Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.8 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento I promessi sposi 0 214 1418455 1417533 2026-06-27T18:59:45Z Udiki 86035 +1. Ho tolto il numero di pagina a una citazione per uniformità 1418455 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua}} {{Torna a|Alessandro Manzoni}} [[File:I promessi sposi-008.jpg|thumb|Antiporta figurata dell'edizione del 1840 del romanzo]] '''''I promessi sposi''''', romanzo di [[Alessandro Manzoni]] del 1827. ==[[Incipit]]== ===[[s:Fermo e Lucia/Tomo Primo/Cap I#Incipit|Edizione 1823: ''Fermo e Lucia'']]=== Quel ramo del [[lago di Como]] d'onde esce l'Adda e che giace fra due catene non interrotte di monti da settentrione a mezzogiorno, dopo aver formati varj seni e per così dire piccioli golfi d'ineguale grandezza, si viene tutto ad un tratto a ristringere; ivi il fluttuamento delle onde si cangia in un corso diretto e continuato di modo che dalla riva si può per dir così segnare il punto dove il lago divien fiume. Il ponte che in quel luogo congiunge le due rive, rende ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione: perché gli argini perpendicolari che lo fiancheggiano non lasciano venir le onde a battere sulla riva ma le avviano rapide sotto gli archi; e presso quegli argini uno può quasi sentire il doppio e diverso romore dell'acqua, la quale qui viene a rompersi in piccioli cavalloni sull'arena, e a pochi passi tagliata dalle pile di macigno scorre sotto gli archi con uno strepito per così dire fluviale. ===[[s:I promessi sposi (Ferrario)/Capitolo I|Edizione 1827: ''la Ventisettana'']]=== Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, viene quasi a un tratto a ristringersi e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia riviera di rincontro; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lasciano l'acqua distendersi e allentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. ===[[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|Edizione 1840: ''la Quarantana'']]=== Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. ==Citazioni== *L'[[Storia|Historia]] si può veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perché togliendoli di mano gl'anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *E veramente, considerando che questi nostri climi sijno sotto l'amparo del Re Cattolico nostro Signore, che è quel Sole che mai tramonta, e che sopra di essi, con riflesso Lume, qual Luna giamai calante, risplenda l'Heroe di nobil Prosapia che pro tempore ne tiene le sue parti, e gl'Amplissimi Senatori quali Stelle fisse, e gl'altri Spettabili Magistrati qual'erranti Pianeti spandino la luce per ogni doue, venendo così a formare un nobilissimo Cielo, altra causale trouar non si può del vederlo tramutato in inferno d'atti tenebrosi, malvaggità e sevitie che dagl'huomini temerarij si vanno moltiplicando, se non se arte e fattura diabolica, attesoché l'humana malitia per sé sola bastar non dourebbe a resistere a tanti Heroi, che con occhij d'Argo e braccj di Briareo, si vanno trafficando per li pubblici emolumenti. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *Chiunque, senza esser pregato, s'intromette a rifar l'opera altrui, s'espone a rendere uno stretto conto della sua, e ne contrae in certo modo l'obbligazione. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *Di [[Libro|libri]] basta uno per volta, quando non è d'avanzo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l'onore d'alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l'uve, e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *{{NDR|A don Abbondio}} Or bene, questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai. (un bravo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *{{NDR|A don Abbondio}} Orsù, se la cosa avesse a decidersi a ciarle, lei ci metterebbe in sacco. Noi non ne sappiamo, né vogliam saperne di più. Uomo avvertito... lei c'intende. (un bravo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *Il nostro Abbondio non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s'era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d'essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *La [[Ragione e torto|ragione]] e il [[Ragione e torto|torto]] non si dividon mai con un taglio così netto, che ogni parte abbia soltanto dell'una o dell'altro. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull'animo del poveretto, quello che s'è raccontato. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *{{NDR|A [[don Abbondio]], che vorrebbe tener segreta l'intimazione dei bravi}} Eh! le schioppettate non si danno via come confetti: e guai se questi cani dovessero mordere tutte le volte che abbaiano! E io ho sempre veduto che a chi sa mostrare i denti, e farsi stimare, gli si porta rispetto; e, appunto perché lei non vuol mai dir la sua ragione, siam ridotti a segno che tutti vengono, con licenza, a... ([[Perpetua (personaggio)|Perpetua]]: 2010, p. 19, cap. I) *{{NDR|A [[don Abbondio]], incalzandolo sulla sua codardia}} – Io taccio subito; ma è però certo che, quando il mondo s'accorge che uno, sempre, in ogni incontro, è pronto a calar le... ([[Perpetua (personaggio)|Perpetua]]: 2010, p. 19, cap. I) *Si racconta che il principe di Condé dormì profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi: ma, in primo luogo, era molto affaticato; secondariamente aveva già date tutte le disposizioni necessarie, e stabilito ciò che dovesse fare, la mattina. Don Abbondio in vece non sapeva altro ancora se non che l'indomani sarebbe giorno di battaglia; quindi una gran parte della notte fu spesa in consulte angosciose. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *"Sapete voi quanti siano gl'impedimenti dirimenti?" <br /> "Che vuol ch'io sappia d'impedimenti?" <br /> "''Error, conditio, votum, cognatio, crimen, <br /> Cultus disparitas, vis, ordo, ligamen, honestas, <br /> Si sis affinis,''..." <br /> cominciava don Abbondio, contando sulla punta delle dita. <br /> "Si piglia gioco di me?" interruppe il giovine. "Che vuol ch'io faccia del suo ''[[Lingua latina|latinorum]]''?" ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *Mala cosa nascer povero, il mio caro [[Renzo Tramaglino|Renzo]]. ([[Perpetua (personaggio)|Perpetua]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *{{NDR|A [[don Abbondio]]}} Posso aver fallato; e mi scusi, – rispose [[Renzo Tramaglino|Renzo]], aprendo e disponendosi a uscire. (Renzo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *La venne finalmente, con un gran cavolo sotto il braccio, e con la faccia tosta, come se nulla fosse stato. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Benedetta gente! siete tutti così: in vece di raccontar il fatto, volete interrogare, perché avete i vostri disegni in testa. ([[Azzecca-garbugli]]: 2010, p. 33, cap. III) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} All'[[avvocato]] bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle. ([[Azzecca-garbugli]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} A saper ben maneggiare le gride, nessuno è [[Innocente e colpevole|reo]], e nessuno è innocente. ([[Azzecca-garbugli]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]] e [[Lucia Mondella|Lucia]]}} A noi poverelli le matasse paion più imbrogliate, perché non sappiam trovarne il bandolo; ma alle volte un parere, una parolina d'un uomo che abbia studiato... so ben io quel voglio dire. ([[Agnese (personaggio)|Agnese]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|Ad [[Azzecca-garbugli]]}} Oh! signor dottore, come l'ha intesa? l'è proprio tutta al rovescio. ([[Renzo Tramaglino|Renzo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|Ad [[Agnese (personaggio)|Agnese]]}} E si faceva tant'olio, che ogni povero veniva a prenderne, secondo il suo bisogno; perché noi {{NDR|[[frate|frati]]}} siam come il [[mare]], che riceve acqua da tutte le parti, e la torna a distribuire a tutti i fiumi. ([[fra Galdino]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *E lo sposo {{NDR|Renzo Tramaglino}} se n'andò, col cuore in tempesta, ripetendo sempre quelle strane parole: «a questo mondo c'è [[giustizia]], finalmente!» Tant'è vero che un uomo sopraffatto dal dolore non sa più quel che si dica. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *Un venticello d'autunno, staccando da' rami le foglie appassite del [[gelso]] le portava a cadere, qualche passo distante dall'albero. (2010, cap. IV)<ref>Da ''I promessi sposi'', a cura di Enrico Ghidetti, Feltrinelli, Milano, 2010, p. 42. ISBN 978-88-07-82162-2</ref> *C'è talvolta, nel volto e nel contegno d'un uomo, un'espressione così immediata, si direbbe quasi un'effusione dell'animo interno, che, in una folla di spettatori, il giudizio sopra quell'animo sarà un solo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IV|cap. IV]]) *{{NDR|A Lodovico, futuro [[fra Cristoforo]], intimandogli di dargli la precedenza}} Nel mezzo, vile meccanico; o ch'io t'insegno una volta come si tratta co' gentiluomini. ([[Il soverchiatore]]: 2010, p. 46, cap. IV) *{{NDR|Replicando a Lodovico, futuro [[fra Cristoforo]], che gli ha dato del mentitore}} – Tu menti ch'io abbia mentito. [...] – E, se tu fossi cavaliere, come son io, – aggiunse quel signore, – ti vorrei far vedere, con la spada e con la cappa, che il mentitore sei tu. ([[Il soverchiatore]]: 2010, p. 46, cap. IV) *{{NDR|Sfidando a duello Lodovico, futuro [[fra Cristoforo]], che ha sfoderato la spada}} – Temerario! – grido l'altro, sfoderando la sua: – io spezzerò questa, quando sarà macchiata del tuo vil sangue. ([[Il soverchiatore]]: 2010, p. 46, cap. IV) *È uno de' vantaggi di questo mondo, quello di poter [[odio|odiare]] ed esser odiati, senza conoscersi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IV|cap. IV]]) *{{NDR|Al fratello del "soverchiatore" ucciso prima di farsi frate e da cui aveva ottenuto il perdono}} Io sto per mettermi in viaggio: si degni di farmi portare un [[pane]], perché io possa dire d'aver goduto la sua [[carità]], d'aver mangiato il suo pane, e avuto un segno del suo [[perdono]]. ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IV|cap. IV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Non rivangare quello che non può servire ad altro che a inquietarti inutilmente. ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo V|cap. V]]) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], disputando su una questione di cavalleria}} – Ma questo – replicava, non meno urlando il podestà, – questo è un di più, un mero di più, un ornamento poetico, giacché il messaggiero è di sua natura inviolabile, per diritto delle genti, ''jure gentium'': e, senza andar tanto a cercare, lo dice anche il proverbio: ambasciator non porta pena. E, i proverbi, signor conte, son la sapienza del genere umano. E non avendo il messaggiero detto nulla in suo proprio nome, ma solamente presentata la sfida in iscritto... ([[Podestà di Lecco]]: 2010, p. 58, cap. V) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]] e a [[fra Cristoforo]]}} – Battere un ambasciatore! persona sacra! Anche lei, padre, mi dirà, se questa è azione da cavaliere. ([[Podestà di Lecco]]: 2010, p. 58, cap. V) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], disputando su una questione di cavalleria}} Ma ascolti, ma ascolti, ma ascolti. Percotere un disarmato è atto proditorio; ''atqui'' il messo ''de quo'' era senz'arme, ''ergo''... ([[Podestà di Lecco]]: 2010, p. 59, cap. V) *{{NDR|Al [[Podestà di Lecco]]}} Sa lei, signor mio, come la pensi l'imperatore, in questo momento? Crede lei che non ci sia altro che Mantova a questo mondo? le cose a cui si deve pensare son molte, signor mio. ([[Conte Attilio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo V|cap. V]]) *«Senza esempi non si fa nulla.» ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo V|cap. V]]) *{{NDR|A [[fra Cristoforo]]}} Escimi di tra' piedi, villano temerario, poltrone incappucciato. ([[don Rodrigo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VI|cap. VI]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]] e [[Lucia Mondella|Lucia]]}} Ascoltate e sentirete. Bisogna aver due testimoni ben lesti e ben d'accordo. Si va dal curato: il punto sta di chiapparlo all'improvviso, che non abbia tempo di scappare. L'uomo dice: signor curato, questa è mia moglie; la donna dice: signor curato, questo è mio marito. Bisogna che il [[curato]] senta, che i testimoni sentano; e il matrimonio è bell'e fatto, sacrosanto come se l'avesse fatto il papa. Quando le parole son dette, il curato può strillare, strepitare, fare il diavolo; è inutile; siete marito e moglie. ([[Agnese (personaggio)|Agnese]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VI|cap. VI]]) *Le parole dell'iniquo che è forte, penetrano e sfuggono. Può adirarsi che tu mostri sospetto di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire che quello di che tu sospetti è certo: può insultare e chiamarsi offeso, schernire e chieder ragione, atterrire e lagnarsi, essere sfacciato e irreprensibile. (Padre Cristoforo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VII|cap. VII]]) *{{NDR|[[William Shakespeare]]}} Un barbaro non privo d'ingegno. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VII|cap. VII]]) *{{NDR|A [[don Rodrigo]], che gli ha ordinato di rapire Lucia}} – Non si dirà mai che il Griso si sia ritirato da un comando dell'illustrissimo signor padrone. ([[Griso]]: 2010, p. 82, cap. VII) *{{NDR|A [[don Rodrigo]]}} – Signore, non si può levare un fiore dalla pianta e portarlo a vossignoria, senza toccarlo. Ma non si farà che il puro necessario. ([[Griso]]: 2010, p. 82, cap. VII) *«Carneade! Chi era costui?» ruminava tra se [[don Abbondio]] seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l'imbasciata. «Carneade! questo nome mi par bene d'averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui?» Tanto il pover'uomo era lontano da prevedere che burrasca gli si addensasse sul capo! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, spaventato, mentre attendeva tranquillamente a' fatti suoi, parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso. Così va spesso il mondo... voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Tutt'a un tratto, in vece di lui {{NDR|Menico}}, e con ben altro tono, si fa sentir quel primo tocco di [[campana]] così fatto, e dietro una tempesta di rintocchi in fila. Chi è in difetto è in sospetto, dice il proverbio milanese: all'uno e all'altro furfante parve di sentire in que' tocchi il suo nome, cognome e soprannome: lasciano andar le braccia di Menico, ritirano le loro in furia, spalancan la mano e la bocca, si guardano in viso, e corrono alla casa, dov'era il grosso della compagnia. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell'ampiezza uniforme; l'aria gli par gravosa e morta; s'inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a' suoi monti. Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire, e n'è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que' monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, [[chiesa (architettura)|chiesa]], dove l'animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov'era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l'amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Certo, il [[cuore]], chi gli dà retta, ha sempre qualche cosa da dire su quello che sarà. Ma che sa il cuore? Appena un poco di quello che è già accaduto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Chi dava a voi {{NDR|[[Dio]]}} tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *{{NDR|L'[[adolescenza]]}} [...] quell'età così critica, nella quale par che entri nell'animo quasi una potenza misteriosa, che solleva, adorna, rinvigorisce tutte l'inclinazioni, tutte l'idee, e qualche volta le trasforma, o le rivolge a un corso impreveduto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IX|cap. IX]]) *Vi son de' momenti in cui l'animo, particolarmente de' giovani, è disposto in maniera che ogni poco d'istanza basta a ottenerne ogni cosa che abbia un'apparenza di bene e di sacrifizio: come un fiore appena sbocciato, s'abbandona mollemente sul suo fragile stelo, pronto a concedere le sue fragranze alla prim'aria che gli aliti punto d'intorno. Questi momenti, che si dovrebbero dagli altri ammirare con timido rispetto, son quelli appunto che l'astuzia interessata spia attentamente, e coglie di volo, per legare una volontà che non si guarda. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *...ripetere un sì tante volte detto; lo ripeté, e fu monaca per sempre! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *La sventurata rispose. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *Ben di rado avviene che le parole affermative e sicure d'una persona autorevole, in qualsivoglia genere, non tingano del loro colore la mente di chi le ascolta. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *Una delle più gran consolazioni di questa vita è l'[[amicizia]]; e una delle consolazioni dell'amicizia è quell'avere a cui confidare un segreto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XI|cap. XI]]) *Costui {{NDR|il gran cancelliere Antonio Ferrer}} vide, e chi non l'avrebbe veduto? che l'essere il [[pane]] a un prezzo giusto, è per sé una cosa molto desiderabile; e pensò, e qui fu lo sbaglio, che un suo ordine potesse bastare a produrla. Fissò la ''meta'' (così chiamano qui la tariffa in materia di commestibili), fissò la meta del pane al prezzo che sarebbe stato il giusto, se il [[grano]] si fosse comunemente venduto a trentatré lire il moggio: e si vendeva fino ad ottanta. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XII|cap. XII]]) *Nella strada chiamata la Corsia de' Servi, c'era, e c'è tuttavia un [[panificio|forno]], che conserva lo stesso nome; nome che in toscano viene a dire il forno delle grucce, e in milanese è composto di parole così eteroclite, così bisbetiche, così salvatiche che l'alfabeto della lingua non ha i segni per indicarne il suono. A quella parte s'avventò la gente. (2010, p. 153, cap. XII) *Parole da non ripetersi diceva, con la schiuma alla bocca, un altro, che teneva con una mano un cencio di [[fazzoletto]] su' capelli arruffati e insanguinati. (2010, p. 156, cap. XII) *Tra questi discorsi, dai quali non saprei dire se fosse più informato o sbalordito, e tra gli urtoni, arrivò Renzo finalmente davanti a quel [[panificio|forno]]. La gente era già molto diradata, dimodoché poté contemplare il brutto e recente soqquadro. Le mura scalcinate e ammaccate da sassi, da mattoni, le finestre sgangherate, diroccata la porta.<br>“Questa non è una bella cosa,” disse Renzo tra sé: “se concian così tutti i forni, dove voglion fare il pane? Ne' pozzi?” (2010, p. 157, cap. XII) *Veramente, la distruzione de' frulloni e delle madie, la devastazione de' [[panificio|forni]], e lo scompiglio de' fornai, non sono i mezzi più spicci per fare vivere il pane; ma questa è una di quelle sottigliezze metafisiche, che una moltitudine non ci arriva. (2010, p. 158, cap. XII) *Adelante, presto, con juicio. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIII|cap. XIII]]) *Per grazia del cielo, accade talvolta anche nel male quella cosa troppo frequente nel bene, che i fautori più ardenti divengano un impedimento. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIII|cap. XIII]]) *Comanda chi può e ubbidisce chi vuole.<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 583.</ref> ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIV|cap. XIV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Son qui per servirvi, quel bravo giovine, – disse uno, che aveva ascoltata attentamente la predica, e non aveva detto ancora nulla. – Conosco appunto un'osteria che farà al caso vostro; e vi raccomanderò al padrone, che è mio amico, e galantuomo. ([[La guida (personaggio)|La guida]]: 2010, p. 174, cap. XIV) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Povero giovine! per quanto ho potuto intendere da' vostri discorsi, ve n'hanno fatte delle grosse. ([[La guida (personaggio)|La guida]]: 2010, p. 174, cap. XIV) *«Al pane», disse Renzo, ad alta voce e ridendo, «ci ha pensato la [[provvidenza]].» E tirato fuori il terzo e ultimo di que' pani raccolti sotto la croce di san Dionigi, l'alzò gridando: «ecco il pane della provvidenza!» ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIV|cap. XIV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], per estorcergli il nome e fare la spiata ai birri}} – Ecco come farei. Una meta onesta, che tutti ci potessero campare. E poi, distribuire il pane in ragione delle bocche: perché c'è degli ingordi indiscreti, che vorrebbero tutto per loro, e fanno a ruffa raffa, pigliano a buon conto; e poi manca il pane alla povera gente. Dunque dividere il pane. E come si fa? Ecco: dare un bel biglietto a ogni famiglia, in proporzion delle bocche, per andare a prendere il pane dal fornaio. A me, per esempio, dovrebbero rilasciare un biglietto in questa forma: Ambrogio Fusella, di professione spadaio, con moglie e quattro figliuoli, tutti in età da mangiar pane (notate bene): gli si si dia pane tanto, e paghi soldi tanti. Ma far le cose giuste, sempre in ragion delle bocche. A voi, per esempio, dovrebbero fare un biglietto per... il vostro nome? ([[La guida (personaggio)|La guida]]: 2010, p. 179, cap. XIV) *All'uomo impicciato, quasi ogni cosa è un nuovo impiccio! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVI|cap. XVI]]) *Basta spesso una voglia, per non lasciar ben avere un uomo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *– Oh povero [[Renzo Tramaglino|Renzo]]! Ma tu hai fatto capitale di me; e io non t'abbandonerò. Veramente, ora non c'è ricerca d'operai; anzi appena appena ognuno tiene i suoi, per non perderli e disviare il negozio; ma il padrone mi vuol bene, e ha della roba. E, a dirtela, in gran parte la deve a me, senza vantarmi: lui il capitale, e io quella poca abilità. Sono il primo lavorante, sai? e poi, a dirtela, sono il ''factotum''. ([[Bortolo]]: 2010, p. 216, cap. XVII) *A giudicar per [[induzione]], e senza la necessaria cognizione de' fatti, si fa alle volte gran torto anche ai birbanti. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *La strada dell'[[iniquità]], dice qui il manoscritto, è larga; ma questo non vuol dire che sia comoda: ha i suoi buoni intoppi, i suoi passi scabrosi; è noiosa la sua parte, e faticosa, benché vada all'ingiù. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *Nella sua {{NDR|Storia}} c'era mescolato per tutto un sentimento, una parola, che non le pareva possibile di proferire, parlando di sé; e alla quale non avrebbe mai trovato da sostituire una perifrasi che non le paresse sfacciata: l'amore! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *{{NDR|A [[Agnese (personaggio)|Agnese]] che chiede notizie di [[fra Cristoforo]]}} Se i superiori dovessero render conto degli ordini che danno, dove sarebbe l'ubbidienza, donna mia? ([[fra Galdino]]: 2010, p. 225, cap. XVIII) *{{NDR|A [[Agnese (personaggio)|Agnese]] che insiste su [[fra Cristoforo]]}} Sentite, buona donna; il padre Cristoforo era veramente un uomo; ma ce ne abbiamo degli altri, sapete? pieni di carità e di talento, e che sanno trattare ugualmente co' signori e co' poveri. Volete il padre Atanasio? volete il padre Girolamo? volete il padre Zaccaria? ([[fra Galdino]]: 2010, pp. 225-226, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}}, zio anche del cugino [[don Rodrigo]] – Signore zio, che [[Don Rodrigo|Rodrigo]] possa aver fatto qualche scherzo a quella [[Lucia Mondella|creatura]], incontrandola per la strada, non sarei lontano dal crederlo: è giovine, è finalmente non è cappuccino; ma queste son bazzecole da non trattenerne il signore zio: il serio è che il [[fra Cristoforo|frate]] s'è messo a parlar di Rodrigo come si farebbe d'un mascalzone, cerca d'aizzargli contro tutto il paese... ([[Conte Attilio]]: 2010, p. 227, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], in riferimento a [[fra Cristoforo]]}} – Oh frate temerario! Come si chiama costui? ([[Conte zio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte zio]], in riferimento a [[fra Cristoforo]]}} – Era un plebeo che, trovandosi aver quattro soldi, voleva competere coi cavalieri del suo paese; e, per rabbia di non poterla vincer con tutti, ne ammazzò uno; onde, per iscansar la forca, si fece frate. ([[Conte Attilio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], venuto a chiedere protezione per il cugino e sodale [[don Rodrigo]]}} Ma bene! ma bravo, padre! Sicuro... infatti..., aveva una lettera per un... Peccato che... Ma non importa; va bene. E perché il signor [[don Rodrigo]] non mi dice nulla di tutto questo? perché lascia andar le cose tant'avanti e non si rivolge a chi lo può e vuole dirigere e sostenere? ([[Conte zio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], accomunato a [[don Rodrigo]], entrambi suoi nipoti}} Scapestrati, scapestrati, che sempre ne fate una; e a me tocca rattopparle: che... mi fareste dire uno sproposito, mi date da pensare più voi altri due, che, – e qui immaginatevi che soffio mise, – tutti questi benedetti affari di stato. ([[Conte zio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *Chi, vedendo in un campo mal coltivato, un'[[piante infestanti|erbaccia]], per esempio un bel lapazio, volesse proprio sapere se sia venuto da un seme maturato nel campo stesso, o portatovi dal vento, o lasciatovi cader da un uccello, per quanto ci pensasse, non ne verrebbe mai ad una conclusione. Così anche noi non sapremmo dire se dal fondo naturale del suo cervello, o dall'insinuazione d'Attilio, venisse al conte zio la risoluzione di servirsi del padre provinciale per troncare nella miglior maniera quel nodo imbrogliato. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}} – Oh! – disse poi: – mi dispiace davvero di sentire che vostra magnificenza abbia in un tal concetto il [[Fra Cristoforo|padre Cristoforo]]; mentre, per quanto ne so io, è un religioso... esemplare in convento, e tenuto in molta stima anche di fuori. ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 232, cap. XIX) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}} – È la gloria dell'abito questa, signor [[Conte zio|conte]], che un uomo, il quale al secolo ha potuto far dir di sé, con questo indosso, diventi un altro. E da che [[Fra Cristoforo|padre Cristoforo]] porta quest'abito... ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 232, cap. XIX) *{{NDR|Al [[Conte zio]], riferendosi a [[fra Cristoforo]]}} – Se lei sa positivamente, – disse il provinciale, – che questo religioso abbia commesso qualche errore (tutti si può mancare), avrò per un vero favore l'esserne informato. Son superiore: indegnamente, ma lo sono appunto per correggere, per rimediare. ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 233, cap. XIX) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}} – Sarà mio dovere di prendere buone informazioni d'un fatto simile. Come ho già detto a vostra magnificenza, e parlo con un signore che non ha meno giustizia che pratica di mondo, tutti siamo di carne, soggetti a sbagliare... tanto da una parte, quanto dall'altra: e se il [[Fra Cristoforo|padre Cristoforo]] avrà mancato... ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 232, cap. XIX) *Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire. ([[Conte zio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *[...] alcuni clienti legati alla casa per una dipendenza ereditaria, e al personaggio per una servitù di tutta la vita; i quali, cominciando dalla minestra a dir di [[sì e no|sì]], con la bocca, con gli occhi, con gli orecchi, con tutta la testa, con tutto il corpo, con tutta l'anima, alle frutte v'avevan ridotto un uomo a non ricordarsi più come si facesse a dir di no. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *{{NDR|L'innominato}} Era grande, bruno, calvo; bianchi i pochi capelli che gli rimanevano; rugosa la faccia: a prima vista, gli si sarebbe dato più de' sessant'anni che aveva; ma il contegno, le mosse, la durezza risentita de' lineamenti, il lampeggiar sinistro, ma vivo degli occhi, indicavano una forza di corpo e d'animo, che sarebbe stata straordinaria in un giovine. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XX|cap. XX]]) *{{NDR|Ai bravi, complici del rapimento di [[Lucia Mondella|Lucia]]}} Tirate fuori dalla cassetta i tromboni, e teneteli pronti; ché in questo bosco dove s'entra ora, c'è sempre de' birboni annidati. Non così in mano, diavolo! riponeteli dietro le spalle, li stesi: non vedete che costei è un pulcin bagnato che basisce per nulla? Se vede armi è capace di morir davvero. E quando sarà rinvenuta, badate bene di non farle paura; non la toccate, se non vi fo segno; a tenerla basto io. E zitti: lasciate fare a me. ([[Nibbio (personaggio)|Nibbio]]: 2020, p. 247, cap. XX) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – Vi dico che non abbiate paura: non siete una bambina, e dovete capire che noi non vogliamo farvi male. Non vedete che avremmo potuto ammazzarvi cento volte, se avessimo cattive intenzioni? Dunque state quieta. ([[Nibbio (personaggio)|Nibbio]]: 2010, p. 248, cap. XX) *Il [[delitto]] è un padrone rigido e inflessibile, contro cui non divien forte se non chi se ne ribella interamente. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XX|cap. XX]]) *{{NDR|All'[[innominato]]}} – Ma... dico il vero, che avrei avuto più piacere che l'ordine fosse stato di darle una schioppettata nella schiena, senza sentirla parlare, senza vederla in viso. ([[Nibbio (personaggio)|Nibbio]]: 2010, p. 252, cap. XXI) *«[...] Quell'animale di [[don Rodrigo]] non mi venga a romper la testa con un ringraziamento; che... non voglio più sentir parlare di costei. L'ho servito perché... perché ho promesso: e ho promesso perché... è il mio destino. Ma voglio che me lo paghi bene questo servizio, colui. Vediamo un poco...» ([[Innominato]]: 2010, p. 253, cap. XX) *{{NDR|All'[[innominato]]}} [[Dio]] perdona tante cose, per un'opera di misericordia. ([[Lucia Mondella|Lucia]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXI|cap. XXI]]) *È una storia la compassione un poco come la paura: se uno la lascia prender possesso, non è più uomo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXI|cap. XXI]]) *[[Federico Borromeo|Federigo Borromeo]], nato nel 1564, fu degli uomini rari in qualunque tempo, che abbiano impiegato un ingegno egregio, tutti i mezzi d'una grand'opulenza, tutti i vantaggi d'una condizione privilegiata, un intento continuo, nella ricerca e nell'esercizio del meglio. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *Persuaso che la [[vita]] non è già destinata ad essere un peso per molti, e una festa per alcuni, ma per tutti un impiego, del quale ognuno renderà conto, cominciò da fanciullo a pensare come potesse render la sua utile e santa. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *Que' prudenti che s'adombrano delle [[vizio e virtù|virtù]] come de' [[vizio e virtù|vizi]], predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov'essi sono arrivati, e ci stanno comodi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *{{NDR|Il [[XVII secolo]]}} Quell'età sudicia e sfarzosa. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *[...] questa [[Biblioteca Ambrosiana|biblioteca ambrosiana]] che [[Federico Borromeo|Federigo]] ideò con sì animosa lautezza, ed eresse, con tanto dispendio, da' fondamenti; per fornir la quale di libri e di manoscritti, oltre il dono de' già raccolti con grande studio e spese da lui, spedì otto uomini, de' più colti ed esperti che poté avere, a farne incetta, per l'Italia, per la Francia, per la Spagna, per la Germania, per le Fiandre, nella Grecia, al Libano, a Gerusalemme. Così riusci a radunarvi circa trentamila volumi stampati, e quattordicimila manoscritti. (2010, p. 266, cap. XXII) *Alla [[Biblioteca Ambrosiana|biblioteca]] unì un collegio di dottori (furon nove, e pensionati da lui fin che visse; dopo, non bastando a quella spesa l'entrate ordinarie, furon ristretti a due); e il loro uffizio era di coltivare vari studi, teologia, storia, lettere, antichità ecclesiastiche, lingue orientali, con l'obbligo ad ognuno di pubblicar qualche lavoro sulla materia assegnatagli [...]. (2010, p. 266, cap. XXII) *{{NDR|Sulle disposizioni del cardinale [[Federico Borromeo|Federigo Borromeo]] riguardo la [[Biblioteca Ambrosiana]]}} Prescrisse al bibliotecario che mantenesse commercio con gli uomini più dotti d'Europa, per aver da loro notizie dello stato delle scienze, e avviso de' libri migliori che venissero fuori in ogni genere, e farne acquisto [...]. (2010, p. 267, cap. XXII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo, in riferimento all'[[Innominato]]}} – Una strana visita, strana davvero, monsignore illustrissimo! ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo, annunciando l'[[Innominato]]}} – Niente meno che il signor... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo}} – Ma... – replicò il cappellano, senza moversi: – vossignoria deve sapere chi è [[Innominato|costui]]: quel bandito, quel famoso... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo, in riferimento all'[[Innominato]].}} – Lo zelo fa de' nemici, monsignore; e noi sappiamo positivamente che più d'un ribaldo ha osato vantarsi che un giorno o l'altro... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo}} – Dico che [[Innominato|costui]] è un appaltatore di delitti, un disperato che tiene corrispondenza co' disperati più furiosi, e che può esser mandato... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo}} – Dio veramente grande! Dio veramente buono! io mi conosco ora, comprendo chi sono; le mie iniquità mi stanno davanti; ho ribrezzo di me stesso; eppure...! eppure provo un refrigerio, una gioia, sì una gioia, quale non ho provata mai in tutta questa mia orribile vita! ([[Innominato]]: 2010, p. 275, cap. XXIII) *Il mestiere di molestar le femmine, il più pazzo, il più ladro, il più arrabbiato mestiere di questo mondo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIII|cap. XXIII]]) *I colpi cascano sempre all'ingiù; i cenci vanno all'aria. ([[don Abbondio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *Quelli che fanno il [[bene e male|bene]], lo fanno all'ingrosso: quand'hanno provata quella soddisfazione, n'hanno abbastanza, e non si voglion seccare a star dietro a tutte le conseguenze; ma coloro che hanno quel gusto di fare il [[bene e male|male]], ci mettono più diligenza, ci stanno dietro fino alla fine, non prendon mai requie, perché hanno quel canchero che li rode. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *I [[Povertà|poveri]], ci vuol poco a farli comparir birboni. ([[Agnese (personaggio)|Agnese]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]] in riferimento all'[[Innominato]]}} – Viene a liberarvi; non è più quello; è diventato buono: sentite che vi chiede perdono? ([[Moglie del sarto]]: 2010, p. 285, cap. XXIV) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – M'ha mandata il nostro curato, – disse la buona donna: – perché questo [[Innominato|signore]], Dio gli ha toccato il cuore (sia benedetto!), ed è venuto al nostro paese, per parlare al signor cardinale arcivescovo (che l'abbiamo là in visita, quel sant'uomo), e s'è pentito de' suoi peccatacci, e vuol mutare vita; e ha detto al cardinale che aveva fatto rubare una povera innocente, che siete voi, d'intesa con un [[Don Rodrigo|altro]] senza timor di Dio, che il curato non m'ha detto chi possa essere. ([[Moglie del sarto]]: 2010, p. 286, cap. XXIV) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – Brava giovine! riprese la donna: – e trovandosi al nostro paese anche il vostro [[Don Abbondio|curato]] (che ce n'è tanti tanti, di tutto il contorno, da mettere insieme quattro ufizi generali), ha pensato il signor cardinale di mandarlo anche lui in compagnia; ma è stato di poco aiuto. Già l'avevo sentito dire ch'era un uomo da poco; ma in quest'occasione, ho dovuto proprio vedere che è più impicciato che un pulcin nella stoppa. ([[Moglie del sarto]]: 2010, p. 287, cap. XXIV) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – Ben venuta, ben venuta! Siete la benedizione del cielo in questa casa. Come son contento di vedervi qui! Già ero sicuro che sareste arrivata a buon porto; perché non ho mai trovato che il Signore abbia cominciato un miracolo senza finirlo bene; son contento di vedervi qui. Povera giovine! Ma è però una gran cosa d'aver ricevuto un miracolo! ([[Sarto (personaggio)|Sarto]]: 2010, p. 291, cap. XXIV) *{{NDR|Sul cardinale Federigo Borromeo}} – A vederlo lì davanti all'altare, – diceva, – un signore di quella sorte, come un curato... ([[Sarto (personaggio)|Sarto]]: 2010, p. 292, cap. XXIV) *{{NDR|Sul cardinale Federigo Borromeo}} – A pensare, dico, che, che un signore di quella sorte, e un uomo tanto sapiente, che, a quel che dicono, ha letto tutti i libri che ci sono, cosa a cui non è mai arrivato nessun altro, né anche in Milano; a pensare che sappia adattarsi a dir quelle cose in maniera che tutti intendano... ([[Sarto (personaggio)|Sarto]]: 2010, p. 292, cap. XXIV) *Gli uomini, generalmente parlando, quando l'[[Indignazione|indegnazione]] non si possa sfogare senza grave pericolo, non solo dimostran meno, o tengono affatto in sè quella che sentono, ma ne senton meno in effetto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *Volete aver molti in [[aiuto]]? Cercate di non averne bisogno. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *Con l'idee donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici: n'aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n'era per disgrazia molte delle storte; e non eran quelle che le fossero men care. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *Il [[coraggio]] uno non se lo può dare. ([[don Abbondio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *[...] l'iniquità può aver bensì delle minacce da fare, de' colpi da dare, ma non de' comandi [...]. (Cardinale Federigo Borromeo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVI|cap. XXVI]]) *Non c'è rimedio, chi ne sa più degli altri non vuol essere strumento materiale nelle loro mani, e quando entra negli affari altrui, vuol anche fargli andare un po' a modo suo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVII|cap. XXVII]]) *Ma cos'è la storia senza la politica? Una guida che cammina, cammina, con nessuno dietro che impari la strada, e per conseguenza butta via i suoi passi; come la politica senza la storia è uno che cammina senza guida. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVII|cap. XXVII]]) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]], alludendo a [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Ebbene? – le diceva: non ci pensiam più a colui? ([[donna Prassede]]: 2010, p. 329, cap. XXVII) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]], sul costume dei giovani, con allusione a [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – quando hanno nel cuore uno scapestrato (ed è lì che inclinano sempre), non se lo staccan più. Un partito onesto, ragionevole, d'un galantuomo, d'un uomo assestato, che, per qualche accidente, vada a monte, son subito rassegnate; ma un rompicollo, è una piaga incurabile. ([[donna Prassede]]: 2010, p. 329, cap. XXVII) *[[Colico]] fu la prima terra del ducato, che invasero que' demòni; si gettarono poi sopra Bellano; di là entrarono e si sparsero nella Valsassina, da dove sboccarono nel territorio di [[Lecco]]. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVIII|cap. XXVIII]]) *Così quell'uomo sul quale, se fosse caduto, sarebbero corsi a gara grandi e piccoli a calpestarlo; messosi volontariamente a terra, veniva risparmiato da tutti, e inchinato da molti. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIX|cap. XXIX]]) *Pochi e valenti, come i versi di [[Giovanni Torti|Torti]].<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 732.</ref> ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIX|cap. XXIX]]) *Negli [[errori]] e massime negli errori di molti, ciò che è più interessante e più utile a osservarsi, mi pare che sia appunto la strada che hanno fatta, l'apparenze, i modi con cui hanno potuto entrar nelle menti, e dominarle. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXI|cap. XXXI]]) *Il [[buon senso]] c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXII|cap. XXXII]]) *La [[collera]] aspira a punire: e, come osservò acutamente, a questo stesso proposito, un uomo d'ingegno<ref>L'«uomo d'ingegno» è [[Pietro Verri]] e l'aforisma citato è presente in Pietro Verri, ''Osservazioni sulla tortura'', in ''Scrittori classici italiani di economia politica: {{small|parte moderna}}'', tomo XVII, p. 203.</ref>, le piace più d'attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXII|cap. XXXII]]) *Da tante cose dipende la celebrità de' libri! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXIII|cap. XXXIII]]) *{{NDR|Al [[Griso]], al quale, sapendosi appestato, ha ordinato di chiamare Chiodo, un chirurgo fidato}} – È un galantuomo, che, chi lo paga bene, tien segreti gli ammalati. Va a chiamarlo: digli che gli darò quattro, sei scudi per visita, di più, se di più ne chiede; ma che venga qui subito; e fa la cosa bene, che nessun se n'avveda. ([[don Rodrigo]]: 2010, p. 398, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[don Rodrigo]], un attimo prima di denunciarlo ai monatti come appestato}} – No, signore, – rispose il [[Griso]]: – niente senza il parere del medico. Son mali bisbetici: non c'è tempo da perdere. Stia quieto: in tre salti son qui col Chiodo. ([[Griso]]: 2010, p. 398, cap. XXXIII) *{{NDR|Al [[Griso]], che l'ha tradito, chiamando i monatti anziché il medico}} – Ah traditore infame! Via, canaglia! Biondino! Carlotto! aiuto! son assassinato! ([[don Rodrigo]]: 2010, p. 399, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], in riferimento alla peste}} – Ah, ah! – disse Bortolo: – l'hai scampata, tu. Buon per te! ([[Bortolo]]: 2010, p. 402, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], in riferimento alla peste}} – Eh! vorrei esser io ne' tuoi piedi. A dire: sto bene, le altre volte, pareva di dir tutto; ma ora conta poco. Chi può arrivare a dire: sto meglio; quella sì è una bella parola! ([[Bortolo]]: 2010, p. 402, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Sei proprio tu! – disse l'amico, quando furon vicini: – oh che gusto ho di vederti! Chi l'avrebbe pensato? T'avevo preso per Paolin de' morti, che vien sempre a tormentarmi, perché vada a sotterrare. Sai che son rimasto solo? solo! solo, come un romito! ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 408, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], che gli ha raccontato le sue peripezie}} Son cose brutte, – disse l'amico, accompagnando Renzo in una camera che il contagio aveva resa disabitata; – cose che non si sarebbe mai creduto di vedere; cose da levarvi l'allegria per tutta la vita; ma però, a parlarne tra amici, è un sollievo. ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 409, cap. XXXIII) *[...] ma dietro le spalle sentiva il calpestìo e, più forti del calpestìo, quelle grida amare: – dàgli! dàgli! all'untore! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXIV|cap. XXXIV]]) *Va', va', povero untorello, non sarai tu quello che spianti Milano. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXIV|cap. XXXIV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Cercala lì; cercala con fiducia e... con rassegnazione. Perché, ricordati che non è poco ciò che tu sei venuto a cercar qui: tu chiedi una persona viva al lazzeretto! Sai tu quante volte io ho veduto rinnovarsi questo mio povero popolo! quanti ne ho veduti portar via! quanti pochi uscire!... Va preparato a fare un sacrifizio... ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXV|cap. XXXV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Puoi [[odio|odiare]], e perderti; puoi, con un tuo sentimento, allontanar da te ogni benedizione. ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXV|cap. XXXV]]) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} Parlo da buon cristiano ; e della [[Maria|Madonna]] penso meglio io che non voi; perché credo che non vuol promesse in danno del prossimo. Se la Madonna avesse parlato, oh, allora! Ma che cos'è stato? una vostra idea. Sapete cosa dovete promettere alla Madonna? Promettetele che la prima figlia che avremo, le metteremo nome Maria: ché questo son qui anch'io a prometterlo: queste son cose che fanno ben più onore alla Madonna: queste son divozioni che hanno più costrutto, e non portan danno a nessuno. ([[Renzo Tramaglino|Renzo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVI|cap. XXXVI]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], fradicio di pioggia}} – A dir la verità, potresti adoprare il da tanto in su, per lavare il da tanto in giù. Ma, aspetta, aspetta; che ti faccia un buon fuoco. ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 452, cap. XXXVII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Vado a mungere: quando tornerò col latte, l'acqua sarà all'ordine, e si fa una buona polenta. Tu intanto fa il tuo comodo. ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 453, cap. XXXVII) *L'attività dell'uomo è limitata; e tutto il di più che c'era nel comandare, doveva tornare in tanto meno nell'eseguire. Quel che va nelle maniche, non può andar ne' gheroni. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVII|cap. XXXVII]]) *–''In rerum natura,''– diceva, – non ci son che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio non può essere né l'uno né l'altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera. ([[Don Ferrante (personaggio)|don Ferrante]]: 2010, p. 458, cap. XXXVII) *Vibici, esantemi, antraci, parotidi, bubboni violacei, furoncoli nigricanti, son tutte parole rispettabili, che hanno il loro significato bell'e buono; ma dico che non han a che fare con la questione. Chi nega che ci possa essere di queste cose, anzi che ce ne sia? Tutto sta a veder di dove vengano. ([[Don Ferrante (personaggio)|don Ferrante]]: 2010, pp. 458-459, cap. XXXVII) *Non si può spiegare quanto sia grande l'autorità d'un dotto di professione, allorché vuol dimostrare agli altri le cose di cui sono già persuasi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVII|cap. XXXVII]]) *È stata un gran flagello questa peste; ma è anche stata ''una scopa''; ha spazzato via certi soggetti {{NDR|don Rodrigo}}, che, figliuoli miei, non ce ne liberavamo più: verdi, freschi, prosperosi [...]. (don Abbondio: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVII|cap. XXXVII]]) *Sapete quante belle cose si posson fare senza offender le regole della buona creanza: fino sbudellarsi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) *Le [[parole]] fanno un effetto in bocca, e un altro negli [[orecchi]]. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) *Si dovrebbe pensare più a far [[bene]], che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) *L'uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova sur un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s'è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) ==[[Explicit]]== Il bello era a sentirlo raccontare le sue avventure: e finiva sempre col dire le gran cose che ci aveva imparate, per governarsi meglio in avvenire. – Ho imparato, – diceva, – a non mettermi ne' tumulti: ho imparato a non predicare in piazza: ho imparato a guardare con chi parlo: ho imparato a non alzar troppo il gomito: ho imparato a non tenere in mano il martello delle porte, quando c'è lì d'intorno gente che ha la testa calda: ho imparato a non attaccarmi un campanello al piede, prima d'aver pensato quel che possa nascere –. E cent'altre cose. Lucia però, non che trovasse la dottrina falsa in sé, ma non n'era soddisfatta; le pareva, così in confuso, che ci mancasse qualcosa. A forza di sentir ripetere la stessa canzone, e di pensarci sopra ogni volta, – e io, – disse un giorno al suo moralista, – cosa volete che abbia imparato? Io non sono andata a cercare i guai: son loro che sono venuti a cercar me. Quando non voleste dire, – aggiunse, soavemente sorridendo, – che il mio sproposito sia stato quello di volervi bene, e di promettermi a voi. Renzo, alla prima, rimase impicciato. Dopo un lungo dibattere e cercare insieme, conclusero che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore. Questa conclusione, benché trovata da povera gente, c'è parsa così giusta, che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia. La quale, se non v'è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l'ha scritta, e anche un pochino a chi l'ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta. ==Citazioni su ''I promessi sposi''== *Alzarsi ogni mattina colle immagini vive del giorno innanzi davanti alla mente, scendere nello studio, tirar fuori dal cassetto dello scrittorio qualcuno di quei soliti personaggi, disporli davanti a me come tanti burattini, osservarne le mosse, ascoltarne i discorsi, poi mettere in carta e rileggere, era per me un godimento così vivo come quello di una ''curiosità soddisfatta''. ([[Alessandro Manzoni]]) *È proprio un bel libro! Non mi sono ancora addentrato molto nella storia, ma ne sono del tutto incantato. I dialoghi fra lo Sposo e il Prete, la Mattina del mancato matrimonio, fra lo Sposo e la Sposa e la Madre di lei, e la descrizione del tragitto del povero Renzo alla casa del dotto avvocato, con i capponi, la scena fra loro due e l'idea complessiva del personaggio e della vicenda di Padre Cristoforo sono delineati a tocchi estremamente delicati e suggestivi. Ho appena lasciato il buon padre nella chiassosa Sala da Pranzo di Don Rodrigo e ti assicuro che sono ansiosissimo di andare avanti. ([[Charles Dickens]]) *È stata pubblicata una nuova versione dei ''Promessi sposi'' secondo i princìpi delle leghe: i «lumbard» Renzo e Lucia e fra Cristoforo sono bravi e buoni, don Rodrigo è mafioso e «terun». Alla fine della storia, un invito che è la conclusione morale: «Foeura di ball!». ([[Enzo Biagi]]) *È un buon romanzo, voglio ammetterlo, per quanto ci si senta il lombardo che si diverte coi riboboli toscani, raccattati razzolando nei pagliai della Val d'Elsa. È un romanzo storico, ben colorito e scritto in modo divertevole; ma tolta qualche buona macchietta, come quel Don Abbondio, o quel Don Ferrante, mi pare che non ci appariscano dei grandi personaggi, e che d'altra parte sia ridicolo di fare, di due poveri diavoli, piuttosto pallidi e menci, come Renzo e Lucia, addirittura l'architrave di tutta la fabbrica. ([[Leo Ferrero]]) *È un libro che potrebbe essere letto in un coro di vergini presieduto dalla [[Maria|Madonna]]. ([[Ludovico da Casoria]]) *Esaminando liberamente il romanzo storico del Manzoni non istudierò miserie. Ditemi ora, o lettori, qual sarà il soggetto di un romanzo, che si raggira intorno a tal epoca? Quali saranno le imprese dei Milanesi, perché il romanzo è intitolato ''Storia milanese?''... Quali saranno gli eroi? Forse l'ambizioso [[Gonzalo Fernandez de Cordoba|Governator di Milano]] promotore della guerra che si accende in Italia? Forse il coraggioso [[Carlo I di Gonzaga-Nevers|Duca di Nevers]], che difende animosamente i diritti della sua casa?... Né un solo di cotesti personaggi è l'eroe del romanzo, né una sola di siffatte vicende forma il soggetto dell'istoria scoperta e rifatta dal Manzoni. Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, due poveri lavoratori del contado di Como, sono gli eroi per cui dobbiamo interessarci; se si sposeranno, o no, è l'importante vicenda che tener deve gli animi nostri sospesi... Eccovi, o lettori, tutto il tessuto di questa istoria milanese rifatta: e s'ella è cosa che meriti il nome di storia giudicatelo voi. ([[Felice Romani]]) *Ho veduto il romanzo del Manzoni, il quale, non ostante molti difetti, mi piace assai, ed è certamente opera di un grande ingegno. ([[Giacomo Leopardi]]) *In tanti angoli dei ''Promessi sposi'' si scorgono vicende e pensieri di intensa profondità e di carattere sapienziale, che hanno fatto del libro una specie di Bibbia laica (ma fondata sul cristianesimo) del vivere italiano dell'Ottocento. ([[Andrea Riccardi]]) *''I promessi sposi'', che han la fama esteriore di "romanzo storico", ma il cui centro artistico è una storia dell'uomo vista con una profonda calma e saggezza, eguagliata soltanto da quella di [[Goethe]]. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *''I promessi sposi'' si collocano all'inizio della storia linguistico-culturale italiana che precede di pochi anni la nascita dello Stato unitario e l'affermarsi dell' Italia come nazione. Restano un' opera che accompagna la crescita dello spessore nazionale e l'identificazione di crescenti gruppi sociali nel destino nazionale. ([[Andrea Riccardi]]) *Manzoni descrive quindi direttamente soltanto un episodio concreto della vita del popolo italiano: l'amore, la separazione e il ritrovarsi di un giovane e di una fanciulla, entrambi di condizione contadina. Ma nella sua rappresentazione il fatto si sviluppa in modo da diventare la generale tragedia del popolo italiano in una situazione di avvilimento e spezzettamento nazionale. Senza mai uscire da una concreta cornice locale e temporale; da una psicologia condizionata dall'epoca e dalla classe sociale, il destino dei due protagonisti diventa ''la'' tragedia del popolo italiano in genere. ([[György Lukács]]) *Mi pare simile ad una donna di formosità rara, di nobile {{sic|legnaggio}}, di maniere amabilissime, colta, giudiziosa, arguta, buona, modesta, caritatevole, padrona di tutti i cuori, prima in tutte le buone azioni, ma gesuitessa. ([[Luigi Settembrini]]) *Minaccia<br>''Ti strappo le unghie | e ti faccio | battere a macchina | un capitolo | dei "Promessi Sposi".'' ([[Marcello Marchesi]]) *Non avevo letto sino allora dei ''Promessi Sposi'' che poche pagine sparse per le Antologie scolastiche. Non ricordo che alcun professore delle prime scuole ce ne consigliasse con insistenza la lettura. Misi un giorno la mano sul romanzo, un'edizione di Vincenzo Batelli di Firenze, del 1827, in tre volumi, che conservo ancora. Incominciai a leggere. L'effetto fu maraviglioso. Mi sentii come preso da mille uncini e da mille lacci sottilissimi, che mi avvolsero e mi strinsero, penetrandomi fin nel più profondo dell'anima. Fu un diletto continuo e vivissimo, non interrotto punto, né quasi scemato dalle digressioni storiche e dalle descrizioni minute che soglion seccare i ragazzi, rotto spesso da commozioni violente, che mi strappavano il pianto, accompagnato dal principio alla fine da un consenso pieno e dolcissimo di tutti i sentimenti e di tutti i pensieri. Non distinguevo l'un dall'altro, mi ricordo bene, ma sentivo confusi tutti insieme gli effetti di quell'arte profonda e semplice, dell'armonia delle facoltà, della misura sapiente, della logica finissima, della trasparenza cristallina dello stile, di quella musica grave e delicata, e quasi segreta, che par che venga più dal pensiero che dalla parola, e suoni nell'anima senza che l'orecchio la senta. Non poteva essere compiuta la mia ammirazione; ma la simpatia fu tale da non poter più crescere. Presentii fin dalla prima lettura che avrei riletto quel libro mille volte, anche da uomo. Una quantità d'immagini, di sentenze e di frasi mi s'impressero subito e per sempre nella memoria. Mi rimase nell'animo una serenità, una pace, quasi una compostezza, che m'era prima sconosciuta; quasi un'armonia sommessa, alla quale s'intonò per un pezzo la voce di tutto il mio essere. Mi parve che entrasse nella mia vita un amico, un maestro aspettato da lungo tempo, e il cuore mi diceva che non ne sarebbe uscito mai più. Posso dire che la lettura di quel libro segnò per me il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza. ([[Edmondo De Amicis]]) *Per questo il romanzo è da tenere sul comodino: rileggi la notte dell'Innominato, rileggi la fuga di Renzo verso l'Adda, rileggi la carestia e poi la peste. La musica della prosa manzoniana non ti lascia mai. ([[Carlo Fruttero]]) *Può essere – e perché no? – che i {{maiuscoletto|promessi sposi}} vivano più a lungo di tutti gli altri romanzi ottocenteschi. Ma di quale vita? Artisticamente disinfettati al massimo, e preservati, fino agli ultimi limiti dell'ingegno umano, dai vermi della corruzione; questo sì, sono. Ma la cosa che è conservata! Nell'ipotesi più benigna un attacco di agorafobia. ([[Umberto Saba]]) *{{NDR|Riferendosi alla frase «Il coraggio, uno non se lo può dare»}} Questa confessione è un così fedele e compiuto ritratto di Don Abbondio, circoscrive così bene l'angustia invincibile del suo spirito, svela una tale penosa coscienza della sua natura e una tale rassegnazione a non saperla mai varcare, che in questo momento il nostro giudizio tace. ([[Attilio Momigliano]]) *Se la dottrina de' ''Promessi Sposi'', quanto alla religione, è antica, quanto alla sapienza e liberalità, ond'è adoperata, ritrae palesemente dalla moderna filosofia. Da quella, che mentre pareva affaccendata ad isvellere dagli animi umani la fede, operava senza avvedersene a spargere nel mondo quegl'insegnamenti, per amore de' quali la fede appunto era stata negli animi umani raccolta; e di speculativi e gridati nelle scuole e nei tempî, li riduceva a pratica, cercando nelle umili case i popolani, troppo più che non vuole giustizia, caduti, e nelle regge i grandi, troppo più insorti, affinché si raffrontassero insieme e tornassero a scambievole conoscenza. ([[Giovita Scalvini]]) *Se si leggono [...] con attenzione i ''Promessi Sposi'', si vede chiaramente che il Manzoni, quando scriveva il suo grande romanzo, rispecchiava ancora, per ciò che concerne le idee filosofiche, lo spirito del sec. XVIII, che dal [[Sensismo]] era condotto all'Ideologia, all'analisi cioè delle idee, per ritrovarne gli originari elementi sensitivi. ([[Adolfo Faggi]]) *Tra il Manzoni e gli «umili» c'è distacco sentimentale; gli umili sono per il Manzoni un «problema di storiografia», un problema teorico che egli crede di poter risolvere col romanzo storico, col «verosimile» del romanzo storico. Perciò gli umili sono spesso presentati come «macchiette» popolari, con bonarietà ironica, ma ironica. E il Manzoni è troppo cattolico per pensare che la voce del popolo sia voce di Dio: tra il popolo e Dio c'è la chiesa, e Dio non s'incarna nel popolo, ma nella chiesa. Che Dio s'incarni nel popolo può crederlo il Tolstoi, non il Manzoni. ([[Antonio Gramsci]]) ===[[Francesco De Sanctis]]=== *Egli compone i ''Promessi Sposi'' perché gli Italiani avessero una conoscenza più compiuta di quel tempo; e il fatto che ci mette dev'essere mezzo a meglio farlo comprendere. Vengono fuori i''Promessi Sposi''. Che avviene? Quello che dovea essere mezzo, l'azione inventata, diviene il tutto; quello che dovea essere il principale diviene un materiale greggio e bruto in cui egli cela il suo ideale. Come [[Cristoforo Colombo|Colombo]] che cercava le Indie occidentali e trovò l'America, egli cercava l'illustrazione storica e trova l'arte. *Il romanzo storico, come lo concepiva Manzoni, non ci è qui, ed è bene che non ci sia. Ci è invece il vero romanzo storico, quale glielo fa incontrare il suo squisito senso d'artista. La storia è qui non la sostanza o lo scopo, ma la larga base, di dentro dalla quale esce alla luce la statua del pensiero e dell'immaginazione, una base non segregata e indipendente come un piedistallo, ma vera causa generatrice, il fondamento e il motivo occulto che mette in moto gl'inconsapevoli attori. Onde nasce quella fusione armonica della composizione, che desideri nelle sue tragedie storiche, dove la storia è dessa la sostanza e lo scopo, e rigetta dal suo seno ideali estranei invocati dall'immaginazione. *Ne' ''Promessi Sposi'' linguaggio e stile non è costruito a priori, secondo modelli o concetti. L'è conseguenza di un dato modo di concepire, di sentire e d'immaginare. Lo stile è la combinazione delle due forze che aveva lo scrittore in così alto grado, la virtù analitica e la virtù immaginativa. Uso a decomporre, a distinguere, ad allogare secondo una certa misura o limite interno, che non è altro se non il senso del vero, l'espressione è sempre precisa e giusta, cioè vera, ed è insieme semplice, perché l'interna misura esclude ogni esagerazione ed ogni complicazione. Tutto è a posto, e tutto è nel suo limite; niente v'è di sì complesso, che non sia distinto e semplicizzato; perciò tutto è vero e tutto è semplice. ===[[Renato Giovannoli]]=== {{cronologico}} *I due romanzi {{NDR|''I promessi sposi'' e ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''}} presentano identità e analogie nelle strutture narrative e sotto l'aspetto tematico-figurativo, che intrattengono insomma un misterioso dialogo. [...] ''Dracula'' sembra essere il risultato di un processo che per certi aspetti è l'inverso del processo di depurazione del romanzesco che [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] ha fatto subire alla materia del suo romanzo. La morale cattolica ([[Bram Stoker|Stoker]] è irlandese) e la critica del potere, contenuti in fondo affini a quelli dei ''Promessi sposi'', vengono messi in forma attraverso temi e tipi della letteratura gotica; con un processo, si direbbe, di letteralizzazione della metafora (o del simbolo): il vampiro, figura del dominio politico ed economico, letteralmente "succhia sangue al popolo" di cui è signore; simbolo del male nel suo aspetto contagioso, letteralmente si allea le sue vittime con un morso infetto sul collo. *Il dominio e il contagio: i due più importanti caratteri del vampirismo, ma anche due temi cruciali nel romanzo di Manzoni. Il tema del dominio e quello del contagio sono, in definitiva, la materia del contenuto che i due romanzi hanno in comune e alla quale danno forma diversa [...]: Manzoni storicizza questi temi e (quasi) li priva di ogni alone romanzesco; Stoker, al contrario, li mitologizza, li interpreta in chiave decisamente fantastica. *Se in ''Dracula'' troviamo qualche germe di romanzo storico e di critica del potere (attraverso la descrizione di una forma storicamente determinata di potere, non soltanto per metafore), nei feudatari ribaldi dei ''Promessi sposi'' resta qualcosa del vampiro. *Nei ''Promessi sposi'' (che ancora una volta si rivelano complementari, da un certo punto di vista, al ''Dracula'') manca il vampiro ma c'è la peste, la quale non cessa peraltro di avere riflessi gotici. Perdipiù il vampiro non manca del tutto: ci sono gli untori, strettamente imparentati con le streghe, e come queste e i vampiri emissari diretti del Demonio. Va notato poi che essi "contagiano" non soltanto in quanto diffondono la peste, ma anche nel senso che [...] reclutano nuovi untori con procedimenti che non è esagerato definire vampireschi. [...] Siamo dunque venuti a sapere, nonostante le reticenze di Manzoni, che c'era nella Milano del 1630 un arciuntore, un Demonio della Peste, una sorta di Dracula; e in definitiva possiamo affermare che nei ''Promessi sposi'' il vampiro c'è, seppure innominato. *{{NDR|''I promessi sposi'' e ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''}} possono essere ''applicati'' (in senso proprio) l'uno sull'altro, se vengono confrontati dal punto di vista delle strutture narrative: i due libri raccontano la stessa storia, beninteso a un livello di senso abbastanza "profondo", ma non più del livello al quale sono identici l<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea]]'' e l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di [[James Joyce|Joyce]], o due varianti dello stesso mito in molti testi di mitologia comparata. [...] La principale macroposizione narrativa condivisa dai due romanzi è la seguente: un nobile, agente del Male (l'Avversario), vuole perturbare l'ordine appropriandosi della vergine promessa all'Eroe (le due Eroine si chiamano, fortunata omonimia, Lucy e Lucia). ===[[Salvatore Silvano Nigro]]=== *Il paradigma lavora dentro i ''I promessi sposi''. Borsieri aveva presentato il Duomo di Milano come un'"artificiale montagna di sasso". La similmontagna si biblicizza subito in Manzoni, che le "pietre" di Dio contrappone ai "mattoni" dell'uomo; e la grandiosità della natura oppone alla "superbia" dell'ingegneria umana. L'occhio del montanaro Renzo si è educato alla contemplazione delle "alture di Dio"; ma a Milano è costretto a confrontarsi con l'"ottava meraviglia". Isola quindi la "macchina" dell'uomo. E la città diventa una scena vuota, ampia di solitudine. Dentro il metafisico deserto del perimetro urbano si alza l'umana superfetazione, fronteggiata, sulla linea dell'orizzonte, dalle dentaie del Resegone... *Il Seicento del ''Fermo e Lucia'' ha una forte rilevatura barbarica. Di tipo tragico. E ancora nella lettera del ''Discorso sur alcuni punti della storia longobardica in Italia'' (1822): "[...] salvare una moltitudine dalle ugne atroci delle fiere barbariche". Di "unghie" e "sozzi artigli", che graffiano l'aria, il romanzo è stipato; come pure di varie "fiere": tanto che la stessa Lucia è "bella fera". La società è divisa in "facinorosi" e in "circospetti": bracchi e pernici; in cacciatori (talvolta leggiadri) e lepri; in uccellacci e uccellini; in diavoli incarnati e prede. Tutto il romanzo è una caccia all'uomo, crudele e barbarica. Che in parte sopravvive nei ''Promessi sposi'', ma nella superiore dimensione del "patire" dell'[[Alessandro Manzoni|adelchiano]] "[...] far torto o patirlo [...]" (V,7,52); e di una feroce forza che “il mondo possiede” (V,7,52-53). La morale della Chiesa “comanda di patire piuttosto che di farsi colpevole", dice Manzoni. E il principio viene indegnamente tradotto da don Abbondio, nel suo idioletto della paura: "Non si tratta di torto o di ragione; si tratta di forza". *La [[scrittura]] è un metter nero su bianco, che impegna "così... dalla vita alla morte". Con la "gestuosa arte de' cenni" (ampiamente frequentata dalla trattatistica del Seicento, ed evocata da [[Manzoni]] nell'apertura del capitolo VI del primo tomo del ''Fermo e Lucia'') condivide la qualità visibile della "muta favella": altro non è infatti, la scrittura, che un conversar "sulla carta [...] con parole mute, fatte d'inchiostro". Carta, penna e calamaio sono gli emblemi dell'"applicazione studiosa". Sono gli strumenti "del miglioramento umano" e della "coltura pubblica"; se per loro tramite si riversa nella società la scienza attiva di una [[biblioteca]], come quella ambrosiana fondata da [[Federico Borromeo]] per confondere l'"ignorantaggine" e l'"inerzia" di un secolo capzioso agitato da malestri e turpitudini... *La storia è un "immenso pelago di errori". La denuncia veniva dall'illuminismo giuridico. E da ''Dei delitti e delle pene'' di [[Cesare Beccaria]], in particolare. Tutti gli errori, [[Manzoni]] compendia nella storia morale e politica del Seicento: l'incertezza del diritto, la legislazione eccessivamente proliferante che a colpi di gride sopporta l'arbitrio dei potenti e la manipolazione dei causidici, l'impunità organizzata delle classi e delle consorterie (e persino della Chiesa), la cultura economica irresponsabile e monopolistica (che blocca la libera concorrenza e impone la demagogia del prezzo politico), la persecuzione dell'onestà disarmata. Il romanzo di Manzoni aggredisce l'errore nei suoi punti di perversione. Con sdegno, senz'altro. Ma anche con compassione: "[...] la morale cattolica rimuove le cagioni che rendono difficile l'adempimento di questi due doveri, odio all'errore, amore agli uomini". ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Alessandro Manzoni, ''[[s:I promessi sposi (1840)|I promessi sposi]]'' (1840), tip. Guglielmini e Redaelli, Milano, 1840. *Alessandro Manzoni, ''I promessi sposi'', a cura di Enrico Ghidetti, Feltrinelli, 2010. ISBN 978-88-0782162-2 ==Voci correlate== *[[Don Abbondio]] *[[Francesco Gonin]] *[[I promessi sposi (miniserie televisiva 1990)]] *[[Lucia Mondella]] *[[Renzo Tramaglino]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Promessi sposi, I}} [[Categoria:Romanzi]] afye3acnuvu40fn77w05chrkr6g2d25 Alexandre Dumas padre 0 1958 1418423 1418367 2026-06-27T14:37:03Z Udiki 86035 /* Citazioni */ riordino cronologico, attribuzione ai personaggi, eliminato doppione "Gli uomini veramente generosi [...]", eliminato proverbio non originale "A chi vuol male accade male", estesa citazione 1418423 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alexandre Dumas.jpg|thumb|Alexandre Dumas]] '''Alexandre Dumas''' (1802 – 1870), scrittore e drammaturgo francese. ==Citazioni di Alexandre Dumas== *Abitualmente comincio un libro solo dopo ch'è stato già scritto. :''En général, je ne commence un livre que lorsqu'il est écrit''.<ref>Da ''Propos d'art et de cuisine''.</ref> *C'è una donna in ogni caso; appena mi portano un rapporto, io dico: "Cherchez la femme."<ref>Da ''I Mohicani di Parigi'', 1854; vedi anche [[w:Cherchez la femme|la voce]] in Wikipedia.</ref> :''Il y a une femme dans toutes les affaires; aussitôt qu'on me fait un rapport, je dis:'' Cherchez la femme!. *Chi legge la [[storia]], se non gli [[storico|storici]] quando correggono le loro bozze?<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name="e" /> *Ci sono certe città sconosciute il cui nome, per inattese, terribili, clamorose catastrofi, talvolta acquista improvvisa fama europea e che s'ergono in mezzo al secolo come una di quelle paline storiche piantate dalla mano di Dio per l'eternità: tale è il destino di [[Pizzo Calabro|Pizzo]]. Senza annali nel passato e probabilmente senza storia nell'avvenire, essa vive sulla sua gloria di un giorno ed è diventata una delle stazioni omeriche dell'Iliade napoleonica. Infatti è noto che fu nella città di Pizzo che [[Gioacchino Murat]] venne a farsi fucilare, là che quest'altro Aiace trovò una morte oscura e cruenta.<ref>Da ''Viaggio in Calabria''.</ref> *{{NDR|In ricordo di Emma Mannoury-Lacour}} Credo proprio che tre quarti del mio cuore, se non il cuore intero, siano morti con lei.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 4 novembre 2004.</ref> *Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle [[donna|donne]] perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.<ref>Citato in Franco Fossati, ''Chi dice donna...'', Armenia, 1987, p. 41. ISBN 8834401786.</ref> *E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?<ref>Da ''Kean o Genio e sregolatezza'', IV, 2.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *{{NDR|[[Francesco Mario Pagano]]}} Godeva di una grande reputazione e la meritava sotto tutti i rapporti. [...] La dolcezza della sua parola, la soavità della sua morale l'avea fatto soprannominare il Platone campano, ancora giovane aveva scritto la giurisdizione criminale opera che fu tradotta in tutte le lingue, e che fu menzionata dall'assemblea nazionale francese.<ref>Da ''I Borboni di Napoli: Vol. III'', Napoli, 1862, p. 10-11.</ref> *L'[[orgoglio]] ha quasi sempre una compagna ancora peggiore: l'[[invidia]]. :''L'orgueil a presque toujours une compagne encore pire que lui: cest l'envie''.<ref>Da ''Le Roi des quilles- racconto per bambini'', 1859.</ref> *La sorella era degna compagna del fratello. Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, [[Lucrezia Borgia|Lucrezia]] bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi. Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.<ref>Da ''I Borgia''; citato in [[Corrado Augias]], ''I segreti di Roma'', Oscar Mondadori, 2007, p. 264.</ref> *Nulla riesce meglio del [[successo]], che è la calamita morale che tutto attira a sé.<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name=e /> *Roma e Venezia si riuniranno all'Italia ma chissà se [[Napoli]] non sfuggirà all'Italia. Facile prender Napoli, difficile il conservarla.<ref>Dal giornale ''L'Indipendente'' del 19 dicembre 1862.</ref> *Tutto il delitto della prima {{NDR|[[Eleonora Pimentel Fonseca]]}} fu d'esser una {{sic|patriotta}} ardente; d'aver prima d'ogni altro levato il grido di libertà, quando la libertà apparve in Napoli; d'aver fondato il ''Monitore {{sic|Napolitano}}''. Questo delitto bastò a mandarla al patibolo, anzi alla forca.<br />Per un'oscena cortesia del tribunale verso la plebaglia {{sic|napolitana}}, la forca era alta trenta piedi.<br />Eleonora Pimentel camminò al supplizio col sorriso sulle labbra; nel lasciar {{sic|la}} carcere aveva bevuto una tazza di caffè: nel giunger a piè della forca, le fu chiesto se desiderava qualcosa: avevano l'ordine di accordarle l'ultima sua domanda: speravasi che chiederebbe la vita.<br /> – Datemi un paio di mutande, disse.<br />Lucrezia<ref>Allusione alla Lucrezia romana, moglie di Collatino, suicida per l'oltraggio di Sesto Tarquinio.</ref> non avrebbe nulla trovato di meglio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_Ty7nnZyBCFMC/page/n6/mode/1up Da Napoli a Roma]'', traduzione di Eugenio Torelli, Stabilimento tipografico del Plebiscito, Napoli, 1863, cap. III, p. 71.</ref> ==''Ascanio''== ===[[Incipit]]=== Alle quattro pomeridiane del 10 luglio dell'anno di grazia 1540, un bel giovane, alto, bruno con grandi occhi neri, vestito con elegante semplicità e armato soltanto d'un pugnaletto dal manico mirabilmente cesellato, stava presso la pila dell'acqua benedetta che è sull'entrata della chiesa dei Grandi Agostini, nel recinto dell'Università di Parigi.<br />Questo giovane, senza dubbio per pia umiltà, non si era mosso dal suo posto per tutta la durata dei vespri, e a fronte china, in atteggiamento di dovuta contemplazione, aveva mormorato non so quali parole, forse le preghiere, poiché le aveva dette a voce tanto bassa, che soltanto lui e Dio potevano sapere ciò che egli dicesse. ===Citazioni=== *V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina. (p. 205) *Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede. (p. 205) ==''I tre moschettieri''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Le premier lundi du mois d'avril 1626, le bourg de Meung, où naquit l'auteur du ''Roman de la Rose'', semblait être dans une révolution aussi entière que si les huguenots en fussent venus faire une seconde Rochelle. Plusieurs bourgeois, voyant s'enfuir les femmes le long de la grande rue, entendant les enfants crier sur le seuil des portes, se hâtaient d'endosser la cuirasse, et appuyant leur contenance quelque peu incertaine d'un mousquet ou d'une pertuisane, se dirigeaient vers l'hôtellerie du ''Franc-Meunier'', devant laquelle s'empressait, en grossissant de minute en minute, un groupe compacte, bruyant et plein de curiosité.'' {{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Les Trois Mousquetaires|Les Trois Mousquetaires]]'', MM. Dufour et Mulat, Paris, 1849.}} ====Giuseppe Aventi==== Il primo lunedì dell'aprile 1625, il borgo di Meung, che diede i natali all'autore del ''Romanzo della Rosa'', era in preda al più grande disordine, come se vi fossero capitati gli Ugonotti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, nel veder le donne scappare verso la Strada Grande, e nel sentir gli strilli dei bambini sugli usci delle case, si affrettavano a indossare la corazza, e fortificando la loro risolutezza un po' dubbia, con un moschetto o una partigiana, si avviavano alla locanda del Buon Mugnaio, davanti alla quale c'era un gruppo compatto, chiassoso e pieno di curiosità, che ingrossava di momento in momento. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}utT5qmal_gIC I tre moschettieri]'', traduzione di Giuseppe Aventi, Rizzoli, 2011. ISBN 88-58-61145-6}} ====Maria Bellonci==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 nella città di Meung (dove nacque l'autore del ''Roman de la rose''), sembrava che fosse scoppiata una violenta rivoluzione come se stessero arrivando gli ugonotti per una seconda La Rochelle. Molti cittadini, vedendo le donne precipitarsi verso la strada principale e sentendo i bambini gridare sulle porte di casa, corsero ad armarsi, e, resi più sicuri dal loro moschetto o dalla loro alabarda, si diressero verso l'osteria del ''Franc Meunier'' dove stava ammassandosi, di minuto in minuto più fitta, una folla vociante e curiosa. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}gztjEAAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Maria Bellonci]], Giunti, 2010. ISBN 9788809753570}} ====Antonio Beltramelli==== Il primo lunedì del mese d'aprile del 1625, il borgo di Meung, dove nacque l'autore del ''Romanzo della Rosa'', sembrava essere in piena rivoluzione, come se gli ugonotti fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Parecchi abitanti, vedendo le donne fuggire verso la Grande-Rue e sentendo i bimbi strillare sulle soglie, si affrettarono a indossare la corazza e, puntellando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossando di minuto in minuto, un gruppo di persone compatto, rumoroso e molto incuriosito. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}uuN_DQAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Antonio Beltramelli]] revisionata da Stefano Mazzurana, Mondadori, 2016. ISBN 9788852077920}} ====Angiolo Orvieto==== Il primo lunedì del mese d'aprile 1625 il borgo di Méung ove nacque l'autore del Romanzo della Rosa, sembrava esser in una così completa rivoluzione, come se gli ugonotti vi fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Molti borghigiani vedendo correre le donne lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sul limitare delle porte, si sollecitavano ad indossare la corazza, equilibrando il loro portamento alquanto incerto col mezzo di un moschetto o di una partigiana, o dirigendosi verso l'osteria del Franc-Meunier, davanti alla quale si affrettava ed ingrossava di minuto in minuto, un gruppo compatto, rumoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853}} ====Guido Paduano==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 la cittadina di Meung, dove nacque l'autore del ''Roman de la Rose'', sembrava completamente sconvolta, come se gli ugonotti fossero venuti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, vedendo fuggire le donne dalla parte della Grande-Rue e sentendo piangere i bambini sulle porte, si affrettarono a indossare la corazza e, rafforzando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossandosi di minuto in minuto, una folla compatta, rumorosa e curiosa. ====C. Siniscalchi==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 il borgo di Meung sembrava in aperta rivoluzione come se gli Ugonotti, vi fossero venuti a formare una seconda Rocella. Diversi borghesi, vedendo le donne fuggire lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sulla soglia delle porte, si affrettavano ad indossare la corazza, ed animando il loro coraggio, sebbene poco marziale con un moschetto od una partigiana, correvano tutti verso l'albergo del Franc-Meunier, dinanzi al quale si stipava un gruppo compatto, clamoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975}} ===Citazioni=== *{{NDR|Sul [[XVII secolo]]}} [...] quell'epoca di libertà minima e d'indipendenza massima [...]. (cap. II, ''L'anticamera del signor de Tréville''; 2013) *Quest'altro moschettiere formava un perfetto contrasto con colui che lo interrogava e che gli aveva dato il nome di Aramis. Era un giovane di ventidue o ventitré anni appena, dall'espressione candida e dolce, dall'occhio nero e mite e dalle gote rosee e vellutate come una pesca d'autunno; i suoi baffi sottili disegnavano sul labbro superiore una linea perfettamente diritta, le sue mani pareva evitassero di abbassarsi per timore di fare un po' gonfie le vene, e di tanto in tanto lo si vedeva pizzicarsi l'orlo delle orecchie, per mantenerle di un incarnato tenero e trasparente. Per abitudine, egli parlava poco e con lentezza, salutava molto, rideva senza far strepito e mostrando i denti, di cui pareva avere molta cura come il resto della persona. (cap. II, ''L'anticamera del signor Tréville'') *Il [[coraggio]] è sempre rispettato, anche in un nemico. (cap. V, ''I moschettieri del re e e le guardie del cardinale''; 2013) *[...] tutti per uno e uno per tutti [...]. {{NDR|[[Motti dai libri|motto]]}} (D'Artagnan: cap. IX, ''D'Artagnan si rivela''; 2013) *– Non avete qualche amico con l'orologio che va indietro?<br />– E allora?<br />– Allora andate a trovarlo, in modo che possa testimoniare che alle nove e mezza eravate da lui. È quello che in linguaggio giudiziario si chiama avere un [[alibi]]. (cap. X, ''Una trappola per topi nel secolo diciassettesimo''; 2013) *L'[[amore]] è la più egoista di tutte le passioni. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] quella brutalità ingenua che le donne preferiscono spesso all'affettazione della cortesia, perché scopre il fondo del pensiero e prova che il sentimento ha la meglio sulla ragione. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] ciò che è [[perdita|perduto]] oggi può non essere perduto per l'avvenire. (Signora Bonacieux: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *— Milord, — esclamò [[Anna d'Asburgo (1601-1666)|la regina]] — voi dimenticate che io non ho mai detto di amarvi.<br />— Ma nemmeno mi avete detto che non mi amavate, e veramente dirmi tali parole sarebbe, da parte della Maestà Vostra, un'ingratitudine troppo grande. Poiché, dove troverete, ditemi, un amore simile al mio, un amore che né il tempo, né la lontananza, né la disperazione possono spegnere; un amore che si accontenta di un nastro smarrito, di uno sguardo perduto, di una parola sfuggita? (Buckingham: cap. XII) *In piedi davanti al caminetto, c'era un uomo di media statura, di aspetto nobile e altero, con gli occhi penetranti, la fronte ampia, un volto smagrito e ancor più allungato dal pizzo e dai baffi. Benché quell'uomo avesse trentasei o trentasette anni appena, capelli, baffi e pizzo cominciavano a farsi grigi. Quell'uomo non aveva spada, ma sembrava, in tutto il resto, un uomo di guerra: i suoi stivali di pelle di bufalo leggermente coperti di polvere indicavano che nella giornata era stato a cavallo. Quell'uomo era [[Armand-Jean du Plessis de Richelieu|Armand Jean Duplessis, cardinale di Richelieu]], non quale viene di solito rappresentato a noi, affranto come un vecchio, sofferente come un martire, il corpo piegato, la voce spenta, sepolto in una grande poltrona come in una tomba anticipata, vivo solo per il suo genio e capace ancora di sostenere la lotta con l'Europa soltanto per la forza del suo pensiero, diuturnamente applicato, ma quale egli era realmente in quel tempo, vale a dire destro e galante cavaliere, già debole nel corpo, ma sostenuto da quella potenza morale che ha fatto di lui uno degli uomini più straordinari che siano mai esistiti; quale egli era in quel tempo in cui si preparava, dopo aver validamente appoggiato il duca di Nevers nel ducato di Mantova, dopo aver preso Nimes, Castres e Uzès, a cacciare gli inglesi dall'isola di Ré, e ad assediare la Rochelle. (cap. XIV, ''L'uomo di Meung'') *D'Artagnan non poté fare a meno di pensare quanto fragili e sconosciuti siano i fili che talora regolano i destini di un popolo e la vita degli uomini. {{NDR|Dopo che il Duca di Buckingham decide di stabilire l'embargo e dichiarare guerra alla Francia soltanto per una questione d'amore}} (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *— Noialtri diciamo: fiero come uno [[Scozia|scozzese]], — mormorò Buckingham.<br />— E Noi. fiero come un [[Guascogna|guascone]], — disse di rimando D'Artagnan. — I guasconi sono gli scozzesi della Francia. (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *C'è un Dio per gli ubriachi e gli innamorati. (cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *In tutti i casi, ragazzo mio, credete a un uomo che vive da trent'anni alla corte: non vi addormentate nella vostra sicurezza, o siete perduto. Al contrario, ve lo dico io, dovete vedere nemici dappertutto. Se cercano di attaccare briga con voi, evitatelo, fosse anche un bambino di dieci anni; se vi attaccano, di notte o di giorno, battete in ritirata senza vergogna; se attraversate un ponte, tastate le assi, che non vi manchino sotto i piedi; se passate davanti a una casa in costruzione, guardate bene che non vi cada una pietra sulla testa; se rientrate tardi, fatevi seguire dal vostro domestico, e che sia armato, purché siate sicuro del vostro domestico. Diffidate di tutti, del vostro amico, di vostro fratello, della vostra amante... soprattutto della vostra amante. (Signor de Tréville: cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *Un mariuolo non ride alla stessa maniera di un uomo onesto, un ipocrita non piange le stesse lacrime di un uomo in buona fede. Ogni [[falsità]] è una [[maschera]], e per bene che sia fatta la maschera, con un po' d'attenzione si arriva sempre a distinguerla dal viso. (cap. XXV, ''L'amante di Porthos''; 2013) *[...] non c'è [[amicizia]] che resista a un segreto scoperto, soprattutto quando questo segreto tocca l'amor proprio; inoltre si ha sempre una certa superiorità morale sulle persone di cui si conosce la vita. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete. Il [[silenzio]] è l'ultima gioia degli infelici; guardatevi bene dal mettere chicchessia sulla traccia dei vostri dolori: i curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d'un daino ferito. (Aramis: cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *Niente fa passare il tempo e abbrevia la strada come un [[pensiero]] che assorbe su di sé tutte le facoltà di chi pensa. L'esistenza esterna assomiglia allora a un sonno, di cui quel pensiero è il sogno. Grazie al suo influsso, il tempo non ha più misura, lo spazio non ha più distanza. Si parte da un luogo e si arriva a un altro, ecco tutto. Dell'intervallo percorso, non resta presente al vostro ricordo che una vaga foschia in cui svaniscono mille immagini confuse di alberi, montagne, paesaggi. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] l'[[amore e morte|amore]] è una lotteria dove chi vince vince la [[amore e morte|morte]]. (Athos: cap. XXVII, ''La moglie di Athos''; 2013) *La [[vita]] stessa si può riassumere in tre parole: ''erat'', ''est'', ''fuit''. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] in tutte le cose il merito sta nella [[difficoltà]]. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] si domandano [[consigli]] solo per non seguirli, o, se li si segue, per avere qualcuno a cui si possa rimproverare di averli dati. (Athos: cap. XXXIV, ''Dove si tratta dell'equipaggiamento di Aramis e di Porthos''; 2013) *Il cuore della donna migliore è spietato verso i dolori d'una rivale. (cap. XXXV, ''La notte tutti i gatti sono bigi''; 2013) *Milady sorrise di un sorriso strano.<br />— Così, voi mi amate? — disse.<br />— Ho forse bisogno di dirvelo? Non ve ne siete accorta?<br />— Oh, sì, ma come sapete, i cuori più fieri sono più difficili da conquistare.<br />— Oh, le difficoltà non mi sgomentano — disse d'Artagnan; — temo solo le cose impossibili.<br />— Non c'è nulla di impossibile, — disse Milady — per un vero amore. (cap. XXXVI, ''Sogno di vendetta'') *[...] dietro a ogni [[felicità]] presente è nascosto un timore futuro. (cap. XXXIX, ''Una visione''; 2013) *Nessuna speranza è folle, tranne che per gli sciocchi [...]. (Richelieu: cap. XL, ''Il cardinale''; 2013) *Il [[tempo]], amico mio, il tempo porta con sé l'occasione, e l'occasione è la martingala<ref>Tipo di scommessa che prevede a ogni successiva puntata il raddoppio della posta. [N.d.T.]</ref> dell'uomo: più ha scommesso e più guadagna, se sa aspettare. (Athos: cap. XLII, ''Il vino d'Angiò''; 2013) *In tutti i tempi e tutti i paesi, soprattutto se sono divisi in materia di religione, ci saranno fanatici che non chiedono di meglio che diventare [[martiri]]. (Richelieu: cap. XLIV, ''L'utilità dei tubi di stufa''; 2013) *– Allora, – disse d'Artagnan, lasciando cadere le braccia con scoraggiamento, – è inutile lottare ancora: tanto vale che [[Suicidio|mi bruci le cervella]] e facciamola finita!<br />– Questa è l'ultima sciocchezza da fare, – disse Athos, – perché è la sola cui non c'è rimedio. (cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] ci prendono per pazzi o per [[eroi]], due categorie di imbecilli molto simili tra loro. (Athos: cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] bisogna puntare sui [[Vizio e virtù|difetti]] delle persone, non sulle loro [[Vizio e virtù|virtù]]. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *[[Beneficio]] rinfacciato, offesa arrecata. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *La [[vita]] è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia''; 2013) *L'[[amore]] è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione. (cap. LVI) *I grandi [[criminali]] portano con sé una specie di predestinazione che fa loro superare tutti gli ostacoli, li salva da tutti i pericoli, fino al momento che la Provvidenza, stanca, ha fissato come scoglio per la loro empia fortuna. (cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) *[...] non conosco nessun uomo che meriti di essere rimpianto durante tutta la vita di un altro uomo [...]. (Buckingham: cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) ===Citazioni su ''I tre moschettieri''=== *Da mia parte, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i ''Trois mousquetaires'' di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun'offesa della poesia, ma nascondono in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti; ed è bene incoraggiarli a deporre la falsa vergogna e il congiunto imbarazzo. ([[Benedetto Croce]]) *''I tre moschettieri'' è in verità la storia del quarto. ([[Umberto Eco]]) *Il romanzo ''I tre moschettieri'' è una serie ininterrotta di vendette, dal principio alla fine. C'è una vendetta ad ogni pagina. Ogni tanto, una esaltazione tutta esplicita della vendetta, definita qualche volta come "le plaisir des dieux", il piacere degli Dei. ([[Beniamino Placido]]) *In questa favola, Alessandro Dumas sfoggia non poche qualità del grande scrittore: e non delle secondarie. In primo luogo una sovrana impudenza; un insieme di complicità ed oltraggio nei confronti del lettore; nessun patetismo, neppure quando ricorre a situazioni obiettivamente patetiche: giacché nelle sue mani anche la morte dell'innocente si fa avventura, è «divertente». E ancora, il gusto del gioco, della mistificazione; l'onesta carenza morale, che ci rassicura che nei labirinti di questa deliziosa macchinazione non si nasconde la pia frode di un messaggio; una nobile guitteria, che gli detta la mossa esatta per scatenare la saggiamente consenziente credulità del pubblico, e che insieme proibisce qualsiasi identificazione emotiva: il lettore è tenuto a bada nel momento stesso in cui è affascinato; è e deve restare spettatore. ([[Giorgio Manganelli]]) ===[[Pietro Citati]]=== *Il personaggio di d'Artagnan è uno dei più straordinari ritratti simbolici della prima parte del secolo. Athos è degno di Dostoevskij. Milady è una bellissima creatura del male. E quella leggerezza, che ci trascina di pagina in pagina, non nasce soltanto da una natura felice, ma da una squisita arte intellettuale. *Non credete ai denigratori. ''I tre moschettieri'' emana un vero profumo storico: non meno di ''Guerra e Pace''; un profumo che Dumas ricava con astuzia e grazia dalle memorie, dalle lettere e dai romanzi del primo Seicento. *Come in una cavalcata fantastica, tutta la geografia, la storia e la letteratura della Francia, sfilano davanti ai nostri occhi. Conosciamo i guasconi, i piccardi, i normanni, gli abitanti del Berry, e il loro dialetto, che il colto Aramis si rifiuta di capire; e quanti paesi e chiese e osterie sorvolate dal vento dell'avventura. C'è Parigi, avvolta da una nebbia cupa. I moschettieri bevono generosamente, attaccano briga, pagano malvolentieri i conti degli osti, come gli eroi di Rabelais e di Scarron. ''Il borghese gentiluomo'', ''L'Avaro'' e ''Il Barbiere di Siviglia'' ci fanno conoscere i loro lacchè e le loro soubrettes, che danzano ancora per noi. Abbiamo mercanti e avvocati, avidi e sordidi come nel ''Romanzo borghese'' di Furetière. Aramis ci ricorda la mondanità preziosa degli abati. Gli epigrammi della tradizione moralistica francese brillano alla fine di ogni capitolo. Poi il tempo cambia. Entriamo nella Parigi del primo Ottocento, nei teatri e nei piccoli giornali. C'è qualche traccia della sapienza filosofica e fisionomica di Balzac. E il giovane d'Artagnan, che a diciott'anni arriva dalla Guascogna per far fortuna, l'abbiamo già incontrato nelle vesti di Gil Blas e di Jacob: l'abbiamo ritrovato in quelle di Lucien de Rubempré e di Julien Sorel, che come lui cercano di conquistare la Francia. *Non so se Dumas avesse letto Baltasar Gracián: una parte dei ''Tre moschettieri'' ha un sapore che ci ricorda, sebbene mescolato e manipolato dall'"abile irrigatore", le massime del gesuita spagnolo. Il Seicento si incarna nella figura del cardinale di Richelieu, per il quale Dumas ha una vera passione. Richelieu è la rapidità e l'astuzia, che solo d'Artagnan sa fronteggiare. Rappresenta gli ''Arcana imperii'': il segreto profondissimo del potere e la macchinazione; l'arte di spiare e di ascoltare i segreti. *Ormai è tempo di riprendere in mano ''I tre moschettieri''. Non possiamo fermarci: gli oggetti non ci arrestano con il loro volume, e i personaggi sembrano (e non sono) formati di una sola dimensione. Tutto quello che, nella vita, ci sbarra il passo, viene trascinato dal volo velocissimo della fantasia. Il cavallo di d'Artagnan corre verso l'Inghilterra più rapido del nostro occhio che legge, le navi attraversano in un baleno i mari, Milady ripete le sue affascinanti menzogne, un'occhiata fa scoccare all'improvviso un amore... La leggerezza trionfa sul peso: la frivolezza sul significato, l'immaginazione sull'esperienza. Mentre leggiamo, rimbalzando di fatto in fatto, anche noi senza peso, tutto ci accade: siamo d'Artagnan e Richelieu, Buckingham e Athos, l'uomo dal mantello rosso e Milady, eppure nulla ci tocca e ci ferisce. Veloci come il vento, indenni e inconsapevoli come l'aria, attraversiamo senza conoscerle tutte le esperienze del mondo. ==''Il conte di Montecristo''== ===[[Incipit]]=== ====Lanfranco Binni==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il trealberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota costiero uscì subito dal porto, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E subito, come sempre, la spianata del forte Saint-Jean si riempì di una folla di curiosi, perché è sempre un grande avvenimento a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée, e appartiene a un armatore della città.<br /> {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165}} ====Giovanni Ferrero==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Nostra Signora della Guardia segnalò il tre-alberi ''Pharaon'' che arrivava da Smirne, via Trieste e [[Napoli]].<br />Come al solito, un pilota costiero partì immediatamente dal porto, costeggiò il castello d'If e raggiunse la nave tra il Capo Morgiou e l'isola di Rion. E tosto, come al solito, il belvedere del forte Saint-Jean si riempì di curiosi poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento.<br /> {{NDR|Alessandro Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001}} ====Emilio Franceschini==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre-alberi il ''Faraone'', che veniva da Smirne, Trieste e [[Napoli]].<br /> Com'è d'uso, un pilota {{sic|costiere}} partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion.<br />Contemporaneamente com'è egualmente d'uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l'arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il ''Faraone'', si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un armatore della città.<br /> {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, RCS Libri, 1998}} ===Citazioni=== *[...] in [[politica]] non esistono assassinî. In politica, mio caro, lo sapete quanto me, non ci sono uomini ma idee; non sentimenti ma interessi; in politica non si uccide un uomo: si elimina un ostacolo, ecco tutto. (Noirtier: cap. XII, ''Il padre e il figlio''; 2011) *[...] per l'uomo felice la [[preghiera]] rimane un insieme monotono e privo di senso fino al giorno in cui il dolore viene a spiegare all'infelice questo linguaggio sublime per mezzo del quale si rivolge a Dio. (cap. XV, ''Il nº 34 e il nº 27''; 2011) *Ci vuole la [[Disgrazia|sciagura]] per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; Donzelli, p. 132) *La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica [...]. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; Donzelli, p. 139) *«Non c'è alcuna speranza», rispose Faria, scuotendo la testa, «ma non importa. Dio vuole che l'uomo da lui creato e nel cuore del quale ha profondamente scolpito l'amore della vita, faccia tutto ciò che può per conservare questa esistenza, spesso penosa, ma sempre cara.» (Abate Faria: cap. XIX, p. 211) *{{NDR|Il}} grande lago che chiamano il [[Mediterraneo]] [...]. (cap. XXII, ''I contrabbandieri''; Donzelli, p. 177) *Negli [[affari]] non ci sono amici, solo soci. (Morrel: cap. XXIX) *Questa specie di confettura verde è l'ambrosia che [[Ebe]] serviva alla tavola di [[Giove (divinità)|Giove]]. [...] Siete un uomo positivo, e l'[[oro]] è il vostro idolo? Gustate di questa, e le miniere del [[Perù]], di [[Gizerate]] e di [[Golgonda]] vi saranno aperte. Siete un uomo di immaginazione? Siete [[poeta]]? Gustate di questa, e le barriere del possibile spariranno; vi si apriranno i campi dell'[[infinito]], e passeggerete libero di [[cuore]], di spirito nei domini senza confine dell'ideale. Siete ambizioso? Correte dietro le grandezze della terra? Gustate di questa, e dopo un'ora sarete idealmente, non re di un piccolo regno nascosto in un angolo d'[[Europa]], come la [[Francia]], la [[Spagna]] o l'[[Inghilterra]], ma sarete il Re del mondo. Il vostro [[trono]] sarà eretto sopra le montagne di Satanasso, e senza aver bisogno di fargli omaggio, senza essere costretto a baciarne gli artigli, sarete il sovrano, padrone di tutti i regni della terra. [...] Una certa erba che li trasportava nell'[[Eden]], in mezzo a piante sempre fiorite, a frutti sempre maturi. [...] Questo è [[hashish]], tutto ciò che si fa di meglio e di più puro in hashish ad Alessandria, l'hashish d'Abou Gor, il gran confetturiere, l'uomo al quale si dovrebbe fabbricare un palazzo con questa iscrizione:<br /> AL MERCANTE DELLA FELICITÀ, IL MONDO RICONOSCENTE. (Sindbad il marinaio: cap. XXXI, p. 235) *Se qualcuno avesse fatto morire fra le torture inaudite, in mezzo a tormenti senza fine, vostro padre, vostra madre, la vostra donna, uno di questi esseri, insomma che quando vengono rapiti al nostro cuore lasciano un vuoto eterno e una piaga sempre sanguinosa, vi parrebbe sufficiente la riparazione accordatavi dalla società, sareste soddisfatti solo perché il ferro della ghigliottina è passato fra la base dell'occipite e i muscoli delle spalle dell'uccisore, e perché chi vi ha fatto patire anni di morali sofferente ha provato qualche secondo di dolore fisico? (Conte di Montecristo: cap. XXXV, ''La mazzolata'') *«Ah, il [[duello]]!», esclamò il conte. «Sull'anima mia, risibile modo di raggiungere il proprio scopo, quando lo scopo è la vendetta! Un uomo vi ha rubato la vostra amante, un uomo ha sedotto vostra moglie, un uomo ha disonorato vostra figlia. Di una vita intera, che aveva il diritto di aspettarsi la parte di felicità che Iddio ha promesso a ogni essere umano nel crearlo, egli ha fatto un'esistenza di dolore, di miseria o d'infamia, e voi vi ritenete vendicato perché a quest'uomo, che vi ha gettato il delirio nella mente e la disperazione nel cuore, voi avete sferrato un fendente in petto o piazzato una pallottola in capo? Suvvia, dunque! Senza contare che spesso è costui a uscire trionfante dalla tenzone, mondato agli occhi del mondo e in qualche modo assolto da Dio. No, no – rincarò il conte – se mai dovessi vendicarmi, non è in questo modo che mi vendicherei». (cap. XXXV, ''La mazzolata''; Donzelli, p. 323) *Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la [[società]] che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: XL, ''La colazione''; Donzelli, pp. 388-389) *I rossi sono buoni del tutto, o del tutto cattivi. (Bertuccio: cap. XLIV) *[...] le [[invenzione|invenzioni]] umane progrediscono dal composto al semplice, e il semplice è sempre la perfezione. (Conte di Montecristo: cap. XLVIII, ''Ideologia''; Rizzoli) *Io sono uno di questi esseri eccezionali; sì, monsieur, lo credo; fino a oggi nessun uomo si è trovato in circostanze simili alle mie. I regni dei monarchi sono circoscritti da montagne, da fiumi, da cambiamenti di costumi o di lingua. Il mio regno, invece, è grande come l'universo perché non sono né italiano, né francese, né indiano, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere; Dio solo sa quale terra mi vedrà morire. Io adotto tutti gli usi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero? Perché parlo il francese con la stessa facilità e purezza di voi. Ebbene! Alì, il mio moro, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che, non essendo di alcun paese, non chiedo protezione ad alcun governo; non riconoscendo alcun uomo per mio fratello, non può arrestarmi né paralizzarmi alcuna sorta di scrupoli che arrestano i potenti o di ostacoli che paralizzano i deboli. Io non ho che due avversari, non dirò due vincitori, perché li sottometto con la tenacia: la distanza e il tempo. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XLVIII, ''Ideologia'') *Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. (cap. LXXXII, ''L'effrazione''; 2011) *«Venite con me, visconte, vi conduco io».<br />«Con piacere».<br />«Allora siamo intesi?».<br />«Sì, ma dove?».<br />«Ve l'ho detto, dove l'aria è pura, dove il rumore assopisce, dove, per quanto orgoglio si nutra, ci si sente umili e ci si ritrova piccoli. Amo un tale svilimento, io che al pari di Augusto vengo definito padrone dell'universo».<br />«Dove andate, insomma?».<br />«Al [[mare]], visconte, al mare». (cap. LXXXV, ''Il viaggio''; Donzelli) *Che cosa è la [[morte]] per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XC) *Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti a diventare misericordiosi, quando la disgrazia del nemico oltrepassa i limiti della loro collera. (cap. LXXXVI) *Certamente, quantunque meno espansiva, la gioia di Montecristo non era meno grande: la [[gioia]], per i cuori che hanno lungamente sofferto, è simile alla rugiada, cuore e terra assorbono la pioggia benefica, e niente appare al di fuori. (cap. XCII, ''Suicidio''; 2010, p. 743) *Non sarei artista se non mi restasse qualche illusione. (Eugénie: cap. XCV) *Siate in guardia: un consiglio è peggio d'un favore. (Conte di Montecristo: cap. XCVI) *È degli spiriti deboli vedere tutte le cose attraverso un velo nero. (Conte di Montecristo: cap. CXII) *Un uomo dell'indole del Conte non poteva fluttuare lungamente in quella malinconia che può far vivere gli spiriti volgari dando loro un'apparente originalità, ma che uccide le anime elevate. (cap. CXIII) *{{NDR|[[Lettere dai libri|Lettera]]}} Soltanto colui che provò le più grandi sventure è atto a godere le più grandi felicità. Vivete dunque e siate felici, figli diletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo i segreti dell'avvenire, tutta la più alta sapienza d'un uomo consisterà in queste due parole: "Attendere e sperare". ([[Edmond Dantès]]: cap. CXVII) ===Citazioni su ''Il conte di Montecristo''=== *È forse il più «oppiaceo» dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subito un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla «punizione» da infliggere loro? Edmondo Dantès gli offre il modello, lo «ubbriaca» di esaltazione, sostituisce il credo di una giustizia trascendente in cui non crede più «sistematicamente». ([[Antonio Gramsci]]) *È il romanzo di una vendetta, ma è anche una descrizione impareggiabile del gran mondo parigino. Tutti i suoi nemici hanno fatto carriera, ma Dantès con ogni genere di astuzia riesce a stroncarli uno per uno. Tutti lo ammirano, tutti lo invitano, neppure la sua ex fidanzata, che ha sposato un alto funzionario, lo riconosce. Quando si deciderà a parlare?, ci chiediamo col fiato sospeso.<br />Siamo ben lontani da ''I tre moschettieri'', libro di cappa e spada più celebre e molto più sempliciotto. È Montecristo il vero eroe romantico creato dallo straripante Dumas. È a lui (se ci fosse una giustizia letteraria suprema) che andrebbe appesa la fama di Alexandre Dumas. ([[Carlo Fruttero]]) *Forse Edmond Dantès si sbagliava, e l'unica soluzione era non fidarsi e non sperare. ([[Arturo Pérez-Reverte]]) *''Il Conte di Monte-Cristo'' è una sterminata hilarotragedia, dove il riso e il delitto, il gioco e il Male Assoluto si sfiorano e si intrecciano. Il lieve tocco ironico, lo spirito settecentesco, l'allegretto sono presenti in ogni capitolo. ([[Pietro Citati]]) *– "''Il conte di Montecrisco''".<br />– "Montecristo", deficiente.<br />– Di Alessandro... Dum-azz... Due mazzi...<br />– È francese. Sì, si legge Dumas. Lo sai di che parla? Ti piacerebbe, parla di un'evasione.<br />– Allora va messo nel settore didattico. O sbaglio? (''[[Le ali della libertà]]'') *La prima parte di ''Montecristo'', fino alla scoperta del tesoro, è un pezzo perfetto di racconto a effetto; non c'è mai stato un uomo che abbia partecipato a queste commoventi avventure senza un fremito, eppure Faria è un personaggio di cartapesta e Dantès poco più di un nome. Il seguito non è che il dilungarsi di un errore, cupo, sanguinoso, innaturale e stupido; ma quanto a questi primi capitoli, non credo esista un altro volume nel quale si possa respirare la stessa inconfondibile atmosfera di romanzo. ([[Robert Louis Stevenson]]) *L'architettura del ''Conte di Monte-Cristo'' possiede una meravigliosa precisione ed esattezza. Non saprei dire se il libro sia composto di romanzi diversi, che la facoltà affabulatrice di Dumas fa coabitare: o se moltissimi fili narrativi procedano gli uni accanto agli altri, fino a riunirsi ed esplodere in spettacolosi colpi di scena. Dovunque regna l'enigma: la soluzione dell'enigma viene sospesa e rinviata; ora una pagina ci suggerisce cosa accadrà, ora una voce sotterranea ci fa capire che avverranno cose completamente diverse. Il racconto corre veloce, trascina gli ostacoli, attraversa i tempi e gli spazi, copre immense tele scriveva Sainte-Beuve – «senza stancare mai il pennello di Dumas né il suo lettore». ([[Pietro Citati]]) ==''Il visconte di Bragelonne''== ===[[Incipit]]=== Era circa la metà di maggio dell'anno 1660, alle nove del mattino, quando una piccola cavalcata composta di tre uomini e due paggi, attraverso il ponte della città di Blois, senza fare altra impressione sopra coloro che passeggiavano sulla riva che un primo moto della mano per salutare, ed un altro della lingua per esprimere la seguente idea "Ecco Monsignore che ritorna dalla caccia". Un altro. Però mentre i cavalli salivano l'erta che dal fiume conduce al castello, molti garzoni di bottega si avvicinarono all'ultimo cavallo che portava appesi all'arcione della sella vari uccelli legati per il becco. <br />A quella vista i curiosi manifestarono con una franchezza affatto zotica il loro disprezzo per una preda così magra, e dopo una discussione sullo svantaggio della caccia al volo, ritornarono tutti alle loro occupazioni. <br />Monsignore montava un piccolo cavallo di bel portamento, con una larga sella di velluto rosso di Fiandra. Il cavallo era di color fulvo; la giubba di Monsignore era di color chermisi e soltanto dall'insieme di quel rossastro si poteva distinguere il principe tra i suoi due compagni, l'uno vestito di violetto, l'altro di verde. Quello a sinistra, vestito di violetto, era lo scudiero; quello a dritta, vestito di verde, era il cacciatore. <br />Uno dei paggi portava sopra un bastone due girifalchi, l'altro un corno da caccia nel quale soffiò a venti passi dal castello. <br />A quel segnale, otto guardie che passeggiavano al sole nella corte quadrata corsero a prendere le alabarde, e Monsignore fece il suo solenne ingresso nel castello. <br />Le otto guardie, le quali sapevano che il loro servizio era terminato per tutto il resto della giornata, si coricarono al sole, sopra le panchette di pietra; i palafrenieri scomparvero coi cavalli nelle scuderie, e, meno alcuni uccelli che si spaventavano a vicenda con acute strida tra i ciuffi di viole, si sarebbe detto che tutti dormissero. <br />A un tratto, in mezzo a quel dolce silenzio. ===Citazioni=== *Planchet aprì la finestra, come gli era stato prescritto, e la ventata di tumulto che s'ingolfò nella stanza, grida, stridor di ruote, abbaiamenti e passi, assordò anche d'Artagnan, come aveva desiderato.<br />Bevve, allora, un bicchiere di vino bianco, e incominciò in questi termini:<br />"Planchet, ho un'idea".<br />"Ah, signore, come vi riconosco!", rispose il droghiere, ansante d'emozione. *"D'Artagran, D'Artagnan!", fece Athos, posando la mano sulla spalla del moschettiere, "voi non siete equo."<br />"Ne ho il diritto."<br />"No, perché non conoscete l'avvenire." *"Continuo", disse Luigi XIV. "È vero anche che un uomo solo abbia potuto penetrare fino a Monck, nel suo accampamento, e l'abbia portato via?"<br />"Quell'uomo aveva dieci ausiliari presi tra gente inferiore"<br />"Nessun altro?"<br />"Nessuno."<br />"E si chiama?"<br />"Il signor d'Artagnan, ex luogotenente dei moschettieri di Vostra Maestà"<br />Anna d'Austria arrossì, Mazzarino diventò giallo di vergogna, Luigi XIV si fece cupo e una goccia di sudore cadde dalla sua fronte pallida.<br />"Che uomini!", mormorò. *Destinato a tutta prima al commercio, Colbert era stato commesso presso un mercante di Lione, che aveva poi lasciato per recarsi a Parigi nello studio di un procuratore allo Chatelet, chiamato Biterne. In tal modo, aveva appreso l'arte di preparare un bilancio e l'arte più preziosa d'imbrogliarlo. *Allora, per finirla con quello sguardo da inquisitore che bisogna far abbassare ad ogni costo, come ad ogni costo un generale riduce al silenzio una batteria che lo disturba, Aramis stende la sua bella mano bianca, nella quale riluce l'ametista dell'anello pastorale, fende l'aria col segno della croce e fulmina i sui due amici con la sua benedizione.<br />Forse, distratto dai propri pensieri, empio a sua insaputa, d'Artagnan non si sarebbe affatto inchinato a quella santa benedizione; ma Porthos s'è accorto della distrazione dell'amico, e, appoggiando affettuosamente la sua mano sulla schiena del moschettiere, lo schiaccia verso terra.<br />D'Artagnan si piegò: ci volle poco che non cadesse bocconi. Intanto Aramis è passato. D'Artagnan, come Anteo, non ha fatto che toccare la terra, e si rivolge verso Porthos pronto a litigare. *"Buongiorno, signor d'Artagnan. Parlavamo di Belle-Isle sul Mare", disse Fouquet con quell'arte del mondo e quella scienza dello sguardo che richiedono metà della vita per impararle bene, e a cui certa gente, nonostante tutto il suo studio, non arriva mai. *Aramis, l'abbiamo detto, era ancora alzato. Comodamente avvolto in una veste da camera di velluto, scriveva lettere su lettere, con quella scrittura così fine e così densa che d'una pagina fa un quarto di volume. *Monsieur era troppo gran signore per notare un tal particolare. Non c'è nulla d'efficace come l'idea ben stabilita della propria superiorità per assicurare l'inferiorità dell'uomo che ha una tale opinione di sé. *"Lo so, e ho agito di conseguenza: niente spazio, niente comunicazioni, niente donne, niente gioco, ma, adesso, è d'un patetico che non vi so dire", aggiunse Aramis con uno di quei sorrisi che appartenevano solo a lui, "vedere come i giovani cerchino di divertirsi, e come, di conseguenza, simpatizzino per colui che paga i divertimenti" *Però Dio è tanto buono per gli errori giovanili, tutto quello che è amore, anche amore colpevole, trova così facilmente grazia ai suoi sguardi paterni, che all'uscir dalla messa Luigi, levando gli occhi al cielo, poté vedere, attraverso gli strappi di una nuvola, un angolo del tappeto azzurro che è calpestato dal piede del Signore. *E Porthos si fece severo.<br />"E la botola, signore", disse, "e la botola?"<br />Di Sant-Agnan divenne estremamente pallido. Buttò indietro la sedia in tal modo, che Porthos, con tutta la sua ingenuità, s'accorse che il colpo aveva fatto centro.<br />"La botola", mormorò il conte.<br />"Ebbene, signore, datene una spiegazione, se potete", fece Porthos scuotendo il capo.<br />Di Sant-Agnan abbassò la fronte.<br />"Oh! sono tradito!", mormorò; "si sa tutto!"<br />"Si sa sempre tutto", replicò Porthos, che non sapeva nulla. *"No, è l'impotenza! Abbiamo forse la pretesa di prendere, in tre, la Bastiglia?"<br />"Se ci fosse d'Artagnan", esclamò Porthos, "non dico di no."<br />Raul fu preso d'ammirazione davanti a quella fiducia, eroica tanto era candida. Erano quelli gli uomini famosi che, in tre o quattro, affrontavano eserciti o attaccavano fortezze! Uomini che avevano spaventato la morte e che, sopravvissuti a tutto un secolo ormai in dissoluzione, erano ancora più forti dei più forti giovani del giorno. *Baisemeaux impallidì di fronte a quella fredda sicurezza. Gli parve che la voce di Aramis, così gaia e sorridente poco prima, fosse divenuta funebre e sinistra; che i ceri dei candelabri si fossero cambiati in ceri da cappella sepolcrale; che i bicchieri di vino si fossero trasformati in calici di sangue. *Ad un tratto, il capo del giovane si inchinò. Il suo pensiero ridiscese sulla terra. il suo sguardo si indurì, la fronte gli si coprì di rughe, la bocca assunse una espressione di feroce risolutezza; poi il suo sguardo divenne fisso ancora una volta; ma ora rifletteva la fiamma dei mondani splendori; ora somigliava allo sguardo di Satana sulla montagna, quando passava in rivista i regni e le potenze della terra per sedurre Gesù. *"Colpite, Porthos!", risuonò la voce sepolcrale di Aramis.<br />Porthos mandò un gran sospiro, ma obbedì.<br />La sbarra di ferro calò verticalmente sul capo di Biscarat, che fu ucciso prima ancora di finire il suo grido. Poi la leva formidabile si alzò e si abbassò dieci volte in dieci secondi, e fece dieci cadaveri. *Ed ora cercate in questa tomba ardente, in questo vulcano sotterraneo, cercate le guardie del re dagli abiti azzurri gallonati d'argento.<br />Cercate gli ufficiali splendenti d'oro, cercate le armi su cui essi avevano contato per difendersi, cercate le pietre che li hanno uccisi, cercate il suolo che li sosteneva.<br />Un solo uomo ha fatto di tutto questo un caos più confuso, più informe, più terribile del caos che esisteva un'ora prima che Dio avesse avuto l'idea di creare il mondo. *Per un istante, le braccia di Porthos si piegarono; ma l'ercole riunì tutte le forze, e si videro le due pareti della prigione, in cui era sepolto, aprirsi lentamente fargli largo. Per un attimo, apparve in quella cornice di granito, simile all'angelo antico del caos; ==''La regina Margot''== ===[[Incipit]]=== Il lunedì, diciottesimo giorno del mese di agosto 1572, vi era festa grande al Louvre. Le finestre dell'antico palazzo reale, sempre tanto cupe, erano sfarzosamente illuminate; le piazze e le vie attigue, di solito tanto deserte sin da quando a Saint-Germain-l'Auxerrois erano suonate le nove, erano, benché fosse mezzanotte, affollate di gente. {{NDR|Alessandro Dumas, ''La regina Margot'', BUR Rizzoli, Milano 2017, Traduzione di M. Dazzi}} ===Citazioni=== *{{NDR|su [[Margherita di Valois]]}} La giovane sposa, figlia di Enrico II, era la perla della corona di Francia, Margherita di Valois, che con affettuosa familiarità il re Carlo IX chiamava sempre ''mia sorella Margot''. Certo, accoglienze tanto lusinghiere non erano mai state più meritate di quelle che si facevano in quel momento alla nuova regina di Navarra. Margherita a quel tempo aveva appena vent'anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all'Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Caterina de' Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. I francesi cui apparteneva, erano fieri di vedere sbocciare nella loro terra un così splendido fiore e gli stranieri di passaggio per la Francia ripartivano abbagliati dalla sua bellezza se l'avevan soltanto vista, storditi dalla sua cultura se avevano parlato con lei. Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle donne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un'ora in italiano, in spagnolo, in latino e in greco, l'aveva lasciata dicendo nel suo entusiasmo:<br />«Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte».<br />Così i panegirici non mancarono al re Carlo IX e alla giovane regina di Navarra; si sa quanto gli ugonotti siano fecondi. Inevitabilmente, allusioni al passato e domande per l'avvenire furono accortamente insinuate in mezzo a quegli indirizzi al re; ma a tutte le allusioni egli rispondeva con le sue labbra pallide e il suo sorriso astuto:<br />«Nel dare mia sorella Margot a Enrico di Navarra, io do il mio cuore a tutti i protestanti del regno».<br />La frase rassicurava gli uni e faceva sorridere gli altri poiché aveva in realtà due sensi: uno paterno e del quale in buona coscienza Carlo IX non voleva sovraccaricare il suo pensiero; l'altro ingiurioso per la sposa, per il marito e anche per chi lo pronunciava, poiché ricordava alcuni sordi scandali con i quali la cronaca di Corte aveva già trovato il modo di lordare la veste nuziale di Margherita di Valois. (pp. 26-27) ==''La signora di Monsoreau''== ===[[Incipit]]=== La sera della domenica di carnevale del 1578, nel magnifico palazzo dei Montmoreney, situato quasi in faccia al Louvre, ma sull'altra riva della Senna, si svolgeva una sontuosa festa per celebrare le nozze di Francesco d'Epinay di Saint-Luc, intimo e favorito del re Enrico III, con Giovanna di Cossé-Brissac, figlia del Maresciallo di Francia. ===Citazioni=== *[...] in tempi in cui la canaglia veste come i principi, credo che questi diano prova di buon gusto vestendosi, per distinguersi, come la canaglia. (p. 9) *No, non è il [[anima e corpo|corpo]] che è ammalato. È l'[[anima e corpo|anima]]! Piuttosto che un medico... un confessore. (p. 37) ==''Lo Schiaccianoci''== ===[[Incipit]]=== Vi fu un tempo a [[Norimberga]] un presidente assai famoso, il dottor Silberhaus, nome che in tedesco significa «casa d'argento». Il presidente aveva un figlio e una figlia: Fritz di nove anni, e Maria di sette e mezzo: due bambini simpaticissimi, ma molto diversi per carattere e per aspetto fisico, tanto che era difficile credere, così a prima vista, che potessero essere fratelli. Fritz era grassottello, spaccone e piuttosto birichino: faceva le bizze alla minima contrarietà, convinto come era che tutto fosse stato creato per il suo divertimento e per sottostare ai suoi capricci; e restava di questa opinione finché il dottor Silberhaus, stanco delle sue grida, dei suoi pianti e del suo batter di piedi, usciva dallo studio e, levando il dito all'altezza del sopracciglio aggrottato, si limitava a esclamare: – Signor Fritz!... ===Citazioni=== *[[Norimberga]] è una città della [[Germania]] famosissima per i giocattoli, le bambole e i fantocci che spedisce a casse piene in tutti gli altri paesi del mondo: per questo i bambini di Norimberga sono i più felici della terra, a meno che non succeda a loro come agli abitanti di [[Ostenda]] che le ostriche a ceste piene se le vedono soltanto passare sotto il naso. (p. 11) *''A perpendicolo | ticchetta il [[orologio a pendolo|pendolo]], | avanza e arretra | bello squadron! || L'orologio piano piano | mezzanotte suonerà; | quando arriva la civetta | fugge fugge sua maestà''. (p. 45) *''Sorella, un pezzetto di lardo | per me devi avere riguardo, | anch'io come te son regina | e gusto la buona cucina.'' (p. 50) *''Dal tuo consorte uccisi, senza peccati o torti, | i miei figli e nipoti ormai son tutti morti, | ma guai a te, regina! | ché sul bimbo regale da te tanto aspettato | sul tuo tenero amore ho già deliberato | di far la mia vendetta! | Tuo marito ha fortezze, ha cannoni e soldati, | consiglieri e ministri illustri e illuminati, | e tu hai ciò che chiedi. | La regina dei topi non ha nulla, però | denti aguzzi e potenti la sorte le donò | da usar contro i tuoi eredi!'' (p. 56) ==''Mastro Adamo il calabrese''== ===[[Incipit]]=== Se i nostri lettori provano qualche curiosità per gli episodi, della veridica storia che stiamo per raccontare è necessario che abbiano la compiacenza di seguirci in Calabria dove li abbiamo già condotti due volte, la prima per raccontare loro le avventure di Cherubino e Celestino, la seconda per farli assistere alla morte di Murat. ===Citazioni=== *La [[Calabria]] è una magnifica regione; d'estate ci si arrostisce come a Tambouctou, d'inverno vi si gela come a San Pietroburgo; inoltre non vi si conta punto ad anni, a lustri o a secoli come negli altri paesi, ma a terremoti. (p. 7) *Era un vecchio uomo felice mastro Adamo; una di quelle persone facile a illuminarsi e che si aprono naturalmente alla speranza ed alla gioia come i fiori. *In effetti l'[[posta|ufficio postale]] sembrava una di quelle case miracolose trasportate dagli angeli come il duomo della madonna di Loreto. *Non c'era nessun dubbio sulla decisione. Le urla di: Viva la [[Maria|Madonna]]! Abbasso gli sbirri! risuonarono da ogni lato e le povere guardie, richiamate dai diversi luoghi dove vegliavano da otto giorni con una tenacia ed un coraggio degni di maggior ricompensa, partirono la stessa notte per Monteleone. ==''Pascal Bruno''== ===[[Incipit]]=== Bellini era di Catania. La prima cosa che i suoi occhi, aprendosi, avevano visto, erano state le onde che, dopo aver bagnato le mura di Atene, vengono a spegnersi melodiosamente sulle rive di un'altra Grecia; e l'Etna favolosa e antica, sui cui fianchi vivono ancora, dopo diciotto secoli, la mitologia di Ovidio e i racconti di Virgilio. Ecco perché l'indole di Bellini era tra le più poetiche che si potessero incontrare; e il suo genio, che bisogna apprezzare con il sentimento e non giudicare con la ragione, un canto eterno, dolce e malinconico come un ricordo; un'eco simile a quella che se ne sta assopita nei boschi e sulle montagne, e che sussurra appena fino a quando il grido delle passioni e del dolore non venga a svegliarla. Bellini era l'uomo che faceva al caso mio. Aveva lasciato la Sicilia ancora giovane, e dell'isola nativa gli era rimasta una memoria crescente, dentro la quale custodiva religiosamente, lontano dai luoghi in cui era cresciuto, i ricordi poetici dell'infanzia. ===Citazioni=== * Era un giovane di venticinque ventisei anni che, a prima vista, si pensava dovesse appartenere alla classe del popolo. Portava un cappello calabrese, fasciato da un largo nastro che gli ricadeva ondeggiante sulla spalla; una giacca di velluto con bottoni d'argento; pantaloni della stessa stoffa e con le stesse guarnizioni, stretti alla vita da una fascia di seta rossa con ricami e frange verdi come quelle che si fanno a Messina, a imitazione di quelle lavorate in Oriente. Infine, gambaletti e scarpe di cuoio completavano il costume montanaro, che non mancava di una certa eleganza e che sembrava fatto apposta per mettere in risalto le belle e armoniose forme del corpo di chi lo indossava. Il volto era di una bellezza selvaggia: aveva tratti fortemente marcati propri dell'uomo meridionale, occhi arditi e fieri, capelli e barba neri, naso aquilino e denti perfetti. ==''Vent'anni dopo''== {{vedi anche|Vent'anni dopo}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Garibaldi e Montevideo''=== Al viaggiatore che viene d'Europa su quelle navi che i primi abitanti di quel paese scambiarono per case volanti, prime ad aprirsi allo sguardo, dopo il grido del marinaio in vedetta che annunzia la terra, son due montagne. L'una di mattoni, che è la cattedrale, la chiesa-madre, la ''matriz'', come la si chiama; l'altra poi di massi e verdura, su cui s'innalza un faro, vien detta il ''Cerro''. ===''Robin Hood''=== Era il tramonto di un giorno di primavera dell'anno di grazia 1162, sotto il regno di Enrico II Plantageneto. Due uomini a cavallo percorrevano i sentieri della foresta di Sherwood, nella contea di Nottingham; essi apparivano sfiniti almeno quanto le loro cavalcature.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Storia di uno schiaccianoci''=== ''Norimberga, 2010.''<br /> Da qualche giorno, la piccola Maria, è attratta dalla porta chiusa della soffitta, in casa della nonna. La nonna si chiamava Maria, proprio come lei, come la bisnonna e... Che strano, quasi tutte le donne della famiglia, tranne sua madre e una prozia, si chiamavano Maria.<br /> La porta della soffitta è lì, massiccia, chiusa da una grossa chiave annerita dal tempo. La piccola Maria la guarda, poi, finalmente, la fa girare: tac tac, un rumore secco, come di noci rotte, due giri. Ora appoggia la mano sulla maniglia, che cede facilmente. La porta si sta aprendo, si apre, gira piano sui cardini, senza rumore:<br /> - Vieni, vieni, piccola Maria, ti stavamo aspettando. ==Citazioni su Alexandre Dumas== *I due Dumas hanno capovolto la teoria dell'economia. Il padre è stato il prodigo, e il figlio è stato l'avaro. ([[Jules Renard]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alexandre Dumas, ''Ascanio'', Adriano Salani Editore, Firenze 1930. *Alexandre Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/53485/53485-h/53485-h.htm Garibaldi e Montevideo]'', F. Manini, 1859. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, introduzione di Umberto Eco, Rizzoli, 2010. ISBN 9788817009676 *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035 *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165 *Alexandre Dumas, ''Il visconte di Bragelonne'', Tipografia Editoriale Lucchi, Milano 1964. *Alexandre Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di A. Beltramelli, Mondadori, 2004. *Alessandro Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/60641/60641-h/60641-h.htm I tre moschettieri]'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853. *Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975. *Alexandre Dumas, ''[https://web.archive.org/web/20130603210423/http://ed.espresso.repubblica.it/speciali_web/2013/igrandiromanzi/itremoschettieri.epub I tre moschettieri]'', introduzione e traduzione di Guido Paduano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2013. *Alexandre Dumas, ''La regina Margot'', traduzione di Maria Dazzi, BUR, Milano, 2008. *Alexandre Dumas, ''La signora di Monsoreau'', traduzione di Luigi A. Garrone, Tipografia Editoriale Lucchi, Milano, 1937. *Alexandre Dumas, ''Lo Schiaccianoci'' (''Histoire d'un casse-noisette''), traduzione di Antonio Lugli, EDIPEM, Novara 1974. *Alexandre Dumas, ''Mastro Adamo il calabrese'', traduzione di A. Coltellaro, Pellegrini Editore, 1999. *Alexandre Dumas, ''Pasquale Bruno'' (''Romanzo storico siciliano''), traduzione di C. Rizza, La Zisa Edizioni. ISBN 978-8881280421 *Alexandre Dumas, ''Storia di uno schiaccianoci (liberamente tratta dal racconto di Alexandre Dumas)'', traduzione e cura di Gabriella Messi, Edizioni Angolo Manzoni, 2010. ISBN 9788862040761 *Alexandre Dumas, ''Viaggio in Calabria'', traduzione di Antonio Coltellaro, Rubbettino 1996. ISBN 884981545X ==Filmografia== *''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il conte di Montecristo]]'' (1934) *''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993) *''[[La regina Margot]]'' (1994) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998) *''[[Motecristo (film 2002)|Motecristo]]'' (2002) *''[[Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri|Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri]]'' (2004) ==Voci correlate== *[[Alexandre Dumas (figlio)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|s2=fr:Auteur:Alexandre Dumas|s2_lingua=francese}} ===Opere=== {{Pedia|I tre moschettieri||(1844)}} {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} {{Pedia|La regina Margot (romanzo)|''La regina Margot''|(1845)}} {{Pedia|Vent'anni dopo (romanzo)|''Vent'anni dopo''|(1845)}} {{Pedia|Il visconte di Bragelonne||(1847-1850)}} {{DEFAULTSORT:Dumas (padre), Alexandre}} [[Categoria:Drammaturghi francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] 7qmd355j6nh0dcr0kwu8xtveq31pun8 1418447 1418423 2026-06-27T17:00:26Z Udiki 86035 /* Il conte di Montecristo */ revisionate e ampliate due citazioni 1418447 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alexandre Dumas.jpg|thumb|Alexandre Dumas]] '''Alexandre Dumas''' (1802 – 1870), scrittore e drammaturgo francese. ==Citazioni di Alexandre Dumas== *Abitualmente comincio un libro solo dopo ch'è stato già scritto. :''En général, je ne commence un livre que lorsqu'il est écrit''.<ref>Da ''Propos d'art et de cuisine''.</ref> *C'è una donna in ogni caso; appena mi portano un rapporto, io dico: "Cherchez la femme."<ref>Da ''I Mohicani di Parigi'', 1854; vedi anche [[w:Cherchez la femme|la voce]] in Wikipedia.</ref> :''Il y a une femme dans toutes les affaires; aussitôt qu'on me fait un rapport, je dis:'' Cherchez la femme!. *Chi legge la [[storia]], se non gli [[storico|storici]] quando correggono le loro bozze?<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name="e" /> *Ci sono certe città sconosciute il cui nome, per inattese, terribili, clamorose catastrofi, talvolta acquista improvvisa fama europea e che s'ergono in mezzo al secolo come una di quelle paline storiche piantate dalla mano di Dio per l'eternità: tale è il destino di [[Pizzo Calabro|Pizzo]]. Senza annali nel passato e probabilmente senza storia nell'avvenire, essa vive sulla sua gloria di un giorno ed è diventata una delle stazioni omeriche dell'Iliade napoleonica. Infatti è noto che fu nella città di Pizzo che [[Gioacchino Murat]] venne a farsi fucilare, là che quest'altro Aiace trovò una morte oscura e cruenta.<ref>Da ''Viaggio in Calabria''.</ref> *{{NDR|In ricordo di Emma Mannoury-Lacour}} Credo proprio che tre quarti del mio cuore, se non il cuore intero, siano morti con lei.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 4 novembre 2004.</ref> *Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle [[donna|donne]] perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.<ref>Citato in Franco Fossati, ''Chi dice donna...'', Armenia, 1987, p. 41. ISBN 8834401786.</ref> *E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?<ref>Da ''Kean o Genio e sregolatezza'', IV, 2.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *{{NDR|[[Francesco Mario Pagano]]}} Godeva di una grande reputazione e la meritava sotto tutti i rapporti. [...] La dolcezza della sua parola, la soavità della sua morale l'avea fatto soprannominare il Platone campano, ancora giovane aveva scritto la giurisdizione criminale opera che fu tradotta in tutte le lingue, e che fu menzionata dall'assemblea nazionale francese.<ref>Da ''I Borboni di Napoli: Vol. III'', Napoli, 1862, p. 10-11.</ref> *L'[[orgoglio]] ha quasi sempre una compagna ancora peggiore: l'[[invidia]]. :''L'orgueil a presque toujours une compagne encore pire que lui: cest l'envie''.<ref>Da ''Le Roi des quilles- racconto per bambini'', 1859.</ref> *La sorella era degna compagna del fratello. Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, [[Lucrezia Borgia|Lucrezia]] bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi. Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.<ref>Da ''I Borgia''; citato in [[Corrado Augias]], ''I segreti di Roma'', Oscar Mondadori, 2007, p. 264.</ref> *Nulla riesce meglio del [[successo]], che è la calamita morale che tutto attira a sé.<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name=e /> *Roma e Venezia si riuniranno all'Italia ma chissà se [[Napoli]] non sfuggirà all'Italia. Facile prender Napoli, difficile il conservarla.<ref>Dal giornale ''L'Indipendente'' del 19 dicembre 1862.</ref> *Tutto il delitto della prima {{NDR|[[Eleonora Pimentel Fonseca]]}} fu d'esser una {{sic|patriotta}} ardente; d'aver prima d'ogni altro levato il grido di libertà, quando la libertà apparve in Napoli; d'aver fondato il ''Monitore {{sic|Napolitano}}''. Questo delitto bastò a mandarla al patibolo, anzi alla forca.<br />Per un'oscena cortesia del tribunale verso la plebaglia {{sic|napolitana}}, la forca era alta trenta piedi.<br />Eleonora Pimentel camminò al supplizio col sorriso sulle labbra; nel lasciar {{sic|la}} carcere aveva bevuto una tazza di caffè: nel giunger a piè della forca, le fu chiesto se desiderava qualcosa: avevano l'ordine di accordarle l'ultima sua domanda: speravasi che chiederebbe la vita.<br /> – Datemi un paio di mutande, disse.<br />Lucrezia<ref>Allusione alla Lucrezia romana, moglie di Collatino, suicida per l'oltraggio di Sesto Tarquinio.</ref> non avrebbe nulla trovato di meglio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_Ty7nnZyBCFMC/page/n6/mode/1up Da Napoli a Roma]'', traduzione di Eugenio Torelli, Stabilimento tipografico del Plebiscito, Napoli, 1863, cap. III, p. 71.</ref> ==''Ascanio''== ===[[Incipit]]=== Alle quattro pomeridiane del 10 luglio dell'anno di grazia 1540, un bel giovane, alto, bruno con grandi occhi neri, vestito con elegante semplicità e armato soltanto d'un pugnaletto dal manico mirabilmente cesellato, stava presso la pila dell'acqua benedetta che è sull'entrata della chiesa dei Grandi Agostini, nel recinto dell'Università di Parigi.<br />Questo giovane, senza dubbio per pia umiltà, non si era mosso dal suo posto per tutta la durata dei vespri, e a fronte china, in atteggiamento di dovuta contemplazione, aveva mormorato non so quali parole, forse le preghiere, poiché le aveva dette a voce tanto bassa, che soltanto lui e Dio potevano sapere ciò che egli dicesse. ===Citazioni=== *V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina. (p. 205) *Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede. (p. 205) ==''I tre moschettieri''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Le premier lundi du mois d'avril 1626, le bourg de Meung, où naquit l'auteur du ''Roman de la Rose'', semblait être dans une révolution aussi entière que si les huguenots en fussent venus faire une seconde Rochelle. Plusieurs bourgeois, voyant s'enfuir les femmes le long de la grande rue, entendant les enfants crier sur le seuil des portes, se hâtaient d'endosser la cuirasse, et appuyant leur contenance quelque peu incertaine d'un mousquet ou d'une pertuisane, se dirigeaient vers l'hôtellerie du ''Franc-Meunier'', devant laquelle s'empressait, en grossissant de minute en minute, un groupe compacte, bruyant et plein de curiosité.'' {{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Les Trois Mousquetaires|Les Trois Mousquetaires]]'', MM. Dufour et Mulat, Paris, 1849.}} ====Giuseppe Aventi==== Il primo lunedì dell'aprile 1625, il borgo di Meung, che diede i natali all'autore del ''Romanzo della Rosa'', era in preda al più grande disordine, come se vi fossero capitati gli Ugonotti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, nel veder le donne scappare verso la Strada Grande, e nel sentir gli strilli dei bambini sugli usci delle case, si affrettavano a indossare la corazza, e fortificando la loro risolutezza un po' dubbia, con un moschetto o una partigiana, si avviavano alla locanda del Buon Mugnaio, davanti alla quale c'era un gruppo compatto, chiassoso e pieno di curiosità, che ingrossava di momento in momento. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}utT5qmal_gIC I tre moschettieri]'', traduzione di Giuseppe Aventi, Rizzoli, 2011. ISBN 88-58-61145-6}} ====Maria Bellonci==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 nella città di Meung (dove nacque l'autore del ''Roman de la rose''), sembrava che fosse scoppiata una violenta rivoluzione come se stessero arrivando gli ugonotti per una seconda La Rochelle. Molti cittadini, vedendo le donne precipitarsi verso la strada principale e sentendo i bambini gridare sulle porte di casa, corsero ad armarsi, e, resi più sicuri dal loro moschetto o dalla loro alabarda, si diressero verso l'osteria del ''Franc Meunier'' dove stava ammassandosi, di minuto in minuto più fitta, una folla vociante e curiosa. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}gztjEAAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Maria Bellonci]], Giunti, 2010. ISBN 9788809753570}} ====Antonio Beltramelli==== Il primo lunedì del mese d'aprile del 1625, il borgo di Meung, dove nacque l'autore del ''Romanzo della Rosa'', sembrava essere in piena rivoluzione, come se gli ugonotti fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Parecchi abitanti, vedendo le donne fuggire verso la Grande-Rue e sentendo i bimbi strillare sulle soglie, si affrettarono a indossare la corazza e, puntellando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossando di minuto in minuto, un gruppo di persone compatto, rumoroso e molto incuriosito. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}uuN_DQAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Antonio Beltramelli]] revisionata da Stefano Mazzurana, Mondadori, 2016. ISBN 9788852077920}} ====Angiolo Orvieto==== Il primo lunedì del mese d'aprile 1625 il borgo di Méung ove nacque l'autore del Romanzo della Rosa, sembrava esser in una così completa rivoluzione, come se gli ugonotti vi fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Molti borghigiani vedendo correre le donne lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sul limitare delle porte, si sollecitavano ad indossare la corazza, equilibrando il loro portamento alquanto incerto col mezzo di un moschetto o di una partigiana, o dirigendosi verso l'osteria del Franc-Meunier, davanti alla quale si affrettava ed ingrossava di minuto in minuto, un gruppo compatto, rumoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853}} ====Guido Paduano==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 la cittadina di Meung, dove nacque l'autore del ''Roman de la Rose'', sembrava completamente sconvolta, come se gli ugonotti fossero venuti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, vedendo fuggire le donne dalla parte della Grande-Rue e sentendo piangere i bambini sulle porte, si affrettarono a indossare la corazza e, rafforzando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossandosi di minuto in minuto, una folla compatta, rumorosa e curiosa. ====C. Siniscalchi==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 il borgo di Meung sembrava in aperta rivoluzione come se gli Ugonotti, vi fossero venuti a formare una seconda Rocella. Diversi borghesi, vedendo le donne fuggire lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sulla soglia delle porte, si affrettavano ad indossare la corazza, ed animando il loro coraggio, sebbene poco marziale con un moschetto od una partigiana, correvano tutti verso l'albergo del Franc-Meunier, dinanzi al quale si stipava un gruppo compatto, clamoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975}} ===Citazioni=== *{{NDR|Sul [[XVII secolo]]}} [...] quell'epoca di libertà minima e d'indipendenza massima [...]. (cap. II, ''L'anticamera del signor de Tréville''; 2013) *Quest'altro moschettiere formava un perfetto contrasto con colui che lo interrogava e che gli aveva dato il nome di Aramis. Era un giovane di ventidue o ventitré anni appena, dall'espressione candida e dolce, dall'occhio nero e mite e dalle gote rosee e vellutate come una pesca d'autunno; i suoi baffi sottili disegnavano sul labbro superiore una linea perfettamente diritta, le sue mani pareva evitassero di abbassarsi per timore di fare un po' gonfie le vene, e di tanto in tanto lo si vedeva pizzicarsi l'orlo delle orecchie, per mantenerle di un incarnato tenero e trasparente. Per abitudine, egli parlava poco e con lentezza, salutava molto, rideva senza far strepito e mostrando i denti, di cui pareva avere molta cura come il resto della persona. (cap. II, ''L'anticamera del signor Tréville'') *Il [[coraggio]] è sempre rispettato, anche in un nemico. (cap. V, ''I moschettieri del re e e le guardie del cardinale''; 2013) *[...] tutti per uno e uno per tutti [...]. {{NDR|[[Motti dai libri|motto]]}} (D'Artagnan: cap. IX, ''D'Artagnan si rivela''; 2013) *– Non avete qualche amico con l'orologio che va indietro?<br />– E allora?<br />– Allora andate a trovarlo, in modo che possa testimoniare che alle nove e mezza eravate da lui. È quello che in linguaggio giudiziario si chiama avere un [[alibi]]. (cap. X, ''Una trappola per topi nel secolo diciassettesimo''; 2013) *L'[[amore]] è la più egoista di tutte le passioni. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] quella brutalità ingenua che le donne preferiscono spesso all'affettazione della cortesia, perché scopre il fondo del pensiero e prova che il sentimento ha la meglio sulla ragione. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] ciò che è [[perdita|perduto]] oggi può non essere perduto per l'avvenire. (Signora Bonacieux: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *— Milord, — esclamò [[Anna d'Asburgo (1601-1666)|la regina]] — voi dimenticate che io non ho mai detto di amarvi.<br />— Ma nemmeno mi avete detto che non mi amavate, e veramente dirmi tali parole sarebbe, da parte della Maestà Vostra, un'ingratitudine troppo grande. Poiché, dove troverete, ditemi, un amore simile al mio, un amore che né il tempo, né la lontananza, né la disperazione possono spegnere; un amore che si accontenta di un nastro smarrito, di uno sguardo perduto, di una parola sfuggita? (Buckingham: cap. XII) *In piedi davanti al caminetto, c'era un uomo di media statura, di aspetto nobile e altero, con gli occhi penetranti, la fronte ampia, un volto smagrito e ancor più allungato dal pizzo e dai baffi. Benché quell'uomo avesse trentasei o trentasette anni appena, capelli, baffi e pizzo cominciavano a farsi grigi. Quell'uomo non aveva spada, ma sembrava, in tutto il resto, un uomo di guerra: i suoi stivali di pelle di bufalo leggermente coperti di polvere indicavano che nella giornata era stato a cavallo. Quell'uomo era [[Armand-Jean du Plessis de Richelieu|Armand Jean Duplessis, cardinale di Richelieu]], non quale viene di solito rappresentato a noi, affranto come un vecchio, sofferente come un martire, il corpo piegato, la voce spenta, sepolto in una grande poltrona come in una tomba anticipata, vivo solo per il suo genio e capace ancora di sostenere la lotta con l'Europa soltanto per la forza del suo pensiero, diuturnamente applicato, ma quale egli era realmente in quel tempo, vale a dire destro e galante cavaliere, già debole nel corpo, ma sostenuto da quella potenza morale che ha fatto di lui uno degli uomini più straordinari che siano mai esistiti; quale egli era in quel tempo in cui si preparava, dopo aver validamente appoggiato il duca di Nevers nel ducato di Mantova, dopo aver preso Nimes, Castres e Uzès, a cacciare gli inglesi dall'isola di Ré, e ad assediare la Rochelle. (cap. XIV, ''L'uomo di Meung'') *D'Artagnan non poté fare a meno di pensare quanto fragili e sconosciuti siano i fili che talora regolano i destini di un popolo e la vita degli uomini. {{NDR|Dopo che il Duca di Buckingham decide di stabilire l'embargo e dichiarare guerra alla Francia soltanto per una questione d'amore}} (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *— Noialtri diciamo: fiero come uno [[Scozia|scozzese]], — mormorò Buckingham.<br />— E Noi. fiero come un [[Guascogna|guascone]], — disse di rimando D'Artagnan. — I guasconi sono gli scozzesi della Francia. (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *C'è un Dio per gli ubriachi e gli innamorati. (cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *In tutti i casi, ragazzo mio, credete a un uomo che vive da trent'anni alla corte: non vi addormentate nella vostra sicurezza, o siete perduto. Al contrario, ve lo dico io, dovete vedere nemici dappertutto. Se cercano di attaccare briga con voi, evitatelo, fosse anche un bambino di dieci anni; se vi attaccano, di notte o di giorno, battete in ritirata senza vergogna; se attraversate un ponte, tastate le assi, che non vi manchino sotto i piedi; se passate davanti a una casa in costruzione, guardate bene che non vi cada una pietra sulla testa; se rientrate tardi, fatevi seguire dal vostro domestico, e che sia armato, purché siate sicuro del vostro domestico. Diffidate di tutti, del vostro amico, di vostro fratello, della vostra amante... soprattutto della vostra amante. (Signor de Tréville: cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *Un mariuolo non ride alla stessa maniera di un uomo onesto, un ipocrita non piange le stesse lacrime di un uomo in buona fede. Ogni [[falsità]] è una [[maschera]], e per bene che sia fatta la maschera, con un po' d'attenzione si arriva sempre a distinguerla dal viso. (cap. XXV, ''L'amante di Porthos''; 2013) *[...] non c'è [[amicizia]] che resista a un segreto scoperto, soprattutto quando questo segreto tocca l'amor proprio; inoltre si ha sempre una certa superiorità morale sulle persone di cui si conosce la vita. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete. Il [[silenzio]] è l'ultima gioia degli infelici; guardatevi bene dal mettere chicchessia sulla traccia dei vostri dolori: i curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d'un daino ferito. (Aramis: cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *Niente fa passare il tempo e abbrevia la strada come un [[pensiero]] che assorbe su di sé tutte le facoltà di chi pensa. L'esistenza esterna assomiglia allora a un sonno, di cui quel pensiero è il sogno. Grazie al suo influsso, il tempo non ha più misura, lo spazio non ha più distanza. Si parte da un luogo e si arriva a un altro, ecco tutto. Dell'intervallo percorso, non resta presente al vostro ricordo che una vaga foschia in cui svaniscono mille immagini confuse di alberi, montagne, paesaggi. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] l'[[amore e morte|amore]] è una lotteria dove chi vince vince la [[amore e morte|morte]]. (Athos: cap. XXVII, ''La moglie di Athos''; 2013) *La [[vita]] stessa si può riassumere in tre parole: ''erat'', ''est'', ''fuit''. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] in tutte le cose il merito sta nella [[difficoltà]]. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] si domandano [[consigli]] solo per non seguirli, o, se li si segue, per avere qualcuno a cui si possa rimproverare di averli dati. (Athos: cap. XXXIV, ''Dove si tratta dell'equipaggiamento di Aramis e di Porthos''; 2013) *Il cuore della donna migliore è spietato verso i dolori d'una rivale. (cap. XXXV, ''La notte tutti i gatti sono bigi''; 2013) *Milady sorrise di un sorriso strano.<br />— Così, voi mi amate? — disse.<br />— Ho forse bisogno di dirvelo? Non ve ne siete accorta?<br />— Oh, sì, ma come sapete, i cuori più fieri sono più difficili da conquistare.<br />— Oh, le difficoltà non mi sgomentano — disse d'Artagnan; — temo solo le cose impossibili.<br />— Non c'è nulla di impossibile, — disse Milady — per un vero amore. (cap. XXXVI, ''Sogno di vendetta'') *[...] dietro a ogni [[felicità]] presente è nascosto un timore futuro. (cap. XXXIX, ''Una visione''; 2013) *Nessuna speranza è folle, tranne che per gli sciocchi [...]. (Richelieu: cap. XL, ''Il cardinale''; 2013) *Il [[tempo]], amico mio, il tempo porta con sé l'occasione, e l'occasione è la martingala<ref>Tipo di scommessa che prevede a ogni successiva puntata il raddoppio della posta. [N.d.T.]</ref> dell'uomo: più ha scommesso e più guadagna, se sa aspettare. (Athos: cap. XLII, ''Il vino d'Angiò''; 2013) *In tutti i tempi e tutti i paesi, soprattutto se sono divisi in materia di religione, ci saranno fanatici che non chiedono di meglio che diventare [[martiri]]. (Richelieu: cap. XLIV, ''L'utilità dei tubi di stufa''; 2013) *– Allora, – disse d'Artagnan, lasciando cadere le braccia con scoraggiamento, – è inutile lottare ancora: tanto vale che [[Suicidio|mi bruci le cervella]] e facciamola finita!<br />– Questa è l'ultima sciocchezza da fare, – disse Athos, – perché è la sola cui non c'è rimedio. (cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] ci prendono per pazzi o per [[eroi]], due categorie di imbecilli molto simili tra loro. (Athos: cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] bisogna puntare sui [[Vizio e virtù|difetti]] delle persone, non sulle loro [[Vizio e virtù|virtù]]. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *[[Beneficio]] rinfacciato, offesa arrecata. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *La [[vita]] è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia''; 2013) *L'[[amore]] è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione. (cap. LVI) *I grandi [[criminali]] portano con sé una specie di predestinazione che fa loro superare tutti gli ostacoli, li salva da tutti i pericoli, fino al momento che la Provvidenza, stanca, ha fissato come scoglio per la loro empia fortuna. (cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) *[...] non conosco nessun uomo che meriti di essere rimpianto durante tutta la vita di un altro uomo [...]. (Buckingham: cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) ===Citazioni su ''I tre moschettieri''=== *Da mia parte, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i ''Trois mousquetaires'' di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun'offesa della poesia, ma nascondono in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti; ed è bene incoraggiarli a deporre la falsa vergogna e il congiunto imbarazzo. ([[Benedetto Croce]]) *''I tre moschettieri'' è in verità la storia del quarto. ([[Umberto Eco]]) *Il romanzo ''I tre moschettieri'' è una serie ininterrotta di vendette, dal principio alla fine. C'è una vendetta ad ogni pagina. Ogni tanto, una esaltazione tutta esplicita della vendetta, definita qualche volta come "le plaisir des dieux", il piacere degli Dei. ([[Beniamino Placido]]) *In questa favola, Alessandro Dumas sfoggia non poche qualità del grande scrittore: e non delle secondarie. In primo luogo una sovrana impudenza; un insieme di complicità ed oltraggio nei confronti del lettore; nessun patetismo, neppure quando ricorre a situazioni obiettivamente patetiche: giacché nelle sue mani anche la morte dell'innocente si fa avventura, è «divertente». E ancora, il gusto del gioco, della mistificazione; l'onesta carenza morale, che ci rassicura che nei labirinti di questa deliziosa macchinazione non si nasconde la pia frode di un messaggio; una nobile guitteria, che gli detta la mossa esatta per scatenare la saggiamente consenziente credulità del pubblico, e che insieme proibisce qualsiasi identificazione emotiva: il lettore è tenuto a bada nel momento stesso in cui è affascinato; è e deve restare spettatore. ([[Giorgio Manganelli]]) ===[[Pietro Citati]]=== *Il personaggio di d'Artagnan è uno dei più straordinari ritratti simbolici della prima parte del secolo. Athos è degno di Dostoevskij. Milady è una bellissima creatura del male. E quella leggerezza, che ci trascina di pagina in pagina, non nasce soltanto da una natura felice, ma da una squisita arte intellettuale. *Non credete ai denigratori. ''I tre moschettieri'' emana un vero profumo storico: non meno di ''Guerra e Pace''; un profumo che Dumas ricava con astuzia e grazia dalle memorie, dalle lettere e dai romanzi del primo Seicento. *Come in una cavalcata fantastica, tutta la geografia, la storia e la letteratura della Francia, sfilano davanti ai nostri occhi. Conosciamo i guasconi, i piccardi, i normanni, gli abitanti del Berry, e il loro dialetto, che il colto Aramis si rifiuta di capire; e quanti paesi e chiese e osterie sorvolate dal vento dell'avventura. C'è Parigi, avvolta da una nebbia cupa. I moschettieri bevono generosamente, attaccano briga, pagano malvolentieri i conti degli osti, come gli eroi di Rabelais e di Scarron. ''Il borghese gentiluomo'', ''L'Avaro'' e ''Il Barbiere di Siviglia'' ci fanno conoscere i loro lacchè e le loro soubrettes, che danzano ancora per noi. Abbiamo mercanti e avvocati, avidi e sordidi come nel ''Romanzo borghese'' di Furetière. Aramis ci ricorda la mondanità preziosa degli abati. Gli epigrammi della tradizione moralistica francese brillano alla fine di ogni capitolo. Poi il tempo cambia. Entriamo nella Parigi del primo Ottocento, nei teatri e nei piccoli giornali. C'è qualche traccia della sapienza filosofica e fisionomica di Balzac. E il giovane d'Artagnan, che a diciott'anni arriva dalla Guascogna per far fortuna, l'abbiamo già incontrato nelle vesti di Gil Blas e di Jacob: l'abbiamo ritrovato in quelle di Lucien de Rubempré e di Julien Sorel, che come lui cercano di conquistare la Francia. *Non so se Dumas avesse letto Baltasar Gracián: una parte dei ''Tre moschettieri'' ha un sapore che ci ricorda, sebbene mescolato e manipolato dall'"abile irrigatore", le massime del gesuita spagnolo. Il Seicento si incarna nella figura del cardinale di Richelieu, per il quale Dumas ha una vera passione. Richelieu è la rapidità e l'astuzia, che solo d'Artagnan sa fronteggiare. Rappresenta gli ''Arcana imperii'': il segreto profondissimo del potere e la macchinazione; l'arte di spiare e di ascoltare i segreti. *Ormai è tempo di riprendere in mano ''I tre moschettieri''. Non possiamo fermarci: gli oggetti non ci arrestano con il loro volume, e i personaggi sembrano (e non sono) formati di una sola dimensione. Tutto quello che, nella vita, ci sbarra il passo, viene trascinato dal volo velocissimo della fantasia. Il cavallo di d'Artagnan corre verso l'Inghilterra più rapido del nostro occhio che legge, le navi attraversano in un baleno i mari, Milady ripete le sue affascinanti menzogne, un'occhiata fa scoccare all'improvviso un amore... La leggerezza trionfa sul peso: la frivolezza sul significato, l'immaginazione sull'esperienza. Mentre leggiamo, rimbalzando di fatto in fatto, anche noi senza peso, tutto ci accade: siamo d'Artagnan e Richelieu, Buckingham e Athos, l'uomo dal mantello rosso e Milady, eppure nulla ci tocca e ci ferisce. Veloci come il vento, indenni e inconsapevoli come l'aria, attraversiamo senza conoscerle tutte le esperienze del mondo. ==''Il conte di Montecristo''== ===[[Incipit]]=== ====Lanfranco Binni==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il trealberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota costiero uscì subito dal porto, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E subito, come sempre, la spianata del forte Saint-Jean si riempì di una folla di curiosi, perché è sempre un grande avvenimento a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée, e appartiene a un armatore della città.<br /> {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165}} ====Giovanni Ferrero==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Nostra Signora della Guardia segnalò il tre-alberi ''Pharaon'' che arrivava da Smirne, via Trieste e [[Napoli]].<br />Come al solito, un pilota costiero partì immediatamente dal porto, costeggiò il castello d'If e raggiunse la nave tra il Capo Morgiou e l'isola di Rion. E tosto, come al solito, il belvedere del forte Saint-Jean si riempì di curiosi poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento.<br /> {{NDR|Alessandro Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001}} ====Emilio Franceschini==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre-alberi il ''Faraone'', che veniva da Smirne, Trieste e [[Napoli]].<br /> Com'è d'uso, un pilota {{sic|costiere}} partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion.<br />Contemporaneamente com'è egualmente d'uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l'arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il ''Faraone'', si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un armatore della città.<br /> {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, RCS Libri, 1998}} ===Citazioni=== *[...] in [[politica]] non esistono assassinî. In politica, mio caro, lo sapete quanto me, non ci sono uomini ma idee; non sentimenti ma interessi; in politica non si uccide un uomo: si elimina un ostacolo, ecco tutto. (Noirtier: cap. XII, ''Il padre e il figlio''; 2011) *[...] per l'uomo felice la [[preghiera]] rimane un insieme monotono e privo di senso fino al giorno in cui il dolore viene a spiegare all'infelice questo linguaggio sublime per mezzo del quale si rivolge a Dio. (cap. XV, ''Il nº 34 e il nº 27''; 2011) *Ci vuole la [[Disgrazia|sciagura]] per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; Donzelli, p. 132) *La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica [...]. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; Donzelli, p. 139) *«Non c'è alcuna speranza», rispose Faria, scuotendo la testa, «ma non importa. Dio vuole che l'uomo da lui creato e nel cuore del quale ha profondamente scolpito l'amore della vita, faccia tutto ciò che può per conservare questa esistenza, spesso penosa, ma sempre cara.» (Abate Faria: cap. XIX, p. 211) *{{NDR|Il}} grande lago che chiamano il [[Mediterraneo]] [...]. (cap. XXII, ''I contrabbandieri''; Donzelli, p. 177) *Negli [[affari]] non ci sono amici, solo soci. (Morrel: cap. XXIX) *Questa specie di confettura verde è l'ambrosia che [[Ebe]] serviva alla tavola di [[Giove (divinità)|Giove]]. [...] Siete un uomo positivo, e l'[[oro]] è il vostro idolo? Gustate di questa, e le miniere del [[Perù]], di [[Gizerate]] e di [[Golgonda]] vi saranno aperte. Siete un uomo di immaginazione? Siete [[poeta]]? Gustate di questa, e le barriere del possibile spariranno; vi si apriranno i campi dell'[[infinito]], e passeggerete libero di [[cuore]], di spirito nei domini senza confine dell'ideale. Siete ambizioso? Correte dietro le grandezze della terra? Gustate di questa, e dopo un'ora sarete idealmente, non re di un piccolo regno nascosto in un angolo d'[[Europa]], come la [[Francia]], la [[Spagna]] o l'[[Inghilterra]], ma sarete il Re del mondo. Il vostro [[trono]] sarà eretto sopra le montagne di Satanasso, e senza aver bisogno di fargli omaggio, senza essere costretto a baciarne gli artigli, sarete il sovrano, padrone di tutti i regni della terra. [...] Una certa erba che li trasportava nell'[[Eden]], in mezzo a piante sempre fiorite, a frutti sempre maturi. [...] Questo è [[hashish]], tutto ciò che si fa di meglio e di più puro in hashish ad Alessandria, l'hashish d'Abou Gor, il gran confetturiere, l'uomo al quale si dovrebbe fabbricare un palazzo con questa iscrizione:<br /> AL MERCANTE DELLA FELICITÀ, IL MONDO RICONOSCENTE. (Sindbad il marinaio: cap. XXXI, p. 235) *Se qualcuno avesse fatto morire fra le torture inaudite, in mezzo a tormenti senza fine, vostro padre, vostra madre, la vostra donna, uno di questi esseri, insomma che quando vengono rapiti al nostro cuore lasciano un vuoto eterno e una piaga sempre sanguinosa, vi parrebbe sufficiente la riparazione accordatavi dalla società, sareste soddisfatti solo perché il ferro della ghigliottina è passato fra la base dell'occipite e i muscoli delle spalle dell'uccisore, e perché chi vi ha fatto patire anni di morali sofferente ha provato qualche secondo di dolore fisico? (Conte di Montecristo: cap. XXXV, ''La mazzolata'') *«Ah, il [[duello]]!», esclamò il conte. «Sull'anima mia, risibile modo di raggiungere il proprio scopo, quando lo scopo è la vendetta! Un uomo vi ha rubato la vostra amante, un uomo ha sedotto vostra moglie, un uomo ha disonorato vostra figlia. Di una vita intera, che aveva il diritto di aspettarsi la parte di felicità che Iddio ha promesso a ogni essere umano nel crearlo, egli ha fatto un'esistenza di dolore, di miseria o d'infamia, e voi vi ritenete vendicato perché a quest'uomo, che vi ha gettato il delirio nella mente e la disperazione nel cuore, voi avete sferrato un fendente in petto o piazzato una pallottola in capo? Suvvia, dunque! Senza contare che spesso è costui a uscire trionfante dalla tenzone, mondato agli occhi del mondo e in qualche modo assolto da Dio. No, no – rincarò il conte – se mai dovessi vendicarmi, non è in questo modo che mi vendicherei». (cap. XXXV, ''La mazzolata''; Donzelli, p. 323) *Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la [[società]] che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: XL, ''La colazione''; Donzelli, pp. 388-389) *I rossi sono buoni del tutto, o del tutto cattivi. (Bertuccio: cap. XLIV) *[...] le [[invenzione|invenzioni]] umane progrediscono dal composto al semplice, e il semplice è sempre la perfezione. (Conte di Montecristo: cap. XLVIII, ''Ideologia''; Rizzoli) *Io sono uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, e credo che fino a oggi nessun uomo si sia trovato in una condizione simile alla mia. I regni dei re sono limitati: da montagne, da fiumi, da costumi diversi, da lingue diverse. Il mio regno è grande come il mondo, perché non sono né italiano, né francese, né indù, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere. Dio solo sa quale contrada mi vedrà morire. Adotto tutti i costumi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero, perché parlo il francese con la vostra stessa facilità e purezza? Ebbene, Alì, il mio nubiano, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di nessun paese, non chiedendo protezione a nessun governo, non riconoscendo nessun uomo per mio fratello, non uno solo degli scrupoli che fermano i potenti, non uno solo degli ostacoli che paralizzano i deboli, può fermarmi o paralizzarmi. Ho soltanto due avversari, non dirò due vincitori perché riesco a sottometterli con un po' di tenacia: la distanza e il tempo. Il terzo, e il più terribile, è la mia condizione di uomo mortale. Soltanto questa può fermarmi nel cammino che percorro, e prima che abbia raggiunto il mio obiettivo; tutto il resto, l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, cioè la rovina, l'imprevisto, l'eventualità, li ho tutti previsti; e se qualcosa può colpirmi, niente può abbattermi. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2011) *Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. (cap. LXXXII, ''L'effrazione''; 2011) *«Venite con me, visconte, vi conduco io».<br />«Con piacere».<br />«Allora siamo intesi?».<br />«Sì, ma dove?».<br />«Ve l'ho detto, dove l'aria è pura, dove il rumore assopisce, dove, per quanto orgoglio si nutra, ci si sente umili e ci si ritrova piccoli. Amo un tale svilimento, io che al pari di Augusto vengo definito padrone dell'universo».<br />«Dove andate, insomma?».<br />«Al [[mare]], visconte, al mare». (cap. LXXXV, ''Il viaggio''; Donzelli) *Che cosa è la [[morte]] per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XC) *Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti a diventare misericordiosi, quando la disgrazia del nemico oltrepassa i limiti della loro collera. (cap. LXXXVI) *Certamente, quantunque meno espansiva, la gioia di Montecristo non era meno grande: la [[gioia]], per i cuori che hanno lungamente sofferto, è simile alla rugiada, cuore e terra assorbono la pioggia benefica, e niente appare al di fuori. (cap. XCII, ''Suicidio''; 2010, p. 743) *Non sarei artista se non mi restasse qualche illusione. (Eugénie: cap. XCV) *Siate in guardia: un consiglio è peggio d'un favore. (Conte di Montecristo: cap. XCVI) *È degli spiriti deboli vedere tutte le cose attraverso un velo nero. (Conte di Montecristo: cap. CXII) *Un uomo dell'indole del Conte non poteva fluttuare lungamente in quella malinconia che può far vivere gli spiriti volgari dando loro un'apparente originalità, ma che uccide le anime elevate. (cap. CXIII) *[...] in questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' {{NDR|[[Lettere dai libri|lettera]]}} ([[Edmond Dantès]]: cap. CXVII, ''Il 5 ottobre''; 2011) ===Citazioni su ''Il conte di Montecristo''=== *È forse il più «oppiaceo» dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subito un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla «punizione» da infliggere loro? Edmondo Dantès gli offre il modello, lo «ubbriaca» di esaltazione, sostituisce il credo di una giustizia trascendente in cui non crede più «sistematicamente». ([[Antonio Gramsci]]) *È il romanzo di una vendetta, ma è anche una descrizione impareggiabile del gran mondo parigino. Tutti i suoi nemici hanno fatto carriera, ma Dantès con ogni genere di astuzia riesce a stroncarli uno per uno. Tutti lo ammirano, tutti lo invitano, neppure la sua ex fidanzata, che ha sposato un alto funzionario, lo riconosce. Quando si deciderà a parlare?, ci chiediamo col fiato sospeso.<br />Siamo ben lontani da ''I tre moschettieri'', libro di cappa e spada più celebre e molto più sempliciotto. È Montecristo il vero eroe romantico creato dallo straripante Dumas. È a lui (se ci fosse una giustizia letteraria suprema) che andrebbe appesa la fama di Alexandre Dumas. ([[Carlo Fruttero]]) *Forse Edmond Dantès si sbagliava, e l'unica soluzione era non fidarsi e non sperare. ([[Arturo Pérez-Reverte]]) *''Il Conte di Monte-Cristo'' è una sterminata hilarotragedia, dove il riso e il delitto, il gioco e il Male Assoluto si sfiorano e si intrecciano. Il lieve tocco ironico, lo spirito settecentesco, l'allegretto sono presenti in ogni capitolo. ([[Pietro Citati]]) *– "''Il conte di Montecrisco''".<br />– "Montecristo", deficiente.<br />– Di Alessandro... Dum-azz... Due mazzi...<br />– È francese. Sì, si legge Dumas. Lo sai di che parla? Ti piacerebbe, parla di un'evasione.<br />– Allora va messo nel settore didattico. O sbaglio? (''[[Le ali della libertà]]'') *La prima parte di ''Montecristo'', fino alla scoperta del tesoro, è un pezzo perfetto di racconto a effetto; non c'è mai stato un uomo che abbia partecipato a queste commoventi avventure senza un fremito, eppure Faria è un personaggio di cartapesta e Dantès poco più di un nome. Il seguito non è che il dilungarsi di un errore, cupo, sanguinoso, innaturale e stupido; ma quanto a questi primi capitoli, non credo esista un altro volume nel quale si possa respirare la stessa inconfondibile atmosfera di romanzo. ([[Robert Louis Stevenson]]) *L'architettura del ''Conte di Monte-Cristo'' possiede una meravigliosa precisione ed esattezza. Non saprei dire se il libro sia composto di romanzi diversi, che la facoltà affabulatrice di Dumas fa coabitare: o se moltissimi fili narrativi procedano gli uni accanto agli altri, fino a riunirsi ed esplodere in spettacolosi colpi di scena. Dovunque regna l'enigma: la soluzione dell'enigma viene sospesa e rinviata; ora una pagina ci suggerisce cosa accadrà, ora una voce sotterranea ci fa capire che avverranno cose completamente diverse. Il racconto corre veloce, trascina gli ostacoli, attraversa i tempi e gli spazi, copre immense tele scriveva Sainte-Beuve – «senza stancare mai il pennello di Dumas né il suo lettore». ([[Pietro Citati]]) ==''Il visconte di Bragelonne''== ===[[Incipit]]=== Era circa la metà di maggio dell'anno 1660, alle nove del mattino, quando una piccola cavalcata composta di tre uomini e due paggi, attraverso il ponte della città di Blois, senza fare altra impressione sopra coloro che passeggiavano sulla riva che un primo moto della mano per salutare, ed un altro della lingua per esprimere la seguente idea "Ecco Monsignore che ritorna dalla caccia". Un altro. Però mentre i cavalli salivano l'erta che dal fiume conduce al castello, molti garzoni di bottega si avvicinarono all'ultimo cavallo che portava appesi all'arcione della sella vari uccelli legati per il becco. <br />A quella vista i curiosi manifestarono con una franchezza affatto zotica il loro disprezzo per una preda così magra, e dopo una discussione sullo svantaggio della caccia al volo, ritornarono tutti alle loro occupazioni. <br />Monsignore montava un piccolo cavallo di bel portamento, con una larga sella di velluto rosso di Fiandra. Il cavallo era di color fulvo; la giubba di Monsignore era di color chermisi e soltanto dall'insieme di quel rossastro si poteva distinguere il principe tra i suoi due compagni, l'uno vestito di violetto, l'altro di verde. Quello a sinistra, vestito di violetto, era lo scudiero; quello a dritta, vestito di verde, era il cacciatore. <br />Uno dei paggi portava sopra un bastone due girifalchi, l'altro un corno da caccia nel quale soffiò a venti passi dal castello. <br />A quel segnale, otto guardie che passeggiavano al sole nella corte quadrata corsero a prendere le alabarde, e Monsignore fece il suo solenne ingresso nel castello. <br />Le otto guardie, le quali sapevano che il loro servizio era terminato per tutto il resto della giornata, si coricarono al sole, sopra le panchette di pietra; i palafrenieri scomparvero coi cavalli nelle scuderie, e, meno alcuni uccelli che si spaventavano a vicenda con acute strida tra i ciuffi di viole, si sarebbe detto che tutti dormissero. <br />A un tratto, in mezzo a quel dolce silenzio. ===Citazioni=== *Planchet aprì la finestra, come gli era stato prescritto, e la ventata di tumulto che s'ingolfò nella stanza, grida, stridor di ruote, abbaiamenti e passi, assordò anche d'Artagnan, come aveva desiderato.<br />Bevve, allora, un bicchiere di vino bianco, e incominciò in questi termini:<br />"Planchet, ho un'idea".<br />"Ah, signore, come vi riconosco!", rispose il droghiere, ansante d'emozione. *"D'Artagran, D'Artagnan!", fece Athos, posando la mano sulla spalla del moschettiere, "voi non siete equo."<br />"Ne ho il diritto."<br />"No, perché non conoscete l'avvenire." *"Continuo", disse Luigi XIV. "È vero anche che un uomo solo abbia potuto penetrare fino a Monck, nel suo accampamento, e l'abbia portato via?"<br />"Quell'uomo aveva dieci ausiliari presi tra gente inferiore"<br />"Nessun altro?"<br />"Nessuno."<br />"E si chiama?"<br />"Il signor d'Artagnan, ex luogotenente dei moschettieri di Vostra Maestà"<br />Anna d'Austria arrossì, Mazzarino diventò giallo di vergogna, Luigi XIV si fece cupo e una goccia di sudore cadde dalla sua fronte pallida.<br />"Che uomini!", mormorò. *Destinato a tutta prima al commercio, Colbert era stato commesso presso un mercante di Lione, che aveva poi lasciato per recarsi a Parigi nello studio di un procuratore allo Chatelet, chiamato Biterne. In tal modo, aveva appreso l'arte di preparare un bilancio e l'arte più preziosa d'imbrogliarlo. *Allora, per finirla con quello sguardo da inquisitore che bisogna far abbassare ad ogni costo, come ad ogni costo un generale riduce al silenzio una batteria che lo disturba, Aramis stende la sua bella mano bianca, nella quale riluce l'ametista dell'anello pastorale, fende l'aria col segno della croce e fulmina i sui due amici con la sua benedizione.<br />Forse, distratto dai propri pensieri, empio a sua insaputa, d'Artagnan non si sarebbe affatto inchinato a quella santa benedizione; ma Porthos s'è accorto della distrazione dell'amico, e, appoggiando affettuosamente la sua mano sulla schiena del moschettiere, lo schiaccia verso terra.<br />D'Artagnan si piegò: ci volle poco che non cadesse bocconi. Intanto Aramis è passato. D'Artagnan, come Anteo, non ha fatto che toccare la terra, e si rivolge verso Porthos pronto a litigare. *"Buongiorno, signor d'Artagnan. Parlavamo di Belle-Isle sul Mare", disse Fouquet con quell'arte del mondo e quella scienza dello sguardo che richiedono metà della vita per impararle bene, e a cui certa gente, nonostante tutto il suo studio, non arriva mai. *Aramis, l'abbiamo detto, era ancora alzato. Comodamente avvolto in una veste da camera di velluto, scriveva lettere su lettere, con quella scrittura così fine e così densa che d'una pagina fa un quarto di volume. *Monsieur era troppo gran signore per notare un tal particolare. Non c'è nulla d'efficace come l'idea ben stabilita della propria superiorità per assicurare l'inferiorità dell'uomo che ha una tale opinione di sé. *"Lo so, e ho agito di conseguenza: niente spazio, niente comunicazioni, niente donne, niente gioco, ma, adesso, è d'un patetico che non vi so dire", aggiunse Aramis con uno di quei sorrisi che appartenevano solo a lui, "vedere come i giovani cerchino di divertirsi, e come, di conseguenza, simpatizzino per colui che paga i divertimenti" *Però Dio è tanto buono per gli errori giovanili, tutto quello che è amore, anche amore colpevole, trova così facilmente grazia ai suoi sguardi paterni, che all'uscir dalla messa Luigi, levando gli occhi al cielo, poté vedere, attraverso gli strappi di una nuvola, un angolo del tappeto azzurro che è calpestato dal piede del Signore. *E Porthos si fece severo.<br />"E la botola, signore", disse, "e la botola?"<br />Di Sant-Agnan divenne estremamente pallido. Buttò indietro la sedia in tal modo, che Porthos, con tutta la sua ingenuità, s'accorse che il colpo aveva fatto centro.<br />"La botola", mormorò il conte.<br />"Ebbene, signore, datene una spiegazione, se potete", fece Porthos scuotendo il capo.<br />Di Sant-Agnan abbassò la fronte.<br />"Oh! sono tradito!", mormorò; "si sa tutto!"<br />"Si sa sempre tutto", replicò Porthos, che non sapeva nulla. *"No, è l'impotenza! Abbiamo forse la pretesa di prendere, in tre, la Bastiglia?"<br />"Se ci fosse d'Artagnan", esclamò Porthos, "non dico di no."<br />Raul fu preso d'ammirazione davanti a quella fiducia, eroica tanto era candida. Erano quelli gli uomini famosi che, in tre o quattro, affrontavano eserciti o attaccavano fortezze! Uomini che avevano spaventato la morte e che, sopravvissuti a tutto un secolo ormai in dissoluzione, erano ancora più forti dei più forti giovani del giorno. *Baisemeaux impallidì di fronte a quella fredda sicurezza. Gli parve che la voce di Aramis, così gaia e sorridente poco prima, fosse divenuta funebre e sinistra; che i ceri dei candelabri si fossero cambiati in ceri da cappella sepolcrale; che i bicchieri di vino si fossero trasformati in calici di sangue. *Ad un tratto, il capo del giovane si inchinò. Il suo pensiero ridiscese sulla terra. il suo sguardo si indurì, la fronte gli si coprì di rughe, la bocca assunse una espressione di feroce risolutezza; poi il suo sguardo divenne fisso ancora una volta; ma ora rifletteva la fiamma dei mondani splendori; ora somigliava allo sguardo di Satana sulla montagna, quando passava in rivista i regni e le potenze della terra per sedurre Gesù. *"Colpite, Porthos!", risuonò la voce sepolcrale di Aramis.<br />Porthos mandò un gran sospiro, ma obbedì.<br />La sbarra di ferro calò verticalmente sul capo di Biscarat, che fu ucciso prima ancora di finire il suo grido. Poi la leva formidabile si alzò e si abbassò dieci volte in dieci secondi, e fece dieci cadaveri. *Ed ora cercate in questa tomba ardente, in questo vulcano sotterraneo, cercate le guardie del re dagli abiti azzurri gallonati d'argento.<br />Cercate gli ufficiali splendenti d'oro, cercate le armi su cui essi avevano contato per difendersi, cercate le pietre che li hanno uccisi, cercate il suolo che li sosteneva.<br />Un solo uomo ha fatto di tutto questo un caos più confuso, più informe, più terribile del caos che esisteva un'ora prima che Dio avesse avuto l'idea di creare il mondo. *Per un istante, le braccia di Porthos si piegarono; ma l'ercole riunì tutte le forze, e si videro le due pareti della prigione, in cui era sepolto, aprirsi lentamente fargli largo. Per un attimo, apparve in quella cornice di granito, simile all'angelo antico del caos; ==''La regina Margot''== ===[[Incipit]]=== Il lunedì, diciottesimo giorno del mese di agosto 1572, vi era festa grande al Louvre. Le finestre dell'antico palazzo reale, sempre tanto cupe, erano sfarzosamente illuminate; le piazze e le vie attigue, di solito tanto deserte sin da quando a Saint-Germain-l'Auxerrois erano suonate le nove, erano, benché fosse mezzanotte, affollate di gente. {{NDR|Alessandro Dumas, ''La regina Margot'', BUR Rizzoli, Milano 2017, Traduzione di M. Dazzi}} ===Citazioni=== *{{NDR|su [[Margherita di Valois]]}} La giovane sposa, figlia di Enrico II, era la perla della corona di Francia, Margherita di Valois, che con affettuosa familiarità il re Carlo IX chiamava sempre ''mia sorella Margot''. Certo, accoglienze tanto lusinghiere non erano mai state più meritate di quelle che si facevano in quel momento alla nuova regina di Navarra. Margherita a quel tempo aveva appena vent'anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all'Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Caterina de' Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. I francesi cui apparteneva, erano fieri di vedere sbocciare nella loro terra un così splendido fiore e gli stranieri di passaggio per la Francia ripartivano abbagliati dalla sua bellezza se l'avevan soltanto vista, storditi dalla sua cultura se avevano parlato con lei. Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle donne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un'ora in italiano, in spagnolo, in latino e in greco, l'aveva lasciata dicendo nel suo entusiasmo:<br />«Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte».<br />Così i panegirici non mancarono al re Carlo IX e alla giovane regina di Navarra; si sa quanto gli ugonotti siano fecondi. Inevitabilmente, allusioni al passato e domande per l'avvenire furono accortamente insinuate in mezzo a quegli indirizzi al re; ma a tutte le allusioni egli rispondeva con le sue labbra pallide e il suo sorriso astuto:<br />«Nel dare mia sorella Margot a Enrico di Navarra, io do il mio cuore a tutti i protestanti del regno».<br />La frase rassicurava gli uni e faceva sorridere gli altri poiché aveva in realtà due sensi: uno paterno e del quale in buona coscienza Carlo IX non voleva sovraccaricare il suo pensiero; l'altro ingiurioso per la sposa, per il marito e anche per chi lo pronunciava, poiché ricordava alcuni sordi scandali con i quali la cronaca di Corte aveva già trovato il modo di lordare la veste nuziale di Margherita di Valois. (pp. 26-27) ==''La signora di Monsoreau''== ===[[Incipit]]=== La sera della domenica di carnevale del 1578, nel magnifico palazzo dei Montmoreney, situato quasi in faccia al Louvre, ma sull'altra riva della Senna, si svolgeva una sontuosa festa per celebrare le nozze di Francesco d'Epinay di Saint-Luc, intimo e favorito del re Enrico III, con Giovanna di Cossé-Brissac, figlia del Maresciallo di Francia. ===Citazioni=== *[...] in tempi in cui la canaglia veste come i principi, credo che questi diano prova di buon gusto vestendosi, per distinguersi, come la canaglia. (p. 9) *No, non è il [[anima e corpo|corpo]] che è ammalato. È l'[[anima e corpo|anima]]! Piuttosto che un medico... un confessore. (p. 37) ==''Lo Schiaccianoci''== ===[[Incipit]]=== Vi fu un tempo a [[Norimberga]] un presidente assai famoso, il dottor Silberhaus, nome che in tedesco significa «casa d'argento». Il presidente aveva un figlio e una figlia: Fritz di nove anni, e Maria di sette e mezzo: due bambini simpaticissimi, ma molto diversi per carattere e per aspetto fisico, tanto che era difficile credere, così a prima vista, che potessero essere fratelli. Fritz era grassottello, spaccone e piuttosto birichino: faceva le bizze alla minima contrarietà, convinto come era che tutto fosse stato creato per il suo divertimento e per sottostare ai suoi capricci; e restava di questa opinione finché il dottor Silberhaus, stanco delle sue grida, dei suoi pianti e del suo batter di piedi, usciva dallo studio e, levando il dito all'altezza del sopracciglio aggrottato, si limitava a esclamare: – Signor Fritz!... ===Citazioni=== *[[Norimberga]] è una città della [[Germania]] famosissima per i giocattoli, le bambole e i fantocci che spedisce a casse piene in tutti gli altri paesi del mondo: per questo i bambini di Norimberga sono i più felici della terra, a meno che non succeda a loro come agli abitanti di [[Ostenda]] che le ostriche a ceste piene se le vedono soltanto passare sotto il naso. (p. 11) *''A perpendicolo | ticchetta il [[orologio a pendolo|pendolo]], | avanza e arretra | bello squadron! || L'orologio piano piano | mezzanotte suonerà; | quando arriva la civetta | fugge fugge sua maestà''. (p. 45) *''Sorella, un pezzetto di lardo | per me devi avere riguardo, | anch'io come te son regina | e gusto la buona cucina.'' (p. 50) *''Dal tuo consorte uccisi, senza peccati o torti, | i miei figli e nipoti ormai son tutti morti, | ma guai a te, regina! | ché sul bimbo regale da te tanto aspettato | sul tuo tenero amore ho già deliberato | di far la mia vendetta! | Tuo marito ha fortezze, ha cannoni e soldati, | consiglieri e ministri illustri e illuminati, | e tu hai ciò che chiedi. | La regina dei topi non ha nulla, però | denti aguzzi e potenti la sorte le donò | da usar contro i tuoi eredi!'' (p. 56) ==''Mastro Adamo il calabrese''== ===[[Incipit]]=== Se i nostri lettori provano qualche curiosità per gli episodi, della veridica storia che stiamo per raccontare è necessario che abbiano la compiacenza di seguirci in Calabria dove li abbiamo già condotti due volte, la prima per raccontare loro le avventure di Cherubino e Celestino, la seconda per farli assistere alla morte di Murat. ===Citazioni=== *La [[Calabria]] è una magnifica regione; d'estate ci si arrostisce come a Tambouctou, d'inverno vi si gela come a San Pietroburgo; inoltre non vi si conta punto ad anni, a lustri o a secoli come negli altri paesi, ma a terremoti. (p. 7) *Era un vecchio uomo felice mastro Adamo; una di quelle persone facile a illuminarsi e che si aprono naturalmente alla speranza ed alla gioia come i fiori. *In effetti l'[[posta|ufficio postale]] sembrava una di quelle case miracolose trasportate dagli angeli come il duomo della madonna di Loreto. *Non c'era nessun dubbio sulla decisione. Le urla di: Viva la [[Maria|Madonna]]! Abbasso gli sbirri! risuonarono da ogni lato e le povere guardie, richiamate dai diversi luoghi dove vegliavano da otto giorni con una tenacia ed un coraggio degni di maggior ricompensa, partirono la stessa notte per Monteleone. ==''Pascal Bruno''== ===[[Incipit]]=== Bellini era di Catania. La prima cosa che i suoi occhi, aprendosi, avevano visto, erano state le onde che, dopo aver bagnato le mura di Atene, vengono a spegnersi melodiosamente sulle rive di un'altra Grecia; e l'Etna favolosa e antica, sui cui fianchi vivono ancora, dopo diciotto secoli, la mitologia di Ovidio e i racconti di Virgilio. Ecco perché l'indole di Bellini era tra le più poetiche che si potessero incontrare; e il suo genio, che bisogna apprezzare con il sentimento e non giudicare con la ragione, un canto eterno, dolce e malinconico come un ricordo; un'eco simile a quella che se ne sta assopita nei boschi e sulle montagne, e che sussurra appena fino a quando il grido delle passioni e del dolore non venga a svegliarla. Bellini era l'uomo che faceva al caso mio. Aveva lasciato la Sicilia ancora giovane, e dell'isola nativa gli era rimasta una memoria crescente, dentro la quale custodiva religiosamente, lontano dai luoghi in cui era cresciuto, i ricordi poetici dell'infanzia. ===Citazioni=== * Era un giovane di venticinque ventisei anni che, a prima vista, si pensava dovesse appartenere alla classe del popolo. Portava un cappello calabrese, fasciato da un largo nastro che gli ricadeva ondeggiante sulla spalla; una giacca di velluto con bottoni d'argento; pantaloni della stessa stoffa e con le stesse guarnizioni, stretti alla vita da una fascia di seta rossa con ricami e frange verdi come quelle che si fanno a Messina, a imitazione di quelle lavorate in Oriente. Infine, gambaletti e scarpe di cuoio completavano il costume montanaro, che non mancava di una certa eleganza e che sembrava fatto apposta per mettere in risalto le belle e armoniose forme del corpo di chi lo indossava. Il volto era di una bellezza selvaggia: aveva tratti fortemente marcati propri dell'uomo meridionale, occhi arditi e fieri, capelli e barba neri, naso aquilino e denti perfetti. ==''Vent'anni dopo''== {{vedi anche|Vent'anni dopo}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Garibaldi e Montevideo''=== Al viaggiatore che viene d'Europa su quelle navi che i primi abitanti di quel paese scambiarono per case volanti, prime ad aprirsi allo sguardo, dopo il grido del marinaio in vedetta che annunzia la terra, son due montagne. L'una di mattoni, che è la cattedrale, la chiesa-madre, la ''matriz'', come la si chiama; l'altra poi di massi e verdura, su cui s'innalza un faro, vien detta il ''Cerro''. ===''Robin Hood''=== Era il tramonto di un giorno di primavera dell'anno di grazia 1162, sotto il regno di Enrico II Plantageneto. Due uomini a cavallo percorrevano i sentieri della foresta di Sherwood, nella contea di Nottingham; essi apparivano sfiniti almeno quanto le loro cavalcature.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Storia di uno schiaccianoci''=== ''Norimberga, 2010.''<br /> Da qualche giorno, la piccola Maria, è attratta dalla porta chiusa della soffitta, in casa della nonna. La nonna si chiamava Maria, proprio come lei, come la bisnonna e... Che strano, quasi tutte le donne della famiglia, tranne sua madre e una prozia, si chiamavano Maria.<br /> La porta della soffitta è lì, massiccia, chiusa da una grossa chiave annerita dal tempo. La piccola Maria la guarda, poi, finalmente, la fa girare: tac tac, un rumore secco, come di noci rotte, due giri. Ora appoggia la mano sulla maniglia, che cede facilmente. La porta si sta aprendo, si apre, gira piano sui cardini, senza rumore:<br /> - Vieni, vieni, piccola Maria, ti stavamo aspettando. ==Citazioni su Alexandre Dumas== *I due Dumas hanno capovolto la teoria dell'economia. Il padre è stato il prodigo, e il figlio è stato l'avaro. ([[Jules Renard]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alexandre Dumas, ''Ascanio'', Adriano Salani Editore, Firenze 1930. *Alexandre Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/53485/53485-h/53485-h.htm Garibaldi e Montevideo]'', F. Manini, 1859. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, introduzione di Umberto Eco, Rizzoli, 2010. ISBN 9788817009676 *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035 *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165 *Alexandre Dumas, ''Il visconte di Bragelonne'', Tipografia Editoriale Lucchi, Milano 1964. *Alexandre Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di A. Beltramelli, Mondadori, 2004. *Alessandro Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/60641/60641-h/60641-h.htm I tre moschettieri]'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853. *Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975. *Alexandre Dumas, ''[https://web.archive.org/web/20130603210423/http://ed.espresso.repubblica.it/speciali_web/2013/igrandiromanzi/itremoschettieri.epub I tre moschettieri]'', introduzione e traduzione di Guido Paduano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2013. *Alexandre Dumas, ''La regina Margot'', traduzione di Maria Dazzi, BUR, Milano, 2008. *Alexandre Dumas, ''La signora di Monsoreau'', traduzione di Luigi A. Garrone, Tipografia Editoriale Lucchi, Milano, 1937. *Alexandre Dumas, ''Lo Schiaccianoci'' (''Histoire d'un casse-noisette''), traduzione di Antonio Lugli, EDIPEM, Novara 1974. *Alexandre Dumas, ''Mastro Adamo il calabrese'', traduzione di A. Coltellaro, Pellegrini Editore, 1999. *Alexandre Dumas, ''Pasquale Bruno'' (''Romanzo storico siciliano''), traduzione di C. Rizza, La Zisa Edizioni. ISBN 978-8881280421 *Alexandre Dumas, ''Storia di uno schiaccianoci (liberamente tratta dal racconto di Alexandre Dumas)'', traduzione e cura di Gabriella Messi, Edizioni Angolo Manzoni, 2010. ISBN 9788862040761 *Alexandre Dumas, ''Viaggio in Calabria'', traduzione di Antonio Coltellaro, Rubbettino 1996. ISBN 884981545X ==Filmografia== *''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il conte di Montecristo]]'' (1934) *''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993) *''[[La regina Margot]]'' (1994) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998) *''[[Motecristo (film 2002)|Motecristo]]'' (2002) *''[[Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri|Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri]]'' (2004) ==Voci correlate== *[[Alexandre Dumas (figlio)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|s2=fr:Auteur:Alexandre Dumas|s2_lingua=francese}} ===Opere=== {{Pedia|I tre moschettieri||(1844)}} {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} {{Pedia|La regina Margot (romanzo)|''La regina Margot''|(1845)}} {{Pedia|Vent'anni dopo (romanzo)|''Vent'anni dopo''|(1845)}} {{Pedia|Il visconte di Bragelonne||(1847-1850)}} {{DEFAULTSORT:Dumas (padre), Alexandre}} [[Categoria:Drammaturghi francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] oui9esalx2qm96tmihgfvri9l1qllzx Excalibur 0 2424 1418499 1418236 2026-06-28T07:59:28Z Skekzilla 17056 /* Dialoghi */ 1418499 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Malory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà [[re]]. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più [[Furbizia|furbo]] di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': {{NDR|Fra sé e sé}} Igraine... {{NDR|Rivolgendosi ad Uther}} Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il [[drago]].<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': {{NDR|mostra Excalibur}} L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordine}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! {{NDR|nella distanza, vede il corpo di Artù trasportato nell'isola immortale di Avalon}} ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano. *Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento. *Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti. *Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia de ''La morte di Artù'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali. *I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni. *Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo. *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio. *Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. *Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo. *Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione. ===[[Helen Mirren]]=== *{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici! *Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto. *{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero? ===[[Liam Neeson]]=== *Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa. *È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario. *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] ecivkjdqescnbhb1zsm13vwz8729rit 1418500 1418499 2026-06-28T08:00:11Z Skekzilla 17056 /* Incipit */ 1418500 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Malory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I secoli bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà [[re]]. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più [[Furbizia|furbo]] di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': {{NDR|Fra sé e sé}} Igraine... {{NDR|Rivolgendosi ad Uther}} Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il [[drago]].<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': {{NDR|mostra Excalibur}} L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordine}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! {{NDR|nella distanza, vede il corpo di Artù trasportato nell'isola immortale di Avalon}} ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano. *Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento. *Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti. *Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia de ''La morte di Artù'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali. *I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni. *Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo. *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio. *Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. *Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo. *Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione. ===[[Helen Mirren]]=== *{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici! *Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto. *{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero? ===[[Liam Neeson]]=== *Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa. *È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario. *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 5k5rwxxu5gpa1fl5jhew9obbz4bhncp 1418505 1418500 2026-06-28T08:10:27Z Skekzilla 17056 /* Explicit */ 1418505 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Malory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I secoli bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà [[re]]. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più [[Furbizia|furbo]] di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': {{NDR|Fra sé e sé}} Igraine... {{NDR|Rivolgendosi ad Uther}} Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il [[drago]].<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': {{NDR|mostra Excalibur}} L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordine}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! {{NDR|nella distanza, vede il corpo di Artù trasportato nell'isola immortale di Avalon}} ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano. *Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento. *Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti. *Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia de ''La morte di Artù'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali. *I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni. *Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo. *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio. *Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. *Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo. *Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione. ===[[Helen Mirren]]=== *{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici! *Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto. *{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero? ===[[Liam Neeson]]=== *Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa. *È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario. *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 9z3vxh4w64jbqm3k5yxdc6rfpmof5g9 1418507 1418505 2026-06-28T08:11:01Z Skekzilla 17056 /* Incipit */ 1418507 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Malory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} <div class="center">I secoli bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà [[re]]. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più [[Furbizia|furbo]] di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': {{NDR|Fra sé e sé}} Igraine... {{NDR|Rivolgendosi ad Uther}} Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il [[drago]].<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': {{NDR|mostra Excalibur}} L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordine}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! {{NDR|nella distanza, vede il corpo di Artù trasportato nell'isola immortale di Avalon}} ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano. *Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento. *Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti. *Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia de ''La morte di Artù'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali. *I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni. *Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo. *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio. *Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. *Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo. *Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione. ===[[Helen Mirren]]=== *{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici! *Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto. *{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero? ===[[Liam Neeson]]=== *Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa. *È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario. *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] q2wbi843tljfc9l570p6rc022fkeigz 1418530 1418507 2026-06-28T11:36:45Z Skekzilla 17056 1418530 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Malory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} <div class="center">I secoli bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà [[re]]. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più [[Furbizia|furbo]] di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': {{NDR|Fra sé e sé}} Igraine... {{NDR|Rivolgendosi ad Uther}} Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il [[drago]].<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una [[Tavola Rotonda]] intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. [[Cavalieri della Tavola Rotonda]]! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': {{NDR|mostra Excalibur}} L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordine}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! {{NDR|nella distanza, vede il corpo di Artù trasportato nell'isola immortale di Avalon}} ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano. *Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento. *Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti. *Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia de ''La morte di Artù'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali. *I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni. *Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo. *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio. *Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. *Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo. *Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione. ===[[Helen Mirren]]=== *{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici! *Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto. *{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero? ===[[Liam Neeson]]=== *Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa. *È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario. *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] frlxw6tznu3uiux6ugpk4f2nycl16eg Superbia 0 3542 1418528 1365756 2026-06-28T11:30:15Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ revisione 1418528 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Jheronimus Bosch Table of the Mortal Sins (Superbia).jpg|miniatura|upright=1.2|La Superbia, particolare dalla ''Tavola dei peccati mortali'' di [[Hieronymus Bosch]]]] Citazioni sulla '''superbia'''. ==Citazioni== *A doppia superbia, doppia caduta. ([[Conte Dooku]], ''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'') *Ciò che [[Lucifero]] perdette con la superbia, [[Maria]] lo guadagnò con l'[[umiltà]]; ciò che Eva dannò e perdette con la disobbedienza, Maria lo salvò con l'obbedienza. ([[Louis Marie Grignion de Montfort]]) *E 'l primaio vizîo è Vanagrolia: questo muove l'animo e fallo vizîoso e mal disposto d'una volontà disordinata a volere quello onore che non si conviene. E comettesi questo peccato per [otto] vie, e catuna ha il suo nome per meglio averle a memoria. E quelle sono i vizî che nascono di lei, e sono cosí appellati: Grandigia, Aroganza, [N]on usanza, Ipocresia, Contumacia, Contenzione, Presunzione, Inobbedienzia. ([[Bono Giamboni]]) *''È meglio abbassarsi con gli umili | che spartire la preda con i superbi.'' (''[[Libro dei Proverbi]]'') *Il diavolo fu condannato per superbia e chi monta in superbia si fa simile al diavolo, cadendo di conseguenza nella sua stessa condanna. ([[Francesco Bamonte]]) *''Il superbo non sussisterà; | spalanca come gli inferi le sue fauci | e, come la morte, non si sazia, | attira a sé tutti i popoli, | raduna per sé tutte le genti. || Forse che tutti non lo canzoneranno, | non faranno motteggi per lui?'' (''[[Libro di Abacuc]]'') *In cui parturisce la superbia? solo nel proximo per propria reputazione di sé; unde ne traie dispiacere del proximo suo, reputandosi maggiore di lui, e per questo modo gli fa ingiuria. Se egli ha a tenere stato di signoria, parturisce ingiustizia e crudeltà ed è rivenditore delle carni degli uomini. ([[Caterina da Siena]]) *L'animo umile, prono all'omaggio, liga l'animo superbo; il superbo ama colui dal quale si vede magnificato, a maggior ragione quando chi loda è grande. ([[Giordano Bruno]]) *L'uom superbo si pone sopra gli altri, e crede che gli si debba ogni cosa; gli altri, per lo contrario, lo mettono nell'ultimo grado, né gli concedono nulla. ([[Confucio]]) *La gente è superba soltanto quando ha qualcosa da perdere, e umile quando ha qualcosa da guadagnare. ([[Henry James]]) *La superbia andò a cavallo e tornò in yacht. ([[Marcello Marchesi]]) *La superbia è il cavallo dei ricchi: la povera gente è fin troppo onore quando va a piedi. ([[Emilio De Marchi]]) *La superbia è il più frequentemente punito e il più difficilmente sanabile di tutti i vizi. ([[Nicolò Tommaseo]]) *La superbia è l'unica dote apocalittica che forse giova. ([[Irene Papas]]) *La superbia non è altro che non istimar altrui. ([[Giovanni Della Casa]]) *La superbia: peccato dei grandi, virtù dei poveri. (''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'') *La superbia scava abissi di odio tra i sottomessi e i soprastanti, continuamente pungolati, quest'ultimi, dall'insana smania di eccellere. ([[Cesare Marchi]]) *La tua tristezza — se non la respingi — ben potrebbe essere l'involucro della tua superbia. —Ti credevi forse perfetto e impeccabile? ([[Josemaría Escrivá de Balaguer]]) *Nessun uomo è superiore a un altro essere umano per alcuna ragione al mondo. Bisognerebbe insomma "smontare" questo complesso di superiorità. ([[Giuseppe De Rita]]) *Non mi sento responsabile d'essere migliore degli altri. Ciò che non sopporto è di provare piacere nel dimostrarlo. ([[Fabrizio De André]]) *''Or superbite, e via col viso altero, | figliuoli d'Eva, e non chinate il volto | sì che veggiate il vostro mal sentero!'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'') *Tucti e' vizi sonno conditi dalla superbia, sì come le virtù sonno condite e ricevono vita dalla [[carità]]. ([[Caterina da Siena]]) ===''[[Siracide]]''=== *''Chi maneggia la pece si sporca, | chi frequenta il superbo diviene simile a lui.'' *''Odiosa al Signore e agli uomini è la superbia, | all'uno e agli altri è in abominio l'ingiustizia.'' *''Per la misera condizione del superbo non c'è rimedio, | perché in lui è radicata la pianta del male.'' *''Principio della superbia umana è allontanarsi dal Signore, | tenere il proprio cuore lontano da chi l'ha creato. | Principio della superbia infatti è il peccato; | chi vi si abbandona diffonde intorno a sé l'abominio. | Per questo il Signore rende incredibili i suoi castighi | e lo flagella sino a finirlo.'' ==Proverbi== *'A superbia partìu ncavaddhu e tornau a peda. ([[proverbi calabresi|calabrese]]) ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *Chi porta il naso troppo alto, facilmente inciampa. *Chi vuol uccidere la superbia, la disprezzi. *Dio è nemico dei superbi. *La gente superba si specchia nella propria ombra. *La superbia andò a cavallo e tornò a piedi. *La superbia convertì gli angeli in demoni. *La superbia crede che il suo fumo sia più risplendente del [[fuoco]] altrui. *La superbia digiuna con l'abbondanza, pranza con la povertà e cena con l'infamia. *La superbia è la figlia dell'ignoranza e madre della mala creanza. *La superbia è la madre dell'ignoranza. *La superbia insozza ogni virtù. *La superbia mette in mostra l'ignoranza. *La superbia moltiplica i nostri nemici e mette in fuga i nostri amici. *La superbia non ama nessuno e non è amata da nessuno. *La superbia si fiacca il collo. *La superbia va davanti e la vergogna dietro. *La troppa umiltà vien dalla superbia. *Non sia superbo chi il suo albero vede fiorire. *Non v'è superbia alla superbia uguale, d'uomo basso e vile che in alto stato sale. *Quando la superbia galoppa, la vergogna siede in groppa. *Quando la superbia ha una figlia, si chiama compassione. *Quando la superbia sale, l'amicizia scende. *Quando spunta la superbia, tramonta la felicità. *Quando va troppo ben, la superbia salta in piè. *Se la superbia fosse arte, quanti dottori avremmo! *Superbia e pazzia sono sempre in compagnia. *Superbia senza avere, male via vuol tenere. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== {{div col}} *[[Altezzosità]] *[[Amor proprio]] *[[Arroganza]] *[[Ego]] *[[Orgoglio]] *[[Vanagloria]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|wikt|preposizione=sulla}} {{Vizi capitali}} [[Categoria:Iconografia]] [[Categoria:Vizi capitali]] mqc9y1383huix66rqww62tddzkdinb8 Margaret Mead 0 4349 1418521 1379780 2026-06-28T10:21:49Z Spinoziano 2297 wlink 1418521 wikitext text/x-wiki [[File:Margaret Mead NYWTS.jpg|thumb|Margaret Mead]] '''Margaret Mead''' (1901 – 1978), antropologa statunitense. ==Citazioni di Margaret Mead== *I nomi di luoghi e di popoli assumono per ognuno di noi significati diversi a seconda del tempo e delle circostanze in cui li abbiamo sentiti per la prima volta, della conoscenza più o meno diretta che ne abbiamo e a seconda di chi siamo noi stessi. Da tempo immemorabile l'Africa è stata sempre considerata il continente misterioso. Per i popoli mediterranei l'interno dell'[[Africa Occidentale]], per duemila anni, volle dire oro e così in seguito anche per gli Europei: oro che veniva portato al nord attraverso il deserto del Sahara per essere venduto. Alla fine del Quattrocento gli Europei si spinsero navigando lungo la costa occidentale dell'Africa e, dopo averne aggirato la grossa prominenza, sbarcarono alla ricerca delle popolazioni che avevano l'oro. Uno dei luoghi dove approdarono, una sottile striscia di terra piatta ai bordi della fitta foresta tropicale, prese il nome di Costa d'Oro.<ref>Da ''Gli Ascianti dell'Africa Occidentale'', in ''Popoli e paesi'', p. 103.</ref> *In ogni società, o quasi, i nonconformisti sono di qualità probabilmente uguale e non migliore dei conformisti.<ref>Da ''Redbook'', gennaio 1961. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *La natura umana è incredibilmente malleabile, tale da adattarsi accuratamente, con aspetti contrastanti, a condizioni culturali in contrasto. :''Human nature is almost unbelievably malleable, responding accurately and contrastingly to contrasting cultural conditions''.<ref>{{en}} Da ''Sex and Temperament in Three Primitive Societies'', 1935, p. 191.</ref> *Le donne vogliono uomini mediocri e gli uomini fanno di tutto per essere mediocri quanto basta.<ref>Citato in Laura Bolgeri, ''Le donne hanno detto'', Rizzoli, Milano, 1990, p. 262. ISBN 9788817840255</ref> :''Women want mediocre men, and men are working hard to be as mediocre as possible''.<ref>In ''Quote magazine'', 15 giugno 1958.</ref> *Maiali, mucche, galline e persone si contendono i [[cereali]].<ref>Citato in [[Will Tuttle]], ''Cibo per la pace'', traduzione di Marta Mariotto, Sonda, Casale Monferrato, 2014, p. 189. ISBN 978-88-7106-742-1</ref> ===Attribuite=== *Non dubitate che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti possa cambiare il mondo. In realtà è l'unico modo in cui è sempre successo. :''Never doubt that a small group of thoughtful, committed citizens can change the world. Indeed, it is the only thing that ever has''. ::Attribuita a Mead da Frank G. Sommers e Tana Dineen, ''Curing Nuclear Madness'', 1984, p. 158, ed in ''And I Quote: The Definitive Collection of Quotes, Sayings, and Jokes for the Contemporary Speechmaker'', a cura di Ashton Applewhite, Tripp Evans ed Andrew Frothingham, 1992. Non si conoscono fonti contemporanee. Ralph Keyes, nell'introduzione a ''The Quote Verifier'', 2006, p. xvi, ne parla come un esempio di situazione in cui fonti secondarie si citano a vicenda ma nessuno conosce la fonte originale. ==''Maschio e femmima''== *Educhiamo i nostri ragazzi a essere liberi e spontanei, in dimestichezza con le ragazze, e li abituiamo ad avanzare pretese verso di esse. Effettivamente poniamo la nostra gioventù in una situazione virtualmente intollerabile, offrendole ogni occasione di seguire una condotta considerata socialmente riprovevole, e punita, quando ci troviamo di fronte a essa, non si dà importanza alla verginità, ma sussiste la proibizione assoluta alla gravidanza. La civiltà americana ha cercato di risolvere questa strana situazione con il «[[petting]]». Il petting è la soluzione del problema: ma il petting ha a sua volta conseguenze emotive, richiede dal maschio e dalla femmina un particolare tipo di adattamento. (pp. 261-262) *La prima regola del petting è il completo controllo della propria condotta; un impulso travolgente, un desiderio realizzato di possesso completo o di completo abbandono, e il gioco è perso, e perso ignobilmente. Questo gioco pericoloso, tanto simile a una corsa in discesa sugli sci, pur non potendo mai essere considerato come tale, sfida tutto il controllo della ragazza. Il ragazzo è tenuto a chiedere il massimo, la ragazza a concedere il minimo. (p. 262) *Se l'attrazione fisica è forte durante il petting il giovane si aspetta che la ragazza lo trattenga; la ragazza si aspetta che il giovane le permetta di trattenerlo. Da questo gioco, che dura a lungo, talvolta per una decina d'anni prima del matrimonio, dipende il quadro futuro della vita coniugale americana, in cui spetta alla moglie determinare il tipo delle relazioni sessuali coniugali. Dall'abitudine al petting deriva l'incapacità di molte donne americane ad avere rapporti sessuali completi. È proprio questa incapacità che gli stranieri trovano così sconcertante e avvilente, che si associa all'uso dell'alcool per diminuire l'autocontrollo e che spiega le leggende dell'amante irresistibile e inconquistabile. (p. 262) *Noi siamo anzitutto esseri umani, e mentre l'orgoglio di appartenere al proprio sesso supera ben presto il sentimento di razza, al punto che ragazzi di una razza che si considera superiore preferirebbero essere maschi di una razza «inferiore» piuttosto che femmine della propria, nessuno sceglierebbe allo stesso modo di non appartenere all'umanità.<ref>Da ''Maschio e femmina'', traduzione di Maria Luisa Epifani e Roberto Bosi, il Saggiatore, Milano, 2016. ISBN 9788865765036</ref> ==''Popoli e paesi''== ===[[Incipit]]=== Ovunque si incontrino esseri umani, si incontra anche l'umana curiosità per gli altri: gli "altri" che vivono al di là del monte, nella valle vicina, dall'altra parte dell'isola. Anche i più sprovveduti selvaggi delle montagne della [[Nuova Guinea]], o delle foreste del [[America meridionale|Sud America]], {{sic|sanno l'esistenza}} di "altri" diversi da loro, di gente che ha un altro aspetto, cammina in un altro modo e parla un'altra lingua. Se li possono avvicinare senza correre rischi, trovano che questi altri hanno persino odore diverso perché mangiano cibi diversi e usano sostanze diverse per la pelle e i capelli. Questi piccoli raggruppamenti umani, che vivono in un loro mondo ristretto, come devono aver vissuto un tempo gli uomini delle origini, cioè i nostri remoti antenati, conoscono gli altri sotto nomi particolari, mentre molto spesso chiamano se stessi semplicemente "gli uomini". ===Citazioni=== *Gli [[Aztechi]] avevano una specie di scrittura figurativa, gli [[Incas]] non ne avevano nessuna. Però gli Incas avevano inventato un sistema per scrivere i numeri e per inviare messaggi nelle parti più lontane dell'impero servendosi di corde intrecciate in complicatissimi nodi, detti ''[[quipu]]'', per mezzo dei quali il messaggero poteva rinfrescarsi la memoria. (p. 22) *Nello Yucatan, i [[Maya]] più antichi – dai quali gli Aztechi avevano derivato l'idea della loro scrittura – avevano scoperto il concetto di zero (ignorato invece dai Greci e dai Romani) e per mezzo della matematica e dell'astronomia, da loro elaborate, avevano inventato un calendario così complesso che potevano pensare a cicli di 144.000 giorni. (pp. 22-23) *Vi sono molte cose interessanti da sapere sugli [[Eschimesi]]: come costruiscono le loro case di neve, come si vestono, come viaggiano con le mute di cani feroci e come vanno a caccia sul mare in [[Kayak|caiàk]], la piccola canoa di pelle nella quale il corpo di un uomo entra come un turacciolo nel collo della bottiglia. (p. 66) *Un uomo e sua moglie, o le sue mogli, costituiscono un insieme autosufficiente, dove ognuno è necessario all'altro. L'uomo costruisce l'ossatura di legno del caiàk da caccia, ma è la donna che ne prepara l'involucro di pelle. (p. 68) *Benché non si sappia ancora esattamente da dove provengano gli Eschimesi, né quando il primo Eschimese sia arrivato in [[Alaska|Alasca]], essi vivono nell'Artico da almeno duecento anni e forse molto di più. Il nome ch'essi si danno è "[[Inuit]]" che significa semplicemente "uomini". Il nome "eschimese", che deriva da una parola indiana (Weyaskimowok) e vuol dire "mangiatori di carne cruda", è stato dato loro da Europei. (p. 69) *La stessa importanza che ha la slitta d'inverno, ha il caiàk d'estate, poiché serve per andare a caccia sulle acque aperte. Oltre a questa imbarcazione leggera e veloce, gli Eschimesi usano una larga barca con ossatura di legno ricoperta di pelle, nella quale possono remare o veleggiare. Questo è l'[[umiak|umiàk]] o barca delle donne, così chiamata perché quando un'intera famiglia viaggia con tutti i suoi beni, sono le donne che remano. Tuttavia la stessa barca, con equipaggio maschile, viene usata per la caccia alla balena. (p. 75) *{{NDR|Sugli Indiani delle praterie}} Questi Indiani vivevano in alte tende di pelle, i ''[[Tipì|tepee]]'', che si potevano montare e smontare a volontà. (p. 85) *A differenza dei [[Piedi Neri|Piedi-Neri]], i [[Cheyenne]] avevano dei veri capi che sedevano in un consiglio di quarantaquattro anziani e pensavano a tutta la tribù. Ogni dieci anni il consiglio si rinnovava e ogni capo sceglieva il suo successore; non poteva succedere a se stesso, però poteva essere scelto e prendere il posto di un altro. (p. 99) *Al pari di tutti gli altri Indiani delle praterie i Cheyenne consideravano la guerra l'attività adatta a un uomo coraggioso, però sceglievano i loro capi fra uomini posati e tranquilli, estremamente controllati e non facili all'ira. Una volta divenuto capo, un uomo non poteva più andare in guerra, né essere ufficiale in una società militare. I capi servivano da pacieri e si prendevano cura delle vedove, degli orfani, dei vecchi e dei poveri. Le loro responsabilità erano così grandi che taluno a volte si rifiutava di diventare capo. (p. 99) *I ragazzi Cheyenne non entravano a gruppi nelle società degli adulti, ma ogni singolo riceveva l'invito a divenire membro di una società, e restava sempre in quella a meno che ne fosse espulso per condotta sconveniente. Le ragazze Cheyenne invece – che, come i ragazzi Piedi-Neri rimanevano nel loro clan per tutta la vita, avevano una società nella quale potevano avanzare di grado: una società di ricamatrici in setole di porcospino. Nella sezione più bassa di tutte stavano le ragazze che ricamavano mocassini; venivano poi le ricamatrici di culle; quelle che facevano le stelle per decorare le tende; le ricamatrici di abiti di pelle di bisonte e infine quelle che decoravano il rivestimento interno delle tende e i cuscini. (pp. 100-101) *{{NDR|Sui Cheyenne}} La vita della tribù era imperniata su due grandi oggetti sacri, le Sacre Frecce e il Sacro Berretto. I custodi di questi oggetti ereditavano l'incarico di custodirli e i loro ''tepee'' erano come chiese in cui tutti, anche i bambini più piccoli, dovevano comportarsi con reverenza. (p. 101) *Fra i Cheyenne anche la [[danza del sole]] era una cerimonia di rinnovamento. La eseguiva un uomo o una donna per voto fatto in un momento difficile. Questi, e coloro che l'avevano eseguita in precedenza, erano chiamati "riproduttori" o "moltiplicatori". Con questa danza si aiutava la terra a produrre, animali e uomini a moltiplicarsi, e la vita della tribù si rinnovava. (p. 102) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Margaret Mead, ''Maschio e femmima'', traduzione di Maria Luisa Epifani e Roberto Bosi, Mondadori, Milano, 1991. ISBN 88-04-342073-0 *Margaret Mead, ''Popoli e paesi'', traduzione di Giannantonio De Tomi, illustrazioni di W. T. Mars e Jan Fairservis, Feltrinelli, Milano, 1988. ISBN 88-07-81045-X ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Mead, Margaret}} [[Categoria:Antropologi statunitensi]] n6hxut9enn2dgacda6llteklxxq1zoh Template:SelezioneNuove 10 4465 1418438 1418306 2026-06-27T16:11:38Z Gaux 18878 Giovanni Federzoni 1418438 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Comme sta? Eh? {{NDR|vedendo che Saverio, con espressione torva, non accenna parola prova a cambiare discorso e parla dei capelli specchiandosi nello specchietto retrovisore}} Ma guarda, chisto comme m'ha cumbinato 'sti capille. È stato capace e me... e m' 'e ruvinà a mme. Hê visto o no? Ccà, guarda ccà... m'ha lasciato sta ciocca... Mo c'aggi' 'a turna', m'aggi' 'a fa taglia' n'ata vota... negato. Cioè isso pe na sola cosa va bbuono, p' 'o shampoo... 'O shampoo è bravo, 'o fa bbuono, va veloce... Sulo a taglià, nun saccio chi 'nc'ha miso 'e fforbice 'mmano. {{NDR|l'auto intanto si è fermata ad un casello}}<br>'''Saverio''': Imbecille, guarda. Ridurre una persona così nel fiore dell'età. Una ragazza d'oro. L'avrebbe messo in un piedistallo quel cretino. Veniva in casa "piacere Alfredo"... "piacere"... sei anni. Sei anni c'è stata, oh. Guarda che sei anni son sei anni, non son mica sei mesi. Sparito! Chi l'ha visto l'ha visto; l'ha ridotta a uno straccio, povera ragazza. ==Frasi== *Bisogna esercitarsi, bisogna provare e provare e provare, provare, provare, provare, provare, provare... e poi ci si riesce bene. Si lancia e si riprende, anche due, tre volte. ('''Pia''') *Chi siete? [...] Cosa portate? [...] Sì, ma quanti siete? [...] Un [[fiorino]]! ('''Doganiere''') *Frittole, estate quasi 1500.<br/>Santissimo [[Savonarola]], quanto ci piaci a noi due! Scusa le volgarità eventuali. Santissimo, potresti lasciar vivere Vitellozzo, se puoi? Eh? Savonarola, e che è? Oh! Diamoci una calmata, eh! Oh! E che è? Qua pare che ogni cosa, ogni cosa uno non si può muovere che, questo e quello, pure per te! Oh! Noi siamo due personcine perbene, che non farebbero male nemmeno a una mosca, figuriamoci a un santone come te. Anzi, varrai più di una mosca, no?<br/>Noi ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto. Scusa per il paragone tra la mosca e il frate, non volevamo minimamente offendere.<br/>I tuoi peccatori di prima, con la faccia dove sappiamo, sempre zitti, sotto. {{NDR|testo della celebre [[Lettere dai film|lettera]] al Savonarola}} ==Dialoghi== *'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/> '''Mario''': Come? <br/>'''Predicatore''': Ricordati... che devi morire! <br/> '''Mario''': Va bene... <br/>'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/>'''Mario''': Sì, sì... no... mo' me lo segno... *'''Vitellozzo''': "Con lo sguardo", falle capire che hai capito. {{NDR|allude al gioco di sguardi tra Mario e Pia, in chiesa, dando suggerimenti a Mario che è timido}}<br/> '''Mario''' {{NDR|non appena incrocia lo sguardo di Pia}}: Sì sì, ho capito. *'''Saverio''': Parisina, mi è venuta un'idea, forse, per liberare Vitellozzo.<br/>'''Parisina''': Grazie Mario!<br/>'''Saverio''': No! Che grazie Mario! Dicevo, stanotte, a me è venuta un'idea, forse, per liberare Vitellozzo!<br/>'''Parisina''': Grazie Mario! *'''Saverio''': Che se dice a Ugualos? {{NDR|Parlando in simil-spagnolo}}<br/>'''Mario''': {{NDR|a mezza voce}} sì tutt' scem'... Nient'... se dice... Olé! *{{NDR|Al passaggio a livello}}<br>'''Saverio''': Casellante! quanti ne passa?<br/>'''Casellante''': Hai voglia quanti ne passa qui, tanti!<br/>'''Saverio''': Casellante! Ma tanti quanti?<br/>'''Casellante''': Cinque, sei, sette... di più... c'è lo smistamento!<br/>'''Saverio''': C'è lo smistamento!<br/>'''Mario''': Che è lo smistamento?<br/>'''Saverio''': Che ne so che è lo smistamento... Mettono un imbecille al servizio del pubblico! *'''Saverio''': Dobbiamo far capire di essere due scienziati, dobbiamo dire cose intelligenti... Capito? Andiamo...<br/>'''Mario''' {{NDR|non appena i due incrociano Leonardo}}: Ma nove per nove farà ottantuno? *{{NDR|Vitellozzo riporta il fratello morto a casa}}<br>'''Parisina''': Remigio!<br /> '''Vitellozzo''': Sì mamma, è morto...<br /> '''Parisina''': Come è morto? Come Ludovico?<br /> '''Vitellozzo''': No Ludovico qui, come Filippo!<br /> '''Parisina''': Qui?<br /> '''Vitellozzo''': Eh, come Filippo! Comunque mamma, ci penso io, non ti preoccupare, bisogna reagire!<br /> '''Parisina''': E tu come finirai? Come Ludovico o come Remigio?<br /> '''Vitellozzo''': Ho detto basta mamma, bisogna reagire! Se finirò, finirò come i' babbo!<br /> '''Parisina''': Qui?<br /> '''Vitellozzo''': Eh comme i' babbo! Comunque vai a letto; se vorranno prendermi dovranno prendermi alle spalle... bisogna reagire. *'''Mario''': Allora proviamo: la regola di prima, fai attenzione... Pigli quaranta carte... tattà tattà tattà mischi... metti qua, alzi.<br />'''Leonardo''': Alzo per non imbrogliare.<br />'''Mario''': Bravo, esatto, per non imbrogliare che ho alzato... tre carte a te, tre carte a me. Per terra, attenzione Leonardo, guarda, nun mme fa'... per terra ci stanno sette bello, asso di danari, otto ‘e spade. Tu in mano tieni otto' e bastoni. Che pigli?<br />'''Leonardo''': Sette bello e asso di danari.<br />'''Mario''': Bravo, sette bello e asso... allora vidi che non hai capito niente e dici sisi ho capito. Sta otto per terra e non puoi piglia' sette e uno otto, devi piglia' per forza l'otto.<br />'''Leonardo''': Ma perché?<br />'''Mario''': Mamma mia, ma perché, è na regola, è a regola d'o gioco, che dice proprio così non si può piglia'.<br />'''Saverio''': Mario, andiamo dai.<br />'''Mario''': Mamma mia, ma nemmeno a scopa...<br />'''Saverio''': Lo so, non è colpa nostra. Arrivederci, maestro, grazie. Andiamo.<br />'''Mario''': Arrivederci, maestro, però... mamma mia d’o carmine, eh. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] g27q7hwh7q8qstmgbdbgoauvl33hmv8 Mamma, ho perso l'aereo 0 7191 1418474 1398027 2026-06-27T22:53:05Z ~2026-36976-65 107629 /* Dialoghi */ Errore di battitura 1418474 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Mamma, ho perso l'aereo |titolooriginale=Home Alone |immagine= |dimensioneimmagine= 200 |didascalia=La casa in cui è stato girato il film |paese=USA |anno=1990 |genere=commedia |regista=[[Chris Columbus]] |sceneggiatore=[[John Hughes]] |attori = *[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister *[[Joe Pesci]]: Harry Lime *[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants *[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister *[[Roberts Blossom]]: vecchio Marley *[[John Heard]]: Peter McCallister *[[John Candy]]: Gus Polinski *[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister *[[Angela Goethals]]: Linnie McCallister *[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister *[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister *[[Gerry Bamman]]: zio Frank McCallister *[[Terrie Snell]]: zia Leslie McCallister *[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister *[[Kristin Minter]]: Heather McCallister *[[Dan Charles Zukoski]]: fattorino delle pizze *[[Bill Erwin]]: Ed *[[Larry Hankin]]: sergente Larry Balzak *[[Alan Wilder (attore)|Alan Wilder]]: impiegato aeroporto di Scranton *[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister *[[Jeffrey Wiseman]]: Mitch Murphy *[[Hope Davis]]: impiegata aeroporto di Parigi *[[Ann Whitney]]: commessa *[[Jim Ortlieb]]: Herb il commesso *[[Ray Toler]]: zio Rob McCallister *[[Virginia Smith]]: zia Georgette McCallister *[[Ken Hudson Campbell]]: Babbo Natale *[[Sandra Macat]]: elfo *[[Diana Rein]]: Sondra McCallister *[[Senta Moses]]: Tracy McCallister *[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister *[[Matt Doherty (attore)|Matt Doherty]]: Steffan McCallister *[[Ralph Foody]]: gangster Johnny (TV) *[[Michael Guido]]: gangster Cobra (TV) |doppiatoriitaliani = *[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister *[[Saverio Moriones]]: Harry Lime *[[Mino Caprio]]: Marv Merchants *[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister *[[Nando Gazzolo]]: vecchio Marley *[[Carlo Valli]]: Peter McCallister *[[Paolo Buglioni]]: Gus Polinski *[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister *[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister *[[Armando Bandini]]: zio Frank McCallister *[[Lorenza Biella]]: zia Leslie McCallister *[[Mario Milita]]: Ed *[[Stefano Mondini]]: sergente Larry Balzak / Babbo Natale *[[Simone Crisari]]: Mitch Murphy *[[Renato Cortesi]]: gangster Johnny / Cobra (TV) |note= }} '''''Mamma, ho perso l'aereo''''', film statunitense del 1990 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]]. {{tagline|Una commedia per la famiglia, senza la famiglia.}} ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Rivolto a Kevin}} Tu sei quello che i francesi chiamano "les incompétents". ('''Linnie McCallister''') *Voglio vivere da solo! ('''Kevin McCallister''') *Mamma, anche [[Babbo Natale]] deve passare la dogana? ('''Brooke McCallister''') *Fuller, vacci piano con la Pepsi, tesoro! ('''Zia Leslie''') *{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Guarda che cos'hai fatto, piccolo delinquente! ('''Zio Frank''') *{{NDR|A Kate, travestito da poliziotto}} Non si preoccupi per la sua casa, è in buone mani! ('''Harry Lime''') *Non voglio dormire con Fuller! Se beve qualcosa fa la pipì a letto! Mi piscerà addosso, lo so! ('''Kevin McCallister''') *Buon viaggio! Portatemi qualcosa dalla Francia! ('''Mitch Murphy''') *C'è nessuno? Mamma? Papà? Mamma? Papà? Ma dove siete? Buzz? Buzz? Buzz? Megan? Ehi! Megan? Rod? Zio Frank? Zio Frank, è uno scherzo, vero? Megan? Linnie? È uno scherzo, vero? ('''Kevin McCallister''') *Le macchine sono ancora qui! Quindi non sono partiti! ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, ti darò in pasto alla mia tarantola! ('''Buzz McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, sei un disastro della Natura! ('''Jeff McCallister''') *Ho fatto bene a far sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Dopo aver letto ''Playboy''}} Tutte quelle donne nude... che schifo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare Buzz}} Buzz, sto frugando fra le tue cose, mi senti? Vieni fuori e picchiami! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Guardando la foto della fidanzata del fratello}} Buzz, la tua ragazza! Che brutta! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare i genitori}} Ehi, sto mangiando schifezze e guardo un film da grandi, venite a impedirmelo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Al telefono dell'aeroporto dopo essersene impossessata con la forza mentre una signora stava telefonando}} Hello? Hello? Metta giù, richiamerà! ('''Kate McCallister''') *No, è ridicolo. Solo i vigliacchi si nascondono sotto il letto, e io non sono un vigliacco... sono l'uomo di casa. ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto la doccia e mi sono passato il [[sapone]] dappertutto. Proprio dappertutto: davanti, didietro, fra le dita dei piedi, anche nell'ombelico! Tutte cose che non ho mai fatto volentieri. Mi sono lavato i capelli con uno shampoo per adulti e ho usato un balsamo che li fa risplendere. Non ho trovato lo spazzolino da denti, ma ne comprerò uno più tardi. A parte questo mi sento in forma. {{NDR|anziché usare il deodorante, si mette il dopobarba, che gli brucia il viso e si mette a urlare di dolore}} ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|A Kevin, che ha quasi investito con il furgone}} Babbo Natale non porta doni al cimitero! ('''Marv Merchants''') *Se è necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! ('''Kate McCallister''') *Anche a costo di vendermi l'anima al diavolo in persona io arriverò a casa da mio figlio! ('''Kate McCallister''') *Per la miseria! Non hanno più ritegno! Fare la multa a Babbo Natale la sera della vigilia! E alla [[Befana]] che faranno, le sequestrano la scopa? ('''Uomo travestito da Babbo Natale''') :''How low! Giving Kriss Kringle a parking ticket on Christmas Eve! What's next, rabies shots for the Easter Bunny?'' *Questa è la mia casa... devo difenderla! ('''Kevin McCallister''') *[[Benedizioni dai film|Benedici]] questo piatto di [[maccheroni]] al formaggio cotti al microonde e benedici quelli che me li hanno venduti. Amen. ('''Kevin McCallister''') *Hai paura, Marv? Hai paura? Coraggio, scavalca! ('''Harry Lime''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Kevin McCallister''': Mamma, lo zio Frank non mi fa vedere il film alla TV! Però agli altri sì... perché a me no?<br> '''Kate McCallister''': Kevin, sono al telefono! {{NDR|All'interlocutore}} Quando tornate? Ah, così presto?<br> '''Kevin McCallister''': Non è nemmeno vietato ai minori! Per me quello è scemo!<br> '''Kate McCallister''' {{NDR|mentre sta parlando al telefono}}: Kevin, se lo zio Frank ha detto di no... deve essere proprio brutto! *'''Kevin McCallister''': Io non la so fare una valigia, Jeff. Non l'ho mai fatta in tutta la mia vita!<br>'''Jeff McCallister''': Zuccone!<br>'''Kevin McCallister''': È quello che ha detto Megan!<br>'''Megan McCallister''': Cosa ho detto io?<br>'''Jeff McCallister''': Che è uno zuccone!<br>'''Megan McCallister''': Certo, stava piagnucolando per la valigia! Che dovevo fare, stringergli la mano e dirgli "congratulazioni, sei un idiota!"? *'''Kevin McCallister''': Sai che ci devo mettere? {{NDR|Nella valigia}}<br>'''Jeff McCallister''': Te l'ha gia detto Buzz, faccia da culo! Un vaso da notte! *'''Kevin McCallister''': Buzz...<br>'''Buzz McCallister''': Non si usa bussare, moccioso!?<br>'''Kevin McCallister''': Posso dormire in camera tua, non voglio dormire sul divano con Fuller, se beve qualcosa fa la pipì a letto.<br>'''Buzz McCallister''': Non ti farei dormire in camera mia, nemmeno se mi stessi incollato al culo! *{{NDR|Kevin, Buzz e Rod guardano dalla finestra il vecchio Marley spargere il sale sui marciapiedi}}<br>'''Buzz McCallister''': Non avete mai sentito parlare dell'assassino della pala di South Bend?<br>'''Rod McCallister''': No.<br>'''Buzz McCallister''': È lui. Nel 1958 ha ucciso tutta la famiglia e la metà dei suoi vicini di casa con una pala da neve. Da allora si nasconde nel nostro quartiere.<br>'''Rod McCallister''': Ma se è l'assassino della pala, perché non lo arrestano?<br>'''Buzz McCallister''': Non hanno prove sufficienti. Non hanno mai trovato i corpi. Tutti qui intorno sanno che è stato lui. Adesso è solo questione di tempo, ucciderà ancora.<br>'''Rod McCallister''': Cosa fa adesso?<br>'''Buzz McCallister''': Va su e giù per le strade tutta la notte a spargere sale sui marciapiedi.<br>'''Rod McCallister''': Forse sta solo cercando di redimersi.<br>'''Buzz McCallister''': Non è così. Vedi quel bidone pieno di sale? È lì che mette le sue vittime. Il sale intacca i cadaveri e li trasforma in mummie!<br>'''Kevin McCallister''' {{NDR|terrorizzato}}: Mummie?! *'''Kevin McCallister''': Nessuno me ne ha ordinata una solo al formaggio?<br>'''Buzz McCallister''': Certo che c'era. Ma se proprio la vuoi vuol dire che qualcuno dovrà vomitarla, perché non ce n'è più! *'''Kevin McCallister''': Mi odiano tutti in questa famiglia!<br>'''Kate McCallister''': Allora chiedi a Babbo Natale un'altra famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': Io non la voglio un'altra famiglia! Non voglio nessuna famiglia! Le famiglie rompono!<br>'''Kate McCallister''': Resta lassù. Non voglio vederti per il resto della serata.<br>'''Kevin McCallister''': E io non voglio più vederti per tutto il resto di tutta la mia vita, anzi, non voglio vedere proprio nessuno!<br>'''Kate McCallister''': Spero che non parli sul serio. Sarebbe molto triste per te se ti svegliassi domattina e non avessi una famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': No, nient'affatto.<br>'''Kate McCallister''': Allora ridillo. Potrebbe avverarsi.<br>'''Kevin McCallister''': Spero di non rivedere più nessuno di voi! *'''Frank''': Non riusciremo assolutamente a prendere quell'aereo! Parte tra quarantacinque minuti! <br /> '''Peter McCallister''': Non essere così pessimista! <br /> '''Frank''': Non sono pessimista, sono realista! *{{NDR|Kevin guarda ''Angels with Filthy Souls'', un film di gangster alla tv<ref name="Angels with Filthy Souls">Film fittizio intitolato ''Angels with Filthy Souls'' realizzato appositamente per queste scene.</ref>}}<br>'''Gangster Johnny''': Chi è?<br>'''Gangster Cobra''': Sono io, Cobra. Ho portato la roba.<br>'''Gangster Johnny''': Lasciala davanti alla porta e levati dalle scatole!<br>'''Gangster Cobra''': D'accordo, Johnny. Ma i miei soldi?<br>'''Gangster Johnny''': Quali soldi?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto che avevi un po' di grana per me.<br>'''Gangster Johnny''': Ah sì? E quanto dovrei darti?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto il 10%.<br>'''Gangster Johnny''': Peccato che A.C. non comandi più niente qui!<br>'''Gangster Cobra''': Gli voglio parlare!<br>'''Gangster Johnny''': Adesso è di sopra a fare un bagno. Gli parlo io quando scende. Ehi, intanto vorrei farti una proposta, Cobra. Ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo!<br>'''Gangster Cobra''': Va bene, Johnny. Scusami. Me ne vado.<br>'''Gangster Johnny''': Uno, due... dieci! Tieni il resto, lurido bastardo! *{{NDR|Sull'aereo per Parigi}}<br>'''Kate McCallister''': Ho una terribile sensazione.<br>'''Peter McCallister''': Che sensazione?<br>'''Kate McCallister''': Di non aver fatto qualcosa...<br>'''Peter McCallister''': No, ti senti così perché siamo partiti in fretta e furia. Non abbiamo trascurato niente, credimi.<br>'''Kate McCallister''': Ho spento il gas?<br>'''Peter McCallister''': No... l'ho fatto io.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso tutto?<br>'''Peter McCallister''': Sì.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso il garage?<br>'''Peter McCallister''': Hai ragione... ho dimenticato di chiudere il garage, è vero.<br>'''Kate McCallister''': No... Non è questo.<br>'''Peter McCallister''': Cos'altro abbiamo dimenticato...?<br>'''Kate McCallister''': Kevin!! *'''Kate McCallister''': Com'è potuto succedere? L'abbiamo dimenticato!<br>'''Peter McCallister''': Non l'abbiamo dimenticato. Abbiamo solo contato male.<br>'''Kate McCallister''': Che razza di madre sono?!<br>'''Frank''': Se ti può far sentire meglio, io ho dimenticato gli occhiali! *{{NDR|Al telefono}}<br>'''Poliziotta Rose''': Sì, distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ah, senta, sto chiamando da Parigi. Uno dei miei figli è rimasto solo in casa. Il nostro telefono è guasto, perciò vorrei che qualcuno andasse a casa nostra a dirgli che stiamo tornando a prenderlo.<br>'''Poliziotta Rose''': Ok, le passo l'emergenza crisi familiari.<br>'''Kate McCallister''': No! Ma questa non è una crisi familiare!<br>'''Poliziotta Rose''': Aspetti! {{NDR|Bussando all'ufficio adiacente}} Larry, le vuoi parlare tu? C'è una signora che mi sembra un po' suonata.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Che linea, Rose?<br>'''Poliziotta Rose''': Mh, la 2.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Emergenza crisi familiari. Sergente Balzak.<br>'''Kate McCallister''': Senta, sto chiamando da Parigi. Il mio bambino è a casa da solo.<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un alterco con un ubriaco e/o con un malato di mente e/o con un membro della famiglia?<br>'''Kate McCallister''': No!<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un incidente casuale domestico?<br>'''Kate McCallister''': Non lo so. Non credo... Spero di no!<br>'''Sergente Larry Balzak''' {{NDR|mentre si sta strafogando di ciambelle}}: Il bambino ha ingerito qualche veleno e/o qualche oggetto che può essergli rimasto in gola?<br>'''Kate McCallister''': No! È semplicemente solo in casa e vorrei che qualcuno andasse lì a vedere se sta bene! Insomma, a dargli un'occhiata!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Lei vuole che andiamo a casa sua solo per dargli un'occhiata?<br>'''Kate McCallister''': Sì!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Allora le passo il distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ma sono stati loro a passarmi lei!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Rose, la suonata sulla 2!<br>'''Poliziotta Rose''': Passamela.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Aspetti in linea. *'''[[Segreterie telefoniche dai film|Segreteria telefonica]] della famiglia Murphy''': Salve, qui la famiglia Murphy. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.<br>'''Messaggio di Peter McCallister''': Chuck, sono ancora Peter McCallister e siamo sempre a Parigi, a casa di mio fratello. Ti do il numero di qui, ok? Il prefisso del dipartimento è 33, quello della città è 14 e il numero è 69-48-76-34. Hai scritto? Quando torni a casa, se torni a casa, chiamami per favore qui a Parigi. *'''Harry Lime''': L'hai rifatto, è così? Hai lasciato i rubinetti aperti. Tu sei picchiato! Perché lo fai? Ti avevo detto di smettere!<br>'''Marv Merchants''': Harry, è il nostro biglietto da visita!<br>'''Harry Lime''': Biglietto da visita!<br>'''Marv Merchants''': Tutti i grandi lasciano la loro firma. Noi siamo i banditi del rubinetto! *'''Megan McCallister''': È tutto assurdo.<br>'''Buzz McCallister''': Cosa?<br>'''Megan McCallister''': Noi a Parigi in questo appartamento, Kevin a casa e la mamma all'aeroporto.<br>'''Buzz McCallister''': Allora?<br>'''Megan McCallister''': Tu non sei preoccupato per Kevin?<br>'''Buzz McCallister''': Perché dovrei esserlo? Quello fa sempre il cretino e vedrai che questo gli servirà di lezione!<br>'''Megan McCallister''': Ma è così piccolo... Secondo te è un po' picchiato?<br>'''Buzz McCallister''': Quel delinquente per un paio di giorni se la spasserà come un matto!<br>'''Megan McCallister''' {{NDR|[[Ultime parole famose dai film|ultime parole famose]]}}: Non ti preoccupa che possa succedergli qualcosa?<br>'''Buzz McCallister''': No! Per tre ragioni: A – non sono così fortunato; B – abbiamo i rivelatori di fumo; e C – abitiamo nella strada più barbosa degli Stati Uniti d'America, dove non succede e non succederà mai niente di lontanamente pericoloso! Punto. *'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Chi è? <br /> '''Fattorino''': Little Nero, signore, ho portato la pizza! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lasciala davanti la porta e levati dalle scatole!<br /> '''Fattorino''': Ok, e... per i soldi? <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Quali soldi? <br /> '''Fattorino''': Quelli che mi deve per la pizza, signore! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ah sì? E quanto dovrei darti? <br />'''Fattorino''': Ehm, sono 11 e 80, signore.<br />{{NDR|Senza farsi vedere Kevin mette dodici dollari fuori dalla porta tramite la gattaiola}}<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tieni il resto, lurido bastardo! <br /> '''Fattorino''': Spilorcio! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ehi, ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo! Uno, due... dieci! {{NDR|In tv il gangster Johnny comincia a sparare e il fattorino della pizza scappa via spaventato}}<ref name="Angels with Filthy Souls"/><br>'''Kevin McCallister''': Ah, una bella pizza al formaggio tutta per me! *'''Commessa Supermercato''': Ma tu sei venuto qui da solo? <br /> '''Kevin McCallister''': Signora, ho 8 anni, secondo lei posso essere venuto da solo?! Andiamo, che sciocchezze! <br /> '''Commessa Supermercato''': Dov'è tua madre? <br /> '''Kevin McCallister''': È fuori in macchina. <br /> '''Commessa Supermercato''': E tuo padre? <br /> '''Kevin McCallister''': Al lavoro. <br /> '''Commessa Supermercato''': E i tuoi fratelli? <br /> '''Kevin McCallister''': Sono figlio unico. <br /> '''Commessa Supermercato''': Dove abiti? <br /> '''Kevin McCallister''': Eh... non posso dirglielo! <br /> '''Commessa Supermercato''': Perché no? <br /> '''Kevin McCallister''': Perché è un'estranea! *'''Caldaia''' {{NDR|nella fantasia di Kevin}}: Ahahah! Kevin!<br>'''Kevin McCallister''': Chiudi il becco! *'''Harry Lime''': Va' a dare un'occhiata! <br />{{NDR|Lunga pausa}}<br>'''Marv Merchants''': Adesso?! <br /> '''Harry Lime''' {{NDR|dopo una breve pausa, pensando di essere preso in giro}}: No, domani, cretino... Adesso! Coraggio! "Adesso?!". *'''Kate McCallister''': Senta, io non dormo da quasi 60 ore. Sono stanca e sporca. Sono andata da Chicago, a Parigi, a Dallas, a... dove diavolo sono?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Scranton. <br>'''Kate McCallister''': Sto cercando di tornare a casa da mio figlio che ha 8 anni, e ora che sono quasi arrivata lei mi ferma?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Be', dovrà rassegnarsi.<br>'''Kate McCallister''': No! No, no, no, no, affatto! Siamo a Natale! E Natale vuol dire speranza, lo sa?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Sissignora, io... <br>'''Kate McCallister''': Se necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! A costo di spendere tutto quello che ho, anche di vendermi l'anima al Diavolo in persona... io devo arrivare a casa da mio figlio! *'''Gus Polinski''': Permetta che mi presenti, signora? Gus Polinski. Molto lieto. {{NDR|Kate e Gus Polinski si stringono la mano}} Il re della polka del Midwest! Eh? Ehm... I Kenosha Kickers. {{NDR|il resto del gruppo la saluta, ma lei non ha idea di cosa stia parlando}} No? Ah, non fa niente. Pensavo mi avesse riconosciuto. Comunque... Ehm, sa, io ho avuto un certo successo qualche anno fa, perché io sono quello di "Polka polka polka polka polka polka!" No, eh?<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|perplessa}}: No...<br>'''Gus Polinski''': E ''Twin Legs Polka''? ''Yamahoozie Polka''? ''Kiss Me Polka''?<br>'''Kate McCallister''': Ehm...<br>'''Gus Polinski''': ''Polka Twist'', eh?<br>'''Kate McCallister''': Sarebbero canzoni...?<br>'''Gus Polinski''': Sì, ehm... Sì, ecco, nostri grandi successi. Almeno agli inizi degli anni '70. Sì, ne abbiamo vendute ben 623 copie per l'esattezza! *'''Marv Merchants''': Sì, i bambini hanno paura del buio!<br> '''Harry Lime''': Anche tu hai paura del buio, Marv! Non dire di no. *'''Kevin McCallister''': Tanto lo so che non sei il vero Babbo Natale.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Che cosa te lo fa pensare? Sarei curioso di saperlo. {{NDR|si mette in ordine la barba finta}}<br>'''Kevin McCallister''': Sono grande abbastanza per conoscere la vita.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Giusto.<br>'''Kevin McCallister''': Ma so anche che tu lavori per lui. E vorrei che gli dessi un messaggio.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Spara!<br>'''Kevin McCallister''': Io sono Kevin McCallister, 671 Lincoln Boulevard. Vuoi il numero di telefono?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': No, non fa niente.<br>'''Kevin McCallister''': Ok. È estremamente importante. Vuoi dirgli per favore che quest'anno invece dei regali rivoglio solo indietro la mia famiglia? Niente giocattoli, ma soltanto Peter, Kate, Buzz, Megan, Linnie e Jeff, e mia zia e i miei cugini, e se ha tempo anche mio zio Frank. D'accordo?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Va bene. Vedrò cosa posso fare. *'''Vecchio Marley''': Abiti vicino a me, vero? '''Kevin McCallister''': Si.<ne>'''Vecchio Marley''': Salutami pure quando mi vedi, non devi avere paura. Dicono un sacco di cose su di me, ma non è vero niente. Ok? Sei stato buono quest'anno?<br>'''Kevin McCallister''': Credo di sì.<br>'''Vecchio Marley''': Puoi giurarlo?<br>'''Kevin McCallister''': Noooooo...<br>'''Vecchio Marley''': Io mi sentivo triste. Questo è il posto giusto se sei scontento di te.<br>'''Kevin McCallister''': Davvero?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì.<br>'''Kevin McCallister''': Tu sei scontento di te?<br>'''Vecchio Marley''': No.<br>'''Kevin McCallister''': Io sono stato cattivo ultimamente. Ho detto cose che non dovevo dire. Non sono stato per niente buono quest'anno. Per questo sono un po' triste. Perché a me la mia [[famiglia]] mi piace, anche se certe volte dico il contrario. Certe volte mi sembra persino di odiarli. Lo puoi capire?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì. Con la tua famiglia hai dei rapporti un po' complicati.<br>'''Kevin McCallister''': Soprattutto con mio fratello più grande.<br>'''Vecchio Marley''': Dentro di te tu li ami sempre, ma ti dimentichi che li ami e qualche volta vi ferite a vicenda e non so perché sei piccolo. *'''Vecchio Marley''': Tanti anni fa, prima che voi vi trasferiste qui, ho litigato con mio figlio.<br>'''Kevin McCallister''': Quanti anni ha?<br>'''Vecchio Marley''': Oh, è grande ormai. Una parola tira l'altra, e gli dissi che non ci tenevo più a vederlo. Lui disse lo stesso, e da allora non ci siamo più parlati.<br>'''Kevin McCallister''': Se ti manca, perché non gli telefoni?<br>'''Vecchio Marley''': Temo che se lo faccio lui non voglia parlarmi.<br>'''Kevin McCallister''': Come fai a saperlo?<br>'''Vecchio Marley''': Non lo so, ma ho paura che succeda.<br>'''Kevin McCallister''': Non ti offendere, ma non sei un po' vecchio per avere [[paura]]?<br>'''Vecchio Marley''': Si può essere un po' vecchi per molte cose, ma mai troppo per avere paura.<br>'''Kevin McCallister''': Sì, è vero. Io ho sempre avuto paura del nostro seminterrato: è buio, c'è roba strana, c'è uno strano odore e tutte cose strane. Erano anni che mi perseguitava.<br>'''Vecchio Marley''': I seminterrati sono così.<br>'''Kevin McCallister''': E poi mi sono costretto a scenderci per fare il bucato, e ho scoperto che non è così brutto. Mi ero preoccupato senza ragione, perché quando ho acceso la luce non era questo granché.<br>'''Vecchio Marley''': Che vorresti dire?<br>'''Kevin McCallister''': Cosa voglio dire? Che dovresti chiamare tuo figlio.<br>'''Vecchio Marley''': E se non mi vuole parlare?<br>'''Kevin McCallister''': Almeno lo saprai. Così potrai smettere di pensarci e non dovrai avere più paura. Anche se sono stato cattivo io vorrei parlare con il mio papà, specialmente adesso che è Natale. *'''Harry''': Prima diamo un'occhiata, possiamo sempre tornare per il furgone. <br /> '''Marv''': Sì... Allora, come vuoi entrare? <br /> '''Harry''': Dalla porta di servizio. Ci aprirà lui {{NDR|Kevin}}, non si sa mai. <br /> '''Marv''': Già! È un bambino, e i bambini sono stupidi! *'''Harry Lime''': Buon Natale signorino... lo sappiamo che sei lì, e anche che sei solo.<br>'''Marv Merchants''': Su, da bravo ragazzino, apri! C'è Babbo Natale... e il suo folletto! *'''Harry Lime''': Marv!<br>'''Marv Merchants''': Harry?<br>'''Harry Lime''': Perché ti sei tolto le scarpe?!<br>'''Marv Merchants''': E tu perché ti sei vestito da gallina?! *'''Harry Lime''': Faremo esattamente quello che ha fatto a noi! Gli brucio la testa come lui ha fatto a me!<br>'''Marv Merchants''': Io gli rompo la faccia con una sbarra di ferro!<br>'''Harry Lime''': Poi forse gli sbatto in faccia un barattolo di vernice!<br>'''Marv Merchants''': E io gli pianto un chiodo in un piede!<br>'''Harry Lime''': Ma prima di tutto gli strapperò a morsi questi ditini! Uno alla volta! *'''Kate McCallister''': Sono una cattiva madre... Sono una cattiva madre...<br>'''Gus Polinski''': Ma non è vero. Non deve sentirsi in colpa. Sono cose che succedono sempre. Succedono a tutti, gliel'assicuro.<br>'''Kate McCallister''': No...<br>'''Gus Polinski''': Vuol sapere qualcosa sui cattivi genitori? Be', guardi noi. Insomma, noi siamo in giro quarantotto, quarantanove settimane l'anno. E chi le vede le nostre famiglie? Ehm, Joe, laggiù. Lo vede? Be', lui ha quasi dimenticato i nomi dei suoi figli. E Ziggy, quello che guida, non l'ha nemmeno mai visto suo figlio. Eddy... Spero che nessuno scriva mai la sua biografia. Eh...<br>'''Kate McCallister''': Ma lei è mai andato in vacanza dimenticando suo figlio a casa?<br>'''Gus Polinski''': Ehm... {{NDR|ci pensa un po' su}} No.<br>'''Kate McCallister''': Ecco!<br>'''Gus Polinski''': Ma una volta ne ho lasciato uno alle pompe funebri. Eh, sì, fu terribile. Vede, ero distrutto, annientato, capisce? Mia moglie era morta e ... e noi lasciammo il bambino per tutto il giorno nella camera ardente. Tutto il giorno, capisce? Solo quando tornammo a casa la sera ce ne siamo accorti. E lui era là, era stato tutto il giorno da solo con la madre morta.<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|turbata}}: Oh!<br>'''Gus Polinski''': Eh... Ah, ma si riprese, sa? Sì, dopo sei settimane. Certo, si riprese. Ricominciò a parlare... Ora sta benissimo! Sa, i bambini superano tutto, si riprendono! *'''Buzz McCallister''': Ehi, Kevin! È già molto che non hai dato fuoco alla casa.<br>'''Kevin McCallister''': Grazie, Buzz! *'''Kate McCallister''': Qualcuno corra al drugstore. Non abbiamo nemmeno il latte.<br>'''Kevin McCallister''': Io ho fatto la spesa ieri.<br>'''Jeff McCallister''': Tu hai fatto la spesa?!<br>'''Kevin McCallister''': Ho preso un po' di latte, uova e anche un ammorbidente.<br>'''Kate McCallister''': Cosa?!<br>'''Peter McCallister''': Stai scherzando?! Chi se lo aspettava! Che cos'altro hai fatto mentre eravamo via?<br>'''Kevin McCallister''': Oh, niente di speciale...<br>'''Buzz McCallister''': Sa fare la spesa?! Non sa nemmeno allacciarsi le scarpe ed è andato a fare la spesa! Non è il Kevin che conoscevo! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Kevin! Che cosa hai combinato in camera mia?! ('''Buzz McCallister''') ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Mamma, ho perso l'aereo''}} {{Mamma, ho perso l'aereo}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film natalizi]] frhd0zx01r139ak3x6i4l93b3g63i1v 1418475 1418474 2026-06-27T22:54:30Z ~2026-36976-65 107629 /* Dialoghi */ 1418475 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Mamma, ho perso l'aereo |titolooriginale=Home Alone |immagine= |dimensioneimmagine= 200 |didascalia=La casa in cui è stato girato il film |paese=USA |anno=1990 |genere=commedia |regista=[[Chris Columbus]] |sceneggiatore=[[John Hughes]] |attori = *[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister *[[Joe Pesci]]: Harry Lime *[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants *[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister *[[Roberts Blossom]]: vecchio Marley *[[John Heard]]: Peter McCallister *[[John Candy]]: Gus Polinski *[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister *[[Angela Goethals]]: Linnie McCallister *[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister *[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister *[[Gerry Bamman]]: zio Frank McCallister *[[Terrie Snell]]: zia Leslie McCallister *[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister *[[Kristin Minter]]: Heather McCallister *[[Dan Charles Zukoski]]: fattorino delle pizze *[[Bill Erwin]]: Ed *[[Larry Hankin]]: sergente Larry Balzak *[[Alan Wilder (attore)|Alan Wilder]]: impiegato aeroporto di Scranton *[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister *[[Jeffrey Wiseman]]: Mitch Murphy *[[Hope Davis]]: impiegata aeroporto di Parigi *[[Ann Whitney]]: commessa *[[Jim Ortlieb]]: Herb il commesso *[[Ray Toler]]: zio Rob McCallister *[[Virginia Smith]]: zia Georgette McCallister *[[Ken Hudson Campbell]]: Babbo Natale *[[Sandra Macat]]: elfo *[[Diana Rein]]: Sondra McCallister *[[Senta Moses]]: Tracy McCallister *[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister *[[Matt Doherty (attore)|Matt Doherty]]: Steffan McCallister *[[Ralph Foody]]: gangster Johnny (TV) *[[Michael Guido]]: gangster Cobra (TV) |doppiatoriitaliani = *[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister *[[Saverio Moriones]]: Harry Lime *[[Mino Caprio]]: Marv Merchants *[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister *[[Nando Gazzolo]]: vecchio Marley *[[Carlo Valli]]: Peter McCallister *[[Paolo Buglioni]]: Gus Polinski *[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister *[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister *[[Armando Bandini]]: zio Frank McCallister *[[Lorenza Biella]]: zia Leslie McCallister *[[Mario Milita]]: Ed *[[Stefano Mondini]]: sergente Larry Balzak / Babbo Natale *[[Simone Crisari]]: Mitch Murphy *[[Renato Cortesi]]: gangster Johnny / Cobra (TV) |note= }} '''''Mamma, ho perso l'aereo''''', film statunitense del 1990 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]]. {{tagline|Una commedia per la famiglia, senza la famiglia.}} ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Rivolto a Kevin}} Tu sei quello che i francesi chiamano "les incompétents". ('''Linnie McCallister''') *Voglio vivere da solo! ('''Kevin McCallister''') *Mamma, anche [[Babbo Natale]] deve passare la dogana? ('''Brooke McCallister''') *Fuller, vacci piano con la Pepsi, tesoro! ('''Zia Leslie''') *{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Guarda che cos'hai fatto, piccolo delinquente! ('''Zio Frank''') *{{NDR|A Kate, travestito da poliziotto}} Non si preoccupi per la sua casa, è in buone mani! ('''Harry Lime''') *Non voglio dormire con Fuller! Se beve qualcosa fa la pipì a letto! Mi piscerà addosso, lo so! ('''Kevin McCallister''') *Buon viaggio! Portatemi qualcosa dalla Francia! ('''Mitch Murphy''') *C'è nessuno? Mamma? Papà? Mamma? Papà? Ma dove siete? Buzz? Buzz? Buzz? Megan? Ehi! Megan? Rod? Zio Frank? Zio Frank, è uno scherzo, vero? Megan? Linnie? È uno scherzo, vero? ('''Kevin McCallister''') *Le macchine sono ancora qui! Quindi non sono partiti! ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, ti darò in pasto alla mia tarantola! ('''Buzz McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, sei un disastro della Natura! ('''Jeff McCallister''') *Ho fatto bene a far sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Dopo aver letto ''Playboy''}} Tutte quelle donne nude... che schifo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare Buzz}} Buzz, sto frugando fra le tue cose, mi senti? Vieni fuori e picchiami! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Guardando la foto della fidanzata del fratello}} Buzz, la tua ragazza! Che brutta! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare i genitori}} Ehi, sto mangiando schifezze e guardo un film da grandi, venite a impedirmelo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Al telefono dell'aeroporto dopo essersene impossessata con la forza mentre una signora stava telefonando}} Hello? Hello? Metta giù, richiamerà! ('''Kate McCallister''') *No, è ridicolo. Solo i vigliacchi si nascondono sotto il letto, e io non sono un vigliacco... sono l'uomo di casa. ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto la doccia e mi sono passato il [[sapone]] dappertutto. Proprio dappertutto: davanti, didietro, fra le dita dei piedi, anche nell'ombelico! Tutte cose che non ho mai fatto volentieri. Mi sono lavato i capelli con uno shampoo per adulti e ho usato un balsamo che li fa risplendere. Non ho trovato lo spazzolino da denti, ma ne comprerò uno più tardi. A parte questo mi sento in forma. {{NDR|anziché usare il deodorante, si mette il dopobarba, che gli brucia il viso e si mette a urlare di dolore}} ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|A Kevin, che ha quasi investito con il furgone}} Babbo Natale non porta doni al cimitero! ('''Marv Merchants''') *Se è necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! ('''Kate McCallister''') *Anche a costo di vendermi l'anima al diavolo in persona io arriverò a casa da mio figlio! ('''Kate McCallister''') *Per la miseria! Non hanno più ritegno! Fare la multa a Babbo Natale la sera della vigilia! E alla [[Befana]] che faranno, le sequestrano la scopa? ('''Uomo travestito da Babbo Natale''') :''How low! Giving Kriss Kringle a parking ticket on Christmas Eve! What's next, rabies shots for the Easter Bunny?'' *Questa è la mia casa... devo difenderla! ('''Kevin McCallister''') *[[Benedizioni dai film|Benedici]] questo piatto di [[maccheroni]] al formaggio cotti al microonde e benedici quelli che me li hanno venduti. Amen. ('''Kevin McCallister''') *Hai paura, Marv? Hai paura? Coraggio, scavalca! ('''Harry Lime''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Kevin McCallister''': Mamma, lo zio Frank non mi fa vedere il film alla TV! Però agli altri sì... perché a me no?<br> '''Kate McCallister''': Kevin, sono al telefono! {{NDR|All'interlocutore}} Quando tornate? Ah, così presto?<br> '''Kevin McCallister''': Non è nemmeno vietato ai minori! Per me quello è scemo!<br> '''Kate McCallister''' {{NDR|mentre sta parlando al telefono}}: Kevin, se lo zio Frank ha detto di no... deve essere proprio brutto! *'''Kevin McCallister''': Io non la so fare una valigia, Jeff. Non l'ho mai fatta in tutta la mia vita!<br>'''Jeff McCallister''': Zuccone!<br>'''Kevin McCallister''': È quello che ha detto Megan!<br>'''Megan McCallister''': Cosa ho detto io?<br>'''Jeff McCallister''': Che è uno zuccone!<br>'''Megan McCallister''': Certo, stava piagnucolando per la valigia! Che dovevo fare, stringergli la mano e dirgli "congratulazioni, sei un idiota!"? *'''Kevin McCallister''': Sai che ci devo mettere? {{NDR|Nella valigia}}<br>'''Jeff McCallister''': Te l'ha gia detto Buzz, faccia da culo! Un vaso da notte! *'''Kevin McCallister''': Buzz...<br>'''Buzz McCallister''': Non si usa bussare, moccioso!?<br>'''Kevin McCallister''': Posso dormire in camera tua, non voglio dormire sul divano con Fuller, se beve qualcosa fa la pipì a letto.<br>'''Buzz McCallister''': Non ti farei dormire in camera mia, nemmeno se mi stessi incollato al culo! *{{NDR|Kevin, Buzz e Rod guardano dalla finestra il vecchio Marley spargere il sale sui marciapiedi}}<br>'''Buzz McCallister''': Non avete mai sentito parlare dell'assassino della pala di South Bend?<br>'''Rod McCallister''': No.<br>'''Buzz McCallister''': È lui. Nel 1958 ha ucciso tutta la famiglia e la metà dei suoi vicini di casa con una pala da neve. Da allora si nasconde nel nostro quartiere.<br>'''Rod McCallister''': Ma se è l'assassino della pala, perché non lo arrestano?<br>'''Buzz McCallister''': Non hanno prove sufficienti. Non hanno mai trovato i corpi. Tutti qui intorno sanno che è stato lui. Adesso è solo questione di tempo, ucciderà ancora.<br>'''Rod McCallister''': Cosa fa adesso?<br>'''Buzz McCallister''': Va su e giù per le strade tutta la notte a spargere sale sui marciapiedi.<br>'''Rod McCallister''': Forse sta solo cercando di redimersi.<br>'''Buzz McCallister''': Non è così. Vedi quel bidone pieno di sale? È lì che mette le sue vittime. Il sale intacca i cadaveri e li trasforma in mummie!<br>'''Kevin McCallister''' {{NDR|terrorizzato}}: Mummie?! *'''Kevin McCallister''': Nessuno me ne ha ordinata una solo al formaggio?<br>'''Buzz McCallister''': Certo che c'era. Ma se proprio la vuoi vuol dire che qualcuno dovrà vomitarla, perché non ce n'è più! *'''Kevin McCallister''': Mi odiano tutti in questa famiglia!<br>'''Kate McCallister''': Allora chiedi a Babbo Natale un'altra famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': Io non la voglio un'altra famiglia! Non voglio nessuna famiglia! Le famiglie rompono!<br>'''Kate McCallister''': Resta lassù. Non voglio vederti per il resto della serata.<br>'''Kevin McCallister''': E io non voglio più vederti per tutto il resto di tutta la mia vita, anzi, non voglio vedere proprio nessuno!<br>'''Kate McCallister''': Spero che non parli sul serio. Sarebbe molto triste per te se ti svegliassi domattina e non avessi una famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': No, nient'affatto.<br>'''Kate McCallister''': Allora ridillo. Potrebbe avverarsi.<br>'''Kevin McCallister''': Spero di non rivedere più nessuno di voi! *'''Frank''': Non riusciremo assolutamente a prendere quell'aereo! Parte tra quarantacinque minuti! <br /> '''Peter McCallister''': Non essere così pessimista! <br /> '''Frank''': Non sono pessimista, sono realista! *{{NDR|Kevin guarda ''Angels with Filthy Souls'', un film di gangster alla tv<ref name="Angels with Filthy Souls">Film fittizio intitolato ''Angels with Filthy Souls'' realizzato appositamente per queste scene.</ref>}}<br>'''Gangster Johnny''': Chi è?<br>'''Gangster Cobra''': Sono io, Cobra. Ho portato la roba.<br>'''Gangster Johnny''': Lasciala davanti alla porta e levati dalle scatole!<br>'''Gangster Cobra''': D'accordo, Johnny. Ma i miei soldi?<br>'''Gangster Johnny''': Quali soldi?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto che avevi un po' di grana per me.<br>'''Gangster Johnny''': Ah sì? E quanto dovrei darti?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto il 10%.<br>'''Gangster Johnny''': Peccato che A.C. non comandi più niente qui!<br>'''Gangster Cobra''': Gli voglio parlare!<br>'''Gangster Johnny''': Adesso è di sopra a fare un bagno. Gli parlo io quando scende. Ehi, intanto vorrei farti una proposta, Cobra. Ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo!<br>'''Gangster Cobra''': Va bene, Johnny. Scusami. Me ne vado.<br>'''Gangster Johnny''': Uno, due... dieci! Tieni il resto, lurido bastardo! *{{NDR|Sull'aereo per Parigi}}<br>'''Kate McCallister''': Ho una terribile sensazione.<br>'''Peter McCallister''': Che sensazione?<br>'''Kate McCallister''': Di non aver fatto qualcosa...<br>'''Peter McCallister''': No, ti senti così perché siamo partiti in fretta e furia. Non abbiamo trascurato niente, credimi.<br>'''Kate McCallister''': Ho spento il gas?<br>'''Peter McCallister''': No... l'ho fatto io.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso tutto?<br>'''Peter McCallister''': Sì.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso il garage?<br>'''Peter McCallister''': Hai ragione... ho dimenticato di chiudere il garage, è vero.<br>'''Kate McCallister''': No... Non è questo.<br>'''Peter McCallister''': Cos'altro abbiamo dimenticato...?<br>'''Kate McCallister''': Kevin!! *'''Kate McCallister''': Com'è potuto succedere? L'abbiamo dimenticato!<br>'''Peter McCallister''': Non l'abbiamo dimenticato. Abbiamo solo contato male.<br>'''Kate McCallister''': Che razza di madre sono?!<br>'''Frank''': Se ti può far sentire meglio, io ho dimenticato gli occhiali! *{{NDR|Al telefono}}<br>'''Poliziotta Rose''': Sì, distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ah, senta, sto chiamando da Parigi. Uno dei miei figli è rimasto solo in casa. Il nostro telefono è guasto, perciò vorrei che qualcuno andasse a casa nostra a dirgli che stiamo tornando a prenderlo.<br>'''Poliziotta Rose''': Ok, le passo l'emergenza crisi familiari.<br>'''Kate McCallister''': No! Ma questa non è una crisi familiare!<br>'''Poliziotta Rose''': Aspetti! {{NDR|Bussando all'ufficio adiacente}} Larry, le vuoi parlare tu? C'è una signora che mi sembra un po' suonata.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Che linea, Rose?<br>'''Poliziotta Rose''': Mh, la 2.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Emergenza crisi familiari. Sergente Balzak.<br>'''Kate McCallister''': Senta, sto chiamando da Parigi. Il mio bambino è a casa da solo.<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un alterco con un ubriaco e/o con un malato di mente e/o con un membro della famiglia?<br>'''Kate McCallister''': No!<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un incidente casuale domestico?<br>'''Kate McCallister''': Non lo so. Non credo... Spero di no!<br>'''Sergente Larry Balzak''' {{NDR|mentre si sta strafogando di ciambelle}}: Il bambino ha ingerito qualche veleno e/o qualche oggetto che può essergli rimasto in gola?<br>'''Kate McCallister''': No! È semplicemente solo in casa e vorrei che qualcuno andasse lì a vedere se sta bene! Insomma, a dargli un'occhiata!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Lei vuole che andiamo a casa sua solo per dargli un'occhiata?<br>'''Kate McCallister''': Sì!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Allora le passo il distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ma sono stati loro a passarmi lei!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Rose, la suonata sulla 2!<br>'''Poliziotta Rose''': Passamela.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Aspetti in linea. *'''[[Segreterie telefoniche dai film|Segreteria telefonica]] della famiglia Murphy''': Salve, qui la famiglia Murphy. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.<br>'''Messaggio di Peter McCallister''': Chuck, sono ancora Peter McCallister e siamo sempre a Parigi, a casa di mio fratello. Ti do il numero di qui, ok? Il prefisso del dipartimento è 33, quello della città è 14 e il numero è 69-48-76-34. Hai scritto? Quando torni a casa, se torni a casa, chiamami per favore qui a Parigi. *'''Harry Lime''': L'hai rifatto, è così? Hai lasciato i rubinetti aperti. Tu sei picchiato! Perché lo fai? Ti avevo detto di smettere!<br>'''Marv Merchants''': Harry, è il nostro biglietto da visita!<br>'''Harry Lime''': Biglietto da visita!<br>'''Marv Merchants''': Tutti i grandi lasciano la loro firma. Noi siamo i banditi del rubinetto! *'''Megan McCallister''': È tutto assurdo.<br>'''Buzz McCallister''': Cosa?<br>'''Megan McCallister''': Noi a Parigi in questo appartamento, Kevin a casa e la mamma all'aeroporto.<br>'''Buzz McCallister''': Allora?<br>'''Megan McCallister''': Tu non sei preoccupato per Kevin?<br>'''Buzz McCallister''': Perché dovrei esserlo? Quello fa sempre il cretino e vedrai che questo gli servirà di lezione!<br>'''Megan McCallister''': Ma è così piccolo... Secondo te è un po' picchiato?<br>'''Buzz McCallister''': Quel delinquente per un paio di giorni se la spasserà come un matto!<br>'''Megan McCallister''' {{NDR|[[Ultime parole famose dai film|ultime parole famose]]}}: Non ti preoccupa che possa succedergli qualcosa?<br>'''Buzz McCallister''': No! Per tre ragioni: A – non sono così fortunato; B – abbiamo i rivelatori di fumo; e C – abitiamo nella strada più barbosa degli Stati Uniti d'America, dove non succede e non succederà mai niente di lontanamente pericoloso! Punto. *'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Chi è? <br /> '''Fattorino''': Little Nero, signore, ho portato la pizza! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lasciala davanti la porta e levati dalle scatole!<br /> '''Fattorino''': Ok, e... per i soldi? <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Quali soldi? <br /> '''Fattorino''': Quelli che mi deve per la pizza, signore! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ah sì? E quanto dovrei darti? <br />'''Fattorino''': Ehm, sono 11 e 80, signore.<br />{{NDR|Senza farsi vedere Kevin mette dodici dollari fuori dalla porta tramite la gattaiola}}<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tieni il resto, lurido bastardo! <br /> '''Fattorino''': Spilorcio! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ehi, ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo! Uno, due... dieci! {{NDR|In tv il gangster Johnny comincia a sparare e il fattorino della pizza scappa via spaventato}}<ref name="Angels with Filthy Souls"/><br>'''Kevin McCallister''': Ah, una bella pizza al formaggio tutta per me! *'''Commessa Supermercato''': Ma tu sei venuto qui da solo? <br /> '''Kevin McCallister''': Signora, ho 8 anni, secondo lei posso essere venuto da solo?! Andiamo, che sciocchezze! <br /> '''Commessa Supermercato''': Dov'è tua madre? <br /> '''Kevin McCallister''': È fuori in macchina. <br /> '''Commessa Supermercato''': E tuo padre? <br /> '''Kevin McCallister''': Al lavoro. <br /> '''Commessa Supermercato''': E i tuoi fratelli? <br /> '''Kevin McCallister''': Sono figlio unico. <br /> '''Commessa Supermercato''': Dove abiti? <br /> '''Kevin McCallister''': Eh... non posso dirglielo! <br /> '''Commessa Supermercato''': Perché no? <br /> '''Kevin McCallister''': Perché è un'estranea! *'''Caldaia''' {{NDR|nella fantasia di Kevin}}: Ahahah! Kevin!<br>'''Kevin McCallister''': Chiudi il becco! *'''Harry Lime''': Va' a dare un'occhiata! <br />{{NDR|Lunga pausa}}<br>'''Marv Merchants''': Adesso?! <br /> '''Harry Lime''' {{NDR|dopo una breve pausa, pensando di essere preso in giro}}: No, domani, cretino... Adesso! Coraggio! "Adesso?!". *'''Kate McCallister''': Senta, io non dormo da quasi 60 ore. Sono stanca e sporca. Sono andata da Chicago, a Parigi, a Dallas, a... dove diavolo sono?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Scranton. <br>'''Kate McCallister''': Sto cercando di tornare a casa da mio figlio che ha 8 anni, e ora che sono quasi arrivata lei mi ferma?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Be', dovrà rassegnarsi.<br>'''Kate McCallister''': No! No, no, no, no, affatto! Siamo a Natale! E Natale vuol dire speranza, lo sa?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Sissignora, io... <br>'''Kate McCallister''': Se necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! A costo di spendere tutto quello che ho, anche di vendermi l'anima al Diavolo in persona... io devo arrivare a casa da mio figlio! *'''Gus Polinski''': Permetta che mi presenti, signora? Gus Polinski. Molto lieto. {{NDR|Kate e Gus Polinski si stringono la mano}} Il re della polka del Midwest! Eh? Ehm... I Kenosha Kickers. {{NDR|il resto del gruppo la saluta, ma lei non ha idea di cosa stia parlando}} No? Ah, non fa niente. Pensavo mi avesse riconosciuto. Comunque... Ehm, sa, io ho avuto un certo successo qualche anno fa, perché io sono quello di "Polka polka polka polka polka polka!" No, eh?<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|perplessa}}: No...<br>'''Gus Polinski''': E ''Twin Legs Polka''? ''Yamahoozie Polka''? ''Kiss Me Polka''?<br>'''Kate McCallister''': Ehm...<br>'''Gus Polinski''': ''Polka Twist'', eh?<br>'''Kate McCallister''': Sarebbero canzoni...?<br>'''Gus Polinski''': Sì, ehm... Sì, ecco, nostri grandi successi. Almeno agli inizi degli anni '70. Sì, ne abbiamo vendute ben 623 copie per l'esattezza! *'''Marv Merchants''': Sì, i bambini hanno paura del buio!<br> '''Harry Lime''': Anche tu hai paura del buio, Marv! Non dire di no. *'''Kevin McCallister''': Tanto lo so che non sei il vero Babbo Natale.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Che cosa te lo fa pensare? Sarei curioso di saperlo. {{NDR|si mette in ordine la barba finta}}<br>'''Kevin McCallister''': Sono grande abbastanza per conoscere la vita.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Giusto.<br>'''Kevin McCallister''': Ma so anche che tu lavori per lui. E vorrei che gli dessi un messaggio.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Spara!<br>'''Kevin McCallister''': Io sono Kevin McCallister, 671 Lincoln Boulevard. Vuoi il numero di telefono?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': No, non fa niente.<br>'''Kevin McCallister''': Ok. È estremamente importante. Vuoi dirgli per favore che quest'anno invece dei regali rivoglio solo indietro la mia famiglia? Niente giocattoli, ma soltanto Peter, Kate, Buzz, Megan, Linnie e Jeff, e mia zia e i miei cugini, e se ha tempo anche mio zio Frank. D'accordo?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Va bene. Vedrò cosa posso fare. *'''Vecchio Marley''': Abiti vicino a me, vero? '''Kevin McCallister''': Si.<ne>'''Vecchio Marley''': Salutami pure quando mi vedi, non devi avere paura. Dicono un sacco di cose su di me, ma non è vero niente. Ok? Sei stato buono quest'anno?<br>'''Kevin McCallister''': Credo di sì.<br>'''Vecchio Marley''': Puoi giurarlo?<br>'''Kevin McCallister''': Noooooo...<br>'''Vecchio Marley''': Io mi sentivo triste. Questo è il posto giusto se sei scontento di te.<br>'''Kevin McCallister''': Davvero?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì.<br>'''Kevin McCallister''': Tu sei scontento di te?<br>'''Vecchio Marley''': No.<br>'''Kevin McCallister''': Io sono stato cattivo ultimamente. Ho detto cose che non dovevo dire. Non sono stato per niente buono quest'anno. Per questo sono un po' triste. Perché a me la mia [[famiglia]] mi piace, anche se certe volte dico il contrario. Certe volte mi sembra persino di odiarli. Lo puoi capire?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì. Con la tua famiglia hai dei rapporti un po' complicati.<br>'''Kevin McCallister''': Soprattutto con mio fratello più grande.<br>'''Vecchio Marley''': Dentro di te tu li ami sempre, ma ti dimentichi che li ami e qualche volta vi ferite a vicenda e non so perché sei piccolo. *'''Vecchio Marley''': Tanti anni fa, prima che voi vi trasferiste qui, ho litigato con mio figlio.<br> '''Kevin McCallister''': Quanti anni ha?<br>'''Vecchio Marley''': Oh, è grande ormai. Una parola tira l'altra, e gli dissi che non ci tenevo più a vederlo. Lui disse lo stesso, e da allora non ci siamo più parlati.<br>'''Kevin McCallister''': Se ti manca, perché non gli telefoni?<br>'''Vecchio Marley''': Temo che se lo faccio lui non voglia parlarmi.<br>'''Kevin McCallister''': Come fai a saperlo?<br>'''Vecchio Marley''': Non lo so, ma ho paura che succeda.<br>'''Kevin McCallister''': Non ti offendere, ma non sei un po' vecchio per avere [[paura]]?<br>'''Vecchio Marley''': Si può essere un po' vecchi per molte cose, ma mai troppo per avere paura.<br>'''Kevin McCallister''': Sì, è vero. Io ho sempre avuto paura del nostro seminterrato: è buio, c'è roba strana, c'è uno strano odore e tutte cose strane. Erano anni che mi perseguitava.<br>'''Vecchio Marley''': I seminterrati sono così.<br>'''Kevin McCallister''': E poi mi sono costretto a scenderci per fare il bucato, e ho scoperto che non è così brutto. Mi ero preoccupato senza ragione, perché quando ho acceso la luce non era questo granché.<br>'''Vecchio Marley''': Che vorresti dire?<br>'''Kevin McCallister''': Cosa voglio dire? Che dovresti chiamare tuo figlio.<br>'''Vecchio Marley''': E se non mi vuole parlare?<br>'''Kevin McCallister''': Almeno lo saprai. Così potrai smettere di pensarci e non dovrai avere più paura. Anche se sono stato cattivo io vorrei parlare con il mio papà, specialmente adesso che è Natale. *'''Harry''': Prima diamo un'occhiata, possiamo sempre tornare per il furgone. <br /> '''Marv''': Sì... Allora, come vuoi entrare? <br /> '''Harry''': Dalla porta di servizio. Ci aprirà lui {{NDR|Kevin}}, non si sa mai. <br /> '''Marv''': Già! È un bambino, e i bambini sono stupidi! *'''Harry Lime''': Buon Natale signorino... lo sappiamo che sei lì, e anche che sei solo.<br>'''Marv Merchants''': Su, da bravo ragazzino, apri! C'è Babbo Natale... e il suo folletto! *'''Harry Lime''': Marv!<br>'''Marv Merchants''': Harry?<br>'''Harry Lime''': Perché ti sei tolto le scarpe?!<br>'''Marv Merchants''': E tu perché ti sei vestito da gallina?! *'''Harry Lime''': Faremo esattamente quello che ha fatto a noi! Gli brucio la testa come lui ha fatto a me!<br>'''Marv Merchants''': Io gli rompo la faccia con una sbarra di ferro!<br>'''Harry Lime''': Poi forse gli sbatto in faccia un barattolo di vernice!<br>'''Marv Merchants''': E io gli pianto un chiodo in un piede!<br>'''Harry Lime''': Ma prima di tutto gli strapperò a morsi questi ditini! Uno alla volta! *'''Kate McCallister''': Sono una cattiva madre... Sono una cattiva madre...<br>'''Gus Polinski''': Ma non è vero. Non deve sentirsi in colpa. Sono cose che succedono sempre. Succedono a tutti, gliel'assicuro.<br>'''Kate McCallister''': No...<br>'''Gus Polinski''': Vuol sapere qualcosa sui cattivi genitori? Be', guardi noi. Insomma, noi siamo in giro quarantotto, quarantanove settimane l'anno. E chi le vede le nostre famiglie? Ehm, Joe, laggiù. Lo vede? Be', lui ha quasi dimenticato i nomi dei suoi figli. E Ziggy, quello che guida, non l'ha nemmeno mai visto suo figlio. Eddy... Spero che nessuno scriva mai la sua biografia. Eh...<br>'''Kate McCallister''': Ma lei è mai andato in vacanza dimenticando suo figlio a casa?<br>'''Gus Polinski''': Ehm... {{NDR|ci pensa un po' su}} No.<br>'''Kate McCallister''': Ecco!<br>'''Gus Polinski''': Ma una volta ne ho lasciato uno alle pompe funebri. Eh, sì, fu terribile. Vede, ero distrutto, annientato, capisce? Mia moglie era morta e ... e noi lasciammo il bambino per tutto il giorno nella camera ardente. Tutto il giorno, capisce? Solo quando tornammo a casa la sera ce ne siamo accorti. E lui era là, era stato tutto il giorno da solo con la madre morta.<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|turbata}}: Oh!<br>'''Gus Polinski''': Eh... Ah, ma si riprese, sa? Sì, dopo sei settimane. Certo, si riprese. Ricominciò a parlare... Ora sta benissimo! Sa, i bambini superano tutto, si riprendono! *'''Buzz McCallister''': Ehi, Kevin! È già molto che non hai dato fuoco alla casa.<br>'''Kevin McCallister''': Grazie, Buzz! *'''Kate McCallister''': Qualcuno corra al drugstore. Non abbiamo nemmeno il latte.<br>'''Kevin McCallister''': Io ho fatto la spesa ieri.<br>'''Jeff McCallister''': Tu hai fatto la spesa?!<br>'''Kevin McCallister''': Ho preso un po' di latte, uova e anche un ammorbidente.<br>'''Kate McCallister''': Cosa?!<br>'''Peter McCallister''': Stai scherzando?! Chi se lo aspettava! Che cos'altro hai fatto mentre eravamo via?<br>'''Kevin McCallister''': Oh, niente di speciale...<br>'''Buzz McCallister''': Sa fare la spesa?! Non sa nemmeno allacciarsi le scarpe ed è andato a fare la spesa! Non è il Kevin che conoscevo! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Kevin! Che cosa hai combinato in camera mia?! ('''Buzz McCallister''') ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Mamma, ho perso l'aereo''}} {{Mamma, ho perso l'aereo}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film natalizi]] 03mqkkzf2khvagpdxzs6hw6q13usogr 1418476 1418475 2026-06-27T22:55:38Z ~2026-36976-65 107629 /* Dialoghi */ 1418476 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Mamma, ho perso l'aereo |titolooriginale=Home Alone |immagine= |dimensioneimmagine= 200 |didascalia=La casa in cui è stato girato il film |paese=USA |anno=1990 |genere=commedia |regista=[[Chris Columbus]] |sceneggiatore=[[John Hughes]] |attori = *[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister *[[Joe Pesci]]: Harry Lime *[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants *[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister *[[Roberts Blossom]]: vecchio Marley *[[John Heard]]: Peter McCallister *[[John Candy]]: Gus Polinski *[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister *[[Angela Goethals]]: Linnie McCallister *[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister *[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister *[[Gerry Bamman]]: zio Frank McCallister *[[Terrie Snell]]: zia Leslie McCallister *[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister *[[Kristin Minter]]: Heather McCallister *[[Dan Charles Zukoski]]: fattorino delle pizze *[[Bill Erwin]]: Ed *[[Larry Hankin]]: sergente Larry Balzak *[[Alan Wilder (attore)|Alan Wilder]]: impiegato aeroporto di Scranton *[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister *[[Jeffrey Wiseman]]: Mitch Murphy *[[Hope Davis]]: impiegata aeroporto di Parigi *[[Ann Whitney]]: commessa *[[Jim Ortlieb]]: Herb il commesso *[[Ray Toler]]: zio Rob McCallister *[[Virginia Smith]]: zia Georgette McCallister *[[Ken Hudson Campbell]]: Babbo Natale *[[Sandra Macat]]: elfo *[[Diana Rein]]: Sondra McCallister *[[Senta Moses]]: Tracy McCallister *[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister *[[Matt Doherty (attore)|Matt Doherty]]: Steffan McCallister *[[Ralph Foody]]: gangster Johnny (TV) *[[Michael Guido]]: gangster Cobra (TV) |doppiatoriitaliani = *[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister *[[Saverio Moriones]]: Harry Lime *[[Mino Caprio]]: Marv Merchants *[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister *[[Nando Gazzolo]]: vecchio Marley *[[Carlo Valli]]: Peter McCallister *[[Paolo Buglioni]]: Gus Polinski *[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister *[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister *[[Armando Bandini]]: zio Frank McCallister *[[Lorenza Biella]]: zia Leslie McCallister *[[Mario Milita]]: Ed *[[Stefano Mondini]]: sergente Larry Balzak / Babbo Natale *[[Simone Crisari]]: Mitch Murphy *[[Renato Cortesi]]: gangster Johnny / Cobra (TV) |note= }} '''''Mamma, ho perso l'aereo''''', film statunitense del 1990 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]]. {{tagline|Una commedia per la famiglia, senza la famiglia.}} ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Rivolto a Kevin}} Tu sei quello che i francesi chiamano "les incompétents". ('''Linnie McCallister''') *Voglio vivere da solo! ('''Kevin McCallister''') *Mamma, anche [[Babbo Natale]] deve passare la dogana? ('''Brooke McCallister''') *Fuller, vacci piano con la Pepsi, tesoro! ('''Zia Leslie''') *{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Guarda che cos'hai fatto, piccolo delinquente! ('''Zio Frank''') *{{NDR|A Kate, travestito da poliziotto}} Non si preoccupi per la sua casa, è in buone mani! ('''Harry Lime''') *Non voglio dormire con Fuller! Se beve qualcosa fa la pipì a letto! Mi piscerà addosso, lo so! ('''Kevin McCallister''') *Buon viaggio! Portatemi qualcosa dalla Francia! ('''Mitch Murphy''') *C'è nessuno? Mamma? Papà? Mamma? Papà? Ma dove siete? Buzz? Buzz? Buzz? Megan? Ehi! Megan? Rod? Zio Frank? Zio Frank, è uno scherzo, vero? Megan? Linnie? È uno scherzo, vero? ('''Kevin McCallister''') *Le macchine sono ancora qui! Quindi non sono partiti! ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, ti darò in pasto alla mia tarantola! ('''Buzz McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, sei un disastro della Natura! ('''Jeff McCallister''') *Ho fatto bene a far sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Dopo aver letto ''Playboy''}} Tutte quelle donne nude... che schifo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare Buzz}} Buzz, sto frugando fra le tue cose, mi senti? Vieni fuori e picchiami! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Guardando la foto della fidanzata del fratello}} Buzz, la tua ragazza! Che brutta! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare i genitori}} Ehi, sto mangiando schifezze e guardo un film da grandi, venite a impedirmelo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Al telefono dell'aeroporto dopo essersene impossessata con la forza mentre una signora stava telefonando}} Hello? Hello? Metta giù, richiamerà! ('''Kate McCallister''') *No, è ridicolo. Solo i vigliacchi si nascondono sotto il letto, e io non sono un vigliacco... sono l'uomo di casa. ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto la doccia e mi sono passato il [[sapone]] dappertutto. Proprio dappertutto: davanti, didietro, fra le dita dei piedi, anche nell'ombelico! Tutte cose che non ho mai fatto volentieri. Mi sono lavato i capelli con uno shampoo per adulti e ho usato un balsamo che li fa risplendere. Non ho trovato lo spazzolino da denti, ma ne comprerò uno più tardi. A parte questo mi sento in forma. {{NDR|anziché usare il deodorante, si mette il dopobarba, che gli brucia il viso e si mette a urlare di dolore}} ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|A Kevin, che ha quasi investito con il furgone}} Babbo Natale non porta doni al cimitero! ('''Marv Merchants''') *Se è necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! ('''Kate McCallister''') *Anche a costo di vendermi l'anima al diavolo in persona io arriverò a casa da mio figlio! ('''Kate McCallister''') *Per la miseria! Non hanno più ritegno! Fare la multa a Babbo Natale la sera della vigilia! E alla [[Befana]] che faranno, le sequestrano la scopa? ('''Uomo travestito da Babbo Natale''') :''How low! Giving Kriss Kringle a parking ticket on Christmas Eve! What's next, rabies shots for the Easter Bunny?'' *Questa è la mia casa... devo difenderla! ('''Kevin McCallister''') *[[Benedizioni dai film|Benedici]] questo piatto di [[maccheroni]] al formaggio cotti al microonde e benedici quelli che me li hanno venduti. Amen. ('''Kevin McCallister''') *Hai paura, Marv? Hai paura? Coraggio, scavalca! ('''Harry Lime''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Kevin McCallister''': Mamma, lo zio Frank non mi fa vedere il film alla TV! Però agli altri sì... perché a me no?<br> '''Kate McCallister''': Kevin, sono al telefono! {{NDR|All'interlocutore}} Quando tornate? Ah, così presto?<br> '''Kevin McCallister''': Non è nemmeno vietato ai minori! Per me quello è scemo!<br> '''Kate McCallister''' {{NDR|mentre sta parlando al telefono}}: Kevin, se lo zio Frank ha detto di no... deve essere proprio brutto! *'''Kevin McCallister''': Io non la so fare una valigia, Jeff. Non l'ho mai fatta in tutta la mia vita!<br>'''Jeff McCallister''': Zuccone!<br>'''Kevin McCallister''': È quello che ha detto Megan!<br>'''Megan McCallister''': Cosa ho detto io?<br>'''Jeff McCallister''': Che è uno zuccone!<br>'''Megan McCallister''': Certo, stava piagnucolando per la valigia! Che dovevo fare, stringergli la mano e dirgli "congratulazioni, sei un idiota!"? *'''Kevin McCallister''': Sai che ci devo mettere? {{NDR|Nella valigia}}<br>'''Jeff McCallister''': Te l'ha gia detto Buzz, faccia da culo! Un vaso da notte! *'''Kevin McCallister''': Buzz...<br>'''Buzz McCallister''': Non si usa bussare, moccioso!?<br>'''Kevin McCallister''': Posso dormire in camera tua, non voglio dormire sul divano con Fuller, se beve qualcosa fa la pipì a letto.<br>'''Buzz McCallister''': Non ti farei dormire in camera mia, nemmeno se mi stessi incollato al culo! *{{NDR|Kevin, Buzz e Rod guardano dalla finestra il vecchio Marley spargere il sale sui marciapiedi}}<br>'''Buzz McCallister''': Non avete mai sentito parlare dell'assassino della pala di South Bend?<br>'''Rod McCallister''': No.<br>'''Buzz McCallister''': È lui. Nel 1958 ha ucciso tutta la famiglia e la metà dei suoi vicini di casa con una pala da neve. Da allora si nasconde nel nostro quartiere.<br>'''Rod McCallister''': Ma se è l'assassino della pala, perché non lo arrestano?<br>'''Buzz McCallister''': Non hanno prove sufficienti. Non hanno mai trovato i corpi. Tutti qui intorno sanno che è stato lui. Adesso è solo questione di tempo, ucciderà ancora.<br>'''Rod McCallister''': Cosa fa adesso?<br>'''Buzz McCallister''': Va su e giù per le strade tutta la notte a spargere sale sui marciapiedi.<br>'''Rod McCallister''': Forse sta solo cercando di redimersi.<br>'''Buzz McCallister''': Non è così. Vedi quel bidone pieno di sale? È lì che mette le sue vittime. Il sale intacca i cadaveri e li trasforma in mummie!<br>'''Kevin McCallister''' {{NDR|terrorizzato}}: Mummie?! *'''Kevin McCallister''': Nessuno me ne ha ordinata una solo al formaggio?<br>'''Buzz McCallister''': Certo che c'era. Ma se proprio la vuoi vuol dire che qualcuno dovrà vomitarla, perché non ce n'è più! *'''Kevin McCallister''': Mi odiano tutti in questa famiglia!<br>'''Kate McCallister''': Allora chiedi a Babbo Natale un'altra famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': Io non la voglio un'altra famiglia! Non voglio nessuna famiglia! Le famiglie rompono!<br>'''Kate McCallister''': Resta lassù. Non voglio vederti per il resto della serata.<br>'''Kevin McCallister''': E io non voglio più vederti per tutto il resto di tutta la mia vita, anzi, non voglio vedere proprio nessuno!<br>'''Kate McCallister''': Spero che non parli sul serio. Sarebbe molto triste per te se ti svegliassi domattina e non avessi una famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': No, nient'affatto.<br>'''Kate McCallister''': Allora ridillo. Potrebbe avverarsi.<br>'''Kevin McCallister''': Spero di non rivedere più nessuno di voi! *'''Frank''': Non riusciremo assolutamente a prendere quell'aereo! Parte tra quarantacinque minuti! <br /> '''Peter McCallister''': Non essere così pessimista! <br /> '''Frank''': Non sono pessimista, sono realista! *{{NDR|Kevin guarda ''Angels with Filthy Souls'', un film di gangster alla tv<ref name="Angels with Filthy Souls">Film fittizio intitolato ''Angels with Filthy Souls'' realizzato appositamente per queste scene.</ref>}}<br>'''Gangster Johnny''': Chi è?<br>'''Gangster Cobra''': Sono io, Cobra. Ho portato la roba.<br>'''Gangster Johnny''': Lasciala davanti alla porta e levati dalle scatole!<br>'''Gangster Cobra''': D'accordo, Johnny. Ma i miei soldi?<br>'''Gangster Johnny''': Quali soldi?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto che avevi un po' di grana per me.<br>'''Gangster Johnny''': Ah sì? E quanto dovrei darti?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto il 10%.<br>'''Gangster Johnny''': Peccato che A.C. non comandi più niente qui!<br>'''Gangster Cobra''': Gli voglio parlare!<br>'''Gangster Johnny''': Adesso è di sopra a fare un bagno. Gli parlo io quando scende. Ehi, intanto vorrei farti una proposta, Cobra. Ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo!<br>'''Gangster Cobra''': Va bene, Johnny. Scusami. Me ne vado.<br>'''Gangster Johnny''': Uno, due... dieci! Tieni il resto, lurido bastardo! *{{NDR|Sull'aereo per Parigi}}<br>'''Kate McCallister''': Ho una terribile sensazione.<br>'''Peter McCallister''': Che sensazione?<br>'''Kate McCallister''': Di non aver fatto qualcosa...<br>'''Peter McCallister''': No, ti senti così perché siamo partiti in fretta e furia. Non abbiamo trascurato niente, credimi.<br>'''Kate McCallister''': Ho spento il gas?<br>'''Peter McCallister''': No... l'ho fatto io.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso tutto?<br>'''Peter McCallister''': Sì.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso il garage?<br>'''Peter McCallister''': Hai ragione... ho dimenticato di chiudere il garage, è vero.<br>'''Kate McCallister''': No... Non è questo.<br>'''Peter McCallister''': Cos'altro abbiamo dimenticato...?<br>'''Kate McCallister''': Kevin!! *'''Kate McCallister''': Com'è potuto succedere? L'abbiamo dimenticato!<br>'''Peter McCallister''': Non l'abbiamo dimenticato. Abbiamo solo contato male.<br>'''Kate McCallister''': Che razza di madre sono?!<br>'''Frank''': Se ti può far sentire meglio, io ho dimenticato gli occhiali! *{{NDR|Al telefono}}<br>'''Poliziotta Rose''': Sì, distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ah, senta, sto chiamando da Parigi. Uno dei miei figli è rimasto solo in casa. Il nostro telefono è guasto, perciò vorrei che qualcuno andasse a casa nostra a dirgli che stiamo tornando a prenderlo.<br>'''Poliziotta Rose''': Ok, le passo l'emergenza crisi familiari.<br>'''Kate McCallister''': No! Ma questa non è una crisi familiare!<br>'''Poliziotta Rose''': Aspetti! {{NDR|Bussando all'ufficio adiacente}} Larry, le vuoi parlare tu? C'è una signora che mi sembra un po' suonata.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Che linea, Rose?<br>'''Poliziotta Rose''': Mh, la 2.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Emergenza crisi familiari. Sergente Balzak.<br>'''Kate McCallister''': Senta, sto chiamando da Parigi. Il mio bambino è a casa da solo.<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un alterco con un ubriaco e/o con un malato di mente e/o con un membro della famiglia?<br>'''Kate McCallister''': No!<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un incidente casuale domestico?<br>'''Kate McCallister''': Non lo so. Non credo... Spero di no!<br>'''Sergente Larry Balzak''' {{NDR|mentre si sta strafogando di ciambelle}}: Il bambino ha ingerito qualche veleno e/o qualche oggetto che può essergli rimasto in gola?<br>'''Kate McCallister''': No! È semplicemente solo in casa e vorrei che qualcuno andasse lì a vedere se sta bene! Insomma, a dargli un'occhiata!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Lei vuole che andiamo a casa sua solo per dargli un'occhiata?<br>'''Kate McCallister''': Sì!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Allora le passo il distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ma sono stati loro a passarmi lei!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Rose, la suonata sulla 2!<br>'''Poliziotta Rose''': Passamela.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Aspetti in linea. *'''[[Segreterie telefoniche dai film|Segreteria telefonica]] della famiglia Murphy''': Salve, qui la famiglia Murphy. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.<br>'''Messaggio di Peter McCallister''': Chuck, sono ancora Peter McCallister e siamo sempre a Parigi, a casa di mio fratello. Ti do il numero di qui, ok? Il prefisso del dipartimento è 33, quello della città è 14 e il numero è 69-48-76-34. Hai scritto? Quando torni a casa, se torni a casa, chiamami per favore qui a Parigi. *'''Harry Lime''': L'hai rifatto, è così? Hai lasciato i rubinetti aperti. Tu sei picchiato! Perché lo fai? Ti avevo detto di smettere!<br>'''Marv Merchants''': Harry, è il nostro biglietto da visita!<br>'''Harry Lime''': Biglietto da visita!<br>'''Marv Merchants''': Tutti i grandi lasciano la loro firma. Noi siamo i banditi del rubinetto! *'''Megan McCallister''': È tutto assurdo.<br>'''Buzz McCallister''': Cosa?<br>'''Megan McCallister''': Noi a Parigi in questo appartamento, Kevin a casa e la mamma all'aeroporto.<br>'''Buzz McCallister''': Allora?<br>'''Megan McCallister''': Tu non sei preoccupato per Kevin?<br>'''Buzz McCallister''': Perché dovrei esserlo? Quello fa sempre il cretino e vedrai che questo gli servirà di lezione!<br>'''Megan McCallister''': Ma è così piccolo... Secondo te è un po' picchiato?<br>'''Buzz McCallister''': Quel delinquente per un paio di giorni se la spasserà come un matto!<br>'''Megan McCallister''' {{NDR|[[Ultime parole famose dai film|ultime parole famose]]}}: Non ti preoccupa che possa succedergli qualcosa?<br>'''Buzz McCallister''': No! Per tre ragioni: A – non sono così fortunato; B – abbiamo i rivelatori di fumo; e C – abitiamo nella strada più barbosa degli Stati Uniti d'America, dove non succede e non succederà mai niente di lontanamente pericoloso! Punto. *'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Chi è? <br /> '''Fattorino''': Little Nero, signore, ho portato la pizza! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lasciala davanti la porta e levati dalle scatole!<br /> '''Fattorino''': Ok, e... per i soldi? <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Quali soldi? <br /> '''Fattorino''': Quelli che mi deve per la pizza, signore! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ah sì? E quanto dovrei darti? <br />'''Fattorino''': Ehm, sono 11 e 80, signore.<br />{{NDR|Senza farsi vedere Kevin mette dodici dollari fuori dalla porta tramite la gattaiola}}<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tieni il resto, lurido bastardo! <br /> '''Fattorino''': Spilorcio! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ehi, ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo! Uno, due... dieci! {{NDR|In tv il gangster Johnny comincia a sparare e il fattorino della pizza scappa via spaventato}}<ref name="Angels with Filthy Souls"/><br>'''Kevin McCallister''': Ah, una bella pizza al formaggio tutta per me! *'''Commessa Supermercato''': Ma tu sei venuto qui da solo? <br /> '''Kevin McCallister''': Signora, ho 8 anni, secondo lei posso essere venuto da solo?! Andiamo, che sciocchezze! <br /> '''Commessa Supermercato''': Dov'è tua madre? <br /> '''Kevin McCallister''': È fuori in macchina. <br /> '''Commessa Supermercato''': E tuo padre? <br /> '''Kevin McCallister''': Al lavoro. <br /> '''Commessa Supermercato''': E i tuoi fratelli? <br /> '''Kevin McCallister''': Sono figlio unico. <br /> '''Commessa Supermercato''': Dove abiti? <br /> '''Kevin McCallister''': Eh... non posso dirglielo! <br /> '''Commessa Supermercato''': Perché no? <br /> '''Kevin McCallister''': Perché è un'estranea! *'''Caldaia''' {{NDR|nella fantasia di Kevin}}: Ahahah! Kevin!<br>'''Kevin McCallister''': Chiudi il becco! *'''Harry Lime''': Va' a dare un'occhiata! <br />{{NDR|Lunga pausa}}<br>'''Marv Merchants''': Adesso?! <br /> '''Harry Lime''' {{NDR|dopo una breve pausa, pensando di essere preso in giro}}: No, domani, cretino... Adesso! Coraggio! "Adesso?!". *'''Kate McCallister''': Senta, io non dormo da quasi 60 ore. Sono stanca e sporca. Sono andata da Chicago, a Parigi, a Dallas, a... dove diavolo sono?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Scranton. <br>'''Kate McCallister''': Sto cercando di tornare a casa da mio figlio che ha 8 anni, e ora che sono quasi arrivata lei mi ferma?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Be', dovrà rassegnarsi.<br>'''Kate McCallister''': No! No, no, no, no, affatto! Siamo a Natale! E Natale vuol dire speranza, lo sa?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Sissignora, io... <br>'''Kate McCallister''': Se necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! A costo di spendere tutto quello che ho, anche di vendermi l'anima al Diavolo in persona... io devo arrivare a casa da mio figlio! *'''Gus Polinski''': Permetta che mi presenti, signora? Gus Polinski. Molto lieto. {{NDR|Kate e Gus Polinski si stringono la mano}} Il re della polka del Midwest! Eh? Ehm... I Kenosha Kickers. {{NDR|il resto del gruppo la saluta, ma lei non ha idea di cosa stia parlando}} No? Ah, non fa niente. Pensavo mi avesse riconosciuto. Comunque... Ehm, sa, io ho avuto un certo successo qualche anno fa, perché io sono quello di "Polka polka polka polka polka polka!" No, eh?<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|perplessa}}: No...<br>'''Gus Polinski''': E ''Twin Legs Polka''? ''Yamahoozie Polka''? ''Kiss Me Polka''?<br>'''Kate McCallister''': Ehm...<br>'''Gus Polinski''': ''Polka Twist'', eh?<br>'''Kate McCallister''': Sarebbero canzoni...?<br>'''Gus Polinski''': Sì, ehm... Sì, ecco, nostri grandi successi. Almeno agli inizi degli anni '70. Sì, ne abbiamo vendute ben 623 copie per l'esattezza! *'''Marv Merchants''': Sì, i bambini hanno paura del buio!<br> '''Harry Lime''': Anche tu hai paura del buio, Marv! Non dire di no. *'''Kevin McCallister''': Tanto lo so che non sei il vero Babbo Natale.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Che cosa te lo fa pensare? Sarei curioso di saperlo. {{NDR|si mette in ordine la barba finta}}<br>'''Kevin McCallister''': Sono grande abbastanza per conoscere la vita.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Giusto.<br>'''Kevin McCallister''': Ma so anche che tu lavori per lui. E vorrei che gli dessi un messaggio.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Spara!<br>'''Kevin McCallister''': Io sono Kevin McCallister, 671 Lincoln Boulevard. Vuoi il numero di telefono?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': No, non fa niente.<br>'''Kevin McCallister''': Ok. È estremamente importante. Vuoi dirgli per favore che quest'anno invece dei regali rivoglio solo indietro la mia famiglia? Niente giocattoli, ma soltanto Peter, Kate, Buzz, Megan, Linnie e Jeff, e mia zia e i miei cugini, e se ha tempo anche mio zio Frank. D'accordo?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Va bene. Vedrò cosa posso fare. *'''Vecchio Marley''': Abiti vicino a me, vero? '''Kevin McCallister''': Si.<br>'''Vecchio Marley''': Salutami pure quando mi vedi, non devi avere paura. Dicono un sacco di cose su di me, ma non è vero niente. Ok? Sei stato buono quest'anno?<br>'''Kevin McCallister''': Credo di sì.<br>'''Vecchio Marley''': Puoi giurarlo?<br>'''Kevin McCallister''': Noooooo...<br>'''Vecchio Marley''': Io mi sentivo triste. Questo è il posto giusto se sei scontento di te.<br>'''Kevin McCallister''': Davvero?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì.<br>'''Kevin McCallister''': Tu sei scontento di te?<br>'''Vecchio Marley''': No.<br>'''Kevin McCallister''': Io sono stato cattivo ultimamente. Ho detto cose che non dovevo dire. Non sono stato per niente buono quest'anno. Per questo sono un po' triste. Perché a me la mia [[famiglia]] mi piace, anche se certe volte dico il contrario. Certe volte mi sembra persino di odiarli. Lo puoi capire?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì. Con la tua famiglia hai dei rapporti un po' complicati.<br>'''Kevin McCallister''': Soprattutto con mio fratello più grande.<br>'''Vecchio Marley''': Dentro di te tu li ami sempre, ma ti dimentichi che li ami e qualche volta vi ferite a vicenda e non so perché sei piccolo. *'''Vecchio Marley''': Tanti anni fa, prima che voi vi trasferiste qui, ho litigato con mio figlio.<br> '''Kevin McCallister''': Quanti anni ha?<br>'''Vecchio Marley''': Oh, è grande ormai. Una parola tira l'altra, e gli dissi che non ci tenevo più a vederlo. Lui disse lo stesso, e da allora non ci siamo più parlati.<br>'''Kevin McCallister''': Se ti manca, perché non gli telefoni?<br>'''Vecchio Marley''': Temo che se lo faccio lui non voglia parlarmi.<br>'''Kevin McCallister''': Come fai a saperlo?<br>'''Vecchio Marley''': Non lo so, ma ho paura che succeda.<br>'''Kevin McCallister''': Non ti offendere, ma non sei un po' vecchio per avere [[paura]]?<br>'''Vecchio Marley''': Si può essere un po' vecchi per molte cose, ma mai troppo per avere paura.<br>'''Kevin McCallister''': Sì, è vero. Io ho sempre avuto paura del nostro seminterrato: è buio, c'è roba strana, c'è uno strano odore e tutte cose strane. Erano anni che mi perseguitava.<br>'''Vecchio Marley''': I seminterrati sono così.<br>'''Kevin McCallister''': E poi mi sono costretto a scenderci per fare il bucato, e ho scoperto che non è così brutto. Mi ero preoccupato senza ragione, perché quando ho acceso la luce non era questo granché.<br>'''Vecchio Marley''': Che vorresti dire?<br>'''Kevin McCallister''': Cosa voglio dire? Che dovresti chiamare tuo figlio.<br>'''Vecchio Marley''': E se non mi vuole parlare?<br>'''Kevin McCallister''': Almeno lo saprai. Così potrai smettere di pensarci e non dovrai avere più paura. Anche se sono stato cattivo io vorrei parlare con il mio papà, specialmente adesso che è Natale. *'''Harry''': Prima diamo un'occhiata, possiamo sempre tornare per il furgone. <br /> '''Marv''': Sì... Allora, come vuoi entrare? <br /> '''Harry''': Dalla porta di servizio. Ci aprirà lui {{NDR|Kevin}}, non si sa mai. <br /> '''Marv''': Già! È un bambino, e i bambini sono stupidi! *'''Harry Lime''': Buon Natale signorino... lo sappiamo che sei lì, e anche che sei solo.<br>'''Marv Merchants''': Su, da bravo ragazzino, apri! C'è Babbo Natale... e il suo folletto! *'''Harry Lime''': Marv!<br>'''Marv Merchants''': Harry?<br>'''Harry Lime''': Perché ti sei tolto le scarpe?!<br>'''Marv Merchants''': E tu perché ti sei vestito da gallina?! *'''Harry Lime''': Faremo esattamente quello che ha fatto a noi! Gli brucio la testa come lui ha fatto a me!<br>'''Marv Merchants''': Io gli rompo la faccia con una sbarra di ferro!<br>'''Harry Lime''': Poi forse gli sbatto in faccia un barattolo di vernice!<br>'''Marv Merchants''': E io gli pianto un chiodo in un piede!<br>'''Harry Lime''': Ma prima di tutto gli strapperò a morsi questi ditini! Uno alla volta! *'''Kate McCallister''': Sono una cattiva madre... Sono una cattiva madre...<br>'''Gus Polinski''': Ma non è vero. Non deve sentirsi in colpa. Sono cose che succedono sempre. Succedono a tutti, gliel'assicuro.<br>'''Kate McCallister''': No...<br>'''Gus Polinski''': Vuol sapere qualcosa sui cattivi genitori? Be', guardi noi. Insomma, noi siamo in giro quarantotto, quarantanove settimane l'anno. E chi le vede le nostre famiglie? Ehm, Joe, laggiù. Lo vede? Be', lui ha quasi dimenticato i nomi dei suoi figli. E Ziggy, quello che guida, non l'ha nemmeno mai visto suo figlio. Eddy... Spero che nessuno scriva mai la sua biografia. Eh...<br>'''Kate McCallister''': Ma lei è mai andato in vacanza dimenticando suo figlio a casa?<br>'''Gus Polinski''': Ehm... {{NDR|ci pensa un po' su}} No.<br>'''Kate McCallister''': Ecco!<br>'''Gus Polinski''': Ma una volta ne ho lasciato uno alle pompe funebri. Eh, sì, fu terribile. Vede, ero distrutto, annientato, capisce? Mia moglie era morta e ... e noi lasciammo il bambino per tutto il giorno nella camera ardente. Tutto il giorno, capisce? Solo quando tornammo a casa la sera ce ne siamo accorti. E lui era là, era stato tutto il giorno da solo con la madre morta.<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|turbata}}: Oh!<br>'''Gus Polinski''': Eh... Ah, ma si riprese, sa? Sì, dopo sei settimane. Certo, si riprese. Ricominciò a parlare... Ora sta benissimo! Sa, i bambini superano tutto, si riprendono! *'''Buzz McCallister''': Ehi, Kevin! È già molto che non hai dato fuoco alla casa.<br>'''Kevin McCallister''': Grazie, Buzz! *'''Kate McCallister''': Qualcuno corra al drugstore. Non abbiamo nemmeno il latte.<br>'''Kevin McCallister''': Io ho fatto la spesa ieri.<br>'''Jeff McCallister''': Tu hai fatto la spesa?!<br>'''Kevin McCallister''': Ho preso un po' di latte, uova e anche un ammorbidente.<br>'''Kate McCallister''': Cosa?!<br>'''Peter McCallister''': Stai scherzando?! Chi se lo aspettava! Che cos'altro hai fatto mentre eravamo via?<br>'''Kevin McCallister''': Oh, niente di speciale...<br>'''Buzz McCallister''': Sa fare la spesa?! Non sa nemmeno allacciarsi le scarpe ed è andato a fare la spesa! Non è il Kevin che conoscevo! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Kevin! Che cosa hai combinato in camera mia?! ('''Buzz McCallister''') ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Mamma, ho perso l'aereo''}} {{Mamma, ho perso l'aereo}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film natalizi]] n5mo87bzr3j53jt9t8r8xh5h171rnci 1418477 1418476 2026-06-27T22:56:27Z ~2026-36976-65 107629 /* Dialoghi */ 1418477 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Mamma, ho perso l'aereo |titolooriginale=Home Alone |immagine= |dimensioneimmagine= 200 |didascalia=La casa in cui è stato girato il film |paese=USA |anno=1990 |genere=commedia |regista=[[Chris Columbus]] |sceneggiatore=[[John Hughes]] |attori = *[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister *[[Joe Pesci]]: Harry Lime *[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants *[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister *[[Roberts Blossom]]: vecchio Marley *[[John Heard]]: Peter McCallister *[[John Candy]]: Gus Polinski *[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister *[[Angela Goethals]]: Linnie McCallister *[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister *[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister *[[Gerry Bamman]]: zio Frank McCallister *[[Terrie Snell]]: zia Leslie McCallister *[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister *[[Kristin Minter]]: Heather McCallister *[[Dan Charles Zukoski]]: fattorino delle pizze *[[Bill Erwin]]: Ed *[[Larry Hankin]]: sergente Larry Balzak *[[Alan Wilder (attore)|Alan Wilder]]: impiegato aeroporto di Scranton *[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister *[[Jeffrey Wiseman]]: Mitch Murphy *[[Hope Davis]]: impiegata aeroporto di Parigi *[[Ann Whitney]]: commessa *[[Jim Ortlieb]]: Herb il commesso *[[Ray Toler]]: zio Rob McCallister *[[Virginia Smith]]: zia Georgette McCallister *[[Ken Hudson Campbell]]: Babbo Natale *[[Sandra Macat]]: elfo *[[Diana Rein]]: Sondra McCallister *[[Senta Moses]]: Tracy McCallister *[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister *[[Matt Doherty (attore)|Matt Doherty]]: Steffan McCallister *[[Ralph Foody]]: gangster Johnny (TV) *[[Michael Guido]]: gangster Cobra (TV) |doppiatoriitaliani = *[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister *[[Saverio Moriones]]: Harry Lime *[[Mino Caprio]]: Marv Merchants *[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister *[[Nando Gazzolo]]: vecchio Marley *[[Carlo Valli]]: Peter McCallister *[[Paolo Buglioni]]: Gus Polinski *[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister *[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister *[[Armando Bandini]]: zio Frank McCallister *[[Lorenza Biella]]: zia Leslie McCallister *[[Mario Milita]]: Ed *[[Stefano Mondini]]: sergente Larry Balzak / Babbo Natale *[[Simone Crisari]]: Mitch Murphy *[[Renato Cortesi]]: gangster Johnny / Cobra (TV) |note= }} '''''Mamma, ho perso l'aereo''''', film statunitense del 1990 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]]. {{tagline|Una commedia per la famiglia, senza la famiglia.}} ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Rivolto a Kevin}} Tu sei quello che i francesi chiamano "les incompétents". ('''Linnie McCallister''') *Voglio vivere da solo! ('''Kevin McCallister''') *Mamma, anche [[Babbo Natale]] deve passare la dogana? ('''Brooke McCallister''') *Fuller, vacci piano con la Pepsi, tesoro! ('''Zia Leslie''') *{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Guarda che cos'hai fatto, piccolo delinquente! ('''Zio Frank''') *{{NDR|A Kate, travestito da poliziotto}} Non si preoccupi per la sua casa, è in buone mani! ('''Harry Lime''') *Non voglio dormire con Fuller! Se beve qualcosa fa la pipì a letto! Mi piscerà addosso, lo so! ('''Kevin McCallister''') *Buon viaggio! Portatemi qualcosa dalla Francia! ('''Mitch Murphy''') *C'è nessuno? Mamma? Papà? Mamma? Papà? Ma dove siete? Buzz? Buzz? Buzz? Megan? Ehi! Megan? Rod? Zio Frank? Zio Frank, è uno scherzo, vero? Megan? Linnie? È uno scherzo, vero? ('''Kevin McCallister''') *Le macchine sono ancora qui! Quindi non sono partiti! ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, ti darò in pasto alla mia tarantola! ('''Buzz McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, sei un disastro della Natura! ('''Jeff McCallister''') *Ho fatto bene a far sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Dopo aver letto ''Playboy''}} Tutte quelle donne nude... che schifo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare Buzz}} Buzz, sto frugando fra le tue cose, mi senti? Vieni fuori e picchiami! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Guardando la foto della fidanzata del fratello}} Buzz, la tua ragazza! Che brutta! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare i genitori}} Ehi, sto mangiando schifezze e guardo un film da grandi, venite a impedirmelo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Al telefono dell'aeroporto dopo essersene impossessata con la forza mentre una signora stava telefonando}} Hello? Hello? Metta giù, richiamerà! ('''Kate McCallister''') *No, è ridicolo. Solo i vigliacchi si nascondono sotto il letto, e io non sono un vigliacco... sono l'uomo di casa. ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto la doccia e mi sono passato il [[sapone]] dappertutto. Proprio dappertutto: davanti, didietro, fra le dita dei piedi, anche nell'ombelico! Tutte cose che non ho mai fatto volentieri. Mi sono lavato i capelli con uno shampoo per adulti e ho usato un balsamo che li fa risplendere. Non ho trovato lo spazzolino da denti, ma ne comprerò uno più tardi. A parte questo mi sento in forma. {{NDR|anziché usare il deodorante, si mette il dopobarba, che gli brucia il viso e si mette a urlare di dolore}} ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|A Kevin, che ha quasi investito con il furgone}} Babbo Natale non porta doni al cimitero! ('''Marv Merchants''') *Se è necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! ('''Kate McCallister''') *Anche a costo di vendermi l'anima al diavolo in persona io arriverò a casa da mio figlio! ('''Kate McCallister''') *Per la miseria! Non hanno più ritegno! Fare la multa a Babbo Natale la sera della vigilia! E alla [[Befana]] che faranno, le sequestrano la scopa? ('''Uomo travestito da Babbo Natale''') :''How low! Giving Kriss Kringle a parking ticket on Christmas Eve! What's next, rabies shots for the Easter Bunny?'' *Questa è la mia casa... devo difenderla! ('''Kevin McCallister''') *[[Benedizioni dai film|Benedici]] questo piatto di [[maccheroni]] al formaggio cotti al microonde e benedici quelli che me li hanno venduti. Amen. ('''Kevin McCallister''') *Hai paura, Marv? Hai paura? Coraggio, scavalca! ('''Harry Lime''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Kevin McCallister''': Mamma, lo zio Frank non mi fa vedere il film alla TV! Però agli altri sì... perché a me no?<br> '''Kate McCallister''': Kevin, sono al telefono! {{NDR|All'interlocutore}} Quando tornate? Ah, così presto?<br> '''Kevin McCallister''': Non è nemmeno vietato ai minori! Per me quello è scemo!<br> '''Kate McCallister''' {{NDR|mentre sta parlando al telefono}}: Kevin, se lo zio Frank ha detto di no... deve essere proprio brutto! *'''Kevin McCallister''': Io non la so fare una valigia, Jeff. Non l'ho mai fatta in tutta la mia vita!<br>'''Jeff McCallister''': Zuccone!<br>'''Kevin McCallister''': È quello che ha detto Megan!<br>'''Megan McCallister''': Cosa ho detto io?<br>'''Jeff McCallister''': Che è uno zuccone!<br>'''Megan McCallister''': Certo, stava piagnucolando per la valigia! Che dovevo fare, stringergli la mano e dirgli "congratulazioni, sei un idiota!"? *'''Kevin McCallister''': Sai che ci devo mettere? {{NDR|Nella valigia}}<br>'''Jeff McCallister''': Te l'ha gia detto Buzz, faccia da culo! Un vaso da notte! *'''Kevin McCallister''': Buzz...<br>'''Buzz McCallister''': Non si usa bussare, moccioso!?<br>'''Kevin McCallister''': Posso dormire in camera tua, non voglio dormire sul divano con Fuller, se beve qualcosa fa la pipì a letto.<br>'''Buzz McCallister''': Non ti farei dormire in camera mia, nemmeno se mi stessi incollato al culo! *{{NDR|Kevin, Buzz e Rod guardano dalla finestra il vecchio Marley spargere il sale sui marciapiedi}}<br>'''Buzz McCallister''': Non avete mai sentito parlare dell'assassino della pala di South Bend?<br>'''Rod McCallister''': No.<br>'''Buzz McCallister''': È lui. Nel 1958 ha ucciso tutta la famiglia e la metà dei suoi vicini di casa con una pala da neve. Da allora si nasconde nel nostro quartiere.<br>'''Rod McCallister''': Ma se è l'assassino della pala, perché non lo arrestano?<br>'''Buzz McCallister''': Non hanno prove sufficienti. Non hanno mai trovato i corpi. Tutti qui intorno sanno che è stato lui. Adesso è solo questione di tempo, ucciderà ancora.<br>'''Rod McCallister''': Cosa fa adesso?<br>'''Buzz McCallister''': Va su e giù per le strade tutta la notte a spargere sale sui marciapiedi.<br>'''Rod McCallister''': Forse sta solo cercando di redimersi.<br>'''Buzz McCallister''': Non è così. Vedi quel bidone pieno di sale? È lì che mette le sue vittime. Il sale intacca i cadaveri e li trasforma in mummie!<br>'''Kevin McCallister''' {{NDR|terrorizzato}}: Mummie?! *'''Kevin McCallister''': Nessuno me ne ha ordinata una solo al formaggio?<br>'''Buzz McCallister''': Certo che c'era. Ma se proprio la vuoi vuol dire che qualcuno dovrà vomitarla, perché non ce n'è più! *'''Kevin McCallister''': Mi odiano tutti in questa famiglia!<br>'''Kate McCallister''': Allora chiedi a Babbo Natale un'altra famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': Io non la voglio un'altra famiglia! Non voglio nessuna famiglia! Le famiglie rompono!<br>'''Kate McCallister''': Resta lassù. Non voglio vederti per il resto della serata.<br>'''Kevin McCallister''': E io non voglio più vederti per tutto il resto di tutta la mia vita, anzi, non voglio vedere proprio nessuno!<br>'''Kate McCallister''': Spero che non parli sul serio. Sarebbe molto triste per te se ti svegliassi domattina e non avessi una famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': No, nient'affatto.<br>'''Kate McCallister''': Allora ridillo. Potrebbe avverarsi.<br>'''Kevin McCallister''': Spero di non rivedere più nessuno di voi! *'''Frank''': Non riusciremo assolutamente a prendere quell'aereo! Parte tra quarantacinque minuti! <br /> '''Peter McCallister''': Non essere così pessimista! <br /> '''Frank''': Non sono pessimista, sono realista! *{{NDR|Kevin guarda ''Angels with Filthy Souls'', un film di gangster alla tv<ref name="Angels with Filthy Souls">Film fittizio intitolato ''Angels with Filthy Souls'' realizzato appositamente per queste scene.</ref>}}<br>'''Gangster Johnny''': Chi è?<br>'''Gangster Cobra''': Sono io, Cobra. Ho portato la roba.<br>'''Gangster Johnny''': Lasciala davanti alla porta e levati dalle scatole!<br>'''Gangster Cobra''': D'accordo, Johnny. Ma i miei soldi?<br>'''Gangster Johnny''': Quali soldi?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto che avevi un po' di grana per me.<br>'''Gangster Johnny''': Ah sì? E quanto dovrei darti?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto il 10%.<br>'''Gangster Johnny''': Peccato che A.C. non comandi più niente qui!<br>'''Gangster Cobra''': Gli voglio parlare!<br>'''Gangster Johnny''': Adesso è di sopra a fare un bagno. Gli parlo io quando scende. Ehi, intanto vorrei farti una proposta, Cobra. Ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo!<br>'''Gangster Cobra''': Va bene, Johnny. Scusami. Me ne vado.<br>'''Gangster Johnny''': Uno, due... dieci! Tieni il resto, lurido bastardo! *{{NDR|Sull'aereo per Parigi}}<br>'''Kate McCallister''': Ho una terribile sensazione.<br>'''Peter McCallister''': Che sensazione?<br>'''Kate McCallister''': Di non aver fatto qualcosa...<br>'''Peter McCallister''': No, ti senti così perché siamo partiti in fretta e furia. Non abbiamo trascurato niente, credimi.<br>'''Kate McCallister''': Ho spento il gas?<br>'''Peter McCallister''': No... l'ho fatto io.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso tutto?<br>'''Peter McCallister''': Sì.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso il garage?<br>'''Peter McCallister''': Hai ragione... ho dimenticato di chiudere il garage, è vero.<br>'''Kate McCallister''': No... Non è questo.<br>'''Peter McCallister''': Cos'altro abbiamo dimenticato...?<br>'''Kate McCallister''': Kevin!! *'''Kate McCallister''': Com'è potuto succedere? L'abbiamo dimenticato!<br>'''Peter McCallister''': Non l'abbiamo dimenticato. Abbiamo solo contato male.<br>'''Kate McCallister''': Che razza di madre sono?!<br>'''Frank''': Se ti può far sentire meglio, io ho dimenticato gli occhiali! *{{NDR|Al telefono}}<br>'''Poliziotta Rose''': Sì, distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ah, senta, sto chiamando da Parigi. Uno dei miei figli è rimasto solo in casa. Il nostro telefono è guasto, perciò vorrei che qualcuno andasse a casa nostra a dirgli che stiamo tornando a prenderlo.<br>'''Poliziotta Rose''': Ok, le passo l'emergenza crisi familiari.<br>'''Kate McCallister''': No! Ma questa non è una crisi familiare!<br>'''Poliziotta Rose''': Aspetti! {{NDR|Bussando all'ufficio adiacente}} Larry, le vuoi parlare tu? C'è una signora che mi sembra un po' suonata.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Che linea, Rose?<br>'''Poliziotta Rose''': Mh, la 2.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Emergenza crisi familiari. Sergente Balzak.<br>'''Kate McCallister''': Senta, sto chiamando da Parigi. Il mio bambino è a casa da solo.<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un alterco con un ubriaco e/o con un malato di mente e/o con un membro della famiglia?<br>'''Kate McCallister''': No!<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un incidente casuale domestico?<br>'''Kate McCallister''': Non lo so. Non credo... Spero di no!<br>'''Sergente Larry Balzak''' {{NDR|mentre si sta strafogando di ciambelle}}: Il bambino ha ingerito qualche veleno e/o qualche oggetto che può essergli rimasto in gola?<br>'''Kate McCallister''': No! È semplicemente solo in casa e vorrei che qualcuno andasse lì a vedere se sta bene! Insomma, a dargli un'occhiata!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Lei vuole che andiamo a casa sua solo per dargli un'occhiata?<br>'''Kate McCallister''': Sì!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Allora le passo il distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ma sono stati loro a passarmi lei!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Rose, la suonata sulla 2!<br>'''Poliziotta Rose''': Passamela.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Aspetti in linea. *'''[[Segreterie telefoniche dai film|Segreteria telefonica]] della famiglia Murphy''': Salve, qui la famiglia Murphy. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.<br>'''Messaggio di Peter McCallister''': Chuck, sono ancora Peter McCallister e siamo sempre a Parigi, a casa di mio fratello. Ti do il numero di qui, ok? Il prefisso del dipartimento è 33, quello della città è 14 e il numero è 69-48-76-34. Hai scritto? Quando torni a casa, se torni a casa, chiamami per favore qui a Parigi. *'''Harry Lime''': L'hai rifatto, è così? Hai lasciato i rubinetti aperti. Tu sei picchiato! Perché lo fai? Ti avevo detto di smettere!<br>'''Marv Merchants''': Harry, è il nostro biglietto da visita!<br>'''Harry Lime''': Biglietto da visita!<br>'''Marv Merchants''': Tutti i grandi lasciano la loro firma. Noi siamo i banditi del rubinetto! *'''Megan McCallister''': È tutto assurdo.<br>'''Buzz McCallister''': Cosa?<br>'''Megan McCallister''': Noi a Parigi in questo appartamento, Kevin a casa e la mamma all'aeroporto.<br>'''Buzz McCallister''': Allora?<br>'''Megan McCallister''': Tu non sei preoccupato per Kevin?<br>'''Buzz McCallister''': Perché dovrei esserlo? Quello fa sempre il cretino e vedrai che questo gli servirà di lezione!<br>'''Megan McCallister''': Ma è così piccolo... Secondo te è un po' picchiato?<br>'''Buzz McCallister''': Quel delinquente per un paio di giorni se la spasserà come un matto!<br>'''Megan McCallister''' {{NDR|[[Ultime parole famose dai film|ultime parole famose]]}}: Non ti preoccupa che possa succedergli qualcosa?<br>'''Buzz McCallister''': No! Per tre ragioni: A – non sono così fortunato; B – abbiamo i rivelatori di fumo; e C – abitiamo nella strada più barbosa degli Stati Uniti d'America, dove non succede e non succederà mai niente di lontanamente pericoloso! Punto. *'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Chi è? <br /> '''Fattorino''': Little Nero, signore, ho portato la pizza! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lasciala davanti la porta e levati dalle scatole!<br /> '''Fattorino''': Ok, e... per i soldi? <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Quali soldi? <br /> '''Fattorino''': Quelli che mi deve per la pizza, signore! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ah sì? E quanto dovrei darti? <br />'''Fattorino''': Ehm, sono 11 e 80, signore.<br />{{NDR|Senza farsi vedere Kevin mette dodici dollari fuori dalla porta tramite la gattaiola}}<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tieni il resto, lurido bastardo! <br /> '''Fattorino''': Spilorcio! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ehi, ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo! Uno, due... dieci! {{NDR|In tv il gangster Johnny comincia a sparare e il fattorino della pizza scappa via spaventato}}<ref name="Angels with Filthy Souls"/><br>'''Kevin McCallister''': Ah, una bella pizza al formaggio tutta per me! *'''Commessa Supermercato''': Ma tu sei venuto qui da solo? <br /> '''Kevin McCallister''': Signora, ho 8 anni, secondo lei posso essere venuto da solo?! Andiamo, che sciocchezze! <br /> '''Commessa Supermercato''': Dov'è tua madre? <br /> '''Kevin McCallister''': È fuori in macchina. <br /> '''Commessa Supermercato''': E tuo padre? <br /> '''Kevin McCallister''': Al lavoro. <br /> '''Commessa Supermercato''': E i tuoi fratelli? <br /> '''Kevin McCallister''': Sono figlio unico. <br /> '''Commessa Supermercato''': Dove abiti? <br /> '''Kevin McCallister''': Eh... non posso dirglielo! <br /> '''Commessa Supermercato''': Perché no? <br /> '''Kevin McCallister''': Perché è un'estranea! *'''Caldaia''' {{NDR|nella fantasia di Kevin}}: Ahahah! Kevin!<br>'''Kevin McCallister''': Chiudi il becco! *'''Harry Lime''': Va' a dare un'occhiata! <br />{{NDR|Lunga pausa}}<br>'''Marv Merchants''': Adesso?! <br /> '''Harry Lime''' {{NDR|dopo una breve pausa, pensando di essere preso in giro}}: No, domani, cretino... Adesso! Coraggio! "Adesso?!". *'''Kate McCallister''': Senta, io non dormo da quasi 60 ore. Sono stanca e sporca. Sono andata da Chicago, a Parigi, a Dallas, a... dove diavolo sono?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Scranton. <br>'''Kate McCallister''': Sto cercando di tornare a casa da mio figlio che ha 8 anni, e ora che sono quasi arrivata lei mi ferma?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Be', dovrà rassegnarsi.<br>'''Kate McCallister''': No! No, no, no, no, affatto! Siamo a Natale! E Natale vuol dire speranza, lo sa?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Sissignora, io... <br>'''Kate McCallister''': Se necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! A costo di spendere tutto quello che ho, anche di vendermi l'anima al Diavolo in persona... io devo arrivare a casa da mio figlio! *'''Gus Polinski''': Permetta che mi presenti, signora? Gus Polinski. Molto lieto. {{NDR|Kate e Gus Polinski si stringono la mano}} Il re della polka del Midwest! Eh? Ehm... I Kenosha Kickers. {{NDR|il resto del gruppo la saluta, ma lei non ha idea di cosa stia parlando}} No? Ah, non fa niente. Pensavo mi avesse riconosciuto. Comunque... Ehm, sa, io ho avuto un certo successo qualche anno fa, perché io sono quello di "Polka polka polka polka polka polka!" No, eh?<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|perplessa}}: No...<br>'''Gus Polinski''': E ''Twin Legs Polka''? ''Yamahoozie Polka''? ''Kiss Me Polka''?<br>'''Kate McCallister''': Ehm...<br>'''Gus Polinski''': ''Polka Twist'', eh?<br>'''Kate McCallister''': Sarebbero canzoni...?<br>'''Gus Polinski''': Sì, ehm... Sì, ecco, nostri grandi successi. Almeno agli inizi degli anni '70. Sì, ne abbiamo vendute ben 623 copie per l'esattezza! *'''Marv Merchants''': Sì, i bambini hanno paura del buio!<br> '''Harry Lime''': Anche tu hai paura del buio, Marv! Non dire di no. *'''Kevin McCallister''': Tanto lo so che non sei il vero Babbo Natale.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Che cosa te lo fa pensare? Sarei curioso di saperlo. {{NDR|si mette in ordine la barba finta}}<br>'''Kevin McCallister''': Sono grande abbastanza per conoscere la vita.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Giusto.<br>'''Kevin McCallister''': Ma so anche che tu lavori per lui. E vorrei che gli dessi un messaggio.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Spara!<br>'''Kevin McCallister''': Io sono Kevin McCallister, 671 Lincoln Boulevard. Vuoi il numero di telefono?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': No, non fa niente.<br>'''Kevin McCallister''': Ok. È estremamente importante. Vuoi dirgli per favore che quest'anno invece dei regali rivoglio solo indietro la mia famiglia? Niente giocattoli, ma soltanto Peter, Kate, Buzz, Megan, Linnie e Jeff, e mia zia e i miei cugini, e se ha tempo anche mio zio Frank. D'accordo?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Va bene. Vedrò cosa posso fare. *'''Vecchio Marley''': Abiti vicino a me, vero? '''Kevin McCallister''': Si.<br>'''Vecchio Marley''': Salutami pure quando mi vedi, non devi avere paura. Dicono un sacco di cose su di me, ma non è vero niente. Ok? Sei stato buono quest'anno?<br>'''Kevin McCallister''': Credo di sì.<br>'''Vecchio Marley''': Puoi giurarlo?<br>'''Kevin McCallister''': Noooooo...<br>'''Vecchio Marley''': Io mi sentivo triste. Questo è il posto giusto se sei scontento di te.<br>'''Kevin McCallister''': Davvero?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì.<br>'''Kevin McCallister''': Tu sei scontento di te?<br>'''Vecchio Marley''': No.<br>'''Kevin McCallister''': Io sono stato cattivo ultimamente. Ho detto cose che non dovevo dire. Non sono stato per niente buono quest'anno. Per questo sono un po' triste. Perché a me la mia [[famiglia]] mi piace, anche se certe volte dico il contrario. Certe volte mi sembra persino di odiarli. Lo puoi capire?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì. Con la tua famiglia hai dei rapporti un po' complicati.<br>'''Kevin McCallister''': Soprattutto con mio fratello più grande.<br>'''Vecchio Marley''': Dentro di te tu li ami sempre, ma ti dimentichi che li ami e qualche volta vi ferite a vicenda e non so perché sei piccolo. *'''Vecchio Marley''': Tanti anni fa, prima che voi vi trasferiste qui, ho litigato con mio figlio.<vw>'''Kevin McCallister''': Quanti anni ha?<br>'''Vecchio Marley''': Oh, è grande ormai. Una parola tira l'altra, e gli dissi che non ci tenevo più a vederlo. Lui disse lo stesso, e da allora non ci siamo più parlati.<br>'''Kevin McCallister''': Se ti manca, perché non gli telefoni?<br>'''Vecchio Marley''': Temo che se lo faccio lui non voglia parlarmi.<br>'''Kevin McCallister''': Come fai a saperlo?<br>'''Vecchio Marley''': Non lo so, ma ho paura che succeda.<br>'''Kevin McCallister''': Non ti offendere, ma non sei un po' vecchio per avere [[paura]]?<br>'''Vecchio Marley''': Si può essere un po' vecchi per molte cose, ma mai troppo per avere paura.<br>'''Kevin McCallister''': Sì, è vero. Io ho sempre avuto paura del nostro seminterrato: è buio, c'è roba strana, c'è uno strano odore e tutte cose strane. Erano anni che mi perseguitava.<br>'''Vecchio Marley''': I seminterrati sono così.<br>'''Kevin McCallister''': E poi mi sono costretto a scenderci per fare il bucato, e ho scoperto che non è così brutto. Mi ero preoccupato senza ragione, perché quando ho acceso la luce non era questo granché.<br>'''Vecchio Marley''': Che vorresti dire?<br>'''Kevin McCallister''': Cosa voglio dire? Che dovresti chiamare tuo figlio.<br>'''Vecchio Marley''': E se non mi vuole parlare?<br>'''Kevin McCallister''': Almeno lo saprai. Così potrai smettere di pensarci e non dovrai avere più paura. Anche se sono stato cattivo io vorrei parlare con il mio papà, specialmente adesso che è Natale. *'''Harry''': Prima diamo un'occhiata, possiamo sempre tornare per il furgone. <br /> '''Marv''': Sì... Allora, come vuoi entrare? <br /> '''Harry''': Dalla porta di servizio. Ci aprirà lui {{NDR|Kevin}}, non si sa mai. <br /> '''Marv''': Già! È un bambino, e i bambini sono stupidi! *'''Harry Lime''': Buon Natale signorino... lo sappiamo che sei lì, e anche che sei solo.<br>'''Marv Merchants''': Su, da bravo ragazzino, apri! C'è Babbo Natale... e il suo folletto! *'''Harry Lime''': Marv!<br>'''Marv Merchants''': Harry?<br>'''Harry Lime''': Perché ti sei tolto le scarpe?!<br>'''Marv Merchants''': E tu perché ti sei vestito da gallina?! *'''Harry Lime''': Faremo esattamente quello che ha fatto a noi! Gli brucio la testa come lui ha fatto a me!<br>'''Marv Merchants''': Io gli rompo la faccia con una sbarra di ferro!<br>'''Harry Lime''': Poi forse gli sbatto in faccia un barattolo di vernice!<br>'''Marv Merchants''': E io gli pianto un chiodo in un piede!<br>'''Harry Lime''': Ma prima di tutto gli strapperò a morsi questi ditini! Uno alla volta! *'''Kate McCallister''': Sono una cattiva madre... Sono una cattiva madre...<br>'''Gus Polinski''': Ma non è vero. Non deve sentirsi in colpa. Sono cose che succedono sempre. Succedono a tutti, gliel'assicuro.<br>'''Kate McCallister''': No...<br>'''Gus Polinski''': Vuol sapere qualcosa sui cattivi genitori? Be', guardi noi. Insomma, noi siamo in giro quarantotto, quarantanove settimane l'anno. E chi le vede le nostre famiglie? Ehm, Joe, laggiù. Lo vede? Be', lui ha quasi dimenticato i nomi dei suoi figli. E Ziggy, quello che guida, non l'ha nemmeno mai visto suo figlio. Eddy... Spero che nessuno scriva mai la sua biografia. Eh...<br>'''Kate McCallister''': Ma lei è mai andato in vacanza dimenticando suo figlio a casa?<br>'''Gus Polinski''': Ehm... {{NDR|ci pensa un po' su}} No.<br>'''Kate McCallister''': Ecco!<br>'''Gus Polinski''': Ma una volta ne ho lasciato uno alle pompe funebri. Eh, sì, fu terribile. Vede, ero distrutto, annientato, capisce? Mia moglie era morta e ... e noi lasciammo il bambino per tutto il giorno nella camera ardente. Tutto il giorno, capisce? Solo quando tornammo a casa la sera ce ne siamo accorti. E lui era là, era stato tutto il giorno da solo con la madre morta.<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|turbata}}: Oh!<br>'''Gus Polinski''': Eh... Ah, ma si riprese, sa? Sì, dopo sei settimane. Certo, si riprese. Ricominciò a parlare... Ora sta benissimo! Sa, i bambini superano tutto, si riprendono! *'''Buzz McCallister''': Ehi, Kevin! È già molto che non hai dato fuoco alla casa.<br>'''Kevin McCallister''': Grazie, Buzz! *'''Kate McCallister''': Qualcuno corra al drugstore. Non abbiamo nemmeno il latte.<br>'''Kevin McCallister''': Io ho fatto la spesa ieri.<br>'''Jeff McCallister''': Tu hai fatto la spesa?!<br>'''Kevin McCallister''': Ho preso un po' di latte, uova e anche un ammorbidente.<br>'''Kate McCallister''': Cosa?!<br>'''Peter McCallister''': Stai scherzando?! Chi se lo aspettava! Che cos'altro hai fatto mentre eravamo via?<br>'''Kevin McCallister''': Oh, niente di speciale...<br>'''Buzz McCallister''': Sa fare la spesa?! Non sa nemmeno allacciarsi le scarpe ed è andato a fare la spesa! Non è il Kevin che conoscevo! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Kevin! Che cosa hai combinato in camera mia?! ('''Buzz McCallister''') ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Mamma, ho perso l'aereo''}} {{Mamma, ho perso l'aereo}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film natalizi]] d9imgc0tg074fmthbkdchpobe7wsw0s 1418478 1418477 2026-06-27T22:58:36Z ~2026-36976-65 107629 /* Dialoghi */ 1418478 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Mamma, ho perso l'aereo |titolooriginale=Home Alone |immagine= |dimensioneimmagine= 200 |didascalia=La casa in cui è stato girato il film |paese=USA |anno=1990 |genere=commedia |regista=[[Chris Columbus]] |sceneggiatore=[[John Hughes]] |attori = *[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister *[[Joe Pesci]]: Harry Lime *[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants *[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister *[[Roberts Blossom]]: vecchio Marley *[[John Heard]]: Peter McCallister *[[John Candy]]: Gus Polinski *[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister *[[Angela Goethals]]: Linnie McCallister *[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister *[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister *[[Gerry Bamman]]: zio Frank McCallister *[[Terrie Snell]]: zia Leslie McCallister *[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister *[[Kristin Minter]]: Heather McCallister *[[Dan Charles Zukoski]]: fattorino delle pizze *[[Bill Erwin]]: Ed *[[Larry Hankin]]: sergente Larry Balzak *[[Alan Wilder (attore)|Alan Wilder]]: impiegato aeroporto di Scranton *[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister *[[Jeffrey Wiseman]]: Mitch Murphy *[[Hope Davis]]: impiegata aeroporto di Parigi *[[Ann Whitney]]: commessa *[[Jim Ortlieb]]: Herb il commesso *[[Ray Toler]]: zio Rob McCallister *[[Virginia Smith]]: zia Georgette McCallister *[[Ken Hudson Campbell]]: Babbo Natale *[[Sandra Macat]]: elfo *[[Diana Rein]]: Sondra McCallister *[[Senta Moses]]: Tracy McCallister *[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister *[[Matt Doherty (attore)|Matt Doherty]]: Steffan McCallister *[[Ralph Foody]]: gangster Johnny (TV) *[[Michael Guido]]: gangster Cobra (TV) |doppiatoriitaliani = *[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister *[[Saverio Moriones]]: Harry Lime *[[Mino Caprio]]: Marv Merchants *[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister *[[Nando Gazzolo]]: vecchio Marley *[[Carlo Valli]]: Peter McCallister *[[Paolo Buglioni]]: Gus Polinski *[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister *[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister *[[Armando Bandini]]: zio Frank McCallister *[[Lorenza Biella]]: zia Leslie McCallister *[[Mario Milita]]: Ed *[[Stefano Mondini]]: sergente Larry Balzak / Babbo Natale *[[Simone Crisari]]: Mitch Murphy *[[Renato Cortesi]]: gangster Johnny / Cobra (TV) |note= }} '''''Mamma, ho perso l'aereo''''', film statunitense del 1990 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]]. {{tagline|Una commedia per la famiglia, senza la famiglia.}} ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Rivolto a Kevin}} Tu sei quello che i francesi chiamano "les incompétents". ('''Linnie McCallister''') *Voglio vivere da solo! ('''Kevin McCallister''') *Mamma, anche [[Babbo Natale]] deve passare la dogana? ('''Brooke McCallister''') *Fuller, vacci piano con la Pepsi, tesoro! ('''Zia Leslie''') *{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Guarda che cos'hai fatto, piccolo delinquente! ('''Zio Frank''') *{{NDR|A Kate, travestito da poliziotto}} Non si preoccupi per la sua casa, è in buone mani! ('''Harry Lime''') *Non voglio dormire con Fuller! Se beve qualcosa fa la pipì a letto! Mi piscerà addosso, lo so! ('''Kevin McCallister''') *Buon viaggio! Portatemi qualcosa dalla Francia! ('''Mitch Murphy''') *C'è nessuno? Mamma? Papà? Mamma? Papà? Ma dove siete? Buzz? Buzz? Buzz? Megan? Ehi! Megan? Rod? Zio Frank? Zio Frank, è uno scherzo, vero? Megan? Linnie? È uno scherzo, vero? ('''Kevin McCallister''') *Le macchine sono ancora qui! Quindi non sono partiti! ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, ti darò in pasto alla mia tarantola! ('''Buzz McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, sei un disastro della Natura! ('''Jeff McCallister''') *Ho fatto bene a far sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Dopo aver letto ''Playboy''}} Tutte quelle donne nude... che schifo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare Buzz}} Buzz, sto frugando fra le tue cose, mi senti? Vieni fuori e picchiami! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Guardando la foto della fidanzata del fratello}} Buzz, la tua ragazza! Che brutta! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare i genitori}} Ehi, sto mangiando schifezze e guardo un film da grandi, venite a impedirmelo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Al telefono dell'aeroporto dopo essersene impossessata con la forza mentre una signora stava telefonando}} Hello? Hello? Metta giù, richiamerà! ('''Kate McCallister''') *No, è ridicolo. Solo i vigliacchi si nascondono sotto il letto, e io non sono un vigliacco... sono l'uomo di casa. ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto la doccia e mi sono passato il [[sapone]] dappertutto. Proprio dappertutto: davanti, didietro, fra le dita dei piedi, anche nell'ombelico! Tutte cose che non ho mai fatto volentieri. Mi sono lavato i capelli con uno shampoo per adulti e ho usato un balsamo che li fa risplendere. Non ho trovato lo spazzolino da denti, ma ne comprerò uno più tardi. A parte questo mi sento in forma. {{NDR|anziché usare il deodorante, si mette il dopobarba, che gli brucia il viso e si mette a urlare di dolore}} ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|A Kevin, che ha quasi investito con il furgone}} Babbo Natale non porta doni al cimitero! ('''Marv Merchants''') *Se è necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! ('''Kate McCallister''') *Anche a costo di vendermi l'anima al diavolo in persona io arriverò a casa da mio figlio! ('''Kate McCallister''') *Per la miseria! Non hanno più ritegno! Fare la multa a Babbo Natale la sera della vigilia! E alla [[Befana]] che faranno, le sequestrano la scopa? ('''Uomo travestito da Babbo Natale''') :''How low! Giving Kriss Kringle a parking ticket on Christmas Eve! What's next, rabies shots for the Easter Bunny?'' *Questa è la mia casa... devo difenderla! ('''Kevin McCallister''') *[[Benedizioni dai film|Benedici]] questo piatto di [[maccheroni]] al formaggio cotti al microonde e benedici quelli che me li hanno venduti. Amen. ('''Kevin McCallister''') *Hai paura, Marv? Hai paura? Coraggio, scavalca! ('''Harry Lime''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Kevin McCallister''': Mamma, lo zio Frank non mi fa vedere il film alla TV! Però agli altri sì... perché a me no?<br> '''Kate McCallister''': Kevin, sono al telefono! {{NDR|All'interlocutore}} Quando tornate? Ah, così presto?<br> '''Kevin McCallister''': Non è nemmeno vietato ai minori! Per me quello è scemo!<br> '''Kate McCallister''' {{NDR|mentre sta parlando al telefono}}: Kevin, se lo zio Frank ha detto di no... deve essere proprio brutto! *'''Kevin McCallister''': Io non la so fare una valigia, Jeff. Non l'ho mai fatta in tutta la mia vita!<br>'''Jeff McCallister''': Zuccone!<br>'''Kevin McCallister''': È quello che ha detto Megan!<br>'''Megan McCallister''': Cosa ho detto io?<br>'''Jeff McCallister''': Che è uno zuccone!<br>'''Megan McCallister''': Certo, stava piagnucolando per la valigia! Che dovevo fare, stringergli la mano e dirgli "congratulazioni, sei un idiota!"? *'''Kevin McCallister''': Sai che ci devo mettere? {{NDR|Nella valigia}}<br>'''Jeff McCallister''': Te l'ha gia detto Buzz, faccia da culo! Un vaso da notte! *'''Kevin McCallister''': Buzz...<br>'''Buzz McCallister''': Non si usa bussare, moccioso!?<br>'''Kevin McCallister''': Posso dormire in camera tua, non voglio dormire sul divano con Fuller, se beve qualcosa fa la pipì a letto.<br>'''Buzz McCallister''': Non ti farei dormire in camera mia, nemmeno se mi stessi incollato al culo! *{{NDR|Kevin, Buzz e Rod guardano dalla finestra il vecchio Marley spargere il sale sui marciapiedi}}<br>'''Buzz McCallister''': Non avete mai sentito parlare dell'assassino della pala di South Bend?<br>'''Rod McCallister''': No.<br>'''Buzz McCallister''': È lui. Nel 1958 ha ucciso tutta la famiglia e la metà dei suoi vicini di casa con una pala da neve. Da allora si nasconde nel nostro quartiere.<br>'''Rod McCallister''': Ma se è l'assassino della pala, perché non lo arrestano?<br>'''Buzz McCallister''': Non hanno prove sufficienti. Non hanno mai trovato i corpi. Tutti qui intorno sanno che è stato lui. Adesso è solo questione di tempo, ucciderà ancora.<br>'''Rod McCallister''': Cosa fa adesso?<br>'''Buzz McCallister''': Va su e giù per le strade tutta la notte a spargere sale sui marciapiedi.<br>'''Rod McCallister''': Forse sta solo cercando di redimersi.<br>'''Buzz McCallister''': Non è così. Vedi quel bidone pieno di sale? È lì che mette le sue vittime. Il sale intacca i cadaveri e li trasforma in mummie!<br>'''Kevin McCallister''' {{NDR|terrorizzato}}: Mummie?! *'''Kevin McCallister''': Nessuno me ne ha ordinata una solo al formaggio?<br>'''Buzz McCallister''': Certo che c'era. Ma se proprio la vuoi vuol dire che qualcuno dovrà vomitarla, perché non ce n'è più! *'''Kevin McCallister''': Mi odiano tutti in questa famiglia!<br>'''Kate McCallister''': Allora chiedi a Babbo Natale un'altra famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': Io non la voglio un'altra famiglia! Non voglio nessuna famiglia! Le famiglie rompono!<br>'''Kate McCallister''': Resta lassù. Non voglio vederti per il resto della serata.<br>'''Kevin McCallister''': E io non voglio più vederti per tutto il resto di tutta la mia vita, anzi, non voglio vedere proprio nessuno!<br>'''Kate McCallister''': Spero che non parli sul serio. Sarebbe molto triste per te se ti svegliassi domattina e non avessi una famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': No, nient'affatto.<br>'''Kate McCallister''': Allora ridillo. Potrebbe avverarsi.<br>'''Kevin McCallister''': Spero di non rivedere più nessuno di voi! *'''Frank''': Non riusciremo assolutamente a prendere quell'aereo! Parte tra quarantacinque minuti! <br /> '''Peter McCallister''': Non essere così pessimista! <br /> '''Frank''': Non sono pessimista, sono realista! *{{NDR|Kevin guarda ''Angels with Filthy Souls'', un film di gangster alla tv<ref name="Angels with Filthy Souls">Film fittizio intitolato ''Angels with Filthy Souls'' realizzato appositamente per queste scene.</ref>}}<br>'''Gangster Johnny''': Chi è?<br>'''Gangster Cobra''': Sono io, Cobra. Ho portato la roba.<br>'''Gangster Johnny''': Lasciala davanti alla porta e levati dalle scatole!<br>'''Gangster Cobra''': D'accordo, Johnny. Ma i miei soldi?<br>'''Gangster Johnny''': Quali soldi?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto che avevi un po' di grana per me.<br>'''Gangster Johnny''': Ah sì? E quanto dovrei darti?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto il 10%.<br>'''Gangster Johnny''': Peccato che A.C. non comandi più niente qui!<br>'''Gangster Cobra''': Gli voglio parlare!<br>'''Gangster Johnny''': Adesso è di sopra a fare un bagno. Gli parlo io quando scende. Ehi, intanto vorrei farti una proposta, Cobra. Ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo!<br>'''Gangster Cobra''': Va bene, Johnny. Scusami. Me ne vado.<br>'''Gangster Johnny''': Uno, due... dieci! Tieni il resto, lurido bastardo! *{{NDR|Sull'aereo per Parigi}}<br>'''Kate McCallister''': Ho una terribile sensazione.<br>'''Peter McCallister''': Che sensazione?<br>'''Kate McCallister''': Di non aver fatto qualcosa...<br>'''Peter McCallister''': No, ti senti così perché siamo partiti in fretta e furia. Non abbiamo trascurato niente, credimi.<br>'''Kate McCallister''': Ho spento il gas?<br>'''Peter McCallister''': No... l'ho fatto io.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso tutto?<br>'''Peter McCallister''': Sì.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso il garage?<br>'''Peter McCallister''': Hai ragione... ho dimenticato di chiudere il garage, è vero.<br>'''Kate McCallister''': No... Non è questo.<br>'''Peter McCallister''': Cos'altro abbiamo dimenticato...?<br>'''Kate McCallister''': Kevin!! *'''Kate McCallister''': Com'è potuto succedere? L'abbiamo dimenticato!<br>'''Peter McCallister''': Non l'abbiamo dimenticato. Abbiamo solo contato male.<br>'''Kate McCallister''': Che razza di madre sono?!<br>'''Frank''': Se ti può far sentire meglio, io ho dimenticato gli occhiali! *{{NDR|Al telefono}}<br>'''Poliziotta Rose''': Sì, distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ah, senta, sto chiamando da Parigi. Uno dei miei figli è rimasto solo in casa. Il nostro telefono è guasto, perciò vorrei che qualcuno andasse a casa nostra a dirgli che stiamo tornando a prenderlo.<br>'''Poliziotta Rose''': Ok, le passo l'emergenza crisi familiari.<br>'''Kate McCallister''': No! Ma questa non è una crisi familiare!<br>'''Poliziotta Rose''': Aspetti! {{NDR|Bussando all'ufficio adiacente}} Larry, le vuoi parlare tu? C'è una signora che mi sembra un po' suonata.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Che linea, Rose?<br>'''Poliziotta Rose''': Mh, la 2.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Emergenza crisi familiari. Sergente Balzak.<br>'''Kate McCallister''': Senta, sto chiamando da Parigi. Il mio bambino è a casa da solo.<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un alterco con un ubriaco e/o con un malato di mente e/o con un membro della famiglia?<br>'''Kate McCallister''': No!<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un incidente casuale domestico?<br>'''Kate McCallister''': Non lo so. Non credo... Spero di no!<br>'''Sergente Larry Balzak''' {{NDR|mentre si sta strafogando di ciambelle}}: Il bambino ha ingerito qualche veleno e/o qualche oggetto che può essergli rimasto in gola?<br>'''Kate McCallister''': No! È semplicemente solo in casa e vorrei che qualcuno andasse lì a vedere se sta bene! Insomma, a dargli un'occhiata!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Lei vuole che andiamo a casa sua solo per dargli un'occhiata?<br>'''Kate McCallister''': Sì!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Allora le passo il distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ma sono stati loro a passarmi lei!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Rose, la suonata sulla 2!<br>'''Poliziotta Rose''': Passamela.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Aspetti in linea. *'''[[Segreterie telefoniche dai film|Segreteria telefonica]] della famiglia Murphy''': Salve, qui la famiglia Murphy. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.<br>'''Messaggio di Peter McCallister''': Chuck, sono ancora Peter McCallister e siamo sempre a Parigi, a casa di mio fratello. Ti do il numero di qui, ok? Il prefisso del dipartimento è 33, quello della città è 14 e il numero è 69-48-76-34. Hai scritto? Quando torni a casa, se torni a casa, chiamami per favore qui a Parigi. *'''Harry Lime''': L'hai rifatto, è così? Hai lasciato i rubinetti aperti. Tu sei picchiato! Perché lo fai? Ti avevo detto di smettere!<br>'''Marv Merchants''': Harry, è il nostro biglietto da visita!<br>'''Harry Lime''': Biglietto da visita!<br>'''Marv Merchants''': Tutti i grandi lasciano la loro firma. Noi siamo i banditi del rubinetto! *'''Megan McCallister''': È tutto assurdo.<br>'''Buzz McCallister''': Cosa?<br>'''Megan McCallister''': Noi a Parigi in questo appartamento, Kevin a casa e la mamma all'aeroporto.<br>'''Buzz McCallister''': Allora?<br>'''Megan McCallister''': Tu non sei preoccupato per Kevin?<br>'''Buzz McCallister''': Perché dovrei esserlo? Quello fa sempre il cretino e vedrai che questo gli servirà di lezione!<br>'''Megan McCallister''': Ma è così piccolo... Secondo te è un po' picchiato?<br>'''Buzz McCallister''': Quel delinquente per un paio di giorni se la spasserà come un matto!<br>'''Megan McCallister''' {{NDR|[[Ultime parole famose dai film|ultime parole famose]]}}: Non ti preoccupa che possa succedergli qualcosa?<br>'''Buzz McCallister''': No! Per tre ragioni: A – non sono così fortunato; B – abbiamo i rivelatori di fumo; e C – abitiamo nella strada più barbosa degli Stati Uniti d'America, dove non succede e non succederà mai niente di lontanamente pericoloso! Punto. *'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Chi è? <br /> '''Fattorino''': Little Nero, signore, ho portato la pizza! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lasciala davanti la porta e levati dalle scatole!<br /> '''Fattorino''': Ok, e... per i soldi? <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Quali soldi? <br /> '''Fattorino''': Quelli che mi deve per la pizza, signore! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ah sì? E quanto dovrei darti? <br />'''Fattorino''': Ehm, sono 11 e 80, signore.<br />{{NDR|Senza farsi vedere Kevin mette dodici dollari fuori dalla porta tramite la gattaiola}}<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tieni il resto, lurido bastardo! <br /> '''Fattorino''': Spilorcio! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ehi, ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo! Uno, due... dieci! {{NDR|In tv il gangster Johnny comincia a sparare e il fattorino della pizza scappa via spaventato}}<ref name="Angels with Filthy Souls"/><br>'''Kevin McCallister''': Ah, una bella pizza al formaggio tutta per me! *'''Commessa Supermercato''': Ma tu sei venuto qui da solo? <br /> '''Kevin McCallister''': Signora, ho 8 anni, secondo lei posso essere venuto da solo?! Andiamo, che sciocchezze! <br /> '''Commessa Supermercato''': Dov'è tua madre? <br /> '''Kevin McCallister''': È fuori in macchina. <br /> '''Commessa Supermercato''': E tuo padre? <br /> '''Kevin McCallister''': Al lavoro. <br /> '''Commessa Supermercato''': E i tuoi fratelli? <br /> '''Kevin McCallister''': Sono figlio unico. <br /> '''Commessa Supermercato''': Dove abiti? <br /> '''Kevin McCallister''': Eh... non posso dirglielo! <br /> '''Commessa Supermercato''': Perché no? <br /> '''Kevin McCallister''': Perché è un'estranea! *'''Caldaia''' {{NDR|nella fantasia di Kevin}}: Ahahah! Kevin!<br>'''Kevin McCallister''': Chiudi il becco! *'''Harry Lime''': Va' a dare un'occhiata! <br />{{NDR|Lunga pausa}}<br>'''Marv Merchants''': Adesso?! <br /> '''Harry Lime''' {{NDR|dopo una breve pausa, pensando di essere preso in giro}}: No, domani, cretino... Adesso! Coraggio! "Adesso?!". *'''Kate McCallister''': Senta, io non dormo da quasi 60 ore. Sono stanca e sporca. Sono andata da Chicago, a Parigi, a Dallas, a... dove diavolo sono?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Scranton. <br>'''Kate McCallister''': Sto cercando di tornare a casa da mio figlio che ha 8 anni, e ora che sono quasi arrivata lei mi ferma?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Be', dovrà rassegnarsi.<br>'''Kate McCallister''': No! No, no, no, no, affatto! Siamo a Natale! E Natale vuol dire speranza, lo sa?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Sissignora, io... <br>'''Kate McCallister''': Se necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! A costo di spendere tutto quello che ho, anche di vendermi l'anima al Diavolo in persona... io devo arrivare a casa da mio figlio! *'''Gus Polinski''': Permetta che mi presenti, signora? Gus Polinski. Molto lieto. {{NDR|Kate e Gus Polinski si stringono la mano}} Il re della polka del Midwest! Eh? Ehm... I Kenosha Kickers. {{NDR|il resto del gruppo la saluta, ma lei non ha idea di cosa stia parlando}} No? Ah, non fa niente. Pensavo mi avesse riconosciuto. Comunque... Ehm, sa, io ho avuto un certo successo qualche anno fa, perché io sono quello di "Polka polka polka polka polka polka!" No, eh?<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|perplessa}}: No...<br>'''Gus Polinski''': E ''Twin Legs Polka''? ''Yamahoozie Polka''? ''Kiss Me Polka''?<br>'''Kate McCallister''': Ehm...<br>'''Gus Polinski''': ''Polka Twist'', eh?<br>'''Kate McCallister''': Sarebbero canzoni...?<br>'''Gus Polinski''': Sì, ehm... Sì, ecco, nostri grandi successi. Almeno agli inizi degli anni '70. Sì, ne abbiamo vendute ben 623 copie per l'esattezza! *'''Marv Merchants''': Sì, i bambini hanno paura del buio!<br> '''Harry Lime''': Anche tu hai paura del buio, Marv! Non dire di no. *'''Kevin McCallister''': Tanto lo so che non sei il vero Babbo Natale.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Che cosa te lo fa pensare? Sarei curioso di saperlo. {{NDR|si mette in ordine la barba finta}}<br>'''Kevin McCallister''': Sono grande abbastanza per conoscere la vita.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Giusto.<br>'''Kevin McCallister''': Ma so anche che tu lavori per lui. E vorrei che gli dessi un messaggio.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Spara!<br>'''Kevin McCallister''': Io sono Kevin McCallister, 671 Lincoln Boulevard. Vuoi il numero di telefono?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': No, non fa niente.<br>'''Kevin McCallister''': Ok. È estremamente importante. Vuoi dirgli per favore che quest'anno invece dei regali rivoglio solo indietro la mia famiglia? Niente giocattoli, ma soltanto Peter, Kate, Buzz, Megan, Linnie e Jeff, e mia zia e i miei cugini, e se ha tempo anche mio zio Frank. D'accordo?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Va bene. Vedrò cosa posso fare. *'''Vecchio Marley''': Abiti vicino a me, vero? <br> '''Kevin McCallister''': Si. <br> '''Vecchio Marley''': Salutami pure quando mi vedi, non devi avere paura. Dicono un sacco di cose su di me, ma non è vero niente. Ok? Sei stato buono quest'anno?<br>'''Kevin McCallister''': Credo di sì.<br>'''Vecchio Marley''': Puoi giurarlo?<br>'''Kevin McCallister''': Noooooo...<br>'''Vecchio Marley''': Io mi sentivo triste. Questo è il posto giusto se sei scontento di te.<br>'''Kevin McCallister''': Davvero?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì.<br>'''Kevin McCallister''': Tu sei scontento di te?<br>'''Vecchio Marley''': No.<br>'''Kevin McCallister''': Io sono stato cattivo ultimamente. Ho detto cose che non dovevo dire. Non sono stato per niente buono quest'anno. Per questo sono un po' triste. Perché a me la mia [[famiglia]] mi piace, anche se certe volte dico il contrario. Certe volte mi sembra persino di odiarli. Lo puoi capire?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì. Con la tua famiglia hai dei rapporti un po' complicati.<br>'''Kevin McCallister''': Soprattutto con mio fratello più grande.<br>'''Vecchio Marley''': Dentro di te tu li ami sempre, ma ti dimentichi che li ami e qualche volta vi ferite a vicenda e non so perché sei piccolo. *'''Vecchio Marley''': Tanti anni fa, prima che voi vi trasferiste qui, ho litigato con mio figlio. <br> '''Kevin McCallister''': Quanti anni ha?<br>'''Vecchio Marley''': Oh, è grande ormai. Una parola tira l'altra, e gli dissi che non ci tenevo più a vederlo. Lui disse lo stesso, e da allora non ci siamo più parlati.<br>'''Kevin McCallister''': Se ti manca, perché non gli telefoni?<br>'''Vecchio Marley''': Temo che se lo faccio lui non voglia parlarmi.<br>'''Kevin McCallister''': Come fai a saperlo?<br>'''Vecchio Marley''': Non lo so, ma ho paura che succeda.<br>'''Kevin McCallister''': Non ti offendere, ma non sei un po' vecchio per avere [[paura]]?<br>'''Vecchio Marley''': Si può essere un po' vecchi per molte cose, ma mai troppo per avere paura.<br>'''Kevin McCallister''': Sì, è vero. Io ho sempre avuto paura del nostro seminterrato: è buio, c'è roba strana, c'è uno strano odore e tutte cose strane. Erano anni che mi perseguitava.<br>'''Vecchio Marley''': I seminterrati sono così.<br>'''Kevin McCallister''': E poi mi sono costretto a scenderci per fare il bucato, e ho scoperto che non è così brutto. Mi ero preoccupato senza ragione, perché quando ho acceso la luce non era questo granché.<br>'''Vecchio Marley''': Che vorresti dire?<br>'''Kevin McCallister''': Cosa voglio dire? Che dovresti chiamare tuo figlio.<br>'''Vecchio Marley''': E se non mi vuole parlare?<br>'''Kevin McCallister''': Almeno lo saprai. Così potrai smettere di pensarci e non dovrai avere più paura. Anche se sono stato cattivo io vorrei parlare con il mio papà, specialmente adesso che è Natale. *'''Harry''': Prima diamo un'occhiata, possiamo sempre tornare per il furgone. <br /> '''Marv''': Sì... Allora, come vuoi entrare? <br /> '''Harry''': Dalla porta di servizio. Ci aprirà lui {{NDR|Kevin}}, non si sa mai. <br /> '''Marv''': Già! È un bambino, e i bambini sono stupidi! *'''Harry Lime''': Buon Natale signorino... lo sappiamo che sei lì, e anche che sei solo.<br>'''Marv Merchants''': Su, da bravo ragazzino, apri! C'è Babbo Natale... e il suo folletto! *'''Harry Lime''': Marv!<br>'''Marv Merchants''': Harry?<br>'''Harry Lime''': Perché ti sei tolto le scarpe?!<br>'''Marv Merchants''': E tu perché ti sei vestito da gallina?! *'''Harry Lime''': Faremo esattamente quello che ha fatto a noi! Gli brucio la testa come lui ha fatto a me!<br>'''Marv Merchants''': Io gli rompo la faccia con una sbarra di ferro!<br>'''Harry Lime''': Poi forse gli sbatto in faccia un barattolo di vernice!<br>'''Marv Merchants''': E io gli pianto un chiodo in un piede!<br>'''Harry Lime''': Ma prima di tutto gli strapperò a morsi questi ditini! Uno alla volta! *'''Kate McCallister''': Sono una cattiva madre... Sono una cattiva madre...<br>'''Gus Polinski''': Ma non è vero. Non deve sentirsi in colpa. Sono cose che succedono sempre. Succedono a tutti, gliel'assicuro.<br>'''Kate McCallister''': No...<br>'''Gus Polinski''': Vuol sapere qualcosa sui cattivi genitori? Be', guardi noi. Insomma, noi siamo in giro quarantotto, quarantanove settimane l'anno. E chi le vede le nostre famiglie? Ehm, Joe, laggiù. Lo vede? Be', lui ha quasi dimenticato i nomi dei suoi figli. E Ziggy, quello che guida, non l'ha nemmeno mai visto suo figlio. Eddy... Spero che nessuno scriva mai la sua biografia. Eh...<br>'''Kate McCallister''': Ma lei è mai andato in vacanza dimenticando suo figlio a casa?<br>'''Gus Polinski''': Ehm... {{NDR|ci pensa un po' su}} No.<br>'''Kate McCallister''': Ecco!<br>'''Gus Polinski''': Ma una volta ne ho lasciato uno alle pompe funebri. Eh, sì, fu terribile. Vede, ero distrutto, annientato, capisce? Mia moglie era morta e ... e noi lasciammo il bambino per tutto il giorno nella camera ardente. Tutto il giorno, capisce? Solo quando tornammo a casa la sera ce ne siamo accorti. E lui era là, era stato tutto il giorno da solo con la madre morta.<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|turbata}}: Oh!<br>'''Gus Polinski''': Eh... Ah, ma si riprese, sa? Sì, dopo sei settimane. Certo, si riprese. Ricominciò a parlare... Ora sta benissimo! Sa, i bambini superano tutto, si riprendono! *'''Buzz McCallister''': Ehi, Kevin! È già molto che non hai dato fuoco alla casa.<br>'''Kevin McCallister''': Grazie, Buzz! *'''Kate McCallister''': Qualcuno corra al drugstore. Non abbiamo nemmeno il latte.<br>'''Kevin McCallister''': Io ho fatto la spesa ieri.<br>'''Jeff McCallister''': Tu hai fatto la spesa?!<br>'''Kevin McCallister''': Ho preso un po' di latte, uova e anche un ammorbidente.<br>'''Kate McCallister''': Cosa?!<br>'''Peter McCallister''': Stai scherzando?! Chi se lo aspettava! Che cos'altro hai fatto mentre eravamo via?<br>'''Kevin McCallister''': Oh, niente di speciale...<br>'''Buzz McCallister''': Sa fare la spesa?! Non sa nemmeno allacciarsi le scarpe ed è andato a fare la spesa! Non è il Kevin che conoscevo! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Kevin! Che cosa hai combinato in camera mia?! ('''Buzz McCallister''') ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Mamma, ho perso l'aereo''}} {{Mamma, ho perso l'aereo}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film natalizi]] 94geyne2ubmfgnl25n78y68dfbmnyc9 1418479 1418478 2026-06-27T23:01:45Z ~2026-36976-65 107629 /* Dialoghi */ Errore di battitura 1418479 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Mamma, ho perso l'aereo |titolooriginale=Home Alone |immagine= |dimensioneimmagine= 200 |didascalia=La casa in cui è stato girato il film |paese=USA |anno=1990 |genere=commedia |regista=[[Chris Columbus]] |sceneggiatore=[[John Hughes]] |attori = *[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister *[[Joe Pesci]]: Harry Lime *[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants *[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister *[[Roberts Blossom]]: vecchio Marley *[[John Heard]]: Peter McCallister *[[John Candy]]: Gus Polinski *[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister *[[Angela Goethals]]: Linnie McCallister *[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister *[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister *[[Gerry Bamman]]: zio Frank McCallister *[[Terrie Snell]]: zia Leslie McCallister *[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister *[[Kristin Minter]]: Heather McCallister *[[Dan Charles Zukoski]]: fattorino delle pizze *[[Bill Erwin]]: Ed *[[Larry Hankin]]: sergente Larry Balzak *[[Alan Wilder (attore)|Alan Wilder]]: impiegato aeroporto di Scranton *[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister *[[Jeffrey Wiseman]]: Mitch Murphy *[[Hope Davis]]: impiegata aeroporto di Parigi *[[Ann Whitney]]: commessa *[[Jim Ortlieb]]: Herb il commesso *[[Ray Toler]]: zio Rob McCallister *[[Virginia Smith]]: zia Georgette McCallister *[[Ken Hudson Campbell]]: Babbo Natale *[[Sandra Macat]]: elfo *[[Diana Rein]]: Sondra McCallister *[[Senta Moses]]: Tracy McCallister *[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister *[[Matt Doherty (attore)|Matt Doherty]]: Steffan McCallister *[[Ralph Foody]]: gangster Johnny (TV) *[[Michael Guido]]: gangster Cobra (TV) |doppiatoriitaliani = *[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister *[[Saverio Moriones]]: Harry Lime *[[Mino Caprio]]: Marv Merchants *[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister *[[Nando Gazzolo]]: vecchio Marley *[[Carlo Valli]]: Peter McCallister *[[Paolo Buglioni]]: Gus Polinski *[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister *[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister *[[Armando Bandini]]: zio Frank McCallister *[[Lorenza Biella]]: zia Leslie McCallister *[[Mario Milita]]: Ed *[[Stefano Mondini]]: sergente Larry Balzak / Babbo Natale *[[Simone Crisari]]: Mitch Murphy *[[Renato Cortesi]]: gangster Johnny / Cobra (TV) |note= }} '''''Mamma, ho perso l'aereo''''', film statunitense del 1990 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]]. {{tagline|Una commedia per la famiglia, senza la famiglia.}} ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Rivolto a Kevin}} Tu sei quello che i francesi chiamano "les incompétents". ('''Linnie McCallister''') *Voglio vivere da solo! ('''Kevin McCallister''') *Mamma, anche [[Babbo Natale]] deve passare la dogana? ('''Brooke McCallister''') *Fuller, vacci piano con la Pepsi, tesoro! ('''Zia Leslie''') *{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Guarda che cos'hai fatto, piccolo delinquente! ('''Zio Frank''') *{{NDR|A Kate, travestito da poliziotto}} Non si preoccupi per la sua casa, è in buone mani! ('''Harry Lime''') *Non voglio dormire con Fuller! Se beve qualcosa fa la pipì a letto! Mi piscerà addosso, lo so! ('''Kevin McCallister''') *Buon viaggio! Portatemi qualcosa dalla Francia! ('''Mitch Murphy''') *C'è nessuno? Mamma? Papà? Mamma? Papà? Ma dove siete? Buzz? Buzz? Buzz? Megan? Ehi! Megan? Rod? Zio Frank? Zio Frank, è uno scherzo, vero? Megan? Linnie? È uno scherzo, vero? ('''Kevin McCallister''') *Le macchine sono ancora qui! Quindi non sono partiti! ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, ti darò in pasto alla mia tarantola! ('''Buzz McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, sei un disastro della Natura! ('''Jeff McCallister''') *Ho fatto bene a far sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Dopo aver letto ''Playboy''}} Tutte quelle donne nude... che schifo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare Buzz}} Buzz, sto frugando fra le tue cose, mi senti? Vieni fuori e picchiami! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Guardando la foto della fidanzata del fratello}} Buzz, la tua ragazza! Che brutta! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare i genitori}} Ehi, sto mangiando schifezze e guardo un film da grandi, venite a impedirmelo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Al telefono dell'aeroporto dopo essersene impossessata con la forza mentre una signora stava telefonando}} Hello? Hello? Metta giù, richiamerà! ('''Kate McCallister''') *No, è ridicolo. Solo i vigliacchi si nascondono sotto il letto, e io non sono un vigliacco... sono l'uomo di casa. ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto la doccia e mi sono passato il [[sapone]] dappertutto. Proprio dappertutto: davanti, didietro, fra le dita dei piedi, anche nell'ombelico! Tutte cose che non ho mai fatto volentieri. Mi sono lavato i capelli con uno shampoo per adulti e ho usato un balsamo che li fa risplendere. Non ho trovato lo spazzolino da denti, ma ne comprerò uno più tardi. A parte questo mi sento in forma. {{NDR|anziché usare il deodorante, si mette il dopobarba, che gli brucia il viso e si mette a urlare di dolore}} ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|A Kevin, che ha quasi investito con il furgone}} Babbo Natale non porta doni al cimitero! ('''Marv Merchants''') *Se è necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! ('''Kate McCallister''') *Anche a costo di vendermi l'anima al diavolo in persona io arriverò a casa da mio figlio! ('''Kate McCallister''') *Per la miseria! Non hanno più ritegno! Fare la multa a Babbo Natale la sera della vigilia! E alla [[Befana]] che faranno, le sequestrano la scopa? ('''Uomo travestito da Babbo Natale''') :''How low! Giving Kriss Kringle a parking ticket on Christmas Eve! What's next, rabies shots for the Easter Bunny?'' *Questa è la mia casa... devo difenderla! ('''Kevin McCallister''') *[[Benedizioni dai film|Benedici]] questo piatto di [[maccheroni]] al formaggio cotti al microonde e benedici quelli che me li hanno venduti. Amen. ('''Kevin McCallister''') *Hai paura, Marv? Hai paura? Coraggio, scavalca! ('''Harry Lime''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Kevin McCallister''': Mamma, lo zio Frank non mi fa vedere il film alla TV! Però agli altri sì... perché a me no?<br> '''Kate McCallister''': Kevin, sono al telefono! {{NDR|All'interlocutore}} Quando tornate? Ah, così presto?<br> '''Kevin McCallister''': Non è nemmeno vietato ai minori! Per me quello è scemo!<br> '''Kate McCallister''' {{NDR|mentre sta parlando al telefono}}: Kevin, se lo zio Frank ha detto di no... deve essere proprio brutto! *'''Kevin McCallister''': Io non la so fare una valigia, Jeff. Non l'ho mai fatta in tutta la mia vita!<br>'''Jeff McCallister''': Zuccone!<br>'''Kevin McCallister''': È quello che ha detto Megan!<br>'''Megan McCallister''': Cosa ho detto io?<br>'''Jeff McCallister''': Che è uno zuccone!<br>'''Megan McCallister''': Certo, stava piagnucolando per la valigia! Che dovevo fare, stringergli la mano e dirgli "congratulazioni, sei un idiota!"? *'''Kevin McCallister''': Sai che ci devo mettere? {{NDR|Nella valigia}}<br>'''Jeff McCallister''': Te l'ha gia detto Buzz, faccia da culo! Un vaso da notte! *'''Kevin McCallister''': Buzz...<br>'''Buzz McCallister''': Non si usa bussare, moccioso!?<br>'''Kevin McCallister''': Posso dormire in camera tua, non voglio dormire sul divano con Fuller, se beve qualcosa fa la pipì a letto.<br>'''Buzz McCallister''': Non ti farei dormire in camera mia, nemmeno se mi stessi incollato al culo! *{{NDR|Kevin, Buzz e Rod guardano dalla finestra il vecchio Marley spargere il sale sui marciapiedi}}<br>'''Buzz McCallister''': Non avete mai sentito parlare dell'assassino della pala di South Bend?<br>'''Rod McCallister''': No.<br>'''Buzz McCallister''': È lui. Nel 1958 ha ucciso tutta la famiglia e la metà dei suoi vicini di casa con una pala da neve. Da allora si nasconde nel nostro quartiere.<br>'''Rod McCallister''': Ma se è l'assassino della pala, perché non lo arrestano?<br>'''Buzz McCallister''': Non hanno prove sufficienti. Non hanno mai trovato i corpi. Tutti qui intorno sanno che è stato lui. Adesso è solo questione di tempo, ucciderà ancora.<br>'''Rod McCallister''': Cosa fa adesso?<br>'''Buzz McCallister''': Va su e giù per le strade tutta la notte a spargere sale sui marciapiedi.<br>'''Rod McCallister''': Forse sta solo cercando di redimersi.<br>'''Buzz McCallister''': Non è così. Vedi quel bidone pieno di sale? È lì che mette le sue vittime. Il sale intacca i cadaveri e li trasforma in mummie!<br>'''Kevin McCallister''' {{NDR|terrorizzato}}: Mummie?! *'''Kevin McCallister''': Nessuno me ne ha ordinata una solo al formaggio?<br>'''Buzz McCallister''': Certo che c'era. Ma se proprio la vuoi vuol dire che qualcuno dovrà vomitarla, perché non ce n'è più! *'''Kevin McCallister''': Mi odiano tutti in questa famiglia!<br>'''Kate McCallister''': Allora chiedi a Babbo Natale un'altra famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': Io non la voglio un'altra famiglia! Non voglio nessuna famiglia! Le famiglie rompono!<br>'''Kate McCallister''': Resta lassù. Non voglio vederti per il resto della serata.<br>'''Kevin McCallister''': E io non voglio più vederti per tutto il resto di tutta la mia vita, anzi, non voglio vedere proprio nessuno!<br>'''Kate McCallister''': Spero che non parli sul serio. Sarebbe molto triste per te se ti svegliassi domattina e non avessi una famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': No, nient'affatto.<br>'''Kate McCallister''': Allora ridillo. Potrebbe avverarsi.<br>'''Kevin McCallister''': Spero di non rivedere più nessuno di voi! *'''Frank''': Non riusciremo assolutamente a prendere quell'aereo! Parte tra quarantacinque minuti! <br /> '''Peter McCallister''': Non essere così pessimista! <br /> '''Frank''': Non sono pessimista, sono realista! *{{NDR|Kevin guarda ''Angels with Filthy Souls'', un film di gangster alla tv<ref name="Angels with Filthy Souls">Film fittizio intitolato ''Angels with Filthy Souls'' realizzato appositamente per queste scene.</ref>}}<br>'''Gangster Johnny''': Chi è?<br>'''Gangster Cobra''': Sono io, Cobra. Ho portato la roba.<br>'''Gangster Johnny''': Lasciala davanti alla porta e levati dalle scatole!<br>'''Gangster Cobra''': D'accordo, Johnny. Ma i miei soldi?<br>'''Gangster Johnny''': Quali soldi?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto che avevi un po' di grana per me.<br>'''Gangster Johnny''': Ah sì? E quanto dovrei darti?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto il 10%.<br>'''Gangster Johnny''': Peccato che A.C. non comandi più niente qui!<br>'''Gangster Cobra''': Gli voglio parlare!<br>'''Gangster Johnny''': Adesso è di sopra a fare un bagno. Gli parlo io quando scende. Ehi, intanto vorrei farti una proposta, Cobra. Ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo!<br>'''Gangster Cobra''': Va bene, Johnny. Scusami. Me ne vado.<br>'''Gangster Johnny''': Uno, due... dieci! Tieni il resto, lurido bastardo! *{{NDR|Sull'aereo per Parigi}}<br>'''Kate McCallister''': Ho una terribile sensazione.<br>'''Peter McCallister''': Che sensazione?<br>'''Kate McCallister''': Di non aver fatto qualcosa...<br>'''Peter McCallister''': No, ti senti così perché siamo partiti in fretta e furia. Non abbiamo trascurato niente, credimi.<br>'''Kate McCallister''': Ho spento il gas?<br>'''Peter McCallister''': No... l'ho fatto io.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso tutto?<br>'''Peter McCallister''': Sì.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso il garage?<br>'''Peter McCallister''': Hai ragione... ho dimenticato di chiudere il garage, è vero.<br>'''Kate McCallister''': No... Non è questo.<br>'''Peter McCallister''': Cos'altro abbiamo dimenticato...?<br>'''Kate McCallister''': Kevin!! *'''Kate McCallister''': Com'è potuto succedere? L'abbiamo dimenticato!<br>'''Peter McCallister''': Non l'abbiamo dimenticato. Abbiamo solo contato male.<br>'''Kate McCallister''': Che razza di madre sono?!<br>'''Frank''': Se ti può far sentire meglio, io ho dimenticato gli occhiali! *{{NDR|Al telefono}}<br>'''Poliziotta Rose''': Sì, distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ah, senta, sto chiamando da Parigi. Uno dei miei figli è rimasto solo in casa. Il nostro telefono è guasto, perciò vorrei che qualcuno andasse a casa nostra a dirgli che stiamo tornando a prenderlo.<br>'''Poliziotta Rose''': Ok, le passo l'emergenza crisi familiari.<br>'''Kate McCallister''': No! Ma questa non è una crisi familiare!<br>'''Poliziotta Rose''': Aspetti! {{NDR|Bussando all'ufficio adiacente}} Larry, le vuoi parlare tu? C'è una signora che mi sembra un po' suonata.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Che linea, Rose?<br>'''Poliziotta Rose''': Mh, la 2.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Emergenza crisi familiari. Sergente Balzak.<br>'''Kate McCallister''': Senta, sto chiamando da Parigi. Il mio bambino è a casa da solo.<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un alterco con un ubriaco e/o con un malato di mente e/o con un membro della famiglia?<br>'''Kate McCallister''': No!<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un incidente casuale domestico?<br>'''Kate McCallister''': Non lo so. Non credo... Spero di no!<br>'''Sergente Larry Balzak''' {{NDR|mentre si sta strafogando di ciambelle}}: Il bambino ha ingerito qualche veleno e/o qualche oggetto che può essergli rimasto in gola?<br>'''Kate McCallister''': No! È semplicemente solo in casa e vorrei che qualcuno andasse lì a vedere se sta bene! Insomma, a dargli un'occhiata!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Lei vuole che andiamo a casa sua solo per dargli un'occhiata?<br>'''Kate McCallister''': Sì!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Allora le passo il distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ma sono stati loro a passarmi lei!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Rose, la suonata sulla 2!<br>'''Poliziotta Rose''': Passamela.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Aspetti in linea. *'''[[Segreterie telefoniche dai film|Segreteria telefonica]] della famiglia Murphy''': Salve, qui la famiglia Murphy. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.<br>'''Messaggio di Peter McCallister''': Chuck, sono ancora Peter McCallister e siamo sempre a Parigi, a casa di mio fratello. Ti do il numero di qui, ok? Il prefisso del dipartimento è 33, quello della città è 14 e il numero è 69-48-76-34. Hai scritto? Quando torni a casa, se torni a casa, chiamami per favore qui a Parigi. *'''Harry Lime''': L'hai rifatto, è così? Hai lasciato i rubinetti aperti. Tu sei picchiato! Perché lo fai? Ti avevo detto di smettere!<br>'''Marv Merchants''': Harry, è il nostro biglietto da visita!<br>'''Harry Lime''': Biglietto da visita!<br>'''Marv Merchants''': Tutti i grandi lasciano la loro firma. Noi siamo i banditi del rubinetto! *'''Megan McCallister''': È tutto assurdo.<br>'''Buzz McCallister''': Cosa?<br>'''Megan McCallister''': Noi a Parigi in questo appartamento, Kevin a casa e la mamma all'aeroporto.<br>'''Buzz McCallister''': Allora?<br>'''Megan McCallister''': Tu non sei preoccupato per Kevin?<br>'''Buzz McCallister''': Perché dovrei esserlo? Quello fa sempre il cretino e vedrai che questo gli servirà di lezione!<br>'''Megan McCallister''': Ma è così piccolo... Secondo te è un po' picchiato?<br>'''Buzz McCallister''': Quel delinquente per un paio di giorni se la spasserà come un matto!<br>'''Megan McCallister''' {{NDR|[[Ultime parole famose dai film|ultime parole famose]]}}: Non ti preoccupa che possa succedergli qualcosa?<br>'''Buzz McCallister''': No! Per tre ragioni: A – non sono così fortunato; B – abbiamo i rivelatori di fumo; e C – abitiamo nella strada più barbosa degli Stati Uniti d'America, dove non succede e non succederà mai niente di lontanamente pericoloso! Punto. *'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Chi è? <br /> '''Fattorino''': Little Nero, signore, ho portato la pizza! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lasciala davanti la porta e levati dalle scatole!<br /> '''Fattorino''': Ok, e... per i soldi? <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Quali soldi? <br /> '''Fattorino''': Quelli che mi deve per la pizza, signore! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ah sì? E quanto dovrei darti? <br />'''Fattorino''': Ehm, sono 11 e 80, signore.<br />{{NDR|Senza farsi vedere Kevin mette dodici dollari fuori dalla porta tramite la gattaiola}}<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tieni il resto, lurido bastardo! <br /> '''Fattorino''': Spilorcio! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ehi, ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo! Uno, due... dieci! {{NDR|In tv il gangster Johnny comincia a sparare e il fattorino della pizza scappa via spaventato}}<ref name="Angels with Filthy Souls"/><br>'''Kevin McCallister''': Ah, una bella pizza al formaggio tutta per me! *'''Commessa Supermercato''': Ma tu sei venuto qui da solo? <br /> '''Kevin McCallister''': Signora, ho 8 anni, secondo lei posso essere venuto da solo?! Andiamo, che sciocchezze! <br /> '''Commessa Supermercato''': Dov'è tua madre? <br /> '''Kevin McCallister''': È fuori in macchina. <br /> '''Commessa Supermercato''': E tuo padre? <br /> '''Kevin McCallister''': Al lavoro. <br /> '''Commessa Supermercato''': E i tuoi fratelli? <br /> '''Kevin McCallister''': Sono figlio unico. <br /> '''Commessa Supermercato''': Dove abiti? <br /> '''Kevin McCallister''': Eh... non posso dirglielo! <br /> '''Commessa Supermercato''': Perché no? <br /> '''Kevin McCallister''': Perché è un'estranea! *'''Caldaia''' {{NDR|nella fantasia di Kevin}}: Ahahah! Kevin!<br>'''Kevin McCallister''': Chiudi il becco! *'''Harry Lime''': Va' a dare un'occhiata! <br />{{NDR|Lunga pausa}}<br>'''Marv Merchants''': Adesso?! <br /> '''Harry Lime''' {{NDR|dopo una breve pausa, pensando di essere preso in giro}}: No, domani, cretino... Adesso! Coraggio! "Adesso?!". *'''Kate McCallister''': Senta, io non dormo da quasi 60 ore. Sono stanca e sporca. Sono andata da Chicago, a Parigi, a Dallas, a... dove diavolo sono?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Scranton. <br>'''Kate McCallister''': Sto cercando di tornare a casa da mio figlio che ha 8 anni, e ora che sono quasi arrivata lei mi ferma?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Be', dovrà rassegnarsi.<br>'''Kate McCallister''': No! No, no, no, no, affatto! Siamo a Natale! E Natale vuol dire speranza, lo sa?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Sissignora, io... <br>'''Kate McCallister''': Se necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! A costo di spendere tutto quello che ho, anche di vendermi l'anima al Diavolo in persona... io devo arrivare a casa da mio figlio! *'''Gus Polinski''': Permetta che mi presenti, signora? Gus Polinski. Molto lieto. {{NDR|Kate e Gus Polinski si stringono la mano}} Il re della polka del Midwest! Eh? Ehm... I Kenosha Kickers. {{NDR|il resto del gruppo la saluta, ma lei non ha idea di cosa stia parlando}} No? Ah, non fa niente. Pensavo mi avesse riconosciuto. Comunque... Ehm, sa, io ho avuto un certo successo qualche anno fa, perché io sono quello di "Polka polka polka polka polka polka!" No, eh?<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|perplessa}}: No...<br>'''Gus Polinski''': E ''Twin Legs Polka''? ''Yamahoozie Polka''? ''Kiss Me Polka''?<br>'''Kate McCallister''': Ehm...<br>'''Gus Polinski''': ''Polka Twist'', eh?<br>'''Kate McCallister''': Sarebbero canzoni...?<br>'''Gus Polinski''': Sì, ehm... Sì, ecco, nostri grandi successi. Almeno agli inizi degli anni '70. Sì, ne abbiamo vendute ben 623 copie per l'esattezza! *'''Marv Merchants''': Sì, i bambini hanno paura del buio!<br> '''Harry Lime''': Anche tu hai paura del buio, Marv! Non dire di no. *'''Kevin McCallister''': Tanto lo so che non sei il vero Babbo Natale.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Che cosa te lo fa pensare? Sarei curioso di saperlo. {{NDR|si mette in ordine la barba finta}}<br>'''Kevin McCallister''': Sono grande abbastanza per conoscere la vita.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Giusto.<br>'''Kevin McCallister''': Ma so anche che tu lavori per lui. E vorrei che gli dessi un messaggio.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Spara!<br>'''Kevin McCallister''': Io sono Kevin McCallister, 671 Lincoln Boulevard. Vuoi il numero di telefono?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': No, non fa niente.<br>'''Kevin McCallister''': Ok. È estremamente importante. Vuoi dirgli per favore che quest'anno invece dei regali rivoglio solo indietro la mia famiglia? Niente giocattoli, ma soltanto Peter, Kate, Buzz, Megan, Linnie e Jeff, e mia zia e i miei cugini, e se ha tempo anche mio zio Frank. D'accordo?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Va bene. Vedrò cosa posso fare. *'''Vecchio Marley''': Abiti vicino a me, vero? <br> '''Kevin McCallister''': Si. <br> '''Vecchio Marley''': Salutami pure quando mi vedi, non devi avere paura. Dicono un sacco di cose su di me, ma non è vero niente. Ok? Sei stato buono quest'anno?<br>'''Kevin McCallister''': Credo di sì.<br>'''Vecchio Marley''': Puoi giurarlo?<br>'''Kevin McCallister''': Noooooo...<br>'''Vecchio Marley''': Io mi sentivo triste. Questo è il posto giusto se sei scontento di te.<br>'''Kevin McCallister''': Davvero?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì.<br>'''Kevin McCallister''': Tu sei scontento di te?<br>'''Vecchio Marley''': No.<br>'''Kevin McCallister''': Io sono stato cattivo ultimamente. Ho detto cose che non dovevo dire. Non sono stato per niente buono quest'anno. Per questo sono un po' triste. Perché a me la mia [[famiglia]] mi piace, anche se certe volte dico il contrario. Certe volte mi sembra persino di odiarli. Lo puoi capire?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì. Con la tua famiglia hai dei rapporti un po' complicati.<br>'''Kevin McCallister''': Soprattutto con mio fratello più grande.<br>'''Vecchio Marley''': Dentro di te tu li ami sempre, ma ti dimentichi che li ami e qualche volta vi ferite a vicenda e non solo perché sei piccolo. *'''Vecchio Marley''': Tanti anni fa, prima che voi vi trasferiste qui, ho litigato con mio figlio. <br> '''Kevin McCallister''': Quanti anni ha?<br>'''Vecchio Marley''': Oh, è grande ormai. Una parola tira l'altra, e gli dissi che non ci tenevo più a vederlo. Lui disse lo stesso, e da allora non ci siamo più parlati.<br>'''Kevin McCallister''': Se ti manca, perché non gli telefoni?<br>'''Vecchio Marley''': Temo che se lo faccio lui non voglia parlarmi.<br>'''Kevin McCallister''': Come fai a saperlo?<br>'''Vecchio Marley''': Non lo so, ma ho paura che succeda.<br>'''Kevin McCallister''': Non ti offendere, ma non sei un po' vecchio per avere [[paura]]?<br>'''Vecchio Marley''': Si può essere un po' vecchi per molte cose, ma mai troppo per avere paura.<br>'''Kevin McCallister''': Sì, è vero. Io ho sempre avuto paura del nostro seminterrato: è buio, c'è roba strana, c'è uno strano odore e tutte cose strane. Erano anni che mi perseguitava.<br>'''Vecchio Marley''': I seminterrati sono così.<br>'''Kevin McCallister''': E poi mi sono costretto a scenderci per fare il bucato, e ho scoperto che non è così brutto. Mi ero preoccupato senza ragione, perché quando ho acceso la luce non era questo granché.<br>'''Vecchio Marley''': Che vorresti dire?<br>'''Kevin McCallister''': Cosa voglio dire? Che dovresti chiamare tuo figlio.<br>'''Vecchio Marley''': E se non mi vuole parlare?<br>'''Kevin McCallister''': Almeno lo saprai. Così potrai smettere di pensarci e non dovrai avere più paura. Anche se sono stato cattivo io vorrei parlare con il mio papà, specialmente adesso che è Natale. *'''Harry''': Prima diamo un'occhiata, possiamo sempre tornare per il furgone. <br /> '''Marv''': Sì... Allora, come vuoi entrare? <br /> '''Harry''': Dalla porta di servizio. Ci aprirà lui {{NDR|Kevin}}, non si sa mai. <br /> '''Marv''': Già! È un bambino, e i bambini sono stupidi! *'''Harry Lime''': Buon Natale signorino... lo sappiamo che sei lì, e anche che sei solo.<br>'''Marv Merchants''': Su, da bravo ragazzino, apri! C'è Babbo Natale... e il suo folletto! *'''Harry Lime''': Marv!<br>'''Marv Merchants''': Harry?<br>'''Harry Lime''': Perché ti sei tolto le scarpe?!<br>'''Marv Merchants''': E tu perché ti sei vestito da gallina?! *'''Harry Lime''': Faremo esattamente quello che ha fatto a noi! Gli brucio la testa come lui ha fatto a me!<br>'''Marv Merchants''': Io gli rompo la faccia con una sbarra di ferro!<br>'''Harry Lime''': Poi forse gli sbatto in faccia un barattolo di vernice!<br>'''Marv Merchants''': E io gli pianto un chiodo in un piede!<br>'''Harry Lime''': Ma prima di tutto gli strapperò a morsi questi ditini! Uno alla volta! *'''Kate McCallister''': Sono una cattiva madre... Sono una cattiva madre...<br>'''Gus Polinski''': Ma non è vero. Non deve sentirsi in colpa. Sono cose che succedono sempre. Succedono a tutti, gliel'assicuro.<br>'''Kate McCallister''': No...<br>'''Gus Polinski''': Vuol sapere qualcosa sui cattivi genitori? Be', guardi noi. Insomma, noi siamo in giro quarantotto, quarantanove settimane l'anno. E chi le vede le nostre famiglie? Ehm, Joe, laggiù. Lo vede? Be', lui ha quasi dimenticato i nomi dei suoi figli. E Ziggy, quello che guida, non l'ha nemmeno mai visto suo figlio. Eddy... Spero che nessuno scriva mai la sua biografia. Eh...<br>'''Kate McCallister''': Ma lei è mai andato in vacanza dimenticando suo figlio a casa?<br>'''Gus Polinski''': Ehm... {{NDR|ci pensa un po' su}} No.<br>'''Kate McCallister''': Ecco!<br>'''Gus Polinski''': Ma una volta ne ho lasciato uno alle pompe funebri. Eh, sì, fu terribile. Vede, ero distrutto, annientato, capisce? Mia moglie era morta e ... e noi lasciammo il bambino per tutto il giorno nella camera ardente. Tutto il giorno, capisce? Solo quando tornammo a casa la sera ce ne siamo accorti. E lui era là, era stato tutto il giorno da solo con la madre morta.<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|turbata}}: Oh!<br>'''Gus Polinski''': Eh... Ah, ma si riprese, sa? Sì, dopo sei settimane. Certo, si riprese. Ricominciò a parlare... Ora sta benissimo! Sa, i bambini superano tutto, si riprendono! *'''Buzz McCallister''': Ehi, Kevin! È già molto che non hai dato fuoco alla casa.<br>'''Kevin McCallister''': Grazie, Buzz! *'''Kate McCallister''': Qualcuno corra al drugstore. Non abbiamo nemmeno il latte.<br>'''Kevin McCallister''': Io ho fatto la spesa ieri.<br>'''Jeff McCallister''': Tu hai fatto la spesa?!<br>'''Kevin McCallister''': Ho preso un po' di latte, uova e anche un ammorbidente.<br>'''Kate McCallister''': Cosa?!<br>'''Peter McCallister''': Stai scherzando?! Chi se lo aspettava! Che cos'altro hai fatto mentre eravamo via?<br>'''Kevin McCallister''': Oh, niente di speciale...<br>'''Buzz McCallister''': Sa fare la spesa?! Non sa nemmeno allacciarsi le scarpe ed è andato a fare la spesa! Non è il Kevin che conoscevo! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Kevin! Che cosa hai combinato in camera mia?! ('''Buzz McCallister''') ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Mamma, ho perso l'aereo''}} {{Mamma, ho perso l'aereo}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film natalizi]] 82cn62s8rxx482qgcmuw1jrktw1reqq 1418480 1418479 2026-06-27T23:16:37Z Udiki 86035 Annullate le modifiche di [[Special:Contributions/~2026-36976-65|~2026-36976-65]] ([[User talk:~2026-36976-65|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1396668 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Mamma, ho perso l'aereo |titolooriginale=Home Alone |immagine= |dimensioneimmagine= 200 |didascalia=La casa in cui è stato girato il film |paese=USA |anno=1990 |genere=commedia |regista=[[Chris Columbus]] |sceneggiatore=[[John Hughes]] |attori = *[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister *[[Joe Pesci]]: Harry Lime *[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants *[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister *[[Roberts Blossom]]: vecchio Marley *[[John Heard]]: Peter McCallister *[[John Candy]]: Gus Polinski *[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister *[[Angela Goethals]]: Linnie McCallister *[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister *[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister *[[Gerry Bamman]]: zio Frank McCallister *[[Terrie Snell]]: zia Leslie McCallister *[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister *[[Kristin Minter]]: Heather McCallister *[[Dan Charles Zukoski]]: fattorino delle pizze *[[Bill Erwin]]: Ed *[[Larry Hankin]]: sergente Larry Balzak *[[Alan Wilder (attore)|Alan Wilder]]: impiegato aeroporto di Scranton *[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister *[[Jeffrey Wiseman]]: Mitch Murphy *[[Hope Davis]]: impiegata aeroporto di Parigi *[[Ann Whitney]]: commessa *[[Jim Ortlieb]]: Herb il commesso *[[Ray Toler]]: zio Rob McCallister *[[Virginia Smith]]: zia Georgette McCallister *[[Ken Hudson Campbell]]: Babbo Natale *[[Sandra Macat]]: elfo *[[Diana Rein]]: Sondra McCallister *[[Senta Moses]]: Tracy McCallister *[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister *[[Matt Doherty (attore)|Matt Doherty]]: Steffan McCallister *[[Ralph Foody]]: gangster Johnny (TV) *[[Michael Guido]]: gangster Cobra (TV) |doppiatoriitaliani = *[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister *[[Saverio Moriones]]: Harry Lime *[[Mino Caprio]]: Marv Merchants *[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister *[[Nando Gazzolo]]: vecchio Marley *[[Carlo Valli]]: Peter McCallister *[[Paolo Buglioni]]: Gus Polinski *[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister *[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister *[[Armando Bandini]]: zio Frank McCallister *[[Lorenza Biella]]: zia Leslie McCallister *[[Mario Milita]]: Ed *[[Stefano Mondini]]: sergente Larry Balzak / Babbo Natale *[[Simone Crisari]]: Mitch Murphy *[[Renato Cortesi]]: gangster Johnny / Cobra (TV) |note= }} '''''Mamma, ho perso l'aereo''''', film statunitense del 1990 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]]. {{tagline|Una commedia per la famiglia, senza la famiglia.}} ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Rivolto a Kevin}} Tu sei quello che i francesi chiamano "les incompétents". ('''Linnie McCallister''') *Voglio vivere da solo! ('''Kevin McCallister''') *Mamma, anche [[Babbo Natale]] deve passare la dogana? ('''Brooke McCallister''') *Fuller, vacci piano con la Pepsi, tesoro! ('''Zia Leslie''') *{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Guarda che cos'hai fatto, piccolo delinquente! ('''Zio Frank''') *{{NDR|A Kate, travestito da poliziotto}} Non si preoccupi per la sua casa, è in buone mani! ('''Harry Lime''') *Non voglio dormire con Fuller! Se beve qualcosa fa la pipì a letto! Mi piscerà addosso, lo so! ('''Kevin McCallister''') *Buon viaggio! Portatemi qualcosa dalla Francia! ('''Mitch Murphy''') *C'è nessuno? Mamma? Papà? Mamma? Papà? Ma dove siete? Buzz? Buzz? Buzz? Megan? Ehi! Megan? Rod? Zio Frank? Zio Frank, è uno scherzo, vero? Megan? Linnie? È uno scherzo, vero? ('''Kevin McCallister''') *Le macchine sono ancora qui! Quindi non sono partiti! ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, ti darò in pasto alla mia tarantola! ('''Buzz McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, sei un disastro della Natura! ('''Jeff McCallister''') *Ho fatto bene a far sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Dopo aver letto ''Playboy''}} Tutte quelle donne nude... che schifo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare Buzz}} Buzz, sto frugando fra le tue cose, mi senti? Vieni fuori e picchiami! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Guardando la foto della fidanzata del fratello}} Buzz, la tua ragazza! Che brutta! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare i genitori}} Ehi, sto mangiando schifezze e guardo un film da grandi, venite a impedirmelo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Al telefono dell'aeroporto dopo essersene impossessata con la forza mentre una signora stava telefonando}} Hello? Hello? Metta giù, richiamerà! ('''Kate McCallister''') *No, è ridicolo. Solo i vigliacchi si nascondono sotto il letto, e io non sono un vigliacco... sono l'uomo di casa. ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto la doccia e mi sono passato il [[sapone]] dappertutto. Proprio dappertutto: davanti, didietro, fra le dita dei piedi, anche nell'ombelico! Tutte cose che non ho mai fatto volentieri. Mi sono lavato i capelli con uno shampoo per adulti e ho usato un balsamo che li fa risplendere. Non ho trovato lo spazzolino da denti, ma ne comprerò uno più tardi. A parte questo mi sento in forma. {{NDR|anziché usare il deodorante, si mette il dopobarba, che gli brucia il viso e si mette a urlare di dolore}} ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|A Kevin, che ha quasi investito con il furgone}} Babbo Natale non porta doni al cimitero! ('''Marv Merchants''') *Se è necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! ('''Kate McCallister''') *Anche a costo di vendermi l'anima al diavolo in persona io arriverò a casa da mio figlio! ('''Kate McCallister''') *Per la miseria! Non hanno più ritegno! Fare la multa a Babbo Natale la sera della vigilia! E alla [[Befana]] che faranno, le sequestrano la scopa? ('''Uomo travestito da Babbo Natale''') :''How low! Giving Kriss Kringle a parking ticket on Christmas Eve! What's next, rabies shots for the Easter Bunny?'' *Questa è la mia casa... devo difenderla! ('''Kevin McCallister''') *[[Benedizioni dai film|Benedici]] questo piatto di [[maccheroni]] al formaggio cotti al microonde e benedici quelli che me li hanno venduti. Amen. ('''Kevin McCallister''') *Hai paura, Marv? Hai paura? Coraggio, scavalca! ('''Harry Lime''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Kevin McCallister''': Mamma, lo zio Frank non mi fa vedere il film alla TV! Però agli altri sì... perché a me no?<br> '''Kate McCallister''': Kevin, sono al telefono! {{NDR|All'interlocutore}} Quando tornate? Ah, così presto?<br> '''Kevin McCallister''': Non è nemmeno vietato ai minori! Per me quello è scemo!<br> '''Kate McCallister''' {{NDR|mentre sta parlando al telefono}}: Kevin, se lo zio Frank ha detto di no... deve essere proprio brutto! *'''Kevin McCallister''': Io non la so fare una valigia, Jeff. Non l'ho mai fatta in tutta la mia vita!<br>'''Jeff McCallister''': Zuccone!<br>'''Kevin McCallister''': È quello che ha detto Megan!<br>'''Megan McCallister''': Cosa ho detto io?<br>'''Jeff McCallister''': Che è uno zuccone!<br>'''Megan McCallister''': Certo, stava piagnucolando per la valigia! Che dovevo fare, stringergli la mano e dirgli "congratulazioni, sei un idiota!"? *'''Kevin McCallister''': Sai che ci devo mettere? {{NDR|Nella valigia}}<br>'''Jeff McCallister''': Te l'ha gia detto Buzz, faccia da culo! Un vaso da notte! *'''Kevin McCallister''': Buzz...<br>'''Buzz McCallister''': Non si usa bussare, moccioso!?<br>'''Kevin McCallister''': Posso dormire in camera tua, non voglio dormire sul divano con Fuller, se beve qualcosa fa la pipì a letto.<br>'''Buzz McCallister''': Non ti farei dormire in camera mia, nemmeno se mi stessi incollato al culo! *{{NDR|Kevin, Buzz e Rod guardano dalla finestra il vecchio Marley spargere il sale sui marciapiedi}}<br>'''Buzz McCallister''': Non avete mai sentito parlare dell'assassino della pala di South Bend?<br>'''Rod McCallister''': No.<br>'''Buzz McCallister''': È lui. Nel 1958 ha ucciso tutta la famiglia e la metà dei suoi vicini di casa con una pala da neve. Da allora si nasconde nel nostro quartiere.<br>'''Rod McCallister''': Ma se è l'assassino della pala, perché non lo arrestano?<br>'''Buzz McCallister''': Non hanno prove sufficienti. Non hanno mai trovato i corpi. Tutti qui intorno sanno che è stato lui. Adesso è solo questione di tempo, ucciderà ancora.<br>'''Rod McCallister''': Cosa fa adesso?<br>'''Buzz McCallister''': Va su e giù per le strade tutta la notte a spargere sale sui marciapiedi.<br>'''Rod McCallister''': Forse sta solo cercando di redimersi.<br>'''Buzz McCallister''': Non è così. Vedi quel bidone pieno di sale? È lì che mette le sue vittime. Il sale intacca i cadaveri e li trasforma in mummie!<br>'''Kevin McCallister''' {{NDR|terrorizzato}}: Mummie?! *'''Kevin McCallister''': Nessuno me ne ha ordinata una solo al formaggio?<br>'''Buzz McCallister''': Certo che c'era. Ma se proprio la vuoi vuol dire che qualcuno dovrà vomitarla, perché non ce n'è più! *'''Kevin McCallister''': Mi odiano tutti in questa famiglia!<br>'''Kate McCallister''': Allora chiedi a Babbo Natale un'altra famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': Io non la voglio un'altra famiglia! Non voglio nessuna famiglia! Le famiglie rompono!<br>'''Kate McCallister''': Resta lassù. Non voglio vederti per il resto della serata.<br>'''Kevin McCallister''': E io non voglio più vederti per tutto il resto di tutta la mia vita, anzi, non voglio vedere proprio nessuno!<br>'''Kate McCallister''': Spero che non parli sul serio. Sarebbe molto triste per te se ti svegliassi domattina e non avessi una famiglia.<br>'''Kevin McCallister''': No, nient'affatto.<br>'''Kate McCallister''': Allora ridillo. Potrebbe avverarsi.<br>'''Kevin McCallister''': Spero di non rivedere più nessuno di voi! *'''Frank''': Non riusciremo assolutamente a prendere quell'aereo! Parte tra quarantacinque minuti! <br /> '''Peter McCallister''': Non essere così pessimista! <br /> '''Frank''': Non sono pessimista, sono realista! *{{NDR|Kevin guarda ''Angels with Filthy Souls'', un film di gangster alla tv<ref name="Angels with Filthy Souls">Film fittizio intitolato ''Angels with Filthy Souls'' realizzato appositamente per queste scene.</ref>}}<br>'''Gangster Johnny''': Chi è?<br>'''Gangster Cobra''': Sono io, Cobra. Ho portato la roba.<br>'''Gangster Johnny''': Lasciala davanti alla porta e levati dalle scatole!<br>'''Gangster Cobra''': D'accordo, Johnny. Ma i miei soldi?<br>'''Gangster Johnny''': Quali soldi?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto che avevi un po' di grana per me.<br>'''Gangster Johnny''': Ah sì? E quanto dovrei darti?<br>'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto il 10%.<br>'''Gangster Johnny''': Peccato che A.C. non comandi più niente qui!<br>'''Gangster Cobra''': Gli voglio parlare!<br>'''Gangster Johnny''': Adesso è di sopra a fare un bagno. Gli parlo io quando scende. Ehi, intanto vorrei farti una proposta, Cobra. Ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo!<br>'''Gangster Cobra''': Va bene, Johnny. Scusami. Me ne vado.<br>'''Gangster Johnny''': Uno, due... dieci! Tieni il resto, lurido bastardo! *{{NDR|Sull'aereo per Parigi}}<br>'''Kate McCallister''': Ho una terribile sensazione.<br>'''Peter McCallister''': Che sensazione?<br>'''Kate McCallister''': Di non aver fatto qualcosa...<br>'''Peter McCallister''': No, ti senti così perché siamo partiti in fretta e furia. Non abbiamo trascurato niente, credimi.<br>'''Kate McCallister''': Ho spento il gas?<br>'''Peter McCallister''': No... l'ho fatto io.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso tutto?<br>'''Peter McCallister''': Sì.<br>'''Kate McCallister''': Hai chiuso il garage?<br>'''Peter McCallister''': Hai ragione... ho dimenticato di chiudere il garage, è vero.<br>'''Kate McCallister''': No... Non è questo.<br>'''Peter McCallister''': Cos'altro abbiamo dimenticato...?<br>'''Kate McCallister''': Kevin!! *'''Kate McCallister''': Com'è potuto succedere? L'abbiamo dimenticato!<br>'''Peter McCallister''': Non l'abbiamo dimenticato. Abbiamo solo contato male.<br>'''Kate McCallister''': Che razza di madre sono?!<br>'''Frank''': Se ti può far sentire meglio, io ho dimenticato gli occhiali! *{{NDR|Al telefono}}<br>'''Poliziotta Rose''': Sì, distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ah, senta, sto chiamando da Parigi. Uno dei miei figli è rimasto solo in casa. Il nostro telefono è guasto, perciò vorrei che qualcuno andasse a casa nostra a dirgli che stiamo tornando a prenderlo.<br>'''Poliziotta Rose''': Ok, le passo l'emergenza crisi familiari.<br>'''Kate McCallister''': No! Ma questa non è una crisi familiare!<br>'''Poliziotta Rose''': Aspetti! {{NDR|Bussando all'ufficio adiacente}} Larry, le vuoi parlare tu? C'è una signora che mi sembra un po' suonata.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Che linea, Rose?<br>'''Poliziotta Rose''': Mh, la 2.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Emergenza crisi familiari. Sergente Balzak.<br>'''Kate McCallister''': Senta, sto chiamando da Parigi. Il mio bambino è a casa da solo.<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un alterco con un ubriaco e/o con un malato di mente e/o con un membro della famiglia?<br>'''Kate McCallister''': No!<br>'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un incidente casuale domestico?<br>'''Kate McCallister''': Non lo so. Non credo... Spero di no!<br>'''Sergente Larry Balzak''' {{NDR|mentre si sta strafogando di ciambelle}}: Il bambino ha ingerito qualche veleno e/o qualche oggetto che può essergli rimasto in gola?<br>'''Kate McCallister''': No! È semplicemente solo in casa e vorrei che qualcuno andasse lì a vedere se sta bene! Insomma, a dargli un'occhiata!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Lei vuole che andiamo a casa sua solo per dargli un'occhiata?<br>'''Kate McCallister''': Sì!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Allora le passo il distretto di polizia.<br>'''Kate McCallister''': Ma sono stati loro a passarmi lei!<br>'''Sergente Larry Balzak''': Rose, la suonata sulla 2!<br>'''Poliziotta Rose''': Passamela.<br>'''Sergente Larry Balzak''': Aspetti in linea. *'''[[Segreterie telefoniche dai film|Segreteria telefonica]] della famiglia Murphy''': Salve, qui la famiglia Murphy. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.<br>'''Messaggio di Peter McCallister''': Chuck, sono ancora Peter McCallister e siamo sempre a Parigi, a casa di mio fratello. Ti do il numero di qui, ok? Il prefisso del dipartimento è 33, quello della città è 14 e il numero è 69-48-76-34. Hai scritto? Quando torni a casa, se torni a casa, chiamami per favore qui a Parigi. *'''Harry Lime''': L'hai rifatto, è così? Hai lasciato i rubinetti aperti. Tu sei picchiato! Perché lo fai? Ti avevo detto di smettere!<br>'''Marv Merchants''': Harry, è il nostro biglietto da visita!<br>'''Harry Lime''': Biglietto da visita!<br>'''Marv Merchants''': Tutti i grandi lasciano la loro firma. Noi siamo i banditi del rubinetto! *'''Megan McCallister''': È tutto assurdo.<br>'''Buzz McCallister''': Cosa?<br>'''Megan McCallister''': Noi a Parigi in questo appartamento, Kevin a casa e la mamma all'aeroporto.<br>'''Buzz McCallister''': Allora?<br>'''Megan McCallister''': Tu non sei preoccupato per Kevin?<br>'''Buzz McCallister''': Perché dovrei esserlo? Quello fa sempre il cretino e vedrai che questo gli servirà di lezione!<br>'''Megan McCallister''': Ma è così piccolo... Secondo te è un po' picchiato?<br>'''Buzz McCallister''': Quel delinquente per un paio di giorni se la spasserà come un matto!<br>'''Megan McCallister''' {{NDR|[[Ultime parole famose dai film|ultime parole famose]]}}: Non ti preoccupa che possa succedergli qualcosa?<br>'''Buzz McCallister''': No! Per tre ragioni: A – non sono così fortunato; B – abbiamo i rivelatori di fumo; e C – abitiamo nella strada più barbosa degli Stati Uniti d'America, dove non succede e non succederà mai niente di lontanamente pericoloso! Punto. *'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Chi è? <br /> '''Fattorino''': Little Nero, signore, ho portato la pizza! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lasciala davanti la porta e levati dalle scatole!<br /> '''Fattorino''': Ok, e... per i soldi? <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Quali soldi? <br /> '''Fattorino''': Quelli che mi deve per la pizza, signore! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ah sì? E quanto dovrei darti? <br />'''Fattorino''': Ehm, sono 11 e 80, signore.<br />{{NDR|Senza farsi vedere Kevin mette dodici dollari fuori dalla porta tramite la gattaiola}}<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tieni il resto, lurido bastardo! <br /> '''Fattorino''': Spilorcio! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ehi, ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo! Uno, due... dieci! {{NDR|In tv il gangster Johnny comincia a sparare e il fattorino della pizza scappa via spaventato}}<ref name="Angels with Filthy Souls"/><br>'''Kevin McCallister''': Ah, una bella pizza al formaggio tutta per me! *'''Commessa Supermercato''': Ma tu sei venuto qui da solo? <br /> '''Kevin McCallister''': Signora, ho 8 anni, secondo lei posso essere venuto da solo?! Andiamo, che sciocchezze! <br /> '''Commessa Supermercato''': Dov'è tua madre? <br /> '''Kevin McCallister''': È fuori in macchina. <br /> '''Commessa Supermercato''': E tuo padre? <br /> '''Kevin McCallister''': Al lavoro. <br /> '''Commessa Supermercato''': E i tuoi fratelli? <br /> '''Kevin McCallister''': Sono figlio unico. <br /> '''Commessa Supermercato''': Dove abiti? <br /> '''Kevin McCallister''': Eh... non posso dirglielo! <br /> '''Commessa Supermercato''': Perché no? <br /> '''Kevin McCallister''': Perché è un'estranea! *'''Caldaia''' {{NDR|nella fantasia di Kevin}}: Ahahah! Kevin!<br>'''Kevin McCallister''': Chiudi il becco! *'''Harry Lime''': Va' a dare un'occhiata! <br />{{NDR|Lunga pausa}}<br>'''Marv Merchants''': Adesso?! <br /> '''Harry Lime''' {{NDR|dopo una breve pausa, pensando di essere preso in giro}}: No, domani, cretino... Adesso! Coraggio! "Adesso?!". *'''Kate McCallister''': Senta, io non dormo da quasi 60 ore. Sono stanca e sporca. Sono andata da Chicago, a Parigi, a Dallas, a... dove diavolo sono?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Scranton. <br>'''Kate McCallister''': Sto cercando di tornare a casa da mio figlio che ha 8 anni, e ora che sono quasi arrivata lei mi ferma?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Be', dovrà rassegnarsi.<br>'''Kate McCallister''': No! No, no, no, no, affatto! Siamo a Natale! E Natale vuol dire speranza, lo sa?!<br>'''Impiegato aeroporto''': Sissignora, io... <br>'''Kate McCallister''': Se necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! A costo di spendere tutto quello che ho, anche di vendermi l'anima al Diavolo in persona... io devo arrivare a casa da mio figlio! *'''Gus Polinski''': Permetta che mi presenti, signora? Gus Polinski. Molto lieto. {{NDR|Kate e Gus Polinski si stringono la mano}} Il re della polka del Midwest! Eh? Ehm... I Kenosha Kickers. {{NDR|il resto del gruppo la saluta, ma lei non ha idea di cosa stia parlando}} No? Ah, non fa niente. Pensavo mi avesse riconosciuto. Comunque... Ehm, sa, io ho avuto un certo successo qualche anno fa, perché io sono quello di "Polka polka polka polka polka polka!" No, eh?<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|perplessa}}: No...<br>'''Gus Polinski''': E ''Twin Legs Polka''? ''Yamahoozie Polka''? ''Kiss Me Polka''?<br>'''Kate McCallister''': Ehm...<br>'''Gus Polinski''': ''Polka Twist'', eh?<br>'''Kate McCallister''': Sarebbero canzoni...?<br>'''Gus Polinski''': Sì, ehm... Sì, ecco, nostri grandi successi. Almeno agli inizi degli anni '70. Sì, ne abbiamo vendute ben 623 copie per l'esattezza! *'''Marv Merchants''': Sì, i bambini hanno paura del buio!<br> '''Harry Lime''': Anche tu hai paura del buio, Marv! Non dire di no. *'''Kevin McCallister''': Tanto lo so che non sei il vero Babbo Natale.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Che cosa te lo fa pensare? Sarei curioso di saperlo. {{NDR|si mette in ordine la barba finta}}<br>'''Kevin McCallister''': Sono grande abbastanza per conoscere la vita.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Giusto.<br>'''Kevin McCallister''': Ma so anche che tu lavori per lui. E vorrei che gli dessi un messaggio.<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Spara!<br>'''Kevin McCallister''': Io sono Kevin McCallister, 671 Lincoln Boulevard. Vuoi il numero di telefono?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': No, non fa niente.<br>'''Kevin McCallister''': Ok. È estremamente importante. Vuoi dirgli per favore che quest'anno invece dei regali rivoglio solo indietro la mia famiglia? Niente giocattoli, ma soltanto Peter, Kate, Buzz, Megan, Linnie e Jeff, e mia zia e i miei cugini, e se ha tempo anche mio zio Frank. D'accordo?<br>'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Va bene. Vedrò cosa posso fare. *'''Vecchio Marley''': Abiti vicino a me, vero? '''Kevin McCallister''': Si. '''Vecchio Marley''': Salutami pure quando mi vedi, non devi avere paura. Dicono un sacco di cose su di me, ma non è vero niente. Ok? Sei stato buono quest'anno?<br>'''Kevin McCallister''': Credo di sì.<br>'''Vecchio Marley''': Puoi giurarlo?<br>'''Kevin McCallister''': Noooooo...<br>'''Vecchio Marley''': Io mi sentivo triste. Questo è il posto giusto se sei scontento di te.<br>'''Kevin McCallister''': Davvero?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì.<br>'''Kevin McCallister''': Tu sei scontento di te?<br>'''Vecchio Marley''': No.<br>'''Kevin McCallister''': Io sono stato cattivo ultimamente. Ho detto cose che non dovevo dire. Non sono stato per niente buono quest'anno. Per questo sono un po' triste. Perché a me la mia [[famiglia]] mi piace, anche se certe volte dico il contrario. Certe volte mi sembra persino di odiarli. Lo puoi capire?<br>'''Vecchio Marley''': Credo di sì. Con la tua famiglia hai dei rapporti un po' complicati.<br>'''Kevin McCallister''': Soprattutto con mio fratello più grande.<br>'''Vecchio Marley''': Dentro di te tu li ami sempre, ma ti dimentichi che li ami e qualche volta vi ferite a vicenda e non so perché sei piccolo. *'''Vecchio Marley''': Tanti anni fa, prima che voi vi trasferiste qui, ho litigato con mio figlio.<br>'''Kevin McCallister''': Quanti anni ha?<br>'''Vecchio Marley''': Oh, è grande ormai. Una parola tira l'altra, e gli dissi che non ci tenevo più a vederlo. Lui disse lo stesso, e da allora non ci siamo più parlati.<br>'''Kevin McCallister''': Se ti manca, perché non gli telefoni?<br>'''Vecchio Marley''': Temo che se lo faccio lui non voglia parlarmi.<br>'''Kevin McCallister''': Come fai a saperlo?<br>'''Vecchio Marley''': Non lo so, ma ho paura che succeda.<br>'''Kevin McCallister''': Non ti offendere, ma non sei un po' vecchio per avere [[paura]]?<br>'''Vecchio Marley''': Si può essere un po' vecchi per molte cose, ma mai troppo per avere paura.<br>'''Kevin McCallister''': Sì, è vero. Io ho sempre avuto paura del nostro seminterrato: è buio, c'è roba strana, c'è uno strano odore e tutte cose strane. Erano anni che mi perseguitava.<br>'''Vecchio Marley''': I seminterrati sono così.<br>'''Kevin McCallister''': E poi mi sono costretto a scenderci per fare il bucato, e ho scoperto che non è così brutto. Mi ero preoccupato senza ragione, perché quando ho acceso la luce non era questo granché.<br>'''Vecchio Marley''': Che vorresti dire?<br>'''Kevin McCallister''': Cosa voglio dire? Che dovresti chiamare tuo figlio.<br>'''Vecchio Marley''': E se non mi vuole parlare?<br>'''Kevin McCallister''': Almeno lo saprai. Così potrai smettere di pensarci e non dovrai avere più paura. Anche se sono stato cattivo io vorrei parlare con il mio papà, specialmente adesso che è Natale. *'''Harry''': Prima diamo un'occhiata, possiamo sempre tornare per il furgone. <br /> '''Marv''': Sì... Allora, come vuoi entrare? <br /> '''Harry''': Dalla porta di servizio. Ci aprirà lui {{NDR|Kevin}}, non si sa mai. <br /> '''Marv''': Già! È un bambino, e i bambini sono stupidi! *'''Harry Lime''': Buon Natale signorino... lo sappiamo che sei lì, e anche che sei solo.<br>'''Marv Merchants''': Su, da bravo ragazzino, apri! C'è Babbo Natale... e il suo folletto! *'''Harry Lime''': Marv!<br>'''Marv Merchants''': Harry?<br>'''Harry Lime''': Perché ti sei tolto le scarpe?!<br>'''Marv Merchants''': E tu perché ti sei vestito da gallina?! *'''Harry Lime''': Faremo esattamente quello che ha fatto a noi! Gli brucio la testa come lui ha fatto a me!<br>'''Marv Merchants''': Io gli rompo la faccia con una sbarra di ferro!<br>'''Harry Lime''': Poi forse gli sbatto in faccia un barattolo di vernice!<br>'''Marv Merchants''': E io gli pianto un chiodo in un piede!<br>'''Harry Lime''': Ma prima di tutto gli strapperò a morsi questi ditini! Uno alla volta! *'''Kate McCallister''': Sono una cattiva madre... Sono una cattiva madre...<br>'''Gus Polinski''': Ma non è vero. Non deve sentirsi in colpa. Sono cose che succedono sempre. Succedono a tutti, gliel'assicuro.<br>'''Kate McCallister''': No...<br>'''Gus Polinski''': Vuol sapere qualcosa sui cattivi genitori? Be', guardi noi. Insomma, noi siamo in giro quarantotto, quarantanove settimane l'anno. E chi le vede le nostre famiglie? Ehm, Joe, laggiù. Lo vede? Be', lui ha quasi dimenticato i nomi dei suoi figli. E Ziggy, quello che guida, non l'ha nemmeno mai visto suo figlio. Eddy... Spero che nessuno scriva mai la sua biografia. Eh...<br>'''Kate McCallister''': Ma lei è mai andato in vacanza dimenticando suo figlio a casa?<br>'''Gus Polinski''': Ehm... {{NDR|ci pensa un po' su}} No.<br>'''Kate McCallister''': Ecco!<br>'''Gus Polinski''': Ma una volta ne ho lasciato uno alle pompe funebri. Eh, sì, fu terribile. Vede, ero distrutto, annientato, capisce? Mia moglie era morta e ... e noi lasciammo il bambino per tutto il giorno nella camera ardente. Tutto il giorno, capisce? Solo quando tornammo a casa la sera ce ne siamo accorti. E lui era là, era stato tutto il giorno da solo con la madre morta.<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|turbata}}: Oh!<br>'''Gus Polinski''': Eh... Ah, ma si riprese, sa? Sì, dopo sei settimane. Certo, si riprese. Ricominciò a parlare... Ora sta benissimo! Sa, i bambini superano tutto, si riprendono! *'''Buzz McCallister''': Ehi, Kevin! È già molto che non hai dato fuoco alla casa.<br>'''Kevin McCallister''': Grazie, Buzz! *'''Kate McCallister''': Qualcuno corra al drugstore. Non abbiamo nemmeno il latte.<br>'''Kevin McCallister''': Io ho fatto la spesa ieri.<br>'''Jeff McCallister''': Tu hai fatto la spesa?!<br>'''Kevin McCallister''': Ho preso un po' di latte, uova e anche un ammorbidente.<br>'''Kate McCallister''': Cosa?!<br>'''Peter McCallister''': Stai scherzando?! Chi se lo aspettava! Che cos'altro hai fatto mentre eravamo via?<br>'''Kevin McCallister''': Oh, niente di speciale...<br>'''Buzz McCallister''': Sa fare la spesa?! Non sa nemmeno allacciarsi le scarpe ed è andato a fare la spesa! Non è il Kevin che conoscevo! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Kevin! Che cosa hai combinato in camera mia?! ('''Buzz McCallister''') ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Mamma, ho perso l'aereo''}} {{Mamma, ho perso l'aereo}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film natalizi]] 9cw0pfws3bzntmqpmx9dlz98r3i84y8 1418481 1418480 2026-06-27T23:21:23Z Udiki 86035 1418481 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Mamma, ho perso l'aereo |titolooriginale=Home Alone |immagine= |dimensioneimmagine= 200 |didascalia=La casa in cui è stato girato il film |paese=USA |anno=1990 |genere=commedia |regista=[[Chris Columbus]] |sceneggiatore=[[John Hughes]] |attori = *[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister *[[Joe Pesci]]: Harry Lime *[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants *[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister *[[Roberts Blossom]]: vecchio Marley *[[John Heard]]: Peter McCallister *[[John Candy]]: Gus Polinski *[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister *[[Angela Goethals]]: Linnie McCallister *[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister *[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister *[[Gerry Bamman]]: zio Frank McCallister *[[Terrie Snell]]: zia Leslie McCallister *[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister *[[Kristin Minter]]: Heather McCallister *[[Dan Charles Zukoski]]: fattorino delle pizze *[[Bill Erwin]]: Ed *[[Larry Hankin]]: sergente Larry Balzak *[[Alan Wilder (attore)|Alan Wilder]]: impiegato aeroporto di Scranton *[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister *[[Jeffrey Wiseman]]: Mitch Murphy *[[Hope Davis]]: impiegata aeroporto di Parigi *[[Ann Whitney]]: commessa *[[Jim Ortlieb]]: Herb il commesso *[[Ray Toler]]: zio Rob McCallister *[[Virginia Smith]]: zia Georgette McCallister *[[Ken Hudson Campbell]]: Babbo Natale *[[Sandra Macat]]: elfo *[[Diana Rein]]: Sondra McCallister *[[Senta Moses]]: Tracy McCallister *[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister *[[Matt Doherty (attore)|Matt Doherty]]: Steffan McCallister *[[Ralph Foody]]: gangster Johnny (TV) *[[Michael Guido]]: gangster Cobra (TV) |doppiatoriitaliani = *[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister *[[Saverio Moriones]]: Harry Lime *[[Mino Caprio]]: Marv Merchants *[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister *[[Nando Gazzolo]]: vecchio Marley *[[Carlo Valli]]: Peter McCallister *[[Paolo Buglioni]]: Gus Polinski *[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister *[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister *[[Armando Bandini]]: zio Frank McCallister *[[Lorenza Biella]]: zia Leslie McCallister *[[Mario Milita]]: Ed *[[Stefano Mondini]]: sergente Larry Balzak / Babbo Natale *[[Simone Crisari]]: Mitch Murphy *[[Renato Cortesi]]: gangster Johnny / Cobra (TV) |note= }} '''''Mamma, ho perso l'aereo''''', film statunitense del 1990 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]]. {{tagline|Una commedia per la famiglia, senza la famiglia.}} ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Rivolto a Kevin}} Tu sei quello che i francesi chiamano "les incompétents". ('''Linnie McCallister''') *Voglio vivere da solo! ('''Kevin McCallister''') *Mamma, anche [[Babbo Natale]] deve passare la dogana? ('''Brooke McCallister''') *Fuller, vacci piano con la Pepsi, tesoro! ('''Zia Leslie''') *{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Guarda che cos'hai fatto, piccolo delinquente! ('''Zio Frank''') *{{NDR|A Kate, travestito da poliziotto}} Non si preoccupi per la sua casa, è in buone mani! ('''Harry Lime''') *Non voglio dormire con Fuller! Se beve qualcosa fa la pipì a letto! Mi piscerà addosso, lo so! ('''Kevin McCallister''') *Buon viaggio! Portatemi qualcosa dalla Francia! ('''Mitch Murphy''') *C'è nessuno? Mamma? Papà? Mamma? Papà? Ma dove siete? Buzz? Buzz? Buzz? Megan? Ehi! Megan? Rod? Zio Frank? Zio Frank, è uno scherzo, vero? Megan? Linnie? È uno scherzo, vero? ('''Kevin McCallister''') *Le macchine sono ancora qui! Quindi non sono partiti! ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, ti darò in pasto alla mia tarantola! ('''Buzz McCallister''') *{{NDR|Nel flashback}} Kevin, sei un disastro della Natura! ('''Jeff McCallister''') *Ho fatto bene a far sparire la mia famiglia! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Dopo aver letto ''Playboy''}} Tutte quelle donne nude... che schifo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare Buzz}} Buzz, sto frugando fra le tue cose, mi senti? Vieni fuori e picchiami! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Guardando la foto della fidanzata del fratello}} Buzz, la tua ragazza! Che brutta! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Fingendo di chiamare i genitori}} Ehi, sto mangiando schifezze e guardo un film da grandi, venite a impedirmelo! ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|Al telefono dell'aeroporto dopo essersene impossessata con la forza mentre una signora stava telefonando}} Hello? Hello? Metta giù, richiamerà! ('''Kate McCallister''') *No, è ridicolo. Solo i vigliacchi si nascondono sotto il letto, e io non sono un vigliacco... sono l'uomo di casa. ('''Kevin McCallister''') *Ho fatto la doccia e mi sono passato il [[sapone]] dappertutto. Proprio dappertutto: davanti, didietro, fra le dita dei piedi, anche nell'ombelico! Tutte cose che non ho mai fatto volentieri. Mi sono lavato i capelli con uno shampoo per adulti e ho usato un balsamo che li fa risplendere. Non ho trovato lo spazzolino da denti, ma ne comprerò uno più tardi. A parte questo mi sento in forma. {{NDR|anziché usare il deodorante, si mette il dopobarba, che gli brucia il viso e si mette a urlare di dolore}} ('''Kevin McCallister''') *{{NDR|A Kevin, che ha quasi investito con il furgone}} Babbo Natale non porta doni al cimitero! ('''Marv Merchants''') *Se è necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! ('''Kate McCallister''') *Anche a costo di vendermi l'anima al diavolo in persona io arriverò a casa da mio figlio! ('''Kate McCallister''') *Per la miseria! Non hanno più ritegno! Fare la multa a Babbo Natale la sera della vigilia! E alla [[Befana]] che faranno, le sequestrano la scopa? ('''Uomo travestito da Babbo Natale''') :''How low! Giving Kriss Kringle a parking ticket on Christmas Eve! What's next, rabies shots for the Easter Bunny?'' *Questa è la mia casa... devo difenderla! ('''Kevin McCallister''') *[[Benedizioni dai film|Benedici]] questo piatto di [[maccheroni]] al formaggio cotti al microonde e benedici quelli che me li hanno venduti. Amen. ('''Kevin McCallister''') *Hai paura, Marv? Hai paura? Coraggio, scavalca! ('''Harry Lime''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Kevin McCallister''': Mamma, lo zio Frank non mi fa vedere il film alla TV! Però agli altri sì... perché a me no?<br />'''Kate McCallister''': Kevin, sono al telefono! {{NDR|All'interlocutore}} Quando tornate? Ah, così presto?<br />'''Kevin McCallister''': Non è nemmeno vietato ai minori! Per me quello è scemo!<br />'''Kate McCallister''' {{NDR|mentre sta parlando al telefono}}: Kevin, se lo zio Frank ha detto di no... deve essere proprio brutto! *'''Kevin McCallister''': Io non la so fare una valigia, Jeff. Non l'ho mai fatta in tutta la mia vita!<br />'''Jeff McCallister''': Zuccone!<br />'''Kevin McCallister''': È quello che ha detto Megan!<br />'''Megan McCallister''': Cosa ho detto io?<br />'''Jeff McCallister''': Che è uno zuccone!<br />'''Megan McCallister''': Certo, stava piagnucolando per la valigia! Che dovevo fare, stringergli la mano e dirgli "congratulazioni, sei un idiota!"? *'''Kevin McCallister''': Sai che ci devo mettere? {{NDR|Nella valigia}}<br />'''Jeff McCallister''': Te l'ha gia detto Buzz, faccia da culo! Un vaso da notte! *'''Kevin McCallister''': Buzz...<br />'''Buzz McCallister''': Non si usa bussare, moccioso!?<br />'''Kevin McCallister''': Posso dormire in camera tua, non voglio dormire sul divano con Fuller, se beve qualcosa fa la pipì a letto.<br />'''Buzz McCallister''': Non ti farei dormire in camera mia, nemmeno se mi stessi incollato al culo! *{{NDR|Kevin, Buzz e Rod guardano dalla finestra il vecchio Marley spargere il sale sui marciapiedi}}<br />'''Buzz McCallister''': Non avete mai sentito parlare dell'assassino della pala di South Bend?<br />'''Rod McCallister''': No.<br />'''Buzz McCallister''': È lui. Nel 1958 ha ucciso tutta la famiglia e la metà dei suoi vicini di casa con una pala da neve. Da allora si nasconde nel nostro quartiere.<br />'''Rod McCallister''': Ma se è l'assassino della pala, perché non lo arrestano?<br />'''Buzz McCallister''': Non hanno prove sufficienti. Non hanno mai trovato i corpi. Tutti qui intorno sanno che è stato lui. Adesso è solo questione di tempo, ucciderà ancora.<br />'''Rod McCallister''': Cosa fa adesso?<br />'''Buzz McCallister''': Va su e giù per le strade tutta la notte a spargere sale sui marciapiedi.<br />'''Rod McCallister''': Forse sta solo cercando di redimersi.<br />'''Buzz McCallister''': Non è così. Vedi quel bidone pieno di sale? È lì che mette le sue vittime. Il sale intacca i cadaveri e li trasforma in mummie!<br />'''Kevin McCallister''' {{NDR|terrorizzato}}: Mummie?! *'''Kevin McCallister''': Nessuno me ne ha ordinata una solo al formaggio?<br />'''Buzz McCallister''': Certo che c'era. Ma se proprio la vuoi vuol dire che qualcuno dovrà vomitarla, perché non ce n'è più! *'''Kevin McCallister''': Mi odiano tutti in questa famiglia!<br />'''Kate McCallister''': Allora chiedi a Babbo Natale un'altra famiglia.<br />'''Kevin McCallister''': Io non la voglio un'altra famiglia! Non voglio nessuna famiglia! Le famiglie rompono!<br />'''Kate McCallister''': Resta lassù. Non voglio vederti per il resto della serata.<br />'''Kevin McCallister''': E io non voglio più vederti per tutto il resto di tutta la mia vita, anzi, non voglio vedere proprio nessuno!<br />'''Kate McCallister''': Spero che non parli sul serio. Sarebbe molto triste per te se ti svegliassi domattina e non avessi una famiglia.<br />'''Kevin McCallister''': No, nient'affatto.<br />'''Kate McCallister''': Allora ridillo. Potrebbe avverarsi.<br />'''Kevin McCallister''': Spero di non rivedere più nessuno di voi! *'''Frank''': Non riusciremo assolutamente a prendere quell'aereo! Parte tra quarantacinque minuti! <br /> '''Peter McCallister''': Non essere così pessimista! <br /> '''Frank''': Non sono pessimista, sono realista! *{{NDR|Kevin guarda ''Angels with Filthy Souls'', un film di gangster alla tv<ref name="Angels with Filthy Souls">Film fittizio intitolato ''Angels with Filthy Souls'' realizzato appositamente per queste scene.</ref>}}<br />'''Gangster Johnny''': Chi è?<br />'''Gangster Cobra''': Sono io, Cobra. Ho portato la roba.<br />'''Gangster Johnny''': Lasciala davanti alla porta e levati dalle scatole!<br />'''Gangster Cobra''': D'accordo, Johnny. Ma i miei soldi?<br />'''Gangster Johnny''': Quali soldi?<br />'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto che avevi un po' di grana per me.<br />'''Gangster Johnny''': Ah sì? E quanto dovrei darti?<br />'''Gangster Cobra''': A.C. ha detto il 10%.<br />'''Gangster Johnny''': Peccato che A.C. non comandi più niente qui!<br />'''Gangster Cobra''': Gli voglio parlare!<br />'''Gangster Johnny''': Adesso è di sopra a fare un bagno. Gli parlo io quando scende. Ehi, intanto vorrei farti una proposta, Cobra. Ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo!<br />'''Gangster Cobra''': Va bene, Johnny. Scusami. Me ne vado.<br />'''Gangster Johnny''': Uno, due... dieci! Tieni il resto, lurido bastardo! *{{NDR|Sull'aereo per Parigi}}<br />'''Kate McCallister''': Ho una terribile sensazione.<br />'''Peter McCallister''': Che sensazione?<br />'''Kate McCallister''': Di non aver fatto qualcosa...<br />'''Peter McCallister''': No, ti senti così perché siamo partiti in fretta e furia. Non abbiamo trascurato niente, credimi.<br />'''Kate McCallister''': Ho spento il gas?<br />'''Peter McCallister''': No... l'ho fatto io.<br />'''Kate McCallister''': Hai chiuso tutto?<br />'''Peter McCallister''': Sì.<br />'''Kate McCallister''': Hai chiuso il garage?<br />'''Peter McCallister''': Hai ragione... ho dimenticato di chiudere il garage, è vero.<br />'''Kate McCallister''': No... Non è questo.<br />'''Peter McCallister''': Cos'altro abbiamo dimenticato...?<br />'''Kate McCallister''': Kevin!! *'''Kate McCallister''': Com'è potuto succedere? L'abbiamo dimenticato!<br />'''Peter McCallister''': Non l'abbiamo dimenticato. Abbiamo solo contato male.<br />'''Kate McCallister''': Che razza di madre sono?!<br />'''Frank''': Se ti può far sentire meglio, io ho dimenticato gli occhiali! *{{NDR|Al telefono}}<br />'''Poliziotta Rose''': Sì, distretto di polizia.<br />'''Kate McCallister''': Ah, senta, sto chiamando da Parigi. Uno dei miei figli è rimasto solo in casa. Il nostro telefono è guasto, perciò vorrei che qualcuno andasse a casa nostra a dirgli che stiamo tornando a prenderlo.<br />'''Poliziotta Rose''': Ok, le passo l'emergenza crisi familiari.<br />'''Kate McCallister''': No! Ma questa non è una crisi familiare!<br />'''Poliziotta Rose''': Aspetti! {{NDR|Bussando all'ufficio adiacente}} Larry, le vuoi parlare tu? C'è una signora che mi sembra un po' suonata.<br />'''Sergente Larry Balzak''': Che linea, Rose?<br />'''Poliziotta Rose''': Mh, la 2.<br />'''Sergente Larry Balzak''': Emergenza crisi familiari. Sergente Balzak.<br />'''Kate McCallister''': Senta, sto chiamando da Parigi. Il mio bambino è a casa da solo.<br />'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un alterco con un ubriaco e/o con un malato di mente e/o con un membro della famiglia?<br />'''Kate McCallister''': No!<br />'''Sergente Larry Balzak''': È rimasto coinvolto in un incidente casuale domestico?<br />'''Kate McCallister''': Non lo so. Non credo... Spero di no!<br />'''Sergente Larry Balzak''' {{NDR|mentre si sta strafogando di ciambelle}}: Il bambino ha ingerito qualche veleno e/o qualche oggetto che può essergli rimasto in gola?<br />'''Kate McCallister''': No! È semplicemente solo in casa e vorrei che qualcuno andasse lì a vedere se sta bene! Insomma, a dargli un'occhiata!<br />'''Sergente Larry Balzak''': Lei vuole che andiamo a casa sua solo per dargli un'occhiata?<br />'''Kate McCallister''': Sì!<br />'''Sergente Larry Balzak''': Allora le passo il distretto di polizia.<br />'''Kate McCallister''': Ma sono stati loro a passarmi lei!<br />'''Sergente Larry Balzak''': Rose, la suonata sulla 2!<br />'''Poliziotta Rose''': Passamela.<br />'''Sergente Larry Balzak''': Aspetti in linea. *'''[[Segreterie telefoniche dai film|Segreteria telefonica]] della famiglia Murphy''': Salve, qui la famiglia Murphy. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.<br />'''Messaggio di Peter McCallister''': Chuck, sono ancora Peter McCallister e siamo sempre a Parigi, a casa di mio fratello. Ti do il numero di qui, ok? Il prefisso del dipartimento è 33, quello della città è 14 e il numero è 69-48-76-34. Hai scritto? Quando torni a casa, se torni a casa, chiamami per favore qui a Parigi. *'''Harry Lime''': L'hai rifatto, è così? Hai lasciato i rubinetti aperti. Tu sei picchiato! Perché lo fai? Ti avevo detto di smettere!<br />'''Marv Merchants''': Harry, è il nostro biglietto da visita!<br />'''Harry Lime''': Biglietto da visita!<br />'''Marv Merchants''': Tutti i grandi lasciano la loro firma. Noi siamo i banditi del rubinetto! *'''Megan McCallister''': È tutto assurdo.<br />'''Buzz McCallister''': Cosa?<br />'''Megan McCallister''': Noi a Parigi in questo appartamento, Kevin a casa e la mamma all'aeroporto.<br />'''Buzz McCallister''': Allora?<br />'''Megan McCallister''': Tu non sei preoccupato per Kevin?<br />'''Buzz McCallister''': Perché dovrei esserlo? Quello fa sempre il cretino e vedrai che questo gli servirà di lezione!<br />'''Megan McCallister''': Ma è così piccolo... Secondo te è un po' picchiato?<br />'''Buzz McCallister''': Quel delinquente per un paio di giorni se la spasserà come un matto!<br />'''Megan McCallister''' {{NDR|[[Ultime parole famose dai film|ultime parole famose]]}}: Non ti preoccupa che possa succedergli qualcosa?<br />'''Buzz McCallister''': No! Per tre ragioni: A – non sono così fortunato; B – abbiamo i rivelatori di fumo; e C – abitiamo nella strada più barbosa degli Stati Uniti d'America, dove non succede e non succederà mai niente di lontanamente pericoloso! Punto. *'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Chi è? <br /> '''Fattorino''': Little Nero, signore, ho portato la pizza! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lasciala davanti la porta e levati dalle scatole!<br /> '''Fattorino''': Ok, e... per i soldi? <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Quali soldi? <br /> '''Fattorino''': Quelli che mi deve per la pizza, signore! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ah sì? E quanto dovrei darti? <br />'''Fattorino''': Ehm, sono 11 e 80, signore.<br />{{NDR|Senza farsi vedere Kevin mette dodici dollari fuori dalla porta tramite la gattaiola}}<br />'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tieni il resto, lurido bastardo! <br /> '''Fattorino''': Spilorcio! <br /> '''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Ehi, ti do il tempo di contare fino a dieci per far sparire la tua brutta faccia gialla dalla mia proprietà, prima che ti riempia le budella di piombo! Uno, due... dieci! {{NDR|In tv il gangster Johnny comincia a sparare e il fattorino della pizza scappa via spaventato}}<ref name="Angels with Filthy Souls"/><br />'''Kevin McCallister''': Ah, una bella pizza al formaggio tutta per me! *'''Commessa Supermercato''': Ma tu sei venuto qui da solo? <br /> '''Kevin McCallister''': Signora, ho 8 anni, secondo lei posso essere venuto da solo?! Andiamo, che sciocchezze! <br /> '''Commessa Supermercato''': Dov'è tua madre? <br /> '''Kevin McCallister''': È fuori in macchina. <br /> '''Commessa Supermercato''': E tuo padre? <br /> '''Kevin McCallister''': Al lavoro. <br /> '''Commessa Supermercato''': E i tuoi fratelli? <br /> '''Kevin McCallister''': Sono figlio unico. <br /> '''Commessa Supermercato''': Dove abiti? <br /> '''Kevin McCallister''': Eh... non posso dirglielo! <br /> '''Commessa Supermercato''': Perché no? <br /> '''Kevin McCallister''': Perché è un'estranea! *'''Caldaia''' {{NDR|nella fantasia di Kevin}}: Ahahah! Kevin!<br />'''Kevin McCallister''': Chiudi il becco! *'''Harry Lime''': Va' a dare un'occhiata! <br />{{NDR|Lunga pausa}}<br />'''Marv Merchants''': Adesso?! <br /> '''Harry Lime''' {{NDR|dopo una breve pausa, pensando di essere preso in giro}}: No, domani, cretino... Adesso! Coraggio! "Adesso?!". *'''Kate McCallister''': Senta, io non dormo da quasi 60 ore. Sono stanca e sporca. Sono andata da Chicago, a Parigi, a Dallas, a... dove diavolo sono?!<br />'''Impiegato aeroporto''': Scranton.<br />'''Kate McCallister''': Sto cercando di tornare a casa da mio figlio che ha 8 anni, e ora che sono quasi arrivata lei mi ferma?!<br />'''Impiegato aeroporto''': Be', dovrà rassegnarsi.<br />'''Kate McCallister''': No! No, no, no, no, affatto! Siamo a Natale! E Natale vuol dire speranza, lo sa?!<br />'''Impiegato aeroporto''': Sissignora, io...<br />'''Kate McCallister''': Se necessario mi piazzerò sulla pista e chiederò un passaggio! A costo di spendere tutto quello che ho, anche di vendermi l'anima al Diavolo in persona... io devo arrivare a casa da mio figlio! *'''Gus Polinski''': Permetta che mi presenti, signora? Gus Polinski. Molto lieto. {{NDR|Kate e Gus Polinski si stringono la mano}} Il re della polka del Midwest! Eh? Ehm... I Kenosha Kickers. {{NDR|il resto del gruppo la saluta, ma lei non ha idea di cosa stia parlando}} No? Ah, non fa niente. Pensavo mi avesse riconosciuto. Comunque... Ehm, sa, io ho avuto un certo successo qualche anno fa, perché io sono quello di "Polka polka polka polka polka polka!" No, eh?<br />'''Kate McCallister''' {{NDR|perplessa}}: No...<br />'''Gus Polinski''': E ''Twin Legs Polka''? ''Yamahoozie Polka''? ''Kiss Me Polka''?<br />'''Kate McCallister''': Ehm...<br />'''Gus Polinski''': ''Polka Twist'', eh?<br />'''Kate McCallister''': Sarebbero canzoni...?<br />'''Gus Polinski''': Sì, ehm... Sì, ecco, nostri grandi successi. Almeno agli inizi degli anni '70. Sì, ne abbiamo vendute ben 623 copie per l'esattezza! *'''Marv Merchants''': Sì, i bambini hanno paura del buio!<br />'''Harry Lime''': Anche tu hai paura del buio, Marv! Non dire di no. *'''Kevin McCallister''': Tanto lo so che non sei il vero Babbo Natale.<br />'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Che cosa te lo fa pensare? Sarei curioso di saperlo. {{NDR|si mette in ordine la barba finta}}<br />'''Kevin McCallister''': Sono grande abbastanza per conoscere la vita.<br />'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Giusto.<br />'''Kevin McCallister''': Ma so anche che tu lavori per lui. E vorrei che gli dessi un messaggio.<br />'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Spara!<br />'''Kevin McCallister''': Io sono Kevin McCallister, 671 Lincoln Boulevard. Vuoi il numero di telefono?<br />'''Uomo travestito da Babbo Natale''': No, non fa niente.<br />'''Kevin McCallister''': Ok. È estremamente importante. Vuoi dirgli per favore che quest'anno invece dei regali rivoglio solo indietro la mia famiglia? Niente giocattoli, ma soltanto Peter, Kate, Buzz, Megan, Linnie e Jeff, e mia zia e i miei cugini, e se ha tempo anche mio zio Frank. D'accordo?<br />'''Uomo travestito da Babbo Natale''': Va bene. Vedrò cosa posso fare. *'''Vecchio Marley''': Abiti vicino a me, vero?<br />'''Kevin McCallister''': Si.<br />'''Vecchio Marley''': Salutami pure quando mi vedi, non devi avere paura. Dicono un sacco di cose su di me, ma non è vero niente. Ok? Sei stato buono quest'anno?<br />'''Kevin McCallister''': Credo di sì.<br />'''Vecchio Marley''': Puoi giurarlo?<br />'''Kevin McCallister''': Noooooo...<br />'''Vecchio Marley''': Io mi sentivo triste. Questo è il posto giusto se sei scontento di te.<br />'''Kevin McCallister''': Davvero?<br />'''Vecchio Marley''': Credo di sì.<br />'''Kevin McCallister''': Tu sei scontento di te?<br />'''Vecchio Marley''': No.<br />'''Kevin McCallister''': Io sono stato cattivo ultimamente. Ho detto cose che non dovevo dire. Non sono stato per niente buono quest'anno. Per questo sono un po' triste. Perché a me la mia [[famiglia]] mi piace, anche se certe volte dico il contrario. Certe volte mi sembra persino di odiarli. Lo puoi capire?<br />'''Vecchio Marley''': Credo di sì. Con la tua famiglia hai dei rapporti un po' complicati.<br />'''Kevin McCallister''': Soprattutto con mio fratello più grande.<br />'''Vecchio Marley''': Dentro di te tu li ami sempre, ma ti dimentichi che li ami e qualche volta vi ferite a vicenda e non solo perché sei piccolo. *'''Vecchio Marley''': Tanti anni fa, prima che voi vi trasferiste qui, ho litigato con mio figlio.<br />'''Kevin McCallister''': Quanti anni ha?<br />'''Vecchio Marley''': Oh, è grande ormai. Una parola tira l'altra, e gli dissi che non ci tenevo più a vederlo. Lui disse lo stesso, e da allora non ci siamo più parlati.<br />'''Kevin McCallister''': Se ti manca, perché non gli telefoni?<br />'''Vecchio Marley''': Temo che se lo faccio lui non voglia parlarmi.<br />'''Kevin McCallister''': Come fai a saperlo?<br />'''Vecchio Marley''': Non lo so, ma ho paura che succeda.<br />'''Kevin McCallister''': Non ti offendere, ma non sei un po' vecchio per avere [[paura]]?<br />'''Vecchio Marley''': Si può essere un po' vecchi per molte cose, ma mai troppo per avere paura.<br />'''Kevin McCallister''': Sì, è vero. Io ho sempre avuto paura del nostro seminterrato: è buio, c'è roba strana, c'è uno strano odore e tutte cose strane. Erano anni che mi perseguitava.<br />'''Vecchio Marley''': I seminterrati sono così.<br />'''Kevin McCallister''': E poi mi sono costretto a scenderci per fare il bucato, e ho scoperto che non è così brutto. Mi ero preoccupato senza ragione, perché quando ho acceso la luce non era questo granché.<br />'''Vecchio Marley''': Che vorresti dire?<br />'''Kevin McCallister''': Cosa voglio dire? Che dovresti chiamare tuo figlio.<br />'''Vecchio Marley''': E se non mi vuole parlare?<br />'''Kevin McCallister''': Almeno lo saprai. Così potrai smettere di pensarci e non dovrai avere più paura. Anche se sono stato cattivo io vorrei parlare con il mio papà, specialmente adesso che è Natale. *'''Harry''': Prima diamo un'occhiata, possiamo sempre tornare per il furgone. <br /> '''Marv''': Sì... Allora, come vuoi entrare? <br /> '''Harry''': Dalla porta di servizio. Ci aprirà lui {{NDR|Kevin}}, non si sa mai. <br /> '''Marv''': Già! È un bambino, e i bambini sono stupidi! *'''Harry Lime''': Buon Natale signorino... lo sappiamo che sei lì, e anche che sei solo.<br />'''Marv Merchants''': Su, da bravo ragazzino, apri! C'è Babbo Natale... e il suo folletto! *'''Harry Lime''': Marv!<br />'''Marv Merchants''': Harry?<br />'''Harry Lime''': Perché ti sei tolto le scarpe?!<br />'''Marv Merchants''': E tu perché ti sei vestito da gallina?! *'''Harry Lime''': Faremo esattamente quello che ha fatto a noi! Gli brucio la testa come lui ha fatto a me!<br />'''Marv Merchants''': Io gli rompo la faccia con una sbarra di ferro!<br />'''Harry Lime''': Poi forse gli sbatto in faccia un barattolo di vernice!<br />'''Marv Merchants''': E io gli pianto un chiodo in un piede!<br />'''Harry Lime''': Ma prima di tutto gli strapperò a morsi questi ditini! Uno alla volta! *'''Kate McCallister''': Sono una cattiva madre... Sono una cattiva madre...<br />'''Gus Polinski''': Ma non è vero. Non deve sentirsi in colpa. Sono cose che succedono sempre. Succedono a tutti, gliel'assicuro.<br />'''Kate McCallister''': No...<br />'''Gus Polinski''': Vuol sapere qualcosa sui cattivi genitori? Be', guardi noi. Insomma, noi siamo in giro quarantotto, quarantanove settimane l'anno. E chi le vede le nostre famiglie? Ehm, Joe, laggiù. Lo vede? Be', lui ha quasi dimenticato i nomi dei suoi figli. E Ziggy, quello che guida, non l'ha nemmeno mai visto suo figlio. Eddy... Spero che nessuno scriva mai la sua biografia. Eh...<br />'''Kate McCallister''': Ma lei è mai andato in vacanza dimenticando suo figlio a casa?<br />'''Gus Polinski''': Ehm... {{NDR|ci pensa un po' su}} No.<br />'''Kate McCallister''': Ecco!<br />'''Gus Polinski''': Ma una volta ne ho lasciato uno alle pompe funebri. Eh, sì, fu terribile. Vede, ero distrutto, annientato, capisce? Mia moglie era morta e ... e noi lasciammo il bambino per tutto il giorno nella camera ardente. Tutto il giorno, capisce? Solo quando tornammo a casa la sera ce ne siamo accorti. E lui era là, era stato tutto il giorno da solo con la madre morta.<br />'''Kate McCallister''' {{NDR|turbata}}: Oh!<br />'''Gus Polinski''': Eh... Ah, ma si riprese, sa? Sì, dopo sei settimane. Certo, si riprese. Ricominciò a parlare... Ora sta benissimo! Sa, i bambini superano tutto, si riprendono! *'''Buzz McCallister''': Ehi, Kevin! È già molto che non hai dato fuoco alla casa.<br />'''Kevin McCallister''': Grazie, Buzz! *'''Kate McCallister''': Qualcuno corra al drugstore. Non abbiamo nemmeno il latte.<br />'''Kevin McCallister''': Io ho fatto la spesa ieri.<br />'''Jeff McCallister''': Tu hai fatto la spesa?!<br />'''Kevin McCallister''': Ho preso un po' di latte, uova e anche un ammorbidente.<br />'''Kate McCallister''': Cosa?!<br />'''Peter McCallister''': Stai scherzando?! Chi se lo aspettava! Che cos'altro hai fatto mentre eravamo via?<br />'''Kevin McCallister''': Oh, niente di speciale...<br />'''Buzz McCallister''': Sa fare la spesa?! Non sa nemmeno allacciarsi le scarpe ed è andato a fare la spesa! Non è il Kevin che conoscevo! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Kevin! Che cosa hai combinato in camera mia?! ('''Buzz McCallister''') ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Mamma, ho perso l'aereo''}} {{Mamma, ho perso l'aereo}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film natalizi]] lmarrz5tovz6lsowizf28f6dtqob0vu Incipit/T 0 17345 1418492 1416570 2026-06-28T07:17:26Z Gaux 18878 /* T */ Pietro Thouar: Racconti popolari 1418492 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{incipit|lettera=T}}</noinclude> ==T== <span id="Ta"></span> *'''[[Tabari|Ṭabarī]]''' **I Profeti e i Re *'''[[George Tabori]]''' **Prima colazione *'''[[Antonio Tabucchi]]''' **La testa perduta di Damasceno Monteiro **Notturno indiano **Requiem **Sostiene Pereira **Tristano muore *'''[[Tacito]]''' **Annali **Storie *'''[[Antonio Tadini]]''' **Dell'esito di una memoria idraulica *'''[[Emilio Tadini]]''' **La tempesta *'''[[Stephen Tall]]''' **L'uomo che salvò il sole **Musica nello spazio *'''[[Gay Talese]]''' **La donna d'altri **Motel Voyeur *'''[[Gabriel Tallent]]''' **Mio assoluto amore *'''[[Susanna Tamaro]]''' **Anima Mundi **Ascolta la mia voce **Papirofobia **Rispondimi **Va' dove ti porta il cuore *'''[[Áron Tamási]]''' **Abele, cervello fino *'''[[Amy Tan]]''' **I cento sensi segreti **Il circolo della fortuna e della felicità *'''[[Jun'ichirō Tanizaki]]''' **Gli insetti preferiscono le ortiche **L'amore di uno sciocco **La chiave **La gatta, Shozo e le due donne *'''[[Charles R. Tanner]]''' **Tumithak dei Corridoi ***Tumithak dei Corridoi ***Tumithak a Shawm ***Tumithak delle Torri di fuoco *'''[[Luigi Tansillo]]''' **Al Signor Viceré di Napoli **I due pellegrini **La balia **Le lagrime di s. Pietro *'''[[Eugenio Tanzi]]''' **Trattato delle malattie mentali *'''[[Iginio Ugo Tarchetti]]''' **Fosca **L'amore nell'arte **Racconti fantastici ***I fatali ***Leggende del castello nero ***La lettera U (Manoscritto d'un pazzo) ***Un osso di morto ***Lo spirito in un lampone **Racconti umoristici ***In cerca di morte ***Re per ventiquattrore. Storia d'un giorno della mia vita **Storia di una gamba *'''[[Luca Tarenzi]]''' **Il sentiero di legno e sangue *'''[[Giovanni Targioni-Tozzetti]]''' **Nerone *'''[[Andrej Arsen'evič Tarkovskij]]''' **Andrej Rublëv *'''[[Antonio Tarlazzi]]''' **Statuti del Comune di Ravenna *'''[[Niccolò Tartaglia]]''' **La nova scientia **Quesiti et invenzioni diverse *'''[[Donna Tartt]]''' **Dio di illusioni **Il cardellino **Il piccolo amico *'''[[Clarice Tartufari]]''' **Il miracolo **L'albero della morte **Maestra *'''[[Torquato Tasso]]''' **Aminta **Discorso della virtù feminile e donnesca **Gerusalemme conquistata **Gerusalemme liberata **Rinaldo *'''[[Alessandro Tassoni]]''' **La secchia rapita *'''[[Anna Tatangelo]]''' **Ragazza di periferia: la mia piccola favola *'''[[Jacques Tati]]''' **Questo buffo buffo mondo *'''[[Luigi Tatti]]''' **Canali di irrigazione italiani. Rete lombarda *'''[[A. J. P. Taylor]]''' **Storia della Germania **Storia della prima guerra mondiale *'''[[Gordon Rattray Taylor]]''' **La società suicida *'''[[Laini Taylor]]''' **La chimera di Praga *'''[[Robert Lewis Taylor]]''' **Viaggio a Matecumbe <span id="Tb"></span> <span id="Tc"></span> <span id="Td"></span> <span id="Te"></span> *'''[[Tommaso Temanza]]''' **Antica pianta dell'inclita città di Venezia *'''[[Carlo Tenca]]''' **La cà dei cani: cronaca milanese del secolo 14. cavata da un manoscritto di un canattiere di Barnabò Visconti *'''[[William Tenn]]''' **Gli uomini nei muri *'''[[Teocrito]]''' **Il Rubator de' Favi **L'Epitalamio d'Elena **La rócca **Per Epicharmo Siracusano inventore della Commedia **Sopra Adone morto *'''[[Teofrasto]]''' **I caratteri *'''[[Sheri S. Tepper]]''' **Cronache del dopoguerra **Le torri del dominio *'''[[Publio Terenzio Afro]]''' **I fratelli **La ragazza di Andros *'''[[Teresa d'Ávila]]''' **Il castello interiore **Libro della sua vita *'''[[Madre Teresa di Calcutta]]''' **La mia vita *'''[[Teresa di Lisieux]]''' **Manoscritto autobiografico A **Manoscritto autobiografico B **Manoscritto autobiografico C *'''[[Tiziano Terzani]]''' **Buonanotte, signor Lenin **La fine è il mio inizio **Lettere contro la guerra **Un altro giro di giostra **Un indovino mi disse *'''[[Lodovico Terzi]]''' **Due anni senza gloria *'''[[Delio Tessa]]''' **L'è el dì di Mort, alegher! ***La pobbia de cà Colonetta ***Sui scal ***El cavall de bara ***Primavera ***Caporetto 1917 ***El gatt del sur Pinin ***La tosa del borgh ***El bell maghetta ***La mort della Gussona **Ore di città *'''[[Sebastiano Tessitore]]''' **Del raddrizzamento dei fiumi *'''[[Wilhelm Siegmund Teuffel]]''' **Storia della letteratura romana *'''[[Walter Tevis]]''' **L'uomo che cadde sulla Terra **La regina degli scacchi *'''[[Catherine Texier]]''' **Fine di un amore <span id="Tf"></span> <span id="Tg"></span> <span id="Th"></span> *'''[[William Makepeace Thackeray]]''' **La fiera delle vanità **Le memorie di Barry Lindon *'''[[Steve Thayer]]''' **L'uomo del tempo *'''[[Johan Theorin]]''' **L'ora delle tenebre *'''[[Franck Thilliez]]''' **La stanza dei morti *'''[[Marcel Thiry]]''' **Distanze **Scacco al tempo *'''[[Craig Thomas]]''' **Winter Hawk *'''[[Dylan Thomas]]''' **Ritratto dell'artista come giovane cane. *'''[[Scarlett Thomas]]''' **Il giro più pazzo del mondo **Il nostro tragico universo **PopCo *'''[[Hunter Stockton Thompson|Hunter S. Thompson]]''' **Cronache del rum **Paura e disgusto a Las Vegas *'''[[David Thomson (storico)|David Thomson]]''' **Storia della Francia moderna *'''[[Henry David Thoreau]]''' **Disobbedienza civile *'''[[Pietro Thouar]]''' **Racconti popolari *'''[[Enrico Thovez]]''' **Il pastore, il gregge e la zampogna *'''[[Greta Thunberg]]''' **La nostra casa è in fiamme *'''[[James Thurber]]''' **La notte degli spiriti <span id="Ti"></span> *'''[[Ettore Tibaldi]]''' **Uomini e bestie *'''[[Albio Tibullo]]''' **Elegie *'''[[Ludwig Tieck]]''' **Il biondo Erberto *'''[[Adriano Tilgher]]''' **Mistiche nuove e mistiche antiche **Studi sul teatro contemporaneo *'''[[Lynne Tillman]]''' **Diario di una masochista *'''[[Filippo Timi]]''' **E lasciamole cadere queste stelle *'''[[Bruno Tinti]]''' **La questione immorale *'''[[James Tiptree Jr.]]''' **Houston, Houston, ci sentite? **La felicità è un'astronave calda *'''[[Tirso de Molina]]''' **Tre mariti burlati *'''[[Tirteo]]''' **Esortazione al coraggio <span id="Tj"></span> <span id="Tk"></span> <span id="Tl"></span> <span id="Tm"></span> <span id="Tn"></span> <span id="To"></span> *'''[[Giuseppe Toaldo]]''' **Della maniera di preservare gli edifici dal fulmine *'''[[Benedetta Tobagi]]''' **Come mi batte forte il tuo cuore *'''[[Mario Tobino]]''' **Bandiera nera **Gli ultimi giorni di Magliano **Il clandestino **Il figlio del farmacista **La ladra **Per le antiche scale *'''[[Alexis de Tocqueville]]''' **La democrazia in America *'''[[Pietro Toesca]]''' **Masolino da Panicale **Torino *'''[[Miriam Toews]]''' **I miei piccoli dispiaceri *'''[[Giuseppe Toffanin]]''' **Il romanticismo latino e I promessi sposi **Ricordi di un uomo inutile *'''[[Palmiro Togliatti]]''' **Corso sugli avversari **De Gasperi il restauratore *'''[[Colm Tóibín]]''' **Il faro di Blackwater *'''[[Olga Tokarczuk]]''' **Guida il tuo carro sulle ossa dei morti *'''[[John Ronald Reuel Tolkien]]''' **I figli di Húrin **Il Signore degli Anelli **Il Silmarillion **Lo Hobbit **Roverandom *'''[[Sof'ja Tolstaja]]''' **I diari *'''[[Tat'jana L'vovna Tolstaja]]''' **Anni con mio padre *'''[[Tat'jana Nikitična Tolstaja]]''' **Il cerchio **Sotto il portico dorato *'''[[Aleksej Kostantinovič Tolstoj]]''' **Il conte di Cagliostro **La storia di Ivan lo Stupido *'''[[Lev Tolstoj]]''' **Amore e dovere **[[Anna Karenina]] **Confessione **[[Della vita]] **Denaro falso **Felicità familiare **Filipòk **[[Guerra e pace]] **I cosacchi **I diari **I due ussari **I quattro libri di lettura **Idillio **[[Il regno di Dio è in voi]] **La morte di Ivan Il'ic **La sonata a Kreutzer **Le memorie di un pazzo **Lettera a M.A. Enghelgardt **Memorie di un cristiano **Resurrezione *'''[[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]]''' **Il gattopardo *'''[[Fulvio Tomizza]]''' **La miglior vita **L'amicizia **Materada *'''[[Niccolò Tommaseo]]''' **Antonio Rosmini **Esempi di generosità proposti al popolo italiano **Fede e bellezza **G.B. Vico *'''[[Rino Tommasi]]''' **Maledette classifiche *'''[[Tommaso da Celano]]''' **Dies Irae *'''[[Dario Tonani]]''' **Infect@ *'''[[Pier Vittorio Tondelli]]''' **L'abbandono **Rimini *'''[[Luigi Tonelli]]''' **L'evoluzione del teatro contemporaneo in Italia *'''[[Su Tong]]''' **Cipria **Mogli e concubine *'''[[Giuseppe Toniolo]]''' **Dei remoti fattori delle potenza economica di Firenze nel Medio Evo **L'odierno problema sociologico *'''[[Nando Tonon]]''' **Elogio dell'ateismo *'''[[John Kennedy Toole]]''' **Una banda d'idioti *'''[[Rodolphe Töpffer]]''' **Le due Scheidegg *'''[[Paul Torday]]''' **Pesca al salmone nello Yemen *'''[[Achille Torelli]]''' **I mariti *'''[[Girolamo Tornielli]]''' **Canzonetta *'''[[Evangelista Torricelli]]''' **Lezioni accademiche *'''[[Francesco Torti]]''' **Dante rivendicato: Lettera al sig. Cavalier Monti *'''[[Luigi Tosti]]''' **S. Benedetto al Parlamento nazionale **Storia della Lega lombarda *'''[[Alain Touraine]]''' **Dopo la crisi. Una nuova società possibile **La coscienza operaia **La società post-industriale **Il movimento operaio *'''[[Michel Tournier]]''' **La colubrina *'''[[Peter Townsend]]''' **Duello d'aquile *'''[[Federigo Tozzi]]''' **Bestie **Con gli occhi chiusi **Giovani e altre novelle ***Pigionali ***Un'osteria ***Pittori ***La casa venduta ***Il crocifisso ***Miseria **Gli egoisti **Il podere **L'amore: novelle ***Campagna romana ***L'amore ***Una sera presso il Tevere ***Ai bagni ***Il vino ***La gallina disfattista ***La mia amicizia ***Il marito ***Un pezzo di lettera ***Elìa e Vannina ***La stessa donna ***La vendetta ***Roberto e Natalia ***La capanna **L'incalco **Novale: diario **Tre croci <span id="Tp"></span> <span id="Tq"></span> <span id="Tr"></span> *'''[[Tomas Tranströmer]]''' **Poesia dal silenzio *'''[[Marco Travaglio]]''' **Ad personam **Bananas **Berluscomiche **La scomparsa dei fatti *'''[[P. L. Travers]]''' **Mary Poppins **Mary Poppins apre la porta *'''[[Karen Traviss]]''' **Gears of War. Fine della coalizione *'''[[Elena Tregubova]]''' **I mutanti del Cremlino *'''[[Heinrich von Treitschke]]''' **La Francia dal primo Impero al 1871 *'''[[Vitaliano Trevisan]]''' **Grotteschi e Arabeschi *'''[[Giuseppe Trevisani]]''' **Hemingway *'''[[William Trevor]]''' **Il viaggio di Felicia **Morte d'estate *'''[[Gaetano Trezza]]''' **Confessioni {{sic|d'un}} scettico **La critica moderna **Saggi postumi *'''[[Yury Trifonov]]''' **La casa sul lungofiume **Lungo addio *'''[[Antonino Trizzino]]''' **Navi e poltrone *'''[[Lev Trockij]]''' **Storia della rivoluzione russa * '''[[Ernst Troeltsch]] **Le dottrine sociali delle Chiese e dei gruppi cristiani *'''[[Erminio Troilo]]''' **Ricostruzione e interpretazione del pensiero filosofico di Leonardo da Vinci *'''[[Licia Troisi]]''' **I dannati di Malva **Il destino di Adhara **La Setta degli Assassini *'''[[Felice Trojani]]''' **L'ultimo volo *'''[[Alfredo Trombetti]]''' **Le origini della lingua basca *'''[[Maria Tronca]]''' **L'amante delle sedie volanti *'''[[Didier Tronchet]]''' **Piccolo trattato di ciclosofia *'''[[Carlo Troya]]''' **Storia d'Italia del Medio-Evo *'''[[Henri Troyat]]''' **La barinja **Rasputin *'''[[Chrétien de Troyes]]''' **Perceval il Gallese o il racconto del Graal <span id="Ts"></span> *'''[[Yamamoto Tsunetomo]]''' **Hagakure <span id="Tt"></span> <span id="Tu"></span> *'''[[Edwin Charles Tubb]]''' **La corsa del manichino *'''[[Giuseppe Tucci]]''' **Storia della filosofia indiana *'''[[Wilson Tucker]]''' **Il lungo silenzio *'''[[Filippo Tuena]]''' **Il diavolo a Milano – Fantasmi di Schumann a Manhattan *'''[[Domenico Tumiati]]''' **Una primavera in Grecia *'''[[Gianfrancesco Turano]]''' **Fuori gioco **Ragù di capra *'''[[Domenico Turazza]]''' **Intorno ad alcuni principii di idraulica pratica in generale ed in particolare della loro applicazione ad una nuova sistemazione di Bacchiglione intorno Vicenza **Intorno alle leggi del moto dell'acqua nei canali e nei fiumi con applicazioni ai varii casi della pratica **Trattato di idrometria o di idraulica pratica *'''[[Ivan Sergeevič Turgenev]]''' **Clara Militch **Diario di un uomo superfluo **Faust **Fumo **Padri e figli **Primo amore **Rudin **Terre vergini **Un nido di nobili *'''[[Scott Turow]]''' **Errori Reversibili **L'onere della prova **La legge dei padri **Lesioni personali **Presunto innocente **Prova d'appello *'''[[Harry Turtledove]]''' **La fine dell'oscurità **La legione perduta **Un imperatore per la legione **Vivere con gli Haldol *'''[[Lisa Tuttle]]''' **I traduttori **Infestata dagli insetti *'''[[Will Tuttle]]''' **Cibo per la pace *'''[[Amos Tutuola]]''' **Il bevitore di vino di palma **La mia vita nel bosco degli spiriti <span id="Tv"></span> <span id="Tw"></span> *'''[[Mark Twain]]''' **Il gatto di Dick Baker **Il principe e il povero **L'uomo che corruppe Hadleyburg **La banconota da un milione di sterline **Le avventure di Huckleberry Finn **Le avventure di Tom Sawyer **Una curiosa gita di piacere **Una storia di fantasmi **Viaggio in paradiso **Wilson lo Zuccone <span id="Tx"></span> <span id="Ty"></span> *'''[[Kathy Tyers]]''' **La tregua di Bakura *'''[[Anne Tyler]]''' **Il tuo posto è vuoto **Le storie degli altri <span id="Tz"></span> *'''[[Tristan Tzara]]''' **Manifesto Dada 1918 **Manifesto del Dadaismo oep764499i9l1v3oobbnrm4wh8z54m0 La spada nella roccia 0 25267 1418469 1298609 2026-06-27T20:46:06Z Skekzilla 17056 1418469 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=il romanzo omonimo|titolo=[[Terence Hanbury White#La spada nella roccia]]}} {{Film |immagine = Disneyland Sword in the Stone by Dave Q.jpg |titoloitaliano= La spada nella roccia |titolooriginale= The Sword in the Stone |paese = Stati Uniti d'America |anno= 1963 |genere= animazione |regista= [[Wolfgang Reitherman]] |soggetto= [[Terence Hanbury White|T. H. White]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore= [[Bill Peet]] |doppiatorioriginali= *[[Rickie Sorensen]]: [[Re Artù|Semola (Artù)]] *[[Karl Swenson]]: [[Mago Merlino]] *[[Martha Wentworth]]: Maga Magò / Castellana *[[Sebastian Cabot]]: Sir Ettore / Voce narrante *[[Alan Napier]]: Sir Pilade *[[Norman Alden]]: Caio *[[Junius Matthews]]: Anacleto |doppiatoriitaliani= *[[Massimo Giuliani]]: Semola (Artù) *[[Bruno Persa]]: Mago Merlino *[[Lydia Simoneschi]]: Maga Magò *[[Giorgio Capecchi]]: Sir Ettore *[[Giovanni Saccenti]]: Sir Pilade *[[Pino Locchi]]: Caio *[[Lauro Gazzolo]]: Anacleto *[[Maria Saccenti]]: Castellana *[[Emilio Cigoli]]: Voce narrante |note= *'''Musiche''': [[George Bruns]], [[Richard M. Sherman]] }} '''''La spada nella roccia''''', film statunitense d'animazione della Disney del 1963. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} <poem> Si narra che un dì l'[[Inghilterra]] fiorì di audaci cavalier; il buon re morì senza eredi e così agognaron tutti al poter. Soltanto un prodigio poté salvar il regno da guerre e distruzion: fu la spada nella roccia che un bel dì laggiù comparì. ('''voce narrante''') {{NDR|cantando}} </poem> ==Frasi== *E sotto l'elsa in lettere d'oro erano scritte queste parole: "Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto re d'Inghilterra". Sebbene molti avessero provato con tutte le loro forze, nessuno era riuscito ad estrarre la spada e neppure a smuoverla. Così il miracolo non era avvenuto e l'Inghilterra era ancora senza un re, e col passare degli anni la spada prodigiosa fu dimenticata. Erano tempi oscuri, senza legge né ordine. Gli uomini vivevano nel terrore l'uno dell'altro, poiché il più forte opprimeva il più debole. ('''Narratore''') *Tempi oscuri davvero.. e maledettamente scomodi! Niente idraulica... niente elettricità... niente di niente! ('''[[Mago Merlino|Merlino]]''') *Brutto pezzo... di coccio! ('''Merlino''') {{NDR|Rivolto alla zuccheriera magica che ha sporcato il tavolo}} *Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli! ('''Merlino''') *Anacleto, guarda che ti faccio diventare uomo! ('''Merlino''') *Sembra che qualcuno stia male... che bellezza! ('''Maga Magò''') *Oh, non è niente di grave, Magò, starai meglio dopo qualche settimana e sarai più bella di... ohoh, volevo dire più brutta di prima! ('''Merlino''') *Quisquilie e pinzillacchere! ('''Anacleto''') *Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...'' ('''Merlino''') *{{NDR|Merlino rattoppa con ombrelli il tetto malmesso, dal quale entra la pioggia, della torre del castello assegnatagli come camera da letto, che gli è stata presentata come la stanza migliore}} La migliore [[stanza (architettura)|stanza]] della casa?! La stanza degli ospiti?! Sì, degli ospiti indesiderabili! ('''Merlino''') *Il [[volo]] non è semplicemente un vile processo meccanico. [...] Ma un'arte raffinata, puramente estetica, poesia del movimento. E il miglior modo per imparare è la pratica. ('''Anacleto''') *Eccomi che arrivo, Magò, che tu sia pronta oppure no. ('''Merlino''') *{{NDR|Prima di decollare via come un missile}} Per tutte le idiozie che ho sentito ... Honolulu arrivo ! ('''Merlino''') *Io odio il sole! Detesto quei orribili, salubri raggi solari! Io li odio!!! Li odio!!! Odio!!! ('''Maga Magò''') *Così, finalmente, in quell'era lontana, il prodigio si avverò. Era il primo giorno dell'anno. E da allora ebbe inizio il glorioso regno di re Artù. ('''Narratore''') ==Dialoghi== *'''Artù''': Oh, che bel gufo impagliato!<br />'''Anacleto''': Oh, i-i-i-im-im-impagliato?!? Bada a come parli!<br />'''Artù''': Ma è vivo! E parla!<br />'''Anacleto''': Eh! Eh, eh, eh, eh! E sicuramente molto meglio di te! *'''Merlino''': Anacleto? Anacleto... Dove, dove... Dove siamo? <br />'''Anacleto''': In una vecchia torre traballante del più pericolante vecchio castello dell'intera cristianità, ecco dove siamo! <br />'''Merlino''': Ca.. Castello... Castello? <br />'''Anacleto''': Non ricordi nemmeno il ragazzo?? <br />'''Merlino''': Oh... il ragazzo sì! <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre}} Non ricordi un accidenti di niente?? <br />'''Merlino''': {{NDR|Pensando stia parlando con lui}} Andiamoci piano! Io, io, io... <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre, a Caio}} Tieni forte quella lancia! Saldo sulla sella! Ginocchia strette! [...] <br />'''Merlino''': Ah ah ah ah! "Scienza" la chiama {{NDR|Giostrare}}! Un fantoccio che cerca di buttar giù un altro fantoccio con la punta di un bastone! <br />'''Anacleto''': {{NDR|Vedendo Semola che rimette a posto un fantoccio}} E Semola ne va pazzo, come tutti gli altri! <br />'''Merlino''': Beh, lo credo bene! Quel ragazzo è uno spiritaccio! Ha molto fegato! Si butta anima e corpo in ogni cosa che fa! E queste doti sono preziose, una volta avviato nella direzione giusta. <br/ >'''Anacleto''': Eh eh! Allora aspetto un pezzo! <br />'''Merlino''': No! Io ho intenzione di barare, naturalmente! Di usare la magia fino all'ultimo trucco, se necessario! *{{NDR|Merlino e Artù sono trasformati in pesci}} '''Merlino''': Ora cerca di prendere il ritmo: dest, sinist, dest, sinist, uno, due, ''qui e lì | e notte e di' | questo il mondo fa girar | bianco e ner | falso e ver | questo il mondo fa girar. | per ogni qua | c'è sempre un là, | per ogni se...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un ma? <br/ > '''Merlino''': Sì, sì. ''Per ogni su...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un giù? <br/ > '''Merlino''': Hm, hm, ''per ogni men...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un...? <br/ > '''Merlino''': Più. <br/ > '''Artù''': Più? <br/ > '''Merlino''': Sì, più. ''Più e men | vuoto o pien | questo il mondo fa girar | qua e là | va e sta'' [...] ''sempre in alto | mira e va | esci dalla mediocrità!'' <br/ > '''Artù''': Mediocrità? <br/ > '''Merlino''': E già! ''non star solo ad aspettar | ciò che per caso puoi trovar | se metti buona volontà | il mondo tutto ti darà | però se tu non rischierai | nulla mai rosicherai!'' [...] <br/ > '''Artù''': ''Per ogni men | c'è sempre un più | per ogni su c'è sempre un giù | e questo il mondo fa girar!'' *'''Merlino''': Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'[[amore]]... è una cosa potentissima! <br /> '''Artù''': Più forte della gravità? <br /> '''Merlino''': Be', sì, figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla terra! *'''Maga Magò''': ''Se con un ditin | io tocco un fior, zumparapimpin | si spampana e muor, ohohoh | solo il demonio eguagliare mi può...'' <br /> '''Artù''': Oh, ma è terribile! <br /> '''Maga Magò''': Grazie, piccino, ma quello è niente, ''niente'' per me! Io son la magnifica, splendida ''Maga Magò''! E sai una cosa? Posso anche cambiare dimensioni. ''Posso gonfiar | fino al camin! | Farmi piccina | come un topin | fattuccheria, o nera magia, ohoh, è specialità mia! | Io son la magnifica, splendida Maga Magò!'' Ahahahahahahahah! Senti, lo sai che posso rendermi anche più brutta? <br /> '''Artù''': Oh, questo lo trovo quasi impossibile, ehm, voglio dire... <br /> '''Maga Magò''': Scommettiamo? {{NDR|la sua faccia diviene simile al grugno di un maiale}} Oink! {{NDR|Artù sobbalza spaventato}} Visto? Ho vinto, ho vinto! Non sono orribile? Eh? Perfettamente ributtante? <br /> '''Artù''': Oh, sì, signora! <br /> '''Maga Magò''': Ma non hai ancora visto nulla! Guarda qua! {{NDR|si trasforma in una bella fanciulla}} ''Posso aver fascino | un bel visin | ugola d'or | morbido crin | lalalalala, lalalala, lalaralallà, lalalallallallà | Ma non farti illusion | perché Zumparapà!'' {{NDR|ritorna al suo aspetto originario}} ''| sono un gatto mammon | la magnifica, splendida ma-ma-ma-ma... gamagò''! Ahahahahahahaha! *'''Artù''': Merlino mi ha cambiato con la sua magia. È il più potente mago del mondo! <br /> '''Maga Magò''': Merlino?! Oh, oh, Merlino! Il più potente ''pasticcione'' del mondo! *'''Maga Magò''': Ora, se non ti dispiace, per prima cosa detterò io le [[Regole dai film|regole]].<br />'''Anacleto''': Regole un corno! Aha! Vuole regole per il piacere di infrangerle! <br />'''Maga Magò''': Mi occuperò di te più tardi, brutto barbagianni! Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />'''Merlino''': Regola quattro: non barare. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Artù''': Sono in un tremendo pasticcio: sono re. <br /> '''Anacleto''': Ha estratto la spada dalla roccia. <br /> '''Merlino''': Aha! Ma certo, certo! Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda. <br /> '''Artù''': Tavola Rotonda? <br /> '''Merlino''': Perché, la preferisci quadrata forse? <br /> '''Artù''': Oh no, rotonda mi sta bene. <br /> '''Merlino''': Aha, oh, ragazzo, ragazzo mio. Tu diventerai un eroe leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli. E chissà, magari faranno anche un film su di te. <br /> '''Artù''': Un [[film]]? E cos'è? <br /> '''Merlino''': Be'... è una specie di televisione... eh, eh... ma senza la pubblicità! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Disney}} [[Categoria:Classici Disney]] 46ffv9tcot9nkc6sncrnlx512uwe5l3 1418470 1418469 2026-06-27T20:48:11Z Skekzilla 17056 /* Explicit */ 1418470 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=il romanzo omonimo|titolo=[[Terence Hanbury White#La spada nella roccia]]}} {{Film |immagine = Disneyland Sword in the Stone by Dave Q.jpg |titoloitaliano= La spada nella roccia |titolooriginale= The Sword in the Stone |paese = Stati Uniti d'America |anno= 1963 |genere= animazione |regista= [[Wolfgang Reitherman]] |soggetto= [[Terence Hanbury White|T. H. White]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore= [[Bill Peet]] |doppiatorioriginali= *[[Rickie Sorensen]]: [[Re Artù|Semola (Artù)]] *[[Karl Swenson]]: [[Mago Merlino]] *[[Martha Wentworth]]: Maga Magò / Castellana *[[Sebastian Cabot]]: Sir Ettore / Voce narrante *[[Alan Napier]]: Sir Pilade *[[Norman Alden]]: Caio *[[Junius Matthews]]: Anacleto |doppiatoriitaliani= *[[Massimo Giuliani]]: Semola (Artù) *[[Bruno Persa]]: Mago Merlino *[[Lydia Simoneschi]]: Maga Magò *[[Giorgio Capecchi]]: Sir Ettore *[[Giovanni Saccenti]]: Sir Pilade *[[Pino Locchi]]: Caio *[[Lauro Gazzolo]]: Anacleto *[[Maria Saccenti]]: Castellana *[[Emilio Cigoli]]: Voce narrante |note= *'''Musiche''': [[George Bruns]], [[Richard M. Sherman]] }} '''''La spada nella roccia''''', film statunitense d'animazione della Disney del 1963. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} <poem> Si narra che un dì l'[[Inghilterra]] fiorì di audaci cavalier; il buon re morì senza eredi e così agognaron tutti al poter. Soltanto un prodigio poté salvar il regno da guerre e distruzion: fu la spada nella roccia che un bel dì laggiù comparì. ('''voce narrante''') {{NDR|cantando}} </poem> ==Frasi== *E sotto l'elsa in lettere d'oro erano scritte queste parole: "Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto re d'Inghilterra". Sebbene molti avessero provato con tutte le loro forze, nessuno era riuscito ad estrarre la spada e neppure a smuoverla. Così il miracolo non era avvenuto e l'Inghilterra era ancora senza un re, e col passare degli anni la spada prodigiosa fu dimenticata. Erano tempi oscuri, senza legge né ordine. Gli uomini vivevano nel terrore l'uno dell'altro, poiché il più forte opprimeva il più debole. ('''Narratore''') *Tempi oscuri davvero.. e maledettamente scomodi! Niente idraulica... niente elettricità... niente di niente! ('''[[Mago Merlino|Merlino]]''') *Brutto pezzo... di coccio! ('''Merlino''') {{NDR|Rivolto alla zuccheriera magica che ha sporcato il tavolo}} *Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli! ('''Merlino''') *Anacleto, guarda che ti faccio diventare uomo! ('''Merlino''') *Sembra che qualcuno stia male... che bellezza! ('''Maga Magò''') *Oh, non è niente di grave, Magò, starai meglio dopo qualche settimana e sarai più bella di... ohoh, volevo dire più brutta di prima! ('''Merlino''') *Quisquilie e pinzillacchere! ('''Anacleto''') *Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...'' ('''Merlino''') *{{NDR|Merlino rattoppa con ombrelli il tetto malmesso, dal quale entra la pioggia, della torre del castello assegnatagli come camera da letto, che gli è stata presentata come la stanza migliore}} La migliore [[stanza (architettura)|stanza]] della casa?! La stanza degli ospiti?! Sì, degli ospiti indesiderabili! ('''Merlino''') *Il [[volo]] non è semplicemente un vile processo meccanico. [...] Ma un'arte raffinata, puramente estetica, poesia del movimento. E il miglior modo per imparare è la pratica. ('''Anacleto''') *Eccomi che arrivo, Magò, che tu sia pronta oppure no. ('''Merlino''') *{{NDR|Prima di decollare via come un missile}} Per tutte le idiozie che ho sentito ... Honolulu arrivo ! ('''Merlino''') *Io odio il sole! Detesto quei orribili, salubri raggi solari! Io li odio!!! Li odio!!! Odio!!! ('''Maga Magò''') *Così, finalmente, in quell'era lontana, il prodigio si avverò. Era il primo giorno dell'anno. E da allora ebbe inizio il glorioso regno di re Artù. ('''Narratore''') ==Dialoghi== *'''Artù''': Oh, che bel gufo impagliato!<br />'''Anacleto''': Oh, i-i-i-im-im-impagliato?!? Bada a come parli!<br />'''Artù''': Ma è vivo! E parla!<br />'''Anacleto''': Eh! Eh, eh, eh, eh! E sicuramente molto meglio di te! *'''Merlino''': Anacleto? Anacleto... Dove, dove... Dove siamo? <br />'''Anacleto''': In una vecchia torre traballante del più pericolante vecchio castello dell'intera cristianità, ecco dove siamo! <br />'''Merlino''': Ca.. Castello... Castello? <br />'''Anacleto''': Non ricordi nemmeno il ragazzo?? <br />'''Merlino''': Oh... il ragazzo sì! <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre}} Non ricordi un accidenti di niente?? <br />'''Merlino''': {{NDR|Pensando stia parlando con lui}} Andiamoci piano! Io, io, io... <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre, a Caio}} Tieni forte quella lancia! Saldo sulla sella! Ginocchia strette! [...] <br />'''Merlino''': Ah ah ah ah! "Scienza" la chiama {{NDR|Giostrare}}! Un fantoccio che cerca di buttar giù un altro fantoccio con la punta di un bastone! <br />'''Anacleto''': {{NDR|Vedendo Semola che rimette a posto un fantoccio}} E Semola ne va pazzo, come tutti gli altri! <br />'''Merlino''': Beh, lo credo bene! Quel ragazzo è uno spiritaccio! Ha molto fegato! Si butta anima e corpo in ogni cosa che fa! E queste doti sono preziose, una volta avviato nella direzione giusta. <br/ >'''Anacleto''': Eh eh! Allora aspetto un pezzo! <br />'''Merlino''': No! Io ho intenzione di barare, naturalmente! Di usare la magia fino all'ultimo trucco, se necessario! *{{NDR|Merlino e Artù sono trasformati in pesci}} '''Merlino''': Ora cerca di prendere il ritmo: dest, sinist, dest, sinist, uno, due, ''qui e lì | e notte e di' | questo il mondo fa girar | bianco e ner | falso e ver | questo il mondo fa girar. | per ogni qua | c'è sempre un là, | per ogni se...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un ma? <br/ > '''Merlino''': Sì, sì. ''Per ogni su...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un giù? <br/ > '''Merlino''': Hm, hm, ''per ogni men...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un...? <br/ > '''Merlino''': Più. <br/ > '''Artù''': Più? <br/ > '''Merlino''': Sì, più. ''Più e men | vuoto o pien | questo il mondo fa girar | qua e là | va e sta'' [...] ''sempre in alto | mira e va | esci dalla mediocrità!'' <br/ > '''Artù''': Mediocrità? <br/ > '''Merlino''': E già! ''non star solo ad aspettar | ciò che per caso puoi trovar | se metti buona volontà | il mondo tutto ti darà | però se tu non rischierai | nulla mai rosicherai!'' [...] <br/ > '''Artù''': ''Per ogni men | c'è sempre un più | per ogni su c'è sempre un giù | e questo il mondo fa girar!'' *'''Merlino''': Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'[[amore]]... è una cosa potentissima! <br /> '''Artù''': Più forte della gravità? <br /> '''Merlino''': Be', sì, figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla terra! *'''Maga Magò''': ''Se con un ditin | io tocco un fior, zumparapimpin | si spampana e muor, ohohoh | solo il demonio eguagliare mi può...'' <br /> '''Artù''': Oh, ma è terribile! <br /> '''Maga Magò''': Grazie, piccino, ma quello è niente, ''niente'' per me! Io son la magnifica, splendida ''Maga Magò''! E sai una cosa? Posso anche cambiare dimensioni. ''Posso gonfiar | fino al camin! | Farmi piccina | come un topin | fattuccheria, o nera magia, ohoh, è specialità mia! | Io son la magnifica, splendida Maga Magò!'' Ahahahahahahahah! Senti, lo sai che posso rendermi anche più brutta? <br /> '''Artù''': Oh, questo lo trovo quasi impossibile, ehm, voglio dire... <br /> '''Maga Magò''': Scommettiamo? {{NDR|la sua faccia diviene simile al grugno di un maiale}} Oink! {{NDR|Artù sobbalza spaventato}} Visto? Ho vinto, ho vinto! Non sono orribile? Eh? Perfettamente ributtante? <br /> '''Artù''': Oh, sì, signora! <br /> '''Maga Magò''': Ma non hai ancora visto nulla! Guarda qua! {{NDR|si trasforma in una bella fanciulla}} ''Posso aver fascino | un bel visin | ugola d'or | morbido crin | lalalalala, lalalala, lalaralallà, lalalallallallà | Ma non farti illusion | perché Zumparapà!'' {{NDR|ritorna al suo aspetto originario}} ''| sono un gatto mammon | la magnifica, splendida ma-ma-ma-ma... gamagò''! Ahahahahahahaha! *'''Artù''': Merlino mi ha cambiato con la sua magia. È il più potente mago del mondo! <br /> '''Maga Magò''': Merlino?! Oh, oh, Merlino! Il più potente ''pasticcione'' del mondo! *'''Maga Magò''': Ora, se non ti dispiace, per prima cosa detterò io le [[Regole dai film|regole]].<br />'''Anacleto''': Regole un corno! Aha! Vuole regole per il piacere di infrangerle! <br />'''Maga Magò''': Mi occuperò di te più tardi, brutto barbagianni! Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />'''Merlino''': Regola quattro: non barare. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Artù''': Sono in un tremendo pasticcio: sono re. <br /> '''Anacleto''': Ha estratto la spada dalla roccia. <br /> '''Merlino''': Aha! Ma certo, certo! Re Artù e i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]. <br /> '''Artù''': [[Tavola Rotonda]]? <br /> '''Merlino''': Perché, la preferisci quadrata forse? <br /> '''Artù''': Oh no, rotonda mi sta bene. <br /> '''Merlino''': Aha, oh, ragazzo, ragazzo mio. Tu diventerai un eroe leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli. E chissà, magari faranno anche un film su di te. <br /> '''Artù''': Un [[film]]? E cos'è? <br /> '''Merlino''': Be'... è una specie di televisione... eh, eh... ma senza la pubblicità! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Disney}} [[Categoria:Classici Disney]] dveipzub7yrtpa4klah7ijtsjow4dki 1418498 1418470 2026-06-28T07:56:50Z Skekzilla 17056 /* Frasi */ 1418498 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=il romanzo omonimo|titolo=[[Terence Hanbury White#La spada nella roccia]]}} {{Film |immagine = Disneyland Sword in the Stone by Dave Q.jpg |titoloitaliano= La spada nella roccia |titolooriginale= The Sword in the Stone |paese = Stati Uniti d'America |anno= 1963 |genere= animazione |regista= [[Wolfgang Reitherman]] |soggetto= [[Terence Hanbury White|T. H. 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Soltanto un prodigio poté salvar il regno da guerre e distruzion: fu la spada nella roccia che un bel dì laggiù comparì. ('''voce narrante''') {{NDR|cantando}} </poem> ==Frasi== *E sotto l'elsa in lettere d'oro erano scritte queste parole: "Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto re d'Inghilterra". Sebbene molti avessero provato con tutte le loro forze, nessuno era riuscito ad estrarre la spada e neppure a smuoverla. Così il miracolo non era avvenuto e l'Inghilterra era ancora senza un re, e col passare degli anni la spada prodigiosa fu dimenticata. Erano tempi oscuri, senza legge né ordine. Gli uomini vivevano nel terrore l'uno dell'altro, poiché il più forte opprimeva il più debole. ('''Narratore''') *[[Secoli bui|Tempi oscuri]] davvero, e maledettamente scomodi! Niente idraulica, niente elettricità, niente di niente! ('''[[Mago Merlino|Merlino]]''') *Brutto pezzo... di coccio! ('''Merlino''') {{NDR|Rivolto alla zuccheriera magica che ha sporcato il tavolo}} *Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli! ('''Merlino''') *Anacleto, guarda che ti faccio diventare uomo! ('''Merlino''') *Sembra che qualcuno stia male... che bellezza! ('''Maga Magò''') *Oh, non è niente di grave, Magò, starai meglio dopo qualche settimana e sarai più bella di... {{NDR|ride}}, volevo dire più brutta di prima! ('''Merlino''') *Quisquilie e pinzillacchere! ('''Anacleto''') *Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...'' ('''Merlino''') *{{NDR|Merlino rattoppa con ombrelli il tetto malmesso, dal quale entra la pioggia, della torre del castello assegnatagli come camera da letto, che gli è stata presentata come la stanza migliore}} La migliore [[stanza (architettura)|stanza]] della casa?! La stanza degli ospiti?! Sì, degli ospiti indesiderabili! ('''Merlino''') *Il [[volo]] non è semplicemente un vile processo meccanico. [...] Ma un'arte raffinata, puramente estetica, poesia del movimento. E il miglior modo per imparare è la pratica. ('''Anacleto''') *Eccomi che arrivo, Magò, che tu sia pronta oppure no. ('''Merlino''') *{{NDR|Prima di decollare via come un missile}} Per tutte le idiozie che ho sentito! Honolulu arrivo! ('''Merlino''') *Io odio il sole! Detesto quei orribili, salubri raggi solari! Io li odio!!! Li odio!!! Odio!!! ('''Maga Magò''') *Così, finalmente, in quell'era lontana, il prodigio si avverò. Era il primo giorno dell'anno. E da allora ebbe inizio il glorioso regno di re Artù. ('''Narratore''') ==Dialoghi== *'''Artù''': Oh, che bel gufo impagliato!<br />'''Anacleto''': Oh, i-i-i-im-im-impagliato?!? Bada a come parli!<br />'''Artù''': Ma è vivo! E parla!<br />'''Anacleto''': Eh! Eh, eh, eh, eh! E sicuramente molto meglio di te! *'''Merlino''': Anacleto? Anacleto... Dove, dove... Dove siamo? <br />'''Anacleto''': In una vecchia torre traballante del più pericolante vecchio castello dell'intera cristianità, ecco dove siamo! <br />'''Merlino''': Ca.. Castello... Castello? <br />'''Anacleto''': Non ricordi nemmeno il ragazzo?? <br />'''Merlino''': Oh... il ragazzo sì! <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre}} Non ricordi un accidenti di niente?? <br />'''Merlino''': {{NDR|Pensando stia parlando con lui}} Andiamoci piano! Io, io, io... <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre, a Caio}} Tieni forte quella lancia! Saldo sulla sella! Ginocchia strette! [...] <br />'''Merlino''': Ah ah ah ah! "Scienza" la chiama {{NDR|Giostrare}}! Un fantoccio che cerca di buttar giù un altro fantoccio con la punta di un bastone! <br />'''Anacleto''': {{NDR|Vedendo Semola che rimette a posto un fantoccio}} E Semola ne va pazzo, come tutti gli altri! <br />'''Merlino''': Beh, lo credo bene! Quel ragazzo è uno spiritaccio! Ha molto fegato! Si butta anima e corpo in ogni cosa che fa! E queste doti sono preziose, una volta avviato nella direzione giusta. <br/ >'''Anacleto''': Eh eh! Allora aspetto un pezzo! <br />'''Merlino''': No! Io ho intenzione di barare, naturalmente! Di usare la magia fino all'ultimo trucco, se necessario! *{{NDR|Merlino e Artù sono trasformati in pesci}} '''Merlino''': Ora cerca di prendere il ritmo: dest, sinist, dest, sinist, uno, due, ''qui e lì | e notte e di' | questo il mondo fa girar | bianco e ner | falso e ver | questo il mondo fa girar. | per ogni qua | c'è sempre un là, | per ogni se...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un ma? <br/ > '''Merlino''': Sì, sì. ''Per ogni su...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un giù? <br/ > '''Merlino''': Hm, hm, ''per ogni men...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un...? <br/ > '''Merlino''': Più. <br/ > '''Artù''': Più? <br/ > '''Merlino''': Sì, più. ''Più e men | vuoto o pien | questo il mondo fa girar | qua e là | va e sta'' [...] ''sempre in alto | mira e va | esci dalla mediocrità!'' <br/ > '''Artù''': Mediocrità? <br/ > '''Merlino''': E già! ''non star solo ad aspettar | ciò che per caso puoi trovar | se metti buona volontà | il mondo tutto ti darà | però se tu non rischierai | nulla mai rosicherai!'' [...] <br/ > '''Artù''': ''Per ogni men | c'è sempre un più | per ogni su c'è sempre un giù | e questo il mondo fa girar!'' *'''Merlino''': Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'[[amore]]... è una cosa potentissima! <br /> '''Artù''': Più forte della gravità? <br /> '''Merlino''': Be', sì, figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla terra! *'''Maga Magò''': ''Se con un ditin | io tocco un fior, zumparapimpin | si spampana e muor, ohohoh | solo il demonio eguagliare mi può...'' <br /> '''Artù''': Oh, ma è terribile! <br /> '''Maga Magò''': Grazie, piccino, ma quello è niente, ''niente'' per me! Io son la magnifica, splendida ''Maga Magò''! E sai una cosa? Posso anche cambiare dimensioni. ''Posso gonfiar | fino al camin! | Farmi piccina | come un topin | fattuccheria, o nera magia, ohoh, è specialità mia! | Io son la magnifica, splendida Maga Magò!'' Ahahahahahahahah! Senti, lo sai che posso rendermi anche più brutta? <br /> '''Artù''': Oh, questo lo trovo quasi impossibile, ehm, voglio dire... <br /> '''Maga Magò''': Scommettiamo? {{NDR|la sua faccia diviene simile al grugno di un maiale}} Oink! {{NDR|Artù sobbalza spaventato}} Visto? Ho vinto, ho vinto! Non sono orribile? Eh? Perfettamente ributtante? <br /> '''Artù''': Oh, sì, signora! <br /> '''Maga Magò''': Ma non hai ancora visto nulla! Guarda qua! {{NDR|si trasforma in una bella fanciulla}} ''Posso aver fascino | un bel visin | ugola d'or | morbido crin | lalalalala, lalalala, lalaralallà, lalalallallallà | Ma non farti illusion | perché Zumparapà!'' {{NDR|ritorna al suo aspetto originario}} ''| sono un gatto mammon | la magnifica, splendida ma-ma-ma-ma... gamagò''! Ahahahahahahaha! *'''Artù''': Merlino mi ha cambiato con la sua magia. È il più potente mago del mondo! <br /> '''Maga Magò''': Merlino?! Oh, oh, Merlino! Il più potente ''pasticcione'' del mondo! *'''Maga Magò''': Ora, se non ti dispiace, per prima cosa detterò io le [[Regole dai film|regole]].<br />'''Anacleto''': Regole un corno! Aha! Vuole regole per il piacere di infrangerle! <br />'''Maga Magò''': Mi occuperò di te più tardi, brutto barbagianni! Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />'''Merlino''': Regola quattro: non barare. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Artù''': Sono in un tremendo pasticcio: sono re. <br /> '''Anacleto''': Ha estratto la spada dalla roccia. <br /> '''Merlino''': Aha! Ma certo, certo! Re Artù e i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]. <br /> '''Artù''': [[Tavola Rotonda]]? <br /> '''Merlino''': Perché, la preferisci quadrata forse? <br /> '''Artù''': Oh no, rotonda mi sta bene. <br /> '''Merlino''': Aha, oh, ragazzo, ragazzo mio. Tu diventerai un eroe leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli. E chissà, magari faranno anche un film su di te. <br /> '''Artù''': Un [[film]]? E cos'è? <br /> '''Merlino''': Be'... è una specie di televisione... eh, eh... ma senza la pubblicità! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Disney}} [[Categoria:Classici Disney]] qs5x365cqt0ebqipbgnr613of1i7atl Pietro Thouar 0 33660 1418439 653110 2026-06-27T16:14:18Z Gaux 18878 Giovanni Federzoni: citazioni su 1418439 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) == Altri progetti == {{interprogetto|w|s=Autore:Pietro Thouar|commons=Category:Pietro Thouar}} {{stub}} [[Categoria:Scrittori italiani|Thouar, Pietro]] d3i6b7d96q8my9qdh3y2e3hww8t910b 1418440 1418439 2026-06-27T16:15:01Z Gaux 18878 titolo di sezione 1418440 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) == Altri progetti == {{interprogetto|w|s=Autore:Pietro Thouar|commons=Category:Pietro Thouar}} {{stub}} [[Categoria:Scrittori italiani|Thouar, Pietro]] 4j696oy69mrzf724sx65csvvvf3rx0s 1418441 1418440 2026-06-27T16:16:11Z Gaux 18878 parametri non necessari 1418441 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) == Altri progetti == {{interprogetto}} {{stub}} [[Categoria:Scrittori italiani|Thouar, Pietro]] ctd25pcjebg5aon99af3xcdczmgrw78 1418443 1418441 2026-06-27T16:17:41Z Gaux 18878 /* Altri progetti */ DEFAULTSORT 1418443 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) == Altri progetti == {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] sc5mrtya0tdjqnt8iojahwjx5fklb9u 1418483 1418443 2026-06-28T06:41:47Z Gaux 18878 /* Citazioni su Pietro Thouar */ il popolo amava Pietro Thouar 1418483 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. ([[Giovanni Federzoni]]) == Altri progetti == {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 2dpl3cmgu8nmqzo8oprrnqxtlf58a0e 1418484 1418483 2026-06-28T06:42:40Z Gaux 18878 no stub 1418484 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. ([[Giovanni Federzoni]]) == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] goqfsyq6qfx2o6upptm3ecu9d0fygzn 1418485 1418484 2026-06-28T06:45:26Z Gaux 18878 /* Citazioni su Pietro Thouar */ ampliamento citaziione 1418485 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il signor Pietro (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e an¬ cora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. ([[Giovanni Federzoni]]) == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 3oudnniaqge8f54mvretshrfyn0u34t 1418486 1418485 2026-06-28T06:46:46Z Gaux 18878 /* Citazioni su Pietro Thouar */ corsivo e typo 1418486 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il ''signor Pietro'' (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e ancora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. ([[Giovanni Federzoni]]) == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 0ps4fno8onl2cnskode5ac666aoyrtk 1418488 1418486 2026-06-28T07:04:48Z Gaux 18878 Racconti popolari: Incipit 1418488 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==[[Incipit]] di ''Racconti popolari''== Le tessitore<br> Ai primi di Novembre del 18.., la casa di maestro Cecco muratore in via dell'Ariento era tutta sotto-sopra. La mobilia, parte nella strada e parte nel baroccio, doveva andare ad un secondo piano delle case-nuove sul Prato.<br>Maestro Cecco, assistito da Michele e dall'Anna suoi figliuoli, sgomberava per dar luogo a' nuovi pigionali venuti anch'essi col loro carico.<br>Il medesimo baratto di famiglie e di masserizie accadeva in molti luoghi del vicinato, come anche nel rimanente della città, sicché figuratevi che via-vai, che tramenio, che casa del diavolo! I pigionali vecchi imbarazzati nello scendere dai pigionali nuovi solleciti di salire; i carretti o i barocci stracarichi di seggiole, d'arcolai, di trabiccoli inalberati alle gambe dei tavolini, si rintoppavano nei punti più stretti delle straducole: là una contesa tra gli sgomberatori; qui un tafferuglio tra il padron di casa e il pigionale minacciato del sequestro o del gravamento, e sfrattato per insolvente, ma che non vorrebbe andarsene, perché non sa dove; qua un rammarichio di donne per qualche attrezzo smarrito e barattato o per qualche mobile fracassato; e per tutto il polverone che acceca e la spazzatura tra' piedi: peggio che peggio se il cattivo tempo sopraggiunge ad accrescere lo sciupio della roba, la fretta, il parapiglia, la confusione! ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il ''signor Pietro'' (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e ancora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. ([[Giovanni Federzoni]]) == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] iocb884660814nnyuvzk9g94kbdocqn 1418489 1418488 2026-06-28T07:08:06Z Gaux 18878 riferimenti bibliografici 1418489 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==[[Incipit]] di ''Racconti popolari''== Le tessitore<br> Ai primi di Novembre del 18.., la casa di maestro Cecco muratore in via dell'Ariento era tutta sotto-sopra. La mobilia, parte nella strada e parte nel baroccio, doveva andare ad un secondo piano delle case-nuove sul Prato.<br>Maestro Cecco, assistito da Michele e dall'Anna suoi figliuoli, sgomberava per dar luogo a' nuovi pigionali venuti anch'essi col loro carico.<br>Il medesimo baratto di famiglie e di masserizie accadeva in molti luoghi del vicinato, come anche nel rimanente della città, sicché figuratevi che via-vai, che tramenio, che casa del diavolo! I pigionali vecchi imbarazzati nello scendere dai pigionali nuovi solleciti di salire; i carretti o i barocci stracarichi di seggiole, d'arcolai, di trabiccoli inalberati alle gambe dei tavolini, si rintoppavano nei punti più stretti delle straducole: là una contesa tra gli sgomberatori; qui un tafferuglio tra il padron di casa e il pigionale minacciato del sequestro o del gravamento, e sfrattato per insolvente, ma che non vorrebbe andarsene, perché non sa dove; qua un rammarichio di donne per qualche attrezzo smarrito e barattato o per qualche mobile fracassato; e per tutto il polverone che acceca e la spazzatura tra' piedi: peggio che peggio se il cattivo tempo sopraggiunge ad accrescere lo sciupio della roba, la fretta, il parapiglia, la confusione! ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il ''signor Pietro'' (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e ancora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. ([[Giovanni Federzoni]]) ==Bibliografia== *Pietro Thouar, ''[https://archive.org/details/bub_gb_LRtCwb5F_LUC/page/n8/mode/1up Racconti popolari]'', Felice Le Monnier, Firenze, 1860. == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 33ezw5bb06ngfv1wvbsfulfb97mgv0f 1418490 1418489 2026-06-28T07:11:11Z Gaux 18878 /* Incipit di Racconti popolari */ accenti tonici 1418490 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|Ritratto di Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==[[Incipit]] di ''Racconti popolari''== Le tessitore<br> Ai primi di Novembre del 18.., la casa di maestro Cecco muratore in via dell'Ariento era tutta sotto-sopra. La mobilia, parte nella strada e parte nel baroccio, doveva andare ad un secondo piano delle case-nuove sul Prato.<br>Maestro Cecco, assistito da Michele e dall'Anna suoi figliuoli, sgomberava per dar luogo a' nuovi pigionali venuti anch'essi col loro carico.<br>Il medesimo baratto di famiglie e di masserizie accadeva in molti luoghi del vicinato, come anche nel rimanente della città, sicché figuratevi che via-vai, che tramenío, che casa del diavolo! I pigionali vecchi imbarazzati nello scendere dai pigionali nuovi solleciti di salire; i carretti o i barocci stracarichi di seggiole, d'arcolai, di trabiccoli inalberati alle gambe dei tavolini, si rintoppavano nei punti più stretti delle straducole: là una contesa tra gli sgomberatori; qui un tafferuglio tra il padron di casa e il pigionale minacciato del sequestro o del gravamento, e sfrattato per insolvente, ma che non vorrebbe andarsene, perché non sa dove; qua un rammarichío di donne per qualche attrezzo smarrito e barattato o per qualche mobile fracassato; e per tutto il polverone che acceca e la spazzatura tra' piedi: peggio che peggio se il cattivo tempo sopraggiunge ad accrescere lo sciupío della roba, la fretta, il parapiglia, la confusione! ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il ''signor Pietro'' (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e ancora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. ([[Giovanni Federzoni]]) ==Bibliografia== *Pietro Thouar, ''[https://archive.org/details/bub_gb_LRtCwb5F_LUC/page/n8/mode/1up Racconti popolari]'', Felice Le Monnier, Firenze, 1860. == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] jm65jbrxmefueyw9txpo7lt13wjwvky 1418493 1418490 2026-06-28T07:21:26Z Gaux 18878 didascalia e upright 1418493 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|upright=0.8|Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *La [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'') ==[[Incipit]] di ''Racconti popolari''== Le tessitore<br> Ai primi di Novembre del 18.., la casa di maestro Cecco muratore in via dell'Ariento era tutta sotto-sopra. La mobilia, parte nella strada e parte nel baroccio, doveva andare ad un secondo piano delle case-nuove sul Prato.<br>Maestro Cecco, assistito da Michele e dall'Anna suoi figliuoli, sgomberava per dar luogo a' nuovi pigionali venuti anch'essi col loro carico.<br>Il medesimo baratto di famiglie e di masserizie accadeva in molti luoghi del vicinato, come anche nel rimanente della città, sicché figuratevi che via-vai, che tramenío, che casa del diavolo! I pigionali vecchi imbarazzati nello scendere dai pigionali nuovi solleciti di salire; i carretti o i barocci stracarichi di seggiole, d'arcolai, di trabiccoli inalberati alle gambe dei tavolini, si rintoppavano nei punti più stretti delle straducole: là una contesa tra gli sgomberatori; qui un tafferuglio tra il padron di casa e il pigionale minacciato del sequestro o del gravamento, e sfrattato per insolvente, ma che non vorrebbe andarsene, perché non sa dove; qua un rammarichío di donne per qualche attrezzo smarrito e barattato o per qualche mobile fracassato; e per tutto il polverone che acceca e la spazzatura tra' piedi: peggio che peggio se il cattivo tempo sopraggiunge ad accrescere lo sciupío della roba, la fretta, il parapiglia, la confusione! ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il ''signor Pietro'' (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e ancora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. ([[Giovanni Federzoni]]) ==Bibliografia== *Pietro Thouar, ''[https://archive.org/details/bub_gb_LRtCwb5F_LUC/page/n8/mode/1up Racconti popolari]'', Felice Le Monnier, Firenze, 1860. == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] bmyvymc01u9vr8tzmqnqav4dvcznlcg 1418494 1418493 2026-06-28T07:35:47Z Gaux 18878 /* Citazioni di Pietro Thouar */ riferimenti bibliografici 1418494 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|upright=0.8|Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *[...] la [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra. (da ''Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana'', Parte prima, Gabinetto di G. P. Vieusseux Ed, Firenze, 1842, p. 298) ==[[Incipit]] di ''Racconti popolari''== Le tessitore<br> Ai primi di Novembre del 18.., la casa di maestro Cecco muratore in via dell'Ariento era tutta sotto-sopra. La mobilia, parte nella strada e parte nel baroccio, doveva andare ad un secondo piano delle case-nuove sul Prato.<br>Maestro Cecco, assistito da Michele e dall'Anna suoi figliuoli, sgomberava per dar luogo a' nuovi pigionali venuti anch'essi col loro carico.<br>Il medesimo baratto di famiglie e di masserizie accadeva in molti luoghi del vicinato, come anche nel rimanente della città, sicché figuratevi che via-vai, che tramenío, che casa del diavolo! I pigionali vecchi imbarazzati nello scendere dai pigionali nuovi solleciti di salire; i carretti o i barocci stracarichi di seggiole, d'arcolai, di trabiccoli inalberati alle gambe dei tavolini, si rintoppavano nei punti più stretti delle straducole: là una contesa tra gli sgomberatori; qui un tafferuglio tra il padron di casa e il pigionale minacciato del sequestro o del gravamento, e sfrattato per insolvente, ma che non vorrebbe andarsene, perché non sa dove; qua un rammarichío di donne per qualche attrezzo smarrito e barattato o per qualche mobile fracassato; e per tutto il polverone che acceca e la spazzatura tra' piedi: peggio che peggio se il cattivo tempo sopraggiunge ad accrescere lo sciupío della roba, la fretta, il parapiglia, la confusione! ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il ''signor Pietro'' (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e ancora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. ([[Giovanni Federzoni]]) ==Bibliografia== *Pietro Thouar, ''[https://archive.org/details/bub_gb_LRtCwb5F_LUC/page/n8/mode/1up Racconti popolari]'', Felice Le Monnier, Firenze, 1860. == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] a7oigt1ys45blwsrlbfv1bd4v3620p0 1418495 1418494 2026-06-28T07:38:18Z Gaux 18878 Internet Archive, sezione Note 1418495 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|upright=0.8|Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *[...] la [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_qBNRtsa-Z9kC/mode/1up Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana]'', Parte prima, Gabinetto di G. P. Vieusseux Ed, Firenze, 1842, p. 298.</ref> ==[[Incipit]] di ''Racconti popolari''== Le tessitore<br> Ai primi di Novembre del 18.., la casa di maestro Cecco muratore in via dell'Ariento era tutta sotto-sopra. La mobilia, parte nella strada e parte nel baroccio, doveva andare ad un secondo piano delle case-nuove sul Prato.<br>Maestro Cecco, assistito da Michele e dall'Anna suoi figliuoli, sgomberava per dar luogo a' nuovi pigionali venuti anch'essi col loro carico.<br>Il medesimo baratto di famiglie e di masserizie accadeva in molti luoghi del vicinato, come anche nel rimanente della città, sicché figuratevi che via-vai, che tramenío, che casa del diavolo! I pigionali vecchi imbarazzati nello scendere dai pigionali nuovi solleciti di salire; i carretti o i barocci stracarichi di seggiole, d'arcolai, di trabiccoli inalberati alle gambe dei tavolini, si rintoppavano nei punti più stretti delle straducole: là una contesa tra gli sgomberatori; qui un tafferuglio tra il padron di casa e il pigionale minacciato del sequestro o del gravamento, e sfrattato per insolvente, ma che non vorrebbe andarsene, perché non sa dove; qua un rammarichío di donne per qualche attrezzo smarrito e barattato o per qualche mobile fracassato; e per tutto il polverone che acceca e la spazzatura tra' piedi: peggio che peggio se il cattivo tempo sopraggiunge ad accrescere lo sciupío della roba, la fretta, il parapiglia, la confusione! ==Citazioni su Pietro Thouar== *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il ''signor Pietro'' (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e ancora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. ([[Giovanni Federzoni]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Pietro Thouar, ''[https://archive.org/details/bub_gb_LRtCwb5F_LUC/page/n8/mode/1up Racconti popolari]'', Felice Le Monnier, Firenze, 1860. == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] c0tm3h8o67zv1tcinnn4z0igcqazwzn 1418509 1418495 2026-06-28T08:20:08Z Gaux 18878 /* Citazioni su Pietro Thouar */ Enrico Montazio 1418509 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|upright=0.8|Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *[...] la [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_qBNRtsa-Z9kC/mode/1up Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana]'', Parte prima, Gabinetto di G. P. Vieusseux Ed, Firenze, 1842, p. 298.</ref> ==[[Incipit]] di ''Racconti popolari''== Le tessitore<br> Ai primi di Novembre del 18.., la casa di maestro Cecco muratore in via dell'Ariento era tutta sotto-sopra. La mobilia, parte nella strada e parte nel baroccio, doveva andare ad un secondo piano delle case-nuove sul Prato.<br>Maestro Cecco, assistito da Michele e dall'Anna suoi figliuoli, sgomberava per dar luogo a' nuovi pigionali venuti anch'essi col loro carico.<br>Il medesimo baratto di famiglie e di masserizie accadeva in molti luoghi del vicinato, come anche nel rimanente della città, sicché figuratevi che via-vai, che tramenío, che casa del diavolo! I pigionali vecchi imbarazzati nello scendere dai pigionali nuovi solleciti di salire; i carretti o i barocci stracarichi di seggiole, d'arcolai, di trabiccoli inalberati alle gambe dei tavolini, si rintoppavano nei punti più stretti delle straducole: là una contesa tra gli sgomberatori; qui un tafferuglio tra il padron di casa e il pigionale minacciato del sequestro o del gravamento, e sfrattato per insolvente, ma che non vorrebbe andarsene, perché non sa dove; qua un rammarichío di donne per qualche attrezzo smarrito e barattato o per qualche mobile fracassato; e per tutto il polverone che acceca e la spazzatura tra' piedi: peggio che peggio se il cattivo tempo sopraggiunge ad accrescere lo sciupío della roba, la fretta, il parapiglia, la confusione! ==Citazioni su Pietro Thouar== *Chiunque ha conosciuto anco di vista Pietro Thouar, e chiunque si fa una idea della persona da' suoi scritti, non s'indurrà mai a credere abbia egli potuto essere, nella prima adolescenza, una schiuma di monello. Eppure ei medesimo lasciò ricordanza del suo soggiorno in ''Monte Domini'' in uno dei suoi ''Racconti pei Giovanetti''<ref>''Racconti pei Giovanetti'' , 1 vol. in 16. Tipografia Galileiana 1861. Racconto I ''Il Signore e l'Artigiano''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Enrico Montazio]]) *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il ''signor Pietro'' (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e ancora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. ([[Giovanni Federzoni]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Pietro Thouar, ''[https://archive.org/details/bub_gb_LRtCwb5F_LUC/page/n8/mode/1up Racconti popolari]'', Felice Le Monnier, Firenze, 1860. == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Scrittori italiani]] ovb61h515o5joxnsvargwvyfgk34dym 1418511 1418509 2026-06-28T08:30:48Z Gaux 18878 + educatore (integrazione doverosa) 1418511 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Pietro Thouar.jpg|thumb|upright=0.8|Pietro Thouar]] '''Pietro Thouar''' (1809 – 1861), scrittore ed educatore italiano. ==Citazioni di Pietro Thouar== *[...] la [[dignità]] dell'uomo povero e oscuro ma laborioso ed [[Onestà|onesto]], è maggiore di tutte le altre, e va innanzi a tutte le vanità della terra.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_qBNRtsa-Z9kC/mode/1up Nuovi racconti offerti alla gioventù italiana]'', Parte prima, Gabinetto di G. P. Vieusseux Ed, Firenze, 1842, p. 298.</ref> ==[[Incipit]] di ''Racconti popolari''== Le tessitore<br> Ai primi di Novembre del 18.., la casa di maestro Cecco muratore in via dell'Ariento era tutta sotto-sopra. La mobilia, parte nella strada e parte nel baroccio, doveva andare ad un secondo piano delle case-nuove sul Prato.<br>Maestro Cecco, assistito da Michele e dall'Anna suoi figliuoli, sgomberava per dar luogo a' nuovi pigionali venuti anch'essi col loro carico.<br>Il medesimo baratto di famiglie e di masserizie accadeva in molti luoghi del vicinato, come anche nel rimanente della città, sicché figuratevi che via-vai, che tramenío, che casa del diavolo! I pigionali vecchi imbarazzati nello scendere dai pigionali nuovi solleciti di salire; i carretti o i barocci stracarichi di seggiole, d'arcolai, di trabiccoli inalberati alle gambe dei tavolini, si rintoppavano nei punti più stretti delle straducole: là una contesa tra gli sgomberatori; qui un tafferuglio tra il padron di casa e il pigionale minacciato del sequestro o del gravamento, e sfrattato per insolvente, ma che non vorrebbe andarsene, perché non sa dove; qua un rammarichío di donne per qualche attrezzo smarrito e barattato o per qualche mobile fracassato; e per tutto il polverone che acceca e la spazzatura tra' piedi: peggio che peggio se il cattivo tempo sopraggiunge ad accrescere lo sciupío della roba, la fretta, il parapiglia, la confusione! ==Citazioni su Pietro Thouar== *Chiunque ha conosciuto anco di vista Pietro Thouar, e chiunque si fa una idea della persona da' suoi scritti, non s'indurrà mai a credere abbia egli potuto essere, nella prima adolescenza, una schiuma di monello. Eppure ei medesimo lasciò ricordanza del suo soggiorno in ''Monte Domini'' in uno dei suoi ''Racconti pei Giovanetti''<ref>''Racconti pei Giovanetti'' , 1 vol. in 16. Tipografia Galileiana 1861. Racconto I ''Il Signore e l'Artigiano''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Enrico Montazio]]) *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. ([[Giovanni Federzoni]]) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il ''signor Pietro'' (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e ancora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. ([[Giovanni Federzoni]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Pietro Thouar, ''[https://archive.org/details/bub_gb_LRtCwb5F_LUC/page/n8/mode/1up Racconti popolari]'', Felice Le Monnier, Firenze, 1860. == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thouar, Pietro}} [[Categoria:Educatori italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 1sj1eth7qlt3pymkacl5mmvx38i6qmu Il Mereghetti 0 81416 1418525 1417599 2026-06-28T10:42:17Z Spinoziano 2297 /* G */ 1418525 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) *Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822) ===F=== [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ===Z=== *Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] pumjq74urdim4w7m0wjaeuxiedv064l Il Morandini 0 86658 1418501 1418139 2026-06-28T08:01:56Z Spinoziano 2297 /* G */ 1418501 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127) *È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] khh4xtc0115x19nz9b6tdv018blzs25 Ibn Battuta 0 88912 1418444 1109850 2026-06-27T16:26:54Z ~2026-35690-91 107540 /* */ 1418444 wikitext text/x-wiki [[File:Ibn Battuta Mall on 2 June 2007 Pict 3.jpg|thumb|Raffigurazione di Ibn Battuta]] '''Abū ʿAbd Allāh Muḥammad ibn ʿAbd Allāh ibn Muḥammad ibn Ibrāhīm ibn Muḥammad ibn Yūsūf al-Lawātī al-Ṭanǧī ibn Baṭṭūṭa''', noto semplicemente come '''Ibn Baṭṭūṭa''' (1304 – 1368/69), esploratore e viaggiatore berbero. ==Citazioni di Ibn Battuta== *[[Viaggiare]] – ti lascia senza parole, poi ti trasforma in un narratore. :''Traveling – it leaves you speechless, then turns you into a storyteller.''<ref>Citato in James Rumford, ''Traveling Man: The Journey of Ibn Battuta, 1325-1354'', Boston, 2001, [https://books.google.it/books?id=9-m4X84BBgwC&pg=PT17 p. 17].</ref> ==''I viaggi''== ===Incipit=== Ecco il racconto dello shaykh Abü 'Abd Allah.<br> Lasciai [[Tangeri]] [Tanja], mia città natale, il giovedì 2 di ''rajab al-fard'', mese del Signore, dell'anno 725 [1325], con l'intenzione di compiere il pellegrinaggio alla sacra Casa di Dio [[La Mecca]] e di visitare la tomba dell'Inviato — che Iddio lo benedica e gli accordi la salvezza)! Partii solo, senza un amico che mi allietasse con la sua compagnia e senza far parte di una carovana, ma ero spinto da uno spirito risoluto e sottacevo in cuore lo struggente desiderio di visitare quei Nobili Santuari. Così mi decisi ad abbandonare coloro che – donne e uomini – amavo e lasciai il mio paese siccome un uccello s'invola dal nido. I miei genitori erano ancora in vita e soffrii molto a separarmene: sia io che loro ne provammo una gran pena. Avevo, allora ventidue anni [lunari]». ===Citazioni=== *Durante quel viaggio andai a vedere il faro {{NDR|di [[Alessandria d'Egitto]]}}: uno dei lati era caduto in rovina, ma lo descriverei comunque come un edificio quadrato che si staglia nel cielo'. La porta è in alto rispetto al terreno e di fronte, alla stessa altezza, c'è un edificio: fra questo e la porta vengono messe delle assi di legno a mo' di passerella e quando le tolgono non vi è più modo di entrare. Dentro la porta c'è una nicchia dove il guardiano può starsene seduto e all'interno si aprono diversi locali. Il passaggio di entrata misura 9 spanne, il muro 10 e ognuno dei quattro lati, 140. Sorge su un'alta collina a una parasanga da Alessandria, al termine di una lunga striscia di terra che ospita il cimitero, circondata per tre lati dal mare — il quale giunge sino alle mura della città, sicché solo partendo da Alessandria si può arrivare al faro via terra.<br>Quando feci ritorno nel [[Maghreb]], nel 750 [1349], andai a rivederlo e lo trovai in un tale stato di rovina che non si riusciva più non solo a entrare ma nemmeno a raggiungere la porta. (p. 18, 2018) *Un'altra meraviglia di [[Alessandria d'Egitto|Alessandria]] è la sbalorditiva colonna di marmo che si vede sin da fuori città, la cosiddetta '''amüd al-sawârï'' {{NDR|la cosiddetta colonna «dei pilastri»}}, eretta in mezzo a un fitto palmeto dove spicca altissima tra gli alberi. Formata da un unico pezzo abilmente tagliato, poggia su basi in pietra di forma quadrata, simili a enormi pedane, e non si sa né come né chi ve l’abbia eretta. (pp. 18-19, 2018) *La moschea di 'Amr ibn al-'Ās {{NDR|a [[Il Cairo]]}} è una nobile moschea, venerata e famosa, in cui si svolge la funzione del venerdì. Una strada l'attraversa da est a ovest, e verso est sorge la zâwiya dove insegnava l'imam Abu 'Abd Allah al-Shâfi'ī. Quanto alle màdrase, al Cairo ve ne sono cosi tante da non poterle contare, mentre l'ospedale sorge «Fra i due Palazzi», vicino al mausoleo di al-Malik al Mansür Qalâwün: è di una bellezza indescrivibile, ben fornito di comodità e di farmaci, e dicono che le sue entrate raggiungano i mille dinàr al giorn0. Anche le zâwiya sono numerose: qui le chiamano khawâniq (singolare khanqa) e gli emiri della città fanno a gara per costruirle. Ogni zâwiya viene assegnata a un gruppo di faqīr per lo più persiani, uomini colti che conoscono bene la via [tarīqa] del sufismo. (pp. 37-38, 2018) *Nella vecchia Cairo si trova il cimitero di al-Qarâfa, un luogo molto importante in cui ricevere la ''baraka''. Alla sua precellenza si riferisce un ''hadîth'' riportato da al-Qurtubï e da altri, e in effetti al-Qarâfa fa parte della scarpata del Muqattam, che secondo la promessa di Dio sarà uno dei giardini del Paradiso. Gli abitanti del Cairo vi costruiscono belle cappelle circondate da mura che sembrano case, con vari locali destinati ai lettori — i quali ricevono un salario per salmodiare il [[Corano]] notte e giorno con le loro belle voci. Qualcuno fa erigere a fianco del proprio mausoleo una zâwiya o una màdrasa, e il giovedì sera vi si reca con mogli e figli per trascorrere la notte facendo il giro dei santuari famosi - e lo stesso fanno anche la notte di metà ''sha'bân'', con i mercanti che espongono ogni genere di cibo. (pp. 39-40, 2018) *A quanto dicono, tutte le scienze apparse sulla terra prima del Diluvio furono insegnate agli uomini da Hermes l'Antico, che abitava nella parte superiore dell'Alto [[Egitto]] e veniva chiamato Enoch — o anche Idrïs. Sarebbe stato lui il primo a parlare dei movimenti delle sfere celesti e delle sostanze superiori, e anche il primo a costruire i templi e a glorificarvi l'Altissimo. Lo stesso Hermes predisse poi agli uomini il [[Diluvio]] e, temendo che andassero perduti il sapere e le competenze artistiche, costruì le Piramidi e i templi, sui quali raffigurò tutte le arti con i relativi strumenti e annotò i principî del sapere in eterno. (p. 43, 2018) *Partiti dal monte Libano arrivammo a [[Baalbek]], una bella e antica città fra le più splendide di [[Siria]]. Circondata da magnifici frutteti e da giardini superbi, possiede terre irrorate da ruscelli e uguaglia [[Damasco]] per le sue inesauribili risorse. Vi crescono ciliegie che non hanno uguali e vi si produce il ''dibs'' cosiddetto di Baalbek, una specie di mosto d'uva cui aggiungono una polverina che lo fa rapprendere — sicché, spezzando il vaso, il contenuto esce in un sol blocco. Mischiando questo ''dibs'' con pistacchi e mandorle, poi, si fa un dolce detto ''mulabban'', o ''jild al-faras''. A Baalbek producono anche molto latte cagliato e lo esportano a Damasco, che dista un giorno di cammino se si marcia di buon passo — le comitive, invece, partono da Baalbek e pernottano in una cittadina chiamata al-Zabdânî, ricca di frutta, per riprendere poi il viaggio verso Damasco il mattino seguente. A Baalbek si producono anche le omonime stoffe con cui si confezionano mantelli e altri capi, e poi scodelle e cucchiai di legno senza pari sulla terra, I grandi piatti da portata, quelli che da noi si chiamano ''sabfa'', qui vengono detti ''dast'', e a volte ne fanno uno, poi un altro che sta esattamente nell'incavo del primo, e così via sino a dieci — ma a guardarli sembra ci sia un piatto solo. Lo stesso dicasi per i cucchiai: ne fabbricano dieci, ognuno contenuto nella cavità dell'altro, poi li mettono in un astuccio di pelle — così si possono portare appesi alla cintura e quando si mangia con gli amici si tirano fuori: chi li vede pensa che ci sia un cucchiaio solo, ma dall'incavo del primo ne escono altri nove ! (p. 95, 2018) *[[Damasco]] supera le altre città in bellezza e le oltrepassa con il suo splendore. Ogni descrizione, per quanto precisa, è sempre troppo limitata per dirle tutta l’avvenenza… (p. 96, 2018) *Lo stesso giorno, proseguendo fra giardini, corsi d'acqua e bei paeselli con molte colombaie, giungemmo a [[Esfahan]], nell'Iraq persiano, una fra le più belle e grandi città del mondo anche se ormai è mezza in rovina per via delle faide tra sunniti e râfiditi che continuano ancor oggi a combattersi a vicenda. A Esfahan cresce moltissima frutta: un tipo di albicocche eccezionali dette ''qamaraldin'' [luna della religione], che racchiudono nel nocciolo una mandorla dolcissima e si conservano secche; mele cotogne impareggiabili per bontà di gusto e dimensioni; un'uva squisita e splendidi meloni dal gusto delizioso, con la buccia verde e la polpa rossa, paragonabili solo a quelli di [[Bukhara|Bukhârâ]] e di Khwârizm: si conservano secchi come i fichi nel [[Maghreb]] e se non si è abituati, all'inizio hanno un effetto lassativo — che subii anch'io quando li assaggiai.<br>Gli abitanti di Esfahan sono belli e hanno una pelle bianca e lucente con note d'incarnato. Le loro principali virtù sono il coraggio, l'ardimento e la generosità, e sul loro fare a gara per offrirsi l'un l'altro i cibi migliori si raccontano storie straordinarie! (pp. 220-221, 2018) *Famosa città di gran rango, ben costruita e molto estesa, [[Shiraz|Shîraz]] vanta eleganti giardini, ruscelli gonfi d'acqua, magnifici mercati strade eccellenti, numerosissimi abitanti e palazzi edificati a regola d'arte secondo un mirabile piano urbano. Ogni gilda possiede un suo mercato, in modo da evitare di mischiarsi con le altre, e la gente, bellissima, veste abiti puliti: in tutto l'oriente Shîrâz l'unica città paragonabile a [[Damasco]] per la bellezza non solo dei mercati, dei giardini e dei corsi d'acqua, ma anche della popolazione [''sâkin'']! Posta in un pianoro e attorniata da giardini, l'attraversano cinque fiumi — compreso il Rukn Àbâd, che nasce da una sorgente ai piedi di un monte lì vicino, il cosiddetto al-Qulay'a, e possiede acque dolcissime, fresche d'estate e calde d'inverno. Quanto alla moschea principale, al-Masjid al-'Atîq [la Moschea Antica], dove i notabili della città si riuniscono tutti i giorni per compiere le preghiere del tramonto e quelle della sera, è fra le più grandi e meglio costruite al mondo e possiede un vasto cortile lastricato in marmo che nella stagione calda viene lavato ogni notte. A nord della moschea, la porta detta Bâb al-Hasan [la Porta di al-Hasan] si apre sul mercato della frutta: uno dei pili belli della terra, che personalmente preferisco a quello di Bâb al-Barïd, a Damasco.<br>Gli abitanti di Shîrâz sono buoni, pii e virtuosi: soprattutto le donne, le quali non solo calzano stivaletti ed escono di casa avvolte in veli e mantelli che le celano agli sguardi, ma danno anche elemosine con gran munificenza e, fatto curioso, tutti i lunedì, i giovedì e i venerdì si ritrovano in gran numero — 1000 o 2000, con il ventaglio in mano per rinfrescarsi dal gran caldo — ad ascoltare il predicatore nella grande moschea. In nessun'altra città ho visto riunioni di donne tanto numerose! (p. 224, 2018) *Tra i santuari fuori città {{NDR|a [[Shiraz]]}} [...] ricordiamo il mausoleo del pio ''shaykh'' conosciuto come [[Saˁdi|al-Sa‘dī]], il maggior poeta di lingua persiana del suo tempo che talvolta si espresse anche in lingua araba, con annessa una bella ''zāwiya'' fornita di un grazioso giardino interno, che egli stesso aveva fatto costruire nei pressi della sorgente del grande fiume Rukn Abād. Sempre lui aveva voluto in questo posto anche una serie di piccoli lavabi in marmo per lavare i panni: cosí gli abitanti di Shīrāz escono di città e rendono visita al santuario, mangiano il pasto che trovano alla ''zāwiya'', fanno il bucato nel fiume e poi tornano a casa – e lo stesso feci anch'io quando vi andai.<ref>Da ''I viaggi'', a cura di Claudia M. Tresso, Einaudi, 2008-</ref> *Sede di bellissimi mercati, [[Qalhat|Qalhât]] sorge sulla costa e possiede a picco sul porto, una magnifica moschea dai muri ricoperti di piastrelle di maiolica ''qâshânï'' — molto simili agli ''zillîj'' maghrebini - fatta costruire dalla pia Bībī Maryam. Vi gustai un pesce che non avevo mai trovato altrove e siccome lo preferivo a qualsiasi tipo di carne, mangiavo sempre e solo quello: di solito lo cuociono alla griglia su un letto di foglie d'albero accompagnandolo con il riso — che importano dall'India. Quando attracca una nave gli abitanti sono tutti contenti perché, essendo mercanti, vivono della compravendita dei prodotti che arrivano dal mare indiano". Pur essendo [[arabi]] non si esprimono un granché correttamente e dopo ogni parola aggiungono ''lâ'' [«no»]. Cosi, per esempio, dicono: «Mangi, no? Cammini, no? Fai questo, no?» (pp. 298-299) *Dopo un viaggio di sei giorni nel deserto, il settimo arrivammo nell'[[Oman]], un paese fertile e irriguo, disseminato d'alberi, giardini e palmeti, ove crescono vari tipi di frutta. La capitale, Nazwâ, sorge a piè d'un monte circondata da giardini e da ruscelli e possiede bellissimi mercati e imponenti moschee molto ben tenute. La gente di qui, fra l'altro, ha l'abitudine di mangiare nel cortile delle moschee: ognuno porta quello che ha e pranzano tutti insieme - e se c'è qualche viaggiatore, mangia insieme a loro. Sono uomini arditi e coraggiosi, sempre in guerra fra di loro, che seguono il rito ibadita: perciò al venerdì, dopo le quattro ''rak'a'' della preghiera di mezzogiorno, l'imam recita qualche versetto del [[Corano]] e tiene un discorso simile alla ''khutba'' pronunziando la formula «Che Dio si compiaccia di Abü Bakr e di 'Umar», senza nominare 'Uthmân e 'Ali. […] Le loro donne si comportano in modo scandaloso ma gli uomini, per nulla gelosi, non le disapprovano: racconteremo oltre una storia che ne darà testimonianza. (p. 299) *[[Costantinopoli]], di una grandezza sterminata, è divisa in due parti fra le quali scorre un maestoso fiume<ref>Probabilmente si riferisce al tratto di mare che separa le due sponde della città</ref> […] Una delle due parti della città, Istanbul sorge sulla sponda orientale del fiume e ospita le residenze del sovrano, dei grandi dignitari e del resto della gente. Strade e mercati, ampi e lastricati in pietra, comprendono quartieri separati per ogni gilda e sono muniti di porte che la notte vengono tenute chiuse — artigiani e venditori, fra l'altro, sono quasi tutti donne. Questa parte della città, con al centro la basilica, si trova a piè di un monte che si protende nel mare per circa nove miglia ed è largo altrettanto se non di più: in cima vi hanno sede una piccola roccaforte e il palazzo del sovrano, e intorno scorrono le mura, ben fortificate e inaccessibili a chiunque dalla parte del mare, che racchiudono all'interno circa tredici borghi abitati.<br>Quanto alla seconda parte della città, Galata [''al-Ghalata''], sorge sulla riva occidentale del fiume, tanto vicina al corso d'acqua quanto lo è Rabat al suo fiume [il Bou Regreg], ed è riservata alle abitazioni dei cristiani d'Occidente, che di svariata provenienza — genovesi, veneziani, romani e franchi — sono tutti sotto la giuridizione del sovrano di Costantinopoli. […] Lavorano tutti nel commercio e hanno un porto fra i più grandi al mondo: vi ho personalmente visto un centinaio di navi simili alle galere e altre di pari grandezza, oltre a un numero incalcolabile di barche più piccole. Quanto ai mercati, sono belli ma pieni di immondizie e attraversati da un rigagnolo d'acqua sporca lurida — anche le chiese, del resto, a Galata sono sporche e non hanno nulla d'interessante. (pp. 384-385) *Descriverò solo l'esterno, perché dentro non l'ho vista. La chiamano ''[[Santa Sofia (Istanbul)|Ayā Sūfiyā]]'' e dicono sia stata costruita da Asaf ibn Barakhyâ', figlio della zia materna di Salomone. Fornita di tredici porte e circondata da mura come una città, è una delle più grandi chiese bizantine e comprende un sacrato lungo circa un miglio, con un enorme portone che tutti possono varcare — e infatti anch'io ci sono entrato insieme al padre del sovrano, di cui parlerò oltre. (p. 385) *{{NDR|Gli [[yogi]]}} Sono un gruppo di persone che compiono cose straordinarie. Per esempio c'è chi resta mesi interi senza mangiare e senza bere; oppure c'è chi entra in una fossa scavata nella terra incaricando qualcuno di murarla dopo che vi ha preso posto: gli fa lasciare solo un'apertura sufficiente a far passare l'aria e vi resta dentro per dei mesi — addirittura ho sentito dire che c'è chi vi rimane un anno intero! Nella città di Mangalore ho visto uno di quei musulmani che imparano le pratiche degli yogi: se ne stava da venticinque giorni su un tavolo che gli avevano sistemato [per strada] senza bere né mangiare, e non so quanti giorni abbia ancora resistito in seguito!<br>A quanto dicono, gli yogi si preparano delle pillole assumendo una delle quali possono resistere determinati giorni e mesi senza sentire il bisogno di mangiare né di bere. Predicono anche i fenomeni occulti e possono altresì riferire ciò che avviene in posti molto distanti: perciò il sultano li tiene in gran considerazione e si compiace di stare insieme a loro. Alcuni yogi mangiano solo legumi e quasi nessuno di loro mangia carne: certo è che son talmente avvezzi alle pratiche [ascetiche], che non hanno alcun bisogno di questo mondo e delle sue vanità. (pp. 600-601) *Un giorno, mentre ero a [[Delhi]], il [[sultano]] mi mandò a chiamare. Andai da lui e lo trovai in uno stanzino insieme ad alcuni dei suoi intimi e a due di questi yogi i quali, tra l'altro, si avvolgono in lunghi mantelli e tengono sempre la testa coperta perché la radono con la cenere, come si fa per depilarsi le ascelle. Orbene, il sultano mi ordinò di sedermi e disse agli [[yogi]]: «Questo mio signore arriva da terre molto lontane. Orsù, mostrategli cosa che non abbia mai visto! » «Va bene», dissero quelli. Poi uno dei due si sedette a gambe incrociate e, sollevatosi da terra, rimase sospeso in aria sopra di noi in quella posizione. Ne rimasi esterrefatto e mi presi una tal paura che svenni. Allora il sultano ordinò di farmi bere una pozione che aveva li: rinvenni, mi sedetti e lo yogi era sempre per aria con le gambe incrociate! A questo punto l'altro yogi tirò fuori un sandalo da un sacco e prese a batterlo per terra come fosse infuriato: libratosi in aria, il sandalo salì sopra il collo dello yogi a gambe incrociate e si mise a batterlo sulla nuca finché quello cominciò a scendere un po' per volta e [arrivato a terra] si ritrovò seduto accanto a noi. Il sultano mi disse: «Lo yogi che stava a gambe incrociate è un discepolo di quello che aveva il sandalo». Poi aggiunse: «Se non temessi per la tua ragione, ordinerei loro di compiere cose ben più straordinarie di quelle che hai visto!» Io me ne andai, ma mi vennero le palpitazioni e stetti molto male finché il sultano non ordinò di darmi un rimedio che mi fece guarire. (pp. 601-602) *I [[cinesi]] sono il popolo [''umma''] che meglio e piü perfettamente di ogni altro esercita le arti: è un fatto noto, già descritto e ridescritto dagli autori. Per quanto riguarda la pittura nessuno bizantino o altro, può competere con loro in perfezione, perché possiedono capacità invero straordinarie: per esempio, una delle cose più sorprendenti che ho veduto in [[Cina]] è che ogni qualvolta sono tornato in una città dov'ero già stato, ho sempre visto il mio ritratto e quello dei miei compagni dipinti sui muri o su dei fogli esposti nei mercati. Una volta entrai nella capitale diretto al palazzo del sultano insieme ai miei compagni, ed eravamo tutti vestiti alla maniera irachena. Passammo per il mercato dei pittori e la sera, quando tornando da palazzo ripassai di li, vidi il mio ritratto e quello dei miei compagni dipinti sulla carta e appesi al muro. Ognuno prese a osservare quello del suo vicino e la somiglianza era perfetta! A quanto mi hanno detto, i disegni erano stati eseguiti per ordine del sultano: i pittori erano venuti a palazzo mentre noi eravamo là e ci avevano osservati — e poi ritratti — senza che ce ne accorgessimo. Fanno così con chiunque passa dal loro paese, così se uno straniero commette qualcosa per cui si trova poi costretto a fuggire dalla Cina, il suo ritratto viene mandato in tutte le province perché lo possano cercare, e ovunque si trova qualcuno che assomiglia a quel disegno, lo arrestano. (p. 698) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ibn Battuta, ''I viaggi'' a cura di Claudia M. Tresso, Einaudi, 2018. ISBN 978-88-06-23943-5 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Battuta, Ibn}} [[Categoria:Esploratori]] [[Categoria:Berberi]] 36yrqnq9xl06xwaknpuxq7abbs7d58m Indovinelli dai film 0 95755 1418523 1395519 2026-06-28T10:34:44Z Spinoziano 2297 typo 1418523 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} Raccolta di '''indovinelli''' tratti '''dai film'''. ==Indovinelli dai film== *C'è un indovinello su due fratelli. Uno mente sempre l'altro dice sempre la verità. Li incontri a un bivio stradale e ti serve sapere come si arriva in città. La soluzione è: chiedere a uno di loro quale strada suggerirebbe di prendere l'altro fratello e poi tu prendi la strada opposta. (''[[A mente fredda]]'') *Che ce lo sapete qual è quella cosa che quando entra è dura e quando esce è moscia?<ref group="soluzione">Il biscotto. {{NDR|prima e dopo l'inzuppamento}}</ref> (''[[Pierino torna a scuola]]'') *Che differenza c'è tra l'esercito e i boy scout?<ref group="soluzione"> I boy scout sono privi di artiglieria pesante.</ref> (''[[Good Morning, Vietnam]]'') *Come si chiama un cammello a tre gobbe?<ref group="soluzione">Incinto.</ref> (''[[Zootropolis]]'') *– Alexander, come si fa a capire se uno sta mentendo o no?<br/>– He, he! Non si può.<br/>– Ci dev'essere un sistema!<br/>– No, vedi, c'è un indovinello su due tribù d'indiani: i Piedi Bianchi che dicono sempre la verità e i Piedi Neri che non la dicono mai. Tu incontri un indiano e gli dici: «Ciao indiano! Cosa sei, un sincero Piedi Bianchi o un bugiardo Piedi Neri?». E lui ti dice: «Sono della tribù dei Piedi Bianchi». Ma sarà vero?<br/>– Be', si potrà vedere come sono i piedi.<br/>– No, perché porta i mocassini.<br/>– Allora deve essere della tribù dei Piedi Bianchi.<br/>– E perché non un Piedi Neri bugiardo? (''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'') *Cos'è che pesa sei libbre, sta su un albero, ed è pericoloso?<ref group="soluzione">Un passerotto armato di mitra.</ref> (''[[Batman (film 1966)|Batman]]'') *– Facciamo un indovinello, indovinate cosa sto pensando. <br/> – È un animale? <br/> – Sì, abbastanza. <br/> – È un asino? <br/> – Sì e no. <br/> – Abita a Londra? <br/> – Sì. <br/> – Ho capito, ho capito chi è! È tuo zio Scrooge! (''[[A Christmas Carol]]'') *È verde, piccolo e va su e giù.<ref group="soluzione">Un pisello in ascensore.</ref> (''[[Mr. Nobody]]'') *Mentre andavo nelle Ardenne vidi un uomo e sette donne, ogni donna ha sette sacche, ogni sacca sette gatte, ogni gatta sette figli; gattini gatte sacche donne, quanti andavano nelle Ardenne?<ref group="soluzione">Uno.</ref> (''[[Die Hard - Duri a morire]]'') *Perché i tramonti son pupazzi da levare? (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'') *Qual è quella città che risponde gentilmente alla sorella di sua madre che le chiede se in casa c'è ancora dello zucchero?<ref group="soluzione">Ve n'è zia.</ref> (''[[L'uomo che sorride]]'') *Quale parte di un uccello non vola?<ref group="soluzione">La sua ombra.</ref> (''[[Gli ultimi giorni nel deserto]]'') *– Quanto avresti... quanto avresti se ti dicessi che ti pago un penny il primo giorno, e poi due penny il secondo e poi quattro il terzo e continuassi a raddoppiarli per tutto il mese? Quanti soldi avresti alla fine del mese? Quanti?<br>– Dieci dollari.<br>– No, aumenta, aumenta. Forza, continua a guardare me. Continua a guardare solo me.<br>– Venti dollari?<br>– No. Di più. Di più.<br>– Trenta. Sì, trenta. Sono trenta dollari.<br>– Te la do io la risposta. Sono più di dieci milioni di dollari. Avresti più di dieci milioni di dollari alla fine del mese. (''[[E venne il giorno]]'') *– Sapete dirmi qual è quella cosa che quando entra è dura e quando esce invece è molle?<br />– Il biscotto nel caffellatte! (''[[Cani arrabbiati]]'') *Sulla fontana dovrebbero esserci due tanichette. Le vedete? Una da cinque galloni e una da tre. Riempitene una con 4 galloni esatti d'acqua, pesatela sulla bilancia e il timer si fermerà. Mi raccomando la precisione, pochi grammi in più o in meno e l'ordigno esploderà.<ref group="soluzione">Si riempie la tanica da 3 e si versa il tutto in quella da 5. Si riempie nuovamente quella da 3 e si versa in quella da 5 fino a riempirla. Dato che mancavano 2 galloni per riempirla, ora c'è 1 gallone in quella 3. Si svuota quella da 5 e ci si versa 1 gallone da quella da 3. Infine si riempie quella da 3 e si versa totalmente in quella da 5 (questi 3 più l'1 precedente fanno esattamente i 4 richiesti).</ref> (''[[Die Hard - Duri a morire]]'') *– Ti farò un indovinello. Stai aspettando un treno, un treno che ti porterà molto lontano. Sai dove speri che questo treno ti porti, ma non puoi averne la certezza. E non ha importanza. Come può non avere importanza dove ti porterà quel treno?<br />– Perché saremo insieme. (''[[Inception]]'') *Un signore col collo e senza testa, con due braccia e senza gambe, che cos'è?<ref group="soluzione">La camicia.</ref> (''[[Il grido (film 1957)|Il grido]]'') ===''[[Batman Forever]]''=== *Indovina, indovinello. Chi ha paura del bel pipistrello? *"Io vedo senza vedere. Per me l'oscurità è chiara come la luce del giorno". Che cosa sono? <br/> – ...Ti preeeeeegooooo! Non puoi essere altro che un pipistrello! *"Noi otto andiamo sempre avanti ed indietro mai per salvare i nostri regnanti da pericoli e guai." ...I [[pedone (scacchi)|pedoni degli scacchi]]. *"Se guardi i numeri che ho sulla faccia, vedrai che del 13 non vi è traccia".<ref group="soluzione">L'orologio.</ref> *"Siamo piccole cose di uso quotidiano e ci trovi tutte in un campo da tennis"... U, A, O, E, I... Le vocali. *"Strappane uno e grattane la testa, ciò che rosso era nero resta"... Il fiammifero. ===''[[Escape Room (film 2017)|Escape Room]]''=== *Che cos'è che ha le mani ma non le braccia, che non ha gli occhi ma ha la faccia? *Che cosa ha il cuore ma non ha organi? *Se bevo, muoio. Se mangio, sto bene. Che cosa sono?<ref group="soluzione">I tre indovinelli di ''Escape Room'' (2017) rimangono senza risposta. La vittima prova a dare una risposta solo al terzo, "il fuoco", ma la risposta non viene accettata come corretta!</ref> ===''[[La vita è bella]]''=== *Biancaneve in mezzo ai nani, risolvi questo enigma cervellone nel tempo che ti dà la soluzione.<ref group="soluzione">Fra sette minuti.</ref> *''Grasso grasso, brutto brutto | tutto giallo in verità: | se mi chiedi dove sono | ti rispondo "Qua qua qua". | Quando cammino faccio "poppò" | chi son io dimmelo un po'.''<ref group="soluzione">Quest'indovinello, che viene fatto dal dottor Lessing a Guido nel campo di concentramento non ha soluzioni, a parte quelle date dallo stesso medico: "anatroccolo" e "ornitorinca".</ref> *Più è grande e meno si vede.<ref group="soluzione">L'oscurità.</ref> *Se fai il mio nome non ci sono più, chi sono?<ref group="soluzione">Il silenzio.</ref> ===''[[Samson - La vera storia di Sansone]]''=== *Arrivo di notte senza che nessuno mi chiami. Di giorno scompaio senza essere rubata. Che cosa sono?<ref group="soluzione">Una stella.</ref> *Cos'ha carne, ma non sangue, e un cuore di pietra?<ref group="soluzione">Le olive.</ref> *Più corro veloce, e più non mi prenderai. Cosa sono?<ref group="soluzione">Il destino.</ref> *– Togli l'esterno, cuoci l'interno, poi mangia l'esterno. Che cos'è?<br>– Cosa somiglia a uno stelo, ma ha orecchie che non possono ascoltare?<ref group="soluzione">Non viene fornita la risposta, ma ad un indovinello viene risposto con un altro.</ref> ==Soluzioni== <references group="soluzione" /> {{Raccolte dai media|Indovinelli|dai film}} [[Categoria:Raccolte dai film]] [[Categoria:Indovinelli dai media|Film]] aajcmioy92f1lck2tjlx0t2033g39wm La voce della Luna 0 124657 1418472 1177487 2026-06-27T21:03:13Z ~2026-35690-91 107540 /* Dialoghi */ 1418472 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo=La voce della luna |titolo alfabetico=Voce della luna |genere=commedia/drammatico |regista=[[Federico Fellini]] |soggetto=[[Ermanno Cavazzoni]], Federico Fellini |sceneggiatore=Federico Fellini, [[Ermanno Cavazzoni]], [[Tullio Pinelli]] |attori= *[[Roberto Benigni]]: Ivo Salvini *[[Paolo Villaggio]]: il prefetto Gonnella *[[Nadia Ottaviani]]: Aldina Ferruzzi *[[Marisa Tomasi]]: Marisa la vaporiera *[[Angelo Orlando]]: Nestore *[[Sim (attore)|Sim]]: suonatore di oboe *[[Syusy Blady]]: Susy *[[Dario Ghirardi]]: il giornalista *[[Nigel Harris]]: Giuanin Micheluzzi *[[Dominique Chevalier]]: Terzio Micheluzzi *[[Stefano Bicocchi|Vito]]: Vito Micheluzzi *[[Eraldo Turra]]: l'avvocato *[[Giordano Falzoni]]: il professore *[[Ferruccio Brembilla]]: il medico *[[Franco Javarone]]: Pigafetta il becchino *[[Fabio Gaetani]]: il giullare *[[Lorose Keller]]: la duchessa *[[Patrizio Roversi]]: il figlio del prefetto Gonnella *[[Uta Schmidt]]: la nonna |doppiatoriitaliani= *[[Melina Martello]]: Aldina Ferruzzi *[[Solvejg D'Assunta]]: Marisa e la nonna *[[Sergio Di Giulio]]: Nestore *[[Oreste Lionello]]: Suonatore di Oboe *[[Giampiero Albertini]]: Giuanin Micheluzzi *[[Enzo Robutti]]: Terzio Micheluzzi *[[Renato Cortesi]]: Vito Micheluzzi *[[Gianni Musy]]: il figlio del prefetto Gonnella *[[Gisella Matthews]]: la duchessa *[[Domitilla D'Amico]]: personaggi minori |note = *'''Musiche''': [[Nicola Piovani]] *'''Scenografia''': [[Dante Ferretti]], [[Francesca Lo Schiavo]] }} '''''La voce della luna''''', film del 1990 con [[Roberto Benigni]] e [[Paolo Villaggio]], regia di [[Federico Fellini]]. ==Frasi== *Del resto, è solo la curiosità che mi fa svegliare la mattina. ('''Ivo''') *Ricordare, ricordare! Quanto mi piace, più di vivere. Del resto che differenza fa? ('''Ivo''') ==Dialoghi== *'''prefetto Gonnella''': Da questo momento io la nomino mio luogotenente a tutti gli effetti e anche mio braccio destro! Lo sa quanti vorrebbero essere al suo posto?<br />'''Ivo''': Immagino tanti!<br />'''prefetto Gonnella''': Può dirlo! Si alzi! Se me lo concede vorrei indicarle i confini della mia Prefettura. Prego, mi preceda...Affidiamoci al sentiero. ==Citazioni su ''La voce della Luna''== *Un film sull'assenza di un sentimento, di un'ideologia; sulla frammentazione e sullo sbriciolamento contemporaneo. Comincia che è già finito, non ha un finale perché neppure ha un inizio. È soltanto una passeggiata, un percorrere il nostro tempo e i nostri giorni, che ha un certo punto s'interrompe nel modo più pertinente: con uno sberleffo. ([[Federico Fellini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia drammatica]] g3wanjz4174poykql404b2ku6ukipjr Seta 0 133019 1418515 1004727 2026-06-28T09:15:04Z Spinoziano 2297 +1 1418515 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Meister nach Chang Hsüan 001.jpg|thumb|Dipinto cinese del XII secolo raffigurante delle donne che ispezionano la seta]] Citazioni sulla '''seta'''. *''La nostra seta è ottima per te | Dormi bene stanotte, come un re | Con la Polvere di seta NEKAL non avere timori | Ti sentirai bene dentro e fuori | Buona giornata di seta! | Evviva, evviva la seta!'' (''[[Metal Gear Ac!d]]'') *''Oggi è domenica, domani si muore, | oggi mi vesto, di seta e candore.'' ([[Consorzio Suonatori Indipendenti]]) *''Oggi ti vestono | la seta e l'amore, | oggi è Domenica, | domani si muore.'' ([[Pier Paolo Pasolini]]) *– Seta? Ma cosa sarà questa seta?<br>– Ma come, non lo sai? È la seta: quella roba che fanno con i vermi. (''[[I giganti del West]]'') ==Voci correlate== *[[Baco da seta]] *[[Gelso]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Fibre tessili]] myv4v2aa42fk2wiecyai57wef7vnmdp Template:Lingue/Dati 10 148341 1418473 1418372 2026-06-27T21:58:15Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1418473 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 66169 |lingua2 = it |voci2 = 55443 |lingua3 = pl |voci3 = 31786 |lingua4 = ru |voci4 = 17982 |lingua5 = cs |voci5 = 15691 |lingua6 = et |voci6 = 13696 |lingua7 = uk |voci7 = 12313 |lingua8 = pt |voci8 = 12069 }} dm774q0sx9mp4eter8tzsx51vdr6z1a Mago Merlino 0 149723 1418467 1418221 2026-06-27T20:42:44Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Merlino */ 1418467 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua||[[Merlino (disambigua)]]|Merlino}} [[File:Nuremberg chronicles f 138r 5.jpg|thumb|Merlino rappresentato sulle ''Cronache di Norimberga'']] '''Mago Merlino''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Merlino== *I sogni spesso racchiudono i semi della realtà, Denis. Non puoi mai sapere quando metteranno radici e cominceranno a fiorire. I sogni rendono la vita degna di essere vissuta, ragazzo mio, rappresentano il tuo futuro ed è giusto che tu lotti per loro. Ricorda: sono il tuo bene più prezioso. (''[[Principe Valiant]]'') *Il destino degli uomini. Un enigma impenetrabile. Quanto poco conosciamo dei suoi piani misteriosi, dei suoi oscuri percorsi dentro il quale l'uomo nasce e muore, sa odiare ed amare, trionfare e cadere. Ed ogni singolo percorso poi inevitabilmente si lega con un altro, e con un altro ancora, e ancora dipingere insieme l'affresco dell'esistenza, il delirio delle passioni, la meschinità di ogni potere. Desiderio di onori e glorie ed antichi conti insoluti all'ombra del grande ordine, se un fiore sboccia un altro appassisce. (''[[Principe Valiant]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Guardate la spada del potere Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. *Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando. *Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per lussuria. *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} *Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato. [...] Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. *Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *Il futuro ha già messo radici nel presente. *No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther. [...] Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. *Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *Devo dirti cosa c'è là fuori? [...] Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro. *Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *{{NDR|[[Uther Pendragon]]}} era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere. {{NDR|«Era un grande re?»}} Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo. *Eh, è facile amare la follia in un ragazzo. *Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata amore, questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più! *L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *Guardare quel biscotto è come guardare il futuro: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. *C'è sempre qualcuno più furbo di te. *Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano. *È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del negromante. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo. *Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro. *Un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. *Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie? *Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada. *Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} *Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni. {{NDR|«Sei solo un sogno, Merlino?»}} Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *{{NDR|Rivolto a Morgana}} Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ===''[[La spada nella roccia]]''=== *Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...'' *Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli! *Tempi oscuri davvero.. e maledettamente scomodi! Niente idraulica... niente elettricità... niente di niente! *{{NDR|Rivolto a Re Artù}} Tu diventerai un eroe leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli. E chissà, magari faranno anche un film su di te. *Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'amore... è una cosa potentissima! [...] Io direi che è la forza più grande sulla terra! ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *La prima notte che trascorrerete con [[Igraine]] concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano. *Signori, è figlio legittimo di [[Uther Pendragon]] e di Igraine, moglie del duca di Tintagel [...]; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni. *È la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole. *Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è Pellinor, e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno. *Vi piace più l'arma o il fodero? {{NDR|«Preferisco la spada.»}} Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai. *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. *Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè Lancillotto e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù. *Sire, {{NDR|i due seggi della Tavola Rotonda vuoti}} sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul Seggio Periglioso siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato. ===[[T. H. White]]=== *Terapeutico,<br/>Elefantiaco,<br/>Diagnosi,<br/>Bum!<br/>Pancreatico,<br/>Microstatico,<br/>Antitossico,<br/>Tum!<br/>Con un normale catabolismo,<br/>Farfuglismo e balbettismo,<br/>Snip, Snap, Snorum,<br/>Taglia via il suo addomorum.<br/>Dispepsia,<br/>Anemia,<br/>Tossiemia.<br/>Uno, due, tre,<br/>E Lui sen va,<br/>Con le cinque ghinee,<br/>Cantando trallalà. *Quando si è tristi [...] la cosa migliore è apprendere qualcosa. Questo è l'unico rimedio infallibile. Puoi diventare vecchio e tremante nella persona, puoi restar sveglio la notte prestando attenzione ai disturbi delle tue arterie, puoi sentire la mancanza del tuo unico amore, vedere il mondo circostante devastato da perfidi folli o sapere che il tuo onore viene calpestato e gettato nelle cloache da menti abiette. C'è un unico rimedio, allora, per questo: apprendere. Capire perché il mondo si muove e che cosa lo muove. Questo è l'unico argomento che la mente non può mai esaurire, da cui non può mai essere tormentata, che non può temere e di cui non può diffidare né rammaricarsi. Conoscere è quello che ti ci vuole. Guarda quante cose vi sono da imparare! Scienza pura, l'unica purezza che esista. Puoi apprendere l'astronomia nel corso di una vita, la storia naturale in tre, la letteratura in sei. E poi, dopo aver esaurito un miliardo di vite per medicina, biologia, teocritica, geografia, storia ed economia... ebbene, puoi cominciare a costruire una ruota da carro col legno giusto, oppure trascorrere cinquant'anni imparando a cominciare a imparare come battere il tuo avversario nella scherma. Dopo di che potrai ricominciare da capo con la matematica, fino a che non sarà giunto il momento di imparare ad arare. *Come stai bene con la corona! Non mi fu permesso dirtelo prima, o poi, ma tuo padre era, o sarà, Re Uther Pendragon, e fui io stesso, travestito da mendicante, a portarti al castello di sir Ector, nelle tue fasce dorate. So tutto sulla tua nascita e sui tuoi genitori, e so anche chi ti diede il tuo vero nome. Conosco le pene e le gioie che ti attendono, e so che non ci sarà mai più alcuno che oserà chiamarti col soprannome affettuoso di Wart, ovvero Bitorzolo. Da ora in poi tua sorte gloriosa sarà portare il fardello e godere la nobiltà del titolo che ti spetta: perciò ora chiedo con insistenza il privilegio di essere il primo tra i tuoi sudditi a rivolgertelo, mio caro sovrano, re Artù. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi della mitologia]] 0ud1spzrun0hl58xxd2o4bscg52grs4 1418468 1418467 2026-06-27T20:45:15Z Skekzilla 17056 /* T. H. White */ 1418468 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua||[[Merlino (disambigua)]]|Merlino}} [[File:Nuremberg chronicles f 138r 5.jpg|thumb|Merlino rappresentato sulle ''Cronache di Norimberga'']] '''Mago Merlino''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Merlino== *I sogni spesso racchiudono i semi della realtà, Denis. Non puoi mai sapere quando metteranno radici e cominceranno a fiorire. I sogni rendono la vita degna di essere vissuta, ragazzo mio, rappresentano il tuo futuro ed è giusto che tu lotti per loro. Ricorda: sono il tuo bene più prezioso. (''[[Principe Valiant]]'') *Il destino degli uomini. Un enigma impenetrabile. Quanto poco conosciamo dei suoi piani misteriosi, dei suoi oscuri percorsi dentro il quale l'uomo nasce e muore, sa odiare ed amare, trionfare e cadere. Ed ogni singolo percorso poi inevitabilmente si lega con un altro, e con un altro ancora, e ancora dipingere insieme l'affresco dell'esistenza, il delirio delle passioni, la meschinità di ogni potere. Desiderio di onori e glorie ed antichi conti insoluti all'ombra del grande ordine, se un fiore sboccia un altro appassisce. (''[[Principe Valiant]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Guardate la spada del potere Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. *Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando. *Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per lussuria. *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} *Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato. [...] Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. *Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *Il futuro ha già messo radici nel presente. *No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther. [...] Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. *Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *Devo dirti cosa c'è là fuori? [...] Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro. *Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *{{NDR|[[Uther Pendragon]]}} era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere. {{NDR|«Era un grande re?»}} Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo. *Eh, è facile amare la follia in un ragazzo. *Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata amore, questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più! *L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *Guardare quel biscotto è come guardare il futuro: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. *C'è sempre qualcuno più furbo di te. *Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano. *È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del negromante. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo. *Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro. *Un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. *Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie? *Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada. *Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} *Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni. {{NDR|«Sei solo un sogno, Merlino?»}} Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *{{NDR|Rivolto a Morgana}} Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ===''[[La spada nella roccia]]''=== *Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...'' *Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli! *Tempi oscuri davvero.. e maledettamente scomodi! Niente idraulica... niente elettricità... niente di niente! *{{NDR|Rivolto a Re Artù}} Tu diventerai un eroe leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli. E chissà, magari faranno anche un film su di te. *Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'amore... è una cosa potentissima! [...] Io direi che è la forza più grande sulla terra! ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *La prima notte che trascorrerete con [[Igraine]] concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano. *Signori, è figlio legittimo di [[Uther Pendragon]] e di Igraine, moglie del duca di Tintagel [...]; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni. *È la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole. *Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è Pellinor, e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno. *Vi piace più l'arma o il fodero? {{NDR|«Preferisco la spada.»}} Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai. *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. *Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè Lancillotto e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù. *Sire, {{NDR|i due seggi della Tavola Rotonda vuoti}} sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul Seggio Periglioso siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato. ===[[T. H. White]]=== {{cronologico}} *Terapeutico,<br/>Elefantiaco,<br/>Diagnosi,<br/>Bum!<br/>Pancreatico,<br/>Microstatico,<br/>Antitossico,<br/>Tum!<br/>Con un normale catabolismo,<br/>Farfuglismo e balbettismo,<br/>Snip, Snap, Snorum,<br/>Taglia via il suo addomorum.<br/>Dispepsia,<br/>Anemia,<br/>Tossiemia.<br/>Uno, due, tre,<br/>E Lui sen va,<br/>Con le cinque ghinee,<br/>Cantando trallalà. *Quando si è tristi [...] la cosa migliore è apprendere qualcosa. Questo è l'unico rimedio infallibile. Puoi diventare vecchio e tremante nella persona, puoi restar sveglio la notte prestando attenzione ai disturbi delle tue arterie, puoi sentire la mancanza del tuo unico amore, vedere il mondo circostante devastato da perfidi folli o sapere che il tuo onore viene calpestato e gettato nelle cloache da menti abiette. C'è un unico rimedio, allora, per questo: apprendere. Capire perché il mondo si muove e che cosa lo muove. Questo è l'unico argomento che la mente non può mai esaurire, da cui non può mai essere tormentata, che non può temere e di cui non può diffidare né rammaricarsi. Conoscere è quello che ti ci vuole. Guarda quante cose vi sono da imparare! Scienza pura, l'unica purezza che esista. Puoi apprendere l'astronomia nel corso di una vita, la storia naturale in tre, la letteratura in sei. E poi, dopo aver esaurito un miliardo di vite per medicina, biologia, teocritica, geografia, storia ed economia... ebbene, puoi cominciare a costruire una ruota da carro col legno giusto, oppure trascorrere cinquant'anni imparando a cominciare a imparare come battere il tuo avversario nella scherma. Dopo di che potrai ricominciare da capo con la matematica, fino a che non sarà giunto il momento di imparare ad arare. *Come stai bene con la corona! Non mi fu permesso dirtelo prima, o poi, ma tuo padre era, o sarà, Re Uther Pendragon, e fui io stesso, travestito da mendicante, a portarti al castello di sir Ector, nelle tue fasce dorate. So tutto sulla tua nascita e sui tuoi genitori, e so anche chi ti diede il tuo vero nome. Conosco le pene e le gioie che ti attendono, e so che non ci sarà mai più alcuno che oserà chiamarti col soprannome affettuoso di Wart, ovvero Bitorzolo. Da ora in poi tua sorte gloriosa sarà portare il fardello e godere la nobiltà del titolo che ti spetta: perciò ora chiedo con insistenza il privilegio di essere il primo tra i tuoi sudditi a rivolgertelo, mio caro sovrano, re Artù. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi della mitologia]] 6ir940edgmuw4g9h6lz75tjma8umud8 1418529 1418468 2026-06-28T11:36:34Z Skekzilla 17056 1418529 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua||[[Merlino (disambigua)]]|Merlino}} [[File:Nuremberg chronicles f 138r 5.jpg|thumb|Merlino rappresentato sulle ''Cronache di Norimberga'']] '''Mago Merlino''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Merlino== *I sogni spesso racchiudono i semi della realtà, Denis. Non puoi mai sapere quando metteranno radici e cominceranno a fiorire. I sogni rendono la vita degna di essere vissuta, ragazzo mio, rappresentano il tuo futuro ed è giusto che tu lotti per loro. Ricorda: sono il tuo bene più prezioso. (''[[Principe Valiant]]'') *Il destino degli uomini. Un enigma impenetrabile. Quanto poco conosciamo dei suoi piani misteriosi, dei suoi oscuri percorsi dentro il quale l'uomo nasce e muore, sa odiare ed amare, trionfare e cadere. Ed ogni singolo percorso poi inevitabilmente si lega con un altro, e con un altro ancora, e ancora dipingere insieme l'affresco dell'esistenza, il delirio delle passioni, la meschinità di ogni potere. Desiderio di onori e glorie ed antichi conti insoluti all'ombra del grande ordine, se un fiore sboccia un altro appassisce. (''[[Principe Valiant]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Guardate la spada del potere Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. *Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando. *Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per lussuria. *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} *Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato. [...] Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. *Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *Il futuro ha già messo radici nel presente. *No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther. [...] Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. *Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *Devo dirti cosa c'è là fuori? [...] Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro. *Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *{{NDR|[[Uther Pendragon]]}} era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere. {{NDR|«Era un grande re?»}} Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo. *Eh, è facile amare la follia in un ragazzo. *Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata amore, questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più! *L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *Guardare quel biscotto è come guardare il futuro: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. *C'è sempre qualcuno più furbo di te. *Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano. *È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del negromante. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo. *Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro. *Un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. *Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie? *Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada. *Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} *Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni. {{NDR|«Sei solo un sogno, Merlino?»}} Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *{{NDR|Rivolto a Morgana}} Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ===''[[La spada nella roccia]]''=== *Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...'' *Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli! *Tempi oscuri davvero.. e maledettamente scomodi! Niente idraulica... niente elettricità... niente di niente! *{{NDR|Rivolto a Re Artù}} Tu diventerai un eroe leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli. E chissà, magari faranno anche un film su di te. *Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'amore... è una cosa potentissima! [...] Io direi che è la forza più grande sulla terra! ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *La prima notte che trascorrerete con [[Igraine]] concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano. *Signori, è figlio legittimo di [[Uther Pendragon]] e di Igraine, moglie del duca di Tintagel [...]; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni. *È la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole. *Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è Pellinor, e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno. *Vi piace più l'arma o il fodero? {{NDR|«Preferisco la spada.»}} Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai. *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. *Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè Lancillotto e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù. *Sire, {{NDR|i due seggi della Tavola Rotonda vuoti}} sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul Seggio Periglioso siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato. ===[[T. H. White]]=== {{cronologico}} *Terapeutico,<br/>Elefantiaco,<br/>Diagnosi,<br/>Bum!<br/>Pancreatico,<br/>Microstatico,<br/>Antitossico,<br/>Tum!<br/>Con un normale catabolismo,<br/>Farfuglismo e balbettismo,<br/>Snip, Snap, Snorum,<br/>Taglia via il suo addomorum.<br/>Dispepsia,<br/>Anemia,<br/>Tossiemia.<br/>Uno, due, tre,<br/>E Lui sen va,<br/>Con le cinque ghinee,<br/>Cantando trallalà. *Quando si è tristi [...] la cosa migliore è apprendere qualcosa. Questo è l'unico rimedio infallibile. Puoi diventare vecchio e tremante nella persona, puoi restar sveglio la notte prestando attenzione ai disturbi delle tue arterie, puoi sentire la mancanza del tuo unico amore, vedere il mondo circostante devastato da perfidi folli o sapere che il tuo onore viene calpestato e gettato nelle cloache da menti abiette. C'è un unico rimedio, allora, per questo: apprendere. Capire perché il mondo si muove e che cosa lo muove. Questo è l'unico argomento che la mente non può mai esaurire, da cui non può mai essere tormentata, che non può temere e di cui non può diffidare né rammaricarsi. Conoscere è quello che ti ci vuole. Guarda quante cose vi sono da imparare! Scienza pura, l'unica purezza che esista. Puoi apprendere l'astronomia nel corso di una vita, la storia naturale in tre, la letteratura in sei. E poi, dopo aver esaurito un miliardo di vite per medicina, biologia, teocritica, geografia, storia ed economia... ebbene, puoi cominciare a costruire una ruota da carro col legno giusto, oppure trascorrere cinquant'anni imparando a cominciare a imparare come battere il tuo avversario nella scherma. Dopo di che potrai ricominciare da capo con la matematica, fino a che non sarà giunto il momento di imparare ad arare. *Come stai bene con la corona! Non mi fu permesso dirtelo prima, o poi, ma tuo padre era, o sarà, Re Uther Pendragon, e fui io stesso, travestito da mendicante, a portarti al castello di sir Ector, nelle tue fasce dorate. So tutto sulla tua nascita e sui tuoi genitori, e so anche chi ti diede il tuo vero nome. Conosco le pene e le gioie che ti attendono, e so che non ci sarà mai più alcuno che oserà chiamarti col soprannome affettuoso di Wart, ovvero Bitorzolo. Da ora in poi tua sorte gloriosa sarà portare il fardello e godere la nobiltà del titolo che ti spetta: perciò ora chiedo con insistenza il privilegio di essere il primo tra i tuoi sudditi a rivolgertelo, mio caro sovrano, re Artù. ==Citazioni su Merlino== ===''[[Excalibur]]''=== *Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! *I tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina! *Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo. *Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. *Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi della mitologia]] 8p78dmubjjvdc3c6cuiur5aouy0vj9p Thomas Malory 0 163203 1418425 1418390 2026-06-27T15:05:42Z Skekzilla 17056 /* Libro I */ 1418425 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene gli rispose la dama ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad Artù un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, Elaine partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. (p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *«Ah, ser Tristano» esclamò allora ser Palamede «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che Isotta la Bella non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo con compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdone, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A ser [[Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così ci comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>Traditore, è giunto il giorno della tua morte!<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] nxah5q77ltxkzsn6qahc0te0d1bbdji 1418442 1418425 2026-06-27T16:17:33Z Skekzilla 17056 /* Libro I */ 1418442 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene gli rispose la dama ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad Artù un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, Elaine partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. (p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *«Ah, ser Tristano» esclamò allora ser Palamede «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che Isotta la Bella non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo con compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdone, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A ser [[Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così ci comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>Traditore, è giunto il giorno della tua morte!<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] egtrb2z2vcunzqgktllq56as474xy4q 1418464 1418442 2026-06-27T20:28:03Z Skekzilla 17056 /* Libro I */ 1418464 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene gli rispose la dama ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad Artù un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, Elaine partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. (p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *«Ah, ser Tristano» esclamò allora ser Palamede «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che Isotta la Bella non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo con compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdone, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A ser [[Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così ci comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>Traditore, è giunto il giorno della tua morte!<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] n27fus64orm9jl4sod4rslsx46k1rj5 1418496 1418464 2026-06-28T07:48:48Z Skekzilla 17056 /* Libro III */ 1418496 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene gli rispose la dama ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== [[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]] *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) *Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad Artù un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, Elaine partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. (p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *«Ah, ser Tristano» esclamò allora ser Palamede «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che Isotta la Bella non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo con compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdone, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A ser [[Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così ci comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>Traditore, è giunto il giorno della tua morte!<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 8f8z822lrgz2fxuex8s98oduiag8e3q 1418497 1418496 2026-06-28T07:50:59Z Skekzilla 17056 /* Libro IV */ 1418497 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene gli rispose la dama ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== [[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]] *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) *Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad Artù un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, Elaine partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. (p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *«Ah, ser Tristano» esclamò allora ser Palamede «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che Isotta la Bella non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo con compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdone, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A ser [[Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così ci comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>Traditore, è giunto il giorno della tua morte!<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 0hopifg5j5uq6fwcsmv4if7sqar0c8u Induzione 0 169232 1418456 1224097 2026-06-27T19:01:13Z Udiki 86035 Alessandro Manzoni, I promessi sposi 1418456 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:What is the Unifomity of nature.png|thumb|Violazione del "principio dell'uniformità della natura" in un'induzione enumerativa: le premesse sono che l'altro ieri, ieri ed oggi il sole è sorto ad est; la conclusione è che domani l'anguria sorgerà ad ovest]] Citazioni sull''''induzione'''. *A giudicar per induzione, e senza la necessaria cognizione de' fatti, si fa alle volte gran torto anche ai birbanti. ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'') *Da un punto di vista gnoseologico schematico possiamo immaginare il processo evolutivo di una scienza empirica come un continuo processo di induzione. Le teorie appaiono come ricapitolazione di un gran numero di singole osservazioni entro leggi empiriche, dalle quali, mediante comparazione, si possono accertare le leggi generali. Sotto quest'aspetto lo sviluppo di una scienza ha qualche somiglianza con la compilazione di un catalogo. Costituisce, per così dire, un'impresa puramente empirica. ([[Albert Einstein]]) *Guardati dall'errore del "Cigno Nero". La [[logica]] deduttiva è tautologica: non c'è modo di ricavarne una verità nuova, e manipola le affermazioni false con la stessa facilità di quelle vere. Se lo dimentichi, puoi inguaiarti... con logica perfetta. I progettisti dei primi computer la chiamarono "la Legge Gigo", cioè "Garbage in, garbage out": "se entra robaccia, ne esce robaccia". La logica induttiva è molto più difficile... ma può produrre verità nuove. ([[Robert Anson Heinlein]]) *[[David Hume|Hume]] ha perfettamente ragione quando afferma che l'induzione non può essere giustificata in alcun modo. ([[Karl Popper]]) *{{maiuscoletto|induzione}} L'essere amato è desiderato perché un altro o degli altri hanno segnalato al soggetto che esso è desiderabile: per quanto speciale esso sia, il desiderio amoroso viene scoperto per induzione. ([[Roland Barthes]]) ==Voci correlate== *[[Deduzione]] *[[Epistemologia]] *[[Probabilità]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Epistemologia]] [[Categoria:Logica]] [[Categoria:Metodi e strumenti filosofici]] i6ia99x147tzzgwkf5cwankqihn64fa Charlton Heston 0 179197 1418518 1391877 2026-06-28T09:16:55Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1418518 wikitext text/x-wiki [[File:Charlton_Heston_Civil_Rights_March_1963.jpg|thumb|Charlton Heston nel 1963]] {{Premio|Oscar| '''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]''' * Miglior attore (1960) Premio umanitario Jean Hersholt (1978) }} '''Charlton Heston''' nome d'arte di ''John Charles Carter'' (1923 – 2008), attore, regista e attivista statunitense ==Citazioni di Charlton Heston== *La correttezza politica è la tirannia con le buone maniere. :''Political correctness is tyranny with manners.''<ref>{{en}} Citato in Richard Corliss, ''[http://content.time.com/time/arts/article/0,8599,1728272-3,00.html Appreciation: Charlton Heston]'', ''time.com'', 6 aprile 2008.</ref> *[[Lenin]] nel 1921 constatò con molta chiarezza che i film erano lo strumento più potente mai inventato per modellare il modo in cui pensavamo. Aveva ragione. I film politici possono avere successo. Sono molto difficili da fare perché tendono a trasformarsi in sermoni, che potrebbero essere molto noiosi. :''Lenin in 1921 observed very presciently that motion pictures were the most powerful tool ever invented to shape the way we thought. He was right. Political films can be successful. They're very hard to do because they tend to turn into sermons, which can be very boring.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Bill Kauffman, ''[https://reason.com/1987/04/01/interview-with-charlton-heston/?print= Interview with Charlton Heston]'', ''reason.com'', 1 aprile 1987.</ref> *Non rinuncio e non mi arrendo. :''I'm neither giving up nor giving in.''<ref>{{en}} Citato in Fredricka Whitfield, ''[http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/0208/09/bn.09.html Charlton Heston Makes Statement About Alzheimer's]'', ''cnn.com'', 9 agosto 2002.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[I due capitani]]'' (1955) *''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956) *''[[Il grande paese]]'' (1958) *''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) *''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959) *''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965) *''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]'' (1968) *''[[1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra]]'' (1971) *''[[2022: i sopravvissuti]]'' (1973) *''[[I giganti del West]]'' (1980) *''[[Fusi di testa 2]]'' (1993) *''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993) *''[[True Lies]]'' (1994) *''[[Il seme della follia]]'' (1995) *''[[Hercules (film 1997)|Hercules]]'' (1997) – voce *''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999) *''[[Amori in città... e tradimenti in campagna]]'' (2001) *''[[Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie]]'' (2001) *''[[Bowling a Columbine]]'' (2002) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Heston, Charlton}} [[Categoria:Attivisti statunitensi]] [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Registi statunitensi]] 1ms9gx6736r7ogczmwzd4qx1rlwy6jc Federica Sciarelli 0 181619 1418451 1204552 2026-06-27T17:32:56Z Danyele 19198 fix foto 1418451 wikitext text/x-wiki [[File:Federica Sciarelli (cropped).jpg|thumb|Federica Sciarelli nel 2003]] '''Federica Sciarelli''' (1958 – vivente), giornalista, conduttrice televisiva e scrittrice italiana. ==Citazioni di Federica Sciarelli== *Avevo il raffreddore e dovevo dare la notizia di una donna che aveva avuto sette bebè. Col naso completamente chiuso dissi: "La signora ha avuto sette babà".  *{{NDR|Alla domanda "Che cosa le piace di un uomo?"}} Che cosa non mi piace: l’uomo fatto a fiasco. Piccole spalle e grande sedere.<ref name=Sciarelli>Dall'intervista di [[Claudio Sabelli Fioretti]] ''[https://interviste.sabellifioretti.it/?cat=379 Federica Sciarelli]'', ''Corriere della Sera''; citato in ''sabellifioretti.it'', 23 settembre 2002.</ref> *{{NDR|Su ''[[Chi l'ha visto?]]'', il programma televisivo di Rai 3 di cui è conduttrice}} Cominciai con Elisa Claps e Denise Pipitone: poi ho introdotto, sulla scia di un programma solido, novità dove c'era un vuoto, le inchieste sui grandi latitanti ad esempio, [[Bernardo Provenzano|Provenzano]], Ghira, [[Matteo Messina Denaro|Messina Denaro]] o, visto che oggi dobbiamo fare i conti con i social, le truffe romantiche. E, dal momento che siamo un osservatorio e raccontiamo le storie del Paese, i femminicidi, i cui numeri mi lasciano allibita, esplosi come se gli uomini non avessero più freni. Noi li abbiamo trattati dall'inizio, anche in accordo con le famiglie, non come scomparse ma sempre come omicidi con occultamento di cadavere proprio per fare aprire gli occhi alle persone.<ref name=Federica>Dall'intervista di Federica Gregori, ''Donne e informazione. Dal Tg3 di Curzi ai misteri d'Italia, le sfide della "pioniera" Sciarelli'', ''Il Piccolo'', 31 agosto 2021.</ref> *Ho fatto il concorso per una borsa di studio. Sono arrivata seconda, dietro a Dario Laruffa, su 10 mila partecipanti. Come prima destinazione mi mandarono al Tg1, ricordo che c'era [[Enrico Mentana|Mentana]] giovane praticante. Ma alla fine dell'anno di borsa di studio né io, né gli altri 29 vincitori fummo assunti. Anzi, due furono assunti. Meglio non indagare.<ref name=Sciarelli/> *Io non ho il senso dell’ autorità e sono attaccabrighe. Ho litigato con tutti i miei direttori. Litigavo spesso con una mia collega, Daniela Vergara. Poi un giorno ci siamo stufate, ci siamo baciate e abbracciate e abbiamo fatto pace. Adesso ci vogliamo molto bene.<ref name=Sciarelli/> *{{NDR|Sulla militanza giovanile con i comunisti del gruppuscolo filocinese Stella Rossa}} Li conobbi nella mia scuola, dove erano forti loro e i giocatori di hockey su prato. Io mi iscrissi a Stella Rossa, praticai l’agopuntura e giocai ad hockey su prato. L’attività principale consisteva nell’ andare all’aeroporto con un mazzo di fiori ad accogliere i leader del partito comunista cinese.<ref name=Sciarelli/> *Non ho mai detto a nessuno per chi voto. Ma alla fine il tuo orientamento traspare. Una volta [[Sandro Curzi|Curzi]] me lo chiese. Io risposi: il voto è segreto. Ma dicono che mi si legge in faccia che sono di sinistra.<ref name=Sciarelli/> *Trieste ha pagato un tributo altissimo in termini di sangue. Al Tg3 sono stata collega di [[Ilaria Alpi]]: io al politico, lei agli esteri. E c'era questo vostro operatore, Miran Hrovatin, amatissimo dalla redazione. Quando sono passata a ''Chi l'ha visto?'' mi sono posta il problema di cosa fare per Ilaria e Miran. D'accordo con Luciana, la mamma di Ilaria, che credeva nell'innocenza dell'unico condannato, Hashi, mi misi a indagare. Venne fuori il nome di Jelle, personaggio chiave della vicenda, grazie anche al contributo di Chiara Cazzaniga che conosceva l'arabo come Ilaria: abbiamo lavorato quasi un anno, è stato difficilissimo ma alla fine abbiamo trovato Jelle che ha scagionato Hashi. Il mandante finale però non si sa ancora e rimane questo senso di vuoto.<ref name=Federica/> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[Chi l'ha visto?]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sciarelli, Federica}} [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] prt7k1mebx0vpzz5oanlqe8fbzapner Isabella Goldmann 0 189547 1418446 1251722 2026-06-27T16:40:24Z Danyele 19198 /* Citazioni di Isabella Goldmann */ semplificazione 1418446 wikitext text/x-wiki [[File:I. Goldmann200dpi.jpg|thumb|Isabella Goldmann (2019)]] '''Isabella Goldmann''' (1957 – vivente), architetto, giornalista e regista italiana. ==Citazioni di Isabella Goldmann== *La [[Architettura bioclimatica|bioclimatica]] è [...] il modo di fare architettura che si è sempre utilizzato in passato. Con l'arrivo degli impianti di riscaldamento e condizionamento si è andato gradualmente perdendo perché questi non solo hanno compensato le mancanze ma hanno sostituito ogni ottimizzazione architettonica. [...] alcuni esempi: i portici sono nati come soluzione bioclimatica. Quando il sole è alto, d'estate, viene prodotta ombra. D'inverno, con il sole basso, il portico lascia passare la luce sulla facciata per scaldarla. Un altro esempio sono le palafitte in Indonesia, che sono sospese sul terreno. In questo modo producono ombra e creano delle correnti che rinfrescano la casa. In montagna spesso le finestre verso nord sono più piccole mentre a sud sono più grandi, così non arriva il freddo da nord e a sud si può sfruttare appieno il calore del sole. L'architettura bioclimatica studia il posizionamento di un edificio e usa al massimo i benefici che derivano dal luogo in cui è collocato. Ciò che non si riesce a godere come beneficio può certamente venire compensato da un sistema di condizionamento o riscaldamento ma, in questo modo, l'edificio sarà molto più efficiente e quindi richiederà un minore apporto energetico da parte degli impianti.<ref>Dall'intervista ''[https://distribuzionemoderna.info/intervista/isabella-goldmann-vi-spiego-perche-nel-retail-la-bioclimatica-conviene Isabella Goldmann «La bioclimatica nel retail? Conviene»]'', ''distribuzionemoderna.info'', 2 gennaio 2018.</ref> *La mia è una formazione classica, basata sull'architettura antica che è tutta molto sostenibile, fatta con materiali a chilometro zero. Se pensiamo alle costruzioni storiche c'è sempre stata una grande attenzione all'impatto ambientale, cosa che si è persa negli ultimi 100 anni. Dagli anni Quaranta in poi, abbiamo visto affermarsi quella che io definisco la stupidità progettuale, quando si è capito che il petrolio costava poco e c'è stato il via libera a tutta una serie di interventi irrazionali. Si ci si è dedicati soltanto alla bellezza, senza alcuna considerazione per quello che stava accadendo all'ambiente con la produzione di CO2.<ref name="Lospinuso"/> *Molto spesso le costruzioni mancano di intelligenza progettuale. C'è stato un periodo in cui tutti volevano i pannelli fotovoltaici sui tetti, perché c'erano gli incentivi e conveniva. Ma la prima cosa che chiedo a un cliente è su quale fabbisogno ha calcolato il suo efficientamento. Quando si fanno queste scelte per ridurre i consumi da 100 a 80 bisogna cambiare approccio e capire perché si sta consumando 100. Magari gli appartamenti vengono dotati di superfici fotovoltaiche che sono il doppio rispetto a quello che davvero servirebbe, ci vogliono anni per ammortizzare un'installazione del genere e poi i pannelli andranno smaltiti con ulteriore impatto sull'ambiente. Questa è stupidità progettuale. Allora perché non ci si chiede prima come si può passare dal consumare 100 al consumare 70. Questo significa fare consulenza seria sulla sostenibilità.<ref name="Lospinuso">Dall'intervista di Annalisa Lospinuso, ''[https://www.thegoodintown.it/bioarchitettura-isabella-goldmann-unico-criterio-costruttivo-del-futuro/ Bioarchitettura, Isabella Goldmann: "Unico criterio costruttivo del futuro"]'', ''thegoodintown.it'', 18 giugno 2021.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Goldmann, Isabella}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] 7oq0p3gr2q4z30lqi9od5imodvoouno Wikiquote:GUS2Wiki 4 194895 1418462 1417695 2026-06-27T20:04:43Z Alexis Jazz 80744 Updating gadget usage statistics from [[Special:GadgetUsage]] ([[phab:T121049]]) 1418462 wikitext text/x-wiki {{#ifexist:Project:GUS2Wiki/top|{{/top}}|This page provides a historical record of [[Special:GadgetUsage]] through its page history. To get the data in CSV format, see wikitext. To customize this message or add categories, create [[/top]].}} I dati che seguono sono estratti da una copia ''cache'' del database, il cui ultimo aggiornamento risale al 2026-06-25T15:23:27Z. Un massimo di {{PLURAL:5000|un risultato è disponibile|5000 risultati è disponibile}} in cache. {| class="sortable wikitable" ! 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Qui è bellissimo e fa molto freddo. Ha nevicato per tre giorni e questa mattina la macchina era una palla bianca, ma c'era un sole meraviglioso. Sono andata a sciare con Adriana che continua a chiedermi di te. Secondo me ha paura di restare zitella. E pensa che per tutti ero io quella della famiglia destinata a restare sola. Sciare è sempre bellissimo, soprattutto oggi con la neve fresca, e mi è dispiaciuto che non ci fossi anche tu. Lo so che sei siciliano e che ti vergogni a mettere la calzamaglia, ma una volta, devi promettermelo, verrai e io ti insegnerò lo spazzaneve. Adriana dice che parlo con l'inflessione sicula, e sai una cosa, mi fa piacere. Il dialetto veneto non lo sopporto più. Ti penso e ti vorrei nel letto a scaldarmi i piedi freddi.<br />In questi giorni mi sono chiesta spesso perché ti amo e ho capito che fai uno sforzo terribile per accettarmi per quello che sono. Per adattarti a me. Mi dispiace che litighiamo. Tu sei una persona speciale e voglio provare a guardare le cose con i tuoi occhi. Me lo permetterai? Non dobbiamo buttarci via. Io posso imparare a renderti felice. Hai visto che ti ho scritto una lettera con carta e penna? Sono certa che quando la troverai nella cassetta ti farà più piacere di una e-mail.<br />La patata sta benissimo. A mia madre piace un sacco fare la nonna e la riempie di schifezze. Le ho detto che se quest'estate non viene a Palermo a conoscerti può scordarsi di rivederla. Come sono carina, eh?<br />Ti bacio Ovunque,<br />Maria Grazia. ([[Niccolò Ammaniti]]) *Athos prese la lettera inarcando le ciglia, ma l'idea che in essa si trattasse di d'Artagnan lo aiutò a superare il disgusto che provava a leggerla.<br />Ecco quel che c'era scritto:<br />Monsignore, io manderò stasera a vostra eminenza, per rinforzare la schiera del signor di Comminges, i dieci uomini che mi richiede. Sono buoni soldati, atti a tenere a dovere i due fieri avversari di cui vostra eminenza teme l'abilità e la risolutezza. ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'') *Cara Theresa, è notte e sono sdraiata sul letto. Mi manchi, ho gli occhi gonfi e le lacrime mi scorrono calde sul viso. Fuori infuria un violento temporale estivo, con tuoni e lampi. Stasera ho camminato per le strade cercandoti nel volto di ogni donna che incrociavo, come ho fatto ogni sera di questo esilio solitario. Ho paura che non rivedrò mai più i tuoi occhi ridenti e canzonatori. ([[Leslie Feinberg]]) *Caro Giovanni,<br />abbiamo ricevuto la tua lettera da Haleiwa ieri, certo che ti invidiamo da pazzi per le tue vacanze e i posti che vedi! Noi non possiamo neanche pensare di andare via prima di quest'estate anche se lo so che è un peccato che non riusciamo a incontrarci lì, perché è vero che non siamo così lontani, o per lo meno non lontani come quando eri in Italia. Il tempo qui è uno schifo perché ha piovuto anche ieri e l'altro ieri e sembra che continuerà così per sempre, speriamo di no. A proposito grazie per la lettera dalla Nuova Guinea, che viaggio emozionante deve essere stato, mi sembrava di guardare il National Geographic a leggere la tua lettera! Spero che siamo riusciti a fare delle foto super anche se il fotografo il Signor Formaro era così stupido, ci hai fatto morire dal ridere a raccontarci le vostre discussioni. Ron dice che devi metterti anche tu a scrivere perché hai un modo comico di raccontare, io gli do ragione, non ho mai riso così tanto con una lettera, davvero. Deve essere stata certo un'esperienza emozionante, poter girare quei paesi misteriosi e anche essere pagati anche se immagino che non è tutto rose e fiori perché è un vero lavoro come qualunque altro. ([[Andrea De Carlo]]) *Da Villers-Cotterêts egli scrisse al cardinale:<br />Eminenza, ne ho di già uno da offrirvi e quello vale per venti uomini. Io parto per Blois, perché il conte di La Fère abita nel castello di Bragelonne nelle vicinanze di quella città. ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'') *Ho perduto la mia adorata figliola; infatti l'amavo come se lo fosse. Durante gli ultimi giorni della malattia della mia cara Bertha, non sono stato in grado di scrivere. E prima ancora non avevo idea della gravità della situazione. Ora che l'ho persa so tutto, ma è troppo tardi! È morta nella pace degli innocenti e con la gloriosa speranza di un futuro beato. Il demonio che ha tradito la nostra infatuata ospitalità è la causa della nostra disgrazia. Credevo di aver accolto nella nostra casa un'innocente, allegra, incantevole compagna per la mia perduta Bertha. Cielo! Come sono stato cieco! Ringrazio Dio che la mia bambina sia morta senza nutrire il minimo sospetto sulla causa delle sue sofferenze. Se n'è andata senza capire la natura del suo male e quanto fosse maledetta la passione che nutriva nei confronti di chi ha causato tutte le sue miserie. Io dedicherò i giorni che mi rimangono a cercare questo mostro per ucciderlo. So di avere delle speranze per attuare questo mio proposito giusto e pietoso. Ma al momento non ho neppure un bagliore a guidarmi. Maledico la mia incredulità, la mia deprecabile affettazione di superiorità, la mia cecità, la mia ostinazione, tutto… ma troppo tardi. Ora non riesco a parlare e a scrivere in modo coerente. Sono fuori di me. Quando mi sarò un po' ripreso, mi dedicherò alle ricerche che, credo, mi porteranno a Vienna. In autunno, tra un paio di mesi, forse anche prima, se sopravviverò, verrò a trovarvi, se me lo permetterete; allora potrò raccontarvi ciò che ora non oso mettere sulla carta. Addio. Pregate per me, cari amici. ([[Joseph Sheridan Le Fanu]]) *Il giorno dopo Candido destandosi ricevette una lettera così concepita:<br />«Signore e mio carissimo amante, da otto giorni sono in questa città ammalata. Vengo a sapere che siete qui. Volerei fra le vostre braccia, se potessi muovermi. Seppi che siete passato per Bordeaux, dove ho lasciato il fedel Cacambo e la vecchia, che mi devono seguire presto. Il governatore di Buenos Aires s'è presa ogni cosa, ma il vostro cuore mi rimane. Venite, la vostra presenza mi ridarà la vita, o mi farà morire di piacere.» ([[Voltaire]]) *In questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' ([[Alexandre Dumas padre]]) *Mio caro Hans,<br />Questa è una lettera difficile. Lascia che per prima cosa ti dica quanto mi rattristi la tua partenza per l'America. Per te, che ami la Germania, non deve essere facile cominciare una nuova vita in America, paese con cui né tu né io abbiamo qualcosa in comune; posso immaginare quanto tu ti senta addolorato e infelice. D'altra parte, è probabilmente la cosa più saggia che tu possa fare. La Germania di domani sarà diversa dalla Germania che abbiamo conosciuto noi. Sarà una nuova Germania, sotto la guida dell'uomo che si appresta a determinare il nostro fato e il fato del mondo intero per i secoli che verranno. Ti indignerai se ti dico che credo in questo uomo. Soltanto lui può salvare la nostra amata patria dal bolscevismo e dal materialismo, soltanto per mezzo di lui la Germania può riacquistare il prestigio morale che ha perso con la sua follia. Tu non sarai d'accordo, ma non riesco a vedere un'altra speranza per la Germania. Dobbiamo scegliere tra [[Stalin]] e [[Adolf Hitler|Hitler]] : io preferisco Hitler. La sua personalità e la sua sincerità mi hanno fatto un'impressione più forte di quanto non avrei mai creduto possibile. L'ho conosciuto recentemente quando ero a Monaco con mia madre. Di aspetto è un omino insignificante; ma appena si ascoltano le sue parole si è trascinati dalla sua forza di persuasione, dalla sua volontà di ferro, dalla sua intensità e dal suo intuito profetico. Quando mia madre si congedò, piangeva e continuava a ripetere: «Ce l'ha inviato Dio». Mi rincresce, più di quanto sappia esprimere a parole, che per un certo periodo, forse un anno o due, non ci sia posto per te in questa nuova Germania. Ma non riesco a vedere un solo motivo per cui tu non dovresti ritornare più tardi. La Germania ha bisogno di gente come te. Sono convinto che il Führer è in grado di scegliere, ed è dispostissimo a farlo, tra i buoni elementi ebrei e gli indesiderabili.<br />''Tutto abbandona<br />chi abita accanto all'origine, il luogo.''<br />Sono contento che i tuoi genitori abbiano deciso di rimanere a Stoccarda. Inutile dire che nessuno li molesterà; possono vivere e morire qui in pace e sicurezza.<br />Forse, un giorno o l'altro, le nostre strade s'incroceranno di nuovo. Mi ricorderò sempre di te, caro Hans! Hai esercitato un grande influsso su di me. Mi hai insegnato a pensare, e a dubitare, e a trovare attraverso il [[dubbio]] il nostro Signore e Salvatore [[Gesù Cristo]].<br />Tuo,<br />Konradin v. H. ([[Fred Uhlman]]) ==Voci correlate== *[[Lettera]] {{Raccolte dai media|Lettere|dai libri}} [[Categoria:Lettere dai media|Libri]] [[Categoria:Raccolte dai libri]] 43ufxm7d7fdkel8v89frueh2pckgoak Sciarada (film) 0 197717 1418522 1362512 2026-06-28T10:31:12Z Spinoziano 2297 typo, wlink 1418522 wikitext text/x-wiki {{Film |genere = thriller / commedia / sentimentale |soggetto = Marc Behm e Peter Stone (racconto) |attori = * [[Cary Grant]]: Peter Joshua/Alexander Dyle/Adam Canfield/Brian Cruikshank * [[Audrey Hepburn]]: Regina "Reggie" Lampert * [[Walter Matthau]]: Hamilton Bartholomew/Carson Dyle * [[James Coburn]]: Tex Penthollow * [[George Kennedy]]: Hermann Scobie * [[Dominique Minot]]: Sylvie Gaudel * [[Ned Glass]]: Leopold W. Gideon * [[Jacques Marin]]: Ispettore Edouard Grandpierre * [[Paul Bonifas]]: ''Monsieur'' Felix * [[Thomas Chelimsky]]: Jean-Louis Gaudet |doppiatori italiani= * [[Gualtiero De Angelis]]: Brian Cruikshank * [[Maria Pia Di Meo]]: Regina "Reggie" Lampert * [[Renato Turi]]: Hamilton Bartholomew/Carson Dyle * [[Glauco Onorato]]: Tex Penthollow * [[Emilio Cigoli]]: Hermann Scobie * [[Flaminia Jandolo]]: Sylvie Gaudel * [[Bruno Persa]]: Leopold W. Gideon * [[Carlo Romano]]: Ispettore Edouard Grandpierre * [[Massimo Turci]]: Marine di guardia all'ambasciata }} '''''Sciarada''''', film statunitense del 1963 con [[Cary Grant]] e [[Audrey Hepburn]], regia di [[Stanley Donen]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Quando mando a lavare qualcosa mi restituiscono soltanto le macchie. ('''Bartholomew/Carson Dyle''') *Le parole possono uccidere. ('''Reggie''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Sylvie''': Però non capisco. Perché vuoi il [[divorzio]]?<br/>'''Reggie''': Perché io non lo amo più e lui non ama più me.<br/>'''Sylvie''': Allora non c'è bisogno del divorzio: con un marito ricco e gli ultimi modelli di quest'anno non ti sarà difficile {{sic|trovarti}} qualche amico. *'''Brian''': Noi ci conosciamo?<br/>'''Reggie''': Che cos'è che glielo fa credere?<br/>'''Brian''': Non so, me lo stavo chiedendo.<br/>'''Reggie''': Vede, io conosco già tante di quelle persone che finché non ne muore qualcuna non posso far conoscenza con nessun'altra.<br/>'''Brian''': Hm! Be', se qualcuno dovesse entrare in agonia mi avverta. *'''Reggie''': Lei mi nasconde il panorama.<br/>'''Brian''': Ehm, scusi. Ehm, quale parte del panorama preferisce?<br/>'''Reggie''': Quella che mi nasconde lei. *'''Reggie''': Non è Shakespeare che ha detto: «Quando due sconosciuti si incontrano in terra lontana presto si incontreranno di nuovo»?<br/>'''Brian''': Shakespeare non se l'è mai sognato.<br/>'''Reggie''': E lei come lo sa?<br/>'''Brian''': È terribile! Lo ha inventato lei.<br/>'''Reggie''': Be', forse ha ragione. *'''Bartholomew/Carson Dyle''': Lei lo sa che cos'è la CIA?<br>'''Reggie''': Non è la sigla di una linea aerea?<br>'''Bartholomew/Carson Dyle''': È la Central Intelligence Agency, CIA.<br>'''Reggie''': Vuol dire spie e cose del genere?!<br>'''Bartholomew/Carson Dyle''': Noi li chiamiamo agenti. *'''Reggie''': Lo sa qual è il suo difetto?<br/>'''Brian''': No. Quale?<br/>'''Reggie''': Nessuno. *'''Reggie''': Ma perché gli uomini dicono sempre delle [[bugie]]?<br/>'''Brian''': Di solito lo fanno perché vogliono una cosa e temono che la verità non basti a procurargliela. *'''Reggie''': Alexander, come si fa a capire se uno sta mentendo o no?<br/>'''Brian''': He, he! Non si può.<br/>'''Reggie''': Ci dev'essere un sistema!<br/>'''Brian''': No, vedi, c'è un [[Indovinelli dai film|indovinello]] su due tribù d'indiani: i Piedi Bianchi che dicono sempre la verità e i [[Piedi Neri]] che non la dicono mai. Tu incontri un indiano e gli dici: «Ciao indiano! Cosa sei, un sincero Piedi Bianchi o un bugiardo Piedi Neri?». E lui ti dice: «Sono della tribù dei Piedi Bianchi». Ma sarà vero?<br/>'''Reggie''': Be', si potrà vedere come sono i piedi.<br/>'''Brian''': No, perché porta i mocassini.<br/>'''Reggie''': Allora deve essere della tribù dei Piedi Bianchi.<br/>'''Brian''': E perché non un Piedi Neri bugiardo? ==Citazioni su ''Sciarada''== *E il film è interessante anche per il mix di generi tipico dell'epoca, quando il gioco vorticoso di maschere, di inganni e di false identità si snoda ai confini tra due generi sotto questo punto di vista analoghi, come la spy-story e la commedia sofisticata. Con gran finale alla Comedie Française e almeno un paio di gag famose: prima il ballo con l'arancia di Cary Grant, poi Coburn che minaccia la Hepburn lanciandole addosso fiammiferi accesi. ([[Renato Venturelli]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia d'azione]] [[Categoria:Film commedia romantica]] nqp8m576xkleuar4kqkoxhzkzppnq49 Architettura bioclimatica 0 200811 1418445 1251723 2026-06-27T16:39:50Z Danyele 19198 semplificazione 1418445 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Galerías La Coruña.JPG|thumb|Le ''galerías'' (balconi e finestre vetrate) di La Coruña, esempio di architettura bioclimatica (2012)]] Citazioni sull{{'}}'''architettura bioclimatica'''. *La bioclimatica è [...] il modo di fare architettura che si è sempre utilizzato in passato. Con l'arrivo degli impianti di riscaldamento e condizionamento si è andato gradualmente perdendo perché questi non solo hanno compensato le mancanze ma hanno sostituito ogni ottimizzazione architettonica. [...] alcuni esempi: i portici sono nati come soluzione bioclimatica. Quando il sole è alto, d'estate, viene prodotta ombra. D'inverno, con il sole basso, il portico lascia passare la luce sulla facciata per scaldarla. Un altro esempio sono le palafitte in Indonesia, che sono sospese sul terreno. In questo modo producono ombra e creano delle correnti che rinfrescano la casa. In montagna spesso le finestre verso nord sono più piccole mentre a sud sono più grandi, così non arriva il freddo da nord e a sud si può sfruttare appieno il calore del sole. L'architettura bioclimatica studia il posizionamento di un edificio e usa al massimo i benefici che derivano dal luogo in cui è collocato. Ciò che non si riesce a godere come beneficio può certamente venire compensato da un sistema di condizionamento o riscaldamento ma, in questo modo, l'edificio sarà molto più efficiente e quindi richiederà un minore apporto energetico da parte degli impianti. ([[Isabella Goldmann]]) ==Voci correlate== {{Div col}} *[[Ambientalismo]] *[[Architettura]] *[[Ecologia]] *[[Inquinamento]] *[[Ipotesi Gaia]] *[[Urbanistica]] {{Div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} {{stub}} [[Categoria:Edilizia]] [[Categoria:Teoria dell'architettura]] 42nt7x84tt368ac1a5hjqaidjqm7iu7 Ilan Pappé 0 212582 1418432 1418000 2026-06-27T15:58:24Z Darkcloud2222 10646 /* La pulizia etnica della Palestina */ 1418432 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]] '''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano. ==Citazioni di Ilan Pappé== *Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref> {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}} *La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire. *A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta. ==''La pulizia etnica della Palestina''== *La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5) *Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5) *Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6) *La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7) *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8) *Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10) *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23) *[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37) * [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48) *Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49) *{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52) *Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53) *Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53) *Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97) *Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111) *[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120) *Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137) *{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146) *Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156) *{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. ([[Ilan Pappé]]) *La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159) *A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177) ==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''== *Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14) *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18) *La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20) *Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40) *I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41) *Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44) *La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75) *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76) *La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109) *Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128) *Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130) *L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130) *I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132) *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133) ==''La fine di Israele''== *Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23) *{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24) *Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31) *Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31) *Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35) *Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40) *[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43) *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61) *Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83) *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85) *Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89) *Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111) *La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112) *Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113) *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116) *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116) *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117) *{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124) *L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124) *Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129) *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136) *Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161) *Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197) *Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227) *Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241) *Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242) ==Citazioni su Ilan Pappé== *Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089. *Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634. *Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Politologi]] [[Categoria:Storici israeliani]] nvnyuwz5xlkjyabve2wilswtaawceko 1418433 1418432 2026-06-27T15:59:13Z Darkcloud2222 10646 /* La pulizia etnica della Palestina */ 1418433 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]] '''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano. ==Citazioni di Ilan Pappé== *Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref> {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}} *La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire. *A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta. ==''La pulizia etnica della Palestina''== *La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5) *Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5) *Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6) *La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7) *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8) *Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10) *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23) *[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37) * [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48) *Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49) *{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52) *Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53) *Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53) *Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97) *Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111) *[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120) *Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137) *{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146) *Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156) *{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157) *La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159) *A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177) ==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''== *Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14) *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18) *La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20) *Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40) *I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41) *Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44) *La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75) *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76) *La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109) *Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128) *Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130) *L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130) *I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132) *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133) ==''La fine di Israele''== *Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23) *{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24) *Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31) *Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31) *Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35) *Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40) *[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43) *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61) *Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83) *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85) *Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89) *Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111) *La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112) *Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113) *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116) *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116) *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117) *{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124) *L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124) *Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129) *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136) *Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161) *Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197) *Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227) *Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241) *Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242) ==Citazioni su Ilan Pappé== *Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089. *Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634. *Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Politologi]] [[Categoria:Storici israeliani]] s3cyrou69ny3wr1bped1bms5g0lnmuj Oregon 0 220866 1418516 1388794 2026-06-28T09:15:27Z Spinoziano 2297 +1 1418516 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Columbia river gorge from crown point.jpg|thumb|upright=1.2|La Gola del Columbia in Oregon]] Citazioni sull{{'}}'''Oregon'''. *– È la Terra Promessa, signor Tyler.<br>– E che diavolo ci vanno a fare, poi, nell'Oregon?<br>– A lavorare, a costruire, a zappare la terra, a farla rendere.<br>– Ah, non ci fai crescere niente nell'Oregon: non c'è mai cresciuto niente. [...]<br>– Ricordatevi una cosa, signor Tyler: un giorno ci sarà una pista che andrà dal Missouri fino all'Oregon.<br>– Ah, tutte merdate.<br>– Un nuovo impero, vergine e da sfruttare. [...] È una terra che offre possibilità illimitate. (''[[I giganti del West]]'') *– Quegli alberelli di pesco ne hanno fatta di strada dalla Georgia.<br>– Già. Abbiamo intenzione di piantarli dove il terreno è profondo dodici metri, soffice come una donna e nero come il carbone.<br>– E dove lo trovi un posto simile, in Paradiso?<br>– Nell'Oregon, mister! Non gliel'hanno detto?! (''[[La via del West]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} {{s}} [[Categoria:Stati degli Stati Uniti d'America]] d2wokuug3m6pmo8b0a3oo9a7cvammqf Crow 0 222489 1418517 1398105 2026-06-28T09:15:59Z Spinoziano 2297 +1 1418517 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Group of Crow Indian Chiefs PK-F-72.43117, PK-F-72.43118.jpg|thumb|Un gruppo di capi Crow]] Citazioni sui '''Crow'''. *Gli Utes e le Teste Piatte generalmente sono pacifici, i Corvi invece sono pericolosi: bravi guerrieri. A mio parere i Corvi sono gli indiani più belli che ci siano e i più cattivi, e non c'è uomo che gli tenga testa andando a cavallo. Una volta ne vidi un gruppo all'attacco in piena velocità, una gamba sul dorso del cavallo, una mano aggrappata alla criniera, sparare da sotto il collo della bestia. Eh, ma sono una razza di svergognati, fannulloni. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!]]'') *– I Corvi non sono cattivi, ci ho passato un paio di inverni insieme giù ad Absaroka: se non li offendi nell'onore non ti danno noie.<br>– E se ti fidi della loro onestà ti ritrovi senza le mutande. (''[[I giganti del West]]'') ==Voci correlate== *[[Nativi americani]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=Crow|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}} {{s}} [[Categoria:Gruppi etnici nativi americani]] hawk79wn5zqeynkanvatsrlhkbvkxbs Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1418491 1418214 2026-06-28T07:13:21Z Gaux 18878 Pietro Thouar: destub con incipit e due citazioni su 1418491 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Pietro Thouar]] [[Thomas Malory]]{{,}} [[Emilio Pasquini]]{{,}} [[Renato Serra]]{{,}} [[Enrico Lucherini]]{{,}} [[Enrico Vanzina]]{{,}} [[Excalibur]]{{,}} [[Bernard de Mandeville]]{{,}} [[Francesco Olgiati]]{{,}} [[Lea Ypi]]{{,}} [[Francesco Torraca]]{{,}} [[Tomás de Torquemada]]{{,}} [[Enzo Collotti]]{{,}} [[Sturm und Drang]]{{,}} [[Barbara Allason]]{{,}} [[Novalis]]{{,}} [[Vitalismo]]{{,}} [[Papa Giovanni XXII]]{{,}} [[Riccardo Patrese]]{{,}} [[Mario Pratesi]]{{,}} [[Cecco Angiolieri]]{{,}} [[Alessandro D'Ancona]]{{,}} [[Cesare De Laugier de Bellecour]]{{,}} [[Augusto Serena]]{{,}} [[Girolamo Benivieni]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> 5bnhswf4tyn8l27euvrrskjlnnhru5t Utente:DeCuius/sandbox 2 224648 1418457 1412740 2026-06-27T19:43:43Z Civvì 8222 Civvì ha spostato la pagina [[Utente:Riccardone25/sandbox]] a [[Utente:DeCuius/sandbox]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Riccardone25|Riccardone25]]" a "[[Special:CentralAuth/DeCuius|DeCuius]]" 1412740 wikitext text/x-wiki Stadio Pacevecchia da formattare: * Lo Stadio Pacevecchia è il “tempio del rugby campano”. * “E' un catino bollente da dove è difficile uscire a braccia alzate”. * “Avevamo bisogno di una struttura. Il Meomartini non poteva ospitarci più e l'allora Santa Colomba era troppo grande. Parlai con l'Assessore Tinessa che mi parlò del progetto legato al quartiere Pacevecchia che era in costruzione. La legge diceva che il quartiere aveva bisogno di un complesso sportivo e quindi insieme ai campi di basket e tennis sarebbe stato costruito un campo di calcio. Mi suggerì di andare a parlare con la ditta che stava eseguendo i lavori e regalargli i pali da rugby. Ho seguito alla lettera il suo consiglio e i costruttori furono felicissimi di risparmiare qualche soldino e montare i pali da rugby al posto delle porte di calcio. Fu una forzatura, ma adesso si può raccontare”. fonte: Franco Fiore, ex presidente Rugby Benevento in https://www.ottopagine.it/bn/sport/rugby/104446/ottopagine-benevento-la-vera-storia-dello-stadio-pacevecchia.shtml + * La famiglia dell’IVPC Rugby Benevento è felice dell’intitolazione dello Stadio Pacevecchia ad un grande rugbista. * Il nostro augurio – conclude il club di Rione Pacevecchia – è che quando ci sarà la cerimonia di intitolazione dello stadio ad Alfredo Dell’Oste, la società verrà coinvolta dall’Amministrazione Comunale per organizzare qualcosa di importante che renda omaggio, nella giusta maniera, ad un ragazzo che ci ha lasciati troppo presto e nel corso della sua vita ha ricoperto l’importante ruolo di capitano del Rugby Benevento” https://www.ntr24.tv/2021/06/17/intitolazione-campo-il-rugby-benevento-felici-per-delloste-ma-il-comune-non-ci-ha-coinvolti/ Vedi: [[Wikiquote:Modello_di_voce]], [[Aiuto:Fonti]], [[Aiuto: Indicazioni bibliografiche]], [[Wikiquote:Trascrizione]], [[Portale:Comunità#Convenzioni_principali]] se c'è un progetto o bar chiedere se enciclopedico 5kpwoe708h636a4jbpnio3zvb8s51tb Discussioni utente:DeCuius 3 224659 1418459 1412802 2026-06-27T19:43:43Z Civvì 8222 Civvì ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Riccardone25]] a [[Discussioni utente:DeCuius]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Riccardone25|Riccardone25]]" a "[[Special:CentralAuth/DeCuius|DeCuius]]" 1412802 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:23, 6 mag 2026 (CEST)}} 3tl6uptytliy671f283c6pnzxy6jo44 Esodo palestinese del 1948 0 224819 1418434 1418004 2026-06-27T15:59:58Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1418434 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Palestinians in Ramle 1948 (cropped).jpg|thumb|Palestinesi detenuti durante l'espulsione da Ramle, luglio 1948]] Citazioni sull{{'}}'''esodo palestinese del 1948''' o '''Nakba'''. ==Citazioni== *I palestinesi ricordano il 1948 come la Nakba, una parola che in arabo significa "catastrofe", così come Shoah significa "catastrofe" in ebraico. Il fatto che il paragone sia inevitabile ha spinto molti israeliani ad affermare che, a differenza degli ebrei, i palestinesi si sono procurati la catastrofe da soli. ([[Maša Gessen]]) ===[[Ilan Pappé]]=== *A negare la Nakba erano il centro e la sinistra. La destra non l'ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. *Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. *Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la Nakba come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. *La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. *La Nakba non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. *La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. *La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. *Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina nel 1948 ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. *Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Eventi degli anni 1940]] [[Categoria:Palestina]] ahp7j368qtscaysf2uoqp14m73q68d4 Edmond Dantès 0 225219 1418448 1416215 2026-06-27T17:07:44Z Udiki 86035 -1 che avevo aggiunto io stesso ma che a ben vedere non mi pare più rappresentativa del personaggio. Amplio altre tre e cambio traduzione di due di esse. Aggiungo "citazione su" 1418448 wikitext text/x-wiki [[File:COMC V1 D283 Dantès Views Himself.jpg|miniatura|Edmond Dantès (XIX secolo)]] '''Edmond Dantès''', personaggio del romanzo ''Il conte di Montecristo'' di [[Alexandre Dumas padre]]. ==Citazioni== *La vita è una tempesta mio giovane amico. Puoi crogiolarti al sole per un momento, e il successivo sei sbattuto contro gli scogli. Quello che fa di te un uomo è come ti comporti quando arriva la tempesta. (''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'') ===Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo''=== {{cronologico}} *Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la società che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. *Io sono uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, e credo che fino a oggi nessun uomo si sia trovato in una condizione simile alla mia. I regni dei re sono limitati: da montagne, da fiumi, da costumi diversi, da lingue diverse. Il mio regno è grande come il mondo, perché non sono né italiano, né francese, né indù, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere. Dio solo sa quale contrada mi vedrà morire. Adotto tutti i costumi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero, perché parlo il francese con la vostra stessa facilità e purezza? Ebbene, Alì, il mio nubiano, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di nessun paese, non chiedendo protezione a nessun governo, non riconoscendo nessun uomo per mio fratello, non uno solo degli scrupoli che fermano i potenti, non uno solo degli ostacoli che paralizzano i deboli, può fermarmi o paralizzarmi. Ho soltanto due avversari, non dirò due vincitori perché riesco a sottometterli con un po' di tenacia: la distanza e il tempo. Il terzo, e il più terribile, è la mia condizione di uomo mortale. Soltanto questa può fermarmi nel cammino che percorro, e prima che abbia raggiunto il mio obiettivo; tutto il resto, l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, cioè la rovina, l'imprevisto, l'eventualità, li ho tutti previsti; e se qualcosa può colpirmi, niente può abbattermi. *In questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' {{NDR|[[Lettere dai libri|lettera]]}} ==Citazioni su Edmond Dantès== *Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. ([[Alexandre Dumas padre]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} {{Pedia|Montecristo (film 2002)|''Montecristo''|(2002)}} {{DEFAULTSORT:Dantès, Edmond}} [[Categoria:Personaggi letterari]] 93viobn5b4lvwjvlvy9umx9vgr54zkq 1418449 1418448 2026-06-27T17:09:26Z Udiki 86035 1418449 wikitext text/x-wiki [[File:COMC V1 D283 Dantès Views Himself.jpg|miniatura|Edmond Dantès (XIX secolo)]] '''Edmond Dantès''', personaggio del romanzo ''Il conte di Montecristo'' di [[Alexandre Dumas padre]]. ==Citazioni di Edmond Dantès== *La vita è una tempesta mio giovane amico. Puoi crogiolarti al sole per un momento, e il successivo sei sbattuto contro gli scogli. Quello che fa di te un uomo è come ti comporti quando arriva la tempesta. (''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'') ===Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo''=== {{cronologico}} *Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la società che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. *Io sono uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, e credo che fino a oggi nessun uomo si sia trovato in una condizione simile alla mia. I regni dei re sono limitati: da montagne, da fiumi, da costumi diversi, da lingue diverse. Il mio regno è grande come il mondo, perché non sono né italiano, né francese, né indù, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere. Dio solo sa quale contrada mi vedrà morire. Adotto tutti i costumi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero, perché parlo il francese con la vostra stessa facilità e purezza? Ebbene, Alì, il mio nubiano, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di nessun paese, non chiedendo protezione a nessun governo, non riconoscendo nessun uomo per mio fratello, non uno solo degli scrupoli che fermano i potenti, non uno solo degli ostacoli che paralizzano i deboli, può fermarmi o paralizzarmi. Ho soltanto due avversari, non dirò due vincitori perché riesco a sottometterli con un po' di tenacia: la distanza e il tempo. Il terzo, e il più terribile, è la mia condizione di uomo mortale. Soltanto questa può fermarmi nel cammino che percorro, e prima che abbia raggiunto il mio obiettivo; tutto il resto, l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, cioè la rovina, l'imprevisto, l'eventualità, li ho tutti previsti; e se qualcosa può colpirmi, niente può abbattermi. *In questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' {{NDR|[[Lettere dai libri|lettera]]}} ==Citazioni su Edmond Dantès== *Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. ([[Alexandre Dumas padre]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} {{Pedia|Montecristo (film 2002)|''Montecristo''|(2002)}} {{DEFAULTSORT:Dantès, Edmond}} [[Categoria:Personaggi letterari]] 4n1j4c6emxxtmnx03hg29buddo5p3qt Discussioni utente:FABIO INVERARDI 3 225548 1418424 2026-06-27T15:05:09Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1418424 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:05, 27 giu 2026 (CEST)}} mlqsvctbv4qtr7mdy1525rzrdlb5i8b Giovanni Federzoni 0 225549 1418426 2026-06-27T15:30:39Z Gaux 18878 Giovanni Federzoni (presente nel Dizionario biografico degli italiani, vol. 45, 1995) 1418426 wikitext text/x-wiki '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==Citazioni di Giovanni Federzoni== *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso Thouar, siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. Gl'Inglesi, i Tedeschi ed anche i Francesi sono per questa parte dinnanzi da noi d'un gran tratto.<br>Il vizio maggiore, in cui cadono questi nostri scrittori, si è la pittura quasi sempre esagerata in meglio delle indoli popolari; che essi non dipingono già il popolo qual è, ma un certo loro popolo ideale, tutto rassegnazione e tranquillità, un popolo virtuoso, amante delle gioie domestiche e infiammato d'amore per la patria e per la religione. Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza.<ref>Da ''Raccoglimenti e ricordi'', p. 146.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] tr819vy1j57pspzbrz76p2pfkl1w2fq 1418427 1418426 2026-06-27T15:35:50Z Gaux 18878 immagine 1418427 wikitext text/x-wiki [[File:Stele Federzoni - Certosa di Bologna abc1.jpg|thumb|Giovanni Federzoni: stele funeraria nella Certosa di Bologna]] '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==Citazioni di Giovanni Federzoni== *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso Thouar, siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. Gl'Inglesi, i Tedeschi ed anche i Francesi sono per questa parte dinnanzi da noi d'un gran tratto.<br>Il vizio maggiore, in cui cadono questi nostri scrittori, si è la pittura quasi sempre esagerata in meglio delle indoli popolari; che essi non dipingono già il popolo qual è, ma un certo loro popolo ideale, tutto rassegnazione e tranquillità, un popolo virtuoso, amante delle gioie domestiche e infiammato d'amore per la patria e per la religione. Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza.<ref>Da ''Raccoglimenti e ricordi'', p. 146.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] h5c3ptsrpjxb6jvm6knozn6dczhortf 1418428 1418427 2026-06-27T15:37:05Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giovanni Federzoni */ Pietro Thouar 1418428 wikitext text/x-wiki [[File:Stele Federzoni - Certosa di Bologna abc1.jpg|thumb|Giovanni Federzoni: stele funeraria nella Certosa di Bologna]] '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==Citazioni di Giovanni Federzoni== *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso [[Pietro Thouar|Thouar]], siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. Gl'Inglesi, i Tedeschi ed anche i Francesi sono per questa parte dinnanzi da noi d'un gran tratto.<br>Il vizio maggiore, in cui cadono questi nostri scrittori, si è la pittura quasi sempre esagerata in meglio delle indoli popolari; che essi non dipingono già il popolo qual è, ma un certo loro popolo ideale, tutto rassegnazione e tranquillità, un popolo virtuoso, amante delle gioie domestiche e infiammato d'amore per la patria e per la religione. Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza.<ref>Da ''Raccoglimenti e ricordi'', p. 146.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] 3jqlmswxbpm6p6ndxpi0sqigchehm0f 1418429 1418428 2026-06-27T15:39:20Z Gaux 18878 riferimenti bibliografici 1418429 wikitext text/x-wiki [[File:Stele Federzoni - Certosa di Bologna abc1.jpg|thumb|Giovanni Federzoni: stele funeraria nella Certosa di Bologna]] '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==Citazioni di Giovanni Federzoni== *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso [[Pietro Thouar|Thouar]], siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. Gl'Inglesi, i Tedeschi ed anche i Francesi sono per questa parte dinnanzi da noi d'un gran tratto.<br>Il vizio maggiore, in cui cadono questi nostri scrittori, si è la pittura quasi sempre esagerata in meglio delle indoli popolari; che essi non dipingono già il popolo qual è, ma un certo loro popolo ideale, tutto rassegnazione e tranquillità, un popolo virtuoso, amante delle gioie domestiche e infiammato d'amore per la patria e per la religione. Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, p. 146.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] 4bbi07loqh3swv1hm4uo22y2vaa6z51 1418430 1418429 2026-06-27T15:52:22Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giovanni Federzoni */ libri per il popolo 1418430 wikitext text/x-wiki [[File:Stele Federzoni - Certosa di Bologna abc1.jpg|thumb|Giovanni Federzoni: stele funeraria nella Certosa di Bologna]] '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==Citazioni di Giovanni Federzoni== *Difficilissima fra tutte le imprese letterarie e pedagogiche è quella di scrivere libri per il popolo e per i fanciulli. La difficoltà dello scrivere per il popolo (dico popolo nello stretto senso della parola) è dimostrata evidentissimamente dal fatto che pochissimi sono i libri veramente popolari. Il romanzo del Manzoni, che è dei più noti, non è di questo picciol numero; e nessuno avrà mai veduto, io credo, questo libro sul deschetto di un calzolaio o sul banco di un legnaiuolo. Il popolo o, diciam più proprio, il volgo ha i suoi libri, ha le sue storie, ha le sue canzoni, che non sono già opera di questo o di quello scrittore celebrato, che non sono già frutto di studi lunghi e laboriosi, ma sono opera del popolo stesso e sono frutto, più che altro, della tradizione e il portato naturale di una grossolana esperienza della vita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, pp. 45-46.</ref> *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso [[Pietro Thouar|Thouar]], siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. Gl'Inglesi, i Tedeschi ed anche i Francesi sono per questa parte dinnanzi da noi d'un gran tratto.<br>Il vizio maggiore, in cui cadono questi nostri scrittori, si è la pittura quasi sempre esagerata in meglio delle indoli popolari; che essi non dipingono già il popolo qual è, ma un certo loro popolo ideale, tutto rassegnazione e tranquillità, un popolo virtuoso, amante delle gioie domestiche e infiammato d'amore per la patria e per la religione. Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, p. 146.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] s08ll7ymarqrkzz918x4z6bpsalnvvm 1418431 1418430 2026-06-27T15:55:21Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giovanni Federzoni */ wlink 1418431 wikitext text/x-wiki [[File:Stele Federzoni - Certosa di Bologna abc1.jpg|thumb|Giovanni Federzoni: stele funeraria nella Certosa di Bologna]] '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==Citazioni di Giovanni Federzoni== *Difficilissima fra tutte le imprese letterarie e pedagogiche è quella di scrivere libri per il popolo e per i fanciulli. La difficoltà dello scrivere per il popolo (dico ''popolo'' nello stretto senso della parola) è dimostrata evidentissimamente dal fatto che pochissimi sono i libri veramente popolari. Il romanzo del [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], che è dei più noti, non è di questo picciol numero; e nessuno avrà mai veduto, io credo, questo libro sul deschetto di un calzolaio o sul banco di un legnaiuolo. Il popolo o, diciam più proprio, il volgo ha i suoi libri, ha le sue storie, ha le sue canzoni, che non sono già opera di questo o di quello scrittore celebrato, che non sono già frutto di studi lunghi e laboriosi, ma sono opera del popolo stesso e sono frutto, più che altro, della tradizione e il portato naturale di una grossolana esperienza della vita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, pp. 45-46.</ref> *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso [[Pietro Thouar|Thouar]], siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. 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Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, p. 146.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] t83w40d5950lae986azkdrcunmpnano 1418435 1418431 2026-06-27T16:00:24Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giovanni Federzoni */ Pietro Thouar 1418435 wikitext text/x-wiki [[File:Stele Federzoni - Certosa di Bologna abc1.jpg|thumb|Giovanni Federzoni: stele funeraria nella Certosa di Bologna]] '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==Citazioni di Giovanni Federzoni== *Difficilissima fra tutte le imprese letterarie e pedagogiche è quella di scrivere libri per il popolo e per i fanciulli. La difficoltà dello scrivere per il popolo (dico ''popolo'' nello stretto senso della parola) è dimostrata evidentissimamente dal fatto che pochissimi sono i libri veramente popolari. Il romanzo del [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], che è dei più noti, non è di questo picciol numero; e nessuno avrà mai veduto, io credo, questo libro sul deschetto di un calzolaio o sul banco di un legnaiuolo. Il popolo o, diciam più proprio, il volgo ha i suoi libri, ha le sue storie, ha le sue canzoni, che non sono già opera di questo o di quello scrittore celebrato, che non sono già frutto di studi lunghi e laboriosi, ma sono opera del popolo stesso e sono frutto, più che altro, della tradizione e il portato naturale di una grossolana esperienza della vita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, pp. 45-46.</ref> *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, ajutati sempre da lenti ; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la cara e buona imagine paterna di lui che veramente insegnava come l'uomo si eterni con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, pp. 49-50.</ref> *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso [[Pietro Thouar|Thouar]], siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. Gl'Inglesi, i Tedeschi ed anche i Francesi sono per questa parte dinnanzi da noi d'un gran tratto.<br>Il vizio maggiore, in cui cadono questi nostri scrittori, si è la pittura quasi sempre esagerata in meglio delle indoli popolari; che essi non dipingono già il popolo qual è, ma un certo loro popolo ideale, tutto rassegnazione e tranquillità, un popolo virtuoso, amante delle gioie domestiche e infiammato d'amore per la patria e per la religione. Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, p. 146.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] ihpuars9y1r2a2mr63ehlo8lcimvtqt 1418436 1418435 2026-06-27T16:02:34Z Gaux 18878 sistemo e tolgo stub 1418436 wikitext text/x-wiki [[File:Stele Federzoni - Certosa di Bologna abc1.jpg|thumb|Giovanni Federzoni: stele funeraria nella Certosa di Bologna]] '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==''Raccoglimenti e ricordi''== *Difficilissima fra tutte le imprese letterarie e pedagogiche è quella di scrivere libri per il popolo e per i fanciulli. La difficoltà dello scrivere per il popolo (dico ''popolo'' nello stretto senso della parola) è dimostrata evidentissimamente dal fatto che pochissimi sono i libri veramente popolari. Il romanzo del [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], che è dei più noti, non è di questo picciol numero; e nessuno avrà mai veduto, io credo, questo libro sul deschetto di un calzolaio o sul banco di un legnaiuolo. Il popolo o, diciam più proprio, il volgo ha i suoi libri, ha le sue storie, ha le sue canzoni, che non sono già opera di questo o di quello scrittore celebrato, che non sono già frutto di studi lunghi e laboriosi, ma sono opera del popolo stesso e sono frutto, più che altro, della tradizione e il portato naturale di una grossolana esperienza della vita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, pp. 45-46.</ref> *Pietro Thouar sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, ajutati sempre da lenti ; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la cara e buona imagine paterna di lui che veramente insegnava come l'uomo si eterni con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, pp. 49-50.</ref> *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso [[Pietro Thouar|Thouar]], siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. Gl'Inglesi, i Tedeschi ed anche i Francesi sono per questa parte dinnanzi da noi d'un gran tratto.<br>Il vizio maggiore, in cui cadono questi nostri scrittori, si è la pittura quasi sempre esagerata in meglio delle indoli popolari; che essi non dipingono già il popolo qual è, ma un certo loro popolo ideale, tutto rassegnazione e tranquillità, un popolo virtuoso, amante delle gioie domestiche e infiammato d'amore per la patria e per la religione. Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935, p. 146.</ref> ==Bibliografia== *Giovanni Federzoni, ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] t6tmhyl3kqar2g1zba05gapcxkt0gcc 1418437 1418436 2026-06-27T16:09:56Z Gaux 18878 sistemo 1418437 wikitext text/x-wiki [[File:Stele Federzoni - Certosa di Bologna abc1.jpg|thumb|Giovanni Federzoni: stele funeraria nella Certosa di Bologna]] '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==''Raccoglimenti e ricordi''== *Difficilissima fra tutte le imprese letterarie e pedagogiche è quella di scrivere libri per il popolo e per i fanciulli. La difficoltà dello scrivere per il popolo (dico ''popolo'' nello stretto senso della parola) è dimostrata evidentissimamente dal fatto che pochissimi sono i libri veramente popolari. Il romanzo del [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], che è dei più noti, non è di questo picciol numero; e nessuno avrà mai veduto, io credo, questo libro sul deschetto di un calzolaio o sul banco di un legnaiuolo. Il popolo o, diciam più proprio, il volgo ha i suoi libri, ha le sue storie, ha le sue canzoni, che non sono già opera di questo o di quello scrittore celebrato, che non sono già frutto di studi lunghi e laboriosi, ma sono opera del popolo stesso e sono frutto, più che altro, della tradizione e il portato naturale di una grossolana esperienza della vita. (pp. 45-46) *[[Pietro Thouar]] sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. (pp. 49-50) *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso Thouar, siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. Gl'Inglesi, i Tedeschi ed anche i Francesi sono per questa parte dinnanzi da noi d'un gran tratto.<br>Il vizio maggiore, in cui cadono questi nostri scrittori, si è la pittura quasi sempre esagerata in meglio delle indoli popolari; che essi non dipingono già il popolo qual è, ma un certo loro popolo ideale, tutto rassegnazione e tranquillità, un popolo virtuoso, amante delle gioie domestiche e infiammato d'amore per la patria e per la religione. Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza. (p. 146) ==Bibliografia== *Giovanni Federzoni, ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] s1zxrmcuam6noo42qq6jp70tlnuldzv 1418482 1418437 2026-06-28T06:40:37Z Gaux 18878 /* Raccoglimenti e ricordi */ altra su Pietro Thouar 1418482 wikitext text/x-wiki [[File:Stele Federzoni - Certosa di Bologna abc1.jpg|thumb|Giovanni Federzoni: stele funeraria nella Certosa di Bologna]] '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==''Raccoglimenti e ricordi''== *Difficilissima fra tutte le imprese letterarie e pedagogiche è quella di scrivere libri per il popolo e per i fanciulli. La difficoltà dello scrivere per il popolo (dico ''popolo'' nello stretto senso della parola) è dimostrata evidentissimamente dal fatto che pochissimi sono i libri veramente popolari. Il romanzo del [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], che è dei più noti, non è di questo picciol numero; e nessuno avrà mai veduto, io credo, questo libro sul deschetto di un calzolaio o sul banco di un legnaiuolo. Il popolo o, diciam più proprio, il volgo ha i suoi libri, ha le sue storie, ha le sue canzoni, che non sono già opera di questo o di quello scrittore celebrato, che non sono già frutto di studi lunghi e laboriosi, ma sono opera del popolo stesso e sono frutto, più che altro, della tradizione e il portato naturale di una grossolana esperienza della vita. (pp. 45-46) *[[Pietro Thouar]] sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. (pp. 49-50) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. (p. 53) *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso Thouar, siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. Gl'Inglesi, i Tedeschi ed anche i Francesi sono per questa parte dinnanzi da noi d'un gran tratto.<br>Il vizio maggiore, in cui cadono questi nostri scrittori, si è la pittura quasi sempre esagerata in meglio delle indoli popolari; che essi non dipingono già il popolo qual è, ma un certo loro popolo ideale, tutto rassegnazione e tranquillità, un popolo virtuoso, amante delle gioie domestiche e infiammato d'amore per la patria e per la religione. Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza. (p. 146) ==Bibliografia== *Giovanni Federzoni, ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] 5tlf3pcwdywyivkmd5831po7k29yyxl 1418487 1418482 2026-06-28T06:50:21Z Gaux 18878 /* Raccoglimenti e ricordi */ ampliamento citazione 1418487 wikitext text/x-wiki [[File:Stele Federzoni - Certosa di Bologna abc1.jpg|thumb|Giovanni Federzoni: stele funeraria nella Certosa di Bologna]] '''Giovanni Federzoni''' (1849 – 1923), letterato italiano. ==''Raccoglimenti e ricordi''== *Difficilissima fra tutte le imprese letterarie e pedagogiche è quella di scrivere libri per il popolo e per i fanciulli. La difficoltà dello scrivere per il popolo (dico ''popolo'' nello stretto senso della parola) è dimostrata evidentissimamente dal fatto che pochissimi sono i libri veramente popolari. Il romanzo del [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], che è dei più noti, non è di questo picciol numero; e nessuno avrà mai veduto, io credo, questo libro sul deschetto di un calzolaio o sul banco di un legnaiuolo. Il popolo o, diciam più proprio, il volgo ha i suoi libri, ha le sue storie, ha le sue canzoni, che non sono già opera di questo o di quello scrittore celebrato, che non sono già frutto di studi lunghi e laboriosi, ma sono opera del popolo stesso e sono frutto, più che altro, della tradizione e il portato naturale di una grossolana esperienza della vita. (pp. 45-46) *[[Pietro Thouar]] sapeva riempire la sua scuola, permettetemi la frase, di uno spirito di moralità che si diffondeva e penetrava in ogni sua parte; per modo che, insieme con gl'insegnamenti, la disciplina, l'ordine e il metodo concorrevano a far germogliare e radicare nei teneri petti la devozione e la consuetudine del bene. Il suo aspetto medesimo, soave insieme e severo, infondeva negli animi anche dei più timorosi una cotale confidenza non disgiunta da quel rispetto che gli uomini d'ingegno elevato, benché modestissimi, sanno sempre imporre. Era egli di statura mezzana, diritto; la fronte aveva alta e spaziosa; gli occhi acuti ma dolci e in appresso, perché logori dal soverchio lavoro, {{sic|ajutati}} sempre da lenti; e tutta la sua persona e i gesti e i modi erano specchio di quell'anima candida e buona. Né chi lo conobbe una volta poté mai più dimenticare la ''cara e buona {{sic|imagine}} paterna'' di lui che veramente insegnava ''come l'uomo si eterni'' con le buone azioni e con lo studio, che è pur un'ottima azione. (pp. 49-50) *Sì, il popolo amava Pietro Thouar perché sentiva di essere da lui, non adulato, ma veracemente amato, perché vedeva com'egli si affaticasse per il bene comune senza alcuna ambizione, perché lo conosceva onesto, integro, intemerato. Al suo passar per le vie i popolani se lo additavano l'un l'altro dicendo: Quello è il ''signor Pietro'' (ché così lo chiamavano i Fiorentini); e lo salutavano con riverenza. E questo affetto universale del popolo di Firenze per l'ottimo cittadino e per l'insigne educatore furono solennemente significati quando nel 1849 egli fu eletto rappresentante della Costituente Toscana con quasi 19000 voti, e ancora nel 1859, quando fu chiamato da esso popolo a far parte dell'Assemblea Toscana. (p. 53) *Io non credo che i nostri scrittori popolari, neppure i migliori, neppure lo stesso Thouar, siano pervenuti a riprodurre la vera, la reale fisonomia del popolo. Gl'Inglesi, i Tedeschi ed anche i Francesi sono per questa parte dinnanzi da noi d'un gran tratto.<br>Il vizio maggiore, in cui cadono questi nostri scrittori, si è la pittura quasi sempre esagerata in meglio delle indoli popolari; che essi non dipingono già il popolo qual è, ma un certo loro popolo ideale, tutto rassegnazione e tranquillità, un popolo virtuoso, amante delle gioie domestiche e infiammato d'amore per la patria e per la religione. Ora, il popolano, che non può riconoscersi in quei tipi di una ideale perfezione, e che non trova in tali libri quello che egli desidera, non li gusta, non li intende, e più spesso ancora non li legge o ne ignora perfino la esistenza. (p. 146) ==Bibliografia== *Giovanni Federzoni, ''[https://archive.org/details/FederzoniRaccoglimentiRicordi/mode/1up Raccoglimenti e ricordi]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1935. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Federzoni, Giovanni}} [[Categoria:Letterati italiani]] edpmo2al04a4pgalbdvlr4nu5mqbyp3 Discussioni utente:Myrrygdisco 3 225551 1418453 2026-06-27T18:34:13Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1418453 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:34, 27 giu 2026 (CEST)}} r0rishcioub0gvethegdvk6ayx1sf8l Discussioni utente:Anonimo10121210 3 225552 1418454 2026-06-27T18:58:42Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1418454 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:58, 27 giu 2026 (CEST)}} 9atgmh9l5p5t2qddnn1rhjen21uryke Utente:Riccardone25/sandbox 2 225553 1418458 2026-06-27T19:43:43Z Civvì 8222 Civvì ha spostato la pagina [[Utente:Riccardone25/sandbox]] a [[Utente:DeCuius/sandbox]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Riccardone25|Riccardone25]]" a "[[Special:CentralAuth/DeCuius|DeCuius]]" 1418458 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Utente:DeCuius/sandbox]] szbu0x2feocndcc65ew8cpm7v7hkk8n Discussioni utente:Riccardone25 3 225554 1418460 2026-06-27T19:43:43Z Civvì 8222 Civvì ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Riccardone25]] a [[Discussioni utente:DeCuius]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Riccardone25|Riccardone25]]" a "[[Special:CentralAuth/DeCuius|DeCuius]]" 1418460 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:DeCuius]] 52mmx91vr1u80tqejsu4ca1x8sacbz7 Discussioni utente:Luca Atridi 3 225555 1418461 2026-06-27T19:50:23Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1418461 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:50, 27 giu 2026 (CEST)}} i72j8a4ehzha4dveq6xh5k41abt52th Discussioni utente:Dino Mazz 3 225556 1418463 2026-06-27T20:15:32Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1418463 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:15, 27 giu 2026 (CEST)}} l9uu40l52hrpgm9aat8n98ptj8rw1jf Discussioni utente:Morkoz 3 225557 1418465 2026-06-27T20:35:16Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1418465 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:35, 27 giu 2026 (CEST)}} 9hw6crmnkkfwqf0izyz8a7ql6y3zvte Discussioni utente:Dear Alf 3 225558 1418466 2026-06-27T20:40:47Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1418466 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:40, 27 giu 2026 (CEST)}} nq9tg539v7xpjarvfp345zk4q2dv4eu Enrico Montazio 0 225559 1418502 2026-06-28T08:02:27Z Gaux 18878 Enrico Montazio 1418502 wikitext text/x-wiki '''Enrico Montazio''', pseudonimo di '''Enrico Valtancoli''' (1816 – 1886), giornalista italiano. ==Citazioni di Enrico Montazio== *Chiunque ha conosciuto anco di vista Pietro Thouar, e chiunque si fa una idea della persona da’ suoi scritti, non s’indurrà mai a credere abbia egli potuto essere, nella prima adolescenza, una schiuma di monello. Eppure ei medesimo lasciò ricordanza del suo soggiorno in ''Monte Domini'' in uno dei suoi ''Racconti pei Giovanetti''.<ref>Da ''Pietro Thouar'', pp. 20-21.</ref> ==Note== <references /> == Altri progetti == {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Montazio, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] f0h2mj63wva6pwyq13i2nf7p7tze77c 1418503 1418502 2026-06-28T08:05:37Z Gaux 18878 immagine 1418503 wikitext text/x-wiki [[File:Montazio Enrico.jpg|thumb|upright=0.6|Enrico Montazio]] '''Enrico Montazio''', pseudonimo di '''Enrico Valtancoli''' (1816 – 1886), giornalista italiano. ==Citazioni di Enrico Montazio== *Chiunque ha conosciuto anco di vista Pietro Thouar, e chiunque si fa una idea della persona da’ suoi scritti, non s’indurrà mai a credere abbia egli potuto essere, nella prima adolescenza, una schiuma di monello. Eppure ei medesimo lasciò ricordanza del suo soggiorno in ''Monte Domini'' in uno dei suoi ''Racconti pei Giovanetti''.<ref>Da ''Pietro Thouar'', pp. 20-21.</ref> ==Note== <references /> == Altri progetti == {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Montazio, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] rryxgcqwm24yrcvrf9kma7ovp2679db 1418504 1418503 2026-06-28T08:06:46Z Gaux 18878 /* Citazioni di Enrico Montazio */ wlink e typo 1418504 wikitext text/x-wiki [[File:Montazio Enrico.jpg|thumb|upright=0.6|Enrico Montazio]] '''Enrico Montazio''', pseudonimo di '''Enrico Valtancoli''' (1816 – 1886), giornalista italiano. ==Citazioni di Enrico Montazio== *Chiunque ha conosciuto anco di vista [[Pietro Thouar]], e chiunque si fa una idea della persona da' suoi scritti, non s'indurrà mai a credere abbia egli potuto essere, nella prima adolescenza, una schiuma di monello. Eppure ei medesimo lasciò ricordanza del suo soggiorno in ''Monte Domini'' in uno dei suoi ''Racconti pei Giovanetti''.<ref>Da ''Pietro Thouar'', pp. 20-21.</ref> ==Note== <references /> == Altri progetti == {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Montazio, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] 8jj6aiv8z7vlnka2gho0wq6pogeuthr 1418506 1418504 2026-06-28T08:10:32Z Gaux 18878 /* Citazioni di Enrico Montazio */ riferimenti bibliografici 1418506 wikitext text/x-wiki [[File:Montazio Enrico.jpg|thumb|upright=0.6|Enrico Montazio]] '''Enrico Montazio''', pseudonimo di '''Enrico Valtancoli''' (1816 – 1886), giornalista italiano. ==Citazioni di Enrico Montazio== *Chiunque ha conosciuto anco di vista [[Pietro Thouar]], e chiunque si fa una idea della persona da' suoi scritti, non s'indurrà mai a credere abbia egli potuto essere, nella prima adolescenza, una schiuma di monello. Eppure ei medesimo lasciò ricordanza del suo soggiorno in ''Monte Domini'' in uno dei suoi ''Racconti pei Giovanetti''.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_c4NPLvvZPVcC/mode/1up Pietro Thouar]'', Unione Tipografico-Editrice, Torino, 1862, pp. 20-21.</ref> ==Note== <references /> == Altri progetti == {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Montazio, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] onxbxqfghg48mug8uvvocvpzrgr3aew 1418508 1418506 2026-06-28T08:17:11Z Gaux 18878 /* Citazioni di Enrico Montazio */ nota dell'Autore 1418508 wikitext text/x-wiki [[File:Montazio Enrico.jpg|thumb|upright=0.6|Enrico Montazio]] '''Enrico Montazio''', pseudonimo di '''Enrico Valtancoli''' (1816 – 1886), giornalista italiano. ==Citazioni di Enrico Montazio== *Chiunque ha conosciuto anco di vista [[Pietro Thouar]], e chiunque si fa una idea della persona da' suoi scritti, non s'indurrà mai a credere abbia egli potuto essere, nella prima adolescenza, una schiuma di monello. Eppure ei medesimo lasciò ricordanza del suo soggiorno in ''Monte Domini'' in uno dei suoi ''Racconti pei Giovanetti''<ref>''Racconti pei Giovanetti'' , 1 vol. in 16. Tipografia Galileiana 1861. Racconto I ''Il Signore e l'Artigiano''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_c4NPLvvZPVcC/mode/1up Pietro Thouar]'', Unione Tipografico-Editrice, Torino, 1862, pp. 20-21.</ref> ==Note== <references /> == Altri progetti == {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Montazio, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] ct7gbbsm5kv1wxyprm7lrbq7hs9iywe Enrico Valtancoli 0 225560 1418510 2026-06-28T08:21:46Z Gaux 18878 nome reale 1418510 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Enrico Montazio]] 6pfm02kv5alltu13369lrfkazu6b3bu I giganti del West 0 225561 1418512 2026-06-28T09:13:38Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = I giganti del West |titolo alfabetico = Giganti del West |genere = western |regista = [[Richard Lang]] |sceneggiatore = [[Fraser Clarke Heston]] |attori = *[[Charlton Heston]]: Bill Tyler *[[Brian Keith]]: Henry Frapp *[[Victoria Racimo]]: Luna Splendente *[[Stephen Macht]]: Aquila Nera *[[John Glover]]: Nathan Wyeth *[[Seymour Cassel]]: La Bont *[[Cal Bellini]]: Cross Otter *[[Victor Jory]]: Pancia di Ferro *[[David Ackroyd]]: Falco Rosso *..." 1418512 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = I giganti del West |titolo alfabetico = Giganti del West |genere = western |regista = [[Richard Lang]] |sceneggiatore = [[Fraser Clarke Heston]] |attori = *[[Charlton Heston]]: Bill Tyler *[[Brian Keith]]: Henry Frapp *[[Victoria Racimo]]: Luna Splendente *[[Stephen Macht]]: Aquila Nera *[[John Glover]]: Nathan Wyeth *[[Seymour Cassel]]: La Bont *[[Cal Bellini]]: Cross Otter *[[Victor Jory]]: Pancia di Ferro *[[David Ackroyd]]: Falco Rosso *[[William Lucking]]: Jim Walter }} '''''I giganti del West''''', film statunitense del 1980 con [[Charlton Heston]], regia di [[Richard Lang]]. ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Wyeth''': È la Terra Promessa, signor Tyler.<br>'''Tyler''': E che diavolo ci vanno a fare, poi, nell'[[Oregon]]?<br>'''Wyeth''': A lavorare, a costruire, a zappare la terra, a farla rendere.<br>'''Tyler''': Ah, non ci fai crescere niente nell'Oregon: non c'è mai cresciuto niente. [...]<br>'''Wyeth''': Ricordatevi una cosa, signor Tyler: un giorno ci sarà una pista che andrà dal Missouri fino all'Oregon.<br>'''Tyler''': Ah, tutte merdate.<br>'''Wyeth''': Un nuovo impero, vergine e da sfruttare. [...] È una terra che offre possibilità illimitate. *'''Tyler''': I [[Crow|Corvi]] non sono cattivi, ci ho passato un paio di inverni insieme giù ad Absaroka: se non li offendi nell'onore non ti danno noie.<br>'''Frapp ''': E se ti fidi della loro onestà ti ritrovi senza le mutande. *'''Wyeth''': Mi sembra che i Corvi e i [[Piedi Neri]] non siano molto amici.<br>'''Frapp''': I Piedi Neri non sono amici di nessuno.<br>'''Tyler''': Io li ho visti portar via la pelle a striscioline a un uomo vivo. *'''Tyler''': [[Seta]]? Ma cosa sarà questa seta?<br>'''Frapp ''': Ma come, non lo sai? È la seta: quella roba che fanno con i vermi. ==Citazioni su ''I giganti del West''== *È un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. 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[...]<br>'''Wyeth''': Ricordatevi una cosa, signor Tyler: un giorno ci sarà una pista che andrà dal Missouri fino all'Oregon.<br>'''Tyler''': Ah, tutte merdate.<br>'''Wyeth''': Un nuovo impero, vergine e da sfruttare. [...] È una terra che offre possibilità illimitate. *'''Frapp''': Cosa facciamo per quei [[Piedi Neri]] che ci sono venuti dietro per tutta la giornata?<br>'''Tyler''': [[Crow|Corvi]]!<br>'''Frapp''': Piedi Neri! Li conosco i Piedi Neri: ne sento la puzza da cinque miglia. *'''Tyler''': I Corvi non sono cattivi, ci ho passato un paio di inverni insieme giù ad Absaroka: se non li offendi nell'onore non ti danno noie.<br>'''Frapp''': E se ti fidi della loro onestà ti ritrovi senza le mutande. *'''Wyeth''': Mi sembra che i Corvi e i Piedi Neri non siano molto amici.<br>'''Frapp''': I Piedi Neri non sono amici di nessuno.<br>'''Tyler''': Io li ho visti portar via la pelle a striscioline a un uomo vivo. *'''Tyler''': [[Seta]]? Ma cosa sarà questa seta?<br>'''Frapp ''': Ma come, non lo sai? È la seta: quella roba che fanno con i vermi. ==Citazioni su ''I giganti del West''== *È un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[il Morandini]]'') *Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film western]] 124sg8qjt4jgows4g91hhps7143j7kc The Mountain Men 0 225562 1418513 2026-06-28T09:14:29Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[I giganti del West]] 1418513 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[I giganti del West]] ist1rzrxlfwy2i0i31wddqm8sma5q2p Piedi Neri 0 225563 1418520 2026-06-28T09:39:59Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Three chiefs Piegan p.39 horizontal.png|thumb|upright=1.2|Tre capi Piedi Neri]] Citazioni sui '''Piedi Neri'''. *– Mi sembra che i [[Crow|Corvi]] e i Piedi Neri non siano molto amici.<br>– I Piedi Neri non sono amici di nessuno.<br>– Io li ho visti portar via la pelle a striscioline a un uomo vivo. (''[[I giganti del West]]'') ==Voci correlate== *[[Nativi americani]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposi..." 1418520 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Three chiefs Piegan p.39 horizontal.png|thumb|upright=1.2|Tre capi Piedi Neri]] Citazioni sui '''Piedi Neri'''. *– Mi sembra che i [[Crow|Corvi]] e i Piedi Neri non siano molto amici.<br>– I Piedi Neri non sono amici di nessuno.<br>– Io li ho visti portar via la pelle a striscioline a un uomo vivo. (''[[I giganti del West]]'') ==Voci correlate== *[[Nativi americani]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}} {{s}} [[Categoria:Gruppi etnici nativi americani]] 7i87uyo7jvpj7koxta4er4xtrwwb9yf 1418524 1418520 2026-06-28T10:36:28Z Spinoziano 2297 +1 1418524 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Three chiefs Piegan p.39 horizontal.png|thumb|upright=1.2|Tre capi Piedi Neri]] Citazioni sui '''Piedi Neri'''. *– Mi sembra che i [[Crow|Corvi]] e i Piedi Neri non siano molto amici.<br>– I Piedi Neri non sono amici di nessuno.<br>– Io li ho visti portar via la pelle a striscioline a un uomo vivo. (''[[I giganti del West]]'') *– No, vedi, c'è un indovinello su due tribù d'indiani: i Piedi Bianchi che dicono sempre la verità e i Piedi Neri che non la dicono mai. Tu incontri un indiano e gli dici: «Ciao indiano! Cosa sei, un sincero Piedi Bianchi o un bugiardo Piedi Neri?». E lui ti dice: «Sono della tribù dei Piedi Bianchi». Ma sarà vero?<br>– Be', si potrà vedere come sono i piedi.<br>– No, perché porta i mocassini.<br>– Allora deve essere della tribù dei Piedi Bianchi.<br>– E perché non un Piedi Neri bugiardo? (''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'') ==Voci correlate== *[[Nativi americani]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}} {{s}} [[Categoria:Gruppi etnici nativi americani]] 6wg2pi0hk1dwywmoqiqfiweabl52hsf Altezzosità 0 225564 1418527 2026-06-28T11:23:58Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} Citazioni sull{{'}}'''altezzosità'''. *– Vi sconsiglio di fare l'altezzosa: è una tattica che serve poco qui.<br>– Purtroppo serve poco ovunque. (''[[L'avventuriero di Macao]]'') ==Voci correlate== *[[Superbia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sull'}} {{s}} [[Categoria:Qualità sociali]]" 1418527 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sull{{'}}'''altezzosità'''. *– Vi sconsiglio di fare l'altezzosa: è una tattica che serve poco qui.<br>– Purtroppo serve poco ovunque. (''[[L'avventuriero di Macao]]'') ==Voci correlate== *[[Superbia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sull'}} {{s}} [[Categoria:Qualità sociali]] q8li5e0e2501rt3wysoduhotgnf2chj