Wanda senza più ottenere risposta per paura e rabbia, riprende lo scontro per ottenere almeno i poteri di America}}
*'''America Chavez''' {{NDR|dopo che hanno letto sotto la statua del Supreme Strange di Terra-838}}: "Ha dato la vita per sconfiggere Thanos"?<br />'''Dottor Strange''': Già. Visto? Non siamo tutti cattivi.
*'''Dottor Strange''': Ehi, camice da laboratorio! Dove siamo? Non so chi tu sia o cosa stia pensando di fare qui, ma di solito, in queste situazioni, gli scienziati senza nome non fanno una bella fine perciò... {{NDR|la scienziata si volta e si scopre di essere la variante di Christine}} Christine?<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Ciao, Stephen. {{NDR|America esclama stupita}} Signorina Chavez. Ah, per rispondere la tua domanda, siete in un centro di ricerca ad alta sicurezza. Voi, insieme alla cappa senziente sarete sorvegliati e testati.<br />'''Dottor Strange''': Testati?<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Beh, sì. Voi provenite da un altro universo. Le... vostre firme magnetiche potrebbero essere radioattive e voi portatori di malattie per le quali non abbiamo cure. Da qui queste stupende bocce per pesci in policarbonato.<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|mostrando le strane manette}}: Presumo che io debba ringraziare te per queste?<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Sì, le ho create utilizzando le Sabbie di Nisanti. Una reliquia magica di Stephen 838.<br />'''Dottor Strange''': Stephen 838? Sarebbe una specie di me-cyborg?<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Il nostro universo è 838 e abbiamo nominato il vostro "616".<br />'''Dottor Strange''': Oh, sicuramente conoscete bene il multiverso se avete chi va in giro a catalogare la realtà.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Sì. Io, ricercatrice senior della Baxter Foundation e specializzata in Ricerca Multiversale.<br />'''Dottor Strange''': E come sei finita a lavorare qui? Ovunque sia.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Mi sono offerta volontaria. Al tuo funerale.<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|impressionato}}: Grazie per la presenza.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''' {{NDR|vendendo le mani rovinate di Strange insieme all'altro}}: Le tue lesioni sono... sono simili, ma non identiche. Affascinante.<br />'''Dottor Strange''': Cosa eravamo noi, l'uno... l'uno per l'altra in questo universo?<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Non siamo mai riusciti a capirlo.<br />'''Dottor Strange''': Sì? Questa è una cosa che abbiamo in comune. Christine, devi farci uscire da qui. Siamo tutti in grave pericolo. Ascolta, so che tu non mi conosci...<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': E non mi interessa. Qualunque cosa io fossi per te nel tuo universo non ha importanza.<br />'''Dottor Strange''': Perché no?<br />'''Christine Palmer )Terra-838)''': Perché sei pericoloso, Stephen.<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|riferendosi a Scarlet Witch}}: Qualcuno del mio universo vuole quella ragazza e distruggerà questo posto, atomo dopo atomo, finché non otterrà quello che vuole. Perciò non m'importa se sei degli Avengers, o dello S.H.I.E.L.D...<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''' {{NDR|arrivando con le Sentinelle Ultron}}: Nessuna delle due.<br />'''Dottor Strange''': Allora cosa? L'HYDRA?<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''': Gli Illuminati ti riceveranno ora.<br />'''Dottor Strange''': Gli Illumi-cosa?! {{NDR|le manette lo tengono, e si rivolge a Christine, prima di essere portato al cospetto degli Illuminati}} Che nessuno tocchi la ragazza. {{NDR|ad America}} Andrà tutto bene.
*'''Barone Mordo (Terra-838)''': Stephen Strange, sei convocato dinanzi agli Illuminati. Io, il Barone Karl Mordo, Stregone Supremo denuncio...<br />'''Dottor Strange''': "Karl"? {{NDR|viene zittito da Capitan Carter mentre colpisce il suo scudo per terra vicino sotto i suoi talloni}}<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''': Captain Carter, il primo Avenger. Blackagar Boltagon, custode delle Nebbie Terrigene, sovrano degli Inumani.<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|sarcastico}}: Blackagar Boltagon? Allora che si dice?<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''': Captain Marvel, protettrice del cosmo. E l'uomo vivente più intelligente... Reed Richards, dei Fantastici Quattro.<br />'''Mister Fantastic (Terra-838)''': Ciao, Stephen.<br />'''Dottor Strange''': "[[Fantastici Quattro|I Fantastici Quattro]]". Non eravate nella hit parade negli anni sessanta?<br />'''Capitan Marvel (Terra-838)''': Scusa tanto, pensi che sia uno scherzo?<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|indicando ironicamente a Black Bolt}}: Be', c'è un tipo con una forchetta in testa perciò, sì, un pochino. {{NDR|Black Bolt gli fa il segno di tacere}}<br />'''Capitan Carter (Terra-838)''': Ringrazia che Black Bolt non voglia conversare con te.<br />'''Dottor Strange''': Perché? Ha l'alito cattivo?<br />'''Capitan Carter (Terra-838)''': Questo Strange è più arrogante del nostro.<br />'''Dottor Strange''': No, solo più vivo.<br />'''Capitan Marvel (Terra-838)''': Per ora.<br />'''Mister Fantastic (Terra-838)''': Stephen, la tua venuta qui confonde e destabilizza la realtà. Più grande è il segno che lasci, più grande è il rischio di una incursione.<br />'''Dottor Strange''': Incursione?<br />'''Mister Fantastic (Terra-838)''': Una incursione avviene quando il confine tra due universi si erode e loro si scontrano, distruggendone uno o entrambi totalmente.<br />'''Capitan Carter (Terra-838)''' {{NDR|parlando del Supreme Strange}}: Il tuo altro sé ha creato gli Illuminati per prendere le decisioni più pesanti e difficili. Oggi siamo qui per decidere cosa fare con te e la bambina {{NDR|America Chavez}}.<br />'''Capitan Marvel (Terra-838)''': Perciò, prima di votare, qualora avessi qualcosa di serio da dire questo è il momento.<br />'''Dottor Strange''': Sì, ce l'ho: se vi preoccupano le incursioni pensate davvero che io sia una minaccia più grande di Scarlet Witch?<br />'''Capitan Marvel (Terra-838)''': Oh, pensiamo noi alla streghetta in caso cammini nei sogni.<br />'''Dottor Strange''': No. No, non potete. A meno che non mi consegnate il Libro dei Vishanti.<br />'''Mister Fantastic (Terra-838)''': Apprezziamo la tua preoccupazione, Stephen, ma non è Scarlet Witch che temiamo. In base alla nostra esperienza, il pericolo più grande per il multiverso, risulta il Dottor Strange.<br />'''Dottor Strange''': Aspetta. Il vostro Dottor Strange? L'eroe più potente del mondo è morto sconfiggendo Thanos?<br />'''Professor X (Terra-838)''' {{NDR|arrivando}}: Dovremmo dirgli la verità.<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''': Il nostro ultimo membro, il professor Charles Xavier.<br />'''Dottor Strange''': Quale verità?<br />'''Professor X (Terra-838)''': Non è così che è morto il nostro Strange.
*'''Professor X (Terra-838)''': Il nostro Strange non è morto sconfiggendo Thanos. Eravamo in guerra. Tutti noi ci unimmo per tentare di fermare Thanos... Stephen, come al solito, scelse di farlo da solo.<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''': Si rivolse al Darkhold, inizio il Dreamwalking, sperando che la nostra salvezza potesse trovarsi nel multiverso.<br />'''Capitan Marvel (Terra-838)''': E indovina un po'? Non era così. Ma continuò a farlo comunque.<br />'''Mister Fantastic (Terra-838)''': Una notte, hai convocato tutti noi e confessato il tuo Dreamwalking. E le tue parole furono: "Abbiamo perso il controllo". Non ci hai mai raccontato, solo che inavvertitamente avevi innescato una incursione. Tu, nostro amico, avevi causato l'annientamento di un altro universo.<br />'''Capitan Marvel (Terra-838)''': Tutte le persone in quella realtà sono morte. Tutte.<br />'''Professor X (Terra-838)''': Stephen rinunciò al maligno del Darkhold e ci aiutò a trovare il Libro dei Vishanti, un'arma che poi usammo insieme per sconfiggere Thanos. Ma rimaneva un'ultima minaccia. {{NDR|gli mostra telepaticamente al Dottor Strange il loro flashback per la morte del Supreme Strange}}
*{{NDR|Nel flashback degli Illuminati}}<br />'''Professor X (Terra-838)''' {{NDR|con tono triste}}: Mi mancherai, amico mio.<br />'''Supreme Strange (Terra-838)''' {{NDR|[[Ultime parole dal Marvel Cinematic Universe|ultime parole]]}}: Sono pronto.<br />'''Black Bolt (Terra-838)''' {{NDR|uccidendolo volontariamente con riluttanza}}: Mi dispiace.
*'''Dottor Strange''' {{NDR|dopo che il Professor X ha mostrato il loro flashback}}: L'avete detto a Christine?<br />'''Mister Fantastic (Terra-838)''': Sì.<br />'''Dottor Strange''': La statua... Come... come mai la statua? Avete costruito una statua!<br />'''Capitan Carter (Terra-838)''': Il mondo ha bisogno di eroi. È stato difficile perché sapevamo di cosa fosse capace il nostro Strange. Forse, quello di cui ogni Dottor Strange è capace. {{NDR|la loro accusa viene interrotta da un'allarme}}<br />'''Mister Fantastic (Terra-838)''': Violazione nell'edificio.<br />'''Dottor Strange''': Non mi dire, genio.<br />'''Capitan Carter (Terra-838)''': Rapporto stato sentinelle. {{NDR|negli immagini olografici mostrano la loro Wanda, posseduta dalla la sua sé stessa di Terra-616, che attacca e distrugge tutte le Sentinelle Ultron}}<br />'''Capitan Marvel (Terra-838)''': Va verso la bambina {{NDR|America}}.<br />'''Capitan Carter (Terra-838)''': Sorveglialo. Voteremo al rientro. {{NDR|lei e il resto dei suoi compagni partono all'attacco}}<br />'''Professor X (Terra-838)''': Stephen, se dovessi riuscire ad evadere da questa stanza, dovresti guidare America Chavez.<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''': Che diavolo dici?!<br />'''Professor X (Terra-838)''': Salva la ragazza e raggiungi il Libro dei Vishanti.<br />'''Dottor Strange''': Cosa?! Il libro si trova qui?<br />'''Professor X (Terra-838)''': Sì, hai costruito un waypoint.<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''': Charles, non ci possiamo fidare!<br />'''Professor X (Terra-838)''': Io ritengo che possiamo. Quando qualcuno inciampa e perde la direzione, non vuol dire che sia perso per sempre.<ref>Riferimento a una frase simile nel film ''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014).</ref> Ora vedremo che genere di Dottor Strange sei.<br />'''Dottor Strange''': Grazie.
*'''Mister Fantastic (Terra-838)''': Wanda, ferma. Lei è una donna innocente {{NDR|si riferisce alla Wanda Maximoff di Terra-838}}, ma puoi ancora fare la cosa giusta. Lasciala andare. Ti prego. Anche io ho dei figli {{NDR|Franklin e Valeria}}. Comprendo il tuo dolore.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''' {{NDR|riferita alla Donna Invisibile}}: La loro madre è ancora viva?<br />'''Mister Fantastic (Terra-838)''': Sì.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Bene. Ci sarà qualcuno in grado di farli crescere.<br />'''Mister Fantastic (Terra-838)''' {{NDR|[[Ultime parole dal Marvel Cinematic Universe|ultime parole]]}}: Wanda, Black Bolt potrebbe ucciderti con un sussurro dalla sua bocca.<br />'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Quale bocca? {{NDR|uccide telepaticamente Black Bolt e Mister Fantastic}}
*'''Dottor Strange''': Portami al Libro dei Vishanti così potremmo combatterla insieme!<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''': Non sei nella posizione di poter dare ordini! Il mio voto concluderà questo procedimento quando torneranno.
*'''Scarlet Witch''': Ancora non ti basta?<br />'''Capitan Carter (Terra-838)''' {{NDR|[[Ultime parole dal Marvel Cinematic Universe|ultime parole]]}}: Ho tutto il giorno libero.<ref>Riferimento alla stessa frase di [[Capitan America|Steve Rogers]] nel film ''[[Captain America - Il primo Vendicatore]]'' (2011).</ref>
*'''Dottor Strange''' {{NDR|riferendosi al resto degli Illuminati che vengono uccisi da Wanda}}: Non torneranno. Hai appena espresso il tuo voto per uccidere i tuoi amici. {{NDR|insultandolo sarcasticamente, riferendosi al Karl Mordo del suo universo}} Non che questo ti abbia mai turbato prima. Sai, da dove provengo io, tu mi odiavi. E scommetto che segretamente, fratello, mi odiavi anche qui. Dovevi essere molto geloso! E secondo me, eri entusiasta quando hai saputo che ero stato corrotto! Forse tu mi hai dato il Darkhold per farmi...<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''': Tu non sai niente di questo universo!!<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|continuando nervosamente seccato}}: Io so che uccidere Stephen Strange ti avrebbe fatto ottenere il Sancta Sanctorum per diventare lo Stregone Supremo e per unirti al tuo piccolo circo di clown, gli Illuminati!<br />'''Barone Mordo (Terra-838)''': Sono pronto... {{NDR|tirando fuori la sua spada}} ad esprimere il mio voto ora!! {{NDR|iniziano a combattersi}}
*'''Dottor Strange''': Ehi, tutto bene? Stai bene? {{NDR|America lo abbraccia}} Stai bene?<br />'''America Chavez''': Sì.<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|alla sua Cappa della Levitazione che ritorna al suo posto}}: Ehi.<br />'''America Chavez''' {{NDR|indicando a Christine}}: Lo ha riparato.<br />'''Dottor Strange''': Grazie.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Sì.<br />'''Dottor Strange''': Xavier dice che ho costruito un waypoint al Libro dei Vishanti. Puoi portarci lì?<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Come posso fidarmi di te?!<br />'''Dottor Strange''': So cos'è successo e mi dispiace per quello che ha fatto ma, credimi, il Libro dei Vishanti è l'unico modo.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Sì, il tuo modo. Parli come il mio Stephen in questo momento. Voleva sempre il coltello dalla parte del manico, ha ucciso miliardi di persone.<br />'''America Chavez''': Questo Stephen è diverso. Davvero! Chi se ne frega di tutti gli altri Stephen. Tu non sei come loro.<br />'''Dottor Strange''': È sveglia.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Dammi la mano. {{NDR|gli toglie malinconicamente la meta delle manette}} E vedi di farmene pentire.<br />'''Dottor Strange''': Non lo farò. {{NDR|sentono arrivare Scarlet Witch}}<br />'''America Chavez''': Oddio, possiamo andare ora!?<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Sì, seguitemi.
*'''America Chavez''': I tuoi figli non vorrebbero questo!<br />'''Scarlet Witch''': Non lo sapranno mai.<br />'''America Chavez''': Forse no. Ma tu sì.
*{{NDR|Dopo che Scarlet Witch ha esiliato il Dottor Strange e la Christine di Terra-838 nell'universo lugubre del Sinister Strange}}<br />'''Dottor Strange''': Oh, no! Oh, maledizione!<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Sembra sia crollato su stessa in questa realtà.<br />'''Dottor Strange''': Sì. O due realtà che si sono scontrate. Forza. America non ha molto tempo.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Dove stiamo andando? <br />'''Dottor Strange''': Se esistesse un altro Sancta Sanctorum in questo universo, potrebbe esserci un altro altro altro me che sarebbe la migliore possibilità per tornare da lei. {{NDR|lui e Christine guardano di nuovo in tutte le parti di un universo completamente rovinato, come avevano parlato agli Illuminati, mentre passeggiano in continuazione fino al santuario}} Capisco perché eravate così preoccupati delle incursioni.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Qualunque cosa sia successa, l'altro te di questo universo non è stato bravo ad impedirla.<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|nota che il Sinister Strange li sta osservando nella finestra del santuario}}: Gli riferirò quello che hai detto.
*'''Dottor Strange''': C'è nessuno?<br />'''Sinister Strange''': Fermo dove sei. Come sei arrivato qui?<br />'''Dottor Strange''': Per caso.<br />'''Sinister Strange''': Chi sei? Cosa sei, tu?<br />'''Dottor Strange''': Sono solo uno di noi.<br />'''Sinister Strange''': Dal multiverso?<br />'''Dottor Strange''': Esatto.<br />'''Sinister Strange''': Provalo.<br />'''Dottor Strange''': Avevamo una sorella. Donna. Ma lei... È morta quando eravamo piccoli.<br />'''Sinister Strange''': Come?<br />'''Dottor Strange''': Noi giocavamo su un lago ghiacciato e... il ghiaccio ha ceduto. Non ho potuto salvarla.<br />'''Sinister Strange''': Esattamente così. Ma noi evitiamo l'argomento, vero?<br />'''Dottor Strange''': Sì, infatti. Suppongo che la tua realtà non sia sempre stata questa.<br />'''Sinister Strange''': Sospetto che fosse simile alla tua finché...<br />'''Dottor Strange''': Finché?<br />'''Sinister Strange''': Finché ho perso.<br />'''Dottor Strange''': Contro chi?<br />'''Sinister Strange''': Che cosa vuoi?<br />'''Dottor Strange''': Voglio solo tornare a casa.<br />'''Sinister Strange''' {{NDR|ridacchiando}}: Ah, sì? Credimi io provo lasciare questo posto da molto tempo. {{NDR|gli mostra in compagnia il libro del Darkhold}}<br />'''Dottor Strange''': Il Darkhold. Tu sorvegli il Darkhold in questo universo?<br />'''Sinister Strange''': Sì. Per un valido motivo.<br />'''Dottor Strange''': È un inizio. Potrei usarlo. Potrebbe aiutarmi a comunicare con il mio universo.<br />'''Sinister Strange''': Attento. Il Darkhold esige un pesante tributo.<br />'''Dottor Strange''': Non vorrei sembrare insensibile, ma quale tributo ancor più pesante potrebbe essere richiesto?<br />'''Sinister Strange''': Non solo alla sua realtà. Al suo lettore.<br />'''Dottor Strange''': Mi dispiace che tu non abbia salvato il tuo universo, ma forse potresti aiutarmi a salvare il mio.<br />'''Sinister Strange''': Tu sei felice, Stephen?<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|confuso}}: Cosa?<br />'''Sinister Strange''': "Tu sei felice, Stephen?". La domanda che... Christine Palmer... mi ha fatto al suo matrimonio. Ho detto: "Sì, certo che sono felice! Sono un mago con il potere degli dei. Quale uomo non sarebbe felice?" E poi sono tornato in questa maledetta casa stregata, mi sono seduto e mi sono chiesto perché avessi mentito. Non ho mai voluto che tutto questo accadesse. Cercavo un mondo dove le cose fossero diverse. Poi avevo Christine, dove io ero felice. Ma non l'ho trovato. Ho trovato soltanto altri noi. Allora ho fatto un favore agli altri Stephen. {{NDR|con tono sadico}} Hai mai fatto quel sogno in cui stai cadendo come se tu fossi stato spinto da un palazzo altissimo? {{NDR|Strange lo guarda scioccato e stranito}} Ecco, probabilmente ero io. {{NDR|gli mostra un occhio sulla fronte a causa dell'oscuro libro del Darkhold}} Il Darkhold esige un pesante tributo.<br />'''Dottor Strange''': Okay. Motivo in più per finirla e passarlo a me.<br />'''Sinister Strange''': Ecco il patto: ti permetterò di usare il Darkhold se mi darai la tua Christine.<br />'''Dottor Strange''': Sì, non credo che lei sarebbe d'accordo.<br />'''Sinister Strange''': No? {{NDR|[[Ultime parole dal Marvel Cinematic Universe|ultime parole]]}} L'immaginavo. {{NDR|iniziano a combattersi}}
*'''Christine Palmer (Terra-838)''': Cosa ci fai con il Darkhold?! Vuoi fare il Dreamwalking?!<br />'''Dottor Strange''': È qualcosa di più del Dreamwalking.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Tutti voi Strange siete uguali!<br />'''Dottor Strange''': Lo so. Hai ragione. Siamo tutti uguali. Ma adesso quella giovane {{NDR|America}} ha bisogno di me. E non posso fare assolutamente nulla senza il tuo aiuto. Mentre sono incosciente, proteggi il mio corpo in caso loro mi attaccassero per la violazione.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': "Loro" chi?<br />'''Dottor Strange''': Le anime dei dannati.
*'''Wanda Maximoff/Scarlet Witch''': Il Dreamwalking! Che ipocrita!<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|controllando il cadavere del Defender Strange}}: Questa volta per uccidermi non basterà uccidermi! {{NDR|inizia il combattimento finale}}
*'''Dottor Strange''': Sono io nel corpo dell'altro me {{NDR|Defender Strange}}.<br />'''America Chavez''': Vuoi prendere i miei poteri, vero? Prima che lo faccia Wanda. Okay. Ora capisco.<br />'''Dottor Strange''': No, America. Voglio dirti di averti fiducia in te stessa. Di fidarti dei tuoi poteri. È così che la fermeremo.<br />'''America Chavez''': Ma non riesco a controllarli. Io...<br />'''Dottor Strange''': Sì, invece. Hai sempre saputo farlo. Ogni volta che ci hai aperto un portale, dove ci hai mandati esattamente dove dovevamo andare.<br />'''America Chavez''': E allora la prima volta?<br />'''Dottor Strange''': Anche quella ti ha portato a questo momento in cui prenderai a calci nel culo quella strega.
*'''Dottor Strange''': Stai bene?<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': È finita?<br />'''Dottor Strange''': Sì.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': America sta bene?<br />'''Dottor Strange''': Sta venendo qui a prenderci.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Wanda?<br />'''Dottor Strange''': No. {{NDR|lui e Christine vedono il libro del Darkhold a bruciare}} Dunque ha distrutto il Darkhold in tutti gli universi.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Ha fatto la cosa giusta.<br />'''Dottor Strange''': Sì, infatti.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Com'è il tuo universo?<br />'''Dottor Strange''': È molto bello. Vorrei potertelo mostrare.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Mi piacerebbe tanto. {{NDR|Stephen lo guarda almeno commosso e affascinato, ma lei si imbarazza}} Ma devo andare.<br />'''Dottor Strange''': Sì. Sì, lo so.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''': Però è un peccato. Sarebbe stata una grande incursione.<br />'''Dottor Strange''': Ti amo. Ti amo in ogni universo. Non è che io non ho voglia tenere a qualcuno o che qualcuno tenga a me. È che... È che ho paura.<br />'''Christine Palmer (Terra-838)''' {{NDR|quasi sul punto di piangere}}: Sì. Sì. {{NDR|toccando il viso di Stephen}} Affronta le tue paure. Dottor Strange.
*'''America Chavez''' {{NDR|mentre sta imparando agli incantesimi dei Maestri delle Arti Mistiche}}: Come fa ad essere più difficile di un portale del multiverso?!<br />'''Dottor Strange''': Deve essere più calma e più paziente.<br />'''Wong''': Mi ricorda un allievo che conoscevo. Come ti senti?<br />'''Dottor Strange''': Perché me lo chiedi?<br />'''Wong''': Hai usato il Darkhold per camminare nei sogni del tuo cadavere. {{NDR|si riferisce al Defender Strange}}<br />'''Dottor Strange''': Oooh, sì, certo, quello. Sto bene. Ma voglio chiederti io una cosa. Tu sei felice?<br />'''Wong''': Questa è... una domanda interessante.<br />'''Dottor Strange''': Pensi di poterlo essere salvando il mondo, ma... non è così.<br />'''Wong''': A volte mi fermo a pensare alle mie altre vite. Tuttavia sono riconoscente a questa. Anche con le sue tribolazioni.<br />'''Dottor Strange''': Almeno non dobbiamo viverla da soli.<br />'''Wong''': No, infatti.
*'''America Chavez''': Aspetta. Come butta? {{NDR|per le sue insegnamenti d'incantesimi}}<br />'''Dottor Strange''': Butta.<br />'''America Chavez''': Ho fatto le scintille.<br />'''Dottor Strange''': Bene. Le genitrici sarebbero fiere di te, spero che un giorno gliele farei vedere. {{NDR|fa per entrare al suo santuario nel cerchio portale}}<br />'''America Chavez''': Stephen. Sono contenta di essere finita nel tuo universo.<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|sorridendo}}: Anch'io, giovane. Anch'io.
*{{NDR|Nella scena durante i titoli di coda}}<br />'''Clea''': Dottor Strange?<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|si volta}}: Posso aiutarla?<br />'''Clea''': Lei ha causato un'incursione e dobbiamo a rimediare. {{NDR|apre il portale della Dimensione Oscura}} Sempre che non abbia paura.<br />'''Dottor Strange''' {{NDR|mostrando di nuovo l'occhio sulla fronte}}: No, per niente.
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
{{NDR|Nella scena finale dopo i titoli di coda}} È finito! ('''Venditore di polpette di pizza (Terra-838)''')
==Note==
<references/>
== Altri progetti ==
{{interprogetto}}
{{Marvel Cinematic Universe}}
{{X-Men}}
[[Categoria:Film del Marvel Cinematic Universe]]
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Rumen Radev
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Official portrait of Rumen Radev (2026).jpg|thumb|Rumen Radev]]
'''Rumen Georgiev Radev''' (1963 – vivente), politico bulgaro.
==Citazioni di Rumen Radev==
*Vicino a noi, in [[Ucraina]], [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|infuria una guerra]]. Il grande compito davanti alla classe politica è salvare la [[Bulgaria]] da questo incendio. Gli elettori e la storia non perdoneranno coloro che, per frivolezza o egoismo, spingerebbero il Paese alla guerra. I guerrafondai ci sono sempre stati ma spero siano una minoranza nella 48ª Assemblea nazionale<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/politica/2022/10/19/bulgaria-oggi-prima-seduta-del-nuovo-parlamento_cfc042fa-b057-4e8c-89d9-1a559fbc3d91.html Bulgaria: oggi prima seduta del nuovo parlamento]'', ''Ansa.it'', 19 ottobre 2022.</ref>
==Note==
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==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Radev, Rumen Georgiev}}
[[Categoria:Politici bulgari]]
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== FIST ==
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!valign='top' rowspan=1|[[Barbara Lezzi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Billy May]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Buchi Emecheta]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Camille Parmesan]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Carl Gustaf Tessin]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Carl Karcher]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Carl Sternheim]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Carles Riba]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Carles Riba 19201923.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Carlo Antonio Broggia]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Broggia - Memoria ad oggetto di varie politiche ed economiche ragioni e temi di utili raccordi che in causa del monetaggio di Napoli s'espongono e propongono - 5817906.tif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Carlo Ederle]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Carlo Fecia di Cossato]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Carlo Fecia di Cossato.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Carlo Mazzarella]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mazzarella Monicelli Masina.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Carlo Sibilia]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Carlo Sibilia daticamera 2018.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Carlo Troya]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Carlo Troya.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=2|[[Carlos Drummond de Andrade]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Carlos Drummond de Andrade, 1970.tif|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Carmine Senise]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Roma - Viminale.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Cecília Meireles]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Cecília Meireles, sem data.tif|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Charles Didier]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Didier Charles.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Chico Buarque]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Chico Buarque no BRAVO.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Christoph Scheiner]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Scheiner christoph.gif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Christopher Bullock]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Christopher Bullock; knighted in 1932 at Buckingham Palace.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Clemente Bondi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Portret van Clemente Bondi, RP-P-1909-6070.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Danny DeVito]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:DannyDeVitoHWOFAug2011.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[David Diop]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Diop gros plan.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Didier Fassin]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Didier Fassin.tiff|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Domenico Benivieni]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Benivieni - Scala della vita spirituale sopra il nome di Maria, 1497 - 2472698.tif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Dominique Lapierre]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:The President, Smt. Pratibha Devisingh Patil presenting the Padma Bhushan to Mr. Dominique Lapierre, at an Investiture-I Ceremony, at Rashtrapati Bhavan, in New Delhi on May 05, 2008.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Edward Aveling]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Aveling-Edward.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Edward Bunker]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Edward Bunker.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Elizabeth Betty Ryan]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:BettyRyan.tif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Fabrizio Quattrocchi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Tomba di Farbrizio Quattrocchi - panoramio.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Fatema Mernissi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Fatima Mernissi 2004 Al Azm Mernissi Soroush Mernissi cropped.tiff|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Federico Frezzi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Federico Frezzi.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ferdinando Russo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ferdinando Russo - Portrait (1913).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Frances Haugen]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Francesco Jovine]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:F. Jovine.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Franco Freda]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Freda con gli avvocati del collegio di difesa.tif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Franco Scaglia]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" | <br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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!valign='top' rowspan=1|[[Frans Masereel]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jules De Bruycker - Frans Masereel in his studio.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Jules_De_Bruycker_-_Frans_Masereel_in_his_studio.jpg File]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Franz Hengsbach]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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!valign='top' rowspan=2|[[Franz Hermann Schulze-Delitzsch]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Hermann Schulze-Delitzsch Grüne BNF Gallica.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Fred Chappell]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Fred Chappell and Les Daniels Attending the Craft of the Horror Writer Panel, 18 August, 1990.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Friedrich Spielhagen]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gaetano Polidori]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:1948GaetanoPolidoribyDanteGabrie3lRossettip122.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gerald Green]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Gerald Green at all-star PBL game 2011 (2).JPG|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gian Piero Galeazzi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gianni Granzotto]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gianni Merlo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gianni Vernetti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gichin Funakoshi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Gichin Funakoshi - Heian Nidan (2).png|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gigi Marzullo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gilbert Cesbron]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Cesbron Harcourt 1947 3.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gilles Deleuze]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Gino Birindelli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ginobiri.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Gino Landi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Gino Landi.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Giorgio Carbone]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Seborga Coin - Prince.JPG|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Giorgio Locchi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giorgio Locchi.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Giorgio Ruffolo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Giorgio Stracquadanio]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Stracquadanio Giorgio Clelio.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giotto Dainelli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giotto Dainelli.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Giovan Battista Pigna]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:G B Pigna incisione.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giovanbattista Venditti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giovanbattista Venditti 2017.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giovanni Bona]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Portret van kardinaal Johannes Bona, RP-P-1905-159.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giovanni Capurro]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giovanni Capurro.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giovanni De Carolis]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:GDC.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giovanni Diodati]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jean Diodati (1576-1649), théologien genevois, professeur à l'Académie, recteur de 1608 à 1610, a traduit la Bible en français et en italien.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Jean_Diodati_%281576-1649%29%2C_th%C3%A9ologien_genevois%2C_professeur_%C3%A0_l%27Acad%C3%A9mie%2C_recteur_de_1608_%C3%A0_1610%2C_a_traduit_la_Bible_en_fran%C3%A7ais_et_en_italien.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Jean_Diodati_%281576-1649%29%2C_th%C3%A9ologien_genevois%2C_professeur_%C3%A0_l%27Acad%C3%A9mie%2C_recteur_de_1608_%C3%A0_1610%2C_a_traduit_la_Bible_en_fran%C3%A7ais_et_en_italien.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giovanni Evangelista Di Blasi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giovanni Evangelista Di Blasi.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giovanni Marchetti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giovanni Marchetti.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Giovanni_Marchetti.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Giovanni_Marchetti.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Giovanni_Marchetti.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=2|[[Giovanni Mocenigo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=2|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Gentile bellini, ritratto del Doge Giovanni Mocenigo.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Gentile_bellini%2C_ritratto_del_Doge_Giovanni_Mocenigo.jpg File]<br/>
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|-
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giovanni Mocenigo - Bellini 1478-1485.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Giovanni_Mocenigo_-_Bellini_1478-1485.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Giovanni_Mocenigo_-_Bellini_1478-1485.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Giovanni_Mocenigo_-_Bellini_1478-1485.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giovanni Pontano]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Pontanus.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Pontanus.JPG File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Pontanus.JPG Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Pontanus.JPG?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giovanni Vailati]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giovanni Vailati 2.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Giovanni_Vailati_2.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Giovanni_Vailati_2.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Giovanni_Vailati_2.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giovanni da Pian del Carpine]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Central Asian trade routes.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Central_Asian_trade_routes.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Central_Asian_trade_routes.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Central_Asian_trade_routes.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giulia Terzi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giulia Terzi.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Giulia_Terzi.JPG File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Giulia_Terzi.JPG Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Giulia_Terzi.JPG?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giulio Cesare Cordara]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giulio Cordara (1704-1773).gif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giuseppe Amisani]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Autoritratto-giuseppe-amisani.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giuseppe Aurelio Costanzo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Aurelio Costanzo.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giuseppe Battista]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giuseppe Bencivenni Pelli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Portret van jurist Giuseppe Bencivenni Pelli, RP-P-1909-5136 (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giuseppe Fiorelli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giuseppe Fiorelli.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giuseppe Giannini (calciatore)]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giuseppe Lumia]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:GiuseppeLumia RiberaSocialForum190211 4.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giuseppe Pisanu]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Beppe Pisanu.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Giuseppe Tellera]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Giuseppe Terragni]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Como, ex casa del fascio 04.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Glauber Rocha]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Glauber Rocha, sem data.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Glenn Burke]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Oakland Athletics logo 1983 to 1992.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Glenn Strömberg]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Glenn Strömberg 2013-09-16 001.tiff|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Goliarda Sapienza]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:G.sapienza.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Gregory Bateson]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mary Catherine Bateson & Sergio Manghi at a conference, 2004.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Gualtiero Jacopetti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Gualtiero Jacopetti (196?).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Guido Carocci]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Guido Carocci.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Guido Tonelli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:GTonelli@CERN.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Guido del Giudice]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Guido del giudice.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Guittone d'Arezzo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giorgio Vasari - Six Tuscan Poets - Google Art Project.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Gunter Demnig]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Stolpersteinverlegung in Pitten (07).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Gustavo Colonnetti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Gustavo Colonnetti.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Gyula Illyés]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Illyes Gyula (Bahget Iskander).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Gyoki]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Gyouki 1.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Géza Gárdonyi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Geza gardonyi.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=3|[[Günther Oettinger]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=3|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Guenther h oettinger 2007-portrait.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Günther Oettinger - 2019102200254 2019-04-12 Radio Regenbogen Award 2019 - Sven - 1D X MK II - 1183 - AK8I0353.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Guenther h oettinger 2007.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Hans-Joachim Gehrke]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Hans-Joachim Gehrke.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Hans Bemmann]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Hans Bemmann Fritz Berger pinx.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Harry Martinson]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Harry Martinson.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Hashim Thaçi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Karin Kneissl trifft Kosovos Präsident Hashim Thaci (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Karin_Kneissl_trifft_Kosovos_Pr%C3%A4sident_Hashim_Thaci_%28cropped%29.jpg File]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Hasso von Manteuffel]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Bundesarchiv Bild 146-1976-143-21, Hasso von Manteuffel.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Bundesarchiv_Bild_146-1976-143-21%2C_Hasso_von_Manteuffel.jpg File]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Hayford Peirce]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Hayford Peirce (Tucson, 2006).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Hayford_Peirce_%28Tucson%2C_2006%29.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Hayford_Peirce_%28Tucson%2C_2006%29.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Hayford_Peirce_%28Tucson%2C_2006%29.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Heinrich Barth]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Barth Unterschrift.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Barth_Unterschrift.jpg File]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Heinrich Brockhaus]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Heinrich Brockhaus.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Heinrich_Brockhaus.jpg File]<br/>
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[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Heinrich_Brockhaus.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Heinrich Neuhaus]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:??????? ?????? ?????????? (???????) (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Hendrik Marsman]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Henri Lefebvre]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Henri Mondor]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Henri Mondor (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Henri René Guieu]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Herbert Butterfield]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Herman Gorter]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Hilary Hahn]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Hortensio Félix Paravicino]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:ElGreco-HortensioParavicino.jpeg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Howard Walter]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Hubert de Givenchy]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Husain Al-Musallam]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Husain Al-Musallam.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Hwang Sok-yong]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Hwangsokyoung2014.png|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Hyman Minsky]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:HymanMinsky-1.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Iain Chambers]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Iain Chambers Composer.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Icilio Guareschi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Icilio Guareschi, dal 1885 al 1918 - Accademia delle Scienze di Torino 0038 B.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Igino Giordani]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Giordani con i giovani.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Igor Sibaldi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Igor sibaldi.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Inge Scholl]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Weingarten Geschwister-Scholl-Schule Grundstufe 2.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ion Barbu]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ion Barbu.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ira Levin]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ira Levin - Campinas 22.11.2008 (3347616696).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Irene Montero]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Irene Montero 2020 (portrait).jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Irma Brandeis]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:IrmaBrandeis1926.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Irmgard Keun]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Rathausturm Köln - Keun-3437.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Isabella Bertolini]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Isabella Bertolini.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Isabelle Stengers]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Isabelle-stengers.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Isidora Sekulic]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Isidora Sekulic 1996 Yugoslavia stamp.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ivan Scalfarotto]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ivan Scalfarotto daticamera 2018.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ivonne Bordelois]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ivonne Bordelois (2011).jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ja'far al-Sadiq]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:JafarSadeqSVG.svg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jack Whyte]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jack Whyte.png|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jacopo Gasparini]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jacopo Gasparini.gif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jacquelyn Mitchard]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jacqueline mitchard 5213003.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jacques Lacarrière]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jacques Lacarrière- FIG 1998.jpg|thumb]]<br/><br/>
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?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jacques Rancière]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" | <br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jacques Spitz]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jacques Spitz.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[James Agee]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Frank Tengle, Bud Fields, and Floyd Burroughs, cotton sharecroppers, Hale County, Alabama.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jamie Babbit]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jamie Babbit.PNG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jan Guillou]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jan Guillou.1, Bokmässan 2022.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Janet Frame]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Janice Galloway]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Janice Galloway at the Beverley Literature Festival 2011 (6266188134).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Janus Pannonius]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jas Gawronski]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jas Gawronski.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jaume Cabré]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:50 anys Premi d'Honor de les Lletres Catalanes 181110 0228 dc (45808686712).jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jay Haley]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean-Claude Izzo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jean-Claude Izzo-FIG 1997.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean-François Melon]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Melon - Essai politique sur le commerce, 1754 - 5717500.tif|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean-Louis Comolli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jean-Louis Comolli - Prix François Mauriac 2018 (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean-Louis Guez de Balzac]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean-Pierre Thiollet]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jean-Pierre Thiollet (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean-Roch Coignet]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean Bertaut]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean Passerat]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jean Passerat.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean Renoir]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean Twenge]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean Wahl]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Photo de Jean Wahl.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean de Dunois]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jean de Dunois.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Jean de La Varende]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:J. de La Varende.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jennifer Higdon]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jennifer Higdon at 2014 Cabrillo Festival of Contemporary Music.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jerry Reinsdorf]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Chicago White Sox and Bulls Owner Jerry Reinsdorf (5696662265) (3x4a).jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Joanna Russ]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Johann Gustav Droysen]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Johann Gustav Droysen - Imagines philologorum.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Johann Michael Moscherosch]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Johann Michael Moscherosch.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[John Jackson Miller]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:John Jackson Miller (27 March 2022).tif|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[John Lutz]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Lutz, John (WGA).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[John Webster]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Duchess of Malfi title page.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Johnny Welch]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:JohhnyWelchGoudeycard.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jorge Manrique]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jorge Manrique portrait.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Jorie Graham]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jorie Graham 2007 (2).png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Josep Bartolí]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Soldat del Poble.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Josep Carner]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Josep Carner 1970.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Joseph Epstein]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Place Joseph-Epstein, Paris 20.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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!valign='top' rowspan=1|[[José López Rubio]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:José López Rubio.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[João Saldanha]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:João Saldanha (1973).tif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Juan de Jarava]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Jarava, Juan de – Philosophia natural, 1557 – BEIC 4685190.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Julian Bigelow]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Julian Bigelow (ca1950).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Juliusz Slowacki]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Juliusz Slowacki 1.PNG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Karl-Otto Apel]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Karl Julius Beloch]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Kenneth Clark]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Kenneth Clark photographed by Herbert Lambert.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=2|[[Kit Connor]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=2|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Kit Connor by @maylischnapp.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Kit Connor at The Gray Man Premiere.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Knut Schmidt-Nielsen]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Left to right Bodil Mimi Krogh Schmidt-Nielsen (b. 1918), Knut Schmidt-Nielsen (1915-2007), and Barbara Wagner.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Kristen Vigard]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Kristen Vigard, Guiding Light.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Kristijonas Donelaitis]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Donelajtis podglad.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[L. J. Smith]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:L.J. Smith.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Ladislav Mnacko]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ladislav Mnacko 1919-1994, Slovak writer and journalist.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Larry McMurtry]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Larry McMurtry Photo Last Picture Show 1966.png|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Laura Battiferri]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Laura Battiferri by Angelo Bronzino.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Laura Conti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Lawrence Block]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Le Vibrazioni]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Le Vibrazioni 2007.JPG|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Lee Isaac Chung]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Lee Isaac Chung VOA interview.png|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Leo Baeck]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Bust of Leo Baeck.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Leo Spitzer]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Leo Spitzer.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Leonora Carrington]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Leopoldo Franchetti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Leopoldo Franchetti.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Liborio Romano]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Liborio Romano.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Lionardo Salviati]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Leonardo Salviati.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Liu Xiaobo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Liu Zongyuan]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Liu Zongyuan.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Loredana De Petris]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Loredana De Petris datisenato 2018.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Luca Montuori]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Generale Montuori.gif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Luce d'Eramo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Luced'Eramo1946.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Luciana Peverelli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Luciana Peverelli 1933.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Luciano Mecacci]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:L. Mecacci.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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[//commons.wikimedia.org/wiki/File:L._Mecacci.png Description]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Lucio Piccolo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Lucio Piccolo e Giuseppe Tomasi di Lampedusa.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Lucio_Piccolo_e_Giuseppe_Tomasi_di_Lampedusa.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Lucio Russo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:LucioRusso-2.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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!valign='top' rowspan=1|[[Ludwig Klages]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Ludwig Strümpell]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Luigi Bertoldi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Luigi Bonazzi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Luigi Manconi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=2|[[Luigi Miceli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Luigi Natoli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Luigi Tosti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Luisa Bergalli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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!valign='top' rowspan=1|[[Marc Laidlaw]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Marc Laidlaw 2011.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Marcel Wanders]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Marcelo Caetano]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Marco Bollesan]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Rugby Italia - Germania Ovest 1968.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Marco Vichi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Marco Vichi.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Margaret Deland]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Margherita Guidacci]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Via della mattonaia 43, casamento dove abitò margheria guidacci.JPG|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Maria Angela Ardinghelli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Petrus Joannes Windler Tentamina de causa electricitatis (011).png|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Maria Grazia Buccella]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Maria Grazia Buccella (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Maria Kuncewiczowa]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Maria Kuncewiczowa.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Maria Tipo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Augusto De Luca - Ritratto a Maria Tipo.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Mario Brunello]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:M.Brunello03.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Mario Fortunato]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Mario Missiroli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mario Missiroli.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Mark Phillips]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mark Phillips 1980.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Mark Pivarunas]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Pivarunas talk.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Mark Strand]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Markstrand012.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Mary Astell]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Reynold' Study for a portrait.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Mary Everest Boole]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mary Everest Boole.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Mary Heaton Vorse]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mary Heaton Vorse in 1915 - Noordam-delegates-1915 (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Masahiro Sakurai]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Masahiro Sakurai at Harada's Bar 2021.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Massimiliano Rosolino]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Max Rosolino.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Massimo Bray]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Massimo Bray - 2018 (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Massimo Fagioli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Massimo Fagioli 14 settembre 2013.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Massimo Giletti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Gianni Lora Lamia-Massimo Giletti-Emilio Giletti 2001 Season Nissan Motorsport Team Presentation-.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Massimo Giuliani]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:I patriarchi 7.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/I_patriarchi_7.jpg File]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Massimo Marchiori]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Massimo Marchiori & Tim Berners-Lee.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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!valign='top' rowspan=1|[[Massimo Mila]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Massimo Teodori]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Masuccio Salernitano]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Matthew Fox]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Maureen O'Connor]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Mauro Boselli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Mauro Milanese]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Maximilien Misson]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Nouveau Voyage d'Italie.tif|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Maya Tiwari]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Meenakshi Reddy Madhavan]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Meenakshi Reddy Madhavan.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Mehmet Günsür]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Melchor Cano]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Melissa Holbrook Pierson]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Meyer Schapiro]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Michel Djotodia]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Michel Djotodia in 2020.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Michele Alboreto]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:SCA 0028 MICHELE ALBORETO - Ferrari F 1-87 - 1987 neg. 417 10x15 R.JPG|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Michele Moramarco]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Michele Moramarco.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Miguel de Castro]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Mihály Vörösmarty]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Barabas-vorosmarty.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Milan Rúfus]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Busta Milana Rufusa Teodor Banik 2005 59.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Mimmo Liguoro]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mimmo Liguoro1.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Miriam Mafai]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Miriam Mafai XII legislatura.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Miron Costin]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Miron Costin - Foto01.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Mirwaiz Umar Farooq]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mirwaiz Umer Farooq.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Mitchell Wolfson]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mitchell Wolfson (1900-1983) in 1947.png|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Mozi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Nalini Nadkarni]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Nalini Nadkarni speaking at TED in 2009.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Nasir al-Din al-Tusi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Nasir al-Din al-Tusi portrait.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Natascha Kampusch]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Natascha Kampusch - Buchmesse Wien 2019.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Nazareno Strampelli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Strampelli.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Nele Neuhaus]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Nele Neuhaus 2016.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Niccolò Campriani]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Niccolò Campriani (sport shooter).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Nicola Cosentino]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Nicola Cosentino.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Nicola Pfund]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Nicola Pfund.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Nicola_Pfund.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Nicola_Pfund.jpg Description]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Nicola Tumolero]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:2015 World Single Distance Speed Skating Championships, mens team pursuit (11).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/2015_World_Single_Distance_Speed_Skating_Championships%2C_mens_team_pursuit_%2811%29.jpg File]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Nicolai Hartmann]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:NicolaiHartmann-0-225x300.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/NicolaiHartmann-0-225x300.png File]<br/>
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[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/NicolaiHartmann-0-225x300.png?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Nicolao Colletti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Colletti - Dissertazioni d'algebra, 1787 - 774057.tif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Nikos Kavvadias]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Norbert Leser]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=2|[[Noubar Afeyan]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=2|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Noubar Afeyan at Global Innovation Forum 2022, Yerevan, Armenia by Xelgen.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Noubar Afeyan at Global Innovation Forum 2022, Yerevan, Armenia by Xelgen (closeup crop).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Noyz Narcos]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Noyz narcos with sunglasses and chain in the streets.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Oksana Lyniv]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:President took part in the festive Parade of Troops on the occasion of the 30th anniversary of Ukraine's independence. (51716327808) (cropped) (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Olga Ivinskaya]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Olin Downes]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:ODownes sig.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Olivier Clément]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Olivier Clément (DPJ - 2206141720).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Orazio Satta Puliga]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:1963 Orazio Satta Puliga.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Osama Zoghlami]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Athletissima 2022 8387.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Oscar Mammì]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Oscar Mammì daticamera.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Oskar Negt]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Oskar Negt.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Otto Jespersen]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Otto Jespersen.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Owen Barfield]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Owen Barfield.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Padmanabh Jaini]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Paola Taverna]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Paola Taverna datisenato 2018.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Paolo Alatri]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Paolo Bertolucci]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Paolo Bertolucci 1976 cropped.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Paolo Nicolai]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:20220817 European Championships Munich 2022 Paolo Nicolai 850 7738.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Paolo Pietrangeli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Pascal Quignard]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Pascal Quignard le 5 avril 2013.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Patrizia Valduga]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Valduga Santagostini.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Patrizio Oliva]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Paul Baran]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:With Paul Baran.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Paul Raynal]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Fotothek df pk 0000045 015 Szenenbilder.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Paul Stamets]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Paul Stamets with Agarikon.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Paul Sweezy]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:PaulSweezy.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Paul Wilhelm Schmiedel]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:(UAZ) AB.1.0887 Schmiedel.tif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Pedro Arrupe]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Pater Pedro Arrupe (nieuwe Jesuieten Generaal in Spanje), Bestanddeelnr 917-8326.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Per Daniel Amadeus Atterbom]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Per Daniel Amadeus Atterbom - lithograph.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Per_Daniel_Amadeus_Atterbom_-_lithograph.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Peter Bradshaw]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Peter Bradshaw.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Peter_Bradshaw.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Peter_Bradshaw.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Peter Fröberg Idling]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Peter Fröberg Idling.jpeg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Peter_Fr%C3%B6berg_Idling.jpeg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Peter_Fr%C3%B6berg_Idling.jpeg Description]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=2|[[Peter Kolosimo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=2|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Peter e Caterina Kolosimo Torino 1972-73.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Peter_e_Caterina_Kolosimo_Torino_1972-73.png Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Peter_e_Caterina_Kolosimo_Torino_1972-73.png?width=120 Thumb]
|-
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Peter Kolosimo Torino 1972-73.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Peter_Kolosimo_Torino_1972-73.png?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Peter Popham]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Peter Popham at the 2022 Chiswick Book Festival (52349686167).jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Phoolan Devi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Pierre-Jean Grosley]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Pierre Veber]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Piersanti Mattarella]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Pietro Castellitto]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Pietro Della Valle]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Pietro Ubaldi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Pina Picierno]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Pino Rauti]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Pino Rauti camera.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=2|[[Pio Rajna]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=2|Wikidata
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Pio Rajna, ante 1930 - Accademia delle Scienze di Torino 0068 B.jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Pío del Río Hortega]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Pío del Río Hortega.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Rabbi Akiva]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Raghad Hussein]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Raja'a Alem]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mohammed Achaari and Rajaa Alem, joint winners of the 2011 Arabic Booker Prize.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ramón de Mesonero Romanos]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ramón de Mesonero Romanos, de Víctor Manzano y Mejorada.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Raoul de Navery]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Raoul de Navery BNF Gallica.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Raymond Lindeman]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Regina Jonas]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Reginald Bosworth Smith]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Reginald Bosworth Smith Pouncy.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Reginald VelJohnson]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Reginald VelJohnson, 2021 (579134550).jpg|thumb]]<br/><br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Rena Owen]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Rena Owen.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[René Fülöp-Miller]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Fülöp-Miller René, Literatura, 1934.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[René Levasseur]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Rene Levasseur.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[René Maran]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:René Maran-1930.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Riccardo Di Segni]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Di Segni (6215041808) crop.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Richard Connell]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Richard Connell, circa 1923.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Richard Price]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Dr Richard Price, DD, FRS - Benjamin West.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Richard Ramirez]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Richard Ramirez 1984 mug shot.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Rino Formica]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Rino Formica.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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!valign='top' rowspan=1|[[Rita dalla Chiesa]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Rita Dalla Chiesa daticamera.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Robert Mallet]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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!valign='top' rowspan=1|[[Robert Redeker]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Roberto Cammarelle]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Roberto Fiore]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:2018-11-17 - Roberto Fiore - 3823.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Roberto Giolito]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:2004 Fiat Trepiuno concept.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Roberto Piumini]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Roberto Piumini BookCity 2016.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Rocky Graziano]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Roger Caillois]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:UNESCO History, Roger Caillois - UNESCO - PHOTO0000002654 0001 (cropped).tiff|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Romolo Gessi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ronald Mourad Cohen]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ronald Cohen at Social Capital Markets.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ronald Searle]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:In the Jungle - Self Portrait, Konyu, Thailand Jungle, July 1943 Art.IWMART1574776.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Rosa Maria Di Giorgi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Rosa Maria Di Giorgi daticamera 2018.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Rutger Kopland]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:RutgerKopland1997.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[S. J. Perelman]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:SJ Perelman (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[S. N. Behrman]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Behrman-1938.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Sallum]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Sallum.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Salvator Gotta]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Salvatorgotta1.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Salvatore Cuffaro]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Cuffaro foto del18 sett.2006 044.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Samuel Little]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Samuel Little.webp|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Samuele Romanin]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Bust of Samuele Romanin. Panteon Veneto; Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Sandro Lopopolo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Sandro Lopopolo 1960.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Santiago Posteguillo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Santiago Posteguillo.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Sara Blædel]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Sare blædel Wine & Crime Politikens forlag.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Sara Cunial]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Sara Cunial daticamera 2018.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Sarah Bakewell]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Sarah Bakewell NBCC 2011 Shankbone (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Sarah Hopkins Bradford]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Bradford3.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Scipione Ammirato]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Portret van Scipione Ammirato Portretten van beroemde Italianen met wapenschild in ondermarge (serietitel), RP-P-1909-4607.jpg|thumb]]<br/><br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Sebastiano Satta]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Satta Ciusa.jpeg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Shana Alexander]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Shana Alexander, RIT NandE Vol10Num6 1978 Oct19 Complete.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Shirley Jackson]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Silvano Maria Tomasi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Archbishop Tomasi at WIPO Dip Con in Marrakech.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Silvia Montefoschi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Silvia Montefoschi em Milão.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Silvio Milazzo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Silvio Milazzo.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Skiantos]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" | <br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Solomon Lefschetz]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:LefschetzSolomon Moscow1935.tif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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[//commons.wikimedia.org/wiki/File:LefschetzSolomon_Moscow1935.tif Description]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Sophia Elisabet Brenner]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Sophia Elisabet Weber, 1659-1730, gift med Elias Brenner (Georg Engelhard Schröder) - Nationalmuseum - 15664 (cropped).tif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Sosei]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Hyakuninisshu 021.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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!valign='top' rowspan=1|[[Souad Sbai]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Souad Sbai daticamera 2008.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Sperone Speroni]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Tiziano Vecellio, Ritratto di Sperone Speroni, 1544, Treviso Museo Civico Luigi Baldin.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Stanislav Grof]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Stefano Antonio Morcelli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Portret van Stefano Antonio Morcelli Portretten van beroemde Italianen in ovalen (serietitel), RP-P-1909-4730.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Stefano Raimondi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Stefano Raimondi.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=2|[[Steve Perry]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=2|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Steve Perry.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Steven Okazaki]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Steven Okazaki on Dulce Osuna.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Stratis Myrivilis]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Stratis Myrivilis.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Stuart Pimm]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Stuart Pimm.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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!valign='top' rowspan=1|[[Sunisa Lee]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Sunisa-lee-2021-uschamps.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Suzuki Shosan]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Suzuki Shôsan.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Sándor Weöres]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Weöres Szombathely.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tahereh Mafi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Tahereh Mafi (21994).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tamara Hundorova]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Tamara Hundorova.JPG|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tananai]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Tananai during an interview for Radio Bruno in 2022.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tania Di Mario]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Setterosa Olimpiadi.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tatiana Niculescu Bran]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Tatiana Niculescu.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=3|[[Telford Taylor]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=3|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Milch Case Prosecution (cropped) (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Brig. Gen. Telford Taylor presents the opening statement for the prosecution in the Doctors' Trial.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Brig. Gen. Telford Taylor - DPLA - ddb8046643694ede254b66c3caad9818 (cropped).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Teodoro Buontempo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Teodoro Buontempo (2006).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Teresa Carniani]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Teresa Carniani.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Thomas Greanias]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Thomas Greanias official headshot.jpeg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Thomas Heywood]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ifyouknownot.gif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tim Winton]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Tim Winton375-500e.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tina Lagostena Bassi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Tina Lagostena Bassi.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tommaso Campailla]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Tommaso Campailla.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Tommaso_Campailla.jpg File]<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tommaso Stigliani]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Portret van Tomasso Stigliani Eques Thomas Stilianus Appulus (titel op object), RP-P-1909-5012.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Portret_van_Tomasso_Stigliani_Eques_Thomas_Stilianus_Appulus_%28titel_op_object%29%2C_RP-P-1909-5012.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Portret_van_Tomasso_Stigliani_Eques_Thomas_Stilianus_Appulus_%28titel_op_object%29%2C_RP-P-1909-5012.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Portret_van_Tomasso_Stigliani_Eques_Thomas_Stilianus_Appulus_%28titel_op_object%29%2C_RP-P-1909-5012.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tonino Zugarelli]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Tonino Zugarelli.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Tonino_Zugarelli.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Tonino_Zugarelli.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Tonino_Zugarelli.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tony Sansone]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Anthony J. Sansone.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Anthony_J._Sansone.png File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Anthony_J._Sansone.png Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Anthony_J._Sansone.png?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Tony Scott]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" | <br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Anthony_Scott.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Anthony_Scott.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Anthony_Scott.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ugo Mulas]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Paolo Monti - Serie fotografica - BEIC 6346633.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Paolo_Monti_-_Serie_fotografica_-_BEIC_6346633.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Paolo_Monti_-_Serie_fotografica_-_BEIC_6346633.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Paolo_Monti_-_Serie_fotografica_-_BEIC_6346633.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Professor Dr. Ulrich von Wilamowitz-Moellendorf.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Umberto Scapagnini]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Umberto Scapagnini.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Usama ibn Munqidh]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:????? ?? ????.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vasco Graça Moura]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Vasco Graça Moura - Prémio Europa David Mourão-Ferreira 2010.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vergílio Ferreira]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Vergílio Ferreira at Aeroporto metro station (25279908008).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vespasiano da Bisticci]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Vespasiano da Bisticci-Miniatur.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Villem Grünthal-Ridala]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Villem Grünthal–Ridala.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vincenza Armani]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Gemälde des Hieronymus Francken - Die Compagnia dei Comici Gelosi bei einer Aufführung in Paris.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vincenzo Borghini]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Federico Zuccaro - Portrait of Vincenzo Borghini - WGA26023.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vincenzo Consolo]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Vincenzo Consolo (2010).jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vincenzo Regina]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Mons. Vincenzo Regina.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Violette Leduc]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
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<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Virginie Viard]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Virginie Viard filmed by Sofia Coppola.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Virginio Gayda]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Virginio Gayda.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vito Santarsiero]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Vito Santarsiero, Member of the Regional Council of Basilicata, Italy.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vittorio Hösle]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Vittorio Hoesle 2020.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vittorio Rossi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:VRossi.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Vonda N. McIntyre]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Vonda mcintyre.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Wade Miller]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Wade Miller.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Wali Mohammed Wali]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Wali Mohammed Wali New.svg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Walter Haut]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Walter Haut 1947.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Walter Map]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Français 123, fol. 129, Gautier Map, Aliénor d'Aquitaine, Henri II Plantagenêt.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Walter Tevis]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:27queensgambitbook-articleLarge.webp|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Werner Jaeger]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Liebermann Werner Jaeger.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Wilhelm Herrmann]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Joh Geo Wil Herrmann.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=2|[[Wilhelm Lehmann]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=2|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Bueste Wilhelm Lehmann.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Wilhelm-Lehmann-Bueste Eckernförde rechts.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Wilhelm Waiblinger]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Wilhelm Waiblinger.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Will Durant]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ariel and Will Durant.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Yehuda Alharizi]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Sefer Refu' at ha Geviyah, Judah Al Harizi.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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|-
!valign='top' rowspan=1|[[Zoë Heller]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Zoë Heller English write D Shankbone adapted.tif|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Zo%C3%AB_Heller_English_write_D_Shankbone_adapted.tif File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Zo%C3%AB_Heller_English_write_D_Shankbone_adapted.tif Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Zo%C3%AB_Heller_English_write_D_Shankbone_adapted.tif?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Émile Meyerson]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:??????? ???? ( 1859-1933) .-PHG-1028996.png|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
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[//commons.wikimedia.org/wiki/File:%D7%9E%D7%90%D7%99%D7%A8%D7%A1%D7%95%D7%9F_%D7%90%D7%9E%D7%99%D7%9C_%28_1859-1933%29_.-PHG-1028996.png Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/%D7%9E%D7%90%D7%99%D7%A8%D7%A1%D7%95%D7%9F_%D7%90%D7%9E%D7%99%D7%9C_%28_1859-1933%29_.-PHG-1028996.png?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[O no Yasumaro]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Ono-Yasumaro.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Ono-Yasumaro.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Ono-Yasumaro.jpg Description]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Ono-Yasumaro.jpg?width=120 Thumb]
|-
!valign='top' rowspan=1|[[Otomo no Tabito]]<br/><small>has 0 image(s)</small>
!valign='top' rowspan=1|Wikidata
|valign='top' bgcolor="#CCCCFF" |[[File:Otomo Tabito.jpg|thumb]]<br/><br/>
<br/>
?×? (? bytes)
| bgcolor="#CCCCFF" |[//commons.wikimedia.org/wiki/Special:Redirect/file/Otomo_Tabito.jpg File]<br/>
[//commons.wikimedia.org/wiki/File:Otomo_Tabito.jpg Description]<br/>
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|didascalia =
|universo = [[Ken il guerriero]]
|autore = [[Buronson]]<br>[[Tetsuo Hara]]
|lingua originale = giapponese
|paese = Giappone
|nome = ケンシロウ
|nome traslitterato = Kenshirō
|soprannome = Ken<br>Uomo dalle sette stelle<br>Uomo dalle sette ferite<br>Il salvatore<br>Sterminatore di lupi
|relazioni = [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]] (fratello adottivo)
|attore = [[Gary Daniels]] <small>(''[[Il ritorno di Kenshiro]]'')</small>
|doppiatore = [[Akira Kamiya]] <small>([[Ken il guerriero#Anime|serie tv]] e [[Ken il guerriero (film)|film 1986]])</small><br>[[Takehito Koyasu]] <small>(''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'')</small><br>[[Hiroshi Abe]] <small>(''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'' e ''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]'')</small>
|doppiatore italiano = [[Alessio Cigliano]] <small>([[Ken il guerriero#Anime|serie tv]] e ridopp. [[Ken il guerriero (film)|film 1986]])</small><br>[[Sergio Luzi]] <small>(film 1986)</small><br>[[Andrea Mete]] <small>(''[[Il ritorno di Kenshiro]]'')</small><br>[[Massimo De Ambrosis]] <small>(''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'')</small><br>[[Lorenzo Scattorin]] <small>(''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]'', ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'' e ''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]'')</small><br>[[Maurizio Merluzzo]] <small>(serie tv 2026)</small>
}}
'''Kenshiro''', personaggio immaginario della serie di manga ed anime ''[[Ken il guerriero]]'', scritto da [[Buronson]] e disegnato da [[Tetsuo Hara]].
==Citazioni di Kenshiro==
===''[[Ken il guerriero]]''===
====Manga====
*Tu sei già morto. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
*Dinnanzi alla Divina scuola di Hokuto, la tecnica assassina definitiva tramandata esclusivamente a un unico successore, una freccia non è nulla di più di un bastoncino immobile. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
*Gli esseri umani usano solo il 30% della loro reale forza. Grazie agli insegnamenti della Divina scuola di Hokuto, io posso accedere al restante 70%. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
*Ho colpito i tōi, due punti dei 708 punti segreti di pressione. Quando estrarrò i miei pollici, ti rimarranno tre secondi di vita. Approfitta di quei tre secondi per pentirti dei tuoi crimini. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
*Sei così lento da farmi sbadigliare. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
*La Divina scuola di Hokuto è un'arte marziale assassina. È proprio col favore delle tenebre che esprime al meglio le sue potenzialità. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
*Ciò che mi ha cambiato è l'ossessione che tu mi hai insegnato! ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
*Hai forse scordato che sono un esperto dell'assassinio? Non basta certo avvicinarsi silenziosamente per prendermi alle spalle. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
*È stata la rabbia a sconfiggere le tue tecniche segrete. La mia rabbia più grande di qualunque ossessione! ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
*Se non volete morire, fatevi da parte. Fra me e voi c'è un abisso. [...] Pare che solo morendo riuscirete ad afferrare il concetto. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*Per me i Berretti rossi non sono che dei bambini. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*Pensavi davvero che avrei lasciato in vita feccia come te?! ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*Nessuna delle mie prede era mai riuscita ad avvicinarsi così tanto che me ne accorgessi. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*Io non ho più alcuna motivazione. Sono un uomo che ha perso tutto! Però... Le lacrime versate dai bambini che sono diventati le vittime di fanatici come voi... La loro tristezza... Ecco cosa mi ha portato ad affrontarti. La tua delirante ambizione finisce qui! ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*Ammetto che sei dotato di capacità straordinarie, che però in fin dei conti sono solo il risultato di venti o trenta anni di allenamento. Invece nelle mie vene scorre il sangue di un assassino, avendo appreso la Divina scuola di Hokuto e i suoi insegnamenti che vengono tramandati a un unico successore da 1800 anni. Io sono sempre stato un assassino, fin dal momento in cui sono nato. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*Sono sordo alle suppliche dei malvagi. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*Gli occhi innocenti dei [[Bambino|bambini]] distinguono meglio di tutti il [[Bene e male|bene dal male]]! ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]])
*Un tempo anch'io vivevo solo per una donna... Yuria... Lei era la mia fidanzata... ma un uomo la rapì! Così andai avanti unicamente per riaverla... Ma Yuria era già morta. E dopo che uccisi quell'uomo... l'unica cosa che provai fu una solitudine indescrivibile... ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]])
*Avrei preferito non usare i miei pugni su un buono a nulla come te, ma non ho altra scelta! ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]])
*Scegli un posto! Ma decidilo con cura, perché quello sarà il luogo dove morirai! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]])
*Ora rimpiango la mia ingenuità per averti permesso di vivere tutto questo tempo! Rimedierò al mio errore, qui e ora! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]])
*In tutti questi anni ho versato il sangue di innumerevoli avversari... rivali che consideravo miei amici. È stata la morte di quei formidabili rivali e amici a cambiarmi! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]])
*Hai dimenticato persino l'essenza della Divina scuola di Hokuto?! La [[rabbia]] rende il corpo resistente come l'acciaio! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]])
*Ti si addice una morte così orrenda! Fra pochi secondi il tuo corpo sparirà dalla faccia della Terra. Quest'incubo è finalmente finito! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]])
*Prima di [[Provocazione|provocare]] qualcuno, dovresti valutare meglio la sua forza... ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]])
*Ti ho colpito il punto segreto di pressione Shitsugen! Le tue gambe cammineranno all'indietro indipendentemente dalla tua volontà! Fatti una bella passeggiata fino all'Inferno! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]])
*Toki... è colui che sarebbe dovuto divenire il successore della Divina scuola di Hokuto. [...] La precisione dei suoi colpi, la velocità e la fluidità dei suoi movimenti, lo spirito, le tecniche e persino le sue qualità fisiche erano strabilianti. Toki era impeccabile sotto ogni aspetto. ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]])
*Niente di ciò che faccio potrà mai definirsi incauto. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Sarebbe questa la paura di cui blateravi tanto...? Se è così, allora lascia che ti insegni io cos'è il vero terrore! ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Le mie dita possono squarciare anche l'acciaio! ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*I [[Malvagità|malvagi]] non meritano [[Lapide|lapidi]]! ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Chi subisce i colpi dell'Hokuto Shinken di Toki, prova un'estasi paradisiaca in punto di morte. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*[[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]]... era veramente forte... Forse troppo forte. Così come lo era la sua ambizione. Non ha mai mostrato alcuna considerazione verso i precetti assassini stabiliti da 1800 anni per i praticanti della Divina scuola di Hokuto... Era l'uomo smarrito di Hokuto... ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Se proprio ti piace così tanto mascherarti, avresti fatto meglio a vestirti da grossa vacca. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Sono sopravvissuto fino a oggi trasformando ogni goccia del mio sangue in forza combattiva! Questo sangue non conosce la paura! Capirai a tue spese che io non sono più quello di un tempo! Il mio sangue spezzerà la tua aura! ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Sarai testimone dei miei progressi con la tua stessa morte! ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto... in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto... è scritto nel mio destino che io combatta per quell'1%! ([[Ken il guerriero#Volume 6|Volume 6]])
*Raoh! Non sarà il cielo ciò che stringerai tra le tue mani, ma la stella messaggera di morte! ([[Ken il guerriero#Volume 6|Volume 6]])
*Non ho nome da rivelare a chi è condannato a morte! ([[Ken il guerriero#Volume 6|Volume 6]])
*Rei... Non ti dimenticherò. Anche tu, come il mio rivale e amico Shin, continuerai a vivere dentro di me. ([[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]])
*A chiunque abbia l'ardire di provare a sconfiggermi, io rispondo con questi miei pugni. ([[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]])
*Io non morirò. Ho fatto una promessa a un uomo! Gli ho giurato che sarei sopravvissuto a quest'epoca e che avrei riportato la luce in questa oscura fine di secolo! ([[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]])
*L'Hokuto Shinken mi permette di assimilare le tecniche dei miei avversari anche solo dopo un singolo combattimento! ([[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]])
*L'[[amore]] non potrà mai essere annientato! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*Tramite unicamente l'utilizzo dello spirito combattivo, la tecnica segreta del Tenha Kassatsu mi permette di colpire i punti di pressione dell'avversario senza neanche toccarli! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*Le correnti dell'energia vitale sono legate alla circolazione sanguigna e al sistema nervoso. I punti segreti di pressione sono i centri fondamentali di quelle correnti! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*{{NDR|Su Souther}} Che uomo triste. E tutto a causa dell'intensità del suo amore. ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*{{NDR|Sul duello tra Raoh e Toki}} Movimento contro stasi... Irruenza contro calma... È proprio come se gli stili combattivi di entrambi rispecchiassero il loro modo di essere e vivere. ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*Musō Insatsu, l'ombra assassina libera da ogni pensiero! Rilasciato istintivamente e con la mente libera da pensieri, è un colpo midiciale con cui si riesce a percepire la presenza dell'avversario, comprendendone la distanza tramite l'aura omicida da questi emanata! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*Il talento innato di Toki ha evocato la stella messaggera di morte su Raoh! Nemmeno Dio può presagire l'esito di questo duello voluto dal destino! Nella storia lunga 2000 anni di Hokuto esiste una profezia tramandata di generazione in generazione. "Quando due grandi guerrieri dotati di tecniche equivalenti si scontreranno, la stella messaggera di morte spenderà su entrambi!" ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*Nei 2000 anni di storia di Hokuto, Toki è l'uomo che è riuscito a sviluppare le tecniche più eleganti della nostra arte! Ed è proprio negli scontri aerei che riesce a esprimere al meglio la loro quintessenza! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*I punti Sekkatsu. Se attivati, permettono di acquisire una potenza straordinaria, anche se solo per un periodo limitatissimo. Tuttavia, allo stesso tempo, privano inesorabilmente della vita chi ricorre al loro potere... Sono dei punti di pressione terribili! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*Il... Taizan Tenrō Ken, la tecnica del lupo del cielo del Monte Tai! Si dice che i suoi colpi siano talmente veloci che chi ne viene colpito prova una sensazione di freddo e muore prima ancora di avere il tempo di sanguinare! ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*Non ho interesse in un [[futuro]] raggiunto per mezzo del sangue e delle lacrime delle persone! ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]])
*Il dolore di queste ferite è durato un attimo... Ma il dolore per la tua morte sarebbe rimasto dentro di me per tutta la vita. ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]])
*Non posso ancora vedere Yuria! [...] Finché ci sarà Raoh, Yuria sarà in pericolo di vita! Ed è proprio per questo che non mi rimane altra scelta se non affrontarlo ora! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*In piedi, Raoh! È tempo che tu faccia ritorno in cielo! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*Ora Raoh è simile a un leone ferito! Se non lo sconfiggo al più presto, si trasformerà nella folle stella della violenza selvaggia che devasta qualunque cosa si trovi sul suo cammino! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*Raoh, tu non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! Giacerai qui assieme alle tue ambizioni! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*Dinnanzi alla suprema tecnica segreta dell'Hokuto Shinken, il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero, vi è soltanto la morte! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*Probabilmente il prossimo colpo costituirà il nostro ultimo addio. Grande Raoh... Fratello mio. Sia io che Toki abbiamo sempre ambito a poterti raggiungere! Anche adesso quel tuo ricordo non sparisce dal mio cuore... Anzi, continua ad ardere senza sosta dentro di me! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*Il tuo cuore batte da solo. Mentre dentro di me pulsano intensamente i sentimenti per te e quelli per Yuria. La tua tecnica possente, in grado di spezzare la terra e i cieli, non ha potuto nemmeno salfire l'amore che io provo per voi! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*Raoh. Sei stato il mio più formidabile rivale e il mio più grande amico. ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*Raoh. Riposa in pace assieme a Toki. Io terrò stretto al mio petto il tuo esempio di vita, e proseguirò il mio cammino in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*{{NDR|«Dimmi il tuo nome.»}} Anche se tu lo sapessi, non avresti modo di dirlo a nessuno... ([[Ken il guerriero#Volume 11|Volume 11]])
*Vedo che con quella protesi non riesci a penetrare la mia difesa in maniera adeguata. [...] Mi sono colpito il punto di pressione Jōketsukai! Ora nemmeno io potrò muovere la gamba destra! [...] Se ti uccidessi approfittando del tuo svantaggio, Raoh ne rimarrebbe sicuramente deluso! ([[Ken il guerriero#Volume 12|Volume 12]])
*Sulla [[scacchiera]] del tuo destino, l'unica mossa che ti rimane è rinunciare alla vita! ([[Ken il guerriero#Volume 13|Volume 13]])
*Se tu riesci a penetrare la mia [[difesa]]... significa che anch'io posso penetrare la tua! ([[Ken il guerriero#Volume 13|Volume 13]])
*Sento il mio sangue ribollire! Proprio quando ho combattuto contro Raoh... Sento un destino di sangue provenire da questa terra. M-ma perché?! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]])
*Ormai non ho altra strada davanti a me! Sarò io a realizzare la leggenda di Raoh! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]])
*La Divina scuola di Hokuto non conosce disperazione! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]])
*Se {{NDR|Hyoh}} è mio fratello di sangue, a maggior ragione devo essere io a sconfiggerlo! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]])
*È giunta l'ora che i demoni onnipotenti sprofondino all'inferno! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]])
*Sembra proprio che avrei dovuto colpirti con più forza... dato che sei ancora qui a blaterare! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]])
*Se non posso colpirti nei punti di pressione, mi basterà ridurre quel tuo corpo in poltiglia! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]])
*Per ogni ferita di cui mi sono fatto carico, io ho anche accolto in me i sentimenti dei miei rivali! Persino Raoh ha lasciato il suo cuore dentro di me! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]])
*Prima che tu possa infangare il tuo nome, divenendo in tutto e per tutto un re demoniaco... io ti giuro, Kaioh, che farò in modo che tu muoia come un eroe per mano mia! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*Circa duemila anni or sono, la dinastia principale di Hokuto dominava il mondo, fungendo da scudo eretto a difesa dell'incolumità dell'Imperatore del cielo. Tuttavia, ciò che ancora oggi rimane motivo di grande rammarico è che, a quel tempo, la suprema arte marziale assassina, la Divina scuola di Hokuto, non era ancora nata! Fu per questo che, una volta venuto a mancare l'imperatore, il mondo precipitò in un'epoca di guerre intestine e di grandi disordini! I sommi sacerdoti incaricati di tutelare la dinastia principale di Hokuto erano profondamente turbati! [...] Il dominatore che i sacerdoti desideravano doveva aver ereditato in sé il sangue della dinastia principale di Hokuto ed essere un individuo capace di creare una nuova, invincibile arte marziale assassina! Solamente un uomo del genere sarebbe potuto divenire il vero salvatore! Tuttavia, nonostante le loro preghiere accorate, la dinastia principale non diede alla luce un discendente maschio. A ereditarne il sangue furono solamente due giovani e splendide sorelle! E per uno scherzo del fato, entrambe quelle fanciulle partorirono i tanto attesi discendenti maschi... nello stesso, tragico giorno! [...] Così pensando, i sommi sacerdoti della dinastia principale di Hokuto, tormentati dalla decisione su chi sarebbe dovuto diventare il successore, decisero di abbandonare i due infanti presso il Kōtendai, l'altare della discesa celeste, alla mercé di lupi famelici... Tutto, pur di riuscire a udire la voce del cielo! [...] In seguito, quella stessa notte, Shume, la sorella minore, scomparve. Accecata dall'amore, corse a salvare il proprio figlio Shuken! [...] Testimoni del sacrificio di Ohka {{NDR|per salvare Shume e suo figlio}}, i sacerdoti tutelari rimasero profondamente colpiti dall'intensità del suo amore misericordioso. [...] E fu così che, in quel preciso istante, sorse il fondatore della Divina scuola di Hokuto... Shuken! Egli non dimenticò mai, neanche per un momento, l'amore di quelle donne che considerava entrambe come sue madri e portò a compimento la creazione dell'Hokuto Shinken, quale pugno più potente al mondo. Ma per via delle sue caratteristiche tanto eccezionali quanto tragiche, nonché della dolorosa vicenda occorsa in passato al momento della scelta dell'erede, stabilì anche che essere tramandante unicamente a un singolo successore per ogni generazione. In seguito, per onorare l'anima di Ohka, i sacerdoti tutelari eressero una statua di donna su cui vennero incisi i dettagli di quei tragici avvennimenti. Kaioh... Si dice che anche Ryoh, il figlio di Ohka, avesse una voglia a forma di sette stelle. Capisci cosa intendo? Quella voglia è la prova della gloriosa discendenza da Ohka! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*A ben pensarci, anche Raoh e Toki sono andati ricercando l'amore per tutta la loro vita... Kaioh! Se intendi infangare oltre quel glorioso sangue... allora sconfiggerti sarà un atto d'amore! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*Se provi odio, colpisci pure il mio corpo quanto vuoi! Ma ciò che non posso perdonarti... è il tuo essere così snaturato e corrotto! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*L'Hokuto Ryūken fa uso dello spirito combattivo demoniaco per disorientare il nemico. Esso è stato sviluppato con l'unico obiettivo di sopraffare le difese avversarie. Tuttavia l'Hokuto Shinken è il pugno dei campi di battaglia. E proprio il fatto che si sia formato attraverso un'infinità varietà di scontri, è ciò che ha reso possibile lo sviluppo di tutta la sua vasta gamma di tecniche segrete! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*Durante un combattimento, è il momento stesso in cui si rilascia il colpo quello in cui la guardia si abbassa maggiormente. ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*Purtroppo per te, finora sei sempre stato come una rana in fondo a un pozzo, ignara dell'immensità dell'oceano! Non hai mai affrontato un avversario più forte di te! Io, al contrario, sono sopravvissuto a campi di battaglia popolati da uomini ben più potenti di me! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*{{NDR|Rivolto a Kaioh}} Anche tu sei stato, senza ombra di dubbio, un formidabile rivale e amico! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*Rin ha sempre vissuto combattendo, fino a oggi. Tutto per riuscire a guidare Hokuto e dar vita a un salvatore. Ma ormai non è più necessario. Il suo compito è finito... Non occorre nemmeno che recuperi la memoria. È giunto il momento che lei viva pensando unicamente alla propria felicità! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*{{NDR|Su Raoh}} Lui era grande, sì... Ma soprattutto era grande il suo ardente cuore! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*Il sangue di Raoh non si lascia sopraffare dai cambiamenti di quest'epoca. Lo spirito dei lupi è ancora vivo! ([[Ken il guerriero#Volume 16|Volume 16]])
*La fine del topo di fogna ti si addice proprio. ([[Ken il guerriero#Volume 17|Volume 17]])
*Questo è un viaggio senza meta. Serve solo per metterci alla prova... E quando questo viaggio si sarà concluso, comprenderai cosa dovrai fare... Ma ricordati che il viaggio si interromperà se mai tu decidessi di arrenderti. ([[Ken il guerriero#Volume 17|Volume 17]])
*Il mio pugno sceglie con precisione gli avversari da abbattere. ([[Ken il guerriero#Volume 17|Volume 17]])
*Come può diventare re qualcuno inconsapevole della grandezza che lo circonda? Qualcuno che non ha esperienza del mondo, che non comprende il proprio popolo e che, soprattutto, ignora i sentimenti di un padre... ([[Ken il guerriero#Volume 17|Volume 17]])
*Il tuo pugno non è nulla se paragonato a quello di Raoh! [...] Era l'uomo più forte al mondo e la profondità del suo amore non aveva paragoni... Ma la sua brama di conquista nei confronti del cielo ne corruppe l'animo! ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]])
*Nemmeno Raoh, che mi era superiore in abilità marziale, è riuscito a superare Dio. [...] ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]])
*Raoh l'aveva capito. Alla fine ciò che dà la salvezza alle persone non è la violenza, ma l'amore. Ma ormai... era incapace di interrompere quella sua furiosa corsa. Co... Così, pur di riuscire ad arrestarla... Volle il mio pugno! Volle che fossi io a fermarlo! ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]])
*Ryu! A dispetto della tua giovane età, il tuo cuore è già stato segnato dalla coscienza della tristezza. Ormai non ho più nulla da insegnarti. D'ora in poi sarà il sangue che hai ereditato da Raoh a guidarti lungo il cammino. ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]])
*Io ho troppi ricordi... Dentro di me, si affollano le anime dei miei formidabili rivali e amici caduti in battaglia. ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]])
*Non osare farti vedere mai più, nemmeno all'inferno. ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]])
*Sulla mia tomba non occorrerà alcun nome! Se dovrò morire, sarà nel deserto, in mezzo alle battaglie! ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]])
====Serie tv====
=====''Ken il guerriero''=====
*Hai davanti a te il predestinato della costellazione dell'Orsa Maggiore, e la tua freccia non può procurarmi alcun danno. Non riuscirai mai ad uccidermi. ([[Ken il guerriero#Episodio 2, Fante di Picche|Episodio 2, ''Fante di Picche'']])
*Voglio offrirti un'altra opportunità, ma mira meglio. Attento, se sbagli perderai l'occhio destro. ([[Ken il guerriero#Episodio 2, Fante di Picche|Episodio 2, ''Fante di Picche'']])
*Ascolta il tuo cuore. Non senti dei bambini che piangono? [...] Le loro povere madri non hanno né latte né pane da dargli. Sono tutti affamati. ([[Ken il guerriero#Episodio 2, Fante di Picche|Episodio 2, ''Fante di Picche'']])
*Le persone di solito usano circa il 30% della propria energia. Il segreto dei predestinati dall'Orsa Maggiore è che loro sono in grado di usare anche il restante 70%. ([[Ken il guerriero#Episodio 2, Fante di Picche|Episodio 2, ''Fante di Picche'']])
*Questo è un colpo ad effetto ritardato. Quando toglierò i pollici dalle tue terminazioni nervose ti rimarranno solo sette secondi di vita. ([[Ken il guerriero#Episodio 3, L'artiglio|Episodio 3, ''L'artiglio'']])
*Il [[silenzio]] è d'oro. Questa è una norma che dovresti imparare. ([[Ken il guerriero#Episodio 3, L'artiglio|Episodio 3, ''L'artiglio'']])
*Non ti sei reso conto di essere già morto? ([[Ken il guerriero#Episodio 3, L'artiglio|Episodio 3, ''L'artiglio'']])
*È uno dei miei colpi speciali. Colpisce un centro vitale. Tu morirai nel giro di trenta secondi. [...] La tua spina dorsale si spezzerà in due. Hai ancora venti secondi di tempo, perciò rassegnati. ([[Ken il guerriero#Episodio 3, L'artiglio|Episodio 3, ''L'artiglio'']])
*Non sei mai appartenuto alla razza umana. Sei solo un maiale. ([[Ken il guerriero#Episodio 4, Il gigante|Episodio 4, ''Il gigante'']])
*La mia abilità non conosce avversari. ([[Ken il guerriero#Episodio 4, Il gigante|Episodio 4, ''Il gigante'']])
*Shin, io ti conosco bene. Sono ritornato dall'inferno solo per batterti. Non hai scampo. Ti inseguirò ovunque tu vada. ([[Ken il guerriero#Episodio 4, Il gigante|Episodio 4, ''Il gigante'']])
*Non posso sporcarmi le mani con delle pappamolle come voi. ([[Ken il guerriero#Episodio 5, Ritorno dall'inferno|Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno'']])
*Sono riuscito a salvarmi dalle fiamme dell'inferno. Adesso, Shin, sarà la tua fine! Julia, amore, ammazzerò chi ti ha tenuta prigioniera per tanto tempo e ti porterò con me. ([[Ken il guerriero#Episodio 5, Ritorno dall'inferno|Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno'']])
*Gente come voi non mi ha mai fatto paura. Ve ne approfittate dei più deboli, e questo non è coraggio. ([[Ken il guerriero#Episodio 6, Berretti rossi|Episodio 6, ''Berretti rossi'']])
*Purtroppo devo dirti che io sarò anche l'ultimo uomo che vedrai prima di andare all'inferno. ([[Ken il guerriero#Episodio 6, Berretti rossi|Episodio 6, ''Berretti rossi'']])
*La tecnica della gamba è uno dei segreti del colpo dell'Orsa, Maggiore. Ho cambiato tutto il ritmo del tuo organismo e adesso posso fare di te quello che voglio. ([[Ken il guerriero#Episodio 6, Berretti rossi|Episodio 6, ''Berretti rossi'']])
*Non disperarti. All'[[inferno]] starai bene. ([[Ken il guerriero#Episodio 6, Berretti rossi|Episodio 6, ''Berretti rossi'']])
*Non posso permettere che resti impunito un uomo che ha ucciso a sangue freddo delle persone innocenti e indifese. Anche lui deve morire, e morirà subito. ([[Ken il guerriero#Episodio 7, L'armata di Dio|Episodio 7, ''L'armata di Dio'']])
*I predestinati dall'Orsa sanno usare al 100% le proprie capacità e la loro resistenza al veleno è superiore al normale. ([[Ken il guerriero#Episodio 7, L'armata di Dio|Episodio 7, ''L'armata di Dio'']])
*Paragonati a me, gli uomini dell'Armata di Dio sono poco più che degli scolaretti. ([[Ken il guerriero#Episodio 7, L'armata di Dio|Episodio 7, ''L'armata di Dio'']])
*L'Armata di Dio! Come osano definirsi così questi criminali? Ma finalmente è giunta l'ora che siano puniti per i loro efferati delitti, e la punizione sarà la morte. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']])
*L'Orsa Maggiore mi rende invincibile. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']])
*Tra i poteri che mi ha concesso l'Orsa Maggiore c'è anche quello di chiudere la mia mente ad ogni interferenza esterna. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']])
*Intuivi i miei movimenti dagli occhi e dalle vibrazioni dei muscoli. Tenendo gli occhi chiusi e spostandomi lentamente, non potrai più anticiparmi. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']])
*La tua tecnica di combattimento è una pallida imitazione della mia. Io la conosco istintivamente fin dalla nascita. Il mio corpo è il risultato di duemila anni di esperienze. Non saresti mai riuscito a battermi. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']])
*Pagherai per i crimini commessi in nome del tuo Dio! ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Il colonnello|Episodio 8, ''Il colonnello'']])
*A meno che non abbiate intenzione di morire presto, non usate più questi arnesi. ([[Ken il guerriero#Episodio 9, La montagna magica|Episodio 9, ''La montagna magica'']])
*Keiraku Hikō, ossia, frantumazione del nucleo. Fra un po' la vostra colonna vertebrale andrà in pezzi e i muscoli saranno distrutti. Siete già morti, ma ancora non lo sapete. ([[Ken il guerriero#Episodio 9, La montagna magica|Episodio 9, ''La montagna magica'']])
*Ti ho colpito in un punto segreto, uno stoma dei muscoli. Non potrai mai più usare entrambe le braccia da adesso in poi. ([[Ken il guerriero#Episodio 10, L'uomo di fuoco|Episodio 10, ''L'uomo di fuoco'']])
*Siete dei succhiasangue. Non avete diritto di vivere, e mi incaricherò subito di questa missione. ([[Ken il guerriero#Episodio 10, L'uomo di fuoco|Episodio 10, L'uomo di fuoco]])
*Queste sono le tue ultime parole. Le tramanderò alla storia. ([[Ken il guerriero#Episodio 10, L'uomo di fuoco|Episodio 10, ''L'uomo di fuoco'']])
*Hai sempre vissuto come un essere immondo. Adesso almeno affronta la tua morte da uomo. ([[Ken il guerriero#Episodio 12, L'inseguimento|Episodio 12, ''L'inseguimento'']])
*Se il colpo di Arhat Deva appartiene solo al figlio del diavolo, vi mostrerò che il Colpo Sacro dell'Orsa è l'incarnazione di Indra, il dio della lotta. ([[Ken il guerriero#Episodio 13, Un colpo micidiale|Episodio 13, ''Un colpo micidiale'']])
*Mi è stato insegnato il segreto della respirazione del drago quando si passa dal silenzio all'azione. Purtroppo devo dirvi che chiunque ha visto questo segreto deve morire. È il destino. ([[Ken il guerriero#Episodio 13, Un colpo micidiale|Episodio 13, ''Un colpo micidiale'']])
*La tua vigliaccheria ti acceca! ([[Ken il guerriero#Episodio 14, Un uomo giusto|Episodio 14, ''Un uomo giusto'']])
*Abbiamo perso un uomo giusto. Adesso non ci rimane che pregare per la sua anima. ([[Ken il guerriero#Episodio 14, Un uomo giusto|Episodio 14, ''Un uomo giusto'']])
*Questa è la posizione dei muscoli liberi. Ho colpito dei centri nervosi che li comandano. Adesso non potrete più muovervi e rimarrete legati l'un l'altro fino alla morte. Per poco formerete una bella coppia! ([[Ken il guerriero#Episodio 16, Serpenti e scorpioni|Episodio 16, Serpenti e scorpioni]])
*Io sono un esperto dell'arte Hokuto e tu di quella Nanto, e non è possibile confrontare due tecniche tanto differenti. ([[Ken il guerriero#Episodio 17, L'adunata|Episodio 17, ''L'adunata'']])
*Sei finito! Le vibrazioni che hai subito ti saranno fatali. Comunque la pressione che ti sto impremendo adesso con le mie dita ti darà il colpo di grazia. [...] Scomparirai dalla terra con il tuo sepolcro d'acciaio. Addio! ([[Ken il guerriero#Episodio 18, Attacco generale|Episodio 18, ''Attacco generale'']])
*Grazie alla pressione che ho esercitato sulle tue tempie, adesso sono solo io che decide i tuoi movimenti. ([[Ken il guerriero#Episodio 19, Il sacrificio|Episodio 19, ''Il sacrificio'']])
*La [[fuga]] è inutile. Morirai ugualmente. ([[Ken il guerriero#Episodio 20, La Croce del Sud|Episodio 20, ''La Croce del Sud'']])
*Hai mai ascoltato le suppliche che ti rivolgevano le tue vittime innocenti? E tu certo non sei stato altrettanto innocente. ([[Ken il guerriero#Episodio 20, La Croce del Sud|Episodio 20, ''La Croce del Sud'']])
*Shin, sono riuscito a sopravvivere alle fiamme dell'inferno solo per poterti affrontare! ([[Ken il guerriero#Episodio 22, Duello finale|Episodio 22, ''Duello finale'']])
*Adesso ho il carattere e la cattiveria che mi mancavano, grazie a te, Shin! ([[Ken il guerriero#Episodio 22, Duello finale|Episodio 22, ''Duello finale'']])
*Ho capito che cosa mi mancava rispetto a te: la rabbia. La rabbia per la morte di Julia mi ha dato la vittoria. ([[Ken il guerriero#Episodio 22, Duello finale|Episodio 22, ''Duello finale'']])
*{{NDR|Su Shin}} Eravamo nemici solo perché amavamo la stessa donna. ([[Ken il guerriero#Episodio 22, Duello finale|Episodio 22, ''Duello finale'']])
*Se volete l'acqua, dovete cercare il vostro ruscello. Se volete cibo, dovete arare i vostri campi. Voi invece rubate queste cose alla gente indifesa. Vigliacchi! [...] Vi consiglio di arrendervi, altrimenti vi ucciderò in massa. Chiaro? ([[Ken il guerriero#Episodio 23, Guerra!|Episodio 23, ''Guerra!'']])
*Allora, chi si candida a morire? Si faccia avanti, lo aspetto. ([[Ken il guerriero#Episodio 24, L'uccello d'acqua|Episodio 24, ''L'uccello d'acqua'']])
*La tecnica di combattimento Hokuto esiste da più di duemila anni. Grazie a lei, sono in grado di annientare qualsiasi avversario. ([[Ken il guerriero#Episodio 27, All'inseguimento dei Cobra|Episodio 27, ''All'inseguimento dei Cobra'']])
*Ho già dovuto affrontare un mio amico una volta. Vedi, questa persona si prese con la forza la mia fidanzata Julia, e d'allora ho vissuto soltanto per cercare di riaverla al mio fianco. [...] Così, Julia ha preferito togliersi la vita. Io ho ucciso un uomo, ma non sono riuscito a riaverla. E quell'uomo mi era stato amico, Rei. ([[Ken il guerriero#Episodio 28, Il combattimento|Episodio 28, ''Il combattimento'']])
*Ho promesso che vi avrei eliminati e di solito mantengo sempre le promesse. ([[Ken il guerriero#Episodio 29, Vivere o morire|Episodio 29, ''Vivere o morire'']])
*Devi sapere che ho altri tre fratelli. Mio padre, Ryuken, che non ebbe la benedizione del Signore per avere bambini, ci adottò. Ma, nella storia, la Sacra scuola di Hokuto può avere un unico successore. Solo uno di noi poteva essere iniziato ai suoi principi segreti. Iniziò così la tragica disputa nella quale hanno perso la vita molte persone. Ma adesso è arrivato il tempo di porre fine a queste tragiche avventure. Sinceramente, devo confessarvi che non so se questa volta riuscirò a sopravvivere. ([[Ken il guerriero#Episodio 30, Combattimento fatale|Episodio 30, ''Combattimento fatale'']])
*Volevi che [[Decapitazione|decapitassi]] qualcuno, no? [...] Non te? Ma la tua testa mi piace di più. ([[Ken il guerriero#Episodio 30, Combattimento fatale|Episodio 30, ''Combattimento fatale'']])
*La Sacra scuola di Hokuto non si può apprendere così facilmente. I suoi misteri sono stati tramandati dagli avi da duemila anni. ([[Ken il guerriero#Episodio 30, Combattimento fatale|Episodio 30, ''Combattimento fatale'']])
*Per te non esiste una condanna adeguata! Non meriti neanche l'inferno! ([[Ken il guerriero#Episodio 31, Cercando Jagger|Episodio 31, ''Cercando Jagger'']])
*Come aveva predetto mio padre, tutte queste disgrazie arrivano per colpa della mia clemenza. ([[Ken il guerriero#Episodio 31, Cercando Jagger|Episodio 31, ''Cercando Jagger'']])
*Forza, attaccatemi! La quantità non mi fa paura. Vi ammazzerò come un branco di pecore! ([[Ken il guerriero#Episodio 31, Cercando Jagger|Episodio 31, ''Cercando Jagger'']])
*Scegli un posto, Jagger! Sarà il posto dove lascerai il tuo corpo. ([[Ken il guerriero#Episodio 31, Cercando Jagger|Episodio 31, ''Cercando Jagger'']])
*Mi puoi spiegare che cosa significa questa freccia? Hai fatto del male anche a due poveri bambini per indurli ad uccidermi. È davvero una vergogna per un essere umano! Questa freccia è un simbolo: rappresenta la loro rabbia e la loro pena. Guardala bene! Ricordatela anche all'inferno! ([[Ken il guerriero#Episodio 32, Aspetta all'inferno Jagger|Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger'']])
*Ho combattuto centinaia e centinaia di battaglie e ho visto sanguinare migliaia di persone. Mi sarebbe piaciuto chiamarli amici, ma sono diventati rivali. È stato il sangue di questi rivali amici che mi ha cambiato, Jagger. ([[Ken il guerriero#Episodio 32, Aspetta all'inferno Jagger|Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger'']])
*Jagger, devo dirti che hai dimenticato perfino l'essenziale della tecnica di Hokuto: la rabbia trasforma il corpo in acciaio, e questo colpo era praticamente inutile. ([[Ken il guerriero#Episodio 32, Aspetta all'inferno Jagger|Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger'']])
*Una morte così atroce ti si addice come a nessun altro! ([[Ken il guerriero#Episodio 32, Aspetta all'inferno Jagger|Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger'']])
*Non puoi affrontare un gran maestro Hokuto. Sei sconfitto in partenza. ([[Ken il guerriero#Episodio 33, Il salvatore diabolico|Episodio 33, ''Il salvatore diabolico'']])
*Deve ancora nascere l'uomo che possa darmi un ordine. ([[Ken il guerriero#Episodio 34, Il cacciatore di cavie|Episodio 34, ''Il cacciatore di cavie'']])
*Io vorrei poter sfuggire al mio destino, ma questo non mi è consentito. Purtroppo sono costretto a farlo. Non soltanto Jagger, anche un altro mio fratello dovrò uccidere. ([[Ken il guerriero#Episodio 35, Il cambiamento di Toki|Episodio 35, ''Il cambiamento di Toki'']])
*La riconoscenza che provavo è cancellata dai lamenti che mi risuonano nelle orecchie delle decine e decine di persone che sono morte a causa tua. ([[Ken il guerriero#Episodio 36, Scambio di persona|Episodio 36, ''Scambio di persona'']])
*Quello che ho appena toccato ti costringerà a camminare per sempre all'indietro. E vedrai che prima o poi arriverai all'inferno, Amiba. ([[Ken il guerriero#Episodio 36, Scambio di persona|Episodio 36, ''Scambio di persona'']])
*Toki... Vi sembrerà abbastanza strano, ma doveva essere lui il fortunato successore della Sacra scuola di Hokuto. [...] Ogni suo movimento era elegante, perfetto. Il suo stile era unico, la sua grazia quasi divina. Perfino Jagger era un suo ammiratore. Ma poi, quel giorno... [...] Ha dato la vita per me e Julia, e per salvare quei poveri bambini innocenti. ([[Ken il guerriero#Episodio 37, Non amarmi Mamiya|Episodio 37, ''Non amarmi Mamiya'']])
*Niente paura amici. Lo so che nei vostri cuori è più grande la tristezza per il sangue versato che l'ostilità verso di me. ([[Ken il guerriero#Episodio 39, La porta di Cassandra|Episodio 39, ''La porta di Cassandra'']])
*Sei proprio sicuro che quella tomba sia abbastanza grande, capo? [...] Cercherò di fare in modo che tu possa entrarci. ([[Ken il guerriero#Episodio 40, La vita trionfa sulla morte|Episodio 40, ''La vita trionfa sulla morte'']])
*Tutta la desolazione, l'orrore, la disperazione legati alla tua leggenda oggi io li distruggerò con queste mie mani! ([[Ken il guerriero#Episodio 40, La vita trionfa sulla morte|Episodio 40, ''La vita trionfa sulla morte'']])
*Collegati al vostro carcere e tremanti di paura, io mi domando se siete ancora degli uomini. Un uomo non è tale quando vende la sua anima al diavolo! Ditemi un po': siete contenti di voi stessi ora? Un vero uomo combatte per difendere i propri principi! ([[Ken il guerriero#Episodio 42, Un incontro difficile|Episodio 42, ''Un incontro difficile'']])
*Raoul! È sempre stato molto molto forte e anche molto molto ambizioso. Era uno dei migliori allievi della scuola di Hokuto, ma era sempre stato insofferente alle leggi divine che governano l'Hokuto da più di duemila anni, finché un giorno abbandonò la scuola e di lui si perse ogni traccia. ([[Ken il guerriero#Episodio 43, La nuova leggenda|Episodio 43, ''La nuova leggenda'']])
*Siete crudeli e sanguinari! Non avete più nessun diritto di vivere! Morte! Morte agli assassini! ([[Ken il guerriero#Episodio 43, La nuova leggenda|Episodio 43, ''La nuova leggenda'']])
*Nelle viscere della terra, le fiamme dell'inferno ti divoreranno senza pietà! ([[Ken il guerriero#Episodio 43, La nuova leggenda|Episodio 43, ''La nuova leggenda'']])
*Non riusciresti mai ad ingannare nessuno. Si capisce lontano un miglio che sei assetato di sangue. Davvero eri convinto di riuscire ad imbrogliarmi con questo ridicolo travestimento?! [...] Non si è mai vista al mondo una vecchia con una faccia come la tua, soprattutto una vecchia con quei magnifici baffi neri! ([[Ken il guerriero#Episodio 46, La rivolta|Episodio 46, ''La rivolta'']])
*Ascoltami bene: Non sono più quello di un tempo. Adesso il [[sangue]] non mi fa più paura. Anzi, direi che è la mia forza vitale. Vedi come il tempo riesce a cambiare le persone? ([[Ken il guerriero#Episodio 47, La leggenda della paura|Episodio 47, ''La leggenda della paura'']])
*Non è stata la mia forza a liberarmi, ma il cuore di una tenera bambina, una bambina che è costretta a lottare perché al mondo esistono esseri violenti come te. ([[Ken il guerriero#Episodio 49, Lotta all'ultimo sangue|Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue'']])
*Che vi succede? Sembrate spaventati. Vi ho solo dato una piccola dimostrazione della mia tecnica di lotta. ([[Ken il guerriero#Episodio 58, L'esercito di Sauzer|Episodio 58, ''L'esercito di Sauzer'']])
*Vivrò solo ed esclusivamente per portare un po' di luce in questo oscuro e tetro pianeta. ([[Ken il guerriero#Episodio 59, Il tempio del potere|Episodio 59, ''Il tempio del potere'']])
*Noi maestri di Hokuto siamo in grado di ripetere esattamente le tecniche dei nostri nemici, anche le più difficili. ([[Ken il guerriero#Episodio 59, Il tempio del potere|Episodio 59, ''Il tempio del potere'']])
*Manda questo messaggio a Sauzer: Se davvero vuole costruirsi un monumento, lo deve fare con le sue mani. I bambini sono delle creature libere e tali devono rimanere. ([[Ken il guerriero#Episodio 60, Sperare nel domani|Episodio 60, ''Sperare nel domani'']])
*Voglio dare una nuova luce a questa terra. ([[Ken il guerriero#Episodio 61, La luce della vita|Episodio 61, ''La luce della vita'']])
*Sauzer! Non lascerò integro neanche un tuo capello! Ti annienterò, Sauzer! Non resterà nulla di te! ([[Ken il guerriero#Episodio 66, Il futuro ti appartiene|Episodio 66, ''Il futuro ti appartiene'']])
*Sauzer, le pietre della tua piramide sono imbevute del sangue di Shu. Sali quei gradini e cerca di ricordare i peccati che hai commesso, tutte quelle persone innocenti che hai ammazzato. Rifletti, Sauzer! ([[Ken il guerriero#Episodio 67, Una vittima dell'amore|Episodio 67, ''Una vittima dell'amore'']])
*Ho sempre combattuto e combatterò per [[amore]]. ([[Ken il guerriero#Episodio 67, Una vittima dell'amore|Episodio 67, ''Una vittima dell'amore'']])
*L'amore non ha mai ucciso nessuno. ([[Ken il guerriero#Episodio 67, Una vittima dell'amore|Episodio 67, ''Una vittima dell'amore'']])
*Hai il cuore dall'altra parte, Sauzer. E di conseguenza anche tutti i punti segreti sono invertiti. È questo il tuo segreto. Come vedi, non sei invincibile. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']])
*Duemila anni di storia di Hokuto hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia. Ecco perché posso colpirti senza neanche sfiorare il tuo corpo. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']])
*I punti segreti di un corpo umano sono i centri nervosi più importanti e vitali, ed è il sangue stesso ad indicarne il posto. Come vedi, una volta scoperto il segreto del tuo corpo e dei tuoi centri nervosi, tu sei un uomo normale. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']])
*La fenice di Nanto non volerà mai più. Ormai ha perduto le sue ali grandiose. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']])
*L'amore non è sofferenza. Ricordati che ti ha aiutato anche in questo momento così tragico. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']])
*La storia di Sauzer è veramente triste. Aveva un disperato bisogno di amore. ([[Ken il guerriero#Episodio 68, L'ultimo volo della fenice|Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice'']])
*Toki, il mio caro fratello. Ha una tecnica veloce e una stupenda esecuzione dei colpi. Sarebbe stato lui il giusto e degno successore della Sacra scuola di Hokuto, ma la guerra nucleare ha cambiato e stravolto il suo destino. Sono sicuro che se non ci fosse stata quella terribile guerra, sarebbe stato lui il re del mondo. [...] Rimase esposto alle radiazioni per due settimane. Fu terribile. Da allora, abbandonò le tecniche di lotta e intraprese la via della medicina. ([[Ken il guerriero#Episodio 69, Sete di dominio|Episodio 69, ''Sete di dominio'']])
*Un'antica leggenda della Sacra scuola di Hokuto dice che quando si incontrano due avversari di pari valore, la stella della morte brilla su entrambi i loro destini. Chi vincerà? L'uomo dal cuore calmo come l'acqua immota o l'uomo che credeva di conquistare il mondo? ([[Ken il guerriero#Episodio 71, La morte è di scena|Episodio 71, ''La morte è di scena'']])
*Colpo segreto della Divina scuola di Hokuto, tecnica del respiro tokei. "Tokei" vuol dire "acciaio" e "potenza condensata". Inspirando si concentra tutta la potenza del corpo ed espirando la si concentra nel colpo. È la respirazione segreta del colpo duro. ([[Ken il guerriero#Episodio 72, Le ultime lacrime|Episodio 72, ''Le ultime lacrime'']])
*Il colpo della grande montagna e del lupo del cielo! È un colpo così veloce e preciso che ti si ghiaccia il sangue e cominci subito a tremare dal freddo. ([[Ken il guerriero#Episodio 73, L'uomo di Sirio|Episodio 73, ''L'uomo di Sirio'']])
*{{NDR|Su [[Sirio]]}} Sarà forse questa stella la regina di questa nostra era? ([[Ken il guerriero#Episodio 73, L'uomo di Sirio|Episodio 73, ''L'uomo di Sirio'']])
*Chi ruba il [[pane]] alla povera gente fa una brutta fine. Non ha nessun diritto di vivere. ([[Ken il guerriero#Episodio 75, Occhi di ghiaccio|Episodio 75, ''Occhi di ghiaccio'']])
*Ryuga, uomo di Sirio, i tuoi occhi sembrano freddi come il ghiaccio, ma se li guardo attentamente scorgo una luce calda e umana. ([[Ken il guerriero#Episodio 75, Occhi di ghiaccio|Episodio 75, ''Occhi di ghiaccio'']])
*Trasformerò le [[Lacrima|lacrime]] in sorrisi. ([[Ken il guerriero#Episodio 77, Il sacrificio|Episodio 77, ''Il sacrificio'']])
*Shin, l'uomo che volle affrontarmi per amore. Amavamo entrambi Julia, una donna eccezionale. [...] Shin, un uomo assetato di potere. Conquistò innumerevoli territori, proclamandosi il re del mondo. [...] Shin, povero illuso. Non potevi conquistare Julia regalandole soltanto ricchezza. Ma, in fondo, era l'unico modo in cui sapevi dimostrarle il tuo amore. Forse, però, dopo l'hai capito. [...] Quando i tuoi subalterni si sono ribellati e la Croce del Sud è andata a fuoco, è bastato un momento, un solo momento e il tuo regno è stato distrutto. Povero Shin. Dopo questa catastrofe, hai anche dovuto combattere con me. [...] Era il suo destino. Ha sacrificato la sua vita perché amava troppo la sua Julia. Shin, spero che tu abbia ritrovato la tua donna in cielo. ([[Ken il guerriero#Episodio 78, Amore impossibile|Episodio 78, ''Amore impossibile'']])
*Rei, il primo uomo che ho potuto chiamare amico. [...] Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere. Hai lottato per salvare la vita di tua sorella Airy. [...] Dopo aver salvato sua sorella, Rei continuò a vivere per proteggere Mamiya, Bart, Lynn e anche me. Rimase sempre legato al suo destino e si prodigò continuamente per aiutare gli altri. Ma poi, in un maledettissimo giorno, vide la stella della morte, e si dice che chi la vede debba morire entro l'anno. [...] Tornando al villaggio dove aveva lasciato i suoi amici, Rei vide uno spettacolo deprimente. Qualcuno aveva di nuovo agito con la violenza e aveva sparso morte e terrore fra la gente. [...] Aveva preso la grande decisione. Adesso si trovava faccia a faccia col suo destino. [...] Fu terribile. Raoul non si limitò soltanto ad uccidere Rei, ma gli inflisse... gli inflisse una pena troppo pesante da sopportare. [...] Rei, l'unico uomo che ho potuto chiamare veramente amico, ha sempre rispettato gli altri e combattuto lealmente. Il suo viso e la sua forza rimarranno per sempre nel mio cuore. Rei, cerca di proteggermi nel duro cammino che dovrò compiere per arrivare alla meta finale. Sei stato il mio più grande amico. ([[Ken il guerriero#Episodio 79, L'amicizia|Episodio 79, ''L'amicizia'']])
*Rei e Yuda, i due guerrieri Nanto, furono destinati ad incontrarsi in un duro combattimento. [...] Rei e Yuda avevano combattuto quando erano entrambi ancora molto giovani. [...] Il colpo di Toki gli provocò un dolore insopportabile, ma aveva ancora solo poche ore da vivere. Si fece coraggio ed andò ad affrontare Yuda. Si preparò alla battaglia come un vero guerriero. Solo un uomo con quello spirito sarebbe riuscito a fare quello che stava facendo Rei. [...] Rei, la tua leggenda vivrà in eterno. L'umanità aveva bisogno di te e di questa tua lezione di vita. ([[Ken il guerriero#Episodio 80, Eterna leggenda|Episodio 80, ''Eterna leggenda'']])
*Uno di questi sei guerrieri {{NDR|di Nanto}} è stato l'eroe dei nostri tempi: Shu. Ha lottato duramente contro Sauzer, il temibile colonnello, contro l'uomo che voleva conquistare il mondo. [...] Sauzer era un uomo ambizioso e senza scrupoli. Il suo obiettivo era quello di conquistare il mondo. Voleva inoltre edificare una piramide, e per fare questo sfruttava il lavoro dei bambini. [...] E poi, quando venni catturato, Shiba, il figlio di Shu, mi aiutò a fuggire. [...] Shu, la stella della benevolenza continuerà a vivere. Giuro che vendicherò le tue lacrime, Shu, e non lascerò che i bambini continuino a piangere in silenzio. ([[Ken il guerriero#Episodio 81, Il grande cieco|Episodio 81, ''Il grande cieco'']])
*{{NDR|Su Sauzer}} Nel profondo del suo cuore, si nascondeva un bambino indifeso. ([[Ken il guerriero#Episodio 82, Il dittatore|Episodio 82, ''Il dittatore'']])
*Shin, la stella del sacrificio; Rei, la stella del dovere; Yuda, la stella del tradimento; Shu, la stella della benevolenza; Sauzer, la stella della dittatura. Ma all'appello manca ancora una stella, l'ultima. ([[Ken il guerriero#Episodio 82, Il dittatore|Episodio 82, ''Il dittatore'']])
*Lo [[spirito]] riesce a scoprire quello che gli occhi non possono vedere. ([[Ken il guerriero#Episodio 83, Tortura disumana|Episodio 83, ''Tortura disumana'']])
*Sei stato costruito solo ed esclusivamente per servire David, non è vero? Ma potresti ribellarti al suo volere e non ammazzare più nessuno. [...] Promettimi che inizierai una nuova vita, libera dall'influenza di David e di chiunque altro. [...] Va! Cerca di vivere come fa qualsiasi uomo libero. ([[Ken il guerriero#Episodio 84, La brigata del vento|Episodio 84, ''La brigata del vento'']])
*Gli uomini del grande re di Hokuto sono legati al suo potere solo dalla paura di essere ammazzati, e tale legame è molto labile mi sembra. ([[Ken il guerriero#Episodio 84, La brigata del vento|Episodio 84, ''La brigata del vento'']])
*Devo continuare, portare avanti la mia lotta per difendere il mondo. Percorrerò il mio cammino solo se il dio di Hokuto mi aiuterà. È questa la mia speranza. ([[Ken il guerriero#Episodio 85, La notte degli echi|Episodio 85, ''La notte degli echi'']])
*Vi auguro sogni d'oro, ma attenzione, perché potreste svegliarvi e ritrovarvi in un'inferno di fuoco, nell'inferno maledetto. ([[Ken il guerriero#Episodio 88, La giusta condanna|Episodio 88, ''La giusta condanna'']])
*Sicuramente meritavi una morte peggiore di questa, ma ogni tanto io sono clemente con i farabutti. ([[Ken il guerriero#Episodio 88, La giusta condanna|Episodio 88, ''La giusta condanna'']])
*Io non sono il salvatore del mondo, Fudo. Voglio solo sconfiggere Raoul perché ha rotto l'equilibrio che esisteva da secoli tra la scuola di Hokuto e quella di Nanto. ([[Ken il guerriero#Episodio 89, I briganti del re|Episodio 89, ''I briganti del re'']])
*È facile per te parlare di [[lealtà]] e di [[giustizia]] davanti alle persone se poi il tuo complice li minacciava alle spalle. ([[Ken il guerriero#Episodio 91, La legge è uguale per tutti|Episodio 91, ''La legge è uguale per tutti'']])
*Il mio [[futuro]] non ha nessuna importanza se questo significa spargere sangue. ([[Ken il guerriero#Episodio 95, Due sguardi innocenti|Episodio 95, ''Due sguardi innocenti'']])
*È come se ti fossi ucciso con le tue stesse mani. La tua vigliaccheria ha accecato la tua anima. ([[Ken il guerriero#Episodio 95, Due sguardi innocenti|Episodio 95, Due sguardi innocenti]])
*La mia prestigiosa scuola mi ha insegnato molte cose, e la prima cosa che ho imparato è usare la mente come antidoto per i veleni. ([[Ken il guerriero#Episodio 99, La figlia del mare|Episodio 99, ''La figlia del mare'']])
*Non posso incontrare Julia adesso. Julia non ha nessuna possibilità di salvarsi se Raoul vivrà. Il sedicente re di Hokuto cercherà in tutti i modi di conquistare l'ultimo guerriero di Nanto per ottenere il dominio su tutto il mondo. Per questo ho deciso di affrontarlo, per la vita di Julia stessa. ([[Ken il guerriero#Episodio 100, L'ultimo segreto|Episodio 100, ''L'ultimo segreto'']])
*Raoul è come un leone ferito. Se non lo abbatto adesso, spaccherà tutto quello che gli capiterà a tiro. È un pazzo furioso. ([[Ken il guerriero#Episodio 101, Una lotta interminabile|Episodio 101, ''Una lotta interminabile'']])
*{{NDR|Su Shu}} C'era una volta un uomo che riusciva a combattere senza essere in grado di vedere. Lo spirito di questo formidabile combattente è tuttore vivo dentro di me. ([[Ken il guerriero#Episodio 102, Il gigante indeciso|Episodio 102, ''Il gigante indeciso'']])
*Rimarrai in questa posizione finché non ti saranno passati i cattivi pensieri. Se provi a muoverti, scoppierai. ([[Ken il guerriero#Episodio 102, Il gigante indeciso|Episodio 102, ''Il gigante indeciso'']])
*Amici che avete donato la vostra vita, vi ringrazio. Sarete per sempre nel mio cuore, mi darete la forza per vincere e salvare Julia. ([[Ken il guerriero#Episodio 105, Stelle per sempre|Episodio 105, ''Stelle per sempre'']])
*Il luogo per la preparazione ai combattimenti, punto d'incontro dell'educazione di duemila anni di storia di Hokuto. Per secoli le dispute per la successione al trono della scuola si sono svolte qui tra queste macerie. ([[Ken il guerriero#Episodio 106, Vivrai per sempre nel mio cuore|Episodio 106, ''Vivrai per sempre nel mio cuore'']])
*Raoul, sei troppo ambizioso e l'ambizione porta unicamente alla distruzione, mio caro. Mettitelo in testa! ([[Ken il guerriero#Episodio 107, Nessuno li fermerà|Episodio 107, ''Nessuno li fermerà'']])
*Raoul, Toki ed io ammiravamo tutto quello che facevi quando anni fa studiavamo l'Hokuto e, proprio per l'ammirazione che ho perso di te, non sono mai riuscito a fermarti. ([[Ken il guerriero#Episodio 107, Nessuno li fermerà|Episodio 107, ''Nessuno li fermerà'']])
*Tu sei un uomo vuoto, Raoul. Invece, dentro di me, è molto forte il pensiero di te e Julia. Sentimenti, Raoul. Questi sono i sentimenti e tu non potrai mai cancellare queste mie sensazioni perché non sei mai stato in grado di provarle. ([[Ken il guerriero#Episodio 108, La stella della morte|Episodio 108, ''La stella della morte'']])
*Addio. Riposa in pace con Toki. Sei stato un grande maestro della Divina scuola di Hokuto. Il tuo ricordo e la tua forza vivranno con me per sempre. ([[Ken il guerriero#Episodio 108, La stella della morte|Episodio 108, ''La stella della morte'']])
=====''Ken il guerriero 2''=====
*Vengo dal nord unicamente per consegnarti la tua condanna a morte. ([[Ken il guerriero#Episodio 3, La salvezza viene dal nord|Episodio 3, ''La salvezza viene dal nord'']])
*{{NDR|«Voglio sapere il tuo nome.»}} È completamente inutile che te lo dica. Quando uno muore i suoi ricordi svaniscono. ([[Ken il guerriero#Episodio 3, La salvezza viene dal nord|Episodio 3, ''La salvezza viene dal nord'']])
*Hai ucciso persone innocenti solo per farmi uscire allo scoperto?! ([[Ken il guerriero#Episodio 5, La scuola imperiale di Cento|Episodio 5, ''La scuola imperiale di Cento'']])
*Hai detto che il tuo nome è Soria della Scuola imperiale di Cento, non è vero? Beh, mi dispiace. Sono le uniche parole che ricordo del tuo discorso. ([[Ken il guerriero#Episodio 5, La scuola imperiale di Cento|Episodio 5, ''La scuola imperiale di Cento'']])
*In fondo hai un cuore anche tu. Cerca di sentire la sua voce ogni tanto. ([[Ken il guerriero#Episodio 8, Quando si vuole bene...|Episodio 8, ''Quando si vuole bene...'']])
*Chiunque tenterà di intralciarmi il cammino si consideri già morto. ([[Ken il guerriero#Episodio 10, L'ultimo ostacolo|Episodio 10, ''L'ultimo ostacolo'']])
*Tu non conosci ancora la mia potenza, e quando ti mostrerò le tecniche segrete della Divina scuola di Hokuto sarai già morto. ([[Ken il guerriero#Episodio 11, L'imperatore|Episodio 11, ''L'imperatore'']])
*{{NDR|«Kenshiro, tu mi hai salvato la vita. Perché?»}} È stato più forte di me, Falco. So solo che non potevo permettere che venissi ucciso da un essere così immondo. ([[Ken il guerriero#Episodio 12, La signora dei cieli|Episodio 12, ''La signora dei cieli'']])
*Una persona che insegna il significato dell'amore non dovrebbe parlare di morte. ([[Ken il guerriero#Episodio 17, Amore rubato|Episodio 17, ''Amore rubato'']])
*Non sono qui per darti un saggio di tecnica, ma per ucciderti. ([[Ken il guerriero#Episodio 19, Il ritorno di Raoul|Episodio 19, ''Il ritorno di Raoul'']])
*{{NDR|«Non uccidermi, ti prego! Ti prego!»}} Cosa c'è? Hai dimenticato le tue stesse parole? Su quest'isola più si uccide più si viene rispettati, e ora lo so anch'io. ([[Ken il guerriero#Episodio 21, Il liberatore|Episodio 21, ''Il liberatore'']])
*Il granchio è uno dei miei piatti preferiti. [...] Sei pronto per essere cucinato. ([[Ken il guerriero#Episodio 22, I sette cavalieri|Episodio 22, ''I sette cavalieri'']])
*In genere mi è sufficiente usare una sola volta il mio pugno per porre termine a un combattimento, ma ora qualcosa mi impedisce di ucciderti. [...] Nei tuoi occhi non c'è desiderio di sangue. Posso leggervi soltanto una grande tristezza. ([[Ken il guerriero#Episodio 23, La leggenda continua|Episodio 23, ''La leggenda continua'']])
*Morirai per tua stessa mano! ([[Ken il guerriero#Episodio 23, La leggenda continua|Episodio 23, ''La leggenda continua'']])
*Io ti chiedo di avere molta cura di te stesso, Rock. Perché se tu morissi tutta questa gente rimarrebbe senza una guida e altre madri verserebbero il loro sangue. ([[Ken il guerriero#Episodio 23, La leggenda continua|Episodio 23, ''La leggenda continua'']])
====[[Ken il guerriero (film)|Film]]====
*Sei morto, però ancora non lo sai.
*Jagi, come potevi pretendere che io ti rispettassi? Non lo vedi? Anche in questo momento hai un'arma puntata contro un ostaggio inerme di cui ti fai scudo. Non hai il coraggio di affrontarmi da solo con le tue mani.
*Sono tornato dal regno dei morti soltanto per ucciderti, Shin. {{NDR|«E dove sei riuscito a trovare tutta questa forza?»}} In me. Il desiderio di raggiungere uno scopo me lo hai insegnato tu. Non te lo ricordi?
===''[[Il ritorno di Kenshiro]]''===
*Io ti ho già ucciso.
*Il mio destino è odio e vendetta.
*Faresti prima a tagliarti le vene! [...] Sarebbe anche meno doloroso.
*Va! Dì a Shin che la bandiera dell'Orsa Maggiore sventola su Paradise Valley!
*{{NDR|«Come mai da queste parti?»}} Voglio rovinare i tuoi piani.
*Ti è sempre piaciuto ascoltarti mentre parli, non è vero, Shin?
*Mi hai rovinato la vita, Shin. Hai rovinato le vite di tutti noi.
===''Ken il guerriero - La leggenda''===
====''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]''====
*{{NDR|«Come faremo a ringraziarti per il tuo aiuto?»}} Non è necessario. La donna che amavo mi venne portata via e poi uccisa. Non me la sono sentita di abbandonarvi, tutto qui.
*Chi riesce a guardare avanti di dieci anni pianta un albero. Chi guarda avanti di cento invece dà vita e cresce altre persone.
*Raoul, il tuo cuore batte da solo. Ma quello che provo per te e per Toki e per Julia continuerà a vivere dentro di me in eterno. Il pugno che frantuma il mondo non è stato abbastanza forte da spezzare il cuore di queste persone.
====''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]''====
*Tutti i colpi {{NDR|di Toki}} premono con assoluta precisione i punti segreti di pressione come fossero lame di ghiaccio.
*{{NDR|«Se nostro padre facesse il tuo nome...»}} Rifiuterei! E se non potessi rifiutare, allora farei subito il tuo nome. Ti nominerei il mio prossimo successore. Anche nostro padre Ryuken ha ottenuto la successione da suo fratello maggiore, quindi la successione tra fratelli dovrebbe essere concessa. Fratello, anche tu ne sei consapevole. Per Raoul, l'Hokuto Shinken è soltanto un mezzo per conquistare il potere, e ciò va contro i principi della Divina scuola di Hokuto. Toki, per questo tu sei il candidato più adatto alla successione.
*Fratello, ti giuro che sarò io ad onorare la tua promessa. Sarà il mio destino di successore della Divina scuola di Hokuto.
====''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]''====
*Julia, credimi, se servissi a combattere la tua malattia, sarei pronto a sacrificare la mia vita.
*Chi non può difendersi diventa uno schiavo.
*Tu dici d'aver ucciso un [[orso]] a mani nude? Beh, se è vero si trattava sicuramente di un cucciolo.
*Sacre stelle di Hokuto, vi chiedo perdono. Soltanto adesso ho compreso quale sia il destino di Hokuto e dunque quale sia il mio destino di successore. So per cosa pregano i derilitti di questo mondo.
*Dan, voi mi avete indicato il destino da seguire. Grazie a voi, ho finalmente capito per cosa prega l'umanità.
*Io sarò per sempre dalla vostra parte e combatterò per voi, perché questa è il volere del cielo.
*Non avrà ascolto la voce degli stolti.
*La [[Bramosia|brama]] che induce a soggiogare gli altri non può che sfociare nel nulla. Di conseguenza, essa non potrà mai e poi mai condurre un uomo sul cammino della felicità.
===''[[Ken il guerriero - La trilogia]]''===
*Ryu, ormai non ho più nulla da insegnarti. Il resto dovrai impararlo da solo durante i veri combattimenti. Alla fine sarà il sangue di tuo padre Raoul a indicarti la strada da percorrere. Quando ci rincontreremo, sarà il momento dell'Isshi Soden, così continuerà la tradizione della Divina scuola di Hokuto. Addio, Ryu. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'')
*I guerrieri valorosi tornano sempre da chi crede in loro. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'')
*La Divina scuola di Hokuto prevede l'Isshi Soden, l'insegnamento dei segreti ultimi a un unico erede. Per questo nascono contrasti tra parenti estinti poi con il sangue e agli allievi sconfitti negli scontri per l'eredità viene negata la possibilità di esercitare con un sigillo. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'')
*Nella volta celeste, la stella che presagisce la tua morte ora sta brillando. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'')
*Ti getterò nel luogo in cui sprofondano i vili. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'')
*Non esiste alcun dio che sia disposto a salvare te! (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La citta stregata|La citta stregata]]'')
*Non possiamo che servirci ancora della figura del dio. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#La tecnica proibita|La tecnica proibita]]'')
*La Divina scuola di Hokuto prevede l'Isshi Soden. Anche se il tuo kenpō è una disciplina derivata, devo comunque sigillarlo. È il compito dell'erede. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'')
*La mia tecnica di difesa è nel contempo un attacco ai tuoi [[tsubo]]. In definitiva, incrociare i pugni con me significa morte per l'avversario. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'')
*Non l'ambizione dà forza al proprio pugno, ma la tristezza di cui un uomo si fa carico. È essa a forgiare il vero pugno. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'')
*Il cuore di coloro che ti amano ti ha fatto riacquistare il cuore di un essere umano. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'')
*Hokuto chiama Hokuto, e ciò si trasformerà nuovamente in una tragedia. È il destino di Hokuto e io non posso sottrarmi a esso. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'')
*Il sangue versato qui ha segnato a fondo il cuore delle persone, ma le ha anche risvegliate. E, di certo, ora il vero salvatore apparirà. (''[[Ken il guerriero - La trilogia#Quando un uomo si fa carico della tristezza|Quando un uomo si fa carico della tristezza]]'')
==Citazioni su Kenshiro==
*In estrema sintesi Kenshiro combatte i cattivi, cioè delinquenti isolati come Zed ma anche gruppi criminali più organizzati come il Clan della Zanna, fanatici come i Golan, dittatori e popoli cattivissimi e violenti. E lo fa grazie ai segreti della Divina Scuola di Hokuto, che consistono nella conoscenza perfetta dei 708 tsubo, cioè punti del corpo umano che se colpiti in un certo modo consentono di battere qualsiasi avversario, costringendolo a fare cose contro la sua volontà oppure a ucciderlo causando una specie di esplosione interna. Queste tecniche sono conosciute o comunque praticate da un solo maestro alla volta e come tutti i fedeli di Kenshiro sanno non si tratta soltanto di violenza, ma di una filosofia particolarissima e affascinante, che trasforma il dolore e la tristezza per le ingiustizie del mondo in rabbia, da canalizzare tramite l'arte marziale. ([[Stefano Olivari]])
*Magari fossi Kenshiro e potessi eliminare prepotenza e ingiustizia nel mondo!!! ([[Lorenzo Scattorin]])
*Mi ricordo quando mi affidarono il ruolo di Ken nel primo film della pentalogia, ''La leggenda di Hokuto'', ero emozionato ma tranquillo, pian piano però, riflettendo nei giorni immediatamente precedenti alla lavorazione, ho cominciato ad avere una grande confusione in testa. Ken è un simbolo per tantissimi appassionati, come approciare? Seguire la vecchia strada del doppiaggio originale? Crearne una tutta mia? Fondere insieme le due cose? Sapevo che comunque non sarei potuto piacere a tutti, ma essendo Ken, per l'appunto, un personaggio tanto amato, non volevo deludere le aspettative di nessuno. Quindi... stress!!!!!! ([[Lorenzo Scattorin]])
*{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito. ([[Alessio Cigliano]])
===[[Buronson]]===
*Durante il suo cammino Kenshiro diviene sempre più taciturno perché deve addossarsi tante responsabilità e assomiglia sempre più all'attore Ken Takakura. D'altronde non ha bisogno di parole per combattere e anche in quest'aspetto vediamo la sua crescita.
*Perché è vivo Kenshiro? Una volta, da bambino, è stato salvato da Shu, in seguito è stato salvato da Toki. Questo è farsi carico di qualcosa. Sopravvivere e diventare più forte. In poche parole lui deve vivere, non può morire. [...] Del resto, quante persone sono morte per Kenshiro? Per questo Ken non può morire, proprio perché è stato aiutato da altri a sopravvivere.
*Sono i classici fratelli: il maggiore {{NDR|Raoh}} è forte, il secondo {{NDR|Toki}} è intelligente, il terzo {{NDR|Jagi}} è la mela marcia della compagnia mentre l'ultimo {{NDR|Kenshiro}} è quello puro e innocente e si limita a seguire gli altri.
===[[Tetsuo Hara]]===
*È soprattutto [...] un eroe, [...] un salvatore che arriva a sconfiggere dei cattivi molto cattivi. Non c'è altra soluzione possibile che uccidere questi criminali e la serie è famosa per queste scene, perchè l'eroe fa quello che è necessario fare.
*Senza dubbio Kenshiro è un eroe violento, ma soprattutto, e questo credo anche che sia uno dei motivi principali del suo successo, è un personaggio in cui tutti tendono ad identificarsi. ''Hokuto no Ken'', più che un opera che inciti alla violenza, mi sembra al contrario un fumetto che la previene, offrendo al pubblico una valvola di sfogo dallo stress e dai soprusi di tutti i giorni.
*[[Sylvester Stallone|Stallone]] è uno dei riferimenti per la creazione di Kenshiro ma anche [[Bruce Lee]] e [[Yûsaku Matsuda]]. All'inizio della mia carriera avevo pubblicato un manga sul motocross, non andò molto bene e per il mio progetto successivo volevo rendere omaggio a quei due attori, volevo creare un protagonista che avesse le caratteristiche di entrambi, che li facesse in qualche modo rivivere su carta.
===''[[Ken il guerriero]]''===
====Manga====
*Anche se impossibilitato a muoversi, quest'uomo è stato in grado di continuare a combattere attraverso la propria anima! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]])
*– E dimmi, Rin, perché viaggi con quel tipo sinistro?<br>– Parli di Ken?! Perché ha un cuore d'oro. ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*È l'ossessione che rende un uomo forte. E tu non ne hai. ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
*È stato Ken a insegnarmi che sottomettersi ai demoni... significa perdere la propria umanità. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Finché ci sarà Yuria nel suo cuore, nessun'altra donna potrà farvi breccia! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]])
*Finora io ho vissuto aspettandolo. Continuare a farlo è il mio destino, nonché la promessa che ci siamo scambiati! Rimarrò in attesa finché la sua battaglia con Raoh non si sarà conclusa. Non importa quanto a lungo dovrò attendere. ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*Ken. Tu devi continuare a vivere. Non puoi morire. Quest'epoca ha bisogno della Divina scuola di Hokuto per trasformare le lacrime in sorrisi! ([[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]])
*Ken ha dovuto sopportare un'altra sofferenza... Però... ciò che lo rende sempre più forte, è proprio farsi carico di tutta quella tristezza. ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]])
*Ken, non ridere di me... ma tu hai sempre avuto la mia ammirazione... La prima volta che ho visto la tua potenza... dallo spavento, le gambe mi hanno ceduto e me la sono fatta addosso... E... E poi la tua gentilezza... Quando è morta l'unica donna che avevo mai considerato una madre... c'eri tu a sostenermi con forza... [...] Ken! Per me sei stato come un fratello maggiore! ([[Ken il guerriero#Volume 18|Volume 18]])
*– Kenshiro sta di nuovo provando compassione per gli altri? Che sprovveduto. I sentimenti non fanno altro che annebbiare il proprio pugno.<br>– No... È possibile che Kenshiro diventi il più forte di tutti noi. Il maestro Ryuken ha detto che gli uomini capaci di comprendere il dolore altrui sono in grado di trasformare quella tristezza in forza. E io penso la medesima cosa. ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*La quintessenza dell'Hokuto Shinken è la rabbia. Senza rabbia, Kenshiro non potrà dare il meglio di sé! ([[Ken il guerriero#Volume8|Volume 8]])
*La... La tecnica di Ken si nutre di rabbia e tristezza... M-Ma quella di Kaioh è alimentata unicamente dall'odio! ([[Ken il guerriero#Volume 15|Volume 15]])
*Lui è nostro fratello minore! Inoltre è il più inesperto! Non siete infuriati che ci abbia soffiato il titolo che ci spettava?! [...] Ma io non lo accetto! Io non ci sto! Kenshiro è inferiore a me! Non permetterò che mi distrugga i pugni! ([[Ken il guerriero#Volume 4|Volume 4]])
*Nemmeno con i miei sempre attenti occhi ero riuscito a scorgere l'incommensurabile valore del Signor Kenshiro! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*Non credevo possibile... che gli occhi del lupo del cielo non potessero scorgere il valore di uomo tanto grande. Ma ora ne sono certo... Quest'epoca non ha bisogno di Raoh... ma di Kenshiro. ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]])
*Più l'avversario è forte, più Ken diventa potente. Colui che erediterà la leggenda di Raoh... sarà Kenshiro! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]])
*Ri... Riesco a vederlo... Il sangue che gli uomini prescelti hanno versato nelle battaglie contro il Signor Kenshiro scorre ora nelle sue vene! La tristezza scaturita da tali scontri ha impresso nel suo essere tutte le loro tecniche segrete... e più quel dolore era grande, più in profondità esse venivano incise in lui! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*Raoh incute terrore nei bambini e li incita a combattere, mentre Kenshiro ne attira il cuore innocente. ([[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*Senza di te, la nostra piccola, flebile luce di speranza sparirà! Tu sei l'unico che può impedire che si spengaaa! ([[Ken il guerriero#Volume 6|Volume 6]])
*Solamente un discendente della vostra stirpe, venuto al mondo con un'innata predisposizione per la lotta, può apprendere l'arcano colpo capace di sigillare la Risplendente scuola! E quel discendente è Kenshiro! ([[Ken il guerriero#Volume 14|Volume 14]])
====Serie tv====
=====''Ken il guerriero''=====
*– Perché stai andando via, Ken?<br>– Perché l'uomo dalle sette stelle deve andare dove c'è bisogno di lui, a portare la luce dell'Orsa Maggiore di villaggio in villaggio. Ora capisci perché se n'è andato, Lynn? Per portare la luce. ([[Ken il guerriero#Episodio 1, Sotto il segno dell'Orsa Maggiore|Episodio 1, ''Sotto il segno dell'Orsa Maggiore'']])
*Fra noi due c'è una differenza fondamentale. Si tratta del carattere, perché è questo che rende un uomo potente. E tu non ne hai, Kenshiro. ([[Ken il guerriero#Episodio 17|Episodio 17, ''L'adunata'']])
*In lui è ancora vivo il ricordo di Julia. Non smetterà mai di combattere finché lei sarà nel suo cuore. ([[Ken il guerriero#Episodio 30, Combattimento fatale|Episodio 30, ''Combattimento fatale'']])
*Il tuo cuore è troppo sensibile, e questa tua bontà un giorno ti procurerà dei dispiaceri. ([[Ken il guerriero#Episodio 30, Combattimento fatale|Episodio 30, ''Combattimento fatale'']])
*Nonostante la tua debolezza, sei sempre stato un sentimentale. E vedi i tipi come te che fine fanno? ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], [[Ken il guerriero#Episodio 47, La leggenda della paura|Episodio 47, ''La leggenda della paura'']])
*Hai lo sguardo quasi minaccioso, sai Ken? Ma i tuoi occhi continuano ad essere troppo languidi. Non ce la farai. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], [[Ken il guerriero#Episodio 47, La leggenda della paura|Episodio 47, ''La leggenda della paura'']])
*Raoul possiede senz'altro piu tecnica di Ken, ma non possiede lo spirito e l'energia interiore che è prerogativa solo di Ken. ([[Ken il guerriero#Episodio 49, Lotta all'ultimo sangue|Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue'']])
*Uomini come Ken e Raoul non avranno mai pace. Continueranno a lottare e la loro lotta sarà per il dominio dell'universo. ([[Ken il guerriero#Episodio 49, Lotta all'ultimo sangue|Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue'']])
*Odiavo il mondo e non nutrivo nessuna fiducia negli altri uomini. Ma poi ho incontrato te, la piccola Lynn, Bart e Mamiya. Voi mi avete aiutato a ritrovare la speranza perduta. ([[Ken il guerriero#Episodio 50, Cani sacri|Episodio 50, ''Cani sacri'']])
*Raoul insegna ai bambini cos'è l'odio e la paura. Ken invece mostra loro le qualità più nobili dell'uomo. ([[Ken il guerriero#Episodio 74, Alla ricerca di un nuovo eroe|Episodio 74, ''Alla ricerca di un nuovo eroe'']])
*Julia, perché hai amato tanto Ken? Non capisci che quell'uomo sta sbagliando tutto? Non capisci che il suo modo d'agire fa solo del male all'umanità? Abbiamo bisogno di un uomo forte, di un condottiero che non si lascia impietosire da nessuno. ([[Ken il guerriero#Episodio 76, Chi sarà il re del mondo?|Episodio 76, ''Chi sarà il re del mondo?'']])
*Ho visto centinaia di persone che soffrivano e altrettante che abusavano del proprio potere. Gli uomini chiamati "capi" pensano soltanto al loro interesse privato. In questo tormentato periodo abbiamo bisogno di un condottiero che sappia ridare al mondo pace e giustizia, ed io ero convinto che... che Raoul fosse la persona giusta, il vero salvatore. Basta! I bambini non devono più piangere la morte dei loro genitori. [...] Questa era la mia idea, ma adesso ho incontrato un uomo che possiede un grande spirito e quell'uomo sei tu. Sei tu, Ken! ([[Ken il guerriero#Episodio 77, Il sacrificio|Episodio 77, ''Il sacrificio'']])
*Questo grande uomo ha imparato il segreto dal dolore causato dagli scontro con i vari personaggi delle altre scuole. Più è profondo il dolore, più il suo corpo si fortifica. È questo il suo grande segreto. ([[Ken il guerriero#Episodio 101, Una lotta interminabile|Episodio 101, ''Una lotta interminabile'']])
*Ken non ha mai rinunciato a combattere contro di te, Raoul. Hai visto il suo spirito combattivo? Continua a migliorare di giorno in giorno, ed è molto tenace. Il tuo pugno lo dovrebbe sapere meglio di chiunque altro. Stai addestrando alla lotta quello che un domani sarà il tuo peggior rivale, fratello Raoul. Non sto scherzando. Lui diventerà un temibile combattente, credimi. Ma sembra che questo ti faccia piacere. Anzi, non vedi l'ora che accada. È molto strano. Il tuo comportamento, Raoul, è inaudito. Non ti capisco più. ([[Ken il guerriero#Episodio 102, Il gigante indeciso|Episodio 102, ''Il gigante indeciso'']])
*Gli occhi di Kenshiro mi hanno dominato per la prima volta, e la seconda volta ho indietreggiato davanti agli occhi dei bambini. Da quando sento lo spettro del timore ho perso totalmente fiducia in me stesso. Kenshiro e Fudo hanno abbattuto la mia sicurezza attraverso la loro tristezza. Ma perché? Ken ama Julia più di ogni altra donna e Fudo amava quei bambini più di sé stesso. Può l'amore avere la forza di annullare il potenziale psichico? ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], [[Ken il guerriero#Episodio 106, Vivrai per sempre nel mio cuore|Episodio 106, ''Vivrai per sempre nel mio cuore'']])
*Non ho bisogno di fama né di gloria. Voglio soltanto distruggerti, Kenshiro! E quando l'avrò fatto, sarò l'uomo più potente del mondo. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], [[Ken il guerriero#Episodio 107, Nessuno li fermerà|Episodio 107, ''Nessuno li fermerà'']])
=====''Ken il guerriero 2''=====
*Noi non dobbiamo arrenderci! Anche se Kenshiro è morto, non possiamo smettere di combattere, altrimenti faremo solo il gioco dell'imperatore. ([[Ken il guerriero#Episodio 1, ...e la vita continua|Episodio 1, ''...e la vita continua'']])
*– Combattiamo nel nome di colui che avrebbe sacrificato la sua vita per la pace.<br>– Da quest'uomo abbiamo appreso il significato di amore e coraggio. ([[Ken il guerriero#Episodio 1, ...e la vita continua|Episodio 1, ''...e la vita continua'']])
*Kenshiro, puoi vederci? Quei due ragazzi combattono sotto il segno dell'Orsa. Aspettano con ansia il tuo ritorno più di quanto loro stessi se ne rendano conto. "Se Kenshiro fosse qui...". Questa speranza è sempre presente nelle loro menti, ma cercano di metterla da parte e continuano a lottare. Se tu riesci a sentire la disperazione di queste piccole anime, ti prego, vieni! Abbiamo bisogno di te, della luce di Hokuto, che dia ancora pace a tutti gli uomini che vivono in questa era disastrata. ([[Ken il guerriero#Episodio 1, ...e la vita continua|Episodio 1, ''...e la vita continua'']])
*Kenshiro è molto preparato. Io sono sicuro che lui vincerà facilmente la sua lotta contro i demoni, dopodiché anche qui si potrà vivere in pace. Ma Kenshiro non è che un guerriero che appare e scompare. Sgominati i demoni, non avrà più motivo di stare qui, quindi l'unica stella che continuerà a brillare sarà la gemma di Hokuto. ([[Ken il guerriero#Episodio 17, Amore rubato|Episodio 17, ''Amore rubato'']])
===''Ken il guerriero - La leggenda''===
*In molti sono convinti che Kenshiro sia troppo buono, ma tale bontà nasce dal fatto che non è mosso dall'istinto di sopravvivenza ma dalla costante ricerca del senso della vita, e questo è anche il concetto che descrive l'essere umano. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'')
*Kenshiro, divenuto il successore, venne costretto a far fronte ad innumerevoli tristezze. Fu però in grado di trasformarle in forza e queste lo resero l'uomo ideale per ricoprire il ruolo di successore della Divina scuola di Hokuto. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'')
*Kenshiro ha sfidato da solo Sauzer, un uomo che ha saputo farsi temere addirittura da Raoul, e ha ottenuto la vittoria. [...] È stato un combattimento eccellente. Kenshiro ha accolto in sé la tristezza mantenendo un cuore integro. Adesso è consapevole del destino del successore. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'')
====''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]''====
*Kenshiro, adesso so chiaramente che cosa vi fu percepito in te quando ero ancora una bambina. È la strada del salvatore quella su cui ti sei incamminato, e io cammino al tuo fianco lungo quella stessa strada. Sono nata per proteggere la tua vita, abbandonando tutto il resto alle mie spalle.
*– Non percepisco niente, né speranza, né sogni, né amore, un'oscura tenebra in cui tutto è andato perduto. Vedo soltanto questo.<br>– E in essa non vedi, per quanto debole, una luce?<br>– Non vedo niente. La sola cosa che percepisco fievole è il volto di un uomo.<br>– E il nome di quest'uomo?<br>– Si chiama Kenshiro ed è l'unico uomo che io abbia mai amato.
*– Perché hanno quella benda bianca sul braccio?<br>– Sembra sia il loro modo per onorare le gesta di Kenshiro. Kenshiro ha salvato molte vite, lasciando dietro di sé la leggenda dei suoi combattimenti. Per quelle persone, Kenshiro è il simbolo del coraggio. Rappresenta il vero salvatore.
*– Starò al fianco di Kenshiro.<br>– Scegli dunque la strada colma di avversità?<br>– Sì, come mi ha ordinato la voce del cielo.
====''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]''====
*Egli, continuando a combattere con la forza dei suoi pugni a difesa dei più deboli, è diventato il simbolo della speranza di pace della gente che ha iniziato a definirlo "il salvatore".
*– Soltanto quanti imprimono l'amore nel proprio cuore e continuano a farsi carico dell'altruì tristezza diventano gli uomini più potenti.<br>– Quindi Kenshiro sarebbe uno di loro? Stando così le cose, c'è soltanto una via da seguire: da questo momento il mio unico desiderio è sconfiggere il mio fratello minore Kenshiro!
*Sono stato io ad insegnarti come combattere. È naturale che io ti sia superiore nella lotta. Non posso che essere molto grato agli dei per avere posto sul mio cammino un uomo dalle notevoli capacità come te, Kenshiro. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]])
====''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]''====
*Era da tempo che non incontravo una persona che non avesse ancora perduto la propria umanità.
*Essere il dio della morte e continuare a mantenere la propria umanità porta una grande sofferenza, e tu sei l'unico in grado di sopportare un tale carico di dolore.
*Kenshiro, tu sei irrimediabilmente umano nei pregi e nei difetti che possiedi, e questo ti fa peccare d'ingenuità. Io, Ryuken, stento ad accettare la tua natura. Tuttavia, è una buona cosa.
*Neppure un esercito composto da migliaia di unità potrebbe avere una qualche possibilità contro di lui. Kenshiro è l'uomo che diverrà il nostro salvatore.
*Non avverto in te alcun sentore di malvagità. No, l'odore che tu emani ricorda quasi quella di un'epoca lontana, un passato in cui si poteva essere felici.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Ken il guerriero]]
[[Categoria:Personaggi di anime e manga]]
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Candy Candy
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Spinoziano
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text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano = Candy Candy
|tipofiction = Serie TV anime
|titolooriginale = キャンディ・キャンディ
|titolotraslitterato = Kyandi Kyandi
|anno = 1976 – 1979
|genere = drammatico
|regista = [[Hiroshi Shidara]], [[Tetsuo Imazawa]]
|soggetto = [[Kyoko Mizuki]]
|sceneggiatore = [[Noboru Shiroyama]], [[Shun'ichi Yukimuro]]
|doppiatori italiani =
*[[Laura Boccanera]]: Candy
*[[Susanna Fassetta]]: Annie
*[[Marco Guadagno]]: Anthony
*[[Sergio Luzi]]: Archie
*[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]]: Terence
*[[Guido Sagliocca]]: Albert
}}
'''''Candy Candy''''', serie televisiva anime del 1976.
==Episodio 4, ''Una lettera di Annie''==
*'''Candy''': Sembri venuto dallo spazio.<br>'''Principe''': Io dallo spazio?<br>'''Candy''': Certo: indossi una gonna anche se sei un ragazzo e poi hai un piffero con uno stomaco grosso grosso.<br>'''Principe''': Ma questa non è una gonna, ti sbagli, si tratta del kilt, il costume degli scozzesi; e questo non è un piffero, ma una [[cornamusa]], uno strumento musicale. {{NDR|suona la cornamusa}}<br>'''Candy''': Non lo so, sembra un gruppo di lumache che striscia, tu che dici?
==Episodio 25, ''Coraggio Candy''==
*Addio, mio piccolo Anthony, che il Signore ti accolga fra le sue braccia nella sua misericordia infinita e spalanchi davanti a te le porte della vita eterna. Il vuoto che lasci in mezzo a noi sarà colmato dalla sicura speranza che il tuo sguardo dal cielo vigilerà su noi. ('''Prete''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|elegia funebre]]}}
==Episodio 26, ''Papà albero sa tutto''==
*Quando arriva l'inverno, le [[Rosa (fiore)|rose]] si seccano e cadono. Così, quando torna l'estate, possono sbocciare sempre più belle. Ma anche se le rose cadono, la bellezza che è nei nostri cuori resta per sempre. ('''Anthony''')
==Episodio 69, ''Ricordo di una rosa''==
*I fiori nel pieno della loro bellezza sono amati da tutti, ma quando appassiscono sono ricordati solo da chi li ha amati veramente. Questo succede anche per gli esseri umani: dopo la loro morte restano sempre nel ricordo e nel cuore dei loro cari. ('''Anthony''')
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Candy Candy''}}
[[Categoria:Serie televisive drammatiche]]
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|titoloitaliano = Candy Candy
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*[[Laura Boccanera]]: Candy
*[[Susanna Fassetta]]: Annie
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*[[Sergio Luzi]]: Archie
*[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]]: Terence
*[[Guido Sagliocca]]: Albert
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'''''Candy Candy''''', serie televisiva anime del 1976.
==Episodio 4, ''Una lettera di Annie''==
*'''Candy''': Sembri venuto dallo spazio.<br>'''Principe''': Io dallo spazio?<br>'''Candy''': Certo: indossi una gonna anche se sei un ragazzo e poi hai un piffero con uno stomaco grosso grosso.<br>'''Principe''': Ma questa non è una gonna, ti sbagli, si tratta del kilt, il costume degli scozzesi; e questo non è un piffero, ma una [[cornamusa]], uno strumento musicale. {{NDR|suona la cornamusa}}<br>'''Candy''': Non lo so, sembra un gruppo di lumache che striscia, tu che dici?
==Episodio 25, ''Coraggio Candy''==
*Addio, mio piccolo Anthony, che il Signore ti accolga fra le sue braccia nella sua misericordia infinita e spalanchi davanti a te le porte della vita eterna. Il vuoto che lasci in mezzo a noi sarà colmato dalla sicura speranza che il tuo sguardo dal cielo vigilerà su noi. ('''Prete''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|elegia funebre]]}}
==Episodio 26, ''Papà albero sa tutto''==
*Quando arriva l'inverno, le [[Rosa (fiore)|rose]] si seccano e cadono. Così, quando torna l'estate, possono sbocciare sempre più belle. Ma anche se le rose cadono, la bellezza che è nei nostri cuori resta per sempre. ('''Anthony''')
==Episodio 69, ''Ricordo di una rosa''==
*I [[Fiore|fiori]] nel pieno della loro bellezza sono amati da tutti, ma quando appassiscono sono ricordati solo da chi li ha amati veramente. Questo succede anche per gli esseri umani: dopo la loro morte restano sempre nel ricordo e nel cuore dei loro cari. ('''Anthony''')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Serie televisive drammatiche]]
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Discussioni utente:MaxAmbra70
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Udiki
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/* Re: Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora */ nuova sezione
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text/x-wiki
{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:30, 2 mag 2026 (CEST)}}
== Re: Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora ==
Salve, il motivo per cui quelle citazioni sono state cancellate è che non erano [[WQ:S|significative]] per come la cosa è intesa su Wikiquote (leggasi la pagina appena linkata). Quelle di Mario Conte, per esempio, sono dichiarazioni di circostanza. Inoltre le "citazioni su" devono prima essere inserite nella pagina del relativo autore (Conte, nell'ipotesi in parola) corredate da una fonte e poi in quella della persona cui la citazione si riferisce (Dalla Mora) senza riportare la fonte; ma qui il problema non si pone, perché come detto manca la significatività.<br />Il riferimento alla natura promozionale della voce è una cosa a parte e deriva dal fatto che a leggerla a me pare che s'insista direttamente o indirettamente su questa nuova figura del disability manager senza che si vada oltre agli slogan, comunque non ho cancellato nessuna citazione per questo motivo. Per me l'unica citazione significativa (per Wikiquote) è questa: "Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote." Va bene anche la citazione di Zoia. Ma ripeto: non ho cancellato nulla per questo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:26, 9 mag 2026 (CEST)
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MaxAmbra70
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/* Re: Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora */ Risposta
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text/x-wiki
{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:30, 2 mag 2026 (CEST)}}
== Re: Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora ==
Salve, il motivo per cui quelle citazioni sono state cancellate è che non erano [[WQ:S|significative]] per come la cosa è intesa su Wikiquote (leggasi la pagina appena linkata). Quelle di Mario Conte, per esempio, sono dichiarazioni di circostanza. Inoltre le "citazioni su" devono prima essere inserite nella pagina del relativo autore (Conte, nell'ipotesi in parola) corredate da una fonte e poi in quella della persona cui la citazione si riferisce (Dalla Mora) senza riportare la fonte; ma qui il problema non si pone, perché come detto manca la significatività.<br />Il riferimento alla natura promozionale della voce è una cosa a parte e deriva dal fatto che a leggerla a me pare che s'insista direttamente o indirettamente su questa nuova figura del disability manager senza che si vada oltre agli slogan, comunque non ho cancellato nessuna citazione per questo motivo. Per me l'unica citazione significativa (per Wikiquote) è questa: "Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote." Va bene anche la citazione di Zoia. Ma ripeto: non ho cancellato nulla per questo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:26, 9 mag 2026 (CEST)
:Salve, mote grazie per la Sua risposta, devo dire che un po' alla volta sto conoscendo modalità e il metodo di scrittura. Sulla citazione di Mario Conte riflettendoci attentamente ci sta. Quella invece che non la condivido è la cancellazione della citazione di Adriano Pessina. La citazione di Pessina è stata fatta in un convegno pubblico 1 Congressso Nazionale dei Disability Manager e sul concetto di rete e sulla figura del Disability Manager. Il Dalla Mora è uno dei massimi esperti in Italia ed è stato lui che l'ha sviluppata e ampliata, il parere di un filosofo come Adriano Pessina risulta a mio modo di vedere importante ai fini di una sua definizione. La ringrazio per la sua sempre cortese disponibilità. [[Utente:MaxAmbra70|MaxAmbra70]] ([[Discussioni utente:MaxAmbra70|scrivimi]]) 21:55, 9 mag 2026 (CEST)
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Udiki
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/* Re: Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora */ Risposta
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text/x-wiki
{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:30, 2 mag 2026 (CEST)}}
== Re: Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora ==
Salve, il motivo per cui quelle citazioni sono state cancellate è che non erano [[WQ:S|significative]] per come la cosa è intesa su Wikiquote (leggasi la pagina appena linkata). Quelle di Mario Conte, per esempio, sono dichiarazioni di circostanza. Inoltre le "citazioni su" devono prima essere inserite nella pagina del relativo autore (Conte, nell'ipotesi in parola) corredate da una fonte e poi in quella della persona cui la citazione si riferisce (Dalla Mora) senza riportare la fonte; ma qui il problema non si pone, perché come detto manca la significatività.<br />Il riferimento alla natura promozionale della voce è una cosa a parte e deriva dal fatto che a leggerla a me pare che s'insista direttamente o indirettamente su questa nuova figura del disability manager senza che si vada oltre agli slogan, comunque non ho cancellato nessuna citazione per questo motivo. Per me l'unica citazione significativa (per Wikiquote) è questa: "Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote." Va bene anche la citazione di Zoia. Ma ripeto: non ho cancellato nulla per questo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:26, 9 mag 2026 (CEST)
:Salve, mote grazie per la Sua risposta, devo dire che un po' alla volta sto conoscendo modalità e il metodo di scrittura. Sulla citazione di Mario Conte riflettendoci attentamente ci sta. Quella invece che non la condivido è la cancellazione della citazione di Adriano Pessina. La citazione di Pessina è stata fatta in un convegno pubblico 1 Congressso Nazionale dei Disability Manager e sul concetto di rete e sulla figura del Disability Manager. Il Dalla Mora è uno dei massimi esperti in Italia ed è stato lui che l'ha sviluppata e ampliata, il parere di un filosofo come Adriano Pessina risulta a mio modo di vedere importante ai fini di una sua definizione. La ringrazio per la sua sempre cortese disponibilità. [[Utente:MaxAmbra70|MaxAmbra70]] ([[Discussioni utente:MaxAmbra70|scrivimi]]) 21:55, 9 mag 2026 (CEST)
::Che Pessina sia una personalità di rilievo è indubbio. Il punto è che in quella citazione si limita a dire che Dalla Mora ha portato nella professione di disability manager il suo bagaglio culturale, il quale include delle competenze in architettura. È un dato di fatto piuttosto che un'opinione personale e corrisponde all'esperienza di chiunque, considerato che capita spesso oggigiorno di transitare da un ambito professionale a un altro. Se quella stessa cosa fosse stata detta da Mattarella, varrebbe lo stesso discorso. Comunque se vuoi puoi chiedere un parere al [[WQ:bar|bar]]. (Incidentalmente: mi sono permesso di dare del tu solo perché è [[w:Aiuto:Utenti_qualificati_nel_proprio_campo#Indicazioni_di_massima|previsto dalle regole]]). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:14, 9 mag 2026 (CEST)
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MaxAmbra70
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/* Re: Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora */ Risposta
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text/x-wiki
{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:30, 2 mag 2026 (CEST)}}
== Re: Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora ==
Salve, il motivo per cui quelle citazioni sono state cancellate è che non erano [[WQ:S|significative]] per come la cosa è intesa su Wikiquote (leggasi la pagina appena linkata). Quelle di Mario Conte, per esempio, sono dichiarazioni di circostanza. Inoltre le "citazioni su" devono prima essere inserite nella pagina del relativo autore (Conte, nell'ipotesi in parola) corredate da una fonte e poi in quella della persona cui la citazione si riferisce (Dalla Mora) senza riportare la fonte; ma qui il problema non si pone, perché come detto manca la significatività.<br />Il riferimento alla natura promozionale della voce è una cosa a parte e deriva dal fatto che a leggerla a me pare che s'insista direttamente o indirettamente su questa nuova figura del disability manager senza che si vada oltre agli slogan, comunque non ho cancellato nessuna citazione per questo motivo. Per me l'unica citazione significativa (per Wikiquote) è questa: "Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote." Va bene anche la citazione di Zoia. Ma ripeto: non ho cancellato nulla per questo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:26, 9 mag 2026 (CEST)
:Salve, mote grazie per la Sua risposta, devo dire che un po' alla volta sto conoscendo modalità e il metodo di scrittura. Sulla citazione di Mario Conte riflettendoci attentamente ci sta. Quella invece che non la condivido è la cancellazione della citazione di Adriano Pessina. La citazione di Pessina è stata fatta in un convegno pubblico 1 Congressso Nazionale dei Disability Manager e sul concetto di rete e sulla figura del Disability Manager. Il Dalla Mora è uno dei massimi esperti in Italia ed è stato lui che l'ha sviluppata e ampliata, il parere di un filosofo come Adriano Pessina risulta a mio modo di vedere importante ai fini di una sua definizione. La ringrazio per la sua sempre cortese disponibilità. [[Utente:MaxAmbra70|MaxAmbra70]] ([[Discussioni utente:MaxAmbra70|scrivimi]]) 21:55, 9 mag 2026 (CEST)
::Che Pessina sia una personalità di rilievo è indubbio. Il punto è che in quella citazione si limita a dire che Dalla Mora ha portato nella professione di disability manager il suo bagaglio culturale, il quale include delle competenze in architettura. È un dato di fatto piuttosto che un'opinione personale e corrisponde all'esperienza di chiunque, considerato che capita spesso oggigiorno di transitare da un ambito professionale a un altro. Se quella stessa cosa fosse stata detta da Mattarella, varrebbe lo stesso discorso. Comunque se vuoi puoi chiedere un parere al [[WQ:bar|bar]]. (Incidentalmente: mi sono permesso di dare del tu solo perché è [[w:Aiuto:Utenti_qualificati_nel_proprio_campo#Indicazioni_di_massima|previsto dalle regole]]). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:14, 9 mag 2026 (CEST)
:::Salve, do del tu secondo le regole. Non è un dato di fatto perchè lo ha detto nel 2011 quando in Italia non sapevano chi era il disability manager. E' qui l'eccezionalità. Ti ringrazo. [[Utente:MaxAmbra70|MaxAmbra70]] ([[Discussioni utente:MaxAmbra70|scrivimi]]) 23:20, 9 mag 2026 (CEST)
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Rodolfo Dalla Mora
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MaxAmbra70
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Inserimento citazione su Rodolfo Dalla Mora di Adriano Pessina con nota 6
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text/x-wiki
[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano.
==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora==
{{cronologico}}
*Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref>
*Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref>
*Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/>
* Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref>
*La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web
|url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml
|titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella
|descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera
|editore=Corriere della Sera
|data=25 luglio 2020
|accesso=5 maggio 2026
}}</ref>
==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
*''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]])
* '''[[w:Mario Conte (politico)|Mario Conte]]''': «Il Disability Manager era una nostra priorità e siamo convinti che Rodolfo Dalla Mora, con la sua esperienza e la sua formazione in questo campo, saprà raccogliere e dare seguito alle istanze dei cittadini. Con il Disability Manager Treviso diventerà una città ancora più accessibile e inclusiva»<ref>{{cita web
|url=https://www.trevisotoday.it/attualita/disability-manager-presentazione-treviso-20-marzo-2019.html
|titolo=Disability Manager: presentazione a Treviso il 20 marzo 2019
|descrizione=Articolo di TrevisoToday sulla presentazione della figura del Disability Manager a Treviso
|editore=TrevisoToday
|data=20 marzo 2019
|accesso=5 maggio 2026
}}</ref>
* Il disability manager non è una nuova professione, ma si deve parlare di una nuova competenza che si inserisce in altre professioni. Per esempio, l’architetto dalla Mora è prima di tutto un architetto, che ha imparato a guardare i mondi delle persone con uno sguardo più ampio. ([[Adriano Pessina]]<ref>Citato in [https://www.vita.it/disability-manager-nasce-sidima/ ''Disability manager, nasce Sidima''], ''vita.it''.</ref>)
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}}
[[Categoria:Attivisti italiani]]
j82micl6bj9008j6qnocik9fpywqdcb
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MaxAmbra70
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correzione grammaticale ultima nota
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano.
==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora==
{{cronologico}}
*Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref>
*Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref>
*Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/>
* Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref>
*La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web
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|titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella
|descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera
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|accesso=5 maggio 2026
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==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
*''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]])
* '''[[w:Mario Conte (politico)|Mario Conte]]''': «Il Disability Manager era una nostra priorità e siamo convinti che Rodolfo Dalla Mora, con la sua esperienza e la sua formazione in questo campo, saprà raccogliere e dare seguito alle istanze dei cittadini. Con il Disability Manager Treviso diventerà una città ancora più accessibile e inclusiva»<ref>{{cita web
|url=https://www.trevisotoday.it/attualita/disability-manager-presentazione-treviso-20-marzo-2019.html
|titolo=Disability Manager: presentazione a Treviso il 20 marzo 2019
|descrizione=Articolo di TrevisoToday sulla presentazione della figura del Disability Manager a Treviso
|editore=TrevisoToday
|data=20 marzo 2019
|accesso=5 maggio 2026
}}</ref>
* Il disability manager non è una nuova professione, ma si deve parlare di una nuova competenza che si inserisce in altre professioni. Per esempio, l’architetto Dalla Mora è prima di tutto un architetto, che ha imparato a guardare i mondi delle persone con uno sguardo più ampio. ([[Adriano Pessina]]<ref>Citato in [https://www.vita.it/disability-manager-nasce-sidima/ ''Disability manager, nasce Sidima''], ''vita.it''.</ref>)
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}}
[[Categoria:Attivisti italiani]]
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2Tolgo due citazioni su
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[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano.
==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora==
{{cronologico}}
*Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref>
*Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref>
*Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/>
* Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref>
*La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web
|url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml
|titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella
|descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera
|editore=Corriere della Sera
|data=25 luglio 2020
|accesso=5 maggio 2026
}}</ref>
==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
*''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attivisti italiani]]
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Dummy edit: nel precedente oggetto di modifica, prima di premere inavvertitamente il tasto "invio", stavo per scrivere che avevo tolto due "citazioni su" non significative e che andavano prima messe nella pagina del relativo autore con fonte e poi qui senza fonte. Questa pagina mi pare che abbia finalità promozionali
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[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano.
==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora==
{{cronologico}}
*Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref>
*Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref>
*Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/>
* Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref>
*La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web
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|descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera
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==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
*''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attivisti italiani]]
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Joseph Spencer Kennard
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Gaux
18878
/* Romanzi e romanzieri italiani */ il giovane d'Azeglio
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text/x-wiki
'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. Massimo {{NDR|d'Azeglio]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla Restaurazione, pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Kennard, Joseph Spencer}}
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
[[Categoria:Saggisti statunitensi]]
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/* Romanzi e romanzieri italiani */ typo e wlink
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglo|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla Restaurazione, pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglo|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
==Altri progetti==
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/* Romanzi e romanzieri italiani */ Manzoni
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*[[Alessandro Manzoni]] fu la stella nella cui orbita vennero attratti gli altri pianeti. La dolcezza del suo carattere, l'assenza di presunzione, il suo amore per il quieto vivere che lo esponeva indifeso all'accusa di debolezza politica, lo rendevano caro a tutti, ed imprimevano al suo aspetto una tale mansuetudine da far sì che molti si sottomettessero senz'accorgersene all'autorità letteraria dello scrittore per l'affetto e la reverenza che loro ispirava l'uomo.(vol. I, p. LII)
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
==Altri progetti==
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*[[Alessandro Manzoni]] fu la stella nella cui orbita vennero attratti gli altri pianeti. La dolcezza del suo carattere, l'assenza di presunzione, il suo amore per il quieto vivere che lo esponeva indifeso all'accusa di debolezza politica, lo rendevano caro a tutti, ed imprimevano al suo aspetto una tale mansuetudine da far sì che molti si sottomettessero senz'accorgersene all'autorità letteraria dello scrittore per l'affetto e la reverenza che loro ispirava l'uomo. (vol. I, p. LII)
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
==Altri progetti==
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/* Romanzi e romanzieri italiani */ Francesco Domenico Guerrazzi
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*[[Alessandro Manzoni]] fu la stella nella cui orbita vennero attratti gli altri pianeti. La dolcezza del suo carattere, l'assenza di presunzione, il suo amore per il quieto vivere che lo esponeva indifeso all'accusa di debolezza politica, lo rendevano caro a tutti, ed imprimevano al suo aspetto una tale mansuetudine da far sì che molti si sottomettessero senz'accorgersene all'autorità letteraria dello scrittore per l'affetto e la reverenza che loro ispirava l'uomo. (vol. I, p. LII)
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*{{NDR|[[Francesco Domenico Guerrazzi]]}} In lui lo scrittore ben di rado ha saputo emanciparsi dall'uomo di legge. Il suo stile si accosta assai più al linguaggio che viene parlato davanti alla barra, che non a quello che si legge nei libri di diletto. Le sue violente invettive, la sua eloquenza ampollosa avevano probabilità di successo coi magistrati, che il turbinio delle passioni politiche di quei tempi traevano fuori dal regolare disimpegno della loro carica. E per un uomo del temperamento violento di Guerrazzi, quell'abitudine quotidiana di arringare doveva divenire una seconda natura. (vol. I, p. 86)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
==Altri progetti==
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/* Romanzi e romanzieri italiani */ nota
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*[[Alessandro Manzoni]] fu la stella nella cui orbita vennero attratti gli altri pianeti. La dolcezza del suo carattere, l'assenza di presunzione, il suo amore per il quieto vivere che lo esponeva indifeso all'accusa di debolezza politica, lo rendevano caro a tutti, ed imprimevano al suo aspetto una tale mansuetudine da far sì che molti si sottomettessero senz'accorgersene all'autorità letteraria dello scrittore per l'affetto e la reverenza che loro ispirava l'uomo. (vol. I, p. LII)
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*{{NDR|[[Francesco Domenico Guerrazzi]]}} In lui lo scrittore ben di rado ha saputo emanciparsi dall'uomo di legge<ref>Fu avvocato.</ref>. Il suo stile si accosta assai più al linguaggio che viene parlato davanti alla barra, che non a quello che si legge nei libri di diletto. Le sue violente invettive, la sua eloquenza ampollosa avevano probabilità di successo coi magistrati, che il turbinio delle passioni politiche di quei tempi traevano fuori dal regolare disimpegno della loro carica. E per un uomo del temperamento violento di Guerrazzi, quell'abitudine quotidiana di arringare doveva divenire una seconda natura. (vol. I, p. 86)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
[[Categoria:Saggisti statunitensi]]
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*[[Alessandro Manzoni]] fu la stella nella cui orbita vennero attratti gli altri pianeti. La dolcezza del suo carattere, l'assenza di presunzione, il suo amore per il quieto vivere che lo esponeva indifeso all'accusa di debolezza politica, lo rendevano caro a tutti, ed imprimevano al suo aspetto una tale mansuetudine da far sì che molti si sottomettessero senz'accorgersene all'autorità letteraria dello scrittore per l'affetto e la reverenza che loro ispirava l'uomo. (vol. I, p. LII)
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*{{NDR|[[Francesco Domenico Guerrazzi]]}} In lui lo scrittore ben di rado ha saputo emanciparsi dall'[[Avvocato|uomo di legge]]<ref>Fu avvocato.</ref>. Il suo stile si accosta assai più al linguaggio che viene parlato davanti alla barra, che non a quello che si legge nei libri di diletto. Le sue violente invettive, la sua eloquenza ampollosa avevano probabilità di successo coi magistrati, che il turbinio delle passioni politiche di quei tempi traevano fuori dal regolare disimpegno della loro carica. E per un uomo del temperamento violento di Guerrazzi, quell'abitudine quotidiana di arringare doveva divenire una seconda natura. (vol. I, p. 86)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
==Altri progetti==
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/* Romanzi e romanzieri italiani */ Raffaello Giovagnoli
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*[[Alessandro Manzoni]] fu la stella nella cui orbita vennero attratti gli altri pianeti. La dolcezza del suo carattere, l'assenza di presunzione, il suo amore per il quieto vivere che lo esponeva indifeso all'accusa di debolezza politica, lo rendevano caro a tutti, ed imprimevano al suo aspetto una tale mansuetudine da far sì che molti si sottomettessero senz'accorgersene all'autorità letteraria dello scrittore per l'affetto e la reverenza che loro ispirava l'uomo. (vol. I, p. LII)
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*{{NDR|[[Francesco Domenico Guerrazzi]]}} In lui lo scrittore ben di rado ha saputo emanciparsi dall'[[Avvocato|uomo di legge]]<ref>Fu avvocato.</ref>. Il suo stile si accosta assai più al linguaggio che viene parlato davanti alla barra, che non a quello che si legge nei libri di diletto. Le sue violente invettive, la sua eloquenza ampollosa avevano probabilità di successo coi magistrati, che il turbinio delle passioni politiche di quei tempi traevano fuori dal regolare disimpegno della loro carica. E per un uomo del temperamento violento di Guerrazzi, quell'abitudine quotidiana di arringare doveva divenire una seconda natura. (vol. I, p. 86)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Raffaello Giovagnoli]]}} Quando ''Spartaco'', suo romanzo storico, venne in luce, il pubblico ed i critici lo giudicarono degno di grandi lodi per la esattezza e l'abbondanza delle notizie storiche. Si diceva che il Giovagnoli avesse profuso nel suo libro quei vari elementi che, a detta del Manzoni, il romanzo storico deve possedere ; che unisse cioè all'accuratezza di ogni minuto particolare, la profonda conoscenza del momento storico, che intorno a personaggi vissuti, a fatti realmente accaduti si aggirassero con equilibrata proporzione personaggi e fatti bene immaginati ed armonicamente fusi. E forse tutto questo nello Spartaco si potrebbe trovare, ma ciò che manca è la vita. Tutta quest'arte sapiente rimane cosa morta. In questo modo lo ''Spartaco'' non sodisfa interamente né il critico né il lettore, poiché l'uno trova a ridire sulla soverchia parte immaginativa che vela la paziente ricerca storica, l'altro rimpiange di non trovare nel libro l'ispirazione poetica, i sentimenti appassionati che parlerebbero al suo cuore. (vol. I, p. 256)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Saggisti statunitensi]]
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/* Romanzi e romanzieri italiani */ corsivo
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*[[Alessandro Manzoni]] fu la stella nella cui orbita vennero attratti gli altri pianeti. La dolcezza del suo carattere, l'assenza di presunzione, il suo amore per il quieto vivere che lo esponeva indifeso all'accusa di debolezza politica, lo rendevano caro a tutti, ed imprimevano al suo aspetto una tale mansuetudine da far sì che molti si sottomettessero senz'accorgersene all'autorità letteraria dello scrittore per l'affetto e la reverenza che loro ispirava l'uomo. (vol. I, p. LII)
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*{{NDR|[[Francesco Domenico Guerrazzi]]}} In lui lo scrittore ben di rado ha saputo emanciparsi dall'[[Avvocato|uomo di legge]]<ref>Fu avvocato.</ref>. Il suo stile si accosta assai più al linguaggio che viene parlato davanti alla barra, che non a quello che si legge nei libri di diletto. Le sue violente invettive, la sua eloquenza ampollosa avevano probabilità di successo coi magistrati, che il turbinio delle passioni politiche di quei tempi traevano fuori dal regolare disimpegno della loro carica. E per un uomo del temperamento violento di Guerrazzi, quell'abitudine quotidiana di arringare doveva divenire una seconda natura. (vol. I, p. 86)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Raffaello Giovagnoli]]}} Quando ''Spartaco'', suo romanzo storico, venne in luce, il pubblico ed i critici lo giudicarono degno di grandi lodi per la esattezza e l'abbondanza delle notizie storiche. Si diceva che il Giovagnoli avesse profuso nel suo libro quei vari elementi che, a detta del Manzoni, il romanzo storico deve possedere ; che unisse cioè all'accuratezza di ogni minuto particolare, la profonda conoscenza del momento storico, che intorno a personaggi vissuti, a fatti realmente accaduti si aggirassero con equilibrata proporzione personaggi e fatti bene immaginati ed armonicamente fusi. E forse tutto questo nello ''Spartaco'' si potrebbe trovare, ma ciò che manca è la vita. Tutta quest'arte sapiente rimane cosa morta. In questo modo lo ''Spartaco'' non sodisfa interamente né il critico né il lettore, poiché l'uno trova a ridire sulla soverchia parte immaginativa che vela la paziente ricerca storica, l'altro rimpiange di non trovare nel libro l'ispirazione poetica, i sentimenti appassionati che parlerebbero al suo cuore. (vol. I, p. 256)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
==Altri progetti==
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'''Joseph Spencer Kennard''' (1859 – 1944), scrittore e saggista statunitense.
==''Romanzi e romanzieri italiani''==
*[[Alessandro Manzoni]] fu la stella nella cui orbita vennero attratti gli altri pianeti. La dolcezza del suo carattere, l'assenza di presunzione, il suo amore per il quieto vivere che lo esponeva indifeso all'accusa di debolezza politica, lo rendevano caro a tutti, ed imprimevano al suo aspetto una tale mansuetudine da far sì che molti si sottomettessero senz'accorgersene all'autorità letteraria dello scrittore per l'affetto e la reverenza che loro ispirava l'uomo. (vol. I, p. LII)
*Certi uomini non sono mai stati giovani, ed è una disgrazia; altri non sanno imparare a divenir vecchi ed è cosa ridicola. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{NDR|d'Azeglio}}]] seppe in ogni occasione mostrarsi l'uomo adatto al momento. Nei due anni successivi alla [[Restaurazione]], pare che fosse precisamente quel che poteva essere un giovane della sua età e condizione: spensierato, vivace, pronto a prendere parte attiva a tutte le burle, agli scherzi, ai divertimenti; conduceva insomma la vita del giovane dissipato, ma senza però oltrepassare il limite che divide le scappatelle giovanili dalle bricconate. (vol. I, p. 68)
*{{NDR|[[Francesco Domenico Guerrazzi]]}} In lui lo scrittore ben di rado ha saputo emanciparsi dall'[[Avvocato|uomo di legge]]<ref>Fu avvocato.</ref>. Il suo stile si accosta assai più al linguaggio che viene parlato davanti alla barra, che non a quello che si legge nei libri di diletto. Le sue violente invettive, la sua eloquenza ampollosa avevano probabilità di successo coi magistrati, che il turbinio delle passioni politiche di quei tempi traevano fuori dal regolare disimpegno della loro carica. E per un uomo del temperamento violento di Guerrazzi, quell'abitudine quotidiana di arringare doveva divenire una seconda natura. (vol. I, p. 86)
*Tutto sommato [...] [[Tommaso Grossi]] resta sempre l'ultimo romanziere leggibile di questa primiera [[Alessandro Manzoni|scuola manzoniana]]. I suoi contemporanei e seguaci immediati non si sopportano più. Se egli ha spinto la pietà religiosa manzoniana fino al bigottismo e il suo sentimento ai massimi limiti del sentimentalismo, gli altri hanno oltrepassato addirittura la barriera. (vol. I, p. 118)
*[[Anton Giulio Barrili|Barrili]] possiede tutte le qualità che si addicono alla specie di libri che si è prefisso di creare. Egli ha stile scorrevole, fluente, grazioso come il conversare di un uomo colto e bene informato. Possiede un'attitudine tutta sua per sgusciar fuori dall'argomento e per riprenderlo dappoi con la padronanza disinvolta di un maestro che lascia scorrere le dita sui tasti di un Erard<ref>Marchio di pianoforte.</ref> traendone le liquide perle delle variazioni di un motivo. (vol. I, pp. 235-236)
*Si può dire non esservi soggetto che Barrili non abbia trattato.<br>Dai remoti tempi dell'antica Roma con la sua ''Cleopatra'' alla Venezia d'oggi col suo recente ''Ponte del paradiso'', dal romanzo storico ''Castel Govone'' alla eterea fantasia ''Come un sogno'', egli ha sfiorato tutto, ha toccato tutti i soggetti. E non si ferma dinanzi ad alcuno sforzo d'immaginazione nel dipingere luoghi e ambienti a lui completamente ignoti: il Giappone, la Calabria sono dipinti arditamente quanto i quadri storici od i costumi esotici. La {{sic|deficenza}} di esattezza non offende troppo, perché non accompagnata da alcuno sfoggio di presunzione; dal Barrili non si esigono notizie veritiere più di quanto si pretendevano da un [[Alexandre Dumas padre|Dumas (padre)]]. Si è senz'altro grati allo scrittore del piacere o meglio del passatempo che simili romanzi procurano, e si onora in lui il paziente lavoratore che {{sic|gli}} ha immaginati e svolti. (vol. I, p. 236)
*{{NDR|[[Enrico Castelnuovo (scrittore)|Enrico Castelnuovo]]}} Non è facile di dare un nome all'attrattiva specialissima che esercitano i suoi delicati gioielli. Pochissime le scene culminanti, semplice lo stile, insignificanti i soggetti, senza pretesa alcuna l'osservazione oggettiva e la riproduzione del vero; tanto che nel leggerli si sarebbe quasi tentati di dichiararli libri infantili o sentimentali. Eppure a malgrado di tutto ciò si resta conquistati, affascinati. (vol. I, p. 237)
*{{NDR|[[Raffaello Giovagnoli]]}} Quando ''Spartaco'', suo romanzo storico, venne in luce, il pubblico ed i critici lo giudicarono degno di grandi lodi per la esattezza e l'abbondanza delle notizie storiche. Si diceva che il Giovagnoli avesse profuso nel suo libro quei vari elementi che, a detta del Manzoni, il romanzo storico deve possedere; che unisse cioè all'accuratezza di ogni minuto particolare, la profonda conoscenza del momento storico, che intorno a personaggi vissuti, a fatti realmente accaduti si aggirassero con equilibrata proporzione personaggi e fatti bene immaginati ed armonicamente fusi. E forse tutto questo nello ''Spartaco'' si potrebbe trovare, ma ciò che manca è la vita. Tutta quest'arte sapiente rimane cosa morta. In questo modo lo ''Spartaco'' non sodisfa interamente né il critico né il lettore, poiché l'uno trova a ridire sulla soverchia parte immaginativa che vela la paziente ricerca storica, l'altro rimpiange di non trovare nel libro l'ispirazione poetica, i sentimenti appassionati che parlerebbero al suo cuore. (vol. I, p. 256)
*{{NDR|[[Grazia Pierantoni Mancini]]}} Scrittrice abile, diligente, laboriosa, strettamente manzoniana, non solo nel modo di comporre, ma nello spirito di devoto spiritualismo che informa l'intera opera sua.<br>''La Signora Tilberti'' è il suo romanzo più lungo e più apprezzato; eccessivamente lungo ed eccessivamente manzoniano. (vol. I, p. 271)
*{{NDR|[[Emilia Ferretti Viola]]}} Ha dimostrato un raro coraggio nel tentare una campagna in favore della classe più vilipesa delle donne. ''Una fra tante'' è qualche cosa di più che un buon romanzo, è un'iniziativa valorosa. Però se la scrittrice non avesse troppo idealizzato il personaggio principale, l'effetto sarebbe stato anche maggiore. (vol. I, p. 272)
==Citazioni su Joseph Spencer Kennard==
*Lo {{sic|Spencer-Kennard}} scrive molte cose ingenue, intramezzate da qualche errore di fatto, ma in complesso ha giudizio sano e talvolta persino delicato. ([[Benedetto Croce]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Spencer Kennard, ''[https://archive.org/details/romanzieromanzi00kenngoog/page/n7/mode/1up Romanzi e romanzieri italiani]'', G. Barbera, Firenze, 1905<sup>2</sup>, vol. I.
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Fire Down Below - L'inferno sepolto
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Spinoziano
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Fire Down Below - L'inferno sepolto |genere = azione |regista = [[Félix Enríquez Alcalá]] |soggetto = [[Jeb Stuart (sceneggiatore)|Jeb Stuart]] |sceneggiatore = Jeb Stuart, [[Philip Morton]] |produttore = [[Steven Seagal]], [[Julius R. Nasso]] |attori = *[[Steven Seagal]]: Jack Taggart *[[Marg Helgenberger]]: Sarah Kellogg *[[Stephen Lang]]: Earl Kellogg *[[Brad Hunt]]: Orin Hanner Jr. *[[Kris Kristofferson]]: Orin Hanner Sr. *Harry Dean..."
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{{Film
|titolo italiano = Fire Down Below - L'inferno sepolto
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*[[Steven Seagal]]: Jack Taggart
*[[Marg Helgenberger]]: Sarah Kellogg
*[[Stephen Lang]]: Earl Kellogg
*[[Brad Hunt]]: Orin Hanner Jr.
*[[Kris Kristofferson]]: Orin Hanner Sr.
*[[Harry Dean Stanton]]: Cotton Harry
*[[Levon Helm]]: Bob Goodall
*[[Mark Collie]]: Hatch
}}
'''''Fire Down Below - L'inferno sepolto''''', film statunitense del 1997 con [[Steven Seagal]] regia di [[Félix Enríquez Alcalá]].
==Citazioni su ''Fire Down Below - L'inferno sepolto''==
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Il Mereghetti]]'')
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}}
'''''Fire Down Below - L'inferno sepolto''''', film statunitense del 1997 con [[Steven Seagal]], regia di [[Félix Enríquez Alcalá]].
==Citazioni su ''Fire Down Below - L'inferno sepolto''==
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Il Mereghetti]]'')
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