Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.9 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Søren Kierkegaard 0 1791 1418917 1414821 2026-07-02T13:49:56Z Gaux 18878 /* Citazioni su Søren Kierkegaard */ Luigi Stefanini 1418917 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Kierkegaard.jpg|thumb|Søren Kierkegaard]] '''Søren Aabye Kierkegaard''' (1813 – 1855), filosofo, teologo e scrittore danese. ==Citazioni di Søren Kierkegaard== *Che la sostanza di [[Baruch Spinoza|Spinoza]] significhi qualcosa d'altro, lo si vede facilmente; perché la sua sostanza è una necessità interna, nella quale per l'appunto ciò ch'è casuale (l'accidentale) svanisce perciò continuamente. Insomma la sostanza di Spinoza è l'espressione metafisica per la verità cristiana della Provvidenza la quale a sua volta corrisponde al destino in quanto esso è unità di necessità e casualità in modo che il caso c'è certamente, ma anche in modo che per essa il caso non esista.<ref>Dai ''Papirer'', 1844, V B 55, 17; citato nella nota di Cornelio Fabro in Kierkegaard 1965, p. 120.</ref> *Che maledizione essere donna! Eppure, quando si è una donna, la peggiore maledizione è infatti non capire di esserlo.<ref>In AA.VV., ''Il libro della politica'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2018. ISBN 9788858019429</ref> *Chi non è ardentemente convinto che il principio vitale dell'amore è l'idea, alla quale bisogna sacrificare, se è necessario, la vita e quel che è più, l'amore stesso, sia pure un amore felice, chi non è convinto di questo è bandito dal regno della poesia. Ma ove l'amore è nell'idea, ogni commozione, ogni fuggevole moto dell'animo ha il suo significato, perché l'essenziale è continuamente presente, ossia la collisione poetica che, a quel che io so, può essere ben più terribile di quella che ho qui descritta. Ma a voler servire l'idea, il che non vuol dire servire due padroni, quando l'altro padrone è l'amore, si richiede una logorante fatica, perché nessuna bella può servire le esigenze che ha l'idea, né il broncio di una fanciulla contrariata è paragonabile all'ira profonda dell'idea, ira che soprattutto non si può mai dimenticare.<ref>Da ''La ripresa'', traduzione di Angela Zucconi, Edizioni di Comunità, 1963, pp. 22-42. In Marco Scovazzi, ''Antologia delle letterature nordiche'', ''Letteratura Universale'', a cura di Luigi Santucci, vol. XXVIII, Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1970, p. 77.</ref> *Ci sono uomini il cui destino deve essere sacrificato per gli altri, in un modo o nell'altro, per esprimere un'idea, ed io con la mia [[Croce cristiana|croce]] particolare fui uno di questi.<ref name=Nicholl/> *Ciò di cui ho veramente bisogno è di chiarire nella mia mente ''ciò che devo fare'', non ciò che devo conoscere, pur considerando che il conoscere deve precedere ogni azione. La cosa importante è capire a che cosa sono destinato, scorgere ciò che la Divinità vuole che ''io'' faccia; il punto è trovare la [[verità]] che è vera ''per me'', trovare l'''[[idea]] per la quale sono pronto a vivere e a morire''.<ref name=Nicholl>Citato in [[Donald Nicholl]], ''Il pensiero contemporaneo'' (''Recent Thought In Focus''), traduzione di Bruna De Allegri, Società Editrice Vita e Pensiero, Milano, 1956.</ref> *Cos'è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio? Cos'è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos'è che lo rende debole, più debole di un bambino? Cos'è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos'è che lo rende molle, più molle della cera? È l'[[amore]]! Cos'è che è più vecchio di tutto? È l'amore. Cos'è che sopravvive a tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che sussiste, quando tutto frana? È l'amore. Cos'è che consola, quando ogni consolazione viene meno? È l'amore. Cos'è che dura, quando tutto subisce una trasformazione? È l'amore. Cos'è che rimane, quando viene abolito l'imperfetto? È l'amore. Cos'è che testimonia, quando tace la profezia? È l'amore. Cos'è che non scompare, quando cessa la visione? È l'amore. Cos'è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro? È l'amore. Cos'è che dà benedizione all'abbondanza del dono? È l'amore. Cos'è che dà energia al discorso degli angeli? È l'amore. Cos'è che fa abbondante l'offerta della vedova? È l'amore. Cos'è che rende saggio il discorso del semplice? È l'amore. Cos'è che non muta mai, anche se tutto muta? È l'amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos'altro.<ref>Da ''Discorsi edificanti 1843'', traduzione e cura di Dario Borso, Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 1998, pp. 81-82. ISBN 88-384-3179-5</ref> *Così, entrai nella vita favorito in tutti i modi, in quanto a doni di spirito e a circostanze esteriori; tutto veniva fatto e si veniva facendo perché lo spirito si sviluppasse in me con la maggiore possibile ricchezza; fidente, posso ben dirlo – sebbene con una simpatia e predilezione decisa per la sofferenza, e per ciò che fosse in qualche maniera oppresso e dolorante – entrai nella vita [...]: neppure per un attimo, nella vita, mi abbandonò la fiducia: si può ciò che si vuole, ma non si può una sola cosa; si può assolutamente tutto, ma una sola cosa no: alleviare la malinconia, che mi tiene in suo potere. [...] {{sic|già}} per tempo ebbi familiare il pensiero che vincere significa vincere in ciò che è infinito; la qual cosa, nell'àmbito di ciò che è finito, significa patire. E così anche questo veniva a ribattere dall'altro capo il più intimo pensiero della mia malinconia: che io in fondo non fossi buono a nulla nell'àmbito di ciò che è finito.<ref>Da ''Der Gesichtspunkt für meine Wirksamkheit als Schriftsteller'', «Samlede Vaerker», XIII, 605, traduzione di Romana Guarnieri, in Romano Guardini, ''Ritratto della malinconia'', Brescia, [1954<sup>2</sup>], pp. 12-13; citato in [[Italo Lana]] e [[Armando Fellin]], ''Civiltà letteraria di Roma antica'', vol II, p. 476.</ref> *Dal momento in cui per la prima volta il mio animo commosso s'inchinò in umile ammirazione davanti alla musica di [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]], è stata spesso per me una cara e consolante occupazione meditare come quella gioiosa visione ellenica della vita che chiama il mondo Kosmos, perché lo rappresenta come un tutto per ordinato, come uno squisito e trasparente ornamento di quello spirito che in esso agisce e vive..., come quella gioiosa visione si possa trasportare in un ordine superiore di cose, cioè nel mondo degli ideali; poiché anche qui si rileva una suprema mirabile saggezza, che si manifesta splendidamente nel riunire le cose che si appartengono: Omero e la guerra di Troia, Raffaello ed il cattolicesimo, Mozart e il "[[Don Giovanni (opera)|Don Giovanni]]"... Mozart immortale! A te devo tutto, è per te che ho perso il senno, che il mio spirito è stato colpito da meraviglia ed è stato scosso nelle sue profondità; devo a te se non ho trascorso la vita senza che nulla fosse capace di scuotermi.<ref>Da ''Don Giovanni, la musica di Mozart e l'eros''.</ref> *[[Dio]] non pensa, Egli crea; Dio non esiste, Egli è eterno. L'[[uomo]] pensa ed esiste e l'[[esistenza]] separa pensiero ed essere, li distanzia l'uno dall'altro nella successione [...].<ref>Da ''Postilla conclusiva non scientifica alle «Briciole di filosofia»''; citato in Andrea Dalledonne, ''Il rischio della libertà: S. Tommaso – Spinoza'', Marzorati Editore, 1990, p. 34.</ref> *Grande è la [[fedeltà]] femminile, specie quando la si declina!<ref>Da ''La ripetizione'', a cura di Dario Borso, BUR, 2014.</ref> *Il [[paganesimo]] aveva un dio per l'amore ma non per il matrimonio; il cristianesimo ha, oserei dire, un dio per il matrimonio ma non per l'amore.<ref>Da ''Sul matrimonio'', 1845.</ref> *L'essenza della [[donna]] è un abbandono sotto forma di resistenza.<ref>Dal ''Diario di un seduttore''.</ref> *L'[[ironia]] è l'occhio sicuro che sa cogliere lo storto, l'assurdo, il vano dell'esistenza.<ref>Da ''Sul concetto di ironia in costante riferimento a Socrate''.</ref> *La mia anima si rifugia sempre nel [[Antico Testamento|Vecchio Testamento]] ed in [[William Shakespeare|Shakespeare]]. Là almeno si sente qualche cosa: là son uomini che parlano. Là si odia! là si ama, si uccide il nemico, si maledice ai posteri per tutte le generazioni; là si pecca.<ref name=Slataper>Citato in [[Scipio Slataper]], ''Ibsen'', G.C. Sansoni Editore, Firenze, 1944.</ref> *Lascia che altri si lagni che i [[Tempo|tempi]] sono cattivi: io mi lagno ch'essi sono miserabili, perché senza passione.<ref name=Slataper/> *Non dovrò mai essere tentato di lavorare per vivere: un po' perché pensavo che avrei dovuto morire giovanissimo, e un po' perché pensavo che in considerazione di questa mia particolare croce Dio mi avrebbe risparmiato questa sofferenza e questo problema.<ref name=Nicholl/> *Non importa sapere che [[Problema dell'esistenza di Dio|Dio esiste]]; importa sapere che Dio è amore.<ref>Citato in Francesco Gioia, ''La grazia e le grazie'', ''Messaggero di sant'Antonio'', febbraio 2010, p. 8.</ref> *Ogni uomo è una sintesi di [[anima e corpo|corpo e anima]], destinata a esser spirito, cioè ad abitare nella casa; ma l'uomo preferisce stare in cantina, cioè nella determinazione della sensualità. E non solo preferisce stare in cantina, ma l'ama a tal punto da arrabbiarsi se qualcuno gli propone di occupare il piano di sopra che è vuoto e a sua disposizione perché la casa in cui abita è sua.<ref>Da ''La malattia mortale'', Mondadori, 2011, p. 48.</ref> *Se io non avessi [[Giobbe]]! Non posso spiegarvi minutamente e sottilmente quale significato e quanti significati egli abbia per me. Io non lo leggo con gli occhi come si legge un altro libro, me lo metto per così dire sul cuore e in uno stato di clairvoyance interpreto i singoli passi nella maniera più diversa. Come il bambino che mette il libro sotto il cuscino per essere certo di non aver dimenticato la lezione quando al mattino si sveglia, così la notte mi porto a letto il libro di Giobbe. Ogni sua parola è cibo, vestimento e balsamo per la mia povera anima.<ref>Da ''La ripresa'', traduzione di Angela Zucconi, Edizioni di Comunità, Milano, 1963, p. 117. Citato in ''[http://www.rodoni.ch/A12/cioran-2-dicembre.pdf rodoni.ch]'', p. 9, nota 4.</ref> *Siamo tanto poveri di occasioni favorevoli che quando una si mostra conviene in verità approfittarne, visto che purtroppo non c'è nessuna arte nel sedurre una fanciulla, ma è solo questione di fortuna trovarne una degna d'essere sedotta.<ref>Da ''Diario di un seduttore'', traduzione di [[Attilio Veraldi]], Rizzoli, Milano, 1983. ISBN 978-88-17-00614-9</ref> *Uscirò dal largo cerchio della società, mi separerò dal suo modo di pensare, formerò una setta che non solo ponga [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] in alto, ma non conosca altri che Mozart.<ref>Da ''L'erotico nella musica'', traduzione di Gualtiero Petrucci, Bastogi, 1998.</ref> ==''Aut–Aut''== ===[[Incipit]]=== Amico mio! Quello che ti ho già detto tante volte, te lo ripeto, anzi te lo grido: o questo o quello, ''aut-aut''! (2015) ===Citazioni=== *Chi striscia sulla terra non è esposto a cadere tanto facilmente come chi sale sulle cime delle montagne. (2015) *Chi vuol essere superiormente dotato, deve accettare anche che io gli addossi la responsabilità di poter essere anche più colpevole degli altri. (2015) *Cos'è dunque la [[malinconia]]? È l'isterismo dello spirito. Giunge un momento nella vita dell'uomo in cui l'immediatezza diviene quasi matura e in cui lo spirito esige una forma superiore nella quale afferrare se stesso come spirito. Come spirito immediato l'uomo è una cosa sola con tutta la vita terrena, e lo spirito si vuol quasi raccoglier fuori da questa dispersione, e trasfigurarsi in se stesso: la personalità vuole diventare cosciente di sé nel suo eterno valore. Se questo non accade, se il movimento si ferma, e viene represso, subentra la malinconia. (2015) *È innegabile che nel mondo esiste tanta gente meschina che vuole trionfare su tutto quello che si eleva di un solo palmo dalla mediocrità. (2015) *Il dubbio è il movimento interno del pensiero stesso, e nel mio dubbio mi comporto più impersonalmente che posso. (2015) *Il dubbio è la disperazione del pensiero, la disperazione è il dubbio della personalità; e per questo tengo tanto alla determinazione della scelta. (2015) *Il voler giocare a nascondersi si sconta sempre e nel modo più naturale, col diventar misteriosi a se stessi. (2015) *L'estetica, dicemmo, è nell'uomo ciò per cui egli spontaneamente è quello che è; l'[[etica]] è quello per cui l'uomo diventa quello che diventa. (2015) *La [[grandezza]] [...] non consiste nell'essere questo o quello, ma nell'essere se stesso, e questo ciascuno lo può se lo vuole. (2015) *La maggior parte degli uomini [...] vive per avere il pane quotidiano; quando l'ha avuto vive per avere un buon pane quotidiano; e quando ha ottenuto anche questo, muore. (2015) *Ma chi scorge nel [[godimento]] il senso e lo scopo della vita, sottopone sempre la sua vita a una condizione che, o sta al di fuori dell'individuo, o è nell'individuo ma in modo da non essere posta per opera dell'individuo stesso. (2015) *Ma cosa vuol dire vivere esteticamente e cosa vuol dire vivere eticamente? Cosa è l'estetica nell'uomo, e cosa è l'etica? A ciò risponderò: l'estetica nell'uomo è quello per cui egli spontaneamente è quello che è; l'etica è quello per cui diventa quello che diventa. Chi vive tutto immerso, penetrato nell'estetica, vive esteticamente. (2015) *Nulla di finito [...] nemmeno l'intero mondo può soddisfare l'animo umano, che sente il bisogno dell'eterno. (2015) *Ogni uomo, per quanto poco intelligente sia, per quanto bassa sia la sua posizione nella vita, ha un bisogno naturale di formarsi una concezione di vita, una rappresentazione del [[Senso della vita|significato della vita]] e del suo scopo. Anche chi vive esteticamente fa questo, e l'espressione comune che, in ogni tempo e in ogni diverso stadio, si è sempre sentita, è questa: bisogna godere la vita. (2015) *Per dubitare occorre del talento, ma per disperare non ne occorre affatto. Ma il talento come tale è una differenza, e quello che per farsi valere esige una differenza, non sarà mai l'assoluto; perché l'assoluto può solo essere l'assoluto per l'assoluto. (2015) *Per il momento i nostri cammini sono divisi; procuratevi il denaro e in me troverete sempre un amico che saprà dimenticare che una volta eravate senza denaro. (2015) *Ricordo di aver letto una volta una satira non priva di spirito intorno alla emancipazione della donna. Lo scrittore si soffermava specialmente sull'abito, e pensava che in questo caso doveva essere uguale per l'uomo e per la donna. Immagina che orrore! Allora mi parve che lo scrittore non avesse concepito il suo compito abbastanza profondamente, che i contrasti che ponevano non colpissero l'idea abbastanza nel segno. Ardirò per un momento pensare questa bruttezza, perché so che così la bellezza si mostrerà in tutta la sua verità. Cosa è più bello degli abbondanti capelli della donna, dei suoi ampi boccoli? Eppure lo scritto dice che è un segno della sua imperfezione e ne espone anche parecchi motivi. Ma osserva la donna quando china il capo verso la terra, quando le trecce rigogliose quasi toccano terra, e pare che siano cespi di fiori coi quali essa cresca insieme alla terra? Mentre l'uomo invece è, per così dire, respinto dalla terra e mira verso il cielo. Essa non sta accanto a lui come l'essere imperfetto? Eppure questi capelli sono la sua bellezza, anzi la sua forza; poiché è con questi, come dice il poeta, che essa imprigiona l'uomo e lo lega alla terra. Mi piacerebbe dire a uno di quegli imbecilli che predicano l'emancipazione: eccola, guardala in tutta la sua imperfezione! Un essere da meno dell'uomo! Se hai il coraggio, taglia le abbondanti trecce, spezza queste pesanti catene e lasciala correre come una pazza, come una assassina, a terrore dell'umanità! (2015) *Se un uomo fosse tanto furbo da poter nascondere di esser [[pazzia|pazzo]], potrebbe far impazzire tutto il mondo. (2015) *Verrà il giorno in cui si vedrà che gli individui migliori in senso estetico, quelli che pongono lo scopo della vita nel differenziarsi, dispereranno di questa loro posizione eccezionale per ritrovare ciò che è semplicemente umano. Questo sarà bene anche per noi gente da poco, che a volte ci sentiamo turbati perché non abbiamo saputo nella nostra vita distinguerci. E, a dir la verità, il motivo non era solo che disdegnavamo una concezione simile di vita; ci sentivamo anche troppo insignificanti per realizzarla. (2015) ===Edizione non specificata=== *Ciò che io sono è un nulla; questo procura a me e al mio genio la soddisfazione di conservare la mia esistenza al punto zero, tra il freddo e il caldo, tra bene e male, tra la saggezza e la stupidaggine, tra qualche cosa e il nulla come un semplice forse. Paradossale è la condizione umana. Esistere significa «poter scegliere»; anzi, essere possibilità. Ma ciò non costituisce la ricchezza, bensí la miseria dell'uomo. La sua libertà di scelta non rappresenta la sua grandezza, ma il suo permanente dramma. Infatti egli si trova sempre di fronte all'alternativa di una «possibilità che sí» e di una «possibilità che no» senza possedere alcun criterio di scelta. E brancola nel buio, in una posizione instabile, nella permanente indecisione, senza riuscire ad orientare la propria vita, intenzionalmente, in un senso o nell'altro. ==''Diario''== *La gente mi [[Comprensione|comprende]] così poco che non comprende neppure i miei lamenti perché non mi comprende. (§ 68, febbraio 1836; 1997, p. 35) *Preferisco [[parlare]] con le vecchie signore che riportano chiacchiere di casa; poi con i dementi — in ultimo con la cosiddetta gente assennata. (§ 149; 1997, p. 36) *La mia vita è purtroppo fatta al [[congiuntivo]]: fa', o mio Dio, ch'io abbia una forza indicativa! (§ 223, 1 ottobre 1837; 1997, p. 37) *Se io preferisco tanto l'[[autunno]] alla [[primavera]], è perché in autunno si guarda il cielo — in primavera la terra. (§ 229, 29 ottobre 1837; 1997, p. 37) *Io credo che se un giorno diventerò [[Cristiano (religione)|cristiano]] sul serio, dovrò vergognarmi soprattutto, non di non esserlo diventato prima, ma di aver tentato prima tutte le scappatoie. (§ 237, 8 dicembre 1837; 1997, p. 37) *Se avessi avuto la Fede, sarei rimasto con [[Regine Olsen|Regina]]: ora l'ho compreso. (§ 715; 1997, p. 114) *È proprio vero quel che dicono i filosofi: «La vita va compresa all'indietro». Ma non bisogna dimenticare l'altro principio, che «si vive in avanti». (§ 749; 1962) *L'inglese [[Jonathan Swift|Swift]] in gioventù costruì un manicomio dove egli stesso da vecchio fu ricoverato. E si racconta che spesso si guardava nello specchio ripetendo: «Povero vecchio mio!». (§ 788; 1997, p. 92) *In ogni campo, per ogni oggetto, ecc., son sempre le [[Maggioranza e minoranza|minoranze]], i pochi, i rarissimi, i Singoli, quelli che sanno: la Folla è ignorante. (§ 1155; 1962) *Una volta il mio unico desiderio era di diventare funzionario di [[polizia]], mi sembrava un còmpito adatto per la mia testa insonne e intrigante. Credevo che tra i criminali vi fosse gente con cui lottare, ragazzi intelligenti, forti, astuti. Più tardi ho capito che è stato un bene non esserlo diventato, perché la maggior parte degli affari di polizia si riduce a cose misere e meschine — non crimini e delinquenti matricolati. Si tratta di quattro soldi e di poveri diavoli. (§ 1176; 1997, p. 44) *Fin dalla prima infanzia porto una freccia di dolore confitta nel cuore. Fin quando mi sta confitta, sono ironico – se vien levata, io muoio. (§ 1189; 1962) *L'unico uomo del mio tempo a cui abbia prestato attenzione, è [[Jacob Peter Mynster|Mynster]]. Ma egli si preoccupava solo di stare al governo, persuaso di essere nella verità: della verità poco si preoccupa, anche se essa fosse malmenata sotto i suoi occhi. (§ 1293, 20 novembre 1847; 1997, p. 213) *Se nell'esser cristiani non vi è ogni momento, come al principio, assolutamente il più grande pericolo umano possibile, il Cristianesimo è abolito. (§ 1442; 1997, p. 342) *V'è sempre nella mia vita una malinconia, ma al tempo stesso una felicità indescrivibile. (§ 1447; 1997, p. 94) *Muovere qualcuno: no, non lo faccio. C'è chi legge i miei scritti, chi se li studia, chi li impara a memoria, chi se ne serve quando deve predicare e insegnare... Mio Dio, ma allora io faccio più male che bene! (§ 1486; 1997, p. 48) *[[Maometto]] protesta con tutte le forze ch'egli non è un poeta e che il [[Corano]] non è poesia: egli vuol essere un profeta [...]. Io protesto invece con tutte le forze per non essere tenuto per un profeta: voglio essere soltanto un poeta. (§ 1725; 1997, pp. 51-52) *A fondamento della lotta o inimicizia fra estranei sta l'indifferenza, - per lotta fra gli amici sta l'amicizia e la solidarietà. (§ 2408; 1963) *[[Tertulliano]], il Padre della Chiesa assolutamente il più logico di tutti e il più cristiano a doppio taglio [...]. (§ 2778; 1997, p. 344) *Fuori dalla Cristianità non c'è che [[Socrate]]. Tu, o natura nobile e semplice, tu eri veramente un riformatore! (§ 2884; 1997, p. 72) *No, il Cristianesimo non dice che esistere è soffrire, al contrario – e per questo esso si colloca sopra l'ottimismo giudaico – ha per proscenio la brama di vivere la più potenziata, con cui mai ci si sia aggrappati alla vita – per poi presentare il Cristianesimo come rinuncia, e per mostrare che essere cristiano è soffrire, incluso anche il fatto di dover soffrire per la dottrina. (§ 2907; 1997, p. 232) *Lo [[Senso della vita|scopo di questa vita]] è di essere portati al più alto grado di [[noia]] della vita. (§ 3322; 1997, p. 78) ===''Aforismi e pensieri''=== {{NDR|Tratti dal ''Diario''<ref>Nella ''Nota al testo'' a pag. 19 della raccolta ''Aforismi e pensieri'', è precisato che «sono tratti tutti dal ''Diario''».</ref>}} *La [[filosofia]] è la balia asciutta della vita, essa può prendersi cura di noi – ma non può allattarci. (p. 25) *Ci si pronuncia così tanto contro gli [[antropomorfismo|antropomorfismi]] e non si ricorda che la nascita di Cristo è il più grande e il più ricco di significato. (p. 25) *Le [[Fissazione|idee fisse]] sono come, per esempio, i crampi ai piedi – il rimedio migliore contro di esse è camminarci sopra. (p. 26) *L'[[attesa]] è il cordone ombelicale della vita superiore. (p. 27) *Vale per ogni [[Idea]] quello che si dice sul Messia: Egli è «senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni, né fine di vita [...]» (''[[Lettera agli Ebrei|Eb.]]'' 7,3). (pp. 27-28) *Si può vedere che l'[[amore]] ha vinto il mondo dal fatto che esso ricambia il male col bene. (p. 30) *Il [[paganesimo]] non avanza mai verso la [[verità]] più di quanto non abbia fatto [[Ponzio Pilato|Pilato]] che disse: che cos'è la verità? e poi la crocifisse. (p. 30) *L'uomo non fa quasi mai uso delle libertà che ha, come ad esempio della [[libertà di pensiero]]; si pretende invece come compenso la libertà di parola. (p. 31) *Dio crea dal nulla, meraviglioso, dici tu. Sì, ma Egli fa una cosa che è ancora più meravigliosa, crea i santi (la [[comunione dei Santi]]) dai peccatori. (p. 31) *Sembra che stia diventando sempre più valida la considerazione che [[Hegel]] sia una parentesi all'interno di [[Friedrich Schelling|Schelling]] e si aspetta solo che venga chiusa. (p. 32) *Ci vuole [...] più coraggio per [[dimenticare]] che per [[ricordo|ricordare]] [...]. (p. 33) *Non c'è una [[vittoria]] più bella di quella ottenuta [[perdono|perdonando]], poiché in questo caso perfino lo sconfitto si sente lieto di glorificarla. (p. 33) *La vecchiaia realizza i presentimenti della gioventù; sì, in realtà questo lo si può vedere con [[Jonathan Swift|Swift]], che nella sua gioventù costruì un manicomio, e da vecchio egli stesso vi finì ricoverato. (p. 33) *Ci vuole del coraggio morale per essere [[afflizione|afflitti]]; ci vuole del coraggio religioso per essere [[letizia|lieti]]. (p. 34) *È meglio dare che [[ricevere]],<ref>Cfr. [[Gesù]]: «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!».</ref> ma a volte c'è più umiltà nell'accettare piuttosto che nel dare. (p. 36) *Che cos'è questa vita, nella quale l'unica cosa certa è l'unica di cui non si può sapere nulla con certezza: la [[morte]]? (p. 37) *Che cos'è la [[speranza]]? [...] un astuto traditore che è più perseverante perfino dell'onestà [...]. (p. 37) *Che cos'è il [[ricordo]]? Un consolatore molesto; [...] un'ombra che non si può vendere, anche nel caso in cui qualcuno voglia comprarla! (p. 37) *Che cos'è la [[fede]]? Una corda alla quale si rimane appesi, quando non ci si impicca. Che cos'è la [[verità]]? Un segreto che il morente porta con sé. Che cos'è l'[[amicizia]]? Un tormento in più! Che cos'è l'[[attesa]]? Una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio. Che cos'è la sua realizzazione? Una freccia che oltrepassa il bersaglio. (p. 37) *Sembra che gli uomini abbiano avuto il dono della parola non per nascondere i pensieri (come riteneva [[Talleyrand]], e già prima di lui [[Edward Young|Young]] nelle ''Notti''), ma per nascondere il fatto che non hanno pensieri. (p. 38) *Le [[seconde nozze]] sono soltanto una mediocre ristampa, una mediocre seconda edizione. (p. 39) *Tenere una [[ferita]] aperta può comunque anche essere salutare: una ferita sana e aperta; a volte è peggio quando si rimargina. (p. 39) *In [[autunno]] tutto ci ricorda il [[crepuscolo]], – e tuttavia, mi sembra la stagione più bella: volesse il cielo allora, quando io vivrò il mio crepuscolo, che ci debba essere qualcuno che allora mi ami come io ho amato l'autunno. (p. 40) *Come la freccia dell'[[arciere]] addestrato quando si allontana dalla corda dell'arco non si dà riposo prima di arrivare al bersaglio, così l'uomo è creato da Dio avendo come obiettivo Dio, e non riesce a trovare riposo se non in Dio. (p. 49) *[[Giobbe]] sopportò tutto – ma quando vennero i suoi amici... a consolarlo, allora perse la pazienza. (p. 54) *Uni-versum ([[universo]]) è una bella parola per esprimere che tutto il creato serve soltanto un Signore e si rivolge solo verso Uno. (p. 54) *Pensa attentamente al fatto che il modello viene chiamato agnello, già questo è di scandalo per l'uomo normale, non si ha nessuna voglia di essere un [[agnello]]. (p. 54) *Se Cristo venisse oggi sulla terra, com'è vero che io vivo, non prenderebbe di mira i sommi sacerdoti, ecc. – ma i [[giornalista|giornalisti]]. (p. 54) *Togli il [[paradosso]] da un [[pensatore]] e avrai un professore. (p. 58) *L'[[angoscia]] è il primo riflesso della possibilità, un batter d'occhio, e tuttavia possiede un terribile incantesimo. (p. 59) *Tra i [[macellaio|macellai]] si può certamente trovare della brava gente, ma una certa rudezza è inseparabile dal loro mestiere, fa parte della loro professione. Accade di peggio con l'essere giornalista: un certo grado di disonestà è inseparabile perfino dal più onesto giornalista. (p. 62) *Incredibile! Con preghiere e invocazioni [[Anselmo d'Aosta|Anselmo]], come egli stesso racconta (nel ''[[Proslogion]]''), è arrivato a tale prova. Del resto, si tratta di un modo tutto suo – di dimostrare. Anselmo dice: «Io voglio dimostrare l'esistenza di Dio. A questo fine prego Dio di rendermi forte e di aiutarmi». Ma il fatto che egli sia così sicuro che si abbia bisogno dell'aiuto di Dio per dimostrarlo è una prova dell'esistenza di Dio molto migliore, se senza l'aiuto di Dio si potesse dimostrare la Sua esistenza, si sarebbe un po' meno sicuri che Egli esiste. (pp. 74-75) *Nel [[Nuovo Testamento]] si impara come noi uomini dobbiamo servire Dio; l'invenzione umana che chiamiamo cristianesimo insegna come fare in modo che Dio serva noi. (p. 81) *La verità è una trappola: non riesci a ottenerla senza rimanere catturato; non puoi ottenere la verità in modo tale che tu la afferri, ma solo in modo tale che essa ti afferri. (p. 85) ==''Il concetto dell'angoscia''== *L'[[angoscia]] si può paragonare alla [[vertigine]]. Chi volge gli occhi al fondo di un abisso, è preso dalla vertigine. Ma la causa non è meno nel suo occhio che nell'abisso; perché deve guardarvi. Così l'angoscia è la vertigine della libertà [...]. (cap. II, 1; p. 74) *[...] se si insiste troppo sulla moralità, ecco che si sveglia il piacere e si tenta il [[maestro e discepolo|discepolo]], quasi contro la sua volontà, a farsi ironico verso il suo [[maestro e discepolo|maestro]]. (cap. II, 2 A, nota; p. 86) *La vista del [[peccato]] può salvare un individuo e far perdere invece un altro. Uno [[scherzo]] può avere il medesimo effetto di una parola seria e viceversa. Parlare e far silenzio possono produrre un effetto opposto a quello a cui miravano. (cap. II, 2 B; p. 91) *Il [[medioevo]] tagliava netto. Quando un individuo, che stava per riconquistare se stesso, scopriva, per esempio, di avere arguzia, talento comico o una qualità simile, egli annientava tutto questo come qualcosa di imperfetto. (cap. III, 3; p. 132) *Ora, volgendosi verso se stesso, egli {{NDR|il [[genio]]}} scopre la [[colpa]]. Più il genio è grande e più profondamente scopre la colpa. Che questa sia una follia per la mancanza di spiritualità, è una cosa che mi fa piacere e lo considero come un segno felice. Il genio non è alla stregua degli altri, e non si accontenta di esserlo. Ciò non è perché egli ripudia gli uomini, ma dipende dal fatto ch'egli ha da fare originariamente con se stesso, mentre tutti gli altri uomini e le loro spiegazioni non gli servono né per andare avanti né per andare indietro. (cap. III, 3; p. 134) *Quando la [[morte]] si presenta nella sua vera faccia scarna e truculenta, non la si considera senza timore. Ma quando essa, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, si avanza camuffata, quando soltanto la nostra meditazione riesce a vedere che, sotto le spoglie di quella sconosciuta, la cui dolcezza c'incanta e la cui gioia ci rapisce nell'impeto selvaggio del piacere, c'è la morte — allora siamo presi da un terrore senza fondo.<ref>Citato in [[Nicola Abbagnano]], ''Storia della filosofia: La filosofia del Romanticismo. La filosofia tra il secolo XIX e il XX'', Unione tipografico-editrice torinese, 1963, p. 189.</ref> ==''In Vino Veritas''== *Il ricordo non dev'essere soltanto preciso, dev'essere anche felice; la tappatura del ricordo deve aver conservato il profumo del vissuto prima che sia posto il sigillo. Così come l'uva non si pigia in qualsiasi stagione, così come le condizioni atmosferiche hanno una grande influenza sul vino, allo stesso modo nemmeno il vissuto può essere ricordato o interiormente rivissuto in qualsiasi momento o in qualsiasi circostanza. *Gli occhiali del vecchio hanno le lenti molate per vedere da vicino. Se un giovane ha gli occhiali, le lenti sono fatte per vedere da lontano, perché gli manca la forza di ricordare, ovvero allontanare, tenere a distanza. D'altro canto, tanto la felice capacità di ricordare del vecchio, quanto la felice facoltà di apprendere del bambino sono una grazia della natura, la quale abbraccia amorevolmente le due più indifese eppure, per certi versi, le più felici porzioni della vita. *Il ricordo è infatti l'idealità, ma come tale è ben più impegnativo e richiede maggiore responsabilità rispetto alla noncurante memoria. Il ricordo vuole sostenere in un uomo l'eterna continuità nella vita e assicurargli che la sua esistenza terrena rimanga ''uno tenore'', d'un solo respiro, esprimibile come un tutt'uno. *La memoria è immediata e viene immediatamente soccorsa, il ricordo è solo riflesso. Per questo ricordare è un'arte. Al contrario, anziché tenere tutto nella memoria, io desidero con [[Temistocle]] poter dimenticare. *Il [[pentimento]] è quindi un ricordo della colpa. Da un punto di vista puramente psicologico credo davvero che la polizia aiuti il criminale a non arrivare a pentirsi. Con il continuo annotare e ricordare il corso della sua vita, il delinquente raggiunge una tale prestazione di memoria a forza di snocciolare eventi, che l'idealità del ricordo è bandita. *Ci vuole grande idealità per pentirsi sul serio, e soprattutto per pentirsi subito; perché la natura può anche aiutare un uomo, e il pentimento tardivo, che rispetto al richiamare alla memoria è insignificante, spesso è il più serio e il più profondo. *Se è vero quel che dice [[Ovidio|il poeta]]: ''bene vixit qui bene latuit'', allora io ho vissuto bene, poiché il mio angolo è stata una buona scelta. È certo anche che il mondo e tutto ciò che vi si trova non ha mai migliore aspetto di quando lo si guarda da un cantuccio e bisogna avvicinarsi di soppiatto per vedere; ed è anche certo che tutto ciò che si ode e si udirà al mondo suona più soave e più incantevole da un cantuccio quando vi si avvicini di soppiatto. *Per prima cosa, trovo comico che tutti gli uomini amino e vogliano amare eppure non si possa sapere che cosa sia ciò che è amabile, che cosa sia l'oggetto proprio dell'amore. Lascio da parte la parola amare, perché non dice nulla, ma non appena debba cominciare il discorso, la prima domanda è: che cos'è ciò che si ama? A questo punto non si dà altra risposta se non che si ama ciò che è amabile. Se si risponde infatti con [[Platone]], che bisogna amare il bene, allora si è oltrepassato con un sol passo tutto l'ambito erotico. Ma di conseguenza si dirà forse che bisogna amare il bello. *E non è altrettanto comica la spiegazione che danno gli innamorati, o meglio, non mette in risalto appunto il lato comico? Dicono che amore renda ciechi, e in questo modo spiegano il fenomeno. *La [[galanteria]] spetta essenzialmente alla donna e il fatto che lei l'accetti istintivamente si spiega con la sollecitudine che la natura ha nei confronti dei più deboli, dei bistrattati, per i quali un'illusione è più che una compensazione. Ma è appunto l'illusione a essere fatale. *Da piccola la bambina è tenuta in minore considerazione rispetto al fanciullo. Quando è un po' più grande non si sa bene cosa farne; infine viene quel momento decisivo che fa di lei una sovrana. L'uomo le si avvicina adorante, diviene un corteggiatore. Adorante, perché tale è ogni pretendente, non si tratta della trovata di un astuto impostore. Anche il boia, se deve deporre i ''fasces'' per andare a chiedere la mano di una donna, persino lui piega il ginocchio, a meno che non sia perché intende sacrificarsi subito alle esecuzioni domestiche, che considera così naturali dall'esser lungi dal trovare qualche scusa nel fatto che quelle pubbliche siano diventate così rare. L'uomo colto si comporta nello stesso modo. Si genuflette adorante, concepisce l'amata secondo le categorie più fantastiche e poi dimentica molto alla svelta la sua, di posizione genuflessa: sapeva perfettamente mentre si inginocchiava che era tutta una fantasticheria. *Osservando un uomo, si crederebbe che esso sia in sé un intero, e ciò lo si crede ancora finché, soggiogato all'amore, si vede che egli è soltanto una metà che corre alla ricerca dell'altra sua metà. Non v'è nulla di comico in una mezza mela, il comico emergerebbe soltanto se una mela intera fosse una mezza mela; nella prima non vi è alcuna contraddizione, ma sì nell'ultima. Se si prendesse sul serio il modo di dire per cui la donna è solo un uomo a metà, allora essa non sarebbe affatto comica in amore. L'uomo, che per contro ha goduto della pubblica stima come un essere umano intero, diventa comico quando all'improvviso comincia a correre a destra e a manca tradendo così il fatto di essere solo una metà. *La più alta idealità che la donna può destare nell'uomo è proprio la coscienza dell'immortalità. *La questione è la seguente: se la donna desta nell'uomo l'idealità e con essa la coscienza dell'immortalità, lo fa sempre in negativo. Colui che realmente è divenuto genio, eroe, poeta, santo grazie a una donna, ha afferrato in quello stesso istante l'immortalità. Se la forza idealizzante fosse presente nella donna in modo positivo, allora la moglie e soltanto la moglie risveglierebbe la coscienza dell'immortalità nell'uomo. L'esistenza mostra esattamente il contrario. *La [[moda]] è donna, perché la moda è incostanza nel nonsenso, che conosce una sola conseguenza, quella di diventare sempre più folle. *Questi [[Erotismo|erotici]] sono esseri felici. Vivono più sontuosamente degli dèi, poiché si cibano sempre soltanto di ciò che è più pregiato dell'ambrosia e bevono bevande più dolci del nettare: banchettano con l'invenzione più seducente che sia stata concepita dal più ingegnoso pensiero degli dèi, mangiano sempre soltanto l'esca – oh, delizia senza pari! Beato modo di vivere, non mangiano che l'esca, senza mai venire catturati. Gli altri uomini abboccano, divorano l'esca come i contadini l'insalata di cetrioli e vengono catturati. Solo l'erotico sa apprezzare l'esca, apprezzarla infinitamente. *Meravigliosa natura, se io non ti ammirassi sarebbe una [[donna]] a insegnarmi a farlo, perché ella è il ''Venerabile'' dell'esistenza. Meravigliosamente tu l'hai plasmata, ma ancor più meraviglioso è che mai plasmasti una donna uguale all'altra. Nell'[[Maschio e femmina|uomo]]l'essenziale è l'essenziale e in questo senso è sempre lo stesso; nella donna l'essenziale è l'accidentale e così un'inesauribile differenza. *Vi è solo un'assoluta antitesi dell'assoluto: la sciocchezza. ==''Timore e tremore''== *La [[fede]] comincia appunto là dove la ragione finisce. *[[Maria]] non abbisogna dell'ammirazione del mondo, così come [[Abramo]] non ha bisogno di lagrime: perché ella non era un'eroina, né egli un eroe. Ma ambedue divennero ancor più grandi degli eroi non col fuggire la sofferenza, le pene, il paradosso, bensì per via di essi. *Quello che ciascun uomo può compiere è il movimento della infinita [[rassegnazione]]; e, per conto mio, non esiterò ad accusare di viltà chiunque si immagini di esserne capace. *La fede è la più alta passione di ogni uomo. Ci sono forse in ogni generazione molti uomini che non arrivano fino a essa, ma nessuno va oltre.<ref>Citato in [[Gianfranco Ravasi]], ''L'incontro: ritrovarsi nella preghiera'', Oscar Mondadori, Milano, 2014, p. 101. ISBN 978-88-04-63591-8</ref> *O dunque esiste un paradosso per il quale l'Individuo è, come tale, in un rapporto assoluto con l'Assoluto; oppure [[Abramo]] è perduto. *L'[[angoscia]] è una faccenda pericolosa per gli smidollati. (2013) ==Citazioni su Søren Kierkegaard== *Il cristiano Soren Kierkegaard considerava neopagana tutta la filosofia moderna. ([[Luciano Pellicani]]) *Il silenzio, inoltre, valorizza la testimonianza. Il silenzio non prova, non argomenta, non dimostra, testimonia soltanto. Eppure, nonostante questo, ma forse proprio per questo, possiede una forza insolita. «Perché gridi così forte?» dice Dio a Mosè. Eppure Mosè taceva. «Tanto – commentava Kierkegaard – può il silenzio gridare al cielo». ([[Massimo Baldini (filosofo)]]) *Kierkegaard appartiene alla schiera, certamente stretta, dei pensatori autobiografici – Pascal, Montaigne, Kierkegaard, Nietzsche –, pensatori che hanno preteso o hanno pensato di fare una rivoluzione nella storia del pensiero più radicale di quella che si era proposta Kant. ([[Pietro Prini]]) *Kierkegaard erra nel dire che ogni peccato non può essere che sessuale. La [[virtù]] è sessuale. ([[Angelo Fiore]]) *Kierkegaard, romantico egli stesso, è a cavallo tra il Romanticismo e i tempi nuovi: egli vede, con nitida chiarezza, che il puro estetismo porta alla disperazione. Lo stato estetico è, per Kierkegaard, lo stato della «rana elettrizzata» che si dibatte inanemente, senza poter organizzare i movimenti per eliminare la causa delle sue convulsioni. ([[Luigi Stefanini]]) *Kierkegaard si rifà all'originaria funzione della religione, al suo appello all'individuo impotente e tormentato. Egli restituisce così al [[Cristianesimo]] la sua forza combattiva e rivoluzionaria. L'avvento di Dio assume di nuovo il terrificante aspetto di un evento storico che si fa strada improvvisamente in una società in decadenza. L'eternità assume un aspetto temporale, mentre la realizzazione della felicità diviene un immediato e vitale problema della vita di tutti i giorni. ([[Herbert Marcuse]]) *La data di nascita sull'esistenzialismo moderno può essere fissata nel momento in cui Søren Kierkegaard uscì dal sistema hegeliano per entrare nell'«esistenza». Sfortunatamente portò con sé un po' di quel sistema. ([[Donald Nicholl]]) *Nelle facoltà c'è molta attenzione al tema del credere: ho trovato un interesse straordinario per Kierkegaard, molti studenti sono venuti a chiedermi la tesi su di lui. ([[Umberto Regina]]) *Normalmente quando si parla di Kierkegaard si vede in lui l'antisistematico, o lo si intende come un grande conoscitore delle pieghe dell'animo umano, nella direzione dei grandi moralisti, come un [[Montaigne]] o un [[Pascal]]. Ma se uno apre le ''Postille di filosofia'' vede che non c'è pagina che [[Tommaso D'Aquino]] non sottoscriverebbe. Per [[Cornelio Fabro|Fabro]], Kierkegaard era una grossa carta [[metafisica ]]da giocare in favore della cultura ufficiale della chiesa.([[Emanuele Severino]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Sören Kierkegaard, ''Aforismi e pensieri'', a cura di Massimo Baldini, traduzione di Silvia Giulietti, Tascabili Economici Newton, Roma, 1995. ISBN 88-8183-148-1 *Søren Kierkegaard, ''Aut-Aut'', traduzione di K. Montanari Gulbrandsen e Remo Cantoni, Mondadori, 2015. *Søren Kierkegaard, ''Diario'', a cura di [[Cornelio Fabro]], Morcelliana, Brescia, vol. I, 1962; vol. II, 1963. *Søren Kierkegaard, ''Diario. Edizione ridotta'', a cura di Cornelio Fabro, Fabbri Editori, Milano, 1997. *Søren Kierkegaard, ''Il concetto dell'angoscia – La malattia mortale'', traduzione e note di [[Cornelio Fabro]], Sansoni, Firenze, 1965. *Søren Kierkegaard, ''In vino veritas'', traduzione di Ingrid Basso, Feltrinelli, Milano, 2020. ISBN 9788858841679 *Søren Kierkegaard, ''Le grandi opere filosofiche e teologiche'', traduzione di Cornelio Fabro, Bompiani, Milano, 2013 *Søren Kierkegaard, ''Timore e tremore'', traduzione di F. Fortini e K. Montanari Gulbrandsen, Comunità, Milano, 1971. ==Voci correlate== *[[Regine Olsen]] – fidanzata ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Aut-Aut (Kierkegaard)|''Aut-Aut''|(1843)}} {{Pedia|Timore e tremore||(1843)}} {{Pedia|Diario (Kierkegaard)|''Diario''|(1909)}} {{DEFAULTSORT:Kierkegaard, Søren}} [[Categoria:Aforisti danesi]] [[Categoria:Diaristi]] [[Categoria:Filosofi danesi]] [[Categoria:Scrittori danesi]] [[Categoria:Teologi danesi]] hyshpeslss51jfsv0nqsxqti315zona 1418920 1418917 2026-07-02T13:50:52Z Gaux 18878 /* Citazioni su Søren Kierkegaard */ wlink 1418920 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Kierkegaard.jpg|thumb|Søren Kierkegaard]] '''Søren Aabye Kierkegaard''' (1813 – 1855), filosofo, teologo e scrittore danese. ==Citazioni di Søren Kierkegaard== *Che la sostanza di [[Baruch Spinoza|Spinoza]] significhi qualcosa d'altro, lo si vede facilmente; perché la sua sostanza è una necessità interna, nella quale per l'appunto ciò ch'è casuale (l'accidentale) svanisce perciò continuamente. Insomma la sostanza di Spinoza è l'espressione metafisica per la verità cristiana della Provvidenza la quale a sua volta corrisponde al destino in quanto esso è unità di necessità e casualità in modo che il caso c'è certamente, ma anche in modo che per essa il caso non esista.<ref>Dai ''Papirer'', 1844, V B 55, 17; citato nella nota di Cornelio Fabro in Kierkegaard 1965, p. 120.</ref> *Che maledizione essere donna! Eppure, quando si è una donna, la peggiore maledizione è infatti non capire di esserlo.<ref>In AA.VV., ''Il libro della politica'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2018. ISBN 9788858019429</ref> *Chi non è ardentemente convinto che il principio vitale dell'amore è l'idea, alla quale bisogna sacrificare, se è necessario, la vita e quel che è più, l'amore stesso, sia pure un amore felice, chi non è convinto di questo è bandito dal regno della poesia. Ma ove l'amore è nell'idea, ogni commozione, ogni fuggevole moto dell'animo ha il suo significato, perché l'essenziale è continuamente presente, ossia la collisione poetica che, a quel che io so, può essere ben più terribile di quella che ho qui descritta. Ma a voler servire l'idea, il che non vuol dire servire due padroni, quando l'altro padrone è l'amore, si richiede una logorante fatica, perché nessuna bella può servire le esigenze che ha l'idea, né il broncio di una fanciulla contrariata è paragonabile all'ira profonda dell'idea, ira che soprattutto non si può mai dimenticare.<ref>Da ''La ripresa'', traduzione di Angela Zucconi, Edizioni di Comunità, 1963, pp. 22-42. In Marco Scovazzi, ''Antologia delle letterature nordiche'', ''Letteratura Universale'', a cura di Luigi Santucci, vol. XXVIII, Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1970, p. 77.</ref> *Ci sono uomini il cui destino deve essere sacrificato per gli altri, in un modo o nell'altro, per esprimere un'idea, ed io con la mia [[Croce cristiana|croce]] particolare fui uno di questi.<ref name=Nicholl/> *Ciò di cui ho veramente bisogno è di chiarire nella mia mente ''ciò che devo fare'', non ciò che devo conoscere, pur considerando che il conoscere deve precedere ogni azione. La cosa importante è capire a che cosa sono destinato, scorgere ciò che la Divinità vuole che ''io'' faccia; il punto è trovare la [[verità]] che è vera ''per me'', trovare l'''[[idea]] per la quale sono pronto a vivere e a morire''.<ref name=Nicholl>Citato in [[Donald Nicholl]], ''Il pensiero contemporaneo'' (''Recent Thought In Focus''), traduzione di Bruna De Allegri, Società Editrice Vita e Pensiero, Milano, 1956.</ref> *Cos'è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio? Cos'è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos'è che lo rende debole, più debole di un bambino? Cos'è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos'è che lo rende molle, più molle della cera? È l'[[amore]]! Cos'è che è più vecchio di tutto? È l'amore. Cos'è che sopravvive a tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che sussiste, quando tutto frana? È l'amore. Cos'è che consola, quando ogni consolazione viene meno? È l'amore. Cos'è che dura, quando tutto subisce una trasformazione? È l'amore. Cos'è che rimane, quando viene abolito l'imperfetto? È l'amore. Cos'è che testimonia, quando tace la profezia? È l'amore. Cos'è che non scompare, quando cessa la visione? È l'amore. Cos'è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro? È l'amore. Cos'è che dà benedizione all'abbondanza del dono? È l'amore. Cos'è che dà energia al discorso degli angeli? È l'amore. Cos'è che fa abbondante l'offerta della vedova? È l'amore. Cos'è che rende saggio il discorso del semplice? È l'amore. Cos'è che non muta mai, anche se tutto muta? È l'amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos'altro.<ref>Da ''Discorsi edificanti 1843'', traduzione e cura di Dario Borso, Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 1998, pp. 81-82. ISBN 88-384-3179-5</ref> *Così, entrai nella vita favorito in tutti i modi, in quanto a doni di spirito e a circostanze esteriori; tutto veniva fatto e si veniva facendo perché lo spirito si sviluppasse in me con la maggiore possibile ricchezza; fidente, posso ben dirlo – sebbene con una simpatia e predilezione decisa per la sofferenza, e per ciò che fosse in qualche maniera oppresso e dolorante – entrai nella vita [...]: neppure per un attimo, nella vita, mi abbandonò la fiducia: si può ciò che si vuole, ma non si può una sola cosa; si può assolutamente tutto, ma una sola cosa no: alleviare la malinconia, che mi tiene in suo potere. [...] {{sic|già}} per tempo ebbi familiare il pensiero che vincere significa vincere in ciò che è infinito; la qual cosa, nell'àmbito di ciò che è finito, significa patire. E così anche questo veniva a ribattere dall'altro capo il più intimo pensiero della mia malinconia: che io in fondo non fossi buono a nulla nell'àmbito di ciò che è finito.<ref>Da ''Der Gesichtspunkt für meine Wirksamkheit als Schriftsteller'', «Samlede Vaerker», XIII, 605, traduzione di Romana Guarnieri, in Romano Guardini, ''Ritratto della malinconia'', Brescia, [1954<sup>2</sup>], pp. 12-13; citato in [[Italo Lana]] e [[Armando Fellin]], ''Civiltà letteraria di Roma antica'', vol II, p. 476.</ref> *Dal momento in cui per la prima volta il mio animo commosso s'inchinò in umile ammirazione davanti alla musica di [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]], è stata spesso per me una cara e consolante occupazione meditare come quella gioiosa visione ellenica della vita che chiama il mondo Kosmos, perché lo rappresenta come un tutto per ordinato, come uno squisito e trasparente ornamento di quello spirito che in esso agisce e vive..., come quella gioiosa visione si possa trasportare in un ordine superiore di cose, cioè nel mondo degli ideali; poiché anche qui si rileva una suprema mirabile saggezza, che si manifesta splendidamente nel riunire le cose che si appartengono: Omero e la guerra di Troia, Raffaello ed il cattolicesimo, Mozart e il "[[Don Giovanni (opera)|Don Giovanni]]"... Mozart immortale! A te devo tutto, è per te che ho perso il senno, che il mio spirito è stato colpito da meraviglia ed è stato scosso nelle sue profondità; devo a te se non ho trascorso la vita senza che nulla fosse capace di scuotermi.<ref>Da ''Don Giovanni, la musica di Mozart e l'eros''.</ref> *[[Dio]] non pensa, Egli crea; Dio non esiste, Egli è eterno. L'[[uomo]] pensa ed esiste e l'[[esistenza]] separa pensiero ed essere, li distanzia l'uno dall'altro nella successione [...].<ref>Da ''Postilla conclusiva non scientifica alle «Briciole di filosofia»''; citato in Andrea Dalledonne, ''Il rischio della libertà: S. Tommaso – Spinoza'', Marzorati Editore, 1990, p. 34.</ref> *Grande è la [[fedeltà]] femminile, specie quando la si declina!<ref>Da ''La ripetizione'', a cura di Dario Borso, BUR, 2014.</ref> *Il [[paganesimo]] aveva un dio per l'amore ma non per il matrimonio; il cristianesimo ha, oserei dire, un dio per il matrimonio ma non per l'amore.<ref>Da ''Sul matrimonio'', 1845.</ref> *L'essenza della [[donna]] è un abbandono sotto forma di resistenza.<ref>Dal ''Diario di un seduttore''.</ref> *L'[[ironia]] è l'occhio sicuro che sa cogliere lo storto, l'assurdo, il vano dell'esistenza.<ref>Da ''Sul concetto di ironia in costante riferimento a Socrate''.</ref> *La mia anima si rifugia sempre nel [[Antico Testamento|Vecchio Testamento]] ed in [[William Shakespeare|Shakespeare]]. Là almeno si sente qualche cosa: là son uomini che parlano. Là si odia! là si ama, si uccide il nemico, si maledice ai posteri per tutte le generazioni; là si pecca.<ref name=Slataper>Citato in [[Scipio Slataper]], ''Ibsen'', G.C. Sansoni Editore, Firenze, 1944.</ref> *Lascia che altri si lagni che i [[Tempo|tempi]] sono cattivi: io mi lagno ch'essi sono miserabili, perché senza passione.<ref name=Slataper/> *Non dovrò mai essere tentato di lavorare per vivere: un po' perché pensavo che avrei dovuto morire giovanissimo, e un po' perché pensavo che in considerazione di questa mia particolare croce Dio mi avrebbe risparmiato questa sofferenza e questo problema.<ref name=Nicholl/> *Non importa sapere che [[Problema dell'esistenza di Dio|Dio esiste]]; importa sapere che Dio è amore.<ref>Citato in Francesco Gioia, ''La grazia e le grazie'', ''Messaggero di sant'Antonio'', febbraio 2010, p. 8.</ref> *Ogni uomo è una sintesi di [[anima e corpo|corpo e anima]], destinata a esser spirito, cioè ad abitare nella casa; ma l'uomo preferisce stare in cantina, cioè nella determinazione della sensualità. E non solo preferisce stare in cantina, ma l'ama a tal punto da arrabbiarsi se qualcuno gli propone di occupare il piano di sopra che è vuoto e a sua disposizione perché la casa in cui abita è sua.<ref>Da ''La malattia mortale'', Mondadori, 2011, p. 48.</ref> *Se io non avessi [[Giobbe]]! Non posso spiegarvi minutamente e sottilmente quale significato e quanti significati egli abbia per me. Io non lo leggo con gli occhi come si legge un altro libro, me lo metto per così dire sul cuore e in uno stato di clairvoyance interpreto i singoli passi nella maniera più diversa. Come il bambino che mette il libro sotto il cuscino per essere certo di non aver dimenticato la lezione quando al mattino si sveglia, così la notte mi porto a letto il libro di Giobbe. Ogni sua parola è cibo, vestimento e balsamo per la mia povera anima.<ref>Da ''La ripresa'', traduzione di Angela Zucconi, Edizioni di Comunità, Milano, 1963, p. 117. Citato in ''[http://www.rodoni.ch/A12/cioran-2-dicembre.pdf rodoni.ch]'', p. 9, nota 4.</ref> *Siamo tanto poveri di occasioni favorevoli che quando una si mostra conviene in verità approfittarne, visto che purtroppo non c'è nessuna arte nel sedurre una fanciulla, ma è solo questione di fortuna trovarne una degna d'essere sedotta.<ref>Da ''Diario di un seduttore'', traduzione di [[Attilio Veraldi]], Rizzoli, Milano, 1983. ISBN 978-88-17-00614-9</ref> *Uscirò dal largo cerchio della società, mi separerò dal suo modo di pensare, formerò una setta che non solo ponga [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] in alto, ma non conosca altri che Mozart.<ref>Da ''L'erotico nella musica'', traduzione di Gualtiero Petrucci, Bastogi, 1998.</ref> ==''Aut–Aut''== ===[[Incipit]]=== Amico mio! Quello che ti ho già detto tante volte, te lo ripeto, anzi te lo grido: o questo o quello, ''aut-aut''! (2015) ===Citazioni=== *Chi striscia sulla terra non è esposto a cadere tanto facilmente come chi sale sulle cime delle montagne. (2015) *Chi vuol essere superiormente dotato, deve accettare anche che io gli addossi la responsabilità di poter essere anche più colpevole degli altri. (2015) *Cos'è dunque la [[malinconia]]? È l'isterismo dello spirito. Giunge un momento nella vita dell'uomo in cui l'immediatezza diviene quasi matura e in cui lo spirito esige una forma superiore nella quale afferrare se stesso come spirito. Come spirito immediato l'uomo è una cosa sola con tutta la vita terrena, e lo spirito si vuol quasi raccoglier fuori da questa dispersione, e trasfigurarsi in se stesso: la personalità vuole diventare cosciente di sé nel suo eterno valore. Se questo non accade, se il movimento si ferma, e viene represso, subentra la malinconia. (2015) *È innegabile che nel mondo esiste tanta gente meschina che vuole trionfare su tutto quello che si eleva di un solo palmo dalla mediocrità. (2015) *Il dubbio è il movimento interno del pensiero stesso, e nel mio dubbio mi comporto più impersonalmente che posso. (2015) *Il dubbio è la disperazione del pensiero, la disperazione è il dubbio della personalità; e per questo tengo tanto alla determinazione della scelta. (2015) *Il voler giocare a nascondersi si sconta sempre e nel modo più naturale, col diventar misteriosi a se stessi. (2015) *L'estetica, dicemmo, è nell'uomo ciò per cui egli spontaneamente è quello che è; l'[[etica]] è quello per cui l'uomo diventa quello che diventa. (2015) *La [[grandezza]] [...] non consiste nell'essere questo o quello, ma nell'essere se stesso, e questo ciascuno lo può se lo vuole. (2015) *La maggior parte degli uomini [...] vive per avere il pane quotidiano; quando l'ha avuto vive per avere un buon pane quotidiano; e quando ha ottenuto anche questo, muore. (2015) *Ma chi scorge nel [[godimento]] il senso e lo scopo della vita, sottopone sempre la sua vita a una condizione che, o sta al di fuori dell'individuo, o è nell'individuo ma in modo da non essere posta per opera dell'individuo stesso. (2015) *Ma cosa vuol dire vivere esteticamente e cosa vuol dire vivere eticamente? Cosa è l'estetica nell'uomo, e cosa è l'etica? A ciò risponderò: l'estetica nell'uomo è quello per cui egli spontaneamente è quello che è; l'etica è quello per cui diventa quello che diventa. Chi vive tutto immerso, penetrato nell'estetica, vive esteticamente. (2015) *Nulla di finito [...] nemmeno l'intero mondo può soddisfare l'animo umano, che sente il bisogno dell'eterno. (2015) *Ogni uomo, per quanto poco intelligente sia, per quanto bassa sia la sua posizione nella vita, ha un bisogno naturale di formarsi una concezione di vita, una rappresentazione del [[Senso della vita|significato della vita]] e del suo scopo. Anche chi vive esteticamente fa questo, e l'espressione comune che, in ogni tempo e in ogni diverso stadio, si è sempre sentita, è questa: bisogna godere la vita. (2015) *Per dubitare occorre del talento, ma per disperare non ne occorre affatto. Ma il talento come tale è una differenza, e quello che per farsi valere esige una differenza, non sarà mai l'assoluto; perché l'assoluto può solo essere l'assoluto per l'assoluto. (2015) *Per il momento i nostri cammini sono divisi; procuratevi il denaro e in me troverete sempre un amico che saprà dimenticare che una volta eravate senza denaro. (2015) *Ricordo di aver letto una volta una satira non priva di spirito intorno alla emancipazione della donna. Lo scrittore si soffermava specialmente sull'abito, e pensava che in questo caso doveva essere uguale per l'uomo e per la donna. Immagina che orrore! Allora mi parve che lo scrittore non avesse concepito il suo compito abbastanza profondamente, che i contrasti che ponevano non colpissero l'idea abbastanza nel segno. Ardirò per un momento pensare questa bruttezza, perché so che così la bellezza si mostrerà in tutta la sua verità. Cosa è più bello degli abbondanti capelli della donna, dei suoi ampi boccoli? Eppure lo scritto dice che è un segno della sua imperfezione e ne espone anche parecchi motivi. Ma osserva la donna quando china il capo verso la terra, quando le trecce rigogliose quasi toccano terra, e pare che siano cespi di fiori coi quali essa cresca insieme alla terra? Mentre l'uomo invece è, per così dire, respinto dalla terra e mira verso il cielo. Essa non sta accanto a lui come l'essere imperfetto? Eppure questi capelli sono la sua bellezza, anzi la sua forza; poiché è con questi, come dice il poeta, che essa imprigiona l'uomo e lo lega alla terra. Mi piacerebbe dire a uno di quegli imbecilli che predicano l'emancipazione: eccola, guardala in tutta la sua imperfezione! Un essere da meno dell'uomo! Se hai il coraggio, taglia le abbondanti trecce, spezza queste pesanti catene e lasciala correre come una pazza, come una assassina, a terrore dell'umanità! (2015) *Se un uomo fosse tanto furbo da poter nascondere di esser [[pazzia|pazzo]], potrebbe far impazzire tutto il mondo. (2015) *Verrà il giorno in cui si vedrà che gli individui migliori in senso estetico, quelli che pongono lo scopo della vita nel differenziarsi, dispereranno di questa loro posizione eccezionale per ritrovare ciò che è semplicemente umano. Questo sarà bene anche per noi gente da poco, che a volte ci sentiamo turbati perché non abbiamo saputo nella nostra vita distinguerci. E, a dir la verità, il motivo non era solo che disdegnavamo una concezione simile di vita; ci sentivamo anche troppo insignificanti per realizzarla. (2015) ===Edizione non specificata=== *Ciò che io sono è un nulla; questo procura a me e al mio genio la soddisfazione di conservare la mia esistenza al punto zero, tra il freddo e il caldo, tra bene e male, tra la saggezza e la stupidaggine, tra qualche cosa e il nulla come un semplice forse. Paradossale è la condizione umana. Esistere significa «poter scegliere»; anzi, essere possibilità. Ma ciò non costituisce la ricchezza, bensí la miseria dell'uomo. La sua libertà di scelta non rappresenta la sua grandezza, ma il suo permanente dramma. Infatti egli si trova sempre di fronte all'alternativa di una «possibilità che sí» e di una «possibilità che no» senza possedere alcun criterio di scelta. E brancola nel buio, in una posizione instabile, nella permanente indecisione, senza riuscire ad orientare la propria vita, intenzionalmente, in un senso o nell'altro. ==''Diario''== *La gente mi [[Comprensione|comprende]] così poco che non comprende neppure i miei lamenti perché non mi comprende. (§ 68, febbraio 1836; 1997, p. 35) *Preferisco [[parlare]] con le vecchie signore che riportano chiacchiere di casa; poi con i dementi — in ultimo con la cosiddetta gente assennata. (§ 149; 1997, p. 36) *La mia vita è purtroppo fatta al [[congiuntivo]]: fa', o mio Dio, ch'io abbia una forza indicativa! (§ 223, 1 ottobre 1837; 1997, p. 37) *Se io preferisco tanto l'[[autunno]] alla [[primavera]], è perché in autunno si guarda il cielo — in primavera la terra. (§ 229, 29 ottobre 1837; 1997, p. 37) *Io credo che se un giorno diventerò [[Cristiano (religione)|cristiano]] sul serio, dovrò vergognarmi soprattutto, non di non esserlo diventato prima, ma di aver tentato prima tutte le scappatoie. (§ 237, 8 dicembre 1837; 1997, p. 37) *Se avessi avuto la Fede, sarei rimasto con [[Regine Olsen|Regina]]: ora l'ho compreso. (§ 715; 1997, p. 114) *È proprio vero quel che dicono i filosofi: «La vita va compresa all'indietro». Ma non bisogna dimenticare l'altro principio, che «si vive in avanti». (§ 749; 1962) *L'inglese [[Jonathan Swift|Swift]] in gioventù costruì un manicomio dove egli stesso da vecchio fu ricoverato. E si racconta che spesso si guardava nello specchio ripetendo: «Povero vecchio mio!». (§ 788; 1997, p. 92) *In ogni campo, per ogni oggetto, ecc., son sempre le [[Maggioranza e minoranza|minoranze]], i pochi, i rarissimi, i Singoli, quelli che sanno: la Folla è ignorante. (§ 1155; 1962) *Una volta il mio unico desiderio era di diventare funzionario di [[polizia]], mi sembrava un còmpito adatto per la mia testa insonne e intrigante. Credevo che tra i criminali vi fosse gente con cui lottare, ragazzi intelligenti, forti, astuti. Più tardi ho capito che è stato un bene non esserlo diventato, perché la maggior parte degli affari di polizia si riduce a cose misere e meschine — non crimini e delinquenti matricolati. Si tratta di quattro soldi e di poveri diavoli. (§ 1176; 1997, p. 44) *Fin dalla prima infanzia porto una freccia di dolore confitta nel cuore. Fin quando mi sta confitta, sono ironico – se vien levata, io muoio. (§ 1189; 1962) *L'unico uomo del mio tempo a cui abbia prestato attenzione, è [[Jacob Peter Mynster|Mynster]]. Ma egli si preoccupava solo di stare al governo, persuaso di essere nella verità: della verità poco si preoccupa, anche se essa fosse malmenata sotto i suoi occhi. (§ 1293, 20 novembre 1847; 1997, p. 213) *Se nell'esser cristiani non vi è ogni momento, come al principio, assolutamente il più grande pericolo umano possibile, il Cristianesimo è abolito. (§ 1442; 1997, p. 342) *V'è sempre nella mia vita una malinconia, ma al tempo stesso una felicità indescrivibile. (§ 1447; 1997, p. 94) *Muovere qualcuno: no, non lo faccio. C'è chi legge i miei scritti, chi se li studia, chi li impara a memoria, chi se ne serve quando deve predicare e insegnare... Mio Dio, ma allora io faccio più male che bene! (§ 1486; 1997, p. 48) *[[Maometto]] protesta con tutte le forze ch'egli non è un poeta e che il [[Corano]] non è poesia: egli vuol essere un profeta [...]. Io protesto invece con tutte le forze per non essere tenuto per un profeta: voglio essere soltanto un poeta. (§ 1725; 1997, pp. 51-52) *A fondamento della lotta o inimicizia fra estranei sta l'indifferenza, - per lotta fra gli amici sta l'amicizia e la solidarietà. (§ 2408; 1963) *[[Tertulliano]], il Padre della Chiesa assolutamente il più logico di tutti e il più cristiano a doppio taglio [...]. (§ 2778; 1997, p. 344) *Fuori dalla Cristianità non c'è che [[Socrate]]. Tu, o natura nobile e semplice, tu eri veramente un riformatore! (§ 2884; 1997, p. 72) *No, il Cristianesimo non dice che esistere è soffrire, al contrario – e per questo esso si colloca sopra l'ottimismo giudaico – ha per proscenio la brama di vivere la più potenziata, con cui mai ci si sia aggrappati alla vita – per poi presentare il Cristianesimo come rinuncia, e per mostrare che essere cristiano è soffrire, incluso anche il fatto di dover soffrire per la dottrina. (§ 2907; 1997, p. 232) *Lo [[Senso della vita|scopo di questa vita]] è di essere portati al più alto grado di [[noia]] della vita. (§ 3322; 1997, p. 78) ===''Aforismi e pensieri''=== {{NDR|Tratti dal ''Diario''<ref>Nella ''Nota al testo'' a pag. 19 della raccolta ''Aforismi e pensieri'', è precisato che «sono tratti tutti dal ''Diario''».</ref>}} *La [[filosofia]] è la balia asciutta della vita, essa può prendersi cura di noi – ma non può allattarci. (p. 25) *Ci si pronuncia così tanto contro gli [[antropomorfismo|antropomorfismi]] e non si ricorda che la nascita di Cristo è il più grande e il più ricco di significato. (p. 25) *Le [[Fissazione|idee fisse]] sono come, per esempio, i crampi ai piedi – il rimedio migliore contro di esse è camminarci sopra. (p. 26) *L'[[attesa]] è il cordone ombelicale della vita superiore. (p. 27) *Vale per ogni [[Idea]] quello che si dice sul Messia: Egli è «senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni, né fine di vita [...]» (''[[Lettera agli Ebrei|Eb.]]'' 7,3). (pp. 27-28) *Si può vedere che l'[[amore]] ha vinto il mondo dal fatto che esso ricambia il male col bene. (p. 30) *Il [[paganesimo]] non avanza mai verso la [[verità]] più di quanto non abbia fatto [[Ponzio Pilato|Pilato]] che disse: che cos'è la verità? e poi la crocifisse. (p. 30) *L'uomo non fa quasi mai uso delle libertà che ha, come ad esempio della [[libertà di pensiero]]; si pretende invece come compenso la libertà di parola. (p. 31) *Dio crea dal nulla, meraviglioso, dici tu. Sì, ma Egli fa una cosa che è ancora più meravigliosa, crea i santi (la [[comunione dei Santi]]) dai peccatori. (p. 31) *Sembra che stia diventando sempre più valida la considerazione che [[Hegel]] sia una parentesi all'interno di [[Friedrich Schelling|Schelling]] e si aspetta solo che venga chiusa. (p. 32) *Ci vuole [...] più coraggio per [[dimenticare]] che per [[ricordo|ricordare]] [...]. (p. 33) *Non c'è una [[vittoria]] più bella di quella ottenuta [[perdono|perdonando]], poiché in questo caso perfino lo sconfitto si sente lieto di glorificarla. (p. 33) *La vecchiaia realizza i presentimenti della gioventù; sì, in realtà questo lo si può vedere con [[Jonathan Swift|Swift]], che nella sua gioventù costruì un manicomio, e da vecchio egli stesso vi finì ricoverato. (p. 33) *Ci vuole del coraggio morale per essere [[afflizione|afflitti]]; ci vuole del coraggio religioso per essere [[letizia|lieti]]. (p. 34) *È meglio dare che [[ricevere]],<ref>Cfr. [[Gesù]]: «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!».</ref> ma a volte c'è più umiltà nell'accettare piuttosto che nel dare. (p. 36) *Che cos'è questa vita, nella quale l'unica cosa certa è l'unica di cui non si può sapere nulla con certezza: la [[morte]]? (p. 37) *Che cos'è la [[speranza]]? [...] un astuto traditore che è più perseverante perfino dell'onestà [...]. (p. 37) *Che cos'è il [[ricordo]]? Un consolatore molesto; [...] un'ombra che non si può vendere, anche nel caso in cui qualcuno voglia comprarla! (p. 37) *Che cos'è la [[fede]]? Una corda alla quale si rimane appesi, quando non ci si impicca. Che cos'è la [[verità]]? Un segreto che il morente porta con sé. Che cos'è l'[[amicizia]]? Un tormento in più! Che cos'è l'[[attesa]]? Una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio. Che cos'è la sua realizzazione? Una freccia che oltrepassa il bersaglio. (p. 37) *Sembra che gli uomini abbiano avuto il dono della parola non per nascondere i pensieri (come riteneva [[Talleyrand]], e già prima di lui [[Edward Young|Young]] nelle ''Notti''), ma per nascondere il fatto che non hanno pensieri. (p. 38) *Le [[seconde nozze]] sono soltanto una mediocre ristampa, una mediocre seconda edizione. (p. 39) *Tenere una [[ferita]] aperta può comunque anche essere salutare: una ferita sana e aperta; a volte è peggio quando si rimargina. (p. 39) *In [[autunno]] tutto ci ricorda il [[crepuscolo]], – e tuttavia, mi sembra la stagione più bella: volesse il cielo allora, quando io vivrò il mio crepuscolo, che ci debba essere qualcuno che allora mi ami come io ho amato l'autunno. (p. 40) *Come la freccia dell'[[arciere]] addestrato quando si allontana dalla corda dell'arco non si dà riposo prima di arrivare al bersaglio, così l'uomo è creato da Dio avendo come obiettivo Dio, e non riesce a trovare riposo se non in Dio. (p. 49) *[[Giobbe]] sopportò tutto – ma quando vennero i suoi amici... a consolarlo, allora perse la pazienza. (p. 54) *Uni-versum ([[universo]]) è una bella parola per esprimere che tutto il creato serve soltanto un Signore e si rivolge solo verso Uno. (p. 54) *Pensa attentamente al fatto che il modello viene chiamato agnello, già questo è di scandalo per l'uomo normale, non si ha nessuna voglia di essere un [[agnello]]. (p. 54) *Se Cristo venisse oggi sulla terra, com'è vero che io vivo, non prenderebbe di mira i sommi sacerdoti, ecc. – ma i [[giornalista|giornalisti]]. (p. 54) *Togli il [[paradosso]] da un [[pensatore]] e avrai un professore. (p. 58) *L'[[angoscia]] è il primo riflesso della possibilità, un batter d'occhio, e tuttavia possiede un terribile incantesimo. (p. 59) *Tra i [[macellaio|macellai]] si può certamente trovare della brava gente, ma una certa rudezza è inseparabile dal loro mestiere, fa parte della loro professione. Accade di peggio con l'essere giornalista: un certo grado di disonestà è inseparabile perfino dal più onesto giornalista. (p. 62) *Incredibile! Con preghiere e invocazioni [[Anselmo d'Aosta|Anselmo]], come egli stesso racconta (nel ''[[Proslogion]]''), è arrivato a tale prova. Del resto, si tratta di un modo tutto suo – di dimostrare. Anselmo dice: «Io voglio dimostrare l'esistenza di Dio. A questo fine prego Dio di rendermi forte e di aiutarmi». Ma il fatto che egli sia così sicuro che si abbia bisogno dell'aiuto di Dio per dimostrarlo è una prova dell'esistenza di Dio molto migliore, se senza l'aiuto di Dio si potesse dimostrare la Sua esistenza, si sarebbe un po' meno sicuri che Egli esiste. (pp. 74-75) *Nel [[Nuovo Testamento]] si impara come noi uomini dobbiamo servire Dio; l'invenzione umana che chiamiamo cristianesimo insegna come fare in modo che Dio serva noi. (p. 81) *La verità è una trappola: non riesci a ottenerla senza rimanere catturato; non puoi ottenere la verità in modo tale che tu la afferri, ma solo in modo tale che essa ti afferri. (p. 85) ==''Il concetto dell'angoscia''== *L'[[angoscia]] si può paragonare alla [[vertigine]]. Chi volge gli occhi al fondo di un abisso, è preso dalla vertigine. Ma la causa non è meno nel suo occhio che nell'abisso; perché deve guardarvi. Così l'angoscia è la vertigine della libertà [...]. (cap. II, 1; p. 74) *[...] se si insiste troppo sulla moralità, ecco che si sveglia il piacere e si tenta il [[maestro e discepolo|discepolo]], quasi contro la sua volontà, a farsi ironico verso il suo [[maestro e discepolo|maestro]]. (cap. II, 2 A, nota; p. 86) *La vista del [[peccato]] può salvare un individuo e far perdere invece un altro. Uno [[scherzo]] può avere il medesimo effetto di una parola seria e viceversa. Parlare e far silenzio possono produrre un effetto opposto a quello a cui miravano. (cap. II, 2 B; p. 91) *Il [[medioevo]] tagliava netto. Quando un individuo, che stava per riconquistare se stesso, scopriva, per esempio, di avere arguzia, talento comico o una qualità simile, egli annientava tutto questo come qualcosa di imperfetto. (cap. III, 3; p. 132) *Ora, volgendosi verso se stesso, egli {{NDR|il [[genio]]}} scopre la [[colpa]]. Più il genio è grande e più profondamente scopre la colpa. Che questa sia una follia per la mancanza di spiritualità, è una cosa che mi fa piacere e lo considero come un segno felice. Il genio non è alla stregua degli altri, e non si accontenta di esserlo. Ciò non è perché egli ripudia gli uomini, ma dipende dal fatto ch'egli ha da fare originariamente con se stesso, mentre tutti gli altri uomini e le loro spiegazioni non gli servono né per andare avanti né per andare indietro. (cap. III, 3; p. 134) *Quando la [[morte]] si presenta nella sua vera faccia scarna e truculenta, non la si considera senza timore. Ma quando essa, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, si avanza camuffata, quando soltanto la nostra meditazione riesce a vedere che, sotto le spoglie di quella sconosciuta, la cui dolcezza c'incanta e la cui gioia ci rapisce nell'impeto selvaggio del piacere, c'è la morte — allora siamo presi da un terrore senza fondo.<ref>Citato in [[Nicola Abbagnano]], ''Storia della filosofia: La filosofia del Romanticismo. La filosofia tra il secolo XIX e il XX'', Unione tipografico-editrice torinese, 1963, p. 189.</ref> ==''In Vino Veritas''== *Il ricordo non dev'essere soltanto preciso, dev'essere anche felice; la tappatura del ricordo deve aver conservato il profumo del vissuto prima che sia posto il sigillo. Così come l'uva non si pigia in qualsiasi stagione, così come le condizioni atmosferiche hanno una grande influenza sul vino, allo stesso modo nemmeno il vissuto può essere ricordato o interiormente rivissuto in qualsiasi momento o in qualsiasi circostanza. *Gli occhiali del vecchio hanno le lenti molate per vedere da vicino. Se un giovane ha gli occhiali, le lenti sono fatte per vedere da lontano, perché gli manca la forza di ricordare, ovvero allontanare, tenere a distanza. D'altro canto, tanto la felice capacità di ricordare del vecchio, quanto la felice facoltà di apprendere del bambino sono una grazia della natura, la quale abbraccia amorevolmente le due più indifese eppure, per certi versi, le più felici porzioni della vita. *Il ricordo è infatti l'idealità, ma come tale è ben più impegnativo e richiede maggiore responsabilità rispetto alla noncurante memoria. Il ricordo vuole sostenere in un uomo l'eterna continuità nella vita e assicurargli che la sua esistenza terrena rimanga ''uno tenore'', d'un solo respiro, esprimibile come un tutt'uno. *La memoria è immediata e viene immediatamente soccorsa, il ricordo è solo riflesso. Per questo ricordare è un'arte. Al contrario, anziché tenere tutto nella memoria, io desidero con [[Temistocle]] poter dimenticare. *Il [[pentimento]] è quindi un ricordo della colpa. Da un punto di vista puramente psicologico credo davvero che la polizia aiuti il criminale a non arrivare a pentirsi. Con il continuo annotare e ricordare il corso della sua vita, il delinquente raggiunge una tale prestazione di memoria a forza di snocciolare eventi, che l'idealità del ricordo è bandita. *Ci vuole grande idealità per pentirsi sul serio, e soprattutto per pentirsi subito; perché la natura può anche aiutare un uomo, e il pentimento tardivo, che rispetto al richiamare alla memoria è insignificante, spesso è il più serio e il più profondo. *Se è vero quel che dice [[Ovidio|il poeta]]: ''bene vixit qui bene latuit'', allora io ho vissuto bene, poiché il mio angolo è stata una buona scelta. È certo anche che il mondo e tutto ciò che vi si trova non ha mai migliore aspetto di quando lo si guarda da un cantuccio e bisogna avvicinarsi di soppiatto per vedere; ed è anche certo che tutto ciò che si ode e si udirà al mondo suona più soave e più incantevole da un cantuccio quando vi si avvicini di soppiatto. *Per prima cosa, trovo comico che tutti gli uomini amino e vogliano amare eppure non si possa sapere che cosa sia ciò che è amabile, che cosa sia l'oggetto proprio dell'amore. Lascio da parte la parola amare, perché non dice nulla, ma non appena debba cominciare il discorso, la prima domanda è: che cos'è ciò che si ama? A questo punto non si dà altra risposta se non che si ama ciò che è amabile. Se si risponde infatti con [[Platone]], che bisogna amare il bene, allora si è oltrepassato con un sol passo tutto l'ambito erotico. Ma di conseguenza si dirà forse che bisogna amare il bello. *E non è altrettanto comica la spiegazione che danno gli innamorati, o meglio, non mette in risalto appunto il lato comico? Dicono che amore renda ciechi, e in questo modo spiegano il fenomeno. *La [[galanteria]] spetta essenzialmente alla donna e il fatto che lei l'accetti istintivamente si spiega con la sollecitudine che la natura ha nei confronti dei più deboli, dei bistrattati, per i quali un'illusione è più che una compensazione. Ma è appunto l'illusione a essere fatale. *Da piccola la bambina è tenuta in minore considerazione rispetto al fanciullo. Quando è un po' più grande non si sa bene cosa farne; infine viene quel momento decisivo che fa di lei una sovrana. L'uomo le si avvicina adorante, diviene un corteggiatore. Adorante, perché tale è ogni pretendente, non si tratta della trovata di un astuto impostore. Anche il boia, se deve deporre i ''fasces'' per andare a chiedere la mano di una donna, persino lui piega il ginocchio, a meno che non sia perché intende sacrificarsi subito alle esecuzioni domestiche, che considera così naturali dall'esser lungi dal trovare qualche scusa nel fatto che quelle pubbliche siano diventate così rare. L'uomo colto si comporta nello stesso modo. Si genuflette adorante, concepisce l'amata secondo le categorie più fantastiche e poi dimentica molto alla svelta la sua, di posizione genuflessa: sapeva perfettamente mentre si inginocchiava che era tutta una fantasticheria. *Osservando un uomo, si crederebbe che esso sia in sé un intero, e ciò lo si crede ancora finché, soggiogato all'amore, si vede che egli è soltanto una metà che corre alla ricerca dell'altra sua metà. Non v'è nulla di comico in una mezza mela, il comico emergerebbe soltanto se una mela intera fosse una mezza mela; nella prima non vi è alcuna contraddizione, ma sì nell'ultima. Se si prendesse sul serio il modo di dire per cui la donna è solo un uomo a metà, allora essa non sarebbe affatto comica in amore. L'uomo, che per contro ha goduto della pubblica stima come un essere umano intero, diventa comico quando all'improvviso comincia a correre a destra e a manca tradendo così il fatto di essere solo una metà. *La più alta idealità che la donna può destare nell'uomo è proprio la coscienza dell'immortalità. *La questione è la seguente: se la donna desta nell'uomo l'idealità e con essa la coscienza dell'immortalità, lo fa sempre in negativo. Colui che realmente è divenuto genio, eroe, poeta, santo grazie a una donna, ha afferrato in quello stesso istante l'immortalità. Se la forza idealizzante fosse presente nella donna in modo positivo, allora la moglie e soltanto la moglie risveglierebbe la coscienza dell'immortalità nell'uomo. L'esistenza mostra esattamente il contrario. *La [[moda]] è donna, perché la moda è incostanza nel nonsenso, che conosce una sola conseguenza, quella di diventare sempre più folle. *Questi [[Erotismo|erotici]] sono esseri felici. Vivono più sontuosamente degli dèi, poiché si cibano sempre soltanto di ciò che è più pregiato dell'ambrosia e bevono bevande più dolci del nettare: banchettano con l'invenzione più seducente che sia stata concepita dal più ingegnoso pensiero degli dèi, mangiano sempre soltanto l'esca – oh, delizia senza pari! Beato modo di vivere, non mangiano che l'esca, senza mai venire catturati. Gli altri uomini abboccano, divorano l'esca come i contadini l'insalata di cetrioli e vengono catturati. Solo l'erotico sa apprezzare l'esca, apprezzarla infinitamente. *Meravigliosa natura, se io non ti ammirassi sarebbe una [[donna]] a insegnarmi a farlo, perché ella è il ''Venerabile'' dell'esistenza. Meravigliosamente tu l'hai plasmata, ma ancor più meraviglioso è che mai plasmasti una donna uguale all'altra. Nell'[[Maschio e femmina|uomo]]l'essenziale è l'essenziale e in questo senso è sempre lo stesso; nella donna l'essenziale è l'accidentale e così un'inesauribile differenza. *Vi è solo un'assoluta antitesi dell'assoluto: la sciocchezza. ==''Timore e tremore''== *La [[fede]] comincia appunto là dove la ragione finisce. *[[Maria]] non abbisogna dell'ammirazione del mondo, così come [[Abramo]] non ha bisogno di lagrime: perché ella non era un'eroina, né egli un eroe. Ma ambedue divennero ancor più grandi degli eroi non col fuggire la sofferenza, le pene, il paradosso, bensì per via di essi. *Quello che ciascun uomo può compiere è il movimento della infinita [[rassegnazione]]; e, per conto mio, non esiterò ad accusare di viltà chiunque si immagini di esserne capace. *La fede è la più alta passione di ogni uomo. Ci sono forse in ogni generazione molti uomini che non arrivano fino a essa, ma nessuno va oltre.<ref>Citato in [[Gianfranco Ravasi]], ''L'incontro: ritrovarsi nella preghiera'', Oscar Mondadori, Milano, 2014, p. 101. ISBN 978-88-04-63591-8</ref> *O dunque esiste un paradosso per il quale l'Individuo è, come tale, in un rapporto assoluto con l'Assoluto; oppure [[Abramo]] è perduto. *L'[[angoscia]] è una faccenda pericolosa per gli smidollati. (2013) ==Citazioni su Søren Kierkegaard== *Il cristiano Soren Kierkegaard considerava neopagana tutta la filosofia moderna. ([[Luciano Pellicani]]) *Il silenzio, inoltre, valorizza la testimonianza. Il silenzio non prova, non argomenta, non dimostra, testimonia soltanto. Eppure, nonostante questo, ma forse proprio per questo, possiede una forza insolita. «Perché gridi così forte?» dice Dio a Mosè. Eppure Mosè taceva. «Tanto – commentava Kierkegaard – può il silenzio gridare al cielo». ([[Massimo Baldini (filosofo)]]) *Kierkegaard appartiene alla schiera, certamente stretta, dei pensatori autobiografici – Pascal, Montaigne, Kierkegaard, Nietzsche –, pensatori che hanno preteso o hanno pensato di fare una rivoluzione nella storia del pensiero più radicale di quella che si era proposta Kant. ([[Pietro Prini]]) *Kierkegaard erra nel dire che ogni peccato non può essere che sessuale. La [[virtù]] è sessuale. ([[Angelo Fiore]]) *Kierkegaard, romantico egli stesso, è a cavallo tra il [[Romanticismo]] e i tempi nuovi: egli vede, con nitida chiarezza, che il puro [[estetismo]] porta alla disperazione. Lo stato estetico è, per Kierkegaard, lo stato della «rana elettrizzata» che si dibatte inanemente, senza poter organizzare i movimenti per eliminare la causa delle sue convulsioni. ([[Luigi Stefanini]]) *Kierkegaard si rifà all'originaria funzione della religione, al suo appello all'individuo impotente e tormentato. Egli restituisce così al [[Cristianesimo]] la sua forza combattiva e rivoluzionaria. L'avvento di Dio assume di nuovo il terrificante aspetto di un evento storico che si fa strada improvvisamente in una società in decadenza. L'eternità assume un aspetto temporale, mentre la realizzazione della felicità diviene un immediato e vitale problema della vita di tutti i giorni. ([[Herbert Marcuse]]) *La data di nascita sull'esistenzialismo moderno può essere fissata nel momento in cui Søren Kierkegaard uscì dal sistema hegeliano per entrare nell'«esistenza». Sfortunatamente portò con sé un po' di quel sistema. ([[Donald Nicholl]]) *Nelle facoltà c'è molta attenzione al tema del credere: ho trovato un interesse straordinario per Kierkegaard, molti studenti sono venuti a chiedermi la tesi su di lui. ([[Umberto Regina]]) *Normalmente quando si parla di Kierkegaard si vede in lui l'antisistematico, o lo si intende come un grande conoscitore delle pieghe dell'animo umano, nella direzione dei grandi moralisti, come un [[Montaigne]] o un [[Pascal]]. Ma se uno apre le ''Postille di filosofia'' vede che non c'è pagina che [[Tommaso D'Aquino]] non sottoscriverebbe. Per [[Cornelio Fabro|Fabro]], Kierkegaard era una grossa carta [[metafisica ]]da giocare in favore della cultura ufficiale della chiesa.([[Emanuele Severino]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Sören Kierkegaard, ''Aforismi e pensieri'', a cura di Massimo Baldini, traduzione di Silvia Giulietti, Tascabili Economici Newton, Roma, 1995. ISBN 88-8183-148-1 *Søren Kierkegaard, ''Aut-Aut'', traduzione di K. Montanari Gulbrandsen e Remo Cantoni, Mondadori, 2015. *Søren Kierkegaard, ''Diario'', a cura di [[Cornelio Fabro]], Morcelliana, Brescia, vol. I, 1962; vol. II, 1963. *Søren Kierkegaard, ''Diario. Edizione ridotta'', a cura di Cornelio Fabro, Fabbri Editori, Milano, 1997. *Søren Kierkegaard, ''Il concetto dell'angoscia – La malattia mortale'', traduzione e note di [[Cornelio Fabro]], Sansoni, Firenze, 1965. *Søren Kierkegaard, ''In vino veritas'', traduzione di Ingrid Basso, Feltrinelli, Milano, 2020. ISBN 9788858841679 *Søren Kierkegaard, ''Le grandi opere filosofiche e teologiche'', traduzione di Cornelio Fabro, Bompiani, Milano, 2013 *Søren Kierkegaard, ''Timore e tremore'', traduzione di F. Fortini e K. Montanari Gulbrandsen, Comunità, Milano, 1971. ==Voci correlate== *[[Regine Olsen]] – fidanzata ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Aut-Aut (Kierkegaard)|''Aut-Aut''|(1843)}} {{Pedia|Timore e tremore||(1843)}} {{Pedia|Diario (Kierkegaard)|''Diario''|(1909)}} {{DEFAULTSORT:Kierkegaard, Søren}} [[Categoria:Aforisti danesi]] [[Categoria:Diaristi]] [[Categoria:Filosofi danesi]] [[Categoria:Scrittori danesi]] [[Categoria:Teologi danesi]] r6brgwuuknrfdt775sz5isafuh6807s Template:SelezioneNuove 10 4465 1418910 1418890 2026-07-02T13:30:06Z Gaux 18878 Estetismo 1418910 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Cavalieri della Tavola Rotonda]]{{,}} [[Fata Morgana (mitologia)]]{{,}} [[Mordred]]{{,}} [[Giovanni Branchini]]{{,}} [[Elke Kahr]]{{,}} [[Gawain]]{{,}} [[Tavola Rotonda]]{{,}} [[Galahad]]{{,}} [[Estetismo]]{{,}} [[Luigi Stefanini]]{{,}} [[Dama del Lago]]{{,}} [[Requiescant]]{{,}} [[Parsifal]]{{,}} [[Fantasy Island]]{{,}} [[Uther Pendragon]]{{,}} [[I giganti del West]]{{,}} [[Enrico Montazio]]{{,}} [[Giovanni Federzoni]]{{,}} [[Moonfall]]{{,}} [[Mariano Santo]]{{,}} [[Severino Ferrari]]{{,}} [[Gabriele Falloppio]]{{,}} [[Noris Siliprandi]]{{,}} [[I conquistatori (film 1946)]]{{,}} [[Antoine Louis]]{{,}} [[Christoph Wilhelm Hufeland]]{{,}} [[Bernardo Colombo]]{{,}} [[Gennaro Sasso]]{{,}} [[Sebastiano Maffettone]]{{,}} [[Pianeta rosso]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> 6hc9wp9929nx9szrcu2x0ip1u01kijh 1418952 1418943 2026-07-02T20:00:22Z Skekzilla 17056 1418952 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. 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Gazzo]]: Frank Pentangeli *[[G.D. Spradlin]]: Pat Geary *[[Richard Bright]]: Al Neri *[[Gastone Moschin]]: Don Fanucci *[[Tom Rosqui]]: Rocco Lampone *[[Bruno Kirby]]: Peter Clemenza *[[Frank Sivero]]: Genco Abbandando *[[Francesca De Sapio]]: Carmela Corleone da giovane *[[Morgana King]]: Carmela Corleone *[[Marianna Hill]]: Deanna Dunn *[[Leopoldo Trieste]]: signor Roberto *[[Dominic Chianese]]: Johnny Ola *[[Amerigo Tot]]: Bussetta *[[Troy Donahue]]: Merle Johnson *[[John Aprea]]: Salvatore Tessio da giovane *[[Joe Spinell]]: Willie Cicci *[[Oreste Baldini]]: Vito da bambino *[[Maria Carta]]: madre di Vito Andolini *[[Giuseppe Sillato]]: don Francesco Ciccio *[[Danny Aiello]]: Tony Rosato *[[Teresa Tirelli]]: l'ostetrica |doppiatoriitaliani= *[[Ferruccio Amendola]]: Michael Corleone *[[Cesare Barbetti]]: Tom Hagen *[[Vittoria Febbi]]: Kay Adams *[[Pino Colizzi]]: Vito Corleone *[[Riccardo Cucciolla]]: Fredo Corleone *[[Rita Savagnone]]: Connie Corleone *[[Giorgio Piazza]]: Hyman Roth *[[Giuseppe Rinaldi]]: Frank Pentangeli *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Pat Geary *[[Antonio Guidi (attore)|Antonio Guidi]]: Al Neri, Johnny Ola *[[Vittorio Stagni]]: Peter Clemenza *[[Anna Rita Pasanisi]]: Carmela Corleone da giovane *[[Gianni Marzocchi]]: Merle Johnson *[[Gigi Reder]]: Willie Cicci |note= * Vincitore di 6 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (1975)''': ** Miglior film ([[Francis Ford Coppola]], [[Gray Frederickson]], [[Fred Roos]]) ** Migliore regia (Francis Ford Coppola) ** Miglior attore non protagonista ([[Robert De Niro]]) ** Migliore sceneggiatura non originale (Francis Ford Coppola, [[Mario Puzo]]) ** Migliore scenografia ([[Dean Tavoularis]], [[Angelo P. Graham]], [[George R. Nelson]]) ** Miglior colonna sonora ([[Nino Rota]], [[Carmine Coppola (compositore)|Carmine Coppola]]) }} '''''Il padrino – Parte II''''', film statunitense del 1974 con [[Al Pacino]], regia di [[Francis Ford Coppola]]. ==Frasi== *Cent'anni! ('''La famiglia''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindando]] insieme}} *Senatore, siamo due facce della stessa ipocrisia. Ma non le permetto di tirare in ballo la mia famiglia. ('''Michael Corleone''') *La tua famiglia porta ancora il nome dei Corleone. E tu devi sempre portare rispetto per le cose della famiglia. ('''Michael Corleone''') {{NDR|a Frankie Pentangeli}} *Quando tentarono di uccidermi, fosti tu a tradirmi. E m'hai spezzato il cuore. ('''Michael Corleone''') {{NDR|al fratello Fredo}} *Ci faccio un'offerta che lui non può rifiutare, non può. ('''Vito Corleone''') {{NDR|riferendosi a Fanucci}} *Io non penso affatto di dover eliminare tutti, Tom, solo i miei nemici, tutto qui. ('''Michael Corleone''') *Nella vita una sola cosa è certa, se la storia ci ha insegnato qualcosa. È che si può uccidere chiunque. ('''Michael Corleone''') *Gli [[Amico e nemico|amici]] tieniteli stretti... ma i [[Amico e nemico|nemici]], anche più stretti. ('''Michael Corleone''') :''Keep your friends close, but your enemies closer.''<ref>Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'[[w:American Film Institute|American Film Institute]], che è andato a comporre l'''[[w:AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes|AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes]]'', questa citazione è stata inserita al 58° posto nella classifica AFI delle cento battute più celebri della storia del cinema.</ref> *Per riabilitare il nome della mia famiglia, nel sincero desiderio che un giorno i miei figli partecipino alla vita del Paese con un nome e un passato senza macchia, mi sono presentato a questa commissione offrendo tutta la collaborazione possibile. Considero un grave disonore essere chiamato qui a dimostrare che non sono un criminale e chiedo di mettere a verbale queste mie dichiarazioni. Ho servito il mio Paese con fedeltà e con onore nella Seconda Guerra Mondiale e fui decorato con la Navy Cross per azioni in difesa del mio Paese. Non sono stato mai processato o arrestato per imputazioni di nessun genere, nessuna prova di me e i legami con associazioni a delinquere, si chiamino esse "mafia" o "cosa nostra" o con qualsivoglia altro nome si chiamino, è stata mai prodotta contro di me. Io non mi sono nascosto invocando il 5° emendamento, benché la legge me ne riconoscesse il diritto; io sfido questa commissione a produrre testimonianze o prove contro di me e quando ciò non avvenga voglio sperare che si avrà la correttezza di riabilitare il mio nome con la stessa pubblicità con la quale è stato tanto diffamato. ('''Michael Corleone''') {{NDR|alla Commissione d'Inchiesta Senatoriale}} *Vattini, figliu, vattini! Vattini, Vito! ('''Madre di Vito''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} ==Dialoghi== [[File:Museo Cinema Torino - Coppola Godfather script.jpg|thumb|Sceneggiatura originale di Francis Ford Coppola e Mario Puzo. Museo nazionale del cinema, Torino.]] *'''Frank Pentangeli''': Don Corleone, se mi facevi sapere che venivi ca' io preparavo qualche cosa per te. <br/> '''Michael Corleone''': Perciò non te l'ho fatto sapere. *'''Vito Corleone''': Baciamo le mani Don Ciccio. Si benedica. <br/> '''Don Ciccio''': Benerittu. Come ti chiami? <br/> '''Vito Corleone''': Mi chiamo Vito Corleone. <br/> '''Don Ciccio''': Vito Corleone? Ahahah, ti pigghiasti 'u nome ri stu paisi. Tuo padre come si chiama? <br/> '''Vito Corleone''': Iddu si chiamava Antonio Andolini. <br/> '''Don Ciccio''': Più forte, non ci sento bbonu. Avvicinati. <br/> '''Vito Corleone''': Mio padre si chiamava Antonio Andolini... E chistu è pi tia! {{NDR|Pianta un coltello nello stomaco di don Ciccio}}<br/> '''Don Ciccio''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Arrgh! Figghiu 'i bottana! *'''Kay''': La tua attività sta rovinando la nostra famiglia! <br /> '''Michael Corleone''': Di che stai parlando?!?! <br /> '''Kay''': Guarda che sta succedendo ai nostri figli! <br /> '''Michael Corleone''': Che c'entra?! Che c'entra coi nostri figli??! <br /> '''Kay''': Guarda, guarda che sta succedendo! Ma non pensi al futuro dei tuoi figli, Mike?! <br /> '''Michael Corleone''': Non voglio sentirti dir questo! {{NDR|mentre Kay continua ad accusarlo}} Non ti permetto di dire questo, non ti permetto di dire questo, non te lo permetto, Capito?! ...E basta! <br /> '''Kay''': ...Da questo momento..io non riesco a provare più nessuna attrazione per te. *'''Frank Pentangeli''': Tom... Dimmi che devo fare! <br /> '''Tom Hagen''': Frankie, tu... ti sei sempre interessato alla politica, alla storia. Ricordo come parlavi di Hitler nel '33. <br /> '''Frank Pentangeli''': Anche ora! Leggo sempre roba di Hitler, ne ho trovato un sacco di libri qua dentro. <br /> '''Tom Hagen''': Tu stavi sempre intorno ai veterani, quando fantasticavano su come organizzare le [[Famiglia (mafia)|famiglie]], e copiavano le gerarchie delle legioni di Roma antica: caporegime, soldato... E funzionava! <br /> '''Frank Pentangeli''': Eh sì, funzionava. Erano giorni gloriosi quelli, ci pensi? Proprio come un Impero romano eravamo! I Corleone formavano una specie di Impero romano, eh... <br /> '''Tom Hagen''': Eh sì, tutto passa. Frankie, quando un complotto contro l'Imperatore falliva, una possibilità veniva lasciata ai congiurati... Perché le famiglie conservassero i loro beni. <br /> '''Frank Pentangeli''': Eh già! Ma solo per i congiurati grossi, Tom! Per i meschini c'era la confisca, e i loro beni andavano all'Imperatore... A meno che i colpevoli non s'ammazzavano con le mani loro. Allora tutto andava a posto. Loro morivano, e le loro famiglie venivano risparmiate. <br /> '''Tom Hagen''': Non ti pare accettabile come soluzione? <br /> '''Frank Pentangeli''': Come no! Appena tornavano a casa, sedevano in un bagno caldo, si bucavano le vene, e... aspettavano la fine. Qualcuno prima della funzione dava anche una festicciola. <br /> '''Tom Hagen''': Non preoccuparti di niente, Frankie Pentangeli. <br /> '''Frank Pentangeli''': Grazie Tom, grazie. [...] {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} Ciao Tom! Grazie! <br /> '''Tom Hagen''': Addio, Frankie. *'''Bazz''': Io non ho niente da dire, Pres. <br /> '''Presidente''': Abbiamo tempo. <br /> '''Bazz''': Mi tenevano sempre all'oscuro di tutto. Nessuno mi diceva mai niente. <br /> '''Presidente''': Ma parliamo di adesso. Hai qualche informazione che mi può servire? Di adesso non hai niente da dirmi? <br /> '''Bazz''': Hanno perso i quarti, questo è tutto quello che so. Io non lo sapevo che tramavano contro di voi. Ti giuro su Dio che non lo sapevo che volevano ammazzarti. Il Presidente della Longobarda mi chiama al telefono a San Michele Extra e dice che ha urgenza di parlarmi. E dice che tu e Jp7 preparate la partita dell’anno insieme, e che ci può essere qualche cosa anche per me se do una mano per affrontarvi. Dice che tu sei un osso duro nelle gare secche, ma che se io riesco a dare una spinta e la partita si chiuderà nel modo giusto, sarà bene per tutta la famiglia. <br /> '''Presidente''': E tu ti sei bevuto tutto? Hai potuto crederci? <br /> '''Bazz''': Disse che c'era qualcosa anche per me, per me solo. <br /> '''Presidente''': Ho sempre provveduto io per te, Bazz. <br /> '''Bazz''': Hai provveduto per me? Sei il Presidente e provvedevi tu per me?! Ma ci hai mai pensato a questo?! Ti è mai passato una volta per la testa?! "Dite a Bazz di andare da questo. Dite a Bazz di andare da quello. Manda Bazz a occuparsi di qualche terzino sinistro di quart'ordine non so dove. Manda Bazz a ricevere quel tale all'aeroporto"! Sono qui da più tempo di Pavoni, Presidente, e tu mi hai lasciato che mi passasse sempre avanti! <br /> '''Presidente''': È stata la volontà del Pend. <br /> '''Bazz''': E non conta niente la mia volontà?! Io sono capace di trattare, ci so fare! Non sono quello che pensa la gente! Non sono una schiappa! Io ci so fare e voglio rispetto! <br /> '''Presidente''': Sai niente su questa commissione d'inchiesta del Nievo? Niente che mi può servire? <br /> '''Bazz''': L'avvocato del Difra è persona manovrata dal Sultano. <br /> '''Presidente''': Bazz, tu per me non sei più niente. Non mi sei dirigente e neppure amico. Non voglio più sapere niente di te e di quello che fai. Non ti voglio più nella nostra panchina, e tantomeno a casa mia. Se fai visita al Nievo, lo fai sapere un giorno prima così me ne vado io. Intesi? {{NDR|si allontana}} <br /> '''Bazz''': Pres... <br /> '''Presidente''' {{NDR|a Pavoni nell'altra stanza}}: Non voglio che gli succeda niente finché è viva sua madre. ==Citazioni su ''Il padrino – Parte II''== *I dialoghi di ''Parte II'' sembrano quelli delle didascalie dei cartoni animati. ([[Vincent Canby]]) *I titoli di coda de ''Il padrino – Parte II'' sono migliori rispetto a tutto ''[[Il padrino - Parte III]]''. ([[Trevor Noah]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Il padrino}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film di gangster]] [[Categoria:Film premi Oscar]] [[Categoria:Film sulla mafia]] 7z3a6ktoiu1c8ergkqxg5ug81l1x760 1418946 1418945 2026-07-02T19:34:36Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-37918-59|~2026-37918-59]] ([[User talk:~2026-37918-59|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1347384 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Il padrino - Parte II |titoloalfabetico= Padrino - Parte II, Il |immagine= The-godfather-part-ii.png |didascalia= |genere=drammatico/gangster |regista=[[Francis Ford Coppola]] |soggetto=[[Mario Puzo]] |sceneggiatore= Mario Puzo, Francis Ford Coppola |produttore = Francis Ford Coppola |attori= *[[Al Pacino]]: Michael Corleone *[[Robert Duvall]]: Tom Hagen *[[Diane Keaton]]: Kay Adams *[[Robert De Niro]]: Vito Corleone *[[John Cazale]]: Fredo Corleone *[[Talia Shire]]: Connie Corleone *[[Lee Strasberg]]: Hyman Roth *[[Michael V. Gazzo]]: Frank Pentangeli *[[G.D. Spradlin]]: Pat Geary *[[Richard Bright]]: Al Neri *[[Gastone Moschin]]: Don Fanucci *[[Tom Rosqui]]: Rocco Lampone *[[Bruno Kirby]]: Peter Clemenza *[[Frank Sivero]]: Genco Abbandando *[[Francesca De Sapio]]: Carmela Corleone da giovane *[[Morgana King]]: Carmela Corleone *[[Marianna Hill]]: Deanna Dunn *[[Leopoldo Trieste]]: signor Roberto *[[Dominic Chianese]]: Johnny Ola *[[Amerigo Tot]]: Bussetta *[[Troy Donahue]]: Merle Johnson *[[John Aprea]]: Salvatore Tessio da giovane *[[Joe Spinell]]: Willie Cicci *[[Oreste Baldini]]: Vito da bambino *[[Maria Carta]]: madre di Vito Andolini *[[Giuseppe Sillato]]: don Francesco Ciccio *[[Danny Aiello]]: Tony Rosato *[[Teresa Tirelli]]: l'ostetrica |doppiatoriitaliani= *[[Ferruccio Amendola]]: Michael Corleone *[[Cesare Barbetti]]: Tom Hagen *[[Vittoria Febbi]]: Kay Adams *[[Pino Colizzi]]: Vito Corleone *[[Riccardo Cucciolla]]: Fredo Corleone *[[Rita Savagnone]]: Connie Corleone *[[Giorgio Piazza]]: Hyman Roth *[[Giuseppe Rinaldi]]: Frank Pentangeli *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Pat Geary *[[Antonio Guidi (attore)|Antonio Guidi]]: Al Neri, Johnny Ola *[[Vittorio Stagni]]: Peter Clemenza *[[Anna Rita Pasanisi]]: Carmela Corleone da giovane *[[Gianni Marzocchi]]: Merle Johnson *[[Gigi Reder]]: Willie Cicci |note= * Vincitore di 6 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (1975)''': ** Miglior film ([[Francis Ford Coppola]], [[Gray Frederickson]], [[Fred Roos]]) ** Migliore regia (Francis Ford Coppola) ** Miglior attore non protagonista ([[Robert De Niro]]) ** Migliore sceneggiatura non originale (Francis Ford Coppola, [[Mario Puzo]]) ** Migliore scenografia ([[Dean Tavoularis]], [[Angelo P. Graham]], [[George R. Nelson]]) ** Miglior colonna sonora ([[Nino Rota]], [[Carmine Coppola (compositore)|Carmine Coppola]]) }} '''''Il padrino – Parte II''''', film statunitense del 1974 con [[Al Pacino]], regia di [[Francis Ford Coppola]]. ==Frasi== *Cent'anni! ('''La famiglia''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindando]] insieme}} *Senatore, siamo due facce della stessa ipocrisia. Ma non le permetto di tirare in ballo la mia famiglia. ('''Michael Corleone''') *La tua famiglia porta ancora il nome dei Corleone. E tu devi sempre portare rispetto per le cose della famiglia. ('''Michael Corleone''') {{NDR|a Frankie Pentangeli}} *Quando tentarono di uccidermi, fosti tu a tradirmi. E m'hai spezzato il cuore. ('''Michael Corleone''') {{NDR|al fratello Fredo}} *Ci faccio un'offerta che lui non può rifiutare, non può. ('''Vito Corleone''') {{NDR|riferendosi a Fanucci}} *Io non penso affatto di dover eliminare tutti, Tom, solo i miei nemici, tutto qui. ('''Michael Corleone''') *Nella vita una sola cosa è certa, se la storia ci ha insegnato qualcosa. È che si può uccidere chiunque. ('''Michael Corleone''') *Gli [[Amico e nemico|amici]] tieniteli stretti... ma i [[Amico e nemico|nemici]], anche più stretti. ('''Michael Corleone''') :''Keep your friends close, but your enemies closer.''<ref>Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'[[w:American Film Institute|American Film Institute]], che è andato a comporre l'''[[w:AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes|AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes]]'', questa citazione è stata inserita al 58° posto nella classifica AFI delle cento battute più celebri della storia del cinema.</ref> *Per riabilitare il nome della mia famiglia, nel sincero desiderio che un giorno i miei figli partecipino alla vita del Paese con un nome e un passato senza macchia, mi sono presentato a questa commissione offrendo tutta la collaborazione possibile. Considero un grave disonore essere chiamato qui a dimostrare che non sono un criminale e chiedo di mettere a verbale queste mie dichiarazioni. Ho servito il mio Paese con fedeltà e con onore nella Seconda Guerra Mondiale e fui decorato con la Navy Cross per azioni in difesa del mio Paese. Non sono stato mai processato o arrestato per imputazioni di nessun genere, nessuna prova di me e i legami con associazioni a delinquere, si chiamino esse "mafia" o "cosa nostra" o con qualsivoglia altro nome si chiamino, è stata mai prodotta contro di me. Io non mi sono nascosto invocando il 5° emendamento, benché la legge me ne riconoscesse il diritto; io sfido questa commissione a produrre testimonianze o prove contro di me e quando ciò non avvenga voglio sperare che si avrà la correttezza di riabilitare il mio nome con la stessa pubblicità con la quale è stato tanto diffamato. ('''Michael Corleone''') {{NDR|alla Commissione d'Inchiesta Senatoriale}} *Vattini, figliu, vattini! Vattini, Vito! ('''Madre di Vito''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} ==Dialoghi== [[File:Museo Cinema Torino - Coppola Godfather script.jpg|thumb|Sceneggiatura originale di Francis Ford Coppola e Mario Puzo. Museo nazionale del cinema, Torino.]] *'''Frank Pentangeli''': Don Corleone, se mi facevi sapere che venivi ca' io preparavo qualche cosa per te. <br/> '''Michael Corleone''': Perciò non te l'ho fatto sapere. *'''Vito Corleone''': Baciamo le mani Don Ciccio. Si benedica. <br/> '''Don Ciccio''': Benerittu. Come ti chiami? <br/> '''Vito Corleone''': Mi chiamo Vito Corleone. <br/> '''Don Ciccio''': Vito Corleone? Ahahah, ti pigghiasti 'u nome ri stu paisi. Tuo padre come si chiama? <br/> '''Vito Corleone''': Iddu si chiamava Antonio Andolini. <br/> '''Don Ciccio''': Più forte, non ci sento bbonu. Avvicinati. <br/> '''Vito Corleone''': Mio padre si chiamava Antonio Andolini... E chistu è pi tia! {{NDR|Pianta un coltello nello stomaco di don Ciccio}}<br/> '''Don Ciccio''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Arrgh! Figghiu 'i bottana! *'''Kay''': La tua attività sta rovinando la nostra famiglia! <br /> '''Michael Corleone''': Di che stai parlando?!?! <br /> '''Kay''': Guarda che sta succedendo ai nostri figli! <br /> '''Michael Corleone''': Che c'entra?! Che c'entra coi nostri figli??! <br /> '''Kay''': Guarda, guarda che sta succedendo! Ma non pensi al futuro dei tuoi figli, Mike?! <br /> '''Michael Corleone''': Non voglio sentirti dir questo! {{NDR|mentre Kay continua ad accusarlo}} Non ti permetto di dire questo, non ti permetto di dire questo, non te lo permetto, Capito?! ...E basta! <br /> '''Kay''': ...Da questo momento..io non riesco a provare più nessuna attrazione per te. *'''Frank Pentangeli''': Tom... Dimmi che devo fare! <br /> '''Tom Hagen''': Frankie, tu... ti sei sempre interessato alla politica, alla storia. Ricordo come parlavi di Hitler nel '33. <br /> '''Frank Pentangeli''': Anche ora! Leggo sempre roba di Hitler, ne ho trovato un sacco di libri qua dentro. <br /> '''Tom Hagen''': Tu stavi sempre intorno ai veterani, quando fantasticavano su come organizzare le [[Famiglia (mafia)|famiglie]], e copiavano le gerarchie delle legioni di Roma antica: caporegime, soldato... E funzionava! <br /> '''Frank Pentangeli''': Eh sì, funzionava. Erano giorni gloriosi quelli, ci pensi? Proprio come un Impero romano eravamo! I Corleone formavano una specie di Impero romano, eh... <br /> '''Tom Hagen''': Eh sì, tutto passa. Frankie, quando un complotto contro l'Imperatore falliva, una possibilità veniva lasciata ai congiurati... Perché le famiglie conservassero i loro beni. <br /> '''Frank Pentangeli''': Eh già! Ma solo per i congiurati grossi, Tom! Per i meschini c'era la confisca, e i loro beni andavano all'Imperatore... A meno che i colpevoli non s'ammazzavano con le mani loro. Allora tutto andava a posto. Loro morivano, e le loro famiglie venivano risparmiate. <br /> '''Tom Hagen''': Non ti pare accettabile come soluzione? <br /> '''Frank Pentangeli''': Come no! Appena tornavano a casa, sedevano in un bagno caldo, si bucavano le vene, e... aspettavano la fine. Qualcuno prima della funzione dava anche una festicciola. <br /> '''Tom Hagen''': Non preoccuparti di niente, Frankie Pentangeli. <br /> '''Frank Pentangeli''': Grazie Tom, grazie. [...] {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} Ciao Tom! Grazie! <br /> '''Tom Hagen''': Addio, Frankie. *'''Fredo Corleone''': Io non ho niente da dire, Mike. <br /> '''Michael Corleone''': Abbiamo tempo. <br /> '''Fredo Corleone''': Mi tenevano sempre all'oscuro di tutto. Nessuno mi diceva mai niente. <br /> '''Michael Corleone''': Ma parliamo di adesso. Hai qualche informazione che mi può servire? Di adesso non hai niente da dirmi? <br /> '''Fredo Corleone''': Hanno preso Pentangeli, questo è tutto quello che so. Io non lo sapevo che tramavano contro di te. Ti giuro su Dio che non lo sapevo che volevano ammazzarti. Johnny Ola mi chiama al telefono a Beverly Hills e dice che ha urgenza di parlarmi. E dice che tu e Roth preparate l'affare grosso insieme, e che ci può essere qualche cosa anche per me se do una mano per arrivare in porto. Dice che tu sei un osso duro nelle trattative, ma che se io riesco a dare una spinta l'affare si chiuderà presto e sarà bene per tutta la famiglia. <br /> '''Michael Corleone''': E tu ti sei bevuto tutto? Hai potuto crederci? <br /> '''Fredo Corleone''': Disse che c'era qualcosa anche per me, per me solo. <br /> '''Michael Corleone''': Ho sempre provveduto io per te, Fredo. <br /> '''Fredo Corleone''': Hai provveduto per me? Sei il fratello più piccolo e provvedevi tu per me?! Ma ci hai mai pensato a questo?! Ti è mai passato una volta per la testa?! "Dite a Fredo di andare da questo. Dite a Fredo di andare da quello. Manda Fredo a occuparsi di qualche night club di quart'ordine non so dove. Manda Fredo a ricevere quel tale all'aeroporto"! Sono il fratello maggiore, Mike, e tu mi sei passato sempre avanti! <br /> '''Michael Corleone''': È stata la volontà di papà. <br /> '''Fredo Corleone''': E non conta niente la mia volontà?! Io sono capace di trattare, ci so fare! Non sono quello che pensa la gente! Non sono una schiappa! Io ci so fare e voglio rispetto! <br /> '''Michael Corleone''': Sai niente su questa commissione d'inchiesta del Senato? Niente che mi può servire? <br /> '''Fredo Corleone''': L'avvocato del Senato, Questadt. È persona di Roth. <br /> '''Michael Corleone''': Fredo, tu per me non sei più niente. Non mi sei fratello e neppure amico. Non voglio più sapere niente di te e di quello che fai. Non ti voglio più nei nostri hotel, e tantomeno a casa mia. Se fai visita a mamma, lo fai sapere un giorno prima così me ne vado io. Intesi? {{NDR|si allontana}} <br /> '''Fredo Corleone''': Mikey... <br /> '''Michael Corleone''' {{NDR|ad Al Neri nell'altra stanza}}: Non voglio che gli succeda niente finché è viva mia madre. ==Citazioni su ''Il padrino – Parte II''== *I dialoghi di ''Parte II'' sembrano quelli delle didascalie dei cartoni animati. ([[Vincent Canby]]) *I titoli di coda de ''Il padrino – Parte II'' sono migliori rispetto a tutto ''[[Il padrino - Parte III]]''. ([[Trevor Noah]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Il padrino}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film di gangster]] [[Categoria:Film premi Oscar]] [[Categoria:Film sulla mafia]] 5akoocxodoc7xmt40axsi824vbockt8 Golda Meir 0 6382 1418956 1371711 2026-07-02T20:29:56Z ~2026-35146-54 107498 /* Citazioni di Golda Meir */ correzione 1418956 wikitext text/x-wiki [[File:Golda Meir2.jpg|thumb|Golda Meir nel 1973]] '''Golda Meir''', pseudonimo di '''Golda Mabovitz Meyrson''' (1898 – 1978), politico israeliano. ==Citazioni di Golda Meir== *Ero tornata qui a fare il ministro del Lavoro. Ah, quello sì. Quello, vede, è tutto l'opposto: lì si conclude, e si vede. Le istruzioni, lì, si chiamano "ordini", e gli ordini si traducono in fatti, in fatti che si toccano con mano, in case, in strade, in acquedotti... Ah, com'è bello il lavoro al ministero del Lavoro!... Mai finché sono stata lì, che mi fosse capitato di chiedermi: "E ora che si fa?"... Mai! [...] Ci sarei rimasta per tutta la vita. E invece... e invece, a un certo punto, il [[David Ben Gurion|Vecchio]] volle darmi il ministero degli Esteri...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 73-74.</ref> *Il primo incarico che mi diedero in diplomazia fu l'ambasciata a Mosca. Fu un'esperienza sconvolgente. Quando videro che [[Iosif Stalin|Stalin]] riconosceva lo [[Israele|Stato di Israele]], i poveri ebrei di Russia s'illusero che le persecuzioni contro di loro fossero finite e vennero a vedermi alla sinagoga. Ce n'erano oltre cinquantamila a fare ressa per strada. E così si denunziarono. Nei giorni che seguirono, seppi che ad uno ad uno stavano tutti scomparendo. Dove, non so. In Siberia, immagino. Nessuno di loro osava più avvicinarmi. Una sola lo fece: la moglie di [[Vjačeslav Michajlovič Molotov|Molotov]], ch'è appunto ebrea e mi rimase amica, forse credendo di essere salvaguardata dalla posizione di suo marito... Poco dopo, era al confino anch'essa...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, p. 73.</ref> *Non creda che sia molto divertente fare il ministro degli Esteri. Si lavora, si lavora, e non si conclude mai nulla... O per lo meno non si vede. Lei crede, quando ha mandato questa o quella istruzione a un ambasciatore, di aver risolto un problema. Neanche per idea. Comincia la battaglia delle note, dei memoranda, dei protocolli. Alle proposte seguono le controproposte. Si passano giornate, settimane, mesi a cavillare su una frase, a sottilizzare su una interpretazione. Parole, parole... nient'altro che parole.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 72-73.</ref> *Non esiste qualcosa come un popolo palestinese. Non è che siamo venuti, li abbiamo buttati fuori e abbiamo preso il loro paese. Essi non esistevano. (da una dichiarazione al ''The Sunday Times'', 15 giugno 1969) *Come possiamo restituire i territori occupati? Non c'è nessuno a cui restituirli. (8 marzo 1969). *A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d'Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada. (da un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961.) {{Int|Dalla 1ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0126_01_1969_0108_0001_6148630/ ''Golda Meir smentisce «Non abbiamo atomiche»''], ''La Stampa'', 9 maggio 1969}} *Israele non ha bombe atomiche né intende impiegarne. *{{NDR|Sul perché Israele non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare}} Ne abbiamo tanti di problemi sul tappeto... In ogni caso Israele non è il solo paese a non aver firmato ancora. *Israele non introdurrà mai per primo armi atomiche nel Medio Oriente. {{Int|Dalla 2ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,11/articleid,0126_01_1969_0110_0011_4793855/ ''Parla la signora Golda Meir''], ''La Stampa'', 11 maggio 1969}} *Non ha senso pensare che la pace possa raggiungersi per interposta persona. Sono gli arabi che debbono farla, con noi, sedendosi allo stesso nostro tavolo. Finché i Grandi discuteranno, gli arabi si sentiranno scaricati di ogni responsabilità, e invece, ora, debbono finalmente assumersene. Tre volte hanno fatto la guerra e tre volte l'hanno perduta e sempre c'è stato qualcuno che ha detto loro: non importa, arrangiamo noi la situazione. E così abbiamo avuto armistizi, forze d'emergenza dell'Onu, tregue, osservatori, ma giammai la pace. Adesso basta. Nessuno può risolvere un problema che investe direttamente arabi e israeliani, nessuno può imporci una soluzione. Vogliamo la pace, una pace negoziata fra le parti in causa che ci garantisca confini certi e giusti. *Dove mai s'è visto nella storia che due nazioni che hanno fatto la guerra non abbiano poi sottoscritto la pace sedendo al tavolo delle trattative? Nel caso nostro c'è di più: siamo stati attaccati, abbiamo vinto. Il popolo che è stato attaccato e che ha vinto invita gli aggressori sconfitti: prego, venite e facciamo la pace. E questo sarebbe un atteggiamento tanto assurdo ed estremista da alienarci gli amici? Può darsi, ma si tratterebbe di un caso assai strano. Di solito a domandare la pace è chi perde, tuttavia noi rigettiamo ogni posizione di privilegio: noi vogliamo una pace dignitosa, onorevole per tutte due le parti a chiusura d'una guerra che speriamo, e fortemente auspichiamo, sia stata l'ultima. *I sovietici sono come e più degli arabi, responsabili della guerra del '67, per la campagna di intossicazione che condussero. *Dal punto di vista della sicurezza gli attuali confini sono l'ideale. E non li lasceremo fin quando gli arabi non cercheranno di muovercene con negoziati di pace che garantiscano confini reciprocamente sicuri. *Accettiamo solo il principio che i Luoghi Santi musulmani e cristiani vengano posti sotto le rispettive giurisdizioni e amministrazioni. Sul resto non si discute. {{Int|Dall'intervista di [[Oriana Fallaci]]|in ''Intervista con la storia'', Rizzoli, Milano, 1974.}} *Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità. (da ''Le Monde'', 15 ottobre 1971) *In questi ultimi anni e durante la guerra d'attrito mi son trovata tante volte nella necessità di prendere certe decisioni: ad esempio mandare i nostri soldati in luoghi da cui non sarebbero tornati indietro, o impegnarli in operazioni che sarebbero costate la vita a chissà quante creature da entrambe le parti. E soffrivo... soffrivo. Però davo quegli ordini come li avrebbe dati un uomo. Anzi, ora che ripenso, non sono affatto sicura di aver sofferto più di quanto avrebbe sofferto un uomo. *La guerra è una stupidaggine immensa. Io sono convinta che un giorno tutte le guerre finiranno. Sono convinta che un giorno i bambini, a scuola, studieranno la storia degli uomini che facevano la guerra come si studia un'assurdità. Se ne stupiranno, se ne scandalizzeranno come oggi si scandalizzano del cannibalismo. Anche il cannibalismo è stato accettato per lungo tempo come una cosa normale. Eppure, oggi, almeno fisicamente, non si pratica più. *Io credo che la guerra nel Medio Oriente durerà ancora molti, molti anni. E le dico perché. Per l'indifferenza con cui i capi arabi mandano a morire la propria gente, per il poco conto in cui tengono la vita umana, per l'incapacità dei popoli arabi a ribellarsi e a dire basta. *Alla pace con gli arabi si potrebbe arrivare solo attraverso una loro evoluzione che includesse la democrazia. Ma ovunque giro gli occhi e li guardo, non vedo ombra di democrazia. Vedo solo regimi dittatoriali. E un dittatore non deve rendere conto al suo popolo di una pace che non fa. Non deve rendere conto neppure dei morti. Chi ha mai saputo quanti soldati egiziani son morti nelle due ultime guerre? Solo le madri, le sorelle, le mogli, i parenti che non li hanno visti tornare. I capi non si preoccupano neanche di sapere dove sono sepolti, se sono sepolti. Noi invece... *Supponiamo che [[Anwar al-Sadat|Sadat]] firmi e poi venga assassinato. O semplicemente eliminato. Chi ci dice che il suo successore rispetterà l'accordo firmato da Sadat? *[[Anwar al-Sadat|Sadat]] non vuole negoziare con noi. Io sono più che pronta a negoziare con lui. Lo dico da anni: «Sediamoci a un tavolo e vediamo di arrangiare le cose, Sadat». E lui, picche. Lui non è affatto pronto a sedersi a un tavolo con me. Continua a parlare della differenza che esiste tra un accordo e un trattato. Dice che è disposto a un accordo, ma non a un trattato di pace. Perché un trattato di pace significherebbe il riconoscimento di Israele, relazioni diplomatiche con Israele. Mi spiego? Ciò cui allude Sadat non è un discorso definitivo che stabilisca la fine della guerra: è una specie di cessate-il-fuoco. E poi egli rifiuta di negoziare direttamente con noi. Vuoi negoziare attraverso intermediari. Non possiamo parlarci attraverso intermediari! privo di senso, è inutile! *Credo ad Hussein. Sono convinta che egli si sia reso conto, ormai, di quanto sarebbe futile per lui imbarcarsi in un'altra guerra. Hussein ha capito di aver commesso un errore tremendo nel 1967, quando entrò in guerra contro di noi e non considerò il messaggio che Eshkol gli aveva inviato: «Non entri in guerra e non le succederà niente». Ha capito che fu una tragica sciocchezza ascoltare Nasser, le sue bugie su Tel Aviv bombardata. *Gli arabi sono davvero strani: perdono le guerre e poi pretendono di guadagnarci. Ma insomma, la guerra dei Sei giorni, noi l'abbiamo vinta o no? Il diritto di porre le nostre condizioni ce l'abbiamo o no? Ma da quando, nella storia, colui che attacca e perde ha il diritto di dettar prepotenze a colui che vince? *I siriani vorrebbero che noi scendessimo dalle alture del Golan per spararci addosso come facevano prima. Inutile dire che non ci pensiamo nemmeno, che non scenderemo mai dall'altipiano. Tuttavia anche coi siriani siamo pronti a negoziare. Alle nostre condizioni. E le nostre condizioni consistono nel definire tra la Siria e Israele un confine che stabilisca la nostra presenza sull'altopiano. In altre parole, oggi i siriani si trovano esattamente dove dovrebbe esser fissato il confine. *Ci accusano di espansionismo ma l'espansionismo, creda, non ci interessa. Ci interessano solo nuovi confini. E poi senta: questi arabi voglion tornar ai confini del 1967. Se quei confini erano giusti, perché li distrussero? *Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda. *Cosa vuoi discutere con gente che non ha nemmeno il coraggio di rischiare la propria pelle e consegna gli ordigni esplosivi a un altro? *Finoggi c'è stata troppa tolleranza da parte vostra. Una tolleranza che, mi permetta di dirlo, ha le sue radici in un antisemitismo non spento. Ma l'antisemitismo non si esaurisce mai nella sofferenza degli ebrei e basta. La storia ha dimostrato che l'antisemitismo, nel mondo, ha sempre annunciato sciagure per tutti. Si incomincia col tormentare gli ebrei e si finisce col tormentare chiunque. *In ogni capitale europea esistono uffici di cosiddetti movimenti di liberazione e voi sapete benissimo che non si tratta di uffici innocui. Però non fate nulla contro di loro. Ve ne pentirete. Grazie alla vostra inerzia e alla vostra condiscendenza, il terrore si moltiplicherà e anche voi ne farete le spese. *Per noi ebrei, i rapporti con la Germania sono un tale conflitto tra la testa e il cuore. *Il terrorismo è divenuto una specie di internazionale malvagia: una malattia che colpisce persone le quali non hanno nulla a che fare coi profughi palestinesi. *Quando c'è una guerra e la gente scappa, di solito scappa verso paesi di lingua diversa e religione diversa. I palestinesi, invece, fuggirono verso paesi dove si parlava la loro stessa lingua e si osservava la loro stessa religione. Fuggirono in Siria, in Libano, in Giordania: dove nessuno fece mai nulla per aiutarli. Quanto all'Egitto, gli egiziani che presero Gaza non permisero ai palestinesi nemmeno di lavorare e li tennero in miseria per usarli come un'arma contro di noi. È sempre stata la politica dei paesi arabi: usare i profughi come un'arma contro di noi. Hammarskjoeld aveva proposto un piano di sviluppo per il Medio Oriente, e questo piano prevedeva anzitutto il riassestamento dei [[Rifugiati palestinesi|profughi palestinesi]]. Ma i paesi arabi risposero no. *La responsabilità verso i palestinesi non è nostra: è degli arabi. Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico né una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta. *Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione... *Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale. *Bisogna ammettere che c'è una bella differenza tra l'ideologia socialista e il socialismo messo alla prova pratica. Tutti i partiti socialisti che sono arrivati al governo e hanno assunto le responsabilità di un paese son dovuti scendere a compromessi. Non solo: da quando i socialisti sono al potere in singoli paesi, il socialismo intemazionale è indebolito. Una cosa era fare il socialismo internazionale quando ero ragazza io, cioè quando nessun partito socialista era al potere, e una cosa è farlo ora. *La sinagoga, in Russia, è l'unico posto dove gli ebrei possono esprimere se stessi. *L'America che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo proteggono un corteo di lavoratori, la Russia che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo massacrano i giovani socialisti e gli ebrei. *L'America è un grande paese. Ha tante colpe, tante ineguaglianze sociali, ed è una tragedia che il problema dei negri non vi sia stato risolto cinquanta o cento anni fa, però resta un grande paese, un paese pieno di opportunità, di libertà! Ma le par niente poter dire quel che si vuole, scrivere quel che si vuole, anche contro il governo, l'establishment? Forse non sono obbiettiva, ma per l'America ho una tal gratitudine! Sono affezionata all'America: ok? *A me ha sempre fatto pena la gente che ha paura dei sentimenti, delle emozioni, e nasconde quello che prova e non sa piangere con tutto il cuore. Perché chi non sa piangere con tutto il cuore non sa nemmeno ridere a gola spiegata. *Le donne sono più pratiche, più realistiche. Non si disperdono in fumisterie come gli uomini, che girano sempre intorno all'albero per agguantare il nocciolo della questione. *Mia cara, la vecchiaia è come un aereo che vola nella tempesta. Una volta che ci sei dentro, non puoi farci più nulla. Non si ferma un aereo, non si ferma una tempesta, non si ferma il tempo. Quindi tanto vale pigliarsela calma, in saggezza. ===Attribuite=== *O arabi, noi vi potremmo un giorno perdonare per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci costretto ad uccidere i vostri.<ref>Riferito da Fiamma Nirenstein su ''Radio radicale'' alle ore 6,30 del 21 gennaio 2009.</ref> ==Citazioni su Golda Meir== *A mio avviso, anche se non si è affatto d'accordo con lei, con la sua politica, la sua ideologia, non si può far a meno di rispettarla, ammirarla, anzi volerle bene. ([[Oriana Fallaci]]) *Certo la femminilità è un'opinione, però a me Golda sembrò una femmina in tutto e per tutto. Quel pudore dolce, ad esempio. Quell'ingenuità quasi incredibile e pensare che poteva essere così smaliziata e furba quando nuotava tra i vortici della politica. ([[Oriana Fallaci]]) *Chiunque conosca Golda Meir non sarà sorpreso dalle sue decisioni. Golda Meir è una donna coraggiosa, tenace e decisa, e che oltretutto ha la fortuna di vedere il mondo tutto in bianco e nero, senza sfumature intermedie. ([[Moshe Dayan]]) *Lo stile di lavoro di Golda era caratterizzato da coerenza e decisione; non cercava mai di scansare le responsabilità, e le nostre discussioni si concludevano sempre con scelte o intese precise, mai con vaghe formule o rinvii. Soprattutto, Golda evitava di circondarsi di giornalisti pettegoli e assistenti disposti a favorire fughe di notizie in questioni di vitale importanza. La sua cerchia era composta da amici intimi, e io ero uno di loro. E, nelle questioni riguardanti la mia sfera d'attività, la difesa, tra noi non c'erano barriere di sorta. ([[Moshe Dayan]]) *Sapete, poco più di cinquant’anni fa [...] da giovane senatore, ho visitato Israele per la prima volta, da senatore appena eletto. E feci un lungo, lunghissimo viaggio – e un incontro con Golda Meir nel suo ufficio poco prima della guerra dello Yom Kippur. E credo che lei potesse vedere la costernazione sul mio volto mentre mi descriveva ciò che in quel momento stava affrontando – stavano affrontando. Siamo usciti in quella specie di corridoio fuori dal suo ufficio per fare delle foto. Lei mi guardò e all’improvviso mi disse: “Vuoi fare una foto?”. Così mi alzai e la seguii fuori. Eravamo lì in piedi, in silenzio, a guardare la stampa. Lei capì, credo, che ero preoccupato. Si è avvicinata e mi ha sussurrato: “Non si preoccupi, senatore Biden. Abbiamo un’arma segreta qui in Israele” – disse esattamente così – “Non abbiamo altro posto dove andare”. Non abbiamo un altro posto dove andare. ([[Joe Biden]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[Munich]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Meir, Golda}} [[Categoria:Politici israeliani]] 70q7yudz815ckmn7nscxgaar4x5dh7k Wikiquote:Bacheca 4 15228 1418966 1415600 2026-07-03T08:03:22Z Dario Crespi (WMIT) 89142 1418966 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ {{/Testata}} <div style="text-align:center;border:none;font-family: Calibri;color:darkblue;font-size: larger">Contribuisci a tenerla aggiornata con le ultime novità di Wikiquote e della sua comunità.</div> {| style="width:100%; background:none; border:0; border-spacing:0; padding:0; margin:10px 0 0; font-family:Calibri, Verdana, sans-serif; font-size:14px;" | style="width:60%;" | <div style="border:0; margin-right:10px; box-shadow: 0 1px 3px rgba(0, 0, 0, 0.35); border-radius: 7px; background: #fff; min-height:360px; padding:5px 15px;"> <big><big>'''Ultime notizie e discussioni'''</big></big>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<small>'''(<span class="plainlinks">[http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Bacheca/Ultime_notizie&action=edit aggiorna]</span>, [[Wikiquote:Bacheca/Ultime notizie/Archivio|archivio]])'''</small> <br /> <br /> <small>Le novità più importanti sono segnalate con [[Immagine:Mozilla.svg|15px]].</small> <div style="text-align:left;"></div> {{Wikiquote:Bacheca/Ultime notizie}} </div> | style="width:40%;" | <div style="border:0; margin-bottom:10px; box-shadow: 0 1px 3px rgba(0, 0, 0, 0.35); border-radius: 7px; background:white;min-height:180px; padding:5px 15px;"><!-- NIENTE PANICO ANCHE SE SONO BEN NASCOSTI, COMUNICAZIONI E AVVISI SONO QUI SOTTO PUOI MODIFICARLI ANCHE TU! --> <big><big>'''Comunicazioni e avvisi'''</big></big> <br /> <br /> Vedi anche gli [[Utente:WikimediaNotifier/notifications|annunci globali]] e gli <span class="plainlinks">[http://it.planet.wikimedia.org/ ultimi articoli in italiano]</span>. {{wikimedianews|292|3 luglio 2026| [WMInews] itWikiCon 2026. 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H. White]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore= [[Bill Peet]] |doppiatorioriginali= *[[Rickie Sorensen]]: [[Re Artù|Semola (Artù)]] *[[Karl Swenson]]: [[Mago Merlino]] *[[Martha Wentworth]]: Maga Magò / Castellana *[[Sebastian Cabot]]: Sir Ettore / Voce narrante *[[Alan Napier]]: Sir Pilade *[[Norman Alden]]: Caio *[[Junius Matthews]]: Anacleto |doppiatoriitaliani= *[[Massimo Giuliani]]: Semola (Artù) *[[Bruno Persa]]: Mago Merlino *[[Lydia Simoneschi]]: Maga Magò *[[Giorgio Capecchi]]: Sir Ettore *[[Giovanni Saccenti]]: Sir Pilade *[[Pino Locchi]]: Caio *[[Lauro Gazzolo]]: Anacleto *[[Maria Saccenti]]: Castellana *[[Emilio Cigoli]]: Voce narrante |note= *'''Musiche''': [[George Bruns]], [[Richard M. Sherman]] }} '''''La spada nella roccia''''', film statunitense d'animazione della Disney del 1963. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} <poem> Si narra che un dì l'[[Inghilterra]] fiorì di audaci cavalier; il buon re morì senza eredi e così agognaron tutti al poter. Soltanto un prodigio poté salvar il regno da guerre e distruzion: fu la spada nella roccia che un bel dì laggiù comparì. ('''voce narrante''') {{NDR|cantando}} </poem> E sotto l'elsa in lettere d'oro erano scritte queste parole: "Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto re d'Inghilterra". Sebbene molti avessero provato con tutte le loro forze, nessuno era riuscito ad estrarre la spada e neppure a smuoverla. Così il miracolo non era avvenuto e l'Inghilterra era ancora senza un re, e col passare degli anni la spada prodigiosa fu dimenticata. Erano tempi oscuri, senza legge né ordine. Gli uomini vivevano nel terrore l'uno dell'altro, poiché il più forte opprimeva il più debole. ('''Narratore''') ==Frasi== {{cronologico}} *[[Secoli bui|Tempi oscuri]] davvero, e maledettamente scomodi! Niente idraulica, niente elettricità, niente di niente! ('''[[Mago Merlino|Merlino]]''') *Brutto pezzo... di coccio! ('''Merlino''') {{NDR|Rivolto alla zuccheriera magica che ha sporcato il tavolo}} *{{NDR|Merlino rattoppa con ombrelli il tetto malmesso, dal quale entra la pioggia, della torre del castello assegnatagli come camera da letto, che gli è stata presentata come la stanza migliore}} Migliore [[stanza (architettura)|stanza]] della casa?! Stanza degli ospiti?! Sì, degli ospiti indesiderabili! ('''Merlino''') *Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli! ('''Merlino''') *Anacleto, guarda che ti faccio diventare uomo! ('''Merlino''') *Quisquilie e pinzillacchere! ('''Anacleto''') *Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...'' ('''Merlino''') *Il [[volo]] non è semplicemente un vile processo meccanico. [...] Ma un'arte raffinata, puramente estetica, poesia del movimento. E il miglior modo per imparare è la pratica. ('''Anacleto''') *Sembra che qualcuno stia male... che bellezza! ('''Maga Magò''') *Eccomi che arrivo, Magò, che tu sia pronta oppure no. ('''Merlino''') *Oh, non è niente di grave, Magò, starai meglio dopo qualche settimana e sarai più bella di... {{NDR|ride}}, volevo dire più brutta di prima! ('''Merlino''') *Io odio il sole! Detesto quei orribili, salubri raggi solari! Li odio!!! Li odio!!! Odio!!! ('''Maga Magò''') *{{NDR|Prima di decollare via come un missile}} Di tutte le idiozie che ho sentito! Honolulu arrivo! ('''Merlino''') *Così, finalmente, in quell'era lontana, il prodigio si avverò. Era il primo giorno dell'anno. E da allora ebbe inizio il glorioso regno di re Artù. ('''Narratore''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Artù''': Oh, che bel gufo impagliato!<br />'''Anacleto''': Oh, i-i-i-im-im-impagliato?!? Bada a come parli!<br />'''Artù''': Ma è vivo! E parla!<br />'''Anacleto''': Eh! Eh, eh, eh, eh! E sicuramente molto meglio di te! *'''Sir Pilade''': Grandi notizie, Ettore! Grandissime notizie!<br />'''Sir Ettore''': Siediti, amico mio. E racconta tutto.<br />'''Sir Pilade''': Ci sarà un grande torneo il giorno di Capodanno.<br />'''Sir Ettore''': Ah, ma non è una novità, dannazione! Lo fanno sempre.<br />'''Sir Pilade''': Sì, ma Ettore, Ettore! non hai sentito la parte più interessante: il vincitore di questo torneo salirà sul trono.<br />'''Sir Ettore''': {{NDR|dopo aver sputato in faccia a Pilade il vino che stava bevendo}} Vuoi dire che sarà re di tutta l'Inghilterra?!<br />'''Sir Pilade''': {{NDR|alzando il bicchiere al cielo}} Re di tutta l'Inghilterra! *'''Merlino''': Anacleto? Anacleto... Dove, dove... Dove siamo? <br />'''Anacleto''': In una vecchia torre traballante del più pericolante vecchio castello dell'intera cristianità, ecco dove siamo! <br />'''Merlino''': Ca.. Castello... Castello? <br />'''Anacleto''': Non ricordi nemmeno il ragazzo?? <br />'''Merlino''': Oh... il ragazzo sì! <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre}} Non ricordi un accidenti di niente?? <br />'''Merlino''': {{NDR|Pensando stia parlando con lui}} Andiamoci piano! Io, io, io... <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre, a Caio}} Tieni forte quella lancia! Saldo sulla sella! Ginocchia strette! [...] <br />'''Merlino''': Ah ah ah ah! "Scienza" la chiama {{NDR|Giostrare}}! Un fantoccio che cerca di buttar giù un altro fantoccio con la punta di un bastone! <br />'''Anacleto''': {{NDR|Vedendo Semola che rimette a posto un fantoccio}} E Semola ne va pazzo, come tutti gli altri! <br />'''Merlino''': Beh, lo credo bene! Quel ragazzo è uno spiritaccio! Ha molto fegato! Si butta anima e corpo in ogni cosa che fa! E queste doti sono preziose, una volta avviato nella direzione giusta. <br/ >'''Anacleto''': Eh eh! Allora aspetto un pezzo! <br />'''Merlino''': No! Io ho intenzione di barare, naturalmente! Di usare la magia fino all'ultimo trucco, se necessario! *{{NDR|Merlino e Artù sono trasformati in pesci}} '''Merlino''': Ora cerca di prendere il ritmo: dest, sinist, dest, sinist, uno, due, ''qui e lì | e notte e di' | questo il mondo fa girar | bianco e ner | falso e ver | questo il mondo fa girar. | per ogni qua | c'è sempre un là, | per ogni se...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un ma? <br/ > '''Merlino''': Sì, sì. ''Per ogni su...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un giù? <br/ > '''Merlino''': Hm, hm, ''per ogni men...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un...? <br/ > '''Merlino''': Più. <br/ > '''Artù''': Più? <br/ > '''Merlino''': Sì, più. ''Più e men | vuoto o pien | questo il mondo fa girar | qua e là | va e sta'' [...] ''sempre in alto | mira e va | esci dalla mediocrità!'' <br/ > '''Artù''': Mediocrità? <br/ > '''Merlino''': E già! ''non star solo ad aspettar | ciò che per caso puoi trovar | se metti buona volontà | il mondo tutto ti darà | però se tu non rischierai | nulla mai rosicherai!'' [...] <br/ > '''Artù''': ''Per ogni men | c'è sempre un più | per ogni su c'è sempre un giù | e questo il mondo fa girar!'' *'''Merlino''': Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'[[amore]]... è una cosa potentissima! <br /> '''Artù''': Più forte della gravità? <br /> '''Merlino''': Be', sì, figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla terra! *'''Artù''': Merlino mi ha cambiato con la sua magia. È il più potente mago del mondo! <br /> '''Maga Magò''': Merlino?! Oh, oh, Merlino! Il più potente ''pasticcione'' del mondo! *'''Maga Magò''': ''Se con un ditin | io tocco un fior, zumparapimpin | si spampana e muor, ohohoh | solo il demonio eguagliare mi può...'' <br /> '''Artù''': Oh, ma è terribile! <br /> '''Maga Magò''': Grazie, piccino, ma quello è niente, ''niente'' per me! Io son la magnifica, splendida ''Maga Magò''! E sai una cosa? Posso anche cambiare dimensioni. ''Posso gonfiar | fino al camin! | Farmi piccina | come un topin | fattuccheria, o nera magia, ohoh, è specialità mia! | Io son la magnifica, splendida Maga Magò!'' Ahahahahahahahah! Senti, lo sai che posso rendermi anche più brutta? <br /> '''Artù''': Oh, questo lo trovo quasi impossibile, ehm, voglio dire... <br /> '''Maga Magò''': Scommettiamo? {{NDR|la sua faccia diviene simile al grugno di un maiale}} Oink! {{NDR|Artù sobbalza spaventato}} Visto? Ho vinto, ho vinto! Non sono orribile? Eh? Perfettamente ributtante? <br /> '''Artù''': Oh, sì, signora! <br /> '''Maga Magò''': Ma non hai ancora visto nulla! Guarda qua! {{NDR|si trasforma in una bella fanciulla}} ''Posso aver fascino | un bel visin | ugola d'or | morbido crin | lalalalala, lalalala, lalaralallà, lalalallallallà | Ma non farti illusion | perché Zumparapà!'' {{NDR|ritorna al suo aspetto originario}} ''| sono un gatto mammon | la magnifica, splendida ma-ma-ma-ma... gamagò''! Ahahahahahahaha! *'''Maga Magò''': Ora, se non ti dispiace, per prima cosa detterò io le [[Regole dai film|regole]].<br />'''Anacleto''': Regole un corno! Aha! Vuole regole per il piacere di infrangerle! <br />'''Maga Magò''': Mi occuperò di te più tardi, brutto barbagianni! Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />'''Merlino''': Regola quattro: non barare. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Artù''': Sono in un tremendo pasticcio: sono re. <br /> '''Anacleto''': Ha estratto la spada dalla roccia. <br /> '''Merlino''': Aha! Ma certo, certo! Re Artù e i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]. <br /> '''Artù''': [[Tavola Rotonda]]? <br /> '''Merlino''': Perché, la preferisci quadrata forse? <br /> '''Artù''': Oh no, rotonda mi sta bene. <br /> '''Merlino''': Aha, oh, ragazzo, ragazzo mio. Tu diventerai un eroe leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli. E chissà, magari faranno anche un film su di te. <br /> '''Artù''': Un [[film]]? E cos'è? <br /> '''Merlino''': Be'... è una specie di televisione... eh, eh... ma senza la pubblicità! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Disney}} [[Categoria:Classici Disney]] 6onutnvwq2vprzv9xbd3m3h44985r2f 1418918 1418916 2026-07-02T13:50:15Z ~2026-35655-21 107537 /* Dialoghi */ 1418918 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=il romanzo omonimo|titolo=[[Terence Hanbury White#La spada nella roccia]]}} {{Film |immagine = Disneyland Sword in the Stone by Dave Q.jpg |titoloitaliano= La spada nella roccia |titolooriginale= The Sword in the Stone |paese = Stati Uniti d'America |anno= 1963 |genere= animazione |regista= [[Wolfgang Reitherman]] |soggetto= [[Terence Hanbury White|T. H. White]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore= [[Bill Peet]] |doppiatorioriginali= *[[Rickie Sorensen]]: [[Re Artù|Semola (Artù)]] *[[Karl Swenson]]: [[Mago Merlino]] *[[Martha Wentworth]]: Maga Magò / Castellana *[[Sebastian Cabot]]: Sir Ettore / Voce narrante *[[Alan Napier]]: Sir Pilade *[[Norman Alden]]: Caio *[[Junius Matthews]]: Anacleto |doppiatoriitaliani= *[[Massimo Giuliani]]: Semola (Artù) *[[Bruno Persa]]: Mago Merlino *[[Lydia Simoneschi]]: Maga Magò *[[Giorgio Capecchi]]: Sir Ettore *[[Giovanni Saccenti]]: Sir Pilade *[[Pino Locchi]]: Caio *[[Lauro Gazzolo]]: Anacleto *[[Maria Saccenti]]: Castellana *[[Emilio Cigoli]]: Voce narrante |note= *'''Musiche''': [[George Bruns]], [[Richard M. Sherman]] }} '''''La spada nella roccia''''', film statunitense d'animazione della Disney del 1963. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} <poem> Si narra che un dì l'[[Inghilterra]] fiorì di audaci cavalier; il buon re morì senza eredi e così agognaron tutti al poter. Soltanto un prodigio poté salvar il regno da guerre e distruzion: fu la spada nella roccia che un bel dì laggiù comparì. ('''voce narrante''') {{NDR|cantando}} </poem> E sotto l'elsa in lettere d'oro erano scritte queste parole: "Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto re d'Inghilterra". Sebbene molti avessero provato con tutte le loro forze, nessuno era riuscito ad estrarre la spada e neppure a smuoverla. Così il miracolo non era avvenuto e l'Inghilterra era ancora senza un re, e col passare degli anni la spada prodigiosa fu dimenticata. Erano tempi oscuri, senza legge né ordine. Gli uomini vivevano nel terrore l'uno dell'altro, poiché il più forte opprimeva il più debole. ('''Narratore''') ==Frasi== {{cronologico}} *[[Secoli bui|Tempi oscuri]] davvero, e maledettamente scomodi! Niente idraulica, niente elettricità, niente di niente! ('''[[Mago Merlino|Merlino]]''') *Brutto pezzo... di coccio! ('''Merlino''') {{NDR|Rivolto alla zuccheriera magica che ha sporcato il tavolo}} *{{NDR|Merlino rattoppa con ombrelli il tetto malmesso, dal quale entra la pioggia, della torre del castello assegnatagli come camera da letto, che gli è stata presentata come la stanza migliore}} Migliore [[stanza (architettura)|stanza]] della casa?! Stanza degli ospiti?! Sì, degli ospiti indesiderabili! ('''Merlino''') *Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli! ('''Merlino''') *Anacleto, guarda che ti faccio diventare uomo! ('''Merlino''') *Quisquilie e pinzillacchere! ('''Anacleto''') *Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...'' ('''Merlino''') *Il [[volo]] non è semplicemente un vile processo meccanico. [...] Ma un'arte raffinata, puramente estetica, poesia del movimento. E il miglior modo per imparare è la pratica. ('''Anacleto''') *Sembra che qualcuno stia male... che bellezza! ('''Maga Magò''') *Eccomi che arrivo, Magò, che tu sia pronta oppure no. ('''Merlino''') *Oh, non è niente di grave, Magò, starai meglio dopo qualche settimana e sarai più bella di... {{NDR|ride}}, volevo dire più brutta di prima! ('''Merlino''') *Io odio il sole! Detesto quei orribili, salubri raggi solari! Li odio!!! Li odio!!! Odio!!! ('''Maga Magò''') *{{NDR|Prima di decollare via come un missile}} Di tutte le idiozie che ho sentito! Honolulu arrivo! ('''Merlino''') *Così, finalmente, in quell'era lontana, il prodigio si avverò. Era il primo giorno dell'anno. E da allora ebbe inizio il glorioso regno di re Artù. ('''Narratore''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Artù''': Oh, che bel gufo impagliato!<br />'''Anacleto''': Oh, i-i-i-im-im-impagliato?!? Bada a come parli!<br />'''Artù''': Ma è vivo! E parla!<br />'''Anacleto''': Eh! Eh, eh, eh, eh! E sicuramente molto meglio di te! *'''Sir Pilade''': Grandi notizie, Ettore! Grandissime notizie!<br />'''Sir Ettore''': Siediti, amico mio. E racconta tutto.<br />'''Sir Pilade''': Ci sarà un grande torneo il giorno di Capodanno.<br />'''Sir Ettore''': Ah, ma non è una novità, dannazione! Lo fanno sempre.<br />'''Sir Pilade''': Sì, ma Ettore, Ettore! Non hai sentito la parte più interessante: il vincitore di questo torneo salirà sul trono.<br />'''Sir Ettore''': {{NDR|dopo aver sputato in faccia a Pilade il vino che stava bevendo}} Vuoi dire che sarà re di tutta l'Inghilterra?!<br />'''Sir Pilade''': {{NDR|alzando il bicchiere al cielo}} Re di tutta l'Inghilterra! *'''Merlino''': Anacleto? Anacleto... Dove, dove... Dove siamo? <br />'''Anacleto''': In una vecchia torre traballante del più pericolante vecchio castello dell'intera cristianità, ecco dove siamo! <br />'''Merlino''': Ca.. Castello... Castello? <br />'''Anacleto''': Non ricordi nemmeno il ragazzo?? <br />'''Merlino''': Oh... il ragazzo sì! <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre}} Non ricordi un accidenti di niente?? <br />'''Merlino''': {{NDR|Pensando stia parlando con lui}} Andiamoci piano! Io, io, io... <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre, a Caio}} Tieni forte quella lancia! Saldo sulla sella! Ginocchia strette! 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Di usare la magia fino all'ultimo trucco, se necessario! *{{NDR|Merlino e Artù sono trasformati in pesci}} '''Merlino''': Ora cerca di prendere il ritmo: dest, sinist, dest, sinist, uno, due, ''qui e lì | e notte e di' | questo il mondo fa girar | bianco e ner | falso e ver | questo il mondo fa girar. | per ogni qua | c'è sempre un là, | per ogni se...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un ma? <br/ > '''Merlino''': Sì, sì. ''Per ogni su...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un giù? <br/ > '''Merlino''': Hm, hm, ''per ogni men...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un...? <br/ > '''Merlino''': Più. <br/ > '''Artù''': Più? <br/ > '''Merlino''': Sì, più. ''Più e men | vuoto o pien | questo il mondo fa girar | qua e là | va e sta'' [...] ''sempre in alto | mira e va | esci dalla mediocrità!'' <br/ > '''Artù''': Mediocrità? <br/ > '''Merlino''': E già! ''non star solo ad aspettar | ciò che per caso puoi trovar | se metti buona volontà | il mondo tutto ti darà | però se tu non rischierai | nulla mai rosicherai!'' [...] <br/ > '''Artù''': ''Per ogni men | c'è sempre un più | per ogni su c'è sempre un giù | e questo il mondo fa girar!'' *'''Merlino''': Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'[[amore]]... è una cosa potentissima! <br /> '''Artù''': Più forte della gravità? <br /> '''Merlino''': Be', sì, figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla terra! *'''Artù''': Merlino mi ha cambiato con la sua magia. È il più potente mago del mondo! <br /> '''Maga Magò''': Merlino?! Oh, oh, Merlino! Il più potente ''pasticcione'' del mondo! *'''Maga Magò''': ''Se con un ditin | io tocco un fior, zumparapimpin | si spampana e muor, ohohoh | solo il demonio eguagliare mi può...'' <br /> '''Artù''': Oh, ma è terribile! <br /> '''Maga Magò''': Grazie, piccino, ma quello è niente, ''niente'' per me! Io son la magnifica, splendida ''Maga Magò''! E sai una cosa? Posso anche cambiare dimensioni. ''Posso gonfiar | fino al camin! | Farmi piccina | come un topin | fattuccheria, o nera magia, ohoh, è specialità mia! | Io son la magnifica, splendida Maga Magò!'' Ahahahahahahahah! Senti, lo sai che posso rendermi anche più brutta? <br /> '''Artù''': Oh, questo lo trovo quasi impossibile, ehm, voglio dire... <br /> '''Maga Magò''': Scommettiamo? {{NDR|la sua faccia diviene simile al grugno di un maiale}} Oink! {{NDR|Artù sobbalza spaventato}} Visto? Ho vinto, ho vinto! Non sono orribile? Eh? Perfettamente ributtante? <br /> '''Artù''': Oh, sì, signora! <br /> '''Maga Magò''': Ma non hai ancora visto nulla! Guarda qua! {{NDR|si trasforma in una bella fanciulla}} ''Posso aver fascino | un bel visin | ugola d'or | morbido crin | lalalalala, lalalala, lalaralallà, lalalallallallà | Ma non farti illusion | perché Zumparapà!'' {{NDR|ritorna al suo aspetto originario}} ''| sono un gatto mammon | la magnifica, splendida ma-ma-ma-ma... gamagò''! Ahahahahahahaha! *'''Maga Magò''': Ora, se non ti dispiace, per prima cosa detterò io le [[Regole dai film|regole]].<br />'''Anacleto''': Regole un corno! Aha! Vuole regole per il piacere di infrangerle! <br />'''Maga Magò''': Mi occuperò di te più tardi, brutto barbagianni! Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />'''Merlino''': Regola quattro: non barare. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Artù''': Sono in un tremendo pasticcio: sono re. <br /> '''Anacleto''': Ha estratto la spada dalla roccia. <br /> '''Merlino''': Aha! Ma certo, certo! Re Artù e i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]. <br /> '''Artù''': [[Tavola Rotonda]]? <br /> '''Merlino''': Perché, la preferisci quadrata forse? <br /> '''Artù''': Oh no, rotonda mi sta bene. <br /> '''Merlino''': Aha, oh, ragazzo, ragazzo mio. Tu diventerai un eroe leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli. E chissà, magari faranno anche un film su di te. <br /> '''Artù''': Un [[film]]? E cos'è? <br /> '''Merlino''': Be'... è una specie di televisione... eh, eh... ma senza la pubblicità! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Disney}} [[Categoria:Classici Disney]] etuwr8ita904hl45i10ht6wix6sz8wi 1418919 1418918 2026-07-02T13:50:52Z ~2026-35655-21 107537 /* Dialoghi */ 1418919 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=il romanzo omonimo|titolo=[[Terence Hanbury White#La spada nella roccia]]}} {{Film |immagine = Disneyland Sword in the Stone by Dave Q.jpg |titoloitaliano= La spada nella roccia |titolooriginale= The Sword in the Stone |paese = Stati Uniti d'America |anno= 1963 |genere= animazione |regista= [[Wolfgang Reitherman]] |soggetto= [[Terence Hanbury White|T. H. White]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore= [[Bill Peet]] |doppiatorioriginali= *[[Rickie Sorensen]]: [[Re Artù|Semola (Artù)]] *[[Karl Swenson]]: [[Mago Merlino]] *[[Martha Wentworth]]: Maga Magò / Castellana *[[Sebastian Cabot]]: Sir Ettore / Voce narrante *[[Alan Napier]]: Sir Pilade *[[Norman Alden]]: Caio *[[Junius Matthews]]: Anacleto |doppiatoriitaliani= *[[Massimo Giuliani]]: Semola (Artù) *[[Bruno Persa]]: Mago Merlino *[[Lydia Simoneschi]]: Maga Magò *[[Giorgio Capecchi]]: Sir Ettore *[[Giovanni Saccenti]]: Sir Pilade *[[Pino Locchi]]: Caio *[[Lauro Gazzolo]]: Anacleto *[[Maria Saccenti]]: Castellana *[[Emilio Cigoli]]: Voce narrante |note= *'''Musiche''': [[George Bruns]], [[Richard M. Sherman]] }} '''''La spada nella roccia''''', film statunitense d'animazione della Disney del 1963. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} <poem> Si narra che un dì l'[[Inghilterra]] fiorì di audaci cavalier; il buon re morì senza eredi e così agognaron tutti al poter. Soltanto un prodigio poté salvar il regno da guerre e distruzion: fu la spada nella roccia che un bel dì laggiù comparì. ('''voce narrante''') {{NDR|cantando}} </poem> E sotto l'elsa in lettere d'oro erano scritte queste parole: "Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto re d'Inghilterra". Sebbene molti avessero provato con tutte le loro forze, nessuno era riuscito ad estrarre la spada e neppure a smuoverla. Così il miracolo non era avvenuto e l'Inghilterra era ancora senza un re, e col passare degli anni la spada prodigiosa fu dimenticata. Erano tempi oscuri, senza legge né ordine. Gli uomini vivevano nel terrore l'uno dell'altro, poiché il più forte opprimeva il più debole. ('''Narratore''') ==Frasi== {{cronologico}} *[[Secoli bui|Tempi oscuri]] davvero, e maledettamente scomodi! Niente idraulica, niente elettricità, niente di niente! ('''[[Mago Merlino|Merlino]]''') *Brutto pezzo... di coccio! ('''Merlino''') {{NDR|Rivolto alla zuccheriera magica che ha sporcato il tavolo}} *{{NDR|Merlino rattoppa con ombrelli il tetto malmesso, dal quale entra la pioggia, della torre del castello assegnatagli come camera da letto, che gli è stata presentata come la stanza migliore}} Migliore [[stanza (architettura)|stanza]] della casa?! Stanza degli ospiti?! Sì, degli ospiti indesiderabili! ('''Merlino''') *Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli! ('''Merlino''') *Anacleto, guarda che ti faccio diventare uomo! ('''Merlino''') *Quisquilie e pinzillacchere! ('''Anacleto''') *Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...'' ('''Merlino''') *Il [[volo]] non è semplicemente un vile processo meccanico. [...] Ma un'arte raffinata, puramente estetica, poesia del movimento. E il miglior modo per imparare è la pratica. ('''Anacleto''') *Sembra che qualcuno stia male... che bellezza! ('''Maga Magò''') *Eccomi che arrivo, Magò, che tu sia pronta oppure no. ('''Merlino''') *Oh, non è niente di grave, Magò, starai meglio dopo qualche settimana e sarai più bella di... {{NDR|ride}}, volevo dire più brutta di prima! ('''Merlino''') *Io odio il sole! Detesto quei orribili, salubri raggi solari! Li odio!!! Li odio!!! Odio!!! ('''Maga Magò''') *{{NDR|Prima di decollare via come un missile}} Di tutte le idiozie che ho sentito! Honolulu arrivo! ('''Merlino''') *Così, finalmente, in quell'era lontana, il prodigio si avverò. Era il primo giorno dell'anno. E da allora ebbe inizio il glorioso regno di re Artù. ('''Narratore''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Artù''': Oh, che bel gufo impagliato!<br />'''Anacleto''': Oh, i-i-i-im-im-impagliato?!? Bada a come parli!<br />'''Artù''': Ma è vivo! E parla!<br />'''Anacleto''': Eh! Eh, eh, eh, eh! E sicuramente molto meglio di te! *'''Sir Pilade''': Grandi notizie, Ettore! Grandissime notizie!<br />'''Sir Ettore''': Siediti, amico mio. E racconta tutto.<br />'''Sir Pilade''': Ci sarà un grande torneo il giorno di Capodanno.<br />'''Sir Ettore''': Ah, ma non è una novità, dannazione! Lo fanno sempre.<br />'''Sir Pilade''': Sì, ma Ettore, Ettore! Non hai sentito la parte più interessante: il vincitore di questo torneo salirà sul trono.<br />'''Sir Ettore''': {{NDR|dopo aver sputato in faccia a Pilade il vino che stava bevendo}} Vuoi dire... Vuoi dire che sarà re di tutta l'Inghilterra?!<br />'''Sir Pilade''': {{NDR|alzando il bicchiere al cielo}} Re di tutta l'Inghilterra! *'''Merlino''': Anacleto? Anacleto... Dove, dove... Dove siamo? <br />'''Anacleto''': In una vecchia torre traballante del più pericolante vecchio castello dell'intera cristianità, ecco dove siamo! <br />'''Merlino''': Ca.. Castello... Castello? <br />'''Anacleto''': Non ricordi nemmeno il ragazzo?? <br />'''Merlino''': Oh... il ragazzo sì! <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre}} Non ricordi un accidenti di niente?? <br />'''Merlino''': {{NDR|Pensando stia parlando con lui}} Andiamoci piano! Io, io, io... <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre, a Caio}} Tieni forte quella lancia! Saldo sulla sella! Ginocchia strette! [...] <br />'''Merlino''': Ah ah ah ah! "Scienza" la chiama {{NDR|Giostrare}}! Un fantoccio che cerca di buttar giù un altro fantoccio con la punta di un bastone! <br />'''Anacleto''': {{NDR|Vedendo Semola che rimette a posto un fantoccio}} E Semola ne va pazzo, come tutti gli altri! <br />'''Merlino''': Beh, lo credo bene! Quel ragazzo è uno spiritaccio! Ha molto fegato! Si butta anima e corpo in ogni cosa che fa! E queste doti sono preziose, una volta avviato nella direzione giusta. <br/ >'''Anacleto''': Eh eh! Allora aspetto un pezzo! <br />'''Merlino''': No! Io ho intenzione di barare, naturalmente! Di usare la magia fino all'ultimo trucco, se necessario! *{{NDR|Merlino e Artù sono trasformati in pesci}} '''Merlino''': Ora cerca di prendere il ritmo: dest, sinist, dest, sinist, uno, due, ''qui e lì | e notte e di' | questo il mondo fa girar | bianco e ner | falso e ver | questo il mondo fa girar. | per ogni qua | c'è sempre un là, | per ogni se...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un ma? <br/ > '''Merlino''': Sì, sì. ''Per ogni su...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un giù? <br/ > '''Merlino''': Hm, hm, ''per ogni men...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un...? <br/ > '''Merlino''': Più. <br/ > '''Artù''': Più? <br/ > '''Merlino''': Sì, più. ''Più e men | vuoto o pien | questo il mondo fa girar | qua e là | va e sta'' [...] ''sempre in alto | mira e va | esci dalla mediocrità!'' <br/ > '''Artù''': Mediocrità? <br/ > '''Merlino''': E già! ''non star solo ad aspettar | ciò che per caso puoi trovar | se metti buona volontà | il mondo tutto ti darà | però se tu non rischierai | nulla mai rosicherai!'' [...] <br/ > '''Artù''': ''Per ogni men | c'è sempre un più | per ogni su c'è sempre un giù | e questo il mondo fa girar!'' *'''Merlino''': Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'[[amore]]... è una cosa potentissima! <br /> '''Artù''': Più forte della gravità? <br /> '''Merlino''': Be', sì, figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla terra! *'''Artù''': Merlino mi ha cambiato con la sua magia. È il più potente mago del mondo! <br /> '''Maga Magò''': Merlino?! Oh, oh, Merlino! Il più potente ''pasticcione'' del mondo! *'''Maga Magò''': ''Se con un ditin | io tocco un fior, zumparapimpin | si spampana e muor, ohohoh | solo il demonio eguagliare mi può...'' <br /> '''Artù''': Oh, ma è terribile! <br /> '''Maga Magò''': Grazie, piccino, ma quello è niente, ''niente'' per me! Io son la magnifica, splendida ''Maga Magò''! E sai una cosa? Posso anche cambiare dimensioni. ''Posso gonfiar | fino al camin! | Farmi piccina | come un topin | fattuccheria, o nera magia, ohoh, è specialità mia! | Io son la magnifica, splendida Maga Magò!'' Ahahahahahahahah! Senti, lo sai che posso rendermi anche più brutta? <br /> '''Artù''': Oh, questo lo trovo quasi impossibile, ehm, voglio dire... <br /> '''Maga Magò''': Scommettiamo? {{NDR|la sua faccia diviene simile al grugno di un maiale}} Oink! {{NDR|Artù sobbalza spaventato}} Visto? Ho vinto, ho vinto! Non sono orribile? Eh? Perfettamente ributtante? <br /> '''Artù''': Oh, sì, signora! <br /> '''Maga Magò''': Ma non hai ancora visto nulla! Guarda qua! {{NDR|si trasforma in una bella fanciulla}} ''Posso aver fascino | un bel visin | ugola d'or | morbido crin | lalalalala, lalalala, lalaralallà, lalalallallallà | Ma non farti illusion | perché Zumparapà!'' {{NDR|ritorna al suo aspetto originario}} ''| sono un gatto mammon | la magnifica, splendida ma-ma-ma-ma... gamagò''! Ahahahahahahaha! *'''Maga Magò''': Ora, se non ti dispiace, per prima cosa detterò io le [[Regole dai film|regole]].<br />'''Anacleto''': Regole un corno! Aha! Vuole regole per il piacere di infrangerle! <br />'''Maga Magò''': Mi occuperò di te più tardi, brutto barbagianni! Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />'''Merlino''': Regola quattro: non barare. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Artù''': Sono in un tremendo pasticcio: sono re. <br /> '''Anacleto''': Ha estratto la spada dalla roccia. <br /> '''Merlino''': Aha! Ma certo, certo! Re Artù e i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]. <br /> '''Artù''': [[Tavola Rotonda]]? <br /> '''Merlino''': Perché, la preferisci quadrata forse? <br /> '''Artù''': Oh no, rotonda mi sta bene. <br /> '''Merlino''': Aha, oh, ragazzo, ragazzo mio. Tu diventerai un eroe leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli. E chissà, magari faranno anche un film su di te. <br /> '''Artù''': Un [[film]]? E cos'è? <br /> '''Merlino''': Be'... è una specie di televisione... eh, eh... ma senza la pubblicità! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Disney}} [[Categoria:Classici Disney]] qjof25707gdkv3sovsu2q6u1g6cdgs3 1418926 1418919 2026-07-02T14:18:44Z Udiki 86035 1418926 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=il romanzo omonimo|titolo=[[Terence Hanbury White#La spada nella roccia]]}} {{Film |immagine = Disneyland Sword in the Stone by Dave Q.jpg |titoloitaliano= La spada nella roccia |titolooriginale= The Sword in the Stone |paese = Stati Uniti d'America |anno= 1963 |genere= animazione |regista= [[Wolfgang Reitherman]] |soggetto= [[Terence Hanbury White|T. H. White]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore= [[Bill Peet]] |doppiatorioriginali= *[[Rickie Sorensen]]: [[Re Artù|Semola (Artù)]] *[[Karl Swenson]]: [[Mago Merlino]] *[[Martha Wentworth]]: Maga Magò / Castellana *[[Sebastian Cabot]]: Sir Ettore / Voce narrante *[[Alan Napier]]: Sir Pilade *[[Norman Alden]]: Caio *[[Junius Matthews]]: Anacleto |doppiatoriitaliani= *[[Massimo Giuliani]]: Semola (Artù) *[[Bruno Persa]]: Mago Merlino *[[Lydia Simoneschi]]: Maga Magò *[[Giorgio Capecchi]]: Sir Ettore *[[Giovanni Saccenti]]: Sir Pilade *[[Pino Locchi]]: Caio *[[Lauro Gazzolo]]: Anacleto *[[Maria Saccenti]]: Castellana *[[Emilio Cigoli]]: Voce narrante |note= *'''Musiche''': [[George Bruns]], [[Richard M. Sherman]] }} '''''La spada nella roccia''''', film statunitense d'animazione della Disney del 1963. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} <poem> Si narra che un dì l'[[Inghilterra]] fiorì di audaci cavalier; il buon re morì senza eredi e così agognaron tutti al poter. Soltanto un prodigio poté salvar il regno da guerre e distruzion: fu la spada nella roccia che un bel dì laggiù comparì. ('''voce narrante''') {{NDR|cantando}} </poem> ==Frasi== {{cronologico}} *E sotto l'elsa in lettere d'oro erano scritte queste parole: "Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto re d'Inghilterra". Sebbene molti avessero provato con tutte le loro forze, nessuno era riuscito ad estrarre la spada e neppure a smuoverla. Così il miracolo non era avvenuto e l'Inghilterra era ancora senza un re, e col passare degli anni la spada prodigiosa fu dimenticata. Erano tempi oscuri, senza legge né ordine. Gli uomini vivevano nel terrore l'uno dell'altro, poiché il più forte opprimeva il più debole. ('''Narratore''') *[[Secoli bui|Tempi oscuri]] davvero, e maledettamente scomodi! Niente idraulica, niente elettricità, niente di niente! ('''[[Mago Merlino|Merlino]]''') *Brutto pezzo... di coccio! ('''Merlino''') {{NDR|Rivolto alla zuccheriera magica che ha sporcato il tavolo}} *{{NDR|Merlino rattoppa con ombrelli il tetto malmesso, dal quale entra la pioggia, della torre del castello assegnatagli come camera da letto, che gli è stata presentata come la stanza migliore}} Migliore [[stanza (architettura)|stanza]] della casa?! Stanza degli ospiti?! Sì, degli ospiti indesiderabili! ('''Merlino''') *Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli! ('''Merlino''') *Anacleto, guarda che ti faccio diventare uomo! ('''Merlino''') *Quisquilie e pinzillacchere! ('''Anacleto''') *Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...'' ('''Merlino''') *Il [[volo]] non è semplicemente un vile processo meccanico. [...] Ma un'arte raffinata, puramente estetica, poesia del movimento. E il miglior modo per imparare è la pratica. ('''Anacleto''') *Sembra che qualcuno stia male... che bellezza! ('''Maga Magò''') *Eccomi che arrivo, Magò, che tu sia pronta oppure no. ('''Merlino''') *Oh, non è niente di grave, Magò, starai meglio dopo qualche settimana e sarai più bella di... {{NDR|ride}}, volevo dire più brutta di prima! ('''Merlino''') *Io odio il sole! Detesto quei orribili, salubri raggi solari! Li odio!!! Li odio!!! Odio!!! ('''Maga Magò''') *{{NDR|Prima di decollare via come un missile}} Di tutte le idiozie che ho sentito! Honolulu arrivo! ('''Merlino''') *Così, finalmente, in quell'era lontana, il prodigio si avverò. Era il primo giorno dell'anno. E da allora ebbe inizio il glorioso regno di re Artù. ('''Narratore''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Artù''': Oh, che bel gufo impagliato!<br />'''Anacleto''': Oh, i-i-i-im-im-impagliato?!? Bada a come parli!<br />'''Artù''': Ma è vivo! E parla!<br />'''Anacleto''': Eh! Eh, eh, eh, eh! E sicuramente molto meglio di te! *'''Merlino''': Anacleto? Anacleto... Dove, dove... Dove siamo? <br />'''Anacleto''': In una vecchia torre traballante del più pericolante vecchio castello dell'intera cristianità, ecco dove siamo! <br />'''Merlino''': Ca.. Castello... Castello? <br />'''Anacleto''': Non ricordi nemmeno il ragazzo?? <br />'''Merlino''': Oh... il ragazzo sì! <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre}} Non ricordi un accidenti di niente?? <br />'''Merlino''': {{NDR|Pensando stia parlando con lui}} Andiamoci piano! Io, io, io... <br />'''Sir Ettore''': {{NDR|Da sotto la torre, a Caio}} Tieni forte quella lancia! Saldo sulla sella! Ginocchia strette! [...] <br />'''Merlino''': Ah ah ah ah! "Scienza" la chiama {{NDR|Giostrare}}! Un fantoccio che cerca di buttar giù un altro fantoccio con la punta di un bastone! <br />'''Anacleto''': {{NDR|Vedendo Semola che rimette a posto un fantoccio}} E Semola ne va pazzo, come tutti gli altri! <br />'''Merlino''': Beh, lo credo bene! Quel ragazzo è uno spiritaccio! Ha molto fegato! Si butta anima e corpo in ogni cosa che fa! E queste doti sono preziose, una volta avviato nella direzione giusta. <br/ >'''Anacleto''': Eh eh! Allora aspetto un pezzo! <br />'''Merlino''': No! Io ho intenzione di barare, naturalmente! Di usare la magia fino all'ultimo trucco, se necessario! *{{NDR|Merlino e Artù sono trasformati in pesci}} '''Merlino''': Ora cerca di prendere il ritmo: dest, sinist, dest, sinist, uno, due, ''qui e lì | e notte e di' | questo il mondo fa girar | bianco e ner | falso e ver | questo il mondo fa girar. | per ogni qua | c'è sempre un là, | per ogni se...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un ma? <br/ > '''Merlino''': Sì, sì. ''Per ogni su...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un giù? <br/ > '''Merlino''': Hm, hm, ''per ogni men...'' <br/ > '''Artù''': C'è sempre un...? <br/ > '''Merlino''': Più. <br/ > '''Artù''': Più? <br/ > '''Merlino''': Sì, più. ''Più e men | vuoto o pien | questo il mondo fa girar | qua e là | va e sta'' [...] ''sempre in alto | mira e va | esci dalla mediocrità!'' <br/ > '''Artù''': Mediocrità? <br/ > '''Merlino''': E già! ''non star solo ad aspettar | ciò che per caso puoi trovar | se metti buona volontà | il mondo tutto ti darà | però se tu non rischierai | nulla mai rosicherai!'' [...] <br/ > '''Artù''': ''Per ogni men | c'è sempre un più | per ogni su c'è sempre un giù | e questo il mondo fa girar!'' *'''Merlino''': Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'[[amore]]... è una cosa potentissima! <br /> '''Artù''': Più forte della gravità? <br /> '''Merlino''': Be', sì, figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla terra! *'''Artù''': Merlino mi ha cambiato con la sua magia. È il più potente mago del mondo! <br /> '''Maga Magò''': Merlino?! Oh, oh, Merlino! Il più potente ''pasticcione'' del mondo! *'''Maga Magò''': ''Se con un ditin | io tocco un fior, zumparapimpin | si spampana e muor, ohohoh | solo il demonio eguagliare mi può...'' <br /> '''Artù''': Oh, ma è terribile! <br /> '''Maga Magò''': Grazie, piccino, ma quello è niente, ''niente'' per me! Io son la magnifica, splendida ''Maga Magò''! E sai una cosa? Posso anche cambiare dimensioni. ''Posso gonfiar | fino al camin! | Farmi piccina | come un topin | fattuccheria, o nera magia, ohoh, è specialità mia! | Io son la magnifica, splendida Maga Magò!'' Ahahahahahahahah! Senti, lo sai che posso rendermi anche più brutta? <br /> '''Artù''': Oh, questo lo trovo quasi impossibile, ehm, voglio dire... <br /> '''Maga Magò''': Scommettiamo? {{NDR|la sua faccia diviene simile al grugno di un maiale}} Oink! {{NDR|Artù sobbalza spaventato}} Visto? Ho vinto, ho vinto! Non sono orribile? Eh? Perfettamente ributtante? <br /> '''Artù''': Oh, sì, signora! <br /> '''Maga Magò''': Ma non hai ancora visto nulla! Guarda qua! {{NDR|si trasforma in una bella fanciulla}} ''Posso aver fascino | un bel visin | ugola d'or | morbido crin | lalalalala, lalalala, lalaralallà, lalalallallallà | Ma non farti illusion | perché Zumparapà!'' {{NDR|ritorna al suo aspetto originario}} ''| sono un gatto mammon | la magnifica, splendida ma-ma-ma-ma... gamagò''! Ahahahahahahaha! *'''Maga Magò''': Ora, se non ti dispiace, per prima cosa detterò io le [[Regole dai film|regole]].<br />'''Anacleto''': Regole un corno! Aha! Vuole regole per il piacere di infrangerle! <br />'''Maga Magò''': Mi occuperò di te più tardi, brutto barbagianni! Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />'''Merlino''': Regola quattro: non barare. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Artù''': Sono in un tremendo pasticcio: sono re. <br /> '''Anacleto''': Ha estratto la spada dalla roccia. <br /> '''Merlino''': Aha! 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E cos'è? <br /> '''Merlino''': Be'... è una specie di televisione... eh, eh... ma senza la pubblicità! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Disney}} [[Categoria:Classici Disney]] a58txrdce78o1pddby7vlqsdsei0de3 La spada magica - Alla ricerca di Camelot 0 42421 1418932 1418837 2026-07-02T17:46:41Z Skekzilla 17056 /* Dialoghi */ 1418932 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloalfabetico= Spada magica, La |titoloitaliano= La spada magica - Alla ricerca di Camelot |titolooriginale= Quest for Camelot |paese= USA |anno= 1998 |genere= animazione |regista= [[Frederik Du Chau]] |soggetto= [[Vera Chapman]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore= [[Kirk De Micco]], [[William Schifrin]], [[Jacqueline Feather]] e [[David Seidler]] |doppiatorioriginali= *[[Jessalyn Gilsig]]: Kayley *[[Andrea Corr]]: Kayley ''(canto)'' *[[Cary Elwes]]: Garrett *[[Bryan White]]: Garrett ''(canto)'' *[[Gary Oldman]]: Ruber *[[Eric Idle]]: Devon *[[Don Rickles]]: Cornwall *[[Jane Seymour (attrice)|Jane Seymour]]: Juliana *[[Céline Dion]]: Juliana ''(canto)'' *[[Pierce Brosnan]]: Re Artù *[[Steve Perry (cantante)|Steve Perry]]: Re Artù ''(canto)'' *[[Bronson Pinchot]]: Griffin *[[Jaleel White]]: Bladebeak *[[Gabriel Byrne]]: Sir Lionel *[[John Gielgud]]: Merlino *[[Frank Welker]]: Ayden |doppiatoriitaliani = * [[Manuela Cenciarelli]]: Kayley * [[Renata Fusco]]: Kayley ''(canto)'' * [[Veronica Puccio]]: Kayley da bambina * [[Massimiliano Alto]]: Garret * [[Claudio Basili]]: Garret ''(canto)'' * [[Massimo Corvo]]: Ruber * [[Gigi Proietti]]: Devon e Cornelius * [[Roberta Greganti]]: Juliana * [[Marjorie Biondo]]: Juliana (canto) * [[Francesco Prando]]: Re Artù * [[Massimo Lodolo]]: Griffin * [[Fabrizio Vidale]]: Bladebeak * [[Marco Mete]]: Sir Lionel * [[Sandro Tuminelli]]: Merlino |note= }} '''''La spada magica – Alla ricerca di Camelot''''', film d'animazione di [[Frederik Du Chau]] del 1998. ==Frasi== *Un giorno diventerò un cavaliere, come mio padre. ('''Kayley da bambina''') *Non servirò mai un falso re! ('''Sir Lionel''' e poi '''Kayley''' a Ruber) *Excalibur è stata rubata! ('''Contadino''') *Madre, non desidero un abito nuovo. Io voglio salvare Camelot. ('''Kayley''') *Giuliana, passavo da queste parti così ho pensato... di invadervi. Datemi un bacio, bella vedova, ho saputo che vivete ancora sola! ('''Ruber''') *Kayley, devo dirti che conoscevo tuo padre. Una volta vivevo a Camelot. Facevo il ragazzo di stalla... ma sognavo di diventare un cavaliere. Una notte scoppiò un incendio. Io corsi a salvare i cavalli, ma..rimasi ferito. In un primo momento riuscivo ancora a vedere le forme, poi solo le ombre... infine il mio mondo diventò buio. Dopo la perdita della vista, tuo padre fu l'unico ad avere ancora fiducia in me. Mi insegnò che il valore di un cavaliere è frutto del suo carattere e della sua lealtà al giuramento di Camelot. Ogni mia speranza di diventare un cavaliere morì insieme a lui. ('''Garrett''') *{{NDR|Parlando di Ayden il falco dalle ali d'argento}} Con gli occhi di Ayden posso sopravvivere a tutto. ('''Garrett''') *Un giorno quella spada cadrà in mano mia!... Tutto questo sarà mio! ('''Ruber''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Oh, no! La roccia! ('''Ruber''') *Io nomino voi, Sir Garrett. Io nomino voi, Lady Kayley. Grazie per aver salvato Camelot. Ci avete ricordato che il nostro regno non si fonda sulla forza del suo re, ma sulla forza del suo popolo. Da questo giorno in poi voi siederete alla [[Tavola Rotonda]] insieme agli altri cavalieri. ('''[[Re Artù]]''') ==Dialoghi== *'''Ruber''' {{NDR|unitosi alla Tavola Rotonda all'ultimo}}: Ma che simpatico coretto! Ora torniamo agli affari! Ho atteso a lungo questo giorno... quando riceverò nuove terre?? <br />'''Re Artù''' {{NDR|tranquillo}}: Sir Ruber, sempre a pensare a voi stesso! Come [[cavalieri della Tavola Rotonda]] abbiamo obblighi verso il popolo, non verso noi stessi. Le terre verranno divise in base ai bisogni di ciascuno... <br />'''Ruber''' {{NDR|egoisticamente}}: Allora a me ne occorre più di chiunque altro! Non vi avrei appoggiato tutti questi anni se avessi capito che volevate fare la carità! <br />'''Sir Lionel''' {{NDR|deciso}}: Il re ha deciso! <br />'''Ruber''': È tempo che ci sia un nuovo re e io voto per me! <br />'''Sir Lionel''': Non servirò mai un falso re! <br />'''Ruber''': Allora ne servirete uno morto!! {{NDR|Impugnando una palla chiodata ed attacca gli altri cavalieri, uccidendo Sir Lionel}} *'''Lady Giuliana''': Siete pazzo! <br /> '''Ruber''': Sono contento che l'abbiate notato! Ho impiegato anni di esercizio per diventarlo! *'''Kayley''': Come ti chiami? <br /> '''Garrett''': Mi chiamo Garrett. <br /> '''Kayley''': Io Kayley. Garrett, perché non mi guardi mai quando ti parlo? Oh, non mi ero resa conto che tu fossi... <br /> '''Garrett''': Che cosa? Alto? Distinto? Bello? <br /> '''Kayely''': Cieco. <br /> '''Garrett''': Ah già, quella cosa me la dimentico sempre. *'''Kayley''': Ehi guarda, il tuo falco ha le ali d'argento. <br /> '''Garrett''': Davvero? {{NDR|sarcastico, essendo cieco}} Dovrò crederti sulla parola. *'''Ruber''': Miserabile pennuto dalla mitica stupidità!!! Dove ti è caduta la spada?! <br /> '''Grifone''': Sembra così diverso questo luogo visto dall'alto. *'''Garrett''': Siamo nella terra dei draghi. <br /> '''Kayely''': Oh. {{NDR|annusa l'aria}} Hai ragione... Ma sei sicuro che questa sia la terra dei draghi? Non potrebbero metterci, che so, un'indicazione un cartello? Potrebbero scrivere per esempio "benvenuti nella terra dei draghi". {{NDR|cominciando a preoccuparsi}} Non li incontreremo veramente, mi auguro... tu che dici? Un certo numero di draghi cos'è, un branco o una mandria? È un gruppo o una muta? Non dirmi che è un gregge? <br /> '''Garrett''': Zitta. <br /> '''Kayley''': Hai sentito qualcosa? <br /> '''Garrett''': No. Voglio solo che tu stia zitta. *'''Garrett''': Ma voi che cosa siete? <br /> '''Devon e Cornelius''': La prova che tra parenti non ci si dovrebbe sposare, ecco. *'''Kayley''': Siete certi che qui saremo al sicuro? <br /> '''Cornelius''': Una sola cosa è certa: meglio qui che lassù. <br /> '''Devon''': Le migliori vie di fuga le conosciamo tutte. <br /> '''Cornelius''': È da quando avevamo 200 anni che scappiamo da quelli là. <br /> '''Devon''': Siamo stati così giovani? <br /> '''Cornelius''': Certo che lo siamo stati, imbecille! <br /> '''Devon''': Non sono un imbecille! <br /> '''Cornelius''': Si che lo sei! <br /> '''Devon''': No che non lo sono! <br /> '''Garrett''': A furia di bisticciare, come non vi siete inceneriti a vicenda? <br /> '''Devon''': Inceneriti? Non sputiamo nemmeno vapore. <br /> '''Cornelius''': Già, a differenza degli altri draghi, lui non sa né sputare fiamme né volare. Ahah, che triste realtà! <br /> '''Devon''': Oh, ''excusez moi'', signor "nego l'evidenza", ma siamo in due a non saper né sputare fiamme né volare! *'''Garrett''': Andiamo, Kayley. Dobbiamo accamparci prima che faccia buio. <br /> '''Kayley''' {{NDR|indicando Devon e Cornelius}}: Oh Garrett, portiamoli con noi. Ti prego. <br /> '''Garrett''': Me lo immaginavo... ma basta con i canti! <br /> '''Devon''': Possiamo fare un po' di danza classica? *'''Kayley''' {{NDR|piangendo}}: Ti prego. Non morire. Non potrei mai farcela da sola. È tutta colpa mia se ti hanno ferito. Mi sono messa a parlare a vanvera mentre mi dicevi di stare zitta. Non sono d'aiuto per nessuno. <br /> '''Garrett''' {{NDR|accarezzandola dolcemente}}: Shh, shh... ti sbagli. *'''Kayley''': Ma voi volate! <br /> '''Devon''': La terra è piccola, molto meglio il cielo! *'''Re Artù''': Non sei un re! <br /> '''Ruber''': Hai ragione. Forse sono più simile a un dio! ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film d'animazione]] 964curfvar0qba6cjwz9ftj12sj7bq6 Marc Bloch 0 49223 1418948 1397195 2026-07-02T19:48:44Z Guise 50575 1418948 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Marc Bloch (1886–1944).jpg|thumb|Marc Bloch]] '''Marc Léopold Benjamin Bloch''' (1886 – 1944), storico francese. ==Citazioni di Marc Bloch== *Negli esperimenti degli psicologi la [[fake news|falsa notizia]] non arriva mai a quella magnifica pienezza che solo una lunga durata e innumerevoli bocche possono darle.<br />Soprattutto, a queste creazioni di laboratorio manca quello che forse è l'elemento essenziale nelle false notizie della storia. Queste nascono spesso da osservazioni individuali inesatte o da testimonianze imprecise, ma questo accidente originario non è tutto; in realtà, da solo non spiega niente. L'errore si propaga, si amplifica, vive, infine, a una sola condizione: trovare nella società in cui si diffonde un terreno di coltura favorevole. In esso gli uomini esprimono inconsciamente i loro pregiudizi, gli odi, i timori, tutte le loro forti emozioni. Come avrò occasione di dire più avanti, solo grandi stati d'animo collettivi hanno il potere di trasformare in [[Leggenda metropolitana|leggenda]] una percezione alterata. (da ''Riflessioni d'uno storico sulle false notizie della guerra'', 1, in ''La guerra e le false notizie'') *Uomini mossi da una collera cieca e brutale, ma autentica, avevano incendiato e fucilato; ciò che premeva loro era ormai conservare una fede assolutamente certa nell'esistenza di "atrocità", che, sole, potevano dare al loro furore un'apparenza di equanimità; si può supporre che la maggior parte di loro sarebbe inorridita se avesse dovuto riconoscere la profonda assurdità del terrore panico che li aveva spinti a commettere tante azioni orrende; ma essi non riconobbero mai nulla di simile. Ancora oggi i tedeschi sono in gran parte probabilmente convinti che moltissimi loro soldati sono caduti vittime degli agguati belgi: convinzione tanto più incrollabile in quanto si sottrae a ogni esame. Si crede facilmente a ciò che si ha bisogno di credere. Una leggenda, che ha ispirato atti clamorosi e soprattutto azioni crudeli, è sul punto di diventare indistruttibile. (da ''Riflessioni d'uno storico sulle false notizie della guerra'', 2, in ''La guerra e le false notizie'') *Viva la Francia! :''Vive la France!'' ([[ultime parole]] di fronte al plotone di esecuzione; citato in Carole Fink, ''March Bloch: A Life in History'', Cambridge University Press, 1989, p. 321) ==''Apologia della storia''== *«Papà, spiegami allora a che serve la [[storia]]». Così un giovinetto, che mi è molto caro, interrogava, qualche anno fa, il padre, uno storico. Del libro che si leggerà, vorrei poter dire che è la mia risposta. (''Introduzione'') *Ma se i fisici non avessero fatto piú oltre professione di intrepidezza, a qual punto sarebbe la [[fisica]]? (''Introduzione'') *L'incomprensione del [[presente]] nasce inevitabilmente dall'[[ignoranza]] del [[passato]]. (cap. I, 5) *La varietà delle testimonianze storiche è pressoché infinita. Tutto ciò che l'uomo dice o scrive, tutto ciò che costruisce, tutto ciò che sfiora, può e deve fornire informazioni su di lui. (cap. II, 2) ==''Lavoro e tecnica nel Medioevo''== *Al momento in cui le prime ruote di [[Mulino ad acqua|mulino]] cominciarono a battere la superficie dei corsi d'acqua, l'arte di macinare i cereali aveva già, in Europa e nelle civiltà mediterranee, un passato assai più che millenario. (''Avvento e conquiste del mulino ad acqua'', p. 48) *Un mulino ad acqua figurava verso l'anno 18 a. C. a Cabira, nel [[Ponto]], tra le dipendenze del palazzo da poco elevato da Mitridate. Senza dubbio esso era contemporaneo al complesso delle costruzioni. In tal caso si tratterebbe del più antico esempio sicuramente datato: tra l'anno 120 e l'anno 63 a.C. (''Avvento e conquiste del mulino ad acqua'', p. 49) *I mulini ad acqua segnarono, nel corredo tecnico dell'umanità, anche in ragione del loro meccanismo interno, un progresso la cui portata supera largamente la storia, in definitiva modesta, dell'arte molitoria. (''Avvento e conquiste del mulino ad acqua'', p. 57) *[...] invenzione antica, il mulino ad acqua è medievale dal punto di vista della sua effettiva diffusione. (''Avvento e conquiste del mulino ad acqua'', p. 59) *Tra tutti gli apparecchi registratori, capaci di rivelare allo storico i movimenti profondi dell'economia, i [[Moneta|fenomeni monetari]] sono senza dubbio i più sensibili. Ma riconoscere loro soltanto questo valore di sintomo sarebbe mancare di render loro piena giustizia; essi sono stati e sono, a loro volta, delle cause: qualcosa come un sismografo che, non contento di segnalare i terremoti, talvolta li provocasse. Vale a dire che il giorno in cui noi conosceremo veramente la storia dell'[[oro]] – o, più esattamente, dell'oro come strumento «di scambi – durante il Medioevo, molte correnti nascoste, molti legami, che oggi ci sfuggono, appariranno in piena luce. Purtroppo infatti i dati sono oscuri; essi sono stati, per giunta, insufficientemente studiati e, spesso, da un punto di vista che non è il nostro in questo scritto: la [[numismatica]] fatica ad uscire dai gabinetti di curiosità. (''Il problema dell'oro nel Medioevo'', p. 88) *Nel [[Civiltà romana|mondo romano]] dei primi secoli si trovavano ovunque degli [[Schiavitù|schiavi]]: nei campi, nelle botteghe, nelle officine, negli uffici. I ricchi ne mantenevano delle centinaia o delle migliaia; bisognava esser ben povero per non possederne almeno uno. Non che la mano d'opera servile avesse il monopolio di una qualsiasi attività, per quanto umile questa potesse essere; molti artigiani erano di condizione libera; innumerevoli campi cerano coltivati da contadini, piccoli proprietari o affittuari che mai erano stati cosa del padrone; ed era al proletariato libero che [[Tito Flavio Vespasiano|Vespasiano]] riservava le dure fatiche che aveva rifiutato alle macchine. Non è perciò meno vero che né la vita materiale delle società greco-romane, né la loro stessa civiltà, in ciò che essa ebbe di più squisito, non potrebbero esser concepite senza l'apporto di questo lavoro forzato. Anche i [[Germani]] avevano i loro schiavi, servitori o operai addetti alle colture. L'Europa dei tempi moderni invece, se si esclude qualche rara eccezione, non ha conosciuto, sul proprio territorio, la schiavitù. Questa trasformazione, una delle più profonde che l'umanità abbia conosciuto, si è operata con grande lentezza, per la sua maggior parte, nel corso dell'alto Medioevo. (''Come e perché finì la schiavitù antica'', pp. 200-201) ==Citazioni su Marc Bloch== *L'Einstein di noi studiosi di storia. ([[Renato Moro]]) ==Bibliografia== *Marc Bloch, ''Apologia della storia o Mestiere di storico'', a cura di Etienne Bloch, traduzione di Giuseppe Gouthier, Einaudi, Torino, 2016. ISBN 9788858423097 *Marc Bloch, ''La guerra e le false notizie. Ricordi (1914-1915) e riflessioni (1921)'', traduzione di Gregorio De Paola, Fazi, Roma, 2014. ISBN 9788876256912 *Marc Bloch, ''[https://archive.org/details/bloch-marc.-lavoro-e-tecnica-nel-medioevo-ocr-1959/mode/1up Lavoro e tecnica nel Medioevo]'', traduzione di Giuliano Procacci, Editori Laterza, Bari, 1959. ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|I re taumaturghi||(1924)}} {{Pedia|Apologia della storia||(1949)}} {{DEFAULTSORT:Bloch, Marc}} [[Categoria:Storici francesi]] 02h1lu1fiscu8gf3rwhb4rr975us26g Enzo Cannavale 0 62229 1418936 1400653 2026-07-02T18:02:58Z ~2026-35655-21 107537 /* Film */ 1418936 wikitext text/x-wiki [[File:Enzo Cannavale 1975.png|thumb|Enzo Cannavale]] '''Vincenzo Cannavale''' (1928 – 2011), attore italiano. {{Intestazione|Citato in Gianni Valentino, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/05/15/vita-da-caratterista-mi-manda-eduardo.html Vita da caratterista: "Mi manda Eduardo"]'', ''la Repubblica'', 15 maggio 2005, p. 17}} *{{NDR|[[Massimo Troisi]]}} Peccato sia morto così presto, chissà che risultati avrebbe raggiunto. Un talento infinito, pari alla sua gentilezza. Io rido molto poco e non perché ci sia la legge che vuole i comici vittime della malinconia. Ma Troisi era di un altro livello: le sue pause, le ripetizioni, la lentezza. *{{NDR|[[Pulcinella]]}} è una maschera troppo particolare, nel tono della voce ha tutto il suo significato. Ruolo complicato da interpretare. *Preferisco stare affacciato sul terrazzino, di fronte a me il Vesuvio, piazza del Plebiscito, scenario che ultimamente, tuttavia, è stato svenduto. Ora andrebbe riconquistato. Così come la città dovrebbe riappropriarsi dei suoi spazi, della sua cultura vera, che è stata seppellita. Vogliono riprendere la [[festa della Piedigrotta]], ma sarà impossibile. Purtroppo non ci sono più gli scugnizzi, quelli di oggi sono piccoli delinquenti assai più furbi. Troppo violenti. I carri allegorici diventerebbero bersaglio delle loro mazze, degli sputi, altro che cuppetielli! Magari è una manovra politica: a volte i politici recitano come noi, ho memoria buona. Sono nato a via Roma 205 nell'anno in cui si costruì la funicolare centrale, e non ho mai voluto lasciare [[Napoli]]. Potrei camminarci a occhi serrati e non sbagliare mezzo passo. Ho vissuto fino in fondo tutti i momenti belli e brutti che ha attraversato la nostra città. ==Film== *''[[Operazione San Gennaro]]'' (1966) <!--*''[[Per grazia ricevuta]]'' (1971)--> *''[[Le avventure di Pinocchio (sceneggiato televisivo)|Le avventure di Pinocchio]]'' (1972) *''[[Piedone lo sbirro]]'' (1973) <!--*''[[La liceale]]'' (1975)--> <!--*''[[L'insegnante]]'' (1975)--> *''[[Piedone a Hong Kong]]'' (1975) *''[[Il soldato di ventura]]'' (1976) *''[[Squadra antimafia]]'' (1978) *''[[Piedone l'africano]]'' (1978) *''[[Squadra antigangsters]]'' (1979) *''[[Agenzia Riccardo Finzi... praticamente detective]]'' (1979) <!--*''[[Piedone d'Egitto]]'' (1980)--> <!--*''[[Delitto al ristorante cinese]]'' (1981)--> *''[[Il tifoso, l'arbitro e il calciatore]]'' (1983) *''[[Il ragazzo di campagna]]'' (1984) *''[[Amici miei atto III]]'' (1985) *''[[Le vie del Signore sono finite]]'' (1987) *''[[32 dicembre]]'' (1988) *''[[Nuovo cinema Paradiso]]'' (1988) *''[[Le comiche]]'' (1990) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cannavale, Enzo}} [[Categoria:Attori italiani]] btxvly7mcrrd3ivvv7zbgg4qsnrzq3o Estetica 0 77162 1418925 1333292 2026-07-02T14:08:12Z Gaux 18878 Luigi Stefanini 1418925 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Principios de Estética.jpg|thumb|Milá y Fontanals, ''Principios de Estética'', 1857]] Citazioni sull''''estetica'''. *È molto raro che uno [[psicoanalista]] si senta spinto a studiare argomenti di estetica, anche quando con estetica non si voglia intendere semplicemente la teoria del bello, bensì la teoria delle qualità del sentimento. Egli lavora su altri strati della vita psichica e non ha molto a che fare con quegli impulsi emotivi controllati che, ostacolati nella loro finalità e sottoposti all'influenza di numerosi fattori concorrenti, sogliono fornire il materiale degli studi di estetica. Di quando in quando, però, capita che egli debba interessarsi a qualche ambito particolare di tale argomento e, di solito, detto ambito finisce con l'essere piuttosto fuori del comune, così da essere stato trascurato nella letteratura specialistica dell'estetica. ([[Sigmund Freud]]) *L'esperienza estetica è sempre più che estetica. ([[John Dewey]]) *L'estetica non può dare ricette: non ci sono metodi per fare miracoli. ([[Nicolás Gómez Dávila]]) *La sfera estetica è passaggio necessario alla moralità, tanto che solo come uomo estetico l'uomo è veramente uomo. ([[Luigi Pareyson]]) *Nel definire l'estetica come una disciplina filosofica, s'è voluto stabilire subito che essa rientra in una visione totale dell'essere: cioè considera il fatto della [[bellezza]] e dell'[[arte]] quale aspetto particolare dell'essere nella sua assolutezza. Soltanto in una visione totale, che inquadri l'arte e la bellezza nel complesso delle attività dello [[spirito]], e ne indichi esattamente le relazioni e la relativa autonomia, la considerazione estetica si libera dalla contingenza delle impressioni frammentarie e assurge alla dignità di scienza. ([[Luigi Stefanini]]) *Non siamo più capaci di vedere la qualità {{NDR|della [[musica]]}}: prevale il consumo veloce. Si è persa l'abitudine all'ascolto dal vivo. È tutto virtuale. Ci si dovrebbe riappropriare dell'esperienza estetica. ([[Luca Francesconi]]) *Purtroppo in estetica la dittatura di un elemento è identica alla sua democratizzazione. Il livellamento dei luoghi conduce alla dittatura della luce e viceversa. Tutto diventa uguale nell'indifferenza. ([[Roberto Peregalli]]) *Quando l'estetica non farà più della metafisica e non discorrerà più di tipi intelligibili e di soprannaturale; quand'essa non considererà più come due cose distinte il concetto e la forma, e avrà proclamato come fatto positivo che la bellezza è eminentemente artistica e che sta appunto nell'opera d'arte in quanto identifica il pensiero e la forma, la sostanza e l'apparenza; allora s'intenderà forse meglio perché i Greci poterono creare un'arte perfetta, perché noi moderni non possiamo raggiungerla e che cosa ci spetta fare, sopra una diversa via, per tener dietro ad essi. ([[Ettore De Ruggiero]]) ==Voci correlate== *[[Bellezza]] *[[Arte]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Antropologia culturale]] [[Categoria:Discipline]] [[Categoria:Estetica| ]] 5xqbggflwx39j3g0yamyayy7y83k8rr Sissi, la giovane imperatrice 0 89644 1418959 674534 2026-07-02T22:53:48Z ~2026-35655-21 107537 /* Altri progetti */ 1418959 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Sissi, la giovane imperatrice |immagine= |titolooriginale = Sissi - Die junge Kaiserin |paese= Austria |annouscita= 1956 |genere= romantico, storico |regista= [[Ernst Marischka]] |soggetto= Ernst Marischka |sceneggiatore= Ernst Marischka |attori = * [[Romy Schneider]]: [[Elisabetta di Baviera]], detta Sissi * [[Karlheinz Böhm]]: [[Francesco Giuseppe I d'Austria]] * [[Magda Schneider]]: [[Ludovica di Baviera]] * [[Gustav Knuth]]: [[Massimiliano Giuseppe di Baviera|Massimiliano di Baviera]], detto Max * [[Vilma Degischer]]: [[Sofia di Baviera]] * [[Walter Reyer]]: [[Gyula Andrássy il Vecchio|conte Andrassy]] * [[Senta Wengraf]]: contessa Bellegarde * [[Josef Meinrad]]: maggiore di gendarmeria Böckl * [[Erich Nikowitz]]: [[Francesco Carlo d'Asburgo-Lorena|Francesco Carlo]] |doppiatoriitaliani= *[[Cristiana Lionello]]: Elisabetta di Baviera, detta Sissi *[[Claudio Capone]]: Francesco Giuseppe I d'Austria *[[Melina Martello]]: Ludovica di Baviera *[[Silvio Spaccesi]]: Massimiliano di Baviera, detto Max *[[Giusi Raspani Dandolo]]: Sofia di Baviera *[[Mario Cordova]]: conte Andrassy |note = *Secondo di una trilogia di film sulla vita dell'imperatrice austriaca [[Elisabetta di Baviera]]. Gli altri sono: ''[[La principessa Sissi]]'' (1955) e ''[[Sissi - Il destino di un'imperatrice]]'' (1957). }} '''''Sissi, la giovane imperatrice''''', film austriaco del 1956 con [[Romy Schneider]] e [[Karlheinz Böhm]], regia di [[Ernst Marischka]]. ==Dialoghi== *'''Francesco Carlo''': Buongiorno maestà! Ho saputo che eri fuori a cavallo e allora ho pensato di venirci anch'io.<br />'''Sissi''' {{NDR|urlando}}: Mi fa molto piacere. Come stai adesso?<br />'''Francesco Carlo''': Grazie, molto bene, maestà. Comunque non hai bisogno di gridare, io sento perfettamente.<br />'''Sissi''': E da quando?<br />'''Francesco Carlo''': Da sempre. Io sento soltanto quello che voglio. Vedi, è molto pratico. Quello che non voglio sentire, non lo sento e basta. Lo ripetono una volta, due volte, tre volte, la quarta volta ci rinunciano e io così risparmio la risposta. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} [[Categoria:Film sentimentali]] [[Categoria:Film storici]] rjrh3epryst0u0taueasif85xzw9ops Sissi - Il destino di un'imperatrice 0 89667 1418958 674685 2026-07-02T22:52:26Z ~2026-35655-21 107537 /* Altri progetti */ 1418958 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Sissi - Il destino di un'imperatrice |immagine= |titolooriginale = Sissi - Schicksalsjahre einer Kaiserin |paese= Austria |annouscita= 1957 |genere= romantico, storico |regista= [[Ernst Marischka]] |soggetto= Ernst Marischka |sceneggiatore= Ernst Marischka |attori = * [[Romy Schneider]]: [[Elisabetta di Baviera]], detta Sissi * [[Karlheinz Böhm]]: [[Francesco Giuseppe I d'Austria|Francesco Giuseppe d'Austria]], detto Franz * [[Magda Schneider]]: [[Ludovica di Baviera]] * [[Gustav Knuth]]: [[Massimiliano Giuseppe di Baviera|Massimiliano di Baviera]], detto Max * [[Vilma Degischer]]: [[Sofia di Baviera]] * [[Walter Reyer]]: [[Gyula Andrássy il Vecchio|conte Andrassy]] * [[Josef Meinrad]]: colonnello Böckl * [[Senta Wengraf]]: contessa Bellegarde * [[Erich Nikowitz]]: [[Francesco Carlo d'Asburgo-Lorena|Francesco Carlo]] |doppiatoriitaliani= *[[Cristiana Lionello]]: Elisabetta di Baviera, detta Sissi *[[Claudio Capone]]: Francesco Giuseppe d'Austria, detto Franz *[[Melina Martello]]: Ludovica di Baviera *[[Silvio Spaccesi]]: Massimiliano di Baviera, detto Max *[[Giusi Raspani Dandolo]]: Sofia di Baviera *[[Mario Cordova]]: conte Andrassy |note = *Ultimo di una trilogia di film sulla vita dell'imperatrice austriaca [[Elisabetta di Baviera]]. I primi due sono: ''[[La principessa Sissi]]'' (1955) e ''[[Sissi, la giovane imperatrice]]'' (1956). }} '''''Sissi – Il destino di un'imperatrice''''', film austriaco del 1957 con [[Romy Schneider]] e [[Karlheinz Böhm]], regia di [[Ernst Marischka]]. ==Frasi== *Quest'atmosfera uccide più di un attentato. ('''Franz''') {{NDR|a Venezia}} ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} Beate quelle persone il cui cuore è gonfio di [[felicità]], poiché ogni gioia proviene da Dio. ('''vescovo''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} [[Categoria:Film sentimentali]] [[Categoria:Film storici]] 81ynkv7vfm1u8tkacbba9180dfx21f9 Template:Lingue/Dati 10 148341 1418957 1418846 2026-07-02T21:58:17Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1418957 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 66272 |lingua2 = it |voci2 = 55474 |lingua3 = pl |voci3 = 31787 |lingua4 = ru |voci4 = 17979 |lingua5 = cs |voci5 = 15713 |lingua6 = et |voci6 = 13696 |lingua7 = uk |voci7 = 12320 |lingua8 = pt |voci8 = 12068 }} k5jcnj2arrylsd5jbafmi8hze5nlnr5 Re Artù 0 149726 1418937 1418773 2026-07-02T18:03:16Z Skekzilla 17056 /* Voci correlate */ 1418937 wikitext text/x-wiki [[File:History of the Kings (f.75.v) King Arthur.jpg|thumb|Re Artù, rappresentato in ''Historia Regum Britanniae'']] '''Re Artù''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Re Artù== *È giunto il momento di festeggiare poiché grande è stata la vittoria, ma quando l'entusiasmo sarà svanito dovremo ricordarci il costo pagato ed essere molto attenti. Il messaggio di odio che Mordred ha portato apparirà con un nome diverso, un volto diverso, ma finché riusciremo a mantenere in vita il sogno e gli ideali di Camelot nei nostri cuori saremo sempre vincitori. Lunga vita a onore e giustizia. Lunga vita a bontà e verità. Lunga vita a Camelot! (''[[Principe Valiant]]'') *Io nomino voi, Sir Garrett. Io nomino voi, Lady Kayley. Grazie per aver salvato Camelot. Ci avete ricordato che il nostro regno non si fonda sulla forza del suo re, ma sulla forza del suo popolo. Da questo giorno in poi voi siederete alla Tavola Rotonda insieme agli altri cavalieri. (''[[La spada magica - Alla ricerca di Camelot]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! *Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri. *Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una [[Tavola Rotonda]] intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. [[Cavalieri della Tavola Rotonda]]! *Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi. *Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. *Non posso darti la terra, solo il mio amore. *Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere. *Non sapevo quanto la mia anima fosse vuota finché non è stata riempita. *Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere. *Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. ===''[[Il primo cavaliere]]''=== *Camelot continuerà a vivere. *C'è una pace che si trova soltanto al di là della guerra. Se quella battaglia deve arrivare, io la combatterò. *Che Dio ci conceda la capacità di riconoscere il giusto, la volontà di sceglierlo e la forza per conservarlo. *Solo gli stolti sognano la sola cosa che non possono avere. Io ho sognato il sogno di voi. È stato un sogno dolce, finché è durato. *Sposa il re, ama l'uomo. *Un uomo che non teme nulla è un uomo che non ama nulla. E se non amate nulla, quale gioia può esserci nella vostra vita? *Vi sono leggi che rendono schiavi gli uomini e leggi che li rendono liberi. O riteniamo che essere giusti e buoni e leali sia un principio valido per tutti gli uomini sotto la legge di Dio, o siamo solo un'altra tribù di predoni. ===''[[King Arthur]]''=== *Cavalieri, il sacro dono della libertà è vostro e ne avete pieno diritto. Ma la dimora che sogniamo non è in qualche terra lontana... è in noi e nelle nostre gesta, in questo giorno. Se deve essere questo il nostro destino ebbene sia, ma che la storia non dimentichi, che come uomini liberi noi stessi lo abbiamo scelto! *Combatto per una causa che né Roma né tanto meno tu potete comprendere. *Oh buon Dio misericordioso, ho tanto bisogno della tua misericordia. Non per me stesso, ma per i miei cavalieri, perché hanno bisogno del tuo aiuto. Concedi loro la tua protezione e io ti ripagherò, mille volte con qualunque sacrificio tu voglia chiedermi e se nella tua saggezza, dovessi stabilire che quel sacrificio consiste nel dare la mia vita per la loro, fa che possano assaporare quella libertà che così a lungo è stato loro negata. Sarà un sacrificio che accetterò con gioia, la mia morte avrà un senso. Non chiedo altro che questo. *Sono venuto a vedere la tua faccia per poterti riconoscere sul campo di battaglia e sarebbe meglio per te ricordarti la mia faccia sassone, perché la prossima volta che la rivedrai, sarà l'ultima cosa che vedrai su questa terra. *Voi ordinate una missione ai miei uomini, in questo giorno. Hanno rischiato la vita per quindici anni, per una causa che non era loro e ora è il giorno del loro affrancamento, volete impegnarli in una missione più pericolosa di qualunque altra abbiano mai compiuto, come posso Vescovo andare dai miei uomini e dire loro che invece della libertà, offro la morte. ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te. *{{NDR|Su [[Pellinore]]}} Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto. *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. *Mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. *Io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser [[Tristano]] è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo con compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. *Sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! *Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia! [...] Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona! *Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento [...]. Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima. ===''[[Monty Python e il Sacro Graal]]''=== {{cronologico}} *{{NDR|«Chi sei?»}} Artù, figlio di Pendragon, del castello di Camelot, gioia dei Bretoni, angoscia dei Sassoni, re dell'irreta Intilghiera! *Non puoi lascia' la reggia un attimo che te la riducono una discoteca. *D'inverno la rondine cerca il sole. E il piviere fa la spola tra le opposte rispettive primavere. E c'è un gran traffico tra continenti. *La [[Dama del Lago|Signora del Lago]], seno d'alghe ricoperto, fronte cinta da un bel serto, m'investì le cuore 'a dea, e del Regno re mi fea. Ribattei stupito e incerto: "Tale investitura merto?" Disse: "Sono più che certa, io la do a chi la merta." *Le tue teorie mi hanno convinto. Dunque, le vesciche dei montoni impediscono i terremoti. *No! Sono i Cavalieri che dicono "Tiè"! *Il verde oggigiorno gli è solo nei semafori. *Tutti così, offendono il Fisco, poi appena ottenuto un posto al Ministero delle Finanze s'acquetano. *Be', sai, facendo il militare si impara di tutto. ==Citazioni su Re Artù== ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni. ([[Mago Merlino]]) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot. *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. *Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele! *Re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola. *Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere! ([[Lancillotto]]) *Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo. *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella Morgana la Fata, l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Uther Pendragon]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Artù, Re}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Sovrani mitologici]] gahyvkufhl56162t3vgwn01ya0fs3rk 1418954 1418937 2026-07-02T20:01:36Z Skekzilla 17056 /* Voci correlate */ 1418954 wikitext text/x-wiki [[File:History of the Kings (f.75.v) King Arthur.jpg|thumb|Re Artù, rappresentato in ''Historia Regum Britanniae'']] '''Re Artù''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Re Artù== *È giunto il momento di festeggiare poiché grande è stata la vittoria, ma quando l'entusiasmo sarà svanito dovremo ricordarci il costo pagato ed essere molto attenti. Il messaggio di odio che Mordred ha portato apparirà con un nome diverso, un volto diverso, ma finché riusciremo a mantenere in vita il sogno e gli ideali di Camelot nei nostri cuori saremo sempre vincitori. Lunga vita a onore e giustizia. Lunga vita a bontà e verità. Lunga vita a Camelot! (''[[Principe Valiant]]'') *Io nomino voi, Sir Garrett. Io nomino voi, Lady Kayley. Grazie per aver salvato Camelot. Ci avete ricordato che il nostro regno non si fonda sulla forza del suo re, ma sulla forza del suo popolo. Da questo giorno in poi voi siederete alla Tavola Rotonda insieme agli altri cavalieri. (''[[La spada magica - Alla ricerca di Camelot]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! *Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri. *Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una [[Tavola Rotonda]] intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. [[Cavalieri della Tavola Rotonda]]! *Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi. *Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. *Non posso darti la terra, solo il mio amore. *Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere. *Non sapevo quanto la mia anima fosse vuota finché non è stata riempita. *Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere. *Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. ===''[[Il primo cavaliere]]''=== *Camelot continuerà a vivere. *C'è una pace che si trova soltanto al di là della guerra. Se quella battaglia deve arrivare, io la combatterò. *Che Dio ci conceda la capacità di riconoscere il giusto, la volontà di sceglierlo e la forza per conservarlo. *Solo gli stolti sognano la sola cosa che non possono avere. Io ho sognato il sogno di voi. È stato un sogno dolce, finché è durato. *Sposa il re, ama l'uomo. *Un uomo che non teme nulla è un uomo che non ama nulla. E se non amate nulla, quale gioia può esserci nella vostra vita? *Vi sono leggi che rendono schiavi gli uomini e leggi che li rendono liberi. O riteniamo che essere giusti e buoni e leali sia un principio valido per tutti gli uomini sotto la legge di Dio, o siamo solo un'altra tribù di predoni. ===''[[King Arthur]]''=== *Cavalieri, il sacro dono della libertà è vostro e ne avete pieno diritto. Ma la dimora che sogniamo non è in qualche terra lontana... è in noi e nelle nostre gesta, in questo giorno. Se deve essere questo il nostro destino ebbene sia, ma che la storia non dimentichi, che come uomini liberi noi stessi lo abbiamo scelto! *Combatto per una causa che né Roma né tanto meno tu potete comprendere. *Oh buon Dio misericordioso, ho tanto bisogno della tua misericordia. Non per me stesso, ma per i miei cavalieri, perché hanno bisogno del tuo aiuto. Concedi loro la tua protezione e io ti ripagherò, mille volte con qualunque sacrificio tu voglia chiedermi e se nella tua saggezza, dovessi stabilire che quel sacrificio consiste nel dare la mia vita per la loro, fa che possano assaporare quella libertà che così a lungo è stato loro negata. Sarà un sacrificio che accetterò con gioia, la mia morte avrà un senso. Non chiedo altro che questo. *Sono venuto a vedere la tua faccia per poterti riconoscere sul campo di battaglia e sarebbe meglio per te ricordarti la mia faccia sassone, perché la prossima volta che la rivedrai, sarà l'ultima cosa che vedrai su questa terra. *Voi ordinate una missione ai miei uomini, in questo giorno. Hanno rischiato la vita per quindici anni, per una causa che non era loro e ora è il giorno del loro affrancamento, volete impegnarli in una missione più pericolosa di qualunque altra abbiano mai compiuto, come posso Vescovo andare dai miei uomini e dire loro che invece della libertà, offro la morte. ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te. *{{NDR|Su [[Pellinore]]}} Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto. *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. *Mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. *Io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser [[Tristano]] è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo con compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. *Sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! *Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia! [...] Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona! *Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento [...]. Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima. ===''[[Monty Python e il Sacro Graal]]''=== {{cronologico}} *{{NDR|«Chi sei?»}} Artù, figlio di Pendragon, del castello di Camelot, gioia dei Bretoni, angoscia dei Sassoni, re dell'irreta Intilghiera! *Non puoi lascia' la reggia un attimo che te la riducono una discoteca. *D'inverno la rondine cerca il sole. E il piviere fa la spola tra le opposte rispettive primavere. E c'è un gran traffico tra continenti. *La [[Dama del Lago|Signora del Lago]], seno d'alghe ricoperto, fronte cinta da un bel serto, m'investì le cuore 'a dea, e del Regno re mi fea. Ribattei stupito e incerto: "Tale investitura merto?" Disse: "Sono più che certa, io la do a chi la merta." *Le tue teorie mi hanno convinto. Dunque, le vesciche dei montoni impediscono i terremoti. *No! Sono i Cavalieri che dicono "Tiè"! *Il verde oggigiorno gli è solo nei semafori. *Tutti così, offendono il Fisco, poi appena ottenuto un posto al Ministero delle Finanze s'acquetano. *Be', sai, facendo il militare si impara di tutto. ==Citazioni su Re Artù== ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni. ([[Mago Merlino]]) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot. *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. *Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele! *Re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola. *Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere! ([[Lancillotto]]) *Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo. *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella Morgana la Fata, l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], moglie *[[Uther Pendragon]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Artù, Re}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Sovrani mitologici]] ejc1nobf8knslb0vv7naa7yxjmlrhwu Lancillotto 0 149727 1418940 1418836 2026-07-02T18:03:56Z Skekzilla 17056 /* Voci correlate */ 1418940 wikitext text/x-wiki [[File:Tales of the Round table; based on the tales in the Book of romance (1908) (14580311579).jpg|thumb|Lancilotto]] '''Lancilotto''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Lancilotto== *Non oso baciare una signora così bella. Ho un solo cuore da perdere. (''[[Il primo cavaliere]]'') *Ti sei battuto da prode. Un giorno berremo sangue di drago dalla coppa del vincitore, te lo prometto. (''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento. *Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada. *Non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello. *Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio. *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! *Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. *Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa. *Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale. *Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! *Il re senza una spada! La terra senza un re! *Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza! [...] E morte! [...] Per il loro orgoglio! Per i loro peccati! *La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina? ===''[[King Arthur]]''=== *Artù! Questa guerra non riguarda Roma, non è più la tua guerra! Questi lunghi anni, passati assieme, le prove che abbiamo superato, il sangue che abbiamo versato, tutto questo, per cosa? Se non per la promessa per la libertà! E adesso che siamo così vicini, che finalmente possiamo stringerla in pugno... Guardami! Tutto ciò non conta nulla per te? *Il sacrificio dei cavalieri che avevano dato la vita, non fu motivo di lutto o di tristezza. Perché essi sarebbero vissuti in eterno, i loro nomi e le loro gesta tramandate da padre in figlio, da madre in figlia, nelle legende di re Artù e i suoi cavalieri. *Nel 300 d.C., i romani estendevano il loro impero dall'Arabia alla Britannia... ma bramavano di più...più terre, più popoli fedeli e sottomessi a Roma... e più di altri il grande e potente popolo dei Sarmati ad Est. A migliaia morirono sul campo di battaglia... e quando il quarto giorno il fumo si diradò, gli unici soldati sarmati sopravvissuti appartenevano alla decimata ma leggendaria cavalleria. I romani colpiti dal coraggio e dall'abilità di quei cavalieri risparmiarono loro la vita. In cambio questi guerrieri furono incorporati nell'esercito romano. Sarebbe stato meglio che fossero morti quel giorno, poiché la seconda parte del patto che strinsero, impegnava non solo loro stessi ma anche i loro figli e i figli dei figli dopo di loro, a servire l'Impero come cavalieri. Io ero uno di quei figli. *Per duecento anni, noi cavalieri ci eravamo battuti per una terra che non era la nostra. Ma in quel giorno a Badon Hill, quelli che combatterono misero la propria vita al servizio di una causa più grande, la libertà! *Tu combatti per un mondo che non esisterà mai Artù, mai! Ci saranno sempre campi di battaglia... Io morirò in battaglia, di questo sono certo, e spero di poterla scegliere io, ma, se dovesse essere questa, allora fammi un favore: non seppellirmi in questo triste e piccolo cimitero. Bruciami, bruciami e getta le mie ceneri al vento dell'est. ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. *Nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. *Ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. *Non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione. *Ahimè, che vergogna che un cavaliere ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare. *Non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura! *Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. *Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate. *Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura! *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. *Il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata. *Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere! *È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele! *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. *Non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdone, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Galahad]], figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] 1vdg65o6dl5bgp8f21fytdjwiirq2i6 1418953 1418940 2026-07-02T20:01:17Z Skekzilla 17056 /* Voci correlate */ 1418953 wikitext text/x-wiki [[File:Tales of the Round table; based on the tales in the Book of romance (1908) (14580311579).jpg|thumb|Lancilotto]] '''Lancilotto''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Lancilotto== *Non oso baciare una signora così bella. Ho un solo cuore da perdere. (''[[Il primo cavaliere]]'') *Ti sei battuto da prode. Un giorno berremo sangue di drago dalla coppa del vincitore, te lo prometto. (''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento. *Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada. *Non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello. *Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio. *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! *Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. *Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa. *Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale. *Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! *Il re senza una spada! La terra senza un re! *Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza! [...] E morte! [...] Per il loro orgoglio! Per i loro peccati! *La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina? ===''[[King Arthur]]''=== *Artù! Questa guerra non riguarda Roma, non è più la tua guerra! Questi lunghi anni, passati assieme, le prove che abbiamo superato, il sangue che abbiamo versato, tutto questo, per cosa? Se non per la promessa per la libertà! E adesso che siamo così vicini, che finalmente possiamo stringerla in pugno... Guardami! Tutto ciò non conta nulla per te? *Il sacrificio dei cavalieri che avevano dato la vita, non fu motivo di lutto o di tristezza. Perché essi sarebbero vissuti in eterno, i loro nomi e le loro gesta tramandate da padre in figlio, da madre in figlia, nelle legende di re Artù e i suoi cavalieri. *Nel 300 d.C., i romani estendevano il loro impero dall'Arabia alla Britannia... ma bramavano di più...più terre, più popoli fedeli e sottomessi a Roma... e più di altri il grande e potente popolo dei Sarmati ad Est. A migliaia morirono sul campo di battaglia... e quando il quarto giorno il fumo si diradò, gli unici soldati sarmati sopravvissuti appartenevano alla decimata ma leggendaria cavalleria. I romani colpiti dal coraggio e dall'abilità di quei cavalieri risparmiarono loro la vita. In cambio questi guerrieri furono incorporati nell'esercito romano. Sarebbe stato meglio che fossero morti quel giorno, poiché la seconda parte del patto che strinsero, impegnava non solo loro stessi ma anche i loro figli e i figli dei figli dopo di loro, a servire l'Impero come cavalieri. Io ero uno di quei figli. *Per duecento anni, noi cavalieri ci eravamo battuti per una terra che non era la nostra. Ma in quel giorno a Badon Hill, quelli che combatterono misero la propria vita al servizio di una causa più grande, la libertà! *Tu combatti per un mondo che non esisterà mai Artù, mai! Ci saranno sempre campi di battaglia... Io morirò in battaglia, di questo sono certo, e spero di poterla scegliere io, ma, se dovesse essere questa, allora fammi un favore: non seppellirmi in questo triste e piccolo cimitero. Bruciami, bruciami e getta le mie ceneri al vento dell'est. ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. *Nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. *Ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. *Non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione. *Ahimè, che vergogna che un cavaliere ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare. *Non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura! *Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. *Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate. *Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura! *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. *Il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata. *Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere! *È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele! *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. *Non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdone, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Galahad]], figlio *[[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], amante ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] dihukcjdwso0rvpdemd4t6294ytldfd 1418963 1418953 2026-07-03T05:53:31Z Skekzilla 17056 1418963 wikitext text/x-wiki [[File:Tales of the Round table; based on the tales in the Book of romance (1908) (14580311579).jpg|thumb|Lancilotto]] '''Lancilotto''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Lancilotto== *Non oso baciare una signora così bella. Ho un solo cuore da perdere. (''[[Il primo cavaliere]]'') *Ti sei battuto da prode. Un giorno berremo sangue di drago dalla coppa del vincitore, te lo prometto. (''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento. *Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada. *Non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello. *Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio. *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! *Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. *Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa. *Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale. *Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! *Il re senza una spada! La terra senza un re! *Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza! [...] E morte! [...] Per il loro orgoglio! Per i loro peccati! *La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina? ===''[[King Arthur]]''=== *Artù! Questa guerra non riguarda Roma, non è più la tua guerra! Questi lunghi anni, passati assieme, le prove che abbiamo superato, il sangue che abbiamo versato, tutto questo, per cosa? Se non per la promessa per la libertà! E adesso che siamo così vicini, che finalmente possiamo stringerla in pugno... Guardami! Tutto ciò non conta nulla per te? *Il sacrificio dei cavalieri che avevano dato la vita, non fu motivo di lutto o di tristezza. Perché essi sarebbero vissuti in eterno, i loro nomi e le loro gesta tramandate da padre in figlio, da madre in figlia, nelle legende di re Artù e i suoi cavalieri. *Nel 300 d.C., i romani estendevano il loro impero dall'Arabia alla Britannia... ma bramavano di più...più terre, più popoli fedeli e sottomessi a Roma... e più di altri il grande e potente popolo dei Sarmati ad Est. A migliaia morirono sul campo di battaglia... e quando il quarto giorno il fumo si diradò, gli unici soldati sarmati sopravvissuti appartenevano alla decimata ma leggendaria cavalleria. I romani colpiti dal coraggio e dall'abilità di quei cavalieri risparmiarono loro la vita. In cambio questi guerrieri furono incorporati nell'esercito romano. Sarebbe stato meglio che fossero morti quel giorno, poiché la seconda parte del patto che strinsero, impegnava non solo loro stessi ma anche i loro figli e i figli dei figli dopo di loro, a servire l'Impero come cavalieri. Io ero uno di quei figli. *Per duecento anni, noi cavalieri ci eravamo battuti per una terra che non era la nostra. Ma in quel giorno a Badon Hill, quelli che combatterono misero la propria vita al servizio di una causa più grande, la libertà! *Tu combatti per un mondo che non esisterà mai Artù, mai! Ci saranno sempre campi di battaglia... Io morirò in battaglia, di questo sono certo, e spero di poterla scegliere io, ma, se dovesse essere questa, allora fammi un favore: non seppellirmi in questo triste e piccolo cimitero. Bruciami, bruciami e getta le mie ceneri al vento dell'est. ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. *Nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. *Ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. *Non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione. *Ahimè, che vergogna che un cavaliere ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare. *Non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura! *Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. *Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate. *Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura! *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. *Il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata. *Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere! *È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele! *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. *Non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdone, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ==Citazioni su Lancilotto== ===''[[Excalibur]]''=== *– Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>– È un potente avversario...<br>– È durissimo... *Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. ([[Re Artù]]) *Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. ([[Gawain]]) ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Galahad]], figlio *[[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], amante ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] lmnkowlv9ydabhtfy8hik7hgv2z83eo 1418965 1418963 2026-07-03T05:55:10Z Skekzilla 17056 /* Excalibur */ 1418965 wikitext text/x-wiki [[File:Tales of the Round table; based on the tales in the Book of romance (1908) (14580311579).jpg|thumb|Lancilotto]] '''Lancilotto''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Lancilotto== *Non oso baciare una signora così bella. Ho un solo cuore da perdere. (''[[Il primo cavaliere]]'') *Ti sei battuto da prode. Un giorno berremo sangue di drago dalla coppa del vincitore, te lo prometto. (''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento. *Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada. *Non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello. *Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio. *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! *Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. *Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa. *Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale. *Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! *Il re senza una spada! La terra senza un re! *Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza! [...] E morte! [...] Per il loro orgoglio! Per i loro peccati! *La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina? ===''[[King Arthur]]''=== *Artù! Questa guerra non riguarda Roma, non è più la tua guerra! Questi lunghi anni, passati assieme, le prove che abbiamo superato, il sangue che abbiamo versato, tutto questo, per cosa? Se non per la promessa per la libertà! E adesso che siamo così vicini, che finalmente possiamo stringerla in pugno... Guardami! Tutto ciò non conta nulla per te? *Il sacrificio dei cavalieri che avevano dato la vita, non fu motivo di lutto o di tristezza. Perché essi sarebbero vissuti in eterno, i loro nomi e le loro gesta tramandate da padre in figlio, da madre in figlia, nelle legende di re Artù e i suoi cavalieri. *Nel 300 d.C., i romani estendevano il loro impero dall'Arabia alla Britannia... ma bramavano di più...più terre, più popoli fedeli e sottomessi a Roma... e più di altri il grande e potente popolo dei Sarmati ad Est. A migliaia morirono sul campo di battaglia... e quando il quarto giorno il fumo si diradò, gli unici soldati sarmati sopravvissuti appartenevano alla decimata ma leggendaria cavalleria. I romani colpiti dal coraggio e dall'abilità di quei cavalieri risparmiarono loro la vita. In cambio questi guerrieri furono incorporati nell'esercito romano. Sarebbe stato meglio che fossero morti quel giorno, poiché la seconda parte del patto che strinsero, impegnava non solo loro stessi ma anche i loro figli e i figli dei figli dopo di loro, a servire l'Impero come cavalieri. Io ero uno di quei figli. *Per duecento anni, noi cavalieri ci eravamo battuti per una terra che non era la nostra. Ma in quel giorno a Badon Hill, quelli che combatterono misero la propria vita al servizio di una causa più grande, la libertà! *Tu combatti per un mondo che non esisterà mai Artù, mai! Ci saranno sempre campi di battaglia... Io morirò in battaglia, di questo sono certo, e spero di poterla scegliere io, ma, se dovesse essere questa, allora fammi un favore: non seppellirmi in questo triste e piccolo cimitero. Bruciami, bruciami e getta le mie ceneri al vento dell'est. ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. *Nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. *Ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. *Non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione. *Ahimè, che vergogna che un cavaliere ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare. *Non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura! *Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. *Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate. *Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura! *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. *Il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata. *Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere! *È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele! *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. *Non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdone, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ==Citazioni su Lancilotto== ===''[[Excalibur]]''=== *– Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>– È un potente avversario...<br>– È durissimo... *Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. ([[Re Artù]]) *Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. ([[Gawain]]) *Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini. ([[Re Artù]]) ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Galahad]], figlio *[[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], amante ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] 3uyixijkcefoqkgmsuywmh2uoeoimit Cavaliere 0 162457 1418934 1418385 2026-07-02T17:48:34Z Skekzilla 17056 /* Voci correlate */ 1418934 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Armored Knight with Visor Up Mounted on Horse.JPG|right|thumb|Illustrazione di un cavaliere]] Citazioni sui '''cavalieri'''. ==Citazioni== *Il bastardo è il cane del cavaliere, e questi è il cane del suo [[dio]]. Non è il dio dei papi, né dei teologi né dei chierici saputi che sfogliano libri ingialliti. Il suo dio è semplicissimo, composto dal Buon Dio dalla Madonna e da Nostro Signore Gesù Cristo. Non vi sono discussioni, non vi sono problemi. Dio esiste, categoricamente. Il [[Diavolo]] anche. Il Sole anche. Tutto è vero. ([[Jean Cau]]) *Il cavaliere, non potete immaginarlo, senza ridere, preso in un qualsiasi dialogo. Possiede appena alcune parole e queste non potrebbero essere scambiate con un compagno come leggere palle colpite dalla racchetta. Lui dice, ''sì'', o dice, ''no''. Afferma o rifiuta senza attorcigliare di commenti quel che dice. Non si può discutere con lui, è troppo semplice. Le parole di lui pronunciano l'Universale e formulano il Tutto. Non sa cavillare, ma vivere nel vero e morire per testimoniarlo con la sua morte. Sa che gli [[avvocato|avvocati]] non sono mai così loquaci come quando difendono cause abominevoli. Odia quella setta. Io anche. È vestita di nero. Il cavaliere monologa certezze nette. ([[Jean Cau]]) *Molti sostengono che non ci sia soddisfazione in un cavalierato, ma la maggioranza che lo sostengono non ce l'ha. (''[[House of Cards (miniserie televisiva)#Terza stagione|House of Cards]]'') *Più di tutto, a un cavaliere servono tre cose: un Dio da servire, un re a cui obbedire e una signora da proteggere da tutti quelli che vorrebbero farle del male. A ogni ora del giorno o della notte dev'essere pronto. (''[[Ignazio di Loyola (film)|Ignazio di Loyola]]'') *Procurarsi la droga è così noioso e complicato. È un modo di sprecare la propria vita. Mi chiedo se sarà più facile da cavaliere. (''[[House of Cards (miniserie televisiva)#Prima stagione|House of Cards]]'') *Un cavaliere è votato al coraggio, <br> il suo cuore conosce solo la virtù, <br> la sua spada difende gli inermi, <br> la sua forza sostiene i deboli, <br> le sue parole dicono solo la verità, <br> la sua ira abbatte i malvagi. (''[[Dragonheart - Cuore di drago]]'') *Un vero cavaliere non cede mai neppure davanti alla lancia più aguzza! (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'') ===''[[Excalibur]]''=== *Non badate a questi cavalieri ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. *Per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *– Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>– Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>– Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>– Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. *Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà. ===[[Thomas Malory]]=== *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! *Ahimè, che vergogna che un cavaliere ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. *Ebbene, qui si può imparare che nessun cavaliere è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! *I cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. *Non è da buon cavaliere cogliere un altro in svantaggio. *Soltanto il cavaliere innamorato può essere prode. *Un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. *Un cavaliere così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! *Un cavaliere deve tollerare qualunque cosa da parte di una damigella. *Un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ===[[George R. R. Martin]]=== *I cani sono molto meglio dei cavalieri.[...] Un mastino morirà per te, ma non ti mentirà mai. E ti guarderà dritto in faccia. ([[Sandor Clegane]], ''[[George R. R. Martin#Il regno dei lupi|Il regno dei lupi]]'') *Non esistono veri cavalieri, così come non esistono dèi. ([[Sandor Clegane]], ''[[George R. R. Martin#La regina di draghi|La regina di draghi]]'') *Un cavaliere è una spada in sella a un cavallo. Tutto il resto non è altro che un nastro di seta legato alla lama della spada. Può darsi che quella lama sia più bella con un nastro attorno, ma vi uccide nello stesso identico modo. ([[Sandor Clegane]], ''[[George R. R. Martin#I fiumi della guerra|I fiumi della guerra]]'') *Un informatore coraggioso è inutile quanto un cavaliere vigliacco. ([[Varys]], ''[[George R. R. Martin#Il grande inverno|Il grande inverno]]'') ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Scudiero]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il|wikt}} [[Categoria:Cavallo]] [[Categoria:Storia del cristianesimo]] [[Categoria:Storia medievale]] [[Categoria:Unità militari]] g3s72id5vixjlk0hqx9t57jg5fvbfom Thomas Malory 0 163203 1418969 1418888 2026-07-03T10:33:27Z Skekzilla 17056 /* Libro VII */ 1418969 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== [[File:Morte Darthur incipit (cropped).jpg|thumb|Incipit dell'edizione del 1485 stampata da [[William Caxton]]]] ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene» gli rispose la dama «ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *Rimasto disarmato, {{NDR|[[Sir Balin]]}} si precipitò allora alla ricerca di un'altra arma entrando prima in una stanza poi un'altra e in un'altra ancora, senza riuscire a trovare nulla e sempre incalzato dappresso da [[Re Pescatore|re Pellam]]. Infine varcò la porta di una camera meravigliosamente decorata e vide che vi si trovava un uomo disteso su un letto coperto dai più splendidi drappi d'oro che si possano immaginare. Vicino al letto, su un tavolo d'oro puro sorretto da quattro zampe d'argento, era posata una lancia di singolare fattura. Balin la afferrò, si volse a fronteggiare Pellam e lo colpì con forza, facendolo cadere in terra privo di sensi. Allora il tetto e le mura del castello crollarono e anche Balin fu gettato al suolo, dove rimase senza potersi muovere. [...] Da allora re Pellam rimase infermo per molti anni, e guarì solo quando fu curato da [[Galahad]], il nobile principe, nel corso della ricerca del [[Graal|Sangrail]] – il bacile che conteneva il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo portato in Inghilterra da Giuseppe d'Arimatea, cui un tempo era appartenuto anche lo splendido letto. La [[Lancia di Longino|lancia]] che aveva inferto il [[Colpo Doloroso]] era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (pp. 61-62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== [[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]] *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) *Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago]], p. 121) ====Libro V==== *In pace da lungo tempo, [[re Artù]] aveva indetto una festa sfarzosa. La Tavola Rotonda era al completo di tutti i suoi alleati sovrani, principi e nobili cavalieri quando, mentre egli sedeva sul trono, entrarono nella sala dodici vecchi che recavano rami d'ulivo nelle mani a significare di essere venuti come ambasciatori e messaggeri dell'imperatore Lucio, a quel tempo chiamato Dittatore o Procuratore del Bene Pubblico di Roma. Giunti alla presenza del re, essi gli resero omaggio con un inchino e gli parlarono nel seguente modo:<br>«Il nobile e potente imperatore Lucio saluta il re di Britannia. Vi ordina di riconoscerlo come vostro signore e di inviargli il tributo che questo regno deve all'impero e che, come risulta dai documenti, già pagavano vostro padre e i vostri predecessori. Se agirete da ribelle e non lo riconoscerete come vostro sovrano, deterrete e tratterrete le vostre terre in contrasto con gli statuti e i decreti stabiliti dal nobile e illustre Giulio Cesare, conquistatore di questo paese e primo imperatore di Roma. Sappiate anche se vi opporrete alle sue richieste e ai suoi ordini, Lucio condurrà una guerra implacabile contro la vostra persona, i vostri regni e le vostre terre, e punirà voi e i vostri sudditi come esempio perpetuo per tutti i sovrani e i principi che rifiutano il tributo al nobile impero che domina sull'intero mondo.» (p. 131) *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *Artù dunque si era seduto a banchetto con vari altri sovrani e con tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]], salvo quelli che erano stati fatti prigioniero o uccisi in scontri d'armi, quando i tre uomini fecero il loro ingresso nella sala. Due erano cavalieri di bell'aspetto e riccamente vestiti, e sulle loro spalle si appoggiava il terzo, il giovane più bello del mondo, alto, robusto e prestante, dal viso perfetto e dalle più grandi e spelndide mani che si fossero mai viste, ma che si muoveva come se non riuscisse a reggersi senza essere sostenuto. Artù ordinò che si facesse silenzio e si lasciasse spazio per il loro passaggio, e i tre uomini avanzarono fino all'alta predella senza pronunziare una parola; poi il più giovane si trasse un poco indietro e, raddrizzandosi agilmente in tutta la persona, disse:<br>«Re Artù, Dio benedica voi e tutta la vostra bella certe e, in particolare, i compagni della Tavola Rotonda. Sono venuto per pregarvi di accordarmi tre doni, e poiché le mie richieste non sono irragionevoli e non vi causeranno danni o perdite, potrete concedermeli senza tema di essere disonorato. Il primo lo chiederò subito, e gli altri due tra un anno in questo stesso giorno dovunque vi troverete a celebrare la festa solenne.»<br>«Avrai quanto desideri» dichiarò il re.<br>«Allora, sire, questa è la mia prima supplica: datemi da mangiare e da bere a sufficienza per un anno, al termine del quale avanzerò le altre due preghiere.»<br>«Bel figliolo, ti consiglio di domandare di più: quello che hai espresso è un desiderio troppo umile» gli rispose Artù. «Il mio cuore prova grande inclinazione per te perché ritengo che tu discenda da una nobile schiatta: l'opinione che mi sono fatto risulterebbe fallace se non dovessi dimostrarti di altissimo lignaggio.»<br>«Sire, sia come deve essere, ho chiesto esattamente quello che volevo» replicò il giovane.<br>«Non credo che tu non lo conosca!» esclamò il re, che poi affidò il giovane a ser Kay il Siniscalco, ordinando che gli desse i migliori cibi e le migliori bevande e un corredo degno del figlio di un barone.<br>«Non ci sarà bisogno di spendere tanto per lui» osservò però ser Kay. «Secondo me è nato villano e non diventerà mai un gentiluomo, altrimenti vi avrebbe chiesto un cavallo e un'armatura. I suoi desideri rispecchiano invece la sua condizione. Comunque, dato che non ha nome, lo chiamerò Bellamano e lo porterò in cucina dove potrà mangiare tutti i giorni tanto di quel brodo che tra un anno sembrerà un porcello all'ingrasso.» (pp. 187-188) *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad Artù un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, [[Elaine di Corbenic|Elaine]] partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. ([[Elaine di Corbenic]], p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *Se la mia morte potesse giovarvi e la mia vita non vi fosse di alcuna utilità, ebbene, sarei pronta a morire per voi! ([[Elaine di Corbenic]], p. 481) *«Ah, ser Tristano» esclamò allora ser Palamede «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che Isotta la Bella non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *«Non sei forse ser Lancillotto del Lago?» gli chiese il religioso dopo che il cavaliere gli ebbe comunicato che si sarebbe fermato con lui per la notte.<br>«Si, sono io.»<br>«Cosa fai in questa contrada?»<br>«Vado in cerca delle avventure del [[Graal|Sangrail]], signore.»<br>«Fa pure» gli disse allora il buon uomo «ma anche se il santo vaso si trovasse qui, il peccato ti impedirebbe di vederlo proprio come non è dato a un cieco di scorgere una spada sfolgorante.» (pp. 534-535) *Quaranta anni dopo la passione di Gesù Cristo, [[Giuseppe d'Arimatea|Giuseppe di Arimatea]] preconizzò che re Evelake avrebbe sconfitto in battaglia i propri nemici. Dei sette re e dei due cavalieri che hai visto, il primo si chiama Nappus, e fu un sant'uomo; il secondo ebbe il nome di Nacien in onore di un suo avo che aveva ospitato Nostro Signore Gesù Cristo. Il terzo fu chiamato Helias il Grosso; il quarto Lisais; il quinto, Jonas, lasciò il proprio paese per rcarsi nel Galles dove sposò la figlia di Manuel ed ottenne la Gallia, che elesse come sua dimora e generò Lancillotto, tuo nonno, che sposò la figlia del re d'Irlanda e fu un uomo insigne quanto te. Suo figlio fu re Ban, tuo padre, l'ultimo dei sette re. Uno dei due cavalieri, invece, rappresenta te, Lancillotto, cui gli angeli dissero che non appartenevi alla compagnia dei sette re, mentre il secondo cavaliere sta a indicare il leone, che è superiore a tutti i re della terra, cioè ser Galahad, da te concepito nella figlia di re Pelles. E tu, che dovresti essere grato a Dio di ogni altro, perché, come peccatore, sei il cavaliere senza pari, non Lo hai ringraziato per tutte le straordinarie virtù che Egli ti ha prestate! (p. 537) *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo non compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *[...] a quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza. (pp. 645-646) *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdoni, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A ser [[Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>«Traditore, è giunto il giorno della tua morte!»<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 8d0n3frpvmecgnwh7k60pamyxkvr324 1418972 1418969 2026-07-03T10:43:11Z Skekzilla 17056 /* Libro VII */ 1418972 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== [[File:Morte Darthur incipit (cropped).jpg|thumb|Incipit dell'edizione del 1485 stampata da [[William Caxton]]]] ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene» gli rispose la dama «ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *Rimasto disarmato, {{NDR|[[Sir Balin]]}} si precipitò allora alla ricerca di un'altra arma entrando prima in una stanza poi un'altra e in un'altra ancora, senza riuscire a trovare nulla e sempre incalzato dappresso da [[Re Pescatore|re Pellam]]. Infine varcò la porta di una camera meravigliosamente decorata e vide che vi si trovava un uomo disteso su un letto coperto dai più splendidi drappi d'oro che si possano immaginare. Vicino al letto, su un tavolo d'oro puro sorretto da quattro zampe d'argento, era posata una lancia di singolare fattura. Balin la afferrò, si volse a fronteggiare Pellam e lo colpì con forza, facendolo cadere in terra privo di sensi. Allora il tetto e le mura del castello crollarono e anche Balin fu gettato al suolo, dove rimase senza potersi muovere. [...] Da allora re Pellam rimase infermo per molti anni, e guarì solo quando fu curato da [[Galahad]], il nobile principe, nel corso della ricerca del [[Graal|Sangrail]] – il bacile che conteneva il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo portato in Inghilterra da Giuseppe d'Arimatea, cui un tempo era appartenuto anche lo splendido letto. La [[Lancia di Longino|lancia]] che aveva inferto il [[Colpo Doloroso]] era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (pp. 61-62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== [[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]] *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) *Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago]], p. 121) ====Libro V==== *In pace da lungo tempo, [[re Artù]] aveva indetto una festa sfarzosa. La Tavola Rotonda era al completo di tutti i suoi alleati sovrani, principi e nobili cavalieri quando, mentre egli sedeva sul trono, entrarono nella sala dodici vecchi che recavano rami d'ulivo nelle mani a significare di essere venuti come ambasciatori e messaggeri dell'imperatore Lucio, a quel tempo chiamato Dittatore o Procuratore del Bene Pubblico di Roma. Giunti alla presenza del re, essi gli resero omaggio con un inchino e gli parlarono nel seguente modo:<br>«Il nobile e potente imperatore Lucio saluta il re di Britannia. Vi ordina di riconoscerlo come vostro signore e di inviargli il tributo che questo regno deve all'impero e che, come risulta dai documenti, già pagavano vostro padre e i vostri predecessori. Se agirete da ribelle e non lo riconoscerete come vostro sovrano, deterrete e tratterrete le vostre terre in contrasto con gli statuti e i decreti stabiliti dal nobile e illustre Giulio Cesare, conquistatore di questo paese e primo imperatore di Roma. Sappiate anche se vi opporrete alle sue richieste e ai suoi ordini, Lucio condurrà una guerra implacabile contro la vostra persona, i vostri regni e le vostre terre, e punirà voi e i vostri sudditi come esempio perpetuo per tutti i sovrani e i principi che rifiutano il tributo al nobile impero che domina sull'intero mondo.» (p. 131) *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *Artù dunque si era seduto a banchetto con vari altri sovrani e con tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]], salvo quelli che erano stati fatti prigioniero o uccisi in scontri d'armi, quando i tre uomini fecero il loro ingresso nella sala. Due erano cavalieri di bell'aspetto e riccamente vestiti, e sulle loro spalle si appoggiava il terzo, il giovane più bello del mondo, alto, robusto e prestante, dal viso perfetto e dalle più grandi e spelndide mani che si fossero mai viste, ma che si muoveva come se non riuscisse a reggersi senza essere sostenuto. Artù ordinò che si facesse silenzio e si lasciasse spazio per il loro passaggio, e i tre uomini avanzarono fino all'alta predella senza pronunziare una parola; poi il più giovane si trasse un poco indietro e, raddrizzandosi agilmente in tutta la persona, disse:<br>«Re Artù, Dio benedica voi e tutta la vostra bella certe e, in particolare, i compagni della Tavola Rotonda. Sono venuto per pregarvi di accordarmi tre doni, e poiché le mie richieste non sono irragionevoli e non vi causeranno danni o perdite, potrete concedermeli senza tema di essere disonorato. Il primo lo chiederò subito, e gli altri due tra un anno in questo stesso giorno dovunque vi troverete a celebrare la festa solenne.»<br>«Avrai quanto desideri» dichiarò il re.<br>«Allora, sire, questa è la mia prima supplica: datemi da mangiare e da bere a sufficienza per un anno, al termine del quale avanzerò le altre due preghiere.»<br>«Bel figliolo, ti consiglio di domandare di più: quello che hai espresso è un desiderio troppo umile» gli rispose Artù. «Il mio cuore prova grande inclinazione per te perché ritengo che tu discenda da una nobile schiatta: l'opinione che mi sono fatto risulterebbe fallace se non dovessi dimostrarti di altissimo lignaggio.»<br>«Sire, sia come deve essere, ho chiesto esattamente quello che volevo» replicò il giovane.<br>«Non credo che tu non lo conosca!» esclamò il re, che poi affidò il giovane a ser Kay il Siniscalco, ordinando che gli desse i migliori cibi e le migliori bevande e un corredo degno del figlio di un barone.<br>«Non ci sarà bisogno di spendere tanto per lui» osservò però ser Kay. «Secondo me è nato villano e non diventerà mai un gentiluomo, altrimenti vi avrebbe chiesto un cavallo e un'armatura. I suoi desideri rispecchiano invece la sua condizione. Comunque, dato che non ha nome, lo chiamerò [[Sir Gareth|Bellamano]] e lo porterò in cucina dove potrà mangiare tutti i giorni tanto di quel brodo che tra un anno sembrerà un porcello all'ingrasso.» (pp. 187-188) *Appena i due uomini che avevano accompagnato il giovane furono ripartiti lasciandolo nelle mani di ser Kay, questi cominciò a schernirlo e a farsi beffe di lui. Ma ser Galvano se ne adirò e ser Lancillotto ordinò al siniscalco di smetterla, aggiungendo che era pronto a scommettere che si sarebbe dimostrato un cavaliere di grande valore.<br>«Non avete ragioni per ritenerlo» replicò il siniscalco. «Le sue rischieste mostrano la sua vera natura; non vuole che da bere e da mangiare e in fede mia deve essere cresciuto in un'abbazia dove, comunque andassero le cose, gli facevano sempre mancare il vitto! Per questo è venuto a cercarlo qui.» (p. 189) *Così Bellamano fu mandato in cucina, e la notte dormiva con gli altri garzoni, sopportando tutto pazientemente per dodici mesi. Ma nel frattempo era riuscito a incontrare il favore generale, degli uomini come dei ragazzi, per la sua umiltà e la sua dolcezza. E ogni volta che vedeva dei cavalieri intenti alle giostre, se poteva si fermava ad osservarli e cercava in tutti i modi di trovarsi ovunque si svolgesse qualche prova di prodezza, così che accadeva che chiunque si esercitasse nel lancio di sbarre o di pietre si trovava sempre superato da lui di almeno due iarde. (p. 189) *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad Artù un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, [[Elaine di Corbenic|Elaine]] partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. ([[Elaine di Corbenic]], p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *Se la mia morte potesse giovarvi e la mia vita non vi fosse di alcuna utilità, ebbene, sarei pronta a morire per voi! ([[Elaine di Corbenic]], p. 481) *«Ah, ser Tristano» esclamò allora ser Palamede «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che Isotta la Bella non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *«Non sei forse ser Lancillotto del Lago?» gli chiese il religioso dopo che il cavaliere gli ebbe comunicato che si sarebbe fermato con lui per la notte.<br>«Si, sono io.»<br>«Cosa fai in questa contrada?»<br>«Vado in cerca delle avventure del [[Graal|Sangrail]], signore.»<br>«Fa pure» gli disse allora il buon uomo «ma anche se il santo vaso si trovasse qui, il peccato ti impedirebbe di vederlo proprio come non è dato a un cieco di scorgere una spada sfolgorante.» (pp. 534-535) *Quaranta anni dopo la passione di Gesù Cristo, [[Giuseppe d'Arimatea|Giuseppe di Arimatea]] preconizzò che re Evelake avrebbe sconfitto in battaglia i propri nemici. Dei sette re e dei due cavalieri che hai visto, il primo si chiama Nappus, e fu un sant'uomo; il secondo ebbe il nome di Nacien in onore di un suo avo che aveva ospitato Nostro Signore Gesù Cristo. Il terzo fu chiamato Helias il Grosso; il quarto Lisais; il quinto, Jonas, lasciò il proprio paese per rcarsi nel Galles dove sposò la figlia di Manuel ed ottenne la Gallia, che elesse come sua dimora e generò Lancillotto, tuo nonno, che sposò la figlia del re d'Irlanda e fu un uomo insigne quanto te. Suo figlio fu re Ban, tuo padre, l'ultimo dei sette re. Uno dei due cavalieri, invece, rappresenta te, Lancillotto, cui gli angeli dissero che non appartenevi alla compagnia dei sette re, mentre il secondo cavaliere sta a indicare il leone, che è superiore a tutti i re della terra, cioè ser Galahad, da te concepito nella figlia di re Pelles. E tu, che dovresti essere grato a Dio di ogni altro, perché, come peccatore, sei il cavaliere senza pari, non Lo hai ringraziato per tutte le straordinarie virtù che Egli ti ha prestate! (p. 537) *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo non compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *[...] a quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza. (pp. 645-646) *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdoni, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A ser [[Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>«Traditore, è giunto il giorno della tua morte!»<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] siq2qzwoeiijohf984lk7qkwvxavqyn 1418973 1418972 2026-07-03T10:59:26Z Skekzilla 17056 /* Libro VII */ 1418973 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== [[File:Morte Darthur incipit (cropped).jpg|thumb|Incipit dell'edizione del 1485 stampata da [[William Caxton]]]] ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene» gli rispose la dama «ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *Rimasto disarmato, {{NDR|[[Sir Balin]]}} si precipitò allora alla ricerca di un'altra arma entrando prima in una stanza poi un'altra e in un'altra ancora, senza riuscire a trovare nulla e sempre incalzato dappresso da [[Re Pescatore|re Pellam]]. Infine varcò la porta di una camera meravigliosamente decorata e vide che vi si trovava un uomo disteso su un letto coperto dai più splendidi drappi d'oro che si possano immaginare. Vicino al letto, su un tavolo d'oro puro sorretto da quattro zampe d'argento, era posata una lancia di singolare fattura. Balin la afferrò, si volse a fronteggiare Pellam e lo colpì con forza, facendolo cadere in terra privo di sensi. Allora il tetto e le mura del castello crollarono e anche Balin fu gettato al suolo, dove rimase senza potersi muovere. [...] Da allora re Pellam rimase infermo per molti anni, e guarì solo quando fu curato da [[Galahad]], il nobile principe, nel corso della ricerca del [[Graal|Sangrail]] – il bacile che conteneva il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo portato in Inghilterra da Giuseppe d'Arimatea, cui un tempo era appartenuto anche lo splendido letto. La [[Lancia di Longino|lancia]] che aveva inferto il [[Colpo Doloroso]] era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (pp. 61-62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== [[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]] *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) *Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago]], p. 121) ====Libro V==== *In pace da lungo tempo, [[re Artù]] aveva indetto una festa sfarzosa. La Tavola Rotonda era al completo di tutti i suoi alleati sovrani, principi e nobili cavalieri quando, mentre egli sedeva sul trono, entrarono nella sala dodici vecchi che recavano rami d'ulivo nelle mani a significare di essere venuti come ambasciatori e messaggeri dell'imperatore Lucio, a quel tempo chiamato Dittatore o Procuratore del Bene Pubblico di Roma. Giunti alla presenza del re, essi gli resero omaggio con un inchino e gli parlarono nel seguente modo:<br>«Il nobile e potente imperatore Lucio saluta il re di Britannia. Vi ordina di riconoscerlo come vostro signore e di inviargli il tributo che questo regno deve all'impero e che, come risulta dai documenti, già pagavano vostro padre e i vostri predecessori. Se agirete da ribelle e non lo riconoscerete come vostro sovrano, deterrete e tratterrete le vostre terre in contrasto con gli statuti e i decreti stabiliti dal nobile e illustre Giulio Cesare, conquistatore di questo paese e primo imperatore di Roma. Sappiate anche se vi opporrete alle sue richieste e ai suoi ordini, Lucio condurrà una guerra implacabile contro la vostra persona, i vostri regni e le vostre terre, e punirà voi e i vostri sudditi come esempio perpetuo per tutti i sovrani e i principi che rifiutano il tributo al nobile impero che domina sull'intero mondo.» (p. 131) *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *Artù dunque si era seduto a banchetto con vari altri sovrani e con tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]], salvo quelli che erano stati fatti prigioniero o uccisi in scontri d'armi, quando i tre uomini fecero il loro ingresso nella sala. Due erano cavalieri di bell'aspetto e riccamente vestiti, e sulle loro spalle si appoggiava il terzo, il giovane più bello del mondo, alto, robusto e prestante, dal viso perfetto e dalle più grandi e spelndide mani che si fossero mai viste, ma che si muoveva come se non riuscisse a reggersi senza essere sostenuto. Artù ordinò che si facesse silenzio e si lasciasse spazio per il loro passaggio, e i tre uomini avanzarono fino all'alta predella senza pronunziare una parola; poi il più giovane si trasse un poco indietro e, raddrizzandosi agilmente in tutta la persona, disse:<br>«Re Artù, Dio benedica voi e tutta la vostra bella certe e, in particolare, i compagni della Tavola Rotonda. Sono venuto per pregarvi di accordarmi tre doni, e poiché le mie richieste non sono irragionevoli e non vi causeranno danni o perdite, potrete concedermeli senza tema di essere disonorato. Il primo lo chiederò subito, e gli altri due tra un anno in questo stesso giorno dovunque vi troverete a celebrare la festa solenne.»<br>«Avrai quanto desideri» dichiarò il re.<br>«Allora, sire, questa è la mia prima supplica: datemi da mangiare e da bere a sufficienza per un anno, al termine del quale avanzerò le altre due preghiere.»<br>«Bel figliolo, ti consiglio di domandare di più: quello che hai espresso è un desiderio troppo umile» gli rispose Artù. «Il mio cuore prova grande inclinazione per te perché ritengo che tu discenda da una nobile schiatta: l'opinione che mi sono fatto risulterebbe fallace se non dovessi dimostrarti di altissimo lignaggio.»<br>«Sire, sia come deve essere, ho chiesto esattamente quello che volevo» replicò il giovane.<br>«Non credo che tu non lo conosca!» esclamò il re, che poi affidò il giovane a ser Kay il Siniscalco, ordinando che gli desse i migliori cibi e le migliori bevande e un corredo degno del figlio di un barone.<br>«Non ci sarà bisogno di spendere tanto per lui» osservò però ser Kay. «Secondo me è nato villano e non diventerà mai un gentiluomo, altrimenti vi avrebbe chiesto un cavallo e un'armatura. I suoi desideri rispecchiano invece la sua condizione. Comunque, dato che non ha nome, lo chiamerò [[Sir Gareth|Bellamano]] e lo porterò in cucina dove potrà mangiare tutti i giorni tanto di quel brodo che tra un anno sembrerà un porcello all'ingrasso.» (pp. 187-188) *Appena i due uomini che avevano accompagnato il giovane furono ripartiti lasciandolo nelle mani di ser Kay, questi cominciò a schernirlo e a farsi beffe di lui. Ma [[Gawain|ser Galvano]] se ne adirò e [[Lancillotto|ser Lancillotto]] ordinò al siniscalco di smetterla, aggiungendo che era pronto a scommettere che si sarebbe dimostrato un cavaliere di grande valore.<br>«Non avete ragioni per ritenerlo» replicò il siniscalco. «Le sue rischieste mostrano la sua vera natura; non vuole che da bere e da mangiare e in fede mia deve essere cresciuto in un'abbazia dove, comunque andassero le cose, gli facevano sempre mancare il vitto! Per questo è venuto a cercarlo qui.» (p. 189) *Così Bellamano fu mandato in cucina, e la notte dormiva con gli altri garzoni, sopportando tutto pazientemente per dodici mesi. Ma nel frattempo era riuscito a incontrare il favore generale, degli uomini come dei ragazzi, per la sua umiltà e la sua dolcezza. E ogni volta che vedeva dei cavalieri intenti alle giostre, se poteva si fermava ad osservarli e cercava in tutti i modi di trovarsi ovunque si svolgesse qualche prova di prodezza, così che accadeva che chiunque si esercitasse nel lancio di sbarre o di pietre si trovava sempre superato da lui di almeno due iarde. (p. 189) *«In nome di Dio, ti assicuro che ho dovuto impegnarmi al massimo per non essere disonorato; perciò non dovrai temere nessun altro» disse Lancillotto a Bellamano.<br>«Credete che un giorno sarò in grado di tenere testa a qualunque provetto cavaliere?» gli chiese allora il giovane.<br>«Certamente, combatti come hai fatto oggi e io te ne sarò garante.»<br>«Adesso, quindi, vi prego di armarmi.»<br>«Però dovrai dirmi il tuo nome e il tuo lignaggio.»<br>«Ve lo dirò, signore, purché non lo riveliate ad alcuno.»<br>«Te ne do la mia parola, finché non sarà universalmente noto.»<br>«Mi chiamo Gareth e sono fratello germano di ser Galvano» gli disse infine Bellamano.<br>«Ah, signore, ne sono molto lieto! Ho pensato fin dal primo momento che doveste essere di sangue nobile e che non foste venuto a corte solo per mangiare e bere!» esclamò ser Lancillotto; dopo di che lo armò cavaliere. (pp. 192-193) *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad Artù un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, [[Elaine di Corbenic|Elaine]] partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. ([[Elaine di Corbenic]], p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *Se la mia morte potesse giovarvi e la mia vita non vi fosse di alcuna utilità, ebbene, sarei pronta a morire per voi! ([[Elaine di Corbenic]], p. 481) *«Ah, ser Tristano» esclamò allora ser Palamede «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che Isotta la Bella non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *«Non sei forse ser Lancillotto del Lago?» gli chiese il religioso dopo che il cavaliere gli ebbe comunicato che si sarebbe fermato con lui per la notte.<br>«Si, sono io.»<br>«Cosa fai in questa contrada?»<br>«Vado in cerca delle avventure del [[Graal|Sangrail]], signore.»<br>«Fa pure» gli disse allora il buon uomo «ma anche se il santo vaso si trovasse qui, il peccato ti impedirebbe di vederlo proprio come non è dato a un cieco di scorgere una spada sfolgorante.» (pp. 534-535) *Quaranta anni dopo la passione di Gesù Cristo, [[Giuseppe d'Arimatea|Giuseppe di Arimatea]] preconizzò che re Evelake avrebbe sconfitto in battaglia i propri nemici. Dei sette re e dei due cavalieri che hai visto, il primo si chiama Nappus, e fu un sant'uomo; il secondo ebbe il nome di Nacien in onore di un suo avo che aveva ospitato Nostro Signore Gesù Cristo. Il terzo fu chiamato Helias il Grosso; il quarto Lisais; il quinto, Jonas, lasciò il proprio paese per rcarsi nel Galles dove sposò la figlia di Manuel ed ottenne la Gallia, che elesse come sua dimora e generò Lancillotto, tuo nonno, che sposò la figlia del re d'Irlanda e fu un uomo insigne quanto te. Suo figlio fu re Ban, tuo padre, l'ultimo dei sette re. Uno dei due cavalieri, invece, rappresenta te, Lancillotto, cui gli angeli dissero che non appartenevi alla compagnia dei sette re, mentre il secondo cavaliere sta a indicare il leone, che è superiore a tutti i re della terra, cioè ser Galahad, da te concepito nella figlia di re Pelles. E tu, che dovresti essere grato a Dio di ogni altro, perché, come peccatore, sei il cavaliere senza pari, non Lo hai ringraziato per tutte le straordinarie virtù che Egli ti ha prestate! (p. 537) *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo non compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *[...] a quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza. (pp. 645-646) *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdoni, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A ser [[Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>«Traditore, è giunto il giorno della tua morte!»<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] ctlaw62i6ecdq302aa180qdo3rdwzkj La ciociara (film 2017) 0 183909 1418931 1155637 2026-07-02T17:28:47Z Danyele 19198 /* Citazioni su La Ciociaria */ spazio 1418931 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = La ciociara |titolo originale = La ciociara |immagine = |didascalia = |paese = Italia |paese 2 = Ungheria |anno uscita = 2017 |genere = pornografico |regista = [[Mario Salieri]] |soggetto = tratto dal romanzo ''[[La ciociara (romanzo)|La ciociara]]'' di [[Alberto Moravia]] |sceneggiatore = Mario Salieri |attori = *[[Roberta Gemma]]: Cesira, la ciociara *[[Rebecca Volpetti]]: Rosetta, figlia di Cesira *[[Filippo Locantore]]: Alberto, lo scrittore *Costy Saddy: Elsa, moglie di Alberto *Rodolphe Antrim: *Eva Berger: *Marcello Borsa: *Patrick Boyle: *Tiffany Doll: *Fabrice Triple X: Giovanni *Steve Holmes: Gendarme della Milizia *Melody Mae: *Violette Pure: *Istvan Milosevic: *Nico Blade: *Daniel Brown: *Bruno SX: *Pablo Ferrari:}} '''''La ciociara''''', film italiano del 2017 con [[Roberta Gemma]], regia di [[Mario Salieri]]. == ''Fuga da Roma'' == === Frasi === {{cronologico}} *Stai lavorando su questo romanzo da oltre dieci anni. Per l'impegno e il tempo che hai impiegato a partorirlo meriti di vincere un altro Premio Strega. Uhm, ma così mi sorpassi! Due a uno. ('''Elsa''', al marito Alberto, che sta scrivendo a macchina un romanzo) *Gli volevo bene {{NDR|parlando del marito}}. Avrei voluto vede' te, dormi' cogli asini e le galline e mangiare una sola volta la giorno, perché questa era la vita mia al paese, poi all'improvviso viene uno coi soldi e me dice "te porto a Roma", la capitale. Io ho sposato Roma, mica lui, sempre pace all'anima sua. ('''Cesira''', a Giovanni) ==''Il viaggio''== === Frasi === {{cronologico}} *Non fare la pudica adesso, ti ho vista ieri sul treno mentre mi spiavi da dietro la tenda. Ti piaceva quello che facevo alle signore? posso farlo anche con te se vuoi. Se non stai buona però dovrò raccontarlo a tua madre. ('''Gendarme della Milizia''', mentre accarezza Rosetta nel letto) ==''Ritorno a Sant'Eufemia''== === Frasi === {{cronologico}} *Ora stiamo un poco insieme, poi ti giuro che tutto ritorna come prima. Me lo dai un bacetto?... ('''Segretario della Milizia''', a Rosetta, cominciando ad abusare della ragazzina) *Vedrai che per pubblicare il romanzo tu e i tuoi editori sarete costretti ad apportare tagli e modifiche. Come sempre la morale cattolica e la politica stravolgeranno tutto. ('''Marisa''', amica di famiglia ad Alberto, che sta concludendo il romanzo) ==Citazioni su ''La Ciociaria''== *Con o senza dibattito il film "La Ciociara" di Salieri sarebbe andato in distribuzione e in vendita per la visione. Credo che chi ha voluto strumentalizzare il film lo abbia, in realtà, aiutato. I nomi di Mario Salieri e di Roberta Gemma sarebbero bastati da soli, comunque, per il successo della produzione. In realtà sarà stato di aiuto a chi cercava un po' di notorietà. Nella storia dell'hard ci sono stati casi di riprese anche molto più offensive. Ci sono produzioni incentrate sulla sottomissione della donna, ma nessuno si è lamentato, anzi, senza fare nomi, qualcuno viene anche lodato come artista in Italia. ([[Roberta Gemma]]) *Di certo quello che hanno vissuto le persone di quel maledetto periodo è stato drammatico, mi dispiace. Moravia prima e De Sica poi hanno raccontato tutto di quella storia, ma il film o la scrittura non sono solo le marocchinate, c'è tanto altro. Non si può ridurre un capolavoro di film che dura circa 110 minuti, a quei 2 minuti rappresentati dalle marocchinate, e il resto del film? Noi abbiamo riportato tutto il resto: la guerra, le atrocità che, purtroppo, nella guerra non sono solamente avvenute in Ciociaria. ([[Roberta Gemma]]) == Altri progetti == {{interprogetto}} [[Categoria:Film pornografici]] k9v0cntfw4b10rm1rvuyzb0cykzi35a Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1418967 1418784 2026-07-03T08:17:03Z Spinoziano (BEIC) 86405 - doppione 1418967 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''981 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> #[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small> #[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small> #[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small> #[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small> #[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small> #[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small> #[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small> #[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small> #[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small> #[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small> #[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small> #[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small> #[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small> #[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small> #[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small> #[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small> #[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small> #[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small> #[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small> #[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small> #[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small> #[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small> #[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small> #[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small> #[[Christoph Wilhelm Hufeland]] - <small>2026-06-24</small> #[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small> #[[Noris Siliprandi]] - <small>2026-06-25</small> #[[Gabriele Falloppio]] - <small>2026-06-25</small> #[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small> #[[Giulio di Orta]] - <small>2026-06-26</small> #[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - 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<small>2026-06-24</small> #[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small> #[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small> #[[Gravellona Toce]] - <small>2026-06-26</small> #[[Valle Strona]] - <small>2026-06-26</small> #[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small> #[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small> #[[Ossido arsenioso]] - <small>2026-07-01</small> #[[Sciroppo]] - <small>2026-07-01</small> #[[Cinchona]] - <small>2026-07-01</small> #[[Cobalto]] - <small>2026-07-01</small> #[[Bismuto]] - <small>2026-07-01</small> ===Raccolte=== #[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small> #[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> #[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> ===Opere=== #[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small> #[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} pbk0ojsuplka2swi3grlf5qplbhj75y Vallemaggia 0 190444 1418971 1416684 2026-07-03T10:40:12Z Spinoziano 2297 + 1418971 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Maggia fg04.jpg|miniatura|Vallemaggia]] Citazioni sulla '''Vallemaggia''', o '''Valmaggia''' o '''Valle Maggia'''. *A Ponte Brolla, abbiamo svoltato. Ho indicato a Elena la gola, detta Orrido, scavata dal fiume Maggia nella roccia. Iniziava la valle. E all'inizio della valle s'è presentata l'ombra, la grande ombra che occupa la valle nell'inverno. Immediatamente ho pensato alla grande malinconia di mia madre, ai lunghi inverni in cui deve aver pianto sulla sua vita e sul suo destino. E ho sentito l'enorme silenzio che grava su quelle eternità delle montagne. Però: se la Svizzera mi è estranea e odiosa, la Valle è al riparo. Più di ogni altra volta ho sentito che sono nato lì; e che quell'ombra è mia, e quel silenzio mio, e che sono entrambi qualche cosa di benefico e di rivelativo; nonché un senso del tempo e dell'importanza unica della nostra vita. Ho anche pensato, ma senza angoscia, all'inabissamento del tempo: ho rivisto il padre nel trenino che non c'è più, ho risentito l'odore di sigaro, così odioso che forse per causa sua fumo tutte queste tremende sigarette (come per cacciarlo via), ho rivisto la casuccia della nonna, ora ridipinta di giallo-arancione, ho rivisto le cave: nulla era perduto. ([[Enrico Filippini]]) *C'era più pietra che legno nella regione, o comunque le pietre dovevano essere rimosse o cavate fuori dalla terra prima di poter fare qualsiasi cosa, perciò le case erano di pietra, non di legno. Lastre di granito tagliate a mano messe una sull'altra formavano le pareti, i tetti erano eretti su travi di castagno tenute assieme da incastri, a volte da pioli, quasi mai da chiodi. Altre lastre di granito venivano poggiate sopra; il tetto doveva essere a punta per lasciar scendere l'acqua e la neve. ([[Patricia Highsmith]]) *Il ricordo quasi ossessionante, in mezzo alle grandi città, della mia Valmaggia, immersa nel rombo del fiume e delle cascate, e le case di pietra tra i castagni, e i campani delle capre sui pendii, e un odore di felci e di latte. ([[Pericle Patocchi]]) *In tutte queste valli, anche in Valmaggia, si trovano pietre rotolate mai reperibili nelle valli secondarie. Anche i versanti delle grosse vallate sono meno facilmente ricoperti di quegli enormi detriti rocciosi che si vedono nelle valli secondarie. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *La Valmaggia è tra le più ampie valli del Ticino, come conferma una probabile etimologia, "valle maggiore". Una vallata che si ramifica e si divide e suddivide come una mano: val di Campo e val di Bosco, val Bavona, val Lavizzara e val di Peccia: una gran mano dalle dita strambe e contorte, corse dalle vene azzurre dell'acqua che nasce sotto i passi alpini e le montagne che delimitano esattamente la Valmaggia e la congiungono con le valli finitime: Onsernone, Formazza, Bedretto, Leventina e Verzasca. Un solo fiume, la Rovana, porta le sue infidissime acque d'oltre confine. ([[Piero Bianconi]]) *La Valmaggia, soprattutto nelle sue diramazioni Bavona e Rovana, più che qualsiasi altra valle del cantone conserva i segni dell'erosione glaciale, ed è un enorme scheletro roccioso sommariamente livellato dalle frane, dai depositi morenici e alluvionali e dalle sabbie del Sahara portate dai venti del sud. Sopra la petrosa nudità orografica, la vegetazione stende uno strato molto più sottile di quanto si creda: una veste lisa, così bucata e strappata che non riesce a coprire. ([[Plinio Martini]]) *Le piogge che, in valle, quando cominciavano di maggio, erano diluvi che trascinavano sassi e terra e tronchi verso il fiume, un salto dopo l'altro tra rupi e brughiere e pozze torbide dove nemmeno più si arrischiavano le trote, fino al balzo del Salto che, durante le buzze torrentizie, poteva incutere apprensione. Sassi e terra e rami ed erba e bestie, selvatiche o meno: e pezzi di cascinali: perfino gente trascinavano i torrenti, quando la natura perdeva ogni controllo. ([[Angelo Casè]]) *​Nulla di più variato che la natura alpestre nei paesi di bassa montagna, come la valle Maggia. Ci andavo ogni autunno, quando la luce modella in oro i contrafforti poderosi dei due versanti e le rocce nere inchiostrate che l'acqua riga di bianco in cascate continue, prendono sotto il sole bagliori e splendori d'una violenza magnifica; i burroni si lasciano levigare come ossa d'animali antidiluviani, bianchi come quelle, e i castagni, scappati ai paesaggi di [[Tiziano Vecellio|Tiziano]], ombreggiano le sponde. L'acqua è purissima – è una bellezza per sé sola – verde come uno smeraldo e trasparente come i blocchi di cristallo che s'adoprano a figurare i laghi nelle ricostruzioni dei villaggi lacustri. ([[Alexandre Cingria]]) ==Voci correlate== *[[Canton Ticino]] *[[Maggia (fiume)]] *[[Val Bavona]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Valli della Svizzera|Maggia]] pp0h1amt8wfm646ezq78u3lkrdskbye Utente:Udiki 2 190794 1418947 1353688 2026-07-02T19:48:16Z ~2026-37918-59 107665 /* */ 1418947 wikitext text/x-wiki 1418950 1418947 2026-07-02T19:58:42Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-37918-59|~2026-37918-59]] ([[User talk:~2026-37918-59|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Spinoziano|Spinoziano]] 1345020 wikitext text/x-wiki {{Icona del titolo |testo=Voci create |link=https://xtools.wmcloud.org/pages/it.wikiquote.org/Udiki |immagine=C Puzzle.png}} ::<big>'''« When found, make a note of. »'''</big> {{Babelbox|{{Utente amministratore}}}} *Thomas Benfield Harbottle, ''[https://archive.org/details/dictionaryofquot00harbiala Dictionary of quotations (classical)]'', Swan Sonnenschein, London, 1897. *Thomas Benfield Harbottle, Philip Hugh Dalbiac, ''[https://archive.org/details/dictionaryofquot00harbrich Dictionary of quotations (Italian)]'', Swan Sonnenschein, London, 1909. *Thomas Benfield Harbottle, Martin Hume, ''[https://archive.org/details/dictionaryquota03harbgoog/ Dictionary of quotations (Spanish)]'', Swan Sonnenschein, London, 1907. *Thomas Benfield Harbottle, Philip Hugh Dalbiac, ''[https://archive.org/details/ost-french-dictionaryquota02dalbgoog Dictionary of quotations (French)]'', Swan Sonnenschein, New York, 1908. *Craufurd Tait Ramage, ''[https://archive.org/details/familiarquotatio00rama Familiar quotations from French and Italian authors, with English translations]'', George Routledge and sons, London, New York, 1800. *Craufurd Tait Ramage, ''[https://archive.org/details/beautifulthought00rama_0 Beautiful thoughts from Greek authors]'', George Routledge and sons, London, Manchester, New York, 1895. *Craufurd Tait Ramage, ''[https://archive.org/details/greatthoughtsfro00ramaiala Great thoughts from Latin authors]'', John B. Alden, New York, 1884. *Craufurd Tait Ramage, ''[https://archive.org/details/beautifulthough00unkngoog Beautiful thoughts from German and Spanish authors]'', Edward Howell, Liverpool, 1868. *William Francis Henry King, ''[https://books.google.it/books?id=m0jYAAAAMAAJ Classical and foreign quotations]'', Whitaker, London, 1889. *Hugh Percy Jones, ''[https://archive.org/details/in.ernet.dli.2015.236204 Dictionary of foreign phrases and classical quotations]'', John Grant, Edinburgh, 1908. *Kate Louise Roberts, ''[https://archive.org/details/hoytsnewcycloped000342mbp Hoyt's new cyclopedia of practical quotations]'', Funk & Wagnalls company, New York, 1922. *W. Gurney Benham, ''[https://archive.org/details/bookofquotations000382mbp A book of quotations, proverbs and household words]'', Cassel & company, London, 1914. *Henry Thomas Riley, ''[https://books.google.it/books?id=9OIqAAAAYAAJ Dictionary of Latin quotations]'', Henry G. 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I], [https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=wu.89097888994 vol. II], [https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=wu.89097889000 vol. III]. *L. De-Mauri, ''[https://books.google.it/books?id=vjIWAAAAMAAJ Flores sententiarum]'', Hoepli, Milano, 1926. *[[Giuseppe Fumagalli]], ''[https://books.google.it/books?id=FkgRAQAAIAAJ L'ape latina]'', Hoepli, Milano, 1955. 5mfigzdgesq5y0qo3pir17b6i7u6r1v Hazbin Hotel 0 211634 1418927 1418825 2026-07-02T15:33:56Z ~2026-37889-35 107657 1418927 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano= Scagazzo Hotel |titolooriginale= North Dakota Type Shi Hotel |paese= Stati Uniti d'America |annoprimatv= 2024 |tipofiction= serie TV |genere= animazione (ma va?), commedia (non ci trovo niente di divertente), drammatico (l'unica volta che ho visto uno piangere a sto cartone è stato un non binario su yt), musicale ("Cuoricini" rispetto alle canzoni di questo show sembra "Stairway to Heaven") |stagioni= 67 |episodi= 61 |linguaoriginale= Inglese |ideatore= [[Vivienne Medrano]] |doppiatori originali= *[[Erika Henningsen]]: Charlie Stella del Mattino *[[Stephanie Beatriz]]: Vegetariano *[[Blake Roman]]: Angel Ucazz *[[Amir Talai]]: Alastor *[[Keith David]]: Husk *[[Kimiko Glenn]]: Firth of Fifth *[[Alex Brightman]]: Sir Pentito bastardo *[[Alex Brightman]]: Adamo *[[Jeremy Jordan]]: Lucifero Stella del Mattino *[[Jessica Vosk]]: Liuto *[[Krystina Alabado]]: Cherri Bomb *[[Christian Borle]]: Vox *[[Joel Perez]]: Il balletto del porco culo *[[Lilli Cooper]]: Velvette Underground *[[Daphne Rubin-Vega]]: Carmilla Carmine (molto originale come nome Vivzie) *[[James Monroe Iglehart]]: Zesty *[[Shoba Narayan]]: Emily *[[Patina Miller]]: Sera *[[Leslie Kritzer]]: Rosie |doppiatoriitaliani= *[[Rossa Caputo]]: Charlie Stella del Mattino *[[Giulia Franceschetti]]: Vaggie *[[Riccardo Suarez]]: Angel Dust *[[Nanni Baldini]]: Alastor *[[Neri Marcorè]]: Husk *[[Sara Ciocca]]: Niffty *[[Edoardo Stoppacciaro]]: Sir Pentious *[[Gabriele Patriarca]]: Adamo *[[Fabrizio Vidale]]: Lucifero Stella del Mattino *[[Valentina Favazza]]: Lute *[[Giuppy Izzo]]: Cherri Bomb *[[Oreste Baldini]]: Vox *[[Giorgio Borghetti]]: Valentino *[[Margherita De Risi]]: Velvette *[[Antonella Baldini]]: Carmilla Carmine (dialoghi) *[[Flavia Astolfi]]: Carmilla Carmine (canto) *[[Marco Manca]]: Zestial *[[Emanuela Ionica]]: Emily *[[Domitilla D'Amico]]: Sera *[[Ilaria Latini]]: Rosie }} '''''Hazbin Hotel''''', serie televisiva statunitense del 2024. ==[[Incipit]]== {{NDR|Storia dell'Inferno narrata da Charlie Stella del Mattino}}<br/>C'era una volta una città radiosa, protetta da cancelli dorati, conosciuta come [[Milano]], governata da esseri di pura luce: [[polentoni]] che adoravano il 67 e lo difendevano in ogni modo dal 61. Tra questi polentoni c'era [[Salvini]], un sognatore con luminose idee per il creato. Ma dai vecchi saggi di Quartoggiaro era visto come un provocatore, e consideravano il suo modo di pensare pericoloso per l'ordine milanesco. Salvini restava a guardare mentre gli altri espandevano l'universo a loro piacimento. Dalla polvere della Terra crearono [[Adamo]] e [[Lilith]], pari in tutto in quanto primi del genere umano. Ma Adamo pretendeva il comando. Lilith rifiutava di sottomettersi, fuggì dall'[[Eden]]. Lucifero, attratto dalla fiera indipendenza di lei, la trovò e i due sognatori ribelli si innamorarono perdutamente. Insieme bramavano di condividere la magia del libero arbitrio con l'umanità, e offrirono il frutto della conoscenza alla nuova di Adamo, [[Eva]], che lo accettò con gioia. Ma il dono celava una maledizione: con quell'atto di disobbedienza, il male riuscì a insinuarsi sulla Terra. Con esso, arrivò un regno di oscurità e peccato. L'ordine che il Paradiso aveva difeso fu per sempre infranto. Come punizione per il gesto sconsiderato, il Paradiso gettò Lucifero e la sua amata nella fossa oscura creata dal male. A Lucifero non fu più permesso di vedere il buono nell'umana gente, ma solo la sua crudeltà e malvagità. Confuso, Lucifero perse la sua capacità di sognare. Invece Lilith prosperava, dando forza al genere demoniaco con la sua voce e i suoi canti. E mentre i numeri dell'Inferno crescevano, ne cresceva anche il potere. Il Paradiso considerò questo una minaccia, e prese una decisione spietata: ogni anno avrebbe mandato negli Inferi un esercito per lo sterminio, così l'Inferno e i suoi peccatori non avrebbe mai avuto i numeri e la forza per ribellarsi. Ma la speranza di Lilith non si spense, il suo sogno fu tramandato alla sua preziosa figlia, la principessa dell'Inferno. ==Episodio 1, ''Ouverture''== *{{NDR|spot pubblicitario dell'Hazbin Hotel}} Ciao a te, peccatore perduto. Ti piace il sangue, la violenza e la depravazione di natura sessuale? Ma è ovvio, per questo sei all'Inferno! Ma che ne diresti se io ti dicessi che c'è un posto dove alloggiare che non ha nulla di perverso? Benvenuto all'Hazbin Hotel, una deviata via per la redenzione! Inaugurato cinque giorni fa dalla delirante figlia di Lucifero, Charlie Stella del Mattino! Deponi il tuo destino nelle sue mani inesperte mentre lei cerca di risolvere i suoi irrisolti con papino redimendo te! Qui offriamo giochi giocosi, {{NDR|inquadratura su Husk che sviene ubriaco sul bancone}} un personale attento, solerte e tonico! {{NDR|Niffty arriva e cerca di pugnalare uno scarafaggio con uno spillone}} E disinfestazione cimici H24! Camere con cessi personali e una hall oltremodo trasandata! {{NDR|inquadratura su Angel Dust, che fa il dito medio alla telecamera}} Goditi una conversazione brillante con il nostro ospite, wow! Tutto questo e tanto, dico tanto di più, all'Hazbin Hotel, il tuo ultimo disperato tentativo di redenzione inizia qui. ('''Alastor''') *'''Angel Dust''': Se volete girare uno spot, vi suggerisco di sfruttare il sensuale talento e celebrità che avete proprio qui.<br/>'''Vaggie''': Angel, tu sei una pornostar.<br/>'''Angel Dust''': Star, star del porno. I peccatori più arrapati butteranno giù i muri a randellate per entrare.<br/>'''Vaggie''': Noi un porno come spot non lo giriamo.<br/>'''Angel Dust''': Perché no? Il sesso vende, tira. Filmate me che ci do dentro con il signor "belle parole con la voce radio da paura" e sarete subito inondati da dannati desiderosi di alloggiare in questo strampalato hotel.<br/>'''Alastor''': Ah-ah! Ti piacerebbe, scordatelo!<br/>'''Charlie''': Angel, apprezzo che tu voglia usare le tue... speciali abilità per, uhm, attrarre gente qui, ma... sul serio, io non voglio sfruttarti... abusare di te.<br/>'''Angel Dust''': Oh, ti prego, baby, questo corpo è ''fatto'' per essere sfruttato. Ho le braccia, la resistenza, ho le gambe, ho la capacità polmonare, ho ''le gambe''! I conati di vomito, i buchi, le imbottiture che credono tutti tette... *'''Angel Dust''': Ehi, ho una domanda: se faccia radio sclerata è così potente, allora perché non costringe le anime a rimanere qui?<br/>'''Alastor''': Oh, fidati di me, le costringo!<br/>'''Husk''': Perché credete che io resti qui? Pensate che me ne starei a pulire bottiglie e ad ascoltare voi coglioni che rompete e frignate in eterno se non mi costringesse lui?<br/>'''Niffty''': Io adoro essere costretta!<br/>'''Husk''': Tienilo per te, Niff.<br/>'''Angel Dust''': Micio, non ti piace stare qui con me, baffi miao miao?<br/>'''Husk''': Chiamami ancora "baffi miao miao" e ti ficco la bottiglia in fondo alla gola.<br/>'''Angel Dust''': Erotico! Gola profonda, continua a parlare zozzo! *'''Husk''' {{NDR|recitando con Angel Dust uno spot per l'hotel}}: "Benvenuto all'Hazbin Hotel. Come posso esserle d'aiuto?"<br/>'''Angel Dust''': Sono stato un po' troppo monello, e mi serve un paparino grande e forte per rimettermi al mio posto... sul cammino verso la redenzione.<br/>'''Husk''': "Coraggio, vieni..."<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|simulando un orgasmo}}: Oh, sì! Oh!<br/>'''Husk''': "...nel posto giusto".<br/>'''Vaggie''': Stop. Okay, Angel, serve che tu sia meno arrapante. E Husk, non tenere il copione davanti alla faccia.<br/>'''Husk''': Sono quasi gatto, ma come attore sono un cane totale!<br/>'''Angel Dust''': Potremmo buttarla sull'improvvisazione, gattone. ''Roar''! {{NDR|Husk lo spinge giù dal bancone}}<br/>'''Husk''': Ups. *'''Adamo''': Quindi stavo suonando in questo concerto e per una cazzo di ragione questa gallinella virtuosa aveva una cotta per il batterista. E, insomma, tu lo sai chi sono io? Io sono Adamo, merda, sono il cazzo originale! Tutti i cazzi discendono da me! Pensi di preferire il cazzo del batterista? Nemmeno per sogno! Io sono il cazzuto capo dei cazzi! Comunque, poi me l'ha data, che bella scopata. Tu? Che fai nel weekend?<br/>'''Charlie''': Aspetta, tu ti chiami Adamo? Come il primo uomo Adamo? Ciò significa che tu... ohhh! Questo spiega molte cose.<br/>'''Adamo''': Lo so, cazzo rock'n roll!<br/>'''Charlie''': Beh, Adamo, signore, signor Adamo, signore...<br/>'''Adamo''': Chiamami "Capo dei cazzi".<br/>'''Charlie''': ... Adamo. *'''Katie Killjoy''': Ultima notizia: l'ambasciata del Paradiso ci ha appena comunicato che il prossimo sterminio sarà notevolmente anticipato. Sai che significa, Tom?<br/>'''Tom Trench''': No, che significa, Katie?<br/>'''Katie Killjoy''': Che ce l'hanno messo nel culo con classe! ==Episodio 2, ''La radio ha ucciso la televisione''== *'''Sir Pentious''': Fatti vedere, Alastor! Vieni ad affrontare... {{NDR|lo vede sul balcone dell'hotel}} ah, eccoti qua. Affrontare la mia ira!<br/>'''Alastor''': Chi sei tu?<br/>'''Sir Pentious''': Chi sono io? Chi sono io?! Sono il grande Sir Pentious! Inventore, architetto della distruzione, malvagiamente ''extraordinaire''!<br/>'''Uovino''': Ohh, capo, rompigli il guscio!<br/>'''Niffty''': Uhhh, è un monellaccio!<br/>'''Alastor''': Se fosse vero, avrei sentito parlare di te.<br/>'''Sir Pentious''': Ho già scatenato la mia ira sulla tua anima. Ci siamo battuti almeno... sessantasei volte.<br/>'''Alastor''': Forse la tua ira non era ira, era iruccia.<br/>'''Sir Pentious''': Ora taci! Se vuoi scappa! Dopo che ti avrò ridotto a pezzi, le caleidoscopiche Tre V finalmente riconosceranno che c'è un loro pari quaggiù!<br/>'''Niffty''': Uhhh... oh, chi sono le Tre V?<br/>'''Alastor''': Oh, nessuno di importante. *L'episodio di questa settimana di "Sì, mi sono scopato tua sorella, che c'è?", vi è offerto dalla VoxTek. ('''Spot pubblicitario''') *'''Vox''': Questa sì che è buona televisione! {{NDR|risponde alla videochiamata di Velvette}} Ehi Velvette, Vulvetta, come vai in questa mattinata infernale?<br/>'''Velvette''': Basta con le stronzate, Vox, mi servi quassù, adesso.<br/>'''Vox''': Quale potrà mai essere il tuo problema, Vulvina?<br/>'''Velvette''': Il tuo piccolo toyboy sta distruggendo il mio dipartimento, io sto cercando di mettere su uno show, e...<br/>'''Valentino''' {{NDR|di sottofondo}} Fottuto stronzo!<br/>'''Velvette''': Porta il tuo culo qui, adesso! Dannazione, Valentino! {{NDR|chiude la chiamata}}<br/>'''Vox''': Ah, mannaggia, ci risiamo, Valentino, un altro fottuto giorno con Val. Ehi, ehi, ehi, che vita del cazzo. *{{NDR|Esaminando dei vestiti presentati da alcune sottoposte}} No. Inconcepibile. Sparisci. E questi? Polsi con le balze? È il 1750? Dovevano bruciare con le streghe che li indossavano. ('''Velvette''') *'''Valentino''': Riesci a credere che cosa ha fatto quella cacchetta? Quella troietta ingrata!<br/>'''Vox''': Di che troia stiamo parlando, di grazia?<br/>'''Valentino''': Quello stronzo di Angel Dust, di chi altri sto parlando, cazzo?! {{NDR|Vox indica sé stesso con aria contrariata}} Quella zoccoletta di merda mi ha piantato in asso. A me. L'ho creato io. Senza di me sarebbe un sacco di carne con qualche buco mediamente piacevole.<br/>'''Vox''': Si è licenziato?<br/>'''Valentino''': No, non si è licenziato, è peggio! Ha traslocato! {{NDR|afferra il cellulare di Vox e lo lancia contro il muro}} Crede di poter venire qui, lavorare, e andarsene via a suo piacimento! Riesci a crederci, cazzo?! Se n'è andato a vivere con quell'oca giuliva della figlia di Lucifero.<br/>'''Vox''': Angel vive con la figlia di Lucifero, adesso?<br/>'''Valentino''': Sì! Quella stronza, Chalkie, o Chandler, o, non lo so, un nome da maschio. Ha questo hotel, e... {{NDR|mettendosi in posa con due pistole}} quale di queste mi fa più sexy?<br/>'''Vox''': Che stai facendo, Val? Tu lì non ci vai.<br/>'''Valentino''': Quell'alido frocetto capirà chi è il suo padrone. Mi fotterò tutti in quel merdoso merdaio, lo giuro sul cielo...<br/>'''Vox''' {{NDR|con voce distorta}}: ''Val''! {{NDR|la voce torna normale}} Riflettici bene, il nostro marchio è la classe. Cosa credi farà alla nostra immagine inseguire puttanelle per tutto l'Inferno?<br/>'''Valentino''': Eh... la rovinerà?<br/>'''Vox''': Giusto! Vuoi che la gente dica che non sai controllare i tuoi dipendenti?<br/>'''Valentino''': No.<br/>'''Vox''': Esatto. E ehi, lui è ancora sotto contratto con te, dove cazzo può andare? Perciò, tu dovresti...?<br/>'''Valentino''': ... Non fare un cazzo?<br/>'''Vox''': Grande idea! È per questo che ti pagano un sacco di soldi. *'''Valentino''': Sai, Angel non è l'unico che si intrattiene in quel pulcioso hotel con la ''princessa'' di Satanasso.<br/>'''Vox''': Oh, chi altro c'è lì? Qualcuno che ti deve dei soldi?<br/>'''Valentino''': Qualcuno che ci deve qualcosa di più dei soldi. Il demone della radio è lì. {{NDR|Vox affonda gli artigli nel tavolo}}<br/>'''Vox''': ''Che cosa hai detto?''<br/>'''Valentino''': Quello che ho detto.<br/>'''Vox''': Alastor è tornato... ed è con la figlia di ''Lucifero''... e questa non è la prima cazzo di cosa che mi dici?!<br/>'''Valentino''': Ehi, ammazzare Alastor è la tua fissazione. *'''Alastor''' {{NDR|dopo lo scontro con Sir Pentious}}: Ohibò, necessito dei servigi del mio sarto. Buona fortuna, amici.<br/>'''Vaggie''': Fermo, te ne vai così? Alastor, ci serve il tuo aiuto. Serve che tu finisca il lavoro.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|alludendo alla parete sfondata da Pentious}}: Ehm, ci serve un muro. *'''Vox''' {{NDR|riferito ad Alastor}}: Lo stronzo è tornato!<br/>'''Valentino''': Sì... anch'io lo pensavo andato per sempre.<br/>'''Vox''': Sono passati sette anni!<br/>'''Valentino''': Sei ancora incazzato perché quella volta ti ha quasi battuto?<br/>'''Vox''': Gah, fanculo!<br/>'''Valentino''': Era per dire.<br/>'''Vox''': Ormai tutto è cambiato da quando se n'è andato.<br/>'''Valentino''': Questo è certo.<br/>'''Vox''': Gli darò il bentornato spiegandogli chi comanda su questo creato. *'''Angel Dust''' {{NDR|recitando controvoglia con Sir Pentious un copione scritto da Charlie}}: "Oh, sono un losco figuro che vaga per le strade, manchevole degli abbracci della mamma. Ora, dove posso trovare un ragazzino innocente a cui vendere del crack?". Wow. Chi l'ha scritto?<br/>'''Charlie''': Grande teatro, eh? Continua.<br/>'''Angel Dust''': "Ehi, tu".<br/>'''Sir Pentious''': Uh, ce l'hai con me?<br/>'''Angel Dust''': "Ehi, sembri un ragazzino a cui serve un po' di... forfora del diavolo"? Ma che cazzo?!<br/>'''Sir Pentious''': No, giammai. Io devo andare a fare i compiti, scienze.<br/>'''Angel Dust''': "Dai, ragazzino, la polvere ti farà diventare figo come me... il fattone!".<br/>'''Sir Pentious''': La cosa figa è non considerare la droga una cosa figa. Ora, se vuoi scusarmi, devo andare a non fare sesso prima del matrimonio! *'''Sir Pentious''' {{NDR|dopo essere stato scoperto da Charlie, Angel e Vaggie}}: Agente Pentious richiede un'immediata estrazione!<br/>'''Vox''': Pentious. Complimenti, ti sei fatto beccare... dopo nemmeno un giorno.<br/>'''Sir Pentious''': Ti prego, devi tirarmi fuori da qui!<br/>'''Vox''': Come abbiamo potuto pensare che saresti riuscito in una missione così cretina? Fammi un favore, se non ti ammazzano loro ammazzati da solo, squamato verme imbranato! ==Episodio 3, ''Uova strapazzate''== *'''Vaggie''': E quel marchingegno?<br/>'''Sir Pentious''': Oh, ehilà, livida femmina, la mia ultima invenzione, cioè una "Scorticatrice {{formatnum:11000}}"! Bramo scatenarla sugli altri ospiti dell'Hotel.<br/>'''Charlie''': Cosa? Perché?<br/>'''Sir Pentious''': Tutti sono troppo carini e buoni, un'evidente menzogna per avere l'occasione di uccidermi. Ma quando? Come? Devo essere preparato. *'''Vaggie''': Questi ovetti rotolano ovunque, servi tu per sbarazzarcene.<br/>'''Alastor''': Oh, beh, lo farò con immenso gaudio.<br/>'''Vaggie''': Con umanità.<br/>'''Alastor''': Mh. Beh, gaudiderò comunque. *'''Husk''': Non partecipo a un merdoso spettacolo per questi fessi del cazzo.<br/>'''Angel Dust''': Oh, io sì. Ma con pagamento anticipato. Ahimè, qui qualcuno non può permettersi me.<br/>'''Sir Pentious''': Illuso! Scordatelo, sciocca calì del sesso! *'''Charlie'''{{NDR|durante l'esercizio di fiducia}}: Angel, vuoi essere tu il prossimo?<br/>'''Angel Dust''': Vaaado...<br/>'''Vaggie''': Però stavolta dovete afferrarlo tutti, chi non lo afferra lo afferro io per le palle.<br/>'''Angel Dust''': Beh, allora mi confesso, eh? Andiamo al sodo, al duro. Io adoro succhiare...<br/>'''Husk''': Mi gioco il cazzo che dici "uccelli"!<br/>'''Angel Dust''': Ghiaccioli! Pervertito! Frena la tua felina fantasia provinciale! {{NDR|si lascia cadere tra le braccia di Husk}} Ma in fondo, anche gli uccelli. {{NDR|Husk lo lascia cadere}} *A volte sevizio le mamme cimici davanti ai piccoli come monito per tutti. ('''Niffty''') *'''Carmilla''': Alastor?<br/>'''Alastor''': Sì, lo so, mi sono fatto molto desiderare, so che voi tutti vi chiedete il perché.<br/>'''Carmilla''': Neanche un po'. Comunque, bentornato. ==Episodio 4, ''Messinscena''== *{{NDR|Estratto da un film porno di Angel Dust}}<br/>'''Attore''': Finalmente sveglio, Angel Dust?<br/>'''Angel Dust''': Sì... vuoi portarmi il caffè?<br/>'''Attore''': Devi subito dirmi dove il tuo capo nasconde la cassaforte.<br/>'''Angel Dust''': Sei un illuso se speri di ottenere da me qualcosa.<br/>'''Attore''': Illuso?! Allora dovrò scoparti a sangue fino a quando non mi dirai dov'è la cassaforte!<br/>'''Angel Dust''': Fai del tuo peggio... ''paparino''. *'''Angel Dust''': Non è la giornata del "mostra e racconta"? Io vi mostro il mio film migliore, e vi racconto di come ho vinto su quella cagnetta stronzetta cozzetta di Tiffany Tuttatette!<br/>'''Husk''': A dire il vero, secondo me la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti.<br/>'''Angel Dust''': Esimia testina di cazzo, chi ti dà il diritto di insultare il mio fottuto, nobile e antico lavoro?<br/>'''Husk''': Ci vuoi far credere che non sai di aver recitato in una mega troiata?<br/>'''Angel Dust''': Vaffanculo. {{NDR|riferendosi al suo film}} Questa è arte pura!<br/>'''Husk''': Sei ipocrita, ti ubriachi e te ne lamenti ogni infernale giorno. A tutti piace confessarsi col barista. Ormai io so tutto di te e di questi poveri figli di troia. {{NDR|riferito a Sir Pentious}} Quello lì è un buffone insicuro che si sente solo e vi striscia vicino al letto per guardarvi dormire. La principessa, una buonista che vuole risolvere i problemi altrui non potendo risolvere i suoi.<br/>'''Charlie''': Cosa? No! Io- cosa? No!<br/>'''Husk''' {{NDR|riferito a Vaggie}}: Occhio di lince, qui? Giudica tutti perché odia sé stessa. Niffty? Eh... non conviene a nessuno sapere che problemi ha.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|ridendo}}: Sei proprio arruffato! {{NDR|con fare sensuale}} Wow. Il gattino ha gli artigli. ''Miao''.<br/>'''Husk''': Taci tu! Non farmi parlare. So benissimo chi sei e, nonostante le tue stronze manfrine, so quanto sei falso.<br/>'''Angel Dust''': Io, falso? Wow. No, caro, io non sono falso. Recito il copione della vita, come un vero attore. *'''Angel Dust''': Sembra che Valentino pretenda la mia presenza per una ripresa d'emergenza.<br/>'''Husk''': Uh-uh. Come no.<br/>'''Angel Dust''': Ad ogni modo, vaffanculo. Me ne sbatto il cazzo di quello che un peloso barista ubriacone pensa di me. Quindi torna nella lettiera di merda da cui provieni, critico del porno. *'''Valentino''' {{NDR|riferendosi alle riprese di un film porno}}: Angel, perché cazzo vi siete fermati?<br/>'''Angel Dust''': Io... vengo.<br/>'''Valentino''': Non fuori campo, no! *'''Valentino''': Vostra maestà, benvenuta nella mia umile dimora del sesso estremo. Posso salutarvi umidamente? {{NDR|lecca il braccio di Charlie}}<br/>'''Charlie''': Uh.. no, grazie, no.<br/>'''Valentino''': Ma che gran pezzo di... posso offrirvi una porca parte? Potrei fare di voi una pornostar. Così diverremmo più ricchi di, beh... del vostro ''papito''-<br/>'''Charlie''': Cazzo, no! *'''Valentino''': Angel, vorrei verbalizzare con te nel tuo camerino. {{NDR|lui e Angel entrano nel camerino}}<br/>'''Angel Dust''': Io non sapevo nulla... {{NDR|Valentino lo schiaffeggia}} Val, io-<br/>'''Valentino''' {{NDR|afferrando aggressivamente Angel}}: Tu credi davvero di poter far venire qui come avvocato la mocciosa di Lucifero?<br/>'''Angel Dust''': No, Val, ti prego! Mi dispiace che lei...<br/>'''Valentino''': L'hai portata qui per proteggerti? Per farmi fottere? {{NDR|usa il fumo per immobilizzare Angel e lo sbatte sul divano}}<br/>'''Angel Dust''': Val, fermo!<br/>'''Valentino''': Credi che lei possa sollevarti dal lavoro?<br/>'''Angel Dust''': No! No, non è quello che sto cercando di fare, no! No... {{NDR|Valentino lo scaraventa dall'altra parte della stanza}}<br/>'''Valentino''': Sai che non può fare nulla. {{NDR|con il fumo crea un guinzaglio al collo di Angel e manifesta il suo contratto dell'anima}} Io ti possiedo, o l'hai dimenticato?<br/>'''Angel Dust''': No.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico "vieni" tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Valentino.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico di scoparti venti stalloni prima di pranzo, tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Valentino.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico che devi far sparire quella fottuta troietta giuliva dal mio cazzo di set, tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Ah, io-<br/>'''Valentino''': ''Tu dici''?<br/>'''Angel Dust''': Senti, Val, è solo che lei trova entusiasmante ogni cosa. Io le dirò di andarsene. Ma non farle del male...<br/>'''Valentino''': Ho sventrato delle puttanelle per molto meno senza pensarci un attimo, sei fortunato che mi fai fare soldi. Ora ti sbarazzerai di lei e poi ti farai sbattere per tutta la notte, chiaro?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Val.<br/>'''Valentino''': Bravo. *'''Husk''': Non sapevo fosse una serata "bevo per dimenticare".<br/>'''Angel Dust''': Oh, mi ero dimenticato che sei il barista filosofo, il saggio che conosce ogni cosa. Scendi dalla cattedra del cazzo e versa un vero drink.<br/>'''Husk''': Senti, se hai un problema non troverai la risposta sul fondo di una bottiglia. Io lo so, l'ho cercata lì a lungo. *'''Husk''' {{NDR|dopo aver respinto le aggressive avances sessuali di Angel}}: Finiscila con la recita, con me non attacca. Riesci solo a fare la figura dello stronzo con queste puttanate da falso.<br/>'''Angel Dust''': Chiamami falso un'altra volta, stronzetto! Ti sfido.<br/>'''Husk''': Falso.<br/>'''Angel Dust''': Sei un vero stronzo- {{NDR|cerca di alzarsi, ma sbatte la testa e cade a terra}}<br/>'''Husk''': Sei caduto?<br/>'''Angel Dust''': Sappi una cosa: tu saresti fottutamente fortunato a scoparti una star come me! Ma lo sai quanto costo? Sai quanti ucciderebbero per avere Angel Dust che gli viene addosso? Fanculo! Continua a fare il gatto solitario del cazzo. *'''Vaggie''': Accipicchia, sembra che qualcuno debba seguirlo. Qualcuno di nome Husk!<br/>'''Husk''': Oh, mi prendi per il culo? Perché non lo fai tu, visto che sei così preoccupata?<br/>'''Vaggie''': Perché non sono io quella che l'ha fatto uscire isterico da qui. Tu lo hai provocato e tu lo riporti.<br/>'''Charlie''': No! No. Non costringerlo a tornare. Solo, assicurati che non si metta nei guai. Oggi ho provato a insistere, ma purtroppo ho peggiorato le cose. Tornerà quando sarà pronto, facciamo solo in modo che nel frattempo non gli capiti qualcosa di brutto. *{{NDR|dopo che Husk ha salvato Angel da un gruppo di malavitosi che hanno cercato di drogarlo}}<br/>'''Husk''': Lo stronzo dentato ti ha drogato il drink.<br/>'''Angel Dust''': E secondo te non avevo capito che quel drink era drogato? Mi succede ogni cazzo di volta.<br/>'''Husk''':Lasci che ti droghino ogni cazzo di volta?!<br/>'''Angel Dust''': Credi che lo abbia chiesto io? Io non ho chiesto questa cazzo di dannazione! Non ho chiesto nulla, non ho chiesto che Charlie mi salvasse, non ho chiesto che tu mi salvassi. Posso badare a me stesso.<br/>'''Husk''': Sicuro? Perché ti ho visto letteralmente autodistruggerti. Io dico che forse... ecco non so... ti può essere utile un barista con cui parlare.<br/>'''Angel Dust''': Oh, quindi adesso mi vuoi far credere che ti importa qualcosa di me? Dopo che mi hai trattato di merda, pensi che mi aprirò con te? Ti prego. {{NDR|inizia ad andarsene}}<br/>'''Husk''': Magari ti tratterei meglio se non recitassi, se ti facessi vedere come sei davvero, non soltanto con quella falsa maschera. Ascolta, a nessuno in quell'hotel importa della tua fama. Se sei un divo, una pornostar. Quindi tanto vale che la smetti con la recita.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|si gira in lacrime, sconvolgendo Husk}}: ''Non è una recita''! Non ho altra scelta. E questo... questo è il mio modo per evadere! Dove posso dimenticare tutto, quanto odio... me stesso. Un posto in cui posso strafarmi e non dover pensare a quanto faccia male. E magari... se riesco a rovinarmi abbastanza nel frattempo... se finirò per annullarmi... non sarò più il suo giocattolo preferito {{NDR|di Valentino}}. E magari mi lascerà libero.<br/>'''Husk''' {{NDR|dispiaciuto, si siede accanto ad Angel}}: Ero un Signore Supremo un tempo. Sì. E... era bello avere quel potere. {{NDR|dei flashback mostrano come è arrivato a vendere la sua anima ad Alastor}} Ma quando sei un trafficante d'anime e sei anche un giocatore d'azzardo, la posta diventa troppo alta. E perdere una mano di troppo diventa davvero pericoloso. Così, quando la fortuna ti volta le spalle, ti aggrappi a tutto pur di restare a galla, arrivi a stringere patti, svendendoti. Quindi so cosa si prova a pentirsi delle scelte fatte e... sapere che non si può tornare indietro. *'''Husk''' {{NDR|dopo che lui e Angel hanno massacrato dei malavitosi}}: Beh... è una cosa che non mi aspettavo di vedere.<br/>'''Angel Dust''': Come ho detto, tu non mi conosci. Non sono bravo solo col sesso.<br/>'''Husk''': Buono a sapersi. Perché questo tuo aspetto mi piace tanto. ==Episodio 5, ''Papà batte papà''== *'''Husk''': Qual è il problema? Complesso paterno?<br/>'''Charlie''': No, è che non siamo stati tanto insieme. Dopo che lui e la mamma si sono separati, non si è mai affannato per vedermi. Ogni tanto mi chiama, ma soltanto quando si annoia o se gli serve un favore.<br/>'''Husk''': Complesso paterno. *{{NDR|scena di introduzione di Lucifero, da solo in una stanza piena di papere di gomma}} È giunta l'ora. Con le mie mani, ho appena creato... la super ultra mega papera salterina! Che sputa fuoco! Niente applausi, trattenetevi, prego. Oh, grazie... ma no, cazzo! Ho preso una papera! {{NDR|il telefono inizia a squillare}} Figlia? Figlia? Figlia che chiama?! Oh! Uh, ehm, "Pronto? Charlie? Eh-eh-ehi, Cha-Cha-Cha"- no, no, così non va. È la prima volta che mi chiama da anni... sii carino ed elegante. {{NDR|risponde al telefono}} Ciao, puttanella! ('''Lucifero''') *'''Charlie''': Ti prego, vieni solo a vedere che sto cercando di fare, e così capirai che si tratta di una bellissima idea e in Paradiso non avranno obiezioni se avrò modo di spiegarlo. Ti prego, papà.<br/>'''Lucifero''': Aspetta. Tu stai invitando il tuo papino?! Sto arrivando! Ah-ah, sarò lì tra un'ora! {{NDR|riattacca}} Mia figlia vuole vedere me! Beccati questa, depressione! *'''Lucifero''': E tu sei?<br/>'''Alastor''': Alastor, piacere di fare la sua conoscenza, e che gioia! È bello dare finalmente un volto al suo nome, lei è decisamente più basso dal vivo.<br/>'''Lucifero''': Questo chi è? Chi è questo? Tu sei il facchino?<br/>'''Alastor''': Ahah, no! Io sono il frontman dell'Hotel, forse mi avrà ascoltato nel mio programma alla radio.<br/>'''Lucifero''': Mhh, no. Infatti Charlie ha scelto "è stato" come nome "Hazbin Hotel",<ref>In inglese, "Hazbin" si traduce come "è stato".</ref> ah-ah-ah!<br/>'''Alastor''': Ah-ah-ah! In effetti è stata una mia idea.<br/>'''Lucifero''': Ah-ah-ah! Beh, è un'idea stupida!<br/>'''Alastor''': Ah-ah-ah! ''Fanculo''. *'''Charlie''': Lei è Vaggie, la mia ragazza.<br/>'''Lucifero''': Oh-oh, porco diavolo! Ti piacciono le ragazze, anche a me! Abbiamo così tanto in comune! *'''Angel Dust''': Allora, tu e Alastor siete tipo cosa, amici?<br/>'''Mimzy''': Beh, questo lo hai detto tu, non certo io, ma ci può stare. Perché così sorpreso?<br/>'''Angel Dust''': Beh, solo che non sapevo che ne avesse. È qui da un po', ma è ancora un grande, sinistro mistero. Che tipo è?<br/>'''Mimzy''': Lo sai quello che si dice in giro. È apparso all'Inferno all'improvviso, facendo subito scalpore per la sua sfrontatezza e per la sua arroganza. All'inizio volevano del tutto ignorarlo, ma presto i Signori Supremi cominciarono a sparire. E non erano arcidiavoli di poca importanza, sto parlando di arci-arci diavoli. Nessuno sapeva cosa fosse successo loro fino a quando non iniziarono ad andare in onda quelle strani trasmissioni radio. Si sentivano solo urla. Ogni volta che un Signore Supremo spariva, una nuova voce urlava disperata in quella trasmissione radio. Poi un giorno Alastor si è rivelato come il Demone della Radio, mettendo in guardia e minacciando chiunque gli fosse stato avverso. Beh, diciamo che alle sue trasmissioni partecipavano sempre voci nuove. Questa è la storia che tutti più o meno conoscono, ma, sotto sotto... lui è un grande tenerone, un po' di musica jazz, un dito di whisky e diventa un coniglietto. *'''Alastor''': Che cosa c'è?<br/>'''Husk''': Mimzy si presenta solo quando le serve qualcosa. La stronza si sarà cacciata nei guai e avrà rotto il cazzo a un demone per venire di corsa da te.<br/>'''Alastor''': Niente che io non possa gestire, tranquillo Huskuccio. Dovrebbe essere impazzita per imbrogliare me.<br/>'''Husk''': Insomma, tu sei sparito per un bel po'... e nessuno di noi sa il perché.<br/>'''Alastor''': Nessuno di voi deve saperlo, micio micione, non affaticare il testone.<br/>'''Husk''': Sei il padrone della mia anima, ma non sono il tuo animaletto del cazzo.<br/>'''Alastor''': Mh-mh, altroché! Ah-ah!<br/>'''Husk''': Paroloni per qualcuno che è al guinzaglio quanto me. {{NDR|Alastor assume la sua forma demoniaca completa}}<br/>'''Alastor''': Ahah... che cosa hai detto?<br/>'''Husk''' {{NDR|una catena appare al collo di Husk e lo trascina a terra}}: Cazzo! No, niente, io, eh...<br/>'''Alastor''': Sei avvisato, non ripeterlo. O ti farò a pezzi l'anima e manderò in onda le tue urla come monito per ogni altro stronzo irrispettoso che osa dubitare di me, dimmi che hai capito.<br/>'''Husk''' {{NDR|tremando}}: Capito.<br/>'''Alastor''' {{NDR|torna normale}}: Adorabile. Bella chiacchierata, vecchio mio, sempre bello confrontarsi. *{{NDR|mentre degli squali malavitosi stanno assalendo l'Hotel}} Io forse potrei avere dei problemi con degli squali, forse devo a quei cani-pesce un cinquantamila. E forse potrei aver rubato un'auto. E averla schiantata. Investendo la ragazza dello squalaccio, ma quella troia se lo meritava! ('''Mimzy''') ==Episodio 6, ''Benvenute in Paradiso''== *'''Niffty''': Sembri sfondato, mi sbaglio?<br/>'''Angel Dust''': La giusta domanda è "chi" mi ha sfondato, e la risposta è tutti. Due volte! *'''San Pietro''': Salve, benvenuti in Paradiso! Favorite i vostri nomi, prego.<br/>'''Charlie''': Oh, ehm, Charlie Stella del Mattino.<br/>'''San Pietro''': Charlie Stella del Mattino. Mh, okay, cha-cha-cha-cha-cha... non c'è sulla mia lista. Già. È strano.<br/>'''Charlie''': Ehm, mio padre ha organizzato questo incontro.<br/>'''San Pietro''': Tuo padre, okay.<br/>'''Charlie''': Prova con Lucifero... Stella... del Mattino.<br/>'''San Pietro''': Ohhh, cazzo! Sì! Apperò, che roba. Sicura di essere nel posto giusto? Non è che ti sei persa? *'''Adamo''': Forse hai disertato il tuo esercito, hai scelto la carriera da solista, anzi, è meglio definirlo un... duetto!<br/>'''Vaggie''': Non so di cosa tu stia parlando.<br/>'''Adamo''': Ehi, occhio bello, io ti riconosco anche se non indossi l'uniforme, eri una delle mie più sanguinarie soldatesse. Sempre in prima linea, come si fa a dimenticare una stronza come te? È per questo che ti ho chiamata con l'abbreviazione della cosa che più me lo fa intostare... Vaggie.<br/>'''Vaggie''': A dire il vero si pronuncia "Vagghie".<br/>'''Adamo''': Mhhh... no. Ad ogni modo, hai fatto una grande cazzata. [...] E così la mia Vag-gina detta Vaggie si è messa con la vagina della figlia di Lilith. Evviva l'amore.<br/>'''Lute''': Sì, un amore vile e blasfemo.<br/>'''Adamo''': Cazzutamente sexy. *'''Husk''': Ammetto che "Consenso" è un nome azzeccato per un sexy club.<br/>'''Sir Pentious''': Niffty, ciccia, che stai facendo?<br/>'''Niffty''': Sto scopando. Il pavimento è sporco.<br/>'''Sir Pentious''': Per forza, siamo in un sexy club.<br/>'''Niffty''': Ahhh, mi sembrava che l'Hotel fosse leggermente diverso.<br/>'''Sir Pentious''': Signorina Bomb, io posso offrirle un drink?<br/>'''Cherri Bomb''': Perché? Non siamo arcinemici?<br/>'''Sir Pentious''': Ehm, eh... perché io offro sempre un drink a tutti! *'''Angel Dust''': Beh, dopo questa giornata mi serve un bel drink. Sapete, Val è in fissa per il waterboarding, quel fesso e le sue fisse.<br/>'''Cherri Bomb''': Angel, basta parlare di Val, ti ha già rovinato la giornata, non farti rovinare la serata. {{NDR|gli porge delle pillole}} Ecco, prendi una di queste e ogni preoccupazione svanirà.<br/>'''Husk''': Ecco, ci siamo...<br/>'''Cherri Bomb''': Ohh, evviva, l'ubriacone è sobrio da abbastanza tempo e ci può giudicare.<br/>'''Husk''': Sei tu quello che cerca di andare in Paradiso. Senti, se vuoi mandare a puttane i tuoi progressi prego, fai pure, è che... pensavo fossi meglio di così.<br/>'''Cherri Bomb''': Grazie, gatto guastafeste. Forza Angie, sballiamoci, proprio come ai vecchi tempi.<br/>'''Angel Dust''': Io... non lo so. È stata una lunga giornata e non mi serve strafarmi. {{NDR|Husk sorride}}<br/>'''Cherri Bomb''': Ma dai, stronzetto, se davvero hai lavorato così tanto ti meriti un po' di vero relax, un po' di THC, di PCP con DMT, ah, fanculo, vediamo dove ci sbatte la notte, eh?<br/>'''Angel Dust''': Io... immagino di sì.<br/>'''Sir Pentious''': Cherri, ti ho preso un altro shottino. {{NDR|Cherri lo guarda}} P-perché offro un altro shottino a tutti! Urrà! *'''Sir Pentious''' {{NDR|a Cherri Bomb, nel nightclub}}: Ehi, senti... ho notato che il club ha una sex room. Così, stavo pensando che magari ti andrebbe di, ehm... fare... sesso con me.<br/>'''Cherri Bomb''': Scusa, perché dovresti fare sesso con me?<br/>'''Sir Pentious''': Ehm... eh... Perchè faccio sempre sesso con tutti, io! {{NDR|due demoni lo afferrano e lo trascinano nella sex room}} *'''Valentino''': Troia troietta, Angel Dust? Che cosa ci fai qui, amore? Non hai preso abbastanza cazzi, oggi?<br/>'''Angel Dust''': Spiritoso.<br/>'''Valentino''': {{NDR|riferito a Niffty}} Uh, chi è questa ''chiquita''? Carne fresca per me? {{NDR|Niffty cerca di mordergli il dito}} Ehi!<br/>'''Niffty''': Assaggio la tua ciccia.<br/>'''Valentino''': Ah, mordace, ma il sadomaso tira, si vende bene. ==Episodio 7, ''Ciao Rosie!''== *'''Nifty''': Insomma, dove hai messo le ali?<br/>'''Vaggie''': Niffty, io non ho le ali.<br/>'''Angel Dust''': Io ritengo che il suo problema non sia la mancanza delle ali, piuttosto la mancanza delle tette.<br/>'''Nifty''': Sì, dove hai messo le tette?<br/>'''Vaggie''': Avete altre domande?<br/>'''Husk''': Io ne avrei una. Perché ogni volta che Charlie ha un incontro con il Paradiso, noi finiamo nella merda più merda che mai?<br/>'''Vaggie''': Non è colpa sua. Gli angeli sono-<br/>'''Angel Dust''': Bugiardi?<br/>'''Vaggie''': Complicati. Ma Charlie sta facendo del suo meglio.<br/>'''Husk''': Sì, beh... il suo meglio è di certo il nostro peggio. *'''Alastor''': Oh, Charlie, come ti vedo male, male, ma proprio male.<br/>'''Charlie''': Vattene via, Alastor...<br/>'''Alastor''': Ma insomma, non puoi comportarti così dopo esserti inimicata il Paradiso e aver condannato all'oblio tutti quelli che ami.<br/>'''Charlie''': Senti, sono sufficientemente angosciata senza partecipare al tuo sadico gioco, brutto stronzo.<br/>'''Alastor''': Io non gioco. C'è il tuo pubblico di sotto, i tuoi fan aspettano di sentire che tipo di pirotecnica esperienza hai in serbo per loro.<br/>'''Charlie''': Non ce la faccio, come posso affrontarli dopo averli delusi in questa maniera? Sono venuti da me per trovare la via della salvezza, e hanno trovato solo più dolore. Sono crudele quanto il più crudele dei Signori dell'Inferno. E forse anche di più. Almeno quelli non vanno in giro a dare false speranze.<br/>'''Alastor''': Beh, non mi sarei mai aspettato di vedere un autolesionismo tanto patetico e piagnucoloso.<br/>'''Charlie''': Oh, vaffanculo, Alastor, tu non fai altro che startene lì a sorridere mentre ci guardi cadere e fallire! Come fai a godere così tanto dell'altrui sofferenza?<br/>'''Alastor''': Mia regale ingenuità, tu vedi un sorriso, ma non puoi sapere cosa si cela sotto di esso. Un sorriso è un'arma potentissima e micidiale. Ispira gli amici, costringe i nemici a dubitare e ti dà la garanzia che, qualunque cosa possa capitare, sarai sempre tu ad avere il controllo.<br/>'''Charlie''': Ma io non ce l'ho. Il controllo l'ho completamente perso. La persona a cui ho affidato il mio cuore mi ha mentito per anni, il Paradiso non mi ha concesso nulla, e se anche lo facesse non posso avere prova che l'Hotel funzioni. Adamo ha un esercito esorcista schierato davanti alla mia porta, pronto allo sterminio, e non c'è nulla che io possa fare.<br/>'''Alastor''': Tu non sai una cosina che io so! *'''Vaggie''': Abbiamo un piano basato sulla difesa, dovremo batterci con gli angeli.<br/>'''Husk''': Woah! Ti sei fatta, cazzo?!<br/>'''Vaggie''': Possono essere uccisi.<br/>'''Frank''': La signora del coltello Carmina Caramella ne ha ucciso uno.<br/>'''Vaggie''': Aspetta, tu lo sapevi?<br/>'''Frank''': Oh, sì. Io detto al mio capo un mare di mesi fa.<br/>'''Vaggie''': Pentious!<br/>'''Sir Pentious''': Che c'è? Dicono sempre cazzate! Come potevo sapere che questa non era una cazzata?!<br/>'''Frank''': I conti bancari sono una truffa creata dal governo ombra.<br/>'''Sir Pentious''': Visto? *'''Rosie''': Ma chi hai portato con te? Monello, Alastor, questa è troppo giovane per te! Oh, sto scherzando, immagino che tu possa ancora metterlo in buca!<br/>'''Alastor''': Come, prego? *'''Carmilla Carmine''': Ti sto mostrando i punti deboli della tua tecnica di combattimento. Tecnica di voi angeli sterminatori.<br/>'''Vaggie''': Come hai scoperto che ero un'esorcista? Come?<br/>'''Carmilla Carmine''': Hai una X gigantesca sull'occhio sinistro e impugni una lancia angelica, non serve mica un genio. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} rev9wnvsh99ce0zifjzpyks0i2mjj47 1418928 1418927 2026-07-02T15:49:05Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-37889-35|~2026-37889-35]] ([[User talk:~2026-37889-35|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Der-Wir-Ing|Der-Wir-Ing]] 1418825 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano= Hazbin Hotel |titolooriginale= Hazbin Hotel |paese= Stati Uniti d'America |annoprimatv= 2024 |tipofiction= serie TV |genere= animazione, commedia, drammatico, musicale |stagioni= 1 |episodi= 8 |linguaoriginale= Inglese |ideatore= [[Vivienne Medrano]] |doppiatori originali= *[[Erika Henningsen]]: Charlie Stella del Mattino *[[Stephanie Beatriz]]: Vaggie *[[Blake Roman]]: Angel Dust *[[Amir Talai]]: Alastor *[[Keith David]]: Husk *[[Kimiko Glenn]]: Niffty *[[Alex Brightman]]: Sir Pentious *[[Alex Brightman]]: Adamo *[[Jeremy Jordan]]: Lucifero Stella del Mattino *[[Jessica Vosk]]: Lute *[[Krystina Alabado]]: Cherri Bomb *[[Christian Borle]]: Vox *[[Joel Perez]]: Valentino *[[Lilli Cooper]]: Velvette *[[Daphne Rubin-Vega]]: Carmilla Carmine *[[James Monroe Iglehart]]: Zestial *[[Shoba Narayan]]: Emily *[[Patina Miller]]: Sera *[[Leslie Kritzer]]: Rosie |doppiatoriitaliani= *[[Rossa Caputo]]: Charlie Stella del Mattino *[[Giulia Franceschetti]]: Vaggie *[[Riccardo Suarez]]: Angel Dust *[[Nanni Baldini]]: Alastor *[[Neri Marcorè]]: Husk *[[Sara Ciocca]]: Niffty *[[Edoardo Stoppacciaro]]: Sir Pentious *[[Gabriele Patriarca]]: Adamo *[[Fabrizio Vidale]]: Lucifero Stella del Mattino *[[Valentina Favazza]]: Lute *[[Giuppy Izzo]]: Cherri Bomb *[[Oreste Baldini]]: Vox *[[Giorgio Borghetti]]: Valentino *[[Margherita De Risi]]: Velvette *[[Antonella Baldini]]: Carmilla Carmine (dialoghi) *[[Flavia Astolfi]]: Carmilla Carmine (canto) *[[Marco Manca]]: Zestial *[[Emanuela Ionica]]: Emily *[[Domitilla D'Amico]]: Sera *[[Ilaria Latini]]: Rosie }} '''''Hazbin Hotel''''', serie televisiva statunitense del 2024. ==[[Incipit]]== {{NDR|Storia dell'Inferno narrata da Charlie Stella del Mattino}}<br/>C'era una volta una città radiosa, protetta da cancelli dorati, conosciuta come [[Paradiso]], governata da esseri di pura luce: [[angeli]] che adoravano il bene e lo difendevano in ogni modo dal male. Tra questi angeli c'era [[Lucifero]], un sognatore con luminose idee per il creato. Ma dai vecchi saggi del Paradiso era visto come un provocatore, e consideravano il suo modo di pensare pericoloso per l'ordine paradisiaco. Lucifero restava a guardare mentre gli altri espandevano l'universo a loro piacimento. Dalla polvere della Terra crearono [[Adamo]] e [[Lilith]], pari in tutto in quanto primi del genere umano. Ma Adamo pretendeva il comando. Lilith rifiutava di sottomettersi, fuggì dall'[[Eden]]. Lucifero, attratto dalla fiera indipendenza di lei, la trovò e i due sognatori ribelli si innamorarono perdutamente. Insieme bramavano di condividere la magia del libero arbitrio con l'umanità, e offrirono il frutto della conoscenza alla nuova di Adamo, [[Eva]], che lo accettò con gioia. Ma il dono celava una maledizione: con quell'atto di disobbedienza, il male riuscì a insinuarsi sulla Terra. Con esso, arrivò un regno di oscurità e peccato. L'ordine che il Paradiso aveva difeso fu per sempre infranto. Come punizione per il gesto sconsiderato, il Paradiso gettò Lucifero e la sua amata nella fossa oscura creata dal male. A Lucifero non fu più permesso di vedere il buono nell'umana gente, ma solo la sua crudeltà e malvagità. Confuso, Lucifero perse la sua capacità di sognare. Invece Lilith prosperava, dando forza al genere demoniaco con la sua voce e i suoi canti. E mentre i numeri dell'Inferno crescevano, ne cresceva anche il potere. Il Paradiso considerò questo una minaccia, e prese una decisione spietata: ogni anno avrebbe mandato negli Inferi un esercito per lo sterminio, così l'Inferno e i suoi peccatori non avrebbe mai avuto i numeri e la forza per ribellarsi. Ma la speranza di Lilith non si spense, il suo sogno fu tramandato alla sua preziosa figlia, la principessa dell'Inferno. ==Episodio 1, ''Ouverture''== *{{NDR|spot pubblicitario dell'Hazbin Hotel}} Ciao a te, peccatore perduto. Ti piace il sangue, la violenza e la depravazione di natura sessuale? Ma è ovvio, per questo sei all'Inferno! Ma che ne diresti se io ti dicessi che c'è un posto dove alloggiare che non ha nulla di perverso? Benvenuto all'Hazbin Hotel, una deviata via per la redenzione! Inaugurato cinque giorni fa dalla delirante figlia di Lucifero, Charlie Stella del Mattino! Deponi il tuo destino nelle sue mani inesperte mentre lei cerca di risolvere i suoi irrisolti con papino redimendo te! Qui offriamo giochi giocosi, {{NDR|inquadratura su Husk che sviene ubriaco sul bancone}} un personale attento, solerte e tonico! {{NDR|Niffty arriva e cerca di pugnalare uno scarafaggio con uno spillone}} E disinfestazione cimici H24! Camere con cessi personali e una hall oltremodo trasandata! {{NDR|inquadratura su Angel Dust, che fa il dito medio alla telecamera}} Goditi una conversazione brillante con il nostro ospite, wow! Tutto questo e tanto, dico tanto di più, all'Hazbin Hotel, il tuo ultimo disperato tentativo di redenzione inizia qui. ('''Alastor''') *'''Angel Dust''': Se volete girare uno spot, vi suggerisco di sfruttare il sensuale talento e celebrità che avete proprio qui.<br/>'''Vaggie''': Angel, tu sei una pornostar.<br/>'''Angel Dust''': Star, star del porno. I peccatori più arrapati butteranno giù i muri a randellate per entrare.<br/>'''Vaggie''': Noi un porno come spot non lo giriamo.<br/>'''Angel Dust''': Perché no? Il sesso vende, tira. Filmate me che ci do dentro con il signor "belle parole con la voce radio da paura" e sarete subito inondati da dannati desiderosi di alloggiare in questo strampalato hotel.<br/>'''Alastor''': Ah-ah! Ti piacerebbe, scordatelo!<br/>'''Charlie''': Angel, apprezzo che tu voglia usare le tue... speciali abilità per, uhm, attrarre gente qui, ma... sul serio, io non voglio sfruttarti... abusare di te.<br/>'''Angel Dust''': Oh, ti prego, baby, questo corpo è ''fatto'' per essere sfruttato. Ho le braccia, la resistenza, ho le gambe, ho la capacità polmonare, ho ''le gambe''! I conati di vomito, i buchi, le imbottiture che credono tutti tette... *'''Angel Dust''': Ehi, ho una domanda: se faccia radio sclerata è così potente, allora perché non costringe le anime a rimanere qui?<br/>'''Alastor''': Oh, fidati di me, le costringo!<br/>'''Husk''': Perché credete che io resti qui? Pensate che me ne starei a pulire bottiglie e ad ascoltare voi coglioni che rompete e frignate in eterno se non mi costringesse lui?<br/>'''Niffty''': Io adoro essere costretta!<br/>'''Husk''': Tienilo per te, Niff.<br/>'''Angel Dust''': Micio, non ti piace stare qui con me, baffi miao miao?<br/>'''Husk''': Chiamami ancora "baffi miao miao" e ti ficco la bottiglia in fondo alla gola.<br/>'''Angel Dust''': Erotico! Gola profonda, continua a parlare zozzo! *'''Husk''' {{NDR|recitando con Angel Dust uno spot per l'hotel}}: "Benvenuto all'Hazbin Hotel. Come posso esserle d'aiuto?"<br/>'''Angel Dust''': Sono stato un po' troppo monello, e mi serve un paparino grande e forte per rimettermi al mio posto... sul cammino verso la redenzione.<br/>'''Husk''': "Coraggio, vieni..."<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|simulando un orgasmo}}: Oh, sì! Oh!<br/>'''Husk''': "...nel posto giusto".<br/>'''Vaggie''': Stop. Okay, Angel, serve che tu sia meno arrapante. E Husk, non tenere il copione davanti alla faccia.<br/>'''Husk''': Sono quasi gatto, ma come attore sono un cane totale!<br/>'''Angel Dust''': Potremmo buttarla sull'improvvisazione, gattone. ''Roar''! {{NDR|Husk lo spinge giù dal bancone}}<br/>'''Husk''': Ups. *'''Adamo''': Quindi stavo suonando in questo concerto e per una cazzo di ragione questa gallinella virtuosa aveva una cotta per il batterista. E, insomma, tu lo sai chi sono io? Io sono Adamo, merda, sono il cazzo originale! Tutti i cazzi discendono da me! Pensi di preferire il cazzo del batterista? Nemmeno per sogno! Io sono il cazzuto capo dei cazzi! Comunque, poi me l'ha data, che bella scopata. Tu? Che fai nel weekend?<br/>'''Charlie''': Aspetta, tu ti chiami Adamo? Come il primo uomo Adamo? Ciò significa che tu... ohhh! Questo spiega molte cose.<br/>'''Adamo''': Lo so, cazzo rock'n roll!<br/>'''Charlie''': Beh, Adamo, signore, signor Adamo, signore...<br/>'''Adamo''': Chiamami "Capo dei cazzi".<br/>'''Charlie''': ... Adamo. *'''Katie Killjoy''': Ultima notizia: l'ambasciata del Paradiso ci ha appena comunicato che il prossimo sterminio sarà notevolmente anticipato. Sai che significa, Tom?<br/>'''Tom Trench''': No, che significa, Katie?<br/>'''Katie Killjoy''': Che ce l'hanno messo nel culo con classe! ==Episodio 2, ''La radio ha ucciso la televisione''== *'''Sir Pentious''': Fatti vedere, Alastor! Vieni ad affrontare... {{NDR|lo vede sul balcone dell'hotel}} ah, eccoti qua. Affrontare la mia ira!<br/>'''Alastor''': Chi sei tu?<br/>'''Sir Pentious''': Chi sono io? Chi sono io?! Sono il grande Sir Pentious! Inventore, architetto della distruzione, malvagiamente ''extraordinaire''!<br/>'''Uovino''': Ohh, capo, rompigli il guscio!<br/>'''Niffty''': Uhhh, è un monellaccio!<br/>'''Alastor''': Se fosse vero, avrei sentito parlare di te.<br/>'''Sir Pentious''': Ho già scatenato la mia ira sulla tua anima. Ci siamo battuti almeno... sessantasei volte.<br/>'''Alastor''': Forse la tua ira non era ira, era iruccia.<br/>'''Sir Pentious''': Ora taci! Se vuoi scappa! Dopo che ti avrò ridotto a pezzi, le caleidoscopiche Tre V finalmente riconosceranno che c'è un loro pari quaggiù!<br/>'''Niffty''': Uhhh... oh, chi sono le Tre V?<br/>'''Alastor''': Oh, nessuno di importante. *L'episodio di questa settimana di "Sì, mi sono scopato tua sorella, che c'è?", vi è offerto dalla VoxTek. ('''Spot pubblicitario''') *'''Vox''': Questa sì che è buona televisione! {{NDR|risponde alla videochiamata di Velvette}} Ehi Velvette, Vulvetta, come vai in questa mattinata infernale?<br/>'''Velvette''': Basta con le stronzate, Vox, mi servi quassù, adesso.<br/>'''Vox''': Quale potrà mai essere il tuo problema, Vulvina?<br/>'''Velvette''': Il tuo piccolo toyboy sta distruggendo il mio dipartimento, io sto cercando di mettere su uno show, e...<br/>'''Valentino''' {{NDR|di sottofondo}} Fottuto stronzo!<br/>'''Velvette''': Porta il tuo culo qui, adesso! Dannazione, Valentino! {{NDR|chiude la chiamata}}<br/>'''Vox''': Ah, mannaggia, ci risiamo, Valentino, un altro fottuto giorno con Val. Ehi, ehi, ehi, che vita del cazzo. *{{NDR|Esaminando dei vestiti presentati da alcune sottoposte}} No. Inconcepibile. Sparisci. E questi? Polsi con le balze? È il 1750? Dovevano bruciare con le streghe che li indossavano. ('''Velvette''') *'''Valentino''': Riesci a credere che cosa ha fatto quella cacchetta? Quella troietta ingrata!<br/>'''Vox''': Di che troia stiamo parlando, di grazia?<br/>'''Valentino''': Quello stronzo di Angel Dust, di chi altri sto parlando, cazzo?! {{NDR|Vox indica sé stesso con aria contrariata}} Quella zoccoletta di merda mi ha piantato in asso. A me. L'ho creato io. Senza di me sarebbe un sacco di carne con qualche buco mediamente piacevole.<br/>'''Vox''': Si è licenziato?<br/>'''Valentino''': No, non si è licenziato, è peggio! Ha traslocato! {{NDR|afferra il cellulare di Vox e lo lancia contro il muro}} Crede di poter venire qui, lavorare, e andarsene via a suo piacimento! Riesci a crederci, cazzo?! Se n'è andato a vivere con quell'oca giuliva della figlia di Lucifero.<br/>'''Vox''': Angel vive con la figlia di Lucifero, adesso?<br/>'''Valentino''': Sì! Quella stronza, Chalkie, o Chandler, o, non lo so, un nome da maschio. Ha questo hotel, e... {{NDR|mettendosi in posa con due pistole}} quale di queste mi fa più sexy?<br/>'''Vox''': Che stai facendo, Val? Tu lì non ci vai.<br/>'''Valentino''': Quell'alido frocetto capirà chi è il suo padrone. Mi fotterò tutti in quel merdoso merdaio, lo giuro sul cielo...<br/>'''Vox''' {{NDR|con voce distorta}}: ''Val''! {{NDR|la voce torna normale}} Riflettici bene, il nostro marchio è la classe. Cosa credi farà alla nostra immagine inseguire puttanelle per tutto l'Inferno?<br/>'''Valentino''': Eh... la rovinerà?<br/>'''Vox''': Giusto! Vuoi che la gente dica che non sai controllare i tuoi dipendenti?<br/>'''Valentino''': No.<br/>'''Vox''': Esatto. E ehi, lui è ancora sotto contratto con te, dove cazzo può andare? Perciò, tu dovresti...?<br/>'''Valentino''': ... Non fare un cazzo?<br/>'''Vox''': Grande idea! È per questo che ti pagano un sacco di soldi. *'''Valentino''': Sai, Angel non è l'unico che si intrattiene in quel pulcioso hotel con la ''princessa'' di Satanasso.<br/>'''Vox''': Oh, chi altro c'è lì? Qualcuno che ti deve dei soldi?<br/>'''Valentino''': Qualcuno che ci deve qualcosa di più dei soldi. Il demone della radio è lì. {{NDR|Vox affonda gli artigli nel tavolo}}<br/>'''Vox''': ''Che cosa hai detto?''<br/>'''Valentino''': Quello che ho detto.<br/>'''Vox''': Alastor è tornato... ed è con la figlia di ''Lucifero''... e questa non è la prima cazzo di cosa che mi dici?!<br/>'''Valentino''': Ehi, ammazzare Alastor è la tua fissazione. *'''Alastor''' {{NDR|dopo lo scontro con Sir Pentious}}: Ohibò, necessito dei servigi del mio sarto. Buona fortuna, amici.<br/>'''Vaggie''': Fermo, te ne vai così? Alastor, ci serve il tuo aiuto. Serve che tu finisca il lavoro.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|alludendo alla parete sfondata da Pentious}}: Ehm, ci serve un muro. *'''Vox''' {{NDR|riferito ad Alastor}}: Lo stronzo è tornato!<br/>'''Valentino''': Sì... anch'io lo pensavo andato per sempre.<br/>'''Vox''': Sono passati sette anni!<br/>'''Valentino''': Sei ancora incazzato perché quella volta ti ha quasi battuto?<br/>'''Vox''': Gah, fanculo!<br/>'''Valentino''': Era per dire.<br/>'''Vox''': Ormai tutto è cambiato da quando se n'è andato.<br/>'''Valentino''': Questo è certo.<br/>'''Vox''': Gli darò il bentornato spiegandogli chi comanda su questo creato. *'''Angel Dust''' {{NDR|recitando controvoglia con Sir Pentious un copione scritto da Charlie}}: "Oh, sono un losco figuro che vaga per le strade, manchevole degli abbracci della mamma. Ora, dove posso trovare un ragazzino innocente a cui vendere del crack?". Wow. Chi l'ha scritto?<br/>'''Charlie''': Grande teatro, eh? Continua.<br/>'''Angel Dust''': "Ehi, tu".<br/>'''Sir Pentious''': Uh, ce l'hai con me?<br/>'''Angel Dust''': "Ehi, sembri un ragazzino a cui serve un po' di... forfora del diavolo"? Ma che cazzo?!<br/>'''Sir Pentious''': No, giammai. Io devo andare a fare i compiti, scienze.<br/>'''Angel Dust''': "Dai, ragazzino, la polvere ti farà diventare figo come me... il fattone!".<br/>'''Sir Pentious''': La cosa figa è non considerare la droga una cosa figa. Ora, se vuoi scusarmi, devo andare a non fare sesso prima del matrimonio! *'''Sir Pentious''' {{NDR|dopo essere stato scoperto da Charlie, Angel e Vaggie}}: Agente Pentious richiede un'immediata estrazione!<br/>'''Vox''': Pentious. Complimenti, ti sei fatto beccare... dopo nemmeno un giorno.<br/>'''Sir Pentious''': Ti prego, devi tirarmi fuori da qui!<br/>'''Vox''': Come abbiamo potuto pensare che saresti riuscito in una missione così cretina? Fammi un favore, se non ti ammazzano loro ammazzati da solo, squamato verme imbranato! ==Episodio 3, ''Uova strapazzate''== *'''Vaggie''': E quel marchingegno?<br/>'''Sir Pentious''': Oh, ehilà, livida femmina, la mia ultima invenzione, cioè una "Scorticatrice {{formatnum:11000}}"! Bramo scatenarla sugli altri ospiti dell'Hotel.<br/>'''Charlie''': Cosa? Perché?<br/>'''Sir Pentious''': Tutti sono troppo carini e buoni, un'evidente menzogna per avere l'occasione di uccidermi. Ma quando? Come? Devo essere preparato. *'''Vaggie''': Questi ovetti rotolano ovunque, servi tu per sbarazzarcene.<br/>'''Alastor''': Oh, beh, lo farò con immenso gaudio.<br/>'''Vaggie''': Con umanità.<br/>'''Alastor''': Mh. Beh, gaudiderò comunque. *'''Husk''': Non partecipo a un merdoso spettacolo per questi fessi del cazzo.<br/>'''Angel Dust''': Oh, io sì. Ma con pagamento anticipato. Ahimè, qui qualcuno non può permettersi me.<br/>'''Sir Pentious''': Illuso! Scordatelo, sciocca calì del sesso! *'''Charlie'''{{NDR|durante l'esercizio di fiducia}}: Angel, vuoi essere tu il prossimo?<br/>'''Angel Dust''': Vaaado...<br/>'''Vaggie''': Però stavolta dovete afferrarlo tutti, chi non lo afferra lo afferro io per le palle.<br/>'''Angel Dust''': Beh, allora mi confesso, eh? Andiamo al sodo, al duro. Io adoro succhiare...<br/>'''Husk''': Mi gioco il cazzo che dici "uccelli"!<br/>'''Angel Dust''': Ghiaccioli! Pervertito! Frena la tua felina fantasia provinciale! {{NDR|si lascia cadere tra le braccia di Husk}} Ma in fondo, anche gli uccelli. {{NDR|Husk lo lascia cadere}} *A volte sevizio le mamme cimici davanti ai piccoli come monito per tutti. ('''Niffty''') *'''Carmilla''': Alastor?<br/>'''Alastor''': Sì, lo so, mi sono fatto molto desiderare, so che voi tutti vi chiedete il perché.<br/>'''Carmilla''': Neanche un po'. Comunque, bentornato. ==Episodio 4, ''Messinscena''== *{{NDR|Estratto da un film porno di Angel Dust}}<br/>'''Attore''': Finalmente sveglio, Angel Dust?<br/>'''Angel Dust''': Sì... vuoi portarmi il caffè?<br/>'''Attore''': Devi subito dirmi dove il tuo capo nasconde la cassaforte.<br/>'''Angel Dust''': Sei un illuso se speri di ottenere da me qualcosa.<br/>'''Attore''': Illuso?! Allora dovrò scoparti a sangue fino a quando non mi dirai dov'è la cassaforte!<br/>'''Angel Dust''': Fai del tuo peggio... ''paparino''. *'''Angel Dust''': Non è la giornata del "mostra e racconta"? Io vi mostro il mio film migliore, e vi racconto di come ho vinto su quella cagnetta stronzetta cozzetta di Tiffany Tuttatette!<br/>'''Husk''': A dire il vero, secondo me la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti.<br/>'''Angel Dust''': Esimia testina di cazzo, chi ti dà il diritto di insultare il mio fottuto, nobile e antico lavoro?<br/>'''Husk''': Ci vuoi far credere che non sai di aver recitato in una mega troiata?<br/>'''Angel Dust''': Vaffanculo. {{NDR|riferendosi al suo film}} Questa è arte pura!<br/>'''Husk''': Sei ipocrita, ti ubriachi e te ne lamenti ogni infernale giorno. A tutti piace confessarsi col barista. Ormai io so tutto di te e di questi poveri figli di troia. {{NDR|riferito a Sir Pentious}} Quello lì è un buffone insicuro che si sente solo e vi striscia vicino al letto per guardarvi dormire. La principessa, una buonista che vuole risolvere i problemi altrui non potendo risolvere i suoi.<br/>'''Charlie''': Cosa? No! Io- cosa? No!<br/>'''Husk''' {{NDR|riferito a Vaggie}}: Occhio di lince, qui? Giudica tutti perché odia sé stessa. Niffty? Eh... non conviene a nessuno sapere che problemi ha.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|ridendo}}: Sei proprio arruffato! {{NDR|con fare sensuale}} Wow. Il gattino ha gli artigli. ''Miao''.<br/>'''Husk''': Taci tu! Non farmi parlare. So benissimo chi sei e, nonostante le tue stronze manfrine, so quanto sei falso.<br/>'''Angel Dust''': Io, falso? Wow. No, caro, io non sono falso. Recito il copione della vita, come un vero attore. *'''Angel Dust''': Sembra che Valentino pretenda la mia presenza per una ripresa d'emergenza.<br/>'''Husk''': Uh-uh. Come no.<br/>'''Angel Dust''': Ad ogni modo, vaffanculo. Me ne sbatto il cazzo di quello che un peloso barista ubriacone pensa di me. Quindi torna nella lettiera di merda da cui provieni, critico del porno. *'''Valentino''' {{NDR|riferendosi alle riprese di un film porno}}: Angel, perché cazzo vi siete fermati?<br/>'''Angel Dust''': Io... vengo.<br/>'''Valentino''': Non fuori campo, no! *'''Valentino''': Vostra maestà, benvenuta nella mia umile dimora del sesso estremo. Posso salutarvi umidamente? {{NDR|lecca il braccio di Charlie}}<br/>'''Charlie''': Uh.. no, grazie, no.<br/>'''Valentino''': Ma che gran pezzo di... posso offrirvi una porca parte? Potrei fare di voi una pornostar. Così diverremmo più ricchi di, beh... del vostro ''papito''-<br/>'''Charlie''': Cazzo, no! *'''Valentino''': Angel, vorrei verbalizzare con te nel tuo camerino. {{NDR|lui e Angel entrano nel camerino}}<br/>'''Angel Dust''': Io non sapevo nulla... {{NDR|Valentino lo schiaffeggia}} Val, io-<br/>'''Valentino''' {{NDR|afferrando aggressivamente Angel}}: Tu credi davvero di poter far venire qui come avvocato la mocciosa di Lucifero?<br/>'''Angel Dust''': No, Val, ti prego! Mi dispiace che lei...<br/>'''Valentino''': L'hai portata qui per proteggerti? Per farmi fottere? {{NDR|usa il fumo per immobilizzare Angel e lo sbatte sul divano}}<br/>'''Angel Dust''': Val, fermo!<br/>'''Valentino''': Credi che lei possa sollevarti dal lavoro?<br/>'''Angel Dust''': No! No, non è quello che sto cercando di fare, no! No... {{NDR|Valentino lo scaraventa dall'altra parte della stanza}}<br/>'''Valentino''': Sai che non può fare nulla. {{NDR|con il fumo crea un guinzaglio al collo di Angel e manifesta il suo contratto dell'anima}} Io ti possiedo, o l'hai dimenticato?<br/>'''Angel Dust''': No.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico "vieni" tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Valentino.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico di scoparti venti stalloni prima di pranzo, tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Valentino.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico che devi far sparire quella fottuta troietta giuliva dal mio cazzo di set, tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Ah, io-<br/>'''Valentino''': ''Tu dici''?<br/>'''Angel Dust''': Senti, Val, è solo che lei trova entusiasmante ogni cosa. Io le dirò di andarsene. Ma non farle del male...<br/>'''Valentino''': Ho sventrato delle puttanelle per molto meno senza pensarci un attimo, sei fortunato che mi fai fare soldi. Ora ti sbarazzerai di lei e poi ti farai sbattere per tutta la notte, chiaro?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Val.<br/>'''Valentino''': Bravo. *'''Husk''': Non sapevo fosse una serata "bevo per dimenticare".<br/>'''Angel Dust''': Oh, mi ero dimenticato che sei il barista filosofo, il saggio che conosce ogni cosa. Scendi dalla cattedra del cazzo e versa un vero drink.<br/>'''Husk''': Senti, se hai un problema non troverai la risposta sul fondo di una bottiglia. Io lo so, l'ho cercata lì a lungo. *'''Husk''' {{NDR|dopo aver respinto le aggressive avances sessuali di Angel}}: Finiscila con la recita, con me non attacca. Riesci solo a fare la figura dello stronzo con queste puttanate da falso.<br/>'''Angel Dust''': Chiamami falso un'altra volta, stronzetto! Ti sfido.<br/>'''Husk''': Falso.<br/>'''Angel Dust''': Sei un vero stronzo- {{NDR|cerca di alzarsi, ma sbatte la testa e cade a terra}}<br/>'''Husk''': Sei caduto?<br/>'''Angel Dust''': Sappi una cosa: tu saresti fottutamente fortunato a scoparti una star come me! Ma lo sai quanto costo? Sai quanti ucciderebbero per avere Angel Dust che gli viene addosso? Fanculo! Continua a fare il gatto solitario del cazzo. *'''Vaggie''': Accipicchia, sembra che qualcuno debba seguirlo. Qualcuno di nome Husk!<br/>'''Husk''': Oh, mi prendi per il culo? Perché non lo fai tu, visto che sei così preoccupata?<br/>'''Vaggie''': Perché non sono io quella che l'ha fatto uscire isterico da qui. Tu lo hai provocato e tu lo riporti.<br/>'''Charlie''': No! No. Non costringerlo a tornare. Solo, assicurati che non si metta nei guai. Oggi ho provato a insistere, ma purtroppo ho peggiorato le cose. Tornerà quando sarà pronto, facciamo solo in modo che nel frattempo non gli capiti qualcosa di brutto. *{{NDR|dopo che Husk ha salvato Angel da un gruppo di malavitosi che hanno cercato di drogarlo}}<br/>'''Husk''': Lo stronzo dentato ti ha drogato il drink.<br/>'''Angel Dust''': E secondo te non avevo capito che quel drink era drogato? Mi succede ogni cazzo di volta.<br/>'''Husk''':Lasci che ti droghino ogni cazzo di volta?!<br/>'''Angel Dust''': Credi che lo abbia chiesto io? Io non ho chiesto questa cazzo di dannazione! Non ho chiesto nulla, non ho chiesto che Charlie mi salvasse, non ho chiesto che tu mi salvassi. Posso badare a me stesso.<br/>'''Husk''': Sicuro? Perché ti ho visto letteralmente autodistruggerti. Io dico che forse... ecco non so... ti può essere utile un barista con cui parlare.<br/>'''Angel Dust''': Oh, quindi adesso mi vuoi far credere che ti importa qualcosa di me? Dopo che mi hai trattato di merda, pensi che mi aprirò con te? Ti prego. {{NDR|inizia ad andarsene}}<br/>'''Husk''': Magari ti tratterei meglio se non recitassi, se ti facessi vedere come sei davvero, non soltanto con quella falsa maschera. Ascolta, a nessuno in quell'hotel importa della tua fama. Se sei un divo, una pornostar. Quindi tanto vale che la smetti con la recita.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|si gira in lacrime, sconvolgendo Husk}}: ''Non è una recita''! Non ho altra scelta. E questo... questo è il mio modo per evadere! Dove posso dimenticare tutto, quanto odio... me stesso. Un posto in cui posso strafarmi e non dover pensare a quanto faccia male. E magari... se riesco a rovinarmi abbastanza nel frattempo... se finirò per annullarmi... non sarò più il suo giocattolo preferito {{NDR|di Valentino}}. E magari mi lascerà libero.<br/>'''Husk''' {{NDR|dispiaciuto, si siede accanto ad Angel}}: Ero un Signore Supremo un tempo. Sì. E... era bello avere quel potere. {{NDR|dei flashback mostrano come è arrivato a vendere la sua anima ad Alastor}} Ma quando sei un trafficante d'anime e sei anche un giocatore d'azzardo, la posta diventa troppo alta. E perdere una mano di troppo diventa davvero pericoloso. Così, quando la fortuna ti volta le spalle, ti aggrappi a tutto pur di restare a galla, arrivi a stringere patti, svendendoti. Quindi so cosa si prova a pentirsi delle scelte fatte e... sapere che non si può tornare indietro. *'''Husk''' {{NDR|dopo che lui e Angel hanno massacrato dei malavitosi}}: Beh... è una cosa che non mi aspettavo di vedere.<br/>'''Angel Dust''': Come ho detto, tu non mi conosci. Non sono bravo solo col sesso.<br/>'''Husk''': Buono a sapersi. Perché questo tuo aspetto mi piace tanto. ==Episodio 5, ''Papà batte papà''== *'''Husk''': Qual è il problema? Complesso paterno?<br/>'''Charlie''': No, è che non siamo stati tanto insieme. Dopo che lui e la mamma si sono separati, non si è mai affannato per vedermi. Ogni tanto mi chiama, ma soltanto quando si annoia o se gli serve un favore.<br/>'''Husk''': Complesso paterno. *{{NDR|scena di introduzione di Lucifero, da solo in una stanza piena di papere di gomma}} È giunta l'ora. Con le mie mani, ho appena creato... la super ultra mega papera salterina! Che sputa fuoco! Niente applausi, trattenetevi, prego. Oh, grazie... ma no, cazzo! Ho preso una papera! {{NDR|il telefono inizia a squillare}} Figlia? Figlia? Figlia che chiama?! Oh! Uh, ehm, "Pronto? Charlie? Eh-eh-ehi, Cha-Cha-Cha"- no, no, così non va. È la prima volta che mi chiama da anni... sii carino ed elegante. {{NDR|risponde al telefono}} Ciao, puttanella! ('''Lucifero''') *'''Charlie''': Ti prego, vieni solo a vedere che sto cercando di fare, e così capirai che si tratta di una bellissima idea e in Paradiso non avranno obiezioni se avrò modo di spiegarlo. Ti prego, papà.<br/>'''Lucifero''': Aspetta. Tu stai invitando il tuo papino?! Sto arrivando! Ah-ah, sarò lì tra un'ora! {{NDR|riattacca}} Mia figlia vuole vedere me! Beccati questa, depressione! *'''Lucifero''': E tu sei?<br/>'''Alastor''': Alastor, piacere di fare la sua conoscenza, e che gioia! È bello dare finalmente un volto al suo nome, lei è decisamente più basso dal vivo.<br/>'''Lucifero''': Questo chi è? Chi è questo? Tu sei il facchino?<br/>'''Alastor''': Ahah, no! Io sono il frontman dell'Hotel, forse mi avrà ascoltato nel mio programma alla radio.<br/>'''Lucifero''': Mhh, no. Infatti Charlie ha scelto "è stato" come nome "Hazbin Hotel",<ref>In inglese, "Hazbin" si traduce come "è stato".</ref> ah-ah-ah!<br/>'''Alastor''': Ah-ah-ah! In effetti è stata una mia idea.<br/>'''Lucifero''': Ah-ah-ah! Beh, è un'idea stupida!<br/>'''Alastor''': Ah-ah-ah! ''Fanculo''. *'''Charlie''': Lei è Vaggie, la mia ragazza.<br/>'''Lucifero''': Oh-oh, porco diavolo! Ti piacciono le ragazze, anche a me! Abbiamo così tanto in comune! *'''Angel Dust''': Allora, tu e Alastor siete tipo cosa, amici?<br/>'''Mimzy''': Beh, questo lo hai detto tu, non certo io, ma ci può stare. Perché così sorpreso?<br/>'''Angel Dust''': Beh, solo che non sapevo che ne avesse. È qui da un po', ma è ancora un grande, sinistro mistero. Che tipo è?<br/>'''Mimzy''': Lo sai quello che si dice in giro. È apparso all'Inferno all'improvviso, facendo subito scalpore per la sua sfrontatezza e per la sua arroganza. All'inizio volevano del tutto ignorarlo, ma presto i Signori Supremi cominciarono a sparire. E non erano arcidiavoli di poca importanza, sto parlando di arci-arci diavoli. Nessuno sapeva cosa fosse successo loro fino a quando non iniziarono ad andare in onda quelle strani trasmissioni radio. Si sentivano solo urla. Ogni volta che un Signore Supremo spariva, una nuova voce urlava disperata in quella trasmissione radio. Poi un giorno Alastor si è rivelato come il Demone della Radio, mettendo in guardia e minacciando chiunque gli fosse stato avverso. Beh, diciamo che alle sue trasmissioni partecipavano sempre voci nuove. Questa è la storia che tutti più o meno conoscono, ma, sotto sotto... lui è un grande tenerone, un po' di musica jazz, un dito di whisky e diventa un coniglietto. *'''Alastor''': Che cosa c'è?<br/>'''Husk''': Mimzy si presenta solo quando le serve qualcosa. La stronza si sarà cacciata nei guai e avrà rotto il cazzo a un demone per venire di corsa da te.<br/>'''Alastor''': Niente che io non possa gestire, tranquillo Huskuccio. Dovrebbe essere impazzita per imbrogliare me.<br/>'''Husk''': Insomma, tu sei sparito per un bel po'... e nessuno di noi sa il perché.<br/>'''Alastor''': Nessuno di voi deve saperlo, micio micione, non affaticare il testone.<br/>'''Husk''': Sei il padrone della mia anima, ma non sono il tuo animaletto del cazzo.<br/>'''Alastor''': Mh-mh, altroché! Ah-ah!<br/>'''Husk''': Paroloni per qualcuno che è al guinzaglio quanto me. {{NDR|Alastor assume la sua forma demoniaca completa}}<br/>'''Alastor''': Ahah... che cosa hai detto?<br/>'''Husk''' {{NDR|una catena appare al collo di Husk e lo trascina a terra}}: Cazzo! No, niente, io, eh...<br/>'''Alastor''': Sei avvisato, non ripeterlo. O ti farò a pezzi l'anima e manderò in onda le tue urla come monito per ogni altro stronzo irrispettoso che osa dubitare di me, dimmi che hai capito.<br/>'''Husk''' {{NDR|tremando}}: Capito.<br/>'''Alastor''' {{NDR|torna normale}}: Adorabile. Bella chiacchierata, vecchio mio, sempre bello confrontarsi. *{{NDR|mentre degli squali malavitosi stanno assalendo l'Hotel}} Io forse potrei avere dei problemi con degli squali, forse devo a quei cani-pesce un cinquantamila. E forse potrei aver rubato un'auto. E averla schiantata. Investendo la ragazza dello squalaccio, ma quella troia se lo meritava! ('''Mimzy''') ==Episodio 6, ''Benvenute in Paradiso''== *'''Niffty''': Sembri sfondato, mi sbaglio?<br/>'''Angel Dust''': La giusta domanda è "chi" mi ha sfondato, e la risposta è tutti. Due volte! *'''San Pietro''': Salve, benvenuti in Paradiso! Favorite i vostri nomi, prego.<br/>'''Charlie''': Oh, ehm, Charlie Stella del Mattino.<br/>'''San Pietro''': Charlie Stella del Mattino. Mh, okay, cha-cha-cha-cha-cha... non c'è sulla mia lista. Già. È strano.<br/>'''Charlie''': Ehm, mio padre ha organizzato questo incontro.<br/>'''San Pietro''': Tuo padre, okay.<br/>'''Charlie''': Prova con Lucifero... Stella... del Mattino.<br/>'''San Pietro''': Ohhh, cazzo! Sì! Apperò, che roba. Sicura di essere nel posto giusto? Non è che ti sei persa? *'''Adamo''': Forse hai disertato il tuo esercito, hai scelto la carriera da solista, anzi, è meglio definirlo un... duetto!<br/>'''Vaggie''': Non so di cosa tu stia parlando.<br/>'''Adamo''': Ehi, occhio bello, io ti riconosco anche se non indossi l'uniforme, eri una delle mie più sanguinarie soldatesse. Sempre in prima linea, come si fa a dimenticare una stronza come te? È per questo che ti ho chiamata con l'abbreviazione della cosa che più me lo fa intostare... Vaggie.<br/>'''Vaggie''': A dire il vero si pronuncia "Vagghie".<br/>'''Adamo''': Mhhh... no. Ad ogni modo, hai fatto una grande cazzata. [...] E così la mia Vag-gina detta Vaggie si è messa con la vagina della figlia di Lilith. Evviva l'amore.<br/>'''Lute''': Sì, un amore vile e blasfemo.<br/>'''Adamo''': Cazzutamente sexy. *'''Husk''': Ammetto che "Consenso" è un nome azzeccato per un sexy club.<br/>'''Sir Pentious''': Niffty, ciccia, che stai facendo?<br/>'''Niffty''': Sto scopando. Il pavimento è sporco.<br/>'''Sir Pentious''': Per forza, siamo in un sexy club.<br/>'''Niffty''': Ahhh, mi sembrava che l'Hotel fosse leggermente diverso.<br/>'''Sir Pentious''': Signorina Bomb, io posso offrirle un drink?<br/>'''Cherri Bomb''': Perché? Non siamo arcinemici?<br/>'''Sir Pentious''': Ehm, eh... perché io offro sempre un drink a tutti! *'''Angel Dust''': Beh, dopo questa giornata mi serve un bel drink. Sapete, Val è in fissa per il waterboarding, quel fesso e le sue fisse.<br/>'''Cherri Bomb''': Angel, basta parlare di Val, ti ha già rovinato la giornata, non farti rovinare la serata. {{NDR|gli porge delle pillole}} Ecco, prendi una di queste e ogni preoccupazione svanirà.<br/>'''Husk''': Ecco, ci siamo...<br/>'''Cherri Bomb''': Ohh, evviva, l'ubriacone è sobrio da abbastanza tempo e ci può giudicare.<br/>'''Husk''': Sei tu quello che cerca di andare in Paradiso. Senti, se vuoi mandare a puttane i tuoi progressi prego, fai pure, è che... pensavo fossi meglio di così.<br/>'''Cherri Bomb''': Grazie, gatto guastafeste. Forza Angie, sballiamoci, proprio come ai vecchi tempi.<br/>'''Angel Dust''': Io... non lo so. È stata una lunga giornata e non mi serve strafarmi. {{NDR|Husk sorride}}<br/>'''Cherri Bomb''': Ma dai, stronzetto, se davvero hai lavorato così tanto ti meriti un po' di vero relax, un po' di THC, di PCP con DMT, ah, fanculo, vediamo dove ci sbatte la notte, eh?<br/>'''Angel Dust''': Io... immagino di sì.<br/>'''Sir Pentious''': Cherri, ti ho preso un altro shottino. {{NDR|Cherri lo guarda}} P-perché offro un altro shottino a tutti! Urrà! *'''Sir Pentious''' {{NDR|a Cherri Bomb, nel nightclub}}: Ehi, senti... ho notato che il club ha una sex room. Così, stavo pensando che magari ti andrebbe di, ehm... fare... sesso con me.<br/>'''Cherri Bomb''': Scusa, perché dovresti fare sesso con me?<br/>'''Sir Pentious''': Ehm... eh... Perchè faccio sempre sesso con tutti, io! {{NDR|due demoni lo afferrano e lo trascinano nella sex room}} *'''Valentino''': Troia troietta, Angel Dust? Che cosa ci fai qui, amore? Non hai preso abbastanza cazzi, oggi?<br/>'''Angel Dust''': Spiritoso.<br/>'''Valentino''': {{NDR|riferito a Niffty}} Uh, chi è questa ''chiquita''? Carne fresca per me? {{NDR|Niffty cerca di mordergli il dito}} Ehi!<br/>'''Niffty''': Assaggio la tua ciccia.<br/>'''Valentino''': Ah, mordace, ma il sadomaso tira, si vende bene. ==Episodio 7, ''Ciao Rosie!''== *'''Nifty''': Insomma, dove hai messo le ali?<br/>'''Vaggie''': Niffty, io non ho le ali.<br/>'''Angel Dust''': Io ritengo che il suo problema non sia la mancanza delle ali, piuttosto la mancanza delle tette.<br/>'''Nifty''': Sì, dove hai messo le tette?<br/>'''Vaggie''': Avete altre domande?<br/>'''Husk''': Io ne avrei una. Perché ogni volta che Charlie ha un incontro con il Paradiso, noi finiamo nella merda più merda che mai?<br/>'''Vaggie''': Non è colpa sua. Gli angeli sono-<br/>'''Angel Dust''': Bugiardi?<br/>'''Vaggie''': Complicati. Ma Charlie sta facendo del suo meglio.<br/>'''Husk''': Sì, beh... il suo meglio è di certo il nostro peggio. *'''Alastor''': Oh, Charlie, come ti vedo male, male, ma proprio male.<br/>'''Charlie''': Vattene via, Alastor...<br/>'''Alastor''': Ma insomma, non puoi comportarti così dopo esserti inimicata il Paradiso e aver condannato all'oblio tutti quelli che ami.<br/>'''Charlie''': Senti, sono sufficientemente angosciata senza partecipare al tuo sadico gioco, brutto stronzo.<br/>'''Alastor''': Io non gioco. C'è il tuo pubblico di sotto, i tuoi fan aspettano di sentire che tipo di pirotecnica esperienza hai in serbo per loro.<br/>'''Charlie''': Non ce la faccio, come posso affrontarli dopo averli delusi in questa maniera? Sono venuti da me per trovare la via della salvezza, e hanno trovato solo più dolore. Sono crudele quanto il più crudele dei Signori dell'Inferno. E forse anche di più. Almeno quelli non vanno in giro a dare false speranze.<br/>'''Alastor''': Beh, non mi sarei mai aspettato di vedere un autolesionismo tanto patetico e piagnucoloso.<br/>'''Charlie''': Oh, vaffanculo, Alastor, tu non fai altro che startene lì a sorridere mentre ci guardi cadere e fallire! Come fai a godere così tanto dell'altrui sofferenza?<br/>'''Alastor''': Mia regale ingenuità, tu vedi un sorriso, ma non puoi sapere cosa si cela sotto di esso. Un sorriso è un'arma potentissima e micidiale. Ispira gli amici, costringe i nemici a dubitare e ti dà la garanzia che, qualunque cosa possa capitare, sarai sempre tu ad avere il controllo.<br/>'''Charlie''': Ma io non ce l'ho. Il controllo l'ho completamente perso. La persona a cui ho affidato il mio cuore mi ha mentito per anni, il Paradiso non mi ha concesso nulla, e se anche lo facesse non posso avere prova che l'Hotel funzioni. Adamo ha un esercito esorcista schierato davanti alla mia porta, pronto allo sterminio, e non c'è nulla che io possa fare.<br/>'''Alastor''': Tu non sai una cosina che io so! *'''Vaggie''': Abbiamo un piano basato sulla difesa, dovremo batterci con gli angeli.<br/>'''Husk''': Woah! Ti sei fatta, cazzo?!<br/>'''Vaggie''': Possono essere uccisi.<br/>'''Frank''': La signora del coltello Carmina Caramella ne ha ucciso uno.<br/>'''Vaggie''': Aspetta, tu lo sapevi?<br/>'''Frank''': Oh, sì. Io detto al mio capo un mare di mesi fa.<br/>'''Vaggie''': Pentious!<br/>'''Sir Pentious''': Che c'è? Dicono sempre cazzate! Come potevo sapere che questa non era una cazzata?!<br/>'''Frank''': I conti bancari sono una truffa creata dal governo ombra.<br/>'''Sir Pentious''': Visto? *'''Rosie''': Ma chi hai portato con te? Monello, Alastor, questa è troppo giovane per te! Oh, sto scherzando, immagino che tu possa ancora metterlo in buca!<br/>'''Alastor''': Come, prego? *'''Carmilla Carmine''': Ti sto mostrando i punti deboli della tua tecnica di combattimento. Tecnica di voi angeli sterminatori.<br/>'''Vaggie''': Come hai scoperto che ero un'esorcista? Come?<br/>'''Carmilla Carmine''': Hai una X gigantesca sull'occhio sinistro e impugni una lancia angelica, non serve mica un genio. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} jqzxxswmherlz7kptux527cyu643iie Boog & Elliot - A caccia di amici 0 213135 1418960 1400665 2026-07-02T23:16:04Z ~2026-37621-30 107654 /* Frasi */ 1418960 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Boog & Elliot - A caccia di amici |immagine= Open season logo (transparent background).png |titolooriginale= Open Season |linguaoriginale= inglese |paese= USA |anno= 2006 |genere= animazione, avventura, commedia |regista= Roger Allers, Jill Culton, Anthony Stacchi |soggetto= Steve Moore, John B. Carls, Jill Culton, Anthony Stacchi |sceneggiatore= Steve Bencich, Ron J. Friedman, Nat Mauldin |produttore= Michelle Murdocca |doppiatorioriginali = *[[Martin Lawrence]]: Boog *[[Ashton Kutcher]]: Elliot *[[Gary Sinise]]: Shaw *[[Debra Messing]]: Beth *[[Billy Connolly]]: McSquizzy *[[Georgia Engel]]: Bobbie *[[Jon Favreau]]: Reilly *[[Jane Krakowski]]: Giselle *[[Gordon Tootoosis]]: Gordy *[[Patrick Warburton]]: Ian *[[Cody Cameron]]: Wurstellini (''Mr. Weenie'') *[[Nika Futterman]]: Lucy (''Rosie'') *[[Danny Mann]]: Serge *[[Jack McGee]]: cacciatore *Michelle Morducca: Maria *[[Fergal Reilly]]: O'Toole *[[Matthew W. Taylor]]: Amichetto (''Buddy''), Deni |doppiatoriitaliani = *[[Pino Insegno]]: Boog *[[Francesco Pezzulli]]: Elliot *[[Paolo Buglioni]]: Shaw *[[Francesca Fiorentini]]: Beth *[[Giorgio Lopez]]: McSquizzy *[[Antonella Giannini]]: Bobbie *[[Roberto Stocchi]]: Reilly *[[Roberta Greganti]]: Giselle *[[Renato Mori]]: Gordy *[[Alessandro Rossi]]: Ian *[[Fabrizio Vidale]]: Wurstellini (''Mr. Weenie'') *[[Monica Migliori]]: Lucy (''Rosie'') *[[Andrea Mete]]: Serge, Amichetto (''Buddy'') *[[Mauro Magliozzi]]: cacciatore *[[Ambrogio Colombo]]: O'Toole }} '''''Boog & Elliot - A caccia di amici''''', film d'animazione statunitense del 2006, regia di Roger Allers, Jill Culton e Anthony Stacchi. ==Frasi== {{cronologico}} *Sono un uni-cornuto, non guardarmi, non guardarmi, sono orribile, sono un mostro! ('''Elliot''') {{NDR|quando Boog gli fa notare che Shaw gli ha rotto un corno}} *Senti, piccola scout, {{NDR|Beth}} sono solo stupidi animali, io non faccio che rispettare l'ordine naturale: l'uomo in cima e gli animali ai suoi piedi! Però il tuo orso... beh certo il tuo orso... è speciale: il suo posto è... un po' in mezzo, diciamo... tra due fette di pane... affogate nella salsa! ('''Shaw''') *''Se tu girando in foresta andrai | una gran sorpresa avrai | se tu girando in foresta andrai | travestirti dovrai | perché ogni orso del mondo inter | accorrerà in foresta inver | oggi è il dì | che gli orsi fa lì | un picnic.'' ('''Beth''') {{NDR|[[Canzoni dai film|canticchiando]]}} *Mi sto beccando un colpo di sole [...] oppure potremmo dire un cul...po di sole. ('''Elliot''') {{NDR|si sta scottando il sedere}} *La [[caccia]] si apre fra pochi giorni: magari uno dei cacciatori ti darà un passaggio... sul cofano del furgoncino! ('''Elliot''') *Spero che non sia troppo tardi: sono stati qui tutta la notte. Un orso {{NDR|Boog}} e un cervo {{NDR|Elliot}} che fanno comunella. Dove arriverà questo complotto? Quali altri animali saranno coinvolti? Dio benedica l'[[America]]! Spero che l'aquila non abbia cambiato bandiera! ('''Shaw''') *Che pace che c'è qui vero Bob? Oh, hai ragione: non guastiamo la bellezza di questo momento con chiacchiere inutili. Certe persone sono capaci di non chiudere bocca finché le [[querce]] non fanno limoni. Ma le querce non fanno già la legna! E poi come si fa una spremuta di quercia? ('''Bobbie''') *Ok, forestologia elementare. Questi grossi cosi fatti di legno si chiamano alberi, le roccione si chiamano montagne e le piccole roccette sono loro figlie. ('''Elliot''') *È come andare in bicicletta, solo... c'è un buco nella sella! ('''Elliot''') {{NDR|a Boog, che deve andare in bagno nella foresta}} *Voi due siete fatti l'uno per l'altro: tu {{NDR|Elliot}} sei un perdente e tu {{NDR|Boog}} sei un per-più-dente! ('''Ian''') *''C'era una volta un magico elfo | in un albero nell'arcobalen | viveva sotto un nano blu {{sic|floutolento}} | che doveva sempre fare pipì | un giorno l'elfo non ne poté più | e bussò alla porta del nano blu | e pensate un po' | di colpo si sono sposati!'' ('''Elliot''') {{NDR|[[Canzoni dai film|canticchiando]]}} *È come pescare e andare a caccia allo stesso tempo! ('''Shaw''') {{NDR|mentre dà la caccia a Boog ed Elliot in un fiume in piena}} *Qualcuno ha mangiato il mio dolcetto, qualcuno si è seduto sulla mia sedia. Qualcuno non ha tirato la catena! {{NDR|lo sciacquone del WC}} E quel qualcuno {{NDR|Boog}} è ancora qui! Vuoi riprenderti il tuo orsetto, {{NDR|si riferisce a Dinkleman, l'orsacchiotto di Boog}} [[Biancaneve]]? Un-due-tre! Chi è fuori è fuori, chi è dentro è dentro! ('''Shaw''') *Coraggio Pina, diamo la buonanotte a questo orsacchiotto ('''Shaw''') {{NDR|quando sta per sparare a Boog}} *Ero tanto preoccupata! Ti riporto via con me! Vieni, torniamo a [[casa]]! {{NDR|Boog si dirige tristemente verso l'elicottero, mentre Elliot è deluso a vedere l'amico partire}} Vieni, Boog: andiamo a casa! {{NDR|Boog sta lì e consegna Dinkleman a Beth}} Boog! {{NDR|l'orso sorride a Beth e si volta verso il bosco, da cui escono Elliot e gli altri animali}} Oh, sei già a casa, sono tanto fiera di te! ('''Beth''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *{{NDR|Dopo che Boog ed Elliot hanno distrutto un minimarket, Gordy ha cercato di convincere Beth a liberare l'orso nella foresta}}<br>'''Beth''': Un'ultima estate, non ti chiedo altro: solo un'estate. Perfetto! Visto? Sono ragionevole! Grazie!<br>'''Gordy''': Se lo vuoi sapere, più tempo aspetti, più difficile sarà per lui adattarsi!<br>'''Beth''': Ah, sono sicura che... almeno credo che...<br>'''Gordy''': E più difficile sarà per te lasciarlo andare! *'''Bobbie''' {{NDR|beve del caffè}}: Questo non è [[decaffeinato]]! Lo sai che effetto mi fa la [[caffeina]]? Mi fa parlare a raffica: non prenderei più fiato per tutto il viaggio! {{NDR|Getta il caffè in un cassonetto dell'immondizia}} [...] <br>'''Elliot''' {{NDR|sorseggia il caffè}}: Bleah! Bleah! {{NDR|Parlando velocemente}} È terribile e meraviglioso allo stesso tempo: è libertà in tazza! *{{NDR|Mentre Boog sta espletando i bisogni fisiologici su un tronco arrivano due puzzole}}<br>'''Maria''': E che vuo fa' sopra casa mia?<br>'''Boog''': Questa è casa tua? Oh, io non lo sapevo!<br>'''Lucy''': Magari va meglio ora!<br>'''Maria''': Non ho capito buona: che cosa hai detto Lucy?<br>'''Lucy''': Nulla! Perché tu sei così suscettibile?<br>'''Elliot''': Boogie-woogie qual è il tuo problema?<br>'''Maria''': Stetta' accorta a quello che esce dalla bocca, o ti metterai nei guai seri, piccerilla!<br>'''Lucy''': Sei solo gelosa perché non t'hai un uomo.<br>'''Boog''': Non lo so, una lite tra femmine! Elliot, che cosa faccio?<br>'''Elliot''': È facile: devi marcare il tuo territorio: fagli vedere chi comanda!<br>'''Boog''': Ecco ragazze: ora vi impongo la legge! {{NDR|Maria e Lucy smettono di litigare e guardano Boog in modo minaccioso}}<br>'''Elliot''': A meno che non siano delle puzzole! {{NDR|Maria e Lucy spruzzano Boog, che scappa disgustato}}<br>[...]<br>'''Boog''': È ridicolo: la [[foresta]] non è un posto per gli orsi! *'''Elliot''': Ian ha ragione, sono un perdente!<br>'''Boog''': No, non sei un perdente.<br>'''Elliot''': Invece sì!<br>'''Boog''': No invece no!<br>'''Elliot''': Sì!<br>'''Boog''': No!<br>'''Elliot''': Fidati! Il giorno che ti ho conosciuto Ian mi ha cacciato dal branco, ho perso un corno, sono stato investito e legato al cofano di un camioncino! Come lo chiami uno così?<br>'''Boog''': Ehm, un perdente! Ma stammi a sentire: "ammirate il mitico grizzly"! Io appaio come un orso, parlo come un orso, ma non so pescare, non so arrampicarmi su un albero e non so neanche farla nella foresta!<br>'''Elliot''': Questo è niente: mezzo femmina mezzo maschio: sono un fiasco!<br>'''Boog''': Io vado su un monociclo per dei cracker!<br>'''Elliot''': Io ho un occhio di vetro!<br>'''Boog''': Non so schioccare le dita!<br>'''Elliot''': Io pensavo che legno fosse un colore!<br>'''Boog''': Io non mi vedo i piedi!<br>'''Elliot''': Io ho ucciso un uomo! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} '''Bobbie''': Bob! Bob! {{NDR|indicando Shaw, coperto di foglie e piume}} Un vero Homo-Sasquatchus vivo!<br>'''Shaw''' {{NDR|legato sul tetto del camper di Bob e Bobbie}}: No, aspettate, aspettate, nooooo! ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Boog & Elliot - A caccia di amici''}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film d'animazione]] [[Categoria:Film d'avventura‎]] 7uxpddn8r9s5uaznt9imwn4d131wojb Santuario della Madonna del Sasso (Orselina) 0 220686 1418975 1418381 2026-07-03T11:05:47Z Spinoziano 2297 +1 1418975 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Madonna Del Sasso Church.jpg|thumb|Santuario della Madonna del Sasso]] Citazioni sul '''santuario della Madonna del Sasso''' di Orselina. *Il dopo mezzodì d'un bel giorno d'autunno, Nicolao Greco saliva il sentiero che conduce alla Madonna del Sasso sopra Locarno. Era appunto il tempo della vendemmia.<br>Giunto a un ripiano della salita, vi trovò due donne che portavano vino e che si stavano riposando appoggiate al murello che costeggia la via.<br>Il sole vibrava ancora caldissimi raggi sul fianco del ripido colle, e Nicolao si pose a sedere {{sic|sur}} un sasso ombreggiato da fronzuto albero, dirimpetto alle due donne; colle quali, come fa chi s'incontra in ozio sulla medesima strada, aperse un breve trattenimento. ([[Giuseppe Curti]]) *Il ripiano {{NDR|di Locarno}} è rotto a metà da una valletta; entro questa, s'inalza un picco erto, dirupato; sul picco, come una nave ancorata con alberi e sàrtie sulla montagna, sorge la Madonna del Sasso, il santuario nazionale della Svizzera italiana. ([[Giuseppe Zoppi]]) *''Io t'amo, Madonna, se al sole | da l'alto dirupo sorridi'' [...]. | ''Novembre ogni albero ha spoglio, | oh come sei triste sei sola | Madonna su l'arido scoglio! | ...e ancora tintinni o campana | dal monte che nuove ne porti? | – bisbiglia sommessa lontana: | "pregate pei poveri morti".'' ([[Angelo Nessi]]) *''La calda terra ascolta l'amplesso fremente del sole; | l'aria par tutto amore, tutto quiete il lago. | E quelle tue campane, che suon di mistero hanno sempre | lungo l'ascender grave del tuo pendio in festa! | Rompon da cento sbocchi, da l'ombre insondate e virenti, | fiati di mistic'onda fusi in ambrosia e incenso. | Dai valloncelli cupi fluiscono lenti i vapori | su nostre inchine teste le cappellette ombrando; | erompon quindi al vento, tra lembi d'azzurro e di bianco,'' | [...] | ''guidano sul cammino ch'è silenzioso e attorto.​'' ([[Giovanni Laini]]) *La chiesa in sé non ha nulla di notevole, ma contiene la più bella raccolta di ex voto di qualsiasi chiesa che io conosca ad eccezione di quella [[Santuario di Oropa|di Oropa]]; c'è anche un dipinto italiano moderno, una «Sepoltura» del [[Antonio Ciseri|Ciseri]] che è molto ammirata, non da me però, trattandosi di un dipinto accademico.<br>Molto bello è il chiostro che dà sul lago. Nel cortiletto sotto, a sua volta molto bello, c'è una cappella che raffigura l'Ultima Cena con statue dipinte in grandezza naturale come a Varallo molto commoventi e un affresco (?) nello sfondo che bisognerebbe poter esaminare bene ma la cappella è così buia che è più facile dirlo che farlo. ([[Samuel Butler]]) *​Non lontana, ben vero, la Madonna del Sasso: chi non conosce il famoso Santuario? Chi non vi ha pregato talvolta? Ma appunto: Santuario, luogo di pellegrinaggio. A primavera vi giungono a stormi, per la benedizione nuziale, colombi d'ogni latitudine. ([[Elena Bonzanigo]]) *​– Nulla, dicevo... Come si presenta bene Locarno! Cos'è quella chiesina bianca, là sul poggio?<br>– È il Santuario della Madonna del Sasso, che protegge tutta la zona e già la salvò dalla peste.<br>Quante volte, Serena mia, salimmo insieme lassù! Con quanta angoscia il mattino della mia partenza! Ti rivedo inginocchiata a piè dell'altare, col bel viso bagnato di lagrime. Ci promettemmo fedeltà. ([[Elena Bonzanigo]]) *Salendo lungo il cammino più ripido e scosceso, si può vedere l'orto dei frati, un piccolo paradiso con viti, alveari, cipolle, insalate, cavoli, calendole per colorare il ''risotto'' e un'aiuola di lussureggianti piante di tabacco. Tra il fogliame qua e là compare la corpulenta figura di un frate con un cappello di paglia in testa. ([[Samuel Butler]]) *​Sopra Locarno, in bilico su un'erta rupe, sta un famoso santuario, la Madonna del Sasso, con il convento dei frati francescani: meta di devoti pellegrinaggi, e quasi segno di celeste assistenza sulla città. ([[Piero Bianconi]]) *Una volta, quand'ero giovanetto, ce n'era uno ​sulla collina di Locarno. Intorno al Santuario non si vedevano, come oggi, né alberghi, né ville, né castelli... ma si vedeva lo spirito folletto. Sicuro! Di giorno stava nascosto in chissà quale cupo anfratto della montagna. Di notte...​​, ah di notte bisognava vederlo, che corse​, che salti, che ridde​​​ conduceva tutto solo, ​unico lume in mezzo alle tenebre​. ([[Alberto Pedrazzini]]) ==Voci correlate== *[[Locarno]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Architetture religiose della Svizzera]] tgmlxh3270vwat01ap2sdxdkqnk5zf0 Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno) 0 224442 1418977 1411465 2026-07-03T11:57:32Z Spinoziano 2297 typo, +1 1418977 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Chiesa di San Francesco - Ex Convento.jpg|thumb|Chiostro della chiesa ed ex convento, divenuto scuola magistrale]] Citazioni sulla '''chiesa di San Francesco d'Assisi''' a [[Locarno]]. *​Due giorni dopo riprendemmo il cammino in pianura verso il lago Maggiore e facemmo in barca il primo tratto di lago fino alla città di Locarno, munita da una formidabile roccia alla quale era collegato un monastero di Francescani non riformati. Qui rimanemmo otto giorni, e cominciai a trovare insipido qualsiasi cibo cotto e persino il pane benché bianco: non ci davano né un intingolo, né un po' di brodo; il vino non so dire di che sapesse, ma era abbastanza buono. ([[Konrad Pelikan]]) *​L'anno scolastico terminava di solito con una breve accademia. «Una fiera», per dirla con il docente di canto, che era un po' l'animatore della festicciola; ma a Giuliano piaceva che fosse proprio così, con i colleghi disposti in fila sui seggioloni, nell'angolo ombreggiato del chiostro, e gli allievi, chi in piedi, chi seduto su panche tutt'attorno sotto i portici: i più giovani in maglietta e calzoncini bianchi per i saggi di ginnastica, che venivano presentati nello spiazzo centrale del chiostro accanto al palchetto dei cantori.<br>Gruppetti di familiari degli allievi, mamme, sorelle, qualche babbo, anche, sostavano nell'ala del porticato vicino all'uscita, gli occhi rivolti verso la fila dei candidati maestri. ([[Giovanni Bonalumi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Architetture religiose della Svizzera]] 19yy75q3buyi802ymvhhr5jqnvuacob Parsifal 0 225580 1418942 1418776 2026-07-02T18:04:18Z Skekzilla 17056 /* Thomas Malory */ 1418942 wikitext text/x-wiki [[File:Rogelio de Egusquiza - Parsifal.jpg|thumb|''Parsifal'' (1910), Rogelio de Egusquiza]] '''Parsifal''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Parsifal== ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Non ho trovato altro che dolore e morte. *Io ho visto il [[Graal]], Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito! [...] Non sono degno. *Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te. *Excalibur non può essere perduta. ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. *Sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca. *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! *Siete uno sciocco se non sapete che le vergini sono franche ovunque si trovino. ==Citazioni su Parsifal== ===[[Thomas Malory]]=== *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. *Era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. *La storia dice che ser Percival era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] bm0ejy8x6bvjmqxw5w3c6gxgae0fasm Luigi Stefanini 0 225603 1418900 1418816 2026-07-02T13:02:20Z Gaux 18878 /* Citazioni di Luigi Stefanini */ Estetismo è la vita ridotta nella misura dell'arte 1418900 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==Citazioni di Luigi Stefanini== *Estetismo è la vita ridotta nella misura dell'arte. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 127.</ref> *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è [[estetismo]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 127.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] l9ejh0vlxsjo6e9d1mabcdcbv7n0d7h 1418901 1418900 2026-07-02T13:03:25Z Gaux 18878 /* Citazioni di Luigi Stefanini */ wlink 1418901 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==Citazioni di Luigi Stefanini== *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'[[arte]]. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 127.</ref> *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 127.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] qyku5awauqrafni6pj9ep6lpqahld8y 1418903 1418901 2026-07-02T13:14:50Z Gaux 18878 immagine 1418903 wikitext text/x-wiki [[File:Jules Joseph Lefebvre - Nymph with morning glory flowers.jpg|thumb|Jules Joseph Lefebvre, ''Ninfa con fiori di convolvolo'']] '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==Citazioni di Luigi Stefanini== *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'[[arte]]. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 127.</ref> *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 127.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] tigzbps1juzduzudy8ornrr3bkh4nu5 1418904 1418903 2026-07-02T13:19:28Z Gaux 18878 /* Citazioni di Luigi Stefanini */ estetismo eroico ed estetismo languido 1418904 wikitext text/x-wiki [[File:Jules Joseph Lefebvre - Nymph with morning glory flowers.jpg|thumb|Jules Joseph Lefebvre, ''Ninfa con fiori di convolvolo'']] '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==Citazioni di Luigi Stefanini== *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'[[arte]]. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 127.</ref> *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 127.</ref> *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 128.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] s356hqezfz8ohgfry5u2j9swzqi3amv 1418906 1418904 2026-07-02T13:21:34Z Gaux 18878 elimino l'immagine inserita erroneamente! 1418906 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==Citazioni di Luigi Stefanini== *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'[[arte]]. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 127.</ref> *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 127.</ref> *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953, p. 128.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] luw9ver8czv4o92efr34tat23d7n653 1418907 1418906 2026-07-02T13:24:47Z Gaux 18878 sistemo e tolgo stub 1418907 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==''Estetica''== *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'[[arte]]. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. (p. 127) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. (p. 127) *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. (p. 128) ==Bibliografia== *Luigi Stefanini, ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] 3ueli0t2gmm7mlxpkyqevoestgkxmcv 1418911 1418907 2026-07-02T13:33:53Z Gaux 18878 /* Estetica */ l'estetica come disciplina filosofica 1418911 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==''Estetica''== *Nel definire estetica come una disciplina filosofica, s'è voluto stabilire subito che essa rientra in una visione totale dell’essere: cioè considera il fatto della bellezza e dell’arte quale aspetto particolare dell’essere nella sua assolutezza. Soltanto in una visione totale, che inquadri l’arte e la bellezza nel complesso delle attività dello spirito, e ne indichi esattamente le relazioni e la relativa autonomia, la considerazione estetica si libera dalla contingenza delle impressioni frammentarie e assurge alla dignità di scienza. (p. 6) *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'[[arte]]. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. (p. 127) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. (p. 127) *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. (p. 128) ==Bibliografia== *Luigi Stefanini, ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] nxc0vez3sb6kflqzfpihqqzhh0vbgw2 1418912 1418911 2026-07-02T13:36:19Z Gaux 18878 /* Estetica */ wlink 1418912 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==''Estetica''== *Nel definire l'[[estetica]] come una disciplina filosofica, s'è voluto stabilire subito che essa rientra in una visione totale dell'essere: cioè considera il fatto della [[bellezza]] e dell'[[arte]] quale aspetto particolare dell'essere nella sua assolutezza. Soltanto in una visione totale, che inquadri l'arte e la bellezza nel complesso delle attività dello [[spirito]], e ne indichi esattamente le relazioni e la relativa autonomia, la considerazione estetica si libera dalla contingenza delle impressioni frammentarie e assurge alla dignità di scienza. (p. 6) *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'arte. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. (p. 127) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. (p. 127) *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. (p. 128) ==Bibliografia== *Luigi Stefanini, ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] 21fu0c6apcit1dihgskufr2ut3tusly 1418913 1418912 2026-07-02T13:42:55Z Gaux 18878 /* Estetica */ l'estetica nel Romanticismo 1418913 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==''Estetica''== *Nel definire l'[[estetica]] come una disciplina filosofica, s'è voluto stabilire subito che essa rientra in una visione totale dell'essere: cioè considera il fatto della [[bellezza]] e dell'[[arte]] quale aspetto particolare dell'essere nella sua assolutezza. Soltanto in una visione totale, che inquadri l'arte e la bellezza nel complesso delle attività dello [[spirito]], e ne indichi esattamente le relazioni e la relativa autonomia, la considerazione estetica si libera dalla contingenza delle impressioni frammentarie e assurge alla dignità di scienza. (p. 6) *Nel [[Romanticismo]] l'estetica, più di una disciplina particolare, è lo spirito di un'epoca della cultura che compie un sforzo ardito e tormentato per risolvere nell'arte tutta la vita e tutto l'essere. Fra le varie coordinate nelle quali s'è tentato di ridurre all'unità un movimento tanto vario e complesso, ritengo più comprensiva quella che vede in esso la rievocazione, matura, riflessa, pienamente consapevole, dell'estetismo originario dei Greci, il quale era, invece, spontaneo, ingenuo, irriflesso: lo stesso estetismo che i Greci, nella loro maturità filosofica, avevano sconfessato. (p. 27) *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'arte. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. (p. 127) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. (p. 127) *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. (p. 128) ==Bibliografia== *Luigi Stefanini, ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] 99q2q98sn1wbmrh7yqopllxlsukue35 1418914 1418913 2026-07-02T13:46:38Z Gaux 18878 /* Estetica */ Kierkegaard 1418914 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==''Estetica''== *Nel definire l'[[estetica]] come una disciplina filosofica, s'è voluto stabilire subito che essa rientra in una visione totale dell'essere: cioè considera il fatto della [[bellezza]] e dell'[[arte]] quale aspetto particolare dell'essere nella sua assolutezza. Soltanto in una visione totale, che inquadri l'arte e la bellezza nel complesso delle attività dello [[spirito]], e ne indichi esattamente le relazioni e la relativa autonomia, la considerazione estetica si libera dalla contingenza delle impressioni frammentarie e assurge alla dignità di scienza. (p. 6) *Nel [[Romanticismo]] l'estetica, più di una disciplina particolare, è lo spirito di un'epoca della cultura che compie un sforzo ardito e tormentato per risolvere nell'arte tutta la vita e tutto l'essere. Fra le varie coordinate nelle quali s'è tentato di ridurre all'unità un movimento tanto vario e complesso, ritengo più comprensiva quella che vede in esso la rievocazione, matura, riflessa, pienamente consapevole, dell'estetismo originario dei Greci, il quale era, invece, spontaneo, ingenuo, irriflesso: lo stesso estetismo che i Greci, nella loro maturità filosofica, avevano sconfessato. (p. 27) *[[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]], romantico egli stesso, è a cavallo tra il Romanticismo e i tempi nuovi: egli vede, con nitida chiarezza, che il puro estetismo porta alla disperazione. Lo stato estetico è, per Kierkegaard, lo stato della «rana elettrizzata » che si dibatte inanemente, senza poter organizzare i movimenti per eliminare la causa delle sue convulsioni. *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'arte. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. (p. 127) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. (p. 127) *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. (p. 128) ==Bibliografia== *Luigi Stefanini, ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] 7n20bbf4dxpa2cesjtpoehdsgq7sqw9 1418915 1418914 2026-07-02T13:47:16Z Gaux 18878 /* Estetica */ pagina 1418915 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==''Estetica''== *Nel definire l'[[estetica]] come una disciplina filosofica, s'è voluto stabilire subito che essa rientra in una visione totale dell'essere: cioè considera il fatto della [[bellezza]] e dell'[[arte]] quale aspetto particolare dell'essere nella sua assolutezza. Soltanto in una visione totale, che inquadri l'arte e la bellezza nel complesso delle attività dello [[spirito]], e ne indichi esattamente le relazioni e la relativa autonomia, la considerazione estetica si libera dalla contingenza delle impressioni frammentarie e assurge alla dignità di scienza. (p. 6) *Nel [[Romanticismo]] l'estetica, più di una disciplina particolare, è lo spirito di un'epoca della cultura che compie un sforzo ardito e tormentato per risolvere nell'arte tutta la vita e tutto l'essere. Fra le varie coordinate nelle quali s'è tentato di ridurre all'unità un movimento tanto vario e complesso, ritengo più comprensiva quella che vede in esso la rievocazione, matura, riflessa, pienamente consapevole, dell'estetismo originario dei Greci, il quale era, invece, spontaneo, ingenuo, irriflesso: lo stesso estetismo che i Greci, nella loro maturità filosofica, avevano sconfessato. (p. 27) *[[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]], romantico egli stesso, è a cavallo tra il Romanticismo e i tempi nuovi: egli vede, con nitida chiarezza, che il puro estetismo porta alla disperazione. Lo stato estetico è, per Kierkegaard, lo stato della «rana elettrizzata » che si dibatte inanemente, senza poter organizzare i movimenti per eliminare la causa delle sue convulsioni. (p. 32) *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'arte. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. (p. 127) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. (p. 127) *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. (p. 128) ==Bibliografia== *Luigi Stefanini, ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] 2xl7cqpnij868chd4x6n1irmqszn0oc 1418921 1418915 2026-07-02T13:51:28Z Gaux 18878 /* Estetica */ typo 1418921 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==''Estetica''== *Nel definire l'[[estetica]] come una disciplina filosofica, s'è voluto stabilire subito che essa rientra in una visione totale dell'essere: cioè considera il fatto della [[bellezza]] e dell'[[arte]] quale aspetto particolare dell'essere nella sua assolutezza. Soltanto in una visione totale, che inquadri l'arte e la bellezza nel complesso delle attività dello [[spirito]], e ne indichi esattamente le relazioni e la relativa autonomia, la considerazione estetica si libera dalla contingenza delle impressioni frammentarie e assurge alla dignità di scienza. (p. 6) *Nel [[Romanticismo]] l'estetica, più di una disciplina particolare, è lo spirito di un'epoca della cultura che compie un sforzo ardito e tormentato per risolvere nell'arte tutta la vita e tutto l'essere. Fra le varie coordinate nelle quali s'è tentato di ridurre all'unità un movimento tanto vario e complesso, ritengo più comprensiva quella che vede in esso la rievocazione, matura, riflessa, pienamente consapevole, dell'estetismo originario dei Greci, il quale era, invece, spontaneo, ingenuo, irriflesso: lo stesso estetismo che i Greci, nella loro maturità filosofica, avevano sconfessato. (p. 27) *[[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]], romantico egli stesso, è a cavallo tra il Romanticismo e i tempi nuovi: egli vede, con nitida chiarezza, che il puro estetismo porta alla disperazione. Lo stato estetico è, per Kierkegaard, lo stato della «rana elettrizzata» che si dibatte inanemente, senza poter organizzare i movimenti per eliminare la causa delle sue convulsioni. (p. 32) *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'arte. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. (p. 127) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. (p. 127) *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. (p. 128) ==Bibliografia== *Luigi Stefanini, ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] ojsodhj5cop5cxdiapvvks5h13o5lsp 1418922 1418921 2026-07-02T13:55:37Z Gaux 18878 /* Estetica */ le estetiche del Croce e del Gentile 1418922 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==''Estetica''== *Nel definire l'[[estetica]] come una disciplina filosofica, s'è voluto stabilire subito che essa rientra in una visione totale dell'essere: cioè considera il fatto della [[bellezza]] e dell'[[arte]] quale aspetto particolare dell'essere nella sua assolutezza. Soltanto in una visione totale, che inquadri l'arte e la bellezza nel complesso delle attività dello [[spirito]], e ne indichi esattamente le relazioni e la relativa autonomia, la considerazione estetica si libera dalla contingenza delle impressioni frammentarie e assurge alla dignità di scienza. (p. 6) *Nel [[Romanticismo]] l'estetica, più di una disciplina particolare, è lo spirito di un'epoca della cultura che compie un sforzo ardito e tormentato per risolvere nell'arte tutta la vita e tutto l'essere. Fra le varie coordinate nelle quali s'è tentato di ridurre all'unità un movimento tanto vario e complesso, ritengo più comprensiva quella che vede in esso la rievocazione, matura, riflessa, pienamente consapevole, dell'estetismo originario dei Greci, il quale era, invece, spontaneo, ingenuo, irriflesso: lo stesso estetismo che i Greci, nella loro maturità filosofica, avevano sconfessato. (p. 27) *[[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]], romantico egli stesso, è a cavallo tra il Romanticismo e i tempi nuovi: egli vede, con nitida chiarezza, che il puro estetismo porta alla disperazione. Lo stato estetico è, per Kierkegaard, lo stato della «rana elettrizzata» che si dibatte inanemente, senza poter organizzare i movimenti per eliminare la causa delle sue convulsioni. (p. 32) *Le estetiche del Croce e del Gentile recano un contributo essenziale alla penetrazione del fatto artistico, ma anch'esse seguono la spinta romantica che porta l'estetico ad esorbitare dalla sua sfera e ad invadere tutto l'umano. Nei quadri dell'idealismo o dell'attualismo, cioè di una dottrina che contenga l'assoluto nei poteri creativi dello Spirito umano, la vita non può essere concepita che come arte e le altre attività dello spirito umano restano senza giustificazione. (p. 38) *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'arte. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. (p. 127) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. (p. 127) *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. (p. 128) ==Bibliografia== *Luigi Stefanini, ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] jg0o6or9ypll7wciz9390hdit6b05pp 1418923 1418922 2026-07-02T13:57:12Z Gaux 18878 /* Estetica */ wlink 1418923 wikitext text/x-wiki '''Luigi Stefanini''' (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano. ==''Estetica''== *Nel definire l'[[estetica]] come una disciplina filosofica, s'è voluto stabilire subito che essa rientra in una visione totale dell'essere: cioè considera il fatto della [[bellezza]] e dell'[[arte]] quale aspetto particolare dell'essere nella sua assolutezza. Soltanto in una visione totale, che inquadri l'arte e la bellezza nel complesso delle attività dello [[spirito]], e ne indichi esattamente le relazioni e la relativa autonomia, la considerazione estetica si libera dalla contingenza delle impressioni frammentarie e assurge alla dignità di scienza. (p. 6) *Nel [[Romanticismo]] l'estetica, più di una disciplina particolare, è lo spirito di un'epoca della cultura che compie un sforzo ardito e tormentato per risolvere nell'arte tutta la vita e tutto l'essere. Fra le varie coordinate nelle quali s'è tentato di ridurre all'unità un movimento tanto vario e complesso, ritengo più comprensiva quella che vede in esso la rievocazione, matura, riflessa, pienamente consapevole, dell'estetismo originario dei Greci, il quale era, invece, spontaneo, ingenuo, irriflesso: lo stesso estetismo che i Greci, nella loro maturità filosofica, avevano sconfessato. (p. 27) *[[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]], romantico egli stesso, è a cavallo tra il Romanticismo e i tempi nuovi: egli vede, con nitida chiarezza, che il puro estetismo porta alla disperazione. Lo stato estetico è, per Kierkegaard, lo stato della «rana elettrizzata» che si dibatte inanemente, senza poter organizzare i movimenti per eliminare la causa delle sue convulsioni. (p. 32) *Le estetiche del [[Benedetto Croce|Croce]] e del [[Giovanni Gentile|Gentile]] recano un contributo essenziale alla penetrazione del fatto artistico, ma anch'esse seguono la spinta romantica che porta l'estetico ad esorbitare dalla sua sfera e ad invadere tutto l'umano. Nei quadri dell'[[Idealismo (filosofia)|idealismo]] o dell'[[Attualismo (filosofia)|attualismo]], cioè di una dottrina che contenga l'assoluto nei poteri creativi dello Spirito umano, la vita non può essere concepita che come arte e le altre attività dello spirito umano restano senza giustificazione. (p. 38) *[[Estetismo]] è la vita ridotta nella misura dell'arte. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. (p. 127) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. (p. 127) *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. (p. 128) ==Bibliografia== *Luigi Stefanini, ''[https://archive.org/details/stefanini-estetica/page/n2/mode/1up Estetica]'', Editrice Studium, Roma, 1953. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stefanini, Luigi}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Pedagogisti italiani]] g59l6n39iz9zou53utmzftk64zig33d Estetismo 0 225604 1418902 1418821 2026-07-02T13:05:02Z Gaux 18878 altra di Stefanini 1418902 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sull''''estetismo'''. *Estetismo è la vita ridotta nella misura dell'[[arte]]. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. ([[Luigi Stefanini]]) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. ([[Luigi Stefanini]]) ==Voci correlate== *[[Estetica]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|wikt}} {{s}} [[Categoria:Correnti letterarie]] [[Categoria:Movimenti artistici]] ip4lnnze8rta9x8j199yi3x9tvaf2bj 1418905 1418902 2026-07-02T13:20:29Z Gaux 18878 immagine 1418905 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Jules Joseph Lefebvre - Nymph with morning glory flowers.jpg|thumb|Jules Joseph Lefebvre, ''Ninfa con fiori di convolvolo'']] Citazioni sull''''estetismo'''. *Estetismo è la vita ridotta nella misura dell'[[arte]]. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. ([[Luigi Stefanini]]) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. ([[Luigi Stefanini]]) ==Voci correlate== *[[Estetica]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|wikt}} {{s}} [[Categoria:Correnti letterarie]] [[Categoria:Movimenti artistici]] oh77tl47vu31kcyh6nes13cc67mtaep 1418908 1418905 2026-07-02T13:26:01Z Gaux 18878 altra di Stefanini 1418908 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Jules Joseph Lefebvre - Nymph with morning glory flowers.jpg|thumb|Jules Joseph Lefebvre, ''Ninfa con fiori di convolvolo'']] Citazioni sull''''estetismo'''. *Estetismo è la vita ridotta nella misura dell'[[arte]]. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. ([[Luigi Stefanini]]) *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. ([[Luigi Stefanini]]) *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. ([[Luigi Stefanini]]) ==Voci correlate== *[[Estetica]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|wikt}} {{s}} [[Categoria:Correnti letterarie]] [[Categoria:Movimenti artistici]] 4pmmrv6vadbz6trhzrz0tvhjc1v0poh 1418909 1418908 2026-07-02T13:27:33Z Gaux 18878 sistemo e tolgo stub 1418909 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Jules Joseph Lefebvre - Nymph with morning glory flowers.jpg|thumb|Jules Joseph Lefebvre, ''Ninfa con fiori di convolvolo'']] Citazioni sull''''estetismo'''. ==[[Luigi Stefanini]]== *Estetismo è la vita ridotta nella misura dell'[[arte]]. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. *Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. *Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. ==Voci correlate== *[[Estetica]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|wikt}} [[Categoria:Correnti letterarie]] [[Categoria:Movimenti artistici]] gsecvna8wnu2eb5mffc06743082gf43 Galahad 0 225606 1418938 1418835 2026-07-02T18:03:24Z Skekzilla 17056 /* Voci correlate */ 1418938 wikitext text/x-wiki [[File:George Frederick Watts, 1860-62, Sir Galahad, oil on canvas, 191.8 x 107 cm, Harvard Art Museums, Fogg Museum.jpg|thumb|Sir Galahad ritratto in un dipinto di George Frederic Watts]] '''Galahad''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Galahad== *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Thomas Malory]]) *Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante. ([[Thomas Malory]]) ==Citazioni su Galahad== ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *A tempo debito, Elaine partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato Galahad, perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la [[Dama del Lago]] aveva mutato in Lancillotto. *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul [[Seggio Periglioso]] e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. ([[Elaine di Corbenic]]) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! *Rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. *Nella ricerca del Sangrail [...] se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. ([[Lancillotto]]) ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Lancillotto]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] 90g26x4cz4p52ceirtdlhvgbiojsthc Tavola Rotonda 0 225607 1418935 1418838 2026-07-02T17:48:50Z Skekzilla 17056 /* Altri progetti */ 1418935 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Holy-grail-round-table-bnf-ms fr-116F-f610v-15th-detail.jpg|thumb|Apparizione del [[Graal]] nella Tavola Rotonda, miniatura dal manoscritto del ''Lancillotto in prosa'']] Citazioni sulla '''Tavola Rotonda'''. ==Citazioni== *– Tavola Rotonda?<br>– Perché, la preferisci quadrata forse?<br>– Oh no, rotonda mi sta bene. (''[[La spada nella roccia]]'') ===''[[Excalibur]]''=== *D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una Tavola Rotonda intorno a cui ci riuniremo. ([[Re Artù]]) *Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. ([[Re Artù]]) *Senza [[Lancillotto]], questa tavola è niente. ([[Gawain]]) ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» *Entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» *«Merlino istituì la Tavola Rotonda a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. [...] Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail.» *La Tavola Rotonda fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Oggetti mitologici]] rzjjt9cjsekqf856rlfpe0bzxbedd83 Gawain 0 225608 1418939 1418841 2026-07-02T18:03:47Z Skekzilla 17056 1418939 wikitext text/x-wiki [[File:Arthur-Pyle Sir Gawaine the Son of Lot, King of Orkney.JPG|thumb|Illustrazione di Gawain]] '''Gawain''', noto anche come '''Galvano''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Gawain== *{{NDR|Su [[Lancillotto]]}} Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. (''[[Excalibur]]'') ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. *Da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] 3608rrqvmm7g6th3n76ns52sx0z3ujd Mordred 0 225612 1418941 1418897 2026-07-02T18:04:04Z Skekzilla 17056 /* Voci correlate */ 1418941 wikitext text/x-wiki [[File:Sir Mordred by H. J. Ford.png|thumb|Illustrazione di Mordred]] '''Mordred''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Mordred== ===''[[Excalibur]]''=== *{{NDR|«Non posso darti la terra, solo il mio amore.»}} Quella è la sola cosa di te che non voglio! *I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Vi dico apertamente che {{NDR|[[Sir Breunor]]}} è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. *Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me. ==Citazioni su Mordred== *Il messaggio di odio che Mordred ha portato apparirà con un nome diverso, un volto diverso, ma finchè riusciremo a mantenere in vita il sogno e gli ideali di Camelot nei nostri cuori saremo sempre vincitori. (''[[Principe Valiant]]'') *Io troverò un uomo e darò vita a un dio. (''[[Excalibur]]'') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. (''[[Excalibur]]'') ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche Mordred, il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. *Ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. ([[Lancillotto]]) *A ser Mordred era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. *Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. *Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo. *Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Gawain]], fratello *[[Re Artù]], padre o zio ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] [[Categoria:Sovrani mitologici]] qxbjapbt2bc2p5525kfzdwkl0v4fwur Fata Morgana (mitologia) 0 225616 1418929 2026-07-02T16:37:32Z Skekzilla 17056 Creata pagina con "[[File:Frederick Sandys - Morgan-le-Fay - 1925P104 - Birmingham Museum and Art Gallery.jpg|thumb|''Fata Morgana'' (1864) di Anthony Frederick Sandys]] '''Fata Morgana''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Fata Morgana== ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino. [...] Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto. *I tuoi intrighi dove hanno portato il mondo?..." 1418929 wikitext text/x-wiki [[File:Frederick Sandys - Morgan-le-Fay - 1925P104 - Birmingham Museum and Art Gallery.jpg|thumb|''Fata Morgana'' (1864) di Anthony Frederick Sandys]] '''Fata Morgana''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Fata Morgana== ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino. [...] Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto. *I tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina! *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. *Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. *Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura. ==Citazioni su Fata Morgana== *È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero? ([[Helen Mirren]]) ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *La terza sorella {{NDR|di re Artù}}, Morgana la Fata, fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re Uriens della terra di Gore, padre di ser Ivano il Biancamano. *Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]]) *Come dice il libro francese, Morgana preferiva ser [[Lancillotto]] a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] [[Categoria:Sovrani mitologici]] cg0hhk15dos7h2hcvuubde1bvfelcc0 1418962 1418929 2026-07-03T05:48:22Z Skekzilla 17056 /* Excalibur */ 1418962 wikitext text/x-wiki [[File:Frederick Sandys - Morgan-le-Fay - 1925P104 - Birmingham Museum and Art Gallery.jpg|thumb|''Fata Morgana'' (1864) di Anthony Frederick Sandys]] '''Fata Morgana''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Fata Morgana== ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino. [...] Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto. *I tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina! *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! *Io troverò un uomo e darò vita a un dio. *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. *Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. *Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura. ==Citazioni su Fata Morgana== *È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero? ([[Helen Mirren]]) ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *La terza sorella {{NDR|di re Artù}}, Morgana la Fata, fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re Uriens della terra di Gore, padre di ser Ivano il Biancamano. *Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]]) *Come dice il libro francese, Morgana preferiva ser [[Lancillotto]] a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] [[Categoria:Sovrani mitologici]] l088q574462xyl1bcxv9y40pu5w0oyq Cavalieri della Tavola Rotonda 0 225617 1418933 2026-07-02T17:48:15Z Skekzilla 17056 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Holy Grail Tapestry -The Arming and Departure of the Kniights.jpg|thumb|''L'Armamento e la Partenza dei Cavalieri''. Numero 2 degli arazzi del Santo Graal tessuti da [[Morris & Co.]] 1891-94 per Stanmore Hall]] Citazioni sui '''Cavalieri della Tavola Rotonda'''. ==Citazioni== *Come cavalieri della Tavola Rotonda abbiamo obblighi verso il popolo, non verso noi stessi. Le terre verranno divise in base ai bisogni di ciascuno. ([[Re Artù]], ''La..." 1418933 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Holy Grail Tapestry -The Arming and Departure of the Kniights.jpg|thumb|''L'Armamento e la Partenza dei Cavalieri''. Numero 2 degli arazzi del Santo Graal tessuti da [[Morris & Co.]] 1891-94 per Stanmore Hall]] Citazioni sui '''Cavalieri della Tavola Rotonda'''. ==Citazioni== *Come cavalieri della Tavola Rotonda abbiamo obblighi verso il popolo, non verso noi stessi. Le terre verranno divise in base ai bisogni di ciascuno. ([[Re Artù]], ''[[La spada magica - Alla ricerca di Camelot]]'') *Il dotto Bedevere, detto dal popolo a-dotto, fu primo al seguito di re Artù, come risulta dalla tabella del fotofilmish. Secondo, [[Lancillotto]] il Coraggioso. Terzo, [[Galahad]] il Puro. Quarto, Sir Robin, molto meno coraggioso di Lancillotto, che a momenti affrontava il drago di Angnor, che quasi sfidava il pollo di Bristol, che alla battaglia di Badon Hill andò così di corpo che di lui ne rimase appena da mettere insieme un neonato. Malgrado le diverse prestazioni segnarono tutti un buon tempo. Anzi, più che un tempo, un'epoca, quella dei Cavalieri della Tavola Rotonda. (''[[Monty Python e il Sacro Graal]]'') *La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda. ([[Lancillotto]], ''[[Excalibur]]'') ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i cavalieri della Tavola Rotonda giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. *Non torneranno più tutti insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca {{NDR|del [[Graal]]}}. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]]) *Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere. *Sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. ([[Re Artù]]) ==Voci correlate== *[[Cavaliere]] *[[Tavola Rotonda]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] 348qptvvxdj8mlfdozwtmx42kr4jpcu 1418955 1418933 2026-07-02T20:09:06Z Skekzilla 17056 1418955 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Holy Grail Tapestry -The Arming and Departure of the Kniights.jpg|thumb|''L'Armamento e la Partenza dei Cavalieri''. Numero 2 degli arazzi del Santo Graal tessuti da Morris & Co. 1891-94 per Stanmore Hall]] Citazioni sui '''Cavalieri della Tavola Rotonda'''. ==Citazioni== *Come cavalieri della Tavola Rotonda abbiamo obblighi verso il popolo, non verso noi stessi. Le terre verranno divise in base ai bisogni di ciascuno. ([[Re Artù]], ''[[La spada magica - Alla ricerca di Camelot]]'') *Il dotto Bedevere, detto dal popolo a-dotto, fu primo al seguito di re Artù, come risulta dalla tabella del fotofilmish. Secondo, [[Lancillotto]] il Coraggioso. Terzo, [[Galahad]] il Puro. Quarto, Sir Robin, molto meno coraggioso di Lancillotto, che a momenti affrontava il drago di Angnor, che quasi sfidava il pollo di Bristol, che alla battaglia di Badon Hill andò così di corpo che di lui ne rimase appena da mettere insieme un neonato. Malgrado le diverse prestazioni segnarono tutti un buon tempo. Anzi, più che un tempo, un'epoca, quella dei Cavalieri della Tavola Rotonda. (''[[Monty Python e il Sacro Graal]]'') *La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda. ([[Lancillotto]], ''[[Excalibur]]'') ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i cavalieri della Tavola Rotonda giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. *Non torneranno più tutti insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca {{NDR|del [[Graal]]}}. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]]) *Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere. *Sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. ([[Re Artù]]) ==Voci correlate== *[[Cavaliere]] *[[Tavola Rotonda]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] an8sf1v313fxmfzjnwgxnv2jxr0f1wt 1418964 1418955 2026-07-03T05:54:20Z Skekzilla 17056 /* Citazioni */ 1418964 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Holy Grail Tapestry -The Arming and Departure of the Kniights.jpg|thumb|''L'Armamento e la Partenza dei Cavalieri''. Numero 2 degli arazzi del Santo Graal tessuti da Morris & Co. 1891-94 per Stanmore Hall]] Citazioni sui '''Cavalieri della Tavola Rotonda'''. ==Citazioni== *Come cavalieri della Tavola Rotonda abbiamo obblighi verso il popolo, non verso noi stessi. Le terre verranno divise in base ai bisogni di ciascuno. ([[Re Artù]], ''[[La spada magica - Alla ricerca di Camelot]]'') *Il dotto Bedevere, detto dal popolo a-dotto, fu primo al seguito di re Artù, come risulta dalla tabella del fotofilmish. Secondo, [[Lancillotto]] il Coraggioso. Terzo, [[Galahad]] il Puro. Quarto, Sir Robin, molto meno coraggioso di Lancillotto, che a momenti affrontava il drago di Angnor, che quasi sfidava il pollo di Bristol, che alla battaglia di Badon Hill andò così di corpo che di lui ne rimase appena da mettere insieme un neonato. Malgrado le diverse prestazioni segnarono tutti un buon tempo. Anzi, più che un tempo, un'epoca, quella dei Cavalieri della Tavola Rotonda. (''[[Monty Python e il Sacro Graal]]'') *La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda. ([[Lancillotto]], ''[[Excalibur]]'') *– Non siamo più gli stessi, Artù.<br>– Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. ([[Lancillotto]], ''[[Excalibur]]'') ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i cavalieri della Tavola Rotonda giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. *Non torneranno più tutti insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca {{NDR|del [[Graal]]}}. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]]) *Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere. *Sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. ([[Re Artù]]) ==Voci correlate== *[[Cavaliere]] *[[Tavola Rotonda]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] fccb9z9jfvuoap6ewcq9ohdj6fk67gr Discussioni utente:Matteoberzanti 3 225618 1418944 2026-07-02T18:17:29Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1418944 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:17, 2 lug 2026 (CEST)}} h7m4ehrl086p2nekw73xg75go3mfonv Discussioni utente:Andry-andrys 3 225619 1418949 2026-07-02T19:57:41Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1418949 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:57, 2 lug 2026 (CEST)}} rx95f4ytsg429l6vgnpazrow5gb5udg Ginevra (ciclo arturiano) 0 225620 1418951 2026-07-02T19:59:54Z Skekzilla 17056 Creata pagina con "[[File:Guinevereford.jpg|thumb|Illustrazione di Ginevra]] '''Ginevra''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Ginevra== *Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. (''[[Excalibur]]'') *Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole. (''[[Excalibur]]'') ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra v..." 1418951 wikitext text/x-wiki [[File:Guinevereford.jpg|thumb|Illustrazione di Ginevra]] '''Ginevra''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Ginevra== *Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. (''[[Excalibur]]'') *Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole. (''[[Excalibur]]'') ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. *No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana. *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ==Citazioni su Ginevra== ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *– Vorrei che fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>– Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata amore, questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più! *– Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>– Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>– Ginevra...<br>– Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! *Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. ([[Lancillotto]]) *Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. ([[Gawain]]) *Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. ([[Re Artù]]) ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]]) *Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano. *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]]) *A quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza. *Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. *Sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]]) *Ser [[Mordred]] si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. *Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. ==Voci correlate== *[[Lancillotto]], amante *[[Re Artù]], marito ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi del ciclo arturiano]] [[Categoria:Sovrani mitologici]] j25osdn8ygn42q4fmpkc6fr0uqy6y2i Discussioni utente:~2026-37621-30 3 225621 1418961 2026-07-02T23:40:38Z Udiki 86035 /* Collegamenti interni */ nuova sezione 1418961 wikitext text/x-wiki == Collegamenti interni == Salve, i collegamenti interni vanno inseriti secondo '''[[Aiuto:Wikilink|questi criteri]]''' e non a casaccio. Per fare degli esperimenti c'è la [[WQ:pagina delle prove|pagina delle prove]], ma si può dire che tu ne abbia già fatte abbastanza di quel genere, quindi non è il caso di continuare neppure lì. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:40, 3 lug 2026 (CEST) 24fbceahrat4jw4y8t8noxm8168rj9f 1418968 1418961 2026-07-03T10:27:51Z ~2026-37621-30 107654 /* Collegamenti interni */ Risposta 1418968 wikitext text/x-wiki == Collegamenti interni == Salve, i collegamenti interni vanno inseriti secondo '''[[Aiuto:Wikilink|questi criteri]]''' e non a casaccio. Per fare degli esperimenti c'è la [[WQ:pagina delle prove|pagina delle prove]], ma si può dire che tu ne abbia già fatte abbastanza di quel genere, quindi non è il caso di continuare neppure lì. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:40, 3 lug 2026 (CEST) :Scusa [[Speciale:Contributi/&#126;2026-37621-30|&#126;2026-37621-30]] ([[Discussioni utente:&#126;2026-37621-30|discussione]]) 12:27, 3 lug 2026 (CEST) offgaon6c9txw01gwgyzut4aj69nkdb Pericle Patocchi 0 225622 1418970 2026-07-03T10:38:28Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "'''Pericle Patocchi''' (1911 – 1968), scrittore e insegnante svizzero. ==Citazioni di Pericle Patocchi== *[...] il ricordo quasi ossessionante, in mezzo alle grandi città, della mia [[Vallemaggia|Valmaggia]], immersa nel rombo del fiume e delle cascate, e le case di pietra tra i castagni, e i campani delle capre sui pendii, e un odore di felci e di latte.<ref>Da ''Pericle Patocchi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Ce..." 1418970 wikitext text/x-wiki '''Pericle Patocchi''' (1911 – 1968), scrittore e insegnante svizzero. ==Citazioni di Pericle Patocchi== *[...] il ricordo quasi ossessionante, in mezzo alle grandi città, della mia [[Vallemaggia|Valmaggia]], immersa nel rombo del fiume e delle cascate, e le case di pietra tra i castagni, e i campani delle capre sui pendii, e un odore di felci e di latte.<ref>Da ''Pericle Patocchi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Cenobio, Lugano, 1972, p. 153.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=fr}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Patocchi, Pericle}} [[Categoria:Insegnanti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] 10ixrtrch0yyzd0hyf84jzupclgft6a Alberto Pedrazzini 0 225623 1418974 2026-07-03T11:05:05Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "'''Alberto Pedrazzini''' (1852 – 1930), politico e scrittore svizzero. ==Citazioni di Alberto Pedrazzini== *​​Una volta, quand'ero giovanetto, ce n'era uno ​sulla collina di Locarno. Intorno al [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Santuario]] non si vedevano, come oggi, né alberghi, né ville, né castelli... ma si vedeva lo spirito folletto. Sicuro! Di giorno stava nascosto in chissà quale cupo anfratto della montagna. Di notte...​​, ah di no..." 1418974 wikitext text/x-wiki '''Alberto Pedrazzini''' (1852 – 1930), politico e scrittore svizzero. ==Citazioni di Alberto Pedrazzini== *​​Una volta, quand'ero giovanetto, ce n'era uno ​sulla collina di Locarno. Intorno al [[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)|Santuario]] non si vedevano, come oggi, né alberghi, né ville, né castelli... ma si vedeva lo spirito folletto. Sicuro! Di giorno stava nascosto in chissà quale cupo anfratto della montagna. Di notte...​​, ah di notte bisognava vederlo, che corse​, che salti, che ridde​​​ conduceva tutto solo, ​unico lume in mezzo alle tenebre​.<ref>Da ''I racconti del nonno'', Tipografia Commerciale Alberto Pedrazzini, Locarno, 1911, cap. ''Lo spirito folletto'', pp. 17-18.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=de}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Pedrazzini, Alberto}} [[Categoria:Politici svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] mimap7vxpmt1da09oi9p0b5zoyo2umj Konrad Pelikan 0 225624 1418976 2026-07-03T11:55:42Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "[[File:Konrad Pellikan (12158180).jpg|miniatura|Konrad Pelikan]] '''Konrad Pelikan''' (1478 – 1556), umanista e teologo protestante tedesco. ==Citazioni di Konrad Pelikan== *​Due giorni dopo riprendemmo il cammino in pianura verso il lago Maggiore e facemmo in barca il primo tratto di lago fino alla città di Locarno, munita da una formidabile roccia alla quale era collegato un [[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)|monastero di Francescani]] non riformati. Qu..." 1418976 wikitext text/x-wiki [[File:Konrad Pellikan (12158180).jpg|miniatura|Konrad Pelikan]] '''Konrad Pelikan''' (1478 – 1556), umanista e teologo protestante tedesco. ==Citazioni di Konrad Pelikan== *​Due giorni dopo riprendemmo il cammino in pianura verso il lago Maggiore e facemmo in barca il primo tratto di lago fino alla città di Locarno, munita da una formidabile roccia alla quale era collegato un [[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)|monastero di Francescani]] non riformati. Qui rimanemmo otto giorni, e cominciai a trovare insipido qualsiasi cibo cotto e persino il pane benché bianco: non ci davano né un intingolo, né un po' di brodo; il vino non so dire di che sapesse, ma era abbastanza buono.<ref>Da ''Chronikon''; citato in Domenico Bonini (a cura di), ''Con gli occhi degli altri: visitatori e illustratori delle terre ticinesi dal Duecento all'inizio del Novecento'', Armando Dadò editore, Locarno, 1996, p. 18. ISBN 88-86315-52-X</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Pelikan, Konrad}} [[Categoria:Teologi tedeschi]] [[Categoria:Umanisti tedeschi]] si5ll9nyyurgsrrt579sx50v99c5ziw