Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.9 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Dante Alighieri 0 162 1419116 1395428 2026-07-04T16:06:52Z IppolitoN 23099 /* Giosuè Carducci */ 1419116 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Portrait de Dante.jpg|thumb|Dante Alighieri]] {{indicedx}} '''Dante Alighieri''' (1265 – 1321), il ''Sommo poeta'' italiano. ==Citazioni di Dante Alighieri== *Che se in Fiorenza per via onorata non s'entra, io non entrerovvi giammai. E che? non potrò io da qualunque angolo della terra mirare il sole e le stelle? non potrò io sotto ogni plaga del cielo meditare le dolcissime verità, se pria non mi renda uom senza gloria, anzi d'ignominia, in faccia al popolo e alla città di Fiorenza? (dall'[[s:la:Epistulae (Dante Alighieri)#XII.|epistola XII]]; citato in Piero Fraticelli (a cura di), ''La Divina Commedia di Dante Alighieri col comento di Pietro Fraticelli'', G. Barbèra, Firenze, 1881, [http://www.archive.org/stream/ladivinacommedi03fratgoog#page/n35/mode/2up p. 20]) *Il volgare [[Sicilia|siciliano]] si attribuisce fama superiore a tutti gli altri per queste ragioni: che tutto quanto gli Italiani producono in fatto di poesia si chiama siciliano; e che troviamo che molti maestri nativi dell'isola hanno cantato con solennità [...] E in verità quegli uomini grandi e illuminati, Federico Cesare e il suo degno figlio Manfredi, seppero esprimere tutta la nobiltà e dirittura del loro spirito, e finché la fortuna lo permise si comportarono da veri uomini, sdegnando di vivere da bestie. Ed è per questo che quanti avevano in sé nobiltà di cuore e ricchezza di doni divini si sforzarono di rimanere a contatto con la maestà di quei grandi principi, cosicché tutto ciò che a quel tempo producevano gli Italiani più nobili d'animo vedeva dapprima la luce nella reggia di quei sovrani così insigni; e poiché sede del trono regale era la Sicilia, ne è venuto che tutto quanto i nostri predecessori hanno prodotto in volgare si chiama siciliano: ciò che anche noi teniamo per fermo, e che i nostri posteri non potranno mutare. (da ''De vulgari eloquentia'', I libro, XII cap.<ref>Traduzione di Pier Vincenzo Mengaldo in ''[http://www.danteonline.it/italiano/opere2.asp?idcod=000&idope=3&idliv1=1&idliv2=12&idliv3=1&idlang=IT DanteOnline.it]''.</ref>) *Venendo subito al punto, che chiamo lingua volgare quella che i bambini apprendono da chi sta loro intorno dal momento che cominciano ad articolare i suoni; oppure per esser più brevi, la lingua volgare è quella che, senza bisogno di regole, impariamo imitando la nostra nutrice. (da ''De vulgari eloquentia'', Milano, Garzanti, 2009, p. 3) ===Attribuite=== *[[Dio]] è Uno; l'[[Universo]] è un pensiero di Dio; l'Universo è dunque Uno esso pure. Tutte le [[cose]] vengono da Dio. Tutte partecipano, più o meno, della natura divina, a seconda del fine pel quale sono create. L'[[uomo]] è nobilissimo fra tutte le cose: Dio ha versato in lui più della sua natura che non sull'altre. Ogni cosa che viene da Dio tende al [[perfezionamento]] del quale è capace. La capacità di perfezionamento nell'uomo è indefinita. L'Umanità è Una. Dio non ha fatto cosa inutile; e poiché esiste una Umanità, deve esistere uno scopo unico per ''tutti'' gli uomini, un lavoro da compirsi per opera d'essi tutti. Il genere umano dovrebbe dunque lavorare unito sì che tutte le forze intellettuali diffuse in esso ottengano il più alto sviluppo possibile nella sfera del pensiero e dell'azione. Esiste dunque una Religione universale della natura umana.<ref name=maz>Citato in [[Giuseppe Mazzini]], ''Dei doveri dell'uomo'', in ''Dei doveri dell'uomo – Fede e avvenire'', a cura di Paolo Rossi, Mursia, Milano, cap. VII, p. 78.</ref> :Mazzini cita queste parole fra virgolette, come scritte da Dante. Si tratta di «una libera esposizione mazziniana del pensiero dantesco», secondo la nota del curatore.<ref name=maz/> *[[Genova]], aria senza uccelli, mare senza pesci, monti senza legna, uomini senza onore e donne senza pudore.<ref name=martigli>Citato in Carlo A. Martigli, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/05/31/il-papa-genovese-mancato-alla-storiaGenova06.html Il Papa genovese mancato alla storia]'', ''la Repubblica'', 31 maggio 2017.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La paternità di questo proverbio è ignota.<ref name=martigli/> *''Non ti curar di loro, ma guarda e passa.'' :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La citazione corretta è: «''Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.''»<ref>{{Cfr}} ''[http://www.corriere.it/solferino/severgnini/07-01-06/01.spm Ragioniamo di Dante (ma senza sbagliare citazione!)]'', ''Corriere.it'', 7 gennaio 2006.</ref> ==''Divina Commedia''== {{Vedi anche|Divina Commedia}} ==''Vita nuova''== ===[[Incipit]]=== In quella parte del libro de la mia memoria dinanzi a la quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica la quale dice: ''Incipit''<ref>Questo incipit costituisce anche l'incipit del libro di [[Fruttero & Lucentini]], appunto ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref>'' vita nova''. Sotto la quale rubrica io trovo scritte le parole le quali è mio intendimento d'assemplare in questo libello; e se non tutte, almeno la loro sentenzia.<br /> Nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, quanto a la sua propria girazione, quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente, la quale fu chiamata da molti [[Beatrice Portinari|Beatrice]] li quali non sapeano che si chiamare.<br /> Ella era in questa vita già stata tanto, che ne lo suo tempo lo cielo stellato era mosso verso la parte d'oriente de le dodici parti l'una d'un grado, sì che quasi dal principio del suo anno nono apparve a me, ed io la vidi quasi da la fine del mio nono.<br /> Apparve vestita di nobilissimo colore, umile e onesto, sanguigno, cinta e ornata a la guisa che a la sua giovanissima etade si convenia. ===Citazioni=== *Ecco un iddio più forte di me, che viene a signoreggiarmi. (1857<ref>Traduzione di Pietro Fraticelli, [http://books.google.it/books?id=D80OAAAAIAAJ&pg=PA56 p. 56]. Tale ''iddio'' è [[Amore]].</ref>) :''Ecce deus fortior me, qui veniens dominabitur michi''. (''[[s:Vita nuova/Capitolo II#capitolo 2 versetto4|Capitolo II]]'') *L'anima era tutta data nel pensare di questa gentilissima; onde io divenni in picciolo tempo poi di sì fraile e debole condizione, che a molti amici pesava de la mia vista; e molti pieni d'invidia già si procacciavano di sapere di me quello che io volea del tutto celare ad altrui.<br />Ed io, accorgendomi del malvagio domandare che mi faceano [...] rispondea loro che Amore era quelli che così m'avea governato. [...]<br />E quando mi domandavano "Per cui t'ha così distrutto questo [[Amore]]?", ed io sorridendo li guardava, e nulla dicea loro. (da [[s:Vita nuova/Capitolo IV|''Capitolo IV'']]) *''Lo viso mostra lo color del core.'' (da [[s:Vita nuova/Capitolo XV|''Capitolo XV'']]) *''Ingégnati, se puoi, d'esser palese.'' (da [[s:Vita nuova/Capitolo XIX|''Capitolo XIX'']]) *''Tanto [[gentilezza|gentile]] e tanto onesta pare | la donna mia quand'ella altrui saluta, | ch'ogne lingua deven tremando muta, | e li occhi no l'ardiscon di guardare.'' (da [[s:Vita nuova/Capitolo XXVI|''Capitolo XXVI'']]) ===[[Explicit]]=== Appresso questo sonetto apparve a me una mirabile visione, ne la quale io vidi cose che mi fecero proporre di non dire più di questa benedetta infino a tanto che io potesse più degnamente trattare di lei.<br /> E di venire a ciò io studio quanto posso, sì com'ella sae veracemente. Sì che, se piacere sarà di colui a cui tutte le cose vivono, che la mia vita duri per alquanti anni, io spero di dicer di lei quello che mai non fue detto d'alcuna.<br /> E poi piaccia a colui che è sire de la cortesia, che la mia anima se ne possa gire a vedere la gloria de la sua donna, cioè di quella benedetta Beatrice, la quale gloriosamente mira ne la faccia di colui ''qui est per omnia secula benedictus''. Amen. ===Citazioni sulla ''Vita nuova''=== *Dante dopo la Pasqua del 1300 imprese a scrivere la Vita Nuova a fine di far conoscere le fasi che la sua Musa aveva percorso sino al 1300, e ciò a che ella intendeva: cioè per far conoscere il suo carattere poetico, di poeta lirico erotico, di poeta lirico filosofo e morale, e di poeta epico; cosi però che, mentre gli ultimi due erano soltanto indicati, il primo era perfettamente sviluppato, come quello che, essendo l'espressione della prima età dell'uomo, ''dell'Adolescenza'', doveva essere completamente trattato in questo libro, in cui si conveniva pur indicare come una nobile natura possa essere mediante Amore preparata e condotta alla virtù. Ond'è che la ''Vita Nuova'' sarà la storia di ciò che la nobile sua natura preparò nella prima etade a perfezionamento delle susseguenti: la storia dell'intellettuale e morale perfezionamento di Dante, iniziato dall'Amore suo per Beatrice Portinari, continuato dall'Amore suo per le scienze filosofiche e teologiche; la prima delle quali avevagli dettato il canto della ''Rettitudine'', e la seconda stava preparandolo al Canto della ''Restaurazione sociale'' [...].<br>Ond'è che a ragione potrà anche dirsi, che la Vita Nuova sia l'Introduzione alla Divina Commedia, e in pari tempo il Proemio al Convito; mentre senza di essa non potremmo di certo farci un'idea né dell' essere di Beatrice né della ragione delle due opere. ([[Antonio Lubin]]) *Il libro della V. N. non è una storia degli anni giovanili di Dante, come fu detto da alcuno; e quindi, sebbene presso [[Francesco Petrarca|Petrarca]], [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]] e Dante stesso si trovino le parole ''vita nuova'' nel senso di ''età giovanile'', di ''prima età''; non è per questo a dirsi che queste parole nel titolo di quel libro abbiano lo stesso valore, e {{sic|sieno}} da prendersi nella piena estensione del loro significato comune; mentre e da quelle parole, di già riportate: ''in una parte del libro della mia memoria si trova un rubrica, la quale dice: incipit Vita Nova''; e dall'intendimento espresso di voler assemprare in esso libro quelle delle sue poesie che potessero farne conoscere ''la sentenzia di tutte'' – intendimento che gl'impedì il trattar di proposito in questo libro della morte di Beatrice – e finalmente dal contenuto stesso del libro si vede apertamente che la ''Vita Nuova'' non contiene la storia dell'adolescenza e della prima gioventù di Dante; ma soltanto la storia e il carattere della sua Musa, inspirata da amore nella sua adolescenza. ([[Antonio Lubin]]) ==''Convivio''== ===[[Incipit]]=== Sì come dice lo Filosofo nel principio de la Prima Filosofia, tutti li uomini naturalmente desiderano di sapere. La ragione di che puote essere ed è che ciascuna cosa, da providenza di propria natura impinta è inclinabile a la sua propria perfezione; onde, acciò che la scienza è ultima perfezione de la nostra anima, ne la quale sta la nostra ultima felicitade, tutti naturalmente al suo desiderio semo subietti. ===Citazioni=== *Dispregiar se medesimo è per sè biasimevole, però che a l'amico dee l'uomo lo suo [[difetto]] contare strettamente, e nullo è più amico che l'uomo a sè; onde ne la camera de' suoi pensieri se medesimo riprender dee e piangere li suoi difetti, e non palese. ({{Source|Convivio/Trattato primo|Dispregiar se medesimo|Trattato I, capitolo II, 5}}) *[...] lo consentire è uno confessare, villania fa chi loda o chi biasima dinanzi al viso alcuno, perché né consentire né negare puote lo così estimato sanza cadere in colpa di lodarsi o di biasimare. ({{Source|Convivio/Trattato primo|lo consentire è uno confessare|Trattato I, capitolo II, 11}}) *Questi {{NDR|"gli uomini mutevoli e facili a giudicare"}} sono da chiamare pecore, e non uomini; ché se una pecora si gittasse da una ripa di mille passi, tutte l'altre andrebbero dietro; e se una pecora per alcuna cagione al passare d'una strada salta, tutte l'altre saltano, eziandio nulla veggendo da saltare. E io ne vidi già molte in uno pozzo saltare per una che dentro vi saltò, forse credendo saltare uno muro, non ostante che 'l pastore, piangendo e gridando, con le braccia e col petto dinanzi a esse si parava. ({{Source|Convivio/Trattato primo|questi sono da chiamare pecore|Trattato I, capitolo XI, 9}}) *''Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete, | udite il ragionar ch'è nel mio core, | ch'io nol so dire altrui, sì mi par novo.'' ({{Source|Convivio/Trattato secondo|Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete|Trattato II, canzone prima, 1-3}}<ref name=c1>Presente anche in ''Rime'', LXXIX, ''[[s:Rime (Dante)/LXXIX - Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete|Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete]]''.</ref>) *''Chi veder vuol la salute, | faccia che li occhi d'esta donna miri, | sed e' non teme angoscia di sospiri''. ({{Source|Convivio/Trattato secondo|Chi veder vuol la salute|Trattato II, canzone prima, 24-26}}<ref name=c1/>) *Ma però che non subitamente nasce amore e fassi grande e viene perfetto, ma vuole tempo alcuno e nutrimento di pensieri, massimamente là dove sono pensieri contrari che lo 'mpediscano, convenne, prima che questo nuovo amore fosse perfetto, molta battaglia intra lo pensiero del suo nutrimento e quello che li era contraro, lo quale per quella gloriosa Beatrice tenea ancora la rocca de la mia mente. ({{Source|Convivio/Trattato secondo|Ma però che non subitamente|Trattato II, capitolo II, 3}}) *Dico che intra tutte le bestialitadi quella è stoltissima, vilissima e dannosissima, chi crede dopo questa vita non essere altra vita; però che, se noi rivolgiamo tutte le scritture, sì de' filosofi come de li altri savi scrittori, tutti concordano in questo, che in noi sia parte alcuna perpetuale. ({{Source|Convivio/Trattato secondo|bestialitadi|Trattato II, capitolo VIII [IX], 8}}) *[...] la [[Cristianesimo|dottrina veracissima]] di Cristo, la quale è via, verità e luce: via, perché per essa sanza impedimento andiamo a la felicitade di quella immortalitade; verità, perché non soffera alcuno errore; luce, perché allumina noi ne la tenebra de la ignoranza mondana. ({{Source|Convivio/Trattato secondo|la dottrina veracissima di Cristo|Trattato II, capitolo VIII [IX], 14}}) *[...] essere suole che l'uomo va cercando argento e fuori de la 'ntenzione truova oro, lo quale occulta cagione presenta, non forse sanza divino imperio [...]. ([[s:Convivio/Trattato secondo|Trattato II]], capitolo XII [XIII], 5) *[...] non dee l'uomo, per maggiore [[amicizia|amico]], dimenticare li servigi ricevuti dal minore. ({{Source|Convivio/Trattato secondo|Non dee l'uomo|Trattato II, capitolo XV [XVI], 6}}) *''[[Amore|Amor]] che ne la mente mi ragiona | de la mia donna disiosamente, | move cose di lei meco sovente, | che lo 'ntelletto sovr'esse disvia.'' ({{Source|Convivio/Trattato terzo|Amor che ne la mente mi ragiona|Trattato III, canzone seconda, 1-4}}<ref name=c2>Presente anche in ''Rime'', LXXXI, ''[[s:Rime (Dante)/LXXXI - Amor che ne la mente mi ragiona|Amor che ne la mente mi ragiona]]''.</ref>) *''Non vede il sol, che tutto 'l mondo gira, | cosa tanto gentil, quanto in quell'ora | che luce ne la parte ove dimora | la donna di cui dire Amor mi face.'' ({{Source|Convivio/Trattato terzo|Non vede il sol|Trattato III, canzone seconda, 19-22}}<ref name=c2/>) *[...] [[Filosofia]] non è altro che amistanza a sapienza. ({{Source|Convivio/Trattato terzo|Filosofia non è|Trattato III, capitolo XI, 6}}) *Nullo sensibile in tutto lo mondo è più degno di farsi essemplo di Dio che 'l [[sole]]. ({{Source|Convivio/Trattato terzo|sole|Trattato III, capitolo XII, 7}}) *[...] la [[moralità|moralitade]] è bellezza de la filosofia. ({{Source|Convivio/Trattato terzo|la moralitade è bellezza de la filosofia|Trattato III, capitolo XV, 11}}) *''Le dolci rime d'amor ch'i' solia | cercar ne' miei pensieri, | convien ch'io lasci; non perch'io non speri | ad esse ritornare, | ma perché li atti [[sdegno|disdegnosi]] e feri | che ne la donna mia | sono appariti m'han chiusa la via | de l'usato parlare.'' ({{Source|Convivio/Trattato quarto|Le dolci rime d'amor ch'i' solia|Trattato IV, canzone terza, 1-8}}<ref name=c3>Presente anche in ''Rime'', LXXXII, ''[[s:Rime (Dante)/LXXXII - Le dolci rime d'amor ch'i' solia|Le dolci rime d'amor ch'i' solia]]''.</ref>) *''[[Federico II di Svevia|Tale imperò]] che gentilezza''<ref>Qui "gentilezza" ha il significato di [[nobiltà]]. Il tale che imperò, a cui è attribuita la convinzione è [[Federico II di Svevia]].</ref>'' volse, | secondo 'l suo parere, | che fosse antica possession d'avere | con reggimenti belli''. ({{Source|Convivio/Trattato quarto|Federico II di Svevia|Trattato IV, canzone terza, 21-24}}<ref name=c3/>) *''È gentilezza dovunqu'è [[virtù|vertute]], | ma non vertute ov'ella; | sì com'è 'l cielo dovunqu'è la stella, | ma ciò non e converso. | E noi in donna e in età novella | vedem questa salute, | in quanto vergognose son tenute, | ch'è da vertù diverso.'' ({{Source|Convivio/Trattato quarto|È gentilezza dovunqu'è vertute|Trattato IV, canzone terza, 101-108}}<ref name=c3/>) *Veramente [[Aristotele|Aristotile]], che Stagirite ebbe sopranome, e [[Senocrate|Zenocrate Calcedonio]], suo compagnone, [e per lo studio loro], e per lo 'ngegno [singulare] e quasi divino che la natura in Aristotile messo avea, questo fine conoscendo per lo modo socratico quasi e academico, limaro e a perfezione la filosofia morale redussero, e massimamente Aristotile. E però che Aristotile cominciò a disputare andando in qua e in lae, chiamati furono – lui dico, e li suoi compagni – [[Scuola peripatetica|Peripatetici]], che tanto vale quanto 'deambulatori'. E però che la perfezione di questa moralitade per Aristotile terminata fue, lo nome de li Academici si spense, e tutti quelli che a questa setta si presero Peripatetici sono chiamati; e tiene questa gente oggi lo reggimento del mondo in dottrina per tutte parti, e puotesi appellare quasi cattolica oppinione. Per che vedere si può, Aristotile essere additatore e conduttore de la gente a questo segno. E questo mostrare si volea. ({{Source|Convivio/Trattato quarto|Veramente Aristotile|Trattato IV, capitolo VI, 15-16}}) *Conviensi adunque essere prudente, cioè [[Saggezza|savio]]: e a ciò essere si richiede buona memoria de le vedute cose, buona conoscenza de le presenti e buona provedenza de le future. ({{Source|Convivio/Trattato quarto|Conviensi adunque essere prudente|Trattato IV, capitolo XXVII, 5}}) ==''Le Rime''== *''[[Guido Cavalcanti|Guido]], i' vorrei che tu [[Lapo Gianni|Lapo]] ed io | fossimo presi per incantamento | e messi in un vasel, ch'ad ogni vento | per mare andasse al voler vostro e mio''. (da ''Guido, i' vorrei che tu Lapo ed io'') *''Se io sarò là dove sia | Fioretta mia bella'' [a sentire], | ''allor dirò la donna mia | che port'in testa i miei sospire. | Ma per crescer disire | mia donna verrà | coronata da Amore''. (da ''Per una ghirlandetta'') *''Tu, Violetta, in forma più che umana, | foco mettesti dentro in la mia mente | col tuo piacer ch'io vidi; | poi con atto di spirito cocente | creasti speme, che in parte mi sana''. (da ''Deh, Violetta, che in ombra d'Amore'') *''«Or ecco leggiadria di gentil core, | per una sì delvaggia dilettanza | lasciar le donne e lor gaia sembianza!» | Allor, temendo non che senta Amore, | prendo vergogna, onde mi ven pesanza''. (da ''Sonar brachetti, e cacciatori aizzare''.) *''Un dì si venne a me [[Malinconia]] | e disse: «Io voglio un poco stare teco»; | e parve a me ch'ella menasse seco | [[Dolore]] e [[Ira]] per sua compagnia''. (da ''Un dì si venne a me Malinconia'') {{NDR|Dante Alighieri, ''Rime'', ''Opere Minori'', in ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano 1965}} ==''De Monarchia''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== Omnium hominum quos ad amorem veritatis natura superior impressit hoc maxime interesse videtur: ut, quemadmodum de labore antiquorum ditati sunt, ita et ipsi posteris prolaborent, quatenus ab eis posteritas habeat quo ditetur. ====Traduzione==== El principale huficio di tutti gli huomini, i quali dalla natura superiore sono tirati ad amare la verità, pare che ·ssia questo: che ·ccome loro sono aricchiti per la fatica degli antichi, così s'affatichino di dare delle medesime riccheze a quelli che dopo loro verranno. ([[s:Monarchia/Libro I/Capitolo I|I, I]]) ===Citazioni=== *Dovunque può essere [[lite|litigio]], ivi debbe essere g[i]udicio. ([[s:Monarchia/Libro I/Capitolo XII|I, XII]]) *L'umana generatione, quando è massime libera, hottimamente vive. ([[s:Monarchia/Libro I/Capitolo XIV|I, XIV]]) {{NDR|''Monarchia'', a cura di Prudence Shaw, traduzione di [[Marsilio Ficino]], in «Studi Danteschi», LI (1978)}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''De vulgari eloquentia''=== [[File:De vulgari eloquentia.tif|thumb|''De vulgari eloquentia'', 1577]] Cum neminem ante nos de vulgaris eloquentie doctrina quicquam inveniamus tractasse, atque talem scilicet eloquentiam penitus omnibus necessariam videamus, cum ad eam non tantum viri sed etiam mulieres et parvuli nitantur, in quantum natura permictit, volentes discretionem aliqualiter lucidare illorum qui tanquam ceci ambulant per plateas, plerunque anteriora posteriora putantes, – Verbo aspirante de celis – locutioni vulgarium gentium prodesse temptabimus, non solum aquam nostri ingenii ad tantum poculum aurientes, sed, accipiendo vel compilando ab aliis, potiora miscentes, ut exinde potionare possimus dulcissimum ydromellum. ===''Egloghe''=== ====Originale==== <poem>Vidimus in nigris albo patiente lituris Pyerio demulsa sinu modulamina nobis. Forte recensentes pastas de more capellas tunc ego sub quercu meus et Melibeus eramus.</poem> ====Traduzione==== :Sul foglio bianco deturpato dai neri segni ho visto un carme, spremuto per me dal seno delle Muse. Eravamo soli, io e Melibeo, sotto una quercia, intenti come al solito a contare le sazie caprette.<ref name=Ope>da ''Dante Alighieri Opere Minori'', ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano 1965.</ref> ===''Epistole''=== Reverendissimo in Christo patri dominorum suorum carissimo domino Nicholao miseratione celesti Ostiensi et Vallatrensi episcopo, Apostolice Sedis legato, necnon in Tuscia Romaniola et Marchia Tervisina et partibus circum adiacentibus paciario per sacrosanctam Ecclesiam ordinato, devotissimi filii A. capitaneus Consilium et Universitas partis Alborum de Florentia semetipsos devotissime atque promptissime recommendant. ===''Quaestio de aqua et de terra''=== ====Originale==== Universis et singulis presentes litteras inspecturis, Dantes Alagherii de Florentia inter vere phylosophantes minimus, in Eo salutem qui est principium veritatis et lumen. ====Traduzione==== :A tutti, uno per uno, quelli sotto gli occhi dei quali cadrà questo scritto, Dante Alighieri di [[Firenze]], il più insignificante di tutti i filosofi, augura salute in Colui che è principio e luce di verità.<ref name=Ope /> ==Citazioni su Dante Alighieri== *Alle creature sue Dante dava, d'abitudine, con pochi e gagliardi tratti, un'attitudine sintetica; abbozzava con michelangiolesca foga; ma non compiva; lasciava che l'immaginazione, possentemente scossa e ravvivata, facesse per conto proprio il minuto disegno. Uno schizzo fugace rinchiudeva il corpo, l'anima di un mondo determinatissimo. ([[Arturo Farinelli]]) *''Allor che Amore, ne' desiri errante, | portando al cuore il sovvenir di lei, | coronò di martir li occhi di Dante, || ed ei parlava ai pallidi romei | e lo traeva intelligenza nuova | là, dove pura luce, da te sei. || Era il suo canto come di chi trova | nel solo esilio, ed era il suo pensiero | come cielo che in mare immenso piova.'' ([[Giovanni Pascoli]]) *''Amore, e Carità suo fuoco accese | Dante a cantare i tristi, e lieti Regni, | fior di virtù, e fior di tutti ingegni, | che dall'empireo Ciel fra noi discese.'' ([[Burchiello]]) *''Altissimo | signor del sommo canto''. ([[Ugo Foscolo]]) *Che Dante non amasse l'[[Italia]], chi vorrà dirlo? Anch'ei fu costretto, come qualunque altro l'ha mai veracemente amata, o mai l'amerà, a flagellarla a sangue, e mostrarle tutta la sua nudità, sì che ne senta vergogna. ([[Ugo Foscolo]]) *Conoscere e descrivere la mente di Dante sarà mai possibile? Egli eclissa nella profondità del suo pensiero: volontariamente eclissa. ([[Giovanni Pascoli]]) *Conosceva tutte le passioni umane, proprio tutte. Attratto dalle cose bellissime e dalle cose bassissime. Stava attento ma era attratto anche dal fascino del male. [...] Ma a parte tutte le innovazioni si ama Dante, proprio perché parla di noi, di ognuno di noi. Nessuno conosce meglio le passioni umane, il profondo dell'animo umano come lo conosce Dante. ([[Roberto Benigni]]) *Credo che tutti i lettori di Dante siano in qualche modo viziati dalla giovanile lettura parcellare imposta dalla scuola. […] Leggendo la Divina Commedia d'un fiato, mi rendevo conto di contrastare una antica malsana usanza; ma di meglio non potevo fare. […] Dante è un enigmatico, e almeno una volta accettiamolo per quel che è. Ha i suoi motivi per non farsi capire subito, e qualche volta per essere assolutamente impenetrabile. È una corsa stremante tra luci e tenebre, stelle, lune, soli, misteriosi frammenti di edifici regali e sacri, con mutile, occulte scritte. Il percorso è talora nitido, geometrico; talora è paludoso, è uno strisciar tra cunicoli ed antri. Non capire è importante. ([[Giorgio Manganelli]]) *''Dante Alighier, s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' ([[Cecco Angiolieri]]) *''Dante Alighieri che sorresse il mondo | in suo pugno ed i fonti | dell'universa vita ebbe in suo cuore''. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *''Dante alla porta di Paolo e Francesca | spia chi fa meglio di lui: | lì dietro si racconta un amore normale | ma lui saprà poi renderlo tanto geniale. | E il viaggio all'inferno ora fallo da solo | con l'ultima invidia lasciata là sotto un lenzuolo''. ([[Fabrizio De André]]) *Dante, altiero e ghibellino, ritraeva schifamente l'animo da chiunque non fosse conosciuto per fama o per infamia. Il suo cuore era in Alemagna: officina d'ogni tirannia e d'ogni vassallaggio, che per secoli hanno afflitto tutta Europa. E chi, in quella barbarie di tempi, cercava gli abituri della povera plebe, quando non fosse per manometterla o farnela uscire a parteggiare? Dante pellegrinava da castello a castello; né altro vedeva nel mondo fuorché imperatori, e re, e papi; e Cane, e Meroello, e Guido. I villani «gli puzzavano»; e gli doleva di veder «cambiare e mercare» colui il cui avolo aveva limosinato; né gli sarebbe paruto di mal fare, potendo pur rendere la religione stromento di vendette e di carneficine. ([[Giovita Scalvini]]) *Dante, che è Dante, non ebbe sempre lo stesso culto, stando al numero delle edizioni della sua ''Commedia'', il quale nel sec. XVII fu scarsissimo, a cagione del cattivo gusto predominante.<br />La civiltà italiana si può misurare alla stregua della ''varia fortuna di Dante'', come direbbe il [[Giosuè Carducci|Carducci]], ossia del culto di Dante rivelato principalmente dalle edizioni e dalle illustrazioni del suo poema. ([[Carlo Lozzi]]) *Dante ci invita a guardare in alto, ma ci spinge anche a vedere quanto siamo schifosi. Per questo che nel primo girone ci mette i lussuriosi: io mi ci vedrei bene. ([[Roberto Benigni]]) *Dante, come ogni altro grand'uomo, era pieno di sé – chè senza intima fiducia a nulla di sommo si arriva – e non solo tradisce questo in molte frasi della sua ''Divina Comedia'', ma lo confessa francamente nel C. XIII del ''Purgatorio'' (dal v. 133 al 138) dove dice che non ha tanto paura di passare un po' di tempo nel luogo degli invidiosi, quanto in quello de' superbi. ([[Carlo Dossi]]) *Dante è medioevale per la forma del suo poema (visione), per la struttura ternaria di esso, per il {{sic|sustrato}} teologico e filosofico; ma per l'umanità profonda di alcuni episodi, per lo squisito senso della vita e della natura (chi non ricorda le sue marine, i suoi prati fioriti?) annunzia già luminosamente i tempi nuovi. ([[Domenico Alaleona]]) *Dante è tal poeta che non sarà mai popolare, né potrà mai destare entusiasmo nelle masse. La natura schiva del suo ingegno lo apparta, lo segrega, e se lo rende più caro a chi s'interna nelle latebre del suo carattere, fa sì però che pel volgo rimanga sempre un libro chiuso con sette suggelli. ([[Vittorio Imbriani]]) *''Dante | era molto arrogante. | Di parlare coi santi assumeva il diritto. | Solo col Padre Eterno è stato un poco zitto.'' ([[Guido Almansi]]) *Dante era tutt'altro che mansueto: e non era certo la rassegnazione il suo difetto principale. ([[Raffaele Garofalo]]) *Dante insegna la strada maestra della norma: l'inferno, il paradiso, il limbo, il premio o la punizione. È la grancassa del cattolicesimo, è un poeta funzionale, bravino ma interessato a compiacere, insomma, spera di essere ben presto a busta paga per i servigi resi. È critico ma solo quel tantino che fa birichino e niente più, in effetti è ligio e monolitico. In altre parole, insegna a piegare il capo e a inginocchiarsi. Tutto in lui è funzionale al potere. ([[Aldo Busi]]) *Dante mio, io voglio che tu t'emendi e che tu consideri meglio il parlar Fiorentino, e la tua opera, e vedrai, che se alcuno s'arà da vergognare, sarà piuttosto Firenze, che tu; perché se considererai bene a quel che tu hai detto, tu vedrai come ne' tuoi versi non hai fuggito il goffo, come quello: ''Poi ci partimmo, e n'andavamo introque''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XX canto, v. 130.</ref>; non hai fuggito il porco, com'è quello: ''Che merda fa di quel che si trangugia''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXVIII canto, v. 27.</ref>; non hai fuggito l'osceno, come è: ''Le mani alzò con ambedue le fiche''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXV canto, v. 2.</ref>; e non avendo fuggito questo che disonora tutta l'opera tua, tu non puoi aver fuggito infiniti vocaboli patrj, che non s'usano altrove, che in quella, perché l'arte non può mai in tutto repugnare alla natura. ([[Niccolò Machiavelli]]) *Dante non sarebbe forse partito mai da Verona, se il suo costume alquanto aspro e feroce, e il suo parlare troppo libero e franco non l'avessero a poco a poco fatto decadere dalla grazia di Can Grande I, che per un pezzo l'avea avuto carissimo e in sommo onore. [...] Tra la turba d'istrioni e d'altre persone festevoli che lo Scaligero teneva in corte, uno essendone che riusciva a tutti sommamente caro, di lui disse un giorno in presenza di molti Cangrande a Dante: ''Come sta egli mai, che costui, il quale è un balordo, sia grato a tutti, e tu che vieni riputato sapiente, nol sia?'' Al che Dante subito rispose: ''Non è meraviglia, perché la similitudine e l'uniformità de' costumi partorisce grazia e amicizia!'' ([[Gaetano Moroni]]) *Dante [...], pur essendo, come poeta, un grande innovatore, fu, come pensatore, alquanto indietro sui tempi. [...] Il pensiero di Dante è interessante, non solo per sé, ma perché è il pensiero d'un laico; ma non ebbe ripercussioni, ed era inoltre disperatamente fuori moda. ([[Bertrand Russell]]) *Dante sembra il poeta della nostra epoca. ([[Alphonse de Lamartine]]) *Dell'Italiano che più di niun altro raccolse in sé l'ingegno, le virtù, i vizi, le fortune della patria. Egli ad un tempo uomo d'azioni e di lettere, come furono i migliori nostri; egli uomo di parte; egli esule, ramingo, povero, traente dall'avversità nuove forze e nuova gloria; egli portato dalle ardenti passioni meridionali fuori di quella moderazione che era nella sua altissima mente; egli, più che da niun altro pensiero, accompagnato lungo tutta la vita sua dall'amore; egli, insomma, l'Italiano più italiano che sia stato mai. ([[Cesare Balbo]]) *Dopo [[Omero]] nessun poeta, per mio giudicio, può alzarsi a competere con l'Alighieri, salvo [[William Shakespeare|Guglielmo Shakspeare]], gloria massima dell'[[Inghilterra]]. E per fermo, ne' drammi di lui l'animo e la vita umana vengon ritratti così al vero e scandagliati e disaminati così nel profondo, che mai nol saranno di più. Ma le condizioni peculiari della drammatica e l'indole propria degl'ingegni settentrionali impedirono a Shakspeare di raggiungere quella perfetta unione sì delle diverse materie poetiche e sì di tutte l'eccellenze e prerogative onde facciamo discorso. E veramente nelle composizioni sue la religione si mostra sol di lontano e molto di rado; e tra le specie differenti e delicatissime d'amore ivi entro significate, manca quella eccelsa e spiritualissima di cui si scaldò l'amante di Beatrice. ([[Terenzio Mamiani]]) *E Dante, che sviene ogni momento! ([[Jules Renard]]) *È indiscutibile che a Dante spettano i meriti di un demiurgo. Prima di lui alla preponderanza schiacciante del [[Lingua latina|latino]], e all'uso occasionale delle due lingue di [[Francia]] {{NDR|lingua d'oc e lingua d'oïl}}, letterariamente insigni, non si contrapponevano che dialetti in via di dirozzamento, e tentativi sporadici di assurgere all'arte e alla bellezza. Tutta l'opera di Dante ha una «carica» spirituale nuova e potente, che in breve tempo opera un rivolgimento nell'opinione pubblica in [[Toscana]] e fuori, e fa d'un balzo assurgere l'italiano al livello di grande lingua, capace di alta poesia e di speculazioni filosofiche. ([[Bruno Migliorini]]) *E voi, cari ragazzi, di chi è stato il promotore dell'apprendimento sotto la guida del Magistero della Chiesa, continuate come state facendo ad amare e ad interessarvi del nobile poeta, di colui che Noi non esitiamo a chiamare il più eloquente cantante dell'ideale Cristiano. ([[Papa Benedetto XV]]) *Fu adunque questo nostro poeta di mediocre statura, e, poi che alla matura età fu pervenuto, andò alquanto curvetto, e era il suo andare grave e mansueto, d'onestissimi panni sempre vestito in quell'abito che era alla sua maturità convenevole. Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso. ([[Giovanni Boccaccio]]) *Ho sempre provato un segreto rammarico al pensare che Dante non abbia mai visitato la parte meridionale di Italia. La Divina Commedia, considerata sotto questo aspetto, potrebbe forse sembrare opera cui non tutta Italia die' eguale tributo. Ora chi potrebbe dire quali e quante immagini, e motivi, e ispirazioni, egli avrebbe tratte dalla visione di questo mare e di questo cielo, egli che per le descrizioni e cenni, mirabili d'evidenza, dei luoghi da lui visti, ci dà quasi l'itinerario del suo esilio? Chi pensi all'entusiasmo onde Boccaccio e il Petrarca s'accesero al veder questa eletta parte dell'umile Italia, non può se non dolersi che al gran padre Dante non fosse concesso dalle condizioni dei tempi e dall'ira degli uomini di esserne ospite, come i suoi grandi amici Giotto e Cino, e di attinger qui qualcuna delle sue ispirazioni immortali. Forse alla sua fiera anima di Ghibellino la Napoli Angioina sarebbe parsa, come a Cino, terra servile. Ma qual parte o qual città di Italia fu immune dalle sue fiere rampogne? E tutte quelle ch'ei maledisse, non l'hanno forse poi benedetto e salutato padre? ([[Alessandro Chiappelli]]) *I fiorentini amano il vino. Dante medesimo fu altissimo poeta e grande bevitore. ([[Vasco Pratolini]]) *Il Boccaccio {{NDR|nella sua ''La vita di Dante''}} vede in Dante un uomo straordinario per la grandezza dell'ingegno e per la smisurata dottrina acquisita con lunghi, pazienti, profondi studi, per l'altissimo valore poetico; un eroe degno d'una statua monumentale per la glorificazione che fece di Firenze, della sua ingrata patria; un eroe che sarebbe in terra divenuto un Iddio, se quant'ebbe impedimenti avesse avuto favori, se quant'ebbe impedimenti avesse avuto agevolezze. ([[Ciro Trabalza]]) *Il poeta fiorentino è l'inizio dell'Umanesimo; l'arte lascia con lui le nebbie del passato e scende sulla terra a guardare, il poeta fiorentino è l'Uomo, e non l'Uomo-idea o l'Uomo-simbolo, o l'Uomo-astrazione, ma l'Uomo-argilla, l'Uomo-carne, l'Uomo-materia. ([[Alfredo Niceforo]]) *Il poeta nel significato più alto e più nobile del termine non è un facitore di versi, ma un essere ispirato, un veggente: nelle cui parole non è tanto la rappresentazione delle cose visibili, quanto la rivelazione delle invisibili. Tale, e più di ogni altro, è Dante. ([[Sebastiano Arturo Luciani]]) *Il [[poeta]] reinventa la lingua perché reinventa lo sguardo, dandogli la profondità insondabile del senso, che è dono di Dio all’uomo, evento di bellezza, giustizia e verità. Questa passione poetica della parola come specchio profetico del mistero dell'uomo io la trovo in Dante inestinguibilmente accesa. Ogni lettore di poesia ha, presto o tardi, un incontro destinato da sempre con Dante. ([[José Tolentino de Mendonça]]) *Il rapporto di Dante con le donne è molto complesso, perché il ventaglio delle donne reali nella vita di Dante e nella vita immaginata di Dante Alighieri è molto difforme. C’è un’idealizzazione della donna che avviene quando lui ha nove anni. Lui la madre vera l’ha persa quando aveva cinque anni, per cui lui è figlio di un padre e di una madre matrigna. I vicini di casa della famiglia Portinari avevano sei figlie femmine e una di queste è Beatrice, una bambina di nove anni, sua coetanea. Dante incontra lo sguardo di Lei e da quel momento diventa quasi prigioniero di quello sguardo, ecco perché nove è il numero magico di Beatrice, perché la incontra a nove anni. Il Poeta per altri nove anni la segue a Firenze, senza ottenere mai da lei un incoraggiamento, fin quando a diciotto anni, prima di entrare nella chiesa dove la ragazza va tutte le sere a Santa Margherita dei Cerchi che è la chiesa dei Portinari, improvvisamente decide di fermarsi, di guardarlo e di sorridergli e gli dice “vi saluto” che è l’unica frase che Dante sentirà da Beatrice. Dante rimane completamente appagato da questo sorriso e lo considera il suggellarsi di un rapporto che non ha avuto nessun altro tipo di concretizzazione, nient’altro, solo questo sguardo e questo saluto. Lui questa storia la racconta in questo diario meraviglioso che è la ''Vita Nova'', un insieme di poesie e scritti in prosa che scrive all’indomani della morte di Beatrice. ([[Pupi Avati]]) *'''Incipit vita nova'''. Comincia la vita nuova: così, con solenne ed occulto parlare, l'Alighieri comincia l'opera sua "La Vita Nuova". Come molti versi danteschi anche questo diventò popolare, e si usa per significare un mutamento di male in bene nelle operazioni dell'esistenza. ([[Alfredo Panzini]]) *Io cercavo una più profonda esperienza, e pensavo a Dante mistico e sentimentale, innamorato e tremebondo, poeta e uomo politico, piccolo borghese e filosofo, patriota ed esiliato: pensavo a Dante che in esilio dà la scalata al trono di Dio, Dante che tenta di fissare i suoi occhi d'aquila in Dio, Dante che ricrea la beata Beatrice ghermitagli, che plasma il suo mondo morale, che calca il suo piede sulla vanità, che par persona, delle ombre terrene e sotterranee, Dante romantico in una parola, il primo romantico del nostro mondo neolatino. ([[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]) *Io so di poter dire con sicurezza che la grandezza umana si spiega o con la prevalenza delle influenze esterne o sociali o con quella della personalità.<br>Dante è capito con le prime: non lo si pensa senza tutta la storia politica, morale, artistica, religiosa del suo tempo. [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] con la seconda. ([[Paolo Orano]]) *La cristianità ha un esempio ammirevole del connaturale connubio tra fede e libertà in Dante Alighieri. Proprio la sua indubitabile adesione alla verità cattolica consente e illumina la sua perfetta autonomia di giudizio, svincolata da ogni timore o condizionamento umano. Dante non teme di criticare l'operato dei papi e le loro scelte operative, fino a collocarne diversi nel profondo dell'inferno. Ma in lui non viene mai meno e mai minimamente s'attenua "la reverenza delle somme chiavi" (Inf. XIX, 101). Quando si tratta di esprimere riserve o biasimi che egli ritiene dovuti, non ci sono sconti né per i laici, né per gli ecclesiastici, né per i monarchi, né per i semplici cittadini... tenuti tutti, senza eccezioni, ad attenersi alla legge evangelica. ([[Giacomo Biffi]]) *La maggior parte degli Italiani conosce Dante attraverso l'episodio del Conte Ugolino e di Francesca da Rimini; e gli stessi dantisti di professione che sanno a memoria la ''Divina Commedia'', conoscono il parallelismo delle opere dantesche e tutta l'immensa letteratura che fiorisce ogni giorno intorno al Poema, si appassionano di più per le piccole questioni filologiche, esegetiche, cronologiche, che per i grandi concetti i quali stanno al centro della concezione dantesca e della vita di Dante. Si potrebbe fare una biblioteca raccogliendo ''questioni disputate'' e non risolte dalla dantologia antica e moderna; ma non così feconda è l'indagine psicologica e teologica della ''Commedia'', non così studiato quello che per il poeta fu sostanziale e sovrano, il concetto di Dio. E tuttavia è indiscutibile che il Poema è tutto un grande sforzo di Dante per salire a Dio attraverso la scienza e la rettitudine, tutto un magistero per condurre a salvezza l'umanità intera, tutto un fuoco di purificazione dagli abissi all'empireo. ([[Mariano Cordovani]]) *La poesia di Dante non è soltanto espressione di passione o d'immaginazione, ma volo di pensiero e onda di amore, poesia di scienza e di fede, che ha solo degno riscontro nella Bibbia; è davvero "quella voce meravigliata e commossa che tramanda l'anima umana" , non già "nella perpetuamente ricorrente creazione del mondo" che noi non possiamo creare nulla; ma nella vampa di una libertà combattente, per assorgere alla somiglianza di Dio nella santità. Comprendo che questa poesia non rientri nelle categorie del moderno idealismo, ma Dante non si è contentato di essere un costruttore di versi e di poesie, piuttosto aspirando a un rinnovamento di anime, facendo della poesia una forza di civiltà. ([[Mariano Cordovani]]) *La provenienza di Dante è aristotelica: scuola, dunque, d'uno che ha prepotentemente creduto nell'uomo animale politico, nella città, nel cittadino... Dire "civis" è lo stesso che dire "civilitas" e difatti su codesti termini punta Dante, assertore della società civile: d'una civiltà ch'è, insieme, ordine giuridico politico religioso, Stato. Viceversa, nel [[Francesco Petrarca|Petrarca]] è l'"homo" che trova la sua celebrazione, l'individuo che, in quanto creatura, prima ancora che farsi membro di consociazione politica, ha in sé la sua possibilità di redenzione e di perfezione, magari al di fuori della società. E quasi contro la "civilitas" dantesca, è l'"humanitas" che viene rivendicata e curata, quella condizione primaria ed ultima che consente, al di fuori delle strutture sociali, la parentela dell'uomo col [[Gesù|Figliuol dell'Uomo]]. ([[Rodolfo De Mattei]]) *Legger Dante è un dovere; rileggerlo è bisogno: sentirlo è presagio di grandezza. ([[Niccolò Tommaseo]]) *L'Omero del medioevo. ([[Abel-François Villemain]]) *Lo stesso Dante, come è ben noto, dimostrò di conoscere perfettamente il [[Scacchi|gioco degli scacchi]], paragonando il moltiplicarsi delle schiere angeliche al «doppiar degli scacchi»:<br><div align=left>Lo incendio lor seguiva ogni scintilla;<br>Ed eran tante, che il numero loro<br>Più che il doppiar degli scacchi si immilla. (''[[Storia degli scacchi in Italia]]'')</div> *Mi fermerò sopra di Dante, il quale in ogni parte mostrò d'essere per ingegno, per dottrina, e per giudizio uomo eccellente, eccettoché dove egli ebbe a ragionar della patria sua, la quale fuori di ogni umanità e filosofico istituto perseguitò con ogni specie d'ingiuria, e non potendo altro fare che infamarla, accusò quella di ogni vizio, dannò gli uomini, biasimò il sito, disse male de' costumi, e delle leggi di lei, e questo fece non solo in una parte della sua Cantica, ma in tutta, e diversamente, e in diversi modi; tanto l'offese l'ingiuria dell'esilio, tanta vendetta ne desiderava, e però ne fece tanta quanta egli poté; e se per sorte de' mali ch'egli le predisse, le ne fosse accaduto alcuno, Firenze arebbe più da dolersi d'aver nutrito quell'uomo, che d'alcuna altra sua rovina. ([[Niccolò Machiavelli]]) *''O gran padre Alighier...'' ([[Vittorio Alfieri]]) *Ognuno ha la sua droga. La droga di Dante è l'Allegoria. ([[Marcello Marchesi]]) *Orma di Dante non si cancella. ([[Achille Pellizzari]]) *Proteo del medioevo che riveste tutte le forme del mondo civilizzato e del mondo barbaro. ([[Abel-François Villemain]]) *Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva Dante per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br />''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br />Oh settentrional vedovo sito,<br />Poi che privato se' di mirar quelle!'' ([[Luigi Russo]]) *''Quel Dante, sai, lo qual «[[Omero|Omer]] toscano» | appellar deggio sempre, come ancora | [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] è detto «Omero mantovano», | per cui la patria mia tanto s'onora; | e chi 'l [[Francesco Petrarca|Petrarca]] fa di lui soprano, | ne l'arte matematica lavora, | ché Dante vola più alto, e questo dico | col testimonio di [[Giovanni Pico della Mirandola|Giovanni Pico]].'' ([[Teofilo Folengo]]) *Sa in quante lingue è tradotto Dante all'interno dell'Urss? In settanta. ([[Michail Gorbačëv]]) *Sfuggire a Dante è impossibile, come sfuggire alla propria coscienza. ([[Ismail Kadare]]) *Solo là dove il bambino e l'uomo coesistono, in forme il più possibile estreme, nella stessa persona, nasce – molte altre circostanze aiutando – il miracolo: nasce Dante. Dante è un piccolo bambino, continuamente stupito di quello che avviene a un uomo grandissimo; sono veramente «due in uno». ([[Umberto Saba]]) *Soltanto l'artista universale, il moralista intransigente attirano il lettore moderno, meravigliato che ci sia stato al mondo un carattere così potente. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *Un giovane e intelligente gentiluomo, ammiratore sincero di quella straordinaria figura, non prese per buoni il mio plauso e i miei riconoscimenti e mi disse chiaro e tondo che, secondo lui, uno straniero doveva rinunciare a capire un genio così eccezionale che gli stessi italiani non potevano tenergli dietro fino in fondo. Dopo un po' di botta e risposta finii per seccarmi: dovevo ammettere, gli dissi, d'essere incline a condividere tal giudizio, giacché non ero mai riuscito a comprendere che interesse si trovava in quei poemi: l'''Inferno'' mi pareva repellente, il ''Purgatorio'' ambiguo e il ''Paradiso'' noioso; dichiarazioni che lo soddisfecero pienamente in quanto suffragarono la sua tesi, dimostrando la mia incapacità intellettuale d'afferrare la profondità all'altezza della poesia dantesca. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *– Vi piace Dante?<br />– Un inferno assai affollato quello che descrive.<br />– Oppositori politici, gente che gli aveva fatto torto. La sua penna taglia quanto una lama.<br />– Sì. Un modo sottile di ottenere vendetta. (''[[Assassin's Creed: Revelations]]'') *Voi già vi beffate di me; ma vi siete accorti che questa religione dantesca, creata da me solo, giovinetto non filologo, non erudito, io me la reco a non piccola gloria. E avrete anco ragione. Ed io me ne glorio di più ancora, giacché più che i versi, più che la poesia, amava l'anima e il cuore di Dante. Quanto alle sue passioni, erano grandi forti intellettuali e mi piacevano in ragione di queste qualità, fatte omai tanto rare. ([[Ippolito Nievo]]) ===[[Giosuè Carducci]]=== *''Anch'ei, tra 'l dubbio giorno d'un gotico | tempio avvolgendosi, l'Alighier trepido | cercò l'immagine di Dio nel gemmeo | pallore d'una femina''. *''Dante, onde avvien che i vóti e la favella | levo adorando al tuo fier simulacro, | e me sul verso che ti fè già macro | lascia il sol, trova ancor l'alba novella? |'' [...] ''| Son chiesa e impero una ruina mesta | cui sorvola il tuo canto e al ciel risona: | muor Giove, e l'inno del poeta resta''. *''Forti sembianze di novella vita | circondar la tua cuna, | o re del canto che più alto mira. | Gentil virago ardita, | quale non vider mai le argive sponde | né le latine, e d'amor balda e d'ira, | te venìa la bella | Toscana libertade; e il pargoletto | già magnanimo petto | ti confortava de la sua mammella. | Tutta accesa ne' raggi di sua sfera, | mite insieme ed austera, | venne la fede; e per un popoloso | di visioni e d'ombre oscuro lito | la porta ti mostrò dell'infinito''. ===[[Antonio Lubin]]=== *''Dante spiegato con Dante'' per me significa che, in ogni questione dantesca, quella soluzione è la vera, la quale si ottiene da Dante; e che quindi necessariamente cadono a fronte di essa tutte le altre, siano di chi si sia, dal più antico al più moderno degli interpreti, si chiami esso l'Ottimo o Pietro o Iacopo di Dante, della Lana, Boccaccio, Buti, Landino, Vellutello, Lombardi, Foscolo, Rossetti, Filalete, Blanc, Witte, Tommaseo, Giuliani ecc, ecc., non {{sic|monta}}: ove sia Dante spiegato ''veramente'' con Dante, la questione è finita e la controversia cessa. *È ben naturale che Dante da principio esitasse a lasciare, per darsi a nuovi studj, le poesie, nelle quali egli aveva riposto sua beatitudine e che lo avevano già fatto noto tra li poeti; ma è pur naturale che, gustato ch'ebbe Filosofia, questa gli abbia ispirato qualche bella Canzone. Che quindi, inebriato del piacere dei primi saggi, siasi proposto di far un corpo di poesie nello scopo di chiamare gli uomini alla Rettitudine, e che, intendendo a ciò con amore, abbia dimenticato affatto Beatrice. *Invitato {{NDR|Dante}} da un amico alle nozze di una gentildonna per servire alle donne ivi raccolte, come tra quelle vide Beatrice (e il presentimento gliel'aveva di già annunciata) tramortì, usci di sé, fu trasfigurato in modo che fatto scopo dei ragionari e delle risa di quelle donne e di Beatrice stessa, l'amico credette bene di trarlo fuori della sala. Da ciò le doglianze contro Beatrice, i rimproveri a se stesso di volerla vedere, mentre non poteva sostenerne la vista, e le ragioni a propria discolpa, e le riflessioni sul proprio stato. ===[[Giuseppe Mazzini]]=== *Ogni città d'Italia quando l'Italia sarà libera ed una, dovrebbe innalzargli una statua. *Un uomo Italiano, il più grande fra gl'Italiani che io mi conosca. *Volete voi, Operai Italiani, onorare davvero la memoria de' vostri Grandi e dar pace all'anima di Dante Allighieri? Verificate il concetto che lo affaticò nella sua vita terrestre. Fate U<small>NA</small> e potente e libera la vostra contrada. Spegnete fra voi tutte quelle meschinissime divisioni contro le quali Dante predicò tanto, che condannarono lui, l'uomo che più di tutti sentiva ed amava il vostro avvenire, alla sventura e all'esilio, e voi a una impotenza di secoli che ancor dura. Liberate le sepolture de' vostri Grandi, degli uomini che hanno messo una corona di gloria sulla vostra Patria, dall'onta d'essere calpeste dal piede d'un soldato straniero. E quando sarete fatti degni di Dante nell'amore e nell'odio — quando la terra vostra sarà ''vostra'' e non d'altri — quando l'anima di Dante potrà guardare in voi senza dolore e lieta di tutto il santo orgoglio Italiano — noi innalzeremo la statua del Poeta sulla maggiore altezza di Roma, e scriveremo sulla base: A<small>L</small> P<small>ROFETA DELLA</small> N<small>AZIONE</small> I<small>TALIANA</small> <small>GLI</small> I<small>TALIANI DEGNI DI LUI</small>. ===[[Ezra Pound]]=== *[[Geoffrey Chaucer|Chaucer]] aveva una conoscenza della vita più profonda di [[William Shakespeare|Shakespeare]]... Era più comprendioso di Dante. *Ci sono voluti due secoli di [[Provenza]] e uno di [[Toscana]] per sviluppare i mezzi del capolavoro di Dante. *Il Dio di Dante è divinità ineffabile, Il Dio di [[John Milton|Milton]] è un essere pignolo con un ''hobby'', Dante è metafisico, mentre Milton è solamente settario. *La visione di Dante è reale, perché egli la vide; la poesia di [[François Villon|Villon]] è reale, perché egli la visse. ===[[Vittorio Sermonti]]=== *[Dante] addita la letteratura come ruffiana. *Dante che, povero e vagabondo, verosimilmente scriveva su cartaccia, non ci ha lasciato un verso autografo, non una parola, non una lettera, e tanto meno una virgola. *Per quanto costi di tormento a Dante-pellegrino abiurare ai dolci pensieri in rima della propria adolescenza [...], il sacro scrivano della Commedia crede di sapere, sa, che in eterno non si può amare che l'Eterno. E solo una fede così dura gli consente di cantare questo morbido, rapinoso ed estremo canto d'amor profano. *Quanti racconti, invece, condivideva Dante con gli osti e i tintori suoi contemporanei! L'intelligenza psicologica, la moralità, il comune sentimento della storia e della vita si abbeveravano nel Medioevo avanzato ad una inesauribile falda di narrazioni. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/convivio-g-busnelli-e-g-vandelli/ Convivio]'', (edizione critica di G. Busnelli e G. Vandelli), Le Monnier, 1964. *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/de-vulgari-eloquentia/ De vulgari eloquentia]'', a cura di Aristide Marigo, Le Monnier, 1948. *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/egloghe/ Egloghe]'', in "Tutte le opere" di Dante Alighieri, Newton Compton. *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/epistole/ Epistole]'', in "Dante-Tutte le opere", a cura di Luigi Blasucci, Sansoni editore, 1965. *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/monarchia/ Monarchia]'', tratto da "Enciclopedia Dantesca. Appendice: biografia, lingua e stile, opere", Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, Roma, 1978. *Dante Alighieri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/dante-alighieri/quaestio-de-aqua-et-de-terra/ Quaestio de aqua et de terra]'', in "Tutte le opere" di Dante Alighieri, Newton Compton. *Dante Alighieri, ''Opere Minori'', ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano 1965. *Dante Alighieri, ''Vita nuova'', in ''Opere minori di Dante Alighieri, volume II'', commento e traduzione di Pietro Fraticelli, Barbèra, Bianchi e comp., Firenze, 1857. ==Voci correlate== *[[Gemma Donati]] *[[Beatrice Portinari]] *[[Ciriatto]] *[[Jacopo Alighieri]] *''[[Dante's Inferno]]'' – videogioco ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Le Rime||}} {{Pedia|Vita nuova||(1293-1295)}} {{Pedia|De vulgari eloquentia||(1303-1305)}} {{Pedia|Convivio||(1304-1307)}} {{Pedia|Divina Commedia||(1304-1321)}} {{Pedia|De Monarchia||(1312-1313 ca.)}} {{Pedia|Egloghe (Dante Alighieri)|''Egloghe''|(1319-1320)}} {{Pedia|Quaestio de aqua et terra||(1320)}} {{Pedia|Epistole (Dante Alighieri)|''Epistole''|}} {{DEFAULTSORT:Alighieri, Dante}} [[Categoria:Persone del Medioevo]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] fstw15e0f3eurn2oi93251gwciohdzt Chiedimi se sono felice 0 247 1419085 1415491 2026-07-04T12:51:07Z ~2026-37621-30 107654 /* Frasi */ 1419085 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Chiedimi se sono felice |paese=Italia |anno=2000 |genere=commedia / drammatico |regista= [[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]] |soggetto=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, [[Paolo Cananzi]], [[Walter Fontana]], [[Graziano Ferrari]] |sceneggiatore=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Paolo Cananzi, Walter Fontana, Graziano Ferrari |produttore= [[Paolo Guerra]] |attori= *[[Aldo Baglio]]: Aldo *[[Giovanni Storti]]: Giovanni *[[Giacomo Poretti]]: Giacomo *[[Marina Massironi]]: Marina *[[Silvana Fallisi]]: Silvana *[[Antonio Catania]]: Antonio *[[Giuseppe Battiston]]: Beppe il ladro *[[Augusto Zucchi]]: Direttore dei grandi magazzini *[[Paola Cortellesi]]: Dalia *[[Daniela Cristofori]]: Daniela *[[Max Pisu]]: Servizio treno-bar *[[Serena Michelotti]]: Madre di Aldo *[[Valentino Picone]]: Dottore *[[Ines Nobili]]: Infermiera *[[Cinzia Massironi]]: Francesca |note= }} '''''Chiedimi se sono felice''''', film italiano del 2000 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]], diretto da loro e [[Massimo Venier]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} Avete mai sentito di qualcuno che era felice mentre stava morendo? Forse quell'alpinista, l'ho letto sul giornale, che è arrivato su e non è più tornato giù. Ha raggiunto il suo scopo. Oppure quel [[sommozzatore|sub]] che è andato giù e non è più tornato su. Ha fatto il suo record personale. Forse un sorriso gli è scappato. E poi ci sono io alla fine di questa storia... eccomi. Vi sembrerà strano ma, anche se sto per morire, sono felice! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Frasi== *Che cos'è il [[rancore]]? Il rancore è quella cosa... Che quando... Lo [[stomaco]], ti si... Eh la... Cioè il rancore, lo dice la parola stessa: ran-core, che la... Bisogna... Maria, ma proprio io dovevo fare la [[voce fuori campo]]! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Maria, che dolore! Maris Ma porca miseria! Miliardi di piastrine perse per sempre!! ('''Aldo''') {{NDR|vedendo il sangue uscirgli copiosamente dal naso dopo aver preso una testata involontaria da Dalia}} *Le [[mutanda|mutande]]!! Quando le cerchi non si trovano mai! ('''Aldo''') {{NDR|mentre sta cercando di rivestirsi il più in fretta possibile, poiché in estremo ritardo per il lavoro}} *Se non mi licenziano loro, mi licenzio da solo, perché li capisco. ('''Aldo''') *Lo so, visti così sembravamo tre coglioni... e forse lo eravamo. ('''Aldo''') {{NDR|raccontando, come voce fuori campo, della situazione lavorativa di lui, Giovanni e Giacomo}} *Insomma credevamo che fosse uno di quei giorni in cui tutto sta per iniziare, invece era solo l'inizio della fine! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Chiedimi se sono felice! ('''Giacomo''') {{NDR|ad Aldo}} *Ma cosa c'hai nel [[cervello]]? Le [[scimmia urlatrice|scimmie urlatrici]]? ('''Giovanni''') {{NDR|ad Aldo}} *Anche mia nonna quando doveva mettermi le [[supposta|supposte]] da bambino me le spalmava sul sellino della bicicletta! ('''Giovanni''') {{NDR|in risposta ad un aneddoto di Silvana sulla somministrazione dei farmaci ai gattini}} *Perché l'[[amore]], quando ci si mette, è veramente bastardo. ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Giacomino, ti prego, ''[[scarricamela]]''! ('''Aldo''') *Giacomo, guarda, parlare con te o parlare con [[Aldo Biscardi|Biscardi]] è la stessa cosa... ('''Giovanni''') *Ma possibile che come ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi una macchina, gli metti sotto la madre e finisci il lavoro. E comunque Giacomino se ti chiedo un favore, domani, non farmelo! ('''Aldo''') *Aldo, non è che perché hai un frigo degli anni '60 ci devi tener dentro la roba degli anni '60! ('''Giovanni''') *{{NDR|rivolgendosi a Giacomo}} Ma che cosa cazzo me ne frega di cosa avete bevuto?? Piuttosto dimmi cosa ti ha detto! {{NDR|Aldo accende lo stereo a tutto volume}} Ma la vuoi spegnere quella merda di musica o no?!? ('''Giovanni''') *Per favore, lascia stare... Giacomino, vattene, lasciami solo. ('''Aldo''') {{NDR|dopo la furibonda sfuriata di Giovanni che, prima di piantarli in asso, in preda alla rabbia ha distrutto tutta la scenografia dello spettacolo che dovevano allestire}} *Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l'inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, un'occhiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose. ('''Aldo''') {{NDR|commentando, come voce fuori campo, l'"avvicinamento" tra Giacomo e Marina, fidanzata di Giovanni}} *''No, non disturbatevi, restate sulla sedia, | signori mi presento, sono la [[commedia]].'' {{NDR|Applausi ed urla dal pubblico}} ''| Non son fatto di ossa ma di [[atti]] | che vi lascino rimborsati o soddisfatti | il mio [[cuore]] è chiamato [[trama]] | gente che si odia e che si ama, | il mio [[sangue]] è tutto ciò che accade | dal [[bacio]], al [[duello]] con le spade, | il mio cibo è il vostro battimani, | il veleno, gli attori cani. | Io sono la commedia e mi divido in atti | per raccontare a voi gli straordinari fatti | di questi cavalieri e della loro dama | di chi crede di amar | e di chi invece ama. | Si narrerà del poeta Cyrano e del suo [[naso]] | che pare modellato con lo stucco; | ma non ditelo all'[[attore]], non è il caso, | perché ce l'ha davvero, mica è un trucco'' {{NDR|Aldo si rivolge al pubblico indicando Giacomo, il pubblico applaude}} ''| e di Cristiano, giovane cadetto, che si esprime poco meglio di un gibbone | ma ha fascino ed è di bell'aspetto. | Un po' di [[fantasia]], questa è [[finzione]],'' {{NDR|Aldo si riferisce a Giovanni, il pubblico scoppia in una risata}} ''| entrambi ardon d'amore, questo è il bello | per Rossana, cugina di Cyrano | di quest'ultimo adora anima e cervello | ma ama corpo e viso di Cristiano. | Ma l'ora dei preamboli è finita | è ora che si vada ad incominciare | a tessere la trama e poi l'ordito | a svolgere, cucire e ricamare; | che squillino le trombe signori spettatori | inizia la commedia, che parlino gli attori.'' {{NDR|poi esce di scena, squilli di tromba e Giacomo inizia a recitare}} ('''Aldo''') *''Cosa aggiungere potrebbe un [[narratore]] | a quanto già narrato dall'[[attore]]; | a me non resta altro che sparire, | fare un bell'inchino e poi svanire. | Come Cyrano che confessa e muore ai piedi del suo grande eterno amore, | anch'io finito il mio cammino mi accascio e vado verso il mio [[destino]]. | Che è quello di chi inizia e già finisce, | sboccia e dopo un attimo appassisce, | di chi vive soltanto un paio d'ore, | sperando in un applauso e dopo muore.'' {{NDR|poi cade in terra, e il pubblico applaude}} ('''Aldo''') ==Dialoghi== *'''Giacomo''': Non mi vedi da tre anni e mi sbatti la [[porta]] in faccia?<br />'''Giovanni''': Che cosa vuoi?<br />'''Giacomo''': Senti, lo so che è tardi, però è successa una roba...<br />'''Giovanni''': Che cazzo vuoi?!<br />'''Giacomo''': Aldo sta male!<br />'''Aldo''' {{NDR|voce fuori campo}}: Eppure, tre anni fa le cose erano molto diverse! *{{NDR|Aldo si ritrova senza casa, per cui Giovanni gli ha trovato un alloggio momentaneo nel vecchio magazzino dismesso dei suoi genitori}}<br/>'''Aldo''': Oh, eh, Giovanni, quando vuoi venire non ti fare scrupoli, eh? Questa casa è sempre aperta per te. Eh? Non ti fare scrupoli, vieni quando vuoi, hai capito?<br/>'''Giovanni''': Scrupoli, è mia! Non è che...<br/>'''Aldo''': Comunque, magari una telefonatina prima, eh? Oh, Giacomino, anche tu, quando vuoi venire vieni, qua la porta... Allora, qui gente che entra, gente che esce, la facciamo diventare quello che vogliamo!<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Mangiamo, beviamo, di giorno, di notte...<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Ci ubriachiamo, eh, spacchiamo tutto, {{NDR|preso dall'euforia, comincia ad urlare}} la radiamo al suolo questa merda di casa!! <br/>'''Giovanni''': Allora, no, no, no, un attimo! Mettiamo le cose in chiaro! *'''Giacomo''': Allora, stavolta mi è proprio venuta una grande bella idea: e se rappresentassimo il Cyrano de Bergerac? <br/> '''Aldo''': Ma Giacomino, Giacomino, sempre con queste americanate, finiscila, va! <br/> '''Giacomo''': Americanate che cosa? È francese, il Cyrano! <br/> '''Aldo''': C'hai sempre ragione tu... *'''Aldo''': Comunque domani viene alle sette e mezza e gli do l'anello.<br/>'''Giacomo''': ''Le'' do, femminile. Quante volte te lo devo dire? ''Le'' do. L'[[Lingua italiana|italiano]] è importante! *{{NDR|Aldo, ritenendo d'aver trovato l'anima gemella in Dalia, chiede insistentemente a Giacomo di scaricargli Silvana, con la quale si stava già vedendo da un pò di tempo, ma stavolta non può}}<br/>'''Giacomo''': C'ho un turno di doppiaggio, Aldo. <br/> '''Giovanni''': Cosa, devi scoreggiare mentre passa un treno? <br/> '''Giacomo''': Ha parlato il mimetto Tutankhamon. Perché non ci vai te allora? <br/> '''Giovanni''': Che problema c'è? <br/> '''Giacomo''': Eh, vai! <br/> '''Aldo''' {{NDR|con tono affranto}}: Giovanni, fallo tu, ti prego... {{NDR|Giovanni annuisce con rassegnazione}} Grazie! {{NDR|lo bacia}} *'''Giacomo''': Va' che non ci vuole niente a scaricare le donne degli altri. L'unica cosa veramente importante è che non la lasci parlare: non deve avere il tempo di parlare. Devi essere lucido, freddo, distaccato. <br/> '''Giovanni''': Tipo Zoff? <br/> '''Giacomo''': Mmh, tipo Zoff. *{{NDR|Pensando a una terza persona per la cena-appuntamento}}<br/>'''Giacomo''': Che poi, non è proprio doppia coppia doppia coppia, eh.<br/> '''Aldo''': In che senso?<br/>'''Giacomo''': Nel senso che c'è una loro amica che si è appena trasferita lì, non ho capito bene... Cioè, bisogna trovare un terzo amico per lei, se nò non se ne fa niente...<br/>'''Aldo''': E che problema c'è? Giovanni... {{NDR|Giovanni si mostra visibilmente interessato a partecipare}} mi passi il formaggio, per favore? {{NDR|gli tira un'occhiataccia e gli passa il formaggio}} Ci sarebbe Lello.<br/>'''Giacomo''': Lello? Lello è pesante, dai! <br /> '''Aldo''': Beh, un po' pensante è vero... <br /> '''Giacomo''': [[Logorrea|Logorroico]]. <br /> '''Aldo''': Eh, sarà pure logorroico ma parla troppo. Allora Brio. <br /> '''Giacomo''': Brio potrebbe andar bene... se si lavasse!<br/>'''Aldo''': No, non gli puoi chiedere una cosa del genere a Brio! Allora Rudy!<br/>'''Giacomo''': Rudy? Quello che frega le autoradio??<br/>'''Aldo''': Non quel Rudy lì, l'altro...<br/>'''Giacomo''': Non starai parlando di quello che fa la gara di rutti?!<br/>'''Aldo''': Il due volte campione italiano di rutti!<br/>'''Giacomo''': Cioè, portiam fuori uno che fa i rutti?! <br/>'''Aldo''': Conosciamo un vip, buttiamolo via!<br/>'''Giacomo''': Vabbè, ho già capito che di questa roba non se ne fa niente... <br />'''Aldo''': {{NDR|dopo un attimo di silenzio}} Ma che cretino! Uno c'ha la soluzione davanti agli occhi e non se ne avvede! {{NDR|indicando Giovanni, che si ringalluzzisce tutto}} Giovanni... non è che conosci qualcuno? Un amico? Un parente?<br/>'''Giovanni''': Non conosco nessuno! {{NDR|sbattendo irritato il tovagliolo sul tavolo}}<br/>'''Aldo''': Neanche un primate col pollice opponibile?<br/>'''Giovanni''': Ma va a cagare, va! {{NDR|Se ne va dalla tavola}}<br/>'''Giacomo''': {{NDR|lui ed Aldo scoppiano a ridere}} Ma dai Giova, era uno scherzo! *{{NDR|Parlando dei preparativi della cena a tre, al supermercato}}<br/>'''Giovanni''': Allora, io... venire vengo perché ormai ho promesso, giusto? Però qualcuno ha visto la ragazza? Non è che mi capita la solita pantegana?<br/>'''Aldo''': Allora, ti capita quello che ti deve capitare, la pantegana o il cane-lupo che sia, comunque stiamo facendo un favore a Giacomino!<br/>'''Giovanni''': E facciamogli 'sto favore...<br/>'''Aldo''': E facciamogli 'sto favore, e non se ne parla più! Allora, torniamo a noi. Giacomino comunque, puoi leggere tutti i libri che vuoi, cosa che mi guardo bene dal fare...<br/>'''Giacomo''': Vantati, eh...<br/>'''Aldo''': Comunque [[Marco Ferradini]] è un tuttologo sull'amore.<br/>'''Giovanni''': Allora, fatemi capire bene. La cena la facciamo per Giacomino, giusto? Quindi paga lui?<br/>'''Aldo''': No! Ognuno mette il suo, braccino corto!<br/>'''Giovanni''': Vabbè, io la mia parte l'ho già messa.<br/>'''Giacomo''': Messo cosa?<br/>'''Giovanni''': Le cinquecento lire del carrello!<br/>'''Giacomo''': Va be' ma poi te le riprendi!<br/>'''Giovanni''': Intanto lì è un capitale immobilizzato, e gli interessi, pemm {{NDR|mimando con un gesto del braccio}}, si impennano!<br/>'''Giacomo''': Interessi cosa?<br/>'''Giovanni''': Lascia perdere, cosa ne sai tu di economia, Giacomo? *'''Aldo''': Continuiamo, va'. Fuori dal letto? Fuori dal letto? <br/> '''Giacomo''': Nessuno è perfetto. <br/> '''Aldo''' {{NDR|urlando}}: Nessuna pietà! Nessuna pietà! Ma come devo fare con te?! Attitudini sull'amore nessuna! {{NDR|mentre camminano per i reparti di un supermercato, Aldo cerca di spiegare a Giacomo come deve trattare una donna seguendo una nota canzone di Marco Ferradini, di cui Giacomo non riesce a ricordare le parole}} *'''Marina''': {{NDR|Cercando una scusa per allontanarsi dalla tavolata con Giovanni}} Giovanni, non senti uno strano odore?<br/>'''Giovanni''': Di cosa?<br/> '''Marina''': Di bruciato?<br/>'''Giovanni''': {{NDR|Dopo un breve istante di pausa}} Ah sì è vero, c'è l'arrosto nel forno.<br/>'''Aldo''': Lo sento pure io. <br/>'''Silvana''': No no, io non sento proprio odore di bruciato. <br/>'''Aldo''': Eh, c'avrai le mucose andate... *'''Marina''': {{NDR|In cucina, mentre Giovanni cerca di fare i piatti}} Quindi io e te saremmo la terza coppietta?<br/> '''Giovanni''': No, cioè no, io non sapevo neanche che tu venivi<ref>Giovanni, avendola scambiata per la fidanzata da scaricare di Aldo (a causa d'un disguido sul suo indirizzo di casa), l'aveva tenuta impegnata un'intera mattinata per farle il "discorsetto" destinato a Silvana</ref>, perché se nò non avrei accettato, eh?<br/> '''Marina''': Ah, grazie.<br/> '''Giovanni''': No, nel senso... cioè... non che avrei accettato... cioè... avercene! No, cioè, avercene in senso buono... cioè in senso... scusa... {{NDR|fa per andarsene imbarazzato con le pietanze da servire}} *'''Beppe il ladro''': Dammi il [[Portafoglio (contenitore)|portafoglio]]!<br/> '''Aldo''': Ok, ma non mi puntare l'arma addosso.<br/> '''Beppe il ladro''' {{NDR|prende e apre il portafoglio}}: Ma è vuoto?!<br/> '''Aldo''': Eh, tu il portafoglio mi hai chiesto... *'''Giacomo''': Smettila di buttarti giù, quante volte te lo devo dire, vedrai che va tutto a posto! Del resto tu sei un ragazzo intelligente, eh, si vede! <br/> '''Beppe''': Da cosa? <br/> '''Giacomo''': Beppe, son frasi fatte, è per dire... Non è che devi star lì ad approfondire tutto... *'''Giovanni''' Ciao Beppe! <br/> '''Beppe''': Magari ci sentiamo... <br/> '''Giovanni''': Ma sì, figurati! <br/> '''Beppe''': Allora buonanotte, eh, ciao. <br/> '''Giovanni''': Buonanotte... {{NDR|ferma Beppe che se ne stava andando con la sua bici}} Ciccio! Eh, eh! La bicicletta! <br/> '''Beppe''': Aah... <br/> '''Giovanni''': Eh, "aah"... E intanto, eh, track! Ti ci sei affezionato! Ecco, Beppe, cerca di perdere il vizio, eh! *'''Giacomo''': Giovanni, guarda, non so proprio come dirtelo, ma i mobili di tua madre fan veramente cagare. <br/> '''Giovanni''': Ma cosa ne vuoi capire tu, Giacomo? Non sai neanche cos'è una pialla! <br/> '''Giacomo''': Ma cosa c'entra?! Non è che uno deve costruire i mobili per saperli apprezzare! <br/> '''Giovanni''': Eh no, caro! Chi sa fare sa capire! <br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo di [[Proverbi dai film|proverbio]] è? <br/> '''Giovanni''': Non è un proverbio: è la vita, Giacomo. *'''Aldo''': "La commedia c'è! Il manifesto pure! Sono arrivati, freschi freschi di stampa!" {{NDR|Il manifesto riporta erroneamente "Sirano De Bergerak"}}<br/> '''Giacomo''': "Deficiente! Cyrano con la C si scrive, non con la S!" {{NDR|tira uno scalpellotto ad Aldo}} <br/> '''Giovanni''': "Bergerac con la K?!" {{NDR|tira un altro scalpellotto ad Aldo}}<br/> '''Giacomo''': "Ma cos'è, Diabolik questa roba qua?!" <br/> *'''Giacomo''': Abbiamo incontrato Francesca {{NDR|l'attrice scritturata per il loro allestimento}} che piangeva! Cosa le hai fatto? <br/> '''Aldo''': Niente! <br/> '''Giacomo''': Senti, furbino, non è che per caso ti sei messo anche con lei? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giacomo''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì... <br/> '''Giovanni''': Scommetto che ti ha beccato con un'altra, eh? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giovanni''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì...<br/> '''Giacomo''': Certo che tu sei veramente il campione olimpico dei minchioni! *'''Giacomo''': Be', immagino, Elena, che tu abbia già avuto esperienze teatrali.<br/>'''Candidata attrice''': Io sì. E voi?<br/>{{NDR|I tre si guardano imbarazzati}}<br/>'''Giacomo''': Comunque la commedia sarebbe il ''Cyrano di Bergerac''.<br/>'''Aldo''': Sì, Bergerac. Che sarebbe anche l'autore. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}} *'''Giacomo''': Immagino che tu abbia già avuto esperienze di teatro. <br/> '''Candidata attrice''': Be', sì... ho lavorato con [[Giorgio Albertazzi|Albertazzi]]. <br/> '''Aldo''': Però... Albertazzi... il grande Albertazzi... il grande e irreprensibile Albertazzi! Mamma mia, non sapevo che facesse anche teatro. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Se ti dico che parlo io, parlo io!<br/> '''Aldo''': Ma che ho fatto?<br/> '''Giovanni''': Aldo, se parla lui, parla lui. *{{NDR|dopo essersi passati in rassegna i provini per la protagonista, tutti infruttuosamente}} '''Giacomo''': Certo che è una situazione [[Franz Kafka|kafkiana]]... <br/> '''Aldo''': Ma, precisamente, questo Kafkian, chi è? *'''Giacomo''': Ovviamente abbiamo già pensato all'allestimento in ogni suo particolare. Per esempio, la scenografia avrà un posto di rilievo. Cioè nella cifra stilistica nostra, no? Ovviamente sarà tutto rigoroso...<br/> '''Giovanni''': {{NDR|facendo oscillare vorticosamente una matita con le dita}} Giacomo! Guarda guarda guarda! Sembra molle. La matita sembra molle! Guarda. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Ma tu, stamattina, non dovevi andare al supermercato a fare la pianta grassa? *'''Giovanni''' {{NDR|al venditore di cibarie sul treno}}: Che tipo di panini avete? <br /> '''Venditore''': Abbiamo prosciutto, formaggio, prosciutto e formaggio... <br /> '''Giovanni''': Prosciutto cotto o crudo? <br /> '''Venditore''': Cotto. <br /> '''Giovanni''': No, non mi piace... e formaggio? <br /> '''Venditore''': Formaggio. <br /> '''Giovanni''': Ho capito, ci son tanti tipi di formaggio: stagionato, molle, filante... <br /> '''Venditore''': {{NDR|visibilmente scocciato ed irritato}} Senta, io stamattina mi sono alzato alle sei. <br /> '''Giovanni''': Eh, e io alle cinque! <br /> '''Venditore''': Sì. A che ora è andato a letto? <br /> '''Giovanni''': Non so, sarà stato undici e mezza, mezzanotte...<br /> '''Venditore''': Alle due. <br /> '''Giovanni''': Ah be' allora... formaggio! Mi scusi. <br /> '''Venditore''': Bravo! <br />'''Giovanni''': Me lo può scaldare per favore?<br />'''Venditore''': Certo. {{NDR|prende il panino e lo schiaccia contro il finestrino su cui batte il sole}} Se ha una mezz'oretta... *{{NDR|Marina, non convinta dell'andazzo della sua relazione con Giovanni, gli ha comunicato di volersi prendere una pausa di riflessione}}<br/>'''Giacomo''': Giovanni, ma sono fasi del rapporto queste qua. <br/> '''Giovanni''': Sì, fasi del rapporto... <br/> '''Giacomo''': Giovanni, sono cose che si dicono.<br/> '''Giovanni''': Eh, cose che si dicono...<br/> '''Giacomo''': Senti Giovanni, però, non c'è bisogno di ripetere tutto quello che ti dico, il dialogo è fatto di botta e risposta!<br/> '''Giovanni''': Eh si, botta e risposta... Botta e risposta... <br/> '''Aldo''': Giacomino, anche tu, sei bravissimo a ''scarricare'', ma per riconciliare una coppia sei una merda proprio! Ci penso io... <br/> *'''Giacomo''': Ma non lo so neppure io come sia potuto accadere Aldo, eravamo lì ed è successo, del resto lo sai anche tu come possono finire certe cose... <br/> '''Aldo''': No, non lo so, non lo so come possono succedere! E comunque, se proprio glielo devi dire... glielo devi dire? <br/> '''Giacomo''': Certo che glielo devo dire... <br/> '''Aldo''': Sicuro sicuro? <br/> '''Giacomo''': Certo! <br/> '''Aldo''': Vabbè, se proprio glielo devi dire, glielo dici dopo il debutto! <br/> '''Giacomo''': Non posso, non capisci che sto male se mi tengo dentro tutto sto peso? <br/> '''Aldo''': Mii e da dove salta fuori tutta questa coscienza?! E perché non gliel'hai detto ieri? <br/> '''Giacomo''': Perché ieri già gli ho dovuto dire che ha perso il lavoro... {{NDR|poiché fuori città, Giacomo l'ha sostituito come mimo-manichino al supermercato dove lavora}}<br/> '''Aldo''' {{NDR|sbigottito}}: Cosa sentono le mie orecchie?! Cosa?? Ha perso? Ha perso?! <br/> '''Giacomo''' {{NDR|abbassa lo sguardo per la vergogna}}: Il lavoro... <br/> '''Aldo''': Ma porca miseria, come è successo?! <br/> '''Giacomo''': Eh, ho litigato con il capocommesso e l'hanno licenziato. <br/> '''Aldo''': Ma è possibile che come ti muovi ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi la macchina, gli metti sotto sua madre e finisci il lavoro! <br/> '''Giacomo''': Grazie eh! <br/> '''Aldo''': Prego, prego! E comunque, Giacomino, se ti chiedo un favore domani non farmelo. Non farmelo! <br/> *'''Giovanni''': Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? <br/> '''Giacomo''': Sì... ma Giovanni... <br/> '''Giovanni''': Stai zitto! Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? Mi fai schifo, Giacomo! <br/> '''Giacomo''': Ma Giovanni, posso spiegare... <br/> '''Giovanni''': Ma spiegare che cosa?! Sei veramente un bastardo, Giacomo! Non ti voglio più vedere! Per me non esisti più! <br/> '''Aldo''': Ma dai, Giovanni! È solo un bacio... <br/> '''Giovanni''': Qualcuno t'ha chiesto qualcosa? <br/> '''Aldo''' {{NDR|si giustifica perplesso}}: No... un bacio... è solo un apostrofo rosa fra le parole franco e forte! <br/> '''Giovanni''': Ma che cazzo stai dicendo?? Mi prendi anche per il culo? <br/> '''Aldo''': Sono confuso, scusa... <br/> '''Giovanni''': E poi tu lo sapevi e non mi hai detto niente? <br/> '''Aldo''': No, io non lo sapevo... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|adirandosi sempre di più}}: Anzi peggio: tu mi hai mandato a Francoforte per lasciare lui {{NDR|dando un brusco scappellotto a Giacomo}} da solo!!! <br/> '''Aldo''': Guarda, stai creando un equivoco, sei arrabbiato... <br/> '''Giovanni''': Guarda, mi fai schifo, anzi fate schifo tutti e due... <br/> '''Aldo''': Ti prego, cerca di ragionare... <br/> '''Giovanni''': Ma stai zitto, taci! Per favore, taci, taci!! Tu sei capace solo di vivere sulle spalle della gente! {{NDR|alza il tono di voce, mentre Aldo abbassa lo sguardo}} Tu sei un approfittatore! Sei un parassita! Anzi, sai cosa ti dico adesso? Tu vai al mio magazzino, prendi la tua roba e non ti fai più vedere! Hai capito? La pacchia è finita!! Chiaro?! <br/> '''Aldo''' {{NDR|mantenendo basso lo sguardo}}: E la commedia? <br/> '''Giovanni''': La commedia?! Guarda la commedia, guarda la tua commedia. {{NDR|prende una spada di legno e comincia a distruggere tutta la scenografia con rabbia}} Guarda, guarda la tua commedia! La guardi la tua commedia del cazzo?! {{NDR|butta giù un albero della scenografia e se ne va}} *'''Zia di Aldo''': Spero solo di sentire presto gli zoccoli del cavallo di San Bartolomeo. <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Eh, sì... <br/> '''Zia di Aldo''': Che venga a pigghiasselo col suo sacco nero! Così smette di soffrire! <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Signora, un po' di ottimismo, però!<br/> '''Zia di Aldo''': E questo ottimismo è! <br/> '''Giovanni''': Ah questo è ottimismo? Chissà il resto... ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Lo so, lo so: ho detto una bugia! A parte il fatto che l'idea di fingermi malato è venuta a Marina, e io non ero nemmeno d'accordo! E poi queste cose - si sa - si avverano. Comunque senza quella bugia quei due non sarebbero mai, mai venuti fin quaggiù e io adesso non sarei felice! E poi mio nonno me lo diceva sempre: una [[verità e bugia|bugia]] a fin di bene vale più di cinquecento [[verità e bugia|verità]]. E così siamo arrivati alla fine, solo che voi volete sapere ancora un sacco di cose. Volete sapere se questa è stata l'ultima volta che abbiamo recitato insieme; se adesso che ci siamo ritrovati non saremo così cretini da perderci di nuovo; se Marina e Giovanni si rimetteranno insieme; se Giacomo riuscirà a dare almeno un bacio all'infermiera. Che volete che vi dica? Io tutte queste cose non le so. Però, come diceva mio nonno, tutto è possibile... o quasi. Quanto a me non so come passerò il resto dei miei giorni. Anche se un'idea... ce l'avrei! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] 2s3zhpbihsba7klsdod325l1b0mkv9v 1419086 1419085 2026-07-04T12:53:49Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-37621-30|~2026-37621-30]] ([[User talk:~2026-37621-30|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1362538 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Chiedimi se sono felice |paese=Italia |anno=2000 |genere=commedia / drammatico |regista= [[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]] |soggetto=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, [[Paolo Cananzi]], [[Walter Fontana]], [[Graziano Ferrari]] |sceneggiatore=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Paolo Cananzi, Walter Fontana, Graziano Ferrari |produttore= [[Paolo Guerra]] |attori= *[[Aldo Baglio]]: Aldo *[[Giovanni Storti]]: Giovanni *[[Giacomo Poretti]]: Giacomo *[[Marina Massironi]]: Marina *[[Silvana Fallisi]]: Silvana *[[Antonio Catania]]: Antonio *[[Giuseppe Battiston]]: Beppe il ladro *[[Augusto Zucchi]]: Direttore dei grandi magazzini *[[Paola Cortellesi]]: Dalia *[[Daniela Cristofori]]: Daniela *[[Max Pisu]]: Servizio treno-bar *[[Serena Michelotti]]: Madre di Aldo *[[Valentino Picone]]: Dottore *[[Ines Nobili]]: Infermiera *[[Cinzia Massironi]]: Francesca |note= }} '''''Chiedimi se sono felice''''', film italiano del 2000 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]], diretto da loro e [[Massimo Venier]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} Avete mai sentito di qualcuno che era felice mentre stava morendo? Forse quell'alpinista, l'ho letto sul giornale, che è arrivato su e non è più tornato giù. Ha raggiunto il suo scopo. Oppure quel [[sommozzatore|sub]] che è andato giù e non è più tornato su. Ha fatto il suo record personale. Forse un sorriso gli è scappato. E poi ci sono io alla fine di questa storia... eccomi. Vi sembrerà strano ma, anche se sto per morire, sono felice! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Frasi== *Che cos'è il [[rancore]]? Il rancore è quella cosa... Che quando... Lo so, ti si... Eh la... Cioè il rancore, lo dice la parola stessa: ran-core, che la... Bisogna... Maria, ma proprio io dovevo fare la [[voce fuori campo]]! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Maria, che dolore! Ma porca miseria! Miliardi di piastrine perse per sempre!! ('''Aldo''') {{NDR|vedendo il sangue uscirgli copiosamente dal naso dopo aver preso una testata involontaria da Dalia}} *Le [[mutanda|mutande]]!! Quando le cerchi non si trovano mai! ('''Aldo''') {{NDR|mentre sta cercando di rivestirsi il più in fretta possibile, poiché in estremo ritardo per il lavoro}} *Se non mi licenziano loro, mi licenzio da solo, perché li capisco. ('''Aldo''') *Lo so, visti così sembravamo tre coglioni... e forse lo eravamo. ('''Aldo''') {{NDR|raccontando, come voce fuori campo, della situazione lavorativa di lui, Giovanni e Giacomo}} *Insomma credevamo che fosse uno di quei giorni in cui tutto sta per iniziare, invece era solo l'inizio della fine! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Chiedimi se sono felice! ('''Giacomo''') {{NDR|ad Aldo}} *Ma cosa c'hai nel cervello? Le [[scimmia urlatrice|scimmie urlatrici]]? ('''Giovanni''') {{NDR|ad Aldo}} *Anche mia nonna quando doveva mettermi le [[supposta|supposte]] da bambino me le spalmava sul sellino della bicicletta! ('''Giovanni''') {{NDR|in risposta ad un aneddoto di Silvana sulla somministrazione dei farmaci ai gattini}} *Perché l'[[amore]], quando ci si mette, è veramente bastardo. ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Giacomino, ti prego, ''scarricamela''! ('''Aldo''') *Giacomo, guarda, parlare con te o parlare con [[Aldo Biscardi|Biscardi]] è la stessa cosa... ('''Giovanni''') *Ma possibile che come ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi una macchina, gli metti sotto la madre e finisci il lavoro. E comunque Giacomino se ti chiedo un favore, domani, non farmelo! ('''Aldo''') *Aldo, non è che perché hai un frigo degli anni '60 ci devi tener dentro la roba degli anni '60! ('''Giovanni''') *{{NDR|rivolgendosi a Giacomo}} Ma che cosa cazzo me ne frega di cosa avete bevuto?? Piuttosto dimmi cosa ti ha detto! {{NDR|Aldo accende lo stereo a tutto volume}} Ma la vuoi spegnere quella merda di musica o no?!? ('''Giovanni''') *Per favore, lascia stare... Giacomino, vattene, lasciami solo. ('''Aldo''') {{NDR|dopo la furibonda sfuriata di Giovanni che, prima di piantarli in asso, in preda alla rabbia ha distrutto tutta la scenografia dello spettacolo che dovevano allestire}} *Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l'inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, un'occhiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose. ('''Aldo''') {{NDR|commentando, come voce fuori campo, l'"avvicinamento" tra Giacomo e Marina, fidanzata di Giovanni}} *''No, non disturbatevi, restate sulla sedia, | signori mi presento, sono la [[commedia]].'' {{NDR|Applausi ed urla dal pubblico}} ''| Non son fatto di ossa ma di [[atti]] | che vi lascino rimborsati o soddisfatti | il mio [[cuore]] è chiamato [[trama]] | gente che si odia e che si ama, | il mio [[sangue]] è tutto ciò che accade | dal [[bacio]], al [[duello]] con le spade, | il mio cibo è il vostro battimani, | il veleno, gli attori cani. | Io sono la commedia e mi divido in atti | per raccontare a voi gli straordinari fatti | di questi cavalieri e della loro dama | di chi crede di amar | e di chi invece ama. | Si narrerà del poeta Cyrano e del suo [[naso]] | che pare modellato con lo stucco; | ma non ditelo all'[[attore]], non è il caso, | perché ce l'ha davvero, mica è un trucco'' {{NDR|Aldo si rivolge al pubblico indicando Giacomo, il pubblico applaude}} ''| e di Cristiano, giovane cadetto, che si esprime poco meglio di un gibbone | ma ha fascino ed è di bell'aspetto. | Un po' di [[fantasia]], questa è [[finzione]],'' {{NDR|Aldo si riferisce a Giovanni, il pubblico scoppia in una risata}} ''| entrambi ardon d'amore, questo è il bello | per Rossana, cugina di Cyrano | di quest'ultimo adora anima e cervello | ma ama corpo e viso di Cristiano. | Ma l'ora dei preamboli è finita | è ora che si vada ad incominciare | a tessere la trama e poi l'ordito | a svolgere, cucire e ricamare; | che squillino le trombe signori spettatori | inizia la commedia, che parlino gli attori.'' {{NDR|poi esce di scena, squilli di tromba e Giacomo inizia a recitare}} ('''Aldo''') *''Cosa aggiungere potrebbe un [[narratore]] | a quanto già narrato dall'[[attore]]; | a me non resta altro che sparire, | fare un bell'inchino e poi svanire. | Come Cyrano che confessa e muore ai piedi del suo grande eterno amore, | anch'io finito il mio cammino mi accascio e vado verso il mio [[destino]]. | Che è quello di chi inizia e già finisce, | sboccia e dopo un attimo appassisce, | di chi vive soltanto un paio d'ore, | sperando in un applauso e dopo muore.'' {{NDR|poi cade in terra, e il pubblico applaude}} ('''Aldo''') ==Dialoghi== *'''Giacomo''': Non mi vedi da tre anni e mi sbatti la porta in faccia?<br />'''Giovanni''': Che cosa vuoi?<br />'''Giacomo''': Senti, lo so che è tardi, però è successa una roba...<br />'''Giovanni''': Che cazzo vuoi?!<br />'''Giacomo''': Aldo sta male!<br />'''Aldo''' {{NDR|voce fuori campo}}: Eppure, tre anni fa le cose erano molto diverse! *{{NDR|Aldo si ritrova senza casa, per cui Giovanni gli ha trovato un alloggio momentaneo nel vecchio magazzino dismesso dei suoi genitori}}<br/>'''Aldo''': Oh, eh, Giovanni, quando vuoi venire non ti fare scrupoli, eh? Questa casa è sempre aperta per te. Eh? Non ti fare scrupoli, vieni quando vuoi, hai capito?<br/>'''Giovanni''': Scrupoli, è mia! Non è che...<br/>'''Aldo''': Comunque, magari una telefonatina prima, eh? Oh, Giacomino, anche tu, quando vuoi venire vieni, qua la porta... Allora, qui gente che entra, gente che esce, la facciamo diventare quello che vogliamo!<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Mangiamo, beviamo, di giorno, di notte...<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Ci ubriachiamo, eh, spacchiamo tutto, {{NDR|preso dall'euforia, comincia ad urlare}} la radiamo al suolo questa merda di casa!! <br/>'''Giovanni''': Allora, no, no, no, un attimo! Mettiamo le cose in chiaro! *'''Giacomo''': Allora, stavolta mi è proprio venuta una grande bella idea: e se rappresentassimo il Cyrano de Bergerac? <br/> '''Aldo''': Ma Giacomino, Giacomino, sempre con queste americanate, finiscila, va! <br/> '''Giacomo''': Americanate che cosa? È francese, il Cyrano! <br/> '''Aldo''': C'hai sempre ragione tu... *'''Aldo''': Comunque domani viene alle sette e mezza e gli do l'anello.<br/>'''Giacomo''': ''Le'' do, femminile. Quante volte te lo devo dire? ''Le'' do. L'[[Lingua italiana|italiano]] è importante! *{{NDR|Aldo, ritenendo d'aver trovato l'anima gemella in Dalia, chiede insistentemente a Giacomo di scaricargli Silvana, con la quale si stava già vedendo da un pò di tempo, ma stavolta non può}}<br/>'''Giacomo''': C'ho un turno di doppiaggio, Aldo. <br/> '''Giovanni''': Cosa, devi scoreggiare mentre passa un treno? <br/> '''Giacomo''': Ha parlato il mimetto Tutankhamon. Perché non ci vai te allora? <br/> '''Giovanni''': Che problema c'è? <br/> '''Giacomo''': Eh, vai! <br/> '''Aldo''' {{NDR|con tono affranto}}: Giovanni, fallo tu, ti prego... {{NDR|Giovanni annuisce con rassegnazione}} Grazie! {{NDR|lo bacia}} *'''Giacomo''': Va' che non ci vuole niente a scaricare le donne degli altri. L'unica cosa veramente importante è che non la lasci parlare: non deve avere il tempo di parlare. Devi essere lucido, freddo, distaccato. <br/> '''Giovanni''': Tipo Zoff? <br/> '''Giacomo''': Mmh, tipo Zoff. *{{NDR|Pensando a una terza persona per la cena-appuntamento}}<br/>'''Giacomo''': Che poi, non è proprio doppia coppia doppia coppia, eh.<br/> '''Aldo''': In che senso?<br/>'''Giacomo''': Nel senso che c'è una loro amica che si è appena trasferita lì, non ho capito bene... Cioè, bisogna trovare un terzo amico per lei, se nò non se ne fa niente...<br/>'''Aldo''': E che problema c'è? Giovanni... {{NDR|Giovanni si mostra visibilmente interessato a partecipare}} mi passi il formaggio, per favore? {{NDR|gli tira un'occhiataccia e gli passa il formaggio}} Ci sarebbe Lello.<br/>'''Giacomo''': Lello? Lello è pesante, dai! <br /> '''Aldo''': Beh, un po' pensante è vero... <br /> '''Giacomo''': [[Logorrea|Logorroico]]. <br /> '''Aldo''': Eh, sarà pure logorroico ma parla troppo. Allora Brio. <br /> '''Giacomo''': Brio potrebbe andar bene... se si lavasse!<br/>'''Aldo''': No, non gli puoi chiedere una cosa del genere a Brio! Allora Rudy!<br/>'''Giacomo''': Rudy? Quello che frega le autoradio??<br/>'''Aldo''': Non quel Rudy lì, l'altro...<br/>'''Giacomo''': Non starai parlando di quello che fa la gara di rutti?!<br/>'''Aldo''': Il due volte campione italiano di rutti!<br/>'''Giacomo''': Cioè, portiam fuori uno che fa i rutti?! <br/>'''Aldo''': Conosciamo un vip, buttiamolo via!<br/>'''Giacomo''': Vabbè, ho già capito che di questa roba non se ne fa niente... <br />'''Aldo''': {{NDR|dopo un attimo di silenzio}} Ma che cretino! Uno c'ha la soluzione davanti agli occhi e non se ne avvede! {{NDR|indicando Giovanni, che si ringalluzzisce tutto}} Giovanni... non è che conosci qualcuno? Un amico? Un parente?<br/>'''Giovanni''': Non conosco nessuno! {{NDR|sbattendo irritato il tovagliolo sul tavolo}}<br/>'''Aldo''': Neanche un primate col pollice opponibile?<br/>'''Giovanni''': Ma va a cagare, va! {{NDR|Se ne va dalla tavola}}<br/>'''Giacomo''': {{NDR|lui ed Aldo scoppiano a ridere}} Ma dai Giova, era uno scherzo! *{{NDR|Parlando dei preparativi della cena a tre, al supermercato}}<br/>'''Giovanni''': Allora, io... venire vengo perché ormai ho promesso, giusto? Però qualcuno ha visto la ragazza? Non è che mi capita la solita pantegana?<br/>'''Aldo''': Allora, ti capita quello che ti deve capitare, la pantegana o il cane-lupo che sia, comunque stiamo facendo un favore a Giacomino!<br/>'''Giovanni''': E facciamogli 'sto favore...<br/>'''Aldo''': E facciamogli 'sto favore, e non se ne parla più! Allora, torniamo a noi. Giacomino comunque, puoi leggere tutti i libri che vuoi, cosa che mi guardo bene dal fare...<br/>'''Giacomo''': Vantati, eh...<br/>'''Aldo''': Comunque [[Marco Ferradini]] è un tuttologo sull'amore.<br/>'''Giovanni''': Allora, fatemi capire bene. La cena la facciamo per Giacomino, giusto? Quindi paga lui?<br/>'''Aldo''': No! Ognuno mette il suo, braccino corto!<br/>'''Giovanni''': Vabbè, io la mia parte l'ho già messa.<br/>'''Giacomo''': Messo cosa?<br/>'''Giovanni''': Le cinquecento lire del carrello!<br/>'''Giacomo''': Va be' ma poi te le riprendi!<br/>'''Giovanni''': Intanto lì è un capitale immobilizzato, e gli interessi, pemm {{NDR|mimando con un gesto del braccio}}, si impennano!<br/>'''Giacomo''': Interessi cosa?<br/>'''Giovanni''': Lascia perdere, cosa ne sai tu di economia, Giacomo? *'''Aldo''': Continuiamo, va'. Fuori dal letto? Fuori dal letto? <br/> '''Giacomo''': Nessuno è perfetto. <br/> '''Aldo''' {{NDR|urlando}}: Nessuna pietà! Nessuna pietà! Ma come devo fare con te?! Attitudini sull'amore nessuna! {{NDR|mentre camminano per i reparti di un supermercato, Aldo cerca di spiegare a Giacomo come deve trattare una donna seguendo una nota canzone di Marco Ferradini, di cui Giacomo non riesce a ricordare le parole}} *'''Marina''': {{NDR|Cercando una scusa per allontanarsi dalla tavolata con Giovanni}} Giovanni, non senti uno strano odore?<br/>'''Giovanni''': Di cosa?<br/> '''Marina''': Di bruciato?<br/>'''Giovanni''': {{NDR|Dopo un breve istante di pausa}} Ah sì è vero, c'è l'arrosto nel forno.<br/>'''Aldo''': Lo sento pure io. <br/>'''Silvana''': No no, io non sento proprio odore di bruciato. <br/>'''Aldo''': Eh, c'avrai le mucose andate... *'''Marina''': {{NDR|In cucina, mentre Giovanni cerca di fare i piatti}} Quindi io e te saremmo la terza coppietta?<br/> '''Giovanni''': No, cioè no, io non sapevo neanche che tu venivi<ref>Giovanni, avendola scambiata per la fidanzata da scaricare di Aldo (a causa d'un disguido sul suo indirizzo di casa), l'aveva tenuta impegnata un'intera mattinata per farle il "discorsetto" destinato a Silvana</ref>, perché se nò non avrei accettato, eh?<br/> '''Marina''': Ah, grazie.<br/> '''Giovanni''': No, nel senso... cioè... non che avrei accettato... cioè... avercene! No, cioè, avercene in senso buono... cioè in senso... scusa... {{NDR|fa per andarsene imbarazzato con le pietanze da servire}} *'''Beppe il ladro''': Dammi il [[Portafoglio (contenitore)|portafoglio]]!<br/> '''Aldo''': Ok, ma non mi puntare l'arma addosso.<br/> '''Beppe il ladro''' {{NDR|prende e apre il portafoglio}}: Ma è vuoto?!<br/> '''Aldo''': Eh, tu il portafoglio mi hai chiesto... *'''Giacomo''': Smettila di buttarti giù, quante volte te lo devo dire, vedrai che va tutto a posto! Del resto tu sei un ragazzo intelligente, eh, si vede! <br/> '''Beppe''': Da cosa? <br/> '''Giacomo''': Beppe, son frasi fatte, è per dire... Non è che devi star lì ad approfondire tutto... *'''Giovanni''' Ciao Beppe! <br/> '''Beppe''': Magari ci sentiamo... <br/> '''Giovanni''': Ma sì, figurati! <br/> '''Beppe''': Allora buonanotte, eh, ciao. <br/> '''Giovanni''': Buonanotte... {{NDR|ferma Beppe che se ne stava andando con la sua bici}} Ciccio! Eh, eh! La bicicletta! <br/> '''Beppe''': Aah... <br/> '''Giovanni''': Eh, "aah"... E intanto, eh, track! Ti ci sei affezionato! Ecco, Beppe, cerca di perdere il vizio, eh! *'''Giacomo''': Giovanni, guarda, non so proprio come dirtelo, ma i mobili di tua madre fan veramente cagare. <br/> '''Giovanni''': Ma cosa ne vuoi capire tu, Giacomo? Non sai neanche cos'è una pialla! <br/> '''Giacomo''': Ma cosa c'entra?! Non è che uno deve costruire i mobili per saperli apprezzare! <br/> '''Giovanni''': Eh no, caro! Chi sa fare sa capire! <br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo di [[Proverbi dai film|proverbio]] è? <br/> '''Giovanni''': Non è un proverbio: è la vita, Giacomo. *'''Aldo''': "La commedia c'è! Il manifesto pure! Sono arrivati, freschi freschi di stampa!" {{NDR|Il manifesto riporta erroneamente "Sirano De Bergerak"}}<br/> '''Giacomo''': "Deficiente! Cyrano con la C si scrive, non con la S!" {{NDR|tira uno scalpellotto ad Aldo}} <br/> '''Giovanni''': "Bergerac con la K?!" {{NDR|tira un altro scalpellotto ad Aldo}}<br/> '''Giacomo''': "Ma cos'è, Diabolik questa roba qua?!" <br/> *'''Giacomo''': Abbiamo incontrato Francesca {{NDR|l'attrice scritturata per il loro allestimento}} che piangeva! Cosa le hai fatto? <br/> '''Aldo''': Niente! <br/> '''Giacomo''': Senti, furbino, non è che per caso ti sei messo anche con lei? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giacomo''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì... <br/> '''Giovanni''': Scommetto che ti ha beccato con un'altra, eh? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giovanni''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì...<br/> '''Giacomo''': Certo che tu sei veramente il campione olimpico dei minchioni! *'''Giacomo''': Be', immagino, Elena, che tu abbia già avuto esperienze teatrali.<br/>'''Candidata attrice''': Io sì. E voi?<br/>{{NDR|I tre si guardano imbarazzati}}<br/>'''Giacomo''': Comunque la commedia sarebbe il ''Cyrano di Bergerac''.<br/>'''Aldo''': Sì, Bergerac. Che sarebbe anche l'autore. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}} *'''Giacomo''': Immagino che tu abbia già avuto esperienze di teatro. <br/> '''Candidata attrice''': Be', sì... ho lavorato con [[Giorgio Albertazzi|Albertazzi]]. <br/> '''Aldo''': Però... Albertazzi... il grande Albertazzi... il grande e irreprensibile Albertazzi! Mamma mia, non sapevo che facesse anche teatro. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Se ti dico che parlo io, parlo io!<br/> '''Aldo''': Ma che ho fatto?<br/> '''Giovanni''': Aldo, se parla lui, parla lui. *{{NDR|dopo essersi passati in rassegna i provini per la protagonista, tutti infruttuosamente}} '''Giacomo''': Certo che è una situazione [[Franz Kafka|kafkiana]]... <br/> '''Aldo''': Ma, precisamente, questo Kafkian, chi è? *'''Giacomo''': Ovviamente abbiamo già pensato all'allestimento in ogni suo particolare. Per esempio, la scenografia avrà un posto di rilievo. Cioè nella cifra stilistica nostra, no? Ovviamente sarà tutto rigoroso...<br/> '''Giovanni''': {{NDR|facendo oscillare vorticosamente una matita con le dita}} Giacomo! Guarda guarda guarda! Sembra molle. La matita sembra molle! Guarda. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Ma tu, stamattina, non dovevi andare al supermercato a fare la pianta grassa? *'''Giovanni''' {{NDR|al venditore di cibarie sul treno}}: Che tipo di panini avete? <br /> '''Venditore''': Abbiamo prosciutto, formaggio, prosciutto e formaggio... <br /> '''Giovanni''': Prosciutto cotto o crudo? <br /> '''Venditore''': Cotto. <br /> '''Giovanni''': No, non mi piace... e formaggio? <br /> '''Venditore''': Formaggio. <br /> '''Giovanni''': Ho capito, ci son tanti tipi di formaggio: stagionato, molle, filante... <br /> '''Venditore''': {{NDR|visibilmente scocciato ed irritato}} Senta, io stamattina mi sono alzato alle sei. <br /> '''Giovanni''': Eh, e io alle cinque! <br /> '''Venditore''': Sì. A che ora è andato a letto? <br /> '''Giovanni''': Non so, sarà stato undici e mezza, mezzanotte...<br /> '''Venditore''': Alle due. <br /> '''Giovanni''': Ah be' allora... formaggio! Mi scusi. <br /> '''Venditore''': Bravo! <br />'''Giovanni''': Me lo può scaldare per favore?<br />'''Venditore''': Certo. {{NDR|prende il panino e lo schiaccia contro il finestrino su cui batte il sole}} Se ha una mezz'oretta... *{{NDR|Marina, non convinta dell'andazzo della sua relazione con Giovanni, gli ha comunicato di volersi prendere una pausa di riflessione}}<br/>'''Giacomo''': Giovanni, ma sono fasi del rapporto queste qua. <br/> '''Giovanni''': Sì, fasi del rapporto... <br/> '''Giacomo''': Giovanni, sono cose che si dicono.<br/> '''Giovanni''': Eh, cose che si dicono...<br/> '''Giacomo''': Senti Giovanni, però, non c'è bisogno di ripetere tutto quello che ti dico, il dialogo è fatto di botta e risposta!<br/> '''Giovanni''': Eh si, botta e risposta... Botta e risposta... <br/> '''Aldo''': Giacomino, anche tu, sei bravissimo a ''scarricare'', ma per riconciliare una coppia sei una merda proprio! Ci penso io... <br/> *'''Giacomo''': Ma non lo so neppure io come sia potuto accadere Aldo, eravamo lì ed è successo, del resto lo sai anche tu come possono finire certe cose... <br/> '''Aldo''': No, non lo so, non lo so come possono succedere! E comunque, se proprio glielo devi dire... glielo devi dire? <br/> '''Giacomo''': Certo che glielo devo dire... <br/> '''Aldo''': Sicuro sicuro? <br/> '''Giacomo''': Certo! <br/> '''Aldo''': Vabbè, se proprio glielo devi dire, glielo dici dopo il debutto! <br/> '''Giacomo''': Non posso, non capisci che sto male se mi tengo dentro tutto sto peso? <br/> '''Aldo''': Mii e da dove salta fuori tutta questa coscienza?! E perché non gliel'hai detto ieri? <br/> '''Giacomo''': Perché ieri già gli ho dovuto dire che ha perso il lavoro... {{NDR|poiché fuori città, Giacomo l'ha sostituito come mimo-manichino al supermercato dove lavora}}<br/> '''Aldo''' {{NDR|sbigottito}}: Cosa sentono le mie orecchie?! Cosa?? Ha perso? Ha perso?! <br/> '''Giacomo''' {{NDR|abbassa lo sguardo per la vergogna}}: Il lavoro... <br/> '''Aldo''': Ma porca miseria, come è successo?! <br/> '''Giacomo''': Eh, ho litigato con il capocommesso e l'hanno licenziato. <br/> '''Aldo''': Ma è possibile che come ti muovi ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi la macchina, gli metti sotto sua madre e finisci il lavoro! <br/> '''Giacomo''': Grazie eh! <br/> '''Aldo''': Prego, prego! E comunque, Giacomino, se ti chiedo un favore domani non farmelo. Non farmelo! <br/> *'''Giovanni''': Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? <br/> '''Giacomo''': Sì... ma Giovanni... <br/> '''Giovanni''': Stai zitto! Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? Mi fai schifo, Giacomo! <br/> '''Giacomo''': Ma Giovanni, posso spiegare... <br/> '''Giovanni''': Ma spiegare che cosa?! Sei veramente un bastardo, Giacomo! Non ti voglio più vedere! Per me non esisti più! <br/> '''Aldo''': Ma dai, Giovanni! È solo un bacio... <br/> '''Giovanni''': Qualcuno t'ha chiesto qualcosa? <br/> '''Aldo''' {{NDR|si giustifica perplesso}}: No... un bacio... è solo un apostrofo rosa fra le parole franco e forte! <br/> '''Giovanni''': Ma che cazzo stai dicendo?? Mi prendi anche per il culo? <br/> '''Aldo''': Sono confuso, scusa... <br/> '''Giovanni''': E poi tu lo sapevi e non mi hai detto niente? <br/> '''Aldo''': No, io non lo sapevo... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|adirandosi sempre di più}}: Anzi peggio: tu mi hai mandato a Francoforte per lasciare lui {{NDR|dando un brusco scappellotto a Giacomo}} da solo!!! <br/> '''Aldo''': Guarda, stai creando un equivoco, sei arrabbiato... <br/> '''Giovanni''': Guarda, mi fai schifo, anzi fate schifo tutti e due... <br/> '''Aldo''': Ti prego, cerca di ragionare... <br/> '''Giovanni''': Ma stai zitto, taci! Per favore, taci, taci!! Tu sei capace solo di vivere sulle spalle della gente! {{NDR|alza il tono di voce, mentre Aldo abbassa lo sguardo}} Tu sei un approfittatore! Sei un parassita! Anzi, sai cosa ti dico adesso? Tu vai al mio magazzino, prendi la tua roba e non ti fai più vedere! Hai capito? La pacchia è finita!! Chiaro?! <br/> '''Aldo''' {{NDR|mantenendo basso lo sguardo}}: E la commedia? <br/> '''Giovanni''': La commedia?! Guarda la commedia, guarda la tua commedia. {{NDR|prende una spada di legno e comincia a distruggere tutta la scenografia con rabbia}} Guarda, guarda la tua commedia! La guardi la tua commedia del cazzo?! {{NDR|butta giù un albero della scenografia e se ne va}} *'''Zia di Aldo''': Spero solo di sentire presto gli zoccoli del cavallo di San Bartolomeo. <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Eh, sì... <br/> '''Zia di Aldo''': Che venga a pigghiasselo col suo sacco nero! Così smette di soffrire! <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Signora, un po' di ottimismo, però!<br/> '''Zia di Aldo''': E questo ottimismo è! <br/> '''Giovanni''': Ah questo è ottimismo? Chissà il resto... ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Lo so, lo so: ho detto una bugia! A parte il fatto che l'idea di fingermi malato è venuta a Marina, e io non ero nemmeno d'accordo! E poi queste cose - si sa - si avverano. Comunque senza quella bugia quei due non sarebbero mai, mai venuti fin quaggiù e io adesso non sarei felice! E poi mio nonno me lo diceva sempre: una [[verità e bugia|bugia]] a fin di bene vale più di cinquecento [[verità e bugia|verità]]. E così siamo arrivati alla fine, solo che voi volete sapere ancora un sacco di cose. Volete sapere se questa è stata l'ultima volta che abbiamo recitato insieme; se adesso che ci siamo ritrovati non saremo così cretini da perderci di nuovo; se Marina e Giovanni si rimetteranno insieme; se Giacomo riuscirà a dare almeno un bacio all'infermiera. Che volete che vi dica? Io tutte queste cose non le so. Però, come diceva mio nonno, tutto è possibile... o quasi. Quanto a me non so come passerò il resto dei miei giorni. Anche se un'idea... ce l'avrei! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] kyzziprwl7h0nvj9iy3nh5i128gejpq Alien 0 932 1419134 1374139 2026-07-05T07:06:41Z Spinoziano 2297 /* Citazioni su Alien */ +1, typo 1419134 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Alien |immagine= Alien logo.jpeg |didascalia= logo |genere = horror fantascientifico |regista = [[Ridley Scott]] |soggetto = [[Dan O'Bannon]], [[Ronald Shusett]] |sceneggiatore = Dan O'Bannon |attori = *[[Sigourney Weaver]]: [[Ellen Ripley]] *[[Tom Skerritt]]: A. Dallas *[[Veronica Cartwright]]: J. Lambert *[[Harry Dean Stanton]]: S. E. Brett *[[John Hurt]]: G. E. Kane *[[Ian Holm]]: Ash *[[Yaphet Kotto]]: Parker |doppiatorioriginali = *[[Helen Horton]]: Computer "Mother" |doppiatoriitaliani = *[[Ada Maria Serra Zanetti]]: Ellen Ripley *[[Stefano Satta Flores]]: A. Dallas *[[Alida Cappellini]]: J. Lambert *[[Silvio Spaccesi]]: S. E. Brett *[[Giancarlo Maestri]]: G. E. Kane *[[Rodolfo Traversa]]: Ash *[[Carlo Baccarini]]: Parker *[[Benita Martini]]: Computer "Mother" (voce) |note = '''Effetti speciali''': [[Carlo Rambaldi]], [[Hans Ruedi Giger|H.R. Giger]]<br>'''Musiche''': [[Jerry Goldsmith]]<br> Trasposizione cinematografica dal romanzo di [[Alan Dean Foster]]. * '''[[:Categoria:Premi Oscar|Premio Oscar]] (1980)''' per i migliori effetti visivi }} '''''Alien''''', film statunitense del 1979 con [[Sigourney Weaver]], regia di [[Ridley Scott]]. {{tagline|Nello spazio nessuno può sentirti urlare}} ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Veicolo commerciale da traino "Il Nostromo"<br>Equipaggio: sette<br>Carico: raffineria di 20.000.000 tonnellate di minerale grezzo<br>Rotta: rientro sulla Terra :''Commercial towing vehicle "The Nostromo"<br>Crew: seven<br>Cargo: refinery processing 20,000,000 tons of mineral ore<br>Course: returning to Earth'' ==Frasi== *Un perfetto organismo. La sua perfezione strutturale è pari solo alla sua ostilità. ('''Ash''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Dallas''': Mother ha interrotto il corso del nostro viaggio.<br />'''Kane''': Perché? <br />'''Brett''': Già!<br />'''Dallas''': Be', è programmata per questo, se sorgono certe condizioni, come adesso. <br />'''Ripley''': E cioè? <br />'''Dallas''': Avrebbe intercettato... Una trasmissione di origine sconosciuta, ci ha svegliati perché controllassimo. <br />'''Ripley''': Una trasmissione? Quaggiù? <br />'''Dallas''': Sì. <br />'''Lambert''': Che genere di trasmissione? <br />'''Dallas''': Come un radiofaro, si ripete a intervalli di dodici secondi. <br />'''Kane''': Un S.O.S.?<br />'''Dallas''': Non lo so.<br />'''Ripley''': Umano?<br />'''Dallas''': Sconosciuto.<br />'''Brett''': Be', e allora? <br />'''Lambret''': Se si decide una variazione di programma così importante... <br />'''Parker''': Ehm, mi dispiace interrompere, ma questo è un veicolo commerciale, non di salvataggio.<br />'''Brett''': Giusto.<br />'''Parker''': Non è nel mio contratto questo genere di servizio. Parliamo prima di soldi, se mi pagate sono felice di farlo, dico bene?<br />'''Brett''': Giusto, ha ragione.<br />'''Parker''': Discutiamo della gratifica, non abbiamo nessun pagamento, parliamo prima della gratifica...<br />'''Ash''': Posso dire una cosa? C'è una clausola nel contratto che stabilisce che qualsiasi trasmissione sistematizzata che indichi una possibile origine intelligente impone un accertamento.<br />'''Parker''': Io non voglio saperne...<br />'''Brett''': Come facciamo a sapere che è intelligente?<br />'''Parker''': Voglio tornare e basta... <br />'''Dallas''': Parker, stallo a sentire, almeno!!! <br />'''Ash''': La penalità è la perdita totale dei dividendi. Nemmeno un soldo!<br />'''Dallas''': ...È chiaro, ora? *'''Ripley''': Ash? Quella trasmissione... Mother ne ha decifrato una parte. Non si direbbe un S.O.S.<br />'''Ash''': Che cos'è?<br />'''Ripley''': Be', ha tutta l'aria di una minaccia. Vado a raggiungerli.<br />'''Ash''': A quale scopo? Insomma, prima che riesci ad arrivarci tu, loro sapranno se è una minaccia oppure no, giusto? *'''Dallas''': Mi senti, Ripley?<br />'''Ripley''': Sono qui.<br />'''Dallas''': Siamo sterili, facci entrare.<br />'''Ripley''': Che è successo a Kane?<br />'''Dallas''': Gli si è attaccato addosso qualcosa, dobbiamo portarlo in infermeria immediatamente. <br />'''Ripley''': Che genere di cosa, mi occorre una definizione esatta!<br />'''Dallas''': Un organismo... Apri il portello.<br />'''Ripley''': Un momento, se lui entra la nave può essere infettata, conosci la procedura di [[quarantena]]: ventiquattro ore per la disinfezione. <br />'''Dallas''': Può morire in ventiquattr'ore, apri il portello!!<br />'''Ripley''': Ascoltami: potremmo morire tutti facendolo entrare.<br />'''Lambert''': Senti, vuoi aprire questo maledetto portello? Dobbiamo riportarlo dentro!<br />'''Ripley''': No, non posso farlo. E se tu fossi al mio posto faresti lo stesso.<br />'''Dallas''': Ripley, questo è un ordine: apri subito il portello, mi senti?<br />'''Ripley''': Sì.<br />'''Dallas''': Ti dico che è un ordine, mi senti?!<br />'''Ripley''': Sì, ti sento. La risposta è negativa.<br />'''Ash''': Portello interno aperto. *'''Dallas''' {{NDR|osservando l'analisi interna del Facehugger su Kane}}: Che cos'ha nella gola, Ash?<br />'''Ash''': Direi che gli sta dando ossigeno.<br />'''Dallas''': Lo ha paralizzato, lo ha messo in coma... E lo tiene in vita. Che diavolo significa, dobbiamo levarglielo!<br />'''Ash''': Un momento, un momento... Non facciamo cose affrettate. Finora sappiamo ben poco: presumiamo che gli stia dando ossigeno. Se lo rimuoviamo... Può ucciderlo.<br />'''Dallas''': Sono disposto a correre questo rischio, portiamoglielo via.<br />'''Ash''': Ti assumi la responsabilità?<br />'''Dallas''': Sì, sì! Mi assumo io la responsabilità, scoprilo. *'''Ash''': Volevi qualcosa?<br />'''Ripley''': Sì, io... volevo parlarti, come va Kane?<br />'''Ash''': Il suo stato è stazionario.<br />'''Ripley''': E... Il nostro "ospite"?<br />'''Ash''': Be' vedi, stavo ancora... confrontando i dati ma vedi, quello che ho accertato è che ha uno strato esterno di polisaccaridi proteici. Ha la strana abitudine di disfarsi delle sue cellule e rimpiazzarle con silicone polarizzato, che gli dà una prolungata resistenza alle condizioni ambientali avverse. È sufficiente?<br />'''Ripley''': Più che sufficiente. Che significa? {{NDR|fa per guardare nel microscopio}}<br />'''Ash''': Per favore non farlo, grazie. Be', è un'interessante combinazione di elementi che lo rendono... qualcosa di resistentissimo.<br />'''Ripley''': Sei tu che gli hai aperto...<br />'''Ash''': Stavo obbedendo a un ordine, mi sembra.<br />'''Ripley''': Ash, quando Dallas e Kane non sono sulla nave sono io l'ufficiale anziano.<br />'''Ash''': Ah, sì, lo dimenticavo...<br />'''Ripley''': Hai anche dimenticato la legge sulla quarantena imposta dal reparto scientifico?<br />'''Ash''': No, non l'avevo dimenticata!<br />'''Ripley''': Capisco, l'hai solo infranta.<br />'''Ash''': Che cosa avresti fatto di Kane? La sua unica possibilità di salvezza era portarlo qui.<br />'''Ripley''': Sfortunatamente, però, non rispettando la quarantena tu rischi la vita di tutti!<br />'''Ash''': Forse avrei dovuto lasciarlo fuori. Forse ho... messo in pericolo tutti noi, ma era un rischio che ero disposto a correre.<br />'''Ripley''': È un gran brutto rischio, per un ufficiale scientifico. Non è... esattamente da manuale, non credi?<br />'''Ash''': Io considero le mie responsabilità seriamente quanto te, lo sai. Tu fai il tuo lavoro, lasciami fare il mio. *'''Ash''' {{NDR|sul Facehugger staccato}}: Be', sembra morto.<br />'''Ripley''': Bene. Liberiamocene, allora!<br />'''Ash''': Ripley... Santo cielo, questa è la prima volta che ci capita una specie come questa! Va riportata a Terra per sottoporla a una serie di esami.<br />'''Ripley''': Stai scherzando, Ash? Quella cosa ha emesso un acido, chissà che cosa farà in seguito!<br />'''Ash''': Non credo che resusciterà, il nostro amico. Dallas, tu cosa ne pensi?<br/ >'''Dallas''': Be', secondo me... Anche se può essere un errore sei tu l'ufficiale scientifico e la decisione sta a te, Ash.<br />'''Ripley''': Dallas! *'''Ripley''': Hai mai viaggiato con Ash prima d'ora?<br />'''Dallas''': Ho viaggiato cinque volte con un altro ufficiale scientifico, l'hanno rimpiazzato con Ash due giorni prima di partire da Thedus.<br />'''Ripley''': Non mi fido di lui.<br />'''Dallas''': Io di nessuno, mi fido. *'''Brett''' {{NDR|durante il decollo dal planetoide}}: Polvere nelle prese d'aria, il 2 si sta surriscaldando!<br />'''Parker''': Sputaci sopra per due minuti, forse si raffredda! *'''Parker''' {{NDR|parlando di Kane}}: Secondo me dovremo congelarlo. Voglio dire, ha una malattia, perché non la fermiamo dov'è e quando torniamo lo porteremo da un vero dottore!<br />'''Brett''': Giusto.<br />'''Ripley''': Qualsiasi cosa lui dica tu dici "giusto". Almeno questo lo sai, Brett?<br />'''Brett''': Giusto.<br />'''Ripley''': Parker, tu cosa dici, il tuo assistente ti segue e dice "giusto" proprio come un pappagallo. <br />'''Parker''': Ehi, ha ragione! Cosa sei, una specie di pappagallo?<br />'''Brett''': Giusto. *'''Parker''': Come stai?<br />'''Kane''': Benissimo, altre domande sciocche? <br />'''Dallas''': Ti ricordi niente del pianeta? <br />'''Ripley''': Qual è l'ultima cosa che ti ricordi? Eh?<br />'''Kane''': Solamente un... Un orribile incubo. Mi sembrava di soffocare. *'''Ripley''': Ash, qualche consiglio da te o da Mother?<br />'''Ash''': No, stiamo ancora confrontando.<br />'''Ripley''': Che cosa?! "Ancora confrontando"? Non posso quasi crederci. <br />'''Ash''': Che cosa vorresti che facessi?<br />'''Ripley''': Quello che hai fatto finora, Ash: niente! *'''Mother''': {{maiuscoletto|Interfaccia 2037, attendo quesito}}.<br />'''Ripley''': Chiedo chiarimento sull'incapacità del reparto scientifico di neutralizzare alien.<br />'''Mother''': {{maiuscoletto|Impossibile chiarire}}.<br />'''Ripley''': Richiedo intensificazione.<br />'''Mother''': {{maiuscoletto|Nessuna ulteriore intensificazione. Vige ordine particolare 937, riservato ufficiale scientifico}}.<br />'''Ripley''': Ordine di emergenza prevale su 100375, qual è ordine particolare 937?<br />'''Mother''': {{maiuscoletto|Cambiata rotta ''Nostromo'' a nuove coordinate per investigare forma vita. Raccogliere esemplare. Precedenza assoluta. Assicurare ritorno organismo per analisi. Qualsiasi altra considerazione secondaria. Equipaggio sacrificabile}}. *'''Ripley''': Dopo aver azionato i comandi, quanto tempo prima che la nave esploda?<br />'''Parker''': Dieci minuti.<br />'''Ripley''': Solamente?<br />'''Parker''': Se non siamo partiti entro dieci minuti non avremo bisogno di un razzo per volare nello spazio! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Rapporto finale del veicolo spaziale ''Nostromo'', da parte del terzo ufficiale. Gli altri componenti dell'equipaggio Kane, Lambert, Parker, Brett, Ash e il comandante Dallas sono morti. Carico e nave sono distrutti. Dovrei giungere alla frontiera tra sei settimane. Se sono fortunata la sorveglianza mi porterà in salvo. Parla Ripley, unica superstite del ''Nostromo''. Passo e chiudo. <br/>{{NDR|prende in braccio Jones prima di mettersi in ibernazione}} A dormire, gatto... ('''Ripley''') ==Citazioni su ''Alien''== *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero H.R. Giger) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[il Morandini]]'') *Ellen Ripley è diventata la capostipite di un nuovo tipo di eroina cinematografica e narrativa. Arrivò come una sorpresa felice, a dieci anni dall'esplosione dei movimenti delle donne: il tempo giusto perché non fosse rigidamente e politicamente corretta, ma perché costituisse un'alternativa alle altre donne del cinema di avventura. [...] Leggere ''Alien'' con gli occhi di Ripley significa ritrovare i temi capitali del femminismo in una storia di avventura e scoprire che anche i personaggi femminili possono essere protagonisti di un'epica. Possono uscire, evitare di singhiozzare su storie d'amore andate a male, calpestare spazi e cieli aperti, fare a meno di una casa e di una patria. ([[Loredana Lipperini]]) *Sapevamo che con ''Alien'' stavamo facendo la storia del cinema? Forse no. Walter Hill e David Giler, i nostri autori, hanno pensato che sarebbe stata una bella sorpresa avere una donna come unica sopravvissuta: sicuramente era l'ultima cosa che il pubblico si aspettava ai tempi. ([[Sigourney Weaver]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Alien}} [[Categoria:Alien]] [[Categoria:Film horror fantascientifici]] [[Categoria:Film premi Oscar]] d88aar5u7xqob9dnhyq2z4pu3sf7n26 Napoleone Bonaparte 0 1767 1419115 1360264 2026-07-04T16:03:31Z IppolitoN 23099 /* Citazioni su Napoleone Bonaparte */ 1419115 wikitext text/x-wiki [[File:David_-_Napoleon_crossing_the_Alps_-_Malmaison1.jpg|thumb|upright=1.4|''Napoleone attraversa il passo del Gran San Bernardo'' ([[Jacques-Louis David]], 1800)]] '''Napoleone Bonaparte''' (1769 – 1821), generale e politico francese. ==Citazioni di Napoleone Bonaparte== *{{NDR|Raccontando di quando attraversò un campo di battaglia dal quale non erano stati ancora portati via i morti}} Ad un tratto un [[cane]] sbuca di sotto il mantello di un cadavere, si slancia verso di noi, e ritorna subito nel suo nascondiglio emettendo dolorosi guaiti. La bestiola leccava, convulsamente la faccia del morto, e si dirigeva poi di nuovo verso di noi come per implorare soccorso, o per chiedere vendetta. Fosse lo stato d'animo, o il luogo o il tempo o il fatto stesso, o altro che non so spiegare, certo è che mai nulla, in nessun altro campo di battaglia, mi ha tanto commosso. Mi fermai un momento per apprezzare quella scena. Quest'uomo, mi dicevo, forse ha degli amici, ne ha forse in questo campo, nella sua compagnia, e giace qui, abbandonato da tutti meno che dal suo cane! Che lezione ci dà la natura tramite un animale!...<br />Che cosa è mai l'uomo e quale è il mistero delle sue impressioni! Avevo, senza commuovermi, ordinato battaglie che dovevano decidere della sorte dell'esercito, avevo veduto, con occhio distaccato, eseguire movimenti che portavano alla perdita di molti tra noi e ora mi sentivo toccato nel profondo dai gemiti e dal dolore di un cane... Quello che è certo è che in quel momento sarei stato più arrendevole verso un nemico supplichevole: capii meglio il gesto di Achille che restituisce il corpo di Ettore al pianto di Priamo.<ref>Citato in Las Cases, [https://books.google.it/books?id=bbtZAQAAQBAJ&pg=PT203 p. 203].</ref> *Agli occhi dei fondatori di imperi, gli uomini non sono degli uomini, ma degli strumenti.<ref>Citato in [[Honoré de Balzac]], ''Massime e pensieri di Napoleone'', n. 199.</ref> *Coloro che ricercano gli onori somigliano agli amanti; il godimento ne diminuisce il pregio.<ref>Da ''Massime e pensieri'', a cura di Emmanuel de Las Cases, Tipografia Tommaso Fontana, Venezia, 1845, n. 36.</ref> *{{NDR|Rivolto a Robert Fulton, inventore del battello a vapore, nel 1805}} Come signore? Voi fareste navigare una nave contro vento e contro corrente accendendo un falò sotto coperta? Vi prego di scusarmi. Non ho tempo di ascoltare simili sciocchezze.<ref>{{en}} ''What Sir? Would you make a ship sail against the wind and currents by lighting a bonfire under her deck? I pray you excuse me. I have no time to listen to such nonsense''. (citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 252. ISBN 0-679-77806-3)</ref> *Con cento mila uomini pari ai vostri, Eugenio sarebbe già sul Danubio.<ref>Citato in Bartolomeo Bertolini, ''Il valore vinto dagli elementi'', vol. II, Milano, 1869, p. 347.</ref> *Con l'audacia si può intraprendere tutto, ma non si può fare tutto.<ref>Citato in [[Honoré de Balzac]], ''Massime e pensieri di Napoleone'', n. 295.</ref> *[[Dio]] me l'ha data; guai a chi la tocca!<ref>Riferendosi alla corona ferrea, all'incoronazione come re d'Italia nel Duomo di Milano, 26 maggio 1805; citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013, n. 4805.</ref> *Due miei marescialli gareggiano per ritenere sotto i proprii ordini la divisione italiana; io la lascio a Suchet che ha molto più grandi cose a fare che Macdonald. Gl'Italiani torneranno un giorno a divenire i primi soldati d'Europa. Dite al Viceré che sono molto contento del mio bravo esercito italiano.<ref>Citato in De Laugier, ''Fasti e vicende dei popoli italiani dal 1801 al 1815'', to. X, Firenze, 1836, p. 43 – Aless. Zanoli, ''Sulla milizia cisalpino-italiana, cenni storico-statistici dal 1796 al 1814'', vol. II, Milano, 1845, p. 145.</ref> *Chi ha paura d'essere battuto sia certo della sconfitta.<ref>Citato in Mario Grasso, ''Punti di vista'', p. 98.</ref> *È tempo che anche l'[[Italia]] vada annoverata fra le nazioni libere e potenti.<ref name=Fisher>Citato in Herbert Fisher, ''Napoleone''.</ref> *Ecco il sole di Austerlitz.<ref>7 settembre 1812; citato in Fumagalli, p. 144.</ref> :''Voilà le soleil d'Austerlitz!'' *{{NDR|[[Ultime parole]]}} Francia, esercito – capo dell'esercito – Giuseppina. :''France, armée – téte d'armée – Josephine.''<ref>Citato in Samuel M. Smucker, Memorables scenes in French history, 1857, p. [http://books.google.it/books?id=NeGXxGM7FOQC&pg=PA350 350].</ref> *Gli uomini di genio sono meteore destinate a bruciare per illuminare il loro secolo.<ref>Dal ''Discorso di Lione'', 1791.</ref><ref name=spagnol /> *Guai al [[generale]] che si presenta sul campo di battaglia con un piano!<ref>Da ''Manuale del capo'', a cura di Jules Bertaut, traduzione di Maria Stella Ruffolo, Einaudi, Torino, 2014. ISBN 9788858402108</ref> *{{NDR|Sugli italiani}} I fratelli minori hanno quasi superato in valore i fratelli maggiori.<ref>Citato in Carlo Zucchi, ''Memorie, pubblicate per cura di Nicomede Bianchi'', Milano, 1861, p. 66.</ref> *I popoli si vendicano volentieri degli omaggi che tributano ai re.<ref name=Deighton/> *Il fuoco è tutto... il resto non ha importanza.<ref>Citato in G. Rothenberg, ''Wagram'', p. 53.</ref> *Il mondo è minacciato senza rimedio dalla cattiva [[stampa]], che prevarica anche il buon senso, oltreché la verità.<ref>Citato in ''Conversazioni sul cristianesimo: {{small|ragionare nella fede}}''</ref> *Il più grande pericolo si corre nel momento della vittoria.<ref>Citato in [[Honoré de Balzac]], ''Massime e pensieri di Napoleone'', n. 160.</ref> *Il popolo di [[Parigi]] pensava che eliminando [[Maximilien de Robespierre|Robespierre]] avrebbe distrutto la tirannia, mentre lo scopo della sua eliminazione era in realtà quello di farla rifiorire più rigogliosa che mai. Ma una volta caduto Robespierre, l'esplosione fu tale che, nonostante tutti i loro sforzi, i terroristi non furono mai più capaci di riguadagnare il sopravvento.<ref>Dal ''Journal of the private life and conversation of the emperor Napoleon at Saint Helena by count de las Casas'', London 1823; citato in [[George Rudé]], ''Robespierre'', traduzione di Maria Lucioni, Editori Riuniti, 1981.</ref> *Il solo mio codice, per la sua semplicità, ha fatto alla [[Francia]] più bene che l'insieme delle leggi che lo hanno preceduto; [...] ho creato un codice che eternerà il mio nome fin nei secoli più lontani.<ref>Citato in Natalino Irti, ''La Cina verso l'unità di un codice civile'', ''Corriere della Sera'', 31 gennaio 2017, p. 26.</ref> *In politica, un'assurdità non è un ostacolo.<ref>Citato in Honoré de Balzac, ''Massime e pensieri di Napoleone'', n. 282.</ref> *Io non sono superstizioso: solamente non sfido ciò che non conosco!<ref name=Deighton/> *Io saprò come si fa a morire, ma non come si fa a restituire un palmo di territorio.<ref name=Fisher/> *L'[[abilità]] non serve a molto senza l'opportunità.<ref>Citato in Mario Grasso, ''Punti di vista'', p. 19.</ref> *L'[[anarchia]] è il primo gradino del [[potere assoluto]].<ref name="spagnol">Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *L'esercito deve essere tenuto riunito e la maggior forza possibile concentrata sul campo di battaglia.<ref>Citato in D. Chandler, ''Le campagne di Napoleone'', vol. I, p. 221.</ref> *L'uomo non ha [[Amicizia|amici]]. Ne ha solo la sua fortuna.<ref>Citato in [[Roberto Gervaso]], ''La mosca al naso'', Rizzoli, Milano, 1980, p. 29.</ref> *La mia posizione è del tutto diversa da quella dei sovrani di vecchio stampo. Essi possono condurre una vita indolente nei loro castelli, e abbandonarsi senza [[vergogna]] a ogni specie di [[vizio]]. Nessuno contesta la loro legittimità, nessuno pensa di sostituirli. Nel mio caso, tutto cambia. Non c'è generale che non s'immagini di avere al trono lo stesso [[diritto]] che ho io. Non c'è [[uomo]] che non creda di aver determinato la mia sorte il 18 Brumaio... Sono dunque obbligato ad essere molto severo con questa gente...<ref name=Fisher/> *La [[rivoluzione]] è un'opinione che trova delle baionette.<ref>Citato in Honoré de Balzac, ''Massime e pensieri di Napoleone'', n. 3.</ref> *La strategia è l'arte di far buon uso del tempo e della distanza... la distanza può essere recuperata, il tempo mai.<ref name=chand217>Citato in D. Chandler, ''Le campagne di Napoleone'', vol. I, p. 217.</ref> *La [[vendetta]] non ha preveggenza.<ref>Citato in Mario Grasso, ''Punti di vista'', p. 59.</ref> *Le [[marcia militare|marce]] sono la guerra.<ref name=chand217/> *Mettete un ladro bene in vista, agirà come un uomo onesto.<ref>Citato in Honoré de Balzac, ''Massime e pensieri di Napoleone'', n. 271.</ref> *{{NDR|Su [[Giuseppina di Beauharnais]]}} Mia moglie è una brava donna e non fa loro alcun male. È disposta a fare l'imperatrice, fino ad un certo punto, ad avere bei gioielli e bei vestiti, i balocchi dell'età sua. Non l'ho mai amata ciecamente al punto da non vedere i suoi difetti, eppure se ho deciso di farla imperatrice è per un senso di giustizia. Sono soprattutto un uomo giusto. Se mi avessero cacciato in prigione invece di riuscire a salire sul trono, lei avrebbe condiviso la mia disgrazia. Ed è giusto quindi che sia parte della mia grandezza.<ref>Citato in ''Joséphine. Dalla Martinica al trono di Francia la donna che sposò Napoleone'' di Ernest John Knapton, p. 214.</ref> *[[Gioacchino Murat|Murat]] ha tentato di riconquistare con duecento uomini quel territorio che non era riuscito a tenere quando ne aveva a disposizione ottantamila.<ref>Citato in Giuseppe Campolieti, ''Il re lazzarone'', Mondadori, Milano, 1999, p. 416. ISBN 88-04-40528-7</ref> {{NDR|a proposito del tentativo disperato di Gioacchino Murat di riconquistare il Regno di Napoli, perso a Tolentino nel maggio 1815, con lo sbarco a Pizzo Calabro nell'ottobre dello stesso anno, risoltosi con il suo arresto e la sua condanna a morte}} *Niente si ottiene in guerra se non per mezzo di precisi calcoli... il caso da solo non è mai apportatore di successo.<ref>Citato in D. Chandler, ''Le campagne di Napoleone'', vol. I, pp. 212-213.</ref> *Non si sale mai così in alto se non quando non si sa dove si va.<ref>Citato in Honoré de Balzac, ''Massime e pensieri di Napoleone'', n. 91.</ref> *Non sono succeduto a [[Luigi XVI]], ma a [[Carlo Magno|Carlomagno]].<ref>A Pio VII, 2 dicembre 1804.</ref><ref name="sordi">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *Non vi sono che due leve per smuovere gli uomini: la paura o l'interesse; ogni grande rivoluzione deve procedere mediante la paura, gli interessi messi in gioco non portano affatto a dei grandi risultati.<ref>Citato in [[Honoré de Balzac]], ''Massime e pensieri di Napoleone'', n. 78.</ref> *Più si è grandi e meno si deve avere volontà: si dipende dagli avvenimenti e dalle circostanze.<ref>Da ''A Giuseppina'', 3 dicembre 1806.</ref><ref name=spagnol /> *Quanto è forte negli uomini la potenza dell'[[immaginazione]]! Ecco delle persone che non mi conoscono, che non mi hanno mai veduto, che hanno soltanto sentito parlare di me e tuttavia che cosa non farebbero in mio favore? E questa stranezza si ripete in tutti i paesi, in tutte le età, in tutti i sessi! Ecco il fanatismo! Sì, l'immaginazione governa il mondo!<ref>Citato in Las Cases, [https://books.google.it/books?id=bbtZAQAAQBAJ&pg=PT246 p. 246].</ref> *{{NDR|Sull'[[Austria]]}} Sempre in ritardo: di un anno, di un esercito, di un'idea. :''Toujours en retard: d'une année, d'une armée et d'une idée''.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/05/13/yen-debole-giappone-forte-euro-forte-europa.html?ref=search Yen debole Giappone forte Euro forte Europa debole]'', ''repubblica.it'', 13 maggio 2013. Così nell'articolo: "''d'un'année, d'un'armée, d'un'idée''".</ref> *Soldati, pensate a questo: dall'alto di queste piramidi, quaranta secoli vi guardano.<ref>Dal discorso all'esercito in Egitto prima della battaglia delle Piramidi, 21 luglio 1798; citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013, n. 4804.</ref> *{{NDR|Alle truppe vittoriose ad Austerlitz, 2 dicembre 1805}} Soldati, sono contento di voi!<ref name=sordi/> *[[La Spezia|Spezia]] è il più bel porto dell'universo. La rada è anche superiore a quella di Tolone, la sua difesa per terra e per mare è facile. I progetti redatti sotto l'impero, e di cui si è cominciata l'esecuzione, dimostrano che, con spese anche mediocri, gli stabilimenti sarebbero sicuri e chiusi in una piazza capace della più grande resistenza.<ref>Da ''Memorie della campagna d'Italia'', Donzelli, 2010, p. 19.</ref> *{{NDR|Su [[Giuseppina di Beauharnais]]}} Un giorno, mentre ero seduto accanto a lei a tavola, cominciò a farmi complimenti di ogni genere sulle mie doti militari. Le sue lodi mi inebriarono. [...] Ero ardentemente innamorato di lei e i nostri amici se ne resero conto assai prima che io osassi farne parola.<ref>Citato in Carolly Erickson, ''L'imperatrice creola'', p. 128.</ref> *{{NDR|In riferimento alla morte di [[Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena]], l'ultima regina di Francia}} Una donna che non aveva se non gli onori senza il potere, una principessa straniera, il più sacro degli ostaggi, trascinarla dal trono al patibolo, attraverso ogni sorta d'oltraggi, vi è in ciò qualcosa di peggio del regicidio.<ref>Citato in Cesare Giardini, ''I processi di Luigi XVI e Maria Antonietta (1793)''.</ref> *Voi non sapete quel che passa nell'animo di un soldato. Tutta la mia ascesa si è svolta sotto il segno della guerra: uomini come me tengono in poco conto le vite di un milione di uomini.<ref name=Fisher/> *{{NDR|A Carlo Zucchi}} Zucchi, io sono contento di voi; vi ho già nominato generale di divisione. Sono anche contento degl'Italiani: ovunque si trovano, essi si distinguono sempre.<ref>Citato in Carlo Zucchi, ''Memorie, pubblicate per cura di Nicomede Bianchi'', Milano, 1861, p. 63.</ref> ===Attribuite=== *Con le [[baionetta|baionette]] puoi farci pressoché di tutto, tranne che sedertici sopra!<ref name=Deighton>Citato in Len Deighton, ''La Guerra Lampo''.</ref> :Attribuita anche a [[Charles Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]]. *Dal [[sublime]] al [[ridicolo]] vi è appena un passo.<ref>In ''Pensieri morali''.</ref> :''Du sublime au ridicule il n'y a qu'un pas.'' ::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La prima traccia di questa citazione risale al 1777 ed è una raccolta di pensieri filosofici intitolata ''Pensées Nouvelles et Philosophiques''. In questa raccolta la frase viene attribuita a [[Bernard le Bovier de Fontenelle]] ma la fonte è abbastanza debole perché risale a venti anni dopo la morte dello scrittore. Presumibilmente la citazione è opera di un [[anonimo]]. La frase viene spesso attribuita a Napoleone che probabilmente invece la citò soltanto. Anche [[Mark Twain]] e [[James Joyce]], successivamente, hanno citato questa frase e talvolta la citazione è attribuita erroneamente a uno di loro.<ref>{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2015/06/24/sublime/ From the Sublime to the Ridiculous There Is But One Step]'', ''QuoteInvestigator.com'', 24 giugno 2015.</ref> *Entro cinquant'anni l'Europa sarà [[repubblicanesimo|repubblicana]] o cosacca. :''Dans cinquante ans, l'Europe sera républicaine ou cosaque.'' ::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Nonostante il testo riportato da Las Cases nel ''Memoriale di Sant'Elena'' fosse differente, si diffuse in forma orale la versione sopra citata, «dovuta certamente a qualche bonapartista che volendo conservare la riputazione di profeta al suo idolo, pensò di rimandare di quarant'anni il giorno fissato per il compimento di una delle sue più notevoli predizioni politiche», come spiega [[Giuseppe Fumagalli]]. ::<small><u>Citazione corretta</u>: «[...] prima che passino dieci anni, tutta l'Europa può essere cosacca, o tutta avere la forma repubblicana [...].<ref>Citato in Las Cases, [https://books.google.it/books?id=bbtZAQAAQBAJ&pg=PT359 p. 359].</ref> ([...] ''avant dix ans toute l'Europe peut-être cosaque, ou toute en république'' [...])».</small><ref>{{Cfr}} Fumagalli, [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Chi_l%27ha_detto.djvu/369&action=edit&redlink=1 p. 337].</ref> *''Impossibile'' non è parola francese.<ref>Citato in Fumagalli, p. 402.</ref> :''Impossible n'est pas un mot français''. *L'[[Inghilterra]] è una nazione di bottegai.<ref>Citato in Fumagalli, p. 333.</ref> :''Nation of shopkeepers''. *Ogni soldato francese porta nella sua giberna il bastone di maresciallo di [[Francia]]. :''Tout soldat français porte dans sa giberne le bâton de maréchal de France''.<ref>Citato in E. Blaze, ''La vie militaire sous l'Empire'', vol. I, p. 5.</ref> *Sarebbe difficile avere più spirito di quanto ne ha l'imperatore [[Alessandro I di Russia|Alessandro]]; ma trovo che nel suo carattere manca un pezzo e mi è impossibile scoprire di che pezzo si tratti.<ref>Citato in [[Giuseppe Berti]], ''Alessandro I'', C.E.I., Giano. I tascabili doppi, Roma / Milano, 1966, pp. 18-19. Nel testo: Un giorno Napoleone dirà a [[Klemens von Metternich|Metternich]]: Sarebbe difficile avere più spirito di quanto ne ha l'imperatore Alessandro; ma trovo che nel suo carattere manca un pezzo e mi è impossibile scoprire di che pezzo si tratti. {{cfr}} ''Alessandro I'', pp. 18-19.</ref> ==''Conversazioni sul cristianesimo''== *Non è vero, non sono mai stato ateo. Quando ero a capo del governo, appena ho potuto, ho tentato di ristabilire la religione, che è una grande consolazione per il credente, soprattutto negli ultimi istanti della sua vita. (2016<sup>2</sup>, p. 25) *Generale Bertrand, c'è un Essere Infinito in confronto al quale lei non è che è un atomo; in confronto al quale anch'io, Napoleone, con tutto il mio genio, sono niente: lo capisce? Io lo sento, questo Dio... lo vedo... ne ho bisogno... credo in Lui... E se lei non crede, peggio per lei... Ma a me la cosa sta a cuore... alla buon'ora generale, lei crede in Dio! Io perdono molte cose, ma ho orrore degli atei e dei materialisti... Cosa vuole che io abbia in comune con un uomo che non crede all'esistenza dell'anima, e che crede che l'uomo sia un mucchio di fango? Cosa vuole che io abbia in comune con un uomo che pretende che io sia, come lui pensa di essere, solo un mucchio di fango? (p. 23) *{{NDR|Al Generale Bertrand}} Io conosco gli uomini, e le dico che [[Gesù]] non era un uomo. Gli spiriti superficiali vedono una somiglianza tra il Cristo e i fondatori degli imperi, i conquistatori e le divinità di altre religioni. Questa somiglianza non c'è: tra il cristianesimo e qualsivoglia altra religione c'è la distanza dell'infinito. Una qualunque persona di buon senso, purché abbia almeno un po' di esperienza delle cose del mondo e conosca un po' gli uomini, risponderà come rispondo io. (p. 27) *Nella storia, invano, ho cercato qualcuno paragonabile a Gesù, o una realtà qualsivoglia comparabile al Vangelo, senza trovare né l'uno né l'altra: né la natura, né la storia, né gli uomini hanno niente che possa essere posto al livello o sia comparabile a Gesù. Nel Vangelo tutto è straordinario, e in esso tutto è al di fuori e al di sopra della mente umana. (p. 34) *Gesù non scende a patti con le umane debolezze: i sensi, tiranni dell'uomo, sono da lui trattati come schiavi del cuore dell'uomo, schiavi fatti per obbedire, e non certo per comandare. I vizi sono l'oggetto di una condanna implacabile; le passioni, che sono sempre presenti nei pensieri dell'uomo, sono invece mortificate. (p. 43) *Il più grande miracolo di Cristo è stato fondare il regno della carità: solo lui si è spinto ad elevare il cuore umano fino alle vette dell'inimmaginabile, all'annullamento del tempo; lui solo creando questa immolazione, ha stabilito un legame tra il cielo e la terra. Tutti coloro che credono in lui, avvertono questo amore straordinario, superiore, soprannaturale; fenomeno inspiegabile e impossibile alla ragione. (2016<sup>2</sup>, p. 51) ==''L'arte di comandare''== ===''Aforismi politici''=== *Ben di rado si veggono i grandi uomini [[Fallimento|fallire]] nelle loro più pericolose imprese. *Bisogna parlar agli occhi per [[persuasione|persuader]] il popolo. *È meglio avere un [[Amico e nemico|nemico]] conosciuto che un [[Amico e nemico|amico]] forzato. *Gli uomini sono rari. *I [[Nemico|nemici]] che possono riescir pericolosi sono sempre abbastanza scaltri per non esporsi al [[pericolo]]. *I più forti non trattano, ma dettano le condizioni e ne sono obbediti. *I sovrani abbisognano talora di appoggiarsi ad una [[vittoria]] per tentare una novella impresa. *Il buon esito dei mezzi dipende dall'unità di azione. *Il credere di rigenerare un popolo in un istante è un atto di demenza. *Il governare per opera di un partito equivale a porsi tosto o tardi in sua balia. *Il governo, i [[Ministro|ministri]], ed i principali agenti della Repubblica non devono ascoltare altra voce che quella dei posteri. *Il modo di influire maggiormente sulle determinazioni dei principi sta sempre nell'offenderne l'amor proprio. *Il nome d'imperatore è una [[parola]] come ogni altra; quegli che lo porta deve avere altri titoli per presentarsi ai posteri. *Il primo dovere del principe è quello senza dubbio di fare ciò che vuole il popolo, ma il popolo non sa quasi mai ciò che vuole. *Il trono è un pezzo di legno ricoperto di velluto. *In tutti i paesi la [[religione]] è utile per il governo; e bisogna servirsene per agire sugli uomini. *In un [[ministro]] le idee devono andar più rapide che la sua mano. *Io do un ordine, o taccio. *La [[fortuna]] è donna; se voi ve la lasciate sfuggire oggi non crediate di ritrovarla domani. *La moltitudine che mi guarda con ammirazione farebbe lo stesso se mi vedesse salire sul patibolo. *La [[pace]] è il primo bisogno, come è la prima gloria. *Le assemblee deliberanti si compongono sempre d'intriganti o di gente più o meno illuminata; questi ultimi quasi sempre ingannati, divengono per lo più gli strumenti ed i complici dei primi. *Le circostanze le più irrilevanti producono i massimi evenimenti. *Le [[rivoluzione|rivoluzioni]] le meglio condotte distruggono tutto in un istante e non ricostruiscono se non col lungo avvenire. *Le rivoluzioni sono paragonabili ai letami: i più ributtanti promuovono la crescita dei più bei vegetali. *Non bisogna essere [[severo]] e debole nello stesso tempo. *Ogni albero produce il suo frutto, e si raccoglie solo ciò che venne seminato. *Quando un cortigiano fa l'elogio al suo re senza che questo lo meriti, gli rende un cattivissimo servigio. *Quando un [[nemico]] è in nostro potere bisogna far sì che non ci possa mai più nuocere. *Quando un [[sovrano]] conosce gli uomini che vogliono disfarsi di lui, dovrebbe prima d'ogni cosa disfarsi di loro. *Un [[statista|uomo di Stato]] non dovrebbe mai introdurre una [[donna]] nel suo gabinetto. *Un sovrano ha sempre torto a parlare in collera. *Vi ha nulla di più tirannico di un [[governo]] che pretende di essere paterno. ===''Pensieri morali''=== *Bisogna sempre lasciar trascorrere la [[notte]] sulle ingiurie del giorno innanzi. *Che cosa è un [[governo]]? Nulla, se non è sostenuto dall'opinione. *Chi s'abbandona al [[dolore]] senza resistenza o si uccide per evitarlo abbandona il campo di battaglia prima di aver vinto. *Colui il quale teme di perdere la [[gloria]], è sicuro che la perderà. *È molto meglio per un [[popolo]] l'avere un ordinamento cattivo che non essere ordinato affatto. *Gli uomini si guidano con trastulli. *I grandi uomini sono simili alle meteore che splendono e si consumano per rischiarar la terra. *Il [[dolore]] ha certi limiti che non conviene oltrepassare. *Il regime della [[Chiesa]] non è punto arbitrario; essa ha canoni e leggi che il [[Papa]] deve osservare. *L'[[amicizia]] non è altro che un nome. *L'amore reca più male che bene. *L'[[ignoranza]] dei preti è il più grande flagello pel mondo. *La [[moglie]] è fatta per suo marito; e il marito è fatto per la patria, per la famiglia e per la gloria. *La [[morte]] può essere l'espiazione delle [[colpa|colpe]], ma non può mai ripararle. *La morte sola può rescindere l'unione formata dalla simpatia, dal sentimento e dall'amore. *La [[ricchezza]] fu sempre il primo titolo alla stima. *La sola vittoria contro l'[[amore]] è la fuga. *La vera [[libertà]] civile dipende dalla sicurezza della proprietà. *La virtù delle donne fu posta in dubbio sin dal cominciar del mondo e lo sarà sempre. *La vita di un uomo è uno specchio in cui si può leggere ed istruirsi con frutto. *Le cose non fruttano se non quando sono operate a tempo. *Le leggi che in teoria sono il tipo della chiarezza, nell'applicazione loro divengono troppo sovente un vero caos; gli uomini e le passioni guastano tutto ciò che toccano. *Le pene dell'altro mondo furono immaginate per supplire alle insufficienti attrattive che ci si offrono in esso. *L'idea di dedicare [[Monumento|monumenti]] agli uomini che si sono resi utili ai popoli è onorevole per le nazioni; converrebbe solo lasciare ai secoli avvenire la cura d'innalzarli, quando essi confermano la buona opinione che si formò dapprima degli eroi. *Lo spettacolo di un campo di battaglia dopo la pugna è utile per ispirare ai principi l'amore della pace e l'orrore della guerra. *Lo splendore è un nulla senza la durata. *Non ha forse il [[sole]] anch'esso le sue macchie? *Non vi ha nulla di grande nel terminar la sua vita a guisa di chi ha perduto ogni suo avere al giuoco. *Non ci fu dato un cuore per vedere impassibilmente piangere altrui. *Non si sente mai tanto di amare come quando si rivede l'oggetto amato. *Nulla è tanto funesto alla felicità dei popoli quanto l'instabilità delle loro istituzioni. *Ogni ora di tempo perduto è una probabilità di danno per l'avvenire. *Per non piangere degli uomini conviene riderne. *Quando conosciamo la nostra malattia morale, dobbiamo curare l'anima come si cura un braccio o una gamba. *Quando non si dà veruna importanza all'opinione pubblica si mostra che non se ne meritano i suffragi. *Quando uno è solo cammina più rapidamente. *Quanti uomini superiori sono fanciulli parecchie volte al giorno. *Quei soli che capiscono tutta l'amarezza dei dolori di spirito possono consolare gli afflitti. *Un sovrano può con una condotta retta, sincera e semplice rendere felici i suoi popoli e se stesso. *Un uomo non più dipende da altri quando non vuole più dipenderne. ===''Appendice''=== *A fare le cose a mezzo si perde sempre. *Bisogna non vedere, ma quando si è visto, è necessario saper punire. *Bisogna saper vincere il malumore. *Bisogna servire il [[popolo]] e non cercare di piacergli; il miglior modo di guadagnarsene il favore è fargli del bene. *Che calamità la mia caduta! Ero riuscito a chiudere la bufera in un otre: le baionette straniere lo hanno squarciato. *Ci sono ferite alle quali sarebbe preferibile la morte. Ma sono poche. Al momento di abbandonare la vita, ci si aggrappa ad essa con tutte le forze. *Coloro che vogliono ingannare i popoli e governarli ad esclusivo loro vantaggio hanno interesse a mantenerli nell'ignoranza. *Come le nostre rivoluzioni sono meschine e insignificanti nell'ordine dell'universo! *Con gli [[esperto|esperti]] non è facile ottenere la semplicità. *Ho portato il mondo sulle mie spalle, e questo mestiere, dopotutto, non lascia che stanchezza. *I ministeri sono lebbrosari: nessuno sfugge al contagio. Gli onesti possono aspirare ai posti ministeriali ma non ne verranno fuori senza esserne contaminati. *I [[preti]] ripetono continuamente che il loro regno non è di questo mondo, e si impadroniscono di tutto ciò che è a tiro. *Il corpo può essere in mano ai malvagi, lo spirito spazia ovunque: anche dal fondo di un carcere può innalzarsi al cielo. *Il genio delle grandi imprese e i grandi risultati consistono nell'arte di indovinare. *Il [[male]], in guerra come in politica, non è scusabile se non è assolutamente necessario. *Il nostro corpo è una macchina, è un organismo che tende alla vita; si difende da sé; ha la forza e i rimedi per guarire senza bisogno di impiastri. *Il tormento delle precauzioni è peggio del pericolo che si vuole evitare: meglio affidarsi al destino. *In guerra come in amore bisogna guardarsi da vicino. *Io non sono fatto per le mezze misure. *L'amore dev'essere un piacere, non un tormento. *L’[[amore]] diventa lo scopo unico della vita quando la società languisce nell'ozio. *L'epiteto di sciocco è sempre un brevetto di persona onesta. *La [[civiltà]] agisce unicamente a pro dello spirito e lo favorisce a spese della forza fisica. *La divisione del [[lavoro]] porta alla perfezione nell'attività meccanica, ma è funesta e negativa nella creazione mentale; ogni prodotto dello spirito è tanto superiore quanto più la mente che lo produce è universale. *La mia [[fede]] si è trovata inceppata da quando ho cominciato a ragionare; e questo mi è accaduto assai presto, a tredici anni. *La sovranità non si lascia e si riprende come un mantello. *[[Madame de Sévigné]] sarà sempre un modello per il fascino e la grazia che promanano dalla sua opera; ma, quando se ne è letto molto, non resta gran che. È come le uova frullate che possono venir mangiate a sazietà senza riempire lo stomaco. *Nessuno può garantire del suo ultimo sentimento, né del proprio cervello. *Non sempre dipende dal maestro fare buoni allievi. *Non sono ateo, ma non posso credere in quel che mi vogliono insegnare contro la mia intelligenza, senza sentirmi falso e ipocrita. *Non v'è rivoluzione senza furore popolare, non v'è furore di popolo scatenato senza disordine e vittime. *Per gli [[fame|stomaci vuoti]] non esistono né obbedienza né timore. *Quando voglio interrompere un lavoro, chiudo il cassetto, apro quello di un altro lavoro. Essi non si mischiano, non mi impacciano, non mi affaticano. Voglio dormire? Chiudo tutti i cassetti ed ecco il sonno. *Se un [[sultano]] fa tagliare teste a capriccio rischia di perdere la propria. *Strapazzando un uomo, so, da come reagisce, che cosa pensare di lui. Vedo a quale tono è salita la sua anima: se colpite un bronzo con un guanto, non vi darà alcun suono; ma colpitelo con un martello e risuonerà. *Un vero [[carattere]] riesce sempre a emergere nei grandi momenti. *Una testa senza [[memoria]] è una piazzaforte senza guarnigione. ==Citazioni su Napoleone Bonaparte== [[Immagine:Opere_varie_Manzoni_1881-695.1.png|thumb|upright=1.4|Napoleone a Sant'Elena, in una incisione che illustra una pubblicazione dell'ode ''Il cinque maggio'' di [[Alessandro Manzoni]]]] *[[Napoleone]], molto più italiano che francese: italiano per stirpe, istinto, immaginazione e lascito; ha considerato nei suoi piani il futuro dell'Italia e, nel valutare il bilancio del suo regno, il profitto netto è per l'Italia e la perdita netta è per la Francia. ([[Hippolyte Taine]]) <ref>Napoleon's views on Religion, 1891, p.89</ref> *''Dietro il valor di sue vittorie è lento | della parola e del pensiero il corso''. ([[Vincenzo Monti]]) *È un uomo al quale si sarebbero innalzati altari nell'antichità, sì, amici miei, Bonaparte è il mio eroe. ([[Jacques-Louis David]]) *{{NDR|Sul fascino esercitato sui suoi soldati}} Egli li trascinava d'impresa in impresa, di guerra in guerra, di battaglia in battaglia, esigeva continui, spaventosi sacrifici, sforzi immani, fatiche {{sic|esaurienti}}. Il freddo, il sole, la fame, gli stenti non erano mai per lui ostacoli insuperabili; egli era immensamente prodigo della vita umana; ognuno dei suoi soldati poteva credersi un condannato a morte, eppure la devozione del soldato per Napoleone non aveva confine. L'imperatore era per l'esercito un dio. Bastava ch'egli si mostrasse, ed ecco un soffio d'eroismo sollevava tutti i cuori, e tutti, dal fantaccino al maresciallo, correvano alla morte col grido di – Viva l'imperatore! – ([[Gaetano Negri]]) *''Ei fu. Siccome immobile, | dato il mortal sospiro, | stette la spoglia immemore | orba di tanto spiro, | così percossa, attonita | la terra al nunzio sta, | muta pensando all'ultima | ora dell'uom fatale; | né sa quando una simile | orma di piè mortale | la sua cruenta polvere | a calpestar verrà.'' ([[Alessandro Manzoni]]) *''Era grande: e perciò dové cadere. | Cielo e terra s'unirono ad abbatterlo. | Gli invidi uomini di fango non potevano | sopportar la sua grandezza, | e neppure potevano gli dei | sopportare chi a loro somigliava.'' ([[Mihály Vörösmarty]]) *Il carattere di Bonaparte era oppostissimo {{NDR|a quello del generale [[Jean Victor Marie Moreau|Moreau]]}}: ei scuoteva il soldato nelle sue intime fibre; con una parola sollevava quelle masse di granito; trascinava i suoi vecchi granatieri come fanciulli, sotto i prestigi della sua immaginazione, conducevali nelle misteriose e sconosciute regioni della sua vasta mente. Moreau faceva marciare l'esercito per dovere, Bonaparte per entusiasmo; e questo era così forte che gli faceva saltare le Alpi a piedi giunti, sfidare le sabbie bollenti dell'Egitto, i ghiacci del San Bernardo o l'ardente sole delle Piramidi, e senza che venisse mai meno. ([[Jean-Baptiste Capefigue]]) *Il Direttorio e Napoleone ci tradirono, è vero. Buonaparte usò con [[Venezia]] come coll'amica che intende l'amore per servitù e bacia la mano di chi la percote. ([[Ippolito Nievo]]) *Infatti che significa, dimmi… un uomo come lui, Bonaparte, soldato, capo dell'esercito, primo capitano del mondo, volere che lo si chiami maestà? Essere Bonaparte, e farsi sire!<br/>''Il aspire à descendre'': ma no, crede di salire eguagliandosi ai re. Egli ama più un titolo che un uomo. Povero uomo, le sue idee sono al di sotto della sua fortuna. Non dubitavo finché non vidi dare a Borghese la sorella più piccola, e credere che Borghese lo onorasse. ([[Paul-Louis Courier]]) *La camera da letto di [[Winston Churchill|Churchill]] era in parte una biblioteca con un numero enorme di libri [...]. C'erano anche molti volumi su Napoleone. «Sì» ammise «sono un suo grande ammiratore.» ([[Charlie Chaplin]]) *Meno male che c'è stato Napoleone che ha portato via un bel po' di opere d'arte, sennò qui distruggevano pure quelle che stanno al [[Museo del Louvre|Louvre]]. (''[[Sbucciando piselli]]'') *Napoleone I era figlio di un povero cancelliere, eppure macellando milioni di uomini, compreso mio zio Martino, arrivò ad essere un grand'uomo, ma finalmente, per aver voluto troppo, perdé tutto, e, come me, finì la vita prigioniero, lui a S. Elena, guardato a vista dai soldati inglesi, io nel bagno di S. Stefano, sotto la rigida sorveglianza delle sentinelle dell'esercito italiano. ([[Carmine Crocco]]) *Napoleone I, la cui carriera ebbe il carattere di un duello contro l'Europa intera, disapprovava il duello fra gli ufficiali del suo esercito. Il grande imperatore militare non era uno smargiasso e aveva poco rispetto per la tradizione. ([[Joseph Conrad]]) *Napoleone si vantava di poter addestrare uomini a sacrificare la vita per un nastrino. ([[Chuck Palahniuk]], ''[[Fight Club (romanzo)|Fight Club]]'') *Qui stanno le ceneri, il suo nome è dappertutto. ([[epitaffi]]o) :''Hic cineres, ubique nomen.''<ref>Citato in [[Luciano De Crescenzo]], ''Tutti santi: me compreso'', Mondadori, Milano, 2011, p. 50. ISBN 978-88-04-61029-8</ref> *Se Napoleone era un tiranno, i sovrani che gli facevano guerra erano molto più tiranni e incapaci di lui. Di fronte a loro egli era un genio, un progressista, un uomo che aveva fatto camminare il mondo in avanti, mentre essi non avevano altra volontà che quella di farlo tornare indietro. ([[Carlo Zaghi]]) *Si decise adunque al castello di Fratta che il generale Bonaparte era un essere immaginario, [...], un nome vano immaginato dal Direttorio a lusinga delle orecchie italiane. Ma due mesi dopo quell'essere immaginario, dopo vinte quattro battaglie, e costretto a chieder pace il re di Sardegna, entrava in [[Milano]] applaudito festeggiato da quelli che il [[Carlo Botta|Botta]] chiama utopisti italiani. ([[Ippolito Nievo]]) *Sire, voi siete perduto. Ne avevo la sensazione quando sono venuto qui – ora che me ne vado ne sono certo. ([[Klemens von Metternich]]) *Si sa, durante dieci anni Napoleone risparmiò i suoi soldati opponendo gli Italiani, i Belgi, gli Olandesi, tutti i contingenti delle confederazioni, ai Russi, ai Prussiani, agli Austriaci ed agli Inglesi. Non è dunque esagerato l'affermare che, durante quel lungo e sanguinoso periodo di 23 anni, la [[guerra]] divorò in Europa circa 2.000 uomini al giorno. ([[Edmond Potonié]]) *Spuntava il quindici d'agosto... madama Letizia Bonaparte usciva per la messa; ella era incinta di Napoleone e vicina a sgravarsi. Sebbene attendesse da qualche giorno il momento, madama nondimeno sperava d'aver il tempo di fare le sue {{sic|divozioni}} in un dì così solenne. Ma appena scostatasi per breve tratto dalla casa, venne assalita dai dolori del parto, e si vide costretta a rientrare. Giunta in casa, ebbe soltanto il tempo di ricevere le prime cure; Napoleone nacque sopra un tappeto di alto liccio che si distese in fretta sopra il pavimento. ([[Laure Junot d'Abrantès]]) *Te dunque, o Bonaparte, nomerò con inaudito titolo <small>LIBERATORE DI POPOLI E FONDATORE DI REPUBBLICA</small>. Così tu alto, solo, immortale, dominerai l'eternità, pari agli altri grandi nelle gesta e ne' meriti, ma a niuno comparabile nella intrapresa di fondare nazioni. ([[Ugo Foscolo]]) *''Tutto ei provò: la gloria | maggior dopo il periglio | la fuga e la vittoria | la reggia e il tristo esiglio | due volte nella polvere | due volte sull'altar. | Ei si nomò: due secoli, | l'un contro l'altro armato, | sommessi a lui si volsero, | come aspettando il fato; | ei fe' silenzio, ed arbitro | s'assise in mezzo a lor.'' ([[Alessandro Manzoni]]) *Un riservatissimo medico americano, all'ombra dei grattacieli di Manhattan, tra gli altri titoli accademici, vanta un onorifico incarico. Custodisce il pene di Napoleone Bonaparte. John Latimer, questo il nome del conservatore del reperto anatomico, ovviamente al corrente dell'augusta provenienza, gelosamente cela l'imperiale appendice presso lo Squirer Urological Clinic della Columbia University. ([[Giuseppe Marcenaro]]) *Un uomo che sfidò Dio. ([[Victor Hugo]]) ===[[Herbert Fisher]]=== *Il metodo col quale Bonaparte si fece padrone della Francia è caratteristico dell'uomo e del suo tempo. Egli rovesciò la costituzione con l'astuzia e con la violenza. *La caduta di Napoleone è una trilogia, della quale [[Mosca (Russia)|Mosca]], [[Lipsia]] e Fontainebleau sono le parti successive, e [[Waterloo]] è l'epilogo. *Nella storia d'Italia il più significativo aspetto della sistemazione politica data alla penisola da Napoleone non fu il tradimento ai danni di [[Venezia]], ma la fondazione della Repubblica Cisalpina. *Quando pensiamo a Napoleone Bonaparte, quale mondo di visioni e di memorie sorge davanti alla mente nostra! Chi non conosce l'aspetto esteriore del più grande conquistatore e condottiero dell'èra moderna: quella piccola, o addirittura bassa statura, quella testa tonda e simmetrica, e il pallore ulivigno delle guance, e la fronte prominente, e il taglio del naso e della bocca, scolpito come nei più puri marmi dell'arte classica, e soprattutto gli occhi, fondi e incastonati, grigi e luminosi, ora balenanti elettriche scintille, ora velati e assorti in una specie di contemplazione impenetrabile? L'immagine di Napoleone è universalmente nota nel suo insieme, anche per quelle fogge d'abito nelle quali i pittori si sono tanto compiaciuti di ritrarlo. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *[[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, Milano, 1921. *Mario Grasso, ''Punti di vista'', FrancoAngeli, Milano, 2001. ISBN 88-464-3200-2 *Napoleone Bonaparte, ''Conversazioni sul cristianesimo: {{small|ragionare nella fede}}'', a cura di Giorgio Carbone, prefazione di [[Giacomo Biffi]], traduzione di Vito Patella, ESD-Edizioni Studio Domenicano, Bologna, 2013. ISBN 978-88-7094-849-3 *Napoleone Bonaparte, ''Conversazioni sul cristianesimo: {{small|ragionare nella fede}}'', a cura di Giorgio Carbone, prefazione di [[Giacomo Biffi]], traduzione di Vito Patella, ESD-Edizioni Studio Domenicano, Bologna, 2016<sup>2</sup> ampliata. ISBN 978-88-7094-932-2 *Cesare Giardini, ''I processi di Luigi XVI e Maria Antonietta (1793)'', Verona, Mondadori, 1934. *Emmanuel de Las Cases, ''Il Memoriale di Sant'Elena'', a cura di Luigi Mascilli Migliorini, Rizzoli, Milano, 2013. ISBN 978-88-58-65732-4 *Napoleone Bonaparte, ''L'arte di comandare'', a cura di Francesco Perfetti, Newton & Compton, Roma, 2014. ISBN 978-88-541-7215-9 *Len Deighton, ''La Guerra Lampo'', traduzione di G. Simone, Longanesi editore, 1981. ISBN 8830401692 *[[Honoré de Balzac]], ''Massime e pensieri di Napoleone'', a cura di Carlo Carlino, Sellerio, Palermo, 2021. ISBN 9788838942471 ==Voci correlate== *[[Giuseppina di Beauharnais]] *''[[Napoleone (film 1927)|Napoleone]]'' - film 1927 *[[Paolina Bonaparte]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bonaparte, Napoleone}} [[Categoria:Aforisti francesi]] [[Categoria:Generali francesi]] [[Categoria:Politici francesi]] [[Categoria:Sovrani di Francia]] 7njd262ko9x2pdiru0k2j90farsasr0 Nathaniel Hawthorne 0 1799 1419110 1417779 2026-07-04T15:12:28Z Gaux 18878 /* Citazioni su Nathaniel Hawthorne */ Enrico Nencioni 1419110 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Nathaniel Hawthorne old.jpg|thumb|Nathaniel Hawthorne]] '''Nathaniel Hawthorne''' (1804 – 1864), scrittore statunitense. ==Citazioni di Nathaniel Hawthorne== *Dai principi si deduce una probabilità, ma il vero o una certezza si ottengono solo dai [[Fatto|fatti]].<ref>Citato in Mario Grasso, ''Punti di vista'', FrancoAngeli, Milano, 2001, p. 37. ISBN 9788846432001</ref> *La castità di una donna è fatta, come una cipolla, di involucri sovrapposti.<ref name=diari>Dai ''Diari''</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *Nessuno, penso, dovrebbe leggere poesia, o guardare quadri oppure statue, se non riesce a trovarvi molto più di quanto il poeta o l'artista abbia veramente espresso. Il loro merito più alto è la suggestività.<ref>Da ''Il fauno di marmo'', traduzione di Fiorenzo Fantaccini, Giunti, Firenze-Milano, 2010. ISBN 9788809753747</ref> *Un [[eroismo|eroe]] non può essere eroe se non in un mondo eroico.<ref name=diari /><ref name=e /> ==''La lettera scarlatta''== ===[[Incipit]]=== Una folla d'uomini barbuti, dagli abiti scuri e dai grigi cappelloni a punta, e di donne in cappuccio o a testa nuda, stava raccolta davanti a un edificio di legno, la cui porta di quercia massiccia era guarnita con bulloni di ferro.<br> I fondatori d'una colonia, qualunque Utopia di virtù e felicità umana possano aver divisato in origine, hanno sempre riconosciuto tra le prime necessità pratiche quella di destinare una parte del suolo vergine a cimitero, ed un'altra a prigione. Secondo tal norma, possiamo ritenere con fondamento che i progenitori di Boston avessero costruito a tempo opportuno la prima prigione nelle vicinanze di Cornhill, press'a poco quando tracciarono il primo luogo di sepoltura sul terreno di Isaac Johnson e intorno alla sua fossa, che in seguito divenne il centro di tutti gli avelli raccolti nel vecchio camposanto di King's Chapel.<br> {{NDR|Nathaniel Hawthorne, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-h/nathaniel-hawthorne/la-lettera-scarlatta/ La lettera scarlatta]'', traduzione di Marcella Bonsanti, Sansoni editore, 1965}} ===Citazioni=== *Tuttavia accade ben piú spesso che, salita la scala, possiate scoprire, nel vestibolo, se d'estate, o nei loro vari uffici, se d'inverno o fa brutto, una fila di venerabili persone, appollaiate sopra sedie fuori moda, in bilico sulle gambe posteriori, e con lo schienale poggiato contro il muro. Il piú sovente dormono, ma talvolta conversano tra loro, con voci che non si capisce se stiano parlando o russando, e con quella mancanza di energia, che contraddistingue gli ospiti di un gerontocomio, e tutti gli esseri che, per il loro sostentamento, dipendono dalla carità o dal lavoro monopolizzato, o da qualunque altra fonte, che non sia la loro attività indipendente. (introduzione a ''La lettera scarlatta'', 1951, p. 9) *La nostra salute morale e intellettuale ritrae un gran giovamento quando ci troviamo obbligati a mescolarci con individui del tutto diversi, che non condividono le nostre aspirazioni e posseggono interessi e abilità, che dobbiam fare uno sforzo per poter apprezzare. (introduzione a ''La lettera scarlatta'', 1951, p. 26) *Ma è una strana sensazione, per un uomo dotato di qualche orgoglio e sensibilità, quella di sapere che il suo destino dipende da individui che non lo amano né lo capiscono, e dai quali — poiché la scelta è confinata a queste due alternative — preferirebbe subir danni che non ricever favori. (introduzione a ''La lettera scarlatta'', 1951, p. 42) *In verità, come io ho cercato di mostrargli, l'onta risiede nella consumazione del peccato, non nella sua confessione. (John Wilson: cap. III, 1951, p. 67) *Ma esiste una fatalità, un sentimento cosí irresistibile e inevitabile da assumere la forza di un destino, il quale, quasi invariabilmente, obbliga gli esseri umani ad attardarsi, ad abitar come spettri le prossimità del luogo, dove qualche solenne e indimenticabile evento abbia conferito il suo colore a tutta la loro vita; e questa forza è tanto piú irresistibile quanto piú cupa l'ombra che affligge la vita loro. (cap. V, 1951, pp. 81 sg.) *Egli riteneva essenziale, così pareva, conoscere l'uomo prima di tentare di fargli del bene. Quando esistono cuore e intelletto, le malattie dell'organismo fisico sono colorate dai caratteri di quelli. In Arthur Dimmesdale il pensiero e l'immaginazione erano così attivi, e la sensibilità così intensa, che l'infermità corporea doveva trovarvi un terreno d'operazione. Così Roger Chillingworth, uomo abile, medico amorevole e amico, procurava di affondare nel petto del paziente, frugando fra i princìpi di lui, nonché nei ricordi, saggiando tutto con tocco cauto, come un cercatore di tesori in una buia caverna. Pochi segreti possono eludere un indagatore che abbia opportunità e licenza di intraprendere una simile ricerca, nonché l'abilità di seguirla. Un uomo oppresso da un segreto dovrebbe schivare l'intimità del suo medico. Se questi possiede sagacia e un ineffabile elemento in più, chiamiamolo intuito, se egli non mostra un egoismo indiscreto, né caratteri personali spiccatamente sgradevoli, se ha la forza, che gli deve essere innata, di trovare delle affinità con il paziente al punto che questi si trovi ad aver detto ciò che si immagina di avere soltanto pensato; se tali rivelazioni vengono ricevute senza tumulti e riconosciute non tanto da una simpatia dichiarata quanto da un silenzio, da un afflato inarticolato, con una parola gettata qua e là a dimostrare che tutto viene compreso, se a questi requisiti di un confidente si aggiungono i vantaggi forniti dal carattere sociale del medico, allora, ad un istante inevitabile, l'anima del sofferente si scioglierà e sgorgherà in un fiotto oscuro ma trasparente, recando tutto il mistero alla luce del giorno. (cap. IX<ref>Citato in Elémire Zolla, [http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/ritagliostampa/bncr_zolla_a10/001 ''La cura psicanalitica''], s. t., 2 novembre 1960.</ref>) *Il pubblico è dispotico nelle sue reazioni; è capace di negare la piú ovvia giustizia, quando gli sia richiesta con troppa insistenza; ma molto spesso concede piú del giusto, quando la richiesta venga indirizzata, siccome ai despoti piace, interamente alla sua generosità. (cap. XIII, 1951, p. 165) *A questo punto si abbia il coraggio di enunciare una ben dura e triste verità: la breccia, che la colpa ha aperto nell'anima umana, non può mai, in questa vita mortale, venir riparata. La si può tener d'occhio, sorvegliare continuamente, tanto che al nemico non riesca di insinuarsi nella cittadella e, in un successivo assalto, debba magari scegliere qualche altro punto di approccio, a preferenza di quello dove è precedentemente penetrato. Ma il muro di difesa resterà sempre rotto, e in prossimità si ode il passo insidioso del nemico, che vorrebbe rinnovare il suo inobliabile trionfo. (cap. XVIII, 1951, pp. 204 sg.) *Nessun uomo può, per un tempo considerevole, portare una faccia per sé e un'altra per la moltitudine, senza infine confonderle e non sapere piú quale delle due sia la vera. (cap. XX, 1951, p. 220) *È vessata e non risolta questione se l'amore e l'odio non siano in fondo la medesima cosa. Per il suo completo sviluppo ognuna di queste due passioni presuppone un alto grado di intimità e conoscenza del cuore, ognuna rende un individuo dipendente per il cibo dei suoi affetti e della sua vita spirituale da un altro, ognuna lascia l'appassionato amante, o il non meno appassionato odiatore, miserabile e desolato, quando gli venga sottratto l'oggetto delle sue cure. Perciò, considerate dal punto di vista filosofico, le due passioni sembrano intimamente affini, se non per il fatto che l'una si manifesta in una celeste radianza, l'altra in un cupo e sinistro bagliore. (cap. XXIV, 1951, pp. 264 sg.) *La spiritosaggine dei vecchi ha in apparenza molto da spartire con la festevolezza dei bambini: l'intelletto non c'entra, non più di quanto c'entri un profondo senso dell'umorismo; in entrambi, si tratta di un luccichio che guizza scherzoso in superficie e dà un aspetto solare e gaio sia ai rimani verdi che ai tronchi grigi carichi i muffe. Però nel primo caso è veramente sola, nell'altro assomiglia di più a quei fuochi fatui generati dal legno che marcisce. (p. 484) *Alla salute morale e intellettiva di un uomo contribuisce in grande misura stabilire rapporti di collaborazione con diversi individui diversi da lui, che non tengono nel minimo conto le sue mete ideali e hanno capacità e interessi incomprensibili per lui se non riesce a uscire da sé stesso. (p. 493) *Per un uomo che ha sognato di assurgere alla fama letteraria e di meritarsi con tali mezzi un posto fra i grandi di questo mondo è una buona lezione – spesso una lezione dura – fare un passo fuori dall'angusto circolo in cui le sue aspirazioni sono riconosciute come degne e giuste, e scoprire che fuori da quel circolo tutto ciò che ha ottenuto e tutto ciò che ha desiderato non hanno il benché minimo valore. (p. 496) *Nella nostra natura c'è però una meravigliosa, e caritatevole, valvola di sicurezza per cui chi soffre non si rende mai conto con piena intensità di ciò che sta soffrendo nel momento stesso della tortura, ma solo dopo, quando lo raggiunge la fitta del ricordo. (p. 527) *Ma esiste un senso del destino, un fatalismo tanto irresistibile e inevitabile che ha la forza di una maledizione e finisce quasi sempre per costringere gli esseri umani a gironzolare come spettri che si attardano attorno al posto dove qualche importante e significativo avvenimento ha segnato con il suo colore la loro vita, tanto più irresistibile quanto più nera è la tinta che la affligge. (p. 552) *Ovunque ci siano [[cuore e cervello|un cuore e una mente]], i malanni del corpo si tingono delle loro particolarità. (p. 599) *Quando una massa ignorante si mette a voler vedere con i propri occhi, è fin troppo facile che veda lucciole per lanterne. Però quando formula i suoi giudizi, come di solito fa, con l'intuito del suo grande e generoso cuore, le conclusioni a cui arriva sono spesso tanto profonde e tanto giuste da posseder gli stessi caratteri delle verità rivelate per via soprannaturale. (p. 602) *Per l'uomo [[falsità|falso]], tutto l'universo non è vero, e quando cerchi di afferrarlo stringi un pugno di mosche: è impalpabile. E lui stesso, fino a quando si mostrerà sotto una luce falsa, sarà un'ombra, una cosa che non esiste più. (p. 622) *Bisogna riconoscere un merito alla natura umana: quando non è in gioco l'interesse personale, è molto più pronta [[amore e odio|ad amare che a odiare]]. E anche l'odio, attraverso un processo graduale e silenzioso, si può trasformare in amore, a meno che il cambiamento sia impedito da una continua recrudescenza di nuovi stimoli che vadano a irritare l'originaria ostilità. (p. 637) :Deve essere ascritto a credito dell'umana natura che, quando nulla venga a turbare il suo egoismo, essa è piú incline ad amare che a odiare. Per un graduale e silenzioso processo l'odio stesso si trasforma in amore, a meno che questo mutamento non venga impedito da una sempre nuova irritazione dell'originale sentimento di ostilità. (cap. XIII, 1951, p. 163) *L'opinione pubblica ha un carattere dispotico: è capace di negare il più banale atto di giustizia, se le viene chiesto con troppa [[ostinazione]] come un diritto; ma altrettanto spesso concede molto più di quel che è giusto, purché si faccia appello, come tutti i despoti adorano che si faccia, esclusivamente alla sua generosità. (p. 639) *Spesso questo è il destino, e questi sono i tragici sviluppi, della femminilità fisica e mentale, quando una donna incontra, e attraversa, un'esperienza di particolare crudeltà. Se la donna è tutta tenerezza, muore. Se sopravvive, la tenerezza o le viene scostata di dosso oppure – e l'effetto all'esterno è lo stesso – le si incrosta così profondamente dentro il cuore che non si lascerà mai più vedere. (p. 641) *È curioso, ma le persone che hanno le idee più audaci spesso sono quelle che più tranquillamente si adeguano alle regole di comportamento vigenti nella società. A loro basta il pensiero, e non sentono il bisogno di investirlo nel sangue e nella carne dell'azione. (p. 642) *È sempre così: un [[male]] fatto, simboleggiato da qualcosa o no, diventa una maledizione. (p. 691) *Nessuno può indossare troppo a lungo una faccia in privato un'altra davanti alla gente senza trovarsi alla fine a non sapere più quale è quella vera. (p. 695) *E invece, curiosamente, spesso passa un sacco di tempo prima che le parole incarnino le cose: due persone che scelgono di evitare un certo argomento possono avvicinarglisi fin quasi a toccarlo e ritirarsi in tutta sicurezza senza destare la belva che dorme. (p. 704) *I bambini partecipano sempre, per [[istinto]] mimetico, al nervosismo di chi sta con loro; e in particolare avvertono sempre ogni turbamento o ogni sovversione imminente, di qualunque genere, nella situazione familiare. (p. 708) *Gli uomini di intelligenza non comune che coltivano la morbosità possiedono questo occasionale potere di fare sforzi straordinari, i cui bruciano l'energia vitale di molti giorni, restano poi come morti per altrettanti giorni. (p. 720) *Non dobbiamo parlar sempre nella piazza del mercato di ciò che ci accade nel bosco. (1965, p. 320) ==''La casa dei sette abbaini''== ===[[Incipit]]=== ====Marcella Bonsanti==== L'ANTICA FAMIGLIA PYNCHEON<br> In una delle nostre città della Nuova Inghilterra, a metà d'una strada secondaria, sorge una logora casa di legno con sette abbaini dalle cime aguzze che guardano diversi punti della bussola, e un fascio di grossi comignoli al centro. La strada è via Pyncheon; la casa è la vecchia Casa Pyncheon; e un olmo d'ampia circonferenza che vegeta davanti alla soglia, è familiare a ogni figlio della città col nome d'Olmo dei Pyncheon. Nelle mie visite occasionali al luogo suddetto, tralascio raramente d'imboccare Via Pyncheon, al fine di passar sotto l'ombra di queste due antichità: il grande olmo e l'edificio provato dall'intemperie.<br> {{NDR|Nathaniel Hawthorne, ''La casa dei sette abbaini'', traduzione di Marcella Bonsanti, I Capolavori Sansoni, 1972}} ====Fruttero & Lucentini==== In una delle nostre cittadine del New England, verso la metà di una certa strada laterale, c'è un'antiquata casa di legno con sette frontoni aguzzi, diversamente orientati, e un alto e massiccio comignolo nel mezzo.<br> {{NDR|Nathaniel Hawthorne, ''La casa dai sette frontoni'', citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== *La [[vita]] è fatta di marmo e di fango.<ref name=e /> *Se ciascuna generazione fosse tenuta a costruirsi le proprie abitazioni, quest'unico cambiamento, relativamente così poco importante di per sé, implicherebbe quasi ogni riforma della cui mancanza soffre la società odierna. (p. 168) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Egotismo''=== «Eccolo!» gridavano i ragazzi lungo la strada. «Ecco che arriva l'uomo con un serpente nel petto!»<ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref> ===''Il dolce fanciullo''=== Nel corso dell'anno 1656 fecero la loro comparsa nel New England parecchi di coloro che sono chiamati Quaccheri, spinti, a loro dire, da un intimo impulso dell'animo.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Il giovane Goodman Brown''=== ====Grazia Alineri==== Tramontava il sole quando il giovane Goodman Brown uscì nella strada del villaggio di Salem; piegò la testa all'indietro, dopo avere superato la soglia, per scambiare un bacio d'addio con la sua giovane moglie. E Faith, come opportunamente si chiamava la moglie, mise la graziosa testa fuori, lasciando che il vento giocasse con i nastri rosa della sua cuffietta.<br> {{NDR|Nathaniel Hawthorne, ''Il giovane Goodman Brown'', traduzione di Grazia Alineri, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068}} ====Gianni Pilo==== Nel villaggio di Salem, al tramonto, il giovane Onesto Brown uscì di casa; ma rimise dentro la testa, appena passata la soglia, per scambiare il bacio del congedo con la sua giovane sposa. E Fede, poiché così si chiamava giustamente la moglie, sporse fuori la graziosa testolina, lasciando che il vento giocasse con i nastri rosa della cuffia, mentre parlava al suo Onesto Brown.<br> {{NDR|Nathaniel Hawthorne, ''Il giovane Onesto Brown'', traduzione di Gianni Pilo, in "Storie di streghe", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480}} ===''Testadipiuma''=== «Dickon», chiamò Mamma Rigby, «brace per la mia pipa!»<br> La vecchia signora teneva la pipa in bocca, mentre diceva queste pa­role. L'aveva già riempita di tabacco, ma senza chinarsi ad accenderla sul camino, dove d'altronde sembrava che nessuno avesse acceso il fuoco quella mattina. Nondimeno, appena dato questo ordine, ci fu im­mediatamente un intenso chiarore rosso nel fornello della pipa, e uno sbuffo di fumo dalle labbra di Mamma Rigby. Da dove fosse venuta la brace, e come fosse stata portata lì da una mano invisibile, non sono mai stato capace di scoprirlo. ==Citazioni su Nathaniel Hawthorne== *Forse nessuno ha espresso meglio di Hawthorne il carattere ''cattolico'' di [[Basilica di San Pietro in Vaticano|San Pietro]]. Leggete in ''Transformation'' l'ammirabile capitolo intitolato ''La Cattedrale del Mondo''. E non credo d'esagerare aggiungendo che in nessun libro meglio che in questo romanzo di Hawthorne sono efficacemente riprodotti i varii aspetti di [[Roma]], nella sua sempre solenne eppur sempre mutabile fisonomia. Chi poi vuol conoscere bene la Roma degli ultimi anni di governo papale (non parlo però in senso politico, intendiamo bene), legga il libro di Hawthorne: la Roma dal '50 al '60, durante l'occupazione francese, rivive in quelle artistiche pagine: e vi rivive tutta. Stupendi i capitoli sul ''Museo Capitolino'' (il ''Fauno'') – le ''Catacombe'' – ''Villa Medici'' – ''Il cimitero dei Cappuccini'' – la ''Campagna'' – ''Gita, a lume di luna''. ([[Enrico Nencioni]]) *L'inverno del 1858-59, quando Nathaniel Hawthorne decise di fare un viaggio in Italia con la moglie, due figlie ed un figlio, fu straordinariamente rigido; tanto che arrivato in [[Piazza San Pietro]] gli venne fatto di scivolare sopra il ghiaccio che s'era formato intorno alle celebri fontane; e chi è pratico di Roma sa quanto rara sia una simile avventura.<br>Pareva che l'Italia si volesse vendicare dell'uomo che, sebbene scrittore celebre nel suo paese per due opere capitali e popolari di romantica ispirazione, veniva da noi carico di pregiudizi comuni. «Ecco il sole d'Italia, ecco Roma geniale» egli esclama con ironia. Un tremendo raffreddore l'aveva colpito in viaggio e come se non bastasse, non trovò per due o tre giorni, che un albergo freddo e inospitale. Più tardi tutto intirizzito davanti al mal riscaldante focolare del Palazzo Lazzaroni continuerà a lamentarsi per settimane delle tetre viuzze di Roma chiuse fra {{sic|casaccie}} mal intonacate del pane stantio, del vino acido, del burro rancido, dell'acciottolato che rovinava i piedi, del prezzo incredibile della vita, dei mendicanti e dei tagliaborse, delle rovine poco romantiche tra le quali pende il bucato – meno romantiche di quelle inglesi – dei soldati francesi, dei frati e dei preti di ogni categoria, – queste maledizioni d'Italia! – della popolazione mal vestita e dei sigari pestilenziali, delle zanzare più grosse di quelle d'America, delle pulci dalle quali non v'è modo di liberarsi, dell'aria ostile malarica e delle folle italiane curiose e rumorose – si dicon all'Incisa più parole in un'ora che in un villaggio del New England in una settimana – e della sporcizia nauseante dei villaggi e delle persone. ([[Giuseppe Prezzolini]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Nathaniel Hawthorne, ''Il giovane Goodman Brown'', traduzione di Grazia Alineri, in ''Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror'', a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068 *Nathaniel Hawthorne, ''Il giovane Onesto Brown'', traduzione di Gianni Pilo, in ''Storie di streghe'', a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480 *Nathaniel Hawthorne, ''La casa dei sette abbaini'', traduzione di Marcella Bonsanti, I Capolavori Sansoni, 1972. *Nathaniel Hawthorne, ''La lettera scarlatta'' (''The Scarlet Letter'', 1850), introduzione di Henry James, traduzione di Enzo Giachino, Einaudi, Torino, 1951. ISBN 9788806196943 *Nathaniel Hawthorne, ''La lettera scarlatta'', in ''Opere scelte'', traduzione di Aldo Busi e Carmen Covito, Meridiani Mondadori, Milano, 1994. ISBN 8804365536. *Nathaniel Hawthorne, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-h/nathaniel-hawthorne/la-lettera-scarlatta/ La lettera scarlatta]'', traduzione di Marcella Bonsanti, Sansoni editore, 1965. *Nathaniel Hawthorne, ''Testadipiuma'', traduzione di Gianni Pilo, in "Storie di streghe", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480 ==Altri progetti== {{interprogetto|s=en:Author:Nathaniel Hawthorne|s_lingua=inglese|s_preposizione=di e su}} ===Opere=== {{Pedia|La lettera scarlatta (romanzo)|''La lettera scarlatta''|(1850)}} {{Pedia|La casa dei sette abbaini||(1851)}} {{DEFAULTSORT:Hawthorne, Nathaniel}} [[categoria:Scrittori statunitensi]] [[Categoria:Trascendentalisti]] l97cyvhdh3cmlihcksz32gphu6mqzrw Morte 0 1828 1419141 1411004 2026-07-05T08:22:56Z Spinoziano 2297 +1 1419141 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:William-Adolphe Bouguereau (1825-1905) - The Day of the Dead (1859).jpg|thumb|upright=1.6|''Il giorno della morte'' (W. Bouguereau, 1859)]] Citazioni sulla '''morte'''. ==Citazioni== [[File:Kuoleman Puutarha by Hugo Simberg.jpg|thumb|upright=1.3|''Il giardino della morte'' (H. Simberg, 1906)]] *A molti morire fa solo bene. ([[Giordano Bruno Guerri]]) *''<nowiki>'</nowiki>A morte 'o ssaje ched'è?... è una livella.'' ([[Totò]]) *A tutto si rimedia, meno che alla morte. (''[[Ladri di biciclette]]'') *Adunque con buona ragione ancora noi abbiamo detto non altro essere le morti, sì dei congiunti e degli amici, e sì le nostre proprie, se non peregrinazioni della più degna parte dell'uomo ad un qualunque luogo a lei accomodato, e separazioni degli uni dagli altri per alcun tempo solamente, e non già in perpetuo. ([[Giorgio Gemisto Pletone]]) *Al mondo non esiste cosa più imparziale della morte. Ogni essere vivente riceverà la sua visita. Oltre a essere imparziale, la morte è una realtà innegabile, e si trova sempre al nostro fianco. Ma gli uomini, armati di ingegno e saggezza, lottano, scalpitano e si aggrappano alla vita fino all'ultimo. (''[[Made in Abyss]]'') *Anche nei miei pezzi è sempre presente la morte: non vuol dire raccontare la fine di qualcosa, ma un altro modo di vivere, che non riguarda la nostra realtà. ([[John Frusciante]]) *Anche se non hanno voce, i morti vivono. Non esiste la morte di un individuo. La morte è una cosa universale. Anche dopo morti dobbiamo sempre rimanere desti, dobbiamo giorno per giorno prendere le nostre decisioni. ([[Shōhei Ōoka]]) *''Aviene a un disperato spesso, | che da lontan brama e disia la morte, | e l'odia poi che se la vede appresso, | tanto gli pare il passo acerbo e forte.'' ([[Ludovico Ariosto]]) *Bisogna fare una distinzione tra il morire e la morte. Non è tutto un morire ininterrotto. Se si è sani e ci si sente benissimo, è un morire invisibile. La fine, che è una certezza, non dev'essere per forza annunciata con spavalderia. ([[Philip Roth]]) *Bisogna morire molte volte per imparare a vivere. ([[Alessandro Ruspoli, IX principe di Cerveteri]]) *Bisogna, quaggiù, che i fiori muoiano ed il loro profumo svanisca perché diventino frutto e nutrimento. [[Paradiso|Lassù]], respireremo un fiore eterno. Ed il suo profumo ci nutrirà. Solo ciò che muore si riproduce. La fecondità è un perpetuo compromesso tra l'essere ed il nulla. L'eternità è sterile: dove i fiori non appassiscono, i semi sono inutili. ([[Gustave Thibon]]) *C'è una fine per tutto... E non è detto che sia sempre la morte. ([[Giorgio Gaber]]) *''Cara, bella morte! Gioiello dei Giusti, | che non risplendi se non nel buio; | che misteri giacciono al di là della tua polvere; | potesse l'uomo vedere oltre quel segno!'' ([[Henry Vaughan]]) *Certamente si deve morire, ma la morte viene associata a una "vecchiaia" vissuta come un evento molto lontano che non ci riguarda da vicino. ([[Sabino Acquaviva]]) *Che cosa è la morte per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. ([[Alexandre Dumas padre]]) *Che senso ha il tempo per chi non conosce la morte? (''[[Nosferatu a Venezia]]'') *Che vecchia, vecchia usanza! Quella che viene di moda con i nostri primi vestiti, e durerà immutata finché la nostra razza avrà compiuto il suo cammino, e l'immenso firmamento si ritrarrà come una pergamena che si arrotola.<ref>{{cfr}} ''[[Apocalisse di Giovanni]]''. 6, 14 {{NDR|N.d.T.}}.</ref> Che vecchia, vecchia usanza... la Morte! ([[Charles Dickens]]) *Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte! ([[Arthur Rimbaud]]) *Chi sa morire, non ha più padrone. ([[Sully Prudhomme]]) *Chi se ne frega di morire? Alla morte, padron mio, presto o tardi s'arriva per forza. Ed essere impiccato per una buona causa è un bel morire, si dice, sebbene non mi risulti che qualcuno sia mai tornato in terra a confermarcelo. ([[Robert Louis Stevenson]]) *– Chou, tu lo sai cosa succede alle persone quando muoiono?<br>– Prima pensano di stare solo dormendo serenamente, senza sapere di essere morti. Dormono per tre giorni interi, e poi alla fine del terzo giorno si risvegliano, e di lì che capiscono di essere morti. Camminano verso un fiume molto grande. Si tolgono tutta la sporcizia dai loro corpi e cominciano il loro lungo viaggio verso il paradiso per reincarnarsi. (''[[Per primo hanno ucciso mio padre]]'') *Ciò che però aveva reso così terribile nel cimitero il pensiero della morte era l'immagine del ''piccolo'', che, non appena si fece dominante, produsse nel suo spirito un ''vuoto'' terribile, che alla fine gli era diventato insopportabile. – Il ''piccolo'' si avvicina allo scomparire, all'annientamento – è l'idea del ''piccolo'' che produce ''sofferenza, vuoto e tristezza'' – la tomba è ''l'angusta casa'', la bara è un appartamento ''silenzioso, freddo e piccolo'' – ''la piccolezza'' provoca ''vuotezza'', ''la vuotezza'' provoca ''tristezza'' – ''la tristezza'' è il principio dell'annientamento – l'annientamento è vuoto infinito. ([[Karl Philipp Moritz]]) *Colui che da una diversa visione della cosa più è commosso, non teme le angustie della morte. ([[Giordano Bruno]]) *Colui il quale ha sentito il soffio della Morte alitare presso il suo volto, guarda la Vita con occhi diversi. ([[Carlo Maria Franzero]]) *''Con vent'anni nel core | pare un sogno la morte, eppur si muore''. ([[Teobaldo Ciconi]]) *Confidenza toglie reverenza. Se trascorri abbastanza tempo vicino alla morte, smetti di averne paura e inizi a odiarla. ([[Micah Nathan]]) *Considero la morte un dovere e un imperativo biologico. Fin da ragazzo ho pensato che la vita deve finire e non ha alcuna dimensione metafisica. Chi crede nella finitezza assoluta della vita è sempre pronto a morire. Non c'è da perdonare né da chiedere perdono dei peccati o redimersi per garantirsi un buon soggiorno nell'aldilà. Se le nostre idee sono la nostra immortalità, con la nostra vita di pensiero, ogni giorno ci prepariamo a morire. ([[Umberto Veronesi]]) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della morte. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. ([[Giuseppe Pecchio]]) *Da quel che ho visto, morire è come un taglio in asse nel montaggio di un film. Solo che dopo il taglio, l'inquadratura precedente non ritorna. ([[Rudy Rucker]]) *Devo dire sereno: anche se mi dicono che sono giovane – non sempre mi sento tale... – ho già avuto diversi incontri ravvicinati con la morte. Ci sono scesa a patti: ho capito che fa parte del processo della vita e mi piace pensare che possa esistere una continua rinascita dopo la nostra fine. ([[Simona Tabasco]]) *Dicono che tutta la vita ti passa davanti agli occhi prima di morire. Forse questo è vero se sei un malato terminale o se non ti si apre il paracadute. Ma se la morte ti coglie di sorpresa, l'unica cosa che hai tempo di pensare è: «Oh, merda!». (''[[Dead Like Me]]'') *Don Fabrizio si guardò nello specchio dell'armadio: riconobbe più il proprio vestito che sé stesso: altissimo, allampanato, con le guance infossate, la barba lunga di tre giorni; sembrava uno di quegli inglesi maniaci che deambulano nelle vignette dei libri di Verne che per Natale regalava a Fabrizietto, un Gattopardo in pessima forma. Perché mai Dio voleva che nessuno morisse con la propria faccia? Perché a tutti succede così: si muore con una maschera sul volto; anche i giovani; anche quel soldato col viso imbrattato; anche Paolo quando lo avevano rialzato dal marciapiede con la faccia contratta e spiegazzata mentre la gente rincorreva nella polvere il cavallo che lo aveva sbattuto giù. E se in lui, vecchio, il fragore della vita in fuga era tanto potente, quale mai doveva essere stato il tumulto di quei serbatoi ancora colmi che si svuotavano in un attimo da quei poveri corpi giovani? ([[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]]) *Dopo la morte, per gli scettici c'è il nulla. Per le anime religiose, dopo la morte c'è Dio, ossia il tutto. Ma sparire nel nulla o nel tutto, non è la stessa cosa? ([[Guido Morselli]]) *Dopo pochi giorni di sofferenza e molti altri di sogni deliranti pieni di estasi, le cui manifestazioni esteriori tu scambiasti erroneamente per dolore ed io ero impotente a disingannarti –, dopo alcuni giorni caddi, come tu hai detto, preda di uno stato di torpore senza respiro né movimento, e questo fu definito ''Morte'', da quelli che erano intorno a me.<br>Le parole sono cose vaghe. Il mio stato non mi impediva di sentire. Mi sembrò non molto dissimile dallo stato di estrema quiete di chi, avendo dormito a lungo e profondamente, disteso immobile e completamente prostrato in un meriggio di mezza estate, comincia lentamente a riprendere conoscenza semplicemente perché ha dormito a sufficienza e senza essere svegliato da interventi esterni.<br>Non respiravo più, il polso era immobile, il cuore non batteva più. La volontà non mi aveva abbandonato, ma era senza potere. I sensi erano insolitamente attivi, sebbene in modo eccentrico – assumendo a caso ciascuno di essi la funzione di un altro. ([[Edgar Allan Poe]]) *''Dove ci incontreremo dopo la morte? | Dove andremo a passeggio? | E il nostro consueto giretto serale? | E i rammarichi per i capricci dei figli? | Dove trovarti, quando avrò desiderio di te, dei tuoi occhi smeraldi, | quando avrò bisogno delle tue parole? | Dio esige l'impossibile, | Dio ci obbliga a morire. | E che sarà di tutto questo garbuglio di affetto, | di questo furore? Sin d'ora promettimi | di cercarmi nello sterminato paesaggio di sterro e di cenere, | sui legni carichi di mercanzie sepolcrali, | in quel teatro spilorcio, in quel vortice | e magma di larve ahimè tutte uguali, | fra quei lugubri volti. Saprai riconoscermi?'' ([[Angelo Maria Ripellino]]) *Due morti hanno plasmato in gran parte la sensibilità occidentale. Due casi di pena capitale, di omicidio giudiziario determinano i nostri riflessi religiosi, filosofici e politici. Sono due morti a governare la percezione metafisica e politica che abbiamo noi stessi: quella di Socrate e quella di Cristo. Siamo tuttora figli di quelle morti. ([[George Steiner]]) *È difficilissimo morire per un amico, ma morire per dei nemici è ancora più difficile. Cristo però è morto per noi quando noi eravamo ancora suoi nemici. Dio ci rimane sempre accanto, è la costanza dell'amore fino all'estremo limite, anzi senza limiti. Ecco il motivo della nostra gioia. ([[Pino Puglisi]]) *E infatti i [[cristiano (religione)|cristiani]] non sanno morire. Basti in proposito un confronto tra la morte di [[Socrate]] e la morte di [[Gesù]]. [...] A differenza di Socrate, Gesù ha paura, non degli uomini che lo uccideranno, né dei dolori che precederanno la morte, Gesù ha paura della morte in sé, e perciò trema davvero dinanzi alla "grande nemica di Dio" e non ha nulla della serenità di Socrate che con calma va incontro alla "grande amica". ([[Umberto Galimberti]]) *È meglio morire di [[Alcolismo|bevute]] che morire di sete. ([[John Fante]]) *È più facile sopportare la morte senza pensarci che il pensiero della morte senza pericolo. ([[Blaise Pascal]]) *È ridicolo insistere su ciò che resta di voi dopo la morte. È come se un bambino dicesse: «Sto crescendo, ma non voglio cambiare le idee che ho adesso.» ([[Jane Roberts]]) *''E s'al mesto pensier chiuder le porte | col chiuder gli occhi io cerco, il cieco orrore | contemplo allor de la mia propria morte''. ([[Celio Magno]]) *Ė prima di morire che rischiamo di essere morti, se rifiutiamo per l'appunto di fare della nostra vita una creazione continua di grazia e di bellezza. ([[Maurice Zundel]]) *È strano come a volte il ricordo della morte sopravviva molto più a lungo della vita che essa ha rubato. ([[Arundhati Roy]]) *E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. (''[[Blade Runner]]'') *È una delle tante assurdità dell'essere che non solo il vivere ma anche il morire debba essere ugualmente, e spesso ancor più, guadagnato. Sarebbe giusto che dal mondo si potesse almeno andarsene con passo leggero... ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Eccola lì la morte paziente. Sono abituato a quella feroce, che ti prende di colpo con un coltello o un proiettile. O a quella crudele, che ti lascia sanguinare sul pavimento. So come trattarla, a cosa pensare quando mi chino su un cadavere. Quella lenta, che ti scava dall'interno, mi incute timore. Non è un incidente di percorso che si possa scansare stando attenti. È il destino inevitabile, il saldo del conto. ([[Sandrone Dazieri]]) *Emarginato e inesaudito in [[ospedale]], chi muore non è meno solo e incompreso in [[famiglia]], nella realtà spesso ostile di oggi. ([[Giorgio Cosmacini]]) *Entra infine nel Mio Essere chi, al momento del trapasso, quando abbandona il corpo, pensa soltanto a Me. Questo è vero al di là di ogni dubbio. (''[[Bhagavadgītā]]'') *Esiste un unico Dio e il suo nome è Morte. E c'è soltanto un'unica cosa che puoi dire alla morte: "non oggi." (''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'') *Finché io non sarò morto, nessuno potrà garantire di conoscermi veramente, cioè di potere dare un senso alla mia azione, che dunque, in quanto momento linguistico, è mal decifrabile.<br>È dunque assolutamente necessario morire, ''perché, finché siamo vivi, manchiamo di senso'', e il linguaggio della nostra vita (con cui ci esprimiamo, e a cui dunque attribuiamo la massima importanza) è intraducibile: un caos di possibilità, una ricerca di relazioni e di significati senza soluzione di continuità. ''La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita'': ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi (e non più ormai modificabili da altri possibili momenti contrari o incoerenti), e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo, e dunque linguisticamente ben descrivibile... ''Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci''.<br>Il montaggio opera dunque sul materiale del film (che è costituito da frammenti, lunghissimi o infinitesimali, di tanti piani-sequenza come possibili soggettive infinite) quello che la morte opera sulla vita. ([[Pier Paolo Pasolini]]) *Finirà il giorno e Febo si tufferà nelle profondità del mare con i suoi cavalli stanchi, prima che io riesca a elencare con la parola tutte le cose che assumono un nuovo aspetto. Così vediamo che le epoche cambiano e che là dei popoli diventano potenti, qua decadono. ([[Ovidio]]) *Gli uomini che sono morti li aspettano cose che non sperano né immaginano. ([[Eraclito]]) *«Gli uomini possono immaginare la propria morte, possono vederla arrivare, e il solo pensiero della morte incombente funziona da afrodisiaco. Un cane o un coniglio non si comportano così. Prendi gli uccelli: in una stagione di magra riducono il numero di uova, o non si accoppiano affatto. Concentrano le energie sul mantenersi in vita fino a tempi migliori. Invese gli esseri umani sperano di poter infilare la loro anima in qualcun altro, qualche nuova versione di se stessi, e di vivere in eterno».<br>«Allora, come specie siamo condannati dalla speranza?»<br>«Chiamala pure speranza. O disperazione». ([[Margaret Atwood]]) *''I defunti, che pietosi e cari | vengon ne' sogni a favellar con noi | d'un'armonia migliore''. ([[Giovanni Prati]]) *I morti che ci hanno fatto del bene, si ricompensano guardando in faccia i vivi. ([[Vasco Pratolini]]) *''I morti non è quel che di giorno | in giorno va sprecato, ma quelle | toppe d'inesistenza, calce o cenere | pronte a farsi movimento e luce.'' ([[Vittorio Sereni]]) *I morti non muoiono: controllano e proteggono. (''[[Minority Report]]'') *I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi. (''[[Full Metal Jacket]]'') *I nostri morti ci attendono come le stelle del cielo attendono che passino la notte e la nostra incapacità di vederle se non al buio. Siamo destinati a una Gioia più intensa di quella che le religioni e le sapienze di questo mondo promettono. Il mendicante è il nostro essere convinti, per esempio, che io stia farneticando, perché le cose reali sono questo mondo, l'Europa, l'Italia, i rapporti economici, giuridici, sessuali. Mentre il fondo dell'uomo consiste nella sua permanenza assoluta. Con la morte noi superiamo lo stato di mendicità: la morte ci consente di oltrepassare il senso del nulla. ([[Emanuele Severino]]) *Il [[corpo]] e la sua morte restano i più grandi pensatori. ([[Eugenio Mazzarella]]) *''Il corpo parla: che dovrai morire. | {{sic|non}} dice a te: che non lo puoi sentire. | Al corpo dici: ancora non morire. | Non sa che parli: non ti può sentire.'' ([[Pietro Cimatti]]) *Il pensiero della morte è realmente la nera pietra di paragone a cui si provano tutte le convinzioni soddisfacenti e riposanti, è il terreno su cui le edificate dimore crollano. Tutti i nostri pensieri resistono alla sua comparsa solo se sentono con umiltà e nell'umiltà il proprio valore. Solo se i pensieri stessi sentono di poter accettare, senza disonore, la ''propria'' morte. ([[Andrea Emo]]) *Il tabù morte ha già steso i suoi tentacoli alla [[malattia]] ed anche si sospetti di malattia, ed è rafforzato dal silenzio sulle realtà eterne. ([[Maurizio di Gesù Bambino]]) *In fin dei conti, per una mente ben organizzata, la morte non è che una nuova, grande avventura. ([[J. K. Rowling]]) *In viva morte morta vita vivo! ([[Giordano Bruno]]) *Io considero la morte parte della vita ed è per questo che, parlando della vita, mi viene da parlare anche della morte. Personalmente, l'esperienza che fino a oggi ho avuto della morte riguarda quella degli animali che tenevo con me. [...] Non riuscivo ad accettarlo: mi domandavo perché gli esseri viventi dovessero morire. E poi, poco a poco, ritorna la calma. Perché il cervello umano (come forse quello degli animali) ha anche la capacità di dimenticare. Allora ci si può nuovamente dire che ciò che è importante è vivere, che il nostro è un tempo prezioso. Credo che la morte insegni a vivere, e che la facoltà di dimenticare sia un elemento importante in questo meccanismo. ([[Jirō Taniguchi]]) *Io devo vivere in compagnia della morte. La destesto, naturalmente, ma non la temo. Se la temessi non varrei nulla come medico. Dovrei temerla? ([[Alistair MacLean]]) *''Io muoio. Tu muori. Egli muore | è molto più grave, se un'intera botte va a male.'' ([[Joachim Ringelnatz]]) *Io non lo so se sono [[ateismo|ateo]], però son sicuro che se [[dio]] esiste è un grandissimo figlio di puttana o un pazzo paranoico tipo film americano. Però a me la morte non è mai arrivata vicina, nel senso che non è mai morto qualcuno a cui voglio bene veramente, e se capitasse non so come reagirei. Magari finirei col pensare che è la volontà di Dio e che va bene così. Certo diventerei una persona diversa, non sarei più quello di adesso. Secondo me dopo che hai conosciuto quella cosa lì sei proprio un altro. Forse è così che si diventa grandi. (''[[Porci con le ali]]'') *Io non prego mai per i morti, io prego ''i'' morti. L'infinita sapienza e clemenza dei loro volti – come si può pensare che abbiano ancora bisogno di noi? – Ad ogni amico che se ne va io racconto di un amico che resta; a quella infinita cortesia senza rughe ricordo un volto di quaggiù, torturato, oscillante. ([[Cristina Campo]]) *Io non temo la morte, sa, non la temo assolutamente, perché so che essa è soltanto un passaggio. Verso Dio, la gioia senza fine. ([[Elio Fiore]]) *''Io chiamo, io prego, io lusingo la morte | come divota, cara e dolce amica, | che non mi sia nemica | ma vegna a me come a sua propria cosa.'' ([[Fazio degli Uberti]]) *L'angostura, la goccia di amaro, il catalizzatore di tutto il resto. Poche chiacchiere: una gran fregatura. Un errore di calcolo del Padre Eterno. ([[Vittorio Gassman]]) *''L'è mort? l'è propri mort? Cossa voeur dì | sta gran parola che fa tant spavent?'' ([[Tommaso Grossi]]) *L'importante non è morire, né a che età si muore, l'importante è quello che si fa al momento di morire. ([[Muriel Barbery]]) *''L'ora presente è in vano, non fa che percuotere e fugge, | sol nel passato è il bello, sol ne la morte è il vero.'' ([[Giosuè Carducci]]) *L'uomo non ha in fondo all'anima nessuna avversione alla morte; vi è perfino del piacere a morire. La lampada che si spegne non soffre. ([[François-René de Chateaubriand]]) *La base sopra la quale ergendosi questo colosso del mondo palesa la sua bellezza è la morte. Ella è la parte più grave del concerto ove stanno appoggiate tutte le consonanze dell'universo. Che cosa sarebbe egli, dopo la perdita della giustizia originale, se non si morisse? [...] Chi levasse la morte, leverebbe dalla fabbrica del mondo la pietra angolare, leverebbe l'armonia, l'ordine, né vi lascerebbe altro che dissonanze e confusioni [...] La morte non può essere cattiva né con dolore, se è vero che sia naturale il morire, perché le cose naturali son buone. ([[Virgilio Malvezzi]]) *''La memoria dei morti serve loro come una seconda vita.'' ([[Jean Bertaut]]) *La morte capita una volta sola e si fa sentire in tutti i momenti della vita: è più doloroso averne conoscenza che subirla. ([[Jean de La Bruyère]]) *La morte, che da natura è a tutti sorte comune, si distingue presso i posteri in gloria e in oblio; e se una medesima sorte attende il buono e il reo, tocca ai coraggiosi morir per un fine. ([[Publio Cornelio Tacito]]) *''La morte ci rende angeli | e ci mette ali | dove avevamo spalle, | lisce come artigli di corvo.'' ([[The Doors]]) *La morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della vita. [...] Spazza via il vecchio per far spazio al nuovo. ([[Steve Jobs]]) *La morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto. ([[Plutarco]]) *La morte è come il sesso al liceo: se sapessi quante volte ci sei andato vicino, ti prenderebbe un colpo! (''[[Dead Like Me]]'') *La morte è il fallimento assoluto, non va cercata mai. (''[[Bakuretsu Hunter]]'') *La morte è il muro di cinta di ogni vita. ([[Jacques Ellul]]) *La morte è innaturale. La morte è uno scherzo crudele. La morte diride la vita. (''[[Dark Crystal - La resistenza]]'') *La morte è l'assentarsi dell'eterno. ([[Emanuele Severino]]) *La morte è l'interlocutrice che nobilita la mia sopravvivenza. ([[Fausto Gianfranceschi]]) *La morte è l'unica cosa che mi terrorizza. La odio. [...] Perché, [...] oggi a tutto si può sopravvivere fuorché a questo. La morte e la volgarità, nel diciannovesimo secolo, sono gli unici due fenomeni che non si riescono a spiegare. ([[Oscar Wilde]], ''[[Il ritratto di Dorian Gray]]'') *La morte è l'unico sintomo certo della vita. ([[Giorgio Manganelli]]) *La morte è la porta che tutti noi dobbiamo attraversare, ed è questo nostro io spirituale che, abbandonato il [[corpo]] fisico, ci farà continuare a vivere, a imparare e a crescere mentre proseguiamo. ([[Rosemary Altea]]) *La morte è migliore, è un destino più dolce che la tirannia. ([[Eschilo]]) *La morte è parte naturale della vita. Gioisci per coloro che intorno a te si trasformano nella Forza. Dolore non avere; rimpianto non avere. L'attaccamento conduce alla gelosia; l'ombra della bramosia essa è. ([[Yoda]], ''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'') *La morte è pietosa, perché da essa non c'è ritorno, mentre per colui che è uscito dalle più profonde camere della notte, consapevole e stravolto, non c'è più pace. ([[Howard Phillips Lovecraft]]) *La morte è più forte dell'amore, è una sfida all'esistenza. ([[Émile Zola]]) *La morte è sempre e dovunque terribile per una creatura che è nata e che non ha vissuto. Che non ha vissuto affatto: capisci, che non ha vissuto! ([[Maria Kuncewiczowa]]) *La morte è sempre la stessa, ma ogni uomo muore a suo modo. ([[Carson McCullers]]) *La morte è spaventosa, ma ancor più spaventosa sarebbe la coscienza di vivere in eterno e di non poter morire mai. ([[Anton Cechov]]) *La morte è un'amante da temere ed esisteva un modo soltanto per superare tale paura: diventando il suo giustiziere. (''[[Il labirinto del fauno (romanzo)|Il labirinto del fauno]]'') *La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare. ([[Jorge Luis Borges]]) *La morte è un supplizio nella misura in cui non è semplice privazione del diritto di vivere, ma occasione di calcolate sofferenze. ([[Michel Foucault]]) *''La Morte favorisce chi favorisce la Morte.'' ([[Nick Cave]]) *La morte, fino a oggi, è sempre stata un evento naturale e gli eventi naturali, si sa, non hanno bisogno di una rielaborazione etica. La pioggia, i fulmini: quando vengono, vengono. Per la morte non è più così. Ora c'è la possibilità di scelta e quando si può scegliere, c'è sempre il bisogno assordante di un'etica. ([[Aldo Schiavone]]) *La morte ha cercato di colpirmi undici volte, ma non è mai riuscita ad arrivarmi, perché sono stato io più forte della morte [...]. La morte ci cammina dietro, vero? Mi cammini dietro, piccolina? Eh? Mi cammini dietro? Lo sai che mi sembri una micetta a volte? E tu... E tu vuoi ostacolarmi, tu vuoi mettermi delle sbarre davanti, vuoi mettermi delle prove, ma è molto difficile con me, lo sai, perché io sono più forte. ([[Richard Benson]]) *La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. ([[Epicuro]]) *La morte, in generale, non mi ha mai fatto piangere. È così incipiente. È un incipit. ([[Carmelo Bene]]) *La morte insegna a vivere agli incorreggibili. ([[Xavier Forneret]]) *La morte non aspetterà che tu sia pronto. La morte non ha riguardi, non è leale! (''[[Batman Begins]]'') *La morte non è altro che il sonno del bambino che si addormenta sul cuore della mamma. Finalmente la notte dell'esilio sarà tramontata per sempre, ed entreremo nel possesso dell'eredità dei Santi nella luce. ([[Elisabetta della Trinità]]) *La morte non è mai banale: è solennità, è mistero. ([[Remo Bodei]]) *''La morte non è | nel non poter comunicare | ma nel non poter più essere compresi.'' ([[Pier Paolo Pasolini]]) *La morte non è priva del morire, ma è ricca della possibilità del dono di sé, totale ed irrevocabile. ([[Maurizio di Gesù Bambino]]) *La morte non è una prigione per coloro che hanno affidato le loro anime al principe delle tenebre. (''[[I satanici riti di Dracula]]'') *La morte non ha sempre le orecchie aperte ai voti e alle preghiere dei singoli eredi; e si ha il tempo di fare i denti lunghi, quando, per vivere, s'aspetta la morte di qualcuno. ([[Molière]]) *La morte non pare tremenda. È il più puro dei nostri atti; è la liberazione, il ritorno alla [[terra]]; una carezza e una benedizione. ([[Frederic Prokosch]]) *La morte non vuole gli stupidi. ([[Anton Cechov]]) *''La morte per me è solo una parola che provoca paura''. ([[John Frusciante]]) *La morte (o la sua allusione) rende preziosi e patetici gli uomini. ([[Jorge Luis Borges]]) *La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali. ([[Arthur Rimbaud]]) *La Morte sospirò. Era abituata a sentire gli uomini implorare di dare loro qualche altro anno o mese, a volte persino qualche ora. C'era sempre qualcosa di inconcluso, di non fatto, di non vissuto. I mortali non capiscono che la vita non è un libro che si chiude dopo averlo letto fino all'ultima pagina. Non esiste un'ultima pagina nel Libro della Vita, perché l'ultima è sempre la prima di una nuova storia. (''[[Il labirinto del fauno (romanzo)|Il labirinto del fauno]]'') *La morte – trafficante di sabbia nello spazio angusto della clessidra. ([[Ionuț Caragea]]) *La morte vera è la separazione da Dio e questa è intollerabile; la morte vera è la non fede, la non speranza, il non amore. ([[Carlo Carretto]]) *''La morte | viene, silenziosa come un alce, | dai vivi ci separa con il taglio di una falce.'' ([[Elio e le Storie Tese]]) *La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione. ([[Aldo Capitini]]) *La radice di qualsiasi schiavitù è la morte. ([[Olivier Clément]]) *La santa chiesa ritiene che ognuno può offrire oblazioni per i suoi morti veramente cristiani e il presbitero ne può fare memoria. E sebbene noi tutti soggiaciamo ai peccati, è appropriato che il sacerdote faccia memoria e interceda per i cattolici defunti. ([[Papa Gregorio III]]) *La severa uguaglianza della morte ridarà a ciascuno il suo: la codardia della attossicata calunnia compagna infesta della vita rifugge dalla maestà dei sepolcri. ([[Franco Mistrali]]) *La vita è piacevole, la morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi. ([[Isaac Asimov]]) *La vita è una grande sorpresa. Non vedo perché la morte non potrebbe esserne una anche più grande. ([[Vladimir Vladimirovič Nabokov]]) *La vita stanca, ma la morte fa rabbrividire. Meglio un giorno da pecora che una vita da sonnambulo. (''attribuita a [[Jim Morrison]]'') *''Lassù fra Dio e | gli uomini giostra spavalda | la morte | la vita. | Dove regna il sole | non c'è schiavitù''. ([[Carlo Perasso]]) *Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male. Laudate et benedicete mi' Signore' et ringratiate et serviateli cum grande humilitate. ([[Francesco d'Assisi]]) *Le moribonde parole dello Incas. Secondo cui la morte arriva per nulla, circonfusa di silenzio, come una tacita, ultima combinazione del pensiero. ([[Carlo Emilio Gadda]]) *Lo straniero conosce "in vita" l’esperienza della morte. Si muore a degli affetti, a dei paesaggi, dei pensieri, per rinascere ad altri affetti, altri paesaggi, altri pensieri. ([[Tahar Lamri]]) *Ma non muori perché sei malato, muori perché sei vivo. La morte ti uccide pure senza l'aiuto della malattia. ([[Michel de Montaigne]]) *Ma pròvati a negare la morte. Essa nega me, e basta! ([[Ivan Sergeevič Turgenev]]) *''Ma se in noi destano un simbolo, i morti senza mai fine | ai penduli amenti del vuoto avellano | essi accennano, o forse alla pioggia | che nella terra buia precipita di primavera. || E noi, che pensiamo a una felicità ''saliente'', | il tremito commoverebbe, | che quasi ci abbatte, | se ''cade'' un evento felice.'' ([[Rainer Maria Rilke]]) *Malinconica e triste che possa sembrare la morte, sono troppo filosofo per non vedere chiaramente che il terribile sarebbe che l'uomo non potesse morire mai, chiuso nel carcere che è la vita, a ripetere sempre lo stesso ritmo vitale che egli come individuo possiede solo nei confronti della sua individualità a cui è assegnato un compito che si esaurisce.<br>Ma altri crede che in un tempo della vita questo pensiero della morte debba regolare quel che rimane della vita, che diventa così una preparazione alla morte. Ora, la vita intera è preparazione alla morte, e non c'è da fare altro sino alla fine che continuarla, attendendo con zelo e devozione a tutti i doveri che ci spettano. La morte sopravverrà a metterci a riposo, a toglierci dalle mani il compito a cui attendevamo; ma essa non può far altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in ozio stupido essa non ci può trovare.<br>Vero è che questa preparazione alla morte è intesa da taluni come un necessario raccoglimento della nostra anima in Dio; ma anche qui occorre osservare che con Dio siamo e dobbiamo essere a contatto tutta la vita e niente di straordinario ora accade che ci imponga una pratica inconsueta. Le anime pie di solito non la pensano così e si affannano a propiziarsi Dio con una serie di atti che dovrebbero correggere l'ordinario egoismo della loro vita precedente e che invece sono l'espressione intima di questo egoismo. ([[Benedetto Croce]]) *Mentirei se dicessi che mi lascia indifferente. Ho oltre 70 anni ed è come sentissi alle mie spalle il rumore di passi pesanti. Incalzano e indicano la fine. [...] In realtà forse preoccupa più gli uomini delle donne. Loro vivono più a lungo, con grazia. Noi uomini? Direi più isterici. Anche piagnoni. Un po’ come me. ([[Michail Baryšnikov]]) *''Meravigliosamente ti ridà forza | il parlare coi morti | quando incapaci d'infonderne | sono i rimasti in vita.'' ([[Giorgos Seferis]]) *Mi accompagna da sempre e mi fa compagnia anche adesso. So che la vita non durerà all'infinito. Come ai tropici, verrà buio tutto di un colpo. Morire è una cosa che ha fatto Leonardo. Quindi nessun problema per Biagi. ([[Enzo Biagi]]) *Mi è stato insegnato ad affrontare ciò che non posso evitare. La morte è una di quelle cose. Vivere nella società tentando di non guardare la morte è stupido perché guardarla ci fa ritornare alla vita con maggior vigore ed energia. Il fatto che i fiori non durino per sempre è ciò che li rende belli. ([[Damien Hirst]]) *Mi sono sempre proibita di pensare a una vita futura, ma ho sempre creduto che l'istante della morte sia la norma e lo [[Senso della vita|scopo della vita]]. Pensavo che per quanti vivono come si conviene, sia l'istante in cui per una frazione infinitesimale di tempo penetra nell'anima la verità pura, nuda, certa, eterna. Posso dire di non avere mai desiderato per me altro bene. ([[Simone Weil]]) *Morire è come aprire una porta e chiudersela dietro: chi è senza chiave non entra. ([[Gianni Mura]]) *Morire è così semplice per quelli che credono in qualcosa, per coloro che sostengono che la morte non sia la fine di tutto. Quelli per cui esiste solo il bianco e il nero, che sanno esattamente cosa devono fare e perché, che sventolano lo stendardo di un'idea, o di ciò in cui credono: lo trattengono nelle loro mani e tutto ciò che vedono ne è illuminato. Coloro che non hanno dubbi o rimpianti. Per loro morire deve essere facile. Se ne vanno con il sorriso sulle labbra. ([[Dmitrij Gluchovskij]]) *Morire è la condizione stessa dell'esistenza. In ciò mi rifaccio a tutti coloro che hanno detto che è la morte a dar senso alla vita, proprio sottraendole tale senso. Essa è il non-senso che dà un senso negando questo senso. ([[Vladimir Jankélévitch]]) *''Morire | è un'arte, come ogni altra cosa. | Io lo faccio in un modo eccezionale. | Io lo faccio che sembra come inferno. | Io lo faccio che sembra reale. | Ammetterete che ho la vocazione.'' ([[Sylvia Plath]]) *Morire è una cosa tremenda, ma ancora sopportabile; è il far morire che, per un cristiano, il quale come il Cristo ha per missione di dar vita, è il colmo dell'atrocità! ([[Primo Mazzolari]]) *Morire non mi piace per niente. È l'ultima cosa che farò. ([[Roberto Benigni]]) *Morire sarà una splendida avventura. ([[James Matthew Barrie]]) *Morire vent'anni prima o vent'anni dopo poco importa. <br /> Quel che importa è morir bene. <br /> Soltanto allora inizia la vita. ([[Léon Degrelle]]) *''Morte, che se' tu dunque? Un'ombra oscura, | un bene, un male, che diversa prende | dagli affetti dell'uom forma e natura.'' ([[Vincenzo Monti]]) *Morte e [[Risurrezione|resurrezione]] son un atto solo, un solo mistero. ([[Divo Barsotti]]) *''Morte, muta parola, | sabbia deposta come un letto | dal sangue, | ti odo cantare come una cicala | nella rosa abbrunata dei riflessi.'' ([[Giuseppe Ungaretti]]) *''Morte, sorella mia | nata il giorno ch'io nacqui, | remota e accanto mi sei | come un miraggio. | Lampada fu il tuo volto alla mia culla. | sulla tua veste d'ombra | quante notti dormii. | Lieve mi condurrai | tenendomi per mano | lungo l'aria serena di luna | fino al grande diorama.'' ([[Renato Mucci]]) *Né il sole né la morte si possono guardare fissamente. ([[François de La Rochefoucauld]]) *Nel lungo termine siamo tutti morti. ([[John Maynard Keynes]]) *Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della sua morte, né c'è scampo dalla lotta; l'iniquità non salva colui che la compie. (''[[Qoelet]]'') *Nessuno ha compiuto tanti peccati in vita per meritare di morire due volte. ([[José Saramago]]) *Niente è morto finché non è sepolto. (''[[Sorvegliato speciale]]'') *Noi tutti, ricchi e poveri, bianchi e neri, di qualunque terra e di qualunque religione, dotti o ignoranti, santi o delinquenti, per quanto divisi da usi, pensieri, costumi di vita, siamo tuttavia uniti da una sola realtà: la realtà della morte.<br>Diversi in tutto gli uni dagli altri, siamo uguali in questa certezza: l'Imperatore d'Inghilterra nel Buckingham<ref>Nel testo "Bucingham".</ref> Palace e il boscimano nella capanna di paglia e di sterco.<br>Tutti sanno di dover morire, ma nessuno ci crede. La sola realtà sulla quale non è possibile nessuna discussione, è anche la sola realtà dalla quale tutti distolgono gli occhi e la mente.<br>È questa una nostra demenza o una provvidenza della natura?<br>Sia come si voglia, è certo che la vita è possibile solo a patto che ci si dimentichi della morte, solo a patto che si viva come se fossimo immortali. ([[Nicola Moscardelli]]) *Non appena qualcuno muore, l'immagine che che gli altri conservano di lui subisce una sorta di trasfigurazione. Si solidifica – e sarà poi difficile rompere quella crosta – in una forma idealizzata e non verosimigliante. Questo accade a causa della pietà, dell'affetto, e magari del senso di colpa. ([[Stefano Brusadelli]]) *''Non c'è dignità nella morte | per vendere al mondo il tuo ultimo respiro.'' ([[Robbie Williams]]) *''Non c'è morte | ch'io possa indossare | quando penso | che dopo di me | nulla è niente.'' ([[Riccardo Mannerini]]) *Non c'è nulla che possa sostituire l'assenza di una persona a noi cara. Non c'è alcun tentativo da fare: bisogna semplicemente tenere duro e sopportare.<br>Ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma è al tempo stesso una grande consolazione, perché finché il vuoto resta aperto si rimane legati l'un l'altro per suo mezzo.<br>È falso dire che Dio riempie il vuoto. Egli non lo riempie affatto ma lo tiene espressamente aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra antica reciproca comunione, sia pure nel dolore. Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in una gioia silenziosa. I bei tempi passati si portano in sé non come una spina, ma come un dono prezioso.<br>Bisogna evitare di avvoltolarsi nei ricordi, di consegnarci ad essi, così come non si resta a contemplare di continuo un dono prezioso, ma lo si osserva in momenti particolari e per il resto lo si conserva come un tesoro nascosto di cui si ha la certezza.<br>Allora sì che dal passato emanano una gioia e una forza durevoli. ([[Dietrich Bonhoeffer]]) *Non c'è pena più profonda che quella di riconoscere i segni dell'ultima separazione. La morte ci ferisce a morte. ([[Maurice Toesca]]) *Non credevo che facesse quest'effetto trovarsi di fronte alla morte: il mio cervello lavora molto più velocemente, come per mettersi in pari di tutto il tempo che ha perduto. (''[[Il viaggio indimenticabile]]'') *Non devi temere la morte, è un'insonne compagna che non tradisce. Nel momento in cui si avvicina, quando al suo cospetto il sangue gela nelle vene, sappi che essa non fa altro che proteggerti dolcemente. (''[[Cowboy Bebop]]'') *Non è che ho paura di morire. È che non vorrei essere lì quando succede. ([[Woody Allen]]) *Non è morire in sé stesso che importa: è morire fallito che ti lascia la bocca amara. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'') *Non è tanto il fatto di morire che dà fastidio, quanto il fatto di non sapere quello che diranno di te, ecco tutto. (''[[La ballata di Cable Hogue]]'') *''Non è ver che sia la morte | il peggior di tutti i mali; | è un sollievo de' mortali | che son stanchi di soffrir''. ([[Pietro Metastasio]]) *Non esiste miglior prova che la morte sia temibile, della pena che i filosofi si prendono per convincere che bisogna disprezzarla. ([[François de La Rochefoucauld]]) *''Non ha sofferto'', le dissero. ''Anzi, non ha provato niente''. Questo la fece piangere ancor di più, e più forte. La morte è la sola cosa nella vita di cui sia necessario essere coscienti mentre accade. ([[Jonathan Safran Foer]]) *Non ho paura di morire, ripeto, non me ne importa. Morire è normale, finire è normale, tutto muore a questo mondo, tutto finisce, allora perché averne paura? Mica che mi dispiaccia stare al mondo, intendiamoci, io son contentissima d'essere al mondo, però più di quel tanto non ci si può stare e così accetto la legge. ([[Virna Lisi]]) *Non importa quanto duramente tu possa tentare di vivere fino alla tua morte, alla fine morirai. (''[[Fullmetal Alchemist]]'') *''Non lodarmi la morte, splendido Odisseo. | Vorrei esser bifolco, servire un padrone, | un diseredato, che non avesse ricchezza, | piuttosto che dominare su tutte l'ombre consunte.'' ([[Achille]], [[Omero]], ''[[Odissea]]'') *Non penso alla morte, ma accetto il fatto che sia parte del gioco. ([[Gilles Villeneuve]]) *Non posso rinascere se prima non muoio, e la morte mi ripugna. ([[Jean Cardonnel]]) *Non potendo parlare sempre della morte, tutti i nostri discorsi sono banali. ([[Nicolás Gómez Dávila]]) *''Non si può ancora morire | mentre ti agiti inerte. | Aggrappati all'ultima azione | che ancora puoi fare: | non devi fallire la morte''. ([[Giorgio Gaber]]) *Non si può ingannare la morte. (''[[Final Destination 2]]'') *Non sopporterei di morire due volte. È una cosa così noiosa. ([[Richard Feynman]]) *Non temer né affrettare il dì supremo. ([[Marco Valerio Marziale]]) *Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte. ([[Lucio Anneo Seneca]]) *– Non vorrai morire così?<br />– Non lo so, io non sono mai morto prima. (''[[Solo due ore]]'') *Norbert de Varenne riprese: «No, voi non mi capite, oggi, ma ricorderete più avanti quello che vi dico in questo momento. Capita un giorno, vedete, e per molti capita presto, in cui si smette di ridere, come si suol dire, perché dietro a tutto ciò che si guarda, si vede la morte... Oh! voi non comprendete neanche questa parola: la morte. Alla vostra età non significa nulla. Alla mia età è terribile. Si comprende di colpo, e non si sa perché, né per quale motivo, e allora tutto muta aspetto, nella vita. Io, da quindici anni, la sento che mi rode, come se portassi in me una bestia. L'ho sentita a poco a poco, mese per mese, ora per ora, devastarmi come una casa che sta per crollare. Mi ha talmente trasformato che non mi riconosco più. Non v'è più nulla in me dell'uomo raggiante, fresco e forte che ero a trent'anni. L'ho vista tingere di bianco i miei capelli neri, e con quale lentezza sapiente e cattiva! Mi ha preso la pelle soda, i muscoli, i denti, tutto il mio corpo di un tempo, per lasciarmi soltanto un'anima disperata, e ruberà tra breve anche quella... Sì, mi ha ridotto a pezzi, la sgualdrina, lentamente, terribilmente ha compiuto la lunga distruzione del mio essere, momento per momento. E adesso mi accorgo di morire in ogni cosa che faccio. Ogni passo mi avvicina a lei, ogni movimento, ogni respiro, affretta il suo odioso lavoro. [...] Adesso, la vedo tanto da vicino, che spesso ho voglia di allungare le braccia per respingerla. Copre la terra, riempie lo spazio. La riconosco dappertutto. Le bestioline schiacciate per la strada, le foglie che cadono, i peli bianchi nella barba di un amico, mi straziano il cuore e mi gridano: Eccola! Mi rovina tutto quello che faccio, tutto quello che vedo, che mangio, che bevo, che amo, il chiaro di luna, il sorgere del sole, il mare aperto, i bei fiumi e l'aria delle sere d'estate, così dolce a respirare!» ([[Guy de Maupassant]]) *''O morte io son quel cervo | che divorano i cani | La morte eiacula sangue.'' ([[Georges Bataille]]) *''O Morte, vecchio capitano, è tempo, leviamo l'ancora. Questa terra ci annoia, Morte. Salpiamo.'' ([[Charles Baudelaire]]) *''Oh Morte! oh Morte! Eppur terribil tanto | non sei qual sembri. Tu sugli occhi adesso | mi chiami, in vece di spavento, il pianto. || Dunque più non fuggir, vienmi dappresso. | Ah, perché tremo ancor? Vieni, ch'io voglio | ne' tuoi sembianti contemplar me stesso''. ([[Vincenzo Monti]]) *Ogni danno lascia dispiacere nella ricordazione, salvo che 'l sommo danno, cioè la morte che uccide essa ricordazione insieme colla vita. ([[Leonardo da Vinci]]) *Ogni [[paura]] è fondamentalmente orientata verso la morte. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver paura della morte. ([[Osho Rajneesh]]) *Ogni tradizione spirituale suggerisce lo stesso: mantieni vicino il pensiero della morte. Non fuggirlo... La negazione della morte ingigantisce l'ego, mentre vivendo in sua presenza lo spirito si rafforza e s'ingentilisce. ([[Sam Keen]]) *Ogni volta che muore qualcuno che abbiamo conosciuto ed amato ritornano tutti i soliti confusi pensieri sulla morte, il mistero che incombe su tutti i nostri atti, pensieri, cose. Grandioso, solenne, terribile e semplicissimo episodio della natura che ci rilancia nell'infinito sconosciuto e inconoscibile. Ma non provo terrore. Sono stato due volte in rischio serio di morire e non ho avuto paura. Solo uno struggimento, una commozione al pensiero di non vedere fisicamente le persone, i luoghi, le cose care. La cosa più dura è la fine della percezione fisica, il grande distacco dai sensi: ma l'infinito ci attira, ci risucchia, ci avvolge, ci fa rinascere. ([[Michele Valori]]) *Ogni volta che trascorro del tempo con una persona che sta morendo trovo in effetti una persona che vive. Morire è il processo che inizia pochi minuti prima della morte, quando il cervello viene privato dell'ossigeno; tutto il resto è vivere. ([[Patch Adams]]) *Penso spesso alla morte, sperando che lei non pensi a me. ([[Patrick Tambay]]) *Per conoscere la morte, Otto, devi fottere la vita fino alle budella. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]], ''[[Il mostro è in tavola... barone Frankenstein]]'') *''Per monti e per abissi ella correa, | a la mia pace, all'amor mio rubella, | femmina ad altri, a me regina e dea, | ingannatrice sempre e sempre bella.'' ([[Mario Rapisardi]]) *Per loro {{NDR|i morti}} noi siamo in una tomba angusta mentre la loro anima può spostarsi fino all'estremità di spiagge eteree, di orizzonti infiniti. ([[Teresa di Lisieux]]) *Perché si parla tanto di fisico, di bellezza, e molto meno o non tanto del fatto che tutti moriamo, che la morte può sorprenderti da un momento all'altro? Perché ci comportiamo, almeno io, come se la morte non esistesse, come se non ti toccasse. Quando tutto ha una fine e bisogna prepararsi, ma non se ne parla. ([[Verónica Echegui]]) *Predicare agli uomini la morte, con le parole o con l'esempio è stato e sarà sempre invano. Si può riconoscere il male, ma esso è tale e tanto, che non si lascia vincere. I saggi indiani hanno predicato l'astinenza e decantato il Nirvana: a che pro? Il più coraggioso rivelatore del dolore e del male ha concepito il suicidio della Terra; con quale effetto? Dove sono le opere, le azioni, i tentativi, un principio di esecuzione? ([[Federico De Roberto]]) *– Professo', voi che sapete tutto, mi sapete dire com'è quando si muore?<br>– Anie', ognuno di noi è come una goccia d'acqua, che prima o poi cade nel mare. E quando questa goccia si scioglie, quell'acqua diventa mare. (''[[Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce]]'') *''Pur tu permani, o morte, e tu m'attendi | o sano o tristo, ferma ed immutata, | morte benevolo porto sicuro. | Che ai vivi morti quando pur sia vano | quanto la vita il pallido tuo aspetto | e se morir non sia che continuar | la nebbia maledetta | e l'affanno agli schiavi della vita – | – purché alla mia pupilla questa luce | che pur guarda la tenebra si spenga | e più non sappia questo ch'ora soffro | vano tormento senza via né speme, | tu mi sei cara mille volte, o morte, | che il sonno verserai senza risveglio | su quest'occhio che sa di non vedere, | sì che l'oscurità per me sia spenta.'' ([[Carlo Michelstaedter]]) *''Qual di famosi ingegni è maggior gloria, | ebrei, greci, latini, arabi e persi, | di lingue e stil diversi, | quanti l'antique carte fan memoria, | te han scritta e desiata. | Felice disse alcun chi mòre in fasce; | altri, quando la vita più diletta; | chi, quando men s'aspetta. | Molti beato disser chi non nasce: | molti con forte man t'han cerco e tolta, | grave turba e non stolta! | Tu breve, tu comune e iusta e grata, | tu facil, natural, pronta, che sèpre | il bel fior da la vepre: | nostre calamità prego che ammorte, | benigna e valorosa, optata Morte.'' ([[Pandolfo Collenuccio]]) *Quand'ero ragazzo temevo che la morte fosse la fine di tutto. Più tardi ho sperato che fosse la fine di tutto. Oggi non so più nemmeno io che cosa temo e spero, dato che la mia paura si è insieme svuotata e diffusa, si è trasformata in angoscia, in uno spavento senza oggetto perché comprende tutti gli oggetti. ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo. ([[Lalla Romano]]) *Quando abbiamo la sensazione che l'essenza di noi sopravviverà, se non altro nel ricordo delle persone care, la morte non fa più paura. ([[Marie de Hennezel]]) *Quando abbiamo superato una certa età, l'anima del bambino che siamo stati e l'anima dei morti da cui siamo usciti vengono a gettarci a piene mani le loro ricchezze e i loro sortilegi, chiedendo di cooperare ai nuovi sentimenti che proviamo e nei quali, cancellando la loro antica effigie, li rifondiamo in una creazione originale. [...] Dobbiamo ricevere, dopo una certa ora, tutti i nostri parenti arrivati da tanto lontano e radunatisi intorno a noi. ([[Marcel Proust]]) *''Quando la morte | mi attraversa | strappo il suo grido | allo sparviero | e lo integro | al mio vocabolario''. ([[Anise Koltz]]) *Quando la morte s'abbatte sugli innocenti e i giovani, per ogni fragile forma dalla quale scioglie lo spirito anelante, si levano centinaia di virtù in forma di grazia, di carità e d'amore, e vanno per il mondo, versando benedizioni. Dalle lagrime che i mortali addolorati versano sulle tombe precoci, nasce qualche bene, qualche più soave natura sorge. Sotto i passi della distruttrice balzano radiose creazioni che sfidano la sua potenza, e il suo triste cammino si muta in una via luminosa che conduce al cielo. ([[Charles Dickens]]) *Quando la morte si presenta nella sua vera faccia scarna e truculenta, non la si considera senza timore. Ma quando essa, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, si avanza camuffata, quando soltanto la nostra meditazione riesce a vedere che, sotto le spoglie di quella sconosciuta, la cui dolcezza c'incanta e la cui gioia ci rapisce nell'impeto selvaggio del piacere, c'è la morte — allora siamo presi da un terrore senza fondo. ([[Søren Kierkegaard]]) *Quando la vita biografica sia impedita da una malattia tormentosa, inguaribile e ingravescente (come nel caso di [[Piergiorgio Welby|Welby]]) o da un'irreversibile perdita di coscienza (come nel caso di [[Eluana Englaro|Eluana]]), la vita biologica può essere interrotta da una ''pietas'' che è il rispetto dell'altrui identità ed è l'unica manifestazione autentica della «proprietà riflessiva» dell'amore che lega chi vive a chi muore. ([[Giorgio Cosmacini]]) *''Quando Morte tra noi disciolse il nodo, | che prima avvinse il Ciel, Natura e Amore, | tolse agli occhi l' oggetto, il cibo al core, | l'alme congiunse in più congiunto modo''. ([[Vittoria Colonna]]) *'''I.''': Quando muore un uomo comune, che cosa gli accade?<br>'''M.''': Dipende da ciò in cui ha creduto. La vita è immaginazione, prima e dopo. Il sogno continua.<br>'''I.''': E che cosa accade al realizzato?<br>'''M.''': Non muore perché non è mai nato. ([[Nisargadatta Maharaj]]) *Quando pensi alla persona morta, con la quale hai vissuto per anni, i tuoi pensieri non devono essere rivolti soltanto al passato. Chiedi anche alla persona defunta che cosa vorrebbe dirti oggi, pregala di indirizzarti verso ciò che è veramente importante per la tua vita. ([[Anselm Grün]]) *''Ridicola Umanità, la Morte t'ammira in ogni clima, | sotto ogni sole, con tutte le tue contorsioni, | e spesso, profumandosi di mirra come te, | mischia la sua ironia alla tua insania!'' ([[Charles Baudelaire]]) *Riguardatevi sempre, mi raccomando, dalla morte, ché già dai tempi antichi la morte fu giudicata cosa antipatica. ([[Ubayde Zākāni]]) *''S'i' fosse morte, andarei da mio padre; | s'i' fosse vita fuggirei da lui: | similmente faria da mia madre''. ([[Cecco Angiolieri]]) *Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della morte ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? ([[Adriano Tilgher]]) *Se, come ci assicurano, è prevista la vita eterna, perché deve esserci la morte? ([[Nando Tonon]]) *Se improvvisa, la visita del Cupo Mietitore non può essere sgradita. ([[Fausto Cercignani]]) *Se la morte è il fine necessario della vita, tutta la [[saggezza]] consiste nell'affrettarne il conseguimento. ([[Federico De Roberto]]) *Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spegnere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto... ma tanto... lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto... portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo... la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine... (''[[La tigre e la neve]]'') *Se non sapete morire, non preoccupatevene, la natura vi istruirà sul momento, in modo completo e sufficiente: compirà a puntino questa operazione per voi, non datevene la briga. ([[Michel de Montaigne]]) *''Se potessi vorrei | morire in primavera | all'ombra dei fiori | nella stagione del [[plenilunio]] | nel mese delle gemme.'' ([[Saigyō]]) *Se una pianta non può vivere secondo la propria natura, muore, e allo stesso modo un uomo. ([[Henry David Thoreau]]) *Secondo alcuni la morte è un fenomeno naturale, come il vento e le stelle. Altri ritengono che dipenda da un dio, se non addirittura da più dei. Ma qualunque sia la nostra convinzione, quello che succede quando finisce la vita è un mistero su cui l'uomo si interroga da migliaia di anni. ([[Eirik Newth]]) *Senza [[fede]] non potremmo accettare né concepire la morte. ([[Sophia Loren]]) *Si dovrebbe, per amore della ''vita'' – volere una morte diversa, libera, consapevole, senza accidenti, senza incidenti... ([[Friedrich Nietzsche]]) *Si muore perché il corpo muore, non l'anima. La morte è un fatto fisico, non dello spirito. L'organismo perisce sia perché decade con l'età sia per malattie, ma lo spirito gli sopravvive. Perciò se io riesco a trasferire l'anima in questo impianto, a risanare il corpo e a ridargli l'anima, ho vinto la morte. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]], ''[[La maledizione dei Frankenstein]]'') *''Si nasce | per far guerra alla morte | ed esserne sconfitti. | Da giovani | il nemico è lontano | muoiono quelli più avanti. | Oh bellezza | delle retrovie! | Qualche tiro lungo | uccide un giovanissimo, qua e là | ma pochi | e tu procedi, giochi, | vivi, ami e dimentichi | la battaglia che non ci sarà. | Poi | la morte aggiusta il tiro. | Te ne accorgi | quando colpisce | o i tuoi amici in giro | o qualche scheggia di malattia | ti scalfisce. | Poi tocca a te. | Prima di morire | si passa la bandiera ai figli. | Ma anche loro | non vinceranno.'' ([[Marcello Marchesi]]) *«Siamo nati per morire.» Se l'avessi saputo prima! ([[Roberto Gervaso]]) *Solo da morti, [[scrittore]] e asino, trovano la loro glorificazione. ([[Giorgio Saviane]]) *''Solo davanti la morte fa paura. | Di dietro | è tutto bello innocente all'improvviso. | Maschera di carnevale, nella quale, | dopo la mezzanotte acqua raccogli | per bere o, sudato, lavarti.'' ([[Milan Rúfus]]) *''Solo un fumo torbido è il sogno della morte, | e il fuoco della vita sotto vi arde''. ([[Herman Hesse]]) *Solo dopo la morte siamo fuori tempo massimo. (''[[L'ultimo bacio]]'') *Sono eroi i combattenti che affrontano la morte in guerra. Siamo eroi anche noi vecchi che affrontiamo la morte senza bombe e senza assalti, senza fracasso e senza gloria. ([[Fausto Gianfranceschi]]) *Sono i morti che governano. Guarda, amico, come ci impongono la loro volontà! Chi ha fatto le leggi? I morti! Chi ha fatto le usanze a cui obbediamo e che modellano le nostre vite? I morti! E i diritti di proprietà sulle nostre terre? Non sono forse i morti che li hanno inventati? Se un geometra traccia una riga, comincia da un angolo che è stato fissato dai morti, e se andiamo in tribunale per una controversia, il giudice si mette a compulsare i suoi libri, finché non trova il modo in cui i morti l'hanno risolta, e si conforma alla loro decisione. E tutti gli scrittori, quando vogliono dare peso e autorevolezza alle loro opinioni, citano i morti, e i predicatori e i conferenzieri non hanno forse la bocca piena di parole che sono state già pronunciate dai morti? Caro mio, le nostre vite seguono i solchi che i morti hanno tracciato con l'unghia dei loro pollici! ([[Melville Davisson Post]]) *– Sono sempre i più meglio che se ne vanno!<br />– È la vita, oggi a te domani a lui! (''[[I soliti ignoti]]'') *Spesso sono i giovani ad avere le idee necessarie affinché la [[società]] progredisca. Però i vecchi non sempre sono disposti a cedere loro il posto: in questo caso la morte è utile alla società. ([[Eirik Newth]]) *Talvolta non è giusto che qualcuno possa svignarsela semplicemente morendo. ([[Friedrich Dürrenmatt]]) *''Trovo, dovunque io giro 'l guardo intento, | trista imagin di morte. Ecc'ora il giorno | da l'oriente uscir di luce adorno, | eccol tosto a l'occaso oscuro e spento''. ([[Celio Magno]]) *Tu conosci, o Morte, il fuoco che conduce al cielo. Dichiaralo a me che son degno di fede: come partecipano dell'immortalità gli abitanti del cielo? (''[[Kaṭha Upaniṣad]]'') *– Tu non hai paura della morte, è questo che vorresti far credere a tutti.<br />– È davvero così. Arriva per tutti prima o poi, perché temerla?<br />– Perché tu finirai nel più profondo dei Sette Inferi se gli Dèi sono giusti! (''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'') *Tutti devono morire, ma non tutte le morti hanno uguale valore. [...] La morte di chi si sacrifica per gli interessi del popolo ha più peso del Monte Tai, ma la morte di chi serve i fascisti, di chi serve gli sfruttatori e gli oppressori, è più leggera di una piuma. ([[Mao Zedong]]) *Tutti dobbiamo morire un giorno. E tuttavia, di tutte le verità che ci diciamo, è forse quella, perlomeno fino alla vecchiaia, che ci ripetiamo con meno convinzione. ([[Albert Samain]]) *Tutti i morti sono maggiori di noi. Un ragazzo di dieci anni che muore è maggiore di me, per il fatto che lui sa. ([[Julien Green]]) *Tutti un giorno, dobbiamo morire. Non possiamo esser certi di ciò che ci attende dopo morti, ma pensate che stupende possibilità vi sono! Può darsi, come disse [[Socrate]], che la morte sia soltanto un sonno tranquillo. Personalmente, sento che la morte sarà la grande rinascita. Perciò avviamoci alla morte come il bimbo va nel suo letto. Accogliamo tranquillamente quest'ora di coricarsi e diciamo che la vita è stata un bene. ([[Leo Baeck]]) *Un [[confessione|confessore]] si recò da un moribondo e gli disse: «Vengo a esortarvi a morire in pace». L'altro rispose: «E io vi esorto a lasciarmi morire in pace». ([[Nicolas Chamfort]]) *Un male non può essere glorioso; ma esiste una morte gloriosa; dunque la morte non è un male. ([[Zenone di Cizio]]) *Un morto non ha età. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[L'idiota]]'') *''Un sillogismo:'' sono gli altri a morire; ma io | non sono un altro; quindi non morirò''.'' ([[Vladimir Nabokov]]) *Un uomo non è nato del tutto finché non è morto. Perché allora dobbiamo rattristarci che un nuovo nato abbia preso posto tra gli'immortali? Noi siamo spiriti. Che ci venga prestato un corpo anche se questo ci dà piacere, ci assiste nell'acquistare conoscenze o nel fare del bene ai nostri simili, è un atto generoso e benevolo del Signore. Quando il corpo non serve più a questi scopi e ci dà dolore invece che piacere, quando diventa un ingombro invece di un aiuto, è non meno generoso e benevolo che ci sia dato il modo di liberarcene. La morte è proprio questo.<br>Il nostro amico e noi siamo stati invitati a un viaggio di piacere che durerà in eterno. Il suo seggio era pronto per primo ed egli è partito prima di noi. Non potevamo logicamente partire tutti insieme: e perché tu e io dovremmo rattristarcene, giacché presto dovremo seguirlo e sappiamo dove trovarlo? ([[Benjamin Franklin]]) *Una cosa che ho imparato riguardo alla morte è che sono chiamato a morire per gli altri. È fin troppo evidente che il modo in cui muoio influisce su molte persone. ([[Henri Nouwen]]) *''Una donna stende il bucato | nel silenzio. | La morte è senza vento.'' ([[Tomas Tranströmer]]) *Una maniera del tutto nuova di morire è comparsa nel corso del secolo XX in alcune delle regioni più industrializzate, più urbanizzate, più tecnicamente avanzate del mondo occidentale e senza dubbio siamo ancora agli inizi.<br>Salta agli occhi del meno attento degli osservatori la sua novità, il suo contrasto con tutto ciò che era prima, di cui costituisce l'immagine rovesciata in negativo: la società ha espulso la morte, eccetto quella degli uomini di Stato.<br />Niente più nella città avverte che qualcosa è accaduto: il vecchio carro funebre nero e argento è diventato una banale automobile grigia che si perde nel flusso della circolazione.<br />La società non segna nessuna pausa: la scomparsa di un individuo non intacca più la sua continuità. In città tutto si svolge come se nessuno più morisse. [...] Il modello della morte capovolta ha certo una preistoria nella città borghese, europea e cosmopolita della fine dell'Ottocento [...] ma assume la consistenza attuale negli Stati Uniti e nell'Inghilterra del secolo XX. È là che mette radici perché vi ha trovato le condizioni di sviluppo più favorevoli. ([[Philippe Ariès]]) * Una morte onesta è meglio di una vita vergognosa. ([[Slogan comunisti|slogan comunista]]) *''Veder la china, il baratro profondo, | la via senza ritorno, ultima via... | Triste non è il tramonto, amica mia, | triste è dover assistere al tramonto!''. ([[Nicola Lisi]]) *Veronica, guarda che la morte non esiste. La gente muore solo quando viene dimenticata. (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'') *''Verrà la morte e a te che non sei niente | porgerà la mano, in mezzo all'altra gente, | e tu sarai il primo, come vorrà la sorte, | a danzare con lei la danza della morte. | La morte bizzarra, la morte normale.'' ([[Tiziano Sclavi]]) *Vista in positivo, la morte è una delle poche cose che si possono fare facilmente stando distesi. ([[Woody Allen]]) *''Vogl' i ncampagna c' 'a Morte! | M' a faccio assettà a tavula cu' mmico. | Mangio! Ch'è, nun mangiavo? I', benedico, | tengo nu stommaco forte! || 'O vermiciello, 'o crapetto, | 'o fritto 'e pesce... e doppo – addo' ce azzecca''<ref>Dove ci sta bene.</ref> ''| 'o bicchierello – 'a noce e 'a ficusecca... | Se n'ha da i' nu peretto!''<ref>Peretto: Vaso di vetro in forma di pera.</ref> ''|| Voglio sta allero e cuntento, | ca nun ce abbado si mangiammo 'nzieme. | Le voglio fà avvedè ca nun me preme | ch'è tutt'essa a 'stu mumento! || 'A voglio ridere 'nfaccia! | 'A voglio fa stunà 'cu suone cante... | E quanno 'arcìule 'e vino so' vacante, | me l'astregno forte 'mbraccia... || E strillo: "– S'è 'mbrïacata! | Gente, vedite d' 'a putè fa' scema... | Vedimmo si se scioglie 'stu prublema | Si vene st'ora aspettata! " || E nun 'mporta – 'o bbenedico! – | Si doppo, quanno ha alliggeruto o vino, | me dice a me, truvannome vicino: | "– Mo' vienetenne cu' mmico!"'' ([[Rocco Galdieri]]) *''Voi morti non ci date mai quiete | e forse è vostro | il gemito che va tra le foglie | nell'ora che s'annuvola il Signore.'' ([[Vittorio Sereni]]) *Voltati. Vedrai una compagna che ti segue costantemente. In mancanza di un nome migliore chiamala Morte. È la tua Morte. Puoi averne paura, oppure servirtene a tuo vantaggio. Sta a te la scelta. ([[Wayne Walter Dyer]]) ===''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''=== *È la morte che dà un senso a questo mondo. Amiamo una rosa proprio per la sua caducità. Chi ha amato una pietra? ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]]) *In questa casa si aggira la morte, l'attrice che entra in scena al terzo e ultimo atto della vita di ognuno di noi. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (seconda stagione)|seconda stagione]]) *– Io non sapevo che esistessero una bella morte e una brutta morte.<br>– Mh-mh. Una bella morte è una morte artistica, una brutta è una morte da macellai. Lei, Boris, è un macellaio, io sono un artista. Stasera avrà il suo morto, Boris entro poche ore. Ma uccideremo con modalità artistiche, non con una mannaia o una pallottola esplosiva o altri mezzi da macelleria. No, no! Questa morte sarà come un balletto! ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|quinta stagione]]) *La morte deve essere così: niente orrore, niente paura, solamente pace. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|quinta stagione]]) *Secondo un detto, ogni uomo viene al mondo condannato a morte. L'ora e il modo dell'esecuzione sono sconosciuti. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]]) ===[[Marco Aurelio]]=== *La morte, la vita, la fama, l'infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali. *Non disprezzare la morte ma accoglila di buon grado perché anch'essa è un ente tra quelli che natura vuole. *Sulla morte: o dispersione, se ci sono gli atomi; se invece c'è l'unità, o spegnimento o trasferimento. ===[[Clive Barker]]=== *I morti hanno vie di comunicazione.<br>Percorrono le ignote distese dietro la nostra vita, animate dal traffico interminabile di anime dipartite, nell'infallibile procedere di treni fantasma, di vagoni di sogno. Capita di udire le vibrazioni e il tumulto del loro passaggio nei punti di rottura del mondo, attraverso le crepe aperte da atti di crudeltà, violenza e depravazione. Si può scorgere il carico di quei convogli, i morti vaganti, quando il cuore è vicino a scoppiare e si manifestano allora visioni che meglio sarebbe tenere celate.<br>Ci sono autostrade con tanto di segnaletica, viadotti e piazzole di sosta. Ci sono caselli e svincoli.<br>È in corrispondenza di queste intersezioni, dove si incrociano e si mescolano le folle dei morti, che propaggini di questi itinerari segreti tracimano talvolta nel nostro mondo. Il traffico è intenso ai crocicchi, dove più stridule risuonano le voci dei morti. Lì le barriere che separano una realtà da quella attigua si sono assottigliate per il passaggio di innumerevoli piedi *La morte, aveva compreso, era uno specchio di dolore a due facce: quella dei viventi, ciechi e convinti di aver perso i loro cari per sempre; e quella dei morti, che li vedevano soffrire e soffrivano accanto a loro, senza poter offrire una singola sillaba di conforto. *Sapevano sempre molte cose, i morti. Quante volte aveva detto a Harry che erano la più grande risorsa mai sfruttata? Era vero. Tutto quello che avevano visto e sofferto restava sconosciuto a un mondo che invece aveva tanto bisogno di un po' di saggezza. Solo perché, a un certo punto dell'evoluzione della specie, nel cuore dell'uomo si era radicata la profonda e superstiziosa convinzione che i morti fossero una fonte di terrore, invece che di illuminazione. *Tutto è morte, donna. Tutto è dolore. L'amore porta con sé soltanto la perdita. La solitudine conduce al dolore. Non importa cosa facciamo, saremo comunque sconfitti. La nostra unica, vera eredità è la morte. E il nostro unico lascito, la polvere. ([[Pinhead (personaggio)|Pinhead]]) ===''[[Beowulf]]''=== [[File:Siegfried, the hero of the North, and Beowulf, the hero of the Anglo-Saxons (1909) (14566833957).jpg|thumb|La morte di Beowulf]] *Il Fato salva spesso un uomo non destinato ancora a morire, quando il valore non lo abbandona. *Nel tempo fissato, per ognuno di noi verrà il termine della vita nel mondo; e chi può, si conquisti la fama prima della morte. Nulla di più alto può lasciare dietro di sé, quando muore, un cavaliere valoroso. ([[Beowulf (personaggio)|Beowulf]]) *Per l'uomo di valore è più dolce la morte di una vita d'onta! *Per un poco, adesso, è in fiore il tuo valore ma presto accadrà che della tua potenza ti depredino la malattia o la spada o l'abbraccio del fuoco o l'onda dell'acqua o il morso della spada o il volo della lancia, o la vecchiezza tremenda; e allora il lampo che ti arde negli occhi si offuscherà e si spegnerà, e presto accadrà, fiero cavaliere, che la morte ti abbatterà. ([[Hroðgar]]) *Tale sarà sempre la fede d'un uomo, quand'egli pensa di conquistarsi una gloria imperitura nella guerra: per nulla lo turberà il pensiero della morte. ===''[[Bibbia]]''=== *''Alla morte di un uomo si rivelano le sue opere. | Prima della fine non chiamare nessuno beato; | un uomo si conosce veramente alla fine.'' (''[[Siracide]]'') *''Gli empi invocano su di sé la morte | con gesti e con parole, | ritenendola amica si consumano per essa | e con essa concludono alleanza, | perché son degni di appartenerle.'' (''[[Libro della Sapienza]]'') *In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') *L'ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte. Difatti, Dio ''ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi''. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'') *''La morte è stata ingoiata per la vittoria. | Dov'è, o morte, la tua vittoria? | Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?'' Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! ([[Paolo di Tarso]], ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'') *''Non ci sarà più la morte, | né lutto, né lamento, né affanno, | perché le cose di prima sono passate.'' (''[[Apocalisse di Giovanni]]'') *''O morte, come è amaro il tuo pensiero | per l'uomo che vive sereno nella sua agiatezza, | per l'uomo senza assilli e fortunato in tutto, | ancora in grado di gustare il cibo! | O morte, è gradita la tua sentenza | all'uomo indigente e privo di forze, | vecchio decrepito e preoccupato di tutto, | al ribelle che ha perduto la pazienza!'' (''[[Siracide]]'') *''Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; | lo fece a immagine della propria natura. | Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; | e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.'' (''[[Libro della Sapienza]]'') ===[[Napoleone Bonaparte]]=== *Ci sono ferite alle quali sarebbe preferibile la morte. Ma sono poche. Al momento di abbandonare la vita, ci si aggrappa ad essa con tutte le forze. *La morte può essere l'espiazione delle colpe, ma non può mai ripararle. *La morte sola può rescindere l'unione formata dalla simpatia, dal sentimento e dall'amore. ===[[Eugenio Borgna]]=== *In fondo, e in sintesi estrema, è per sfuggire alla morte che ci siamo inventati il linguaggio, l'arte, la filosofia, la politica. *L'immagine che vive in noi è legata alla concezione che abbiamo della vita e anche alla differenza che mettiamo tra il morire e la morte. *Nel termine morire rimane "vivo" anche il vivere; nella parola morte la vita scompare. ===[[Louis Bromfield]]=== *Ci sono persone che hanno vissuto con ritmo, che hanno completato il ciclo dell'esistenza passando dall'infuriare della giovinezza alle solide conquiste della maturità e al quieto e pacifico declino verso la morte. La gente di questo genere non teme la morte né lotta per sfuggirla giacché la vita è sempre stata completa, realizzata come un'opera d'arte. Non hanno mai temuto né negato la vita. Non accettano la morte per stanchezza o disperazione ma l'accettano perché hanno compiuto il ciclo con compiuta soddisfazione. Quanti ne sono rimasti al giorno d'oggi? *La morte del corpo non è la fine dello spirito, ma solo una tappa del viaggio, come quando nei tempi andati si cambiava diligenza. *La morte è una cosa rapida, chiara, che non ammette compromessi. ===[[Gesualdo Bufalino]]=== *E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita? *I fatti sono cocciuti, la morte è il più cocciuto dei fatti. *La morte è uno sverginamento. Portasse anche a una gravidanza! *Pochi si rendono conto che la loro morte coinciderà con la fine dell'universo. *Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti. *Morire è un'inciviltà di cui, se potesse, il defunto arrossirebbe. *Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia. *Morire sarà, su per giù, come quando su una vetrina una saracinesca s'abbassa. ===[[Charles Bukowski]]=== *La maggior parte delle persone non è preparata alla morte, la propria o quella di chiunque altro. Li sciocca, li terrorizza. È come se fosse una grossa sorpresa. Diavolo, non dovrebbe mia esserlo. Porto la morte nel taschino a sinistra. A volte la tiro fuori e le parlo: "Ciao, bellezza, come va? Quando vieni a prendermi? Sarò pronto".<br />Non c'è da piangere per la morte più di quanto non ci sia da piangere per la crescita di un fiore. Ciò che è terribile non è la morte in sé, ma le esistenze che la gente vive o non vive fino al momento della morte. Non onora la propria vita, piscia sulla propria vita. La caga via. Stolti cazzoni. Si concentrano troppo sullo scopare, sui film, sul denaro, sulla famiglia, sul fottere. Hanno la menti gonfie di ovatta. Inghiottono Dio senza pensare, inghiottono la patria senza pensare. Ben presto si dimenticano come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello gonfi di ovatta. Sono brutti, dicono cose brutte, camminano in modo brutto. Suonagli la grande musica dei secoli e loro non riusciranno a sentirla. La morte di quasi tutte le persone è una farsa. Non c'è rimasto più niente da uccidere. *La morte era così noiosa. E questa era la cosa peggiore della morte. Che era di una noia mortale. Una volta che si presentava non avevi più scampo. Non potevi giocarci a tennis o trasformarla in una scatola di boeri. Se ne stava lì e basta, come una gomma bucata. La morte era stupida. *"La morte non puzza", disse la donna, "solo i vivi puzzano, quelli che stanno per morire puzzano, solo quelli in decomposizione puzzano. La morte non puzza." *Mentre aspettavo ammazzai quattro mosche. Accidenti, la morte era dappertutto. Uomini, uccelli, belve, rettili, roditori, insetti, pesci, nessuno aveva la minima probabilità di sfuggirle. Li sistemava tutti. Non sapevo che cosa fare, al riguardo. Mi venne la depressione. *Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra. ===[[Samuel Butler]]=== *E ciò che noi chiamiamo morte non è altro che una scossa abbastanza forte da distruggere il passato e il presente come affini tra loro. In altre parole, la morte non è che la constatazione che la differenza tra il passato e il presente è maggiore della somiglianza, sì che non è più possibile chiamare la seconda fase una continuazione della prima e ci costa meno fatica crederla qualcosa che decidiamo di considerare nuova. *Il tormento della morte sta nella conoscenza di quando e come verrà. *La morte, non è né una fine né un inizio definitivo. Così colui che perde la propria anima la può ritrovare, e colui che la trova potrebbe perderla. *Morire è soltanto cessare di morire e sbrigare la cosa una volta per tutte. *Non c'è nulla che allo stesso tempo abbia così tanta e così poca influenza su un uomo quanto la sua morte. *Tutta la vita di certa gente è una sorta di morte parziale – una lunga, estenuante agonia, per così dire, di immobilismo e di inesistenza cui la morte fa solo da sigillo o da firma solenne: la rinuncia a ogni ulteriore azione o operato da parte del firmatario. La morte sottrae a questi individui quella piccola forza che sembravano avere e non concede loro niente tranne il riposo. *Una morte fatta con stile, in modo lussuoso, è una delle cose più dispendiose a cui un uomo possa indulgere. Morire con tutti i confort costa un sacco di soldi a meno che uno non si spenga alla svelta. ===[[Elias Canetti]]=== *Io posso essere amico solo di spiriti che conoscono la morte. Certo, mi rendono felice se gli riesce di tacere della morte: perché io non posso. *L'esistenza di molte popolazioni è interamente colmata da riti che si riferiscono ai morti. […] L'invidia dei morti è ciò che i vivi temono di più. […] Ogni morto è dunque colui cui altri sopravvivono. *La morte come desiderio si trova davvero ovunque, e non è necessario scavare molto nell'uomo per trarla alla luce. *La morte è una battaglia sempre perduta. ===[[Caparezza]]=== *''Altro giro di lancetta, | io matura, io l'acerba, | mi hanno dato tanti appellativi, | ma tu chiamami "La Certa".'' *È stata rappresentata in molteplici modi, ma io ho scelto di raccontarla come una figura positiva, senza la quale la nostra vita diventerebbe il trionfo dell'apatia e della depressione. Una sorta di motivatrice che ci spinge a dare il meglio di noi durante il tempo limitato che abbiamo a disposizione. *''Mi vedi come la cattiva, la tenebra, la maldita, la dea che fa la bandita, | ma voglio solo schiodarti dalla panchina, | voglio vederti giocare la tua partita, | ringraziami, | che se fossi svanita come una dedica incisa nella battigia | avresti l'anima spenta, l'anima grigia | come la cenere di una cicca nella lattina, | ho dato io il tuo senso a tutto | e sono vera e senza trucco, | anche se non lo ammetti è a me che va il pensiero | più che al cielo del Nabucco.'' *''Non chiamarmi prostituta | perché tutti giacciono con me, | da chi va nei posti in tuta | a chi ha diamanti nei collier.'' *''Smettila di mandarmi fiori | tanto mi azzanneresti come i cani fuori, | piuttosto leggimi dentro come i grandi tomi | perché la vita è un lampo e tu ci arriverai in ritardo come fanno i tuoni. | Io sono il tuo futuro, chiama i testimoni, | non puoi mandare i piani in fumo come gli estintori.'' *''Quando stai male sono la tua litania, | ma quando il male passa divento una tassa, una tirannia.'' *''Ti immagini non ci fossi? | Di sicuro non avresti combinato la metà di niente. | Sono anni che ti sprono a dare il meglio, | ma tu vivi nelle ombre degli inganni. | Forse quando partiremo sarai vecchio | con le tue valigie colme di rimpianti. | Non puoi comprarmi | nemmeno con tutti gli ori dei Nibelunghi: | di sicuro sarai mio, sì, puoi contarci, | quel giorno sarai migliore, quasi per tutti.'' ===[[Miguel de Cervantes]]=== *La morte che ci coglie a un tratto fa subito finire il dolore, ma quella che si prolunga nei tormenti uccide di continuo senza spegner la vita. *Orbene, a tutto c'è rimedio meno che alla morte, sotto il giogo della quale tutti si deve passare, per quanto, quando la vita finisce, ci dispiaccia. *Tuttavia, ti faccio osservare, fratel mio Panza — replicò don Chisciotte — che non c'è ricordo cui il tempo non cancelli, né dolore a cui la morte non metta fine. ===[[Emil Cioran]]=== *La morte è ciò che la vita ha sinora inventato di più solido e sicuro. *Morire a sessanta o a ottant'anni è più duro che a dieci o a trenta. L'assuefazione alla vita, ecco la difficoltà. Perché la vita è un vizio. Il più grande che ci sia. Il che spiega perché si faccia tanta fatica a sbarazzarsene. *Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero già trovato un modo qualsiasi di aggirarla. ===[[Fabrizio De André]]=== *''Cari fratelli dell'altra sponda | cantammo in coro giù sulla terra, | amammo in cento l'identica donna, | partimmo in mille per la stessa guerra, | questo ricordo non vi consoli, | quando si muore, si muore soli.'' *''La morte verrà all'improvviso | avrà le tue labbra e i tuoi occhi | ti coprirà di un velo bianco | addormentandosi al tuo fianco.'' *''Sappiate che la morte vi sorveglia, | gioir nei prati o fra i muri di calce, | come crescere il gran guarda il villano | finché non sia maturo per la falce.'' ===[[Don DeLillo]]=== *È così, dunque: una cosa improvvisa, perentoria? La morte, pensai, non dovrebbe essere invece come l'immersione del cigno, ali bianche, levigato, che lascia la superficie intatta? *È un timore che informa da lungo tempo i miei rapporti con i medici, quello che perdano interesse nei miei confronti, che ordinino all'infermiera di far passare altri prima di me, che diano per scontata la mia morte. *La maggior parte di noi ha probabilmente visto la propria morte, ma non sapeva come far affiorare questa visione. Forse, quando moriremo, la prima cosa che diremo sarà: «Questa sensazione la conosco. Qui ci sono già stato». *La questione del morire si fa saggio strumento di memoria. Ci guarisce della nostra innocenza nei confronti del futuro. Le cose semplici sono fatali, o è una superstizione? *I tibetani cercano di vedere la morte per ciò che essa è. Ovvero la fine dell'attaccamento alle cose. Una verità semplice ma difficile da capire. Tuttavia, una volta che si sia smesso di negare la morte, si può procedere tranquillamente a morire e poi ad affrontare l'esperienza della rinascita uterina, o l'aldilà giudaico-cristiano, o l'esperienza extracorporea, o un viaggio su un Ufo, o come che lo si voglia chiamare. E possiamo farlo con chiarezza di visione, senza timore riverenziale o terrore. Non dobbiamo aggrapparci artificialmente alla vita, e neanche alla morte. Non si fa altro che procedere verso le porte scorrevoli. Onde e radiazioni. Guarda come è tutto ben illuminato. Questo posto è sigillato, conchiuso in sé. E senza tempo. Un altro motivo per cui penso al Tibet. Morire, in Tibet è un'arte. Arriva un sacerdote, si siede, dice ai parenti in lacrime di andarsene e fa sigillare la stanza. Porte e finestre, tutte sigillate. Ha cose serie da fare. Salmodie, numerologia, oroscopi, recitazioni. *Nelle città nessuno più nota la specificità del morire. Il morire è una componente dell'aria. Si trova ovunque e in nessun luogo. Morendo gli uomini gridano, per farsi notare, per farsi ricordare per un paio di secondi. Morire in un appartamento di città può deprimere l'anima, penso, per diverse vite a venire. Nelle cittadine di provincia invece ci sono le villette, le piante nei bovindi. La gente nota di più la morte. I morti hanno volti, automobili. Se non si sa un nome, si sa però quello di una strada, di un cane. «Aveva una Mazda arancione». Di una persona si sanno un paio di cose inutili che diventano importanti elementi di identificazione e collocazione cosmica, nel caso in cui essa muoia all'improvviso, dopo una breve malattia, nel proprio letto, con trapunta e cuscini rivestiti uguali, in un mercoledì pomeriggio piovoso, febbricitante, un po' congestionata nei seni nasali e al petto, pensando alla lavatura a secco. ===[[Angelo di Costanzo]]=== *''Il primo annunzio di mia cruda morte, | se a chi muor per [[Amore|amor]] tanto è concesso, | vo' che tra il sonno l'ombra mia t'apporte''. *''Lasciando con la [[patria]] ogni conforto, | ove più l'Appennin la neve agghiaccia, | carco n'andrò di così gravi some, | chiamando morte, e te sola per nome''. *''Poi c'hai del sangue mio sete si ardente, | e perchi'io mora, o Morte acerba e ria, | sei mossa per ferir la donna mia, | col velenoso stral fiero e pungente''. *''Quand'un [[Anima|alma]] gentil, credo dal cielo | discesa, ad onorar quel chiaro giorno, | però che tal nascer non suole in terra, | vidi tra molte stelle a par d'un sole | con raggi fiammeggiar, da far in vita | tornar quanti mai spense avara morte''. ===[[Philip K. Dick]]=== *Che stronza [[Emily Dickinson]], quando cinguettava della "dolce Morte". L'idea che la morte sia dolce è abominevole. La Dickinson non ha mai visto un groviglio di sei o sette automobili sulla Easthore Freeway. *È sorprendente: il potere della morte umana di far rinsavire. Ha più peso di ogni parola, di ogni argomento: è la forza ultima. Si impossessa della tua attenzione e del tuo tempo. E ti lascia cambiato. *Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po' di persone, allora diviene un errore sociale, uno [[stile di vita]]. E in questo particolare stile di vita il motto è: "Sii felice oggi perché domani morirai"; ma s'incomincia a morire ben presto e la felicità è solo un ricordo. ===[[Emily Dickinson]]=== *Ho notato che la Morte fa frequenti visite, dove si è già presentata, rendendo desiderabile prevenire i suoi approcci. *Morire prima di aver paura di morire può essere un dono. *Non pensiamo abbastanza ai Morti come fonte di ebbrezza – Essi non dissuadono ma Adescano – Custodi di quella grande Avventura ancora preclusa a noi – mentre agogniamo (invidiamo) la loro saggezza lamentiamo il loro silenzio. *Non ti sembra terribile l'[[Eternità]]? Ci penso spesso e mi sembra così buia che quasi desidererei che non ci fosse Eternità. Credere che dobbiamo vivere per sempre e non cessare mai di esistere. Sembra come se la Morte di cui tutti hanno paura perché ci lancia in un mondo sconosciuto sia un sollievo rispetto a uno stato di esistenza così interminabile. Non so perché ma mi sembra di non dover mai cessare di vivere sulla terra – non riesco a immaginare con la mia immaginazione più fervida la scena della mia morte – Mi sembra di non dover mai chiudere gli occhi nella morte. Non riesco a rendermi conto che la tomba sarà la mia ultima dimora – che gli amici piangeranno sulla mia bara, che il mio nome sarà menzionato, come uno di quelli che ha cessato di essere fra i rifugi dei viventi, e ci si chiederà dove è volato il mio spirito disincarnato. *''Poiché non potevo fermarmi per la Morte – | lei gentilmente si fermò per me.'' *''Polvere è l'unico Segreto – | Morte, l'unica Creatura | di cui non si può scoprire nulla | nella sua "città natale". || Nessuno conobbe "suo Padre" – | non fu mai Fanciulla – | non ebbe compagni di gioco, | o "storia di Inizi" – | Operosa! Laconica! | Puntuale! Pacata! | Spavalda come un Brigante! | più silenziosa di una Flotta! || Costruisce, come un Uccello, anche! | Cristo deruba il Nido – | Pettirosso dopo Pettirosso | di contrabbando al Riposo!'' *Se i morenti potessero aver fiducia della Morte, non ci sarebbero Morti. ===[[John Donne]]=== *''Morte, non andar fiera se anche t'hanno chiamata | possente e orrenda. Non lo sei. | Coloro che tu pensi rovesciare non muoiono, | povera morte, e non mi puoi uccidere.'' *Nessun uomo è un'isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te. *''Un breve sonno e ci destiamo eterni. | Non vi sarà più morte. E tu, morte, morrai.'' ===''[[Dr. House - Medical Division]]''=== *La morte non è interessante. Per te conta solo ciò che è interessante: rompicapo, idee, analisi... La morte è il contrario di un bel rompicapo. La morte è un eterno nulla. ([[Dr. House - Medical Division (ottava stagione)|ottava stagione]]) *– Non voglio che le diate farmaci che danneggino il suo organismo...<br/>– Lo sa cos'altro danneggia un organismo? La morte! ([[Dr. House - Medical Division (terza stagione)|terza stagione]]) *Quasi morire non cambia niente, è la morte che cambia tutto quanto. ([[Dr. House - Medical Division (quinta stagione)|quinta stagione]]) ===[[Dracula (romanzo)|''Dracula'' (romanzo)]]=== *Dicono che coloro i quali sono in punto di morte, per lo più rendano l'anima nei momenti di transizione, all'alba e al mutare della marea; e chiunque abbia sperimentato, quando sia stanco, e come incollato al suo posto, quella trasformazione che ha luogo nell'atmosfera, non faticherà a credermi. ([[Jonathan Harker]]) *La vita in fondo cos'è? Solo l'attesa di qualcosa altro, no? E la morte l'unica cosa che possiamo essere sicuri che viene. *Sono troppo infelice, troppo giù di morale, troppo nauseato del mondo e di tutto quel che c'è dentro, vita compresa, e non mi importerebbe niente di sentire in questo momento il batter d'ali dell'Angelo della Morte. ([[John Seward]]) ===[[Dracula (miniserie televisiva)|''Dracula'' (miniserie)]]=== *La fine è una benedizione. Morire ti da la prospettiva. È la cima della montagna da cui tutta la tua vita è finalmente visibile dall'inizio alla fine. La morte ti completa. *La morte è l'unico atto che sa ancora di novità. Ogni altra esperienza umana è catalogata da qualche parte nelle vostre infinite biblioteche digitali. Non c'è nulla di nuovo. Ogni istante di vita è deteriorato e di seconda mano, tranne quell'unico momento dell'esistenza che nessuno è mai stato in grado di raccontare. In un mondo di strade già percorse, la morte è l'unica neve ancora immacolata. *Perché il trapasso arriva sempre come un tale shock per voi mortali? ===''[[Dylan Dog]]''=== *''Chi è colui così gagliardo e forte che possa vivere senza poi morire? E da colei ch'è tutto, Madonna Morte, l'anima sua possa far fuggire? La Morte schifosa, la Morte lasciva! La Morte! La Morte! La Morte che arriva! La Morte, la Morte, dolcissima e amara, la Morte che avanza nella notte chiara. La Morte di pietra, la Morte di neve, la Morte che arriva con passo lieve. La Morte che dona, la Morte che prende, la Morte che ruba, la Morte che rende, la Morte che passa, la Morte che sta, la Morte che viene, la Morte che va. La Morte che arriva con il suo dolore, e avvolge ogni cosa con il suo fulgore. La Morte regina senza scettro e corona, La Morte! La Morte! La Morte in persona! La Morte! La Morte! La Morte furiosa, la Morte maligna, la Morte pietosa, la Morte sicura, la Morte carogna, la Morte che ha il muso di un topo di fogna. Verrà la Morte, e i tuoi occhi avrà | e la bellezza tua, vanità di vanità... | Verrà la Morte e porterà con sé | tutto il tuo impero, tutto, insieme a te... | Verrà la Morte e taglierà il legame | così sottile e forte, così bello e infame... | Verrà la Morte, sarà la tua coscienza, | è stata tua compagna in tutta l'esistenza... | Verrà la Morte, e a te che non sei niente | porgerà la mano, in mezzo all'altra gente... | ...e tu sarai il primo, come vorrà la sorte, | a danzare con lei la danza della Morte! | [...] la Morte ha danzato, la Morte tua sposa, | la Morte maligna, la Morte pietosa.'' *''In principio erano le tenebre, e sulle tenebre regnava la madre, regina degli orrori della nostra umanità, sovrana della notte eterna, madre sterile di infiniti figli, ignota a tutti e da tutti conosciuta, perché il suo nome è Morte!'' *Io sono colei che tutto spiega e che nessuno può spiegare... io sono l'immagine allo specchio, sono il mistero che è al di là della vita... sono il sonno senza sogni, sono il pensiero che vola via, la grande consolatrice... io sono... la Morte! *''La Morte che uccide, la Morte che piange | la Morte che ha lacrime fatte di sangue | La Morte stanca, la Morte triste, | la Morte che ha visto cose mai viste.'' *''La Morte di vetro, metallo, lamiera, | la Morte che viene di giorno e di sera | La Morte di schianto, di colpo, improvvisa, | la Morte temuta, la Morte derisa | La Morte gloriosa, la Morte banale, | la Morte al disopra del bene e del male!'' *''La Morte! La Morte! La Morte che ha fretta! | La Morte che arriva e nessuno l'aspetta! | La Morte nel ventre, la Morte nel cuore, | la Morte che arriva con tutto il suo orrore!'' *La morte non è una condanna. È l'unica certezza che ci resta. Volevo vedere il futuro e non ho visto che polvere... è tempo che la polvere torni alla polvere. *Se la morte giungesse solo a chi se l'aspetta, finirebbe con il diventare noiosa. ===[[Umberto Eco]] === *Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri. *La prima qualità di un onest'uomo è il disprezzo della religione, che ci vuole timorosi della cosa più naturale del mondo, che è la morte, odiatori dell'unica cosa bella che il destino ci ha dato, che è la vita, e aspiranti a un cielo dove di eterna beatitudine vivono solo i pianeti, che non godono né di premi né di condanne, ma del loro moto eterno, nelle braccia del vuoto. Siate forte come i saggi dell'antica Grecia e guardate alla morte con occhio fermo e senza paura. *Voglio [...] parlare della mia morte, e ammetterete che in questo caso ho qualche diritto all'esternazione. ===[[Albert Einstein]]=== *A chi è piegato dall'età, la morte verrà come un sollievo. Lo sento molto fortemente ora che sono arrivato io stesso alla vecchiaia, e a considerare la morte come un vecchio debito che è giunto il momento di pagare. Ma istintivamente, facciamo di tutto per ritardare quest'ultimo adempimento. Così la natura si diverte a giocare con noi. *La nostra morte non è una fine se possiamo vivere nei nostri figli e nella giovane generazione. Perché essi sono noi: i nostri corpi non sono che le foglie appassite sull'albero della vita. *Non voglio e non posso figurarmi un individuo che sopravviva alla sua morte corporale: quante anime deboli, per paura e per egoismo ridicolo, si nutrono di simili idee! ===[[Ugo Foscolo]]=== *''A' generosi | giusta di gloria dispensiera è morte.'' *''All'ombra de' cipressi e dentro l'urne | confortate di pianto è forse il sonno | della morte men duro?'' *''Gli occhi dell'uom cercan morendo | il [[Sole]]: e tutti l'ultimo sospiro | mandano i petti alla fuggente luce.'' *La sola morte, a cui è commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace. *Se gli uomini si conducessero sempre al fianco la morte, non servirebbero sì vilmente. ===[[Fausto Gianfranceschi]]=== *Da giovani la morte è una commedia scritta da altri per altri attori. *La morte è un mistero che promette di risolversi quando accadrà. *Ogni morte è un sacrificio che tiene in vita il mondo. *Sono eroi i combattenti che affrontano la morte in guerra. Siamo eroi anche noi vecchi che affrontiamo la morte senza bombe e senza assalti, senza fracasso e senza gloria. ===''[[Epopea di Gilgamesh]]''=== *Fin dai tempi antichi, nulla permane. Dormienti e morti, quanto sono simili: sono come morte dipinta. Che cosa divide padrone e servo quando entrambi hanno compiuto il proprio destino? Quando gli Anunnakkū, i giudici, si radunano e anche Mammetun madre dei destini, assieme decretano i fati degli uomini. Vita e morte assegnano, ma non rivelano il giorno della morte. *La morte abita nella mia camera; ovunque si posi il mio piede, lì trovo la morte. *Quando gli dèi crearono l'uomo, gli diedero in fato la morte, ma tennero la vita per sé. ===''[[Grey's Anatomy]]''=== *Dicono che la morte sia più dura per chi sopravvive. È difficile dire addio, a volte è impossibile. In realtà non smetti mai di sentire la perdita. È questo che rende tutto agrodolce. Lasciamo dei pezzetti di noi alle nostre spalle, piccoli ricordi. Una vita di ricordi, fotografie, gingilli. Cose per cui saremo ricordati, anche quando non ci saremo più. ([[Grey's Anatomy (nona stagione)|nona stagione]]) *La morte cambia tutto. C'è il crollo emotivo, certo, ma ci sono anche le cose pratiche. Chi farà il tuo lavoro? Chi si prenderà cura della tua famiglia? L'unica cosa positiva per te, è che non devi preoccupartene tu. Gente che non hai mai visto abiterà in casa tua, prenderà il tuo posto. Il mondo andrà avanti, senza di te. ([[Grey's Anatomy (nona stagione)|nona stagione]]) *Se sei una persona normale, una delle poche cose su cui puoi contare nella vita è la morte. Ma, se sei un chirurgo, anche quel conforto ti viene negato. Noi chirurghi inganniamo la morte, la prolunghiamo, la neghiamo. Ci fermiamo e, con sfida, mostriamo il dito medio alla morte. ([[Grey's Anatomy (quinta stagione)|quinta stagione]]) ===[[Ernst Jünger]]=== *La mente può sviluppare i nessi logici solo fino a un determinato punto, raggiunto il quale la prova deve cedere il passo all'evidenza. Lì occorre compiere il salto oppure ritirarsi.<br>Il punto di rottura in questione indica un mistero del tempo. I punti di rottura sono luoghi di ritrovamenti. Anche la morte è un punto di rottura, non una fine; ed è questo l'orizzonte della parola «origine» *Nell'uomo sono sopite anche qualità che solo la morte porterà a dispiegare. Allora la metamorfosi avrà luogo non più negli strati, bensì nella pienezza.<br>Grandi avventurieri – questa sarà per voi l'ultima e suprema avventura. *Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. *O [[ricordo]], chiave d'accesso al nucleo più intimo degli esseri umani e delle esperienze vissute! Sono certo che tu sei racchiuso anche nel vino cupo, amaro e inebriante della morte come l'ultimo e decisivo trionfo dell'essere sull'esistenza. *Spesso ho come l'impressione che i morti diventino più maturi e più miti; crescono dentro di noi con radici postume – siamo <nowiki>''</nowiki>noi<nowiki>''</nowiki> il vero camposanto, la vera terra consacrata del cimitero. Essi vogliono essere seppelliti nel nostro cuore. Ce ne sono grati, e questo vincolo dà alle famiglie e ai popoli la forza di trasformarsi nel tempo. *Vi sono degli incontri totali che mettono in questione il corpo e la vita; essi inaugurano un vasto campo che si estende tra l'intelligenza politica e la disciplina etica.<br/>Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. Se inseriamo per il singolo, come per colui che è sconosciuto a sé, in numero base X, egli sarà esposto infinitamente:<br />{{centrato|'''X'''<sup>∞</sup>}}<br />Solo così l'individuo diventa «indivisibile», come esprime il suo nome. Il fatto che la sua potenza superi qualsiasi misura e valutazione, include una speranza che oltrepassa quella del Paradiso. L'arte e i culti circondano e ornano il muro del tempo; ognuno celebra da solo il sacramento della morte. Nella morte di Ivan Ilijc, [[Lev Tolstoj|Tolstoj]] descrive il passaggio durante il quale l'esistenza non viene tolta, ma l'individuo rinuncia ad essa. <br/> A questo proposito [[Martin Heidegger|Heidegger]] scrive: «La rinuncia non toglie. La rinuncia dona. Dona la forza inesauribile dell'infinito». ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *Da secoli continuiamo a cambiare abiti, ma la morte ci ritrova sempre. *Il tacito orgoglio dell'uomo: la morte si difende da noi, ma alla fine soccombe. *La clientela della morte non si estingue mai. *La morte è il deus ex machina della tragedia umana. *La prima condizione dell'[[immortalità]] è la morte. *Per ogni cadavere ascriviamo alla morte un "più" con una croce al cimitero. *Se si potesse scontare la morte dormendola a rate! ===[[Giacomo Leopardi]]=== *''Che sia questo morir, questo supremo | scolorar del sembiante, | e perir della terra, e venir meno | ad ogni usata, amante compagnia.'' *La morte non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. *La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte. (''[[Operette morali]]'') *Nemica capitale della memoria. (''[[Operette morali]]'') *Non era naturale all'uomo da principio il procacciarsi la morte volontariamente: ma né anco era naturale il desiderarla. Oggi e questa cosa e quella sono naturali; cioè conformi alla nostra natura nuova: la quale, tendendo essa ancora e movendosi necessariamente come l'antica, verso ciò che apparisce essere il nostro meglio; fa che noi molte volte desideriamo e cerchiamo quello che veramente è il maggior bene dell'uomo, cioè la morte. (''[[Operette morali]]'') *Se mi fosse proposta da un lato la fortuna e la fama di Cesare o di Alessandro netta da ogni macchia, dall'altro di morir oggi, e che dovessi scegliere, io direi, morir oggi, e non vorrei tempo a risolvermi. (''[[Operette morali]]'') *''Sola nel mondo eterna, a cui si volve | ogni creata cosa, | in te, morte, si posa | nostra ignuda natura; | lieta no, ma sicura | dall'antico dolor.'' (''[[Operette morali]]'') *Troppo sono maturo alla morte, troppo mi pare assurdo e incredibile di dovere [...] durare ancora quaranta o cinquant'anni, quanti mi sono minacciati dalla natura. Al solo pensiero di questa cosa io rabbrividisco. [...] Oggi non invidio più né stolti né savi, né grandi né piccoli, né deboli né potenti. Invidio i morti, e solamente con loro mi cambierei. (''[[Operette morali]]'') ===[[Philipp Mainländer]]=== *Come le ossa bianche indicano le vie attraverso il deserto, così i monumenti segnano i regni culturali decaduti, rendendo nota la morte di milioni, come binari della civiltà. *E poi la silenziosa notte della morte assoluta inabisserà tutti. Come tutti nel momento del trapasso trepideranno beati: sono redenti, redenti per sempre! *L'animale non conosce la morte e la teme solo in modo istintivo, percependola come un pericolo. L'uomo, al contrario, conosce la morte e sa che cosa essa significa. [...] L'amore per la vita viene aumentato: l'animale segue soprattutto i suoi istinti, che si limitano a soddisfare la fame, la sete ed il bisogno di riposo. Esso vive in un ristretto ciclo vitale. Invece, nei confronti dell'uomo, e per mezzo della sua ragione, la vita si presenta sotto forma di ricchezza, di donne, di onore, di potere, di fama, ecc... che suscitano la sua brama di vita e la volontà di vita. [...] Nell'uomo, di conseguenza, la volontà di morte, istinto della sua natura più recondita, non viene semplicemente più celato dalla volontà di vita, come nell'animale, ma scompare completamente nel profondo, dove solamente di tanto in tanto si mostra come struggimento profondo di tranquillità. *La speranza di condurre una lunga vita, di continuare ad esistere sino alla mia morte naturale: questo per me è inconcepibile. *Però il filosofo immanente vede in fondo nell'intero universo nient'altro che il profondo desiderio di annichilimento assoluto, ed in lui è come se ascoltasse parlare chiaramente una voce che attraversa tutte le sfere del cielo, e dice: ''Redenzione! Redenzione! Morte alla nostra vita!'' – e pronunciare la rispettiva confortante risposta: ''troverete tutti la fine e sarete redenti.'' ===[[Thomas Mann]]=== *Di fatto il nostro morire riguarda più i sopravvissuti che noi stessi. *Il rispetto degli altri per le nostre sofferenze ce lo procura soltanto la morte, che nobilita anche le sofferenze più meschine. *La morte era una felicità così grande che solo nei momenti di grazia, come quello, la si poteva misurare. Era il ritorno da uno sviamento indicibilmente penoso, la correzione di un gravissimo errore, la liberazione dai più spregevoli legami, dalle più odiose barriere... il risarcimento di una lacrimevole sciagura. ===[[Sándor Márai]]=== *Arriviamo a comprendere fino in fondo gli esseri umani ai quali siamo uniti da un vincolo indissolubile soltanto nell'attimo della loro morte. *Il grande esame da superare nella vita non è la morte, bensì il morire. Ma la malattia e la morte hanno un che di osceno. Questo rovescio dell'esistenza corporea è al tempo stesso orrido e lubrico. *La via di ritorno dalla vita alla morte è oscura, brancolo dal nulla verso il nulla e lungo il percorso, ogni tanto, una parola, un concetto risplendono come lucciole nella buia foresta. *Le tante menzogne che si raccontano sulla morte mi fanno venire la nausea. La vita eterna. Vita oltre la morte. Giudizio, sfere, paradiso e inferno. Sono sempre menzogne piagnucolose, insulse, ripugnanti. La realtà è oscena e sogghignante, è la morte. *Ottantacinque anni fa venni alla luce su questo pianeta. In un giorno simile, il mortale pensa alla morte in maniera diversa dagli ottantacinque anni precedenti. L'uomo è sempre cosciente della morte, la considera un naturale compimento del difficile e incomprensibile corso dell'esistenza, tuttavia si limita ad «averne coscienza», l'accetta. Arriva in fine il tempo in cui l'uomo acconsente a morire. Non è una sensazione tragica. Piuttosto un senso di sollievo, come quando, dopo aver lungamente riflettuto, si comprende qualcosa di incomprensibile. *Sono in molti a comprendere soltanto tardi che il mistero più grande, nella vita, non è la morte, bensì il morire. E ogni ars moriendi è pura fantasticheria, un'arte simile non esiste. ===[[Henry de Montherlant]]=== *Beati coloro che muoiono senza pettegolezzi e senza lamenti, nella santa solitudine in cui muoiono le bestie e i soldati in fondo a una buca scavata da una granata. *Ciò che bisognerebbe riuscire a fare, è morire col sorriso sulle labbra. *Non occuparsi di quel che sarà dopo la morte, né sul piano metafisico, che sarebbe tempo perso dato che non possiamo saperne nulla; né sul piano concreto poiché delle nostre ultime volontà nulla sarà fatto. *Quando morirò, si troveranno ancora delle ragioni per mostrare che non sono morto come era opportuno. ===''[[Nosferatu, il principe della notte]]''=== *Chi dice che la morte è crudele sono solo gli inconsapevoli. Ma la morte non è che un taglio netto. È molto più crudele non essere capaci di morire. ([[Conte Dracula]]) *La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose. ([[Conte Dracula]]) *La morte è inevitabile. Alla fine saremo tutti soli. Le stelle ci vengono incontro confusamente. Il tempo scorre. I fiumi scorrono senza di noi. Solo la morte è crudelmente certa. ([[Lucy Westenra|Lucy Harker]]) ===[[Quinto Orazio Flacco]]=== *''L'estremo limite di tutto, | la morte.'' *La pallida morte batte ugualmente al tugurio del povero come al castello dei re. *''Persegue anche chi l'evita | la Morte.'' ===[[Chuck Palahniuk]]=== *Con la gente famosa è così, quando tirano le cuoia la loro cerchia di amici intimi si ingigantisce. Un morto famoso non può girare per strada senza incontrare un milione di migliori amici che nella vita vera non ha mai conosciuto. *Il [[dolore]] e l'[[odio]] e l'[[amore]] e la [[gioia]] e la [[guerra]] esistono perché siamo noi a volerli. E vogliamo che tutto sia così drammatico per prepararci alla prova finale che ci aspetta: affrontare la morte. *Io e la morte, separati alla nascita. ===[[Cesare Pavese]]=== *La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene. *Ma morire è proprio questo – non più sapere che sei morta. *Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere. *Tu non sai quanto la morte li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione, una cosa saputa, ma s'illudono che cambi qualcosa. *''Verrà la morte e avrà i tuoi occhi | questa morte che ci accompagna | dal mattino alla sera, insonne, | sorda, come un vecchio rimorso | o un vizio assurdo''. ===[[Mariano José Pereira da Fonseca]]=== *La morte aggiusta e salda molti conti nei contrasti fra uomini. *La morte distrugge in ogni uomo un originale che non avrà altro uguale per tutta l'eternità. *La morte è il termine del primo tirocinio del nostro spirito in questo mondo, è una promozione intellettuale per un nuovo e più vasto sistema e ordine di cose e idee. *Siamo maturi per la morte quando arriviamo a disincantarci del mondo e della vita umana. ===[[Fernando Pessoa]]=== *Guardando un cadavere, la morte mi sembra una partenza. Il cadavere mi dà l'impressione di un vestito smesso. Qualcuno se n'è andato e non ha avuto bisogno di portare con sé quell'unico vestito che indossava. *''La morte è la curva della strada | morire è solo non essere visto. | Se ascolto, sento i tuoi passi | esistere come io esisto.'' *Tutto è aver speranze o è morte. ===[[Francesco Petrarca]]=== *''Che altro ch'un sospir breve è la morte?'' *''Degna | di poema chiarissimo e d'istoria.'' *''La morte è fin d'una pregione oscura | a l'anime gentili; a l'altre è noia, | ch'hanno posto nel fango ogni lor cura.'' *''Morte fura | prima i migliori, e lascia star i rei.'' *''O ciechi, il tanto affaticar che giova? | Tutti torniamo a la grande madre antica, | e il nome nostro a pena si ritrova''. *''Un bel morir tutta la vita honora.'' ===[[Luigi Pirandello]]=== *Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito... *Mi accorsi tutt'a un tratto che dovevo proprio morire ancora: ecco il male! Chi se ne ricordava più? Dopo il mio suicidio alla ''Stia'', io naturalmente non avevo veduto più altro, innanzi a me, che la vita. Ed ecco qua, ora: il signor Anselmo Paleari mi metteva innanzi di continuo l'ombra della morte. *Morto? Peggio che morto; me l'ha ricordato il signor Anselmo: i morti non debbono, più morire, e io sì: io sono ancora vivo per la morte e morto per la vita. Che vita infatti può esser più la mia? La noja di prima, la solitudine, la compagnia di me stesso? ===[[Jules Renard]]=== *Il mistero della morte è più che sufficiente. Tutto quello che vi si ricollega non è che un enorme intreccio da teatro. *La morte potrebbe essere il sogno se, tratto tratto, si potesse aprire un occhio. *Non si muore. La morte è una specie di vita covata. *Quando si comincia a guardarla bene in faccia la morte è facile da capire. *Quando si sta per morire, si sa di pesce. *Quelli che hanno parlato meglio della morte sono tutti morti. ===[[Giuseppe Rensi]]=== *Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua. *"L'essere", questo è ciò che senz'altro è per sé stesso il male e il delitto. Esso non può reggersi se non mediante l'uccisione, la distruzione, l'incorporazione di altro essere, cioè di altri esseri (il nutrirsi, il nascere). Giusto è perciò morire, la morte è la giusta e meritata pena inflitta a quel delitto che è l'essere e nello stesso tempo è l'uscita da esso, cioè, la liberazione e la purgazione da esso. il vero e unico Σοτήρ, la vera e unica Σοτήρία. *Sei annoiato degli avvenimenti della vita, sempre gli stessi? Vuoi una novità? Una vera novità? Di tutto hai fatto l'esperimento, tutto più o meno conosci. Una sola cosa v'è di cui non hai alcuna idea come di cosa veramente vissuta ed esperimentata, che nella tua vita non hai mai provato, che non riesci nei particolari nemmeno ad immaginare. Questa sarà la genuina, la grande novità, il fatto veramente e sostanzialmente diverso da tutti gli altri che ti sono accaduti, l'avventura straordinaria, nulla di simile alla quale hai mai conosciuto. Non senti mai la curiosità di sapere come sarà? Cos'è? La morte. ===[[José Revueltas]]=== *Bisogna salvarsi per poter morire, perché la morte non sopraggiunga senza coscienza, ma chiara, precisa, limpida. *Che rabbia che la morte forse non avesse confini, fosse grande come un muscolo di Dio! *La morte non è il morire, ma ciò che avviene prima di morire, immediatamente prima, quando non ha ancora penetrato il corpo, e se ne sta immobile, bianca, nera, viola, livida, seduta sulla sedia più vicina. *Qualche volta si scopre che la morte è molto posteriore alla vera morte, come la vita, a sua volta, anteriore alla coscienza della vita. *Un uomo muore in così larga misura, quando il suo cervello è remoto e offuscato! Muore perché deve morire sul suo corpo, dove viaggiano gli enigmi, ed è al tempo stesso facile e difficile liberarsi della vita, così potente e debole, demoniaca e celeste, vicina, vecchia ed estranea. ===[[Rainer Maria Rilke]]=== *Mi è sempre parso strano, fin da quando ero bambino, che gli uomini parlino della morte in modo diverso da quello usato per le altre cose, e questo soltanto perché nessuno ha mai rivelato quello che gli è accaduto dopo. Ma in che modo un morto può distinguersi da un uomo che diventa serio, che rinuncia al tempo e si chiude in sé, per riflettere calmo su un problema, la cui soluzione da tempo lo tormenta? Quando si sta in mezzo alla gente, non ci si rammenta neppure del Paternostro; come dunque è possibile ricordare un altro rapporto più oscuro, che forse trova la sua ragione non in parole ma in eventi? Bisogna appartarsi in un silenzio inaccessibile: e forse i morti sono coloro che si sono così isolati per meditare sulla vita. *Oggi chi dà ancora valore a una morte ben fatta? Nessuno. *Una volta si sapeva (o si sospettava, forse) di avere ''in'' sé la morte come il frutto ha il nocciolo. I bambini ne avevano una piccola in sé e gli adulti una grossa. Le donne l'avevano nel grembo e gli uomini nel petto. La si ''aveva'', e questo dava a ciascuno una speciale dignità e un silenzioso orgoglio. ===[[Salvator Rosa]]=== *Il peggiore accidente dell'esser nostro è il morire. *La Morte è l'ultimo dei mali. *La Morte è l'unico fine delli tormenti di questa vita, il sovrano bene della Natura, il solo appoggio della nostra libertà, il comune e pronto ricetto a tutti i mali. *La Morte non si sente se non per il discorso, con ciò sia che ella sia il movimento d'un istante. ===[[Carlos Ruiz Zafón]]=== *A quell'epoca, la morte non viveva ancora nell'anonimato e la si poteva vedere e annusare dappertutto mentre divorava anime che ancora non avevano avuto nemmeno il tempo di peccare. *Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba. *Non posso morire, dottore. Non ancora. Ho delle cose da fare. Poi avrò tutta la vita per morire. *Non si capisce niente della vita finché non si comprende la morte. ===''[[Shāh-Nāmeh]]''=== *''Allora | Che morte alcun non divorasse, ingombra | Sarìa la terra e di vecchi e d'infanti | In ogni loco.'' *''Che se tu sei lieto, | Siede la morte con aguzzi artigli | E all'agguato si sta quel fera belva | Bramosa di giostrar.'' *''Dall'artiglio della morte alcuno | Scampo non trova! Ell'è come d'autunno | Il freddo vento, e siamo noi le foglie | Che il vento caccia.'' *''Oh! con la morte, [...] | Mai non ritorna all'uopo | Umana prece! A che l'aguzzo artiglio | Del fero drago d'evitar desii? | S'anche di ferro fossi tu, da quello | Non avrai scampo, e se qui resta a lungo | Giovinetto garzon, dal dì fatale | Della vecchiezza scampo ei non ritrova.'' ===[[William Shakespeare]]=== *''Di morte mangerai, che mangia gli uomini, | e il morir finirà, morta la morte.'' *I [[coraggio e paura|paurosi]] muoiono mille volte prima della loro morte, ma l'uomo di [[coraggio e paura|coraggio]] non assapora la morte che una volta. La morte è conclusione necessaria: verrà quando vorrà. (''[[Giulio Cesare (Shakespeare)|Giulio Cesare]]'') *Il pensiero della morte è come uno specchio, in cui la vita è apparenza, breve come un sospiro. Fidarsene è errore. *Oh, [[sintomo|sintomi]] vani e incannatori! I mali, allorché divengono estremi, non sono più sentiti: la morte, dopo aver manomesso il di fuori, lo abbandona, e fatta invisibile investe l'anima e l'assedia e l'opprime con legioni di fantasime e di larve, che affollandosi si conseguono confuse e senza interruzione. *Tutto che vive deve morire, passando dalla natura all'eternità. (''[[Amleto]]'') ===[[Socrate]]=== *La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l'anima e il corpo, l'una dall'altra. *La morte difatti nessuno sa neppur se non sia per l'uomo il maggiore di tutti i beni; e gli uomini la temono quasi sapessero di certo ch'è il maggiore dei mali. *Né in tribunale né in guerra non è lecito, né a me né ad altri, di ricorrere a qualunque mezzo per scampare ad ogni costo alla morte. ===[[Sofocle]]=== *''Al giorno estremo | però guati il mortale; e mai felice | non tenga l'uom, pria che d'affanni scevro | tocco non abbia della vita il fine''. *''Il peggio non è morire, ma dover desiderare | la morte e non riuscire ad ottenerla''. *La morte è l'ultimo medico delle malattie. ===[[Adrienne von Speyr]]=== *Esisteva dunque lei, la morte, ed era veramente in mezzo ai viventi, tra di noi, tra coloro che amavo e in me. Ma non era libera, si trovava nelle mani di Dio, apparteneva alla sua potenza; Dio vi si rivelava; era un segno. Un segno per i viventi. Bisognava dedicarsi ai viventi, amarli, per comprendere la morte, per comprendere Dio. *Questa era dunque la morte: lasciarsi dietro questo corpo malato e apparire davanti a Dio con la propria anima, che d'altro più non si occupa che della conoscenza di Dio. *Tutte le oscurità della morte si risolvono nella chiarezza suprema della vita eterna. ===''[[Star Trek: Deep Space Nine]]''=== *Oggi è un buon giorno per morire. ([[Worf]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 15, Alla luce dell'inferno|Alla luce dell'inferno]]'') *Quando riesci a guarire qualcuno, senti di aver vinto la tua battaglia contro la morte. ([[Julian Bashir]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 24, La calamità|La calamità]]'') *Voi [[klingon]] prendete la morte troppo alla leggera. La trattate come se fosse un amante. (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 19, Patto di sangue|Patto di sangue]]'') *Un vero klingon si compiace della morte dei suoi nemici, vecchi, giovani, armati, disarmati. Ciò che conta per lui è la vittoria. (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 18, Le regole del combattimento|Le regole del combattimento]]'') ===''[[Star Trek: The Next Generation]]''=== *Alcuni sono convinti che sia un cambiamento in una forma indistruttibile, immutabile per sempre; insomma credono che lo scopo di tutto l'universo sia di mantenere quella forma in un giardino simile al terrestre che darà delizie e piaceri per l'eternità. Dall'altra parte ci sono coloro che sostengono l'idea che dopo la morte si precipiti nel nulla. Con tutte le proprie esperienze, le speranze e i sogni, semplicemente un'illusione. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 2, Dove regna il silenzio|Dove regna il silenzio]]'') *Fa parte del nostro ciclo vitale accettare la morte di coloro che amiamo. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 5, Il Vincolo|Il Vincolo]]'') *La morte è quello stato in cui una persona vive nel ricordo degli altri, ecco perché non è la fine. Nessun addio – solo dei bei ricordi. ([[Tasha Yar]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 23, La pelle del male|La pelle del male]]'') *Noi siamo mortali. Il nostro tempo nell'universo è limitato. E questo è una verità che ogni essere umano deve imparare ad accettare. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 5, Il Vincolo|Il Vincolo]]'') ===''[[Star Trek: Voyager]]''=== *– Gli atteggiamenti umani riguardo la morte mi lasciano perplessa.<br>– In che senso?<br>– Le viene attribuita troppa importanza. Sembra ci siano infiniti rituali e credenze destinati ad alleviare la loro paura di una semplice biologica verità. Tutti gli organismi alla fine periscono.<br>– Ne deduco che i [[Borg (Star Trek)|borg]] non hanno paura di questa verità biologica?<br>– Nessuna. Quando un drone è danneggiato irreparabilmente, è scartato, ma i suoi ricordi esistono ancora dentro la coscienza della collettività. Per usare un termine umano, i borg sono in effetti immortali.<br>– Lei non fa più parte della collettività. Lei è mortale ora, come tutti noi. Questo la disturba?<br>– Le mie connessioni con i borg sono state recise, ma la collettività resta in possesso dei miei ricordi, delle mie esperienze. Esisterò per sempre, in un certo senso. (''[[Star Trek: Voyager#Episodio 12, Spiro mortale|Spiro mortale]]'') *Parlando della morte, quello che ignoriamo è tanto tanto di più di quello che conosciamo. ([[Kathryn Janeway]], ''[[Star Trek: Voyager#Episodio 9, Post mortem|Post mortem]]'') *Per i [[vulcaniani]], la morte è il completamento di un lungo viaggio. Non c'è nulla da temere. ([[Tuvok]], ''[[Star Trek: Voyager#Episodio 22, Il ciclo della vita|Il ciclo della vita]]'') ===[[Italo Svevo]]=== *L'immagine della morte è bastevole ad occupare tutto un intelletto. Gli sforzi per trattenerla o per respingerla sono titanici, perché ogni nostra fibra terrorizzata la ricorda dopo averla sentita vicina, ogni nostra molecola la respinge nell'atto stesso di conservare e produrre la vita. Il pensiero di lei è come una qualità, una malattia dell'organismo. La volontà non lo chiama né lo respinge. *La morte è l'ammirevole liquidazione della vita. Quando il filosofo amaro ghigna che il suicidio non è altro che un palliativo, come tutti coloro che per vedere meglio s'innalzarono di troppo. Vedono il paese, non l'albero, non la casetta. Il destino del singolo è piccolo anche dinanzi alla morte. Per la morte il piccolo singolo rientra privo di ogni responsabilità nella vita generale e vi si annulla. Come non riconoscere che la morte cancella ogni dolore per le nostre sventure, per le nostre debolezze e per i nostri errori? La debolezza è memoria. *Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte. ===[[Torquato Tasso]]=== *''Conosco l'arti del fellone ignote, | ma ben può nulla chi morir non pote''. *''La morte non è pena de i rei, ma fine de la pena.'' *''Muoiono le città, muoiono i regni, | copre i fasti e le pompe arena ed erba, | e l'uom d'esser mortal par che si sdegni: | oh nostra mente cupida e superba!'' *''Tosto s'opprime chi di sonno è carco, | ché dal sonno a la morte è un picciol varco.'' ===[[Lev Tolstoj]]=== *È sufficiente che l'[[uomo]] riconosca la propria vita non già nel bene della sua persona animale ma nel bene degli altri esseri, e lo spauracchio della morte scompare per sempre ai suoi occhi.<br />Giacché il terrore della morte deriva soltanto dal terrore di perdere, morendo nel corpo, il bene della vita. Se invece l'uomo potesse scorgere il proprio bene nel bene degli altri esseri, se cioè egli amasse loro più di sé stesso, allora la morte non gli apparirebbe come una cessazione del bene e della vita, così come essa appare bensì all'uomo che vive solamente per sé stesso. (''[[Della vita]]'') *In che consiste la vera condizione dell'uomo sulla terra e in che consiste quell'inganno che rende l'uomo infelice? L'inganno consiste nel fatto che gli uomini si dimenticano della morte, dimenticano che essi in questo mondo non vivono, ma passano. *L'uomo che si ricorda della morte, non può più vivere per il bene del suo io separato. L'unico senso che può attribuire alla sua vita, chi non dimentica la sua caducità, è quello che egli non è un essere a sé stante, ma solo uno strumento della volontà di Dio. *La morte è orribile solo per colui che non crede in [[Dio]], oppure crede in un Dio malvagio, il che è la stessa cosa. Per colui che crede in Dio, nella sua bontà e vive in questa vita secondo la sua legge ed ha sperimentato questa sua bontà, per costui la morte è solo un passaggio. ===[[Paul Valéry]]=== *L'uomo porta su di sé la propria morte come un segreto, un tesoro nascosto, un pegno certo della fine di ogni cosa – un nulla, che riassume il tutto. *L'uomo sta addossato alla sua morte, come chi conversa al camino. *La morte è scrutata solo da occhi viventi. *La morte è una sorpresa che l'inconcepibile fa al concepibile. ===[[Walt Whitman]]=== *''Alcuno ha mai ritenuto che il nascere sia una fortuna? | M'affretto a informarlo che uguale fortuna è morire, come io ben so.'' *''E mostrerò che nulla può accadere che sia più bello della morte.'' *''Oh, adesso vedo che la vita non può rivelarmi tutto, come non lo può il giorno, | vedo che devo attendere ciò che la morte mi rivelerà.'' ==Proverbi== [[File:JPaul Laurens The Death of Tiberius.jpg|thumb|''La morte di Tiberio'' (Jean-Paul Laurens, 1864)]] *A gavé 'n mort d'an ca ai van quat përso-ne.<ref>«Per togliere un morto di casa ci vogliono quattro persone.»</ref> ([[Proverbi piemontesi|piemontese]]) *Pò(g)uere kìe ze more, ke kìe rèste ze kuènzole. ([[Proverbi molisani|molisano]]) *Quando la casa è terminata, viene la morte. ([[Proverbi turchi|turco]]) ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *Altro è parlar di morte, altro è morire. *Anche la morte non si ha gratis: ci costa la vita. *[[Campana|Campane]] ed ore, qualcun che muore. *Chi gode muore e chi patisce stenta a morire. *Chi muore esce d'affanni, ma tutti si vuol viver cent'anni. *Chi male vive, male muore. *Chi muore giace, chi vive si dà pace. *Chi non muore si rivede. *Chi pensa ogni giorno di dover morire, non può mai fallire. *Di giovani ne muore qualcuno, ma di vecchi non ne scampa nessuno. *Dopo la morte, tutti si puzza a un solo modo. *Facendo il male, sperando il bene, il tempo passa e la morte viene. *Fino alla morte non si sa qual è la sorte. *Gesù, Gesù, chi muore non c'è più. *I morti aprono gli occhi ai vivi. *I vecchi portano la morte davanti e i giovani dietro. *Il tempo passa e la morte viene, guai a chi non ha fatto il bene. *L'uguaglianza e misurar tutti con la stessa spanna, è la legge della morte. *La morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell'eternità. *La morte è il sonno dei buoni, il terror dei ricchi, il ricovero dei poveri e la consolazione dei tribolati. *La morte è un debito comune. *La morte guarisce tutti i mali. *La morte non guarda soltanto nel libro dei vecchi. *La morte non prende all'uomo che la vita. *La morte non si deve né desiderare, né temere. *La morte paga i debiti, e l'anima li purga. *La morte pareggia tutte le partite. *La morte, non perdona al forte. *Migliore diventerai, se alla morte penserai. *Morendo ci si libera di tutti i fastidi. *Morire e pagare sono le ultime cose. *Morte desiderata, cent'anni per la casa. *Morto un papa se ne fa un altro. *Muore il ricco, gli fanno il funerale; muore il povero, nessuno gli dice: vale. *Né all'assente, né al morto non si deve fare torto. *Non ogni salmo termina col gloria, il fine è un ''requiem'' dell'umana boria. *Oggi fresco e forte, domani nella morte. *Pianto per morto, pianto corto. *Povero chi desidera la morte, più povero chi la teme. *Povero è chi muore e questo mondo lascia, perché chi resta, fra male e bene se la passa. *Prima della morte non chiamare nessuno felice. *Quando si tratta della morte, anche il diavolo impara a pregare. *Quegli tiene gran prudenza che alla morte sempre pensa. *Si muore giovani per disgrazia, e vecchi per dovere. *Sulla bara si cantano le esequie. *Temer la morte è peggio che morire. *Temi i vivi e rispetta i morti. *Tre cose simili: prete, avvocato e morte. Il prete toglie dal vivo e dal morto; l'avvocato vuol del diritto e del torto; e la morte vuole il debole e il forte. *Tutte le morti hanno la loro scusa. *Tutto muore al mondo, tranne la morte. *Uomo morto non fa più guerra. *Va' dove ti pare, la morte ti scoverà. ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *A mal mortale né [[medico]], né [[medicina]] vale. *A tutto c'è rimedio fuorché alla morte. *Al mazzier di Cristo non si tien mai porta. *Alla morte e al pagamento indugia quanto puoi. *Bello, sano, in corte; ed eccoti la morte. *Chi muore, esce d'affanni. *Chi se ne piglia, muore. *Co' morti non combattano se non gli spiriti. *[[Corte]] e morte, e morte e corte, fu tutt' una. *Dopo morti, tutti si puzza a un modo. *È meglio morir con onore, che vivere con vergogna. *È meglio viver piccolo che morir grande. *Il viaggio alla morte è più aspro che la morte. *L'ultima cosa che si ha da fare, è il morire. *La morte, altri acconcia, altri disconcia. *La morte de' [[lupo|lupi]] è la salute delle [[pecora|pecore]]. *La morte è di casa Nonsisà. *La morte non perdona al forte. *La morte non sparagna re di Francia né di Spagna. *La morte non vuol colpa. *La morte paga i debiti, e l'anima li purga. *La morte pareggia tutti. *La morte viene, quando meno s'aspetta. *Non v'è termine più certo e meno intenso della morte. *Ogni cosa è meglio della morte. *Tanto è morir di male, quanto d'amore. *Tutto è meglio della morte. ===[[Proverbi napoletani|Napoletani]]=== *A chiàgnere nu muorto so' làcreme perze. *A morte è 'na pazzia: stiénne 'e ccosce e t'arrecrìe. *‘A morte nun tene crianza. *A morte va ascianne 'a ccasione. ==Modi di dire== *Pensare a una cosa come alla morte: alla propria naturalmente. ([[Modi di dire tedeschi|tedesco]]) ===[[modi di dire napoletani|Napoletani]]=== *Madama senza naso. *Puozze murì c'u fieto d'i cravune.<ref>''Che tu possa crepare con il "''fetore''" (in realtà il [[w:|monossido di carbonio]], gas velenoso, asfissiante, è del tutto inodore ed insapore, e ciò lo rende estremamente insidioso) dei carboni (asfissiato dalle esalazioni di una stufa, di un braciere a carboni).''</ref> *T'hê 'a sèntere 'na messa a panza all'aria.<ref>Devi sentirti una messa a pancia all'aria. Si augura allo sventurato di presenziare ad una messa – l'ultima – in posizione orizzontale, con il ventre rivolto al soffitto del luogo di culto; vale a dire composto in rigido decubito supino all'interno di una cassa realizzata all'uopo per la solenne occasione.</ref> *Vede' 'a morte cu' ll'uocchie. ==Note== <references /> ==Voci correlate== {{div col|3}} *[[Amore e morte]] *[[Assassino]] *[[Cadavere]] *[[Cimitero]] *[[Eutanasia]] *[[Funerale]] *[[Lutto]] *[[Mortalità]] *[[Morte cerebrale]] *[[Nascita e morte]] *[[Necrofilia]] *[[Necroforo]] *[[Necrologio]] *[[Omicidio]] *[[Pena di morte]] *[[Suicidio]] *[[Tanatofobia]] *[[Tomba]] *[[Vita]] *[[Vita e morte]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{vetrina|27|10|2025|argomenti}} [[Categoria:Escatologia]] [[Categoria:Età (biologia)]] [[Categoria:Morte| ]] [[Categoria:Processi fisiologici]] ck6fuper1kvoq26bjxh0yyczh4uyzwm Henry David Thoreau 0 3627 1419151 1402389 2026-07-05T09:12:53Z Gaux 18878 /* Citazioni su Henry David Thoreau */ Guido Ferrando 1419151 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Henry David Thoreau.jpg|thumb|David Henry Thoreau nel 1856]] '''Henry David Thoreau''' (1817 – 1862), filosofo, scrittore e poeta statunitense. ==Citazioni di Henry David Thoreau== *{{NDR|Su [[Walt Whitman]]}} Con il suo vigore e con il grande respiro dei suoi versi, mi mette in uno stato mentale di libertà, pronto a vedere meraviglie; mi porta per così dire, in cima a una collina o al centro di una piana; mi scuote e poi mi getta addosso migliaia di mattoni.<ref>Da ''A proposito di Whitman''; citato in [[Antonio Spadaro]], ''«Chi fa tanto caso a un miracolo?». Come leggere la poesia di Walt Whitman'', prefazione a Walt Whitman, ''Canto una vita immensa'', a cura di Antonio Spadaro, Ancora, Milano, 2009, p. 5. ISBN 88-514-0632-4</ref> *Il [[soldato]] che si rifiuta di servire in una guerra ingiusta è applaudito da coloro che non si rifiutano di appoggiare il governo ingiusto che conduce quella stessa guerra. (da ''On the duty of civil disobedience'', 1849) *La massa degli uomini serve lo Stato in questo modo, non come uomini soprattutto, bensì come macchine, con i propri corpi. Essi formano l'esercito permanente, e la milizia, i secondini, i poliziotti, i posse comitatus, ecc. Nella maggior parte dei casi non v'è alcun libero esercizio della facoltà di giudizio o del senso morale; invece si mettono allo stesso livello del legno e della terra e delle pietre, e forse si possono fabbricare uomini di legno che serviranno altrettanto bene allo scopo. Uomini del genere non incutono maggior rispetto che se fossero di paglia o di sterco. Hanno lo stesso tipo di valore dei cavalli e dei cani. Tuttavia persino esseri simili sono comunemente stimati dei buoni cittadini. Altri, come la maggior parte dei legislatori, dei politici, degli avvocati, dei mi... nistri del culto, e dei funzionari statali, servono lo Stato principalmente con le proprie teste; e, dato che raramente fanno delle distinzioni morali, sono pronti a servire nello stesso tempo il diavolo, pur senza volerlo, e Dio. (da ''Disobbedienza civile'') *La [[prigione]] è l'unico posto che si convenga a un cittadino onesto in uno stato in cui è legalizzata e tutelata la [[schiavitù]].<ref>Citato in [[Lev Tolstoj]], ''Resurrezione'', traduzione di Emanuela Guercetti, Garzanti, 2002, p. 325.</ref> *Miratelo, un [[marines|marine]]: mera ombra e rimembranza d'un essere umano, uomo tumulato vivo e all'impiedi, sepolto sotto le armi, con accompagnamento di marce funebri... (da ''Disobbedienza civile''; citato in [[Gustav Hasford]], ''Nato per uccidere'', traduzione di Pier Francesco Paolini, Bompiani, 1989) *Quegli estratti dai [[Veda]] che ho letto ricadono su di me come la luce di una più alta e pura illuminazione, a descrivere un percorso più elevato attraverso strati più puri. Si erge su di me come la luna piena dopo che le stelle sono scomparse, giungendo da strati lontani nel cielo. :''What extracts from the Vedas I have read fall on me like the light of a higher and purer luminary, which describes a loftier course through purer stratum. It rises on me like the full moon after the stars have come out, wading through some far stratum in the sky.'' (da [[Sri Chinmoy]], ''Commentaries on the Vedas, The Upanishads & the Bhagavad Gita'', Aum Publications, 1996, p 26; citato in ''[http://www.hinduwisdom.info/quotes1_20.htm#Q1 A Tribute to Hinduism]'') *Tutto quel che si racconta del [[mare]] fa risuonare un'eco di favola nelle orecchie di un terricolo, e tutti i prodotti del mare hanno una certa qualità favolosa, come se appartenessero a un altro pianeta, dalle alghe alle storie che raccontano i marinai o i pescatori. In questo elemento, il regno animale e quello vegetale s'incontrano e si mischiano in maniera bizzarra.<ref>Da ''[https://books.google.it/books?id=xw-HITFcoLEC Cape Cod]'', cap. IV, ''La spiaggia'', traduzione di Riccardo Duranti, Donzelli, 2011. ISBN 978-88-6036-645-0</ref> *Un uomo saggio non lascia il giusto alla mercé del caso né desidera che esso si affermi attraverso il potere della maggioranza. (da ''Disobbedienza civile'') ==''Disobbedienza civile''== ===[[Incipit]]=== ====Luca Michelini==== Di tutto cuore faccio mia l'affermazione: «Il migliore dei governi è quello che governa meno»; e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta in fine a questo risultato, in cui parimenti credo: «Il migliore dei governi è quello che non governa del tutto»; e quando gli uomini saranno pronti, sarà questo il tipo di governo che essi avranno. Nelle migliori delle ipotesi il governo è solo un espediente, ma la maggior parte dei governi sono spesso degli espedienti inutili; tutti i governi lo diventano in determinate circostanze. Le obiezioni che sono state sollevate contro l'esercito permanente, che sono numerose e consistenti e meriterebbero di prevalere, possono essere rivolte contro il governo permanente. ====Manuela Federella==== Accetto di tutto cuore l'affermazione, – "Il [[governo]] migliore è quello che governa meno", e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta infine a quest'altra affermazione, alla quale pure credo, – "Il miglior governo è quello che non governa affatto", e quando gli uomini saranno pronti, sarà proprio quello il tipo di governo che avranno. Il governo è nell'ipotesi migliore solo un espediente; ma la maggior parte dei governi sono di solito espedienti inutili, e tutti i governi sono tali di quando in quando. Le obiezioni che sono state sollevate contro l'esistenza di un esercito permanente, ed esse sono molte, sono consistenti e meriterebbero di prevalere, potrebbero essere sollevate anche contro l'esistenza di un governo permanente. ====Piero Sanavio==== È con vero entusiasmo che sottoscrivo il motto: «Il migliore governo è quello che governa meno». Mi piacerebbe che fosse realizzato il più rapidamente e sistematicamente possibile. In realtà si riduce a questo, che il miglior governo «è quello che non governa affatto» e anche in ciò credo fermamente.<ref>Il riferimento è al motto dell'«United States Magazine and Democratic Review» (1837-1859), «Il miglior governo è quello che meno governa», e alla frase di [[Ralph Waldo Emerson|R. W. Emerson]], in ''Politics'' (1844), falsamente attribuita a [[Thomas Jefferson]], «Meno governo abbiamo e meglio è».</ref> Riusciremo a ottenerlo quando saremo abbastanza maturi. Nella migliore ipotesi il governo è un espediente, ma il più delle volte la maggior parte dei governi, e talvolta tutti i governi, sono inefficienti. Le stesse obiezioni sollevate contro la decisione di tenere un esercito permanente (e molte e importanti come sono meriterebbero di essere adottate) possono essere portate contro un governo permanente. ====Laura Gentili==== Di tutto cuore faccio mia l'affermazione: "Il migliore dei governi è quello che governa meno", e vorrei vederla messa in pratica nel modo più rapido e sistematico. Se attuata, essa conduce alla fine a quest'altra affermazione, di cui sono altrettanto convinto: "Il migliore dei governi è quello che non governa affatto", e quando gli uomini saranno pronti, sarà questo il tipo di governo che avranno. Il governo è, nella migliore delle ipotesi, solo un espediente, ma per la maggior parte i governi sono di solito espedienti inutili, e tutti i governi si dimostrano tali in determinate circostanze. Le obiezioni contro il principio di un esercito permanente, che sono molte e consistenti, e meriterebbero di imporsi, possono essere sollevate anche contro l'idea di un governo permanente. ===Citazioni=== *[...] i governi ci mostrano come sia facile ingannare gli uomini, o che essi stessi si autoingannino, per il proprio vantaggio. (2018, p. 10) *«Il migliore dei governi è quello che non governa affatto», e quando gli uomini saranno pronti, sarà questo il tipo di governo che avranno. (1992, p. 11) *La legge non ha mai reso gli uomini più giusti, neppure di poco; anzi, a causa del rispetto della legge, perfino le persone oneste sono quotidianamente trasformate in agenti dell'ingiustizia. (2018, p. 11) *Che ogni uomo renda noto quale tipo di governo farebbe nascere in lui il rispetto: sarà il primo passo per riuscire ad averlo. (1992, p. 13) *Come deve comportarsi un uomo, oggi, nei confronti di questo governo americano? La mia risposta è che non può esservi legato senza che ciò gli rechi disonore. Non è possibile, neppure per un momento, riconoscere come ''mio'' un governo che sia anche una organizzazione politica ''schiavista''. (2018, p. 13) *Perfino ''votare per il giusto'' è non ''fare'' niente per esso. È solo un modo di manifestare debolmente agli uomini il nostro desiderio che il giusto prevalga. Un uomo saggio non lascerà il giusto alla mercé del caso, né desidererà che esso prevalga attraverso il potere della maggioranza. C'è ben poca virtù nell'azione delle masse. (2018, pp. 16-17) *Quando un sesto della popolazione di una nazione che si è impegnata ad essere il rifugio della libertà è formato da schiavi, ed un intero paese è invaso e sottomesso ingiustamente da un esercito straniero, ed è soggetto alla legge marziale, penso che non sia troppo presto per gli uomini onesti per ribellarsi e fare una rivoluzione. Ciò che rende questo compito ancora più urgente è il fatto che il paese assoggettato non è il nostro, ma nostro è l'esercito invasore. (1992, p. 17) *Naturalmente, non è che l'uomo abbia il dovere di dedicarsi all'estirpazione del [[male]], anche del più smisurato; giustamente, può avere altre faccende di cui occuparsi; ma è suo dovere, perlomeno, tenersene fuori, e, se il suo pensiero ne è lontano, non deve aiutare il male di fatto. Se mi dedico ad altri scopi e progetti, per prima cosa devo almeno verificare che non li sto perseguendo stando seduto sulle spalle di un altro uomo. Prima di tutto devo scendere da lì, di modo che anche lui possa perseguire i suoi obiettivi. (1992, p. 22) *Una [[maggioranza e minoranza|minoranza]] è priva di potere quando si conforma alla maggioranza; non è neppure una [[maggioranza e minoranza|minoranza]], in quel caso; ma è irresistibile quando è di intralcio con tutto il suo peso. (2018, p. 24) *Come può un uomo accontentarsi di prendere semplicemente in considerazione una [[opinione]], e compiacersi di ''ciò''? Di che cosa si compiace se la sua opinione è che viene danneggiato? Se il vostro prossimo vi truffa anche per un solo dollaro, non vi accontentate di constatare che siete stati truffati, o di dire che siete stati truffati, e neppure di chiedergli quanto vi spetta, ma fate subito passi concreti per ottenere l'intera somma, e cercate di non lasciarvi mai più imbrogliare.<br />L'azione in base a un principio, la percezione e l'attuazione del giusto, trasforma le cose e i rapporti; essa è essenzialmente rivoluzionaria, e non si concilia interamente con niente che già esisteva. Non solo divide Stati e Chiese, divide anche le famiglie: sì, divide l'''individuo'', separando il diabolico che è in lui dal divino.<br />Le leggi ingiuste esistono: dobbiamo essere contenti di obbedirvi, o dobbiamo tentare di emendarle, obbedendovi fino a quando non siamo riusciti nel nostro intento, oppure ancora dobbiamo trasgredirle da subito? Generalmente gli uomini con un governo come questo, pensano di dovere aspettare fino a quando avranno persuaso la maggioranza a modificare tali leggi. Ritengono che se opponessero resistenza, il rimedio sarebbe peggiore del male. Ma è colpa del governo stesso, se il rimedio ''è'' peggiore del male. È ''lui'' a renderlo peggiore. (1992, pp. 24-25) *Dovete affittare od occupare un posto da qualche parte, far crescere soltanto un piccolo raccolto, e mangiarlo subito. Dovete vivere la vostra vita interiore, contare su voi stessi, rimboccandovi sempre le maniche, pronti a ricominciare, senza occuparvi di troppe faccende. (2018, p. 26) *Ho rapporti con il governo americano, o con il suo rappresentante, il governo di questo stato, in modo diretto, e faccia a faccia, una volta all'anno – non di più –, nella persona dell'esattore delle tasse; questo è l'unico modo in cui un uomo nelle mie condizioni vi ha a che fare per forza. E allora lo Stato dice chiaramente: «Riconoscimi». E nell'attuale stato delle cose, il modo più semplice, più efficace, e assolutamente necessario di trattare con esso su questo punto critico, esprimendo la vostra scarsa convinzione e il vostro poco amore nei suoi confronti, è dire di no in quel momento. (1992, p. 27) *Vi posso assicurare che, se mille, se cento, se dieci uomini, dei quali potrei fare i nomi – se dieci uomini ''onesti'' soltanto – sì, se ''un solo'' uomo <small>ONESTO</small>, in questo caso del Massachusetts, ''cessando di tenere degli schiavi'', si ritirasse seriamente da questa associazione, e fosse per questo rinchiuso nella prigione della contea, ciò significherebbe l'abolizione dello [[schiavismo]] in America. Perché non conta quanto esiguo l'inizio possa sembrare: quello che è ben fatto una volta è fatto per sempre. Ma preferiamo stare lì a parlarne: la definiamo la nostra missione. La riforma ha un gran numero di giornali al proprio servizio, ma non un solo uomo. (1992, p. 28) *Non sono nato per essere costretto. Voglio respirare [[libertà|liberamente]]. (2018, p. 29) *Se una pianta non può vivere secondo la propria natura, [[morte|muore]], e allo stesso modo un uomo. (2018, p. 29) *Sotto un governo che imprigiona chiunque ingiustamente, il vero posto per un uomo giusto è la [[prigione]]. (1992, p. 29) *Se l'esattore delle tasse, o qualunque altro pubblico ufficiale, mi chiede, come qualcuno ha fatto, «ma cosa devo fare?», la mia risposta è: «Se vuoi veramente fare qualcosa, dai le dimissioni». Quando il cittadino si rifiuta di obbedire, e l'ufficiale dà le dimissioni dal suo incarico, allora la [[rivoluzione]] è compiuta. (1992, p. 30) *[[Confucio]] disse: «Se uno stato è governato secondo i princìpi della ragione, povertà e miseria sono oggetto di vergogna; se uno stato non è governato secondo i princìpi della ragione, ricchezze e onori sono oggetto di vergogna». (1992, p. 32) *Su richiesta dei consiglieri comunali, acconsentii a fare per iscritto una dichiarazione di questo genere: «Sia noto a tutti con questo documento che io, Henry Thoreau, non desidero essere considerato membro di alcuna società alla quale non ho aderito». Consegnai questa dichiarazione al segretario comunale, che la conserva tuttora. [...] Se avessi saputo come identificarle mi sarei dunque ritirato accuratamente da tutte le società per le quali non avevo firmato, ma non sapevo dove trovare l'elenco completo. (1992, pp. 33-34) *{{NDR|In [[prigione]]}} Non mi sentii imprigionato neppure per un momento, e i muri mi sembrarono un grande spreco di pietra e di malta. Mi sentivo come se io solo, fra tutti i miei concittadini, avessi pagato la mia tassa. (1992, p. 34) * Capii che lo Stato era stupido, che era insicuro come una donna nubile in mezzo alle sue argenterie, e che non sapeva distinguere gli amici dai nemici; persi tutto il rispetto che mi era rimasto nei suoi confronti, e lo compatii.<br />Lo Stato dunque non si confronta mai di proposito con il sentimento, intellettuale o morale, di un uomo, ma solo con il suo corpo, con i suoi sensi. Esso non è dotato di intelligenza o di onestà superiori, ma di superiore forza fisica. (1992, p. 35) *Non mi interessa seguire il percorso del mio [[dollaro]], ammesso che sia possibile, fino a che questo non compri un uomo o un moschetto con cui sparare a qualcuno – il dollaro è innocente – ma mi preoccupo di seguire gli effetti della mia [[obbedienza]]. (1992, p. 41) *Non sono molti i momenti in cui vivo sotto un [[governo]], persino in questo mondo. Se un uomo è libero nel pensiero, nella fantasia, nell'immaginazione, in modo tale che ciò che ''non è'' non gli appare mai per molto tempo come ciò che ''è'', non è detto che governanti o riformatori stolti riescano a ostacolarlo. (1992, p. 44) *Coloro i quali non conoscono fonti più pure di verità, e che non ne hanno risalito il corso, restano fedeli, e saggiamente, alla Bibbia e alla Costituzione, e vi si abbeverano con riverenza e umiltà; ma coloro che la vedono sgocciolare in questo lago o in quella pozza, si mettono ancora una volta all'opera, e continuano il pellegrinaggio verso la sorgente. (1992, p. 47) *Molti sono senza dubbio ben disposti, ma pigri per costituzione e per abitudine, e non riescono a concepire che un uomo sia mosso da motivi più elevati dei loro. Di conseguenza, dichiarano quest'uomo pazzo, poiché sanno che ''essi'' non potranno mai agire come lui, fintantoché resteranno se stessi. (2018, p. 54) *Gli errori più grandi e inconsciamente diffusi hanno sempre bisogno del sostegno della virtù più disinteressata. (Einaudi, 2018) ===[[Explicit]]=== L'evoluzione da una monarchia assoluta a una costituzionale, e da una monarchia costituzionale a una democrazia, è un progresso in direzione di un autentico rispetto dell'individuo. Anche il filosofo cinese era tanto saggio da considerare l'individuo come base dell'impero. Una democrazia, così come noi la conosciamo, è la forma di governo più progredita possibile? Non si può fare un passo avanti, verso il riconoscimento e l'organizzazione dei diritti dell'uomo? Non vi sarà mai uno Stato veramente libero e illuminato, fino a quando lo Stato non giungerà a riconoscere l'individuo come una forza più alta e indipendente, dalla quale derivano tutto il suo potere e la sua autorità, e lo tratterà di conseguenza. Mi piace immaginare uno Stato che possa permettersi di essere giusto con tutti gli uomini, e di trattare l'individuo con il rispetto che si ha per un vicino; uno Stato, ancora, che non consideri in contrasto con la propria tranquillità il fatto che alcuni vivano in disparte, senza immischiarsi nei suoi affari e senza lasciarsene sopraffare – individui che abbiano compiuto tutti i loro doveri di vicini e di esseri umani. Uno Stato che desse questo genere di frutto, e lo lasciasse cadere non appena fosse maturo, preparerebbe la strada a uno Stato ancora più perfetto e glorioso; ho immaginato anche questo, ma non l'ho ancora visto in alcun luogo. (1992, pp. 48-49) ===Citazioni su ''Disobbedienza civile''=== *''Disobbedienza civile'' (tuttora uno dei primi documenti principali sulla resistenza nonviolenta e una rivelazione sempre attuale del potere e della responsabilità degli individui di opporsi attivamente a politiche governative ingiuste) influenzò profondamente [[Lev Tolstoj|Tolstoj]], [[Mahatma Gandhi|Gandhi]], [[Martin Luther King|King]] e la vita di innumerevoli persone. ([[Will Tuttle]]) ==''I Diari''== ===[[Incipit]]=== ''22 ottobre'' {{NDR|1837}}. Cosa fai adesso? – mi domandò<ref>Sottinteso: [[Ralph Waldo Emerson]]. {{Cfr}} Gigliola Nocera, ''Il Journal di Thoreau'', Editpress, Firenze, 2012, [https://books.google.it/books?id=RW8eSGaSABAC&pg=PA75#v=onepage&q&f=false p. 75]. ISBN 978-88-97826-16-3</ref> – Tieni un diario? Così ecco, oggi, la mia prima annotazione. ===Citazioni=== *La [[Natura]] non fa [[rumore]]. L'urlo della tempesta, il fruscio della foglia, il picchiettio della pioggia non disturbano, v'è in essi un'armonia essenziale ed inesplorata. (''Armonia''; novembre 1837; p. 8) *Gli basta, normalmente, dare una esatta descrizione delle cose così come esse gli appaiono ed il suo genio si dimostra nella scelta dei fatti che illustra. (''[[Viaggio in Italia (saggio)|Goethe]]''; 8 dicembre 1837; p. 9) *La [[virtù]] che apprezziamo è altrettanto nostra che d'altri. Noi discerniamo solo ciò che possediamo. (''Incontro''; 22 giugno 1839; p. 18) *Sfruttate al massimo i vostri dispiaceri, non smussate mai il vostro dolore, ma anzi carezzatelo e tenetelo caro finché esso verrà ad avere un interesse distinto e integrale. [[Soffrire]] profondamente significa vivere di nuovo. Così facendo rimarrete stupiti di ritrovarvi in possesso di tutti i vostri guadagni. (''Dispiacere''; 13 novembre 1839; p. 22) *Una [[barca]] dovrebbe avere vita ed indipendenza proprie. È una sorta di animale anfibio, una creatura di due elementi: pesce per nuotare ed uccello per volare e quindi simile per metà della sua struttura a un pesce rapido e agile, e per l'altra a un uccello aggraziato dall'ala robusta. (11 giugno 1840; pp. 24-25) *[...] la [[gioia]] è condizione di vita. (luglio-agosto 1840; p. 27) *Noi ci sforziamo di prolungare i nostri momenti di [[serenità]] e di svago – come se proprio quelli fossero vita e non il ristagno della vita stessa. La vita scorre, non ristagna e non può permettersi di ripetere una qualche banalità passata a rischio di perdere una possibile affluenza futura. (12 agosto 1840; p. 28) *[[Viaggiare]] e «scoprire» nuove terre, significa pensare nuovi pensieri e formulare nuove fantasie. Negli spazi del pensiero sono le leghe di terra e di mare su cui gli uomini vanno e vengono. Il paesaggio si estende tra di esse bello e sereno. Colui che ha pensieri più originali e profondi è anche colui che ha viaggiato di più. (13 agosto 1840; p. 28) *Ogni bella [[azione]] umana è il prodotto dell'[[entusiasmo]] [...]. (20 settembre 1840; p. 29) *Soccombere o conformarsi alle vie del mondo è per il genio più raro e il più alto talento, la soluzione più costosa... L'[[uccello del paradiso]] a causa delle sue penne variopinte è costretto a volar sempre controvento, altrimenti le lunghe penne, serrandosi contro il suo corpo, potrebbero impedirne i movimenti. (6 ottobre 1840; p. XXX) *''Non v'è essere per me, | Che lo stare qui, per essere. | Quando gli altri son lieti io non son lieto | Quando gli altri piangono io non son triste, | Ma che essi si appenino o gioiscano | Io sono in soprannumero.'' {{NDR|[[poesie dai libri|poesia]]}} (7 novembre 1840; pp. XVIII-XIX) *Cresciamo in tutta la statura della nostra [[umiltà]] – prima di aspirare a divenire più [[grandezza|grandi]]. (31 dicembre 1840; p. 32) *Non dovremmo rattristarci per i [[peccati]] degli uomini ma rallegrarci nella nostra [[innocenza]]. (31 dicembre 1840; p. 32) *Non siamo ispirati a [[parlare]], ritengo, ma a [[tacere]]. (7 gennaio 1841; p. 34) *Quando incontro qualcuno [[Diversità|dissimile]] da me, mi riconosco completamente nella {{sic|dissimiglianza}}. Io sono, in quanto differisco dagli altri. (19 gennaio 1841; p. 34) *Ogni dimostrazione d'[[affetto]] – come una parola, un atto, uno sguardo inavvertito – sembra prematura, quasi non fosse ancora venuto il tempo giusto; come i boccioli costretti a prorompere e ad aprirsi nelle prime giornate calde, prima che il gelo sia scomparso. (31 gennaio 1841; p. 35) *E questa è anch'essa arte di saper [[vivere]]; lasciare la nostra vita in {{sic|condizioni}} di procedere da sola, senza bisogno della nostra costante supervisione. (20 febbraio 1841; pp. 36-37) *Cos'è la [[fama]] per un uomo vivente? Se egli vive rettamente nessuna voce d'uomo penetrerà le navate della sua esistenza raccolta. La sua vita è silenzio consacrato, un tempio. (13 marzo 1841; p. 37) *La [[religione]] che amo è molto laica. I [[Prete|ministri]] son malati ed indemoniati al pari dei riformatori. Essi rendono il proprio argomento offensivo come quello dei politicanti, perché la nostra religione è intima ed incomunicabile come la nostra stessa vena poetica, e dovrà essere avvicinata con altrettanto amore ed altrettanta delicatezza. (16 marzo 1841; p. 37) *Noi attribuiamo arbitrariamente agli uomini un determinato [[carattere]]. Mettendo insieme tutti i loro ieri e facendo una media presumiamo di conoscerli. (28 aprile 1841; p. 38) *Non so che diritto io abbia a tanta [[felicità]], ma preferisco metterla da parte per il tempo della mia desolazione. (8 settembre 1841; p. XXV) *Il grande [[Dio]] è peraltro calmissimo. Com'è dunque superflua ogni eccitazione nelle sue creature! Egli presta uguale ascolto alle preghiere del credente e dell'ateo. (7 gennaio 1842; p. 41) *La [[morte]] degli [[amici]] dovrebbe ispirarci come la loro vita. Se essi sono abbastanza grandi e ricchi lasceranno a chi li piange la consolazione prima delle spese dei propri funerali. (19 febbraio 1842; p. 42) *Essere [[salute e malattia|malati]] è talora [[salute e malattia|salutare]]. (10 gennaio 1851; p. 68) *Quanto spesso siamo saggi come serpenti senza essere innocui come colombe! (9 febbraio 1851; p. 69) *Il peso d'un [[pensatore|uomo che pensa]] è nel suo pensiero e non nel suo passo: quand'egli pensa liberamente, il suo corpo non pesa affatto e non calpesterà la tua erba, contadino! (21 luglio 1851; p. 92) *Un solo piccolo compito da svolgere, una piccola commissione da portare a termine, un solo messaggio da recare a qualcuno, bastano a rovinare il paradiso stesso. (21 luglio 1851; p. 92) *Da un individuo bisbetico, da uno volgare, da un eccentrico, da un taciturno, da un uomo che non si educa facilmente, c'è sempre qualcosa da sperare, ma i vostri [[gentiluomo|gentiluomini]] son tutti uguali. (21 luglio 1851; p. 94) *C'è una sorta di fertile [[tristezza]] ch'io non voglio evitare, ma che, anzi, cercherò ardentemente. Essa diviene concretamente gioiosa per me perché impedisce alla mia vita di cadere nel banale. (17 agosto 1851; p. 99) *[[Poeta]] è colui che vive osservando i propri stati d'animo. (28 agosto 1851; p. 100) *Se non fosse per la morte e i relativi funerali, penso che l'[[Chiesa (comunità)|istituto ecclesiastico]] non sopravviverebbe a lungo. Solo la necessità di seppellire decentemente i nostri morti – padri, madri, fratelli, sorelle, figli (trascurando peraltro il pericolo che essi vengano sepolti vivi) – ci impedirà per lungo tempo, se non per sempre, di usare ad esso violenza. (16 novembre 1851; p. 113) *Trattate i vostri [[amici]] per quel che sapete di loro. Non vi accontentate della superficie. Non considerate quel che hanno fatto ma ciò che avevano inteso fare. (31 dicembre 1851; p. 118) *L'uomo [[Saggezza|saggio]] riesce a discernere la [[Barbaro|barbarie]] ed il paganesimo dei propri concittadini proprio come vede quelli dei paesi a cui i propri concittadini inviano missionari. (16 gennaio 1852; p. 122) *I miei [[pensiero|pensieri]] sono la mia [[compagnia]]. Essi hanno una certa loro individualità ed esistenza separata, o addirittura una separata personalità. (22 gennaio 1852; p. XLIX) *Nulla è [[ridicolo]] per chi vive con serietà. (24 gennaio 1852; p. 125) *In Oriente le [[donna|donne]] nascondono religiosamente d'avere un viso, in Occidente di avere delle gambe. In ambedue i casi rendono evidente d'avere poco cervello. (31 gennaio 1852; p. 126) *Sembra quasi una [[regole dai libri|legge]] che non si possa simpatizzare profondamente con l'[[Uomo e natura|uomo]] e con la [[Uomo e natura|natura]] al medesimo tempo. Le stesse qualità che vi avvicinano all'uno vi estraniano dall'altro e viceversa. (11 aprile 1852; p. 133) *La percezione della [[bellezza]] è un test morale. (21 giugno 1852)<ref name="spagnol" /> *Quanto più mirabile il {{sic|[[Bhagavadgītā|Bhagavat Geeta]]}} di tutte le rovine d'oriente! Non credo esistano esemplari architettonici più perfetti di un verso poetico. (26 giugno 1852; p. 140) *Non ho tempo per leggere i [[giornale|giornali]]. Se ti avviene di vivere e muoverti in quell'esile strato in cui traspariscono gli eventi che fanno la [[notizia]] – più sottile della carta su cui il giornale è stampato – allora queste cose riempiranno per te il mondo; ma se ti elevi al {{sic|disopra}} di quel piano o ti immergi al di sotto di esso, non puoi ricordarle né esserne ricordato. (6 aprile 1853; p. 165) *Il [[Tordo (uccello)|tordo]] lancia le sue note serotine dal folto dei pini. Ammiro la moderazione di questo maestro, il suo canto non ha nulla di tumultuoso. Egli eleva una vena di melodia pura e inimitabile, con tutto il cuore, tutta la vita, tutta l'anima sua, e poi tace per dar modo all'ascoltatore e a se stesso di goderla appieno, e poi un'altra e un'altra ancora, a intervalli regolari. (14 giugno 1853; p. 172) *Una delle cose più attraenti dei [[fiori]] è la loro splendida riservatezza. (17 giugno 1853; p. 174) *[...] se io compro qualcosa di essenziale alla vita, in un certo senso inganno me stesso, mi privo del piacere, della gioia inesprimibile di soddisfare ogni esigenza della nostra natura in maniera semplice e veritiera.<ref>{{Cfr}} 20 ottobre 1855, p. 222: «Il mondo non scoprirà mai perché non ti piaccia che altri ti rifacciano il letto – perché tu insista ad essere così abnorme. Amo più bere l'acqua dalla viva fonte che dal calice del tavolo del nobiluomo. Preferisco il pane che ho cotto io, il vestito che ho confezionato io, il riparo che mi son costruito, il combustibile che ho raccolto con le mie mani.»</ref> (22 ottobre 1853; p. 181) *Guardate gli alberi, spogli o fruscianti di brune foglie secche, tranne i sempreverdi, con i germogli chiusi ai piedi delle foglie. Guardate i campi rossastri e appassiti e vani, erbe e carici coi colmi secchi e scoloriti. Questo è il [[Uomo e natura|rapporto che ci lega alla natura]] in questo momento: siamo queste piante. Anche noi ora non abbiamo più sapore, né verde, né colore. (3 dicembre 1853; p. 185) *Guai alla [[generazione]] che non sfrutta le migliori virtù di coloro che la compongono! Ciò equivale a disconoscere Dio, ed Egli, a sua volta, disconoscerà loro. (22 dicembre 1853; p. 187) *[...] lo star troppo in [[società]] finisce per smussare i [[pensiero|pensieri]] di un uomo. (2 agosto 1854; p. 202) *In un [[diario]] è importante, in poche parole, descrivere il tempo, ovvero il carattere, di un certo giorno in quanto esso influisca sui nostri sentimenti. Ciò che è stato un tempo tanto importante non può divenire superfluo a ricordarsi. (5 febbraio 1855; p. 217) *Seguite un vostro sentiero, per piccolo e impervio che esso possa essere, un sentiero che possiate percorrere con amore e rispetto. Ovunque un individuo si separa dalla folla per andare per conto suo c'è un bivio, anche se i viandanti che vanno sulla strada maestra potranno solo scorgere un vuoto nella palizzata. (18 ottobre 1855; p. 221) *L'uomo, il compagno, a cui sei aggiogato, è uno sterzo che tende sempre a volgersi dalla parte opposta. (5 novembre 1855; p. 224) *Se volete dare a un uomo il senso della [[povertà]] dategli mille dollari. I successivi cento non varranno per lui più dei dieci che guadagnava prima. Abbiate pietà di lui e negategli i vostri doni. (20 gennaio 1856; pp. 228-29) *Se questi campi, e questi torrenti, e questi boschi, e i fenomeni della natura, e le semplici occupazioni degli abitanti di qui {{NDR|[[Concord (Massachusetts)|Concord]]}}, dovessero smettere di interessarmi ed ispirarmi, nessuna ricchezza e nessuna cultura potrebbe colmare il vuoto di tale perdita. (11 marzo 1856; p. 232) *L'uomo più [[ricchezza|ricco]] è quello i cui piaceri sono più a buon mercato. (11 marzo 1856)<ref name="spagnol" /> *La [[Castità]] è una conoscenza perpetua del Tutto. (11 gennaio 1857; p. 241) *Voi pensate che ritirandomi dagli uomini io mi impoverisca, ma nella mia [[solitudine]] ho intessuto attorno a me una rete o crisalide serica, da cui, come ninfa, sorgerà quanto prima una creatura nuova e più perfetta fatta per più alte compagnie. (11 gennaio 1857; p. 241) *[...] basta sentire una nota [[musica]]le, e ci viene subito annunciata una vita che non ci è stata narrata da alcuno, che non è predicata da alcun predicatore. Supponete ch'io cerchi di riferire esattamente quel che vedo attraverso la musica: il campo della mia vita diviene una pianura illimitata che è bello attraversare, e alla cui fine non v'è morte né delusione. (15 gennaio 1857; p. 242) *Il prezzo dell'[[amicizia]] è la totale rinunzia a noi stessi; non potrà bastare una minor cortesia, una più comune attenzione o offerta a comprarla. (13 luglio 1857; p. 246) *Il poeta non è forse costretto a scrivere la propria [[autobiografia]]? Esiste per lui opera migliore d'un diario? Non vogliamo sapere come vivesse il suo eroe immaginario, ma come lui stesso, l'eroe reale, vivesse di giorno in giorno. (21 ottobre 1857; p. 249) *Noi vediamo che l'umanità in genere (per avidità o ignoranza) si affanna troppo e gli uomini divengono pure e semplici macchine solo per accumulare più ricchezza, o forse ereditarla o acquisirla in altro modo accidentale, facendo poi ricorso, per riposarsi dell'eccessiva fatica, o per interrompere il proprio ozio, a svaghi artificiali, che di rado elevano e spesso diminuiscono. (29 ottobre 1857; p. 251) *Non disperate della vita, senza dubbio avete forza sufficiente a superare gli [[Ostacolo|ostacoli]]. Pensate alla volpe che si affanna per campi e per boschi, in una notte d'inverno, in cerca di qualcosa che possa soddisfare la sua fame. Nonostante il freddo, e i cani, e le trappole, la sua razza sopravvive. Non credo che nessuna volpe abbia mai commesso suicidio. (27 dicembre 1857; p. 255) *Son stato tratto a pensare che la [[bellezza]] più vera fosse quella che ci circondava senza che noi potessimo veramente scorgerla. (18 settembre 1858; p. XXIX) *Ciò che spesso si dice [[povertà]], ma che è invero solo un rapporto più semplice e sincero con la natura, conferisce alla vita una particolare attrattiva, proprio come l'astinenza ci dà il desiderio del cibo. (27 agosto 1859; p. 320) *Ricorda che la grande [[regole dai libri|regola]] generale del comporre (e se fossi professore di {{sic|rettorica}} vi {{sic|insi­sterei}}) e quella di ''parlare sinceramente''. Questa è prima, seconda e terza regola. Ma è regola che richiede principalmente qualità di umanità e di coscienza. (6 dicembre 1859; p. 345) *L'uomo pensa con le braccia e le gambe non meno che con il cervello. (31 dicembre 1859; p. 353) *[[apprendimento|Apprendiamo]] solo quel che già sappiamo a metà. Se c'è qualcosa che non rientra nella nostra sfera, che per esperienza, o naturale inclinazione, non riesce ad attirare la nostra attenzione, per notevole e originale che esso possa essere, se detto non lo udiremo, se scritto non lo leggeremo, o se anche lo leggiamo non ci rimarrà impresso. (5 gennaio 1860; p. 354) *''Ogni [[Stupidità|sciocco]] può fare una [[regola]] | E ogni sciocco seguirla.'' {{NDR|[[epigrammi|epigramma]]}} (3 febbraio 1860; p. 355) *È meraviglioso osservare come l'uomo possa essere indipendente da tutti i [[Lusso|lussi]] e come egli riesca ad essere tanto più ricco quanto più povero sarà rispetto ad essi. (22 novembre 1860; p. 380) ==''Una settimana sui fiumi Concord e Merrimack''== ===Incipit=== Il Musquetaquid, o ''Grass-Ground River'' (Fiume dal Fondo d'Erba), sebbene, probabilmente, sia vecchio quanto il Nilo o l'Eufrate, cominciò a avere un posto nella storia della civiltà solo nel 1635, quando la fama dei suoi campi erbosi e del suo pesce attrasse qui i colonizzatori inglesi. Allora gli fu dato l'altro, a lui più adatto, nome di Concord, dalla prima piantagione fondata sulle sue rive, che pare sia stata iniziata nello spirito della pace e dell'armonia. Si chiamerà Grass-Ground River fintantoché qui crescerà erba e scorrerà acqua, ma sarà Concord River (Fiume Concordia) solo fintantoché gli uomini condurranno una vita pacifica sulle sue rive.<ref name=operescelte/> ===Citazioni=== *Bisogna essere in due per dire la [[verità]]: uno per parlare, uno per ascoltare.<ref name=spagnol /> *I [[sogno|sogni]] sono le pietre di paragone del nostro carattere.<ref name=spagnol>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> ==''Vita senza principi''== *È tutto soltanto [[lavoro]], lavoro e ancora lavoro. Non posso trovare facilmente un quaderno in bianco per scriverci i miei pensieri: le pagine sono preparate per incolonnarvi dollari e centesimi. (p. 21) *Se un uomo cammina nei boschi la metà del suo tempo per amore dei [[bosco|boschi]], corre il rischio di essere considerato un perdigiorno; ma se uno passa tutto il suo tempo a speculare, a tosare quei boschi fino a rendere il terreno spoglio prima del termine, quegli è onorato come un cittadino industrioso e pieno di senso dell'impresa. Come se l'unico interesse che una città può avere per le sue foreste fosse quello di raderle al suolo! (p. 23) *Quasi tutti i modi a vostra disposizione per far [[denaro]] finiranno per condurvi in basso. Aver fatto qualcosa che vi ha fruttato denaro ''e basta'' significa essersi resi inutili, o peggio. (p. 27) *I [[servizio|servizi]] che la comunità remunererà più prontamente sono quelli più sgradevoli da prestare: vi si paga perché siate qualcosa di meno che un uomo. Lo Stato non ricompensa mai un genio a ragione. (p. 27) *[...] non c'è individuo più stolido di colui che consuma la maggior parte della [[vita]] a guadagnarsela. (p. 33) *I [[giornale|giornali]], così mi pare, dedicano diverse colonne del loro spazio alla politica o al governo, e senza farvi pagare il supplemento; e questo, qualcuno direbbe, è l'unico aspetto positivo; ma, siccome io amo la letteratura, e, in qualche misura, anche la verità, non le leggerò neanche gratis. (p. 83) *Io credo che non vi sia nulla, neppure il crimine, di più contrario alla poesia, alla filosofia, ma che dico, alla vita stessa, di questi affari incessanti.<ref name="vita">Da ''Vita senza principio'', traduzione di Thais Siciliano, Lindau, Torino, 2020. ISBN 978-88-3353-504-3</ref> *Non leggete il «Times». Leggete l'Eternità. Alla lunga, le consuetudini sono negative quanto le impurità. Persino i fatti scientifici potrebbero impolverare la mente con la loro aridità, a meno che non vengano in un certo senso rimossi ogni mattina, oppure resi fertili dalla rugiada della verità fresca e viva. La conoscenza non ci arriva dalle minuzie, ma da lampi di luce dal cielo.<ref name="vita" /> ==''Walden ovvero Vita nei boschi''== ===[[Incipit]]=== ====Lorenzo Bianco==== Quando ho scritto queste pagine — o, meglio, la maggior parte di esse — vivevo da solo nei boschi, in una casa che mi ero costruito sulle rive del lago Walden a Concord, nel Massachusetts, dove non c'era un vicino nel raggio di un miglio. Mi mantenevo col solo lavoro delle mie mani e ho vissuto così per due anni e due mesi. Adesso sono di nuovo un abitante del mondo civilizzato. {{NDR|Henry David Thoreau, ''Walden o vita nei boschi'', traduzione di Lorenzo Bianco, Liberamente, 2020}} ====Piero Sanavio==== Quando scrissi le pagine che seguono — o meglio la maggior parte di esse — vivevo da solo, nei boschi, a un miglio di distanza dal più prossimo vicino, in una casa che m'ero costruito da me sulle rive del lago Walden, a Concord, Massachusetts; mi guadagnavo da vivere con il solo lavoro delle mie mani. Vissi colà per due anni e due mesi. Attualmente sono ritornato nel consorzio civile. {{NDR|Henry David Thoreau, Walden {{small|o Vita nei boschi}}, a cura di Bruno Segre, traduzione e note di Piero Sanavio, La Biblioteca ideale Tascabile, Milano, 1995. ISBN 88-8111-102-0}} ===Citazioni=== ====Capitolo I. ''Economia''==== *L'[[opinione]] pubblica è un tiranno assai debole, paragonata alla nostra opinione personale. Ciò che determina o piuttosto indica il [[destino|fato]] di un uomo è l'opinione che egli ha di se stesso. (1988, p. 64) *Ogni [[generazione]] ride delle [[moda|mode]] vecchie, ma segue religiosamente quelle nuove. (1988, p. 84) *Non c'è odore più cattivo di quello emanato dalla [[bontà]] corrotta: è l'umana e divina carogna che lo produce. Se sapessi con sicurezza che un uomo sta venendo da me per farmi del bene, correrei a mettermi in salvo [...]. (1988, p. 135) *A lungo andare gli uomini colpiscono soltanto ciò cui mirano. Pertanto, sebbene in principio falliscano il segno, meglio sarebbe che mirassero a qualcosa di più alto. (1988, p. 85) *Le [[qualità]] migliori della natura umana, come i fiori in boccio, si possono conservare solo avendone la massima cura. Eppure noi non trattiamo né noi stessi né gli altri con tanta tenerezza. (1995, p. 20) *È duro avere un sorvegliante sudista; ancora più duro averne uno nordista; peggio di tutto, però, è essere negrieri di se stessi. (1995, p. 21) *Pensate a quelle signore che si preparano all'ultimo giorno della loro vita tessendo cuscini da ''toilette'' per tema di tradire un interesse troppo vivo nel loro destino: quasi si potesse uccidere il tempo senza ferire l'eternità.<br />La maggioranza degli uomini vive in quieta [[disperazione]].<ref>Frase citata ne ''[[L'attimo fuggente]]'' («Molti uomini hanno vita di quieta disperazione») e ripresa dai [[Pink Floyd]] («''Sopravvivere in una quieta disperazione è tipico degli inglesi''»).</ref> Ciò che si chiama [[rassegnazione]] è disperazione rafforzata. (1995, pp. 21-22) *Un contadino mi dice: «Non si può vivere solo a [[veganismo|dieta vegetale]], poiché essa non fornisce le sostanze per formare le [[osso|ossa]]». [...] e mentre parla, cammina dietro ai suoi buoi, che, con le ossa fatte di sostanze vegetali, si trascinano appresso lui e il suo pesante aratro, per quanti ostacoli abbiano davanti. (1995, p. 23) *Essere [[filosofo|filosofi]] non significa soltanto avere pensieri acuti, o fondare una scuola, ma amare la saggezza tanto da vivere secondo i suoi dettami: cioè condurre una vita semplice, indipendente, magnanima e fiduciosa. Significa risolvere i problemi della vita non solo teoricamente ma praticamente. (1995, p. 28) *In ogni stagione, e a qualunque ora del giorno e della notte, è sempre stata mia cura migliorare quanto più potessi l'attimo in cui mi trovavo a vivere, e fermarlo per vivere nel punto d'incontro di due eternità, il passato e il futuro, vale a dire nel presente; e attenermi fedelmente a esso. (1995, pp. 29-30) *Dico: [[riguardi|guardatevi]] da tutte le imprese che richiedono [[vestito|abiti]] nuovi, invece che nuovi «indossatori». Se non c'è l'uomo nuovo, come si potranno fare abiti che gli si adattino? Se dovete intraprendere qualche cosa di nuovo, fatelo nei vostri abiti vecchi. (1995, p. 35) *Tutti gli uomini hanno bisogno non di qualcosa ''con cui fare'', ma di qualcosa ''da fare'', o piuttosto di qualcosa ''per essere''. (1995, p. 36) *Ogni vestito è pietoso e grottesco, quando non è indosso all'uomo. (1995, p. 38) *Mi viene da pensare che non sono tanto gli uomini i guardiani delle [[gregge|greggi]], ma le greggi guardiani degli uomini, perché quelle sono molto più libere di questi. (1995, p. 63) *In breve io sono convinto, sia per fede che per esperienza, che mantenersi su questa terra non sia una cosa ardua ma un passatempo, se si vive con saggezza e semplicità: ché gli scopi della nazione più semplice sono sempre gli svaghi di quelle più superficiali. (1995, p. 76) *I nostri costumi sono stati corrotti a furia di comunicare con i [[santo|santi]]. I nostri libri dei [[Salmi]] risuonano di armoniose maledizioni contro Dio, e Lo sopportano sempre. (1995, p. 82) *Di quanti triangoli meravigliosi sono vertici le stelle! Quanti [[extraterrestri|esseri lontani e differenti]], nelle [[pluralità dei mondi|dimore dell'universo]], stanno contemplando la stessa stella nello stesso momento!<ref>Da Henry David Thoreau, ''[https://books.google.it/books?id=_2ibDwAAQBAJ Walden]'', traduzione di Massimo Bocchiola, Bompiani, 2019 (edizione digitale). ISBN 978-88-587-8344-3.</ref> *Quello che determina, o meglio che indica, il [[destino]] di un uomo è ciò che egli pensa di se stesso. (Liberamente, 2020, p. 8) *Ecco quindi cos'è la [[vita]]: un esperimento in cui, per la gran parte, io non mi sono ancora lanciato [...]. (Liberamente, 2020, p. 10) *Siamo costretti a vivere e a rispettare la nostra esistenza con tale impegno e sincerità che ci neghiamo la possibilità di un [[cambiamento]]. (Liberamente, 2020, p. 12) *È vero che non ho mai aiutato il sole a [[alba|sorgere]], ma era comunque importante essere presente quando lo faceva. (Liberamente, 2020, p. 18) *Conosciamo pochi uomini ma una quantità enorme di giacche e pantaloni. Vesti uno spaventapasseri col tuo abito migliore e restagli accanto nudo: chiunque, passando, saluterebbe per primo lo spaventapasseri. (Liberamente, 2020, p. 23) *Avevo sulla scrivania tre fermacarte di pietra, ma fui terrificato dallo scoprire che bisognava spolverarli ogni giorno, mentre tutto quello che c'è nella mia mente può restare com'è, coperto di [[polvere]]. [...] Preferirei piuttosto sedermi all'aria aperta, dato che, tranne lì dove l'uomo ha scavato il terreno, la polvere non si posa sull'erba. (Liberamente, 2020, pp. 37-38) *Forse, se gli uomini [[costruzione|costruissero]] le proprie dimore con le loro mani e si procacciassero di che vivere con semplicità e onestà, le loro facoltà poetiche sarebbero sviluppate universalmente, così come gli uccelli di tutto il mondo cantano mentre occupati nel loro lavoro. Ma, ahimè, noi facciamo come gli storni e i cuculi, che depongono le uova nei nidi costruiti da altri e non rallegrano i viaggiatori con il loro canto stonato. (Liberamente, 2020, p. 47) *[...] costoro non dovrebbero ''giocare'' a vivere, o ''studiare'' come si vive mentre la società li mantiene per questo passatempo dispendioso, ma ''vivere'' davvero dall'inizio alla fine. Quale modo migliore esiste, per i [[giovani]], di imparare a vivere se non cominciare a farlo da subito? (Liberamente, 2020, p. 52) *Io di un [[uomo]] voglio il fiore e i frutti; voglio che mi arrivi la sua fragranza e che un po' della sua maturità arricchisca il nostro rapporto. La sua bontà non deve essere un atto parziale e transitorio, ma un qualcosa ''in più'' che sia costante, che non gli costi nulla e che sia inconscio. (Liberamente, 2020, p. 78) *Qualora volessimo quindi risollevare il [[Uomo|genere umano]] tramite metodi naturali, botanici, magnetici o appartenenti agli indiani, dovremmo prima renderci semplici e puri come la Natura, dissipare le nubi che ci coprono gli occhi e riempire i nostri pori di vita. Non ponetevi come custodi dei poveri, ma cercate di diventare uno degli uomini più degni al mondo. (Liberamente, 2020, p. 79) *È difficile cominciare qualcosa senza prendere nulla a prestito, ma forse questa è la soluzione più generosa per permettere al prossimo di interessarsi alle nostre imprese. (Rizzoli, 2020) *Gli uomini ora sono diventati strumenti dei loro strumenti. (Rizzoli, 2020) *Il costo di una cosa è l'insieme di quello che chiamerò vita che, subito o a lungo andare, bisogna dare in cambio per ottenere la cosa stessa. (Rizzoli, 2020) *La vita che gli uomini lodano e considerano coronata di successo è solo una maniera di vita. Perché mai si dovrebbe esagerare un qualsiasi modo di vita a danno di altri? (Rizzoli, 2020) *[[Mobile (arredamento)|Mobili]]! grazie a Dio posso sedere e star ritto senza aver bisogno di un magazzino di mobili. Chi, se non un filosofo, non si vergognerebbe di vedere i suoi mobili caricati su un carro e attraversare il paese, esposti alla luce del sole e agli occhi degli uomini, povero rendiconto di scatole vuote? Questi sono i mobili Spaulding. Ispezionando un carico del genere non ho mai potuto dire se appartenesse a un povero o a uno dei cosiddetti ricchi; il proprietario mi è sempre sembrato miserabile. Infatti, di queste cose, tante più se ne ha e tanto più si è poveri. Ogni carico sembra contenga il contenuto di dodici capanne: e se una capanna è povera, questo è dodici volte più povero. Vorrei sapere perché si ''traslochi'' sempre, se non per disfarci dei nostri mobili, le nostre ''exuviae''; e per andare, alla fine, da questo mondo a un altro ammobiliato da poco, e lasciare le nostre cose a essere bruciate. È come se tutte queste trappole fossero legate alla cintola dell'uomo e se egli non potesse percorrere l'accidentato terreno dove i nostri articoli sono gettati, senza trascinarsele addosso – tirarsi appresso la propria trappola. (Rizzoli, 2020) *Non mi dilungherei tanto su me stesso se vi fosse qualcun altro che conoscessi altrettanto bene. (Rizzoli, 2020) *Soprattutto chi viaggia solo può partire anche subito; ma chi viaggia con un altro deve aspettare che il suo compagno sia pronto, e allora potrebbe anche passare molto tempo prima che si mettano in viaggio insieme. (Rizzoli, 2020) ====Capitolo II. ''Dove vivevo e perché''==== *La [[mattina]] ci riporta alle epoche eroiche. (1988) *[...] un uomo è [[ricchezza|ricco]] in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno. (1988, p. 143) *Andai nei [[bosco|boschi]] perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici [...].<ref>Passo citato ne ''[[L'attimo fuggente]]'': «Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza, in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, [...] per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto».</ref> (1988, pp. 152 sg.) *Colonizziamo noi stessi, lavoriamo e muoviamoci con i piedi ben giù, nel fango e nella mota delle opinioni, dei pregiudizi, delle tradizioni, degli inganni e delle apparenze [...] finché non arriveremo a un fondo solido e alla viva roccia, che potremo chiamare ''realtà'', e di cui potremo dire: «Questo esiste senza possibilità di errore» e poi, avendo un ''point d'appui'', sotto l'inondazione, il gelo e il fuoco, cominciamo a preparare un luogo dove si possa piantare con sicurezza un muro, o uno Stato, o un palo da lampione, o magari un idrometro [...] affinché i secoli futuri possano sapere come, a poco a poco, un'inondazione di falsità e apparenze si fosse formata nei secoli trascorsi. [...] Morte o vita che sia, desideriamo soltanto la realtà. (1988, p. 160) *Dobbiamo imparare a [[risveglio|risvegliarci]] e a mantenerci desti, non con aiuti meccanici ma con una infinita speranza nell'[[alba]], che non ci abbandona neppure nel sonno più profondo. Non conosco nulla di più incoraggiante dell'incontestabile capacità dell'uomo di elevare la sua vita con uno sforzo cosciente. È bello sapere dipingere un certo quadro, o scolpire una statua e così rendere belli alcuni oggetti; ma è molto più degno di gloria scolpire e dipingere l'atmosfera stessa e il mezzo con il quale guardiamo, cosa che possiamo fare moralmente. L'arte più degna è influire sulle qualità del giorno. (1995, p. 93) [[Immagine:Thoreaus quote near his cabin site, Walden Pond.jpg|thumb|upright=1.4|Citazione di Thoreau tratta da ''Walden'', riportata in lingua originale su un cartello]] *[[Semplicità]], semplicità semplicità! Dico, che i vostri affari siano due o tre e non cento o mille; invece d'un milione contate mezza dozzina, e tenete i vostri conti sull'unghia del pollice! (1995, p. 94) *Come la [[Confederazione germanica|Confederazione Tedesca]], la nostra vita è composta da staterelli, con i confini sempre fluttuanti, cosicché neppure un tedesco potrebbe dirvi in qualunque momento quali essi siano. (1995, p. 94) *Il [[tempo]] non è che il ruscello dove io vado a pesca. (1995, p. 100) ====Capitolo III. ''La lettura''==== *Per quanti uomini la lettura d'un [[libro]] è stata l'inizio d'una nuova era nella loro vita! (1988, p. 171) *Le opere dei grandi [[poeta|poeti]] non sono ancora mai state lette dall'umanità poiché solo i grandi poeti possono leggerle. Sono state lette solo come la moltitudine legge le stelle, al massimo astrologicamente, mai astronomicamente. (1995, p. 105) ====Capitolo V. ''Solitudine''==== *Per la maggior parte, noi siamo più soli quando usciamo tra gli uomini che quando restiamo in camera nostra. Un uomo che pensi o lavori è sempre solo – lasciatelo stare dove vuole. La solitudine non è misurata dalle miglia di distanza che si frappongono fra un uomo e il suo prossimo. (1988, p. 201) *Io non ho molta compagnia nella mia casa, soprattutto al mattino, quando non viene nessuno. (Rizzoli, 2020) *Non trovai mai un compagno che fosse tanto buon compagno come la [[solitudine]]. (Rizzoli, 2020) ====Capitolo VI. ''Visitatori''==== *La sua persona suggeriva che anche nei gradi più bassi della vita potrebbero esservi uomini di genio, per quanto umili, illetterati e senza prospettive di migliorare questo loro stato essi siano; hanno sempre le loro idee originali, oppure non fingono di averle, e sono senza fondo come si credeva fosse il lago di Walden, sebbene possono essere oscuri e fangosi. (1988, p. 217) *[...] se l'uomo è vivo, c'è sempre il ''pericolo'' che egli possa morire, sebbene si debba ammettere che il pericolo è minore in proporzione a quanto egli è più morto che vivo, tanto per cominciare. (1988, p. 220) ====Capitolo IX. ''I laghi''==== *I contadini attraggono la mia attenzione e il mio rispetto in proporzione alla loro povertà – poveri contadini. (Rizzoli, 2020) *Non ho alcun rispetto né per le fatiche né per il podere (dove tutto ha il suo prezzo) di colui che porterebbe al mercato persino il paesaggio e il suo Dio, se potesse ricavarne qualche cosa; che va al mercato per il suo dio, il guadagno, e sul cui podere non c'è nulla che cresca liberamente; i cui campi non danno messe, i cui prati non danno fiore, i cui alberi non producono frutta ma dollari; colui che non ama la bellezza dei suoi frutti i quali, per lui, sono maturi soltanto quando trasformati in danaro. (Rizzoli, 2020) *Un [[lago]] è il tratto più bello ed espressivo del paesaggio. È l'occhio della terra, a guardare nel quale l'osservatore misura la profondità della propria natura. Gli alberi fluviali, presso la riva, sono le sottili ciglia che lo orlano, e le scogliere boschive all'intorno sono le sue sopracciglia incombenti. (Rizzoli, 2020) ====Capitolo X. ''Baker Farm''==== *Gli uomini sono quello che sono per mancanza d'iniziativa e di fede, perché comprano e vendono e consumano la loro vita come servi della gleba. (Rizzoli, 2020) *Nelle sue memorie, [[Benvenuto Cellini]] ci dice che, dopo un terribile sogno o una visione avuti durante la sua reclusione a [[Castel Sant'Angelo]], un alone di luce compariva mattina e sera sopra l'ombra della sua testa, che si trovasse in Italia o in Francia, ed era particolarmente visibile quando l'erba era bagnata di rugiada. [...] Sebbene sia una costante, non ci si fa normalmente caso e, per quanto riguarda l'esaltabile immaginazione di Cellini, sarebbe una base sufficiente per dare adito a superstizioni. Inoltre, lui ci comunica che lo mostrava a pochissime persone. Ma non sono davvero distinti dagli altri coloro che sono consapevoli di un tale privilegio? (Liberamente, 2020, p. 204) ====Capitolo XI. ''Leggi più alte''==== *In me stesso trovavo, e trovo, un istinto verso una vita più alta, o, come si dice, spirituale (come succede a molti uomini), e per un altro verso una vita selvaggia, primitiva ed esuberante: io le accettavo reverentemente ambedue. (1988, p. 280) *Quanto alla caccia, negli ultimi anni che mi portai appresso il fucile, la mia scusa era che stavo studiando [[ornitologia]], e che cercavo solo uccelli nuovi e rari. Ma confesso che ora sono incline a pensare che vi sia un modo più raffinato di studiare ornitologia. Esso richiede un'osservazione ancora più attenta alle abitudini degli uccelli, cosicché, non fosse che per quella sola ragione, ho voluto rinunciare al fucile. (1995, p. 199) *Nessun essere umano, superata la spensierata età della fanciullezza, vorrà [[uccisione|uccidere]] per semplice piacere una qualsiasi creatura che vive nella sua stessa maniera. La [[lepre]], nella sua agonia, grida come un fanciullo. (1995, p. 200) *In certi paesi, è piuttosto comune vedere un prete che va a [[caccia]]. Costui potrebbe essere un buon cane da pastore, forse, ma è molto lontano dall'essere un Buon Pastore. (1995, p. 200) *[...] mi sono scoperto incapace di pescare senza diminuire un po' nella stima che ho di me stesso. [...] Inoltre, c'è qualche cosa di essenzialmente poco pulito, in questo cibo e in tutta la carne, e cominciai a vedere dove inizia il lavoro di casa e dove invece il tentativo – che costa così tanto – di avere un'apparenza pulita e rispettabile ogni giorno, e di mantenere la casa sempre accogliente e libera da cattivi odori e cattive viste. (1995, p. 201) *Nel mio caso, l'obbiezione pratica al cibo animale era la sua sporcizia; e inoltre, quando avevo preso, pulito, cucinato e mangiato il mio pesce, esso pareva non avermi essenzialmente nutrito. Era insignificante e non necessario, e costava più di quello a cui serviva. Un po' di pane o un po' di patate sarebbero serviti allo stesso scopo, con meno seccatura e minore sporcizia. (1995, p. 202) *Credo che ogni uomo che sia sempre stato sincero nel conservare nelle migliori condizioni le proprie più alte e poetiche facoltà, sia stato particolarmente incline ad [[vegetarianismo|astenersi da cibo animale]] e da molto cibo di qualsiasi genere. (1995, p. 202) *Può essere vano chiedere perché l'immaginazione non possa essere riconciliata alla carne e al grasso. A me basta che sia così. Non è un rimprovero il fatto che l'uomo sia un animale carnivoro? È vero, egli può vivere, e vive in effetti, per lo più depredando gli altri animali; ma questo è un miserabile modo di vita – come può ben convincersi chi vada a mettere trappole ai conigli o a sgozzare gli agnelli – e sarà considerato benefattore della sua razza colui che insegnerà all'uomo di limitarsi a un cibo più innocente e più sacro. Qualunque possa essere la mia consuetudine, non ho dubbio che appartenga al destino della razza umana, nel suo graduale miglioramento, smettere di mangiare animali; allo stesso modo che le tribù selvagge hanno smesso di mangiarsi l'una l'altra quando vennero in contatto con le più civili. (1995, p. 203) *La [[bontà]] è il solo investimento che mai fallisce. (1995, p. 205) *La [[castità]] è la fioritura dell'uomo; e ciò che si chiama Genio, Eroismo, Santità e simili, sono solo i vari frutti che vengono come conseguenza di essa. L'uomo fluisce subito a Dio quando il canale della [[purezza]] è aperto. Alternativamente, la nostra purezza c'ispira e la nostra impurità ci abbatte. [[Benedizioni dai libri|Benedetto]] colui che è certo che l'animale che sta nel suo cuore sta morendo giorno per giorno, e che l'essere divino è in lui affermato. (1995, p. 206) *Se volete essere casti, dovete essere [[temperanza|temperati]]. (1995, p. 207) *Dallo sforzo vengono purezza e saggezza, l'ignoranza e la sensualità provengono dall'[[accidia]]. (1995, p. 207) *Siamo tutti scultori e pittori, e il nostro materiale è la nostra stessa carne, il nostro sangue, le nostre ossa. (1995, p. 208) *Il vero raccolto della mia vita quotidiana è qualcosa di altrettanto intangibile e indescrivibile dei colori del mattino e della sera. È un po' di polvere di stelle afferrata – un segmento di arcobaleno che abbiamo preso con mano. (Rizzoli, 2020) ====Capitolo XII. ''Vicini selvaggi''==== *Una volta fui meravigliato di vedere una [[gatta]] passare lungo la riva sassosa dello stagno, poiché è piuttosto raro che esse si spingano tanto lontano da casa. La sorpresa fu reciproca. Tuttavia, anche la gatta più domestica, che abbia trascorso i suoi giorni sdraiata su un tappeto, appare completamente a suo agio nei boschi, e con quel suo avanzare furtivo e sornione, dimostra di essere più nativa di quel luogo che noi, i suoi comuni abitatori. (1995, p. 217) ====Capitolo XVI. ''Il lago d'inverno''==== *Il cielo è sotto i nostri piedi altrettanto che sopra la nostra testa. (Rizzoli, 2020) ====Capitolo XVIII. ''Conclusione''==== *In generale, noi non siamo dove siamo, ma in una falsa posizione. Per un'infermità della nostra natura, noi immaginiamo una situazione e ci poniamo in essa; così ci troviamo in due situazioni diverse, contemporaneamente. L'uscirne è due volte difficile. (1988, pp. 403 sg.) *La ricchezza [[superfluo|superflua]] può comperare solo cose superflue, ma per comprare ciò che è necessario all'anima non occorre danaro. (1988, p. 405) *Datemi la [[verità]], invece che amore, danaro o fama.<ref>Frase ripresa in ''[[Into the Wild - Nelle terre selvagge]]'': «Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia, datemi la verità!».</ref> Sedetti a una tavola imbandita di cibo ricco, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancavano la sincerità e la verità; partii affamato da quel desco inospitale. L'ospitalità era fredda come i gelati. (1988, p. 407) *L'[[oca selvatica]] è più cosmopolita di noi: essa fa colazione in Canada, pranza nell'Ohio, e si liscia le penne per la notte in un ''bayou'' del Sud. Anche il [[bisonte]] si tiene a pari con le stagioni, in qualche modo; infatti, pascola nel Colorado solo finché un'erba più verde e più dolce non l'attende presso lo Yellowstone. Tuttavia noi crediamo che, abbattute le siepi e alzati mucchi di pietre attorno alle nostre terre, si sia posto il limite della nostra vita e deciso il nostro destino. (1995, p. 291) *La superficie della terra è morbida, atta a ricevere l'impronta dei piedi umani; così sono i sentieri che la mente percorre. Come devono essere logore e polverose le strade maestre del mondo, e quanto profondi i solchi della tradizione e della conformità. (1995, p. 294) *Molti si credono troppo superiori per farsi mantenere dalla città, ma più spesso succede che non siano tanto superiori da non mantenersi con mezzi [[disonestà|disonesti]], cosa che dovrebbe essere assai più disonorevole. (1995, p. 298) *Le cose non cambiano, siamo noi che cambiamo. (Rizzoli, 2020) *Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni magari è perché ode un tamburo diverso; lasciatelo marciare al suono della musica che sente, non importa né quanto lontana essa sia, né quale ne sia la cadenza. (Rizzoli, 2020) *Se uno avanza fiducioso nella direzione dei suoi sogni e cerca di vivere la vita che s'è immaginato, incontrerà un inatteso successo nelle ore comuni. (Rizzoli, 2020) ===Citazioni su ''Walden ovvero Vita nei boschi''=== *Considero [...] i tre elementi che ho evidenziato – essenzialità, umorismo e selvatico – quanto di più originale e innovativo ha da offrirci questo libro, anche nel caso li considerassimo separati.<br/>L'essenzialità, come indagine sul proprio stile di vita, di consumo e di pensiero, è all'ordine del giorno per tutte quelle persone che hanno bisogno di un altro mondo, che lo ritengono possibile, che considerano necessario iniziare a costruirlo subito, adesso, a partire dalle scelte di ciascuno. Sicuri che queste scelte, se nascono dal cuore e dallo stomaco, sono destinate a confluire.<br/>Lo humour, preso in sé, è l'unica valida alternativa agli stili retorici dominanti: l'apocalisse e l'ironia, che avvolge e raffredda qualsiasi discorso, arte di non mostrarsi mai coinvolti, sempre distaccati, per poter restare in bilico e decidere all'ultimo se farsi prendere sul serio. L'umorismo non lascia scampo a questo atteggiamento: chi osserva finisce osservato; chi vorrebbe sfiorare la superficie rimane sommerso; chi amerebbe giocare con la contraddizione se la ritrova negli occhi. Senza mai perdere la leggerezza.<br/>Infine, quella del selvatico è una prospettiva ancora piuttosto inusuale nel nostro rapportarci con la Natura. Da una parte la "difesa dell'ambiente", perfettamente giusta e auspicabile in quanto tale, ci ha condannati a una perenne nostalgia di purezza; dall'altra, "amore per la Natura" è diventato uno slogan, un atteggiamento condiviso ma svuotato di senso. Grazie a questo libro possiamo tornare a percepire la Natura come una vibrazione selvaggia, che si propaga allo stesso modo da vette incontaminate o prati suburbani, per risuonare dentro ciascuno di noi, a metà strada tra lo stomaco e il cuore. ([[Wu Ming 2]]) *«Distruggere tutto ciò che non fosse vita». La proposta qui adombrata da Thoreau si configura come una forma di azzeramento anarchico dei valori, operato attraverso un deciso rifiuto degli artifici, delle imposizioni e degli illusori vantaggi offerti dalla cultura dominante [...] per sfuggire al frastuono della nascente ascesa tecnologico-consumistica. ([[Bruno Segre]]) *«Semplifica». È la proposta di una liberazione della mente, destinata ad avvenire mediante il ritorno a un'esperienza genuina, il cui risultato può avere una portata rivoluzionaria. Può infatti trasformare il nostro modo di affrontare la vita. Con una ragione più libera e più lucida, può aiutarci a riconoscere l'irrazionalità dei nostri impegni quotidiani, dei nostri interessi, dei nostri falsi bisogni, delle leggi che governano la società. ([[Bruno Segre]]) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Apologia per John Brown''=== Confido che mi perdonerete, se sono qui. Io non vorrei imporvi le mie opinioni ma sento che qualcosa viene imposto a me stesso. Per quanto poco io sappia del Capitano John Brown, sarei felice di dare il mio contributo per correggere il tono e le dichiarazioni dei giornali, per quanto riguarda il suo carattere e le sue azioni. Non ci costa nulla essere giusti. Possiamo esprimere la nostra simpatia e la nostra ammirazione per lui e i suoi compagni, e è questo ciò che ora mi propongo di fare.<ref name=operescelte>In ''Opere scelte''.</ref> ===''Camminare''=== Vorrei spendere una parola in favore della Natura, dell'assoluta libertà e dello stato selvaggio, contrapposti a una libertà e a una cultura puramente civili; vorrei considerare l'uomo come abitatore della Natura, come sua parte integrante, e non come membro della società. Desidero fare un'affermazione estrema, e per questo sarò enfatico: la civiltà ha già fin troppi paladini; il pastore, il comitato scolastico, e ciascuno di voi potrà assumersi questo compito.<ref>Henry David Thoreau, ''Camminare'', traduzione di Maria Antonietta Prina, Mondadori, Milano, 2015. ISBN 978-88-04-58560-2.</ref> ===''Capo Cod''=== Andai a visitare Capo Cod nell'ottobre del 1849, poiché volevo conoscere l'oceano meglio di quanto non lo conoscessi. Ci dicono che esso copre più di tre quarti del globo, ma di esso un uomo che viva anche solo poche miglia all'interno può non scorgere mai traccia, ancor più che se fosse un altro mondo, distinto dal nostro. Ritornai sul Capo il giugno dell'anno successivo, e nel luglio 1855 mi spinsi fino a Truno. La prima e l'ultima escursione le feci con un compagno; la seconda, invece, da solo. In tutto, ho passato in quel luogo tre settimane; da Eastham mi spinsi, a piedi, fino a Providencetown, due volte facendo la strada che costeggia l'Atlantico, e una volta dalla parte della Baia, tolte poche miglia, e attraversai il Capo cinque o sei volte, durante le mie escursioni. Tuttavia, essendo venuto al mare da tanto poco tempo, non sono ancora molto «salato». I miei lettori devono aspettarsi solo altrettanta salsedine di quanta ne acquista una brezza di terra la quale soffi sopra un braccio di mare, o di quanta si può trovarne sulle finestre o sugli alberi a trenta miglia dalla costa, dopo un temporale di settembre. Ho sempre avuto l'abitudine di fare escursioni ai laghi di Concord, estesi per un raggio di dieci miglia, ma ultimamente ho esteso le mie passeggiate fino alla spiaggia.<ref name=operescelte/> ==Citazioni su Henry David Thoreau== *Il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. Esso è scritto a caratteri matematici, secondo la bella sentenza {{sic|G}}alileiana; lo spirito vi ritrova tutto ciò che vi ha posto, cioè le grandi leggi universali di cui l'uomo è, o dovrebbe esser cosciente; e vi ritrova inoltre tutte le immagini di bellezza e le misteriose armonie di suoni e di colori, che allietano la nostra vita terrena. Solo il savio e l'artista, solo colui che sotto l'infinito variar delle forme, sa scorgere l'unità di un principio che non cambia mai, e colui che sa intonare la sua anima alle voci delle cose, e renderla tersa e pura sì da riflettere tutte le luci e le ombre del creato, possono comprendere la natura; e ne viene di conseguenza che solo essi, il savio e l'artista, possono comprendere Thoreau. Proprio così. Però vi è un'altra chiave che ci permette di penetrare nella segreta e magnifica dimora di questa grande anima: l'amore. Basta amare la natura, amarla per sé stessa, per la sua bellezza, per il suo influsso purificatore, per comprendere Thoreau. Mai come in questo caso amare vuol dire comprendere; dobbiamo avvicinarci alle opere e alla vita di Thoreau con spirito di amore, cioè di unione e di adesione, non di critica, se vogliamo penetrarne il significato. E non dobbiamo fermarci alle apparenze; l'opera sua, simile anche in questo alla natura di cui egli fu amante devoto e fortunato, ha i suoi lati oscuri, insignificanti, {{sic|contradditorî}}; ma per chi scende oltre la superficie, tali difetti scompaiono in un'armonia superiore. ([[Guido Ferrando]]) *Non ci fu mai un adoratore della bellezza e della sacralità della Vita più devoto e appassionato, e fu in questa innata fede nell'eterna bontà della Natura che lui basò il credo ottimistico che ritroveremo come punto focale della sua filosofia. ([[Henry Stephens Salt|Henry Salt]]) *Thoreau, è bene ricordarlo, fu uno dei pochi uomini che non si lasciarono guidare dalle circostanze esteriori, che seppero foggiarsi il loro destino. E anche il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. ([[Guido Ferrando]]) *Thoreau venne fortemente influenzato da [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] (e viceversa) e, in alcuni campi, ha superato il proprio maestro e mentore. Il suo esperimento radicale, vivere in solitudine presso il lago di Walden [...], continua a essere fonte di ispirazione per chi è alla ricerca di spiritualità e aprì significativamente la strada all'ascolto di sé nell'ambiente culturale eccessivamente estroverso dell'America. ([[Will Tuttle]]) *Un secolo fa, coloro [...] che prevedevano [...] il repentino avvento della civilizzazione, con le sue frenetiche attività e un andirivieni di infinite distrazioni, si saranno chiesti se la diffusione del male si sarebbe risolta nella sua stessa rieducazione. Deve l'organizzazione sociale rinunciare necessariamente alla semplicità? Devono l'intelletto e la natura restare incompatibili? Dobbiamo perdere nel deterioramento dei sensi fisici ciò che guadagniamo in cultura mentale? Deve proprio essere impraticabile la perfetta comunione con la Natura? O forse sarebbe venuto un uomo a mostrarci con la sua stessa indole – pur con tutti i difetti e i limiti – che è ancora possibile e conveniente vivere, come si sforzavano di fare gli stoici, secondo Natura, in piena serenità e autocontrollo; seguire il proprio ideale, a dispetto degli ostacoli, con ferma devozione; e quindi rendersi la vita più semplice e schiarirsi i sensi, fino a padroneggiare i segreti più nascosti di quel libro della Natura che per la maggioranza degli uomini resta illeggibile e indecifrabile. Una tale attesa è stata ampiamente soddisfatta dalla vita e dalla personalità di Henry David Thoreau. ([[Henry Stephens Salt|Henry Salt]]) ===[[Michel Onfray]]=== *Ed è proprio per contare su un corpo prontissimo a percepire la minima vibrazione del mondo che non beve né tè né caffè né alcolici e che si priva di qualsiasi legame di natura sessuale o affettiva. ([[Michel Onfray]]) *Thoreau crede in Dio, pratica la conoscenza per empatia, prova orrore delle masse e dei raggruppamenti, crede a una riforma solo individuale, celebra in teoria e in pratica la fiducia in sé stessi, raccomanda e vive l'anticonformismo, pratica la contemplazione e la gioia mistica e costruisce la propria vita filosofica partendo da sé stesso. ([[Michel Onfray]]) *Thoreau si oppone al [[lavoro]] che impedisce di preoccuparsi delle cose veramente essenziali: la poesia, la filosofia, la vita. La condizione salariata avvilisce l'uomo, svalorizzandolo e vincolandolo. ([[Michel Onfray]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Henry David Thoreau, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-t/henry-david-thoreau/disobbedienza-civile/ Disobbedienza civile]'', traduzione di Manuela Federella, 1998. *Henry David Thoreau, ''Disobbedienza civile'', a cura di Franco Meli, traduzione di Laura Gentili, Milano, Feltrinelli, Milano, 2<sup>a</sup> ristampa 2018. ISBN 978-88-07-90263-5 *Henry David Thoreau, ''La disobbedienza civile; Vita senza Princìpi'', traduzione di Luca Michelini, Demetra, Colognola ai Colli, 1995. ISBN 88-7122-794-8 *Henry David Thoreau, ''La disobbedienza civile'', a cura di Franco Meli, traduzione di Laura Gentili, SE, Milano, 1992. ISBN 88-7710-715-4 *Henry David Thoreau, ''La disobbedienza civile; Apologia per John Brown'', traduzione di Piero Sanavio, RCS Quotidiani, Milano, 2010. *Henry David Thoreau, ''La disobbedienza civile'', traduzione di Andrea Mattacheo, Einaudi, Torino, 2018. ISBN 9788858427989 *Henry David Thoreau, ''Opere scelte'', a cura di Piero Sanavio, Neri Pozza, Venezia, 1958. *Henry David Thoreau, ''Vita di uno scrittore (I Diari)'', a cura di Biancamaria Tedeschini Lalli, Neri Pozza, Vicenza, 1963. *Henry David Thoreau, ''Vita senza principi'', a cura di Giangiacomo Gerevini, La Vita Felice, Milano, 2009. ISBN 978-88-86314-52-7 *Henry David Thoreau, ''Walden <small>o Vita nei boschi</small>'', a cura di [[Bruno Segre]], traduzione e note di Piero Sanavio, La Biblioteca ideale Tascabile, Milano, 1995. ISBN 88-8111-102-0 *Henry David Thoreau, ''Walden o vita nei boschi'', traduzione di Lorenzo Bianco, Liberamente, Brezzo di Bedero, 2020. ISBN 978-88-6311-414-0 *Henry David Thoreau, ''Walden <small>ovvero Vita nei boschi</small>'', introduzione, traduzione e note di Piero Sanavio, BUR, Milano, 1988. ISBN 88-17-16654-5 *Henry David Thoreau, ''Walden ovvero Vita nei boschi'', a cura di Piero Sanavio, Rizzoli, Milano, 2020. ISBN 9788831802482 ==Voci correlate== *[[Mohandas Gandhi]] *[[Martin Luther King]] *[[Christopher McCandless]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Disobbedienza civile (saggio)|''Disobbedienza civile''|(1849)}} {{Pedia|Walden ovvero Vita nei boschi||(1854)}} {{DEFAULTSORT:Thoreau, David Henry}} [[Categoria:Aforisti statunitensi]] [[Categoria:Ambientalisti]] [[Categoria:Anarchici statunitensi]] [[Categoria:Diaristi statunitensi]] [[Categoria:Filosofi statunitensi]] [[Categoria:Naturalisti statunitensi]] [[Categoria:Poeti statunitensi]] [[Categoria:Saggisti statunitensi]] [[Categoria:Scrittori statunitensi]] [[Categoria:Sostenitori del vegetarianismo]] [[Categoria:Trascendentalisti]] q4gkwtg5opbs7rakg7afclujnzi2e63 Stone 0 3947 1419100 862437 2026-07-04T14:25:10Z Gaux 18878 Lawrence 1419100 wikitext text/x-wiki {{disambigua}} Il cognome '''Stone''' può riferirsi a: *'''[[Biz Stone]]''', all'anagrafe '''Christopher Isaac Stone''' (1974 – vivente), informatico statunitense, cofondatore di Twitter. *'''[[Emma Stone]]''', all'anagrafe '''Emily Jean Stone''' (1988 – vivente), attrice statunitense. *'''[[Irving Stone]]''' (1903 – 1989), scrittore statunitense. *'''[[Lawrence Stone]]''' (1919 – 1999), storico britannico. *'''[[Lucy Stone]]''' (1818 – 1893), attivista statunitense. *'''[[Oliver Stone]]''' (1946 – vivente), attore, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore statunitense. *'''[[Roger Stone]]''' (1952 – vivente), lobbista, consulente e stratega politico statunitense. *'''[[Sharon Stone]]''' (1958 – vivente), modella, attrice e produttrice cinematografica statunitense. fxg9fs519reznvoa5jck1oeh8m7rhf0 1419101 1419100 2026-07-04T14:26:34Z Gaux 18878 Edward 1419101 wikitext text/x-wiki {{disambigua}} Il cognome '''Stone''' può riferirsi a: *'''[[Biz Stone]]''', all'anagrafe '''Christopher Isaac Stone''' (1974 – vivente), informatico statunitense, cofondatore di Twitter. *'''[[Edward Stone]]''' (1702 – 1768), clerico inglese. *'''[[Emma Stone]]''', all'anagrafe '''Emily Jean Stone''' (1988 – vivente), attrice statunitense. *'''[[Irving Stone]]''' (1903 – 1989), scrittore statunitense. *'''[[Lawrence Stone]]''' (1919 – 1999), storico britannico. *'''[[Lucy Stone]]''' (1818 – 1893), attivista statunitense. *'''[[Oliver Stone]]''' (1946 – vivente), attore, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore statunitense. *'''[[Roger Stone]]''' (1952 – vivente), lobbista, consulente e stratega politico statunitense. *'''[[Sharon Stone]]''' (1958 – vivente), modella, attrice e produttrice cinematografica statunitense. 57z74hthad6zxh1c3kcuk4plpqd74ok 1419102 1419101 2026-07-04T14:28:11Z Gaux 18878 Dr. Stone 1419102 wikitext text/x-wiki {{disambigua}} Il cognome '''Stone''' può riferirsi a: *'''[[Biz Stone]]''', all'anagrafe '''Christopher Isaac Stone''' (1974 – vivente), informatico statunitense, cofondatore di Twitter. *'''[[Edward Stone]]''' (1702 – 1768), clerico inglese. *'''[[Emma Stone]]''', all'anagrafe '''Emily Jean Stone''' (1988 – vivente), attrice statunitense. *'''[[Irving Stone]]''' (1903 – 1989), scrittore statunitense. *'''[[Lawrence Stone]]''' (1919 – 1999), storico britannico. *'''[[Lucy Stone]]''' (1818 – 1893), attivista statunitense. *'''[[Oliver Stone]]''' (1946 – vivente), attore, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore statunitense. *'''[[Roger Stone]]''' (1952 – vivente), lobbista, consulente e stratega politico statunitense. *'''[[Sharon Stone]]''' (1958 – vivente), modella, attrice e produttrice cinematografica statunitense. ==Altro== *'''''[[Dr. Stone]]''''', serie [[anime]] trasmessa dal 2019. obzlge6sn3qfxrp64xo0l1pnxqz8zxd 1419103 1419102 2026-07-04T14:29:20Z Gaux 18878 Lara 1419103 wikitext text/x-wiki {{disambigua}} Il cognome '''Stone''' può riferirsi a: *'''[[Biz Stone]]''', all'anagrafe '''Christopher Isaac Stone''' (1974 – vivente), informatico statunitense, cofondatore di Twitter. *'''[[Edward Stone]]''' (1702 – 1768), clerico inglese. *'''[[Emma Stone]]''', all'anagrafe '''Emily Jean Stone''' (1988 – vivente), attrice statunitense. *'''[[Irving Stone]]''' (1903 – 1989), scrittore statunitense. *'''[[Lara Stone]]''' (1983 – vivente), supermodella olandese. *'''[[Lawrence Stone]]''' (1919 – 1999), storico britannico. *'''[[Lucy Stone]]''' (1818 – 1893), attivista statunitense. *'''[[Oliver Stone]]''' (1946 – vivente), attore, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore statunitense. *'''[[Roger Stone]]''' (1952 – vivente), lobbista, consulente e stratega politico statunitense. *'''[[Sharon Stone]]''' (1958 – vivente), modella, attrice e produttrice cinematografica statunitense. ==Altro== *'''''[[Dr. Stone]]''''', serie [[anime]] trasmessa dal 2019. 5ok232qhtfovfbsmg3nzjiei20jqes9 1419104 1419103 2026-07-04T14:30:19Z Gaux 18878 forma propria 1419104 wikitext text/x-wiki {{disambigua}} Il cognome '''Stone''' può riferirsi a: *'''[[Biz Stone]]''', propr. '''Christopher Isaac Stone''' (1974 – vivente), informatico statunitense, cofondatore di Twitter. *'''[[Edward Stone]]''' (1702 – 1768), clerico inglese. *'''[[Emma Stone]]''', propr. '''Emily Jean Stone''' (1988 – vivente), attrice statunitense. *'''[[Irving Stone]]''' (1903 – 1989), scrittore statunitense. *'''[[Lara Stone]]''' (1983 – vivente), supermodella olandese. *'''[[Lawrence Stone]]''' (1919 – 1999), storico britannico. *'''[[Lucy Stone]]''' (1818 – 1893), attivista statunitense. *'''[[Oliver Stone]]''' (1946 – vivente), attore, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore statunitense. *'''[[Roger Stone]]''' (1952 – vivente), lobbista, consulente e stratega politico statunitense. *'''[[Sharon Stone]]''' (1958 – vivente), modella, attrice e produttrice cinematografica statunitense. ==Altro== *'''''[[Dr. Stone]]''''', serie [[anime]] trasmessa dal 2019. 2yrmh0aqc12zof2zek6mxlkxp4fqnyi Ippolito Nievo 0 4072 1419114 1345957 2026-07-04T15:58:20Z IppolitoN 23099 /* Citazioni */ 1419114 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ippolito Nievo.jpg|thumb|right|Ippolito Nievo]] '''Ippolito Nievo''' (1831 – 1861), scrittore e patriota italiano. ==Citazioni di Ippolito Nievo== * Ah, Matilde {{NDR|[[Matilde Ferrari|Ferrari]]}}, Matilde, sian benedetti quelli ultimi giorni che scorsi vicino a te! che la mano del tempo li cancelli pure dal novero dei secoli, ma ch’ella non osi mai frangerne nella mia mente la beata reminiscenza! – Ahi quante fibre del cuore vibravano mentre un solo mio bacio sfiorava il tuo viso! – Quant’era eloquente quell’abbandono soave in cui tutta si versava l’esistenza di due spiriti! – quant’era eloquente il nostro stesso silenzio!<ref>I. NIEVO, ''Lettere'', a cura di M. Gorra, Milano, Mondadori, 1981 (L. 204) </ref> * Balzerò a Milano a conferire col Valussi, per un certo giornale che si vuol fondare con grande solennità, intitolato ''La Perseveranza''. Non ti annoja solo col titolo? Ti annojerà molto più quando tu sappia che altro dei redattori sarà il signor [[Carlo Tenca|Tenca]]. A quanto pare, vorrebbero arrolar me per ''primo attor giovine''; ma io temo di non essere fatto per ''incasermarmi'' nella redazione d'un giornale e così andrò a rischio di restar sempre un ''franc chasseur'' o uno straccivendolo della letteratura. Venderò cenci, ma miei.<ref>Da Ippolito Nievo, ''Opere'', ''vol. V''I,a cura di Marcella Gorra, Milano, Mondadori, 1981, p. 622. Lettera a Bice Gobio Melzi, da Modena, 11.11.59; corsivo nel testo.</ref> * Chi non ricorda le magnanime tragedie delle carceri e dei supplizi di [[Mantova]], dove Veneti e Lombardi riconsacrarono il loro voto di concordia con anni comuni di patimenti e con eroismo di martirio? La politica radeva servilmente il suolo allumacato della realtà, ed esse quelle anime indomabili tentavano con penne d'aquila delle altezze quasi empiree della libertà e della fede. Lottarono contro l'impossibile e non furono vinte perché ritrovarono in cielo il loro culto di libertà, la giurata indipendenza dell'umana ragione, e l'inviolabilità dei loro santi diritti e di uomini e di italiani. Tutte le opinioni li chiamarono [[Martiri di Belfiore|martiri]] {{NDR|di Belfiore}}; l'Europa pianse e meditò forse una tarda giustizia sulle loro tombe; certo il loro sangue fruttificava la virtù e la vendetta.<ref>Da I. Nievo, ''Venezia e la libertà d'Italia'' in ''Due scritti politici'', a cura di M. Gorra, Padova, Liviana, 1988, p. 96.</ref> *Come vedi, la mia Musa sta molto sul positivo, ama i dettagli della vita pratica, e o trascura o sdegna i voli lirici e sentimentali dei poeti Pratajuoli: credo d'aver scelto la via se non più brillante almeno più utile. E poi mi sta dinnanzi quel grande esemplare del [[Giuseppe Giusti|Giusti]] che m'insegna il modo d'adoperarsi perché il verseggiare non sia un'inutilità sociale.<ref>Dalla lettera ad Andrea Cassa, 14 febbraio 1854; in ''Lettere'', a cura di Marcella Gorra, Mondadori, Milano, 1970, n. 147, p. 264.</ref> *Da Pratolino a [[Firenze]] corrono forse sei miglia, e sorgeva la luna quando ci si aperse davanti la magnifica valle dell'Arno. Tutto all' intorno era silenzio e notte, giù nella valle un nero spaventoso; ma a mano a mano che la luna spandeva il suo chiarore, vedevansi da lunge le cupole e le torri dell'Atene italiana.<ref>Dalla lettera spedita da Firenze alla madre il 12 febbraio 1849, in Ugo Gallo, ''Nievo'', Genova, Emiliano Degli Orflni, 1932, p. 367.</ref> *Era un affanno<ref name=":0">Il dolore espresso è causato dalla notizia della condanna a morte di Pietro Fortunato Calvi di cui Ippolito Nievo viene a conoscenza negli ultimi giorni di Carnevale. (Elsa Chaarani Lesourd, ''Ippolito Nievo. Uno scrittore politico'', Marsilio editore, Venezia, 2011, p. 85 e seg.)</ref> indigeno affatto, anzi [[Mantova|Mantovano]], uno di quei sentimenti tristi ma sacri, de' quali é origine la nostra nebbiosa città - Immaginati un veglione nelle gemonie, una mascherata sul ''Calvario''.<ref name=":1">Dalla lettera ad Arnaldo Fusinato, 9 marzo 1855; in ''Lettere'', a cura di Marcella Gorra, Mondadori, Milano, 1970, n. 193, p. 331.</ref> *Ho scritto questo dramma {{NDR|''Gli ultimi anni di Galileo Galilei''}} per purgare il gran [[Galileo Galilei|Galileo]] dell'accusa di viltà mossagli con tanta apparenza di verità dai suoi nemici. Cerco in esso di mostrare come alte e generose e veramente degne di lui furono le ragioni che lo indussero alla famosa ritrattazione. I.N.<ref>Citato in Dario Mantovani, ''Il poeta soldato'', p. 37.</ref> *Invece mi tocca qui andar a zonzo col fucile in ispalla per ispaventare le passere del vicinato, e quando sono ad un certo punto tornarmene addietro per paura d'incappare nei Tedeschi! Oh qual felicità! S'immagini che li abbiamo qui a tre miglia, e che per valido antemurale abbiamo, credo, tre carabinieri appostati al confine! (dalla lettera a Luisa Sassi de' Lavizzari, in ''Tre lettere inedite'', a cura di Gaetano Cogo, Visentini, 1901<ref name=spe>La lettera fu spedita da Rodigo (MN) l'8 ottobre 1859.</ref>) *La ''Poesia d'un'anima'', attentamente letta, mostra nel suo autorello l'intento di analizzare il processo morale, per cui un versificatore de' più vuoti, scaldandosi all'amore e ai concetti nazionali ed umanitari, può riescire poeta; o meglio comprendere quell'Eterna [[Poesia]] che è l'ideale nelle vicende umane, o in poche parole la sola speranza dell'Umanità. Questo voleva dire a te, solo per intima difesa, non per letteraria apologia.<ref>Da ''I. Nievo, Lettere,'' a cura di M. Gorra, Milano, Mondadori, 1981, num. 232, pp. 379-380, a Giovanni De Castro, 25 giugno 1856.</ref> *La popolazione pare una turba di spettri; sembra che camminino in punta dei piedi come per non svegliare gli echi delle case deserte; sembra che i loro occhi girino meravigliati come un fanciullo allevato in una spelonca che vegga sole per la prima volta. Povera [[Padova]]! mi vengono le lagrime agli occhi guardando il salone detto della Ragione in cui si difendevano un giorno i diritti degli oppressi... Padova non è una città per chi ama i fracassi della vita allegra; sarebbe lo stesso che il voler danzare nei sotterranei d'un cimitero.<ref>Dalla lettera a Matilde Ferrari, 29 agosto 1850; citato in ''[http://www.internetculturale.it/jmms/iccuviewer/iccu.jsp?id=oai%3Awww.internetculturale.sbn.it%2FTeca%3A20%3ANT0000%3AIEI0106354_298114&mode=all&teca=MagTeca+-+ICCU&q=Ippolito+Nievo&fulltext=1 Ippolito Nievo]'', ''L'Indipendente'', 8 marzo 1911, p. 1.</ref> *Le [[Nazione|nazioni]] sono composizioni d'uomini; risorgono le nazioni quando risorge uno per uno a virtù ed a civiltà, a concordia di voleri la maggioranza degli uomini che le compongono.<ref>Da ''Due scritti politici'', a cura di M. Gorra, Padova, Liviana, 1988, p.65''.''</ref> *[[Italia|Noi Italiani]] resteremo i nipoti di [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], di [[Publio Cornelio Tacito|Tacito]], di [[Dante Alighieri|Dante]], di [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]], slattati da [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], da [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], da [[Giuseppe Giusti|Giusti]] non torneremo indietro, né muteremo strada per dar retta ai ciarloni.<ref>Da ''L’Eneide di Virgilio tradotta in ottava rima da F. Duca'', ''L'età presente'', 23 marzo 1859.</ref> *Non rimpiangere o [[Venezia]] le allegrie spensierate, i frastuonanti baccanali del tuo Carnevale! non rimpiangere il brio delle feste, la gajezza delle regate! - quelli erano i giuochi del fanciullo - ora i tempi hanno reso adulta l'anima tua - ad altri destini ti ha sortito il cielo – L'Inglese più non verrà alle tue acque come al soggiorno della mollezza e degli amori, ma come alla scuola delle virtù cittadine - E gli occhi delle tue donne perderanno la fama della voluttà inebbriante per raggiare d'eroismo, d'amore per la patria - Le acque del mare cullarono, o Venezia, con materna tenerezza i profughi di Aquileja scampati al furore di Attila - esse non culleranno giammai l'Attila della Germania - un giorno o l'altro lo ingojeranno.<ref>Lettera spedita da Venezia a Matilde Ferrari il 1° settembre 1850.</ref> *Oh Matilde {{NDR|[[Matilde Ferrari|Ferrari]]}} quanto ti ho io desiderato al mio fianco in una di quelle gondolette tacite e solitarie che sembrano fatte apposta per la confidenza e la mutua espressione dei cuori!... come sarebbero caduti infocati e puri i miei baci sulla tua guancia amorosa!... <ref>Lettera a Matilde Ferrari del 2 settembre 1850</ref> *Oggi voleva andarmene al Castelletto {{NDR|corte agricola fuori dalla città di Mantova}}: ma ho cambiato parere, perchè non voglio passare il ponte S. Giorgio fin che non son certo che tu sia in campagna. Cos'è per me la campagna senza di te? Precisamente quello che mi sembrerà [[Mantova]] dopo la tua partenza! Una solitudine, un deserto.<ref>Lettera spedita da Mantova a Matilde Ferrari il 19 luglio 1850.</ref> *Quanti secoli, quante memorie in quelle mura! — Quante glorie da quel giorno in cui i pescatori costruirono la prima capanna sul rione di Rialto fino al momento che la spada del conquistator Corso abbatté il Corno dei Dogi! Quello è il palazzo dei Foscari!... Questo è il palazzo di Valenza Cornaro! [...] Quello è il palazzo di Pesaro! [...] Oh cos'è mai [[Venezia]] considerata nell' immensa vastità della terra! — una pozzanghera da cui sorgono qua e là alcuni isolotti di sabbia che appena reggerebbero ad un'ondata dell' Oceano! — ma pure l'uomo ha abitato quella pozzanghera! — la sua intelligenza capricciosa ed ardita spaziò su quegli isolotti; la sua mano creatrice vi ammonticchiò delle pietre, e Venezia è sorta come per incanto!<ref>Dalla lettera spedita da Venezia a Matilde Ferrari il 1° settembre 1850, in ''Il primo amore di Ippolito Nievo'', in «Atti e Memorie della Accademia Virgiliana di Mantova», vol. XXVI, 1943, p. 192.</ref> *Quanto a me se non ha mai saputo nulla le darò in quattro tocchi la mia biografia presente e quasi anche futura. Fui letterato a Milano fino all'Aprile, soldato con Garibaldi fino ad ora, e d'ora in poi imbecille campagnuolo fino a nuovo ordine. Credo che quando sarò stufo di spaventare a fucilate le passere del vicinato prenderò la via di Modena, intanto faccio compagnia alla mamma che appunto per questo è uscita da [[Mantova]] e scrivacchio versi a ore perdute. (dalla lettera a Marietta Armellini Zorzi, in ''Tutte le opere)''<ref name=spe/> *Son vivo, intendiamoci, quel tanto che basta per infilzar due parole e consegnarle al capriccio della posta; del resto a trovarmi quì in questa campagna deserta e scolorata {{NDR|Fossato nel comune di Rodigo}} dopo quattro mesi di sì vaste ed operose speranze, mi sento morto più che non bisogni per implorare un ''De profundis''.<ref>Gorra Marcella (a cura di) : ''Ippolito Nievo, Lettere'', Milano, Mondadori, p. 602, lettera n. 407 spedita ad [[Arnaldo Fusinato]] il 8 ottobre 1959. </ref> *Ti giuro che mi disperava tra me per non esser un grand'uomo, e non avere nelle mani l'anima di [[Omero]], di [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], di [[Dante Alighieri|Dante]], d'[[Vittorio Alfieri|Alfieri]] e di [[William Shakespeare|Shakspeare]] [''sic''] per fare, ma fare e non iscrivere, per fare ti ripeto, dieci poemi epici, e sopratutto ventimila tragedie. Se potessi riuscire ad esprimere solo la metà di quanto ho sentito dentro me in quei giorni malaugurati<ref name=":0" />, tu avresti allora ragione d'attribuirmi qualche talento poetico: ma per quanto mi ci abbia provato, a nulla mi riesciva ogni sforzo.<ref name=":1" /> *Ti ho detto molte volte, che io non sono niente affatto curioso, e che supplisco coll'[[immaginazione]] a tutte le cose che voglio sapere, ma questa volta la immaginazione mi ha dato risorse tanto sconfortanti, che io ho creduto meglio per la mia quiete di lasciarla dormire e non punzecchiarla troppo: poiché se sapesti cosa è capace di fare una immaginazione un po' riscaldata!<ref>Dalla lettera a Matilde Ferrari, 20 luglio 1850.</ref> *Ti scrivo<ref>Nella lettera indirizzata a Bice Melzi d'Eril descrive la traversata da Napoli a Palermo del 18 febbraio 1861.</ref> sul Vapore l'Elettrico, tra Napoli e Palermo in mezzo a due Inglesi, l'uno dei quali mi bersaglia continuamente di domande sullo sbarco di Marsala e la battaglia di Calatafimi, e l'altro ... oh l'altro fa quello che per solito gli Inglesi non fanno, almeno in mare – Figurati che tranquillità!<ref>Citato in Alessandra Zangrandi, ''Stile e racconto nelle lettere di Ippolito Nievo'', ''libreriauniversitaria.it'', p. 61.</ref> *Uno de' più grandiosi fenomeni che la Storia ci appresenti, sono le [[Emigrazione|emigrazioni]]; questi movimenti provvidenziali di popoli che sovente risospinti dall'urto di altre nazioni, talora cacciati da avversari religiosi o politici, talaltra trascinati da istinti quasi fatali, in onta a temporanei travolgimenti, cooperano da ultimo all'equabile diffusione della civiltà.<ref>Da ''Quesito settimo. Scienze politiche. «Delle Emigrazioni, e della loro diversa indole nella Storia antica e moderna'', in Solitro 1936, pp. 186-188. (Il settimo fu l'ultimo dei sette quesiti sottoposti a Nievo per la laurea, ottenuta a Padova il 22 novembre 1855)</ref> *[[Venezia]] non era più che una città e voleva essere un popolo. (da ''Memorie di un italiano'', cap. XI<ref>Citato in ''Nuova Antologia'', luglio-settembre 1980, Feliciano Benvenuti, ''Venezia nel Settecento'', pp. 123 e 142.</ref>) *Verrà poi il momento della catastrofe e in una maniera o nell'altra la finiremo; anche con un'amichevole risata se mancheranno altri mezzi. Ma per diventar tanto filosofo io domando almeno quindici anni di tempo. Ne ho venticinque ora, e a quaranta spero che delle mie undici anime dieci, le più indiscrete, saranno ben bene seppellite.<ref>Da ''I. Nievo, Lettere,'' a cura di M. Gorra, Milano, Mondadori, 1981, num. 322, p. 484, a Caterina Curti Melzi, 7 aprile 1858. </ref> ==''Le confessioni di un italiano''== ===[[Incipit]]=== Io nacqui Veneziano ai 18 ottobre del 1775, giorno dell'evangelista San Luca; e morrò per la grazia di Dio Italiano quando lo vorrà quella Provvidenza che governa misteriosamente il mondo.<br>Ecco la morale della mia vita. E siccome questa morale non fui io ma i tempi che l'hanno fatta, così mi venne in mente che descrivere ingenuamente quest'azione dei tempi sopra la vita d'un uomo potesse recare qualche utilità a coloro, che da altri tempi son destinati a sentire le conseguenze meno imperfette di quei primi influssi attuati. ===Citazioni=== *[...] il Friuli è un piccolo compendio dell'universo, alpestre piano e lagunoso in sessanta miglia da tramontana a mezzodì. (cap. I) *Il fatto si è che quei simboli del passato sono nella memoria d'un uomo, quello che i monumenti cittadini e nazionali nella memoria dei posteri. Ricordano, celebrano, ricompensano, infiammano: sono i sepolcri di Foscolo che ci rimenano col pensiero a favellare coi cari estinti: giacché ogni giorno passato è un caro estinto per noi, un'urna piena di fiori e di cenere. Un popolo che ha grandi monumenti onde inspirarsi non morrà mai del tutto, e moribondo sorgerà a vita più colma e vigorosa che mai: come i Greci, che se ebbero in mente le statue d'Ercole e di Teseo nel resistere ai Persiani di Serse, ingigantiti poi nella guerra contro Mahmud alla vista del Partenone e delle Termopili. (cap. III) *Poi a poco a poco la finta di dormire mi si volse in sonno vero, ed il sonno in un ghiribizzo continuo di sogni, di fantasmagorie, di trasfiguramenti, che mi lasciò di quella notte l'idea lunga lunga d'un'intera vita. Che il tempo non si misurasse, come pare, dai moti del pendolo, ma dal numero delle sensazioni? Potrebbe essere; e potrebbe esser del pari che una tal questione si riducesse a un gioco di parole. Io certo vissi alle volte nel sogno di un'ora lunghissimi anni; e mi parve poter spiegare questo fenomeno assomigliando il tempo ad una distanza ed il sogno ad una vaporiera. I prospetti sono gli stessi ma passano più rapidi; la distanza non è diminuita ma divorata. (cap. III) *Io poteva essere stato al Bastione di [[Attila]], che è un'altura presso la marina di fianco a Lugugnana dove la tradizione paesana vuole che venendo da Aquileia abbia tenuto suo campo il re degli Unni prima di essere incontrato dal pontefice Leone. (cap. III) *E lontano dai merli signorili e dall'odore della Cancellaria, mi ripullulava nel cuore quel sentimento d'uguaglianza che ad un animo sincero e valoroso fa guardar ben dall'alto perfin le teste dei Re. Era il  pesce rimesso nell'acqua, l'uccello fuggito di gabbia, l'esule tornato in patria. (cap. III) *Al povero giurisdicente, che coll'acume della paura intendeva meravigliosamente tutti questi discorsi, i sudori freddi venivano giù per le tempie, come gli sgoccioli d'una torcia in un giorno di processione. Il dover rispondere, il non voler dire né sì né no, era tal tormento per lui che avrebbe preferito di cedere tutti i suoi diritti giurisdizionali per esserne liberato. (cap. IV) *Dove tuona un fatto, siatene certi, ha lampeggiato un'[[idea]]. (cap. VI) *Nessuno crede ora che la [[Rivoluzione francese]] sia stata la pazzia d'un sol popolo. La Musa imparziale della storia ci ha svelato le larghe e nascoste radici di quel delirio di libertà, che dopo avere lungamente covato negli spiriti, irruppe negli ordini sociali, cieco sublime inesorabile. Dove tuona un fatto, siatene certi, ha lampeggiato un'idea. Soltanto la nazione francese, spensierata e impetuosa, precipita prima delle altre dalla dottrina all'esperimento: fu essa chiamata il capo dell'umanità, e non ne è che la mano; mano ardita, destreggiatrice, che sovente distrusse l'opera propria, mentre nella mente universale dei popoli se ne matura più saldo il disegno. (cap. VI) *I veneziani di [[Portogruaro]] erano riesciti collo studio di molti secoli a disimparare il barbaro e bastardo friulano che si usa tutto all'intorno, e ormai parlavano il veneziano con maggior caricatura dei veneziani stessi. Niente anzi li crucciava più della dipendenza da Udine che durava a testificare l'antica loro parentela col [[Friuli]]. Erano come il cialtrone nobilitato che abborre lo spago e la lesina perché gli ricordano il padre calzolaio. Ma purtroppo la storia fu scritta una volta, e non si può cancellarla. I cittadini di Portogruaro se ne vendicavano col prepararne una ben diversa pel futuro, e nel loro frasario di nuovo conio l'epiteto di friulano equivaleva a quelli di rozzo, villano, spilorcio e pidocchioso. (cap. VI) *Se [[Venezia]] era de' governi italiani il più nullo e rimbambito, tutti dal più al meno agonizzavano di quel difetto di pensiero e di vitalità morale. Perciò il numero degli animi che si consacrò al culto della libertà e degli altri [[diritti umani|umani diritti]] proclamati da Francia, fu in Italia di gran lunga maggiore che altrove. Questo più che la patita servitù o la somiglianza delle razze giovò ai capitani francesi per sovvertire i fracidi ordinamenti di Venezia, di Genova, di Napoli e di Roma, di tutti insomma i governi nazionali. (cap. VIII) *[[Memoria]], memoria, che sei tu mai! Tormento, ristoro e tirannia nostra, tu divori i nostri giorni ora per ora, minuto per minuto e ce li rendi poi rinchiusi in un punto, come in un simbolo dell'eternità! Tutto ci togli, tutto ci ridoni; tutto distruggi, tutto conservi; parli di morte ai vivi e di vita ai sepolti! (cap. VIII) *La [[patria]], figliuol mio {{NDR|Carlo Altoviti}} è la religione del cittadino, le leggi sono il suo credo. Guai a chi le tocca! Convien difendere colla parola, colla penna, coll'esempio, col sangue l'inviolabilità de' suoi decreti, retaggio sapiente di venti, di trenta generazioni! (cap. VIII) *Per ciò ne conviene esser umili; ubbidire, ubbidire, ubbidire. Comandi la legge di Dio, la legge che fu, la legge che è; non l'arbitrio di pochi invasati, che dicono di innovare, ma non tendono che a divorare! (cap. VIII) *Intanto il romore delle armi francesi cresceva alle porte d'Italia; con esse risonavano grandi promesse di uguaglianza, di libertà; si evocavano gli spettri della repubblica romana; i giovani si tagliavano la coda per imitar Bruto nella pettinatura; per ogni dove era un fremito di speranza che rispondeva a quelle lusinghe sempre più vicine e vittoriose. (cap. VIII) *Le [[Donna|donne]] superiori a noi! Sì, fratellini miei; consentite questa strana sentenza in bocca d'un vecchio che ne ha vedute molte. Sono superiori a noi nella costanza dei sacrifizi, nella fede, nella rassegnazione; muoiono meglio di noi: ci son superiori insomma nella cosa più importante, nella scienza pratica della vita, che, come sapete, è un correre alla morte. (cap. X) *Voi già vi beffate di me; ma vi siete accorti che questa religione dantesca, creata da me solo, giovinetto non filologo, non erudito, io me la reco a non piccola gloria. E avrete anco ragione. Ed io me ne glorio di più ancora, giacché più che i versi, più che la poesia, amava l'anima e il cuore di [[Dante Alighieri|Dante]]. Quanto alle sue passioni, erano grandi forti intellettuali e mi piacevano in ragione di queste qualità, fatte omai tanto rare. (cap. X) *Si decise adunque al castello di Fratta che il [[Napoleone Bonaparte|generale Bonaparte]] era un essere immaginario, [...], un nome vano immaginato dal Direttorio a lusinga delle orecchie italiane. Ma due mesi dopo quell'essere immaginario, dopo vinte quattro battaglie, e costretto a chieder pace il re di Sardegna, entrava in [[Milano]] applaudito festeggiato da quelli che il [[Carlo Botta|Botta]] chiama utopisti italiani. (cap. X) *Per quelle monache, quasi tutte patrizie, Repubblica di San Marco e religione cristiana formavano un solo impasto; e a udirle parlare delle cose di Francia e dei Francesi sarebbe stato il gusto più matto del mondo. Nominar Parigi o l'inferno era per esse l'egual cosa; e le più vecchie tremavano di raccapriccio pensando le orrende cose che avrebbero potuto commettere quei diavoli incarnati una volta entrati in Venezia. (cap. XI) *Siate uomini se volete esser cittadini; credete alla virtù vostra, se ne avete; non all'altrui che vi può mancare, non all'indulgenza o alla giustizia d'un vincitore, che non ha più freno di paure e di leggi.  (cap. XI) *Coi nuovi ordinamenti che ci incastreranno, ognuno che ha meriti dovrebbe soverchiare chi non ne ha. Questo in via di astrazione. Ma nel concreto colle vostre abitudini coi vostri costumi credi tu che il più ricco ed il più furbo non abbia ad esser giudicato il più meritevole? (cap. XI) *Era una sera così bella così tiepida e serena che parea fatta pei colloqui d'amore per le solinghe fantasie per le allegre serenate e nulla più. Invece fra tanta calma di cielo e di terra, in un incanto sì poetico di vita e di primavera una gran repubblica si sfasciava, come un corpo marcio di scorbuto; moriva una gran regina di quattordici secoli, senza lagrime, senza dignità, senza funerali. I suoi figliuoli o dormivano indifferenti o tremavano di paura; essa, ombra vergognosa, vagolava pel Canal Grande in un fantastico bucintoro, e a poco a poco l'onda si alzava e bucintoro e fantasma scomparivano in quel liquido sepolcro. (cap. XI) *Era un giovine alto, di trent'anni all'incirca, un vero tipo di venturiero, il ritratto animato d'uno di quegli Orsini, di quei Colonna, di quei Medici la cui vita fu una serie continua di battaglie, di saccheggi, di duelli, di prigionie. Si chiamava invece [[Ettore Carafa]]; nobilissimo nome fatto più illustre dall'indipendenza di chi lo portava, dal suo amore per la libertà e per la patria. Per le sue trame repubblicane aveva egli sofferto lunga carcerazione nel famoso Castel Sant'Elmo; indi fuggitone s'era ricoverato a Roma, e di là a Milano a formarvi a proprie spese una legione per liberar Napoli.  (cap. XV) *Anche [[Ugo Foscolo|Foscolo]] s'era fatto ufficiale nell'esercito cisalpino. Si creavano a quel tempo gli ufficiali, come gli uomini dai denti di Cadmo. *Ben era quel [[Giuseppe Parini|Parini]] che richiesto di gridare Viva la [[Repubblica]] e muoiono i tiranni rispose: – Viva la Repubblica e morte a nessuno! Ben era quel [[Ugo Foscolo|Foscolo]] che diede l'ultima pennellata al suo ritratto dicendo: – Morte sol mi darà pace e riposo. (cap. XV) *Quell'ammasso di case di torri di cupole in mezzo all'acqua del Mincio mi fece pensare a Venezia: cosa volete? Invece di sorridere, sospirai; il passato poteva sopra di me assai piú del futuro, o lo stesso futuro mi traspariva qual doveva essere, di gran lunga diverso dalla creatura prediletta dell'immaginazione. Cionullameno quella festa {{NDR|per l'adesione alla Repubblica Cisalpina}} d'una città italiana {{NDR|[[Mantova]]}}, già signora di sé, con corte, con leggi, con privilegi proprii, la quale si metteva uguale colle altre per esser libera o serva, felice od infelice insieme alle altre, mi saldò nel cuore un bel germoglio di speranze. (cap. XVI) *In fin dei conti {{NDR|i [[Gonzaga]]}} hanno stipendiato Mantegna, hanno fatto dipingere a Giulio Romano la volta dei Giganti, hanno liberato il [[Torquato Tasso|Tasso]] dallo spedale, hanno vinto o perduto nella persona del condottiero la battaglia di Fornuovo, vi par poco? Era tempo che si mettessero anch'essi a giacere a canto dei Visconti, degli Sforza, dei Torriani, dei Bentivoglio, dei Doria, dei Colonna, dei Varano e di tutti gli altri. (cap. XVI) *[[Ettore Carafa]] non era l'uomo delle mezze misure. Giunto dinanzi al suo feudo di [[Andria]] i cui abitanti parteggiavano per [[Fabrizio Ruffo|Ruffo]], diede loro assai buone parole di moderazione e di pace. Non ascoltato sfoderò la spada, ordinò l'assalto; e un assalto del Carafa voleva dire una vittoria. (cap. XVII) *Profughi, esuli'','' morti, vaganti qua e là, come servi cacciati a lavorare sopra campi non nostri, senza tetto certo, senza famiglia, senza patria sulla terra stessa della patria! (cap. XVIII) *Che l'anima sua {{NDR|[[Ettore Carafa]]}} generosa e benedetta abbia in altro luogo quel premio che quaggiù non ottenne benché lo avesse valorosamente meritato! (cap. XVIII) *Quanto sei bella, quanto sei grande, o [[patria]] mia, in ogni tua parte!... A cercarti cogli occhi, materia inanimata, sulle spiagge portuose dei mari, nel verde interminabile delle pianure, nell'ondeggiare fresco e boscoso dei colli, tra le creste azzurrine degli Appennini e le candidissime dell'Alpi, sei dappertutto un sorriso, una fatalità, un incanto!... A cercarti, spirito e gloria, nelle eterne pagine della storia, nell'eloquente grandezza dei monumenti, nella viva gratitudine dei popoli, sempre apparisci sublime, sapiente, regina! A cercarti dentro di noi, intorno a noi, tu ti nascondi talora per vergogna la fronte; ma te la rialza la speranza, e gridi che delle nazioni del mondo tu sola non moristi mai! (cap. XVI) *Vi prenderà stupore e noia che la mia vita per qualche tempo così capricciosa e disordinata riprendesse allora un tenore sì quieto e monotono. Ma io racconto e non invento: d'altra parte è questo un fenomeno comunissimo e naturale nella vita degli Italiani, che somiglia spesso al corso d'un gran fiume calmo lento paludoso interrotto a tratti da sonanti e precipitose cascate. Dove il popolo non ha parte del governo continuamente, ma se la prende a forza di tanto in tanto, questi sbalzi queste metamorfosi devono succedere di necessità, perché altro non è la vita del popolo se non la somma delle vite individuali. Per questo io girai alcuni anni lo spiedo, fui studente e un po' anche cospiratore; indi tranquillo cancelliere, poi patrizio veneto nel Maggior Consiglio e segretario della Municipalità: da amante spensierato di tutto mi mutai di colpo in soldato: di soldato in ozioso un'altra volta, poi in intendente e in maggiordomo: finii a maritarmi e a sonar l'organo. (cap. XIX) *Allora si vide cosa fosse il Regno d'Italia senza Napoleone, e a che i [[Popolo|popoli]] sieno menati da istituzioni anche maschie senza libertà. Fu uno sgomento una confusione universale: un risollevarsi un combattersi di speranze diverse mostruose, tutte vane. A Milano si trucida un ministro, si abbattono le insegne dell'antico potere, si gavazza nella presente licenza non pensando al futuro. E il futuro fu come lo volevano gli altri; in onta alle rispettose e sensate domande della Reggenza provvisoria, in onta alle belle parole degli ambasciatori esteri. Il popolo non aveva vissuto; non viveva. (cap. XIX) *Il giorno appresso abbandonai con dispiacere quelle incantevoli spiagge di [[Napoli]] che pur m'erano state fatali due volte: non le potei salutare cogli occhi, ma il cuore armonizzò co' suoi palpiti l'inno mestissimo della partenza. Sapeva di non doverle più rivedere, e se io non moriva per loro, esse restavano come morte per me. (cap. XX) *O [[patria]] patria, come allarghi i tuoi legami per tutto il mondo! Due nati sotto il tuo cielo si riconoscono senza palesar il proprio nome sulla terra straniera, e una forza irresistibile li spinge l'uno all'altro fra le braccia! (cap. XXIII) *{{NDR|Lucilio rivolgendosi a Carlo Altoviti}} Credo nel futuro della [[scienza]], se almeno qualche cometa o il raffreddamento della corteccia terrestre non verrà a guastare l'opera dei secoli. Credo all'entusiasmo delle anime che irrompendo quandocchesia nella vita sociale anticiperanno di qualche millennio il trionfo della scienza, come il matematico calcolatore è prevenuto nelle sue scoperte dalle audaci ipotesi del poeta! (cap. XX) *Cresceva per la [[Grecia]] il favore e l'entusiasmo dei generosi. [[George Gordon Byron|Byron]] offerse le sue fortune, negoziò un imprestito, ma in quel frattempo ammalò, e alla notizia della malattia tenne dietro ben presto quella della morte. La [[Grecia]] accorse ai suoi funerali, tutta l'[[Europa]] pianse sopra la tomba santificata dall'ultimo anno di sua vita, e s'impose il suo nome ad uno dei bastioni di Missolungi. (cap.XXI) *I calunniatori sono anche di solito vigliacchi. *Il Carafa mi strinse la mano senza molta effusione e si ritirò ripigliando il suo fiero cipiglio guerresco; mi parve che nel rilevare il petto e nello scuotere leggermente i capelli, egli gettasse le spoglie del gineceo per rivestire la pelle leonina d'Alcide. *Il Direttorio e [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] ci tradirono, è vero. Buonaparte usò con [[Venezia]] come coll'amica che intende l'amore per servitù e bacia la mano di chi la percote. *{{NDR|[[Ettore Carafa]]}} Invulnerabile come Achille, egli precedeva sempre la legione; valente soldato colla spada, col moschetto, sul cannone, si mescolava colle abitudini dei soldato, e riprendeva a suo grado le maniere di capitano senza dare nell'occhio per soverchia burbanza. *Io sono entrato più che mezzo nel gran regno delle ombre; il resto vi entrerà fra poco. *L'[[amore]] è un'erba spontanea, non una pianta in giardino. *La gioventù è il paradiso della vita; ed i vecchi amano l'allegria che è la gioventù eterna dell'animo. *Mi destai per porgere gli estremi uffici all'amico, deporlo nel suo ultimo letto, e accompagnarlo per le acque silenziose all'isola di san Michele. Io invidio ai morti veneziani questo postumo viaggio; se un lontano sentore di vita rimane in essi, come pensa l'americano [[Edgar Allan Poe|Poe]], deve giungere ben soave ai loro sensi assopiti il dolce molleggiar della gondola. *[[Napoli]] è rimasto per me un certo paese magico e misterioso dove le vicende del mondo non camminano ma galoppano, non s'ingranano ma s'accavallano, e dove il sole sfrutta in un giorno quello che nelle altre regioni tarda un mese a fiorire. *Nominate [[Roma]]; è la pietra di paragone che scernerà l'ottone dall'oro. Roma è la lupa che ci nutre delle sue mammelle; e chi non bevve di quel latte, non se ne intende. *Non v'ha [[orgoglio]] che superi l'orgoglio degli [[umiltà|umili]]. *Per far trionfare il vero e il buono bisogna farsi posto tra i primi, a gomitate anche, non importa. Ma figurati il gran danno che ne verrebbe se in quei posti ci spuntassero dei tristi e dei [[Fannullone|fannulloni]]. *Per finir poi di parlarvi di [[Bologna]], dirò che vi si viveva allora e vi si vive sempre allegramente, lautamente, con grandi agevolezze di buone amicizie, e di festive brigate. La città dà mano alla villa e la villa alla città: belle case, bei giardini, e grandi commodi senza le stirecchiature di quel lusso provinciale che dice: «rispettatemi perché costo troppo e devo durare assai!...» *Per me gli orizzonti si allargano sempre più; dall'[[Alpi]] alla [[Sicilia]], è tutta una casa. L'abito con un solo sentimento che non morrà mai neppure colla mia morte. *[...] [[Papa Pio IX|Pio IX]]. Chi al leggere questo nome non lo sente rimormorare sulle labbra, come una nota melodia che ci ronza negli orecchi lungo tempo dopo averla ascoltata?... Pio IX era anzitutto sacerdote e papa e lo si volle trasformare in un [[Papa Giulio II|Giulio II]] pontefice e soldato; fu come quando si travede in una nuvola un simbolo una figura che chi l'ha in capo la ravvisa, ma invano si cercherebbe farla vedere agli altri. *Vivendo bene, si muore meglio; desiderando nulla, si possiede tutto. ===[[Explicit]]=== O primo ed unico amore della mia vita, o mia Pisana, tu pensi ancora, tu palpiti, tu respiri in me ed intorno a me! Io ti veggo quando tramonta il sole, vestita del tuo purpureo manto d'eroina, scomparir fra le fiamme dell'occidente, e una folgore di luce della tua fronte purificata lascia un lungo solco per l'aria quasi a disegnarmi il cammino. Ti intravedo azzurrina e compassionevole al raggio morente della luna; ti parlo come a donna viva e spirante nelle ore meridiane del giorno. Oh tu sei ancora con me, tu sarai sempre con me; perché la tua morte ebbe affatto la sembianza d'un sublime ridestarsi a vita più alta e serena. Sperammo ed amammo insieme; insieme dovremo trovarci là dove si raccolgono gli amori dell'umanità passata e le speranze della futura. Senza di te che sarei io mai?... Per te per te sola, o divina, il cuore dimentica ogni suo affanno, e una dolce malinconia suscitata dalla speranza lo occupa soavemente. ==''Storia filosofica dei secoli futuri''== ===[[Incipit]]=== La scienza delle analogie ha donato alla terra l'America ed al cielo i pianeti di Leverrier. Essa somiglia a quelle donne, nate per regnare nei balli e nei teatri, di cui ognuno contesta la bellezza, salvo poi a caderne innamorati alla prima occasione. Eterna e sempre giovine erede di [[Platone]], essa batte colle ali dipinte di iride gli ultimi confini dello scibile umano, mentre la scienza sperimentale, tabaccona contemporanea di [[Galileo Galilei|Galileo]], incespica ad onta de' suoi occhiali nei ciottoli della strada postale. ===Citazioni=== *La buona novella ch'io {{NDR|Giovanni Mayer, ''Papa della buona gente''}} ho portato è questa: che si vive per vivere, che perciò bisogna viver bene, e che a viver bene giovano il buon umore, il lavoro moderato, e il fare e l'accettare benefizi. Ecco la mia religione; che fa salvi, allegri e contenti tutti, meno gli oziosi e i birbanti. Il mondo è fatto per tutti; bisogna metter via quel vecchio salmo della mortificazione della carne inventato dai ricchi a danno dei poveri; occorre dar a tutti una parte di felicità qui in questo mondo, ove siamo certi di goderla. Al resto pensi Iddio; e salute a tutti! (Libro terzo) *L'introduzione delle lingue articolate, la formazione delle famiglie, il trovato della navigazione, l'agricoltura, lo stabilimento delle città, la codificazione morale religiosa, il dogma dell'eguaglianza umana, l'invenzion della polvere e della stampa, il trionfo della libertà di coscienza, l'applicazione del vapore e dell'elettrico, l'assetto definitivo della nazionalità, la concordia democratica universale, e la sanzione sociale del diritto di viver bene aveano condotto l'umanità di metamorfosi in metamorfosi a non riconoscersi più nella sua forma originale. (Libro quarto) *I medici lo denominarono la peste apatica, e sembra infatti ch'egli riconosca origine dall'indolenza relativa cui son condannaci ora gli organi umani dopo tanti e tanti secoli di soverchia e convulsiva fatica. Questo contagio putrido e spaventevole, il raffreddamento sensibilissimo della superficie terrestre, e l'aumento graduale della noia e del suicidio per causa di essa sono i tre pericoli cui andiamo incontro, e nell'uno dei quali una volta o l'altra l'umanità finirà col soccombere. (Libro quinto) ===[[Explicit]]=== Io non so cosa dirne. Sono un po' avvilito di metter fuori per ''istorie de' secoli futuri'' questa cantafera; ma pare che il nostro postero, Vincenzo Bernardi di Gorgonzola la penserà o scriverà così nel 2221 e io l'ho trascritta religiosamente dalla prima parola all'ultima... Sarà tutto vero? ''Ai posteri l'ardua sentenza''! Noi limitiamoci in ogni caso a pregare in queste ultime righe la futura maestà del patriarca Adolfo Kurr; perché questo libro appartenente per la data e l'autore al 2222 sia risparmiato dall'eccidio universale che sarà bandito da lui contro tutti i libri anteriori al 2000. Così potranno verificare se il racconto del signor Vincenzo Bernardi sarà stato veritiero sino all'ultima linea. Ed io pure aggiungo: sia pace all'anima sua; e sia aiutato a suo tempo a venir al mondo da una buona comare! Ferdinando de' Nicolosi, filosofo-chimico == ''Angelo di bontà'' == === [[Incipit]] === La prima domenica di maggio 1749 fu una gran ressa di gondole alla riva di San Pieretto: sull'imbrunire poi il canale ne rimase tutto stipato, ed era un rimescolarsi di remi, un cozzo di prue, un vociare da sponda a sponda, un tumulto insomma, quale non sanno fare che i barcaioli di Venezia. — Ricorreva in quel giorno solennissima festa al convento delle Madre Serafine, e per essere queste a capo d'uno fra i migliori istituti patrizii d'educazione femminile, ne avveniva che il nobile parentado s'affollasse nei parlatorii, e fra i congiunti, i tutori e gli amici molto curiosi a' loro fini s'intromettessero, del che le reverende madri non si sgomentavano punto, anzi godevano dello sfarzo innocente come cosa molto propria ad accrescere la gloria di Santa Teresa loro protettrice. === [[Explicit]] === — Senti, — le disse; — anima bella! di qui a non molti anni, se ti accadesse di vedere un imperatore.... ma non de' soliti, sai.... un imperatore di stampo singolare affatto affatto.... or bene.... guardalo e seguita a guardarlo.... Scommetto che ci riconosceremo! E queste furono l'ultime sue parole. — Chirichillo spirò ai quindici novembre 1768. — Non faccio malleveria, ma nove mesi dopo ai quindici agosto 1769 nasceva ad Ajaccio [[Napoleone Bonaparte]]. ==''Antiafrodisiaco per l'amor platonico''== === [[Incipit]] === — Cosa diavolo vi è saltato addosso, mio bel Signore Stracotto, che dimenate gambe, e braccia come il Telegrafo?<br> — Uno sgraziato diavolo in verità! perché jeri sedeva tranquillamente nella mia poltrona, e fumavo un zigaro, e da questa mattina in qua sono in una convulsione uniformemente accelerata. Povera la mia pace! Ah Signor mio, sono innamorato!<br> — Innamorato! poveretto! innamorato? Lo diceva io, che non eravate del solito umore! Ah ma io possiedo un farmaco eccellente per la vostra malattia. Una storiella amenissima che vi ridurrà in poco tempo al vostro stato normale.<br> — Davvero, mio caro? Vi prevengo peraltro che il mio stato normale non è la noja. === Citazioni === * Sapete dove abitava mio padre? In un bel paesone {{NDR|[[Sabbioneta]]}}, colle strade tagliate ad angoli retti, con piazze spaziose, con due belle chiese, con terrapieni magnifici, e con sei bastioni di Fortezza, e nulla più. Perché riguardo alle creature ragionevoli vi era deficienza radicale. (p. 54) *Dopo che potei scriverle, tutte le mie fantastiche idee prendevano corpo sulla carta, e il mio pensiero si trovava libero dall'incubo amoroso, che dapprima pesava incessantemente sopra di lui. Capisco ora che a poco a poco tutto il mio amore s'era convertito in un esercizio letterario, e si consolida questa mia opinione quando penso, che a quei tempi vedendo la Morosina non sentiva metà del piacere che provava dello scriverle, e che ora gettando sulla carta qualche mio capriccio sento dentro di me quel soddisfacimento dell'amor proprio, che allora mi teneva luogo di sentimento amoroso. (pp. 109-110) == [[Incipit]] di alcune opere == ===''Il barone di Nicastro''=== Or fa un secolo, scriveva Giangiacomo essere la Corsica il paese più vergine d'Europa. Ma dappoi l'eredità di un tale privilegio, toltole ladramente dai Francesi, fu adita col benefizio dell'inventario dalla sorella Sardegna; e forse sperò costei d'invogliare così gli sposatori, che solamente adesso cominciano a inuzzolirle dintorno. Peraltro ai tempi di cui parlo, la verginità della Sardegna non correva ancora di tali pericoli; anzi da Cagliari a Sassari la sua prole irrequieta, viveva allo scuro come un devoto uditorio sotto il tendone del predicatore, credeva a Dio, ad alcuni Santi, e a tutte le streghe della tragedia, e s'accoltellava con rara semplicità senza dar di sé contezza o desiderio al parentado oltremarino. – Notate che io non parlo del secolo passato, ma solo di nove o dieci anni addietro. Eppure come la Trinacria Ciclopica allo sbarco d'Ulisse, ed Otahiti all'arrivo di [[James Cook|Cook]] e il Giappone oggidì, era la Sardegna a que' tempi – Tempi beati! ===''Il conte pecoraio''=== Un bel paesino guarda nel mezzano Friuli<ref>Pur troppo chi ha su per le dita i governi della Russia ed i Distretti del Canadà ignora sovente la partitura naturale e le condizioni delle nostre provincie sorelle. Né il Friuli ci guadagna da codesta ignoranza, disconosciuto e calunniato ch'egli è, anche innocentemente, dai chiacchieroni e dalle gazzette. Per chi ne ha d'uopo aggiungo così all'infretta queste note, gli errori delle quali saranno forse meno massicci di quelli che corrono tuttavia per prette verità sulle bocche anche de' nostri letterati. — Il Friuli ha il suo nome dal ''Forum Julium'' (il Cividale d'oggidí, 10 miglia al nord-est di Udine). Esso fu dapprima, come suona il nome, provincia romana; corso poi e saccheggiato da ogni schiatta di barbari, principalmente dagli Unni; tenuto col resto dell'Italia settentrionale dai Longobardi, che vi ebbero un potentissimo Duca; ereditato dai Franchi e dagli Imperatori di Alemagna; sorto a vita quasi propria sotto il dominio dei Patriarchi d'Aquileia che lo tennero come feudo imperiale; lacerato al pari d'ogni nostra provincia da guerre intestine, piú di tutte, da guerre castellane e da discordie famigliari; scorrazzato da Ungheri, da Uscocchi, da Turchi (l'ultima scorreria di costoro fu nel 1470); passato per estorta dedizione alla Repubblica di Venezia, che sempre lo governò con leggi e consuetudini proprie e con nazionale Parlamento, dandogli il nome venerabile di Patria, comeché da Aquileia si vogliano fuggiti i primi abitatore di Rialto. — Esso comprende, ne' suoi confini naturali: ''la regione fra Livenza e Tagliamento'' con S. Vito Pordenone e Portogruaro (quest'ultimo ora nella provincia di Venezia); ''il pedemonte e la pianura fra il Tagliamento, l'Isonzo ed il mare'', con Udine, Cividale (in friulano Cividat o Civitas per antonomasia), San Daniele, Gemona, Palmanova e Latisana; ''la montagna superiore a tutte queste fiumane'', soprannominata la ''Cargna'' (non la vera ''Carnia'', che era oltre le Alpi nella Carinzia e Carniola) ''le vallate fra Tagliamento ed Isonzo'', nelle quali son chiusi i comuni slavi del Friuli, divisi nelle due popolazioni disparatissime per indole, dialetto e costumi, di Resia e di S. Pietro; ''parte della Contea di Gorizia'' colla città di questo nome, che parla una varietà del Friulano; finalmente il cosí detto ''Territorio fra l'Isonzo, il Carso Triestino ed il Mare'', con Gradisca, Monfalcone, Aquileia e Grado, già appartenente alla Repubblica di Venezia ed ora con tutta la Contea di Gorizia aggregato al Regno Illirico. — I distretti alpini del Cadore e del Comelico stettero altre volte col Friuli; ora con miglior distribuzione fanno parte della Provincia di Belluno; nella quale non si parla già il vernacolo friulano, come pretese l'eccellentissimo dei nostri almanacchi, tanto e si vanamente desiderato anche quest'anno, sibbene un gergo affatto Veneziano. In tutte le regioni summentovate la popolazione passa, a mio credere, le 550.000 anime; delle quali meglio di mezzo milione parla il dialetto Romanzo Friulano. Quella parte poi del Friuli naturale che forma l'attual Provincia del Friuli col capoluogo di Udine (la più vasta e popolata fra le Lombardo-Venete) somma poco meno che 500.000 abitanti, dei quali solo poche migliaia parlano alcuni dialetti slavi, o il vernacolo Trevisano (nel distretto di Sacile fra. Piave e Livenza). — Tutti gli altri usano del parlare Friulano, puro, nobile e antichissimo germoglio della gran Lingua Italica; nel quale non sono piú frequenti le radicali forestiere che nel Milanese o nel Bergamasco, pochissime derivanti dallo Schiavonesco e nessuna, a mia saputa, dal Tedesco. Vi predomina l'elemento Celtico; del che potrebbe darci schiarimento quel passo di Tacito che dice il Foro Giulio colonia della Gallia Narbonese. — La lontananza, la gelosia del Governo Dogale, la vita affatto provinciale e il frapposto Tagliamento, che solamente da mezzo secolo soffre il peso d'un ponte lungo quasi un chilometro, tennero diviso dalla famiglia italiana questo popolo solerte, robusto, frugale, ammirabile per la santità e semplice vaghezza de' suoi costumi. Eguali cagioni vi tardarono gl'incrementi delle arti, delle lettere, delle scienze, che ora vi allignano, come in vergine suolo, piú potentemente che altrove. Tuttavia, anche parlando del passato, Paolo Diacono, Giovanni da Udine, Pellegrino da S. Daniele, Amalteo Pordenone, il poeta Ciro da Pera, il generale Savorgnano, lo storico Liruti e Fra Paolo Sarpi nacquero Friulani e crebbero onore all'Italia. Sicché anche la fecondità di tempi meno avveduti conforta la speranza, che al Friuli, come parte rilevantissima della patria comune e protettor naturale della coltura italiana in Istria ed in Dalmazia, non verranno meno né il cuore né le forze, e che darà buoni frutti l'opera avviatrice sí altamente compresa da molti scrittori e pratici viventi.</ref> lo sbocco d'una di quelle forre, che dividono il parlare italico dallo slavo; ma quanto le montagne gli si radunano da tergo aspre e aggrottate, altrettanto esso ride tutto aperto e pampinoso incontro al sole che lo vagheggia dall'alba al tramonto anche nelle giornate piú avare del verno. Pronunciare cosi di botto le tre dolci sillabe del suo nome, sarebbe come innamorarvene addirittura, e togliere a me scrittore il merito di un tal trionfo; onde, lettori garbati, accontentatevi di sapere per ora, come lo divida per mezzo il torrente Cornapo, nato poche miglia piú sopra tra le prime vedette del grande accampamento slavo. ===''Il Varmo''=== Ogni disposizione di natura, per quanto semplice o sgraziata, spira tuttavolta per chi la contempli con ben temprato animo una sua singolar poesia dalla quale ci si rivelano bellezze tanto più delicate e pellegrine quanto meno aperte e comprese. Un tale che, partitosi dalle folte campagne del Trivigiano col mal del quattrino nel fegato, di qua del ponte della Delizia devii verso Camino per quella magra pianura che costeggia il Tagliamento, subito col desiderio ritorna alle negre arature di Oderzo e ai colli pampinosi di Conegliano, abbandonando alla rabbia della ''bora'' e delle ''montane'' quei deserti di ghiaia. ==Citazioni su Ippolito Nievo== *Aveva fatto pure lui esperienza della morte in acqua ed era stata una scoperta sorprendente. Avendo immaginato che affogare fosse un modo atroce di essere strappato dalle braccia della vita che cercava a forza di tenerti stretto. Per convincersi nei fatti del contrario. Accaduto quattro anni prima a [[Grado (Italia)|Grado]]… Un mulinello l’aveva preso e trascinato sotto… E si era lasciato andare ai flutti, senza più opporre resistenza al mare… Lo aveva poi invaso la pace di una beatitudine profonda… ([[Paolo Ruffilli]]) *Cosa sarebbe mancato con lui? un destino brillante ad uso di una nazione giovane e confusa? E con loro, con quelli che gli venivano dietro? Le vite oscure, quelle stesse che aveva cominciato a scrivere in un nuovo romanzo appena iniziato, il ''Pescatore d'anime'', che aveva aperto come una nuova collezione, chiamandola: " la vita degli uomini oscuri". ([[Stanislao Nievo]]) *{{NDR|Parla Ippolito Nievo}} Così sono, e son condannato a esserlo. Sarò sempre fantastico, buio, tenebroso, bilioso. Ho ormai trent'anni e ho sempre fatto la guerra, per distrarmi da un mondo che non amo. E così ho lasciato a casa un grande romanzo ancora manoscritto. Vorrei vederlo stampato, e non posso occuparmene perché ho questi sudici conti da curare. Se fossi ambizioso, se avessi sete di piaceri... se fossi almeno cattivo... come [[Nino Bixio|Bixio]]. Niente. Mi conservo ragazzo, vivo alla giornata, amo il moto per muovermi, l'aria per respirarla. Morirò per morire, e tutto sarà finito. ([[Umberto Eco]]) *"D'accordo su Carini" disse [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]]. "Ma non capisco perché all'altro estremo mettiate questo povero barone: che ci apre, sì, il palazzo e le cantine, ed è già molto… ma non credo abbia a farsi perdonare, e che nasconda odio per noi."<br />"Perché" disse Nievo "io credo nei siciliani che parlano poco, nei siciliani che non si agitano, nei siciliani che si rodono dentro e soffrono: i poveri che ci salutano con un gesto stanco, come da una lontananza di secoli; e il colonnello Carini sempre così silenzioso e lontano, impastato di malinconia e di noia ma ad ogni momento pronto all'azione: un uomo che pare non abbia molte speranze, eppure è il cuore stesso della speranza, la silenziosa fragile speranza dei siciliani migliori… una speranza, vorrei dire, che teme se stessa, che ha paura delle parole ed ha invece vicina e famigliare la morte… Questo popolo ha bisogno di essere conosciuto ed amato in ciò che tace, nelle parole che nutre nel cuore e non dice…"<br />"Questa è poesia" disse Sirtori.<br />"Oh, certamente" disse Nievo. "Ma per far prosa vi dirò, e il generale vorrà perdonarmi, che non mi piace questo barone; e non mi piacciono i siciliani come Cri…"<br />Garibaldi fece un gesto reciso "torniamo alla poesia" disse. ([[Leonardo Sciascia]]) *Di Ippolito Nievo non posso dir altro che a vederlo sì indovinava in lui un uomo superiore. Io l'ho amato appena lo ebbi veduto nella carrozza dell'Acerbi che era l'intendente della spedizione. Stavamo accampati al Pozzo di Renna, un giorno di pioggia. La carrozza era là in mezzo al campo; e, dal fondo di essa, quel giovane avvolto nel mantello guardava lontano nella gola dei monti per dove si aveva a passare volendo andare a Palermo. Lo riveggo sempre in quel momento, quando ripenso a lui. Aveva un occhio malinconico, qualcosa di diverso dagli altri uomini in tutta la persona. Io, fantasioso, allora immaginavo di lui che fosse chi sa quale straordinario essere, e non mi sbagliai. ([[Giuseppe Cesare Abba]]) *È inutile, scrive Ippolito Nievo nel grande romanzo ''Le confessioni di un italiano'', «implorare la libertà col lievito della servitù già gonfio nell’animo». Il libro fu scritto nel 1858, quando ancora la nazionalità «italiana» non esisteva ufficialmente. «Vi sono diritti che sol meritati possono chiamarsi tali» aggiunge. Da ragazzino Nievo fu coinvolto nei moti di Mantova del 1848 e in quelli di Pisa del 1849. Come per molti patrioti, il suo disprezzo verso i concittadini divenne feroce, «quel gregge impecorito di uomini, che senza fede, senza forza, senza illusioni giungeva semivivo alle soglie della vita». ([[Tim Parks]]) *Le cause del naufragio, le circostanze del disastro, lo scioglimento del mistero che tuttora circonda la fine di Nievo, il ritrovamento delle casse e dei resti del battello a vapore, sono il tema di una narrazione che assume, a tratti, l'aspetto di un'inchiesta o di un giallo politico. Sotto questo aspetto, il romanzo di Nievo è "anche" la storia di una sospetta strage di Stato italiana, maturata dalla Destra e decisa dal potere piemontese per liquidare la Sinistra garibaldina: "strage" con la quale si sarebbe aperta la storia dell'Italia unita. ([[Cesare Garboli]]) *Oh Ippolito! chi ne avesse detto quando ci stringevamo la mano a [[Palermo]] e a [[Napoli]], che non ci saremmo più visti quassù nella nostra diletta [[Lombardia]]! E chi avesse detto a me, ch'io avrei posato questo pallido fiore da camposanto sulla tua lagrimata memoria, io meno giovane e a gran pezzo meno valente di te! Ah così van pur troppo le cose di questa sciocca e misera vita. ([[Paride Suzzara Verdi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ippolito Nievo, ''[http://www.internetculturale.it/jmms/iccuviewer/iccu.jsp?id=oai%3Abid.braidense.it%3A7%3AMI0185%3ACAG0078920&mode=all&teca=Braidense Angelo di bontà]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1910. *Ippolito Nievo, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-n/ippolito-nievo/antiafrodisiaco-per-lamor-platonico/ Antiafrodisiaco per l'amor platonico]'', Guida Editori, Napoli, 1983. ISBN 8870423379 *Ippolito Nievo, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-n/ippolito-nievo/il-barone-di-nicastro/ Il barone di Nicastro]'', Milano, Sonzogno, [1932?]. *Ippolito Nievo, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-n/ippolito-nievo/il-conte-pecoraio/ Il conte pecoraio]'', Milano, Ultra, 1944. *Ippolito Nievo, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-n/ippolito-nievo/il-varmo/ Il Varmo]'', Salerno Editrice, Roma, 1990. ISBN 8884020522 *Ippolito Nievo, ''[http://www.fondazionenievo.it/nievocast/Storia%20Filosofica%20dei%20Secoli%20Futuri%20-%20Ippolito%20Nievo.pdf Storia filosofica dei secoli futuri]'', a cura di Mariarosa Santiloni, Fondazione Ippolito e Stanislao Nievo, Roma, 2012. *Ippolito Nievo, ''Tutte le opere'', a cura di Marcella Gorra, A. Mondadori, 1981, vol. 6, ''Lettere''. ==Voci correlate== *[[Giuseppe Garibaldi]] *[[Spedizione dei Mille]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nievo, Ippolito}} [[Categoria:Garibaldini]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] h1grvayvsj3n59yjh2p45t9dzfyantr Template:SelezioneNuove 10 4465 1419140 1418952 2026-07-05T08:19:21Z Spinoziano 2297 + 1419140 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. 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('''Bruce''') *Ma cosa abbiamo veramente sotto gli occhi, è solo un grande biscotto? Oppure questo biscotto rappresenta, simbolicamente, Buffalo? I suoi validi e onesti cittadini sono l'ingrediente essenziale, qualche testa di cocco qui e là...e infine, l'amore delle nostre famiglie, che ci da quel caldo ripieno croccante, rendendo la nostra amata Buffalo il luogo più dolce in cui vivere. La vita è un biscotto, ma se piove si scioglie. Qui Bruce Nolan, Eyewitness News! ('''Bruce''') *Ciao Susan! Sono Bruce Nolan, a bordo della "Maid of the mist" nelle favolose cascate del Niagara nello stato di New York! Vorrei innanzitutto aggiungere anche le mie congratulazioni a Evan Backstorbilo, scusate Backsta... Bastard... Baxter, volevo dire... È bello vedere cosa fa una persona di grande talento quando grandi occasioni vengono date a lui invece che a me ehehe. Comunque sono qui con la mamma di Katharine Hepburn. Mammina! Dimmi, perché hai gettato il diamante blu nel cuore dell'oceano oltre la ringhiera del Titanic? Ti sei sentita in colpa a lasciar affogare Di Caprio mentre tu galleggiavi sana e salva su quella bella porta? Non potevate fare turni? Oppure avevi troppa paura di congelarti quel bel culone grasso!? O forse è così che va la vita, vero? Perché c'è chi è zuppo, congelato a morte, su una stupida barca, con uno stupido cappello, e c'è chi invece se ne sta comodo in uno studio, e si becca tutta la gloria. Vabbè, ma che sarà mai! O, guardate! Il proprietario della Maid of the Mist! Facciamo due chiacchiere con lui, vi va? Vieni qui, Bill. Nonono, nono coraggio, solo due chiacchiere. Bill, tu gestisci la "Maid of The mist" da 23 anni, ormai, dimmi: perché non mi hanno dato il posto di Anchorman? È per i capelli, Bill? O non ho i denti abbastanza bianchi? O forse è come per le cascate, il terrapiano che dovrebbe sostenere la mia vita si sta erodendo sotto di me a mia insaputa... Erodeeendo, erodeeendo, erodeeendo, erodendo, erodendo, erodendo heheheh qui Bruce Nolan, da "Witness News", a voi la linea, pezzi di Merda! ('''Bruce''') *Va bene! A mani nude, vecchio mio! Fatti sotto, fammi vedere la tua ira! Puniscimi, o potente punitore! Sei tu che dovresti essere licenziato! L'unico da queste parti che non fa il suo dovere sei tu! Rispondimi! ('''Bruce''') *Un'altra gigantorme enormesca fregatura della mia vita. ('''Bruce''') *Grazie WKBW, che vuol dire... Waffankulo brutti Wacconi! È questa la vostra sigla! ('''Bruce''') *La gente sottovaluta i vantaggi del buon vecchio lavoro manuale, dà un grande senso di libertà. Alcune delle persone più felici del mondo vanno a casa la sera che puzzano di sudore. ('''Dio''') *Avanti Bruce, tu non sfiderai il Signore Dio tuo. ('''Dio''') *Dai, calmati, non hai incontrato Dio, non hai i suoi poteri. He, se quello era Dio, io sono [[Clint Eastwood]]! ('''Bruce''') *No, no, io sono un essere ragionevole, sano, con la testa sulle spalle!... Una 44 Magnum. La pistola più potente del mon-No! ('''Bruce''') *Ci sono solo due [[Regole dai film|regole]]: non puoi dire a nessuno che sei Dio, meglio che non si sappia, da retta a me. E non puoi importi sul libero arbitrio. ('''Dio''') *Ehi; scimmietta da deretano che abiti l'antro anale, è ora di tornare a casa, piccolina! ('''Bruce''') *Io sono Bruce l'onnipotente! Sia fatta la mia volontà! ('''Bruce''') *Che c'è di meglio che passare bei momenti con veri amici? ('''Dio''') *Per quanto sporca possa diventare una cosa, puoi sempre dargli una bella ripulita. ('''Dio''') *Dio è l'ape, il bene è il miele. ('''Cartello del mendicante''') *Eh sì, dietro ogni grande uomo c'è una donna che alza gli occhi al cielo, gente! ('''Bruce''') *Sii il tuo miracolo! ('''Dio''') ==Dialoghi== *'''Grace''': Grazie a Dio stai bene. <br> '''Bruce''': Dio già, ringraziamo Dio come no, poiché tutte le sue benedizioni cadono a pioggia su di me, non è pioggia è un diluvio!<br>'''Grace''': Bruce non fare così andiamo smettila, lo sai che tutte le cose succedono per un motivo.<br>'''Bruce''': Questo non mi serve. È un luogo comune non mi aiuta neanche un po'. "Meglio un uovo oggi che una gallina domani", ma io non ho l'uovo e nemmeno la gallina. Dio mi ha preso sia l'uovo che la gallina.<br>'''Grace''': Ah ho capito, allora Dio ce l'ha con te, è questo che stai dicendo?<br>'''Bruce''': No mi sta ignorando completamente, è troppo occupato a dare a Evan tutto quello che vuole... {{NDR|Il cane Sam, fa pipì sul tappeto}} Oh geniale Sam, ma hai mancato il bersaglio, io sono qui!<br>'''Grace''': Non ti arrabbiare col cane, non è colpa del cane.<br>'''Bruce''': No è colpa di Dio, ha sbagliato le coordinate!<br>'''Grace''': Va bene ora basta, la vuoi smettere di fare il martire?<br>'''Bruce''': Non sto facendo il martire sono una vittima, Dio è un bambino dispettoso seduto su un formicaio con una lente d'ingrandimento e io sono la formica. Potrebbe risolvermi la vita in 5 minuti se volesse, ma preferisce bruciarmi le antenne e vedermi contorcere. *'''Bruce''': C'è nessuno? Chiunque sia che gestisce questo posto? <br> '''Dio''': Arrivo subito, sto aggiustando una luce. Dimmi se funziona!<br>'''Bruce''': Sì... pare di sì. È quasi accecante però.<br>'''Dio''': Sì, lo è per molte persone. Passano la vita nell'oscurità cercando di nascondersi da me. *'''Bruce''': Ma tu chi sei?<br>'''Dio''': L'Onnipotente.<br>'''Bruce''': Eh?!?<br>'''Dio''': Il Creatore del cielo e della terra, l'alfa e l'omega... <br>'''Bruce''': Ah, ho capito dove vuoi arrivare...<br>'''Dio''': Bruce, io sono Dio. <br>'''Bruce''': Bingo! Yahtzee! È questa la risposta finale? La nostra indagine dice: [[Dio]]! Bing, bing, bing, bing, bing! Be', è stato un piacere Dio. Grazie per il Grand Canyon e buona fortuna per l'apocalisse. A proposito: tu sei un di... sastro! *'''Dio''': Tu non picchi qualcuno dalla quinta elementare... e hai steso una ragazzina...<br>'''Bruce''': Sì, ma era gigantesca! Ed era ripetente!<br>'''Dio''': E avevi anche il sole negli occhi... *'''Bruce''': Le due due dita in più mi hanno fatto sbroccare leggermente ...<br>'''Dio''': Ero sicuro che avrei attratto la tua attenzione! L'ho fatto anche a [[Gandhi]]: non ha mangiato per tre settimane. *'''Bruce''': Ma dove vai?<br>'''Dio''': Mi prendo una vacanza.<br>'''Bruce''': Dio non si prende [[vacanza|vacanze]]! Se le prende? Voi... Egli?<br>'''Dio''': Mai sentito parlare del Medioevo? *'''Grace''': O mio Dio!<br>'''Bruce''': Tu chiamami Bruce. *'''Bruce''': Ma questo è il Paradiso?<br>'''Dio''': No, questo è il monte [[Everest]]. Dovresti fare un po' di zapping su ''Discovery Channel'' ogni tanto. *'''Bruce''': Erano così tanti, che gli ho solo dato quello che volevano.<br>'''Dio''': Già... Ma da quando in qua le persone sanno quello che vogliono?<br>'''Bruce''': E allora che faccio?<br>'''Dio''': Dividere la minestra non è un [[miracolo]], Bruce, è un trucchetto. Una madre sola che deve fare due lavori e che trova ancora il tempo di accompagnare il figlio a scuola di calcio, quello sì che è un vero miracolo. Un adolescente che dice di no alla droga e dice sì all'istruzione, questo è un miracolo. Le persone vogliono che faccia tutto io e non si rendono conto che sono loro ad avere il potere. Vuoi vedere un miracolo, figliolo? Sii il tuo miracolo.<br>'''Bruce''': Aspetta, che fai, vai via?<br>'''Dio''': Sì, penso che tu sappia cavartela adesso.<br>'''Bruce''': E se ho bisogno di te, se devo farti delle domande?<br>'''Dio''': È un tuo problema, Bruce, è il problema di tutti quanti. Continua a guardare in alto! *'''Bruce''': Che vuoi che faccia?<br>'''Dio''': Voglio che preghi figliolo, avanti. Usalo.<br>'''Bruce''': Signore, sazia gli affamati e porta la pace a tutta l'umanità, ti prego. Come vado?<br>'''Dio''': Perfetto. Se vuoi diventare Miss America. Avanti, dai, a cos'è che tieni veramente?<br>'''Bruce''': A Grace.<br>'''Dio''': A Grace. E vuoi riaverla?<br>'''Bruce''': No. Voglio che sia felice comunque. Qualsiasi cosa comporti. Voglio che trovi qualcuno che la tratti con tutto l'amore che meritava da me. Voglio che incontri un uomo che la veda sempre come io vedo ora, attraverso i tuoi occhi.<br>'''Dio''': Questa è una preghiera. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Una... da Dio}} [[Categoria:Film commedia]] rqbq3t8wqtw8v1ryumqjoqfhvmbx00d La leggenda di Al, John e Jack 0 6752 1419163 1418827 2026-07-05T11:38:22Z ~2026-37621-30 107654 /* */ 1419163 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloalfabetico= Leggenda di Al, John e Jack, La |genere= commedia/gangster |regista=[[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]] |sceneggiatore=[[Aldo, Giovanni & Giacomo|Aldo Baglio]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giacomo Poretti]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giovanni Storti]], [[Massimo Venier]], [[Paolo Cananzi]] e [[Walter Fontana]] |attori= *[[Aldo Baglio]]: Al *[[Giacomo Poretti]]: Jack *[[Giovanni Storti]]: John *[[Aldo Maccione]]: Boss Sam Genovese *[[Antonio Catania]]: Fred il cuoco *[[Giovanni Esposito]]: Frank "Contropelo" *[[Ivano Marescotti]]: Capitano *[[Marco Beretta]]: Ben *[[Giovanni Cacioppo]]: Tom "schiena di legno" *[[Giorgio Centamore]]: Cameriere *[[Frank Crudele]]: Sam "mani di merda" *[[Silvana Fallisi]]: Ragazza del Drive in *[[Lucia Guzzardi]]: Mamma di Al *[[Vinny Pecora]]: Barista *[[Natalia Robbins]]: Zia Genovese |note= }} '''''La leggenda di Al, John e Jack''''', film del 2002 diretto e interpretato da [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Massimo Venier]]. Ahwhejejrhehehehdhdhshhdhswhuww😡😡😡😡😡😡😡 basta ==Frasi== *E voi chi minchia siete? ('''Al''') *''[[Auguri di compleanno dai film|Tanti auguri]] a Jack | Tanti auguri a Jack | Tanti auguri impasticcomane! | Tanti auguri a te!'' ('''Al e John''') *Anzi fai una cosa, Johnny: ammazzalo così la smette di soffrire, va! ('''Jack''') *Johnny, Johnny, Johnny non piangere che diventi brutto per favore! Johnny, non fare così! ('''Jack''') *Ma quant'è bella la mafia! ('''Jack''') *Buongiorno signora e benvenuta. È un piacere accoglierla in questa città di New York, città bellissima ma non altrettanto che Lei. ('''John''') *Jack, noi stiamo mettendo la nostra vita nelle sue mani e questo non sa neanche come si chiama! ('''John''') *Johnny, a te te lo devono dare il premio Nobel per la mafia, e se non te lo danno è perché è tutto un magna magna. ('''Jack''') *Che tocchi? Che tocchi, Jack? Non è roba per te! Non hai mai avuto manualità! ('''John''') *E vedi di non farmi diventare Al tre dita. ('''Al''') ==Dialoghi== *'''John''': Che stai facendo, Jack? Che stai facendo?<br />'''Jack''': Johnny... Smarties contro anfetamine, no? <br />'''John''': E ti sembra il momento?<br />'''Jack''': È sempre il momento!<br />'''John''': Partita finita. *'''Jack''': Allora, Al, ascoltami bene: era venerdì. Eravamo al Drive In di Coney Island. Eravamo lì perché il boss...<br />'''John''': Jack, se inizi sempre dalla fine, questo non capisce niente. Bisogna iniziare dall'inizio, lo dice la parola stessa.<br />'''Jack''': E allora fai una cosa, Al: ascolta il professorone! *'''Jack''': Ma come facevi a sapere che mi piaceva proprio la pistola? <br/> '''Al''': Eh, tu tre gusti hai: la pistola, le anfetamine e la torta di Melissa! *'''John''': Sei contento?<br/>'''Jack''': Ti sembro scontento, Johnny? Minchia, Carabbaggio! {{NDR|indicando il libro su Caravaggio appena regalatogli}} <br />'''John''': Caravaggio, Jack! <br />'''Jack''': Sii... Oh, comunque Al, grazie per questo regalo che è bellissimo! <br />'''Al''': Dai, digli che ti piace! <br />'''Jack''': Ma sì, Johnny, mi piace! Minchia... Senti, e... i colpi? <br />'''Al''': Eh, i colpi! I colpi... pensavo che li prendeva Johnny! <br />'''Jack''': Johnny...?! <br />'''Johnny''': Eh... io ero indeciso tra i colpi e Caravaggio... <br />'''Jack''': E hai scelto il Carabbaggio...?! Che compleanno di merda! *'''John''': Che fai, Jack, che fai?! <br/>'''Jack''': Johnny, ho guardato il libro di Carabbaggio? E lasciami provare 'sta pistola! <br/> '''John''': Minchia, quante volte ti ho detto che non si spara in casa, Jack?! Quante?! <br/> '''Jack''': Cinque? <br/> '''John''': No, sette! <br/> '''Jack''': Minchia, non mi sta in testa... *'''Al''': Che c'è da ridere?<br />'''John''': Niente, Al...<br />'''Al''': E fate ridere un po' anche me!<br />'''John''': No, è che... tuo fratello, no?<br /> '''Al''': Che c'hai da dire su mio fratello, parla.<br /> '''John''': Niente, così, dico che... A conoscerlo superficialmente... Tuo fratello è un po'... Eh?<br /> '''Al''': È un po' cosa? Parla!<br /> '''John''': Niente, dai, lasciamo perdere, non parliamone più.<br /> '''Al''': No, parliamone, parliamone, stiamo parlando di mio fratello e parliamone, giusto?<br /> '''Jack''': Allora Al, ti sta dicendo che... Tuo fratello... Ti sta dicendo che tuo fratello... è un ricchione!<br />'''Al''': Mio fratello non è un ricchione! È raffinato!<br /> '''Jack''': Cos'è tuo fratello?<br /> '''Al''': Raffinato! E comunque stiamo facendo un lavoro, facciamolo e basta, va bene? C'è da ammazzare qualcuno? Ammazziamolo e basta!<br /> '''Jack''': Mii, che clima... E come si fa ad ammazzare la gente con questo clima? Che siamo, delle macchine? *'''Al''': Johnny, vai dritto verso la discarica.<br />'''Frankie''': No, la discarica no! Lo so che cosa succede alla discarica!<br />'''John''': E che cosa succede alla discarica, Frankie? Che si butta la spazzatura! *'''John''': E vabbè va', oggi mi sento di buon umore. Frankie, se risponderai a una domandina facile facile, te ne torni a casa dai tuoi bambini, eh?<br />'''Frankie''': Grazie Johnny, ti dico tutto quello che vuoi sapere.<br />'''John''': Ecco, allora dimmi: qual è la capitale della Birmania?<br />'''Frankie''': Ma... come... la...<br />'''John''': La capitale della Birmania, Frankie!<br />'''Frankie''': Ragazzi, ma perché fate così, come faccio a sapere la capitale della Birmania?<br />'''John''': Ahi, ahi, ahi, che peccato, che peccato, che peccato, Frankie! Tra l'altro potevi dire una cosa qualsiasi che a noi andava bene! Chi minchia la sa la capitale della Birmania, Frankie?! *'''Al''': ...Ooh, non sai quale cosa si può fare, Johnny...? ...Non lo possiamo mandare a casa? <br />'''John''': Le regole sono regole, Al.<br />'''Jack''': E c'ha ragione, Johnny, che mondo sarebbe senza le regole, eh?<br />'''Johnny''': Poi anche volendo, come facciamo col boss? Quello vuole il suo cuore su un piatto d'argento.<br />'''Al''': E che problema c'è? Ammazziamo un cerbiatto e gli portiamo il suo cuore al boss... non avete visto ''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]''? *'''John''': Scusa Al, ma... non avevi detto che volevi salvargli la vita?<br />'''Al''': Sì, Johnny... E dove minchia lo troviamo un cerbiatto a [[New York]]? *'''Al''': Jonny ti posso parlare cinque minuti? È importante!<br>'''John''': Non è il momento, Al!<br>'''Al''': E non è mai il momento però, eh...<br>'''John''': Prima il lavoro. Adesso vediamo gli appuntamenti di domani... Che c'è? Baciamo le mani, boss! Allora, vediamo domani. Ore 4: far saltare la tintoria dei Jefferson. E mi raccomando Jack, non come l'altra volta che ti sei dimenticato il numero e hai fatto saltare un negozio a caso!<br />'''Jack''': Sì, però poi era quello giusto!<br />'''John''': Quella è fortuna, non si lavora così, siamo professionisti! *'''John''': Jack, quante volte te lo devo dire, non si spara ai cani! <br/> '''Jack''': E perché? <br/> '''John''': Perché sono animali superiori! <br/> '''Jack''': E chi l'ha detto? <br/> '''John''': Ma la scienza lo dice, Jack, la scienza! <br/> '''Jack''': La scienza? <br/> '''John''': Ma che ne sai tu di scienza! *'''Jack''': Miii, però, Johnny, mi dovevi spezzare l'osso del collo?! Ah! <br /> '''John''': Tu devi solo stare zitto, Jack! <br /> '''Jack''': E comunque mia madre mi ha sempre insegnato che quattro e tre fanno sette. <br /> '''John''': Se è per questo tua madre faceva anche la buttana, Jack, eh? <br />'''Jack''': Sì, ma raffinata. E comunque i conti li sapeva fare. <br /> '''John''': Tu devi smetterla di ribattere, Jack, devi smetterla di ribattere! Io te la estirpo quella voglia di ribattere! Hai fatto troppi errori! Noi siamo dei professionisti, fior fior di professionisti, Jack! E Sam Genovese è stato categorico, questa è la nostra ultima occasione! <br /> '''Jack''': Sì, però Johnny m'annoia da morire andare a pigliare questa vecchia. <br />'''John''': Preferisci essere sciolto nell'acido? <br />'''Jack''': Certo che no Johnny, lo sai che sono allergico! <br /> '''John''': E poi portare in giro per la città la zia di Sam Genovese è un grande onore. <br />'''Jack''': Eh, sai che onore! L'anno scorso è toccato a Nick il Demente... <br />'''John''': Taci, Jack, taci e basta!! Non ne posso più quando parli! Adesso andiamo a prendere questa vecchia, la portiamo in giro per la città, la facciamo divertire, siamo gentili, siamo deferenti, la portiamo da Tiffany, la portiamo a prendere il tè con le cassatelle, eh? E poi la riportiamo a casa. E alle 5 p.m. cascasse il mondo saremo davanti allo Stardust, ok?! <br />'''Jack''': Johnny, mi hai convinto, andiamoci a pigliare sta minchia di vecchia. <br />'''John''': Allora, siamo gentili, non diciamo parolacce, non diciamo volgarità e soprattutto non diciamo vecchia!!! Ok, Jack? Ok?! <br />'''Al''': E allora andiamo a prendere a sta teenagers. *'''John''': Ma Jack, che hai fatto!? <br/> '''Jack''': Ma Johnny, non ho fatto niente, ho solo fatto così!! {{NDR|divarica le braccia e dalla cinta parte un colpo di pistola che uccide accidentalmente l'autista della corriera}} Maria!! <br/> '''John''': Jack, ma quante volte ti ho detto di non tenere la canna della pistola verso l'alto?! Quante?! <br/> '''Jack''': Cinque!! <br/> '''John''': No, sette!! <br/> '''Jack''': Minchia, non mi sta in testa, Johnny! <br> '''Al''': Scappiamo!!! <br> '''Jack''': Dove? <br> '''Al''': Di là, di là!! *'''Al''': Ma che minchia hai fatto, Jack?! Ma che minchia hai fatto?!! <br /> '''Jack''': Non ho fatto niente di male, Al! Non l'ho mica fatto apposta!! <br /> '''Al''': Siamo morti! E tutta per colpa tua, impasticcomane di merda!! <br /> '''Jack''': Johnny, non ho fatto niente, ho fatto solo così! {{NDR|ridivarica le braccia e dalla cinta parte ancora un colpo di pistola, che stavolta colpisce la radio}} <br />'''John''': Tieni il volante, Al! <br /> '''Jack''': No, Johnny, no! No, Johnny, no! No! <br />'''John''': Dammi questa pistola, Jack!! Questa è una pistola maledetta, e adesso ha smesso di uccidere innocenti! {{NDR|getta la pistola dal finestrino, che cadendo al suolo fa partire di nuovo un colpo che uccide accidentalmente un passante}} <br /> '''Jack''': Ma che hai fatto, Johnny?! La mia pistola nuova! Era il regalo più bello della mia vita! <br /> '''John''': E portavi indietro il libro di Caravaggio, tutto questo non sarebbe successo!! *'''Al''': Non preoccuparti, io non voglio immischiarmi nelle vostre cose, ti chiedo solo di parlargli e di dirgli che non sei innamorato di lui... se è così...<br/> '''John''': Al, fidati, è così!<br/>'''Al''': E chi ha detto il contrario? Ti chiedo solo di parlagli e di dirgli che i suoi sentimenti per te non sono corrisposti... se è così... <br/>'''John''': Mii, Al se dici un'altra volta "se è così" ti sparo in testa! È così! *'''Al''': Guardami, Johnny. Ma che c'hai?<br />'''John''': Tanto vale che ve lo dica... ho deciso di costituirmi!<br />'''Jack''': Ma sei rincretinito Johnny?! Che stati dicendo?! Johnny!<br />'''John''': E che sono stanco, sono veramente stanco! Soprattutto di te, Jack!<br />'''Al''': Ma ti vuoi fare 50 anni di galera?!<br />'''John''': Ma meglio la galera che 'sta vita infame! Sempre braccati! Sono stufo! Sono veramente stanco! Soprattutto di te, Jack!<br />'''Jack''': Johnny, però non è che te la puoi pigliare sempre con me, eh? E comunque che credi che io non ci abbia pensato? <br/> '''John''': "Pensato"! Jack, ma se non ti si è ancora chiusa la fontanella, che vuoi pensare?! *'''John''': Jack, mi posso fidare di te?<br />'''Jack''': Johnny, ma perché fai domande retoriche? *'''Al''' {{NDR|rifacendo il ruolo di Padre Damien Karras del film horror ''[[L'esorcista]]''}}: Ti sento, Diavolo, che sei in questa casa! Entra in me, entra in me, Diavolo!! Satana di un satanasso!! Io ti scaccio-da questa-casa-male-detta!!! Io ti posso affrontare, hai capito?!<br />'''John''': Che minchia sta succedendo, Jack?<br />'''Al''': Vai via, Satana!!!<br />'''Jack''': Minchia, Johnny! Mi sto ammazzando dalle risate!<br />'''Al''': Rientra nelle tenebre! Entra in me, entra in meeeeee!!! Entra in me!! <br />'''John''': Ma che gli hai fatto, Jack?<br />'''Jack''': Ma niente, Johnny, si è addormentato, poi quando s'è svegliato gli ho fatto credere di essere un [[Esorcismo|esorcista]]! <br />'''Al''': So che sei qua, non mi fai paura!! Abbandona, rientra-nelle-tenebre!!!<br />'''John''': Ma sei impazzito?!?<br />'''Jack''': Mi sto ammazzando dalle risate, Johnny! Che bella vita che facciamo, Johnny! Guarda che ridere fa bene! E poi, oh, il bello deve ancora avvenire! <br />'''Al''': Sei negli abissi senza pace! <br />'''Jack''': E credici un pochino!...<br />'''Al''': Diavolo, ti ho trovato finalmente. Esci da questo corpo deforme! Entra in me! Cosa sei...? Entra in me! Abbandona questo grottesco involucro ed entra in me!!! Entra in me, adesso!! <br />'''John''': Come faccio con te, Jack? Come faccio?<br />'''Jack''': E che ne so, Johnny...<br />'''John''': Due ore di lavoro buttate via! Quante volte te l'ho detto? Non è un giocattolo! Non è un giocattolo!<br />'''Jack''': Ma mi annoio, Johnny!<br />'''John''': Jack, Jack, Jack!<br />'''Jack''': Comunque faceva ridere, di' la verità! Al? Al? Al? <br />'''Al''': E voi chi minchia siete? *'''Jack''': Johnny, stai calmo, dammi retta, che con la calma si ottiene tutto... allora Al, ascoltami bene, eh, è facile: adesso tu esci da quella finestra, ti arrampichi sul cornicione ed entri nella stanza di Sam Genovese. <br />'''Al''': Cornicione, finestra, stanza... questo lo so. <br />'''Jack''': Ecco, è un gioco da ragazzi per te, no? Quando sarai entrato dentro la stanza... <br />'''Al''': Scusami, Jack, ma perché non entriamo dalla porta come tutti quanti? <br />'''Jack''': E Al c'ha ragione! Perché non c'abbiamo pensato? Perché non entriamo direttamente dalla porta? E magari ci presentiamo con dei sandwich, delle birrette, chiamiamo pure una fanfara, suoniamo le trombe, spariamo per aria! E che credi, che se si poteva entrare dalla porta io e lui non ci pensavamo?! Che siamo, due cretini, io e lui?! È arrivato [[Sherlock Holmes]], è arrivato!<br/>'''John''': Calma Jack! Calma!<br/>'''Jack''': Scusa Johnny...<br/>'''John''': Non possiamo entrare dalla porta perché davanti alla porta ci sono Tom Schiena di Legno e Sam Mani di Merda, hai capito?<br />'''Al''': Scommetto che quello che gli cadono le cose è Mani di Merda.<br />'''Jack''': No, quello è Tom Schiena di Legno, per quello non si può chinare.<br />'''Al''': E perché a quell'altro lo chiamano Sam Mani di Merda?<br />'''Jack''': Che c'entra? Quello è perché ci puzzano le mani. *'''John''': Questo è il [[Piani dai film|piano]]: tu esci dalla finestra... fai venti metri di cornicione... e arrivi alla scritta dell'hotel; ti arrampichi sul traliccio, superi l'insegna... e arrivi al cornicione del piano di sopra; quando arrivi all'ultima finestra... no quella, quell'altra! La forzerai con un coltellino... e ti introdurrai come una faina nella stanza del boss; una volta nella stanza, ti infilerai nell'armadio.<br />'''Al''': Quindi io devo stare nell'armadio?<br />'''John''': Esatto.<br />'''Al''': Sono allergico alla naftalina?<br />'''John''': No.<br />'''Al''': Sono claustrofobico?<br />'''John''': No.<br />'''Al''': Minchia, Johnny, hai proprio pensato a tutto! Dopodiché, mentre io sono nell'armadio arriverà Genovese.<br />'''John''': Esatto.<br />'''Al''': E quello è il momento, esco dall'armadio e lo ammazzo!<br />'''John''': Non lo devi ammazzare, Al, dobbiamo salvargli la vita! Se lo ammazzi avremmo addosso tutta la Mafia di New York!<br />'''Al''': Mmmm...! Ma com'è che questa cosa non mi entra in testa? Salvare la vita, salvare la vita, salvare la vita! È così semplice!<br />'''John''': Allora Al, quando arriverà Genovese, tu non ti devi muovere, devi solo stare fermo ad aspettare! A un certo punto lui ordinerà la cena ed è lì che entriamo in scena noi, io e Jack. <br />'''Al''': E come facciamo a sapere che Genovese ordinerà la cena? <br />'''Jack''': Mii, Al, sono tre anni che facciamo la scorta a Genovese, tutte le volte la stessa storia! Alle sette ordina il pollo fritto, alle otto arriva la buttana, alle otto e cinque siamo tutti in macchina! Al, ascoltami bene... quando Genovese ordinerà 'sto pollo fritto, io e Johnny gli prepareremo una sorpresa che quello se la ricorda per tutta la vita! Scenderemo in cucina e con una scusa distrarremo il cameriere, al posto del pollo ci facciamo trovare una bella pistola! È un gioco da ragazzi, no? *'''Al''': Gesù... Perché proprio io??<br/>'''John''': Non guardare sotto, Al. Non guardare sotto!<br/>'''Jack''': Stai andando benissimo, Al. Bravo, bravo! Johnny non ce la faremo mai! Genovese sta per arrivare!<br/>'''John''': Che sono cretino, Jack? Ho bloccato l'ascensore! *'''Capitano''': John e Jack La Paglia! Adesso basta con le truffe, eh?! Ci dedichiamo ai rapimenti adesso!? E così... io avrei fatto 19 piani... a piedi... per sentirmi dire che dovrei andare su, buttare giù una porta, senza uno straccio di prove, senza il mandato... per rovinarmi la carriera?! Ma chi mi garantisce che di sopra c'è lo smemorato , due cretini come voi?! <br />'''John''': E se le dicessimo che in quella stanza c'è anche Sam Genovese? Da quanto tempo lo state cercando, capitano? Dieci anni? Quindici? <br />'''Jack''': Ma forse sono anche venti, Johnny! <br />'''John''': E che cosa avete ottenuto? Noi ve lo stiamo consegnando su un piatto d'argento, due al prezzo di uno! Lo smemorato e Sam Genovese. E che cosa chiediamo in cambio, Jack? Due misere tagliette? <br />'''Jack''': Ma quasi quasi io ci ripenserei, Johnny. <br />'''John''': Jack, ho già speso la parola col capitano. A noi la miseria e a lei la gloria. <br />'''Capitano''': Ma come avete avuto queste informazioni? <br />'''Jack''': Ehi, capitano. Non è che le si può raccontare proprio tutto tutto tutto! <br />'''John''': Ma vuole restare capitano tutta la vita? Non sogna anche lei una bella scrivania di mogano, con il portapenne in madreperla, il tagliacarte in avorio, eh? Jack tu ce l'hai il tagliacarte in avorio? <br />'''Jack''': Johnny non ce l'ho, ma appena incassiamo i soldi della taglia giuro che è la prima cosa che mi compero! <br />'''John''': E certo! <br />'''Capitano''': Va bene. Vi giuro che se questa è una stronzata... io mi gioco la carriera... ma voi finite a San Quintino! Lo sapete cosa succede a due come voi a San Quintino?! *'''Jack''': Che succede, Johnny? Perché ci siamo fermati?<br />'''John''': Ho bisogno... di riflettere, Jack! <br />'''Jack''': E su che minchia devi riflettere?<br />'''John''': È finita la benzina!<br />'''Jack''': E facciamola!<br />'''John''': La benzina non si fa Jack, la benzina si compra!<br />'''Jack''': E prendiamo i soldi e la andiamo a comperare! <br />'''John''': Quali soldi, Jack?<br />'''Jack''': Perché, i soldi del Boss e dello smemorato te li sei già bevuti? <br />'''John''': Io!? Se tu non ti compravi questo portagioie di Luigi XVI, avremmo ancora un po' di soldi!! <br />'''Jack''': Johnny, secondo te dove le ficco le anfetamine, eh? È colpa mia se sono un uomo con un certo gusto, che ha un certo savoir-faire? E comunque Johnny, tu te ne devi stare proprio zitto, sai? C'era bisogno di comprarsi un orso polare da mettere sopra il volante ? <br />'''John''': Ma che dici, Jack? Questa è tutta immagine! Serve per lavorare! Che ne sai tu? Che ne sai? <br />'''Jack''': Si comunque Johnny, non litighiamo per queste cagate. Ti ricordi che cosa diceva nostro padre? "I soldi sono fatti per essere scialacquati. E quindi, boys, scialacquate!" Scialacqua!<br />'''John''': Jack, non abbiamo mai avuto un padre...<br/>'''Jack''': Però sarebbe stato bello ricevere un'educazione così, vero Johnny?<br/>'''John''': Sarebbe stato bello... ==[[Explicit]]== {{explicit film}} E voi chi minchia siete? ('''Al''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia nera]] [[Categoria:Film di gangster]] bh3hr7bylwvufuplq9ou7ag7vik6sn0 Utente:Superchilum 2 7346 1419148 1415284 2026-07-05T08:48:17Z Superchilum 630 /* Pagine create */ 1419148 wikitext text/x-wiki <!--{|class="boilerplate" id="pd" style="width:80%; margin: 4px auto; border:2px solid #FFD595; padding:4px; background-color: #FFF0D9;" cellpadding="4" cellspacing="12" |colspan="2"|[[File:Antarctica (7), Laubeuf Fjord, Webb Island.JPG|70x55px]] |'''Superchilum''' è in '''''[[:w:Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikipause|wikipausa]]''''' [[Antartide|mooooolto a sud]]. Tornerà su Wikiquote a fine febbraio/inizio marzo. |}--> <div style="font-size:90%"> {{#Babel:it|en-3|es-2|fr-1|la-1}} </div> [[File:Wikipedia-logo-it.png|20px]] La mia [[:w:it:Utente:Superchilum|pagina utente]] e [[:w:it:Discussioni utente:Superchilum|pagina di discussione]] su it.Wiki. == Fare == * '''[[Utente:Superchilum/Sandbox]]''' * [[Utente:Superchilum/Genova]] * [[Utente:Superchilum/Wait]] ;Vai pure *[[Saint Seiya: Soul of Gold]] con ultime parole ([https://www.youtube.com/playlist?list=PL8jk9jEnr_73fOftBagyxPws8hhyg-AWk]) *Nomi dalle canzoni [http://www.nomix.it/unacanzoneperte.php] o serie <!-- ;Sì, sul nome * Jewel ([[Jessica Jones (serie televisiva)]]) * Ruhollah ([[Amir Taheri]]) ;Sì, dedicate a * Aida ([[Rino Gaetano]]) * Layla ([[Eric Clapton]]?) * Maria ([[Rino Gaetano]], [[Articolo 31]]) * Marina ([[Rocco Granata]]) * Mario ([[Rino Gaetano]]) * Maryanna ([[Rino Gaetano]]) * Sara ([[Antonello Venditti]]) * Valentina ([[Max Gazzé]]) ;Incerto * Beatrice ([[Carmelo Bene]]) * Clementine ([[Se mi lasci ti cancello]]) * Eugenie ([[Va' e uccidi]]) --> *Canzoni che citano personaggi: [http://www.comicbookradioshow.com/trapped/songlist.html] *Dai libri: ''Si fa presto a dire pirla'' di [[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]], ''Parole e canzoni'' di [[Fabrizio De André]], [[Boris (seconda stagione)|''Boris'' (seconda stagione)]] ;Trovare fonti * Da ''[[L'impero colpisce ancora]]'': "Luke, io sono tuo padre" * Sfid: [[Robert Baden-Powell]], [[Rat-Man]], [[Lobo (fumetto DC Comics)|Lobo]] (''Lobo scatenato''?), discorso sul PIL di [[Robert Kennedy]] * Gridi di battaglia: Superman (Su su e via), Transformers (Autorobot.. trasformatevi), Thor (Per la gloria di Asgard) Uomo Ragno (Vai ragnatela) ;Parliamone * Raccolte dai media ** Tipologia *** Sì: Slogan sportivi, Striscioni da stadio *** No: Canti di guerra [in canzoni], "Facing the enemy", Haiku [in poesie; sì se in futuro ce ne saranno abbastanza], Marce [in canzoni] *** ?: Cartoline, Conte, Lettere di addio, Scherzi telefonici, Segreti, Similitudini, Wellerismi *** Da discutere: Tautogrammi, "Problems in mathematics" ** Medium *** No: Testi sacri *** ?: Anime e manga, Libri (distinguere narrativa, saggistica, ecc.), Programmi televisivi *** Da discutere: musical, opere liriche, radio ** Portale? * Linee guida ** "Proverbi italiani" nelle voci tematiche con "Dizionario dei proverbi" di Annarosa Selene, ma non nella voce [[Proverbi italiani]]... ** Citazioni errate/erroneamente attribuite ecc. ** Omissis e punteggiatura ** Stile disambigua: virgola o lineetta tra etichetta e descrizione? ** Link a Wikipedia: eccesso? ** Sigle: in che voce vanno? Dell'autore, dell'interprete, della serie/film/videogioco? ** Se ci sono note dell'autore come e dove riportarle? Es. [[Robert Conquest#Il grande terrore]] e [[Nikolaj Ivanovič Ežov‎‎]] ** Aggiungere argomento per template S (e W)? ** Fonti *** Citazioni da Focus ([[Wikiquote:Bar/Archivio_2014-01--04#Citazioni_da_Focus|disc.]]) *** No fonti per frasi ricorrenti? ([https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=BoJack_Horseman&diff=prev&oldid=874195 v.], [[Discussioni_utente:Superchilum#Piano_B|disc.]]) *** Nota per fonti da FB e altri social ** Categorie *** voci di citazioni su persone (es. [[Roger Federer/Citazioni su Roger Federer]]) senza categorie di biografie (es. Tennisti svizzeri)? ([[Wikiquote:Bar/Archivio_2015-05--12#Citazioni_su|disc.]]) *** Cat Opere librarie è un di più... *** Categoria "Luoghi di ..." da sostituire con più specifiche? ** Dividere modelli di voce ([[Utente:Superchilum/Modelli|sandbox]]) *** Modello di voci tematiche **** sezione con spiegazione sulla pertinenza **** Solo una sottosezione in voce tematica: direttamente sezione con 3 === (es. [[Lacrosse]]) o raccolte comunque da un "Citazioni" con 2 == (es. [[Villa Bagnarello]] o [[Villa delle Peschiere]]); in teoria partire subito con 3 è errato *** Modello di persone **** le interviste vanno anche nelle voci sugli intervistatori? ([[Wikiquote:Bar/Archivio_2015-05--12#Citazioni_di_intervistatori|disc.]]) ****libri editi con più titoli: quale mettere come titolo della sezione? ([[Wikiquote:Bar/Archivio_2015-05--12#Libri_con_pi.C3.B9_titoli|disc.]]) -> anche nel modello sui libri **** Citazioni su un libro fatte dall'autore: si ripetono anche in sezione nel libro nella stessa pagina? **** Sezioni Film/Fumetti/ecc: prima o dopo le note? **** Separare racconti/romanzi/saggi/poesie/articoli ecc. (sì ma con juicio, v. [[Wikiquote:Bar#Distinzione_romanzi.2Fracconti]]) **** Template per i cantanti (ok, v. [[Wikiquote:Bar#Template_per_i_cantanti]]) **** Prima libri o prima canzoni? (es. [[Bruce Springsteen]]) **** Ok "Citazioni sull'album"? (es. [[Bruce Springsteen]]) ****Incipit per voci di gruppi di scrittori ;Altre quote *[[:de:Special:Contributions/Superchilum|de]] (babel in ns0) *[[:hr:Special:Contributions/Superchilum|hr]] (pagine da unire) *[[:pt:Special:Contributions/Superchilum|pt]] (babel in ns0) *[[:tr:Special:Contributions/Superchilum|tr]] (pagine da unire) == Pagine create == <small>''N.B.: [[Aiuto:Disambiguazione|disambigue]], [[Aiuto:Redirect|redirect]] e [[Aiuto:Sottopagina|sottopagine]] non sono considerati.''</small> {{Cassetto |Titolo = [[File:Nuvo!a rosquilla.svg|20px]] '''Argomenti - Alimenti''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Bevande * [[ACE (bevanda)]] * [[Bevanda alcolica]] * [[Camomilla]] * [[Grappa]] * [[Limonata]] * [[Moscatello di Taggia]] * [[Sidro]] * [[Succo d'arancia]] * [[Succo di mela]] * [[Vino spumante]] * [[Whisky]] {{ColBreak}} ;Spezie * [[Cumino]] * [[Curry]] * [[Pepe]] * [[Spezia]] * [[Zenzero]] {{ColBreak}} ;Ortofrutta * [[Cocomero]] * [[Cranberry]] * [[Crusca]] * [[Fragola]] * [[Ghianda]] * [[Lampone]] * [[Lenticchia]] * [[Limone]] * [[Mais]] * [[Maracuja]] * [[Melone]] * [[Mirtillo]] * [[Oliva]] * [[Peperone]] * [[Pisello]] * [[Pomodoro]] * [[Pompelmo]] * [[Porro]] * [[Segale]] {{ColBreak}} ;Portate di cucina * [[Baccalà]] * [[Bignè]] * [[Cappon magro]] * [[Caramello]] * [[Carpaccio (gastronomia)]] * [[Christstollen]] * [[Cima alla genovese]] * [[Crema bavarese]] * [[Dessert]] * [[Dolce (cucina)]] * [[Farinata]] * [[Fesenjān]] * [[Focaccia]] * [[Ghiacciolo]] * [[Hot dog]] * [[Lasagne]] * [[Macedonia di frutta]] * [[Marshmallow]] * [[Pandolce]] * [[Pasta di gamberetti]] * [[Pastel de nata]] * [[Pemmican]] * [[Peperonata]] * [[Piatto (gastronomia)]] * [[Sashimi]] * [[Sorbetto]] * [[Stoccafisso]] * [[Stoccafisso accomodato]] * [[Sushi]] {{ColBreak}} ;Altri alimenti * [[Gomma da masticare]] * [[Ketchup]] * [[Maionese]] * [[Pesto]] * [[Prosciutto]] * [[Salame]] * [[Salsiccia]] * [[Senape]] * [[Trippa]] * [[Uva passa]] * [[Würstel]] * [[Yogurt]] * [[Zucchero]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Nuvola filesystems folder home.png|20px]] '''Argomenti - Architetture (1)''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Alberghi * [[Albergo]] * [[Grand Hotel Eden (Genova)]] * [[Grand Hotel Miramare]] * [[Hotel Croce di Malta]] {{ColBreak}} ;Castelli e fortezze * [[Castello Mackenzie]] * [[Forte Quezzi]] * [[Forte Santa Tecla (Genova)]] * [[Forti di Genova]] {{ColBreak}} ;Chiese * [[Abbazia di San Giuliano (Genova)]] * [[Basilica della Santissima Annunziata del Vastato]] * [[Basilica di San Siro]] * [[Basilica di Santa Maria Assunta (Genova)]] * [[Basilica di Santa Maria delle Vigne]] * [[Cattedrale di San Canuto]] * [[Cattedrale di San Lorenzo (Genova)]] * [[Cattedrale di Santa Maria del Fiore]] * [[Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea]] * [[‎Chiesa di San Donato (Genova)]] * [[Chiesa di San Filippo Neri (Genova)]] * [[Chiesa di San Luca (Genova)]] * [[Chiesa di San Matteo (Genova)]] * [[Chiesa di Santa Maria della Spina]] * [[Chiesa di Santa Maria di Castello (Genova)]] * [[Chiesa di Santa Maria in Passione]] * [[Chiese di Genova]] * [[Commenda di San Giovanni di Pré]] * [[Duomo di Pisa]] {{ColBreak}} ;Ospedali * [[Lazzaretto di Genova]] * [[Ospedale degli Incurabili (Genova)]] * [[Ospedale di Pammatone]] * [[Ospedale San Martino]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Nuvola filesystems folder home.png|20px]] '''Argomenti - Architetture (2)''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Palazzi * [[Palazzi dei Rolli]] * [[Palazzo Baldassarre Lomellini]] * [[Palazzo dell'Università di Genova]] * [[Palazzo Doria-Tursi]] * [[Palazzo Ducale (Genova)]] * [[Palazzo Durazzo-Pallavicini]] * [[Palazzo Giacomo Spinola]] * [[Palazzo Lomellini-Serra]] * [[Palazzo Pitti]] * [[Palazzo Reale (Genova)]] * [[Palazzo Rosso (Genova)]] * [[Palazzo San Giorgio (Genova)]] * [[Palazzo Spinola di Pellicceria]] {{ColBreak}} ;Porte cittadine * [[Porta Pila (Genova)]] * [[Porta Siberia]] * [[Porta Soprana]] {{ColBreak}} ;Ville * [[Villa Bagnarello]] * [[Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera]] * [[Villa del Principe]] * ‎[[Villa delle Peschiere]] * ‎[[Villa Doria Centurione]] * [[Villa Durazzo Bombrini]] * [[Villa Durazzo-Pallavicini]] * [[Villa Gnecco]] * [[Villa Imperiale (Genova)]] * [[Villa Imperiale Scassi]] * [[Villa Mylius (Genova)]] * [[Villa Rosazza]] * [[Ville di Genova]] * [[Villetta Di Negro]] {{ColBreak}} ;Architetture varie * [[Acquedotto storico di Genova]] * [[Albergo dei Poveri (Genova)]] * [[Bar (pubblico esercizio)]] * [[Biosfera (Genova)]] * [[Condominio]] * [[Cucina (architettura)]] * [[Fabbrica]] * [[Galleria Mazzini]] * [[Kings Weston House]] * [[Laboratorio]] * [[Laboratorio chimico]] * [[Lanterna di Genova]] * [[Loggia della Mercanzia (Genova)]] * [[Mura dello Zerbino]] * [[Mura di Genova]] * [[Stadio Filadelfia]] * [[Taverna]] * ‎[[Teatro Carlo Felice]] * [[‎Teatro Diurno (Genova)]] * [[Tempio di Vesta]] * [[Torre Embriaci]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Autoroute icone.svg|20px]] '''Argomenti - Infrastrutture''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Piazze * [[Largo della Zecca]] * [[Piazza Acquaverde]] * [[Piazza Banchi]] * [[Piazza Caricamento]] * [[Piazza Corvetto]] * [[Piazza De Ferrari]] * [[Piazza del Carmine (Genova)]] * [[Piazza della Nunziata]] * [[Piazza della Vittoria (Genova)]] * [[Piazza Giacomo Leopardi]] * [[Piazza San Giorgio (Genova)]] * [[Piazza San Matteo]] * [[‎Piazza Sant'Anna (Genova)]] * [[Piazza Sarzano]] * [[Piazza Stella]] {{ColBreak}} ;Strade * [[Caruggi di Genova]] * [[Corso Dogali]] * [[Corso Firenze]] * [[Corso Italia (Genova)]] * [[Corso Monte Grappa (Genova)]] * [[Salita della Misericordia]] * [[Salita della Tosse]] * [[Salita di San Francesco]] * [[Strada sopraelevata di Genova]] * [[Stradone di Sant'Agostino]] * [[Via Antonio Gramsci (Genova)]] * [[Via Balbi]] * [[Via Caffaro (Genova)]] * [[Via Cairoli (Genova)]] * [[Via Canneto il Lungo]] * [[Via Clavarezza]] * [[Via Corsica (Genova)]] * [[Via del Campo]] * [[Via di Prè]] * [[Via di San Bernardo]] * [[Via Garibaldi (Genova)]] * [[Via Montaldo]] * [[Via San Luca]] * [[Via Sestri]] * [[Via XX Settembre (Genova)]] * [[‎Viale delle Brigate Partigiane]] * [[Vico Chiuso delle Formiche‎]] * [[Vico dell'Amor Perfetto]] * [[Vico della Noce‎]] * [[Vico delle Virtù‎]] * [[Wall Street]] {{ColBreak}} ;Ponti * [[Ponte di Carignano]] * [[Viadotto Genova San Giorgio]] * [[Viadotto Polcevera]] {{ColBreak}} ;Infrastrutture varie * [[Ferrovia]] * [[Idroscalo di Genova]] * [[Metropolitana di Mosca]] * [[Porto di Genova]] * [[Porto di Messina]] * [[Scalinata delle Caravelle]] * [[Stazione di Genova Piazza Principe]] * [[Terzo valico]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Erioll world.svg|20px]] '''Argomenti - Luoghi''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Quartieri e zone * [[Albaro]] * [[Boccadasse]] * [[Campopisano]] * [[Capolungo (Genova)]] * [[Carmine (Genova)]] * [[Centro storico di Genova]] * [[Certosa (Genova)]] * [[Cornigliano]] * [[Foce (Genova)]] * [[Ghetto di Genova]] * [[Maddalena (Genova)]] * [[Madre di Dio (Genova)]] * [[Manhattan]] * [[Marassi]] * [[Marinetta]] * [[Molo (Genova)]] * [[Nervi (Genova)]] * [[Notting Hill]] * [[Oregina]] * [[Pianderlino]] * [[Pontecarrega]] * [[Pontedecimo]] * [[Ponticello (Genova)]] * [[Portoria]] * [[Pra']] * [[Prè]] * [[Priaruggia]] * [[Quezzi]] * [[Quinto al Mare]] * [[Righi]] * [[Sampierdarena]] * [[San Gottardo (Genova)]] * [[San Teodoro (Genova)]] * [[San Vincenzo (Genova)]] * [[Sestri Ponente]] * [[Sottoripa]] * [[Staglieno]] * [[Voltri]] {{ColBreak}} ;Città * [[Amsterdam]] * [[Asso (Italia)]] * [[Assuan]] * [[Bangkok]] * [[Bogotà]] * [[Branson (Missouri)]] * [[Camogli]] * [[Città del Messico]] * [[Como]] * [[‎Crocefieschi]] * [[Cuzco]] * [[Dresda]] * [[Dublino]] * [[Elizabeth (New Jersey)]] * [[‎Freehold (New Jersey)]] * [[Granada]] * [[Irancy]] * [[Karlovy Vary‎]] * [[La Spezia]] * [[Levanto]] * [[Lexington (Virginia)]] * [[Lima (Perù)]] * [[Lorsica‎]] * [[Monopoli (Italia)]] * [[Mosca (Russia)]] * [[Nizza]] * [[Pechino]] * [[Potsdam]] * [[San Biagio della Cima]] * [[Sanremo]] * [[Sheffield]] * [[Sleepy Hollow (New York)]] * [[Stoccolma]] * [[Tangeri]] * [[Tarrytown (New York)]] * [[Tempio Pausania]] * [[Valladolid]] {{ColBreak}} ;Stati * [[Galles]] * [[Madagascar]] * [[Nebraska]] * [[Norvegia]] * [[Ohio]] * [[Oklahoma]] * [[Nuova Zelanda]] * [[Regno Unito]] * [[Senegal]] * [[Slovacchia]] {{ColBreak}} ;Luoghi vari * [[Antartide]] * [[Artide]] * [[Bisagno]] * [[Camposanto monumentale]] * [[Cimitero monumentale di Staglieno]] * [[Eurabia]] * [[Fenicia]] * [[Fiera di Genova]] * [[Filfola]] * [[Gibilterra]] * [[Isola di Lampedusa]] * [[Isole Samoa]] * [[Macedonia (regione storica)]] * [[Monte Fasce]] * [[Oceano Antartico]] * [[Parchi di Nervi]] * [[Passo di Wrynose]] * [[Polcevera]] * [[Polo nord]] * [[Polo sud]] * [[Regioni polari]] * [[Repubblica di Genova]] * [[Riviera di Levante]] * [[Riviera di Ponente]] * [[Scoglio di Quarto]] * ‎[[Spianata dell'Acquasola]] * [[Stretto di Gibilterra]] * [[Sturla (torrente)]] * [[Triangolo delle Bermude]] * [[Val Bisagno]] * [[‎Val Polcevera]] * [[Valle Fontanabuona]] {{ColBreak}} ;Luoghi immaginari * [[Gotham City]] * [[Isola che non c'è]] * [[Limbo]] * [[Metropolis (DC Comics)]] * [[Penitenziario di Oswald]] * [[Smallville (DC Comics)]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Star of life.svg|20px]] '''Argomenti - Medicina''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Anatomia * [[Alluce]] * [[Ano]] * [[Anulare]] * [[Baffo]] * [[Braccio]] * [[Collo]] * [[Dito]] * [[Fronte (anatomia)]] * [[Gamba]] * [[Ginocchio]] * [[Gomito]] * [[Guancia]] * [[Indice (dito)]] * [[Labbro]] * [[Lentiggini]] * [[Medio]] * [[Mento]] * [[Mignolo]] * [[Nuca]] * [[Osso]] * [[Osso zigomatico]] * [[Ovaia]] * [[Piede]] * [[Pollice (dito)]] * [[Polmone]] * [[Polso]] * [[Pomo d'Adamo]] * [[Scalpo]] * [[Scheletro]] * [[Schiena]] * [[Scroto]] * [[Spalla]] * [[Sperma]] * [[Spermatozoo]] * [[Testicolo]] * [[Unghia]] * [[Uretra]] {{ColBreak}} ;Colore dei capelli * [[Capelli bianchi]] * [[Capelli biondi]] * [[Capelli bruni]] * [[Capelli grigi]] * [[Capelli neri]] * [[Capelli rossi]] * [[Capelli verdi]] {{ColBreak}} ;Colore degli occhi * [[Colore degli occhi]] * [[Occhi azzurri]] * [[Occhi chiari]] * [[Occhi marroni]] * [[Occhi neri]] * [[Occhi scuri]] {{ColBreak}} ;Malattie * [[Acefalia]] * [[Acne]] * [[Aracnofobia]] * [[Ematoma periorbitale]] * [[Epidemia]] * [[Parotite]] * [[Psicosi]] * [[Scarlattina]] * [[Verruca]] {{ColBreak}} ;Salute * [[Asfissia]] * [[Eruttazione]] * [[Fecondazione assistita]] * [[Flatulenza]] * [[Prurito]] * [[Saliva]] * [[Tintura dei capelli]] * [[Tonsura]] * [[Urologia]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Nuvola apps kuickshow.png|20px]] '''Argomenti - Natura''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Animali * [[Anguilla]] * [[Armadillo]] * [[Aspide]] * [[Assiolo]] * [[Avvoltoio]] * [[Bassotto]] * [[Biscia]] * [[Boa (zoologia)]] * [[Boga (zoologia)]] * [[Brachiosauro]] * [[Cagna]] * [[Calabrone]] * [[Cammello]] * [[Cane meticcio]] * [[Canguro]] * [[Capriolo]] * [[Castoro]] * [[Cavalletta]] * [[Chiocciola]] * [[Cieca (zoologia)]] * [[Cobra]] * [[Colomba]] * [[Condor]] * [[Coniglio]] * [[Cuculo]] * [[Dromedario]] * [[Falco]] * [[Fringuello]] * [[Gambero]] * [[Gazzella‎]] * [[Ghepardo]] * [[Giumenta]] * [[Gnu]] * [[Gorilla‎]] * [[Granchio pisello]] * [[Grillo]] * [[Libellula]] * [[Locusta]] * [[Lombrico]] * [[Lumaca]] * [[Mantide]] * [[Merlo]] * [[Nacchera (zoologia)]] * [[Ocelot]] * [[Orango]] * [[Ornitorinco]] * [[Orso polare]] * [[Passero]] * [[Pecora nera]] * [[Pidocchio]] * [[Pinguino‎]] * [[Pitone]] * [[Piviere]] * Porcospino * [[Pulcino]] * [[Puledro]] * [[Riccio]] * [[Rinoceronte]] * [[Rombo (zoologia)]] * [[Rospo]] * [[Salamandra]] * [[Sanguisuga]] * [[Scarabeo (zoologia)]] * [[Sciacallo‎]] * [[Scimpanzé‎]] * [[Scorpione]] * [[Scrofa]] * [[Stallone]] * [[Tirannosauro]] * [[Tordo (uccello)]] * [[Traveller (cavallo)]] * [[Triceratopo]] * [[Tritone (anfibio)]] * [[Uccelli migratori]] * [[Vedova nera]] * [[Verme]] * [[Vespa (zoologia)]] * [[Vipera]] * [[Vongola]] {{ColBreak}} ;Piante e funghi * [[Bonsai]] * [[Capelvenere]] * [[Cappero]] * [[Cotonastro]] * [[Fiori di campo]] * [[Geranio]] * [[Lavanda]] * [[Lino (botanica)]] * [[Malva]] * [[Mirto (botanica)]] * [[Ovolo malefico]] * [[Quercia]] * [[Salice]] * [[Tiglio]] * [[Zafferano (botanica)]] {{ColBreak}} ;Oggetti astronomici * [[Cometa]] * [[Cometa di Halley]] * [[Cratere Tycho]] * [[Leone (costellazione)]] * [[Maria della Luna]] * [[Mercurio (astronomia)]] * [[Meteora]] * [[Nettuno (astronomia)]] * [[Plutone (astronomia)]] * [[Saturno (astronomia)]] * [[Sistema solare]] * [[Urano (astronomia)]] {{ColBreak}} ;Anatomia animale * [[Aculeo]] * [[Ala]] * [[Artiglio]] * [[Becco]] * [[Coda (anatomia)]] * [[Corno (biologia)]] * [[Criniera]] * [[Pinna]] * [[Proboscide]] * [[Pungiglione]] * [[Scaglia]] * [[Zampa]] * [[Zanne]] * [[Zoccolo]] {{ColBreak}} ;Componenti naturali * [[Formicaio]] * [[Iceberg]] * [[Ionosfera]] * [[Pozzanghera]] * [[‎Stagno (idrografia)]] * [[Terra bagnata]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Salomo icon.svg|17px]] '''Argomenti - Persone''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Cariche politiche * [[Deputato]] * [[Ministro]] * [[Ministro senza portafoglio]] * [[Podestà]] * [[Primo ministro]] * [[Sindaco]] {{ColBreak}} ;Figure religiose * [[Abate]] * [[Apostolo]] * [[Arcivescovo]] * [[Cardinale]] * [[Chierico]] * [[Curato]] * [[Dalai Lama]] * [[Diacono]] * [[Eremita]] * [[Parroco]] * [[Pastore (religione)]] * [[Patriarca (cristianesimo)]] * [[Patriarca (ebraismo)]] * [[Rabbino]] * [[Reverendo]] * [[Sciamano]] * [[Servo di Dio]] * [[Suora]] * [[Vescovo]] * [[Yogin]] {{ColBreak}} ;Parentele e relazioni * [[Anima gemella]] * [[Cognato]] * [[Conoscente]] * [[Cugino]] * [[Ex (relazione)]] * [[Fidanzata]] * [[Fidanzato]] * [[Figliastro]] * [[Figlio di papà]] * [[Figlio naturale]] * [[Figlio unico]] * [[Figlioccio]] * [[Fratello maggiore]] * [[Fratello minore]] * [[Gemelli (biologia)]] * [[Gemelli siamesi]] * [[Genero]] * [[Matrigna]] * [[Mezzano (parentela)]] * [[Migliore amico]] * [[Nipote (di nonno)]] * [[Nipote (di zio)]] * [[Nonno]] * [[Padrino e madrina]] * [[Primogenito]] * [[Sorella]] * [[Suocero]] * [[Zio]] {{ColBreak}} ;Militari * [[Capitano]] * [[Caporale]] * [[Colonnello]] * [[Militare]] * [[Paracadutista militare]] * [[Rōnin]] * [[Samurai]] * [[Sergente]] * [[Ufficiale (forze armate)]] {{ColBreak}} ;Nobili e sovrani * [[Barone]] * [[Doge]] * [[Duca]] * [[Effendi]] * [[Faraone]] * [[Imperatore]] * [[Marchese]] * [[Principessa]] * [[Re]] * [[Regina]] * [[Sultano]] * [[Visconte]] * [[Zar]] {{ColBreak}} ;Altri tipi di persone * [[Agente (diritto)]] * [[Agente di cambio]] * [[Assaggiatore]] * [[Assassino]] * [[Autore]] * [[Brigadiere]] * [[Cacciatore di taglie]] * [[Camallo]] * [[Cantautore]] * [[Capitano (sport)]] * [[Capo (scout)]] * [[Cenciaiolo]] * [[Cicisbeo]] * [[Colpevole]] * [[Comandante (nautica)]] * [[Cowboy]] * [[Dirigente]] * [[Fumettista]] * [[Funzionario]] * [[Genovesi]] * [[Hooligan]] * [[Impiegato]] * [[Interprete (lingua)]] * [[Interprete (musica)]] * [[Inventore]] * [[Magnate]] * [[Nerd]] * [[Ninja]] * [[Nocchiere]] * [[Passeggero clandestino]] * [[Portinaio]] * [[Questore (ordinamento italiano)]] * [[Ragazza]] * [[Sarto]] * [[Solista]] * [[Sommelier]] * [[Soul man]] * [[Spalla (attore)]] * [[Spazzacamino]] * [[Suffragette]] * [[Timoniere]] * [[Ufficiale (funzionario)]] * [[Viticoltore]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Nuvola apps kopete.png|20px]] '''Argomenti vari (1)''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Abbigliamento * [[Borsello]] * [[Cappotto]] * [[Ciabatta]] * [[Cintura]] * [[Cravatta]] * [[Frac]] * [[Infradito]] * [[Mezzaro]] * [[Pantofola]] * [[Smoking‎]] * [[Stivale]] * [[Zaino]] {{ColBreak}} ;Armi * [[Fascio littorio]] * [[Frusta]] * [[Frustino]] * [[Machete]] * [[Mannaia]] * [[Mina (ordigno)]] * [[Pallottola]] * [[Proiettile]] {{ColBreak}} ;Aziende e marchi * [[Acciaierie di Cornigliano]] * [[Google]] * [[Ilva]] * [[La Gazzetta dello Sport]] * [[La Repubblica (giornale)]] * [[McDonald's]] * [[Mediaset]] * [[Nutella]] {{ColBreak}} ;Colori * [[Beige]] * [[Bordeaux (colore)]] * [[Cachi (colore)]] * [[Celeste]] * [[Ceruleo]] * [[Indaco (colore)]] * [[Lavanda (colore)]] * [[Malva (colore)]] * [[Marrone]] * [[Ocra]] * [[Scarlatto]] * [[Violetto]] {{ColBreak}} ;Confronti * [[Bene e male]] * [[Felicità e infelicità]] * [[Genitore e figlio]] * [[Innocente e colpevole]] * [[Marito e moglie]] * [[Paradiso e inferno]] * [[Risata e pianto]] * [[Verità e bugia]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Nuvola apps kopete.png|20px]] '''Argomenti vari (2)''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Elementi chimici * [[Alluminio]] * [[Alogeni]] * [[Calcio (elemento chimico)]] * [[Cesio (elemento chimico)]] * [[Cloro]] * [[Elementi di transizione]] * [[Elio]] * [[Fosforo]] * [[Gas nobili]] * [[Manganese]] * [[Rame]] * [[Silicio]] * [[‎Stagno (elemento chimico)]] * [[Titanio]] * [[Tungsteno]] * [[Zolfo]] {{ColBreak}} ;Età * [[Cinquantacinquenne]] * [[Cinquantatreenne]] * [[Diciassettenne]] * [[Diciannovenne]] * [[Diciottenne]] * [[Dodicenne]] * [[Duenne]] * [[Quarantaduenne]] * [[Quarantacinquenne]] * [[Quarantaquattrenne]] * [[Quattordicenne]] * [[Quattrenne]] * [[Quindicenne]] * [[Sedicenne]] * [[Seienne]] * [[Sessantacinquenne]] * [[Settenne]] * [[Treenne]] * [[Trentaduenne]] * [[Trentacinquenne]] * [[Venticinquenne]] * [[Ventiduenne]] * [[Ventunenne]] {{ColBreak}} ;Eventi e ricorrenze * [[100000]] * [[14 febbraio]] * [[Alluvione della Willamette Valley del 1996]] * [[Altro ieri]] * [[Bombardamento di Dresda]] * [[Calendario]] * [[Calendario maya]] * [[Calendario romano]] * [[Concerto del Primo Maggio]] * [[Dopodomani]] * [[Evento storico]] * [[Grande esposizione di Londra]] * [[Guerra delle Falkland]] * [[Ieri]] * [[Luminara di San Ranieri]] * [[Mostra]] * [[Oggi]] * [[Ora]] * [[Profezie sul 21 dicembre 2012]] * [[San Valentino (festa)]] * [[Settimana]] * [[Strage di piazza Fontana]] * [[Venerdì santo]] * [[XIX secolo]] {{ColBreak}} ;Giochi * [[Briscola]] * [[Dungeons & Dragons]] * [[Monopoly]] * [[Morra cinese]] * [[Pac-Man]] * [[Shanghai (gioco)]] * [[Transformers]] * [[Ultimate Spider-Man (videogioco)]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Nuvola apps kopete.png|20px]] '''Argomenti vari (3)''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Materiali & co. * [[Ardesia]] * [[Borotalco]] * [[Calcestruzzo armato]] * [[Carbone]] * [[Carbone attivo]] * [[Carta]] * [[Cashmere]] * [[Ceramica]] * [[Colla]] * [[Cotone (fibra)]] * [[Gomma]] * [[Lana]] * [[Lino (fibra)]] * [[Seta]] * [[Vernice]] {{ColBreak}} ;Mezzi di trasporto * [[Aereo a reazione]] * [[Ascensore Castelletto Levante]] * [[Autobus]] * [[Autocarro]] * [[Boeing AH-64 Apache]] * [[Canoa]] * [[Canotto]] * [[Carro]] * [[Carro armato]] * [[Carro funebre]] * [[Carrozza]] * [[Carrozzina per bambini]] * [[Chiatta]] * [[Dirigibile]] * [[Elicottero]] * [[Fiat Cinquecento]] * [[Fiat Panda]] * [[Funicolare Zecca-Righi]] * [[Gondola]] * [[Ilyushin Il-76]] * [[Imbarcazione]] * [[Limousine]] * [[Locomotiva a vapore]] * [[Mongolfiera]] * [[Motocarrozzetta]] * [[Nazario Sauro (S 518)]] * [[Panfilo]] * [[Petroliera]] * [[Rex (transatlantico)]] * [[Sedia a rotelle]] * [[Slitta]] * [[Sottomarino]] * [[Tandem]] * [[Titanic]] * [[Traghetto]] * [[Tram]] * [[Treno]] * [[Zattera]] {{ColBreak}} ;Numeri * [[Centootto]] * [[Dodici]] * [[Mille]] * [[Sei]] * [[Uno]] * [[Ventotto]] * [[Zero]] {{ColBreak}} ;Oggetti immaginari * [[Batmobile]] * [[Bat-cintura]] {{ColBreak}} ;Oggetti vari * [[Anello (gioiello)]] * [[Asso (carte)]] * [[Bancomat]] * [[Borraccia]] * [[Brocca]] * [[Calice (bicchiere)]] * [[Cannocchiale]] * [[Cannocchiali di Galileo]] * [[Cavatappi]] * [[Cinture di sicurezza]] * [[Contrappeso]] * [[Cuscino]] * [[Dado (gioco)]] * [[Dentifricio]] * [[Etichetta di identificazione]] * [[Fanale (veicoli stradali)]] * [[Foto]] * [[Foto di famiglia]] * [[Frigorifero]] * [[Gomma per cancellare]] * [[Guida (manuale)]] * [[Lampada]] * [[Lampada abbronzante]] * [[Lampada fluorescente]] * [[Lampadario]] * [[Lampadina]] * [[Lampione]] * [[Lanterna]] * [[Lavastoviglie]] * [[Macchina per cucire]] * [[Manufatto]] * [[Mappa]] * [[Materasso]] * [[Matita]] * [[Mina (matita)]] * [[Monocolo]] * [[Mouse]] * [[Muro]] * [[Nido artificiale]] * [[Pennello]] * [[Pettine]] * [[Piatto (stoviglia)]] * [[Pila (elettrotecnica)]] * [[Piumino]] * [[Porta cittadina]] * [[Porta di casa]] * [[Rifiuto (spazzatura)]] * [[Rubinetto]] * [[Schiuma da barba]] * [[Sedia a sdraio]] * [[Shampoo]] * [[Spaventapasseri]] * [[Spazzolino da denti]] * [[Teiera]] * [[Telescopio]] * [[Tenda (abitazione)]] * [[Tenda Rossa]] * [[Toner]] * [[Torcia]] * [[Torcia elettrica]] * [[Tovagliolo]] * [[Trogolo]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Nuvola apps kopete.png|20px]] '''Argomenti vari (4)''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Pasti * [[Aperitivo]] * [[Banchetto]] * [[Brunch]] * [[‎Cena]] * [[‎Colazione]] * [[‎Pasto]] * [[Picnic]] * [[Pranzo]] {{ColBreak}} ;Politica * [[Fratelli d'Italia (partito politico)]] * [[Imperialismo]] * [[Partito Democratico (Stati Uniti d'America)]] * [[Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America)]] * [[Partito Repubblicano Italiano]] * [[Repubblica]] * [[Repubblicanesimo]] * [[Riforma costituzionale Renzi-Boschi]] * [[Suffragio femminile]] * [[Voto (elezione)]] {{ColBreak}} ;Religione * [[Arca dell'Alleanza]] * [[Bambola vudù]] * [[Calice (liturgia)]] * [[Canonizzazione]] * [[Catechismo]] * [[Cenobitismo]] * [[Chierici regolari teatini]] * [[Giuda (tribù)]] * [[Graal]] * [[Inquisizione]] * [[Inquisizione spagnola]] * [[Reliquia]] * [[Sacro Catino]] * [[Vudù]] {{ColBreak}} ;Scautismo * [[Coccinelle (scout)]] * [[Lupetti]] * [[Reparto (scout)]] * [[Roverismo]] * [[Scautismo]] * [[Uniforme scout]] {{ColBreak}} ;Segni zodiacali * [[Acquario (astrologia)]] * [[Ariete (astrologia)]] * [[Bilancia (astrologia)]] * [[Cancro (astrologia)]] * [[Capricorno (astrologia)]] * [[Gemelli (astrologia)]] * [[Leone (astrologia)]] * [[Pesci (astrologia)]] * [[Sagittario (astrologia)]] * [[Scorpione (astrologia)]] * [[Toro (astrologia)]] * [[Vergine (astrologia)]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Nuvola apps kopete.png|20px]] '''Argomenti vari (5)''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Sostanze chimiche * [[Acidi carbossilici]] * [[Acido fluoridrico]] * [[Anidride carbonica]] * [[Benzoato di potassio]] * [[Bicarbonato di sodio]] * [[Chinino]] * [[Composto chimico]] * [[Enzima]] * [[Fosfina]] * [[Nicotina]] * [[Stricnina]] {{ColBreak}} ;Sport * [[Beach soccer]] * [[Bologna Football Club 1909]] * [[Calcio femminile]] * [[Canoa/kayak]] * [[Catenaccio]] * [[Contropiede]] * [[Curling]] * [[Derby]] * [[Derby di Genova]] * [[Hockey su ghiaccio]] * [[Hockey su prato]] * [[Hurling]] * [[Pattino]] * [[Skateboarding]] * [[Squat]] * [[Surf]] * [[The Greatest Try]] * [[Totocalcio]] * [[Unione Calcio Sampdoria]] {{ColBreak}} ;Strumenti musicali * [[Armonica a bocca]] * [[Arpa]] * [[Batteria (strumento musicale)]] * [[Cannone (violino)]] * [[Chitarra]] * [[Clarinetto]] * [[Clavicembalo]] * [[Corno (strumento musicale)]] * [[Fisarmonica]] * [[Lira (strumento musicale)]] * [[Liuto]] * [[Nacchere]] * [[Organo (strumento musicale)]] * [[Ottoni (musica)]] * [[Piatto (strumento musicale)]] * [[Sassofono]] * [[Scacciapensieri]] * [[Sintetizzatore]] * [[Tamburo]] * [[Triangolo (strumento musicale)]] * [[Tromba]] * [[Violino]] * [[Xilofono]] {{ColBreak}} ;Tessuti * [[Chiffon]] * [[Raso]] * [[Taffetà]] * [[Velluto]] {{ColBreak}} ;Varie * [[A]] * [[Acume]] * [[Adozione]] * [[Affidabilità]] * [[‎Alta società]] * [[Ambiente (biologia)]] * [[‎Ambiguità]] * [[Ammissione]] * [[Analogia]] * [[‎Angeli del fango]] * [[Animazione]] * [[Annaffiatura]] * [[Annuncio pubblicitario]] * [[Apache]] * [[Apollo 13]] * [[Archeologia]] * [[Assenza]] * [[Assistenza clienti]] * [[Associazione]] * [[Assolutamente]] * [[Astrazione]] * [[Autoformazione]] * [[Avversario]] * [[Avvertimento]] * [[Azione legale]] * [[Baritono]] * [[Barzelletta]] * [[Basso (voce)]] * [[Belìn]] * [[Brindisi (saluto)]] * [[Buco nell'ozono]] * [[Bullismo]] * [[Bummel‎]] * [[Calcio (colpo)]] * [[Cantiere]] * [[Capacità di intendere e di volere]] * [[Capitale (città)]] * [[Capitale (economia)]] * [[CAPTCHA]] * [[Cerchio]] * [[Chemiometria]] * [[Chiaroveggenza]] * [[Chimica analitica]] * [[Chimica fisica]] * [[Circolo virtuoso e circolo vizioso]] * [[Club]] * [[Codice morale]] * [[Collaborazione]] * [[Compendio]] * [[Congratulazioni]] * [[Consulenza]] * [[Consultazione]] * [[Contante]] * [[Controcorrente]] * [[Costruzione]] * [[Creazione]] * [[Criminalità organizzata]] * [[Crisi d'identità]] * [[Crociera]] * [[Cubo]] * [[Cucina]] * [[Cucina genovese]] * [[Cucito]] * [[De']] * [[Diffusione di materia]] * [[Diritti dei lavoratori]] * [[Distillazione]] * [[Dollaro statunitense]] * [[Donne genovesi]] * [[Doria]] * [[Dottrina]] * [[Efficienza]] * [[Emotività]] * [[Enigmistica]] * [[Epigramma]] * [[Epistolario]] * [[Erudizione]] * [[Esplorazione polare]] * [[Evasione]] * [[Evasione dalla prigione]] * [[Evasione fiscale]] * [[Faida]] * [[Falsa amicizia]] * [[Fantasy]] * [[Fata morgana (ottica)]] * [[Favola]] * [[Fenomeno]] * [[Fiamminghi]] * [[Figura retorica]] * [[Fonologia della lingua inglese]] * [[Fuochi d'artificio]] * [[Gastronomia]] * [[Gastronomia molecolare]] * [[Gazzetta]] * [[Gimnopodismo]] * [[Giornalismo]] * [[Grammatica italiana]] * [[Gruppo funzionale]] * [[Gruppo musicale]] * [[Hobby]] * [[Immigrazione illegale]] * [[Impresa (gesta)]] * [[Impressionismo]] * [[Incantesimo]] * [[Incidente]] * [[Incidente stradale]] * [[Incompletezza]] * [[Indignazione]] * [[Infedeltà]] * [[Ingegneria sociale]] * [[Iniziativa]] * [[Investimento]] * [[Invisibilità]] * [[Irritabilità]] * [[Legge di Murphy]] * [[Lingua ceca]] * [[Lingua ligure]] * [[Lingua napoletana]] * [[Lira italiana]] * [[Macaia]] * [[‎Magone]] * [[Marketing]] * [[Marvel Cinematic Universe]] * [[Meccanica statistica]] * [[Memoria a breve termine]] * [[Memoria a lungo termine]] * [[Mensur]] * [[Merce]] * [[Meta]] * [[Metamorfosi]] * [[Mettere le corna]] * [[Milieu]] * [[Miniera]] * [[Misantropia]] * [[Modello (scienza)]] * [[Monopolio]] * [[Moto (fisica)]] * [[Movimento (sociologia)]] * [[Musica balcanica]] * [[Musica registrata]] * [[Mussa (linguistica)]] * [[Ninna nanna]] * [[No]] * [[Nubilato]] * [[Numero telefonico]] * [[Olfatto]] * [[Opposizione (filosofia)]] * [[Organo (diritto)]] * [[Ottusità]] * [[Pagina bianca]] * [[Paracadutismo]] * [[Parata (evento)]] * [[‎Parco letterario]] * [[Parola d'ordine]] * [[Passeggiata]] * [[Pasticceria]] * [[Persone care]] * [[Pizzica]] * [[Poligamia]] * [[Popolazione]] * [[Praticità]] * [[Preparazione]] * [[Progetto Manhattan]] * [[Prova (diritto)]] * [[Pseudologia fantastica]] * [[Psichedelia]] * [[Quiz]] * [[‎Rave party]] * [[Reazione]] * [[Reticenza]] * [[Ricetta]] * [[Riciclaggio dei rifiuti‎]] * [[Riciclaggio di denaro‎]] * [[Riconsiderazione]] * [[Rispettabilità]] * [[Rissa]] * [[Rito]] * [[Riviera]] * [[Rotatoria]] * [[Scintilla]] * [[Scomparsa]] * [[Scuola Normale Superiore]] * [[Sensi]] * [[Sesso virtuale]] * [[Sfera]] * [[Sì]] * [[Sillabario]] * [[‎Singolo di successo]] * [[Sott'acqua]] * [[Spontaneità]] * [[Stalking]] * [[Storia di Genova]] * [[Strage]] * [[Stupore]] * [[Suggerimento]] * [[Superpotere]] * [[Tavola periodica degli elementi]] * [[Team-up]] * [[Temperamento]] * [[Tenore]] * [[Teorema]] * [[Teoria del complotto]] * [[Teoria scientifica]] * [[Territorio]] * [[Tono (linguistica)]] * [[Tragedia (evento)]] * [[Trailer]] * [[Trasloco]] * [[Turismo]] * [[Turismo sessuale]] * [[Uguaglianza di genere]] * [[Ultimatum]] * [[Ultimo teorema di Fermat]] * [[Vacanza]] * [[Vedovanza]] * [[Vizi capitali]] * [[Volubilità]] * [[Western]] * [[Western all'italiana]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Nuvola apps edu languages.png|20px]] '''Biografie''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Calcio * [[Angelo Palombo]] * [[Antonio Cassano]] * [[Edmondo Fabbri]] * [[Eugenio Bersellini]] * [[Fulvio Bernardini]] * [[Gianluca Pagliuca]] * [[Gianluca Vialli]] * [[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)]] * [[José Perdomo]] * [[Orlando Portento]] * [[‎Paolo Borea]] * [[Paolo Mantovani]] * [[Pietro Vierchowod]] * [[Renzo Fossati]] * [[Riccardo Garrone (imprenditore)]] * [[Ruud Gullit]] * [[Simone Perrotta]] * [[Sven-Göran Eriksson]] * [[Toninho Cerezo]] * [[Vincenzo Esposito (calciatore 1963)]] * [[Walter Novellino]] * [[Walter Zenga]] {{ColBreak}} ;Fumetto * [[Ade Capone]] * [[Alex Toth]] * [[Alfredo Castelli‎]] * [[Andrea Plazzi]] * [[Bruce Timm]] * [[Carlo Ambrosini]] * [[Chester Gould‎]] * [[Davide La Rosa‎]] * [[Erik Larsen]] * [[Erika Fuchs]] * [[Fabian Nicieza]] * [[Ferruccio Alessandri]] * [[Garth Ennis]] * [[Giacomo Bevilacqua]] * [[Giampiero Casertano]] * [[Giorgio Pezzin]] * [[Jack Kirby]] * [[Joe Sinnott]] * [[John Byrne]] * [[John McCrea]] * [[John Romita Jr.]] * [[Keith Giffen]] * [[‎Leone Cimpellin]] * [[Marc Silvestri]] * [[Marco Marcello Lupoi]] * [[Massimo Bonfatti‎]] * [[Paul Dini]] * [[Peyo]] * [[Rob Liefeld]] * [[Roberto Recchioni‎]] * [[‎Romano Garofalo]] * [[Scott Snyder]] * [[Sergio Algozzino]] * [[Vanna Vinci]] * [[Zerocalcare]] {{ColBreak}} ;Letteratura e giornalismo * [[Albert J. Guerard]] * [[Amin Maalouf]] * [[André-Hippolyte Lemonnier]] * [[Andrew Lang (scrittore)]] * [[Antonio Astesano]] * [[Antonio Ivani]] * [[Antonio Restori]] * [[Apollon Aleksandrovič Grigor'ev]] * [[Boris Zajcev]] * [[Carlo Della Corte‎]] * [[Cesare Cases]] * [[Cesare G. Romana]] * [[Charles Dupaty]] * [[Chiara Valerio]] * [[Claudio Pozzani]] * [[Daria Menicanti]] * [[David Coleman]] * [[David Goldblatt e Johnny Acton]] * [[Domenico Cammarota]] * [[Eugenio De Signoribus]] * [[Gian Carlo Di Negro]] * [[Gutierre de Cetina]] * [[Doug Larson‎]] * [[Emanuela Abbadessa]] * [[Enrico Testa (scrittore)]] * [[Erika e Klaus Mann]] * [[Ernesto Franco]] * [[Ernst Moritz Arndt]] * [[Felix Salten]] * [[Fosco Maraini]] * [[Francisco A. de Icaza]] * [[Gaetano Savatteri]] * [[Giacinto Amati]] * [[Gianni Mura]] * [[Giovanni Battista Biffi]] * [[Giovanni Battista Pastorini]] * [[Giuseppe Marcenaro]] * [[Giuseppe Marzari]] * [[Gregg Easterbrook]] * [[Hans Barth (giornalista)]] * [[Hester Lynch Piozzi]] * [[Jacques Darras]] * [[Jean d'Auton]] * [[Johann Wilhelm Archenholz]] * [[Joseph Méry]] * [[Laura Toscano]] * [[Lidija Lebedeva]] * [[Linda Villari]] * [[Louis Simond]] * [[Luca Boschi]] * [[Luca Goldoni]] * [[Luigi Fenga‎]] * [[Maksimilian Aleksandrovič Vološin]] * [[Manrico Murzi]] * [[Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone]] * [[Marco Pellitteri]] * [[Marguerite di Blessington]] * [[Maria Konopnicka]] * [[Martha Medeiros]] * [[Massimo Morasso]] * [[Maurizio Fantoni Minnella]] * [[Mauro Macario]] * [[Meredith Haaf]] * [[Nadia Cavalera]] * [[Nicolas Audeber]] * [[Nikolaj Stepanovič Gumilëv]] * [[Odd Arnesen]] * [[Olaudah Equiano]] * [[Paolo Buzzi]] * [[Pedro Tafur]] * [[Renzo Parodi]] * [[Rosella Postorino]] * [[Sam Keen]] * [[Steva De Franchi]] * [[Valerija Ivanovna Cvetaeva]] * [[Vito Elio Petrucci]] * [[Wilhelm Heinse]] * [[William Dean Howells]] * [[William Goldman]] {{ColBreak}} ;Musica * [[ABBA]] * [[Al Dexter]] * [[Angela Brambati]] * [[Assemblea Musicale Teatrale]] * [[Beppe Gambetta]] * [[Buio Pesto]] * [[Caleb Followill]] * [[Clarence Clemons]] * [[Danny Federici]] * [[E Street Band]] * [[‎Erroll Garner]] * [[Ex-Otago]] * [[Federico Sirianni]] * [[Franca Lai]] * [[Franco Simone]] * [[Garry Tallent]] * [[Jake Clemons]] * [[Kessisoglu & Friends per Genova]] * [[La Rosa Tatuata (gruppo musicale)‎]] * [[Marco Ferradini]] * [[Mariah Carey]] * [[Mario Cappello]] * [[Massimo Bubola]] * [[Max Manfredi]] * [[Max Weinberg]] * [[Paolo Meneguzzi]] * [[Paul Simon]] * [[Patti Scialfa]] * [[Roy Bittan]] * [[Sam Cooke]] * [[Southside Johnny]] * [[Stefano Rosso (cantautore)]] * [[Steven Van Zandt]] * [[The Smashing Pumpkins]] * [[Umberto Bindi]] * [["Weird Al" Yankovic]] * [[Woody Guthrie]] {{ColBreak}} ;Vari * [[Aaron Levenstein]] * [[Agostino Da Polenza]] * [[Alain Tanner]] * [[Alberto Monticone]] * [[Aldo Pontremoli]] * [[Aleksandr Nikolaevič Benois]] * [[Ambrogio Spinola]] * [[Anacleto Bendazzi]] * [[Andrew Wyeth]] * [[Anna Tyszkiewicz]] * [[Anselmo Adorno]] * [[Anton Giulio Brignole Sale]] * [[Antoon van Dyck]] * [[Apsley Cherry-Garrard]] * [[Arnaldo Bagnasco]] * [[Arturo Brachetti]] * [[Barbados Joe Walcott]] * [[Bartolomeo D'Albertis]] * [[Beniamino di Tudela]] * [[Benjamin Wade]] * [[Bob Fitzsimmons]] * [[Caffaro di Rustico da Caschifellone]] * [[Calisto Ciocca]] * [[Carlo Giuliani]] * [[Carlo Mazza]] * [[Carlton Myers]] * [[Caterina Campodonico]] * [[Cesare Fera (architetto)]] * [[Charles N. Reilley]] * [[Cliff Morgan]] * [[Colin O'Brady]] * [[David Duckham]] * [[David L. Goodstein]] * [[Desiree Linden]] * [[Dmitrij Ivanovič Dolgorukov]] * [[Dolce & Gabbana]] * [[Doris Day]] * [[Edoardo VI d'Inghilterra]] * [[Ennio Poleggi]] * [[Enrico V d'Inghilterra]] * [[Enza Blundo]] * [[Ernest Shackleton]] * [[Ettore Arduino]] * [[Eugenio Battisti]] * [[Fausto Catani]] * [[Felice Trojani]] * [[Finn Malmgren]] * [[Francesco Grassetto]] * [[François Pidou de Saint-Olon]] * [[František Běhounek]] * [[G. Carleton Ray]] * [[George Edward Pelham Box]] * [[George Lyttelton, IV barone Lyttelton]] * [[Giorgia Vecchini]] * [[Giovanni Battista da Udine]] * [[Giovan Battista Perasso]] * [[Giovanni Battista Ridolfi]] * [[Giovanni Favia]] * [[Giovanni Maria Cattaneo]] * [[Giovanni Robbiano]] * [[Giuda Taddeo]] * [[Giuseppe Gianfranceschi]] * [[Giuseppe Sala (politico)]] * [[Gordie Howe‎]] * [[Grace Kelly]] * [[Hans Rosling]] * [[Hjalmar Riiser-Larsen]] * [[Horatio Herbert Kitchener]] * [[Igor' Ėmmanuilovič Grabar']] * [[Ivan Dmitrievič Papanin]] * [[J. J. Abrams]] * [[Jack Swigert]] * [[Jacopo Gråberg di Hemsö]] * [[Jacques de Vitry]] * [[Jean Seberg]] * [[Jean-Baptiste Chabot]] * [[Jeff Wadlow]] * [[Jim Lovell]] * [[Joe Carnahan]] * [[Joe Namath]] * [[Joel Schumacher]] * [[John Martin (oceanografo)]] * [[Jon Culshaw‎]] * [[Joss Whedon]] * [[Lisetta Carmi]] * [[Luca Cambiaso]] * [[Luca Vendruscolo]] * [[Luigi XI di Francia]] * [[Marcello Staglieno]] * [[Marco Presta]] * [[Mario di Carpegna]] * [[Mario Sica]] * [[Massimo Recalcati]] * [[Maurizio Mario Moris]] * [[Michael Collins (patriota)]] * [[Mike Appel]] * [[Mitchell Wolfson]] * [[Monty Python]] * [[Pamela Anderson]] * [[Pocahontas]] * [[Raymond Priestley]] * [[Renato Alessandrini]] * [[Renzo Picasso]] * [[Riccardo Garrone (attore)]] * [[Robert Falcon Scott]] * [[Robin Knox-Johnston]] * [[San Giorgio]] * [[Sibylle Mertens-Schaaffhausen]] * [[Stephen Chbosky]] * [[Steve Della Casa]] * [[Svante Wold]] * [[Tamara Donà]] * [[Teodoro Capocci]] * [[Thomas de Mahy, marchese di Favras]] * [[Tina Lagostena Bassi]] * [[Tomás de Torquemada‎]] * [[Victor-Joseph Étienne de Jouy]] * [[Vincenzo Pomella]] * [[Virginia Raggi]] * [[Wangari Maathai]] * [[William Glasser]] * [[William Turner]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Creative Works 3.svg|20px]] '''Opere''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Film * [[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)]] * [[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1999)]] * [[Alien: Covenant]] * [[Baarìa]] * [[Bambi]] * [[Batman (film 1966)]] * [[Benny & Joon]] * [[Biancaneve (film 1987)]] * [[Biancaneve (film 2012)]] * [[Biancaneve e i sette nani (film 1995)]] * [[Blues Brothers - Il mito continua]] * [[Boxtrolls - Le scatole magiche]] * [[Caos calmo]] * [[Capitan Harlock: L'Arcadia della mia giovinezza]] * [[Catwoman (film)]] * [[Cenerentola (film 1989)]] * [[Dinosauri (film)‎]] * [[Edge of Tomorrow - Senza domani]] * [[Fahrenheit 9/11]] * [[Four Rooms]] * [[Frankenstein di Mary Shelley]] * [[Furia (film 1936)]] * [[Gli Aristogatti]] * [[Godzilla (film 1954)]] * [[Hellboy: The Golden Army]] * [[Hooligans (film 1995)]] * [[Hotel Transylvania]] * [[I Cavalieri dello zodiaco: L'ardente scontro degli dei]] * [[I Cavalieri dello zodiaco: L'ultima battaglia]] * [[I Cavalieri dello zodiaco: La dea della discordia]] * [[I Cavalieri dello zodiaco: La leggenda dei guerrieri scarlatti]] * [[I Cavalieri dello zodiaco: La leggenda del Grande Tempio]] * [[I diavoli volanti]] * [[I Fantastici 4 (film)]] * [[I Fantastici 4 e Silver Surfer]] * [[I sette samurai]] * [[Il cinico, l'infame, il violento]] * [[Il corvo (film 1943)]] * [[Il Grinch]] * [[Il libro della giungla 2]] * [[Il regalo di nozze]] * [[Il ritorno di Jafar]] * [[Il vendicatore (film 1989)]] * [[Inception]] * [[Into Darkness - Star Trek]] * [[InvaXön - Alieni in Liguria]] * [[Io speriamo che me la cavo (film)]] * [[Jimmy Bobo - Bullet to the Head]] * [[Kick-Ass 2 (film)]] * [[King Kong (film 1976)]] * [[King Kong (film 2005)]] * [[L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat]] * [[L'era glaciale]] * [[La bella e la bestia (film 1946)]] * [[La corrispondenza]] * [[La storia fantastica]] * [[La storia infinita (film)]] * [[La tenda rossa (film)]] * [[Le avventure di Peter Pan]] * [[Life - Non oltrepassare il limite]] * [[Lo chiamavano Jeeg Robot]] * [[Lo squalo 4 - La vendetta]] * [[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]] * [[Metropolis (film 1927)]] * [[My Fair Lady (film)]] * [[Pinocchio (film 1940)]] * [[Pinocchio (film 2002)]] * [[Punisher - Zona di guerra]] * [[Rapunzel - L'intreccio della torre]] * [[RoboCop (film 2014)]] * [[Sabrina (film 1995)]] * [[Shrek 2]] * [[Shrek terzo]] * [[Soffocare (film)]] * [[Sopraelevata: una strada d'acciaio]] * [[Stromboli terra di Dio‎]] * [[Tex e il signore degli abissi]] * [[The Avengers - Agenti speciali]] * [[The Mask 2]] * [[The Ring (film 2002)]] * [[Titanic (film 1953)]] * [[Transformers 4 - L'era dell'estinzione]] * [[Tutte le manie di Bob]] * [[Un nuovo imbroglio]] {{ColBreak}} ;Fumetti * [[300 (fumetto)]] * [[All Star Sezione Otto]] * [[All Star Sezione Otto - Sixpack e il Saldacani]] * [[Amalgam Comics]] * [[Astonishing Tales]] * [[Astonishing X-Men]] * [[‎Batman and Robin (serie a fumetti)]] * [[‎Batman Incorporated]] * [[‎Batman: Agente a terra]] * [[‎Batman: Cataclisma]] * [[‎Batman: Cos'è successo al Cavaliere Oscuro?]] * [[‎Batman: Eredità]] * [[‎Batman: Gates of Gotham]] * [[‎Batman: Gotham Knights]] * [[‎Batman: The Dark Knight]] * [[Brendon]] * [[Conan il barbaro (fumetto)‎]] * [[Crisi finale]] * [[‎Detective Comics]] * [[Dick Tracy (fumetto)]] * [[Flash Gordon (fumetto)]] * [[‎Forever Evil]] * [[Fury (fumetto)]] * [[Gambit (fumetto)]] * [[Gli intaccabili]] * [[Green Lantern (fumetto)]] * [[Hit-Girl (fumetto)]] * [[Hitman (fumetto)]] [[File:Crystal Clear action bookmark.png|13px]] * [[I Puffi (fumetto)]] * [[Il corvo (fumetto)]] * [[Kick-Ass 2]] * [[Kick-Ass 3]] * [[La lunga notte dell'investigatore Merlo]] * [[La notte più profonda]] * [[La saga di Paperon de' Paperoni]] * [[Lazarus Ledd]] * [[L.E.G.I.O.N.]] * [[Le meraviglie (fumetto)]] * [[‎Legends of the Dark Knight]] * [[Lobo (fumetto DC Comics)]] * [[Marvel Comics Presents]] * [[Marvel contro DC]] * [[Nazione X]] * [[Nick Carter (fumetto)]] * [[Original Sin (fumetto)]] * [[Paperino (libretto)]] * [[Persepolis (fumetto)]] * [[PP8 - Paperino Paperotto]] * [[Ronin (fumetto)]] * [[Sin City]] * [[Sovereign Seven‎]] * [[Superman: The Man of Steel]] * [[Superman/Batman‎]] * [[Tarzan (fumetto)]] * [[‎Team-up Dark Horse Comics/DC Comics]] * [[‎Team-up DC Comics]] * [[Team-up DC Comics/Fleetway]] * [[Team-up DC Comics/Wildstorm]] * [[‎Team-up Marvel Comics]] * [[The Adventures of Superman (fumetto)‎]] * [[The Amazing Spider-Man]] * [[The Batman Chronicles]] * [[The Demon (fumetto)]] * [[The Incredible Hulk (fumetto)]] * [[The Mask (fumetto)]] * [[The Punisher (fumetto)]] * [[The Walking Dead (fumetto)]] * [[Venerdì 12]] * [[Wanted (fumetto)]] * [[Weapon X (serie a fumetti)]] * [[Wolverine: First Class]] * [[Wolverine: Weapon X]] * [[X-Men Unlimited]] * [[X-Men: Legacy]] {{ColBreak}} ;Serie televisive * [[Adventures of Superman]] * [[Agente speciale (serie televisiva)]] * [[Capitan Harlock]] * [[Conan il ragazzo del futuro]] * [[I Cavalieri dello zodiaco - Saint Seiya - Hades]] * [[Il giornalino di Gian Burrasca (miniserie televisiva)]] * [[Justice League (serie animata)]] * [[La signora in giallo]] * [[Le avventure di Superman]] * [[Lupo Alberto (serie animata)]] * [[Nikita (serie televisiva 2010)]] * [[Rat-Man (serie animata)]] * [[Star Trek: Discovery]] * [[Ted Lasso]] * [[Thundercats]] {{ColBreak}} ;Varie * [[Born to Run (autobiografia)]] * [[Cena in casa di Simone (Veronese Torino)]] * [[‎Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 (Brahms)]] * [[Concerto per pianoforte e orchestra n. 21]] * [[Divina Commedia]] * [[I promessi sposi]] * [[K2 - Una storia finita]] * [[L'idiota]] * [[Quintetto per archi op. 11 n. 5]] * [[Sette punti neri]] * [[Simon Boccanegra]] * [[Tentazioni di sant'Antonio abate (Brueghel il Giovane)]] * [[Vent'anni dopo]] * [[Vento in scatola]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Farm-Fresh gruppe4.png|20px]] '''Organizzazioni''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Scout * [[Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani]] * [[Associazione Guide Italiane]] * [[Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici]] * [[Associazione Scouts Cattolici Italiani]] * [[Assoraider]] * [[Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani]] * [[Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani]] * [[Movimento Scout Svizzero]] {{ColBreak}} ;Immaginarie * [[Fantastici Quattro]] * [[HYDRA]] * [[Justice League]] * [[Sezione Otto]] * [[Tartarughe Ninja]] * [[Vendicatori]] * [[X-Men]] {{ColBreak}} ;Varie * [[Arma dei Carabinieri]] * [[Banca d'Inghilterra]] * [[Banco di San Giorgio]] * [[FBI]] * [[Federazione delle associazioni sportive cattoliche italiane]] * [[Irish Republican Army]] * [[Polizia scientifica]] * [[Provisional Irish Republican Army]] * [[Special Air Service]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:El Sato Manga kid head.png|16px]] '''Entità e personaggi (1)''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Folclore * [[Biancaneve]] * [[Cappuccetto Rosso]] * [[Cenerentola (personaggio)]] * [[Coniglietto pasquale]] * [[Fata]] * [[Fatina dei denti]] * [[Ghoul]] * [[Gnomo]] * [[Licantropo]] * [[Principe Azzurro]] * [[Robin Hood]] * [[Vampiro]] * [[Zombie]] {{ColBreak}} ;Personaggi tipo * [[Amico immaginario]] * [[Fata madrina]] * [[Personaggio immaginario]] * [[Supercriminale]] * [[Supereroe]] {{ColBreak}} ;Mitologia e religione * [[Angelo custode]] * [[Arcangelo]] * [[Basilisco (mitologia)]] * [[Cerbero]] * [[Cerere (divinità)]] * [[Fenice]] * [[Iside]] * [[Mercurio (divinità)]] * [[Nettuno (divinità)]] * [[Thor]] * [[Unicorno]] * [[Urania (mitologia)]] * [[Visnù]] {{ColBreak}} ;Cinema * [[Giandomenico Fracchia]] * [[Godzilla]] * [[Indiana Jones]] * [[King Kong]] * [[Riddick]] * [[RoboCop (personaggio)]] * [[Rocky Balboa]] {{ColBreak}} ;Letteratura * [[Conan il barbaro]] * [[Don Camillo]] * [[Fantasma dell'Opera (personaggio)]] * [[Gian Burrasca]] * [[Huckleberry Finn]] * [[Ichabod Crane]] * [[John Rambo (personaggio)]] * [[Pinocchio]] * [[Shrek (personaggio)]] * [[Tarzan]] * [[Tom Sawyer]] * [[Ugo Fantozzi]] * [[Uomo invisibile]] * [[Zorro]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:El Sato Manga kid head.png|16px]] '''Entità e personaggi (2)''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Fumetti e animazione * [[Casper (personaggio)]] * [[Cattivik]] * [[Dick Tracy]] * [[Flash Gordon]] * [[Giudice Dredd]] * [[Hellboy]] * [[Hit-Girl]] * [[Kick-Ass (personaggio)]] * [[Lupo Alberto (personaggio)]] * [[The Mask]] {{ColBreak}} ;Disney * [[Archimede Pitagorico]] * [[Clarabella]] * [[Emy, Ely, Evy]] * [[Eta Beta]] * [[‎Nonna Papera]] * [[Orazio Cavezza]] * [[Paperina]] * [[Paperinik]] * [[Paperino]] * [[Paperoga]] * [[Pico De Paperis]] * [[Pippo]] * [[Pluto (Disney)]] * [[Qui, Quo e Qua]] * [[Super Pippo]] * [[Topolino]] {{ColBreak}} ;DC Comics * [[Aquaman]] * [[Barbara Gordon]] * [[Batgirl]] * [[Batman]] * [[Etrigan]] * [[Catwoman]] * [[Darkseid]] * [[Flash]] * [[Freccia Verde]] * [[John Constantine]] * [[Joker]] * [[Lanterna Verde]] * [[Lobo (personaggio DC Comics)]] * [[Lois Lane]] * [[Martian Manhunter]] * [[Nightwing]] * [[Robin]] * [[Sixpack (personaggio)]] * [[Supergirl]] * [[Superman]] * [[Tommy Monaghan]] * [[Wonder Woman]] {{ColBreak}} ;Marvel Comics * [[Blade]] * [[Bullseye]] * [[Capitan America]] * [[Cosa (personaggio)]] * [[Daken]] * [[Devil]] * [[Fenomeno (personaggio)]] * [[Ghost Rider (personaggio)]] * [[Hulk]] * [[Iron Man]] * [[Kingpin (personaggio)]] * [[Mister Fantastic]] * [[Namor]] * [[Nick Fury]] * [[Occhio di Falco]] * [[Punitore]] * [[Quicksilver]] * [[Thor (Marvel Comics)]] * [[Torcia Umana]] * [[Uomo Talpa]] * [[Vedova Nera (personaggio)]] * [[X-23]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Gnome-applications-office.svg|20px]] '''Raccolte''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Dai media * [[Arringhe dai film]] * [[Arringhe dai fumetti]] * [[Arringhe dai libri]] * [[Arringhe dalle serie televisive]] * [[Barzellette dai fumetti]] * [[Barzellette dai libri]] * [[Barzellette dalle canzoni]] * [[Canzoni dai giochi]] * [[Cori da stadio dai film]] * [[Cori da stadio dai libri]] * [[Credi dai film]] * [[Credi dai giochi]] * [[Credi dai videogiochi]] * [[Credi dalle serie televisive]] * [[Elegie funebri dai libri]] * [[Epigrafi dalle poesie]] * [[Epitaffi dai libri]] * [[‎Epitaffi dai videogiochi]] * [[‎Epitaffi dalle canzoni]] * [[‎Epitaffi dalle poesie]] * [[Epitaffi dalle serie televisive]] * [[Frasi da rimorchio dai film]] * [[Frasi da rimorchio dai fumetti]] * [[Frasi per lasciarsi dalle serie televisive]] * [[Giuramenti dai fumetti]] * [[‎Giuramenti dai giochi]] * [[Giuramenti dai videogiochi]] * [[Gridi di battaglia dai film]] * [[Gridi di battaglia dai fumetti]] * [[Gridi di battaglia dai giochi]] * [[Gridi di battaglia dai videogiochi]] * [[Gridi di battaglia dalle serie televisive]] * [[Imprecazioni dai film]] * [[Imprecazioni dai fumetti]] * [[Imprecazioni dai libri]] * [[Imprecazioni dai videogiochi]] * [[Imprecazioni dalle serie televisive]] * [[Incantesimi dai film]] * [[Incantesimi dai fumetti]] * [[Incantesimi dai libri]] * [[Indovinelli dai giochi]] * [[Indovinelli dalle canzoni]] * [[Indovinelli dalle opere teatrali]] * [[Inni dai fumetti]] * [[Inni dai libri]] * [[Inni dai videogiochi]] * [[Maledizioni dai film]] * [[Maledizioni dai fumetti]] * [[Maledizioni dalle canzoni]] * [[Maledizioni dalle serie televisive]] * [[Menù dai film]] * [[Menù dai fumetti]] * [[Menù dai libri]] * [[Menù dalle canzoni]] * [[Menù dalle serie televisive]] * [[Modi di dire dai fumetti]] * [[Modi di dire dai libri]] * [[Motti dai giochi]] * [[Necrologi dai film]] * [[Necrologi dai libri]] * [[Necrologi dalle serie televisive]] * [[Ninne nanne dai film]] * [[Ninne nanne dai libri‎]] * [[Ninne nanne dalle canzoni‎]] * [[Ninne nanne dalle serie televisive]] * [[Omelie dai film]] * [[Oroscopi dai film]] * [[Oroscopi dai fumetti]] * [[Oroscopi dai libri]] * [[Oroscopi dalle canzoni]] * [[Oroscopi dalle serie televisive]] * [[Palindromi dai film]] * [[Palindromi dai libri]] * [[Palindromi dalle serie televisive]] * [[Parole d'ordine dai film‎]] * [[Parole d'ordine dai fumetti]] * [[Parole d'ordine dai libri]] * [[Parole d'ordine dalle opere teatrali]] * [[Parole d'ordine dalle serie televisive]] * [[Piani dai fumetti]] * [[Piani dai libri]] * [[Piani dai videogiochi]] * [[Piani dalle canzoni]] * [[Poesie dai fumetti]] * [[Poesie dai giochi]] * [[‎Preghiere dai fumetti]] * [[‎Preghiere dai giochi]] * [[Profezie dai libri]] * [[Proposte di matrimonio dai libri]] * [[Pubblicità dai fumetti]] * [[Regole dai fumetti]] * [[Regole dai libri]] * [[Regole dai videogiochi]] * [[Regole dalle canzoni]] * [[Regole dalle serie televisive]] * [[Ricette dai film]] * [[Ricette dai fumetti]] * [[Ricette dai libri]] * [[Ricette dalle canzoni]] * [[Ricette dalle serie televisive]] * [[Scioglilingua dai film]] * [[Scuse dai film]] * [[Sogni dai fumetti]] * [[Sogni dalle poesie]] * [[Scuse dalle canzoni]] * [[Telegrammi dai fumetti]] * [[Telegrammi dai libri]] * [[Telegrammi dalle serie televisive]] * [[Telegrammi dai videogiochi]] * [[Testamenti dai libri]] * [[Testamenti dalle opere teatrali]] * [[Testamenti dalle poesie]] * [[Ultime parole da I Cavalieri dello zodiaco]] * [[Voti dai film]] * [[Voti dai fumetti]] * [[Voti dalle serie televisive]] {{ColBreak}} ;Frasi e concetti * [[Essere o non essere]] * [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?]] * [[Le rose sono rosse, le viole sono blu]] * [[Stretta la foglia, larga la via]] * [[Tutto è bene quel che finisce bene]] {{ColBreak}} ;Prenomi * [[Agnese]] * [[Amanda]] * [[Andrea]] * [[Anna]] * [[Candy (nome)]] * [[Fernando]] * [[Franziska (nome)]] * [[Giulia]] * [[Giuseppe]] * [[Lawrence (nome)]] * [[Marinella (nome)]] * [[Nina (nome)]] * [[Piero]] * [[Rosalita]] * [[Sally (nome)]] * [[Sandy (nome)]] * [[Saša]] * [[Silvia]] * [[Titti (nome)]] * [[Valentina (nome)]] {{ColBreak}} ;Scout * [[Legge scout]] * [[Motto scout]] * [[Promessa scout]] {{ColBreak}} ;Varie * [[Epigrammi]] * [[Gridi di battaglia]] * [[Ninne nanne italiane]] * [[Palindromi greci]] * [[Palindromi inglesi]] * [[Palindromi italiani]] * [[Palindromi latini]] * [[Scioglilingua esinesi]] * [[Scioglilingua modicani]] * [[Scioglilingua tarantini]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Crystal kedit.png|20px]] '''Pagine di servizio''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Modelli di voce * [[Wikiquote:Modello di voce/Cultura popolare]] * [[Wikiquote:Modello di voce/Film]] * [[Wikiquote:Modello di voce/Fumetti]] * [[Wikiquote:Modello di voce/Libri]] * [[Wikiquote:Modello di voce/Persone]] * [[Wikiquote:Modello di voce/Programmi televisivi]] * [[Wikiquote:Modello di voce/Raccolte]] * [[Wikiquote:Modello di voce/Raggruppamenti]] * [[Wikiquote:Modello di voce/Spettacoli teatrali]] * [[Wikiquote:Modello di voce/Voci tematiche]] {{ColBreak}} ;Varie * Wikiquote:Amministratori dell'interfaccia * [[Wikiquote:Autoverificati]] * [[Wikiquote:Portale]] {{EndMultiCol}} }} {{Cassetto |Titolo = [[File:Crystal Project Network Connection Manager.png|20px]] '''Template''' |AllineamentoTitolo = sinistra |ColoreSfondoTitolo = #E0F0FF |Contenuto = {{MultiCol}} ;Template di navigazione * {{tl|Alice}} * {{tl|Apostoli}} * {{tl|Cavalieri dello zodiaco}} * {{tl|Colore degli occhi}} * {{tl|Colore dei capelli}} * {{tl|Elementi chimici}} * {{tl|Elio e le Storie Tese}} * {{tl|Genova}} * {{tl|Hellboy}} * {{tl|Il libro della giungla}} * 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Plazzi] (10-08-2017) * [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_Wikiquote:SheSaid&diff=1124001&oldid=1123934&diffmode=source #SheSaid] (19-01-2021) __NOINDEX__ jw0x7m844jreysc56kopaal6wkfbdv8 Dexter 0 17442 1419105 1408839 2026-07-04T14:59:55Z Seby crisu 107685 /* Episodio 6, Dex, bugie e videotape */ Il nome del personaggio, nonostante si pronunci “landi”, si scrive “lundy” 1419105 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano=Dexter |tipofiction= Serie TV |immagine=Dexter Logo.svg |dimensioneimmagine= |titolooriginale=Dexter |paese=Stati Uniti d'America |anno=2006 - 2013 |genere= drammatico |stagioni=8 |episodi=96 |ideatore=[[James Manos, Jr.]] |attori= *[[Michael C. Hall]]: Dexter Morgan *[[Julie Benz]]: Rita Bennett *[[Jennifer Carpenter]]: Debra Morgan *[[Lauren Vélez]]: Tenente Maria LaGuerta *[[David Zayas]]: Angel Batista *[[James Remar]]: Harry Morgan *[[C.S. Lee]]: Vince Masuka *[[Christina Robinson]] Astor *[[Preston Bailey]]: Cody *[[Desmond Harrington]]: Joey Quinn (s. 3-8) *[[David Ramsey]]: Anton Briggs (s.3-4) *[[Keith Carradine]]: Agente speciale Frank Lundy (s. 2 e 4) *[[Erik King]]: Sergente James Doakes (s. 1-2,7) *[[Geoffrey Pierson]]: Cap. Tom Matthews (s.1-2-4-5-6-7-8) *[[Christian Camargo]]: Rudy Cooper (s. 1-2-6) *[[John Lithgow]]: Arthur Mitchell "Trinity killer" (s. 4) *[[Courtney Ford]]: Christine Hill (s. 4) *[[Jimmy Smits]]: Miguel Prado (s. 3) *[[Kristin Dattilo]]: Detective Barbara Gianna (s.3) *[[Valeria Cruz]]: Sylvia Prado (s.3-8) *[[Jaime Murray]]: Lila (s. 2) *[[Daniel Goldman]]: Cody (s.1-5,7) *[[Aimee Garcia]]: Jamie Batista *[[Yvonne Strahovski]]: Hannah McKey |doppiatoriitaliani= *[[Loris Loddi]]: Dexter Morgan *[[Sabrina Duranti]]: Rita Bennett *[[Emanuela D'Amico]]: Debra Morgan *[[Emanuela Baroni]]: Tenente Maria LaGuerta *[[Roberto Stocchi]]: Angel Batista *[[Rodolfo Bianchi]]: Harry Morgan *[[Francesco Meoni]]: Vince Masuka *[[Allison Mondini]]: Astor *[[Roberto Draghetti]]: Sergente James Doaks *[[Giacomo Doni]]: Cody *[[Fabio Boccanera]]: Joey Quinn *[[Michele Kalamera]]: Cap. Tom Matthews *[[Gino La Monica]]: Agente speciale Frank Lundy *[[Patrizia Burul]]: Lila *[[Antonio Palumbo]]: Rudy Cooper *[[Domitilla D'Amico]]: Jamie Batista *[[Federica De Bortoli]]: Hannah McKey |note=La prima stagione è basata sul romanzo ''[[La mano sinistra di Dio]]'' di [[Jeff Lindsay]] }} '''''Dexter''''', serie televisiva statunitense nata nel 2006. ==Prima stagione== ===Episodio 1, ''Dexter''=== *È la notte giusta e ne verranno altre, e altre ancora: deve succedere. Che bella notte, Miami è una città fantastica. Adoro la cucina cubana: i panini al maiale sono i miei preferiti, ma ora ho fame di qualcosa di diverso. ('''Dexter''') *E adesso sarai impachettato con cura, nei sacchi della spazzatura, e il mio piccolo personale angolo di mondo, sarà un posto più pulito e felice.. Un posto migliore.. ('''Dexter''') *Mi chiamo Dexter, Dexter Morgan. Non so cosa mi ha fatto diventare ciò che sono ma, qualunque cosa sia stata, mi ha lasciato un vuoto dentro. Le persone fingono molto, io fingo quasi tutto e fingo molto bene. È questo che mi pesa tanto, non biasimo i miei genitori adottivi, Harry e Doris Morgan hanno fatto un lavoro eccezionale crescendomi, ma ora sono morti tutti e due. Non li ho uccisi io eh, davvero! ('''Dexter''') *Sangue, certe volte mi rende nervoso, altre volte mi aiuta a controllare il caos. Harry, il mio padre adottivo, mi ha dato delle regole, sarebbe soddisfatto e lo sono anch'io. Harry era un grande poliziotto qui a Miami, mi ha insegnato a pensare come uno di loro, mi ha insegnato come coprire le mie tracce: io sono un mostro molto pulito. ('''Dexter''') *Dex, ti prego! Un cazzo di ti prego con lo zuccherino sopra! ('''Debra''') *Debra.. la mia sorella adottiva.. è un po' sboccata.. ha un gran cuore ma non permette a nessuno di vederlo.. Lei è l'unica persona al mondo che mi ami.. Ah penso che sia bello.. Io non provo alcun sentimento per nulla ma se riuscissi ad averne qualcuno ne avrei per lei.. ('''Dexter''') *L'unica vera domanda che mi pongo è: perché in un edificio pieno di poliziotti, presumibilmente tutti dotati di una profonda comprensione dell'animo umano, Doakes è l'unico al quale faccio venire i brividi? ('''Dexter''') *Non piaccio agli animali, specialmente ai cani: non penso che approvino ciò che faccio ogni tanto ai loro padroni. ('''Dexter''') *{{NDR|Dopo aver trovato la bambola fatta a pezzi nel freezer}}<br/>Suppongo che dovrei essere arrabbiato, sentirmi addirittura violato, ma non è così, no, in realtà penso che questo sia un messaggio amichevole, del tipo: 'Ehi, vuoi giocare?'; 'Eh sì, voglio giocare, lo voglio davvero, davvero!' ('''Dexter''') ===Episodio 2, ''Lacrime di coccodrillo''=== *Non ci sono segreti nella vita, solo verità nascoste che si trovano appena sotto la superficie. ('''Dexter''') *Mia sorella si mette una corazza per non far vedere alla gente quanto è vulnerabile. Io? La metto su per non far vedere alla gente quanto non sono vulnerabile. ('''Dexter''') *{{NDR|Pensando}} Vedo il loro dolore. A un certo livello riesco anche a capirlo. Ma non riesco a provarlo. ('''Dexter''') *Se Dio esistesse e io credessi in Dio, allora sarebbe in questa stanza insieme a me... Vorrei solo che mi avesse portato una prolunga. ('''Dexter''') *La cosa peggiore quando finalmente metti insieme le tessere di un puzzle è scoprire che ci sono dei pezzi mancanti. È tornato e ha lasciato qui soltanto un messaggio, vieni a cercarmi, e lo farò. Non ci sono segreti nella mia vita, solo verità nascoste che stanno sotto la superficie. ('''Dexter''') ===Episodio 3, ''La prima volta''=== *A volte ho la sensazione che mi manchi un tassello essenziale del puzzle umano. Come in questo caso. ('''Dexter''') *Se avessi un cuore, ora si spezzerebbe. ('''Dexter''') *Harry mi ha insegnato che la morte non è l'epilogo, ma l'inizio di una reazione a catena che investirà anche te se non stai attento. Grazie a lui ho capito che nessuno di noi è come sembra, ma dobbiamo mantenere le apparenze per sopravvivere. C'è una cosa che Harry non mi ha insegnato, una cosa che non sapeva, che non poteva sapere: che l'atto di spezzare volontariamente una vita ti emargina dal genere umano, diventi un solitario che guarda sempre dentro di sé, sempre in cerca di compagnia. Non ti rimane che continuare a vivere, sperando di fare la cosa giusta ogni tanto... un punto per il ragazzo impacciato. ('''Dexter''') ===Episodio 4, ''Album di famiglia''=== *Non sono il mostro che vuole farmi diventare. Non sono né un uomo né una bestia. Sono qualcosa di completamente nuovo, e seguo le mie regole. Sono Dexter... ('''Dexter''') *La gente intorno a me cerca sempre di stringere nuove relazioni di amicizia o di amore ma i legami portano fastidiose complicazioni: l'impegno, la condivisione, accompagnare qualcuno in aeroporto... Se una persona mi arriva così vicina scoprirà chi sono veramente e io non posso permettermelo... È ora di mettermi la maschera. ('''Dexter''') *Devi imparare a fingere, ricordi che ne abbiamo parlato?... Così ci si comporta: quando ti fanno una foto sorridi, non conta che tu sia felice o no, fallo e basta, prova a fingere. ('''Harry''') *Tutti nascondono quello che sono veramente. A volte seppellisci una parte di te tanto in profondità da dimenticarti che esista e a volte vorresti solo dimenticarti chi sei. ('''Dexter''') *Adoro Halloween: è l'unico periodo dell'anno in cui tutti indossano una maschera, non solo io. ('''Dexter''') ===Episodio 5, ''Amore in stile americano''=== *Cambiare il piano può essere stato imprudente... ma a volte devi correre dei rischi. Dopotutto, non funziona così anche in una relazione? ('''Dexter''') *'''Gerard''': Senti Morgan, so che vuoi aiutare la tua amica... ma non c'è molto che tu possa fare. <br/> '''Dexter''': {{NDR|Pensando}} Potrei sorprenderti. *Mi piace immaginare di essere solo, completamente solo, magari dopo un apocalisse o una pestilenza: non dovrei più fingere di comportarmi normalmente, non dovrei più nascondere chi sono: sarebbe liberatorio. ('''Dexter''') *'''Dexter''': A me non interessano le ragazze: preferisco stare da solo. <br/> '''Harry''': Ma la gente normale no, ed è importante sembrare normali. <br/> '''Dexter''': Anche se non lo sono... <br/> '''Harry''': A maggior ragione. ===Episodio 6, ''Rispedire al mittente''=== *Niente dura per sempre. Chiedetelo ad una vecchia Ford. ('''Dexter''') *Rita sarà sconvolta se mi arrestano. Suo marito era un drogato e il suo ragazzo un serial killer. È piuttosto difficile non sentirsi offesi. ('''Dexter''') *'''Doakes''': Non importa quante stellette hai sulle spalline...<br/> '''La Guerta''': ... la merda non ha gerarchie. *Solo ora mi rendo conto che i miei giorni sono contati, quindi è meglio sfruttarli a pieno. ('''Dexter''') ===Episodio 8, ''Strizzacervelli in busta''=== *'''Neil Perry''': Stai insinuando che sono un bugiardo?<br/> '''La Guerta''': Analizzo i fatti. Vogliamo entrambi la stessa cosa...<br/> '''Neil Perry''': ... ehm... dieci minuti con [[Angelina Jolie]]?<br/> '''La Guerta''': Vederti condannato. *'''Dexter''': Questo è un disastro: ho scelto Rita perché era traumatizzata, ma se guarisce la perderò di sicuro. ===Episodio 9, ''Segreti di famiglia''=== *Cos'altro non so? Le mie fondamenta di cemento si stanno tramutando in sabbie mobili... forse Rudy aveva ragione, una persona non si conosce mai fino in fondo... ('''Dexter''') *Come ha fatto la morte a trasformarsi in un week-end per coppiette? ('''Dexter''') ===Episodio 10, ''Bagno di sangue''=== *Qualcuno ha detto che è più facile occuparsi dei problemi altrui che dei propri. Si sbagliava. ('''Dexter''') *'''Doakes''': Morgan, porta il culo qui!<br/> '''Dexter''': Culo in arrivo... *Allora è questo l'inferno. C'ho mandato tanta gente che mi sembra giusto vedere com'è fatto. Mi ha lasciato questa stanza per una ragione. Cinque donne hanno dato la vita e il sangue per questo momento... c'è solo un modo per capire perché... ('''Dexter''') *Harry mi ha insegnato a essere riservato e autosufficiente, e a tenere un armadio pieno di sacchi della spazzatura. ('''Dexter''') *Preferisco la Rita [[fascino|affascinante]] a quella preoccupata. ('''Dexter''') *Il trio ideale: armi, munizioni e poco cervello. ('''Dexter''') *Prima [[regole dalle serie televisive|regola]] di Harry: evitare coinvolgimenti emotivi. ('''Dexter''') ===Episodio 12, ''Nato Libero''=== *Ho vissuto nell'oscurità per molto tempo e negli anni i miei occhi si sono adattati al buio, che è l'unico mondo in cui riesco a vedere. Poi Rudy ha acceso la luce, ha inondato la mia memoria... e ora sono cieco. ('''Dexter''') *Doakes ha sempre intuito che nascondo qualcosa... e ora ne è certo. Il mio diavolo danza col suo demone e la melodia che ci accompagna durerà ancora. ('''Dexter''') *Così si sente un uomo che cammina in piena luce, il lato oscuro rivelato, le ombre accettate... Sì, mi vedono, sono uno di loro... nel loro incubo peggiore! ('''Dexter''') *Dicono che casa è dove sta il cuore: forse è lì che ho lasciato il mio. ('''Dexter''') *A volte mi chiedo come sarebbe la mia vita se tutte le cose che nessuno sa di me venissero rivelate, ma non lo saprò mai perché continuerò a nascondermi ne va della mia sopravvivenza. ('''Dexter''') ==Seconda stagione== ===Episodio 1, ''È vivo!''=== *Sono troppo teso... sono passati 38 giorni, 16 ore e 12 minuti da quando ho ucciso mio fratello. In tutto questo tempo non ho mai avuto una sola notte tutta per me. E il sergente Doakes fa in modo che io non ce l'abbia... ('''Dexter''') *'''Angel''': Non dimenticare, chiedi all'universo quello di cui hai bisogno.<br />'''Dexter''' {{NDR|pensando}}: Ho davvero bisogno di uccidere qualcuno. ===Episodio 2, ''La verità torna a galla''=== *Sto perdendo il controllo... ho l'occasione di uccidere e mi blocco... poi mi lascio scappare una vittima... e ora i miei segreti tornano a galla. Dov'è il Dexter metodico, controllato, efficiente?... Dove l'ho perso?... Come faccio a ritrovarlo? Vado alla deriva... e non riesco a dormire... ('''Dexter''') *Non capirò mai come la gente affronta la morte. Perché non possono semplicemente lasciarla al suo posto? ('''Dexter''') *'''Dexter''': Non è vero, ti ho ucciso.<br>'''Rudy''': No, hai solo preso la mia vita. *'''Chino''': Se mi uccidi cosa ti resterà?<br>'''Dexter''': Un mondo senza di te. *Se gli occhi sono lo specchio dell'anima, il dolore di una perdita è la porta. Finché resta chiusa ci protegge da un lato di noi stessi. Se ti tieni a distanza resta chiusa per sempre. Ma se apri quella porta, la sofferenza diventa l'unica verità. ('''Dexter''') ===Episodio 3, ''Una scomoda bugia''=== *Mi chiamo Dexter e non so che cosa sono. Ma di certo so che c'è qualcosa di oscuro in me... e lo nascondo. Sicuramente non ne parlo, ma... c'è. Sempre. Questo oscuro passeggero. E quando è lui a guidare mi sento... Vivo. Dominato da questo fremito di malvagità assoluta. Non lo combatto, non voglio farlo. È tutto ciò che ho. Nessuno mi ama così, neppure... neppure io, purtroppo. E se invece fosse solo un imbroglio dell'oscuro passeggero? Perché, ultimamente, nei momenti in cui mi sento... legato a qualcosa, o a qualcuno. È come se mi scivolasse via la maschera... e quelle cose, o persone, di cui non mi importava, in un istante diventano importanti... Terrorizzandomi. ('''Dexter''') *Solo che non vorrei che mia sorella mi desse la caccia: rovinerebbe il clima familiare. ('''Dexter''') *Do la caccia a un assassino e mi ritrovo con un'auto nuova: com'è successo? ('''Dexter''') *Fibra sintetica: anche i suoi capelli sono una menzogna. Potrei imparare qualcosa da lui. ('''Dexter''') *Harry aveva ragione: niente resta sepolto per sempre. Forse nemmeno io. ('''Dexter''') *Se non faccio niente un'altra donna morira: è la mia coscienza a lungo sopita che parla o è l'oscuro passeggero che bisbiglia? ('''Dexter''') *'''Rivenditore''': Ti si insinuano dentro!<br>'''Dexter''': Sì, fanno così.. E poi ti sbattono fuori. *'''Lila''': Allora dimmi, esattamente, quanta robaccia hai dentro?<br>'''Dexter''': Io sono pieno di niente. *'''Lila''': Come mille voci nascoste che sussurrano "È questo tutto ciò che sei". E tu lotti contro la pressione, quel bisogno crescente che sale dentro come un'onda che punge, brucia, insiste per essere appagato. Poi una voce si fa più forte, finché non ti urla "Adesso!". E quella è l'unica voce che senti. L'unica voce che vuoi sentire. E tu appartieni a lei. A questa ombra di stesso. A questo...<br>'''Dexter''': ...oscuro passeggero. ===Episodio 4, ''Il macellaio della baia di Miami''=== *'''Rita''': È una donna molto forte.<br>'''Dexter''': La terrò presente per sollevare qualcosa di pesante. *'''Rita''': Io spero tanto che oggi lo prendano, e spero proprio che gli facciano del male! Buona giornata!<br>'''Dexter''': Be', deciditi. *Nei momenti di massima [[paranoia]] temiamo che tutti parlino di noi. È diventata questa la mia realtà. Non riesco a sentire ciò che dicono ma so che non è bello. ('''Dexter''') *Mi rifiuto di credere che Vince Masuka sarà l'uomo che da solo mi abbatterà. Ma so anche che il rifiuto è la prima fase del percorso di sofferenza per coloro che scoprono che la fine è vicina. ('''Dexter''') *Sono sempre stato bravo con i genitori: il segreto sta solo nel pensare a loro come alieni provenienti da un universo lontano. ('''Dexter''') *Qualunque cosa tu credi sia giusta è sbagliata. Quando ti farà una domanda, voglio che tu pensi alla risposta e poi di' esattamente il contrario. ('''Harry''') *È strano sperimentare per la prima volta quella che potrebbe essere definita speranza. Allo stesso tempo mi ritrovo a soppesare i vantaggi della sedia elettrica rispetto all'iniezione letale... ma sono ancora qui. ('''Dexter''') *Credevo di aver chiuso la porta a chiunque mi vedesse per quello che sono. Ma questa donna mi vede... lei non lo sa, ma sta guardando dietro la maschera e non distoglie lo sguardo. ('''Dexter''') ===Episodio 5, ''Il vendicatore oscuro''=== *Quasi tutti odiano le [[fila|file]]. In banca, al supermercato, al bar. Io no. Se volete conoscere la natura umana mettetevi tra un uomo e il suo [[cappuccino (bevanda)|cappuccino]]. ('''Dexter''') *Ho incontrato una persona a cui non importa cosa sono. Ogni supereroe ha bisogno di una spalla, e ogni cattivo di un complice. Tutte le mie relazioni sono basate sul fatto di non sapere, ma sto cambiando. Ve lo immaginate una vita senza più segreti? ('''Dexter''') ===Episodio 6, ''Dex, bugie e videotape''=== *Sono andato da Lila per delle risposte, ma mi ritrovo con più domande di prima: chi sono, di che cosa ho bisogno, che cosa voglio. Un caffè. Quello che voglio è una tazza di caffè. ('''Dexter''') *'''Dexter''': Fa delle cose magnifiche con la fiamma ossidrica... come si chiama?<br>'''Lila''': Talento? *Devo fare in modo che Lundy trovi il suo uomo. Ma prima devo cancellare le riprese del molo, far pace con la mia ragazza, e... magari risolvere il problema della fame nel mondo, tanto cosa più cosa meno. ('''Dexter''') *'''Doakes''': Vuoi colpirmi? Accomodati. Non cerco che un pretesto per farti il culo.<br>'''Dexter''': Conosco la sensazione. *Ti ucciderò, devo farlo. Ma non ne sento il bisogno. Questo è potere. ('''Dexter''') ===Episodio 7, ''Quella notte che successe di tutto''=== *'''Dexter''': Sai sempre quello che vuoi, eh?<br>'''Lila''': Non ti dispiace vero? Ad alcuni da fastidio.<br>'''Dexter''': Ho sempre trovato i manuali d'istruzione piuttosto utili. *'''Lundy''': La verità arriva al mio cuore da un posto tranquillo. Devo preparare la scena per sentirla. Capisci cosa intendo?<br>'''Debra''': No, io prospero nel caos. *{{NDR|Su [[Fryderyk Chopin]]}} Può fare quest'effetto sulle persone: può smuovere della polvere. ('''Lundy''') *Be' in questo caso lasci che glielo spieghi chiaramente: nonostante le sue persecuzioni, nonostante la sua perseveranza, nonostante il suo impegno io sarò un passo avanti a lei per un semplice motivo. Io sono vincente. ('''Dexter''') ===Episodio 8, ''Chiudere i conti''=== *'''Debra''': È cafona, inglese, tette al vento e vampira.<br>'''Dexter''': Hai appena descritto la donna perfetta. *'''Masuka''': A te un abbraccio e a me un buffetto sul naso?<br>'''Batista''': Perché ti comporti come un ritardato. ===Episodio 11, ''Prossima svolta a sinistra''=== *'''Doakes''': Brucerai all'inferno, Morgan.<br>'''Dexter''': Sì, una cosa del genere. *Come può essere cattivo un tipo servizievole come me? ('''Dexter''') *'''Masuka''': Comportati da uomo, reagisci, l'amore è una battaglia.<br>'''Debra''': Nel tuo caso un ordine restrittivo. *'''Debra''': Ma come facciamo a trovare il suo vero nome?<br>'''Lundy''': Andiamo, conosci la risposta.<br>'''Debra''': Le taglio la testa e cerco l'etichetta? *Forse il male funziona così: distrugge tutto ciò che tocca. ('''Dexter''') ===Episodio 12, ''L'invasione britannica''=== *Ad aspettare nelle Everglades orde di sceriffi di contea, squadre di ricerca e rettili schifosi. E da questa parte coi pantaloncini neri, lo sfidante, il possente Dexter. ('''Dexter''') *'''Lila''': Poverino, tutto da solo.<br>'''Doakes''': Sto bene, apri la porta.<br>'''Lila''': Non tu, Dexter. *Se Dio fa miracoli, allora anche Satana ha qualche asso nella manica. ('''Dexter''') *Puoi provare qualcosa per me, ma è solo un impulso, una reazione primitiva a bisogni essenziali... conosci ogni parola della canzone ma la musica non ti arriva. ('''Dexter''') *'''Lila''': Non vedo l'ora di sparire con te Dexter, non vedo l'ora.<br>'''Dexter''': Ti farò sparire eccome... in un sacco della spazzatura... *È strano sapere d'aver creato qualcosa, una versione altamente mutata di me, che girovaga a piede libero e combina casini: è così che si sente un genitore? ('''Dexter''') ==Terza stagione== ===Episodio 1, ''Nostro padre''=== *Lo so, lo so, devo misurare la temperatura della stanza prima di aprire bocca, lo so, è un brutto vizio, lo ammetto. ('''Debra''') ===Episodio 2, ''Alla ricerca di Freebo''=== *Non è piacevole vero? Proprio quando pensi di aver risposto a tutte le domande ne spunta fuori un'altra... la vita la vita la vita, la vita è proprio così. Per questo preferisco la morte. ('''Dexter''') ===Episodio 3, ''Il leone si è addormentato''=== *In una terra di predatori il [[leone]] non teme mai lo [[sciacallo]]. ('''Dexter''') *Eh la notte... ottima per il cacciatore, pessima per la preda. Nathan Marthen, il tuo passato è il prologo del tuo futuro. ('''Dexter''') ===Episodio 4, ''Tutto in famiglia''=== *Gli studi provano che l'intelligenza emotiva è più importante nel successo personale di qualunque fattore possa essere misurato col test sul Q.I. ('''Dexter''') *Puoi portare un cavallo al fiume ma non puoi costringerlo a bere, a meno che non ordini la sua bevanda preferita e lo fai aspettare. E aspettare. ('''Dexter''') *Ma se si interpreta una parte a lungo e ci si impegna davvero, diventerà mai reale? Io potrei diventare reale? ('''Dexter''') *'''Dexter''': La mia vita è sempre stata come una domanda senza risposta. Una serie infinita di giorni e di notti passate ad aspettare, non sapevo cosa.<br/>'''Cody''': Perché è così strano oggi?<br/>'''Astor''': Non lo so.<br/>'''Dexter''': Rita noi siamo legati, ovunque vada sento che tu e i bambini siete sempre con me. Voi mi rendete vivo. Voglio andare ancora a mangiare una banana split, a ripiantare l'albero di limoni che seguita a morire e non voglio mai perdermi la sera della pizza. Per questo so che voglio sposarti, perché una cosa semplice, come la sera della pizza, illumina la mia settimana, ma non senza i miei ragazzi. Cody, Astor voi siete la mia famiglia, io voglio stare con voi per sempre. Vi prego ditemi di sì.<br/>'''Rita''': Sì...sì...sì, noi ti sposiamo. *{{NDR|Pensando}} Molti attori lavorano duramente nell'oscurità, senza mai affrontare le luci della ribalta. Ma, se affini la tua arte, se la curi con diligenza, puoi ritrovarti a interpretare il ruolo della tua vita. ('''Dexter''') ===Episodio 7, ''Amici veri''=== *{{NDR|Pensando, rivolto all'ipotetica vittima Hellen Wolf}} Vedo dei sacchi di plastica nel suo futuro. ('''Dexter''') *'''Dexter''': Ehi Deb, pensi di portare qualcuno al matrimonio?<br>'''Debra''': Non lo so Dex, potrei avere troppo da fare a raccattare i pezzi di Anton per venire.<br>'''Dexter''': Quindi ti metto in forse? *'''LaGuerta''': Te la prendi con Miguel Prado e difendi un topo di fogna come quello?<br>'''Wolf''': Non è compito mio giudicare, Maria.<br>'''LaGuerta''': Però hai giudicato Miguel.<br>'''Wolf''': Vorrà dire che se mai verrà arrestato difenderò pure lui. *Non sono mai stato bravo a risolvere i conflitti: non senza un coltello e tanti teli di plastica. ('''Dexter''') ===Episodio 8, ''Effetto farfalla''=== *Si dice che tutto sia collegato, è l'effetto farfalla... lanci un sassolino in uno stagno e i cerchi nell'acqua si propagano verso l'esterno investendo ogni cosa finché alla fine ad un pesce spuntano braccia e gambe e striscia fuori dall'acqua, raccoglie una pietra e colpisce altri due pesci sulla testa: e abbiamo il primo serial killer. ('''Dexter''') *'''Dexter''': Te ne intendi di fedi nuziali?<br>'''Debra''': Certo, fedi nuziali e fissione nucleare sono le mie specialità. ===Episodio 10, ''Ognuno per sè''=== *Proprio quello che avevo ordinato: finta cordialità con contorno di tradimento. ('''Dexter''') *Non immagina quale porta ha aperto. ('''Dexter''') *Dopo quello andrai per la tua strada e ritorneremo entrambi a essere come eravamo prima di tutto questo. Tu un vice procuratore d'assalto dedito a far rispettare sempre la legge, e io un ematologo esperto che prende sempre il suo assassino. ('''Dexter''') ===Episodio 11, ''La resa dei conti''=== *Se la casa è dove si trova il cuore, dove va chi non ha cuore? ('''Dexter''') *'''Miguel''': Sono come te.<br>'''Dexter''': No no no, io so di essere un mostro.<br>'''Miguel''': Io ti accetto... io ti accetto Dexter, come un fratello.<br>'''Dexter'''L'ho ucciso mio fratello... e ho ucciso anche il tuo. *'''Angel''': Quindi ti piace eh?<br>'''Masuka''': Il problema è che anche io le piaccio. Deve esserci qualcosa che non va in lei. *'''LaGuerta''': Tu la senti mai una voce interiore che ti dà il tormento?<br>'''Dexter''': Sono consapevole del fenomeno. ===Episodio 12, ''Finché morte non vi separi''=== *Quando il lupo rimane in trappola, si morde la zampa. L'istinto di sopravvivenza è la sua forza. ('''Dexter''') *'''LaGuerta''': E allora dimmi Dexter, come convivi con una cosa così?<br>'''Dexter''': Lo fai e basta. ==Quarta stagione== ===Episodio 1, ''Una vita da sogno''=== *È una scena del crimine ben organizzata. L'assassino ha agito con calma... e poi ha ripulito le tracce... (ovviamente non ha figli). ('''Dexter''') ===Episodio 3, ''Luci accecanti''=== *Il barbecue in giardino è un residuo dell'ultima era glaciale, quando il cibo scarseggiava e gli uomini dovevano unire le loro forze per abbattere una bestia e solo chi sapeva lavorare con gli altri era sopravvissuto, e i suoi geni si sono tramandati attraverso i secoli... fino ad arrivare qui... nella mia comunità. ('''Dexter''') *Devi piantarla di fare a pezzi le cose, di togliere il freno alle macchine. Non farti più venire strane idee. Se provi a toccare un solo finestrino torno qui e me ne vado con la tua testa in un sacco... e ce l'ho già il sacco... ('''Dexter''') *'''Debra''': Frank, senti, volevo scusarmi. Sono stata proprio una stronza l'altra sera.<br>'''Frank Lundy''': Non serve, tutti abbiamo il diritto di esserlo ogni tanto. ===Episodio 4, ''3 giorni di libertà''=== *Solo che il mio sangue sulla bocca della tua pistola dimostrerà che è stato un colpo a contatto altamente improbabile durante una colluttazione... Potresti spararmi un colpo al torace ma la direzionalità dimostrerà che ero in posizione difensiva. Dovresti calcolare la distanza esatta per creare degli schizzi riconducibili a una legittima difesa. ('''Dexter''') *'''Dexter''': Non volevo che mi vedessi in quello stato.<br>'''Rita''': Sono tua moglie. Voglio sapere quello che ti tormenta.<br>'''Dexter:[pensando]''' No, non credo proprio ===Episodio 5, ''Sete di vendetta''=== *Visto, non ho assolutamente niente da nascondere! (A parte le siringhe, i bisturi e la sega per le ossa che sono nel doppiofondo del baule) ('''Dexter''') *È quasi poetico che un serial killer ponga fine agli omicidi trentennali di un altro. ('''Dexter''') ===Episodio 6, ''Datemi un martello''=== *Ecco cosa rende tale una casa: le risate dei bambini felici, il calore di un ambiente pieno di persone, il gelo di una moglie arrabbiata... ('''Dexter''') *Sono perfettamente a mio agio con i fluidi del corpo: sangue, muco, lacrime. Ma con le emozioni che comportano... con quelle non molto. ('''Dexter''') *Fanno questo le persone? Dicono quello che pensano... a voce alta? ('''Dexter''') *Abbiamo tutti e due degli [[scheletro|scheletri]], quindi tutti e due abbiamo un armadio dove tenerli. ('''Dexter''') ===Episodio 7, ''Calma piatta''=== *C'è un momento che i marinai chiamano calma piatta, quando la marea non è né alta né bassa... è perfettamente immobile. È un momento cristallizzato nel tempo, dove tutto è calmo e tranquillo... L'unico svantaggio è che dura pochissimo. ('''Dexter''') *'''Quinn''': Metti due persone in una stanza per un po' di tempo, e vedrai che alla fine scopano.<br>'''Debra''': Oh, wow, sei così romantico, dovresti tatuarti questa frase sulla testa. *L'uomo è sempre stato attratto dal mare. Ma per noi è uno scenario innaturale, è un luogo di estremo pericolo. Maree, correnti, onde, venti... ciascuno presenta dei pericoli, pericoli che non possiamo ignorare. Il minimo errore di valutazione può diventare uno sbaglio irrecuperabile. Ma un buon marinaio non lotta contro questi elementi. Un buon marinaio lavora con loro, li sfrutta a suo vantaggio. Mentre altri meno fortunati potrebbero andare alla deriva, finire in mille pezzi, lui torna sempre a casa, sano e salvo. ('''Dexter''') ===Episodio 8, ''Rimorsi''=== *'''Trinity''': All'anima fa bene la confessione.<br>'''Dexter''': Ulteriore prova che non ne ho una. *Se errare è umano, deve esserlo anche il [[rimorso]]. Un momento, allora questo mi rende... umano? ('''Dexter''') *Trinity: è lui che ha sparato a mia sorella. Avrei dovuto... no, niente "avrei dovuto", non uso mai il condizionale... non è da me. ('''Dexter''') ===Episodio 9, ''Giorno di festa''=== *'''Dexter''': Che padre è uno che conserva una cassa da morto in garage?<br>'''Harry''': Che padre è uno che tiene vetrini ematici nella rimessa? ===Episodio 11, ''Faccia a faccia''=== *'''Dexter''': Chi è ognuno di noi? Abbiamo tutti una vita pubblica, una vita privata...<br>'''Harry''': E una vita segreta, è quella che ci definisce. *'''Harry''': Non mi riferisco a loro. Io parlo di Dexter Morgan: ematologo, marito, padre, serial killer, e Kyle Butler, ricattatore. Chi sei tu davvero?<br>'''Dexter''': Sono ognuno di loro. ===Episodio 12, ''La storia si ripete''=== *Com'è che possibile che io riesca a uccidere senza il minimo rimorso, mentre deludere Rita mi fa sentire un essere orribile? ('''Dexter''') *Anch'io ho una famiglia, Arthur ('''Dexter, ignaro di ciò che è successo a Rita''') *Va tutto bene, la vita non deve essere perfetta, deve solo essere vissuta! ('''Dexter''') *Nato nel sangue, proprio come me, Harry aveva ragione pensavo di cambiare quello che sono, tenere la mia famiglia al sicuro, ma indipendentemente da quello che faccio, dalle mie scelte sarò sempre quello sbagliato. È il mio destino. ('''Dexter''') ==Quinta stagione== ===Episodio 1, ''Colpa mia''=== *Ho visto morire 67 persone e nel momento della verità le guardavo negli occhi e sapevo e anche loro sapevono che se lo meritavano. Ma se questa volta non fosse così...se non é quello che meritavi. Se meritavi una casa con una staccionata bianca e i tuoi figli intorno... e un marito che ti amava. Se quello che meritavi era un vero essere umano e invece ti sei ritrovata uno come me. ('''Dexter''') *Harry, mio padre, mi ha insegnato qualche semplice regola: non fare mai del male ad un innocente. Dove sei adesso quando ho più bisogno di te? Quando mia moglie é finita in quel sacco e mi guardano tutti ed è il mio vicino che piange... non io. ('''Dexter''') *Sono appena tornato a casa e ho trovato mia moglie morta nella vasca da bagno. Un'incisione di 2 cm sulla metà superiore della coscia destra ha reciso l'arteria femorale. ('''Dexter''') *Ci sono davvero poche cose di cui hai bisogno quando decidi di andartene, qualunque sia il posto dove andrai a finire: dei vestiti adatti... i ferri del mestiere... e qualche segno del tuo passato, per ricordarti chi sei veramente. Di tutto il resto... non ne hai bisogno. ('''Dexter''') *Allora è così che fa la gente normale. Niente cadaveri impacchettati, niente cattivi odori... ('''Dexter''') ===Episodio 2, ''La palude dell'orrore''=== *C'era una volta un mostro, verde e cattivo, che lasciò una macchia circolare un metro d'altezza che fa pensare ad un trauma da corpo contundente che sembra indicare che il giovane e bellissimo principe in ginocchio sia stato colpito almeno due o tre volte. ('''Dexter''') *La caccia mi dà lucidità, concentrazione. Il killer che è in me migliora il padre. ('''Dexter''') ===Episodio 4, ''La bella e la bestia''=== *Quando ero bambina mia madre mi disse: mai mentire a qualcuno che si fida di te e mai fidarti di qualcuno che ti mente. ('''Baby-sitter''') ===Episodio 5, ''Il battesimo del sangue''=== *Una scena fin troppo familiare... ma io uso un bisturi, tu hai solo le tue dita, immacolate... non hai neppure un anno, e già distruggi le prove... e devi allontanarti dalla scena del crimine. ('''Dexter''') *Senti Quinn, se ti scopi il toro ti becchi anche le corna. ('''Liddy''') *Abbiamo tutti qualcosa da nascondere, un luogo oscuro dentro di noi che non vogliamo far vedere al mondo. Così fingiamo che va tutto bene e ci avvolgiamo negli arcobaleni: e forse è meglio così, perché alcuni luoghi sono più oscuri di altri. ('''Dexter''') *Gli [[arcobaleno|arcobaleni]] sono un'illusione: riflettono la luce per farci vedere qualcosa che in realtà non c'è. ('''Dexter''') ===Episodio 6, ''Ogni cosa è illuminata''=== *La compartimentazione è nata come teoria architettonica. Ha portato a dividere gli edifici in sezioni non comunicanti per evitare che gli incendi si propagassero. Anche la vita può essere divisa in sezioni non comunicanti: rende tutto molto più semplice. ('''Dexter''') *La compartimentazione è una cavolata, gli incendi sventrano di continuo gli edifici anche se gli ambienti non sono comunicanti. Con la vita è la stessa cosa, è inutile sperare di controllarla. ('''Dexter''') *Questo è Luminol. Adesso ti spiego. Il perossido di idrogeno e l'idrossido di sodio reagiscono con il ferro presente nell'emoglobina, e rilevano una luminescenza blu. ('''Dexter''') ===Episodio 7, ''Intesa''=== *O è una statuetta sacra, o è il pupazzetto meno divertente che abbia mai visto... non ha bisogno di S. Brigida: lui ha padre Dexter. ('''Dexter''') *Formalina, formaldeide liquida. Un agente imbalsamante. Dato che è stato applicato solo localmente gli organi interni dei cadaveri hanno continuato a decomporsi e a colare attraverso i vari orifizi, coagulandosi entrando a contatto con la formalina. Ecco cos'hai sotto le scarpe: organi interni coagulati. ('''Dexter''') *{{NDR|Pensando}} Le persone arrivano a noi in modi diversi e si legano a noi per varie ragioni... ma perché un legame funzioni, bisogna non solo accettare questa persona nella propria vita, ma anche accettarla per quello che è...a volte sono le persone a trovare noi, e per quanto ci sforziamo di respingerle, riescono a entrare comunque nella nostra vita, finché non ci accorgiamo di quanto abbiamo bisogno di loro. ('''Dexter''') ===Episodio 8, ''Una visita inattesa''=== *'''Dexter''': Va tutto bene?<br>'''Chase''': Niente di importante... solo un piccolo imprevisto con la sicurezza.<br>'''Dexter''': Del tipo che la testa del responsabile è nella mia valigia? *È una legge della fisica, gli elementi tendono ad aggregarsi... singole cellule su una piastra di Petri si agitano fino a fondersi tra loro... gli eventi nell'universo che un tempo sembravano casuali, alla fine rivelano un legame di fondo. ('''Dexter''') *{{NDR|Al seminario di Jordan Chase}} Per la prima volta sono in mezzo a persone che mi fanno sentire normale... molto normale. ('''Dexter''') ===Episodio 9, ''Il ciondolo''=== *'''Lumen''': Abbiamo un problema.<br>'''Dexter''': Già, è in atto una gara di forza con la mia figliastra, ubriaca e ladra, e credo che vincerà lei. *'''Dexter''': Quello lì è il plesso solare. Al momento il tuo [[muscolo diaframma|diaframma]] è parzialmente paralizzato per questo fatichi a riprendere fiato.<br>'''Padre di Olivia''': Ma chi cazzo sei, uno psicopatico?<br>'''Dexter''': No, oggi sono solo un padre preoccupato... Questo è il fegato. Il bello del fegato è che se riesci a colpirlo bene prendi anche il nervo vago che si dirama per il resto del tuo corpo... il cervello va in corto circuito, il corpo si ferma, e tu provi, come si dice, terrore? *Nelle giornate buone, mentre corro, le voci nella mia testa poco a poco si acquietano finché resto solo io, il mio respiro e i piedi sulla sabbia. ('''Dexter''') ===Episodio 10, ''La prima volta''=== *{{NDR|Pensando}} Harry ha cercato di modellarmi secondo l'immagine del mostro che pensava che fossi... Mi ha detto di evitare i rapporti umani, e questo è diventato uno stile di vita per me... Ma con Lumen... Sono una persona diversa... Ai suoi occhi... Io non sono affatto un mostro.. ('''Dexter''') ===Episodio 11, ''La trappola''=== *'''Debra''': Voglio qualcuno di cui possa fidarmi al 100%. Come lei, la giustiziera... lei ha qualcuno accanto, il tizio che la sta aiutando, qualcuno che farebbe di tutto per lei.<br>'''Dexter''': Come fai a saperlo?<br>'''Debra''': A essere sincera non lo so ma... per quello che fanno serve devozione. Uccidere qualcuno insieme è una cosa davvero cazzuta.<br>'''Dexter''': {{NDR|Pensando}} È quello che c'è tra Lumen e me, una cosa cazzuta?<br>'''Debra''': Lui sta rischiando la vita, sta mettendo in gioco tutto quello che ha per rimediare ai torti che lei ha subito. E per quanto sembri assurdo, questo sentimento come lo chiameresti se non amore? Cazzo, è fottuto di brutto eh?<br> '''Dexter''': Si, è fottuto di brutto.<br>'''Debra''': Però è meraviglioso. ===Episodio 12, ''Il buio oltre la luce''=== *Lo fanno sembrare così facile... stabilire una relazione con altri esseri umani... come se non sapessero che è la cosa più difficile del mondo. ('''Dexter''') *Non si risolve una cosa per rimediare un'altra: lo diceva sempre Jordan Chase. Ma si sbagliava, lo facciamo in continuazione. È così che funziona il mondo, cerchiamo tutti di sistemare le cose. Persino io. *Lumen ha detto che io le ho restituito la vita, il contrario del mio ruolo abituale; il fatto è che anche lei mi ha restituito la mia. Ciò che importa non è quello che mi ha preso, ma quello che mi ha dato: occhi che finalmente mi hanno visto per quello che sono e la certezza che niente, niente è scolpito sulla pietra, nemmeno l'oscurità. ('''Dexter''') ==Sesta stagione== ===Episodio 1, ''Fede''=== *Ci sono dei momenti nelle nostre vite, in cui sembra che tutto vada storto. Quando nonostante i nostri sforzi e senza una ragione o un motivo apparente... avviene una tragedia. E ci sono altri momenti in cui tutto va alla perfezione. ('''Dexter''') *'''Harry''': Cosa si prova [ad essere popolare]?<br>'''Dexter''': Lo odio!<br>'''Harry''': Smettila! È grandioso. La maggior parte di loro vorrebbe essere popolare.<br>'''Dexter''': Si, ma la maggior parte di loro non ha nastro adesivo, teli di plastica e una sega chirurgica in macchina. *'''Dexter''': Senti, lo so che è banale, ma come possiamo sapere che c'è un Dio? Te lo chiedo solo per poterlo spiegare ad Harrison.<br>'''Angel''': Be', c'è un Dio perché... in tutti quanti noi c'è un profondo senso di [[bontà]], di bontà morale. Ma a dire il vero, quando vai in fondo alla questione, si tratta solo di fede. È qualcosa che senti, non è qualcosa che puoi spiegare. È molto difficile spiegarlo a parole.<br>'''Dexter''': {{NDR|Pensando}}: Perché non ha senso. {{NDR|Parlando}}: Grazie Angel, hai reso tutto molto più chiaro. *Ho imparato che i periodi di oscurità possono sopraffarci in qualsiasi momento, ma ho anche imparato d'essere in grado di resistere, di prevalere e nel mentre diventare più forte. Più furbo. Più bravo. ('''Dexter''') ===Episodio 2, ''C'era una volta''=== *Perché i mostri non vivono per sempre felici e contenti. ('''Dexter''') *I lupi assumono forme diverse. Alcuni hanno grandi occhi per vederci meglio. Alcuni aspirano ed altri espirono... altri si celano sotto il tuo naso. Io dovrei saperlo perché, mi piaccia o no, sono un lupo anch'io e questo non cambierà mai. ('''Dexter''') ===Episodio 3, ''La fatina dei denti''=== *Dicono che la vecchiaia sia come una seconda infanzia. Piena di colori primari... tricicli e di palline da inseguire. Sono a stento sopravvissuto alla mia prima infanzia. Mi sa che alla seconda non sopravvive nessuno. ('''Dexter''') *É come la mia scatola di vetrini, sangue secco sulle radici. Appartengono a tutte le sue vittime... é lui la fatina dei denti. L'uomo che ha terrorizzato il Nord Ovest Pacifico per venti anni... tutto ciò che ha lasciato é una scatola di denti. È questo che succede ai serial killer alla fine della loro vita? ('''Dexter''') *Tutti noi desideriamo che la vita abbia un significato, un significato che cerchiamo più intensamente man mano che invecchiamo... ed è più difficile da trovare; qualcuno di noi lo cerca nel posto sbagliato. Ma se le nostre vite non avessero un significato... cosa potremmo lasciare alle persone a cui teniamo? Walter Kenney voleva lasciare al mondo lo schifo che la sua vita era diventata. Cosa lasceró io? ('''Dexter''') ===Episodio 4, ''I quattro cavalieri dell'apocalisse''=== *Alcuni credono che la religione sia nata per consentire a delle culture primitive di trovare una spiegazione ai fenomeni naturali. Il fuoco, il vento, la pioggia... crearono un dio per ognuno di essi. Si potrebbe pensare che la religione sia diventata sorpassata grazie alla scienza. Ma così non è stato. Vai a farti una nuotata... e diventi un uomo nuovo. Vorrei tanto credere che sia così semplice. Ma fratello Sam ci crede. E grazie a ciò, si sente realizzato... glielo si legge in faccia. ('''Dexter''') ===Episodio 5, ''L'angelo della morte''=== *Non credo negli angeli ma credo che nel mondo ci sia una lotta costante tra luce e oscurità. Chi lo sa? Forse fratello Sam ha ragione... forse qualche volta la luce riesce a spuntarla. Ma secondo la mia esperienza, di solito é l'oscurità a prevalere. ('''Dexter''') ===Episodio 6, ''Il messaggio''=== *La maggior parte della gente crede che abbiamo il libero arbitrio, che ciascuno di noi scelga il proprio cammino. A volte questo cammino è chiaro. Altre volte tutto il contrario. Ogni curva, ogni svolta può mettere alla prova il nostro senso di orientamento. Ma sono le scelte che facciamo quando arriviamo davanti a un bivio a definire chi siamo. ('''Dexter''') *'''Debra''': {{NDR|Parlando della sua promozione a tenente}} Non so più che ruolo avere con le persone.<br>'''Psicologa''': Non deve.<br>'''Debra''': Che cosa?<br>'''Psicologa''': Avere un ruolo. Sia solamente Debra. Lei ha troppe cose in testa, lei pensa troppo. Faccia il suo lavoro, viva la sua vita e aspetti che tutto faccia il suo corso. ===Episodio 7, ''Nebraska''=== *Fratello Sam credeva che la luce potesse tenere a bada l'oscurità ma mi chiedo se l'oscurità non sia determinata dalla luce. Se é così l'oscurità non può esistere da sola. Deve esserci per forza luce da qualche parte che aspetta di essere trovata. ('''Dexter''') ===Episodio 8, ''Peccato di omissione''=== *I bambini si fidano del fatto che quando li mettiamo a letto la sera, l'indomani saranno vivi per vedere un altro giorno. Gli adulti non sono sempre così fortunati. ('''Dexter''') *{{NDR|Dexter va in una casa di riposo a far visita a un ex prete con la demenza senile}}<br>'''Dexter''': Padre Galway?<br>'''Padre Galway''': Sì, sono proprio io. Ma sinceramente non mi ricordo il tuo nome.<br>'''Dexter''': Noi non ci siamo mai incontrati. Io mi chiamo...<br>'''Padre Galway''': ...Francis Connoly!<br>'''Dexter''': Ehm...<br>'''Padre Galway''': Sei venuto a scusarti per aver rotto la finestra del nartece, immagino.<br>'''Dexter''': Mi scusi, padre. Devo essermi sbagliato.<br>'''Padre Galway''': Oh, no no no no! Tu non vai da nessuna parte! Devi confessarti, figliolo!<br>'''Dexter''': Veramente non ne ho bisogno. Se mi lascia...<br>'''Padre Galway''': "Benedicimi padre, perché ho peccato"<br>'''Dexter''': I miei peccati...Ok. Io...ho superato il limite di velocità diverse volte.<br>'''Padre Galway''': Oh, e chi non l'ha fatto? Quali altri peccati devi confessare?<br>'''Dexter''': Ho mentito a mia sorella.<br>'''Padre Galway''': Quella con le lentiggini? Mary Grace, dico bene? Aveva sempre un biscotto in mano la cattivella! Cos'altro?<br>'''Dexter''': {{NDR|Pensando}} ''Non ci sta più.''<br>'''Dexter''': Devo proprio andare, padre.<br>'''Padre Galway''': Giovanotto! Come pretendi di andare in cielo se non lasci che io assolva i tuoi peccati?<br>'''Dexter''': Lo può fare?<br>'''Padre Galway''': Tutto ciò che confesserai Dio perdonerà. Sto aspettando, Francis.<br>'''Dexter''': Ho ucciso delle persone.<br>'''Padre Galway''': Continua.<br>'''Dexter''': Molte persone.<br>'''Padre Galway''': L'omicidio è un peccato mortale. Tu devi...tu devi...Che stavo facendo?<br>'''Dexter''': Mi stava [[confessioni dalle serie televisive|confessando]].<br>'''Padre Galway''': Oh, sì certo. Io...Io ti assolvo da tutti i tuoi peccati. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. ===Episodio 9, ''Le sette coppe dell'ira''=== *Gellar non ha ancora visto l'ira perché non conosce la mia. ('''Dexter''') *'''Psicologa''': Suo fratello è sempre stato sulla difensiva?<br>'''Debra''': Be' si, è questo il problema.<br>'''Psicologa''': Ma se è sempre stato così, perché ora si aspetta che cambi?<br>'''Debra''': Ehm, non lo so.<br>'''Psicologa''': Si aspetterebbe che una sedia diventasse all'improvviso un tavolo? *Io non so se credo in Dio, ma sono sicura che Lui mi odia. ('''Debra''') *Il mio passeggero oscuro è con me da così tanto che non ricordo di non averlo avuto, come qualcuno cresciuto col piede equino... o con [[balbuzie]] o con l'occhio pigro... è semplicemente un disturbo che ho accettato come parte di ciò che sono. ('''Dexter''') ===Episodio 10, ''L'assenzio''=== *Fratello Sam l'aveva detto. A volte devi arrenderti... a qualcosa più grande di te. ('''Dexter''') ===Episodio 11, ''Il lago di fuoco''=== *Forse ci vuole una bestia per catturare un'altra bestia. ('''Dexter''') *Credevo di essere diretto nella giusta direzione. Col mio passeggero oscuro di nuovo al comando... ma se ero così sicuro di dove fossi diretto, com'é che mi sono perso così? ('''Dexter''') ===Episodio 12, ''La fine del mondo''=== *É una vera ironia della sorte che sia finita proprio dove ho lasciato tanti altri. Inizio a chiedermi se il mondo non sarebbe un posto migliore senza di me. Non é vero ciò che dicono che accada poco prima di morire; non sto rivedendo in un flash tutta la mia vita. Le vite che ho tolto... penso alle vite che perderò, Harrison. Perderó l'occasione di veder crescere mio figlio. ('''Dexter''') *'''Dexter''': Salve Travis, questa é la fine del mondo, il tuo mondo almeno.<br>'''Travis''': No, no, io dovevo completare i sette sigilli!<br>'''Dexter''' :Mi dispiace.<br>'''Trevis''': Ma io ero il prescelto, sono stato scelto per dare inizio ad un nuovo mondo.<br>'''Dexter''': Uccidere innocenti era il tuo compito.<br>'''Trevis''': Nessuno é innocente.<br>'''Dexter''': Mio figlio si, stavi per ucciderlo.<br>'''Trevis''': Dio ha permesso che suo figlio morisse.<br>'''Dexter''': Come puoi credere questo.<br>'''Trevis''': Perché io sono sul sentiero dei giusti.<br>'''Dexter''': Ho conosciuto persone che credevano in Dio, uomini giusti che non avrebbero usato la loro fede per uccidere dieci persone, tu ti sei servito di Dio, non il contrario.<br>'''Trevis''': Tu sei il perfetto esempio di come l'uomo sia diventato marcio.<br>'''Dexter''': Io sono un padre, un figlio e un serial killer.<br>'''Trevis''': E brucerai all'inferno.<br>'''Dexter''': Oh, io credo che il mio posto sia qui. Perché forse c'é un posto per me in questo mondo... cosí come sono. Non c'é luce senza oscurità. Ciascuno ha il suo scopo, e se c'é uno scopo per la mia oscuritá forse é di portare un pó di equilibrio nel mondo. Perché ammettiamolo il mondo sarà un posto migliore senza di te.<br>'''Trevis''': Il mondo finirá e quando finirà io saró al fianco del signore.<br>'''Dexter''': Ne sei proprio sicuro?<br>'''Travis''': Sì!<br>'''Dexter''': Buon per te.<br>'''Trevis''': Mi prendi in giro.<br>'''Dexter''': No, no, invece mi fai quasi invidia, deve essere bello avere tante certezze.<br>'''Trevis''': Tu sbagli, sbagli su tutto perché tu non hai fede in Dio. Ma io ho fede, io credo nel disegno di Dio.<br>'''Dexter''': Davvero? Allora é per il disegno di Dio che sei sul mio tavolo. Credi che sia per il volere di Dio che io ora sto per ucciderti? Dio non c'entra niente in questo, tu sei avvolto nella plastica perché io voglio ucciderti!<br>'''Travis''': Non doveva finire in questo modo! <br>'''Dexter''': Forse è esattamente come doveva finire. Forse tutto è esattamente come doveva essere. ==Settima stagione== ===Episodio 1, ''Il dubbio''=== *Fa parte della natura umana tenere dei piccoli segreti su noi stessi. Lo facciamo tutti. "Mi tingo i capelli", "Guardo i porno su internet". E se tutta la vita fosse un segreto? Una menzogna? E rivelare la verità potrebbe distruggere tutto ciò che sei. Cosa fareste? Scappereste? ('''Dexter''') ===Episodio 2, ''Il codice di Debra''=== *'''Debra''': Lo fai sembrare giusto, come se fossi tu la vittima. Le persone in quella scatola sono le vittime.<br>'''Dexter''': Vittime? Il direttore di un coro che stuprava e uccideva bambini, una coppia sposata che contrabbandava profughi e che uccideva chi non poteva pagare, uno psichiatra che manipolava le donne fino a spingerle al suicidio...<br>'''Debra''': Nella realtà esiste il dipartimento di polizia.<br>'''Dexter''': A volte il sistema non funziona e gli assassini la fanno franca.<br>'''Debra''': Cosa credi che non lo sappia? Sono qui che parlo con uno di loro. Sono la peggiore detective che ci sia al mondo, sei mio fratello come ho fatto a non accorgermi di niente.<br>'''Dexter''': Non sei responsabile di quello che ho fatto.<br>'''Debra''': Bè, ora lo sono. Ti ho aiutato ad insabbiare l'omicidio di Travis. Siamo complici ormai.<br>'''Dexter''': Mi hai colto di sorpresa ho dovuto improvvisare.<br>'''Debra''': Lo so che ti ho rovinato la festa. Cosa ti aspetti da me adesso? Sono pur sempre un tenente della polizia di Miami, non posso far finta di niente. Tutto questo é molto, molto sbagliato cazzo!<br>'''Dexter''': Quindi? Che intenzioni hai? *Non gliene fregava niente di far ritrovare i corpi. Voleva solo un paio di giorni di sole e qualche vortice di gelato. Randall non era cambiato. E non poteva sopportare una vita in prigione. Io si? ('''Dexter''') ===Episodio 3, ''La prossima vittima''=== *Mi sento in trappola, come se non ci fosse via d'uscita. E non perché sono all'ufficio postale. Mi sento imprigionato come un animale in gabbia... e un animale diventa piú pericoloso quando ha le spalle al muro. ('''Dexter''') *E a volte non c'è niente di piú emozionante che tornare a quello che avevi ed hai perso. ('''Dexter''') ===Episodio 4, ''Corri''=== *È tempo per tutti di voltare pagina. Addio amici... ('''Dexter''') *Proprio quando sembrava che io e Deb stessimo facendo progressi, ecco che facciamo un passo indietro. Le ho fatto vedere un mostro Ray Speltzer. Un killer che insegue le sue vittime all'interno di un labirinto. Avrei potuto impedire quell'omicidio e Deb lo accetta ma non ha ancora accettato me... ció che sono e non so se mai lo farà. ('''Dexter''') *Alcuni giochi sono piú difficili da accantonare di altri. ('''Dexter''') *Io non corro, io faccio correre! Tuttavia, anche io corro se un toro con un'ascia mi insegue. ('''Dexter''') *Speltzer potrà avere un cervello rettile come me... ma il suo difetto è che non ha molto cervello umano. ('''Dexter''') ===Episodio 5, ''Nuotare negli abissi''=== *Da piccoli, Deb e io cercavamo di superare le onde... ma io finivo sempre per immergermi sotto di esse. Nuotavo in profondità ... perché così riuscivo a resistere al risucchio della marea. Ma Deb é sempre stata più al sicuro sulla riva. Da adesso in poi, affronteró gli abissi... da solo. ('''Dexter''') ===Episodio 6, ''Fiori rosa''=== *Tutti noi abbiamo qualcosa che desideriamo ardentemente. Un bisogno che urla per essere soddisfatto. Alcuni di noi ottengono ció che vogliono e sono felici. Mentre altri non sono mai soddisfatti. ('''Dexter''') ===Episodio 7, ''Chimica''=== *Chimica. Ho sentito dire che certe persone la possiedono. Un'attrazione che non può essere quantificata, né spiegata. È questa la ragione di questa... perdita di controllo? Forse il desiderio di avere Hannah sul mio tavolo era solo un modo per negare l'effetto che ha su di me. E adesso? ('''Dexter''') *Non è affogata nella mia oscurità come Lila, non ne é all'oscuro come Rita, e nemmeno ne ha bisogno come Lumen. Accetta entrambi i miei lati. Dexter per intero. E allora perché me ne sto andando? Perché quando certi elementi chimici si miscelano, possono bruciare ed esplodere. ('''Dexter''') *C'è un cartone animato in America che parla di [[Wile E. Coyote|un coyote che dà la caccia ad un roadrunner]]. Continua a provarci. E continua a cadere nel dirupo con il suo skateboard a razzo. ('''Dexter''') *'''Isaak Sirko''': Tu non hai ucciso Viktor per vendetta. Ho la sensazione che tu sia un tipo diverso di animale. La domanda é... quale tipo Dexter Morgan?<br />'''Dexter''': Il tipo che ha dato la caccia al tuo amico, l'ha legato a un tavolo, gli ha messo un sacco di plastica in testa e gli ha spaccato il cranio con un estintore. Il tipo di animale che fará la stessa cosa a te, estintore o meno. *Sa, mia nonna diceva sempre un proverbio: "Fidati di chi cerca la verità, ma dubita di chi dice di averla trovata." Mia nonna non si é mai sbagliata. ('''Hannah''') *Non solo non riesco ad ucciderla, non riesco a starle lontano. Anche quando non sono con Hannah lei c'é... nella mia testa. Quando alcuni elementi si uniscono creano una reazione che non può essere invertita. Trascendono la chimica. È questo l'amore? È così che inizia? Ne sono capace? ('''Dexter''') ===Episodio 8, ''Argentina''=== *La mia famiglia. Tutto quello che ne é rimasto, qui sotto lo stesso tetto. Dovrei sentirmi a casa. Allora perché voglio così dannatamente essere da qualche altra parte? ('''Dexter''') *'''Isaak''': L'amore è così; è un'arma potentissima; può salvarci o distruggerci, sei d'accordo?<br />'''Dexter''': Non ho tanta esperienza sull'amore...<br />'''Isaak''': Be', questo perché sei un uomo di scienza. L'amore elude la ragione.<br />'''Dexter''': Niente elude la ragione!<br />'''Isaak''': A rigor di logica Victor ed io non saremmo dovuti stare insieme. Non parlo di divario sociale ovviamente, ma lui era un impulsivo, un avventato; affrontava tutto senza riflettere. Suppongo che il cuore sappia qualcosa che noi semplicemente ignoriamo.<br />'''Dexter''': Oppure semplicemente il cuore sbaglia.<br />'''Isaak''': Ah, ne dubito. L'amore potrà essere sconveniente, magari inappropriato, potrà essere pericoloso, farci fare cose che non ci sognavamo, ma non sbaglia. Del resto tutto dipende da dove andiamo a finire, non credi? *Tutti vogliono la loro "Argentina": un posto dove poter ricominciare da zero. Ma la verità è che l'"Argentina" è quello che è. Ovunque andiamo, noi portiamo noi stessi e le nostre inquietudini con noi. E' casa il posto verso cui andiamo o da cui fuggiamo? Fuggiamo dove nasconderci, dove essere accettati incondizionatamente, posti che per noi sanno di casa. Dove possiamo essere chi siamo. ('''Dexter''') ===Episodio 9, ''Il ricatto''=== *Non esistono due emozioni forti come la paura e l'amore. Non sono molto diverse. Entrambe possono portarti a fare delle follie. Come dire a tuo fratello che sei innamorato di lui. Mettere a repentaglio la tua vita dando la caccia all'uomo che ha ucciso il tuo amato. O fare qualcosa che ti spaventa a morte perché forse potresti essere innamorato. ('''Dexter''') *Se il nemico del mio nemico é mio amico, dovrei tifare per l'uomo che vuole uccidere Isaak. Ma per quanto possa sembrare una pazzia, non é così. Forse perché voglio Isaak per me? Perché siamo più simili di quanto voglia ammettere? ('''Dexter''') *'''Isaak Sirko''': Molti uomini uccidono per denaro, alcuni per pura brutalitá altri, come me, per vendetta, tu invece nonostante quello che ti ho fatto ho come la sensazione che potresti lasciarmi stare, non avere bisogno di uccidermi.<br>'''Dexter''': Ho esigenze differenti.<br>'''Isaak Sirko''': Perché lo fai? Perché sei un killer?<br>'''Dexter''': Se succede qualcosa ad Hannah lo scoprirai. *'''Isaak''': Com'é possibile che tu non abbia mai paura davanti alla morte, invece abbia così paura di vivere.<br>'''Dexter''': Io non ho paura. <br>'''Isaak''': Allora cos'é? <br>'''Dexter''': La morte mi ha sempre calmato, é rassicurante, prevedibile, inevitabile. Con un coltello in mano sento di avere io il controllo.<br>'''Isaak''': Un piacere profondo...<br>'''Dexter''': Si. Ma...<br>'''Isaak''':...dura poco. Finisce e passa oltre.<br>'''Dexter''': Ma adesso con Hannah sento di non avere nessun controllo e non sono sicuro di voler passare oltre.<br>'''Isaak''': Io ero come te . Così distaccato. Poi é arrivato Viktor.<br>'''Dexter''': Ne é valsa la pena? Il tuo amore per lui ti é costato tutto.<br>'''Isaak''': Si ne é valsa la pena. Stando con lui non mi sono mai dovuto nascondere. Ero finalmente...<br>'''Dexter''':...vivo!<br>'''Isaak''': C'é ancora speranza per te. *Se guardi bene un [[western]], sai bene che un uomo in cerca di vendetta dovrà scavare due fosse, una per il proprio nemico e l'altra per se stesso. La mia non mi servirá ma faró che, nella sua Isaak non resti solo. ('''Dexter''') *Quando in barca mi hai chiesto se fossi mai stato così spaventato, si, lo sono stato due volte. Una quando avevo tre anni, ho visto mia madre venire uccisa.E l'altra in questi ultimi giorni, quando mi sono reso conto che avrei potuto non vederti mai più. Non sono sicuro... di cosa sia... esattamente o di cosa succederà. Forse è così che dovrebbe essere, incontrollabile. So solo che, quando sto con te, mi sento... al sicuro. ('''Dexter''') ===Episodio 10, ''...ad ogni costo''=== *Mostri... alieni... fantasmi... nessuno di essi é reale. Il pensiero che una persona sia in grado di fare una cosa simile, é troppo orribile... quindi la nostra immaginazione crea un mondo per rendere la cosa più facile da accettare. Ma anche la più fervida immaginazione é inutile una volta scoperta la verità. ('''Dexter''') *Posso ridurre un corpo a pezzi... ma come aiuto Hannah a ricomporre i suoi? ('''Dexter''') *Il passeggero oscuro è sempre stato con me da che io ricordi... tirando i fili... mettendo in scena lo spettacolo... ma ora ho capito che non sono un burattino. ('''Dexter''') ===Episodio 11, ''Vedi quello che vedo io?''=== *Non ho mai pensato al mio futuro. Al fatto d'[[invecchiamento|invecchiare]]. Forse perché il futuro non è mai stato buono con persone come me o con il loro cari. Ma improvvisamente il mio futuro sembra estremamente possibile. E invecchiare non è solo una possibilità. È una cosa... attraente. ('''Dexter''') *Avrei fatto meglio a non contare sul futuro. Quello in cui si può credere è l'attimo, il momento. Perché in un battito di ciglia, tutto può cambiare. ('''Dexter''') *'''Hannah''': Non sono venuta a litigare con te o a scambiarci insulti.<br/>'''Debra''': Buon per te, non saresti durata neanche un round. *Natale é il momento delle aspettative. Se sei buono, arriva a casa tua un grassone vestito di rosso a lasciarti regali... ma babbo natale, non esiste. Il giorno più bello dell'anno... festeggia una bugia. ('''Dexter''') *Ma guardala... é così bella. Ma ci si può mai fidare completamente di un'avvelenatrice ? ('''Dexter''') *Forse uccidere Estrada chiuderà per sempre questo capitolo della mia vita... e ne aprirà un altro per un futuro insieme ad Hannah. ('''Dexter''') ===Episodio 12, ''L'inizio della fine''=== *Ho provato ad uccidere Hannah, ma non ci sono riuscito. Vorrei poterla odiare per ciò che ha fatto a Deb, ma non ci riesco. ('''Dexter''') *Immagino che alcuni legami siano indistruttibil. Non dimentichiamo mai le persone che amiamo. ('''Dexter''') *Non saltare lo steccato se non vuoi affrontare ciò che c'è dall'altro lato. ('''Dexter''') *C'è qualcosa che non mi convince in te, avrei dovuto vederlo prima. Il sorriso falso... le ciambelle... non cammini nemmeno come uno normale. Sembra che scivoli come... una lucertola sul ghiaccio. È una cazzo di recita e io non la bevo. Cosa nascondi Morgan? Un giorno io lo scoprirò, sai?. So che sei un maledetto figlio di puttana. ('''Doakes''') *È stato un errore cercare di comportarmi da comune umano davanti a Doakes. Tutto ciò che ho ottenuto è rivelargli quanto fossi falso. ('''Dexter''') *Normali motivazioni. Non ho mai ucciso per normali motivazioni. Credevo di essere speciale. Un tipo speciale di assassino, ma stanotte non lo sono. Sono solo un inquietante figlio di puttana. ('''Dexter''') *Tutti quanti ci diamo delle [[regola|regole]]. Sono queste regole che aiutano a definire chi siamo. Perciò, quando infrangiamo tali regole, rischiamo di smarrire noi stessi... e di diventare qualcosa di sconosciuto. Chi è Deb adesso? E chi sono io? È un nuovo inizio questo? Oppure l'inizio della fine? ('''Dexter''') ==Ottava stagione== ===Episodio 1, ''Una splendida giornata''=== *Non c'è niente di meglio di uno sconvolgimento ad aiutarti a capire chi sei. Una persona migliore si sentirebbe in colpa per la morte di Laguerta... ma la verità è che ho risolto tutti i miei problemi. Mi ha fatto riprendere la vita in mano. Nei sei mesi successivi ho allenato la squadra di calcio di Harrison, arrivando a un campionato, ho rimesso in piedi la squadra di bowling, ho fatto qualche nuova amicizia. L'ho scampata! ('''Dexter''') *Debra aveva ragione e io avevo torto. Sono io quello che si è perso. Una persona migliore la lascerebbe libera ma io non ne sono capace. Senza di lei non so piú chi sono. ('''Dexter''') ===Episodio 2, ''Il rovescio della medaglia''=== *Un'altra giornata, un altro corpo senza vita. [[Miami]] produce piú cadaveri che scottature e io le sono grato. Una scena del crimine potrebbe essere ancora l'unico posto dove riesca a controllare il caos. ('''Dexter''') *Vuoi davvero iniziare con gli "e se"? E se tu non fossi un serial killer? E se Harry ti avesse lasciato in quel cazzo di container? ('''Debra''') *Ha ragione. Chiunque fosse Deb prima di uccidere LaGuerta, quella persona è morta. Vorrei solo sapere cosa l'ha sostituita. ('''Dexter''') *Ho insabbiato prove talmente tante volte che neanche le conto piú. Ma non mi abitueró mai a farlo per Deb. ('''Dexter''') *Sono lupi alfa che hanno aiutato l'umanità a sopravvivere abbastanza a lungo da diventare civilizzata. Un elemento demografico indispensabile. Lo sapevi che i tratti della [[psicopatia]] si possono scorgere negli amministratori delegati più affermati? O nei politici più efficienti? Senza gli psicopatici oggi il genere umano non esisterebbe. ('''Vogel''') *La dottoressa Vogel dice che gli [[psicopatia|psicopatici]] non sono un errore della natura. Sono un dono. Ma che razza di dono distrugge tutto quello a cui tiene? ('''Dexter''') ===Episodio 4, ''A metà dell'opera''=== *Sono infiniti i modi per infliggere un trauma fisico sul corpo umano... e certe volte le ferite piú letali sono quelle si vedono a malapena. Vanno in profondità. Come quelle che ho inflitto a Deb. ('''Dexter''') *Il corpo crea il tessuto cicatriziale per chiudere una ferita, è quello che ha iniziato a fare mia sorella? Prima o poi le cicatrici sbiadiscono. Chissà... Dopo un po' di tempo potresti anche non ricordare come te le sei procurate. ('''Dexter''') ===Episodio 5, ''Questo porcellino''=== *Alcuni giorni fa sembrava non ci fosse speranza per me e Deb. Ma grazie alla dottoressa Vogel... e a Yates, ho riavuto mia sorella. Non tutto come era una volta... è qualcosa di diverso. Ma per ora è abbastanza. ('''Dexter''') ===Episodio 6, ''Una piccola riflessione''=== *Gli [[Incidente|incidenti]] capitano. Annientano il nostro senso di controllo... Se non addirittura le nostre vite. ('''Dexter''') *'''Quinn''': Secondo te Miller è una santarellina? Ma per favore. Se scavi a caso su uno del nostro dipartimento, sai cosa trovi?<br />'''Dexter''': Cosa?<br />'''Quinn''': La merda. Insomma, Da qualche parte c'è, insomma ce l'abbiamo tutti, so che hai capito di cosa parlo.<br />'''Dexter''': Si, hai ragione. Tutti abbiamo della merda.<br />'''Quinn''': Già! La differenza è che alcuni riescono a nascondere la loro, altri no.<br /> '''Dexter''': Sei un bravo detective, tutto si risolverà.<br /> *Alcune cose accadono per caso. Altre...Sono scelte. Vi sono parti di me che non potrà mai condividere con mio figlio. Ma con Zach... Riuscirei a fargli da insegnante? Sono pronto per questo? Ad essere un padre spirituale? ('''Dexter''') ===Episodio 7, ''Dresscode''=== *Harry è stato un bravo insegnante con me, perché era normale. Umano. Ma può nascere qualcosa di buono mettendo insieme due assassini? Che si tratti di studente e insegnante oppure qualsiasi cosa ci sia tra me ed Hannah? O finirà tutto allo stesso modo... Così? ('''Dexter''') ===Episodio 8, ''Siamo già arrivati?''=== *L'[[hobby]] migliore è quello che ci distrae di più dalla nostra principale occupazione. ('''Vogel''') *Ho sempre ritenuto che il più grande ostacolo della vita non sia il pericolo, ma la noia. La lotta per sconfiggerla è responsabile della gran parte degli eventi al mondo, positivi o negativi. ('''Vogel''') *Quando qualcuno viene picchiato a morte, il sangue non è più solo sangue, ma sangue proiettato su una superficie, sangue nebulizzato, sangue raccolto in pozze. Diversi nomi propri ma... stessa famiglia, che raccontano la stessa storia. ('''Dexter''') *Dimentico l'impatto che ha un omicidio nel mondo reale. ('''Dexter''') *Ogni contatto lascia una traccia. Questa è l'idea alla base dell'analesi di ogni scena del crimine. Dovrei concentrarmi su chi ha picchiato Cassie, e perché. Ma invece... da quanto é tornata Hannah... non penso ad altro. ('''Dexter''') *Ogni contatto lascia una traccia. Ogni cosa e ogni persona che tocchiamo... cambia in qualche modo. Ma il cambiamento... non è mai quello che ci aspettiamo. ('''Dexter''') ===Episodio 9, ''La colonna sonora della tua vita''=== *Vogel pensa che io sia unico. Invischiato tra due mondi. La mia umanità e la mia oscurità.Forse lo saró sempre ma in nessuno dei due riesco ad immaginare una vita senza Hannah. Dopo stamattina non dovrò piú farlo. Vogel baderà a se stessa. E cosí faró anchio. Uccideró Saxon e lasceró Miami per sempre. ('''Dexter''') ===Episodio 10, ''Addio Miami''=== *Mi mancherai, amico mio. ('''Batista''') ===Episodio 11, ''Caccia all'uomo''=== *Ho vissuto la mia vita di notte all'ombra del mio oscuro passeggero. Ho vissuto nell'ombra così a lungo che l'oscurità è diventata il mio mondo, ma con il passare del tempo le persone nella mia vita si sono capovolte su una luce. All'inizio ero accecato, ero illuminato, ma di anno in anno i miei occhi si sono aggiustati ed ho potuto vedere che il focus della mia vita è il mio futuro, luminoso, luminosissimo, di quanto non lo sia mai stato. ('''Dexter''') ===Episodio 12, ''Ricorda i mostri''=== *Ho sempre pensato che se avessi lasciato Miami sarebbe stato per salvarmi la vita, non per correre verso una nuova. ('''Dexter''') *Ti amo, Deb. ('''Dexter''') *Per quanto possa aver fatto finta di no, era da tanto tempo che desideravo essere una persona normale. Provare le loro stesse emozioni. Ma ora che sono come loro, voglio solo smetterla. ('''Dexter''') *Distruggo tutto ciò che amo. ('''Dexter''') *Io non l'ho mai visto, un miracolo. ('''Dexter''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} mo9bnbz81t3hctotavnbbb16fgpg0ke Vittorio Pastori 0 31348 1419130 277193 2026-07-05T00:03:11Z Lou Crazy 405 1419130 wikitext text/x-wiki '''Don Vittorione''', al secolo '''Vittorio Pastori''' (1926 – 1994), missionario italiano. *Chi ha fame, ha fame subito, chi ha sete ha sete ora, chi soffre soffre adesso<ref name=sp>Citato in Sandro Pasquali, ''Don Vittorione. Il bulldozer degli ultimi'', Milano, Paoline, 1996. ISBN 9788831512275</ref>. * {{quote|È bello fidarsi dei grassi! |Proverbio lombardo citato spesso da don Vittorio per incentivare la gente a fare della beneficenza per le sue missioni in Uganda, riferendosi anche alla sua possente stazza fisica di 200&nbsp;kg, che gli valse il soprannome di ''Don Vittorione''. |''Di gràss, l' é bell fidàss. |lingua=lmo }}<ref name=sp /> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{Interprogetto|w=Don Vittorione}} {{stub}} [[Categoria:Missionari italiani|Pastori, Vittorio]] [[Categoria:Religiosi italiani|Pastori, Vittorio]] 0juiynmuuvf5fx2qq728nhguhvct0pj Luciano Pellicani 0 43483 1419088 1419074 2026-07-04T13:14:51Z Gaux 18878 Internet Archive 1419088 wikitext text/x-wiki [[File:L.Pellicani.jpg|thumb|Luciano Pellicani]] '''Luciano Luigi Pellicani''' (1939 – 2020), sociologo, politologo, giornalista e accademico italiano. ==Saggio sulla genesi del capitalismo== *Il [[capitalismo]] si presenta , ''prima facie'', come un particolare sistema economico centrato sul ''mercato'', luogo in cui si incontrano la domanda e l'offerta dei beni e dei servizi e si svolge il ''gioco della concorrenza''; tanto particolare che è stato giustamente detto che razionalità strumentale e capitalismo coincidono, in quanto solo grazie ai prezzi di mercato il calcolo economico è possibile. (''Il problema'', p. 10) *[...] anche il [[Puritani|puritanesimo]], come già il cristianesimo medievale, non riuscì a sottoporre gli affari economici alla giurisdizione dei precetti biblici e, alla fine, sconfitto, dovette piegare il capo di fronte all'avanzata, ormai inarrestabile, dell'[[individualismo]] acquisitivo. (cap. II, p. 85) *Tutta la solidità della gerarchia [[Feudalesimo|feudale]] si basava sulla fedeltà del subordinato all'uomo al quale egli si era «dato». Se questa veniva a mancare, il tasso di anarchia del sistema, già molto elevato, non poteva che crescere. (cap. V, p. 163) {{intestazione|''Pellicani: più pagane che cristiane le radici dell' Europa liberale'', ''Corriere della sera'', 27 settembre 2007}} *Il cristiano [[Soren Kierkegaard]] considerava neopagana tutta la filosofia moderna. Del resto gli antichi romani non avevano teologia, né testi sacri, né clero. I loro sacerdoti erano semplici magistrati dello Stato. Cicerone, da pontefice massimo della Repubblica romana, scrive un trattato in cui si domanda se le divinità esistono. Si può immaginare un papa che dubita dell'esistenza di Dio e lo mette per iscritto?. *{{NDR|Sulla fede cristiana}} Il suo merito maggiore è consistito nell'introdurre un principio di solidarietà verso i deboli, la caritas, che il mondo pagano non conosceva. Però il [[cristianesimo]] è solo una componente della nostra civiltà, non ne è l'unica origine. Il punto essenziale è che il Dio della Bibbia esprime una verità rivelata: pronuncia dall'alto sentenze, comandi e divieti, senza argomentarli. Invece la filosofia greca ritiene che ogni proposizione vada giustificata in termini razionali: un principio fatto proprio dalla democrazia moderna. *Nell'antica Roma lo Stato era laico e quasi tutte le religioni erano tollerate e garantite. Il [[cristianesimo]] fu colpito perché era percepito come una minaccia politica, in quanto i suoi fedeli rifiutavano di fare sacrifici all'imperatore, cioè di compiere un atto di lealtà al potere costituito. Inoltre le classi colte del mondo antico avevano del mondo una visione laica, fondata sul primato della ragione. ==Note== *Luciano Pellicani, ''[[https://archive.org/details/saggio-sulla-genesi-del-capitalismo/mode/1up Saggio sulla genesi del capitalismo]]'', SugarCo Edizioni, 1992. ISBN 88-7198-203-7 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pellicani, Luciano}} [[Categoria:Accademici italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Sociologi italiani]] 9bi54stt79cvwf7uqo2xpjvucq00cgb 1419089 1419088 2026-07-04T13:15:45Z Gaux 18878 Bibliografia 1419089 wikitext text/x-wiki [[File:L.Pellicani.jpg|thumb|Luciano Pellicani]] '''Luciano Luigi Pellicani''' (1939 – 2020), sociologo, politologo, giornalista e accademico italiano. ==Saggio sulla genesi del capitalismo== *Il [[capitalismo]] si presenta , ''prima facie'', come un particolare sistema economico centrato sul ''mercato'', luogo in cui si incontrano la domanda e l'offerta dei beni e dei servizi e si svolge il ''gioco della concorrenza''; tanto particolare che è stato giustamente detto che razionalità strumentale e capitalismo coincidono, in quanto solo grazie ai prezzi di mercato il calcolo economico è possibile. (''Il problema'', p. 10) *[...] anche il [[Puritani|puritanesimo]], come già il cristianesimo medievale, non riuscì a sottoporre gli affari economici alla giurisdizione dei precetti biblici e, alla fine, sconfitto, dovette piegare il capo di fronte all'avanzata, ormai inarrestabile, dell'[[individualismo]] acquisitivo. (cap. II, p. 85) *Tutta la solidità della gerarchia [[Feudalesimo|feudale]] si basava sulla fedeltà del subordinato all'uomo al quale egli si era «dato». Se questa veniva a mancare, il tasso di anarchia del sistema, già molto elevato, non poteva che crescere. (cap. V, p. 163) {{intestazione|''Pellicani: più pagane che cristiane le radici dell' Europa liberale'', ''Corriere della sera'', 27 settembre 2007}} *Il cristiano [[Soren Kierkegaard]] considerava neopagana tutta la filosofia moderna. Del resto gli antichi romani non avevano teologia, né testi sacri, né clero. I loro sacerdoti erano semplici magistrati dello Stato. Cicerone, da pontefice massimo della Repubblica romana, scrive un trattato in cui si domanda se le divinità esistono. Si può immaginare un papa che dubita dell'esistenza di Dio e lo mette per iscritto?. *{{NDR|Sulla fede cristiana}} Il suo merito maggiore è consistito nell'introdurre un principio di solidarietà verso i deboli, la caritas, che il mondo pagano non conosceva. Però il [[cristianesimo]] è solo una componente della nostra civiltà, non ne è l'unica origine. Il punto essenziale è che il Dio della Bibbia esprime una verità rivelata: pronuncia dall'alto sentenze, comandi e divieti, senza argomentarli. Invece la filosofia greca ritiene che ogni proposizione vada giustificata in termini razionali: un principio fatto proprio dalla democrazia moderna. *Nell'antica Roma lo Stato era laico e quasi tutte le religioni erano tollerate e garantite. Il [[cristianesimo]] fu colpito perché era percepito come una minaccia politica, in quanto i suoi fedeli rifiutavano di fare sacrifici all'imperatore, cioè di compiere un atto di lealtà al potere costituito. Inoltre le classi colte del mondo antico avevano del mondo una visione laica, fondata sul primato della ragione. ==Bibliografia== *Luciano Pellicani, ''[https://archive.org/details/saggio-sulla-genesi-del-capitalismo/mode/1up Saggio sulla genesi del capitalismo]'', SugarCo Edizioni, 1992. ISBN 88-7198-203-7 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pellicani, Luciano}} [[Categoria:Accademici italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Sociologi italiani]] mq1zitiynfutjx6f89izf9vorwvldsf Genova 0 84841 1419147 1399584 2026-07-05T08:47:55Z Superchilum 630 + Cesare G. Romana 1419147 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Genova-Castello d'Albertis-panorama.jpg|thumb|Il porto di Genova]] Citazioni su '''Genova'''. ==Citazioni in prosa== *A Genova. Poco fa, come tornavo da S. Maria di Carignano, ho sentito la tristezza opprimente dell'[[Italia]], tristezza incomprensibile poiché l'italiano è allegro. Perché queste stradette chiassose mi provocano una malinconia così singolare? ([[Julien Green]]) *A Genova ci sono molti ricchi. Ma a Genova non si mangia, e non si dà da mangiare, non ci si veste e si va a piedi. [...] Che cosa fanno, allora, i genovesi, col loro denaro? Si fanno costruire una chiesa o un palazzo; la chiesa d'oro, il palazzo di marmo. ([[Alphonse Karr]]) *A Genova, dove ho vissuto fino a nove anni, sono rimasta sempre legata perché è rimasta il mio paradiso perduto. ([[Fernanda Pivano]]) *A Genova m'arricchii di un nuovo grande amore. Era il primo pomeriggio d'una giornata limpida e ventosa. Con le braccia appoggiate a un parapetto in muratura, e la città policroma alle mie spalle, ammiravo l'ampia distesa turchina gonfia di vita. Il [[mare]]! L'eterno, immutabile mare mi si precipitava incontro con voce cupa e misteriosa e con un desiderio incompreso e io sentii che una parte di me si legava indissolubilmente per la vita e per la morte all'acqua azzurra e schiumeggiante. ([[Hermann Hesse]]) *A Genova si prova quello che si prova a Firenze e ancora di più a Venezia, l'impressione di una città molto aristocratica caduta in potere del volgo.<br/>Qui nacque il pensiero dei rudi signori che si battevano o commerciavano sui mari e che poi, col denaro delle loro conquiste o del commercio, costruivano gli straordinari palazzi di marmo, che ancora oggi fiancheggiano le strade principali.<br/>Quando si entra in queste magnifiche residenze signorili, che i discendenti dei grandi cittadini della più fiera delle repubbliche hanno dipinto di colori chiassosi, quando se ne paragona lo stile, i cortili, i giardini, i portici, le gallerie, le superbe decorazioni con l'opulenta barbarie delle belle dimore della Parigi moderna, appartenenti a milionari capaci di incassare soldi ma non di concepire e realizzare una cosa nuova e bella, si comprende che nella nostra società democratizzata, composta da ricchi finanzieri senza gusto e da ''parvenu'' privi di tradizioni la distinzione data dall'intelligenza, il senso della bellezza delle forme, quello della perfezione nelle proporzioni e nelle linee sono scomparsi. ([[Guy de Maupassant]]) *A Genova si respira un clima che porta alla contemplazione e alla riflessione. È una specie di pigrizia che però stimola la creatività, soprattutto in campo musicale. Gli odori, il cibo, l'umore introverso delle persone: tutto può dare spunti per mestieri artistici. ([[Cristiano De André]]) *A Genova splendeva già il sole. Molto stanco, in verità, così che più di tutto avrebbe desiderato sedersi sui gradini come un mendicante, Rolf si trovò sotto i portici della stazione, un signore senza bagaglio, in compenso con un inutile cappotto sul braccio, con la barba lunga anche, guardava il traffico con il suo baccano di clacson, con lo sferragliare dei tram cigolanti nelle fenditure d'ombra di stretti vicoli, con frotte di gente che pareva avere tutta una meta; e questa era dunque Genova. ([[Max Frisch]]) *A Genova, sul [[Piazza Acquaverde|piazzale]] davanti alla [[Stazione di Genova Piazza Principe|stazione]], s'era raccolta una folla densa [...]<br/>Sovrastava la folla, dall'alto piedistallo, la figura di [[Cristoforo Colombo|Colombo]], il sognatore che ha molto patito per le cose in cui credeva e che ha vinto proprio perché credeva. Guardava la folla, come se, con le labbra di marmo, dicesse: «Vince solo chi crede». [...]<br/>Il massiccio edificio marmoreo della stazione stava come un semicerchio, le ali aperte, quasi volesse abbracciare la gente. Giungevano dal [[Porto di Genova|porto]] il greve respiro dei piroscafi, il sordo lavorio dell'elica nell'acqua, il tintinnio delle catene, fischi e grida. Sulla piazza tutto era quieto, si soffocava, il sole bruciante inondava ogni cosa. ([[Maksim Gor'kij]]) *A lei tornavano, da Levante e da Ponente, i suoi marinai, i suoi eroi, e appagavano il cuore e la pietà nel breve recinto delle mura cittadine. Noi abbiamo più vasta la patria: sia più potente e più puro l'affetto. E il sacro simbolo che, come canta il poeta, in quest'anno fatidico si ''invermiglia del colore del sangue'', brilli in alto a pronosticare gloria e fortuna per la patria grande e per la piccola, per l'Italia e per Genova. ([[Antonio Restori]]) *Al momento del nostro appressarci al porto l'orizzonte era sì chiaro, che abbiamo potuto godere a tutto nostro agio di questo bellissimo spettacolo, e contemplare a un colpo d'occhio tutta quanta la città. Che semicerchio magnifico! Nulla, a ciò che dicesi, è paragonabile in questo genere a Genova, fuori di Napoli, e di Costantinopoli. Io avea veduta Genova parecchie volte: ma oggi essa mi è {{sic|piacciuta}} di più, e più che mai mi sorprende. Essa è veramente una città superba. ([[Giuseppe Baretti]]) *Alla fine, esausti per le veglie, fradici e con le occhiaie, giunsero alla bellissima e splendida città di Genova e qui, dopo essere sbarcati nella sua darsena riparata e dopo aver fatto visita ad una chiesa, il capitano e tutta la brigata ripararono in un'osteria dove annebbiarono il ricordo di tutte le burrasche passate con il ''gaudeamus'' presente. [...] Il buon Tomás ebbe modo di ammirare anche i biondi capelli delle genovesi, l'eleganza e la cortesia degli uomini, l'ammirevole bellezza della città che sembrava avere le case incastonate su per quelle rocce come diamanti nell'oro. ([[Miguel de Cervantes]]) *Allora Genova, era una città... come dire... molto più legata, mentre adesso siamo un po' più estranei, ma è sempre la mia città: via da Genova non riuscirei a vivere così serenamente, c'è questo rapporto diciamo... misto amore.<br/>Ho scritto una canzone ''Gente di mare'' che dice proprio questo, cioè che non vedi l'ora di andartene, però basta essere poco più in là che subito non vedi l'ora di tornare; è proprio una cosa innata... ([[Franca Lai]]) *Andai per la prima volta a Genova nel 1950, a venticinque anni, perché avevo vinto ex aequo il premio di poesia indetto dalle Olimpiadi culturali della gioventù. Vissi una settimana incantata a contatto con personaggi come Sibilla Aleramo, Giacomo De Benedetti, Galvano Della Volpe, Massimo Bontempelli e altri che facevano parte delle varie giurie.<br/>Ma, appena terminavano gli incontri, mi mettevo a girare per la città da solo. Perché già nel tratto dalla stazione all'albergo, il primo giorno, mi ero subito reso conto che tra me e quella città era scattato un colpo di fulmine.<br/>Perché? Perché era una città di mare come di mare era il mio paese? No, ero stato in tante città portuali e non avevo mai provato la stessa sensazione. Allora cos'era? È assai difficile spiegare perché ci si innamori di una persona, figurarsi di una città. Beh, forse era la perfetta armonia tra gli abitanti e le loro case, tra gli abitanti e il loro cielo, tra gli abitanti e il loro mare, forse era la parlata strascicata e indolente, forse erano i volti che incontravi verso il porto, cotti dalla salsedine ma cosi pronti ad aprirsi in un bonario sorriso. ([[Andrea Camilleri]]) *Appare la toccante corona di Genova. Gli occhi, da lassù, vorrebbero penetrare la minuta vita dei vicoli scuri [...] appena sotto lo strato dei Palazzi dipinti, l'evo stretto e il rinascente, viscere péste e bianche teste quasi nello stesso corpo... E piazza della Nunziata e il moto di via delle Fontane, fino al porto magniloquente con le possenti gru immobili: e giù la residenza dei Doria e su il Righi, dove approda la cabinovia in un ciuffeto verde. E là, il versante delle più recenti architetture: rupi abitative cresciute una sull'altra, quasi un'illusione ottica o una vertigine o una minaccia le file di finestre, senza balconi e appigli, che s'affacciano sul sottostante vuoto...<br/>Da quassù, s'avverte il cordone invisibile che tiene lo stratificato perimetro dell'ardita città. ([[Eugenio De Signoribus]]) *Appassionato del neorealismo italiano, era stato per la prima volta a Genova nel 1947, semplicemente per vedere l'Italia, ancora devastata dalla guerra. Vi ero ritornato cinque anni più tardi, a ventidue anni. Avevo deciso di imbarcarmi sulle navi mercantili per vedere il mondo. Prima di partire su un cargo per l'Africa, sono rimasto un anno a Genova, lavorando presso una compagnia di navigazione. Fu il mio primo contatto con il mondo del lavoro, e con gli uomini di mare e del porto.<br/>Ritorno a Genova per la prima volta dopo quarant'anni. Il [[Porto di Genova|porto]] e la città non sono molto cambiati. La città è sempre così bella, così estranea e un po' triste. Il porto sta morendo. Come dappertutto in Italia, il contesto economico, sociale e politico è esplosivo. Si sente che le cose si muovono e che il Paese è sulla soglia di reali trasformazioni. Durante questi quarant'anni, ho abbandonato (non senza qualche rimpianto) la vita di marinaio, e ho fatto del cinema. Mi piacerebbe, adesso, attraverso il cinema, calarmi nella mia memoria del porto di Genova, scrutare il presente e tentare di indovinare l'avvenire. Volevo cogliere i segni del passato di un falso marinaio, per tentare di soddisfare quella mancanza che scava la realtà di un vero cineasta. Articolare questo passato con il presente, confondere l'immaginario con la realtà di questo mondo. ([[Alain Tanner]]) *Case alte, fino a tredici piani, vie strettissime nella città vecchia, fresche e maleodoranti, di sera una fitta folla, durante il giorno quasi solo bambini. I loro panni sventolano come bandiere di una città in festa. Cordicelle tese da una finestra a quella di fronte. Durante la giornata sole pungente in quelle viuzze, riflessi metallici del mare, dovunque una luce abbagliante. Con tutto questo, le note di un organetto, un mestiere pittoresco. Attorno bambini che ballano. Il teatro nella realtà. Ho portato molta malinconia oltre il San Gottardo. Dioniso non ha effetti semplici su di me. ([[Paul Klee]]) *C'è qualcosa di diverso qui da altri luoghi, cosa sarà mai? Forse "lo spiro salino che straripa dai moli"? Ti viene in mente questo verso perché lo "spiro salino" è sicuramente il maestrale o un vento simile: libeccio, mistral, scirocco, comunque un vento del Mediterraneo, e dunque siamo in un paese del Sud, e nei paesi del Sud, con questi venti, ci sono anche i panni alla finestra, lenzuola che schioccano al vento come bandiere. Venti nostri, panni nostri. [...] Sono partito da Sottoripa, punto cardinale di una città che serba intatto il suo mistero. Che forse la farebbe pensare avara, perché è guardinga, non si concede, non si fida. Ma chi la pensa avara non ha capito la sua generosità: è città medaglia d'oro della Resistenza. Genova si concede quando è necessario. ([[Antonio Tabucchi]]) *C'era sul marciapiede di San Francesco un crocchio di genovesi e, passando egli di là, uno di loro lo chiamò e gli disse:<br/>– Venga qua, signor Vetrata, e ci conti un po' qualcosa.<br/>Egli rispose:<br/>– No, non vorrei che i miei conti venissero poi registrati a Genova. ([[Miguel de Cervantes]]) *Chi desidera la felice comunione di posizione, clima, fertilità e grandezza, penserà che Genova trascenda tutto ciò che anche una fervida immaginazione può desiderare. ([[Hester Lynch Piozzi]]) *Ci sono giorni in cui la bellezza gelosa di questa città sembra svelarsi: nelle giornate terse, per esempio, di vento, quando una brezza che precede il libeccio spazza le strade schioccando come una vela tesa. Allora le case e i campanili acquistano un nitore troppo reale, dai contorni troppo netti, come una fotografia contrastata, la luce e l'ombra si scontrano con prepotenza, senza coniugarsi, disegnando scacchiere nere e bianche di chiazze d'ombra e di barbagli, di vicoli e di piazzette. ([[Antonio Tabucchi]]) *Città clarissima de tutto il ligustico sino e de Italia celeberima e digna sopra il mare; questa sola, excepta Venetia, è nel mar mercantescha e tute le altre città maritime de Italia avanza e supera, sì etiam ''de ogni genere ornamentorum''. ([[Francesco Grassetto]]) *Città spirituale, dove il buio e il basso e il sordido non sono che dei trompe-l'œil, mentre di colpo il volo misterioso di una scala che si torce come i reni di un profeta ti rapisce in alto. Anche un gatto, nei caruggi, è come preso nel vorticare di un'iniziazione e fatto entrare e uscire dai portoni per qualche fine occulto. I distruttori di labirinti urbani non temono il delitto, quanto i cammini di espiazione. ([[Guido Ceronetti]]) *Città superlativa, tutta inondata di luce elettrica, ricorda assai poco le città d'Italia e inoltre una metà della città consiste ancor oggi di grandiosi ''palazzo'' che qui sono meno, forse, che nella sola Venezia. Ogni ''palazzo'' possiede qualcosa di notevole anche all'interno, l'arredo, le sculture, la galleria di quadri. ([[Igor' Ėmmanuilovič Grabar']]) *Come fu giorno, feci una passeggiata sul colle e osservai la posizione di Genova: un incantevole teatro che ha spinto da sempre i suoi abitanti a dominare il mare e dal quale sono venuti i più grandi eroi. O divino Colombo e tu, Andrea Doria, che passeggiate ora in coppia con i Temistocli e gli Scipioni, io vi adoro nella polvere, semidei fra gli uomini! Se anche a me fosse concessa una simile sorte! Volgevo lo sguardo verso l'immensa sfera di acqua e la sua infinita maestà voleva spezzarmi il petto; il mio spirito si librava lontano, sopra il cuore degli abissi, e ne percepiva con indicibile delizia tutta la immensità. ([[Wilhelm Heinse]]) *Come ho accennato, Genova è la più tortuosa e incoerente delle città; distesa qua e là sui fianchi e sulle creste dei dodici colli, è segnata da precipizi e burroni che sono irti di quegli innumerevoli palazzi per i quali, fin dalla prima volta che ci siamo stati, abbiamo udito che il luogo è famoso. Questi grandi edifici, con quelle forme variegate e un po' sbiadite, innalzano i loro enormi cornicioni ornamentali ad altezze vertiginose, dove, in un certo modo indescrivibilmente disperato e pieno di desolazione, sorpassandosi l'un l'altro, sembrano riflettere lo sfavillio e lo splendore del caldo Mediterraneo. Giù a pianterreno, nelle vie strette e senza sole, la gente si muove di un moto perpetuo, andando e venendo, oppure fermandosi sugli ingressi cavernosi o sulla soglia dei negozi bui e affollati, parlando, ridendo, chiacchierando, lamentandosi, vivendo la propria vita in quel modo fatto di conversazione che è tipicamente italiano. ([[Henry James]]) *Considerando poi le singole parti diremo, che le radici delle [[Alpi]] corrono per una linea curva e sinuosa colla concavità rivolta all'Italia. Il centro poi di questa sinuosità è nel paese dei Salassi; e le estremità danno volta da un lato fino all'Ocra ed al fondo del golfo Adriatico, dall'altro verso la spiaggia ligustica fino a Genova, emporio dei Liguri dove i monti Apennini si congiungono colle Alpi. ([[Strabone]]) *Dal molo e dal porto di questa città di Genova possono uscire insieme in mare ottanta o cento navi, con dieci o dodici carrache, per andare a mercanteggiare o a conquistare terre fino in Grecia, in Turchia, in Terrasanta ed ovunque per il mondo. E in passato, come ho appreso dalle parole e dalle informazioni di alcuni mercanti e di altri genovesi degni di fede e come ho letto negli annali delle loro gesta, questi genovesi con potenti flotte seppero prendere Gerusalemme, Antiochia, Negroponte, Metellino, Modone con Candia e Chio, che ancora occupano, con molte altre isole e paesi della Grecia e dell'Oltremare e più volte assediarono Venezia, ridotta alla ragione. In conclusione l'abilità nautica di Genova è tenuta in tale reputazione e stima in tutto il mondo che i genovesi sono detti signori del mare. ([[Jean d'Auton]]) *Dalla massa compatta delle spesse mura sporgevano, a lunghi intervalli, bracci di ferro battuto con lanterne contenenti fioche fiammelle. Gli enormi portali degli ingressi sontuosi di fronte ai quali si trovava a passare erano chiusi, e l'unico suono che gli giungeva alle orecchie era quello dei suoi cauti passi. Si fermò in uno slargo all'incrocio di quelle viuzze, e guardandosi attorno si chiese se tutti quegli enormi e grandiosi edifici fossero deserti, o se era lo spessore dei muri a smorzarne ogni segno di vita all'interno: non poteva credere che tutta la popolazione fosse già andata a dormire. ([[Joseph Conrad]]) *Descrissi poi la regione di Genova e i suoi abitanti, ne elogiai l'eroismo a partire dai tempi più remoti e aggiunsi che la città era situata meglio ancora dell'antica Roma a dominare le isole del Mar Tirreno e le coste dell'Africa. ([[Wilhelm Heinse]]) *Di là Rabban Çauma ed i suoi compagni ritornarono a passare l'inverno a Genova, città d'Italia. Quando arrivarono, videro questo giardino, simile al paradiso, senza inverno rigido, senza estate troppo calda. Si trova qui del verde in ogni stagione e gli alberi non restano senza frutti. ([[Jean-Baptiste Chabot]]) *Di questa così antica città è straordinaria l'ubicazione perché, posta presso il mare, sembra essere la porta del nostro mondo, come scrivono alcuni famosi scrittori i quali sostengono che le sia stato dato il nome di Genova per il fatto che sembra la porta del nostro mondo: infatti offre l'accesso alla Lombardia, all'Etruria e alla Provenza. Inoltre il suo stesso aspetto la rivela essere una città che domina e che è quasi signora del mare. ([[Giannozzo Manetti]]) *Di superbissimi e altissimi hedifitii adornata, de palazi, li quali ''ut plurimum'' ano porte ferree. In questa de ogni arte non picolo numero vi ene, ''eo magis'' de sede qual altra voli in Italia se sia: quivi si construiscano de sarti, de caligari e che dirò de spatari, quali fano li coltelli dal manego gianco, per quali se dice: «O bello fre, io son genoese e, se non fose, voria esser alo corpo de mi per portar la cortelina da lo maneco gianco». ([[Francesco Grassetto]]) *E Genova, bizzarra e coerente, superba e modesta, orgogliosa e benevola, è mezza mare: gli uomini, i timidi, i mortali che si sono nascosti nelle grotte, arroccati sui monti, seminati lungo le vallate; gli Altri, giganti, sul mare, al di qua del cobalto che segna l'orizzonte, nella invisibile parte che dà la spinta, che domina gli eventi. ([[Vito Elio Petrucci]]) *È importante sottolineare il luogo natio, la propria terra, il proprio mare. E allora questa aspirazione ha lo stesso nome della città. Addirittura Janua, dicono gli studiosi, significa porta, e la città di Dio significa una porta aperta. Il porto stesso è fatto di due grandi braccia che si allargano. Il porto accoglie tutte le navi, tutte le culture, tutte le merci, scambio di merci e di persone. [...] Io vedevo arrivare in porto, ancora prima della guerra mondiale, marittimi da tutto il mondo, e mi si apriva il cuore. I primi ''vu cumprà'' di Genova erano cinesi, e nessuno li osteggiava. Passavano sulla spiaggia con delle valigione e ripetevano solo «cravatte, cravatte». Erano famosi: «Una lila, due lile». ([[Andrea Gallo]]) *E tu, Genova, gloriosa te ne stai. Oggi la tua repubblica si adorni di nuovi, vivaci colori, perché, fra i tanti tuoi eroici e intraprendenti capitani, [[Cristoforo Colombo|Colombo]] è fra i migliori. Ora il mai visto orizzonte degli Indiani d'Occidente, si può ammirare qui, in Spagna, come dalla sommità d'un'alta montagna. ([[Lope de Vega]]) *''E tutta la poesia | cos'è se non filosofia? | Ah, se fosse genovese.''<ref>A indicare che se la poesia fosse genovese sarebbe un'arte molto ricca.</ref> ([[Agustín Moreto]]) *Era difficile descrivere il sentimento che lo colse alla vista della prima città italiana, la magnifica Genova. Si innalzarono su di lui i suoi campanili policromi, le chiese rigate di marmo bianco e nero e tutto il suo anfiteatro turrito che all'improvviso lo circondò da ogni parte, nella sua raddoppiata bellezza, quando il piroscafo giunse al molo. Non aveva mai visto Genova prima di allora. Quel gioco di case, chiese e palazzi dai mille colori nell'aria tersa di un cielo che brillava di un incredibile azzurro, era unico. Sceso sulla riva, si ritrovò all'improvviso nelle buie viuzze lastricate, strette e meravigliose, con in alto un'esile striscia di cielo azzurro. Lo colpì questa vicinanza tra le case, alte, enormi, l'assenza del rumore delle carrozze, le piccole piazzette triangolari e tra di loro, simili a stretti corridoi, le linee sinuose delle vie, riempite dalle botteghe degli argentieri e orafi genovesi. I pittoreschi veli di pizzo delle donne, appena mossi dal tiepido scirocco; le loro camminate decise, il fragoroso vocio nelle vie; le porte aperte delle chiese, l'odore di incenso che ne usciva, tutto ciò fece soffiare su di lui una brezza di cose lontane e passate. [...] In poche parole, egli ripartì da Genova con il ricordo di una bellissima sosta: era lì che aveva ricevuto il primo bacio dell'Italia. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']]) *Et da mano manca ha i poggi altissimi, dove sono le mura fate a spinapesce, et è fortissima perché ha le vie molto strette et le case comunemente tutte alte et fa dell'anime 90 mila o più et è benissimo artigianata. ([[Giovanni Battista Ridolfi]]) *Fiducioso che questo lavoro non sia troppo presto, come dicono in Australia, «Condemned to be Pigeon-Holed» – condannato ad una buca da piccione –, ma che anzi, oltre a sfatare la triste leggenda della «Mancanza di Spazio», riesca a provare che Genova è la città più atta a svilupparsi secondo i più perfetti organismi di potenza urbana. ([[Renzo Picasso]]) *Finalmente avvistammo le coste dell'Italia e, mentre scrutavamo dal ponte nel primo splendido mattino d'estate, la maestosa città di Genova si levò dal mare, riflettendo, dai suoi cento palazzi, la luce del sole. ([[Mark Twain]]) *{{NDR|Sulla tradizione musicale genovese}} Forse c'è sempre stata una voglia di stare insieme, di creare, di fare... e questo succedeva molto di più a Genova che in tanti altri posti, forse proprio perché, essendo un porto di mare, la gente arrivava qui da tanti posti e s'incontrava, magari si scambiava anche degli oggetti, era un modo per comunicare.<br/>Secondo me... chissà, forse abbiamo un animo artistico, sarà il nostro mare di Genova, le alture, ci sarà più follia nella Liguria, non lo so... ([[Angela Brambati]]) *Genova ci affascinò nel suo insieme, tutta intera, con la sua orgogliosa magnificenza. Così tanti, bellissimi, palazzi radunati assieme a formare qui una fila continua sulla strada principale, non si trovano da ''nessun''<nowiki>'</nowiki>altra parte. E proprio grazie al fatto che la via è così stretta e angusta, tutte queste case sembrano ancor più grandiose e regali. Sono dimore di re e sovrani e non di mercanti arricchiti. Non si poteva comunque affatto dubitare che questi "sovrani" avessero un gusto eccellente, che al loro servizio si trovassero i migliori architetti e decoratori del tempo. ([[Aleksandr Nikolaevič Benois]]) *Genova, come le grandi metropoli, è diventata una città cosmopolita. Ormai qui si sente parlare in tutti i modi meno che il [[Dialetto genovese|genovese]]. Una volta, quando uno voleva sentire parlare il vero genovese, dove andava? A [[Prè]], dalla Marina, dalla [[Maddalena (Genova)|Maddalena]]... Andateci un po' adesso...?!<br/>Sì, dico "andateci un po' adesso" per dirvi che quei pochi genovesi che sono di casa in quelle zone si sono messi a parlare italiano anche loro, altrimenti non li capisce più nessuno! ([[Giuseppe Marzari]]) *Genova, come tutti sanno, e come i versificatori e i cantautori ci cantano e ricantano, è una città verticale, verticalissima. Dunque, salite al Castelletto, al Righi, infunicolatevi in alto, in alto, se non soffrite di allucinosi spaziali, o funzionali o psichiche. E se capitate qui per via aeroplanica, scrutate bene lo spettacolo che il finestrino vi propone, con questo ammasso di edifici che scappa su dalle acque, che in quelle si precipita, dipende dai gusti, dipende dalle fantasie. Anche l'accesso marittimo non è male. Venire in treno a Genova, invece, non sarà un delito, ma certamente è un errore. In auto, varcate la mura, si raccomanda di percorrere, al minimo, avanti e indietro, indietro e avanti, la sopraelevata (prima che sia abbattuta, come molti suggeriscono e sperano) e, che forse è meglio ancora, la circonvallazione a monte. La superba Genova ama essere guardata con sguardi superbi, alti e altieri. ([[Edoardo Sanguineti]]) *Genova consiste di tante repubbliche quanti sono i nobili, e ha tanti miserabili schiavi quanti sono i plebei. E tutte queste repubbliche personali, si riuniscono in un palazzo al solo scopo di calcolare i nostri beni e mercanzie, per rosicchiarli, facendo salire e scendere la moneta: si comportano come malfattori nei confronti dei nostri beni e cercano sempre di ridurre in povertà la nostra intelligenza. Fanno uso di noi come se fossimo spugne, mandandoci in giro per il mondo in modo che, inzuppandoci negli affari, assorbiamo ricchezza: e poi, quando ci vedono ben gonfi di beni, ci spremono a vantaggio loro. ([[Francisco de Quevedo]]) *Genova dovrebbe fungere d'intermediaria tra la Germania e l'Italia; è un passaggio dall'ideale al reale, da una vita d'immaginazione al benessere fisico. Non è più lo sfacelo e la negligenza di cui si è stati testimoni in molte parti d'Italia: tutto è pulito e ben costruito. Ma nulla è pittoresco, e gli occhi, ancora pieni dell'armonia di un colorito indefinibile e del tutto particolare al Sud, sono sgradevolmente colpiti alla vista dei colori sgargianti di cui ci si serve per dipingere le case, molto spesso variopinte di rosa, di verde, di giallo e di un certo bruno cannella dagli effetti orribili. Alla periferia, le case di campagna sono talmente fitte da formare una specie di sobborgo verdeggiante: tutto annuncia l'opulenza e la ricchezza di una città commerciale. ([[Anna Tyszkiewicz]]) *Genova è il viluppo topografico più intricato del mondo e anche una seconda visita vi aiuta poco a dipanarlo. Nelle meravigliose strade genovesi curve, tortuose, ripide, vertiginose, misteriose, il visitatore è realmente e totalmente immerso nel tradizionale bozzetto italiano. ([[Henry James]]) *Genova è magnifica città posta in dilettoso paese. Circonda essa la baja in semicerchio, e se veduta non avessi la baja di Cork, questa mi saria sembrata la più bella d'Europa. Gli edifici pubblici, e la parte più parte delle case, costrutte in pietra da taglio, sono elevatissime, e adorne di pilastri e di portici. Alcune delle contrade ti si mostrano larghe e assai regolari; ma altre sì strette, che mai non vi penetra raggio di sole. Come la città sorge sovra un piano inclinato, mai non vi si vede fango o brutture. Buone fortificazioni la muniscono e dal lato di terra e da quello del mare; né assalto alcuno può farla temere.<br/>Le case son riccamente decorate nell'interno; pur io non saprei trovar gusto in appartamenti ove sono tante inezie. Ma Genova, lo confesso, è nel suo tutto la più bella città ch'io conosca. ([[Abū-Ṭālib Ḫān]]) *Genova è magnifica, moltissime case somigliano piuttosto a palazzi, adorne di quadri dei migliori pittori italiani, però le strade sono così strette che due persone affiancate non riescono a passarci. In compenso, sono lastricate di marmo e molto pulite. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']]) *Genova è molto bella con le sue case dipinte, i suoi giardini verdi a spalliera e gli Appennini dietro. Ma quanto rumore! Che moltitudine! Su tre uomini che passano per le strade, ci sono un monaco e un soldato. ([[Alfred de Musset]]) *Genova e tutta la costa da Nizza a Spezzia {{NDR|sic}} è notevolmente aspra e bella; così è [[Massa (Italia)|Massa]]. ([[William Turner]]) *Genova è senza dubbio una delle più belle città del mondo, il suo Centro Storico uno dei più affascinanti oltre che dei più integri, Prè uno dei suoi quartieri più significativi e memorabili, quello che i viaggiatori e i naviganti e i turisti attenti raccontano con più vivezza quando tornano a casa. ([[Giancarlo De Carlo]]) *Genova è un microcosmo. Posso dire che l'universo, che altrove si squaderna, è qui raccolto, in Genova, miniaturizzato come si deve. Ma questo accade anche perché Genova è un po' una replica del mondo, e un po' è un suo archetipo ristretto, una specie di modellino ristretto. Così, posso cercarla dappertutto, e trovarla dappertutto, se voglio. Dipende da me. Posso farne un'epitome dell'universo, che lo replica anamorficamente, e insieme lo virtualizza in ologramma. ([[Edoardo Sanguineti]]) *Genova è una città grande e potente, piena di uomini morigerati, dai quali avrei potuto apprendere buoni costumi e molte qualità positive che si addicono ad un uomo prestante. ([[Antonio Astesano]]) *Genova è una sorta di città di frontiera, con il mare e quindi le culture mediterranee di fronte, e l'Europa continentale alle spalle. E la mia città mentale è così anche verticale, dai monti al mare con tutto quello che ci sta in mezzo. ([[Max Manfredi]]) *Genova, forse il vecchio quartiere preportuale, un labirinto medioevale dove le facciate si toccano quasi e talvolta celano palazzi che si direbbero clandestini, rovinati dal capitalismo e dall'umidità. ([[Manuel Vázquez Montalbán]]) *Genova ha almeno una cosa durevole: il suo cimitero. Non conserva nemmeno quanto basta la sua memoria storica, almeno quella memoria storica ormai relativamente moderna che ci permetterebbe di spiegare il nefasto presente di un'Italia governata da un blocco reazionario. Lo sapevate che l'unica vittoria aperta dei partigiani contro l'esercito nazista durante la Seconda guerra mondiale ha avuto luogo qui, a Genova? Questa è stata una delle culle più singolari della sinistra italiana, ma cos'è oggi? L'emblema stesso di un'Italia passata dal sogno di Berlinguer alla realtà di Berlusconi e dei postfascisti. ([[Manuel Vázquez Montalbán]]) *Genova ha un patrimonio culturale immenso che spesso è sconosciuto ai genovesi stessi, dal museo diocesano e le sue tele jeans al cimitero di Staglieno con le sue storie infinite. E sarà forse in quel momento lì, quando usciremo dal pesto e dalla focaccia, che cominceremo ad aprire gli occhi verso l'esterno e inevitabilmente da fuori avranno un'idea più chiara di noi. Non saremo più una città bella per morire, cambierà quella preposizione lì in mezzo, perché chi ci conosce bene, chi sa raccontarci, non riesce a dimenticarci facilmente. ([[Luca Bizzarri]]) *Genova la conosci: è imponente, solida, quasi altera, pulita, benestante; notevolissima è la diffusione della lingua tedesca negli alberghi e nei negozi [...] In ogni modo vi sono più insegne tedesche a Genova che a Trieste o a Praga. ([[Sigmund Freud]]) *Genova! Mia patria - fiera città! Che ti affacci sulle azzurre onde del Mediterraneo - ti ricordi di me nella fanciullezza, quando le tue scogliere e i tuoi promontori, il tuo cielo luminoso e le tue liete vigne, erano il mio mondo? ([[Mary Shelley]]) *Genova la Superba è comparabile a una bella donna sprovvista di fisionomia: la si ammira ma più la si guarda, meno piace. Sarebbe difficile dare la spiegazione di questa impressione; la città è bella, i palazzi magnifici, il sito, senza essere pittoresco, è per lo meno rimarchevole, vi è molto movimento: ma è una vivacità puramente commerciale, non è più il regno dell'immaginazione e delle arti, tutto è calcolato e rivolto all'aspetto pratico della vita. ([[Anna Tyszkiewicz]]) *Genova nelle ore supreme fu ammirabile. Nessun chiasso: silenzio, raccoglimento e consenso. Alla Porta Pila, v'erano delle donne del popolo che, a vederci passare, piangevano. Di là a Quarto, di tanto in tanto, un po' di folla muta. A pie' della collina d'Albaro alzai gli occhi, per vedere ancora una volta la Villa, dove Byron stette gli ultimi giorni, prima di partire per la Grecia: e il grido di Aroldo a Roma mi risonò nelle viscere. Se vivesse, sarebbe là sul ''Piemonte'', a fianco di Garibaldi, inspiratore. ([[Giuseppe Cesare Abba]]) *Genova per me è un set, una scenografia bell'e pronta dove ambiento spesso le mie canzoni idealmente, anche quando sembrano parlare di e da altri luoghi. È una realtà filtrata dalla mente, dalle impressioni del ricordo. Come quando si sognano frammenti di vita reale, costruendo nuovi ambienti e nuove storie. ([[Max Manfredi]]) *Genova, potente per ricchezza, flotta ed uomini, Genova, di cui si crede non esista città più bella nel mondo o almeno nel suolo latino, in cui sono tanti edifici e tanti palazzi che tu pensi di vedere insieme innumerevoli castelli. ([[Antonio Astesano]]) *Genova, reina e capo della Liguria, anzi del Tirreno (che, per le sue bellezze, nobiltate e ricchezze meritamente tal nome le se puote attribuire, la quale fra tante sue grazie da Iddio, dalla natura e d'amore ricevute, di bellissime gentili e cortesi donne, più che altra città d'Italia, era ed è oggi di adornata). ([[Giovanni Battista da Udine]]) *Genova sorge in un bellissimo golfo sulle pendici di una collina e, abbellita com'è da una splendida architettura e da giardini, offre dal mare una vista superba. ([[Mary Wortley Montagu]]) *Genova vista dal mare è una delle cose più belle che si possano vedere al mondo.<br/>La città si innalza in fondo al golfo, come se uscisse dai flutti, ai piedi della montagna. Lungo le due coste che si arrotondano intorno a lei per racchiuderla, proteggerla e accarezzarla, vi sono quindici cittadine, serve e vassalle, che riflettono nell'acqua le case dai colori chiari. A sinistra della loro grande patrona ci sono Cogoleto, Arenzano, Voltri, Pra, Pegli, Sestri Ponente, San Pier d'Arena; a destra, Sturla, Quarto, Quinto, Nervi, Bogliasco, Sori, Recco, Camogli, ultima macchia bianca sulla punta di Portofino, che chiude il golfo a sud est.<br/>Sopra al suo immenso porto, Genova si stende sui primi mammelloni delle Alpi, che si innalzano dietro, curvi e allungati in una gigantesca muraglia. Sul molo, la torre alta e quadrata del faro, detto 'la Lanterna', sembra una candela smisurata. ([[Guy de Maupassant]]) *Girare a Genova vuol dire sottoporsi ad un supplemento di difficoltà: a fronte dello straordinario potenziale della città, bellissima e quanto mai cinematografica, a fronte di una tradizione di personaggi attivi nel settore e della vitalità continua di un fiorente «vivaio», c'è l'ostilità quasi manifesta della città, refrattaria agli stimoli, dura, pienamente aderente alla sua immagine chiusa. ([[Giovanni Robbiano‎]]) *{{NDR|Genova}} ha continuato a ricevere stimoli da coloro che, provenendo dall'esterno, ne restavamo come affascinati, storditi da una bellezza che non appariva loro immediatamente al primo sguardo ma che, al contrario, doveva essere cercata, compresa, centellinata e infine trasformata in un bene prezioso dell'anima. ([[Maurizio Fantoni Minnella]]) *Ho domandato al Dr Alexander che è qui la migliore autorità medica – e dice che l'aria di Genova è la migliore possibile – e i bagni sufficientemente convenienti. ([[George Gordon Byron]]) *Ho preso una passione per il mare fin dal mio soggiorno a Livorno. A Genova ho sentito l'alito della libertà. I ritratti di Mazzini e di Garibaldi in trattoria mi hanno sorpreso e dato gioia. ([[Apollon Aleksandrovič Grigor'ev]]) *I costumi a Genova sono privi di tutti quegli affetti che, altrove, ne rappresentano l'ornamento, la felicità, la virtù. Non c'è madre, non c'è bambino, non c'è fratello; non ci sono eredi, né parenti. Non si è neppure amante: si è uomo o donna. ([[Charles Dupaty]]) *I passi di chi cammina nella sua città volendone vivere tutti i momenti, ricalcano le orme già lasciate in altre ore; è un fatto automatico che considero una caratteristica dei genovesi. Comperare sempre nello stesso negozio, passare dalla stessa strada, prendere il bianco (una volta) o aperitivo nello stesso bar, girare a quell'angolo. Un tempo si controllava l'ora al solito orologio (erano verdi con lo stemma di Genova) e si diceva magari la preghierina propiziatoria davanti alla Madonnina illuminata. Una ripetitività che dimostra il senso del possesso delle cose e soprattutto una gran voglia genovese di non cambiare, di non correre. ([[Vito Elio Petrucci]]) *Il colloquio che ho avuto con Teresa Ravano è stato interamente dedicato alle «genoveserie» che – a quanto ho appreso – comprendono anche l'avarizia, il lusso, la superbia, la piccineria.<br/>La signora Ravano mi ha raccontato di un riccone di qui che, canzonato da un amico per la sua «povertà», invitò costui a pranzo: gli fece servire quattro uova crude e fece cuocere la semplice portata sulla fiamma di biglietti di banca. ([[Sibylle Mertens-Schaaffhausen]]) *Il [[Grand Hotel Miramare|Miramare]] di Genova inghirlandava la curva oscura della spiaggia con festoni di luce e la sagoma delle montagne faceva spicco sullo sfondo nero grazie al riverbero delle finestre degli alberghi più in alto. Pensavamo agli uomini che sfilavano per le gaie arcate come Carusi ancora ignoti, ma ci assicurarono tutti che Genova era una città commerciale, molto simile all'America e a Milano. ([[Francis Scott Fitzgerald]]) *Il rumore del treno, il cicaleccio puerile che lo circondava nello scompartimento stipato, tutto ciò che rideva e cantava intorno a lui ritmava e accompagnava una specie di danza interiore che lo portò per ore, immobile, ai confini del mondo e finalmente lo scaricò, giubilante e interdetto in una Genova assordante, che scoppiava di salute davanti al suo golfo e al suo cielo in cui fino a sera lottavano il desiderio e la pigrizia. [...] Si smarrì poi nelle strade strette e piene di odori della città vecchia, lasciò che i colori urlassero per lui, che il cielo si consumasse sopra alle case sotto il suo peso di sole e che i gatti si riposassero per lui nell'immondizia e nell'afa. Andò sulla strada che domina Genova e lasciò salire verso di lui, in una lunga lievitazione, tutto il mare carico di profumi e di luci. Chiudendo gli occhi stringeva la pietra calda su cui stava seduto e poi li riapriva su questa città in cui l'eccesso di vita urlava in un esaltante cattivo gusto. ([[Albert Camus]]) *Il secondo giorno dopo le calende di aprile siamo partiti dal porto di Genova, alle prime luci dell'alba. C'era un bel sole, anche se a ponente se ne stavano acquattate delle nuvole gonfie e grigie.<br/>Era la prima volta che lasciavo la mia città. Sembrava schiacciarsi su se stessa e contro i monti, diventava una striscia color avorio e argilla man mano che la nave si allontanava da terra: non distinguevo più il colonnato della mia vecchia biblioteca, la facciata della basilica, le arcate del circo, niente dei cunicoli intorno al porto, delle botteghe che si affacciano su di esso, del mercato coperto a tre piani. Soltanto il profilo delle insulae più alte, ma da noi non erano né numerose né alte come a Roma, semplici dentellature in quella striscia avorio-argilla che era ormai la mia città. [...] Mi dispiaceva vedermela lì davanti schiacciarsi e rimpicciolirsi sempre di più, Genova, la città dove ero nato e dove avevo passato sino a quel momento tutta la mia vita, e che mi era sempre sembrata importante e in fondo non proprio brutta. Ma ora lì dal mare, che quasi spariva... Non facciamola lunga, non è che mi sia messo a piangere o a sospirare: soltanto un po' di nodo alla gola, un'ansia indefinibile, che è subito passata. ([[Giuseppe Conte (scrittore)|Giuseppe Conte]]) *Il viaggio per mare è stato un avvenimento. Come andava gradatamente sparendo lontano, la grande Genova notturna, disseminata di luci, assorbita dal chiaro di luna, così come un sogno trapassa in un altro! [...] Come un sogno Genova si sprofonda nel mare. Sono morto per questo mondo, dileguato con l'ultima luce? Oh, fosse così! Sarebbe possibile? ([[Paul Klee]]) *In questa città non vi è nulla che non sia per il massimo ornamento della città, eccetto l'austerità e la severità degli uomini che, sebbene non attenga al decoro, attiene tuttavia alla potenza della città. Nessuna città d'Italia è più forte, perciò come gli italiani definiscono Milano grande e popolosa, Firenze bella, Venezia ricca ed ammirevole, Napoli gentile e nobile, Ravenna antica, così chiamano Genova superba, magnanima e forte. ([[Anselmo Adorno]]) *Io calcolo tutto, io calcolo l'ovvio. Io vado a vedere. Io sono di Genova, a me non me lo metti in quel posto lì... Io non sono il bolognese... Io sono di Genova: io ti conto i peli del culo uno ad uno! ([[Beppe Grillo]]) *Io non ho mai visto nulla come questa Genova! È qualcosa di indescrivibilmente bello, grandioso, caratteristico: Parigi e Londra al confronto con questa divina città scompaiono come semplici agglomerati di case e di strade senza alcuna forma. Davvero non saprei da dove cominciare per darti l'impressione che mi ha fatto e continua a farmi tutto ciò: io ho riso come un fanciullo e non potevo nascondere la mia gioia! Per offrirti nel tuo compleanno il dono secondo me più grande, ti prometto oggi di farti fare nella prossima primavera una gita a Genova. ([[Richard Wagner]]) *L'assenza solo apparente di architetture storicamente celebrate ha spesso allontanato la grande massa (formatasi attraverso la frusta retorica monumentalistica) da un'esatta percezione della segreta bellezza della ''superba'', che crediamo risieda nella totalità del suo manufatto urbano, dove ciascun episodio architettonico, sacro o profano, è parte significativa di una lunga, lunghissima narrazione di secoli che è quindi una metafora della stessa idea di città. Genova, infatti, non può che apparire ai nostri occhi come città-paesaggio, laddove la stessa edilizia diviene paesaggio, adattandosi di volta in volta ai movimenti del terreno su cui è sorta, generando per effetto naturale sempre nuove e talora vertiginose prospettive. In altre parole, siamo immersi in una verticalità superba di fronte all'infinità orizzontalità del mare. ([[Maurizio Fantoni Minnella]]) *L'edificio è una di quelle magnifiche ville in cui i nobili genovesi profusero milioni al tempo della potenza di quella repubblica aristocratica. Se la tarda sera è bella in qualche luogo, lo è indubbiamente a Genova, quando è piovuto come piove laggiù, a torrenti, per tutta la mattinata; quando la purezza del mare gareggia con la purezza del cielo; quando il silenzio regna sul viale e nei boschetti di quella villa, tra i marmi dalla bocca spalancata da cui l'acqua fluisce con un senso di mistero; quando le stelle brillano, quando le onde del Mediterraneo si susseguono come le confidenze di una donna a cui strappiate parola per parola. ([[Honoré de Balzac]]) *La città di Genova nelle cose dell'armi, in quelle delle lettere, e in ogni altra operazione onorata, s'è fatta conoscer sempre di star più vicina al colmo che al mezzo... ([[Girolamo Ruscelli]]) *La città è circondata da mura e gli abitanti non sono governati da un re, ma da magistrati che nominano a loro piacimento. Ogni cittadino ha sulla casa una torre, e nei periodi di guerra si combattono fra di loro dall'alto delle torri. Hanno il dominio del mare; costruiscono delle imbarcazioni chiamate ''galeras'' e compiono atti di pirateria contro ʾEdom e Išmaʿʾel, dal paese di Javan fino alla Sicilia, ed il bottino dei loro saccheggi lo riportano da ogni parte a Genova. Sono in guerra permanente con i Pisani. ([[Beniamino di Tudela]]) *La città è di per sé bellissima ed affascinante: infatti oltre la sua limitata estensione è cinta da stupenda mura: è ricca di palazzi privati in marmo, in parte bianco, in parte nero, variamente diversi tra di loro con piacevole effetto. Anche i grandi edifici delle famiglie nobili, ciascuno rifugio di una sola famiglia, si elevano sulle vie pubbliche e ne adornano in modo straordinario la loro eccessiva angustia. Inoltre il porto, opera dell'uomo, diga opposta al mare, opera da vedersi per l'eleganza e per il valore, che mai colpiscono le continue tempeste, testimonia la bellezza della città. ([[Giannozzo Manetti]]) *La città pullula di ricchi mercanti che viaggiano per terra e per mare e si avventurano in imprese facili e difficili. I genovesi, dotati di un naviglio formidabile, sono esperti nelle insidie della guerra e nelle arti del governo; tra tutte le genti latine sono quelle che godono di maggior prestigio. ([[Muhammad al-Idrisi]]) *La dolcezza della morbida primavera si addice a [[Venezia]], come il sole abbacinante d'estate si addice alla splendida Genova, e l'oro e la porpora dell'autunno a [[Roma]], grande e antica. ([[Ivan Sergeevič Turgenev‎]]) *La genialità dell'uomo sembra qui ingrandire grazie agli ostacoli, e il suo talento non si manifesta mai che di fronte alle difficoltà che sembrano frapporsi ad un libero sviluppo. Se gli architetti che hanno costruito Genova avessero avuto spazio, se avessero potuto abbandonarsi alla fantasia e senza ostacoli ai loro capricci, non avrebbero potuto trovare le infinite risorse e la multipla varietà di motivi, di disegni e disposizioni ai quali la facciata dei loro palazzi deve un'originalità di carattere, e che introduce in ogni anfratto l'inatteso della grandezza. Essi non sarebbero arrivati a queste ingegnose e brillanti combinazioni di portici, di scalinate, di terrazze e di gallerie che offrono al trepidare delle arti il carattere dell'imprevista fantasia e alla più modesta delle materie l'aurea sobrietà. ([[Louis Énault‎]]) *La magnificenza poi e la ricchezza dei tanti suoi palagi, la scenica prospettiva del suo porto e dei tanti edifizj antichi e moderni che lo coronano, fanno di Genova una città da non sostener confronto. Tutte le arti concorsero ad abbellire i palazzi di Genova, i suoi {{sic|publici}} stabilimenti e i suoi templi. In ogni parte le opere di scultura {{sic|abondano}}, i lavori della pittura richiamano l'attenzione non meno dell'amatore che dell'artista. ([[Giacinto Amati]]) *La processione senza croce, ma coi moccoli! Bisogna dirlo, pel mulo, è regola genovese, un santo tirato giù di paradiso è un pungolo alla groppa. ([[Ambrogio Bazzero]]) *{{NDR|Sulle case genovesi}} Le case sono tutte di quattro o cinque piani di altezza, chiuse e protette da grossi portali di ferro, costruite in pietra per ovviare al pericolo del fuoco, e sopra tutte lastricate, così che si può camminare ed andare in alto fino al termine della strada così agevolmente come attraverso la navata di una chiesa ben pavimentata con grosse pietre e con ciottoli. ([[Jean d'Auton]]) *Mi capitava di raccontare di come la città {{NDR|Genova}} era incastonata tra il mare e una catena di colli brulli e massicci, formando una figura urbana che era piuttosto insolita per l'esperienza dei miei interlocutori livornesi o tunisini o più tardi triestini; di come le strade dell'abitato antico erano sinuose e strette e quelle dell'abitato moderno dritte e larghe, con case alte e secche le prime, con palazzi tarchiati e fastosi le seconde; di come spesso negli edifici si poteva entrare sia dal basso che dall'alto, per cui i tetti non erano una fine ma un principio, non concludevano ma erano invece un esordio; della magnificenza civile della piazza De Ferrari e di via XX Settembre; del Bisagno che avevo attraversato di continuo per andare in centro dalla casa d'affitto dove abitavo in via Paolo Giacometti angolo piazza Giusti; del Porto soprattutto e delle navi che entravano fin dentro la città per ormeggiarsi ai vari Ponti. ([[Giancarlo De Carlo]]) *– Mi consenta di chiederle, dottore, quale città straniera le è piaciuta di più?<br />– Genova.<br />– Perché Genova?<br />– C'è una meravigliosa folla nelle sue strade. Quando esci, la sera, dall'albergo, sono tutte gremite di gente. Ti muovi in mezzo alla folla senza una mèta, su e giù, a zig zag, vivi della sua vita, ti fondi con essa psichicamente e cominci a credere che in realtà sia possibile un'unica anima universale. ([[Anton Čechov]]) *Mio caro generale, vi ho affidato l'affare di Genova perché siete un coraggioso. Non potevate fare di meglio e meritate ogni genere di complimenti. Spero che la nostra infelice nazione aprirà finalmente gli occhi e vedrà l'abisso in cui si era gettata a testa bassa. Occorre molta fatica per trarla fuori ed è proprio suo malgrado che bisogna lavorare per il suo bene; che ella impari per una volta finalmente ad amare gli onesti che lavorano per la sua felicità e a odiare questa vile e infetta razza di canaglie. ([[Vittorio Emanuele II di Savoia]]) *Nei confronti di Genova ho un rapporto di amore-odio, una città bellissima ma anche insopportabile, dove contano solo gli status symbol tipo 'Quella come nasce?', una domanda alla quale ero solita rispondere 'Credo che nasca dall'utero di sua madre!'. Per noi era molto difficile vivere in quell'ambiente, in una città che ti toglie il gusto di vivere; non è la forma, è il fare le cose che uno ha piacere di fare. Vivendo a Genova, o hai la grande rivolta o rimani incatenato a una vita di un grigiore spaventoso. ([[Tina Lagostena Bassi]]) *Nel dir Nazione, intendo una moltitudine d'uomini, per ragione di clima, di luogo, di costumi, e di lingua, tra loro diversi: ma non mai due Borghetti o Cittaduzze d'una stessa Provincia, che per essere gli uni pertinenza es. gr. di Genova gli altri del Piemonte, stoltamente adastiandosi, fanno coi loro piccioli inutili ed impolitici sforzi ridere e trionfare gli Elefanteschi lor comuni oppressori. ([[Vittorio Alfieri]]) *Nelle città italiane, ci sembra, è spesso l'uomo giovane che predomina; tra i diciotto e i trenta, senza cappotto, con scarpe tirate a lucido, cappello di feltro o di paglia inclinato sulla testa, mani in tasca, sigaretta tra le labbra, seduto ai caffè, sulle ampie piazze, in piedi sulle scalinate degli edifici pubblici. Così anche a Genova. Essi discutono a gruppi, ridono, litigano; sembra siano soli. La signora, il signore anziano, persino il ragazzo, si fanno da parte. La città sembra appartenere al giovane, è lui che decide sul suo futuro. Questo ha qualcosa di rinfrancante e allo stesso tempo inquietante. Poiché questi giovani hanno molto raramente l'aria cattiva, eppure mai troppo pacifica. ([[Erika e Klaus Mann]]) *Nessuna città annunzia meglio l'Italia di Genova; essa è il degno portico marmoreo di cotesta immensa galleria, che finisce al golfo di Taranto; è il peristilio di cotesto museo che mostra i suoi quadri, le sue statue, le sue città sulle mura degli Appennini, e rinfresca la sua atmosfera colle brezze che spirando da' suoi due mari si incrocicchiano. ([[Joseph Méry]]) *Noi a Genova abitavamo nel quartiere pittoresco dell'angiporto – cioè contrabbandieri e prostitute – e non eravamo di certo una famiglia ricca. [...] Mia madre non ha mai chiuso la porta di casa a chiave, nonostante sotto di noi ci fossero due fratelli che entravano e uscivano dalla galera. ([[Angelo Branduardi]]) *Noi genovesi, tutti, della Nord o della Sud, ci siamo innamorati di un posto senza sapere il perché, ci siamo innamorati di un posto che fa di tutto per non farsi amare. Se non ricordo male fu Tonino Conte, regista e creatore del Teatro della Tosse insieme a Emanuele Luzzati, a dire che Genova è la città perfetta per morire. Sembra fatta apposta, con quella sua luce abbagliante e spettrale, e lo sembra anche perché si ostina a essere una città rivolta al passato, dedita com'è a celebrare una grandezza antica piuttosto che a ricercarne una futura. ([[Luca Bizzarri]]) *Noi, dopo aver percorso le famose città dell'Asia e i popoli della feroce Europa con un lungo viaggio, siamo giunti a Genova, la sola che dovevamo vedere, grande ornamento del mare italico, desiderando deporre l'antica fiamma: dopo averla ammirata da un alto scoglio che frange il mare occidentale e sostiene una torre superba che offre luce ai naviganti nell'oscurità, osservo un'opera più grande di quanto mente umana possa immaginare: infatti mi è sembrato di aver visto una città eccelsa per la posizione straordinaria che ciascun angolo rende terribile per il nemico e temibile per tutto il mondo. ([[Francesco Filelfo]]) *Non esiste un segno o vaga ombra di qualcuno che si interessi realmente a noi. E non parlo da inglese: ho avuto modo di ascoltare le impressioni di alcuni ufficiali, provenienti da diverse parti d'Italia e in altrettante parti stanziati, nelle quali mi confermavano la mia impressione su questo aspetto dei sanremesi, aggiungendo che è una caratteristica di tutta la Riviera genovese. «Aprono le loro mani solo per prendere soldi e mai per spenderne»; oppure: «Due parole mancano al loro vocabolario: generosità e ospitalità». Tutti gli ufficiali descrivono le altre parti d'Italia, come le province, ecc., con toni completamente differenti e le mie stesse esperienze scritte sulla Calabria e gli Abruzzi me lo hanno comprovato. Qui è noto che nonostante ci siano molti ricchi, vivono in ristrettezza e spilorceria: quello che noi (come le maggior parte degli italiani) riteniamo una forma comune di cortesia (rinfreschi, cene, o quel che ti viene in mente) in loro suscita disprezzo e disgusto. «''Nella Riviera, economia vuol dire avarizia''», ho sentito dire spesso. Capirai dunque che qui non c'è molta vita sociale. ([[Edward Lear]]) *Non saprei immaginare Genova in rovina. Di archi così massicci, di così poderose fondamenta, su cui poggiano questi torreggianti e vasti edifizi, raramente ne abbiamo già visti; e i grossi blocchi di pietra di cui son fatti questi palazzi non rovineranno mai; muri spessi quanto in America è alta una normale porta non possono crollare. ([[Mark Twain]]) *O Genova! o Genova! Chi può mai descrivere i tuoi palazzi di via Balbi, della Nunziata, della Nuova o della Nuovissima, e le casette a otto piani nelle strettucce che sembrano scolatoi al mare? Chi ti dirà il nobile effluvio dei cedri e il plebeo fetore del baccalà; la splendida pace dei pensili orti e l'arrabattarsi lucroso nel porto: la vita opulentemente stanca nelle sale d'ozio e la insaziabile voluttà della marmaglia saettata dal sole: la bianca melanconia degli atri, degli scaloni, delle corti solitarie e l'immensa gazzarra delle mille navi? ([[Ambrogio Bazzero]]) *Ovunque e per ogni dove si ergono dimore regali sotto il cielo carico di nubi: le pareti non sono di laterizi, ma di marmo, scolpite in modo ammirevole e adorne di grandi finestre e mille colonne decorano uno spazio proporzionato a queste. ([[Francesco Filelfo]]) *Per comprendere ciò che produce la libertà, è necessario di andare a Genova; tutto colà annunzia l'abbondanza e la ricchezza. Il commercio è l'anima di questo popolo industrioso. I nobili stessi non si vergognano di esercitarlo in ambe le riviere di ponente e di levante, che ho percorso in tutta la loro estensione, camminando non di rado colle mani e coi piedi... I Genovesi e gli Olandesi sono i banchieri di tutti i principi d'Europa, che abbisognano di denaro. ([[Carlantonio Pilati]]) *Per la prima giornata, il viaggio da Genova verso sud, lungo il mare, è uno dei più belli che si possano fare. Genova poi sorge sulle colline, in mezzo ad oliveti verdi-azzurri. Nei giardini crescevano aranci e melograni, e i lucenti limoni verde pallido facevano pensare alla primavera, proprio allora che noi scandinavi ci approssimiamo all'inverno. I temi degni d'un quadro succedevano l'uno all'altro; per me tutto era nuovo e indimenticabile, e vedo ancora adesso gli antichi ponti ricoperti d'edera, i cappuccini per la strada e le schiere di pescatori genovesi con i berretti rossi in testa. La costa era tutto uno splendore, con le belle ville e il mare costellato di velieri e vapori dai camini fumanti. ([[Hans Christian Andersen]]) *Per noi liguri in esilio, Genova è – superfluo dirlo – il mare e il suo odore che arriva fino ai monti, quando la tramontana ripulisce l'aria. O il lépego che ti si attacca addosso come una camicia umida, quando l'aria si incolla allo scirocco.<br/>Genova è il suo dialetto arabo, la grazia agra delle bagasce che ne adornano i vicoli. È le sue canzoni – di emigranti che rimpiangono e se possono ritornano, lungo le strade profonde che il vento scava tra le onde e che le onde cancellano subito.<br/>Genova è anche la voglia di esserci e quella di scapparne, è una madre che ti porge la sua tetta asciutta e poi ti frusta o ti ferisce con carezze ruvide, è un'amante che ti sconvolge i sensi e poi non si dà. Noi tutti l'amiamo controvoglia e controvento, con un amore da inabili e una fregola non condivisa, che ti costringe a tradirla per sopravvivere e poter tornare da lei.<br/>[...] Genova è il tuo primo oceano e il tuo primo asfalto, la prima scopata e la prima voglia di saltare oltre l'orizzonte. Ed è di più, una serie smisurata di prime volte: il primo whisky, la prima amante, la prima moglie, il primo figlio. [...]<br/> Ma Genova è anche gli amici vivi che da lontano ti vedono crescere e invecchiare, per esempio i ''pescuèi'' che, proprio come ne «Il pescatore», hanno la faccia solcata da rughe che sembrano sorrisi e, qualsiasi cosa tu gli confidi, l'hanno già saputa dal mare. ([[Cesare G. Romana]]) *Più di questo. ([[slogan]]) *''Più spiaggia libera per noi'', molto genovese. E lo sono fin nelle viscere perché, sebbene la mia parte cosmopolita insista nel dirmi che ''gente in spiaggia'' significa turismo, consumi, benessere, allegria, vitalità, socievolezza e tutto quello che sulle spiagge romagnole è perfetto, il mio essere genovese continuerà sempre a sibilare ''meno gente, più spiaggia libera per noi''. Non si scappa dal marchio della Superba. ([[Barbara Fiorio]]) *Preso l'omnibus (2 soldi) fino all'estremità del porto. Il [[Lanterna di Genova|faro]] (alto 300 piedi). Ci son salito. Vista superba. La costa verso il sud. Un promontorio. Tutta Genova e le sue [[Forti di Genova|fortezze]] dinanzi a voi. L'altezza e la distanza di queste fortezze, la loro esterna solitudine. La desolazione, l'aspetto selvaggio delle valli che intercorrono sembrano fare di Genova la capitale e il campo fortificato di Satana; fortificato contro gli Arcangeli. Le nuvole che si addensano sui bastioni sembrano immaginarie. ([[Herman Melville]]) *Quando io venni al mondo Genova era una delle più belle e tipiche città italiane. Aveva un centro storico ben conservato e tale da conferirle un posto di privilegio tra le ''villes d'art'' del mondo; una circonvallazione più moderna dalla quale il mare dei tetti grigi d'ardesia lasciava allo scoperto incomparabili giardini pensili; e a partire dalla regale via del centro una ragnatela di caruggi che giungeva fino al porto [...]. Ma Genova non saprei dimenticarla. Ne conosco il dialetto, l'ho parlato a casa e fuori [...]. Una città che è una striscia di venti chilometri, da Voltri a Nervi, e a mezza via il grosso nodo centrale. Vista da un aereo sembra un serpente che abbia inghiottito un coniglio senza poterlo digerire. ([[Eugenio Montale]]) *Quella città famosa, il cui eccelso stato produce simili eroi nelle armi e nelle lettere; quella che da tanti secoli conserva maestà regale senza curvare a nessun re la testa superba: Genova la bella, dico, cui bacia i piedi il mare. ([[Lope de Vega]]) *Quella nobilissima città, la quale, come io soglio dire alle occasioni, è una vera terra d'eroi in Italia. ([[Girolamo Ruscelli]]) *Questa città è molto antica, dicono che la fondò Giano, principe troiano, dopo che sfuggì alla distruzione di Troia. E sembra proprio edificata dalla mano di un uomo vinto, perché è fondata su di una montagna molto impervia sul mare; tutte le case sono come torri di quattro o cinque piani ed anche più; le strade sono strette e molto difficili gli ingressi; la terra è molto povera di risorse, però è gente molto industriosa, tanto che se le procurano abbondantemente per il mondo e le possiedono, come se le fornisse il suolo. ([[Pedro Tafur]]) *Questa città è soprannominata la Superba. In realtà, a Genova solo gli edifici sono grandi, il resto tutto è piccolo in questa nazione. ([[Johann Wilhelm Archenholz]])ù *Questa città offre i contrasti più singolari. A Genova c'è tanto libertinaggio, che non ci sono prostitute; tanti sacerdoti, che non c'è religione; tanti a governare, che non c'è governo; tante elemosine, che i poveri vi brulicano. ([[Charles Dupaty]]) *Questa è una delle città più belle che abbia mai visto; alcuni edifici erano di un marmo bellissimo, e avevano un'aria decisamente nobile; e molti avevano di fronte delle fontane molto curiose. Le chiese erano ricche e magnifiche, e curiosamente decorate sia all'interno che all'esterno. Ma tutta questa grandiosità era, ai miei occhi, macchiata dagli schiavi delle galee, la cui condizione sia là che in altre parti d'Italia è davvero pietosa e squallida. ([[Olaudah Equiano]]) *Questa mistica impronta di città di affari imponente e animata deriva forse anche dal fatto di sapere quanto sia carica di storia; piena di fantasmi e di avventure del passato. ([[Erika e Klaus Mann]]) *Salivano voci e voci e canti di fanciulli e di lussuria per i ritorti vichi dentro dell'ombra ardente, al colle al colle. A l'ombra dei lampioni verdi le bianche colossali [[Prostituzione|prostitute]] sognavano sogni vaghi nella luce bizzarra al vento. Il mare nel vento mesceva il suo sale che il vento mesceva e levava nell'odor lussurioso dei vichi, e la bianca notte mediterranea scherzava colle enormi forme delle femmine tra i tentativi bizzarri della fiamma di svellersi dal cavo dei lampioni. ([[Dino Campana]]) *Scoprire Genova come ti venne raccontata sui libri (e come i suoi abitanti amano narrarla) procura una sensazione incantevole. In primo luogo perché ti restituisce quel minimo di fiducia necessaria nella parola scritta e nel racconto orale, senza di cui vagheresti senza bussola nelle tue elucubrazioni sull'universo mondo. In secondo luogo perché Genova è bellissima davvero. La guardi e brilla nei suoi palazzi meravigliosi, a qualunque altezza sul livello del mare. Di più: è letteralmente sfolgorante nelle successioni di bianco impero, di ocra, di verde muschio, di rosso bruno. Dal Porto Antico al Matitone nelle ore della tarda mattinata che dovrebbero essere infuocate e non lo sono. Le strade non starnazzano, perché il traffico d'agosto rende tutti più civili e spensierati. Intorno e sopra di te c'è solo un'architettura mozzafiato di forme e di colori che ti puoi fermare a contemplare estasiato, senza temere che ogni minuto di sosta ti renda più appiccicosa la camicia. Insomma quando non piove e non c'è la ''macaia'' (non ho mai capito come si scriva) Genova è davvero la più bella città di mare d'Italia. ([[Nando dalla Chiesa]]) *Sembra che gli italiani non abbiano nulla da chiedere a Dio. Del resto, è agli esiliati che bisogna chiedere che cosa è la patria, agli amanti infelici che cosa è l'amore, all'inverno che cosa è la rosa. Gli abitanti di Genova hanno sempre sole e rose; vedono sempre il cielo azzurro. Perché dovrebbero pregare? ([[Alphonse Karr]]) *Sembrava difficile aggiungere della bellezza a Genova eppure è quello che si sta facendo. Si poteva temere di guastarla "modernizzandola" e, vedendo i primi tentativi, lo si poteva anche credere ma adesso ci si accorge che l'apertura di grandi piazze e la costruzione di case altissime non stonano con le vecchie strade dell'antico centro. Fa piacere e non c'è dubbio che fra una diecina d'anni Genova diventerà la più bella città del mondo, dopo [[Roma]]. Lo è già. Ma [[Napoli]] può competere con lei. Fuori d'Italia, non c'è che [[Barcellona]] che possa essere paragonata alle grandi città italiane. ([[Valery Larbaud]]) *Signora, questo desiderio {{NDR|di santità}} deve essere in voi come gli aranci della riviera genovese, che, per quasi tutta la durata dell'anno, sono carichi di frutti, di fiori e di foglie allo stesso tempo. ([[Francesco di Sales]]) *Situata alla riva del mar ligustico, ai piedi delli {{sic|Appenini}}, in mezzo a due incomparabili riviere, conosciute sotto nome di levante l'una, di ponente l'altra; {{sic|fabricata}} a foggia di anfiteatro allo stremo del più bel golfo del Mediterraneo, sul pendio d'uno scoglio nudo e arido che l'obbligò a chiedere il soccorso dell'arte, onde supplire a quanto aveale negato natura. ([[Giacinto Amati]]) *Sono rimasto quasi un mese a Parigi, otto giorni a Lione, undici a Torino e ora sono a Genova da circa tre settimane... Nessuna città mi è piaciuta più di questa. Le chiese, i palazzi, per la verità anche le comuni case d'abitazione, sono splendidi. Ma c'è un difetto, la maggior parte delle strade sono molto anguste... ([[George Berkeley]]) *Totalmente insoddisfatto della sosta in questa città {{NDR|Torino}}, ne ripartii dopo appena due giorni, per Genova. Qui mi parve veramente che l'agognato miracolo stesse per compiersi. Ancora oggi la splendida impressione di questa città combatte in me la nostalgia della rimanente Italia. Passai alcuni giorni di vera ebbrezza; ma fu certamente la mia grande solitudine in mezzo a queste impressioni che ben presto mi fece sentire l'estraneità di questo mondo, in cui mai mi sarei potuto sentire come in casa mia. Incapace di visitare secondo un piano regolare i tesori artistici della città, mi abbandonai senza guida ad una specie di sentimento musicale del nuovo ambiente in cui mi trovavo, e cercai prima di tutto il punto in cui avrei potuto fissarmi e godere tranquillamente delle mie impressioni. ([[Richard Wagner]]) *Tra le città d'Italia Genova mi è parsa in gran parte la più illustre per taluni aspetti e la più bella, a meno che non mi inganni e non mi tragga in errore l'affetto per l'antico progenitore Opizzino Adorno, che trasse origine da qui. Non mi ricordo di aver visto nessuna città, eccetto Damasco, più piacevole dall'aspetto esteriore: se uno si ferma presso la torre di Capodifaro, considererà la visione della città che gli si offre molto piacevole e mirabile. ([[Anselmo Adorno]]) *Un cupo rossore infuocava le facciate marmoree dei palazzi ammassati lungo le pendici di un'arida collina il cui spoglio crinale tracciava, alto sul cielo che imbruniva, un rigo luminoso e spettrale. Il sole invernale tramontava sul golfo di Genova. Oltre la costa a oriente il cielo era come vetro scuro. Anche il mare aperto aveva un aspetto vitreo, e sulla sua superficie rossastra la luce della sera indugiava come incapace di staccarsene. Le vele di alcune feluche alla fonda apparivano rosee e allegre, immobili nell'oscurità crescente. Tutte puntavano la prua verso la Superba. All'interno del molo, che era lungo e terminava con una tozza torre rotonda, l'acqua del porto si era fatta nera. ([[Joseph Conrad]]) *Una città sepolta da riscoprire e rivalutare. ([[Ennio Poleggi]]) *Una delle malattie di Genova la chiamerei dei veti contrapposti: quando si trova di fronte a un progetto si oppone solo per il gusto di opporsi. ([[Andrea Gallo]]) *Una diffidenza generale verso qualsiasi cosa odori di contemporaneità, come si vede nel tono generale delle insegne, delle vetrine, delle pubblicità, e come ho dovuto constatare in sede ben più significativa, nell'ambiente studentesco... I difetti che si riscontrano a Genova, se pur comuni ad altre città, se pur giustificati dalla relativa lontananza dalle due capitali, indiziano per altro una gravissima inerzia morale... Escludersi da ogni catena di rapporti dà luogo – oltre all'inerzia e alla stasi – ad un complesso di inferiorità e di colpa, quello di cui soffrono tutti i genovesi che ho conosciuto, nell'ambito dei più vari campi della cultura. ([[Eugenio Battisti]]) *Veramente ha un aspetto sovrano, da una parte elevata a dominare il mare e dall'altra appoggiata a quella bella catena di montagne. ([[Madame de Staël]]) *[[Giuseppe Verdi|Verdi]] lo ha espresso perfettamente. "Popolo della feroce storia." È un luogo che non ha mai superato il suo feroce passato. [...] Una volta che Genova ti entra dentro, non te ne puoi liberare. [...] Genova ha un cuore e un'anima come nessun altro. ([[Mitchell Wolfson]]) *Vidi Genova, per la prima volta, una mattina d'inverno: l'atmosfera era perfettamente trasparente, il cielo blu pallido e ad un tempo profondo. Durante la notte era nevicato. La neve immacolata – che ancora nessuno aveva calpestato – colorava d'un delicato rosa la cima dei monti che, argentea cresta, era illuminata dai raggi obliqui del sole nascente. [...] Ogni idea che sfumava calma, limpida freschezza, serenità, si svegliarono in me quando dalla prora del vascello contemplai questa bella Genova: la fronte nella neve, i suoi piedi di bianco marmo dolcemente carezzati dalle onde. La città mostrava, per piani, il suo anfiteatro di chiese e palazzi. Nel ricordo si presenta, talvolta, ancor oggi, con una fedeltà ineffabile.<br/>Questa prima vista di Genova è incontestabilmente bella, e occorre gioirne con calma, a lungo, senza ingordigia. ([[Louis Énault‎]]) ===[[Emanuela Abbadessa]]=== *La prima volta che andai a Genova non avevo più di quattro anni e non so cosa pensai di quel luogo strano. Aveva un mare così diverso da quello a cui ero abituata. In quella città ancora sconosciuta, sembrava tutto un porto, abitato da imbarcazioni troppo grandi e da strani mostri ferrosi con la carcassa arrugginita e portentosa. *Quella città stretta e grigia, se il mare è grigio, o larga e blu, se anche il mare lo è. *Vista dal mare è bellissima. Si inerpica irregolare strappando l'aria alla montagna, la assedia e di notte ci si addormenta sopra. I palazzi svettano su fondamenta sghembe, incuranti del suolo scosceso, e si colorano di nuvole e di cielo, solleticati dalle ali dei gabbiani in volo. ===[[Gian Piero Alloisio]]=== *Forse è una città che, negando un po', costringe a esprimersi anche altrove. C'è tanto amore nei confronti di questa città e forse anche tanta repulsione. Genova è una grande città e ha sicuramente fama di essere la culla dei cantautori, ma nonostante questo non ospita alcuna produzione discografica o televisiva e questo è certamente un fatto curioso. [[Bologna]], ad esempio, è un terzo di Genova, ha cantautori come [[Lucio Dalla|Dalla]], [[Francesco Guccini|Guccini]], [[Cesare Cremonini|Cremonini]] e infatti è sede anche di diverse produzioni. Questa si chiama buona volontà istituzionale, politica. Se non ci sono le produzioni, a un certo punto un artista se ne deve andare. *Ricordo che Gaber mi raccontava che nei primi tempi partiva da Milano e veniva a Genova a provare quella canzone, e veniva qui perché questa città era il "centro" della canzone, soprattutto per quegli autori che erano interessati alle parole, perché bisogna ammettere che – come testi – i genovesi sono molto più profondi, più poetici ed impegnati degli altri: è una questione di carattere, non c'è niente da fare. *{{NDR|La "compressione" dei genovesi tra mare e monti}} ... ti dà una mano, è vero; ti costringe a scoppiare con la canzone, con l'arte, con il palcoscenico, con la comicità, con il teatro, con la poesia, la letteratura, con quello che vuoi.<br/>Questo è anche il motivo per cui le parole delle canzoni a Genova sono più belle, perché la tradizione poetica è più forte. ===[[Anonimo|Anonimi]]=== *Chi non riterrà incomparabile la sua posizione, ammetterà di non conoscere cosa si debba ammirare o desiderare in una città: è infatti situata nel golfo ligure, a tergo è difesa dai gioghi degli Appennini e di fronte è cinta da altissimi flutti, in modo da essere sicura dalle incursioni dei popoli confinanti e dagli assalti dei pirati. Rende notevole questa posizione soprattutto il fatto che la città stessa è posta quasi al centro della riviera ligure, in modo che, essendovi di qua e di là castelli molto muniti e forti ed alcune città illustri, è posta per così dire, tra ali di cavalleria ed è indubbiamente una posizione molto adatta per dominare e tenere i popoli sottomessi. Si aggiunge una straordinaria opportunità per la navigazione: qui si apre infatti un facile e rapido percorso verso qualunque regione e lido. *Genova tiene ricchezza da bastare alle sue terre e da prestare a molti re. *Infatti non ignoro che le lodi di una città così antica ed illustre superano la capacità del mio ingegno, perché possono procurare immensa ed inesauribile materia non ad un solo oratore, ma a molti assai abili ed eloquenti. Sarebbe infatti sufficiente ed anche troppo che alcuni trattassero della sua antica ed illustre origine, altri della posizione e della bellezza della città, altri delle ricchezze, altri del gran numero di cittadini, altri della grandiosità delle imprese. *La ornano case degne di re, poste in faccia al mare, le cui fondamenta sono lambite incessantemente dalle onde marine; la ornano come stelle splendenti moltissime torri disposte qua e là, sia per abbellimento, sia per difesa. ===[[Pierangelo Baratono]]=== *Affrontiamo un altro lato caratteristico della vita genovese, il bigottismo. In Genova la chiesa occupa un posto importantissimo. L'esercito delle sottane nere comanda a bacchetta, sia che inspiri le parole in Consiglio, sia che diriga gli avvenimenti nel seno delle famiglie. Il fenomeno si spiega con la poca istruzione generale, ma anche col carattere proprio delle città marinare che, o per atavismo o per sentimentalità personali, si professano devote al culto di Dio.<br/>La donna, vecchia o giovane, è la prima vittima del miraggio. Essa frequenta le messe, ascolta rispettosa le parole e i consigli del confessore e in tutto cerca di mantenersi in buona pace con l'altro mondo. La sua influenza sull'uomo, considerevole ovunque, in Genova trova maggior terreno per estendersi, poiché la politica clericale è quella adottata dall'ambiente. Da ciò quell'apparenza untuosa, che informa le conversazioni e il modo di agire di ognuno. *Bisogna osservare che nella borghesia ricca di Genova predomina un elemento popolano, che del popolo ha conservato i vizii e dimenticate le virtù. Sono lavoratori infaticabili, giunti alla potenza a forza di energia e di risparmio, i quali conservano ancora nel corpo tozzo, nelle maniere grossolane e nelle mani indurite i segni del loro passato. Come in una tromba aspirante essi hanno trascinato dietro la loro fortuna la famiglia, comprese le mogli, oneste ex-bisagnine, buone diavolaccie in fondo, malgrado la prosopopea apparente e la smania di lusso. *Genova tenebrosa è visibile fors'anche ad occhio nudo; essa è localizzata e possiede certe speciali espressioni e manifestazioni, che la indicano subito all'attenzione del curioso e del gaudente.<br/>Non così Genova misteriosa. Per quest'ultima la prostituzione, i giuochi di borsa, gli intrighi sono acqua di rose. Essa ha il volto sorridente di esperta matrona e le mammelle avvizzite, bacia e morde ad un tempo ed ove credi non esista ti si scopre ad un tratto come un orribile spauracchio da una scatola a sorprese.<br/>Per conoscerla occorre essere una canaglia o assumerne l'aspetto. Neanche la polizia può sorprenderla, tanto essa è attenta e ricca di precauzioni e di {{sic|strattagemmi}}. [...]<br/>Ci si dirà: ma dove posson celarsi tanti misteri in una città, che non possiede neanche trecentomila abitanti e che è conosciuta, si può dire, palmo per palmo dalla polizia?<br/>Ove meno credete, amabile lettore. Genova è piccola e grande ad un tempo. Da Porta Lanterna essa getta il suo fascio di strade sino a Staglieno da una parte e a San Pietro della Foce dall'altra.<br/>A studiarne la carta topografica si riconosce subito, o si crede di riconoscere, la poca probabilità di misteri. Quella rete di strade, di vicoli, di passeggiate pare semplice ed evidente. Eppure, già qualche gruppo fitto di case, come quello descritto da noi nel primo capitolo della «Signorina Scarpette», fa arricciare il naso ad un attento osservatore. *Vedete Genova? Da un lato il mare, ove si agitano lievemente selve d'alberi di navi e si profilano le lunghe ombre dei transatlantici; intorno ad esso, lunga e densa la linea delle case, solcate da una grande striscia architettonica di palazzi medioevali, che da piazza Acquaverde va a finire al Duomo.<br/>Scorrete con passo celere le strade, da un lato e dall'altro di questo storico solco. Verso il monte troverete vie larghe e giardini e palazzi a caserma; lungo il mare, invece, vicoli e strettoie, che scindono le grevi file di casoni alti, anneriti, piegati sotto il peso degli anni e vicini tanto, da toccarsi con le grondaie: tutta la vita marinara e affaticata del popolo. Quei caseggiati, di notte cerchiati dall'ombra, ma di giorno multicolori, costruiti secondo le figure geometriche più arrischiate, non vi rivelano forse tutta l'indole di questo popolo? In quell'invasione di piccoli spazii, in quell'utilizzazione di ogni tratto di terreno, che vi foggia angoli bizzarri, sporgenze mostruose, bernoccoli massicci, non leggete lo spirito pratico, attivo, calcolatore del genovese? E non vi leggete anche il risparmio e l'economia, smentiti solo in apparenza dalla sfarzosità grottesca delle nuove abitazioni? Quelle nicchie, quei ricami, quei gingilli sui muri, appariscenti e sfacciati, non vi denotano la mania dello sfoggio e del lusso, che prepara lauti banchetti la domenica, mentre gli altri giorni si mangia il minestrone? ===[[Pío Baroja]]=== *Genova è una città che fin dall'antichità ha cercato di trarre vantaggio dal mare e dal commercio. È rivale di Barcellona e Marsiglia. [...] La città presenta grandi contrasti, parti vicine alle mure che sembrano di antica città e militare, un porto nuovo dall'aspetto americano, ampi viali e vie umide, strette e oscure. [...] I genovesi furono in guerra contro i toscani e questi li dipinsero a fosche tinte. Infatti dicevano di Genova: ''Mare senza pesci, monte senza legno, uomini senza fide, donne senza vergogna''. *Genova non mi entusiasmò: se si escludono il porto ed alcuni viali moderni, le stradine anguste e buie erano piuttosto maleodoranti, piene di casupole e negozietti fra i palazzi marmorei. Neppure la popolazione mi piacque gran ché. È come un formicaio convulso: vecchie nere, donne molli e grasse, ragazze {{Sic|agile}} e graziose, marinai dalla faccia {{Sic|scure}} e gli occhi azzurri, operai e soldati. L'ambiente è minaccioso e cupo; anche a [[Napoli]] vi è un vermiciaio del genere, ma là sembra muoversi di più al sole, mentre quello di Genova si agita in stradicciole con alte case. E poi a Napoli la gente che discute sembra che canti, mentre a Genova pare sempre che bisticci. *Si dice che Genova sia una città magnifica, adornata da palazzi di marmo e che sia denominata Genova la Superba. A me sembrò un luogo dalle vie strette e ben poco attraente. Può darsi che osservando strada per strada e casa per casa si trovino edifici, chiese e palazzi, ma passeggiando per le viuzze non si prova nessuna sensazione di grandezza né di magnificenza. [...] Nei quattro o cinque giorni che rimasi mi parve una città oscura e tetra. ===[[Hans Barth (giornalista)|Hans Barth]]=== *Genova è chiamata {{Sic|la «la Superba»}}. Tutti gli uomini superbi hanno un cattivo cuore, tutte le città superbe hanno{{sic|..}} un cattivo vino. L'una cosa completa l'altra. Perciò il cuore sitibondo si rivolge qui {{sic|sopratutto}} a Gambrinus, la cui fedeltà è più sicura e ci ricompensa dei capricci di Bacco. Non fa meraviglia che nella velenopoli il culto della buona bevanda scura sia molto in fiore. *Genova è la città d'Italia meno propizia al buon bevitore; ed è perciò che Magone, il punico, dopo il primo assaggio ne ordinò la distruzione; è perciò che Barbarossa, appena s'accorse che i Genovesi meditavano d'assassinarlo col mezzo d'una bicchierata d'onore, si apprestò a voltare le spalle alle sue porte. [...] «Sì, in Zene si vive bene» è detto in un libro di canzoni studentesche, ma vivono bene i soli discendenti di Locusta che porgono veleno in coppe eleganti con turaccioli dorati e con etichette incantatrici, mettono l'inferno nelle vene e ricordano l'esclamazione: «Ecco, fratello, raccogli sorridente la tua dannazione!» (''Fieschi'', atto V, scena 13).<br/>Ed ancora non si è trovato un vindice, che liberi questa Velenopoli «da' suoi tiranni» e ripeta al popolo le parole della congiura dei Fieschi? *Nel fondo delle bettole genovesi troverai sprazzi d'arte e di bellezza e fors'anche spruzzi di vino buono, se anche il bicchiere non ti è lanciato direttamente in viso. Se sei poeta, pittore, idealista, volgi i tuoi passi lungo l'aperta Piazza Caricamento, verso il porto, e fermati a breve distanza dal vecchio e glorioso Banco di S. Giorgio, dove il nostro occhio spirituale ancor vede uscire dall'acqua un brandello della sottoveste di Fiesco. Sotto palazzi altissimi, che vanno con le loro torri a grattare le nuvole, accucciate come cani ai piedi del padrone, troverai una folla lillipuziana di curiose e care taverne: camerette aperte sulla strada, dentro le quali ferve pittoresca e gioconda la vita della gente del porto. Al primo piano, sopra il piccolo locale modesto lungo la strada, s'allineano bottegucce d'ogni specie il cui ingresso è dalla parte opposta e a piano terra sotto i porticati. [...] La sera quando tutte le finestrine delle botteghe e gli interni delle piccole bettole s'illuminano, lo spettacolo è meraviglioso e dà l'impressione di una costruzione fantastica in una festa d'artisti. *Sono qui così tristi, dolorose, deprimenti le informazioni enologiche, che non possiamo fare a meno di ripetere la maledizione che il padre Dante nel suo alto sdegno ha lanciata contro la Superba:{{centrato|O Genovesi, uomini diversi, ecc.}}Ma il giudizio di Dio ha ben altro da fare che occuparsi dei vinai farmacisti genovesi, i quali inondano la città con un oceano di veleno, che (secondo la trageda dello Schiller) alla stessa nobiltà inocula fuoco, fiamme... e qualcosa altro ancora. ===[[Giovanni Battista Biffi]]=== *Che non può il traffico e l'industria secondati dalla situazione e fomentati dal governo? In un paese posto in mezzo ai dirupi, ove niente nasce naturalmente, alle sponde d'un mare sterile e borascoso è posta una città di centocinquantamila persone e tutto vi si trova e tutto abbondantemente. *Non si aspetti ad un'esatta descrizione di Genova; nè io nè anima vivente è capace di fargliela, le dirò solo che questa dominante è una città tutta composta di palazzi, ognuno de' quali fa inarcar le ciglia; veder le piazze e le intere contrade formate da queste moli, tutte o a grandi marmi e colonne e statue o pur dipinte a colori imponentissimi o anche co' l'uno e l'altro unitamente. Vi sono tanti palazzi e di tale {{sic|belezza}}, da guernirne e decorarne cinquanta città, e chi non sapesse cos'è Genova facilmente in vedendola potrebbe venir in mente che tutti i re della terra si fossero accordati ad alloggiare in questa sola città. *Se non paragono Genova all'antica Babilonia o a Persepoli, non saprei a quale tra le moderne pareggiarla per dargliene un'idea! E chi potrà contrastarle il titolo di superba che gode così a buon diritto! ===[[Fernand Braudel]]=== *Genova, con i suoi colossali bastimenti famosi allora nel mondo intero, con le sue case ammonticchiate che spuntano come candele – l'ho amata e l'amo ancora.<br/>Anche Genova bisogna incontrarla venendo dal mare. Avendo proclamato a gran voce che l'amavo, mi sono visto arrivare lettere, segni di amicizia. Ma anche delle domande: dicevo proprio quello che pensavo? Anche in tempo di maestrale, che cola come una sfilza di rivoletti ghiacciati per strade e stradette, Genova mi incanta. Dalla città alta un breve movimento delle spalle, una svolta ad angolo retto, ed eccovi nella città vecchia, nera, un altro universo, segreto, pieno di odori forti... Siete perduti. Ci si riprende, si torna alla ragione solo al termine del pendio, quando appare il mare. *Questa straordinaria città divorante il mondo è la più grande avventura umana del secolo XVI. Genova sembra allora la città dei miracoli. *Se mai esiste una città diabolicamente capitalistica assai prima dell'età capitalistica europea e mondiale è proprio Genova, opulenta e sordida al tempo stesso. ===[[Italo Calvino]]=== *Genova digerisce e supera tutte le sue crisi, attaccandosi tenacemente al presente. [...] Città che sembra chiusa, incapace di slanci, e poi reagisce sempre nel modo più diretto alle occasioni decisive: supera il declino della Repubblica marinara mettendosi alla testa del movimento risorgimentale per l'unità italiana; supera la crisi della sua industria pesante protezionistica ritrovando l'efficienza con l'industria a partecipazione statale; al termine della guerra disastrosa salva il suo porto con una delle più riuscite insurrezioni partigiane d'Europa, costringendo — fatto unico nella storia — un'armata tedesca di 30 mila uomini ad arrendersi a un comitato di cittadini; questa città che oggi è un campo di lotte sociali in cui le forze opposte si fronteggiano con meno mediazioni e sfumature che altrove; questa città che è difficile da capire, perché parla poco, ma certo non gira a vuoto. *Genova è una metropoli che si è tanto allargata da tendere a diventare una città-regione di per se stessa, quasi una megalopoli all'americana, pur senza quel processo di sovrappopolazione che ha congestionato le altre grandi città italiane, e senza allontanarsi di molto dalle sue caratteristiche ambientali. Come ai tempi gloriosi della Repubblica marinara, Genova è molto di più e qualcosa di meno d'una capitale regionale. Molto di più perché come allora guardava soprattutto oltremare così ora guarda soprattutto al grande contesto economico generale di cui è parte. Qualcosa di meno perché — come già abbiamo accennato — durante tutta la sua storia di Repubblica la sua vocazione di capitale fu continuamente contrastata dalle spinta centrifuga che ha sempre animato il suo territorio, e oggi ancora lo spirito ligure è ostile a ogni predominio accentratore. *Nulla di più diverso delle due grandi città marinare rivali che si divisero il dominio del Mediterraneo e i traffici con l'Oriente: Venezia e Genova. Eppure esse hanno in comune un dato negativo nella loro situazione topografica che già determina il loro destino. Entrambe le metropoli sono sorte senza terra sotto i piedi: Venezia come città di palafitte e isolotti lagunari, Genova come città verticale addossata alle alture che non lasciano spazio tra le loro pareti e il mare, di modo che le case devono appiattirsi l'una sull'altra, espandersi a ventaglio sopra un porto sempre più ramificato e affollato. *Se è decadentismo volgersi al passato per assaporarne l'agonia, Genova è una città così poco decadente da tenersi stretto il proprio passato fin quasi a non vederlo, portandolo con sé nel presente che è la sua vera dimensione. Se è narcisismo non sapersi staccare dalla contemplazione della propria immagine, Genova è così poco narcisista che della propria immagine non sa né se ne cura, tutta presa com'è da quello che fa e mette insieme e moltiplica. ===[[Giorgio Caproni]]=== *A Genova ho scritto le prime poesie, che la domenica andavo a ricopiare a macchina nello scagno di mio padre in piazza della Commenda, in pieno porto, e più tardi in piazza dell'Acquaverde, accanto all'antica [[Commenda di San Giovanni di Pré|chiesa di San Giovanni di Prè]], grigia a buia – nel suo buio Medioevo – come un sommergibile. *Genova è una città che mi ha stregato. Nemmeno ora che vivo a Roma riesco a levarmela di dentro [...] Me la sogno di notte, la sospiro di giorno. Per dirla alla francese, ''je suis malade de Gênes''... *Il punto di stazione da cui guardo Genova non è quello, scelto ad arte, del turista. È un punto di stazione che si trova dentro di me. Perché Genova l'ho tutta dentro. Anzi, Genova sono io. Sono io che sono "fatto" di Genova. Per questo anche se nato a Livorno (altro porto, altra città mercantile), mi sento genovese. *L'intera Genova, nel suo insieme, è città ''doppia'': bifronte come il Giano che ne sormonta lo stemma o ne vigila le aiuole e i giardini. *Ma ragioni sentimentali a parte, forse fu in primo luogo la sua verticalità ad esaltarmi fin dal primo impatto.<br/>Con le sue salite, le sue rampe, le sue scalinate, i suoi ascensori pubblici, le sue funicolari e le sue strade disposte una sull'altra, Genova è una città tutta verticale. Verticale e quindi, almeno per me, lirica, se non addirittura omerica. Una città che direi, urbanisticamente, tra le più irrazionali, se non sapessi come invece, tale apparente irrazionalità, altro non sia che il frutto d'un ben ponderato calcolo: quello di trarre il maggior profitto possibile, e nel modo migliore, da una tirannica configurazione geografica, che sempre ha imposto ai genovesi d'espandersi soltanto in altezza. *Non posso paragonare la ''mia'' Genova a nessuna Contessa di Tripoli, per giunta mai vista. Come, del resto, a nessun'altra donna. A nessuna donna.<br/>Amo Genova – mi sto struggendo per Genova – soltanto come si può amare (e qui sta per me il ''diverso'', l<nowiki>'</nowiki>''insolito'' del mio sentimento nella sua medesima naturalezza) ''una città''. Una città nella quale io entrai, di soprassalto, ancora coi pantaloni corti, e nella quale poi vissi finché non ne fui sradicato, e brutalmente, dalla guerra e dall'esilio. *S'è fatto tardi. È già buio. Ne approfitterò per godermi ancora una volta – anche se sa un po' troppo di cartolina illustrata – l'imparagonabile spettacolo della Genova notturna.<br/>Dalle bianche lune delle navi [...] o dalle gialle fiamme della zona industriale, è tutto un rincorrersi e un salire di lunghe file di luci: linee oblique, linee orizzontali, linee verticali, tutte da dar l'impressione d'una vetrina di gioielliere in pieno scintillamento. O, se vogliamo un'immagine meno logora, di un firmamento rovesciatosi sulla terra e sul mare. *Tale doppia faccia di Genova, infine, appare in un'altra dimensione ancora, e molto più intima: quella dello stesso spirito o animo genovese. Nell'uomo come nel paesaggio genovese vive acuto il contrasto fra la continua tentazione al dissolvimento ch'è nella stessa estatica luce marina e il ritmo d'una vita che invece tende tutta, con minuzioso accanimento, alle cose solide e ferme... *Tanto sono attaccato a Genova (o, viceversa, tanto Genova è attaccata a me) da non saper nemmeno discernere le parti brutte dalle parti belle. Bello e brutto li trovo così intimamente commisti (così "alla rinfusa", nel senso più marinaresco) da formare un ''unicum'' che proprio da tale commistione stretta trae il suo irripetibile fascino. ===[[Giovanni Maria Cattaneo]]=== *''Inoltre dal grembo di Genova ogni anno suole | emigrare un così gran numero di giovani e tanti uomini | che, se la gente ligure, sparsa per tutte le terre | potesse dirsi trasferita in una sola colonia | dove il sole con la sua luce continua illumina i mortali, | e potesse radunarsi insieme, richiamata da tutte le parti, | occuperebbe regioni e campi con spazio molto maggiore | di quello che il Varo con la Magra per lungo tratto, | il Po ed il mare racchiudono in uno spazio troppo angusto.'' *''Non ammirerai tanto altri porti sul mare | che la natura generosa ha creato curvati ad arco, | o straordinaria città'' *''O terra famosa per le imprese e ricca di virtù, | che coltivi luoghi aridi per natura e superi con l'arte | ogni avversità, opera che ti innalzi tra tante cose ammirevoli, | che percorri tutto il mondo con le solide navi | e esporti ed importi cose utili alla vita umana, | del cui potere la Propontide rispetta il ricordo, | sii felice!'' *''Tanto può la diligenza dei genovesi che Venere celeste | vorrebbe preferire all'amata Cipro, a Cnido e a Pafo, | da dove solevano muovere i passi i veloci Fauni, Genova | e vi si affretterebbero il veloce Amore ed Adone.'' ===[[Fabrizio De André]]=== *A Milano camminano tutti come topi, utilizzando in tempi brevissimi spazi ridottissimi; a Tempio succede l'esatto contrario: abbiamo tutti un passo da grandi distanze e da scarse preoccupazioni; gli spazi sono ancora enormi ed i tempi di realizzazione di molti progetti possono considerarsi addirittura «tempi geologici». Genova, da questo punto di vista, rappresenta un'invidiabile via di mezzo. *Alle 13 imbocchiamo il canale di Idra: è un'altra di quelle giornate in cui gli alberi corrono dietro ai cani. Tornare indietro è un atteggiamento che per carattere mi dà una repulsione fisica: rivedere questi cazzi di paesini è come ritornare con una donna già scopata e di cui non ti è mai fregato un cazzo (la famosa ribollita). Tornare a Genova è diverso, a Genova ritornerò volentieri perché Genova è mia moglie. *Da dove viene la nostalgia che tutti noi abbiamo di Genova? Tu dici, e hai ragione, che la nostra tradizione musicale è piena di emigranti che rimpiangono la loro città e sognano di tornarvi, il che si ritrova anche nella canzone napoletana e in quelle di altre città di mare, mentre non succede a Milano o a Torino. Ma forse questo dipende dal fatto che i milanesi sono nati ricchi, e i loro affari li hanno sulla terraferma, mentre i genovesi sono nati poveri, e i loro commerci hanno dovuto farli via mare, lontano da casa. *{{NDR|Genova}} [...] è sempre stata così {{NDR|multirazziale}} fin dal Medioevo. Vorrei dire come Sarajevo. Già cinque secoli fa nessuno faceva caso se qualcuno portava il turbante. Genova è nata e cresciuta nel rispetto delle varie religioni. Non c'è mai stato un ghetto. La Chiesa ha avuto poco potere e anche l'Inquisizione. Non è mai esistita una sala della tortura a Palazzo Ducale. Non credo che fosse tanto una vocazione illuministica, quanto la necessità di aprirsi a tutti per interessi commerciali. I carugi son pieni di marocchini? Per Genova non è una novità. *Era la solita madre generosa nella spettacolarità dei paesaggi obliqui e cangianti, mamma affettuosa nell'elargizione di un clima da Shangri-La, genitrice estremamente severa nei confronti di chi si fosse lasciato cogliere addormentato al ritmo del suo respiro mediterraneo, sempre tiepido.<br/>Quella era la Genova da cui mi dividevo per incidente d'amore e finimmo per disparentarci. Due soggetti diversi: lei a cullare i figli rimasti a casa, i prediletti parrocchiani del lungomare domenicale o i ruvidi altercanti vestiti da principi camalli e da imprenditori porporati: io a coltivare fumose Lombardie di sconfinata femminilità. Un ex figlio stronzo e dimenticato io per lei, e lei per me un grembiulone azzurro e profumato di cui ricordare ogni tanto l'odore di maggiorana: insomma una città da rimpiangere. *Genova è anche gli amici vivi che da lontano ti vedono crescere e invecchiare, per esempio i ''pescuèi'' che, proprio come ne ''Il pescatore'', hanno la faccia solcata da rughe che sembrano sorrisi e qualsiasi cosa tu gli confidi, l'hanno già saputa dal mare. *Genova è bella, ti accorgi che è bella quando sei lontano. *Genova è stata una palestra in cui mi sono esercitato a vivere e quindi, grazie anche alle culture limitrofe, a pensare, a scrivere e a suonare. *Genova è una città a vocazione democratica e liberale. È tollerante perché da sempre fa affari con tutti senza badare alla lingua, ai costumi, all'abbigliamento o al colore della pelle. *Genova ha avuto un ruolo fondamentale. Perché Genova è una città ipercritica. Se non fai ridere o non fai piangere, è meglio che smetti di fare quei mestieri lì. È una città severissima e in questo senso trovo che somigli parecchio alla Sardegna. *Genova per me è come una madre. È dove ho imparato a vivere. Mi ha partorito e allevato fino al compimento del trentacinquesimo anno di età: e non è poco, anzi, forse è quasi tutto. Oggi a me pare che Genova abbia la faccia di tutti i poveri diavoli che ho conosciuto nei suo carruggi, gli esclusi che avrei poi ritrovato in Sardegna, le "graziose" di via del Campo. *Genova sta a Milano come grossomodo l'Italia sta alla Germania. Le popolazioni infreddolite hanno sempre fatto di tutto per venire a pisciare nei nostri mari le loro nebbie invernali. *Genova. Che cosa significa, per me? Ho avuto la fortuna di nascere in questa etnia, in questo piccolo mondo dove si parla una lingua diversa, che faceva parte di uno stato molto più grande ma con un idioma, una cucina, una cultura autonomi. Questo ti fa sentire così vicino a queste persone che condividono la tua diversità, ti senti a tua volta differente dal resto del mondo, sei membro di una grande famiglia di settecentomila persone che ha usi e costumi tutti suoi. E se arrivi a Milano, ci arrivi come un immigrato dal Sud. *{{NDR|Su [[Cristoforo Colombo]]}} Mi pare che a Genova sia piuttosto diffuso un generale atteggiamento di stupita rassegnazione, un atteggiamento di disprezzo tipico di noi genovesi che, malgrado i luoghi comuni, siamo molto più sensibili alle critiche di ordine morale di quanto non lo siamo al luccichio delle monete. [...] Tutto ciò ha fatto ricadere sull'incolpevole e meravigliata Genova quasi l'onta di avere dato i natali ad un genio della navigazione, un uomo tendenzialmente mite che compì, negli anni della sua maturità, il grave errore di anteporre il desiderio di gloria e ricchezza a quei principî etici cui nessun uomo veramente grande dovrebbe mai venir meno, indipendentemente dal periodo storico in cui è vissuto. *Parafrasando Flaubert, si può dire che mentre il Padreterno a Genova ha dato il sole ed il mare, ai milanesi ha lasciato la pioggia perché avessero un argomento di conversazione, poi ci ha ripensato e gli ha dato anche la nebbia, in modo che di argomenti di conversazione ancora oggi ne abbiano due.<br/>Eppure, in mezzo a questo sole e a questo azzurrissimo (si fa per dire) mare, sono capitate terribili tragedie, fra cui il relativamente recente naufragio della London Valour. *Per me Genova è come la madre, è dove ho imparato a vivere. *Quando un navigante abbandona la banchina del porto della città in cui vive, arriva il momento del distacco dalla sicurezza, dalla certezza, sotto specie magari di una moglie, custode appunto del talamo nuziale, agitante un fazzoletto chiaro e lacrimato dalla riva, il distacco dal pezzetto di giardino, dall'albero del limone e, se il navigante parte da Genova, sicuramente dal vaso di basilico piantato lì sul balcone, a far venire appetito agli altri, a quelli che restano, ai disertori del mare. *Vengo da Amburgo, vengo da Francoforte, vengo dalla Sardegna ma vengo soprattutto da Genova. Genova, che tutte le volte che ti ci trovi fuori ti rendi conto che è una città soprattutto da rimpiangere. Nel senso che ci nasci e ci vivi fino a vent'anni – dove un nostro amico poeta diceva che si arde di inconsapevolezza – poi a vent'anni cerchi di trovare lavoro e [...] ti rendi conto che è difficile lavorarci. Allora te ne vai. E dopo che te ne sei andato cominci a rimpiangerla. ===[[Charles de Brosses]]=== *Arrivammo a Genova attraverso il sobborgo di Sampierdarena. È vero che questo significa entrare attraverso la porta più bella; ma la quantità di belle case che vedevo da tre leghe, mi rese meno sensibile di fronte a questo sobborgo tanto celebrato. Passammo a fianco del faro, altissimo, costruito per ordine del re Luigi XII perché la notte serva da guida all'entrata nel porto, che è difficile. Qui ci apparvero alla vista il porto e la città, costruita tutto intorno ad anfiteatro e in semicerchio. È la più bella veduta di città che si possa incontrare. Il porto è vastissimo, benché sia stato ristretto da due moli; ma dicono che sia poco sicuro. *Arrivato a Voltri, scorsi finalmente da lontano la grande lanterna del porto di Genova; ormai la separava da noi solo una bella pianura. [...] Da Voltri a Genova è, si può dire, una sola via, lunga tre leghe, fiancheggiata a destra dal mare e a sinistra da magnifiche case di campagna tutte affrescate. A chi ha veduto questo, non si venga più a parlare dei dintorni di Parigi o di Lione, o delle ''bastides'' di Marsiglia. *Le case sono ben più alte che a Parigi; ma le vie sono così strette che Mypont vi può confermare che non esagero se vi dico che la metà di esse non ha più di un braccio di larghezza, per quanto le fiancheggino case di sette piani; di modo che, se da una parte questa città, in quanto a edifici è molto più bella di Parigi, dall'altra ha lo svantaggio di non poter mostrare quanto vale a causa della cattiva distribuzione urbanistica. Del resto, mi sembra che ci sia un che di ridicolo nell'aver adoperato lo stile architettonico più maestoso, sulle aree più ristrette. I palazzi spesso non hanno né giardini né cortili, almeno che si possano chiamar tali. Quando si entra nelle case, vi imbattete magari in quattro peristilii a colonne sovrapposte, messi a racchiudere uno spazio di venti piedi quadrati. Così è dappertutto, eccetto qualche casa della strada Nuova e della strada Balbi, le due più belle della città superiori a quanto di meglio c'è a Parigi. *Non devo dimenticare, sebbene sia molto noto, il famoso detto proverbiale di Genova: ''Mare senza pesci, monti senza legna, uomini senza fede, donne senza vergogna''. Non ho frequentato abbastanza il paese per sapere se è vero anche l'ultimo punto; tuttavia proprio ora un genovese mi stava dicendo che in tutta Genova non c'è un cornuto, cosa che mi pare ancor più difficile a credersi che la storia del denaro in banca. Se poi è vero, potete rispondere che questo rende assai noiosa la città; e in verità, non vi ingannerete. *Solo i bugiardi sostengono, e solo gli ingenui ci credono, che Genova sia tutta costruita in marmo; in ogni caso non sarebbe un grande merito, giacché si può dire che qui non esista altra pietra fuor di questa, che del resto, se non è levigata, non è poi bella più delle altre. Ma è anche una grande menzogna sostenere, come fa Misson, che vi siano soltanto quattro o cinque edifici di marmo; in primo luogo, infatti, tutte le chiese e gli altri edifici pubblici sono interamente fatti di marmo, e così pure una gran parte delle facciate e dell'interno dei palazzi. Se si volesse generalizzare, si potrebbe affermare, con sufficiente approssimazione, che Genova è tutta dipinta a fresco. Le vie non sono altro che immensi scenari d'opera. ===[[Charles Dickens]]=== *Chi vuole vedere quanto è bella la campagna negli immediati dintorni di Genova deve salire, in una giornata serena, in cime al monte Faccio o, almeno, fare una cavalcata intorno alle mura della città che è un'impresa molto più facile da compiere. Non c'è panorama più bello e più vario delle mutevoli vedute del porto e delle valli dei due fiumi, la Polcevera e il Bisagno, da quelle alture lungo le quali sono costruite le mura, poderosamente fortificate, come una piccola grande muraglia cinese. *È un posto che "cresce dentro di voi" giorno per giorno. Sembra sempre che vi sia qualcosa da scoprirvi. Potete smarrire il vostro cammino (che cosa gradevole è, quando siete senza meta!) venti volte al giorno, se vi aggrada; e ritrovarlo tra le più sorprendenti ed inaspettate difficoltà. Abbonda dei più strani contrasti: cose pittoresche, brutte, meschine, magnifiche, deliziose e disgustose vi si parano davanti allo sguardo ad ogni angolo. *Il fascino che ha il golfo di Genova ai miei occhi manca completamente a quello di Napoli. La città di Genova è proprio bella e pittoresca e la casa in cui abitiamo {{NDR|[[Villa delle Peschiere]]}} non ha nulla da invidiare a un Palazzo delle fiabe. *Il posto {{NDR|Napoli}} è bello, ma molto meno di quanto la gente non dica. Il famoso golfo, secondo me, come veduta, è incomparabilmente inferiore a quello di Genova, che è quanto di più bello abbia mai visto. Nemmeno la città, dal canto suo, è paragonabile a Genova, con cui in Italia nessuna regge il confronto, salvo Venezia. *Mai, in vita mia, fui così sbigottito! La meravigliosa novità di tutto, gli odori sconosciuti, l'inesplicabile sudiciume (malgrado sia considerata la più pulita delle città italiane), l'ammucchiarsi disordinato di case sporche, una sopra il tetto dell'altra; i vicoli, più squallidi e stretti che quelli di St. Giles o di Parigi vecchia; dentro e fuori i quali passavano e ripassavano non dei vagabondi ma delle signore eleganti, con veli bianchi e grandi ventagli; la totale assenza di rassomiglianza di qualsiasi casa d'abitazione o negozio o muro o sostegno o colonna con qualcosa che uno avesse visto prima; lo sporco scoraggiante, il disagio e lo sfacelo, mi stordirono completamente. *Non dimenticherò mai, finché vivrò, le mie prime impressioni mentre avanzavo per le vie di Genova, dopo aver contemplato la splendida Vista della città, per un'ora intera, con un telescopio, dal ponte del vapore. Pensavo che fra tutte le più ammuffite, desolate, sonnolente, luride, abbandonate, immobili città del mondo intero, dimenticate da Dio, nessuna la potesse eguagliare. Mi pareva di essere giunto dove tutto finisce, dove non vi è più progresso, movimento, sviluppo, o possibilità di migliorare oltre. Tutto sembrava essersi fermato da secoli, per non riscuotersi mai più, restando immobile sotto il sole in attesa del giorno del Giudizio.<br/>Adesso, invece, mi attira molto andarvi a camminare o girovagare, quando mi ci reco, in una specie di stato sognante, che è anche estremamente distensivo. Mi sembra di pensare, ma non so a che cosa, non ne ho la minima coscienza. Posso sedermi in una chiesa, o fermarmi alla fine di uno stretto Vico, zigzagando come una lurida biscia verso la parte alta, senza sentire il minimo desiderio per alcun altro tipo di divertimento. Non diversamente mi stendo sugli scogli la sera, fissando l'acqua azzurra senza ritegno, o giro per gli stretti vicoli e guardo le lucertole inseguirsi per i muri (così leggere e rapide che mi sembrano sempre ombre di qualcos'altro che passi sulle pietre) e sparire nei loro buchi così all'improvviso da lasciare pezzetti di coda di fuori, senza che se ne rendano conto. *Non immaginavo, quel giorno, che sarei mai arrivato ad avere un legame persino con le pietre della strada di Genova e che avrei ripensato alla città con affetto, perché connessa con tante ore di felicità e di quiete! *Ma non so come te la caveresti sui lastricati, che mettono a dura prova. È come camminare su delle biglie roventi e fumanti, con ogni tanto uno spuntone che fa inciampare. *Potemmo vedere Genova prima delle tre e l'osservare come gradualmente si sviluppava il suo splendido anfiteatro, fila di case che spuntavano sopra fila di case, giardino sopra giardino, palazzo sopra palazzo, altura su altura, fu ampio motivo di occupazione per noi finché non entrammo nel suo porto imponente. *Quando i suoi straordinari paesaggi sono finiti e si snoda tra una lunga linea di sobborghi, che si stendono sulla piatta riva del mare, verso Genova, allora le mutevoli brevi apparizioni di questa magnifica città e del suo porto destano nuove fonti di interesse; rinnovate da ogni vasta, ingombrante, semidisabitata vecchia casa di periferia: e arrivando all'apice quando si raggiunge la porta della città e tutta Genova, con la sua bellissima baia e le colline circostanti, esplode orgogliosamente alla vista. *{{NDR|Su Lord Holland e la sua cuoca}} Se anche dovessero aprire un ristorante pulito a Genova, cosa poco credibile, data la naturale predilezione per la sporcizia, l'aglio e l'olio dei genovesi, sarebbe lo stesso un grosso rischio, perché i preti farebbero di tutto per danneggiare un uomo che ha sposato una Protestante. *{{NDR|Sui modi genovesi}} Sono estremamente vivaci e pantomimici, tanto che due amici popolani in placida conversazione nella strada sembrano sempre sul punto di accoltellarsi da un istante all'altro. E uno straniero resta profondamente sconcertato dal fatto che poi questo non succeda. ===[[Dmitrij Ivanovič Dolgorukov]]=== *Genova è costruita come un anfiteatro, e l'orizzonte marino è talmente vasto che al vederlo il pensiero umano si fa completamente libero. Se qualche volta verrai a Genova, sali sui gradini di villa Durazzo, vedrai là un boschetto da cui si apre una sconfinata vista sul mare, la città e le mille navi, fuse in un unico punto. *Genova è incantevole! Che palazzi! Che quadri! Che ostriche! *Mi sono dato allo studio di Genova sotto l'aspetto politico, letterario e commerciale: a quest'ultimo riguardo è poco quello che può darmi un'impressione favorevole di questa città; tutto il resto è in una condizione penosa. *Non faccio che passeggiare e ammirare i palazzi genovesi, che sono qualcosa di sorprendente. ===[[Cesare Fera (architetto)|Cesare Fera]]=== *Genova, città di profili come nessun'altra. Inimitabile effetto del sito naturale, avaro di risorse ma ricco di valori scenici. *Genova è un atto di prepotenza dell'uomo sull'ambiente naturale e ancora oggi sconta le conseguenze di questo atto. Essa infatti si è sviluppata per un fatto di posizione nodale rispetto alle correnti di traffico. Ma alla posizione corrispondeva un sito impossibile per una città.<br/>Senza terreni pianeggianti, ma pendii precipitosi verso il mare, senza entroterra che la potesse sostenere, la sua condizione normale non era dissimile a quella di una nave e si capisce come il popolo che questo sito selezionò fosse una razza di marinai, di commercianti, di finanzieri cioè di gente abituata a ricavare altrove il proprio sostentamento e il proprio guadagno o di sfruttare il traffico che doveva passare per questo porto. Un sicuro approdo per le merci che dalle altre sponde del Mediterraneo per le vie di oltregiogo transitavano verso i mercati della Valle Padana e dell'Europa centro occidentale o riprendevano per mare la rotta del nord Europa. E ancora adesso le possibilità di vita della città non devono essere basate su una abbondante disponibilità di terreno, ma sulle risorse umane. *Genova era una città inimitabile, per l'armonia della sua forma, per l'armonia tra forma e sito, per il significato di una cultura ricca di valori umani. Una città eccezionalmente individuata non riferibile ad altre, non confondibile anche dall'osservatore più sprovveduto. *Genova ha una struttura pesantemente condizionata dalla struttura naturale. I suoi profili sono profili di colli che digradano al mare, il suo abbracciare il porto è uno stendersi sui terreni meno scoscesi lungo la riva, il suo porto è un'insenatura. E la città murata è contenuta in un quadro naturale non alterato di monti e di mare. L'armonia è così raggiunta attraverso la natura. È l'armonia della sequenza formale dell'ambiente naturale compresente e rispettato nella strutturazione della città. ===[[Gustave Flaubert]]=== *Come ero triste lasciando Genova, soprattutto per avere valicato le montagne che la dominano e durante i due giorni passati in quello stupido paese che è la Lombardia! *Da Voltri a Genova si vedono sempre case, tutto annuncia una grande città. Presto il porto appare e si vede la bella città seduta ai piedi delle montagne. *Durante il mio viaggio ciò che ho visto di più bello è Genova. Ti consiglio di andarvi un giorno o l'altro, quando ne avrai il tempo. Dopo aver visitato i suoi palazzi si ha un tale disprezzo del lusso moderno che viene voglia di abitare in una scuderia e di uscire vestiti da operai. *Ho visto una bellissima strada, la via Aurelia, ed ora sono in una bella città, una vera bella città, Genova. Cammino sul marmo, tutto è di marmo: scale, balconi, palazzi. I palazzi si toccano tanto sono vicini e, passando dalla strada, si vedono i soffitti patrizi tutti dipinti e dorati. Vado a visitare le chiese, sento cantare suonare l'organo, guardo i monaci, osservo i paramenti sacri, gli altari, le statue; in altri momenti (ma non so bene quali) forse avrei riflettuto di più e guardato di meno. Invece qui spalanco gli occhi su tutto, ingenuamente, semplicemente, e forse è molto meglio. *Le mura circondano le città, il camminamento corre proprio alla fine della città. Che mare! Si vede improvvisamente fra casa e casa camminando nelle strade nere e umide. Donne brutte e nello stesso tempo attiranti (per riflessione) in una di quelle stradine parallele al mare e che non ho potuto ritrovare. ===[[Aleksandr Ivanovič Gercen]]=== *A Genova si corre troppo, non si riescono a fissare le figure, imbarco, sbarco, ''partenza''... formicaio navale. *{{NDR|Sui genovesi}} È difficile osservarli: vi guizzano di continuo davanti agli occhi, corrono, si {{Sic|affaccendano}}, scorrazzano di qua e di là, si affrettano. I vicoli verso il mare brulicano di gente, ma quelli che stanno fermi non sono genovesi, sono marinai di tutti i mari e di tutti gli oceani, piloti, capitani. Qui una campana, là un'altra campana: Partenza! Partenza! Una parte del formicaio si dà da fare, gli uni caricano, gli altri scaricano. ([[Aleksandr Ivanovič Herzen]]) *Genova è probabilmente una della più belle città d'Italia, lì vicino, a Nervi, ci sono case e zone magnifiche su una collina che guarda il mare. La città, molto tumultuosa, non offre nient'altro che la sua bellezza... *Mi trovai a Genova insieme con certi americani che avevano attraversato l'Oceano da pochissimo tempo. Genova li colpì. Vedevano coi loro occhi tutto quel che avevano letto sul vecchio mondo e non potevano saziarsi di contemplare le vie medievali, ripide, strette, buie, l'insolita altezza delle case, le fortificazioni e i viadotti semidiroccati, ecc.<br/>Entrammo nell'atrio di un palazzo. Un grido di ammirazione si sprigionò dal petto di uno di essi: «Come visse questa gente! – ripeteva, – che dimensioni, che bellezza! No, da noi non c'è nulla di simile!» Ed era pronto ad arrossire per la sua America. Gettammo un'occhiata nell'interno d'un vasto salone: ritratti degli antichi padroni, quadri, pareti scolorite, vecchi mobili, vecchi stemmi, aria morta, vuoto... e il vecchio custode con la cuffia di maglia nera, in logora giacchetta nera, col mazzo delle chiavi... tutto diceva che quella non era più una casa, ma una rarità, un sarcofago, il vestigio opulento d'una vita passata.<br/>– Sì, – dissi nell'uscire agli americani, – avete completamente ragione, questa gente ''visse'' bene. *Siamo arrivati per mare a Genova in un'incantevole giornata di novembre, all'alba. Che meravigliosa bellezza, il monte, ricoperto di palazzi di marmo che si specchiano nel mare e sui quali verdeggiano i giardini! Con quale piacere vi avrei raccontato qualcosa di queste case, alte come i nostri campanili, di questi vicoli stretti, coperti di gente che qui lavora, fa chiasso, mangia, canta, grida e gesticola ininterrottamente; ma queste cose sono già state dette tante volte che fa vergogna ripeterlo. ===[[Heinrich Heine]]=== *Dalla parte del mare, specialmente verso sera, Genova offre una vista migliore. Essa giace in riva al mare come lo scheletro sbiancato di una bestia gigantesca trascinata lì dalla marea, formiche brune che si chiamano Genovesi vi vanno strisciando intorno, le onde azzurre la bagnano mormorando col loro sciacquio una ninnananna, e la luna, il pallido occhio della notte, guarda giù tutta malinconica. *Non lontano da Genova, sulla cima dell'Appennino, si vede già il mare. Fra i verdi cocuzzoli delle montagne compaiono i flutti azzurri, e le navi che si scorgono qua e là sembrano voler salire sui monti a vele spiegate. Se però si gode questa vista al crepuscolo, quando gli ultimi raggi di sole iniziano il loro mirabile gioco con le prime ombre della sera e tutti i colori e tutte le forme si intrecciano nebulosamente, allora par d'essere veramente in una fiaba, la carrozza scende stridendo, le immagini più dolci e sonnecchianti nell'anima vengono bruscamente scosse e tornano ad appisolarsi, e infine si sogna d'essere a Genova. *Questa città è vecchia senza essere antica, stretta senza essere accogliente, e brutta oltre misura. È costruita sulla roccia, ai piedi di montagne disposte ad anfiteatro che paiono abbracciare bellissimo golfo, per cui i Genovesi hanno avuto in dono dalla natura il porto migliore e più sicuro. Ergendosi la città, come si è detto, su un sol pezzo di roccia, per risparmiare lo spazio si dovettero costruire le case molto alte e le strade molto strette, cosicché quest'ultime sono quasi tutte oscure e solo in due di esse può passare una carrozza. Ma gli abitanti, che sono perlopiù gente di commercio, adoprano le loro case quasi esclusivamente come depositi per le merci e, di notte, per dormirci; di giorno vanno trafficando per la città o stanno seduti davanti alla porta di casa, anzi dentro la porta, perché altrimenti quelli che abitano dirimpetto li urterebbero con le ginocchia. ===[[Washington Irving]]=== *Appena entrato in quel porto attraversando i due moli che lo rinchiudono, e in prospetto ad un anfiteatro di palagi e tempii e sontuosi giardini che s'innalzavano in bell'ordine l'uno su l'altro, lì m'accorsi quanto diritto avesse cotesta città al suo tìtolo di ''Genova la Superba''. *In una città marittima presentan l'onde irresistibili attrattive all'ardente curiosità della gioventù, la cui immaginazione mille lusinghieri prestigi viensi ognora formando. Per lei tutto è vago, tutto è invidiabile al di là dei flutti. E Genova, fortificata e ristretta in verso il nord da scoscese montagne, offria picciol campo alle terrestri imprese. Cangiava ella di scena. L'avido genio del commercio guidava i figli di lei sul propizio elemento a cercar tesori di contrada in contrada; nè sol tesori cercavan essi, che l'errante patrio naviglio spesso facea pentire sui flutti, chi l'insultava, e spargendo il terrore sulle più remote spiagge carco di gloria e di bottino tornava ai patrii lidi. Il Foglietta nella sua storia di Genova ci pinge la gioventù di quella Repubblica come estremamente avida di girne errando in cerca di fortuna, coll'intenzione di far poscia alla patria ritorno; ma soggiunge, che di venti i quali con sì fatto pensiero partiano, appena due il poneano ad effetto, morendo gli altri, od accasandosi in paesi stranieri, o lungi fermandosi pel timore delle civili discordie che tanto travagliavano la Repubblica. *Quando attraversai [[Via Balbi|Strada Balbi]] e [[Via Garibaldi (Genova)|Strada Nuova]], quelle strade tutte palagi, arrestando con istupore lo sguardo sul lusso d'architettura che si estendea per ogni parte d'intorno a me; e quando su l'imbrunire del giorno mi trovai passeggiando fra una bella e giuliva calca di gente che andava a diporto lungo i viali cui fa ombra un curvilineo filare di alberi su la piazza dell'Acqua Verde, o fra i colonnati e i terrazzi de' maestosi giardini Doria, io pensai ch'uomo non potesse altrove, fuorché in Genova, esser beato. ===[[Bruno Lauzi]]=== *Genova, si sa, è molto conservatrice, una faccia nuova sconvolge antichi equilibri, espone al rischio di rimettere in discussione le proprie abitudini. *{{NDR|Sulla tradizione musicale a Genova}} Per me è determinante la componente del mare che ci rifornisce in continuazione, attraverso i marittimi, della musica che si suona negli altri continenti. Non avendo noi una grande tradizione siamo portati a recepire tutto quello che è novità. Napoli, invece, altra città di mare, questa "apertura" la trascura in quanto già sommersa dalla sua musica, dalla sua tradizione e quindi non è disposta a ricevere dell'altra musica. *{{NDR|Perché proprio a Genova nasce la canzone d'autore italiana?}} Perché è una città di mare, e il mare porta traffici, linguaggi, culture che arrivano da tutto il mondo. ===[[Rosa Luxemburg]]=== *Si tratta di una cara cittadina, magnificamente situata, ad anfiteatro, tutt'attorno a una grande insenatura su una costa stretta, protetta alle spalle da belle alture, che, ognuna incoronata da un forte, risaltano aspre sul cielo veramente italiano. Sotto nel porto è la solita babele di navi, barche, elevatori, sudiciume, fumo, poco spazio affaristico. *Sono da alcuni giorni a Genova superba, come essa stessa si autodefinisce, mentre i toscani sono di altra opinione e dicono che qui vi siano mare senza pesce, montagne senza alberi, uomini senza fede e donne senza vergogna. Io inclino a dar ragione ai toscani, solo con la differenza che anche gli uomini sono senza vergogna, almeno nelle botteghe, dove continuamente mi truffano sul prezzo e ogni volta anche sul resto mi rifilano un paio di monete fuori corso. *Strade strette, case grattacielo e a loro volta per la maggior parte grattate, due o quattro finestre addobbate dall'alto in basso con biancheria variopinta, così che ad ogni soffio di zefiro svolazzano e sbattono dappertutto camicie, calze bucate e simili oggetti primaverili. Per giungere alle strade poste più in alto esistono incantevoli vicoli o scalinate, vale a dire stradette, che ogni due passi portano all'insù completamente oscure, esuberantemente fetide e tanto larghe che il passaggio vi è ostruito ovunque da un cittadino facilmente appartatosi e facilmente addormentatosi, che vi fa le proprie devozioni e si premura della continua irrorazione delle viuzze, perché l'aria non risulti troppo secca. Nelle stradette un po' più larghe si vede pur sempre carambolare tra carretti a due ruote – altri qui io non ne ho visti –, a cui sono attaccati per il lungo (vale a dire uno dietro l'altro) due muli e un cavallo, e che passano di preferenza a sinistra, anziché a destra, in modo che a un ben disciplinato uomo civile dell'impero tedesco capita spesso e improvvisamente di sentire dietro o sopra la propria testa l'amorevole alito d'un muso o l'estremità di una frusta schioccante; perché qui qualcosa come la separazione del marciapiede dalla {{sic|careggiata}} è proibita come non democratica, e ad ogni creatura è permesso di battersi a gomitate per la vita e per la strada. ===[[Amin Maalouf]]=== *Ma Genova non ha mai pregato, se non per la propria prosperità e per il felice ritorno delle sue navi; non ha mai avuto più fede di quanta non sia ragionevole averne – che sia benedetta! *Mio padre mi diceva sempre che la nostra patria non era la Genova d'oggi, ma la Genova eterna. Tuttavia aggiungeva subito che nel nome della Genova eterna avevo il dovere di amare teneramente quella di oggi, per indebolita che fosse, e che doveva amarla in proporzione alle sue difficoltà, come una madre divenuta impotente. *Nessuno appartiene a Genova quanto i genovesi d'Oriente. Nessuno sa amarla come loro. Per quanto essa cada, la vedono in piedi; per quanto imbruttisca, la vedono bella; per quanto sia rovinata e schernita, la vedono prospera e sovrana. Del suo impero non resta niente, niente eccetto la Corsica e quella magra repubblica costiera dove ogni quartiere dà le spalle all'altro, dove ogni famiglia augura la peste all'altra e dove tutti maledicono il re cattolico pur continuando a sgomitare nell'anticamera dei suoi rappresentanti; nel cielo dei genovesi in esilio, invece, brillano ancora i nomi di Cafra, di Tana, di Jalta, di Mavocastro, di Famagosta, di Tenedo, di Focea, di Pera e Galata, di Samotracia e Cassandra, di Lesbo, di Lemno, di Samo, di Icaria, di Chio e di Gibelleto – tante stelle, tante galassie, tante strade illuminate! ===[[Maurizio Maggiani]]=== *A un certo punto della mia vita non sono stato più quello che andava a Genova, ma che era di Genova. [...] Essere parte della sua propensione al declino senza fine, e essere parte della sua inesausta genetica resistente. Parte della sua riservata probità e delle sue smanie di conservazione, del suo conformismo in gramaglia e della follia dei suoi pensieri difformi. Parte di un immenso organismo vivente che non finirà mai, perché non esistono volontà tanto potenti e persistenti da annientare le sue ragioni soggiacenti.<br/>Parte di una "superbità" che non è, non solo e non soprattutto, spoglia di fasti ormai perduti o mai esistiti, ma coscienza di una ragione di essere così come ha scelto di essere per propria volontà e non per altrui arbitrio. Non è così di tutte le città, non è così di tutte le comunità, non nel modo così interiore che è per Genova, città luterana in un paese controriformato. *Ho scelto di vivere a Genova da adulto, in un singolare momento di grande libertà e privilegio in cui avrei potuto vivere ovunque nel mondo. Ho scelto questa città non per ragioni di lavoro o familiari o affettive, come capita a moltissime persone, ma per puro piacere, considerando la possibilità di sceglierla come il più grato dei privilegi di cui la fortuna mi aveva favorito. Ho scelto quella che è sempre stata ai miei occhi, più di qualunque altra città del mondo che mi è capitato di conoscere, la città della meraviglia e della bellezza. Dello stupore che non finisce mai. E della complicazione: la città dove non basta mai un solo sguardo, una sola idea, un solo concetto, una sola parola, per contenerla tutta, descriverla senza banalizzarla, decidere se volerle bene o volerle male. *Perlopiù girovagavano oziando per la città: era dentro la città che si trovavano in abbondanza i grandi spazi che il Giaguaro aveva da mettere a disposizione di Giacomino. Erano valli lussureggianti, pianure sconfinate, foreste inestricabili che avevano per nome Universale, Dioniso, Moderno, Chiabrera, Olimpia, Savoia, Orfero e così via: i cento cinematografi della grande Genova, compreso il Pioceto di San Fruttuoso, dove dai secolari panneggi del palcoscenico i pidocchi saltavano in sala come saltimbanchi.<br/>Ci arrivavano con calma, zigzagando attraverso una città di palazzi e castelli, viali e giardini, budelli e passaggi, piazze e torri. Ma tutta quanta Genova non era che lo splendido fuaié, la sala d'attesa e il fumuar dei suoi cinematografi. La osservavano, il grande e il piccolino, con uguale stupore e meraviglia, ma anche con quella specie di perversa frenesia di chi ha un'altra meta e fa il vecchio giochino di tirare per le lunghe il tempo e i passi in modo di arrivarci per piccoli innumerevoli ed eccitanti passaggi. ===[[Jules Michelet]]=== *Disdegnando la terra, che ignorava e disprezzava, questa città ha ammucchiato sullo stretto lembo, tra mare e monte, di gradino in gradino, come una titanica scalata di marmorei palazzi, che, da lontano, appaiono gli uni sugli altri. Questi piani stupendi, intersecati da aranceti, da terrazze, colpiscono e sorprendono prima ancora di affascinare. Perché? Si partecipa alla fatica di un sì grande sforzo; si avverte troppo sensibilmente che un tale popolo, poco amante della natura, non lo ha compiuto per semplice divertimento. I palazzi sono fortezze, in basso tutti difesi da inferriate, chiusi da porte di ferro massiccio come quelle di una città, che stanno a difesa dei forzieri. Le terrazze pensili, che si sforzano di salire sempre più in alto, di guardare al di sopra dei vicini, sono degli osservatorii, da dove il capitalista osservava le sue navi sul mare, e l'armatore seguiva con gli occhi i suoi corsari. *Duro, rudo paese, ligure più di quanto non sia italiano. Il dialetto, così differente dall'italiano, è per più di metà provenzale. Nessuna inclinazione per le arti del disegno. I loro freddi palazzi di marmo non sono rianimati dalle pitture nazionali. Ho visto solo quadri fiamminghi. I ricchi nobili, cortigiani della Spagna, ne hanno seguito la moda, tralasciando Raffaello per Rubens, Tiziano per Van Dyck. *Genova è proprio la patria degli ingegni rudi, nati per domare l'oceano e dominare le tempeste.<br/>Per mare, per terra, quanti uomini avventurosi, quanta saggia audacia! [...] Gente forte, piccola e dura, aspramente dotata di un ingegno d'acciaio, di una certa qual punta, tale da trapassare il ferro. Possono anche essere ignoranti; tuttavia essi trovano, inventano, per lo meno degli espedienti. *Genova è stata una banca prima ancora di essere una città; è stata subito una compagnia di pegni che si lanciava «a gran rischio», una associazione di marinai armati. Il gusto del lotto vi è furioso; e la città ebbe per molto tempo quello della massima lotteria, la guerra. *In effetti è sempre stato così: Genova non è cambiata. I suoi nobili capitalisti praticavano, come fanno quelli d'oggi, l'usura. Non c'è nessuna industria concreta. L'attuale oligarchia, come quella di un tempo, è composta da circa una dozzina di uomini dei quali più d'uno si è procurato in America, con metodi spicci e violenti, il primo capitale che, ben investito (dal denaro nasce il denaro), li fa ora padroni assoluti della piazza, nella loro lega ristretta. *La costa di Genova, eccessivamente stretta, è solo un piccolo lembo, un bordo estremo, un semplice «ciglio della montagna» come avrebbero detto i Latini. Come passeggiata, una piccola banchina o piuttosto uno scabroso cammino di ronda che serpeggia sempre stretto (largo per lo più un tre piedi), tra i vecchi muri dei giardini, gli scogli e gli strapiombi. *Quella buona e generosa compagnia mi avrebbe trattenuto a Genova; ma trovai il clima, contrariamente a quanto mi avevano detto, durissimo e violento.<br/>Tutta la costa è rude. Il vento muta secondo i giorni, sia che venga caparbio dall'Appennino dilaniato, sia che l'aspro ''grecale'', che vale almeno quanto la tramontana, fischi dal mare. A Genova stessa, il maestrale, richiamato da due aridi torrenti, il ''Polcevera'' e il ''Bisagno'' (cioè il ''Polveroso'' e il ''Bisognoso''), attraversa ad ogni istante la città, sibilante come un fendente di spada. ===[[Montesquieu]]=== *Io sono stato otto giorni a Genova e mi sono annoiato a morte: è la Narbonne d'Italia. Non vi è nulla da vedere salvo un bel porto, ma assai pericoloso; case costruite in marmo perché la pietra è troppo cara; e degli ebrei che vanno a Messa... *La città, vista dal mare, è molto bella. Il mare penetra nella terra, e fa un arco, intorno al quale è la città di Genova. *Non c'è stato in Europa che sia stato sottoposto a tanti soprusi come quello di Genova, e che si sia comportato con tanta bassezza nei vari intrighi in cui sia venuto a trovarsi. *Non è una gran fortuna abitare in questa città. Per prima cosa, il popolo è oppresso da monopoli sul pane, sul vino e su tutti i generi alimentari. È la Repubblica stessa che vende questi generi. La punizione dei crimini è così mal organizzata che risulta minor disgrazia aver ucciso un uomo che aver frodato su un'imposta. ===[[Bruno Morchio]]=== *Anch'io guardavo. Guardavo e pensavo. Pensavo che davvero questa città ha due facce. A seconda che il vento tiri dai monti o dal mare. Due città diverse. Irriconoscibili. Quando tira dai monti noi genovesi parliamo sempre di tramontana, anche se in realtà soffia il greco. O il maestrale. Allora l'aria si fa fredda e pulita, il cielo si sgombra dalle nuvole e il sole ravviva i colori come dopo un restauro. I contrasti si fanno più nitidi, e anche i contorni delle cose. Ma più spesso il vento soffia dal mare, gonfio di sale e di umidità. E la primavera arriva spesso così. Col sole filtrato dai vapori del Mediterraneo che il vento di sud-est spinge sulla città, ad arenarsi contro i suoi contrafforti montuosi. In forma di vento, di brezza o di alito quasi impercettibile lo scirocco spira su Genova per tre quarti dell'anno. Fino ad estenuarsi in un'aria immobile e fradicia di umidità. Quell'aria sospesa, dove tutto può accadere e niente mai accade, per noi genovesi ha un nome preciso. La chiamiamo [[Macaia|maccaia]]. *Aspra e genuina vecchia borghesia genovese, nata e ingrassata sulle leppegose acque del porto. Dove il dialetto stempera il cattivo gusto, nobilita la scatologia e dà lustro al turpiloquio. *Forse Pizarro non aveva tutti i torti, la Genova in cui ero cresciuto, polo industriale e portuale del Nord-ovest e quinta città italiana per numero di abitanti, era morta e a malapena ne sopravviveva il ricordo, un pallido simulacro senz'anima. Non basta la bellezza, non bastano le pietre delle strade e dei palazzi millenari se gli uomini che li abitano lo fanno come clienti d'un motel affacciato sull'autostrada. La vita di una città non può ridursi a una vetrina di giocattoli, e il decoro urbano, sorta di religione postmoderna inventata dall'infernale connubio di urbanisti illuminati e sindaci eletti dal popolo, veniva spacciata agli angoli delle vie insieme all'eroina e all'odio per gli stranieri. *Genova appariva ai miei occhi angusta e decrepita e il restyling modaiolo della città vecchia l'aveva trasformata in un ospizio di lusso, tirando a lucido lo scenario del suo orgoglioso declino. Tagliata fuori da tutto, marginalizzata dalle grandi arterie di comunicazione e dai traffici dell'economia globale, il suo destino era consumarsi a poco a poco, come la fiammella di un mozzicone di candela. Mi domandavo se mai il respiro del mondo sarebbe un giorno tornato a lambirla, sia pure incidentalmente e di striscio, e con quali conseguenze sul suo gracile organismo moribondo. *Genova e il vento. Due monelli capricciosi che non vogliono mai smettere di giocare. Capricciosi e molesti. Sollevano i cappotti e le gonne delle donne infagottate che in questa fredda mattina di dicembre camminano col passo affrettato di chi vuole finalmente guadagnare un po' di pace. Frenetici mulinelli fanno danzare alle cartacce, alla polvere e alle foglie secche il loro ballo dei pazzi. Tra una raffica e e l'altra, tutta quella rumenta si adagia inerte sull'asfalto; ma ecco che di nuovo la musica del vento la risucchia e ricomincia la danza. *Genova era immersa in un silenzio che, di lì a qualche giorno, avrebbe lasciato il posto alle frenetiche attività che riempiono il centro storico per undici mesi all'anno. Furgoni, motocarri, auto e motorette. I crocchi degli studenti che invadono la facoltà di architettura. I pachidermici camion che portano via detriti dall'eterno cantiere di piazza delle Erbe. Il popolo diurno dello shopping, e quello notturno che si spantega nella miriade di locali disseminati nei carruggi. *Genova, la mia maledetta città frastornata dalle campane delle chiese e dalle sirene delle navi che entrano ed escono dal porto. La Superba con le pezze al culo. Chiusa, inospitale, provinciale, vecchia e rincantucciata in una delle infinite periferie del mondo. In vent'anni ha perduto duecentomila abitanti, quasi tutte le industrie, i fasti dell'aristocrazia mercantile e l'orgoglio di classe di un proletariato tra i più agguerriti d'Europa. Coltiva la sua altezzosa agonia come un vecchio demente che ha dimenticato la strada di casa. *Il taxi mi lasciò in piazza De Ferrari, proprio davanti alla bella facciata neoclassica del Carlo Felice, il teatro dell'opera di Genova. Facciata neoclassica con grande cubo incombente. Restaurato anch'esso per le Colombiane, cinquant'anni dopo essere stato distrutto dai bombardamenti alleati. Cinquant'anni. Mezzo secolo per il teatro. Vent'anni per pochi chilometri di metropolitana. Genova è fatta così. Una città che ai suoi cittadini chiede di vivere a lungo. *La borghesia di questa città è fatta così. Ha lasciato le ville e i palazzi monumentali alle banche e alle finanziarie, accontentandosi di abitare in edifici meno dispendiosi e non troppo appariscenti. Tutto nello stile del vecchio proverbio genovese che suggerisce di mostrare il culo piuttosto che le palanche. *«Ma avete notato come la città gioca con la luce?»<br />«Nello stesso modo in cui gioca con i soldi. La risucchia e la nasconde negli anfratti dei carruggi, quasi temesse che qualcuno gliela rubi.»<br />«Cosa c'entrano i soldi?»<br />«Anche con quelli si comporta così. Li afferra e li nasconde nelle banche. Non vi siete accorto che a Genova c'è una banca ogni trenta metri?» *«Ma sapete cosa mi ha sedotto di questa città?».<br />«La sua somiglianza con Lisbona?»<br />«Anche quella, ma soprattutto il fatto che mi ricorda una vecchia signora che non si preoccupa di nascondere la propria età. In questi tempi di donne rifatte e centri storici tirati a lucido, mostrare le rughe è un atto che richiede una serena fiducia nella propria bellezza.» *Piazza Carignano è dominata dalla poderosa mole della [[Basilica di Santa Maria Assunta (Genova)|basilica dell'Assunta]]. La chiesa progettata da Galeazzo Alessi ricorre spesso nelle conversazioni dei genovesi. Ogni volta che un'attività procede a rilento, fino a destare il sospetto che possa restare incompiuta, in città dicono che è «lunga come i lavori della chiesa di Carignano». Così è stato per il teatro dell'opera, ricostruito dopo cinquant'anni, per pochi chilometri di linea metropolitana, realizzati in un ventennio, per non dire della cosiddetta bretella autostradale, mitico progetto destinato a rimanere tale. Genova è una città fatta così. Centellina il cambiamento e invoglia i suoi abitanti a vivere a lungo per vederne traccia. *Perché Genova è anche questo. Una colata di cemento, spietata e inguaribilmente triste. E colpevolmente stolida, se si pensa che quando questi obbrobri furono tirati su, il centro storico languiva abbandonato ai topi e alle macerie. Così, là dove fino agli anni {{sic|cinquanta}} erano stati prati e orti e qualche casolare rustico, sono cresciuti interi quartieri pieni di casermoni affastellati contro i monti, in cui la disperata fame di spazio fa lievitare i prezzi dei box e deprime la voglia di vivere dei bambini. Un albero o un'aiuola non si trovano a cercarli col lanternino. *Sto accostato al muraglione che da corso Carbonara guarda Genova dall'alto. Un gran bel colpo d'occhio sul porto e sul Borgo, il tratto di centro storico compreso tra Banchi e la porta dei Vacca. Un grigio rebigo di tetti obliqui sotto i quali si spàntega la fitta ragnatela dei carruggi dove il sole fa capolino in punta di piedi, a mezzogiorno. ===[[Friedrich Nietzsche]]=== *A Genova, nel tempo del crepuscolo, sentii giungere da una torre un prolungato suono di campane: non voleva finire e risonava come insaziato di se stesso, sopra il rumore dei vicoli nel cielo serotino e nell'aria marina, così agghiacciante, così fanciullesco insieme, così melanconico. Allora mi ricordai delle parole di Platone e le sentii tutt'a un trarro nel cuore: ''Tutto ciò che è umano non è, in complesso, degno di esser preso molto sul serio; tuttavia...''<ref>Platone, ''Leggi'', 803 b. {{cfr}} I, 2008, nota 65, p. 323</ref>'' '' *Come mai ho sempre sete di persone che rispetto alla natura, a una passeggiata sulle alture fortificate intorno a Genova, ''non'' diventino piccole? Forse non so trovarle? *Genova, ''un Sud che ha perso i colori''. *''Genova''. Io mi sono guardato questa città, con le sue ville, i suoi parchi e l'ampio circondario delle sue colline e dei suoi declivi, tutti abitati, per un bel po'; debbo infine dire che vedo ''volti'' di stirpi passate, ché questa regione è disseminata di immagini di uomini arditi e sicuri di sé. Hanno ''vissuto'' e voluto continuare a vivere: me lo dicono con le loro case, costruite e abbellite per i secoli, e non per l'ora fugace; amavano la vita, per quanto spesso potessero essere malvagi con se stessi. *Nel Nord a chi osservi l'architettura delle città si impongono la legge e un desiderio generalizzato di legalità e di obbedienza: vi si indovina quella interiore tendenza a conformarsi e a equipararsi che doveva prevalere nell'anima di tutti i costruttori. Qui invece {{NDR|a Genova}}, dietro ogni angolo, trovi una persona a sé, che conosce il mare, l'avventura e l'Oriente, un uomo poco incline alla legge e al vicino, che gli giungono noiosi, e misura con sguardo invidioso tutto ciò che è antico e già fondato: egli vorrebbe, con uno scaltro prodigio della sua fantasia, rifondare tutto ciò almeno nel pensiero, mettervi la sua mano e la sua sensibilità - fosse anche per un istante di un soleggiato pomeriggio in cui la sua anima malinconica e insaziabile avverte, per una volta, sazietà, e al suo occhio possono presentarsi soltanto cose proprie e non più estranee. ====Lettere==== {{cronologico}} *Caro amico, Le mando di corsa una cartolina solamente per comunicarLe la forte sensazione che ho in questo momento: credo che Lei e io siamo sulla via giusta! Solitudine e rigore nel giudicare noi stessi; mai più tendere l'orecchio agli altri, modelli e maestri! Una vita adatta e via via ''adattabile'' ai nostri desideri più profondi, un'operosità senza affanno, e senza nessuna coscienza estranea a vigilare su di noi e sul nostro operato! È così che tento ancora una volta di arrangiarmi, e Genova mi sembra il luogo adatto: ogni giorno per tre volte qui il cuore mi è traboccato, di fronte a questa vastità che chiama alle lontananze e al cospetto di una così imponente operosità. Qui ho la calca e il silenzio e sentieri sulle alture, e una cosa che è più bella di come l'ho sognata, il [[Cimitero monumentale di Staglieno|campo santo]]. (24 novembre 1880) *Qui, la grande, vivace città di mare, dove ogni anno gettano l'ancora più di <span class="nowrap">10 000</span> navi – mi consente di starmene tranquillo e con me stesso. In più ho una mansarda con un letto meraviglioso, cibo semplice e sano (ho semplificato tutto), aria di mare, indispensabile per la mia testa; strade dal selciato stupendo, e, per essere in novembre, un tepore gradevolissimo! (Purtroppo piove molto). (24 novembre 1880) *Tutto sommato però sono stupito, te lo voglio confessare – di ''quante'' sorgenti l'uomo riesca a far scaturire dentro di sé. Persino uno come me, che non è certo tra i più ricchi. Credo che se possedessi tutte quelle qualità che tu hai in misura superiore a me diventerei arrogante e insopportabile. Già così ci sono momenti in cui mi aggiro per le alture sopra Genova con sguardi e sentimenti quali forse un tempo anche la buonanima di [[Cristoforo Colombo|Colombo]] rivolgeva proprio da quassù al mare e a tutte le cose a venire. (24 marzo 1881) *Mie care, eccomi di nuovo sistemato nella vecchia Genova, in mezzo al groviglio dei vicoli e in netto contrasto con l'eleganza dei malati di [[Nizza]]. (4 ottobre 1881) *Ebbene, caro vecchio amico, eccomi di nuovo nella mia Genova, la città meno moderna che io conosca e che al tempo stesso scoppia di vitalità – qualcosa di assolutamente ''non'' romantico e tuttavia veramente ''non'' comune: continuerò dunque a vivere sotto la protezione dei miei santi patroni ''locali'', [[Cristoforo Colombo|Colombo]], [[Niccolò Paganini|Paganini]] e [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], che ''insieme'' rappresentano molto bene la loro città. (14 ottobre 1881) *Piogge gelide, venti furiosi, insomma è inverno, rigido e carico di minacce. J. Burckhardt ha ''ragione'', ma ''ora'' che sono mezzo cieco ogni nuovo ''tentativo'' di vivere in qualche città e qualsiasi viaggio in genere rappresentano per me ''tormenti'' assolutamente insopportabili; ''questa'' città (e anche questa gente) si accorda con il mio carattere, mi dà la forza di resistere e di non abbandonare i miei sforzi. (21 ottobre 1881) *Qui a Genova sono così ricco, così fiero, un principe Doria in tutto e per tutto, e non desidero altro che Lei, amico caro – Le offro tutti i beni di questo ''mio'' mondo per attirarLa qui a Genova, magari per un mese, Lei con tutta la Sua nuova e vecchia musica! [...]<br/>Questo mese qui è ''bellissimo''; di sera me ne sto seduto in una vigna, con il mare, le colline e le ville ai miei piedi, e faccio addirittura il bagno in mare, nella mia grotta dell'Aurora. (6 novembre 1881) *Ma Lei tenga fermo il nostro incontro a Genova – questo luogo appartiene a ''me''. Glielo voglio tra poco presentare e rappresentare, proprio in veste di principe Doria, se Lei vuole. (6 novembre 1881) *La mia vista sta precipitando, non posso nascondermelo. Ora mi capita spesso di rovesciare e di rompere qualcosa, o di inciampare. Dove trovo un'altra città così perfettamente lastricata con pietre larghe come Genova, dove anche se mi aggiro nei dintorni trovo sempre pietre dure e lisce (e con scannellature sulle strade in salita)?<br/> Tutto sommato Genova è stata davvero la mia mossa più fortunata riguardo alla salute e alla tranquillità spirituale. La mia camera è piena di luce e ha ''un soffitto molto alto'' – cosa che ha un effetto benefico sul mio umore. Vicinissimo c'è un giardino delizioso, aperto a tutti, con una verzura imponente, come in un bosco (anche in ''inverno''), e poi cascate, animali selvatici e uccelli, e stupendi scorci sul mare e sulle montagne – il tutto in uno spazio piccolissimo. (21 dicembre 1881) *Raramente noi siamo coscienti del vero valore di un periodo della nostra vita, finché lo viviamo, ma oggi, mentre camminavo lassù dominando Genova, scorrendo con lo sguardo lontano sulla città e sul mare, col tempo più paradisiaco che vi possa essere, rividi nitidamente davanti a me gli ultimi due anni, le loro sofferenze e il lento progresso verso il miglioramento; e intanto un raro senso di beatitudine saliva in me, m'invadeva: la beatitudine di colui che si sente guarire. Come malinconico erravo altre volte per queste strade e stradicciuole, come mi sentivo estraneo a quest'umanità rumorosa e impaziente nel domandare e nel godere, come se, tra i viventi, io non fossi stato che un'ombra. Invece adesso, tra il gridio e il giubilo di questi assetati di vita, io afferro un suono, una nota che trova un'assonanza nell'anima mia. (22 gennaio 1882) *Forse accompagno l'amico a fare una gita sulla Riviera. Speriamo che gli piaccia quanto Genova: io qui mi sento davvero a casa mia. (fine febbraio 1882) *Genova sgualdrina<br/>mucche, gatti e uccelli<!-- senza punto fermo nella fonte originale--> (fine novembre 1882) *Questa volta passi da ''Genova'' – un'occasione così non ci capiterà mai più per tutta la vita. Le mostrerò, come fa il diavolo, tutte le «bellezze del mondo», e senza nemmeno l'intenzione di «corromperLa»! – (3 dicembre 1882) *Mi sono detto cento volte che il rimedio sostanziale per la mia salute, negli ultimi tre anni, è consistito nell'astenermi da ''qualsivoglia'' contatto umano. Genova ''adesso'' per me è «perduta e rovinata». Sono orgoglioso abbastanza per vivere in ''assoluto'' incognito, persino in condizioni di povertà: ma così, ''mezzo'' rispettato, ''mezzo'' sopportato, ''mezzo'' scambiato per un altro, mi sento come all'inferno – per ''questo genere di cose non'' sono «orgoglioso abbastanza». – (primi di aprile 1883) *Così all'amata città di [[Cristoforo Colombo|Colombo]] – per me non è ''mai'' stata altro che questo – ho detto addio; e alla fine, nella sua luce autunnale, era di una bellezza struggente. (ai primi di 4 dicembre 1883) *Genova fu per me un'eccellente scuola di vita semplice e spartana – ora so che ''posso'' vivere come un operaio e un monaco. (inizio di dicembre 1883) *Io sono fatto per la ''[[luce]]'': – è quasi l'unica cosa di cui non posso ''assolutamente'' fare a meno e che non posso sostituire: la luminosità di un cielo sereno. Su questo punto con Genova mi è andata male: soltanto ''ora'' sono venuto a sapere il dato statistico per cui Genova non ha, in tutto l'anno, molte più giornate serene di quante ne abbia [[Nizza]] nei sei mesi invernali: ''al che sono subito partito per Nizza''. Non appena mi impadronirò dello spagnolo, mi spingerò fino a [[Valencia]], forse il prossimo inverno. (6 dicembre 1883) *A Genova me ne sono andato in giro come un'ombra in compagnia solo di ricordi. Quello che un tempo vi amavo, cinque o sei punti prediletti, adesso mi piaceva ancora di più: mi sembrava di una incomparabile ''pallida noblesse'', e assai superiore a tutto quello che offre la Riviera. Ringrazio il mio destino che negli anni della ''décadence'' mi aveva condannato a vivere in questa città dura e cupa: se si esce da lei, ogni volta si è usciti anche da se stessi – la volontà si ''allarga'' di nuovo, non si ha più il coraggio di essere vili. Non sono mai stato colmo di gratitudine come in questo eremitaggio a Genova. – (7 aprile 1888) ===[[Anna Maria Ortese]]=== *Allora, io sentivo questa città {{NDR|Genova}} come la città più cara, più mia, fra le tante che avevo conosciuto; e una nobiltà intensa, quella stessa la cui assenza mi faceva morire, circondarmi. Qui è nato Colombo, pensavo, di qui ebbe inizio il grande fantasticare di nuovi cammini nel mondo – vedevo Lisbona, il colloquio con la regina di Spagna, il grande aprirsi, infine, di quel mondo! – E mi pareva che tanto tempo non fosse passato, e fossimo ancora nel secolo quindicesimo, e ancora qualcuno si apprestasse a partire, da questa terra, in una notte senza luce, per gettarsi verso l'oceano, verso un avvenire improbabile, ma non meno amato. *Lei si deve mettere in testa che per noi, genovesi, la società muore in casa. Il mare, è solo la strada di casa. Abbiamo le case più alte di tutta Italia, le più forti, e con le finestre più strette, perché non vogliamo occhiate. Guardiamo e non vogliamo essere guardati. Del resto, quello che guardiamo, si rassicuri, non è l'Italia né il mondo, ma il traffico del porto. Qualche volta, guardiamo anche l'orizzonte, benché laggiù non succeda più niente. *{{NDR|Genova}} mi dava fiducia, e un'emozione sotterranea, come di chi attraversa qualcosa di già conosciuto, e bello, e che però mai si potrà identificare.<br/>Andare in centro, quando potevo prendere l'auto, era una cosa lieta. Sapevo che in nessun momento mi sarei imbattuta in estranei. Sui mezzi pubblici, nei negozi, passeggiando per il porto, in ogni luogo erano sguardi miti, voci note, parole familiari, come quelle che si sentono ''in casa''. Non vi era nessun timore, in nessun luogo. Non vi si urtava né giudicava: ma sempre la mano pronta a indicarvi la strada, il sorriso schietto, una semplicità amorevole, e l'impossibilità di distinguere tra il signore e il povero diavolo. *Sotto questo cielo, entro questa luce d'una vastità, un fulgore, una bellezza assolutamente irreale, ugualmente vasta, fulgida, irreale, si apriva Genova. Salive e scendeva dai monti circostanti, in un'altalena di bianchi palazzi, diecimila occhi freddi appuntati sul mare. Saliva e scendeva: e con essa la gente, le macchine, il mare. ===[[Gino Paoli]]=== *A Genova non si corrono tanti pericoli quanto se si è, semplificando, «buoni». Lungo tutto l'arco sociale, dagli strati più popolari ai salotti migliori della Genova bene, si può star certi di restar tagliati fuori se si cerca di proporre un'alternativa morbida alla legge della giungla. È un mondo difficile, inasprito quanto irrobustito da una toponomastica che non lascia vie di fuga. Basta ascoltare i racconti dei ragazzi pestati a sangue al G8 per capirlo. *È una città dal carattere difficile da descrivere. Gelosa, riservata. Scoprirla è un'impresa ostica. Probabilmente tutti gli artisti hanno bisogno di avvertire una compressione, una forza che costringe ad accumulare e accumulare fino alla deflagrazione, e in questo Genova non si risparmia. Ti tiene a distanza, è antipatica: Paolo Conte nella canzone ''Genova per noi'' l'ha descritta benissimo da un punto di vista esterno, di «forestiero». *Genova è una città che ti comprime, ti chiude in cantina a fermentare fino a sentirti una bombola di gas surriscaldato, finisce che esplodi e diventi un [[Beppe Grillo]] o un [[Renzo Piano]]. *Genova è una citta da dove si è sempre partiti, e da dove si continua a partire. Una volta si partiva per mare, adesso i genovesi partono con la fantasia. Diventare artisti, in qualche maniera, è la sola opportunità che resta al genovese per esprimersi, per cercare di realizzarsi e per avere una ragione di partire. Genova è una città priva di rapporti umani, dove anche i genovesi – se non fanno parte di certe caste – si sentono forestieri. Scrivere poesie, comporre musica è l'unico spazio a portata dei giovani che riserva questa assurda e nello stesso tempo bellissima città. Una città che si odia, ma che si fa anche amare! *Genova è una città stramba, ti fa diventare ciclotimico se trascuri lo sfogo della fantasia. Diciamo il vero: crescere in un posto fatto come Genova mi ha reso «creativo» per necessità, l'arte per me è diventata un'esigenza come la traspirazione, il ricordo della faccia di mio padre quando il nonno gli strappava via la maschera coi suoi racconti, vivere vicino all'acqua. *Genova sarà una città che andrà avanti quando i genovesi non faranno più questione di quartiere, di [[Genoa Cricket and Football Club|Genoa]] e di [[Unione Calcio Sampdoria|Sampdoria]]. Non capisco il fanatismo e non me ne frega niente d'inimicarmi della gente dicendo così. *In una città immobile come Genova, la fantasia si muove con più violenza, ti viene voglia di fuggire incontro al mondo, per inventarti {{sic|un}} dimensione esclusivamente tua. *Io Genova la amo e la odio ed è giusto che sia così: se nell'amore non c'è una quota d'odio, vuol dire che qualcosa non funziona. *{{NDR|Perché proprio a Genova nasce la canzone d'autore italiana?}} Perché è una città bellissima e avara, che ti comprime, non ti dà nulla. Sicché ti mette dentro una gran rabbia, una voglia matta di esplodere. E di andare altrove, per cercarvi i riconoscimenti che lei ti nega. *Questa è una città che se tu la mantenessi pulita, libera dalla porcheria di tutti i giorni, anche dalla porcheria umana, sarebbe una città dove veramente un turista – senza fare pubblicità – farebbe dei giri e soprattutto anch'io ci andrei volentieri. Così, se entri nei vicoli, vedi il degrado. *Se lo sguardo del suo mare non finisce sul tuo corpo, se non dondola il tuo sonno sulla samba delle onde, Genova non è la mia città; non è più grigia come il vento che gonfia il cuore al marinaio... Genova non è la mia città: il ricordo delle squadre che da piccolo vedevo con mio padre, di [[Boccadasse]], quando ci vivevo con la gente che preferisco, la gente chiusa e sincera, semplice e scorbutica, che mi assomiglia; ricordi di ''maccaja'' vissuta nei bar a giocare, o di libeccio, quando non si può andare a pescare e si diventa per forza gente di terra; degli amici che non conosco, perché se sono liguri, devono essere amici. Nostaglia di ritrovare il paese che hai amato e che non hai smesso di amare, di amare e di odiare, perché Genova è come un'amante bellissima e orribile, grigia e colorata, santa e puttana, tenera e crudele, viva e spenta, calda e gelida, acqua e vento, bianco e nero, amore e odio, e io non so dimenticarmela. ===[[Francesco Petrarca]]=== *Di questa ammirerai ora il comportamento dei cittadini, la posizione dei luoghi, lo splendore degli edifici e soprattutto la flotta, formidabile e temibile per ogni nazione come è stato scritto di quella di Tiro. *Piacciavi richiamare alla memoria quel tempo in cui felicissimi voi eravate tra tutti i popoli dell'Italia. Ero allora io fanciullo, e le cose vedute, quasi che sognate le avessi, confusamente rammento: ma viva sempre al pensiero ho la memoria dell'incantevole aspetto che di sè porgeva a levante e a ponente la vostra riviera, bella così da parere meglio celeste che non terrena dimora, simile a quella che la fantasia de' poeti dètte nei campi Elisi stanza ai beati, fra colli ameni, e deliziosi sentieri aperti nel seno delle verdeggianti convalli. Stupende a riguardarsi nell'alto torreggiavan le moli di superbi [[Palazzi dei Rolli|palagi]]: sorgevano a piè delle rupi le mermoree magioni de' vostri cittadini splendide al pari delle più splendide reggie, e a qualsivoglia città nobilissima invidiabil decoro: mentre vincitrice della natura l'arte vestiva gli sterili gioghi de' vostri monti di cedri, di viti, di olivi, spiegando all'occhio la pompa di una perpetua verdura. Aperti con ammirando artificio fra le rupi e gli scogli fermavan lo sguardo del navigante vaghissimi spechi, che sorretti da travi dorate echeggiavano al suono de' flutti, i quali spumeggiando si rompevano in sull'ingresso, e dentro ne spruzzavano le muscose pareti: ed ammirato il nocchiero alla novità dello spettacolo lasciavasi cadere il remo dalle mani, e fermava per meraviglia la barca a mezzo il corso. Che se per terra cammin facendo alcun traversasse le popolose vostre contrade, di quale stupore non lo colpivano le sontuosissime vesti, e la maestosa persona dei vostri cittadini, e delle vostre matrone, o il vedere nel mezzo de' boschi e delle remote campagne lusso e delizie da disgradarne le urbane magnificenze? Che se dentro le mura della vostra città finalmente ponesse il piede, in una città di re, siccome di Roma fu scritto, ed in un tempio sacro alla felicità e all'allegrezza d'essere entrato ei s'avvisava. *Quando avrai diligentemente osservato questa città, il litorale che l'avvolge a destra e a sinistra, i monti che sovrastano i flutti, inoltre le persone, gli animi forti ed il comportamento della gente, sappi di aver visto quel secondo coltello che per molti anni, con un esercizio continuo, affilò la spada del valore romano. *Veniamo a Genova, che dici di non aver mai visto. Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare; la sua stessa potenza, come è già accaduto a molte città, le nuoce e le reca danno, perché offre materia alle contese e alle gelosie cittadine. ===[[Renzo Piano]]=== *A Genova non manca niente per essere europea. Nel '600, il ''siglo de oro'', è stata una capitale mondiale e non ha mai perso quelle caratteristiche che l'hanno resa unica. [...] Spero che chi non c'è mai stato capisca la sua bellezza, troppo spesso nascosta e silenziosa. *Genova è detta la Superba, ma l'appellativo non si riferisce all'idea di una vanagloriosa superiorità: è superba perché "superiore", perché sale verso l’alto ed ha sempre avuto una capacità di reazione straordinaria. *Genova, è una delle città più belle del mondo. Prima del '92 il porto era separato dalla città, ma da allora Genova ha potuto ritrovare il suo contatto con il mare e ristabilire un rapporto con l'acqua. Paul Valéry la definì una 'cava d'ardesia', ma la sua componente acquatica è importantissima, è la sua identità. *Il mare di Genova è un mare abitato, dalle navi, ma anche quando non lo è, ha la luce.<br/>Genova ha il mare a sud, e questo cambia molto perché questo vuol dire che tocca il mare e poi viene verso la città, con uno scintillio, che ha qualcosa di speciale. *Nessuno guarda più la carta geografica ma Genova ha una fortuna incredibile [...] è in mezzo all'Europa, pur essendo in mare. Non se ne parla perché i genovesi sono così, non parlano di questo come non parlano della bellezza, forse per pudore. Ma la città ha una bellezza straordinaria, che è profonda, viene da lontano, e ha a che fare con l'acqua, con il mare e con la pietra. Genova è una città di pietra e di acqua, una città straordinaria. ===[[Papa Pio II]]=== *Desidererei che tu fossi ora con me: potresti infatti ammirare una città, di cui non c'è uguale in tutto il mondo. È posta su di una collina, che sovrastano monti assai impervi a nord, mentre a sud è bagnata dal mare. Qui il porto si incurva ad arco e, perché la furia del mare non danneggi le navi, lo protegge un molo che si dice sarebbe costato poco di più se fosse fatto d'argento: tanta è infatti lì la profondità del mare. *È cosa strana il fatto che, mentre tutti sono attratti dalle mogli altrui ed intrecciano con queste relazioni, non sospettano nulla di disonesto nelle proprie, per cui in questa città grande è la libertà delle donne; perciò se qualcuno chiama Genova paradiso delle donne, cadrebbe meno in errore che chiamandola diversamente, se non luogo piacevolissimo, nel quale gli abitanti non mancano di alcun genere di piacere e di ogni tipo di donna: perciò Genova è il paradiso di ogni delizia, dove nulla manca ai piaceri femminili. *Lì non c'è nessuna casa alta e bella che per il decoro e per l'eleganza non possa convenire a re o a principi: tutte sono regalmente maestose ed assai elevate e distano poco le une dalle altre. *Ogni lode sarebbe inferiore ai meriti di questa città perché, se tu volessi esaminare attentamente la sua grandezza e la sua gloria, ti basti questo argomento che, nonostante i Veneziani abbiano impiegato oltre novecento anni nel moltiplicare le loro ricchezze e nel costruire edifici e i Genovesi abbiano, per così dire, occupato quasi lo stesso tempo a dissipare le loro ricchezze ed a distruggere i loro edifici, tuttavia Genova è molto più nobile di Venezia, se vogliamo prendere in considerazione il decoro degli uomini e della città: ma non voglio farmi giudice di danaro. ===[[Guido Piovene]]=== *Genova è una città dura che si compiace d'essere sentimentale. Immagina se stessa rude, ma dolce nel segreto. Il misantropo di buon cuore è un personaggio importante della commedia dialettale che essa recita nella vita. Un buon genovese non deve mai mostrarsi commosso, ma voltate le spalle deve sempre asciugare una lagrima di soppiatto. *Tra l'azzurro ed il bianco, sul fondo dei colli di un verde opaco, Genova è misteriosa al modo di [[Londra]], l'altra città europea fatta a compartimenti stagni. La fantasia, dice Stevenson, è stimolata a Londra, perché Londra è un incastro di ambienti segreti l'uno all'altro. L'animo può così giocare al mistero, compiacersi in acrobazie che oggi si direbbero metafisiche, immaginando qui un cinese, qui un baro, una vecchia duchessa, un commerciante di caucciù, un dinamitardo, accostandoli, mescolandoli, ponendoli in rapporti occulti. Congerie di misteri simili non s'incontrano mai nelle semplici città italiane, ma Genova è forse l'unica che susciti la fantasia di retroscena clandestini. Un libro giallo che si svolga a [[Roma]], a [[Venezia]] o a [[Firenze]] ha qualche cosa di incredibile, ma se si svolge a Genova si riesce a credervi (o quasi). E, proprio come Londra, Genova ha la speciale teatralità degli esseri e delle vicende su cui si sente pendere qualche cosa di occulto. *Una reazione tipica del produttore genovese di fronte alla crisi è quella moralistica: «Io lavoro da mattina a sera». Adriano Olivetti a Ivrea mi parlava di questo moralismo-dolorismo dell'industria italiana, di questo feticismo nazionale per la fatica, il lavoro domenicale ed il dormire poco; in nessuna città è maggiore che a Genova; esso viene opposto alla crisi, che è subìta perciò come un'ingiustizia. Mai come a Genova ho accolto tante testimonianze di gente che lavora sempre e non dorme mai. ===[[John Ruskin]]=== *Di nuovo a disegnare sul molo; tratto caratteristico dei portici, che corrono lungo l'intera città, bui come la pece e sudici, e in alto madonne in tutti gli angoli. Per tutta la città, questa è una cosa che colpisce: al di sotto dei portici, angoli di linea squisitamente morbida, ricchissima di ornamenti, con piccole immagini delicate; e immagini sopra quasi tutte le porte. Qui le strade, strettissime, mancano di effetto, bianche con semplici finestre quadrate. Di tanto in tanto una caditoia che sporge, o un bello stipite di marmo tutto arabescato, ma niente di sontuoso sulle facciate vere e proprie. *Genova, al nostro entrarvi, sì e no visibile in un crepuscolo foriero di tempesta, con i lampi che balenavano dietro il Faro e le navi che rollavano paurosamente sull'onda lunga del golfo. Eccomi di nuovo, dopo sette anni, a contemplare da sopra queste balconate di marmo il golfo di Genova, ma con più pena che piacere: molto di entrambi. Vi sono alcune belle imbarcazioni all'ancora in porto, come quella in margine, {{NDR|a margine è disegnata a matita una barca}} e il cielo è marezzato da linee luminose di frammenti di nuvole, rottami di una tremenda tempesta che mi ha svegliato prima dell'alba, abbattendosi con fragore lungo la stretta via oltre la mia finestra: la pioggia, da quel momento, è caduta a cateratte. *Nel ritornare, veduta dal molo della città, raggruppata in modo massiccio, sostenuta da archi sopra neri strati verticali di calcare, contro i quali si abbatte l'onda lunga e pesante del mare. Gli Appennini di un blu livido alle spalle, con frammenti di luce dorata fra i crinali, e l'intera parte occidentale del golfo fosca di tempesta. Buio pesto nelle strette viuzze mentre rientriamo, ma aria mite come fossimo in giugno, e una falce di luna che ora splende sulle onde del porto, in un cielo buio e perfettamente sereno. ===[[George Sand]]=== *A prima vista, lo sapete, la città è più strana che bella, ma la sua è una stranezza sorridente. Il Medioevo, qui, non ha lasciato nulla di imponente e nemmeno nulla di lugubre. *Bisognerebbe dedicare una giornata a ognuna di queste case di stile diverso dentro e fuori. Questa varietà colpisce, abbaglia, diverte e affatica. Ci sono molti marmi, molti affreschi, molte dorature, e tutto questo deve essere costato molti soldi. All'esterno sono piccole e graziose. Dentro le stanze sono ampie, e ci si stupisce che riescano a stare in palazzi che sembrano occupare tanto poco spazio. *Come città commerciale, progredita e civile, oggi è decisamente detronizzata da Marsiglia, ma quanto a disposizione e distribuzione pittoresca, c'è la stessa differenza che esiste tra una bella avventuriera e una bella borghese. La prima, conciata un po' follemente, mescola ornamenti di gusto a parure un po' licenziose, ma possiede le grazie che conquistano e le originalità che piacciono; l'altra è più saggia, più soggetta alla moda, decente, ricca, a modo, ma uguale a tutte le altre. *L'aspetto generale di Genova non è soddisfacente, ma il particolare è spesso adorabile. Le case dipinte sono decisamente una cosa brutta, per fortuna che cominciano a non essere più di moda. La città, adagiata su piani disuguali, non ha né capo né coda, ma le ''belle'' strade sono curiose e divertenti. Qui vengono chiamate belle strade quelle che sono fiancheggiate da bei palazzi; sfortunatamente sono così strette che i bei palazzi vi sono sepolti. Si passa ammirando le porte e le parti basse delle costruzioni, ma ci si torce il collo per vedere l'edificio, e anche così, da qualsiasi parate ci si metta, non ci si fa che una vaga idea delle sue proporzioni e della sua eleganza. *Più lontano ci sono delle belle passeggiate fiancheggiate da brutte casette, da ricche chiese piene di oggetti preziosi e costosi; e poi dei sentieri scoscesi, costeggiati da orribili casermoni, passaggi scuri che all'improvviso si aprono su verzure abbaglianti; poi la roccia a picco dietro e davanti a sé; poi il mare visto dall'alto e sempre bello; fortificazioni gigantesche, interminabili; giardini sui tetti; ville buttate a caso sulle colline circostanti, profusione di casamenti chiassosi che, visti da lontano, rovinano il quadro naturale della città; insomma, è incoerente: non è una città, è un ammasso di nidi che ogni tipo di uccello è venuto a costruire qui, facendo ognuno di testa sua e appropriandosi del luogo e dei materiali che più gli piacciono. Se non sapessi di essere in Italia, non farei fatica a credere che è tutt'altro luogo da ciò che mi aspettavo. Non bisogna pensarci, piuttosto arrendersi a questa influenza di disordine e capriccio che a prima vista fa impazzire. *Vedendo Chopin rinascere con la primavera e non più bisognoso di cure intense, approvò il progetto di andare a passare qualche giorno a Genova. Fu un piacere per me rivedere con Maurice tutti i bei palazzi e i bei quadri di questa città affascinante. ===[[Camillo Sbarbaro]]=== *Anche Genova ha i suoi monelli. Si vedono di rado. Stanati dal maltempo, compaiono in Galleria. Superbi nei capi di vestiario più scompagnati; in brandelli, deliziosamente; pieni di irriverenza. *Natale, silenzio. Perché? {{sic|ti}} ho scritto da Ventimiglia, da Bologna, da Buttrio, da Udine, da Cividale più volte. Mandami tue notizie e qualche numero della ''Voce'': sapere che sei vivo e che la Liguria e la mia Genova esistono ancora. *Oh covata con gli occhi dalla spianata di Castelletto, la città che lì sotto s'accavalla! un mare in burrasca pietrificato, verso cui d'ogni parte si sporge questa terrazza spazzata dal vento. Fessure vi si aprono le strade e vi si stacca qua e là il verde d'un parco, la nebbia rugginosa dell'[[Spianata dell'Acquasola|Acquasola]]. Ecco il palazzo a imbuto del Municipio, la colombaia delle monache di clausura, l'occhio giallo del [[Teatro Carlo Felice|Carlo Felice]]. A momenti si specchierà nel mare che impaluda tra i docks il mazzo di lumi di [[San Benigno (Genova)|San Benigno]].<br/>Quassù il caffè Spertino, gabbia di vetro che il tramonto fondeva, pare adesso di madreperla. Dentro vi affiora e risprofonda l'ascensore in un silenzio irreale. Uscendone, una donna mi sfiora. A questo balcone spalancato su Genova si potrebbe, un'ora come questa, aspettare l'Amore. *Superstite fra tanta prole che gli soppiantava intorno la città coetanea, [[Cattedrale di San Lorenzo (Genova)|San Lorenzo]] restò: l'unico segno che l'occhio riconosceva. E mi figurai San Lorenzo in mezzo a una Genova fosca e superba come lui; dalle strade anguste; abbarbicata a poca sponda che due riviere turbolente le scavavano ai lati; protesa alle vie del mare; la Genova di cui rimane, vestigio, qualche lapide incisa, qualche portale d'ardesia intagliata.<br/>Attraverso i secoli muta dunque faccia la città come in un minuto il mare colore. Ad essere uno squadrato masso in vetta ad una antichissima torre – occhio minerale per cui gli anni sono istanti per noi – si vedrebbe la città vivere: assaggiare con incerti tentacoli intorno; attaccare coi moli il mare che l'assalta: allungare bracci di là dei fiumi; inerpicarsi ai colli o spianarli col peso; invadere, macchia d'olio; in qualche parte ammalarsi e perire; donde poi buttare più vigorosa, pollone da potatura; crescere e respirare multiforme ed enorme... ===[[Federico Sirianni]]=== *Genova è una città che ti lega abbastanza, però ti vincola, ti soffoca. Secondo me è molto bella, anche cinematograficamente, ha una potenzialità descrittiva superiore a tante altre, forse solo Roma ha un'aura così forte. È una città in continuo cambiamento visivo, è come se si muovesse in continuazione, e questo è molto bello per chi deve descriverla. *Qui è come se questi vicoli, queste mura antiche, questi portali che odorano di incenso e di piscio nascondessero una sorta di misteriosa resistenza protetta e benedetta dalle madonne appese alle edicole votive. Una resistenza che stringe nei pugni la verità di un luogo e la sua storia, con le croci sul selciato e i topi fra le grate dei tombini. *Via XX Settembre sembra più ripida di sera che di giorno, Genova è una città che costringe alla fatica, all'acido lattico, a un cammino espiatorio. ===[[Tobias Smollett]]=== *Alle cinque del pomeriggio circa, costeggiavamo i bei sobborghi di San Pietro d'Arena e arrivavamo a Genova che costituisce un'apparizione abbagliante quando la vedi dal mare. Essa infatti si inerpica come un anfiteatro di forma circolare dal livello dell'acqua su per le montagne per un notevole tratto, mentre dalla parte di terra è circondata da due mura, la più esterna delle quali pare estendersi per quindici miglia. *Il commercio di questa città attualmente non è molto considerevole, tuttavia ha l'apparenza di una vera e propria attività. Le strade sono affollate, i negozi ben riforniti e i mercati abbondano di eccellenti provviste d'ogni sorta. [...] Lo stato di Genova è molto povero e il suo Banco di San Giorgio ha ricevuto dei colpi molti duri prima dalla rivolta dei corsi e, in seguito, dalle disavventure della città, quando fu conquistata dagli austriaci nella guerra del 1745, e continua ancora a languire senza alcuna prospettiva di vedere ripristinata la sua reputazione. *Non senza ragione Genova è chiamata la ''Superba''. La città di per sé è imponente e i suoi nobili molto orgogliosi. Alcuni possono andar fieri della propria ricchezza ma, in generale, i loro patrimoni sono davvero limitati. [...] Solo una mezza dozzina di nobili ha una rendita di diecimila libbre all'anno. Ma la maggioranza non possiede più della ventesima parte di tale somma. Conducono una vita privata decisamente parsimoniosa e in pubblico vestono soltanto di nero per ridurre le loro uscite. Si dice che se un gentiluomo dà un ricevimento una volta ogni tre mesi, egli vivrà di briciole per tutto il resto dell'anno. ===[[Mario Soldati]]=== *E come mai a Genova, proprio Genova, così moderna in altre manifestazioni, conserva e tende a conservare ciò che merita di essere conservato? Conosciamo la risposta: Genova conserva anche tante cose che farebbe meglio a buttar via, e dunque si tratta di una saggezza inconsapevole, o addirittura involontaria. E con questo? Perché non «una saggezza magica»? Perché non riconoscere il bello e il buono dove c'è? *Genova, pur avendo una fisionomia così particolare, assomiglia un poco, pezzo per pezzo, a tutte le città italiane. Ha vie colorate come Palermo, lungomare come Napoli e Bari, calli come Venezia, colline come Ancona, monumenti come Roma e Firenze, animazione come Bologna, industrie come Milano, quartieri ottocenteschi come Torino.<br/>Tutta l'Italia, ormai, e tutte le epoche della storia italiana si sono riversate intorno al vecchio centro medievale di Genova. L'antico e il nuovo; il sud e il nord; il mare e il monte; il clima, che è mediterraneo, e il gruppo etnico dominante, che è ligure.<br/>Ed è ligure, è genovese, perfino il senso più moderno e più vivo del nostro Risorgimento: l'idea repubblicana. *Ogni volta che torno a Genova, mi stupisco e mi chiedo, scherzosamente, che bisogno possa aver sentito il Piemonte di conquistare l'Italia mentre aveva già la Liguria. Tutto ciò che di italiano manca a Torino, ce l'ha, e ce l'aveva, Genova. *Tutte le volte che vengo a Genova, mi dico che è la più bella città del mondo. E mi chiedo perché non ci vivo, sebbene, dal primo momento, ormai lontanissimo, in cui l'ho vista, non abbia mai desiderato altro. ===[[Stendhal]]=== *Assaporo completamente il piacere della mia solitudine; la partenza da Genova mi ha tolto un peso enorme che mi schiacciava. Questa città sarà sempre per me ''di sbadigliante memoria''<ref>in italiano nel testo originale</ref>. *Dopo aver errato di palazzo in palazzo, per più d'un'ora, in questa bella via, ho cercato un caffè; sono tutti bruttissimi e meschini qui a Genova, città dedita solo agli affari.<br/>Dato questo carattere, tutti sono disposti ad esservi utili ''per guadagnare qualcosa''. Che differenza, buon Dio! dai napoletani, così indifferenti ad ogni idea di lucro e così filosofi! *Ecco, per esempio, quello che si può dire di Genova. Mi assicurano che c'è scarsa vita di società; una ragazza non legge romanzi e pensa a sposare un uomo ricco. *La bonomia milanese è celebre quanto l'avarizia genovese. Per essere stimati a Genova, bisogna mangiare appena un quarto delle proprie rendite e, se si è vecchi e ricchi, giocare qualche brutto tiro ai propri figli: mettere per esempio clausole insidiose nel testamento. [...] Genova rimane la città dell'avarizia, sembra una piccola città della Francia meridionale. *La città è mirabilmente situata ad anfiteatro sul mare. Fra la montagna, alta quattro volte Montmartre, e il mare, si è trovato giusto il posto per tre vie orizzontali: una, larga otto piedi, è quella del grande commercio, e vi si trova il caffè elegante; l'altra, dietro il muro del porto, è abbandonata ai marinai dell'infima classe; la terza, infine, la più vicina alla montagna e che porta successivamente i nomi di ''Balbi'', ''Nuova'' e ''Nuovissima'', è una delle vie più belle del mondo. *Si potrebbe stabilire che gli allievi che hanno ottenuto il «Grand Prix» vadano in un posto qualsiasi, in Italia, dove vogliono, purché sia oltre il Ticino e la Trebbia. Ad eccezione di Torino e di Genova, ogni soggiorno dovrebbe esser loro consentito. *Verso la fine della serata è comparso Savarelli, un nostro amico che viene dal nord d'Italia. È innamorato di Milano; è la città del piacere, niente le può esser messo a confronto, per questo; Torino e Genova sembrano delle prigioni. ===[[Rodolphe Töpffer]]=== *Così, mentre alcuni tornano in albergo, altri, più curiosi, percorrono passeggiando le strade. In una città come Genova è ancora meglio che visitare i palazzi, tanto le costruzioni sono bizzarre, le vie singolari, la popolazione attiva, vociante, numerosa, e l'aspetto di tutte le cose è singolare. M. Töpffer, accompagnato da una dozzina di viaggiatori, cerca di perdersi secondo il suo sistema, secondo la teoria che non si conosce una città se non vi si perde parecchie volte fino a ritrovare poi la strada da soli. Tuttavia, in quella prima escursione, egli riesce più presto a perdersi che a ritrovarsi. *I palazzi, comunque, sono magnifici, magnifici come palazzi ma assolutamente scomodi come abitazioni. Le sedie sono troppo alte, e così le mensole, gli specchi nessuno arriva a vedersi. Ovunque c'è lusso, bellezza, maestosità, ma più nulla è in accordo con i costumi; sale di consiglio, sale d'aspetto, sale d'udienza per una città, per un popolo che non ha più, ahimè, ricevimenti, udienze, consigli: rovine dorate d'una repubblica illustre, brillante sarcofago d'una nobiltà delusa, sulle quali chiosa l'itinerario e vive il cicerone, come i vermi vivono su ciò che è fiorito, ha prosperato, vissuto! *Il faro, il porto, le navi, il rumore, l'allegria, la polvere, tutto questo forma un carosello mobile nel quale, tranquilli e silenziosi, ci lasciamo cullare per il divertimento, la sorpresa, la rapida successione di mille piacevoli scenette. *Non v'è che una strada a Genova dove le truppe e i cannoni possano sfilare. Le altre sono larghe soltanto sei o sette piedi, qualcuna anche meno, eppure sono adorne di ricchi negozi e animate da un formicolare di gente che si sgomita senza cessa. Su quelle vie strette, di tanto in tanto un gran palazzo esibisce una facciata superba dalla quale non si può vedere l'insieme da nessun luogo. Poi vengono delle piccole piazze quadrate, della grandezza di un salone, guarnite di botteghe talmente strette tra loro che si crede di vederne una sola. ===[[Paul Valéry]]=== *Dei luoghi sorprendenti, viottoli, deserti, una sorta di inatteso lago nero. *Genova ''bellissima''! {{sic|ieri}} a bordo d'una nave un ballo e la presentazione al celebre signor Mylius, uno dei più grandi collezionisti del mondo. Nella sua [[Villa Mylius (Genova)|villa]], Cluny e una casa dei Goncourt e ai piedi di queste meraviglie tutto il mare e i fiori di questi posti. *Genova, città dei gatti. Angoli neri.<br/>Si assiste alla sua ininterrotta costruzione dal tredicesimo al ventesimo secolo.<br/>Questa città tutta visibile e presente a se stessa; in persistente familiarità con il suo mare, la sua roccia, la sua ardesia, i suoi mattoni, i suoi marmi; in lavorio perpetuo contro la sua montagna. - Americana dopo [[Cristoforo Colombo|Colombo]].<br/>Noia ineffabile delle cose d'arte - assente a Genova. *Genova è ricca di monumenti ed io dedico le mie giornate a visitarli. La [[Cattedrale di San Lorenzo (Genova)|cattedrale]] è bella, gotico-moresca con statue dei tempi antichi, con iscrizioni che tento di tradurre con l'avanzo di latino che mi rimane... *Genova. Giro verso le ''Grazie'', ''Castello'' con Broche... Adesso ho fatto, con le persiane, la penombra del mezzogiorno nella grande camera a mosaico. In attesa dell'ora del ricevimento solenne all'Università.<br/>C'è del silenzio vicino e del rumore lontano - Le stesse campane che ho inteso bambino.<br/>- Si va. Palazzo, Cortile a scalinata sconosciuto... Sala vasta e ''grandiloquente'' - Bei damaschi del tavolo e poltrone dorate. Discorsi brevi del rettore e di Celesia - Lungo e scemotto di Broche. Io parlo di Genova... *Mentre [[Firenze]] si contempla e [[Roma]] sogna, e [[Venezia]] si lascia vedere – Genova si fa e rifà – *Preferisco Genova a tutte le città in cui ho abitato. È che mi ci sento sperduto e a casa mia – fanciullo e straniero. Essa ha una distesa di cupole, monti calvi, mare, fumi, neri fogliami, tetti rosa, e quella Lanterna, così alta ed elegante, – e meandri popolosi, labirinti ingombri le cui viuzze salgono, scendono, si intersecano e di colpo sbucano sulla veduta del porto; – piena di sorprese, di porte scolpite marmo o ardesia, casse, formaggi; scale, panni anziché il cielo, cancelli richiusi, bizzarro dialetto dal suono nasale e irritante, dalle strane abbreviazioni, vocaboli arabi o turchi. *Quanto a Genova, questa mirabile città ha delle strane virtù. Ci ho passato delle favolose estati, nell'infanzia. Ho creduto di diventarci pazzo nel 1892. Una certa notte ''bianca'' – bianca di lampi – che ho passato seduto a desiderare d'esser fulminato. *Sogno spesso il piacere che sarebbe per me errare con voi per Zena. Che città singolare e completa! Purtroppo non ha avuto né un Canaletto, né un Guardi. Nessuno ha esplorato queste inesauribili atmosfere da incisione all'acquaforte. È stata un poco guastata. Voi non avete conosciuto il [[Molo Vecchio]], nè le straduccole che si annodavano e reggevano il serpeggiante strascico al posto dell'infame [[Via XX Settembre (Genova)|via XX Settembre]]... *Tempo semigrigio - mare scialbo, nomi conosciuti - Albenga, Albissola, Finale, Pegli, Sestri - - Stazione Broche e Console. Andiamo a piedi all'hotel de Genes - Via Nuova, Via Cairoli, Via Belli {{NDR|Balbi? NdT}}. Trovo Genova più bella di quanto la pensassi nel ricordo - Circolazione molto vivace - Ai piedi della Salita san Francesco, vista della casa - cena solo - Mediocre - Esco e scendo nel dedalo - San Matteo - Campetto - di notte. Penso di perdermi. ===[[Maksimilian Aleksandrovič Vološin]]=== *Genova è bella solo là dov'è sporca, angusta e alta, dove vuole imitare l'Europa diventa tediosa e banale. Le sue strade odorano di carne guasta e fiori. Il suo porto è grigio, velato di nuvole di fumo, ingombro degli innumerevoli alberi delle navi e cosparso di polvere di carbone. *Genova è una città rozza, sgraziata e allo stesso tempo infinitamente bella. Fessure di un ''[[:w:Aršin|aršin]]'' e mezzo di larghezza fra infiniti, enormi edifici in pietra qui vengono ritenute vie. Le stamberghe più misere non hanno qui meno di otto piani. La biancheria sporca, distesa su corde a vertiginosa altezza, è ritenuto l'ornamento più adeguato per i palazzi di marmo e le sporche case di otto piani, che sgranano sul mare, con una goffaggine che fa tenerezza, un'innumerevole quantità di finestre. *La folla della strada a Genova è davvero splendida. Genova, come Parigi, vive per strada. È proprio nella strada che si svolgono tutte le sue funzioni vitali: qui si mangia, si beve, si dorme, ci si lava fino alla cintola alla fontana. ===[[Boris Zajcev]]=== *Entriamo in città. Ribolle e rumoreggia di un frastuono instancabile, gioioso e solare. Sembra che qui ognuno sia forte e allegro. Tutti sono avvolti dall'aura dei mari lontani, del sole, del vigore e di un'insopprimibile vitalità. Sono tutti felici qui? La domanda è strana, ma si pone. Non sono quelli che hanno delle difficoltà o soffrono a dare il tono alla vita; questo tono è di trionfo e giubilo. *Guardando le case, agiate e ricche, ma non attraenti, gli uomini vivaci e energici, ma privi di quell'eleganza della razza che si trova in Toscana o nel Lazio, ascoltando la lingua - il suono d'Italia ben noto, ma come induritosi nell'incomprensibile parlata ''genovese'' - senti e dici: questa è Italia, tutto questo è Italia, ma solo in un suo aspetto, in quello che si può chiamare Afrodite Pandemos, ovvero Afrodite popolare. Qui manca infatti la raffinatezza e l'impronta elevata della cultura spirituale. *Queste navi e questo mare di marzo, allora come oggi dello stesso color lilla rischiarato dalla luce del sole, queste navi a Genova portavano anche ricchezza, più probabilmente ai mercanti genovesi, dinastia combattiva, astuta, un po' rozza e spietata, conservatasi qui per circa cinquecento anni, che ha eretto in abbondanza palazzi, monumenti, teatri, la borsa, il cimitero e altro ancora, e tutto a gloria di una vita brillante, sazia, materiale. *Siamo ricchi, sazi, soddisfatti. La misura di tutto è il denaro. Non vi è altro Dio all'infuori di quello coniato sullo zecchino d'oro: tale sembra essere il motto di Genova. *Un uomo con la nostra mentalità è difficile che senta il desiderio di "stabilirsi" a Genova. Ma non si può passare oltre trascurandola, anche se non è affatto un "santuario", come altre città italiane. Il suo ritmo vivo e gioioso affascina. Non si dimentica il ribollire della sua folla, la varietà dei colori, l'immensità del mare, la foresta degli alberi maestri, i mercanti, i marinai, le donne, i navigatori, le lavandaie, i ciabattini, i tram veloci, gli splendidi negozi; e vien da pensare: ecco una città dove si respira forte e in allegria, dove il lavoro è legato al "colore", dove la ricchezza è apertamente felice, dove in genere tutto fiorisce nell'abbondanza della vita. ==Citazioni in versi== *''A chi o diggo che Zena ä seja a pä | 'na vegia cartolinn-a punzeggiâ | ammiâ contro ä lummea? | No i fan ciù i figgieu questi lummetti | che fâvan diventâ paixi da föe | Lumarso, Manessen e Prementon.'' ([[Vito Elio Petrucci]]) *''Addio, Genova detestabile | Addio, soggiorno di Pluto. | Se il Cielo mi è favorevole, | Non vi vedrò più.'' ([[Montesquieu]]) *''Chi guarda Genova sappia che Genova | si vede solo dal mare | quindi non stia lì ad aspettare | di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più | di quei gerani che la gioventù | fa ancora crescere nelle strade.'' ([[Ivano Fossati]]) *''Così tu veleggiasti alla seccagna | di Tripoli, con uno de' tuoi Doria | buon predatore, o Genova grifagna; | ché padroni e nocchieri di Portoria | e di Prè, stanchi d'oziare a bordo, | tentarono l'impresa per galloria.'' ([[Gabriele D'Annunzio]]) *''E andiamo a Genova coi suoi svincoli micidiali.'' ([[Francesco De Gregori]]) *''E Genova aveva dei figli marinai | sfidando il mare aperto | volantinavano a viso scoperto. | E Genova, Genova a volte | ne parla nei bar | piena di sottintesi | perché non li hanno presi.'' ([[Assemblea Musicale Teatrale]]) *''E senza tante cose è partito | e a Genova ha formato di nuovo il suo nido.'' ([[Mario Cappello]]) *''Fratelli di Genova, | qui Genova è mesta, | è già un po' di tempo | che è finita la festa.'' ([[Buio Pesto]]) *''Friedrich Nietzsche / alla fine del suo secondo / soggiorno a Genova: / lux mea crux / crux mea lux.'' ([[Friedrich Nietzsche]]) *''Genova, che dicono voluta da Giano fondatore, | città antica, potente d'armi, famosa per i trofei, | molte notevoli imprese ti procureranno grandi lodi. | Presso di te è il dominio del mare, tu reprimi i popoli | perfidi, perché non penetrino da nemici nei nostri lidi.'' ([[anonimo]]) *''Genova città ripida | Buone gambe per camminare | Flipper messo in bilico | Dove rotola un temporale | Città da cantautori | Per i ciclisti è micidiale | Se pisci sulle alture | Mezzo minuto e si inquina il mare.'' ([[Max Manfredi]]) *''Genova era una ragazza bruna | collezionista di stupore e noia | Genova apriva le sue labbra scure | al soffio caldo della macaia.'' ([[Cristiano De André]]) *''Genova mia cara non ti preoccupare | tra le mille cose che ho da fare | sono sicuro che un giorno | troverò il tempo per tornare.'' ([[Ex-Otago]]) *''Genova mia, se con asciutto ciglio | Piagato e guasto il tuo bel corpo io miro, | Non è poca pietà d'ingrato figlio, | Ma ribello mi sembra ogni sospiro. | La maestà di tue ruine ammiro, | Trofei della costanza e del consiglio: | Ovunque io volgo i passi o il guardo giro | Incontro il tuo valor nel tuo periglio. | Più val d'ogni vittoria un bel soffrire; | E contr'ai fieri alta vendetta fai | Col vederti distrutta, e nol sentire: | Anzi girar la Libertà mirai | E E baciar lieta ogni ruina, e dire: | 'Ruine sì, ma servitù non mai.' '' ([[Giovanni Battista Pastorini]]) *''Genova nemica degli ombrelli | la pioggia ed il vento cateti | di un improbabile scaleno |'' [...] ''Genova dalle spore di mare | Abbiamo salsedine | anche nel cuore | Abbiamo salite e discese | anche nelle strade dei nostri sogni | Genova samba di onde | col mare tenuto lontano | coi gomiti di diga | o attirato da calamite rocciose'' [...] ''Genova saudade & spleen...'' ([[Claudio Pozzani]]) *''Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare | respiro al largo, verso l'orizzonte. | Genova, repubblicana di cuore, vento di sale, | d'anima forte. | Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi, | parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.'' ([[Francesco Guccini]]) *''Giro per le strade di Genova | è la mia città | voi gente normale non potete apprezzare | cosa si prova ad essere come me | a non aver niente e nello stesso tempo sentirsi padroni.'' ([[Bruno Lauzi]]) *''In Cristo Re o Genova, t'invoco. | Avvampi. Odo il tuo Cìntraco, nel caldo | vento, gridarti che tu guardi il fuoco. | Non Spinola né Fiesco né Grimaldo | trae con la stipa. Il sangue del Signore | bulica nella tazza di smeraldo.'' ([[Gabriele D'Annunzio]]) *''Io sono nato a Genova | Funicolari ascensori e creuze | Io sono nato a Genova | Città viva di troppe attese'' ([[Max Manfredi]]) *''L'amo questa città dal duro volto, | dall'avaro sorriso. | Le son figlio | sin nel fondo dell'animo.'' ([[Elio Andriuoli]]) *''L'amor di Patria, e le calde preghiere | Degli amici fur sprone al mio pensiere | Di ritornar: ne secondai l'idea, | E Genova più bella a me parea. | Io non dirò di quanta gioia piena | Fu l'alma mia in la nativa arena.'' ([[Gian Carlo Di Negro]]) *''La voce del centro spirava dai suoi vicoli | la nave nel porto sembrava aspettare me | in questa città senza posto neanche per piangere | gli amanti stringevano al petto il loro lungo addio.'' ([[Timoria]]) *''Là voglio essere io: e confido | In me, d'or innanzi, e nel mio timone. | Aperto è il mare: nel suo cupo azzurro | si spinge la mia prora genovese. | Tutto sempre più nuovo mi diventa, | Alle mie spalle è Genova. | Coraggio! Se la mia nave guidi, | Carissima Victoria!'' ([[Friedrich Nietzsche]]) *''Le casebarche di Genova | di colpo sospesero l'abbrivio, | restando attonite in aria. | La rotta era di collisione. | Ora c'è pace nell'onda | ferma delle colline.'' ([[Manrico Murzi]]) *''Le ninfe d'Arno e l'adriatica Dea, | Grecia, che tenne l'insegne latine, | le contrade siriache e palestine, | e l'onda eussina e la partenopea, | l'audace industria tua regger dovea, | che superolle; e d'Asia ogni confine, | d'Africa e d'America le marine, | e ciò che senza te non si sapea. | Ma tu, a te strana, le vittorie lasci | per piccol premio ad altri, però c'hai | debole il capo e le membra possenti; | Genoa, del mondo donna, se rinasci | di magnanima scuola, e non avrai | schiave a' metalli le tue invitte genti.'' ([[Tommaso Campanella]]) *''Lontano dagli occhi, lontano dal cuore | è una grossa bugia, | più si allontana la spiaggia e il molo | più cresce la nostalgia, | Genova sparisce dalla tua vista | la vedi solo con la mente. | Si bagnano gli occhi, ti viene il magone | e ti senti troppo solo.'' ([[Giuseppe Marzari]]) *''Ma se ci penso, allora io vedo il mare, | vedo i miei monti e la [[Piazza della Nunziata]] | rivedo il [[Righi]] e mi si stringe il cuore, | vedo la [[Lanterna di Genova|Lanterna]], la Cava e laggiù il [[Molo (Genova)|Molo]]. | Rivedo la sera Genova illuminata, | Vedo là la [[Foce (Genova)|Foce]] e sento frangere il mare, | e allora io penso ancora di ritornare, | a posare le ossa dove riposa mia nonna.'' ([[Mario Cappello]]) *''Mi piace stare a sentire, l'odore della mia città, della mia Genova che ho cucita nel cuore, | sedermi, chiudere gli occhi, e pensare a tutti gli odori, che la natura ci ha regalato.'' ([[Buio Pesto]]) *{{NDR|Il [[denaro]]}} ''Nelle Indie con onore nasce | e in giro dove il mondo l'accompagna | finisce per morir qui in Spagna | mentre a Genova qualcun lo seppellisce'' ([[Francisco de Quevedo]]) *''Nobile, e grande è la città di Genova | e più sarebbe ancora, se non fosse | che ciascun dì per sua discordia menova.'' ([[Fazio degli Uberti]]) *''O viottoli olenti | In cui ciascun sente | Cotante erbe e cento | Droghe differenti, | In cui, nari erranti, | Tu fendi gli incensi | Che l'ombra incoerente | Diffonde ai passanti...'' ([[Paul Valéry]]) *''Per quanto tempo ti penserò | in quelle notti a Genova | giù lungo il porto dentro quei bar | sogni cambiati in spiccioli'' ([[Cristiano De André]]) *''Per que' valloni e per quelle ricise | andammo, in fin che fummo dove Giano, | dico l'antico, prima pietra mise. | Questa citta è tutta in poggio e in piano, | racchiusa tra [[Bisagno]] e [[Polcevera|Poncevere]], | con bei palagi e 'l sito dolce e sano.'' ([[Fazio degli Uberti]]) *''Pugno di camàlo italiano | scagliato contro le onde | brivido d'avvenire elettrico | trasfuso ai caoti trogloditici del mare: | sposa liquida delle solide Alpi | sorella dei valichi e dei tunnels | madre dei sacchi di grano e delle montagne di carbone | figlia delle grue d'acciaio e delle sirene di simcum | tromba megafonica di tutti gli idiomi.'' ([[Paolo Buzzi]]) *''Quando ti devo lasciare | Genova bella | mi sento mancare le forze | mi sento male'' ([[Giuseppe Marzari]]) *''Questa città è un ottovolante. | Un intrigo di ponti e sopraelevate. | E ogni volta una nuova emozione | salta dal cuore alla testa | dalla pancia alla gola.'' ([[Claudio Baglioni]]) *''Questa città ha musica e suoni suadenti | come le cantilene del suo dialetto. | Come un raggio che asciuga la pioggia | come una goccia che cade sul sole.'' ([[Claudio Baglioni]]) *''Ritornerai come sempre | ritornerai accanto a me | ritornerai come sempre| ritornerai a Genova.'' ([[Timoria]]) *''Se ripenso a te | a volte sai mi viene male | Italia mia | a Genova c'è un altro sole | non mi chiedere di spiegare | cosa provo quando devo ritornare.'' ([[Ex-Otago]]) *''Sempre che torni sera | Per queste città dove le luci | Appena si staccano dai pali | E il mare brucia di là | Sul molo un'aria fiacca | Raccoglie il fischio della sirena. | Solo mi dico la mia pena e brillano | Agli occhi vaghi i lumi delle ville. | Troppo dolce il passaggio in queste terre, | Più sicura la morte, ad ogni viaggio | Non c'è speranza che resti sepolta. | Poi è la prima stella che si perde | Dietro le palme, più tardi un baleno | Verde che s'apre a uno schiocco di frusta.'' ([[Leonardo Sinisgalli]]) *''Siamo saliti sin quassù {{NDR|il [[Righi]]}} a guardare | la città che si stende tra il confine | del mare e le montagne. | È come avvinta | da un suo sogno operoso, di cui giunge | l'indistinto brusio a noi che intenti | ne cerchiamo le strade, i campanili, | le piazze. Grigi tetti ci conducono | al porto irto di gru, ove lente salpano | navi e muovono lievi verso il largo, | con rauco grido ''[...]'' | le accompagna il cuore.'' ([[Elio Andriuoli]]) *''Signore di questo porto | vedi mi avvicino anch'io | vele ancora tese | bandiera genovese | sono io.'' ([[Ivano Fossati]]) *''Spirito ceruleo dei mari, ospite di ignote strade, | laggiù è un vascello; dinanzi gli sta una falce di luna, padrona dell'etere... | già il giorno ha oltrepassato delle rocce ultime la soglia. || Ma come un fuoco che cova, nel suo seno di zaffiro, | sulle terrazze, ammassando palazzi su palazzi, | sempre di Genova rosseggia l'anfiteatro purpureo.'' ([[Vjačeslav Ivanovič Ivanov]]) *''Superba ardeva di lumi e cantici | nel mar morenti lontano Genova | al vespro lunare dal suo | arco marmoreo di palagi.'' ([[Giosuè Carducci]]) *''Tra questa gente che osserva e si lamenta | pure [[Cristoforo Colombo|Colombo]] è stato uno fra cento | e adesso in mare veleggia la rumenta''<ref>"spazzatura" in dialetto genovese</ref>'' | strana, Genova || Io questa notte ti vorrei parlare | e invece parto per mandarti a dire | che tu sei bella, sì, ma da ricordare | bella più che mai.'' ([[Francesco Baccini|Francesco Baccini e Fabrizio De André]]) *''Via, mettiamo via | questa città | ne ho nostalgia | andando via | non è più mia | o forse non lo è stata mai | magari un po'.'' ([[Negramaro]]) *Vieni a mirar la cerula<br/>Marina tremolante;<br/>Là Genova torreggia<br/>Sul talamo spumante;<br/>Là i tuoi nemici imperano,<br/>Vincerli indarno speri...<br/>Ripara i tuoi pensieri<br/>Al porto dell'amor. (''[[Simon Boccanegra]]'') ===[[Dino Campana]]=== *''Ah! ch'io parta! ch'io parta! E che un lontano | Giorno l'ultimo sonno in te laggiù | dorma | Genova | Sotto degli infrenati archi marini | Dell'alterna tua chiesa azzurra e bianca | Dove una fiamma pallida s'infranca | In arco eburneo a magici confini.'' *''Già a frotte s'avventurano | I viaggiatori alla città tonante | Che stende le sue piazze e le sue vie: | La grande luce mediterranea | S'è fusa in pietra di cenere: | Pei vichi antichi e profondi | Fragore di vita, gioia intensa e fugace: | Velario d'oro di felicità | È il cielo ove il sole ricchissimo | Lasciò le sue spoglie preziose.'' [...] ''| Perdute nel crepuscolo tonante | Ombre di viaggiatori | Vanno per la Superba | Terribili e grotteschi come i ciechi.'' *''O città fantastica, o gorgo di fremiti sordi!'' *''O poesia siimi tu faro | Siimi tu faro e porterò un voto laggiù | Sotto degli infrenati archi marini | Dell'alterna tua chiesa azzurra e bianca | Là dove aurora fiammea s'affranca | Da un arco eburneo, a magici confini | Genova Genova Genova.'' *''Sotto la torre orientale, ne le terrazze verdi ne la lavagna cinerea | Dilaga la piazza al mare che addensa le navi inesausto | Ride l'arcano [[Palazzo Rosso (Genova)|palazzo rosso]] dal portico grande: | Come le cataratte del Niagara | Canta, ride, svaria ferrea la sinfonia feconda urgente al mare: | Genova canta il tuo canto!'' ===[[Giorgio Caproni]]=== *''Era un portone in tenebra | di scivolosa arenaria: | era, nell'umida sera promiscua, | il mio ingresso a Genova.'' *''Ero a Livorno, alla Darsena. | irta di rimochiatori. | O, più tangibilmente, a Genova, | alla Commenda, insieme | con mio padre, curvo | sul bilico della sua partita | doppia... || Al netto, | ho visto soltanto Mirko, | compagno di sassaiole | a San Martino'' *''Fors'era in me un sessuale | émpito di voler arricchire. | La Genova mercantile | dei vicoli – l'intestinale | tenebra dov'anche il mare, | se s'ode, pare insaccare | denaro nel rotolio | della risacca (ma io, | scusate, non mi so spiegare | troppo bene), il Male | in me sembrava inculcare | con spasimo quasi viscerale.'' *''Forse era la mia vita | intera, che mi lambiva. | Ma entrato oltre la porta | verde, mai con più remora | m'era accaduto che Genova | (da me lasciata), morta | io già piangessi, e sepolta, | nel tonfo di quella porta. || Eppure io piansi Genova, | l'ultima volta, entrato.'' *''Genova città pulita. | Brezza e luce in salita. | Genova verticale, | vertigine, aria, scale.'' *''Genova che non mi lascia. | Mia fidanzata. Bagascia. | Genova ch'è tutto dire, | sospiro da non finire.'' *''Genova di Sottoripa. | Emporio. Sesso. Stipa.'' *''Genova di tramontana. | Di tanfo. Di sottana. | Genova d'acquamarina, | aerea, turchina.'' *''Genova di tutta la vita. | Mia litania infinita.'' *''Genova illividita. | Inverno nelle dita. | Genova mercantile, | industriale, civile.'' *''Genova mia città fina: | ardesia e ghiaia marina.'' *''La mia città dagli amori in salita, | Genova mia di mare tutta scale | e, su dal porto, risucchi di vita | viva fino a raggiungere il crinale | di lamiera dei tetti, ora con quale | spinta nel petto, qui dove è finita | in piombo ogni parola, iodio e sale | rivibra sulla punta delle dita | che sui tasti mi dolgono?...'' *''Le case così salde nei colori | a fresco in piena aria, | è dalle case tue invano impara, | sospese nella brezza | salina, una fermezza | la mia vita precaria.'' ===[[Paolo Conte]]=== *''Con quella faccia un po' così, | quell'espressione un po' così | che abbiamo noi | prima di andare a Genova, | che ben sicuri mai non siamo | che quel posto dove andiamo | non c'inghiotte e non torniamo più.'' *''Genova per noi | che stiamo in fondo alla campagna | e abbiamo il sole in piazza rare volte | il resto è pioggia che ci bagna. | Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.'' *''Lasciaci tornare ai nostri temporali, | Genova, ai giorni tutti uguali.'' *''Ma quella faccia un po' così, | quell'espressione un po' così | che abbiamo noi mentre guardiamo Genova | ed ogni volta l'annusiamo, | circospetti ci muoviamo, | un po' randagi ci sentiamo noi.'' ===[[Fabrizio De André]]=== *''Che ne sai tu del mare | genovese di sto cazzo | sempre appeso alle tue tasche. | Invece il mare è femmina | e non la puoi tradire | con le sue curve azzurre | a sfruculiare le terre... | e non lo puoi capire.'' *''E in un berretto nero | la tua foto da ragazza | per poter baciare ancora Genova | sulla tua bocca in naftalina.'' *''E sulla tua Genova sepolta | non una manciata di terra ma | una cascata di foglie secche | con la faccia di Marx. | Nella tua solitudine piena di facce | di bambini e soldati | ti sei mai chiesto | perché sfidare il mare?'' ===[[Eugenio De Signoribus]]=== *''{{sic|implume}} e viola | a becco in su, stecchito sullo spigolo, | sterco di fianco, segno di vicolo, | livida pietra specchio della fonte | il cielo'' *''la pipinara strilla sul cemento | ai bassi vani lacera la seta || quanto vorrei che fosse un bastimento | cullante, davanti a Genova cheta...'' *''Livida l'aria di Genova, bagnato l'asfalto. Un po' di pioggia è caduta ma | l'acqua, negli interstizi delle lastre dei marciapiedi, sembra sorga da sotto. | I rii invisibili segnano le strade aperte verso il mare.'' *''{{sic|ma}} la pulsante Genova | spesso nel suo diario ha scritto | – rinascere! – | non una parola formale | o il vanverare sull'emergenza | ma il grido della sirena marina | contro la pochezza del sognato | stanca dell'angelo della pazienza | stanca dell'umiltà | della fila supina | che non vede più la beltà cittadina | la sua contagiosa necessità'' *''{{sic|vorrei}} a Genova arrivare | su una nave senza alcuna insegna | dopo aver scrutato costa costa | il profilo del mio paese | e ascoltato i cantori raccontare | la nobiltà di chi non ha cercato | la vivenza o la potestà terrena | col sangue servito a pranzo e a cena...'' ===[[André Frénaud]]=== *''Allo sbocco della notte | t'apriva il treno esiti turchini, | fra una galleria e l'altra ti destano i paesotti addormentati, | dalla sua faccia greve emergeva brillante il mare. | E la stazione, il punto di partenza avvolto nel fumo, | la lunga camminata, gli scalini, di vico in vico | i tuoi passi sui tuoi passi, i segreti del cambiavalute | eternamente oscuri, | i volti, l'incerto oriente, | il truogolo sforacchiato sui bastioni, | la sacra mensa nascosta dalla tenda di porpora.'' *''Dov'è il mio paese? ''[...]'' | A Genova alla Maddalena nei popolosi salotti | in cammino sotto i grandi uccelli d'azzurro | stagliati dai fastigi delle alte dimore | nello splendor dell'estate.'' *''Tutto era bonomia e ispirava fiducia | come il colore del peperone. | Il negro americano, l'amicone pronto al riso, | deposto con fragore anticamente | dal mare alluvionale nel porto attraente | e ancora in giro per gli angusti carrugi, | le prostitute poliglotte le belle poppe | che sanno la lingua d'ognuno, | tutta la gente che inganna la vita nei quartieri bassi, | quella che sfida, quella che tace egualmente ostinata, | i palazzi con gli alti portoni chiusi, le alberature, |le gru stagliate, se si sale si vedono, | e, più in alto, il mare.'' ===[[Kessisoglu & Friends per Genova]]=== *''Genova città da capire | Genova aria da bere | Genova nuvole e sale | e vento a imperversare.'' *''Genova da perder la via | solo vicoli e nicchie | che alla fine dei Giovi | ci si stappa le orecchie.'' *''Genova è grigia | non ti sorride | è lontana, è interrotta | è il Bisagno | è troppo corta la pista | è un rumore continuo | a noi piace così | lo chiamiamo mugugno.'' ==Proverbi== *Dovve i Zeneixi vàn, 'n'ätra Zena fan. ([[Proverbi genovesi|genovese]]) :''Dove vanno i genovesi, fanno un'altra Genova.'' *Genova, prende e non rende. ([[Proverbi toscani|toscano]]) *[[Milano]] la grande, [[Venezia|Vinegia]] la ricca, Genova la superba, [[Bologna]] la grassa, [[Firenze]] la bella, [[Padova]] la dotta, [[Ravenna]] l'antica, [[Roma]] la santa. ([[Proverbi toscani|toscano]]) *Chi vuol vedere [[Pisa]] vada a Genova. ([[Proverbi italiani|italiano]]) *Genova, aria senza uccelli, mare senza pesci, monti senza legna, uomini senza onore e donne senza pudore. ([[Proverbi italiani|italiano]]) *:Montagne senza legno, mare senza pesci, huomini senza fede e donne senza vergogna. *:Montagne senza legno, mare senza pesci, huomini senza fede, donne senza vergogna et cielo senza aqua. *:Mare senza pesce, donne senza bellezza, etc. *:Genova, aria senza uccelli, mare senza pesce, monti senza legna, uomini senza rispetto. ([[Proverbi toscani|toscano]]) *:Mare senza pesce, montagne senza alberi, uomini senza fede e donne senza vergogna. ([[Proverbi toscani|toscano]]) *:Quattru cosi havi Genua: mari senza pisci, muntugni senza ligna, fimmini senza vriogna e ricchizzi senza funnu. ([[Proverbi siciliani|siciliano]]) *::''Quattro cose ha Genova: mare senza pesci, montagne senza legna, donne senza vergogna e ricchezze senza fondo.'' ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Genovesi]] *[[Cucina genovese]] *[[Donne genovesi]] *[[Modi di dire genovesi]] *[[Proverbi genovesi]] *[[Ville genovesi]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=Genova}} {{Genova}} [[Categoria:Genova| ]] [[Categoria:Comuni della Liguria]] pugk1lw9okt8a39smajmmzf9kolqjnh Daniele Pace 0 85269 1419129 554156 2026-07-04T23:54:39Z IvanScrooge98 45087 /* */ +immagine 1419129 wikitext text/x-wiki [[File:Daniele Pace.jpg|thumb|upright|Pace negli anni Settanta]] '''Daniele Pace''' (1935 – 1985) cantante, paroliere e compositore italiano. ==Citazioni su Daniele Pace== *{{NDR|Al funerale di Daniele Pace}} Eravamo in chiesa e stavamo piangendo su una bara sbagliata. E allora abbiamo chiesto: ma chi è questo cadavere qua?... Dice è Gargiulo, Ah, allora andiamo a piangere sull'altra. ([[Alfredo Cerruti]]) ==Voci correlate== *[[Squallor]] ==Altri progetti== {{ip|w}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Pace, Daniele}} [[Categoria:Compositori italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] [[Categoria:Cantanti italiani]] 7prvqwgp8tf3yxy17kb4sgjjcn5wd9h Il Morandini 0 86658 1419132 1418501 2026-07-05T07:04:47Z Spinoziano 2297 abc, typo, +2 1419132 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127) *È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] 0vkv7kuac92tiz2jmgaq1adz584x3a4 Prima della rivoluzione 0 89478 1419113 1375102 2026-07-04T15:28:46Z Giornada 5168 aggiunto un dialogo, tolta ridondanza 1419113 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Prima della rivoluzione |dimensioneimmagine= 200 |immagine= Adrianaastiprimadellar.jpg |didascalia= |titolooriginale=Prima della rivoluzione |titoloalfabetico= |paese=Italia |anno=1964 |genere=drammatico |regista= [[Bernardo Bertolucci]] |soggetto= [[Bernardo Bertolucci]] |sceneggiatore= [[Bernardo Bertolucci]], [[Gianni Amico]] |attori= * [[Francesco Barilli]]: Fabrizio * [[Adriana Asti]]: Gina * [[Cristina Pariset]]: Clelia * [[Allen Midgette]]: Agostino * [[Morando Morandini]]: Cesare * [[Cecrope Barilli]]: Puck |doppiatoriitaliani= * [[Massimo Turci]]: Fabrizio * [[Gastone Moschin]]: Cesare * [[Mario Feliciani]]: Puck |note= *'''Musiche''': [[Gino Paoli]], [[Ennio Morricone]] }} '''''Prima della rivoluzione''''', film del 1964, regia di [[Bernardo Bertolucci]]. ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Bisognava che accadessero molte cose, bisognava che io soffrissi, che tu soffrissi tanto. Esistevo perché voi esistevate. Adesso che me ne sto in pace, attaccato alle mie radici, mi pare di non esistere più. ('''narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} Chi non ha vissuto negli anni prima della Rivoluzione non può capire che cosa sia la dolcezza del vivere. [[Charles Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]] ('''testo a schermo''') Una domenica d'aprile del 1962, poco prima di Pasqua, a Parma. ('''testo a schermo''') ==Frasi== {{cronologico}} *"Eppure, Chiesa, ero venuto a te. Pascal e i Canti del Popolo Greco tenevo stretti in mano. Spazzò la resistenza con nuovi sogni e il sogno delle regioni federate in Cristo e il dolce ardente suo usignolo. Guai a chi non sa che è borghese questa fede cristiana nel segno di ogni privilegio, di ogni resa, di ogni servitù; che il peccato altro non è che il reato di lesa certezza quotidiana, odiato per paura e aridità; che la Chiesa è lo spietato cuore dello Stato. Come in sogno mi vengono incontro le porte della città, i bastioni, le barriere doganali, i campanili come minareti, le cupole come colline di pietra, i tetti grigi, le altane aperte e giù, più giù, le strade, i borghi, le piazze, la piazza. E in mezzo c'è il torrente, la Parma, che divide le due città, i ricchi dai poveri. E ancora la piazza: così in mezzo alla città eppure così vicina ai campi che certe notti ti arriva l'odore del fieno. La piazza con noi dentro che ci sentiamo come in una grande arena murata."<ref>{{Cfr}} [[Pier Paolo Pasolini]], ''La religione del mio tempo''.</ref> ('''Fabrizio''') {{NDR|voce fuori campo}} *E tu che cosa faresti? Che cosa credi di fare, la rivoluzione?! ('''Agostino''') {{NDR|a Fabrizio}} *Più di così credo che non crescerò più. E poi non mi piacciono le persone grandi, gli adulti non sono mai attraenti. Non mi piaccio neanch'io, neanche un po'. ('''Gina''') *Non c'è mica bisogno di [[fuga|scappare]] di [[casa]]. Basta rimanere in casa quando gli altri escono. ('''Gina''') *Non era un uomo straordinario. Non s'incontrano mai [[Uomo (genere)|uomini]] straordinari. E poi io li odio gli uomini. Li odio. Con le loro donne, i loro figli, le loro famiglie. Tu mi piaci perché non sei ancora un uomo. ('''Gina''') {{NDR|a Fabrizio}} ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Fabrizio''': Cosa fai tutto il giorno a Milano?<br>'''Gina''': Mah, niente. Faccio la trasmissione del pensiero. Ho una mira infallibile. Suono il triangolo. Faccio tre bagni al giorno. Piango sempre. E rido sempre. *'''Gina''': A [[Parma]] si mangia sempre troppo. Prima si mangia e poi si parla di quello che si è mangiato. Fatica doppia! È un po' come [[mangiare]] due volte.<br>'''Fabrizio''': Pensa, oggi Santa Pasqua, a Parma molti non si alzano nemmeno da tavola. Tutta una tirata: pranzo e cena! Fanno la dodici ore del [[Lambrusco]]! *'''Gina''': Dunque, c'era una volta un vecchio santone, {{NDR|indica Cesare}} come lei, che aveva un giovane discepolo, come lui. {{NDR|indica Fabrizio}} E tutt'e due camminavano per la campagna. E un giorno il vecchio santone disse al giovane: "Io avrei molta sete, mi andresti a prendere un bicchiere d'acqua?" E il giovane disse: "Sì, va bene." E s'incamminò per una strada e arrivò fino a una fontana e oltre la fontana vide un paese meraviglioso che lo affascinava molto, e...<br>'''Fabrizio''': ...e in questo paese conobbe una ragazza, misteriosa, straordinaria. Come te. E la sposò ed ebbero molti figli e visse con lei per vent'anni.<br>'''Gina''': Imbroglione, tu la sapevi già!<br>'''Cesare''': E dopo vent'anni scoppiò una terribile pestilenza, morirono tutti e si salvò solamente lui. Intanto era diventato più vecchio. Disperato s'incamminò per la campagna. Camminò molto e arrivò proprio al punto dove aveva lasciato il vecchio santone.<br>'''Gina''': E chi vide, seduto sui suoi stracci? <br>'''Fabrizio''': Proprio il vecchio santone che era ancora lì. E che gli disse...<br>'''Gina''': "Eh, ma quanto tempo che ci hai messo per andare a prendere un bicchiere d'acqua! È tutto il pomeriggio che t'aspetto!" {{NDR|ridono}} Ecco che il [[tempo]] non esiste. Hai capito? Per il discepolo era passata tutta una vita e il vecchio era ancora lì che aspettava la sua acqua.<br>'''Fabrizio''': Il fatto è che a forza di saggezza dei popoli, i popoli sono sempre morti di fame.<br>'''Cesare''': Fabrizio, ti sei rimesso a parlare proprio come un libro stampato.<br>'''Gina''': Credevo che voi due poteste andare d'accordo.<br>'''Cesare''': Certo, discutiamo proprio perché siamo d'accordo.<br>'''Gina''': Io mi annoierei.<br>'''Cesare''': Io invece ho capito che gli unici con i quali si può discutere sono quelli che hanno le tue stesse [[idea|idee]].<br>'''Gina''': Io sono un camaleonte e le idee degli altri mi fanno [[cambiare]] colore. Che cosa vuol dire?<br>'''Cesare''': Che probabilmente lei è tanto sicura di se stessa che può ricevere tutto senza perdere niente.<br>[...]<br>'''Fabrizio''': Hai ragione, d'accordo. Parlo come un libro stampato. Perché io devo parlare come un libro stampato per essere convincente. Ricordati però che sono i libri che mi passi tu e io gli credo. *'''[[Cinefilo]]''': Tra vent'anni [[Anna Karina]] sarà come per noi oggi [[Louise Brooks]]: rappresenterà un'epoca intera. Dico bene o dico male? Il miracolo del cinema è questo per me. Niente ti dà più il senso del 1946, per esempio, della coppia [[Humphrey Bogart]] e [[Lauren Bacall]] nel ''[[Il grande sonno|Big Sleep]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]]. Ma io ti sto annoiando con questo discorso. Dico bene o dico male?<br>'''Fabrizio''': No, scusami, stavo pensando a una cosa...<br>'''Cinefilo''': Anche quando sei entrato nel cinema Orfeo pensavi a dell'altro, dico bene o dico male?<br>'''Fabrizio''': Guarda, non so neanche che film ho visto. Sono entrato così. Era un'ora che giravo per strada.<br>'''Cinefilo''': Invece sono entrato alle sei. Sei e due otto e due e dieci. L'ho visto due volte.<br>'''Fabrizio''': Certi film non li sopporto.<br>'''Cinefilo''': ''[[La donna che visse due volte|Vertigo]]'' otto volte, ''[[Viaggio in Italia]]'' quindici volte. E tu puoi vivere senza [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] e [[Roberto Rossellini|Rossellini]]!<br>'''Fabrizio''': Ma tu sei un drogato! Ma cosa vuoi farmi, un processo stasera?<br>'''Cinefilo''': Voi dite che [[René Clair|René]] e [[Jean-Luc Godard|Godard]] fanno dei film di evasione. ''[[La donna è donna|Une femme est une femme]]'' è molto più ''engagé'' di tutti i film di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] e [[Carlo Lizzani|Lizzani]] e in un certo senso anche di [[Franco Rosi]], insisto.<br>'''Fabrizio''': Ah, ma tu sei matto! Eh, sì, scusami, spiegati meglio. Se no vuol dire che mi stai prendendo in giro.<br>'''Cinefilo''': Il cinema è un fatto di stile, lo stile è un fatto morale. Non mi segui più, che ti succede?<br>'''Fabrizio''': Sono innamorato.<br>'''Cinefilo''': Ah, be', allora il problema diventa di contenuto. Non è più di stile.<br>'''Fabrizio''': Mi accorgo che-che non mi era mai successo prima. Non sapevo cosa volesse dire esserci dentro.<br>'''Cinefilo''': Racconta, dai.<br>'''Fabrizio''': [...] non capisco più niente.<br>'''Cinefilo''': Credevi che l'amore fosse una sovrastruttura, eh? Invece la donna è donna. Capitano delle cose nella vita di cui così, subito, profondamente, non si afferra il senso, ma sono importanti. Ti cambiano anche. Una [[carrellata]] per esempio. È stile, ma lo stile è un fatto morale. Mi ricordo una carrellata circolare di [[Nicholas Ray]] di 360°, che è uno dei luoghi, giuro, più altamente morali e quindi più ''engagé'' della storia del cinema. 360° di carrello, 360° di moralità.<br>'''Fabrizio''': Forse dovrei ridere, ma non posso.<br>'''Cinefilo''': Io sono un noioso che fa degli elenchi di film e il fatto è che stasera hai bisogno di stare solo, io magari ti ho scocciato.<br>'''Fabrizio''': Forse hai ragione. *'''Fabrizio''': Sento che è tutto sbagliato, che anche questo modo di divertirsi è tutto sbagliato.<br>'''Cesare''': È tutto il pomeriggio che vai avanti così... Cosa vuoi?<br>'''Fabrizio''': Ma non c'è mica bisogno che te lo dica, che cosa voglio. Credevo che parlassimo la stessa lingua, io e te, che volessimo la stessa cosa.<br>'''Cesare''': Ma dai, la gente per divertirsi vuole vuole vedere [[Adriano Celentano|Celentano]] da vicino, o la [[Mina]]...<br>'''Fabrizio''': Per questo dico che è tutto sbagliato. E dire che ho passato metà estate a girare per le sezioni. Giuro che qui sta andando tutto a puttane.<br>{{NDR|Alcune ragazze parlano della morte di [[Marilyn Monroe]]. Una delle ragazze dà la notizia per certa proprio per il fatto di averla letta sul giornale e sentita alla radio.}}<br>[...]<br>'''Fabrizio''': Il popolo prende quello che gli si dà. Mi fa paura.<br>'''Cesare''': Be', finché siamo noi a dare.<br>'''Fabrizio''': Il popolo accetta ciecamente. E se fossimo nell'errore?<br>'''Cesare''': In questo senso avremmo potuto sbagliare da sempre.<br>'''Fabrizio''': Infatti avete sbagliato. No, non dico gli errori piccoli, gli errori degli uomini: avete sbagliato perché in vent'anni il popolo non si è formato neppure uno straccio di coscienza.<br>'''Cesare''': Noi abbiamo le prove che una coscienza popolare esiste, fortissima anche.<br>'''Fabrizio''': Lo so cosa intendi, ma i fatti del luglio 1960<ref>La rivolta al governo Tambroni.</ref> non mi bastano. Non mi bastano le rivoluzioni di un giorno.<br>'''Cesare''': Ma non contanto le lotte, gli scioperi, le conquiste sindacali?<br>'''Fabrizio''': Non mi bastano gli scioperi, le agitazioni sindacali, i primi maggio con le bandiere rosse. Nel '48, forse... Ma oggi chi è disposto a scioperare per la libertà dell'Angola? Dimmene uno che sia andato in Algeria a combattere! Chi scende più in piazza se ammazzano un negro in Alabama? Ma anche scendere in piazza non mi basta più. Ci vorrebbe un uomo nuovo, un'umanità di figli che sia padre per i loro padri. Lo sai.<br>'''Cesare''': Il proletariato ha degli ideali, non dimenticarlo.<br>'''Fabrizio''': Il [[proletario]] ha un solo ideale, irrazionale; ma non ne ha colpa, avete permesso che sognasse una dignità [[borghese]] e adesso vuole confondersi coi borghesi, vuole vestire abiti borghesi, vuole capire gli spettacoli borghesi, i libri borghesi...<br>'''Cesare''': I lavoratori vogliono migliorare le loro condizioni economiche, mi sembra giusto.<br>[...]<br>'''Fabrizio''': Che cosa ha fatto il [[PCI|partito]] per Agostino?<br>'''Cesare''': E tu cos'hai fatto per Agostino? Tu dormivi, e la sua morte ti ha svegliato. E poi perché pretendi dal partito quello che non hai saputo fare tu?<br>'''Fabrizio''': Proprio perché non l'ho fatto io.<br>'''Cesare''': Ormai sei fuori, e credi di essere più dentro degli altri. Eh, ne ho già visti come te... Il tuo problema è un altro: se tu avessi più coraggio parleresti di Gina.<br>'''Fabrizio''': Gina, Gina.. Tu mi hai portato un libro, una volta... C'era una frase sottolineata: "Gli uomini fanno la loro storia in un ambiente che li condiziona". Tu me l'hai spiegata così: gli uomini agiscono in un ambiente che esiste già, ma sono gli uomini a fare la loro storia, non l'ambiente in cui vivono. Io sono il fallimento di quella frase. Bisogna aprire gli occhi: tu volevi modificarmi, anch'io l'ho sperato. E invece io sono una pietra, non muterò mai. Gina, volevo riempirla di vitalità e invece l'ho riempita di angoscia. Una volta mi ha detto, vergognandosi un po', che aveva la febbre dei nervi. Io ho un'altra febbre. Una febbre che mi fa sentire la [[nostalgia]] del presente. Mentre vivo sento già lontanissimi i momenti che sto vivendo, così non voglio modificarlo il presente, lo prendo come viene, ma il mio futuro di [[Borghesia|borghese]] è nel mio passato di borghese. Così, per me, l'ideologia è stata una vacanza, una villeggiatura . Credevo di vivere gli anni della [[rivoluzione]], invece vivevo gli anni prima della rivoluzione, perché è sempre prima della rivoluzione quando si è come me. {{NDR|cominciano a cantare i canti comunisti}} " I comunisti disdegnano di nascondere le loro opinioni e intenzioni. Dichiarano apertamente che i loro fini possono essere raggiunti soltanto col... con il rovesciamento violento..." {{NDR|piange}}<br>'''Cesare''': "...soltanto col rovesciamento violento di tutto l'ordinamento sociale fin'ora esistente. Le classi dominanti tremino al pensiero di una formazione comunista."<br>'''Fabrizio''': "I proletari non hanno da perdervi che le loro catene, hanno un mondo da guadagnare..."<ref>[[Manifesto del Partito Comunista]]</ref> *{{NDR|Al teatro regio, durante la rappresentazione del ''[[Macbeth (opera)|Macbeth]]'' di [[Giuseppe Verdi|Verdi]]}}<br/>'''Gina''': Ciao.<br/>'''Fabrizio''': Ciao.<br/>'''Gina''': Ti aspettavo.<br/>'''Fabrizio''': Io ti stavo cercando.<br/>'''Gina''' {{NDR|riferendosi a Clelia, la fidanzata di Fabrizio}}: Sembra un ritratto del [[Parmigianino]]. È l'ideale per te, sono sicura che t'invidieranno tutti quanti.<br/>'''Fabrizio''': Lo so che in fondo a te non piace. Non sarà come te, non capirà tante cose, però è buona. Così semplice... Non è molto, ma adesso è proprio quello che desidero.<br/>'''Gina''': Guarda che sta per finire. È meglio che andiamo.{{NDR|s'incamminano per tornare ai loro posti}} Che spettacolo c'era prima di questo? È proprio bello questo ''Macbeth''. L'avevo già sentito l'anno scorso [[Teatro alla Scala|alla Scala]], ma qui è diverso. Sarà questo teatro, sarò che la gente qui ci crede veramente... E pensare che andare a sentire un'opera qualche anno fa mi faceva ridere. Però che noia Verdi, Verdi, Verdi, Verdi così amato! Non se ne può più. Dopotutto che cos'è? È quello che non non siamo. Basta, lo odio! Preferisco [[Mozart]]. {{NDR|si ferma davanti alla porta del palco}} Ecco, sei arrivato, no? Allora ciao.<br/>'''Fabrizio''': Gina, è stato meglio così, per te e per me. Non c'era niente da fare. Lo sai come sono fatto, tu mi hai capito più di tutti: per questo te ne sei andata, ed è stato giusto. Hai deciso tu anche per me. Lo so quanto ti ho fatto soffrire. Non credere che non lo sappia.<br/>'''Gina''': Che freddo che c'è.<br/>'''Fabrizio''' {{NDR|va a chiudere la finestra}}: Gina, potresti ancora innamorarti di me, oggi? ==Citazioni su ''Prima della rivoluzione''== *''Prima della rivoluzione'' di Bertolucci ha l'ambizione e la struttura di un romanzo. I suoi presunti difetti sono vuoti (salti) di struttura. ([[Morando Morandini]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] hrqtcj052fxjwc8f8oy9eyf0p2nu6if Puritani 0 117376 1419098 1419072 2026-07-04T14:17:58Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Lawrence Stone 1419098 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:A fair Puritan.png|thumb|Raffigurazione di una puritana]] Citazioni sui '''puritani''' e sul '''puritanesimo'''. ==Citazioni== *Anche il puritanesimo, come già il cristianesimo medievale, non riuscì a sottoporre gli affari economici alla giurisdizione dei precetti biblici e, alla fine, sconfitto, dovette piegare il capo di fronte all'avanzata, ormai inarrestabile, dell'[[individualismo]] acquisitivo. ([[Luciano Pellicani]]) *Certi uomini non riescono proprio a convivere con i loro principi. A Westminster, può essere d'aiuto andarci a pranzo ogni tanto; non troppo spesso, però – se non vuoi essere scambiato per un puritano. ([[Michael Dobbs]]) *È a questa setta, i cui principii sembrano così frivoli, e le abitudini così ridicole, che gl'inglesi, vanno debitori di tutta la libertà della loro costituzione. ([[David Hume]]) *I puritani dovrebbero portare due foglie di fico sugli occhi. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Il puritanesimo anglosassone ci rinsecchisce ogni mese che passa, ha quasi ridotto al nulla la goduria estemporanea dei retrobottega. Tutto va verso il matrimonio e la correttezza. ([[Louis-Ferdinand Céline]]) *Il trinomio dei puritani inglesi non fu quello divenuto famoso con la rivoluzione francese, «libertà uguaglianza, fraternità» ma fu «religione, proprietà, libertà». Poiché mancava loro una teoria rivoluzionaria, erano convinti di lottare così caparbiamente non già per fare una rivoluzione (parola che, fra l'altro, allora non aveva il significato attuale ma indicava la rotazione degli astri) bensì per difendere il passato. ([[Giampiero Carocci]]) *Non a caso, i paesi classici della tradizione liberale sono quelli in cui, attraverso il puritanesimo, più profondamente ha agito l'Antico Testamento. ([[Domenico Losurdo]]) *Se dobbiamo inserire il puritanesimo nella sua giusta prospettiva, e se vogliamo spiegarci la sua stupefacente popolarità nel primo Seicento, è ovvio che un'indagine sulle manchevolezze della Chiesa istituzionale sarà tanto importante quanto la dimostrazione della forza attrattiva del puritanesimo. Ciò è particolarmente vero in quanto l'unica cosa che tenesse insieme i diversi gruppi puritani nei primi anni Quaranta del Seicento era una radicale antipatia per la chiesa laudiana<ref>Riferimento all'arcivescovo anglicano inglese [[William Laud]] (1573-1645).</ref>. ([[Lawrence Stone]]) *Tutto il sapere ha qualcosa di puritano; dà alle parole una morale. ([[Elias Canetti]]) ===[[Gennaro Mondaini]]=== *I ministri puritani erano divenuti ormai dei veri tribuni del popolo, il loro pulpito un libero tribunale di giudici inflessibili ed incorruttibili, la loro influenza sempre maggiore nelle classi sociali medie e inferiori, la rappresentanza dei loro seguaci sempre più numerosa nella Camera bassa.<br>I puritani vengono così in pochi decenni a costituire un partito politico potente, che non reclamava soltanto la riforma degli abusi ecclesiastici, ma discuteva della forma di governo, s'opponeva ai monopoli, cercava di limitare la prerogativa regale. Veri precursori d'una rivoluzione, essi venivano troppo logicamente accusati dai difensori dell'episcopato anglicano di desiderare uno Stato popolare, meritandosi l'elogio d'uno storico ad essi non certo favorevole (lo Strype<ref>[[w:en:John Strype|John Strype]] (1643-1737), ecclesiastico, storico e biografo inglese.</ref>): «la scintilla preziosa della libertà non è stata accesa e conservata che dai Puritani». *{{NDR|Il puritanesimo}} [...] non accettava altra garanzia che la Bibbia, altra regola di condotta che la parola precisa di Dio: né re, né parlamento, né gerarchia ecclesiastica potevano interpretare a loro modo questa regola; nessuna regola ufficiale poteva quindi venire riconosciuta dal puritano, il quale, non volendo sottostare ad una chiesa presieduta dal sovrano temporale, diventava con ciò un vero ribelle anche nel campo politico. La semplicità, la purezza evangelica, ecco il fine del puritanesimo, che s'informa cosi nel campo religioso ad uno spirito democratico, il quale non potrà non tradursi nel campo politico e sociale. *Una minoranza, che incarna lo spirito progressivo dell'epoca, non si accontenta delle modeste ed {{sic|innocque}} riforme, dell'abrogazione del cerimoniale più assurdo; ma, una volta ammesso il principio del libero esame, continua a sottoporre alla critica rigorosa di questo l'intero sistema religioso, arrivando all'austero principio che in materia di fede e di culto niente possa farsi «se non in virtù della parola di Dio». Non basterà quindi che la [[Bibbia|Sacra Scrittura]] non parli contro una cosa qualsiasi nel campo della fede per accettarla, ma occorrerà che parli espressamente in favore di essa. Fu questo il ''Puritanesimo'', che nel suo stesso dogma fondamentale sonava ribellione aperta contro ogni sorta di compressione spirituale. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} [[Categoria:Fedi, tradizioni e movimenti religiosi]] [[Categoria:Storia del cristianesimo]] [[Categoria:Storia del Regno Unito]] [[Categoria:Storia degli Stati Uniti d'America]] 1j549vdf3e3s2d9t2f56qhxyegyc0qk 1419099 1419098 2026-07-04T14:22:08Z Gaux 18878 upright 1419099 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:A fair Puritan.png|thumb|upright=0.8|Raffigurazione di una puritana]] Citazioni sui '''puritani''' e sul '''puritanesimo'''. ==Citazioni== *Anche il puritanesimo, come già il cristianesimo medievale, non riuscì a sottoporre gli affari economici alla giurisdizione dei precetti biblici e, alla fine, sconfitto, dovette piegare il capo di fronte all'avanzata, ormai inarrestabile, dell'[[individualismo]] acquisitivo. ([[Luciano Pellicani]]) *Certi uomini non riescono proprio a convivere con i loro principi. A Westminster, può essere d'aiuto andarci a pranzo ogni tanto; non troppo spesso, però – se non vuoi essere scambiato per un puritano. ([[Michael Dobbs]]) *È a questa setta, i cui principii sembrano così frivoli, e le abitudini così ridicole, che gl'inglesi, vanno debitori di tutta la libertà della loro costituzione. ([[David Hume]]) *I puritani dovrebbero portare due foglie di fico sugli occhi. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Il puritanesimo anglosassone ci rinsecchisce ogni mese che passa, ha quasi ridotto al nulla la goduria estemporanea dei retrobottega. Tutto va verso il matrimonio e la correttezza. ([[Louis-Ferdinand Céline]]) *Il trinomio dei puritani inglesi non fu quello divenuto famoso con la rivoluzione francese, «libertà uguaglianza, fraternità» ma fu «religione, proprietà, libertà». Poiché mancava loro una teoria rivoluzionaria, erano convinti di lottare così caparbiamente non già per fare una rivoluzione (parola che, fra l'altro, allora non aveva il significato attuale ma indicava la rotazione degli astri) bensì per difendere il passato. ([[Giampiero Carocci]]) *Non a caso, i paesi classici della tradizione liberale sono quelli in cui, attraverso il puritanesimo, più profondamente ha agito l'Antico Testamento. ([[Domenico Losurdo]]) *Se dobbiamo inserire il puritanesimo nella sua giusta prospettiva, e se vogliamo spiegarci la sua stupefacente popolarità nel primo Seicento, è ovvio che un'indagine sulle manchevolezze della Chiesa istituzionale sarà tanto importante quanto la dimostrazione della forza attrattiva del puritanesimo. Ciò è particolarmente vero in quanto l'unica cosa che tenesse insieme i diversi gruppi puritani nei primi anni Quaranta del Seicento era una radicale antipatia per la chiesa laudiana<ref>Riferimento all'arcivescovo anglicano inglese [[William Laud]] (1573-1645).</ref>. ([[Lawrence Stone]]) *Tutto il sapere ha qualcosa di puritano; dà alle parole una morale. ([[Elias Canetti]]) ===[[Gennaro Mondaini]]=== *I ministri puritani erano divenuti ormai dei veri tribuni del popolo, il loro pulpito un libero tribunale di giudici inflessibili ed incorruttibili, la loro influenza sempre maggiore nelle classi sociali medie e inferiori, la rappresentanza dei loro seguaci sempre più numerosa nella Camera bassa.<br>I puritani vengono così in pochi decenni a costituire un partito politico potente, che non reclamava soltanto la riforma degli abusi ecclesiastici, ma discuteva della forma di governo, s'opponeva ai monopoli, cercava di limitare la prerogativa regale. Veri precursori d'una rivoluzione, essi venivano troppo logicamente accusati dai difensori dell'episcopato anglicano di desiderare uno Stato popolare, meritandosi l'elogio d'uno storico ad essi non certo favorevole (lo Strype<ref>[[w:en:John Strype|John Strype]] (1643-1737), ecclesiastico, storico e biografo inglese.</ref>): «la scintilla preziosa della libertà non è stata accesa e conservata che dai Puritani». *{{NDR|Il puritanesimo}} [...] non accettava altra garanzia che la Bibbia, altra regola di condotta che la parola precisa di Dio: né re, né parlamento, né gerarchia ecclesiastica potevano interpretare a loro modo questa regola; nessuna regola ufficiale poteva quindi venire riconosciuta dal puritano, il quale, non volendo sottostare ad una chiesa presieduta dal sovrano temporale, diventava con ciò un vero ribelle anche nel campo politico. La semplicità, la purezza evangelica, ecco il fine del puritanesimo, che s'informa cosi nel campo religioso ad uno spirito democratico, il quale non potrà non tradursi nel campo politico e sociale. *Una minoranza, che incarna lo spirito progressivo dell'epoca, non si accontenta delle modeste ed {{sic|innocque}} riforme, dell'abrogazione del cerimoniale più assurdo; ma, una volta ammesso il principio del libero esame, continua a sottoporre alla critica rigorosa di questo l'intero sistema religioso, arrivando all'austero principio che in materia di fede e di culto niente possa farsi «se non in virtù della parola di Dio». Non basterà quindi che la [[Bibbia|Sacra Scrittura]] non parli contro una cosa qualsiasi nel campo della fede per accettarla, ma occorrerà che parli espressamente in favore di essa. Fu questo il ''Puritanesimo'', che nel suo stesso dogma fondamentale sonava ribellione aperta contro ogni sorta di compressione spirituale. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} [[Categoria:Fedi, tradizioni e movimenti religiosi]] [[Categoria:Storia del cristianesimo]] [[Categoria:Storia del Regno Unito]] [[Categoria:Storia degli Stati Uniti d'America]] qi9hhj0mj9t15w27g5r0ulvmzvbx4g9 Trascendentalismo 0 119866 1419158 1067537 2026-07-05T09:43:22Z Gaux 18878 Guido Ferrando 1419158 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:RWE.png|thumb|Un riferimento a [[Ralph Waldo Emerson]]]] Citazioni sul '''trascendentalismo'''. *Gli «apostoli della novità», o «realisti», come venivano chiamati i trascendentalisti, ambivano al ritorno dal conformismo alla natura, dall'artificio alla semplicità. Sostenevano che ognuno dovrebbe non solo pensare per sé, ma anche lavorare con le proprie mani; e l'esaltazione dell'individuo, in contrapposizione allo Stato e all'immensità territoriale dell'America, era uno dei loro propositi più cari. [...] Nato dagli incontri di un piccolo gruppo di amici, tra cui [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]], a casa di [[George Ripley]] a Boston, questo trascendentalismo del New England si rivelò una delle forze più potenti nella letteratura e nella politica d'America. ([[Henry Stephens Salt]]) *I trascendentalisti di questa cittadina {{NDR|[[Concord (Massachusetts)|Concord]]}} furono i primi americani a esaminare e introdurre nel pensiero occidentale molte delle idee nobili e acute dei testi taoisti, buddhisti, jainisti e vedantisti. ([[Will Tuttle]]) *Il trascendentalismo è stato diversamente giudicato: mentre alcuni ne esagerano l'importanza che pure fu grande e lo considerano come il fenomeno più interessante nella vita americana; altri, colpiti forse dagli eccessi, dalle stranezze e dalle puerili ingenuità di alcuni suoi rappresentanti, ne parlano come di un movimento pazzesco di cui possiamo sorridere e nulla più. ([[Guido Ferrando]]) *Il trascendentalismo (ovvero lo studio della pura ragione che ''trascende'' i sensi finiti, il «senso dell'infinito», come lo definì [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]]), che aveva avuto origine nella filosofia di [[Immanuel Kant|Kant]] ed era stato ravvivato da [[Samuel Taylor Coleridge|Coleridge]] e [[Thomas Carlyle|Carlyle]] in Inghilterra, aveva ora iniziato a rappresentare una forza sconvolgente e rigenerante nel pensiero americano, trovando i suoi maggiori esponenti in personalità quali [[George Ripley]], [[Amos Bronson Alcott|Alcott]] ed Emerson, anche se tempo prima si era ravvisata una vena di dottrina trascendentalista autoctona nel quietismo e nel quaccherismo di [[William Penn|Penn]], [[John Woolman]] e altri. Il trascendentalismo del New England era semplicemente una nuova fioritura dell'idealismo; era un rinascimento nella religione, nella morale, nell'arte e nella politica; una fase di risveglio e indagine spirituale. ([[Henry Stephens Salt]]) *Posso anche contestare la differenza intrinseca tra [[esistenzialismo]] e trascendentalismo e dire che è perché [[Jean-Paul Sartre|Sartre]] è una voce fondamentale del primo e il secondo è a malapena un movimento filosofico. (''[[Sex Education]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Cultura degli Stati Uniti d'America]] [[Categoria:Scuole e correnti filosofiche]] 9d8tkyzbk5rhcveavf8pa3wk2c298to 1419160 1419158 2026-07-05T09:47:27Z Gaux 18878 altra di Ferrando 1419160 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:RWE.png|thumb|Un riferimento a [[Ralph Waldo Emerson]]]] Citazioni sul '''trascendentalismo'''. *Gli «apostoli della novità», o «realisti», come venivano chiamati i trascendentalisti, ambivano al ritorno dal conformismo alla natura, dall'artificio alla semplicità. Sostenevano che ognuno dovrebbe non solo pensare per sé, ma anche lavorare con le proprie mani; e l'esaltazione dell'individuo, in contrapposizione allo Stato e all'immensità territoriale dell'America, era uno dei loro propositi più cari. [...] Nato dagli incontri di un piccolo gruppo di amici, tra cui [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]], a casa di [[George Ripley]] a Boston, questo trascendentalismo del New England si rivelò una delle forze più potenti nella letteratura e nella politica d'America. ([[Henry Stephens Salt]]) *I trascendentalisti di questa cittadina {{NDR|[[Concord (Massachusetts)|Concord]]}} furono i primi americani a esaminare e introdurre nel pensiero occidentale molte delle idee nobili e acute dei testi taoisti, buddhisti, jainisti e vedantisti. ([[Will Tuttle]]) *Il trascendentalismo è stato diversamente giudicato: mentre alcuni ne esagerano l'importanza che pure fu grande e lo considerano come il fenomeno più interessante nella vita americana; altri, colpiti forse dagli eccessi, dalle stranezze e dalle puerili ingenuità di alcuni suoi rappresentanti, ne parlano come di un movimento pazzesco di cui possiamo sorridere e nulla più. ([[Guido Ferrando]]) *Il trascendentalismo (ovvero lo studio della pura ragione che ''trascende'' i sensi finiti, il «senso dell'infinito», come lo definì [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]]), che aveva avuto origine nella filosofia di [[Immanuel Kant|Kant]] ed era stato ravvivato da [[Samuel Taylor Coleridge|Coleridge]] e [[Thomas Carlyle|Carlyle]] in Inghilterra, aveva ora iniziato a rappresentare una forza sconvolgente e rigenerante nel pensiero americano, trovando i suoi maggiori esponenti in personalità quali [[George Ripley]], [[Amos Bronson Alcott|Alcott]] ed Emerson, anche se tempo prima si era ravvisata una vena di dottrina trascendentalista autoctona nel quietismo e nel quaccherismo di [[William Penn|Penn]], [[John Woolman]] e altri. Il trascendentalismo del New England era semplicemente una nuova fioritura dell'idealismo; era un rinascimento nella religione, nella morale, nell'arte e nella politica; una fase di risveglio e indagine spirituale. ([[Henry Stephens Salt]]) *Per comprendere il valore del trascendentalismo, non bisogna fermarsi alle apparenze, né considerarlo solo come un movimento letterario o come espressione di un misticismo vago ed incoerente. Il significato vero di questo notevole fenomeno sta nel suo contenuto morale ed ideale, nella sua sincerità, nel calore di fede con cui venivano predicate certe verità spirituali che divennero poi patrimonio comune delle migliori coscienze e servirono a temprare il carattere della nazione. Mistici sì, i trascendentalisti, ma non vaneggiatori; letterati nel senso buono della parola, e non ciarlatani. ([[Guido Ferrando]]) *Posso anche contestare la differenza intrinseca tra [[esistenzialismo]] e trascendentalismo e dire che è perché [[Jean-Paul Sartre|Sartre]] è una voce fondamentale del primo e il secondo è a malapena un movimento filosofico. (''[[Sex Education]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Cultura degli Stati Uniti d'America]] [[Categoria:Scuole e correnti filosofiche]] jobkb8dngsfdnmjqh1dgsvxmgb1398l Ben-Hur (film 1959) 0 121014 1419111 1380244 2026-07-04T15:15:03Z ~2026-35655-21 107537 1419111 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Ben-Hur |immagine= Charlton Heston in Ben Hur trailer.jpg |didascalia= [[Charlton Heston]] nel ruolo di Giuda Ben-Hur |genere= epico/storico/drammatico |regista= [[William Wyler]] |soggetto= [[Lew Wallace]] (romanzo) |sceneggiatore= [[Karl Tunberg]] (accreditato), [[Christopher Fry]], [[Gore Vidal]] (non accreditati) |produttore= [[Sam Zimbalist]] |attori= *[[Charlton Heston]]: Giuda Ben-Hur *[[Jack Hawkins]]: Quinto Arrio *[[Haya Harareet]]: Esther *[[Stephen Boyd]]: Messala *[[Hugh Griffith]]: Sceicco Ilderim *[[Finlay Currie]]: Baldassarre *[[Martha Scott]]: Miriam *[[Cathy O'Donnell]]: Tirzah *[[Sam Jaffe]]: Simonide *[[André Morell]]: Sesto *[[Mino Doro]]: Valerio Grato *[[Frank Thring]]: [[Ponzio Pilato]] *[[Liana Del Balzo]]: la nutrice *[[Terence Longdon]]: Druso *[[Laurence Payne]]: Giuseppe *[[George Relph]]: [[Tiberio]] *[[Aldo Silvani]]: uomo a Nazareth *[[Adi Berber]]: Malluch *[[Marina Berti]]: Flavia *[[Raimondo Van Riel]]: uomo anziano lebbroso *[[Les Ballets Africains]]: danzatori al banchetto *[[Hugh Billingsley]]: Mario *[[Jerry Brown]]: corinzio *[[Robert Brown (attore britannico)|Robert Brown]]: capo dei vogatori *[[Lando Buzzanca]]: schiavo ebreo nel deserto *[[Giuliano Gemma]]: ufficiale romano con Messala *[[Claude Heater]]: [[Gesù]] |doppiatoriitaliani= *[[Emilio Cigoli]]: Giuda Ben-Hur *[[Manlio Busoni]]: Quinto Arrio *[[Maria Pia Di Meo]]: Esther *[[Glauco Onorato]]: Messala *[[Carlo Romano]]: Sceicco Ilderim *[[Luigi Pavese]]: Baldassarre *[[Renata Marini]]: Miriam *[[Fiorella Betti]]: Tirzah *[[Lauro Gazzolo]]: Simonide *[[Bruno Persa]]: Sesto *[[Arturo Dominici]]: Valerio Grato *[[Giorgio Capecchi]]: Ponzio Pilato *[[Gino Baghetti]]: Giuseppe *[[Olinto Cristina]]: Tiberio *[[Achille Majeroni (1881-1964)|Achille Majeroni]]: uomo a Nazareth *[[Mario Corte]]: uomo anziano lebbroso *[[Ferruccio Amendola]]: servo di Messala *[[Luigi Pavese]]: voce narrante |note= *Vincitore di 11 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] 1960''': ** Miglior film a [[Sam Zimbalist]] ** Migliore regia a [[William Wyler]] ** Miglior attore protagonista a [[Charlton Heston]] ** Miglior attore non protagonista a [[Hugh Griffith]] ** Migliore fotografia a [[Robert Surtees]] ** Migliore scenografia a [[William A. Horning]], [[Edward C. Carfagno]] e [[Hugh Hunt]] ** Miglior montaggio a [[Ralph E. Winters]] e [[John D. Dunning]] ** Migliori costumi a [[Elizabeth Haffenden]] ** Miglior sonoro a [[Franklin Milton]] ** Migliori effetti speciali a [[A. Arnold Gillespie]], [[Robert MacDonald]] e [[Milo B. Lory]] ** Miglior colonna sonora a [[Miklós Rózsa]] }} '''''Ben-Hur''''', film statunitense del 1959 con [[Charlton Heston]], regia di [[William Wyler]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Affronta cose ardue, Sesto, se vuoi salire. ('''Messala''') *Sesto, chiedevi come combattere un'[[idea]]. Te lo dico io: con un'altra idea. ('''Messala''') *Morte a Eros, viva [[Marte (divinità)|Marte]]! ('''Ben-Hur''') {{NDR|frase ripetuta da Messala}} *Il mondo è di Roma: se vuoi viverci devi farti parte di esso. ('''Messala''') *È un mondo pazzo, ma in sé ha una sola saggezza: la lealtà dell'[[amicizia]]. ('''Messala''') *[[Civiltà romana|Roma]] è un affronto a Dio! Roma strangola il mio popolo, la mia terra, l'universo! Ma non per sempre. E ti dico che quando Roma cadrà, scoppierà un grido di sollievo quale il mondo non ha mai sentito prima. ('''Ben-Hur''') *[[Benedizioni dai film|Benedetto]] sii tu, Signore Dio nostro, re del mondo, che porti a noi il pane della terra. ('''Ben-Hur''') {{NDR|prima di mangiare}} *È strano, non mi sentivo schiava. E ora, non mi sento libera. ('''Esther''') *Condannando senza esitare un vecchio amico, io sarò temuto. ('''Messala''') *Siete bravi. Se così fossero gli uomini! ('''Ben-Hur''') {{NDR|ai cavalli}} *Non pensare di vincere la corsa al primo giro. Si vince all'ultimo giro. ('''Ben-Hur''') *Dio, perdonami di cercare la vendetta, ma la mia via è segnata. Alle tue mani affido la mia vita. Fa' di me ciò che vuoi. ('''Ben-Hur''') {{NDR|[[Preghiere dai film|preghiera]]}} *Prosegue... prosegue ancora la corsa. La corsa non è finita. ('''Messala''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} *Lunga vita a te, Arrio, e il buon senso per viverla. ('''Ponzio Pilato''') *Dove c'è grandezza, grande governo e potere, o grandi sentimenti e comprensione, l'errore anche è grande, si progredisce e matura sbaragliando, ma Roma ti invita a legare la tua sorte alla sua in un grande futuro. [...] La piena libertà non esiste e l'uomo adulto sa in che mondo vive, e attualmente il mondo è Roma. ('''Ponzio Pilato''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Messala''': Dobbiamo aver fiducia uno nell'altro. [[Brindisi dai film|Brindiamo]] a questo?<br />'''Ben-Hur''': Con tutto il cuore. *'''Messala''': Ben-Hur, o aiutarmi o combattermi, non ti rimane altra scelta. O sei per me o sei contro di me.<br />'''Ben-Hur''': Se questa è la scelta, sono contro di te allora. *'''Ben-Hur''': Se non fossi promessa io ti direi addio con un bacio.<br />'''Esther''': Se non fossi promessa, non vi sarebbero addii da dirci. *'''Ponzio Pilato''': Dimmi, vieni dalla [[Giudea]]?<br />'''Ben-Hur''': Infatti.<br />'''Ponzio Pilato''': Dicono che il clima sia poco salutare.<br />'''Ben-Hur''': Non per i giudei. *'''Quinto Arrio''': Ovunque sian gli [[dèi]], dan poco peso alle speranze di un vecchio.<br />'''Ben-Hur''': Essi decidono. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Ben-Hur''' {{NDR|parlando di [[Gesù]]}}: Proprio al momento in cui moriva, l'ho udito dire: "Padre, perdona loro, perché non sanno quel che fanno".<br />'''Esther''': Anche allora...<br />'''Ben-Hur''': Anche allora. E a quella voce ho sentito cadermi la spada di mano. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film epici]] [[Categoria:Film premi Oscar]] a9sf5my1uewb0f5gr2cgzoplhbgzosp Massimo Bertarelli 0 122227 1419153 1416766 2026-07-05T09:22:24Z Spinoziano 2297 +1 1419153 wikitext text/x-wiki '''Massimo Bertarelli''' (1943 – 2019), giornalista e critico cinematografico italiano. ==Citazioni di Massimo Bertarelli== *{{NDR|Su ''[[Cuori puri]]''}} Appassionato e intenso dramma sociale nella degradata periferia romana. [...] Un film sincero diretto da un esordiente, con qualche lungaggine e due bravissimi protagonisti.<ref>Da ''il Giornale'', 1º giugno 2017; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/cuori-puri/62292/ Cuori puri]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Dracula 3D]]''}} Argento è sempre Argento. E dire che sono passati quarantadue anni da "[[L'uccello dalle piume di cristallo]]". II suo sarà il centesimo film su "Dracula", ma il personaggio non ha affatto bisogno del dentista. Difatti morde che è una bellezza, con l'aiuto del 3D che fa lievitare il prezzo del biglietto, ma innalza la tensione e valorizza gli sgargianti colori. Con ovvia prevalenza del rosso. La storia è arcinota, inutile riparlarne. C'è anche Asia, che si spoglia con ironica voluttà.<ref>Da ''il Giornale'', 22 novembre 2012; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/dracula-3d/55282/ Dracula 3D]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[L'infernale Quinlan]]''}} Avvincente, e sopravvalutato, drammone poliziesco del geniale e dispersivo [[Orson Welles]], che mette in scena una storia nera come il carbone, badando più ai virtuosismi tecnici che alla linearità del racconto. Come dire che non è tutto chiaro, forse a causa del bislacco montaggio. Il Welles attore è un portentoso, terrificante monumento al Male.<ref>Da ''il Giornale'', 6 maggio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/linfernale-quinlan-nqh8ph0q L'infernale Quinlan]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''}} Bellissimo western di [[George Stevens]], tra i migliori di sempre per la perfetta fusione tra avventura e romanticismo, che racconta con grande finezza psicologica ma senza dimenticare lo spettacolo le identiche cose dette più rozzamente da mille altri. Il misurato [[Alan Ladd]], attore non eccelso, né per talento né per statura, è per una volta straordinariamente bravo.<ref>Da ''il Giornale'', 5 giugno 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-cavaliere-della-valle-solitaria-g3wa11rp Il cavaliere della valle solitaria]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il cacciatore del Missouri]]''}} Brevissimo, più che passabile western, in un abbagliante Technicolor, dello specialista [[William A. Wellman|William Wellman]], che non si può definire un fulmine di guerra quanto a ritmo, ma è diretto da uno che conosce come pochi i gusti del pubblico. Difatti anche se si spara pochissimo, non si può dire che manchino le emozioni. L'invecchiato [[Clark Gable]] resta sempre un portento di simpatia.<ref>Da ''il Giornale''; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-cacciatore-del-missouri-lqb23pcn Il cacciatore del Missouri]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il grande cielo]]''}} Celebre e altrettanto noioso western del grande e eclettico [[Howard Hawks]], che procede a passo strascicato tra avventura e umorismo. I paesaggi visibilmente di cartone, un bianco e nero di scadente qualità e un doppiaggio da mettere i brividi non rendono giustizia agli sforzi del giovane [[Kirk Douglas]] e dei suoi troppi compagni di viaggio.<ref>Da ''il Giornale'', 26 agosto 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grande-cielo-mvs0bvni Il grande cielo]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''}} Celebre e sciropposa love story alla svedese condita da lacrime e buoni sentimenti, ma dotata di indubbia classe oltre che di un'encomiabile concisione. Oggi la storia farà sorridere, specie gli spettatori più giovani: i due pudicissimi amanti non fanno nemmeno in tempo a sfiorarsi le dita che già sono colti da rimorsi. La ventiduenne, sfolgorante [[Ingrid Bergman]] giustifica le pazzie che farà per lei [[Roberto Rossellini]].<ref>Da ''il Giornale'', 26 giugno 2004; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/intermezzo-hk331aep Intermezzo]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[10 Cloverfield Lane]]''}} Chi soffre di claustrofobia è meglio che stia alla larga. Ma probabilmente anche Dracula si annoierebbe a morte.<ref>Da ''il Giornale'', 28 aprile 2016; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/10-cloverfield-lane-d5pzl1he 10 Cloverfield Lane]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis]]''}} Chilometrico e mediocre kolossal in costume, girato da [[Mervyn Le Roy]] a Cinecittà senza, come si dice, badare a spese. Diecimila comparse che al Colosseo urlano neanche fossero al derby e uno zoo ambulante con 63 leoni, 7 tori e 450 cavalli. Il grande gigione [[Peter Ustinov]] si cucina a fuoco lento il luccio [[Robert Taylor]] e la triglia [[Deborah Kerr]].<ref>Da ''il Giornale'', 14 agosto 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/quo-vadis/6825/ Quo Vadis]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Dreamer - La strada per la vittoria|Dreamer]]''}} Come se un tassista in Panda riuscisse a infiltrarsi tra Schumacher e Alonso e poi li superasse sull'ultima curva di Monza. Oppure come se la squadra dei galeotti di Poggioreale, ammessa per miracolo alla Champions league, nella finale di Londra battesse per 3-0 il Barcellona. Nella commediola lacrimosa e ultrabuonista ''Dreamer'', che non stonerebbe nell'album rosa di casa Disney, succedono cose da pazzi, sportivamente parlando.<ref>Da ''il Giornale'', 22 settembre 2006; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2005/dreamerlastradaperlavittoria/rassegnastampa/57272/ Dreamer - La strada per la vittoria]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Proibito (film 1954)|Proibito]]''}} Cupo, arcaico e poco appassionante melodramma agreste, che [[Mario Monicelli]] ha tratto, con molte libertà e con la collaborazione di [[Suso Cecchi d'Amico]], da un romanzo di [[Grazia Deledda]]. Il bel [[Mel Ferrer]] si fa bagnare naso e tonaca dal baffo di elettrico di [[Amedeo Nazzari]]. L'esordiente [[Lea Massari]] è la migliore in campo. Sotto ogni punto di vista.<ref>Da ''il Giornale'', 5 aprile 2004; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/proibito-ioy3w0lu Proibito]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il grido (film 1957)|Il grido]]''}} Cupo e desolato melodramma social-sentimentale di un [[Michelangelo Antonioni]] già in preda ai primi sintomi dei proverbiali contorcimenti esistenziali. Un film che ai suoi tempi fu stroncato dalla critica e turbò i sonni del Pci: può davvero un operaio arrivare al suicidio? Il titolo potrebbe tranquillamente riferirsi all'urlo liberatorio dello spettatore davanti alla parola fine.<ref>Da ''il Giornale'', 3 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grido-en3nvufz Il grido]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La legge del capestro]]''}} Cupo e originale western del poliedrico [[Robert Wise]] (''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' e ''[[Tutti insieme appassionatamente]]'') che trasporta pari pari nel Far West la tragedia di Edipo, al punto da rivestire il personaggio femminile col nome impostole da [[Sofocle]]. Proprio la fiera [[Irene Papas]], ruba la scena al grintoso [[James Cagney]] e allo spento [[Don Dubbins]].<ref>Da ''il Giornale'', 5 ottobre 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-capestro-bqow0ozl La legge del capestro]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Scandalosa Gilda]]''}} Delirante pastrocchio erotico del giovane eretico [[Gabriele Lavia]] che, messi temporaneamente da parte [[Anton Čechov|Checov]] e [[Sofocle]], inventa la filosofia applicata agli slip. Nel senso che per ogni indumento intimo ammainato viene declamato un dogma metafisico. La conturbante [[Monica Guerritore]] si spoglia, ansima, e si contorce con grande voluttà. Forse è un allenamento per [[Luigi Pirandello|Pirandello]].<ref>Da ''il Giornale'', 16 febbraio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/scandalosa-gilda-so8hptj1 Scandalosa Gilda]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''}} Discreto western, certamente atipico, per il taglio ironico e le cadenze da commedia, che scorre placidamente a ritmo accelerato per trasformarsi in rapido soltanto nell'ultimo quarto d'ora con un'imprevedibile mattanza. [[Robert Mitchum]], attorniato da un manipolo di eccellenti vecchie glorie, è particolarmente svogliato: gli scappa perfino un sorriso.<ref>Da ''il Giornale'', 28 settembre 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grande-giorno-di-jim-flagg-mp0a1fp0 Il grande giorno di Jim Flagg]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Le colline bruciano]]''}} Discreto western di stampo classico, dai paesaggi ariosi e dalle emozioni a catena, che racconta una storia non troppo originale, dato che anche lo sdoganamento dei pellerossa non fa più notizia. Più del tontolone [[Tab Hunter]], a tenere la scena è la magnifica ribelle [[Natalie Wood]], attrice bella, brava e sfortunata, che diede il meglio di sé negli anni verdi.<ref>Da ''il Giornale'', 4 febbraio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/le-colline-bruciano-koo20xrg Le colline bruciano]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Blow-Up]]''}} Dov'è la verità? Mah, nessuno lo sa, a partire da [[Michelangelo Antonioni]] che ha cominciato un avvincente giallo, poi nel timore di essere confuso con [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], [[Fritz Lang]] o altri cinematografari di basso profilo, ha preferito addentrarsi nella nebbia londinese o in quella a lui più familiare e, assai più fitta, dell'incomunicabilità. Come si fa a distinguere tra realtà e finzione? Si chiede, e purtroppo ci chiede l'angosciato regista. Ardua è la risposta, anche per i critici patentati, che pure si sono sperticati negli elogi, come i giurati che gli hanno dato la Palma d'Oro a Cannes.<ref>Da ''il Giornale'', 27 maggio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/blow-up/21115/ Blow-Up]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Cristiada]]''}} È quasi un western il drammone messicano che rievoca, con spreco di enfasi e retorica, un'ignorata pagina di storia.<ref>Da ''il Giornale'', 23 ottobre 2014; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/cristiada/59370/ Cristiada]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Rio Lobo]]''}} Emozionante e più che dignitoso western, ultimo grande film del grande [[Howard Hawks]] (che non vale certo i suoi tanti capolavori), dopo una carriera durata quasi mezzo secolo. Il rude e implacabile raddrizzatore di torti [[John Wayne]] ripercorre i sentieri gloriosi della prateria strigliando i cattivi. Forse in omaggio all'età, ha il compito facilitato: stavolta mancano gli indiani.<ref>Da ''il Giornale'', 23 dicembre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/rio-lobo-th05o1z6 Rio Lobo]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il massacro di Fort Apache]]''}} Epico e ancora appassionante western in bianco e nero di [[John Ford]], il primo di una celebre trilogia (seguiranno ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'' e ''[[Rio Bravo]]''), che monta in sella alla retorica patriottarda, contrapponendo l'eroe buono al soldato testardamente anti-indiano. L'ex bambolina [[Shirley Temple]] è un prodigio di melensaggine.<ref>Da ''il Giornale'', 4 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-massacro-di-fort-apache-c8tbysa6 Il massacro di Fort Apache]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''}} Epico western di [[Howard Hawks]], che non vale il suo precedente capolavoro ''[[Un dollaro d'onore]]'', pur ricalcandone lo schema, al punto da sembrarne la parodia. [[John Wayne]], l'eroe d'un pezzo; [[Robert Mitchum]], lo sceriffo onesto che alza volentieri il gomito; il ragazzo di bottega e il vecchio scorbutico. Avercene, comunque, di film così.<ref>Da ''il Giornale'', 7 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/el-dorado-gm6sudfa El Dorado ]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Figlia del vento]]''}} Fiammeggiante melodramma social-sentimentale del poliedrico [[William Wyler]], la risposta anche se uscita l'anno prima, della Warner Bros a ''[[Via col vento]]'' della Metro: match tutto impari quanto a successo e incassi. La mattatrice [[Bette Davis]] [...], grazie anche alla generosità degli sceneggiatori, stritola tutti, specialmente gli impauriti colleghi maschi.<ref>Da ''il Giornale'', 4 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/figlia-del-vento-opc65cne Figlia del vento]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Taxxi]]''}} Folle e irresistibile commedia poliziesca scritta e sceneggiata dal genio parzialmente compreso di [[Luc Besson]], e diretta dal riesumato [[Gérard Pirès]], che corre a duecento all'ora (e per una volta non è un modo di dire) sul filo del grottesco. Le frequentissime scene d'inseguimento, su cui si regge tutto il film, sono davvero portentose. Il resto non conta, o quasi.<ref>Da ''il Giornale'', 16 luglio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/taxxi-jqp1g8u0 Taxxi]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Duro da uccidere]]''}} Frenetico quanto risibile poliziesco tutt'azione, dove al crepitio delle mitragliette s'accompagna l'ancor più sinistro scricchiolio di ossa spezzate a micidiali colpi di karate dall'indistruttibile [[Steven Segal]], qui in coppia con l'ex signora in rosso, la sua affascinante moglie nella realtà. Se atleticamente è un portento, come attore dà il meglio di sé durante il coma.<ref>Da ''il Giornale'', 13 ottobre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/duro-da-uccidere-f6x7muj4 Duro da uccidere]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Sfida tra i ghiacci]]''}} Grintoso fumettone a cavallo fra poliziesco e avventura, che strizza l'occhio allo spettacolo facendosi portavoce del ministero dell'Ambiente. L'irritante alone di moralismo che copre botte, pistolettate e ghiacciai non aggiunge un milligrammo di credibilità a una vicenda a dir poco inverosimile. L'esordiente regista [[Steven Seagal]] ha scelto come protagonista il peggiore attore mondiale in circolazione: se stesso.<ref>Da ''il Giornale'', 26 marzo 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/sfida-tra-i-ghiacci-w7cg0uo6 Sfida tra i ghiacci]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Matrix]]''}} Incuranti dall'ondata di pernacchie da cui sono stati travolti nella loro opera prima, e tutti invano hanno sperato ultima, l'indecente thriller saffico ''[[Bound - Torbido inganno|Bound]]'', i fratelli [[Lana e Lilly Wachowski|Larry e Andy Wachowski]] hanno virato di parecchi gradi abbracciando il cinema dell'irrealtà. E qui viene il difficile per chi deve raccontare il film ai lettori, anche se il dovere professionale gli ha imposto di restare imperterrito al proprio posto per i 136 minuti (interminabili) del film, tenendo gli occhi e, purtroppo, anche le orecchie, aperti. Con incommensurabile invidia per chi, grazie al favore delle tenebre, se l'è invece svignata già nel primo tempo.<ref>Da ''il Giornale'', 9 maggio 1999; citato in ''[http://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/matrix/35893/ Matrix]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''}} Insipido e sgargiante polpettone in costume del francese Christian-Jacque, che non ha molti riguardi per la storia, tanto i Borgia non possono più protestare. In compenso ogni pretesto è buono per mettere in evidenza le doti fisiche della povera (morirà nel '67 a quarantasette anni) Martine Carol. Che fosse anche la consorte del regista è ovviamente un caso.<ref>Da ''il Giornale'', 23 gennaio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/lucrezia-borgia/4715/ Lucrezia Borgia]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[La legge del Signore]]''}} Intenso quanto logorroico melodramma anti-bellico, denso di patriottismo (e retorica), diretto dall'eclettico [[William Wyler]] e sceneggiato da Michael Wilson, che non poté firmarlo perché iscritto al partito Comunista. [[Gary Cooper]] ripete il personaggio de ''[[Il sergente York|Il Sergente York]]'', il pacifista a diciotto carati angosciato dal dubbio. Comunque un film troppo lungo e altrettanto barboso: difatti fu Palma d'oro a Cannes.<ref>Da ''il Giornale'', 10 ottobre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-signore-nxlnsy88 La legge del Signore]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La ballata di Cable Hogue]]''}} L'oriundo pellerossa [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], accanito predicatore della violenza, non si sottrae al suo credo pur stemperandolo con l'ironia in un western discontinuo e fuori dai soliti canoni, che sottolinea i guasti provocati dal progresso. In effetti, nonostante il ghigno luciferino del cupo [[Jason Robards]], indiani e frecce sono un'altra cosa.<ref>Da ''il Giornale'', 30 luglio 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-ballata-di-cable-hogue-yl7nlypa La ballata di Cable Hogue]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Diavolo in corpo]]''}} L'ultrà [[Marco Bellocchio]], ispirato dall'analista di fiducia [[Massimo Fagioli|Fagioli]], filosofeggia e declama, poi, messo alle strette dai produttori, pensa agli incassi. Infatti la sensuale olandesina [[Maruschka Detmers]] nel primo tempo si limita a vellicare il suo ganzo, nel secondo è sempre nuda.<ref>Da ''il Giornale'', 21 giugno 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-diavolo-in-corpo-q5rl90z3 Diavolo in corpo]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il rapporto Pelican]]''}} Macchinoso, interminabile e poco elettrizzante giallo che lo sfiatato [[Alan J. Pakula]] ha tratto dal meno riuscito dei tanti bestseller del romanziere miliardario [[John Grisham]]. Troppi personaggi, zone morte in quantità, una suspense che vola basso. [[Julia Roberts]] si rannicchia spaurita tra le robuste braccia di [[Denzel Washington]] chiedendosi quando finirà. Non è l'unica.<ref>Da ''il Giornale'', 6 febbraio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-rapporto-pelican-snocl8ol Il rapporto Pelican]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[L'anima e la carne]]''}} Noioso e ridicolo polpettone avventuroso-sentimentale, uno dei peggiori film del grande [[John Huston]], che scherza coi fanti e pure coi santi, ma è un'ironia che non riesce a lasciare il segno. Il cinico e ciondolante [[Robert Mitchum]] e la sussieguosa finta mammoletta [[Deborah Kerr]] sono come [[Rosy Bindi]] e lo specchio: inconciliabili.<ref>Da ''il Giornale'', 26 agosto 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/lanima-e-la-carne-umpkjekw L'anima e la carne]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Calvario (film)|Calvario]]''}} Originale dramma pseudogiallo, che parte bene, poi si disperde tra i tormenti di un personaggio oppresso da troppi problemi, anche familiari. [...] Bravo [[Brendan Gleeson]], faccia da gangster più che da prete.<ref>Da ''il Giornale'', 14 maggio 2015; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/calvario/58383/ Calvario]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''}} Originale e ambizioso spaghetti western diretto da [[Sergio Sollima]], che non si limita, come lascerebbe intendere il titolo, a far cantare le colt nel solito duello conclusivo. Mantenendosi fedele ai sacri canoni dell'avventura, con overdose di violenza e parolacce, sa anche dar rilievo ai caratteri, riuscendo perfino a trarre miracolosamente qualche palpito dal volto immobile di [[Lee Van Cleef]].<ref>Da ''il Giornale'', 17 febbraio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-resa-dei-conti-rpal3zdt La resa dei conti]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Gli amanti della città sepolta]]''}} Ottimo western, feroce e malinconico, del grande eclettico [[Raoul Walsh]], che riporta sullo schermo, con qualche variante ancor più drammatica, il suo celebre poliziesco ''[[Una pallottola per Roy]]''. L'alone romantico della vicenda, in cui trova largo spazio la love-story tra i due non eccelsi protagonisti, è ben reso dal pertinente titolo tradotto, per una volta migliore dell'originale (''Colorado Territory'').<ref>Da ''il Giornale'', 10 giugno 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/gli-amanti-della-citta-sepolta-otpsfauo Gli amanti della città sepolta]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La dalia azzurra]]''}} Passabile, anche se antiquato, poliziesco in bianco e nero, l'unica sceneggiatura scritta da [[Raymond Chandler]], tratto da un suo romanzo incompiuto in cui il grande giallista dovette modificare il finale, che infatti appare appiccicaticcio, per le pressioni della permalosa Marina americana. [[Alan Ladd]] se la cava con decoro nel ruolo del reduce tutto d'un pezzo afflitto dalle corna.<ref>Da ''il Giornale'', 30 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-dalia-azzurra-p6v6rp9v La dalia azzurra]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[L'ultimo amante]]''}} Passabile, nonostante le evidenti rughe, melodramma sentimentale [...]. Un bianco e nero amaro e appassionato in cui [[Amedeo Nazzari]] non fa rimpianger [[Carlo Ninchi]], mentre la bionda, pur bellissima, svedese [[May Britt]] non riesce a scacciare il fantasma di [[Alida Valli]].<ref>Da ''il Giornale'', 31 gennaio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/l-ultimo-amante/10107/ L'ultimo amante]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Il conte di Essex]]''}} Pittoresco e ultraromanzato riassunto della folle storia d'amore che rallegrò (ma non troppo) la vita di [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta I]] e del suo fedele (ma non troppo) servitore, messo in scena con eleganza dall'ungherese [[Michael Curtiz]] (''[[Casablanca]]''). Slendidi costumi ed epiche battaglie fanno da cornice al duello di istrionismo tra l'affascinante bruttona [[Bette Davis]] e il gagliardo faccia di bronzo [[Errol Flynn]].<ref>Da ''il Giornale'', 18 giugno 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-conte-di-essex-u4yh3oez Il conte di Essex]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Era notte a Roma]]''}} [[Roberto Rossellini]] si cimenta in uno dei suoi temi prediletti, l'antifascismo, in un dramma resistenziale che non ha però l'impatto emotivo né di ''[[Roma città aperta]]'' né del ''[[Il generale Della Rovere|Generale della Rovere]]''. I borgatari con gli attributi (brava la ruspante maggiorata [[Giovanna Ralli]]) sono più genuini dei tre soldati al semolino.<ref>Da ''il Giornale'', 24 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/era-notte-a-roma/11283/ Era notte a Roma]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Monella]]''}} Sboccata ma non disprezzabile commedia sentimental (20 per cento) erotica (80) del vecchio Satiro [[Tinto Brass]], un autentico genio nella scoperta, nel senso più ampio del termine, di giovani virgulti femminili. La signorina in questione, molto spontanea e davvero bellina, difficilmente avrà modo sui pudibondi schermi televisivi di esibire per intero il proprio talento.<ref>Da ''il Giornale'', 19 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/monella-ofh6iwl1 Monella]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Automata (film)|Automata]]''}} Scombinato giallo fantascientifico spagnolo [...] non si capisce niente. [[Antonio Banderas]] dal testone pelato sgrana di continuo gli occhi. Soprattutto davanti alla stagionatissima [[Melanie Griffith]]: ma quella è davvero mia moglie?<ref>Da ''il Giornale'', 26 febbraio 2015; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/automata-pf9yqxnp Automata]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[La maschera di fango]]''}} Senza infamia e senza lode, per abusare di una frase fatta che però rende l'idea. Il western semispionistico del poliedrico [[André De Toth|André de Toth]], dove l'eroe buono subisce angherie di ogni sorta prima di alzare la cresta e far strage dei cattivi. Niente da obiettare se a impersonarlo è [[Gary Cooper]], l'unico in grado di tener testa a [[John Wayne]].<ref>Da ''il Giornale'', 30 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-maschera-di-fango-fd71vjxv La maschera di fango]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La donna del ritratto]]''}} Splendido, indimenticabile poliziesco del tedesco [[Fritz Lang]], un bianco e nero asciutto e essenziale, esemplare per rigore stilistico e dosaggio della suspense, specie nell'imprevedibile finale. Se magistrale è l'interpretazione del rumeno [[Edward G. Robinson]], il timido docente sconvolto dalla passione, l'affascinante [[Joan Bennett]] resta tra le più belle di sempre.<ref>Da ''il Giornale'', 10 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/la-donna-del-ritratto/6711/ La donna del ritratto]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[La legge del più forte]]''}} Tacciono le colt nel western umoristico di [[George Marshall (regista)|George Marshall]], quasi una parodia (la prima in assoluto) di un genere che si è preso sempre tremendamente sul serio. La giovane [[Shirley MacLaine]], adorabile commediante nata, sa stare al gioco come meglio non si potrebbe, ma pure [[Glenn Ford]] si muove con la giusta dose d'ironia. A reggere il moccolo [[Leslie Nielsen]], stella di prima grandezza (e in commedie demenziali) soltanto in vecchiaia, che per decenni è stato costretto a far la parte del cattivo.<ref>Da ''il Giornale'', 1º aprile 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-piu-forte-k39xikzf La legge del più forte]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce|Marie Heurtin]]''}} Toccante, ma piatto dramma in costume, la storia vera di un'infelice creatura e del suo dolce angelo custode. [...] Un film coraggioso, destinato a perdere il confronto con due giganti in tema, ''[[Il ragazzo selvaggio]]'' e ''[[Anna dei miracoli]]''.<ref>Da ''il Giornale'', 3 marzo 2016; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/marie-heurtin-dal-buio-alla-luce/59069/ Marie Heurtin - Dal buio alla luce]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''}} Un altro celebre western dedicato da [[John Ford|Ford]] alla cavalleria in giacca blu, girato, benissimo (Oscar alla fotografia), tra ''[[Il massacro di Fort Apache]]'' e ''[[Rio Bravo]]'': estenuanti cavalcate, amori di una castità irreale, un commosso e nemmeno troppo retorico omaggio all'esercito. Il quarantaduenne [[John Wayne]], invecchiato a fatica dal truccatore, è una quercia con improvvisi lampi di umanità.<ref>Da ''il Giornale'', 5 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/i-cavalieri-del-nord-ovest-m9bg23er I cavalieri del Nord Ovest]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Dreamland - La terra dei sogni]]''}} Una recitazione da piangere e un protagonista, l'inebetito Ivano De Cristofaro, che strappa al catastrofico [[Alberto Tomba]] (''[[Alex l'ariete]]'') il titolo di peggiore attore italiano di sempre.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20110711235529/http://www.ilgiornale.it/spettacoli/un_disastro_melo_italia_e_usa/08-07-2011/articolo-id=533835-page=0-comments=1 Un disastro il melò tra Italia e Usa]'', ''ilgiornale.it'', 8 luglio 2011.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bertarelli, Massimo}} [[Categoria:Critici cinematografici italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] 5m93vs1u5zdatuo0lrafrv7so0gafgp Paradiso e inferno 0 123495 1419142 1358102 2026-07-05T08:24:12Z Spinoziano 2297 +1 1419142 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Jheronimus Bosch 115 inner wings.jpg|thumb|upright=1.2|''Paradiso e Inferno'' ([[Hieronymus Bosch|H. Bosch]])]] Citazioni su '''paradiso e inferno'''. ==Citazioni== *Chiunque ha tentato di creare uno Stato perfetto, un paradiso in terra, ha in realtà realizzato un inferno. ([[Karl Popper]]) *Comunque, dovessi scegliere, sceglierei la religione che ha meno inferno delle altre. O quella per la quale l'inferno è facoltativo e il paradiso obbligatorio. ([[Marcello Marchesi]]) *D'altra parte lo sapevamo fin da [[Dante Alighieri|Dante]] che l'inferno ha una tendenza urbanistica. L'abbiamo sempre saputo, c'è una mappa dell'inferno, si può fare, ci sono delle strade, c'è una [[toponomastica]], senza dubbio ci sono dei vigili.<br />Voi direte che anche il paradiso potrebbe avere qualche qualità visionaria di questo tipo ma non è mica vero, nella nostra cultura noi non riusciamo a pensare al paradiso, per il momento, se non come una variante particolarmente luminosa del nulla. ([[Giorgio Manganelli]]) *Dove non si crede né all'inferno né al paradiso, il diavolo intasca tutte le entrate. ([[Proverbi italiani|proverbio italiano]]) *Essere senza [[Gesù]] è intollerabile inferno: essere con Gesù è gioia di paradiso. (''[[Imitazione di Cristo]]'') *Forse l'inferno è quello che dobbiamo affrontare tutti i giorni, lavorando... uccidendo, oppure odiando... o guardando morire tutti quelli attorno a noi. Forse raggiungiamo il paradiso solo quando chiudiamo gli occhi e finalmente non proviamo più dolore, e non c'è più niente che ci preoccupa o ci affligge. Proprio niente. (''[[Wolverine: Weapon X]]'') *Fra cent'anni saremo o all'inferno o in paradiso. ([[Gabriele Amorth]]) *Ho visto uomini buoni fare cose cattive e uomini cattivi fare cose buone. Se ti ritroverai in Paradiso o all'Inferno, solo tu puoi deciderlo, non il buon Dio. (''[[Cowboys & Aliens (film)|Cowboys & Aliens]]'') *Il paradiso e l'inferno sono in fondo a un sacchetto. Tu vi cacci la mano e tiri a sorte.... ([[Emilio De Marchi]]) *Il paradiso e l'inferno sono sempre stati concetti usati per controllare e spaventare le persone. (''[[Il paradiso per davvero]]'') *In questa vita ho imparato una cosa sola: che l'inferno e il paradiso non esistono. Ce li portiamo dentro dovunque andiamo. ([[Wu Ming]]) *Io credo che la concezione secondo cui "la vita è un'esperienza infernale" e quella secondo cui "la vita è un'esperienza paradisiaca", sebbene opposte, siano entrambe visioni mentali che hanno la stessa "quantità di significato" e per tanto si equivalgono. Non si tratta di scegliere quale è buona o cattiva, giusta o sbagliata, ma di riconoscere che le idee di inferno e paradiso prendono forma nel corso di un processo ininterrotto che chiamiamo "io". È soprattutto questo processo ininterrotto che qui mi interessava descrivere. ([[Banana Yoshimoto]]) *Io credo nel paradiso, credo anche nell'inferno. Non ho mai visto nessuno dei due ma credo che esistano. Devono esistere. Perché senza il paradiso e senza l'inferno non ci resta altro che il limbo. [...] Paradiso. Inferno. Limbo. Nessuno sa dove andremo. Qualcosa ci aspetta quando ci arriveremo. Ma una cosa possiamo dirla con sicurezza, con assoluta sicurezza: ci sono dei momenti che ci portano in un altro luogo. Momenti di paradiso in terra e forse per ora è tutto quello che dobbiamo sapere. (''[[Grey's Anatomy (quinta stagione)|Grey's Anatomy]]'') *Io ho sempre detto che di Dio non me ne è mai fregato un cazzo, ma ho appena cambiato idea. E mi è successo circa mezz'ora fa, perché so che qualunque forma abbia la cosa là fuori che vuole entrare, è male puro e viene dall'inferno. E se esiste l'inferno, e quei figli di puttana vengono dall'inferno, allora ci deve essere anche un paradiso, Jacob. (''[[Dal tramonto all'alba]]'') *[[Immanuel Kant|Kant]] trova mostruosa l'idea del paradiso e dell'inferno, trova ignobile il concetto di ricompensa per i buoni e di punizione per i cattivi. ([[Massimo Piattelli Palmarini]]) *L'unico luogo, a parte il cielo, dove {{NDR|il tuo cuore}} può essere perfettamente salvo da tutti i pericoli e perturbazioni dell'amore è l'inferno. ([[C. S. Lewis]]) *La paura dell'inferno è essa stessa inferno, ed è paradiso il solo desiderio del paradiso. ([[Khalil Gibran]]) *La vita quotidiana è un eterno purgatorio. Nell'innamoramento c'è solo o il paradiso o l'inferno; o siamo salvi o siamo dannati. ([[Francesco Alberoni]]) *Le tentazioni non impediscono di andare in Paradiso, ma lo scoraggiamento conduce all'Inferno. ([[Victorine Le Dieu]]) *''Meglio regnare all'inferno che servire in cielo.'' ([[John Milton]]) **Meglio regnare all'inferno che servire in paradiso. (''[[L'avvocato del diavolo]]'') **Meglio sovrani all'inferno che servi in paradiso. (''[[Animal Factory]]'') **Tutti e tre concordavano che era meglio essere re dell'Inferno, che schiavi in Paradiso. (''[[Superman/Batman]]'') *Non vi sono comandamenti, non vi sono proibizioni. Nemmeno esistono meriti o demeriti; inferno e paradiso non esistono per i seguaci del Kula, o Dea del Cuore. (''[[Kulārṇava Tantra]]'') *Penso, da tutto quello che posso sapere, che il paradiso ha il miglior clima, ma l'inferno ha la miglior compagnia. ([[Benjamin Wade]]) :Un uomo sul punto di morte non riuscirebbe a decidere in quale posto andare — entrambi hanno i loro vantaggi, "il paradiso per clima, l'inferno per la compagnia!" ([[Mark Twain]]) *Ponimi, o Signore sulla bocca dell'inferno perché io per misericordia tua lo chiuda. Che il mio segreto martirio per la salvezza delle anime, di tutte le anime, sia il mio Paradiso e la suprema mia beatitudine: Amore delle anime, anime, anime! ([[Luigi Orione]]) *''Questa è la vita! l'ebete | Vita che c'innamora, | Lenta che pare un secolo, | Breve che pare un'ora; | Un oscillare eterno | Fra paradiso e inferno | Che non s'accheta più.'' ([[Arrigo Boito]]) *– Questo bambino vivrà nel mondo dopo il Second Impact, in quell'inferno.<br>– Be', però... se si ha la volontà di vivere, qualsiasi posto può diventare un paradiso. (''[[Neon Genesis Evangelion]]'') *Se non si riesce ad entrare in paradiso, tanto vale adattarsi all'inferno. (''[[La ballata di Cable Hogue]]'') *Secondo la tradizione, nell'attimo che precede la morte, ognuno di noi conosce il vero motivo dell'esistenza. È in quel momento che si materializzano l'Inferno e il Paradiso. L'Inferno è guardarsi indietro in quella frazione di secondo e scoprire di aver sprecato l'occasione per rendere degno il miracolo della vita. Il Paradiso è saper affermare in quell'istante: "Ho commesso alcuni errori, ma non sono stato un vigliacco. Ho vissuto appieno la vita e mi sono prodigato in ogni mia azione". ([[Paulo Coelho]]) *Secondo questo sutra, il mondo e il nirvana non sono due cose, ma una sola; il paradiso e l'inferno, la schiavitù e la liberazione non sono due cose, ma una sola. È difficile, perché riusciamo a concepire una cosa solo se pensiamo in termini di polarità opposte. ([[Osho Rajneesh]]) *''Separazione è quanto sappiamo del cielo, | e quanto ci basta dell'inferno.'' ([[Emily Dickinson]]) *Si dura più fatica per andare all'inferno che per acquistare il santo paradiso colle sante operazioni. ([[Crispino da Viterbo]]) *Si parla spesso della consolazione che alcuni trovano a credere nel paradiso. Si scorda la consolazione che altri provano a non credere all'inferno. ([[Henry de Montherlant]]) *Signore, se t'ho adorato solo per timore dell'inferno, fammi bruciare nell'inferno! E se ora t'adoro nella speranza del paradiso, scacciami, ti prego! Però se t'adoro per te stesso, abbi pietà di me. (''[[La novizia indemoniata]]'') *Sin dall'alba dei tempi, inferno e paradiso combatterono una guerra senza fine, nel conflitto intervenne l'Arso Consiglio, un entità preposta dalle antiche leggi per preservare l'ordine e l'equilibrio. Si riteneva che qualsiasi potere incontrollato, minacciasse il tessuto stesso dell'universo. Col tempo paradiso e inferno impararono impararono a onorare il Consiglio e le sue leggi, poiché nessuno era al di sopra dell'implacabile giustizia... degli emissari del Consiglio: la spietata confraternita dei Quattro Cavalieri. Da questo caos emersero i primi esseri umani, Il consiglio predisse che queste fragili ma astute creature, avrebbero fatto parte un giorno dell'Equilibrio. E così fu nominato un terzo regno, il Regno degli Uomini. Per ordine del consiglio fu stipulata una tregua fra inferno e paradiso. Il patto fu vincolato da sette sigilli, da infrangere a tempo debito, quando il Regno degli Uomini fosse stato pronto per l'Ultima Guerra, battaglia che avrebbe portato a un nuovo equilibrio e determinato il destino finale dei tre regni... (''[[Darksiders: Wrath of War]]'') *Spesso si parla di inferno e paradiso, ma sotto sotto lo sappiamo tutti che una volta morti non c'è altro, è semplicemente finita. Per questo non nutro alcun interesse per l'aldilà, mi accontento di spassarmela più che posso finché sono ancora vivo. (''[[Inuyasha]]'') *"Zio Guido, com'è il Paradiso?" "Il Paradiso è noioso. Chi ci sta? Preti, sante, Maria Goretti, vergini incallite, monache arcigne, benefattori pallidi e miracolati piagnoni. Meglio l'inferno; puttane, bari, ubriaconi, gente allegra, magari caratteracci, come dire, eretici, spregiudicati, briganti tipo il Passatore. Però bisogna vedere com'è il Regolamento. Può darsi pure, quando vai di là, che trovi un'affiche, un manifesto, all'ingresso, che dice "{{maiuscoletto|chi è destinato al paradiso è autorizzato a fare tutto ciò che non ha mai fatto. I sette vizi capitali sino liberamente utilizzabili e senza limiti. per quanto riguarda quelli che hanno latessera rossa (inferno) da questo momento, non potranno più fare quello che facevano in terra. basta gozzoviglie. da qui all'eternità novene digiuni e castità. il contrappasso. quelli lassù se la godono e voi quaggiù gratattevi. come si dice? san rocco. chi gode prima non gode doppo. firma (illeggibile)}}"." ([[Marcello Marchesi]]) ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *Che l'uomo sia lacerato dal cielo e dalla terra, pazienza, ma il peggio è che alla fine il cielo vuole il brandello che è stato strappato dall'inferno, e l'inferno è affamato di quello conquistato dal cielo. *Che me ne faccio della "Guida all'inferno". Lo presenta come un paradiso. *I confini del cielo e dell'inferno sono mobili, ma passano sempre attraverso di noi. *Sappiamo già che l'uomo ha creato il cielo e l'inferno, resta ancora da chiarire chi ha creato il mondo. ==Voci correlate== *[[Inferno]] *[[Paradiso]] [[Categoria:Dicotomie]] [[Categoria:Religione e morte]] pwxlak71tuoyyyuwfhwut5wnmwjpf8p Gianfranco Bellini 0 126593 1419144 1413786 2026-07-05T08:28:18Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1419144 wikitext text/x-wiki '''Gianfranco Bellini''' (1924 – 2006), doppiatore italiano. ==Citazioni su Gianfranco Bellini== *Quando doppiò HAL 9000 era una voce completamente diversa da quella originale, e mio nonno ricevette i complimenti proprio di [[Stanley Kubrick]] perché l'aveva reso ancora più reale di come l'aveva creato lui. ([[Elena Perino]]) *Sia io che [[Davide Perino|mio fratello]] abbiamo lavorato con lui, ed era severo con noi più che con altri: è stato bellissimo lavorarci insieme e riceverne gli insegnamenti attraverso la sua calda e rassicurante voce. A lui dobbiamo l'aver imparato "la vecchia scuola" di questo mestiere; è stato un grande e mi dispiace che non venga ricordato abbastanza come tanti suoi vecchi colleghi. (Elena Perino) ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[All'ovest niente di nuovo]]'' (1930) *''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931) *''[[Il segno della croce]]'' (1932) *''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' (1938) *''[[La città dei ragazzi]]'' (1938) *''[[Susanna!]]'' (1938) *''[[Alba di gloria]]'' (1939) *''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939) *''[[La regola del gioco (film 1939)|La regola del gioco]]'' (1939) *''[[La voce nella tempesta]]'' (1939) *''[[Via col vento]]'' (1939) *''[[Il grande dittatore]]'' (1940) *''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]'' (1940) *''[[Quarto potere]]'' (1941) *''[[Io la difendo]]'' (1942) *''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943) *''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946) *''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946) *''[[Il fantasma e la signora Muir]]'' (1947) *''[[La casa rossa]]'' (1947) *''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947) *''[[Odio implacabile]]'' (1947) *''[[Fuga nel tempo]]'' (1948) *''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' (1948) *''[[Nodo alla gola]]'' (1948) *''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949) *''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]'' (1949) *''[[Francesco, giullare di Dio]]'' (1950) *''[[Rio Bravo]]'' (1950) *''[[Winchester '73]]'' (1950) *''[[Amo un assassino]]'' (1951) *''[[Il cacciatore del Missouri]]'' (1951) *''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951) *''[[La gang]]'' (1951) *''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]'' (1951) *''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952) *''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952) *''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953) *''[[Io confesso]]'' (1953) *''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953) *''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]'' (1953) *''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953) *''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953) *''[[Vacanze romane]]'' (1953) *''[[Gli orizzonti del sole]]'' (1954) *''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954) *''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954) *''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954) *''[[Il seme della violenza]]'' (1955) *''[[La polizia bussa alla porta]]'' (1955) *''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955) *''[[Rififi]]'' (1955) *''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1955) *''[[Il gigante]]'' (1956) *''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956) *''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956) *''[[La legge del capestro]]'' (1956) *''[[La legge del Signore]]'' (1956) *''[[La risaia]]'' (1956) *''[[Le colline bruciano]]'' (1956) *''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956) *''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957) *''[[Decisione al tramonto]]'' (1957) *''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957) *''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957) *''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957) *''[[Il segno della legge]]'' (1957) *''[[Il settimo sigillo]]'' (1957) *''[[La maschera di Frankenstein]]'' (1957) *''[[Totò, Vittorio e la dottoressa]]'' (1957) *''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958) *''[[Fluido mortale]]'' (1958) *''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) *''[[Totò nella luna]]'' (1958) *''[[Il letto racconta...]]'' (1959) *''[[Operazione sottoveste]]'' (1959) *''[[Strategia di una rapina]]'' (1959) *''[[David e Golia]]'' (1960) *''[[Exodus]]'' (1960) *''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960) *''[[I magnifici sette]]'' (1960) *''[[L'erba del vicino è sempre più verde (film)|L'erba del vicino è sempre più verde]]'' (1960) *''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960) *''[[Angeli con la pistola]]'' (1961) *''[[Uno, due, tre!]]'' (1961) *''[[Vincitori e vinti]]'' (1961) *''[[Agente 007 - 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Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969) *''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969) *''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970) *''[[La ballata di Cable Hogue]]'' (1970) *''[[Lo chiamavano Trinità]]'' (1970) *''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971) *''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971) *''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971) *''[[Il violinista sul tetto]]'' (1971) *''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971) *''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971) *''[[Panico a Needle Park]]'' (1971) *''[[Rapina record a New York]]'' (1971) *''[[2002: la seconda odissea]]'' (1972) *''[[Dalla Cina con furore]]'' (1972) *''[[Frenzy]]'' (1972) *''[[L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente]]'' (1972) *''[[Anche gli angeli mangiano fagioli]]'' (1973) *''[[Il lungo addio]]'' (1973) *''[[La stangata]]'' (1973) *''[[Papillon]]'' (1973) *''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973) *''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974) *''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974) *''[[Mezzogiorno e mezzo di fuoco]]'' (1974) *''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974) *''[[Porgi l'altra guancia]]'' (1974) *''[[Il portiere di notte]]'' (1974) *''[[Flic Story]]'' (1975) *''[[Il messia]]'' (1975) *''[[Picnic ad Hanging Rock]]'' (1975) *''[[Taxi Driver]]'' (1976) *''[[Ridere per ridere]]'' (1977) *''[[Capricorn One]]'' (1978) *''[[Il paradiso può attendere]]'' (1978) *''[[Sabato, domenica e venerdì]]'' (1979) *''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980) *''[[The Blues Brothers]]'' (1980) *''[[Re per una notte]]'' (1983) *''[[Non c'è due senza quattro]]'' (1984) *''[[La mia Africa]]'' (1985) *''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985) *''[[Ritorno al futuro]]'' (1985) *''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986) *''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986) *''[[Velluto blu]]'' (1986) *''[[Appuntamento al buio]]'' (1987) *''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987) *''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]'' (1987) *''[[Il signore del male]]'' (1987) *''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987) *''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988) *''[[Prima di mezzanotte]]'' (1988) *''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989) *''[[Atto di forza]]'' (1990) *''[[Darkman]]'' (1990) *''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990) *''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990) *''[[RoboCop 2]]'' (1990) *''[[Trappola in alto mare]]'' (1992) *''[[Quel che resta del giorno]]'' (1993) *''[[La signora ammazzatutti]]'' (1994) *''[[Stargate (film)|Stargate]]'' (1994) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col}} *''[[Bambi]]'' (1942) *''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950) *''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961) *''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964) *''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968) *''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973) *''[[La bella e la bestia (film 1991)|La bella e la bestia]]'' (1991) {{div col end}} ===Serie televisive=== *''[[Dynasty]]'' (1981-1991) *''[[La signora in giallo]]'' (1984-1996) *''[[Settimo cielo]]'' (1996-2007) ==Voci correlate== *[[Davide Perino]], nipote *[[Elena Perino]], nipote ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bellini, Gianfranco}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] qgnl9xaowo69krn9bnk7dg1uk8q3m5r Enrico Nencioni 0 128760 1419106 1410917 2026-07-04T15:01:26Z Gaux 18878 /* Saggi critici di letteratura inglese */ Nathaniel Hawthorne 1419106 wikitext text/x-wiki [[File:Enrico Nencioni 01.jpg|thumb|Enrico Nencioni]] '''Enrico Nencioni''' (1837 – 1896), poeta, critico letterario e traduttore italiano. ==Citazioni di Enrico Nencioni== *{{NDR|[[Jean Paul]]}} [...] la personificazione dell'umorismo... Fantasia di una incomparabile ricchezza ed esuberanza, egli scherza con gli astri e coi fiori, piange sui sepolcri delle nazioni e sopra un rosignolo accecato, sogna sogni tremendi in cui Cristo annunzia ai morti che non c'è Dio, e descrive la toilette di una fiorista che si sposa.<ref>Da ''L'umorismo e gli umoristi'', [1884], ristampato in ''Saggi critici di letteratura italiana'', Firenze, 1911<sup>2</sup>; citato in [[Vittorio Santoli]], ''La letteratura tedesca moderna, con un'analisi della letteratura contemporanea di [[Marianello Marianelli]]'', Sansoni/Accademia, Firenze/Milano, 1971, p. 218.</ref> ==''Medaglioni''== *Aveva appena nove anni {{NDR|Jeanne Antoinette Poisson, meglio nota come [[Madame de Pompadour]]}} quando le fu predetto che sarebbe stata la favorita del re di Francia. La madre, corrotta e galante, diceva di lei ancor giovinetta, ed in sua presenza: ''E un boccone da re''. (p. 3) *{{NDR|Madame de Pompadour}} La natura le aveva dato l'istinto della seduzione, il gusto innato della ''toelette'', il sentimento e l'amore dell'arte, una diabolica vivacità parigina, l'orrore della noia, una grazia ineffabile ed una rara bellezza: fisonomia espressiva, simpatica; occhi di un colore misterioso, indefinibile, cupo-azzurri, dagli sguardi lenti, irresistibili; magnifici capelli castagni; denti ammirabili; un sorriso rallegrante su due labbra voluttuose di un roseo pallido. (pp. 3-4) *{{NDR|[[Marie-Jeanne Bécu, contessa du Barry]]}} La donna era bellissima. Di persona svelta, flessuosa, di forme perfette, di una carnagione che i contemporanei paragonarono a foglie di rosa bagnate nel latte. Aveva, grazioso contrasto, ciglia nerissime e occhi azzurri, abitualmente socchiusi, dagli sguardi lunghi, voluttuosi, dalle occhiate assassine, come le chiama Musset: i capelli più belli, più morbidi, più lunghi che si potesser vedere, seta e oro, abbondanti, naturalmente ondati; un collo di statua antica, magnifiche spalle, mani da gran signora. (pp. 25-26) *Vera birichina di Parigi, {{NDR|la du Barry}} faceva vedere nelle sue matte risate una doppia fila di magnifici denti al triste Borbone {{NDR|Luigi XV}} che la guardava non visto. E questa sincera allegria fu l'incanto che lo tirò nella rete. Quel viso ridente, allegro, spiritoso, malizioso, che rivelava ingenuamente tutti i vizi degli ''enfants des rues'' di Parigi, non aveva traccia né di ostentazione, né di menzogna, né di insolenza. Ciò piacque al re, che vedeva ridere tanto poco a casa sua... Fu sorpreso, incantato da quella libertà, da quel riso, da quella gioia: e quella sera medesima la fece venire a palazzo. (pp. 26-27) *La Du Barry ruppe tutte le leggi dell'etichetta, e anche del decoro, nei palazzi reali. Vestiva sempre a modo suo (e troppo spesso non vestiva affatto), anche in ore di cerimonie solenni... [...] Essa portò a Versailles i modi e il linguaggio delle pescivendole, e la sua condotta giornaliera fu per sei anni un continuo schiaffo alla monarchia. Essa annunzia addirittura la Rivoluzione! (p. 39-40) *Durante il processo, la Du Barry fu calma e nobile. Condannata a morte, tentò prima di salvare una sua amica egualmente condannata, la duchessa di Mortemart. Ma poi, tutto ad un tratto, fu assalita da una paura di bambina, e come se allora per la prima volta avesse sentito parlar di morte e di ghigliottina, cominciò a urlar disperata... Non voleva morire! Messa a forza sulla carretta fatale, essa implorava la folla insultatrice per via: «''Mes amis ... sauvez-moi! je n'ai jamais fait de mal à personne... La vie, la vie! qu'on me laisse la vie, et je donne tons mes biens à la nation....'' » E un ''sans-culotte'' le rispose: «''Tes biens! mais tu ne donnes à la nation que ce qui lui appartient déjà...''» (pp. 45-46) *[[Marie-Jeanne Roland de la Platière|Madama Roland]], serena, bianco-vestita, coi bei capelli disciolti che scendono in doppia lista sull'eroico suo petto, conforta i suoi compagni di supplizio, e infonde loro il suo virile coraggio, e chiede una penna (che le è negata) per scrivere «gli strani e grandi pensieri che le suggerisce la morte.» Madama Roland credeva ed amava. (p. 47) *{{NDR|[[Sophie Arnould]]}} Aveva sedici anni: un corpo di fata, una voce di rosignolo. Gracile, ma ben fatta, il volto di un perfetto ovale; due grandi occhi neri chiedenti pietà o provocanti; magnifici capelli biondi; una bocca socchiusa abitualmente a un sorriso di voluttà, fresca come una rosa di maggio, dalla quale uscivano irresistibili le note languenti dell'amore, o le supplichevoli della preghiera, o le flebili del dolore. (p. 53) *Garrick<ref>[[David Garrick]].</ref> dichiarava che la sola attrice francese che gli parlasse agli occhi e al cuore, era una cantante, Sofia Arnould. Essa portò nella sua arte un elemento nuovo e che fu una vera rivoluzione; l'emozione sincera, l'azione drammatica naturale, il cuore nel canto. (pp. 54-55) *{{NDR|Sophie Arnould}} La sua voce non era forte, ma dolcissima e simpatica. Era una voce che si prestava mirabilmente alle parti che rappresentava: ''Psiche'', ''Lavinia'', ''Ifigenia'' morente trascinata agli altari e implorante gli Dei... Una voce palpitante, una voce-anima, e che i nemici del sentimento, i naturalisti di cento anni fa, tentarono di censurare con questa mordace definizione dell'abate Galiani<ref>[[Ferdinando Galiani]] detto l'abate Galiani.</ref>: «''C'est le plus bel asthme que j'ai entendu chanter''.» (p. 55) *Uomo destinato a errare nella procella e crear del dolore, in lotta aperta col suo secolo, [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] portava nel suo fatidico seno tutte le tempeste della imminente Rivoluzione, insieme alle tempeste del suo proprio cuore. La sua influenza è durata fino a oggi, e forse è interrotta, ma non cessata. Tutti, o quasi tutti i grandi scrittori, chi più, chi meno, ne hanno subito il magnetico incanto. (pp. 82-83) *Non era bella {{NDR|[[Jeanne Julie Éléonore de Lespinasse]]}}, ma piacente per lo spirito, la grazia, la squisitezza del gusto, la finezza dei modi; per la soave amabilità del sorriso, l'intelligenza e la profonda espressione degli occhi, che avea neri e bellissimi. Vestita con elegante semplicità, piaceva generalmente, e godeva di accorgersene... (p. 91) *Malinconica spesso {{NDR|la Lespinasse}}, sentì fin dalla prima giovinezza la vanità e il disgusto della vita; e gracile di persona, ed emottoica fin dai diciotto anni, era di una sensibilità nervosa eccitabilissima; talché può dirsi che essa riuniva in sé, in modo più singolare che raro, tutto ciò che sulla terra procura o fa più intenso il dolore. (pp. 91-92) *Ho riletto ''Valérie'': e il libro mi ha tratto a fantasticare un po' sul suo autore, su quell'adorabile madame [[Barbara von Krüdener|De Krüdener]]. La ''pàle baronne''<ref>La baronessa pallida.</ref> mi distrae da due giorni da ogni occupazione; sono innamorato della sua penna, della sua danza, delle sue preghiere, e del suo famoso scialle di mussolina. Mi vien voglia di mettermi in ginocchioni come Benjamin Constant o come lo Czar Alessandro, per dir con lei le devozioni, aspettando «''les inspirations supérieures''.» (pp. 113-114) *{{NDR|Madame De Krüdener}} Io la vedo in tutti i momenti più notevoli della sua vita. La vedo quando, sotto il Direttorio, essa apparisce la prima volta nei ''salons'' di Parigi, bionda, pallida, fine ed eterea, circonfusa da una nuvola di bianchi veli, e gira attorno i suoi grandi occhi calmi, color verde-mare: bellezza scandinava, illuminata da un pallido raggio di sole polare, calma e fredda come la neve delle sue native Dofrine... Ma ecco Bergasse e Saint-Pierre e Garat che la circondano e la invitano a danzare. Essa cede di buona grazia, chiede il suo scialle di mussolina azzurra, si alza, e comincia la ''danse tableau''. La scandinava è diventata a un tratto una parigina! La vita, l'emozione, traboccano dai suoi gesti, dai suoi sguardi, da ogni suo movimento. Essa si trasforma in cento modi: ora è Niobe impietrita dal dolore, ora è Galatea che fugge inseguita... Alla voluttuosa Odalisca che languidamente invita e resiste, succede la vivace ridente napoletana che balla la tarantella, e batte il terreno a passi rapidi e fitti come la grandine... (pp. 114-115) *Le armate alleate {{NDR|dopo la definitiva sconfitta di Napoleone}} sono entrate in Parigi. La Santa Alleanza ha anch'essa i suoi poeti, i suoi {{sic|angioli}} propiziatori; e la sua Sibilla, la sua Velleda, in Giuliana Krüdener. La casa di lei si trasforma in un tempio; essa vi aduna delle assemblee religiose dove si commentano Swedenborg e Saint-Martin, si prega, si canta, e si profetizza... «Alessandro<ref>[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] imperatore di Russia.</ref> sarà l'Angelo bianco, il genio dei nuovi tempi!...» E Alessandro non tralascia di far qualche visita al tempio... e alla sacerdotessa. (p. 115) *{{NDR|[[Teresa Gamba Guiccioli]]}} Statura piuttosto piccola; gracile, ma perfetta di forme: bianchissima di carnagione: sorriso etereo, {{sic|Correggiesco}}: occhi veramente italiani, pieni di languori e di tempeste, di sorrisi e di lacrime.<br>Aveva diciassett'anni: era di nobile famiglia, i Gamba di Ravenna, ed usciva allora di convento. Il conte Guiccioli era vecchio, era vedovo, ma era anche ricchissimo... e gliela dettero in moglie. (pp. 123-124) *Essa {{NDR|Teresa Gamba}} fu amata sinceramente e passionatamente dal più grande poeta del secolo, giovine e bello, nobile e generoso. Essa fu il solo ''vero amore'' di [[George Gordon Byron|Byron]], dopo le prime vaghe sue affezioni d'adolescente. Nel cuore di Aroldo<ref>Personaggio letterario, protagonista del poema ''Childe Harold's pilgrimage'' di Byron.</ref> essa non ebbe succedanei o rivali; vi regnò unica, e non lo cedé che alla Grecia. Qual trionfo per una donna!<br>Ma, in compenso, essa fece a lui un bene anche più grande, infinitamente più grande. Essa brillò come un'iride su l'uragano di quell'anima, e vi portò la calma, la serenità, la giovanile freschezza. Essa ricompose e acquietò quel cuore esulcerato e agitato, quel cervello minacciato dalla pazzia. Essa rese a Byron il rispetto di sé medesimo, e per lungo tempo la pace e l'armonia della vita. Essa, essa sola, seppe farlo ''pianger d'amore''. (p. 128) *[...] quando l'innato senso eroico di Byron lo spinse ad andare a combattere e morire per la libertà della Grecia, essa {{NDR|Teresa Gamba}} che vedeva così a un tratto ''finir tutto'' per lei, seppe eroicamente sacrificarsi. Non fece né elegie ne ''scene'': ma si immolò in silenzio, e fu grande; come solo le donne veramente amanti sanno esserlo. Felice in questo, che la immatura morte di Byron le lasciò intatta e pura la poesia della passione, né fu costretta, come tante infelici, a edificare sulle ceneri dell'amore il ''tempio dell'amicizia!''... (pp. 138-139) *{{NDR|[[Elizabeth Barrett Browning]]}} Quando la vidi la prima volta fu nell'agosto del 59, verso sera, nel giardino di villa Orr. Delicatissima, e già malata di petto, essa era in quell'ora vespertina, tutta avvolta in un ampio scialle di lana. Parlava poco, ed a bassa voce. Di tratti non regolari, e non bella; ma un volto esprimente, indimenticabile. Bellissimi, abbondanti i capelli che portava sciolti ed inanellati. Ma {{sic|sopratutto}} mi colpì il suo sguardo; quei suoi grandi occhi non mi usciron più dalla mente. Ci vidi la passione e la malinconia, le prostrazioni e gli entusiasmi che spirano dalle pagine di ''Aurora Leigh''. (pp. 146) *{{NDR|Elizabeth Barrett Browning}} L'amore fu per lei il più grande avvenimento della vita, e {{sic|inalzò}} il suo cuore, e col cuore l'ingegno, alle più elevate regioni poetiche. Il contrasto della volontà paterna, la lotta, il dramma che ne seguì, dettero al suo amore per l'illustre poeta [[Robert Browning|Roberto Browning]], tutte le tempeste e l'estasi di una vera passione. Alla fine furono uniti in sacro legame questi due insigni e differentissimi ingegni. L'una passionata, ardente, subiettiva; l'altro calmo, impassibile, obiettivo, profondo e inesorabile scrutatore del cuore umano e della natura. (pp. 149-150) *{{NDR|[[Thomas Carlyle]]}} [..] ebbe insieme l'amore, la pace, l'indipendenza, la salute e il necessario impulso al suo genio, da una donna {{NDR|[[Jane Welsh Carlyle]]}}, — da quella che fu sua moglie e suo angelo tutelare, confortatore ed ispiratore per quarant'anni. Donna mirabile per generosa abnegazione, per delicatezze ineffabili, per pazienza costante, per i suoi sorrisi e per le sue lacrime; ''sanctissima conjux'' come l'avrebbe chiamata Virgilio. (p. 172) *Jane Welsh era bella, giovine, nobile, ricca, corteggiata da molti. Ma il suo cuore aveva bisogno di sacrifizio, di entusiasmo e di fede. Conobbe il povero giovine {{NDR|Thomas Carlyle}} in lotta colla fortuna e col mondo, e nei suoi tristi profondi occhi vide brillare una luce divina. Credé nell'avvenire e nella gloria del genio: credé alla felicità di aiutarlo col suo amore, e lo amò consacrandosi tutta a lui. Lo sottrasse alla miseria, allo sgomento, gli portò il pane materiale e il pane spirituale ad un tempo. (pp. 174-175) *L'innocenza della [[Matrimonio|sposa]] ha una grazia particolare, che naturalmente tocca il cuore dell'uomo: essa ha la vera libertà della parola, dello sguardo, del sorriso, del gesto. Le ''altre'' non son libere che nei momenti di ebbrezza: nel resto sempre artificiali e legate. (pp. 181-182) *Da questo eccellente libro {{NDR|la corrispondenza dell'attrice pubblicata a Parigi, a cura di Giorgio d'Heylli}} è apparsa ai miei occhi una nuova [[Elisabeth Rachel Félix|Rachel]]; non più nelle solenni attitudini della tragedia, nel costume di Fedra o di Atalia, ma una donna semplice, affettuosa, spiritosa, e soprattutto sincera sempre; nelle gioie, nei dolori, nei trionfi, nelle umiliazioni (ne toccarono anche a lei), nelle malattie, e nella morte. Più che della stessa arte che era la sua passione, essa parla e si preoccupa in tutte le lettere, dei suoi bambini, della madre, delle sorelle, e ha spesso accenti di ineffabile tenerezza. (pp. 191-192) *Povera Rachel! Come ti hanno calunniata, anche i critici tuoi ammiratori! «La Rachel, diceva un d'essi, è una specie di Lamia<ref>Le lamie, nella mitologia greca, erano figure femminili in parte umane e in parte animali, rapitrici di bambini o che adescavano giovani uomini per poi nutrirsi del loro sangue e della loro carne.</ref>, una donna serpente; e riesce grande nella rappresentazione delle passioni perverse e diaboliche. Essa ha un volto e un portamento che paion fatti apposta per esprimere il veleno dei caratteri che rappresenta.» Perché essa conservava una inalterabile nobiltà statuaria di gesto, anche nei momenti di violenta passione; perché non ricorreva a contorsioni epilettiche o a isterici singhiozzi da melodramma, l'accusarono di insensibilità: e uno dei più famosi ''appendicisti'' di Francia la chiamò ad dirittura «artista incomparabile, ma senza cuore.» (pp. 192-193) *{{NDR|Elisabeth Rachel Félix}} [...] essa era l'antica Melpomene, un anacronismo vivente in pieno secolo decimonono. Tutto in lei era fatto a raffigurare e interpretare l'antichità, la sana e forte e serena antichità di Fidia e di Sofocle, che essa traduceva dagli alessandrini di Racine; i suoi grandi e profondi occhi neri, il suo sguardo da Nemesi, le chiome corvine, l'ovale perfetto del volto, e la fronte d'antica regina, fatta per il cerchio d'oro dei Greci, o per la fascia israelitica. Con un gesto, con una piega del manto, col levare del braccio, con l' inclinar della fronte, essa otteneva effetti più potenti e più sicuri che altre attrici con piangere e scalmanarsi; o col ricorrere a strani mezzi di raffinato artifizio, a delle ''chatteries'' di ''cocottes'' vestite da Andromaca o da Medea... (pp. 193-194) ==''Nuovi medaglioni''== *{{NDR|[[Teresa Cabarrus]]}} Bella e strana, capricciosa ed elegante, dissoluta e pietosa, essa avea per divisa: - vivere e lasciar vivere, godere e far godere. La sua fiorente bellezza avea del Giunonico; ma la gamba forte e nervosa e il piccolo piede perfetto le davano un'agilità da Tersicore. I suoi grandi occhi neri, inondati di fiamme, raggiavano di bontà e di voluttuosa passione. I magnifici capelli bruni cadenti a ciocche, ondulanti a rivi sul collo e sul florido petto come neri serpenti, le davano l'aria tragica di Medea. Attirava, allettava... e a momenti faceva paura. (p. 52) *{{NDR|Teresa Cabarrus}} Il suo sorriso, di invito e di abbandono, di voluttà e d'ironia, maligno e intelligente, pietoso e irresistibile, piegava come giunco le volontà più virili. (p. 52) *La Tallien {{NDR|Teresa Cabarrus}} spinse col proprio esempio anche le donne a pubblici esercizi di forza e di destrezza fisica: e le donne divennero Automedonti<ref>Automedonte, personaggio della mitologia greca, auriga di Achille.</ref> e {{sic|Atalante}}<ref>Atlante.</ref>. Emancipata e audace, la virago parigina, vestita di una leggera tunica greca, i capelli cinti da un semplice nastro scarlatto, guida la quadriglia fiammante, e con mano virile impugna la sferza del circo.<br>Al Campo di Marte, Madama Tallien, vestita di una nuvola di rosei veli, dalla sua carrozza color sangue di bove, incoraggia e applaudisce, mentre un cerchio di ammiratori assedia l'invidiata vettura. È la dea delle feste pubbliche, è la soprintendente della moda e del gusto. Essa fa portare nei palazzi del Direttorio arpe e pianoforti – rende alla luce e distribuisce con accorta saggezza le collezioni di musica di Maria Antonietta, di Madama Elisabetta, di Bombelles. Col proprio esempio, rimette in moda la mobilia di Pompadour e le porcellane di Sèvres. È l'idolo degli artisti, degli attori, dei cantanti, dei letterati. A volte la sua immensa popolarità le dà stanchezza e disgusto: la vile e adulatrice moltitudine le dà sui nervi. – Ah, veramente, – esclama sbadigliando – "le malheur de l'esprit est de charmer les bêtes.<ref>La sventura della mente è incantare le bestie.</ref>" (pp. 56-57) ==''Nuovi saggi critici di letterature straniere''== *[[Paul Bourget|Bourget]], benché giovine ancora, ha troppo visto sentito, vissuto: é come saturato di coltura, di estetica, di poesia, di teatro, di romanzo, di misticismo, di scienza, di paesaggio, di colori, di musica... Conosce a fondo l'arte e le letterature moderne; ha visitato l'Inghilterra, la Germania, l'Italia; ha esaminato tutti i problemi, discusso le più urgenti e vitali questioni morali ed estetiche – e il suo ingegno si é affilato come una lama; si è fatto acuto a distinguere le più lievi gradazioni, le più delicate e impercettibili sfumature. (pp. 92-93) *{{NDR|[[Honoré de Balzac]]}} Quest'uomo di genio, il padre del romanzo fisiologico, il tremendo analizzatore dei Brideau e degli Hulot, delle Rogron e delle Marneffe – il poeta di Séraphita e di Enrichetta Mortsauf – fu per tutta la vita oppresso dai debiti, e tormentato dagli usurai e dagli uscieri di tribunale. Gli appunti delle scadenze di cambiali si alternano nel suo diario con le note e i sommari per un capitolo della ''Peau de chagrin'' o di ''Eugénie Grandet''. Come un forzato, egli visse tutta la portentosa sua vita a ''tavolino coatto'', colla palla dei debiti al piede. Eppure la sua larga faccia di ''sanglier joyeux'' non perdé mai la serenità e la luce divina dell'ispirazione creatrice, e solo la morte poté arrestare improvvisamente il complicato e fulmineo lavoro della possente macchina cerebrale che elaborò la ''Comédie humaine''.(pp. 112-113) *Alcune immagini, alcuni versi dei giambi di [[Auguste Barbier|Barbier]] son diventati luoghi comuni a forza di esser ripetuti e citati: e la famosa ''sainte canaille'' e la ''femme aux puissantes mamelles'' dovean prestarsi ai sarcasmi degli artisti calmi e sereni come [[Théophile Gautier|Gautier]], o naturalmente arguti e beffardi come [[Heinrich Heine|Heine]]. Nonostante, la figura della Libertà è scolpita con una audace ma felice bravura, di cui tutti i poetini dilettanti, i ''freluquets'' che in Francia oggi ronzano e mormorano, non sarebber certo capaci. (p. 126) *{{NDR|[[Gustave Flaubert]]}} Era un uomo di alta statura, grosso, di colorito acceso, occhi blu, baffi biondi, sanguigno, vero tipo di capitano di cavalleria. Anche nel suo vestire, nel gesto, nel passo, conservò sempre qualcosa di militare. Ma le sue abitudini, il suo carattere, furono sempre quelli di un uomo appassionato per l'arte, e che vive solamente in quella e di quella. (p. 137) *''Madame Bovary'' è un romanzo analitico, ammirabile per composizione, studio di caratteri e stile: libro architettato con vera scienza, dove tutto è meditato, voluto e disposto con arte sapiente; e in cui una verità severa, spietata, tiene quel luogo che in altri lodati romanzi contemporanei hanno solo la fantastica invenzione e il lirismo ideale. L'analisi del carattere di Emma Bovary è profonda e delicata; è inesorabile, forse crudele, ma sempre esatta. (p. 137) ==''Saggi critici di letteratura inglese''== *[...] forse di tutte le straniere letterature quella che con maggiore profitto potrebbe studiarsi dagl'Italiani è la [[Letteratura inglese|inglese]]; trovandosi e spiccando negli scrittori di questa molte qualità che troppo spesso a noi fan difetto, – osservazione diligente e profonda dell'uomo morale e della natura esteriore, originalità, sobrietà, elevazione. (p. 1) *L'opera di [[Robert Browning|Browning]] fu ingegnosamente paragonata ad un grande edificio gotico con una curiosa e felice mistura di Rinascimento italiano. L'Italia, un'aura, un calore e un colore italiano compenetra e contrassegna i venti volumi di Browning. Alcuni dei suoi principali capolavori sono di origine o di argomento italiano, qua pensati, qua scritti in tutto o in parte. La nostra pittura, la nostra musica, il nostro Risorgimento, rivivono nelle {{sic|maravigliose}} pagine del poeta. (pp. 48-49) *[[Vernon Lee]], come artista appartiene più alla scuola critica francese che a quella inglese. Essa ha più analogia, più ''affinità elettive'' col Taine e col Michelet, che con qualunque insigne critico inglese; benché un accento Ruskiniano vi si faccia talvolta sentire, malgrado l'autrice... Come il Michelet, Vernon Lee ha la immaginazione simpatica, la facoltà di rianimare e rievocare personaggi ed epoche spente, di vivificare le più aride e astratte teorie con la luce della poesia e col calore dell'entusiasmo. Pur nonostante l'Inglese si rivela a ogni tratto, anche quando sostiene delle cause che hanno aria di paradossi, nella logica e serrata concatenazione degli argomenti, nello scrupolo delle investigazioni, nella importanza data a esperienze o impressioni personali, nella solida architettura della composizione, e in una vena di umorismo talora benigno e indulgente, talora caustico ed aggressivo.(p. 78) *[[George Gordon Byron|Byron]] nato con ingegno piuttosto unico che raro, servo e vittima delle sue indomate passioni, è forse il più subiettivo di tutti i poeti. Come L'Alfieri, non intese e non rese che sé; Byron ''Aroldo'', Byron ''Lara'', Byron ''Manfredo'', Byron ''Don Giovanni'', ecc. Originale sempre e sempre sincero anche nelle monotone pitture delle sue tempeste interiori, misantropo e violento; poi tenero, soave e patetico, la sua poesia è un'azione continua, una vera epopea individuale. (pp. 128-129) *[[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], sublime utopista, visionario entusiasta, vagheggiò e adorò fin dall'infanzia un mondo ideale e {{sic|edennico}}; credé al trionfo immancabile e definitivo di una religione d'Amore universale, di fraternità, di eguaglianza. Ma volendo, nella sua commovente semplicità e sincerità, uniformare alle sue idee la sua vita, passò d'errore in errore, di dolore in dolore, ma sempre puro, sempre buono, sempre grande e sempre infelice. L'arte fu la sua unica consolazione, la natura il suo asilo. (pp. 130-131) *Il [[Preraffaelliti|preraffaellismo]] inglese fu la reazione di giovani e coscienziosi artisti contro la pittura ''ufficiale'' d'accademia; un ritorno, non per ispirito di imitazione, ma per simpatia di intenti e di metodo, all'arte fiorentina del Quattrocento. Fu, in sostanza, una applicazione alle arti plastiche di quella rivoluzione letteraria nella scelta degli argomenti, di quel rinnovamento nel linguaggio poetico, già felicemente eseguiti da Cowper, da Burns, da Wordsworth, da Coleridge: e in parte anche da Keats, dallo Scott e da Tennyson. (pp. 139-140) *[[Dante Gabriel Rossetti|Dante Rossetti]] è un mistico contemplatore e adoratore della bellezza femminea – un dugentista italiano, nato, per capriccioso anacronismo della sorte, a Londra, in pieno secolo decimonono. Tutta la sua opera poetica deriva, in linea retta, dalla ''Vita {{sic|Nuova}}''. Questo divino fiore venato di sangue, questa mistica Rosa imperlata di lacrime ha lasciato un profumo in tutti i versi del Rossetti. (p. 141) *[[Roma]] è la città unica, ''urbs et orbis'' che simboleggia e comprende le cose più disparate. Vi sono in Roma cinque o sei Rome, che hanno il loro carattere particolare e i loro speciali ammiratori e visitatori. Winckelmann e Overbeck, Goethe e Châteaubriand, Shelley e Lamartine, Byron e Veuillot, l'hanno adorata con eguale entusiasmo. Dall'Apollo di Belvedere, ai graffiti e ai mosaici Bizantini; dal semplice altare scavato nel tufo delle Catacombe, alle magnificenze liturgiche di San Pietro; dal palazzo dei Cesari, dal Colosseo e dalle Terme, alle Chiese dei Gesuiti e ai palazzi e alle fontane del Bernini; dalla desolata e pittoresca solitudine della Campagna, ai ''parterres'' ricamati e agli alberi pettinati delle Ville principesche; esistono in Roma i più spiccati contrasti. È la città ''dialettica'' per eccellenza. Essa concilia tutte le espressioni della storia e della vita, nella solenne unità della sua grandezza e nella infinita malinconia delle sue memorie. (p. 187) *Forse nessuno ha espresso meglio di [[Nathaniel Hawthorne|Hawthorne]] il carattere cattolico di San Pietro. Leggete in Transformation l'ammirabile capitolo intitolato La Cattedrale del Mondo. E non credo d'esagerare aggiungendo che in nessun libro meglio che in questo romanzo di Hawthorne sono efficacemente riprodotti i varii aspetti di Roma, nella sua sempre solenne eppur sempre mutabile fisonomia. Chi poi vuol conoscere bene la Roma degli ultimi anni di governo papale (non parlo però in senso politico, intendiamo bene), legga il libro di Hawthorne: la Roma dal '50 al '60, durante l'occupazione francese, rivive in quelle artistiche pagine: e vi rivive tutta. (p. 195) *Vi è in Roma focolare e alimento per tutte le gradazioni e i caratteri della devozione cristiana: dalla primitiva e severa fede degli apostoli e dei martiri, dall'ascetismo ardente e visionario del medio-evo, alle regolate e disciplinate devozioni degli ''Exercitia'', e alle tenerezze mistiche della ''Filotea''. La fede di Châteaubriand e quella del ''ciociaro'' vi sono egualmente appagate: a breve distanza, possono qui inginocchiarsi il puritano e il gesuita: chiunque s'inchina alla Croce, ha in Roma una patria. Aggiungete, che il rituale cattolico qui dispiegato in tutta la sua immensa varietà e in tutta la sua pittoresca magnificenza, tocca il cuore del credente, e colpisce l'occhio dell'artista. Dalla messa cantata nella ''Sistina'', alla tragica tumulazione di un cappuccino, che galleria di quadri viventi offre la Roma cattolica! (p. 196) *Una vivente espressione della Roma ''divota'' io l'ebbi, venti anni fa, in una visita che feci allo studio del pittore [[Friedrich Overbeck|Overbeck]]. Disegnava quel giorno un cartone di soggetto evangelico – la vocazione di San Matteo. Non scorderò mai quella figura tedesca, severa ed ascetica; in perfetta armonia con le linee un po' dure, ma caste e spirituali dei suoi disegni. Mi parve un Santo di {{sic|Alberto Durero}}<ref>[[Albrecht Dürer]].</ref>, o della vecchia scuola senese. Egli ci illustrò il suo cartone in tono quasi compunto, ma nobile nell'accento e nel gesto. Aveva un lungo soprabito nero, i capelli lunghi raccolti dietro le orecchie sotto una papalina di velluto. I suoi occhi verdi-grigi mi rammentaron quelli di San Luca di Velasquez. Fu gentile con tutti i numerosi visitatori: ma in special modo con un povero cappuccino che pareva proprio mortificato di tanto onore.... e che non sapendo come corrispondervi in miglior modo, offrì al pio artista una presa di tabacco. Overbeck accettò, e gli sorrise con un sorriso fine di prete e d'artista – degno di esser notato da Sterne. (pp. 197-198) *Il poeta della gran Guerra Americana, è [[Walt Whitman]].<br>Se il genio non fosse, com'è, una straordinaria e meravigliosa conciliazione di ragione e di immaginazione, di fantasia e di euritmia, in uno stesso intelletto; se bastasse il ''divus afflatus'' la visione infinita, l'entusiasmo umanitario, Walt Whitman potrebbe collocarsi accanto ai pochi ''poeti sovrani''. E nonostante i suoi difetti, non so chi potrebbe contrastargli in America il primato della poesia. (pp. 208-209) ==''Saggi critici di letteratura italiana''== *Subito dopo le prime opere del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]], e lui ancor vivente, il [[barocco]] trionfò, divenuto un contagioso delirio, nelle lettere, nelle arti e nella vita: nei poemi, nei drammi, negli edifizi, nelle statue, nei quadri, nel lusso, negli spettacoli, nelle mode, nelle questioni d'onore, nel cerimoniale, a Corte, in chiesa, nei conventi, in casa, dappertutto. Chiese e palazzi a piante poligone, come il ''San Francesco di Paola'' in Milano, che rappresenta un violoncello; colonne festonate e bistorte, un perpetuo aborrire dalle linee rette, ondulazioni che danno il capogiro, come se i marmi patissero di convulsioni; frontespizi rotti, e sul loro pendio santi e angeli coricati; figure sedenti sui cornicioni a gambe spenzolate, che è una passione a vederle... (pp. 120-121) *[...] se volete avere un'idea complessiva di quell'epoca {{NDR|la fine del Seicento}} odiosamente barocca, guardate di quali immagini, di quali simboli, di quali forme, circondavano il luogo dell'ultimo riposo; di quale immenso catafalco di pesanti vanità e di dorate menzogne volevan coperti i loro nobili scheletri! Non vi è grande chiesa di Roma, di Napoli, di Venezia, di Milano e di Firenze, che non sia profanata (è la vera parola) da uno di questi monumenti pomposi della vanità impotente, e della ridicola adulazione. Sono ammassi di marmo e di stucco dorato, cariatidi di Mori orribili in marmo nero, draghi impossibili che sorreggono un barocco sarcofago, e sopra, in alto, l'eroe guerriero o magistrato o erudito, in armi o in toga, ma sempre in parrucca, stendente il braccio con un gesto di attore applaudito, sotto un gran tendone di marmo giallo o sanguigno. Ai suoi lati, figure allegoriche vestite alla Romana, la Virtù, il Valore, la Vittoria, la Giustizia con le solite bilance da droghiere, la Fama con la solita tromba di saltimbanco, gesticolano e si contorcono come prese da un attacco di epilessia. La iscrizione in pomposo latino, incisa a lettere cubitali, è anche più barocca del monumento. (pp. 128-129) *L'[[umorismo]] è una naturale disposizione del cuore e della mente a osservare con simpatica indulgenza le {{sic|contradizioni}} e le assurdità della vita. Ogni nostro riso ha per origine una apparente o latente contradizione. I terrori di Sancho, le allucinazioni di Don Chisciotte, i vanti di Falstaff, le paure di Don Abbondio, i piani di battaglia dello Zio Tobia, ci divertono per la loro sproporzione con la realtà delle cose. Il sentimento e la meditazione del disaccordo fra la vita reale e l'ideale umano, fra le nostre aspirazioni e le nostre debolezze e miserie, è il fondo d'ogni vero umorismo; il quale nasce più dal cuore che dalla mente, e sotto il sorriso nasconde quasi sempre una lacrima. Un eroe in veste da camera, osservato a tutte l'ore tra le pareti domestiche da un arguto e affezionato servitore – tale è l'uomo sotto la lente dell'osservatore umorista. (p. 176) *Carlo Hillebrand e Vernon Lee hanno fatto una identica e giustissima osservazione sul carattere dei vari romanzi e novelle di [[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann|Hoffmann]]: cioè che egli, autore di racconti ''fantastici'' è il solo novelliere tedesco che abbia vivo e preciso il senso della ''realtà''. Infatti, certi suoi personaggi, come l'archivista Lindhorst, lo studente Anselmo, Krespel, son veri ed umani quanto un personaggio di Balzac. Dirò di più: l'influenza di Hoffmann è evidentissima in molte pagine della ''Comédie humaine''. E forse appunto a motivo del suo realismo, Hoffmann è una simpatia e una ammirazione per i Francesi, ed è poco pregiato in Germania. (p. 243) *Hoffmann [...] è una natura puramente artistica: è un poeta, un musicista, un caricaturista, un attento osservatore della natura e dell'umanità nelle loro espressioni più curiose, più originali e più strane. (p. 243) *Hoffmann cercò nell'Arte non solo la fonte e l'espressione della Bellezza, ma anche la sorgente di ogni gioia e di ogni conforto; sentì forse con più intensità di tutti ''la poesia dell'arte'': e visse solo di quella e per quella. Come per Balzac, i personaggi immaginari eran per Hoffmann le più intime conoscenze e le vere realtà della vita. (p. 244) ==Citazioni su Enrico Nencioni== *Bontà francescana: il veder maltrattato un animale gli era pena profonda. Nel '93 in un giorno d'estate lung'Arno un barrocciaio bastonava a sangue il povero mulo, che sfinito dalla fatica e oppresso dal soverchio peso datogli a trainare, non riusciva, per sforzi che facesse, a salire il Ponte di Santa Trinità. Il Nencioni non potè astenersi dal rimproverare il manigoldo: quegli senza far parola, brandito il bastone fece per avventarglisi contro e lo avrebbe sconcio e ferito, se alcuni che di là a caso passavano non si fossero frapposti. Cosi presente il pericolo e tale fu lo spavento, che il Nencioni ne ammalò: e subito si manifestarono i sintomi di quella infermità che gli angosciò gli ultimi anni di patimenti crudeli. ([[Ferdinando Martini]]) ===[[Emma Boghen Conigliani]]=== *Come conferenziere ebbe pochi rivali; forse la parola conveniva più che la penna al suo ingegno, illuminato spesso dalla fulgente e fuggevolissima ispirazione del cuore e della fantasia: quand'egli parlava, all'{{sic|attrativa}} del suo pensiero profondo ed arguto, del suo stile colorito e tutta grazia, si aggiungeva l'incanto della voce velata, ma espressiva, della {{sic|fisonomia}}, dello sguardo, che erano quasi un commento, del porgere eletto, del gesto che pareva voler segnare nell'aria i fantasmi della mente. Compreso del suo soggetto, commosso spesso veramente, egli aveva il {{sic|secreto}} di commuovere e dilettare. *Le sue traduzioni rivelano anch'esse le notevoli qualità del suo ingegno ed insieme il perché egli sia riuscito un vero critico; poiché vediamo in esse la comprensione perfetta dell'originale in tutti i suoi più minuti particolari; ogni gradazione del sentimento, ogni sfumatura del colorito sono rese con l'efficacia dell'espressione, della parola più propria. Quei brani de' suoi preferiti autori, di cui nelle sue critiche inserì la traduzione, sono da citarsi ad esempio e per la fedeltà scrupolosa e per l'arte con cui il pensiero è reso nella sua vera luce e in tutta la sua luce. *Primo in Italia, e meglio forse di ogni altro, il Nencioni ha studiato l'[[umorismo]], che cosi bene seppe comprendere, perché umorista era egli stesso; egli stesso per natura sua era disposto a guardare con ''simpatica indulgenza'' quanto la vita e il mondo hanno di contraddittorio e di assurdo, egli stesso aveva il sentimento del disaccordo tra le realtà dell'esistenza e le idealità dello spirito, egli stesso aveva spesso contemporaneamente un sorriso su le labbra, un malinconico sguardo negli occhi ed un doloroso affetto nel cuore. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/medaglioni00nenc/page/n8/mode/1up Medaglioni]'', Casa editrice A. Sommaruga e C., Roma, 1883. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/nuovimedaglionic00nenc/page/n6/mode/1up Nuovi Medaglioni]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1922. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/nuovisaggicritic00nenc/page/n6/mode/1up Nuovi saggi critici di letterature straniere e altri scritti]'', con prefazione di Ferdinando Martini, Successori Le Monnier, Firenze, 1909. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/saggicriticidile00nencuoft/page/n8/mode/1up Saggi critici di letteratura inglese]'', con prefazione di Giosuè Carducci, Successori Le Monnier, Firenze, 1910<sup>2</sup>. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/saggicriticidil00nencuoft/page/n12/mode/1up Saggi critici di letteratura italiana]'', preceduta da uno scritto di Gabriele D'Annunzio, Successori Le Monnier, Firenze, 1911. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nencioni, Enrico}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] quyxwvgl1iccexjrndq38ujv5dbrhjz 1419107 1419106 2026-07-04T15:03:42Z Gaux 18878 /* Saggi critici di letteratura inglese */ testo in corsivo 1419107 wikitext text/x-wiki [[File:Enrico Nencioni 01.jpg|thumb|Enrico Nencioni]] '''Enrico Nencioni''' (1837 – 1896), poeta, critico letterario e traduttore italiano. ==Citazioni di Enrico Nencioni== *{{NDR|[[Jean Paul]]}} [...] la personificazione dell'umorismo... Fantasia di una incomparabile ricchezza ed esuberanza, egli scherza con gli astri e coi fiori, piange sui sepolcri delle nazioni e sopra un rosignolo accecato, sogna sogni tremendi in cui Cristo annunzia ai morti che non c'è Dio, e descrive la toilette di una fiorista che si sposa.<ref>Da ''L'umorismo e gli umoristi'', [1884], ristampato in ''Saggi critici di letteratura italiana'', Firenze, 1911<sup>2</sup>; citato in [[Vittorio Santoli]], ''La letteratura tedesca moderna, con un'analisi della letteratura contemporanea di [[Marianello Marianelli]]'', Sansoni/Accademia, Firenze/Milano, 1971, p. 218.</ref> ==''Medaglioni''== *Aveva appena nove anni {{NDR|Jeanne Antoinette Poisson, meglio nota come [[Madame de Pompadour]]}} quando le fu predetto che sarebbe stata la favorita del re di Francia. La madre, corrotta e galante, diceva di lei ancor giovinetta, ed in sua presenza: ''E un boccone da re''. (p. 3) *{{NDR|Madame de Pompadour}} La natura le aveva dato l'istinto della seduzione, il gusto innato della ''toelette'', il sentimento e l'amore dell'arte, una diabolica vivacità parigina, l'orrore della noia, una grazia ineffabile ed una rara bellezza: fisonomia espressiva, simpatica; occhi di un colore misterioso, indefinibile, cupo-azzurri, dagli sguardi lenti, irresistibili; magnifici capelli castagni; denti ammirabili; un sorriso rallegrante su due labbra voluttuose di un roseo pallido. (pp. 3-4) *{{NDR|[[Marie-Jeanne Bécu, contessa du Barry]]}} La donna era bellissima. Di persona svelta, flessuosa, di forme perfette, di una carnagione che i contemporanei paragonarono a foglie di rosa bagnate nel latte. Aveva, grazioso contrasto, ciglia nerissime e occhi azzurri, abitualmente socchiusi, dagli sguardi lunghi, voluttuosi, dalle occhiate assassine, come le chiama Musset: i capelli più belli, più morbidi, più lunghi che si potesser vedere, seta e oro, abbondanti, naturalmente ondati; un collo di statua antica, magnifiche spalle, mani da gran signora. (pp. 25-26) *Vera birichina di Parigi, {{NDR|la du Barry}} faceva vedere nelle sue matte risate una doppia fila di magnifici denti al triste Borbone {{NDR|Luigi XV}} che la guardava non visto. E questa sincera allegria fu l'incanto che lo tirò nella rete. Quel viso ridente, allegro, spiritoso, malizioso, che rivelava ingenuamente tutti i vizi degli ''enfants des rues'' di Parigi, non aveva traccia né di ostentazione, né di menzogna, né di insolenza. Ciò piacque al re, che vedeva ridere tanto poco a casa sua... Fu sorpreso, incantato da quella libertà, da quel riso, da quella gioia: e quella sera medesima la fece venire a palazzo. (pp. 26-27) *La Du Barry ruppe tutte le leggi dell'etichetta, e anche del decoro, nei palazzi reali. Vestiva sempre a modo suo (e troppo spesso non vestiva affatto), anche in ore di cerimonie solenni... [...] Essa portò a Versailles i modi e il linguaggio delle pescivendole, e la sua condotta giornaliera fu per sei anni un continuo schiaffo alla monarchia. Essa annunzia addirittura la Rivoluzione! (p. 39-40) *Durante il processo, la Du Barry fu calma e nobile. Condannata a morte, tentò prima di salvare una sua amica egualmente condannata, la duchessa di Mortemart. Ma poi, tutto ad un tratto, fu assalita da una paura di bambina, e come se allora per la prima volta avesse sentito parlar di morte e di ghigliottina, cominciò a urlar disperata... Non voleva morire! Messa a forza sulla carretta fatale, essa implorava la folla insultatrice per via: «''Mes amis ... sauvez-moi! je n'ai jamais fait de mal à personne... La vie, la vie! qu'on me laisse la vie, et je donne tons mes biens à la nation....'' » E un ''sans-culotte'' le rispose: «''Tes biens! mais tu ne donnes à la nation que ce qui lui appartient déjà...''» (pp. 45-46) *[[Marie-Jeanne Roland de la Platière|Madama Roland]], serena, bianco-vestita, coi bei capelli disciolti che scendono in doppia lista sull'eroico suo petto, conforta i suoi compagni di supplizio, e infonde loro il suo virile coraggio, e chiede una penna (che le è negata) per scrivere «gli strani e grandi pensieri che le suggerisce la morte.» Madama Roland credeva ed amava. (p. 47) *{{NDR|[[Sophie Arnould]]}} Aveva sedici anni: un corpo di fata, una voce di rosignolo. Gracile, ma ben fatta, il volto di un perfetto ovale; due grandi occhi neri chiedenti pietà o provocanti; magnifici capelli biondi; una bocca socchiusa abitualmente a un sorriso di voluttà, fresca come una rosa di maggio, dalla quale uscivano irresistibili le note languenti dell'amore, o le supplichevoli della preghiera, o le flebili del dolore. (p. 53) *Garrick<ref>[[David Garrick]].</ref> dichiarava che la sola attrice francese che gli parlasse agli occhi e al cuore, era una cantante, Sofia Arnould. Essa portò nella sua arte un elemento nuovo e che fu una vera rivoluzione; l'emozione sincera, l'azione drammatica naturale, il cuore nel canto. (pp. 54-55) *{{NDR|Sophie Arnould}} La sua voce non era forte, ma dolcissima e simpatica. Era una voce che si prestava mirabilmente alle parti che rappresentava: ''Psiche'', ''Lavinia'', ''Ifigenia'' morente trascinata agli altari e implorante gli Dei... Una voce palpitante, una voce-anima, e che i nemici del sentimento, i naturalisti di cento anni fa, tentarono di censurare con questa mordace definizione dell'abate Galiani<ref>[[Ferdinando Galiani]] detto l'abate Galiani.</ref>: «''C'est le plus bel asthme que j'ai entendu chanter''.» (p. 55) *Uomo destinato a errare nella procella e crear del dolore, in lotta aperta col suo secolo, [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] portava nel suo fatidico seno tutte le tempeste della imminente Rivoluzione, insieme alle tempeste del suo proprio cuore. La sua influenza è durata fino a oggi, e forse è interrotta, ma non cessata. Tutti, o quasi tutti i grandi scrittori, chi più, chi meno, ne hanno subito il magnetico incanto. (pp. 82-83) *Non era bella {{NDR|[[Jeanne Julie Éléonore de Lespinasse]]}}, ma piacente per lo spirito, la grazia, la squisitezza del gusto, la finezza dei modi; per la soave amabilità del sorriso, l'intelligenza e la profonda espressione degli occhi, che avea neri e bellissimi. Vestita con elegante semplicità, piaceva generalmente, e godeva di accorgersene... (p. 91) *Malinconica spesso {{NDR|la Lespinasse}}, sentì fin dalla prima giovinezza la vanità e il disgusto della vita; e gracile di persona, ed emottoica fin dai diciotto anni, era di una sensibilità nervosa eccitabilissima; talché può dirsi che essa riuniva in sé, in modo più singolare che raro, tutto ciò che sulla terra procura o fa più intenso il dolore. (pp. 91-92) *Ho riletto ''Valérie'': e il libro mi ha tratto a fantasticare un po' sul suo autore, su quell'adorabile madame [[Barbara von Krüdener|De Krüdener]]. La ''pàle baronne''<ref>La baronessa pallida.</ref> mi distrae da due giorni da ogni occupazione; sono innamorato della sua penna, della sua danza, delle sue preghiere, e del suo famoso scialle di mussolina. Mi vien voglia di mettermi in ginocchioni come Benjamin Constant o come lo Czar Alessandro, per dir con lei le devozioni, aspettando «''les inspirations supérieures''.» (pp. 113-114) *{{NDR|Madame De Krüdener}} Io la vedo in tutti i momenti più notevoli della sua vita. La vedo quando, sotto il Direttorio, essa apparisce la prima volta nei ''salons'' di Parigi, bionda, pallida, fine ed eterea, circonfusa da una nuvola di bianchi veli, e gira attorno i suoi grandi occhi calmi, color verde-mare: bellezza scandinava, illuminata da un pallido raggio di sole polare, calma e fredda come la neve delle sue native Dofrine... Ma ecco Bergasse e Saint-Pierre e Garat che la circondano e la invitano a danzare. Essa cede di buona grazia, chiede il suo scialle di mussolina azzurra, si alza, e comincia la ''danse tableau''. La scandinava è diventata a un tratto una parigina! La vita, l'emozione, traboccano dai suoi gesti, dai suoi sguardi, da ogni suo movimento. Essa si trasforma in cento modi: ora è Niobe impietrita dal dolore, ora è Galatea che fugge inseguita... Alla voluttuosa Odalisca che languidamente invita e resiste, succede la vivace ridente napoletana che balla la tarantella, e batte il terreno a passi rapidi e fitti come la grandine... (pp. 114-115) *Le armate alleate {{NDR|dopo la definitiva sconfitta di Napoleone}} sono entrate in Parigi. La Santa Alleanza ha anch'essa i suoi poeti, i suoi {{sic|angioli}} propiziatori; e la sua Sibilla, la sua Velleda, in Giuliana Krüdener. La casa di lei si trasforma in un tempio; essa vi aduna delle assemblee religiose dove si commentano Swedenborg e Saint-Martin, si prega, si canta, e si profetizza... «Alessandro<ref>[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] imperatore di Russia.</ref> sarà l'Angelo bianco, il genio dei nuovi tempi!...» E Alessandro non tralascia di far qualche visita al tempio... e alla sacerdotessa. (p. 115) *{{NDR|[[Teresa Gamba Guiccioli]]}} Statura piuttosto piccola; gracile, ma perfetta di forme: bianchissima di carnagione: sorriso etereo, {{sic|Correggiesco}}: occhi veramente italiani, pieni di languori e di tempeste, di sorrisi e di lacrime.<br>Aveva diciassett'anni: era di nobile famiglia, i Gamba di Ravenna, ed usciva allora di convento. Il conte Guiccioli era vecchio, era vedovo, ma era anche ricchissimo... e gliela dettero in moglie. (pp. 123-124) *Essa {{NDR|Teresa Gamba}} fu amata sinceramente e passionatamente dal più grande poeta del secolo, giovine e bello, nobile e generoso. Essa fu il solo ''vero amore'' di [[George Gordon Byron|Byron]], dopo le prime vaghe sue affezioni d'adolescente. Nel cuore di Aroldo<ref>Personaggio letterario, protagonista del poema ''Childe Harold's pilgrimage'' di Byron.</ref> essa non ebbe succedanei o rivali; vi regnò unica, e non lo cedé che alla Grecia. Qual trionfo per una donna!<br>Ma, in compenso, essa fece a lui un bene anche più grande, infinitamente più grande. Essa brillò come un'iride su l'uragano di quell'anima, e vi portò la calma, la serenità, la giovanile freschezza. Essa ricompose e acquietò quel cuore esulcerato e agitato, quel cervello minacciato dalla pazzia. Essa rese a Byron il rispetto di sé medesimo, e per lungo tempo la pace e l'armonia della vita. Essa, essa sola, seppe farlo ''pianger d'amore''. (p. 128) *[...] quando l'innato senso eroico di Byron lo spinse ad andare a combattere e morire per la libertà della Grecia, essa {{NDR|Teresa Gamba}} che vedeva così a un tratto ''finir tutto'' per lei, seppe eroicamente sacrificarsi. Non fece né elegie ne ''scene'': ma si immolò in silenzio, e fu grande; come solo le donne veramente amanti sanno esserlo. Felice in questo, che la immatura morte di Byron le lasciò intatta e pura la poesia della passione, né fu costretta, come tante infelici, a edificare sulle ceneri dell'amore il ''tempio dell'amicizia!''... (pp. 138-139) *{{NDR|[[Elizabeth Barrett Browning]]}} Quando la vidi la prima volta fu nell'agosto del 59, verso sera, nel giardino di villa Orr. Delicatissima, e già malata di petto, essa era in quell'ora vespertina, tutta avvolta in un ampio scialle di lana. Parlava poco, ed a bassa voce. Di tratti non regolari, e non bella; ma un volto esprimente, indimenticabile. Bellissimi, abbondanti i capelli che portava sciolti ed inanellati. Ma {{sic|sopratutto}} mi colpì il suo sguardo; quei suoi grandi occhi non mi usciron più dalla mente. Ci vidi la passione e la malinconia, le prostrazioni e gli entusiasmi che spirano dalle pagine di ''Aurora Leigh''. (pp. 146) *{{NDR|Elizabeth Barrett Browning}} L'amore fu per lei il più grande avvenimento della vita, e {{sic|inalzò}} il suo cuore, e col cuore l'ingegno, alle più elevate regioni poetiche. Il contrasto della volontà paterna, la lotta, il dramma che ne seguì, dettero al suo amore per l'illustre poeta [[Robert Browning|Roberto Browning]], tutte le tempeste e l'estasi di una vera passione. Alla fine furono uniti in sacro legame questi due insigni e differentissimi ingegni. L'una passionata, ardente, subiettiva; l'altro calmo, impassibile, obiettivo, profondo e inesorabile scrutatore del cuore umano e della natura. (pp. 149-150) *{{NDR|[[Thomas Carlyle]]}} [..] ebbe insieme l'amore, la pace, l'indipendenza, la salute e il necessario impulso al suo genio, da una donna {{NDR|[[Jane Welsh Carlyle]]}}, — da quella che fu sua moglie e suo angelo tutelare, confortatore ed ispiratore per quarant'anni. Donna mirabile per generosa abnegazione, per delicatezze ineffabili, per pazienza costante, per i suoi sorrisi e per le sue lacrime; ''sanctissima conjux'' come l'avrebbe chiamata Virgilio. (p. 172) *Jane Welsh era bella, giovine, nobile, ricca, corteggiata da molti. Ma il suo cuore aveva bisogno di sacrifizio, di entusiasmo e di fede. Conobbe il povero giovine {{NDR|Thomas Carlyle}} in lotta colla fortuna e col mondo, e nei suoi tristi profondi occhi vide brillare una luce divina. Credé nell'avvenire e nella gloria del genio: credé alla felicità di aiutarlo col suo amore, e lo amò consacrandosi tutta a lui. Lo sottrasse alla miseria, allo sgomento, gli portò il pane materiale e il pane spirituale ad un tempo. (pp. 174-175) *L'innocenza della [[Matrimonio|sposa]] ha una grazia particolare, che naturalmente tocca il cuore dell'uomo: essa ha la vera libertà della parola, dello sguardo, del sorriso, del gesto. Le ''altre'' non son libere che nei momenti di ebbrezza: nel resto sempre artificiali e legate. (pp. 181-182) *Da questo eccellente libro {{NDR|la corrispondenza dell'attrice pubblicata a Parigi, a cura di Giorgio d'Heylli}} è apparsa ai miei occhi una nuova [[Elisabeth Rachel Félix|Rachel]]; non più nelle solenni attitudini della tragedia, nel costume di Fedra o di Atalia, ma una donna semplice, affettuosa, spiritosa, e soprattutto sincera sempre; nelle gioie, nei dolori, nei trionfi, nelle umiliazioni (ne toccarono anche a lei), nelle malattie, e nella morte. Più che della stessa arte che era la sua passione, essa parla e si preoccupa in tutte le lettere, dei suoi bambini, della madre, delle sorelle, e ha spesso accenti di ineffabile tenerezza. (pp. 191-192) *Povera Rachel! Come ti hanno calunniata, anche i critici tuoi ammiratori! «La Rachel, diceva un d'essi, è una specie di Lamia<ref>Le lamie, nella mitologia greca, erano figure femminili in parte umane e in parte animali, rapitrici di bambini o che adescavano giovani uomini per poi nutrirsi del loro sangue e della loro carne.</ref>, una donna serpente; e riesce grande nella rappresentazione delle passioni perverse e diaboliche. Essa ha un volto e un portamento che paion fatti apposta per esprimere il veleno dei caratteri che rappresenta.» Perché essa conservava una inalterabile nobiltà statuaria di gesto, anche nei momenti di violenta passione; perché non ricorreva a contorsioni epilettiche o a isterici singhiozzi da melodramma, l'accusarono di insensibilità: e uno dei più famosi ''appendicisti'' di Francia la chiamò ad dirittura «artista incomparabile, ma senza cuore.» (pp. 192-193) *{{NDR|Elisabeth Rachel Félix}} [...] essa era l'antica Melpomene, un anacronismo vivente in pieno secolo decimonono. Tutto in lei era fatto a raffigurare e interpretare l'antichità, la sana e forte e serena antichità di Fidia e di Sofocle, che essa traduceva dagli alessandrini di Racine; i suoi grandi e profondi occhi neri, il suo sguardo da Nemesi, le chiome corvine, l'ovale perfetto del volto, e la fronte d'antica regina, fatta per il cerchio d'oro dei Greci, o per la fascia israelitica. Con un gesto, con una piega del manto, col levare del braccio, con l' inclinar della fronte, essa otteneva effetti più potenti e più sicuri che altre attrici con piangere e scalmanarsi; o col ricorrere a strani mezzi di raffinato artifizio, a delle ''chatteries'' di ''cocottes'' vestite da Andromaca o da Medea... (pp. 193-194) ==''Nuovi medaglioni''== *{{NDR|[[Teresa Cabarrus]]}} Bella e strana, capricciosa ed elegante, dissoluta e pietosa, essa avea per divisa: - vivere e lasciar vivere, godere e far godere. La sua fiorente bellezza avea del Giunonico; ma la gamba forte e nervosa e il piccolo piede perfetto le davano un'agilità da Tersicore. I suoi grandi occhi neri, inondati di fiamme, raggiavano di bontà e di voluttuosa passione. I magnifici capelli bruni cadenti a ciocche, ondulanti a rivi sul collo e sul florido petto come neri serpenti, le davano l'aria tragica di Medea. Attirava, allettava... e a momenti faceva paura. (p. 52) *{{NDR|Teresa Cabarrus}} Il suo sorriso, di invito e di abbandono, di voluttà e d'ironia, maligno e intelligente, pietoso e irresistibile, piegava come giunco le volontà più virili. (p. 52) *La Tallien {{NDR|Teresa Cabarrus}} spinse col proprio esempio anche le donne a pubblici esercizi di forza e di destrezza fisica: e le donne divennero Automedonti<ref>Automedonte, personaggio della mitologia greca, auriga di Achille.</ref> e {{sic|Atalante}}<ref>Atlante.</ref>. Emancipata e audace, la virago parigina, vestita di una leggera tunica greca, i capelli cinti da un semplice nastro scarlatto, guida la quadriglia fiammante, e con mano virile impugna la sferza del circo.<br>Al Campo di Marte, Madama Tallien, vestita di una nuvola di rosei veli, dalla sua carrozza color sangue di bove, incoraggia e applaudisce, mentre un cerchio di ammiratori assedia l'invidiata vettura. È la dea delle feste pubbliche, è la soprintendente della moda e del gusto. Essa fa portare nei palazzi del Direttorio arpe e pianoforti – rende alla luce e distribuisce con accorta saggezza le collezioni di musica di Maria Antonietta, di Madama Elisabetta, di Bombelles. Col proprio esempio, rimette in moda la mobilia di Pompadour e le porcellane di Sèvres. È l'idolo degli artisti, degli attori, dei cantanti, dei letterati. A volte la sua immensa popolarità le dà stanchezza e disgusto: la vile e adulatrice moltitudine le dà sui nervi. – Ah, veramente, – esclama sbadigliando – "le malheur de l'esprit est de charmer les bêtes.<ref>La sventura della mente è incantare le bestie.</ref>" (pp. 56-57) ==''Nuovi saggi critici di letterature straniere''== *[[Paul Bourget|Bourget]], benché giovine ancora, ha troppo visto sentito, vissuto: é come saturato di coltura, di estetica, di poesia, di teatro, di romanzo, di misticismo, di scienza, di paesaggio, di colori, di musica... Conosce a fondo l'arte e le letterature moderne; ha visitato l'Inghilterra, la Germania, l'Italia; ha esaminato tutti i problemi, discusso le più urgenti e vitali questioni morali ed estetiche – e il suo ingegno si é affilato come una lama; si è fatto acuto a distinguere le più lievi gradazioni, le più delicate e impercettibili sfumature. (pp. 92-93) *{{NDR|[[Honoré de Balzac]]}} Quest'uomo di genio, il padre del romanzo fisiologico, il tremendo analizzatore dei Brideau e degli Hulot, delle Rogron e delle Marneffe – il poeta di Séraphita e di Enrichetta Mortsauf – fu per tutta la vita oppresso dai debiti, e tormentato dagli usurai e dagli uscieri di tribunale. Gli appunti delle scadenze di cambiali si alternano nel suo diario con le note e i sommari per un capitolo della ''Peau de chagrin'' o di ''Eugénie Grandet''. Come un forzato, egli visse tutta la portentosa sua vita a ''tavolino coatto'', colla palla dei debiti al piede. Eppure la sua larga faccia di ''sanglier joyeux'' non perdé mai la serenità e la luce divina dell'ispirazione creatrice, e solo la morte poté arrestare improvvisamente il complicato e fulmineo lavoro della possente macchina cerebrale che elaborò la ''Comédie humaine''.(pp. 112-113) *Alcune immagini, alcuni versi dei giambi di [[Auguste Barbier|Barbier]] son diventati luoghi comuni a forza di esser ripetuti e citati: e la famosa ''sainte canaille'' e la ''femme aux puissantes mamelles'' dovean prestarsi ai sarcasmi degli artisti calmi e sereni come [[Théophile Gautier|Gautier]], o naturalmente arguti e beffardi come [[Heinrich Heine|Heine]]. Nonostante, la figura della Libertà è scolpita con una audace ma felice bravura, di cui tutti i poetini dilettanti, i ''freluquets'' che in Francia oggi ronzano e mormorano, non sarebber certo capaci. (p. 126) *{{NDR|[[Gustave Flaubert]]}} Era un uomo di alta statura, grosso, di colorito acceso, occhi blu, baffi biondi, sanguigno, vero tipo di capitano di cavalleria. Anche nel suo vestire, nel gesto, nel passo, conservò sempre qualcosa di militare. Ma le sue abitudini, il suo carattere, furono sempre quelli di un uomo appassionato per l'arte, e che vive solamente in quella e di quella. (p. 137) *''Madame Bovary'' è un romanzo analitico, ammirabile per composizione, studio di caratteri e stile: libro architettato con vera scienza, dove tutto è meditato, voluto e disposto con arte sapiente; e in cui una verità severa, spietata, tiene quel luogo che in altri lodati romanzi contemporanei hanno solo la fantastica invenzione e il lirismo ideale. L'analisi del carattere di Emma Bovary è profonda e delicata; è inesorabile, forse crudele, ma sempre esatta. (p. 137) ==''Saggi critici di letteratura inglese''== *[...] forse di tutte le straniere letterature quella che con maggiore profitto potrebbe studiarsi dagl'Italiani è la [[Letteratura inglese|inglese]]; trovandosi e spiccando negli scrittori di questa molte qualità che troppo spesso a noi fan difetto, – osservazione diligente e profonda dell'uomo morale e della natura esteriore, originalità, sobrietà, elevazione. (p. 1) *L'opera di [[Robert Browning|Browning]] fu ingegnosamente paragonata ad un grande edificio gotico con una curiosa e felice mistura di Rinascimento italiano. L'Italia, un'aura, un calore e un colore italiano compenetra e contrassegna i venti volumi di Browning. Alcuni dei suoi principali capolavori sono di origine o di argomento italiano, qua pensati, qua scritti in tutto o in parte. La nostra pittura, la nostra musica, il nostro Risorgimento, rivivono nelle {{sic|maravigliose}} pagine del poeta. (pp. 48-49) *[[Vernon Lee]], come artista appartiene più alla scuola critica francese che a quella inglese. Essa ha più analogia, più ''affinità elettive'' col Taine e col Michelet, che con qualunque insigne critico inglese; benché un accento Ruskiniano vi si faccia talvolta sentire, malgrado l'autrice... Come il Michelet, Vernon Lee ha la immaginazione simpatica, la facoltà di rianimare e rievocare personaggi ed epoche spente, di vivificare le più aride e astratte teorie con la luce della poesia e col calore dell'entusiasmo. Pur nonostante l'Inglese si rivela a ogni tratto, anche quando sostiene delle cause che hanno aria di paradossi, nella logica e serrata concatenazione degli argomenti, nello scrupolo delle investigazioni, nella importanza data a esperienze o impressioni personali, nella solida architettura della composizione, e in una vena di umorismo talora benigno e indulgente, talora caustico ed aggressivo.(p. 78) *[[George Gordon Byron|Byron]] nato con ingegno piuttosto unico che raro, servo e vittima delle sue indomate passioni, è forse il più subiettivo di tutti i poeti. Come L'Alfieri, non intese e non rese che sé; Byron ''Aroldo'', Byron ''Lara'', Byron ''Manfredo'', Byron ''Don Giovanni'', ecc. Originale sempre e sempre sincero anche nelle monotone pitture delle sue tempeste interiori, misantropo e violento; poi tenero, soave e patetico, la sua poesia è un'azione continua, una vera epopea individuale. (pp. 128-129) *[[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], sublime utopista, visionario entusiasta, vagheggiò e adorò fin dall'infanzia un mondo ideale e {{sic|edennico}}; credé al trionfo immancabile e definitivo di una religione d'Amore universale, di fraternità, di eguaglianza. Ma volendo, nella sua commovente semplicità e sincerità, uniformare alle sue idee la sua vita, passò d'errore in errore, di dolore in dolore, ma sempre puro, sempre buono, sempre grande e sempre infelice. L'arte fu la sua unica consolazione, la natura il suo asilo. (pp. 130-131) *Il [[Preraffaelliti|preraffaellismo]] inglese fu la reazione di giovani e coscienziosi artisti contro la pittura ''ufficiale'' d'accademia; un ritorno, non per ispirito di imitazione, ma per simpatia di intenti e di metodo, all'arte fiorentina del Quattrocento. Fu, in sostanza, una applicazione alle arti plastiche di quella rivoluzione letteraria nella scelta degli argomenti, di quel rinnovamento nel linguaggio poetico, già felicemente eseguiti da Cowper, da Burns, da Wordsworth, da Coleridge: e in parte anche da Keats, dallo Scott e da Tennyson. (pp. 139-140) *[[Dante Gabriel Rossetti|Dante Rossetti]] è un mistico contemplatore e adoratore della bellezza femminea – un dugentista italiano, nato, per capriccioso anacronismo della sorte, a Londra, in pieno secolo decimonono. Tutta la sua opera poetica deriva, in linea retta, dalla ''Vita {{sic|Nuova}}''. Questo divino fiore venato di sangue, questa mistica Rosa imperlata di lacrime ha lasciato un profumo in tutti i versi del Rossetti. (p. 141) *[[Roma]] è la città unica, ''urbs et orbis'' che simboleggia e comprende le cose più disparate. Vi sono in Roma cinque o sei Rome, che hanno il loro carattere particolare e i loro speciali ammiratori e visitatori. Winckelmann e Overbeck, Goethe e Châteaubriand, Shelley e Lamartine, Byron e Veuillot, l'hanno adorata con eguale entusiasmo. Dall'Apollo di Belvedere, ai graffiti e ai mosaici Bizantini; dal semplice altare scavato nel tufo delle Catacombe, alle magnificenze liturgiche di San Pietro; dal palazzo dei Cesari, dal Colosseo e dalle Terme, alle Chiese dei Gesuiti e ai palazzi e alle fontane del Bernini; dalla desolata e pittoresca solitudine della Campagna, ai ''parterres'' ricamati e agli alberi pettinati delle Ville principesche; esistono in Roma i più spiccati contrasti. È la città ''dialettica'' per eccellenza. Essa concilia tutte le espressioni della storia e della vita, nella solenne unità della sua grandezza e nella infinita malinconia delle sue memorie. (p. 187) *Forse nessuno ha espresso meglio di [[Nathaniel Hawthorne|Hawthorne]] il carattere ''cattolico'' di San Pietro. Leggete in ''Transformation'' l'ammirabile capitolo intitolato ''La Cattedrale del Mondo''. E non credo d'esagerare aggiungendo che in nessun libro meglio che in questo romanzo di Hawthorne sono efficacemente riprodotti i varii aspetti di Roma, nella sua sempre solenne eppur sempre mutabile fisonomia. Chi poi vuol conoscere bene la Roma degli ultimi anni di governo papale (non parlo però in senso politico, intendiamo bene), legga il libro di Hawthorne: la Roma dal '50 al '60, durante l'occupazione francese, rivive in quelle artistiche pagine: e vi rivive tutta. (p. 195) *Vi è in Roma focolare e alimento per tutte le gradazioni e i caratteri della devozione cristiana: dalla primitiva e severa fede degli apostoli e dei martiri, dall'ascetismo ardente e visionario del medio-evo, alle regolate e disciplinate devozioni degli ''Exercitia'', e alle tenerezze mistiche della ''Filotea''. La fede di Châteaubriand e quella del ''ciociaro'' vi sono egualmente appagate: a breve distanza, possono qui inginocchiarsi il puritano e il gesuita: chiunque s'inchina alla Croce, ha in Roma una patria. Aggiungete, che il rituale cattolico qui dispiegato in tutta la sua immensa varietà e in tutta la sua pittoresca magnificenza, tocca il cuore del credente, e colpisce l'occhio dell'artista. Dalla messa cantata nella ''Sistina'', alla tragica tumulazione di un cappuccino, che galleria di quadri viventi offre la Roma cattolica! (p. 196) *Una vivente espressione della Roma ''divota'' io l'ebbi, venti anni fa, in una visita che feci allo studio del pittore [[Friedrich Overbeck|Overbeck]]. Disegnava quel giorno un cartone di soggetto evangelico – la vocazione di San Matteo. Non scorderò mai quella figura tedesca, severa ed ascetica; in perfetta armonia con le linee un po' dure, ma caste e spirituali dei suoi disegni. Mi parve un Santo di {{sic|Alberto Durero}}<ref>[[Albrecht Dürer]].</ref>, o della vecchia scuola senese. Egli ci illustrò il suo cartone in tono quasi compunto, ma nobile nell'accento e nel gesto. Aveva un lungo soprabito nero, i capelli lunghi raccolti dietro le orecchie sotto una papalina di velluto. I suoi occhi verdi-grigi mi rammentaron quelli di San Luca di Velasquez. Fu gentile con tutti i numerosi visitatori: ma in special modo con un povero cappuccino che pareva proprio mortificato di tanto onore.... e che non sapendo come corrispondervi in miglior modo, offrì al pio artista una presa di tabacco. Overbeck accettò, e gli sorrise con un sorriso fine di prete e d'artista – degno di esser notato da Sterne. (pp. 197-198) *Il poeta della gran Guerra Americana, è [[Walt Whitman]].<br>Se il genio non fosse, com'è, una straordinaria e meravigliosa conciliazione di ragione e di immaginazione, di fantasia e di euritmia, in uno stesso intelletto; se bastasse il ''divus afflatus'' la visione infinita, l'entusiasmo umanitario, Walt Whitman potrebbe collocarsi accanto ai pochi ''poeti sovrani''. E nonostante i suoi difetti, non so chi potrebbe contrastargli in America il primato della poesia. (pp. 208-209) ==''Saggi critici di letteratura italiana''== *Subito dopo le prime opere del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]], e lui ancor vivente, il [[barocco]] trionfò, divenuto un contagioso delirio, nelle lettere, nelle arti e nella vita: nei poemi, nei drammi, negli edifizi, nelle statue, nei quadri, nel lusso, negli spettacoli, nelle mode, nelle questioni d'onore, nel cerimoniale, a Corte, in chiesa, nei conventi, in casa, dappertutto. Chiese e palazzi a piante poligone, come il ''San Francesco di Paola'' in Milano, che rappresenta un violoncello; colonne festonate e bistorte, un perpetuo aborrire dalle linee rette, ondulazioni che danno il capogiro, come se i marmi patissero di convulsioni; frontespizi rotti, e sul loro pendio santi e angeli coricati; figure sedenti sui cornicioni a gambe spenzolate, che è una passione a vederle... (pp. 120-121) *[...] se volete avere un'idea complessiva di quell'epoca {{NDR|la fine del Seicento}} odiosamente barocca, guardate di quali immagini, di quali simboli, di quali forme, circondavano il luogo dell'ultimo riposo; di quale immenso catafalco di pesanti vanità e di dorate menzogne volevan coperti i loro nobili scheletri! Non vi è grande chiesa di Roma, di Napoli, di Venezia, di Milano e di Firenze, che non sia profanata (è la vera parola) da uno di questi monumenti pomposi della vanità impotente, e della ridicola adulazione. Sono ammassi di marmo e di stucco dorato, cariatidi di Mori orribili in marmo nero, draghi impossibili che sorreggono un barocco sarcofago, e sopra, in alto, l'eroe guerriero o magistrato o erudito, in armi o in toga, ma sempre in parrucca, stendente il braccio con un gesto di attore applaudito, sotto un gran tendone di marmo giallo o sanguigno. Ai suoi lati, figure allegoriche vestite alla Romana, la Virtù, il Valore, la Vittoria, la Giustizia con le solite bilance da droghiere, la Fama con la solita tromba di saltimbanco, gesticolano e si contorcono come prese da un attacco di epilessia. La iscrizione in pomposo latino, incisa a lettere cubitali, è anche più barocca del monumento. (pp. 128-129) *L'[[umorismo]] è una naturale disposizione del cuore e della mente a osservare con simpatica indulgenza le {{sic|contradizioni}} e le assurdità della vita. Ogni nostro riso ha per origine una apparente o latente contradizione. I terrori di Sancho, le allucinazioni di Don Chisciotte, i vanti di Falstaff, le paure di Don Abbondio, i piani di battaglia dello Zio Tobia, ci divertono per la loro sproporzione con la realtà delle cose. Il sentimento e la meditazione del disaccordo fra la vita reale e l'ideale umano, fra le nostre aspirazioni e le nostre debolezze e miserie, è il fondo d'ogni vero umorismo; il quale nasce più dal cuore che dalla mente, e sotto il sorriso nasconde quasi sempre una lacrima. Un eroe in veste da camera, osservato a tutte l'ore tra le pareti domestiche da un arguto e affezionato servitore – tale è l'uomo sotto la lente dell'osservatore umorista. (p. 176) *Carlo Hillebrand e Vernon Lee hanno fatto una identica e giustissima osservazione sul carattere dei vari romanzi e novelle di [[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann|Hoffmann]]: cioè che egli, autore di racconti ''fantastici'' è il solo novelliere tedesco che abbia vivo e preciso il senso della ''realtà''. Infatti, certi suoi personaggi, come l'archivista Lindhorst, lo studente Anselmo, Krespel, son veri ed umani quanto un personaggio di Balzac. Dirò di più: l'influenza di Hoffmann è evidentissima in molte pagine della ''Comédie humaine''. E forse appunto a motivo del suo realismo, Hoffmann è una simpatia e una ammirazione per i Francesi, ed è poco pregiato in Germania. (p. 243) *Hoffmann [...] è una natura puramente artistica: è un poeta, un musicista, un caricaturista, un attento osservatore della natura e dell'umanità nelle loro espressioni più curiose, più originali e più strane. (p. 243) *Hoffmann cercò nell'Arte non solo la fonte e l'espressione della Bellezza, ma anche la sorgente di ogni gioia e di ogni conforto; sentì forse con più intensità di tutti ''la poesia dell'arte'': e visse solo di quella e per quella. Come per Balzac, i personaggi immaginari eran per Hoffmann le più intime conoscenze e le vere realtà della vita. (p. 244) ==Citazioni su Enrico Nencioni== *Bontà francescana: il veder maltrattato un animale gli era pena profonda. Nel '93 in un giorno d'estate lung'Arno un barrocciaio bastonava a sangue il povero mulo, che sfinito dalla fatica e oppresso dal soverchio peso datogli a trainare, non riusciva, per sforzi che facesse, a salire il Ponte di Santa Trinità. Il Nencioni non potè astenersi dal rimproverare il manigoldo: quegli senza far parola, brandito il bastone fece per avventarglisi contro e lo avrebbe sconcio e ferito, se alcuni che di là a caso passavano non si fossero frapposti. Cosi presente il pericolo e tale fu lo spavento, che il Nencioni ne ammalò: e subito si manifestarono i sintomi di quella infermità che gli angosciò gli ultimi anni di patimenti crudeli. ([[Ferdinando Martini]]) ===[[Emma Boghen Conigliani]]=== *Come conferenziere ebbe pochi rivali; forse la parola conveniva più che la penna al suo ingegno, illuminato spesso dalla fulgente e fuggevolissima ispirazione del cuore e della fantasia: quand'egli parlava, all'{{sic|attrativa}} del suo pensiero profondo ed arguto, del suo stile colorito e tutta grazia, si aggiungeva l'incanto della voce velata, ma espressiva, della {{sic|fisonomia}}, dello sguardo, che erano quasi un commento, del porgere eletto, del gesto che pareva voler segnare nell'aria i fantasmi della mente. Compreso del suo soggetto, commosso spesso veramente, egli aveva il {{sic|secreto}} di commuovere e dilettare. *Le sue traduzioni rivelano anch'esse le notevoli qualità del suo ingegno ed insieme il perché egli sia riuscito un vero critico; poiché vediamo in esse la comprensione perfetta dell'originale in tutti i suoi più minuti particolari; ogni gradazione del sentimento, ogni sfumatura del colorito sono rese con l'efficacia dell'espressione, della parola più propria. Quei brani de' suoi preferiti autori, di cui nelle sue critiche inserì la traduzione, sono da citarsi ad esempio e per la fedeltà scrupolosa e per l'arte con cui il pensiero è reso nella sua vera luce e in tutta la sua luce. *Primo in Italia, e meglio forse di ogni altro, il Nencioni ha studiato l'[[umorismo]], che cosi bene seppe comprendere, perché umorista era egli stesso; egli stesso per natura sua era disposto a guardare con ''simpatica indulgenza'' quanto la vita e il mondo hanno di contraddittorio e di assurdo, egli stesso aveva il sentimento del disaccordo tra le realtà dell'esistenza e le idealità dello spirito, egli stesso aveva spesso contemporaneamente un sorriso su le labbra, un malinconico sguardo negli occhi ed un doloroso affetto nel cuore. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/medaglioni00nenc/page/n8/mode/1up Medaglioni]'', Casa editrice A. Sommaruga e C., Roma, 1883. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/nuovimedaglionic00nenc/page/n6/mode/1up Nuovi Medaglioni]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1922. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/nuovisaggicritic00nenc/page/n6/mode/1up Nuovi saggi critici di letterature straniere e altri scritti]'', con prefazione di Ferdinando Martini, Successori Le Monnier, Firenze, 1909. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/saggicriticidile00nencuoft/page/n8/mode/1up Saggi critici di letteratura inglese]'', con prefazione di Giosuè Carducci, Successori Le Monnier, Firenze, 1910<sup>2</sup>. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/saggicriticidil00nencuoft/page/n12/mode/1up Saggi critici di letteratura italiana]'', preceduta da uno scritto di Gabriele D'Annunzio, Successori Le Monnier, Firenze, 1911. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nencioni, Enrico}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] pl13x6gymsmp90uwpbwx2jkbcd5ibvm 1419108 1419107 2026-07-04T15:07:42Z Gaux 18878 /* Saggi critici di letteratura inglese */ ampliamento 1419108 wikitext text/x-wiki [[File:Enrico Nencioni 01.jpg|thumb|Enrico Nencioni]] '''Enrico Nencioni''' (1837 – 1896), poeta, critico letterario e traduttore italiano. ==Citazioni di Enrico Nencioni== *{{NDR|[[Jean Paul]]}} [...] la personificazione dell'umorismo... Fantasia di una incomparabile ricchezza ed esuberanza, egli scherza con gli astri e coi fiori, piange sui sepolcri delle nazioni e sopra un rosignolo accecato, sogna sogni tremendi in cui Cristo annunzia ai morti che non c'è Dio, e descrive la toilette di una fiorista che si sposa.<ref>Da ''L'umorismo e gli umoristi'', [1884], ristampato in ''Saggi critici di letteratura italiana'', Firenze, 1911<sup>2</sup>; citato in [[Vittorio Santoli]], ''La letteratura tedesca moderna, con un'analisi della letteratura contemporanea di [[Marianello Marianelli]]'', Sansoni/Accademia, Firenze/Milano, 1971, p. 218.</ref> ==''Medaglioni''== *Aveva appena nove anni {{NDR|Jeanne Antoinette Poisson, meglio nota come [[Madame de Pompadour]]}} quando le fu predetto che sarebbe stata la favorita del re di Francia. La madre, corrotta e galante, diceva di lei ancor giovinetta, ed in sua presenza: ''E un boccone da re''. (p. 3) *{{NDR|Madame de Pompadour}} La natura le aveva dato l'istinto della seduzione, il gusto innato della ''toelette'', il sentimento e l'amore dell'arte, una diabolica vivacità parigina, l'orrore della noia, una grazia ineffabile ed una rara bellezza: fisonomia espressiva, simpatica; occhi di un colore misterioso, indefinibile, cupo-azzurri, dagli sguardi lenti, irresistibili; magnifici capelli castagni; denti ammirabili; un sorriso rallegrante su due labbra voluttuose di un roseo pallido. (pp. 3-4) *{{NDR|[[Marie-Jeanne Bécu, contessa du Barry]]}} La donna era bellissima. Di persona svelta, flessuosa, di forme perfette, di una carnagione che i contemporanei paragonarono a foglie di rosa bagnate nel latte. Aveva, grazioso contrasto, ciglia nerissime e occhi azzurri, abitualmente socchiusi, dagli sguardi lunghi, voluttuosi, dalle occhiate assassine, come le chiama Musset: i capelli più belli, più morbidi, più lunghi che si potesser vedere, seta e oro, abbondanti, naturalmente ondati; un collo di statua antica, magnifiche spalle, mani da gran signora. (pp. 25-26) *Vera birichina di Parigi, {{NDR|la du Barry}} faceva vedere nelle sue matte risate una doppia fila di magnifici denti al triste Borbone {{NDR|Luigi XV}} che la guardava non visto. E questa sincera allegria fu l'incanto che lo tirò nella rete. Quel viso ridente, allegro, spiritoso, malizioso, che rivelava ingenuamente tutti i vizi degli ''enfants des rues'' di Parigi, non aveva traccia né di ostentazione, né di menzogna, né di insolenza. Ciò piacque al re, che vedeva ridere tanto poco a casa sua... Fu sorpreso, incantato da quella libertà, da quel riso, da quella gioia: e quella sera medesima la fece venire a palazzo. (pp. 26-27) *La Du Barry ruppe tutte le leggi dell'etichetta, e anche del decoro, nei palazzi reali. Vestiva sempre a modo suo (e troppo spesso non vestiva affatto), anche in ore di cerimonie solenni... [...] Essa portò a Versailles i modi e il linguaggio delle pescivendole, e la sua condotta giornaliera fu per sei anni un continuo schiaffo alla monarchia. Essa annunzia addirittura la Rivoluzione! (p. 39-40) *Durante il processo, la Du Barry fu calma e nobile. Condannata a morte, tentò prima di salvare una sua amica egualmente condannata, la duchessa di Mortemart. Ma poi, tutto ad un tratto, fu assalita da una paura di bambina, e come se allora per la prima volta avesse sentito parlar di morte e di ghigliottina, cominciò a urlar disperata... Non voleva morire! Messa a forza sulla carretta fatale, essa implorava la folla insultatrice per via: «''Mes amis ... sauvez-moi! je n'ai jamais fait de mal à personne... La vie, la vie! qu'on me laisse la vie, et je donne tons mes biens à la nation....'' » E un ''sans-culotte'' le rispose: «''Tes biens! mais tu ne donnes à la nation que ce qui lui appartient déjà...''» (pp. 45-46) *[[Marie-Jeanne Roland de la Platière|Madama Roland]], serena, bianco-vestita, coi bei capelli disciolti che scendono in doppia lista sull'eroico suo petto, conforta i suoi compagni di supplizio, e infonde loro il suo virile coraggio, e chiede una penna (che le è negata) per scrivere «gli strani e grandi pensieri che le suggerisce la morte.» Madama Roland credeva ed amava. (p. 47) *{{NDR|[[Sophie Arnould]]}} Aveva sedici anni: un corpo di fata, una voce di rosignolo. Gracile, ma ben fatta, il volto di un perfetto ovale; due grandi occhi neri chiedenti pietà o provocanti; magnifici capelli biondi; una bocca socchiusa abitualmente a un sorriso di voluttà, fresca come una rosa di maggio, dalla quale uscivano irresistibili le note languenti dell'amore, o le supplichevoli della preghiera, o le flebili del dolore. (p. 53) *Garrick<ref>[[David Garrick]].</ref> dichiarava che la sola attrice francese che gli parlasse agli occhi e al cuore, era una cantante, Sofia Arnould. Essa portò nella sua arte un elemento nuovo e che fu una vera rivoluzione; l'emozione sincera, l'azione drammatica naturale, il cuore nel canto. (pp. 54-55) *{{NDR|Sophie Arnould}} La sua voce non era forte, ma dolcissima e simpatica. Era una voce che si prestava mirabilmente alle parti che rappresentava: ''Psiche'', ''Lavinia'', ''Ifigenia'' morente trascinata agli altari e implorante gli Dei... Una voce palpitante, una voce-anima, e che i nemici del sentimento, i naturalisti di cento anni fa, tentarono di censurare con questa mordace definizione dell'abate Galiani<ref>[[Ferdinando Galiani]] detto l'abate Galiani.</ref>: «''C'est le plus bel asthme que j'ai entendu chanter''.» (p. 55) *Uomo destinato a errare nella procella e crear del dolore, in lotta aperta col suo secolo, [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] portava nel suo fatidico seno tutte le tempeste della imminente Rivoluzione, insieme alle tempeste del suo proprio cuore. La sua influenza è durata fino a oggi, e forse è interrotta, ma non cessata. Tutti, o quasi tutti i grandi scrittori, chi più, chi meno, ne hanno subito il magnetico incanto. (pp. 82-83) *Non era bella {{NDR|[[Jeanne Julie Éléonore de Lespinasse]]}}, ma piacente per lo spirito, la grazia, la squisitezza del gusto, la finezza dei modi; per la soave amabilità del sorriso, l'intelligenza e la profonda espressione degli occhi, che avea neri e bellissimi. Vestita con elegante semplicità, piaceva generalmente, e godeva di accorgersene... (p. 91) *Malinconica spesso {{NDR|la Lespinasse}}, sentì fin dalla prima giovinezza la vanità e il disgusto della vita; e gracile di persona, ed emottoica fin dai diciotto anni, era di una sensibilità nervosa eccitabilissima; talché può dirsi che essa riuniva in sé, in modo più singolare che raro, tutto ciò che sulla terra procura o fa più intenso il dolore. (pp. 91-92) *Ho riletto ''Valérie'': e il libro mi ha tratto a fantasticare un po' sul suo autore, su quell'adorabile madame [[Barbara von Krüdener|De Krüdener]]. La ''pàle baronne''<ref>La baronessa pallida.</ref> mi distrae da due giorni da ogni occupazione; sono innamorato della sua penna, della sua danza, delle sue preghiere, e del suo famoso scialle di mussolina. Mi vien voglia di mettermi in ginocchioni come Benjamin Constant o come lo Czar Alessandro, per dir con lei le devozioni, aspettando «''les inspirations supérieures''.» (pp. 113-114) *{{NDR|Madame De Krüdener}} Io la vedo in tutti i momenti più notevoli della sua vita. La vedo quando, sotto il Direttorio, essa apparisce la prima volta nei ''salons'' di Parigi, bionda, pallida, fine ed eterea, circonfusa da una nuvola di bianchi veli, e gira attorno i suoi grandi occhi calmi, color verde-mare: bellezza scandinava, illuminata da un pallido raggio di sole polare, calma e fredda come la neve delle sue native Dofrine... Ma ecco Bergasse e Saint-Pierre e Garat che la circondano e la invitano a danzare. Essa cede di buona grazia, chiede il suo scialle di mussolina azzurra, si alza, e comincia la ''danse tableau''. La scandinava è diventata a un tratto una parigina! La vita, l'emozione, traboccano dai suoi gesti, dai suoi sguardi, da ogni suo movimento. Essa si trasforma in cento modi: ora è Niobe impietrita dal dolore, ora è Galatea che fugge inseguita... Alla voluttuosa Odalisca che languidamente invita e resiste, succede la vivace ridente napoletana che balla la tarantella, e batte il terreno a passi rapidi e fitti come la grandine... (pp. 114-115) *Le armate alleate {{NDR|dopo la definitiva sconfitta di Napoleone}} sono entrate in Parigi. La Santa Alleanza ha anch'essa i suoi poeti, i suoi {{sic|angioli}} propiziatori; e la sua Sibilla, la sua Velleda, in Giuliana Krüdener. La casa di lei si trasforma in un tempio; essa vi aduna delle assemblee religiose dove si commentano Swedenborg e Saint-Martin, si prega, si canta, e si profetizza... «Alessandro<ref>[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] imperatore di Russia.</ref> sarà l'Angelo bianco, il genio dei nuovi tempi!...» E Alessandro non tralascia di far qualche visita al tempio... e alla sacerdotessa. (p. 115) *{{NDR|[[Teresa Gamba Guiccioli]]}} Statura piuttosto piccola; gracile, ma perfetta di forme: bianchissima di carnagione: sorriso etereo, {{sic|Correggiesco}}: occhi veramente italiani, pieni di languori e di tempeste, di sorrisi e di lacrime.<br>Aveva diciassett'anni: era di nobile famiglia, i Gamba di Ravenna, ed usciva allora di convento. Il conte Guiccioli era vecchio, era vedovo, ma era anche ricchissimo... e gliela dettero in moglie. (pp. 123-124) *Essa {{NDR|Teresa Gamba}} fu amata sinceramente e passionatamente dal più grande poeta del secolo, giovine e bello, nobile e generoso. Essa fu il solo ''vero amore'' di [[George Gordon Byron|Byron]], dopo le prime vaghe sue affezioni d'adolescente. Nel cuore di Aroldo<ref>Personaggio letterario, protagonista del poema ''Childe Harold's pilgrimage'' di Byron.</ref> essa non ebbe succedanei o rivali; vi regnò unica, e non lo cedé che alla Grecia. Qual trionfo per una donna!<br>Ma, in compenso, essa fece a lui un bene anche più grande, infinitamente più grande. Essa brillò come un'iride su l'uragano di quell'anima, e vi portò la calma, la serenità, la giovanile freschezza. Essa ricompose e acquietò quel cuore esulcerato e agitato, quel cervello minacciato dalla pazzia. Essa rese a Byron il rispetto di sé medesimo, e per lungo tempo la pace e l'armonia della vita. Essa, essa sola, seppe farlo ''pianger d'amore''. (p. 128) *[...] quando l'innato senso eroico di Byron lo spinse ad andare a combattere e morire per la libertà della Grecia, essa {{NDR|Teresa Gamba}} che vedeva così a un tratto ''finir tutto'' per lei, seppe eroicamente sacrificarsi. Non fece né elegie ne ''scene'': ma si immolò in silenzio, e fu grande; come solo le donne veramente amanti sanno esserlo. Felice in questo, che la immatura morte di Byron le lasciò intatta e pura la poesia della passione, né fu costretta, come tante infelici, a edificare sulle ceneri dell'amore il ''tempio dell'amicizia!''... (pp. 138-139) *{{NDR|[[Elizabeth Barrett Browning]]}} Quando la vidi la prima volta fu nell'agosto del 59, verso sera, nel giardino di villa Orr. Delicatissima, e già malata di petto, essa era in quell'ora vespertina, tutta avvolta in un ampio scialle di lana. Parlava poco, ed a bassa voce. Di tratti non regolari, e non bella; ma un volto esprimente, indimenticabile. Bellissimi, abbondanti i capelli che portava sciolti ed inanellati. Ma {{sic|sopratutto}} mi colpì il suo sguardo; quei suoi grandi occhi non mi usciron più dalla mente. Ci vidi la passione e la malinconia, le prostrazioni e gli entusiasmi che spirano dalle pagine di ''Aurora Leigh''. (pp. 146) *{{NDR|Elizabeth Barrett Browning}} L'amore fu per lei il più grande avvenimento della vita, e {{sic|inalzò}} il suo cuore, e col cuore l'ingegno, alle più elevate regioni poetiche. Il contrasto della volontà paterna, la lotta, il dramma che ne seguì, dettero al suo amore per l'illustre poeta [[Robert Browning|Roberto Browning]], tutte le tempeste e l'estasi di una vera passione. Alla fine furono uniti in sacro legame questi due insigni e differentissimi ingegni. L'una passionata, ardente, subiettiva; l'altro calmo, impassibile, obiettivo, profondo e inesorabile scrutatore del cuore umano e della natura. (pp. 149-150) *{{NDR|[[Thomas Carlyle]]}} [..] ebbe insieme l'amore, la pace, l'indipendenza, la salute e il necessario impulso al suo genio, da una donna {{NDR|[[Jane Welsh Carlyle]]}}, — da quella che fu sua moglie e suo angelo tutelare, confortatore ed ispiratore per quarant'anni. Donna mirabile per generosa abnegazione, per delicatezze ineffabili, per pazienza costante, per i suoi sorrisi e per le sue lacrime; ''sanctissima conjux'' come l'avrebbe chiamata Virgilio. (p. 172) *Jane Welsh era bella, giovine, nobile, ricca, corteggiata da molti. Ma il suo cuore aveva bisogno di sacrifizio, di entusiasmo e di fede. Conobbe il povero giovine {{NDR|Thomas Carlyle}} in lotta colla fortuna e col mondo, e nei suoi tristi profondi occhi vide brillare una luce divina. Credé nell'avvenire e nella gloria del genio: credé alla felicità di aiutarlo col suo amore, e lo amò consacrandosi tutta a lui. Lo sottrasse alla miseria, allo sgomento, gli portò il pane materiale e il pane spirituale ad un tempo. (pp. 174-175) *L'innocenza della [[Matrimonio|sposa]] ha una grazia particolare, che naturalmente tocca il cuore dell'uomo: essa ha la vera libertà della parola, dello sguardo, del sorriso, del gesto. Le ''altre'' non son libere che nei momenti di ebbrezza: nel resto sempre artificiali e legate. (pp. 181-182) *Da questo eccellente libro {{NDR|la corrispondenza dell'attrice pubblicata a Parigi, a cura di Giorgio d'Heylli}} è apparsa ai miei occhi una nuova [[Elisabeth Rachel Félix|Rachel]]; non più nelle solenni attitudini della tragedia, nel costume di Fedra o di Atalia, ma una donna semplice, affettuosa, spiritosa, e soprattutto sincera sempre; nelle gioie, nei dolori, nei trionfi, nelle umiliazioni (ne toccarono anche a lei), nelle malattie, e nella morte. Più che della stessa arte che era la sua passione, essa parla e si preoccupa in tutte le lettere, dei suoi bambini, della madre, delle sorelle, e ha spesso accenti di ineffabile tenerezza. (pp. 191-192) *Povera Rachel! Come ti hanno calunniata, anche i critici tuoi ammiratori! «La Rachel, diceva un d'essi, è una specie di Lamia<ref>Le lamie, nella mitologia greca, erano figure femminili in parte umane e in parte animali, rapitrici di bambini o che adescavano giovani uomini per poi nutrirsi del loro sangue e della loro carne.</ref>, una donna serpente; e riesce grande nella rappresentazione delle passioni perverse e diaboliche. Essa ha un volto e un portamento che paion fatti apposta per esprimere il veleno dei caratteri che rappresenta.» Perché essa conservava una inalterabile nobiltà statuaria di gesto, anche nei momenti di violenta passione; perché non ricorreva a contorsioni epilettiche o a isterici singhiozzi da melodramma, l'accusarono di insensibilità: e uno dei più famosi ''appendicisti'' di Francia la chiamò ad dirittura «artista incomparabile, ma senza cuore.» (pp. 192-193) *{{NDR|Elisabeth Rachel Félix}} [...] essa era l'antica Melpomene, un anacronismo vivente in pieno secolo decimonono. Tutto in lei era fatto a raffigurare e interpretare l'antichità, la sana e forte e serena antichità di Fidia e di Sofocle, che essa traduceva dagli alessandrini di Racine; i suoi grandi e profondi occhi neri, il suo sguardo da Nemesi, le chiome corvine, l'ovale perfetto del volto, e la fronte d'antica regina, fatta per il cerchio d'oro dei Greci, o per la fascia israelitica. Con un gesto, con una piega del manto, col levare del braccio, con l' inclinar della fronte, essa otteneva effetti più potenti e più sicuri che altre attrici con piangere e scalmanarsi; o col ricorrere a strani mezzi di raffinato artifizio, a delle ''chatteries'' di ''cocottes'' vestite da Andromaca o da Medea... (pp. 193-194) ==''Nuovi medaglioni''== *{{NDR|[[Teresa Cabarrus]]}} Bella e strana, capricciosa ed elegante, dissoluta e pietosa, essa avea per divisa: - vivere e lasciar vivere, godere e far godere. La sua fiorente bellezza avea del Giunonico; ma la gamba forte e nervosa e il piccolo piede perfetto le davano un'agilità da Tersicore. I suoi grandi occhi neri, inondati di fiamme, raggiavano di bontà e di voluttuosa passione. I magnifici capelli bruni cadenti a ciocche, ondulanti a rivi sul collo e sul florido petto come neri serpenti, le davano l'aria tragica di Medea. Attirava, allettava... e a momenti faceva paura. (p. 52) *{{NDR|Teresa Cabarrus}} Il suo sorriso, di invito e di abbandono, di voluttà e d'ironia, maligno e intelligente, pietoso e irresistibile, piegava come giunco le volontà più virili. (p. 52) *La Tallien {{NDR|Teresa Cabarrus}} spinse col proprio esempio anche le donne a pubblici esercizi di forza e di destrezza fisica: e le donne divennero Automedonti<ref>Automedonte, personaggio della mitologia greca, auriga di Achille.</ref> e {{sic|Atalante}}<ref>Atlante.</ref>. Emancipata e audace, la virago parigina, vestita di una leggera tunica greca, i capelli cinti da un semplice nastro scarlatto, guida la quadriglia fiammante, e con mano virile impugna la sferza del circo.<br>Al Campo di Marte, Madama Tallien, vestita di una nuvola di rosei veli, dalla sua carrozza color sangue di bove, incoraggia e applaudisce, mentre un cerchio di ammiratori assedia l'invidiata vettura. È la dea delle feste pubbliche, è la soprintendente della moda e del gusto. Essa fa portare nei palazzi del Direttorio arpe e pianoforti – rende alla luce e distribuisce con accorta saggezza le collezioni di musica di Maria Antonietta, di Madama Elisabetta, di Bombelles. Col proprio esempio, rimette in moda la mobilia di Pompadour e le porcellane di Sèvres. È l'idolo degli artisti, degli attori, dei cantanti, dei letterati. A volte la sua immensa popolarità le dà stanchezza e disgusto: la vile e adulatrice moltitudine le dà sui nervi. – Ah, veramente, – esclama sbadigliando – "le malheur de l'esprit est de charmer les bêtes.<ref>La sventura della mente è incantare le bestie.</ref>" (pp. 56-57) ==''Nuovi saggi critici di letterature straniere''== *[[Paul Bourget|Bourget]], benché giovine ancora, ha troppo visto sentito, vissuto: é come saturato di coltura, di estetica, di poesia, di teatro, di romanzo, di misticismo, di scienza, di paesaggio, di colori, di musica... Conosce a fondo l'arte e le letterature moderne; ha visitato l'Inghilterra, la Germania, l'Italia; ha esaminato tutti i problemi, discusso le più urgenti e vitali questioni morali ed estetiche – e il suo ingegno si é affilato come una lama; si è fatto acuto a distinguere le più lievi gradazioni, le più delicate e impercettibili sfumature. (pp. 92-93) *{{NDR|[[Honoré de Balzac]]}} Quest'uomo di genio, il padre del romanzo fisiologico, il tremendo analizzatore dei Brideau e degli Hulot, delle Rogron e delle Marneffe – il poeta di Séraphita e di Enrichetta Mortsauf – fu per tutta la vita oppresso dai debiti, e tormentato dagli usurai e dagli uscieri di tribunale. Gli appunti delle scadenze di cambiali si alternano nel suo diario con le note e i sommari per un capitolo della ''Peau de chagrin'' o di ''Eugénie Grandet''. Come un forzato, egli visse tutta la portentosa sua vita a ''tavolino coatto'', colla palla dei debiti al piede. Eppure la sua larga faccia di ''sanglier joyeux'' non perdé mai la serenità e la luce divina dell'ispirazione creatrice, e solo la morte poté arrestare improvvisamente il complicato e fulmineo lavoro della possente macchina cerebrale che elaborò la ''Comédie humaine''.(pp. 112-113) *Alcune immagini, alcuni versi dei giambi di [[Auguste Barbier|Barbier]] son diventati luoghi comuni a forza di esser ripetuti e citati: e la famosa ''sainte canaille'' e la ''femme aux puissantes mamelles'' dovean prestarsi ai sarcasmi degli artisti calmi e sereni come [[Théophile Gautier|Gautier]], o naturalmente arguti e beffardi come [[Heinrich Heine|Heine]]. Nonostante, la figura della Libertà è scolpita con una audace ma felice bravura, di cui tutti i poetini dilettanti, i ''freluquets'' che in Francia oggi ronzano e mormorano, non sarebber certo capaci. (p. 126) *{{NDR|[[Gustave Flaubert]]}} Era un uomo di alta statura, grosso, di colorito acceso, occhi blu, baffi biondi, sanguigno, vero tipo di capitano di cavalleria. Anche nel suo vestire, nel gesto, nel passo, conservò sempre qualcosa di militare. Ma le sue abitudini, il suo carattere, furono sempre quelli di un uomo appassionato per l'arte, e che vive solamente in quella e di quella. (p. 137) *''Madame Bovary'' è un romanzo analitico, ammirabile per composizione, studio di caratteri e stile: libro architettato con vera scienza, dove tutto è meditato, voluto e disposto con arte sapiente; e in cui una verità severa, spietata, tiene quel luogo che in altri lodati romanzi contemporanei hanno solo la fantastica invenzione e il lirismo ideale. L'analisi del carattere di Emma Bovary è profonda e delicata; è inesorabile, forse crudele, ma sempre esatta. (p. 137) ==''Saggi critici di letteratura inglese''== *[...] forse di tutte le straniere letterature quella che con maggiore profitto potrebbe studiarsi dagl'Italiani è la [[Letteratura inglese|inglese]]; trovandosi e spiccando negli scrittori di questa molte qualità che troppo spesso a noi fan difetto, – osservazione diligente e profonda dell'uomo morale e della natura esteriore, originalità, sobrietà, elevazione. (p. 1) *L'opera di [[Robert Browning|Browning]] fu ingegnosamente paragonata ad un grande edificio gotico con una curiosa e felice mistura di Rinascimento italiano. L'Italia, un'aura, un calore e un colore italiano compenetra e contrassegna i venti volumi di Browning. Alcuni dei suoi principali capolavori sono di origine o di argomento italiano, qua pensati, qua scritti in tutto o in parte. La nostra pittura, la nostra musica, il nostro Risorgimento, rivivono nelle {{sic|maravigliose}} pagine del poeta. (pp. 48-49) *[[Vernon Lee]], come artista appartiene più alla scuola critica francese che a quella inglese. Essa ha più analogia, più ''affinità elettive'' col Taine e col Michelet, che con qualunque insigne critico inglese; benché un accento Ruskiniano vi si faccia talvolta sentire, malgrado l'autrice... Come il Michelet, Vernon Lee ha la immaginazione simpatica, la facoltà di rianimare e rievocare personaggi ed epoche spente, di vivificare le più aride e astratte teorie con la luce della poesia e col calore dell'entusiasmo. Pur nonostante l'Inglese si rivela a ogni tratto, anche quando sostiene delle cause che hanno aria di paradossi, nella logica e serrata concatenazione degli argomenti, nello scrupolo delle investigazioni, nella importanza data a esperienze o impressioni personali, nella solida architettura della composizione, e in una vena di umorismo talora benigno e indulgente, talora caustico ed aggressivo.(p. 78) *[[George Gordon Byron|Byron]] nato con ingegno piuttosto unico che raro, servo e vittima delle sue indomate passioni, è forse il più subiettivo di tutti i poeti. Come L'Alfieri, non intese e non rese che sé; Byron ''Aroldo'', Byron ''Lara'', Byron ''Manfredo'', Byron ''Don Giovanni'', ecc. Originale sempre e sempre sincero anche nelle monotone pitture delle sue tempeste interiori, misantropo e violento; poi tenero, soave e patetico, la sua poesia è un'azione continua, una vera epopea individuale. (pp. 128-129) *[[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], sublime utopista, visionario entusiasta, vagheggiò e adorò fin dall'infanzia un mondo ideale e {{sic|edennico}}; credé al trionfo immancabile e definitivo di una religione d'Amore universale, di fraternità, di eguaglianza. Ma volendo, nella sua commovente semplicità e sincerità, uniformare alle sue idee la sua vita, passò d'errore in errore, di dolore in dolore, ma sempre puro, sempre buono, sempre grande e sempre infelice. L'arte fu la sua unica consolazione, la natura il suo asilo. (pp. 130-131) *Il [[Preraffaelliti|preraffaellismo]] inglese fu la reazione di giovani e coscienziosi artisti contro la pittura ''ufficiale'' d'accademia; un ritorno, non per ispirito di imitazione, ma per simpatia di intenti e di metodo, all'arte fiorentina del Quattrocento. Fu, in sostanza, una applicazione alle arti plastiche di quella rivoluzione letteraria nella scelta degli argomenti, di quel rinnovamento nel linguaggio poetico, già felicemente eseguiti da Cowper, da Burns, da Wordsworth, da Coleridge: e in parte anche da Keats, dallo Scott e da Tennyson. (pp. 139-140) *[[Dante Gabriel Rossetti|Dante Rossetti]] è un mistico contemplatore e adoratore della bellezza femminea – un dugentista italiano, nato, per capriccioso anacronismo della sorte, a Londra, in pieno secolo decimonono. Tutta la sua opera poetica deriva, in linea retta, dalla ''Vita {{sic|Nuova}}''. Questo divino fiore venato di sangue, questa mistica Rosa imperlata di lacrime ha lasciato un profumo in tutti i versi del Rossetti. (p. 141) *[[Roma]] è la città unica, ''urbs et orbis'' che simboleggia e comprende le cose più disparate. Vi sono in Roma cinque o sei Rome, che hanno il loro carattere particolare e i loro speciali ammiratori e visitatori. Winckelmann e Overbeck, Goethe e Châteaubriand, Shelley e Lamartine, Byron e Veuillot, l'hanno adorata con eguale entusiasmo. Dall'Apollo di Belvedere, ai graffiti e ai mosaici Bizantini; dal semplice altare scavato nel tufo delle Catacombe, alle magnificenze liturgiche di San Pietro; dal palazzo dei Cesari, dal Colosseo e dalle Terme, alle Chiese dei Gesuiti e ai palazzi e alle fontane del Bernini; dalla desolata e pittoresca solitudine della Campagna, ai ''parterres'' ricamati e agli alberi pettinati delle Ville principesche; esistono in Roma i più spiccati contrasti. È la città ''dialettica'' per eccellenza. Essa concilia tutte le espressioni della storia e della vita, nella solenne unità della sua grandezza e nella infinita malinconia delle sue memorie. (p. 187) *Forse nessuno ha espresso meglio di [[Nathaniel Hawthorne|Hawthorne]] il carattere ''cattolico'' di [[Basilica di San Pietro in Vaticano|San Pietro]]. Leggete in ''Transformation'' l'ammirabile capitolo intitolato ''La Cattedrale del Mondo''. E non credo d'esagerare aggiungendo che in nessun libro meglio che in questo romanzo di Hawthorne sono efficacemente riprodotti i varii aspetti di Roma, nella sua sempre solenne eppur sempre mutabile fisonomia. Chi poi vuol conoscere bene la Roma degli ultimi anni di governo papale (non parlo però in senso politico, intendiamo bene), legga il libro di Hawthorne: la Roma dal '50 al '60, durante l'occupazione francese, rivive in quelle artistiche pagine: e vi rivive tutta. Stupendi i capitoli sul ''Museo Capitolino'' (il ''Fauno'') — le ''Catacombe'' — ''Villa Medici'' — ''Il cimitero dei Cappuccini'' — la ''Campagna'' — ''Gita, a lume di luna''. (p. 195) *Vi è in Roma focolare e alimento per tutte le gradazioni e i caratteri della devozione cristiana: dalla primitiva e severa fede degli apostoli e dei martiri, dall'ascetismo ardente e visionario del medio-evo, alle regolate e disciplinate devozioni degli ''Exercitia'', e alle tenerezze mistiche della ''Filotea''. La fede di Châteaubriand e quella del ''ciociaro'' vi sono egualmente appagate: a breve distanza, possono qui inginocchiarsi il puritano e il gesuita: chiunque s'inchina alla Croce, ha in Roma una patria. Aggiungete, che il rituale cattolico qui dispiegato in tutta la sua immensa varietà e in tutta la sua pittoresca magnificenza, tocca il cuore del credente, e colpisce l'occhio dell'artista. Dalla messa cantata nella ''Sistina'', alla tragica tumulazione di un cappuccino, che galleria di quadri viventi offre la Roma cattolica! (p. 196) *Una vivente espressione della Roma ''divota'' io l'ebbi, venti anni fa, in una visita che feci allo studio del pittore [[Friedrich Overbeck|Overbeck]]. Disegnava quel giorno un cartone di soggetto evangelico – la vocazione di San Matteo. Non scorderò mai quella figura tedesca, severa ed ascetica; in perfetta armonia con le linee un po' dure, ma caste e spirituali dei suoi disegni. Mi parve un Santo di {{sic|Alberto Durero}}<ref>[[Albrecht Dürer]].</ref>, o della vecchia scuola senese. Egli ci illustrò il suo cartone in tono quasi compunto, ma nobile nell'accento e nel gesto. Aveva un lungo soprabito nero, i capelli lunghi raccolti dietro le orecchie sotto una papalina di velluto. I suoi occhi verdi-grigi mi rammentaron quelli di San Luca di Velasquez. Fu gentile con tutti i numerosi visitatori: ma in special modo con un povero cappuccino che pareva proprio mortificato di tanto onore.... e che non sapendo come corrispondervi in miglior modo, offrì al pio artista una presa di tabacco. Overbeck accettò, e gli sorrise con un sorriso fine di prete e d'artista – degno di esser notato da Sterne. (pp. 197-198) *Il poeta della gran Guerra Americana, è [[Walt Whitman]].<br>Se il genio non fosse, com'è, una straordinaria e meravigliosa conciliazione di ragione e di immaginazione, di fantasia e di euritmia, in uno stesso intelletto; se bastasse il ''divus afflatus'' la visione infinita, l'entusiasmo umanitario, Walt Whitman potrebbe collocarsi accanto ai pochi ''poeti sovrani''. E nonostante i suoi difetti, non so chi potrebbe contrastargli in America il primato della poesia. (pp. 208-209) ==''Saggi critici di letteratura italiana''== *Subito dopo le prime opere del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]], e lui ancor vivente, il [[barocco]] trionfò, divenuto un contagioso delirio, nelle lettere, nelle arti e nella vita: nei poemi, nei drammi, negli edifizi, nelle statue, nei quadri, nel lusso, negli spettacoli, nelle mode, nelle questioni d'onore, nel cerimoniale, a Corte, in chiesa, nei conventi, in casa, dappertutto. Chiese e palazzi a piante poligone, come il ''San Francesco di Paola'' in Milano, che rappresenta un violoncello; colonne festonate e bistorte, un perpetuo aborrire dalle linee rette, ondulazioni che danno il capogiro, come se i marmi patissero di convulsioni; frontespizi rotti, e sul loro pendio santi e angeli coricati; figure sedenti sui cornicioni a gambe spenzolate, che è una passione a vederle... (pp. 120-121) *[...] se volete avere un'idea complessiva di quell'epoca {{NDR|la fine del Seicento}} odiosamente barocca, guardate di quali immagini, di quali simboli, di quali forme, circondavano il luogo dell'ultimo riposo; di quale immenso catafalco di pesanti vanità e di dorate menzogne volevan coperti i loro nobili scheletri! Non vi è grande chiesa di Roma, di Napoli, di Venezia, di Milano e di Firenze, che non sia profanata (è la vera parola) da uno di questi monumenti pomposi della vanità impotente, e della ridicola adulazione. Sono ammassi di marmo e di stucco dorato, cariatidi di Mori orribili in marmo nero, draghi impossibili che sorreggono un barocco sarcofago, e sopra, in alto, l'eroe guerriero o magistrato o erudito, in armi o in toga, ma sempre in parrucca, stendente il braccio con un gesto di attore applaudito, sotto un gran tendone di marmo giallo o sanguigno. Ai suoi lati, figure allegoriche vestite alla Romana, la Virtù, il Valore, la Vittoria, la Giustizia con le solite bilance da droghiere, la Fama con la solita tromba di saltimbanco, gesticolano e si contorcono come prese da un attacco di epilessia. La iscrizione in pomposo latino, incisa a lettere cubitali, è anche più barocca del monumento. (pp. 128-129) *L'[[umorismo]] è una naturale disposizione del cuore e della mente a osservare con simpatica indulgenza le {{sic|contradizioni}} e le assurdità della vita. Ogni nostro riso ha per origine una apparente o latente contradizione. I terrori di Sancho, le allucinazioni di Don Chisciotte, i vanti di Falstaff, le paure di Don Abbondio, i piani di battaglia dello Zio Tobia, ci divertono per la loro sproporzione con la realtà delle cose. Il sentimento e la meditazione del disaccordo fra la vita reale e l'ideale umano, fra le nostre aspirazioni e le nostre debolezze e miserie, è il fondo d'ogni vero umorismo; il quale nasce più dal cuore che dalla mente, e sotto il sorriso nasconde quasi sempre una lacrima. Un eroe in veste da camera, osservato a tutte l'ore tra le pareti domestiche da un arguto e affezionato servitore – tale è l'uomo sotto la lente dell'osservatore umorista. (p. 176) *Carlo Hillebrand e Vernon Lee hanno fatto una identica e giustissima osservazione sul carattere dei vari romanzi e novelle di [[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann|Hoffmann]]: cioè che egli, autore di racconti ''fantastici'' è il solo novelliere tedesco che abbia vivo e preciso il senso della ''realtà''. Infatti, certi suoi personaggi, come l'archivista Lindhorst, lo studente Anselmo, Krespel, son veri ed umani quanto un personaggio di Balzac. Dirò di più: l'influenza di Hoffmann è evidentissima in molte pagine della ''Comédie humaine''. E forse appunto a motivo del suo realismo, Hoffmann è una simpatia e una ammirazione per i Francesi, ed è poco pregiato in Germania. (p. 243) *Hoffmann [...] è una natura puramente artistica: è un poeta, un musicista, un caricaturista, un attento osservatore della natura e dell'umanità nelle loro espressioni più curiose, più originali e più strane. (p. 243) *Hoffmann cercò nell'Arte non solo la fonte e l'espressione della Bellezza, ma anche la sorgente di ogni gioia e di ogni conforto; sentì forse con più intensità di tutti ''la poesia dell'arte'': e visse solo di quella e per quella. Come per Balzac, i personaggi immaginari eran per Hoffmann le più intime conoscenze e le vere realtà della vita. (p. 244) ==Citazioni su Enrico Nencioni== *Bontà francescana: il veder maltrattato un animale gli era pena profonda. Nel '93 in un giorno d'estate lung'Arno un barrocciaio bastonava a sangue il povero mulo, che sfinito dalla fatica e oppresso dal soverchio peso datogli a trainare, non riusciva, per sforzi che facesse, a salire il Ponte di Santa Trinità. Il Nencioni non potè astenersi dal rimproverare il manigoldo: quegli senza far parola, brandito il bastone fece per avventarglisi contro e lo avrebbe sconcio e ferito, se alcuni che di là a caso passavano non si fossero frapposti. Cosi presente il pericolo e tale fu lo spavento, che il Nencioni ne ammalò: e subito si manifestarono i sintomi di quella infermità che gli angosciò gli ultimi anni di patimenti crudeli. ([[Ferdinando Martini]]) ===[[Emma Boghen Conigliani]]=== *Come conferenziere ebbe pochi rivali; forse la parola conveniva più che la penna al suo ingegno, illuminato spesso dalla fulgente e fuggevolissima ispirazione del cuore e della fantasia: quand'egli parlava, all'{{sic|attrativa}} del suo pensiero profondo ed arguto, del suo stile colorito e tutta grazia, si aggiungeva l'incanto della voce velata, ma espressiva, della {{sic|fisonomia}}, dello sguardo, che erano quasi un commento, del porgere eletto, del gesto che pareva voler segnare nell'aria i fantasmi della mente. Compreso del suo soggetto, commosso spesso veramente, egli aveva il {{sic|secreto}} di commuovere e dilettare. *Le sue traduzioni rivelano anch'esse le notevoli qualità del suo ingegno ed insieme il perché egli sia riuscito un vero critico; poiché vediamo in esse la comprensione perfetta dell'originale in tutti i suoi più minuti particolari; ogni gradazione del sentimento, ogni sfumatura del colorito sono rese con l'efficacia dell'espressione, della parola più propria. Quei brani de' suoi preferiti autori, di cui nelle sue critiche inserì la traduzione, sono da citarsi ad esempio e per la fedeltà scrupolosa e per l'arte con cui il pensiero è reso nella sua vera luce e in tutta la sua luce. *Primo in Italia, e meglio forse di ogni altro, il Nencioni ha studiato l'[[umorismo]], che cosi bene seppe comprendere, perché umorista era egli stesso; egli stesso per natura sua era disposto a guardare con ''simpatica indulgenza'' quanto la vita e il mondo hanno di contraddittorio e di assurdo, egli stesso aveva il sentimento del disaccordo tra le realtà dell'esistenza e le idealità dello spirito, egli stesso aveva spesso contemporaneamente un sorriso su le labbra, un malinconico sguardo negli occhi ed un doloroso affetto nel cuore. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/medaglioni00nenc/page/n8/mode/1up Medaglioni]'', Casa editrice A. Sommaruga e C., Roma, 1883. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/nuovimedaglionic00nenc/page/n6/mode/1up Nuovi Medaglioni]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1922. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/nuovisaggicritic00nenc/page/n6/mode/1up Nuovi saggi critici di letterature straniere e altri scritti]'', con prefazione di Ferdinando Martini, Successori Le Monnier, Firenze, 1909. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/saggicriticidile00nencuoft/page/n8/mode/1up Saggi critici di letteratura inglese]'', con prefazione di Giosuè Carducci, Successori Le Monnier, Firenze, 1910<sup>2</sup>. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/saggicriticidil00nencuoft/page/n12/mode/1up Saggi critici di letteratura italiana]'', preceduta da uno scritto di Gabriele D'Annunzio, Successori Le Monnier, Firenze, 1911. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nencioni, Enrico}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] fmwifq0j6a5k9pq20v7utp0k4vsq1jo 1419109 1419108 2026-07-04T15:09:53Z Gaux 18878 /* Saggi critici di letteratura inglese */ tratto 1419109 wikitext text/x-wiki [[File:Enrico Nencioni 01.jpg|thumb|Enrico Nencioni]] '''Enrico Nencioni''' (1837 – 1896), poeta, critico letterario e traduttore italiano. ==Citazioni di Enrico Nencioni== *{{NDR|[[Jean Paul]]}} [...] la personificazione dell'umorismo... Fantasia di una incomparabile ricchezza ed esuberanza, egli scherza con gli astri e coi fiori, piange sui sepolcri delle nazioni e sopra un rosignolo accecato, sogna sogni tremendi in cui Cristo annunzia ai morti che non c'è Dio, e descrive la toilette di una fiorista che si sposa.<ref>Da ''L'umorismo e gli umoristi'', [1884], ristampato in ''Saggi critici di letteratura italiana'', Firenze, 1911<sup>2</sup>; citato in [[Vittorio Santoli]], ''La letteratura tedesca moderna, con un'analisi della letteratura contemporanea di [[Marianello Marianelli]]'', Sansoni/Accademia, Firenze/Milano, 1971, p. 218.</ref> ==''Medaglioni''== *Aveva appena nove anni {{NDR|Jeanne Antoinette Poisson, meglio nota come [[Madame de Pompadour]]}} quando le fu predetto che sarebbe stata la favorita del re di Francia. La madre, corrotta e galante, diceva di lei ancor giovinetta, ed in sua presenza: ''E un boccone da re''. (p. 3) *{{NDR|Madame de Pompadour}} La natura le aveva dato l'istinto della seduzione, il gusto innato della ''toelette'', il sentimento e l'amore dell'arte, una diabolica vivacità parigina, l'orrore della noia, una grazia ineffabile ed una rara bellezza: fisonomia espressiva, simpatica; occhi di un colore misterioso, indefinibile, cupo-azzurri, dagli sguardi lenti, irresistibili; magnifici capelli castagni; denti ammirabili; un sorriso rallegrante su due labbra voluttuose di un roseo pallido. (pp. 3-4) *{{NDR|[[Marie-Jeanne Bécu, contessa du Barry]]}} La donna era bellissima. Di persona svelta, flessuosa, di forme perfette, di una carnagione che i contemporanei paragonarono a foglie di rosa bagnate nel latte. Aveva, grazioso contrasto, ciglia nerissime e occhi azzurri, abitualmente socchiusi, dagli sguardi lunghi, voluttuosi, dalle occhiate assassine, come le chiama Musset: i capelli più belli, più morbidi, più lunghi che si potesser vedere, seta e oro, abbondanti, naturalmente ondati; un collo di statua antica, magnifiche spalle, mani da gran signora. (pp. 25-26) *Vera birichina di Parigi, {{NDR|la du Barry}} faceva vedere nelle sue matte risate una doppia fila di magnifici denti al triste Borbone {{NDR|Luigi XV}} che la guardava non visto. E questa sincera allegria fu l'incanto che lo tirò nella rete. Quel viso ridente, allegro, spiritoso, malizioso, che rivelava ingenuamente tutti i vizi degli ''enfants des rues'' di Parigi, non aveva traccia né di ostentazione, né di menzogna, né di insolenza. Ciò piacque al re, che vedeva ridere tanto poco a casa sua... Fu sorpreso, incantato da quella libertà, da quel riso, da quella gioia: e quella sera medesima la fece venire a palazzo. (pp. 26-27) *La Du Barry ruppe tutte le leggi dell'etichetta, e anche del decoro, nei palazzi reali. Vestiva sempre a modo suo (e troppo spesso non vestiva affatto), anche in ore di cerimonie solenni... [...] Essa portò a Versailles i modi e il linguaggio delle pescivendole, e la sua condotta giornaliera fu per sei anni un continuo schiaffo alla monarchia. Essa annunzia addirittura la Rivoluzione! (p. 39-40) *Durante il processo, la Du Barry fu calma e nobile. Condannata a morte, tentò prima di salvare una sua amica egualmente condannata, la duchessa di Mortemart. Ma poi, tutto ad un tratto, fu assalita da una paura di bambina, e come se allora per la prima volta avesse sentito parlar di morte e di ghigliottina, cominciò a urlar disperata... Non voleva morire! Messa a forza sulla carretta fatale, essa implorava la folla insultatrice per via: «''Mes amis ... sauvez-moi! je n'ai jamais fait de mal à personne... La vie, la vie! qu'on me laisse la vie, et je donne tons mes biens à la nation....'' » E un ''sans-culotte'' le rispose: «''Tes biens! mais tu ne donnes à la nation que ce qui lui appartient déjà...''» (pp. 45-46) *[[Marie-Jeanne Roland de la Platière|Madama Roland]], serena, bianco-vestita, coi bei capelli disciolti che scendono in doppia lista sull'eroico suo petto, conforta i suoi compagni di supplizio, e infonde loro il suo virile coraggio, e chiede una penna (che le è negata) per scrivere «gli strani e grandi pensieri che le suggerisce la morte.» Madama Roland credeva ed amava. (p. 47) *{{NDR|[[Sophie Arnould]]}} Aveva sedici anni: un corpo di fata, una voce di rosignolo. Gracile, ma ben fatta, il volto di un perfetto ovale; due grandi occhi neri chiedenti pietà o provocanti; magnifici capelli biondi; una bocca socchiusa abitualmente a un sorriso di voluttà, fresca come una rosa di maggio, dalla quale uscivano irresistibili le note languenti dell'amore, o le supplichevoli della preghiera, o le flebili del dolore. (p. 53) *Garrick<ref>[[David Garrick]].</ref> dichiarava che la sola attrice francese che gli parlasse agli occhi e al cuore, era una cantante, Sofia Arnould. Essa portò nella sua arte un elemento nuovo e che fu una vera rivoluzione; l'emozione sincera, l'azione drammatica naturale, il cuore nel canto. (pp. 54-55) *{{NDR|Sophie Arnould}} La sua voce non era forte, ma dolcissima e simpatica. Era una voce che si prestava mirabilmente alle parti che rappresentava: ''Psiche'', ''Lavinia'', ''Ifigenia'' morente trascinata agli altari e implorante gli Dei... Una voce palpitante, una voce-anima, e che i nemici del sentimento, i naturalisti di cento anni fa, tentarono di censurare con questa mordace definizione dell'abate Galiani<ref>[[Ferdinando Galiani]] detto l'abate Galiani.</ref>: «''C'est le plus bel asthme que j'ai entendu chanter''.» (p. 55) *Uomo destinato a errare nella procella e crear del dolore, in lotta aperta col suo secolo, [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] portava nel suo fatidico seno tutte le tempeste della imminente Rivoluzione, insieme alle tempeste del suo proprio cuore. La sua influenza è durata fino a oggi, e forse è interrotta, ma non cessata. Tutti, o quasi tutti i grandi scrittori, chi più, chi meno, ne hanno subito il magnetico incanto. (pp. 82-83) *Non era bella {{NDR|[[Jeanne Julie Éléonore de Lespinasse]]}}, ma piacente per lo spirito, la grazia, la squisitezza del gusto, la finezza dei modi; per la soave amabilità del sorriso, l'intelligenza e la profonda espressione degli occhi, che avea neri e bellissimi. Vestita con elegante semplicità, piaceva generalmente, e godeva di accorgersene... (p. 91) *Malinconica spesso {{NDR|la Lespinasse}}, sentì fin dalla prima giovinezza la vanità e il disgusto della vita; e gracile di persona, ed emottoica fin dai diciotto anni, era di una sensibilità nervosa eccitabilissima; talché può dirsi che essa riuniva in sé, in modo più singolare che raro, tutto ciò che sulla terra procura o fa più intenso il dolore. (pp. 91-92) *Ho riletto ''Valérie'': e il libro mi ha tratto a fantasticare un po' sul suo autore, su quell'adorabile madame [[Barbara von Krüdener|De Krüdener]]. La ''pàle baronne''<ref>La baronessa pallida.</ref> mi distrae da due giorni da ogni occupazione; sono innamorato della sua penna, della sua danza, delle sue preghiere, e del suo famoso scialle di mussolina. Mi vien voglia di mettermi in ginocchioni come Benjamin Constant o come lo Czar Alessandro, per dir con lei le devozioni, aspettando «''les inspirations supérieures''.» (pp. 113-114) *{{NDR|Madame De Krüdener}} Io la vedo in tutti i momenti più notevoli della sua vita. La vedo quando, sotto il Direttorio, essa apparisce la prima volta nei ''salons'' di Parigi, bionda, pallida, fine ed eterea, circonfusa da una nuvola di bianchi veli, e gira attorno i suoi grandi occhi calmi, color verde-mare: bellezza scandinava, illuminata da un pallido raggio di sole polare, calma e fredda come la neve delle sue native Dofrine... Ma ecco Bergasse e Saint-Pierre e Garat che la circondano e la invitano a danzare. Essa cede di buona grazia, chiede il suo scialle di mussolina azzurra, si alza, e comincia la ''danse tableau''. La scandinava è diventata a un tratto una parigina! La vita, l'emozione, traboccano dai suoi gesti, dai suoi sguardi, da ogni suo movimento. Essa si trasforma in cento modi: ora è Niobe impietrita dal dolore, ora è Galatea che fugge inseguita... Alla voluttuosa Odalisca che languidamente invita e resiste, succede la vivace ridente napoletana che balla la tarantella, e batte il terreno a passi rapidi e fitti come la grandine... (pp. 114-115) *Le armate alleate {{NDR|dopo la definitiva sconfitta di Napoleone}} sono entrate in Parigi. La Santa Alleanza ha anch'essa i suoi poeti, i suoi {{sic|angioli}} propiziatori; e la sua Sibilla, la sua Velleda, in Giuliana Krüdener. La casa di lei si trasforma in un tempio; essa vi aduna delle assemblee religiose dove si commentano Swedenborg e Saint-Martin, si prega, si canta, e si profetizza... «Alessandro<ref>[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] imperatore di Russia.</ref> sarà l'Angelo bianco, il genio dei nuovi tempi!...» E Alessandro non tralascia di far qualche visita al tempio... e alla sacerdotessa. (p. 115) *{{NDR|[[Teresa Gamba Guiccioli]]}} Statura piuttosto piccola; gracile, ma perfetta di forme: bianchissima di carnagione: sorriso etereo, {{sic|Correggiesco}}: occhi veramente italiani, pieni di languori e di tempeste, di sorrisi e di lacrime.<br>Aveva diciassett'anni: era di nobile famiglia, i Gamba di Ravenna, ed usciva allora di convento. Il conte Guiccioli era vecchio, era vedovo, ma era anche ricchissimo... e gliela dettero in moglie. (pp. 123-124) *Essa {{NDR|Teresa Gamba}} fu amata sinceramente e passionatamente dal più grande poeta del secolo, giovine e bello, nobile e generoso. Essa fu il solo ''vero amore'' di [[George Gordon Byron|Byron]], dopo le prime vaghe sue affezioni d'adolescente. Nel cuore di Aroldo<ref>Personaggio letterario, protagonista del poema ''Childe Harold's pilgrimage'' di Byron.</ref> essa non ebbe succedanei o rivali; vi regnò unica, e non lo cedé che alla Grecia. Qual trionfo per una donna!<br>Ma, in compenso, essa fece a lui un bene anche più grande, infinitamente più grande. Essa brillò come un'iride su l'uragano di quell'anima, e vi portò la calma, la serenità, la giovanile freschezza. Essa ricompose e acquietò quel cuore esulcerato e agitato, quel cervello minacciato dalla pazzia. Essa rese a Byron il rispetto di sé medesimo, e per lungo tempo la pace e l'armonia della vita. Essa, essa sola, seppe farlo ''pianger d'amore''. (p. 128) *[...] quando l'innato senso eroico di Byron lo spinse ad andare a combattere e morire per la libertà della Grecia, essa {{NDR|Teresa Gamba}} che vedeva così a un tratto ''finir tutto'' per lei, seppe eroicamente sacrificarsi. Non fece né elegie ne ''scene'': ma si immolò in silenzio, e fu grande; come solo le donne veramente amanti sanno esserlo. Felice in questo, che la immatura morte di Byron le lasciò intatta e pura la poesia della passione, né fu costretta, come tante infelici, a edificare sulle ceneri dell'amore il ''tempio dell'amicizia!''... (pp. 138-139) *{{NDR|[[Elizabeth Barrett Browning]]}} Quando la vidi la prima volta fu nell'agosto del 59, verso sera, nel giardino di villa Orr. Delicatissima, e già malata di petto, essa era in quell'ora vespertina, tutta avvolta in un ampio scialle di lana. Parlava poco, ed a bassa voce. Di tratti non regolari, e non bella; ma un volto esprimente, indimenticabile. Bellissimi, abbondanti i capelli che portava sciolti ed inanellati. Ma {{sic|sopratutto}} mi colpì il suo sguardo; quei suoi grandi occhi non mi usciron più dalla mente. Ci vidi la passione e la malinconia, le prostrazioni e gli entusiasmi che spirano dalle pagine di ''Aurora Leigh''. (pp. 146) *{{NDR|Elizabeth Barrett Browning}} L'amore fu per lei il più grande avvenimento della vita, e {{sic|inalzò}} il suo cuore, e col cuore l'ingegno, alle più elevate regioni poetiche. Il contrasto della volontà paterna, la lotta, il dramma che ne seguì, dettero al suo amore per l'illustre poeta [[Robert Browning|Roberto Browning]], tutte le tempeste e l'estasi di una vera passione. Alla fine furono uniti in sacro legame questi due insigni e differentissimi ingegni. L'una passionata, ardente, subiettiva; l'altro calmo, impassibile, obiettivo, profondo e inesorabile scrutatore del cuore umano e della natura. (pp. 149-150) *{{NDR|[[Thomas Carlyle]]}} [..] ebbe insieme l'amore, la pace, l'indipendenza, la salute e il necessario impulso al suo genio, da una donna {{NDR|[[Jane Welsh Carlyle]]}}, — da quella che fu sua moglie e suo angelo tutelare, confortatore ed ispiratore per quarant'anni. Donna mirabile per generosa abnegazione, per delicatezze ineffabili, per pazienza costante, per i suoi sorrisi e per le sue lacrime; ''sanctissima conjux'' come l'avrebbe chiamata Virgilio. (p. 172) *Jane Welsh era bella, giovine, nobile, ricca, corteggiata da molti. Ma il suo cuore aveva bisogno di sacrifizio, di entusiasmo e di fede. Conobbe il povero giovine {{NDR|Thomas Carlyle}} in lotta colla fortuna e col mondo, e nei suoi tristi profondi occhi vide brillare una luce divina. Credé nell'avvenire e nella gloria del genio: credé alla felicità di aiutarlo col suo amore, e lo amò consacrandosi tutta a lui. Lo sottrasse alla miseria, allo sgomento, gli portò il pane materiale e il pane spirituale ad un tempo. (pp. 174-175) *L'innocenza della [[Matrimonio|sposa]] ha una grazia particolare, che naturalmente tocca il cuore dell'uomo: essa ha la vera libertà della parola, dello sguardo, del sorriso, del gesto. Le ''altre'' non son libere che nei momenti di ebbrezza: nel resto sempre artificiali e legate. (pp. 181-182) *Da questo eccellente libro {{NDR|la corrispondenza dell'attrice pubblicata a Parigi, a cura di Giorgio d'Heylli}} è apparsa ai miei occhi una nuova [[Elisabeth Rachel Félix|Rachel]]; non più nelle solenni attitudini della tragedia, nel costume di Fedra o di Atalia, ma una donna semplice, affettuosa, spiritosa, e soprattutto sincera sempre; nelle gioie, nei dolori, nei trionfi, nelle umiliazioni (ne toccarono anche a lei), nelle malattie, e nella morte. Più che della stessa arte che era la sua passione, essa parla e si preoccupa in tutte le lettere, dei suoi bambini, della madre, delle sorelle, e ha spesso accenti di ineffabile tenerezza. (pp. 191-192) *Povera Rachel! Come ti hanno calunniata, anche i critici tuoi ammiratori! «La Rachel, diceva un d'essi, è una specie di Lamia<ref>Le lamie, nella mitologia greca, erano figure femminili in parte umane e in parte animali, rapitrici di bambini o che adescavano giovani uomini per poi nutrirsi del loro sangue e della loro carne.</ref>, una donna serpente; e riesce grande nella rappresentazione delle passioni perverse e diaboliche. Essa ha un volto e un portamento che paion fatti apposta per esprimere il veleno dei caratteri che rappresenta.» Perché essa conservava una inalterabile nobiltà statuaria di gesto, anche nei momenti di violenta passione; perché non ricorreva a contorsioni epilettiche o a isterici singhiozzi da melodramma, l'accusarono di insensibilità: e uno dei più famosi ''appendicisti'' di Francia la chiamò ad dirittura «artista incomparabile, ma senza cuore.» (pp. 192-193) *{{NDR|Elisabeth Rachel Félix}} [...] essa era l'antica Melpomene, un anacronismo vivente in pieno secolo decimonono. Tutto in lei era fatto a raffigurare e interpretare l'antichità, la sana e forte e serena antichità di Fidia e di Sofocle, che essa traduceva dagli alessandrini di Racine; i suoi grandi e profondi occhi neri, il suo sguardo da Nemesi, le chiome corvine, l'ovale perfetto del volto, e la fronte d'antica regina, fatta per il cerchio d'oro dei Greci, o per la fascia israelitica. Con un gesto, con una piega del manto, col levare del braccio, con l' inclinar della fronte, essa otteneva effetti più potenti e più sicuri che altre attrici con piangere e scalmanarsi; o col ricorrere a strani mezzi di raffinato artifizio, a delle ''chatteries'' di ''cocottes'' vestite da Andromaca o da Medea... (pp. 193-194) ==''Nuovi medaglioni''== *{{NDR|[[Teresa Cabarrus]]}} Bella e strana, capricciosa ed elegante, dissoluta e pietosa, essa avea per divisa: - vivere e lasciar vivere, godere e far godere. La sua fiorente bellezza avea del Giunonico; ma la gamba forte e nervosa e il piccolo piede perfetto le davano un'agilità da Tersicore. I suoi grandi occhi neri, inondati di fiamme, raggiavano di bontà e di voluttuosa passione. I magnifici capelli bruni cadenti a ciocche, ondulanti a rivi sul collo e sul florido petto come neri serpenti, le davano l'aria tragica di Medea. Attirava, allettava... e a momenti faceva paura. (p. 52) *{{NDR|Teresa Cabarrus}} Il suo sorriso, di invito e di abbandono, di voluttà e d'ironia, maligno e intelligente, pietoso e irresistibile, piegava come giunco le volontà più virili. (p. 52) *La Tallien {{NDR|Teresa Cabarrus}} spinse col proprio esempio anche le donne a pubblici esercizi di forza e di destrezza fisica: e le donne divennero Automedonti<ref>Automedonte, personaggio della mitologia greca, auriga di Achille.</ref> e {{sic|Atalante}}<ref>Atlante.</ref>. Emancipata e audace, la virago parigina, vestita di una leggera tunica greca, i capelli cinti da un semplice nastro scarlatto, guida la quadriglia fiammante, e con mano virile impugna la sferza del circo.<br>Al Campo di Marte, Madama Tallien, vestita di una nuvola di rosei veli, dalla sua carrozza color sangue di bove, incoraggia e applaudisce, mentre un cerchio di ammiratori assedia l'invidiata vettura. È la dea delle feste pubbliche, è la soprintendente della moda e del gusto. Essa fa portare nei palazzi del Direttorio arpe e pianoforti – rende alla luce e distribuisce con accorta saggezza le collezioni di musica di Maria Antonietta, di Madama Elisabetta, di Bombelles. Col proprio esempio, rimette in moda la mobilia di Pompadour e le porcellane di Sèvres. È l'idolo degli artisti, degli attori, dei cantanti, dei letterati. A volte la sua immensa popolarità le dà stanchezza e disgusto: la vile e adulatrice moltitudine le dà sui nervi. – Ah, veramente, – esclama sbadigliando – "le malheur de l'esprit est de charmer les bêtes.<ref>La sventura della mente è incantare le bestie.</ref>" (pp. 56-57) ==''Nuovi saggi critici di letterature straniere''== *[[Paul Bourget|Bourget]], benché giovine ancora, ha troppo visto sentito, vissuto: é come saturato di coltura, di estetica, di poesia, di teatro, di romanzo, di misticismo, di scienza, di paesaggio, di colori, di musica... Conosce a fondo l'arte e le letterature moderne; ha visitato l'Inghilterra, la Germania, l'Italia; ha esaminato tutti i problemi, discusso le più urgenti e vitali questioni morali ed estetiche – e il suo ingegno si é affilato come una lama; si è fatto acuto a distinguere le più lievi gradazioni, le più delicate e impercettibili sfumature. (pp. 92-93) *{{NDR|[[Honoré de Balzac]]}} Quest'uomo di genio, il padre del romanzo fisiologico, il tremendo analizzatore dei Brideau e degli Hulot, delle Rogron e delle Marneffe – il poeta di Séraphita e di Enrichetta Mortsauf – fu per tutta la vita oppresso dai debiti, e tormentato dagli usurai e dagli uscieri di tribunale. Gli appunti delle scadenze di cambiali si alternano nel suo diario con le note e i sommari per un capitolo della ''Peau de chagrin'' o di ''Eugénie Grandet''. Come un forzato, egli visse tutta la portentosa sua vita a ''tavolino coatto'', colla palla dei debiti al piede. Eppure la sua larga faccia di ''sanglier joyeux'' non perdé mai la serenità e la luce divina dell'ispirazione creatrice, e solo la morte poté arrestare improvvisamente il complicato e fulmineo lavoro della possente macchina cerebrale che elaborò la ''Comédie humaine''.(pp. 112-113) *Alcune immagini, alcuni versi dei giambi di [[Auguste Barbier|Barbier]] son diventati luoghi comuni a forza di esser ripetuti e citati: e la famosa ''sainte canaille'' e la ''femme aux puissantes mamelles'' dovean prestarsi ai sarcasmi degli artisti calmi e sereni come [[Théophile Gautier|Gautier]], o naturalmente arguti e beffardi come [[Heinrich Heine|Heine]]. Nonostante, la figura della Libertà è scolpita con una audace ma felice bravura, di cui tutti i poetini dilettanti, i ''freluquets'' che in Francia oggi ronzano e mormorano, non sarebber certo capaci. (p. 126) *{{NDR|[[Gustave Flaubert]]}} Era un uomo di alta statura, grosso, di colorito acceso, occhi blu, baffi biondi, sanguigno, vero tipo di capitano di cavalleria. Anche nel suo vestire, nel gesto, nel passo, conservò sempre qualcosa di militare. Ma le sue abitudini, il suo carattere, furono sempre quelli di un uomo appassionato per l'arte, e che vive solamente in quella e di quella. (p. 137) *''Madame Bovary'' è un romanzo analitico, ammirabile per composizione, studio di caratteri e stile: libro architettato con vera scienza, dove tutto è meditato, voluto e disposto con arte sapiente; e in cui una verità severa, spietata, tiene quel luogo che in altri lodati romanzi contemporanei hanno solo la fantastica invenzione e il lirismo ideale. L'analisi del carattere di Emma Bovary è profonda e delicata; è inesorabile, forse crudele, ma sempre esatta. (p. 137) ==''Saggi critici di letteratura inglese''== *[...] forse di tutte le straniere letterature quella che con maggiore profitto potrebbe studiarsi dagl'Italiani è la [[Letteratura inglese|inglese]]; trovandosi e spiccando negli scrittori di questa molte qualità che troppo spesso a noi fan difetto, – osservazione diligente e profonda dell'uomo morale e della natura esteriore, originalità, sobrietà, elevazione. (p. 1) *L'opera di [[Robert Browning|Browning]] fu ingegnosamente paragonata ad un grande edificio gotico con una curiosa e felice mistura di Rinascimento italiano. L'Italia, un'aura, un calore e un colore italiano compenetra e contrassegna i venti volumi di Browning. Alcuni dei suoi principali capolavori sono di origine o di argomento italiano, qua pensati, qua scritti in tutto o in parte. La nostra pittura, la nostra musica, il nostro Risorgimento, rivivono nelle {{sic|maravigliose}} pagine del poeta. (pp. 48-49) *[[Vernon Lee]], come artista appartiene più alla scuola critica francese che a quella inglese. Essa ha più analogia, più ''affinità elettive'' col Taine e col Michelet, che con qualunque insigne critico inglese; benché un accento Ruskiniano vi si faccia talvolta sentire, malgrado l'autrice... Come il Michelet, Vernon Lee ha la immaginazione simpatica, la facoltà di rianimare e rievocare personaggi ed epoche spente, di vivificare le più aride e astratte teorie con la luce della poesia e col calore dell'entusiasmo. Pur nonostante l'Inglese si rivela a ogni tratto, anche quando sostiene delle cause che hanno aria di paradossi, nella logica e serrata concatenazione degli argomenti, nello scrupolo delle investigazioni, nella importanza data a esperienze o impressioni personali, nella solida architettura della composizione, e in una vena di umorismo talora benigno e indulgente, talora caustico ed aggressivo.(p. 78) *[[George Gordon Byron|Byron]] nato con ingegno piuttosto unico che raro, servo e vittima delle sue indomate passioni, è forse il più subiettivo di tutti i poeti. Come L'Alfieri, non intese e non rese che sé; Byron ''Aroldo'', Byron ''Lara'', Byron ''Manfredo'', Byron ''Don Giovanni'', ecc. Originale sempre e sempre sincero anche nelle monotone pitture delle sue tempeste interiori, misantropo e violento; poi tenero, soave e patetico, la sua poesia è un'azione continua, una vera epopea individuale. (pp. 128-129) *[[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], sublime utopista, visionario entusiasta, vagheggiò e adorò fin dall'infanzia un mondo ideale e {{sic|edennico}}; credé al trionfo immancabile e definitivo di una religione d'Amore universale, di fraternità, di eguaglianza. Ma volendo, nella sua commovente semplicità e sincerità, uniformare alle sue idee la sua vita, passò d'errore in errore, di dolore in dolore, ma sempre puro, sempre buono, sempre grande e sempre infelice. L'arte fu la sua unica consolazione, la natura il suo asilo. (pp. 130-131) *Il [[Preraffaelliti|preraffaellismo]] inglese fu la reazione di giovani e coscienziosi artisti contro la pittura ''ufficiale'' d'accademia; un ritorno, non per ispirito di imitazione, ma per simpatia di intenti e di metodo, all'arte fiorentina del Quattrocento. Fu, in sostanza, una applicazione alle arti plastiche di quella rivoluzione letteraria nella scelta degli argomenti, di quel rinnovamento nel linguaggio poetico, già felicemente eseguiti da Cowper, da Burns, da Wordsworth, da Coleridge: e in parte anche da Keats, dallo Scott e da Tennyson. (pp. 139-140) *[[Dante Gabriel Rossetti|Dante Rossetti]] è un mistico contemplatore e adoratore della bellezza femminea – un dugentista italiano, nato, per capriccioso anacronismo della sorte, a Londra, in pieno secolo decimonono. Tutta la sua opera poetica deriva, in linea retta, dalla ''Vita {{sic|Nuova}}''. Questo divino fiore venato di sangue, questa mistica Rosa imperlata di lacrime ha lasciato un profumo in tutti i versi del Rossetti. (p. 141) *[[Roma]] è la città unica, ''urbs et orbis'' che simboleggia e comprende le cose più disparate. Vi sono in Roma cinque o sei Rome, che hanno il loro carattere particolare e i loro speciali ammiratori e visitatori. Winckelmann e Overbeck, Goethe e Châteaubriand, Shelley e Lamartine, Byron e Veuillot, l'hanno adorata con eguale entusiasmo. Dall'Apollo di Belvedere, ai graffiti e ai mosaici Bizantini; dal semplice altare scavato nel tufo delle Catacombe, alle magnificenze liturgiche di San Pietro; dal palazzo dei Cesari, dal Colosseo e dalle Terme, alle Chiese dei Gesuiti e ai palazzi e alle fontane del Bernini; dalla desolata e pittoresca solitudine della Campagna, ai ''parterres'' ricamati e agli alberi pettinati delle Ville principesche; esistono in Roma i più spiccati contrasti. È la città ''dialettica'' per eccellenza. Essa concilia tutte le espressioni della storia e della vita, nella solenne unità della sua grandezza e nella infinita malinconia delle sue memorie. (p. 187) *Forse nessuno ha espresso meglio di [[Nathaniel Hawthorne|Hawthorne]] il carattere ''cattolico'' di [[Basilica di San Pietro in Vaticano|San Pietro]]. Leggete in ''Transformation'' l'ammirabile capitolo intitolato ''La Cattedrale del Mondo''. E non credo d'esagerare aggiungendo che in nessun libro meglio che in questo romanzo di Hawthorne sono efficacemente riprodotti i varii aspetti di Roma, nella sua sempre solenne eppur sempre mutabile fisonomia. Chi poi vuol conoscere bene la Roma degli ultimi anni di governo papale (non parlo però in senso politico, intendiamo bene), legga il libro di Hawthorne: la Roma dal '50 al '60, durante l'occupazione francese, rivive in quelle artistiche pagine: e vi rivive tutta. Stupendi i capitoli sul ''Museo Capitolino'' (il ''Fauno'') – le ''Catacombe'' – ''Villa Medici'' – ''Il cimitero dei Cappuccini'' – la ''Campagna'' – ''Gita, a lume di luna''. (p. 195) *Vi è in Roma focolare e alimento per tutte le gradazioni e i caratteri della devozione cristiana: dalla primitiva e severa fede degli apostoli e dei martiri, dall'ascetismo ardente e visionario del medio-evo, alle regolate e disciplinate devozioni degli ''Exercitia'', e alle tenerezze mistiche della ''Filotea''. La fede di Châteaubriand e quella del ''ciociaro'' vi sono egualmente appagate: a breve distanza, possono qui inginocchiarsi il puritano e il gesuita: chiunque s'inchina alla Croce, ha in Roma una patria. Aggiungete, che il rituale cattolico qui dispiegato in tutta la sua immensa varietà e in tutta la sua pittoresca magnificenza, tocca il cuore del credente, e colpisce l'occhio dell'artista. Dalla messa cantata nella ''Sistina'', alla tragica tumulazione di un cappuccino, che galleria di quadri viventi offre la Roma cattolica! (p. 196) *Una vivente espressione della Roma ''divota'' io l'ebbi, venti anni fa, in una visita che feci allo studio del pittore [[Friedrich Overbeck|Overbeck]]. Disegnava quel giorno un cartone di soggetto evangelico – la vocazione di San Matteo. Non scorderò mai quella figura tedesca, severa ed ascetica; in perfetta armonia con le linee un po' dure, ma caste e spirituali dei suoi disegni. Mi parve un Santo di {{sic|Alberto Durero}}<ref>[[Albrecht Dürer]].</ref>, o della vecchia scuola senese. Egli ci illustrò il suo cartone in tono quasi compunto, ma nobile nell'accento e nel gesto. Aveva un lungo soprabito nero, i capelli lunghi raccolti dietro le orecchie sotto una papalina di velluto. I suoi occhi verdi-grigi mi rammentaron quelli di San Luca di Velasquez. Fu gentile con tutti i numerosi visitatori: ma in special modo con un povero cappuccino che pareva proprio mortificato di tanto onore.... e che non sapendo come corrispondervi in miglior modo, offrì al pio artista una presa di tabacco. Overbeck accettò, e gli sorrise con un sorriso fine di prete e d'artista – degno di esser notato da Sterne. (pp. 197-198) *Il poeta della gran Guerra Americana, è [[Walt Whitman]].<br>Se il genio non fosse, com'è, una straordinaria e meravigliosa conciliazione di ragione e di immaginazione, di fantasia e di euritmia, in uno stesso intelletto; se bastasse il ''divus afflatus'' la visione infinita, l'entusiasmo umanitario, Walt Whitman potrebbe collocarsi accanto ai pochi ''poeti sovrani''. E nonostante i suoi difetti, non so chi potrebbe contrastargli in America il primato della poesia. (pp. 208-209) ==''Saggi critici di letteratura italiana''== *Subito dopo le prime opere del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]], e lui ancor vivente, il [[barocco]] trionfò, divenuto un contagioso delirio, nelle lettere, nelle arti e nella vita: nei poemi, nei drammi, negli edifizi, nelle statue, nei quadri, nel lusso, negli spettacoli, nelle mode, nelle questioni d'onore, nel cerimoniale, a Corte, in chiesa, nei conventi, in casa, dappertutto. Chiese e palazzi a piante poligone, come il ''San Francesco di Paola'' in Milano, che rappresenta un violoncello; colonne festonate e bistorte, un perpetuo aborrire dalle linee rette, ondulazioni che danno il capogiro, come se i marmi patissero di convulsioni; frontespizi rotti, e sul loro pendio santi e angeli coricati; figure sedenti sui cornicioni a gambe spenzolate, che è una passione a vederle... (pp. 120-121) *[...] se volete avere un'idea complessiva di quell'epoca {{NDR|la fine del Seicento}} odiosamente barocca, guardate di quali immagini, di quali simboli, di quali forme, circondavano il luogo dell'ultimo riposo; di quale immenso catafalco di pesanti vanità e di dorate menzogne volevan coperti i loro nobili scheletri! Non vi è grande chiesa di Roma, di Napoli, di Venezia, di Milano e di Firenze, che non sia profanata (è la vera parola) da uno di questi monumenti pomposi della vanità impotente, e della ridicola adulazione. Sono ammassi di marmo e di stucco dorato, cariatidi di Mori orribili in marmo nero, draghi impossibili che sorreggono un barocco sarcofago, e sopra, in alto, l'eroe guerriero o magistrato o erudito, in armi o in toga, ma sempre in parrucca, stendente il braccio con un gesto di attore applaudito, sotto un gran tendone di marmo giallo o sanguigno. Ai suoi lati, figure allegoriche vestite alla Romana, la Virtù, il Valore, la Vittoria, la Giustizia con le solite bilance da droghiere, la Fama con la solita tromba di saltimbanco, gesticolano e si contorcono come prese da un attacco di epilessia. La iscrizione in pomposo latino, incisa a lettere cubitali, è anche più barocca del monumento. (pp. 128-129) *L'[[umorismo]] è una naturale disposizione del cuore e della mente a osservare con simpatica indulgenza le {{sic|contradizioni}} e le assurdità della vita. Ogni nostro riso ha per origine una apparente o latente contradizione. I terrori di Sancho, le allucinazioni di Don Chisciotte, i vanti di Falstaff, le paure di Don Abbondio, i piani di battaglia dello Zio Tobia, ci divertono per la loro sproporzione con la realtà delle cose. Il sentimento e la meditazione del disaccordo fra la vita reale e l'ideale umano, fra le nostre aspirazioni e le nostre debolezze e miserie, è il fondo d'ogni vero umorismo; il quale nasce più dal cuore che dalla mente, e sotto il sorriso nasconde quasi sempre una lacrima. Un eroe in veste da camera, osservato a tutte l'ore tra le pareti domestiche da un arguto e affezionato servitore – tale è l'uomo sotto la lente dell'osservatore umorista. (p. 176) *Carlo Hillebrand e Vernon Lee hanno fatto una identica e giustissima osservazione sul carattere dei vari romanzi e novelle di [[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann|Hoffmann]]: cioè che egli, autore di racconti ''fantastici'' è il solo novelliere tedesco che abbia vivo e preciso il senso della ''realtà''. Infatti, certi suoi personaggi, come l'archivista Lindhorst, lo studente Anselmo, Krespel, son veri ed umani quanto un personaggio di Balzac. Dirò di più: l'influenza di Hoffmann è evidentissima in molte pagine della ''Comédie humaine''. E forse appunto a motivo del suo realismo, Hoffmann è una simpatia e una ammirazione per i Francesi, ed è poco pregiato in Germania. (p. 243) *Hoffmann [...] è una natura puramente artistica: è un poeta, un musicista, un caricaturista, un attento osservatore della natura e dell'umanità nelle loro espressioni più curiose, più originali e più strane. (p. 243) *Hoffmann cercò nell'Arte non solo la fonte e l'espressione della Bellezza, ma anche la sorgente di ogni gioia e di ogni conforto; sentì forse con più intensità di tutti ''la poesia dell'arte'': e visse solo di quella e per quella. Come per Balzac, i personaggi immaginari eran per Hoffmann le più intime conoscenze e le vere realtà della vita. (p. 244) ==Citazioni su Enrico Nencioni== *Bontà francescana: il veder maltrattato un animale gli era pena profonda. Nel '93 in un giorno d'estate lung'Arno un barrocciaio bastonava a sangue il povero mulo, che sfinito dalla fatica e oppresso dal soverchio peso datogli a trainare, non riusciva, per sforzi che facesse, a salire il Ponte di Santa Trinità. Il Nencioni non potè astenersi dal rimproverare il manigoldo: quegli senza far parola, brandito il bastone fece per avventarglisi contro e lo avrebbe sconcio e ferito, se alcuni che di là a caso passavano non si fossero frapposti. Cosi presente il pericolo e tale fu lo spavento, che il Nencioni ne ammalò: e subito si manifestarono i sintomi di quella infermità che gli angosciò gli ultimi anni di patimenti crudeli. ([[Ferdinando Martini]]) ===[[Emma Boghen Conigliani]]=== *Come conferenziere ebbe pochi rivali; forse la parola conveniva più che la penna al suo ingegno, illuminato spesso dalla fulgente e fuggevolissima ispirazione del cuore e della fantasia: quand'egli parlava, all'{{sic|attrativa}} del suo pensiero profondo ed arguto, del suo stile colorito e tutta grazia, si aggiungeva l'incanto della voce velata, ma espressiva, della {{sic|fisonomia}}, dello sguardo, che erano quasi un commento, del porgere eletto, del gesto che pareva voler segnare nell'aria i fantasmi della mente. Compreso del suo soggetto, commosso spesso veramente, egli aveva il {{sic|secreto}} di commuovere e dilettare. *Le sue traduzioni rivelano anch'esse le notevoli qualità del suo ingegno ed insieme il perché egli sia riuscito un vero critico; poiché vediamo in esse la comprensione perfetta dell'originale in tutti i suoi più minuti particolari; ogni gradazione del sentimento, ogni sfumatura del colorito sono rese con l'efficacia dell'espressione, della parola più propria. Quei brani de' suoi preferiti autori, di cui nelle sue critiche inserì la traduzione, sono da citarsi ad esempio e per la fedeltà scrupolosa e per l'arte con cui il pensiero è reso nella sua vera luce e in tutta la sua luce. *Primo in Italia, e meglio forse di ogni altro, il Nencioni ha studiato l'[[umorismo]], che cosi bene seppe comprendere, perché umorista era egli stesso; egli stesso per natura sua era disposto a guardare con ''simpatica indulgenza'' quanto la vita e il mondo hanno di contraddittorio e di assurdo, egli stesso aveva il sentimento del disaccordo tra le realtà dell'esistenza e le idealità dello spirito, egli stesso aveva spesso contemporaneamente un sorriso su le labbra, un malinconico sguardo negli occhi ed un doloroso affetto nel cuore. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/medaglioni00nenc/page/n8/mode/1up Medaglioni]'', Casa editrice A. Sommaruga e C., Roma, 1883. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/nuovimedaglionic00nenc/page/n6/mode/1up Nuovi Medaglioni]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1922. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/nuovisaggicritic00nenc/page/n6/mode/1up Nuovi saggi critici di letterature straniere e altri scritti]'', con prefazione di Ferdinando Martini, Successori Le Monnier, Firenze, 1909. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/saggicriticidile00nencuoft/page/n8/mode/1up Saggi critici di letteratura inglese]'', con prefazione di Giosuè Carducci, Successori Le Monnier, Firenze, 1910<sup>2</sup>. *Enrico Nencioni, ''[https://archive.org/details/saggicriticidil00nencuoft/page/n12/mode/1up Saggi critici di letteratura italiana]'', preceduta da uno scritto di Gabriele D'Annunzio, Successori Le Monnier, Firenze, 1911. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nencioni, Enrico}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] quwsg0mnmv4bv1ev6aqwsc0c5trtwym Ali Khamenei 0 129037 1419136 1405644 2026-07-05T07:27:04Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Ali Khamenei */ 1419136 wikitext text/x-wiki [[File:Meeting of different segments of the people on the anniversary of the mission of the Great Prophet (peace and blessings of Allah be upon him) 26 (khamenei.ir, 2026).jpg|thumb|Ali Khamenei nel 2026]] '''Ali Khamenei''' (1939 – 2026), politico e religioso iraniano. ==Citazioni di Ali Khamenei== {{cronologico}} ===1987=== *{{NDR|Rivolto a [[Saddam Hussein]]}} Se tu sei un iracheno preoccupato della sorte del popolo dell'Iraq, allora mettiti da parte. Il popolo iraniano e quello iracheno hanno per lungo tempo vissuto in armonia. Tu sei il guerrafondaio.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,13/articleid,1335_02_1987_0022_0013_19216583/ Sganciati da palloni su Teheran volantini anti-khomeinisti]'', ''La Stampa'', 24 gennaio 1987.</ref> ===1990=== *Dove arriva la nostra parola, e dove i musulmani ci ascoltano, non sarà consentito agli Usa di avere basi militari, soprattutto in prossimità di luoghi santi come la Mecca. [...] Ma se i governi hanno dato questo permesso, i popoli non lo danno.<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,0915_01_1990_0213_0004_12581919/ ''L'imam Khamenei: «Guerra Santa»''], ''La Stampa'', 13 settembre 1990.</ref> ===1993=== *Consegnateci [[Salman Rushdie|Rushdie]] perché possa essere eseguita la sua condanna a morte, che è irrevocabile.<ref name="rushdie">Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0775_01_1993_0045_0001_10915822/ «Nessun perdono, Rushdie deve morire»]'', ''La Stampa'', 15 febbraio 1993</ref> *La sentenza contro l'apostata traditore {{NDR|Salman Rushdie}} deve essere eseguita e lo sarà. È dovere di ogni musulmano rimuovere questo essere mercenario dal cammino dell'Islam. Ce lo devono consegnare perché ha commesso un crimine e un tradimento. Nessuna pressione ci piegherà.<ref name="rushdie"/> *Rushdie ci deve essere consegnato perché questa è la soluzione più logica. Non ci interessa che gli altri esprimano contrarietà davanti alla nostra volontà di giustizia, tante loro azioni hanno già suscitato la nostra ira.<ref name="rushdie"/> ===1998=== *I [[Talebani|taleban]] sono un branco di pazzi e ignorano l'Islam e gli interessi politici nazionali. [...] Non sono riusciti a metterci in difficoltà gli americani, figuriamoci un branco di persone di cui non abbiamo il minimo rispetto.<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,9/articleid,0559_01_1998_0226_0009_7473197/ ''Alì Khamenei: «I taleban sono un branco di pazzi»''], ''La Stampa'', 19 agosto 1998.</ref> ===2004=== *{{NDR|Sulla [[guerra in Iraq]]}} Sicuramente i musulmani e gli sciiti, in Iraq e nel mondo, non possono rimanere in silenzio. [...] L'odio seminato dagli Usa avrà conseguenze tragiche per decine di anni nel mondo intero.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0192_01_2004_0135_0007_1348518/ Khamenei: orrendi gli attacchi alle città sante]'', ''La Stampa'', 17 maggio 2004.</ref> *Ci accusano di cercare di sviluppare armi nucleari. No signori. Non stiamo pensando a costruire arsenali atomici [...]. La nostra arma nucleare è questo Paese, è la nostra gioventù. Un sistema che ha talmente tanti giovani devoti e una nazione unita non ha bisogno di armi nucleari.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,0210_01_2004_0308_0002_1573316/ «L'atomica non ci interessa»]'', ''La Stampa'', 7 novembre 2004.</ref> ===2005=== *L'obiettivo di Washington è la creazione di regimi fantoccio, ma così facendo i dirigenti americani li condurranno all'annientamento.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,0245_01_2005_0297_0004_1882611/ «L'Islam non deve riconoscere i sionisti»]'', ''La Stampa'', 31 ottobre 2005.</ref> ===2017=== *Diciamo grazie a [[Donald Trump|Trump]] perché ci facilita nel compito di rendere evidente il vero volto degli Usa. Tutto ciò che noi da trent'anni diciamo a proposito della corruzione politica, economica, morale e sociale all'interno del potere americano, quest'uomo l'ha messo a nudo nella campagna elettorale e subito dopo. Con quello che fa mette in chiaro la realtà americana: hanno messo le manette a un bimbo di 5 anni.<ref>Citato in [http://www.ilgiornale.it/news/mondo/iran-khamenei-trump-mostra-vero-volto-degli-stati-uniti-1360562.html ''Iran, Khamenei: "Trump mostra il vero volto degli Stati Uniti"''], ''Ilgiornale.it'', 7 febbraio 2017.</ref> ===2018=== *{{NDR|Sulla proibizione dell'insegnamento d'inglese nelle scuole elementari}} Questo non significa opporsi all'apprendimento di una lingua straniera, ma qui si tratta di promuovere una cultura straniera nel paese tra bambini, giovani adulti e giovani. I pensatori occidentali hanno ripetuto più e più volte che invece di dire: espansionismo colonialista... la via migliore e meno costosa sarebbe inculcare il pensiero e la cultura alle generazioni più giovani.<ref>Citato in [http://it.euronews.com/2018/01/08/in-iran-sara-proibito-insegnare-inglese-nelle-scuole-primarie ''In Iran sarà proibito insegnare inglese nelle scuole primarie''], ''Euronews.com'', 8 gennaio 2018.</ref> ===2020=== *[[Donald Trump]] è un clown che finge di sostenere il popolo iraniano, ma poi lo colpirà alle spalle con un pugnale velenoso.<ref>Citato in [https://www.avvenire.it/mondo/pagine/iran-khameneiattacca-trump ''Iran. Khamenei attacca Trump: è un pagliaccio''], ''Avvenire.it'', 17 gennaio 2020.</ref> *Le nazioni occidentali hanno fallito nella loro lotta al coronavirus e cercano di nascondere la loro sconfitta.<ref>Citato in [https://www.corrieredicomo.it/coronaviruskhameneioccidente-sconfitto/ ''Coronavirus: Khamenei,Occidente sconfitto''], ''Corrieredicomo.it'', 10 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Rifiutando aiuti americani durante la [[pandemia di COVID-19]]}} Sono accusati di aver creato il virus. Io non so se sia vero. Ma quando c'è una simile accusa un uomo saggio può affidarsi e accettare l'offerta?<ref>Citato in [https://www.lastampa.it/topnews/2020/03/22/news/iran-khamenei-rifiuta-gli-aiuti-americani-per-la-lotta-al-coronavirus-bugiardi-e-un-complotto-1.38624454 ''Iran, Khamenei rifiuta gli aiuti americani per la lotta al coronavirus: "Bugiardi, è un complotto"''], ''Lastampa.it'', 22 marzo 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]]}} Certo, i territori occupati dall'Armenia devono essere restituiti e liberati. Questo è un prerequisito. Questi territori appartengono all'Azerbaigian, che ne ha pieni diritti.<ref>Citato in [https://www.athina984.gr/it/2020/11/03/iran-nagkorno-karampach-to-azermpaitzan-na-epistrepsei-ta-edafi-stin-armenia/ ''Iran-Nagorno-Karabakh: l'Azerbaigian restituisce territori all'Armenia''], ''Athina84.gr'', 3 novembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulle [[elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2020]]}} Che spettacolo! Qualcuno dice che sono le elezioni più fraudolente della storia degli Stati Uniti. Chi lo dice? Il presidente attualmente in carica. Il suo rivale dice che Trump ha intenzione di truccare le elezioni! Ecco come sono le elezioni americane e la democrazia negli Stati Uniti.<ref>Citato in [https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2020/11/05/usa-2020-khamenei-caos-prova-cose-la-democrazia-americana_f5bb2b79-ea37-45f7-90ea-95f541b64871.html ''Usa 2020: Khamenei, caos prova cos'è la democrazia americana''], ''Ansa.it'', 5 novembre 2020.</ref> ===2022=== *{{NDR|Sulle [[proteste per la morte di Mahsa Amini]]}} La morte della giovane ragazza è un incidente tragico che ha rattristato tutti. Ma la giusta reazione non è creare insicurezza, bruciare il Corano, le moschee, le banche, le auto e togliere il velo alle donne. Queste non sono azioni normali. Sono azioni pianificate.<ref>Citato in [https://www.rainews.it/articoli/2022/10/iran-parla-il-leader-supremo-khamenei-efcfb339-13c8-4229-b54b-031ad68d4ef4.html ''Iran, parla il leader supremo Khamenei: "Disordini per morte Mahsa Amini ideati dagli Usa"''], ''Rainews.it'', 3 ottobre 2022.</ref> *{{NDR|Sulle [[proteste per la morte di Mahsa Amini]]}} Il presidente degli Stati Uniti e le altre autorità americane e i loro Stati mercenari nella regione, tra cui l'Arabia Saudita, e i loro media affiliati hanno sostenuto i rivoltosi, e in una mossa senza precedenti gli americani hanno detto che forniranno strutture soft e hardware per l'accesso a Internet degli iraniani. [...] Quindi, ogni persona saggia sa che dietro gli incidenti ci sono mani straniere.<ref>Citato in [https://www.today.it/mondo/iran-discorso-khamenei.html ''Khamenei: "Chi partecipa a disordini va processato, rivolte in Iran organizzate da Usa e Israele"''], ''Today.it'', 3 ottobre 2022.</ref> *Pochi anni fa, quando immagini di missili avanzati e droni furono pubblicate, dicevano che erano modificate con photoshop. Ora dicono che i droni iraniani sono pericolosi e chiedono perché li vendiamo a questo o a quello. Queste imprese sono state compiute dalle élite iraniane, portano onore al nostro Paese.<ref>Citato in [https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/10/19/khamenei-i-nostri-droni-portano-onore-alliran-_7f4305fb-4e9e-49d3-ade4-40fadc9ff13d.html ''Khamenei, i nostri droni portano onore all'Iran''], ''Ansa.it'', 19 ottobre 2022.</ref> ===2023=== *L'Occidente non ha alcuna dignità per parlare di [[diritti umani]]. Sono i nemici del genere umano<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2023/04/06/iran-khamenei-loccidente-non-puo-parlare-di-diritti-umani_c4976ab2-809a-4dad-b8dc-e288dff39abe.html Iran: Khamenei, l'Occidente non può parlare di diritti umani]'', ''ansa.it'', 6 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}} A Dio piacendo, il cancro del regime usurpatore sionista sarà sradicato per mano del popolo palestinese e delle forze della Resistenza in tutta la regione. ([https://twitter.com/khamenei_ir/status/1710752170096701778?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1710752170096701778%7Ctwgr%5Ee800524ce9c42c620d6fec8a12e890b0a82876a9%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fnews%2Fcronaca-internazionale%2Fpost-khamenei-viola-regole-x-resta-online-cosa-c-dietro-2223151.html tweet] del 7 ottobre 2023)<ref>Citato in ''[https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/post-khamenei-viola-regole-x-resta-online-cosa-c-dietro-2223151.html "Il post Khamenei viola le regole di X ma resta online": cosa c'è dietro la decisione di Musk]'', ''Ilgiornale.it'', 9 ottobre 2023.</ref> ===2024=== *Il [[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio]] perpetrato dall’odierna apartheid sionista è la perpetuazione di un sistema di consapevolmente vessatorio scientemente attuato da decenni. (da una lettera rivolta agli studenti statunitensi, 25 maggio 2024)<ref name="studentiamericani">Da ''[https://islamshia.org/lettera-dellimam-khamenei-ai-giovani-studenti-americani/ Lettera dell’Imam Khamenei ai giovani studenti americani]'', ''Islamshia.org'', 25 maggio 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[conflitto israelo-palestinese]]}} Fin dal primo momento il regime sionista ha adottato, contro l’inerme popolo di Palestina, la politica del pugno di ferro: giorno dopo giorno, ha intensificato brutalità, terrore e repressione, nel totale disprezzo di tutti i valori morali, umani e religiosi. (da una lettera rivolta agli studenti statunitensi, 25 maggio 2024)<ref name="studentiamericani"/> *{{NDR|Sul conflitto israelo-palestinese}} Si può definire nazione terrorista un popolo che si difende nella propria terra dai crimini dei sionisti occupanti? Ed aiutare una cosiffatta nazione e rafforzarla può considerarsi un atto di terrorismo? (da una lettera rivolta agli studenti statunitensi, 25 maggio 2024)<ref name="studentiamericani"/> *{{NDR|Sul conflitto israelo-palestinese}} I capi dell’egemonia globalista non hanno alcuna considerazione neanche per i più elementari fondamenti del vivere umano. Definiscono legittima difesa le crudeli e sanguinarie politiche israeliane, mentre dipingono come terrorista la Resistenza palestinese a difesa della propria libertà, sicurezza e diritto all’autodeterminazione! (da una lettera rivolta agli studenti statunitensi, 25 maggio 2024)<ref name="studentiamericani"/> ===2025=== *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} Il regime sionista ha commesso un grave errore. [...] Ha agito in maniera sbagliata e le conseguenze lo porteranno alla rovina. Per grazia di Dio. Le nostre forze armate sono pronte. [...] Certamente, le forze armate della Repubblica Islamica infliggeranno duri colpi a questo nemico malvagio. Anche la nazione è nostra sostenitrice. Chi sostiene le forze armate sconfiggerà il regime sionista, per volere di Dio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/06/13/video/khamenei_parla_agli_iraniani_trionferemo_la_nostra_risposta_non_avra_mezze_misure-424667953/ Khamenei parla agli iraniani: "Trionferemo. La nostra risposta non avrà mezze misure"]'', ''Repubblica.it'', 13 giugno 2025.</ref> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Nel nome del nobile [[ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib|Haidar]], la battaglia è cominciata. [...] Dobbiamo dare una risposta forte al regime sionista terrorista. Non mostreremo alcuna pietà ai sionisti.<ref>Citato in ''[https://www.ilgiornale.it/news/guerra/minaccia-khamenei-battaglia-ha-inizio-non-mostreremo-alcuna-2496704.html La minaccia di Khamenei: "La battaglia ha inizio". Israele: "Così cadono le dittature"]'', ''Ilgiornale.it'', 18 giugno 2025.</ref> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Chiunque conosca l'Iran, il suo popolo e la sua storia non si rivolgerebbe mai a questa nazione con toni minacciosi, poiché l'Iran non si arrenderà. [...] Gli americani sappiano che qualsiasi intervento militare da parte loro sarà senza dubbio ricambiato con un danno irreparabile. [...] Il popolo iraniano si oppone fermamente alla guerra imposta, così come si opporrà con altrettanta fermezza alla pace imposta; questa nazione non si sottometterà mai a imposizioni di alcuno.<ref>Citato in [https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/25_giugno_18/israele-iran-hamas-guerra-in-diretta-nyt-l-iran-si-prepara-a-possibili-attacchi-alle-basi-usa-e-valuta-di-piazzare-mine-nello.shtml ''Khamenei: «Se gli Usa ci attaccano saranno ricambiati con danni irreparabili. Israele ha fatto un grave errore e verrà punito»''], ''Corriere.it'', 18 giugno 2025.</ref> ===2026=== *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Un gruppo di persone incitate o assoldate dal nemico sta sostenendo i commercianti e intonando slogan contro l'Islam, l'Iran e la Repubblica Islamica [...]. Non c'è alcun beneficio nel parlare con i rivoltosi. I rivoltosi devono essere messi al loro posto.<ref>Citato in ''[https://www.iltempo.it/esteri/2026/01/03/news/iran-khamenei-contro-i-ribelli-vanno-messo-a-posto-nessun-beneficio-a-parlare-con-loro--45683751/ Iran, Khamenei contro i ribelli: "Vanno messi a posto"]'', ''iltempo.it'', 3 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Sulle proteste in Iran del 2025-2026}} Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dovrebbe occuparsi dei problemi del suo Paese [...]. Alcuni manifestanti stanno cercando di compiacere Trump distruggendo proprietà pubbliche.<ref name="arrogante">Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/proteste-iran-khamenei-trump-voli-cancellati-news/8250270/ Proteste in Iran, Khamenei attacca Trump: "Un arrogante, verrà rovesciato. Noi non indietreggiamo". Turkish cancella voli per Teheran]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 9 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[seconda presidenza di Donald Trump]]}} Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe sapere che tutti i tiranni sono caduti quando erano all'apice del loro potere. Afferma di poter agire come il padre della nazione iraniana, ma dovrebbe sapere che gli uomini arroganti del mondo, come il Faraone, [[Nimrod]], [[Reza Shah Pahlavi|Reza Khan]] e [[Mohammad Reza Pahlavi|Mohammad Reza]], sono stati rovesciati al culmine della loro arroganza. Anche lui sarà rovesciato.<ref name="arrogante"/> *{{NDR|Sulle proteste in Iran del 2025-2026}} Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole delle vittime, dei danni e della diffamazione che ha inflitto alla nazione iraniana. Coloro che sono legati a Israele e all’America sono responsabili della morte di migliaia di persone.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/18/news/iran_khamenei_ammette_il_massacro_trump_serve_un_nuovo_leader-425101780/ Khamenei ammette il massacro. Trump: “Serve un nuovo leader a Teheran”]'', ''repubblica.it'', 18 gennaio 2026.</ref> ==Citazioni su Ali Khamenei== *A lui spetta l'ultima parola. Si racconta che un giorno alla domanda «Chi comanda in Iran?», abbia risposto: «Dio». Indubbiamente, la volontà divina svolge una funzione nell'esercizio di un potere assoluto e indiviso. E lui si ritiene ovviamente il rappresentante di Dio sulla terra. ([[Tahar Ben Jelloun]]) *Il leader spirituale Ali Khamenei controlla tutte le leve del potere. Il Presidente, il parlamento e qualsiasi altra istituzione possono approvare anche le leggi più giuste e più democratiche, ma fin quando Khamenei avrà il diritto di veto, nulla potrà cambiare. ([[Reza Pahlavi (principe)|Reza Pahlavi]]) *La guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenej ha dichiarato più volte di non fidarsi degli Stati Uniti e che gli stessi resteranno sempre un nemico tanto che i chierici iraniani sostengono che l'inimicizia dell'America sia la base su cui è stata costruita la rivoluzione. Tutti coloro che come me conoscono molto bene questo governo sanno che gli aspetti della Repubblica islamica possono modificarsi dall'oggi al domani. ([[Shirin Ebadi]]) *La morte del criminale Khamenei, sebbene non ripaghi il sangue versato, può calmare i cuori feriti di padri e madri in lutto, coniugi e figli, sorelle e fratelli. Qualsiasi tentativo del regime di nominare un successore è destinato a fallire. Chiunque metteranno al suo posto non avrà né legittimità né longevità. ([[Reza Pahlavi (principe)|Reza Pahlavi]]) *Quest'uomo è un malato che dovrebbe governare il suo Paese correttamente e smettere di uccidere persone. L'Iran è il posto peggiore in cui vivere al mondo a causa della sua scarsa leadership. ([[Donald Trump]]) *Una cappa di piombo soffoca il Paese i cui destini vengono decisi da un superuomo annidato nel suo palazzo, che si crede un piccolo dio. Lui è la "Guida Suprema". Non è stato eletto, ma designato o meglio si è autodesignato. Ali Khamenei è al di sopra della mischia. Al di sopra di tutto, inarrivabile, intoccabile. ([[Tahar Ben Jelloun]]) *Verrà ricordato nel nostro Paese come un eccezionale statista che ha dato un grande contributo perdonale allo sviluppo di relazioni amicali tra Russia e Iran, portandole ad un livello di cooperazione strategica. ([[Vladimir Putin]]) ===[[Magdi Allam]]=== *Egli ha predicato l'apertura dell'Iran al mondo esterno, ma internamente è fautore di un'economia centralizzata. Tutti i suoi viaggi all'estero sono avvenuti in paesi comunisti o progressisti: non è mai stato in Occidente. *Khamenei, una personalità religiosa di rango medio (è un hojatolislam, carica gerarchica inferiore all'ayatollah), costituzionalmente non potrebbe accedere alla carica di guida, perché non è un marja, un dottore della legge a cui si fa riferimento per risolvere le dispute teologiche. Inoltre egli non gode né di carisma né di seguito popolare tali da farne un'autorità religiosa accettabile da personalità a lui superiori e dall'intera comunità sciita iraniana. Sul piano politico, Khamenei è un personaggio in declino, dopo aver perso il comando delle Forze armate e mentre si appresta a cedere la sua attuale carica a Rafsanjani. La nomina di Khamenei, se sul piano politico rappresenta una soluzione di compromesso provvisoria tra i due uomini forti del regime, Ahmad Khomeini e Rafsanjani, sul piano istituzionale conferma la scelta di svuotare la carica della guida della rivoluzione dei poteri assoluti e divini attribuiti a Khomeini. *La nomina di Khamenei è un primo passo verso la separazione di fatto del potere religioso da quello politico, con l'attribuzione al successore di Khomeini di un ruolo puramente simbolico. Prevedibilmente Khamenei potrà essere considerato come un imam joumaa, ovvero il coordinatore tra tutti i religiosi che pronunciano dei sermoni nella preghiera collettiva del venerdì in tutte le moschee dell'Iran. Ora bisognerà vedere se questa metamorfosi ideologica e politica potrà avvenire in modo indolore, soffocando senza traumi le istanze dell'opposizione per un autentico e radicale rinnovamento. ===[[Abbas Milani]]=== *A mio avviso, uno dei leader più disastrosi che l'Iran abbia avuto nella sua storia recente. Ha governato l'Iran in un momento in cui aveva l'opportunità di realizzare il suo potenziale diventando un paese paragonabile alla Corea del Sud. Durante il suo regno, l'Iran ha incassato oltre 1.000 miliardi di dollari di entrate petrolifere e del gas. E ha essenzialmente sprecato tutto nella costruzione di tunnel sotterranei e nell'avvio di un programma nucleare che non ha portato a nulla. Non ha funzionato come deterrente. Non ha funzionato a fini scientifici. Non ha prodotto energia. Ha continuato a insistere sui suoi dogmi: Israele deve essere eliminato, gli Stati Uniti devono essere sconfitti, un Islam reazionario. Khomeini e Khamenei erano entrambi nemici assoluti della modernità. Ma hanno fallito, fortunatamente, perché la società iraniana di oggi è più moderna, laica e tollerante verso il pluralismo. Le donne iraniane sono più emancipate che mai. Khamenei ha fallito in ogni decisione strategica che ha preso per l'Iran. *Alcuni l'avevano riconosciuta già da tempo e glielo hanno ripetutamente detto: il sistema è in crisi, la strategia non funziona, il regime è isolato, il popolo arrabbiato. Ma non ha voluto riconoscere la gravità della crisi. Gli dissero che Israele avrebbe potuto attaccare l'Iran: negò. La sua strategia era: niente negoziati, niente guerra. Ci sono stati sia la guerra che i negoziati. Anche prima che il suo corpo fosse sepolto si è iniziato a negoziare direttamente con gli Stati Uniti. *Khamenei aveva il potere, l'autorità e l'esperienza per mantenerla in vita. Ora non c’è una figura come la sua. Ha causato un grave danno alla società iraniana ma le ha anche reso un servizio: ha laicizzato l'Iran più che mai. Le donne iraniane sono in prima linea nella lotta per la democrazia, le famiglie iraniane sono più democratiche, il patriarcato è in declino come la misoginia. Gli attacchi contro i bahá'í, gli ebrei, i zoroastriani, sono visti con disprezzo dal punto di vista epistemologico. Penso che gradualmente, ciò che è accaduto a livello locale, granulare, si ripercuoterà anche ai vertici della piramide. *Tatticamente, era molto abile. Ha eliminato tutti quelli che si frapponevano sulla sua strada, incluso Rafsanjani, che lo aveva designato come successore. ===[[Maryam Rajavi]]=== *La difficile situazione del regime si può vedere dai fallimenti di Khamenei e dall'erosione della sua posizione. Khamenei non è riuscito a unificare la cricca al potere. La sua acquiescenza alla presidenza di Rouhani rispecchia questo fallimento. *Oggi, i politici occidentali e del mondo arabo sottolineano che l'ISIS e Bashar Assad sono le due facce di una stessa medaglia. Io aggiungo che il Califfo di Tehran è il padrino di entrambi. *Spero che [...] Khamenei si unirà ad Assad davanti alla Corte Penale Internazionale che li giudicherà per il massacro di 300.000 uomini, donne e bambini siriani. ===[[Amir Taheri]]=== *Il regime Komeinista è il primo nella storia dell'Iran ad aver giustiziato tanti poeti. Implicitamente o esplicitamente, alcuni regnanti fecero chiaramente capire ciò che i poeti non potevano scrivere. Ma nessuno si sognò mai di dire al poeta ciò che doveva scrivere. Khamenei è il primo che cerca di dare ordini ai poeti, accusandoli di "crimine" e di "tradimento" se ignoravano le sue ingiunzioni. *Khamenei è certamente più istruito del defunto Khomeyni. Perlomeno può parlare e scrivere in persiano e arabo correttamente, qualcosa che al defunto Ayatollah non riuscì mai. Dai dati disponibili, Khamenei ha inoltre una conoscenza superiore dell'Islam e della sua storia rispetto a Khomeyni. Ciononostante, Khamenei non è mai stato accettato come teologo o accademico islamico, ma come leader politico, conferendogli un livello di ambiguità pericolosa. Quella ambiguità gli permette di colpire oltre il suo peso servendosi della sua posizione politica finché la situazione è favorevole. Il minimo segno, però, che il suo potere politico possa essere in declino o seriamente minacciato potrebbe smascherarlo come un profeta senza armatura. E questo, nel contesto della politica violenta dell'Iran, creato dalla stessa sostanza degli angeli o no, è come minimo una situazione rischiosa in cui trovarsi. *Malgrado gli sforzi di mascherare il suo odio per l'Israele in termini islamici [...] Khamenei è più influenzato dall'anti-semitismo di stile occidentale che dalle relazioni burrascose con gli ebrei dell'Islam classico. La sua tesi su come i territori diventino "irrevocabilmente islamici" non convince, non fosse altro che per la sua incoerenza. Non ha niente da dire sui vasti pezzi di ex-territorio islamico, inclusi alcuni che appartennero all'Iran per millenni, ora governati dalla Russia. Non è nemmeno pronto a intraprendere la Jihad per cacciare i cinesi via dallo Xinjiang, un khanato musulmano fino all'ultima parte degli anni quaranta. Israele, che in termini territoriali, rappresenta solo l'uno per cento dell'Arabia Saudita, non ha molta rilevanza. Le lacrime versate da Khamenei per "le sofferenze dei musulmani palestinesi" sono anch'esse poco convincenti. Tanto per cominciare, non tutti i palestinesi sono musulmani. E, se i musulmani che soffrono fossero i soli a meritare solidarietà, come mai la "guida suprema" non si batte il petto per i Rohingya della Birmania e i ceceni massacrati e incatenati da Vladimir Putin, per non dire dei musulmani uccisi quotidianamente da altri musulmani in tutto il mondo? ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Khamenei, Ali}} [[Categoria:Politici iraniani]] [[Categoria:Imam]] or7tpx290txi365isvqdjm1qslf23kx Template:Lingue/Dati 10 148341 1419128 1419023 2026-07-04T21:58:15Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1419128 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 66393 |lingua2 = it |voci2 = 55482 |lingua3 = pl |voci3 = 31787 |lingua4 = ru |voci4 = 17974 |lingua5 = cs |voci5 = 15713 |lingua6 = et |voci6 = 13697 |lingua7 = uk |voci7 = 12322 |lingua8 = pt |voci8 = 12068 }} b81c575xuqsf7jn9pqqc1mlajjsju9b Abbas Milani 0 155205 1419135 974960 2026-07-05T07:25:27Z Skekzilla 17056 1419135 wikitext text/x-wiki [[File:Milani Abbas cropped.jpg|thumb|Milani nel 2010]] '''Abbas Malekzadeh Milani''' (1949 – vivente), storico iraniano. ==Citazioni di Abbas Milani== {{Int|Conversazione con Francesco de Leo|da Francesco de Leo, ''L'ultimo scià d'Iran'', Guerino e Associati, 2019, pp. 81-90, ISBN 978-88-6250-738-7}} *Il [[Reza Shah Pahlavi|padre]] pensava che la modernità potesse arrivare in Iran se avesse limitato il ruolo del clero; il figlio, che temeva il comunismo, pensava che l'unico modo per assicurare la propria sopravvivenza era dare più potere al clero. Questo finì per essere la sua rovina. *Non ero un sostenitore dello [[Mohammad Reza Pahlavi|Scià]] quando era al potere, ma il modo in cui lo trattarono fu davvero vergognoso; lo Scià non era stato peggio di altri dittatori come [[Idi Amin Dada|Idi Amin]], per esempio, o Marcos. A queste persone venne permesso di vivere in pace, venne dato un posto sicuro dove vivere, mentre lo Scià venne trasformato in una sorta di paria, costretto a spostarsi da un Paese all'altro, con la paura di essere arrestato. *Io penso che lo Scià amasse l'Iran, che volesse il meglio per il proprio Paese, e raggiunse molti risultati. Ma penso anche che abbia avuto il grande difetto di essere convinto di sapere meglio di chiunque altro cosa fosse il bene per l'Iran, in relazione all'economia, alla sfera politica e culturale. *Proprio quando l'Iran necessitava di un po' più di democrazia, diventò più autoritario. E al primo segno di crisi, perse il coraggio, perse la capacità di prendere decisioni sagge e approfondite. Quando era forte, ruggiva come un leone; al primo segno di crisi, diventava debole come un gattino. *Ritengo che la [[Rivoluzione bianca|Rivoluzione Bianca]] abbia alcuni aspetti positivi, in quanto voleva porre fine al carattere feudale dell'economia iraniana che durava da secoli, voleva che le donne fossero presenti nella sfera pubblica e politica, voleva contribuire a eliminare l'analfabetismo attraverso la creazione di una base di laureati e diplomati che potessero dedicarsi all'insegnamento. Questi sono elementi certamente positivi. Tuttavia, credo che i metodi adottati dallo Scià per realizzare tutto questo siano stati un po' problematici; un esempio fu l'idea di prendere la terra dall'aristocrazia con la forza, che in un certo senso aprì la strada alla futura espropriazione della terra. *L'Iran passò da un'economia prevalentemente rurale a un'economia urbana; milioni di persone si spostarono da paesi e villaggi verso le città, molti di loro si ritrovano a vivere in baraccopoli; molti portarono con sé valori religiosi conservatori. E le uniche forze che potevano muovere gli abitanti di paesi e villaggi erano le forze religiose, perché i democratici erano stati eliminati dalla scena politica. Le forze religiose furono attive nella mobilitazione di questi nuovi abitanti delle città e diventarono un elemento fondamentale della Rivoluzione islamica. *Penso che [[Mohammad Mossadeq|Mossadeq]] sia stato un nazionalista, un patriota che fece però alcuni gravi errori, secondo il mio punto di vista. Non fece nessuno sforzo per comprendere a fondo l'economia del petrolio, non riuscì mai a comprendere quanto l'economia iraniana fosse in crisi; fu riluttante a raggiungere qualsiasi compromesso, preferì rimanere l'eroe del nazionalismo iraniano, evidentemente questo fu il suo piano. Inoltre, ritengo che abbia intrapreso azioni che indebolirono la sua popolarità, indicendo un referendum che non era nella Costituzione, ignorando i consigli ricevuti. Azioni di questo tipo lo indebolirono, e quando perse il supporto del clero diventò molto vulnerabile. Sono convinto che il suo grande contributo sia stato lo sforzo per nazionalizzare il petrolio iraniano e affrontare la Gran Bretagna, che aveva trattato male l'Iran, ma il suo grande errore fu quello di non riconoscere il reale potere che aveva e di volere ottenere tutto ciò che voleva, a costo di sfidare chiunque. Invece venne destituito e credo che in un certo senso da allora il Paese non si sia mai più ripreso. *Credo che ci sia davvero un sentimento, una sorta di interesse romantico verso l'era dei Pahlavi, in particolare verso Reza Scià. Ritengo che sia emerso come una figura davvero iconica di ciò che l'Iran avrebbe potuto essere, di ciò che avrebbe dovuto essere. *Per quanto riguarda il futuro, se parliamo del breve periodo sono molto preoccupato a proposito dell'Iran. Credo che il regime stia fronteggiando la sua crisi più grave, è una crisi strutturale che riguarda l'economia, l'ecologia, la cultura, la politica e l'etica. Dal mio punto di vista, è un momento di grandi sfide. Il passo in avanti potrà essere agevole o difficile. Questo dipenderà dalla leadership, se avrà o meno la saggezza di riconoscere che questa è una crisi esistenziale seria, non solo per il regime, ma anche per l'Iran; se accetterà l'inevitabile, ovvero di non essere stata in grado di gestire questa crisi e che quindi abbiamo bisogno di un certo tipo di cambiamento. Ma nel medio e lungo periodo, sono molto ottimista sull'Iran, perché tra tutte le società musulmane del Medio Oriente, questa è quella che ha combattuto più a lungo per la democrazia. È la società che ha uno dei movimenti femminili più attivi, la classe media istruita più vasta, è una società esperta in social media, ha avuto una diaspora di successo che può aiutare nella transizione verso la democrazia. {{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/07/05/news/lo_storico_milani_khamenei_peggior_leader_di_sempre_il_suo_funerale_e_una_farsa-425452145/?ref=RHLM-BG-P2-S3-T1-fdg14 Lo storico: "Il peggior leader di sempre, lontano da Khomeini: il suo funerale è una farsa"]''|Intervista di Gabriella Colarusso, ''repubblica.it'', 5 luglio 2026.}} *{{NDR|Su [[Ali Khamenei]]}} A mio avviso, uno dei leader più disastrosi che l'Iran abbia avuto nella sua storia recente. Ha governato l'Iran in un momento in cui aveva l'opportunità di realizzare il suo potenziale diventando un paese paragonabile alla Corea del Sud. Durante il suo regno, l'Iran ha incassato oltre 1.000 miliardi di dollari di entrate petrolifere e del gas. E ha essenzialmente sprecato tutto nella costruzione di tunnel sotterranei e nell'avvio di un programma nucleare che non ha portato a nulla. Non ha funzionato come deterrente. Non ha funzionato a fini scientifici. Non ha prodotto energia. Ha continuato a insistere sui suoi dogmi: Israele deve essere eliminato, gli Stati Uniti devono essere sconfitti, un Islam reazionario. Khomeini e Khamenei erano entrambi nemici assoluti della modernità. Ma hanno fallito, fortunatamente, perché la società iraniana di oggi è più moderna, laica e tollerante verso il pluralismo. Le donne iraniane sono più emancipate che mai. Khamenei ha fallito in ogni decisione strategica che ha preso per l'Iran. *{{NDR|Su Ali Khamenei}} Tatticamente, era molto abile. Ha eliminato tutti quelli che si frapponevano sulla sua strada, incluso Rafsanjani, che lo aveva designato come successore. *Alcuni l'avevano riconosciuta già da tempo e glielo hanno ripetutamente detto: il sistema è in crisi, la strategia non funziona, il regime è isolato, il popolo arrabbiato. Ma non ha voluto riconoscere la gravità della crisi. Gli dissero che Israele avrebbe potuto attaccare l'Iran: negò. La sua strategia era: niente negoziati, niente guerra. Ci sono stati sia la guerra che i negoziati. Anche prima che il suo corpo fosse sepolto si è iniziato a negoziare direttamente con gli Stati Uniti. *{{NDR|«[[Mohammad Bagher Ghalibaf|Ghalibaf]] ha chance di diventare un leader nazionale?»}} Appartiene alla fazione più corrotta e più pragmatica delle Guardie Rivoluzionarie. Sa bene che l'economia è sull'orlo del collasso, che le banche stanno per fallire, sa qual è il tasso di inflazione, il tasso di disoccupazione e sa che bisogna fare delle concessioni. *{{NDR|Su Ali Khamenei}} Khamenei aveva il potere, l'autorità e l'esperienza per mantenerla in vita. Ora non c’è una figura come la sua. Ha causato un grave danno alla società iraniana ma le ha anche reso un servizio: ha laicizzato l'Iran più che mai. Le donne iraniane sono in prima linea nella lotta per la democrazia, le famiglie iraniane sono più democratiche, il patriarcato è in declino come la misoginia. Gli attacchi contro i bahá'í, gli ebrei, i zoroastriani, sono visti con disprezzo dal punto di vista epistemologico. Penso che gradualmente, ciò che è accaduto a livello locale, granulare, si ripercuoterà anche ai vertici della piramide. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Milani, Abbas}} [[Categoria:Iraniani]] 7rskhwnlynrn1oc65l0ko3movfrfexr 1419137 1419135 2026-07-05T07:41:30Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Abbas Milani */ 1419137 wikitext text/x-wiki [[File:Milani Abbas cropped.jpg|thumb|Milani nel 2010]] '''Abbas Malekzadeh Milani''' (1949 – vivente), storico iraniano. ==Citazioni di Abbas Milani== {{Int|Conversazione con Francesco de Leo|da Francesco de Leo, ''L'ultimo scià d'Iran'', Guerino e Associati, 2019, pp. 81-90, ISBN 978-88-6250-738-7}} *Il [[Reza Shah Pahlavi|padre]] pensava che la modernità potesse arrivare in Iran se avesse limitato il ruolo del clero; il figlio, che temeva il comunismo, pensava che l'unico modo per assicurare la propria sopravvivenza era dare più potere al clero. Questo finì per essere la sua rovina. *Non ero un sostenitore dello [[Mohammad Reza Pahlavi|Scià]] quando era al potere, ma il modo in cui lo trattarono fu davvero vergognoso; lo Scià non era stato peggio di altri dittatori come [[Idi Amin Dada|Idi Amin]], per esempio, o Marcos. A queste persone venne permesso di vivere in pace, venne dato un posto sicuro dove vivere, mentre lo Scià venne trasformato in una sorta di paria, costretto a spostarsi da un Paese all'altro, con la paura di essere arrestato. *Io penso che lo Scià amasse l'Iran, che volesse il meglio per il proprio Paese, e raggiunse molti risultati. Ma penso anche che abbia avuto il grande difetto di essere convinto di sapere meglio di chiunque altro cosa fosse il bene per l'Iran, in relazione all'economia, alla sfera politica e culturale. *Proprio quando l'Iran necessitava di un po' più di democrazia, diventò più autoritario. E al primo segno di crisi, perse il coraggio, perse la capacità di prendere decisioni sagge e approfondite. Quando era forte, ruggiva come un leone; al primo segno di crisi, diventava debole come un gattino. *Ritengo che la [[Rivoluzione bianca|Rivoluzione Bianca]] abbia alcuni aspetti positivi, in quanto voleva porre fine al carattere feudale dell'economia iraniana che durava da secoli, voleva che le donne fossero presenti nella sfera pubblica e politica, voleva contribuire a eliminare l'analfabetismo attraverso la creazione di una base di laureati e diplomati che potessero dedicarsi all'insegnamento. Questi sono elementi certamente positivi. Tuttavia, credo che i metodi adottati dallo Scià per realizzare tutto questo siano stati un po' problematici; un esempio fu l'idea di prendere la terra dall'aristocrazia con la forza, che in un certo senso aprì la strada alla futura espropriazione della terra. *L'Iran passò da un'economia prevalentemente rurale a un'economia urbana; milioni di persone si spostarono da paesi e villaggi verso le città, molti di loro si ritrovano a vivere in baraccopoli; molti portarono con sé valori religiosi conservatori. E le uniche forze che potevano muovere gli abitanti di paesi e villaggi erano le forze religiose, perché i democratici erano stati eliminati dalla scena politica. Le forze religiose furono attive nella mobilitazione di questi nuovi abitanti delle città e diventarono un elemento fondamentale della Rivoluzione islamica. *Penso che [[Mohammad Mossadeq|Mossadeq]] sia stato un nazionalista, un patriota che fece però alcuni gravi errori, secondo il mio punto di vista. Non fece nessuno sforzo per comprendere a fondo l'economia del petrolio, non riuscì mai a comprendere quanto l'economia iraniana fosse in crisi; fu riluttante a raggiungere qualsiasi compromesso, preferì rimanere l'eroe del nazionalismo iraniano, evidentemente questo fu il suo piano. Inoltre, ritengo che abbia intrapreso azioni che indebolirono la sua popolarità, indicendo un referendum che non era nella Costituzione, ignorando i consigli ricevuti. Azioni di questo tipo lo indebolirono, e quando perse il supporto del clero diventò molto vulnerabile. Sono convinto che il suo grande contributo sia stato lo sforzo per nazionalizzare il petrolio iraniano e affrontare la Gran Bretagna, che aveva trattato male l'Iran, ma il suo grande errore fu quello di non riconoscere il reale potere che aveva e di volere ottenere tutto ciò che voleva, a costo di sfidare chiunque. Invece venne destituito e credo che in un certo senso da allora il Paese non si sia mai più ripreso. *Credo che ci sia davvero un sentimento, una sorta di interesse romantico verso l'era dei Pahlavi, in particolare verso Reza Scià. Ritengo che sia emerso come una figura davvero iconica di ciò che l'Iran avrebbe potuto essere, di ciò che avrebbe dovuto essere. *Per quanto riguarda il futuro, se parliamo del breve periodo sono molto preoccupato a proposito dell'Iran. Credo che il regime stia fronteggiando la sua crisi più grave, è una crisi strutturale che riguarda l'economia, l'ecologia, la cultura, la politica e l'etica. Dal mio punto di vista, è un momento di grandi sfide. Il passo in avanti potrà essere agevole o difficile. Questo dipenderà dalla leadership, se avrà o meno la saggezza di riconoscere che questa è una crisi esistenziale seria, non solo per il regime, ma anche per l'Iran; se accetterà l'inevitabile, ovvero di non essere stata in grado di gestire questa crisi e che quindi abbiamo bisogno di un certo tipo di cambiamento. Ma nel medio e lungo periodo, sono molto ottimista sull'Iran, perché tra tutte le società musulmane del Medio Oriente, questa è quella che ha combattuto più a lungo per la democrazia. È la società che ha uno dei movimenti femminili più attivi, la classe media istruita più vasta, è una società esperta in social media, ha avuto una diaspora di successo che può aiutare nella transizione verso la democrazia. {{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/07/05/news/lo_storico_milani_khamenei_peggior_leader_di_sempre_il_suo_funerale_e_una_farsa-425452145/ Lo storico: "Il peggior leader di sempre, lontano da Khomeini: il suo funerale è una farsa"]''|Intervista di Gabriella Colarusso, ''repubblica.it'', 5 luglio 2026.}} *{{NDR|Su [[Ali Khamenei]]}} A mio avviso, uno dei leader più disastrosi che l'Iran abbia avuto nella sua storia recente. Ha governato l'Iran in un momento in cui aveva l'opportunità di realizzare il suo potenziale diventando un paese paragonabile alla Corea del Sud. Durante il suo regno, l'Iran ha incassato oltre 1.000 miliardi di dollari di entrate petrolifere e del gas. E ha essenzialmente sprecato tutto nella costruzione di tunnel sotterranei e nell'avvio di un programma nucleare che non ha portato a nulla. Non ha funzionato come deterrente. Non ha funzionato a fini scientifici. Non ha prodotto energia. Ha continuato a insistere sui suoi dogmi: Israele deve essere eliminato, gli Stati Uniti devono essere sconfitti, un Islam reazionario. Khomeini e Khamenei erano entrambi nemici assoluti della modernità. Ma hanno fallito, fortunatamente, perché la società iraniana di oggi è più moderna, laica e tollerante verso il pluralismo. Le donne iraniane sono più emancipate che mai. Khamenei ha fallito in ogni decisione strategica che ha preso per l'Iran. *{{NDR|Su Ali Khamenei}} Tatticamente, era molto abile. Ha eliminato tutti quelli che si frapponevano sulla sua strada, incluso Rafsanjani, che lo aveva designato come successore. *Alcuni l'avevano riconosciuta già da tempo e glielo hanno ripetutamente detto: il sistema è in crisi, la strategia non funziona, il regime è isolato, il popolo arrabbiato. Ma non ha voluto riconoscere la gravità della crisi. Gli dissero che Israele avrebbe potuto attaccare l'Iran: negò. La sua strategia era: niente negoziati, niente guerra. Ci sono stati sia la guerra che i negoziati. Anche prima che il suo corpo fosse sepolto si è iniziato a negoziare direttamente con gli Stati Uniti. *{{NDR|«[[Mohammad Bagher Ghalibaf|Ghalibaf]] ha chance di diventare un leader nazionale?»}} Appartiene alla fazione più corrotta e più pragmatica delle Guardie Rivoluzionarie. Sa bene che l'economia è sull'orlo del collasso, che le banche stanno per fallire, sa qual è il tasso di inflazione, il tasso di disoccupazione e sa che bisogna fare delle concessioni. *{{NDR|Su Ali Khamenei}} Khamenei aveva il potere, l'autorità e l'esperienza per mantenerla in vita. Ora non c’è una figura come la sua. Ha causato un grave danno alla società iraniana ma le ha anche reso un servizio: ha laicizzato l'Iran più che mai. Le donne iraniane sono in prima linea nella lotta per la democrazia, le famiglie iraniane sono più democratiche, il patriarcato è in declino come la misoginia. Gli attacchi contro i bahá'í, gli ebrei, i zoroastriani, sono visti con disprezzo dal punto di vista epistemologico. Penso che gradualmente, ciò che è accaduto a livello locale, granulare, si ripercuoterà anche ai vertici della piramide. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Milani, Abbas}} [[Categoria:Iraniani]] os46ybttcmruxlyyf3fp0lkrgv8xila Thomas Malory 0 163203 1419162 1418979 2026-07-05T10:45:57Z Skekzilla 17056 /* Libro VI */ 1419162 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== [[File:Morte Darthur incipit (cropped).jpg|thumb|Incipit dell'edizione del 1485 stampata da [[William Caxton]]]] ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene» gli rispose la dama «ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *Rimasto disarmato, {{NDR|[[Sir Balin]]}} si precipitò allora alla ricerca di un'altra arma entrando prima in una stanza poi un'altra e in un'altra ancora, senza riuscire a trovare nulla e sempre incalzato dappresso da [[Re Pescatore|re Pellam]]. Infine varcò la porta di una camera meravigliosamente decorata e vide che vi si trovava un uomo disteso su un letto coperto dai più splendidi drappi d'oro che si possano immaginare. Vicino al letto, su un tavolo d'oro puro sorretto da quattro zampe d'argento, era posata una lancia di singolare fattura. Balin la afferrò, si volse a fronteggiare Pellam e lo colpì con forza, facendolo cadere in terra privo di sensi. Allora il tetto e le mura del castello crollarono e anche Balin fu gettato al suolo, dove rimase senza potersi muovere. [...] Da allora re Pellam rimase infermo per molti anni, e guarì solo quando fu curato da [[Galahad]], il nobile principe, nel corso della ricerca del [[Graal|Sangrail]] – il bacile che conteneva il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo portato in Inghilterra da Giuseppe d'Arimatea, cui un tempo era appartenuto anche lo splendido letto. La [[Lancia di Longino|lancia]] che aveva inferto il [[Colpo Doloroso]] era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (pp. 61-62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== [[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]] *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) *Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago]], p. 121) ====Libro V==== *In pace da lungo tempo, [[re Artù]] aveva indetto una festa sfarzosa. La Tavola Rotonda era al completo di tutti i suoi alleati sovrani, principi e nobili cavalieri quando, mentre egli sedeva sul trono, entrarono nella sala dodici vecchi che recavano rami d'ulivo nelle mani a significare di essere venuti come ambasciatori e messaggeri dell'imperatore Lucio, a quel tempo chiamato Dittatore o Procuratore del Bene Pubblico di Roma. Giunti alla presenza del re, essi gli resero omaggio con un inchino e gli parlarono nel seguente modo:<br>«Il nobile e potente imperatore Lucio saluta il re di Britannia. Vi ordina di riconoscerlo come vostro signore e di inviargli il tributo che questo regno deve all'impero e che, come risulta dai documenti, già pagavano vostro padre e i vostri predecessori. Se agirete da ribelle e non lo riconoscerete come vostro sovrano, deterrete e tratterrete le vostre terre in contrasto con gli statuti e i decreti stabiliti dal nobile e illustre Giulio Cesare, conquistatore di questo paese e primo imperatore di Roma. Sappiate anche se vi opporrete alle sue richieste e ai suoi ordini, Lucio condurrà una guerra implacabile contro la vostra persona, i vostri regni e le vostre terre, e punirà voi e i vostri sudditi come esempio perpetuo per tutti i sovrani e i principi che rifiutano il tributo al nobile impero che domina sull'intero mondo.» (p. 131) *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò [[Lancillotto|ser Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *Artù dunque si era seduto a banchetto con vari altri sovrani e con tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]], salvo quelli che erano stati fatti prigioniero o uccisi in scontri d'armi, quando i tre uomini fecero il loro ingresso nella sala. Due erano cavalieri di bell'aspetto e riccamente vestiti, e sulle loro spalle si appoggiava il terzo, il giovane più bello del mondo, alto, robusto e prestante, dal viso perfetto e dalle più grandi e spelndide mani che si fossero mai viste, ma che si muoveva come se non riuscisse a reggersi senza essere sostenuto. Artù ordinò che si facesse silenzio e si lasciasse spazio per il loro passaggio, e i tre uomini avanzarono fino all'alta predella senza pronunziare una parola; poi il più giovane si trasse un poco indietro e, raddrizzandosi agilmente in tutta la persona, disse:<br>«Re Artù, Dio benedica voi e tutta la vostra bella certe e, in particolare, i compagni della Tavola Rotonda. Sono venuto per pregarvi di accordarmi tre doni, e poiché le mie richieste non sono irragionevoli e non vi causeranno danni o perdite, potrete concedermeli senza tema di essere disonorato. Il primo lo chiederò subito, e gli altri due tra un anno in questo stesso giorno dovunque vi troverete a celebrare la festa solenne.»<br>«Avrai quanto desideri» dichiarò il re.<br>«Allora, sire, questa è la mia prima supplica: datemi da mangiare e da bere a sufficienza per un anno, al termine del quale avanzerò le altre due preghiere.»<br>«Bel figliolo, ti consiglio di domandare di più: quello che hai espresso è un desiderio troppo umile» gli rispose Artù. «Il mio cuore prova grande inclinazione per te perché ritengo che tu discenda da una nobile schiatta: l'opinione che mi sono fatto risulterebbe fallace se non dovessi dimostrarti di altissimo lignaggio.»<br>«Sire, sia come deve essere, ho chiesto esattamente quello che volevo» replicò il giovane.<br>«Non credo che tu non lo conosca!» esclamò il re, che poi affidò il giovane a ser Kay il Siniscalco, ordinando che gli desse i migliori cibi e le migliori bevande e un corredo degno del figlio di un barone.<br>«Non ci sarà bisogno di spendere tanto per lui» osservò però ser Kay. «Secondo me è nato villano e non diventerà mai un gentiluomo, altrimenti vi avrebbe chiesto un cavallo e un'armatura. I suoi desideri rispecchiano invece la sua condizione. Comunque, dato che non ha nome, lo chiamerò [[Sir Gareth|Bellamano]] e lo porterò in cucina dove potrà mangiare tutti i giorni tanto di quel brodo che tra un anno sembrerà un porcello all'ingrasso.» (pp. 187-188) *Appena i due uomini che avevano accompagnato il giovane furono ripartiti lasciandolo nelle mani di ser Kay, questi cominciò a schernirlo e a farsi beffe di lui. Ma [[Gawain|ser Galvano]] se ne adirò e [[Lancillotto|ser Lancillotto]] ordinò al siniscalco di smetterla, aggiungendo che era pronto a scommettere che si sarebbe dimostrato un cavaliere di grande valore.<br>«Non avete ragioni per ritenerlo» replicò il siniscalco. «Le sue rischieste mostrano la sua vera natura; non vuole che da bere e da mangiare e in fede mia deve essere cresciuto in un'abbazia dove, comunque andassero le cose, gli facevano sempre mancare il vitto! Per questo è venuto a cercarlo qui.» (p. 189) *Così Bellamano fu mandato in cucina, e la notte dormiva con gli altri garzoni, sopportando tutto pazientemente per dodici mesi. Ma nel frattempo era riuscito a incontrare il favore generale, degli uomini come dei ragazzi, per la sua umiltà e la sua dolcezza. E ogni volta che vedeva dei cavalieri intenti alle giostre, se poteva si fermava ad osservarli e cercava in tutti i modi di trovarsi ovunque si svolgesse qualche prova di prodezza, così che accadeva che chiunque si esercitasse nel lancio di sbarre o di pietre si trovava sempre superato da lui di almeno due iarde. (p. 189) *«In nome di Dio, ti assicuro che ho dovuto impegnarmi al massimo per non essere disonorato; perciò non dovrai temere nessun altro» disse Lancillotto a Bellamano.<br>«Credete che un giorno sarò in grado di tenere testa a qualunque provetto cavaliere?» gli chiese allora il giovane.<br>«Certamente, combatti come hai fatto oggi e io te ne sarò garante.»<br>«Adesso, quindi, vi prego di armarmi.»<br>«Però dovrai dirmi il tuo nome e il tuo lignaggio.»<br>«Ve lo dirò, signore, purché non lo riveliate ad alcuno.»<br>«Te ne do la mia parola, finché non sarà universalmente noto.»<br>«Mi chiamo Gareth e sono fratello germano di ser Galvano» gli disse infine Bellamano.<br>«Ah, signore, ne sono molto lieto! Ho pensato fin dal primo momento che doveste essere di sangue nobile e che non foste venuto a corte solo per mangiare e bere!» esclamò ser Lancillotto; dopo di che lo armò cavaliere. (pp. 192-193) *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad Artù un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, [[Elaine di Corbenic|Elaine]] partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. ([[Elaine di Corbenic]], p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *Se la mia morte potesse giovarvi e la mia vita non vi fosse di alcuna utilità, ebbene, sarei pronta a morire per voi! ([[Elaine di Corbenic]], p. 481) *«Ah, ser Tristano» esclamò allora ser Palamede «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che Isotta la Bella non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *«Non sei forse ser Lancillotto del Lago?» gli chiese il religioso dopo che il cavaliere gli ebbe comunicato che si sarebbe fermato con lui per la notte.<br>«Si, sono io.»<br>«Cosa fai in questa contrada?»<br>«Vado in cerca delle avventure del [[Graal|Sangrail]], signore.»<br>«Fa pure» gli disse allora il buon uomo «ma anche se il santo vaso si trovasse qui, il peccato ti impedirebbe di vederlo proprio come non è dato a un cieco di scorgere una spada sfolgorante.» (pp. 534-535) *Quaranta anni dopo la passione di Gesù Cristo, [[Giuseppe d'Arimatea|Giuseppe di Arimatea]] preconizzò che re Evelake avrebbe sconfitto in battaglia i propri nemici. Dei sette re e dei due cavalieri che hai visto, il primo si chiama Nappus, e fu un sant'uomo; il secondo ebbe il nome di Nacien in onore di un suo avo che aveva ospitato Nostro Signore Gesù Cristo. Il terzo fu chiamato Helias il Grosso; il quarto Lisais; il quinto, Jonas, lasciò il proprio paese per rcarsi nel Galles dove sposò la figlia di Manuel ed ottenne la Gallia, che elesse come sua dimora e generò Lancillotto, tuo nonno, che sposò la figlia del re d'Irlanda e fu un uomo insigne quanto te. Suo figlio fu re Ban, tuo padre, l'ultimo dei sette re. Uno dei due cavalieri, invece, rappresenta te, Lancillotto, cui gli angeli dissero che non appartenevi alla compagnia dei sette re, mentre il secondo cavaliere sta a indicare il leone, che è superiore a tutti i re della terra, cioè ser Galahad, da te concepito nella figlia di re Pelles. E tu, che dovresti essere grato a Dio di ogni altro, perché, come peccatore, sei il cavaliere senza pari, non Lo hai ringraziato per tutte le straordinarie virtù che Egli ti ha prestate! (p. 537) *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo non compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *[...] a quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza. (pp. 645-646) *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdoni, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A [[Mordred|ser Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>«Traditore, è giunto il giorno della tua morte!»<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 3oqx1uxs15cs36bjbm15tdvey8wbbti Alessio Cigliano 0 167381 1419123 1418314 2026-07-04T16:39:42Z Giornada 5168 /* Film */ + voce 1419123 wikitext text/x-wiki [[File:Alessio Cigliano.jpeg|miniatura|Alessio Cigliano]] '''Alessio Cigliano''' (1966 – vivente), doppiatore, dialoghista, direttore del doppiaggio e conduttore radiofonico italiano. ==Citazioni di Alessio Cigliano== *Antonio Genna, wikipedia...perché poi... ma scusate, a che serve ricordarsi tutto {{NDR|tutti i lavori che ha realizzato}} quando andiamo a prendere, siamo informatissimi grazie a quelli che fanno le nostre biografie.<ref name= Cigliano>Dall'intervista di Alessio Cigliano a [[Alessandra Korompay]], ''Radio Cigliano'', 28 giugno 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=jTbKZFTmHB8 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *{{NDR|Alla domanda che cosa significa per te il mestiere di doppiatore}} Significa fare un lavoro anche un po' "di servizio", perché noi riusciamo a rendere comprensibili, come l’autore le ha scritte, le opere filmiche che doppiamo. Quindi, questo è il servizio che facciamo noi, poi gradito o non gradito sta a voi dirlo, ma il nostro servizio è questo.<ref name=Simonetti>Dall'intervista di Patrizia Simonetti, ''[https://www.voci.fm/voci-di-successo/1165-alessio-cigliano-doppiaggio-intervista.html Incontriamo il doppiatore Alessio Cigliano]'', ''Voci.fm'', 29 maggio 2019.</ref> *Tutto avrei pensato tranne che potesse diventare qualcosa di “cult” {{NDR|[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]}}. Sono contento, l'ho fatto quando ero molto piccolo e mi è piaciuto tanto farlo.<ref name= Simonetti /> {{Int|Da ''[https://www.hokutonoken.it/cigliano.htm Intervista esclusiva a Cigliano Alessio]''|Intervista di ''hokutonoken.it'', 16 marzo 2002.}} {{NDR|Su ''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]''}} *Sinceramente, mentre la doppiavo non credevo che diventasse così famosa! Parliamo di oltre 15 anni fa, e all'epoca ne doppiavo tante. Poi col tempo, e soprattutto con l'avvento di Internet, mi sono reso conto che spesso venivo citato più per Ken che per altri personaggi che sono stati sicuramente più impegnativi, e l'ho trovato divertente. *Nei cartoni non si parte mai dalla versione giapponese, ma da un testo in inglese che arriva direttamente dal Giappone. Quindi è già stato applicato un "filtro". Comunque in generale si tende a rispettare la cultura d'origine finchè è possibile. In Ken l'edulcorazione dei concetti (morte, distruzione ecc.) è stata lieve. In tempi più recenti, ho visto operare tagli ben più drastici, su cui si può disquisire a lungo. Tendenzialmente, essendo il prodotto destinato a un pubblico giovane (a volte anche troppo!), capisco la preoccupazione di chi commissiona l'edizione italiana. Non voglio affermare che un cartone animato debba essere per forza educativo, ma neanche deliberatamente diseducativo! C'è poi da tener presente che l'adattamento dei dialoghi si distacca parecchio dalla traduzione, perchè si opera una trasposizione linguistica fra culture diverse, che deve tener conto sia di quella di partenza che di quella d'arrivo. Qualche "italianizzazione" è necessaria e doverosa. *{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito. *Trovavo l'atmosfera troppo cupa, e spesso gratuitamente violenta. Comunque sempre meglio di certe ambientazioni sdolcinate e buoniste! Se devo dargli un voto, direi che rasenta la sufficienza. {{Int|Da ''[https://www.cahiersdesarts.it/cinema-e-serie-tv/alessio-cigliano-vi-racconto-lanima-e-il-cuore-del-doppiaggio/ Alessio Cigliano, vi racconto l’anima e il cuore del doppiaggio]''|Intervento a Romics, ''cahiersdesarts.it'', 17 ottobre 2024.}} {{NDR|Su ''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]''}} *La serie era particolare, anticonformista rispetto agli anime che io conoscevo come spettatore e che avevo doppiato fino ad allora. Sinceramente, credevo che sarebbe stata vista da poche persone. Non ne comprendevo la portata. Il personaggio era più grande di me e io avevo una voce più leggera, quindi ho sempre fatto molta fatica a interpretarlo. Ma ho cercato comunque di dare il massimo per ottenere un risultato quantomeno accettabile. *{{NDR|Sul ridoppiaggio di ''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]''}} Sono passati veramente tanti anni, quindi quando Giorgio Bassanelli Bisbal {{NDR|direttore di doppiaggio e dialoghista specializzato in anime}}, mi ha chiesto se volessi riprendere quel ruolo, gli ho risposto di sottopormi a provino, per valutare se la mia voce attuale fosse compatibile con il film. Giorgio era convinto che sarebbe stata giusta, quindi mi ha affidato il ruolo senza passare per il provino. Durante il doppiaggio, eravamo entrambi consapevoli che, pur essendo la stessa persona, il risultato non sarebbe stato identico a quello che tutti i fan della serie hanno nelle orecchie. Ma immediatamente, ci siamo resi conto che comunque la recitazione era rivestita da una sorta di patina "vintage" che rendeva più riconoscibile il personaggio alle orecchie degli appassionati. Lascio il giudizio finale a chi avrà visto il film. *{{NDR|Sul ridoppiaggio di ''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]''}} È stato un po' come entrare in una macchina del tempo e tornare indietro di quasi quarant'anni. Nel frattempo la mia carriera è andata avanti e la mia crescita professionale è stata notevole, quindi possiamo dire che mi sono ritrovato a lavorare su un "amico d'infanzia" con la maturità della mia età. L'emozione c'è stata e spero di averla trasferita sulla pellicola insieme alla mia voce. *All'inizio essere ricordato solo per Kenshiro mi seccava un po', proprio per le tante opere su cui avevo lavorato. Poi però mi sono accorto che è un personaggio iconico, che comunque fa parte della mia vita e del mio percorso artistico e ho imparato ad apprezzarlo e a tenerlo nel bagaglio della mia esperienza. È un personaggio che ha lasciato una traccia importante in tutti coloro che l'hanno visto e apprezzato, e in parte questa grande popolarità è dovuta anche alla mia interpretazione; quindi mi fa piacere aver contribuito alla riuscita di una serie che è rimasta ben salda nell'immaginario collettivo. *Il lavoro del doppiatore è una specializzazione del lavoro dell'attore. Non importa avere una bella voce, non importa avere la dizione perfetta. Sono requisiti importanti ovviamente, ma quello che conta è avere delle emozioni e saperle trasmettere negli occhi di chi si doppia. L'intelligenza artificiale si sta affacciando in tutti i campi e potrebbe affascinare chi vuole ridurre i costi e velocizzare i tempi, ma tutte le volte che ognuno di voi è andato al cinema o ha guardato in televisione un film o un telefilm e si è emozionato, si è alzato soddisfatto anche per il nostro lavoro. Un lavoro che non è solo tecnica: è cuore e anima. A me piace pensare che in futuro si farà attenzione non solo ai costi e ai tempi, ma anche alle emozioni che solo un attore doppiatore bravo e capace può restituire a una pellicola. ==Citazioni su Alessio Cigliano== Trovo che Alessio sia anzitutto una bellissima persona, un artista che mette tutta la passione che ha nella radio {{NDR|''Radio Cigliano''}}, forma meravigliosa di comunicazione; ho partecipato al ''Dopocena del giovedì'' con entusiasmo, il nostro è un lavoro al buio e più gli si dà visibilità più gli si rende giustizia, e lui lo fa per convinzione, amore, non per un ritorno personale. ([[Gianluca Crisafi]]) ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Il prigioniero del Caucaso]]'' (1996) *''[[A morte Hollywood]]'' (2000) *''[[I segreti di Brokeback Mountain]]'' (2005) *''[[Frost/Nixon - Il duello]]'' (2008) *''[[The Chaser]]'' (2008) *''[[Amabili resti (film)|Amabili resti]]'' (2009) *''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009) *''[[La papessa (film)|La papessa]]'' (2009) *''[[Laureata... e adesso?]]'' (2009) *''[[Nemico pubblico - Public Enemies]]'' (2009) *''[[Star Trek (film 2009)|Star Trek]]'' (2009) *''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'' (2009) *''[[Un tuffo nel passato]]'' (2010) *''[[A Dangerous Method]]'' (2011) *''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'' (2011) *''[[Immortals]]'' (2011) *''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011) *''[[Passioni e desideri]]'' (2011) *''[[Biancaneve e il cacciatore]]'' (2012) *''[[Le belve (film 2012)|Le belve]]'' (2012) *''[[Ted]]'' (2012) *''[[12 anni schiavo]]'' (2013) *''[[G.I. Joe - La vendetta]]'' (2013) *''[[Gravity]]'' (2013) *''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013) *''[[Jobs]]'' (2013) *''[[Parkland (film)|Parkland]]'' (2013) *''[[Snowpiercer]]'' (2013) *''[[American Sniper]]'' (2014) *''[[Come ammazzare il capo 2]]'' (2014) *''[[Le regole del caos]]'' (2014) *''[[Child 44 - Il bambino n. 44]]'' (2015) *''[[Hitman: Agent 47]]'' (2015) *''[[Le ricette della signora Toku]]'' (2015) *''[[Steve Jobs (film)|Steve Jobs]]'' (2015) *''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'' (2016) *''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016) *''[[Elle]]'' (2016) *''[[Star Trek Beyond]]'' (2016) *''[[The Founder]]'' (2016) *''[[Sully (film)|Sully]]'' (2016) *''[[Disobedience]]'' (2017) *''[[I segreti di Wind River]]'' (2017) *''[[It Comes at Night]]'' (2017) *''[[La fratellanza (film 2017)|La fratellanza]]'' (2017) *''[[Saw Legacy]]'' (2017) *''[[Bohemian Rhapsody (film)|Bohemian Rhapsody]]'' (2018) *''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2018) *''[[L'apparizione (film)|L'apparizione]]'' (2018) *''[[L'uomo sul treno - The Commuter]]'' (2018) *''[[Cena con delitto - Knives Out]]'' (2019) *''[[Moonfall]]'' (2022) *''[[Giurato numero 2]]'' (2024) *''[[Heretic (film)|Heretic]]'' (2024) {{div col end}} === Film d'animazione === *''[[L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva]]'' (2012) *''[[Batman: Hush (film)]]'' (2019) *''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (1986; ridoppiaggio del 2024) ===Serie animate=== *''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'' (1984 - 1987) *''[[Ken il guerriero 2]]'' (1987 - 1988) *''[[Maison Ikkoku - Cara dolce Kyoko]]'' (1986 - 1988) *''[[Pretty Cure]]'' (2004 - in corso) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994 - 2009) *''[[The Kingdom - Il regno]]'' (1994) *''[[Star Trek: Voyager]]'' (1995 - 2001) *''[[Oz (serie televisiva)|Oz]]'' (1997 - 2003) *''[[I Soprano]]'' (1999 - 2007) *''[[Heroes]]'' (2006 - 2010) *''[[True Blood]]'' (2008-2014) *''[[The Vampire Diaries]]'' (2009 - 2017) *''[[Downton Abbey]]'' (2010 - 2015) *''[[Peaky Blinders‎]]'' (2013 - in corso) *''[[Agent Carter]]'' (2015 - 2016) *''[[Flesh and Bone]]'' (2015) *''[[Marseille (serie televisiva)|Marseille]]'' (2016 – 2018) *''[[I Medici]]'' (2016 - 2019) *''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017 - in corso) *''[[Good Omens (miniserie televisiva)|Good Omens]]'' (2019 - in corso) *''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) *''[[Ms. Marvel (serie televisiva)|Ms. Marvel]]'' (2022) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Patrizio Cigliano]], fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cigliano, Alessio}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] sia6zfrnoat7nuwv3dmsj8fwvhgvnz5 Massimo Rossi (doppiatore) 0 169458 1419122 1404522 2026-07-04T16:39:04Z Giornada 5168 /* Film */ + voce 1419122 wikitext text/x-wiki '''Massimo Rossi''' (1955 – vivente), doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Massimo Rossi== *Attori si nasce, non ci si diventa. Ci si nasce nel senso che puoi affinare, puoi arrivare anche a livelli alti, puoi arrivare dappertutto, però devi avere dentro di te quella scintilla che ti fa dire le battute in un certo modo. Se non ce l'hai, è inutile che ci provi perché non ci si diventa. È un qualcosa che o c'è o non c'è.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza, ''Enciclopedia del doppiaggio'', 27 gennaio 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=2VYJV1gxtOA Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Io sono cresciuto con persone come [[Sandro Acerbo|Acerbo]], [[Liliana Sorrentino]], [[Massimo Giuliani]], [[Rodolfo Bianchi]], [[Piero Tiberi]], [[Angelo Nicotra]], insomma tutte queste persone. Chi dimentico ... [[Vittorio Guerrieri]], [[Mauro Gravina]], Siamo cresciuti giocando a palletta fatta di carta nelle sale. È l'aria che si respirava. Certo non è il lavoro di adesso in cui i bambini devo dire sono un po' massacrati, per questo tipo di lavoro, per i ritmi frenetici.<ref name= Razza /> *Noi siamo doppi attori, non siamo doppiatori. Doppi attori perché? Perché oltre ad essere attore, tu devi non solo fare la parte su di te, cioè non la devi creare te, ma devi ricreare con qualcosa che è già stato fatto, dalla quale non puoi assolutamente discostarti che è appunto: la magia del doppiaggio.<ref name= Razza /> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[Adamo ed Eva, la prima storia d'amore]]'' (1983) *''[[La casa delle ombre lunghe]]'' (1983) *''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]'' (1986) *''[[Corto circuito (film)|Corto circuito]]'' (1986) *''[[Qualcosa di travolgente]]'' (1986) *''[[Wall Street (film)|Wall Street]]'' (1987) *''[[Big]]'' (1988) *''[[Mystic Pizza]]'' (1988) *''[[Le relazioni pericolose]]'' (1988) *''[[Allucinazione perversa]]'' (1990) *''[[King of New York]]'' (1990) *''[[A letto con il nemico]]'' (1991) *''[[Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche]]'' (1991) *''[[Gli occhi del delitto]]'' (1992) *''[[Il cattivo tenente]]'' (1992) *''[[Le iene (film)|Le iene]]'' (1992) *''[[Bagliori nel buio]]'' (1993) *''[[Carlito's Way]]'' (1993) *''[[Hot Shots! 2]]'' (1993) *''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993) *''[[I soliti sospetti]]'' (1995) *''[[Una cena quasi perfetta]]'' (1995) *''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]'' (1996) *''[[Il prigioniero del Caucaso]]'' (1996) *''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]'' (1996) *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[The Game - Nessuna regola]]'' (1997) *''[[Genitori in trappola]]'' (1998) *''[[La sottile linea rossa]]'' (1998) *''[[Accordi e disaccordi]]'' (1999) *''[[Essere John Malkovich]]'' (1999) *''[[Il mondo non basta]]'' (1999) *''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999) *''[[Il gladiatore]]'' (2000) *''[[Il Grinch]]'' (2000) *''[[Rapimento e riscatto]]'' (2000) *''[[The Beach]]'' (2000) *''[[Jimmy Grimble]]'' (2001) *''[[The Others (film 2001)|The Others]]'' (2001) *''[[Asterix & Obelix - Missione Cleopatra]]'' (2002) *''[[In linea con l'assassino]]'' (2002) *''[[Insomnia]]'' (2002) *''[[21 grammi]]'' (2003) *''[[Blind Horizon - Attacco al potere]]'' (2003) *''[[C'era una volta in Messico]]'' (2003) *''[[Daredevil]]'' (2003) *''[[La giuria]]'' (2003) *''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'' (2003) *''[[Matrix Revolutions]]'' (2003) *''[[Mystic River]]'' (2003) *''[[Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà]]'' (2003) *''[[Identità violate]]'' (2004) *''[[La donna perfetta]]'' (2004) *''[[Ladykillers]]'' (2004) *''[[Melinda e Melinda]]'' (2004) *''[[Sideways - In viaggio con Jack]]'' (2004) *''[[The Assassination]]'' (2004) *''[[Kinky Boots - Decisamente diversi]]'' (2005) *''[[Le crociate - Kingdom of Heaven]]'' (2005) *''[[Partnerperfetto.com]]'' (2005) *''[[Sin City (film)|Sin City]]'' (2005) *''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'' (2005) *''[[Thank You for Smoking]]'' (2005) *''[[The Interpreter]]'' (2005) *''[[Transporter: Extreme]]'' (2005) *''[[Babel (film)|Babel]]'' (2006) *''[[Déjà Vu - Corsa contro il tempo]]'' (2006) *''[[Fast Food Nation]]'' (2006) *''[[Lady in the Water]]'' (2006) *''[[The Sentinel - Il traditore al tuo fianco]]'' (2006) *''[[Tutti gli uomini del re (film 2006)|Tutti gli uomini del re]]'' (2006) *''[[12 (film)|12]]'' (2007) *''[[Le regole del gioco (film 2007)|Le regole del gioco]]'' (2007) *''[[Nella valle di Elah]]'' (2007) *''[[Resident Evil: Extinction]]'' (2007) *''[[Shooter (film)|Shooter]]'' (2007) *''[[Death Race]]'' (2008) *''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008) *''[[L'incredibile Hulk (film)|L'incredibile Hulk]]'' (2008) *''[[Milk]]'' (2008) *''[[Transporter 3]]'' (2008) *''[[Le cronache di Narnia: il principe Caspian]]'' (2008) *''[[G.I. Joe - La nascita dei Cobra]]'' (2009) *''[[The Blind Side]]'' (2009) *''[[The Last Station]]'' (2009) *''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'' (2009) *''[[Alice in Wonderland]]'' (2010) *''[[Fuori controllo]]'' (2010) *''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010) *''[[La versione di Barney (film)|La versione di Barney]]'' (2010) *''[[Letters to Juliet]]'' (2010) *''[[Operazione Spy Sitter]]'' (2010) *''[[Resident Evil: Afterlife]]'' (2010) *''[[Wall Street - Il denaro non dorme mai]]'' (2010) *''[[Melancholia]]'' (2011) *''[[The Tree of Life]]'' (2011) *''[[This Must Be the Place]]'' (2011) *''[[Una notte da leoni 2]]'' (2011) *''[[Unknown - Senza identità]]'' (2011) *''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012) *''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'' (2012) *''[[La frode]]'' (2012) *''[[Looper]]'' (2012) *''[[Sinister]]'' (2012) *''[[The Expatriate - In fuga dal nemico]]'' (2012) *''[[The Words]]'' (2012) *''[[12 anni schiavo]]'' (2013) *''[[Dallas Buyers Club]]'' (2013) *''[[Gangster Squad]]'' (2013) *''[[I sogni segreti di Walter Mitty]]'' (2013) *''[[Machete Kills]]'' (2013) *''[[Jobs]]'' (2013) *''[[Red 2]]'' (2013) *''[[Saving Mr. Banks]]'' (2013) *''[[World War Z]]'' (2013) *''[[Birdman (film)|Birdman]]'' (2014) *''[[RoboCop (film 2014)|RoboCop]]'' (2014) *''[[The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro]]'' (2014) *''[[The Imitation Game]]'' (2014) *''[[Fast & Furious 7]]'' (2015) *''[[Sopravvissuto - The Martian]]'' (2015) *''[[Doctor Strange (film)|Doctor Strange]]'' (2016) *''[[Fast & Furious 8]]'' (2017) *''[[Creed II]]'' (2018) *''[[Maria Maddalena (film 2018)|Maria Maddalena]]'' (2018) *''[[Doctor Sleep (film 2019)|Doctor Sleep]]'' (2019) *''[[Tenet]]'' (2020) *''[[Doctor Strange nel Multiverso della Follia]]'' (2022) *''[[The Substance]]'' (2024) *''[[Giurato numero 2]]'' (2024) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col|strette}} *''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955) *''[[Tarzan (film 1999)|Tarzan]]'' (1999) *''[[Spirit - Cavallo selvaggio]]'' (2002) *''[[Shrek 2]]'' (2004) *''[[Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti]]'' (2006) *''[[Giù per il tubo]]'' (2006) *''[[Ralph Spaccatutto]]'' (2012) *''[[Big Hero 6 (film)|Big Hero 6]]'' (2014) {{div col end}} ===Serie animate=== *''[[Candy Candy]]'' (1976 - 1979) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Law & Order - Unità vittime speciali]]'' (1999 - in corso) *''[[In the Beginning - In principio era]]'' (2000) *''[[La vita secondo Jim]]'' (2001 - 2009) *''[[Smallville]]'' (2001 – 2011) *''[[Due uomini e mezzo]]'' (2003 - 2015) *''[[Lost]]'' (2004 - 2010) *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007) *''[[Touch (serie televisiva)|Touch]]'' (2012 - 2013) *''[[Gotham (serie televisiva)|Gotham]]'' (2014 - 2019) *''[[Shades of Blue]]'' (2016 – 2018) *''[[La casa di carta]]'' (2017 - 2021) *''[[Adolescence (miniserie televisiva)|Adolescence]]'' (2025) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Fabio Boccanera]], cugino *[[Laura Boccanera]], cugina *[[Emanuela D'Amico]], cugina *[[Emanuela Rossi]], sorella *[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]], fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rossi, Massimo }} [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] mepuywgeqcjsxywr2u60bzi0tcp0w41 Guido Ferrando 0 185743 1419150 1370747 2026-07-05T09:10:11Z Gaux 18878 altra su Thoreau 1419150 wikitext text/x-wiki [[File:Guido Ferrando.JPG|miniatura|Guido Ferrando]] '''Guido Ferrando''' (1883 – 1969), docente, filosofo, teosofo, anglista, studioso di psicologia e antifascista italiano. ==Citazioni di Guido Ferrando== *Come tutti gli spiriti riformatori e costruttori [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] ha avuto la visione di una grande verità ed ha cercato di esprimerla: se fosse stato un filosofo l'avrebbe sviluppata e dimostrata in un sistema: ma egli è un mistico, un contemplatore, e la vuol comunicare direttamente coll'affermarla, col proclamarla col ripeterla, in tutti i modi e sotto tutti gli aspetti. E poiché si tratta di una verità che si sente e non si dimostra, che parla più all'anima che all'intelletto, egli poco si preoccupa della chiarezza e della coerenza delle sue parole, purché esse rendano in tutta la sua efficacia, in tutta la sua bellezza, la profonda visione del suo spirito contemplante.<ref>Dalla prefazione a Ralph Waldo Emerson, ''Energia morale: {{small|saggi scelti}}'', Sandron, Palermo, 1913. Citato in Maria Teresa de Majo, ''La fortuna di Ralph Waldo Emerson in Italia: {{small|(1847-1963)}}'', in ''Studi americani'', II, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1966, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&focus=searchwithinvolume&q=riformatori] [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&dq=come+tutti+gli+spiriti+riformatori+e+costruttori+Emerson&focus=searchwithinvolume&q=contemplante p. 62].</ref> *[...] il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. Esso è scritto a caratteri matematici, secondo la bella sentenza {{sic|G}}alileiana; lo spirito vi ritrova tutto ciò che vi ha posto, cioè le grandi leggi universali di cui l'uomo è, o dovrebbe esser cosciente; e vi ritrova inoltre tutte le immagini di bellezza e le misteriose armonie di suoni e di colori, che allietano la nostra vita terrena. Solo il savio e l'artista, solo colui che sotto l'infinito variar delle forme, sa scorgere l'unità di un principio che non cambia mai, e colui che sa intonare la sua anima alle voci delle cose, e renderla tersa e pura sì da riflettere tutte le luci e le ombre del creato, possono comprendere la natura; e ne viene di conseguenza che solo essi, il savio e l'artista, possono comprendere Thoreau. Proprio così. Però vi è un'altra chiave che ci permette di penetrare nella segreta e magnifica dimora di questa grande anima: l'amore. Basta amare la natura, amarla per sé stessa, per la sua bellezza, per il suo influsso purificatore, per comprendere Thoreau. Mai come in questo caso amare vuol dire comprendere; dobbiamo avvicinarci alle opere e alla vita di Thoreau con spirito di amore, cioè di unione e di adesione, non di critica, se vogliamo penetrarne il significato. E non dobbiamo fermarci alle apparenze; l'opera sua, simile anche in questo alla natura di cui egli fu amante devoto e fortunato, ha i suoi lati oscuri, insignificanti, {{sic|contradditorî}}; ma per chi scende oltre la superficie, tali difetti scompaiono in un'armonia superiore.<ref>Da ''H. Thoreau e il trascendentalismo americano'', pp. 7-8.</ref> ==''H. Thoreau e il trascendentalismo americano''== ===[[Incipit]]=== [[Henry David Thoreau]], il solitario di Walden, il discepolo di Emerson, è la più singolare figura che la storia letteraria americana ci presenti, ed è una delle anime più semplici e più complesse al tempo stesso, che si siano mai rivelate al mondo in pensieri ed azioni di una sincerità e nobiltà insuperabili. ===Citazioni=== *Thoreau, è bene ricordarlo, fu uno dei pochi uomini che non si lasciarono guidare dalle circostanze esteriori, che seppero foggiarsi il loro destino. E anche il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. (pp. 7-8) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Guido Ferrando, ''[https://archive.org/details/thoreau_e_il_trascendentalismo_americano H. Thoreau e il trascendentalismo americano]'', Battistelli, Firenze, 1920. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrando, Guido}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] hfsot2843nldt23cjnpsrgx4lnuh4he 1419152 1419150 2026-07-05T09:15:40Z Gaux 18878 /* Citazioni */ il trascendentalismo 1419152 wikitext text/x-wiki [[File:Guido Ferrando.JPG|miniatura|Guido Ferrando]] '''Guido Ferrando''' (1883 – 1969), docente, filosofo, teosofo, anglista, studioso di psicologia e antifascista italiano. ==Citazioni di Guido Ferrando== *Come tutti gli spiriti riformatori e costruttori [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] ha avuto la visione di una grande verità ed ha cercato di esprimerla: se fosse stato un filosofo l'avrebbe sviluppata e dimostrata in un sistema: ma egli è un mistico, un contemplatore, e la vuol comunicare direttamente coll'affermarla, col proclamarla col ripeterla, in tutti i modi e sotto tutti gli aspetti. E poiché si tratta di una verità che si sente e non si dimostra, che parla più all'anima che all'intelletto, egli poco si preoccupa della chiarezza e della coerenza delle sue parole, purché esse rendano in tutta la sua efficacia, in tutta la sua bellezza, la profonda visione del suo spirito contemplante.<ref>Dalla prefazione a Ralph Waldo Emerson, ''Energia morale: {{small|saggi scelti}}'', Sandron, Palermo, 1913. Citato in Maria Teresa de Majo, ''La fortuna di Ralph Waldo Emerson in Italia: {{small|(1847-1963)}}'', in ''Studi americani'', II, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1966, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&focus=searchwithinvolume&q=riformatori] [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&dq=come+tutti+gli+spiriti+riformatori+e+costruttori+Emerson&focus=searchwithinvolume&q=contemplante p. 62].</ref> *[...] il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. Esso è scritto a caratteri matematici, secondo la bella sentenza {{sic|G}}alileiana; lo spirito vi ritrova tutto ciò che vi ha posto, cioè le grandi leggi universali di cui l'uomo è, o dovrebbe esser cosciente; e vi ritrova inoltre tutte le immagini di bellezza e le misteriose armonie di suoni e di colori, che allietano la nostra vita terrena. Solo il savio e l'artista, solo colui che sotto l'infinito variar delle forme, sa scorgere l'unità di un principio che non cambia mai, e colui che sa intonare la sua anima alle voci delle cose, e renderla tersa e pura sì da riflettere tutte le luci e le ombre del creato, possono comprendere la natura; e ne viene di conseguenza che solo essi, il savio e l'artista, possono comprendere Thoreau. Proprio così. Però vi è un'altra chiave che ci permette di penetrare nella segreta e magnifica dimora di questa grande anima: l'amore. Basta amare la natura, amarla per sé stessa, per la sua bellezza, per il suo influsso purificatore, per comprendere Thoreau. Mai come in questo caso amare vuol dire comprendere; dobbiamo avvicinarci alle opere e alla vita di Thoreau con spirito di amore, cioè di unione e di adesione, non di critica, se vogliamo penetrarne il significato. E non dobbiamo fermarci alle apparenze; l'opera sua, simile anche in questo alla natura di cui egli fu amante devoto e fortunato, ha i suoi lati oscuri, insignificanti, {{sic|contradditorî}}; ma per chi scende oltre la superficie, tali difetti scompaiono in un'armonia superiore.<ref>Da ''H. Thoreau e il trascendentalismo americano'', pp. 7-8.</ref> ==''H. Thoreau e il trascendentalismo americano''== ===[[Incipit]]=== [[Henry David Thoreau]], il solitario di Walden, il discepolo di Emerson, è la più singolare figura che la storia letteraria americana ci presenti, ed è una delle anime più semplici e più complesse al tempo stesso, che si siano mai rivelate al mondo in pensieri ed azioni di una sincerità e nobiltà insuperabili. ===Citazioni=== *Thoreau, è bene ricordarlo, fu uno dei pochi uomini che non si lasciarono guidare dalle circostanze esteriori, che seppero foggiarsi il loro destino. E anche il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. (pp. 7-8) *Il [[trascendentalismo]] è stato diversamente giudicato: mentre alcuni ne esagerano l'importanza che pure fu grande e lo considerano come il fenomeno più interessante nella vita americana; altri, colpiti forse dagli eccessi, dalle stranezze e dalle puerili ingenuità di alcuni suoi rappresentanti, ne parlano come di un movimento pazzesco di cui possiamo sorridere e nulla più. (p. 13) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Guido Ferrando, ''[https://archive.org/details/thoreau_e_il_trascendentalismo_americano H. Thoreau e il trascendentalismo americano]'', Battistelli, Firenze, 1920. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrando, Guido}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] cnvmjppry8ew7a8ydka3b23iy95ml7b 1419155 1419152 2026-07-05T09:35:37Z Gaux 18878 sposto (ed amplio) una citazione precedente nella sezione specifica) 1419155 wikitext text/x-wiki [[File:Guido Ferrando.JPG|miniatura|Guido Ferrando]] '''Guido Ferrando''' (1883 – 1969), docente, filosofo, teosofo, anglista, studioso di psicologia e antifascista italiano. ==Citazioni di Guido Ferrando== *Come tutti gli spiriti riformatori e costruttori [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] ha avuto la visione di una grande verità ed ha cercato di esprimerla: se fosse stato un filosofo l'avrebbe sviluppata e dimostrata in un sistema: ma egli è un mistico, un contemplatore, e la vuol comunicare direttamente coll'affermarla, col proclamarla col ripeterla, in tutti i modi e sotto tutti gli aspetti. E poiché si tratta di una verità che si sente e non si dimostra, che parla più all'anima che all'intelletto, egli poco si preoccupa della chiarezza e della coerenza delle sue parole, purché esse rendano in tutta la sua efficacia, in tutta la sua bellezza, la profonda visione del suo spirito contemplante.<ref>Dalla prefazione a Ralph Waldo Emerson, ''Energia morale: {{small|saggi scelti}}'', Sandron, Palermo, 1913. Citato in Maria Teresa de Majo, ''La fortuna di Ralph Waldo Emerson in Italia: {{small|(1847-1963)}}'', in ''Studi americani'', II, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1966, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&focus=searchwithinvolume&q=riformatori] [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&dq=come+tutti+gli+spiriti+riformatori+e+costruttori+Emerson&focus=searchwithinvolume&q=contemplante p. 62].</ref> ==''H. Thoreau e il trascendentalismo americano''== ===[[Incipit]]=== [[Henry David Thoreau]], il solitario di Walden, il discepolo di Emerson, è la più singolare figura che la storia letteraria americana ci presenti, ed è una delle anime più semplici e più complesse al tempo stesso, che si siano mai rivelate al mondo in pensieri ed azioni di una sincerità e nobiltà insuperabili. ===Citazioni=== *Tentar di definire un uomo come Thoreau, è impresa vana. Egli disse di sé: io sono un mistico, un trascendentalista, un filosofo naturale; definizione questa che definisce ben poco, perché ognuno dei suoi termini richiede a sua volta di esser chiarito e spiegato. Sperar di poter delineare in modo abbastanza preciso, i contorni della sua figura morale e spirituale; col semplice studio dei fatti esteriori della sua esistenza, è ugualmente un'illusione. Gli avvenimenti esterni hanno esercitato una ben scarsa influenza sul suo carattere e sull'opera sua, che sono per la maggior parte un prodotto della sua attività interiore. (p. 7) *Thoreau, è bene ricordarlo, fu uno dei pochi uomini che non si lasciarono guidare dalle circostanze esteriori, che seppero foggiarsi il loro destino. E anche il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. Esso è scritto a caratteri matematici, secondo la bella sentenza {{sic|G}}alileiana; lo spirito vi ritrova tutto ciò che. vi ha posto, cioè le grandi leggi universali di cui l'uomo è, o dovrebbe esser cosciente; e vi ritrova inoltre tutte Ie immagini di bellezza e le misteriose armonie di suoni e di colori, che allietano la nostra vita terrena. Solo il savio e l'artista, solo colui che sotto l'infinito variar delle forme, sa scorgere l' unità di un principio che non cambia mai, e colui che sa intonare la sua anima alle voci delle cose, e renderla tersa e pura sì da riflettere tutte le luci e le ombre del creato, possono comprendere Îa natura; e ne viene di conseguenza che solo essi, il savio e l'artista, possono comprendere Thoreau. (pp. 7-8) *{{NDR|Thoreau}} [...] vi è un'altra chiave che ci permette di penetrare nella segreta e magnifica dimora di questa grande anima: l'amore. Basta amare la natura, amarla per sè stessa, per la sua bellezza, per il suo influsso purificatore, per comprendere Thoreau. Mai come in questo caso amare vuol dire comprendere; dobbiamo avvicinarci alle opere e alla vita di Thoreau con spirito di amore, cioè di unione e di adesione, non di critica, se vogliamo penetrarne il significato. E non dobbiamo fermarci alle apparenze; l'opera sua, simile anche in questo alla natura di cui egli fu amante devoto e fortunato, ha i suoi lati oscuri, insignificanti, contradditorî; ma per chi scende oltre la superficie, tali difetti scompaiono in un'armonia superiore. (p. 8) *Il [[trascendentalismo]] è stato diversamente giudicato: mentre alcuni ne esagerano l'importanza che pure fu grande e lo considerano come il fenomeno più interessante nella vita americana; altri, colpiti forse dagli eccessi, dalle stranezze e dalle puerili ingenuità di alcuni suoi rappresentanti, ne parlano come di un movimento pazzesco di cui possiamo sorridere e nulla più. (p. 13) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Guido Ferrando, ''[https://archive.org/details/thoreau_e_il_trascendentalismo_americano H. Thoreau e il trascendentalismo americano]'', Battistelli, Firenze, 1920. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrando, Guido}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 63i5nbtq53rrhu3jr5y3a5zmgp8g6xh 1419156 1419155 2026-07-05T09:39:02Z Gaux 18878 /* Citazioni */ correzione refusi 1419156 wikitext text/x-wiki [[File:Guido Ferrando.JPG|miniatura|Guido Ferrando]] '''Guido Ferrando''' (1883 – 1969), docente, filosofo, teosofo, anglista, studioso di psicologia e antifascista italiano. ==Citazioni di Guido Ferrando== *Come tutti gli spiriti riformatori e costruttori [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] ha avuto la visione di una grande verità ed ha cercato di esprimerla: se fosse stato un filosofo l'avrebbe sviluppata e dimostrata in un sistema: ma egli è un mistico, un contemplatore, e la vuol comunicare direttamente coll'affermarla, col proclamarla col ripeterla, in tutti i modi e sotto tutti gli aspetti. E poiché si tratta di una verità che si sente e non si dimostra, che parla più all'anima che all'intelletto, egli poco si preoccupa della chiarezza e della coerenza delle sue parole, purché esse rendano in tutta la sua efficacia, in tutta la sua bellezza, la profonda visione del suo spirito contemplante.<ref>Dalla prefazione a Ralph Waldo Emerson, ''Energia morale: {{small|saggi scelti}}'', Sandron, Palermo, 1913. Citato in Maria Teresa de Majo, ''La fortuna di Ralph Waldo Emerson in Italia: {{small|(1847-1963)}}'', in ''Studi americani'', II, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1966, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&focus=searchwithinvolume&q=riformatori] [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&dq=come+tutti+gli+spiriti+riformatori+e+costruttori+Emerson&focus=searchwithinvolume&q=contemplante p. 62].</ref> ==''H. Thoreau e il trascendentalismo americano''== ===[[Incipit]]=== [[Henry David Thoreau]], il solitario di Walden, il discepolo di Emerson, è la più singolare figura che la storia letteraria americana ci presenti, ed è una delle anime più semplici e più complesse al tempo stesso, che si siano mai rivelate al mondo in pensieri ed azioni di una sincerità e nobiltà insuperabili. ===Citazioni=== *Tentar di definire un uomo come Thoreau, è impresa vana. Egli disse di sé: io sono un [[Mistica|mistico]], un trascendentalista, un filosofo naturale; definizione questa che definisce ben poco, perché ognuno dei suoi termini richiede a sua volta di esser chiarito e spiegato. Sperar di poter delineare in modo abbastanza preciso, i contorni della sua figura morale e spirituale; col semplice studio dei fatti esteriori della sua esistenza, è ugualmente un'illusione. Gli avvenimenti esterni hanno esercitato una ben scarsa influenza sul suo carattere e sull'opera sua, che sono per la maggior parte un prodotto della sua attività interiore. (p. 7) *Thoreau, è bene ricordarlo, fu uno dei pochi uomini che non si lasciarono guidare dalle circostanze esteriori, che seppero foggiarsi il loro destino. E anche il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. Esso è scritto a caratteri matematici, secondo la bella sentenza {{sic|G}}alileiana; lo spirito vi ritrova tutto ciò che. vi ha posto, cioè le grandi leggi universali di cui l'uomo è, o dovrebbe esser cosciente; e vi ritrova inoltre tutte le immagini di bellezza e le misteriose armonie di suoni e di colori, che allietano la nostra vita terrena. Solo il savio e l'artista, solo colui che sotto l'infinito variar delle forme, sa scorgere l'unità di un principio che non cambia mai, e colui che sa intonare la sua anima alle voci delle cose, e renderla tersa e pura sì da riflettere tutte le luci e le ombre del creato, possono comprendere la natura; e ne viene di conseguenza che solo essi, il savio e l'artista, possono comprendere Thoreau. (pp. 7-8) *{{NDR|Thoreau}} [...] vi è un'altra chiave che ci permette di penetrare nella segreta e magnifica dimora di questa grande anima: l'amore. Basta amare la natura, amarla per sé stessa, per la sua bellezza, per il suo influsso purificatore, per comprendere Thoreau. Mai come in questo caso amare vuol dire comprendere; dobbiamo avvicinarci alle opere e alla vita di Thoreau con spirito di amore, cioè di unione e di adesione, non di critica, se vogliamo penetrarne il significato. E non dobbiamo fermarci alle apparenze; l'opera sua, simile anche in questo alla natura di cui egli fu amante devoto e fortunato, ha i suoi lati oscuri, insignificanti, contradditorî; ma per chi scende oltre la superficie, tali difetti scompaiono in un'armonia superiore. (p. 8) *Il [[trascendentalismo]] è stato diversamente giudicato: mentre alcuni ne esagerano l'importanza che pure fu grande e lo considerano come il fenomeno più interessante nella vita americana; altri, colpiti forse dagli eccessi, dalle stranezze e dalle puerili ingenuità di alcuni suoi rappresentanti, ne parlano come di un movimento pazzesco di cui possiamo sorridere e nulla più. (p. 13) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Guido Ferrando, ''[https://archive.org/details/thoreau_e_il_trascendentalismo_americano H. Thoreau e il trascendentalismo americano]'', Battistelli, Firenze, 1920. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrando, Guido}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] ds67x3rzgqzxuwn6qci0ekkkog89l5k 1419157 1419156 2026-07-05T09:41:23Z Gaux 18878 /* Bibliografia */ typo 1419157 wikitext text/x-wiki [[File:Guido Ferrando.JPG|miniatura|Guido Ferrando]] '''Guido Ferrando''' (1883 – 1969), docente, filosofo, teosofo, anglista, studioso di psicologia e antifascista italiano. ==Citazioni di Guido Ferrando== *Come tutti gli spiriti riformatori e costruttori [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] ha avuto la visione di una grande verità ed ha cercato di esprimerla: se fosse stato un filosofo l'avrebbe sviluppata e dimostrata in un sistema: ma egli è un mistico, un contemplatore, e la vuol comunicare direttamente coll'affermarla, col proclamarla col ripeterla, in tutti i modi e sotto tutti gli aspetti. E poiché si tratta di una verità che si sente e non si dimostra, che parla più all'anima che all'intelletto, egli poco si preoccupa della chiarezza e della coerenza delle sue parole, purché esse rendano in tutta la sua efficacia, in tutta la sua bellezza, la profonda visione del suo spirito contemplante.<ref>Dalla prefazione a Ralph Waldo Emerson, ''Energia morale: {{small|saggi scelti}}'', Sandron, Palermo, 1913. Citato in Maria Teresa de Majo, ''La fortuna di Ralph Waldo Emerson in Italia: {{small|(1847-1963)}}'', in ''Studi americani'', II, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1966, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&focus=searchwithinvolume&q=riformatori] [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&dq=come+tutti+gli+spiriti+riformatori+e+costruttori+Emerson&focus=searchwithinvolume&q=contemplante p. 62].</ref> ==''H. Thoreau e il trascendentalismo americano''== ===[[Incipit]]=== [[Henry David Thoreau]], il solitario di Walden, il discepolo di Emerson, è la più singolare figura che la storia letteraria americana ci presenti, ed è una delle anime più semplici e più complesse al tempo stesso, che si siano mai rivelate al mondo in pensieri ed azioni di una sincerità e nobiltà insuperabili. ===Citazioni=== *Tentar di definire un uomo come Thoreau, è impresa vana. Egli disse di sé: io sono un [[Mistica|mistico]], un trascendentalista, un filosofo naturale; definizione questa che definisce ben poco, perché ognuno dei suoi termini richiede a sua volta di esser chiarito e spiegato. Sperar di poter delineare in modo abbastanza preciso, i contorni della sua figura morale e spirituale; col semplice studio dei fatti esteriori della sua esistenza, è ugualmente un'illusione. Gli avvenimenti esterni hanno esercitato una ben scarsa influenza sul suo carattere e sull'opera sua, che sono per la maggior parte un prodotto della sua attività interiore. (p. 7) *Thoreau, è bene ricordarlo, fu uno dei pochi uomini che non si lasciarono guidare dalle circostanze esteriori, che seppero foggiarsi il loro destino. E anche il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. Esso è scritto a caratteri matematici, secondo la bella sentenza {{sic|G}}alileiana; lo spirito vi ritrova tutto ciò che. vi ha posto, cioè le grandi leggi universali di cui l'uomo è, o dovrebbe esser cosciente; e vi ritrova inoltre tutte le immagini di bellezza e le misteriose armonie di suoni e di colori, che allietano la nostra vita terrena. Solo il savio e l'artista, solo colui che sotto l'infinito variar delle forme, sa scorgere l'unità di un principio che non cambia mai, e colui che sa intonare la sua anima alle voci delle cose, e renderla tersa e pura sì da riflettere tutte le luci e le ombre del creato, possono comprendere la natura; e ne viene di conseguenza che solo essi, il savio e l'artista, possono comprendere Thoreau. (pp. 7-8) *{{NDR|Thoreau}} [...] vi è un'altra chiave che ci permette di penetrare nella segreta e magnifica dimora di questa grande anima: l'amore. Basta amare la natura, amarla per sé stessa, per la sua bellezza, per il suo influsso purificatore, per comprendere Thoreau. Mai come in questo caso amare vuol dire comprendere; dobbiamo avvicinarci alle opere e alla vita di Thoreau con spirito di amore, cioè di unione e di adesione, non di critica, se vogliamo penetrarne il significato. E non dobbiamo fermarci alle apparenze; l'opera sua, simile anche in questo alla natura di cui egli fu amante devoto e fortunato, ha i suoi lati oscuri, insignificanti, contradditorî; ma per chi scende oltre la superficie, tali difetti scompaiono in un'armonia superiore. (p. 8) *Il [[trascendentalismo]] è stato diversamente giudicato: mentre alcuni ne esagerano l'importanza che pure fu grande e lo considerano come il fenomeno più interessante nella vita americana; altri, colpiti forse dagli eccessi, dalle stranezze e dalle puerili ingenuità di alcuni suoi rappresentanti, ne parlano come di un movimento pazzesco di cui possiamo sorridere e nulla più. (p. 13) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Guido Ferrando, ''[https://archive.org/details/thoreau_e_il_trascendentalismo_americano/page/n1/mode/1up H. Thoreau e il trascendentalismo americano]'', Luigi Battistelli, Firenze, 1920. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrando, Guido}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] q1z2b3vwfmyrq4ppgzuc825trstp2ae 1419159 1419157 2026-07-05T09:45:49Z Gaux 18878 /* Citazioni */ altra sul trascendentalismo 1419159 wikitext text/x-wiki [[File:Guido Ferrando.JPG|miniatura|Guido Ferrando]] '''Guido Ferrando''' (1883 – 1969), docente, filosofo, teosofo, anglista, studioso di psicologia e antifascista italiano. ==Citazioni di Guido Ferrando== *Come tutti gli spiriti riformatori e costruttori [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] ha avuto la visione di una grande verità ed ha cercato di esprimerla: se fosse stato un filosofo l'avrebbe sviluppata e dimostrata in un sistema: ma egli è un mistico, un contemplatore, e la vuol comunicare direttamente coll'affermarla, col proclamarla col ripeterla, in tutti i modi e sotto tutti gli aspetti. E poiché si tratta di una verità che si sente e non si dimostra, che parla più all'anima che all'intelletto, egli poco si preoccupa della chiarezza e della coerenza delle sue parole, purché esse rendano in tutta la sua efficacia, in tutta la sua bellezza, la profonda visione del suo spirito contemplante.<ref>Dalla prefazione a Ralph Waldo Emerson, ''Energia morale: {{small|saggi scelti}}'', Sandron, Palermo, 1913. Citato in Maria Teresa de Majo, ''La fortuna di Ralph Waldo Emerson in Italia: {{small|(1847-1963)}}'', in ''Studi americani'', II, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1966, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&focus=searchwithinvolume&q=riformatori] [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&dq=come+tutti+gli+spiriti+riformatori+e+costruttori+Emerson&focus=searchwithinvolume&q=contemplante p. 62].</ref> ==''H. Thoreau e il trascendentalismo americano''== ===[[Incipit]]=== [[Henry David Thoreau]], il solitario di Walden, il discepolo di Emerson, è la più singolare figura che la storia letteraria americana ci presenti, ed è una delle anime più semplici e più complesse al tempo stesso, che si siano mai rivelate al mondo in pensieri ed azioni di una sincerità e nobiltà insuperabili. ===Citazioni=== *Tentar di definire un uomo come Thoreau, è impresa vana. Egli disse di sé: io sono un [[Mistica|mistico]], un trascendentalista, un filosofo naturale; definizione questa che definisce ben poco, perché ognuno dei suoi termini richiede a sua volta di esser chiarito e spiegato. Sperar di poter delineare in modo abbastanza preciso, i contorni della sua figura morale e spirituale; col semplice studio dei fatti esteriori della sua esistenza, è ugualmente un'illusione. Gli avvenimenti esterni hanno esercitato una ben scarsa influenza sul suo carattere e sull'opera sua, che sono per la maggior parte un prodotto della sua attività interiore. (p. 7) *Thoreau, è bene ricordarlo, fu uno dei pochi uomini che non si lasciarono guidare dalle circostanze esteriori, che seppero foggiarsi il loro destino. E anche il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. Esso è scritto a caratteri matematici, secondo la bella sentenza {{sic|G}}alileiana; lo spirito vi ritrova tutto ciò che. vi ha posto, cioè le grandi leggi universali di cui l'uomo è, o dovrebbe esser cosciente; e vi ritrova inoltre tutte le immagini di bellezza e le misteriose armonie di suoni e di colori, che allietano la nostra vita terrena. Solo il savio e l'artista, solo colui che sotto l'infinito variar delle forme, sa scorgere l'unità di un principio che non cambia mai, e colui che sa intonare la sua anima alle voci delle cose, e renderla tersa e pura sì da riflettere tutte le luci e le ombre del creato, possono comprendere la natura; e ne viene di conseguenza che solo essi, il savio e l'artista, possono comprendere Thoreau. (pp. 7-8) *{{NDR|Thoreau}} [...] vi è un'altra chiave che ci permette di penetrare nella segreta e magnifica dimora di questa grande anima: l'amore. Basta amare la natura, amarla per sé stessa, per la sua bellezza, per il suo influsso purificatore, per comprendere Thoreau. Mai come in questo caso amare vuol dire comprendere; dobbiamo avvicinarci alle opere e alla vita di Thoreau con spirito di amore, cioè di unione e di adesione, non di critica, se vogliamo penetrarne il significato. E non dobbiamo fermarci alle apparenze; l'opera sua, simile anche in questo alla natura di cui egli fu amante devoto e fortunato, ha i suoi lati oscuri, insignificanti, contradditorî; ma per chi scende oltre la superficie, tali difetti scompaiono in un'armonia superiore. (p. 8) *Il [[trascendentalismo]] è stato diversamente giudicato: mentre alcuni ne esagerano l'importanza che pure fu grande e lo considerano come il fenomeno più interessante nella vita americana; altri, colpiti forse dagli eccessi, dalle stranezze e dalle puerili ingenuità di alcuni suoi rappresentanti, ne parlano come di un movimento pazzesco di cui possiamo sorridere e nulla più. (p. 13) *Per comprendere il valore del trascendentalismo, non bisogna fermarsi alle apparenze, né considerarlo solo come un movimento letterario o come espressione di un misticismo vago ed incoerente. Il significato vero di questo notevole fenomeno sta nel suo contenuto morale ed ideale, nella sua sincerità, nel calore di fede con cui venivano predicate certe verità spirituali che divennero poi patrimonio comune delle migliori coscienze e servirono a temprare il carattere della nazione. Mistici sì, i trascendentalisti, ma non vaneggiatori; letterati nel senso buono della parola, e non ciarlatani. (p. 13) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Guido Ferrando, ''[https://archive.org/details/thoreau_e_il_trascendentalismo_americano/page/n1/mode/1up H. Thoreau e il trascendentalismo americano]'', Luigi Battistelli, Firenze, 1920. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrando, Guido}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] l2x3wv6l7nv21n1w2nozfjpaihbfi61 1419161 1419159 2026-07-05T09:50:14Z Gaux 18878 /* Citazioni */ wlink 1419161 wikitext text/x-wiki [[File:Guido Ferrando.JPG|miniatura|Guido Ferrando]] '''Guido Ferrando''' (1883 – 1969), docente, filosofo, teosofo, anglista, studioso di psicologia e antifascista italiano. ==Citazioni di Guido Ferrando== *Come tutti gli spiriti riformatori e costruttori [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] ha avuto la visione di una grande verità ed ha cercato di esprimerla: se fosse stato un filosofo l'avrebbe sviluppata e dimostrata in un sistema: ma egli è un mistico, un contemplatore, e la vuol comunicare direttamente coll'affermarla, col proclamarla col ripeterla, in tutti i modi e sotto tutti gli aspetti. E poiché si tratta di una verità che si sente e non si dimostra, che parla più all'anima che all'intelletto, egli poco si preoccupa della chiarezza e della coerenza delle sue parole, purché esse rendano in tutta la sua efficacia, in tutta la sua bellezza, la profonda visione del suo spirito contemplante.<ref>Dalla prefazione a Ralph Waldo Emerson, ''Energia morale: {{small|saggi scelti}}'', Sandron, Palermo, 1913. Citato in Maria Teresa de Majo, ''La fortuna di Ralph Waldo Emerson in Italia: {{small|(1847-1963)}}'', in ''Studi americani'', II, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1966, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&focus=searchwithinvolume&q=riformatori] [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=jyFEAAAAYAAJ&dq=come+tutti+gli+spiriti+riformatori+e+costruttori+Emerson&focus=searchwithinvolume&q=contemplante p. 62].</ref> ==''H. Thoreau e il trascendentalismo americano''== ===[[Incipit]]=== [[Henry David Thoreau]], il solitario di Walden, il discepolo di Emerson, è la più singolare figura che la storia letteraria americana ci presenti, ed è una delle anime più semplici e più complesse al tempo stesso, che si siano mai rivelate al mondo in pensieri ed azioni di una sincerità e nobiltà insuperabili. ===Citazioni=== *Tentar di definire un uomo come Thoreau, è impresa vana. Egli disse di sé: io sono un [[Mistica|mistico]], un trascendentalista, un filosofo naturale; definizione questa che definisce ben poco, perché ognuno dei suoi termini richiede a sua volta di esser chiarito e spiegato. Sperar di poter delineare in modo abbastanza preciso, i contorni della sua figura morale e spirituale; col semplice studio dei fatti esteriori della sua esistenza, è ugualmente un'illusione. Gli avvenimenti esterni hanno esercitato una ben scarsa influenza sul suo carattere e sull'opera sua, che sono per la maggior parte un prodotto della sua attività interiore. (p. 7) *Thoreau, è bene ricordarlo, fu uno dei pochi uomini che non si lasciarono guidare dalle circostanze esteriori, che seppero foggiarsi il loro destino. E anche il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. Esso è scritto a caratteri matematici, secondo la bella sentenza [[Galileo Galilei|{{sic|G}}alileiana]]; lo spirito vi ritrova tutto ciò che. vi ha posto, cioè le grandi leggi universali di cui l'uomo è, o dovrebbe esser cosciente; e vi ritrova inoltre tutte le immagini di bellezza e le misteriose armonie di suoni e di colori, che allietano la nostra vita terrena. Solo il savio e l'artista, solo colui che sotto l'infinito variar delle forme, sa scorgere l'unità di un principio che non cambia mai, e colui che sa intonare la sua anima alle voci delle cose, e renderla tersa e pura sì da riflettere tutte le luci e le ombre del creato, possono comprendere la natura; e ne viene di conseguenza che solo essi, il savio e l'artista, possono comprendere Thoreau. (pp. 7-8) *{{NDR|Thoreau}} [...] vi è un'altra chiave che ci permette di penetrare nella segreta e magnifica dimora di questa grande anima: l'amore. Basta amare la natura, amarla per sé stessa, per la sua bellezza, per il suo influsso purificatore, per comprendere Thoreau. Mai come in questo caso amare vuol dire comprendere; dobbiamo avvicinarci alle opere e alla vita di Thoreau con spirito di amore, cioè di unione e di adesione, non di critica, se vogliamo penetrarne il significato. E non dobbiamo fermarci alle apparenze; l'opera sua, simile anche in questo alla natura di cui egli fu amante devoto e fortunato, ha i suoi lati oscuri, insignificanti, contradditorî; ma per chi scende oltre la superficie, tali difetti scompaiono in un'armonia superiore. (p. 8) *Il [[trascendentalismo]] è stato diversamente giudicato: mentre alcuni ne esagerano l'importanza che pure fu grande e lo considerano come il fenomeno più interessante nella vita americana; altri, colpiti forse dagli eccessi, dalle stranezze e dalle puerili ingenuità di alcuni suoi rappresentanti, ne parlano come di un movimento pazzesco di cui possiamo sorridere e nulla più. (p. 13) *Per comprendere il valore del trascendentalismo, non bisogna fermarsi alle apparenze, né considerarlo solo come un movimento letterario o come espressione di un misticismo vago ed incoerente. Il significato vero di questo notevole fenomeno sta nel suo contenuto morale ed ideale, nella sua sincerità, nel calore di fede con cui venivano predicate certe verità spirituali che divennero poi patrimonio comune delle migliori coscienze e servirono a temprare il carattere della nazione. Mistici sì, i trascendentalisti, ma non vaneggiatori; letterati nel senso buono della parola, e non ciarlatani. (p. 13) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Guido Ferrando, ''[https://archive.org/details/thoreau_e_il_trascendentalismo_americano/page/n1/mode/1up H. Thoreau e il trascendentalismo americano]'', Luigi Battistelli, Firenze, 1920. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrando, Guido}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 73hl3kkumqbsbs4gimb5pa0ajy7qby7 Utente:Superchilum/Wait 2 194408 1419146 1396700 2026-07-05T08:47:35Z Superchilum 630 1419146 wikitext text/x-wiki '''Citazioni belle ma non (ancora) enciclopediche''' (cfr. anche [[:w:Utente:Superchilum/UP/do|Wikipedia]]) ==Citazioni== *{{NDR|Su [[Paolo Mantovani]]}} Aveva le sue cabale. Per un certo periodo adoperava, anzi adoperavamo tutti un certo bagno schiuma. Portava buono. La squadra perse qualche partita e allora la domenica mattina smettemmo di lavarci...<ref>[[Francesca Mantovani]]; citato in Renzo Parodi, ''Paolo Mantovani'', Tormena, Genova, p. 29</ref> *Belin, termine genovese, da ''bélo'', 'budello', è inutile andarlo a cercare nel libro dei santi.<ref>[[Giampaolo Pecori]], citato in Luca Ponte, ''Le genovesi'', Fratelli Frilli Editori, Genova, 2004, p. 81. ISBN 88-7563-023-2</ref> *Come sempre, Ortolani si conferma un autore dal background cinematografico ricco e affascinate, da cui attinge a piene mani per restituircene i personaggi dopo un inimitabile restyling.<ref>[[Pier Giuseppe Fenzi]], ''Jason e Phibes (i papà di Aldo?)'' in ''Venerdì 12 – Il risveglio'', ''Special Events'' n. 44, agosto 2004, ed. Panini Comics</ref> *Il [[Leone Cimpellin|Cimpellone]] è un personaggio davvero esuberante. Nonostante il suo attaccamento al lavoro, che a volte lo portava a disegnare anche di notte per finire in tempo un ''Jonny Logan'', spesso lasciava emergere la sua anima di giocherellone, di casinista nato.<ref>[[Roberto Sangalli]], da Davide Barzi, ''Leo Cimpellin - Leo Ortolani'', serie ''Quaderni d'autori'' n. 2, Edizioni If, 2002, p. 119. ISBN 88-524-0010-9</ref> *La mattina del 13 febbraio 2000, i quotidiani domenicali uscirono con la notizia che [[Charles M. Schulz]] era morto nel sonno, di complicazioni dovute al cancro al colon, poche ora prima che l'ultima tavola a fumetti fosse pubblicata in tutto il mondo. In fondo, la sua vita era inseparabilmente legata alla sua arte. Nel momento in cui aveva cessato di essere un fumettista, aveva cessato di vivere.<ref>[[David Michaelis]], ''Schulz and Peanuts. A Biography'', Harper, New York, 2007. Citato in Simona Bassano di Tufillo, ''Piccola storia dei Peanuts'', Donzelli Editore, Roma, 2010, pp. 12-13. ISBN 978-88-6036-477-7</ref> *[[Leo Ortolani|Leo]] racconta storie comiche, a volte irriverenti e nello stesso tempo di una grande profondità: storie capaci di toccare i grandi temi del bene e del male, sino ad un confronto diretto col messaggio evangelico, come nella saga dei Sacrificabili che gli è valsa il premio Fede a strisce.<ref>[[Tommaso Danovaro]], citato in ''[http://www.osservatoreromano.va/it/news/diavoli-e-angeli-custodi Diavoli e angeli custodi]'', ''L'Osservatore Romano'', 6 aprile 2017</ref> *No, non è vero.<br/>Non è vero che devi sempre pensarci.<br/>Non è vero che il ragionamento ti risolverà ogni dubbio o paura.<br/>Non è vero. Anzi.<br/>Alcune delle decisioni più importanti della mia vita le ho prese bloccando il flusso di un inarrestabile turbinio di pensieri che aveva il solo effetto di imbrigliarmi in una rete di inestricabili paure.<br/>Ho chiuso gli occhi un istante.<br/>Ho sentito un punto qui, sospeso tra lo stomaco e la gola.<br/>Ho tirato un bel respiro, ho aperto gli occhi, ho mosso il primo passo.<br/>E mi sono lasciato andare, con fiducia, all'inesorabile flusso di questo nostro Divenire.<br/><br/>Talvolta la risposta è nel bloccare ogni domanda.<br/>Abbandonarsi a qualcosa di più grande.<br/>Aver fiducia nel flusso della vita.<br/>Semplicemente, sentire.<br/><br/>''Spiro ergo sum''.<br/>Respiro, quindi sono.<ref>[[Oscar Travino]], fonte sconosciuta ma esistente (vista la pagina del libro)</ref> *Prima della partita {{NDR|un derby}} la signora Mantovani spiega: "Soffrirò oggi comunque; se perde il Genoa perché sono genoana, se perde la Sampdoria perché mio marito torna a casa distrutto e lo devo consolare. Lei immagini...".<ref>[[Vittorio Sirianni]], ne ''La Gazzetta del lunedì'', 17 marzo 1980; citato in Flamigni, p. 19</ref> *{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Quando i miei amici lo hanno visto buttare a terra la maglia dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] hanno detto: pessimo negro.<ref>[[Papa Dadson]], citato in Concita De Gregorio, ''Io vi maledico'', Einaudi, Torino, 2013, p. 49. ISBN 978-88-6621-353-6</ref> *{{NDR|Sul [[Sacro Catino]]}} [...] quella divina preziosa coppa in cui Dio si dette per il cibo più saporoso e benefico agli uomini; la quale ebbe Genova in premio degli aiuti e soccorsi prestati. Si chiami la più felice, e non la meno fortunata, poi che in cambio di imprese umane ebbe un trofeo divino.<ref>[[Juan Antonio de Benavides]], ''Nuestra señora del mar''; citato in Antonio Restori, ''Genova nel Teatro classico di Spagna'', in ''Annuario dell'anno scolastico 1911-1912'', Società Tipografica Ligure E. Oliveri & C., Genova, 1912, p. 60</ref> *Se ho da spiegarlo a qualche lettore non genovese, il ''mugugno'' non è altro che un malcontento ingenito, formulato giorno per giorno, ora per ora, con una mormorazione che, dopo tutto, non intacca la fama d'alcuno, non ha la menoma idea di panzana, ma a tutta prima può scambiarsi per un venticello, un sordo e strano ronzio, avente per meta qualche cosa che, meno male, non è sempre la riputazione degli altri.<br/>Il ''mugugno'', di cui ogni buon cronista locale s'è occupato, è un bisogno individuale, non so bene se sfogo, o vizio del sangue, per cui il genovese che ne è impeciato, comincia la sua antifona quotidiana, criticando, in mancanza di migliore appiglio, sè stesso.<ref>[[Ferdinando Resasco]], ''Lorenzo Orengo'', in ''La necropoli di Staglieno'', Stabilimento Tipografico Genovese, Genova, 1892, pp. 189-190</ref> *Strano destino. Fra due mali bisogna sempre saper scegliere il minore. Così nei lontani anni cinquanta divenni sampdoriano. Poi con la dinastia Mantovani capii che avevo scelto bene.<ref>[[Massimo Farci]]; citato in Flamigni, p. 70</ref> *Tutto quello che abbiamo fatto insieme non è stato né intellettuale né molto elevato. Era vita e amore, dolore e tristezza, gioia e magia.<ref>[[Renaldo Fischer]], ''Storia di un cane e del padrone a cui insegno la libertà'', Corbaccio, Milano, 1997, trad. Laura Pignatti, p. 116. ISBN 88-7972-205-0</ref> *{{NDR|Su [[Lobo (personaggio DC Comics)|Lobo]]}} Un mito, un eroe che va incontro agli anni novanta prendendoli gioiosamente a calci nel sedere, un incrocio fra i supermaniaci di Watchmen, il Ranxerox di Tamburini e Liberatore e il Frank 'N' Furter del Rocky Horror Picture Show.<ref>[[Andrea Voglino]], introduzione al volume ''Lobo: L'ultimo czarniano'', ed. Play Press Publishing, marzo 1994</ref> *Uno [[Franco Scoglio|Scoglio]] non può fermare il mare.<ref>[[Federico Buffoni]]; citato in AA. VV., ''Quelli che il baciccia'', Fratelli Frilli Editori, Genova, 2002, p. 90</ref> ===[[Giulio Cappi]]=== ====''Da Mentone a Genova''==== *Il Golfo di Genova, sarei per dire, usurpa i diritti alle lenti convergenti; e, concentrando i raggi solari, prepara i molli tiepori di Sestri e di Pegli ai dilicati toraci che dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Nord di Europa v'accorrono a cercar nel verno arie più dolci. Il gran convesso dell'ultima Riviera occidentale sembra scimiottare le funzioni delle lenti divergenti: il clima è più ventilato; le stati men soffocate e più robuste. (p. 21) *Eccomi a Voltri, la piccola ed affaccendata manifatturiera occidentale [...] Stupendamente adagiata in riva al mare, nel centro d'uno dei più pomposi anfiteatri di ameni valloncelli e di poggetti ridenti, tutto tempestati d'eleganti villini e di orti e frutteti, di una vegetazione prepotente, largamente inaffiata da due torrenti, la Cerusa e la Leira, che la dividono in due, il borgo di ponente e quel di levante, muniti entrambi d'una parrocchiale ricca; questa è una delle più ragguardevoli città della Liguria. (p. 241) *(242 Piani d'Invrea) *Questo magnifico paese di oltre cinque mille anime gode di una riputazione europea, e quasi quasi potrebbe dirsi mondiale, andando con Sorrento sulla bocca di chiunque cerca un clima semitropicale nello inverno, una brezza continua nella estate, e più che a Sorrento, eleganti società, covengni principeschi, famosi parchi, giardini incantati e, quel che più monta, non come Sorrento preceduto da un deserto, con difficilissime strade, con la privazione di una metropoli a due passi, da potere sopperire in qualunque ora ad ogni contingenza, soddisfare qualunque legittimo capriccio. (p. 249) *Viva dunque per sempre Pegli, giacchè dei Pegli evvene un solo al mondo, e ci vorrà una creazione novella a gettarne un altro sulla faccia del globo. E questa pure bastasse! Che se non vi metteranno la mano cento grandi famiglie e non v'impiegheranno quasi tutti i tesori di Creso, a nulla gioverà, nè un cielo più splendido, nè un mare più puro, nè una esposizione più felice. Sarà cosa stupenda perchè vi pose il dito la Natura; ma ciò non basterà ancora, chè le grazie non danzeranno su quelle pendici compassate, gli amori non ischerzeranno tra quei romantici boschetti e le nereidi per entro a quei laghi incorniciati di rose... È proprio vero che in mezzo a cotanta naturale bellezza, resa ancora più stupenda con lo studio di mille artefici, ma di quei cotali che compaiono uno ad uno in ogni secolo; è proprio vero che si perde la tramontana, si dormono sogni dorati; meglio, si vaneggia e ci troviamo le mille miglia lontani dallo scopo... (pp. 249-250) *(251-252 giardino Lomellina Rostan) *Quel ricchissimo e piissimo Patrizio Genovese che fu il marchese Ignazio Pallavicini: quel verace filantropo il quale in tutte le circostanze della vita, in mezzo alle agitazioni politiche, al dispotismo di piazza ed alla impertinenza di moda, non ha mai smentito sè medesimo ed erogò con libe alita inaudita alle chiese, ai privati, alla emigrazione delle somme ingentissime; – che per lui erano sacri gl'infermi, i carcerati, gl'infelici, e piangeva quel giorno in cui non potè tergere una lagrima, non riparare uno sconcio, non consolare uno sventurato [...] (p. 252) *{{NDR|Su Giardino Pallavicini Durazzo}} Comunque ei sia, egli non può negarsi che fra le migliaia dei visitatori non se ne troveranno forse due dozzine, che non partano meravigliati e soddisfattissimi della visita fattavi; mentre le giovani selve che rigogliose coprono la collina, sono egregiamente piantate; — le sottostanti praterie, oltremodo ridenti; — i boschetti, i viali, i ritrovi d'ogni maniera molto bene intesi — e sfarzosi se non ampli gli edifici, le costruzioni molteplici, dalle rustiche capanne alle dorate pagode, di guisa tale che, per ogni dove splende la munificenza e la grandezza unite insieme. (pp. 254-255) *Del resto, e poniamo la fine, il giardino del marchese Pallavicini a Pegli, è nel complesso tutto ciò che di magnifico e di grande possa idearsi [...] (p. 256) *E chi potrebbe resistere al comparire di quella spettacolosa scena che d'improvviso si affaccia, al dispiegarsi della immensa vallata della Polcevera a diritta ed a sinistra, irta e tempestata da una vera miriade di villini, di case, di palazzi, nei quali ignorasi se vinca l'eleganza capricciosa dell'arte, ovvero sorpassi lo sfarzo della opulenza?<br/>Bisogna proprio fermarsi a contemplare la immensità di quelle villeggiature, che da per sè sole basterebbero a formare una delle più spaziose e grandi città del Regno!<br/>Sì: bisogna proprio arrestarsi come incantanti, giacchè è la sola, anzi l'unica magica veduta che possa incontrarsi in Italia. (pp. 260-261) *Da quell'epoca pertanto, Sampierdarena non ebbe più pace, si potrebbe dire; spiantaronsi i parchi, i giardini, gli orti; si modificarono i palazzi, si aprirono nuove strade alla marina, si fabbricò, si adattò, si costrusse... E tettoie, e fornelli, e camini, sorsero a mille a mille per ogni angolo... ed officine da una parte, e stabilimenti dall'altra, congegni, macchine, caldaie, pullieghe... insomma, fu una vera casa del diavolo per tramutare la vecchia e pacifica Sampierdarena in una nuova e irrequieta Manchester, dove tutto che fa di mestieri in questo povero mondo per la vita comoda e felice, tutto, tuttissimo vi fu messo e creato!<br/>E quando si dice ''tuttissimo'', si comprende che al di là di questo superlativo non ci si possa andare! (p. 263) *Chi potrebbe descrivere la bella, la superba Genova con i suoi cento marmorei palazzi, con i suoi mille incantevoli giardini, col suo frequentatissimo porto, col ricco ed esteso commercio, con le sue favolose ricchezze che ne formano un vero Eldorado? (p. 265) ===[[Marco Consentino]], [[Domenico Dodaro]], [[Luigi Panella]]=== ====''I fantasmi dell'impero''==== *«Sei stato fortunato, Vittorio: riconoscere in tempo l'amore, è una fortuna».<br/>«Colonnello, l'amore come si fa a non riconoscerlo? Uno lo sa, lo sente quando è innamorato».<br/>«Non intendevo il tuo, Vittorio. Volevo dire l'amore dell'altro. A volte non ce ne accorgiamo, di essere amati tanto, oppure facciamo finta che non sia così, per paura. Non succede spesso; di solito tutti si innamorano di una parte di te e vorrebbero cambiare l'altra. Ma se una persona ti ama davvero lo fa senza riserve, per come sei. E quando capita, è un amore incondizionato, che può diventare difficile da accettare. Perché se c'è un pezzo della tua anima che non ti piace, che non vorresti avere, incontrare qualcuno che ti ama può terrorizzarti al punto da rifiutarlo». Allungò una mano sul braccio di Valeri. «Accettarsi, amico mio, è la sola possibilità che abbiamo per essere felici». (pp. 431-432) *Si erano salutati lì, l'ultima volta, nel mezzo della piazza, quasi senza parole, lasciando indietro per sempre le frasi indispensabili, tutte, che non ce l'avevano proprio fatta a passare dallo stomaco alla bocca, entrambi combattendo furiosamente contro la certezza soffocante d'aver dimenticato di dire le cose più importanti. L'ultimo sguardo, quello del dolore insopportabile. Poi lei era corsa verso le altre ragazze, che già stavano uscendo dal Cinema Moderno. S'era voltata, la mano piccola sollevata appena. Siena era stesa sotto un cielo bellissimo celeste chiaro, la gente in giro, i caffè, qualche sorriso, bastoni e cappelli di primavera. Eppure il sole tiepido della domenica pomeriggio sembrava gelato, e ogni ombra disegnata dalle case nascondeva piccoli fantasmi. Attraversano i continenti, i pensieri? Saprai se sarò triste, se avrò coraggio? Riuscirò a sentire vicino il tuo cuore quando ne avrà più bisogno il mio? Sarai il primo pensiero e l'ultimo. Lo so, sarà così, com'è da quando ti conosco. (pp. 449-450) ===[[Roberto Gagnor]]=== *Ortolani è capace di utilizzare tutte le "armi" umoristiche possibili, in un continuo gioco di sveltezza: credi sia solo una gag di parola? No, è qualcosa di più. Credi sia solo una battutaccia? No, è qualcosa di più. Ed è sempre qualcosa di più.<ref name=fumettologica>Da ''[http://www.fumettologica.it/2014/01/rat-man-n-100-l-omaggio-degli-autori/7/ Rat-Man n.100: l'omaggio degli autori]'', ''Fumettologica'', 16 gennaio 2014.</ref> *Per essere demenziali bisogna essere tremendamente intelligenti, per essere grevi bisogna essere paurosamente eleganti.<ref name=fumettologica/> *Qualunque cosa succeda, non smetterò mai di scrivere Disney. È un sogno realizzato, un lavoro che amo tantissimo, una fonte continua di gioia. Faccio il lavoro che sognavo da piccolo, mi diverto, mi pagano e il futuro è tutto da scrivere: come si fa a non essere ottimisti?<ref name=comicus/> *Topolino resta amatissimo e popolarissimo per un semplice motivo: perché quei personaggi non sono "cosi" col becco e le orecchie. Siamo NOI. Sono esseri umani che happen to be paperi e topi. La loro umanità, i loro difetti, i loro pregi, le loro manie, sono le nostre. Parlano a tutti noi, senza distinzione di provenienza geografica, età, sesso, religione. Ci dicono qualcosa di noi. E come diceva Calvino parlando dei classici, non hanno mai finito di dire quello che hanno da dire.<ref name=comicus>Da un'intervista a Gennaro Costanzo, ''[http://www.comicus.it/index.php/component/k2/item/55248-topolino-3000-intervista-a-roberto-gagnor/55248-topolino-3000-intervista-a-roberto-gagnor Topolino 3000: intervista a Roberto Gagnor]'', ''Comicus'', 20 maggio 2013</ref> ===[[Noma]]=== *{{NDR|Sul ponte Morandi}} ''Chissà se a questo ponte è stato dato un nome? | Qui lo chiamano Brooklyn, è vero, fa impressione.''<ref>Da ''Noi torneremo presto''</ref> *''Vedrai che bella, Genova, città particolare, | che quando la respiri, ti resta in gola il sale | Città senza sospiri, città tutta in pendenza, | restia come una nave che teme la partenza.''<ref>Da ''Noi torneremo presto''</ref> ===[[Luciano Rebuffo]]=== *Genova è come i suoi abitanti: difficilmente accessibile, chiusa in se stessa, scontrosa, gelosa dei propri tesori, diffidente verso il «foresto». Può sembrare banale, o luogo comune, ed invece è proprio così: come il genovese non dà confidenza, così la città non invita il forestiero a far la sua conoscenza. Non lo invita con frecce indicatrici, né con cartelli didascalici, e neppure con edizioni di lusso nelle vetrine delle librerie, come a Firenze. Non lo seduce con una letteratura sulle sue bellezze, o con canzoni, come Napoli. (1) *{{NDR|Sul centro storico di Genova}} Entrateci, e vi troverete inviluppati in un dedalo inestricabile di «carrugi» bui, ma levando in alto lo sguardo, senza fermarsi sui folcloristici panni appesi da una finestra all'altra, voi vedrete che ogni casa porta ancora i segni dell'antico splendore. [...] Qui un arco, là una loggia ormai riempita, più oltre una colonna incastrata nel muro, archetti gotici in alto, capitelli preziosi, e portali magnifici, in ardesia nera o in marmo bianco, con teste romane o col S. Giorgio, [...] tipici di ogni costruzione signorile dell'epoca. (2) *La piazzetta San Matteo, centro dei Doria, è ancora adesso un museo di storia e di architettura, di trapasso dal gotico al Rinascimento. Sulla facciata della chiesa sono scritte sul marmo le imprese gloriose di quattro secoli; qui la casa di Brancaleone, quello che Dante mise all'inferno prima che morisse; là la casa di Lamba Doria, il vincitore dei Veneziani, e di fianco il palazzo donato dalla Repubblica ad Andrea Doria. A pianterreno vi sono negozi di ogni genere, davanti ai quali stazionano furgoni e furgoncini carichi di merce, mentre nello spiazzo sopraelevato i ragazzi giocano al pallone. (4-5) *{{NDR|Sui Palazzi dei Rolli}} Ognuno di essi basterebbe da solo a far la fama di un qualunque centro: tutti assieme, sono una rassegna imponente d'arte rinascimentale e barocca: nelle facciate, per quello stile che portò a Genova Gian Galeazzo Alessi; nei giardini per quel sistema tutto genovese di sfruttare la pendenza del terreno per ottenere al primo piano dei magnifici terrazzi fioriti; nei saloni per gli affreschi gioiosi del famoso «secolo d'oro» della scuola genovese, da Luca Cambiaso al Tavarone, al Piola, al Castello, a Lorenzo De Ferrari, e per i quadri che costituiscono ovunque una piccola ma preziosa pinacoteca, dove oltre ai genovesi vi sono dei Van Dyck, dei Breughel, dei Rubens, dei De Wael. (5-6) *[...] il genovese è ancora oggi esasperatamente individualista, difficile da convogliare, e se è costretto dall'esterno a fare qualcosa che non gli va si sfoga «mugugnando». Il «mugugno» (che è il lamentarsi, il protestare tra i denti) è ancora e sempre per il genovese la miglior valvola di scarico. E quando non sa con chi prendersela, se la prende con «i foresti».<br/>Il «mugugno» lo si sente dappertutto (è sempre in dialetto, e per questo è chiaro che ne sono esclusi in partenza i «foresti», i quali non riceveranno mai la confidenza necessaria per prendervi parte attiva) e può riguardare il progetto per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice, la squadra di calcio del «Genoa 1893» oppure una nuova tariffa portuale. (8) *Ed ora un discorso sulle mura di Genova. Ma ne vale la pena? Fossero le mura di Lucca, o di Perugia, o di Siena, sono cose che si accettano subito, ma le mura di Genova, quando mai se ne è parlato?<br/>Eppure noi vi assicuriamo che ne vale proprio la pena, perché costituiscono uno degli aspetti più interessanti, ed originali, di Genova. [...]<br/>La loro caratteristica è che bisogna andarci, potendo, in automobile. Un giro delle mura in automobile? Si capisce già che dev'essere qualcosa di speciale.[...]<br/>Passeggiando lungo queste mura, voi sentite il silenzio e il profumo della campagna verde, anche se la città è sempre sotto di voi, laggiù, e vi si offre in una visione stupenda, continuamente cangiante con i tornanti della strada, ed ecco la città sembra un grande plastico, e le navi ancorate nel porto paiono piccoli modellini di legno. (9-10) *Ma il fascino del porto è un altro, è quello del porto commerciale, delle numerose e fitte calate dove attraccano navi piccole e grandi, nuove e vecchie, di ogni tipo e di ogni nazionalità, per sbarcare e imbarcare le merci più disparate. Ad ogni svoltare d'angolo queste calate sono uno spettacolo vivo e pittoresco, che si preannuncia coi forti odori che vi raggiungono a zaffate: odori di resine, di gomme, di legname, di vino, di pesce, di sentina, di motori, di cucina di bordo, di salino, un miscuglio indefinibile che è l'odore del porto. (13) *Dire che il porto sia Genova, e che Genova sia il suo porto (a parte il fatto che al giorno d'oggi sarebbe, a stretto rigore, parzialmente inesatto e per lo meno incompleto) può parere addirittura banale. Ma non lo è nel senso che la città è veramente una cosa sola col porto anche per la sua disposizione naturale, ad anfiteatro attorno ad esso, per l'immensità degli interessi che vi gravitano attorno e per il «plafond» storico che li accomuna. (15-16) *E ancora porto è tutta via Gramsci, con la cancellata di ferro che segue i limiti doganali, e oltre la quale fa la spola, avanti e indietro, la vecchia, sbuffante locomotiva. Vi sono negozi di ogni gnere, cambiavalute, e banchetti all'aperto dove si acquista di tutto, dal rasoio elettrico all'whiskey scozzese. E quando i negozi chiudono, e il traffico ininterrotto della giornata cade, si accendono le insegne al neon dei bar dai nomi esotici «Silver Dollar», «Piccadilly», «Black Cat Bar», «Scandinavia». I marittimi di tutto il mondo, mercantili o militari, conoscono questa strada, che qualche volta li ha salutati con grandi scritte al neon coniate apposta per loro, come «Hurrà for H.M.S. Valiant» oppure «Welcome to the United States Navy». (17-18) ===[[Roberta Trucco]]=== ====''Il mio nome è Maria Maddalena''==== *(pagine 89, 90, 90, (93-95), (122-123), 144, 148) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giulio Cappi, ''Da Mentone a Genova'', II edizione, Tipografia Bortolotti di Giuseppe Prato, Milano, 1888 *Marco Consentino, Domenico Dodaro, Luigi Panella, ''I fantasmi dell'impero'', Sellerio, Palermo, 2017. EAN 978-88-389-3608-1 *Pino Flamigni, ''Il derby delle parole'', Erga Edizioni, Genova, 1995 *Luciano Rebuffo, Introduzione a ''Immagini di una città'', C. M. Lerici editore, Milano, 1959 *Roberta Trucco, ''Il mio nome è Maria Maddalena'', Marlin Editore, 2019. ISBN 9788860431493 __NOINDEX__ sbqakwm0khtudxsrl7xz12b72k7pqde Wikiquote:GUS2Wiki 4 194895 1419127 1418462 2026-07-04T20:59:39Z Alexis Jazz 80744 Updating gadget usage statistics from [[Special:GadgetUsage]] ([[phab:T121049]]) 1419127 wikitext text/x-wiki {{#ifexist:Project:GUS2Wiki/top|{{/top}}|This page provides a historical record of [[Special:GadgetUsage]] through its page history. To get the data in CSV format, see wikitext. To customize this message or add categories, create [[/top]].}} I dati che seguono sono estratti da una copia ''cache'' del database, il cui ultimo aggiornamento risale al 2026-07-04T15:22:33Z. Un massimo di {{PLURAL:5000|un risultato è disponibile|5000 risultati è disponibile}} in cache. {| class="sortable wikitable" ! 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ISBN 88-87716-62-5|h=2}} *{{NDR|La lavorazione di ''[[Alessandro il Grande (film 1980)|Alessandro il Grande]]''}} È stata sofferta perché [[Theo Angelopoulos|Angelopoulos]] non era convinto della mia partecipazione (ero il protagonista), per cui al primo errore mi riprese e mi disse: "Questo ruolo non bisogna recitarlo, ma viverlo". *Ne ''[[La frontiera]]'' faccio un pescatore, una sorta di testimone storico, un personaggio che mi apparteneva essendo io triestino e quindi culturalmente vicino ai paesi in cui il film è ambientato. [[Franco Giraldi|Giraldi]] mi ha scelto per il mio dialetto: ho portato nel film un'immagine di realtà. *A [[Carlos Saura|Saura]], che è un regista intimista offrirono di fare un film {{NDR|''[[A peso d'oro (film 1988)|A peso d'oro]]''}} su Aguirre, lo stesso personaggio portato al cinema da [[Werner Herzog|Herzogh]]! "Non puoi sfidare Herzogh", gli dissi. "Infatti noi faremo un film filologicamente esatto. Nessuno avrà nulla da dire". Così partimmo per l'avventura. Purtroppo uscì un film lento, in cui tutto era sacrificato alla bravura del direttore della fotografia. ==Filmografia== ===Attore=== {{div col}} *''[[La donna della domenica (film)|La donna della domenica]]'' (1975) *''[[Kaos (film)|Kaos]]'' (1984) *''[[Good Morning Babilonia]]'' (1987) *''[[La visione del sabba]]'' (1988) *''[[Farinelli - Voce regina]]'' (1994) *''[[Genesi: La creazione e il diluvio]]'' (1994) *''[[Fatima (film 1997)|Fatima]]'' (1997) *''[[La casa bruciata]]'' (1997) *''[[Tu ridi (film)|Tu ridi]]'' (1998) *''[[Maria, figlia del suo figlio]]'' (2000) *''[[Benvenuto Presidente!]]'' (2013) {{div col end}} ===Doppiatore=== {{div col}} *''[[Il cielo sopra Berlino]]'' (1987) *''[[Légami!]]'' (1990) *''[[Il presidente - Una storia d'amore]]'' (1995) *''[[Il prigioniero del Caucaso]]'' (1996) *''[[La vita è bella (film 1997)|La vita è bella]]'' (1997) *''[[Il mistero di Sleepy Hollow]]'' (1999) *''[[Una storia vera]]'' (1999) *''[[Space Cowboys]]'' (2000) *''[[I cavalieri che fecero l'impresa]]'' (2001) *''[[Il mestiere delle armi]]'' (2001) *''[[Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello]]'' (2001) *''[[Il Signore degli Anelli - Le due torri]]'' (2002) *''[[Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re]]'' (2003) *''[[Ritorno a Cold Mountain]]'' (2003) *''[[Kill Bill vol. 2]]'' (2004) *''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'' (2005) *''[[V per Vendetta]]'' (2005) *''[[Profumo - Storia di un assassino]]'' (2006) *''[[The Fountain - L'albero della vita]]'' (2006) *''[[300 (film)|300]]'' (2007) *''[[I Simpson - Il film]]'' (2007) *''[[Quel treno per Yuma (film 2007)|Quel treno per Yuma]]'' (2007) *''[[10.000 AC]]'' (2008) *''[[9 (film 2009)|9]]'' (2009) *''[[Il discorso del re]]'' (2010) *''[[Sant'Agostino (miniserie televisiva)|Sant'Agostino]]'' (2010) *''[[L'ultimo dei Templari (film 2011)|L'ultimo dei Templari]]'' (2011) *''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011) *''[[This Must Be the Place]]'' (2011) *''[[Dark Shadows]]'' (2012) *''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) *''[[Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato]]'' (2012) *''[[Maleficent]]'' (2014) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Antonutti, Omero}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] jx1psra2gpykcbtztphnmjio5t9le7z Mino Doro 0 203412 1419112 1269060 2026-07-04T15:15:52Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1419112 wikitext text/x-wiki [[File:T'amerò sempre (1933) Mino Doro.jpg|thumb|Mino Doro nel film ''[[T'amerò sempre (film 1933)|T'amerò sempre]]'' (1933)]] '''Mino Doro''' (1903 – 1992), attore italiano. ==Citazioni su Mino Doro== *Un'altra sorpresa {{NDR|in ''[[T'amerò sempre (film 1933)|T'amerò sempre]]''}} è offerta da Mino Doro, un nuovo attore, dalla maschera che stranamente somiglia a quella di [[Clark Gable]]: un interprete sobrio e intelligente, efficacissimo mentre la [[Elsa De Giorgi|De Giorgi]] è volenterosa, talvolta convincente. ([[Mario Gromo]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[T'amerò sempre (film 1933)|T'amerò sempre]]'' (1933) *''[[Harlem (film)|Harlem]]'' (1943) *''[[Il bandito]]'' (1946) *''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950) *''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952) *''[[Un eroe dei nostri tempi]]'' (1955) *''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959) *''[[Tutti a casa]]'' (1960) *''[[La dolce vita]]'' (1960) *''[[8½]]'' (1963) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Doro, Mino}} [[Categoria:Attori italiani]] rhioj0ah4glbbecf10mf6uf0sbfkgbc Hazbin Hotel 0 211634 1419083 1418928 2026-07-04T12:38:59Z ~2026-37889-35 107657 1419083 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano= Hazbin Hoel |titolooriginale= Hazbin Hotel |paese= Stati Uniti d'America |annoprimatv= 2024 |tipofiction= serie TV |genere= animazione, commedia, drammatico, musicale |stagioni= 1 |episodi= 8 |linguaoriginale= Inglese |ideatore= [[Vivienne Medrano]] |doppiatori originali= *[[Erika Henningsen]]: Charlie Stella del Mattino *[[Stephanie Beatriz]]: Vaggie *[[Blake Roman]]: Angel Dust *[[Amir Talai]]: Alastor *[[Keith David]]: Husk *[[Kimiko Glenn]]: Niffty *[[Alex Brightman]]: Sir Pentious *[[Alex Brightman]]: Adamo *[[Jeremy Jordan]]: Lucifero Stella del Mattino *[[Jessica Vosk]]: Lute *[[Krystina Alabado]]: Cherri Bomb *[[Christian Borle]]: Vox *[[Joel Perez]]: Valentino *[[Lilli Cooper]]: Velvette *[[Daphne Rubin-Vega]]: Carmilla Carmine *[[James Monroe Iglehart]]: Zestial *[[Shoba Narayan]]: Emily *[[Patina Miller]]: Sera *[[Leslie Kritzer]]: Rosie |doppiatoriitaliani= *[[Rossa Caputo]]: Charlie Stella del Mattino *[[Giulia Franceschetti]]: Vaggie *[[Riccardo Suarez]]: Angel Dust *[[Nanni Baldini]]: Alastor *[[Neri Marcorè]]: Husk *[[Sara Ciocca]]: Niffty *[[Edoardo Stoppacciaro]]: Sir Pentious *[[Gabriele Patriarca]]: Adamo *[[Fabrizio Vidale]]: Lucifero Stella del Mattino *[[Valentina Favazza]]: Lute *[[Giuppy Izzo]]: Cherri Bomb *[[Oreste Baldini]]: Vox *[[Giorgio Borghetti]]: Valentino *[[Margherita De Risi]]: Velvette *[[Antonella Baldini]]: Carmilla Carmine (dialoghi) *[[Flavia Astolfi]]: Carmilla Carmine (canto) *[[Marco Manca]]: Zestial *[[Emanuela Ionica]]: Emily *[[Domitilla D'Amico]]: Sera *[[Ilaria Latini]]: Rosie }} '''''Hazbin Hotel''''', serie televisiva statunitense del 2024. ==[[Incipit]]== {{NDR|Storia dell'Inferno narrata da Charlie Stella del Mattino}}<br/>C'era una volta una città radiosa, protetta da cancelli dorati, conosciuta come [[Paradiso]], governata da esseri di pura luce: [[angeli]] che adoravano il bene e lo difendevano in ogni modo dal male. Tra questi angeli c'era [[Lucifero]], un sognatore con luminose idee per il creato. Ma dai vecchi saggi del Paradiso era visto come un provocatore, e consideravano il suo modo di pensare pericoloso per l'ordine paradisiaco. Lucifero restava a guardare mentre gli altri espandevano l'universo a loro piacimento. Dalla polvere della Terra crearono [[Adamo]] e [[Lilith]], pari in tutto in quanto primi del genere umano. Ma Adamo pretendeva il comando. Lilith rifiutava di sottomettersi, fuggì dall'[[Eden]]. Lucifero, attratto dalla fiera indipendenza di lei, la trovò e i due sognatori ribelli si innamorarono perdutamente. Insieme bramavano di condividere la magia del libero arbitrio con l'umanità, e offrirono il frutto della conoscenza alla nuova di Adamo, [[Eva]], che lo accettò con gioia. Ma il dono celava una maledizione: con quell'atto di disobbedienza, il male riuscì a insinuarsi sulla Terra. Con esso, arrivò un regno di oscurità e peccato. L'ordine che il Paradiso aveva difeso fu per sempre infranto. Come punizione per il gesto sconsiderato, il Paradiso gettò Lucifero e la sua amata nella fossa oscura creata dal male. A Lucifero non fu più permesso di vedere il buono nell'umana gente, ma solo la sua crudeltà e malvagità. Confuso, Lucifero perse la sua capacità di sognare. Invece Lilith prosperava, dando forza al genere demoniaco con la sua voce e i suoi canti. E mentre i numeri dell'Inferno crescevano, ne cresceva anche il potere. Il Paradiso considerò questo una minaccia, e prese una decisione spietata: ogni anno avrebbe mandato negli Inferi un esercito per lo sterminio, così l'Inferno e i suoi peccatori non avrebbe mai avuto i numeri e la forza per ribellarsi. Ma la speranza di Lilith non si spense, il suo sogno fu tramandato alla sua preziosa figlia, la principessa dell'Inferno. ==Episodio 1, ''Ouverture''== *{{NDR|spot pubblicitario dell'Hazbin Hotel}} Ciao a te, peccatore perduto. Ti piace il sangue, la violenza e la depravazione di natura sessuale? Ma è ovvio, per questo sei all'Inferno! Ma che ne diresti se io ti dicessi che c'è un posto dove alloggiare che non ha nulla di perverso? Benvenuto all'Hazbin Hotel, una deviata via per la redenzione! Inaugurato cinque giorni fa dalla delirante figlia di Lucifero, Charlie Stella del Mattino! Deponi il tuo destino nelle sue mani inesperte mentre lei cerca di risolvere i suoi irrisolti con papino redimendo te! Qui offriamo giochi giocosi, {{NDR|inquadratura su Husk che sviene ubriaco sul bancone}} un personale attento, solerte e tonico! {{NDR|Niffty arriva e cerca di pugnalare uno scarafaggio con uno spillone}} E disinfestazione cimici H24! Camere con cessi personali e una hall oltremodo trasandata! {{NDR|inquadratura su Angel Dust, che fa il dito medio alla telecamera}} Goditi una conversazione brillante con il nostro ospite, wow! Tutto questo e tanto, dico tanto di più, all'Hazbin Hotel, il tuo ultimo disperato tentativo di redenzione inizia qui. ('''Alastor''') *'''Angel Dust''': Se volete girare uno spot, vi suggerisco di sfruttare il sensuale talento e celebrità che avete proprio qui.<br/>'''Vaggie''': Angel, tu sei una pornostar.<br/>'''Angel Dust''': Star, star del porno. I peccatori più arrapati butteranno giù i muri a randellate per entrare.<br/>'''Vaggie''': Noi un porno come spot non lo giriamo.<br/>'''Angel Dust''': Perché no? Il sesso vende, tira. Filmate me che ci do dentro con il signor "belle parole con la voce radio da paura" e sarete subito inondati da dannati desiderosi di alloggiare in questo strampalato hotel.<br/>'''Alastor''': Ah-ah! Ti piacerebbe, scordatelo!<br/>'''Charlie''': Angel, apprezzo che tu voglia usare le tue... speciali abilità per, uhm, attrarre gente qui, ma... sul serio, io non voglio sfruttarti... abusare di te.<br/>'''Angel Dust''': Oh, ti prego, baby, questo corpo è ''fatto'' per essere sfruttato. Ho le braccia, la resistenza, ho le gambe, ho la capacità polmonare, ho ''le gambe''! I conati di vomito, i buchi, le imbottiture che credono tutti tette... *'''Angel Dust''': Ehi, ho una domanda: se faccia radio sclerata è così potente, allora perché non costringe le anime a rimanere qui?<br/>'''Alastor''': Oh, fidati di me, le costringo!<br/>'''Husk''': Perché credete che io resti qui? Pensate che me ne starei a pulire bottiglie e ad ascoltare voi coglioni che rompete e frignate in eterno se non mi costringesse lui?<br/>'''Niffty''': Io adoro essere costretta!<br/>'''Husk''': Tienilo per te, Niff.<br/>'''Angel Dust''': Micio, non ti piace stare qui con me, baffi miao miao?<br/>'''Husk''': Chiamami ancora "baffi miao miao" e ti ficco la bottiglia in fondo alla gola.<br/>'''Angel Dust''': Erotico! Gola profonda, continua a parlare zozzo! *'''Husk''' {{NDR|recitando con Angel Dust uno spot per l'hotel}}: "Benvenuto all'Hazbin Hotel. Come posso esserle d'aiuto?"<br/>'''Angel Dust''': Sono stato un po' troppo monello, e mi serve un paparino grande e forte per rimettermi al mio posto... sul cammino verso la redenzione.<br/>'''Husk''': "Coraggio, vieni..."<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|simulando un orgasmo}}: Oh, sì! Oh!<br/>'''Husk''': "...nel posto giusto".<br/>'''Vaggie''': Stop. Okay, Angel, serve che tu sia meno arrapante. E Husk, non tenere il copione davanti alla faccia.<br/>'''Husk''': Sono quasi gatto, ma come attore sono un cane totale!<br/>'''Angel Dust''': Potremmo buttarla sull'improvvisazione, gattone. ''Roar''! {{NDR|Husk lo spinge giù dal bancone}}<br/>'''Husk''': Ups. *'''Adamo''': Quindi stavo suonando in questo concerto e per una cazzo di ragione questa gallinella virtuosa aveva una cotta per il batterista. E, insomma, tu lo sai chi sono io? Io sono Adamo, merda, sono il cazzo originale! Tutti i cazzi discendono da me! Pensi di preferire il cazzo del batterista? Nemmeno per sogno! Io sono il cazzuto capo dei cazzi! Comunque, poi me l'ha data, che bella scopata. Tu? Che fai nel weekend?<br/>'''Charlie''': Aspetta, tu ti chiami Adamo? Come il primo uomo Adamo? Ciò significa che tu... ohhh! Questo spiega molte cose.<br/>'''Adamo''': Lo so, cazzo rock'n roll!<br/>'''Charlie''': Beh, Adamo, signore, signor Adamo, signore...<br/>'''Adamo''': Chiamami "Capo dei cazzi".<br/>'''Charlie''': ... Adamo. *'''Katie Killjoy''': Ultima notizia: l'ambasciata del Paradiso ci ha appena comunicato che il prossimo sterminio sarà notevolmente anticipato. Sai che significa, Tom?<br/>'''Tom Trench''': No, che significa, Katie?<br/>'''Katie Killjoy''': Che ce l'hanno messo nel culo con classe! ==Episodio 2, ''La radio ha ucciso la televisione''== *'''Sir Pentious''': Fatti vedere, Alastor! Vieni ad affrontare... {{NDR|lo vede sul balcone dell'hotel}} ah, eccoti qua. Affrontare la mia ira!<br/>'''Alastor''': Chi sei tu?<br/>'''Sir Pentious''': Chi sono io? Chi sono io?! Sono il grande Sir Pentious! Inventore, architetto della distruzione, malvagiamente ''extraordinaire''!<br/>'''Uovino''': Ohh, capo, rompigli il guscio!<br/>'''Niffty''': Uhhh, è un monellaccio!<br/>'''Alastor''': Se fosse vero, avrei sentito parlare di te.<br/>'''Sir Pentious''': Ho già scatenato la mia ira sulla tua anima. Ci siamo battuti almeno... sessantasei volte.<br/>'''Alastor''': Forse la tua ira non era ira, era iruccia.<br/>'''Sir Pentious''': Ora taci! Se vuoi scappa! Dopo che ti avrò ridotto a pezzi, le caleidoscopiche Tre V finalmente riconosceranno che c'è un loro pari quaggiù!<br/>'''Niffty''': Uhhh... oh, chi sono le Tre V?<br/>'''Alastor''': Oh, nessuno di importante. *L'episodio di questa settimana di "Sì, mi sono scopato tua sorella, che c'è?", vi è offerto dalla VoxTek. ('''Spot pubblicitario''') *'''Vox''': Questa sì che è buona televisione! {{NDR|risponde alla videochiamata di Velvette}} Ehi Velvette, Vulvetta, come vai in questa mattinata infernale?<br/>'''Velvette''': Basta con le stronzate, Vox, mi servi quassù, adesso.<br/>'''Vox''': Quale potrà mai essere il tuo problema, Vulvina?<br/>'''Velvette''': Il tuo piccolo toyboy sta distruggendo il mio dipartimento, io sto cercando di mettere su uno show, e...<br/>'''Valentino''' {{NDR|di sottofondo}} Fottuto stronzo!<br/>'''Velvette''': Porta il tuo culo qui, adesso! Dannazione, Valentino! {{NDR|chiude la chiamata}}<br/>'''Vox''': Ah, mannaggia, ci risiamo, Valentino, un altro fottuto giorno con Val. Ehi, ehi, ehi, che vita del cazzo. *{{NDR|Esaminando dei vestiti presentati da alcune sottoposte}} No. Inconcepibile. Sparisci. E questi? Polsi con le balze? È il 1750? Dovevano bruciare con le streghe che li indossavano. ('''Velvette''') *'''Valentino''': Riesci a credere che cosa ha fatto quella cacchetta? Quella troietta ingrata!<br/>'''Vox''': Di che troia stiamo parlando, di grazia?<br/>'''Valentino''': Quello stronzo di Angel Dust, di chi altri sto parlando, cazzo?! {{NDR|Vox indica sé stesso con aria contrariata}} Quella zoccoletta di merda mi ha piantato in asso. A me. L'ho creato io. Senza di me sarebbe un sacco di carne con qualche buco mediamente piacevole.<br/>'''Vox''': Si è licenziato?<br/>'''Valentino''': No, non si è licenziato, è peggio! Ha traslocato! {{NDR|afferra il cellulare di Vox e lo lancia contro il muro}} Crede di poter venire qui, lavorare, e andarsene via a suo piacimento! Riesci a crederci, cazzo?! Se n'è andato a vivere con quell'oca giuliva della figlia di Lucifero.<br/>'''Vox''': Angel vive con la figlia di Lucifero, adesso?<br/>'''Valentino''': Sì! Quella stronza, Chalkie, o Chandler, o, non lo so, un nome da maschio. Ha questo hotel, e... {{NDR|mettendosi in posa con due pistole}} quale di queste mi fa più sexy?<br/>'''Vox''': Che stai facendo, Val? Tu lì non ci vai.<br/>'''Valentino''': Quell'alido frocetto capirà chi è il suo padrone. Mi fotterò tutti in quel merdoso merdaio, lo giuro sul cielo...<br/>'''Vox''' {{NDR|con voce distorta}}: ''Val''! {{NDR|la voce torna normale}} Riflettici bene, il nostro marchio è la classe. Cosa credi farà alla nostra immagine inseguire puttanelle per tutto l'Inferno?<br/>'''Valentino''': Eh... la rovinerà?<br/>'''Vox''': Giusto! Vuoi che la gente dica che non sai controllare i tuoi dipendenti?<br/>'''Valentino''': No.<br/>'''Vox''': Esatto. E ehi, lui è ancora sotto contratto con te, dove cazzo può andare? Perciò, tu dovresti...?<br/>'''Valentino''': ... Non fare un cazzo?<br/>'''Vox''': Grande idea! È per questo che ti pagano un sacco di soldi. *'''Valentino''': Sai, Angel non è l'unico che si intrattiene in quel pulcioso hotel con la ''princessa'' di Satanasso.<br/>'''Vox''': Oh, chi altro c'è lì? Qualcuno che ti deve dei soldi?<br/>'''Valentino''': Qualcuno che ci deve qualcosa di più dei soldi. Il demone della radio è lì. {{NDR|Vox affonda gli artigli nel tavolo}}<br/>'''Vox''': ''Che cosa hai detto?''<br/>'''Valentino''': Quello che ho detto.<br/>'''Vox''': Alastor è tornato... ed è con la figlia di ''Lucifero''... e questa non è la prima cazzo di cosa che mi dici?!<br/>'''Valentino''': Ehi, ammazzare Alastor è la tua fissazione. *'''Alastor''' {{NDR|dopo lo scontro con Sir Pentious}}: Ohibò, necessito dei servigi del mio sarto. Buona fortuna, amici.<br/>'''Vaggie''': Fermo, te ne vai così? Alastor, ci serve il tuo aiuto. Serve che tu finisca il lavoro.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|alludendo alla parete sfondata da Pentious}}: Ehm, ci serve un muro. *'''Vox''' {{NDR|riferito ad Alastor}}: Lo stronzo è tornato!<br/>'''Valentino''': Sì... anch'io lo pensavo andato per sempre.<br/>'''Vox''': Sono passati sette anni!<br/>'''Valentino''': Sei ancora incazzato perché quella volta ti ha quasi battuto?<br/>'''Vox''': Gah, fanculo!<br/>'''Valentino''': Era per dire.<br/>'''Vox''': Ormai tutto è cambiato da quando se n'è andato.<br/>'''Valentino''': Questo è certo.<br/>'''Vox''': Gli darò il bentornato spiegandogli chi comanda su questo creato. *'''Angel Dust''' {{NDR|recitando controvoglia con Sir Pentious un copione scritto da Charlie}}: "Oh, sono un losco figuro che vaga per le strade, manchevole degli abbracci della mamma. Ora, dove posso trovare un ragazzino innocente a cui vendere del crack?". Wow. Chi l'ha scritto?<br/>'''Charlie''': Grande teatro, eh? Continua.<br/>'''Angel Dust''': "Ehi, tu".<br/>'''Sir Pentious''': Uh, ce l'hai con me?<br/>'''Angel Dust''': "Ehi, sembri un ragazzino a cui serve un po' di... forfora del diavolo"? Ma che cazzo?!<br/>'''Sir Pentious''': No, giammai. Io devo andare a fare i compiti, scienze.<br/>'''Angel Dust''': "Dai, ragazzino, la polvere ti farà diventare figo come me... il fattone!".<br/>'''Sir Pentious''': La cosa figa è non considerare la droga una cosa figa. Ora, se vuoi scusarmi, devo andare a non fare sesso prima del matrimonio! *'''Sir Pentious''' {{NDR|dopo essere stato scoperto da Charlie, Angel e Vaggie}}: Agente Pentious richiede un'immediata estrazione!<br/>'''Vox''': Pentious. Complimenti, ti sei fatto beccare... dopo nemmeno un giorno.<br/>'''Sir Pentious''': Ti prego, devi tirarmi fuori da qui!<br/>'''Vox''': Come abbiamo potuto pensare che saresti riuscito in una missione così cretina? Fammi un favore, se non ti ammazzano loro ammazzati da solo, squamato verme imbranato! ==Episodio 3, ''Uova strapazzate''== *'''Vaggie''': E quel marchingegno?<br/>'''Sir Pentious''': Oh, ehilà, livida femmina, la mia ultima invenzione, cioè una "Scorticatrice {{formatnum:11000}}"! Bramo scatenarla sugli altri ospiti dell'Hotel.<br/>'''Charlie''': Cosa? Perché?<br/>'''Sir Pentious''': Tutti sono troppo carini e buoni, un'evidente menzogna per avere l'occasione di uccidermi. Ma quando? Come? Devo essere preparato. *'''Vaggie''': Questi ovetti rotolano ovunque, servi tu per sbarazzarcene.<br/>'''Alastor''': Oh, beh, lo farò con immenso gaudio.<br/>'''Vaggie''': Con umanità.<br/>'''Alastor''': Mh. Beh, gaudiderò comunque. *'''Husk''': Non partecipo a un merdoso spettacolo per questi fessi del cazzo.<br/>'''Angel Dust''': Oh, io sì. Ma con pagamento anticipato. Ahimè, qui qualcuno non può permettersi me.<br/>'''Sir Pentious''': Illuso! Scordatelo, sciocca calì del sesso! *'''Charlie'''{{NDR|durante l'esercizio di fiducia}}: Angel, vuoi essere tu il prossimo?<br/>'''Angel Dust''': Vaaado...<br/>'''Vaggie''': Però stavolta dovete afferrarlo tutti, chi non lo afferra lo afferro io per le palle.<br/>'''Angel Dust''': Beh, allora mi confesso, eh? Andiamo al sodo, al duro. Io adoro succhiare...<br/>'''Husk''': Mi gioco il cazzo che dici "uccelli"!<br/>'''Angel Dust''': Ghiaccioli! Pervertito! Frena la tua felina fantasia provinciale! {{NDR|si lascia cadere tra le braccia di Husk}} Ma in fondo, anche gli uccelli. {{NDR|Husk lo lascia cadere}} *A volte sevizio le mamme cimici davanti ai piccoli come monito per tutti. ('''Niffty''') *'''Carmilla''': Alastor?<br/>'''Alastor''': Sì, lo so, mi sono fatto molto desiderare, so che voi tutti vi chiedete il perché.<br/>'''Carmilla''': Neanche un po'. Comunque, bentornato. ==Episodio 4, ''Messinscena''== *{{NDR|Estratto da un film porno di Angel Dust}}<br/>'''Attore''': Finalmente sveglio, Angel Dust?<br/>'''Angel Dust''': Sì... vuoi portarmi il caffè?<br/>'''Attore''': Devi subito dirmi dove il tuo capo nasconde la cassaforte.<br/>'''Angel Dust''': Sei un illuso se speri di ottenere da me qualcosa.<br/>'''Attore''': Illuso?! Allora dovrò scoparti a sangue fino a quando non mi dirai dov'è la cassaforte!<br/>'''Angel Dust''': Fai del tuo peggio... ''paparino''. *'''Angel Dust''': Non è la giornata del "mostra e racconta"? Io vi mostro il mio film migliore, e vi racconto di come ho vinto su quella cagnetta stronzetta cozzetta di Tiffany Tuttatette!<br/>'''Husk''': A dire il vero, secondo me la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti.<br/>'''Angel Dust''': Esimia testina di cazzo, chi ti dà il diritto di insultare il mio fottuto, nobile e antico lavoro?<br/>'''Husk''': Ci vuoi far credere che non sai di aver recitato in una mega troiata?<br/>'''Angel Dust''': Vaffanculo. {{NDR|riferendosi al suo film}} Questa è arte pura!<br/>'''Husk''': Sei ipocrita, ti ubriachi e te ne lamenti ogni infernale giorno. A tutti piace confessarsi col barista. Ormai io so tutto di te e di questi poveri figli di troia. {{NDR|riferito a Sir Pentious}} Quello lì è un buffone insicuro che si sente solo e vi striscia vicino al letto per guardarvi dormire. La principessa, una buonista che vuole risolvere i problemi altrui non potendo risolvere i suoi.<br/>'''Charlie''': Cosa? No! Io- cosa? No!<br/>'''Husk''' {{NDR|riferito a Vaggie}}: Occhio di lince, qui? Giudica tutti perché odia sé stessa. Niffty? Eh... non conviene a nessuno sapere che problemi ha.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|ridendo}}: Sei proprio arruffato! {{NDR|con fare sensuale}} Wow. Il gattino ha gli artigli. ''Miao''.<br/>'''Husk''': Taci tu! Non farmi parlare. So benissimo chi sei e, nonostante le tue stronze manfrine, so quanto sei falso.<br/>'''Angel Dust''': Io, falso? Wow. No, caro, io non sono falso. Recito il copione della vita, come un vero attore. *'''Angel Dust''': Sembra che Valentino pretenda la mia presenza per una ripresa d'emergenza.<br/>'''Husk''': Uh-uh. Come no.<br/>'''Angel Dust''': Ad ogni modo, vaffanculo. Me ne sbatto il cazzo di quello che un peloso barista ubriacone pensa di me. Quindi torna nella lettiera di merda da cui provieni, critico del porno. *'''Valentino''' {{NDR|riferendosi alle riprese di un film porno}}: Angel, perché cazzo vi siete fermati?<br/>'''Angel Dust''': Io... vengo.<br/>'''Valentino''': Non fuori campo, no! *'''Valentino''': Vostra maestà, benvenuta nella mia umile dimora del sesso estremo. Posso salutarvi umidamente? {{NDR|lecca il braccio di Charlie}}<br/>'''Charlie''': Uh.. no, grazie, no.<br/>'''Valentino''': Ma che gran pezzo di... posso offrirvi una porca parte? Potrei fare di voi una pornostar. Così diverremmo più ricchi di, beh... del vostro ''papito''-<br/>'''Charlie''': Cazzo, no! *'''Valentino''': Angel, vorrei verbalizzare con te nel tuo camerino. {{NDR|lui e Angel entrano nel camerino}}<br/>'''Angel Dust''': Io non sapevo nulla... {{NDR|Valentino lo schiaffeggia}} Val, io-<br/>'''Valentino''' {{NDR|afferrando aggressivamente Angel}}: Tu credi davvero di poter far venire qui come avvocato la mocciosa di Lucifero?<br/>'''Angel Dust''': No, Val, ti prego! Mi dispiace che lei...<br/>'''Valentino''': L'hai portata qui per proteggerti? Per farmi fottere? {{NDR|usa il fumo per immobilizzare Angel e lo sbatte sul divano}}<br/>'''Angel Dust''': Val, fermo!<br/>'''Valentino''': Credi che lei possa sollevarti dal lavoro?<br/>'''Angel Dust''': No! No, non è quello che sto cercando di fare, no! No... {{NDR|Valentino lo scaraventa dall'altra parte della stanza}}<br/>'''Valentino''': Sai che non può fare nulla. {{NDR|con il fumo crea un guinzaglio al collo di Angel e manifesta il suo contratto dell'anima}} Io ti possiedo, o l'hai dimenticato?<br/>'''Angel Dust''': No.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico "vieni" tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Valentino.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico di scoparti venti stalloni prima di pranzo, tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Valentino.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico che devi far sparire quella fottuta troietta giuliva dal mio cazzo di set, tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Ah, io-<br/>'''Valentino''': ''Tu dici''?<br/>'''Angel Dust''': Senti, Val, è solo che lei trova entusiasmante ogni cosa. Io le dirò di andarsene. Ma non farle del male...<br/>'''Valentino''': Ho sventrato delle puttanelle per molto meno senza pensarci un attimo, sei fortunato che mi fai fare soldi. Ora ti sbarazzerai di lei e poi ti farai sbattere per tutta la notte, chiaro?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Val.<br/>'''Valentino''': Bravo. *'''Husk''': Non sapevo fosse una serata "bevo per dimenticare".<br/>'''Angel Dust''': Oh, mi ero dimenticato che sei il barista filosofo, il saggio che conosce ogni cosa. Scendi dalla cattedra del cazzo e versa un vero drink.<br/>'''Husk''': Senti, se hai un problema non troverai la risposta sul fondo di una bottiglia. Io lo so, l'ho cercata lì a lungo. *'''Husk''' {{NDR|dopo aver respinto le aggressive avances sessuali di Angel}}: Finiscila con la recita, con me non attacca. Riesci solo a fare la figura dello stronzo con queste puttanate da falso.<br/>'''Angel Dust''': Chiamami falso un'altra volta, stronzetto! Ti sfido.<br/>'''Husk''': Falso.<br/>'''Angel Dust''': Sei un vero stronzo- {{NDR|cerca di alzarsi, ma sbatte la testa e cade a terra}}<br/>'''Husk''': Sei caduto?<br/>'''Angel Dust''': Sappi una cosa: tu saresti fottutamente fortunato a scoparti una star come me! Ma lo sai quanto costo? Sai quanti ucciderebbero per avere Angel Dust che gli viene addosso? Fanculo! Continua a fare il gatto solitario del cazzo. *'''Vaggie''': Accipicchia, sembra che qualcuno debba seguirlo. Qualcuno di nome Husk!<br/>'''Husk''': Oh, mi prendi per il culo? Perché non lo fai tu, visto che sei così preoccupata?<br/>'''Vaggie''': Perché non sono io quella che l'ha fatto uscire isterico da qui. Tu lo hai provocato e tu lo riporti.<br/>'''Charlie''': No! No. Non costringerlo a tornare. Solo, assicurati che non si metta nei guai. Oggi ho provato a insistere, ma purtroppo ho peggiorato le cose. Tornerà quando sarà pronto, facciamo solo in modo che nel frattempo non gli capiti qualcosa di brutto. *{{NDR|dopo che Husk ha salvato Angel da un gruppo di malavitosi che hanno cercato di drogarlo}}<br/>'''Husk''': Lo stronzo dentato ti ha drogato il drink.<br/>'''Angel Dust''': E secondo te non avevo capito che quel drink era drogato? Mi succede ogni cazzo di volta.<br/>'''Husk''':Lasci che ti droghino ogni cazzo di volta?!<br/>'''Angel Dust''': Credi che lo abbia chiesto io? Io non ho chiesto questa cazzo di dannazione! Non ho chiesto nulla, non ho chiesto che Charlie mi salvasse, non ho chiesto che tu mi salvassi. Posso badare a me stesso.<br/>'''Husk''': Sicuro? Perché ti ho visto letteralmente autodistruggerti. Io dico che forse... ecco non so... ti può essere utile un barista con cui parlare.<br/>'''Angel Dust''': Oh, quindi adesso mi vuoi far credere che ti importa qualcosa di me? Dopo che mi hai trattato di merda, pensi che mi aprirò con te? Ti prego. {{NDR|inizia ad andarsene}}<br/>'''Husk''': Magari ti tratterei meglio se non recitassi, se ti facessi vedere come sei davvero, non soltanto con quella falsa maschera. Ascolta, a nessuno in quell'hotel importa della tua fama. Se sei un divo, una pornostar. Quindi tanto vale che la smetti con la recita.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|si gira in lacrime, sconvolgendo Husk}}: ''Non è una recita''! Non ho altra scelta. E questo... questo è il mio modo per evadere! Dove posso dimenticare tutto, quanto odio... me stesso. Un posto in cui posso strafarmi e non dover pensare a quanto faccia male. E magari... se riesco a rovinarmi abbastanza nel frattempo... se finirò per annullarmi... non sarò più il suo giocattolo preferito {{NDR|di Valentino}}. E magari mi lascerà libero.<br/>'''Husk''' {{NDR|dispiaciuto, si siede accanto ad Angel}}: Ero un Signore Supremo un tempo. Sì. E... era bello avere quel potere. {{NDR|dei flashback mostrano come è arrivato a vendere la sua anima ad Alastor}} Ma quando sei un trafficante d'anime e sei anche un giocatore d'azzardo, la posta diventa troppo alta. E perdere una mano di troppo diventa davvero pericoloso. Così, quando la fortuna ti volta le spalle, ti aggrappi a tutto pur di restare a galla, arrivi a stringere patti, svendendoti. Quindi so cosa si prova a pentirsi delle scelte fatte e... sapere che non si può tornare indietro. *'''Husk''' {{NDR|dopo che lui e Angel hanno massacrato dei malavitosi}}: Beh... è una cosa che non mi aspettavo di vedere.<br/>'''Angel Dust''': Come ho detto, tu non mi conosci. Non sono bravo solo col sesso.<br/>'''Husk''': Buono a sapersi. Perché questo tuo aspetto mi piace tanto. ==Episodio 5, ''Papà batte papà''== *'''Husk''': Qual è il problema? Complesso paterno?<br/>'''Charlie''': No, è che non siamo stati tanto insieme. Dopo che lui e la mamma si sono separati, non si è mai affannato per vedermi. Ogni tanto mi chiama, ma soltanto quando si annoia o se gli serve un favore.<br/>'''Husk''': Complesso paterno. *{{NDR|scena di introduzione di Lucifero, da solo in una stanza piena di papere di gomma}} È giunta l'ora. Con le mie mani, ho appena creato... la super ultra mega papera salterina! Che sputa fuoco! Niente applausi, trattenetevi, prego. Oh, grazie... ma no, cazzo! Ho preso una papera! {{NDR|il telefono inizia a squillare}} Figlia? Figlia? Figlia che chiama?! Oh! Uh, ehm, "Pronto? Charlie? Eh-eh-ehi, Cha-Cha-Cha"- no, no, così non va. È la prima volta che mi chiama da anni... sii carino ed elegante. {{NDR|risponde al telefono}} Ciao, puttanella! ('''Lucifero''') *'''Charlie''': Ti prego, vieni solo a vedere che sto cercando di fare, e così capirai che si tratta di una bellissima idea e in Paradiso non avranno obiezioni se avrò modo di spiegarlo. Ti prego, papà.<br/>'''Lucifero''': Aspetta. Tu stai invitando il tuo papino?! Sto arrivando! Ah-ah, sarò lì tra un'ora! {{NDR|riattacca}} Mia figlia vuole vedere me! Beccati questa, depressione! *'''Lucifero''': E tu sei?<br/>'''Alastor''': Alastor, piacere di fare la sua conoscenza, e che gioia! È bello dare finalmente un volto al suo nome, lei è decisamente più basso dal vivo.<br/>'''Lucifero''': Questo chi è? Chi è questo? Tu sei il facchino?<br/>'''Alastor''': Ahah, no! Io sono il frontman dell'Hotel, forse mi avrà ascoltato nel mio programma alla radio.<br/>'''Lucifero''': Mhh, no. Infatti Charlie ha scelto "è stato" come nome "Hazbin Hotel",<ref>In inglese, "Hazbin" si traduce come "è stato".</ref> ah-ah-ah!<br/>'''Alastor''': Ah-ah-ah! In effetti è stata una mia idea.<br/>'''Lucifero''': Ah-ah-ah! Beh, è un'idea stupida!<br/>'''Alastor''': Ah-ah-ah! ''Fanculo''. *'''Charlie''': Lei è Vaggie, la mia ragazza.<br/>'''Lucifero''': Oh-oh, porco diavolo! Ti piacciono le ragazze, anche a me! Abbiamo così tanto in comune! *'''Angel Dust''': Allora, tu e Alastor siete tipo cosa, amici?<br/>'''Mimzy''': Beh, questo lo hai detto tu, non certo io, ma ci può stare. Perché così sorpreso?<br/>'''Angel Dust''': Beh, solo che non sapevo che ne avesse. È qui da un po', ma è ancora un grande, sinistro mistero. Che tipo è?<br/>'''Mimzy''': Lo sai quello che si dice in giro. È apparso all'Inferno all'improvviso, facendo subito scalpore per la sua sfrontatezza e per la sua arroganza. All'inizio volevano del tutto ignorarlo, ma presto i Signori Supremi cominciarono a sparire. E non erano arcidiavoli di poca importanza, sto parlando di arci-arci diavoli. Nessuno sapeva cosa fosse successo loro fino a quando non iniziarono ad andare in onda quelle strani trasmissioni radio. Si sentivano solo urla. Ogni volta che un Signore Supremo spariva, una nuova voce urlava disperata in quella trasmissione radio. Poi un giorno Alastor si è rivelato come il Demone della Radio, mettendo in guardia e minacciando chiunque gli fosse stato avverso. Beh, diciamo che alle sue trasmissioni partecipavano sempre voci nuove. Questa è la storia che tutti più o meno conoscono, ma, sotto sotto... lui è un grande tenerone, un po' di musica jazz, un dito di whisky e diventa un coniglietto. *'''Alastor''': Che cosa c'è?<br/>'''Husk''': Mimzy si presenta solo quando le serve qualcosa. La stronza si sarà cacciata nei guai e avrà rotto il cazzo a un demone per venire di corsa da te.<br/>'''Alastor''': Niente che io non possa gestire, tranquillo Huskuccio. Dovrebbe essere impazzita per imbrogliare me.<br/>'''Husk''': Insomma, tu sei sparito per un bel po'... e nessuno di noi sa il perché.<br/>'''Alastor''': Nessuno di voi deve saperlo, micio micione, non affaticare il testone.<br/>'''Husk''': Sei il padrone della mia anima, ma non sono il tuo animaletto del cazzo.<br/>'''Alastor''': Mh-mh, altroché! Ah-ah!<br/>'''Husk''': Paroloni per qualcuno che è al guinzaglio quanto me. {{NDR|Alastor assume la sua forma demoniaca completa}}<br/>'''Alastor''': Ahah... che cosa hai detto?<br/>'''Husk''' {{NDR|una catena appare al collo di Husk e lo trascina a terra}}: Cazzo! No, niente, io, eh...<br/>'''Alastor''': Sei avvisato, non ripeterlo. O ti farò a pezzi l'anima e manderò in onda le tue urla come monito per ogni altro stronzo irrispettoso che osa dubitare di me, dimmi che hai capito.<br/>'''Husk''' {{NDR|tremando}}: Capito.<br/>'''Alastor''' {{NDR|torna normale}}: Adorabile. Bella chiacchierata, vecchio mio, sempre bello confrontarsi. *{{NDR|mentre degli squali malavitosi stanno assalendo l'Hotel}} Io forse potrei avere dei problemi con degli squali, forse devo a quei cani-pesce un cinquantamila. E forse potrei aver rubato un'auto. E averla schiantata. Investendo la ragazza dello squalaccio, ma quella troia se lo meritava! ('''Mimzy''') ==Episodio 6, ''Benvenute in Paradiso''== *'''Niffty''': Sembri sfondato, mi sbaglio?<br/>'''Angel Dust''': La giusta domanda è "chi" mi ha sfondato, e la risposta è tutti. Due volte! *'''San Pietro''': Salve, benvenuti in Paradiso! Favorite i vostri nomi, prego.<br/>'''Charlie''': Oh, ehm, Charlie Stella del Mattino.<br/>'''San Pietro''': Charlie Stella del Mattino. Mh, okay, cha-cha-cha-cha-cha... non c'è sulla mia lista. Già. È strano.<br/>'''Charlie''': Ehm, mio padre ha organizzato questo incontro.<br/>'''San Pietro''': Tuo padre, okay.<br/>'''Charlie''': Prova con Lucifero... Stella... del Mattino.<br/>'''San Pietro''': Ohhh, cazzo! Sì! Apperò, che roba. Sicura di essere nel posto giusto? Non è che ti sei persa? *'''Adamo''': Forse hai disertato il tuo esercito, hai scelto la carriera da solista, anzi, è meglio definirlo un... duetto!<br/>'''Vaggie''': Non so di cosa tu stia parlando.<br/>'''Adamo''': Ehi, occhio bello, io ti riconosco anche se non indossi l'uniforme, eri una delle mie più sanguinarie soldatesse. Sempre in prima linea, come si fa a dimenticare una stronza come te? È per questo che ti ho chiamata con l'abbreviazione della cosa che più me lo fa intostare... Vaggie.<br/>'''Vaggie''': A dire il vero si pronuncia "Vagghie".<br/>'''Adamo''': Mhhh... no. Ad ogni modo, hai fatto una grande cazzata. [...] E così la mia Vag-gina detta Vaggie si è messa con la vagina della figlia di Lilith. Evviva l'amore.<br/>'''Lute''': Sì, un amore vile e blasfemo.<br/>'''Adamo''': Cazzutamente sexy. *'''Husk''': Ammetto che "Consenso" è un nome azzeccato per un sexy club.<br/>'''Sir Pentious''': Niffty, ciccia, che stai facendo?<br/>'''Niffty''': Sto scopando. Il pavimento è sporco.<br/>'''Sir Pentious''': Per forza, siamo in un sexy club.<br/>'''Niffty''': Ahhh, mi sembrava che l'Hotel fosse leggermente diverso.<br/>'''Sir Pentious''': Signorina Bomb, io posso offrirle un drink?<br/>'''Cherri Bomb''': Perché? Non siamo arcinemici?<br/>'''Sir Pentious''': Ehm, eh... perché io offro sempre un drink a tutti! *'''Angel Dust''': Beh, dopo questa giornata mi serve un bel drink. Sapete, Val è in fissa per il waterboarding, quel fesso e le sue fisse.<br/>'''Cherri Bomb''': Angel, basta parlare di Val, ti ha già rovinato la giornata, non farti rovinare la serata. {{NDR|gli porge delle pillole}} Ecco, prendi una di queste e ogni preoccupazione svanirà.<br/>'''Husk''': Ecco, ci siamo...<br/>'''Cherri Bomb''': Ohh, evviva, l'ubriacone è sobrio da abbastanza tempo e ci può giudicare.<br/>'''Husk''': Sei tu quello che cerca di andare in Paradiso. Senti, se vuoi mandare a puttane i tuoi progressi prego, fai pure, è che... pensavo fossi meglio di così.<br/>'''Cherri Bomb''': Grazie, gatto guastafeste. Forza Angie, sballiamoci, proprio come ai vecchi tempi.<br/>'''Angel Dust''': Io... non lo so. È stata una lunga giornata e non mi serve strafarmi. {{NDR|Husk sorride}}<br/>'''Cherri Bomb''': Ma dai, stronzetto, se davvero hai lavorato così tanto ti meriti un po' di vero relax, un po' di THC, di PCP con DMT, ah, fanculo, vediamo dove ci sbatte la notte, eh?<br/>'''Angel Dust''': Io... immagino di sì.<br/>'''Sir Pentious''': Cherri, ti ho preso un altro shottino. {{NDR|Cherri lo guarda}} P-perché offro un altro shottino a tutti! Urrà! *'''Sir Pentious''' {{NDR|a Cherri Bomb, nel nightclub}}: Ehi, senti... ho notato che il club ha una sex room. Così, stavo pensando che magari ti andrebbe di, ehm... fare... sesso con me.<br/>'''Cherri Bomb''': Scusa, perché dovresti fare sesso con me?<br/>'''Sir Pentious''': Ehm... eh... Perchè faccio sempre sesso con tutti, io! {{NDR|due demoni lo afferrano e lo trascinano nella sex room}} *'''Valentino''': Troia troietta, Angel Dust? Che cosa ci fai qui, amore? Non hai preso abbastanza cazzi, oggi?<br/>'''Angel Dust''': Spiritoso.<br/>'''Valentino''': {{NDR|riferito a Niffty}} Uh, chi è questa ''chiquita''? Carne fresca per me? {{NDR|Niffty cerca di mordergli il dito}} Ehi!<br/>'''Niffty''': Assaggio la tua ciccia.<br/>'''Valentino''': Ah, mordace, ma il sadomaso tira, si vende bene. ==Episodio 7, ''Ciao Rosie!''== *'''Nifty''': Insomma, dove hai messo le ali?<br/>'''Vaggie''': Niffty, io non ho le ali.<br/>'''Angel Dust''': Io ritengo che il suo problema non sia la mancanza delle ali, piuttosto la mancanza delle tette.<br/>'''Nifty''': Sì, dove hai messo le tette?<br/>'''Vaggie''': Avete altre domande?<br/>'''Husk''': Io ne avrei una. Perché ogni volta che Charlie ha un incontro con il Paradiso, noi finiamo nella merda più merda che mai?<br/>'''Vaggie''': Non è colpa sua. Gli angeli sono-<br/>'''Angel Dust''': Bugiardi?<br/>'''Vaggie''': Complicati. Ma Charlie sta facendo del suo meglio.<br/>'''Husk''': Sì, beh... il suo meglio è di certo il nostro peggio. *'''Alastor''': Oh, Charlie, come ti vedo male, male, ma proprio male.<br/>'''Charlie''': Vattene via, Alastor...<br/>'''Alastor''': Ma insomma, non puoi comportarti così dopo esserti inimicata il Paradiso e aver condannato all'oblio tutti quelli che ami.<br/>'''Charlie''': Senti, sono sufficientemente angosciata senza partecipare al tuo sadico gioco, brutto stronzo.<br/>'''Alastor''': Io non gioco. C'è il tuo pubblico di sotto, i tuoi fan aspettano di sentire che tipo di pirotecnica esperienza hai in serbo per loro.<br/>'''Charlie''': Non ce la faccio, come posso affrontarli dopo averli delusi in questa maniera? Sono venuti da me per trovare la via della salvezza, e hanno trovato solo più dolore. Sono crudele quanto il più crudele dei Signori dell'Inferno. E forse anche di più. Almeno quelli non vanno in giro a dare false speranze.<br/>'''Alastor''': Beh, non mi sarei mai aspettato di vedere un autolesionismo tanto patetico e piagnucoloso.<br/>'''Charlie''': Oh, vaffanculo, Alastor, tu non fai altro che startene lì a sorridere mentre ci guardi cadere e fallire! Come fai a godere così tanto dell'altrui sofferenza?<br/>'''Alastor''': Mia regale ingenuità, tu vedi un sorriso, ma non puoi sapere cosa si cela sotto di esso. Un sorriso è un'arma potentissima e micidiale. Ispira gli amici, costringe i nemici a dubitare e ti dà la garanzia che, qualunque cosa possa capitare, sarai sempre tu ad avere il controllo.<br/>'''Charlie''': Ma io non ce l'ho. Il controllo l'ho completamente perso. La persona a cui ho affidato il mio cuore mi ha mentito per anni, il Paradiso non mi ha concesso nulla, e se anche lo facesse non posso avere prova che l'Hotel funzioni. Adamo ha un esercito esorcista schierato davanti alla mia porta, pronto allo sterminio, e non c'è nulla che io possa fare.<br/>'''Alastor''': Tu non sai una cosina che io so! *'''Vaggie''': Abbiamo un piano basato sulla difesa, dovremo batterci con gli angeli.<br/>'''Husk''': Woah! Ti sei fatta, cazzo?!<br/>'''Vaggie''': Possono essere uccisi.<br/>'''Frank''': La signora del coltello Carmina Caramella ne ha ucciso uno.<br/>'''Vaggie''': Aspetta, tu lo sapevi?<br/>'''Frank''': Oh, sì. Io detto al mio capo un mare di mesi fa.<br/>'''Vaggie''': Pentious!<br/>'''Sir Pentious''': Che c'è? Dicono sempre cazzate! Come potevo sapere che questa non era una cazzata?!<br/>'''Frank''': I conti bancari sono una truffa creata dal governo ombra.<br/>'''Sir Pentious''': Visto? *'''Rosie''': Ma chi hai portato con te? Monello, Alastor, questa è troppo giovane per te! Oh, sto scherzando, immagino che tu possa ancora metterlo in buca!<br/>'''Alastor''': Come, prego? *'''Carmilla Carmine''': Ti sto mostrando i punti deboli della tua tecnica di combattimento. Tecnica di voi angeli sterminatori.<br/>'''Vaggie''': Come hai scoperto che ero un'esorcista? Come?<br/>'''Carmilla Carmine''': Hai una X gigantesca sull'occhio sinistro e impugni una lancia angelica, non serve mica un genio. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} 45h0vbf3669wyijtky167hvsggf910n 1419084 1419083 2026-07-04T12:44:18Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-37889-35|~2026-37889-35]] ([[User talk:~2026-37889-35|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1418825 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano= Hazbin Hotel |titolooriginale= Hazbin Hotel |paese= Stati Uniti d'America |annoprimatv= 2024 |tipofiction= serie TV |genere= animazione, commedia, drammatico, musicale |stagioni= 1 |episodi= 8 |linguaoriginale= Inglese |ideatore= [[Vivienne Medrano]] |doppiatori originali= *[[Erika Henningsen]]: Charlie Stella del Mattino *[[Stephanie Beatriz]]: Vaggie *[[Blake Roman]]: Angel Dust *[[Amir Talai]]: Alastor *[[Keith David]]: Husk *[[Kimiko Glenn]]: Niffty *[[Alex Brightman]]: Sir Pentious *[[Alex Brightman]]: Adamo *[[Jeremy Jordan]]: Lucifero Stella del Mattino *[[Jessica Vosk]]: Lute *[[Krystina Alabado]]: Cherri Bomb *[[Christian Borle]]: Vox *[[Joel Perez]]: Valentino *[[Lilli Cooper]]: Velvette *[[Daphne Rubin-Vega]]: Carmilla Carmine *[[James Monroe Iglehart]]: Zestial *[[Shoba Narayan]]: Emily *[[Patina Miller]]: Sera *[[Leslie Kritzer]]: Rosie |doppiatoriitaliani= *[[Rossa Caputo]]: Charlie Stella del Mattino *[[Giulia Franceschetti]]: Vaggie *[[Riccardo Suarez]]: Angel Dust *[[Nanni Baldini]]: Alastor *[[Neri Marcorè]]: Husk *[[Sara Ciocca]]: Niffty *[[Edoardo Stoppacciaro]]: Sir Pentious *[[Gabriele Patriarca]]: Adamo *[[Fabrizio Vidale]]: Lucifero Stella del Mattino *[[Valentina Favazza]]: Lute *[[Giuppy Izzo]]: Cherri Bomb *[[Oreste Baldini]]: Vox *[[Giorgio Borghetti]]: Valentino *[[Margherita De Risi]]: Velvette *[[Antonella Baldini]]: Carmilla Carmine (dialoghi) *[[Flavia Astolfi]]: Carmilla Carmine (canto) *[[Marco Manca]]: Zestial *[[Emanuela Ionica]]: Emily *[[Domitilla D'Amico]]: Sera *[[Ilaria Latini]]: Rosie }} '''''Hazbin Hotel''''', serie televisiva statunitense del 2024. ==[[Incipit]]== {{NDR|Storia dell'Inferno narrata da Charlie Stella del Mattino}}<br/>C'era una volta una città radiosa, protetta da cancelli dorati, conosciuta come [[Paradiso]], governata da esseri di pura luce: [[angeli]] che adoravano il bene e lo difendevano in ogni modo dal male. Tra questi angeli c'era [[Lucifero]], un sognatore con luminose idee per il creato. Ma dai vecchi saggi del Paradiso era visto come un provocatore, e consideravano il suo modo di pensare pericoloso per l'ordine paradisiaco. Lucifero restava a guardare mentre gli altri espandevano l'universo a loro piacimento. Dalla polvere della Terra crearono [[Adamo]] e [[Lilith]], pari in tutto in quanto primi del genere umano. Ma Adamo pretendeva il comando. Lilith rifiutava di sottomettersi, fuggì dall'[[Eden]]. Lucifero, attratto dalla fiera indipendenza di lei, la trovò e i due sognatori ribelli si innamorarono perdutamente. Insieme bramavano di condividere la magia del libero arbitrio con l'umanità, e offrirono il frutto della conoscenza alla nuova di Adamo, [[Eva]], che lo accettò con gioia. Ma il dono celava una maledizione: con quell'atto di disobbedienza, il male riuscì a insinuarsi sulla Terra. Con esso, arrivò un regno di oscurità e peccato. L'ordine che il Paradiso aveva difeso fu per sempre infranto. Come punizione per il gesto sconsiderato, il Paradiso gettò Lucifero e la sua amata nella fossa oscura creata dal male. A Lucifero non fu più permesso di vedere il buono nell'umana gente, ma solo la sua crudeltà e malvagità. Confuso, Lucifero perse la sua capacità di sognare. Invece Lilith prosperava, dando forza al genere demoniaco con la sua voce e i suoi canti. E mentre i numeri dell'Inferno crescevano, ne cresceva anche il potere. Il Paradiso considerò questo una minaccia, e prese una decisione spietata: ogni anno avrebbe mandato negli Inferi un esercito per lo sterminio, così l'Inferno e i suoi peccatori non avrebbe mai avuto i numeri e la forza per ribellarsi. Ma la speranza di Lilith non si spense, il suo sogno fu tramandato alla sua preziosa figlia, la principessa dell'Inferno. ==Episodio 1, ''Ouverture''== *{{NDR|spot pubblicitario dell'Hazbin Hotel}} Ciao a te, peccatore perduto. Ti piace il sangue, la violenza e la depravazione di natura sessuale? Ma è ovvio, per questo sei all'Inferno! Ma che ne diresti se io ti dicessi che c'è un posto dove alloggiare che non ha nulla di perverso? Benvenuto all'Hazbin Hotel, una deviata via per la redenzione! Inaugurato cinque giorni fa dalla delirante figlia di Lucifero, Charlie Stella del Mattino! Deponi il tuo destino nelle sue mani inesperte mentre lei cerca di risolvere i suoi irrisolti con papino redimendo te! Qui offriamo giochi giocosi, {{NDR|inquadratura su Husk che sviene ubriaco sul bancone}} un personale attento, solerte e tonico! {{NDR|Niffty arriva e cerca di pugnalare uno scarafaggio con uno spillone}} E disinfestazione cimici H24! Camere con cessi personali e una hall oltremodo trasandata! {{NDR|inquadratura su Angel Dust, che fa il dito medio alla telecamera}} Goditi una conversazione brillante con il nostro ospite, wow! Tutto questo e tanto, dico tanto di più, all'Hazbin Hotel, il tuo ultimo disperato tentativo di redenzione inizia qui. ('''Alastor''') *'''Angel Dust''': Se volete girare uno spot, vi suggerisco di sfruttare il sensuale talento e celebrità che avete proprio qui.<br/>'''Vaggie''': Angel, tu sei una pornostar.<br/>'''Angel Dust''': Star, star del porno. I peccatori più arrapati butteranno giù i muri a randellate per entrare.<br/>'''Vaggie''': Noi un porno come spot non lo giriamo.<br/>'''Angel Dust''': Perché no? Il sesso vende, tira. Filmate me che ci do dentro con il signor "belle parole con la voce radio da paura" e sarete subito inondati da dannati desiderosi di alloggiare in questo strampalato hotel.<br/>'''Alastor''': Ah-ah! Ti piacerebbe, scordatelo!<br/>'''Charlie''': Angel, apprezzo che tu voglia usare le tue... speciali abilità per, uhm, attrarre gente qui, ma... sul serio, io non voglio sfruttarti... abusare di te.<br/>'''Angel Dust''': Oh, ti prego, baby, questo corpo è ''fatto'' per essere sfruttato. Ho le braccia, la resistenza, ho le gambe, ho la capacità polmonare, ho ''le gambe''! I conati di vomito, i buchi, le imbottiture che credono tutti tette... *'''Angel Dust''': Ehi, ho una domanda: se faccia radio sclerata è così potente, allora perché non costringe le anime a rimanere qui?<br/>'''Alastor''': Oh, fidati di me, le costringo!<br/>'''Husk''': Perché credete che io resti qui? Pensate che me ne starei a pulire bottiglie e ad ascoltare voi coglioni che rompete e frignate in eterno se non mi costringesse lui?<br/>'''Niffty''': Io adoro essere costretta!<br/>'''Husk''': Tienilo per te, Niff.<br/>'''Angel Dust''': Micio, non ti piace stare qui con me, baffi miao miao?<br/>'''Husk''': Chiamami ancora "baffi miao miao" e ti ficco la bottiglia in fondo alla gola.<br/>'''Angel Dust''': Erotico! Gola profonda, continua a parlare zozzo! *'''Husk''' {{NDR|recitando con Angel Dust uno spot per l'hotel}}: "Benvenuto all'Hazbin Hotel. Come posso esserle d'aiuto?"<br/>'''Angel Dust''': Sono stato un po' troppo monello, e mi serve un paparino grande e forte per rimettermi al mio posto... sul cammino verso la redenzione.<br/>'''Husk''': "Coraggio, vieni..."<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|simulando un orgasmo}}: Oh, sì! Oh!<br/>'''Husk''': "...nel posto giusto".<br/>'''Vaggie''': Stop. Okay, Angel, serve che tu sia meno arrapante. E Husk, non tenere il copione davanti alla faccia.<br/>'''Husk''': Sono quasi gatto, ma come attore sono un cane totale!<br/>'''Angel Dust''': Potremmo buttarla sull'improvvisazione, gattone. ''Roar''! {{NDR|Husk lo spinge giù dal bancone}}<br/>'''Husk''': Ups. *'''Adamo''': Quindi stavo suonando in questo concerto e per una cazzo di ragione questa gallinella virtuosa aveva una cotta per il batterista. E, insomma, tu lo sai chi sono io? Io sono Adamo, merda, sono il cazzo originale! Tutti i cazzi discendono da me! Pensi di preferire il cazzo del batterista? Nemmeno per sogno! Io sono il cazzuto capo dei cazzi! Comunque, poi me l'ha data, che bella scopata. Tu? Che fai nel weekend?<br/>'''Charlie''': Aspetta, tu ti chiami Adamo? Come il primo uomo Adamo? Ciò significa che tu... ohhh! Questo spiega molte cose.<br/>'''Adamo''': Lo so, cazzo rock'n roll!<br/>'''Charlie''': Beh, Adamo, signore, signor Adamo, signore...<br/>'''Adamo''': Chiamami "Capo dei cazzi".<br/>'''Charlie''': ... Adamo. *'''Katie Killjoy''': Ultima notizia: l'ambasciata del Paradiso ci ha appena comunicato che il prossimo sterminio sarà notevolmente anticipato. Sai che significa, Tom?<br/>'''Tom Trench''': No, che significa, Katie?<br/>'''Katie Killjoy''': Che ce l'hanno messo nel culo con classe! ==Episodio 2, ''La radio ha ucciso la televisione''== *'''Sir Pentious''': Fatti vedere, Alastor! Vieni ad affrontare... {{NDR|lo vede sul balcone dell'hotel}} ah, eccoti qua. Affrontare la mia ira!<br/>'''Alastor''': Chi sei tu?<br/>'''Sir Pentious''': Chi sono io? Chi sono io?! Sono il grande Sir Pentious! Inventore, architetto della distruzione, malvagiamente ''extraordinaire''!<br/>'''Uovino''': Ohh, capo, rompigli il guscio!<br/>'''Niffty''': Uhhh, è un monellaccio!<br/>'''Alastor''': Se fosse vero, avrei sentito parlare di te.<br/>'''Sir Pentious''': Ho già scatenato la mia ira sulla tua anima. Ci siamo battuti almeno... sessantasei volte.<br/>'''Alastor''': Forse la tua ira non era ira, era iruccia.<br/>'''Sir Pentious''': Ora taci! Se vuoi scappa! Dopo che ti avrò ridotto a pezzi, le caleidoscopiche Tre V finalmente riconosceranno che c'è un loro pari quaggiù!<br/>'''Niffty''': Uhhh... oh, chi sono le Tre V?<br/>'''Alastor''': Oh, nessuno di importante. *L'episodio di questa settimana di "Sì, mi sono scopato tua sorella, che c'è?", vi è offerto dalla VoxTek. ('''Spot pubblicitario''') *'''Vox''': Questa sì che è buona televisione! {{NDR|risponde alla videochiamata di Velvette}} Ehi Velvette, Vulvetta, come vai in questa mattinata infernale?<br/>'''Velvette''': Basta con le stronzate, Vox, mi servi quassù, adesso.<br/>'''Vox''': Quale potrà mai essere il tuo problema, Vulvina?<br/>'''Velvette''': Il tuo piccolo toyboy sta distruggendo il mio dipartimento, io sto cercando di mettere su uno show, e...<br/>'''Valentino''' {{NDR|di sottofondo}} Fottuto stronzo!<br/>'''Velvette''': Porta il tuo culo qui, adesso! Dannazione, Valentino! {{NDR|chiude la chiamata}}<br/>'''Vox''': Ah, mannaggia, ci risiamo, Valentino, un altro fottuto giorno con Val. Ehi, ehi, ehi, che vita del cazzo. *{{NDR|Esaminando dei vestiti presentati da alcune sottoposte}} No. Inconcepibile. Sparisci. E questi? Polsi con le balze? È il 1750? Dovevano bruciare con le streghe che li indossavano. ('''Velvette''') *'''Valentino''': Riesci a credere che cosa ha fatto quella cacchetta? Quella troietta ingrata!<br/>'''Vox''': Di che troia stiamo parlando, di grazia?<br/>'''Valentino''': Quello stronzo di Angel Dust, di chi altri sto parlando, cazzo?! {{NDR|Vox indica sé stesso con aria contrariata}} Quella zoccoletta di merda mi ha piantato in asso. A me. L'ho creato io. Senza di me sarebbe un sacco di carne con qualche buco mediamente piacevole.<br/>'''Vox''': Si è licenziato?<br/>'''Valentino''': No, non si è licenziato, è peggio! Ha traslocato! {{NDR|afferra il cellulare di Vox e lo lancia contro il muro}} Crede di poter venire qui, lavorare, e andarsene via a suo piacimento! Riesci a crederci, cazzo?! Se n'è andato a vivere con quell'oca giuliva della figlia di Lucifero.<br/>'''Vox''': Angel vive con la figlia di Lucifero, adesso?<br/>'''Valentino''': Sì! Quella stronza, Chalkie, o Chandler, o, non lo so, un nome da maschio. Ha questo hotel, e... {{NDR|mettendosi in posa con due pistole}} quale di queste mi fa più sexy?<br/>'''Vox''': Che stai facendo, Val? Tu lì non ci vai.<br/>'''Valentino''': Quell'alido frocetto capirà chi è il suo padrone. Mi fotterò tutti in quel merdoso merdaio, lo giuro sul cielo...<br/>'''Vox''' {{NDR|con voce distorta}}: ''Val''! {{NDR|la voce torna normale}} Riflettici bene, il nostro marchio è la classe. Cosa credi farà alla nostra immagine inseguire puttanelle per tutto l'Inferno?<br/>'''Valentino''': Eh... la rovinerà?<br/>'''Vox''': Giusto! Vuoi che la gente dica che non sai controllare i tuoi dipendenti?<br/>'''Valentino''': No.<br/>'''Vox''': Esatto. E ehi, lui è ancora sotto contratto con te, dove cazzo può andare? Perciò, tu dovresti...?<br/>'''Valentino''': ... Non fare un cazzo?<br/>'''Vox''': Grande idea! È per questo che ti pagano un sacco di soldi. *'''Valentino''': Sai, Angel non è l'unico che si intrattiene in quel pulcioso hotel con la ''princessa'' di Satanasso.<br/>'''Vox''': Oh, chi altro c'è lì? Qualcuno che ti deve dei soldi?<br/>'''Valentino''': Qualcuno che ci deve qualcosa di più dei soldi. Il demone della radio è lì. {{NDR|Vox affonda gli artigli nel tavolo}}<br/>'''Vox''': ''Che cosa hai detto?''<br/>'''Valentino''': Quello che ho detto.<br/>'''Vox''': Alastor è tornato... ed è con la figlia di ''Lucifero''... e questa non è la prima cazzo di cosa che mi dici?!<br/>'''Valentino''': Ehi, ammazzare Alastor è la tua fissazione. *'''Alastor''' {{NDR|dopo lo scontro con Sir Pentious}}: Ohibò, necessito dei servigi del mio sarto. Buona fortuna, amici.<br/>'''Vaggie''': Fermo, te ne vai così? Alastor, ci serve il tuo aiuto. Serve che tu finisca il lavoro.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|alludendo alla parete sfondata da Pentious}}: Ehm, ci serve un muro. *'''Vox''' {{NDR|riferito ad Alastor}}: Lo stronzo è tornato!<br/>'''Valentino''': Sì... anch'io lo pensavo andato per sempre.<br/>'''Vox''': Sono passati sette anni!<br/>'''Valentino''': Sei ancora incazzato perché quella volta ti ha quasi battuto?<br/>'''Vox''': Gah, fanculo!<br/>'''Valentino''': Era per dire.<br/>'''Vox''': Ormai tutto è cambiato da quando se n'è andato.<br/>'''Valentino''': Questo è certo.<br/>'''Vox''': Gli darò il bentornato spiegandogli chi comanda su questo creato. *'''Angel Dust''' {{NDR|recitando controvoglia con Sir Pentious un copione scritto da Charlie}}: "Oh, sono un losco figuro che vaga per le strade, manchevole degli abbracci della mamma. Ora, dove posso trovare un ragazzino innocente a cui vendere del crack?". Wow. Chi l'ha scritto?<br/>'''Charlie''': Grande teatro, eh? Continua.<br/>'''Angel Dust''': "Ehi, tu".<br/>'''Sir Pentious''': Uh, ce l'hai con me?<br/>'''Angel Dust''': "Ehi, sembri un ragazzino a cui serve un po' di... forfora del diavolo"? Ma che cazzo?!<br/>'''Sir Pentious''': No, giammai. Io devo andare a fare i compiti, scienze.<br/>'''Angel Dust''': "Dai, ragazzino, la polvere ti farà diventare figo come me... il fattone!".<br/>'''Sir Pentious''': La cosa figa è non considerare la droga una cosa figa. Ora, se vuoi scusarmi, devo andare a non fare sesso prima del matrimonio! *'''Sir Pentious''' {{NDR|dopo essere stato scoperto da Charlie, Angel e Vaggie}}: Agente Pentious richiede un'immediata estrazione!<br/>'''Vox''': Pentious. Complimenti, ti sei fatto beccare... dopo nemmeno un giorno.<br/>'''Sir Pentious''': Ti prego, devi tirarmi fuori da qui!<br/>'''Vox''': Come abbiamo potuto pensare che saresti riuscito in una missione così cretina? Fammi un favore, se non ti ammazzano loro ammazzati da solo, squamato verme imbranato! ==Episodio 3, ''Uova strapazzate''== *'''Vaggie''': E quel marchingegno?<br/>'''Sir Pentious''': Oh, ehilà, livida femmina, la mia ultima invenzione, cioè una "Scorticatrice {{formatnum:11000}}"! Bramo scatenarla sugli altri ospiti dell'Hotel.<br/>'''Charlie''': Cosa? Perché?<br/>'''Sir Pentious''': Tutti sono troppo carini e buoni, un'evidente menzogna per avere l'occasione di uccidermi. Ma quando? Come? Devo essere preparato. *'''Vaggie''': Questi ovetti rotolano ovunque, servi tu per sbarazzarcene.<br/>'''Alastor''': Oh, beh, lo farò con immenso gaudio.<br/>'''Vaggie''': Con umanità.<br/>'''Alastor''': Mh. Beh, gaudiderò comunque. *'''Husk''': Non partecipo a un merdoso spettacolo per questi fessi del cazzo.<br/>'''Angel Dust''': Oh, io sì. Ma con pagamento anticipato. Ahimè, qui qualcuno non può permettersi me.<br/>'''Sir Pentious''': Illuso! Scordatelo, sciocca calì del sesso! *'''Charlie'''{{NDR|durante l'esercizio di fiducia}}: Angel, vuoi essere tu il prossimo?<br/>'''Angel Dust''': Vaaado...<br/>'''Vaggie''': Però stavolta dovete afferrarlo tutti, chi non lo afferra lo afferro io per le palle.<br/>'''Angel Dust''': Beh, allora mi confesso, eh? Andiamo al sodo, al duro. Io adoro succhiare...<br/>'''Husk''': Mi gioco il cazzo che dici "uccelli"!<br/>'''Angel Dust''': Ghiaccioli! Pervertito! Frena la tua felina fantasia provinciale! {{NDR|si lascia cadere tra le braccia di Husk}} Ma in fondo, anche gli uccelli. {{NDR|Husk lo lascia cadere}} *A volte sevizio le mamme cimici davanti ai piccoli come monito per tutti. ('''Niffty''') *'''Carmilla''': Alastor?<br/>'''Alastor''': Sì, lo so, mi sono fatto molto desiderare, so che voi tutti vi chiedete il perché.<br/>'''Carmilla''': Neanche un po'. Comunque, bentornato. ==Episodio 4, ''Messinscena''== *{{NDR|Estratto da un film porno di Angel Dust}}<br/>'''Attore''': Finalmente sveglio, Angel Dust?<br/>'''Angel Dust''': Sì... vuoi portarmi il caffè?<br/>'''Attore''': Devi subito dirmi dove il tuo capo nasconde la cassaforte.<br/>'''Angel Dust''': Sei un illuso se speri di ottenere da me qualcosa.<br/>'''Attore''': Illuso?! Allora dovrò scoparti a sangue fino a quando non mi dirai dov'è la cassaforte!<br/>'''Angel Dust''': Fai del tuo peggio... ''paparino''. *'''Angel Dust''': Non è la giornata del "mostra e racconta"? Io vi mostro il mio film migliore, e vi racconto di come ho vinto su quella cagnetta stronzetta cozzetta di Tiffany Tuttatette!<br/>'''Husk''': A dire il vero, secondo me la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti.<br/>'''Angel Dust''': Esimia testina di cazzo, chi ti dà il diritto di insultare il mio fottuto, nobile e antico lavoro?<br/>'''Husk''': Ci vuoi far credere che non sai di aver recitato in una mega troiata?<br/>'''Angel Dust''': Vaffanculo. {{NDR|riferendosi al suo film}} Questa è arte pura!<br/>'''Husk''': Sei ipocrita, ti ubriachi e te ne lamenti ogni infernale giorno. A tutti piace confessarsi col barista. Ormai io so tutto di te e di questi poveri figli di troia. {{NDR|riferito a Sir Pentious}} Quello lì è un buffone insicuro che si sente solo e vi striscia vicino al letto per guardarvi dormire. La principessa, una buonista che vuole risolvere i problemi altrui non potendo risolvere i suoi.<br/>'''Charlie''': Cosa? No! Io- cosa? No!<br/>'''Husk''' {{NDR|riferito a Vaggie}}: Occhio di lince, qui? Giudica tutti perché odia sé stessa. Niffty? Eh... non conviene a nessuno sapere che problemi ha.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|ridendo}}: Sei proprio arruffato! {{NDR|con fare sensuale}} Wow. Il gattino ha gli artigli. ''Miao''.<br/>'''Husk''': Taci tu! Non farmi parlare. So benissimo chi sei e, nonostante le tue stronze manfrine, so quanto sei falso.<br/>'''Angel Dust''': Io, falso? Wow. No, caro, io non sono falso. Recito il copione della vita, come un vero attore. *'''Angel Dust''': Sembra che Valentino pretenda la mia presenza per una ripresa d'emergenza.<br/>'''Husk''': Uh-uh. Come no.<br/>'''Angel Dust''': Ad ogni modo, vaffanculo. Me ne sbatto il cazzo di quello che un peloso barista ubriacone pensa di me. Quindi torna nella lettiera di merda da cui provieni, critico del porno. *'''Valentino''' {{NDR|riferendosi alle riprese di un film porno}}: Angel, perché cazzo vi siete fermati?<br/>'''Angel Dust''': Io... vengo.<br/>'''Valentino''': Non fuori campo, no! *'''Valentino''': Vostra maestà, benvenuta nella mia umile dimora del sesso estremo. Posso salutarvi umidamente? {{NDR|lecca il braccio di Charlie}}<br/>'''Charlie''': Uh.. no, grazie, no.<br/>'''Valentino''': Ma che gran pezzo di... posso offrirvi una porca parte? Potrei fare di voi una pornostar. Così diverremmo più ricchi di, beh... del vostro ''papito''-<br/>'''Charlie''': Cazzo, no! *'''Valentino''': Angel, vorrei verbalizzare con te nel tuo camerino. {{NDR|lui e Angel entrano nel camerino}}<br/>'''Angel Dust''': Io non sapevo nulla... {{NDR|Valentino lo schiaffeggia}} Val, io-<br/>'''Valentino''' {{NDR|afferrando aggressivamente Angel}}: Tu credi davvero di poter far venire qui come avvocato la mocciosa di Lucifero?<br/>'''Angel Dust''': No, Val, ti prego! Mi dispiace che lei...<br/>'''Valentino''': L'hai portata qui per proteggerti? Per farmi fottere? {{NDR|usa il fumo per immobilizzare Angel e lo sbatte sul divano}}<br/>'''Angel Dust''': Val, fermo!<br/>'''Valentino''': Credi che lei possa sollevarti dal lavoro?<br/>'''Angel Dust''': No! No, non è quello che sto cercando di fare, no! No... {{NDR|Valentino lo scaraventa dall'altra parte della stanza}}<br/>'''Valentino''': Sai che non può fare nulla. {{NDR|con il fumo crea un guinzaglio al collo di Angel e manifesta il suo contratto dell'anima}} Io ti possiedo, o l'hai dimenticato?<br/>'''Angel Dust''': No.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico "vieni" tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Valentino.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico di scoparti venti stalloni prima di pranzo, tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Valentino.<br/>'''Valentino''': Quando ti dico che devi far sparire quella fottuta troietta giuliva dal mio cazzo di set, tu dici?<br/>'''Angel Dust''': Ah, io-<br/>'''Valentino''': ''Tu dici''?<br/>'''Angel Dust''': Senti, Val, è solo che lei trova entusiasmante ogni cosa. Io le dirò di andarsene. Ma non farle del male...<br/>'''Valentino''': Ho sventrato delle puttanelle per molto meno senza pensarci un attimo, sei fortunato che mi fai fare soldi. Ora ti sbarazzerai di lei e poi ti farai sbattere per tutta la notte, chiaro?<br/>'''Angel Dust''': Sì, Val.<br/>'''Valentino''': Bravo. *'''Husk''': Non sapevo fosse una serata "bevo per dimenticare".<br/>'''Angel Dust''': Oh, mi ero dimenticato che sei il barista filosofo, il saggio che conosce ogni cosa. Scendi dalla cattedra del cazzo e versa un vero drink.<br/>'''Husk''': Senti, se hai un problema non troverai la risposta sul fondo di una bottiglia. Io lo so, l'ho cercata lì a lungo. *'''Husk''' {{NDR|dopo aver respinto le aggressive avances sessuali di Angel}}: Finiscila con la recita, con me non attacca. Riesci solo a fare la figura dello stronzo con queste puttanate da falso.<br/>'''Angel Dust''': Chiamami falso un'altra volta, stronzetto! Ti sfido.<br/>'''Husk''': Falso.<br/>'''Angel Dust''': Sei un vero stronzo- {{NDR|cerca di alzarsi, ma sbatte la testa e cade a terra}}<br/>'''Husk''': Sei caduto?<br/>'''Angel Dust''': Sappi una cosa: tu saresti fottutamente fortunato a scoparti una star come me! Ma lo sai quanto costo? Sai quanti ucciderebbero per avere Angel Dust che gli viene addosso? Fanculo! Continua a fare il gatto solitario del cazzo. *'''Vaggie''': Accipicchia, sembra che qualcuno debba seguirlo. Qualcuno di nome Husk!<br/>'''Husk''': Oh, mi prendi per il culo? Perché non lo fai tu, visto che sei così preoccupata?<br/>'''Vaggie''': Perché non sono io quella che l'ha fatto uscire isterico da qui. Tu lo hai provocato e tu lo riporti.<br/>'''Charlie''': No! No. Non costringerlo a tornare. Solo, assicurati che non si metta nei guai. Oggi ho provato a insistere, ma purtroppo ho peggiorato le cose. Tornerà quando sarà pronto, facciamo solo in modo che nel frattempo non gli capiti qualcosa di brutto. *{{NDR|dopo che Husk ha salvato Angel da un gruppo di malavitosi che hanno cercato di drogarlo}}<br/>'''Husk''': Lo stronzo dentato ti ha drogato il drink.<br/>'''Angel Dust''': E secondo te non avevo capito che quel drink era drogato? Mi succede ogni cazzo di volta.<br/>'''Husk''':Lasci che ti droghino ogni cazzo di volta?!<br/>'''Angel Dust''': Credi che lo abbia chiesto io? Io non ho chiesto questa cazzo di dannazione! Non ho chiesto nulla, non ho chiesto che Charlie mi salvasse, non ho chiesto che tu mi salvassi. Posso badare a me stesso.<br/>'''Husk''': Sicuro? Perché ti ho visto letteralmente autodistruggerti. Io dico che forse... ecco non so... ti può essere utile un barista con cui parlare.<br/>'''Angel Dust''': Oh, quindi adesso mi vuoi far credere che ti importa qualcosa di me? Dopo che mi hai trattato di merda, pensi che mi aprirò con te? Ti prego. {{NDR|inizia ad andarsene}}<br/>'''Husk''': Magari ti tratterei meglio se non recitassi, se ti facessi vedere come sei davvero, non soltanto con quella falsa maschera. Ascolta, a nessuno in quell'hotel importa della tua fama. Se sei un divo, una pornostar. Quindi tanto vale che la smetti con la recita.<br/>'''Angel Dust''' {{NDR|si gira in lacrime, sconvolgendo Husk}}: ''Non è una recita''! Non ho altra scelta. E questo... questo è il mio modo per evadere! Dove posso dimenticare tutto, quanto odio... me stesso. Un posto in cui posso strafarmi e non dover pensare a quanto faccia male. E magari... se riesco a rovinarmi abbastanza nel frattempo... se finirò per annullarmi... non sarò più il suo giocattolo preferito {{NDR|di Valentino}}. E magari mi lascerà libero.<br/>'''Husk''' {{NDR|dispiaciuto, si siede accanto ad Angel}}: Ero un Signore Supremo un tempo. Sì. E... era bello avere quel potere. {{NDR|dei flashback mostrano come è arrivato a vendere la sua anima ad Alastor}} Ma quando sei un trafficante d'anime e sei anche un giocatore d'azzardo, la posta diventa troppo alta. E perdere una mano di troppo diventa davvero pericoloso. Così, quando la fortuna ti volta le spalle, ti aggrappi a tutto pur di restare a galla, arrivi a stringere patti, svendendoti. Quindi so cosa si prova a pentirsi delle scelte fatte e... sapere che non si può tornare indietro. *'''Husk''' {{NDR|dopo che lui e Angel hanno massacrato dei malavitosi}}: Beh... è una cosa che non mi aspettavo di vedere.<br/>'''Angel Dust''': Come ho detto, tu non mi conosci. Non sono bravo solo col sesso.<br/>'''Husk''': Buono a sapersi. Perché questo tuo aspetto mi piace tanto. ==Episodio 5, ''Papà batte papà''== *'''Husk''': Qual è il problema? Complesso paterno?<br/>'''Charlie''': No, è che non siamo stati tanto insieme. Dopo che lui e la mamma si sono separati, non si è mai affannato per vedermi. Ogni tanto mi chiama, ma soltanto quando si annoia o se gli serve un favore.<br/>'''Husk''': Complesso paterno. *{{NDR|scena di introduzione di Lucifero, da solo in una stanza piena di papere di gomma}} È giunta l'ora. Con le mie mani, ho appena creato... la super ultra mega papera salterina! Che sputa fuoco! Niente applausi, trattenetevi, prego. Oh, grazie... ma no, cazzo! Ho preso una papera! {{NDR|il telefono inizia a squillare}} Figlia? Figlia? Figlia che chiama?! Oh! Uh, ehm, "Pronto? Charlie? Eh-eh-ehi, Cha-Cha-Cha"- no, no, così non va. È la prima volta che mi chiama da anni... sii carino ed elegante. {{NDR|risponde al telefono}} Ciao, puttanella! ('''Lucifero''') *'''Charlie''': Ti prego, vieni solo a vedere che sto cercando di fare, e così capirai che si tratta di una bellissima idea e in Paradiso non avranno obiezioni se avrò modo di spiegarlo. Ti prego, papà.<br/>'''Lucifero''': Aspetta. Tu stai invitando il tuo papino?! Sto arrivando! Ah-ah, sarò lì tra un'ora! {{NDR|riattacca}} Mia figlia vuole vedere me! Beccati questa, depressione! *'''Lucifero''': E tu sei?<br/>'''Alastor''': Alastor, piacere di fare la sua conoscenza, e che gioia! È bello dare finalmente un volto al suo nome, lei è decisamente più basso dal vivo.<br/>'''Lucifero''': Questo chi è? Chi è questo? Tu sei il facchino?<br/>'''Alastor''': Ahah, no! Io sono il frontman dell'Hotel, forse mi avrà ascoltato nel mio programma alla radio.<br/>'''Lucifero''': Mhh, no. Infatti Charlie ha scelto "è stato" come nome "Hazbin Hotel",<ref>In inglese, "Hazbin" si traduce come "è stato".</ref> ah-ah-ah!<br/>'''Alastor''': Ah-ah-ah! In effetti è stata una mia idea.<br/>'''Lucifero''': Ah-ah-ah! Beh, è un'idea stupida!<br/>'''Alastor''': Ah-ah-ah! ''Fanculo''. *'''Charlie''': Lei è Vaggie, la mia ragazza.<br/>'''Lucifero''': Oh-oh, porco diavolo! Ti piacciono le ragazze, anche a me! Abbiamo così tanto in comune! *'''Angel Dust''': Allora, tu e Alastor siete tipo cosa, amici?<br/>'''Mimzy''': Beh, questo lo hai detto tu, non certo io, ma ci può stare. Perché così sorpreso?<br/>'''Angel Dust''': Beh, solo che non sapevo che ne avesse. È qui da un po', ma è ancora un grande, sinistro mistero. Che tipo è?<br/>'''Mimzy''': Lo sai quello che si dice in giro. È apparso all'Inferno all'improvviso, facendo subito scalpore per la sua sfrontatezza e per la sua arroganza. All'inizio volevano del tutto ignorarlo, ma presto i Signori Supremi cominciarono a sparire. E non erano arcidiavoli di poca importanza, sto parlando di arci-arci diavoli. Nessuno sapeva cosa fosse successo loro fino a quando non iniziarono ad andare in onda quelle strani trasmissioni radio. Si sentivano solo urla. Ogni volta che un Signore Supremo spariva, una nuova voce urlava disperata in quella trasmissione radio. Poi un giorno Alastor si è rivelato come il Demone della Radio, mettendo in guardia e minacciando chiunque gli fosse stato avverso. Beh, diciamo che alle sue trasmissioni partecipavano sempre voci nuove. Questa è la storia che tutti più o meno conoscono, ma, sotto sotto... lui è un grande tenerone, un po' di musica jazz, un dito di whisky e diventa un coniglietto. *'''Alastor''': Che cosa c'è?<br/>'''Husk''': Mimzy si presenta solo quando le serve qualcosa. La stronza si sarà cacciata nei guai e avrà rotto il cazzo a un demone per venire di corsa da te.<br/>'''Alastor''': Niente che io non possa gestire, tranquillo Huskuccio. Dovrebbe essere impazzita per imbrogliare me.<br/>'''Husk''': Insomma, tu sei sparito per un bel po'... e nessuno di noi sa il perché.<br/>'''Alastor''': Nessuno di voi deve saperlo, micio micione, non affaticare il testone.<br/>'''Husk''': Sei il padrone della mia anima, ma non sono il tuo animaletto del cazzo.<br/>'''Alastor''': Mh-mh, altroché! Ah-ah!<br/>'''Husk''': Paroloni per qualcuno che è al guinzaglio quanto me. {{NDR|Alastor assume la sua forma demoniaca completa}}<br/>'''Alastor''': Ahah... che cosa hai detto?<br/>'''Husk''' {{NDR|una catena appare al collo di Husk e lo trascina a terra}}: Cazzo! No, niente, io, eh...<br/>'''Alastor''': Sei avvisato, non ripeterlo. O ti farò a pezzi l'anima e manderò in onda le tue urla come monito per ogni altro stronzo irrispettoso che osa dubitare di me, dimmi che hai capito.<br/>'''Husk''' {{NDR|tremando}}: Capito.<br/>'''Alastor''' {{NDR|torna normale}}: Adorabile. Bella chiacchierata, vecchio mio, sempre bello confrontarsi. *{{NDR|mentre degli squali malavitosi stanno assalendo l'Hotel}} Io forse potrei avere dei problemi con degli squali, forse devo a quei cani-pesce un cinquantamila. E forse potrei aver rubato un'auto. E averla schiantata. Investendo la ragazza dello squalaccio, ma quella troia se lo meritava! ('''Mimzy''') ==Episodio 6, ''Benvenute in Paradiso''== *'''Niffty''': Sembri sfondato, mi sbaglio?<br/>'''Angel Dust''': La giusta domanda è "chi" mi ha sfondato, e la risposta è tutti. Due volte! *'''San Pietro''': Salve, benvenuti in Paradiso! Favorite i vostri nomi, prego.<br/>'''Charlie''': Oh, ehm, Charlie Stella del Mattino.<br/>'''San Pietro''': Charlie Stella del Mattino. Mh, okay, cha-cha-cha-cha-cha... non c'è sulla mia lista. Già. È strano.<br/>'''Charlie''': Ehm, mio padre ha organizzato questo incontro.<br/>'''San Pietro''': Tuo padre, okay.<br/>'''Charlie''': Prova con Lucifero... Stella... del Mattino.<br/>'''San Pietro''': Ohhh, cazzo! Sì! Apperò, che roba. Sicura di essere nel posto giusto? Non è che ti sei persa? *'''Adamo''': Forse hai disertato il tuo esercito, hai scelto la carriera da solista, anzi, è meglio definirlo un... duetto!<br/>'''Vaggie''': Non so di cosa tu stia parlando.<br/>'''Adamo''': Ehi, occhio bello, io ti riconosco anche se non indossi l'uniforme, eri una delle mie più sanguinarie soldatesse. Sempre in prima linea, come si fa a dimenticare una stronza come te? È per questo che ti ho chiamata con l'abbreviazione della cosa che più me lo fa intostare... Vaggie.<br/>'''Vaggie''': A dire il vero si pronuncia "Vagghie".<br/>'''Adamo''': Mhhh... no. Ad ogni modo, hai fatto una grande cazzata. [...] E così la mia Vag-gina detta Vaggie si è messa con la vagina della figlia di Lilith. Evviva l'amore.<br/>'''Lute''': Sì, un amore vile e blasfemo.<br/>'''Adamo''': Cazzutamente sexy. *'''Husk''': Ammetto che "Consenso" è un nome azzeccato per un sexy club.<br/>'''Sir Pentious''': Niffty, ciccia, che stai facendo?<br/>'''Niffty''': Sto scopando. Il pavimento è sporco.<br/>'''Sir Pentious''': Per forza, siamo in un sexy club.<br/>'''Niffty''': Ahhh, mi sembrava che l'Hotel fosse leggermente diverso.<br/>'''Sir Pentious''': Signorina Bomb, io posso offrirle un drink?<br/>'''Cherri Bomb''': Perché? Non siamo arcinemici?<br/>'''Sir Pentious''': Ehm, eh... perché io offro sempre un drink a tutti! *'''Angel Dust''': Beh, dopo questa giornata mi serve un bel drink. Sapete, Val è in fissa per il waterboarding, quel fesso e le sue fisse.<br/>'''Cherri Bomb''': Angel, basta parlare di Val, ti ha già rovinato la giornata, non farti rovinare la serata. {{NDR|gli porge delle pillole}} Ecco, prendi una di queste e ogni preoccupazione svanirà.<br/>'''Husk''': Ecco, ci siamo...<br/>'''Cherri Bomb''': Ohh, evviva, l'ubriacone è sobrio da abbastanza tempo e ci può giudicare.<br/>'''Husk''': Sei tu quello che cerca di andare in Paradiso. Senti, se vuoi mandare a puttane i tuoi progressi prego, fai pure, è che... pensavo fossi meglio di così.<br/>'''Cherri Bomb''': Grazie, gatto guastafeste. Forza Angie, sballiamoci, proprio come ai vecchi tempi.<br/>'''Angel Dust''': Io... non lo so. È stata una lunga giornata e non mi serve strafarmi. {{NDR|Husk sorride}}<br/>'''Cherri Bomb''': Ma dai, stronzetto, se davvero hai lavorato così tanto ti meriti un po' di vero relax, un po' di THC, di PCP con DMT, ah, fanculo, vediamo dove ci sbatte la notte, eh?<br/>'''Angel Dust''': Io... immagino di sì.<br/>'''Sir Pentious''': Cherri, ti ho preso un altro shottino. {{NDR|Cherri lo guarda}} P-perché offro un altro shottino a tutti! Urrà! *'''Sir Pentious''' {{NDR|a Cherri Bomb, nel nightclub}}: Ehi, senti... ho notato che il club ha una sex room. Così, stavo pensando che magari ti andrebbe di, ehm... fare... sesso con me.<br/>'''Cherri Bomb''': Scusa, perché dovresti fare sesso con me?<br/>'''Sir Pentious''': Ehm... eh... Perchè faccio sempre sesso con tutti, io! {{NDR|due demoni lo afferrano e lo trascinano nella sex room}} *'''Valentino''': Troia troietta, Angel Dust? Che cosa ci fai qui, amore? Non hai preso abbastanza cazzi, oggi?<br/>'''Angel Dust''': Spiritoso.<br/>'''Valentino''': {{NDR|riferito a Niffty}} Uh, chi è questa ''chiquita''? Carne fresca per me? {{NDR|Niffty cerca di mordergli il dito}} Ehi!<br/>'''Niffty''': Assaggio la tua ciccia.<br/>'''Valentino''': Ah, mordace, ma il sadomaso tira, si vende bene. ==Episodio 7, ''Ciao Rosie!''== *'''Nifty''': Insomma, dove hai messo le ali?<br/>'''Vaggie''': Niffty, io non ho le ali.<br/>'''Angel Dust''': Io ritengo che il suo problema non sia la mancanza delle ali, piuttosto la mancanza delle tette.<br/>'''Nifty''': Sì, dove hai messo le tette?<br/>'''Vaggie''': Avete altre domande?<br/>'''Husk''': Io ne avrei una. Perché ogni volta che Charlie ha un incontro con il Paradiso, noi finiamo nella merda più merda che mai?<br/>'''Vaggie''': Non è colpa sua. Gli angeli sono-<br/>'''Angel Dust''': Bugiardi?<br/>'''Vaggie''': Complicati. Ma Charlie sta facendo del suo meglio.<br/>'''Husk''': Sì, beh... il suo meglio è di certo il nostro peggio. *'''Alastor''': Oh, Charlie, come ti vedo male, male, ma proprio male.<br/>'''Charlie''': Vattene via, Alastor...<br/>'''Alastor''': Ma insomma, non puoi comportarti così dopo esserti inimicata il Paradiso e aver condannato all'oblio tutti quelli che ami.<br/>'''Charlie''': Senti, sono sufficientemente angosciata senza partecipare al tuo sadico gioco, brutto stronzo.<br/>'''Alastor''': Io non gioco. C'è il tuo pubblico di sotto, i tuoi fan aspettano di sentire che tipo di pirotecnica esperienza hai in serbo per loro.<br/>'''Charlie''': Non ce la faccio, come posso affrontarli dopo averli delusi in questa maniera? Sono venuti da me per trovare la via della salvezza, e hanno trovato solo più dolore. Sono crudele quanto il più crudele dei Signori dell'Inferno. E forse anche di più. Almeno quelli non vanno in giro a dare false speranze.<br/>'''Alastor''': Beh, non mi sarei mai aspettato di vedere un autolesionismo tanto patetico e piagnucoloso.<br/>'''Charlie''': Oh, vaffanculo, Alastor, tu non fai altro che startene lì a sorridere mentre ci guardi cadere e fallire! Come fai a godere così tanto dell'altrui sofferenza?<br/>'''Alastor''': Mia regale ingenuità, tu vedi un sorriso, ma non puoi sapere cosa si cela sotto di esso. Un sorriso è un'arma potentissima e micidiale. Ispira gli amici, costringe i nemici a dubitare e ti dà la garanzia che, qualunque cosa possa capitare, sarai sempre tu ad avere il controllo.<br/>'''Charlie''': Ma io non ce l'ho. Il controllo l'ho completamente perso. La persona a cui ho affidato il mio cuore mi ha mentito per anni, il Paradiso non mi ha concesso nulla, e se anche lo facesse non posso avere prova che l'Hotel funzioni. Adamo ha un esercito esorcista schierato davanti alla mia porta, pronto allo sterminio, e non c'è nulla che io possa fare.<br/>'''Alastor''': Tu non sai una cosina che io so! *'''Vaggie''': Abbiamo un piano basato sulla difesa, dovremo batterci con gli angeli.<br/>'''Husk''': Woah! Ti sei fatta, cazzo?!<br/>'''Vaggie''': Possono essere uccisi.<br/>'''Frank''': La signora del coltello Carmina Caramella ne ha ucciso uno.<br/>'''Vaggie''': Aspetta, tu lo sapevi?<br/>'''Frank''': Oh, sì. Io detto al mio capo un mare di mesi fa.<br/>'''Vaggie''': Pentious!<br/>'''Sir Pentious''': Che c'è? Dicono sempre cazzate! Come potevo sapere che questa non era una cazzata?!<br/>'''Frank''': I conti bancari sono una truffa creata dal governo ombra.<br/>'''Sir Pentious''': Visto? *'''Rosie''': Ma chi hai portato con te? Monello, Alastor, questa è troppo giovane per te! Oh, sto scherzando, immagino che tu possa ancora metterlo in buca!<br/>'''Alastor''': Come, prego? *'''Carmilla Carmine''': Ti sto mostrando i punti deboli della tua tecnica di combattimento. Tecnica di voi angeli sterminatori.<br/>'''Vaggie''': Come hai scoperto che ero un'esorcista? Come?<br/>'''Carmilla Carmine''': Hai una X gigantesca sull'occhio sinistro e impugni una lancia angelica, non serve mica un genio. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} jqzxxswmherlz7kptux527cyu643iie Utente:Giornada 2 213633 1419125 1415321 2026-07-04T18:44:19Z Giornada 5168 + voci 1419125 wikitext text/x-wiki ==Legenda== <small>'''Nota''': questo codice di caratteri è specifico solo ed esclusivamente per questa pagina. Non viene utilizzato in altre pagine di Wikiquote.</small> *Voci create *''Voci con contributi significativi'' ==Letteratura== *''[[Riccardo Bacchelli]]'' (Lo sa il tonno) *''[[Ray Bradbury]]'' (L'estate incantata) *''[[Gesualdo Bufalino]]'' (Diceria dell'untore) *''[[Angela Carter]]'' (Love; ''Notti al circo'') *''[[Bohumil Hrabal]]'' (Treni strettamente sorvegliati) *''[[Dacia Maraini]]'' (La grande festa) *''[[Vladimir Nabokov]]'' (Ada o ardore) *''[[Flannery O'Connor]]'' (La saggezza nel sangue) *''[[Arto Paasilinna]]'' (''Piccoli suicidi tra amici'') *''[[Ferruccio Parazzoli]]'' (1994 - La nudità e la spada) *''[[Isabella Santacroce]]'' (Supernova; ''Zoo''; ''V.M. 18'') *''[[Fulvio Tomizza]]'' (La quinta stagione) *''[[Stefano Zecchi]]'' (Estasi) ==Cinema== ;Robert Altman *''[[Il lungo addio]]'' *[[Quintet]] ;Vicente Aranda *[[Carmen (film 2003)|Per amare Carmen]] ;Marcello Avallone *[[Maya (film)]] ;Pupi Avati *[[I cavalieri che fecero l'impresa]] ;Tomek Bagiński *[[I Cavalieri dello zodiaco (film)]] ;Bruce Berenford *[[Manto nero]] ;Ingmar Bergman *''[[L'ora del lupo]]'' ;Bernardo Bertolucci *''[[Prima della rivoluzione]]'' ;Sergej Vladimirovič Bodrov *[[Il prigioniero del Caucaso]] ;Mauro Bolognini *[[Fatti di gente perbene]] ;Mike Cahill *''[[Another Earth]]'' ;Nando Cicero *[[Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento]] ;Joel ed Ethan Coen *[[A Serious Man]] *[[A proposito di Davis]] ;Sergio Corbucci *[[Mi faccio la barca]] ;Rod Daniel *''[[Voglia di vincere]]'' ;Luciano De Crescenzo *[[Il mistero di Bellavista]] ;Álex de la Iglesia *[[Perdita Durango]] ;Danny De Vito *[[Getta la mamma dal treno]] ;Jonathan Demme *[[Qualcosa di travolgente]] ;Jacques Deray *[[Borsalino (film)]] ;Asghar Farhadi *[[Una separazione]] ;Stephen Frears *[[Florence]] ;Stephen Gaghan *[[Gold - La grande truffa]] ;Jean-Luc Godard *''[[Fino all'ultimo respiro]]'' ;Michael Gottlieb *[[Mannequin]] ;Werner Herzog *[[Cobra Verde]] ;Harry Hook *[[Il signore delle mosche (film 1990)]] ;Spike Jonze *[[Il ladro di orchidee]] ;Lawrence Kasdan *[[Ti amerò... fino ad ammazzarti]] ;John Landis *[[I tre amigos!]] ;Adrian Lyne *[[Attrazione fatale]] ;Anthony Mann *[[Winchester '73]] ;Michael Mann *[[Strade violente]] ;Vincent McEveety *[[Herbie sbarca in Messico]] ;Mario Monicelli e Steno *''[[Vita da cani]]'' ;Ralph Nelson *''[[I gigli del campo]]'' ;Kyle Newman *[[Fanboys]] ;Maurizio Nichetti *[[Domani si balla!]] ;Mike Nichols *[[Comma 22]] ;Noel Nosseck *[[Bolidi nella notte]] ;Francesco Nuti *[[Casablanca, Casablanca]] ;Mamoru Oshii *[[Garm Wars - L'ultimo druido]] ;John Pasquin *[[Santa Clause]] ;Jordan Peele *[[Nope]] ;Arthur Penn *[[Missouri (film)]] ;Donald Petrie *[[Mystic Pizza]] ;Claude Pinoteau *[[Il tempo delle mele]] *[[Il tempo delle mele 2]] ;Jay Roach *[[Austin Powers - Il controspione]] ;Robert Rossen *[[Tutti gli uomini del re (film 1949)]] ;David O. Russell *[[Amsterdam (film 2022)]] ;Martin Scorsese *[[Killers of the Flower Moon]] ;Arthur Allan Seidelman *[[Ercole a New York]] ;Dominic Sena *[[Kalifornia]] ;Sergio Sollima *''[[Corri uomo corri]]'' ;Patrick Stettner *[[Una voce nella notte]] ;Oliver Stone *[[U Turn - Inversione di marcia]] ;Paolo e Vittorio Taviani *[[Cesare deve morire]] ;Norman Tokar *[[Una ragazza, un maggiordomo e una lady]] ;Giuseppe Tornatore *[[Stanno tutti bene]] ;Lars von Trier *[[La casa di Jack]] ;David Twohy *[[The Arrival (film 1996)]] ;Jean-Claude Van Damme *[[La prova (film)]] ;Gus Van Sant *[[Drugstore Cowboy]] ;Jeff Wadlow *[[Fantasy Island]] ;William A. Wellman *[[È nata una stella (film 1937)]] ;Gene Wilder *[[La signora in rosso]] ;Michael Winner *[[Chato]] ;Steven Zaillian *[[Tutti gli uomini del re (film 2006)]] ;Luigi Zampa *[[Il mostro (film 1977)]] ;Gianni Zanasi *[[War - La guerra desiderata]] ==Arti figurative== *[[Lanfranco Frigeri]] o2z9dpodni3yvnzxcou1t7tdoo4x8ug Sam Peckinpah 0 219912 1419143 1388045 2026-07-05T08:27:35Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1419143 wikitext text/x-wiki [[File:Sam Peckinpah.JPG|miniatura|Sam Peckinpah (1968)]] '''David Samuel Peckinpah''' (1925 – 1984), regista e sceneggiatore statunitense. ==Citazioni su Sam Peckinpah== *Diresse alcuni dei capolavori della New Hollywood, divenendo il simbolo della sua tendenza più aggressiva e anticonformista, in aspro conflitto con la logica delle majors. A lungo contestato e molto spesso boicottato dalla maggioranza della critica, fu invece prediletto dalla più avvertita cinefilia europea. In tempi recenti la sua opera è stata universalmente ritenuta cruciale per l'evoluzione del cinema americano e, più in generale, per la ristrutturazione dell'immaginario collettivo postmoderno: di incalzante e avvincente figuratività, è al contempo iperrealistica e barocca, "politicamente scorretta" eppure in sintonia con gli ideali libertari della generazione "sessantottina", capace di elaborare una visione in cui il lato oscuro della Frontiera e del mito americano diviene epico affresco, poema nostalgico, brutale ritratto del disfacimento fisico e morale dei suoi tormentati eroi. ([[Valerio Caprara]]) ==Filmografia== *''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956) – sceneggiatore *''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'' (1961) – regista *''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962) – regista *''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'' (1969) – regista e sceneggiatore *''[[La ballata di Cable Hogue]]'' (1970) – regista e produttore ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Peckinpah, Sam}} [[Categoria:Registi statunitensi]] [[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]] 7eyrlyehhak0t14y3zpbbgwmcyxfz1u Flora Tabanelli 0 223571 1419117 1415864 2026-07-04T16:33:13Z Vale93b 2254 /* Citazioni di Flora Tabanelli */ 1419117 wikitext text/x-wiki [[File:Flora_Tabanelli_2025_(1).jpg|thumb|Flora Tabanelli nel 2025]] '''Flora Tabanelli''' (2007 – vivente), sciatrice freestyle italiana. ==Citazioni di Flora Tabanelli== {{cronologico}} *I miei [...] gestiscono un rifugio sull'Appennino e lì, a due anni, ho messo gli sci ai piedi.<ref name=cotto2>Dall'intervista di Daniela Cotto, ''"Quando salto mi sento libera, Tomba veniva al nostro rifugio"'', ''La Stampa'', 28 marzo 2025.</ref> *Quando eravamo piccoli {{ndr|[[Alberto Tomba]]}} veniva al rifugio dei miei genitori. E ora la cosa bella è che chiama me e Miro quando facciamo bene nelle gare.<ref name=cotto2 /> *{{ndr|[[Federica Brignone]]}} Per me è un'ispirazione. Il suo sostegno mi ha aiutato tanto, mi ha dato forza.<ref>Dall'intervista di Mario Nicoliello, ''[https://www.avvenire.it/agora/sport/flora-tabanelli-vi-racconto-la-mia-medaglia-con-il-crociato-rotto_104715 Flora Tabanelli: «Vi racconto la mia medaglia con il crociato rotto»]'', ''avvenire.it'', 17 febbraio 2026.</ref> *{{ndr|Durante i salti}} Blocco il tempo, per chi guarda la gara da fuori il salto sembra velocissimo. Ma, dalla mia prospettiva, invece il tempo non passa mai.<ref name=cotto>Dall'intervista di Daniela Cotto, ''"Dopo il bronzo mi aspetta la maturità Quando salto il tempo si ferma"'', ''La Stampa'', 18 febbraio 2026.</ref> *Noi tre fratelli [...] abbiamo avuto la migliore infanzia possibile [...] a casa avevamo tappeti, giochi e un fantastico giardino. Siamo cresciuti all'aria aperta senza telefonino fino a undici anni. Poi per tornare al rifugio dove abitavamo c'era da camminare tantissimo. Da piccola io ero pigra e piangevo. Non ce la facevo ma non avevo alternative, ho dovuto imparare.<ref name=cotto /> *Facevo sci, pattinaggio sul ghiaccio, ginnastica artistica, snowboard. Mio fratello si costruiva i salti da solo, mi ha incuriosita. E quando avevo 13/14 anni ho provato il primo salto, sulla neve fresca, così da attutire la caduta [...] sono atterrata di collo. Ma ho subito voluto riprovarci.<ref name=sessa>Dall'intervista di Francesco Sessa, ''[https://www.corriere.it/sport/olimpiadi-invernali/26_marzo_01/flora-tabanelli-intervista-sci-freestyle-62a8341b-d84f-433f-a6ac-3403e92e6xlk.shtml Flora Tabanelli: «Io timida, parlo sciando. Quattro anni fa il primo salto: sono caduta di collo. La medaglia è sempre in tasca»]'', ''corriere.it'', 1º marzo 2026.</ref> *Non mi abituerò mai a parlare in pubblico. Sono timida, non sono chiacchierona nemmeno tra amici.<ref name=sessa /> *Quando sono caduta lo [[sconforto]] è durato poco, perché avevo un obiettivo più grande. [...] Le insicurezze ci sono e ti servono per capire qual è la cosa più importante.<ref name=lonelytabi>Dall'intervista di Costanza Orlando, ''[https://open.spotify.com/episode/3Qo3N8GNXHE0BV7jYu0gNk LONELY TABI // FLORA TABANELLI]'', Est Radio, 1 aprile 2026.</ref> *La [[paura]] è qualcosa che bisogna conoscere, sai che è qualcosa che ti ferma se stai andando oltre un limite [...] però è qualcosa che devi superare.<ref name=lonelytabi /> ==Citazioni su Flora Tabanelli== *Averla in squadra con me mi ha insegnato ad essere anche più responsabile non solo per me stesso ma anche per gli altri, lasciandole i suoi spazi. ([[Miro Tabanelli]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Miro Tabanelli]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Tabanelli, Flora}} [[Categoria:Sportivi italiani]] 197xpyfi5u9h2i1ji0idcg83knyu5cg 1419118 1419117 2026-07-04T16:34:00Z Vale93b 2254 /* Citazioni di Flora Tabanelli */ 1419118 wikitext text/x-wiki [[File:Flora_Tabanelli_2025_(1).jpg|thumb|Flora Tabanelli nel 2025]] '''Flora Tabanelli''' (2007 – vivente), sciatrice freestyle italiana. ==Citazioni di Flora Tabanelli== {{cronologico}} *I miei [...] gestiscono un rifugio sull'Appennino e lì, a due anni, ho messo gli sci ai piedi.<ref name=cotto2>Dall'intervista di Daniela Cotto, ''"Quando salto mi sento libera, Tomba veniva al nostro rifugio"'', ''La Stampa'', 28 marzo 2025.</ref> *Quando eravamo piccoli {{ndr|[[Alberto Tomba]]}} veniva al rifugio dei miei genitori. E ora la cosa bella è che chiama me e Miro quando facciamo bene nelle gare.<ref name=cotto2 /> *{{ndr|[[Federica Brignone]]}} Per me è un'ispirazione. Il suo sostegno mi ha aiutato tanto, mi ha dato forza.<ref>Dall'intervista di Mario Nicoliello, ''[https://www.avvenire.it/agora/sport/flora-tabanelli-vi-racconto-la-mia-medaglia-con-il-crociato-rotto_104715 Flora Tabanelli: «Vi racconto la mia medaglia con il crociato rotto»]'', ''avvenire.it'', 17 febbraio 2026.</ref> *{{ndr|Durante i salti}} Blocco il tempo, per chi guarda la gara da fuori il salto sembra velocissimo. Ma, dalla mia prospettiva, invece il tempo non passa mai.<ref name=cotto>Dall'intervista di Daniela Cotto, ''"Dopo il bronzo mi aspetta la maturità Quando salto il tempo si ferma"'', ''La Stampa'', 18 febbraio 2026.</ref> *Noi tre fratelli [...] abbiamo avuto la migliore infanzia possibile [...] a casa avevamo tappeti, giochi e un fantastico giardino. Siamo cresciuti all'aria aperta senza telefonino fino a undici anni. Poi per tornare al rifugio dove abitavamo c'era da camminare tantissimo. Da piccola io ero pigra e piangevo. Non ce la facevo ma non avevo alternative, ho dovuto imparare.<ref name=cotto /> *Facevo sci, pattinaggio sul ghiaccio, ginnastica artistica, snowboard. Mio fratello si costruiva i salti da solo, mi ha incuriosita. E quando avevo 13/14 anni ho provato il primo salto, sulla neve fresca, così da attutire la caduta [...] sono atterrata di collo. Ma ho subito voluto riprovarci.<ref name=sessa>Dall'intervista di Francesco Sessa, ''[https://www.corriere.it/sport/olimpiadi-invernali/26_marzo_01/flora-tabanelli-intervista-sci-freestyle-62a8341b-d84f-433f-a6ac-3403e92e6xlk.shtml Flora Tabanelli: «Io timida, parlo sciando. Quattro anni fa il primo salto: sono caduta di collo. La medaglia è sempre in tasca»]'', ''corriere.it'', 1º marzo 2026.</ref> *Non mi abituerò mai a parlare in pubblico. Sono timida, non sono chiacchierona nemmeno tra amici.<ref name=sessa /> *Quando sono caduta lo sconforto è durato poco, perché avevo un obiettivo più grande. [...] Le [[insicurezza|insicurezze]] [...] ti servono per capire qual è la cosa più importante.<ref name=lonelytabi>Dall'intervista di Costanza Orlando, ''[https://open.spotify.com/episode/3Qo3N8GNXHE0BV7jYu0gNk LONELY TABI // FLORA TABANELLI]'', Est Radio, 1 aprile 2026.</ref> *La [[paura]] è qualcosa che bisogna conoscere, sai che è qualcosa che ti ferma se stai andando oltre un limite [...] però è qualcosa che devi superare.<ref name=lonelytabi /> ==Citazioni su Flora Tabanelli== *Averla in squadra con me mi ha insegnato ad essere anche più responsabile non solo per me stesso ma anche per gli altri, lasciandole i suoi spazi. ([[Miro Tabanelli]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Miro Tabanelli]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Tabanelli, Flora}} [[Categoria:Sportivi italiani]] n8ksvqs6meqwx0y61vnmw2he6o8knqs Discussioni utente:Mirco con la C 3 225646 1419082 2026-07-04T12:22:03Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1419082 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:22, 4 lug 2026 (CEST)}} ciosi60ugnvnl0uomn2cq088424j7i8 Discussioni utente:Lazar Taci 3 225647 1419090 2026-07-04T13:18:17Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1419090 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:18, 4 lug 2026 (CEST)}} a7im0sxtu485vi3n94ze32or9z0n69d Lawrence Stone 0 225648 1419091 2026-07-04T14:03:01Z Gaux 18878 Lawrence Stone 1419091 wikitext text/x-wiki '''Lawrence Stone''' (1919 – 1999), storico britannico. ==Citazioni di Lawrence Stone== *Se dobbiamo inserire il [[Puritani|puritanesimo]] nella sua giusta prospettiva, e se vogliamo spiegarci la sua stupefacente popolarità nel primo Seicento, è ovvio che un'indagine sulle manchevolezze della Chiesa istituzionale sarà tanto importante quanto la dimostrazione della forza attrattiva del puritanesimo. Ciò è particolarmente vero in quanto l'unica cosa che tenesse insieme i diversi gruppi puritani nei primi anni Quaranta del Seicento era una radicale antipatia per la chiesa laudiana.<ref>Da ''Viaggio nella storia'' (''The past and the present''), traduzione di Enrico Basaglia, Editori Laterza, Roma-Bari, 1987, parte seconda, cap, VI, p. 147. 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Ciò è particolarmente vero in quanto l'unica cosa che tenesse insieme i diversi gruppi puritani nei primi anni Quaranta del Seicento era una radicale antipatia per la chiesa laudiana.<ref>Da ''Viaggio nella storia'' (''The past and the present''), traduzione di Enrico Basaglia, Editori Laterza, Roma-Bari, 1987, parte seconda, cap, VI, p. 147. 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Ciò è particolarmente vero in quanto l'unica cosa che tenesse insieme i diversi gruppi puritani nei primi anni Quaranta del Seicento era una radicale antipatia per la chiesa laudiana.<ref>Da ''Viaggio nella storia'' (''The past and the present''), traduzione di Enrico Basaglia, Editori Laterza, Roma-Bari, 1987, parte seconda, cap, VI, p. 147. 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Ciò è particolarmente vero in quanto l'unica cosa che tenesse insieme i diversi gruppi puritani nei primi anni Quaranta del Seicento era una radicale antipatia per la chiesa laudiana.<ref>Da ''Viaggio nella storia'' (''The past and the present''), traduzione di Enrico Basaglia, Editori Laterza, Roma-Bari, 1987, parte seconda, cap, VI, p. 147. 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Ciò è particolarmente vero in quanto l'unica cosa che tenesse insieme i diversi gruppi puritani nei primi anni Quaranta del Seicento era una radicale antipatia per la chiesa laudiana<ref>Riferimento all'arcivescovo anglicano inglese William Laud.</ref><ref>Da ''Viaggio nella storia'' (''The past and the present''), traduzione di Enrico Basaglia, Editori Laterza, Roma-Bari, 1987, parte seconda, cap, VI, p. 147. ISBN 88-420-2834-7</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stone, Lawrence}} [[Categoria:Storici britannici]] 5tabjkpacyrl0ayc35m6xc7ybvdx8sq 1419097 1419096 2026-07-04T14:13:19Z Gaux 18878 /* Citazioni di Lawrence Stone */ integrazioni 1419097 wikitext text/x-wiki [[File:Lawrence Stone (1967) (cropped).jpg|thumb|upright=0.7|Lawrence Stone]] '''Lawrence Stone''' (1919 – 1999), storico britannico. ==Citazioni di Lawrence Stone== *Se dobbiamo inserire il [[Puritani|puritanesimo]] nella sua giusta prospettiva, e se vogliamo spiegarci la sua stupefacente popolarità nel primo Seicento, è ovvio che un'indagine sulle manchevolezze della Chiesa istituzionale sarà tanto importante quanto la dimostrazione della forza attrattiva del puritanesimo. Ciò è particolarmente vero in quanto l'unica cosa che tenesse insieme i diversi gruppi puritani nei primi anni Quaranta del Seicento era una radicale antipatia per la chiesa laudiana<ref>Riferimento all'arcivescovo anglicano inglese [[William Laud]] (1573-1645).</ref>.<ref>Da ''Viaggio nella storia'' (''The past and the present''), traduzione di Enrico Basaglia, Editori Laterza, Roma-Bari, 1987, parte seconda, cap, VI, p. 147. ISBN 88-420-2834-7</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stone, Lawrence}} [[Categoria:Storici britannici]] ic2knbjcaot3llprxcqy6ed1ntzku4d Discussioni utente:Palmiericcardo 3 225649 1419095 2026-07-04T14:09:55Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1419095 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:09, 4 lug 2026 (CEST)}} jhx7yeni0s5mlhy1wa0it7grf7ra5ko Il prigioniero del Caucaso 0 225650 1419119 2026-07-04T16:36:01Z Giornada 5168 Creata pagina con "{{Film |titolo = Il prigioniero del Caucaso |titolo alfabetico = Prigioniero del Caucaso |titolo originale = Kavkazskiy plennik |immagine = |didascalia = |paese = [[Russia]] |paese 2 = [[Kazakistan]] |anno uscita = 1996 |durata = 99 min |genere = Drammatico |regista = [[Sergej Vladimirovič Bodrov]] |soggetto = [[Lev Tolstoj]] |sceneggiatore = Sergej Vladimirovič Bodrov, [[Arif Aliyev]] e [[Boris Giller]] |attori = *[[Oleg Menšikov]]: Saša Kostylin *Sergej Serge..." 1419119 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo = Il prigioniero del Caucaso |titolo alfabetico = Prigioniero del Caucaso |titolo originale = Kavkazskiy plennik |immagine = |didascalia = |paese = [[Russia]] |paese 2 = [[Kazakistan]] |anno uscita = 1996 |durata = 99 min |genere = Drammatico |regista = [[Sergej Vladimirovič Bodrov]] |soggetto = [[Lev Tolstoj]] |sceneggiatore = Sergej Vladimirovič Bodrov, [[Arif Aliyev]] e [[Boris Giller]] |attori = *[[Oleg Menšikov]]: Saša Kostylin *[[Sergej Sergeevič Bodrov]]: Ivan (Vanja) Žilin *[[Jemal Sikharulidze]]: Abdul-Murat *[[Susanna Mekhraliyeva]]: Dina |doppiatori italiani = *[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]]: Saša Kostylin *[[Alessio Cigliano]]: Ivan (Vanja) Žilin *[[Omero Antonutti]]: Abdul-Murat }} '''''Il prigioniero del Caucaso''''' (''Kavkazskiy plennik''), film russo del 1996, regia di [[Sergej Bodrov]]. ==Frasi== *Cara mamma, sono stato catturato insieme al mio sergente. Non preoccuparti: Abdul-Murat, l'uomo che ci tiene prigionieri, vuole scambiarci con suo figlio. Ci tratta molto bene, ma se puoi, vieni qui al più presto. Di questa lettera è meglio che non parli con nessuno. ('''Vanja''' {{NDR|[[lettere dai film|Lettera]]}}) ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Asman''': Abdul, complimenti! Volevi un russo e te ne ritrovi due, invece. Uno puoi sgozzarlo.<br/>'''Abdul''': E se poi crepa quell'altro, che faccio? *'''Vanja''': Che ci faranno? Ci uccideranno?<br/>'''Saša''': Mmh. Sarà difficile. Queste catene costano soldi. Ci venderanno. *'''Uomo 1''': Quanto hai pagato per i due soldati?<br/>'''Abdul''': Non ho pagato. Asman me li ha lasciati così, erano mezzi morti.<br/>'''Uomo 1''': Hai fatto male a portarli qui, i russi lo verranno a sapere. Saranno guai per i villaggio: dovevi ucciderli.<br/>'''Abdul''': Non avevo scelta. I russi hanno mio figlio, è stato preso durante un rastrellamento. Adesso lo tengono in prigione, giù in città. Ho provato a offrire dei soldi per riscattarlo, ma il comandante ha avuto paura a prenderli, così adesso ho pensato di proporgli uno scambio di prigionieri: i due russi contro mio figlio, da farsi fra due giorni.<br/>'''Uomo 2''': Certo non ci si può fidare dei russi, però, con un po' d'impegno e di astuzia, si può sempre riuscire a ingannarli.<br/>'''Uomo 1''': E se non ci si riesce? Per me è sempre meglio ammazzarli.<br/>'''Abdul''': I russi faranno bene a rispettare gli accordi che prenderemo, perché se cercheranno di ingannarmi, io mi berrò il loro sangue. *'''Vanja''': Compagno sergente, ha detto che ci venderanno, ma non capisco: chi avrebbe interesse a comperarci?<br/>'''Saša''': Te, Vanja, sarà difficile che qualcuno ti compri. Per me sgancerò il comandante: è la terza guerra che facciamo insieme. Eh, di te, invece, nessuno sa che cazzo farsene.<br/>'''Vanja''': Anch'io imparerò a combattere.<br/>'''Saša''': Ah, troppo tardi. E poi, guarda, i soldi per tutti e due quelli di sicuro non ce l'hanno. Te lo garantisco: dei pezzenti.<br/>'''Vanja''': Allora che fine faccio io?<br/>'''Saša''': Ti ammazzeranno.<br/>'''Vanja''': Se lo faranno, la prego, lei non dica niente: non voglio che mia madre lo sappia subito.<br/>'''Saša''': Va bene, Jilin, non frignare. Li convincerò a pagare anche per te. Io comunque valgo di più. Dimenticavo di dirti una cosetta interessante: possiamo dire addio ai coglioni.<br/>'''Vanja''': In che senso?<br/>'''Saša''': Come "in che senso?" Nel senso che qui hanno l'usanza di tagliarti le palle. Hai scopato almeno una volta?<br/>'''Vanja''': Certo.<br/>'''Saša''': Oh, certo! Allora è tutto a posto, non c'è da preoccuparsi: te la sei spassata.<br/>'''Vanja''': Peccato, però!<br/>'''Saša''': Oh, che strazio! Ma lo sai che sei veramente una lagna? "Peccato, peccato..." A proposito, mi chiamo Saša, Sly.<br/>'''Vanja''': Capito.<br/>'''Saša''': Ah, che cosa vuoi aver capito? Sly, come [[Sylvester Stallone|Stallone]]. *'''Vanja''': Non posso ancora crederci che ci lasciano andare.<br/>'''Saša''': Non si può ancora dire, infatti.<br/>'''Vanja''': Dove sono andati a finire? Chissà, forse ci mandano anche in licenza.<br/>'''Saša''': E per quali meriti, scusa?<br/>'''Vanja''': Be', possiamo scrivere un rapporto. Diremi di aver catturato cinque guerriglieri, o sei.<br/>'''Saša''': Uhm, e dove sono finiti?<br/>'''Vanja''': Be', sono... scappati.<br/>'''Saša''': Allora, scusa, perché soltanto cinque o sei? Dieci suona meglio. *{{NDR|Vanja e Saša raccolgono petro sul greto di un fiume, sorvegliati dal ceceno Hassan}}<br/>'''Saša''': Pausa, Hassan! Guarda già quante ce ne sono! Eh! Spiegami una cosa che non ho capito: tu non sei sordo, però fai "mh mh". Non ce l'hai la lingua? {{NDR|Hassan scuote la testa}} Te l'ahnno tagliata? {{NDR|Hassan annuisce}} E i coglioni, ce l'hai?<br/>'''Hassan''': Ah ah!<br/>'''Saša''': Žilin, tu che sceglieresti? Palle o lingua? *'''Vanja''': Saša, pensavo: mia madre riceve la lettera, e poi? Poi che succede?<br/>'''Saša''': E poi, Vanja, lo mettono in culo. Ti piacerebbe tornare qui?<br/>'''Vanja''': No.<br/>'''Saša''': A me sì, invece. Ma ci verrei con un altro equipaggiamento: scarpe da ginnastica, a te un kalašnikov e a me una mitragliatrice. Guarda, entriamo nel cortile, facciamo fuoco a volontà e mandiamo Hassan e Abdul dritti dritti all'altro mondo. Ah, la ragazzina ci inviterà a casa. Oh, Vanja, in casa non ci siamo ancora stati.<br/>'''Vanja''': Io non voglio ucciderli.<br/>'''Saša''': Devi, Vanja. È la guerra. *'''Dina''': Zarakhmat è morto. Ti rimane solo una notte di vita. <br/>'''Vanja''': Aiutami.<br/>'''Dina''': Non posso. 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('''Vanja''' {{NDR|[[voce fuori campo]]}}) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] 4zjmhfpqa2kvenw4k9r03dbxziwv8fi Discussioni utente:Seby crisu 3 225651 1419126 2026-07-04T19:46:12Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1419126 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:46, 4 lug 2026 (CEST)}} lrlo8c9h4768jsbgtxemfny1w60vp0y Discussioni utente:AlexG007 GP 3 225652 1419131 2026-07-05T06:58:37Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1419131 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:58, 5 lug 2026 (CEST)}} qkk6ulyuob8wzjnjy7y9lxm3yftq6nl Discussioni utente:SieurArouet 3 225653 1419133 2026-07-05T07:05:11Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1419133 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:05, 5 lug 2026 (CEST)}} d83btr40m5p5audokrou7lphmslygfe La ballata di Cable Hogue 0 225654 1419138 2026-07-05T08:17:27Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = La ballata di Cable Hogue |titolo alfabetico = Ballata di Cable Hogue |genere = western |regista = [[Sam Peckinpah]] |sceneggiatore = [[John Crawford (attore)|John Crawford]], [[Edmund Penney]] |produttore = Sam Peckinpah |attori = *[[Jason Robards]]: Cable Hogue *[[Stella Stevens]]: Hildy *[[David Warner]]: Joshua Duncan Sloan *[[Strother Martin]]: Bowen *[[L.Q. 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Mi ha sempre fatto paura questa vita; ora, debbo affrontare l'altra. ('''Hogue''') *È probabile che abbia imbrogliato, ma era molto corretto: ricchi o poveri, li fregava tutti alla stessa maniera. ('''Joshua''') ==Citazioni su ''La ballata di Cable Hogue''== *È forse – con ''I compari'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[il Morandini]]'') ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film western]] b620joaxhile8lk9ombl17cxu6pjnan 1419154 1419138 2026-07-05T09:22:49Z Spinoziano 2297 /* Citazioni su La ballata di Cable Hogue */ 1419154 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = La ballata di Cable Hogue |titolo alfabetico = Ballata di Cable Hogue |genere = western |regista = [[Sam Peckinpah]] |sceneggiatore = [[John Crawford (attore)|John Crawford]], [[Edmund Penney]] |produttore = Sam Peckinpah |attori = *[[Jason Robards]]: Cable Hogue *[[Stella Stevens]]: Hildy *[[David Warner]]: Joshua Duncan Sloan *[[Strother Martin]]: Bowen *[[L.Q. Jones]]: Taggart *[[Slim Pickens]]: Ben Fairchild *[[Peter Whitney]]: Cushing *[[R.G. Armstrong]]: Quittner *[[Gene Evans]]: Clete *[[William Mims]]: Jensen *[[Kathleen Freeman]]: signora Jensen *[[Susan O'Connell]]: Claudia *[[Vaughn Taylor]]: Powell *[[James Anderson (attore)|James Anderson]]: pastore |doppiatori italiani = *[[Ennio Balbo]]: Cable Hogue *[[Paila Pavese]]: Hildy *[[Gianfranco Bellini]]: Joshua Duncan Sloan }} '''''La ballata di Cable Hogue''''', film statunitense del 1970 con [[Jason Robards]], regia di [[Sam Peckinpah]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Se non si riesce ad entrare in [[Paradiso e inferno|paradiso]], tanto vale adattarsi all'[[Paradiso e inferno|inferno]]. ('''Joshua''') *Non ne vale la pena, Hogue: la [[vendetta]] prende sempre d'acido. Ti conviene dimenticare. ('''Hildy''') *Sbagliare è umano, perdonare è divino.<ref>{{Cfr}} [[Alexander Pope]]: «Errare è umano, perdonare è divino».</ref> ('''Joshua''') *Non è tanto il fatto di [[Morte|morire]] che dà fastidio, quanto il fatto di non sapere quello che diranno di te, ecco tutto. Mi ha sempre fatto paura questa vita; ora, debbo affrontare l'altra. ('''Hogue''') *È probabile che abbia imbrogliato, ma era molto corretto: ricchi o poveri, li fregava tutti alla stessa maniera. ('''Joshua''') ==Citazioni su ''La ballata di Cable Hogue''== *È forse – con ''I compari'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[il Morandini]]'') *L'oriundo pellerossa Peckinpah, accanito predicatore della violenza, non si sottrae al suo credo pur stemperandolo con l'ironia in un western discontinuo e fuori dai soliti canoni, che sottolinea i guasti provocati dal progresso. In effetti, nonostante il ghigno luciferino del cupo Jason Robards, indiani e frecce sono un'altra cosa. ([[Massimo Bertarelli]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film western]] dsk64kgwa8btknzvvemotjtce47tfb0 The Ballad of Cable Hogue 0 225655 1419139 2026-07-05T08:18:57Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[La ballata di Cable Hogue]] 1419139 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[La ballata di Cable Hogue]] t3116dul1g1mdw5uq0ho883fuatno0e Cesare G. Romana 0 225656 1419145 2026-07-05T08:47:33Z Superchilum 630 Creata pagina con "'''Cesare G. Romana''' (1942 – 2020), critico musicale e giornalista italiano. *[...] per noi liguri in esilio, [[Genova]] è – superfluo dirlo – il mare e il suo odore che arriva fino ai monti, quando la tramontana ripulisce l'aria. O il lépego che ti si attacca addosso come una camicia umida, quando l'aria si incolla allo scirocco.<br/>Genova è il suo dialetto arabo, la grazia agra delle bagasce che ne adornano i vicoli. È le sue canzoni – di emigranti che..." 1419145 wikitext text/x-wiki '''Cesare G. Romana''' (1942 – 2020), critico musicale e giornalista italiano. *[...] per noi liguri in esilio, [[Genova]] è – superfluo dirlo – il mare e il suo odore che arriva fino ai monti, quando la tramontana ripulisce l'aria. O il lépego che ti si attacca addosso come una camicia umida, quando l'aria si incolla allo scirocco.<br/>Genova è il suo dialetto arabo, la grazia agra delle bagasce che ne adornano i vicoli. È le sue canzoni – di emigranti che rimpiangono e se possono ritornano, lungo le strade profonde che il vento scava tra le onde e che le onde cancellano subito.<br/>Genova è anche la voglia di esserci e quella di scapparne, è una madre che ti porge la sua tetta asciutta e poi ti frusta o ti ferisce con carezze ruvide, è un'amante che ti sconvolge i sensi e poi non si dà. Noi tutti l'amiamo controvoglia e controvento, con un amore da inabili e una fregola non condivisa, che ti costringe a tradirla per sopravvivere e poter tornare da lei.<br/>[...] Genova è il tuo primo oceano e il tuo primo asfalto, la prima scopata e la prima voglia di saltare oltre l'orizzonte. Ed è di più, una serie smisurata di prime volte: il primo whisky, la prima amante, la prima moglie, il primo figlio. [...]<br/> Ma Genova è anche gli amici vivi che da lontano ti vedono crescere e invecchiare, per esempio i ''pescuèi'' che, proprio come ne «Il pescatore», hanno la faccia solcata da rughe che sembrano sorrisi e, qualsiasi cosa tu gli confidi, l'hanno già saputa dal mare.<ref>Da ''Amico fragile. {{small|Fabrizio De André}}'', Sperling & Kupfer, 1999, pp. 7-8. ISBN 88-200-1214-6</ref> == Note == <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Romana, Cesare G.}} [[Categoria:Critici musicali italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] e1wn95zm28evsqkdd24glc7fnhi9v5v Cesare Romana 0 225657 1419149 2026-07-05T08:49:50Z Superchilum 630 Redirect alla pagina [[Cesare G. Romana]] 1419149 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Cesare G. Romana]] dqttxpvt8e3ucy7huz05vca4smwxjzh Discussioni utente:Eliveundtwell 3 225658 1419164 2026-07-05T11:47:05Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1419164 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 13:47, 5 lug 2026 (CEST)}} d71ximvk8yr81rxdv7kx6iy3e976f2y